Capitolo 6
La disoccupazione
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Capitolo 6: La disoccupazione
1
Il percorso
La disoccupazione
 Tasso
di disoccupazione naturale (§ 6.1)
 CAUSE della disoccupazione:
Disoccupazione frizionale (§ 6.2)
 Disoccupazione strutturale (§ 6.3)

 salario
minimo
 sindacati e contrattazione collettiva
 il salario di efficienza


I connotati della disoccupazione (§ 6.4)
Tendenze nel tempo (Usa, Europa, Italia)
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2
Tasso naturale di disoccupazione
In questo capitolo viene studiata la disoccupazione
presente nel sistema economico anche nel lungo
periodo.
Definizione: Il tasso naturale di disoccupazione
è il tasso di disoccupazione medio attorno a
cui l’economia fluttua
Il tasso di disoccupazione corrente può essere
superiore o inferiore a quello naturale.
È superiore a quello naturale durante periodi di
recessione economica e inferiore durante i periodi di
espansione (boom).
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Capitolo 6: La disoccupazione
3
La disoccupazione
Tasso naturale e tasso corrente
11
Percentuale della forza lavoro
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1955
1960
1965
1970
Tasso di disoccupazione
1975
1980
1985
1990
1995
2000
Tasso naturale di disoccupazione
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4
Il tasso naturale di disoccupazione
Ogni giorno ci sono lavoratori che vengono
licenziati o che volontariamente lasciano il
posto di lavoro, e ci sono disoccupati che
trovano una nuova occupazione.
Questo perpetuo flusso e reflusso determina la
quota della forza lavoro che è disoccupata.
Svilupperemo un modello della dinamica della
forza lavoro che possa spiegare il tasso
naturale di disoccupazione.
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5
Il tasso naturale di disoccupazione
Notazione
L: Forza lavoro totale (L = O + D)
D: Stock di disoccupati in ogni istante di tempo
O: Stock di occupati in ogni istante di tempo
tasso di disoccupazione: D/L
s: Tasso di separazione Percentuale di occupati
che perde il lavoro in un dato periodo di tempo
o: Tasso di occupazione Percentuale di
disoccupati che trova lavoro in un dato periodo di
tempo
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6
Il tasso naturale di disoccupazione
Notazione
Per stabilire cosa determina il tasso di
disoccupazione, ipotizziamo che la forza
lavoro sia fissa e concentriamoci sulla
transizione dei singoli individui che
compongono la forza lavoro dalla situazione
di occupazione a quella di disoccupazione e
viceversa.
Questa dinamica è sintetizzata graficamente nella
figura 6.2
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7
Il tasso naturale di disoccupazione
Perdita del lavoro e nuovi occupati
sxO
Separazione dal lavoro
O: occupati
D: disoccupati
Ottenimento del lavoro
oxD
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8
Il tasso naturale di disoccupazione
Perdita del lavoro e nuovi occupati
In ogni istante di tempo ci sono:
sxO
nuovi disoccupati
oxD
nuovi occupati
Quando il numero di nuovi occupati è uguale al
numero di nuovi disoccupati il tasso di
disoccupazione non cambia:
o
x
D=s
x
O
Questa equazione definisce l’equilibrio di stato
stazionario in cui la disoccupazione non cambia.
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9
Il tasso naturale di disoccupazione
Perdita del lavoro e nuovi occupati
La condizione di stato stazionario permette di identificare il
tasso di disoccupazione naturale.
Poiché O = (L – D) cioè il numero degli occupati è uguale
alla differenza tra il numero dei partecipanti alla forza
lavoro e quello dei disoccupati, allora:
s x O = s x (L – D) = s x L – s x D
In stato stazionario (o x D = s x O) :
oxD=sxL–sxD
quindi:
(o + s) D = s x L
Calcoliamo il tasso di disoccupazione naturale: D/L
D/L =s/ (o + s)
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10
Il tasso naturale di disoccupazione
Perdita del lavoro e nuovi occupati
Tasso di disoccupazione: D/L =s/ (o + s)
Questa equazione dimostra che il tasso di
disoccupazione di stato stazionario (cioè quella a
cui l’economia tende nel lungo periodo) dipende
dal tasso di separazione s e dal tasso di
ottenimento o
Quanto più elevato è s, tanto più elevato è D/L ;
quanto più elevato è
o, tanto più basso è D/L
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11
Esempio
Calcolo del tasso di disoccupazione naturale
Se ogni mese:

L’1% dei lavoratori impiegati perde il proprio
lavoro
s = 0,01

Il 20% dei disoccupati trova un nuovo lavoro
o = 0,20
Allora il tasso naturale di disoccupazione è dato da:
D
s
0,01


 0,0476  4,7%
L s  o 0,01  0,20
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12
Il tasso di disoccupazione naturale
Politiche economiche
Politiche economiche.
Il tasso di disoccupazione naturale cala se:
 o aumenta
 s diminuisce
È necessario studiare le cause di o e s
Attuare politiche che permettano di cambiare
questi tassi.
Questo modello non riesce a dare risposta
a una domanda fondamentale: perché
c’è disoccupazione?
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13
Cause della disoccupazione
La ricerca del lavoro e la rigidità dei salari
Esamineremo due delle cause della
disoccupazione:


la ricerca del lavoro (disoccupazione
frizionale)
la rigidità salariale (disoccupazione
strutturale)
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14
La disoccupazione frizionale
La ricerca del lavoro
Se il processo di ottenimento di lavoro fosse
istantaneo (ovvero se o = 1), allora il
periodo di disoccupazione sarebbe quasi
nullo e il tasso naturale vicino a zero.
L’economia ha disoccupazione anche se la
domanda di lavoro sarebbe sufficiente a
occupare tutti i lavoratori.
La disoccupazione dovuta al tempo necessario
per trovare un lavoro è detta:
disoccupazione frizionale
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15
La disoccupazione frizionale
La ricerca del lavoro
Per trovare un lavoro occorre tempo perché:
 I posti di lavoro non sono tutti uguali e anche i
lavoratori sono diversi tra loro (abilità,
educazione, ecc.).
 Reperire informazioni sui posti di lavoro e sui
lavoratori richiede tempo ed è costoso.
 I posti di lavoro e i lavoratori sono distribuiti sul
territorio e la mobilità geografica richiede tempo
ed è costosa.
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16
La disoccupazione frizionale
La ricerca del lavoro
 L’innovazione tecnologica cambia in
continuazione la domanda di lavoro (richiede
nuove competenze).
 Cambiamenti settoriali: (agricoltura – industria
– servizi). La domanda di lavoro cambia.
 Spostamenti di attività produttive tra diverse
regioni.
La variazione nella composizione della domanda di
lavoro tra settori o aree diverse si chiama
spostamento intersettoriale
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17
Occupazione e settori
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18
Occupazione e regioni in Italia
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19
Disoccupazione frizionale
Politiche economiche
Il governo può rendere più facile l’incontro tra
lavoratori e imprese:
o
Uffici pubblici di collocamento: forniscono
informazioni sui nuovi lavori e favoriscono l’incontro tra
lavoratori e imprese.
Il governo può attivarsi per riqualificare i lavoratori con
competenze obsolete:
o
Programmi di formazione professionale: aiutano i
lavoratori delle industrie in declino ad acquisire la
professionalità richiesta nei settori emergenti.
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20
Disoccupazione frizionale
Politiche economiche: i sussidi di disoccupazione
Definizione: Il governo paga al disoccupato parte
del suo precedente salario (per un periodo di
tempo limitato) dopo la perdita del lavoro.
Effetti: La disoccupazione frizionale aumenta
all’aumentare del periodo di sussidio.
Il tasso di occupazione si riduce perché il sussidio
riduce l’urgenza di trovare lavoro.
Vantaggi: I lavoratori possono cercare un lavoro
più adatto alle loro esigenze e preferenze.
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21
Disoccupazione strutturale
Rigidità dei salari
La seconda ragione per cui esiste disoccupazione è
la rigidità dei salari, ovvero l’incapacità dei salari
di aggiustarsi istantaneamente, facendo sì che
offerta e domanda di lavoro si eguaglino
Se W/P è al di sopra del livello di equilibrio tra D e
O, la quantità di lavoro offerta è > di quella
domandata e le imprese razionano i posti di
lavoro disponibili: si riduce il tasso di
ottenimento di lavoro e, quindi, la
disoccupazione aumenta.
La figura 6.3 spiega perché la rigidità dei salari
provoca disoccupazione
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22
La disoccupazione strutturale
Rigidità e inefficienze del mercato del lavoro
Consideriamo il grafico di equilibrio sul mercato del lavoro
Se non esistono rigidità il salario
reale si aggiusta fino a eguagliare
domanda e offerta
PML
Salario
L’offerta di lavoro è costante e
pari a tutto il lavoro disponibile
nell’economia
W/P
LD = PML
LO  L
L
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23
La disoccupazione strutturale
Rigidità e inefficienze del mercato del lavoro
Se il salario non è libero di aggiustarsi liberamente (per esempio, esiste
un salario minimo) non tutto il lavoro viene impiegato: l’offerta è
superiore alla domanda
Nell’equilibrio di mercato esiste
quindi disoccupazione
strutturale
PML
Salario
(W/P)min
W/P
LD = PML
Quantità di lavoratori
occupati
LO  L
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L
Quantità di lavoratori disposti a
lavorare
24
La disoccupazione strutturale
Le cause principali
QUINDI, vi è disoccupazione strutturale
quando il salario reale corrente è più alto
di quello di equilibrio per cui l’offerta di
lavoro è superiore alla domanda
Perché le imprese non riducono i salari?
 Leggi sul salario minimo
 Sindacati e contrattazione collettiva
 I salari di efficienza
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Capitolo 6: La disoccupazione
25
La disoccupazione strutturale
1. Leggi sul salario minimo
Definizione: salario minimo legale che le
imprese devono corrispondere ai
lavoratori


Il salario minimo è inferiore al salario medio e
non si applica alla maggioranza dei lavoratori
(ovvero è inferiore al salario di equilibrio).
Quindi non può essere causa del tasso di
disoccupazione naturale in quanto non si applica
alla maggioranza dei lavoratori.
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26
La disoccupazione strutturale
Leggi sul salario minimo
Tuttavia è spesso superiore al salario di
equilibrio di:
 lavoratori a bassa qualifica
 lavoratori giovani con poca esperienza
(per cui parte della remunerazione avviene sotto
forma di formazione professionale)
Un aumento del 10% del salario minimo riduce
l’occupazione giovanile dell’1-3%.
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27
La disoccupazione strutturale
Leggi sul salario minimo
Altre critiche:
Strumento non mirato: spesso utilizzato da
giovani di classe media in part-time
Strumenti alternativi:
Credito d’imposta concesso in modo mirato a
famiglie a basso reddito
E’ una somma che alle famiglie povere sarebbe consentito
detrarre dalle imposte dovute
ATTENZIONE: tra gli economisti c’è grande
disaccordo sull’effetto del salario minimo sulla
disoccupazione . Si consideri Analisi di un caso:
Un’interpretazione revisionata del salario minimo
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28
La disoccupazione strutturale
2. Sindacati e contrattazione collettiva
Perché i sindacati possono cercare di ottenere
salari superiori a quelli di equilibrio?
 I sindacati rappresentano (e massimizzano
l’utilità) degli occupati (insider).
 I disoccupati preferirebbero salari inferiori
che garantiscano la piena occupazione
(outsider)
Conflitto tra i due gruppi di lavoratori: gli
effetti del processo di contrattazione sui salari e
sull’occupazione dipendono dall’influenza di ciascun
gruppo
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29
La disoccupazione strutturale
Sindacati e contrattazione collettiva
Negli Stati Uniti la contrattazione salariale
avviene a livello di impresa o di singolo
impianto produttivo.
In Italia i contratti di lavoro sottoscritti dai
sindacati sono efficaci anche per i non
iscritti.
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30
La disoccupazione strutturale
Sindacati e contrattazione collettiva
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Capitolo 6: La disoccupazione
31
La disoccupazione strutturale
3. Teoria dei salari di efficienza
È possibile che le imprese decidano
volontariamente di pagare salari
superiori a quelli di equilibrio?
Sì, se salari elevati aumentano la
produttività e permettono di aumentare i
profitti.
L’influenza dei salari sulla produttività potrebbe spiegare il
fatto che le imprese non riscono a tagliare le retribuzioni
anche in presenza di un eccesso di domanda di lavoro. La
riduzione dei salari, secondo questa teoria, avrebbe
l’effetto di ridurre la produttività dei lavoratori e, quindi,
il profitto dell’impresa.
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32
La disoccupazione strutturale
Teoria dei salari di efficienza
Rapporto tra salari e produttività è spiegato
da diverse teorie:





Paesi in via di sviluppo:migliore retribuzione
migliora lo stato di salute e di nutrizione e
quindi la produttività
Riducono il “turnover” e i costi di formazione
di nuovo personale
Attirano i lavoratori migliori (selezione
avversa)
Aumentano l’impegno sul lavoro e riducono
l’assenteismo.
Riducono i conflitti sindacali e gli scioperi.
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33
La disoccupazione strutturale
Teoria dei salari di efficienza
Conclusione:
dato che a salari più elevati corrisponde una
maggiore efficienza dell’impresa, questa può
trovare conveniente mantenere i salari al di
sopra del livello per cui domanda e offerta si
equilibrano.
A un salario superiore al livello di equilibrio
corrisponde un tasso di ottenimento di lavoro
più basso e una più alta disoccupazione
strutturale
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34
I connotati della disoccupazione
 La
durata
 La disoccupazione in differenti gruppi
demografici
 Le tendenze della disoccupazione




caratteri demografici
spostamenti intersettoriali
produttività
le variazioni della partecipazione alla forza
lavoro
 La
disoccupazione in Europa
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35
I connotati della disoccupazione
La durata
La durata della disoccupazione permette di capire
se si tratta di disoccupazione frizionale o
strutturale
Disoccupazione:
di breve periodo → frizionale
di lungo periodo → strutturale
Comprendere le cause della disoccupazione
è cruciale per disegnare le politiche per
combatterla.
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36
I connotati della disoccupazione
La durata
Esempio: Durata e disoccupazione
 10 lavoratori sono disoccupati



8 per un mese e 2 per 12 mesi
Totale mesi disoccupazione: 32
Il 75% dei mesi, 24 su 32, è a carico dei 2 disoccupati di
lunga data
L’interpretazione del fenomeno cambia se si prende
in considerazione la durata o il numero di mesi
complessivi di disoccupazione:
i disoccupati a lungo termine sono la minoranza
(2 su 8), però la maggiore quantità di
disoccupazione si riferisce alla disoccupazione a
lungo termine (24 mesi su 32)
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Capitolo 6: La disoccupazione
37
I connotati della disoccupazione
La durata
Implicazioni di politica economica
La politica economica deve concentrarsi sulla
disoccupazione a lungo termine, perché è quella
a cui si riferisce la maggiore quantità di
disoccupazione.
In questo caso, però, gli interventi devono essere
mirati, poiché i disoccupati a lungo termine sono
una esigua minoranza
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Capitolo 6: La disoccupazione
38
I connotati della disoccupazione
Principali differenze per gruppi demografici
Il tasso di disoccupazione varia tra i
diversi gruppi di popolazione
Le differenze fondamentali:
 Uomini
vs Donne
 Adolescenti vs Adulti
 Bianchi vs Neri (dati Stati Uniti)
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Capitolo 6: La disoccupazione
39
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Capitolo 6: La disoccupazione
40
I connotati della disoccupazione
Gli uomini: Italia 2003
Il lavoro: uomini
Primo trimestre 2003
Non Forza
lavoro
Occupati
Disoccupati
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Capitolo 6: La disoccupazione
41
I connotati della disoccupazione
Le donne: Italia 2003
Il lavoro: donne
Primo trimestre 2003
Non forza
lavoro
Occupate
Disoccupate
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Capitolo 6: La disoccupazione
42
I connotati della disoccupazione
Per gruppi demografici (Sati Uniti)
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Capitolo 6: La disoccupazione
43
I connotati della disoccupazione
Adolescenti e adulti
Gli adolescenti hanno tassi di
disoccupazione più elevati. Perché?
Minore esperienza?
Il modello del tasso naturale di disoccupazione isola due
possibili cause di un elevato tasso di disoccupazione: basso
tasso di ottenimento di lavoro e un alto tasso di
separazione
I dati mostrano:
 Tasso di ottenimento simile. MA
 Tasso di separazione più elevato.
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44
I connotati della disoccupazione
Bianchi e neri
I tassi di occupazione sono inferiori per i
neri.
I dati mostrano:
 Tasso di ottenimento basso
 Tasso di separazione più elevato.
Perché?
Minore possibilità di accesso alle reti
informali per la ricerca di lavoro
Discriminazione razziale
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45
Misure della disoccupazione
Partecipazione e disoccupazione
Finora abbiamo ipotizzato che la forza
lavoro sia fissa e cioè che non vi sia E e
U dalla forza lavoro!
In questo modo l’unica ragione della
disoccupazione è la separazione dal lavoro
L’unica ragione di uscita dalla disoccupazione è
l’ottenimento di un posto di lavoro
Nella realtà le variazioni della forza lavoro
rivestono grande importanza
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Capitolo 6: La disoccupazione
46
Misure della disoccupazione
Partecipazione e disoccupazione
Le variazioni della forza lavoro rivestono
grande importanza:
circa i 1/3 dei disoccupati sono nuovi entrati nella
Forza Lavoro (giovani in cerca di prima
occupazione, chi ha già lavorato ma aveva
temporaneamente abbandonato la forza lavoro)
non tutta la disoccupazione finisce con
l’ottenimento di un posto di lavoro (la metà dei
disoccupati escono dal mercato del lavoro)
Questo rende più difficile interpretare le
statistiche relative alla disoccupazione
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Capitolo 6: La disoccupazione
47
Misure della disoccupazione
Partecipazione e disoccupazione
Alcuni individui che si definiscono disoccupati, in
realtà non cercano attivamente un lavoro e
dovrebbero essere considerati non partecipanti
alla forza lavoro
Altri vorrebero un lavoro ma, dopo molte ricerche
infruttuose, ha smesso di cercarlo. Questi
lavoratori scoraggiati non sono inclusi tra i
partecipanti alla forza lavoro e non sono perciò
inclusi nelle statistiche sulla disoccupazione
Poiché è difficile distinguere un disoccupato da un
individuo che non partecipa alla forza di lavoro
perché scoraggiato, esistono altre misure delle
forza lavoro
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48
Misure della disoccupazione
Misure di sottoutilizzazione del lavoro
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49
I connotati della disoccupazione
La partecipazione alla forza lavoro: Stati Uniti
Non forza
lavoro
Disoccupati
Occupati
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50
I connotati della disoccupazione
La partecipazione alla forza lavoro: Italia
Non forza
lavoro
Occupati
Disoccupati
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51
Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Stati Uniti
Il tasso di disoccupazione
negli Stati Uniti
Tasso di disoccupazione
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
1955
1960
1965
1970
1975
1980
1985
1990
1995
2000
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52
Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA)
Cause
Il comportamento del tasso naturale di
disoccupazione (USA)


Aumentato dal 1950 ai primi anni 1980 poi è
diminuito:
Possibili spiegazioni:
o cambiamento della composizione
demografica della forza lavoro (babyboom)
o spostamenti intersettoriali
o rallentamento della produttività
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53
Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA)
1. Caratteri
demografici
Il baby-boom del dopoguerra – negli anni
1950 – ha creato un aumento dei
lavoratori negli anni 1970 che è
rallentato negli anni 1990.
Questo effetto tuttavia non spiega
l’andamento della disoccupazione
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54
Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA)
2. Spostamenti
intersettoriali
Gli shock petroliferi possono avere indotto
una riallocazione da settori basati sul
petrolio ad altri.
In effetti la caduta della disoccupazione
negli anni 1990 coincide con bassi prezzi
del petrolio.
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55
Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA)
3. Il
rallentamento della produttività
Se i salari sono vischiosi la disoccupazione
cala quando la produttività del lavoro
cresce.
Negli anni 1970 la produttività è cresciuta
meno che nei decenni precedenti e questo
può aver portato a disoccupazione.
Negli anni 1990 la produttività è cresciuta
maggiormente (information technology).
... Ma in Europa?
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56
Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
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57
Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Italia
Il tasso di disoccupazione in Italia
18
Tasso di disoccupazione
16
14
12
10
8
6
4
2
0
1945
1950
1955
1960
1965
1970
1975
1980
1985
1990
1995
2000
Anno
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Capitolo 6: La disoccupazione
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
Il tasso di disoccupazione medio in Europa
è aumentato in modo permanente a
partire dagli anni 1970 mentre negli Stati
Uniti è prima aumentato e poi diminuito.
Quali possono essere le cause di queste
differenze?
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
IPOTESI 1. Eurosclerosi (Rigidità del mercato del
lavoro) + progresso tecnologico
Anche se è difficile stabilirlo con esattezza due
fenomeni possono (congiuntamente) spiegare il
fenomeno:
1. La regolamentazione del mercato del lavoro e
gli ammortizzatori sociali (sussidio di
disoccupazione)
2. La riduzione della domanda di lavoratori a
bassa qualifica.
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
Il progresso tecnologico ha portato a un aumento
della domanda relativa di lavoratori ad alta
qualifica.
Negli Stati Uniti i salari dei lavoratori a bassa
qualifica sono calati relativamente a quelli ad
alta qualifica.
Questo ha portato anche a un aumento della
disuguaglianza nella distribuzione dei redditi.
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
Gli ammortizzatori sociali in Europa hanno
impedito ai salari dei lavoratori a bassa
qualifica di calare eccessivamente.
Inoltre molti lavoratori non qualificati hanno
preferiti sussidi e cassa integrazione a salari
bassi.
Il risultato:
• Minore disuguaglianza
• Maggiore disoccupazione
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
IPOTESI 2 - ISTERESI
Intuizione: il tasso naturale di disoccupazione
dipende dal tasso di disoccupazione effettiva.
Al crescere del tasso effettivo cresce il tasso
strutturale che l’economia è in grado di tollerare
Il lungo periodo di disoccupazione degli anni ’70
(crisi petrolifera) e anni ’80 (politiche monetarie
restrittive) ha innalzato il tasso naturale.
Il tasso di disoccupazione non è tornato ai livelli
precedenti gli anni 1970.
Perché?
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
Come il tasso di disoccupazione effettiva
influenza il tasso naturale?
1. Lunghi periodi di disoccupazione elevata possono
indurre i governi al aumentare i sussidi di
disoccupazione al fine di ridurre i costi sociali della
disoccupazione (+ sussidi, + disoccupazione)
2. Periodo di disoccupazione elevata fa comparire i
disoccupati di lunga durata, i quali tendono a perdere
capacità e abitudine al lavoro. Ciò implica che:
• la loro probabilità di essere riassunti è bassa
• quindi, essi sono irrilevanti ai fini della determinazione del salario
(insider contano di più)
• I salari e i prezzi restano invariati invece di diminuire
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Andamento del tasso naturale di disoccupazione
Europa
Misure di politica economica:
A differenza dell’ipotesi 1, che prevede misure di
riforme nell’organizzazione del mercato del
lavoro, il tasso di disoccupazione naturale può
diminuire se:
• disoccupati possono essere reinseriti e in quanto tempo
• si riduce la presenza di lavoratori scoraggiati
• si recuperano le abilità lavorative con programmi di
formazione lavoro
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Approfondimento
Tassi di disoccupazione in Europa
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In sintesi
Il tasso naturale di disoccupazione:


La media di lungo periodo o il tasso di
disoccupazione di stato stazionario
Dipende dai tassi di separazione e ottenimento
del lavoro
Disoccupazione frizionale


Dovuta al tempo necessario a lavoratori e
imprese per “incontrarsi”.
Può crescere con i sussidi di disoccupazione.
Disoccupazione strutturale


Risulta dalla rigidità dei salari: il salario reale è
superiore a quello di equilibrio.
Cause: salari minimi, sindacalizzazione e salari di
efficienza.
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In sintesi
Durata della disoccupazione


La maggioranza dei disoccupati è di breve-medio termine
La maggioranza del tempo totale di disoccupazione è dovuto
ai disoccupati di lunga data.
Il comportamento del tasso naturale di disoccupazione (USA)


Aumentato dal 1950 ai primi anni 1980 poi è diminuito:
Possibili spiegazioni:
o
o
Andamento del salario reale minimo
Sindacalizzazione, cambiamenti settoriali e
l’invecchiamento dei figli del baby-boom
Disoccupazione europea


È aumentata sostanzialmente a partire dagli anni 1980.
Due sono le ipotesi:
1. Eurosclerosi (esistenza di protezioni sociali) e cambiamenti
tecnologici che riducono la domanda di lavoro non
qualificato
2 Isteresi
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