BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI GENOVA – PERCORSI TEMATICI
Universalitas & Pervasivitas
il costituirsi e diffondersi della S.J. e suoi echi (1540 - 1773)
di A. Pisani
Schede autori Attività missionaria
Giovanni Domenico Coleti
Nato a Venezia il 5 ott. 1727 da Sebastiano e Marina Corradini Dall'Aglio, entrò giovanissimo nel
collegio dei gesuiti di
Ravenna dove ebbe, tra gli
altri, come maestro il dotto
latinista Camillo Berardi.
Ritornato a diciott'anni a
Venezia, studiò letteratura,
filosofia, diritto, prese gli
ordini sacri e si trasferì a
Bologna con l'intenzione di
entrare nella Compagnia di
Gesù; poco dopo, aggregatosi
ai due gesuiti Carlo Brentano
e Nicolò Della Torre, che
erano
procuratori
della
provincia di Quito, partì per
l'America latina e raggiunse
nel 1755 Cartagena e qualche
settimana dopo Panamá e
Guayaquil. A Latacunga
completò il suo noviziato,
pronunciò i voti solenni e si
trasferì a Quito dove finì gli
studi di teologia morale e scolastica, imparò la lingua spagnola e si dedicò attivamente a ricerche di
storia, geografia, archeologia e statistica sicché i suoi superiori, anziché inviarlo alle missioni di
Marañón cui aspirava, lo trattennero nel collegio di Quito a insegnare grammatica e a riordinare la
biblioteca. La sua ambizione era di scrivere una "pienissima storia" dell'America latina e a questo
scopo si impegnò in un lungo e paziente scavo archivistico e bibliografico e fece dipingere su tavole
oggetti naturali, armi, carte geografiche e topografiche; mentre stava progettando una serie di viaggi
in altre regioni dell'America, giunse il decreto di Carlo III del 23 apr. 1767 che espelleva i gesuiti da
tutti i territori del regno. Così il C. riparti per l'Europa e dopo un lungo e avventuroso viaggio
sbarcò prima ad Ajaccio e quindi raggiunse Livorno dove si pose alla ricerca di una nuova
occupazione. Dal suo decennale lavoro storico-geografico in America latina ricavò quattro opere,
una inedita (e andata perduta) intitolata Vite degl'Incas Imperatori del Perù colle loro immagini, e
altre tre pubblicate in diverse epoche. Dopo aver stampato a Lima nel 1761 una breve Vida des.
Juan apostolo y evangelista, testimonianza della sua ottima conoscenza della lingua spagnola, il C.
fece uscire nel 1771 a Venezia la sua opera più vasta e celebre, quel Dizionario storico-geografico
dell'America Latina in cui raccolse e sintetizzò una amplissima messe di notizie di prima mano,
spesso personalmente controllate e confrontate con le testimonianze dei primi storici e geografi del
Nuovo Mondo, e arricchite di precisazioni ed apporti di collaboratori ed amici scelti tra persone
"erudite e imparziali".
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Universalitas & Pervasivitas
il costituirsi e diffondersi della S.J. e suoi echi (1540 - 1773)
di A. Pisani
Schede autori Attività missionaria
In due volumi, disposti in ordine alfabetico e preceduti da una carta dell'America del Sud da lui
stesso disegnata, il C. allinea informazioni precise e di prima mano su fiumi, laghi, regioni e popoli
di un continente la cui conoscenza, a distanza di quasi tre secoli dalla scoperta, non era ancora
molto diffusa tra il grande pubblico. Il Dizionario del C. si ispira a schemi interpretativi tradizionali
e, nonostante sia "di qualche anno posteriore alla frattura connessa all'irruzione illuministica" (Del
Negro, p. 489), evita accuratamente qualsiasi giudizio storico sulla colonizzazione spagnola e
omette qualsiasi riferimento alla celebre Histoire philosophique et politique des Etablissements et
du Commerce des Européens dans les deux Indes dell'abate Raynal. "L'attenzione del gesuita Coleti
- osserva l'Ambrosini - è comprensibilmente rivolta soprattutto agli aspetti morali e religiosi della
vita" degli indigeni americani ai quali riconosce la nozione di qualche idea di divinità anche se
ritiene che "le rozze credenze religiose di quei popoli siano in realtà deformazioni dell'unica vera
religione, quella cattolica". L'ossessiva presenza del demonio nei culti sudamericani e una vita
selvaggia, crudele, a guisa di fiere, caratterizza, secondo il C., i popoli indigeni; con questo "quadro
complessivamente molto fosco, nonostante qualche accenno a buone qualità morali e fisiche di
alcuni sud-americani", conclude la Ambrosini, "il Coleti presenta ai suoi lettori un nuovo mondo in
tutti i sensi 'terra del demonio'; mondo che quindi non può attendere la salvezza che dalla carità del
mondo antico, che solo può liberare l'America dall'errore per mezzo della diffusione insieme del
cristianesimo e dei costumi europei" (Ambrosini, 19743 pp. 44 s.).Sempre durante il soggiorno in
Sudamerica il C. scrisse una Relazione inedita della città di Quito nel Perù, pubblicata postuma a
Bassano nel 1849, in cui informava un confratello rimasto in Europa sulla sua vita quotidiana e
forniva accurate notizie geografiche, storiche, politiche e sociali sulla città sudamericana;
interessanti alcuni accenni critici sulla classe dirigente locale, dissoluta e snervata dall'ozio e dal
gioco, e un fuggevole accenno alle idee illuministiche, così vivacemente contrastate nelle colonie
americane che "se alcuno loda o approva alcuna cosa de' moderni filosofi, subito viene mirato come
nemico comune, e come tale si perseguita a più non posso" (p. 27).
Dopo il ritorno in Italia soggiornò per qualche tempo a Venezia, insegnò teologia morale nel
collegio di Tivoli, quindi, soppressa da Clemente XIV (1773) la Compagnia di Gesù, si trasferì a
Bagnacavallo in Romagna, dove raccolse in pochi mesi le Notizie storiche della chiesa di S. Pietro
in Sylvis di Bagnacavallo (Venezia 1774); successivamente entrò al servizio dell'amico conte
Gaetano Ginanni di Ravenna, vescovo di Cidonia, che dal 1777 lo impiegò come segretario nel
nuovo vescovato di Foligno. Qualche anno dopo si recò a Roma ad offrire a papa Pio VI il volume
Luciferi episcopi Calaritani opera omnia quae extant, edito a Venezia nel 1778 con la
collaborazione del fratello Iacopo, e venne nominato prelato domestico e protonotario apostolico.
Tornato nel Veneto, accettò dall'amico conte Vinciguerra di Collalto, abate di S. Eustachio di
Neryesa, la parrocchia di Spercenigo di Treviso dove passò gli ultimi anni della sua vita, ottenendo
dal vescovo Paolo Francesco Giustiniani anche la carica di vicario foraneo. In contatti epistolari con
alcuni dei più dotti eruditi ed economisti del secolo, come Affò, Algarotti, Mengotti, Zanon,
Tiraboschi, Morelli, Muratori, utilizzò i numerosi viaggi nell'Italia centrale e settentrionale per
raccogliere una imponente massa di notizie di epigrafia e storia ecclesiastica, che poi sistemò negli
ultimi tranquilli anni del soggiorno trevigiano. Meritano un ricordo ancor oggi le Hispellates
inscriptiones emendatae (Venetiis 1785), le Notae et siglae quae in nummis et lapidibus apud
Romanos obtinebant explicatae (ibid. 1785), un manuale di epigrafia e numismatica romana frutto
di anni di personali ricerche, le Inscriptiones Opiterginae infimi aevi, pubblicate postume a Venezia
nel 1811. Tra le altre opere si segnalano un opuscolo erudito sull'abbazia di Nervesa intitolato
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Universalitas & Pervasivitas
il costituirsi e diffondersi della S.J. e suoi echi (1540 - 1773)
di A. Pisani
Schede autori Attività missionaria
Species facti (Venetiis 1789), la silloge di Ritratti e vite di donne illustri dal sec. XV fino al XVIII
(Venezia 1775), il poemetto latino Triclinium Opiterginum (ibid. 1794) e le Memorie istoriche
intorno al cavaliero Cesare Ercolani (ibid. 1776).
Tra i numerosi lavori rimasti inediti, e in gran parte dispersi dopo la sua morte, spiccano una nuova
edizione dell'Italia sacra dell'Ughelli con note, correzioni e cinque volumi di supplemento, nove
tomi di Veteres inscriptiones di varie città italiane, carmi latini e volgari, una raccolta di prediche,
panegirici ed orazioni, un catalogo ragionato dei manoscritti della Biblioteca arcivescovile di Udine,
varie Lettere antiquarie dirette ad amici ed infine diciotto volumetti di una Geografia universale
divisa in stati e provincie.
Trasferitosi per le cagionevoli condizioni di salute nella casa natale di Venezia, il C. vi morì il 5
genn. 1798
Fonti e Bibl.: Venezia, Bibl. naz. Marciana, mss. It., cl. VI, 266 (= 6017); cl. VII, 697 (= 8581);
Ibid., Bibl. del Civico Museo Correr, mss. Cicogna 860/167, 1491, 1650/IX, 2182, 2184, 2962/VIII,
3015/II, 3042/21, 3287/83, 5308/12, 3509; Verona, Bibl. comunale, mss. 274 (644), 856 (351-353),
857 (672); G. Mittarelli, De liter. Faventinorum sive de viris doctis et scriptoribus urbis Faventiae,
Venetiis 1775, p. 62; I. B. Tomitanus, Io. Dominico Coleti(Necrologium)cum indice operum ipsius
Coleti, Venetiis 1799; G. A. Moschini, Della letter. venez. del sec. XVIII fino a' nostri giorni, II,
Venezia 1806, pp. 73, 206; Galleria dei letterati ed artisti piùillustri delle provincie austro-venete
che fiorirono nel sec. XVIII, Venezia 1822, p. 119; Biografia univers. antica e moderna, XII,
Venezia 1823, ad vocem; G. B. Baseggio, C. G. D., in E. De Tipaldo, Biografia degliItaliani
illustri…, IV, Venezia 1837, pp. 422-425; E. A. Cicogna, Saggio di bibliografia veneziana, Venesia
1847, pp. 396 s.; G. Dandolo, La caduta della Repubblica di Venezia ed i suoi ultimi cinquant'anni.
Studi storici, Venezia 1855, pp. 235 ss.; P. Amat di S. Filippo, Biografia dei viaggiatori ital. della
bibliografia delle loro opere, I, Roma 1882, p. 504; G. Biadego, Catal. descrittivo dei manoscritti
della Bibl. com. di Verona, Verona 1892, pp. 176, 409 s.; P. Donazzolo, I viaggiatori veneti minori.
Studio bio-bibliografico, Roma 1927, pp. 291-297; A. A. Michieli, Di G. D. C. e alcuni suoi studi
geografici, in Ann. dell'Ist. tecnico di Treviso, 1930, pp. 52-60; F. Ambrosini, L'immagine di nuovo
mondo nel Settecento veneziano, in Archivioveneto, XCVIII (1973), p. 151; XCIX (1974), pp. 35,
43 ss.; P. del Negro, Il mito amerieano nella Venezia del Settecento, in Mem. dell'Acc. naz. dei
Lincei, classe di sc. morali, storicite e filologiche, s. 8, XVIII (1975), 6, p. 489; C. von Wurzbach,
Biographisches Lex. des Kaiserthums Österreich, II, pp. 404 s.; C. Sommervogel. Bibliothèque de
la Compagnie de Jésus, II, coll. 1285-1288 (con elenco completo delle opere edite ed ined.); IX,
col. 73; XII, coll. 399, 1012.
Cfr.: profilo biografico di Giovanni Domenico Coleti stilato da Paolo Preto per il Dizionario
Biografico degli Italiani
Giandomenico Coleti (Venezia, 27 settembre 1727 – Venezia, 28 dicembre 1798) è stato un gesuita,
scrittore e storico italiano. Nato da famiglia di antica nobiltà, iniziò la sua educazione nel Collegio
dei Nobili di Ravenna, fondato dal cardinale Francesco Barberini e retto dal dotto gesuita Camillo
Berardi. Continuò poi gli studi all'Università di Padova dove si laureò in diritto e, successivamente,
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Universalitas & Pervasivitas
il costituirsi e diffondersi della S.J. e suoi echi (1540 - 1773)
di A. Pisani
Schede autori Attività missionaria
in teologia, entrando nella Compagnia di Gesù il 22 luglio del 1753. L'anno seguente, presi i
contatti con missionari gesuiti dell'america latina, si recò a Bologna per essere istruito alla bisogna e
s'imbarcò a Genova, nel 1755, alla volte delle Americhe, raggiungendo Cartagena e, finalmente,
Quito. Rimase in America del sud per oltre un decennio, insegnando teologia morale all'università
di Quito e, soprattutto, lavorando al grandioso progetto editoriale di scrivere un compendio storicogeografico del sud America. Nel 1767, in seguito all'espulsione dei gesuiti da tutti i territori del
Regno di Spagna, ordinata da Carlo III, Coleti fu costretto a interrompere il lavoro e trasferirsi in
Italia, per insegnare teologia nel Convento di San Girolamo a Bagnacavallo e dedicarsi alla
catalogazione e uso dell'enorme quantità di documenti portata da Quito. Nel 1771 terminò la sua
opera più importante e celebre, il Dizionario storico-geografico dell'America meridionale che fu
pubblicato a Venezia, divenendo subito un testo richiestissimo e tradotto in varie lingue. Nella sua
città natale Coletti si trasferì definitivamente nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia
di Gesù, decretata da Clemente XIV. Continuò il suo lavoro scientifico e divulgativo fino alla
morte, rendendosi autore di vasta letteratura pubblicata e in manoscritti, oggi conservati nella
Biblioteca Marciana.
Bibliografia
Emilio De Tipaldo, Biografia degli italiani illustri, Tipografia di Alvisopoli, Venezia, 1837
Felice Scifoni, Dizionario biografico universale, David Passigli Editore, Firenze, 1840
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17:52, 17 feb 2010 - Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons AttribuzioneCondividi allo stesso modo - Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Coleti, Giovanni Domenico - Biblioteca Universitaria di Genova