verde. La rivista bio di Coop. Per un bio senza compromessi. La rivista bio di COOP NO 02 Naturaline: il look estivo del momento Natura-Beef: piacere naturale Controlli: una giornata con un ispettore bio EDITORIALE IMPRESSUM Editore: COOP Edizione quadrimestrale Tiratura: 1 050 000 Indirizzo di redazione: Verde Casella postale 8032 Zurigo [email protected] Per l’unico esaltatore di sapidità: la natura. Ricette e altre informazioni: www.coop.ch/verde Cari Lettori Domande relative a Coop: 0848 888 444 www.coop.ch Quando pesco una camicia dall’armadio la mia giornata inizia sempre bene. Specialmente da quando il mio guardaroba di camicie Naturaline si è ingrandito. Chi ha già indossato un capo in cotone bio, sa di cosa parlo. Il piacere e il benessere che la sua morbidezza regala mi fa sentire privilegiato. Responsabile progetto: COOP Jürg Peritz Christian Waffenschmidt Responsabile realizzazione: Oliver Suter Agenzia Paroli AG Zurigo Responsabile creazione: Daniel Krieg e Uwe Schlupp, KSB/SJ Werbeagentur AG Zurigo Concept, Capiredattori: Agenzia Paroli AG Lüchinger Publishing Birgitta Willmann Collaboratori di redazione: Martina Bortolani Dominik Flammer Gaby Labhart Barbara Schmutz Grafica, Art Direction: Simone Fennel Immagini: Mel Sinha Realizzazione: Christiane Gothuey Organizzazione: Tanja Hollenstein Produzione: Detail AG, Zurigo Un privilegio al quale sempre più clienti non vogliono rinunciare. La nostra collezione Naturaline sta riscuotendo sempre più successo. Naturaline è arrivata ormai ad offrire una linea completa di capi alla moda per tutti i giorni che spazia dai basic, come t-shirt e camicie da uomo, a capi alla moda stagionali e di tendenza, come abitini estivi. Quando, 13 anni fa, lanciammo sul mercato la nostra prima collezione di capi in cotone bio, nessuno avrebbe mai immaginato un simile successo. Ci è voluto del tempo prima di riuscire a convincere i nostri clienti che moda elegante e qualità bio possono coesistere. Ma anche la domanda è cambiata. Il piacere di abbracciare una scelta responsabile non deve necessariamente tradursi in una rinuncia, al contrario: la moda bio può e deve essere sexy ed elegante. Oggi Naturaline propone ogni anno otto nuove collezioni. Tutte ineccepibili, sia dal punto di vista della qualità che dei requisiti etici. Il nostro cotone biologico, infatti, non viene coltivato solo nel rispetto di parametri ecologici, ma risponde anche ai requisiti del commercio equo e solidale. Oltre a percepire un salario dignitoso per il lavoro prestato, i contadini che producono per noi in India e Tanzania possono beneficiare di un’offerta educativa e di assistenza medica. Attraverso la creazione mirata di impianti a biogas siamo anche in grado di offrire t-shirt CO2 neutrali. Il look dell’attuale collezione Naturaline, lo potete vedere nel servizio da pagina 34. Oltre dieci pagine di reportage passano in rassegna l’attuale collezione primavera-estate. Approfondiremo anche la storia della moda Naturaline e l’Anno internazionale delle fibre naturali promosso dall’ONU. Stampa: Ringier Print Zofingen AG, Zofingen Buon divertimento e buona lettura Jürg Peritz Responsabile Marketing e Acquisti Coop Per più natura invece di chimica: ecco la formula vincente per prodotti bio senza com promessi. Coop Naturaplan porta in tavola ogni giorno tutto il sapore della natura. www.coop.ch/naturaplan Per un bio senza compromessi. Foto: Sauer/Scanderbeg 2/09 coop verde - 3 INDICE ▶ 03 03 06 13 25 46 EDITORIALE IMPRESSUM IL TEMPO DEL BIO RUBRICA NUMERI IL MONDO BIO 08 14 22 26 30 34 40 42 ▶ ▶ ▶ ▶ ▶ ▶ ▶ ALLEVAMENTO DI VACCHE NUTRICI CUCINA NATURALE OSPITI A CASA DI … NEL REGNO DEL VERDE PILLOLE SPECIALE MODA Nel «Rössli» di Mogelsberg si celebra una cucina gourmet bio. Monica Heusser, cuoca per passione. Una giornata con l’ispettore bio Martin Rüegger. INTERVISTA IMPEGNO Quattro chiac PER chiere con Eliane L’AMBIENTE Piaceri sopraffini per il palato con la carne NaturaBeef in qualità bio. Come far quadrare i conti dell’ecobilancio. La nuova colle zione primaveraestate Naturaline. Kobler, designer Naturaline. ▶ Volti noti posano con le t-shirt CO2 neutrali. 34 08 26 14 42 www.coop.ch/verde 22 30 4 - coop verde 2/09 2/09 coop verde - 5 mix-it Coop Naturaplan Nocciole intere bio, 200 g 3.80 Uvetta bio, 200 g 1.70 Latte bio pastorizzato, 1 l 1.75 Müesli bio con datteri, 500 g 4.95 Fiocchi di spelta bio, 500 g 3.65 Fiocchi di soia bio, 400 g 4.20 Mele bio* Coop Naturaplan Birchermüesli senza zucchero, 750 g 6.90 IL TEMPO DEL BIO à la crème Coop Naturaplan Müesli croccante bio con cioccolato e amaranto 500 g 5.40 6 - coop verde 2/09 *al prezzo del giorno Coop Naturaplan Zucchero cristallino bio, 1 kg 2.80 Lamponi bio (surgelati), 210 g 4.35 Panna intera bio pastorizzata, 2 dl 2.95 Ricotta bio, 250 g 3.85 Menta bio, mazzo 2.20 Coop Naturaplan Datteri bio 300 g* Coop Naturaplan Multiflakes bio 400 g 3.95 Coop Naturaplan Biscotti bio miglio e mela 200 g 3.95 Coop Naturaplan Drink bio Bifidus ai lamponi, 230 ml 1.60 Coop Naturaplan Quark al naturale bio 150 g 1.60 Coop Naturaplan Succo di pera bio 250 g 4.60 Coop Naturaplan Limone bio* Coop Naturaplan Yogurt Bifidus bio al naturale, 500 g 1.85 Food stills: Sandra Kennel 2/09 coop verde - 7 Cucina Natura-Beef Testo Galloway Foto Bovini di razza Con le loro carni hanno conquistato la Svizzera. Si chiamano Angus, Galloway, Limousin o Simmentaler. Allevati nel rispetto della specie e secondo ferree direttive, i bovini Natura-Beef regalano carni di straordinaria delicatezza al palato. 8 - coop verde 2/09 Il capofamiglia ha l’aria proprio soddisfatta. Coperti dal pelo riccioluto del frontone e ancora leggermente assonnati, i suoi occhi vigilano sull’harem: proprio qualche ora fa è venuto alla luce il suo piccolo, ora in disparte sulla paglia e accudito dalla madre. Sono circa 25 le mucche, e altrettanti i vitelli, che convivono pacificamente in questo giorno di inizio primavera. Tra loro anche il toro della Romandia, dal quale dipende il destino e la crescita della grande famiglia Natura-Beef. Nella fattoria bio della famiglia Marty lo spazio abbonda: ci sono locali per il riposo, superfici per pascolare all’aperto, silos per lo stoccaggio del mangime e, mattina e sera, il meglio che un ruminante possa desiderare: fieno fresco a volontà. Dicono che le opportunità nascano dalle crisi. Un detto forse inflazionato ma che mai come in questo caso si addice alla situazione: è stata infatti proprio la crisi della «mucca pazza» a dare ai Marty la spinta decisiva per convertire la fattoria in un allevamento biologico di vacche nutrici. In altre parole, i vitelli dei Marty crescono in compagnia della loro madre fino ai dieci mesi di vita. Oltre a venir allattati dalla madre, i piccoli si cibano di erba e di fieno. Il tutto, naturalmente, senza nemmeno l’ombra di fertilizzanti artificiali o di coadiuvanti della crescita. Niente di niente. Da dodici anni Priska e Erich Marty allevano i loro manzi Natura-Beef secondo le direttive della Gemma Bio Suisse. Il loro bestiame conta esemplari di diverse razze alle quali, da qualche anno, si è aggiunta anche la «kleinere Grauvieh», una razza di vacca grigia ormai quasi dimenticata, ora destinata ad un nuovo e meritato revival. A breve, non appena anche gli ultimi resti di neve si saranno sciolti, le bestie dei Marty saliranno sulla Chäserenalp dietro alla valle, sopra l’impianto di risalita della Hoch-Ybrig. Sarà un’estate allegra e spensierata per le vacche che non faranno altro che mangiare, dormire, passeggiare e giocare. «Di solito», ci spiega Priska Marty, «amano brucare l’erba più tenera e fresca». Sì, perché – contrariamente a quanto si crede – le vacche sono tutt’altro che stupide e, da autentiche buongustaie, evitano accuratamente le erbacce. Le sostanze tossiche in esse contenute sono poco digeribili e amare anche per i loro stomaci. «È una vita felice questa, per noi, per gli animali e per l’ambiente», dice Priska Marty con evidente gioia. E sapere che tutta questa serenità si riflette positivamente anche sui ritmi delle vacche e sulla loro fertilità riempie di orgoglio il contadino bio Marty. 2/09 coop verde - 9 grauvieh angus Natura-Beef Tutta questa felicità rende anche più buona la carne? René Donatz annuisce sorridendo. Già da alcuni anni, il titolare dell’Hotel Donatz di Samedan, in Enga dina, serve ai suoi ospiti carne Natura-Beef. E chi gliela fornisce abita proprio di fronte all’albergo: Gian-Peter Niggli, allevatore engadinese e pioniere dell’allevamento di manzi Angus. Donatz ricorda quando Niggli si presentò per la prima volta con le sue vacche nere, suscitando gran scalpore in paese. Oggi la gente del posto si è abituata a questa razza nera originaria della Scozia, ma ormai diff usa in tutto il mondo e apprezzata per la carne estremamente delicata. E gli ospiti di Donatz, che ordinano spesso carne di Angus Natura-Beef, lo sanno bene. Il proprietario dell’albergo nota con piacere che i commensali apprezzano la carne di animali felici e nutriti in maniera genuina, provenienti da allevamenti sostenibili e che non «sono stati scarrozzati Gli animali amano brucare l’erba più tenera e fresca. Limousin ChaRoLais da una parte all’altra del pianeta». Per prelibatezze come queste, ogni buongustaio è ben lieto di pagare anche un prezzo leggermente superiore, senza storcere troppo il naso. Tra i piatti più gettonati del ristorante Padella dell’Hotel Donatz ricordiamo il filetto alla Voronoff flambé alla vodka con salsa alla senape e alla panna, la terrina di bollito o il trancio di Angus: una fettina di bollito impanata cotta al forno e servita con rafano. Finiamo con la notizia migliore: uno studio condotto dal Politecnico di Zurigo ha dimostrato che la carne di manzo di vacche nutrici è più tenera e sostanziosa dal punto di vista nutritivo in quanto contiene una percentuale maggiore di acidi grassi Omega-3. Quel che è buono, in questo fortunato caso, è anche genuino. _ natura-beef DA COOP: nell’ambito della produzione di carne di manzo, Natura-Beef rappresenta il pro gramma di allevamento più rispettoso degli animali conforme a rigide direttive e al tempo stesso un marchio di Vacca Madre Svizzera (Associazione dei detentori svizzeri di vacche madri). Natura-Beef è in vendita in esclusiva da Coop con i marchi Naturafarm (da aziende che producono secondo certifIcazioni ecologiche) e Naturaplan (da aziende bio). Per la carne Natura-Beef biologica fanno fede le disposizioni della Gemma di Bio Suisse. Cucina Requisiti della carne Natura-Beef 01 I giovani vitelli restano in stalla o al pascolo sempre accanto alle madri. 02 Allevamento in libertà con sfogo all’aperto, in estate e in inverno. 03 Le stalle devono essere ricoperte di strame fresco. 04 Il foraggiamento è costituito prevalentemente da latte materno, in un secondo tempo anche da erba, foraggio insilato o fieno. 05 Il ricorso a coadiuvanti della crescita, proteine o grassi di origine animale e foraggi geneticamente modificati è proibito. Il vitellino rimane accanto alla madre fino ai 10 mesi di vita. Limousin ottenuta da un incrocio con la Simmentaler. 2/09 coop verde - 11 Cucina Natura-Beef Rubrica INTERVISTA Sig. Dufey, com’è nata Natura-Beef? Tutto risale a circa trent’anni fa quando si cercò di mettere in piedi un allevamento naturale rispettoso degli animali. La carne Natura-Beef è di vitello o di manzo? Quando vengono macellati, gli animali Natura-Beef hanno dieci mesi di vita. Non sono né vitelli, né manzi, ma una via di mezzo. In che senso? Per vitelli si intendono i bovini all’età di cinque mesi, parliamo invece di manzi quando il bovino ha raggiunto circa i 15 mesi circa o oltre, fino al secondo anno di vita. Natura-Beef sta esattamente nel mezzo, a dieci mesi. E quale sarebbe il nome giusto allora? Manzo-vitello o vitel-manzo? Direi semplicemente Natura-Beef! Quali fattori concorrono più di tutti alla qualità della carne? Non è così semplice dirlo. I fattori sono tantissimi e la qualità della carne dipende a sua volta da una moltitudine di diversi aspetti. Se ad esempio consideriamo il parametro della tenerezza, aspetti come la velocità della crescita, lo sforzo muscolare dell’animale e il grado di maturazione della carne svolgono un ruolo determinante. Per valori sensoriali come aroma e sapore in genere sono determinanti l’alimentazione e l’età. Di norma vale la regola empirica secondo la quale, più l’esemplare è vecchio, più intenso è il sapore della sua carne. La qualità dipende anche dal taglio di provenienza della carne? Sì, certamente. E visto che di tagli stiamo parlando, il marchio Natura-Beef presenta un vantaggio di mercato rispetto agli animali già sviluppati in quanto i suoi tagli sono di pezzatura inferiore. Al giorno d’oggi, infatti, i pezzi più piccoli sono maggiormente richiesti, soprattutto per i tagli più nobili come per esempio il roastbeef. I frutti della globalizzazione. BRUNA Razza da latte e da carne Provenienza: Svizzera centrale piemontese Razza da carne Provenienza: Italia settentrionale (Piemonte) highland cattle Razza da carne Provenienza: Scozia settentrionale simmentaler Razza da latte e da carne Provenienza: Svizzera (Oberland bernese) Quali razze animali sono adatte a Natura-Beef? In teoria tutte! Una particolarmente adatta è il Black Angus in quanto si tratta di una razza a maturazione precoce con un’ottima percentuale di grasso. È anche una delle più diffuse negli allevamenti Natura-Beef. Risultano indicate anche la Simmentaler o la Bruna e incroci delle due con altre razze. aubrac Pierre-Alain Dufey è ingegnere agronomo ed esperto sulla qualità della carne di manzo all’istituto di ricerche Agroscope Liebefeld-Posieux (ALP) dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFA). 12 - coop verde 2/09 Illustrazioni: Emma Dibben Foto: Ona Pinkus Razza da carne Provenienza: Francia (Massiccio Centrale) Cucina Testo È stata proprio Rita, estrosa creatrice di confetture, diera dell’orgoglio nazionale. Ci dimentichiamo, infatti, che ad aprirmi gli occhi sugli effetti positivi della globalizzazio- la nostra frutta svizzera è prima di tutto il risultato di perione. E con lei, anche tante brave contadine di questo Paese diche spinte globalizzatrici. Per consumatori attenti all’ecoche, al mare magnum di frutta esotica e di varietà di ortaggi logia e contadini attenti all’economia, la frutta svizzera può sempre nuovi, rispondono con prodotti della loro tradizio- sembrare l’unica scelta ragionevolmente corretta in un menu ne: che sia un pan di pere o una composta di mele Boskoop. di stagione. Ma ve l’immaginate che sarebbe successo se i Da Rita, per la prima volta dopo anni, ho acquista- nostri antenati fossero stati della stessa opinione e avessero to un liquore di pere secche andato letteralmente a ruba tra opposto resistenza alle novità esotiche? A quest’ora staremgli amici e una squisita marmellata di corniolo. Devo ai mo ancora mangiando pappette d’avena. E tutt’al più una suoi fichi o alle sue pere al camanciata di frutti di bosco per ramello in conserva, alle sue dessert. Non dimentichiamo, prugne alla cannella e alle sue infatti, che le albicocche venalbicocche sotto spirito se mi gono dagli Arabi, le prugne da sono deciso di ingrandire di Damasco e le ciliegie dai Roun piano la dispensa di casa, mani. E persino uva spina e riempiendola di frutta svizzeribes sono sbarcati in Europa ra proveniente da un magnifisolo nel Medioevo, così come co frutteto sulle rive del Lago la pera Nashi è giunta sino a dei Quattro Cantoni. noi solo nell’ultimo decennio. Con la stessa facilità Non da ultimo grazie ad un con la quale passo al setaccio coltivatore svizzero che, negli la città in lungo e in largo alla anni Ottanta, è riuscito ad inricerca delle prelibatezze esocrociare la pera asiatica con tiche del momento, attraverso una varietà autoctona. anche mezza Svizzera, pur La contadina delle di scovare nuove specialità o pere Nashi aveva l’aria un po’ antiche tradizioni gastronoaffranta. «Mio marito sta tenmiche date ormai per scomtando di smerciarle in tutti i parse. E le belle sorprese non modi. Fosse per me, questa mancano mai, complice la glo roba esotica non la tratterei PERA E MELA balizzazione dei generi ali nemmeno», bisbiglia la donna mentari che ha fatto letteralmente «esplodere» un mercato con una punta di imbarazzo. Fosse per me invece, le trattedi nuove creazioni e di antiche rarità riscoperte. rei eccome, come fecero i nostri antenati. Perché anche le Non nego però di aver provato un certo fastidio nostre pere e mele non sono certo farina del nostro sacco, quando, da una contadina svizzera, in mezzo ad una sfilza ma provengono originariamente dai territori interni della di varietà di pere autoctone, vi trovai in offerta anche delle Cina. Nessuno sa di preciso come siano arrivate sino a noi, Nashi. Le Nashi sono una specie asiatica, simile ad una mela, molto probabilmente con l’arrivo dei Romani. ma imparentata con la nostra pera, seppur con un sapore Da Rita, allora, ho capito una cosa: il negozio della completamente diverso da quest’ultima. E tutto questo in fattoria non è che l’icona di quella globalizzazione iniziata una fattoria, all’entrata della quale campeggiava a caratteri già molto prima di Adamo ed Eva. Altrimenti, me lo spiecubitali la scritta: «Frutta svizzera. So perché.» Sono anni gate voi come caspita ha fatto quella mela, dalla Cina, ad che questo slogan mi dà ai nervi: è la prova di quanto poco arrivare sino in paradiso? _ ancora ne sappiano gli svizzeri sull’origine della loro frutta La ricetta delle pere al caramello di Rita la trovate al sito e dei loro ortaggi autoctoni. Albicocche, prugne e ciliegie www.coop.ch/verde. Per domande al nostro columnist potete svizzere non sono forse le più indicate per tenere alta la ban- scrivere direttamente a: [email protected] Illustrazione: Olaf Hajek 2/09 coop verde - 13 Cucina Naturale Naturale Due tipe in gamba: Sabine Bertin (a sinistra) e Doris Bürge (a destra). Cucina Uno sguardo al menu appeso all’ingresso. Cucina gourmet «al femminile» Testo Foto Il «Rössli» di Mogelsberg ha la bellezza di trecento anni. Gli ultimi trenta con una gestione rigorosamente «in rosa». Da allora la cucina gourmet tradizionale ha svoltato al biologico. imbatté sul «Rössli» di Mogelsberg sul finire degli anni Settanta quando, assieme ad alti quattro compagni, cercava un immobile per aprire una trattoria cooperativa. Abituata alla vita cittadina, Bertin e gli altri compagni rifiutarono dapprima l’offerta. La Svizzera orientale era per loro troppo lontana da Zurigo, sotto ogni punto di vista. Ma poi l’opportunità del «Röss li» si ripresentò una seconda volta e questa volta l’offerta venne accettata. Nel 1978 inizia l’avventura nello stabile del secolo XVII che, con la sua imponente presenza, sembra vegliare sul villaggio. Negli ultimi trent’anni, la maestosa struttura in legno è stata più volte sottoposta ad un sapiente restauro. Antichi tavoli in legno di noce, pavimenti originali, tovaglie e tovaglioli in lino bianco: tutto ha un aspetto estremamente curato ma semplice. Da un’azienda inizialmente autogestita è nata una società a responsabilità limitata. Sabine Bertin gestisce la grande azienda Con una punta di scanzonata autoironia e uno smaliziato sorriso, confessa di avere iniziato in vita sua una miriade di progetti e di non averne concluso nessuno. «Non sono un tipo che sta bene sui banchi di scuola», ci spiega Sabine Bertin senza rammarico, «mi considero piuttosto un’autodidatta». Nata a Wallisellen (ZH), la patron del «Rössli» di Mogelsberg (SG) si autodefinisce un tipo urbano. Tanto più sorprendente se si pensa che da trent’anni vive felice in questo villaggio di duemila anime nel Toggenburgo. Forse perché è qui che si è realizzato il sogno di una vita: gestire un proprio ristorante. Sabine Bertin si 14 - coop verde 2/09 assieme a Doris Bürge, responsabile per l’amministrazione, il servizio e l’hotel: il «Rössli», infatti, dispone anche di 16 camere restaurate secondo i più moderni criteri di bioedilizia. E quasi ogni fine settimana registra il tutto esaurito. Quella che non è cambiata è la cucina. «Sin dall’inizio abbiamo voluto puntare su una cucina biologica, stagionale e regionale», spiega la chef, opponendosi ad ogni tipo di tendenza o minimalismi culinari. Nel frattempo, la chef cucina sempre meno lasciando che siano i suoi cuochi e apprendisti a sbizzarrirsi ai fornelli. «Ma quella col cucchiaio in mano resto sempre io!» Insomma, niente lascia la cucina del «Rössli» di Mogelsberg prima che lei non l’abbia assaggiato. _ Gasthaus Rössli CH-9122 Mogelsberg Telefono 071 374 15 11 www.roessli-mogelsberg.ch La facciata storica del «Gasthaus zum Rössli». Un armadio per le stoviglie dal design nostalgico. Formentino sbollentato per la vellutata. 2/09 coop verde - 15 Naturale PRIMO PIATTO 16 - coop verde 2/09 Cucina SECONDO PIATTO 2/09 coop verde - 17 Naturale Cucina DESSERT Ricette per 4 persone Vellutata di formentino e patate Knöpfli alle erbette 2 patate grosse a pasta farinosa, ad es. Desirée 300 g di formentino, possibilmente a foglia piccola 8 dl di brodo di verdura, preparato con ca. 2 c.ni di pasta per brodo 1dl di panna intera 200 g di farina 1–2 c. di semolino 2 uova 50 g di quark magro 1c.no di sale marino 1dl di acqua 4 c. di erbe aromatiche fresche come per esempio prezzemolo, cerfoglio, menta, erba cipollina, maggiorana e salvia Pelare e dimezzare le patate. Cuocerle in pentola a pressione o in una pen- tola d’acqua con il coperchio. Lavare accuratamente il formentino in acqua fredda e scartare le foglie appassite. Scottarle in acqua bollente. Togliere dalla pentola, passare sotto l’acqua fredda e scolare bene. Passare al setaccio con 2 dl di brodo. Ridurre a purea le patate con il brodo restante. Portare ad ebollizione il purè di patate con la panna mescolando in continuazione. Riscaldare separatamente il purè di formentino. Fare in modo che entrambe le vellutate presentino la stessa consistenza. Versare contemporaneamente su un piatto preriscaldato 1 mestolo colmo di vellutata alle patate e uno di vellutata al formentino. Con uno stuzzicadenti creare delle decorazioni ad effetto o dare alla vellutata un aspetto marmorizzato. Consiglio: scottare il formentino serve a conferirgli un sapore di nocciola e a mantenerlo di un verde intenso. Preparazione: ca. 40 min. Stufato di vitello al fieno 600–800 g di arrosto di vitello ad es. di spalla o di collo (arrotolato) Sale marino un po’ di olio per arrostire 5–6 dl di vino bianco secco 5–6 dl di brodo di verdure bollente molto saporito 6–8 manciate di fieno bio* 80 g di burro Preriscaldare il forno a 200 °C. Tamponare la carne con carta per uso domestico. Salare tutto intorno. Rosolare brevemente in poco olio rigirando la carne su tutti i lati. Mettere la metà del fieno in una teglia per arrosti (con coperchio) e adagiarvi la carne. Rivestire con il fieno restante in modo che l’arrosto sia completamente coperto. Bagnare con vino e brodo. La carne deve essere immersa per ca. 3/4 nel liquido. Coprire e infornare nella parte centrale del forno facendo riscaldare per 10–15 min. fino a quando il liquido non inizia a bollire. Quindi regolare la temperatura a 120 °C. Stufare la carne per 2–3 ore. Poco prima di servire, passare al setaccio in una padellina 2 dl di liquido per la salsa. Aggiungere il burro mescolando di continuo e cuocere brevemente. Quindi tagliare la carne e servire con salsa e knöpfli. Consiglio: *Il fieno bio è particolarmente aromatico in quanto viene raccolto solo dopo la fioritura. Preparazione: ca. 3–4 ore 18 - coop verde 2/09 Amalgamare la farina con il semolino, le uova, il quark magro, il sale, il pepe e l’acqua. Unire le erbe aromatiche e mescolare. Coprire e lasciar riposare a temperatura ambiente per 30 min. Poco prima di servire portare ad ebollizione in acqua abbondante e salare. Passare i knöpfli al setaccio a porzione. Lasciarli cuocere in modo che diventino belli gonfi. Toglierli con una schiumarola e saltarli brevemente nel burro caldo. Preparazione: ca. 30 min. Tronchetto alle nocciole con panna fresca per 10–12 fette 4 uova 80 g di zucchero 1/2 c.no di zucchero vanigliato 1 presa di sale La punta di un coltello di lievito 2 c. di zucchero 120 g di nocciole macinate 2 c. di farina Pasta: rivestire una teglia con carta da forno. Preriscaldare il forno a 240 °C. Dividere i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero e lo zucchero vanigliato fino ad ottenere un impasto chiaro. Montare a neve l’albume con il sale e il lievito. Incorporare lo zucchero a pioggia, continuare a sbattere fino a quando l’impasto è lucido o molto compatto. Mescolare le nocciole con la farina. Incorporare velocemente a strati gli albumi montati a neve al composto facendo attenzione a non smontarlo. Distribuire sulla teglia e livellare. Cuocere nella parte centrale del forno per 5 min. esatti. Far scivolare il pan di Spagna con la sua carta su un piano. Coprirlo subito con la teglia ancora calda e lasciarlo raffreddare. 3 dl di panna 2 c. di zucchero 1 c.no di zucchero vanigliato 4 c. di nocciole macinate Ripieno: montare a neve la panna con lo zucchero e lo zucchero vanigliato. Incorporare delicatamente le nocciole. Distribuire la panna alle nocciole su 3/4 della superficie del pan di Spagna. Arrotolare il pan di Spagna. Tagliare a pezzi e guarnire con nocciole e zucchero a velo. Consiglio: rivestire il pan di Spagna dal lato della larghezza e avvolgerlo su se stesso. Nocciole tostate tritate per la decorazione. Preparazione: ca. 40 min. 2/09 coop verde - 19 In vendita nei grandi supermercati Coop. Minestre in bustina bio Coop Naturaplan minestra di lenticchie o di miglio 60 g/2 porzioni 50 g, fr. 2.20 Prodotti da spalmare bio Coop Naturaplan: curry, barbabietola rossa e rafano, pomodori ed erbe aromatiche o peperoni 50 g, fr. 2.20 Pane Vital bio Coop Naturaplan 500 g, fr. 2.30 Salsa toscana bio Coop Naturaplan 320 g, fr. 4.20 Insalata bio Coop Naturaplan Betty Bossi nel sacchetto 120 g, fr. 4.95 Arachidi bio Coop Naturaplan 200 g, fr. 1.95 Tortilla Chips bio Coop Naturaplan 150 g, fr. 3.40 Gazose bio Coop Naturaplan: Citron, Grapefruit, Orange o Sambuco 5 dl, fr. 1.30 Crema in polvere alla vaniglia bio Coop Naturaplan 63 g, fr. 1.10 Pesto verde bio Coop Naturaplan 130 g, fr. 5.90 Cuoca per passione Testo cucina Foto Crespelle con salsa di pomodoro da infornare. Rigorosamente bio: ingredienti per il menu. Miscela di semi tostati in padella. La presentazione dell’insalata di barbabietole crude. La preparazione della vellutata. Pesatura degli ingredienti. Barbabietola di Chioggia marmorizzata. Cucina fusion made in Leimbach: dai sui infiniti viaggi, Monica Heusser ha portato a casa una miriade di ricette che reinterpreta in chiave personale. Ospiti a casa di: Monica Heusser Crespelle pronte da gustare. Gamberetti all’aglio in padella. I colori sono tutto in un piatto! Con le barbabietole rosse si abbina un piatto di colore nero «anche se il nero è un po’ fuori moda». E scoppia in una risata contagiosa. Con maniacale precisione, Monica Heusser sistema le fettine di barbabietole ProSpecieRara lungo il bordo del piatto formando un cerchio, al centro del quale mette una 22 - coop verde 2/09 montagnola di insalata di barbabietole rosse, contornata da una fila esterna di gamberetti. Una spruzzata di semi di girasole, di zucca e di soia tostati e l’antipasto è pronto. Ha tutta l’aria di un piatto da haute cuisine. Dove l’ha imparato? Alla Swissair, dove ha lavorato per diversi anni come maître de cabine. Oltre a cucinare e a guarnire piatti de stinati ai viaggiatori della first class, volando di continuo Monica Heusser ha anche avuto l’occasione di soggiornare negli alberghi più esclusivi al mondo. «E da lì ho sempre tratto qualche ispirazione.» Tutto quello che arriva sulla tavola in casa Heusser è frutto delle esperienze che questa creativa cuoca ha rac- colto nel corso della sua carriera: «cucina fusion» condita da una nota personale. Pur consultando talvolta i ricettari, Monica Heusser non riesce a fare a meno «di dare ai piatti che prepara un’impronta tutta personale, secondo il proprio gusto». Nella piccola cucina della casa ristrutturata dal marito nei pressi di Zurigo, Monica Heusser si muove 2/09 coop verde - 23 cucina Cuoca per passione Numeri 1 barbabietola di Chioggia ProSpecieRara un po’ di succo di limone 1 barbabietola 1 confezione di gamberetti giganti in salsa all’aglio surgelati olio per arrostire 50 g di miscela di semi tostati foglie di coriandolo per guarnire Cucina Insalata: tagliare la barbabietola di Chioggia a fettine sottili e bagnare con succo di limone. Pelare la barbabietola rossa. Grattugiarla direttamente nella salsa per insalata. Rosolare i gamberetti in un filo d’olio rigirandoli. Presentazione: distribuire la barbabietola di Chioggia sul piatto. Mettervi al centro l’insalata di barbabietola. Distribuirvi tutto attorno i gamberetti. Cospargere con la miscela di semi e le foglie di coriandolo. liechtenstein 29,7% AUSTRIA 13,4% SVIZZERA 11% LETTONIA 9,8% ITALIA 9% ESTONIA 9% GRECIA 8% SVEZIA 7,9% PORTOGALLO 6,4% Preparazione: ca. 20 min. Ricette bio 24 - coop verde 2/09 100 g di farina Sale 2 uova 2 dl di latte 1 c. di burro, liquido Salsa per l’insalata: mescolare gli ingredienti. Pasta: in una terrina versare la farina e una presa di sale. Sbattere le uova con il latte e il burro. Incorporare il composto alla farina amalgamandolo. Lasciar riposare il composto a temperatura ambiente per 30 min. In una padella con rivestimento antiaderente cucinare la pasta ottenenendo sottili crespelle. 500 g di spinaci tritati, surgelati, scongelati, sgocciolati 200 g di ricotta 5 c. di parmigiano grattugiato 2 uova Ripieno: amalgamare gli spinaci con la ricotta, il parmigiano e le uova. Distribuire il composto sulle crespelle, arrotolarle e dimezzarle al centro. Disporle molto vicine una all’altra in uno stampo da forno. Preriscaldare il forno a 200 °C. 2,5 dl di brodo 2,5 dl di panna 1,5 dl di salsa di pomodoro Salsa: portare ad ebollizione il brodo con la panna. Versarlo sulle crespelle. Coprire con salsa al pomodoro. Cuocere per 18–20 min. nella parte centrale del forno. Guarnire con basilico e servire con parmigiano. per 4 persone Insalata di barbabietole crude* Olio d’oliva Aceto di vino alle erbe aromatiche 1/2 limone il succo e la scorza 1 c. di zenzero grattugiato 1 c. di rafano grattugiato, salsa di soia Crespelle (Crêpes)* Preparazione: ca. 60 min. * Tutti gli ingredienti sono in vendita da Coop in qualità bio. I NOVE PAESI CON LA MAGGIORE PERCENTUALE DI TERRENI AGRICOLI BIOLOGICI NEL 2007 Illustrazioni: Olaf Hajek 2/09 coop verde - 25 Fonte: Istituto di ricerche dell’agricoltura biologica (IRAB); www.fibl.org come una trottola. Un banco da bar in plastica e un tubo al neon rosa sopra l’armadio della cucina rievocano l’atmosfera di un drive-in americano. Anche se i figli vivono da parecchio fuori casa, gli Heusser non hanno perso la voglia di cucinare. E quasi in onore a quel periodo, la padrona di casa ci prepara uno dei piatti preferiti dei suoi gemelli: crespelle di ricotta e spinaci. La spesa l’ha fatta il giorno prima. Ci racconta entusiasta che oggi da Coop si trova quasi tutto anche in qualità bio, persino una salsa di pomodoro già pronta che Monica mette sulle crespelle prima di infornarle. Sebbene Monica prepari tutto in casa, persino il brodo, stavolta preferisce ricorrere alla salsa già pronta. Alla fine, dopo essere state guarnite con una spruzzata di parmigiano e con delle foglioline di basilico sminuzzato, le crespelle sono una gioia per gli occhi, ma soprattutto per il palato. _ Ritratto L’occhio critico dell’ispettore bio Martin Rüegger. 26 - coop verde 2/09 vita Testo Foto I prodotti bio sono sulla bocca di tutti. Vi siete mai chiesti come possono i consumatori avere la certezza che gli articoli contrassegnati con il marchio «bio» siano veramente tali? Bio.inspecta, un ente di controllo e di certificazione per i prodotti biologici, si occupa proprio di questo. Verde ha affiancato un ispettore bio durante un giro in azienda. Marelli, collaboratrice specializzata negli acquisti di prodotti surgelati, poggiano a fatica sul tavolo sei pesanti classificatori ricolmi di bollettini di consegna, dichiarazioni doganali e certificati Naturland e Bio Suisse. Fondata nel 1981 da contadini biologici svizzeri, l’organizzazione con la Gemma era inizialmente controllata dai suoi stessi membri. Fino a quando, nell’autunno del 1997, entrò in vigore la nuova ordinanza svizzera sull’agricoltura biologica, secondo la quale i prodotti recanti un label bio dovevano essere sottoposti al controllo di organizzazioni indipendenti. Nasce così, nell’autunno 1998, bio.inspecta: una società per azioni il cui compito è controllare e cer tificare aziende che producono, stoccano o vendono prodotti biologici. Presso il pool acquisti di Basilea, Rüegger esa mina minuziosamente ogni raccoglitore verificando se ogni partita di merce bio è corredata del rispettivo modulo di ordinazione, del bollettino di consegna e della documentazione della dogana, se la merce consegnata corrisponde con quella sdoganata e se tutti i certificati di Chi ha paura dell’ispettore bio? Nessuno, al massimo c’è chi sbuffa quando il telefono squilla e un incaricato bio.inspecta annuncia una visita di controllo in azienda. Eh sì, perché per aggiornare la contabilità o per correggere qualche imprecisione serve pur sempre qualche oretta di lavoro. Un po’ come la dichiarazione dei redditi: se durante l’anno avete conservato tutto con certosina pazienza, la compilazione della dichia razione non diventerà certo l’evento clou dell’anno, ma almeno non rischierete di affannarvi per far ricomparire come un numero di magia, documenti ormai introvabili. E così, come il fisco verifica l’esattezza delle informazioni da voi indicate, così gli enti di controllo bio.inspecta ingaggiano ispettori bio per verificare che gli articoli con il marchio «bio» siano realmente tali. O, per dirla con le parole di Martin Rüegger, responsabile della gestione qualità di bio.inspecta e ispettore bio: «Con il nostro lavoro controlliamo che nelle aziende non accadano fenomeni di miracolose moltiplicazioni di prodotti bio.» Insomma, controlliamo che da 500 kg di farina bio non vengano improvvisamente sfornati 900 kg di pane bio. Oggi l’ispettore bio è in servizio a Basilea. In programma c’è una visita al pool acquisti di Coop della Thiersteinerallee per il controllo delle importazioni bio e un controllo al forno Andreas sulla Andreasplatz. Prima visita: nella sala riunioni Coop, Dario Oemeroglu, collaboratore specializzato negli acquisti di pesce e Alessia controllo sono provvisti del timbro di Bio Suisse e Naturland. Nel caso tutto risulti in ordine, bio.inspecta rilascerà il timbro avvallato dalla firma dell’ispettore. Rüegger però nota qualcosa: «Sig. Oemeroglu», chiede all’acquisitore responsabile del pesce, «come mai in questa partita manca il timbro Bio Suisse?» – Oemeroglu non sa ri spondere. A quanto pare, costatano i due alla fine, «la comunicazione tra Naturland e Bio Suisse in questo caso non ha funzionato». Naturland è una delle organizzazioni che controlla e certifica le aziende all’estero per Bio Suisse. Nel caso in questione, Naturland non ha ancora informato Bio Suisse sulla certificazione dell’allevamento di gamberetti 2/09 coop verde - 27 vita Ritratto Intervista vita Thomas Vellacott Responsabile del programma WWF Svizzera dal quale proviene la merce contestata. Non appena le relative informazioni sono giunte a Bio Suisse, questi appone un timbro sul certificato di controllo il che significa che la merce passa a bio.inspecta. Seconda visita: il forno a legna «Andreas» a Basilea. L’ispettore scende con Roland Häusler, titolare e gerente della panetteria, al deposito farina. «Questo farro lo compra in forma di cereale o di farina?» chiede Rüegger. «Lo acquistiamo sia come cereale che come farina», risponde Häusler, «entrambi esclusivamente in qualità bio. Così non corriamo il rischio di confondere la farina biologica con quella convenzionale.» Dal gelido deposito Häusler risale in fretta in ufficio, passando davanti al piccolo forno, dove regna una calda e accogliente atmosfera. Qui, il panettiere illustra all’ispettore il suo flusso di merce sull’esempio del pane di segale. Häusler calcola quanto pane riesce a preparare con la quantità di farina che ha acquistato. E quando, alla fine dei conti, risulta una differenza di ca. 300 kg di farina, Häusler è in grado di spiegare in maniera convincente questa differenza. Con tutte le giornate festive a ridosso del Natale dello scorso anno, il panettiere ha dovuto ordinare più farina del solito. Quando l’ispettore annuisce col capo, Lavoro di squadra per l’ispettore e il fornaio. Sacco di farina garantito bio. Häusler sembra tirare un sospiro di sollievo. All’ultimo controllo, spiega Häusler, malcelando nella voce una punta di rabbia, l’ispettrice è stata così pignola da attaccarsi ad una differenza di cento grammi fino a fargli perdere quasi completamente la pazienza. Fosse per lui, bio.inspecta non dovrebbe effettuare alcun controllo. Il fatto che il suo pane è prodotto con farina bio è sicuramente positivo, ma ciò che è ancora più importante è che viene cotto a legna ed è di qualità ineccepibile. Ciononostante, anche se tutto questo richiede tantissimo lavoro – dalla contabilità delle materie prime, alla documentazione del flusso delle merci – la procedura sembra ultimamente avanzare per il meglio. E talvolta torna persino utile. Come quando una cliente in negozio chiede le venga mostrato il certificato biologico del pane. Allora Häusler tira fuori orgoglioso dal cassetto il certificato bio.inspecta e: Voilà, Madame. _ Bio.inspecta: fondata nel 1998 dall’Istituto di ricerche dell'agricoltura biologica IRAB, da Bio Suisse e dall’Associazione per l’agricoltura biodinamica, bio.inspecta ha sede a Frick, nel Cantone Argovia. La società per azioni con 25 dipendenti fissi e 120 ispettori agricoli liberi professionisti, controlla e certifica l’80 % di tutte le aziende agricole svizzere bio e più di 1600 rivenditori e trasformatori di prodotti bio. I controlli e le certificazioni delle aziende sono eseguiti da persone ogni volta diverse. www.bio-inspecta.ch Tutto in ordine con il timbro bio. Poter contare su partner credibili è di centrale importanza per noi In una prima fase, lo 0,5 per cento della cifra d’affari netta realizzata con la carta di credito Coop Verde American Express andrà a beneficio di alcuni progetti ambientali del WWF. Si tratta di una nuova forma di donazioni? Thomas Vellacott: Si tratta in effetti di una prassi ancora poco diffusa in Svizzera. In USA, Inghilterra o Olanda, progetti di cooperazione in questa forma esistono già da parecchio tempo. E hanno riscosso un enorme successo. Anche noi abbiamo già in corso progetti simili e i risultati sono buoni. Per quale ragione collaborate con Coop? Poter contare su partner credibili è per noi di centrale importanza. Da anni Coop segue con coerenza una strategia improntata alla sostenibilità, guadagnandosi la fama di pioniera a livello europeo in fatto di salvaguardia ambientale. Da parecchi anni il WWF collabora con Coop in diversi settori: protezione del clima, dei pesci e dei frutti di mare, della soia e dell’olio di palma nonché del legno e della carta. Quali progetti saranno finanziati attraverso la Verdecard? Un tema di importanza centrale per il futuro è l’acqua. Nonostante il 71,5 percento del pianeta sia ricoperto d’acqua, solo il 2,5 percento circa è costituito da acqua dolce. E di questo, a sua volta, solo lo 0,5 percento da acque superficiali. La quota restante è difficilmente accessibile in quanto bloccata nel ghiaccio o nelle profondità delle falde freatiche. Già oggi, in diverse regioni del pianeta, l’acqua dolce è una risorsa rara. E questa situazione è destinata ad aggravarsi col tempo. Dovremmo iniziare a preoccuparci anche in Svizzera? Il nostro è un paese ricco d’acqua! Sì. È vero che la Svizzera dispone di una grande quantità d’acqua di buona qualità, ma solo il 10 percento di tutti i corsi d’acqua non è stato ancora deturpato dagli interventi umani che minacciano di far scomparire per sempre importanti habitat florofaunistici. Quali progetti sono finanziati in Svizzera con la Verdecard? Inizieremo con la rinaturalizzazione del Bünz. Nella metà del ventesimo secolo il Bünz è stato rettificato e molte specie di animali e piante si sono estinte. Ora verrà progressivamente rinaturalizzato. Questo permetterà di creare nuovi habitat naturali, restituendo anche all’uomo piacevoli oasi naturali per il relax. E all’estero? Ci battiamo per la sopravvivenza dell’ormai rarissimo delfino del Mekong in Cambogia. Una battaglia che richiede massima comprensione per le popolazioni indigene che vivono prevalentemente di pesca. Insegniamo alle popolazioni locali metodi di pesca alternativi a quello con dinamite in modo che ampi tratti di fiume rimangano anche in futuro intatti, fornendo così un habitat naturale per tantissime specie animali e vegetali. Come possono i titolari di una carta di credito Verdecard rimanere sempre al corrente sullo stato di avanzamento dei vari progetti? WWF e Coop ci tengono molto ad informare regolarmente i titolari della carta sui progressi compiuti nei vari progetti. Per questo è stata realizzata una newsletter Verdecard dedicata. Per maggiori informazioni su Verdecard potete consultare il sito: www.coop.ch/verdecard 28 - coop verde 2/09 Testo: Birgitta Willmann Foto: Anne Morgenstern 2/09 coop verde - 29 vita Pillole Pillole PILLOLA Energia 01 Come ti salvo l’ambiente ballando Illustrazioni 01 Rahel Arnold 02 Kate Slater 03 Alina Günter 04 Tom Burns 05 Olimpia Zagnoli «Club4Climate» è la prima discoteca ecologica di Londra, che funziona con lo «human power», nel vero senso della parola: la pista da ballo è sostenuta da una seria di molle che, oscillando, azionano generatori capaci di produrre energia elettrica. Bastano circa 2000 clienti per illuminare la consolle del DJ e la pista da ballo. Più intensi sono i movimenti dei ballerini in pista, più potente è la luce emessa dalle lampadine. Le bevande sono servite in bicchieri riciclabili e lo scarico della toilette è alimentato con acqua piovana. Questa tendenza ha un nome: Sustainable Dance Clubs (SDC). A Rotterdam è stata inaugurata la seconda SDC battezzata «Club Watt» (sito web in inglese). www.club4climate.com www.watt-rotterdam.nl 30 - coop verde 2/09 Testo: Martina Bortolani Pillola Hotel Pillola Musica 02 Albergo eco-lusso 04 03 Energia Green soundtrack solare Sempre più persone cercano nuovi marchi di garanzia che contrassegnino strutture sostenibili. Nel settore alberghiero, l’oscar dei premi spetta al «World Travel Awards». Di recente è stata istituita una categoria denominata «Green Hotel of the Year». Per la prima volta ad essere premiato è stato lo Château Mcely, un’ex residenza di caccia della dinastia Thurn-Taxis. Questa pittoresca struttura ad appena un’ora di treno da Praga è immersa in un parco. Il castello dispone di camere e di diverse suite sapientemente ristrutturate e di una rilassante spa bio. Il tutto è riscaldato con la legna della regione, nelle tubazioni scorre acqua piovana depurata e per l’approvvigionamento di corrente la coppia di proprietari ha installato sul tetto pannelli solari. www.chateaumcely.coM/IT Last.fm è un servizio musicale globale disponibile via internet come banca dati in dodici lingue. Cliccando su www.last.fm, è possibile creare il proprio profilo musicale personale. Last.fm ricorda i gusti musicali dell’utente inserendo i brani più ascoltati tra le canzoni preferite. Fondata otto anni fa da due tedeschi, l’azienda ha oggi sede sulla Baches Street di Londra e vanta un organico di oltre 3000 dipendenti. Di recente Last.fm offre un profilo denominato «Lohas-Playlist»*: la colonna sonora per una vita all’insegna del verde! La playlist infatti contiene solo brani di band che nella loro attività si impegnano a favore della sostenibilità (come per esempio Coldplay, Alicia Keys o Radiohead), o brani che hanno per oggetto Madre Natura. Bella idea! www.lastfm.it PILLOLA Online vita Pillola Letteratura 05 Idee del futuro «Roofray.com» è un servizio online gratuito che permette di calcolare il rendimento teorico del vostro pan nello solare una volta individuato con Google Maps il tetto sul quale installarlo. Il servizio è particolarmente utile anche a chi è in procinto di acquistare un immobile. Basta un clic sull’appezzamento di terreno, montare i pannelli solari virtuali e attendere il responso del programma. In dieci semplicissime operazioni al computer, i proprietari di case attenti all’ecologica potranno calcolare il rendimento ottenibile da questa fonte di energia alternativa (sito web in inglese). www.roofray.com «World Changing: il manuale delle idee per un futuro migliore» si chiama così la piccola guida introdotta dalla prefazione di Al Gore, il guru dell’ecologia. Scritto senza alcun tono accusatorio, questo intelligente manuale raccoglie una rassegna di interessanti spunti per una vita migliore. Le soluzioni proposte non impongono un modello, ma si limitano a suggerire possibili alternative. La guida verte principalmente su temi quali i con sumi, l’abitare, la vita urbana, la socie tà, l’economia, la politica e il pianeta terra. Con oltre 540 contributi di autori di calibro internazionale, il World Changing si prospetta un opera ricca di interessanti approcci, spunti, progetti e iniziative (sito web in inglese). www.worldchanging.com 2/09 coop verde - 31 Per acquisti che lasciano meno tracce. Ogni vostro acquisto lascia un’impronta indelebile. Forse non dietro l’angolo ma ad esempio nel mare. Prendiamo il pesce: se si continua ad acquistarlo in maniera sconsiderata saranno sempre di più le specie a rischio d’estinzione. Alcune sono minacciate a tal punto da non essere più in grado di rigenerarsi. Potreste immaginare un mare senza pesce? È forse questa l’impronta che vogliamo lasciare sul nostro pianeta? Cosa cambierebbe se, facendo la spesa, oltre al pesce pensassimo anche agli oceani? Coop già lo fa. A voi non resta che scegliere! Nei nostri negozi potrete trovare un’offerta crescente di pesce da allevamento biologico a label Naturaplan o MSC, il marchio di garanzia per una pesca sostenibile. E nessuna delle specie a maggior rischio d’estinzione. Coop si distingue da anni per il suo impegno a 360 gradi a favore di temi come sostenibilità, ecologia ed etica. E ha deciso di entrare nell’ambiente «in punta di piedi». Senza calpestarlo. È così che dal 2007 ci impegniamo per proteggere i mari e per offrire un assortimento di pesce sostenibile, in qualità di partner fondatore e primo membro del WWF Seafood Group. Essendo una grande impresa, Coop si assume anche una grande responsabilità. Ecco perché vogliamo procedere passo dopo passo nel nostro cammino verso la sostenibilità. Magari anche altri decideranno di seguire le nostre impronte. www.coop.ch/sostenibilita 32 - coop verde 2/09 Per l’unico pianeta che abbiamo. 2/09 coop verde - 33 Naturaline Foto ModA Styling Lei: CAMICETTA celeste 100% cotone bio 59.– PANTALONI bianchi 97% cotone bio 3% Lycra 89.– Fas hion-Flirt Lui: CAMICIA beige 100% cotone bio 59.– PANTALONI CHINO neri 100% cotone bio 79.– Un weekend all’insegna della collezione primavera estate Naturaline. Lei: PRENDISOLE arancione 95% cotone bio 5% Lycra 69.– CARDIGAN écru 100% cotone bio 79.– Lui: PULLOVER navy 100% cotone bio 74.– Jeans blu 100% cotone bio 79.90 34 - coop verde 2/09 2/09 coop verde - 35 Naturaline Lei: POLO bianca 95% cotone bio 5% Lycra 49.– CARDIGAN nero 100% cotone bio 79.– PANTALONI neri 97% cotone bio 3% Lycra 89.– Lui: POLO coral reef 97% cotone bio 3% elastan 54.– ModA Lei: T-SHIRT écru 95% cotone bio 5% Lycra 49.– CAPPOTTO IN MAGLIA grigio 100% cotone bio 98.– PANTALONI bianchi 97% cotone bio 3% Lycra 89.– Lui: T-Shirt grigia 100% cotone bio 44.– 36 - coop verde 2/09 2/09 coop verde - 37 38 - coop verde 2/09 Coop Verde American Express ®, issued by Credit Suisse AG, processing services provided by Swisscard AECS AG. VESTITO COLLETTO POLO IN PIQUÉ navy 95% cotone bio 5% Lycra 59.– Modelli: Carin Coster / Mikas, Gerard Smith / Models 1 Acconciature & make-up: Andrea Kipfer/Style Council Assistente: Monika Spisak/Style Council Produzione: Mel Sinha ModA Naturaline Richiedetela subito! Inoltre per ogni carta emessa vengono devoluti CHF 20.– a progetti sostenibili.* *Per ogni carta principale emessa entro il 31 dicembre 2009. Per acquisti che giovano a tutti. Coop si distingue da anni per il suo impegno a favore di sostenibilità, ecologia ed etica. E ora compie un ulteriore passo in avanti, con la nuova carta di credito, la Coop Verde American Express ®. Lo 0,5% degli importi** che pagherete con questa carta di credito sarà devoluto a progetti sostenibili selezionati. In una prima fase si tratterà di due progetti del WWF; il primo è la rivitalizzazione di tratti fluviali del Bünz nel Canton Argovia, il secondo è il programma di protezione dei delfini fluviali in Cambogia. Più userete la Verdecard come mezzo di pagamento, maggiore sarà il vostro contributo per realizzare questi progetti e più ne trarranno vantaggio l’uomo, gli animali e la natura. E tutto ciò non vi costerà neanche un centesimo in più. Troverete informazioni dettagliate sulle prestazioni e tariffe della Coop Verde American Express, accettata in tutto il mondo, nonché informazioni concrete sui progetti sostenibili selezionati nell’opuscolo di richiesta disponibile presso il vostro punto di vendita Coop oppure al sito www.coop.ch/verdecard **esclusi tasse, interessi, prelievi di denaro contante, riaddebiti e spese in sospeso. Per l’unico pianeta che abbiamo. 2/09 coop verde - 39 ModA Intervista Intervista Testo Foto Eliane Kobler, da molti anni si dedica alla creazione di capi sostenibili della collezione Naturaline. Cosa l’ha portata ad occuparsi di moda bio? Kobler: Non mi sento una creatrice di moda bio! È un’espressione che non esiste nel nostro settore. La collezione Naturaline è destinata a tutti coloro che indossano volentieri capi ad alta vestibilità con un valore aggiunto ecologico ed etico. Remei AG di Rotkreuz, il nostro fornitore di cotone bio, offre merce in tutte le qualità. Questo ci permette anche di ottenere qualità di filati superfini. La nostra qualità si è raffinata a tal punto che siamo in grado di filare persino tessuti per camicie business da uomo. Quando ha iniziato a lavorare come stilista per Naturaline? Nel 1995. Al tempo la Remei AG stava cercando una stilista che creasse e sviluppasse la collezione Naturaline per Coop. Ma allora in che cosa di differenzia la produzione? L’intera filiera produttiva è conforme a rigide direttive. Ogni fase della produzione deve essere trasparente ed è ovviamente sottoposta a controlli, dalla coltivazione del cotone fino al confezionamento del capo finito. I severi criteri ecologici e sociali di Naturaline devono essere rispettati da tutti i trasformatori, sia in India che in Tanzania, in Europa o in Svizzera. Naturaline si è rivelato un successo sin dal suo debutto? All’inizio c’è voluta parecchia perseveranza. Alla metà degli anni Novanta il bio non era così popolare come lo è oggi. Ma Coop non si è lasciata scoraggiare e ha continuato sulla sua strada anche se all’inizio i riscontri erano ancora modesti. Dobbiamo considerare Naturaline una normale moda ad «effetto sostenibile»? La moda deve prima di tutto essere motivo di gioia per chi la indossa. Se a ciò si associa anche il senso di responsabilità, tanto meglio. Nel frattempo abbiamo ampliato molto la collezione e siamo in grado di offrire ai nostri clienti otto collezioni all’anno di capi alla moda in nuovi colori e qualità. Come definirebbe lo stile di questa moda? Naturalmente deve incontrare il gusto di più persone possibili e al tempo stesso saper cogliere lo spirito del tempo. Per questo il nostro assortimento presenta tanti basic come t-shirt, cardigan a maglia o camicie da uomo. [ Eliane Kobler ] Designer della linea di capi sostenibili Naturaline 40 - coop verde 2/09 ModA Ci sono però anche abiti, magliette con cappuccio o accessori come sciarpe, articoli che interpretano anche le tendenze del momento. Sì, tutto questo mi rende molto felice. I clienti ricercano varietà e innovazione e la moda oggi è chiamata ad interpretare la richiesta di uno styling moderno. La qualità dei capi in cotone bio è diversa da quella dei capi convenzionali? Sì, addosso la differenza si sente eccome, nel senso che il capo è più piacevole a contatto con la pelle! No invece per quanto riguarda le caratteristiche qualitative. Oggi, la «La mia moda coglie lo spirito del tempo» Nella sua vita privata è sempre stata una persona attenta alle scelte bio? No, affatto. Si tratta di un atteggiamento che ho sviluppato col tempo. È stato soprattutto dopo la mia formazione come stilista alla Scuola d’arte e Mestieri di Zurigo che ho visto con i miei occhi a Hong Kong i vapori tossici uscire dagli stabilimenti di lavorazione delle fibre e i coloranti finire sulle strade o nei fiumi. Uno spettacolo che ha fatto riflettere. Allora ho sperato esistessero aziende che percorressero un’altra strada, più sostenibile. Dove ha lavorato dopo il suo percorso di studi? Ho lavorato come stilista per diversi label svizzeri che hanno i loro stabilimenti di produzione in tutto il mondo, in particolare in Asia. E oggi? (Sorride) La collezione si è ingrandita tantissimo, si sono aggiunte tante novità a tal punto che non riesco più a fare tutto da sola. Quali sono i suoi capi preferiti della collezione estiva del 2009? Sono molto attratta dai cappotti lavorati a maglia prodotti dalla ditta Traxler di Bichelsee. Si tratta di articoli lavorati a maglia senza nemmeno una cucitura. Per realizzare questi «seamless», così si chiamano pullover, giacche o cappotti lavorati a maglia in un unico pezzo e senza cuciture, serve una macchina speciale che in Svizzera solo Traxler possiede. _ 2/09 coop verde - 41 CO2-neutrale ModA Eliana Burki – 25 Suonatrice di corno alpino «I designer di moda lungimiranti dovrebbero puntare sull’Organic Fashion! E le Good Girls dovrebbero fare lo stesso!» Per una giusta causa Alcune Personalità svizzere hanno posato con le t-shirt CO2 neutrali. In primavera coop Othella DALLAS – 83 Cantante «Viviamo sulla Madre Terra. Portiamole rispetto: per il nostro bene e per quello dell’ambiente!» ne lancerà sul mErcato 14 500 esemplari. Testo 42 - coop verde 2/09 Foto 2/09 coop verde - 43 Steffi Vögele – 21 Gardi hutter – 56 Agricoltrice in formazione Clownessa «L’agricoltura biologica è per me un segnale positivo per il futuro.» «Ripagare le persone nei paesi più poveri con salari adeguati è meglio di qualsiasi altro aiuto allo sviluppo.» Acconciature & make-up: Nicola Fischer / Style Council Produzione: Mel Sinha CO2-neutrale ModA ANNO INTERNAZIONALE DELLE FIBRE NATURALI DELL'ONU: l’onu ha dichiarato il 2009 l’anno internazionale delle fIbre naturalI. L’organizzazione svizzera per lo sviluppo Helvetas ha lanciato per questa ragione un manifesto e una campagna in Internet con la quale invita i consumatori che acquistano capi d’abbigliamento ad esigere prodotti tessili ecologici ed equo solidali. L’obiettivo è raddoppiare entro la fine del 2010 la vendita di fibre tessili biO. La campagna è patrocinata anche dal Segretariato di Stato dell’economia SECO e da Coop. www.helvetas.ch Gian-André KRIEG – 18 Agricoltore in formazione «Una coltivazione rispettosa dell’ambiente preserva le risorse naturali.» Stefan stolle – 43 Patrick heuscher – 32 Responsabile comunicazione e Fundraising, Helvetas Giocatore di beachvolley «Una scelta biologica ed equo solidale non si ferma alla sola insalata, ma passa anche per la mia t-shirt!» «Desidero dare il mio contributo per rendere le nostre abitudini al consumo più rispettose dell’ambiente.» 44 - coop verde 2/09 2/09 coop verde - 45 Il mio mondo bio Oggi con: Juan Adami (34) cantante Augustin (3 1/2) Lei compra prodotti biologici. Perché? Vengo dall’Argentina, lì abbiamo carne e verdura eccellenti. La stessa qualità in fatto di sapore la ritrovo in Svizzera soprattutto nei prodotti biologici. Per esempio al mercato della Albisriederplatz o da Coop. Anche in Argentina acquistava prodotti biologici? No, li ho conosciuti solo una volta arrivato in Svizzera. In Argentina ci sono quasi esclusivamente prodotti biologici. È un paese sterminato nel quale ci si può permettere di allevare gli animali con quello che cresce spontaneamente sui campi. È tutto molto naturale. 46 - coop verde 2/09 Foto: Nadja Tempest PER FASHION& Zurigo, parco giochi di Heiligfeld, ore 16:00 ca. Ha dei prodotti preferiti? Oh sì. Adoro il salame bio. È buonissimo, come quello italiano. Anche se il più delle volte acquisto verdura bio come pomodori o patate. Segue anche uno stile di vita ecologico? Nei limiti del possibile sì. Io e mia moglie non abbiamo la macchina e ci muoviamo in bicicletta. E poi siamo ultrapignoli nel fare la raccolta differenziata. I prodotti bio sono leggermente più costosi di quelli convenzionali. Le crea problemi? No, affatto. Alla fine non sono molto più cari di quelli convenzionali; e comunque si tratta sempre di soldi ben spesi. FAIRNESS. NUOVI TREND: ABBIGLIAMENTO IN COTONE BIOLOGICO DA COMMERCIO EQUO SOLIDALE. WWW.COOP.CH/NATURALINE