verde. La rivista bio di Coop.
Per un bio senza compromessi.
La
rivista bio
di COOP
NO 02
Naturaline:
il look estivo
del momento
Natura-Beef:
piacere naturale
Controlli:
una giornata con
un ispettore bio
EDITORIALE
IMPRESSUM
Editore:
COOP
Edizione quadrimestrale
Tiratura: 1 050 000
Indirizzo di redazione:
Verde
Casella postale
8032 Zurigo
[email protected]
Per l’unico esaltatore di sapidità: la natura.
Ricette e altre
informazioni:
www.coop.ch/verde
Cari Lettori
Domande relative a Coop:
0848 888 444
www.coop.ch
Quando pesco una camicia dall’armadio la
mia giornata inizia sempre bene. Specialmente
da quando il mio guardaroba di camicie
Naturaline si è ingrandito. Chi ha già indossato
un capo in cotone bio, sa di cosa parlo.
Il piacere e il benessere che la sua morbidezza
regala mi fa sentire privilegiato.
Responsabile progetto:
COOP
Jürg Peritz
Christian Waffenschmidt
Responsabile
realizzazione:
Oliver Suter
Agenzia Paroli AG
Zurigo
Responsabile creazione:
Daniel Krieg e
Uwe Schlupp, KSB/SJ
Werbeagentur AG
Zurigo
Concept,
Capiredattori:
Agenzia Paroli AG
Lüchinger Publishing
Birgitta Willmann
Collaboratori di redazione:
Martina Bortolani
Dominik Flammer
Gaby Labhart
Barbara Schmutz
Grafica, Art Direction:
Simone Fennel
Immagini:
Mel Sinha
Realizzazione:
Christiane Gothuey
Organizzazione:
Tanja Hollenstein
Produzione:
Detail AG, Zurigo
Un privilegio al quale sempre più clienti non vogliono rinunciare. La nostra collezione Naturaline
sta riscuotendo sempre più successo. Naturaline è arrivata ormai ad offrire una linea completa di
capi alla moda per tutti i giorni che spazia dai basic, come t-shirt e camicie da uomo, a capi alla
moda stagionali e di tendenza, come abitini estivi.
Quando, 13 anni fa, lanciammo sul mercato la nostra prima collezione di capi in cotone bio, nessuno
avrebbe mai immaginato un simile successo. Ci è voluto del tempo prima di riuscire a convincere i
nostri clienti che moda elegante e qualità bio possono coesistere. Ma anche la domanda è cambiata.
Il piacere di abbracciare una scelta responsabile non deve necessariamente tradursi in una rinuncia,
al contrario: la moda bio può e deve essere sexy ed elegante.
Oggi Naturaline propone ogni anno otto nuove collezioni. Tutte ineccepibili, sia dal punto di vista
della qualità che dei requisiti etici. Il nostro cotone biologico, infatti, non viene coltivato solo nel
rispetto di parametri ecologici, ma risponde anche ai requisiti del commercio equo e solidale. Oltre
a percepire un salario dignitoso per il lavoro prestato, i contadini che producono per noi in India e
Tanzania possono beneficiare di un’offerta educativa e di assistenza medica. Attraverso la creazione
mirata di impianti a biogas siamo anche in grado di offrire t-shirt CO2 neutrali.
Il look dell’attuale collezione Naturaline, lo potete vedere nel servizio da pagina 34. Oltre dieci pagine di reportage passano in rassegna l’attuale collezione primavera-estate. Approfondiremo anche la
storia della moda Naturaline e l’Anno internazionale delle fibre naturali promosso dall’ONU.
Stampa:
Ringier Print Zofingen AG,
Zofingen
Buon divertimento e buona lettura
Jürg Peritz
Responsabile Marketing e Acquisti Coop
Per più natura invece di chimica: ecco la formula vincente per prodotti bio senza
com promessi. Coop Naturaplan porta in tavola ogni giorno tutto il sapore della natura.
www.coop.ch/naturaplan
Per un bio senza compromessi.
Foto: Sauer/Scanderbeg 2/09 coop verde - 3
INDICE
▶
03
03
06
13
25
46
EDITORIALE
IMPRESSUM
IL TEMPO DEL BIO
RUBRICA
NUMERI
IL MONDO BIO
08 14 22
26 30 34 40 42
▶
▶
▶
▶
▶
▶
▶
ALLEVAMENTO DI
VACCHE
NUTRICI
CUCINA
NATURALE
OSPITI A
CASA DI …
NEL REGNO
DEL VERDE
PILLOLE
SPECIALE
MODA
Nel «Rössli»
di Mogelsberg
si celebra una
cucina gourmet
bio.
Monica Heusser,
cuoca per
passione.
Una giornata con
l’ispettore bio
Martin Rüegger.
INTERVISTA IMPEGNO
Quattro chiac­
PER
chiere con Eliane L’AMBIENTE
Piaceri sopraffini
per il palato con
la carne NaturaBeef in qualità bio.
Come far
quadrare i conti
dell’ecobilancio.
La nuova colle­
zione primaveraestate Naturaline.
Kobler, designer
Naturaline.
▶
Volti noti posano
con le t-shirt
CO2 neutrali.
34
08
26
14
42
www.coop.ch/verde
22
30
4 - coop verde 2/09
2/09 coop verde - 5
mix-it
Coop Naturaplan
Nocciole intere bio, 200 g 3.80
Uvetta bio, 200 g 1.70
Latte bio pastorizzato, 1 l 1.75
Müesli bio con datteri, 500 g 4.95
Fiocchi di spelta bio, 500 g 3.65
Fiocchi di soia bio, 400 g 4.20
Mele bio*
Coop Naturaplan
Birchermüesli senza
zucchero, 750 g 6.90
IL TEMPO DEL BIO
à la crème
Coop Naturaplan
Müesli croccante bio con
cioccolato e amaranto
500 g 5.40
6 - coop verde 2/09 *al prezzo del giorno
Coop Naturaplan
Zucchero cristallino bio, 1 kg 2.80
Lamponi bio (surgelati), 210 g 4.35
Panna intera bio pastorizzata, 2 dl 2.95
Ricotta bio, 250 g 3.85
Menta bio, mazzo 2.20
Coop Naturaplan
Datteri bio
300 g*
Coop Naturaplan
Multiflakes bio
400 g 3.95
Coop Naturaplan
Biscotti bio miglio e mela
200 g 3.95
Coop Naturaplan
Drink bio Bifidus ai
­lamponi, 230 ml 1.60
Coop Naturaplan
Quark al naturale bio
150 g 1.60
Coop Naturaplan
Succo di pera bio
250 g 4.60
Coop Naturaplan
Limone bio*
Coop Naturaplan
Yogurt Bifidus bio
al naturale, 500 g 1.85
Food stills: Sandra Kennel 2/09 coop verde - 7
Cucina Natura-Beef
Testo
Galloway
Foto
Bovini
di razza
Con le loro carni hanno conquistato la
Svizzera. Si chiamano Angus, Galloway,
Limousin o Simmentaler. Allevati nel
rispetto della specie e secondo ferree
direttive, i bovini Natura-Beef regalano
carni di straordinaria delicatezza
al palato.
8 - coop verde 2/09 Il capofamiglia ha l’aria proprio soddisfatta.
Coperti dal pelo riccioluto del frontone e ancora leggermente assonnati, i suoi occhi vigilano sull’harem: proprio
qualche ora fa è venuto alla luce il suo piccolo, ora in
disparte sulla paglia e accudito dalla madre. Sono circa 25
le mucche, e altrettanti i vitelli, che convivono pacificamente in questo giorno di inizio primavera. Tra loro anche
il toro della Romandia, dal quale dipende il destino e la
crescita della grande famiglia Natura-Beef. Nella fattoria
bio della famiglia Marty lo spazio abbonda: ci sono locali
per il riposo, superfici per pascolare all’aperto, silos per lo
stoccaggio del mangime e, mattina e sera, il meglio che un
ruminante possa desiderare: fieno fresco a volontà.
Dicono che le opportunità nascano dalle crisi.
Un detto forse inflazionato ma che mai come in questo
caso si addice alla situazione: è stata infatti proprio la crisi
della «mucca pazza» a dare ai Marty la spinta decisiva per
convertire la fattoria in un allevamento biologico di vacche
nutrici. In altre parole, i vitelli dei Marty crescono in compagnia della loro madre fino ai dieci mesi di vita. Oltre a
venir allattati dalla madre, i piccoli si cibano di erba e di
fieno. Il tutto, naturalmente, senza nemmeno l’ombra di
fertilizzanti artificiali o di coadiuvanti della crescita. Niente di niente. Da dodici anni Priska e Erich Marty allevano
i loro manzi Natura-Beef secondo le direttive della Gemma Bio Suisse. Il loro bestiame conta esemplari di diverse
razze alle quali, da qualche anno, si è aggiunta anche la
«kleinere Grauvieh», una razza di vacca grigia ormai quasi
dimenticata, ora destinata ad un nuovo e meritato revival.
A breve, non appena anche gli ultimi resti di neve
si saranno sciolti, le bestie dei Marty saliranno sulla
Chäserenalp dietro alla valle, sopra l’impianto di risalita
della Hoch-Ybrig. Sarà un’estate allegra e spensierata per le
vacche che non faranno altro che mangiare, dormire, passeggiare e giocare. «Di solito», ci spiega Priska Marty,
«amano brucare l’erba più tenera e fresca». Sì, perché –
contrariamente a quanto si crede – le vacche sono tutt’altro
che stupide e, da autentiche buongustaie, evitano accuratamente le erbacce. Le sostanze tossiche in esse contenute
sono poco digeribili e amare anche per i loro stomaci.
«È una vita felice questa, per noi, per gli animali e per
l’ambiente», dice Priska Marty con evidente gioia. E sapere
che tutta questa serenità si riflette positivamente anche
sui ritmi delle vacche e sulla loro fertilità riempie di orgoglio il contadino bio Marty.
2/09 coop verde - 9
grauvieh
angus
Natura-Beef
Tutta questa felicità rende anche più buona la
carne? René Donatz annuisce sorridendo. Già da alcuni
anni, il titolare dell’Hotel Donatz di Samedan, in Enga­
dina, serve ai suoi ospiti carne Natura-Beef. E chi gliela
fornisce abita proprio di fronte all’albergo: Gian-Peter
Niggli, allevatore engadinese e pioniere dell’allevamento
di manzi Angus. Donatz ricorda quando Niggli si pre­sentò
per la prima volta con le sue vacche nere, suscitando gran
scalpore in paese. Oggi la gente del posto si è abituata a
questa razza nera originaria della Scozia, ma ormai dif­f usa in tutto il mondo e apprezzata per la carne estremamente delicata.
E gli ospiti di Donatz, che ordinano spesso carne
di Angus Natura-Beef, lo sanno bene. Il proprietario dell’albergo nota con piacere che i commensali apprezzano la car­ne
di animali felici e nutriti in maniera genuina, provenienti
da allevamenti sostenibili e che non «sono stati scarrozzati
Gli animali amano
brucare l’erba più
tenera e fresca.
Limousin
ChaRoLais
da una parte all’altra del pianeta». Per prelibatezze come
queste, ogni buongustaio è ben lieto di pagare anche un
prezzo leggermente superiore, senza storcere troppo il naso.
Tra i piatti più gettonati del ristorante Padella
dell’Hotel Donatz ricordiamo il filetto alla Voronoff flambé alla vodka con salsa alla senape e alla panna, la terrina
di bollito o il trancio di Angus: una fettina di bollito impanata cotta al forno e servita con rafano.
Finiamo con la notizia migliore: uno studio condotto dal Politecnico di Zurigo ha dimostrato che la carne
di manzo di vacche nutrici è più tenera e sostanziosa dal
punto di vista nutritivo in quanto contiene una percentuale maggiore di acidi grassi Omega-3. Quel che è buono, in
questo fortunato caso, è anche genuino. _
natura-beef DA COOP:
nell’ambito della
produzione di carne di manzo, Natura-Beef rappresenta il pro­
gramma di allevamento più rispettoso degli animali conforme a
rigide direttive e al tempo stesso un marchio di Vacca Madre
Svizzera (Associazione dei detentori svizzeri di vacche madri).
Natura-Beef è in vendita in esclusiva da Coop con i marchi
Naturafarm (da aziende che producono secondo certifIcazioni ecologiche) e Naturaplan (da aziende bio). Per la
carne Natura-Beef biologica fanno fede le disposizioni
della Gemma di Bio Suisse.
Cucina
Requisiti della
carne Natura-Beef
01
I giovani vitelli restano in stalla o al
pascolo sempre accanto alle madri.
02
Allevamento in libertà con sfogo
all’aperto, in estate e in inverno.
03
Le stalle devono essere ricoperte
di strame fresco.
04
Il foraggiamento è costituito prevalentemente da latte materno, in un secondo
tempo anche da erba, foraggio insilato
o fieno.
05
Il ricorso a coadiuvanti della crescita,
proteine o grassi di origine animale e foraggi
geneticamente modificati è proibito.
Il vitellino rimane
accanto alla madre fino
ai 10 mesi di vita.
Limousin
ottenuta da un incrocio
con la Simmentaler.
2/09 coop verde - 11
Cucina Natura-Beef
Rubrica
INTERVISTA
Sig. Dufey, com’è nata
Natura-Beef?
Tutto risale a circa trent’anni fa quando si
cercò di mettere in piedi un allevamento naturale
rispettoso degli animali.
La carne Natura-Beef è di vitello
o di manzo?
Quando vengono macellati, gli animali Natura-Beef
hanno dieci mesi di vita. Non sono né vitelli, né manzi, ma una via di mezzo.
In che senso?
Per vitelli si intendono i bovini all’età di cinque mesi, parliamo invece di
manzi quando il bovino ha raggiunto circa i 15 mesi circa o oltre, fino al
secondo anno di vita. Natura-Beef sta esattamente nel mezzo, a dieci mesi.
E quale sarebbe il nome giusto allora? Manzo-vitello o vitel-manzo?
Direi semplicemente Natura-Beef!
Quali fattori concorrono più di tutti alla qualità della carne?
Non è così semplice dirlo. I fattori sono tantissimi e la qualità della carne
dipende a sua volta da una moltitudine di diversi aspetti. Se ad esempio
consideriamo il parametro della tenerezza, aspetti come la velocità della
crescita, lo sforzo muscolare dell’animale e il grado di maturazione della
carne svolgono un ruolo determinante. Per valori sensoriali come aroma
e sapore in genere sono determinanti l’alimentazione e l’età. Di norma
vale la regola empirica secondo la quale, più l’esemplare è vecchio, più intenso
è il sapore della sua carne.
La qualità dipende anche dal taglio di provenienza della carne?
Sì, certamente. E visto che di tagli stiamo parlando, il marchio Natura-Beef
presenta un vantaggio di mercato rispetto agli animali già sviluppati in quanto
i suoi tagli sono di pezzatura inferiore. Al giorno d’oggi, infatti, i pezzi più
piccoli sono maggiormente richiesti, soprattutto per i tagli più nobili come per
esempio il roastbeef.
I frutti della globalizzazione.
BRUNA
Razza da latte e da carne
Provenienza: Svizzera centrale
piemontese
Razza da carne
Provenienza: Italia settentrionale
(Piemonte)
highland cattle
Razza da carne
Provenienza: Scozia settentrionale
simmentaler
Razza da latte e da carne
Provenienza: Svizzera (Oberland bernese)
Quali razze animali sono adatte a Natura-Beef?
In teoria tutte! Una particolarmente adatta è il Black Angus in quanto si tratta
di una razza a maturazione precoce con un’ottima percentuale di grasso.
È anche una delle più diffuse negli allevamenti Natura-Beef. Risultano indicate
anche la Simmentaler o la Bruna e incroci delle due con altre razze.
aubrac
Pierre-Alain Dufey è ingegnere agronomo ed esperto sulla qualità della carne di manzo
all’istituto di ricerche Agroscope Liebefeld-Posieux (ALP) dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFA).
12 - coop verde 2/09 Illustrazioni: Emma Dibben Foto: Ona Pinkus
Razza da carne
Provenienza: Francia (Massiccio Centrale)
Cucina
Testo
È stata proprio Rita, estrosa creatrice di confetture, diera dell’orgoglio nazionale. Ci dimentichiamo, infatti, che
ad aprirmi gli occhi sugli effetti positivi della globalizzazio- la nostra frutta svizzera è prima di tutto il risultato di perione. E con lei, anche tante brave contadine di questo Paese diche spinte globalizzatrici. Per consumatori attenti all’ecoche, al mare magnum di frutta esotica e di varietà di ortaggi logia e contadini attenti all’economia, la frutta svizzera può
sempre nuovi, rispondono con prodotti della loro tradizio- sembrare l’unica scelta ragionevolmente corretta in un menu
ne: che sia un pan di pere o una composta di mele Boskoop. di stagione. Ma ve l’immaginate che sarebbe successo se i
Da Rita, per la prima volta dopo anni, ho acquista- nostri antenati fossero stati della stessa opinione e avessero
to un liquore di pere secche andato letteralmente a ruba tra opposto resistenza alle novità esotiche? A quest’ora staremgli amici e una squisita marmellata di corniolo. Devo ai mo ancora mangiando pappette d’avena. E tutt’al più una
suoi fichi o alle sue pere al camanciata di frutti di bosco per
ramello in conserva, alle sue
dessert. Non dimentichiamo,
prugne alla cannella e alle sue
infatti, che le albicocche venalbicocche sotto spirito se mi
gono dagli Arabi, le prugne da
sono deciso di ingrandire di
Damasco e le ciliegie dai Roun piano la dispensa di casa,
mani. E persino uva spina e
riempiendola di frutta svizzeribes sono sbarcati in Europa
ra proveniente da un magnifisolo nel Medioevo, così come
co frutteto sulle rive del Lago
la pera Nashi è giunta sino a
dei Quattro Cantoni.
noi solo nell’ultimo decennio.
Con la stessa facilità
Non da ultimo grazie ad un
con la quale passo al setaccio
coltivatore svizzero che, negli
la città in lungo e in largo alla
anni Ottanta, è riuscito ad inricerca delle prelibatezze esocrociare la pera asiatica con
tiche del momento, attraverso
una varietà autoctona.
anche mezza Svizzera, pur
La contadina delle
di scovare nuove specialità o
pere Nashi aveva l’aria un po’
antiche tradizioni gastronoaffranta. «Mio marito sta tenmiche date ormai per scomtando di smerciarle in tutti i
parse. E le belle sorprese non
modi. Fosse per me, questa
man­cano mai, complice la glo­
roba esotica non la tratterei
PERA E MELA
balizzazione dei generi ali­
nemmeno», bisbiglia la donna
mentari che ha fatto letteralmente «esplodere» un mercato con una punta di imbarazzo. Fosse per me invece, le trattedi nuove creazioni e di antiche rarità riscoperte.
rei eccome, come fecero i nostri antenati. Perché anche le
Non nego però di aver provato un certo fastidio nostre pere e mele non sono certo farina del nostro sacco,
quando, da una contadina svizzera, in mezzo ad una sfilza ma provengono originariamente dai territori interni della
di varietà di pere autoctone, vi trovai in offerta anche delle Cina. Nessuno sa di preciso come siano arrivate sino a noi,
Nashi. Le Nashi sono una specie asiatica, simile ad una mela, molto probabilmente con l’arrivo dei Romani.
ma imparentata con la nostra pera, seppur con un sapore
Da Rita, allora, ho capito una cosa: il negozio della
completamente diverso da quest’ultima. E tutto questo in fattoria non è che l’icona di quella globalizzazione iniziata
una fattoria, all’entrata della quale campeggiava a caratteri già molto prima di Adamo ed Eva. Altrimenti, me lo spiecubitali la scritta: «Frutta svizzera. So perché.» Sono anni gate voi come caspita ha fatto quella mela, dalla Cina, ad
che questo slogan mi dà ai nervi: è la prova di quanto poco arrivare sino in paradiso? _
ancora ne sappiano gli svizzeri sull’origine della loro frutta La ricetta delle pere al caramello di Rita la trovate al sito
e dei loro ortaggi autoctoni. Albicocche, prugne e ciliegie www.coop.ch/verde. Per domande al nostro columnist potete
svizzere non sono forse le più indicate per tenere alta la ban- scrivere direttamente a: [email protected]
Illustrazione: Olaf Hajek 2/09 coop verde - 13
Cucina Naturale
Naturale
Due tipe in gamba:
Sabine Bertin (a sinistra)
e Doris Bürge (a destra).
Cucina
Uno sguardo al menu
appeso all’ingresso.
Cucina gourmet «al femminile»
Testo
Foto
Il «Rössli» di Mogelsberg ha la
bellezza di trecento anni. Gli
ultimi trenta con una gestione
rigorosamente «in rosa».
Da allora la cucina gourmet
tradizionale ha svoltato al
biologico.
imbatté sul «Rössli» di Mogelsberg sul
finire degli anni Settanta quando,
assieme ad alti quattro compagni, cercava un immobile per aprire una trattoria cooperativa. Abituata alla vita
cittadina, Bertin e gli altri compagni
rifiutarono dapprima l’offerta. La
Svizzera orientale era per loro troppo
lontana da Zurigo, sotto ogni punto di
vista. Ma poi l’opportunità del «Röss­
li» si ripresentò una seconda volta e
questa volta l’offerta venne accettata.
Nel 1978 inizia l’avventura
nello stabile del secolo XVII che, con
la sua imponente presenza, sembra
vegliare sul villaggio. Negli ultimi
trent’anni, la maestosa struttura in
legno è stata più volte sottoposta ad
un sapiente restauro. Antichi tavoli in
legno di noce, pavimenti originali,
tovaglie e tovaglioli in lino bianco:
tutto ha un aspetto estremamente
curato ma semplice. Da un’azienda
ini­­zialmente autogestita è nata una
so­­cietà a responsabilità limitata. Sabine Bertin gestisce la grande azienda
Con una punta di scanzonata
autoironia e uno smaliziato sorriso,
confessa di avere iniziato in vita sua
una miriade di progetti e di non averne concluso nessuno. «Non sono un
tipo che sta bene sui banchi di scuola», ci spiega Sabine Bertin senza
rammarico, «mi considero piuttosto
un’autodidatta».
Nata a Wallisellen (ZH), la
patron del «Rössli» di Mogelsberg
(SG) si autodefinisce un tipo urbano.
Tanto più sorprendente se si pensa
che da trent’anni vive felice in questo
villaggio di duemila anime nel Toggenburgo. Forse perché è qui che si è
realizzato il sogno di una vita: gestire
un proprio ristorante. Sabine Bertin si
14 - coop verde 2/09
assieme a Doris Bürge, responsa­bile
per l’amministrazione, il servizio e
l’hotel: il «Rössli», infatti, dispone
anche di 16 camere restaurate secondo i più moderni criteri di bioedilizia.
E quasi ogni fine settimana registra
il tutto esaurito.
Quella che non è cambiata è
la cucina. «Sin dall’inizio abbiamo
voluto puntare su una cucina biologica, stagionale e regionale», spiega la
chef, opponendosi ad ogni tipo di tendenza o minimalismi culinari. Nel
frattempo, la chef cucina sempre meno
lasciando che siano i suoi cuochi e apprendisti a sbizzarrirsi ai fornelli. «Ma
quella col cucchiaio in mano resto
sempre io!» Insomma, niente lascia la
cucina del «Rössli» di Mogelsberg prima che lei non l’abbia assaggiato. _
Gasthaus Rössli
CH-9122 Mogelsberg
Telefono 071 374 15 11
www.roessli-mogelsberg.ch
La facciata storica del
«Gasthaus zum Rössli».
Un armadio per le stoviglie
dal design nostalgico.
Formentino sbollentato
per la vellutata.
2/09 coop verde - 15
Naturale
PRIMO PIATTO
16 - coop verde 2/09
Cucina
SECONDO PIATTO
2/09 coop verde - 17
Naturale
Cucina
DESSERT
Ricette
per 4 persone
Vellutata di formentino e patate
Knöpfli alle erbette
2 patate grosse
a pasta farinosa,
ad es. Desirée
300 g di formentino,
possibilmente a
foglia piccola
8 dl di brodo di
verdura, preparato
con ca.
2 c.ni di pasta
per brodo
1dl di panna intera
200 g di farina
1–2 c. di semolino
2 uova
50 g di quark magro
1c.no di sale marino
1dl di acqua
4 c. di erbe
aromatiche fresche
come per esempio
prezzemolo, cerfoglio,
menta, erba cipollina,
maggiorana e salvia­
Pelare e dimezzare le patate. Cuocerle
in pentola a pressione o in una pen-­
tola d’acqua con il coperchio. Lavare
accuratamente il formentino in acqua
fredda e scartare le foglie appassite.
Scottarle in acqua bollente. Togliere
dalla pentola, passare sotto l’acqua
fredda e scolare bene. Passare al setaccio con 2 dl di brodo. Ridurre a purea
le patate con il brodo restante. Portare ad ebollizione il purè
di patate con la panna mescolando in continuazione. Riscaldare separatamente il purè di formentino. Fare in modo
che entrambe le vellutate presentino la stessa consistenza.
Versare contemporaneamente su un piatto preriscaldato
1 mestolo colmo di vellutata alle patate e uno di vellutata al
formentino. Con uno stuzzicadenti creare delle decorazioni ad effetto o dare alla vellutata un aspetto marmorizzato.
Consiglio: scottare il formentino serve a conferirgli un
sapore di nocciola e a mantenerlo di un verde intenso.
Preparazione: ca. 40 min.
Stufato di vitello al fieno
600–800 g di arrosto
di vitello
ad es. di spalla o di collo
(arrotolato)
Sale marino
un po’ di olio per
arrostire
5–6 dl di vino bianco
secco
5–6 dl di brodo di
verdure bollente
molto saporito
6–8 manciate di fieno
bio*
80 g di burro
Preriscaldare il forno a 200 °C. Tamponare la carne con carta per uso domestico. Salare tutto intorno. Rosolare
brevemente in poco olio rigirando la
carne su tutti i lati. Mettere la metà del
fieno in una teglia per arrosti (con coperchio) e adagiarvi la carne. Rivestire
con il fieno restante in modo che l’arrosto sia completamente coperto. Bagnare con vino e brodo. La carne deve
essere immersa per ca. 3/4 nel liquido.
Coprire e infornare nella parte centrale del forno facendo
riscaldare per 10–15 min. fino a quando il liquido non inizia
a bollire. Quindi regolare la temperatura a 120 °C. Stufare la
carne per 2–3 ore. Poco prima di servire, passare al setaccio
in una padellina 2 dl di liquido per la salsa. Aggiungere
il burro mescolando di continuo e cuocere brevemente.
Quindi tagliare la carne e servire con salsa e knöpfli.
Consiglio: *Il fieno bio è particolarmente aromatico in
quanto viene raccolto solo dopo la fioritura.
Preparazione: ca. 3–4 ore
18 - coop verde 2/09
Amalgamare la farina con il semolino,
le uova, il quark magro, il sale, il pepe e
l’acqua. Unire le erbe aromatiche e mescolare. Coprire e lasciar riposare a
temperatura ambiente per 30 min. Poco
prima di servire portare ad ebollizione
in acqua abbondante e salare. Passare i
knöpfli al setaccio a porzione. Lasciarli
cuocere in modo che diventino belli
gonfi. Toglierli con una schiumarola e
saltarli brevemente nel burro caldo.
Preparazione: ca. 30 min.
Tronchetto alle nocciole
con panna fresca per 10–12 fette
4 uova
80 g di zucchero
1/2 c.no di zucchero
vanigliato
1 presa di sale
La punta di un coltello
di lievito
2 c. di zucchero
120 g di nocciole
macinate
2 c. di farina
Pasta: rivestire una teglia con carta da
forno. Preriscaldare il forno a 240 °C.
Dividere i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero e lo zucchero vanigliato fino ad ottenere un impasto chiaro. Montare a neve l’albume
con il sale e il lievito. Incorporare lo
zucchero a pioggia, continuare a sbattere fino a quando l’impasto è lucido o
molto compatto. Mescolare le nocciole con la farina. Incorporare velocemente a strati gli albumi montati a neve al
composto facendo attenzione a non smontarlo. Distribuire
sulla teglia e livellare. Cuocere nella parte centrale del forno
per 5 min. esatti. Far scivolare il pan di Spagna con la sua
carta su un piano. Coprirlo subito con la teglia ancora calda
e lasciarlo raffreddare.
3 dl di panna
2 c. di zucchero
1 c.no di zucchero
vanigliato
4 c. di nocciole
macinate
Ripieno: montare a neve la panna con
lo zucchero e lo zucchero vanigliato.
Incorporare delicatamente le nocciole. Distribuire la panna alle nocciole
su 3/4 della superficie del pan di Spagna. Arrotolare il pan di Spagna. Tagliare a pezzi e guarnire con nocciole e
zucchero a velo.
Consiglio: rivestire il pan di Spagna dal lato della larghezza
e avvolgerlo su se stesso. Nocciole tostate tritate per la decorazione.
Preparazione: ca. 40 min.
2/09 coop verde - 19
In vendita nei grandi supermercati Coop.
Minestre in bustina bio
Coop Naturaplan
minestra di lenticchie o di miglio
60 g/2 porzioni 50 g, fr. 2.20
Prodotti da spalmare bio Coop Naturaplan:
curry, barbabietola rossa e rafano, pomodori
ed erbe aromatiche o peperoni
50 g, fr. 2.20
Pane Vital bio
Coop Naturaplan
500 g, fr. 2.30
Salsa toscana bio
Coop Naturaplan
320 g, fr. 4.20
Insalata bio Coop Naturaplan
Betty Bossi nel sacchetto
120 g, fr. 4.95
Arachidi bio Coop Naturaplan
200 g, fr. 1.95
Tortilla Chips
bio Coop Naturaplan
150 g, fr. 3.40
Gazose bio Coop Naturaplan:
Citron, Grapefruit, Orange o Sambuco
5 dl, fr. 1.30
Crema in polvere alla vaniglia
bio Coop Naturaplan
63 g, fr. 1.10
Pesto verde bio
Coop Naturaplan
130 g, fr. 5.90
Cuoca per passione
Testo
cucina
Foto
Crespelle con salsa di
pomodoro da infornare.
Rigorosamente bio:
ingredienti per il menu.
Miscela di semi
tostati in padella.
La presentazione dell’insalata
di barbabietole crude.
La preparazione
della vellutata.
Pesatura degli ingredienti.
Barbabietola di
Chioggia marmorizzata.
Cucina fusion made in
Leimbach: dai sui infiniti
viaggi, Monica Heusser
ha portato a casa una
miriade di ricette che
reinterpreta in chiave
personale.
Ospiti a casa di: Monica Heusser
Crespelle pronte
da gustare.
Gamberetti
all’aglio in padella.
I colori sono tutto in un piatto! Con le barbabietole rosse si abbina un piatto di colore nero «anche se il nero
è un po’ fuori moda». E scoppia in una risata contagiosa.
Con maniacale precisione, Monica Heusser sistema le
fettine di barbabietole ProSpecieRara lungo il bordo del
piatto formando un cerchio, al centro del quale mette una
22 - coop verde 2/09
montagnola di insalata di barbabietole rosse, contornata
da una fila esterna di gamberetti. Una spruzzata di semi di
girasole, di zucca e di soia tostati e l’antipasto è pronto. Ha
tutta l’aria di un piatto da haute cuisine. Dove l’ha imparato? Alla Swissair, dove ha lavorato per diversi anni come
maître de cabine. Oltre a cucinare e a guarnire piatti de­
stinati ai viaggiatori della first class, volando di continuo
Monica Heusser ha anche avuto l’occasione di soggiornare
negli alberghi più esclusivi al mondo. «E da lì ho sempre
tratto qualche ispirazione.»
Tutto quello che arriva sulla tavola in casa Heusser
è frutto delle esperienze che questa creativa cuoca ha rac-
colto nel corso della sua carriera: «cucina fusion» condita
da una nota personale. Pur consultando talvolta i ricettari,
Monica Heusser non riesce a fare a meno «di dare ai piatti
che prepara un’impronta tutta personale, secondo il proprio gusto». Nella piccola cucina della casa ristrutturata
dal marito nei pressi di Zurigo, Monica Heusser si muove
2/09 coop verde - 23
cucina Cuoca per passione
Numeri
1 barbabietola di
Chioggia
ProSpecieRara
un po’ di succo di
limone
1 barbabietola
1 confezione di
gamberetti giganti
in salsa all’aglio
surgelati
olio per arrostire
50 g di miscela di
semi tostati
foglie di coriandolo
per guarnire
Cucina
Insalata: tagliare la barbabietola di
Chioggia a fettine sottili e bagnare con
succo di limone. Pelare la barbabietola
rossa. Grattugiarla direttamente nella
salsa per insalata. Rosolare i gamberetti in un filo d’olio rigirandoli.
Presentazione: distribuire la barbabietola di Chioggia sul piatto. Mettervi al
centro l’insalata di barbabietola. Distribuirvi tutto attorno i gamberetti.
Cospargere con la miscela di semi e le
foglie di coriandolo.
liechtenstein 29,7%
AUSTRIA 13,4%
SVIZZERA 11%
LETTONIA 9,8%
ITALIA 9%
ESTONIA 9%
GRECIA 8%
SVEZIA 7,9%
PORTOGALLO 6,4%
Preparazione: ca. 20 min.
Ricette bio
24 - coop verde 2/09 100 g di farina
Sale
2 uova
2 dl di latte
1 c. di burro, liquido
Salsa per l’insalata:
mescolare gli ingredienti.
Pasta: in una terrina versare la farina e
una presa di sale. Sbattere le uova con
il latte e il burro. Incorporare il composto alla farina amalgamandolo. Lasciar riposare il composto a temperatura ambiente per 30 min. In una
padella con rivestimento antiaderente
cucinare la pasta ottenenendo sottili
crespelle.
500 g di spinaci
tritati, surgelati,
scongelati, sgocciolati
200 g di ricotta
5 c. di parmigiano
grattugiato
2 uova
Ripieno: amalgamare gli spinaci con la
ricotta, il parmigiano e le uova. Distribuire il composto sulle crespelle, arrotolarle e dimezzarle al centro. Disporle
molto vicine una all’altra in uno stampo da forno. Preriscaldare il forno a
200 °C.
2,5 dl di brodo
2,5 dl di panna
1,5 dl di salsa di
pomodoro
Salsa: portare ad ebollizione il brodo
con la panna. Versarlo sulle crespelle.
Coprire con salsa al pomodoro. Cuocere per 18–20 min. nella parte centrale
del forno. Guarnire con basilico e servire con parmigiano.
per 4 persone
Insalata di barbabietole crude*
Olio d’oliva
Aceto di vino alle erbe
aromatiche
1/2 limone
il succo e la scorza
1 c. di zenzero
grattugiato
1 c. di rafano
grattugiato, salsa di soia
Crespelle (Crêpes)*
Preparazione: ca. 60 min.
* Tutti gli ingredienti sono in vendita da Coop in qualità bio.
I NOVE PAESI CON LA MAGGIORE PERCENTUALE DI
TERRENI AGRICOLI BIOLOGICI NEL 2007
Illustrazioni: Olaf Hajek 2/09 coop verde - 25
Fonte: Istituto di ricerche dell’agricoltura biologica (IRAB); www.fibl.org
come una trottola. Un banco da bar in plastica e un tubo al
neon rosa sopra l’armadio della cucina rievocano l’atmosfera di un drive-in americano. Anche se i figli vivono da
parecchio fuori casa, gli Heusser non hanno perso la voglia
di cucinare. E quasi in onore a quel periodo, la padrona
di casa ci prepara uno dei piatti preferiti dei suoi gemelli:
crespelle di ricotta e spinaci. La spesa l’ha fatta il giorno
prima. Ci racconta entusiasta che oggi da Coop si trova
quasi tutto anche in qualità bio, persino una salsa di
pomodoro già pronta che Monica mette sulle crespelle
prima di infornarle. Sebbene Monica prepari tutto in casa,
persino il brodo, stavolta preferisce ricorrere alla salsa
già pronta. Alla fine, dopo essere state guarnite con una
spruzzata di parmigiano e con delle foglioline di basilico
sminuzzato, le crespelle sono una gioia per gli occhi, ma
soprattutto per il palato. _
Ritratto
L’occhio critico
dell’ispettore bio
Martin Rüegger.
26 - coop verde 2/09 vita
Testo
Foto
I prodotti bio sono sulla bocca di tutti. Vi siete
mai chiesti come possono i consumatori
avere la certezza che gli articoli contrassegnati con il marchio «bio» siano veramente tali? Bio.inspecta, un ente di controllo
e di certificazione per i prodotti biologici, si
occupa proprio di questo. Verde ha affiancato
un ispettore bio durante un giro in azienda.
Marelli, collaboratrice specializzata negli acquisti di prodotti surgelati, poggiano a fatica sul tavolo sei pesanti classificatori ricolmi di bollettini di consegna, dichiarazioni
doganali e certificati Naturland e Bio Suisse. Fondata nel
1981 da contadini biologici svizzeri, l’organizzazione con
la Gemma era inizialmente controllata dai suoi stessi
membri. Fino a quando, nell’autunno del 1997, entrò in
vigore la nuova ordinanza svizzera sull’agricoltura biologica, secondo la quale i prodotti recanti un label bio dovevano essere sottoposti al controllo di organizzazioni
indipendenti. Nasce così, nell’autunno 1998, bio.inspecta:
una società per azioni il cui compito è controllare e cer­
tificare aziende che producono, stoccano o vendono prodotti biologici.
Presso il pool acquisti di Basilea, Rüegger esa­
mina minuziosamente ogni raccoglitore verificando se
ogni partita di merce bio è corredata del rispettivo modulo di ordinazione, del bollettino di consegna e della
documentazione della dogana, se la merce consegnata
corrisponde con quella sdoganata e se tutti i certificati di
Chi ha paura dell’ispettore bio? Nessuno, al massimo c’è chi sbuffa quando il telefono squilla e un
incaricato bio.inspecta annuncia una visita di controllo
in azienda. Eh sì, perché per aggiornare la contabilità o
per correggere qualche imprecisione serve pur sempre
qualche oretta di lavoro. Un po’ come la dichiarazione
dei redditi: se durante l’anno avete conservato tutto
con certosina pazienza, la compilazione della dichia­
razione non diventerà certo l’evento clou dell’anno,
ma almeno non rischierete di affannarvi per far ricomparire come un numero di magia, documenti ormai
introvabili.
E così, come il fisco verifica l’esattezza delle informazioni da voi indicate, così gli enti di controllo bio.inspecta ingaggiano ispettori bio per verificare che gli
articoli con il marchio «bio» siano realmente tali. O, per
dirla con le parole di Martin Rüegger, responsabile della
gestione qualità di bio.inspecta e ispettore bio: «Con il
nostro lavoro controlliamo che nelle aziende non accadano
fenomeni di miracolose moltiplicazioni di prodotti bio.»
Insomma, controlliamo che da 500 kg di farina bio non
vengano improvvisamente sfornati 900 kg di pane bio.
Oggi l’ispettore bio è in servizio a Basilea. In
programma c’è una visita al pool acquisti di Coop della
Thiersteinerallee per il controllo delle importazioni bio e
un controllo al forno Andreas sulla Andreasplatz. Prima
visita: nella sala riunioni Coop, Dario Oemeroglu, collaboratore specializzato negli acquisti di pesce e Alessia
controllo sono provvisti del timbro di Bio Suisse e Naturland. Nel caso tutto risulti in ordine, bio.inspecta rilascerà il timbro avvallato dalla firma dell’ispettore. Rüegger
però nota qualcosa: «Sig. Oemeroglu», chiede all’acquisitore responsabile del pesce, «come mai in questa partita
manca il timbro Bio Suisse?» – Oemeroglu non sa ri­
spondere. A quanto pare, costatano i due alla fine, «la comunicazione tra Naturland e Bio Suisse in questo caso
non ha funzionato».
Naturland è una delle organizzazioni che controlla e certifica le aziende all’estero per Bio Suisse. Nel
caso in questione, Naturland non ha ancora informato Bio
Suisse sulla certificazione dell’allevamento di gamberetti
2/09 coop verde - 27
vita Ritratto
Intervista
vita
Thomas Vellacott
Responsabile del programma WWF Svizzera
dal quale proviene la merce contestata. Non appena le
relative informazioni sono giunte a Bio Suisse, questi appone un timbro sul certificato di controllo il che significa
che la merce passa a bio.inspecta.
Seconda visita: il forno a legna «Andreas» a
Basilea. L’ispettore scende con Roland Häusler, titolare
e gerente della panetteria, al deposito farina. «Questo
farro lo compra in forma di cereale o di farina?» chiede
Rüegger. «Lo acquistiamo sia come cereale che come
farina», risponde Häusler, «entrambi esclusivamente in
qualità bio. Così non corriamo il rischio di confondere la
farina biologica con quella convenzionale.» Dal gelido
deposito Häusler risale in fretta in ufficio, passando davanti al piccolo forno, dove regna una calda e accogliente
atmosfera. Qui, il panettiere illustra all’ispettore il suo
flusso di merce sull’esempio del pane di segale. Häusler
calcola quanto pane riesce a preparare con la quantità di
farina che ha acquistato. E quando, alla fine dei conti,
risulta una differenza di ca. 300 kg di farina, Häusler è in
grado di spiegare in maniera convincente questa differenza. Con tutte le giornate festive a ridosso del Natale
dello scorso anno, il panettiere ha dovuto ordinare più
farina del solito. Quando l’ispettore annuisce col capo,
Lavoro di squadra
per l’ispettore e il fornaio.
Sacco di farina
garantito bio.
Häusler sembra tirare un sospiro di sollievo. All’ultimo
controllo, spiega Häusler, malcelando nella voce una
punta di rabbia, l’ispettrice è stata così pignola da attaccarsi ad una differenza di cento grammi fino a fargli
perdere quasi completamente la pazienza. Fosse per lui,
bio.inspecta non dovrebbe effettuare alcun controllo.
Il fatto che il suo pane è prodotto con farina bio è sicuramente positivo, ma ciò che è ancora più importante
è che viene cotto a legna ed è di qualità ineccepibile.
Ciono­nostante, anche se tutto questo richiede tantissimo
lavoro – dalla contabilità delle materie prime, alla documentazione del flusso delle merci – la procedura sembra
ultimamente avanzare per il meglio. E talvolta torna
persino utile. Come quando una cliente in negozio chiede
le venga mostrato il certificato biologico del pane. Allora
Häusler tira fuori orgoglioso dal cassetto il certificato
bio.inspecta e: Voilà, Madame. _
Bio.inspecta: fondata nel 1998 dall’Istituto di ricerche dell'agricoltura biologica IRAB, da Bio Suisse e dall’Associazione per l’agricoltura
biodinamica, bio.inspecta ha sede a Frick, nel Cantone Argovia. La società per azioni con 25 dipendenti fissi e
120 ispettori agricoli liberi professionisti, controlla e certifica
l’80 % di tutte le aziende agricole svizzere bio e più di 1600
rivenditori e trasformatori di prodotti bio. I controlli e le
certificazioni delle aziende sono eseguiti da persone ogni volta
diverse. www.bio-inspecta.ch
Tutto in ordine
con il timbro bio.
Poter contare su partner credibili
è di centrale importanza per noi
In una prima fase, lo 0,5 per cento della cifra
d’affari netta realizzata con la carta di credito
Coop Verde American Express andrà a beneficio
di alcuni progetti ambientali del WWF. Si tratta
di una nuova forma di donazioni?
Thomas Vellacott: Si tratta in effetti di una prassi ancora
poco diffusa in Svizzera. In USA, Inghilterra o Olanda,
progetti di cooperazione in questa forma esistono già da
parecchio tempo. E hanno riscosso un enorme successo.
Anche noi abbiamo già in corso progetti simili e i risultati
sono buoni.
Per quale ragione collaborate con Coop?
Poter contare su partner credibili è per noi di centrale
importanza. Da anni Coop segue con coerenza una
strategia improntata alla sostenibilità, guadagnandosi la
fama di pioniera a livello europeo in fatto di salvaguardia
ambientale. Da parecchi anni il WWF collabora con Coop
in diversi settori: protezione del clima, dei pesci e dei
frutti di mare, della soia e dell’olio di palma nonché del
legno e della carta.
Quali progetti saranno finanziati attraverso
la Verdecard?
Un tema di importanza centrale per il futuro è l’acqua.
Nonostante il 71,5 percento del pianeta sia ricoperto
d’acqua, solo il 2,5 percento circa è costituito da acqua
dolce. E di questo, a sua volta, solo lo 0,5 percento da
acque superficiali. La quota restante è difficilmente accessibile in quanto bloccata nel ghiaccio o nelle profondità
delle falde freatiche. Già oggi, in diverse regioni del pianeta,
l’acqua dolce è una risorsa rara. E questa situazione
è destinata ad aggravarsi col tempo.
Dovremmo iniziare a preoccuparci anche in
Svizzera? Il nostro è un paese ricco d’acqua!
Sì. È vero che la Svizzera dispone di una grande quantità
d’acqua di buona qualità, ma solo il 10 percento di tutti
i corsi d’acqua non è stato ancora deturpato dagli interventi umani che minacciano di far scomparire per sempre
importanti habitat florofaunistici.
Quali progetti sono finanziati in Svizzera con
la Verdecard?
Inizieremo con la rinaturalizzazione del Bünz. Nella metà
del ventesimo secolo il Bünz è stato rettificato e molte
specie di animali e piante si sono estinte. Ora verrà progressivamente rinaturalizzato. Questo permetterà di creare
nuovi habitat naturali, restituendo anche all’uomo piacevoli
oasi naturali per il relax.
E all’estero?
Ci battiamo per la sopravvivenza dell’ormai rarissimo
delfino del Mekong in Cambogia. Una battaglia che
richiede massima comprensione per le popolazioni
indigene che vivono prevalentemente di pesca. Insegniamo
alle popolazioni locali metodi di pesca alternativi
a quello con dinamite in modo che ampi tratti di fiume
rimangano anche in futuro intatti, fornendo così un
habitat naturale per tantissime specie animali e vegetali.
Come possono i titolari di una carta di credito
Verdecard rimanere sempre al corrente sullo
stato di avanzamento dei vari progetti?
WWF e Coop ci tengono molto ad informare regolarmente
i titolari della carta sui progressi compiuti nei vari progetti.
Per questo è stata realizzata una newsletter Verdecard dedicata.
Per maggiori informazioni su Verdecard potete consultare il sito:
www.coop.ch/verdecard
28 - coop verde 2/09
Testo: Birgitta Willmann Foto: Anne Morgenstern 2/09 coop verde - 29
vita Pillole
Pillole
PILLOLA Energia
01
Come ti salvo l’ambiente ballando
Illustrazioni
01 Rahel Arnold
02 Kate Slater
03 Alina Günter
04 Tom Burns
05 Olimpia Zagnoli
«Club4Climate» è la prima discoteca ecologica di Londra,
che funziona con lo «human power», nel vero senso della
parola: la pista da ballo è sostenuta da una seria di molle
che, oscillando, azionano generatori capaci di produrre
energia elettrica. Bastano circa 2000 clienti per illuminare
la consolle del DJ e la pista da ballo. Più intensi sono i movimenti dei ballerini in pista, più potente è la luce emessa
dalle lampadine. Le bevande sono servite in bicchieri riciclabili e lo scarico della toilette è alimentato con acqua piovana. Questa tendenza ha un nome: Sustainable Dance
Clubs (SDC). A Rotterdam è stata inaugurata la seconda
SDC battezzata «Club Watt» (sito web in inglese).
www.club4climate.com
www.watt-rotterdam.nl
30 - coop verde 2/09 Testo: Martina Bortolani
Pillola Hotel
Pillola Musica
02
Albergo
eco-lusso
04
03
Energia
Green
soundtrack solare
Sempre più persone cercano nuovi
marchi di garanzia che contrassegnino
strutture sostenibili. Nel settore alberghiero, l’oscar dei premi spetta al
«World Travel Awards». Di recente è
stata istituita una categoria denominata «Green Hotel of the Year». Per la
prima volta ad essere premiato è stato lo
Château Mcely, un’ex residenza di caccia della dinastia Thurn-Taxis. Questa
pittoresca struttura ad appena un’ora
di treno da Praga è immersa in un
parco. Il castello dispone di camere e di
diverse suite sapientemente ristrutturate e di una rilassante spa bio. Il tutto
è riscaldato con la legna della regione,
nelle tubazioni scorre acqua piovana
depurata e per l’approvvigionamento
di corrente la coppia di proprietari ha
installato sul tetto pannelli solari.
www.chateaumcely.coM/IT
Last.fm è un servizio musicale globale
disponibile via internet come banca
dati in dodici lingue. Cliccando su
www.last.fm, è possibile creare il proprio profilo musicale personale. Last.fm
ricorda i gusti musicali dell’utente
inserendo i brani più ascoltati tra le
canzoni preferite. Fondata otto anni fa
da due tedeschi, l’azienda ha oggi sede
sulla Baches Street di Londra e vanta
un organico di oltre 3000 dipendenti.
Di recente Last.fm offre un profilo denominato «Lohas-Playlist»*: la colonna sonora per una vita all’insegna del
verde! La playlist infatti contiene solo
brani di band che nella loro attività si
impegnano a favore della sostenibilità
(come per esempio Coldplay, Alicia
Keys o Radiohead), o brani che hanno
per oggetto Madre Natura. Bella idea!
www.lastfm.it
PILLOLA Online
vita
Pillola Letteratura
05
Idee del
futuro
«Roofray.com» è un servizio online
gratuito che permette di calcolare il
rendimento teorico del vostro pan­
nello solare una volta individuato con
Google Maps il tetto sul quale installarlo. Il servizio è particolarmente utile
anche a chi è in procinto di acquistare
un immobile. Basta un clic sull’appezzamento di terreno, montare i pannelli
solari virtuali e attendere il responso
del programma. In dieci semplicissime
operazioni al computer, i proprietari
di case attenti all’ecologica potranno
calcolare il rendimento ottenibile da
questa fonte di energia alternativa
(sito web in inglese).
www.roofray.com
«World Changing: il manuale delle
idee per un futuro migliore» si chiama
così la piccola guida introdotta dalla
prefazione di Al Gore, il guru dell’ecologia. Scritto senza alcun tono accusatorio, questo intelligente manuale raccoglie una rassegna di interessanti
spunti per una vita migliore. Le soluzioni proposte non impongono un
modello, ma si limitano a suggerire
possibili alternative. La guida verte
principalmente su temi quali i con­
sumi, l’abitare, la vita urbana, la socie­
tà, l’economia, la politica e il pianeta
terra. Con oltre 540 contributi di autori di calibro internazionale, il World
Changing si prospetta un opera ricca
di interessanti approcci, spunti, progetti e iniziative (sito web in inglese).
www.worldchanging.com
2/09 coop verde - 31
Per acquisti che lasciano meno
tracce.
Ogni vostro acquisto lascia un’impronta indelebile. Forse non dietro
l’angolo ma ad esempio nel mare. Prendiamo il pesce: se si continua ad
acquistarlo in maniera sconsiderata saranno sempre di più le specie a
rischio d’estinzione. Alcune sono minacciate a tal punto da non essere
più in grado di rigenerarsi. Potreste immaginare un mare senza pesce?
È forse questa l’impronta che vogliamo lasciare sul nostro pianeta?
Cosa cambierebbe se, facendo la spesa, oltre al pesce pensassimo anche
agli oceani? Coop già lo fa. A voi non resta che scegliere! Nei nostri
negozi potrete trovare un’offerta crescente di pesce da allevamento
biologico a label Naturaplan o MSC, il marchio di garanzia per una pesca
sostenibile. E nessuna delle specie a maggior rischio d’estinzione.
Coop si distingue da anni per il suo impegno a 360 gradi a favore di temi
come sostenibilità, ecologia ed etica. E ha deciso di entrare nell’ambiente «in punta di piedi». Senza calpestarlo. È così che dal 2007 ci
impegniamo per proteggere i mari e per offrire un assortimento di pesce
sostenibile, in qualità di partner fondatore e primo membro del WWF
Seafood Group. Essendo una grande impresa, Coop si assume anche
una grande responsabilità. Ecco perché vogliamo procedere passo dopo
passo nel nostro cammino verso la sostenibilità. Magari anche altri
decideranno di seguire le nostre impronte.
www.coop.ch/sostenibilita
32 - coop verde 2/09
Per l’unico pianeta
che abbiamo.
2/09 coop verde - 33
Naturaline
Foto
ModA
Styling
Lei:
CAMICETTA celeste
100% cotone bio
59.–
PANTALONI bianchi
97% cotone bio
3% Lycra
89.–
Fas hion-Flirt
Lui:
CAMICIA beige
100% cotone bio
59.–
PANTALONI CHINO neri
100% cotone bio
79.–
Un weekend all’insegna
della collezione
primavera estate Naturaline.
Lei:
PRENDISOLE arancione
95% cotone bio
5% Lycra
69.–
CARDIGAN écru
100% cotone bio
79.–
Lui:
PULLOVER navy
100% cotone bio
74.–
Jeans blu
100% cotone bio
79.90
34 - coop verde 2/09
2/09 coop verde - 35
Naturaline
Lei:
POLO bianca
95% cotone bio
5% Lycra
49.–
CARDIGAN nero
100% cotone bio
79.–
PANTALONI neri
97% cotone bio
3% Lycra
89.–
Lui:
POLO coral reef
97% cotone bio
3% elastan
54.–
ModA
Lei:
T-SHIRT écru
95% cotone bio
5% Lycra
49.–
CAPPOTTO IN MAGLIA grigio
100% cotone bio
98.–
PANTALONI bianchi
97% cotone bio
3% Lycra
89.–
Lui:
T-Shirt grigia
100% cotone bio
44.–
36 - coop verde 2/09
2/09 coop verde - 37
38 - coop verde 2/09
Coop Verde American Express ®, issued by Credit Suisse AG, processing services provided by Swisscard AECS AG.
VESTITO COLLETTO
POLO IN PIQUÉ navy
95% cotone bio
5% Lycra
59.–
Modelli: Carin Coster / Mikas, Gerard Smith / Models 1 Acconciature & make-up: Andrea Kipfer/Style Council Assistente: Monika Spisak/Style Council Produzione: Mel Sinha
ModA Naturaline
Richiedetela
subito!
Inoltre per ogni carta
emessa vengono
devoluti CHF 20.–
a progetti
sostenibili.*
*Per ogni carta principale emessa entro il 31 dicembre 2009.
Per acquisti che giovano a tutti.
Coop si distingue da anni per il suo impegno a favore di sostenibilità, ecologia ed etica. E ora
compie un ulteriore passo in avanti, con la nuova carta di credito, la Coop Verde American
Express ®.
Lo 0,5% degli importi** che pagherete con questa carta di credito sarà devoluto a progetti
sostenibili selezionati. In una prima fase si tratterà di due progetti del WWF; il primo è la rivitalizzazione di tratti fluviali del Bünz nel Canton Argovia, il secondo è il programma di protezione
dei delfini fluviali in Cambogia. Più userete la Verdecard come mezzo di pagamento, maggiore
sarà il vostro contributo per realizzare questi progetti e più ne trarranno vantaggio l’uomo, gli
animali e la natura. E tutto ciò non vi costerà neanche un centesimo in più.
Troverete informazioni dettagliate sulle prestazioni e tariffe della Coop Verde American Express,
accettata in tutto il mondo, nonché informazioni concrete sui progetti sostenibili selezionati
nell’opuscolo di richiesta disponibile presso il vostro punto di vendita Coop oppure al sito
www.coop.ch/verdecard
**esclusi tasse, interessi, prelievi di denaro contante, riaddebiti e spese in sospeso.
Per l’unico pianeta
che abbiamo.
2/09 coop verde - 39
ModA Intervista
Intervista
Testo
Foto
Eliane Kobler, da molti anni si dedica alla
creazione di capi sostenibili della collezione
Naturaline. Cosa l’ha portata ad occuparsi
di moda bio?
Kobler: Non mi sento una creatrice di moda bio!
È un’espressione che non esiste nel nostro settore.
La collezione Naturaline è destinata a tutti coloro
che indossano volentieri capi ad alta vestibilità con
un valore aggiunto ecologico ed etico.
Remei AG di Rotkreuz, il nostro fornitore di cotone bio,
offre merce in tutte le qualità. Questo ci permette anche
di ottenere qualità di filati superfini. La nostra qualità si
è raffinata a tal punto che siamo in grado di filare persino
tessuti per camicie business da uomo.
Quando ha iniziato a lavorare come stilista
per Naturaline?
Nel 1995. Al tempo la Remei AG stava cercando una
stilista che creasse e sviluppasse la collezione Naturaline
per Coop.
Ma allora in che cosa di differenzia la produzione?
L’intera filiera produttiva è conforme a rigide direttive.
Ogni fase della produzione deve essere trasparente ed è
ovviamente sottoposta a controlli, dalla coltivazione del
cotone fino al confezionamento del capo finito. I severi
criteri ecologici e sociali di Naturaline devono essere
rispettati da tutti i trasformatori, sia in India che in
Tanzania, in Europa o in Svizzera.
Naturaline si è rivelato un successo
sin dal suo debutto?
All’inizio c’è voluta parecchia perseveranza. Alla metà
degli anni Novanta il bio non era così popolare come lo
è oggi. Ma Coop non si è lasciata scoraggiare e ha continuato sulla sua strada anche se all’inizio i riscontri
erano ancora modesti.
Dobbiamo considerare Naturaline una normale
moda ad «effetto sostenibile»?
La moda deve prima di tutto essere motivo di gioia per
chi la indossa. Se a ciò si associa anche il senso di responsabilità, tanto meglio. Nel frattempo abbiamo ampliato
molto la collezione e siamo in grado di offrire ai nostri
clienti otto collezioni all’anno di capi alla moda in nuovi
colori e qualità.
Come definirebbe lo stile di questa moda?
Naturalmente deve incontrare il gusto di più persone
possibili e al tempo stesso saper cogliere lo spirito del
tempo. Per questo il nostro assortimento presenta tanti
basic come t-shirt, cardigan a maglia o camicie da uomo.
[ Eliane Kobler ]
Designer della linea
di capi sostenibili Naturaline
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ModA
Ci sono però anche abiti, magliette con cappuccio o accessori come sciarpe, articoli che
interpretano anche le tendenze del momento.
Sì, tutto questo mi rende molto felice. I clienti ricercano
varietà e innovazione e la moda oggi è chiamata ad
interpretare la richiesta di uno styling moderno.
La qualità dei capi in cotone bio è diversa
da quella dei capi convenzionali?
Sì, addosso la differenza si sente eccome, nel senso che il
capo è più piacevole a contatto con la pelle! No invece per
quanto riguarda le caratteristiche qualitative. Oggi, la
«La mia moda coglie lo spirito del tempo»
Nella sua vita privata è sempre stata una
persona attenta alle scelte bio?
No, affatto. Si tratta di un atteggiamento che ho sviluppato col tempo. È stato soprattutto dopo la mia formazione come stilista alla Scuola d’arte e Mestieri di Zurigo
che ho visto con i miei occhi a Hong Kong i vapori tossici
uscire dagli stabilimenti di lavorazione delle fibre e i
coloranti finire sulle strade o nei fiumi. Uno spettacolo
che ha fatto riflettere. Allora ho sperato esistessero
aziende che percorressero un’altra strada, più sostenibile.
Dove ha lavorato dopo il suo percorso di studi?
Ho lavorato come stilista per diversi label svizzeri che
hanno i loro stabilimenti di produzione in tutto il mondo,
in particolare in Asia.
E oggi?
(Sorride) La collezione si è ingrandita tantissimo,
si sono aggiunte tante novità a tal punto che non riesco
più a fare tutto da sola.
Quali sono i suoi capi preferiti della collezione
estiva del 2009?
Sono molto attratta dai cappotti lavorati a maglia
prodotti dalla ditta Traxler di Bichelsee. Si tratta di
articoli lavorati a maglia senza nemmeno una
cucitura. Per realizzare questi «seamless», così si
chiamano pullover, giacche o cappotti lavorati
a maglia in un unico pezzo e senza cuciture, serve
una macchina speciale che in Svizzera solo Traxler
possiede. _
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CO2-neutrale
ModA
Eliana Burki – 25
Suonatrice di corno alpino
«I designer di moda lungimiranti
dovrebbero puntare sull’Organic Fashion!
E le Good Girls dovrebbero
fare lo stesso!»
Per una giusta causa
Alcune Personalità svizzere hanno posato
con le t-shirt CO2 neutrali. In primavera coop
Othella DALLAS – 83
Cantante
«Viviamo sulla Madre Terra. Portiamole rispetto:
per il nostro bene e per quello dell’ambiente!»
ne lancerà sul mErcato 14 500 esemplari.
Testo
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Foto
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Steffi Vögele – 21
Gardi hutter – 56
Agricoltrice in formazione
Clownessa
«L’agricoltura biologica è per me un segnale positivo
per il futuro.»
«Ripagare le persone nei paesi più poveri con salari adeguati
è meglio di qualsiasi altro aiuto allo sviluppo.»
Acconciature & make-up: Nicola Fischer / Style Council Produzione: Mel Sinha
CO2-neutrale
ModA
ANNO INTERNAZIONALE DELLE FIBRE
NATURALI DELL'ONU: l’onu ha dichiarato il
2009 l’anno internazionale delle fIbre naturalI.
L’organizzazione svizzera per lo sviluppo Helvetas ha lanciato
per questa ragione un manifesto e una campagna in Internet con
la quale invita i consumatori che acquistano capi d’abbigliamento
ad esigere prodotti tessili ecologici ed equo solidali. L’obiettivo è
raddoppiare entro la fine del 2010 la vendita di fibre tessili
biO. La campagna è patrocinata anche dal Segretariato di Stato
dell’economia SECO e da Coop. www.helvetas.ch
Gian-André KRIEG – 18
Agricoltore in formazione
«Una coltivazione rispettosa dell’ambiente preserva le risorse naturali.»
Stefan stolle – 43
Patrick heuscher – 32
Responsabile comunicazione e Fundraising, Helvetas
Giocatore di beachvolley
«Una scelta biologica ed equo solidale non si ferma alla sola insalata,
ma passa anche per la mia t-shirt!»
«Desidero dare il mio contributo per rendere le nostre abitudini
al consumo più rispettose dell’ambiente.»
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2/09 coop verde - 45
Il mio mondo bio
Oggi con:
Juan Adami (34)
cantante
Augustin (3 1/2)
Lei compra prodotti biologici.
Perché?
Vengo dall’Argentina, lì abbiamo
carne e verdura eccellenti. La stessa
qualità in fatto di sapore la ritrovo
in Svizzera soprattutto nei prodotti
biologici. Per esempio al mercato
della Albisriederplatz o da Coop.
Anche in Argentina acquistava
prodotti biologici?
No, li ho conosciuti solo una volta
arrivato in Svizzera. In Argentina ci
sono quasi esclusivamente prodotti
biologici. È un paese sterminato nel
quale ci si può permettere di allevare
gli animali con quello che cresce
spontaneamente sui campi. È tutto
molto naturale.
46 - coop verde 2/09 Foto: Nadja Tempest
PER FASHION&
Zurigo, parco giochi di Heiligfeld, ore 16:00 ca.
Ha dei prodotti preferiti?
Oh sì. Adoro il salame bio. È buonissimo, come quello italiano. Anche
se il più delle volte acquisto verdura
bio come pomodori o patate.
Segue anche uno stile di vita
ecologico?
Nei limiti del possibile sì. Io e mia
moglie non abbiamo la macchina e ci
muoviamo in bicicletta. E poi siamo
ultrapignoli nel fare la raccolta
differenziata.
I prodotti bio sono leggermente
più costosi di quelli convenzionali. Le crea problemi?
No, affatto. Alla fine non sono molto
più cari di quelli convenzionali;
e comunque si tratta sempre di soldi
ben spesi.
FAIRNESS.
NUOVI TREND: ABBIGLIAMENTO IN COTONE BIOLOGICO DA COMMERCIO EQUO SOLIDALE. WWW.COOP.CH/NATURALINE
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Naturaline: il look estivo del momento