Master in La scienza nella pratica giornalistica SAPIENZA Università di Roma Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Master in La scienza nella pratica giornalistica A.A. 2014/2015 Pillole amare: la contraffazione farmaceutica nell’era dell’e-commerce Masterizzando Martina D’Annunzio Docente guida Prof.ssa Irene Martini Direttore Prof. Isabella Saggio Pag. !1 Martina D’Annunzio Pag 2! Master in La scienza nella pratica giornalistica Il denaro, così dicono è la radice di tutto il male di oggi pink floyd Pag. !3 Martina D’Annunzio Pag 4! Master in La scienza nella pratica giornalistica INTRODUZIONE CAPITOLO 1 Contraffazione farmaceutica: analisi del fenomeno • Definizione • I livelli di contraffazione • Il commercio legale • Il commercio parallelo • Cause • Conseguenze CAPITOLO 2 Globalizzazione del mercato • Un mercato in espansione. Un problema di ordine Globale • Il mercato nei Paesi del terzo mondo • Il mercato nei Paesi sviluppati: internet e il ruolo dell’ecommerce • Il caso Groupon CAPITOLO 3 Strategie di comunicazione e informazione • Identikit del consumatore • Comunicazione del rischio • Come si sviluppa un piano di comunicazione • Campagne di comunicazione sul fenomeno della contraffazione farmaceutica online pag. 11 pag. 13 pag. 14 pag. 16 pag. 16 pag. 17 pag. 21 pag. 22 pag. 24 pag. 28 pag. 29 pag. 31 pag. 33 pag. 41 CAPITOLO 4 Il ruolo delle istituzioni nazionali ed internazionali e iniziative promosse per contrastare il fenomeno della contraffazione • Direttiva Europea pag. 45 • Medicrime Convention pag. 46 • Operazione Pangea pag. 48 Pag. !5 Martina D’Annunzio • IMPACT Italia pag. 49 CONCLUSIONI pag. 53 BIBLIOGRAFIA pag. 57 Pag 6! Master in La scienza nella pratica giornalistica Pag. !7 Martina D’Annunzio Pag 8! Master in La scienza nella pratica giornalistica INTRODUZIONE Celexa, Desyrel, Amoxil, Diflucan, Viagra. Poche parole chiave digitate su Google, ed ecco comparire un elenco di farmacie online fornite di tutto: dagli ormoni agli antidepressivi, dagli antibiotici fino agli stimolanti sessuali. Pillole commercializzate illegalmente su scaffali virtuali che offrono, nella maggior parte dei casi, prodotti contraffatti, rubati o che semplicemente non sono stati realizzati secondo le norme di buona fabbricazione e distribuzione stabilite a livello mondiale. Farmaci che prima di essere somministrati avrebbero bisogno di una prescrizione medica. E invece per averli bastano pochi click, proprio come si fa per comprare un libro o un DVD [1]. Il fenomeno della contraffazione dei farmaci è relativamente recente, essendo stato individuato come problema emergente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) solo nel 1985. Da allora, la portata del problema è sostanzialmente aumentata al punto che, oggi, si stima che le contraffazioni costituiscano il 10-15 % del mercato dei farmaci mondiale [2]. Nel 2006, con la Dichiarazione di Roma, l’OMS ha riconosciuto che la questione richiede il coordinamento e la cooperazione nazionale e internazionale e ha condannato ufficialmente la pratica. Nella stessa occasione è stata istituita la International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce (IMPACT), un team di esperti internazionali attivo nel cercare soluzioni a questa sfida mondiale e nella sensibilizzazione dei pericoli derivanti dall’uso di farmaci contraffatti [3]. Nonostante la sua natura globale, il commercio farmaceutico “nero” non riguarda tutti i paesi allo stesso modo. L’OMS stima che i farmaci contraffatti rappresentino fino al 50% delle vendite di medicinali nell’Africa subsahariana, ma solo l'1% nei paesi sviluppati [4]. Pag. !9 Martina D’Annunzio Se da un lato i paesi ricchi offrono un mercato più redditizio specializzato nella vendita di farmaci costosi che vanno dagli stimolanti sessuali agli antitumorali, dall’altro hanno anche le tecniche più avanzate per combatterlo. Al contrario, i paesi del terzo mondo hanno a disposizione mezzi molto limitati. La natura sotterranea del business, rende estremamente difficile fare un quadro preciso della situazione che sia valido su scala globale. Le attuali fonti di informazione includono reports provenienti da autorità nazionali di regolamentazione sui farmaci (NMRAs), aziende farmaceutiche e organizzazioni non governative, nonché da studi ad hoc su specifiche aree geografiche o gruppi terapeutici. Ma la varietà di queste fonti e i diversi metodi utilizzati per l’ottenimento dei dati, rendono difficile il confronto delle statistiche perciò, tutte le stime mancano di evidenza empirica e devono essere trattate con cautela. Molte volte questi studi sono istantanee di situazioni immediate mentre il mercato dei farmaci contraffatti opera attraverso una rete estremamente flessibile proprio per evitare di essere rilevato. Quando i risultati di uno studio vengono rilasciati, possono risultare già obsoleti, senza considerare che le informazioni su un caso oggetto di indagine legale vengono a volte rese pubbliche solo dopo che l'inchiesta è stata archiviata [5]. Pag 10 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica CAPITOLO 1 Contraffazione farmaceutica: analisi del fenomeno Definizione L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce contraffatto un farmaco “la cui etichettatura sia stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto” [6]. Non esiste tuttavia una definizione di “farmaco contraffatto” valida a livello internazionale pertanto, le definizioni legali, possono variare da paese a paese [2]. I recenti tentativi fatti per specificare e unificare questo concetto hanno mostrato quanto sia complesso il problema nella realtà. Nel 2008, la International Medical Products AntiCounterfeiting Task-force (IMPACT) ha cercato di ridefinire il concetto di “medicinali contraffatti” spiegando con precisione il fenomeno e sottolineando le differenze tra diritti di proprietà intellettuale (DPI) e tutela della salute pubblica. Spesso, a livello internazionale, la parola “contraffazione” viene strettamente correlata ai DPI. In realtà, la lotta alla falsificazione dei medicinali va ben oltre la semplice protezione dei diritti di proprietà intellettuale ed è volta da un lato a proteggere i pazienti e la salute pubblica, dall’altro a combattere la criminalità organizzata che beneficia di questo crimine [7]. La mancanza di norme specifiche, nella maggior parte dei paesi, porta a classificare i vari tipi di prodotti falsificati sotto il temine generico di “contraffatti”, una definizione limitante, Pag. 11 ! Martina D’Annunzio soprattutto se si considerano le implicazioni governative e legali che ne derivano. Il termine “contraffazione” viene usato generalmente in riferimento a: • farmaci falsamente etichettati (per quanto riguarda i contenuti, il luogo, la data di fabbricazione o di scadenza); • farmaci impuri (che contengono una quantità di principio attivo errata, insufficiente o nulla); • farmaci scadenti (bassa qualità a causa di scadenti processi di produzione, trasporto o di stoccaggio); • violazione dei diritti di proprietà intellettuale (IP), quali brevetti, marchi o copyright [8]. Occorre poi fare una distinzione tra farmaci contraffatti e farmaci “scadenti”. Quest’ultima categoria comprende medicinali che possono involontariamente presentare una confezione errata o contenere una rapporto non corretto di ingredienti, ma non in seguito a un tentativo intenzionale di ingannare il consumatore. Questi prodotti sono solo il risultato di errati processi di produzione o di trasporto o di inadeguate condizioni di conservazione. Una definizione corretta è quindi uno strumento importante per l’identificazione e la differenziazione delle molteplici attività legate alla contraffazione e per affrontare adeguatamente il problema in quanto, è evidente come l’impatto sulla salute pubblica sia differente a seconda dei casi. Talvolta le conseguenze sanitarie sono trascurabili e vi è solamente un danno economico per la ditta produttrice, ma nella maggior parte dei casi l’utilizzo di un farmaco contraffatto costituisce un grave rischio per la salute. Pag 12 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica I livelli di contraffazione La contraffazione riguarda farmaci di marca e farmaci generici, medicinali salvavita e “lifestyle drug” e include diverse categorie: • Prodotti che contengono la corretta quantità del principio attivo specificato ma la cui origine è diversa da quella dichiarata; • Prodotti contenenti il principio attivo specificato ma con un dosaggio diverso da quello riportato sull’etichetta; • Prodotti contenenti principi attivi di scarsa qualità; • Prodotti privi di principi attivi; • Prodotti contenenti attivi differenti da quelli dichiarati. Una particolare categoria di farmaci contraffatti è rappresentata dai medicinali prodotti legalmente e successivamente riconfezionati in contenitori contraffatti attestanti un dosaggio più elevato o riconfezionati dopo la data di scadenza in confezioni che riportano una data di scadenza falsa [9]. Comune denominatore è la scarsa qualità in quanto la produzione, anche laddove realizzata con ingredienti non tossici, non avviene secondo le norme di buona fabbricazione e distribuzione (GMP/GDP) stabilite a livello mondiale [10]. La produzione dei farmaci è fortemente regolamentata al fine di garantire la conformità del prodotto ai più elevati standard di qualità e sicurezza. Tutti i farmaci devono essere sottoposti a studi clinici prima di essere commercializzati allo scopo di testare la loro efficienza, verificarne la qualità ed escludere potenziali effetti collaterali sui pazienti. Queste misure istituzionali servono per garantire la qualità e la sicurezza dei medicinali. I prodotti contraffatti non rispettano nessuno di questi regolamenti e requisiti. Pag. !13 Martina D’Annunzio Vi è un altro tipo di traffico in aggiunta a quello dei farmaci contraffatti e che spesso si sovrappone con quest’ultimo: il commercio dei falsi principi attivi, le materie prime che costituiscono l’anima di un prodotto farmaceutico. Un commercio molto rischioso per la salute e la sicurezza dei consumatori in quanto i falsi principi attivi potrebbero essere utilizzati da produttori legittimi in buona fede. Inoltre, le norme che regolano la distribuzione di principi attivi non sono caratterizzate dalla stessa severità di quelle che disciplinano la produzione e distribuzione di farmaci finiti. Il commercio legale Qualità, efficacia e sicurezza di un farmaco sono princìpi imprescindibili che vengono assicurati da una serie di autorizzazioni preventive che chi intende immettere sul mercato questo prodotto deve ottenere [12]. Ogni farmaco, cioè ogni principio attivo e ogni sua formulazione e dosaggio, prima di poter essere commercializzato deve ottenere un’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). L'AIC può essere ottenuta seguendo diverse procedure: la procedura centralizzata, che viene richiesta all’European Medicines Agency (EMA), permette di ottenere un'autorizzazione valida in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea; quella decentralizzata viene valutata a livello nazionale (in Italia dall’AIFA) e il produttore potrà chiedere, contemporaneamente o in un secondo momento, il mutuo riconoscimento dell’approvazione all’AIC in altri Stati, per poter vendere il farmaco anche in queste nazioni. Entrambe le procedure sono costituite da più fasi e possono durare, al massimo, duecentodieci giorni. Il richiedente l'autorizzazione deve inviare all'apposito organo competente le Pag 14 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica informazioni e i documenti richiesti, tra cui il dossier: un documento tecnico contenente tutte le informazioni inerenti gli studi effettuati sul medicinale, idonei a dimostrarne l'efficacia, la sicurezza e la qualità. Nel caso di sostanze attive nuove, si fa una “domanda completa” e il dossier deve essere completo in ogni sua parte. Se il medicinale è simile a un prodotto già in commercio, è possibile presentare una “domanda semplificata” priva della documentazione sugli studi preclinici e clinici. Un medicinale che ha ottenuto l’AIC ha la copertura brevettuale, nella area economica europea, per dieci anni. Il periodo di protezione può essere prolungato di un anno qualora venga autorizzata una nuova indicazione terapeutica che rappresenti un beneficio clinicamente significativo in confronto alle esistenti terapie. Al termine dei dieci anni, il produttore perde la copertura brevettuale del mercato e possono essere messi in commercio i farmaci “generici” [13]. In Italia, i generici sono stati definiti ufficialmente dal D.L.vo n. 323 del 20/6/1996 come “medicinali a base di uno o più principi attivi, prodotti industrialmente, non protetti da brevetto, bioequivalenti rispetto a una specialità medicinale già autorizzata, con la stessa composizione quali-quantitativa in principi attivi, la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni terapeutiche”. Lo stesso decreto ha sancito anche le norme riguardanti l'immissione in commercio e la documentazione necessaria al Ministero della Salute. I requisiti di base per l'approvazione di un medicinale generico non sono inferiori a quelli del medicinale di riferimento, tuttavia, la documentazione che le aziende interessate devono presentare è certamente meno numerosa e complessa perché le caratteristiche del prodotto sono ampiamente note. Ciò che è necessario dimostrare è soltanto la bioequivalenza del generico che Pag. !15 Martina D’Annunzio garantisce un profilo di efficacia e sicurezza sostanzialmente sovrapponibile a quello del farmaco branded [12]. Il commercio parallelo Cause La normativa, che mira a tutelare la salute pubblica, indica che i prodotti autorizzati devono essere venduti attraverso i canali legali creati per questo scopo, come le farmacie o i servizi di ordine online certificati. I medicinali falsificati possono raggiungere i consumatori sia attraverso il mercato legale sia attraverso quello illegale. Il cambiamento delle dinamiche sociali spinto dalla globalizzazione ha contribuito alla diffusione del fenomeno. I grandi volumi su cui si basano gli scambi internazionali e una filiera di distribuzione estremamente ramificata (luogo di fabbricazione, spedizioniere, centro di distribuzione, magazzino, farmacia, ospedale, ecc.) se da un lato agevolano la distribuzione dei prodotti, dall’altro facilitano l’accesso di quelli contraffatti nel mercato autorizzato. All'interno dell'offerta del mercato illegale (negozi online, sexy shop, negozi di integratori alimentari), la più grande preoccupazione è la vendita di medicinali online [14]. Internet ha aperto una via parallela al mercato nero del farmaco che opera senza essere contrastato da una regolamentazione efficace: l’e-commerce si è rivelato uno strumento per la distribuzione di farmaci che sono altrimenti altamente regolamentati o non autorizzati in alcuni mercati per ragioni di sicurezza. La recente situazione di difficoltà economica globale ha poi ulteriormente spinto l’acquirente medio verso questo tipo di mercato che sicuramente ha un’incidenza di gran lunga inferiore sul bilancio personale e familiare rispetto alla trafila imposta dai Pag 16 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica canali di distribuzione ufficiali. A questa nuova e sempre più ampia fascia di utenti si rivolgono i numerosissimi siti di cui è affollata la rete internet, sedicenti farmacie online che garantiscono massima riservatezza, prezzi molto inferiori ai costi di mercato e possibilità di acquistare farmaci anche senza prescrizione medica. Ciò che non viene detto, però, è che i prodotti venduti non possiedono, spesso, sufficienti garanzie di sicurezza per l’utente finale [15]. Conseguenze Tutti i tipi di farmaci possono essere contraffatti - di marca, generici, da banco, con obbligo di prescrizione indipendentemente dal fatto che essi siano destinati a curare un semplice mal di testa o gravi patologie come le malattie cardiache, il cancro o la malaria [11]. Le conseguenze relative all’utilizzo di farmaci contraffatti possono essere drastiche per la salute individuale, globale e per l'industria farmaceutica mondiale. Dato che questi farmaci non sono destinati a curare i pazienti, ma a generare profitto per i loro produttori, efficienza e qualità sono le ultime cose che contano. Così, i “prodotti finali”, indipendentemente dalla loro composizione, hanno un elevato potenziale di compromettere la vita delle persone non essendo altro che cocktail casuali di sostanze pericolose, sintetizzati trascurando tutte le misure di regolazione e le norme stabilite, condizioni imprescindibili per garantire la sicurezza di un farmaco. L’assunzione di specialità medicinali, contenenti sostanze inattive, si traduce in problemi molto seri quali, ad esempio, le morti legate all’assunzione di falsi vaccini che non proteggono dalla meningite, o all’assunzione di falsi antibiotici, che non debellano le infezioni respiratorie e addirittura causano shock allergici. Quando l’oggetto di queste falsificazioni sono farmaci Pag. !17 Martina D’Annunzio salvavita, la semplice inefficacia del medicinale contraffatto diventa potenziale causa di eventi tragici. L’incoscienza di chi produce queste preparazioni fa sì che anche medicinali tutt’altro che rischiosi, come uno sciroppo per la tosse, possano diventare pericolosissimi, a causa dell’utilizzo di sostanze tossiche al posto del principio attivo [6]. Va ricordata, per gli effetti disastrosi che ha avuto sulla salute, la vicenda degli sciroppi contraffatti contenenti glicole etilenico (anticongelante per auto) al posto dell’eccipiente glicerina che hanno causato, in tempi diversi, numerosi morti in India, Haiti, Nigeria e Panama [9]. Farmaci sotto-dosati possono contribuire a favorire, nel caso di antibiotici, antimalarici o antiretrovirali, l’insorgenza di fenomeni di resistenza, un problema emergente che genera grande preoccupazione. I farmaci contraffatti hanno anche un impatto significativo sul business dell’industria farmaceutica. Ciò è dovuto non solo alla violazione di brevetti e alla conseguente perdita di profitto, ma anche alla perdita di reputazione, in quanto la contraffazione può distruggere la fiducia del pubblico nella sicurezza ed efficacia dei prodotti farmaceutici. Un’insieme di fattori concorrono ad amplificare i rischi connessi con il commercio di farmaci contraffatti. Prima di tutto una serie di incognite dovute alla difficoltà di raccogliere informazioni accurate circa le dimensioni e la natura del mercato. I prodotti sospetti sono difficili da individuare così come è difficile quantificare gli effetti negativi che hanno sui pazienti (per esempio non si sa quante sono le morti, che nei paesi in via di sviluppo, sono da attribuire all’utilizzo di farmaci contraffatti). Vi è inoltre una scarsa sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul problema: l’inconsapevolezza dei rischi da parte dei pazienti e degli operatori sanitari non solo aumenta la vulnerabilità, ma abbassa anche i tassi di segnalazione. Pag 18 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica La maggior parte delle aziende tende a mantenere le informazioni relative alla contraffazione dei propri farmaci strettamente confidenziali. Tale riluttanza è dettata da motivazioni commerciali e genera asimmetrie informative tra le società farmaceutiche e le forze dell'ordine che concorrono ad amplificare i rischi. Pag. !19 Martina D’Annunzio Pag 20 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica CAPITOLO 2 Globalizzazione del mercato Un mercato in espansione. Un problema di ordine Globale Trattandosi di un’attività “sotterranea” i dati relativi al fenomeno sono da considerarsi indicativi: secondo le stime ritenute più attendibili la percentuale di medicinali contraffatti sul mercato globale si attesterebbe intorno al 7%, con punte significative che raggiungerebbero addirittura il 50% in alcuni paesi in Africa e in Asia. Le statistiche dell’Unione Europea indicano un incremento pari al 384% di falsi medicinali sequestrati nel 2006 rispetto a quanto avvenuto nel 2005 e, ancora, sempre secondo quanto riportato dall’UE, negli ultimi cinque anni sarebbero stati segnalati 27 casi di contraffazione nella catena legale e ben 170 nella rete illegale [10]. Il costante aumento dei quantitativi sequestrati ogni anno dai servizi doganali nazionali è un segnale preoccupante, indicativo del fatto che il mercato di medicinali contraffatti sta crescendo, che i tipi di farmaci copiati sono in aumento e che la sofisticazione dei metodi di produzione e distribuzione sta migliorando. Il messaggio di questi presupposti è chiaro: questo pericolo è presente più che mai. Anche quando si tratta di farmaci i cui ingredienti corrispondono a quelli in etichetta, produzione, distribuzione e stoccaggio potrebbero non essere conformi alle norme stabilite dall'autorità di regolamentazione del paese in questione. Non ci sarà nessun vero e proprio numero di lotto e qualsiasi difetto, inadeguatezza o reazione avversa associati non saranno facilmente riconosciuti e individuati dalle autorità competenti, determinando l'impossibilità di intervenire prontamente ed eseguire un ritiro dei Pag. !21 Martina D’Annunzio prodotti appartenenti allo stesso lotto qualora fosse richiesto. Ciò implica che sarà anche particolarmente difficile stabilire i legami tra il farmaco in questione e gli effetti collaterali riportati successivamente dalle vittime. Fig.1: Grafico che mostra il crescente aumento del mercato di farmaci contraffatti a livello mondiale1 . Il mercato nei Paesi del terzo mondo In molti paesi a basso reddito, i prodotti farmaceutici sono spesso la più grande spesa sanitaria delle famiglie, di conseguenza, la malattia è una delle principali cause di povertà. Le popolazioni povere sono quindi più incentivate ad acquistare farmaci a basso 1 European Federation of Pharmaceutical Industries and Association http:// www.efpia.eu Pag 22 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica Fig. 2 Vendita di farmaci in un mercato di strada di Abidjan, Costa d’Avorio2 prezzo. In questi paesi, spesso già affetti dalla presenza di malattie mortali, la contraffazione ha una diffusione estremamente elevata, a causa di una legislazione debole e delle insufficienti risorse umane e finanziarie necessarie per proteggere i consumatori e far rispettare i diritti di proprietà intellettuale. I prezzi elevati dei farmaci di marca e l'indisponibilità di farmaci generici (identici in termini di qualità, sicurezza ed efficacia, ma molto più economici), contribuiscono ulteriormente a creare opportunità per i contraffattori. Descrivere il problema, in particolare nel continente africano, è quasi impossibile, in quanto, nella maggior parte dei casi, non vi è nessuna verifica che potrebbe fornirne una chiara comprensione. 2 http://newtelegraphonline.com/medicine-dealers-wage-war-fake-drug-sellers/ Pag. !23 Martina D’Annunzio Il fenomeno riguarda soprattutto farmaci salva-vita: antibiotici, antimalarici, antitubercolari, antiretrovirali per la terapia dell’AIDS [9]. Nella maggior parte dei paesi meno sviluppati, i farmaci contraffatti possono essere trovati sia nei mercati popolari di strada sia nelle farmacie appartenenti alla filiera legale. Il risultato è che un paziente può difficilmente fidarsi del prodotto che acquista e se ha soldi a sufficienza per comprare dalle farmacie ufficiali, deve sperare che le procedure e le normative di approvvigionamento siano state rispettate da tutte le parti. Particolare attenzione deve essere posta anche alla distinzione tra aree urbane e rurali in quanto, queste ultime, soffrono di più della generale mancanza di disponibilità di prodotti farmaceutici e sono quindi più vulnerabili all'inserimento di medicinali contraffatti. Inoltre, nelle zone rurali il problema della sottostima dei prodotti farmaceutici contraffatti è ancora più presente che nelle città, così come inesistenti sono le infrastrutture che incoraggino il reclamo dei cittadini. Il mercato nei Paesi sviluppati: internet e il ruolo dell’ecommerce Nei paesi sviluppati, il problema dei farmaci contraffatti rimane ancora sottostimato rispetto alla sua effettiva grandezza. Le leggi, i controlli, le indagini e le capacità di rilevamento possono indubbiamente essere visti come la valvola di sicurezza per la protezione dei mercati farmaceutici Europei, Statunitensi, Canadesi, Australiani, Giapponesi. Effettivamente, per queste ragioni, la presenza di medicinali contraffatti all'interno di questi paesi è particolarmente limitata e, come confermano le statistiche Pag 24 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica dell'OMS, i farmaci contraffatti non superano l'1 per cento del valore di mercato. Esiste inoltre il rischio che l’entità del problema venga sottostimata a causa della migliore “qualità” dei farmaci contraffatti, intesa come maggiore capacità di trarre in inganno il farmacista e/o il paziente. Un farmaco ben contraffatto può, infatti, facilmente passare inosservato a un’ispezione visiva del confezionamento primario e secondario, e solo un’analisi di laboratorio può evidenziarne la contraffazione [16]. Il fenomeno sta tuttavia crescendo grazie al progredire della “alfabetizzazione informatica”, alla velocizzazione delle reti e allo sviluppo di strumenti di pagamento elettronico sicuri: parallelamente, la distribuzione illegale di farmaci si sta adattando al nostro mercato per diventare più efficace e competitiva [17]. D’altronde, la possibilità di usufruire di un sistema commerciale globale decentralizzato caratterizzato da una domanda quasi inesauribile è un'opportunità allettante per i criminali della contraffazione farmaceutica. Internet ha completamente cambiato il modo in cui le persone si avvicinano allo shopping. Nell'infanzia dell’ecommerce, i potenziali acquirenti avevano spesso difficoltà a trovare siti web forniti. Negli anni la complessità della rete è cresciuta e l’offerta è aumentata: oggi, con connessioni internet veloci e relativamente poco costose, il consumatore medio può facilmente acquistare qualsiasi prodotto desiderato, al prezzo più vantaggioso, comodamente da casa, medicinali inclusi. Parallelamente alla comparsa delle e-pharmacy legali, vere e proprie farmacie online che operano con trasparenza, rispetto delle norme nazionali ed internazionali in termini di distribuzione e vendita di farmaci, e i cui fornitori sono aziende farmaceutiche affidabili, sono nate fake pharmacy gestite dalla criminalità Pag. !25 Martina D’Annunzio organizzata che, dietro un sito web ben realizzato, commercializzano e distribuiscono farmaci di bassa qualità, non conformi agli standard e pericolosi per la salute pubblica. Questo mercato rappresenta attualmente uno dei principali canali di distribuzione dei farmaci contraffatti nei paesi sviluppati [17] e non serve addentrarsi nel deep o dark web per trovare medicine di ogni tipo. La rete è piena di e-pharmacy, il 99% delle quali è illegale o non autorizzata [1]. Negli ultimi anni si è assistito a un notevole aumento dell'acquisto di medicinali su internet da parte di un pubblico di consumatori costituito principalmente da persone con un buon tenore di vita e un reddito soddisfacente, alle prese con problemi di salute considerati tabù come l'impotenza o le malattie mentali. Queste persone sono generalmente più inclini a cercare “discrete” e anonime - ma inevitabilmente meno controllate - fonti di farmaci. Il fenomeno, riguarda soprattutto i farmaci cosiddetti “lifestyle products” che comprendono anabolizzanti, ormoni della crescita, glucocorticoidi, anoressizzanti, prodotti contro l’impotenza e alcuni psicotropici [9]. Tuttavia, i farmaci salvavita contraffatti, come gli antitumorali, quelli per le malattie cardiache o l’HIV, non sono esclusi. L’uso sempre più diffuso delle tecnologie legate al web sta profondamente trasformando anche il ruolo del paziente che si trova inserito in un mondo virtuale che gli permette di conoscere tutto o quasi sulla propria condizione di malattia, riducendo quel gap conoscitivo che aleggiava nel rapporto medico-paziente. Internet offre possibilità di auto-diagnosi e auto-trattamento per i pazienti che vogliono aggirare il controllo medico classico “moltiplicando gli effetti negativi del pericolosissimo approccio fai-da-te” [18]. Queste persone potrebbero diventare facili prede per i falsari che nascondono la loro identità dietro un sito web ben progettato che riproduce una farmacia online, soprattutto se non Pag 26 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica sono a conoscenza delle precauzioni che si devono prendere quando si acquistano farmaci via internet. Dal maggio 2009 al marzo 2010, la Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica Italiana, ha promosso un’indagine conoscitiva sui temi dell’e-commerce e della contraffazione farmaceutica. Tale iniziativa ha preso le mosse da una serie di riscontri oggettivi quali: l’aumento dei sequestri sul nostro territorio, la crescente offerta sul web e il parallelo allarme sulla qualità dei prodotti presenti sul mercato lanciato da numerose istituzioni nazionali e internazionali. I riscontri diretti riportati dalle Forze di polizia testimoniano la crescita del fenomeno, che si andrebbe sempre più adattando alle caratteristiche del nostro mercato. Dall’indagine è emerso che: • clienti con disponibilità economica e alfabetizzazione informatica elevata si rivolgono alla rete per l’acquisto dei medicinali lifestyle. Prodotti come quelli contro le disfunzioni erettili hanno le caratteristiche ideali per attirare i clienti italiani: sono normalmente costosi, non vengono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sono soggetti a prescrizione medica e per molti pazienti rappresentano una causa di imbarazzo sufficiente a voler evitare di parlarne col medico e il farmacista; • intermediari locali fungono da collegamento tra un pubblico poco alfabetizzato informaticamente e il web: nascono piccoli «negozi sommersi» che si riforniscono di piccoli quantitativi di farmaci e altri prodotti salutistici illegali (come quelli considerati erboristici, fitoterapici e cosmetici che spesso contengono invece ingredienti farmaceutici) dai siti internet o addirittura attraverso frontiere più “permeabili” e li rivendono al dettaglio a comunità circoscritte (come la clientela di certi sexy shop, palestre o centri estetici che non rispettano la normativa vigente in termini di approvvigionamento, commercializzazione ed uso dei medicinali). Pag. !27 Martina D’Annunzio Proprio per questi prodotti più «popolari», ma nascosti nei canali illegali, viene sottostimata anche la risposta di farmacovigilanza: un paziente che abbia effetti collaterali dopo l’assunzione di un farmaco che ha ottenuto in maniera illegale o che curi una patologia che vuole mantenere riservata, non sarà stimolato a dichiarare in maniera trasparente la sua condotta al proprio medico o al farmacista e difficilmente genererà un segnale di farmacovigilanza [17]. Il caso Groupon Il 22 aprile di quest’anno, il Ministero della Salute australiano ha annunciato il ritiro dei preservativi Durex venduti dalla Edgelounge Enterprises attraverso il sito Groupon tra il 12 marzo 2015 e 10 aprile 2015 avvertendo i consumatori e gli operatori sanitari dei “gravi difetti” e della mancanza di garanzie circa la protezione contro possibili gravidanze o malattie sessualmente trasmissibili “che possono provocare anche la morte”. Proprio il giorno precedente, la polizia di Shanghai aveva sequestrato tre milioni di preservativi falsi che contenevano metalli tossici [19]. Quello dei preservativi contraffatti è un grave problema degli ultimi anni. Spesso le confezioni portano i nomi di marchi noti e sono commercializzate in stock a sconti altissimi. I prezzi sono spesso ben al di sotto di ciò che i clienti avrebbero pagato per una scatola di preservativi di marca in farmacia, ma abbastanza alti da garantire un profitto considerevole a chi li produce. Nel 2005, un caso analogo colpì la Gran Bretagna e l’Irlanda: migliaia di preservativi falsi venduti nei negozi e nelle farmacie vennero ritirati dal mercato perché non conformi agli standard nazionali [20]. Pag 28 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica CAPITOLO 3 Strategie di comunicazione e informazione Identikit del consumatore I Ministeri della Sanità, gli enti pubblici e le stesse Industrie Farmaceutiche, sono a volte restii a divulgare informazioni dettagliate circa il rilevamento di prodotti contraffatti all’interno della filiera di distribuzione legale. La giustificazione, sta nel timore che tale comunicazione possa creare grande confusione e sfiducia generalizzata nei confronti della sicurezza dei farmaci disponibili sul mercato o nella capacità dello Stato di affrontare efficacemente il problema. Il risultato è che i consumatori restano disinformati in merito all'entità del fenomeno e senza un'adeguata consapevolezza della situazione attuale. Al contrario, è proprio questo atteggiamento a diffondere tra i cittadini diffidenza nei confronti delle autorità nazionali e dei professionisti sanitari. Il cittadino medio, consapevole dell’illegalità e della pericolosità del gesto, quasi sempre non è a conoscenza dei rischi concreti per la salute. Come analizzato in un recente rapporto pubblicato da UNICRI, i consumatori sono convinti che questi prodotti siano un buon affare e che il loro acquisto rappresenti solo un affronto ai produttori che li commercializzano a prezzi così elevati. Tale convinzione viene sradicata solo quando i soggetti vengono messi a conoscenza dei danni diretti e dei rischi che tali categorie di sostanze possono creare per loro o i loro cari [11]. Alcuni tendono a credere di avere a che fare con prodotti originali che non hanno ricevuto una specifica autorizzazione alla commercializzazione o con avanzi di grandi titoli che vengono venduti a prezzi più vantaggiosi. Pag. !29 Martina D’Annunzio In entrambi i casi è evidente come una non corretta informazione o una completa mancanza di questa, giochi un ruolo cruciale nell’alimentazione del mercato di medicinali contraffatti. Ma è anche importante capire i motivi che spingono i potenziali acquirenti a comprare farmaci su internet [21]. Come precedentemente accennato, internet ha cambiato radicalmente l'approccio verso l'acquisto di beni in generale. Le merci sono solitamente vendute a prezzi più vantaggiosi e in questa lotta al ribasso le medicine non fanno eccezione. Anche se le epharmacy spesso offrono prodotti a costi più convenienti rispetto a quelle tradizionali, il vantaggio economico non è l'unico motivo trainante. Il livello di anonimato concesso non va sottovalutato e contribuisce in maniera determinante alla scelta dell’acquisto online. L'espansione di internet e del commercio elettronico (ecommerce) associato è dimostrata dal crescente numero di utenti negli ultimi decenni. In Francia, per esempio, è stata stimata la presenza di 19 milioni di potenziali acquirenti, il 54% del totale degli utenti web. Nel Regno Unito i potenziali acquirenti sarebbero 28 milioni, pari al 70% degli utenti web totali; in Germania, questa cifra sale a 33 milioni mentre in Italia si stima che ci siano 8 milioni di utenti propensi all’acquisto attraverso internet, pari al 19 per cento dei fruitori del web: un dato inferiore a quello di altri paesi europei ma che ha registrato una crescita sia in termini di numero acquirenti che di ordini [22]. La necessità di concentrarsi su campagne di sensibilizzazione rivolte a questo particolare gruppo di destinatari sembra particolarmente urgente. D'altra parte, azioni di sensibilizzazione condotte online attraverso i social media non sono molto diffuse, soprattutto in relazione alla possibilità di educare i potenziali consumatori sui rischi connessi con l'uso di farmaci contraffatti e Pag 30 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica l'importanza di evitare l'acquisto di prodotti online da fonti non verificabili [21]. Per elaborare possibili azioni di prevenzione e sensibilizzazione, è interessante comprendere le attitudini dei consumatori nei confronti dei medicinali contraffatti e i motivi che fungono da deterrente per il loro acquisto. A tal proposito è utile considerare due studi: il sondaggio condotto dalla Gallup Organization in cinquantuno Stati e presentato in occasione del terzo Congresso Globale sulla contraffazione e la pirateria a gennaio 2007 e la ricerca condotta dalla Business Action to Stop Counterfeiting and Piracy (BASCAP) in cinque paesi di diverse regioni del mondo (Messico, Federazione Russa, India, Repubblica di Corea e Regno Unito). Da questi studi è emerso che il principale deterrente per l’acquisto di un prodotto contraffatto è la tutela della salute e della sicurezza sia dell’acquirente sia dei suoi cari. La perdita di profitti per la società che ha investito nella realizzazione del prodotto, l’evasione fiscale o il finanziamento della criminalità organizzata sono motivazioni importanti ma che passano in secondo piano. La salute e la sicurezza dei consumatori possono quindi essere considerati come il primo e principale argomento su cui basare gli sforzi per influenzare direttamente l'atteggiamento di chi acquista, ridurre la domanda di mercato e reprimere la contraffazione [11]. Comunicazione del rischio Comunicare i rischi dei medicinali contraffatti online non è un processo semplice. Le informazioni devono essere fornite in modo corretto e accessibile, e devono essere adattate al target specifico. Allo stesso tempo, i gravi pericoli associati all’utilizzo di Pag. !31 Martina D’Annunzio farmaci contraffatti e alla vendita online di questi prodotti dovrebbero essere comunicati senza provocare panico ingiustificato tra i consumatori [21]. Nuovi strumenti giuridici internazionali riconoscono l'importanza della comunicazione del rischio. Con la Direttiva Europea 2011/62, la comunicazione del rischio è diventa un obbligo per le agenzie di regolamentazione nazionali che sono state chiamate ad affrontare la comunicazione sui farmaci contraffatti con lo stesso approccio scientifico utilizzato per altre attività. Questo riconoscimento conferma un concetto chiave evidenziato da diverse istituzioni impegnate nella lotta contro la contraffazione dei medicinali: informazioni accurate sui pericoli In occasione del Lucca Comics & Games, una fiera europea dedicata al fumetto, è stato presentato il fumetto-gioco di “Lana Tafi" nato dalla collaborazione tra l’Agenzia del Farmaco Italiana (AIFA/ALIMS) e l'Agenzia Serba, il Consiglio d'Europa (EDQM) e un team di esperti italiani Domenico di Giorgio, Luisa Salmaso e Gaia Barbaglio. Il progetto si basa sulla comunicazione dei rischi rispetto all'assunzione di farmaci illegali e delle conseguenze negative che hanno per la salute. La pubblicazione in formato “Alan Ford”, interattivo, è corredata da un gioco da tavolo-poster che si trova al suo interno e verrà diffuso come pdf, e come prodotto fisico in circa 3.000 copie nelle scuole (medie o superiori) del territorio, per raggiungere i ragazzi, informarli e renderli maggiormente consapevoli dei gravi rischi che potrebbero correre a causa delle medicine contraffatte e illegali, e attraverso loro informare in modo indiretto anche le famiglie [23]. Pag 32 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica per la salute e la sicurezza dei consumatori possono svolgere un ruolo strategico nel guidare le scelte di acquisto, soprattutto se tali iniziative sono destinate alle scuole e ai giovani, dal momento che rappresentano il pubblico che ha più familiarità con internet. La risk communication è un processo interattivo di scambio di informazioni e opinioni tra individui, gruppi e istituzioni. Persone con interessi diversi, ruoli diversi, competenze diverse e percezioni diverse [24]. Nell’ambito della salute è un tipo di comunicazione che mira ad aiutare tutti coloro potenzialmente esposti a un rischio, a identificare precocemente il pericolo ed evitarne le conseguenze, rendendo i destinatari del messaggio a conoscenza di una “preoccupazione informata e vigile”. Vi sono molti fattori, intrinseci al tipo di rischio, che possono influire sulla sua percezione; in alcuni casi riducendola (per es. la conoscenza del fenomeno, la fiducia nelle istituzioni, la controllabilità, la volontarietà) in altri casi aumentandola (il potenziale catastrofico, l’incertezza degli esperti, la conoscenza delle vittime, l’attenzione dei mass media). Chi si trova a dover gestire una situazione di rischio, a volte deve cercare di tranquillizzare la popolazione quando il pericolo è sovrapercepito, in altri casi deve aumentare l’attenzione quando la situazione è grave e il rischio è sottostimato. Tale approccio non raggiunge sempre il suo obiettivo perché la valutazione del rischio non è il risultato di fatti, ma della percezione individuale. Come si sviluppa un piano di comunicazione Quando si ha che fare con questioni molto delicate, non è sempre facile comunicare i messaggi corretti nel modo giusto. Ciò Pag. !33 Martina D’Annunzio che conta davvero sono il modo e le circostanze in cui la comunicazione viene fatta in quanto lo scopo di informare è quello di aumentare la consapevolezza e la vigilanza dei consumatori, piuttosto che i loro sospetti [11]. Per contrastare il traffico di medicinali contraffatti è necessario un approccio coordinato, che combina strumenti legislativi tecnici e ed esecutivi a una comunicazione efficace. Un programma di comunicazione richiede la trasmissione efficace di un messaggio da un soggetto emittente a uno ricevente attraverso un opportuno veicolatore del messaggio, in un ambiente definito. Per quanto riguarda i farmaci contraffatti questo sistema di comunicazione deve coinvolgere le autorità di regolamentazione, la catena di distribuzione (industria, grossisti, farmacie), gli operatori sanitari, i media, i pazienti nonché i partner internazionali. La comunicazione sui medicinali contraffatti richiede la comprensione dei rischi legati all’uso di queste sostanze che si basa su dati reali. Nella progettazione di un programma di comunicazione si deve tenere conto del contesto in cui la comunicazione si svolgerà. Sulla base di un’attenta analisi di valutazione del rischio si definiscono gli obiettivi del programma e naturalmente si scelgono i destinatari in base alle loro caratteristiche, tra cui la cultura, l'alfabetizzazione, le abitudini. Questa quadro aiuterà a selezionare i messaggi chiave e le modalità di comunicazione più adeguate da utilizzare (tra cui i veicolatori del messaggio). Le amministrazioni pubbliche e gli operatori privati hanno dovuto studiare il modo di avvertire adeguatamente i pazienti circa i pericoli legati alla contraffazione, quella farmaceutica in Pag 34 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica particolare. In altre parole, hanno dovuto progettare esercizi di “comunicazione del rischio” reattivi e proattivi. Due approcci diversi ma strettamente correlati [11]. La comunicazione proattiva, mira principalmente a informare le persone (pazienti, operatori sanitari, farmacisti, partner della catena di distribuzione farmaceutica) sui pericoli legati all’utilizzo di medicinali contraffatti in generale, senza far riferimento a casi particolari. È una informazione di “sensibilizzazione” il cui intento è rendere il pubblico informato sul problema e sui rischi per la salute associati contribuendo a prevenire e contenere i danni di casi futuri. Il protocollo di comunicazione reattiva entra in gioco per far fronte a un’emergenza e reagire tempestivamente: definisce quando, come e chi informare di un sospetto o verificato rilevamento di medicinali contraffatti [11]. Fondamentale è individuare in maniera specifica i target delle iniziative di comunicazione: all’informazione per i professionisti e per il pubblico “generalista” andrebbero affiancate iniziative mirate alle fasce della comunità più esposte ai rischi causati dall’offerta illegale, come i giovanissimi utenti di internet (potenziali vittime di pubblicità ingannevoli) e quella fascia di soggetti ad alta alfabetizzazione informatica persuasa che l’acquisto di farmaci illegali sia, analogamente alle altre forme di contraffazione, una mera questione di violazione di diritti proprietari. Il linguaggio utilizzato nei primi esperimenti di informazione al pubblico (inclusi quelli effettuate dal Ministero della salute italiano nell’ambito della task-force anticontraffazione IMPACT Italia, basati sui modelli dell’OMS e di IMPACT) era istituzionale, e puntava a diffondere messaggi e dati certificati presso i Pag. !35 Martina D’Annunzio professionisti sanitari, che a loro volta venivano chiamati ad agire da filtro verso i pazienti: negli ultimi mesi sono stati effettuati i primi tentativi organici di indirizzare messaggi mirati agli utenti a rischio, con campagne basate su messaggi scioccanti come quelli lanciati recentemente da una multinazionale del farmaco attraverso un’efficace spot in cui la compressa acquistata su internet viene esplicitamente accostata a immagini ripugnanti. Se il linguaggio è opinabile, il concetto sotteso a questo cambiamento di strategia comunicativa dimostra l’importanza di campagne informative che veicolino i concetti chiave alle categorie a rischio, come gli utenti abituali di internet e i soggetti di giovane età. La formazione deve servire a sensibilizzare gli operatori e a favorire lo scambio di know-how tra esperti di settori diversi [19]. Comunicazione agli operatori sanitari Nel caso di emergenze sanitarie, la formazione degli operatori sanitari è particolarmente importante per una gestione partecipata dell’emergenza. L’attività formativa rappresenta infatti un’occasione per condividere interventi attuabili in diversi scenari e per perfezionare sia le competenze tecnico-scientifiche che le competenze comunicativo-relazionali. Quando un programma di comunicazione si rivolge ai professionisti del settore sanitario, è progettato per consentire loro di aiutare a prevenire l'introduzione di medicinali contraffatti nella filiera, per prepararli a svolgere un ruolo nelle future campagne di promozione della salute che coinvolgono un prodotto specifico, nonché per coinvolgerli nell’individuazione di casi sospetti ed educarli a reagire in modo appropriato qualora venissero rilevati. Dal 2010, la World Health Professions Alliance (WHPA), che riunisce le organizzazioni globali che rappresentano dentisti (FDI), infermieri (ICN), medici (WMA), farmacisti (FIP) e Pag 36 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica fisioterapisti (WCPT), è stata impegnata in una serie di attività volte a sostenere le associazioni di professionisti sanitari nell'organizzazione di tali programmi di comunicazione. Gli operatori sanitari sono stati coinvolti con campagne modello (con esempi di manifesti, cartoline, guide), workshop regionali e attraverso il sostegno personalizzato alle loro attività di gruppo professionale. Allo stesso modo, nel 2009, la International Pharmaceutical Federation (FIP) ha sviluppato un quadro di riferimento per stabilire delle linee guida nazionali di aiuto ai farmacisti per fornire loro un modello di intervento strutturato. A livello nazionale, le organizzazioni di professionisti sanitari hanno sviluppato attività specifiche, come programmi di formazione, documenti, nonché linee guida, come è successo per esempio, in Francia, Libano o nel Regno Unito. Queste attività si basano su una forte collaborazione tra i professionisti sanitari e le autorità regolatorie del farmaco e poggiano su due punti: fornire informazioni sulla situazione attuale per quanto riguarda i farmaci contraffatti (compreso il modo di impedirne l'introduzione nella catena di fornitura) e fornire le procedure che descrivono cosa fare se un operatore sanitario ha il sospetto che un prodotto potrebbe essere contraffatto. Comunicazione al pubblico Quando lo sviluppo di campagne di comunicazioni ha come target il pubblico, ci sono alcuni aspetti particolarmente importanti che devono essere considerati. L’informazione corretta deve essere basata su dati reali che permettano di comunicare il rischio con modalità efficaci e senza generare panico tra gli utenti. A tal proposito si evidenzia che purtroppo il tema si presta a possibili distorsioni e confusioni [17]. Pag. !37 Martina D’Annunzio In primo luogo, il target deve essere attentamente definito e completamente compreso. In secondo luogo, semplici messaggi sono in genere da preferire e il mezzo utilizzato per trasmetterli deve essere adeguato al target di riferimento. Infine, ma non per importanza, deve essere valutato l'impatto della attività di comunicazione ed i risultati devono essere utilizzati per migliorare le campagne di comunicazione future. Molte campagne di successo rivolte al pubblico sono state messa a punto da organizzazioni di farmacisti di tutto il mondo. Gli esempi: • Nel 2009, l'Unione federale delle associazioni tedesche dei Farmacisti (ABDA) ha organizzato una campagna di comunicazione rivolta ai giovani per sottolineare i rischi connessi con l'acquisto di farmaci su internet. Sono state diffuse cartoline nei bar e nei ristoranti di 48 città tedesche e un video è stato trasmesso su web, nei cinema e nei teatri. • Nel 2010, la Camera dei Farmacisti Austriaca, in collaborazione con il Ministero delle Finanze, ha organizzato una campagna di comunicazione su come i farmaci contraffatti sono prodotti e spediti. E’ stato sviluppato un sito web è e un video è stato promosso attraverso i social media (Facebook). Volantini e opuscoli sono stati distribuiti in farmacie comunali. • Nel 2008 e poi di nuovo nel 2011, l'Associazione Svizzera dei Farmacisti (pharmaSuisse) ha collaborato con le agenzie governative e il settore privato in un progetto che ha coinvolto 520 farmacie comunali per aumentare la rilevazione di medicinali contraffatti. Pag 38 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica • Nel 2008, la Pharmaceutical Society in Libano (Ordre dei farmacisti du Liban) ha organizzato una vasta campagna di comunicazione utilizzando alcuni media, come ad esempio spot televisivi, cartelloni, volantini, ecc. per sottolineare che i farmaci contraffatti uccidono e che le persone che stanno dietro tali operazioni sono criminali. • Infine, nel 2009, nel Regno Unito, è stata condotta una campagna da un partenariato che coinvolge Pfizer, la Royal Pharmaceutical Society della Gran Bretagna, la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA) e altri partner. Questa campagna ha previsto l’esposizione di manifesti in oltre 3.000 città del Regno Unito, annunci sui giornali, mostre in otto grandi città, e un sito web dedicato: www.realdanger.co.uk. Nonostante tutti gli sforzi preventivi, è sempre possibile che i farmaci contraffatti appaiano all'interno o all'esterno della catena di distribuzione legale. Quando questo accade, entra in gioco un approccio di comunicazione del rischio reattivo che si divide in due tipi di intervento: Comunicazione bottom-up Comunicazione reattiva dal basso verso l’alto, dai pazienti verso gli operatori sanitari, le autorità di regolamentazione e qualsiasi altro stakeholder, che consente la rilevazione di segnali sospetti. Le possibili cause di segnalazione potrebbero essere un paziente che si lamenta (o menziona) di una differenza di gusto, delle caratteristiche fisiche o dell'efficacia del farmaco. Allo stesso modo, gli operatori sanitari potrebbero notare differenze di confezione o risposte impreviste nei pazienti. Pag. !39 Martina D’Annunzio La maggior parte dei segnali non sono forti ed è fondamentale che tutte le parti interessate rimangano attente e che gli operatori sanitari ascoltino le preoccupazioni del pazienti e trasmettano eventuali segnalazioni alle autorità competenti. Comunicazione top-down Quando un medicinale contraffatto viene scoperto, le autorità e l'industria ordinano il ritiro del lotto. Il ritiro viene comunicato agli organismi di regolamentazione, al pubblico e agli operatori sanitari. Le informazioni ricevute dal personale sanitario dovrebbero includere non solo dettagli tecnici sul farmaco (come riconoscerlo, che cosa farne, ecc.), ma anche messaggi chiave da trasferire ai pazienti e al pubblico in generale. Tali informazioni possono essere trasmesse attraverso i canali di comunicazione professionale condivisi: quando viene emesso un avviso, viene inviato a tutte le farmacie entro un tempo molto breve. Con questi metodi, il tempo necessario ai farmacisti per ricevere la notifica di ritiro dei lotti è breve e si può rispondere prontamente alle preoccupazioni dei pazienti. Gli operatori sanitari possono svolgere un ruolo importantissimo nel facilitare i programmi di comunicazione sui medicinali contraffatti ben progettati, perché aggiungono credibilità e professionalità al messaggio e ne consentono una veicolazione rapida a costi minimi. Pag 40 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica Campagne di comunicazione sul fenomeno della contraffazione farmaceutica online Regno Unito Nel Regno Unito, la società farmaceutica Pfizer, con il supporto della Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA) e delle associazioni di pazienti, ha sviluppato uno dei programmi più completi di istruzione pubblica sui rischi legati all’acquisto medicinali da fonti non regolamentate, siti web inclusi. La campagna, che prende il nome di “Get Real, Get a Prescription / Realdanger”, è stata realizzata in diverse fasi e con strumenti diversi, a partire da uno spot video trasmesso nei cinema Fig. 3 Alcune immagini dello spot video Get Real, Get a Prescription / Realdanger. Pag. !41 Martina D’Annunzio e da un’iniziativa di sensibilizzazione sugli ingredienti inaspettati Lo spot è stato visto da oltre 9 milioni di cinefili ed è stato segnalato dai media in oltre duecento articoli nazionali e regionali. Nel 2008, oltre 100.000 utenti lo hanno visionato su YouTube, mentre un pubblico ancora più ampio è stato raggiunto nel 2009, quando il video è stato trasmesso sui canali televisivi del Regno Unito, a tarda notte, accompagnato da un cartellone pubblicitario di forte impatto emotivo che rimandava alla campagna online. Le visite alle pagine relative sul sito web della MHRA sono aumentate del 700% e le indagini condotte su coloro che hanno visto la campagna hanno dimostrato che il 75% degli intervistati ci avrebbe pensato due volte prima di acquistare farmaci da fonti non regolamentate. Nella più recente fase della campagna, svoltasi nel 2011, i social media e i social network sono stati usati per comunicare con i consumatori e informarli sull'importanza di acquistare farmaci online esclusivamente da fonti legittime. Fig. 4 Campagna sociale realizzata dalla Pfizer (produttrice della pillola blu più famosa al mondo) dal titolo “Get real.Get a prescription”. Le immagini mostrano i corpi di uomini e donne senza vita per aver assunto farmaci contraffatti. Pag 42 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica In ogni fase della campagna, i consumatori sono stati rediretti a un sito specifico (www.realdanger.com) appositamente sviluppato per fornire tutte le informazioni su vari aspetti del problema, come per esempio e-mail spam, potenziali gravi rischi per la salute connessi con medicinali contraffatti, consigli per l'acquisto di farmaci in modo sicuro, la storia della campagna e lo spazio per l'interazione dell’utente. Portogallo L'agenzia del Farmaco portoghese (INFARMED) è costantemente impegnata nella lotta contro la contraffazione dei medicinali con programmi di comunicazione e sensibilizzazione; INFARMED ha sviluppato campagne principalmente su Internet, utilizzando le reti social e stipulando contratti con i providers (come Google-PT), per dare ai cittadini più informazioni sui rischi conseguenti all’acquisto di farmaci via telematica. Inoltre, la cooperazione giornaliera tra i paesi di lingua portoghese e le dogane permette il sequestro e la distruzione, in media, 129 pacchi di ordini elettronici e 1851 unità di farmaci illegali o contraffatti ogni giorno. INFARMED organizza anche conferenze ad hoc sul tema destinate a studenti di materie sanitarie in diverse università portoghesi. Italia Negli ultimi anni, l’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA), ha effettuato alcune campagne di comunicazione con il coinvolgimento del Ministero della Salute italiano, dei Carabinieri NAS (la polizia sanità italiana) e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Nell'autunno del 2009, IMPACT Italia, la task-force nazionale italiana contro la contraffazione dei medicinali istituita dall’AIFA, ha lanciato un’iniziativa di sensibilizzazione per Pag. !43 Martina D’Annunzio allertare i consumatori sui rischi legati all'acquisto di farmaci da canali illegali e non regolamentati. Lo slogan della campagna “Attento!” - era un adattamento italiano del modello “Sii consapevole” (be aware) sviluppato dalla World Health Professionals Association e approvato dall'OMS nel 2007. Poster e volantini informativi sono stati distribuiti ai pazienti nelle farmacie e nei “corridoi sanitari” autorizzati a vendere farmaci senza obbligo di prescrizione medica. Parallelamente è stato lanciato un sito web di supporto (www.impactitalia.gov.it) per raccogliere segnalazioni di attività di contraffazione sospette. Per valutare i risultati, AIFA ha effettuato una valutazione della percezione del messaggio tra i consumatori. Anche se i risultati della valutazione non sono stati presentati dall'Agenzia, vale la pena sottolineare che il monitoraggio della percezione tra gli utenti è fondamentale per valutare la forza e la debolezza della campagna stessa perché in base ai feedback ottenuti è uno dei modi migliori per adattare meglio il messaggio e gli strumenti di comunicazione al target selezionato nonché per migliorare l'efficacia delle azioni future [17, 25]. Pag 44 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica CAPITOLO 4 Il ruolo delle istituzioni nazionali ed internazionali e iniziative promosse per contrastare il fenomeno della contraffazione Negli ultimi anni, il contrasto al fenomeno della contraffazione farmaceutica, in relazione anche all’e-commerce, ha avuto rilievo nelle agende di tutte le istituzioni nazionali e internazionali: Organizzazione Mondiale della Sanità, Consiglio d’Europa e Commissione Europea hanno promosso iniziative specifiche, echeggiate da analoghe attività nazionali [17]. La prima iniziativa globale per contrastare il fenomeno è nata nel 2006, con l’istituzione, da parte dell’OMS, della International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce (IMPACT), una colazione di tutti i 193 Stati membri. IMPACT comprende organizzazioni internazionali, forze di polizia, autorità di regolamentazione nazionali dei farmaci, organizzazioni non governative, case farmaceutiche, grossisti, operatori sanitari e associazioni di pazienti. Questi gruppi si sono uniti per migliorare il coordinamento delle autorità nazionali e per implementare e armonizzare le misure legislative relative al commercio di farmaci falsificati [26]. La legislazione internazionale sui prodotti medicali contraffatti è stata rafforzata nel 2011 con l'introduzione di due importanti strumenti giuridici: 1) La direttiva 2011/62/EU del Parlamento Europeo e del Consiglio; 2) La Convenzione Medicrime del Consiglio d’Europa [25]. Pag. !45 Martina D’Annunzio Direttiva 2011/62/UE L’Unione Europea (UE), ha emanato la direttiva Direttiva 2011/62/UE per contrastare l'ingresso di farmaci contraffatti nella filiera farmaceutica legale. La disposizione prevede: • L'adozione di un dispositivo di sicurezza da posizionare singolarmente sulle confezioni dei medicinali per poterne verificare l’autenticità; • Lo sviluppo di un sistema informatico condiviso tra le amministrazioni degli Stati membri dell’UE, che aiuti il consumatore intenzionato ad acquistare online, a discriminare un sito legale da uno illegale attraverso l’adozione di un logo comune, riconoscibile, che renda identificabile la nazione in cui ha sede la farmacia e che permetta l’accesso a un portale in cui poter consultare l’elenco di tutte le web pharmacy autorizzate [14]. Il recepimento della direttiva, che in Italia è avvenuto con il decreto legislativo n. 17 del 19 febbraio 2014, ha cambiato le regole delle attività di vendita e acquisto di medicinali attraverso internet. La vendita online di medicinali porta con sé la diffusione di prodotti falsificati o contraffatti: una minaccia per tutti i cittadini, che coinvolge non solo i privati, ma anche operatori sprovvisti di regolare autorizzazione che rimettono in commercio tali prodotti attraverso canali illegali, come palestre o sexy shop. Le autorità europee competenti (le agenzie regolatorie farmaceutiche, le forze di polizia e doganali) e gli altri soggetti pubblici e privati coinvolti (università e industrie) hanno sempre affrontato il problema, ma oggi più che mai necessitano di strategie Pag 46 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica efficaci e di coordinare e ottimizzare le iniziative di contrasto portate avanti dai singoli Paesi europei. La proposta approvata dal Parlamento europeo prevede, in grandi linee, la qualificazione delle e-pharmacies legali: i paesi membri che consentono il commercio on line di farmaci dovranno garantire che i siti autorizzati rispettino determinati standard di qualità [14]. In questo scenario, e all’interno della direttiva, si inserisce Fakeshare, un progetto europeo di cooperazione e intelligence, lanciato nel 2013, approvato e co-finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dalla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il progetto mira a incoraggiare la cooperazione intersettoriale e internazionale tra la salute, la polizia, le autorità doganali contro i crimini farmaceutici e a creare un sistema web condiviso tra le amministrazioni degli Stati membri [14]. Tra le iniziative avviate nel corso del progetto, è stata sviluppata una piattaforma web che consiste di uno spazio pubblico, accessibile ai consumatori, dove periodicamente vengono pubblicati approfondimenti sul tema dei farmaci online, e un’area riservata, un database di ricerca di e-pharmacies illegali, progettato e strutturato come strumento per sostenere le attività svolte dalle forze di polizia. Al progetto, lanciato da AIFA nel 2013, partecipano le Agenzie spagnola e portoghese (AEMPS e Infarmed), le Università di Roma (La Sapienza, Facoltà di Psicologia) e Trento (Facoltà di Giurisprudenza), il Ministero dello Sviluppo Economico e altri partner italiani ed europei [27]. Pag. !47 Martina D’Annunzio Medicrime Convention La Convenzione Medicrime, frutto della collaborazione tra l’EDQM (European Directorate for the Quality of Medicines) e la Direzione Generale dei Diritti dell’Uomo e degli Affari Giuridici del Consiglio d’Europa, ha consentito l’introduzione di norme penali in virtù delle quali le Forze di Polizia, le Agenzie farmaceutiche e le Dogane dei 47 paesi del Consiglio d’Europa potranno scambiarsi informazioni e collaborare per il tramite di Interpol ed Europol. In particolare, sono stati introdotti i reati di: • fabbricazione di prodotti medicinali contraffatti; • fornitura o promozione (anche tramite internet) e traffico di prodotti medicinali contraffatti; • falsificazione di documentazione cartacea o online relativa ai farmaci [28]. I princìpi contenuti nella convenzione permetterebbero inoltre: • la disposizione di specifiche e proporzionate sanzioni per gli acquirenti che utilizzino illegalmente i siti internet per approvvigionarsi di farmaci non autorizzati: allo stato attuale, in assenza di una specifica criminalizzazione della contraffazione farmaceutica, non sarebbe semplice sostenere in sede dibattimentale l’illegalità di questa condotta; • la creazione di messaggi di “allerta” mirati che segnalino, agli utenti che visitano le e-pharmacies non autorizzate, l’illegalità dell’acquisto che stanno per effettuare, in analogia a quanto già effettuato a norma della legge 6 febbraio 2006, n. 38, per segnalare i siti pedopornografici: esistono già esempi di “allerta web” di questo tipo anche nel settore farmaceutico laddove la Pag 48 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica normativa ha definito chiaramente come illegali le citate condotte [17]. Operazione Pangea Nel 2008, il Forum Permanente sui Crimini Farmaceutici Internazionali (PFIPC) e l'Interpol hanno dato il via all’Operazione Pangea, la prima attività internazionale che coordina azioni di contrasto da parte delle forze dell'ordine, dogane e autorità di regolamentazione di droga in tutto il mondo con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli per l'acquisto di farmaci contraffatti e illegali e dei dispositivi medici su internet. L'intento di ogni operazione Pangea è quello di sviluppare un approccio collaborativo per combattere il commercio illegale di farmaci contraffatti e prodotti medici illegali in tutto il mondo, in particolare i prodotti che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica. Oltre ai singoli Stati, altre importanti organizzazioni internazionali si sono uniti allo sforzo tra cui l'Unione Postale Universale (UPU) e l'Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) [29]. L'operazione ha avuto un impatto significativo dal suo lancio, nel 2008, a oggi. La prima fase dell'operazione ha riunito 10 paesi; un numero che è salito esponenzialmente di anno in anno, fino a veder coinvolti, nel 2015, 115 Stati e 236 agenzie. Nel corso dei controlli mirati, effettuati nell'arco della settimana tra il 9 e il 16 giugno di quest’anno, sono state ispezionate centinaia di spedizioni dirette in Italia contenenti farmaci. Sono state oltre 93.000, complessivamente, le unità di farmaco sequestrate tra fiale, compresse e capsule, per un controvalore che supera il mezzo milione di euro. I sequestri realizzati nel 2014, nel corso della medesima operazione, ammontavano invece a 30.000 unità. Queste cifre, che sono in linea con i risultati degli altri Paesi partecipanti, dimostrano come Pag. !49 Martina D’Annunzio il fenomeno del commercio illegale di farmaci sia in grande crescita anche nel nostro Paese. I prodotti per il trattamento delle disfunzioni erettili continuano a rappresentare la tipologia di prodotto illegale o falsificato maggiormente diffuso (64.714 unità bloccate); tuttavia è altrettanto evidente che la vendita illegale coinvolge sempre più anche prodotti appartenenti ad altre categorie terapeutiche, come per esempio quelli per la perdita di peso (3.849 unità bloccate), farmaci per il trattamento di problematiche psichiatriche o del sistema nervoso (3.616 unità bloccate). Questi risultati sono molto preoccupanti e testimoniano che è in crescita il numero di pazienti italiani che acquista prodotti non controllati, esponendosi in tal modo al pericolo di assumere prodotti che, nell'ipotesi più ottimistica, sono inefficaci, ma che in altri casi possono determinare nel medio periodo effetti molti gravi [30]. Tuttavia, anche i fondatori di questa operazione ammettono che la loro attività riguarda solo la punta di un iceberg. Un'attività molto più importante coinvolge informare gli utenti di Internet in modo da poter stimare i rischi associati con l'acquisto di medicinali sul mercato nero. Questi prodotti sono di solito non efficace, di cattiva qualità e possono causare danni irreversibili alla salute [31]. IMPACT Italia L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), dal 2005, si è fatta promotrice del progetto che ha portato alla costituzione della taskforce nazionale IMPACT Italia della quale fanno parte, oltre all’AIFA, l’ISS, il Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS), il Ministero della Salute e l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione (oggi disciolto e sostituito con il Ministero dello Sviluppo Economico), l’Agenzia delle Dogane e il Ministero dell’Interno. Pag 50 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica Alcuni dei progetti promossi sul tema delle farmacie online attraverso IMPACT Italia dimostrano l’importanza e l’efficacia dell’approccio cooperativo: • campionamento OMS: enti sanitari e forze dell’ordine hanno individuato farmacie on line sospette con pagine web in italiano, ed hanno proceduto all’acquisto di farmaci che sono stati successivamente analizzati nei laboratori ufficiali di controllo, per caratterizzare l’offerta delle farmacie illegali; • intervento mirato su una farmacia on line: l’AIFA ha messo a disposizione dei NAS e dell’unità investigativa dell’agenzia farmaceutica del Regno Unito i dati dei propri studi di intelligence informatica, permettendo di tracciare il sito e consentendo agli ispettori inglesi di agire direttamente sulla sede fisica del negozio illegale. Dalle indagini compiute è emerso che il sito sospetto faceva parte di un’organizzazione molto ramificata, con sede legale in Svizzera e affiliazioni in Asia e nell’Est Europa, che spediva dalla Germania farmaci indiani, promossi da siti su server in USA e Canada: senza un network intersettoriale e internazionale sarebbe stato impossibile contrastare questo genere di organizzazione criminale. IMPACT Italia rappresenta oggi l’unica sede di cooperazione istituzionale sul tema ed è un punto di riferimento istituzionale di assoluta rilevanza strategica per gli operatori del settore [17]. Pag. !51 Martina D’Annunzio Pag 52 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica CONCLUSIONI Le informazioni raccolte e analizzate in questa ricerca non lasciano alcun dubbio circa l'estrema gravità del problema. Se le conseguenze sono, in certa misura, visibili e riconoscibili, lo stesso purtroppo non si può dire dei vari elementi che contribuiscono a prevenire la contraffazione. Identificare alcuni paesi o aree geografiche su cui collocare il peso della responsabilità per la diffusione del fenomeno è fuorviante, perché i medicinali contraffatti sono un problema globale che interessa tutti i paesi del mondo. La soluzione a tale minaccia deve quindi provenire da un approccio condiviso e responsabile che permetterebbe alla comunità internazionale di unire le forze e rendere ogni paesi parte della soluzione. Per modellare questo intervento e prevenire concretamente il problema, è importante sapere di più sul fenomeno e chiaramente, identificare e analizzare diversi elementi che non sono ancora considerati in modo corretto. I farmaci contraffatti devono essere combattuti come un reato grave, di portata globale, che si inserisce all'interno delle strategie messe in atto dall’organizzazioni criminali per massimizzare i loro profitti. Una volta che questi aspetti del problema sono riconosciuti dalle autorità nazionali dei diversi paesi, sarà possibile indagare, perseguire e rendere applicabili una serie di potenti strumenti offerti da entrambi i quadri giuridici nazionali e internazionali appositamente sviluppati per combattere le organizzazioni criminali. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e del Consiglio d'Europa (Convenzione Medicrime) rappresentano la base su cui partire per migliorare le risposte nazionali e internazionali. Ancora più importante, è il fatto che questo problema non è stato e non viene tutt’ora adeguatamente comunicato al pubblico e Pag. !53 Martina D’Annunzio alle autorità coinvolte. Le persone, spesso, non sanno che un farmaco può essere contraffatto e dispensato nel mercato legale. I cittadini devono essere messi a conoscenza dell'esistenza del problema, di ciò che esso comporta, e di come prevenirlo. A questo proposito, i soliti metodi usati durante le campagne di sensibilizzazione (come ad esempio i manifesti per le strade, aeroporti e stazioni ferroviarie o le sporadiche campagne di strada) devono essere affiancati da strategie più innovative che permettano di raggiungere l'obiettivo della campagna. Non ci sono soluzioni semplici, ma conoscenza e informazioni affidabili sono vitali per costruire una risposta comune e combattere la contraffazione. Pag 54 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica Pag. !55 Martina D’Annunzio Pag 56 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica BIBLIOGRAFIA [1] Lidia Baratta, Com’è facile comprare falso Viagra online, Linkiesta, 2015, http://www.linkiesta.it/it/article/2015/01/17/comefacile-comprare-falso-viagra-online/24249/ [2] Emerging risks: Counterfeit prescription drugs, International Risk Governance Council, 2010 [3] Counterfeit medicines: towards better structured international collaboration, WHO, 2006, http://www.who.int/medicines/areas/ quality_safety/regulation_legislation/icdra/counterfeitmeds.pdf [4] Silas Web, A bitter pill to swallow: the problem of, and solutions to, Sub-Saharan Africa’s counterfeit pharmaceutical trade, The Journal of Global Health, 2014, http:// www.ghjournal.org/a-bitter-pill-to-swallow-the-problem-of-andsolutions-to-sub-saharan-africas-counterfeit-pharmaceutical-trade/ [5] WHO, Medicines: spurious/falsely-labelled/ falsified/ counterfeit (SFFC) medicines, 2012, http://www.who.int/ mediacentre/factsheets/fs275/en/ [6] WHO, http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs275/en/ [7] Sam F. Halabi, Multipolarity, Intellectual Property, and the Internationalization of Public Health Law, Michigan Journal of International Law, 2014 [8] Paul N. Newton, Impact of poor-quality medicines in the ‘developing’ world, National Center for Biotechnology Information, 2010, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/ PMC2845817/ Pag. !57 Martina D’Annunzio [9] La contraffazione farmaceutica, Istituto Superiore di Sanità, 2010, http://www.iss.it/faco/index.php?lang=1&tipo=6 [10] Lotta alla contraffazione farmaceutica, AIFA, 2015, http:// www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/lotta-alla-contraffazionefarmaceutica [11] Counterfeit Medicines and Organised Crime, United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute, 2012 [12] Medicinali equivalenti e medicinali di marca, Assogenerici, 2008, http://www.assogenerici.org/articolihome/ Dossier Assogenerici 2008.pdf [13] Farmaci: la lunga strada per l’autorizzazione all’immissione in commercio, Partecipasalute, http://www.partecipasalute.it/cms_2/ node/1542 [14] Against falsified medicines, the best medicine, Fakeshare Vademecum, 2015 http://www.fakeshare.eu/sites/default/files/ downloads/Vademecum.pdf [15] M. G. Ruberto. La medicina ai tempi del web. Medico e paziente nell’e-Health, 2011 [16] G. Giuliani, Farmaci contraffatti: un fenomeno emergente da conoscere e contrastare, http://www.bollettinosifo.it/r.php? v=281&a=3246&l=6472&f=allegati/00281_2007_02/fulltext/ 98-101%20Dal%20mondo.pdf [17] Commissione igiene e sanità del Senato della Repubblica, VIII Legislatura, 2009, Indagine conoscitiva sul fenomeno della Pag 58 ! Master in La scienza nella pratica giornalistica contraffazione e dell'e-commerce farmaceutico, http:// www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/ProcANL/ ProcANLscheda17131.htm [18] Fakeshare, http://www.fakeshare.eu/it/docs/401 [19] Doug Bolton, Fake Durex condoms which may have holes in them are recalled, 2015, http://www.independent.co.uk/news/ world/australasia/groupon-australia-recalls-fake-condoms-thatmay-contain-holes-10197269.html [20] Alert over fake Durex condoms, The Guardian, 2005, http:// www.theguardian.com/society/2005/mar/18/ health.healthandwellbeing [21] UNICRI Reports on Counterfeiting and Organized Crime, 2014, http://www.unicri.it/topics/counterfeiting/medicines/ savemed/ FINAL_Report_Guidelines_awareness_050213_withD8.3.pdf [22] Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, http://www.osservatori.net/ecommerce_b2c [23] Lucca Comics & Games, 2015, http:// www.luccacomicsandgames.com/fileadmin/documents/LuccaComics-and-Games-un-fumetto-contro-le-medicinecontraffatte.pdf [24] A. De Santi, Il medico, il paziente e i familiari. Guida alla comunicazione efficace, 2009. [25] Communication about the risk posed by counterfeit medical products and similar crime, 2011 Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), Rome (Italy), 29th November 2011 Pag. !59 Martina D’Annunzio [26] International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce, Counterfeit drugs kill, 2006 [27] Ministero dello Sviluppo Economico, Progetto Fakeshare: lancio della campagna sociale, 2015, http://www.uibm.gov.it/ index.php/21-07-2015-progetto-fakeshare-lancio-della-campagnasociale [28] AIFA, Convenzione Medicrime contro la contraffazione dei farmaci siglata oggi a Mosca alla presenza dell’AIFA e dei NAS, 2012, http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/convenzionemedicrime-contro-la-contraffazione-dei-farmaci-siglata-oggimosca-alla-presenza[29] Department of Homeland Security, Operation Pangea, 2006, https://www.ice.gov/factsheets/ipr-pangea [30] Maxi-sequestro di farmaci falsi, 90 mila unità in una settimana, Adnkronos, 2015, http://www.adnkronos.com/salute/ farmaceutica/2015/06/18/maxi-sequestro-farmaci-falsi-mila-unitauna-settimana_gPPZk5GFBqJcBts6fqJNPL.html?refresh_ce [31] Operation Pangea, Pharmacy Catalog, 2014, http:// pharmacycatalog.org/news/7/ Pag 60 !