Sesso e relazioni: esercitazioni
Finalità:
Guida per la facilitazione:
Realizzare una sessione di facilitazione tra pari sul tema
“Sesso e Relazioni” per altre donne che convivono con il Virus
dell’Immunodeficienza Umana (HIV).
Esercitazione 1: Parliamo di sesso!
Risultati dell’apprendimento:
Al termine della sessione, ognuna di noi avrà incrementato la
conoscenza e la comprensione dei seguenti temi:
• Avere una vita sessuale sana e soddisfacente, che consenta
una normale attività sessuale e il piacere
• Negoziare rapporti sessuali più sicuri, i profilattici maschili e
femminili, il sesso senza penetrazione e la rivelazione della
propria sieropositività al virus dell’HIV ai partner sessuali
• Costruire una rete di sostegno di amiche che hanno
un’attitudine positiva
• Rivelare ai figli la nostra e la loro positività al test dell’HIV
• Crescere una famiglia – dinamiche familiari, famiglie allargate,
ecc.
• Relazioni miste, fattori fisici e psicologici e dinamiche di potere
al loro interno
• Imparare come affrontare, da donne sieropositive, il senso
di isolamento o di solitudine, la mancata consapevolezza del
nostro valore e delle nostre attrattive, il senso di colpa
• Imparare a creare intimità e coinvolgimento fisico con altre
persone attraverso il ricorso a massaggi e terapie del contatto.
Sesso e relazioni - 1
Obiettivi:
• Incoraggiare le partecipanti a sentirsi a proprio agio
nel discutere di sesso e di piacere con le altre
• Aumentare le conoscenze delle partecipanti sulla
salute sessuale in generale sul benessere
• Migliorare tra le partecipanti la
comprensione del sesso non
penetrativo e dei rischi correlati
Note per la facilitatrice:
Per cominciare la sessione, prendiamo
consapevolezza che la nostra esperienza
con il sesso spesso è influenzata dai
valori e dalle convinzioni che ci sono
stati tramandate da bambine. Da adulte,
abbiamo la facoltà e la possibilità di
cambiare questa situazione.
È importante prendere atto che
per alcune partecipanti potrebbe
essere difficile discutere
apertamente di sesso per
via del proprio bagaglio
culturale o educativo
IL PROGRAMMA È SVILUPPATO A DISCREZIONE DELLA FACULTY.
SUPPORTATO DA BRISTOL-MYERS SQUIBB
Sesso e relazioni: esercitazioni
Potrebbe essere utile anche riconoscere che molto spesso noi
donne tendiamo ad anteporre il piacere del partner al nostro.
Tuttavia, non è mai troppo tardi per imparare a parlare dei nostri
desideri fisici ed emozionali e auspichiamo che la sessione ci
consenta di farlo.
Le partecipanti possono anche porre per iscritto e in forma
anonima delle domande che trovano “difficili” e poi inserirle in
una scatola speciale o in un altro apposito contenitore; ad esse
verrà data una risposta prima del termine della sessione.
Durata: La sessione dovrebbe durare circa 40 minuti (20
minuti per la Fase 1 e 20 minuti per la Fase 2) a seconda
delle dimensioni e delle attitudini del gruppo. Le facilitatrici
dovrebbero dedicare del tempo alle domande difficili. È inoltre
importante avere delle regole di base e mettere in atto un rituale
“rompi-ghiaccio” per aiutare le partecipanti a sentirsi al sicuro.
Format: Discussione di gruppo e mappe del corpo
Procedura raccomandata:
1.
Apri la discussione chiedendo:
• Quali sono stati i primi messaggi che abbiamo ricevuto
riguardo al sesso?
• Come ci hanno fatto sentire questi messaggi nei
confronti del sesso?
• Che tipo di impatto hanno avuto sul modo in cui ci
avviciniamo al sesso e al piacere?
Le risposte possono variare, ma potrebbero includere
elementi negativi quali:
• Non giocare con i ragazzi
• Gli uomini vogliono una cosa sola
• Se un ragazzo ti tocca rimani incinta
• Il sesso è peccato
Required materials: Fogli mobili, evidenziatori
• Il sesso al di fuori del matrimonio è peccato.
Tre o quattro fogli uniti insieme con del nastro adesivo su cui
disegnare la sagoma di un corpo, o una “mappa del corpo”
(il numero di fogli può variare a seconda delle dimensioni del
gruppo; pianificare di disegnare una mappa del corpo ogni
quattro donne)
• Nutriamo ancora queste convinzioni?
Per riassumere questa parte della sessione potremmo
chiedere:
• Se sono cambiate, come è accaduto?
• Come possiamo sviluppare un linguaggio positivo su
sesso e piacere?
Sottolinea che non vi sono domande giuste o sbagliate
e invita tutte le partecipanti ad esprimere i diversi punti
di vista nelle discussioni.
Sesso e relazioni - 2
Sesso e relazioni: esercitazioni
2:
In base al numero delle partecipanti, si forma un numero
variabile di gruppi composti da quattro persone che
disegnano una “mappa del corpo” su un lungo pezzo
di carta creato unendo diversi fogli di carta con il
nastro adesivo.
I gruppi disegnano la sagoma del corpo di una delle
partecipanti. Dopo, una alla volta, le partecipanti
nominano e identificano le parti del corpo che danno
loro piacere.
alcune potrebbero trovare questa esercitazione un po’
imbarazzante e quindi sentirsi a disagio o intimidite.
Ribadisci che va bene partecipare in un modo che ci
faccia sempre sentire a nostro agio.
Questa sessione può anche essere un’opportunità per parlare
del sesso senza penetrazione. Le attività sessuali da trattare
potrebbero includere:
•massaggi
Spiega che il piacere è qualcosa che si può ottenere in
tanti modi, anche da sole! Possiamo dunque provare
piacere anche se non abbiamo un partner.
•carezze
Incoraggia le partecipanti, se ci riescono, a essere più
precise e a entrare nel dettaglio. Ad esempio, “Mi piace
essere accarezzata delicatamente sul seno” o “Mi piace
essere baciata nell’interno delle cosce...!”
• condivisione delle fantasie sessuali
Rassicura le donne sul fatto che si dice solo ciò che ci fa
sentire a nostro agio. È importante non forzare nessuna
a lasciare il proprio “spazio sicuro”. Ciò che importa è che
tutte intraprendano un dialogo interiore e siano sincere
con se stesse.
L’esercitazione dovrebbe essere affrontata divertendosi
e va bene quindi ridere e scherzare! L’ironia può
servire a rilassarsi e quindi a essere più inclini a offrire
il nostro contributo. Occorre essere consapevoli che
Sesso e relazioni - 3
• masturbazione reciproca
• sesso orale
• utilizzo di giocattoli sessuali
•ballo
Queste possono essere tutte attività sessuali soddisfacenti ed
è importante sottolineare che alcune di esse potrebbero anche
presentare il rischio di trasmissione dell’HIV.
Se c’è bisogno di informazioni sul sesso più sicuro rispetto
a questi argomenti, si può visitare il sito web Aidsmap.
(Considera per favore che potresti voler usare un pc personale
per accedere a questi siti in quanto molte società bloccano
l’accesso a materiali con contenuti di carattere sessuale)
Sesso e relazioni: esercitazioni
• Giocattoli sessuali: http://www.aidsmap.com/Sex-toys/
page/1323537/
• Trasmissione sessuale da donna a donna: http://www.
aidsmap.com/Sex-toys/page/1323537/
• Sesso orale: http://www.aidsmap.com/Sex-toys/
page/1323537/
• Masturbazione reciproca: http://www.aidsmap.com/
Masturbation-and-mutual-masturbation/page/1323542/
Prima di concludere la sessione, chiedi alle partecipanti se
hanno delle domande da porre. Controlla poi la scatola dei
suggerimenti per verificare se sono stati inseriti domande o
commenti in forma anonima.
Sintesi:
Per sviluppare un’attitudine positiva verso il proprio corpo
e vivere e godere di un’appagante e sicura vita sessuale, è
importante acquisire una maggiore consapevolezza di ciò
che ci trasmette piacere e comunicarlo chiaramente agli altri.
È importante anche approfondire ed essere in possesso di
informazioni corrette sul sesso non penetrativo e su altre
attività che possono dare piacere.
Utilizzare il fiore della sessualità mostrato più avanti in
questa sezione per rafforzare tutti i diversi aspetti della
propria sessualità.
Sesso e relazioni - 4
Come concludere la sessione:
Questa è una sessione che può smuovere emozioni profonde
e che potrebbe anche essere sconvolgente, in particolare per
coloro nella cui vita attualmente sono assenti il sesso, l’intimità
o il piacere.
Per scaricare le tensioni, consigliamo di concludere la sessione
con un paio di esercitazioni:
1. Chiedi alle partecipanti di scrivere su un post-it un elemento
positivo che hanno ricevuto da questa giornata e di attaccarlo
sulla lavagna a fogli mobili mentre lo dicono a voce alta.
2. Forma un cerchio e fai suonare una musica sensuale/
da ballo. Invita tutte a muoversi e ballare. Incoraggia le
partecipanti a utilizzare il movimento e il ballo per esprimere
sentimenti di piacere e di sensualità. Le partecipanti sono
invitate a chiudere gli occhi e a lasciarsi andare. Quando
la musica sta per finire, riunisci il gruppo e, tenendosi per
mano, incoraggia tutte a fare qualcosa con il proprio corpo
che le aiuti a trattenere le sensazioni positive (abbracciarsi
da sole, abbracciare le altre) e ad abbandonare tutte le
sensazioni negative (dare calci, scrollare le mani e persino
gridare!).
Ringrazia tutte le partecipanti per il loro contributo e ricorda la
data e l’orario dell’incontro successivo!
Sesso e relazioni: esercitazioni
Esercitazione 2: Piacere e prevenzione
Obiettivi:
• mettere le partecipanti nella condizione di sentirsi a proprio
agio nel discutere di sesso e di piacere con gli altri
• potenziare la capacità delle partecipanti di utilizzare
profilattici maschili e femminili e di accordarsi sul loro utilizzo
Note per la facilitatrice:
È importante essere consapevoli che mentre per alcune donne
potrebbe essere semplice parlare apertamente di sesso, per
altre potrebbe essere difficile farlo per motivi legati alla cultura,
all’educazione ecc. Questo può incidere sulla nostra capacità di
negoziare rapporti sessuali più sicuri e di essere assertive con il
proprio partner in merito all’attività sessuale che più si desidera.
Si possono reperire ulteriori informazioni sui profilattici femminili
anche leggendo alcune delle FAQ del sito web Female
Condom:
• FC2 Female Condom. FC2 Frequently Asked Questions.
Disponibile all’indirizzo: http://www.fc2femalecondom.com/
faqs.html.
Durata:
La sessione dovrebbe durare circa 30 minuti a seconda delle
dimensioni e dell’esperienza del gruppo. È importante dedicare
del tempo alle domande difficili, avere delle regole di base e
osservare un rituale per rompere il ghiaccio, così da aiutare le
partecipanti a sentirsi al sicuro.
Format:
Far sapere alle partecipanti che possono scrivere delle
domande “difficili” in forma anonima e inserirle quindi in una
scatola speciale o in un altro apposito contenitore; a queste
domande sarà risposto prima del termine della sessione.
Discussione di gruppo
Il fatto che la facilitatrice sia a proprio agio con il sesso e abbia
esperienza con i profilattici femminili e maschili può migliorare la
qualità della sessione.
Se disponibili, dildo e vagina di gomma o semplicemente
banane e cetrioli (per la dimostrazione sui profilatici)
Puoi conoscere meglio i profilattici femminili o “femidom”
guardando questo video su YouTube:
• YouTube. How to Use a Female Condom (femidom) del
WAD, Namibia. Disponibile all’indirizzo:http://www.youtube.
com/watch?v=h6NGwIKtUhk.
Sesso e relazioni - 5
Dimostrazione su profilattici femminili e maschili
Materiale necessario: Fogli mobili, evidenziatori, profilattici
femminili e maschili e lubrificanti (a base d’acqua e di olio)
Se disponibile/necessario, un computer con collegamento
a Internet per vedere le dimostrazioni online su YouTube
Procedura raccomandata:
1.
Apri la discussione chiedendo:
• Che proviamo rispetto ai profilattici / femidom?
Sesso e relazioni: esercitazioni
• Quanto ci sentiamo tranquille e a nostro agio
nell’utilizzarli?
Possibili risposte:
Le risposte possono variare e includere, tra l’altro:
• arrotolati sul pene dell’uomo
• Agli uomini non piacciono i profilattici.
• Come puoi costringere il tuo partner a utilizzare il
profilattico se non vuole farlo?
• I femidom sono grandi/brutti/rumorosi; non ne ho mai
usato uno.
• Mi piacciono molto i profilattici/femidom.
• Non so come utilizzare i profilattici; è sempre mio
marito/il mio partner a indossarli.
Lascia che vengano espressi i diversi punti di vista.
Quando senti opinioni negative sui profilattici/femidom,
invita a parlare del loro punto di vista le partecipanti che
hanno provato esperienze positive utilizzandoli.
Se alcune delle partecipanti non ha mai utilizzato dei
femidom, fai presente che si parlerà del loro utilizzo nella
seconda parte della sessione.
2.
Chiedere al gruppo:
D
Profilattici maschili:
• in gran parte costituiti da lattice (ma ne esistono anche
senza lattice)
• lubrificante:
- Può contenere spermicida. Lo spermicida
nonoxynolo-9, tuttavia, può causare irritazioni
vaginali che possono facilitare la trasmissione
dell’HIV
- Deve essere a base d’acqua solo nel caso dei
profilattici in lattice; non può essere a base d’olio
- Il lubrificante è presente nella parte esterna del
profilattico
• Richiede l’erezione del pene
• Devono essere immediatamente rimossi dopo
l’eiaculazione
• Coprono gran parte del pene e proteggono i genitali
interni della donna
• Se ne raccomanda l’utilizzo usa e getta
Quali sono le caratteristiche dei profilattici?
Come vengono utilizzati?
Quali sono le caratteristiche dei femidom?
Come vengono utilizzati?
Sesso e relazioni - 6
Profilattici femminili (femidom)i
• Vengono inseriti nella vagina della donna
• Sono fatti di nitrile o poliuretano
Sesso e relazioni: esercitazioni
• Lubrificante:
- Può contenere spermicida
- Può essere a base d’acqua o a base d’olio;
i lubrificanti a base d’olio non sono sicuri da
utilizzare con i profilattici in lattice
- Il lubrificante è presente nella parte esterna e
nella parte interna del profilattico
• possono essere inseriti prima del rapporto sessuale
(fino a 7 ore prima)
• non sono vincolati all’erezione del pene
• non è necessario rimuoverli immediatamente dopo
l’eiaculazione
• coprono i genitali esterni e interni della donna e la base
del pene, il che fornisce una maggiore protezione
• alcune donne trovano che l’anello esterno del
profilattico femminile accentui il piacere sessuale grazie
allo sfregamento del clitoride
• ad alcuni uomini piace la sensazione del pene che
tocca l’anello interno
• se ne raccomanda l’utilizzo usa e getta. Sono state
condotte delle ricerche sul riutilizzo del profilattico
femminile FC originale e l’Organizzazione mondiale
della Sanità (OMS) ha diffuso un documento di
aggiornamento delle informazioni nel luglio 2002.ii
Sesso e relazioni - 7
3.
Dimostrazione dell’utilizzo di profilattici femminili e
maschili
La dimostrazione deve essere compiuta utilizzando una
vagina/un pene di gomma, le proprie dita o un pezzo di
un frutto o di una verdura come la banana o il cetriolo.
Occorre un po’ di pratica per acquisire dimestichezza
nella dimostrazione, ma possiamo anche imparare l’una
dall’altra.
È anche possibile utilizzare dei video su YouTube e poi
chiedere al gruppo di esercitarsi con dildo o vegetali.
Profilattico femminile:
• YouTube. How to Use a Female Condom (femidom)
by WAD, Namibia. Disponibile all’indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=h6NGwIKtUhk.
Profilattico maschile:
• YouTube. Using a Condom. Disponibile all’indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=5B5fpk10vRc.
È importante che tutte le partecipanti abbiano la possibilità di
toccare/sentire sia i profilattici maschili che quelli femminili e
di cercare di fare pratica nell’indossarli. Chi ha più esperienza
può aiutare le altre con consigli e suggerimenti! Ad esempio,
ad alcune piace mettere il profilattico utilizzando la bocca.
La facilitatrice può chiedere se qualcuno nel gruppo conosce
questo o altri modi creativi per utilizzare i profilattici! Occorre
comunque accertarsi che il metodo con cui si infila il profilattico
non interferisca con la sicurezza dello stesso.
Sesso e relazioni
Sintesi:
I profilattici maschili e femminili sono strumenti importanti
per proteggere il proprio partner dall’HIV. Il nostro piacere e
la nostra sicurezza possono aumentare se sappiamo come
utilizzarli e come parlarne con il partner.
Come concludere la sessione:
1. Le partecipanti sono invitate a dire qualcosa di nuovo che
hanno appreso su profilattici/femidom durante la sessione.
2. Tutte le partecipanti si tengono per mano e chiudono gli
occhi, concentrandosi su una respirazione lenta e regolare,
immaginando che una luce intensa ci entri nel corpo
durante la fase di inspirazione e che tutti i pensieri e i
sentimenti negativi escano dal nostro corpo durante la fase
di espirazione. Apriamo lentamente gli occhi… sciogliamo le
mani o le dita… e sorridiamoci!
Briefing:
Sesso e rapporti
Convivere con l’HIV inciderà sulle relazioni intime e sulla nostra
vita sessuale.
Può succedere che, dopo una diagnosi di sieropositività al virus
dell’HIV, non riusciamo neppure a pensare di poter avere un
rapporto intimo o compiere un atto sessuale. Per altre donne,
invece, il fatto di ritornare sessualmente attive poco dopo la
diagnosi rappresenta quasi un inno alla vita e le aiuta a sentirsi
amate e accettate.
Alcune si sentiranno colpevoli o imbarazzate per il fatto di avere
l’HIV oppure preoccupate per il rischio di trasmettere il virus ad
altre persone. Si tratta di reazioni molto diffuse. È probabile in
ogni caso che vogliamo ancora avere rapporti sessuali. La buona
notizia è che non c’è nessuna ragione per non farlo. Se è vero
che l’HIV allontana alcuni amanti, è anche vero che ne avvicina
altri. Come donne positive all’HIV possiamo ancora innamorarci
ed avere rapporti sessuali. Ed esattamente come chiunque altro,
Sesso e relazioni - 8
Sesso e relazioni
abbiamo il fondamentale diritto umano di
sposarci e avere una famiglia.
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Il sesso, tuttavia, è un argomento piuttosto
delicato e personale e per molte di noi è
difficile parlarne. Se facciamo fatica a gestire
emozioni come la rabbia, la paura o la
sensazione di non essere attraenti, potremmo
aver bisogno di informazioni utili e di un
sistema di sostegno che ci dia una mano a
prendere le decisioni giuste. Il nostro medico,
il gruppo di sostegno o il counselling sono
tutte risorse che aiutano. Questa sessione
ci sarà utile anche per fare un passo avanti
verso una vita sessuale più sana.
Amore
Desiderio
Piacere
Rabbia
Gioia
Intimità
Contentezza
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Sesso e relazioni - 9
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Un approccio olistico ad una salute sessuale
positiva comporta la capacità di entrare in
contatto con le proprie emozioni, dar loro
un nome e gestirle. Alcuni dei sentimenti
associati alla salute sessuale possono
essere sentimenti forti, sia positivi sia
negativi. I benefici derivanti dal parlare delle
proprie sensazioni, soprattutto con il partner,
sono ormai universalmente compresi e
accettati. Se però non siamo in grado di dare
un nome alle nostre emozioni, difficilmente
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Avere una vita sessuale sana ed appagante
Sesso e relazioni
riusciremo a comunicarli. A livello culturale, dobbiamo favorire
lo sviluppo della nostra intelligenza emotiva così da essere a
nostro agio nell’affrontare gli aspetti emotivi della nostra salute
sessuale. Questo significa affrontare apertamente le sensazioni
che il sesso evoca in noi e nei nostri partner e accantonare
la semplicistica visione della salute sessuale come costituita
da corpi e “parti”. Osserva per favore il fiore della sessualità
riportato a destra.iii
Sesso e piacere
Quando facciamo qualcosa che ci dà piacere sessuale
stimoliamo delle parti di noi che sono intrinsecamente legate al
nostro senso della sessualità. Massaggi, carezze, parlare ed
esprimere fantasie sessuali sono tutte attività che permettono
di esplorare in modi diversi l’intimità individuale e di coppia. In
questo modo si smentisce la teoria secondo cui la sessualità
può essere esplorata solo con un’altra persona e tramite il
sesso penetrativo. Apprezzare la sensualità è parte di un più
ampio concetto di piacere e appagamento e può essere utile nei
momenti in cui non si possa o voglia avere rapporti sessuali di
tipo penetrativo.
Conosci e ama il tuo corpo
La visione che abbiamo del nostro corpo è influenzata da
fattori che risalgono all’infanzia, oltre che da più ampi valori
culturali e sociali. Le idee dei nostri genitori sulla sessualità e
sul corpo lasciano un’impronta indelebile nella nostra mente.
Sesso e relazioni - 10
Se in famiglia il corpo nudo era un tabù, potremmo sentire la
necessità di “coprirci” in presenza del partner. Se le credenze
religiose dei nostri genitori ci hanno portato a credere che un
corpo nudo e le sue naturali emozioni sessuali siano cose
sbagliate prima o fuori dal matrimonio, potrebbe risultarci
difficile modificare queste convinzioni.
Anche i cambiamenti del corpo dovuti all’HIV possono incidere
su come percepiamo il nostro corpo, impedendoci di godere
del sesso. Per alcune di noi potrebbe essere imbarazzante
mostrare il proprio corpo al partner. Sarebbe utile comprendere
le motivazioni di tali comportamenti facendo introspezione.
Cosa mi sta dicendo il mio corpo? Talvolta è difficile accettare
che anche forme differenti del corpo siano belle, soprattutto
quando siamo bombardate dalle immagini ritoccate di giovani
donne nelle pubblicità o sulle riviste di moda. Alcune di noi
desiderano “migliorare” il proprio aspetto. Se il problema
è il peso, cambiare le proprie abitudini alimentari e fare
attività fisica potrebbe essere d’aiuto. L’esercizio fisico non
deve necessariamente essere estenuante o dispendioso.
Camminare, per esempio, porta enormi benefici per la salute
ed è accessibile alla maggior parte delle persone. Può essere
difficile cambiare il nostro stile di vita rispetto al cibo e all’attività
fisica, ma è possibile coltivare delle buone abitudini che ci
portano risultati positivi. La dieta non serve solo per perdere
peso, ma anche per mantenerlo o accumularlo. Oltre al
mantenimento dell’Indice di Massa Corporea, da alcuni studi è
Sesso e relazioni
emerso che l’attività fisica potrebbe avere dei potenziali benefici
sui cambiamenti corporei. L’esercizio fisico può anche portare
un benefico psicologico. Possiamo farci aiutare in diversi modi,
ad esempio: chiedendo al proprio medico di indirizzarci verso
un nutrizionista, unirci a un gruppo di persone che solitamente
camminano insieme, iscriversi a programmi di ginnastica con
esercizi di durata o di resistenza, o a un mix che funzioni per
noi e per il nostro corpo.iv Occorre inoltre accettare che ci sono
cose che non possiamo modificare e concentrare le nostre
energie su ciò che possiamo cambiare, ad esempio il modo di
vestire ecc.
In sostanza, abbiamo bisogno di imparare ad amare il
nostro corpo così com’è, iniziare a conoscerlo intimamente e
considerarlo un meraviglioso dono. È tutto ciò che abbiamo.
Questo potrebbe richiedere sforzi e tempo.
Accordarsi per avere rapporti più sicuri, profilattici
maschili e femminili; rivelare di essere HIV positive
ai propri partner sessuali
Raccontare ai partner precedenti, attuali o potenziali che siamo
sieropositive per HIV potrebbe essere una delle cose più difficili
da fare. Prima di dire a un partner che abbiamo contratto
l’infezione, è utile prendersi del tempo per riflettere su come
si vuole affrontare l’argomento.
Sesso e relazioni - 11
D
Tra gli aspetti di cui tenere conto rientrano i
seguenti punti:
• Qual è la mia conoscenza dell’HIV?
• Qual è la conoscenza dell’HIV del mio partner?
• Ci sono possibilità che il/la partner reagisca in maniera
aggressiva od offensiva?
• È possibile che il/la partner ne parli con altre persone?
• Quali sono le possibili conseguenze?
• Di quale sostegno potrei avere bisogno io o loro dopo
aver rivelato la mia sieropositività?
Ricordate che non possiamo non rivelare la nostra
sieropositività al virus dell’HIV. In ogni caso, se il nostro
partner è all’oscuro della situazione, potrebbe non
comprendere appieno la necessità di praticare sesso sicuro,
con il rischio di infettarsi. Inoltre, non rivelando la nostra
condizione e continuando ad avere rapporti sessuali senza
protezione rischiamo una denuncia per incauta esposizione
o trasmissione dell’HIV. In Europa le leggi variano da paese
a paese e si raccomanda di verificare con il proprio medico o
con l’organizzazione locale specializzata in HIV le eventuali
implicazioni legali se decidiamo di non rivelare la nostra
sieropositività al partner, anche se in Italia la denuncia
dovendo essere nominale implica che il soggetto leso si
esponga direttamente.
Sesso e relazioni
D
Se intendiamo rivelare la nostra condizione, dovremmo tenere in considerazione i seguenti elementi:
• Pianificare cosa vogliamo dire, e fare delle prove prima
con un amico;
• Portare informazioni, opuscoli, riviste e indirizzi Internet
da mostrare o far leggere al/alla partner;
• Scegliere di rivelare la notizia in un posto sicuro in modo
che ognuno sia a proprio agio e in un ambiente dove si
possa avere un dialogo sincero;
• Informiamo un amico, possibilmente un’amica
sieropositiva del gruppo, in modo che possa accertarsi
che tutto proceda bene e darci supporto.
È importante ricordare che i nostri cari potrebbero avere molte
domande da farci e avere bisogno di sostegno o di qualcuno
con cui parlarne. Troviamo qualcuno in ospedale (un infermiere
o un consulente medico) che possa incontrare il nostro partner
e fornirgli informazioni e sostegno.
Se il nostro partner non si è sottoposto a un test dell’HIV nello
stesso periodo in cui lo abbiamo fatto noi e se la diagnosi è
recente, non si deve dare per scontato che anche l’esito del suo
test sia positivo neppure se avete praticato sesso non sicuro
o condiviso gli stessi aghi. Esiste infatti la possibilità che non
Sesso e relazioni - 12
abbia contratto l’HIV. È dunque importante praticare sesso
sicuro per evitare la trasmissione del virus. Decideremo insieme
al nostro partner cosa ci fa sentire a nostro agio sessualmente.
Se non siamo abituati a parlare apertamente di sesso, potrebbe
non essere facile abituarsi. Si tratta, tuttavia, di un aspetto
importante che ci aiuterà ad arrivare a una mediazione per
arrivare ad avere rapporti sessuali più sicuri e decidere sui
metodi e su come utilizzarli per evitare il passaggio del virus.
Profilattici femminili e maschili
Mentre molte coppie scelgono di ridurre il rischio di contrarre
l’HIV ed altre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MTS) tramite
il ricorso a profilattici maschili durante il rapporto, i profilattici
femminili (femidoms) sono considerati un mezzo per garantire
alle donne maggiore controllo sulla propria capacità di ridurre
le infezioni e le gravidanze indesiderate.v I femidoms offrono
alle donne la possibilità di condividere con i propri partner
la responsabilità dell’utilizzo dei profilattici. Una donna è in
grado di utilizzare il profilattico femminile anche quando il suo
partner si rifiuta di usare il profilattico maschile.vi Inoltre, molte
coppie trovano il profilattico femminile più piacevole e comodo,
in quanto può essere inserito ore prima del rapporto senza
interrompere l’amplesso.
È importante però conoscere le modalità di corretto utilizzo
dei profilattici maschili e/o femminili e dei lubrificanti e sapere
dove si possono reperire. Avere a disposizione diversi tipi di
profilattici massimizzerà il comfort e minimizzerà i rischi in caso
Sesso e relazioni
di rottura del profilattico. Se non si è certi di saper utilizzare i
profilattici femminili o maschili, si può chiedere alla facilitatrice
di un gruppo di pari o a un consulente sanitario presso la
propria struttura di riferimento di farci una dimostrazione.
Con un po’ di pratica è semplice imparare.
Sesso più sicuro e Religione
Molte organizzazioni religiose sono state le prime a fornire
assistenza sanitaria alle donne con l’HIV e alle loro famiglie
in tutto il mondo. Sfortunatamente, tuttavia, alcune comunità
religiose hanno dichiarato il profilattico un mezzo inaccettabile
per prevenire la trasmissione del virus HIV. Fortunatamente
però la tendenza sta cominciando a invertirsi in quanto sono
sempre di più i vertici religiosi che riconoscono l’impellente
necessità di arrestare la diffusione dell’HIV.
Il Papa di recente ha parlato della possibilità di ricorrere al
profilattico nell’ambito delle coppie sposate in cui uno dei
coniugi è sieropositivo per l’HIV. Le associazioni italiane che
si occupano di prevenzione e lotta all’Aids si trovano nella
difficile situazione di dover sempre ribadire e ricordare che
l’unico strumento reale di prevenzione è il profilattico con
tutte le difficoltà del caso di vivere in un paese cattolico.vii
Il programma statunitense PEPFAR ha ritenuto la promozione
dell’utilizzo del profilattico una componente inaccettabile
della prevenzione dell’HIV, per il fatto che la promozione del
profilattico faciliterebbe comportamenti immorali. Da numerose
ricerche, tuttavia, emerge chiaramente che un’educazione
Sesso e relazioni - 13
globale sulla sessualità destinata ai giovani, che includa
anche informazioni sui profilattici, rappresenta una strategia di
prevenzione decisamente più efficace rispetto ai semplicistici
messaggi a favore dell’”astinenza fino al matrimonio” e della
“fedeltà nell’ambito del matrimonio” di cui si fa promotore il
programma PEPFAR di Bush.viii
In Gambia, diversi imam sono stati invitati da un esperto
nella formazione sulla prevenzione dell’HIV, Mohamed
Conteh, a discutere le loro opinioni negative sui profilattici con
riferimento agli insegnamenti del Corano. Queste discussioni
hanno chiarito che nel Corano non vi è nulla che sia contrario
all’utilizzo dei profilattici. I dibattiti sono stati filmati affinché i
membri delle comunità potessero vederli successivamente, in
presenza degli imam e dell’esperto. I membri delle comunità si
sono quindi sentiti liberi di seguire le pronunce dei loro imam e
ora in queste comunità i profilattici sono distribuiti e utilizzati.ix
Puoi abbandonare i profilattici se siete entrambi sieropositivi?
Se anche il vostro partner sessuale è positivo all’HIV, siete
comunque ancora a rischio di contrarre e/o trasmettere
Infezioni Sessualmente Trasmissibili come Herpes genitalis,
Papillomavirus umano, Gonorrea, Epatite e Clamidia. Essere
sieropositive per HIV rende più difficile contrastare le MTS
(consulta la Sezione Gialla sulla salute generale e riproduttiva).
La dichiarazione Svizzera
Nel 2008 un gruppo di medici svizzeri ha rilasciato una
Sesso e relazioni
dichiarazione controversa dal titolo “The Swiss Statement”.
In sintesi, si asserisce che in una coppia eterosessuale
sierodiscordante in cui la persona che ha l’HIV presenta
una carica virale residua non rilevabile da oltre sei mesi,
riceve assistenza sanitaria ed è impegnata in una relazione
monogama e non soffre di infezioni sessualmente trasmissibili,
il rischio di trasmettere l’HIV durante rapporti non protetti è
analogo al rischio di contrarre l’HIV utilizzando il profilattico.x
Tra gli scienziati, tuttavia, non vi è ancora consenso unanime
sul fatto che avere una carica virale non rilevabile significhi
effettivamente non poter trasmettere l’infezione. I professionisti
della salute consigliano quindi di continuare a utilizzare i
profilattici ogni volta che abbiamo un rapporto sessuale perché
questa è una delle misure di sicurezza più importanti che si
possono adottare per proteggere te e il tuo partner dal
contagio con IST note o non note.xi
Per maggiori informazioni sulla Swiss Statement, vedi in
italiano:
• Poloinformativo hiv aids - CNA/SVIZZERA: una persona HIV
in terapia efficace non è sessualmente infettiva oppure
• Aidsmap. The Swiss Statement. Disponibile all’indirizzo:
http://www.aidsmap.com/The-Swiss-statement/
page/1322904/.
Nuove scoperte: HPTN 052
L’HPTN 052, un ampio studio randomizzato sul ricorso al
trattamento come forma di prevenzione, è stato terminato di
recente dopo tre anni di analisi. Dallo studio è emerso che la
terapia antiretrovirale ha aiutato a ridurre del 96% il rischio di
trasmissione dell’HIV dal partner sottoposto a un trattamento
anti-HIV al partner sieronegativo.xii
Relazioni in coppie miste
Una coppia mista è composta da una persona sieronegativa
e una sieropositiva. Alcune persone usano altri termini, come
siero-discordante, per descrivere questo tipo di relazione. Come
tutte le coppie che vivono situazioni particolari, le coppie miste
devono adoperarsi per riuscire a vivere una vita serena e felice.
Non bisogna dimenticare che la nostra relazione è unica e che
ognuna di noi deve trovare il proprio personale percorso per
arrivare ad avere una buona comunicazione, rispetto e una
piacevole vita insieme, che sono componenti essenziali per
una relazione stabile.
Aspetti positivi e negativi
Vi sono alcune questioni che una coppia mista dovrebbe
considerare. In primo luogo, comprendere che si tratta di una
situazione gestibile. Sono tante le coppie che sono riuscite
a trovare un accordo. Sono tre gli ambiti che una coppia
discordante dovrebbe esplorare:
• la trasmissione
Sesso e relazioni - 14
Sesso e relazioni
• la gestione di potenziali differenze di potere
• l’impatto psicologico/emotivo di una condizione che mette a
rischio la vita.
Difficoltà: i fattori fisici e psicologici
Tutte le coppie miste affrontano conflitti e compromessi e l’HIV
può aggiungere un ulteriore elemento di difficoltà. Ciò può
essere particolarmente evidente nelle seguenti questioni:
• Contagio vs assistenza
- In ogni relazione mista il partner con HIV è preoccupato
dell’eventualità di trasmettere il virus all’altro. Dal
punto di vista sessuale la coppia potrebbe diventare
eccessivamente prudente, penalizzando così l’intimità;
nel peggiore dei casi si potrebbe arrivare a interrompere
qualsiasi contatto intimo o sessuale per paura di
trasmettere l’HIV.
• Eccessiva prudenza
- In ogni relazione mista il partner con HIV è preoccupato
dell’eventualità di trasmettere il virus all’altro. Dal
punto di vista sessuale la coppia potrebbe diventare
eccessivamente prudente, penalizzando così l’intimità;
nel peggiore dei casi si potrebbe arrivare a interrompere
qualsiasi contatto intimo o sessuale per paura di
trasmettere l’HIV.
Sesso e relazioni - 15
• Senso di colpa del “sopravvissuto”
- Il partner HIV-negativo potrebbe sentirsi in colpa per
il fatto di essere tale. In casi più estremi, entrambi
vorrebbero essere HIV-positivi, ritenendo che ciò potrebbe
alleviare il senso di colpa e altri fattori di tensione presenti
nella relazione.
• Desiderio di avere dei figli
- Questa decisione potrebbe generare forte stress
nella coppia, aumentando i timori correlati al rischio di
trasmissione dell’HIV sia al partner sia al nascituro.
Dinamiche di potere
In una relazione sierodiscordante potrebbero svilupparsi
difficili dinamiche di potere qualora una/o dei due partner
eserciti potere e controllo sull’altro/a in maniera manipolativa o
offensiva. In queste situazioni, il partner HIV-negativo potrebbe
spingerci a sentirci in debito (finanziariamente o in altro modo)
nei suoi confronti per il fatto di non interrompere la relazione,
potrebbe sfruttare la nostra condizione per avere accesso a
determinate risorse o potrebbe perfino intralciare la terapia,
mettendo a rischio la salute di entrambi. Alcuni partner HIV
negativi potrebbero rifiutare di indossare profilattici, mettendo
in atto ricatti emotivi o di altro genere.
Ma può accadere anche l’opposto se non ci comportiamo
in modo equo nei confronti del nostro partner, ad esempio
spingendolo a sentirsi in colpa per il fatto di essere
Sesso e relazioni
sieronegativo o perfino obbligandolo ad avere rapporti sessuali
non protetti.
È ormai dimostrato che l’HIV è causa ma anche effetto della
violenza nei confronti dei partner, siano essi uomini o donne.
Le donne che subiscono violenze hanno maggiori probabilità
di contrarre l’HIV.xiii
Lo stigma derivante dall’HIV può incidere in molteplici modi sulla
percezione di quanto siamo desiderabili. Pertanto potremmo
convincerci di non meritare una relazione sentimentale, sentirci
in colpa per la nostra condizione e adeguarci in modo eccessivo
al tipo di relazione che il nostro partner ha in mente.
Infine, il nostro partner potrebbe confliggere con la possibilità
di una nostra inferiore aspettativa di vita. Ci aiuta comprendere
che, pur trattandosi di un’infezione seria, molte persone
HIV-positive che sono sotto controllo medico e si prendono
cura di se stesse possono vivere a lungo e in salute grazie
ai trattamenti. Di pari importanza è comunicare tutto ciò alle
persone vicine attraverso il nostro stile di vita. Un aspetto
cruciale è come impariamo noi stesse i concetti base
dell’infezione da HIV, sia riflettendo sulle nostre emozioni e
sulle nostre esperienze, sia comunicandole ai nostri partners
e alle persone che ci circondano.
La nostra disponibilità a comunicare queste problematiche
sarà estremamente utile per creare e mantenere relazioni sane
con i nostri partners. Evitare di confrontarsi può provocare
comportamenti rischiosi e un’ansia maggiore. Per quanto
Sesso e relazioni - 16
sembri difficile, è importante discutere le problematiche più
personali. Esplorando le tematiche difficili e dolorose, le
priviamo del potere di interferire nella nostra relazione. In una
relazione è vitale parlare di ciò che entrambi abbiamo più a
cuore, accettando che nessuna esperienza sia più legittima di
un’altra e che entrambe meritino rispetto.
Relazioni offensive e violente
Occorre capire meglio ciò che si intende per maltrattamenti
domestici
Una donna su quattro subisce maltrattamenti nel corso della
vita. In molte parti del mondo questo dato sale a oltre il 60%.
Le violenze domestiche assumono forme diverse: psicologiche,
fisiche, sessuali, legali e/o finanziarie.xiv È importante, come
donne, condividere le informazioni su come identificare un
abuso, per comprendere meglio come si verificano questi eventi
e, in ultima analisi, come fermarli.
Se si sta vivendo una relazione che ci ferisce dal punto di
vista fisico o psicologico, si può parlare di violenza domestica.
I maltrattamenti fisici possono essere sottili, come quando ci
tirano i capelli o ci bloccano tenendoci ferme. Talvolta possiamo
essere obbligate ad atti sessuali dai mariti o dai partner senza
il nostro consenso. Si tratta di stupro nell’ambito del matrimonio
e Italia con la legge n° 154/2001 è un reato penale e civile.
Un numero elevato di donne immigrate denuncia episodi di
stupri o di aggressioni sessuali subiti sia nel proprio paese di
provenienza sia nel paese che le ospita. Le violenze possono
Sesso e relazioni
anche essere psicologiche o finanziarie: essere costantemente
oggetto di minacce o sentirci ripetere “sei una stupida”
ogni momento, ad esempio, sono forme di maltrattamento
psicologico. Anche non avere accesso in modo equo al denaro
per l’imposizione del partner è una forma di violenza domestica,
così come il maltrattamento emotivo. Le parole offensive
possono sconvolgere e impaurire e possono lasciarci cicatrici
emotive difficili da sanare.
Sebbene in gran parte dei casi le violenze domestiche vedano
gli uomini aggredire le donne, vi sono anche casi di donne che
aggrediscono i propri partner femminili o maschili (si registrano
casi di violenze domestiche anche nelle relazioni tra persone
dello stesso sesso).
In ogni caso, il livello di violenza raggiunto dagli uomini
nei confronti delle donne supera di gran lunga quello che
raggiungono globalmente gli altri tipi di violenza domestica.
Donne e violenza domestica: forte legame con l’HIV
È stato dimostrato che le donne HIV-positive sono
maggiormente a rischio di episodi di violenze e maltrattamenti
domestici. Molte donne sieropositive per HIV hanno una storia
di aggressioni fisiche, psicologiche e/o sessuali antecedente
alla diagnosi. Diversi studi hanno dimostrato che le donne con
una storia di aggressioni fisiche, psicologiche e/o sessuali sono
più inclini a contrarre l’infezione da HIV. Per alcune, si tratta di
una diretta conseguenza di uno stupro o di un abuso sessuale.
Per altre che ricorrono alla droga, all’alcool o al sesso per
Sesso e relazioni - 17
sfuggire al dolore di maltrattamenti subiti, il virus HIV potrebbe
essere stato acquisito in seguito allo scambio di aghi o a
rapporti sessuali non protetti.
Alcune donne positive all’HIV hanno una storia di consumo di
droghe ricreative o di alcool, ma anche rapporti con persone
che si comportavano allo stesso modo. Questa situazione
potenzialmente accentua il rischio di violenza domestica, in
quanto uno o entrambi i partner potrebbero non essere capaci
di intendere e volere.
Più di una donna HIV-positiva su cinque ha subito
maltrattamenti fisici da quando ha ricevuto la diagnosi.
Di queste, circa la metà ha dichiarato che ha percepito
l’aggressione fisica ed emotiva come una diretta conseguenza
della propria sieropositività.xv
Semplici strategie per minimizzare il rischio di subire delle
violenze domestiche
Tenetevi in contatto con le persone che vi offrono sostegno. Sia
che si tratti di familiari, di amici o del gruppo di sostegno, non
lasciate che la vostra relazione interferisca.
Affrontate il passato. Se avete una storia di maltrattamenti fisici
o di abusi sessuali, cercate l’aiuto di un professionista in salute
mentale o di un gruppo di sostegno.
Date un taglio netto. Se state subendo maltrattamenti, cercate
aiuto.
É importante mettere al primo posto la vostra sicurezza e,
Sesso e relazioni
se i maltrattamenti sono violenti e pericolosi, prendete in
considerazione l’ipotesi di trasferirvi al più presto in un luogo
più sicuro.
Non continuate a dare al vostro partner una seconda possibilità.
Prendendo le distanze da lui e mettendovi al sicuro potrebbe
essere più semplice iniziare a comunicare meglio e dare avvio
a un cambiamento nel comportamento del vostro partner e
nella relazione.
Informatevi. Imparate tutto quello che potete sulle violenze
domestiche, anche se pensate che non ne avrete mai bisogno.
Chiudere una relazione violenta potrebbe essere la soluzione
migliore
Se le cose vanno male e stiamo subendo una qualsiasi forma
di violenza, cerchiamo aiuto. È importante che anche il proprio
partner riceva sostegno. Alcune associazioni che si occupano
di violenze domestiche offrono sostegno e aiutano sia la vittima
che chi perpetra le violenze.
Chiudere una relazione non è mai facile e farlo nel caso di una
relazione violenta non è necessariamente più facile.
Tuttavia, se la nostra sicurezza fisica o psicologica è a rischio,
dobbiamo considerare l’ipotesi di farlo. Mettiamo al primo posto
la nostra sicurezza (e quella dei nostri figli).
• Preparati. Se decidete di andarvene, non dimenticate i
farmaci per l’HIV e gli effetti personali come il portafoglio,
Sesso e relazioni - 18
il certificato di nascita, gli attestati comprovanti i tuoi studi,
il passaporto e le chiavi. Partite dal presupposto che non
ritornerete e che tutto ciò che lasciate finirà nel secchio
dei rifiuti. Potreste lasciare un kit per una “partenza
d’emergenza” da un amico.
• Documentati. All’occorrenza, fatevi visitare da un medico e
cercate di fotografare eventuali ferite. Se possibile, chiedete
a qualcuno dello staff medico di firmare e datare le foto.
Anche un amico o un familiare possono firmare e apporre
la data, a futura evidenza.
• Fatti aiutare. Non cercate di fare tutto da sole. Rivolgetevi
ad amici, alla polizia, ai familiari, al pronto soccorso o a un
centro d’accoglienza locale.
Non dimenticate mai che, se diventate una vittima di violenza
domestica, la colpa non è vostra. Può accadere a chiunque.
Chiunque aggredisca fisicamente o avvilisca psicologicamente
un’altra persona è responsabile delle proprie azioni. La cosa più
importante è mettersi al sicuro e restarci.
Usa la tua diagnosi di HIV per cominciare una nuova vita
Ricevere una diagnosi di HIV è un’esperienza che cambia
la vita. Talvolta in meglio. Spesso quando le persone
affrontano una malattia grave, l’esperienza può agire da
“sveglia”, spingendoci a migliorare la nostra vita. Può essere
un’opportunità per riflettere, per definire nuovi obiettivi, per fare
scelte e prendere decisioni positive.
Sesso e relazioni
Factsheet:
Avere l’HIV delle volte ci espone al rischio di subire violenze
o maltrattamenti.
• Dovremmo capire meglio cosa significa la violenza
domestica.
• Prendiamo atto del legame che esiste tra donne e violenza
domestica.
• Adottiamo delle semplici strategie per minimizzare il rischio
di subire violenze domestiche.
• Cerchiamo un sostegno per noi e per il nostro partner.
• Chiudere una relazione violenta potrebbe essere la
soluzione migliore.
• Usiamo la nostra diagnosi di HIV per cominciare una
nuova vita.
Donne lesbiche, bisessuali e transessuali:
sesso e relazioni
Le donne lesbiche, bisessuali e transessuali HIV-positive
sperimentano spesso alti livelli di isolamento e invisibilità
in quanto si assume che non siano ad alto rischio di HIV. È
importante ricordare che il fatto di essere transessuali o amare
e avere rapporti sessuali con altre donne non ci esclude dai
rischi. È infatti possibile per le donne, anche per quelle che si
identificano come lesbiche, aver avuto altri comportamenti
Sesso e relazioni - 19
rischiosi, come un rapporto non protetto con un partner
maschile infettivo, uno scambio di aghi usando droghe o anche
l’autoinseminazione con uno sperma non controllato.
Molte donne che fanno sesso con donne non parlano delle
loro relazioni sessuali con chi fornisce loro assistenza medica
e neppure nei loro gruppi di sostegno per l’HIV, perché hanno
paura di essere giudicate e discriminate.
È importante che le facilitatrici del gruppo di sostegno tra
pari affrontino le esigenze delle donne che fanno sesso con
donne, non dando per scontato che tutte le partecipanti sono
eterosessuali.
Sesso sicuro per le donne che fanno sesso con donne
La trasmissione sessuale dell’HIV da donna a donna è
estremamente rara. L’unico caso dimostrato è legato alla
condivisione di giocattoli sessuali penetrativi non lavati.xvi Il
consiglio per le coppie che utilizzano giocattoli sessuali è di non
scambiarseli, di avere i propri, di indossare un nuovo profilattico
prima di utilizzare il giocattolo sessuale su un’altra persona o
di lavarlo accuratamente con sapone neutro e acqua prima di
riutilizzarlo con un’altra persona.
Il sesso orale vaginale (cunnilingus) comporta un rischio teorico
di trasmissione dell’HIV nel caso la donna HIV positiva sia la
ricevente e la donna che lo effettua sia sieronegativa. Il rischio è
estremamente basso e ancora minore se la donna HIV positiva
presenta una carica virale non rilevabile. La coppia dovrebbe
individuare il livello di rischio che considera accettabile. Anche
il ricorso ad un particolare sistema di protezione chiamato diga
Sesso e relazioni
dentale (dental dam) da utilizzare come barriera è un’utile
opzione per ridurre ulteriormente i rischi.
Anche se è molto difficile trasmettere il virus HIV attraverso il
sesso orale fra donne, altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili
(Herpes, Gonorrea e altre) potrebbero invece essere facilmente
trasmesse tramite sesso orale, masturbazione reciproca,
pratiche di sadomasochismo (quando le persone provano
piacere sessuale attraverso atti che implicano punizioni o dolore
fisico, come frustate, piercing ecc.) o pratiche sessuali violente
come il fisting (inserimento di un’intera mano nell’ano). È quindi
sempre opportuno confrontarci con i nostri partner sul livello di
attività e rischio che riteniamo accettabili, sul tipo di relazione
che vogliamo avere (monogama o meno) e sui modi in cui ci
piace fare sesso. Come qualsiasi altra persona, anche noi
dovremmo controllare periodicamente la nostra salute sessuale.
Per maggiori informazioni sul tema del sesso sicuro per le
donne che fanno sesso con donne:
• Avert. Lesbians, Bisexual Women and Safe Sex. Disponibile
all’indirizzo: http://www.avert.org/lesbians-safe-sex.htm.
Donne transessuali e HIV
Per le transessuali sesso e relazioni possono rivelarsi
particolarmente difficili. Per molte di noi che sono transessuali
può succedere di essere spinte al lavoro sessuale e, talvolta,
di far ricorso a droghe per via delle difficoltà sociali ed
economiche in cui si trovano, la pressione sociale e la tendenza
all’ignoranza nei confronti della diversità sessuale. Anche per
Sesso e relazioni - 20
le transessuali valgono le stesse raccomandazioni in materia di
sesso sicuro, ovvero evitare lo scambio di fluidi corporei tramite
l’uso di profilattici e aghi puliti. Tuttavia è importante prendere
atto che lo stigma sociale nei confronti di coloro che tra noi sono
transessuali può limitare la loro capacità di mettere in pratica le
raccomandazioni che riguardano il sesso maggiormente sicuro.
Per essere davvero inclusivo, un gruppo di sostegno tra pari
per donne positive all’HIV dovrebbe sostenere chiunque si
identifichi come donna, compresi i maschi transgender ora
femmine (si veda Pos UK, linee guida PozFem per i gruppi di
sostegno tra pari).xvii – in Italia non abbiamo nessun esempioSono poche le ricerche sulle transessuali positive all’HIV;
studi recenti condotti negli USA, tuttavia, hanno dimostrato
che le transessuali MtF (maschio transgender femmina) sono
particolarmente vulnerabili all’HIV e potrebbero incontrare
parecchie difficoltà ad accedere a un sostegno una volta che
sono state diagnosticate.xviii È importante discuterne con le altre
partecipanti del gruppo, in quanto molte potrebbero non essere
a conoscenza delle problematiche, nonché delle necessità e dei
diritti di coloro che tra noi sono transessuali.
Prostituzione e HIV
Le donne fra noi che lavorano come prostitute spesso si
trovano a gestire gravi difficoltà. Praticare sesso sicuro è quasi
sempre difficile in quanto i nostri partner rifiutano di indossare
il profilattico. Inoltre dobbiamo subire anche i pregiudizi e lo
stigma associati alla prostituzione nella società.
Sesso e relazioni
A causa di questi pregiudizi, per chi opera nella prostituzione
può essere difficile accedere ai servizi, tra cui quelli di
prevenzione, diventando così più vulnerabili all’HIV e alle
altre MTS.
È importante, tuttavia, sottolineare che alcune prostitute hanno
costituito gruppi di sostegno tra pari e sono diventate leader
nelle loro comunità nella promozione di un sesso più sicuro,
nella lotta ai pregiudizi e nella rivendicazione dei nostri diritti
umani, come nel caso del progetto SANGRAM in India.xix
Le donne che fanno un lavoro sessuale spesso hanno acquisito
competenze e dimestichezza nell’uso dei profilattici maschili
e femminili con i clienti, talvolta anche senza che essi se ne
accorgano. Questo è particolarmente importante per aumentare
la protezione contro il rischio di trasmissione dell’HIV e delle
altre MTS a/da i propri partner sessuali. In alcune parti del
mondo, dove le giovani che lavorano nel sesso sono riuscite in
questa impresa, si registrano minori tassi di infezione da HIV
rispetto a quelli registrati fra giovani donne sposate della stessa
età che, con tutta probabilità, non riescono ad accordarsi con i
propri mariti sull’uso del profilattico.xx Questo dato suscita ironia,
perché in genere si presume che la diffusione dell’HIV sia
imputabile alle donne che lavorano nel sesso.
Tuttavia, per alcune di loro accordarsi sull’utilizzo del
profilattico può essere davvero difficile: alcuni clienti potrebbero
essere davvero insistenti ed esercitare pressioni per avere
rapporti sessuali non protetti. Se ci troviamo in questa
situazione e abbiamo difficoltà economiche, potrebbe essere
Sesso e relazioni - 21
difficile rifiutare.
Senza contare che può essere difficile accordarsi sull’utilizzo
del profilattico anche con i partner regolari.
Chi fra di noi lavora in questo ambito, fa uso di droghe ed è
tossicodipendente, durante una crisi di astinenza potrebbe
trovarsi ad essere ancora più vulnerabile, avendo un disperato
bisogno di denaro.
Prostituzione e sostegno
Come sempre, quando ci troviamo in difficoltà è importante
cercare di confidarsi, possibilmente con altre donne nella stessa
situazione, come quelle dei nostri gruppi di sostegno e delle
altre reti.
Ciò può essere difficile, in quanto potremmo temere d’incontrare
pregiudizi nei confronti del lavoro sessuale anche all’interno dei
gruppi femminili di sostegno tra pari sull’HIV.
Potremmo inoltre essere stigmatizzate a diversi livelli: perché
abbiamo contratto l’infezione da HIV, perché siamo prostitute,
alcune volte perché facciamo uso di droga, e altre perché siamo
immigrate o per tutti questi motivi insieme!
Se siamo preoccupate per la reazione del gruppo tra pari,
potremmo provare a parlare della nostra situazione prima con la
facilitatrice del gruppo tra pari, se sentiamo che è una persona
che può garantirci riservatezza e sostegno.
Infine è cruciale che l’intero gruppo tra pari riconosca l’importanza
dei diritti umani delle donne che fanno un lavoro sessuale e che
collabori alla loro promozione.
Sesso e relazioni
Relazioni di gruppo
Le relazioni di gruppo sono relazioni sentimentali o sessuali a
cui partecipano più di due persone, ad esempio due donne e
un uomo oppure due uomini e una donna oppure combinazioni
diverse. Se una donna positiva per HIV intrattiene una relazione
di questo tipo, rivelare la propria sieropositività può diventare
perfino più complicato perché coinvolge più di una persona
alla volta.
A maggior ragione, in questo tipo di relazione diventa ancor più
necessario assicurarsi che i partner interessati adottino tutte
le misure necessarie per poter praticare un sesso sicuro, ad
esempio utilizzando un nuovo profilattico e facendo attenzione
ad evitare lo scambio di fluidi.
Ogni gruppo poligamico dovrà concordare e stabilire i livelli di
apertura e di rischio con cui si sente a proprio agio. In qualità
di facilitatrici è importante essere consapevoli che le relazioni
sentimentali e sessuali non si limitano alle relazioni monogame.
Creare una rete di amici che offrono sostegno
I rapporti sociali sono quelli che intratteniamo con chi conta
nella nostra vita, siano essi familiari, partner o amici. Questo
aspetto della nostra vita è importante perché il modo in cui ci
relazioniamo con altre persone influisce notevolmente sulla
nostra autostima, che, a sua volta, si ripercuote sulle nostre
decisioni in materia di sesso e su come ci prenderemo cura
della nostra salute sessuale. Concentrarsi eccessivamente
sul partner spesso significa trascurare gli altri rapporti. Se la
Sesso e relazioni - 22
relazione finisse potremmo ritrovarci senza altri rapporti su cui
contare nei momenti difficili. A livello culturale, specialmente
per le donne, essere impegnati in una relazione rappresenta lo
status sociale ideale.
Gli altri rapporti, tuttavia, sono altrettanto importanti e validi.
Per le giovani donne in particolare, è importante impegnarsi per
rafforzare i rapporti di amicizia al fine di migliorare la propria
autostima e aumentare la capacità di resistere alle costanti
pressioni a diventare sessualmente attiva o ad avere un figlio
prima di quando ci si sentiamo davvero pronte.
Occorre riflettere sulle problematiche legate alla rivelazione
della propria sieropositività al virus dell’HIV agli altri.
Occorre trovare un equilibrio tra l’opzione di non rivelare la
propria sieropositività per proteggere la privacy ed evitare
discriminazioni e la possibilità di rivelare la propria situazione
per avere sostegno e ridurre l’isolamento. È importante tenere a
mente che, ad eccezione di particolari situazioni di emergenza,
solo noi che viviamo con l’HIV possiamo decidere quando,
come e con chi condividere le informazioni. È inoltre importante
essere preparati all’eventualità che le persone possano scoprire
la nostra sieropositività al virus dell’HIV ed esserne spaventati.
È normale. È sempre utile essere istruite sulle conoscenze
di base su HIV e AIDS e su come la trasmissione può o non
può avvenire, così da far fronte alle paure degli altri quando si
manifestano.
Sesso e relazioni
La vita familiare: rivelare ai figli la nostra/loro
sieropositività al virus dell’HIV
Lo stigma e la rivelazione della sieropositività all’interno
della famiglia sono sfide importanti per i genitori.xxi,xxii,xxiii,xxiv Il
timore che i propri figli siano discriminati se altri venissero a
conoscenza dell’esistenza di persone HIV positive in famiglia
è comprensibile.xxv,xxvi Non sorprende quindi che molti genitori
scelgano di tenere la propria sieropositività al virus dell’HIV
nascosta ai figli. Per la maggior parte dei genitori, questa
decisione sembra basarsi sia sul desiderio di tutelarli dalle pene
che si ritiene che questa conoscenza porti con sé sia dal timore
di dover affrontare domande sulla morte e su come hanno
contratto il virus.
In ogni caso, indipendentemente da quanto i genitori riescono
a tenere lontane certe problematiche, i bambini sono molto
sensibili e si accorgeranno di eventuali situazioni drammatiche
che si celano dietro il velo della segretezza.
Potrebbero sentirsi in colpa e responsabili del malessere altrui
se nessuno spiega loro ciò che sta accadendo. La verità è
sempre preferibile, anche se scomoda. È importante dare al
bambino informazioni corrette e adeguate all’età e spiegare
dettagliatamente la situazione. Cercare di rispondere alle sue
domande in modo onesto, ma non necessariamente specifico
(ad es. “le medicine mi/ti manterranno forte e mi/ti faranno
sentire bene”). È il caso inoltre di ricordare che tutti i genitori
tengono riservate alcune informazioni ai figli e ciò varia da
Sesso e relazioni - 23
cultura a cultura e da famiglia a famiglia.
È inoltre importante tenere conto del fatto che è sempre meglio
per un bambino apprendere la propria sieropositività al virus
dell’HIV o quella di un genitore attraverso un colloquio aperto e
onesto.. Sarebbe traumatico se lo scoprisse da solo (ad esempio,
cercando su google il nome di un farmaco) o se lo sapesse da
altri. Secondo molti genitori l’età migliore per parlarne è attorno
ai dieci anni (Children’s HIV Association [CHIVA]), ma questo
dipende dal livello di maturità del bambino.xxvii
In Italia, per avere un confronto e sostegno in una situazione
simile ci si può rivolgere anche all’associazione Arché.
• Per leggere interamente le linee guida della CHIVA su
come affrontare la questione con i propri figli vedi:
http://www.chiva.org.uk/health/guidelines/talking.
Per coloro tra noi che sono madri di bambini sieropositivi, è
di certo molto doloroso sapere che anche il proprio figlio lo
è. Questa tristezza potrebbe, tuttavia, essere attenuata dalla
gioia di vedere che lo stato di salute di nostro figlio è stabile.
Scoprire che i propri figli non sono sieropositivi è invece motivo
di enorme sollievo per i genitori, ma rivelare loro il nostro status
potrebbe comunque essere difficile.
È importante comprendere che rivelare la nostra sieropositività
al virus dell’HIV non è un evento isolato, ma un processo. È
d’aiuto cominciare a lavorarci con i propri figli per un lungo
periodo di tempo, servendosi del sostegno della propria équipe
medica e del proprio gruppo di pari.
Sesso e relazioni
Crescere una famiglia – dinamiche familiari, famiglie allargate,
ecc.;
Una cronica depressione è particolarmente presente in alcune
famiglie perché quando l’HIV/AIDS, che è una patologia
cronica, colpisce più di un membro della famiglia e i bambini
HIV-positivi registrano ritardi di sviluppo, una tristezza
prolungata prevale all’interno del gruppo familiare.xxviii Inoltre,
molti bambini che sono sieronegativi ma vivono con uno o
entrambi i genitori HIV-positivi portano il fardello dell’HIV,
con un sostegno estremamente limitato rispetto alle proprie
esigenze pratiche ed emotive.xxix,xxx Sul versante delle buone
notizie invece i genitori sentono che la presenza dell’HIV porta
senso e obiettivi nelle loro vite, e la vita familiare diventa “tempo
prezioso” da assaporare e coltivare con cura.xxxi,xxxii
Per molte di noi che sono madri HIV-positive, la necessità di
organizzare la cura futura dei figli può risultare un compito
complesso e spesso difficile. Senza contare che rappresenta
un fardello emotivamente gravoso per qualsiasi genitore.xxxiii
La cura dei malati ricade in misura sproporzionata sulle donne,
non solo perché siamo le caregivers principali all’interno delle
famiglie, ma anche perché siamo spesso sole a causa della
morte del partner o del divorzio o anche perché non ci siamo
mai sposate e quindi dobbiamo far fronte da sole ai costi delle
cure per noi stesse e per i nostri familiari che ne hanno bisogno.
Sesso e relazioni - 24
Inoltre molte donne lavorano, ufficialmente e ufficiosamente,
oltre a farsi carico della cura della famiglia. Mentre alcuni uomini
si sottraggono deliberatamente alle proprie responsabilità,
alcune donne incoraggiano questo atteggiamento, sentendosi
a disagio quando gli uomini contribuiscono o si offrono di
contribuire alle cure e alla condivisione dei doveri. I maggiori
sintomi di stress si sono rilevati fra le persone affette da HIV
responsabili dell’assistenza di figli HIV-positivi.xxxiv
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