Anno II - Numero 283 - Domenica 1 dicembre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Primarie Pd Seconda rata Imu Il monito del Papa Il pubblico snobba il confronto in Tv Governo e Comuni gettano l’Italia nel caos “Non esiste un Medio Oriente senza cristiani” Vignola a pag. 2 Sarra a pag. 3 a pag. 5 EDITORIALE DELLA DOMENICA di Roberto Buonasorte er quanto riguarda la norma sui rimborsi elettorali, il procuratore della Corte dei Conti del Lazio Raffaele De Dominicis, ha sollevato la questione di legittimità davanti alla Consulta. Afferma infatti il procuratore che le leggi, che di fatto dal 1997 ad oggi hanno reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti, siano incostituzionali perché elusive e manipolative del responso referendario. Se la notizia non fosse stata diffusa, non ci sarebbero tornate alla mente le tristi vicende legate all'uso illegale di fondi pubblici destinati ai partiti. Il caso Lusi, il tesoriere della Margherita finito dietro le sbarre accusato di aver sottratto 25 milioni di euro dei rimborsi elettorali, lo avevamo un po' dimenticato. Così come Francesco Belsito, il tesoriere della Lega. Appena scoperto che con soldi dei rimborsi faceva operazioni finanziarie, comprava diamanti e quant'altro, in pochissimo tempo è stato distrutto Umberto Bossi ed un partito che aveva impiegato trenta lunghissimi anni per arrivare al vertice delle Istituzioni. Tutto finito in quindici giorni. A Di Pietro sono bastati quindici minuti, un paio di flash della trasmissione Report e anche il Tonino nazionale si è dovuto arrendere: ritirato nella masseria di Montenero di Bisaccia. Auspichiamo che turpi manovre non infanghino anche storie gloriose come quelle della destra politica italiana. In quel caso la gente si arrabbierebbe e molto, e comprenderebbe il livore verso chi come noi da mesi ha detto pubblicamente di non voler P CERTI TESORETTI entrare in una fondazione che non rende pubbliche al centesimo le sue spese, a partire da quelle che hanno eventualmente riguardato proprio i rimborsi elettorali. Sarebbe grave scoprire malversa- zioni, ma conoscendo le storie di ciascuno, non vogliamo dare retta a malelingue, sia per chi in quella Fondazione ci sta da anni, sia per chi ci è appena entrato, sia per chi sta in fila per entrarci. BARE A MONTECITORIO PER L’ULTIMATUM DAY Per questo, oggi più che mai, vanno separati i destini della Fondazione An (che continui pure a fare ciò per cui è nata) con quelli di chi come noi vuole rimettere in campo il partito. Moltissimi italiani sono disposti a tornare a votare An e non è consentito a nessuno di impedirlo. Dicono, quelli che stanno nella Fondazione, che l'operazione An è minestra riscaldata. Non ci credono loro, ma neppure vogliono che altri possano continuare a crederci. Senza vergogna, altro che senza paura ... In Fondazione però si continua a manovrare, come con le ultime cooptazioni. E, se le voci che circolano fossero vere, certi nomi lascerebbero sconcertati. Per questo stupisce la convocazione dell'assemblea dei soci convocata all'Ergife per il 14 dicembre, assemblea che, a proposito di simbolo e linea politica, non può deliberare proprio un bel nulla: non sono questi i compiti di una fondazione. Dunque abbiamo fatto bene a costituire il Movimento per Alleanza Nazionale, benissimo a promuovere la grande manifestazione del Parco dei Principi, ancor meglio a notificare ai soggetti interessati la rinascita di An. L'atto di "significazione" è arrivato a tutti: al Ministero, ai liquidatori nominati dal Tribunale, alla DIGOS, al Prefetto. I circoli stanno nascendo in ogni angolo d'Italia, ne siamo felici, alla faccia dei gufi che hanno bollato la rinascita di An come operazione nostalgia. Infine, e lo ripetiamo ancora una volta: tenetevi il bottino, al nostro movimento basta il simbolo. E comunque Storace e tutti noi, in quella Fondazione, non ci entreremo mai. Anzi, meglio girarci alla larga... MOTOCICL IS MO. DRAMMA S UL CIRCUIT O DI L AT INA Corre per ricordare Sic: muore come lui di Valter Brogino orrere per ricordare Simoncelli e morire proprio come lui. Destino spietato quello di Doriano Romboni, vittima di un incidente stradale che ha davvero spezzato il cuore, non solo agli amanti di motociclismo. Ieri sul circuito Sagittario di Latina si svolgeva il Sic Supermoto Day. Una kermesse su due ruote per ricordare Marco Simoncelli, il giovane motociclista la cui vita si è interrotta sul circuito di Sepang, due anni fa. La festa si è trasformata però in tragedia. Doriano Romboni, 44enne ex protagonista del Motomondiale, è stato disarcionato da una sbandata, poi assieme alla moto ha attraversato la via di fuga ed è rientrato in un altro punto del tracciato, dove arrivavano diversi piloti. Uno di essi, Gianluca Vizziello, non è C Funerali... di Stato artelli a forma di bara per celebrare la morte del commercio, della famiglia, della legalità, delle pensioni. A portarli, imprenditori, commercianti e artigiani che hanno aderito all’Ultimatum day, la mobilitazione organizzata ieri in piazza Montecitorio delle piccole imprese e promossa da Giuseppe Graziani, presidente di Cobas Imprese, per protestare contro il prelievo C fiscale “arrivato al 65,7%”. I manifestanti hanno indossato dei cartelloni a forma di bara per simboleggiare i funerali di un’economia che ha ormai inchiodando l’intero Paese, denunciando così una crisi reale che si declina sotto forma di disoccupazione e una morsa fiscale che non permette di risollevare la testa. “Non manifestiamo solo un malcontento – spiega Graziani – proponiamo soluzioni come ridurre le tasse al tetto massimo 40%; ridurre l’aliquota iva sui prodotti made in Italy e il raddoppio su quella dei prodotti extra Ue; chiederemo la separazione tra banche tradizionali e banche d’affari; un sistema fiscale trasparente con metodo di contrasto e la defiscalizzazione alle imprese virtuose che investono senza alcuna eccezione”. riuscito ad evitarlo e lo ha colpito nella zona della testa. I soccorritori hanno praticato a Romboni 11 minuti di massaggio cardiaco sul posto, quindi è stato intubato e assistito nella respirazione, prima di essere sottoposto a una Tac all'ospedale Santa Maria Goretti, dove era giunto con un elicottero. Doriano è stato poi operato per la riduzione di un grosso ematoma alla testa, intervento che purtroppo non è riuscito a salvargli la vita: fatale un edema cerebrale, oltre a varie fratture. Romboni, ligure di Lerici e prossimo a ricoprire il ruolo di manager nella squadra della Fim per il Mondiale della Moto3, a Latina era accompagnato dai figli. In carriera "Rambo" ha disputato 102 GP del Motomondiale tra 125, 250 e 500, con 6 vittorie e 22 podi, oltre a 12 gare in Superbike. 2 Domenica 1 dicembre 2013 Attualità T R A R E N Z I , C U P E R L O E C I V AT I U N D I B AT T I T O T E L E V I S I V O P E R P O C H I I N T I M I Primarie Pd? Uno sbadiglio le seppellirà Il Paese non si ferma più per assistere ai confronti tra gli aspiranti leader del centro-sinistra: il confronto a tre si ferma al 2,6% di share di Robert Vignola e lo share vale come un sondaggio, i tre moschettieri superstiti hanno poco da contendersi. Matteo, Gianni e Pippo sarebbero stati battuti anche dalla centesima replica di Peppone e Don Camillo, o da Bud Spencer e Terence Hill. Già, perché sfumati gli autoreferenziali commenti sui social network degli eserciti di opinion-maker assoldati dai tre contendenti, l’auditel ha archiviato il confronto in diretta televisiva tra i candidati alle primarie del Pd come un fragoroso flop. Nonostante l’appuntamento sia andato in onda sia suSky Tg24 che in chiaro su Cielo, ha incassato un ben misero 2,67% di share. Poco? Tanto? Occorre andare indietro di un anno per avere un termine di paragone valido. Era il novembre del 2012, e a seguire la sfida tra Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Laura Puppato, il leader del Sel Nichi Vendola e Bruno Tabacci del Centro democratico, davanti a tv e schermi di varia natura, c’era il 6,17% del pubblico totale. Dati che, nonostante sia assai difficile chi voglia commentarli ad alta voce a sinistra, stanno preoccupando non poco, in queste ore, gli uomini dell’apparato del Pd. Il rischio che domenica prossima davanti ai gazebo girino solo le balle di fieno portate via dal vento, modello film western, è diventato un po’ più alto del previsto… Questo per la quantità. Passando alla qualità, non va molto meglio. Renzi ha cercato di amministrare il vantaggio, riservando qualche staffilata (in particolare su privatizzazioni e spending review) al suo avversario a partire dal 9 dicembre in poi, cioè Enrico Letta. L’occhio profondo azzurro di Gianni Cuperlo ha cercato disperatamente punti d’appiglio sul piano della battaglia dialettica, senza trovarne altri che non il ricorso alla patrimoniale. “Su questo punto i miei avversari non sono abbastanza coraggiosi”, ha pure detto. Sai che coraggio, a mettere le mani in tasca agli italiani… Pippo Civati, nonostante le speranze ridotte al lumicino (o forse proprio per questo) è parso il più affabile, agitando anche il reddito minimo di cittadinanza come la banderilla con cui cercare il colpo vincente. La sensazione finale è quella di un partito dove le idee sono poche, ma confuse. A questo punto, tanto meglio per il Pd che gli italiani non abbiano visto… S IL SOTTOSEGRETARIO E SINDACO DI SALERNO AL PALO INSIEME AL FIGLIO PIERO Caccia ai renziani, De Luca nei guai S arà un otto dicembre da guerriglia. Nessuno poteva immaginare che la partita per il congresso del Partito Democratico fosse così sentita. Primarie ricche di colpi bassi fra le fazioni in corsa. Così, dopo le tantissime irregolarità rilevate nei congressi provinciali e locali, prosegue lo scontro tra renziani e le varie anime del piddì. A finire sul patibolo degli imputanti, questa volta, il renziano Vicenzo De Luca. Il sindaco di Salerno, al quarto mandato, e viceministro alle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Letta, un sedere per due poltrone, è finito nel registro degli indagati della Procura di Salerno per corruzione e abuso d’ufficio. C’è chi bisbiglia però che sia l’ennesima stoccata nei confronti di Matteo Renzi. In molti avevano avvertito l’attuale primo cittadino di Firenze di scaricare il braccio destro di Lupi, già indagato per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Stavolta il reato è più grave: sotto la lente di ingrandimento degli investigatori anche il figlio Piero, capolista per la Campania all’assemblea del partito per la circoscrizione Salerno-costiera. Come un orologio svizzero – si fa per dire, dopo sette mesi dall’insediamento del primo cittadino al dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti - è intervenuta l’Antitrust: De Luca non può essere contemporaneamente sottosegretario e sindaco di Salerno, definendo “incompatibili” i due incarichi ricoperti dall’esponente del Pd al governo nazionale e sul territorio. Infine l’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella dà a De Luca sessanta giorni di tempo, dalla data di notificazione del provvedimento stesso, per presentare ricorso al Tar del Lazio oppure proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro il termine di centoventi giorni. Insomma, Renzi messo alle strette dagli stessi compagni di partito. In perfetto stile ‘democratico’. G.S. LO ZOO DI SPIDER WOMAN Ma vi ostinate ancora a chiamarlo Giaguaro? ercoledì 27 novembre sarà certo una giornata che resterà nelle pagine della storia della Repubblica. Una storia che ingenerosamente si ripete non tanto nel merito quanto nel modus operandi, parte da lontano, da piazzale Loreto per attraversare gli anni ’90 e l’ingloriosa fine di parte dei politici italiani sempre per mano giustizialista. All’epoca di piazzale Loreto io non c’ero ma nel ’93 sì, presa anch’io dall’entusiasmo di mani pulite e del giustizialismo imperante, mi lasciai annebbiare la mente dal vento di cambiamento per realizzare solo qualche tempo dopo che si erano voluti annullare, con un colpo di spugna, coloro che invece quel cambiamento lo avevano concretizzato dal dopoguerra in poi e ho ringraziato Iddio che gli occhi di mia madre, che da fervente socialista credeva nell’uomo Craxi, non aveva visto il suo mito infrangersi, sbattuto contro il muro della violenza che allora stava dalla parte degli onesti che brandivano la spa- M da giustizialista. Sono sempre stata per natura e per cultura acquisita garantista per cui non voglio discutere di merito ma di metodo. Gli avversari si combattono sul terreno con le stesse armi, tra le quali una su tutte si chiama comunque “ rispetto” a prescindere. In questi giorni tra brindisi e turpiloquio, assisto indomita allo scorrere di un fiume di violenza e di acredine avvallata e avviata in primis dai nostri rappresentanti in parlamento che si riempiono la bocca con frasi del tipo: “ finalmente abbiamo messo fine ad un epoca!”, anche se tra le locuzioni usate questa risulta essere la meno accidiosa. Come se gli uomini e le donne che di quella epoca hanno fatto parte, o addirittura in quel momento hanno sperato e creduto per poter cambiare le cose, siano stati cancellati senza colpo ferire. In un colpo solo si è voluto annullare venti anni che di fatto comunque un cambiamento lo avevano portato nel nostro Paese. Basti pensare alle tante riforme istituzionali, a quelle fatte e non a quelle da fare, elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di regione, il potenziamento e la privatizzazione delle partecipate ecc. ecc. E’ vero, non è andata come speravamo, ma ci si è provato. E non è giusto oggi identificare il male assoluto in Berlusconi, perché i governi si sono alternati e c’è stata la destra ma anche la sinistra, mentre il centro si arrovellava su personalismi e rivalità che ne hanno decretato la fine. La crisi economica che ci è piombata addosso è congiunturale e viene dai mutui subprime americani del 2008. Anche nel 1793 in Francia la violenza ed il radicalismo di certe posizioni e le drastiche misure contro gli avversari politici culminarono nel regime del terrore, certo i secoli sono passati e i metodi utilizzati sono diversi ma la ghigliottina si rinnova e diventa gogna e violenza mediatica o peggio di pensiero in nome del tanto agognato cambiamento. Ma se cambiamento vuol dire rinnegare i padri, io non voglio far parte di questa generazione di figli che a loro volta faranno la fine dei padri per mano dei propri figli. La storia si ripete, ma la mancanza di riconoscenza verso coloro che, a torto o a ragione, di una storia hanno fatto parte quella no, si chiama villipendio che non risparmia neppure noi stessi perché nel bene e nel male in quella storia abbiamo visto un nuovo inizio. Non ha senso ferirsi reciprocamente cerchiamo invece di riprendercela in mano guardando con più rispetto al passato, nessuno di noi merita cotanto disprezzo. Forse il cambiamento consiste proprio in questo: nel prenderci ognuno le nostre responsabilità senza cercare sempre il capro espiatorio di turno e con maturità cercare di operare tutti per il bene comune non pensando più, con maturità, a come smacchiare il giaguaro che per venti anni ha dominato la scena, perché una gran parte di noi lo ha scelto, e non potendolo abbattere politicamente abbiamo scelto la via giudiziaria. Altrimenti vorrà dire che dalla storia non abbiamo impa- rato nulla e che l’ingratitudine ogni volta s’insinua nel nostro comune vivere, ne diventa parte integrante e credetemi, tutto ciò non è certo affine con una grande Nazione come la nostra. Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] 3 Domenica 1 dicembre 2013 Economia Letta e co. non sanno come coprire la prima rata dell’Imu. Vuoto da 1,5 miliardi di euro Casa: ecco come il Governo ci fa fessi Suona di nuovo il campanello d’allarme perle accise sulla benzina - E intanto molti Comuni hanno già chiesto la seconda rata di Giuseppe Sarra nnesima furbata dal Governo Letta-Alfano. La copertura della prima rata dell’Imu è a rischio. A denunciarlo la Cgia di Mestre. Come annunciato in tempi non sospetti da queste colonne, l’esecutivo dovrebbe ulteriormente ritoccare le accise sulle bollette di luce, gas e degli acconti fiscali delle imprese per far quadrare i conti. Nel mirino dell’Erario 1,5 miliardi di euro. Non bastano i continui ritocchi degli ultimi mesi? Eppure i conti non tornano. “E’ probabile un ulteriore aumento del carico fiscale – osserva la Cgia - se l’Erario non avrà incassato 925 milioni di euro”, altrimenti lo Stato non potrà dare seguito all’impegno preso con le imprese, ovvero, pagare 7,2 miliardi di euro (ad oggi sono stati saldati circa il 28 % del totale) di debiti scaduti della Pubblica Amministrazione e 600 milioni di euro dalla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi. Il decreto che ha cancellato la prima rata dell’imposta municipale, infatti, che tra qualche mese si chiamerà Iuc, Imposta unica comunale, (cosa cambia quindi?) sull’abitazione principale farà scattare la cosiddetta “clausola di salvaguardia”. In effetti E il ministero dell’Economia – fa notare la confederazione delle imprese – deve decidere soltanto la strada da percorrere: coprire la parte di gettito mancante (ipotesi meno gettonata) oppure dar luogo ad un provvedimento di legge che preveda l’aumento degli acconti Ires e Irap in capo alle imprese e delle accise sul gas, l’energia elettrica e le bevande alcoliche. Intanto è già polemica. I sindaci sono sul piede di guerra, FISCO SEMPRE PIÙ INUMANO: L’ITALIA NON CE LA FA PIÙ, MENTRE I CITTADINI AFFONDANO Suicida per una cartella Equitalia, la moglie deve pagare 60mila euro L’amaro sfogo di Tiziana Marrone: “Sono senza pietà, non ho i soldi per pagare” e questo è uno Stato, si potrebbe dire. Giuseppe Campaniello si era dato fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate di Bologna per un debito con il fisco che non riusciva ad onorare, strozzato da un sistema assassino che sta trascinando l’Italia nel baratro. Era il marzo del 2012: l’uomo, sposato con Tiziana Marrone in regime di comunione dei beni, aveva deciso di farla finita. Fare l’artigiano in un’Italia che non ha rispetto per il lavoro, che non ha riguardi per le famiglie, per i cittadini, per il popolo, è un’impresa ardua. Il suicidio di Giuseppe, che non è certo l’unico, purtroppo, è un evento drammatico, tragico, che ha sconvolto l’Italia. Il colpevole è sempre uno: lo Stato, il sistema di riscossione imposto da Equitalia ha distrutto intere famiglie, ha spezzato vite innocenti, non si ferma dinanzi a niente. Non c’è pietà, non c’è giustizia per i cittadini. Alla vedova di Giuseppe, Tiziana Marrone, arriva così una mega cartella da 60.000 euro, riferita al periodo 2005-2007, “ereditata” dal marito. A riferirlo nella mattinata di ieri il quotidiano Il Giorno. Insomma, non c’è vergogna. Cadute nel vuoto le parole del direttore Befera che si era detto, nell’imminenza dell’atto estremo dell’uomo, “estremamente dispiaciuto” promettendo di seguire con attenzione la vicenda “per non creare ulteriori problemi”. La donna, per ottenere attenzione dalle istituzioni, sta organizzando la "marcia delle vedove della S crisi”. È esterrefatta, Tiziana: “sono senza pietà, non ho i soldi per pagare. Io poi con il lavoro di mio marito non c’entro niente. Sono anche senza lavoro” ha detto la donna, mentre Equitalia risponde che “per cancellare il debito serve una legge dello Stato”. Una situazione vergognosa, quella in cui Equitalia sta trascinando il Paese: non si ferma di fronte a niente, i cittadini sono solo dei numeri, non persone. La vita di Giuseppe Campaniello vale molto più di qualsiasi importo fosse scritto su quella maledetta cartella. In un Paese civile dovrebbe accadere il contrario: Equitalia dovrebbe essere condannata a risarcire la vedova. Non basta, dunque, il calvario di Giuseppe, morto dopo nove giorni di agonia dopo l’estremo gesto, e della sua famiglia, condannata a maledire per tutta la vita questo Stato che uccide i suoi figli, quei figli che i propri debiti con esso li pagano con la vita. La pressione fiscale è a livelli assurdi, impossibili da gestire, la disperazione che attanaglia singoli, imprenditori, strutture, aziende, privati è senza fine, e dai vertici dello Stato non giunge alcun tipo di impegno per risolvere la questione, anzi, si continua a creare dal nulla sempre nuovi balzelli, con il risultato di vedere sempre più precipitare l’economia nazionale. Nel caso dei lavoratori autonomi, poi, la situazione è particolarmente pesante: che si guadagni o meno non importa allo Stato, le tasse vanno pagate lo stesso. Un artigiano, come era Giuseppe, per esempio, deve pagare l’Inps a prescindere dal fatto che la sua attività gli produca un guadagno o meno. I suicidi per ragioni fiscali non si contano, ormai non fanno più neppure notizia. Una vergogna tutta italiana che pone questo Paese nelle retrovie della civiltà. Un Paese dove trovare un lavoro è un miracolo e pagare le tasse un obbligo anche se un lavoro non ce l’hai, come nel caso della signora Tiziana, che si trova tra le mani una cartella per la quale ha già pagato sin troppo. È violenza psicologica, che uccide. Nel frattempo, però, i vertici di Equitalia continuano ad essere ben pagati da quello stesso Stato che per i cittadini non ha alcuna pietà. Emma Moriconi peraltro già in difficoltà sul cosiddetto “bilancio di previsione”. Mentre c’è chi la definisce una “stangatina”, i contribuenti italiani dovranno far fronte a un’ulteriore spesa che varia dai 49 ai 104 euro. Fra le città più salate, quelle ‘rosse’: Roma (Marino), Torino (Fassino) e Bologna (Merola). “Voglio sperare che ciò non accada - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - sarebbe una vera e propria beffa. Dopo che per mesi ci hanno assicurato che nel 2013 non avremmo pagato l’Imu sulla prima casa, rischiamo, invece, di pagarla, almeno in parte, sotto altre forme. Questo meccanismo introdotto con la cosiddetta clausola di salvaguardia è paradossale”. Chiara l’analisi della Cgia nei confronti di Letta e co: “Se il Governo non raggiunge un determinato obiettivo di bilancio, scatta automaticamente una nuova forma di gettito che va a coprire la parte mancante. Nel caso specifico: la Pubblica amministrazione non paga i suoi debiti e quindi le aziende non possono versare l’Iva o lo Stato non riesce a incassare i soldi dalla sanatoria sui giochi?”. Soluzione messa in campo? “Nessun problema – fa notare Bortolussi - a pagare la differenza è il cittadino”.. Napoli - Lo Stato assassino Busta paga da un euro: prosciugata da detrazioni La vicenda di una donna con due figli e marito disoccupato a causa della crisi na busta paga da un euro. È la spiacevole sorpresa che ha ricevuto una signora di Napoli, madre di due figli minorenni e con marito a carico. A raccontarla è la stessa donna, A.C. le sue iniziali, che denuncia quanto accaduto in una lettera alla rubrica “Dillo al Mattino” del quotidiano locale. “Sono un’incaricata annuale monoreddito, con due figli che frequentano la scuola - scrive - Mio marito in seguito alla grave crisi economica, sono ormai due anni che non lavora. Quindi le spese sono tutte a mio carico. Questo mese ho aperto il mio statino e ho trovato un euro in busta paga”. Come mai? Colpa dell’acconto Irpef anticipato e delle detrazioni per il fatto di avere il marito a carico. Le trattenute sono state infatti così spiegate, come scrive la stessa donna “acconto Irpef 797,27 euro anticipato pur non avendo altri redditi, mentre gli altri soldi sono dovuti per le detrazioni in quanto avevo mio marito a carico. Egli ha ricevuto a dicembre 2013 un indennizzo di disoccupazione in un'unica soluzione di 3.000 euro in tal modo superando i 2.850 euro annui stabiliti dalla legge per essere a carico del coniuge ho dovuto restituirne 400 il mese di agosto e il restante il mese di novembre”. Così mentre la signora avrebbe dovuto percepire il suo normale stipendio, il conto in busta paga è stato di solo un euro. E dovrebbe mantenerci la famiglia per un intero mese. Ovviamente è lei stessa a chiedersi come possa uno Stato ridurre i suoi cittadini alla miseria. “La mia domanda conclude - è questa: è possibile che vi siano leggi che debbano permettere alle famiglie di elemosinare il cibo? Tutto questo che sta accadendo per me è una vera vergogna nei riguardi dei nostri giovani figli ai quali sono stati rubati i sogni e le speranze”. Una storia che lascia l’amaro in bocca e che probabilmente rispecchia la realtà di molte atre famiglie costrette a fare i conti con la crisi e con uno Stato barbaro il cui unico problema è quello di fare cassa Anche Barbara Fruch se ciò significa ‘uccidere’ famiglie intere. U 4 Domenica 1 dicembre 2013 Storia Torna l’appuntamento domenicale con le curatrici del sito www.cartolinedalventennio.it Viaggio nel Ventennio, la comunicazione fascista/5 La creatività, l’innovazione, la spinta rivoluzionaria del movimento di Marinetti L’appuntamento di oggi con lo speciale dedicato alla pubblicità nel periodo fascista è particolarmente interessante perché tratta di uno dei momenti migliori nella storia della comunicazione. Il Futurismo, il rivoluzionario ed eccezionale movimento capeggiato da Filippo Tommaso Marinetti, è la trovata più geniale del secolo: il mito della velocità, il rimettere tutto in discussione, la provocazione portata ai massimi livelli, la spinta innovativa che vive la società di quegli anni è qualcosa di assolutamente nuovo ed inaspettato per l’epoca. Ce ne parlano Gianna Giannini e Stefania Calella nell’ormai consueto appuntamento domenicale con lo speciale che il Giornale d’Italia dedica ormai da cinque settimane al tema, pressoché sconosciuto perché mai, prima d’ora, sufficientemente approfondito e reso in forma organica. Un lavoro ben fatto, strutturato in maniera precisa, appassionante, estremamente interessante che vale la pena seguire con attenzione, perché è solo attraverso l’esatta conoscenza di una società, sotto i suoi vari punti di vista, che si può esprimere un giudizio dotato di cognizione di causa. Sul Fascismo sono state scritte pagine e pagine, fiumi di parole, libri, opuscoli, articoli, siti web e chi più ne ha più ne metta. Nella stragrande maggioranza dei casi si parla sempre della solita solfa, trita e ritrita, dello squadrismo, dell’alleanza con la Germania, dell’assenza di democrazia bla bla bla, riducendo un’epoca durata ben 21 anni ad una storiella che, sin dalle scuole elementari, si cerca di far imparare a memoria ai bambini. Ebbene, il grande merito delle autrici di questo speciale sta proprio nell’aver rifiutato i paraocchi e nell’ aver voluto guardare la storia, e con essa la società, a 360 gradi. Il lavoro qui proposto ai nostri lettori è il segnale emblematico che i tempi stanno cambiando, che c’è la volontà di guardare alla storia senza pregiudizi. Emma Moriconi La pubblicità tra fascismo e futurismo di Stefania Calella e Gianna Giannini “Considero i pittori pubblicitari futuristi come autentici artisti creatori” Tommaso Marinetti, 1936 urante primi anni del regime, l’arte e il manifesto pubblicitario non furono espressione della politica fascista ma del movimento futurista. Il fascismo consentì una certa pluralità di ricerca nel campo artistico, permettendo la pacifica coesistenza di tendenze varie e sperimentazioni ardite. Questo non vuol dire che non esistesse un’arte al servizio del regime. Nel settore pubblicitario vi erano cartellonisti politicizzati come Gino Boccasile, ma anche artisti liberi di seguire il proprio estro. I futuristi si resero subito conto della forza comunicativa di cui era dotato il manifesto pubblicitario. Fortunato Depero fu l’artista futurista che maggiormente lasciò il segno nella pubblicità, grazie ai manifesti realizzati per la Campari. In virtù di questa collaborazione anche i grandi industriali iniziarono a comprendere l’importanza del cartellone pubblicitario e la sua straordinaria capacità di persuasione. La pubblicità futurista fu il trionfo della sintesi ma soprattutto dell’originalità. Il manifesto diventa folle, bizzarro, ricco di slogan in diagonale e dai colori forti, scioccanti. I manifesti dovevano “lottare a pugni di colore” e le strade dovevano diventare dei musei a cielo aperto, delle mostre permanenti, perché il manifesto pubblicitario è arte a tutti gli effetti. In questi anni la pubblicità diventa espressione dei nuovi miti che entusiasmavano la popolazione e il regime: il mito del volo, della velocità, del movimento, temi molto cari non solo al fascismo ma anche al futurismo. Il treno, l’aereo, la macchina, rendevano la vita più dinamica, veloce, aggressiva, e il futuri- D smo fu il primo a carpire e a far propri questi “serpeggianti miti” del secolo. Anche il fascismo si poneva come movimento giovane, dinamico, lanciato verso il futuro. Lo stesso Mussolini era rappresentato come il simbolo di questa nuova giovinezza fascista. Amava farsi riprendere mentre galoppava, guidava l’auto, nuotava e soprattutto pilotava aerei. L’aviazione e la supremazia dei cieli rappresentavano un utile strumento di propaganda, soprattutto per dimostrare oltre i confini nazionali come l’Italia fosse diventato un Paese moderno. La trasvolate aeree di Italo Balbo rappresentarono un importante successo per l’aviazione italiana e furono celebrate in importanti manifesti realizzati da Luigi Martinati e Umberto di Lazzaro. Il volo aveva la capacità di entusiasmare le folle al punto da essere utilizzato al cinema, nel quotidiano ma soprattutto nella pubblicità. Nel 1931 venne realizzato un manifesto dalla ditta Talmone, in cui si invitava la popolazione a consumare la “Cioccolata Ali d’Italia”. Anche le auto incarnavano il progresso tecnologico e lo spirito audace suggerito dal fascismo. La pubblicità degli anni Trenta è ricca di riferi- menti al mondo del motore. Famoso è il manifesto realizzato da Marcello Dudovich per la Fiat Balilla, in cui è ripresa un’elegante signora che si dirige verso la propria vettura: “La nuova Balilla per tutti, eleganza della signora”. Più evidenti i riferimenti al regime fascista nel manifesto di Alberto Bianchi del 1933 per la Fiat Ardita. Mentre Plinio Codognato nel 1936, sempre per l’azienda torinese, realizzò una réclame in cui il protagonista è un balilla. Gli esempi appena citati non devono però portarci verso conclusioni errate. Non tutti i manifesti pubblicitari avevano riferimenti al fascismo o alla propaganda. Il manifesto di Marcello Dudovich per la Fiat Balilla, precedentemente citato, non mostra certo l’idea di donna madre, cara al regime. La donna del manifesto è vestita elegantemente, ha un passo sicuro e si dirige verso l’auto che con molta probabilità sarà lei stessa a guidare. Pubblicità e propaganda, pur essendo spesso affiancate sui muri cittadini, parleranno due lingue diverse. La pubblicità del ventennio sarà lo specchio di una società in lenta crescita, grazie soprattutto, come vedremo in seguito, ad alcune grandi aziende italiane ed alle loro singolari campagne pubblicitarie. . 5 Domenica 1 dicembre 2013 In Africa, Scozia e Alaska Disastri aerei, decine di morti in tre schianti Esteri Il monito davanti ai pellegrini della Chiesa greco-melchita Papa Bergoglio: “Non rassegniamoci ad un Medio Oriente senza cristiani” E lancia un “accorato appello ai responsabili perché in Siria cessi ogni violenza e si trovi una soluzione verso il dialogo” di Robert Vignola isastri dei cieli in tutto il mondo. Con una triste scia di morti e feriti come bilancio. Il più grave è avvenuto in Africa; risale a venerdì, ma soltanto ieri sono stati trovati i rottami dell’aereo Embraer 190 della compagnia di bandiera mozambicana Lam. Il velivolo, dato inizialmente per disperso, è precipitato nel nord-est della Namibia. A renderlo noto è stata la polizia locale. L'aereo era decollato da Maputo, in Mozambico, ed era diretto a Luanda, in Angola. Secondo una nota diffusa dalla compagnia aerea mozambicana Lam, tra le persone a bordo c'erano dieci mozambicani, nove angolani, cinque portoghesi, un francese, un brasiliano e un cinese. Tutte morte le trentatré persone a bordo. Particolarmente assurdo, per la dinamica con cui è accaduto, l’incidente di Glasgow. Un eli- D cottero della polizia (nella foto) si è schiantato su un pub, sfondandone il tetto, nel centro della capitale scozzese, nei pressi del fiume Clyde. A bordo c'erano tre persone: due agenti di polizia e un civile, il pilota. Al momento dell'incidente, il locale, il "The Clutha", era affollato per il concerto di una band. Il bilancio di tre morti è purtroppo soltanto provvisorio. Infine, Un piccolo aereo monomotore con dieci persone a bordo si è schiantato nel sud-ovest dell'Alaska la sera di venerdì, causando la morte di quattro persone, tra cui il pilota, e il ferimento di altre sei. L'aereo, un Cessna 208, viaggiava da Bethel in direzione di Santa Maria, due piccoli insediamenti in una zona remota dello stato dell’estremo nord americano. Non sono ancora note le cause dell'incidente. Valter Brogino on si molla. Non si deve fare, anche se il capolavoro diplomatico messo a segno da Putin insieme a Bergoglio sembra aver assestato una vittoria limpida in favore della pace in Medio Oriente. E se da Damasco le notizie, anche se stranamente più sommesse rispetto ai mesi antecedenti alla citata azione diplomatica, parlano di una recrudescenza delle azioni dei ribelli di matrice jihadistica, torna anche a farsi sentire la voce dei grandi del mondo interessati a che il sangue non torni a scorrere per le strade siriane. Papa Francesco ha rinnovato così ieri il suo “accorato appello ai responsabili perché in Siria cessi ogni violenza e attraverso il dialogo si trovino soluzioni giuste e durature ad un conflitto che ha già causato troppi danni”. Un appello ancora più forte, perché lanciato in presenza dei partecipanti al pellegrinaggio della Chiesa greco-melchita, ideale ponte gettato tra l’Occidente cristiano e il Medio Oriente. Tant’è che il Pontefice ha fatto un pre- N ciso riferimento, con un suo richiamo pubblico: “In particolare esorto al rispetto vicendevole tra le varie confessioni religiose, per assicurare a tutti un futuro basato sui diritti inalienabili della persona, compresa la libertà religiosa”. Libertà religiosa che il regime pur dittatoriale di Assad ha sempre assicurato alla multi-confessionale Siria, mentre i ribelli fin troppo spesso si sono macchiati di crimini in particolare contro le comunità religiose cristiane. “La vostra Chiesa - ha così sottolineato Papa Bergoglio ai pellegrini - da secoli ha saputo convivere pacificamente con altre religioni ed è chiamata a svolgere un ruolo di fraternità in Medio Oriente. Ripeto anche a voi: non ci rassegniamo a pensare il Medio oriente senza i cristiani”. Nord Corea: è un veterano “Crimini di guerra”, arrestato turista 85enne a 85 anni, Merrill Newman. È stato arrestato durante un viaggio di piacere a Pyongyang lo scorso 26 ottobre, mentre era in aereo per tornare negli Stati Uniti. A dare la notizia il figlio Jeff, che ha lanciato un appello affinché l’uomo sia liberato per ragioni umanitarie, essendo molto anziano e con problemi di salute. Il viaggio in Corea, di nove giorni, programmato insieme all’amico Bob Hamrdla, si è concluso così per l’anziano turista con un arresto per crimini di guerra in riferimento al conflitto coreano negli anni Cinquanta. “Atti ostili” contro lo Stato, per aver “ideato azioni di spionaggio ed attività sovversive contro la Repubblica popolare democratica di Corea”, questa l’accusa. Non solo: “è stato coinvolto nell’uccisione di personale di servizio dell’Esercito del popolo coreano e di civili innocenti”. L’uomo aveva parlato della guerra in Corea con la guida turistica, dalla quale conversazione pare sia nato qualche malinteso. In ogni caso è stato arrestato e, secondo i media locali, ha ammesso le sue colpe e chiesto perdono. Il segretario di Stato americano John Kerry ha chiesto che sia liberato mentre la famiglia, preoccupata per lo stato precario di salute, ha inviato i farmaci necessari per le cure dell’uomo. ”. e.m. H 6 Domenica 1 dicembre 2013 Trasporto pubblico locale nel ciclone Altra figuraccia Atac: le biglietterie in tilt Impossibile acquistare titoli di viaggio in tutta la Capitale ennesimo caso di disservizio sul trasporto pubblico romano ha infierito ieri sull’immagine già derelitta di Atac. A causa di un guasto tecnico al sistema di telecontrollo, le macchine emettitrici di biglietti nelle stazioni e sul territorio di Roma sono rimaste per ore fuori servizio. L’avviso è arrivato nel corso della mattinata dall’Agenzia per la Mobilità. Nello stesso frangente, Atac “scusandosi con la clientela, invita a munirsi preventivamente di biglietto utilizzando la rete di vendita esterna (esercizi commerciali o meb presenti sui bus), le biglietterie Atac nelle stazioni principali del metrò e delle ferrovie Roma-Lido e RomaViterbo. Per ridurre i disagi, nelle principali stazioni sono presenti squadre di personale Atac addetti alla vendita dei titoli di viaggio”. Una situazione che ha comprensibilmente gettato nel caos il servizio, con una banalissima “soluzione” al caso: praticamente un passeggero su due ieri ha viaggiato sui mezzi pubblici senza il necessario titolo. Qualche bontempone ha anche indicato la strada per acquistare gli introvabili biglietti recandosi in via Sondrio, vale a dire nella sede dell’azienda dove si sarebbe nascosta la “stamperia clandestina” venuta alla luce dalla recente inchiesta. Alla fine, però, sarebbe meglio dedicarsi aduna più razionale distribuzione presso i punti vendita tradizionali, giacché l’estrema fragilità sia delle macchinette che della tecnologia della quale si servono consiglierebbe comunque di dotare il territorio dai cari, buoni e vecchi sportelli con “l’omino” dentro. R.V. L’ Roma L’Acea Virtus Roma riceve Milano nel “Monday Night” Le due squadre appaiate a quota 8 punti - Jordan Taylor: «La difesa sarà la chiave dell’incontro» di Fabrizio Cicciarelli educe dalla sconfitta in Eurocup contro Belfius Mons Hainaut, l’Acea Virtus Roma sarà protagonista del big match dell’ottava giornata di Serie A Beko: domani sera, infatti, la squadra di coach Luca Dalmonte riceverà la visita dell’EA7 Emporio Armani Milano, grande favorita per la vittoria finale del campionato. La sfida contro una formazione di prestigio come quella meneghina è la giusta occasione per ripartire dopo la prova incolore di mercoledì scorso, nel quale la vittoria è sfumata negli ultimi minuti dopo una seconda parte di gara in cui il ritmo è stato ben al di sotto di quello che l’Acea ha dimostrato di avere, per esempio, nell’ultima trasferta a Cremona. La sfortuna, poi, ci ha messo il suo zampino: oltre alla sconfitta, durante il riscaldamento il centro nigeriano Mbakwe è stato vittima di una contrattura alla schiena, che però non dovrebbe impedirgli di scendere in campo domani. Di ritorno dall’infermeria anche D’Ercole e Tonolli: il primo sembra R Foto D’Ambrosio avere recuperato dal problema alla spalla rimediato nella sfida di campionato contro Bologna, mentre “Tonno” ha smaltito l’attacco influenzale che ne ha precluso l’impiego mercoledì scorso. Dall’altra parte anche Milano non sorride: nell’ultima trasferta di Eurolega a Kaunas non ha perso soltanto la gara contro lo Zalgiris, a causa di un canestro messo a segno negli ultimi secondi dall’ex Dentmon, ma ha dovuto salutare anche il centro giamaicano Samuels a causa della frattura subìta alla mano destra. L’infortunio del lungo meneghino si aggiunge a quelli di Kangur e dell’ex Gigli, pronto al rientro proprio per la trasferta nella sua città d’origine, che avevano reso necessario l’ingaggio di Gani Lawal, altro ex virtussino che proprio nella sua vecchia palestra dovrebbe ritrovare un minutaggio importante. Chi invece non sembra avere problemi è Keith Langford, capocannoniere del campionato con una media di 20.6 punti a partita e protagonista di una striscia positiva che lo ha visto scollinare quota 20 nelle ultime quattro trasferte di campionato. A lui, oltre che a una rosa ben assortita, Roma dovrà prestare particolare attenzione per ritrovare la vittoria contro Milano a più di due anni dall’ultima volta: era il 25 aprile 2011 e la Virtus espugnò il Forum di Assago, dopo aver vinto anche la sfida casalinga. Jordan Taylor, playmaker della Virtus, ha analizzato la gara di domani: «Milano è una squadra con tanti giocatori di talento a propria disposizione, ha dei lunghi di qualità e tanti tiratori in grado di segnare. L’aspetto difensivo sarà una delle chiavi dell’incontro, dovremo difendere al meglio e attaccare con un gioco corale». LA CONFERENZA Eurosky Tower. Entrare in casa e uscire dal solito. L’intolleranza dei gay contro i circoli cattolici vevano preannunciato un convegno: scoperto che non si trattava del solito omaggio alle tesi dell’omofollia, ma che sarebbe stato un appuntamento per approfondire quanto male fanno i nuovi “modelli Gender”, il Comune ha tolto loro patrocinio e casa. Per questo motivo, e per denunciare un clima di pressioni e di odio orchestrato nei loro confronti, l’Associazione Famiglia Domani, l’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche, i Giuristi per la Vita e il Movimento Europeo per la Difesa della Vita (Mevd) hanno indetto la conferenza stampa che si terrà domani alle ore 11, presso la Sala Capitolare del Chiostro di S. Maria sopra Minerva, appartenente al Senato della Repubblica (piazza della Minerva, 38). Un incontro “per denunciare - dicono l’intolleranza ideologica che si è manifestata negli ultimi mesi contro tutti coloro che intendono difendere pubblicamente la famiglia naturale”. A parlare del pesante clima di intimi- A La parte migliore è quando si torna a casa Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it dazione che grava nei confronti di chi vuole mettere in discussione, seppur in maniera civile e scientifica, le tesi degli ideologi del gender, saranno l’avvocato Claudio Vitelli per l’Associazione Famiglia Domani, il dottor Vittorio Lodolo D’Oria per l’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche, l’avvocato Gianfranco Amato per i Giuristi per la Vita, il consigliere Alberto Zelger per il Mevd. “Episodi di violenza verbale e fisica e una vera e propria censura da parte delle lobby Lgbt si sono già registrate a Milano, Verona, Torino, Roma, dove oltre alla contestazione, si è cercato di impedire, a volte riuscendoci, lo svolgimento di conferenze e convegni in cui si difendeva la famiglia naturale fondata sul matrimonio. Tutto ciò, senza che ci sia stato grande scandalo sui media nazionali. Un motivo per reagire e far sentire la propria voce, rivendicando piena libertà di espressione”, aggiungo gli organizzatori. G.L. 7 Domenica 1 dicembre 2013 Dall’Italia Legnano - Un gesto che ricorda quello di Kabobo, il ghanese che picconò tre passanti Perugia - Il gesto folle Senegalese impazzito: “Sono Dio” e poi aggredisce sei persone Uccide la moglie a colpi di fucile L’uomo ha iniziato a gridare frasi sconnesse e si è avventato sulla sua convivente e la figlia di quest’ultima, prendendo a calci e pugni i carabinieri e i sanitari intervenuti i è svegliato convinto di essere Dio e pronto a redimere tutte le anime dei peccatori. Un vicenda che ricorda in maniera sinistra quella di Mada Kabobo, il ghanese che l’11 maggio scorso uccise a picconate le prime tre persone incontrate all’alba per le strade di Milano. Una follia omicida simile quella che si è innescata nella mente del senegalese che venerdì mattina ha aggredito sei persone, fortunatamente non in maniera grave (sono tutti guaribili tra 15 e 30 giorni). È successo al Legnano (Milano), dove l’immigrato è stato arrestato dai carabinieri, anche loro rimasti feriti nella colluttazione. Come riportano i giornali locali è iniziato tutto alle 7.30 del mattino quando K.D., un venditore ambulante di cd di 27 anni di origine senegalese, particolarmente alto e robusto, che da circa 3 anni vive con un’italiana di 48 anni, e la figlia 17enne di lei, si è svegliato, in preda a una sorta di delirio, e ha cominciato a urlare: “Sono Allah, l’Occidente mi distrugge, lo devo redimere!”. La convivente ha cercato di calmarlo ma è stata picchiata. La figlia, che nel frattempo aveva chiamato i carabinieri, è stata spintonata più S volte dall’uomo e, cadendo, ha riportato la frattura della mano sinistra. Il senegalese, accortosi della telefonata della figlia, si è quindi appostato dietro la porta di casa in attesa che arrivassero i militari, e con loro i soccorritori del 118. I due carabinieri sono saliti al terzo piano e sul pianerottolo sono stati aggrediti dal senegalese che, continuando a gridare frasi senza nesso, li ha spinti, facendoli ruzzolare giù per le scale. Stessa sorte per i primi due soccorritori della Croce Rossa di Busto Arsizio accorsi sul posto. Uno di questi, nel tentativo di fermare il senegalese, è stato morso al braccio, riportando una ferita molto profonda. Nel frattempo sono giunte in zona altre cinque pattuglie di carabinieri e polizia, e altre ambulanze mentre l’intera zona veniva bloccata, con una ripercussione notevole sul traffico dei pendolari che a quell’ora è assai intenso sulla via di circonvallazione della città. L’uomo, nonostante i numerosi militari accorsi, ha tentato ancora di divincolarsi ma alla fine è stato fermato, sedato, ammanettato e accompagnato nella caserma dell’Arma. Qui, prima che il pm Mirko Monti decidesse l’autorizzazione all’arresto per resistenza e lesioni ai danni di pubblici ufficiali, col conseguente trasporto al carcere di Busto Arsizio, il senegalese (che non aveva mai dato alcun segno di squilibrio né mai esercitato alcuna violenza) ha tentato ancora di liberarsi, picchiando più volte le mani contro il muro, e gridando. Il bilancio della sua follia, per fortuna, non è grave: la convivente dell’uomo ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni per il trauma cranico e le contusioni riportate. Prognosi di 30 giorni per la ragazza e 7 giorni anche per gli operatori del 118. Ancora in osservazione i carabinieri avendo sbattuto la testa sui gradini dopo aver perso l’equilibrio sotto la spinta dell’uomo. Un gesto che ricorda inevitabilmente l’aggressione folle di Kabobo, non è escluso infatti che i due episodi siano legati da un ‘filo conduttore’: l’amok, la patologia si manifesta con un’esplosione improvvisa di violenza che rapidamente si intensifica fino a sfociare nell'atto delittuoso. Miriana Markovic L’uomo ha 90 anni. Dietro la tragedia motivi di salute ragedia in famiglia nel perugino, dove Athos Ceccarelli, 90 anni, ha preso il fucile da caccia che teneva nascosto sotto il materasso, lo ha puntato contro la moglie mentre questa si trovava ancora dentro al letto e ha fatto fuoco. Così l’uomo ieri mattina ha deciso di porre fine a una relazione matrimoniale durata 60 anni con la vittima, Vanda Cagnoni. I due, che in precedenza vivevano a Tavernelle (Pg) dove in passato avevano gestito un bar e un negozio di alimentari, si erano da poco trasferiti insieme alla figlia a Castiglione del Lago. È stata proprio la figlia della coppia, dopo aver sentito lo sparo, ad accorrere in camera da letto e a trovare il cadavere della madre, con il padre in stato di shock. All’uomo probabilmente è mancato il coraggio di uccidersi dopo aver posto fine alla vita della moglie. La figlia ha quindi subito chiamato il 118, che è arrivato sul luogo del delitto insieme ai carabinieri della locale caserma, comandati dal capitano Marcello Sardu. All’arrivo del medico legale, per la donna non c’era più nulla da fare: il sanitario ha potuto soltanto constatarne il decesso. Pare che mai in passato vi fossero stati nella coppia dissapori tali da giustificare un gesto di questo tipo, quindi l’ipotesi più probabile al vaglio degli inquirenti è quella del raptus di follia improvviso, ma con radici nei gravi problemi di salute che accomunavano i due, anche a causa dell’età avanzata. L’uomo, indagato per omicidio, non è in stato d’arresto, ma è stato comunque sottoposto a consulenza psichiatrica in ospedale. L’ennesima tragedia che si consuma tra le mura domestiche: troppo spesso a farne le spese M.M. sono le donne. T 8 Domenica 1 dicembre 2013 LA DECISIONE DEL MINISTRO Alluvione in Sardegna: stop ai versamenti Sospesi fino al 20 novembre gli adempimenti tributari, inclusi quelli degli agenti di riscossione Dall’Italia GIALLO DI BREMBATE DI SOPRA – A TRE ANNI DALLA MORTE DELLA TREDICENNE PARLA MAURA PANADESE La mamma di Yara lancia un appello: “Chi sa parli, il killer può colpire ancora” La donna chiede giustizia: “Lo dobbiamo alla nostra famiglia”. Intanto continuano le indagini per individuare ‘Ignoto 1’ il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni Chi sa parli, vogliamo giustizia, lo dobbiamo agli altri nostri figli”. È l’appello, lanciato ai microfoni di Sky Tg24 e Bergamo Tv, di Maura Panadese, la mamma di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo) nel novembre di tre anni fa e poi ritrovata cadavere in un campo a Chignolo d’Isola il 26 febbraio successivo. “Io e mio marito – ha detto la donna – viviamo sospesi nella paura che ciò che è successo a Yara possa ripetersi per mezzo della stessa mano”. Dopo tre anni di silenzio (la donna parlò infatti solo una volta per chiedere la liberazione della figlia quando non sapeva ancora che la piccola era stata massacrata subito dopo il rapimento), la famiglia torna davanti ai microfoni. “Interrompo il silenzio nel quale tornerò alla fine di questa comunicazione – ha detto la donna – per lanciare un appello. So che tutti stanno profondendo il massimo sforzo per la risoluzione di questo caso ma ciò evidentemente fino a questo momento non è bastato”. Parlando anche a nome del marito, la Panarese ha “ I l popolo sardo potrà tirare un respiro di sollievo almeno per qualche giorno. In tutti i Comuni colpiti dall’alluvione in Sardegna sono infatti sospesi tutti i versamenti fiscali e gli adempimenti tributari previsti dalla legge, inclusi quelli da cartelle di pagamenti emesse dagli agenti della riscossione, che scadono nel periodo compreso tra il 18 novembre e il 20 dicembre 2013. È quanto prevede un decreto straordinario firmato ieri dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. In sostanza, dunque, per tutti i cittadini della Sardegna colpiti dall’alluvione che ha causato morte e distruzione sull’Isola sarà sospeso il pagamento delle tasse al fisco e il pagamento delle cartelle esattoriali come quelle di Equitalia. Come spiegano dal Ministero dell’economia in una nota, le aree interessate dal provvedimento sono quelle già individuate nell’ordinanza del 22 novembre scorso firmata dal Commissario delegato per l’emergenza in Sardegna. Con un successivo decreto sarà poi cura dello stesso ministero dell’economia stabilire le nuove modalità di effettuazione degli adempimenti e versamenti sospesi. C.B. raccontato che vivono “in attesa di un dettaglio, di una telefonata”, che permetta loro di “dare risposte concrete agli altri nostri figli” e affinché chi la preso e ucciso la loro piccola “sia assicurato alla giustizia”. “Viviamo nella speranza che anche dopo tre anni chi ha visto, ha sentito o è venuto a conoscenza di qualcosa, anche un particolare che ritiene irrilevante si faccia avanti senza paura – ha concluso – abbiamo fiducia nella giustizia umana oltre che in quella divina e attendiamo con ansia che il responsabile di questo atroce gesto, che ci ha provocato il più terribile dei lutti, venga finalmente assicurato alla stessa e messo in condizione di Eurosky Tower . Entrare in casa e uscire dal solito. NASCONO I PRESIDI DI CONFIMPRESE TURISMO “Puntare su turismo e cultura per risollevare i Comuni” utelare il patrimonio italico puntando allo sviluppo turistico e ad una crescita sana. È questa la mission per cui sono nati i Presidi di Confimprese Turismo Italia, strutture pronte a coinvolgere località italiane che hanno un potenziale attrattivo e turistico ancora inespresso. E un primo ‘esperimento’ è stato messo in atto nel Comune di Craco, in provincia di Matera nel cuore della Basilicata. Il piccolo centro nel 1963 venne evacuato a causa di continue frane dovute ai lavori alla rete idrica e divenne negli anni un vero e proprio paese fantasma. Dopo decenni di abbandono e degrado da appena tre anni l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Lacicerchia ha intuito che Craco ha le carte in regola per diventare meta di turisti e viaggiatori. Dalle rovine si può così generare lavoro: non è un caso che qui siano stati girati molti film nazionali e internazionali dalla Passione di Cristo di Mel Gibson nel 2004 per finire con Basilicata cost to cost di Rocco Papaleo nel 2010. Nel 2013 sono stati circa 5 mila i turisti approdati nel comune della Basilicata per affacciarsi dalla torre Normanna che da mille anni domina Craco e rimanere estasiati da un paesaggio unico. Numeri destinati ad aumentare e che rappresentano una occasione da cogliere al massimo. Craco, si legge nella nota di Confimprese Turismo, in un certo modo simboleggia l’Italia T Il quotidiano è sempre straordinario. Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it non nuocere più”. Intanto le indagini vanno avanti: qualche settimana fa, in seguito agli esami effettuati dall’antropologa forense Cristina Cattaneo, era arrivata la conferma che Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto a 61 anni nel 1999, è sicuramente il padre biologico dell’uomo che ha ucciso Yara. Per cercare l’assassino, ‘Ignoto 1’, gli inquirenti hanno fatto accertamenti su orfanotrofi e persone nate senza padre nei comuni limitrofi a Gorno. Ma non sono arrivati a capo del caso. Nei giorni scorsi è stato interrogato un giovane imprenditore, finora mai sentito dagli inquirenti, che avrebbe detto di conoscere l’assassino della ragazzina: si tratta di un uomo originario di un paese che dista pochi chilometri da Brembate Sopra. Alcuni dei suoi dipendenti erano al lavoro nel centro commerciale di Mapello, nel periodo in cui la giovane sparì. L’uomo è stato interrogato e sottoposto a prelievo di dna. Sono in corso ulteriori accertamenti per vedere se la sua versione possa trovare corrispondenza alla realtà dei fatti. Carlotta Bravo che tra mille fatiche non vuole morire e combatte per risorgere. “Ci è sembrato doveroso partire da un piccolo comune del Mezzogiorno – spiega Giuseppe Sarnella, Presidente di Confimprese Turismo Italia – Nell’individuare, nel cercare le realtà italiane che meritano una tutela e un sostegno particolare, Craco, con la sua storia unica è il nostro punto di partenza perfetto. Non è un caso se abbiamo individuato come primo Presidio un piccolo centro di una terra antica che non vuole morire e che ha molte potenzialità come è la Basilicata. Dal Sud e da piccoli esempi virtuosi come quello di Craco deve ripartire il nostro paese. Siamo consapevoli – aggiunge – che la strada è ancora lunga, per questo ogni Presidio avrà un nostro delegato di zona che lavorerà al fianco delle imprese, dei giovani impegnati quotidianamente nella loro terra e degli amministratori per promuovere, dare idee e affiancare le attività produttive del luogo, da Roma noi contribuiremo a presentare le loro istanze nelle sedi opportune. Confimprese Turismo Italia sarà un alleato prezioso con il quale i Comuni presidiati potranno guardare alle sfide del futuro”. E di territori con potenzialità enormi, in Italia, ce ne sono molti. Puntare sullo sviluppo turistico, economico e culturale significa creare posti di lavoro e contemporaneamente arricchire la zona. Fortunatamente ci sono ancora enti che se ne rendono conto. B.F. 9 Domenica 1 dicembre 2013 IL GOVERNATORE NON MOLLA LA POLTRONA E RITRATTA LE ACCUSE MOSSE A BERLUSCONI IN QUESTI ANNI Vendola il finto garantista: “Ne uscirò a testa alta” lla fine ce l’ha fatta. Dopo essere stato travolto dall’inchiesta sull’Ilva, per il quale è indagato, Nichi Vendola scioglie il silenzio davanti ai microfoni: “In questi anni mi sono trovato molte volte coinvolto in indagini, non me ne sono mai lamentato. Non mi sono difeso dai processi, mi sono difeso nei processi. Ne sono uscito sempre a testa alta e credo che questo accadrà anche in questa occasione”. Ovviamente neanche un cenno sul famosissimo pranzo in cui il Governatore della Puglia era stato immortalato insieme a Susanna De Felice A nel 2006, il giudice che lo ha assolto quasi un anno fa dall’accusa di abuso di ufficio. Poi, come di consueto, non perde occasione per parlare di Berlusconi: “Un Paese in cui i potenti sono intoccabili, quindi sono impuniti, godono di una immunità a prescindere, non è un Paese libero”. Ecco, libertà e giustizia. Due valori di cui il presidente di Sel si è sempre riempito la bocca. Eppure il ‘perbenista’ per eccellenza non molla la poltrona da Presidente della Puglia, pur avendo ricevuto – un mese fa - un avviso di garanzia dalla Procura di Ta- ranto, appunto sulla questione Ilva. Infine, non potendo ritrattare quanto detto in questi anni sulle intercettazioni viste le scottanti chiacchierate tra lui e l’ex responsabile delle relazioni esterne della siderurgica, Girolamo Archinà, Vendola fa notare come “siano uno strumento fondamentale per compiere le investigazioni e che chi esercita le funzioni pubbliche, chi siede su scranni importanti, debba sottoporsi con rispetto al controllo di legalità che è il mestiere dell’autorità giudiziaria”. Dalle colonne di Repubblica, invece, il numero uno della Puglia con il suo inconfutabile politically correct spiega così il suo rapporto con l’allora responsabile dell’Ilva: “Non sono una bella statuina nel presepe napoletano. Per fare il governatore non serve scrivere una poesia, ma affrontare di petto problemi complessi”. E ammette: “Ho parlato, è vero. Ma mi sono genuflesso agli operai non al padrone. È qui la differenza: ci sono quelli che hanno preso i soldi dai Riva. Io no”. Intanto le indagini degli investigatori proseguono. La Procura di Taranto sta tentando di stringere i tempi per l’estradizione di Fabio Riva, fuggito in Inghilterra. Il pm inglese, secondo indiscrezioni, dovrà presentare al giudice distrettuale entro il prossimo 9 dicembre per replicare alle indicazioni dei difensori dell’ex vice presidente del Gruppo Riva che chiedono il rigetto della richiesta di estradizione formulata dalle autorità italiane. Giuseppe Sarra Dall’Italia SIT-IN DI PROTESTA ALLA REGIONE An mette alle strette il Presidente pugliese M ercoledì prossimo, con i nostri militanti pugliesi e delegazioni provenienti anche da altre regioni, il movimento per An "assedierà" pacificamente, a partire dalle 11,30, il palazzo della regione Puglia per chiedere le dimissioni del presidente Vendola. "Lo abbiamo deciso ieri sera - si legge in una nota del Movimento - alla riunione dei fondatori del movimento, su proposta del portavoce, Adriana Poli Bortone. Le bandiere di Alleanza nazionale sventoleranno nel nome della lotta alla malasanita' per sollecitare lo scioglimento di un'amministrazione incapace di dare risposte serie e per sollecitare impegni concreti sul lavoro in una terra che soffre drammaticamente la tragedia della disoccupazione. Non solo: al centro della protesta la drammatica situazione dell'Ilva di Taranto nella quale il presidente Vendola si trova coinvolto in un'inchiesta dai contenuti molto imbarazzanti, se è vero che ha ostacolato i controlli ambientali sul colosso industriale. Se per concussione si condanna Berlusconi a sette anni per quello che faceva in casa sua, ci chiediamo come faccia a restare al suo posto un governatore indagato per lo stesso reato ma per fatti ben più gravi. Tutta Italia deve sapere quello che succede in una delle regioni più importanti e auspichiamo che tutta l'opposizione decida finalmente di presentare la sfiducia al presidente della regione. Per ora, si sta muovendo il tal senso il solo consigliere regionale Curto, esponente del nostro movimento". 10 Domenica 1 dicembre 2013 Internet UNO S T UDIO DIPINGE LA NUOVA POPOLAZIONE DI INTERNAUTI ITALIANI La tecnologia, un dilemma tricolore Odi et amo: si rincorre l’ultimo dispositivo sul mercato ma non si fanno sforzi per acquisire più competenze FOCUS “404”, le tre cifre maledette Un codice di errore web diventato diletto dei più grandi web designer di Francesca Ceccarelli manti della tecnologia ma tremendamente pigri. E’ questo il quadro dell’italiano medio secondo il risultato del primo Barometro Intel dell’innovazione IT, condotto in Italia e in altri sette Paesi (Usa, Giappone, Francia, Brasile, Cina, India, Indonesia). Se siamo infatti tra i primi al mondo per passione tecnologica – uno su due non si fa mai mancare l’ultimo gadget sul mercato – ci confermiamo fanalino di coda per quanto riguarda l’innovazione. Particolarmente interessante un dato in controtendenza con le aspettative, e cioè che sono proprio i più giovani, i cosiddetti “nativi digitali”( i ragazzi tra i 18 e i A 24 anni) a guardare con sospetto smartphone e simili poiché ben il 76% di loro considera la tecnologia uno dei fattori che ha reso la società attuale meno umana, nonostante il 93% di loro sia comunque convinto che ci renda la vita più semplice. Una piccola percentuale di “conservatori” visto che un giovane su due vorrebbe una tecnologia sempre più “smart” e futuristica, arrivando addirittura a rinunciare alla privacy. La vera sorpresa arriva dalle mamme a quanto pare: le donne over 45 risultano essere le tecno-fan più accanite, ben tre volte più propense rispetto alle americane della stessa fascia di età, a sostenere l’innovazione tecnologica, dichiarando di non utilizzarla abbastanza. Tutto questo in un quadro generale in cui l’Italia si conferma ultima tra le grandi e tra i Paesi emergenti: solo 7 italiani su 100 vedono nel governo una capacità di spinta innovativa, benché il 77% di loro ritenga che la propensione all’innovazione sia un fattore importante di benessere sociale. La tecnologia, al servizio del bambino. E i bambini? Infanzia e digitale sono ormai strettamente legati. Nonostante divieti e limiti all’uso del web e degli smartphone, i fatti parlano chiaro: il 40,7% dei bambini italiani tra 6 e 10 anni navigano in Internet. I dispositivi touch hanno reso più facile l’uso della tecnologia anche agli infanti. Secondo Paolo Ferri, docente di teoria e tecniche dei nuovi media presso l’Università degli Studi Milano Bicocca: “I bambini sono molto competenti. Un errore che si fa molto spesso è non guardarli, non osservare cosa fanno e come si impossessano della tecnologia”. Non bisogna, quindi, demonizzare gli strumenti hi-tech, che possono essere un campo di esperienza importante anche per i più piccoli. Ovviamente, specifica Ferri, servono le dovute accortezze: “Spesso gli adulti sono molto condizionati dalle loro paure, ma credo che i bambini siano in grado di gestire le tecnologie, insieme ai genitori. L’importante è non lasciarli da soli”, aggiunge il docente. Aiutare i minori per un approccio sano e consapevole alla tecnologia è compiti dei genitori, chiamati in prima linea a supervisionare l’attività di internauti dei figli. PROSSIMAMENTE AL CINEMA “Disconnect”, sopravvivere alla Rete Nelle sale italiane dal 9 gennaio 2014 un thriller avvincente na storia che può essere facilmente riconducibile alla realtà: un avvocato infaticabile che vive incollato al cellulare tanto da non riuscire a trovare tempo da dedicare alla moglie e ai due figli adolescenti. Una coppia in crisi dunque, che usa internet come via di fuga da un matrimonio ormai finito. C’è poi un ex-poliziotto vedovo che si scontra ogni giorno con il figlio che pratica bullismo in rete ai danni di un compagno di classe. Infine un’ ambiziosa giornalista crede di potere fare carriera usando la storia di un ragazzino che si esibisce su siti per soli adulti. Tutti sono sconosciuti ma vicini di casa, colleghi, e le loro U storie si incrociano in questo avvincente film che racconta la vita di persone comuni alla disperata ricerca di un contatto umano. Disconnect, nelle sale italiane dal 9 gennaio 2014 cerca di portare a galla le conseguenze della tecnologia moderna come quella di influenzare e modificare le esistenze umane. Un film incredibilmente attuale che sottolinea quanto il nostro modo di vivere ''digitale''sia ormai irrimediabilmente 'connesso'' con il mondo reale. Girato con grande realismo, segna il debutto di Henry-Alex Rubin al lungometraggio: il regista era già stato di fatto candidato all'Oscar per il documentario Murderball. F.Ce. n numero che nessuno vorrebbe mai vedersi visualizzare: sconosciuto ai più ma non agli esperti del Web. Si parla del“404 ossia il codice di errore tecnico di una pagina su internet che se in passato risultava essere caratterizzata solamente dalle tre cifre nere e la scritta “not found”, oggi sono vere e proprie opere di web design. Così attorno a un codice di errore che tende a rimanere sempre una pagina, la fantasia dei disegnatori di pagine web sembra andare ben oltre. Un sottobosco digitale che se viene in contatto con l’utente, deve rimanere decisamente nella memoria. Con questo spirito sempre più spesso i designer si spingono a creare capolavori: due le opzioni quando si parla di progettazione di pagine 404. In primis è possibile renderla completamente funzionante in modo che aiuta tornare ai contenuti pertinenti; la seconda opzione è invece quella di rendere la pagina 404 un vero e proprio spazio creativo con la presenza di un’immagine statica. Ecco qualche esempio delle pagine più creative presenti sul Web: The Movie Nerd, un blog U che parla dei film ad 8 bit. La sua pagina di errore risulta minimale ma allo stesso tempo con il logo in rilievo 3D molto accattivante e divertente. Kiss.com è un sito di contatti interpersonali: la pagina 404 risulta spiritosa con l’immagine di un perdente che sembra essere rimasto “appiedato”, sentimentalmente parlando, dopo una festa. Klapp, una versione molto personale di Space Invaders, semplicemente brutale. Dribbble è una bacheca per progettisti: la pagina di errore ha un breve testo ed una palla da basket bucata. Semplice ma molto carina e dà la possibilità di contattare il sito web. Per Focus Lab l’approccio alla pagina 404 è piuttosto semplice e diretto. Indirizza lo spettatore ad alcune delle pagine più importanti del sito web con l’immagine di un ragazzo che mangia una ciambella. The Many Face Of replica molti dei più importanti personaggi interpretati da Leonardo DiCaprio, che viene inserito proprio sulla pagina 404, con una frase decisamente azzeccata. F.Ce. Domenica 1 dicembre 2013 11 Cucina In tempi di crisi sempre più valutati nuovi profili professionali in ambito culinario La carica degli assaggiatori Doc La Coldiretti parla di opportunità lavorative che potrebbero dare risposta alla disoccupazione di Anna Grasso a figura del Sommelier è oramai piuttosto comune all’interno di un ristorante e quando si pensa al Sommelier, si pensa al vino. Le associazioni potrebbero però da oggi subire dei mutamenti. La Coldiretti parla di “nuovi mestieri del gusto”, nuove opportunità lavorative in grado di dare impiego a circa 100mila persone nei prossimi tre anni. Si tratta di nuove figure professionali che mirano alla specificità e alla qualità del prodotto alimentare, rivolgendosi soprattutto a nicchie di consumatori da un palato piuttosto esigente. E così, ecco l’arrivo del “Sommelier della frutta”; un assaggiatore di frutta che dà consulenza a ristoratori e altri operatori del settore, in modo da indirizzarli verso l’acquisto di prodotti sempre migliori e che soddisfino i propri gusti. Queste figure professionali hanno affinato i propri organi di senso, in modo da poter descrivere il prodotto in questione e da poter riconoscere le sue proprietà organolettiche. Ma come è possibile costruire il profilo sensoriale di un frutto? Ebbene, per gli interessati sono messi a disposizione dei corsi per assaggiatori di frutta organizzati dall’OnaFrut, la prima associazione nazionale di assaggiatori di frutta appunto, nata a Saluzzo, per iniziativa della Federazione provinciale della Coldiretti di Cuneo, nel 2002. Attraverso i suoi corsi, l’associazione è riuscita a formare un panel di degustazione, ovvero un gruppo di tecnici degustatori che hanno acquisito le conoscenze adeguate e la sensibilità adatta per effettuare esami sensoriali della frutta. Queste loro capacità potrebbero trovare impiego nei campi più disparati: dalle scuole, per accrescere la sensibilità dei giovani circa un consumo consapevole di frutta; ai produttori, per renderli più consapevoli nel seguire correttamente i disciplinari di produzione; ai ristoratori, ai quali l’associazione si rivolge per proporre una sorta di carrello dei formaggi L Un’assaggiatrice di frutta; in basso un corso per assaggiatori di miele e un sommelier di grappa per la frutta. “La nostra associazione” spiega Cesare Gallesio, segretario provinciale dell’OnaFrut “annovera attualmente 270 soci. All’inizio la principale attività era l’organizzazione di corsi rivolti a esperti del settore e/o ai con- sumatori; attività nella quale abbiamo coinvolto più di 1.000 persone in tutta Italia. Circa una ventina di questi sono poi diventati Maestri Assaggiatori e partecipano settimanalmente ai “panel test” o agli addestramenti nella sala degustazioni di Terzuolo. Il nostro intento è quello di promuovere un approccio consapevole sia alla scelta che all’acquisto di prodotti ortofrutticoli; un approccio legato alla stagionalità, alla valorizzazione delle caratteristiche qualitative dei frutti e alla promozione dei prodotti in base ai reali benefici per il consumatore”. Ma come avviene un test di assaggio? “Un test di assaggio” riprende il presidente Gallesio, “parte dalla creazione di una scheda descrittiva dei parametri da analizzare, diversa da specie a specie. Si passa poi all’analisi vera e propria che può essere su un solo campione (descrittiva) o su più campioni o varietà (comparativa). Le apparecchiature sono semplici, si tratta di cabine dove l’assaggiatore, indisturbato, può lasciare liberi di esprimersi i suoi sensi”. Grazie a queste attività analitiche, è stato possibile creare dei profili distintivi per le varie specie di prodotti, evidenziando le differenze esistenti tra le specie coltivate nelle varie regioni italiane. L’associazione si propone un obiettivo molto ambizioso: quello d’introdurre un Sommelier della frutta nei ristoranti di lusso, accanto al Sommelier del vino. E, nonostante sia nata di recente, sta già ottenendo ottimi risultati. L’OnaFrut collabora con ristoranti ed istituti alberghieri e sta raccogliendo vittorie nella lotta all’acquisto di prodotti a Km0, ovvero di varietà locali. L’analisi sensoriale è diventata una vera e propria scienza collegata alla statistica e al marketing aziendale. Infatti, consente di individuare quali sono le caratteristiche che guidano il consumatore alla scelta o al gradimento globale di un determinato tipo di frutto, e quindi di indirizzare la produzione verso la più ampia fascia di consumo possibile. Ma le novità nel campo degli assaggi non si limitano alla frutta. Stanno prendendo piede infatti, anche l’assaggiatore di miele e l’assaggiatore di grappe. La frutticoltura è un’importante risorsa per l’economia nel nostro Paese sta vivendo il passaggio da, un interesse per gli aspetti quantitativi, a quello per gli aspetti qualitativi. FOCUS. DIETRO UN GRANDE CHEF C’È SEMPRE UNA GRANDE SQUADRA Elogio dell’ultima ruota del carro in cucina Spesso le firme d’eccelenza dei fornelli hanno alla base dei loro successi aiutanti di tutto rispetto n nome su tutti per fare un esempio: Carlo Cracco, lo chef che tra show televisivi, libri e comparsate varie ha, ormai, raggiunto la notorietà di una rock star. Se si nomina invece Matteo Baronetto pochissimi saprebbero indicarlo come colui che guidava la cucina del ristorante milanese di Cracco. Si chiamano “sous chef”, questa la definizione tecnica del personale che lavora in cucina per dare lustro non solo al locale ma anche alla fama dello chef. Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, insomma, lo stesso vale in cucina: dietro ogni grande cuoco c’è un grande assistente con la sua squadra che lo supporta e lo sostituisce nei momenti di emergenza. Un piccolo esercito (non a caso il termine è mutuato proprio dal linguaggio militare) che comprende molteplici figure, organizzate in una rigida gerarchia: si va dai capo partita (responsabili dei singoli settori, come carni, pesce, verdure, primi piatti e così via) agli aiuto-cuochi sino ad arrivare ai lavapiatti (addetti al lavaggio delle pentole e degli attrezzi) e, infine, ai garzoni, che si occupano U delle pulizie della verdura e del locale, oltreché della biancheria usata in cucina. Non tutti i team ai fornelli sono uguali: ci sono diverse variabili in ballo, che vanno dal tipo di piatti offerti al numero di coperti o al budget destinato al personale. In alcuni locali, per esempio, sono previsti ruoli come quello dello chef tournant, che rimpiazza gli chef di partita assenti, oppure del garde manger, che è il responsabile dell’approvvigionamento, della conservazione e del porzionamento di carni e pesce. Va poi sottolineato che in tempo di crisi c’è aria di forte ridimensionamento, un fenomeno che dipende sia dal costo della manodopera sia dall’avvento di macchinari e prodotti semilavorati che limitano il fabbisogno di personale. Anche le retribuzioni possono cambiare in maniera considerevole in relazione alle caratteristiche del ristorante. Questi in linea di massima gli stipendi: il garzone, che si pone al primo gradino della carriera guadagna intorno ai 600/800 euro al mese mentre il secondo chef può superare quota 4.000 euro. Francesca Ceccarelli 12 Domenica 1 dicembre 2013 MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE CIRCOLARE SU ADESIONI E CREAZIONE CIRCOLI MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE Il Movimento per Alleanza Nazionale a partire dal giorno 20 novembre 2013 promuove la campagna di adesione finalizzata alla partecipazione all’Assemblea Costituente che si terrà entro la prossima primavera. Il contributo volontario per l’adesione al movimento è fissato in almeno euro 5 (cinque). I promotori del Movimento per Alleanza Nazionale devono aver compiuto il sedicesimo anno di età e aderire ai principi ispiratori del movimento meglio specificati sia nell’atto costitutivo che nel manifesto degli intellettuali di destra pubblicato nel luglio 2013. Allegata alla presente verrà inviato il modulo di adesione che dovrà essere riempito in ogni sua parte. Per costituire un circolo è necessaria l’adesione di almeno 10 (dieci) promotori che contestualmente alla domanda indicheranno un proprio coordinatore e il nome del circolo, la costituzione del circolo è subordinata alla ratifica da parte del Settore nazionale Organizzazione. Nell’ambito dello stesso comune sarà possibile creare più circoli. In questa prima fase, in attesa della costituente, non vi saranno altre strutture come ad esempio segreteria provinciale o regionale. All’Assemblea costituente hanno diritto a partecipare tutti i promotori, ogni testa varrà un voto. Nei prossimi giorni verrà comunicato l’IBAN bancario ove effettuare i bonifici per il riconoscimento dei circoli. Il Responsabile Nazionale Organizzazione Roberto Buonasorte [email protected] Responsabile dell’Organizzazione Roberto Buonasorte Mail.: [email protected] ✂