Anno II - Numero 283 - Domenica 1 dicembre 2013
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Primarie Pd
Seconda rata Imu
Il monito del Papa
Il pubblico snobba
il confronto in Tv
Governo e Comuni
gettano l’Italia nel caos
“Non esiste un Medio
Oriente senza cristiani”
Vignola a pag. 2
Sarra a pag. 3
a pag. 5
EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Roberto Buonasorte
er quanto riguarda la norma
sui rimborsi elettorali, il procuratore della Corte dei
Conti del Lazio Raffaele De
Dominicis, ha sollevato la questione
di legittimità davanti alla Consulta.
Afferma infatti il procuratore che le
leggi, che di fatto dal 1997 ad oggi
hanno reintrodotto il finanziamento
pubblico ai partiti, siano incostituzionali perché elusive e manipolative
del responso referendario.
Se la notizia non fosse stata diffusa,
non ci sarebbero tornate alla mente
le tristi vicende legate all'uso illegale
di fondi pubblici destinati ai partiti.
Il caso Lusi, il tesoriere della Margherita finito dietro le sbarre accusato di aver sottratto 25 milioni di
euro dei rimborsi elettorali, lo avevamo un po' dimenticato.
Così come Francesco Belsito, il tesoriere della Lega.
Appena scoperto che con soldi dei
rimborsi faceva operazioni finanziarie, comprava diamanti e quant'altro, in pochissimo tempo è stato
distrutto Umberto Bossi ed un partito
che aveva impiegato trenta lunghissimi anni per arrivare al vertice
delle Istituzioni.
Tutto finito in quindici giorni.
A Di Pietro sono bastati quindici
minuti, un paio di flash della trasmissione Report e anche il Tonino
nazionale si è dovuto arrendere: ritirato nella masseria di Montenero
di Bisaccia.
Auspichiamo che turpi manovre non
infanghino anche storie gloriose
come quelle della destra politica
italiana.
In quel caso la gente si arrabbierebbe e molto, e comprenderebbe
il livore verso chi come noi da mesi
ha detto pubblicamente di non voler
P
CERTI
TESORETTI
entrare in una fondazione che non
rende pubbliche al centesimo le
sue spese, a partire da quelle che
hanno eventualmente riguardato
proprio i rimborsi elettorali.
Sarebbe grave scoprire malversa-
zioni, ma conoscendo le storie di
ciascuno, non vogliamo dare retta a
malelingue, sia per chi in quella
Fondazione ci sta da anni, sia per
chi ci è appena entrato, sia per chi
sta in fila per entrarci.
BARE A MONTECITORIO PER L’ULTIMATUM DAY
Per questo, oggi più che mai, vanno
separati i destini della Fondazione
An (che continui pure a fare ciò
per cui è nata) con quelli di chi
come noi vuole rimettere in campo
il partito.
Moltissimi italiani sono disposti a
tornare a votare An e non è consentito a nessuno di impedirlo.
Dicono, quelli che stanno nella
Fondazione, che l'operazione An
è minestra riscaldata.
Non ci credono loro, ma neppure
vogliono che altri possano continuare a crederci.
Senza vergogna, altro che senza
paura ...
In Fondazione però si continua a
manovrare, come con le ultime cooptazioni.
E, se le voci che circolano fossero
vere, certi nomi lascerebbero sconcertati.
Per questo stupisce la convocazione dell'assemblea dei soci convocata all'Ergife per il 14 dicembre,
assemblea che, a proposito di simbolo e linea politica, non può deliberare proprio un bel nulla: non
sono questi i compiti di una fondazione.
Dunque abbiamo fatto bene a costituire il Movimento per Alleanza
Nazionale, benissimo a promuovere
la grande manifestazione del Parco
dei Principi, ancor meglio a notificare ai soggetti interessati la rinascita di An.
L'atto di "significazione" è arrivato
a tutti: al Ministero, ai liquidatori
nominati dal Tribunale, alla DIGOS,
al Prefetto.
I circoli stanno nascendo in ogni
angolo d'Italia, ne siamo felici, alla
faccia dei gufi che hanno bollato
la rinascita di An come operazione
nostalgia.
Infine, e lo ripetiamo ancora una
volta: tenetevi il bottino, al nostro
movimento basta il simbolo.
E comunque Storace e tutti noi, in
quella Fondazione, non ci entreremo mai.
Anzi, meglio girarci alla larga...
MOTOCICL IS MO. DRAMMA S UL CIRCUIT O DI L AT INA
Corre per ricordare Sic: muore come lui
di Valter Brogino
orrere per ricordare Simoncelli e morire proprio
come lui. Destino spietato
quello di Doriano Romboni,
vittima di un incidente stradale
che ha davvero spezzato il
cuore, non solo agli amanti di
motociclismo.
Ieri sul circuito Sagittario di
Latina si svolgeva il Sic Supermoto Day. Una kermesse
su due ruote per ricordare
Marco Simoncelli, il giovane
motociclista la cui vita si è interrotta sul circuito di Sepang,
due anni fa. La festa si è trasformata però in tragedia. Doriano Romboni, 44enne ex
protagonista del Motomondiale, è stato disarcionato da una
sbandata, poi assieme alla
moto ha attraversato la via di
fuga ed è rientrato in un altro
punto del tracciato, dove arrivavano diversi piloti. Uno di
essi, Gianluca Vizziello, non è
C
Funerali... di Stato
artelli a forma di bara per
celebrare la morte del commercio, della famiglia, della
legalità, delle pensioni. A portarli,
imprenditori, commercianti e artigiani che hanno aderito all’Ultimatum day, la mobilitazione
organizzata ieri in piazza Montecitorio delle piccole imprese e
promossa da Giuseppe Graziani,
presidente di Cobas Imprese,
per protestare contro il prelievo
C
fiscale “arrivato al 65,7%”. I manifestanti hanno indossato dei
cartelloni a forma di bara per
simboleggiare i funerali di un’economia che ha ormai inchiodando
l’intero Paese, denunciando così
una crisi reale che si declina
sotto forma di disoccupazione
e una morsa fiscale che non
permette di risollevare la testa.
“Non manifestiamo solo un malcontento – spiega Graziani –
proponiamo soluzioni come ridurre le tasse al tetto massimo
40%; ridurre l’aliquota iva sui
prodotti made in Italy e il raddoppio su quella dei prodotti
extra Ue; chiederemo la separazione tra banche tradizionali e
banche d’affari; un sistema fiscale
trasparente con metodo di contrasto e la defiscalizzazione alle
imprese virtuose che investono
senza alcuna eccezione”.
riuscito ad evitarlo e lo ha
colpito nella zona della testa.
I soccorritori hanno praticato
a Romboni 11 minuti di massaggio cardiaco sul posto,
quindi è stato intubato e assistito nella respirazione, prima
di essere sottoposto a una Tac
all'ospedale Santa Maria Goretti, dove era giunto con un
elicottero. Doriano è stato poi
operato per la riduzione di
un grosso ematoma alla testa,
intervento che purtroppo non
è riuscito a salvargli la vita:
fatale un edema cerebrale, oltre a varie fratture.
Romboni, ligure di Lerici e
prossimo a ricoprire il ruolo
di manager nella squadra della Fim per il Mondiale della
Moto3, a Latina era accompagnato dai figli. In carriera
"Rambo" ha disputato 102 GP
del Motomondiale tra 125,
250 e 500, con 6 vittorie e 22
podi, oltre a 12 gare in Superbike.
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Domenica 1 dicembre 2013
Attualità
T R A R E N Z I , C U P E R L O E C I V AT I U N D I B AT T I T O T E L E V I S I V O P E R P O C H I I N T I M I
Primarie Pd? Uno sbadiglio le seppellirà
Il Paese non si ferma più per assistere ai confronti tra gli aspiranti
leader del centro-sinistra: il confronto a tre si ferma al 2,6% di share
di Robert Vignola
e lo share vale come un sondaggio, i tre moschettieri superstiti hanno poco da contendersi. Matteo, Gianni e
Pippo sarebbero stati battuti anche dalla centesima replica
di Peppone e Don Camillo, o da Bud Spencer e Terence
Hill. Già, perché sfumati gli autoreferenziali commenti sui
social network degli eserciti di opinion-maker assoldati dai tre
contendenti, l’auditel ha archiviato il confronto in diretta televisiva
tra i candidati alle primarie del Pd come un fragoroso flop.
Nonostante l’appuntamento sia andato in onda sia suSky Tg24
che in chiaro su Cielo, ha incassato un ben misero 2,67% di
share. Poco? Tanto? Occorre andare indietro di un anno per
avere un termine di paragone valido. Era il novembre del 2012,
e a seguire la sfida tra Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Laura
Puppato, il leader del Sel Nichi Vendola e Bruno Tabacci del
Centro democratico, davanti a tv e schermi di varia natura,
c’era il 6,17% del pubblico totale. Dati che, nonostante sia assai
difficile chi voglia commentarli ad alta voce a sinistra, stanno
preoccupando non poco, in queste ore, gli uomini dell’apparato
del Pd. Il rischio che domenica prossima davanti ai gazebo
girino solo le balle di fieno portate via dal vento, modello film
western, è diventato un po’ più alto del previsto…
Questo per la quantità. Passando alla qualità, non va molto meglio.
Renzi ha cercato di amministrare il vantaggio, riservando qualche
staffilata (in particolare su privatizzazioni e spending review) al
suo avversario a partire dal 9 dicembre in poi, cioè Enrico Letta.
L’occhio profondo azzurro di Gianni Cuperlo ha cercato disperatamente punti d’appiglio sul piano della battaglia dialettica, senza
trovarne altri che non il ricorso alla patrimoniale. “Su questo punto
i miei avversari non sono abbastanza coraggiosi”, ha pure detto.
Sai che coraggio, a mettere le mani in tasca agli italiani… Pippo
Civati, nonostante le speranze ridotte al lumicino (o forse
proprio per questo) è parso il più affabile, agitando anche il
reddito minimo di cittadinanza come la banderilla con cui
cercare il colpo vincente.
La sensazione finale è quella di un partito dove le idee sono
poche, ma confuse. A questo punto, tanto meglio per il Pd che
gli italiani non abbiano visto…
S
IL SOTTOSEGRETARIO E SINDACO DI SALERNO AL PALO INSIEME AL FIGLIO PIERO
Caccia ai renziani, De Luca nei guai
S
arà un otto dicembre da guerriglia. Nessuno poteva immaginare che la partita
per il congresso del Partito Democratico
fosse così sentita. Primarie ricche di colpi
bassi fra le fazioni in corsa. Così, dopo le tantissime irregolarità rilevate nei congressi provinciali e locali, prosegue lo scontro tra
renziani e le varie anime del piddì. A finire sul
patibolo degli imputanti, questa volta, il
renziano Vicenzo De Luca. Il sindaco di
Salerno, al quarto mandato, e viceministro
alle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo
Letta, un sedere per due poltrone, è finito nel
registro degli indagati della Procura di Salerno
per corruzione e abuso d’ufficio. C’è chi
bisbiglia però che sia l’ennesima stoccata nei
confronti di Matteo Renzi. In molti avevano
avvertito l’attuale primo cittadino di Firenze
di scaricare il braccio destro di Lupi, già indagato per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Stavolta il reato è più grave: sotto la
lente di ingrandimento degli investigatori
anche il figlio Piero, capolista per la Campania
all’assemblea del partito per la circoscrizione
Salerno-costiera. Come un orologio svizzero
– si fa per dire, dopo sette mesi dall’insediamento del primo cittadino al dicastero delle
Infrastrutture e dei Trasporti - è intervenuta
l’Antitrust: De Luca non può essere contemporaneamente sottosegretario e sindaco di
Salerno, definendo “incompatibili” i due incarichi ricoperti dall’esponente del Pd al
governo nazionale e sul territorio. Infine l’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella dà a De
Luca sessanta giorni di tempo, dalla data di
notificazione del provvedimento stesso, per
presentare ricorso al Tar del Lazio oppure
proporre ricorso straordinario al Presidente
della Repubblica entro il termine di centoventi
giorni. Insomma, Renzi messo alle strette
dagli stessi compagni di partito. In perfetto
stile ‘democratico’.
G.S.
LO ZOO DI SPIDER WOMAN
Ma vi ostinate ancora a chiamarlo Giaguaro?
ercoledì 27 novembre sarà certo
una giornata che
resterà nelle pagine della storia della Repubblica. Una storia che ingenerosamente si ripete non
tanto nel merito quanto nel
modus operandi, parte da
lontano, da piazzale Loreto
per attraversare gli anni ’90
e l’ingloriosa fine di parte
dei politici italiani sempre
per mano giustizialista. All’epoca di piazzale Loreto io
non c’ero ma nel ’93 sì, presa
anch’io dall’entusiasmo di
mani pulite e del giustizialismo imperante, mi lasciai annebbiare la mente dal vento
di cambiamento per realizzare solo qualche tempo
dopo che si erano voluti annullare, con un colpo di spugna, coloro che invece quel
cambiamento lo avevano
concretizzato dal dopoguerra
in poi e ho ringraziato Iddio
che gli occhi di mia madre,
che da fervente socialista
credeva nell’uomo Craxi, non
aveva visto il suo mito infrangersi, sbattuto contro il
muro della violenza che allora stava dalla parte degli
onesti che brandivano la spa-
M
da giustizialista.
Sono sempre stata per natura
e per cultura acquisita garantista per cui non voglio
discutere di merito ma di
metodo. Gli avversari si combattono sul terreno con le
stesse armi, tra le quali una
su tutte si chiama comunque
“ rispetto” a prescindere. In
questi giorni tra brindisi e
turpiloquio, assisto indomita
allo scorrere di un fiume di
violenza e di acredine avvallata e avviata in primis
dai nostri rappresentanti in
parlamento che si riempiono
la bocca con frasi del tipo: “
finalmente abbiamo messo
fine ad un epoca!”, anche se
tra le locuzioni usate questa
risulta essere la meno accidiosa. Come se gli uomini e
le donne che di quella epoca
hanno fatto parte, o addirittura in quel momento hanno
sperato e creduto per poter
cambiare le cose, siano stati
cancellati senza colpo ferire.
In un colpo solo si è voluto
annullare venti anni che di
fatto comunque un cambiamento lo avevano portato nel
nostro Paese. Basti pensare
alle tante riforme istituzionali,
a quelle fatte e non a quelle
da fare, elezione diretta dei
sindaci, dei presidenti di regione, il potenziamento e la
privatizzazione delle partecipate ecc. ecc. E’ vero, non
è andata come speravamo,
ma ci si è provato. E non è
giusto oggi identificare il
male assoluto in Berlusconi,
perché i governi si sono alternati e c’è stata la destra
ma anche la sinistra, mentre
il centro si arrovellava su personalismi e rivalità che ne
hanno decretato la fine. La
crisi economica che ci è
piombata addosso è congiunturale e viene dai mutui
subprime americani del
2008. Anche nel 1793 in
Francia la violenza ed il radicalismo di certe posizioni
e le drastiche misure contro
gli avversari politici culminarono nel regime del terrore, certo i secoli sono passati e i metodi utilizzati sono
diversi ma la ghigliottina si
rinnova e diventa gogna e
violenza mediatica o peggio
di pensiero in nome del tanto
agognato cambiamento. Ma
se cambiamento vuol dire
rinnegare i padri, io non voglio far parte di questa generazione di figli che a loro
volta faranno la fine dei padri
per mano dei propri figli. La
storia si ripete, ma la mancanza di riconoscenza verso
coloro che, a torto o a ragione, di una storia hanno fatto
parte quella no, si chiama
villipendio che non risparmia
neppure noi stessi perché
nel bene e nel male in quella
storia abbiamo visto un nuovo
inizio.
Non ha senso ferirsi reciprocamente cerchiamo invece
di riprendercela in mano
guardando con più rispetto
al passato, nessuno di noi
merita cotanto disprezzo. Forse il cambiamento consiste
proprio in questo: nel prenderci ognuno le nostre responsabilità senza cercare
sempre il capro espiatorio
di turno e con maturità cercare di operare tutti per il
bene comune non pensando
più, con maturità, a come
smacchiare il giaguaro che
per venti anni ha dominato
la scena, perché una gran
parte di noi lo ha scelto, e
non potendolo abbattere politicamente abbiamo scelto
la via giudiziaria.
Altrimenti vorrà dire che dalla storia non abbiamo impa-
rato nulla e che l’ingratitudine
ogni volta s’insinua nel nostro
comune vivere, ne diventa
parte integrante e credetemi,
tutto ciò non è certo affine
con una grande Nazione
come la nostra.
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Domenica 1 dicembre 2013
Economia
Letta e co. non sanno come coprire la prima rata dell’Imu. Vuoto da 1,5 miliardi di euro
Casa: ecco come il Governo ci fa fessi
Suona di nuovo il campanello d’allarme perle accise sulla benzina - E intanto molti Comuni hanno già chiesto la seconda rata
di Giuseppe Sarra
nnesima furbata dal Governo Letta-Alfano. La copertura della prima rata
dell’Imu è a rischio. A denunciarlo la Cgia di Mestre.
Come annunciato in tempi non sospetti da queste colonne, l’esecutivo
dovrebbe ulteriormente ritoccare
le accise sulle bollette di luce, gas
e degli acconti fiscali delle imprese
per far quadrare i conti. Nel mirino
dell’Erario 1,5 miliardi di euro. Non
bastano i continui ritocchi degli ultimi
mesi? Eppure i conti non tornano.
“E’ probabile un ulteriore aumento
del carico fiscale – osserva la Cgia
- se l’Erario non avrà incassato 925
milioni di euro”, altrimenti lo Stato
non potrà dare seguito all’impegno
preso con le imprese, ovvero, pagare
7,2 miliardi di euro (ad oggi sono
stati saldati circa il 28 % del totale)
di debiti scaduti della Pubblica Amministrazione e 600 milioni di euro
dalla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi.
Il decreto che ha cancellato la prima
rata dell’imposta municipale, infatti,
che tra qualche mese si chiamerà
Iuc, Imposta unica comunale, (cosa
cambia quindi?) sull’abitazione principale farà scattare la cosiddetta
“clausola di salvaguardia”. In effetti
E
il ministero dell’Economia – fa notare
la confederazione delle imprese –
deve decidere soltanto la strada da
percorrere: coprire la parte di gettito
mancante (ipotesi meno gettonata)
oppure dar luogo ad un provvedimento di legge che preveda l’aumento degli acconti Ires e Irap in
capo alle imprese e delle accise sul
gas, l’energia elettrica e le bevande
alcoliche. Intanto è già polemica. I
sindaci sono sul piede di guerra,
FISCO SEMPRE PIÙ INUMANO: L’ITALIA NON CE LA FA PIÙ, MENTRE I CITTADINI AFFONDANO
Suicida per una cartella Equitalia,
la moglie deve pagare 60mila euro
L’amaro sfogo di Tiziana Marrone: “Sono senza pietà, non ho i soldi per pagare”
e questo è uno Stato, si potrebbe dire. Giuseppe Campaniello si era dato fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate di
Bologna per un debito con il fisco
che non riusciva ad onorare, strozzato da un sistema assassino che
sta trascinando l’Italia nel baratro.
Era il marzo del 2012: l’uomo, sposato con Tiziana Marrone in regime
di comunione dei beni, aveva deciso
di farla finita. Fare l’artigiano in
un’Italia che non ha rispetto per il
lavoro, che non ha riguardi per le
famiglie, per i cittadini, per il popolo,
è un’impresa ardua. Il suicidio di
Giuseppe, che non è certo l’unico, purtroppo,
è un evento drammatico, tragico, che ha
sconvolto l’Italia. Il colpevole è sempre uno:
lo Stato, il sistema di riscossione imposto da
Equitalia ha distrutto intere famiglie, ha spezzato
vite innocenti, non si ferma dinanzi a niente.
Non c’è pietà, non c’è giustizia per i cittadini.
Alla vedova di Giuseppe, Tiziana Marrone,
arriva così una mega cartella da 60.000 euro,
riferita al periodo 2005-2007, “ereditata” dal
marito. A riferirlo nella mattinata di ieri il quotidiano Il Giorno. Insomma, non c’è vergogna.
Cadute nel vuoto le parole del direttore Befera
che si era detto, nell’imminenza dell’atto
estremo dell’uomo, “estremamente dispiaciuto”
promettendo di seguire con attenzione la vicenda “per non creare ulteriori problemi”. La
donna, per ottenere attenzione dalle istituzioni,
sta organizzando la "marcia delle vedove della
S
crisi”. È esterrefatta, Tiziana: “sono senza
pietà, non ho i soldi per pagare. Io poi con il
lavoro di mio marito non c’entro niente. Sono
anche senza lavoro” ha detto la donna, mentre
Equitalia risponde che “per cancellare il debito
serve una legge dello Stato”.
Una situazione vergognosa, quella in cui Equitalia sta trascinando il Paese: non si ferma di
fronte a niente, i cittadini sono solo dei numeri,
non persone. La vita di Giuseppe Campaniello
vale molto più di qualsiasi importo fosse
scritto su quella maledetta cartella. In un
Paese civile dovrebbe accadere il contrario:
Equitalia dovrebbe essere condannata a risarcire
la vedova. Non basta, dunque, il calvario di
Giuseppe, morto dopo nove giorni di agonia
dopo l’estremo gesto, e della sua famiglia,
condannata a maledire per tutta la vita questo
Stato che uccide i suoi figli, quei figli che i
propri debiti con esso li pagano
con la vita.
La pressione fiscale è a livelli assurdi,
impossibili da gestire, la disperazione che attanaglia singoli, imprenditori, strutture, aziende, privati
è senza fine, e dai vertici dello Stato
non giunge alcun tipo di impegno
per risolvere la questione, anzi, si
continua a creare dal nulla sempre
nuovi balzelli, con il risultato di vedere sempre più precipitare l’economia nazionale.
Nel caso dei lavoratori autonomi,
poi, la situazione è particolarmente
pesante: che si guadagni o meno
non importa allo Stato, le tasse vanno pagate
lo stesso. Un artigiano, come era Giuseppe,
per esempio, deve pagare l’Inps a prescindere
dal fatto che la sua attività gli produca un
guadagno o meno.
I suicidi per ragioni fiscali non si contano,
ormai non fanno più neppure notizia. Una
vergogna tutta italiana che pone questo Paese
nelle retrovie della civiltà.
Un Paese dove trovare un lavoro è un miracolo
e pagare le tasse un obbligo anche se un
lavoro non ce l’hai, come nel caso della
signora Tiziana, che si trova tra le mani una
cartella per la quale ha già pagato sin troppo.
È violenza psicologica, che uccide. Nel frattempo, però, i vertici di Equitalia continuano
ad essere ben pagati da quello stesso Stato
che per i cittadini non ha alcuna pietà.
Emma Moriconi
peraltro già in difficoltà sul cosiddetto
“bilancio di previsione”. Mentre c’è
chi la definisce una “stangatina”, i
contribuenti italiani dovranno far fronte a un’ulteriore spesa che varia dai
49 ai 104 euro. Fra le città più salate,
quelle ‘rosse’: Roma (Marino), Torino
(Fassino) e Bologna (Merola).
“Voglio sperare che ciò non accada
- spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - sarebbe una
vera e propria beffa.
Dopo che per mesi ci hanno assicurato che nel 2013 non avremmo
pagato l’Imu sulla prima casa, rischiamo, invece, di pagarla, almeno
in parte, sotto altre forme. Questo
meccanismo introdotto con la cosiddetta clausola di salvaguardia è
paradossale”.
Chiara l’analisi della Cgia nei confronti di Letta e co: “Se il Governo
non raggiunge un determinato obiettivo di bilancio, scatta automaticamente una nuova forma di gettito
che va a coprire la parte mancante.
Nel caso specifico: la Pubblica amministrazione non paga i suoi debiti
e quindi le aziende non possono
versare l’Iva o lo Stato non riesce a
incassare i soldi dalla sanatoria sui
giochi?”. Soluzione messa in campo?
“Nessun problema – fa notare Bortolussi - a pagare la differenza è il
cittadino”..
Napoli - Lo Stato assassino
Busta paga da un euro:
prosciugata da detrazioni
La vicenda di una donna con due figli
e marito disoccupato a causa della crisi
na busta paga da un euro. È la spiacevole sorpresa che
ha ricevuto una signora di Napoli, madre di due figli
minorenni e con marito a carico.
A raccontarla è la stessa donna, A.C. le sue iniziali, che
denuncia quanto accaduto in una lettera alla rubrica “Dillo
al Mattino” del quotidiano locale. “Sono un’incaricata annuale
monoreddito, con due figli che frequentano la scuola - scrive
- Mio marito in seguito alla grave crisi economica, sono
ormai due anni che non lavora. Quindi le spese sono tutte a
mio carico. Questo mese ho aperto il mio statino e ho trovato
un euro in busta paga”. Come mai? Colpa dell’acconto Irpef
anticipato e delle detrazioni per il fatto di avere il marito a
carico. Le trattenute sono state infatti così spiegate, come
scrive la stessa donna “acconto Irpef 797,27 euro anticipato
pur non avendo altri redditi, mentre gli altri soldi sono
dovuti per le detrazioni in quanto avevo mio marito a carico.
Egli ha ricevuto a dicembre 2013 un indennizzo di disoccupazione in un'unica soluzione di 3.000 euro in tal modo superando i 2.850 euro annui stabiliti dalla legge per essere a
carico del coniuge ho dovuto restituirne 400 il mese di
agosto e il restante il mese di novembre”.
Così mentre la signora avrebbe dovuto percepire il suo normale stipendio, il conto in busta paga è stato di solo un euro.
E dovrebbe mantenerci la famiglia per un intero mese. Ovviamente è lei stessa a chiedersi come possa uno Stato
ridurre i suoi cittadini alla miseria. “La mia domanda conclude - è questa: è possibile che vi siano leggi che
debbano permettere alle famiglie di elemosinare il cibo?
Tutto questo che sta accadendo per me è una vera vergogna
nei riguardi dei nostri giovani figli ai quali sono stati rubati i
sogni e le speranze”. Una storia che lascia l’amaro in bocca
e che probabilmente rispecchia la realtà di molte atre
famiglie costrette a fare i conti con la crisi e con uno Stato
barbaro il cui unico problema è quello di fare cassa Anche
Barbara Fruch
se ciò significa ‘uccidere’ famiglie intere.
U
4
Domenica 1 dicembre 2013
Storia
Torna l’appuntamento domenicale con le curatrici del sito www.cartolinedalventennio.it
Viaggio nel Ventennio, la comunicazione fascista/5
La creatività, l’innovazione, la spinta rivoluzionaria del movimento di Marinetti
L’appuntamento di oggi con lo speciale dedicato alla pubblicità nel
periodo fascista è particolarmente interessante perché tratta di uno
dei momenti migliori nella storia della comunicazione. Il Futurismo,
il rivoluzionario ed eccezionale movimento capeggiato da Filippo
Tommaso Marinetti, è la trovata più geniale del secolo: il mito della
velocità, il rimettere tutto in discussione, la provocazione portata ai
massimi livelli, la spinta innovativa che vive la società di quegli anni
è qualcosa di assolutamente nuovo ed inaspettato per l’epoca.
Ce ne parlano Gianna Giannini e Stefania Calella nell’ormai consueto
appuntamento domenicale con lo speciale che il Giornale d’Italia
dedica ormai da cinque settimane al tema, pressoché sconosciuto
perché mai, prima d’ora, sufficientemente approfondito e reso in
forma organica. Un lavoro ben fatto, strutturato in maniera precisa,
appassionante, estremamente interessante che vale la pena seguire
con attenzione, perché è solo attraverso l’esatta conoscenza di una
società, sotto i suoi vari punti di vista, che si può esprimere un
giudizio dotato di cognizione di causa.
Sul Fascismo sono state scritte pagine e pagine, fiumi di parole, libri,
opuscoli, articoli, siti web e chi più ne ha più ne metta. Nella
stragrande maggioranza dei casi si parla sempre della solita solfa,
trita e ritrita, dello squadrismo, dell’alleanza con la Germania, dell’assenza di democrazia bla bla bla, riducendo un’epoca durata ben
21 anni ad una storiella che, sin dalle scuole elementari, si cerca di
far imparare a memoria ai bambini. Ebbene, il grande merito delle
autrici di questo speciale sta proprio nell’aver rifiutato i paraocchi e
nell’ aver voluto guardare la storia, e con essa la società, a 360 gradi.
Il lavoro qui proposto ai nostri lettori è il segnale emblematico che i
tempi stanno cambiando, che c’è la volontà di guardare alla storia
senza pregiudizi.
Emma Moriconi
La pubblicità tra fascismo e futurismo
di Stefania Calella e Gianna Giannini
“Considero i pittori pubblicitari futuristi come
autentici artisti creatori”
Tommaso Marinetti, 1936
urante primi anni del regime, l’arte e
il manifesto pubblicitario non furono
espressione della politica fascista ma
del movimento futurista. Il fascismo
consentì una certa pluralità di ricerca
nel campo artistico, permettendo la pacifica
coesistenza di tendenze varie e sperimentazioni
ardite. Questo non vuol dire che non esistesse
un’arte al servizio del regime. Nel settore pubblicitario vi erano cartellonisti politicizzati come
Gino Boccasile, ma anche artisti liberi di seguire
il proprio estro.
I futuristi si resero subito conto della forza comunicativa di cui era dotato il manifesto pubblicitario.
Fortunato Depero fu l’artista futurista che maggiormente lasciò il segno nella pubblicità,
grazie ai manifesti realizzati per la Campari.
In virtù di questa collaborazione anche i grandi
industriali iniziarono a comprendere l’importanza del cartellone pubblicitario e la sua
straordinaria capacità di persuasione.
La pubblicità futurista fu il trionfo della sintesi ma soprattutto
dell’originalità. Il manifesto diventa folle, bizzarro, ricco di
slogan in diagonale e dai colori
forti, scioccanti.
I manifesti dovevano “lottare
a pugni di colore” e le strade
dovevano diventare dei musei
a cielo aperto, delle mostre
permanenti, perché il manifesto
pubblicitario è arte a tutti gli
effetti.
In questi anni la pubblicità diventa espressione dei nuovi
miti che entusiasmavano la popolazione e il regime: il mito
del volo, della velocità, del movimento, temi molto cari non
solo al fascismo ma anche al
futurismo.
Il treno, l’aereo, la macchina,
rendevano la vita più dinamica,
veloce, aggressiva, e il futuri-
D
smo fu il primo a carpire e a far propri questi
“serpeggianti miti” del secolo.
Anche il fascismo si poneva come movimento
giovane, dinamico, lanciato verso il futuro. Lo
stesso Mussolini era rappresentato come il
simbolo di questa nuova giovinezza fascista.
Amava farsi riprendere mentre galoppava, guidava l’auto, nuotava e soprattutto pilotava
aerei.
L’aviazione e la supremazia dei cieli rappresentavano un utile strumento di propaganda,
soprattutto per dimostrare oltre i confini nazionali
come l’Italia fosse diventato un Paese moderno.
La trasvolate aeree di Italo Balbo rappresentarono
un importante successo per l’aviazione italiana
e furono celebrate in importanti manifesti realizzati da Luigi Martinati e Umberto di Lazzaro.
Il volo aveva la capacità di entusiasmare le
folle al punto da essere utilizzato al cinema,
nel quotidiano ma soprattutto nella pubblicità.
Nel 1931 venne realizzato un manifesto dalla
ditta Talmone, in cui si invitava la popolazione
a consumare la “Cioccolata Ali d’Italia”.
Anche le auto incarnavano il progresso tecnologico e lo spirito audace suggerito dal fascismo.
La pubblicità degli anni Trenta è ricca di riferi-
menti al mondo del motore.
Famoso è il manifesto realizzato da Marcello
Dudovich per la Fiat Balilla, in cui è ripresa
un’elegante signora che si dirige verso la
propria vettura: “La nuova Balilla per tutti, eleganza della signora”.
Più evidenti i riferimenti al regime fascista nel
manifesto di Alberto Bianchi del 1933 per la
Fiat Ardita. Mentre Plinio Codognato nel 1936,
sempre per l’azienda torinese, realizzò una
réclame in cui il protagonista è un balilla.
Gli esempi appena citati non devono però portarci verso conclusioni errate. Non tutti i manifesti
pubblicitari avevano riferimenti al fascismo o
alla propaganda.
Il manifesto di Marcello Dudovich per la Fiat
Balilla, precedentemente citato, non mostra
certo l’idea di donna madre, cara al regime. La
donna del manifesto è vestita elegantemente,
ha un passo sicuro e si dirige verso l’auto che
con molta probabilità sarà lei stessa a guidare.
Pubblicità e propaganda, pur essendo spesso
affiancate sui muri cittadini, parleranno due
lingue diverse.
La pubblicità del ventennio sarà lo specchio di
una società in lenta crescita, grazie soprattutto,
come vedremo in seguito, ad alcune grandi
aziende italiane ed alle loro singolari campagne
pubblicitarie. .
5
Domenica 1 dicembre 2013
In Africa, Scozia e Alaska
Disastri aerei, decine
di morti in tre schianti
Esteri
Il monito davanti ai pellegrini della Chiesa greco-melchita
Papa Bergoglio: “Non rassegniamoci
ad un Medio Oriente senza cristiani”
E lancia un “accorato appello ai responsabili perché in Siria
cessi ogni violenza e si trovi una soluzione verso il dialogo”
di Robert Vignola
isastri dei cieli in tutto il
mondo. Con una triste
scia di morti e feriti come
bilancio. Il più grave è avvenuto
in Africa; risale a venerdì, ma
soltanto ieri sono stati trovati
i rottami dell’aereo Embraer
190 della compagnia di bandiera mozambicana Lam. Il
velivolo, dato inizialmente per
disperso, è precipitato nel
nord-est della Namibia. A renderlo noto è stata la polizia
locale. L'aereo era decollato
da Maputo, in Mozambico, ed
era diretto a Luanda, in Angola.
Secondo una nota diffusa dalla
compagnia aerea mozambicana Lam, tra le persone a
bordo c'erano dieci mozambicani, nove angolani, cinque
portoghesi, un francese, un
brasiliano e un cinese. Tutte
morte le trentatré persone a
bordo.
Particolarmente assurdo, per
la dinamica con cui è accaduto,
l’incidente di Glasgow. Un eli-
D
cottero della polizia (nella foto)
si è schiantato su un pub,
sfondandone il tetto, nel centro
della capitale scozzese, nei
pressi del fiume Clyde. A bordo
c'erano tre persone: due agenti
di polizia e un civile, il pilota.
Al momento dell'incidente, il
locale, il "The Clutha", era affollato per il concerto di una
band. Il bilancio di tre morti è
purtroppo soltanto provvisorio.
Infine, Un piccolo aereo monomotore con dieci persone
a bordo si è schiantato nel
sud-ovest dell'Alaska la sera
di venerdì, causando la morte
di quattro persone, tra cui il
pilota, e il ferimento di altre
sei. L'aereo, un Cessna 208,
viaggiava da Bethel in direzione
di Santa Maria, due piccoli
insediamenti in una zona remota dello stato dell’estremo
nord americano. Non sono
ancora note le cause dell'incidente.
Valter Brogino
on si molla. Non si deve
fare, anche se il capolavoro diplomatico messo a segno da Putin insieme a Bergoglio sembra aver
assestato una vittoria limpida
in favore della pace in Medio
Oriente. E se da Damasco le
notizie, anche se stranamente
più sommesse rispetto ai mesi
antecedenti alla citata azione diplomatica, parlano di una recrudescenza delle azioni dei
ribelli di matrice jihadistica, torna
anche a farsi sentire la voce dei
grandi del mondo interessati a
che il sangue non torni a scorrere
per le strade siriane. Papa Francesco ha rinnovato così ieri il
suo “accorato appello ai responsabili perché in Siria cessi ogni
violenza e attraverso il dialogo
si trovino soluzioni giuste e durature ad un conflitto che ha
già causato troppi danni”. Un
appello ancora più forte, perché
lanciato in presenza dei partecipanti al pellegrinaggio della
Chiesa greco-melchita, ideale
ponte gettato tra l’Occidente cristiano e il Medio Oriente. Tant’è
che il Pontefice ha fatto un pre-
N
ciso riferimento, con un suo richiamo pubblico: “In particolare
esorto al rispetto vicendevole
tra le varie confessioni religiose,
per assicurare a tutti un futuro
basato sui diritti inalienabili della
persona, compresa la libertà religiosa”. Libertà religiosa che il
regime pur dittatoriale di Assad
ha sempre assicurato alla multi-confessionale Siria, mentre i
ribelli fin troppo spesso si sono
macchiati di crimini in particolare
contro le comunità religiose cristiane. “La vostra Chiesa - ha
così sottolineato Papa Bergoglio
ai pellegrini - da secoli ha saputo
convivere pacificamente con
altre religioni ed è chiamata a
svolgere un ruolo di fraternità
in Medio Oriente. Ripeto anche
a voi: non ci rassegniamo a
pensare il Medio oriente senza i
cristiani”.
Nord Corea: è un veterano
“Crimini
di guerra”,
arrestato
turista 85enne
a 85 anni, Merrill Newman.
È stato arrestato durante un
viaggio di piacere a Pyongyang lo scorso 26 ottobre, mentre
era in aereo per tornare negli Stati
Uniti. A dare la notizia il figlio Jeff,
che ha lanciato un appello affinché
l’uomo sia liberato per ragioni umanitarie, essendo molto anziano e
con problemi di salute. Il viaggio
in Corea, di nove giorni, programmato insieme all’amico Bob Hamrdla, si è concluso così per l’anziano
turista con un arresto per crimini
di guerra in riferimento al conflitto
coreano negli anni Cinquanta. “Atti
ostili” contro lo Stato, per aver
“ideato azioni di spionaggio ed attività sovversive contro la Repubblica popolare democratica di Corea”, questa l’accusa. Non solo: “è
stato coinvolto nell’uccisione di
personale di servizio dell’Esercito
del popolo coreano e di civili innocenti”. L’uomo aveva parlato della
guerra in Corea con la guida turistica, dalla quale conversazione
pare sia nato qualche malinteso.
In ogni caso è stato arrestato e,
secondo i media locali, ha ammesso
le sue colpe e chiesto perdono. Il
segretario di Stato americano John
Kerry ha chiesto che sia liberato
mentre la famiglia, preoccupata
per lo stato precario di salute, ha
inviato i farmaci necessari per le
cure dell’uomo. ”.
e.m.
H
6
Domenica 1 dicembre 2013
Trasporto pubblico locale nel ciclone
Altra figuraccia Atac:
le biglietterie in tilt
Impossibile acquistare titoli
di viaggio in tutta la Capitale
ennesimo caso di disservizio sul trasporto
pubblico romano ha infierito ieri sull’immagine già derelitta di Atac. A causa di un
guasto tecnico al sistema di telecontrollo, le
macchine emettitrici di biglietti nelle stazioni e sul
territorio di Roma sono rimaste per ore fuori
servizio. L’avviso è arrivato nel corso della mattinata
dall’Agenzia per la Mobilità. Nello stesso frangente,
Atac “scusandosi con la clientela, invita a munirsi
preventivamente di biglietto utilizzando la rete di
vendita esterna (esercizi commerciali o meb presenti
sui bus), le biglietterie Atac nelle stazioni principali
del metrò e delle ferrovie Roma-Lido e RomaViterbo. Per ridurre i disagi, nelle principali stazioni
sono presenti squadre di personale Atac addetti
alla vendita dei titoli di viaggio”.
Una situazione che ha comprensibilmente gettato
nel caos il servizio, con una banalissima “soluzione”
al caso: praticamente un passeggero su due ieri
ha viaggiato sui mezzi pubblici senza il necessario
titolo. Qualche bontempone ha anche indicato la
strada per acquistare gli introvabili biglietti recandosi
in via Sondrio, vale a dire nella sede dell’azienda
dove si sarebbe nascosta la “stamperia clandestina”
venuta alla luce dalla recente inchiesta. Alla fine,
però, sarebbe meglio dedicarsi aduna più razionale
distribuzione presso i punti vendita tradizionali,
giacché l’estrema fragilità sia delle macchinette
che della tecnologia della quale si servono consiglierebbe comunque di dotare il territorio dai cari,
buoni e vecchi sportelli con “l’omino” dentro.
R.V.
L’
Roma
L’Acea Virtus Roma riceve
Milano nel “Monday Night”
Le due squadre appaiate a quota 8 punti - Jordan Taylor: «La difesa sarà la chiave dell’incontro»
di Fabrizio Cicciarelli
educe dalla sconfitta in Eurocup contro Belfius Mons
Hainaut, l’Acea Virtus Roma
sarà protagonista del big
match dell’ottava giornata
di Serie A Beko: domani sera, infatti,
la squadra di coach Luca Dalmonte riceverà la visita dell’EA7 Emporio Armani
Milano, grande favorita per la vittoria
finale del campionato. La sfida contro
una formazione di prestigio come
quella meneghina è la giusta occasione
per ripartire dopo la prova incolore di
mercoledì scorso, nel quale la vittoria
è sfumata negli ultimi minuti dopo
una seconda parte di gara in cui il
ritmo è stato ben al di sotto di quello
che l’Acea ha dimostrato di avere, per
esempio, nell’ultima trasferta a Cremona. La sfortuna, poi, ci ha messo il
suo zampino: oltre alla sconfitta, durante
il riscaldamento il centro nigeriano
Mbakwe è stato vittima di una contrattura alla schiena, che però non dovrebbe impedirgli di scendere in campo
domani. Di ritorno dall’infermeria anche
D’Ercole e Tonolli: il primo sembra
R
Foto D’Ambrosio
avere recuperato dal problema alla
spalla rimediato nella sfida di campionato contro Bologna, mentre “Tonno”
ha smaltito l’attacco influenzale che
ne ha precluso l’impiego mercoledì
scorso.
Dall’altra parte anche Milano non sorride: nell’ultima trasferta di Eurolega a
Kaunas non ha perso soltanto la gara
contro lo Zalgiris, a causa di un canestro
messo a segno negli ultimi secondi
dall’ex Dentmon, ma ha dovuto salutare
anche il centro giamaicano Samuels a
causa della frattura subìta alla mano
destra. L’infortunio del lungo meneghino
si aggiunge a quelli di Kangur e dell’ex
Gigli, pronto al rientro proprio per la
trasferta nella sua città d’origine, che
avevano reso necessario l’ingaggio di
Gani Lawal, altro ex virtussino che
proprio nella sua vecchia palestra dovrebbe ritrovare un minutaggio importante. Chi invece non sembra avere
problemi è Keith Langford, capocannoniere del campionato con una media
di 20.6 punti a partita e protagonista
di una striscia positiva che lo ha visto
scollinare quota 20 nelle ultime quattro
trasferte di campionato. A lui, oltre
che a una rosa ben assortita, Roma
dovrà prestare particolare attenzione
per ritrovare la vittoria contro Milano
a più di due anni dall’ultima volta: era
il 25 aprile 2011 e la Virtus espugnò il
Forum di Assago, dopo aver vinto
anche la sfida casalinga.
Jordan Taylor, playmaker della Virtus,
ha analizzato la gara di domani: «Milano
è una squadra con tanti giocatori di
talento a propria disposizione, ha dei
lunghi di qualità e tanti tiratori in grado
di segnare. L’aspetto difensivo sarà
una delle chiavi dell’incontro, dovremo
difendere al meglio e attaccare con un
gioco corale».
LA CONFERENZA
Eurosky Tower.
Entrare in casa e uscire dal solito.
L’intolleranza dei gay
contro i circoli cattolici
vevano preannunciato un convegno: scoperto che non si trattava del solito omaggio alle tesi
dell’omofollia, ma che sarebbe stato
un appuntamento per approfondire
quanto male fanno i nuovi “modelli
Gender”, il Comune ha tolto loro patrocinio e casa. Per questo motivo, e
per denunciare un clima di pressioni
e di odio orchestrato nei loro confronti,
l’Associazione Famiglia Domani, l’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche, i Giuristi per la Vita e il Movimento Europeo per la Difesa della
Vita (Mevd) hanno indetto la conferenza stampa che si terrà domani
alle ore 11, presso la Sala Capitolare
del Chiostro di S. Maria sopra Minerva,
appartenente al Senato della Repubblica (piazza della Minerva, 38). Un
incontro “per denunciare - dicono l’intolleranza ideologica che si è manifestata negli ultimi mesi contro tutti
coloro che intendono difendere pubblicamente la famiglia naturale”.
A parlare del pesante clima di intimi-
A
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dazione che grava nei confronti di chi
vuole mettere in discussione, seppur
in maniera civile e scientifica, le tesi
degli ideologi del gender, saranno
l’avvocato Claudio Vitelli per l’Associazione Famiglia Domani, il dottor
Vittorio Lodolo D’Oria per l’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche,
l’avvocato Gianfranco Amato per i
Giuristi per la Vita, il consigliere Alberto
Zelger per il Mevd.
“Episodi di violenza verbale e fisica e
una vera e propria censura da parte
delle lobby Lgbt si sono già registrate
a Milano, Verona, Torino, Roma, dove
oltre alla contestazione, si è cercato
di impedire, a volte riuscendoci, lo
svolgimento di conferenze e convegni
in cui si difendeva la famiglia naturale
fondata sul matrimonio. Tutto ciò,
senza che ci sia stato grande scandalo
sui media nazionali. Un motivo per
reagire e far sentire la propria voce,
rivendicando piena libertà di espressione”, aggiungo gli organizzatori.
G.L.
7
Domenica 1 dicembre 2013
Dall’Italia
Legnano - Un gesto che ricorda quello di Kabobo, il ghanese che picconò tre passanti
Perugia - Il gesto folle
Senegalese impazzito: “Sono Dio”
e poi aggredisce sei persone
Uccide la moglie
a colpi di fucile
L’uomo ha iniziato a gridare frasi sconnesse e si è avventato sulla sua convivente
e la figlia di quest’ultima, prendendo a calci e pugni i carabinieri e i sanitari intervenuti
i è svegliato convinto di essere
Dio e pronto a redimere tutte
le anime dei peccatori. Un vicenda che ricorda in maniera
sinistra quella di Mada Kabobo, il ghanese che l’11 maggio scorso uccise a
picconate le prime tre persone incontrate all’alba per le strade di Milano.
Una follia omicida simile quella che si
è innescata nella mente del senegalese
che venerdì mattina ha aggredito sei
persone, fortunatamente non in maniera
grave (sono tutti guaribili tra 15 e 30
giorni). È successo al Legnano (Milano),
dove l’immigrato è stato arrestato dai
carabinieri, anche loro rimasti feriti
nella colluttazione.
Come riportano i giornali locali è
iniziato tutto alle 7.30 del mattino
quando K.D., un venditore ambulante
di cd di 27 anni di origine senegalese,
particolarmente alto e robusto, che
da circa 3 anni vive con un’italiana di
48 anni, e la figlia 17enne di lei, si è
svegliato, in preda a una sorta di
delirio, e ha cominciato a urlare: “Sono
Allah, l’Occidente mi distrugge, lo devo
redimere!”. La convivente ha cercato
di calmarlo ma è stata picchiata. La figlia, che nel frattempo aveva chiamato
i carabinieri, è stata spintonata più
S
volte dall’uomo e, cadendo, ha riportato
la frattura della mano sinistra. Il senegalese, accortosi della telefonata della
figlia, si è quindi appostato dietro la
porta di casa in attesa che arrivassero
i militari, e con loro i soccorritori del
118. I due carabinieri sono saliti al
terzo piano e sul pianerottolo sono
stati aggrediti dal senegalese che, continuando a gridare frasi senza nesso,
li ha spinti, facendoli ruzzolare giù per
le scale.
Stessa sorte per i primi due soccorritori
della Croce Rossa di Busto Arsizio accorsi sul posto. Uno di questi, nel
tentativo di fermare il senegalese, è
stato morso al braccio, riportando una
ferita molto profonda.
Nel frattempo sono giunte in zona
altre cinque pattuglie di carabinieri e
polizia, e altre ambulanze mentre l’intera
zona veniva bloccata, con una ripercussione notevole sul traffico dei pendolari che a quell’ora è assai intenso
sulla via di circonvallazione della città.
L’uomo, nonostante i numerosi militari
accorsi, ha tentato ancora di divincolarsi
ma alla fine è stato fermato, sedato,
ammanettato e accompagnato nella
caserma dell’Arma.
Qui, prima che il pm Mirko Monti decidesse l’autorizzazione all’arresto per
resistenza e lesioni ai danni di pubblici
ufficiali, col conseguente trasporto al
carcere di Busto Arsizio, il senegalese
(che non aveva mai dato alcun segno
di squilibrio né mai esercitato alcuna
violenza) ha tentato ancora di liberarsi,
picchiando più volte le mani contro il
muro, e gridando.
Il bilancio della sua follia, per fortuna,
non è grave: la convivente dell’uomo
ha riportato lesioni giudicate guaribili
in 15 giorni per il trauma cranico e le
contusioni riportate. Prognosi di 30
giorni per la ragazza e 7 giorni anche
per gli operatori del 118. Ancora in
osservazione i carabinieri avendo sbattuto la testa sui gradini dopo aver
perso l’equilibrio sotto la spinta dell’uomo.
Un gesto che ricorda inevitabilmente
l’aggressione folle di Kabobo, non è
escluso infatti che i due episodi siano
legati da un ‘filo conduttore’: l’amok,
la patologia si manifesta con un’esplosione improvvisa di violenza che rapidamente si intensifica fino a sfociare
nell'atto delittuoso.
Miriana Markovic
L’uomo ha 90 anni. Dietro
la tragedia motivi di salute
ragedia in famiglia nel perugino, dove Athos
Ceccarelli, 90 anni, ha preso il fucile da
caccia che teneva nascosto sotto il materasso, lo ha puntato contro la moglie mentre
questa si trovava ancora dentro al letto e ha fatto
fuoco. Così l’uomo ieri mattina ha deciso di
porre fine a una relazione matrimoniale durata
60 anni con la vittima, Vanda Cagnoni. I due,
che in precedenza vivevano a Tavernelle (Pg)
dove in passato avevano gestito un bar e un negozio di alimentari, si erano da poco trasferiti insieme alla figlia a Castiglione del Lago.
È stata proprio la figlia della coppia, dopo aver
sentito lo sparo, ad accorrere in camera da letto
e a trovare il cadavere della madre, con il padre
in stato di shock. All’uomo probabilmente è
mancato il coraggio di uccidersi dopo aver posto
fine alla vita della moglie. La figlia ha quindi
subito chiamato il 118, che è arrivato sul luogo
del delitto insieme ai carabinieri della locale caserma, comandati dal capitano Marcello Sardu.
All’arrivo del medico legale, per la donna non
c’era più nulla da fare: il sanitario ha potuto
soltanto constatarne il decesso. Pare che mai in
passato vi fossero stati nella coppia dissapori
tali da giustificare un gesto di questo tipo, quindi
l’ipotesi più probabile al vaglio degli inquirenti è
quella del raptus di follia improvviso, ma con
radici nei gravi problemi di salute che accomunavano i due, anche a causa dell’età avanzata.
L’uomo, indagato per omicidio, non è in stato
d’arresto, ma è stato comunque sottoposto a
consulenza psichiatrica in ospedale.
L’ennesima tragedia che si consuma tra le mura
domestiche: troppo spesso a farne le spese
M.M.
sono le donne.
T
8
Domenica 1 dicembre 2013
LA DECISIONE DEL MINISTRO
Alluvione in Sardegna:
stop ai versamenti
Sospesi fino al 20 novembre gli adempimenti
tributari, inclusi quelli degli agenti di riscossione
Dall’Italia
GIALLO DI BREMBATE DI SOPRA – A TRE ANNI DALLA MORTE DELLA TREDICENNE PARLA MAURA PANADESE
La mamma di Yara lancia un appello:
“Chi sa parli, il killer può colpire ancora”
La donna chiede giustizia: “Lo dobbiamo alla nostra famiglia”. Intanto continuano
le indagini per individuare ‘Ignoto 1’ il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni
Chi sa parli, vogliamo giustizia,
lo dobbiamo agli altri nostri figli”. È l’appello, lanciato ai microfoni di Sky Tg24 e Bergamo
Tv, di Maura Panadese, la mamma di
Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo)
nel novembre di tre anni fa e poi ritrovata
cadavere in un campo a Chignolo d’Isola il 26 febbraio successivo.
“Io e mio marito – ha detto la donna –
viviamo sospesi nella paura che ciò
che è successo a Yara possa ripetersi
per mezzo della stessa mano”.
Dopo tre anni di silenzio (la donna parlò
infatti solo una volta per chiedere la liberazione della figlia quando non sapeva
ancora che la piccola era stata massacrata subito dopo il rapimento), la famiglia torna davanti ai microfoni. “Interrompo il silenzio nel quale tornerò
alla fine di questa comunicazione – ha
detto la donna – per lanciare un appello.
So che tutti stanno profondendo il massimo sforzo per la risoluzione di questo
caso ma ciò evidentemente fino a questo
momento non è bastato”. Parlando anche a nome del marito, la Panarese ha
“
I
l popolo sardo potrà
tirare un respiro di sollievo almeno per qualche giorno. In tutti i Comuni
colpiti dall’alluvione in Sardegna sono infatti sospesi
tutti i versamenti fiscali e
gli adempimenti tributari
previsti dalla legge, inclusi
quelli da cartelle di pagamenti emesse dagli agenti
della riscossione, che scadono nel periodo compreso tra il 18 novembre e il
20 dicembre 2013. È quanto
prevede un decreto straordinario firmato ieri dal
ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. In sostanza, dunque, per tutti i
cittadini della Sardegna
colpiti dall’alluvione che
ha causato morte e distruzione sull’Isola sarà sospeso il pagamento delle tasse
al fisco e il pagamento delle cartelle esattoriali come
quelle di Equitalia. Come
spiegano dal Ministero dell’economia in una nota, le
aree interessate dal provvedimento sono quelle già
individuate nell’ordinanza
del 22 novembre scorso
firmata dal Commissario
delegato per l’emergenza
in Sardegna. Con un successivo decreto sarà poi
cura dello stesso ministero
dell’economia stabilire le
nuove modalità di effettuazione degli adempimenti
e versamenti sospesi.
C.B.
raccontato che vivono “in attesa di un
dettaglio, di una telefonata”, che permetta loro di “dare risposte concrete
agli altri nostri figli” e affinché chi la
preso e ucciso la loro piccola “sia assicurato alla giustizia”. “Viviamo nella
speranza che anche dopo tre anni chi
ha visto, ha sentito o è venuto a conoscenza di qualcosa, anche un particolare
che ritiene irrilevante si faccia avanti
senza paura – ha concluso – abbiamo
fiducia nella giustizia umana oltre che
in quella divina e attendiamo con ansia
che il responsabile di questo atroce
gesto, che ci ha provocato il più terribile
dei lutti, venga finalmente assicurato
alla stessa e messo in condizione di
Eurosky Tower .
Entrare in casa e uscire dal solito.
NASCONO I PRESIDI DI CONFIMPRESE TURISMO
“Puntare su turismo e cultura
per risollevare i Comuni”
utelare il patrimonio italico
puntando allo sviluppo turistico e ad una crescita
sana. È questa la mission per
cui sono nati i Presidi di Confimprese Turismo Italia, strutture
pronte a coinvolgere località
italiane che hanno un potenziale
attrattivo e turistico ancora inespresso.
E un primo ‘esperimento’ è
stato messo in atto nel Comune
di Craco, in provincia di Matera
nel cuore della Basilicata. Il piccolo centro nel 1963 venne
evacuato a causa di continue
frane dovute ai lavori alla rete
idrica e divenne negli anni un
vero e proprio paese fantasma.
Dopo decenni di abbandono e
degrado da appena tre anni
l’amministrazione guidata dal
sindaco Giuseppe Lacicerchia
ha intuito che Craco ha le carte
in regola per diventare meta di
turisti e viaggiatori. Dalle rovine
si può così generare lavoro:
non è un caso che qui siano
stati girati molti film nazionali
e internazionali dalla Passione
di Cristo di Mel Gibson nel
2004 per finire con Basilicata
cost to cost di Rocco Papaleo
nel 2010.
Nel 2013 sono stati circa 5 mila
i turisti approdati nel comune
della Basilicata per affacciarsi
dalla torre Normanna che da
mille anni domina Craco e rimanere estasiati da un paesaggio unico. Numeri destinati ad
aumentare e che rappresentano
una occasione da cogliere al
massimo.
Craco, si legge nella nota di
Confimprese Turismo, in un
certo modo simboleggia l’Italia
T
Il quotidiano è sempre straordinario.
Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere
dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità
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La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre
un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale.
Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione,
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non nuocere più”.
Intanto le indagini vanno avanti: qualche
settimana fa, in seguito agli esami effettuati dall’antropologa forense Cristina
Cattaneo, era arrivata la conferma che
Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno
morto a 61 anni nel 1999, è sicuramente
il padre biologico dell’uomo che ha ucciso Yara. Per cercare l’assassino, ‘Ignoto
1’, gli inquirenti hanno fatto accertamenti
su orfanotrofi e persone nate senza
padre nei comuni limitrofi a Gorno. Ma
non sono arrivati a capo del caso.
Nei giorni scorsi è stato interrogato un
giovane imprenditore, finora mai sentito
dagli inquirenti, che avrebbe detto di
conoscere l’assassino della ragazzina:
si tratta di un uomo originario di un
paese che dista pochi chilometri da
Brembate Sopra. Alcuni dei suoi dipendenti erano al lavoro nel centro commerciale di Mapello, nel periodo in cui
la giovane sparì. L’uomo è stato interrogato e sottoposto a prelievo di dna.
Sono in corso ulteriori accertamenti per
vedere se la sua versione possa trovare
corrispondenza alla realtà dei fatti.
Carlotta Bravo
che tra mille fatiche non vuole
morire e combatte per risorgere.
“Ci è sembrato doveroso partire
da un piccolo comune del Mezzogiorno – spiega Giuseppe
Sarnella, Presidente di Confimprese Turismo Italia – Nell’individuare, nel cercare le realtà
italiane che meritano una tutela
e un sostegno particolare, Craco, con la sua storia unica è il
nostro punto di partenza perfetto. Non è un caso se abbiamo
individuato come primo Presidio
un piccolo centro di una terra
antica che non vuole morire e
che ha molte potenzialità come
è la Basilicata. Dal Sud e da
piccoli esempi virtuosi come
quello di Craco deve ripartire il
nostro paese. Siamo consapevoli – aggiunge – che la strada
è ancora lunga, per questo ogni
Presidio avrà un nostro delegato
di zona che lavorerà al fianco
delle imprese, dei giovani impegnati quotidianamente nella
loro terra e degli amministratori
per promuovere, dare idee e
affiancare le attività produttive
del luogo, da Roma noi contribuiremo a presentare le loro
istanze nelle sedi opportune.
Confimprese Turismo Italia sarà
un alleato prezioso con il quale
i Comuni presidiati potranno
guardare alle sfide del futuro”.
E di territori con potenzialità
enormi, in Italia, ce ne sono
molti. Puntare sullo sviluppo
turistico, economico e culturale
significa creare posti di lavoro
e contemporaneamente arricchire la zona. Fortunatamente
ci sono ancora enti che se ne
rendono conto.
B.F.
9
Domenica 1 dicembre 2013
IL GOVERNATORE NON MOLLA LA POLTRONA E RITRATTA LE ACCUSE MOSSE A BERLUSCONI IN QUESTI ANNI
Vendola il finto garantista:
“Ne uscirò a testa alta”
lla fine ce l’ha fatta. Dopo essere stato travolto dall’inchiesta sull’Ilva, per il quale è indagato, Nichi Vendola scioglie
il silenzio davanti ai microfoni:
“In questi anni mi sono trovato molte
volte coinvolto in indagini, non me ne
sono mai lamentato. Non mi sono difeso
dai processi, mi sono difeso nei processi.
Ne sono uscito sempre a testa alta e
credo che questo accadrà anche in
questa occasione”. Ovviamente neanche
un cenno sul famosissimo pranzo in cui
il Governatore della Puglia era stato immortalato insieme a Susanna De Felice
A
nel 2006, il giudice che lo ha assolto
quasi un anno fa dall’accusa di abuso
di ufficio.
Poi, come di consueto, non perde occasione per parlare di Berlusconi: “Un
Paese in cui i potenti sono intoccabili,
quindi sono impuniti, godono di una immunità a prescindere, non è un Paese libero”. Ecco, libertà e giustizia. Due
valori di cui il presidente di Sel si è
sempre riempito la bocca. Eppure il
‘perbenista’ per eccellenza non molla
la poltrona da Presidente della Puglia,
pur avendo ricevuto – un mese fa - un
avviso di garanzia dalla Procura di Ta-
ranto, appunto sulla questione Ilva.
Infine, non potendo ritrattare quanto
detto in questi anni sulle intercettazioni
viste le scottanti chiacchierate tra lui e
l’ex responsabile delle relazioni esterne
della siderurgica, Girolamo Archinà,
Vendola fa notare come “siano uno strumento fondamentale per compiere le
investigazioni e che chi esercita le funzioni pubbliche, chi siede su scranni
importanti, debba sottoporsi con rispetto
al controllo di legalità che è il mestiere
dell’autorità giudiziaria”. Dalle colonne
di Repubblica, invece, il numero uno
della Puglia con il suo inconfutabile politically correct spiega così il suo rapporto
con l’allora responsabile dell’Ilva: “Non
sono una bella statuina nel presepe napoletano. Per fare il governatore non
serve scrivere una poesia, ma affrontare
di petto problemi complessi”. E ammette: “Ho parlato, è vero. Ma mi sono
genuflesso agli operai non al padrone.
È qui la differenza: ci sono quelli che
hanno preso i soldi dai Riva. Io no”.
Intanto le indagini degli investigatori proseguono. La Procura di Taranto sta tentando di stringere i tempi per l’estradizione di Fabio Riva, fuggito in Inghilterra.
Il pm inglese, secondo indiscrezioni,
dovrà presentare al giudice distrettuale
entro il prossimo 9 dicembre per replicare
alle indicazioni dei difensori dell’ex vice
presidente del Gruppo Riva che chiedono
il rigetto della richiesta di estradizione
formulata dalle autorità italiane.
Giuseppe Sarra
Dall’Italia
SIT-IN DI PROTESTA ALLA REGIONE
An mette alle strette
il Presidente pugliese
M
ercoledì prossimo,
con i nostri militanti pugliesi e delegazioni provenienti anche
da altre regioni, il movimento per An "assedierà"
pacificamente, a partire
dalle 11,30, il palazzo della
regione Puglia per chiedere le dimissioni del presidente Vendola.
"Lo abbiamo deciso ieri
sera - si legge in una nota
del Movimento - alla riunione dei fondatori del movimento, su proposta del
portavoce, Adriana Poli
Bortone.
Le bandiere di Alleanza
nazionale sventoleranno
nel nome della lotta alla
malasanita' per sollecitare
lo scioglimento di un'amministrazione incapace di
dare risposte serie e per
sollecitare impegni concreti sul lavoro in una terra
che soffre drammaticamente la tragedia della disoccupazione.
Non solo: al centro della
protesta la drammatica situazione dell'Ilva di Taranto
nella quale il presidente
Vendola si trova coinvolto
in un'inchiesta dai contenuti
molto imbarazzanti, se è
vero che ha ostacolato i
controlli ambientali sul colosso industriale. Se per
concussione si condanna
Berlusconi a sette anni per
quello che faceva in casa
sua, ci chiediamo come faccia a restare al suo posto
un governatore indagato
per lo stesso reato ma per
fatti ben più gravi.
Tutta Italia deve sapere
quello che succede in una
delle regioni più importanti
e auspichiamo che tutta
l'opposizione decida finalmente di presentare la sfiducia al presidente della
regione. Per ora, si sta muovendo il tal senso il solo
consigliere regionale Curto, esponente del nostro
movimento".
10
Domenica 1 dicembre 2013
Internet
UNO S T UDIO DIPINGE LA NUOVA POPOLAZIONE DI INTERNAUTI ITALIANI
La tecnologia, un dilemma tricolore
Odi et amo: si rincorre l’ultimo dispositivo sul mercato ma non si fanno sforzi per acquisire più competenze
FOCUS
“404”, le tre cifre maledette
Un codice di errore web diventato
diletto dei più grandi web designer
di Francesca Ceccarelli
manti della tecnologia ma tremendamente pigri. E’ questo il
quadro dell’italiano medio secondo il risultato del primo Barometro
Intel dell’innovazione IT,
condotto in Italia e in altri
sette Paesi (Usa, Giappone,
Francia, Brasile, Cina, India,
Indonesia). Se siamo infatti
tra i primi al mondo per
passione tecnologica – uno
su due non si fa mai mancare l’ultimo gadget sul mercato – ci confermiamo fanalino di coda per quanto
riguarda l’innovazione.
Particolarmente interessante
un dato in controtendenza
con le aspettative, e cioè
che sono proprio i più giovani, i cosiddetti “nativi digitali”( i ragazzi tra i 18 e i
A
24 anni) a guardare con sospetto smartphone e simili
poiché ben il 76% di loro
considera la tecnologia uno
dei fattori che ha reso la società attuale meno umana,
nonostante il 93% di loro sia
comunque convinto che ci
renda la vita più semplice.
Una piccola percentuale di
“conservatori” visto che un
giovane su due vorrebbe
una tecnologia sempre più
“smart” e futuristica, arrivando addirittura a rinunciare alla privacy.
La vera sorpresa arriva dalle
mamme a quanto pare: le
donne over 45 risultano essere le tecno-fan più accanite, ben tre volte più propense rispetto alle americane della stessa fascia di
età, a sostenere l’innovazione
tecnologica, dichiarando di
non utilizzarla abbastanza.
Tutto questo in un quadro
generale in cui l’Italia si conferma ultima tra le grandi e
tra i Paesi emergenti: solo 7
italiani su 100 vedono nel
governo una capacità di
spinta innovativa, benché il
77% di loro ritenga che la
propensione all’innovazione
sia un fattore importante di
benessere sociale.
La tecnologia, al servizio
del bambino. E i bambini?
Infanzia e digitale sono ormai strettamente legati. Nonostante divieti e limiti all’uso del web e degli smartphone, i fatti parlano chiaro:
il 40,7% dei bambini italiani
tra 6 e 10 anni navigano in
Internet. I dispositivi touch
hanno reso più facile l’uso
della tecnologia anche agli
infanti. Secondo Paolo Ferri,
docente di teoria e tecniche
dei nuovi media presso
l’Università degli Studi Milano Bicocca: “I bambini
sono molto competenti. Un
errore che si fa molto spesso
è non guardarli, non osservare cosa fanno e come si
impossessano della tecnologia”. Non bisogna, quindi,
demonizzare gli strumenti
hi-tech, che possono essere
un campo di esperienza importante anche per i più
piccoli. Ovviamente, specifica Ferri, servono le dovute
accortezze: “Spesso gli
adulti sono molto condizionati dalle loro paure, ma credo che i bambini siano in
grado di gestire le tecnologie, insieme ai genitori. L’importante è non lasciarli da
soli”, aggiunge il docente.
Aiutare i minori per un approccio sano e consapevole
alla tecnologia è compiti
dei genitori, chiamati in prima linea a supervisionare
l’attività di internauti dei
figli.
PROSSIMAMENTE AL CINEMA
“Disconnect”, sopravvivere alla Rete
Nelle sale italiane dal 9 gennaio 2014 un thriller avvincente
na storia che può essere facilmente riconducibile alla realtà:
un avvocato infaticabile che
vive incollato al cellulare tanto da
non riuscire a trovare tempo da dedicare alla moglie e ai due figli adolescenti. Una coppia in crisi dunque,
che usa internet come via di fuga
da un matrimonio ormai finito. C’è
poi un ex-poliziotto vedovo che si
scontra ogni giorno con il figlio che
pratica bullismo in rete ai danni di
un compagno di classe. Infine un’
ambiziosa giornalista crede di potere
fare carriera usando la storia di un
ragazzino che si esibisce su siti per
soli adulti. Tutti sono sconosciuti ma
vicini di casa, colleghi, e le loro
U
storie si incrociano in questo avvincente film che racconta la vita di
persone comuni alla disperata ricerca di un contatto umano.
Disconnect, nelle sale italiane dal 9
gennaio 2014 cerca di portare a
galla le conseguenze della tecnologia moderna come quella di influenzare e modificare le esistenze umane.
Un film incredibilmente attuale che
sottolinea quanto il nostro modo di
vivere ''digitale''sia ormai irrimediabilmente 'connesso'' con il mondo
reale. Girato con grande realismo,
segna il debutto di Henry-Alex Rubin
al lungometraggio: il regista era già
stato di fatto candidato all'Oscar per
il documentario Murderball. F.Ce.
n numero che nessuno
vorrebbe mai vedersi visualizzare: sconosciuto ai
più ma non agli esperti del Web.
Si parla del“404 ossia il codice
di errore tecnico di una pagina
su internet che se in passato risultava essere caratterizzata solamente dalle tre cifre nere e la
scritta “not found”, oggi sono
vere e proprie opere di web design. Così attorno a un codice di
errore che tende a rimanere sempre una pagina, la fantasia dei
disegnatori di pagine web sembra
andare ben oltre. Un sottobosco
digitale che se viene in contatto
con l’utente, deve rimanere decisamente nella memoria.
Con questo spirito sempre più
spesso i designer si spingono
a creare capolavori: due le opzioni quando si parla di progettazione di pagine 404. In
primis è possibile renderla completamente funzionante in modo
che aiuta tornare ai contenuti
pertinenti; la seconda opzione
è invece quella di rendere la
pagina 404 un vero e proprio
spazio creativo con la presenza
di un’immagine statica.
Ecco qualche esempio delle pagine più creative presenti sul
Web: The Movie Nerd, un blog
U
che parla dei film ad 8 bit. La
sua pagina di errore risulta minimale ma allo stesso tempo
con il logo in rilievo 3D molto
accattivante e divertente.
Kiss.com è un sito di contatti
interpersonali: la pagina 404 risulta spiritosa con l’immagine
di un perdente che sembra essere rimasto “appiedato”, sentimentalmente parlando, dopo
una festa.
Klapp, una versione molto personale di Space Invaders, semplicemente brutale.
Dribbble è una bacheca per
progettisti: la pagina di errore
ha un breve testo ed una palla
da basket bucata. Semplice ma
molto carina e dà la possibilità
di contattare il sito web.
Per Focus Lab l’approccio alla
pagina 404 è piuttosto semplice
e diretto. Indirizza lo spettatore
ad alcune delle pagine più importanti del sito web con l’immagine di un ragazzo che mangia una ciambella.
The Many Face Of replica molti
dei più importanti personaggi
interpretati da Leonardo DiCaprio, che viene inserito proprio
sulla pagina 404, con una frase
decisamente azzeccata.
F.Ce.
Domenica 1 dicembre 2013
11
Cucina
In tempi di crisi sempre più valutati nuovi profili professionali in ambito culinario
La carica degli assaggiatori Doc
La Coldiretti parla di opportunità lavorative che potrebbero dare risposta alla disoccupazione
di Anna Grasso
a figura del Sommelier è oramai
piuttosto comune all’interno di un
ristorante e quando si pensa al
Sommelier, si pensa al vino. Le associazioni potrebbero però da oggi
subire dei mutamenti. La Coldiretti parla di
“nuovi mestieri del gusto”, nuove opportunità
lavorative in grado di dare impiego a circa
100mila persone nei prossimi tre anni. Si
tratta di nuove figure professionali che mirano
alla specificità e alla qualità del prodotto
alimentare, rivolgendosi soprattutto a nicchie
di consumatori da un palato piuttosto esigente. E così, ecco l’arrivo del “Sommelier
della frutta”; un assaggiatore di frutta che
dà consulenza a ristoratori e altri operatori
del settore, in modo da indirizzarli verso
l’acquisto di prodotti sempre migliori e che
soddisfino i propri gusti.
Queste figure professionali hanno affinato i
propri organi di senso, in modo da poter
descrivere il prodotto in questione e da
poter riconoscere le sue proprietà organolettiche.
Ma come è possibile costruire il profilo
sensoriale di un frutto?
Ebbene, per gli interessati sono messi a disposizione dei corsi per assaggiatori di
frutta organizzati dall’OnaFrut, la prima associazione nazionale di assaggiatori di frutta
appunto, nata a Saluzzo, per iniziativa della
Federazione provinciale della Coldiretti di
Cuneo, nel 2002.
Attraverso i suoi corsi, l’associazione è riuscita a formare un panel di degustazione,
ovvero un gruppo di tecnici degustatori
che hanno acquisito le conoscenze adeguate
e la sensibilità adatta per effettuare esami
sensoriali della frutta. Queste loro capacità
potrebbero trovare impiego nei campi più
disparati: dalle scuole, per accrescere la
sensibilità dei giovani circa un consumo
consapevole di frutta; ai produttori, per renderli più consapevoli nel seguire correttamente i disciplinari di produzione; ai ristoratori, ai quali l’associazione si rivolge per
proporre una sorta di carrello dei formaggi
L
Un’assaggiatrice di frutta; in basso un corso per assaggiatori di miele e un sommelier di grappa
per la frutta.
“La nostra associazione” spiega Cesare
Gallesio, segretario provinciale dell’OnaFrut
“annovera attualmente 270 soci. All’inizio la
principale attività era l’organizzazione di
corsi rivolti a esperti del settore e/o ai con-
sumatori; attività nella quale abbiamo coinvolto più di 1.000 persone in tutta Italia.
Circa una ventina di questi sono poi diventati
Maestri Assaggiatori e partecipano settimanalmente ai “panel test” o agli addestramenti nella sala degustazioni di Terzuolo. Il
nostro intento è quello di promuovere un
approccio consapevole sia alla scelta che
all’acquisto di prodotti ortofrutticoli; un approccio legato alla stagionalità, alla valorizzazione delle caratteristiche qualitative dei
frutti e alla promozione dei prodotti in base
ai reali benefici per il consumatore”.
Ma come avviene un test di assaggio?
“Un test di assaggio” riprende il presidente
Gallesio, “parte dalla creazione di una scheda descrittiva dei parametri da analizzare,
diversa da specie a specie. Si passa poi all’analisi vera e propria che può essere su
un solo campione (descrittiva) o su più
campioni o varietà (comparativa). Le apparecchiature sono semplici, si tratta di cabine
dove l’assaggiatore, indisturbato, può lasciare
liberi di esprimersi i suoi sensi”.
Grazie a queste attività analitiche, è stato
possibile creare dei profili distintivi per le
varie specie di prodotti, evidenziando le
differenze esistenti tra le specie coltivate
nelle varie regioni italiane.
L’associazione si propone un obiettivo molto
ambizioso: quello d’introdurre un Sommelier
della frutta nei ristoranti di lusso, accanto al
Sommelier del vino.
E, nonostante sia nata di recente, sta già ottenendo ottimi risultati. L’OnaFrut collabora
con ristoranti ed istituti alberghieri e sta
raccogliendo vittorie nella lotta all’acquisto
di prodotti a Km0, ovvero di varietà locali.
L’analisi sensoriale è diventata una vera e
propria scienza collegata alla statistica e al
marketing aziendale. Infatti, consente di individuare quali sono le caratteristiche che
guidano il consumatore alla scelta o al gradimento globale di un determinato tipo di
frutto, e quindi di indirizzare la produzione
verso la più ampia fascia di consumo possibile.
Ma le novità nel campo degli assaggi non
si limitano alla frutta. Stanno prendendo
piede infatti, anche l’assaggiatore di miele
e l’assaggiatore di grappe.
La frutticoltura è un’importante risorsa per
l’economia nel nostro Paese sta vivendo il
passaggio da, un interesse per gli aspetti quantitativi, a quello per gli aspetti qualitativi.
FOCUS. DIETRO UN GRANDE CHEF C’È SEMPRE UNA GRANDE SQUADRA
Elogio dell’ultima ruota del carro in cucina
Spesso le firme d’eccelenza dei fornelli hanno alla base dei loro successi aiutanti di tutto rispetto
n nome su tutti per fare un esempio:
Carlo Cracco, lo chef che tra show televisivi, libri e comparsate varie ha, ormai, raggiunto la notorietà di una rock star.
Se si nomina invece Matteo Baronetto pochissimi saprebbero indicarlo come colui che
guidava la cucina del ristorante milanese di
Cracco.
Si chiamano “sous chef”, questa la definizione
tecnica del personale che lavora in cucina
per dare lustro non solo al locale ma anche
alla fama dello chef.
Se dietro ogni grande uomo c’è una grande
donna, insomma, lo stesso vale in cucina:
dietro ogni grande cuoco c’è un grande assistente con la sua squadra che lo supporta
e lo sostituisce nei momenti di emergenza.
Un piccolo esercito (non a caso il termine è
mutuato proprio dal linguaggio militare) che
comprende molteplici figure, organizzate in
una rigida gerarchia: si va dai capo partita
(responsabili dei singoli settori, come carni,
pesce, verdure, primi piatti e così via) agli
aiuto-cuochi sino ad arrivare ai lavapiatti
(addetti al lavaggio delle pentole e degli attrezzi) e, infine, ai garzoni, che si occupano
U
delle pulizie della verdura e del locale,
oltreché della biancheria usata in cucina.
Non tutti i team ai fornelli sono uguali: ci
sono diverse variabili in ballo, che vanno dal
tipo di piatti offerti al numero di coperti o al
budget destinato al personale. In alcuni locali,
per esempio, sono previsti ruoli come quello
dello chef tournant, che rimpiazza gli chef di
partita assenti, oppure del garde manger,
che è il responsabile dell’approvvigionamento,
della conservazione e del porzionamento di
carni e pesce.
Va poi sottolineato che in tempo di crisi c’è
aria di forte ridimensionamento, un fenomeno
che dipende sia dal costo della manodopera
sia dall’avvento di macchinari e prodotti semilavorati che limitano il fabbisogno di personale. Anche le retribuzioni possono cambiare in maniera considerevole in relazione
alle caratteristiche del ristorante.
Questi in linea di massima gli stipendi: il
garzone, che si pone al primo gradino della
carriera guadagna intorno ai 600/800 euro
al mese mentre il secondo chef può superare
quota 4.000 euro.
Francesca Ceccarelli
12
Domenica 1 dicembre 2013
MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE
CIRCOLARE
SU ADESIONI
E CREAZIONE
CIRCOLI
MOVIMENTO PER ALLEANZA NAZIONALE
Il Movimento per Alleanza Nazionale a partire dal
giorno 20 novembre 2013 promuove la campagna di
adesione finalizzata alla partecipazione all’Assemblea
Costituente che si terrà entro la prossima primavera.
Il contributo volontario per l’adesione al movimento
è fissato in almeno euro 5 (cinque).
I promotori del Movimento per Alleanza Nazionale
devono aver compiuto il sedicesimo anno di età e
aderire ai principi ispiratori del movimento meglio
specificati sia nell’atto costitutivo che nel manifesto
degli intellettuali di destra pubblicato nel luglio 2013.
Allegata alla presente verrà inviato il modulo di adesione che dovrà essere riempito in ogni sua parte.
Per costituire un circolo è necessaria l’adesione di
almeno 10 (dieci) promotori che contestualmente alla
domanda indicheranno un proprio coordinatore e il
nome del circolo, la costituzione del circolo è subordinata alla ratifica da parte del Settore nazionale Organizzazione.
Nell’ambito dello stesso comune sarà possibile creare
più circoli.
In questa prima fase, in attesa della costituente, non
vi saranno altre strutture come ad esempio segreteria
provinciale o regionale.
All’Assemblea costituente hanno diritto a partecipare
tutti i promotori, ogni testa varrà un voto.
Nei prossimi giorni verrà comunicato l’IBAN bancario
ove effettuare i bonifici per il riconoscimento dei circoli.
Il Responsabile Nazionale Organizzazione
Roberto Buonasorte
[email protected]
Responsabile dell’Organizzazione
Roberto Buonasorte
Mail.: [email protected]
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