Gennaio 2008
ANNO XXV, n. 1, Gennaio 2008 - Euro 0,52 Iva incl. - Abb. annuo Euro 5,30 Iva incl. - Spedizione in abb. post.: D.L: 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 nr. 46)
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In un convegno svoltosi a Faenza lo scorso 4 dicembre dibattuto il tema della gestione dei servizi alla persona
La cooperazione per il welfare locale
Luogo delle tradizioni durante le Festività
Le piazze del Natale
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In questo
numero:
Agrintesa: un
inverno sul filo
dell’ottimismo
pag 2
L’Emilia Romagna
al Duca del
Valentino
pag 5
L’esasperazione
degli
autotrasportatori
pag 6
Fare gruppo con
la ‘Stella’
due anni dalla prima
conferenza provinciale della cooperazione sociale ravennate
svoltasi nel 2005 a Bagnacavallo, lo scorso 4 dicembre le tre centrali cooperative hanno organizzato a
Faenza un convegno provinciale per rilanciare i
temi allora proposti ed
aggiornarli alla luce delle
rilevanti novità intervenute
nel frattempo sui temi dello
A
sviluppo del welfare.
La cooperazione sociale
si è presentata unita nel proporre, a partire dalla propria
capacità di lettura dei bisogni sociali e delle loro trasformazioni, un modello di
welfare locale aperto ai contributi di tutti i soggetti politici interessati e disponibili.
Nel corso della mattinata,
alle relazioni di Giovanni
Monti ed Antonio Buzzi sullo
stato della cooperazione
nella provincia, sono seguiti
gli interventi di operatori
impegnati con le loro cooperative nella progettazione e
gestione dei servizi alla persona. Il pomeriggio ha visto i
rappresentanti delle istituzioni locali dibattere il tema del
welfare nel corso di una tavola rotonda conclusa dall’intervento di Giovanni Bissoni,
assessore regionale alle politiche per la salute.
(serv. a pag.3)
pag 7
Alcune piazze del nostro territorio come apparivano
durante il periodo delle festività natalizie: Faenza (p.za
della Libertà), Lugo (Pavaglione), Bagnacavallo (p.za
Nuova) e Brisighella (p.za Carducci).
n dicembre di fuoco,
per il movimento
cooperativo nel suo
complesso ed in particolare
per Confcooperative, dopo
le dichiarazioni dell’onorevole Silvio Berlusconi all’Assemblea Nazionale di Forza
Italia a Milano dove aveva
definito il movimento aggregato a Confcooperative
‘quattro cooperative bianche’.
U
La reazione del presidente nazionale, Luigi Marino, non si è fatta attendere:
ha acquistato spazi pubblicitarti su 50 quotidiani
nazionali nella giornata
dell’11 dicembre per diffondere una lettera aperta
all’on.le Berlusconi, nella
quale
Marino
intende
soprattutto affermare l’importante ruolo economico e
sociale che le 19.659
cooperative ‘bianche’ rappresentano.
La riportiamo integralmente:
‘In Sue recenti dichiarazioni Lei ha affermato che
qualcuno tra i suoi ex alleati
Le ha impedito, come Presidente del Consiglio, di intervenire sulle ‘cooperative
rosse’ per difendere ‘quattro
cooperative bianche’.
(segue a pag.6)
pag 8
La mappa dei
tesori cooperativi
pag 9
Cofra: offerte e
occasioni per ogni
esigenza
10 dicembre: lettera aperta di Confcooperative all’on.le Silvio Berlusconi
‘Quattro cooperative bianche’?
La cooperazione
sociale conviene
pag 15
Burkina Faso, novembre 07: giovani in un villaggio.
Il Paese africano è una delle mete del Turismo
Responsabile.
(serv. a pag. 22)
All’interno
BCC Informa
Tirocini all’estero con borse di studio
pag.11/14
Feste & Sagre
I 41 appuntamenti del 2008
pag.19
In Cammino: al
servizio delle
persone
pag 16
Sicurezza sul
lavoro: molte le
novità
pag 18
Ti-erre: un
nuovo modo di
viaggiare
pag 22
2
In Piazza - Gennaio 2008
Gianni Amidei, direttore di Agrintesa, analizza le prime indicazioni del mercato autunno-invernale
Un inverno sul filo dell’ottimismo
Amidei: “Siamo ottimisti per il futuro: la
programmazione e la specializzazione, sia nei
campi sia nei magazzini, sono le nostre armi
vincenti nella gara per la sopravvivenza e lo
sviluppo della nostra frutticoltura.” Le strategie
per il rilancio dell’immagine del Sangiovese Doc.
Con il 2007 ormai alle
spalle, dagli uffici di Agrintesa arrivano le prime valutazioni
sull’andamento
della campagna autunnoinverno. Tocca infatti a
Gianni Amidei, direttore
della cooperativa, fare il
punto della situazione su
raccolta e commercializzazione dei prodotti autunno
invernali: dall’ortofrutta al
vitivinicolo, non c’è settore
dove Agrintesa non possa
dirsi ottimista.
Cominciamo allora a trarre qualche bilancio, partendo
dai prodotti già terminati.
«La produzione delle
susine di Agrintesa ha
superato i 150.000 q.li, in
particolare l’Angeleno, ha
superato i 75mila quintali,
con ottime caratteristiche di
conservazione, mentre la
pezzatura non si è rivelata
sempre elevata, a causa
della siccità estiva. La
buona commercializzazione
di ottobre e novembre è
diminuita poi con la chiusura di dicembre ma ci ha permesso di ottenere buoni
risultati medi, anche di fronte ad un così importante
quantitativo; è da valutare
comunque l’opportunità o
meno di continuare a crescere.»
Passiamo ai kaki. Qui i
dati parlano di un calo della
produzione.
«Esatto: una riduzione
del 30% rispetto all’annata
precedente. Tuttavia, l’ottima qualità del prodotto e
il buon andamento della
commercializzazione
–
conclusa
nella
prima
decade di dicembre – ci
fanno parlare di risultati
positivi. È chiaro che
anche qui il fattore climatico estivo ha penalizzato la
produzione.»
Sul fronte dei prodotti
ancora in fase di commercializzazione, quali erano le
aspettative e come si sta
evolvendo il mercato?
«Le quotazioni delle
pere sono in linea con le
aspettative, con una produzione di prima qualità in
diminuzione dal 10% al
30%, tranne per la Kaiser,
la cui produzione è uguale
al 2006. Le mele dei gruppi Golden e Star hanno
avuto quotazioni leggermente superiori all’anno
scorso e consumi buoni, e
sono positive le aspettative
per Fuji e Pink Lady
soprattutto per il mercato
primaverile d’esportazione.
Il consuntivo di raccolta del
kiwi è stato invece inferiore
Informativa art. 10 L. 196/03
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Tiratura di questo numero: 28.000 copie
alle previsioni, con un calo
del 25% rispetto all’anno
scorso, a causa della siccità estiva e del germogliamento disuniforme. Al
momento le quotazioni
sono buone, anche se i
consumi non sono stati
elevati e la forza dell’euro
sul dollaro ha limitato le
esportazioni oltremare.»
Per concludere la rassegna, uno sguardo al comparto vitivinicolo.
«Prosegue la commercializzazione dei vini ottenuti dalla vendemmia
2007, annata scarsa per le
uve bianche. Un buon
risveglio nelle quotazioni
l’hanno avuto anche i vini
rossi, mentre i vini Doc presentano difficoltà date dal
segmento medio-alto del
mercato che risente della
situazione economica stagnante.»
Quali strategie attuative
avete quindi messo in
campo?
«Per rilanciare il Sangiovese Doc, l’Ente tutela
vini di Romagna ha deciso
un’auto-limitazione dell’immissione sul mercato del
prodotto, così da rilanciarne
immagine e prezzo.»
Non resta che concludere con uno sguardo rivolto
al futuro.
«Possiamo
ritenerci
soddisfatti della campagna
autunno-inverno fin qui
svolta e ottimisti sul futuro,
anche se incontreremo difficoltà nel collocare i prodotti nell’area del dollaro a
causa del cambio sfavorevole. Tuttavia, crediamo
che la programmazione e la
specializzazione, sia nei
campi sia nei magazzini,
siano le nostre armi vincenti nella gara per la sopravvivenza e lo sviluppo della
nostra frutticoltura.»
Giovanni Bucchi
Le proposte presentate dal presidente di Fedagri, Giovanni Bettini
Valorizzare i salumi italiani
"Il percorso di riconoscimento della Denominazione
Gran Suino Padano deve
essere completato in tempi
brevi per poter avviare un
progetto in grado, da un lato,
di comunicare efficacemente
ai consumatori i plus del
suino pesante allevato con
metodi tradizionali nelle
regioni padane e, dall'altro, di
garantire maggiore trasparenza al mercato con l'offerta
di carni fresche identificate
dalla Dop così da valorizzare
maggiormente i tagli diversi
dalle cosce destinate al circuito tutelato per la produzione dei prosciutti."
Lo ha affermato il presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia-Romagna, Giovanni Bettini, intervenendo
all'incontro del Tavolo Regionale della Filiera Suinicola
svoltosi a Bologna per analizzare le cause della attuale
crisi di un comparto che riveste un ruolo decisamente
importante nel panorama
agroalimentare italiano ed
in particolare in EmiliaRomagna, dove si conta
una diffusa presenza di
aziende di produzione e
trasformazione.
Bettini ha sottolineato
che "per garantire il giusto
valore alle carni suine italiane è necessario mettere in
rilievo l'utilizzo di materie
prime nazionali non solo per la
produzione di salumi Dop e
Igp, come previsto dai rispettivi disciplinari, ma anche per
altri salumi come il salame
Milano o il salame Ungherese,
solo per citare i più venduti".
"La composizione dei
salumi prodotti con carni certificate Dop Gran Suino Padano - dichiara il presidente di
Fedagri Emilia-Romagna dovrà essere posta in evidenza sull'etichetta per poter
informare in modo efficace e
trasparente il consumatore
finale. Per assicurare una
piena valorizzazione di tutti i
tagli, è poi fondamentale
estendere l'utilizzo della
Denominazione a tutti i salami
ed i salumi prodotti con carni
certificate Gran Suino Padano. In questo modo, sarà possibile garantire alla Distribuzione Moderna un'offerta
completa di prodotti (dai tagli
di carne fresca alle salsicce,
dai salami stagionati ai salumi
più pregiati) di alta qualità i cui
valori dovranno essere comunicati ai consumatori attraverso un'adeguata campagna di
informazione ed uno specifico
progetto di valorizzazione
T
commerciale".
Lunedì 4 febbraio alle ore 9.30 al Pala De André di Ravenna
Assemblea Congressuale
di Confcooperative Unione Provinciale di Ravenna
In Piazza - Gennaio 2008
3
In un convegno svoltosi a Faenza lo scorso 4 dicembre dibattuto il tema della gestione dei servizi alla persona
La cooperazione per il welfare locale
Dare adeguata evidenza
alle proprie valutazioni e proposte sui temi centrali del welfare attualmente in discussione
(ASP, Fondo regionale per la
non autosufficienza, Accreditamento ecc.) in una fase in cui si
stanno prendendo importanti
decisioni politiche. Questo l’obiettivo di ‘Persone. Il cantiere
della cooperazione sociale per
lo sviluppo del welfare locale’, il
convegno provinciale organizzato a Faenza lo scorso 4
dicembre dalle tre centrali
cooperative.
I lavori sono stati precedeuti dal saluto del sindaco
della città, Claudio Casadio,
che nel suo intervento ha ricordato fra l’altro l’adesione del
Comune di Faenza alla rete
cooperazione
sociale
a
Ravenna rappresenta una
realtà importante, costituita
com’è da oltre 4.700 soci occupati in più di sessanta cooperative, con un fatturato di oltre
125 milioni di euro. Queste
imprese assicurano un lavoro
stabile, con il 90% degli assunti a tempo indeterminato, e
garantiscono in termini rilevanti la formazione e la qualificazione dei propri lavoratori. È
convinzione che la più che
ventennale presenza sul terriorio, se pure caratterizzata per
un lungo periodo da un impegno svolto unicamente nella
realizzazione di progetti a totale matrice pubblica, abbia fatto
maturare competenze e vicinanza operativa a quelli che
cooperative aderenti, puntualizzando lo spazio dato alla formazione professionale di coloro che sono chiamati a produrre i servizi dell’impresa ed a
cooordinarne le attività. Dalla
relazione è emerso anche
come i due terzi della spesa
sociale del territorio vada in
servizi che sono svolti in prima
persona dalla cooperazione, a
vantaggio di oltre 17mila utenti.
A questa visione d’insieme
è seguita l’illustrazione delle
‘Buone prassi della Cooperazione nella progettazione e
gestione dei servizi alla persona’ che ha visto intervenire
alcuni responsabili della
cooperazione sociale, i quali
hanno presentato i progetti ed i
percorsi attivi nel territorio pro-
Faenza, 4 dicembre: l’intervento dell’assessore regionale Giovanni Bissoni al termine del convegno ‘Persone. Il cantiere della cooperazione sociale per lo sviluppo
del welfare locale’ organizzato dalle tre centrali cooperative della provincia.
dei
territori
socialmente
responsabili.
A nome delle tre centrali
cooperative provinciali, Giovanni Monti ha poi presentato
la relazione unitaria sulla situazione e sulle proposte della
cooperazione sociale ravennate in materia di welfare locale.
Con l’apertura di un ‘cantiere
per il welfare’ Concooperative,
Legacoop e Agci si assumono
il compito di elaborare un
nuovo progetto per i servizi alle
persone, avanzando idee e
proposte innovative per contribuire al progressivo miglioramento della qualità della vita e
della coesione sociale del territorio valorizzando le loro esperienze e capacità tecniche, progettuali e professionali. Oggi la
sono i bisogni della nostra
società. Questa consapevolezza sta alla base della richiesta
di una maggiore assunzione di
responsabilità, in termini non
solo di gestione ma anche di
programmazione e pianificazione di servizi alla persona. La
cooperazione sociale ravennate ritiene infatti che oggi esistano le condizioni per uscire da
un ruolo di gregariato, fatto di
sole prestazioni, per diventare
soggetto produttore di servizi
pubblici ai cittadini.
Un quadro oggettivo e dettagliato della consistenza della
cooperazione sociale in provincia è stato fatto da Antonio
Buzzi di Confcooperative che
ha illustrato capitale sociale,
fatturato e risorse umane delle
vinciale, nei servizi all’infanzia,
ai disabili, agli anziani e nel
settore dell’inserimento lavorativo.
Molto stimolante l’intervento del prof. Andrea Bassi,
docente di sociologia presso
l’Università di Bologna, che ha
invitato la cooperazione ad
entrare come protagonista nel
territorio e nelle sue organizzazioni, senza attendere le lungaggini burocratiche che sono
un ostacolo alla dinamicità del
settore, tanto più che, cadute le
ideologie, le tre centrali possono ora procedere unite nel
cammino che porta al conseguimento dei loro obiettivi.
In conclusione di mattinata
Anna Maria Dapporto, assessore regionale alle politiche
sociali ed educative, ha ribadito i punti salienti del nuovo
piano sociale e sanitario della
Regione Emilia-Romagna.
La tavola rotonda pomeridiana è stata introdotta dalla
relazione di Paolo Belletti,
responsabile della cooperazione sociale di Legacoop. Il relatore ha sinteticamente ricordato l’obiettivo per i cooperatori
del passaggio da esecutori a
produttori di servizi, valutando
poi positivamente la sostituzione delle gare d’appalto con
l’accreditamento, la trasformazione delle IPAB in ASP e la
creazione del fondo regionale
per la non autosufficienza. Non
mancano però forti elementi
negativi rappresentati dalla
scarsa retribuzione e soprattutto dagli ormai cronici ritardi nei
pagamenti da parte degli enti
pubblici. Su questi temi sono
intervenuti gli amministratori
locali, fra cui i sindaci di Faenza e Lugo, l’assessore ai servizi sociali del comune di Ravenna, il direttore generale dell’Asl
provinciale ed i rappresentanti
della cooperazione sociale
regionale e delle organizzazioni sindacali.
Giovanni Bissoni, assessore regionale alle politiche per la
salute, ha svolto l’intervento
conclusivo sostenendo fra l’altro la necessità di allargare il
welfare di comunità a tutti i soggetti in grado di sviluppare servizi, integrazione e relazioni
umane in àmbito locale. In quest’ottica il ruolo della cooperazione va valorizzato ed occorre
far sì che da fornitrice di manodopera diventi sempre più
impresa: il tasso di sussidiarietà
non è mai sufficiente e deve
crescere giorno per giorno.
Gilberto Casadio
Il tema è stato al centro del workshop di Irecoop e Confcooperative
Cooperazione e pari opportunità
Sostenere l’imprenditoria
femminile e la carriera delle
donne all’interno del contesto
cooperativo, al fine di favorire
un percorso strategico di sviluppo personale ed aziendale.
È stato questo l’obiettivo
del Progetto UP GRADE realizzato da Irecoop Emilia
Romagna, promosso da Confcooperative Emilia Romagna e
finanziato dall’Unione Europea-FSE, Ministero del Lavoro
e Regione Emilia Romagna.
Ad un anno dalla sua
applicazione all’interno di
Confcooperative ed in occasione dell’Anno Europeo delle
Pari Opportunità, le azioni
intraprese ed i risultati raggiunti nell’ambito del Progetto dalla
Commissione Regionale Dirigenti Cooperatrici sono stati
illustrati lo scorso 3 dicembre
durante il workshop “Buone
pratiche di genere e modello
cooperativo” tenutosi a Bologna ed organizzato da Irecoop
Emilia Romagna.
L’attività della Commissione, nata a fine 2006, ha promosso la rappresentanza femminile, sviluppando e gestendo
iniziative e favorendo la cultura
della responsabilità fra le
donne imprenditrici impegnate
nelle cooperative presenti sul
territorio.
La promozione di maggiori
servizi a supporto della famiglia, una formazione costante
sulle pari opportunità ed una
Bologna, 3 dicembre: il tavolo dei relatori del
workshop organizzato da Irecoop e Confcooperative.
Da sinistra: Roberta Bortolucci, Claudia Gatta, Maria
Catelli e Alessandra Brogliatto.
sempre più elevata attenzione
ancorato alle reti territoriali e
ai percorsi di carriera delle
locali e pertanto di porre in
donne all’interno dell’organizessere buone pratiche che
zazione sono gli strumenti
liberano il tempo e rispondono
attraverso i quali la Commisefficacemente alle attuali esisione intende creare un sistegenze quotidiane di vita delle
ma di reti al femminile che si
lavoratrici”.
rifletta sulle politiche associatiAl workshop sono interveve, mettendo in comune espenute anche Roberta Bortolucci,
rienze e buone prassi.
presidente Progetto Donna
“L’obiettivo forte – ha afferCentro Studi Bologna, Alesmato Claudia Gatta, presidensandra Brogliatto di Confcoote Commissione Regionale
perative Torino, Arianna GiuliaDirigenti Cooperatrici – è costini dell’Associazione Donne in
tuito dall’integrazione sempre
Cooperazione della cooperapiù marcata delle donne all’inzione trentina, Donatella Orioli,
terno della cooperazione e
consigliera di parità della
negli organismi che la contradRegione Emilia Romagna, Ilva
distinguono, valorizzando il
Moretti, presidente regionale
merito e la competenza che le
del Comitato per l’imprenditoria
donne oggi sanno esprimere.
femminile della CCIAA. I lavori
Per il futuro, l’intento è quello di
sono stati conclusi dal vicepretrasmettere all’esterno il valore
sidente della Regione, Flavio
specifico del modello cooperaDelbono.
T
tivo e la sua capacità di essere
In Piazza - Gennaio 2008
5
Prima tappa del viaggio fra i vini delle regioni italiane che si possono trovare presso lo spaccio di Caviro a Faenza
L'Emilia-Romagna al Duca del Valentino
Con questo numero iniziamo un viaggio fra i vini migliori d'Italia
presenti nello spaccio-enoteca del Duca del Valentino presso lo
stabilimento Caviro in via Convertite a Faenza.
Tappa dopo tappa, il viaggio ci porterà, attraverso le cantine socie di
Caviro sparse nel territorio nazionale, nelle regione italiane più vocate
alla produzione vinicola, cominciando naturalmente dall'EmiliaRomagna ben rappresentata dai numerosi vini romagnoli e da due
pregiati lambruschi modenesi.
Sangiovese di Romagna TerraGens
TerraGens è il
risultato di un progetto
di valorizzazione del
vitigno storico del territorio: il Sangiovese di
Romagna.
Ecco le schede
delle tre referenze
disponibili presso il
Duca del Valentino.
TerraGens Sangiovese Superiore
Invecchiato al 10%
in botte di rovere,
dimostra subito gli elevati obiettivi del gruppo dei TerraGens. Si
tratta di un Sangiovese
della zona Romagna
DOC che si esprime
con una forza tannica
di colore rosso rubino
scuro, con il piacevole profumo di frutta
rossa: lampone, mora e fragola.
TerraGens Sangiovese
Superiore Riserva
È un vino speciale selezionato fra i
migliori vigneti della Romagna. Un invecchiamento al 50% in botte di rovere garantisce una struttura ed un corpo adatti ad
accompagnare piatti importanti.
TerraGens Rubio Forlì IGT
È la più alta espressione di selezione
delle uve e di abilità nella maturazione del
vino: il simbolo dell’impegno e della ricerca
della qualità da parte di Caviro.
La gamma TerraGens ha ottenuto
numerosi riconoscimenti di prestigio nelle
sedi più qualificate in Italia ed all'estero.
Riportiamo qui di seguito una sintesi delle
valutazioni assegnate di recente da tre
delle più prestigiose guide ai vini d'Italia:
Gambero Rosso Slow Food
VINI D'ITALIA 2008
Rubio 2005 ottiene i 2 bicchieri ed è
stato giudicato il vino più interessante con
fini note vanigliate e di eucalipto, buona
polpa e bella progressione gustativa. Buoni
risultati anche per gli altri due TerraGens, 1
bicchiere per il Sangiovese di Romagna
Superiore 2006 e il Riserva 2004.
I Vini di Veronelli - G uida Oro 2008
Hanno ottenuto le 2 stelle come vini
ottimi dalle degustazioni di Gigi Brozzoni e
Daniel Thomases i TerraGens: Sangiovese
di Romagna Superiore Riserva 2004 (punteggio 87/100), Sangiovese di Romagna
Superiore 2006 (punteggio 88/100), Rubio
TerraGens Forlì 2005.
Le Guide de l'Espresso - I Vini d'Italia 2008
Tra i migliori risultati della guida
spicca il Sangiovese di Romagna Superiore Riserva che, con l'annata 2004, si
merita l'ottimo punteggio di 16/20; è
commentato come un vino dotato di un
frutto chiaro, sapido e ben contrastato.
Un vino di alto livello, insomma. Per
Rubio Forlì Igt 2005 la valutazione è
stata di 15/20 e per il Sangiovese di
Romagna Superiore 2006 di 14,5/20.
Il lambrusco di Modena
Lambrusco di Sorbara
DOC
Dalle pianure dell'Emilia,
questo Lambrusco di Sorbara DOC presenta un colore
rosso rubino, è aromatico al
naso, grazie ad un profumo
fruttato di viola. Il sapore è
gradevole, snello e frizzante.
Si accosta splendidamente
alla carne, ai salumi, ai formaggi e ai primi piatti asciutti
Temperatura di servizio 1012 °C.
Grasparossa
Si coltiva nei terreni asciutti dell'alta pianura e della collina
modenesi.
Gradevole e versatile, di sapore
frizzante, amabile, sapido e
armonico ha un colore rosso
rubino intenso.
Temperatura di servizio: 8 10°C
Può essere consumato come
aperitivo, per accompagnare
piatti leggeri e per qualsiasi tipo
di dolce.
I romagnoli della linea Brumale
Sangiovese Merlot
Rubicone IGT
Proviene dalle colline delle
province di Forlì-Cesena,
Ravenna e Rimini
Il già apprezzato Sangiovese di Romagna, si arricchisce dall'unione con il Merlot, di armonia e corpo rendendo questo vino piacevolemente rotondo.
Si accosta splendidamente
alla carne, ai salumi, ai formaggi e ai primi piatti
asciutti.
Temperatura di servizio 1618 °C.
Trebbiano di Romagna DOC
Proviene dalla pedecollina
e collina delle province
Romagnole.
Dalle uve della Romagna
questo Trebbiano Doc rivela
eleganza, unita a intensità e
freschezza; presenta un
colore chiaro e lucente ed
esprime un profumo intenso.
Gradevole al palato con un
retrogusto tendente al secco.
I primi piatti leggeri ed il
pesce vi si abbinano in
modo eccellente.
Temperatura di servizio 1012 °C.
Sangiovese di Romagna DOC
Provenienza: Colline delle
province di Forlì-Cesena,
Ravenna e Rimini
Dalle uve della Romagna
già anticamente si apprezzavano le virtù del Sanguis
Jovis, oggi Sangiovese. Di
colore limpido, rubino, questo vino evidenzia un bouquet armonico e raffinato.
Si accosta splendidamente
alla carne, ai salumi, ai formaggi e ai primi piatti
asciutti.
Temperatura di servizio 1618 °C.
Trebbiano Chardonnay
Rubicone IGT
Provenienti dalla pedecollina e collina delle province
Romagnole, sono due vitigni
che si sposano alla perfezione: lo Chardonnay di derivazione francese, arricchisce il
Trebbiano con i suoi profumi
fruttati delicati e decisi.
I primi piatti leggeri ed il
pesce vi si abbinano in
modo eccellente.
Temperatura di servizio 1012 °C.
Per tutto il mese di gennaio sconto
del 10% ai lettori di In Piazza !!!
Tutti i lettori del nostro mensile che si presenteranno nel mese di
gennaio presso il punto vendita Duca del Valentino di via Convertite 12
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Una casa per l’Università
La Libera Università per
Adulti di Faenza ha finalmente
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delle Ceramiche, 25 presso la
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di Brisighella, Castelbolognese, Granarolo faentino,
San Martino in Gattara, Solarolo, Riolo Terme, Tredozio i
corsi sono complessivamente numero 41, con una pressante richiesta di informatica
e lingue in orario serale.
Le ragioni di questo cre-
Faenza, 17 dicembre, ex ITI. Si inaugura la nuova sede: il
saluto del sindaco Claudio Casadio Accanto a lui l’assessore,
Paolo Valenti, il vescovo Claudio Stagni e la prof. Iside Cimatti.
scente consenso tra la popolazione adulta sono da riferirsi alla professionalità della
docenza, alla grande varietà
dell'offerta culturale, ai costi
molto bassi grazie anche al
lavoro totalmente gratuito
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6
In Piazza - Gennaio 2008
La parola ad Eugenio Caffaro, coordinatore del Comitato provinciale per l’autotrasporto
L’esasperazione degli autotrasportatori
Caffaro: «Il blocco di metà dicembre è stata
un’azione necessaria, frutto dell’esasperazione
alla quale sono stati condotti gli
autotrasportatori. Diversamente non c’era
modo di fare sentire la nostra voce».
Ci sono voluti tre giorni
di blocco totale, sui cinque
programmati, per costringere il governo a venire incontro alle legittime richieste
degli autotrasportatori. Si è
così conclusa nella serata
dello scorso 12 dicembre
l’iniziativa di lotta da parte
delle associazioni di categoria che rappresentano il
mondo dell’autotrasporto. Il
sindacato continuerà tuttavia a vigilare affinché gli
accordi raggiunti trovino
concreta
applicazione,
pronto a riprendere la lotta
nel caso in cui le promesse
da parte del governo, come
per altro è già successo,
rimanessero disattese.
«Gli autotrasportatori –
ci dice Egidio Caffaro, coordinatore del Comitato provinciale per l’autotrasporto
– sono esasperati per i
costi non più sostenibili:
nell’economia delle aziende
il gasolio tre anni fa incideva per una percentuale del
25% sul costo complessivo
del trasporto, oggi invece
supera il 35%. Inoltre è
venuta a mancare la tutela
delle tariffe “a forcella”
(legge 298 del 1974) e ci si
trova ad affrontare la concorrenza in un libero mercato caratterizzato da una
deregulation selvaggia. Al
costo del gasolio va
aggiunto quello, in continua
crescita, della manodopera
e della manutenzione, per
cui, detratte tutte le spese,
nelle tasche dell’autotrasportatore non resta più del
20% del ricavato.»
Nel dettaglio quali sono
le richieste che voi considerate ineludibili?
«Chiediamo che l’aumento del prezzo del gasolio (negli ultimi sei mesi è
stato del 12%) venga
assorbito da una equivalente riduzione delle accise
che spettano allo Stato. Poi
occorre abbattere i costi di
struttura dovuti alle procedure burocratiche che sono
un’esclusiva tipica del
nostro paese. Basti pensare al blocco dell’accesso
alla professione: da due
anni non ci sono più esami
e le nuove licenze sono
ferme.»
La vostra forma di protesta si è però rivelata
impopolare per i disagi che
cominciava a recare ai cittadini…
«Si è trattato di un’azione necessaria, frutto dell’esasperazione alla quale
sono stati condotti gli autotrasportatori: diversamente
Natale di carta al Maccabelli
Russi, 17 dicembre. Casa Protetta ‘Maccabelli’,
gestita dal consorzio Sol.co di Ravenna: un
momento della festa all'insegna del contatto tra le
generazioni, con bambini e anziani che hanno
collaborato alla realizzazione degli addobbi natalizi.
non c’era modo di fare sentire la nostra voce. Si tratta
della sopravvivenza di una
categoria che è vitale per
l’economia
del
nostro
paese: il nostro autotrasporto rischia di morire in
un mercato che non ha
regole e si trova a dovere
sostenere la concorrenza
dei colleghi stranieri i quali
hanno gasolio e manodopera a minor costo ed
incentivi vari da parte delle
loro amministrazioni.»
Qual è il ruolo rivestito
da Confcooperative in questa vertenza?
«Bisogna obiettivamente riconoscere che forse a
livello nazionale la nostra
confederazione poteva giocato un ruolo più significativo, mentre a livello provinciale ci siamo schierati
senza esitazione a fianco
della categoria degli autotrasportatori perché siamo
certi che le loro rivendicazioni sono giuste, logiche,
equilibrate ed assolutamente indispensabili per assicurare la sopravvivenza del
settore.»
Come vi regolerete nell’immediato futuro?
«Vigileremo, pronti a
riprendere in qualsiasi
momento azioni di lotta,
affinché le promesse del
governo si trasformino in
azioni concrete. Il nostro
paese ha infatti bisogno di
comunicazioni rapide e
veloci, perché questa è la
richiesta del mercato e della
globalizzazione; in questi
anni invece le infrastrutture
si sono rivelate oltremodo
carenti di manutenzione
con pesanti aggravi per gli
autotrasportatori che sono
costretti a lunghe perdite di
tempo nelle tangenziali e
nelle autostrade del nostro
paese, che certamente non
brillano per il mantenimento
dell’efficienza del manto
stradale.»
Ribadiamo, in conclusione, la nostra totale solidarietà alla categoria ed il
nostro impegno affinché la
vertenza abbia un esito
favorevole e ciò a vantaggio
non solo degli autotrasportatori ma dell’intero paese.
Gilberto Casadio
I TIR lumaca, una delle tante forme di protesta che gli autotrasportatori hanno
messo in atto negli ultimi tempi, per porre all’attenzione del Paese i loro problemi.
Lettera aperta di Confcooperative all’on.le Silvio Berlusconi
Quattro cooperative bianche?
segue dalla prima
Eppure, proprio Lei, come
Presidente del Consiglio, si
era vantato di aver regolamentato in modo innovativo e
rigoroso (ed è vero) la legislazione italiana sulla cooperazione.
Ma, a proposito delle
’quattro cooperative bianche’
Le ricordiamo che:
- le cooperative bianche sono
19.659;
- i nostri soci cooperatori sono
2.878.000;
- fatturiamo complessivamente oltre 58 miliardi di euro;
- diamo lavoro a 487.000 persone di cui il 40% donne.
In alcuni settori, come
quello del lavoro e dei servizi,
dell’agricoltura e della pesca,
dell’abitazione, del consumo,
della solidarietà sociale, del
credito alla famiglia e alle
P.M.I., svolgiamo un ruolo
decisivo per il Paese.
Siamo in linea con altre
nazioni più evolute (USA,
Canada, Giappone, Germania...) dove la formula cooperativa è straordinariamente
utilizzata, spesso più che in
Italia.
Lei che, spesso, si riferisce al pensiero e all’esperien-
za di Don Sturzo, sa quale
forza ideale e quali motivazioni civili sostengono la ‘cooperazione bianca’. E, ispirandosi a don Sturzo, promuovere
la cooperazione dovrebbe
essere anche un Suo impegno. Per queste ragioni,
siamo disponibili a rappresentarLe ancora la nostra
realtà e le nostre proposte.’
Molto cordialmente
Roma, 10 dicembre 2007
Confcooperative
cooperazione mutualistica da
quella che non lo è.
L’ex premier ha ricevuto
a Palazzo Grazioli Luigi Marino, presidente di Confcooperative e Alessandro Azzi, presidente di Federcasse (la
federazione delle Banche di
credito cooperativo aderenti
alle BCC).
Nell'incontro, che seguiva alla lettera aperta di Confcooperative pubblicata su
cinquanta quotidiani italiani conclude la nota - Berlusconi ha convenuto ‘sull'importanza della cooperazione
nell'economia e nella società
T
italiana’.
Il giorno seguente, 12
dicembre,
la
risposta
dell’on.le Silvio Berlusconi,
con una nota dell’ufficio
stampa dal titolo ‘No
coop rosse, ma il mondo
delle cooperative va
rispettato’: Confermo le
mie
preoccupazioni
sulle commistioni tra
cooperative rosse e
giunte di sinistra, ma so
bene che in Italia c'è una
grande realtà che deve
essere rispettata e valorizzata; è quello che
abbiamo fatto nella
scorsa legislatura e che
torneremo a fare. Dobbiamo, infatti, sempre Il presidente nazionale di
meglio discernere la vera Confcooperative, Luigi Marino.
In Piazza - Gennaio 2008
7
L’Associazione bagnacavallese si occupa dell’organizzazione di attività nel tempo libero
Fare gruppo con la ‘Stella’
L’Associazione ‘Stella’ ha sede a Bagnacavallo,
opera nell’ambito di Casa Conti Guidi, è
collegata alla cooperazione bagnacavallese e
funziona come motore di promozione ed
aggregazione sociale.
L’associazione “Stella”
prende vita dal desiderio dei
fondatori di creare un
momento di aggregazione
sociale accrescendo la
voglia di stare insieme, partecipare, condividere.
Collocata nell’ambito di
“Casa Conti Guidi” e, più in
generale, collegata alla
cooperazione bagnacavallese, rientra nella tipologia
giuridica di “associazione di
promozione sociale” e si
occupa dell’organizzazione
di attività per il tempo libero,
siano esse culturali, ricreative o turistiche. Questa tipologia di associazionismo
comprende i movimenti ed i
gruppi costituiti al fine di
svolgere attività di utilità
sociale a favore di associati
o terzi senza fine di lucro.
Tra le varie attività,
“Stella”, che conta ad oggi
oltre 500 soci, si occupa
dell’accompagnamento, del
sostegno e dell’animazione
dei viaggi organizzati attraverso l’agenzia Travel
Group Service. Ciò che
emerge è un’attività fondamentale per lo sviluppo di
una comunità unita e solidale, un modo alternativo di
viaggiare nel quale all’attrattiva dell’itinerario si
affianca e si fonde il desiderio di stare insieme e di fare
gruppo.
I risultati di questo innovativo sistema di “aggregazione” dimostrano come la
formula risulti vincente: i
membri dell’associazione
crescono ogni giorno e i
partecipanti ai viaggi sono
sempre più numerosi e provengono, oltre che dalla
provincia di Ravenna,
anche da quelle limitrofe. Il
forte interessamento degli
organizzatori per le singole
realtà ed il costante tentativo di andare incontro alle
esigenze dei partecipanti,
fanno di questa associazione una realtà in crescita e
un ulteriore fonte di sicurezza e di coesione tra i cittadini.
Mabel Altini
Per Info:
Associazione Stella,
via Boncellino 113,
Bagnacavallo.
Tel e Fax: 0545-64234
Dolomiti, val di Fassa: una divertente vacanza sulla neve, organizzata dalla
Associazione ‘Stella’ di Bagnacavallo.
L'incontro fra il presule ed i dirigenti di Confcooperative e Cisl
Gli auguri del vescovo di Ravenna
Il Circo della Pace a Bagnacavallo
Grande successo dello spettacolo del
Circo della Pace, inaugurato sabato 22
dicembre in piazza della Libertà alla presenza del sindaco Laura Rossi, del Console
generale di Romania a Milano, Ioan Iacob,
dell'assessore regionale Anna Maria Dapporto e del prefetto Floriana De Sanctis.
Il Circo della pace ha ospitato ogni sera
fino al 6 gennaio uno spettacolo di clownerie, acrobazie e giocolerie proposto dall'associazione Parada e dai ragazzi di Bucarest. I ragazzi romeni protagonisti del circo
hanno imparato il mestiere dal clown francese Miloud, che dagli anni Novanta ha
abbandonato una carriera di successi per
dedicarsi all'insegnamento dell'arte circense
proprio ai bambini che vivevano nelle strade
della capitale rumena. Ora molti di loro sono
ottimi acrobati, clown e giocolieri. Lo spettacolo andato in scena a Bagnacavallo è stato
particolarmente coinvolgente chiamando
spesso il pubblico - i bambini ma anche gli
adulti - a interagire con i protagonisti.
Lo scorso 13 dicembre,
la dirigenza e il personale di
Confcooperative e CISL si
sono incontrati, presso la
sede provinciale di Confcooperative, con l'Arcivescovo di Ravenna, mons.
Giuseppe Verucchi per uno
scambio di auguri in vista
delle festività natalizie.
Come ormai è tradizione, le due organizzazioni
hanno inteso promuovere in
forma congiunta tale iniziativa in virtù delle comuni radici valoriali, fondate sulla
solidarietà e il rispetto della
persona umana. Valori non
sempre tradotti nella pratica
operativa quotidiana ma
che proprio per questo è
necessario rinnovare e
testimoniare al fine di mettere in campo ogni iniziativa
possibile per renderli attuativi nelle realtà rappresentate e più in generale nella
società ravennate, scongiurando il rischio che la fretta
del lavoro quotidiano e gli
aspetti economici ne limitino una adeguata valorizzazione.
Pertanto, pur nel rispetto dei singoli ruoli di rappresentanza, le due organizza-
Ravenna, sede di Confcooperative: l’arcivescovo di Ravenna, mons. Giuseppe Verucchi, insieme al presidente Raffaele Gordini e al segretario provinciale della Cisl, Giorgio
Graziani durante l’incontro per i tradizionali auguri natalizi.
zioni hanno ritenuto importante mantenere vivo un
dialogo che porti alla ricerca
di punti comuni necessari
alla valorizzazione della
partecipazione,
della
responsabilità e della solidarietà.
L'Arcivescovo ha orientato la propria riflessione sul
ricordo del fatto storico su
cui è incentrato il Natale: la
nascita del Bambino Gesù,
motivo vero per il quale tutti
noi ci apprestiamo a fare
festa. Questo - ha ricordato
ai presenti - è il valore del
Natale, un avvenimento
accaduto duemila anni fa
ma che si rinnova ogni anno
ed è sempre in mezzo a noi:
facciamo sì che sia festa
per questo!
Il presidente provinciale
di Confcooperative, Raffaele Gordini e il segretario
provinciale della CISL Giorgio Graziani hanno ringraziato l'Arcivescovo per la
disponibilità dimostrata e
per le parole di augurio
espresse.
8
In Piazza - Gennaio 2008
Le riflessioni di Riccardo Zoffoli, direttore del SOL.CO, all’indomani del convegno unitario provinciale sulla cooperazione sociale
La cooperazione sociale conviene
A conclusione del convegno provinciale unitario sulla
cooperazione sociale del 4
dicembre (vedi art. pag.3)
abbiamo raccolto le considerazioni di uno dei protagonisti,
Riccardo Zoffoli, direttore del
Consorzio sociale ‘Il Sol.co’,
che ha coordinato i lavori.
Zoffoli, lei ha terminato il
suo intervento nelle funzioni
di coordinatore con l’espressione, vigorosamente sottolineata, ‘la cooperazione
sociale conviene’:
«In quel contesto, infatti,
abbiamo cercato di capire in
parte dell’ente pubblico ed
altri problemi economici,
come quelli del salario…
«I ritardi dei pagamenti
stanno raggiungendo medie
molto alte che giungono a
sfiorare i 200 giorni, con
punte fino a 400 giorni; sprechiamo il nostro tempo nel
concentrare tutte le energie
per dover risolvere questo
tipo di problemi, che come
sempre non viene affrontato
in maniera strutturale, ma
solo con tamponamenti provvisori. Tutte quelle energie e
quelle risorse che concen-
parte degli amministratori
pubblici, che dimostrano di
aver compreso i problemi;
ma con questa proposta,
ancora una volta non sono
stati definiti i tempi, questa
fase transitoria potrebbe
durare anni. Ancora una
volta alla cooperazione
sociale sono indicati percorsi
risolutivi, ma con tempi
lasciati nell’incertezza. Ma
noi nel frattempo dobbiamo
chiudere dei bilanci, pagare
dei salari, fare progettazione,
investimenti e formazione:
con quali prospettive reali?
Faenza, 4 dicembre: Riccardo Zoffoli, direttore del consorzio ravennate ‘Il Sol.co’, in uno
dei suoi interventi nelle vesti di coordinatore dei lavori nel convegno provinciale unitario
sul welfare. Accanto a lui: Antonio Buzzi, responsabile settore sociale di Confcooperative, Anna Maria Dapporto, assessore regionale e Andrea Bassi, docente universitario.
che senso, dal punto di vista
di un amministratore pubblico o di un singolo cittadino, la
cooperazione sociale è conveniente. Perché costa poco
e risolve i problemi economici dell’ente pubblico, perché
assorbe mano d’opera altrimenti poco accettata dal
mondo del lavoro, o conviene perché essa offre un adeguato modello progettuale?
Noi del mondo della cooperazione sociale dobbiamo
finalmente avere una risposta a queste domande.»
A quale scopo?
«Per sapere dove dobbiamo concentrare le nostre
energie, non possiamo
inventarci tutte le volte un
ruolo diverso!»
Nel corso del convegno si
sono evidenziate le difficoltà
del mondo della cooperazione sociale in questo momento: ritardi nei pagamenti da
triamo per reperire credito
potrebbero servire per produrre dei servizi ancora
migliori.»
Si è intravista qualche
soluzione da parte degli enti
pubblici?
«Alcuni amministratori
pubblici, nel corso della tavola rotonda pomeridiana,
hanno dimostrato di aver
compreso la nostra sofferenza in termini economici, ma
non ho colto segnali decisivi
per la loro soluzione.»
Direttore Zoffoli, l’intervento dell’assessore Bissoni,
ha fugato quindi solo in parte
le vostre preoccupazioni:
«L’assessore Bissoni ci
propone una fase transitoria,
per via di un intervento legislativo predisposto dalla
Regione, del quale siamo
venuti a conoscenza nel
corso del convegno. Riconosciamo la buona volontà da
Tutti hanno detto che ci sono
problemi veri, che vanno
affrontati, ma noi nel frattempo dobbiamo rispondere a
richieste ed a problemi pressanti ed urgenti.»
A conclusione del convegno quali prospettive intravede per il futuro:
«Siamo in un momento
legislativo molto intenso in
cui stanno uscendo molte
novità. Accreditamento, ASP,
nuovo contratto sono i temi
in discussione. Con questo
convegno, in anticipo rispetto
alle decisioni del legislatore,
abbiamo voluto dichiarare la
nostra preoccupazione e le
nostra aspettative. Ritorno al
pensiero espresso all’inizio.
Che ruolo dobbiamo giocare
noi della cooperazione
sociale? Risolvere i problemi
degli altri od essere protagonisti, insieme agli altri?»
Giovanni Raggi
‘Semi di Futuro’: il consuntivo con Nerio Tura, presidente di CEFF
Il Futuro è nel solidale
Nerio Tura, presidente
della cooperativa sociale
Ceff, è stato uno dei promotori della prima Fiera sull’economia solidale ed ecocompatibile tenutasi presso il
Palazzo delle Esposizioni di
Faenza dal 22 al 25 novembre.
Presidente Tura, com’è
andata?
«E’ stata la prima esperienza di una fiera di questo
tipo. Abbiamo gettato un
seme perché cresca l’albero
di un nuovo tipo di economia, meno tesa al solo profitto, più attenta alle esigenze
dell’uomo, alla sua vita, alla
sua felicità ed alla sua esigenza di convivere con la
natura, adesso e nel corso
delle generazioni future.
Come socio promotore ed
organizzatore mi sento profondamente soddisfatto perché le numerose presenze
testimoniano
l’interesse
verso gli intenti della fiera. Il
mio pensiero va al prof. Mario
Dal Re, recentemente scomparso, che tanto ha fatto per
giungere a questo obiettivo.»
A consuntivo, proviamo
ad indicare alcuni numeri:
«Ci sono state nelle quattro giornate oltre duemila presenze, gli stand hanno venduto ed attirato l’attenzione,
sono venute le scolaresche
che hanno potuto così documentarsi sul significato di economia solidale. Molti cittadini
hanno partecipato alla ricca
serie di appuntamenti collaterali, conferenze, dibattiti,
dimostrazioni. Il giudizio complessivo è molto positivo.»
Ci sarà quindi Semi di
Futuro 2…
«La nostra intenzione è
sicuramente quella di ripetere l’esperienza, magari
potenziando alcuni settori,
come quello del risparmio
energetico che ha concentrato molto interesse dei visitatori. Ci potrebbe quindi
essere il prossimo anno una
sezione dedicata esclusivamente a questo settore, invi-
Faenza, Palazzo delle Esposizioni, fiera ‘Semi di
Futuro’: lo stand della cooperativa Ceff.
tando aziende non solo del
faentino, ma anche dell’intero territorio romagnolo.»
In definitiva, la Fiera ha
ottenuto quello che si cercava, suscitare interesse…
«Sicuramente.
Sono
state molto apprezzate
anche le iniziative concernenti il riciclaggio dei materiali, argomento del tutto attinente il tema di questa fiera.
Anche le iniziative di solidarietà hanno calamitato l’attenzione; la stessa Banca
Etica è stata al centro di
grande interesse e contattata
da diversi cittadini per sapere
come poter investire i risparmi in modo solidale.»
Presidente Tura, allarghiamo l’orizzonte al tema
delle politiche sociali; lei ha
partecipato al convegno
provinciale sul welfare del 4
dicembre. Quali sono le sue
considerazioni sugli argomenti affrontati e sulle soluzioni proposte?
«E’ stata l’occasione per
fare il punto sulla cooperazione sociale ravennate, che
esprime numeri, nel fatturato
e nell’occupazione, estremamente significativi. 109 milioni di fatturato 4.700 addetti:
è una forte realtà economica, ma anche una realtà
sociale, quindi importante
per la coesione sociale e per
le relazioni familiari. E la professionalità dei nostri opera-
tori è ammirevole: il dato che
mi ha colpito di più è stato
quello relativo alla cifra
spesa per la formazione:
850.000 Euro. Mi chiedo
quale sia quell’impresa, con
un giro d’affari come il
nostro, che investe una
somma del genere in formazione. Questo è già un indicatore della nostra realtà.»
Si è affrontato il grosso
problema dei rapporti con le
amministrazioni comunali:
«Credo che anche gli
enti locali debbano aprire un
cantiere, come ha fatto la
cooperazione sociale, per
costruire un percorso istituzionale che porti a meglio
definire identità e funzioni,
tenuto conto del quadro
legislativo e costituzionale. Io
li vedo come soggetti di programmazione e pianificazione territoriale; come promotori dei processi attuativi
della programmazione sollecitando alla gestione delle
azioni le realtà economiche,
culturali, sociali... infine soggetti in grado di esercitare il
controllo di merito e la valutazione dei risultati nei confronti dei gestori ed attuatori
(cooperazione sociale, ASP,
Hera, municipalizzate, società miste, fondazioni, ecc.).
Non quindi ‘meno pubblico’,
ma un pubblico più ‘governo’
e meno ‘gestore’.
G.R.
In Piazza - Gennaio 2008
9
Un’iniziativa di Confcooperative Emilia Romagna e di Fedagri sugli spacci dei prodotti agroalimentari delle cooperative associate
La Mappa dei tesori cooperativi
Maurizio Gardini: ‘144 cooperative hanno almeno
un punto vendita, 205 negozi, quasi 76 milioni di
fatturato’.
Giovanni Bettini: ‘Nei negozi il meglio delle produzioni regionali, con materie prime del territorio.’
Nell’ambito della Fiera di
prodotti cooperativi ed artigianali ‘Alimentarti’ che si è
tenuta a Bologna nel mese di
novembre, è stata presentata la ‘Mappa dei tesori agroalimentari cooperativi’.
La Mappa, una vera e
propria cartina dell’Emilia
Romagna corredata di tanti
pallini colorati e numerati,
rappresenta la dislocazione
di tutti i punti vendita al pubblico di prodotti delle cooperative agroalimentari; è stata
curata da Confcooperative
Emilia Romagna e da Fedagri, allo scopo di valorizzare
la realtà di queste iniziative
commerciali delle cooperative associate.
«Abbiamo svolto un’indagine - spiega Maurizio
Gardini, presidente di Confcooperative E.R. - dalla
quale risulta che 144 cooperative hanno almeno un
punto vendita per un totale,
in regione, di 205 negozi,
con un fatturato complessivo, nel 2006, di quasi 76
milioni di euro.»
Dall’indagine svolta da
Walter Williams, master in
Economia della Cooperazione, Università di Bologna,
risulta che la superficie complessiva di vendita è di circa
16.000 mq. corrispondenti a
3 ipermercati: se ci si riferisce solo ai prodotti principali,
sono stati venduti almeno
27.000 q.li di formaggi, ben
oltre 200.000 hl. di vino,
poco meno di 40.000 q.li di
frutta e più di 38.000 q.li di
carne.
Il posizionamento di questi punti vendita cooperativi,
come si può vedere dalla
cartina stessa, è distribuito
abbastanza uniformemente
sul territorio, ma in particolare si sviluppa sulla dorsale
della via Emilia.
La dimensione di questo
fenomeno è sicuramente
rilevante, in quanto coinvolge
oltre il 40% delle cooperative
aderenti a Confcooperative;
e può crescere ancora significativamente, soprattutto se
verranno messe in atto diffuse collaborazioni tra cooperative al di fuori del territorio
di insediamento.
Anche se la vendita diretta resta comunque una soluzione complementare per la
commercializzazione
dei
prodotti agricoli ed agroalimentari cooperativi, una rete
di spacci e negozi potrebbe
risultare come un modo
nuovo di valorizzare il territorio, attraverso la semplificazione delle filiere, l’equilibrio
nel rapporto tra prezzo e
qualità, la ricerca della genuinità, nonché la tutela di un’identità collettiva che pass
anche dagli stili dei consumi
e dai sapori.
Dalla ricerca emerge
inoltre che il 47% delle
cooperative ha scelto di
diversificare l’offerta di prodotti in vendita oltre a quelli
propri, ma il dato interessante è che, al di là della rilevanza della quota di vendita di
prodotti altrui, per oltre il
60% dei casi i fornitori principali, o addirittura esclusivi,
sono altre cooperative. Si
può quindi dire che si sta
consolidando, anche se in
maniera informale, quella
rete ‘intercooperativa’ che
sarebbe auspicabile costruire e che Confcooperative
E.R. e Fedagri vedono in
prospettiva.
Per quanto riguarda il
territorio romagnolo, come si
può vedere dalla cartina a
lato, la presenza di punti
vendita cooperativi riguarda
in particolare l’ortofrutta
(134, 129), il vino (140, 141,
127, 142, 144) e la carne
(121), senza dimenticare i
formaggi (143).
«Nei negozi cooperativi afferma Giovanni Bettini,
presidente di Fedagri e della
cooperativa CLAI - è possibile trovare il meglio delle produzioni regionali, ottenute
con materie prime del territorio, nel rispetto dei vari disciplinari produttivi. Questi prodotti sono il frutto della professionalità e della dedizione
degli uomini della cooperazione, che hanno saputo tramandare, di generazione in
generazione, cultura, arte del
saper fare e passione nel
T
lavoro.»
Per info sui punti vendita
cooperativi:
www.confcooperative-er.it
Un particolare della mappa, la Romagna: al n.ro 120 negozio di Conserve Italia,
121 CLAI, 134 Agrintesa, 141 Caviro, 140 Cantina Sociale Faenza, 142 CAB, 143
Agricoop, 127 Cavim, 129 Ortolani, 135 Orogel, 136 Cantina Sociale di Cesena,
137 Cantina Forlì Predappio.
Gli interni di quattro punti vendita cooperativi operanti nel territorio romagnolo: a
sinistra dall’alto, Agrintesa a Faenza, Macelleria del Contadino (CLAI) a Imola,
Duca del Valentino (Caviro) a Faenza, Terre di Brisighella (CAB) a Brisighella.
In Piazza - Gennaio 2008
15
Cofra si fa in tre: Supermercati, Margherita e Superstore a Ravenna e alle Cicogne. Al servizio dei clienti
Offerte e occasioni per ogni esigenza
Ogni 15 gg. nelle vostre case il nuovo volantino
di Cofra Superstore, Supermercati e Margherita,
l'informazione completa e puntuale.
L'attenzione alle esigenze di soci e consumatori e la ricerca continua di
nuove offerte e promozioni
per premiare la fiducia
della clientela sono da
sempre caratteristiche distintive di tutte
le attività del Gruppo
Cofra.
Dal primo gennaio i punti vendita
della cooperativa si
specializzeranno in
tre canali distinti: i
classici e rinomati
Supermercati Cofra,
i Margherita Cofra
nei centri abitativi
più piccoli sempre
riccamente forniti e
ideali per la clientela
di quartiere e i nuovi
Superstore. La trasformazione spetta
ai 2 supermercati
Cofra più ampi : il supermercato Cofra di Faenza
presso il Centro Commerciale Le Cicogne e quello di
Ravenna nella zona Bassette.
"Questi due grandi punti
vendita - spiega Francesco
Sidella, responsabile dei
Supermercati Cofra - sono
di fatto da sempre equivalenti alle caratteristiche di
un Superstore. Presentano
un allestimento particolarmente vasto e mirato,
orientato anche al non food
e particolarmente attento ai
'freschi' come latticini, ortofrutta e carni, vicino alle esigenze di chi li frequenta.
Ogni punto vendita ha
avuto nel tempo un'evoluzione naturale del proprio
assortimento e, dunque,
abbiamo deciso di mettere
in evidenza differenze con
gli altri punti vendita di
Cofra per orientare soci e
clienti nella loro scelta".
Con uguale criterio
anche le promozioni si differenzieranno a seconda
della tipologia del punto
vendita: "Superstore Cofra"
a Faenza Centro Commerciale Le Cicogne e Ravenna Zona Bassette; "Supermercati Cofra" a Faenza in
via Renaccio, Brisighella,
Cotignola e Riolo terme;
"Margherita Cofra" a Casola, Godo di Russi, Modigliana, Lugo.
Già dall'inizio di gennaio i nuovi volantini di
Cofra saranno distribuiti in
abbinato con quelli Conad
per arricchire la scelta e la
convenienza di soci e
clienti, con le nuove promozioni ogni 15 giorni oltre
le consuete offerte Chicco
con cadenza mensile.
"Il nuovo volantino che
avrà come titolo "Cofra:
vantaggi-novità-offerte" illu-
Coinvolti oltre 3.000 bambini della provincia che hanno inumato gli alberi forniti da CofraEnergy
Un futuro più ‘energetico’ nasce da solide radici
Cofra Energy partner per la "Festa
dell'Albero", campagna di sensibilizzazione
ambientale di Legambiente.
CofraEnergy, la società
controllata dal Gruppo Cofra
specializzata in consulenza
e fornitura di impiantistica
per l’utilizzo di energie rinnovabili, è stata un importante
partner dell'iniziativa di
Legambiente "1.000.000 di
alberi per Kyoto", una vera
"Festa dell'Albero", alla
13esima edizione, celebrata
quest'anno in 200 città italiane col coinvolgimento di
decine di migliaia di bambini
delle scuole elementari che
hanno compiuto uno dei
gesti più belli, emozionanti e
di significato: piantare un
albero. Il simbolo della vita
che continua e resiste agli
abusi che la terra subisce.
Tutto questo per dare un
contributo alla lotta all'effetto
serra e rendere più verdi le
città. La campagna di
Legambiente vuole richia-
mare l'attenzione sul valore
del Protocollo di Kyoto, il
trattato internazionale con il
quale i governi di molti Paesi
si sono impegnati a ridurre le
emissioni di CO2 e dei gas
principali responsabili dell'effetto serra. In Italia ci si è
posti l'impegno a ridurre del
6,5% entro il 2008-2012 le
emissione di CO2 rispetto ai
livelli del 1990.
Allineandosi con Lega
Ambiente in ragione di questo, CofraEnergy ha promosso la campagna informativa nelle scuole elementari della Provincia di Raven-
na e Modigliana rendendo
possibile la piantumazione
dei nuovi alberi.
Nel comune di Modigliana e nella Provincia di
Ravenna oltre 3.000 bambini delle classi quinte elementari lo scorso 21
novembre hanno inumato
piantine di alloro, forniti da
CofraEnergy, in prima linea
sul fronte della tutela dell'ambiente.
Tutti i ragazzi coinvolti
nell'iniziativa hanno contribuito in prima persona alla
salvaguardia dell'ambiente.
T
strerà contemporaneamente tutte le nuove offerte in
modo da renderle note ai
consumatori che potranno
decidere quale canale privilegiare per le loro spese".
Questo nuovo strumento avrà, inoltre, una pagina
addizionale riservata alle
novità e alle promozioni
relative alle altre attività di
Cofra, da Faventia Tourist
ad Assicofra fino alle più
convenienti offerte Bricofer,
senza dimenticare i più
importanti aggiornamenti
sulle iniziative della cooperative, a cominciare dalla
Collection Unica.
T
Assicofra e Soluzioni ampliano l’attività
Più servizi a persone e imprese
Giovedì 24 gennaio
saranno inaugurate
le nuove sedi di
Assicofra e Soluzioni, in via Giovanni
Paolo II a Faenza.
Con l’inizio del nuovo
anno le agenzie di assicurazione Assicofra e la società
di consulenza aziendale
Soluzioni avvieranno nuove
attività e apriranno le nuovi
sedi nel complesso immobiliare in Via Giovanni Paolo II,
a Faenza. I locali, ubicati in
zona San Rocco, sono facilmente raggiungibili e dispongono di comodi parcheggi.
Clienti e soci potranno
apprezzare l’ampia e qualificata gamma di servizi, la
professionalità degli operatori e la grande attenzione
alle esigenze dei clienti, che
da sempre caratterizzano
l’attività di Assicofra e di
Soluzioni.
Con l’apertura della
nuova filiale, Assicofra rafforza la già diffusa presenza sul
territorio e si propone di
estendere il proprio ruolo di
punto di riferimento per le
esigenze assicurative di
famiglie, privati, aziende e
professionisti.
Assicofra ha aumentato
la propria capacità di servizio
acquisendo nuovi mandati da
altre Compagnie di Assicurazione e proponendo, nella
nuova sede, servizi finanziari
di grande interesse.
E in più sono confermate, in ogni agenzia della rete
Assicofra, le condizioni speciali riservate a tutti i soci di
cooperative aderenti a Confcooperative.
Soluzioni, la società del
Gruppo Cofra specializzata
nella consulenza aziendale,
trasferirà la propria sede
operativa nei nuovi locali e
amplierà la propria gamma di
servizi. Per rispondere
anche alle esigenze assicurative delle imprese che
hanno necessità di coprire
un’ampia e articolata gamma
di rischi, curerà una nuova
attività - in collaborazione
con una qualificata struttura
di brokeraggio assicurativo –
per fornire la migliore politica
di gestione dei rischi, ottimizzando il costo e la copertura
assicurativa.
T
16
In Piazza - Gennaio 2008
Fondamentale, per il territorio, l’attività della cooperazione sociale. L’analisi di Elena Bartolotti, presidente di In Cammino
Al servizio delle persone
Elena Bartolotti: ‘E’ importante, per la
cooperazione sociale, il passaggio al salario
reale: a ugual lavoro, uguale stipendio. ’Semi di
Futuro’ ha seminato cultura solidale.
Nel convegno sul welfare del 4 dicembre scorso
(vedi art. pag. 3) sono state
affrontate diverse problematiche, sulle quali abbiamo sentito il parere di Elena
Bartolotti, presidente della
cooperativa sociale ‘In
Cammino’:
«Tutti gli interventi sono
stati interessanti ed hanno
affrontato i vari aspetti dei
problemi che assillano oggi
il welfare nel nostro territorio. Ho apprezzato in particolare l’esposizione delle
buone prassi che adottano
le cooperative nella gestione dei servizi alla persona.
Ci riconosciamo molto in
queste, impegnati come
siamo a mantenere alto il
livello della qualità nei nostri
servizi.»
Siamo in un momento di
svolta riguardo i rapporti
con gli enti pubblici:
«Per poter ottenere gli
accreditamenti dalla regione per la gestione delle
strutture, occorre essere
attrezzati ed organizzati al
nostro interno con tutta una
serie di presupposti sul
fronte della qualità; oggi l’utente è sempre più attento
alle prestazioni fornite e noi
dobbiamo rispondere alle
sue esigenze.»
Fra i vari temi affrontati
è emerso quello della scelta, da parte dell’ente pubblico, fra la gestione diretta e
l’esternalizzazione del servizio:
«Il parere di In Cammino, che soprattutto nel
campo dell’handicap gestisce direttamente alcune
strutture, è quello di continuare su questa strada,
offrendosi come partner
dell’ente pubblico e fornendo un servizio di qualità.
Per le gestiuoni che derivano dalla committenza pubblica, e in particolare le Asl,
occorre che la cooperazione sociale veda riconosciuti i maggiori oneri connessi
al superamento per i propri
soci della contribuzione
‘convenzionale’ in favore di
quella a ‘salario reale’.
Siamo quindi contenti dell’atteggiamento positivo in
questo senso tenuto dall’Amministrazione di Faenza, con la quale è stato
raggiunto uno specifico
accordo.»
Si tratta di un obiettivo
irrinunciabile per la cooperazione sociale:
«Naturalmente; non si
deve dimenticare che i servizi alle persone sono prodotti da ‘persone’ appunto,
che devono tenersi aggiornate e a loro volta devono
affrontare i problemi della
vita di tutti i giorni. Spesso
si tratta di lavoratrici che
hanno un solo stipendio in
famiglia, oppure hanno
diversi figli: ed il lavoro è
impegnativo, ci sono le turnazioni, i rientri per la notte,
lo stress sempre in agguato. A loro ed alle loro famiglie è imposto un ritmo di
vita diverso rispetto ad
un’attività solo giornaliera.
Tutto questo deve essere
riconosciuto, anche economicamente.»
L’amministrazione faentina ha fatto da apripista su
questo percorso...
«Ha sempre riconosciuto i costi del lavoro sia in
base al contratto di lavoro
nazionale, sia in base ai
parametri emessi dall’osservatorio provinciale del
lavoro e diffuso presso tutte
le amministrazioni. E quella
di Faenza per prima ci
ha riconosciuto questi
costi, vedendo nella
cooperazione sociale
un partner che sostiene
un servizio indispensabile per la comunità.
Dunque si arriva anche
nel nostro territorio al
riequilibrio della misura
previdenziale per tutti i
soci lavoratori delle
cooperative sociali.»
Presidente Bartolotti, si è conclusa l’esperienza della Fiera ‘Semi
di Futuro’, della quale
siete stati uno degli ispiratori e dei partner principali:
«Per noi ha significato
molto questa iniziativa che
ha coinvolto parecchie realtà del nostro territorio; noi
abbiamo partecipato in
quanto operiamo in alcune
nostre strutture nell’inserimento lavorativo dei disabili e nella riqualificazione
della persona tramite il
lavoro. Questa esperienza
ha contribuito a valorizzare
ed a mettere in mostra l’attività dei nostri centri; noi
eravamo presenti con la
‘Lampada di Aladino’, un
centro occupazionale. Con
questa Fiera abbiamo
‘seminato’ cultura, un modo
di vedere le opportunità
solidali, sia nel lavoro sia in
altri campi, come quello
della salvaguardia dell’ambiente e dell’uomo come
persona. Ci siamo ripromessi di continuare a diffondere questo tipo di ‘cultura’ anche nei prossimi
anni. Al convegno si è parlato di sussidiarietà: è il
valore che ha ispirato ‘Semi
di Futuro’.»
La Fiera è stata anche
l’occasione per vendere
prodotti dei laboratori:
«Vorrei citare a questo
proposito un piccolo episodio personale, molto significativo. La sera successiva
alla conclusione della fiera,
alcuni conoscenti mi hanno
regalato, senza conoscere
le mie funzioni all’interno
della cooperativa, un oggetto comprato in Fiera: per
me una doppia gratificazione, per il dono e per la
riuscita dell’iniziativa.»
Giovanni Raggi
Faenza, Palazzo delle Esposizioni: lo stand della cooperativa In Cammino
nell’ambito della Fiera dell’economia solidale ‘Semi di Futuro’.
Una sinergia fra le cooperative Laura e In Cammino
In vetrina le ‘sociali’
«Intendiamo proporci sul
territorio non con l’accezione
negativa del disagio ma con
quella positiva dell’’agio’; le
persone che seguiamo hanno
tante capacità e dispongono
di una miniera di creatività,
non sono soltanto individui da
assistere!»
Con queste parole Erika
Naldoni, presidente della
cooperativa sociale ‘Laura’,
che si occupa della riabilitazione di persone con disagio
psichico, ci annuncia l’avvio
di un progetto di collaborazione con la cooperativa
sociale ‘In Cammino’ per la
valorizzazione dei prodotti
dei loro laboratori:
«Ci proporremo in modo
sinergico di fronte al territorio,
pur venendo da esperienze
diverse e seguendo persone
con problematiche differenti.
Insieme cercheremo di realizzare un’attività che sia la sintesi di realtà così diverse ma in
fondo complementari. Nascerà quindi una collaborazione
che utilizzerà come punto di
partenza il nostro negozio di
corso Mazzini a Faenza, come
vetrina esterna del progetto.»
Come si svilupperà questa iniziativa?
«Diffonderemo la cono-
Faenza: lo stand della cooperativa Laura alla Fiera
‘Semi di Futuro’.
scenza dei nostri prodotti in
maniera capillare, con un piccolo opuscolo e delle brochure.
C’è già stata una vetrina per l’8
dicembre e per le feste natalizie,
ma il progetto avrà piena realizzazione nel corso del 2008.»
D.ssa Naldoni, anche voi
avete partecipato all’esperienza della Fiera ‘Semi di Futuro’:
«E’ stata sicuramente
un’esperienza positiva perché
ci ha dato la possibilità di farci
vedere e di presentare, insieme alle altre realtà, tutte le attività del nostro territorio che
riguardano realmente quello
che si definisce ‘il sociale’.
Abbiamo potuto constatare la
partecipazione numerosa dei
cittadini e l’interesse per que-
ste attività, il più delle volte
sconosciuta.»
E’ stato anche un modo,
oltre che per farvi conoscere,
per conoscervi…
«E’ vero, abbiamo potuto
scambiare esperienze fra
appartenenti a realtà consimili; abbiamo intessuto rapporti, abbiamo proprio gettato semi di futuro, come
dimostra il progetto nato con
‘In Cammino’. Lo scopo è
quello di creare reti per collaborazioni avanzate fra le
nostre cooperative sociali,
utilizzando le nostre specificità: si possono creare iniziative che da soli non si
potrebbero portare avanti.»
G.R.
In Piazza - Gennaio 2008
17
Intervista a Stefano Loreti, presidente di La Linea d’Ombra e La Traccia
Conselice: la cooperazione sociale per il territorio
‘Occorre creare una rete formata da comuni,
ASL, istituzioni, scuole e associazioni di
volontariato, caratterizzata dalla massima
collaborazione e dal rispetto reciproco, per dare
vita ad un territorio socialmente responsabile’.
Stefano Loreti, presidente di La Linea d’Ombra
e di La Traccia, mostra tutta
la sua soddisfazione per
l’andamento del Cantiere
della cooperazione sociale
per lo sviluppo del welfare
locale svoltosi il 4 dicembre
che coinvolge tante persone e merita quindi il più alto
rispetto da parte dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni.»
Una realtà dunque centrale per il nostro territorio…
«Assolutamente.
La
qualche modo toccata da
queste realtà e quindi non
abbia bisogno dell’intervento della cooperazione sociale. Bisogna tenere presente
che nel futuro le amministrazioni pubbliche faranno
sempre più fatica a rinunciare ai servizi che ora le
cooperative sociali svolgono sul territorio; per questo
ritengo che La Linea d’Ombra e La Traccia, cooperativa sociale di tipo B, siano
perfettamente in linea con
ASL, istituzioni, scuole e
associazioni di volontariato
caratterizzata dalla massima collaborazione e dal
rispetto reciproco. Se tutti
questi attori, ciascuno per
quanto di competenza,
faranno la loro parte nascerà automaticamente un territorio socialmente responsabile: questo è il nostro
obiettivo per i prossimi anni
al quale dedicheremo tutto il
nostro impegno.»
In quali settori si sta
attualmente impegnando La
Linea d’Ombra?
«Oltre alla gestione dei
nostri servizi storici – una
struttura psichiatrica ed una
comunità alloggio per minori in difficoltà famigliari –
svolgiamo anche servizi
complementari come il
doposcuola ed il centro estivo. Siamo quindi sempre in
stretto contatto con il territorio e le sue problematiche,
anche attraverso l’organizzazione di iniziative in collaborazione con la scuola od
altri enti come è accaduto
nel caso di una conferenza
sul problema del bullismo
che ha visto un’altissima
partecipazione di pubblico.»
Parallelamente
alla
decennale esperienza di La
Linea d’Ombra si registra la
crescita della giovane
cooperativa sociale La
Traccia.
«Nei suoi tre anni di vita
è diventata una preziosa
risorsa per il nostro territorio. Attraverso il consorzio
Agape sta muovendo passi
importanti nei suoi tre settori di interesse: la gestione
cimiteriale dei Comuni
della Bassa Romagna, la
cura del verde a Conselice
e l’attività di Catering, che
ci sta dando molte soddisfazioni e che ci vede
spesso lavorare a fianco di
altre realtà cooperative,
anche appartenenti ad altre
centrali.»
G.C.
Un libro di Giovanni Parini racconta il periodo 1796-1918
La storia di Medicina aperta al mondo
Conselice. La foto fissa un momento di gioco dei giovani partecipanti ad uno dei
centri estivi organizzati dalla cooperativa La Linea d’Ombra.
a Faenza.
«Credo che ci stiamo
movendo sul versante giusto per far sì che il nostro
lavoro sia sempre più qualificato. Il convegno ha dimostrato come la cooperazione sociale sia in costante
progresso: un movimento
cooperazione sociale è in
grado di risolvere alcuni seri
problemi che caratterizzano
la nostra società come la
sempre più pressante
richiesta di servizi alla persona, dall’infanzia alla vecchiaia. Si può dire che non
ci sia famiglia che non sia in
le richieste del mercato dell’assistenza alla persona e
dei servizi alla comunità.»
In questa ottica si colloca la necessità di creare
una rete di territori socialmente responsabili.
«Occorre che si crei una
rete formata da comuni,
Open Day alle Scuole della
Fondazione Marri - Sant’Umiltà
Sede S.Umiltà: Scuola dell'Infanzia - Scuola Primaria - Scuola Secondaria
1° grado - Liceo Linguistico Europeo e Liceo Scienze Sociali
Sede Marri:
Asilo Nido - Spazio Bimbi e Scuola dell'Infanzia
Sede S.Antonino: Spazio Bimbi e Scuola dell'Infanzia
Sabato 12 gennaio 2008 dalle ore 15-18
Fondazione Marri - S. Umiltà - Via Bondiolo, 38 - 48018 FAENZA
Tel. 0546/21235 - Fax 0546/23959
E-mail: [email protected] - www.sumilta.it
Centoventidue anni di
storia medicinese, dal 1796
al 1918, raccontati attraverso lo sguardo di chi nacque
subito dopo questo periodo
che va dalla Repubblica
Cispadana alla Grande
Guerra.
È l'argomento trattato nel
libro "Storia di Medicina" di
Giovanni Parini che nel suo
racconto intreccia eventi
nazionali e internazionali
con la storia del territorio.
"Questo libro è un formidabile mezzo per far conoscere alle generazioni future
quali sono le radici della
nostra storia - commenta il
sindaco di Medicina, Nara
Rebecchi -. Oggi diamo per
scontato tutto quello che ci
circonda ma è necessario
sapere la strada che abbiamo percorso per arrivare a
questo punto".
E il cammino che Parini
espone nel suo libro è quello
che ha visto l'evoluzione di
un'economia legata strettamente alla coltivazione della
terra, con la nascita delle
"partecipanze" (una sorta di
gestione comune dei terreni)
e la successiva trasformazione fondiaria e sociale.
La storia degli abitanti di
Medicina che emerge da
questo libro è fatta di campi,
di acqua, di canali, di mulini
e soprattutto delle risaie in
cui cominciarono a lavorare
le mondine. Il tutto sullo
sfondo della politica del
tempo che contribuì alla
nascita di quello spirito associativo che ancor oggi contraddistingue questo territorio. E ognuno, con la sua
storia personale che può
essere quella di un protagonista di primo piano (Nicola
Luminasi, Luigi Trombetti o
Raffaele Cantoni) oppure
quella, altrettanto degna di
riconoscimento, di un semplice bracciante agricolo
esce ritratto con un'accuratezza per la documentazione storica di notevole rilievo.
Francesco Arus
Da ‘Il nuovo Diario
Messaggero’
Il 26 gennaio Giuseppe Bellosi presenta ‘E viaz’
Viaggio nel dialetto a Lavezzola
Il 26 gennaio presso la
Sala di Lavezzola alle ore
21, Giuseppe Bellosi presenta "E viaz", due viaggi
nella Romagna dei dialetti
da Stecchetti a Raffaello
Baldini.
Giuseppe Bellosi porta
in scena le storie e i personaggi creati dai poeti
romagnoli, proponendo un
viaggio sia attraverso il
tempo sia attraverso i luoghi, dalla Sant´Alberto di
Olindo Guerrini alias Stecchetti e Francesco Talanti
alla Cesena di Walter
Galli, fino alla Santarcangelo di Tonino Guerra,
Nino Pedretti e Raffaello
Baldini.
Oggi la poesia in dia-
letto romagnolo costituisce
un
fenomeno
unico
all´interno del panorama
letterario nazionale. Questa poesia, i cui toni oscillano tra comicità e amarezza, non ha suscitato
solo l´attenzione della critica, ma anche l'interesse
del pubblico, che ha raggiunto livelli inaspettati.
18
In Piazza - Gennaio 2008
Un convegno organizzato a Ravenna da Confcooperative per informare le associate sulle nuove norme legislative
Sicurezza sul lavoro: molte le novità
«Occorre
conoscere
molto bene le nuove normative, per non correre rischi
evitabili, magari anche con
conseguenze sul piano
penale per il committente.»
Questo il consiglio dell’avvocato Pietro Cottignola,
consulente di Confcooperative Ravenna, nell’incontro
informativo per le cooperative aderenti svoltosi presso la
sede di via di Roma a
Ravenna nella giornata del 6
dicembre.
Il consiglio dell’avv. Cottignola riassume abbastanza
chiaramente le conclusioni
del convegno, resosi indispensabile in seguito alla
nuova normativa in materia
di sicurezza sul lavoro, entrata in vigore al termine dell’estate con la Legge 123/2007
che riprende e completa la
L.231/2001.
I lavori, coordinati da
Andrea Pazzi, direttore di
Confcooperative, e da Angelo Gentile, responsabile dell’area giuslavoristica e sindacale di Confcooperative, si
sono sviluppati con gli interventi di Michele Paglialonga,
ispettore del lavoro DPL
Ravenna, della d.ssa Mirella
Solaroli,
responsabile
SPSAL di Faenza e dei consulenti di Confcooperative,
gli avv. Domenico Benelli e
Pietro Cottignola.
Le nuove normative,
come hanno chiarito gli interventi di Paglialonga e della
Solaroli, determinano un
consistente appesantimento
del sistema sanzionatorio in
caso di incidente e maggiori
responsabilità a carico del
committente.
Negli ultimi anni, per
recepire le discipline comunitarie in materia di sicurezza,
si sono sovrapposte parecchie leggi, per questo, come
ha chiarito la dott.ssa Solaroli, è stata emanata la Legge
123 che dovrebbe portare ad
un Testo Unico in materia di
infortuni e salute.
Le situazioni di rischio
sono legate più facilmente ai
lavori concessi in appalto:
nell’art. 7 della nuova legge
si addebitano maggiori
responsabilità al committente, il quale deve valutare il
rischio, prendere le misure
adeguate, allegarle al contratto misurando anche i
costi intrapresi per la sicurezza. E questo vale anche per
le aziende con meno di 10
addetti. Tutto questo, ha
spiegato la dott.ssa Solaroli,
va riportato nel DUVR
(Documento Unico di Valutazione dei Rischi) che deve
essere allegato al contratto.
Cosa fare dunque?
Gli avvocati Benelli e
Cottignola hanno espresso
alcuni consigli pratici che si
riassumono comunque nella
battuta espressa all’inizio.
L’avvocato Benelli ha
sottolineato come queste
norme abbiano una funzione preventiva e le aziende
cooperative devono mettere
in atto dei modelli organizzativi sul tema della sicurezza. Quello di istituire degli
organi di controllo appositi
era un sistema nato per
l’accertamento
delle
responsabilità in caso di
reati dolosi, ora deve essere applicato anche per gli
eventuali reati colposi.
L’avvocato Cottignola ha
osservato che il contratto
d’opera finora era spesso
verbale; ora deve essere
scritto, con allegato il già
accennato Duvr. Il suo consiglio pratico, per limitare la
burocrazia anche nel caso
che un elettricista debba
venire negli uffici a cambiare
una lampadina, è quello di
stilare dei contratti cosiddetti
‘aperti’.
Si tratta di convenzioni fra
committente e ditta appaltatrice, che chiarisca i criteri
generali di intervento e con
un permesso di lavoro allegato insieme all’autorizzazione
ad entrare in azienda: questo
può valere per il giorno dopo,
ma anche per sei mesi dopo
(quando sarà necessario
Note con Laura
"Note con Laura" è stato
lo slogan che ha accompagnato la festa della Cooperativa Laura che si è tenuta lo
scorso 20 dicembre presso la
Sala degli Angeli del Rione
Bianco a Faenza.
E’ stata un’occasione,
nell’imminenza delle Festività
natalizie, per un incontro che
ha abbinato un momento di
convivialità e di condivisione
allo scambio, anche musicale, degli auguri di Natale da
parte della Cooperativa a
tutte le ospiti, ai soci, agli
amici ed ai collaboratori.
Alla Festa non sono voluti mancare il vescovo, mons.
Claudio Stagni, il sindaco
Claudio Casadio e il vice sindaco Elio Ferri. Insieme a
loro, dirigenti di Confcooperative Ravenna, come il presidente Raffaele Gordini, il
direttore Andrea Pazzi, il
responsabile del settore
sociale, Antonio Buzzi, il direttore regionale Marco Venturelli e tanti rappresentanti
delle cooperative del territorio.
Ravenna, sede di Confcooperative 6 dicembre: una panoramica dell’incontro
informativa sui temi della sicurezza sul lavoro. Al tavolo dei relatori da sinistra Michele
Paglialonga, Nirella Solaroli, Angelo Gentile, Domenico Benelli e Pietro Cottignola.
cambiare la lampadina).
In definitiva comunque i
consulenti di Confcooperative hanno concordato nel
consigliare le aziende coope-
rative di organizzare l’attività
lavorativa prevedendo impostazioni rispettose dell’attuale
assetto normativo.
G.R.
Per informazioni:
dr. Angelo Gentile
c/o Confcooperative
Ravenna, tel. 0544/37171.
Casa Protetta di Brisighella: anziani attivi anche per solidarietà
3ª età: un percorso di speranza e solidarietà
La Casa Protetta di Brisighella, gestita dalle OO.PP. di
Brisighella con personale in
convenzione con la cooperativa In Cammino, si è distinta ultimamente per alcune iniziative
degne di nota. Alcuni ospiti
hanno infatti partecipato, esternamente, ai mercatini estivi ed
alle sagre invernali organizzate
nella cittadina collinare, proponendo ai visitatori, in una bancarella, manufatti artigianali
creati da loro stessi e dai loro
amici.
La collaborazione e l’entusiasmo sono stati grandi - assicurano gli operatori che hanno
dato vita all’iniziativa e l’hanno
seguita in tutte le sue fasi - tanto
è vero che l’attività ha ‘reso’
anche in termini economici:
tutto il ricavato è stato poi utilizzato per lo svago e le attività
ricreative degli anziani ospiti
della struttura.
Brisighella, via Marconi: alcuni ospiti della Casa Protetta, accompagnati da operatori della cooperativa In
Cammino, partecipano ad un mercatino estivo.
Ma non si è dimenticata la
solidarietà: durante le Feste
Natalizie è stato allestito un
mercatino interno nella Casa
Protetta, che ha ottenuto ottimi
risultati, grazie all’impegno degli
operatori, ma anche dei parenti e degli amici e sostenitori
della Casa. Così una parte del
ricavato di tutte queste attività
‘economiche’ sarà devoluto per
fini umanitari e solidaristici: ne
sarà beneficiaria L'Associazione onlus COSMOHELP di
Faenza, che come si sa si
occupa della cura in Italia di
bimbi stranieri in difficoltà.
G.R.
‘Unione Notizie’
Nei supplementi al numero di gennaio 2008 di ‘In Piazza’, Unione Notizie affronterà in
modo specifico argomenti di carattere fiscale, economico, previdenziale e del credito.
In Piazza - Gennaio 2008
Deciso il calendario di massima per il nuovo anno
19
Viaggio nelle località di Feste e Sagre
I 41 appuntamenti del 2008 La Pieve di Cesato
LOCALITA'
COMUNE
MANIFESTAZIONE
DATA
GRANAROLO F.
COTIGNOLA
TRAVERSARA
PIEVE CORLETO
PIEVE CESATO
CELLE
ZATTAGLIA
CASTEL RANIERO
FOSSOLO
BARBIANO
PIAN DI SOPRA
PRADA
SANT'ANDREA
PEZZOLO
RONCO
S.SILVESTRO
PIAN DI SOPRA
ALBERETO
FOGNANO
ERRANO
S.MARTINO IN G.
FILETTO
REDA
RONCO
LUTIRANO
BARBIANO
FELISIO
BASIAGO
RUSSI
SARNA
PIEVE CESATO
TRAVERSARA
COTIGNOLA
SAN CASSIANO
SAN PANCRAZIO
PIEVE CORLETO
PEZZOLO
FAENZA (Rione Verde)
GRANAROLO F.
SANT'ANDREA
FAENZA(Rione Verde)
FAENZA
COTIGNOLA
BAGNACAVALLO
FAENZA
FAENZA
FAENZA
BRISIGHELLA
FAENZA
FAENZA
COTIGNOLA
MARRADI
FAENZA
FAENZA
RUSSI
FAENZA
FAENZA
MARRADI
FAENZA
BRISIGHELLA
FAENZA
BRISIGHELLA
RAVENNA
FAENZA
FAENZA
MARRADI
COTIGNOLA
SOLAROLO
FAENZA
RUSSI
FAENZA
FAENZA
BAGNACAVALLO
COTIGNOLA
BRISIGHELLA
RUSSI
FAENZA
RUSSI
FAENZA
FAENZA
FAENZA
FAENZA
CARNEVALE DEI RAGAZZI
SEGAVECCHIA
FESTA DELLA PRIMAVERA
SAGRA DELLA PRIMAVERA
SAGRA DELLA CAMPAGNA
FESTA DELLA FAMIGLIA
FESTA DEL CINGHIALE
MUSICA NELLE AIE
RADUNO D'ESTATE
PALIO DI ALBERIGO
FESTA DELLA PRIMAVERA
FESTA DLA FAMEJA
SANT'ANDREA IN FESTA
FESTA DE MUTOR
FESTA PARROCCHIALE
SAN SILVESTRO IN GIUGNO
FESTA DEI LAMPONI
SAGRA DLA BATDURA
A TUTTA FESTA
METTI UNA SERA A ERRANO
SAGRA DEL CINGHIALE
FESTA MADONNA DI SULO
SAGRA DEL BUONGUSTAIO
FESTA pro "Bimbi di P. Daniele"
FESTA PAESANA
FESTA PARROCCHIALE
FELISIO IN FESTA
MEETING DI FINE ESTATE
Stand Amici di P.Giorgio-Fossolo
FESTA DEI SAPORI D'AUTUNNO
FESTA D'AUTUNNO
"Stand Asado"
SAGRA DEL VINO TIPICO
SAGRA DELLA POLENTA
SAGRA PAESANA
FESTA PARROCCHIALE
SAGRA PARROCCHIALE
FIERA DI SAN ROCCO
FESTA PAESANA
FESTA PATRONALE
NOTT DE BISO'
3 - 5 FEBB.
28-29 FEBB. e 1-2 MAR.
4-5-6 e 11-12-13 APR.
24-25-26-27 APR.
30 APR. 1-2-3-4-5 MAGG.
4 MAGG.
9-10-11 MAGG.
9-10-11 MAGG.
16-17-18-19 MAGG.
23-24-25-26 MAGG.
1 GIU.
30-31 MAGG. 1-2-3-4- GIU.
6-7-8-9 GIU.
6-7-8-9 GIU.
8 GIU.
13-14-15-16 GIU.
6 LUG.
11-12-13-14 LUG.
12-13 e 19-20 LUG.
18-19-20 LUG.
26-27 LUG. 2-3 AGO.
10-11-12-13-14-15 AGO.
20-21-22-23-24-25 AGO.
31 AGO.
31 AGO.
5-6-7 SETT.
5-6-7 SETT.
12-13-14 SETT.
18-19-20-21-22 SETT.
20-21-22 SETT.
26-27-28-29 SETT.
25-26-27-28-29 SETT.
2-3-4-5 OTT.
5 - 12 - 19 OTT.
10-11-12-13 OTT.
19 OTT.
26 OTT.
2 o 9 NOV.
11-12-13-14-15-16 NOV.
28-29-30 NOV
5 GENNAIO 2009
Comitato FESTE e SAGRE Faenza
Sede legale: Via Tuliero, 148 - 48018 FAENZA
Sede amministrativa e recapito organizzazione: c/o Calderoni Imerio
Via Accarisi, 183 - 48018 FAENZA - Tel. 338/2333669
www.festeesagre.it
e-mail: [email protected]
La Pieve di Cesato,
dedicata a san Giovanni
Battista, è ricordata per la
prima volta in un documento risalente alla fine
del IX secolo.
Il nome di Cesato è
quasi certamente da mettere in relazione con il
verbo latino caedere
'tagliare': il significato
sarebbe dunque quello di
'località nella quale sono
stati tagliati gli alberi',
cioè luogo disboscato per
rendere il terreno adatto
alle coltivazioni agricole.
Nel corso dei secoli la
pieve di Cesato ha subìto
numerose modifiche, per
cui dell'antica costruzione
non resta quasi nulla. Da
scavi archeologici effettuati circa un secolo fa,
sappiamo che in origine
era un edificio a tre navate sostenute da una doppia fila di pilastri a forma
di T. L'abside aveva forma
semicircolare all'interno
ed eptagonale (cioè a
sette lati) all'esterno. La
facciata, scandita da due
lesene in corrispondenza
delle navate, doveva
avere tre porte ed, in alto,
una doppia finestra che è
conservata nel retro della
chiesa attuale. La pieve
infatti, come prevedeva
l'antica liturgia, era rigorosamente orientata con
l'abside ad oriente e solo
succesivamente,
nel
corso di un rifacimento,
venne 'rovesciata' mettendo la facciata al posto
dell'abside; cosa del resto
avvenuta in diversi altri
casi come nella pieve di
Corleto ed in quella di
Sant'Apollinare in Longana sulla strada che congiunge Ravenna a Forlì.
Durante i rifacimenti
venne inoltre abbattuta la
navata nord, mentre quella sud venne trasformata
in locali d'abitazione. La
chiesa attuale insiste su
quella che era la navata
centrale del vecchio edificio, del quale vennero
murate le arcate. Vi fu
aggiunto un transetto ed
un campanile, oggi non
più esistente. La facciata
odierna è settecentesca,
mentre l'interno è in stile
tardo barocco. La pieve
conserva al suo interno
un pregevole capitello in
marmo greco, databile al
V-VI secolo, riutilizzato
come acquasantiera.
G.C.
In Piazza - Gennaio 2008
21
E’ stata scelta per la prima rassegna nazionale ‘Costruiamo un progetto insieme’, un progetto ideato e condotto da Barbara Bartoli
Faenza 1ª città ‘sostenibile’
Il progetto è andato in porto grazie al patrocinio
del Comune di Faenza ed alla collaborazione
con CofraEnergy, del Gruppo Cofra.
Con la premiazione di 24
partecipanti, avvenuta mercoledì 12 dicembre presso la Sala
Agrintesa in via Galilei a Faenza, si è concluso il 3° corso
weekendAMBIENTE, legato al
progetto ‘La città sostenibile:
Faenza verso il 2008’.
Il progetto fa parte della
rassegna
nazionale
‘Costruiamo insieme un progetto’ ideato e condotto dall’ing. arch. Barbara Bartoli,
libera professionista e
docente universitaria, che si
occupa in maniera specifica
di temi legati alla sostenibilità ambientale.
Faenza è stata scelta
come prima città a livello
nazionale per questa originale proposta informativa per la
nota sensibilità del comune ai
temi legati alla bioarchitettura
e all’ambiente in generale,
oltre che alla presenza sul territorio di un polo universitario
all’avanguardia nella ricerca.
A Faenza poi il progetto
ha trovato la collaborazione di
CofraEnergy, del Gruppo
Cofra, che opera attivamente
nel campo della sostenibilità
ambientale e della produzione di energia pulita.
Il terzo appuntamento,
denominato weekendAMBIENTE si è tenuto infatti a
Faenza, nella sala di CofraEnergy presso il Centro Commerciale ‘Le Cicogne’ nelle
giornate dell’8 e 9 dicembre: i
temi degli incontri riguardavano la bioecologia, il feng shui
(filosofia orientale sul rapporto uomo/spazio) e tutto ciò
che concerne l’arredamento
di una ‘casa sana’.
Gli altri due appuntamenti i
mercoledìAMBIENTE e le
ceneAMBIENTE si erano tenuti in precedenza presso l’Osteria della Sghisa di Faenza.
La partecipazione era
aperta a tutti ed in base al
numero delle presenze i corsisti hanno accumulato punti
per la premiazione finale.
Alla cerimonia di premiazione era presente
anche l’assessore faentino
alle politiche ambientali
Stefano Argnani:
«Queste iniziative vanno
nella direzione giusta, in quanto
la cultura ambientale deve
diventare patrimonio di tutti i cittadini. Il tema dell’ambiente indirizzerà le scelte quotidiane di noi
tutti, perché ormai è chiaro che
le risorse sono limitate ed occorrono comportamenti coerenti
con il territorio. Dobbiamo continuare ad investire sulla cultura
ambientale, per favorire in futuro
decisioni condivise, e non coercitive, in questo campo.»
«E’ stata un’esperienza
interessante - ha dichiarato
Enzo Zauli, direttore di Cofra
- anche perché ne sono stato
coinvolto personalmente,
oltre che come sponsor, e
sono stato anche premiato
come assiduo partecipante
ai corsi. Rispettare il territorio
ed occuparsi di ambiente sta
diventando un obiettivo prioritario: e noi ci crediamo non
solo con l’attività commerciale della nostra CofraEnergy, ma anche con la collaborazione a Legambiente,
con eventi informativi, come
i martedì dell’Energia, e con
progetti come questo dell’arch. Bartoli.»
G.R.
Faenza, sala Agrintesa 12 dicembre: un gruppo di partecipanti ai corsi del progetto:
‘La città sostenibile: Faenza verso il 2008‘ premiati per la loro frequenza assidua. A
sinistra Vito Sangermano (direttore del ‘Qui’) e Barbara Bartoli, promotrice del progetto. Nel riquadro: la Bartoli con l’assessore faentino Stefano Argnani ed Enzo Zauli.
L’attuale direttore generale inizia una nuova attività di grande rilievo
Cofra saluta e ringrazia Enzo Zauli
Dal corrente mese di gennaio il direttore Enzo Zauli assumerà un prestigioso incarico
presso un’altra Società di rilevanza nazionale, dopo gli importanti risultati ottenuti durante
i quattro anni in cui ha guidato Cofra. Gli amministratori e i collaboratori di Cofra desiderano ringraziare Zauli per il contributo offerto e gli augurano il successo che merita nella
nuova attività.
La rubrica delle energie pulite
Conoscere per risparmiare
Riusciremo a limitare la
dipendenza dai combustibili
fossili? Riusciremo a smettere di “sputare” nell’atmosfera
quell’anidride carbonica che
innesca l’effetto serra e il
riscaldamento planetario?
Il dibattito sui cambiamenti climatici e sull’urgenza
di ridurre le emissioni dei gas
generati dalla combustione
di fonti di origine fossile è
sempre più acceso ed è al
centro di un crescente numero di eventi a livello nazionale e mondiale.
Recenti ricerche indicano una serie di possibili iniziative per ridurre significativamente le emissioni di gas
serra. Si tratta, ovviamente,
di scelte che devono essere
coordinate a livello globale
per assicurare la coerenza e
l’efficacia degli effetti conseguenti.
Ma un contributo di rilievo può derivare anche dai
comportamenti individuali di
ognuno di noi. Una quota
importante della possibile
riduzione delle emissioni da
combustione è ottenibile da
un miglioramento dell’efficienza energetica in ambiti
che riguardano tutti noi, quali
quello domestico e dei trasporti.
Sono settori in cui fin da
ora è possibile associare alla
riduzione delle emissioni un
contenimento dei consumi
energetici, con conseguenti
risparmi, senza alcun impatto negativo sul proprio stile di
vita o sul livello di comfort cui
si è abituati.
I contenuti tecnici delle
possibili alternative per raggiungere tali risultati non
devono né spaventare nè
costituire motivo di rinvio
delle scelte di risparmio
energetico.
Operatori esperti
e qualificati sono presenti da tempo anche
sul nostro territorio e
possono offrire tutte
le informazioni necessarie per maturare la
scelta più idonea per
ognuno di noi tanto in
tema di riduzione dei
consumi che di produzione di energia da
fonti rinnovabili.
Conoscenza
e
consapevolezza diffuse sono gli elementi
fondamentali per realizzare in modo capillare risparmio energetico, economicità di
gestione e rispetto per l’ambiente.
In altre parole, divenire
protagonisti del cambiamento e contribuire ad affrontare,
in termini positivi, la grande
responsabilità che la nostra
generazione ha nei confronti
delle generazioni future
rispetto alle criticità proprie
dell’utilizzo dell’energia da
combustibili fossili: la limitatezza delle risorse e l’impatto
ambientale originato dalla
combustione delle fonti tradizionali.
Azioni concrete possono
avere grande significato per
una migliore qualità della vita
nel territorio in cui viviamo e
in cui vivranno i nostri figli e
nipoti.
Anche la semplice scelta di
piantare un albero può contribuire direttamente alla riduzione della presenza di gas serra
e – nel contempo – costituire
occasione di informazione ed
educazione ambientale tra i più
giovani.
Un solo albero assorbe
10 kg di anidride carbonica
nei suoi primi anni di vita.
Piantare un albero ha un
significato emblematico in
quanto determina benefici
anche per le future generazioni.
In tal senso, fa particolarmente piacere il riconoscimento a CofraEnergy,
uno dei partner tecnici di
questa rubrica, da parte
della direzione nazionale di
Legambiente per il continuo
impegno per l’informazione
sui temi della produzione di
energia da fonti rinnovabili e
della riduzione dei consumi,
oltre che per la distribuzione
di 3000 piantine di alloro ai
bambini frequentanti la 5^
elementare in tutta la provincia di Ravenna e nella zona
di Modigliana, in occasione
della Festa nazionale dell’Albero 2007.
Tutti gli interessati possono
rivolgersi a Soluzioni srl,
società di consulenza
coordinatore del progetto
EnergEtica (tel 0546 623808,
[email protected]).
22
In Piazza - Gennaio 2008
Romagna: storia, usi, costumi, curiosità,
mestieri, campanilismi, attualità ed altro...
T-ERRE: un nuovo modo di viaggiare
A Faenza ha avviato le
proprie attività la neocostituita associazione T-ERRE,
Turismo Responsabile con
lo scopo di sviluppare iniziative e progetti promozionali,
di viaggio, culturali e formativi nel campo del turismo
responsabile. Per capire più
a fondo gli obiettivi e le azioni di T-ERRE, abbiamo
intervistato il presidente
Giorgio Gatta e il vice-presidente Lorenzo Corelli.
Presidente Gatta, partiamo dall’inizio: che cosa
intendiamo con il termine
‘Turismo Responsabile’?
«Il Turismo Responsabile
è essenzialmente un modo
diverso di viaggiare, che
mette in primo piano l’importanza dello scambio culturale
e umano tra il turista e le
comunità visitate e che si
basa sul valore del rispetto:
per la natura, per le abitudini,
per le tradizioni diverse, per
le persone. Il Turismo
Responsabile cerca di far
conoscere nella sua interezza le cose belle e positive di
un determinato luogo, non
solo paesaggisticamente o
storicamente, ma anche dal
punto di vista umano e sociale. Riteniamo che la promozione e la diffusione dell’etica
del Turismo Responsabile
possano essere di grande
aiuto nel tentativo di educare
la società civile al rispetto per
l’altro, all’integrazione, allo
scambio; valori avvertiti come
sempre più necessari in questi tempi di grandi cambiamenti sociali.»
In che cosa consiste
dunque l’attività di T-ERRE?
«Oltre alla promozione a
livello locale di questa visione etica del turismo e delle
relazioni tra popoli e culture,
proponiamo per i nostri
associati una serie di viaggi
che abbiamo raccolto in un
catalogo. Le nostre mete
sono Burkina Faso, Perù,
Marocco, Benin; ma presto
Burkina Faso, 10 novembre 2007: strada che porta alla città di Ouagadougou.
Dai villaggi vicini si porta la merce al mercato... con ogni mezzo.
arriveranno le nuove proposte di quest’anno.»
Come si svolgono i
vostri viaggi?
«Noi non proponiamo
semplici ‘destinazioni turistiche’, ma vere e proprie
‘esperienze’ di viaggio dalle
quali ritornare arricchiti di
umanità e relazioni. Tutto
questo senza trascurare il
lato più propriamente turistico, scoprendo perciò anche
le bellezze naturalistiche e
storiche, ma sempre passando dal filtro delle comunità locali, vere ed uniche
‘proprietarie’ dei territori da
noi visitati. Questi viaggi
prevedono dunque incontri
con quella che viene chiamata ‘società civile’: possono essere progetti di commercio equo, associazioni
storiche o per i diritti umani,
ONG. Insomma tutto quello
che viene creduto necessario per approfondire la conoscenza del luogo. Di base vi
è poi sempre l’accompagnatore esperto della realtà visitata, che noi chiamiamo
‘mediatore culturale’ proprio
per il suo ruolo di tramite tra
il gruppo e la comunità locale. Una delle caratteristiche
dei nostri viaggi è poi il
finanziamento diretto di un
progetto di sviluppo locale:
una quota del costo complessivo del viaggio è destinata al sostegno diretto di
un progetto ben definito e
seguito solitamente da una
organizzazione
senza
scopo di lucro. Un’ultima
caratteristica sono gli incontri preparatori organizzati da
noi per i gruppi in partenza,
indispensabili per una partecipazione attiva e consapevole al viaggio.»
Come è nato questo
vostro interessante progetto?
«T-ERRE è il punto di
arrivo del progetto da me
avviato nel 2004 con il nome
di “Per una nuova etica del
viaggio” e sfociato nell’odierna associazione grazie
anche all’impegno di Giuseppe Olmeti, Michele Dotti
e altri volontari romagnoli.
Noi contiamo sul sostegno
di Confcooperative, che ha
creduto da subito alla valenza sociale ed educativa del
turismo responsabile, e
sulla collaborazione di
numerose aziende locali COFRA, Faventia Tourist,
Cambiamenti, Coop Aleph,
Carta Bianca – e delle associazioni più rappresentative
del territorio faentino come il
Comitato di Amicizia socio
di Mani Tese.»
A quali persone vi rivolgete?
«A tutti gli interessati al
viaggio come strumento di
conoscenza e di scambio
culturale e umano. Abbiamo
verificato che l’interesse per
questo tipo di approccio al
turismo coinvolge un pubblico molto vasto e trasversale, tanto che non è possibile
tracciare un preciso identikit
del ‘turista responsabile’.»
Il vice-presidente Lorenzo Corelli, cesenate, insie-
La Cartiera dei Bertoni
Nello scorso numero di dicembre un
malaugurato errore di impaginazione ha
fatto sì che in calce all’interessante articolo sulla Cartiera dei Bertoni sparisse la
firma dell’autore: Giuseppe Dalmonte.
Ce ne scusiamo con l’interessato e con i lettori.
me ad un altro gruppo di
volontari rappresenta l’anima non faentina dell’associazione. Dunque esiste un
tentativo di allargare territorialmente il raggio di azione
di T-erre?
«Certamente. Io ed altri
ragazzi di Cesena stiamo
cercando di coinvolgere
anche la nostra realtà territoriale con attività di sensibilizzazione sul turismo
responsabile. Ad esempio,
a fine settembre abbiamo
portato T-ERRE alla Festa
dei Popoli di Cesena e
abbiamo avvertito un forte
interesse da parte dei cesenati verso l’etica del turismo
responsabile e verso le
nostre proposte di viaggio.
Questo ci ha incoraggiato e
ha rinsaldato la convinzione
che il bacino di utenza di TERRE debba allargarsi fino
a comprendere tutto il territorio romagnolo, dove in
effetti è mancato finora un
soggetto attivo su questo
tipo di tematiche.»
Al momento quanti
siete?
«Le persone che collaborano con T-ERRE sono
tante e ognuno mette a
disposizione le proprie competenze e la propria professionalità per portare avanti
questo progetto. La volontà
è appunto quella di allargare
il più possibile la partecipazione, in modo da ricevere
sempre nuovi contributi personali e originali. In generale lanciamo questo appello:
siamo alla ricerca di nuovi
compagni di viaggio da portare a bordo!»
G.C.
Associazione T-ERRE
Tel.: 0546.634280
Cell. 393.2237343
Web: www.t-erre.org
E-mail: [email protected]
Blog: http://turismoresponsabile.blog.kataweb.it/
E’ canton de’ dialett
Pera o gaff?
Più che un gioco, pera o
gaff 'pari o dispari' era una
semplice conta fra due persone per stabilire a chi toccava iniziare un gioco o una
partita. La forma gaff si
usa solo in questo modo di
dire; altrimenti 'dispari' di
dice sgaff con la s iniziale
rafforzativa. La parola
viene nientemeno che dall'arabo qafa, che significa
'rovescio, parte posteriore
di una cosa'.
L'altro modo, ancora
più comune, per una conta
fra due, è il 'testa o croce'
fatto con il lancio di una
moneta, che in origine
doveva avere una croce su
una faccia e il profilo di un
re o papa dall'altra. In dialetto l'espressione usata era
letra o agliòn 'lettera (iscrizione) o leone', che come ci
ricorda l'Ercolani nel suo
Vocabolario
Romagnolo
"viene dal mezzo bolognino
di rame, coniato a Bologna
nel 1612, il quale aveva, nel
retto, un leone, aglion, e nel
verso lo stemma di Bologna
con il motto, letra, Bononia
Docet". Il dialetto per bolognino è bulen, che con la
scomparsa della moneta, è
rimasto al plurale (i bulen)
con il significato generico di
'soldi, quattrini'.
Chi scrive ricorda di
aver sentito da bambino l'espressione letra o àglio con
una specie di italianizzazione di agliòn non più inteso
nel senso di ‘leone’ e traformato nel bulbo buono per
aromatizzare in cucina e
per scacciare i vermi intestinali, ma molto improbabile nella veste di emblema
numismatico.
Bastiano
Scrivete a:
[email protected]
In Piazza - Gennaio 2008
ALFONSINE - Rassegna 'Jazz Corner'
Prosegue al Tortuga Disco Dinner di piazza Gramsci la
rassegna "Jazz Corner". Due gli appuntamenti in programma per il mese di gennaio: quello di martedì 15, con i Villa
Mais Trio e a fine mese, martedì 29 gennaio, la serata con
i quattro archi dei Quintorigo accompagnati dal pianista
Michele Francesconi.
RAVENNA - Massimo Ranieri al
Pala De André
L'artista napoletano, da inizio ottobre
2007 impegnato nel nuovo tour
"Canto perché non so nuotare…da
40anni", farà tappa anche a Ravenna, al Pala De Andrè, il prossimo 19
gennaio.
PINARELLA DI CERVIA - Concerti al Rock Planet
Ecco i concerti in programma per il mese di gennaio.
Sabato 12, gli "Andead & Suicide Girls" (Radio 105) e, a
seguire, i Craiving e i Time to die. Il sabato successivo toccherà ai Cases e ai Bleeding Light, mentre sabato 19 lo
spettacolo sarà garantito dagli "Atroci".
FAENZA - Rassegna jazz allo Zingarò
La raffinata rassegna musicale, iniziata lo scorso ottobre,
proseguirà nel nuovo anno con quattro grandi appuntamenti. Si parte il 9 gennaio alle 22 con la Big Band Ca'vaina con Diber Benghi al pianoforte e Valentina Monti alla
voce. Il 16 gennaio, invece, un omaggio a due dei maggiori pianisti contemporanei Oscar Peterson e Michel Petrucciani , sarà eseguito dal trio di Gabriele Zanchini. Si arriva
poi al 23, con gli Speakin' 4, una conversazione a quattro
tra tradizione e contemporaneità. Chiudono il mese di gen-
Oramai
di Alan Tarroni
Oramai ho vent’anni e sono
appoggiato alla rete dietro
casa, a guardare il cielo che
accoglie il tramonto nel suo
ventre, colorandolo; è
molto bello, più di quanto
ricordassi dei miei tramonti
di bambino. Sembra un po’
il tipo di colori che ho sempre visto nei grembiuli delle
spose, le azdóre, quando mi
accarezzavano i capelli alla
bottega dove mi portava la
nonna. Mi sembra che siano
passati secoli, da quando
volevo fare l’attacchino, o
l’astronauta, da quando il
futuro aveva la consistenza
della nostra nebbia di campagna e cambiarlo ogni
giorno mi faceva sognare
anche da sveglio, e c’erano
solo progetti, nuove idee...
In realtà non sono cambiato, ma è proprio questo
che mi fa ancora stare a
bocca aperta davanti a un
tramonto, a un tetto di
nuvole porpora che pian
piano, con un ritmo che fa
pensare al respiro della
terra che si assopisce, diviene viola, e poi blu, fino ad
avvolgere la campagna con
lo scuro mantello della
notte. Proprio qui, in questa terra, fra tutti questi
colori che nascono e
muoiono con il passare
delle stagioni, io mi sento a
casa. Anche se non so
ancora di quale arte vivere,
per sfuggire alla schiavitù
del lavoro, io potrò guardare sempre questo mio cielo,
che non ho mai guadagnato, ma che nessuno mi
ruberà mai. (...)
naio gli Alkord, formazione che proporrà il 30 consonanze
classiche, improvvisazioni jazz, flamenco e suggestioni
minimal. Info: 054621560
RUSSI - Giacobazzi al Teatro Comunale
Dal palco di Zelig a quello del teatro comunale di Russi, la
comicità di Giuseppe Giacobazzi farà tappa in Bassaromagna domenica 13 gennaio grazie ad una serata organizzata dal Lions Club di Russi.
BAGNACAVALLO - Concerti alla 'Maison Barcelona'
Un calendario ricco di appuntamenti quello della Maison
Barcelona di Bagnacavallo. La classica serata del martedì
conterà su un doppio appuntamento: quello dell'8 gennaio
con il jazz del cantante Giò De Luigi accompagnato dalla
chitarra di Andrea Morelli e, a seguire, il 15 gennaio, le
sonorità acustiche del duo "Natural Club Acustic Duo".
Musiche meno impegnative e atmosfere da balera caratterizzano invece il venerdì sera: venerdì 4 si balla con i Mash
Machine, l'11 con le cover band 70'-90' Joe Di Brutto e il
18 con il groove degli I-Dea. Sabato sera dedicato al jazz:
il 5 i Sam Paglia Quartet, a seguire il 12 "Blues Gravity" e
il 19 il calore e l'euforia sud americana di Nelson Machado, accompagnato per l'occasione da una coreografia di
ballerine brasiliane. Giovedì 10 speciale cabaret con Giacomo Giacobazzi. Info: 335-5876778
CAMPIANO - 'Le orme' in concerto
Sabato 26 gennaio prima data del
tour 2008 de Le Orme presso il
club Le Dune di Campiano.
Info: 3387338642
[email protected]
Alla fine sono arrivati anche
i trent’anni e la cosa che più
mi piace fare è guardare
mio figlio, sei anni, che
gioca a calcio nella squadra
del Cral. Nuvole di gambe
che rincorrono un pallone
con il mister che di tanto in
tanto lancia un’altra palla
gridando: «Questa!», e la
nuvola ricorda tanto un
gruppo di piccioni al lancio
delle briciole.
È il momento del “partitone”, venti bambini divisi in due squadre cercano in
tutti i modi di segnare; le
magliette che portano compongono un arcobaleno di
prime e seconde maglie
della serie A, per distinguersi hanno casacche
colorate, e c’è lo stesso
qualcuno che cerca di portare via la palla al compagno di squadra.
Mentre le madri fanno
gruppetto e chiacchierano
senza guardare, i padri non
perdono un solo gesto del
loro campione; ancora nessuno urla per errori o grandi giocate, un paio d’anni e
si provvederà a questa mancanza.
Riesco a rinunciare
facilmente a molte cose, ma
non a stare seduto a vedere
23
ALFONSINE - 'Apcaréja'
Del maiale non si butta via niente. Mai un proverbio fu più
veritiero. Esperti macellai lo dimostreranno domenica 13
presso il Parcobaleno di via Galimberti ad Alfonsine a partire dalle 9.30 e per tutta la giornata. In caso di maltempo,
il 'sacrificio suino' sarà rinviato al 21 gennaio.
MADONNA DELL'ALBERO - Concerti al Bronson
Sabato 5 Disco Drive e, a seguire, Delitto Perfetto, sabato
12 Ex Otago e Winter Beach Disco, sabato 19 My Awesome Mixtape e guest Lato Oscuro Della Costa, sabato 26 At
Swim Two Birds, la nuova band di Roger Quigley dei Mongolfier Brothers. Info: 3332097141
CERVIA - 'A spass par Zirvia'
Come ogni ultima domenica del
mese, anche quella del 27 gennaio
sarà dedicata alle degustazioni di
cibi tipici, ai mercatini e all' animazione con gruppi folkloristici romagnoli
nei loro costumi tradizionali. L'itinerario parte da Piazza Garibaldi - sede
del mercatino dell'antiquariato - e arriva a piazza Pisacane, con le degustazioni di tipicità, passando per il mercatino artigianale di viale Roma. Orario dalle 10 alle 18.
FAENZA - Cene... da brivido
Continuano gli appuntamenti all'Osteria della Sghisa con
il giallo. Fino ad aprile, tutti i giovedì sera sarà organizzato un vero e proprio gioco di ruolo, con atmosfere create
da Paolo Massari e dalla compagnia teatrale Solaroli.
Trenta persone riceveranno una nuova identità; nuove
prove e colpi di scena si susseguiranno tra una portata e
l'altra, fino alla scoperta del colpevole. Info 0546 668354.
questi allenamenti e penso
che, attraverso mio figlio, la
mia vita sia ricominciata:
anche mie sono le gambe
che calciano palloni, anche
mie le avventure e i piccoli
segreti, e tutte le scoperte
su come il mondo sembra
ed è.
L’immortalità, quella vera,
quella possibile, è un gesto
fatto per un figlio, reale o
immaginario.
Perché anche senza
averlo, dentro di noi è
scritto, in grande, che dobbiamo creare un futuro
migliore, nuove avventure
e anche nuovi mondi dove
far vivere i figli dei figli dei
figli.
Spesso ci assalgono i dubbi
e non sappiamo cosa sono
il bene e il male. La poesia,
in tutto questo, rappresenta
per me un modo di vedere
il bello che c’è in ogni cosa:
nella sofferenza che ci fa
crescere, nell’amicizia che ci
fa aprire agli altri, nella
caduta di sogni e illusioni
che ci fa credere in noi stessi, e nell’amore, che gioca a
pallone col nostro cuore,
anche peggio di mio figlio
questa sera.
***
Dal libro di poesie e racconti Stringerò le stelle (Faenza, Tempo al Libro, 2006),
disponibile in libreria,
oppure contattando:
Tel. 347/2567067
[email protected]
Alan Tarroni è nato a
Ravenna nel 1975. Ha vinto
il concorso «Around the
rock» (1998) con gli Spleen
e dal 2001 è anche cantante
della cover band Hot
Mama.
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