RASSEGNA STAMPA del 26/05/2010 Sommario Rassegna Stampa dal 25-05-2010 al 26-05-2010 L'Adige: Una delle quattro linee previste dal progetto Metroland, quella che avrebbe dovuto collegare Cavalese con.. 1 L'Arena: È sana e salva l'anziana scomparsa da casa lunedì............................................................................................ 2 L'Arena: Maxi piano per la sicurezza durante la Caprino-Spiazzi .................................................................................... 3 L'Arena: Traffico, giorni di passione Cittadella, raffica di multe...................................................................................... 4 L'Arena: È tornato Attila l'incendiario Caccia aperta per individuarlo ............................................................................ 6 Bresciaoggi(Abbonati): Bonifica, privati e sindaco ai ferri corti ...................................................................................... 7 Corriere del Veneto (Ed. Treviso): Incendio a Longarone, un muro di cinque metri per «isolare» la Ecorav ............... 8 Corriere delle Alpi: VIGO DI CADORE ............................................................................................................................ 9 Corriere delle Alpi: La Protezione civile ha una sede ..................................................................................................... 10 Corriere delle Alpi: Prade: Sono proteste esagerate ....................................................................................................... 11 L'Eco di Bergamo: Un salto nel Medioevo, visitatori da tutta la regione ....................................................................... 12 Il Friuli.it: Sabina Guzzanti a Gemona ............................................................................................................................. 13 La Gazzetta di Mantova: Stasera incontro sulla Protezione civile ................................................................................. 14 La Gazzetta di Mantova: Confermata la scure sui dipendenti pubblici.......................................................................... 15 Il Gazzettino (Rovigo): Nella "sua" Donada prima messa per don Alberto.................................................................... 17 Il Gazzettino (Rovigo): Magnalonga: una maratona alimentare che ha coinvolto dieci classi ...................................... 18 Il Gazzettino (Udine): 19,77% con oltre 2,6 milioni di spettatori collegati in media sulle frequenze Ra... .................... 19 Il Gazzettino (Udine): Sgombero record dei rifiuti .......................................................................................................... 20 Il Giornale della Protezione Civile.it: Caserta: a San Marco il nucleo comunale di Protezione civile a scuola di ...... 21 Il Giornale della Protezione Civile.it: Convegno 'in soccorso ai soccorritori'............................................................... 22 Il Giornale della Protezione Civile.it: Provincia di Cagliari: corso di Protezione Civile ............................................. 23 Il Giornale della Protezione Civile.it: Salerno: si costituisce l'albo provinciale delle associazioni .............................. 24 Il Giornale della Protezione Civile.it: Rischio idrogeologico: un lago di 500 km quadrati poteva crearsi nel............. 25 Il Giornale della Protezione Civile.it: "Inspired by Iceland", l'Islanda spiega il vulcano ............................................. 26 Giornale di Brescia: Niente riduzioni per Bertolaso ....................................................................................................... 27 Giornale di Brescia: Sabina Guzzanti stasera a Brescia per Draquila............................................................................ 28 Il Giornale di Vicenza: Penne nere a piedi fino a Bergamo 190 km in 6 giorni.............................................................. 29 Il Giornale di Vicenza: Bilancio approvato L'ex scuola diventa area polifunzionale ..................................................... 30 Il Giorno (Como): Diserta la festa della Protezione civile L'assessore provinciale rimprovera il sindaco.................... 31 Il Giorno (Como): Esperti studiano la frana .................................................................................................................... 32 Il Giorno (Legnano): di FABRIZIO VALENTI «VOGLIAMO continuare ad essere il fiore all'occh.............................. 33 Il Giorno (Legnano): Una giornata di fuoco: due incendi in poche ore.......................................................................... 34 Il Giorno (Milano): Visita nella città del post terremoto con la pila costituzionale, i dubbi dei «salvati... ................... 35 Il Giorno (Milano): «Non erano i patti» Silvio fa buon viso ma è lite con Giulio ........................................................... 36 Il Messaggero Veneto: serata di solidarietà per i bambini di haiti ................................................................................. 37 Il Messaggero Veneto: frana, chiesto l'intervento della protezione civile ....................................................................... 38 Il Messaggero Veneto: isonzo più sicuro: sollecitato un intervento nella zona sud ........................................................ 39 Il Messaggero Veneto: la giunta michelin al debutto....................................................................................................... 40 Il Messaggero Veneto: aster del sile, parco auto potenziato ........................................................................................... 41 Il Messaggero Veneto: sturam ha scelto la nuova giunta comunale................................................................................ 42 Il Messaggero Veneto: tremonti e brunetta fischiati dai dipendenti di palazzo chigi...................................................... 43 Il Messaggero Veneto: pontebbana, colpe non mie.......................................................................................................... 44 La Nuova Venezia: salta bimbinbici scoppia la polemica ............................................................................................... 45 La Nuova Venezia: un primo passo verso l'unione dei comuni........................................................................................ 46 Il Piccolo di Trieste: l'assessore vecchiet: entro pochi giorni l'ex scuola sarà messa in sicurezza................................. 47 Il Piccolo di Trieste: pubblico impiego, stop immediato agli aumenti degli stipendi ...................................................... 48 Il Piccolo di Trieste: frana di san mauro, la regione intervenga ..................................................................................... 49 Il Piccolo di Trieste: rizzo: dalla casta alla cricca emerge un'italia allo sbando............................................................ 50 La Provincia Pavese: IL CASO DELLE AREE................................................................................................................. 52 La Provincia di Biella: Perona alpino d'Italia ................................................................................................................. 54 La Provincia di Como: Regole per la protezione civile ................................................................................................... 55 La Provincia di Como: Protezione civile Incontro pubblico ........................................................................................... 56 La Provincia di Como: Como-Bergamo, lavori contro le esondazioni............................................................................ 57 La Provincia di Como: stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici ... 58 La Provincia di Como: Cinquemila euro per il pane di Haiti ......................................................................................... 61 Il Secolo XIX: Centro serviziper coordinarele associazioni............................................................................................. 62 Trentino: I 50 anni di gloria degli alpini .......................................................................................................................... 63 Trentino: L'Abruzzo non paga le fatture ........................................................................................................................... 64 Varesenews: Lavoro, Expo ed edilizia al centro della discussione in Consiglio.............................................................. 65 Varesenews: Manovra: in Cdm niente norme su Protezione Civile ................................................................................. 67 Data: 26-05-2010 L'Adige Una delle quattro linee previste dal progetto Metroland, quella che avrebbe dovuto collegare Cavalese con Borgo Valsugana, non si farà Adige, L' "" Data: 26/05/2010 Indietro Una delle quattro linee previste dal progetto Metroland, quella che avrebbe dovuto collegare Cavalese con Borgo Valsugana, non si farà Una delle quattro linee previste dal progetto Metroland, quella che avrebbe dovuto collegare Cavalese con Borgo Valsugana, non si farà. Il collegamento sarà invece via val di Cembra, con uno «sdoppiamento» della linea bianca: una tratta da Borgo ad Imer, l'altra da Pergine passando appunto per la valle di Cembra con destinazione Soraga. Una variazione che - secondo le stime - consentirebbe di recuperare una parte di potenziali passeggeri che sarebbero invece rimasti in qualche modo tagliati fuori con il tracciato precedente. Se con la linea da Borgo a Cavalese erano 29 mila e 500 circa le persone che vivono nella zona est del Trentino a restare senza Metroland, con il cambiamento di percorso attraverso la valle di Cembra questo numero cala sensibilimente fino a scendere a 19 mila e 800 persone. La vecchia ipotesi è risultata essere troppo costosa - vista la distanza da coprire sotto terra - e troppo scadente la qualità del materiale di risulta che deriverebbe dall'attività di scavo, che non potrebbe essere riutilizzato per altri interventi. Secondo i calcoli dei tecnici provinciali, se si procedesse con i lavori di perforazione, sarebbero infatti prodotti complessivamente circa 4,6 milioni di metri cubi di materiale, di cui ben il 77% classificato come «rocce ad elevato contenuto limoso e argilloso», che quindi non si prestano a lavori di contenimento, stabilizzazione, riempimento di terrapieni eccetera. Per quanto riguarda i costi (il totale complessivo tra stazioni e infrastrutture supera abbondantemente i 3 miliardi e mezzo di euro, con un costo di esercizio a regime stimato attorno ai 145 miliioni di euro l'anno) sarà la tratta Soraga-Cavalese/Cavalese-Borgo quella che costerà di più sulla linea bianca: 874 mila euro. Mentre per realizzare la linea tra Imer e Borgo ci vorranno 614,7 milioni di euro. La modifica di una delle quattro linee di Metroland è stata comunicata ieri dal dirigente del Dipartimento protezione civile e lavori pubblici Raffaele De Col e dall'assessore provinciale all'Ambiente e Trasporti Alberto Pacher durante un incontro organizzato da Trento Città Attiva e dal Comune, cui ha partecipato anche l'assessore comunale Michelangelo Marchesi. Pacher ha precisato che l'obiettivo della giunta è quello di riuscire ad arrivare entro la fine della legislatura con i progetti e la gara d'appalto pronti per la tratta tra Riva e Arco. Il vicepresidente della giunta ha anche detto che Metroland potrebbe rappresentare un'opportunità per «dire basta alle infrastrutture stradali e potenziare in maniera decisa la ferrovia». Ed ha dato ampie garanzie sulla collaborazione tra istituzioni: «Non possiamo pensare che un'opera di questa portata possa essere decisa solo attraverso delle delibere della giunta provinciale. Deve essere un progetto comune, che nasce dal confronto con i territori. E credo che anche la riforma istituzionale che ad ottobre darà il via alle Comunità di Valle potrà essere utile in questo senso: insomma sarà un disegno condiviso», garantisce Pacher. J.V. 26/05/2010 Argomento: NORD Pag. 1 Data: 26-05-2010 L'Arena Estratto da pagina: 25 È sana e salva l'anziana scomparsa da casa lunedì Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA SAN GIOVANNI ILARIONE. Ritrovata dopo una giornata di ricerche È sana e salva l'anziana scomparsa da casa lunedì Esce di casa prima del risveglio dei figli e per 24 ore fa perdere le sue tracce: la ritrovano ieri mattina ai Sabbadori, scalza e in stato confusionale, il sindaco Domenico Dal Cero e Armando Lorenzini, responsabile della Protezione civile della Provincia di Verona. Avventura a lieto fine quella che, per una giornata, ha tenuto col fiato sospeso la famiglia di Caterina Panarotto, la signora di 72 anni sparita da casa lunedì. I figli, con cui la donna, vedova, vive in via Galiotti, non l'avevano trovata in casa al risveglio: non se ne erano preoccupati perché la signora ama passeggiare di buon mattino. Alle 13, però, la donna non aveva ancora fatto ritorno e così sono cominciate le ricerche dei familiari. Col passare delle ore si sono uniti vicini di casa e abitanti della zona e sono stati informati carabinieri e sindaco. «Le ricerche, però, all'ora di cena non avevano portato frutto e così, alle 21 la Compagnia di San Bonifacio, ha disposto l'intervento dei militari. Sul posto sono andato anche io e il collega di Giunta Claudio Gambaretto, ma a mezzanotte le ricerche sono state sospese», racconta Dal Cero. Poco dopo è stata allertata la Protezione civile e alle 5.30 davanti alla stazione carabinieri di San Giovanni Ilarione si sono trovati i volontari, il Soccorso alpino, l'unità cinofila Argo 91 e il Gruppo cinofilo dell'Ana. «Ci siamo suddivisi in squadre, e io ero col responsabile della Protezione civile. Conosco bene la zona e abbiamo iniziato a salire sul monte passando casolare per casolare», racconta il sindaco. «Ho chiesto a un contadino se avesse visto una donna e la speranza si è riaccesa quando mi ha risposto che aveva incontrato un'anziana alle 6.15 al capitello di San Gaetano». Dal Cero e Lorenzini si sono diretti verso contrada Gambaretti. Poi sono risaliti verso i Sabbadori ed è qui, a una manciata di chilometri da casa, che alle 8 hanno ritrovato la donna. «Era scalza, con escoriazioni alle gambe, ma stava bene. Era spaventata ma quando mi ha riconosciuto si è tranquillizzata», aggiunge Dal Cero. L'hanno fatta salire in auto e poi, riuniti i trenta uomini impegnati nelle ricerche, l'hanno portata a far colazione.P.D.C. Argomento: NORD Pag. 2 Data: 26-05-2010 L'Arena Estratto da pagina: 31 Maxi piano per la sicurezza durante la Caprino-Spiazzi Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA LA «CLASSICA» DELL'AUTOMOBILISMO. A pieno regime la «macchina» della corsa: i primi appuntamenti da venerdì Maxi piano per la sicurezza durante la Caprino-Spiazzi Volontari, forze dell'ordine, unità di soccorso per presidiare il percorso su cui saranno presenti 120 ufficiali di gara in contatto con il direttore Non solo sport e motori per la trentaduesima «Caprino Spiazzi», che si corre domenica. Ma già da venerdì cominciano le verifiche sportive e tecniche; sabato le prove ufficiali. Quella sera, davanti a Palazzo Carlotti alle 20.30, ci sarà una festa di «in bocca al lupo» ai piloti, che tornano ancora alle falde del Baldo dopo aver appena corso, in ottobre, in un' insolita ma riuscitissima edizione autunnale posticipata per problemi economici. Problemi quest'anno superati, grazie al sostegno di moltissimi sponsor e al patrocinio di Comune, Provincia e Regione, che hanno permesso il gran ritorno di questa gara valida per il Tivm (Trofeo italiano velocità montagna). L'organizza per la sesta volta il suo «patron», Dario Lorenzini, presidente del Comitato organizzatore della scuderia caprinese Car Racing e di Sport Immagine, a cui l'Aci Verona, ente proprietario, l'ha ancora affidata seguendo da vicino le fasi preparatorie, che hanno portato Lorenzini a coinvolgere altre due scuderie veronesi, la Play Sport e la Povil Race. Sul circuito ci saranno 120 ufficiali di gara a filo diretto col loro direttore Alberto Riva, quattro carri attrezzi, un team di soccorso in caso di incidenti, protezione civile, vigili del fuoco, polizia locale e stradale, carabinieri anche della Compagnia di Caprino guidati dal capitano Enrico D'Amato e dal maresciallo Marco Del Ton. La polizia locale, di concerto con l'amministrazione, ha emanato due ordinanze e una circolare per regolare la viabilità. Per saperne di più c'è la novità del sito www.caprinospiazzi.com. Per chi resta a casa ci sarà l'inedita diretta su sei radio che trasmetteranno in Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Argomento: NORD Pag. 3 Data: 26-05-2010 L'Arena Estratto da pagina: 8 Traffico, giorni di passione Cittadella, raffica di multe Mercoledì 26 Maggio 2010 CRONACA VIABILITÀ ED EVENTI. Decine di rimozioni in via del Minatore e via Montanari per le auto parcheggiate negli ex stalli Traffico, giorni di passione Cittadella, raffica di multe Ripristinati i doppi sensi di marcia. Intanto l'arrivo del Giro rivoluziona anche le cresime in Duomo: il parroco di San Martino rinuncia, si resta in paese La rivoluzione nelle vie intorno a piazza Cittadella, iniziata ieri ma che si protrarrà ancora per qualche giorno, ha causato non pochi disagi agli automobilisti. I birilli arancioni e bianchi posti ai lati di via Montanari e via del Minatore, ad indicare il divieto di parcheggio, non sono bastati a far desistere gli automobilisti dal lasciare via libera ai mezzi degli operai incaricati di ripristinare la segnaletica orizzontale del doppio senso di marcia in vista della riapertura del parcheggio di piazza Cittadella. Alcuni hanno parcheggiato in barba al divieto e ai vigili che hanno presidiato le vie che circondano la piazza fin dalla mattina. Altri ancora, invece, probabilmente avevano lasciato l'auto in sosta ben prima che quei cartelli e quei birilli fossero posizionati. Quel che è certo è che ieri in questa zona, tra via Montanari, via Del Minatore e via Adigetto, una ventina di automobilisti non ha ritrovato l'auto dove l'aveva incautamente lasciata. Nel dettaglio, infatti, sono state effettuate ben 21 rimozioni. Un bel numero, considerato che, su tutto il territorio comunale le auto rimosse ieri sono state complessivamente 30. ORE DI PASSIONE. La giornata di passione è iniziata intorno alle 9 e mezzo di mattina, ora in cui sono state verbalizzate le prime rimozioni: le tre di via Adigetto. A seguire, poi, sono state tolte dagli stalli blu su cui ieri non si poteva parcheggiare le 14 auto in via Carlo Montanari, per lo più tra le 11 e mezzogiorno. Entro l'ora di pranzo, Infine, è toccato alle quattro in sosta in via del Minatore e alle ultime due di via Montanari. Molte anche le multe che sono fioccate ma che fortunatamente non hanno avuto come corollario la rimozione dell'auto. Lo sgombero delle carreggiate dove ormai i veronesi si erano abituati a parcheggiare, si è reso necessario per permettere il ripristino del doppio senso di marcia e in via Montanari e in via del Minatore e l'inversione del senso unico nel primo tratto di via Adigetto, con direzione da via Ponte Cittadella verso piazzetta De Gasperi. Sulle vie principali che collegano piazza Cittadella alla circonvallazione Raggio di Sole il doppio senso è stato ripristinato solo in serata, eccezione fatta per il tratto più corto della via che corre in fianco al cantiere del quasi ultimato parcheggio interrato che verrà ripristinato solo fra un paio di giorni, entro venerdì. Le modifiche alla viabilità, che saranno a carattere definitivo, ripropongono di fatto esattamente la precedente viabilità del quartiere Cittadella, riportandola a com'era prima dell'inizio dei lavori del parcheggio. Parcheggio che aprirà nel giro di un paio di settimane. WEEK END DA BOLLINO NERO. Ma per la viabilità in centro questi sono giorni davvero difficili, che mettono a dura prova sia la pazienza degli automobilisti che la resistenza dei vigili impegnati in strada. Non si farà in tempo a concludere i lavori di ripristino di queste vie, che arriveranno le modifiche alla viaibilità per il Giro d'Italia (vedi altri articoli in questa pagina): domenica si svolgerà la tappa conclusiva, mentre già sabato sarà una giornata difficile tra la partita Hellas-Rimini e il concerto in Arena per i Wind Music Awards. Per domenica 30 la polizia municipale chiede la massima collaborazione a tutti i cittadini: il Giro, infatti crea disagi anche per le cerimonie. Per esempio, la parrocchia di San Martino Buonalbergo ha deciso d'intesa con la Curia di spostare la cerimonie delle cresime che dovevano svolgersi in Duomo nel pomeriggio. Troppi i disagi per i partecipanti e per i loro familiari. Così la cerimonia resta a San Martino. Per coloro che si sposano, per gli invitati, per tutte le cerimonie di qualsiasi genere, la polizia municipale chiede di essere contattata alla casella email [email protected]. Il Comando garantisce che «si daranno risposte e possibili soluzioni, per permettere che la festa del Giro sia una festa davvero per tutti». «Al Comando abbiamo già programmato i servizi viabilistici, con la preziosa collaborazione della protezione civile e dei militari dell'Esercito. Ho chiesto un sacrificio agli appartenenti alla polizia locale e sarà davvero dura», dice il comandante Luigi Altamura. Parcheggi scambiatori, pannelli a messaggio variabile, stretto collegamento tra Sala Traffico, Autobrennero, Autostrada Brescia-Padova, forze di polizia. I servizi saranno attivati dal pomeriggio di sabato 29, quando il centro storico sarà Argomento: NORD Pag. 4 Data: 26-05-2010 L'Arena Estratto da pagina: 8 Traffico, giorni di passione Cittadella, raffica di multe interessato dalla seconda serata dei Wind Music Award. Il consiglio ulteriore è quello di collegarsi al portale internetveronamobile.it anche da cellulare, per informazione su incidenti, deviazioni, parcheggi, rimozioni, telecamere in tempo reale. Argomento: NORD Pag. 5 Data: 26-05-2010 L'Arena Estratto da pagina: 33 È tornato Attila l'incendiario Caccia aperta per individuarlo Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA COLOGNA. Ha appiccato un altro rogo, più tardi rispetto alla solita ora È tornato «Attila» l'incendiario Caccia aperta per individuarlo Attila non ha ancora deposto i fiammiferi. Lo sconosciuto piromane, che da due mesi appicca incendi sugli argini del Guà e sui cigli stradali nei dintorni di Cologna, non smette di bruciare l'erba per diletto, o per mania di protagonismo. Gli ultimi roghi li ha accesi sulla sponda destra del fiume, all'altezza di via Serenissima, sia venerdì che lunedì scorso. Sabato e domenica, invece, si è riposato, almeno stando al «bollettino delle fiamme» che le forze dell'ordine stanno tenendo per capire come agisca il piromane. Forse lo sconosciuto preferisce agire nei giorni feriali, per ottenere maggiore audience possibile per le sue imprese folli. O forse vuole che le forze dell'ordine siano colte in piena attività, così distoglie vigili del fuoco e agenti dalle loro mansioni quotidiane per costringerli a correre dietro alle sue pericolose incursioni. La metodologia che mette in atto per accendere incendi è sempre la stessa. «Attila», così è stato ribattezzato a Cologna, sparge un liquido ad alta infiammabilità sul terreno erboso, poi getta un innesco a scoppio ritardato che gli dà il tempo di guadagnare la via della fuga, prima che arrivino i pompieri a spegnere le fiamme. Con l'innalzamento delle temperature di questi giorni, sembra che abbia spostato leggermente il proprio orario «di lavoro» che di norma era dalle 16 alle 18: l'ultimo rogo l'ha appiccato intorno alle 18 e 30. Ma la sua determinazione è rimasta la stessa. Così come la sfacciataggine di agire più volte in un unico luogo, dimostrando che può comunque farla franca. La polizia dell'Unione è intenzionata a catturarlo ed ha intensificato i controlli per coglierlo sul fatto. Per lo spegnimento degli incendi, ha deciso di avvalersi della collaborazione dei volontari di protezione civile di Cologna, lasciando ai pompieri di Legnago il compito di indagare sulle sostanze e i dispositivi utilizzati dall'incendiario.P.B. Argomento: NORD Pag. 6 Data: 26-05-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 29 Bonifica, privati e sindaco ai ferri corti Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA CHIARI. Il servizio di Striscia la notizia rinfocola le polemiche. Mazzatorta ribadisce: «Mai ricevuti soldi dalle Trafilerie» Il legale dei proprietari del fondo contaminato: «Il Comune non si è mai offerto di intervenire» Il servizio di «Striscia la Notizia» sul disastro ambientale avvenuto sei anni fa nella tenuta della famiglia Salvi di Chiari ha rinfocolato le polemiche. Le dichiarazioni del sindaco Sandro Mazzatorta all'inviato del Tg satirico hanno spinto il legale dei privati danneggiati da un inquinamento che non trova precedenti nella storia del paese a chiarire alcuni aspetti. «Nessuna bonifica è mai stata offerta dal Comune di Chiari» afferma l'avvocato Giorgio Tramacere che tutela gli interessi della famiglia Salvi. «Le affermazioni televisive del sindaco sono gravi perchè prive di riscontri – spiega il legale -. Al contrario gli atti testimoniano che il Comune si mise esclusivamente a disposizione per asportare gli animali morti per l'inquinamento e pochi sacchi di terra superficiale. Definire questo intervento una bonifica mi sembra una mistificazione. L'Amministrazione civica non ha mai neppure accennato a voler contribuire ai circa 900 mila euro necessari al recupero del fondo». E nel tentativo di avere giustizia, la famiglia Salvi starebbe incontrando un ostruzionismo sospetto da parte delle istituzioni. «La richiesta avanzata subito dopo l'esondazione del canale gonfio di veleni di trattenere un paio di campioni del terreno prima dell'asportazione fu rifiutata». E sul blitz di Striscia la Notizia interviene anche il sindaco. «Il servizio è stato tagliato a uso e consumo della tesi del tg satirico - osserva Mazzatorta -. Ho affermato di non aver preso soldi dalle Trafilerie Gnutti perchè i fondi destinati al lifting della cinta di villa Mazzotti, non sono finiti al Comune, ma direttamente all'azienda incaricata del restauro. Il resto sono benefit concessi dall'azienda in forza di convenzioni urbanistiche». M.MA. Argomento: NORD Pag. 7 Data: 25-05-2010 Corriere del Veneto (Ed. Treviso) Incendio a Longarone, un muro di cinque metri per «isolare» la Ecorav 25 mag 2010 TrevisoFe.Fa. RIPRODUZIONE RISERVATA Vertice ieri in municipio BELLUNO Un muro di cemento per dividere Ecorav e Safilo e prevenire il rischio del propagarsi delle fiamme, un rischio visto nell'incendio della scorsa settimana. E poi ancora studiare un piano di evacuazione. La prossima settimana il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, organizzerà un tavolo tecnico dove le due aziende potranno parlarsi. Sono le prime decisioni prese ieri nella mattinata di riunioni tenutasi in municipio a Longarone dopo l'incendio di martedì scorso. Padrin ha proposto di erigere un muro spesso due metri e alto cinque per proteggere i dipendenti Safilo in caso di incendio. Ora le aziende sono divise da una rete e una fila di pini, i cui aghi han preso fuoco nel corso dell'incendio. «L'idea del muro è già stata sottoposta all'attenzione dei vertici di Ecorav, che avrebbero acconsentito a erigerlo», ha detto Padrin. I rappresentati dei sindacati hanno portato all'attenzione del sindaco e del presidente della Provincia, Gianpaolo Bottacin, molte questioni. «Abbiamo sottoposto le nostre preoccupazioni sulla messa in sicurezza dell'area di Villanova», hanno spiegato Rudy Roffarè e Giuseppe Colferai, di Cisl e Cgil -. Bisogna anche preoccuparsi di mettere in sicurezza l'area, determinando i rischi oggettivi. Come terza cosa è necessario studiare un piano di evacuazione, anche in Safilo». Qualche mese fa il Comune di Longarone aveva chiesto alle aziende dell'area di Villanova, di avere i piani di evacuazione. «Al momento ne abbiamo solo un terzo - ha spiegato il sindaco Roberto Padrin -. Manca ancora quello della Safilo». Stampato e distribuito da NewpaperDirect | www.newspaperdirect.com, USA/Can: 1.877.980.4040, Intern: 800.6364.6364 | Protetto dalle leggi sul Copyright, nonche' dalle vigenti leggi e disposizioni applicabili in materia. Suggeriti Quattroruote boccia Treviso «Scuolabus troppo vecchi»Treviso - mar, 25 mag 2010L'export va, l'industria ha fiduciaTreviso - mar, 25 mag 2010Crollo in palestra, il sindaco ordina: «Ditemi la verità»Treviso - mar, 25 mag 2010 Argomento: NORD Pag. 8 Data: 26-05-2010 Corriere delle Alpi VIGO DI CADORE VIGO DI CADORE Strada chiusa per le manovre Veneto Strade ha reso noto che la strada provinciale 619, in località Monte Bivera-Casera Razzo, resterà completamente chiusa al traffico da oggi a venerdì fra le 8 e le 23, a causa di esercitazioni militari in corso nella zona. (v.d.) AURONZO Protezione civile in azione E' attesa per sabato ad Auronzo la terza edizione dell'esercitazione di protezione civile. Teatro del dispiegamento di uomini e mezzi sarà il lago dove le manovre si terranno dalle 7,30 alle 12 per l'organizzazione della locale protezione civile. (rob.) AURONZO Al via la sfida di floorball Al Palaroller di Auronzo, da lunedì fino al 4 giugno, ogni sera dalle 19 avranno luogo le sfide del primo “Torneo dei bar” di floorball. Il termine per l'iscrizione è fissato per oggi alle 12. Per ulteriori informazioni ed iscrizioni si deve contattare Franco Zandegiacomo al numero 329 3537316. (rob.) COMELICO SUPERIORE Gastonomia a Padola Il consorzio turistico Val Comelico di Padola, assieme al Centro culturale della donna di Santo Stefano e con la collaborazione di Guido Buzzo, presenteranno sabato 5 giugno alle 20 il tour gastronomico “Il vecchio merlo” durante una serata con i campioni in programma nei loclai dell'albergo-ristorante “Sport Hotel” di Padola. (rob.) VALLE Incontro sulla fotografia L'associazione di promozione sociale Isola Ricreativa, in collaborazione con il Comune, organizza domani alle 18 in sala consiliare una serata con il fotografo Vito Vecellio. Al termine del dibattito dedicato al tema “La fotografia tra realtà e fantasia” l'autore illustrerà i contenuti del “corso di fotografia per tutti” che terrà a giugno nella sede del circolo. Tutti sono invitati a partecipare alla serata. (a.s.) Argomento: NORD Pag. 9 Data: 26-05-2010 Corriere delle Alpi La Protezione civile ha una sede E' nata la squadra comunale, uffici aperti martedì e giovedì BELLUNO. Coordinata dall'assessore Luciano Reolon, è finalmente operativa, con sede negli uffici comunali del Foro Boario, la Squadra di Protezione Civile Comunale. La sede, dove sarà possibile avere tutte le informazioni del caso, ed eventualmente iscriversi, sarà aperta nei giorni di martedì e giovedì, dalle ore 18 alle ore 19. La squadra si compone di una ventina di persone, guidate dal responsabile, Roberto Moro e da due vice, Thomas De Bastiani Thomas e Carla Toigo. La segreteria viene gestita da Rudi Cherubin e Laura Antole. «Si tratta di un risultato del quale vado molto fiero, un bel lavoro di Luciano Reolon» spiega il sindaco Antonio Prade. «Da oggi, dopo molte giornate di preparazione e di corsi formartivi, abbiamo un gruppo di persone disponibile per le emergenze cittadine ma anche per operare, se chiamato, in altri luoghi. Io le conosco: brave persone, molto motivate e che sanno bene cosa devono fare. Sono convinto che la sicurezza della quale ha bisogno la nostra Città è anche questa: dotarci di strumenti per prevenire le emergenze e per affrontarle al meglio quando capitano. Mi auguro che anche molti altri miei concittadini sentano la curiosità di far parte di questa Squadra dove, mi piace davvero sottolinearlo, la prima dote richiesta è l'altruismo, una dote dei bellunesi». Argomento: NORD Pag. 10 Data: 26-05-2010 Corriere delle Alpi Prade: Sono proteste esagerate Prade: «Sono proteste esagerate» Il sindaco imbottigliato: «Altro era impossibile» LA REPLICA BELLUNO. Disagi sul Ponte degli Alpini: «meno di così non si può!». Il sindaco fornisce anche una serie di dettagli tecnici per i quali si è dovuto procedere con i lavori di giorno e non di notte: lavoro «complesso» che riguardava anche i giunti del ponte. Così il sindaco Prade sulla giornata via crucis vissuta in città lunedì per l'asfaltatura del ponte. «So perfettamente del disagio creato dalla chiusura, peraltro solo parziale, del Ponte degli Alpini, anche perché mi sono trovato anch'io fermo in mezzo al traffico» dice Prade «però vediamo di non esagerare, soprattutto vediamo di non fare la solita bassa operazione di speculazione politica. Lo dico a quei consiglieri comunali di minoranza che hanno già depositato le loro interrogazioni e protestato a mezzo stampa. Sono gli stessi consiglieri che, in uno dei loro famosi progetti chiusi nel cassetto, avevano previsto di chiudere totalmente il Ponte degli Alpini per 160 (160!) giorni. Noi, e scusatemi se è poco, abbiamo ridotto i disagi al minimo. Ma meno di così, davvero, non si può!» Quindi il sindaco aggiunge informazioni sullo stato dell'arte: «In autunno abbiamo asfaltato provvisoriamente, in previsione di una asfaltatura più completa che avremmo fatto in primavera. In realtà non una semplice asfaltatura ma un lavoro complesso che riguarda anche i giunti e che - lo hanno detto i tecnici, non noi - non si poteva fare di notte. A questa oggettiva premessa tecnica si aggiunga che l'impresa inizialmente incaricata, la Roni di Sedico, per le note vicissitudini, non ha potuto eseguire il lavoro. Ragione per la quale abbiamo dovuto cercare un'altra impresa, in tempi molto stretti per non perdere il finanziamento erogato dalla Protezione Civile. Io sono dell'idea che una città matura la si vede proprio in queste occasioni, perché affronta un momento di difficoltà e di disagio con la giusta responsabilità, consapevole che ne deriva qualcosa di più e di meglio. È in questo modo che una collettività cresce! Voglio dire che dovremmo essere soddisfatti del disagio sopportato perché ci serve per evitarne uno molto più grande. Non so se deluderò qualcuno, ma io la penso così!». Argomento: NORD Pag. 11 Data: 25-05-2010 L'Eco di Bergamo Estratto da pagina: 36 Un salto nel Medioevo, visitatori da tutta la regione Martedì 25 Maggio 2010 PROVINCIA, e-mail print Castelli CalepioVisitatori da tutta la regione per un salto indietro nel tempo tra pietanze medievali, canti e balli di corte, giochi e teatro che già una mezza dozzina di secoli fa, da queste parti, i signori del castello, i conti di Calepio, avevano per rallegrarsi. Trussardo, padre del più noto Calepino, ha finito per dare il nome alle monete cambiate all'ingresso del borgo medievale, sabato e domenica, nel suggestivo borgo di Calepio, per il revival de «Il Quattrocento nel borgo» alla 2ª edizione. Organizzato nei suoi minimi particolari dagli alunni della scuola secondaria di 1° grado «Fra Ambrogio» di Castelli Calepio e supportati dall'amministrazione comunale e dall'assessore alla Cultura Claudia Pagani, che nella sala polivalente del Comune, proprio nel Borgo, è riuscita a portare Sandro Albini che ha tenuto una conferenza dal titolo «Alla destra della Gioconda: dipinti e trascorsi di Leonardo sul lago d'Iseo». Il bresciano, amministratore ospedaliero in pensione, è balzato agli onori della cronaca e della critica per i suoi studi sul più famoso dipinto leonardesco, la Gioconda. È di poco più di un anno fa il suo studio che collega i luoghi che fanno da sfondo al dipinto della Gioconda, oltre alla Corna dei Trenta Passi, al lago d'Iseo e in parte, proprio con Calepio. Questo il motivo per valorizzare ulteriormente la storia locale, aggiungendo l'affascinante e alquanto probabile sosta del genio Da Vinci. Il ponte che compare nella Gioconda, inoltre, sarebbe l'ormai scomparso ponte romanico tra Calepio e Capriolo. Giunto alla 2ª edizione, «Il Quattrocento nel borgo» è organizzato oltre che dall'Istituto comprensivo statale «Fra Ambrogio da Calepio», anche dall'amministrazione comunale in collaborazione con Gruppo guide Kalos Epias, Alpini, Protezione civile. Si è potuto osservare l'esposizione delle attività di quel tempo: la cartomanzia, l'araldica, il conio delle monete, la costruzione di scudi, balestre ed archi e molto altro ancora. Esibizioni di arcieri e spadaccini hanno affascinato il visitatore, con azioni e incroci di spade. Si sentiva parlare con un idioma ormai superato, accennare di poesia e conversare sotto gli splendidi archi del castello di Calepio. Si sono rievocati giochi del tempo, c'erano ovunque angoli con musiche e melodie medievali suonate proprio dai ragazzi delle scuole, vestiti d'epoca, immersi in un mondo che hanno conosciuto grazie a un semestre di «full immersion» a scuola. Anche la cena medievale è stata un successo e domenica sera tra i commensali c'era anche l'ultima erede dei conti di Calepio, diretta discendente di Trussardo che fu conte e signore del castello. Si chiama Lucia Calepio e vive a Brescia. Presenti, con il loro accampamento medievale, anche due gruppi di rievocazione storica: i «Corvi di ventura» di Bergamo e i bresciani «Sancti Faustini» che hanno tra le altre cose, partecipato alla registrazione in Scozia del film di prossima uscita «L'aquila della nona legione». Turisti e curiosi sono arrivati da tutta la regione, aggirandosi sino a tarda notte, meravigliati e piacevolmente sorpresi da questo salto indietro nella storia, portandosi a casa qualche souvenir che non è facile trovare altrove: basti citare il sale aromatico che gli studenti, grazie a studi e ricerche, hanno ricreato e che sei secoli fa, rappresentava il tesoro del conte Trussardo. Argomento: NORD Pag. 12 Data: 25-05-2010 Il Friuli.it Sabina Guzzanti a Gemona Applauditissimo al festival di Cannes ma anche fonte di accese polemiche, Draquila - L'Italia che trema, il nuovo documentario di Sabina Guzzanti sul terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito l'Abruzzo e L'Aquila in particolare, arriva nel luogo simbolo del terremoto del Friuli del 1976, Gemona, dove sarà la stessa regista a presentarlo al pubblico del Cinema Sociale la sera di venerdì 4 aprile. Sabina Guzzanti, che ha accettato con entusiasmo l'invito della Cineteca del Friuli, sarà in sala per un saluto alle ore 20 e, dopo la proiezione di Draquila, parteciperà al dibattito che il film, autentico terremoto nel terremoto, non mancherà di suscitare. Il ricordo del 1976 e degli anni che seguirono resta indelebile per molti gemonesi e in nessun luogo meglio che qui può aprirsi un confronto, sulla base dell'esperienza, sulla gestione dell'emergenza e sulla ricostruzione. La Guzzanti attrice satirica, che ritroviamo brevemente all'inizio del documentario nell'ormai storica imitazione di Silvio Berlusconi, abbraccia con Draquila il giornalismo d'inchiesta alla Michael Moore. Recandosi sul posto per verificare di persona lo stato delle cose e soprattutto intervistando centinaia di persone (non tutte visibili nel film, che in un'ora e mezza riassume oltre 700 ore di materiale girato), la regista cerca di farsi un'idea su quanto è accaduto - a partire dalla prevenzione mancata - e sta accadendo a L'Aquila. L'azione della Protezione Civile, l'intervento del governo, l'organizzazione nelle tendopoli, la sistemazione della popolazione negli alberghi della costa, la costruzione delle New Town, le speculazioni politiche e finanziarie, l'assenza dell'opposizione parlamentare, sono oggetto di analisi critica e diventano, anche alla luce dei più recenti scandali, motivo di riflessione sulla situazione politica ed economica del Paese, sul dilagare della corruzione e sul concetto stesso di democrazia. Draquila sarà in programma al Cinema Sociale a partire dal 2 giugno. 25 maggio 2010, 10.20 Argomento: NORD Pag. 13 Data: 26-05-2010 La Gazzetta di Mantova Stasera incontro sulla Protezione civile SERMIDE SIRO MANTOVANI SERMIDE. Questa sera, alle 21, alla Multisala Capitol di Sermide, si terrà un incontro dedicato all Protezione civile «Gruppo Delta» con la partecipazione dei sindaci del Comuni di Sermide, Poggio Rusco, Magnacavallo, Borgofranco, Carbonara, Felonica e Villa Poma, che fanno riferimento all'attività dell'associazione. Sarà presentato l'opuscolo «Regola numero uno: impariamo a conoscere i rischi» destinato ai cittadini dei sette Comuni con finalità di fornire una serie di consigli utili in caso di emergenza. I contenuti della pubblicazione, distribuita in 6 mila copie, sono stati curati dallo stesso «gruppo Delta», la scelta grafica è di Enrica Bergonzini mentre stampa e progettazione sono state realizzate con il contributo di Edipower. Nel corso della serata il «Gruppo Delta» presenterà foto e filmati dei suoi interventi in Abruzzo, a soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto. Argomento: NORD Pag. 14 Data: 26-05-2010 La Gazzetta di Mantova Confermata la scure sui dipendenti pubblici Blocco degli stipendi per quattro anni e in pensione più tardi ROMA. Dai tagli ai ministri, passando alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali, al blocco degli stipendi per 4 anni ai pubblici dipendenti e l'abolizione delle province sotto i 220 mila abitanti. Ecco le misure principali della manovra. Stop contratti Pubblico impiego. Stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici già a partire da quest'anno. Il congelamento vale quattro anni, fino al 2013. Giro vite su auto blu. La sforbiciata è del 10% ma su formazione o missioni si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un giro di vite sulle auto blu. Tagli ai partiti. Dimezzato il contributo per le spese elettorali e stop alle quote annuali se c'è uno scioglimento anticipato delle camere. Pagamenti e tracciabilità. Tetto a 5.000 euro per i pagamenti in contanti e arriva l'obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro. Comuni e lotta evasione. I comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati. Stangata sui manager. : Salgono le tasse sulle stock option e sui bonus dei manager e dei banchieri che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione. Tempi sprint per cartelle. L'accertamento e l'emissione del ruolo diventano contestuali rendendo più corto il tempo per contestazioni e ricorsi. Per pensione invalidità sale a 80%. Sotto questa soglia niente benefici. Previsti anche 200.000 controlli in più. Irap zero per nuove imprese sud. Le regioni del Mezzogiorno avranno la possibilità di istituire un tributo proprio sostitutivo dell'Irap per le imprese avviate dopo l'entrata in vigore del dl con l'opportunità di ridurre o azzerare l'Irap. Tagli anche a magistrati. Lo stipendio verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Taglio del 10% anche per i magistrati del Csm. Manager p.a., sforbiciata 5-10%. Sotto i fari gli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro. Dividendi a riduzione debito. A partire dal 2011 500 milioni di dividendi che arrivano dalle società statali saranno impiegati per la riduzione degli oneri sul debito pubblico. Tagli a costi politica. Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, serviranno a finanziare la Cassa integrazione guadagni. Pensioni. Rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l'accelerazione dei tempi per l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione che avverrà a gennaio 2016. Definanziamento leggi inutilizzate. Si recuperano risorse attraverso il definanziamento degli stanziamenti improduttivi. Saranno destinate al fondo ammortamento dei titoli Stato. Taglia-enti. Vengono soppressi Ipsema, Ispel e Ipost. Salta o viene ridotto inoltre il finanziamento a 72 enti. Controllo mef su protezione civile. Si prevede tra l'altro che le ordinanze di Protezione civile con cui viene dichiarato lo stato d'emergenza siano emanate di concerto con il ministero dell'Economia. Controllo spesa farmaci. Acquisti centralizzati per le asl per trattare meglio il prezzo con i fornitori e interventi sui farmaci con una modifica delle quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali di classe a. Pedaggi sui raccordi. Possibilità di mettere pedaggi di tratti di strade di connessione con tratti autostradali. Addio a Sir e Rel. Addio al Comitato Sir costituito per gli interventi nei settori di alta tecnologia e che prese in carico le società chimiche di Nino Rovelli, ed anche alla Rel, la finanziaria pubblica costituita qualche anno più tardi per il risanamento dell'industria elettronica. Tagli ai musei. Via il finanziamento per il museo della Resistenza di via Tasso. Argomento: NORD Pag. 15 Data: 26-05-2010 La Gazzetta di Mantova Confermata la scure sui dipendenti pubblici Argomento: NORD Pag. 16 Data: 25-05-2010 Il Gazzettino (Rovigo) Nella "sua" Donada prima messa per don Alberto Dopo l'ordinazione sacerdotale avvenuta sabato. Concelebrata anche con il parroco don Renato Felletti Dopo l'ordinazione sacerdotale del sabato in cattedrale a Chioggia (in cui il portovirese don Alberto Ferro è stato ordinato sacerdote, insieme al'amico di Pellestrina don Giovanni Vianello), domenica mattina alle 11, per don Alberto c'è stata la prima messa, nella "sua" chiesa di Donada a Porto. E' stata una concelebrazione, con il parroco di Donada don Renato Felletti, don Aldo Marangoni (suo padre spirituale, già parroco a Donada), e il direttore del seminario, don Giuseppe. Tra le autorità, il sindaco Geremia Gennari, il comandante della Polizia Locale, Mario Mantovan, e circa 10 membri della Protezione Civile, con il coordinatore Libero Rossi. Presente in cantoria, il bravo coro femminile della chiesa. Nell'omelia, don Renato ha richiamato la giornata della Pentecoste, la bella giornata in cui don Alberto celebrava la sua 1^ messa, e gli diceva che dal cielo una persona (la madre), lo avrebbe assistito. Dopo la comunione, don Alberto ha ringraziato don Renato, che lo aveva seguito negli ultimi due anni; poi don Alfonso (che aveva partecipato all'ordinazione in cattedrale, di don Alberto e don Giovanni Vianello); quindi un "grazie" al direttore del seminario don Giuseppe, sempre presente, e a don Aldo Marangoni "che lo aveva visto nascere". Un "grazie" ai genitori, alla madre sempre fiduciosa nella Vergine, ed alla comunità. Dopo la messa il sindaco Gennari, presente all'ordinazione in Duomo, e che non aveva voluto mancare alla 1^ messa di don Alberto, "un prete da ammirare per la sua scelta coraggiosa". Infine Libero Rossi, a dire la vicinanza della Protezione Civile al presule, cui ha offerto un piccolo dono. (Martedì 25 Maggio 2010) Argomento: NORD Pag. 17 Data: 25-05-2010 Il Gazzettino (Rovigo) Magnalonga: una maratona alimentare che ha coinvolto dieci classi VILLADOSE Riuscita la 1. Magnalonga organizzata dalla scuola primaria di Villadose sabato scorso. La maratona alimentare si è svolta in cinque aree verdi del paese ed ha coinvolto le dieci classi della scuola che si sono spostate per classi nelle varie aree gestite dai genitori. In ogni area si è potuto giocare con un gradino della piramide alimentare: frutta e verdura, carne e pesce, latticini, farinacee e dolci. L'iniziativa si è collocata al termine di un progetto di educazione alimentare che ha coinvolto la scuola per l'intero anno. Staffette, corse con i sacchi, pesca e cuccagna, giochi di abilità e altre gare hanno impegnato i bambini per tutta la mattinata. A fine maratona nel patio della scuola ad ogni bambino è stato dato un piattino con i cinque alimenti. Complice la bella giornata e il lavoro della scuola e delle insegnanti, dei rappresentanti dei genitori e dei genitori che hanno dato una mano, del personale scolastico, della protezione civile e dell'amministrazione comunale la manifestazione è stata proprio una bella occasione per stare insieme e mettersi in gioco. Mirian Pozzato (Martedì 25 Maggio 2010) Argomento: NORD Pag. 18 Data: 25-05-2010 Il Gazzettino (Udine) 19,77% con oltre 2,6 milioni di spettatori collegati in media sulle frequenze Ra... VINCITORE Ivan Basso negli ultimi tornanti dello Zoncolan tra due ali di folla e un ferreo cordone di sicurezza con alpini e protezione civile. A fianco una ,parte dei volontari della protezione c 19,77% con oltre 2,6 milioni di spettatori collegati in media sulle frequenze Rai per la diretta, diventati ben 3.620.000, con uno share del 31,22%, per l'arrivo. 130-150.000 la forbice degli spettatori presenti domenica tra lo Zoncolan e gli altri punti nevralgici della Tappa. 6500 gli accessi unici complessivi registrati da Promotur Spa presso i due impianti in funzione nella giornata di domenica ovvero la Funivia da Ravascletto e la Seggiovia Valvan dal Rifugio Enzo Moro di Sutrio. 1500 i volontari impegnanti tra Protezione Civile, Alpini, Croce Rossa, Corpo Forestale Regionale ed altri che hanno permesso la perfetta riuscita dell'evento. 600 i bidoni riciclabili di cartone posizionati lungo la strada Liariis-Monte Zoncolan da parte dei volontari della Protezione Civile di Ovaro. 1800 i posti letto complessivi del comprensorio e non solo che sono stati occupati per un tutto esaurito anche nella notte di domenica. 400 i posti letto occupati negli Alberghi Diffusi di Comeglians, Sutrio, Ovaro e Lauco. 500 tra giornalisti, operatori, fotografi, cameraman e tecnici appartenenti alle diverse testate presenti, ospitati in Carnia e che hanno pòarlato della tappa. 100 circa i chioschi di Associazioni locali, gruppi, sodalizi vari che hanno allietato la permanenza degli appassionati del giro. 35 i pullman della Saf utilizzate, 45 le persone che hanno prestato servizi, dalle 8 alle 10 mila le persone trasportate 1 milione 500 mila euro la stima del giro d'affari del week-end in Carnia ? l'interrogativo sul ritorno d'immagine futuro per la montagna friulana dopo questo evento. (Martedì 25 Maggio 2010) Argomento: NORD Pag. 19 Data: 25-05-2010 Il Gazzettino (Udine) Sgombero record dei rifiuti I volontari della Protezione civile e gli operai del Comune di Ovaro ieri hanno lavorato sodo OVARO - (d.z.) «Cavolo, ma sono passati proprio di qua?», l'esclamazione è di una turista lombarda, l'abbiamo sentita ieri all'ora di pranzo in vetta ad un, di nuovo, quieto, Zoncolan. La signora è stata una delle tante persone alle quali la 15° Tappa del Giro di domenica non è bastata, alle quali serviva anche il “DayAfter” per rivedersi meglio, da vicino, senza calca, quello stadio naturale trasformatosi in bolgia ciclistica. Come lei infatti ieri si potevano incontrare decine e decine di ciclisti, motociclisti, escursionisti, tutti bramanti di scollinare il Kaiser. Tra di loro c'erano anche alcuni volontari della Protezione Civile ed i dipendenti del comune di Ovaro impegnati nel ripristino del verde della vetta. In paese ad Ovaro cumuli di rifiuti (si sono visti anche copertoni usurati e sdraio) sono stati ordinatamente ammassati in una zona di raccolta alle spalle del Municipio in attesa del passaggio dei furgoni della nettezza urbana; così via via risalendo, con un po' di brivido, l'ascesa da Liariis, i circa 600 bidoni di cartone dislocati ogni tot metri della strada hanno permesso dei facili punti di raccolta ed i tifosi che domenica hanno riempito cigli e cunette hanno capito. (Martedì 25 Maggio 2010) Argomento: NORD Pag. 20 Data: 25-05-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Caserta: a San Marco il nucleo comunale di Protezione civile a scuola di antincendio verranno illustrate le tecniche di primo intervento, l'uso degli estintori e, soprattutto, la prevenzione Martedi 25 Maggio 2010 - Dal territorio Oggi e domani è in corso di svolgimento, due giorni di formazione ai quali prenderanno parte i volontari coordinati da Nicola Paccone e Pietro Palermo. Come ha spiegato il coordinatore Nicola Paccone: "Si avvicina l'estate e come tutti sanno gli incendi rappresentano una delle emergenze più gravi che possono colpire un territorio nella stagione calda. E' importante perciò essere pronti e preparati ad affrontare con competenza la situazione. In questo corso ci verranno illustrate le tecniche di primo intervento, l'uso degli estintori e, soprattutto, la prevenzione. Saremo così in grado di intervenire tempestivamente in ogni situazione dove essere richiesta la nostra presenza". La Protezione Civile di San Marco, completamente riorganizzata all'indomani dell'insediamento del sindaco Gabriele Zitiello, sta prestando molta attenzione per la formazione dei suoi componenti, soprattutto per quanto inerente alle emergenze e al primo soccorso. Il Nucleo cittadino conta ormai diverse decine di volontari ed è sempre ordinatamente presente nelle manifestazioni istituzionali, culturali e sportive, all'uscita delle scuole e ogni qualvolta c'è bisogno di garantire sicurezza. Presto sarà anche presentato il nuovo Piano comunale di Protezione civile. (red.) Argomento: NORD Pag. 21 Data: 25-05-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Convegno 'in soccorso ai soccorritori' Incontro sulla psicologia dell'emergenza rivolto alla Protezione Civile veneta Martedi 25 Maggio 2010 - Dal territorio Si svolgerà il prossimo 29 Maggio a Sedico (Bl), il convegno "In soccorso ai Soccorritori", rivolto al mondo dei volontari e delle Associazioni di Protezione Civile delle Province venete. L'intento dell'incontro è di informare e sensibilizzare le organizzazioni, pubbliche e di volontariato, che si occupano di interventi di soccorso in contesto di emergenza, sulla possibilità di prevenire le gravi conseguenze dell'impatto psico-sociale delle catastrofi, sia per la comunità vittima dell'evento, sia per i soccorritori, spesso a loro volta vittime dell'evento traumatico. La speranza è che la psicologia dell'emergenza , già avviata con successo dalla Protezione Civile nazionale ed in alcuni contesti Regionali - in collaborazione con l'Associazione Nazionale Psicologi per i Popoli - si consolidi anche nel Veneto. (red.) Argomento: NORD Pag. 22 Data: 25-05-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Provincia di Cagliari: corso di Protezione Civile si tratterà di rischio sismico, vulcanico e industriale e di attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell' emergenza Martedi 25 Maggio 2010 - Dal territorio Si concluderà sabato a Sinnai (Ca) il corso di formazione di protezione civile organizzato dai volontari del Masise nella sede della ex Comunità montana. Vi parteciperanno i relatori che hanno formato i 40 volontari che si sono impegnati nel soccorso primario, nell'antincendio rurale e boschivo, nel soccorso Idraulico e Idrobiologico, nella ricerca di dispersi, nel management dei campi e nella psicologia dell' emergenza. Il programma verrà concluso, con le relazioni sui rischi sismico, vulcanico e industriale e nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell' emergenza, con la compilazione di un test e dimostrazioni pratiche finali. Nel pomeriggio di sabato si terranno le prove sul campo. Il presidente Luciano Bernardi spiega: "L' obiettivo del Masise è quello di formare nuovi volontari e di concorrere nell' educazione generale del cittadino all' amore dell' ambiente ed alla solidarietà verso chi, per qualsiasi ragione si trovi in pressanti difficoltà" (red.) Argomento: NORD Pag. 23 Data: Il Giornale della Protezione Civile.it 25-05-2010 Salerno: si costituisce l'albo provinciale delle associazioni Il progetto presentato questa mattina sarà divulgato via web Martedi 25 Maggio 2010 - Dal territorio E' stato presentato questa mattina, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino a Salerno, nel corso di una conferenza stampa, dalla Protezione Civile della Provincia di Salerno, il progetto relativo alla costituzione di un "Albo provinciale delle Associazioni" e del "regolamento per la concessione contributi", per garantire una più corretta gestione delle emergenze ed assicurare una costante attività sul territorio nella prevenzione dei rischi. L'Assessore alla Protezione Civile, Giovanni Romano, il Dirigente di settore, Domenico Ranesi ed il responsabile, Francesco Guida, hanno illustrato gli aspetti salienti del progetto, che sarà interamente divulgato attraverso una comunicazione via web. Le Associazioni potranno aderire alle iniziative tramite il portale della Provincia, attraverso un link. Come ha sottolineato l'assessore Romano" L'obiettivo è quello di realizzare attività di informazione e formazione, per garantire il miglioramento della complessa organizzazione della macchina della Protezione Civile in casi di emergenza, garantendo, così, ai Comuni di operare in sinergia con la struttura provinciale. Si tratta di iniziative finalizzate ad assicurare una costante attività di controllo sul territorio, attraverso il potenziamento della fitta rete di strutture di volontariato presenti, che, sovente, sono impossibilitate ad offrire il proprio contributo per l'assenza di risorse ed attrezzature". (red.) Argomento: NORD Pag. 24 Data: 25-05-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Rischio idrogeologico: un lago di 500 km quadrati poteva crearsi nel territorio di Cremona L'Anbi stima per la sola Lombardia la necessità di 32 interventi per oltre 378 milioni di euro Martedi 25 Maggio 2010 - Dal territorio Il Consorzio di bonifica Navarolo di Casalmaggiore ha comunicato che, nel territorio di Cremona, si è rischiata la creazione di un lago di vaste dimensioni a causa degli eventi meteorologici eccezionali di questa primavera, che hanno causato molti allagamenti. Come segnala il Consorzio, la funzionalità del sistema degli impianti idrovori del cremonese è dipesa esclusivamente dalla regolarità del servizio elettrico, ma "in caso di sua sospensione, in assenza di gruppi elettrogeni d'emergenza, si sarebbe creato una lago di circa 500 chilometri quadrati. In dieci anni le autorità competenti non sono riuscite a reperire i 2 milioni e mezzo di euro necessari per finanziare una centrale d'emergenza, finalizzata a prevenire danni incalcolabili", comunica in una nota l'ente consortile. Nella regione, permangono alcune situazioni critiche dal punto di vista idraulico: i grandi laghi sono ben al di sopra delle altezze medie stagionali, e a Mantova, il Consorzio di bonifica ribadisce l'urgenza di finanziamenti "per un piano pluriennale di manutenzione del territorio per la sistemazione di frane e smottamenti, nonché per l'adeguamento di canali e argini per evitare la riduzione di funzionalità della rete idraulica". L'Anbi, l'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, in un comunicato sottolinea: "la violenza degli eventi meteorologici evidenzia la necessità di quel Piano straordinario per la riduzione del rischio idrogeologico, approntato dai Consorzi di bonifica con interventi immediatamente cantierabili, e che prevede, per la Lombardia, 32 progetti per un importo complessivo di 378.750.000 euro. (red.) Argomento: NORD Pag. 25 Data: 25-05-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it "Inspired by Iceland", l'Islanda spiega il vulcano Tour europeo organizzato dall'Ente del turismo islandese per presentare gli effetti delle ceneri (e salvare il turimo) Articoli correlati Lunedi 10 Maggio 2010 Islanda, il vulcano aumenta l'attività. Qualche disagio per i voli di oggi Giovedi 6 Maggio 2010 La nube del vulcano islandese continua a tenere in scacco i cieli europei tutti gli articoli » Martedi 25 Maggio 2010 - Attualità Molto è stato detto e scritto negli ultimi mesi sull'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, che con le sue ceneri ha colpito i cieli europei e messo in crisi il traffico aereo di tutto il mondo. Per mettere ordine nella percezione dell'eruzione e dell'Islanda in generale, l'Ente del Turismo promuove in questi giorni un roadshow europeo, di cui l'Italia è stata ieri la prima tappa, durante il quale l'Ambasciatore d'Islanda H.E. Mr. Thorir Ibsen, il geologo Dr. Ari Trausti Gudmundsson e il Direttore Europeo dell'Iceland Tourism Board Davíð Jóhannsson presentano i diversi effetti dell'evento vulcanico. Il roadshow nasce all'insegna di una buona notizia: il vulcano ha infatti da poco interrotto la sua attività. L'eruzione, che ha coinvolto una poco popolata area di 250/300 km2 su un territorio nazionale di 103.000 km2, non ha danneggiato fortunatamente nessuna infrastruttura durante questi mesi e l'Islanda è perciò più pronta che mai ad accogliere i turisti che vorranno visitarla nei prossimi mesi. Isola quasi interamente di origine vulcanica, l'Islanda è attraversati da veri e propri "sistemi vulcanici" su cui di aprono 41 coni principali. Tutti sono attentamente monitorati e un'eruzione dei vulcani maggiori, come il "vulcano gemello" Katla, nel breve periodo è considerata alquanto improbabile. Non esistono infatti eruzioni che non siano accompagnate da attività preliminari che permettono, in un'isola dove la protezione civile è allertata ed organizzata ai massimi livelli, di gestire le emergenze senza problemi per popolazione e turisti. (red) Argomento: NORD Pag. 26 Data: 26-05-2010 Giornale di Brescia Niente riduzioni per Bertolaso Edizione: 26/05/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Niente riduzioni per Bertolaso Il Cdm non esamina le misure per ristrutturare la Protezione Civile ROMAUna decisione «politica», per garantire il proseguimento della «mission» della Protezione Civile che, altrimenti, sarebbe stata stravolta: il cambio di rotta del governo sulle norme che avrebbero dovuto riorganizzare il Dipartimento di Bertolaso - previste nelle bozze della manovra circolate in questi giorni ma mai entrate in Cdm - nasce da questa considerazione. Saltano dunque i provvedimenti che avrebbero ridotto i poteri d'intervento in caso di emergenze e grandi eventi. Da via Ulpiano si limitano a sottolineare che la decisione è stata presa in un clima di «grande condivisione» all'interno del Governo. Una decisione, presa dunque «a livello politico», anche perché i provvedimenti messi nero su bianco nelle bozze circolate fino a ieri mattina, mettevano seriamente in discussione non solo il ruolo ma soprattutto i poteri del Dipartimento di Bertolaso. Innanzitutto si prevedeva che le ordinanze di Protezione civile con cui viene dichiarato lo stato d'emergenza dovessero essere «emanate di concerto con il ministero dell'Economia» ed inoltre si affermava che le calamità naturali e le catastrofi avrebbero dovuto essere fronteggiate con «mezzi e poteri straordinari» solo se si determinano «situazioni di grave rischio per l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente». Veniva inoltre tolta al Dipartimento - e questo era sicuramente il nodo politico più importante - la gestione dei grandi eventi, mentre le spese per le emergenze venivano sottoposte al controllo «preventivo» della Corte dei Conti. Quanto alle deroghe sugli appalti, solo in caso di «assoluta eccezionalità dell'emergenza», le ordinanze potevano autorizzare «soltanto per periodi di tempo prestabiliti», l'affidamento con «esperimento di gara informale a cui sono invitati almeno 5 operatori economici». Ma di tutto questo, in Consiglio dei ministri, non è arrivato nulla. Argomento: NORD Pag. 27 Data: 26-05-2010 Giornale di Brescia Sabina Guzzanti stasera a Brescia per Draquila Edizione: 26/05/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:spettacoli Ciak si legge Sabina Guzzanti stasera a Brescia per «Draquila» Sabina Guzzanti in città, questa sera alla Oz di via Sorbanella, per presentare alle 20.30 il suo film «Draquila», eccezionalmente in programmazione alla multisala (è in cartellone al Metropol di via Galilei). La regista incontrerà il pubblico e risponderà alle domande sulla pellicola che, selezionata fuori concorso al Festival di Cannes appena concluso, ha conquistato il favore del pubblico e scatenato polemiche politiche. In particolare, proprio a causa del documentario sul dopo-terremoto in Abruzzo, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si era rifiutato di presenziare alla cerimonia di inaugurazione del Festival. «Ho fatto pubblicità involontaria al film? Si vedrà al botteghino» aveva commentato il ministro. E il pubblico ha dato ragione alla Guzzanti. Attualmente il film è al settimo posto al botteghino con 160mila euro di incassi lo scorso weekend (1 milione 200mila totali) ed è in lizza per il Miglior documentario ai Nastri d'Argento. Nel film, Sabina Guzzanti in versione «Michael Moore all'italiana» racconta il mancato avvio della ricostruzione dopo il terremoto all'Aquila, addentrandosi nel centro storico abbandonato della città, incontrando gli abitanti delle tendopoli, dando voce agli scontenti ma anche a chi è soddisfatto di come è stata affrontata l'emergenza, sottolineando - questo l'assunto del film - come il terremoto sia servito al Governo per gestire la ricostruzione al di fuori di ogni controllo. Domani «Sex and the City 2» Sempre alla Oz di via Sorbanella, domani alle 22.30 in anteprima si proietta «Sex and the City 2» di Michael Patrick King, con Sarah Jessica Parker, Kim Cattral, Kristin Davis e Cynthia Nixon. Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte sono tornate a New York minacciata dalla crisi economica. Argomento: NORD Pag. 28 Data: Il Giornale di Vicenza 26-05-2010 Estratto da pagina: 32 Penne nere a piedi fino a Bergamo 190 km in 6 giorni Giornale di Vicenza, Il "" Data: 26/05/2010 Indietro IMPRESE. Sezione di Valdagno in prima linea Penne nere a piedi fino a Bergamo 190 km in 6 giorni Pernottamento garantito ad ogni tappa dagli alpini di gruppi locali Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA, e-mail print I sette alpini “podisti” hanno marciato per 30 chilometri al giorno. L.C. Sette alpini della sezione di Valdagno, appartenenti ai gruppi di Cornedo, Novale e S. Quirico, hanno raggiunto Bergamo dopo una marcia di circa 190 km, compiuta in sei giorni. Hanno camminato per 48 ore, attraversando l'Altopiano dei Lessini. E tutto questo, per partecipare all'adunata nazionale a Bergamo. L'altra sera, il bilancio dell'avventura. I “magnifici sette" si sono ritrovati a Valdagno all'alba, quando ancora stava piovendo e, caricati i bagagli nel furgone della Protezione civile sezionale condotto dal vicepresidente Franco Rasia aiutato da Toni Pozza di Recoaro, hanno iniziato la lunga marcia che li avrebbe portati a raggiungere la sede dell'83° adunata nazionale. L'impegnativo itinerario era stato scelto da Lorenzo Chiarello e Ivano Vencato e verificato preventivamente con sopralluoghi assieme a Damiano Menti. A loro si sono aggiunti Lucio Caliari, Gianni Facchin, Bruno Preto e Claudio Gattera. «Mediamente - ha raccontato Lorenzo Chiarello, nel corso del resoconto dell'iniziativa - la comitiva ha percorso più di 30 km al giorno. Pernottamento garantito ad ogni tappa, dagli alpini locali».L.C. Argomento: NORD Pag. 29 Data: 26-05-2010 Il Giornale di Vicenza Estratto da pagina: 31 Bilancio approvato L'ex scuola diventa area polifunzionale Giornale di Vicenza, Il "" Data: 26/05/2010 Indietro GRUMOLO. Pareggio fissato a oltre 5 milioni Bilancio approvato L'ex scuola diventa area polifunzionale La tassa sui rifiuti ridotta del 20% per chi ospita persone disabili Mercoledì 26 Maggio 2010 PROVINCIA, e-mail print L'ingresso del municipio È stato approvato il bilancio di previsione 2010 grazie al voto della maggioranza. Per l'anno in corso non c'è alcun aumento di aliquote e tariffe dei principali tributi comunali, ma una riduzione della Tarsu del 20% per i nuclei famigliari che ospitano persone disabili. Il bilancio 2010 pareggia fra entrata e spesa con 5 milioni 350 mila euro. Tra gli investimenti sono da segnalare l'adeguamento dell'ex Scuola Sarmego che verrà trasformata in una struttura polifunzionale. Si tratta di un investimento di 760 mila euro. Da ricordare anche l' ampliamento del cimitero di Sarmego (270mila euro) e di quello di Grumolo (350 mila euro) e la messa in sicurezza di via Camisana e via Roma oltre all'acquisto di alcuni mezzi per la protezione civile (110 mila euro). La realizzazione di queste opere sarà possibile anche grazie ai contributi regionali concessi (oltre 800 mila) e ai contributi della Provincia. Una parte dei costi sarà coperta anche da mutui (55% della spesa). Per quanto riguarda le spese correnti il conto è di 2 milioni 636 mila pari al 49,27% sul totale, mentre le spese per investimenti sono 2 milioni 34 mila pari al 38,02% sul totale. Il Bilancio e la relazione programmatica sono stati approvati con il voto della maggioranza, mentre le minoranze si sono astenute e tre voti contrari. Il consiglio è proseguito con l'approvazione di una variante urbanistica, del patto dei sindaci per il contenimento del consumo energetico piano europeo 20-20-20 e l'adesione alla conferenza dei sindaci sull'alta velocità. MAT.MARC. Argomento: NORD Pag. 30 Data: 26-05-2010 Il Giorno (Como) Diserta la festa della Protezione civile L'assessore provinciale rimprovera il sindaco LAGO E VALLI pag. 6 COLICO SECONDO FRANCO DE POI IL COMPORTAMENTO È IRRISPETTOSO COLICO «ANCORA una volta, domenica scorsa in occasione della presentazione dei mezzi della Protezione civile di Colico, si è ripetuta una spiacevole situazione: nessun rappresentante dell'Amministrazione comunale di Colico si è presentato alla cerimonia. Scena già vista in occasione della cena dei volontari di Protezione civile e in altri appuntamenti». L'assessore alla Protezione civile provinciale Franco De Poi manifesta profondo rammarico e afferma: «NON VOGLIO fare polemica, ma mi sento in dovere di esprimere il malessere e la delusione dei volontari in questi momenti. La presenza delle Istituzioni è doverosa perché è il modo in cui facciamo sentire la nostra gratitudine ai volontari. Lo dico, prima che da Assessore provinciale, da volontario. Mi rivolgo prima di tutto al sindaco Alfonso Curtoni, poi al vice sindaco Milo Crespi e agli altri assessori della Giunta di Colico, nel chiedere se comprendono l'importanza che i volontari hanno per la nostra comunità». De Poi valorizza il ruolo dei volontari e spiega: «In particolare gli uomini e le donne della Protezione civile sono quelli che quando il Comune, il Paese, le Istituzioni e la gente sono nei guai corrono per aiutare. Sono quelli che nei momenti peggiori si mettono a lavorare per far uscire tutti dall'emergenza. PROPRIO per questo le Istituzioni, e in questo caso l'amministrazione comunale, hanno il dovere e l'obbligo morale di partecipare alle cerimonie che servono soprattutto per dire grazie per quello che avete fatto in passato e per quello che farete la prossima volta che il paese sarà allagato o ci saranno altre emergenze». Infine l'assessore provinciale chiede spiegazioni agli amministratori colichesi: «Tra sindaco e assessori di Colico è mai possibile che non ci sia qualcuno che ha un'ora di tempo per venire a dire grazie a chi sacrifica giorni per la comunità? Credo che questo comportamento sia irrispettoso verso chi fa tanto per il paese, persone a cui dobbiamo dare le risorse per operare, ma anche la solidarietà e la gratitudine». Argomento: NORD Pag. 31 Data: 26-05-2010 Il Giorno (Como) Esperti studiano la frana LAGO E VALLI pag. 6 A Bindo il sopralluogo di geologi provenienti da tutto il mondo CORTENOVA di STEFANO CASSINELLI CORTENOVA UNA VISITA turistico-scientifica alle frane di Bindo e del Rossiga a Cortenova. Questo quello che ieri pomeriggio una trentina tra geologi e soprattutto ingegneri idraulici provenienti da diversi paesi del mondo hanno fatto. In occasione della terza conferenza internazionale «Debris flow», che si occupa di frane, in corso a Milano, una parte dei partecipanti hanno preso parte al sopralluogo organizzato dal Politecnico di Milano e dalla Regione Lombardia con la collaborazione della Provincia di Lecco. Ingegneri provenienti da Giappone, Corea del Sud, India, Inghilterra, Australia, Canada e India, oltre che alcuni italiani, hanno raggiunto la Valsassina per vedere gli effetti della grande frana del 2002, osservare gli interventi di messa in sicurezza realizzati e i ripristini ambientali. I TECNICI hanno seguito con attenzione l'introduzione del geologo Andrea Zaccone, responsabile del settore prevenzione del compartimento di Protezione civile della Regione Lombardia. Il convegno milanese e la visita turistico-scientifica sulla frana di Cortenova rientrano nel progetto di una università inglese con il Politecnico di Milano. «Questo convegno ha spiegato Zaccone - è centrato principalmente sullo studio delle colate detritiche, quindi in questo caso è risultata particolarmente interessante la frana del Rossiga che rientra perfettamente in questo contesto. Durante il sopralluogo abbiamo analizzato anche la frana di Bindo». Molte le domande dei tecnici stranieri relative anche alle modalità di evacuazione e alla dinamica della caduta della frana che ha stravolto la morfologia del territorio oltre che distruggere molti edifici. «TRA GLI ARGOMENTI oggetto della visita sul posto - sottolinea il geologo della Regione Lombardia l'analisi della frana e gli effetti della caduta, le opere di mitigazione che sono state realizzate in questi otto anni, le verifiche sullo stato attuale del fronte con i sistemi di monitoraggio e di preallarme utilizzati. Mentre sulla frana del Rossiga ci si è concentrati principalmente sulla meccanica della colata detritica perchè la zona offre la possibilità di studiare il fenomeno in modo molto approfondito». I tecnici stranieri hanno apprezzato la giornata in Valsassina da un punto di vista naturalistico, ma hanno dedicato tantissima attenzione alle soluzioni adottate dagli ingegneri italiani per risolvere i problemi connessi all'enorme frana. Argomento: NORD Pag. 32 Data: 26-05-2010 Il Giorno (Legnano) di FABRIZIO VALENTI «VOGLIAMO continuare ad essere il fiore all'occh.. . MAGENTA pag. 7 di FABRIZIO VALENTI «VOGLIAMO continuare ad essere il fiore all'occhiello di questa città come usa dire il nostro sindaco. Ma per far questo abbiamo bisogno di tutti voi. Il mio primo grazie perciò vai ai volontari sempre presenti e pronti a partire». Le parole del coordinatore Vincenzo Durante sono state il vero tratto di continuità di una giornata di festa. Una giornata in cui l'Amministrazione comunale ha consegnato ai 38 volontari la nuova sede di via Boccaccio. Ma una giornata anche per celebrare al meglio i dieci anni di vita dell'Associazione e per ricordarne i momenti più salienti. ORA SI GUARDA avanti con fiducia ed entusiasmo. Anche grazie ad una nuova casa' certamente più moderna e, soprattutto, in linea con le esigenze del gruppo. Tanta gente e tante le autorità intervenute sabato scorso. Dal vicepresidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna, all'assessore provinciale alla Protezione civile Stefano Bolognini con il consigliere provinciale Simone Gelli. E poi per l'Amministrazione il sindaco Luca Del Gobbo insieme all'assessore alla partita Tino Viglio. L'accompagnamento della Banda Civica ha allietato la mattinata. Ma imponente è stata la partecipazione anche da parte del mondo dell'associazionismo: con la Croce Bianca con il suo presidente Franco Lombardi, i Carabinieri in congedo, i Vigili del Fuoco, l'Avis, l'Associazione Soccorritori, il Raul Dog Center con il quale spesso i Volontari della Pro.Civ di Magenta collaborano. E poi la polizia locale con il comandante Claudio Vegetti e il luogotenente maresciallo Francesco Caputo Comandante della locale stazione per l'Arma dei Carabinieri. C'erano poi i fautori dell'opera: l'ingegner Giovanni Biolzi per il Comune e l'architetto Flavio Cislaghi per la parte progettuale. A prendere la parola per primo è stato il coordinatore Durante che, come detto, ha tratteggiato l'esperienza di questo decennio. «IN PRIMO luogo ha detto vogliamo dire un grazie a Renato Confalonieri, il nostro storico presidente fino al 2005, è lui che ci ha indirizzato su questa strada. Senza di lui non sarebbe stato possibile avviare questo cammino intrapreso sul finire del'99 e reso operativo dal 2000». Quindi, un rimando a quanto fatto fin qui, citando la significativa presenza in Abruzzo al campo di Monticello, le suggestive esercitazioni a livello provinciale e poi, ancora, scavando un po' più indietro l'intervento per l'esondazione del Ticino a Bernate nel 2000. Per chiudere con la partecipazione alle operazioni per la rimozione di ordini bellici della seconda guerra mondiale a Ponte Nuovo. «Siamo e vogliamo continuare ad essere il fiore all'occhiello della nostra città», ha terminato Durante. Al parroco don Mario Magnaghi il compito di benedire la nuova e accogliente sede. La parola è poi passata alle autorità politiche. Gli interventi sono andati tutti nella medesima direzione. Argomento: NORD Pag. 33 Data: 26-05-2010 Il Giorno (Legnano) Una giornata di fuoco: due incendi in poche ore LEGNANESE CASTANESE pag. 6 Quello di Magnago scaturito da una termocoperta di ALESSIO BELLERI TURBIGO MOMENTI di panico ieri a Turbigo e Magnago. Due incendi, scoppiati tra la mattina ed il pomeriggio, hanno richiesto l'intervento dei vigili del fuoco volontari del distaccamento di Inveruno e di quelli permanenti di Legnano, oltre ai mezzi del 118 e delle forze dell'ordine. Il primo episodio, poco prima delle 9, a Turbigo. A prendere fuoco è stato un rustico, situato nel cortile sul retro di un'abitazione di via Lombardia, in una zona periferica della cittadina del Castanese, dove, in quel momento, si trovava un'anziana donna. Sul posto, in pochi minuti, sono arrivati tre mezzi dei pompieri di Inveruno e Legnano ed una pattuglia della Polizia locale del comando cittadino. Mentre gli agenti hanno provveduto a bloccare il tratto di strada, i vigili del fuoco si sono messi al lavoro per domare le fiamme e circoscrivere il rogo, tenendo monitorata l'intera zona. Nel primo pomeriggio, poi, la seconda richiesta di intervento alla centrale operativa 115. Questa volta a Magnago, in via Einaudi, per un incendio in un'abitazione. AD ACCORGERSI del fumo, che fuoriusciva dal primo piano della casa, è stato un agente della Polizia locale del comando magnaghese, che si trovava a passare in motocicletta nella zona durante un normale servizio di pattugliamento. Ha visto prima le fiamme, quindi ha sentito la padrona di casa, una pensionata, chiedere aiuto. Immediata è partita la richiesta di soccorso ai vigili del fuoco, che si sono prontamente attivati dalle caserme di Legnano e Inveruno, così come anche al 118, che ha inviato sul posto un'ambulanza della croce azzurra di Buscate. Bloccata la zona, grazie all'ausilio dei "ghisa" e della protezione civile locale, i pompieri hanno raggiunto il primo piano dell'abitazione, mettendosi in moto per domare le fiamme e liberare le stanze dall'ingente fumo che si era generato, prima di dare avvio alle verifiche del caso.Una delle ipotesi al vaglio è che il roga possa essere stato scatenato da una termocoperta lasciata incautamente accesa. Argomento: NORD Pag. 34 Data: 26-05-2010 Il Giorno (Milano) Visita nella città del post terremoto con la pila costituzionale, i dubbi dei «salvati... CINEMA MILANO pag. 34 Visita nella città del post terremoto con la pila costituzionale, i dubbi dei «salvati», le carte delle inchieste sui salvatori. E l'orrenda risata degli squali... La fiducia dei sopravvissuti, il disorientamento del «decentramento abitativo», gratitudine e ribellione, la logica dei poteri, il successo mediatico di Protezione Civile e G8. Vengono fuori gli ambigui regolamenti di clausura dei campi, le potenzialità di ristrutturazioni, la voglia di tornare a essere una comunità che ha storia, coraggio, futuro. La Guzzanti tempera la satira aggressiva e fa il suo resoconto, bilanciando la cinepresa tra giornalismo d'inchiesta e documentazione dei paradossi. Argomento: NORD Pag. 35 Data: Il Giorno (Milano) 26-05-2010 «Non erano i patti» Silvio fa buon viso ma è lite con Giulio PRIMO PIANO pag. 5 TORNA L'INCUBO DELLA ROTTURA DA MONTECITORIO filtra voce che ha rischiato persino di saltare il Consiglio dei ministri. Sì, perché Berlusconi proprio non avrebbe voluto accettare certe misure: «Non erano questi i patti». La discussione con Tremonti a metà pomeriggio presente Gianni Letta che pure aveva cercato di preparare il terreno ha avuto toni, a tratti, assai accesi: sulla falsariga delle riunioni del titolare dell'Economia con i colleghi di governo... Per l'ennesima volta, a far scoccare la scintilla, la soglia della tracciabilità dei pagamenti. Tremonti ha insistito sulla necessità di introdurre un limite più basso per le retribuzioni in contanti ai liberi professionisti per avere un gettito cospicuo. Il Cavaliere ha replicato di no: sono misure alla Visco e io in campagna elettorale mi sono sempre scagliato contro lo Stato di Polizia. Sono un imprenditore, so di cosa parlo. Una ciliegia tira l'altra: ecco altri battibecchi sul condono, la riorganizzazione della protezione civile per arrivare ai tagli alle forze dell'ordine e alla pubblica amministrazione: «Stiamo perdendo consensi si era lamentato qualche ora prima con gli intimi Io sto rivivendo l'incubo del 2004 (quando lo scontro Fini-Tremonti portò alle dimissioni di quest'ultimo, ndr)». LA NOTIZIA della lite è piombata sul Palazzo in attesa come un macigno: girandola di voci impazzite. Tutti a cercar di capire quanto fossero reali e profonde le tensioni fra il premier e il «caro Giulio». Con il presidente della Camera diviso fra cautela e scetticismo, a consigliare prudenza: «Vediamo quello che arriva in Parlamento». La fine è nota: il Cdm è iniziato con più di un'ora di ritardo e si è concluso con il varo del provvedimento fiscale. Lì il premier ha fatto buon viso a cattivo gioco illustrando una « manovra europea che taglia le spese, colpisce l'evasione fiscale e non aumenta le tasse». Ai ministri che manifestavano la loro perplessità ha replicato di temere l'impatto sull'opinione pubblica, ma ha chiesto loro di sostenerla, spiegando che non costerà ai cittadini. Detto fatto? Fino a un certo punto: la conferenza stampa Tremonti-Berlusconi è slittata a oggi. Salvo sorprese. Ufficialmente, perché era in programma una cena con Bossi, i vertici leghisti e il ministro dell'economia (poco gradita agli ex An). Ufficiosamente perché il Cavaliere confidava nel summit per sciogliere gli ultimi nodi. E a notte fonde, proprio il Senatur s'è ripreso la scena. A notte fonda, uscendo dalla cena a Palazzo Grazioli, Bossi ha chiosato: «Silvio e Tremonti? Non c'è nessuna tensione quando ci sono io». E poi: «Di questa manovra sono molto soddisfatto». Argomento: NORD Pag. 36 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto Estratto da pagina: 12 serata di solidarietà per i bambini di haiti - Udine Grazie alla Protezione civile raccolti 1.700 euro per l'attività di suor Anna D'Angela Ruda RUDA. La serata organizzata dal gruppo comunale di protezione civile di Ruda con gli altri nuclei del Distretto della destra Torre e ospitata dal ricreatorio “don Valeriano Lepre” ha riscosso un ottimo successo di pubblico e anche un ottimo risultato economico, dal momento che sono stati raccolti ben 1700 euro interamente devoluti al il progetto “Un muro per Suor Anna”. «Una cifra non da poco - commentano gli organizzatori – soprattutto considerando i pochi giorni a disposizione per l'organizzazione». Dopo i saluti del sindaco di Ruda Palmina Mian e quelli del coordinatore del distretto Francesco Bearzotti ha preso la parola Giorgio Visintini, funzionario della Protezione civile regionale. Sono stati proiettate numerose diapositive sulle devastazioni del terremoto, sull'intervento dei tecnici e dei volontari regionali, e sulla situazione della popolazione già alle prese con il più alto tasso di povertà delle Americhe. A prendere la parola è stata poi Suor Anna D'Angela, la suora friulana che da oltre 50 anni si prende cura dei bambini di strada di Haiti. La religiosa ha espresso fra le tante necessità l'urgenza di ricostruire il muro di cinta dell'istituto a protezione dell'attività e degli ospiti dello stesso. Per aiutarla la Protezione civile della regione ha avviato una raccolta di fondi fra i gruppi comunali di protezione civile per sostenere questo progetto, che, assieme a quelli di “Pane Condiviso Onlus” di Pasian di Prato. Una serata molto coinvolgente anche grazie alle tantissime domande poste dal pubblico formato da volontari e da cittadini. In conclusione è stata estratta una lotteria con tantissimi premi donati da aziende agricole e commerciali del territorio, oltre che da privati. Gessica Mattalone ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 37 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto frana, chiesto l'intervento della protezione civile In una nota sottolineata la drammaticità della situazione che si è venuta a creare a San Mauro: «Qui qualcuno rischia la pelle» «Necessaria un'azione risolutiva» Il consigliere regionale Gabrovec (Ssk): il Comune faccia pressione sull'assessore Riccardi L'APPELLO È il Comune di Gorizia che deve fare pressione sulla Regione per ottenere l'intervento della Protezione civile a San Mauro, in località Villa Vasi, dove si è verificata la frana che il 21 aprile scorso ha portato all'evacuazione di una casa. È quanto sostiene il consigliere regionale della Ssk Igor Gabrovec, che nei mesi scorsi ha effettuato un sopralluogo sul posto, per poi consegnare la documentazione raccolta al consigliere regionale competente, Riccardo Riccardi. In una nota Gabrovec rimarca la drammaticità della situazione che si è venuta a creare a San Mauro: «Non è da dimenticare che in questa vicenda c'è qualcuno che rischia la pelle, che c'è un paio di abitazioni, una delle quali costruita solo pochi anni fa, de facto ormai inagibili e che c'è una strada pubblica che percorre una frana “in itinere”. I proprietari dei terreni minacciati hanno già da mesi, forti anche di una propria perizia geologica, posto l'indice sul problema dell'acqua che sembra sgorgare da ogni buco». Vista la continua presenza di acqua, secondo il consigliere della Ssk è presumibile che la causa della frana sia una perdita dell'acquedotto: «Ci si chiede da dove può provenire improvvisamente una così alta concentrazione d'acqua se non da una falla nelle condutture dell'acquedotto che sovrasta l'area interessata. Ci si chiede quindi dov'è il soggetto che dovrebbe rendersi per primo partecipe nella ricerca di una rapida soluzione del problema, per non parlare dell'iter di risarcimento dei cittadini colpiti. Che va avviato con la massima sollecitudine». Gabrovec infine sollecita il Comune a farsi sentire in Regione, affinché sia preso un provvedimento risolutivo, chiamando appunto in causa la Protezione civile: «L'amministrazione comunale si faccia portavoce del problema nei confronti della Regione, che può intervenire attraverso il coinvolgimento della Protezione civile in tempi utili a salvare il salvabile, o almeno prima che si arrivi a una situazione irreversibile. L'assessore Riccardi ha ricevuto da me già oltre un mese fa tutta la documentazione. Manca solo la pressione del sindaco Romoli». Francesca Santoro Argomento: NORD Pag. 38 Data: Il Messaggero Veneto 26-05-2010 Estratto da pagina: 7 isonzo più sicuro: sollecitato un intervento nella zona sud - Gorizia GRADISCA. Un nuovo finanziamento da parte della Protezione civile regionale come soluzione preferenziale ma, in alternativa, anche una convenzione pubblico-privato, stipulabile a costo zero dal Comune. Non ci sono solo la località Saleti e l'ampia area golenale di via Lungo Isonzo tra i punti cardine del piano di sicurezza del fiume Isonzo per l'amministrazione gradiscana, pronta a ricordare come sia «logico e doveroso pensare anche all'area golenale più a sud del corso fluviale – ha ricordato l'assessore ai lavori pubblici e alla Protezione civile, Enea Giuliani –, quella ai confini con Villesse e che interessa direttamente una zona ad alta densità abitativa come il borgo Basiol. Non che in questa zona il livello di rischio di esondazioni sia paragonabile a quello del Saleti e di via Lungo Isonzo, sia chiaro, ma nell'ottica di una messa in sicurezza generale delle aree arginali gradiscane non si può non tenerne conto e sicuramente prevenire è meglio che curare». Un intervento di ottimizzazione dunque, in integrazione a quelli già eseguiti e a quelli in corso di svolgimento, da parte della Protezione civile regionale nell'area più a monte del corso fluviale e a copertura del quale il Comune ha già avanzato una nuova richiesta. «Abbiamo cercato di sensibilizzare la Protezione civile regionale affinché operi in maniera preventiva anche nella zona sud del corso dell'Isonzo, sempre relativamente al territorio comunale. Si tratta di opere più “leggere”, prevalentemente di pulizia e sgombero di materiali – ha concluso Giuliani –. Consapevoli, tuttavia, che le risorse mancano proporremo alla Regione la possibilità di stipulare una convenzione specifica con qualche soggetto privato, a costo zero per le istituzioni. Individuare, insomma, un soggetto interessato al materiale di scarto prodotto da un eventuale intervento di pulizia e disboscamento, da concordare con la guardia forestale e non con il Comune, dell'area arginale, che esegua lui tali lavori e provveda anche ad asportare i materiali. Una convenzione, oltretutto, diluita in più anni, al fine di garantire una manutenzione dell'area arginale costante: condizione basilare per ottenere risultati concreti visto che una pulizia ogni tanto non produce benefici. Come Comune avanzeremo a breve una simile proposta alla Regione». (ma.ce.) Argomento: NORD Pag. 39 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto la giunta michelin al debutto Varmo. Il primo consiglio comunale è convocato per martedì 1° giugno quando saranno annunciate le linee programmatiche Ne faranno parte Gianni Ferro, Angelo Spagnol e Romina Venier, Teghil sarà capogruppo di ALESSANDRA CESCHIA VARMO. Debutterà martedì prossimo in consiglio comunale la nuova giunta di Varmo: un tris di assessori che incarna la volontà di fondere esperienza e rinnovamento, come anticipato dal primo cittadino Sergio Michelin. Si tratta di Gianni Ferro, Angelo Spagnol e Romina Venier. Ad anticipare la composizione dell'esecutivo è lo stesso Michelin, presto sindaco a tempo pieno, che avocherà a sè le competenze relative a personale, protezione civile e servizi socio-assistenziali e politiche comunitarie, un settore quest'ultimo, spiega il nuovo primo cittadino, sul quale si intende puntare parecchio in quanto si pone alla base di progettualità che possono attingere a fondi europei. «Un altro fronte che vedrà impegnata l'amministrazione comunale – annuncia Michelin – sarà quello relativo alle sinergie con i comuni vicini, visto che, per questioni di efficienza dei servizi e di contenimento dei costi, dovremo proseguire verso l'unione dei servizi». Venendo alle competenze dei componenti della giunta, Gianni Ferro, imprenditore, riconfermato assessore, avrà le deleghe all'edilizia privata, alle attività produttive, sport e commercio, referati di cui si era già occupato nel precedente mandato. Un'altra conferma riguarda Angelo Spagnol, agente di commercio, tornerà a occuparsi di bilancio, patrimonio e pianificazione urbanistica, cui si aggiungeranno competenze in materia di agricoltura (nel precedente mandato si occupava anche di ambiente). La nuova entrata sarà Romina Venier, funzionario comunale con laurea in giurisprudenza, alla quale saranno affidati il settore della cultura, istruzione, turismo e ambiente. Stefano Teghil, geometra, libero professionista, già vicesindaco e attuale consigliere provinciale, sarà il capogruppo della maggioranza in consiglio. «Daremo alcune deleghe anche agli altri consiglieri, come Sara Chittaro, Michela De Candido e Igor Toffoli per utilizzare le varie competenze e coinvolgere l'intero gruppo» assicura il sindaco Sergio Michelin che martedì 1 giugno nella seduta delle 20.30 presenterà le linee programmatiche relative ad azioni e progetti da realizzare nel corso del mandato. L'argomento, assieme alle comunicazioni al consiglio comunale dei componenti della giunta, figura al terzo posto dell'ordine del giorno dell'assemblea. Gli altri argomenti in discussione sono l'esame della condizione degli eletti, il giuramento del sindaco, ma anche, come spiega Michelin, l'elezione dei componenti della commissione elettorale comunale e la nomina della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari nelle Corti di Assise e nelle Corti d'Assise d'appello. A concludere l'ordine dei giorno l'indirizzo per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti presso enti, aziende ed istituzioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 40 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto Estratto da pagina: 12 aster del sile, parco auto potenziato - Pordenone In uso alla polizia locale un Land Rover Discovery superattrezzato Azzano Decimo AZZANO DECIMO. Il parco macchine dell'Aster del Sile, che comprende le polizie locali dei Comuni di Azzano Decimo, Chions, Pasiano, Prata, Pravisdomini, da qualche giorno può far conto su un nuovo veicolo. Si tratta di un fuoristrada Land Rover Discovery, attrezzato di tutto punto per far fronte alle situazioni più critiche. Il veicolo, di proprietà del Comune di Prata e in carico al parco macchine della polizia municipale di Azzano Decimo, comando capofila con al vertice il tenente Angelo Segatto, sarà utilizzato per servizi di controllo e pattugliamento in ambito rurale, nonché, in ausilio alla Protezione civile, in situazioni di calamità naturali, come esondazioni o nevicate eccezionali. Con impresse le insegne della polizia locale, il fuoristrada è dotato di tutto il materiale necessario per il pronto intervento e l'infortunistica stradale ed è munito di barra luminosa per segnalare situazioni di pericolo e di altoparlante per diffondere messaggi alla popolazione. In uso solo da qualche giorno, dispone, come accennato, anche dell'attrezzatura utile per rilevare incidenti stradali, dotazione sperimentata giusto poche ore dopo la consegna ufficiale delle chiavi per un sinistro successo sul territorio di competenza. Restando in tema di incidenti, è di un ferito lieve il bilancio dello scontro tra un'auto e una bicicletta rilevato ieri mattina dalla polizia locale di Prata. Successo poco prima delle 7 all'incrocio tra via della Chiesa e via Vittorio Emanuele II, a scontrarsi sono state l'Audi A4 condotta da G.F., 31 anni, di Pordenone, e la bicicletta in sella a cui viaggiava R.N., 44 anni, del paese. Portato in ambulanza all'ospedale di Pordenone, il ciclista ha riportato ferite giudicate non gravi. (ma.bos.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 41 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto sturam ha scelto la nuova giunta comunale Claut. Il sindaco ha anche attribuito incarichi a due consiglieri. Individuato il capogruppo di maggioranza CLAUT. Sono stati resi noti i nomi degli assessori che faranno parte dell'esecutivo di Claut, guidato dal sindaco Gionata Sturam. Vicesindaco è stato nominato Loreto Giordani, al quale sono stati affidati anche i referati ai lavori pubblici, ambiente, urbanistica, protezione civile, agricoltura e foreste. Insieme con lui è stata nominata Loretta Della Valentina, alla quale è stato dato l'incarico di assessore alle politiche sociali e famiglia e sanità, con delega di rappresentante del sindaco nell'ambito socio-assistenziale competente sul territorio. Altra donna nell'esecutivo è Cristina Martini, alla quale sono stati assegnati i referati a istruzione, cultura e bilancio. Quarto assessore è Gabriele Pilutti, responsabile per sport, associazionismo, innovazioni tecnologiche e grandi eventi. Inoltre, sono stati attribuiti incarichi anche a due consiglieri: a Valentino Lorenzi sono state assegnate le politiche giovanili, mentre ad Alessio Lorenzi le attività ricreative. Infine, il capogruppo di maggioranza è Gabriele Fabbro. «La nostra forza – ha commentato il primo cittadino – sta nel gruppo, che porta avanti in modo unitario gli stessi obiettivi, condivisi da tutti». Ancora non è stato convocato il consiglio comunale per la prima seduta, quella nella quale sono previsti gli atti burocratici di insediamento. L'assemblea dovrebbe riunirsi alla fine della prossima settimana. (l.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 42 Data: Il Messaggero Veneto 26-05-2010 Estratto da pagina: 3 tremonti e brunetta fischiati dai dipendenti di palazzo chigi - Attualità Il caso ROMA. Proteste, applausi ironici e bordate di fischi all'indirizzo dei ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta da parte dei lavoratori della presidenza del Consiglio che hanno contestato alcune delle misure previste dalla manovra economica del governo. I lavoratori di palazzo Chigi, subito dopo la fine dell'incontro tra il governo e le parti sociali che ha preceduto la riunione del Consiglio dei ministri, hanno aspettato i titolari dell'Economia e della Pubblica amministrazione nel cortile del palazzo e mentre le auto dei due ministri si muovevano per uscire dall'ingresso posteriore hanno fischiato sonoramente. I lavoratori della presidenza hanno inviato una delegazione dal sottosegretario Gianni Letta, contestando il taglio delle risorse e lo “spacchettamento” delle funzioni di alcuni uffici della presidenza stessa. Ad agitare i dipendenti anche i previsti tagli alle risorse destinate al personale: «I fondi destinati alla presidenza – ha spiegato una sindacalista ai cronisti – sono per il 66 per cento destinati alla Protezione civile e ai grandi eventi, per un 20 per cento a favore delle spese di carattere politico e solo il resto è destinato ai dipendenti. Non chiediamo di ottenere nulla di più, ma che almeno non venga ridotto quello che è previsto oggi». Argomento: NORD Pag. 43 Data: 26-05-2010 Il Messaggero Veneto pontebbana, colpe non mie Zoppola. Il sindaco replica alle accuse del comitato residenti lato sud «» ZOPPOLA. «E' troppo comodo scaricare su di me le responsabilità delle lacune di un progetto mal concepito a suo tempo dalla Provincia e peggio realizzato dall'Anas». Sono le parole del sindaco Angelo Masotti in risposta al “promemoria” sul progetto Pontebbana del comitato residenti lato sud, definito «lacunoso, tendenzioso e offensivo». Secondo il sindaco, non risulta che tutti gli abitanti fossero stati adeguatamente informati del progetto iniziale e, in due assemblee datate 2006, i residenti di Ponte Meduna e di via Cimpello e quasi la metà di quelli di via Vespucci si erano dichiarati contrari all'osso di cane. Fin dal 2004, inoltre, l'amministrazione «aveva contattato l'Anas provinciale per eliminare l'intero osso, in quanto ad alto impatto, costoso e pericoloso, essendo privo di marciapiedi e ciclabili e a rischio di esondazione, per sostituirlo con soluzioni meno costose e più sicure». Lo stralcio era poi stato prospettato come propedeutico all'eliminazione dell'intero osso, il quale «se rispondeva, male, alle esigenze di riconnessione di via Vespucci, trascurava quelle di Ponte Meduna e via Cimpello». Nel progetto alternativo, per Masotti, l'unico elemento definito è il mezzo osso in sopraelevata, la cui ubicazione «crea pericoli nel suo innesto con la viabilità ordinaria e, sul lato nord, danneggia alcune attività, oscurandole e sottraendo parcheggi, e rendendo necessaria l'apertura ex novo di una tortuosa strada per una miglior riconnessione di alcune abitazioni e attività di Fiume e Zoppola, le cui difficoltà non erano state rilevate prima». Insomma, Masotti avverte che «per non ricadere nell'ingenuità del 2000, si devono ponderare le soluzioni più efficaci, meno impattanti e costose». Se i cittadini potranno attraversare la strada in sicurezza, quindi, «lo dovranno anche alla mia ostinazione». Quanto al giudizio della commissione, sottolinea come non si tratti di un parere tecnico, bensì consultivo. (c.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 44 Data: 26-05-2010 La Nuova Venezia salta bimbinbici scoppia la polemica SPINEA SPINEA. Spinea non organizza la sua Bimbinbici, scoppia la polemica. Il consigliere del Pdl Mauro Armelao attacca: «Da tre anni la biciclettata era un appuntamento fisso e quest'anno si sarebbe dovuta svolgere anche in concomitanza con la prima Giornata nazionale della bicicletta, ma il Comune ha avuto la brillante idea di non riproporre la manifestazione». Gli anni passati Bimbimbici coinvolgeva un centinaio di bambini delle scuole. «Era anche un modo per coinvolgere la polizia locale nell'educazione stradale, la protezione civile e la croce gialla - continua Armelao - oltre alle associazioni e diversi sponsor». Immediata la replica della vicesindaco Stefania Busatta: «Non c'erano i tempi per organizzarla - afferma - e il calendario era già saturo di eventi. Non si può certo dire però che questa giunta non sia sensibile alla mobilità sostenibile». (f.d.g.) Argomento: NORD Pag. 45 Data: 26-05-2010 La Nuova Venezia un primo passo verso l'unione dei comuni MARTELLAGO: IL SI' DEL PARLAMENTINO MARTELLAGO. Il consiglio comunale (foto) di Martellago è il primo del comprensorio ad approvare l'atto costitutivo dell'Unione dei Comuni del comprensorio, destinata ad essere la più grande d'Italia. Il via libera è arrivato all'unanimità lunedì sera e se tutti i parlamentini locali diranno sì, allora in futuro avremo i 140 mila cittadini rappresentanti da un unico soggetto istituzionale. Una volta chiuso questo iter, l'Unione si dovrà strutturare e i comuni dovranno decidere quali competenze condividere nel progetto dell'Unione. L'obiettivo finale è avere dei prezzi spuntati sugli appalti, vigili urbani in servizio anche di notte e un potenziamento dei servizi, razionalizzando al massimo le spese da sostenere. Ma si parla anche di gestione degli stipendi, formazione del personale e Protezione civile. Nei prossimi giorni la delibera dovrà essere votata dai parlamentini locali degli altri sei comuni che fanno parte del Miranese. (a.rag.) Argomento: NORD Pag. 46 Data: 26-05-2010 Il Piccolo di Trieste l'assessore vecchiet: entro pochi giorni l'ex scuola sarà messa in sicurezza RONCHI. DEMOLIZIONE CONGELATA DAL PATTO DI STABILITÀ RONCHI «Entro pochi giorni la scuola sarà completamente sgombra»: l'assessore ai lavori Pubblici di Ronchi, Livio Vecchiet, segue personalmente la questione che si trascina ormai da anni. E dopo l'incendio scoppiato domenica mattina, quando ignoti hanno dato alle fiamme dei cumuli di carta che hanno annerito anche le pareti e distrutto gli infissi, la municipalità cittadina corre nuovamente ai ripari. «Già alcuni mesi orsono – continua l'assessore – il personale comunale aveva iniziato a togliere di mezzo le prime strutture e parte degli arredi. Avevamo fatto smontare i serramenti, ma era stato anche iniziato un lavoro di sgombero totale. L'edificio rimarrà vuoto, nella speranza che esso possa essere demolito e ricostruito quanto prima». Sulla questione dei varchi di accesso Vecchiet sottolinea che nessuno può scavalcare visto è una proprietà privata. «Non possiamo mica mettere del filo spinato – aggiunge – ma sarà nostra cura installare dei cartelli di avvertimento che ci tuteleranno almeno sotto il profilo legale. Tutto ciò anche in accordo con le forze dell'ordine le quali, già in altre occasioni, avevano individuato gli autori di altre incursioni come quella di domenica». Si trascina da nove anni la questione della scuola materna di via dei Campi. Nove anni di ritardi, di polemiche, di dibattiti, di normative da rispettare, di patti di stabilità che non consentono all'amministrazione comunale di andare avanti. E intanto, da nove anni, i bambini sono ospitati in un prefabbricato, in quella che doveva essere una soluzione tampone e che, invece, è diventata una prassi normale. Ma non è certamente normale che un centinaio di bambini e le loro insegnanti siano costretti in una struttura che sembra quella della Protezione civile nelle emergenze post terremoto. Fortunatamente il terremoto a Ronchi non c'è mai stato ed ora sembra aver sempre più ragione chi, nove anni fa, ma anche nel recente passato, chiedeva una nuova perizia sulla scuola per verificare la sua stabilità e la sua idoneità nell'accogliere i bambini. Con il senno di poi dare ascolto a queste persone non sarebbe poi stato così male. Si sarebbe almeno evitato di avere quel simile degrado in pieno centro cittadino. Luca Perrino Argomento: NORD Pag. 47 Data: 26-05-2010 Il Piccolo di Trieste Estratto da pagina: 3 pubblico impiego, stop immediato agli aumenti degli stipendi - Attualità ROMA Dai tagli ai ministri, passando alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali. SUBITO STOP CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO Stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici già a partire da quest'anno. Il congelamento vale quattro anni, fino al 2013. TAGLI AI MINISTERI, GIRO VITE SU AUTO BLU La sforbiciata è del 10% ma su formazione o missioni si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un giro di vite sulle auto blu. GLI ESCLUSI: PRESIDENZA CONSIGLIO E PROTEZIONE CIVILE Saltano dal testo i tagli alla presidenza del Consiglio e i limiti alla Protezione Civile. TAGLI AI PARTITI Cala del 20% (e non viene dimezzato come inizialmente ipotizzato) il contributo per le spese elettorali. PENSIONI Finestre per anzianità o vecchiaia. Il provvedimento varato prevede che si possa andare in pensione 12 mesi (contro gli attuali nove per effetto del sistema di finestre vigente) dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei lavoratori dipendenti pubblici e privati. La decorrenza sale a diciotto mesi (contro i 15 attuali) dopo la maturazione dei requisiti nel caso dei lavoratori autonomi. I trattamenti pensionistici decorrono inoltre dal primo giorno del mese successivo. Acelerazione dei tempi per l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione che avverrà a gennaio 2016. PEDAGGI SU RACCORDI PER AUTOSTRADE Si inserisce la possibilità di ”pedaggiamento” di tratti di strade di connessione con tratti autostradali. Argomento: NORD Pag. 48 Data: 26-05-2010 Il Piccolo di Trieste Estratto da pagina: 3 frana di san mauro, la regione intervenga - Gorizia Frana di San Mauro, «la Regione intervenga» Gabrovec chiede a Romoli di andare in pressing. «A rischio un paio di abitazioni» «L'amministrazione comunale si faccia portavoce del problema della frana di San Mauro e pretenda l'intervento della Regione che può coinvolgere la Protezione civile in tempi utili a salvare il salvabile. L'assessore Riccardi ha ricevuto da me già oltre un mese fa tutta la documentazione. Manca solo la pressione del sindaco Romoli». Ad intervenire è Igor Gabrovec, consigliere regionale della Ssk che si rifà all'articolo pubblicato ieri dal nostro giornale. «Frana di S.Mauro, è stata l'acqua: nel leggere il titolo dell'articolo che tratta la drammatica situazione a ridosso dell'abitato di San Mauro farebbe quasi sorridere se non fosse per il fatto che li c'è qualcuno che rischia la pelle e che ci sono una paio di abitazioni, una delle quali costruita solo pochi anni fa de facto ormai inagibili. I proprietari dei terreni minacciati hanno già da mesi, forti anche di una propria perizia geologica, posto l'indice sul problema dell'acqua che sembra sgorgare da ogni buco». Aggiunge Gabrovec: «Per questo ci si chiede da dove può provenire improvvisamente una così alta concentrazione d'acqua se non da una falla nelle condutture dell'acquedotto che sovrasta l'area interessata. Ci si chiede quindi dov'è il soggetto che dovrebbe rendersi per primo partecipe nella ricerca di una rapida soluzione del problema, per non parlare dell'iter di risarcimento dei cittadini colpiti che va avviato con la massima sollecitudine». Argomento: NORD Pag. 49 Data: Il Piccolo di Trieste 26-05-2010 rizzo: dalla casta alla cricca emerge un'italia allo sbando LIBRO-INCHIESTA PUBBLICATO DA RIZZOLI Conflitto di interessi: fra le curiosità storiche scovate c'è anche lo statuto trecentesco di San Daniele del Friuli di CARLO MUSCATELLO A San Daniele del Friuli, ben settecento anni fa, avevano già capito tutto. In tema di divisione fra interessi pubblici e privati, s'intende. Sentite infatti cosa prescriveva lo statuto trecentesco di quel comune: «Nell'intento di evitare e stroncare, per quanto ci è possibile, discordie e scandali interni, decretiamo e prescriviamo che, qualora un ex consigliere o un consigliere in carica sia parente o congiunto di una persona la quale abbia qualcosa da trattare o da discutere in consiglio, tale ex consigliere o consigliere in carica venga subito allontanato dal consiglio, su iniziativa del giurato della comunità, per tutto il tempo in cui si discuterà la pratica e non gli sarà permesso di intervenire in alcun modo alle deliberazioni riguardanti il parente o congiunto...». La curiosità storica, assieme a mille altre ben più recenti, è stata scovata da Sergio Rizzo, inviato del Corriere della Sera e scrittore, nel suo nuovo libro ”La Cricca”, sottotitolo ”Perchè la repubblica italiana è fondata sul conflitto d'interessi” (Rizzoli, pagg. 265, euro 19). Partendo dallo scandalo che ha coinvolto Guido Bertolaso e i vertici della Protezione civile, e ha fatto luce su un fitto intreccio di affaristi e imprenditori, alti funzionari statali e loro familiari, Rizzo scandaglia gli affari e il malaffare di questo nostro Paese scassato, quasi allo sbando, che sembra sempre alla vigilia di una nuova Tangentopoli soltanto perchè la corruzione è diffusa, è di uso comune, da una parte e dall'altra. L'autore - che passa così da ”La Casta”, scritta a quattro mani con Gian Antonio Stella, direttamente alla ”Cricca” riferisce con dovizia di particolari e senza peli sulla lingua, in un racconto che sarebbe avvincente se prima non fosse deprimente sul livello toccato dalla nostra democrazia, di centotredici parlamentari con doppi, tripli e persino quadrupli incarichi, di un politico alla presidenza di una banca che finanzia i suoi amici, di funzionari pubblici e imprenditori con mogli e figli soci in affari, di un assessore alla sanità che vende apparecchiature mediche agli ospedali, del capo di una compagnia statale che diventa presidente della società privata di cui è cliente, di avvocati di destra e di sinistra che litigano in tribunale ma poi in parlamento fanno le leggi assieme, del figlio di un ministro che apre una ditta nel settore controllato dal ministero diretto dal babbo... Un quadro davvero sconfortante, dove non c'è più senso civico né vergogna, dove il senso o forse la pretesa o persino la consapevolezza dell'impunità sembra avvolgere come un velo sottile ma resistente a tutto e a tutti mezza (o forse più) classe dirigente del nostro scalcagnato Paese. Nel quale il confine fra l'interesse di tutti e gli affari dei pochi soliti noti da tempo non esiste più. In Italia, scrive Rizzo, quando si nomina il conflitto d'interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi, al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam. Ma il Cavaliere, avverte l'autore, è soltanto l'ultimo erede di un sistema consolidato, che comprende tutti: politici, professionisti, manager, funzionari pubblici, sportivi, giornalisti. Ci sono i casi dei magistrati che si arricchiscono con gli arbitrati, quelli dei rettori universitari che amministrano gli atenei come fossero beni della (propria) famiglia, quelli degli imprenditori che si fanno finanziare da banche di cui loro stessi sono azionisti. E ancora le società di brokeraggio presiedute dai loro clienti, i medici che diventano consapevole e disponibile strumento per aumentare i profitti delle aziende farmaceutiche, i parlamentari che piegano con perizia - e senza nemmeno il bisogno di quei lobbisti che negli Usa almeno fanno parte di una professione riconosciuta, con tanto di regole - le leggi ai loro disegni. Uno per costruirsi una pensione d'oro, un altro per rimettere in sesto un'azienda, un terzo per sistemare qualche amico. Perchè tutti tengono famiglia e amici. E usano il denaro pubblico per farsi gli affari propri. La mappatura dell'Italia della cricca è ampia e dettagliata. Nel capitolo dedicato agli ex politici piazzati nei consigli di amministrazione delle società pubbliche, c'è un altro caso - oltre a quello nel box qui a sinistra - che riguarda Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Rizzo ha infatti scovato un caso limite, con la presenza di politici addirittura in carica negli organi aziendali delle imprese di Stato. Alla Fincantieri di Trieste - scrive l'autore - «a un giovane leghista da tempo consigliere di quella società controllata dal Tesoro, e nominato il 29 gennaio del 2009 addirittura vicepresidente, è toccato in dote un posto governativo: quello lasciato libero dal povero Maurizio Balocchi, deceduto il 15 febbraio 2010. Una settimana dopo, il 23 febbraio, Francesco Belsito è stato nominato sottosegretario alla Semplificazione normativa. E la vicepresidenza della Fincantieri? Appena Argomento: NORD Pag. 50 Data: Il Piccolo di Trieste 26-05-2010 rizzo: dalla casta alla cricca emerge un'italia allo sbando ricevuta la nomina, il neo sottosegretario ha comunicato che avrebbe verificato con gli uffici le eventuali incompatibilità fra il ruolo nel governo e quella carica...». Al 30 marzo 2010, segnala Rizzo, «nessuna lettera di dimissioni era ancora arrivata alla Fincantieri». I conflitti di interessi non lasciano sguarnito nessun campo della vita italiana. Nemmeno quello sportivo. Per esempio, «c'è ancora chi rimugina - scrive il giornalista - sul fatto che lo scudetto del campionato 2005/2006 sia stato assegnato a tavolino all'Inter da un commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, qualche anno prima consigliere d'amministrazione del club nerazzurro». Robetta, si dirà. In un mondo del calcio nel quale l'unica carica da cui Berlusconi si è dovuto dimettere, da presidente del Consiglio, è stata quella di presidente del suo Milan. Che continua comunque a governare, mettendo il becco persino sulle questioni tecniche, attraverso il suo alter ego, geometra Adriano Galliani. «Da almeno vent'anni - dice Paolo Francia, ex direttore del ”Piccolo” e di Rai Sport, e attuale presidente del Corecom Fvg, in un'intervista al sito Articolo 21 riportata nel libro - non solo il calcio ma tutto lo sport è gestito da una cupola. Scarsi ricambi nelle federazioni, intrecci fra le stesse in un mix di controllori-controllati, organi della giustizia sportiva guidati in larga parte da giudici dei tribunali che rendevano quasi sempre inutili i ricorsi alla magistratura ordinaria...». Ma lo stesso Francia, annota con malizia Rizzo, è stato anche vicepresidente della Federazione del tennis nel '76 e animatore della Virtus Bologna di pallacanestro. «Circostanza che gli attirò, nel 2002, accuse di conflitto di interessi». Insomma, davvero difficile individuare chi possa scagliare la prima pietra. Argomento: NORD Pag. 51 Data: 25-05-2010 La Provincia Pavese IL CASO DELLE AREE SISTO CAPRA / PAVIA IL CASO DELLE AREE Vernavola, la perequazione non fa per Pavia «Sono a rischio le alternative all'esproprio per acquisire aree vincolate». L'allarme, dell'architetto Federico Oliva, punta l'indice su due sentenze del Tar del Lazio (n. 1254/2010 e n. 2383/2010) che stanno turbando i sonni di molti amministratori comunali. In sostanza, il Tribunale amministrativo laziale ha stabilito che, senza un preventivo intervento legislativo, la perequazione è illegittima, non essendo possibile rinvenire «alcuna fonte legislativa che autorizzi una riserva di proprietà fondiaria alla mano pubblica in assenza di specifica normativa primaria e delle garanzie previste dalla Costituzione». Nell'attuale ordinamento troviamo «il potere conformativo (che consente di modellare le costruzioni mediante indici, limitazioni, ecc.) e il potere espropriativo, ma non esiste in via generale l'ibrido costituito dal meccanismo in esame», cioè dalla perequazione. Per la verità, la maggior parte dei Comuni che finora se ne sono valsi perseguivano esclusivamente l'interesse publico: procurarsi aree per scuole, teatri, ospedali, asili, parchi, giardini, dando modo al proprietario dell'area di edificare su una parte di essa o altrove. I Comuni spesso hanno localizzato gli interventi in aree di completamento o di espansione prive di valenze ambientali. Differente è il caso di Pavia, città dove la perequazione è intesa prevalentemente a favore della rendita fondiaria privata, come ha in sostanza rilevato l'architetto Alessio. Nel Parco della Vernavola o nel Parco Visconteo non vi è alcuna necessità di ricorrere alla perequazione, data la presenza di vincoli paesistici che, se applicati correttamente, eviterebbero qualsiasi edificazione. Si tratta di terreni agricoli di enorme estensione che, se acquisiti dall'ente pubblico, comporterebbero oneri di manutenzione insostenibili oppure un rapido degrado del suolo. Per questo motivo il legislatore, democraticamente eletto per perseguire gli interessi generali di tutti i cittadini lombardi, ha escluso tassativamente la perequazione nelle aree agricole e in quelle non soggette a trasformazione, come i parchi naturali, agricoli e il verde attrezzato, le zone di rispetto, eccetera. A Pavia si è preteso di anticipare la legge urbanistica in materia di perequazione e di continuare ad osservarla dopo l'entrata in vigore di una legge regionale che ne esclude l'applicabilità anche nel verde attrezzato e - soprattutto - nelle aree soggette a vincolo paesistico. Anzi, la si è consentita persino nelle fasce fluviali soggette a esondazione, nelle aree di rispetto stradale o ferroviario o cimiteriale, nel Parco del Ticino e della Vernavola, mediante traslazione dei volumi. Nel verde attrezzato e in tutti gli altri parchi - compreso il Visconteo - si è ammessa la perequazione con edificazione in loco. Si sono persino distinte, nell'ambito dell'area valliva, una zona a verde attrezzato perequabile ed edificabile e una zona a parco inedificabile! Nell'area valliva della Vernavola si contano già 12 recenti lottizzazioni. Quante se ne aggiungeranno nel Parco Visconteo? Quali saranno i danni arrecati all'agricoltura? A cosa servono nuove case in una città in evidente decremento demografico? Chi può ancora credere che la rendita fondiaria sia il motore dell'economia dopo il disastro arrecato dalle bolle immobiliari americane e spagnole? Ma questo è un altro discorso. avv. Franco Maurici Pavia VIGEVANO, IL NOME «Mercato Sforzesco» sempre per i prodotti locali Complimenti all'assessore Mauro Facchini per avere ripreso l'idea del mercato agricolo di prodotti locali a Vigevano e per la scelta della nuova sede in piazzetta San Dionigi. Ci sono tuttavia alcuni aspetti che non mi convincono, probabilmente dovuti a carenza di informazioni e al non avere coinvolto o semplicemente sentito gli ideatori (non gli organizzatori). Argomento: NORD Pag. 52 Data: 25-05-2010 La Provincia Pavese IL CASO DELLE AREE L'anno scorso l'analoga iniziativa era stata chiamata «Mercato Sforzesco»: perchè non mantenere tale denominazione caratterizzante, che i frequentatori già conoscono e che ha il vantaggio di essere turisticamente di richiamo? Certo la scelta di «Campagna amica» si collega a Coldiretti, ne è una sua diretta emanazione. E senza Coldiretti anche l'anno scorso il «Mercato Sforzesco» non si sarebbe potuto svolgere. Tuttavia è un po' troppo marcata. Proprio l'esperienza dell'anno scorso aveva mostrato dei limiti o comunque delle questioni che dovevano essere affrontate per migliorare l'iniziativa. Per esempio, il poter estendere e soprattutto comunicare la partecipazione effettiva agli altri produttori agricoli non iscritti a Coldiretti. Inoltre l'anno scorso non era stato superato il problema di trovare uno spazio ai tanti artigiani della provincia di Pavia e specialmente della Lomellina attivi con riconoscimenti nazionali nel settore dei prodotti tipici, pur non essendo coltivatori diretti. L'anno scorso aveva avuto successo lo spazio dedicato alle condotte di Slow Food, la cui condotta di Vigevano e Lomellina è molto attiva. Altre questioni che dovevano essere affrontate: lo spazio e il coinvolgimento dei produttori di biologico in quanto Pavia è tra le province italiani che ha la più alta presenza di tali coltivazioni e aziende. Anche i Gas (gruppi di acquisto solidale) sono realtà da tenere in considerazione e da coinvolgere. Proprio il mancato coinvolgimento degli ideatori del «Mercato Sforzesco» (sono tra questi) e delle realtà altre rispetto a Coldiretti, mi sembra l'aspetto debole di questa pur lodevole iniziativa. L'assessore sicuramente sa che a settembre ci sarà una manifestazione nazionale sul riso in Castello con Slow Food nazionale su cui sta lavorando l'Agenzia di Sviluppo Territoriale, realtà cittadina tra che l'anno scorso aveva svolto un ruolo importante. Il mantenimento della denominazione «Mercato Sforzesco» sarebbe, anche considerando tale evento, sarebbe quanto mai opportuno. Mario Cantella Vigevano SPONDA BIANCONERA Moratti ha vinto, va bene ma adesso basta interismi God save Inter! Estenuato, che dire, prostrato, genuflesso, mi rivolgo a un giornale del libero pensiero pavese per dire: basta! Non ne posso più dell'Inter, degli interismi, dei Gad Lerner, dei Maurizio Mannoni, dei Mentana, dei Ruggeri, dei Vecchioni, dei Beppe Severgnini e di tutti quanti ci ammanniscono la loro interità. Non ne posso più della filosofia a strisce nerazzurre. Va bene, hanno vinto al Bernabeu. Ma, per l'amor di Dio (che, come tutti sanno, quando creò il cielo e la terra era solo bianconero), non è l'Italia, non è il nostro Bel Paese, l'Inter è un surrogato di vana e sproloquiante prosopopea. Perché ci affliggono, ci impongono una loro presunta inesistente superiorità. Hanno costruito una bazzecola di leggenda che, nello stesso giorno del supposto trionfo, frana miseramente a terra. Come neppure il Tempio dei Filistei prima che crollasse per il fatale scuotimento di colonne di Sansone. Mourinho detto Mou (come la caramella che masticavo da bambino) o Zerotituli abbatte il tempio prima di aver finito di costruirlo. Se ne va, lui! E se ne andasse davvero, non dico dove, non dico come. Vuole essere come Enrico VIII, lui, come Napoleone, e invece è uno che sputa nel piatto che gli era stato lautamente offerto. Fa il gran rifiuto, lui, per ribattere cassa, a noi, perché il conto in petrodollari alle sue follie degne di un Nerone lo paghiamo anche noi. E Milito, il caccicco argentino, che la notte stessa, accarezzato da mazzi di microfoni, che ti fa? Lancia messaggi e batte cassa. Ma tant'è, soffriremo ancora, ci sono riservati ancora ben altri calici amari, perché quando l'amata Juve dovesse davvero risorgere dalle sue e nostre sciagure, se la comprerebbero loro. Sì, tutta quanta, in blocco, in saldo. Marceranno sull'autostrada Milano-Torino, saliranno sulla statua equestre di Emanuele Filiberto-Testa di Ferro in piazza San Carlo, isseranno le loro barbariche bandiere a strisce nero-azzurre. Dovremo sopportarli ancora a lungo, a meno che non ci facciamo noi il nostro campionato senza di loro. E non ci sarà nemmeno un novello Verdi a scrivere per noi un Coro del Nabucco. Argomento: NORD Pag. 53 Data: 26-05-2010 La Provincia di Biella Perona alpino d'Italia INTERVISTA «La scommessa è organizzare il futuro di un'associazione con 4.300 gruppi» Per la terza volta la penna nera biellese riconfermata ai vertici nazionali Corrado Perona, presidente nazionale Ana ad una cerimonia degli alpini BIELLA - A settantasette anni compiuti Corrado Perona è stato riconfermato domenica, per la terza volta, al vertice dell'associazione alpini d'Italia. «Ma sarà l'ultima», dice il presidente, «non perchè ci siano dei limiti ma perchè è un lavoro oneroso. Pensi: in Italia ci sono 4.300 gruppi e 81 sezioni». E bastasse. Corrado Perona in questi anni è stato a convention di alpini in Canada e in Sudamerica, in Australia, in Sudafrica e naturalmente in Europa. «Sì la fatica non è solo mentale ma fisica; meno male che finora la salute mi ha accompagnato ovunque». Il lavoro e l'agenda degli impegni nel 2009 sono stati, se possibile, ancora più cospicui dopo il terremoto in Abruzzo. Bastano le cifre per dirlo con eloquenza: nei luoghi del disastro ci sono stati 8.400 volontari Ana coordinati dalla Protezione civile con vari impegni; «In più - spiega Perona - l'associazione ha raccolto tre milioni di euro. Non tutti tramite i canali associativi. Ci sono stati contributi di Lions, Rotary, Cariparma...Abbiamo costruito 33 casette prefabbricate a Fossa di ottima qualità e ora siamo impegnati per realizzare una chiesa con canonica e oratorio». Ma Perona vorrebbe concludere il suo mandato guardando oltre la linea di demarcazione del presente. Finiti i tempi della leva obbligatoria, anche il fitto mondo dell'Ana potrebbe rimpicciolirsi. «Oggi ci sono grandi potenzialità con 380 mila associati di cui 70 mila soci aggregati, gli "Amici degli alpini", che partecipano alle attività ma con alcune limitazioni. Ora vorrei che vi fosse per loro una qualificazione maggiore. Inoltre penso a potenziare il settore giovanile per il quale ci sono alcune iniziative in campo». Lo scorso anno è stata avviata una esperienza con ma "Mini-Naja" che sarà replicata quest'anno in Trentino e in Valle d'Aosta: si tratta di un esperimento in cui per 15 giorni, ragazzi dai 18 ai 25 anni, vivono un'esperienza militare. «Vorremmo - aggiunge -potenziare queste presenze anche dal punto di vista della permanenza, visto il successo, e che il ministero ci concedesse di più per il servizio civile».Intanto Perona si appresta a visitare tutte le 81 sezioni Ana con i Consigli e i capigruppi per presentare loro la scommessa delle prospettive messe in campo e ascoltarli. E chiosa: «Al mio successore vorrei consegnare il faldone di questo viaggio in giro per l'Italia». Articolo pubblicato il 26/05/10 m.c. Argomento: NORD Pag. 54 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como Regole per la protezione civile olgiate comasco Le chiede il Gruppo misto per scongiurare altri casi come la festa della birra OLGIATE COMASCO Regolamentare l'attività della protezione civile comunale. È la proposta del Gruppo misto per evitare un altro «caso festa della birra», vicenda approdata in tribunale e conclusasi nei giorni scorsi con l'assoluzione, dall'accusa di peculato d'uso, dei consiglieri Calogero Palermo ed Angiolino Galleri, per l'utilizzo di panche, sedie e strutture pubbliche per la festa della birra organizzata nel maggio 2007 dal bar «Smeraldo», di cui è titolare una delle figlie di Palermo. «Se si vuole trarre qualcosa di positivo da quest'amara vicenda, va colta l'occasione per spingere il consiglio comunale a regolamentare l'attività della protezione civile, cui va senz'altro riconosciuto un ambito di autonomia, tanto più che l'associazione è formata da volontari, avvertendo però che essi prestano un servizio pubblico, di cui è responsabile il sindaco e che per la parte onerosa è a carico del bilancio comunale» ? osserva il consigliere Mario Mascetti (nella foto) ? «Data la stretta connessione con il Comune, la disponibilità di risorse e la movimentazione di denaro vanno regolamentate, in modo che non si vengano a configurare episodi di abuso o gestione di fondi fuori bilancio, dando luogo a irregolarità amministrative e contabili come è avvenuto nel caso in questione». Il consigliere Luigi Pina aggiunge «Può essere anche l'occasione per adeguare il regolamento sull'uso delle strutture comunali, prevedendo, ad esempio, anche la possibilità di noleggiare taluni beni strumentali, in forma gratuita od onerosa secondo i casi, per il loro migliore sfruttamento». Riguardo alla vicenda della festa della birra, il consigliere Flavio Fontana dice «Siamo contenti dell'assoluzione dei due consiglieri. Ciò attesta che anche il giudice è stato convinto della loro buona fede, di cui mai abbiamo dubitato. La denuncia a suo tempo inoltrata dal sindaco si era resa necessaria ed era dovuta, perché il caso era stato reso pubblico ed enfatizzato in modo sproporzionato. Tutto sarebbe finito lì se con un po' di umiltà qualcuno avesse riconosciuto d'avere sbagliato nel disporre arbitrariamente di cose comunali e fatto pubblica ammenda di comportamenti, che peraltro non sono stati preventivamente approvati in alcuna riunione di maggioranza, come al contrario gli accusati hanno sostenuto in tribunale». Manuela Clerici <!-- Argomento: NORD Pag. 55 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como Protezione civile Incontro pubblico senna comasco Protezione civile Incontro pubblico SENNA COMASCO (ch. g.) Sono attesi soprattutto i giovani. Magari entusiasti di entrare nel gruppo di protezione civile. Questa sera, a Senna, l'incontro pubblico rappresenterà una prova del nove. Per verificare se l'appello, lanciato negli scorsi giorni dai vertici del gruppo, può contare su una risposta dei ? così si spera ? nuovi volontari. Il ritrovo è fissato alle 20.30, al centro sociale di via Roma 46. Interverranno gli amministratori del Comune di Senna Comasco, tra cui il sindaco Flaminio Vasile. E sarà presente tra i relatori anche l'assessore provinciale alla protezione civile, Ivano Polledrotti. Durante la serata, i volontari illustreranno il resoconto delle attività svolte dal gruppo in questi due anni, dalla costituzione nel 2007 ad oggi. <!-- Argomento: NORD Pag. 56 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como Como-Bergamo, lavori contro le esondazioni Orsenigo Il Comune ha deciso di risolvere i problemi causati dagli straripamenti del torrente Torrino orsenigo Il Comune ha deciso di trovare una soluzione all'annoso problema dell' esondazione del torrente Torrino: il piccolo corso d'acqua in caso nubifragi o di periodi di pioggia prolungati, come quello appena trascorso, spesso esonda, allagando la carreggiata della ex statale Como-Bergamo all'altezza della rotonda di ingresso al paese. Gianluigi Lietti, assessore ai Lavori pubblici, ritiene che l'intervento sia necessario per la messa in sicurezza della zona: «Il torrente spiega - attualmente passa sotto il benzinaio, costeggiando la strada per poi proseguire verso la zona agricola a sud. Nel percorso riceve anche le acque piovane di Albavilla e Albese: in caso di forti temporali o nubifragi l'alveo attuale non regge il carico e straripa creando non pochi problemi». L'amministrazione ha allora deciso, di creare un nuovo corso in cui incanalare il torrente: il progetto è entrato così a far parte di un accordo di programma con la Provincia, che per i lavori di riqualificazione della Como-Bergamo, ha provveduto alla costruzione di un cavalcavia, sotto il quale far passare il nuovo alveo. «A causa dell' inverno rigido - prosegue l'assessore - e di questa primavera piovosa, i lavori della provincia e di conseguenza anche i nostri hanno subito ritardi. Ora però siamo pronti a partire: il 26 aprile sono stati consegnati i lavori alla ditta Pedranzini di Mantello (Sondrio); entro novanta giorni dovrebbero essere conclusi, ma noi confidiamo di finire anche prima». Pietro Sola, architetto del Comune, spiega che il progetto prevede di far passare il torrente attraverso il sottopasso realizzato dall' amministrazione provinciale per poi farlo defluire a sud verso i campi di fronte al benzinaio (sulla destra per chi viene da Como). Le nuove sponde saranno messe in sicurezza con scogliere in massi ciclopici, geostuoie e terreno vegetale antierosivo: in questo modo dovrebbero ridursi quasi a zero i rischi di esondazione sulla sede stradale: in caso di eventi atmosferici eccezionali le uniche aree in cui il rischio esondazione potrebbe essere un po' più elevato rimarrebbero solo quelle agricole». «L' accordo di programma con la Provincia - continua Lietti - e la nostra volontà di risolvere alla radice e una volta per tutte la questione ci hanno finalmente permesso di realizzare un lavoro utile e necessario». Simone Rotunno <!-- Argomento: NORD Pag. 57 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici vogliono decurtarsi lo stipendio del 5% per dare il buon esempio stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici vogliono decurtarsi lo stipendio del 5% per dare il buon esempio stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici vogliono decurtarsi lo stipendio del 5% per dare il buon esempio. Veramente per dare il buon esempio dovrebbero decurtarselo del 50% (e vivrebbero ancora da nababbi), rinunciando anche a tutti i benefici della casta. Dovrebbero frequentare un corso di aggiornamento accelerato per imparare a vivere "dignitosamente" con 1200/1500 euro al mese, fare i conti ed essere oculati in tutte le spese per far quadrare il bilancio familiare evitando così di mangiare pane e cipolla tutti i giorni. Cordialmente. Roberto Mangoni e.mail (p.m.) Il ministro Tremonti ha dichiarato che quello è soltanto l'aperitivo. Lo prendiamo in parola: vedremo quale sarà il piatto forte della sua dieta. vivere in valle Tra tangenziali all'asciutto e voglia di check-point La storia infinita della SS38, ricomincia a produrre telenovele (tangenziali all'asciutto). Se non ci fosse di mezzo la Lega Nord, dovremmo essere basiti; fanno un pezzetto di SS38 lunga nove km, ma a quattro corsie, che collega Colico a Cosio, che solo con le tangenziali di Morbegno e Tirano risolve qualche problema della viabilità Valtellinese, una scelta che ha dato tanto consenso alla Lega (rivoluzione infrastrutturale) e ora finite le elezioni ci dicono che non ci sono i soldi per le indispensabili tangenziali. Ricapitolo, il "progettificio" ha prodotto il progetto SS38 per un importo di 2120 milioni di $EURO, tutti a battere le mani e dare il voto alla Lega (la Valle si apre al mondo), poi è iniziato il ballo dei finanziamenti per produrre il topolino del lotto oggi in costruzione, per un importo di circa 190 milioni di $EURO. Agli smemorati leghisti ricordo che quei soldi sono stati stanziati dal governo Prodi, lo stesso, che aveva dato alla Valle lo sconto delle 350£ al litro sul gasolio di riscaldamento (Lega all'opposizione), ma che inopinatamente il partito del territorio, si è indebitamente appropriato con i famosi "grazie Lega". Oggi Pdl-Lega, quelli che lo stesso colore politico delle istituzioni sono foriere di sinergia, ci vogliono far credere che tra Provincia, Regione, Governo, non riescono a racimolare una miseria rispetto al progetto iniziale (perché mai l'avranno fatto?); non sono credibili perché darebbero la patente al lotto in costruzione di "opera inutile". Avanzo la convinzione che sia il solito gioco leghista di ricerca del consenso; penso che i soldi ci siano, ma in mancanza dei comunisti a cui succhiare i meriti delle decisioni, in un momento di crisi, di scelte difficili, dello scoppio della "bolla" del sistema appalti senza gara (cricca), paventano che i soldi non ci siano, per poi farli saltare fuori quale merito delle "sinergie" di chi si occupa dei problemi della gente. Dei finanziamenti "dovuti" e ampiamente pagati con il consenso alla Lega dato dai valtellinesi, nessuno fa finta di ricordarsene, prepariamoci a nuovi "grazie Lega". Siamo in mano a "politicanti" che sgomitano ad occupare tutti i cadreghini possibili, per loro e per tutti i loro, vedasi il "pargoletto" di Bossi che a vent'anni, si prende più di ventimila $EURO al mese (consigliere regionale e consiglio amministrazione Expo 2015), viste la media delle dichiarazioni del reddito pubblicate recentemente, più di quello che prendono in un anno i votanti leghisti, che stoicamente continuano a inveire contro Roma Ladrona! Ora un altro problema pare toccare la provincia (tutti i reati sono in aumento); ma come, è da quindici anni che parlano di Argomento: NORD Pag. 58 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici vogliono decurtarsi lo stipendio del 5% per dare il buon tolleranza zero sulla sicurezza e i risultati sono questiesempio qui? Coniare slogan per il consenso ("stiamo dalla parte dei cittadini per garantire la sicurezza") è una tirata per i fondelli di noi cittadini in quanto a Roma, Pdl-Lega, hanno tagliato pesantemente i fondi alle forze dell'ordine, ci hanno dato le ronde miseramente fallite, ma l'on Crosio non demorde, lancia l'idea di check-point al Trivio di Fuentes, appunto una cosa da leghisti, che ancora una volta non ci si preoccupa di indicare chi pagherebbe i controlli da fare nei punti nevralgici, soprattutto nelle ore notturne. Mi passa per la mente l'immagine del candidato Crosio, con la divisa della Protezione Civile in campagna elettorale, stai a vedere che pensa di risolvere il problema con loro. In provincia le ricadute dei fatti accaduti si risentono un po' dopo gli altri, penso sia ora che da buoni montanari, scarpe grosse e cervello fine, incominciamo a verificare i risultati di queste forze del "cambiamento". Io che non ho la vostra lungimiranza, vedo attorno a me tanti "parolai". Silvio Canova Sondrio l'appello Comaschi, dovete salvare la funivia Argegno-Pigra Gentile direttore, spesso sono indotto ad intervenire su entrambe le testate provinciali di Como e Varese della cara Provincia, essendo pendolare su Como e residente dalla nascita a Varese. Tanti sono i possibili confronti tra le due realtà ed altrettante similitudini. Mi riferisco qui alla fermata (soppressione?) della magnifica funivia Argegno-Pigra e pongo in relazione quanto accade sulle sponde lariane a ciò che parimenti avvenne per una funivia gemella sopra la città di Laveno verso il Poggio S. Elsa. Ebbene nel 2004 se ne paventò la chiusura. L'impianto, che come per Pigra, porta il viaggiatore ad ammirare un incomparabile scenario del Lago Maggiore, fu salvato dalla Amministrazione Provinciale di Varese. L'intera Giunta Reguzzoni si autotassò personalmente pur di dimostrare a tutti il suo interessamento, andato poi a buon fine nel 2005/2006. Vi fu un formidabile coinvolgimento di tutte le forze politiche locali, cittadini ed associazioni, ma la battaglia fu vinta. Ho letto la cronaca comasca, ma pare che, visti i commenti, oltre ai locali, (consigliere provinciale Pozzi in testa) il problema la politica non se lo prenda a cuore. Peccato veramente! Ricordo che da ragazzo partii dal paesino di Morosolo (Varese), raggiunsi Saronno con le Nord, Como Lago, Navigazione fino ad Argegno e poi su fino a Pigra, meta di una gita ecologica ante litteram. Orsù Comaschi, radunatevi e decidete non solo sulle paratie ma salvate un pezzo importante del vostro turismo; Varese ha ripristinato la funicolare, ferma da decenni! Il problema sono 800.000 $EURO, ma quanti ne spende la Regione per abbattere il muro ? Come a Laveno hanno ripristinato la "cestovia" nata nel 1964, così i lariani debbono fare per il loro gioiello del 1967. Non è un amarcord ma un saldo presidio per un turismo d'autore fatto di turisti lombardi e non solo americani. Giuseppe Terziroli e.mail (p.m.) Caro signor Giuseppe, lasciar morire quel gioiellino sarebbe un delitto, ma tant'è. Purtroppo il confronto che lei ci propone è impietoso: Como esce perdente sia con Varese che con Lecco proprio perché, negli ultimi decenni, non è stata capace di unire le forse e di fare sistema. Naturalmente anche in questo caso la politica ha le sue responsabilità. Comunque, grazie per le parole di incoraggiamento. Ne abbiamo davvero bisogno. Pallacanestro Fra Cantù e Bennet proprio un bel matrimonio Caro direttore, ho letto con molta attenzione il tuo articolo di fondo sulla Provincia di giovedì 20 maggio u.s. Sono pienamente d'accordo con te che è proprio un bel matrimonio quello tra Bennet e Pallacanestro Cantù. Due realtà, seppur diverse sul territorio, si sono unite per un solo obiettivo. Tuttavia mi permetto dissentire su quanto hai scritto a proposito del fatto che «l'attuale Argomento: NORD Pag. 59 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como stipendi Fare il parlamentare e vivere con 1200 euro Caro direttore, i nostri amati politici vogliono decurtarsi lo stipendio del 5% per dare il buon esempio NGC è leader del nostro sport» con la serie di successi che ha in bacheca. Se intendi a livello maschile, nulla da obiettare. Altrimenti come sicuramente ben sai il Pool Comense può contare su 15 scudetti (4 negli anni '50, 9 tra il '90/99 e uno nel 2002); 6 supercoppa (1996: dal 1998 al 2001 e 2003); 6 coppa Italia (dal 1992 al 1995 e nel 1997 infine nel 2000) 2 Eurolega (1994-1995) e un Mundialito per club. Unico neo, se si vuole, non essere mai riuscito a conquistare un alloro in Coppa Ronchetti, intitolata ad una delle più rappresentative giocatrici nero stellate negli anni dei primi quattro scudetti. Voglio augurarmi che anche il club presieduto da Antonio Pennestrì possa trovare nuova linfa per rinverdire quel passato glorioso offuscato negli ultimi anni. Grazie per l'ospitalità, un abbraccio. Eugenio Cremona Como <!-- Argomento: NORD Pag. 60 Data: 26-05-2010 La Provincia di Como Cinquemila euro per il pane di Haiti dai produttori cittadini (V. Fa.) - Un contributo di cinquemila euro dell'associazione cittadina dei panificatori aiuterà Haiti ad avere nuove scorte di pane. Il contributo servirà a tenere attivo il forno per il pane costruito nella cittadella della Croce rossa ad Haiti, poco dopo il terremoto di gennaio. La Fondazione Rava, che ha avviato nelle zone terremotate una serie di aiuti, si occuperà anche di questo progetto. I produttori di pane di Erba e circondario hanno deciso di festeggiare in questo modo la Giornata Nazionale del Pane. La consegna ufficiale dei fondi avverrà oggi pomeriggio dalle 14.30 nella sede l'Unione commercio di piazza Padania. Il forno della cittadella Cri è stato uno dei primi rimessi in funzione dopo il disastro e ha lavorato a pieno ritmo durante le prima emergenza. Ora servono altre scorte di farina e combustibile. Ad Erba in questi giorni sono arrivati anche due panificatori haitiani per raccontare la loro esperienza di lavoro sul campo. <!-- Argomento: NORD Pag. 61 Data: 26-05-2010 Il Secolo XIX Centro serviziper coordinarele associazioni cesavo savona. Il mondo del volontariato savonese è estremamente vivo ed in continuo sviluppo. Attualmente le associazioni di volontariato della provincia di Savona iscritte al Registro Regionale del Volontariato sono 197 (20% del totale delle associazioni liguri). A queste se ne aggiungono un numero elevato che non risultano iscritte. L'ultima ricerca Cesavo (Centro Savonese di Servizi per il Volontariato) effettuata nel 2007 tra le organizzazioni di volontariato della provincia ha rilevato 3943 volontari attivi in modo continuativo e 11551 volontari attivi non regolarmente. La maggioranza delle associazioni savonesi operano nel settore socio-sanitario (65%). Esse si occupano delle problematiche legate alla salute, della prevenzione e della cura e dell'assistenza dei malati. In questa categoria rientrano le organizzazioni che si dedicano al pronto soccorso e all'assistenza degli anziani. Numerose risultano essere le associazioni di tipo culturale (12%) che svolgono attività di promozione e salvaguardia del patrimonio culturale del territorio. Seguono le organizzazioni che lavorano nel campo educativo (7%), ambientale (5%), protezione civile (5%), sportivo-ricreativo (4%) e altri settori (2%). Anche il volontariato si muove a passo con i tempi ed è per questo che è necessario coinvolgere persone in grado di assolvere le nuove esigenze. Un nodo critico per tutte le associazioni di volontariato della provincia risulta essere proprio il reperimento delle risorse umane. E' per ricercare nuovi volontari che le associazioni devono affrontare una campagna di comunicazione e promozione rivolta soprattutto ai giovani. Il modo più efficace per coinvolgere i giovani è quello di dare informazioni sulle attività che un'organizzazione svolge al suo interno, magari organizzando delle "visite guidate". Un'altra problematica che incombe continuamente per i gruppi di volontari è la ricerca di fondi. Per dare maggior visibilità al panorama del volontariato savonese vengono realizzate numerosi progetti in collaborazione con gli enti territoriali. A tal proposito Angelo Vaccareza, Presidente della Provincia, dichiara: « Il compito dell'Amministrazione provinciale deve essere quello di ascoltare le esigenze di tutti per soddisfare le necessità di chi ha bisogno ed è per questo che risulta importante creare dei momenti d'incontro con il mondo del volontariato». m. b. .x/26/1005 l'importanzadel dialogoAscoltare le esigenze per soddisfare i bisogni: è importante creare momenti d'incontro Angelo Vaccarezzapresidente Provincia .x/26/1005 savona. Il Centro Savonese di Servizi per il Volontariato è stato costituito nel 1997 per sostenere e qualificare l'attività delle organizzazioni di volontariato. Al Cesavo oggi aderiscono 60 associazioni della provincia di Savona in rappresentanza di oltre 200 basi operative. In particolare Cesavo si propone di contribuire a far emergere soluzioni innovative attraverso: Iniziative di formazione e qualificazione, servizi di consulenza e assistenza, attività di informazione e promozione. Negli ultimi anni il Cesavo ha focalizzato la propria attività nella costruzione di reti tra associazioni impegnate in significative azioni negli ambiti del soccorso, della lotta alla povertà, dell'immigrazione e dell'intercultura. .x/26/1005 Argomento: NORD Pag. 62 Data: 26-05-2010 Trentino I 50 anni di gloria degli alpini Si preparano grandi festeggiamenti estivi. Un impegno che non ha mai avuto sosta L'Ana di Spiazzo è il gruppo più numeroso del Trentino Una convivenza tra campanili vissuta con spirito di collaborazione e di amicizia WALTER FACCHINELLI SPIAZZO. Cinquant'anni fa, esattamente il 26 maggio, nasceva il gruppo «Ana» di Spiazzo. Prendeva ufficialmente vita per iniziativa di alpini in congedo di Spiazzo, Pelugo, Vigo, Strembo, Bocenago, Giustino e Campiglio. «Quel giorno - ricorda Renzo Bonafini - attuale capogruppo, decine e decine di Alpini, fieri con il loro cappello in testa, accompagnarono il nuovissimo gagliardetto del nostro Gruppo in un paese imbandierato a festa. Ci precedeva la Fanfara di Pieve di Bono, appena costituita, quella fu la prima Festa alpina della Val Rendena». Il primo capogruppo fu Aldo Ongari che rimase al comando per 34 anni, seguito poi dall'inossidabile Renzo Bonafini che tuttora guida il Gruppo ANA più numeroso del Trentino. Un'associazione nella quale convivono uomini nati e cresciuti all'ombra di tanti “campanili” «che portano avanti una convivenza positiva e fruttuosa». Renzo Bonafini, affiancato dal suo vice Valentino Mosca, ricorda alcuni avvenimenti che hanno caratterizzato la storia del Gruppo «dalle immancabili Feste Alpine organizzate a turno in tutti paesi della Valle alla partecipazione a tutte le Adunate Nazionali». Gli alpini del Gruppo di Spiazzo, in questi cinquant'anni si sono distinti per generosità ed impegno «dall'intervento in occasione del terremoto in Friuli del 1976, alla realizzazione della Baita di don Onorio per il Villaggio del Fanciullo SOS a Trento, dalla “Camminata della speranza” a Caderzone, Fisto e Bocenago per la Delegazione della Giudicarie della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori al “Banco Alimentare” nei paesi di Spiazzo, Caderzone e Pelugo, alla raccolta di fondi per Paganica (Abruzzo). Gli alpini di Spiazzo nel 1991 fondano il Nu.Vol.A. Adamello che interviene in occasione dell'alluvione in Piemonte a Cannelli e in Versilia (1994), a Kukes in Kossovo (1999) con la Missione Arcobaleno e in Umbria per il recente terremoto. «Indimenticabile l'incontro organizzato nell'estate del 1968 sul Corno del Cavento (m. 3.404), tra i due comandanti nemici di cinquant'anni prima, l'italiano Fabrizio Battanta e l'austriaco Alfred Schatz, ai quali è dedicato il 47º Pellegrinaggio in Adamello del prossimo luglio. Il Gruppo collabora con Sergio Collini e Giovanni Pellizzari alla realizzazione del Museo “Caduti dell'Adamello”, inaugurato nel 1979 ed ora collocato nella nuova sede dal 2007. Gli alpini partecipano al Pellegrinaggio di commemorazione della slavina alla Valletta Alta (1996) ed alla realizzazione della grande croce in ferro con residuati bellici opera del socio Giovanni Pellizzari sulla cima del Corno di Cavento (1988). Nel 25º di fondazione il Gruppo realizza e regala ai bambini della Scuola Materna di Spiazzo una caratteristica baita per i giochi all'aperto ed avvia l'incontro con i bambini della scuola Materna in occasione del carnevale, che si ripete da 25 anni. Nei giorni dal 22 al 25 luglio prossimi, in occasione del 47º Pellegrinaggi in Adamello le penne nere di Spiazzo spegneranno 50 candeline. Domenica 25 luglio a Spiazzo è prevista la grande sfilata delle penne nere del versante Trenino e quello Camuno dell'Adamello, Messa, rancio alpino e concerto di ben 4 fanfare alpine. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 63 Data: 26-05-2010 Trentino L'Abruzzo non paga le fatture Venti milioni di arretrati per le aziende trentine. Cosbau compresa TERREMOTO La giunta propone un fondo a cui attingere per superare i momenti di scarsa liquidità ROBERT TOSIN TRENTO. Un fondo per mettere a disposizione delle aziende a corto di liquidità un aiuto temporaneo ma vitale. E' questa una delle prime soluzioni individuate dalla giunta provinciale che ha fatto tesoro della situazione paradossale in cui si trova la Cosbau, azienda che ha oltre 130 lavoratori e un credito di 14 milioni di euro che non riesce ad esigere. «E' un'azienda che ha appalti e che lavora - ha detto ieri nell'aula del consiglio provinciale Walter Viola del Pdl - ma che per problemi di liquidità non riesce a far fronte alla situazione, nonostante abbia crediti rimasti in sospeso dopo gli impegni nella ricostruzione dell'Abruzzo». La situazione coinvolge prima di tutto la Cosbau, ma legata ad essa vi sono anche parecchi subappaltatori e fornitori. Si calcola che il credito delle aziende trentine coinvolte nella ricostruzione dell'Abruzzo terremotato ammonti a 20 milioni di euro. Un patrimonio che rischia di strangolare anche piccole realtà imprenditoriali. Sull'argomento strettamente riferito alla Cosbau il presidente Dellai ha chiarito che la Provincia segue da molto vicino l'evolversi della situazione e si sta cercando di trovare altre realtà in grado di rilevare rami d'azienda per salvare l'occupazione e l'attività stessa. Ma l'esperienza ha indotto la giunta provinciale a studiare interventi concreti e disponibili in grado di dare ossigeno quando si dovessero verificare situazioni analoghe. La crisi economica, infatti, colpisce le aziende proprio sulla liquidità. Spesso non è la mancanza di lavoro a mettere in ginocchio le fabbriche o gli artigiani, ma proprio il fatto che i clienti non hanno sufficiente liquidità per saldare le fatture. Diventa così un effetto domino che si ripercuote fino ai fornitori originali che rimangono senza il denaro sufficiente per pagare i lavoratori. Venerdì in giunta dovrebbe essere firmato un provvedimento che chiama in causa direttamente Confidi. L'idea è quella di creare un fondo a disposizione delle aziende in difficoltà per carenza di liquidi o in presenza di crediti difficili da esigere che possa fornire un po' di “ossigeno” fino a quando la situazione non si sarà normalizzata. Si ipotizza un prestito fino a 500 mila euro della durata di 18 mesi per ciascuna azienda. I dettagli stanno per essere messi a punto proprio in questi giorni, ma l'obiettivo resta un punto fermo: dare un'opportunità alle aziende rimaste col fiato corto non per colpa di inefficienza o crollo di commesse, ma perché si trovano nella necessità di avere l'operatività minima, garantire così l'occupazione e proseguire nell'attività produttiva. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 64 Data: 25-05-2010 Varesenews Lavoro, Expo ed edilizia al centro della discussione in Consiglio Milano Questi i temi delle interrogazioni con risposta immediata, proposte da PD e IdV, con cui è stata aperta la seduta del 25 maggio Zoom Testo Stampa | Invia | Scrivi I tempi di attivazione dell'Osservatorio sul mercato del lavoro e l'efficacia della Borsa Lavoro, il patrimonio della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, gli oneri e gli impegni finanziari a carico di Regione Lombardia nella società costituita con Comune e Provincia di Milano per la gestione di Expo 2015, gli interventi e i contributi per i danni provocati dal terremoto che ha colpito alcune zone della provincia di Bergamo l'11 e il 14 maggio scorsi, le misure regionali a sostegno dell'edilizia. Sono stati questi i temi oggetto dei cinque Question Time (interrogazioni alla Giunta con risposta immediata) con i quali si è aperta la seduta di Consiglio Regionale di martedì 25 maggio presieduta dal Presidente Davide Boni (Lega Nord). Lavoro e occupazione La prima interrogazione, presentata dal Pd (primo firmatario il capogruppo Luca Gaffuri), ha avuto per tema il lavoro. In considerazione del fatto che l'emergenza crisi non sta arretrando e che sono circa 100.000 i lavoratori lombardi in cassa integrazione, Gaffuri ha chiesto conto alla Giunta dei tempi di attivazione dell'Osservatorio sul Mercato del Lavoro e dell'efficacia dello strumento "Borsa lavoro", nonché dell'uso delle risorse a disposizione. Il Pd ha chiesto anche d'essere informato sulla percentuale reale di ricollocazione delle persone che hanno utilizzato le diverse forme di "dote lavoro" messe a disposizione dalla Regione. «Posto che fra gli interventi regionali si è tralasciato di ricordare il supporto alla cassa in deroga e che l'obiettivo del governo regionale è la ricollocazione dei disoccupati sul mercato" ha detto l'Assessore Gianni Rossoni, in risposta "l'Osservatorio è stato costituito nel luglio del 2008 e riunendosi periodicamente continua il monitoraggio dei flussi in entrata e in uscita nel mercato del lavoro. La borsa lavoro è attiva ed ha avuto 50.000 utenti registrati solo nel 2009. Per quanto riguarda i primi 4 mesi del 2010, poi, il 32% delle persone che si sono valse della dote lavoro, risulta occupato al termine del percorso». Fondazione IRCCS Ca' GRanda La vicenda della Fondazione IRCCS Ca' Granda- Ospedale Maggiore Policlinico è stata al centro dell'interrogazione del Pd, che con l'intervento di Sara Valmaggi (prima firmataria) ha chiesto se sia vero che nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione sia stata avanzata la proposta di affidare la gestione del patrimonio immobiliare dell'IRCCS (Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico) ad Infrastrutture Lombarde spa. Valmaggi ha chiesto di conoscere il dettaglio del patrimonio immobiliare della Fondazione con il relativo valore economico, i dettagli del piano proposto per l'affidamento, le procedure con cui verranno aggiudicati i progetti ed i lavori di realizzazione della nuova sede del Policlinico e delle diverse tipologie dei servizi coinvolti, compresi quelli strettamente sanitari. "Non esiste alcuna ipotesi di alienazione, neppure parziale, del patrimonio del Policlinico" ha risposto per la Giunta il Sottosegretario, Paolo Alli. E' stata avviata, ha aggiunto, un'ampia consultazione sul tema della valorizzazione del patrimonio e in questo senso il CdA del Policlinico ha ascoltato anche una relazione di Infrastrutture Lombarde che ha illustrato situazioni e soluzioni relativi a casi analoghi. Alli, che ha anche sottolineato l'ampio margine di autonomia gestionale e patrimoniale della Fondazione, ha detto che eventuali proposte "verranno valutate nel massimo della trasparenza". Sara Valmaggi si è detta totalmente insoddisfatta della risposta ed ha annunciato che il gruppo Pd riproporrà la questione in Commissione Sanità. Expo 2015 Il Gruppo IdV (primo firmatario il capogruppo Stefano Zamponi) ha sollevato la questione della Società costituita da Regione, Comune e Provincia di Milano per l'acquisto delle aree destinate ad Expo 2015. "Quale l'esatto valore dei terreni Argomento: NORD Pag. 65 Data: 25-05-2010 Varesenews Lavoro, Expo ed edilizia al centro della discussione in Consiglio da acquistare, con quali risorse e con il coinvolgimento di quali banche", e anche "in caso di taglio dei fondi stanziati dal Governo se vi sia un piano o progetto alternativo e quale sia la sua articolazione" ha chiesto Zamponi. «L'impegno finale diretto degli enti che hanno costituito la società non ancora stato definito -ha risposto il Sottosegretario Paolo Alli- né l'entità delle risorse garantite con l'indebitamento. Verranno avviate "trattative bonarie" per l'acquisto, ha spiegato Alli, e ad oggi il Governo ha confermato gli impegni assunti. Insoddisfatto "nel metodo e nel merito" il Gruppo IdV. "Il metodo -ha ribattuto Zamponi- non rispetta la correttezza dei rapporti fra Giunta e Consiglio, il quale apprende di queste scelte dai giornali" Scelte molto discutibili anche nel merito, con risorse non quantificabili e trattative dall'esito incerto, ha concluso Zamponi. Scosse sismiche a Bergamo Sulle scosse sismiche che hanno colpito la Provincia di Bergamo martedì 11 maggio e venerdì 14 maggio, è intervenuto il Consigliere regionale Giosuè Frosio (Lega Nord), che ha chiesto informazioni sulla reale situazione sismica dei territori colpiti, sulle azioni di verifica in corso dei danni subiti alle strutture pubbliche e private e sulle risorse che verranno messe a disposizione dei Comuni colpiti. In particolare, Frosio ha poi sottolineato la necessità «di maggiori strumenti di prevenzione in chiave antisismica e di un monitoraggio costante e puntuale delle situazioni». Nella sua replica, l'Assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa (PdL) ha evidenziato come si sia trattato di scosse di piccola entità, senza gravi conseguenze, e di come dalle segnalazioni pervenute non si siano finora evidenziati danni particolarmente rilevanti a strutture, edifici e infrastrutture. Le conseguenze maggiori delle scosse sismiche sono state avvertite solo in tre Comuni, Ardua, Bracca e Costa Serina, per danni riferibili per lo più a strutture datate e per un ammontare complessivo non superiore ai 2 milioni di euro. «In ogni caso - ha assicurato La Russa- le strutture regionali competenti stanno tuttora svolgendo le ultime verifiche, anche per essere certi che i danni segnalati siano effettivamente riconducibili al terremoto». Edilizia La crisi del comparto edilizio è stata al centro dell'interrogazione presentata da Francesco Prina e da altri Consiglieri regionale del Partito Democratico. In particolare, Prina ha chiesto alla Giunta di conoscere gli interventi che Regione Lombardia intende adottare per far uscire dalla crisi l'attività edilizia, «considerato anche -ha aggiunto- che all'inizio di maggio solo 47 Comuni lombardi su 1546 avevano usufruito delle opportunità introdotte dal Piano Casa regionale». L'Assessore al Territorio Andrea Gibelli (Lega Nord) ha evidenziato come sia ancora prematuro fare un bilancio sugli effetti reali del Piano Casa, a fronte anche delle aspettative che nell'intero comparto è lecito avere e degli sviluppi che potrebbero presentarsi in riferimento alla scadenza del 31 marzo 2011, data entro al quale dovranno essere approvati i Piani di Governo del Territorio. «In ogni caso -ha assicurato Gibelli- Regione Lombardia sta mettendo in atto numerosi strumenti per assicurare incentivi al comparto edilizio, con attenzione particolare a temi quali la sicurezza del lavoro e la sostenibilità energetica e ambientale». Argomento: NORD Pag. 66 Data: 25-05-2010 Varesenews Manovra: in Cdm niente norme su Protezione Civile ROMA Non sarebbero stati esaminati provvedimenti sul Dipartimento Zoom Testo Stampa articolo | Invia | Scrivi (ANSA) - ROMA, 25 MAG - Nessun provvedimento relativo alla riorganizzazione della Protezione Civile sarebbe stato approvato, nel corso del CdM. Nel corso del Consiglio dei Ministri è stato dato il via libera alla manovra finanziaria. Secondo quanto si apprende da fonti del Dipartimento di via Ulpiano, nel corso del Cdm non sarebbero stati esaminati provvedimenti relativi al Dipartimento, ne' tantomeno all'attivita' di Protezione Civile. Argomento: NORD Pag. 67