La Provincia
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SPAZIO APERTO
Battaglia di Cremona del 1943
Borgomaneri scrive il vero
Egregio signor direttore,
ho letto l’opuscolo dove Mario
Coppetti, affidandosi ai suoi ricordi,
ricostruisce la battaglia di Cremona del
9 settembre 1943. Non è nel merito
della ricomposizione dei fatti narrati
che vorrei dire due parole ma
soffermarmi su quello che sembra
essere stato il motivo, scritto nella
pagina di frontespizio, che ha indotto
l’autore a scrivere la sua storia.
Definire come «falso storico» la
ricostruzione dei fatti cremonesi fatta
da Luigi Borgomaneri, contenuta in
‘Dizionario della Resistenza’ a cura di
Ezio Collotti, volume 1, pagina 525,
Torino 2001/2002, è, a mio avviso,
esagerato. La ricostruzione fatta da
Borgomaneri è sostanzialmente giusta.
Forse limitata
nell’elecanzione degli
avvenimenti, certamente
non esatta nel quantificare
il numero dei militari
caduti, sicuramente è
sbagliato attribuire come
appartenenti al solo 3°
Reggimento di corpo
d’armata i soldati caduti
ma tutto questo, e forse
alcune altre imprecisioni,
non possono qualificare
come un «falso storico» la
ricostruzione stessa
sostanzialmente giusta.
Altro discorso per quanto
scritto dal noto saggista
Mimmo Franzinelli nella
post-fazione al libro
‘Diario di Fossoli’ citato da
Coppetti. Qui concordo
con lui e la qualificazione
di «falso storico» è
appropriata. Vorrei solo ricordare
come poco dopo la pubblicazione ci fu
chi a Cremona rilevò il «falso storico» .
A Franzinelli, in occasione di una sua
andata a Castelverde, la cosa venne
contestata personalmente.
Mi siano consentite due parole di
commento a quanto contenuto al 2°
capoverso della pagina 9 dell’opuscolo
di Coppetti. L’Anpi cremonese ha
sempre tenuto presente il contributo
dato dai soldati alla guerra di
liberazione. (...) Do atto al giornale da
Lei diretto di avere, a suo tempo e non
in una sola occasione, pubblicato e dato
risalto alla cosa.
Ennio Serventi
(Cremona)
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La sinistra in giacca e cravatta
non pianga per gli statali
Egregio direttore
ho fatto il professore per soli tredici
anni e ho di tutti i miei colleghi (e
presidi, bidelli e segretari) un ottimo
ricordo. Ma il lavoro era talmente
impiegatizio da essere purtroppo
classificabile come pre-galileiano, cioè
per principio escluso da ogni crescita.
Allora non sapevo che un operaio può
prendere tre euro l’ora, o che un
dipendente privato può trovare i
cancelli chiusi in qualsiasi momento.
Sapevo solo che per me statale c’era il
tappeto rosso se andavo in banca. Può
immaginarsi due o tre settimane fa, in
tv il buon Niki Vendola piange sul
contratto bloccato delle maestre, le
labbra tremanti di preoccupazione.
Dopo un secondo d’incredulità sono
balzato dalla sedia come Buck nel
saloon, cercando la gola coi denti. Poi,
bloccatomi a trenta centimetri dallo
schermo, ho ringhiato a lungo. Mi sto
trasformando in lupo? No, è che la bella
sinistra in giacca e cravatta è davvero
troppo, troppo, troppo scema.
Claudio Bettinelli
(Cremona)
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L’Italia celebra i suoi caduti
ma continua a fare le guerre
Gentile direttore,
domenica 10 novembre al mio paese si
festeggiano i caduti di tutte le guerre,
tipico appuntamento novembrino.
Una buona occasione per ricordare il
sacrificio dei giovani immolati per la
follia dei governanti di allora. Ma se
vogliamo che le celebrazioni non si
riducano a semplici commemorazioni
retoriche, come si è inclini sovente in
queste circostanze, sarebbe il caso di
guardarsi attorno con senso critico e
osservare che questa follia è
perseverante, e badate bene non solo
all’estero, tale è la disinformazione che
lo fa credere, ma nelle istituzioni del
Belpaese. L’Italia partecipa alle
guerre, e non solo per le missioni di
pace: l’Italia ha seguito a ruota gli Stati
Uniti, senza alcuna vergogna, nelle
guerre lampo che gli americani si
inventano con la scusa di ristabilire la
democrazia in alcuni paesi, mente a
spingerli sono le coincidenze
economiche legate alle industrie degli
armamenti e spessissimo alle risorse
energetiche che quei
paesi producono. L’Italia
in questo senso è il più
immaturo dei paesi
europei, tranne forse
rispetto all’Inghilterra,
entrambi infatti
interpretano
l’appartenenza alla Nato
come il dovere di seguire
acriticamente tutte le
scelte imposte dagli Usa,
decisioni alle quali
riescono a dissociarsi
Germania e Francia, senza
per questo rinunciare a far
parte dell’organismo, ma
senza entrare in guerra se
non lo ritengono
necessario. L’Italia è un
popolo immaturo, ma
soprattutto lo sono i suoi
governanti e i suoi
parlamentari e, in
particolar modo, i suoi capi dello Stato,
che firmano come se firmassero
l’aumento delle sigarette, l’entrata in
guerra contro altri paesi. Guerre di
aggressione, atti incostituzionali, per
questioni interne di altre nazioni che
non riguardano in alcun modo il nostro
paese.
Claudio Maffei
([email protected])
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Molti i modi per informarsi
sulla raccolta differenziata
MARTEDÌ
12 NOVEMBRE 2013
IL CASO
Commenta su www.laprovinciadicremona.it/spazioailettori
Per tutelare l’ambiente
aziende fuori dalla città
Egregio direttore,
domenica 10 lei ricordava nello spazio
‘Il Punto’, l’errore commesso sessant’anni fa di costruire una raffineria
vicino alle canottieri e alle case, dettato dall’euforia economica del dopo
guerra e dall’incapacità di prevedere
danni che ne sarebbero derivati.
Ora, nel momento di una crisi dove
non si può vedere la fine, ritiene vi sia
la capacità di collocare idoneamente
nuovi posti di lavoro, nel probabile
(spero mai) costruendo impianto della
lavorazione della plastica in carburante, in via Eridano ex Bortolotti
(ancora Tamoil), visto che tale area è
più che mai a ridosso di civili abitazioni e all’interno del parco del Morbasco, con quale grado di inquinamento?
Intende lasciare ai suoi successori di
scrivere le stesse cose tra cinquant’anni? Sono certo che non è un suo pensiero. Se la raccolta differenziata ci è
stata imposta per il recupero ecologico ed ambientale, perché non differenziare questi impianti innovativi in luoghi lontani da civici abitazioni?
corsa, però è anche vero che, uno se
vuole, può informarsi con i suoi mezzi
anche senza l’uso di internet. Ci sono
state varie manifestazioni a Cremona
al riguardo ad alto livello, dalle quali la
cittadinanza si è tenuta lontana
ritenendosi forse estranea
all’argomento o solo scarsamente
informata dai media. Ci sono anche
varie associazioni, politiche e non, che
sono in grado di spiegare bene la
situazione.
Ad esempio sono vari sabati che in
corso Campi si trova un banchetto dove
avvicinandosi, senza pregiudizi politici
di sorta, si possono chiedere le
delucidazioni del caso. Comunque per
sintetizzare al massimo in tutto il
mondo la raccolta differenziata serve
per chiudere gli inceneritori, svuotare
le discariche e con i profitti derivanti
dalla vendita dei materiali di riciclo
ridurre le tariffe e /o aumentare gli
addetti producendo posti di lavoro, qui
L’ex deposito Bortolotti di via Eridano
La tutela dell’ambiente e la salute delle persone è una cosa troppo seria e
responsabile per tutti.
Gianfranco Ferrari
([email protected])
Egregio direttore,
dal suo editoriale di domenica 10 novembre dal titolo ‘Differenziata e area
Tamoil, uno strappo con il passato’, si
legge a pagina 3: «Costruire una raffineria vicino alle società canottieri e
a Cremona invece si tiene acceso
l’inceneritore (con i problemi di salute
che ne derivano), si aumentano le
discariche, ed il bello è che si
aumentano le tariffe cioè tutto il
contrario del normale. Siamo un’isola
infelice».
Gianpietro Guarneri
(Cremona)
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Sui ‘telefoni di Stato’ possibile
risparmiare 5 milioni all’anno
Egregio direttore:
per la serie ‘un piccolo rimborso non si
nega mai’. Ogni singolo parlamentare
riceve mensilmente un rimborso spese
forfettario (senza bisogno di
giustificativi come fatture o ricevute
che attestino la spesa) di circa 550 euro
per spese telefoniche. Mi chiedo, ma
come è possibile che nessuno si sia
accorto, nonostante l’incessante
pubblicità, che sul mercato tutti i
principali operatori telefonici offrono
Commenta su www.laprovinciadicremona.it/spazioailettori pacchetti all inclusive che permettono
LA POLEMICA
di chiamare qualsiasi utenza nazionale
senza limiti (fissi e cellulari) a partire
da 29 euro mese? Facciamo due calcoli:
550 euro -29 euro = 521 euro che
moltiplicato per i circa 1000
parlamentari (630 Camera + 330
re un sorriso e distogliere la nostra mente
Caro direttore
Senato + senatori a vita) darebbe un
mi rivolgo a lei per chiederle di smettere dai troppi problemi quotidiani. Vorrei ririsparmio di circa 500.000 euro al mese,
con annunci in prima pagina e a caratteri cordare ai ristoratori che il budget di cui
6.000.000 euro all’anno. 6 milioni di
cubitali sulla questione riguardante le sa- stiamo parlando, guardando le vostre
euro sottratti dalla casta a tutti i
gre e le feste. Vorrei che la questione si co- statistiche è una cifra diciamo irrisoria
cittadini (percepiscono 550 euro e
minci a guardarla con gli occhi di coloro che se anche andasse nelle casse degli
spendono 30-40 euro al mese) solo sul
che a queste sagre e feste partecipano. Io stessi non risolverebbe il loro problema. Il
rimborso ‘falso’ delle spese
per esempio vi partecipo con entusiasmo problema è che c’è sempre meno gente ditelefoniche. Senza contare tutti gli altri
perché trovo in queste manifestazioni il sposta a spendere il poco denaro che posaventi diritto al cellulare di Stato. La
solo e unico momento di aggregazione di siede nei ristoranti. Semmai c’è da sottosoluzione ? Facile, leviamo il rimborso
una società che è divenuta sempre più le- lineare che le tanto decantate feste o sagre
forfettario ad ogni parlamentare e
gata al particolare, le amicizie e le fre- difficilmente riusciranno a sopravvivere,
‘avente diritto’ e regaliamogli un
quentazioni si trovano attraverso inter- prova ne sia che molte di esse non vengobell’Iphone nuovo con contratto all
net, le chat, Twitter, Facebook e via di- no ormai più riproposte. E questo è un veinclusive (...).
scorrendo. Credo che continuare a re- ro problema e chi voglia disconoscerlo a
Anselmo Gusperti
stringere i luoghi di aggregazione ci por- cominciare da coloro che hanno relegato
(Cremona)
terà dritti alla alienazione di quel partico- la vecchia festa dell’Unità in luoghi poco
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lare humus che si chiama cittadinanza accessibili e marginali non aiuterà a risolintesa come il conoscere e riconoscersi verlo. Lo dico chiaro e netto: ero molto feCon la rendita civica di Grillo
con chi vive nella stessa città. Vede, se il lice quando alle feste dell’Unità si inconaumenterà il lavoro nero
solo momento in cui ci si trova tra cittadi- travano sia persone della opposizione che
ni viene usato magari per protestare giu- quelle che governavano. Il sorriso di perSignor direttore,
stamente contro le varie ingiustizie si crea sone che si ritrovavano spesso solo in quei
Grillo ritorna in campo con un’altra sua
una società di gente spesso arrabbiata, in- momenti era impagabile.
balzana idea: la rendita civica.
Giuseppe Storti
capace di sorridere. Le sagre e le feste
Seicento euro a ciascuna famiglia, circa
(Bosco ex Parmigiano)
hanno soprattutto questo scopo, strappa9 milioni, sono oltre 5 miliardi. Chi
paga? Se Grillo pensa di pagare, con i
Signor direttore
le invio una lettera in risposta al signor
B. Ravara sul riciclo intitolato: ‘Rifiuti
zero’. «Distinto signor Ravara, posso
capire il suo disorientamento e la sua
irritazione riguardo alla faccenda, in
effetti le istituzioni sono molto
lacunose sulle spiegazioni e si tengono
sul vago onde poter cambiare idea in
11
SAGRE E FESTE SPAZI PER SOCIALIZZARE
ALTRO CHE CHAT, TWITTER E FACEBOOK
alle case fu un errore dettato dall’euforia economica...». Mi permetta di
far notare che nell’anno di costruzione della raffineria Italia (1954) le aree,
oggi occupate dalle canottieri, erano
invase dalle acque del fiume Po (numerose le lanche meta di pescatori).
Solo la Società Bissolati era già presente, ma che è stata interessata da
uno sviluppo (palazzetto e piscina
olimpionica) in anni recenti ed in spazi prossimi al muro di cinta della raffineria.
Lo stesso Cral Amoco venne costruito
dalla compagnia petrolifera americana nel 1963, la canottieri Flora a metà
degli anni ’70. Questo vale anche per
le abitazioni che hanno trovato sviluppo in periodi post costruzione della
raffineria, alcune delle quali anche in
periodi recentissimi.
Attilio Dossena
(Cremona)
remetto che ogni nuovo
insediamento produttivo è da
P
salutare con favore, soprattutto in
tempi di crisi come questi. Prima di
esprimere giudizi compiuti è bene
avere chiare in mente tutte le
informazioni. Mi sembra
prematuro esprimere fin d’ora un
giudizio sull’impianto ipotizzato
all’ex deposito Bortolotti. Sarà
nostra cura sottolineare sempre e
comunque eventuali problemi
ambientali e di salubrità qualora
dovessero emergere.
nostri soldi, l’accaparramento di voti
per il suo movimento, oramai in
disfacimento, si sbaglia di grosso. La
sua idea di garantire a oltre 9 milioni di
famiglie una rendita fissa è
inconcepibile, demagogica (non siamo
la Libia di Gheddafi, quando questi con
gli enormi introiti derivanti della
vendita di petrolio, destinava a ogni
famiglia una rendita: l’Italia non ha il
petrolio della Libia). Grillo scendi
dall’albero. Questo vorrebbe dire, per
buona parte di quelle famiglie
beneficiarie della rendita Grillo, non
fare nulla per cercare un lavoro, o meglio - lo cercheranno in nero e
sommato alla rendita vivranno
discretamente, esentasse ovviamente.
Non mi pare proprio una sana idea. Il
lavoro per queste malcapitate famiglie
potrà arrivare solo attuando politiche
di sostegno alle piccole e medie
imprese, con la volontà delle banche,
che comunque grosse responsabilità
hanno avuto finora, di liberalizzare
mutui e finanziamenti agli
imprenditori e far cessare la moria di
imprese (400mila in cinque anni).
Pensiamo piuttosto a un sociale
diverso, degno di una società moderna
e civile: cioè garantire a tutti quei
pensionati sociali una rendita di
almeno mille euro mensili, di fissare un
tetto a tutte quelle milionarie rendite
destinate ai privilegiati. La pensione
non deve essere un accumulo di
denaro, ma deve soddisfare il
mantenimento del titolare e della sua
famiglia. Queste anziane persone non
riescono neppure a garantirsi il cibo
con la rendita sociale, l’affitto chi glielo
paga? Non meritano di essere trattate
in questo modo.
Mario Giuriati
(Crema)
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Gente in crisi, premi ai dirigenti
Andava meglio nel 1945
Signor direttore,
dopo 20 anni, centro storico morto,
vigili perennemente in tangenziale,
superpremi ai dirigenti comunali, con
metà popolazione alla fame,
complimenti alla giunta comunale.
Andava meglio nel ’45.
[email protected]
(Cremona)
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