LEZIONE 1
ITALIA: DALLO STATO
LIBERALE AL FASCISMO
IL DOPOGUERRA IN ITALIA
Crisi economica postbellica:
- sviluppo abnorme di alcuni settori industriali;
- sconvolgimento dei flussi commerciali;
- deficit gravissimo del bilancio statale;
- inflazione galoppante.
Crisi agraria:
- Delusione dei contadini, reduci dalla guerra: spinti ad entrare in
guerra dalla promossa della terra ora i contadini si riscoprirono
profondamente delusi dallo stato liberale che non era in grado di
affrontare il problema della questione agraria.
- La situazione sfociò nell’occupazione delle terre dei proprietari
terrieri: lo Stato intervenne ma solo con misure palliative
 aumentò sempre più la distanza e il disamore dei contadini verso
lo Stato
 acuirsi della Questione meridionale
- Malcontento classi sociali:
 Reduci di guerra ed ex combattenti
 Piccola borghesia
PERDITA IDENTITÀ
SOCIALE
VITTORIA MUTILATA
Preghiera di Sernaglia
(24 ottobre 1918 sul Corriere
della Sera)
Vittoria nostra,
non sarai mai mutilata.
Nessuno può frangere
i tuoi ginocchi
ne tarparti le penne.
Dove corri? Dove Sali?
IMPRESA DI FIUME
-
-
-
Patto di Londra: la Dalmazia è
annessa all’Italia, MA Fiume resta
all’impero austro-ungarico (vittoria
mutilata è definita da D’Annunzio).
Conferenza di Versailles: il
presidente Orlando e il ministro
degli Esteri Sonnino chiedono
l’annessione di Fiume, ma tale
richiesta incontra l’opposizione
degli alleati. Nell’aprile 1919
Orlando e Sonnino abbandonano
Versailles.
La presa di Fiume nel settembre
1919: reparti militari ribelli sotto il
comando di D’annunzio occupano
Fiume.
PARTITI POLITICI
PARTITO LIBERALE: mostrerà tutta la sua debolezza,
tanto che in tre anni si avranno cinque ministeri diversi:
- Nitti (1919-1920)
- Giolitti (1920-1921)
- Bonomi
- 2 ministeri Facta
PARTITO SOCIALISTA (sorto nel 1892) e diviso al suo
interno nelle componenti dei:
- massimalisti
- riformisti (Turati)
PARTITO
POPOLARE
ITALIANO – 1919
Fondatore:
- don Luigi Sturzo
Programma:
- partito aconfessionale
- interclassista
- riforma tributaria e fiscale
BENITO MUSSOLINI
• Nasce a Predappio nel 1883
• Fervente socialista (vicino alle
posizioni dei rivoluzionari)
• 1912 direttore del quotidiano
socialista l’Avanti dà al
giornale una connotazione
rivoluzionaria
• Posizione interventista in
contrasto con le direttive del
partito e per tale motivo è
stato espulso
• Fonda il suo giornale Il
Popolo d’Italia
MOVIMENTO DEI FASCI DI
COMBATTIMENTO
• FONDATORE: MUSSOLINI BENITO
• 23 MARZO 1919 PIAZZA SAN SEPOLCRO A MILANO
• PROGRAMMA: movimento eterogeneo, che accoglieva
esigenze diverse.
- Puntava in primo luogo sull’appoggio di nazionalisti e
conservatori, a loro volta sostenuti dai reduci e dai ceti
medi colpiti dalla crisi.
- politicamente si collocava a sinistra
- antimonarchico e anticlericale
- principali nemici i socialisti
SIMBOLO FASCISMO
• insieme di oggetti uguali
strettamente uniti e legati così
da sembrare un unico oggetto.
• Ripreso dall’antica Roma dove
era simbolo del potere dei
magistrati
• simboleggia sia l’unità del
popolo, sia l’autorità posseduta
nel suo insieme dal popolo
stesso
POLITICA: ELEZIONI 1919
Partiti
Voti
%
Seggi
Partito socialista
1.834.792
32,3
156
Partito popolare
1.167.354
20.5
100
904.0195
15,9
96
Partito democratico
622.310
10,9
61
Partito liberale
490.630
8,6
41
Partito dei combattenti
Partito radicale
232.923
110.692
4,1
2,0
20
12
Altri partiti
322.178
5,7
23
Liberali-democratici -radicali
- SUCCESSO DEI PARTITI DI MASSA.
- ELEZIONI TENUTE COL METODO DELLA
RAPPRESENTANZA PROPORZIONALE
-SITUAZIONE DI STALLO: SOLO SE
POPOLARI E SOCIALISTI SI FOSSERO
ALLEATI
AVREBBERO
POTUTO
SCONFIGGERE I LIBERALI
- DIVERGENZE TROPPO FORTI PER
UN’ALLEANZA
UNINOMINALE
E
PROPORZIONALE:
DUE SISTEMI A
CONFRONTO
GOVERNO GIOLITTI
• Giugno 1920: dopo il ministero Nitti, è chiamato l’ormai
ottantenne Giovanni Giolitti.
• 12 novembre 1920 Trattato di Rapallo: l’Italia conserva
Trieste, Gorizia e l’Istria. La Dalmazia passa alla Jugoslavia.
Fiume è dichiarata città libera, diventerà italiana nel 1924.
• Limiti del disegno giolittiano: non rende operanti i progetti di
tassazione dei titoli azionari e dei profitti di guerra; non
ridimensiona le spinte rivoluzionarie del movimento operaio; il
centro della lotta politica non è più il parlamento, quanto le
segreterie dei partiti, le centrali sindacali e le piazze.
• Scontri sindacali: industriali del settore metalmeccanico vs
categoria operaia (Fiom); occupazione delle fabbriche; dalle
attese rivoluzionarie al compromesso sindacale.
• Gennaio 1921 Congresso del Psi a Livorno: nasce il Partito
Comunista Italiano
FASCISMO AGRARIO
Fine del 1920 e inizio del 1921: mutamento del fascismo da
radical-democratico a struttura paramilitare (squadre
d’azione).
CLASSI SOCIALI CHE
APPOGGIANO IL FASCISMO
• Reduci di guerra: cresceva sempre più la loro
ostilità verso gli operai e la borghesia arricchita
(pescicani)
• Arditi di guerra
• Piccola borghesia vessata dalla crisi
• Nazionalisti
• Imprenditoria agraria
ERRORE GIOLITTI
- Inserimento del Movimento dei Fasci nei BLOCCHI
NAZIONALI.
- FINE: arginare i socialisti e i popolari (partiti di massa)
- Nelle elezioni del 1921 Giolitti, involontariamente,
COSTITUZIONALIZZERÀ i fascisti
- NOVEMBRE 1921: Mussolini trasforma il Movimento
dei Fasci nel Partito Nazionale Fascista (PNF): era un
passaggio della svolta moderata con cui Mussolini cercava
di presentarsi come leader credibile e affidabile.
POLITICA: ELEZIONI DEL 1921
Partiti
Voti
%
Seggi
Partito socialista
1.631.435
24,7
123
Partito popolare
1.347.305
20,4
108
Blocchi nazionali
(conservatori, giolittiani e fascisti)
1.260.007
19,1
**105
Partito liberale - democratico
684.855
10,4
Partito democratico-sociale
309.191
4,7
68
29
Partito liberale
470.605
Partito comunista
304.719
29.549
7,1
4,6
0,5
43
15
2
570.480
8,5
42
Partito Fascista
Altri partiti
** di cui 35 fascisti
MARCIA SU ROMA
• La Marcia su Roma (inizia il 27
ottobre) colpisce lo Stato nella piena
crisi del partito liberale.
• Facta si dimette il 28 ottobre.
• Il Re, il 28 ottobre, rifiuta di firmare
lo stato d’assedio e il passaggio dei
poteri alle autorità militari.
• Il 30 ottobre è pronto il Governo
guidato da Mussolini. Partecipano,
oltre ai fascisti, anche liberali
giolittiani, liberali di destra,
democratici e popolari
FASCISMO E CHIESA
CATTOLICA
• Pio XI eletto nel febbraio 1922.
• Mussolini abbandona l’anticlericalismo del primo periodo.
• La riforma scolastica varata nel 1923 prevede l’insegnamento
della religione alle elementari.
• La prima vittima dell’avvicinamento tra Chiesa e fascismo
è il PPI: Don Sturzo è costretto a dimettersi dopo il congresso di
Torino (1923), poi nel 1924 va in esilio.
QUADRI SINTETICI
FATTI STORICI – ECONOMIA –
SOCIETÀ - CULTURA
FATTI STORICI
Tempo
1919
1925
Italia
Luogo
FATTI
STORICI
1922
• Impresa di Fiume
(settembre 1919)
• Elezioni novembre 1919
(Mussolini 4.000 voti)
• Programma S.Sepolcro
• Fasci di Combattimento
(23-3-1919)
• Elezioni maggio 1921
(35 deputati fascisti)
• Marcia su Roma
(De Bono – Balbo
De Vecchi – Bianchi)
(V.E. III – Facta)
(ottobre 1922)
• Assassinio
Giacomo Matteotti
(giugno 1924)
• Discorso
Mussolini
(3 gennaio 1925)
ECONOMIA
Tempo
1919
1925
Italia
Luogo
ECONOMIA
1922
• Crisi economica
post-bellica
• Disoccupazione
• Inflazione
• Profitti di guerra
• Conseguenze degli
scioperi
• Politica economica
del fascismo
• Capitalismo
assistenziale
• Autarchia
SOCIETÀ
Tempo
1919
1925
Italia
Luogo
SOCIETA’
1922
• Reducismo
• Profitti di guerra
• Biennio rosso
(scioperi)
• Crisi ceto medio
• Movimenti sociali di
massa
(operai - contadini)
• Reazione borghese
• Paura del ceto medio
• Ordine
• Squadrismo
• Consenso
• Accettazione
passiva
CULTURA
Tempo
1919
1925
Italia
Luogo
CULTURA
1922
• “Vittoria mutilata”
• D’Annunzio
(Fiume, 1919-1921)
• Futurismo
• Analfabetismo
• L’Aventino della
letteratura
• La Ronda
• Nascita
dell’opposizione
(Croce)
• Letteratura di
adesione
(Gentile)
• Letteratura di
evasione
SINTESI CONCLUSIVA
Crisi economica del primo dopoguerra
Malcontento sociale
Ceti medi:
paura del
comunismo
Violenza
squadristica
Operai:
biennio
rosso
Crisi politica del primo dopoguerra
Mito della
vittoria
mutilata
Crisi dei partiti
tradizionali e
ascesa dei partiti
di massa
Delusione
dei reduci
Nazionalismo
Sottovalutazione
del fenomeno
fascista (liberali,
Giolitti)
Divisioni nel
Partito socialista
PRESA DEL POTERE DA PARTE DEL FASCISMO
FASE LEGALITARIA 1922-1924
• Governo di coalizione (fascisti, liberali, popolari) con a capo
Mussolini che godeva del consenso della corte e del sovrano.
• I fiancheggiatori non comprendono le intenzioni di Mussolini
neppure a fronte dell’arrogante discorso tenuto in Parlamento:
Potevo fare di quest’aula un bivacco di manipoli. Potevo
sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente
di fascisti. Potevo, ma non ho, almeno in questo primo tempo,
voluto.
• Atteggiamento ambivalente: da un lato moderato, dall’altro
aggressivo e violento
IL FASCISMO SI RAFFORZA
• La nuova legge elettorale maggioritaria (legge Acerbo, luglio 1923)
assegna i 2/3 dei seggi alla lista maggioritaria (con almeno il 25%
dei voti), il resto viene suddiviso con il metodo proporzionale.
• Alle elezioni del aprile 1924 alcuni liberali come Salandra e
Orlando si presentano assieme ai fascisti nelle liste nazionali (come
nel blocco nazionale del 1921 ma a parti invertite, questa volta
dominano i fascisti).
• Le altre liste sono divise, si presentano ognuna per proprio conto, e
si condannano a una sconfitta sicura.
• Infatti alle elezioni del 1924 le liste nazionali ottengono più del
65% dei voti e ¾ dei seggi con la seconda lista.
DELITTO MATTEOTTI E
SECESSIONE DELL’ AVENTINO
• Alla fine di maggio Giacomo
Matteotti, alla Camera, svolge
una dura requisitoria contro il
fascismo contestando la validità
dei risultati elettorali.
• Il 10 giugno Matteotti è rapito a
Roma mentre il cadavere verrà
ritrovato 2 mesi dopo.
• Il regime si trova isolato.
L’opinione pubblica reclama
giustizia.
• L’atto di denuncia più clamoroso è la secessione
dell’Aventino: alcuni gruppi parlamentari abbandonano il
Parlamento finché non si fosse ristabilita la legalità
democratica.
Deputati aventiniani
SIGNIFICATO SECESSIONE
DELL’AVENTINO
Disse Turati:
Noi parliamo da questa aula parlamentare, mentre non v’è
più un Parlamento. I suoi eletti stanno sull’Aventino delle
loro coscienze, donde nessun adescamento li rimuove,
sinché il sole della libertà non albeggi, l’imperio della
legge non sia restituito, cessi la rappresentanza del popolo
di essere la beffa atroce a cui l’hanno ridotto.
SCELTA DI ALTO VALORE MORALE MA
POLITICAMENTE DEBOLE ED ERRATA
Il REGIME FASCISTA
Il 3 gennaio 1925 Mussolini dichiara chiusa la “questione morale”
assumendosi la responsabilità storica politica e morale di quanto
avvenuto.
Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto di tutto il
popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica,
morale, storica di quanto è avvenuto.
Se il fascismo è un’associazione a delinquere, io sono il capo di
questa associazione a delinquere! Il governo è abbastanza forte per
stroncare definitivamente la secessione dell’Aventino.
•Ad un manifesto degli intellettuali fascisti (Giovanni
Gentile) si risponde con un contro-manifesto redatto da
Benedetto Croce.
•Si ingrossa l’emigrazione politica degli antifascisti:
Amendola, Gobetti, Ferrari, Sturzo, Donati.
•Nell’ottobre 1925 con il Patto di Palazzo Vidoni il
sindacalismo libero riceve un colpo mortale.
LEGGI FASCISTISSIME
• Legge 24.12.1925 n. 2263 sulle attribuzioni e prerogative del
capo del Governo.
• Legge 31.1.1926 n. 100 sulla facoltà del Governo di emanare
norme giuridiche.
• Legge sindacale n. 563 dell’aprile 1926: ammette solo i
sindacati “legalmente riconosciuti” che erano quelli fascisti.
• Nel novembre 1926 sono sciolti i partiti antifascisti ed i sindacati
socialisti e cattolici.
• Legge per la fascistizzazione della Camera (Legge 17.5.1928 n.
1019). E’ la nuova legge elettorale al posto della legge Acerbo.
• Il Gran Consiglio (Legge 2693 del 9.12.1928) da organo di
partito diventa organo di Stato.
DEBOLEZZA
PARTITO LIBERALE
• Incapacità gestire la crisi economica e sociale del
primo dopoguerra
• Mito della “vittoria mutilata”
• Cinque ministeri in tre anni (1919-1922)
• Errore giolittiano dei “blocchi nazionali” (1921)
• Ingenuità dei fiancheggiatori (1922-1924)
• Secessione dell’Aventino: una questione morale
DEBOLEZZA
PARTITO SOCIALISTA
• Divisioni tra riformisti, massimalisti (Menotti Serrati),
estremisti di sinistra (Bordiga a Napoli e Gramsci a Torino)
• Congresso di Livorno (gennaio 1921) la minoranza di
sinistra abbandona il Psi fondando il Partito Comunista
Italiano
• 1 agosto 1922: lo sciopero legalitario indetto dai socialisti
giunge in ritardo e segna la definitiva sconfitta della
sinistra
• Ottobre 1922: ulteriore scissione. I riformisti guidati da
Turati abbandonano il Psi e formano il Psu (Partito
Socialista Unitario)
LEZIONE 2
LA COSTRUZIONE DEL
REGIME FASCISTA
PATTI LATERANENSI –
11-2-1929
•
•
•
Un trattato internazionale con cui la Santa
Sede riconosceva lo Stato Italiano e lo
Stato italiano riconosceva la sovranità
dello Stato della Città del Vaticano.
Una convenzione finanziaria in cui l’Italia
si impegnava a pagare un’indennità a titolo
di risarcimento per la perdita dello Stato
pontificio;
Un concordato che regolava i rapporti
interni fra Chiesa e il Regno d’Italia (i
sacerdoti esonerati dal servizio militare; i
preti “spretati” esclusi dai pubblici uffici;
il matrimonio religioso ha effetti civili;
l’insegnamento della religione cattolica è il
“fondamento
e
coronamento”
dell’istruzione pubblica; le organizzazioni
giovanili cattoliche possono continuare a
svolgere le loro attività, purché sotto il
controllo della gerarchia ecclesiastica e al
di fuori di ogni partito, ecc.).
IL REGIME E IL PAESE
L’immagine dell’Italia fascista: un paese largamente
fascistizzato:
1) ritratti di Mussolini esposti nelle scuole, negli edifici
pubblici e per le strade.
2) Emblema del fascio littorio, simbolo del regime, affisso
su edifici pubblici, monumenti, copertine dei libri, ecc.
3) Muri istoriati da scritte guerriere.
4) Grandi folle mobilitate nelle ricorrenze fasciste o per i
discorsi del duce.
LE CONDIZIONI DEL PAESE REALE
1) la popolazione passa da 38 milioni (1921) a 44 milioni nel 1939.
2) Si accentua l’urbanizzazione.
3) Gli addetti all’agricoltura calano dal 58 al 51%, gli occupati
nell’industria passano dal 23 al 26.5% e gli addetti al terziario dal 18 al
22%.
4) È un paese ancora fortemente arretrato (il reddito medio di un italiano
è la metà di quello di un francese, un terzo di quello di un inglese, un
quarto di quello di uno statunitense).
5) L’italiano medio si nutre di farinacei, mangia carne e beve latte in
quantità tre volte inferiori a quelle di un inglese o di un americano.
6) L’italiano medio considera beni di lusso il caffè, il tè e lo zucchero.
7) La politica demografica: aumentati gli assegni famigliari dei
lavoratori, favorite le assunzioni dei padri di famiglia, istituiti premi per
le coppie più prolifiche, imposta tassa sui celibi, ostacolato il lavoro
femminile, ecc.
8) Il regime mira a creare un uomo nuovo, inquadrato nelle strutture del
regime, sensibile agli appelli del capo e pronto a combattere per la
grandezza della nazione.
9) Maggior successo presso la media e la piccola borghesia, favorita
dalle scelte economiche fasciste, più sensibile ai valori esaltati dal
fascismo e più disposta a metterli in pratica.
10) La fascistizzazione tocca solo superficialmente le classi popolari e
l’alta borghesia nel profondo dei rispettivi schemi mentali e delle proprie
strutture sociali.
CULTURA, SCUOLA,
COMUNICAZIONE DI MASSA
• La riforma Gentile (1923):
severità negli studi, primato
delle discipline umanistiche,
stretta sorveglianza sugli
insegnanti, controllo dei libri
scolastici, imposizione di
testi unici per le elementari.
Università (1931) = giuramento di fedeltà al regime (su 1200 soltanto
10 rifiutano di giurare); sostanziale adesione al regime dell’ambiente
dell’alta cultura (Volpe, Mascagni, Piacentini, ecc.).
Controllo della stampa: controllo stretto e soffocante con censura e
precise direttive sul merito degli articoli. La sorveglianza sulla stampa
è esercita dal Minculpop e personalmente da Mussolini.
Radio: 1927 nascita dell’EIAR (progenitore della Rai). La radio è
dal 1935 il canale essenziale di propaganda (notiziari politici,
canzonette, sceneggiati radiofonici, ecc.).
Il cinema:
- film d’evasione e cinegiornali prodotti dall’Istituto Luce (1924)
- Mostra del Cinema di Venezia.
FIGLI DELLA LUPA
OPERA NAZIONALE
DOPOLAVORO
POLITICA ECONOMICA:
ANNI 1925-1930
• POLITICA
PROTEZIONISTICA
• Quota 90: politica di
rivalutazione della lira (90
lire/1 sterlina)
• Tutela del mercato interno
• Perdita di competitività
settore delle esportazioni
• SETTORE AGRICOLO:
autarchia nel settore
cerealicolo (Battaglia del
grano)
• CORPORATIVISMO
(Carta del Lavoro 1927)
• Ripresa delle corporazioni
medievali con l’intento di
superare il conflitto tra
imprenditori e operai
• Il corporativismo non sarà mai
concretamente realizzato
ARRINGA PER BONIFICA
AGRO PONTINO
POLITICA ECONOMICA:
LO STATO IMPRENDITORE
• La risposta del regime alla crisi si attua su due direttrici:
• Lavori pubblici: programma di bonifica integrale che mirava al
recupero di tutte le aree incolte. Nascita di nuovi villaggi:
Sabaudia e Littoria (Latina).
• Intervento dello Stato: Nascita dell’IMI, stituto di credito
pubblico, con il compito di sostituire le banche nel sostegno alle
aziende in crisi. Istituzione dell’IRI (Istituto per la riconversione
industriale) che diventa azionista di maggioranza di molte
banche in crisi e acquista il controllo su grandi industrie italiane
(Ansaldo, Ilva, Terni, ecc.).
POLITICA ESTERA:
IMPERIALISMO FASCISTA
• Nell’ottobre 1935 l’Italia invade l’Etiopia. Francia e
Gran Bretagna portano la questione al Consiglio
della Società delle Nazioni e fanno votare le
sanzioni.
• Mobilitazione popolare contro le sanzioni: le
piazze si riempiono di folle inneggianti a Mussolini
e alla guerra.
• Il 5 maggio 1936 le truppe italiane entrano in
Addis Abeba. Il 9 maggio Mussolini proclama “la
riapparizione dell’Impero sui colli fatali di Roma”.
IMPRESA ETIOPICA
1) Per vendicare lo scacco subito
nel 1896 con la sconfitta di
Adua.
2) Per mostrare che il regime
fascista può riuscire là dove la
classe liberale ha fallito.
3) Per creare un’occasione
di mobilitazione popolare e far
passare in secondo
piano i problemi economicosociali.
• Nell’ottobre
del
1936
Mussolini firma il patto di
amicizia con la Germania:
l’Asse Roma-Berlino.
• Nell’autunno del 1937
l’Italia aderisce al Patto
Anticomintern (lotta contro il
comunismo internazionale)
• Nel maggio del 1939 viene
siglato il Patto d’acciaio con
la Germania
MUSSOLINI E HITLER
• Mussolini
interpretava
l’avvicinamento
alla
Germania come una mossa
tattica per fare pressione
sulle potenze occidentali,
quindi non la considerava
una scelta irreversibile
• credendo
di
servirsi
dell’amicizia tedesca in
realtà Mussolini si troverà
fagocitato da Hitler
• impopolarità dell’amicizia
tra Mussolini e Hitler
MUSSOLINI E FRANCO
• 1936: vittoria del Fronte Popolare
ed inizio di una rivoluzione sociale
contro i conservatori, i proprietari
terrieri e il clero.
• Colpo di stato dei militari guidati
da Franco
• Guerra civile spagnola (1936-1939)
• Partecipazione italiana a fianco
della Falange nazionale di Franco
(Mussolini invia 50000 “volontari”
e materiale bellico) contro i
repubblicani sostenuti dall’Unione
Sovietica (Brigate Garibaldi)
ITALIA ANTIFASCISTA
1) Dagli anni 1925-1926 molti antifascisti affrontano il carcere o il
confino politico, l’esilio o la clandestinità.
2) Per i liberali un punto di riferimento è il filosofo Benedetto Croce.
3) I comunisti tengono in piedi una rete di clandestinità, diffondendo
opuscoli, giornali e volantini di propaganda, infiltrando uomini nei
sindacati e nelle organizzazioni giovanili fasciste.
4) Sono smantellate le organizzazioni partitiche e sindacali. Il partito
socialista si riduce a poca cosa, i suoi dirigenti sono o al confino o
all’estero (in Francia Turati e Treves).
5) Nel 1927 Concentrazione antifascista: propaganda, contatti con i
lavoratori emigrati, ecc.
6) Estate 1929 fondazione del movimento “Giustizia e libertà” di Emilio
Lussu e Carlo Rosselli
7) 1934 patto di unità d’azione tra comunisti e socialisti con la svolta
dei fronti popolari.
APOGEO E DECLINO FASCISMO
• La vittoriosa campagna in Etiopia fu per il fascismo l’apogeo
del successo e della popolarità. Alla fine del 1935, dopo le
sanzioni inflitte dalla Società delle Nazioni.
• Mussolini rilancia la politica dell’autarchia.
• Il compimento del regime totalitario: l’istituzione del
Minculpop; l’accorpamento delle varie organizzazioni giovanili
nella Gioventù Italiana del Littorio.
• Nel 1938 vengono introdotte le leggi discriminatorie contro gli
ebrei.
• Nel 1939 viene istituita la Camera dei fasci e delle corporazioni
con abolizione della Camera dei deputati.
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Il partito socialista