Spediz. in Abb. Post. art. 2 comma 20/C L. 662/96 Filiale di Catania
Anno XIX n°1 - marzo 2010
SICILIASCOUT
SICILIASCOUT
il Giornale dei Capi dell’AGESCI SICILIA
Tempodiscelte
Sommario
in questo numero
Editoriale di Ciro Cardinale........................................................ 3
Il Papa nella rete di Luigi Perollo .......................................................4-5
Pasqua: etimologie e senso di Don Rino Rosati ...................................6
DOCUMENTI UFFICIALI 2009-2010
RELAZIONI DELL’AREA COMITATO REGIONALE
Convocazione ................................................................................7-8
Responsabili Regionali ....................................................................9-14
Terzo Settore ..................................................................................14-15
Centro Studi e Documentazione ....................................................16-17
Relazione Branca L/C .....................................................................17-18
Relazione Branca E/G .....................................................................19-20
Relazione Branca R/S .....................................................................20-22
Settore Ambiente ...........................................................................22
Settore Emergenza e Protezione Civile (EPC) ...................................23-24
Settore Nautico ..............................................................................24-25
Relazione Formazione Capi.............................................................25-29
Area Organizzazione ........................................................................ 30-32
Relazione ai bilanci - Bilanci ............................................................32-36
Convegno Nazionale Assistenti Ecclesiastici - Assisi di Don Rino Rosati ....37
La ghianda della Trinacria di Antonio Scalini - ...................................38
Si FIDA di TE - Introduzione e Schede di Lavoro di Ciro Cardinale ......39-44
Il giardino dove rinascono gli uomini di Davide Carella - Anna Di Marco ........45-47
Incontro Interbranca Progressione Personale Unitaria - Enna
di Sergio Lombardo e Ciro Cardinale .................................................................48-50
SICILIA SCOUT Anno XIX - numero 1 - marzo 2010
Spediz. in Abb. Post. art. 2 comma 20/C L. 662/96 Filiale di Catania
Edito dall’Agesci Regione Sicilia per i suoi soci
Autorizzazione del Tribunale di Siracusa n.14 del 31/07/1992
1.10
Redazione: Via F.lli Bandiera, 82 - 95030 Gravina di Catania
tel. 095 416561 - fax 095 7500633
www.sicilia.agesci.it - [email protected]
Direttore responsabile:
Capo redattore:
In redazione:
Hanno collaborato:
Luigi Perollo
Ciro Cardinale
Sergio Lombardo - Fabio Marino
don Rino Rosati, il Comitato Regionale, Antonio Scalini,
Davide Carella, Anna Di Marco
Realizzazione grafica:
Sergio Lombardo
Foto:
Sergio Lombardo, Fabio Marino, Davide Carella
Stampa:
Legofast s.a.s. di Francesco Schiera & C.
Via Titina de Filippo, 7 - Palermo
Tiratura di questo numero: 3.300 copie
Per le fotografie del Santo Padre (photo Cristian Gennari / Siciliani) si ringrazia Vincenzo
Grienti dell’Ufficio Stampa della Cei
Vignetta pagina 48 di Riccardo Francaviglia
Chiuso in redazione il 06-03-2010
www.riccardoemargherita.com
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Editoriale
Tempo di scelte. Non è certamente il tempo delle mele, dove tutto è rose
e fiori, zucchero e miele; ma non è neppure il tempo dell’attesa, dominato
dall’angoscia della decisione, dal testa o croce. A tutti noi è capitato e capiterà
di trovarci davanti ad un bivio, davanti ad una decisione da prendere e
dobbiamo scegliere: o di qua o di la, o sì o no. E la forcola dei nostri rover e
scolte ben rappresenta in maniera figurata questo tempo di scelte, di decisioni
importanti di vita e per la vita, che loro (e noi) si troveranno (e ci troviamo)
a compiere giorno dopo giorno. E scelte bisogna farne sempre e comunque,
anche se spesso non vorremmo. Da quelle più semplici (carne o pesce?) a
quelle più radicali. Anche un’assemblea – come quella che ci vedrà impegnati
in qualità di Capi il 17 ed il 18 aprile prossimi – è tempo di scelte, perché in
tale consesso si dovrà discutere, valutare e votare e così decidere i prossimi
passi della nostra Associazione. Ed una scelta è stata anche quella di decidere
di accogliere il Papa. Egli sarà presente a Palermo il 3 ottobre, occasione unica
per tutti i giovani siciliani, che avranno la possibilità di affrontare insieme le
loro tematiche e di consegnare nelle sue mani la Carta dei giovani siciliani. Una
scelta è stata anche quella di togliere un bene a noti mafiosi e trasformarlo in
base scout. Volpe Astuta – questo il suo nome – rappresenta proprio il frutto
di una scelta, di una decisione per la libertà, la legalità, la vita, contro un uso di
morte e di illegalità. Tempo di scelte era pure quello vissuto da Baden-Powell
all’indomani dell’esperimento di Brownsea. Poteva decidere di chiuderla lì la
sua esperienza, con quel nugolo di ragazzi ed invece ha scelto che quello
fosse un seme di sì più grande pianta, che è germogliata e si è sviluppata
in ogni angolo del globo. Ecco, il tempo di scelte può anche non essere così
tragico, come spesso ce lo immaginiamo…
Buona lettura e buona Pasqua a tutti voi, alle vostre famiglie e ai vostri ragazzi
da me e dalla Pattuglia regionale stampa.
Ciro Cardinale
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Il Papa nella rete
Lo stiamo aspettando ma difficilmente avremo modo di parlare a tu per tu quando, ad
ottobre a Palermo, sarà in mezzo a noi per condividere il cammino della Chiesa di Sicilia in
tutte le sue componenti, una Chiesa che lo ha invitato attraverso i Vescovi delle 18 Diocesi
dell’Isola; ma il Papa – questo Papa che si reca in Sicilia per la prima volta dalla sua elezione al
soglio di Pietro – ci restituisce già da adesso la responsabilità per un invito che è stato accolto
e che, quindi, va trasformato in accoglienza concreta.
Diciamolo, accogliere un Papa è una faccenda complessa non tanto per gli aspetti legati
all’organizzazione dell’evento - logistica, sicurezza, programma, spostamenti, incontri
istituzionali, discorsi – (aspetti che ci toccheranno marginalmente e che ci coinvolgeranno quando e come ci verrà richiesto - in termini di servizio), quanto per il senso che si desidera
dare a un evento del genere.
Vogliamo semplicemente aspettare la
visita di Benedetto XVI? Va benissimo,
sarà sufficiente coinvolgere con un po’
di anticipo le Zone e i Gruppi e attendere
segnali su come recarci a Palermo per
fare festa come se si trattasse di una
GMG in chiave regionale.
Possiamo invece scegliere di vivere l’incontro
con Benedetto XVI come un’occasione per
far crescere il nostro essere associazione e
per realizzare un vero e proprio cammino, fatto
di impegno e di fatica, per offrirci al Papa come
una comunità di gente – ragazzi e adulti – che vive la
strada come metafora del non voler rinunciare ad essere
protagonista del proprio futuro, sulle orme del Signore e
alla luce dell’insegnamento del Vangelo.
photo Cristian Gennari / Siciliani
Un percorso quindi, lungo il quale trovare tanti compagni di
strada (il Papa non verrà in Sicilia solo per incontrare gli scout),
attraverso il quale rileggere le pagine della storia di questa
associazione e al termine del quale… continuare a camminare,
con uno zaino reso più pesante da un’esperienza vissuta come
un’opportunità preziosa. Sono convinto che l’incontro con
Benedetto XVI possa e debba segnare un forte elemento di
identità per l’Agesci della nostra regione, chiamata a offrire
il gioco dello Scautismo con la consapevolezza che i ragazzi
di oggi ai quali ci rivolgiamo saranno i futuri cittadini di
questa terra “bellissima e disgraziata” (Paolo Borsellino,
messaggio agli scout del 20 giugno 1992).
Non mi sono mai chiesto se educare con il metodo scout in Sicilia sia più difficile che altrove,
non mi interessa questo tipo di speculazione intellettuale; mi sono invece sempre chiesto
se noi adulti siamo in grado – attraverso la proposta dello Scautismo – di rispondere alle
domande che i ragazzi (e le loro famiglie) di questa terra ci pongono. Ecco, di questo tipo di
fatica e di impegno mi piacerebbe “parlare” con Benedetto XVI e con tutti coloro che, come
noi, desiderano “arrivare preparati” all’appuntamento di ottobre.
Mettersi in cammino per incontrare il Papa, al quale offrire il senso concreto di una identità
e di una realtà educativa complessa come la nostra, significa quindi iniziare a progettare un
cammino dove il tema dell’incontro può essere il filo conduttore di ogni passo. Ma mettersi in
cammino per incontrare il Papa significa anche non avere la pretesa di camminare in solitaria
bensì di condividere il cammino con tutte quelle realtà ecclesiali che come noi coinvolgono
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photo Cristian Gennari / Siciliani
i ragazzi: annodiamo allora i nostri fazzolettoni e
lanciamo una corda a tutte quelle realtà che – come noi
– stanno definendo come camminare verso l’incontro
di ottobre; coinvolgiamo in questo “grande gioco”
tutti coloro che ci conoscono già ma non abbastanza,
tutti coloro che noi conosciamo, ma non abbastanza.
Coinvolgiamo i giovani dell’Azione Cattolica,
della Gioventù Francescana, dei movimenti e delle
associazioni, costruiamo con loro percorsi che
possano servire a “condividere” l’attesa di un evento
immaginato come il punto in cui tanti fili di colore
diverso si annodano per poi dipanarsi e proseguire il
loro cammino. Lanciamo in più direzioni queste corde
di fazzolettoni annodati, creiamo una “rete” di rapporti
tale da arricchire tutti coloro che, con la propria identità
associativa, di gruppo o di movimento, arriveranno
a Palermo insieme a noi. Ogni rete di rapporti è un
circuito virtuoso e ogni elemento di questa rete è un
crocevia di rapporti che non impoveriscono mai, anzi
arricchiscono in termini di conoscenza, di informazioni,
di soluzioni, di idee.
Come fare allora? Ad esempio progettando occasioni
di incontro tra bambini, sviluppando la capacità di
dialogare, confrontandoci con i diversi punti di vista
degli altri, progettando insieme e sperimentando un
modello di progettualità nel quale – senza chiedere
agli altri ruoli da comprimari – l’Agesci possa cucire
e tessere questa rete di rapporti. “Costruire una rete
vuol dire tessere relazioni dove ogni interlocutore
sia riconosciuto con la sua specificità, con la sua competenza, con la sua storia, con la sua capacità
propositiva per poter giungere ad una analisi comune
della realtà per poterla costruire insieme. (M. J. Hatch,
Teoria dell’organizzazione, Il Mulino 1999).
Tessere una rete di rapporti significa infine avere
la consapevolezza che solo con l’altro, per l’altro e
insieme all’altro, si possono raggiungere le mete che
ci prefiggiamo. Lanciamola quindi proprio noi questa
rete, non perché desideriamo essere i primi della classe
(il Papa non se ne accorgerebbe nemmeno) ma perché
quella dell’incontro lungo la strada è la dimensione che
ci appartiene, è così che gli scout disegnano percorsi
e costruiscono itinerari; anche quelli dove a un certo
punto incontri il Papa, e poi prosegui.
Luigi Perollo
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Pasqua: etimologia e senso
Navigando su internet mi sono imbattuto nella voce Pasqua di Wikipedia e iniziando a
leggerla non sono andato molto oltre le prime battute, perché subito mi sono sorti pensieri
e riflessioni.
Praticamente non sono andato oltre l’introduzione che spiegava il significato etimologico
della parola. Così recita Wikipedia:
“La Pasqua cristiana è in stretta relazione con quella ebraica, chiamata Pesach e celebra
essenzialmente la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè. La parola ebraica Pesach
significa passare oltre, tralasciare, e deriva dal racconto della Decima Piaga, in cui l’Angelo
sterminatore, o angelo della Morte, vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle
case di Israele e “passò oltre”, uccidendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso
il figlio primogenito del faraone. La Pasqua con il Cristianesimo ha perduto il suo significato
originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:passaggio da morte a vita per Gesù
Cristo; passaggio a vita nuova per i cristiani (in particolare per quelli che, nella Veglia
Pasquale ricevono il Battesimo)”1.
Sicuramente non ho trovato novità sconvolgenti; ognuno di noi che ha un minimo di
formazione catechistica queste cose le conosce bene, ma questa volta i termini passaggio,
passare oltre, tralasciare hanno lavorato nella mia mente (forse a causa dell’ora tarda),
evocando alcuni passaggi della mia vita. Quello che sono oggi, nel bene e nel male, è frutto
di tutti questi passaggi, alcuni riusciti bene altri un po’ meno.
Lavorando su questa idea e cercando di non renderla solo una introspezione di tipo
psicologico, ma imprimendo ad essa una lettura sapienziale a partire dalla fede, mi sento
di dover ammettere che tutti quei passaggi che ho vissuto in modo pasquale sono stati
per me liberanti, hanno costruito una personalità cristica, mi hanno permesso di fare scelte
vocazionali impegnative… Quei passaggi che sono avvenuti solo come tappe cronologiche
di una crescita biologica o sociale non sono stati passaggi a vita nuova, non mi hanno
proiettato in avanti in un vero cammino di liberazione e, in un gioco quasi perverso di
regressioni, ancora oggi mi costringono a ritornare sui miei passi, per rivivere quelle tappe
nella logica della fede in Cristo Gesù risorto che è passato e ci conduce in questo passaggio
dalla morte alla vita.
Se questa è stata, sinteticamente, la mia riflessione personale, allargando l’idea del passaggio
per la crescita non potevo non approdare ad un pensiero che tocchi la mia vicenda scout
(quasi quarantennale), dalla Promessa alla Partenza, all’impegno come AE, prima in gruppo,
poi in zona ed ora in regione. In fondo la parabola scout è una pedagogia di passaggi. Prede,
mete, tappe, passaggi, accoglienza, salita, promessa, impegno, firma, punto della strada,
partenza, progetto, ecc. sono tutte parole che costellano questa pedagogia. Una grande
opportunità ci è data in quanto capi, educatori, catechisti…
Due domande vorrei ora girare, come provocazione e spunto di riflessione per questa Pasqua
2010:
•
siamo capaci di accompagnare le nostre ragazze e i nostri ragazzi nei loro vari passaggi
scout e di vita con la sapienza che ci viene dalla Pasqua di Cristo?
•
noi capi adulti, nel nostro modo di vivere il servizio, non solo associativo, siamo capaci
di fare e di far fare passaggi che siano pasquali, cioè liberanti e promotori di Vita nuova?
Queste domande voglio condividerle con voi, affinché la Pasqua 2010 non sia una semplice
data nel calendario, da riempire con attività più o meno carine, ma un vero passaggio di
resurrezione e di liberazione per noi e per quanti sono affidati alla nostra responsabilità
educativa.
Buona Pasqua.
Don Rino Rosati
1
http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua
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Documenti Ufficiali
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Gravina di Catania, 28 febbraio 2010
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni
gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi
gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei
discepoli: se avete amore gli uni per gli altri".
Ai Capi e agli AA.EE.
(attraverso uno dei Capi Gruppo)
Al Consiglio Regionale
(Gv 13,34)
Oggetto: Convocazione Assemblea Regionale Plenaria 2010.
Carissimi,
apparentemente a poca distanza dalla precedente, convochiamo l’Assemblea Regionale
Plenaria 2010 per sabato 17 e domenica 18 Aprile p.v. ad Enna presso l’auditorium
dell’Università Kore. I lavori avranno inizio alle ore 16,00 di sabato e proseguiranno fino alle
ore 17,30 di domenica.
La segreteria per le iscrizioni sarà aperta il sabato dalle ore 15.30 alle 18.00 e la domenica
dalle ore 8,00 alle ore 10,00. Al di fuori di questi orari non sarà possibile iscriversi. Questo
l’ordine dei lavori:
Sabato 17 Aprile 2010, inizio ore 16,00
Le Guide e gli Scouts sono laboriosi ed economi
1. Tavola rotonda:” Lettura dei tempi e dei cambiamenti della società: individuare un metodo
di lavoro per…”; modera: Loris Sanlorenzo;
2. Dibattito
3. Cena a sacco per Comunità Capi;
4. Attività serale
5. Assemblea della cooperativa “La Nuova Zagara”
Domenica 18 Aprile 2010
Sveglia, colazione, preghiera, designazione dei presidenti dell’assemblea
Le Guide e gli Scouts pongono il loro onore nel meritare fiducia
6. Ore 8.30: Candidature ai seguenti ruoli (le proposte del Consiglio regionale verranno
comunicate dopo la riunione del 21 marzo attraverso il sito web):
x Responsabile Regionale femminile;
x Incaricata Regionale alla formazione capi;
x Incaricata Regionale al coordinamento Metodologico
x Incaricato Regionale al coordinamento Metodologico
x Incaricata Regionale all’organizzazione;
x Incaricato Regionale alla branca E/G;
x Incaricato Regionale alla branca L/C;
x Incaricata Regionale alla branca L/C;
x Incaricato Regionale alla branca R/S;
x Due consiglieri generali
Iscr. Albo Reg. Volontariato D.A. n° 1962/XII AASS 24.12.96 - Iscr. Dip. Naz. Protezione Civile AG/VOL/21804/U3.1.7 del 24/6/2000 - Iscr. Albo Reg.
Volontariato di protezione civile D.D.G. n° 862 20.10.06
Codice Fiscale 97014320820 - CCP n° 16352957 - IBAN IT92 K030 6916923000000086647 – Sito web http://www.sicilia.agesci.it
Orari Segreteria: Lu 9.30-13.00; Ma 14.00-18.30; Ve 9.30-13.00
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Documenti Uffi
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Relazione del Comitato Regionale sulle attività di programma 2008-2009-2010;
Bilancio Regionale Consuntivo 2008-09 e Preventivi 2009-10 (variazione) e 2010-11;
Dibattito;
ore 11.00 Presentazione dei lavori di gruppo sui temi del prossimo Consiglio Generale;
ore 11.30 Inizio lavori di gruppo sui punti all’OdG del Consiglio Generale;
Le Guide e gli Scouts sono puri di pensieri parole ed azioni
Ore 12.30 S. Messa
Ore 13.30 Pranzo
Ore 14.30 Proclamazione risultati delle votazioni e nuove votazioni in caso di ballottaggio
12. Relazione dei lavori di gruppo sui temi all’odg del consiglio generale 2010
13. Votazione mozioni
14. Varie ed eventuali
ore 17.30 conclusione
Per non vanificare i lavori assembleari, vi raccomandiamo di partecipare carichi di entusiasmo e
numerosi: il quorum che il vigente regolamento stabilisce per l’inizio dei lavori richiede la
presenza del 33% dei Gruppi censiti in Regione e il 33% dei capi aventi diritto. (art.6
Regolamento Ass.Reg.) chi è impossibilitato a partecipare può delegare, in forma scritta, un
altro componente dell'assemblea, ogni avente diritto può avere una sola delega, in via
transitoria fino al 2010 tutti i capi aventi diritto possono conferire delega. (Art. 7 Regolamento
Ass.Reg. così come esteso all’assemblea di settembre 2009)
Vi salutiamo fraternamente augurandovi di trascorrere una serena SS. Pasqua di Resurrezione.
Un caro e fraterno augurio di “Buona Strada” a voi ed ai ragazzi dei vostri gruppi
Fabio Caradonna, Antonella Lupo e Don Rino Rosati
Allegati
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Relazione del Comitato Regionale; (*)(#)
Bilancio Regionale e Relazione di accompagnamento; (*)(#)
Alcuni documenti riguardanti i temi in discussione al Consiglio Generale 2010; (#)
Elenco candidature raccolte dal Consiglio regionale per i vari ruoli regionali; (#)
(*) contenuti nel numero 1/2010 di Sicilia Scout
(#) scaricabili dal sito web regionale all’indirizzo http://www.sicilia.agesci.it
Informazioni varie e logistica
Si partecipa in uniforme e si dormirà in accantonamento. Occorre portare con voi gli atti
preparatori del Consiglio Generale 2010 che il livello nazionale vi spedirà per posta tradizionale
ed il numero 1/2010 di Sicilia Scout.
Come raggiungere il luogo dell'incontro: dirigersi ad Enna Bassa ed una volta arrivati al
quadrivio di quartiere Sant’Anna andare dritto, proseguendo sulla 117 bis e seguire le
indicazioni stradali per l'Auditorium della Facoltà d'Ingegneria (sulla vostra sinistra); arrivati nei
pressi della cittadella universitaria (è un quartiere aperto non delimitato) si potrà parcheggiare
sia nei posti destinati all'Università sia in quelli comuni.
Eventuali aggiornamenti alle presenti notizie verranno prontamente pubblicate sul
sito web regionale (indirizzo: http://www.sicilia.agesci.it) che sin d’ora vi invitiamo
a visionare periodicamente.
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Documenti Uffi
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RELAZIONE DELL’AREA COMITATO REGIONALE
(Responsabili regionali, Centro Studi Documentazione, Terzo settore)
RESPONSABILI REGIONALI
Nello svolgimento del nostro servizio abbiamo voluto ispirarci alle tre missioni che in forza
del battesimo abbiamo tutti ricevuto. Ci siamo sforzati di essere sacerdotali, di amministrare
riti e riunioni, di curarne forma e sostanza in modo da agevolare i partecipanti nei loro
compiti. Ci siamo sforzati di essere re cioè di essere primi responsabili di tutto quello che
accade attorno a noi non cercando altrove colpe, di svolgere servizi pesanti senza averne
privilegi, di imparare a volte anche l’esercizio del silenzio e della mortificazione personale
per un bene più grande che travalica la propria persona. La malattia di Don Carmelo e poi il
suo ritorno alla casa del Padre, ha impoverito le riunioni di comitato regionale rendendole
molto “laiche”: con il grande aiuto del Signore, ci siamo impegnati ad essere profetici, ad
annunziare la Sua parola anche quando sembrava dimenticata, a proporre ed indicare la via
che, secondo noi, era da percorrere per andare avanti.
Possiamo raggruppare il nostro servizio in 6 contenitori non sempre omogenei ma utili alla
comprensione delle finalità cui ogni singola attività è stata mirata.
1.
Migliorare il funzionamento istituzionale e, in particolare, del circuito regione-zonaregione. Abbiamo continuato le riflessioni sulla mancanza di quorum in alcune riunioni
regionali, in particolare nei comitati regionali e comitati allargati a branche e settori,
registrando un lieve ma incoraggiante miglioramento rispetto al recente passato.
Abbiamo fornito sostegno a tutte quelle zone che hanno richiesto il nostro aiuto per
superare difficoltà nell’organizzare attività istituzionali o eventi straordinari, come la
zona Erea per il suo convegno capi, la zona Etnea Alto Simeto per il passaggio di un
bene acquistato da un gruppo all’ente Mario di Carpegna, o come la zona Iblea per la
giornata della legalità a Vittoria. In particolare, per quest’ultimo evento straordinario,
anche usufruendo di un grande risalto mediatico che è stato dato all’azione dei ragazzi
e dei capi del Clan del Vittoria 1 che con il loro contributo hanno permesso l’arresto
del mafioso che continuava ad intimidirli a non mettere piede sul suo ex territorio
(confiscato e dato al Vittoria 1, per l’appunto) abbiamo mediato la venuta del Capo
scout Eugenio Garavini a Vittoria in occasione della festa della legalità (luglio 2009).
Abbiamo enfatizzato e pubblicizzato questa attività a tutta la regione, attraverso l’invio
di una mail massiva a più di 2000 indirizzi email, in modo da catalizzare a Vittoria la
presenza di quasi un centinaio di capi scout e ragazzi non solo di Vittoria ma anche di
zone limitrofe e non. Abbiamo noi stessi partecipato alla manifestazione portando anche
al gruppo, e soprattutto direttamente ai ragazzi, il sostegno di tutta l’Agesci Sicilia, dei
responsabili regionali di altre 5 regioni (Calabria, Campania, Puglia, Lazio, Abruzzo) e
soprattutto quella del consiglio regionale della Lombardia che con apposita mozione
ha promesso di contribuire con un’elargizione in denaro simbolica alla costruzione della
base. Questo risalto ha posto sicuramente le basi perché 6 mesi dopo, Capo Guida e
Capo Scout, di concerto con noi, hanno individuato Silvana, CG del Vittoria 1, come
consigliere generale di nomina 2010.
L’organizzazione dell’assemblea regionale di Aprile 2009 (poi andata deserta) ci ha visti
particolarmente impegnati soprattutto nello sforzo, insieme al consiglio regionale ed al
comitato allargato, di comporre il progetto regionale da presentare. Molta fatica è stata
impiegata per sistemare i contributi del convegno ed incanalarli nelle tre aree tematiche:
pensiamo di aver agevolato questo, compiendo un grosso lavoro preliminare di riordino
gerarchico dei contributi, in analisi, obiettivi generali, obiettivi specifici e indicazioni
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programmatiche, utilizzando la grafica degli schemi a blocchi consequenziali. Su
questo pre-lavoro, comitato allargato e consiglio regionale hanno potuto agevolmente
contribuire per arrivare al prodotto finito.
Siamo stati abbastanza risoluti nel proporre al consiglio regionale la riproposizione
dell’assemblea regionale andata deserta, a settembre e di riproporla in forma snella (di
un solo giorno). Come tutte le scelte, questo ha procurato vantaggi e svantaggi: sia
gli uni che gli altri sono stati evidenziati nelle successive verifiche che abbiamo voluto
attivare in consiglio regionale per imparare sempre dai nostri errori e confermarci nei
nostri successi.
Celebrata fruttuosamente l’assemblea 2009 è stato profuso impegno per passare “dal
progetto al programma”. Anche se l’assemblea aveva da poco eletto l’ICM femminile,
essendo Paola diventata mamma da pochissimo, abbiamo sostenuto l’ICM maschile,
Roberto, per quanto riguarda l’organizzazione dell’incontro di area metodo (Novembre
2009, Enna) dal quale sono uscite fuori le indicazioni programmatiche (di branca e
settore). Successivamente il comitato allargato ha lavorato alla stesura definitiva che,
insieme alle indicazioni della formazione capi, è stata presentata in forma definitiva al
consiglio regionale a fine 2009.
In vista dell’adozione del nuovo progetto, rispondendo anche ad un cammino iniziato
all’incontro capi di novembre 2007, ci siamo adoperati per far istituire il settore regionale
“politiche giovanili”. Già dal 2008, interagendo con gli incaricati nazionali, abbiamo
individuato alcuni capi siciliani che preventivamente hanno partecipato ai seminari
nazionali. Oggi il settore è una realtà del comitato allargato ed ha un incaricato, un
collaboratore ed alcune promesse di attività elencate nel programma regionale 20092010.
2.
Sottolineare il sentirsi famiglia per testimoniare l’attaccamento al servizio come risposta
alla chiamata di Dio. Sentiamo forte la necessità di diffondere in regione un clima sereno
di lavoro e di rapporto fra capi e quadri anche in risposta all’accentuata conflittualità che
a vari livelli e con vari protagonisti abbiamo notato ed anche dovuto gestire. Abbiamo
cominciato, per far ciò, anche dalle piccole ed impensate cose che nella vita di tutti i
giorni ci possono capitare, sia in ambito associativo che in ambito extra associativo,
cercando di tuffare tutto nel valore vero del servizio.
Abbiamo avuto ed abbiamo, ad esempio, particolarmente cura a salutare tutti i quadri
regionali che concludono o lasciano il loro mandato con una mail personalizzata di
ringraziamento. Teniamo, allo stesso modo, anche ad accogliere i nuovi capi che
subentrano rassicurandoli nelle loro giustificate paure iniziali e sostenendoli nel loro
ruolo.
Su richiesta di una capo scout di altra regione abbiamo gestito, insieme alla zona conca
d’oro, l’ospitalità a Palermo di una “famiglia scout” colpita dalla malattia grave della
figlioletta ricoverata presso il centro trapianti del capoluogo. E’ stata l’occasione per
quei capi che si sono spesi, di sentirsi “famiglia” e di assaporare i benefici morali del
vero servizio. Inaspettatamente, sono arrivati i ringraziamenti della famiglia (la bimba
sta meglio) e della presidente dell’AGESCI. Noi responsabili, ringraziamo sentitamente la
zona conca d’oro per la vera e propria gara di solidarietà che ha saputo fare in supporto
alla “famiglia scout”.
Abbiamo cercato di testimoniare il clima di aiuto reciproco e di servizio spontaneo anche
per la ricerca di un fratello di una nostra capo, scomparso. Abbiamo subito messo a
disposizione il sito regionale, il servizio “mail massive” ed altre soluzioni tecniche di cui
disponiamo, oltre a stare vicini alla capo con mail e con le preghiere. Non sappiamo se
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Documenti Uffi
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è servito o no; abbiamo gioito nel sapere, da una lettera di ringraziamento, che è stato
ritrovato in discreta salute.
Abbiamo reso un servizio alla famiglia di Don Carmelo raccogliendo i necrologi ed i
pensieri di tutti i gruppi scout ed anche delle strutture regionali e extraregionali in
memoria di Don Carmelo e consegnandoli alla famiglia. Abbiamo ricevuto dalla nipote
di Don Carmelo una affettuosa e commovente lettera di ringraziamento.
Abbiamo apprezzato lo spirito di collaborazione pervenuto da un nostro capo che ci
segnalava la possibilità di rispondere ad un “bando ricognitivo” della provincia di Enna
per ottenere la gestione del palazzetto dello sport di Pietraperzia. Abbiamo aderito; è
secondario che ad oggi non abbiamo ancora notizia: questo dipende dalle lungaggini
burocratiche di cui tutti sappiamo. Rimane però il gesto di corresponsabilità di molti
di noi che pensano all’AGESCI come bene comune di cui tutti dobbiamo gestire una
piccola parte.
3.
Assicurare il circuito regione-nazione-regione anche facendo conoscere a livello
nazionale le esperienze della nostra regione. Antonella ha concluso la sua esperienza
di coordinamento della commissione nazionale “Figura del consigliere generale”
mentre Fabio continua in quella “Mozione 110/CG05 sulla verifica del riordino delle
strutture”; in particolare, ha tenuto due relazioni al consiglio nazionale sui dati ottenuti,
una riunione a Bracciano e diverse riunioni online via skype. Oggi questa commissione
si appresta a relazionare al consiglio nazionale e definitivamente consegnare i propri
lavori al consiglio generale p.v. Anche la nostra regione è stata coinvolta, come tutte, in
questo processo di verifica nazionale apportando il peculiare contributo.
Entrambi noi RR abbiamo partecipato attivamente, insieme agli ICM nazionali, alla
stesura del comunicato stampa con cui l’AGESCI nazionale manifestava le proprie
preoccupazioni su come la politica nazionale finanzia la scuola e l’università, dal
momento che queste due istituzioni coinvolgono direttamente in nostri ragazzi ed il loro
futuro, oltre che come cittadini consapevoli ed attivi.
Al consiglio generale 2009 è stata donata da parte della Sicilia una “pietra miliare”
(lava dell’Etna). Noi RR ci siamo spesi per trovare sia chi la realizzava, sia chi la portava
in economia a Bracciano. Ringraziamo quanti si sono spesi per questo ed in particolare
Salvo Colareso per farla e Gianni Paternò per trasportarla in economia.
Come vostri rappresentanti in consiglio nazionale, dove non abbiamo mai mancato
di partecipare ad una riunione, abbiamo contribuito al dibattito associativo attorno
alle “autorizzazione a gruppi senza diarchia fra i capi gruppo” portando i risultati
soddisfacenti delle azioni formative messe in atto a partire da anni fa nella nostra
regione con il “tirocinio strutturato”, il CAEX obbligatorio per gli extrassociativi etc.
Oggi siamo la regione con il più basso numero di gruppi in difetto di diarchia fra i capi
gruppo, segno che l’iter di Formazione Capi, negli anni, ha generato un numero di
capi brevettato (sia uomo che donna) congruo. Abbiamo mostrato che il modello della
nostra regione poteva essere realizzato anche in altre regioni e ci siamo mostrati in
disaccordo con chi avrebbe voluto continuamente derogare su questa regola a scapito
della qualità dell’educazione nei nostri gruppi.
In occasione del terremoto in Abruzzo abbiamo scelto di aderire, come prevede il
protocollo operativo nazionale EPC approvato al consiglio generale 08, al coordinamento
associativo nazionale, dedicando in un secondo momento i capi in esubero che si erano
resi disponibili alla colonna mobile regionale sotto il coordinamento del Dipartimento
regionale della protezione civile (regione amministrativa Sicilia). I responsabili regionali
nei mesi di Giugno e Ottobre hanno esposto due interventi in consiglio nazionale sulla
questione “Servizio degli RS in Abruzzo”, anche in risposta a fatti successi e messi in
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evidenza da più parti. Sono stati richiesti due inserimenti a verbale di passaggi ben
precisi che sottolineavano la richiesta prima e il disagio dopo. Abbiamo compiuto questi
atti nella certezza che questo sia servito e servirà a non ripetere più gli errori del passato:
non ci interessa dimostrare altro o fomentare disagi o polemiche.
4.
Favorire la formulazione collegiale e condivisa della politica associativa e stabilire
l’indirizzo con cui questa si diffonde in Regione. Nel compiere i doveri statutari abbiamo
sempre presente che la collegialità e la condivisione è uno strumento formidabile sia
per la diffusione consapevole delle politiche che come strumento di prevenzione dei
conflitti. In questo senso abbiamo chiesto uno sforzo maggiore al comitato regionale ed
a quello allargato e quest’anno abbiamo ottenuto alcuni risultati.
Non sempre abbiamo notato in tutti la volontà di condividere anche perché qualche
volta, come si leggerà più avanti, questa strategia non ha portato ad una felice gestione
dei problemi: qualcuno preferirebbe una gestione oligarchica ed immediata che però
secondo noi non appartiene al nostro modo di fare.
In risposta ad una lettera del Dipartimento regionale della protezione civile (Regione
amministrativa Sicilia) che minacciava la cancellazione dal registro regionale del
volontariato per una presunta non corrispondenza di numeri di capi dichiarati disponibili
alle emergenze e numero di capi fattivamente partecipanti ad attività antincendio
estive, è stata adottata la strategia voluta dal consiglio regionale di iscrivere come capi
disponibili tutti i soci adulti dell’Agesci Sicilia. Il comitato regionale aveva proposto, oltre
a questa soluzione, quella di iscrivere come disponibili soltanto i capi appartenenti alle
pattuglie epc zonali.
Abbiamo condiviso con il consiglio regionale la formulazione della rosa dei candidati
AER da sottoporre all’Arcivescovo per la nomina. Abbiamo raccolto le disponibilità da
parte delle zone, le abbiamo condivise in comitato regionale ed abbiamo redatto in
maniera consona la richiesta all’arcivescovo. La richiesta conteneva 5 presbiteri di 5
zone diverse della Sicilia. L’arcivescovo sceglierà Don Rino della zona Elimi (Trapani).
La diffusione della politica associativa regionale è anche funzione di quanto riesce ad
essere veicolata nelle zone e non solo dai Responsabili di Zona: per questo abbiamo
lavorato affinché i nostri consiglieri generali, che meglio dell’anno scorso hanno
collaborato alla vita regionale, possano essere anche presenti nei consigli delle zone di
residenza. In questo abbiamo cercato di profondere impegno, cercando di segnalare
competenze dei nostri consiglieri generali in occasioni particolari nelle varie zone.
Inoltre, abbiamo stimolato una maggiore condivisione fra consiglieri generali e consiglio
regionale ed anche fra consiglieri generali stessi, calendarizzando un numero maggiore
di riunioni e di occasioni di discussione.
5.
Curare i rapporti con gli organismi civili ed ecclesiali, e favorire il dialogo interassociativo
con altre associazioni educative, non solo scout. La buona riuscita del laboratorio
itinerante gestito in collaborazione con la FOCSIV a livello nazionale nell’ottobre 2008
in tre città siciliane (Palermo, Catania e Mazara del Vallo), di cui vi abbiamo parlato nella
scorsa relazione, ha fruttato una più stretta intesa a livello nazionale fra l’AGESCI e la
FOCSIV, cosa che è stata più volte sottolineata dai presidenti e sancita dall’adesione
dell’AGESCI nazionale, nel 2009, alla federazione del volontariato internazionale.
Ad Aprile 2009 Fabio ha contribuito, chiamato dal MASCI Calabria, a scrivere un
documento che stigmatizzava le incongruenze e le pericolosità di imporre per legge
ai medici dei “pronto soccorso” la denuncia di immigrati clandestini bisognosi di cure
sanitarie. Il documento è stato inviato alle caselle email di tutti i parlamentari.
A settembre 2009 Fabio ha partecipato (insieme ad altri) all’evento CESI “Si FIDA di
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TE” (Trabia, PA). E’ stata un’occasione di conoscere relatori e realtà diverse dalle nostre
ma tutte facenti parte della chiesa siciliana. E’ stata una bella esperienza ed anche un
momento di presenza dell’Agesci qualitativamente e quantitativamente importante,
frutto dell’impegno costante ormai da 3 anni nel sensibilizzare i RdZ alla partecipazione
a questi eventi ma soprattutto ai corrispondenti eventi locali nelle proprie diocesi.
Fabio ha curato i rapporti con il mondo del volontariato centro occidentale (CESVOP)
ed Antonella quello centro orientale (CESVOE) partecipando alle relative riunioni.
In particolare Fabio è stato particolarmente impegnato su questo fronte in quanto il
CESVOP sta tentando di fare da catalizzatore affinché, nel mondo del volontariato
locale, si formi un soggetto interassociativo unico che possa facilmente interfacciarsi
con le istituzioni. Ha partecipato a 3 riunioni istitutive ed a numerose riunioni di gruppi
di lavoro, condividendo con il nostro consiglio regionale la volontà di non candidare
l’AGESCI a “vertice” di questo nascituro soggetto, in quanto non proprio aderente alla
nostra specifica “mission”. Insieme a Giuseppe La Porta, incaricato al terzo settore,
Fabio, ha inoltre partecipato a due riunioni del forum regionale del terzo settore.
Antonella ha partecipato ad alcuni incontri del GIT (Gruppo di intervento territoriale) di
Banca Etica Sicilia orientale. Fabio ha partecipato all’intitolazione a BP di una piazza a
Cefalù a fine giugno 2009. E’ stata una bella esperienza interassociativa in quanto erano
presenti tutte le associazioni scout esistenti sul territorio siciliano; inoltre è stata anche
un’inaspettata occasione di colloquiare con il sindaco di Cefalù ed, insieme ai locali RdZ,
ipotizzare future collaborazioni.
Curare i rapporti col territorio può sembrare una incondizionata apertura a tutto, ma
non è così. Avere il patrocinio della nostra associazione fa molto comodo a tante realtà
sia del mondo sociale che del mondo economico-commerciale in quanto il loro nome
viene associato ad un “realtà sana” come molti usano definirci. Abbiamo infatti ricevuto
alcune richieste di utilizzazione del logo agesci sicilia in siti web: abbiamo rifiutato più
volte la concessione, specialmente a quelli commerciali (Eco car sarin, ad esempio).
Non sempre è stato possibile presenziare fisicamente alle manifestazioni che si sono
succedute nel 2009 a cui eravamo invitati, ma dove non abbiamo potuto essere
presenti per impegni associativi o di famiglia abbiamo sempre mandato un nostro
comunicato che ha trasmesso la nostra vicinanza. Così è successo a Messina quando,
contemporaneamente al consiglio nazionale di dicembre, era stata fissata la cerimonia
di intitolazione a BP di uno spazio verde.
6.
Gestire controversie. E’ un compito statutario che attiene ai Responsabili a vari livelli.
Lo abbiamo fatto con la logica che, superata la fase emozionale, si tiri fuori ogni
tipo di soluzione per il presente ed anche esperienza per il futuro. Purtroppo, rispetto
all’anno precedente dobbiamo registrare un incremento dei conflitti, e particolarmente,
dobbiamo segnalare una variegata diversificazione delle tipologie rispetto a quelle
classiche del passato che coinvolgevano quasi sempre capi e quadri e più recentemente
genitori e Co.Ca. In particolare abbiamo co-gestito con i livelli interessati: 2 conflitti
capi-Co.Ca, 3 conflitti genitori-Co.Ca, 1 conflitto comitato nazionale-zona Agesci
Sicilia, 1 conflitto Zona-Co.Ca, 1 conflitto ragazzi (clan)- zona/regione, 1 conflitto Zona
Agesci Sicilia - Cooperativa la Nuova Zagara. Per quest’ultimo conflitto, ci sentiamo di
segnalare il profondo impegno di entrambi gli RR nella gestione. Sono state impiegate: 3
riunioni di comitato regionale, 2 riunioni di consiglio regionale, 1 riunione ristretta RdZRR oltre all’incarico di far firmare (gli RR hanno raccolto le firme di 35 capi di 16 zone
diverse) la richiesta di assemblea straordinaria della cooperativa per allargare il numero
dei consiglieri di amministrazione da 3 a 5. Infine segnaliamo un conflitto fra ignoti non
associativi e Agesci Sicilia. In breve, abbiamo avuto notizia di essere stati coinvolti in
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una lettera inviata al comune di Gravina di Catania che denunciava inosservanze del
piano regolatore puntando il dito su alcuni vertici comunali e regionali. Non essendone
i mittenti, abbiamo misconosciuto la paternità di questa lettera e per questo uso illecito
del nostro nome abbiamo subito, a nostra tutela, inviato una raccomandata RR, per
prenderne subito le distanze. Abbiamo però anche pensato che dietro i piani regolatori
spesso c’è la criminalità organizzata che potrebbe sfruttare il nostro nome a fini che
nemmeno ci possiamo immaginare e dunque abbiamo pensato di sporgere formale
querela contro ignoti. Abbiamo per questo chiesto un parere ai nostri legali di Roma che
ci hanno però sconsigliato di fare altro.
Ed infine… solo in riassunto perché andrà sulla prossima relazione (assemblea 2011)
 Abbiamo gestito, per le nostre competenze, l’emergenza alluvione Messina (contatti con
in presidenti, con il livello nazionale epc, verifica a chiusura con lamentele di mancata
solidarietà, etc)
 Abbiamo favorito la integrazione dell’evento “Festa dei giovani” nelle attività previste
dal progetto e programma regionale (l’incontro capi viene anticipato ad Ottobre
fondendolo con la venuta del S. Padre)
 Abbiamo sostenuto i nostri consiglieri generali per la presentazione di due mozioni al
consiglio generale 2010 sulla legalità;
Fabio Caradonna ed Antonella Lupo, responsabili regionali
TERZO SETTORE
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera: Il terzo settore è quel complesso di istituzioni che
all’interno del sistema economico si collocano tra lo stato e il mercato, ma non sono
riconducibili ne all’uno ne all’altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma
volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali,
associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, ONG, ecc.). Ci riconosciamo
come associazione a questo fenomeno? Allora sappiate che, fra le poche regioni scout ,
abbiamo istituito, da anni, un settore che segue queste dinamiche attraverso una struttura
di rappresentanza che è IL FORUM REGIONALE DEL TERZO SETTORE. Il FORUM è parte
sociale riconosciuta e rappresenta oltre 100 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello
– per un totale di oltre 50.000 sedi territoriali - che operano negli ambiti del Volontariato,
dell’Associazionismo, della Cooperazione Sociale, della Solidarietà Internazionale, della
Finanza Etica, del Commercio Equo e Solidale del nostro Paese. Il Forum del Terzo Settore
ha quale obiettivo principale la valorizzazione delle attività e delle esperienze che le cittadine
e i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio per migliorare la qualità della
vita, delle comunità,attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale,
sussidiarietà e sviluppo sostenibile.
I principali compiti :

la rappresentanza sociale e politica nei confronti di Governo ed Istituzioni;

il Coordinamento e il sostegno alle reti interassociative;

la Comunicazione di valori, progetti e istanze delle realtà organizzate del Terzo
Settore.
Da quanto sopra esposto, risulta chiaro che come associazione abbiamo due livelli di
intervento: quello normale delle nostre attività quotidiane e quello in cui siamo presenti e
propositivi insieme ad altre organizzazioni che condividono gran parte dei valori di riferimento.
In entrambi i casi, ed è un nostro limite associativo, non abbiamo la coscienza che siamo
soggetti politici! Ecco, in estrema sintesi, le attività che abbiamo svolto e svolgiamo come
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III Settore, sono quelle di cercare di qualificare la nostra azione educativa e di intervento nel
territorio come una azione politicamente riconosciuta. Questa azione si è esplicata e si esplica
con la partecipazione a tutte le riunioni del forum regionale del 3S e alla vita stessa del forum,
elezione dei portavoce alla naturale scadenza (attualmente Peppino Caruana Presidente
regionale dell’AUSER),elaborazione di documenti programmatici e di indirizzo per le
istituzioni nazionali e regionali, una rappresentanza nei tavoli di discussione ed elaborazione
di progetti che abbiano valenza sociale ed educativa per i nostri associati e per la collettività.
E’ in pratica quell’attività che all’apparenza è distante anni luce dai nostri campi e dalle nostre
uscite , ma che in definitiva le traduce nel confronto con altre associazioni che altrimenti non
ci capirebbero e non ci riconoscerebbero! A dire il vero come associazione (nei confronti
di altre) nel essere riconosciuti , abbiamo qualche gap, ma proprio con queste attività che
si cerca di porre rimedio. Infatti in modo collaterale in questi anni , abbiamo partecipato
ad un’altra attività , da protagonisti , che è stato il progetto di FQTS (formazione quadri
del terzo settore) proposto dalla FONDAZIONE PER IL SUD. La partecipazione a questo
progetto , oltre che utile per i nostri associati che si stanno formando, è stata importante
perché a livello di agesci, delle regioni del sud prima e di tutta l’agesci nazionale dopo, si è
posto il problema della nostra identità associativa e la modalità di partecipazione a progetti
finanziati (a volte troppo!) che potrebbero snaturare il nostro essere scout. Ed ecco che un
nuovo fronte si è aperto nelle attività del settore: la partecipazione al TAVOLO TECNICO
NAZIONALE della Fondazione per il Sud. L’idea portante di questo laboratorio e questa:
esistono dei finanziamenti più o meno pubblici per realizzare interessanti e utili progetti sul
territorio; a questi progetti o similari come associazione partecipiamo sempre con grande
competenza ma fino a….non essere mai coinvolti nella gestione diretta dei finanziamenti ,
sempre e solo a titolo gratuito con il coinvolgimento di risorse e competenze che invece in
altri ambiti vengono sempre monetizzati; noi educhiamo l’uomo e la donna della partenza ..
a guidare da soli la propria canoa, ma poi ..nel raffronto con la realtà lasciamo i nostri ragazzi
soli e senza alcun sostegno ad affrontarla! In pratica , perché non fare diventare occasione
di LAVORO , per chi dei nostri ragazzi ne abbia la necessaria motivazione, alcune esperienze
di servizio che svolgiamo a titolo completamente gratuito? Perché non dare ai nostri ragazzi
anche qualche altra opzione per realizzare la vocazione al servizio nell’ambito di una giusta
attività lavorativa? Questi e altri di analoga gravità (la partecipazione autonoma dei gruppi
ai progetti locali, il controllo sulle entrate,il modo di rendicontazione,la titolarità giuridica,
etcc…), sono gli argomenti di discussione ,che naturalmente sono e saranno condivise e
decise dai vari livelli associativi competenti, ma mi sembrava giusto renderne conto per dare
una idea del lavoro “invisibile” che il III°settore svolge e che non sarebbe stato possibile
dedurre dalla mera elencazione statistica delle riunioni e degli incontri che si sono svolti e a
cui abbiamo partecipato.
Ed infine… solo in riassunto perché andrà sulla prossima relazione (assemblea 2011)
Il 4 febbraio, il nuovo Assessore Regionale alla Famiglia alle Politiche sociali e al lavoro, ha
voluto incontrare le associazioni e ci ha comunicato fra l’altro l’intenzione a promulgare una
legge sulle “Politiche Giovanili”, naturalmente abbiamo dato la disponibilità a partecipare ed
essere coinvolti…vi farò sapere!
Giuseppe La Porta, Incaricato regionale al Terzo Settore
e referente per la Fondazione per il Sud
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CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE
SULLO SCAUTISMO IN SICILIA
Compito del Centro è quello di fornire supporto alle richieste di scout e di studiosi –
nell’ottica della salvaguardia della “nostra memoria” – fornendo documenti, articoli,
elaborazioni, bibliografie, foto, informazioni, copie di riviste e censimenti, contributi per tesi
universitarie, anniversari e attività di Gruppo (sostenendo quelli che hanno iniziato a voler
mettere “nero su bianco” la propria storia). Le poche le risorse umane a disposizione hanno
rallentato l’evadere delle richieste a distanza. Il Centro ha raccolto gli inviti alle celebrazioni
locali sia con la presenza della propria mostra fotografica e/o quella cartellonistica sia con
il “Banchetto” con libri ‘storici’, cartoline celebrative, novità; dove non è potuto essere
presente ha inviato un messaggio augurale. Il Comitato scientifico del Centro (il cui ruolo
è propositivo, elaborativo e di consulenza – il compito programmatico è degli appositi
organi AGESCI) si è riunito diverse volte soprattutto per ideare la celebrazione per prossimo
centenario dello scautismo in Sicilia. A questo proposito c’è da sottolineare che i componenti
non hanno mai usufruito di un rimborso delle spese! In questi anni di lavoro comune si è
percepita l’“esigenza” di diverse aree delle associazioni scout di far nascere e sviluppare un
confronto tra esse e un’operatività comune cosa che però esula dagli obiettivi del Centro,
indirizzati principalmente al produrre “cultura scout”. Dovrà essere eventualmente compito
degli organi “politici” delle associazioni appurare ed elaborare queste esigenza. Sul sito web
si possono trovare i dettagli di ciò che il Centro può offrire (scambi, offerta di doppioni,
mostre…) L’impegno ordinario rimane sempre diviso tra il “realizzare” le diverse iniziative
allo scopo di sensibilizzare all’importanza della “memoria” e il ricercare le necessarie risorse
umane.
La documentazione - È ripreso l’aggiornamento del catalogo della biblioteca interrotto due
anni addietro. Continuando a recuperare vecchi documenti dei Commissariati regionali ASCI
e AGI ancora sparsi siamo entrati in possesso della documentazione originale dei primi anni
di presenza dello scautismo cattolico in Sicilia. Stiamo attendendo una risposta ufficiale alla
domanda di riconoscimento del “notevole interesse storico dell’archivio”. Grazie al nostro
intervento si è permesso il ritrovamento e il salvataggio di vecchie foto degli anni Quaranta
e Cinquanta del CNGEI in Sicilia: altrimenti sarebbero andate smarrite.
Pubblicazioni - Quest’anno ci siamo occupati della traduzione di un opuscolo realizzato da
WOSM di una relazione di Baden-Powell a una conferenza internazionale, la cui pubblicazione
– prevista per il 22 febbraio - attende la relativa autorizzazione. Inoltre abbiamo curato la
traduzione delle citazioni presenti nel libro di Enver Bardulla su scautismo e il modo della
pedagogia accademica (“Lo scautismo: dal passato al futuro”). Infine ci è stato richiesto di
stilare la presentazione di un opuscolo sulla storia dello scautismo polacco «Varsavia ’44»
durante la seconda guerra mondiale che abbiamo curato con piacere.
“Scrigno” - la newsletter del Centro che viene diffusa tra le associazioni scout siciliane e agli
altri centri studi scout italiani - con l’uscita di quattro numeri è stato abbastanza apprezzato.
La mostra - È stato aggiornato il regolamento del prestito della mostra (con l’aggiunta
del settore filatelia e delle mostre “private”). Abbiamo realizzato le casse per il trasporto
dei materiali iconografici della mostra grazia alla collaborazione di capi esperti. Abbiamo
acquisito in prestito diversi manichini che permetteranno di mostrare le vecchie uniformi
presso la nostra sede.
Il Web - Nell’ultimo anno il sito ha avuto la media di una quarantina di visite al giorno che in
un anno fanno quasi 15.000 contatti. Il sito è stato arricchito di documenti utili alle testate
giornalistiche che intendono approfondire il mondo scout. Abbiamo aperto una sezione
sull’educazione alla legalità legata alla documentazione di quanto viene fatto in Sicilia e
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un’altra con cruciverba e giochi per ragazzi sulla storia dello scautismo in occasione del
prossimo centenario.
Altre iniziative - Grazie alla collaborazione con l’IDIS (Istituto per la Dottrina e l’Informazione
Sociale) abbiamo ricevuto una cospicua donazione di opuscoletti sui temi della comunicazione
che, pubblicizzati sul sito web, sono stati diffusi ai quadri e soci che li hanno richiesti.
Lo scorso anno abbiamo ricevuto in affidamento delle bobine originali del 1948 di attività
del CNGEI che, grazie a un accordo con l’associazione nazionale, sono state convertite in
formato
digitale. Gli attesi atti del convegno «Si impara da piccoli a diventare grandi» sono ultimati già
da un anno ma la mancanza di una risposta definitiva sul contributo da parte dell’assessorato
regionale non ne ha ancora permesso la stampa. Il libro potrà essere utilizzato come “biglietto
da visita” dei Gruppi per presentarsi all’esterno: istituzioni, agenzie educative, scuola; per far
conoscere loro il Metodo scout e farlo apprezzare come risorsa per il territorio.
Il Centro è stato presente alle due riunioni nazionali dei Centri documentazione AGESCI
partecipando all’attuale elaborazione della proposta di istituzione formale dei Centri studi
all’interno dell’Associazione.
All’esterno - Il Centro ha partecipato ad un seminario tenuto dalla Facoltà di Scienze della
Formazione dell’Università di Catania sul tema “Scautismo e nuove sfide pedagogiche”.
Questo consesso è stata anche l’occasione per invitare docenti e studenti a indirizzare i loro
studi anche sullo scautismo mettendo a disposizione la documentazione del Centro.
I progetti futuri - I prossimi impegni più importanti saranno: Il Comitato scientifico, su mandato
del Consiglio regionale, sta ideando una parte delle celebrazioni per il prossimo Centenario
dello scautismo in Sicilia per il 2010. Abbiamo già fatto un lancio con un articolo pubblicato
sulle principali riviste nazionali delle associazioni scout (sono disponibili sul nostro sito web). Il
Centro si occuperà di un concorso per ragazzi e di coordinare delle conferenze che verranno
gestite localmente. Il vecchio fondo della Fiamma Scout (comune alle associazioni regionali
partecipanti) verrà utilizzato per questo scopo. Da quest’anno il Centro proporrà ad ogni
riunione del Consiglio regionale AGESCI un brano ‘storico’ di riflessione. Inoltre elaborerà
dei contributi sia al progetto regionale sia in relazione al progetto nazionale. L’elenco delle
pubblicazioni previste nel prossimo futuro è pubblicato sul sito web del Centro.
Ed infine… solo in riassunto perché andrà sulla prossima relazione (assemblea 2011)
22 febbraio 2010 – Giornata del pensiero
Antonio Scalini, Incaricato regionale al Centro studi e documentazione
RELAZIONE BRANCA L/C
La riflessione stimolata anche dal confronto ai Forum delle Pattuglie Regionali LC sulla
Progressione Personale e sugli strumenti metodologici che la realizzano, ha visto impegnata la
pattuglia regionale L/C nella riflessione su alcune tematiche (Consiglio degli anziani, Consiglio
della Grande Quercia e Consiglio della Rupe) il cui contributo ha trovato compimento anche nel
confronto e nell’elaborazione prodotta con le altre regioni. Anche la realizzazione dell’evento
di marzo 2009, dove i capi, divisi in due Cantieri si sono confrontati sulle Specialità e sul
Consiglio degli Anziani, nasce dalle riflessioni e dal confronto in corso nella branca.
Ai cantieri sono stati favoriti in un primo momento il confronto e l’approfondimento degli
strumenti metodologici trattati, e in un secondo momento l’elaborazione di possibili modalità
di uso degli strumenti stessi; ci sembra che occorra sempre più riuscire ad offrire occasioni
di formazione e di confronto che aiutino i capi ad utilizzare gli strumenti del metodo con
maggiore intenzionalità.
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Le Piccole Orme sono certamente oggi, per i lupetti e le coccinelle che vivono l’ultimo
momento della loro pista/sentiero, un passaggio importante per la loro Progressione
Personale, e crediamo che sia fondamentale diffondere sempre più, all’interno delle unità
con i capi della branca, questo principio. In tal senso è stata orientata l’attività proposta
durante i Cantieri Regionali svolti a Caltanissetta il 7/8 marzo 09 ai capi b/c; questa proposta,
progettata e realizzata dai capi campo delle PO, è servita sia a far conoscere la proposta
di ciascun campo e le sue peculiarità sia a ribadire come le PO siano un vero e proprio
strumento di PP, dedicato ai fratellini e alle sorelline che stanno vivendo il terzo momento
della loro pista/sentiero.
Le Piccole Orme 2009 si sono svolte dal 26 al 30 agosto, in 8 località della Sicilia.
Agli otto campi hanno partecipato oltre 250 bambine e bambine, tutti siciliani, non ci sono
stati infatti iscritti provenienti di altre regioni, probabilmente perché ormai quasi tutte le
regioni realizzano campi di Piccole Orme, e questo riduce di molto gli spostamenti da una
regione all’altra.
I capi campo e la pattuglia regionale hanno curato, attraverso più incontri, la progettazione
prima e la verifica dopo dei Campi.
Nel lavoro di confronto delle esperienze, di progettazione e di programmazione, realizzato
con i capi campo, riteniamo si sia riusciti a “traghettare” la proposta dei campi di Piccole
Orme dal modello con cui si sono sviluppate nei primi anni al modello ormai condiviso e
conforme alle linee guida nazionali ed al regolamento metodologico; tutto questo riuscendo
a non perdere l’identità unica ed il legame speciale che le Piccole Orme Sicilia, a differenza di
tutte le altre esperienze regionali, hanno con il territorio e con le tradizioni della nostra terra.
Il referente regionale PO ha mantenuto costante il contatto con l’Osservatorio nazionale e
lo scambio con gli altri referenti regionali oltre a favorire il confronto tra i capi campo dei
nostri campi e la diffusione e la valorizzazione del Sussidio Piccole Orme e del Vademecum in
regione. Sul numero estivo di Sicilia Scout, la pubblicazione dell’inserto sulle Piccole Orme
Sicilia ne ha festeggiato i 25 anni ed ha raccontato ai capi questa straordinaria esperienza
vissuta da tantissimi bambini.
Il percorso già intrapreso negli anni precedenti, dalla pattuglia regionale e dalla referente
regionale Bosco, di creare una rete tra i capi cerchio al fine di favorire l’incontro, la formazione
e lo scambio di esperienze nei cerchi siciliani, non trova spesso, nei capi cerchio stessi, grande
partecipazione. Viviamo oggi una realtà difficile da interpretare ed a volte da gestire, da una
lato l’esigenza e la richiesta dei capi dei nove cerchi siciliani di incontrarsi e confrontarsi e
dall’altro una partecipazione degli stessi capi agli eventi programmati quasi nulla.
Sentiti i capi cerchio, sono stati organizzati tre incontri di tipo formativo, distribuiti nell’arco
dell’anno; il primo realizzato a gennaio 2009 sul valore del “simbolismo” nell’educazione
dei bambini, ha visto una scarsa partecipazione (solo i capi cerchio della Zona dello stretto).
Gli incontri successivi sono tutti saltati per mancanza di partecipanti. Anche il Volo regionale
programmato per giugno 2009 non è stato realizzato. La sua progettazione, iniziata proprio
con i capi cerchio non ha trovato nessuna continuità: i capi cerchio, sebbene spronati anche
telefonicamente uno ad uno, non hanno risposto positivamente a questo progetto da loro
stessi fortemente voluto.
Nel numero 6 del 2009 di Giochiamo, la rivista dei nostri lupetti e coccinelle, la pattuglia
regionale, attraverso la voce di Gufo ha avuto modo di raccontare un po’ della nostra terra
a tutti i bambini dell’associazione.
Tutto questo è stato realizzato mantenendo costante il contatto coi i capi branco e cerchio
attraverso un continuo aggiornamento della pagina della branca sul Web, ma soprattutto
mantenendo vivo il contatto con gli IAB di Zona ed incontrando i capi nelle loro zone.
Nicoletta Tringale, Francesco Caramagno e Don Santino Fortunato - Incaricati e AE regionali
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RELAZIONE BRANCA E/G
Anche quest’anno sono stati tanti i “fronti” sui quali si è lavorato e discreti i risultati ottenuti.
Come sempre vogliamo sottolineare l’impegno di tutti i capi della branca EG, a cui va il
nostro ringraziamento e l’ammirazione per gli sforzi che fanno nel rispondere alle nostre
numerose sollecitazioni e inviti ad attività varie.
“I progressi migliori si verificano in quei Reparti in cui il potere e la responsabilità
del governo del Reparto sono effettivamente nelle mani dei Capi Pattugli.” (B.P.)
Realizzato, il 7 e l’8 marzo 2009, il laboratorio sul Capo Squadriglia. Si è parlato di quanto
l’esperienza del Capo Sq. sia un esercizio di “leadership di servizio”, di quanto importante sia
“dare fiducia” ai ragazzi caricandoli di piccole e grandi “responsabilità”; del contesto sociale
dove i ragazzi vivono che non riesce a farli proiettare nel futuro, che li porta a volere tutto
e subito, e non perché siano capricciosi ma perché questo è il modello loro proposto, quasi
non abbiano scelta.
E’ stato rivisitato il “Quaderno del Capo Sq.”.
“Nei mari del Sud, milioni di piccoli animali si mettono a lavorare insieme, e a poco a
poco costruiscono scogliere di corallo, finché formano un’intera grande isola” (B.P.)
La nostra “isola” è la branca, fatta grande in questi anni dagli IABZ, dai capi campo di
specialità, dai moltissimi capi che pazientemente hanno sostenuto ogni iniziativa (per i capi
e per i ragazzi), dai membri di pattuglia, tutte persone che hanno messo il cuore (qualche
IABZ anche il fegato se pensiamo ai vari monitoraggi e corse dietro agli staff per avere una
risposta) nel fare le cose e nel cercare di farle BENE. Proprio il volere fare bene le cose, tra
le tante, abbiamo realizzato un incontro di tutti i capi campo di specialità (9 maggio 2009
a Caltanissetta) e in quella occasione abbiamo condiviso esperienze e fatto un momento
formativo sulle “attenzioni” che gli staff devono avere nel progettare il campo. Continua la
collaborazione con la Fo.Ca., in uno scambio reciproco di attenzioni ma anche di formatori.
Infatti, tutti i membri di pattuglia sono inseriti negli staff dei Campi di Formazione per capi,
e molti sono i formatori che agli incontri di branca (primo tra tutti il laboratorio) offrono il
loro prezioso contributo. Crediamo sia arrivato il tempo di rendere istituzionali almeno 2/3
incontri ogni anno con gli IABZ (nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento Agesci) per
condividere esperienze sia che esse vengano proposte dall’alto e sia che vengano dalle zone.
Questi incontri avrebbero anche una funzione “formativa” al ruolo di quadro.
In pattuglia regionale ci sono stati 3 nuovi ingressi che hanno sostituito altrettante persone
che lasciano per sopraggiunti problemi di lavoro. Per questi sono stati sentiti i rispettivi
comitati di zona e sono state inviate le lettere di nomina.
“Le specialità sono uno strumento per stimolare l’interesse di ogni ragazzo, al
fine di aiutarlo a formare il suo carattere o a sviluppare le sue capacità” (B.P.)
Sono stati realizzati, nei week-end del 27-28 giugno e 4-5 luglio, 15 campi di specialità in più
parti della Sicilia. Sono stati nominati 5 nuovi capi campo di specialità. Hanno partecipato
ai campi 425 EG. E’ stato realizzato un incontro con i capi campo di specialità di carattere
formativo ma anche di condivisione e scambio di esperienze.
“Lo scouting trova la sua attuazione, per la branca esploratori e guide, nello strumento
dell’Impresa, cardine della vita di reparto e luogo privilegiato dove vivere l’avventura”
(Reg. Metodolog.)
Continua la tradizione del Campo dei Guidoncini Verdi Sicilia. Numerose sono state anche
quest’anno le squadriglie che hanno conquistato la Specialità di Sq. Il Campo è stato negli
anni un buon “osservatorio” per la pattuglia, tant’è, che l’analisi compiuta sulle squadriglie
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partecipanti al Campo ci ha dato la possibilità di leggere attentamente, in chiave criticacostruttiva e programmatica, la realtà della branca E/G regionale nella duplice prospettiva
capi e ragazzi (articolo pubblicato su Sicilia Scout 3/2009).
La branca EG regionale ha risposto positivamente alla proposta di rilancio dello Scouting da
parte del Nazionale, partecipando con 6 IABZ e 2 membri di pattuglia al Forum tenutosi a
Bracciano nei giorni 15-16-17 maggio 2009 aperto, per l’appunto, agli IABZ e Pattuglie
regionali EG. La pattuglia regionale è sempre stata attenta a questo elemento del metodo
scout (lo scouting), essenziale per educare i giovani e per la loro formazione di Uomini e
Donne del futuro (vedi documento sullo Scouting edizione settembre2008, Campo per Alte
Squadriglie 2007, Campi dei Guidoncini Verdi Sicilia, ecc..).
“L’autoeducazione, cioè quanto un ragazzo impara da sé, è ciò che gli
rimane impresso e che lo guiderà in seguito nella vita, molto più di qualsiasi
altra cosa impostagli da un insegnante attraverso l’istruzione” (B.P.)
Stiamo seguendo il monitoraggio del Sentiero, anche attraverso i questionari che ci vengono
proposti dal Nazionale. Purtroppo il ritorno dei questionari compilati da parte degli staff non
sempre è avvenuto, e l’analisi fin qui fatta, con l’ausilio di questo strumento, non è molto
rappresentativa per una regione grande come la nostra. Ricordiamo che per la seconda fase
del monitoraggio hanno risposto 45 staff su 199 e per la terza fase, addirittura, solamente
27 staff su 200 (…e il monitoraggio continua…!!!)
Sappiamo anche di confronti interni alle zone su questo argomento e abbiamo chiesto di
farci arrivare i contributi per condividerli e attuare percorsi comunitari, atti a migliorare la
proposta.
“Lavori in corso”
- Lanciata, all’alta squadriglia, l’attività in collaborazione con la CESI: Si FiDA di TE – Lo
sguardo del coraggio”. Le Alte Sq. sono chiamate a realizzare un’impresa seguendo le
indicazioni contenute nel lancio (un video).
- Laboratorio interbranca sulla PPU.
- Monitoraggio sul Sentiero con destinatari gli EG che partecipano ai Campi di Specialità.
- Monitoraggio sul Sentiero per i CFM EG.
Buona Caccia - Buona Rotta
Giusella Iannazzo, Vincenzo Semprevivo, p. George
Joseph James - Incaricati e AE regionali
RELAZIONE BRANCA R/S
Questo è stato un anno particolare perché ci ha visti impegnati, nel concludere un percorso
di modifica e di sviluppo della branca iniziato 4 anni fa, percorso che prevedeva un lavoro
lungo 3 direttrici fondamentali:

Dare unitarietà agli EPPPI e stimolare la partecipazione a tali eventi in modo consapevole;

Riacquisire un peso all’interno della branca RS nazionale, nelle scelte operative e nelle
decisioni metodologiche;

Invogliare i capi RS alla formazione metodologica.
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Non essendo possibile in tale relazione ripercorrere il percorso intermedio di questi anni, ci
concentreremo sul lavoro fatto quest’anno e sulla lettura dei risultati ottenuti, ovviamente
in più anni d’impegno.
1)
Riguardo agli EPPPI possiamo, con orgoglio, dire di essere riusciti a realizzare 29 eventi
(14 Botteghe, 9 Laboratori, 3 Incontri Partenti e 3 Ross) che, aldilà degli specifici
argomenti, sono stati realizzati in stile comune. L’Uguaglianza e unitarietà della proposta
che si cerca di concretizzare non riguarda, ovviamente, solo l’aspetto organizzativo (già
impegnativo di suo) ma anche e soprattutto un’unitarietà metodologica. Per l’attuazione
degli EPPPI possiamo contare sulle competenze e capacità dei capi evento, che non
finiremo mai di ringraziare per la voglia, lo spirito di servizio e il rispetto delle regole.
Grazie a loro abbiamo potuto offrire ancora una volta un ottimo servizio a circa 800
ragazzi ai quali, pensiamo, di aver proposto ottime occasioni di Progressione Personale,
adeguando, là dove necessario, le regole ai casi specifici. Sicuramente ci rammarichiamo
per quei ragazzi, spesso degli stessi gruppi, che continuano a non sfruttare tali eventi
come occasioni di crescita personale.
Una speranza è di riuscire a portare gli EPPPI in tutto il territorio siciliano.
Sta iniziando ad affermarsi il concetto che gli “Incontri Partenti” vanno realizzati poco
prima della Partenza, non come momento iniziale di un cammino ma come un ultimo
Punto della Strada. La realizzazione dell’incontro di Maggio è un indicatore di questo
cammino che è iniziato e che sta pian piano passando nell’applicazione metodologica
all’interno dei nostri clan.
Si sono rinnovati gli staff delle Ross utilizzando le capacità dei capi che con il tempo si
sono formati proprio dentro tali eventi.
2)
Per quel che riguarda il secondo punto possiamo affermare di essere diventati, insieme
ad altre 3 regioni, motore e centro della branca a livello nazionale. Grazie alla capacità
di interloquire da parte degli Incaricati Nazionali, ed alla nostra testardaggine a portare
avanti le nostre necessità e il nostro pensiero metodologico; stiamo collaborando
attivamente nella stesura del nuovo regolamento metodologico. Siamo stati animatori
del convegno EPPPI, portando, come regione, il nostro notevole contributo. Speriamo di
essere coinvolti, allo stesso modo, nel forum metodologico di settembre.
3)
La formazione dei capi continua ad essere un punto dolente. È vero che siamo riusciti
a far ripartire l’evento per capi, ma è pur vero che i capi RS continuano ad esseri pochi
rispetto alla platea potenziale, e la presenza ai CFM ed ai CAM, soprattutto, lo conferma.
L’evento interbranca sulla PPU, che proprio in questi giorni stiamo preparando, è un
occasione di collaborazione con tutta l’area metodo e con la Fo.Ca., per realizzare uno
degli obiettivi del nuovo Progetto regionale. Ci auguriamo che quest’evento possa
aiutarci nell’obiettivo di invogliare i capi della branca RS al confronto e alla continua
formazione metodologica.
A tutto ciò bisogna aggiungere i due grandi eventi che ci hanno coinvolto e che ci stanno
coinvolgendo quest’anno: l’Emergenza Abruzzo e la visita del Papa.
Preferiamo partire dal secondo perché ci sta vedendo impegnati proprio in questi giorni nella
sua realizzazione.
Per non arrivare impreparati all’incontro regionale con il Papa e per costruire anche noi il
nostro pezzetto di carta dei giovani siciliani, abbiamo pensato di lanciare una grande attività
regionale che vedrà coinvolte tutte le COMUNITA’ R\S della Sicilia. Ogni comunità potrà
decidere un proprio percorso di approfondimento della tematica scelta (Capitolo, Inchiesta,
Incontri con esperti, Imprese o ciò che riterrà più opportuno allo scopo). Il 9 e 10 Maggio,
poi, ci incontreremo alle botteghe SiFIDAdiTE con uno o due delegati per comunità e per
condividere i lavori fatti e stilare la nostra Carta dei Giovani, dove indicheremo per ogni area
tematica i seguenti tre punti:
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-Come vediamo il mondo attuale (in merito all’area scelta);
-Come lo vorremmo;
-Cosa ci impegniamo a fare per cambiarlo.
Nel momento in cui redigiamo tale relazione non conosciamo i numeri delle comunità
partecipanti, quindi non conosciamo la risposta delle nostre comunità che speriamo siano
numerose e che possano svolgere un lavoro che porti frutto alla nostra Sicilia.
Nell’organizzazione dell’evento SiFIDAdiTE e del laboratorio interbranca sulla P.P.U stiamo
cercando, a volte con fatica, di coinvolgere gli IABZ. Vorremmo rafforzare, in alcuni casi
stabilire, una comunicazione che diventa fondamentale per coinvolgere tutti i capi di branca
R\S.
Per quel che riguarda l’intervento in Abruzzo pensiamo servano troppe pagine per poterlo
approfondire come meriterebbe, per i continui risvolti che tale intervento ha avuto. Vogliamo
sicuramente ringraziare, cosa che il centrale ha dimenticato di fare, tutti i nostri clan che hanno
partecipato all’evento e che hanno realizzato un fantastico servizio alle popolazioni colpite
da tale disastro. Alla luce di tutto ciò che è successo molte cose purtroppo lasciano perplessi;
la mancata copertura assicurativa ad integrazione per i clan che sono andati in Abruzzo con
il nostro progetto regionale “BARETE e PIZZOLI”, nonostante gli accordi presi dai nostri
responsabili regionali in consiglio nazionale il fatto che nessuno si sia degnato di comunicarlo
è per me un fatto che fa molto pensare, e il non aver saputo fatto sentire adeguatamente
la nostra voce e il nostro disagio nelle sedi dovute è motivo di rammarico, ed è uno di quei
momenti in cui mi sono sentito (Miriam ancora non era stata eletta) abbandonato da chi invece
per compito istituzionale dovrebbe proteggerti ed aiutarti a svolgere nel miglior modo possibile
il tuo ruolo. Speriamo che ciò che è successo sia di insegnamento per tutti per il futuro.
Miriam Chiaramonte e Francesco Licata - Incaricati Regionali
RELAZIONE SETTORE “AMBIENTE”
Contribuire a rilanciare in regione i grandi temi connessi al nostro “vivere in un contesto”,
come elemento fondante per questa associazione, che vuole continuare a dare il proprio
apporto alla formazione del “buon cittadino”.
Questo l’obiettivo primario perseguito nel corso dell’anno e concretizzatosi innanzitutto,
nello sforzo comune di elaborazione del progetto regionale.
In particolare, l’attenzione viene posta al “fare memoria” del ricco patrimonio associativo
costruito, recuperando quei contenuti, tipicamente “culturali”, che ancora oggi stentano a
divenire prassi educativa diffusa: Il cosiddetto passaggio “dalla natura all’ambiente”, che
meglio definisce e rappresenta l’attuale complessità dei fenomeni in gioco.
E’ per favorire tale approfondimento, che nel sito regionale, nelle pagine dedicate al settore,
è possibile trovare spunti di riflessione, materiali di lavoro, documenti, che potranno, via via,
arricchirsi di nuovi apporti ed esperienze.
Si è cercato poi, di rispondere alle belle sollecitazioni, provenienti da due zone: un incontro
per i capi della zona aretusea, che stanno riflettendo sull’essere operatori di cambiamento,
attraverso l’educazione ambientale e la partecipazione ad un convegno organizzato dal
gruppo Modica 3, impegnato nel sostegno al nascente “Parco degli Iblei”.
Anche, nella elaborazione del programma regionale, attraverso le branche è possibile
riconoscere un’ impronta del settore: in L-C per la preparazione del CdA “Metti a fuoco
l’ambiente”, da realizzare a fine aprile; in E-G, impegnata nella preparazione di materiali
utili ai capi, per una realizzazione, sempre più responsabile dei campi estivi; in R-S, sia per la
realizzazione della bottega “Vivere l’ambiente in Sicilia”(conoscere per proteggere, le tappe
di un amore), sia per la preparazione all’incontro dei giovani cattolici siciliani, previsto a
Palermo in ottobre, attraverso la traccia di lavoro “Un ambiente donato”.
Pippo Vitali - Incaricato regionale
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RELAZIONE SETTORE EMERGENZA
PROTEZIONE CIVILE (EPC)
Diverse sono state le attività che il settore ha coordinato ed effettuato:
INCONTRI CON LE ZONE
Dando continuità alla soluzione adottata negli anni precedenti, anche quest’anno, ci ha visti
impegnati negli incontri con le zone. In particolare sono stati realizzati un incontro con
comitati e consigli di zona, sul tema “ Lo Scoutismo ed il Settore EPC” ed un secondo
incontro “Scoutismo e territorio” in cui sono stati comunicati i diversi impegni che avrebbero
scandito l’anno in relazione alla nostra presenza sul territorio, quali: campo regionale per
R/S, incontri ed attività del progetto “ Insieme a scuola” ecc.
TERRITORIO
Sono stati sviluppati ulteriormente i rapporti con le Istituzioni (Comuni e Province) e
sicuramente le attività di formazione richieste dagli enti ne sono la testimonianza.
EMERGENZE
La regione Sicilia, come in ogni “chiamata” ha risposto positivamente alle emergenze che
hanno colpito sia il territorio nazionale che il nostro. Sin dai primi momenti della tragedia che
ha colpito i fratelli abruzzesi i capi e tutti gli scout siciliani si sono dati disponibili. Abbiamo
garantito quanto richiesto dal nazionale, inoltre siamo state una delle quattro regioni che
hanno avuto la possibilità di poter attivare squadre a supporto delle colonne regionali, in
tal modo si è garantito il servizio di supporto alla popolazione nei comuni di Tornimparte
e Pizzoli. La collaborazione con la branca R/S regionale ha permesso di poter avere i clan
siciliani in servizio presso le aree di Tornimaparte.
Altra emergenza su cui si è intervenuti tempestivamente è l’alluvione di Messina, dove
Capi e Clan, soprattutto della zona dello stretto, hanno dato esempio di grande spirito di
sacrificio, tanto da avere oltre il riconoscimento e la gratitudine della popolazione colpita, il
riconoscimento internazionale con il premio Colapesce assegnato alla Zona dello Stretto per
quanto fatto durante l’emergenza.
ATTENZIONI
E’ opportuno evidenziare come solo con l’intervento e l’impegno di tutti, la regione potrà
veramente migliorarsi. Con l’inserimento di attività “forti” all’interno del programma
regionale e con la comunione di intenti, si auspica per il prossimo anno una sempre maggiore
partecipazione e un sempre maggiore coinvolgimento di tutti i Capi nella dimensione
comunitaria.
A tal proposito ricordiamo l’impegni presi per l’anno 2010:
Agire attraverso laboratori, stage, incontri specifici sulle tre metodologie promuovendo
anche incontri interbranca:
 Marzo – Laboratori e Botteghe per R/S
 Ottobre – Campo regionale R/S
CDA regionale in collaborazione con
Settore Ambiente e settore EPC
Il bello e il brutto della natura
Attività all’interno dell’evento da strutturare in cui i bambini scoprono la bellezza e le risorse
della natura ma anche i pericoli dell’ambiente.
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CONOSCENZA E VERIFICA DELLE CONDIZIONI E DELLE ESIGENZE REALI DEL TERRITORIO,
ATTRAVERSO ATTIVITA’ CON ENTI ED ASSOCIAZIONI
– CREARE EVENTI CHE APPROFONDISCANO LA CONOSCENZA DEL PROPRIO
TERRITORIO
-TECNICHE CON LE BRANCHE TOPOGRAFIA E TECNOLOGIA
Attività ed eventi con i Comuni e per dotarsi (se non esistenti) dei Piani di emergenza
e diffonderli presso la popolazione. Se esistenti (i piani) creare eventi ed (branche e capi)
attraverso la Scuola e gli enti per coinvolgere il territorio.
Campo EPC per Capi
Eventi formativi per zona su educazione ambientale e cittadinanza attiva
Gaetano Di Mauro, ex incaricato regionale EPC
RELAZIONE SETTORE NAUTICO
Il punto della situazione
Il periodo 2008-2009 ha portato molte novità per il settore nautico.
In primo luogo è importante segnalare una crescita di interesse sia verso l’aspetto
metodologico che quello tecnico di tanti capi della nostra regione.
Sono aumentati infatti i gruppi che hanno deciso di avvicinarsi all’ambiente acquatico ed
è cresciuta la partecipazione di capi e ragazzi ad eventi organizzati dal settore, sia a livello
regionale che nazionale. Oggi è più chiaro come la proposta possa essere trasversale e
interessare tutte le branche. È contemporaneamente cresciuto il numero di reparti nautici ed
a indirizzo nautico , che nell’ultimo biennio sono quasi raddoppiati. Siamo passati da cinque
del 2007 a nove nell’ultimo anno (CT14, CT19, Ganzirri1, Isola delle Femmine1, Licata2,
Marsala2, Sr14, Termini Imerese1, Torre Nova1) Se da un lato si registra una crescita del
settore, con la presenza di almeno un gruppo nautico in quelle località che hanno una forte
tradizione marinaresca, dall’altro è diventata più complessa l’organizzazione logistica .
I centri nautici della nostra regione , dotati di attrezzature tecniche e capi competenti sono
due, rispettivamente a Porto Empedocle e Catania.
Nel periodo in oggetto sono stati messi a disposizione per eventi regionali e di zona e sono
a disposizione di tutti quelli che vogliono avvicinarsi allo scautismo nautico. Complessa
è ancora , nella nostra regione la gestione dei CN, di cui il più delle volte si fanno carico i
gruppi. Sarebbe auspicabile per il futuro poter avere dei Centri Nautici “sostenuti” dal punto
di vista finanziario e dotati di mezzi nautici del settore, così come avviene in altre regioni.
Cosa si è fatto :
Anno 2008
Asilo dei Capitani (Catania)
Fratelli della Costa (Campo nautico aperto a tutte le Alte squadriglie interessate)
Campo di Avviamento alla nautica (Catania)
Incontri tecnici per squadriglie e reparti presso il Centro Nautico di Porto Empedocle
Anno 2009
Asilo dei capitani
Campo di competenza nautica per E/G
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Cosa “bolle in pentola”
Nell’anno del centenario dello scautismo nautico sono stati messi in programma una serie di
appuntamenti e attività sia per capi che per ragazzi
Maggio – Giugno 2010 : “Centri Nautici Aperti”
I Centri Nautici di Catania e Porto Empedocle apriranno le loro porte a tutti i gruppi interessati
a vivere un’esperienza in acqua. Saranno messe a disposizione di tutti mezzi nautici e capi
competenti. Per conoscere li disponibilità sarà sufficiente contattare i responsabili dei centri
nautici per programmare un attività in canoa o barca con i propri ragazzi.
13 Giugno 2010 : “Festa del Mare”
Il 2010 segna i cento anni dello scautismo nautico, cento anni di esperienze, di tradizioni, di
cultura e rispetto del mare, di trasformazioni. Allo scopo di poter avere un trapasso di nozioni
e tradizioni dello scautismo nautico e coinvolgere realtà locali, i gruppi esistenti ( Nautici
e/o Indirizzo Nautico) realizzeranno la festa del mare nella propria città, coinvolgendo tutti
i gruppi interessati.
Per la partecipazione, ogni singolo gruppo, dopo aver scelto la località dovrà inoltrare entro
fine maggio la scheda di iscrizione ai referenti dell’evento. La scheda ed i dettagli saranno
pubblicati sul sito regionale.
- Campo di Competenza Nautica
Si terrà per il secondo anno il campo in oggetto, rivolto a tutti gli E/G che avendo già
acquisito delle specialità e capacità di base, vogliono mettersi in cammino verso la tappa
della competenza.
La località scelta è Catania.
Campo Tecnico per Capi ed R/S
Il campi in oggetto rivolto a tutti i capi e gli R/S che desiderano approfondire le loro
competenze in ambiente nautico si svolgerà a Porto Empedocle. L’evento sarà realizzato
nella stessa data, per agevolare l’aspetto logistico ma nei contenuti sarà differenziato, dando
ai capi la possibilità di approfondire l’aspetto metodologico.
Le date degli eventi messi in cantiere saranno presto pubblicati sui sito nazionale e le riviste
ufficiali
Fabio Mirabella - Incaricato regionale
RELAZIONE FORMAZIONE CAPI 2009/10
Uno solo è lo Spirito;
vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore;
vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune.
(1Cor 12,1-11).
Come Formazione Capi (Fo.Ca.) siamo chiamati quest’anno a relazionare quanto fatto da
Ottobre 2008 a Settembre 2009, per cui in realtà dovremmo ribadire nella nostra relazione
quanto già presentato e ampiamente discusso alla scorsa assemblea, tenutasi a settembre
2009.
D’altro canto avendo approvato il nuovo progetto regionale ed elaborato il programma di
Fo.Ca. , pensiamo sia utile inserire in questa relazione anche ciò che da settembre 2009 a
febbraio 2010 è stato realizzato e, soprattutto, evidenziare le attenzioni che come Fo.Ca.
siciliana abbiamo attivato per quest’anno scout, lasciando aperti orizzonti che verranno
verificati compiutamente nella relazione del prossimo anno.
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In questo periodo abbiamo creato degli spazi di condivisione con gli ICM valorizzando e
mettendo insieme, gli obiettivi che costruiscono il nuovo PR, che segna quasi d’obbligo
la linea d’azione politica della Fo.Ca. e d’altronde abbiamo avuto la necessità di essere
immediatamente operativi per far partire il programma di Formazione Capi. Importante e
proficua è stata la collaborazione con l’area metodo e con le branche, in collaborazione con le
quali stiamo per realizzare una delle più importanti attività formative di stampo metodologico
che siano state fatte negli ultimi anni, ossia un Laboratorio Interbranca sulla P.P.U. che
per partecipazione importanza contenutistica e dimensione di confronto, assume i tratti e
l’imponenza di un vero e proprio incontro capi regionale.. La condivisione e la convergenza
d’idee sull’importanza di un’azione sinergica dell’area metodo con la formazione capi, è,
del resto, sempre più tangibile ed evidente dalla numerosa partecipazione dei formatori ai
momenti di confronto metodologico proposti dalle tre branche e dall’inserimento dei membri
delle varie pattuglie nella rete formatori.
Approvato il progetto, i tempi sono stati stretti per tutte le cose che la Fo.Ca. necessariamente
deve programmare all’inizio di un nuovo anno scout ( calendario eventi di Fo.Ca. istituzionali
) per poter essere veramente competente e significativa nella proposta formativa.
Detto questo ribadiamo, come già fatto nella scorsa relazione, i cinque ambiti d’azione
all’interno dei quali abbiamo rintracciato obiettivi specifici:
1)
2)
3)
4)
5)
La formazione dei capi della regione attraverso gli eventi istituzionali;
La formazione dei formatori;
La condivisione delle linee della Formazione Capi nazionale e il contributo regionale
alle elaborazioni/riflessioni condotte;
Il contributo qualificato e qualificante al bisogno formativo dei capi ( forma zone )
La costituzione e la valorizzazione di una Pattuglia in grado di guardare con
competenza la realtà formativa regionale .
1 - LA
FORMAZIONE DEI CAPI DELLA REGIONE ATTRAVERSO GLI EVENTI ISTITUZIONALI
Dall’ottobre del 2008 è partito il nuovo iter di formazione capi e ci ha visti impegnati a
fare i conti con un quantitativo di campi nuovi da creare cercando di elaborare in maniera
funzionale agli obiettivi formativi degli eventi, il calendario dei Cft, Cam e CFM delle diverse
branche.
Il tutto ha determinato scelte a volte difficili, pensate e volute con il massimo senso di
responsabilità e condivisione da parte della pattuglia di Fo.Ca e sempre, comunicate
nell’eccezionalità, al Consiglio Regionale .
Il calendario 2008-2009 aveva proposto 6 cft diluiti nel corso dell’anno (fino a giugno)
riuscendo in parte a coprire il territorio siciliano, nonostante già come fo.ca. avessimo
progettato un piano di espansione degli eventi con la conseguente nomina di altri capi
campo per il calendario successivo..
Il calendario che prende in considerazione gli eventi dall’1 Ottobre 2009 a fine settembre
2010,infatti, vede attualmente la proposta di 10 cft che coprono territorialmente tutte
le zone o macrozone della Sicilia, facilitando la dimensione di confronto territoriale e la
fruizione personalizzata degli eventi essendo presenti a partire da ottobre mensilmente,fino
ad aprile.
Per quanto riguarda gli altri eventi formativi regionali sono rimasti pressoché invariati nel
numero e nella collocazione temporale: 8 cfm e 3 cam, per un totale di 21 eventi formativi.
Questo calendario così ricco, ci ha posti di fronte alla difficoltà di reperire dei formatori
disponibili a sposare le esigenze del calendario, ma d’altro canto ci ha dato la possibilità di far
giocare nel ruolo di capi campo o formatori nuovi capi,che ringraziamo per avere mostrato
sempre la massima disponibilità.
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CFT: sono stati raddoppiati in calendario, ovviamente era già stata da noi pensata questa
possibilità e pensati gli eventuali staff.
CFM: Vengono proposti 3 cfm L/C, 4 E/G e 1 R/S per garantire a quanti hanno partecipato
ai cft e per quanti ancora non avessero iniziato l’iter di formazione, pur non essendo più da
tempo tirocinanti, la possibilità di procedere nel proprio percorso formativo;
CAM: ne vengono proposti 3, uno per ogni branca vista la necessità di dare attuazione alle
modifiche avvenute al Consiglio Generale. Abbiamo già comunicato al Consiglio regionale che
vista la difficoltà di effettuare i Cam per carenza di iscritti, proporremo la formula di tre campi
da effettuare in un’unica data e in uno stesso luogo, abbattendo così il problema dei costi
superflui e permettendo con un’unica logistica di effettuare le tre proposte di aggiornamento
metodologico contemporaneamente. Sicuramente va avviata una riflessione di monitoraggio
sui CAM che coinvolga la responsabilità delle Co.Ca e delle zone nel rilasciare autorizzazioni
a capi a condurre unità diverse da quelle in cui hanno frequentato il CFM.
Nell’ottica di offrire un percorso formativo qualificato e qualificante realizzeremo a breve un
incontro di verifica trasversale tra i capi campo degli eventi formativi regionali, rispetto al
nuovo iter a due anni dalla sua introduzione
e alla sua capacità di rispondere meglio alle esigenze formative dei capi. Verifica che cercherà
di far luce sul periodo di tirocinio dei giovani capi e che vedrà anche l’importante contributo
di lettura dei bisogni formativi dei tirocinanti, degli IZT.
2- LA FORMAZIONE DEI FORMATORI: CAMPO PER NUOVI FORMATORI, DOCUMENTO SUL TIROCINIO.
La formazione dei formatori è stata sempre l’obiettivo principe di questa formazioni
capi, perché siamo convinti che pretendere dai formatori un percorso serio di formazione,
possa essere garanzia per i capi in cammino di ricevere una formazione adeguata alle loro
aspettative. Ecco perché abbiamo sempre puntato tanto sulla delineazione chiara dei requisiti
che deve avere un capo che si avvia a svolgere un servizio da formatore; quindi percorsi e
regole pensate non per dar voce a nostri capricci , ma per cercare di garantire una qualità
formativa.
A questo proposito vogliamo chiarire che come sempre il percorso dei formatori è sempre
stato condiviso con la rete formatori agli RTT, (come in quello svolto a settembre 2008),
condiviso o presentato ai Consigli Regionali.
E’ in fase di elaborazione un sussidio sul “Profilo del formatore” siciliano che conterrà tutto
ciò che è richiesto ai formatori dall’Associazione e dalla Fo.Ca. siciliana.
CAMPO PER NUOVI FORMATORI
Anche quest’anno è stato fatto l’evento per nuovi formatori a febbraio. Un evento che
vuole essere una sorta di introduzione per tutti i capi che hanno deciso di intraprendere
questo tipo di servizio. Riteniamo che la realizzazione di questo campo sia utile non solo
ai partecipanti, ma anche alla stessa Formazione Capi siciliana per svolgere al meglio il suo
compito; costituisce, infatti,un momento privilegiato per incontrare e conoscere i formatori,
per intuirne i talenti e poter indicare ai capi campo consapevolmente le risorse da inserire nei
vari staff degli eventi formativi..
Hanno partecipato quest’anno 7 capi nuovi segnalati. Riteniamo che sicuramente
l’esperienza maturata al campo favorisca la consapevolezza delle responsabilità insite nel
ruolo di formatori.
Certo ci dispiace sottolineare ancora una volta, (lo abbiamo spesso fatto in Consiglio
Regionale), che spesso le zone e, le branche, non utilizzano lo strumento delle segnalazioni,
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visto sempre il numero esiguo di neo-segnalati.
Ribadiamo comunque la possibilità di segnalare o auto segnalarsi in qualsiasi momento
dell’anno scout inviando la scheda alla segreteria regionale.
DOCUMENTO SUL TIROCINIO
Abbiamo pubblicato la nuova edizione del Libretto del Tirocinio regionale, cosicché il nuovo
percorso suggerito dalla Commissione Tiriocinio, (almeno fino a nuove deliberazioni del
Consiglio Generale), possa essere consapevolmente conosciuto da tutti i quadri associativi
che intervengono in questa fase formativa e dal tirocinante stesso.
3- LA
CONDIVISIONE DELLE LINEE DELLA
FORMAZIONE CAPI
NAZIONALE E IL CONTRIBUTO
REGIONALE ALLE ELABORAZIONI/RIFLESSIONI CONDOTTE
Abbiamo cercato di essere come Incaricati sempre presenti agli Incontri a livello nazionale per
dar voce alle istanze formative della nostra regione e per poter contribuire alla riflessione/
elaborazione formativa condotta a livello regionale.
Il nostro intervento e le nostre riflessioni sul tema la formazione dei formatori, già da tempo
peraltro avviate da questa formazione capi, spesso ci hanno fatto sentire un passo avanti,
rispetto alle elaborazioni a livello nazionale.
In questa sede crediamo sia importante sottolineare la partecipazione della nostra regione
alle riflessioni che sono scaturite dai SEMINARI PER LE ZONE, tenutisi nei giorni 19 e 20
settembre 2009, a Bracciano, presso la Base Scout.
Presenti della nostra regione 7 zone su 21. Due sono stati i temi su cui si è incentrato il
confronto :
- La Zona e la Chiesa locale;
- La Zona e la Formazione Metodologica.
Questi vengono fuori dal Convegno Nazionale Comitati di Zona, tenutosi a Bracciano dal 2
al 4 settembre 2005: in quell’occasione si è molto dibattuto e sono state individuate proposte
operative da sviluppare per dare maggior centralità alla Zona.
Nei Seminari si è ripreso il lavoro allora condiviso per rilanciare piste di lavoro e di
approfondimento attualizzate e ribadire, ancora una volta, che il tempo che viviamo ci
interpella con forza, non solo rispetto alla capacità/necessità di essere pienamente inseriti
nella vita della chiesa locale, integrandosi nei suoi percorsi pastorali;ma anche rispetto alla
capacità di sfruttare un ambito d’azione educativa privilegiato come la zona, per diventare
detonatori di cambiamenti sociali, propulsori di una rinnovata azione educativa che passi
attraverso una consapevolezza metodologica.!
L’esperienza dei due seminari è stata molto proficua non solo per i contenuti che si sono
elaborati e per l’approfondimento dei quali rimandiamo in maniera puntuale agli atti dei
Seminari, ma anche per l’ importante confronto avvenuto tra i diversi partecipanti.
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4- IL CONTRIBUTO QUALIFICATO E QUALIFICANTE AL BISOGNO FORMATIVO DEI CAPI ( FORMA ZONE )
Come già annunciato in Consiglio Regionale ai RDZ e inserito nel programma regionale
della Formazione Capi, anche quest’anno riproponiamo un’intervento mirato e formativo ai
Consigli di Zona per aiutare i RDZ e i CG a svolgere al meglio il loro servizio, supportati da
un confronto e un sostegno della Formazione Capi regionale.
Il FormaZone vuole essere una risposta precisa e puntuale, oltre che concreta e operativa, per
rispondere a molteplici obiettivi del nostro Progetto regionale, e nello specifico:
- Agire in modo specifico sulla formazione dei Capi Gruppo e dei Responsabili di
zona;
- Offrire percorsi di scoperta del senso della progettualità, vivendo la crisi
come propulsore di un percorso formativo personale;
- Fornire strumenti che aiutino le zone ed i gruppi ad approfondire con le famiglie
i temi relativi alle problematiche relazionali con i ragazzi, con un forte riferimento
al modello della Famiglia Cristiana e ai valori del Patto Associativo.
Già ci sono pervenute diverse richieste in merito che verranno pubblicizzate e calendarizzate
sul nostro sito regionale e testimoniano la voglia da parte dei consigli di zona di creare
percorsi formativi per i quadri zonali paralleli agli istituzionali, oltre a confortarci sulla corretta
lettura da parte nostra dei bisogni formativi degli stessi e della validità dei percorsi operativi
attivati.
Comunque anche prima del lancio del FormaZone siamo stati più volte presenti ad incontri
di zona per momenti formativi richiesti su specifiche tematiche.
Speriamo di poter far partire al più presto un campo per C:G. inserito nel calendario
istituzionale.
5-LA
COSTITUZIONE E LA VALORIZZAZIONE DI UNA
PATTUGLIA
IN GRADO DI GUARDARE
CON COMPETENZA LA REALTÀ FORMATIVA REGIONALE
La pattuglia di Fo.Ca. è stata pensata e voluta costituita da formatori competenti che da anni
danno una spinta reale, innanzitutto, dal punto di vista elaborativo alla riflessione formativa
in Sicilia e che hanno contestualmente ottime capacità organizzative e gestionali degli eventi.
A loro va il nostro ringraziamento per quanto fatto insieme,per aver condiviso e testimoniato
con coerenza le scelte fatte in campo formativo, che ci auguriamo siano risultate opportune
per la formazione dei capi della nostra regione.
Tanto ancora sicuramente c’è da fare, la formazione è un cantiere aperto che si arricchisce
giorno dopo giorno delle riflessioni ed elaborazioni che capi e formatori innescano
quotidianamente svolgendo il loro servizio educativo, ecco perché crediamo che se tanto
è stato fatto e pensato in questi anni, ancora molto di più può e deve essere fatto in una
sinergia e in un pluralismo di voci convergenti verso un’unica direzione: formare educatori
significativi, capaci di far scrivere pagine importanti di vita ai ragazzi affidatigli dal Signore.
Buona strada
Annalisa Spadaro, Franco Tarantino e Padre Marcello Pulvirenti
Incaricati ed Assistente Regionale alla Formazione Capi
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AREA ORGANIZZAZIONE
In quest’anno trascorso, il terzo del nostro mandato, abbiamo cercato di intervenire per
rendere ai capi più agevole il loro servizio.
L’attività di quest’anno si è concentrata su quattro grandi lineee:
1)
2)
3)
4)
Il bilancio quale strumento indispensabile per una sana e corretta gestione dei
progetti e dei programmi.
Il reperimento fondi.
I settori, Comunicazione e Demanio.
La segreteria regionale.
Il bilancio
Di seguito esplicitiamo in modo semplice la costruzione della struttura bilancio, non ce ne
vogliano gli esperti ma per usare una simbologia della strada ..dobbiamo permettere a tutti
con il proprio passo di raggiungere la meta …
Il bilancio consuntivo che stiamo analizzando si riferisce al periodo 1 ottobre ’08, 30
settembre’09.
La colonna preventivo 2009-2010 (periodo dal 1 ottobre 2009 al 30 settembre 2010) riporta
i dati approvati nell’assemblea di settembre 2009.
Ad aprile di ogni anno in associazione si analizza il bilancio con un preventivo che giunge
temporalmente a metà anno e quindi con delle certezze acclarate questo è quando esprime
la colonna preconsuntivo 2009-2010 che rettifica il preventivo.
La colonna preventivo 2010-2011 riguarda la previsione di bilancio per il periodo 1 ottobre
2010 30 settembre 2011.
I quadri (4) si riferiscono a:
NEL I QUADRO sono descritte tutte le entrate ordinarie, da associati o da riserve patrimoniali
della regione o dal nazionale.
NEL II QUADRO sono enumerate tutte le spese istituzionali dell’organo Comitato Regionale.
NEL III QUADRO sono illustrate tutte le spese afferenti ai centri di costo che fanno capo a:
I.C.M. FO.CA. e Organizzazione.
NEL IV QUADRO sono descritte le entrate straordinarie e le uscite straordinarie.
La dislocazione di quest’ultime è stata volutamente allocata dopo le entrate istituzionale e le
uscite totali per una ovvia motivazione di opportunità legata ai tempi e alle modalità delle
entrate spesso non dipendenti dalla nostra volontà.
Supporti ai Capi
Quest’anno, abbiamo elaborato, insieme agli altri IRO, il vademecum del capo gruppo,
strumento utile per la gestione dei gruppi. Parimenti, abbiamo ad oggi oltre il 75% dei
gruppi in regola con le nuove norme sul possesso del codice fiscale.
Il reperimento fondi
Per quanto riguarda questo aspetto, grazie anche ai nostri consiglieri generali, abbiamo
presentato insieme ad altri IRO, una mozione che ha sbloccato alcune somme trattenute
dal nazionale, recuperando due annualità di ristorni aggiuntivi, pari a circa 18.000,00 euro.
Al prossimo consiglio generale, verrà votato il nuovo sistema dei ristorni, frutto del lavoro di
una commissione ristretta con la presenza anche della nostra regione, sistema che di fatto
aumenterà le nostre entrate. Queste due attività dell’organizzazione, sono state possibili,
grazie ad un lavoro costante di relazioni con le altre regioni.
Per i finanziamenti in corso, dobbiamo registrare
L’erogazione del contributo atteso per la quota assicurativa dei soci maggiorenni, dopo due
anni,adesso abbiamo riattivato questo canale di rimborso, pari a circa 13.000,00.
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I settori
L’altro aspetto su cui stiamo lavorando è quello del Demanio associativo.
Vi proponiamo di investire il denaro associativo secondo 2 direttrici:
Investimenti a breve ed investimenti a lungo periodo, che rimangono nel tempo.
Tenendo conto della mozione che ci invitava ad agire per i nostri ragazzi, per quanto
riguarda il breve periodo, stiamo lavorando per ridurre i costi di partecipazione agli eventi,
iniziando con l’incontro dei giovani (ASQ, RS e Capi) dove prevediamo di istituire una cassa
di compensazione con intervento economico della regione, per coprire i costi dei trasporti.
Per l’investimento che dura nel tempo, vi proponiamo di completare i lavori nelle nostre basi
in Sicilia, Nino Valenti e Massariotta, rendendole il nostro biglietto da visita, luoghi protetti
dove vivere l’avventura ed anche la formazione capi. Riteniamo prioritario rendere i beni
associativi il più possibile fruibili nell’arco di tutto l’anno.
In tal senso, il progetto prevede, una tariffa politica di utilizzo base per i nostri ragazzi e per
i nostri campi scuola, in questo modo l’intervento a breve si salda con quello che dura nel
tempo.
Inizieremo, sempre nell’ottica delle attività per ragazzi, ad accantonare somme per la
realizzazione del campo regionale Guide ed Esploratori del 2012.
Cogliamo l’occasione per ringraziare Giovanni Perrone del lungo servizio svolto come gestore
della base, e vista la sua richiesta di essere sostituito per limiti di stanchezza…chiediamo a
questa assemblea disponibilità per questo tipo di incarico.
In cantiere
Completare la classificazione delle basi ad interesse zonale ed i beni confiscati alla mafia
ed affidati all’associazione, con schede dei servizi forniti e, speriamo presto, un servizio di
prenotazioni
on line. Anche su queste, successivamente, vorremo proporvi di intervenire con appositi
progetti di investimento a fronte di servizi resi. Su questo chiediamo la collaborazione di tutti.
Sicilia Scout
Ha rispettato le sue tre uscite annuali, nella nuova veste che avete già visto, con
approfondimenti tematici legati ai temi individuati dal nuovo progetto regionale e con gli
inserti EG, RS, LC e FOCA.
La pattuglia lavora con molto entusiasmo e siamo certi che in un clima di correzione fraterna,
potrà sempre di più centrare le aspettative dei capi della nostra regione. Il sito è un elemento
centrale, sia per la velocità delle comunicazioni che per la possibilità di essere gestito a più
mani. Ancora non è partita l’operazione Sicilia Scout Web, uno spazio elettronico dove dar
voce a tutti con rapidità, favorire il dibattito, fornire notizie urgenti.
Quest’anno si sta pensando ad un numero particolare a Settembre che venga distribuito,
come da progetto a Capi, ragazzi e famiglie, in occasione della visita del Papa.
Per quanto riguarda la Cooperativa, costola essenziale dell’associazione, evidenziamo la
piena sintonia con il consiglio di amministrazione, ringraziamo a proposito il nuovo presidente
per tutto quello che sta facendo, la buona frequenza con cui ci incontriamo e la stretta
relazione che abbiamo cercato insieme di costruire.
La Nuova Zagara, continua il suo cammino verso una programmazione attenta nella gestione
ed un sempre crescendo supporto in servizi verso l’associazione. Lo scorso anno ha pagato
per intero un numero di Sicilia Scout. Vogliamo potenziare questa collaborazione.
Il servizio è gratuito, nessuno deve rimetterci, in tal senso, vi proponiamo di riflettere su
come intervenire ed in che misura sulle somme addebitate all’ex presidente, nell’esercizio
delle sue funzioni, ricordiamo che ha ricevuto un pignoramento dei fondi sul suo conto
corrente.
La C.E.SI. ci ha visti presenti e propositivi. Stiamo lavorando, insieme alle altre associazioni
sia nella Pastorale Giovanile, sia nella Pastorale per l’ Educazione e la Formazione che
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nella Consulta Regionale Associazioni Laicali. Quest’anno ci attende l’appuntamento con
Benedetto XVI, già le branche hanno iniziato la preparazione ed è stato istituito un comitato
ristretto per l’organizzazione dell’evento, sempre in unità con le chiese di Sicilia.
Segreteria
Dopo una verifica dei reali carichi di lavoro della nostra segreteria, abbiamo cercato di meglio
definire ruoli e necessità.
Soffriamo di un servizio a due velocità, uno legato agli eventi, campi scuola e campi per
ragazzi, che giustamente richiedono supporto ed attenzione, ed uno con ritmi meno
strutturati legato alle relazioni esterne, sempre maggiori e continue, ai rapporti con gli enti,
anche di natura economica, alla gestione dei bilanci ecc.
Dobbiamo essere efficienti e riuscire a portare avanti il lavoro su tutti i fronti.
Abbiamo attivato un part time di dodici ore per quattro mesi da marzo a giugno per complessi
1.900,00 euro lordi, con un esborso limitato, abbiamo fatto funzionare meglio i servizi.
Quest’anno, in considerazione anche dell’evento a Palermo, valuteremo se stipulare un
nuovo contratto alle stesse condizioni.
Ci pare indispensabile, per il futuro, sdoppiare le funzioni: eventi e campi da una parte e
amministrazione e segreteria generale dall’altra.
A seguire trovate la relazione al bilancio, lo stato patrimoniale ed il conto economico.
Grazie sempre per il contributo di tutti Voi.
Maria Grazia Torre e Giuseppe Teresi - Incaricati regionali
RELAZIONE AI BILANCI CONSUNTIVO 2008-2009
PRECONSUNTIVO 2009-2010 PREVENTIVO 2010-2011
PREMESSA E NOTE DI LETTURA AL BILANCIO
Il Bilancio è stato redatto con la suddivisione in quattro centri di spesa (e di entrata), che
sono Coordinamento Metodologico, Formazione Capi, Organizzazione, Comitato regionale,
e fanno capo ai rispettivi Incaricati o, per il centro di spesa Comitato regionale, ai Responsabili
regionali.
Il Bilancio viene anche riclassificato secondo uno schema standard predisposto dall’Agesci
nazionale per tutte le Regioni scout.
ANALISI DEL CONSUNTIVO 2008-2009
Gli scostamenti più significativi rispetto al Preconsuntivo riguardano, nella parte Entrate:
A.2. 1.1.1 minori riscossioni da manifestazioni per capi e ragazzi - 2.880,00
A.2. 1.4.1 minori riscossioni da quote di eventi R/S per ragazzi - 1.745,00
A.2.3 minori riscossioni Organizzazione - 4.023,37
A 2.4 minori riscossioni per la voce Comitato Regionale - 1.204,70
F.1.1 entrate straordinarie, maggiori riscossioni contributi e rimborsi + 8.303,05
F.1.2 entrate straordinarie, minori riscossioni donazioni - 1.000,00
F.1.3 entrate straordinarie, maggiori riscossioni varie
+ 11.328,56
Le differenze nelle entrate sono dovute, per le entrate legate allo svolgimento di attività o
eventi, a errate stime nella previsione e al mancato svolgimento di alcune attività, ovvero, alla
mancata o tardiva presentazione dei rendiconti delle attività o campi; in questi casi le differenze
sono comunque collegate alle corrispondenti spese per manifestazioni ed eventi (voce D.1.4.1
e D.1.9.1 della spesa), per cui non hanno inciso sul risultato finale.
Le minori entrate del settore Organizzazione, voce A.2.3, pari ad euro – 4.023,37, si riferiscono
quasi totalmente al minore utilizzo, rispetto alla previsione, di fondi accantonati negli anni
precedenti, in particolare è stata rinviata la realizzazione di un dvd informativo per le famiglie.
Le minori entrate per la voce Comitato Regionale, voce A.2.4, pari ad euro – 1.204,70, si
riferiscono ad una iniziativa del Centro Studi non realizzata.
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Nelle entrate straordinarie le maggiori riscossioni della voce F.1.1, pari ad euro + 8.303,05, sono
la somma algebrica di componenti positivi e negativi: c’è stata anche la mancata concessione,
ovvero la concessione in misura inferiore a quanto preventivato, di alcuni contributi da parte di
Enti locali ed altri organismi (- 4.861,95) e l’incasso, totalmente non preventivato, della quota
relativa all’assicurazione dei soci maggiorenni (+ 13.165,00).
Le minori riscossioni della voce F.1.2, pari a euro - 1.000,00, si riferiscono a donazioni che,
comunque, se ricevute sarebbero state ristornate, per cui esiste la corrispondente minore uscita.
La voce F.1.3 delle entrate straordinarie, pari a euro + 11.328,56, si riferisce invece per gran
parte a sopravvenienze attive, ovvero a quote di entrate non preventivate e non preventivabili,
nel caso di specie abbiamo vinto una causa contro la Telecom, che è stata condannata a
risarcirci 2.219,80 euro, ed abbiamo ricevuto 8.973,72 euro dall’Agesci Centrale per ricalcoli
connessi ai ristorni dei censimenti degli anni precedenti.
Circa le Spese si segnala:
B.1.5 minori spese Centro Studi
- 2.578,41
D.1.4.1 minori spese per eventi della Branca R/S per ragazzi - 3.372,20 (vedi sopra minori
riscossioni)
D.1.7 minori spese (nessuna spesa) del settore Ambiente - 300,00
D.1.9 minori spese del settore P.N.S.
- 1.707,52
D.1.10 minori spese del settore Nautico - 743,00
D.2.2.1 maggiori spese per eventi di formazione Capi + 1.047,22
D.3.1 minori spese strutturali settore Organizzazione – 1.033,26
D.3 2.4 maggiori spese per consulenti + 1.173,60
D.3.3 minori spese per la sede regionale - 6.645,53
D.3.6 minori spese del settore Comunicazione - 2.592,55
D.3.7 maggiori spese per accantonamenti
+ 7.237,30
Anche riguardo le spese possiamo dire che le differenze sono dovute, per le voci D.1.4.1 e D.1.9,
a sovrastime nella previsione, al mancato svolgimento di alcune attività, ovvero alla mancata o
tardiva presentazione dei rendiconti delle attività (fattori già evidenziati per l’entrata).
Le minori spese per attività del Centro studi, voce B.1.5, pari ad euro - 2.578,41, si riferiscono
alla realizzazione di un libro che è stata rinviata, causa mancato introito di un contributo.
Le maggiori spese per eventi di formazione Capi, voce D.2.2.1, pari ad euro + 1.047,22, si
riferiscono alla realizzazione di eventi non inseriti in preventivo ed invece realizzati; esiste una
corrispondente maggiore entrata.
Le maggiori spese per consulenti, voce D.3.2.4, pari ad euro + 1.173,60, si riferiscono alle
spese legali della causa vinta contro la Telecom.
Le minori spese del settore Comunicazione, voce D.3.6, pari ad euro – 2.592,55, sono dovute
al fatto che, la Cooperativa La Nuova Zagara, ha pagato la fattura di un numero di Sicilia Scout.
Le maggiori spese per accantonamenti, voce D.3.7, pari ad euro + 7.237,30, si riferiscono ad
accantonamenti finalizzati al rinnovo di attrezzature e materiali e ad altre spese a carattere
pluriennale; in tal modo la spesa complessiva viene frazionata in più esercizi.
Volendo analizzare nel complesso i risultati sopra esposti, possiamo dire che a fronte delle minori
entrate ordinarie sopra evidenziate, pari a circa 10.000,00 euro, si registrano corrispondenti
minori spese ordinarie circa per pari importo, per cui il risultato ordinario, considerando le altre
entrate e spese, è quasi in pareggio (- € 2.988,90 a fronte di - € 7.721,62 del preconsuntivo); in
sostanza a Consuntivo abbiamo recuperato, nel complesso, € 4.732,72 rispetto alla previsione
del preconsuntivo. Grazie al risultato delle partite straordinarie, pari a + € 24.147,31, l’anno
2008-2009 chiude quindi con un avanzo pari a + € 19.414,59. Il riporto degli avanzi degli anni
precedenti (+ € 2.221,62) porta il risultato finale a + € 23.380,03.
Possiamo quindi affermare che, nel complesso, siamo riusciti ad impiegare interamente le
entrate ordinarie, mentre il consistente risultato della gestione straordinaria e l’avanzo degli
anni precedenti costituiscono il cospicuo avanzo finale da impiegare al meglio in futuro.
Precisiamo ulteriormente che la “Cassa del magazzino regionale” indicata nei conti patrimoniali
alla voce A.1.6 è materialmente custodita dallo stesso magazziniere.
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Area Organizzazione
SITUAZIONE
PATRIMONIALEAL
AL30-09-2009
30-09-2008
SITUAZIONE
PATRIMONIALE
ATTIVITA'
A
A
A
A
A
A
A
1
1
1
1
1
1
1
A
A
A
A
2
2 1
2 2
2 3
ATTIVITA' FINANZIARIE
Gestione Risparmio INA Assitalia - 1
Gestione Risparmio INA Assitalia - 2
Quota partecipazione a Banca Etica
A
A
A
A
A
3
3
3
3
3
1
2
3
4
CREDITI VERSO STRUTTURE ASSOCIATIVE
Crediti nei confronti del Centrale
Crediti nei confronti di altre Regioni scout
Crediti nei confronti delle Zone
Crediti nei confronti dei Gruppi
A
A
A
A
A
A
4
4
4
4
4
4
1
2
3
4
5
CREDITI VARI
Crediti nei confronti di soci
Crediti nei confronti della Cooperativa La Nuova Zagara
Credi vs. Enti locali c/ contributi e rimborsi
Crediti vari
Depositi cauzionali
1
2
3
4
5
6
A 5
A
Importi espressi in Euro
30/09/2009
DISPONIBILITA' LIQUIDE
Cassa
Banca IntesaSanPaolo c/c
Banca Etica c/c
BancoPosta
Valori bollati
Cassa magazzino regionale
119.322,55
2.258,60
102.397,51
3.831,40
10.359,79
345,10
130,15
15.351,75
5.755,35
9.000,00
596,40
2.155,00
120,00
2.035,00
16.673,58
378,92
15.106,35
286,00
809,52
92,79
RATEI E RISCONTI ATTIVI
1.283,33
TOTALE ATTIVITA'
154.786,21
PASSIVITA'
P 1
P
P
P
P
1
1
1
1
DEBITI VERSO STRUTTURE ASSOCIATIVE
1
2
3
4
Debiti verso il Centrale
Debiti verso altre Regioni scout
Debiti verso le Zone
Debiti verso i Gruppi
P 2
695,00
9.650,30
400,00
DEBITI VARI
16.285,74
P
P
P
P
P
2
2
2
2
2
1
2
3
4
5
Debiti verso soci
Debiti verso fornitori
Debiti verso l'Erario ed Istituti previdenziali ed assistenziali
Debiti verso il personale dipendente
Debiti vari
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
FONDI ACCANTONATI
Fondo TFR
Fondo Immobili in uso
Fondo EPC
Fondo di riserva
Fondo Centro Studi
Fondo per attività da progetto
Fondo attività internazionali
Fondo rinnovo attrezzature e materiali
Fondo controversie
Fondo Contributo straordinario Comitato Nazionale
P 4
10.745,30
5.738,07
3.163,98
4.311,93
1.812,50
1.259,26
104.375,14
20.293,51
3.124,00
7.192,52
7.500,00
9.794,41
15.616,40
3.300,00
4.636,00
4.519,80
28.398,50
RATEI E RISCONTI PASSIVI
-
TOTALE PASSIVITA'
131.406,18
TOTALE A PAREGGIO
154.786,21
P
AVANZO A NUOVO
23.380,03
RIEPILOGO
TOTALE ATTIVITA'
154.786,21
TOTALE PASSIVITA' E AVANZO A NUOVO
DIFFERENZA
SICILIA SCOUT
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154.786,21
-
0,00
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AGESCI SICILIA
Area Organizzazione
Documenti Uffi
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SICILIASCOUT
Importi espressi in Euro
CONSUNTIVO 2007-2008,
2008-2009, PRECONSUNTIVO
PRECONSUNTIVO 2009-2010
2010-2011
2008-2009 E PREVENTIVO 2009-2010
BILANCIO REGIONALE
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
1
2009-2010
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2010-2011
Preventivo
Preconsuntivo
Preventivo
1
1.1
1.1.1
1.2
1.2.1
1.2.2
1.3
1.3.1
1.3.2
1.4
1.4.1
1.4.2
2
2.1
2.2
2.3
3
4
QUOTE ASSOCIATIVE DAL CENTRALE
ENTRATE DA SOCI
COORDINAMENTO METODOLOGICO
INCARICATI C. M.
Manifestazioni ed eventi per Capi e ragazzi
BRANCA L/C
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
BRANCA E/G
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
BRANCA R/S
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
FORMAZIONE CAPI
EVENTI PER CAPI
EVENTI PER FORMATORI
EVENTI PER QUADRI
ORGANIZZAZIONE
COMITATO REGIONALE
(+)
(A) Disponibilità Associativa
100.127,00
121.741,50
41.540,00
3.700,00
3.700,00
11.810,00
11.360,00
450,00
10.800,00
9.300,00
1.500,00
15.230,00
14.730,00
500,00
32.550,00
32.200,00
350,00
45.071,50
2.580,00
99.157,99
112.736,70
37.849,27
820,00
820,00
12.380,27
12.083,27
297,00
11.664,00
10.062,00
1.602,00
12.985,00
12.985,00
32.464,00
32.464,00
41.048,13
1.375,30
100.180,00
120.900,00
45.300,00
6.900,00
6.900,00
11.000,00
10.000,00
1.000,00
11.000,00
9.500,00
1.500,00
16.400,00
15.400,00
1.000,00
32.550,00
32.200,00
350,00
40.050,00
3.000,00
97.226,00
154.898,50
53.750,00
4.400,00
4.400,00
22.200,00
21.700,00
500,00
11.000,00
9.500,00
1.500,00
16.150,00
15.150,00
1.000,00
37.550,00
37.200,00
350,00
63.098,50
500,00
96.100,00
123.850,00
44.400,00
4.350,00
4.350,00
12.200,00
11.700,00
500,00
11.700,00
10.200,00
1.500,00
16.150,00
15.150,00
1.000,00
37.150,00
36.800,00
350,00
40.300,00
2.000,00
221.868,50
211.894,69
221.080,00
252.124,50
219.950,00
20.938,00
5.305,00
1.550,00
2.200,00
454,00
6.750,00
5.900,00
850,00
1.300,00
450,00
1.400,00
200,00
1.200,00
1.529,00
16.343,99
5.452,56
1.187,98
1.966,25
471,40
4.171,59
3.128,25
1.043,34
919,81
726,90
474,00
474,00
973,50
19.755,00
5.145,00
1.500,00
2.100,00
595,00
7.015,00
6.125,00
890,00
1.300,00
450,00
1.250,00
200,00
1.050,00
400,00
25.170,00
5.945,00
5.800,00
2.250,00
875,00
6.900,00
6.200,00
700,00
1.300,00
450,00
1.400,00
200,00
1.200,00
250,00
40.345,00
6.345,00
18.300,00
2.200,00
875,00
8.825,00
7.825,00
1.000,00
1.300,00
550,00
1.700,00
400,00
1.300,00
250,00
SPESE ISTITUZIONALI
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
B
1
2
3
4
5
5.1
5.2
6
7
8
8.1
8.2
9
(-)
C
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
2008-2009
Consuntivo
ENTRATE - DISPONIBILITA' ASSOCIATIVA
1
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
2008-2009
Preconsuntivo
COMITATO REGIONALE
RESPONSABILI E COMITATO
SPESE PER MANIFESTAZIONI ED EVENTI
CONSIGLIO REGIONALE
REFERENTI
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE
Attività del Centro Studi
Spese strutturali
CONSIGLIERI GENERALI
PARTECIPAZIONE A CONVEGNI
TERZO SETTORE
Manifestazioni ed eventi
Spese strutturali
ALTRE ATTIVITA'
(B) TOTALE SPESE ISTITUZIONALI
20.938,00
16.343,99
19.755,00
25.170,00
40.345,00
Disponibilità Operativa (A-B)
200.930,50
195.550,70
201.325,00
226.954,50
179.605,00
55.910,00
1.000,00
1.000,00
13.910,00
11.360,00
450,00
2.100,00
14.900,00
10.200,00
1.800,00
2.900,00
17.350,00
13.500,00
1.500,00
2.350,00
450,00
450,00
2.550,00
700,00
1.850,00
300,00
300,00
1.350,00
1.350,00
3.200,00
2.500,00
700,00
900,00
800,00
100,00
31.790,00
2.100,00
29.690,00
29.340,00
350,00
47.821,06
560,50
560,50
14.022,37
12.038,07
740,70
1.243,60
14.062,57
10.462,00
1.772,00
1.828,57
13.294,10
10.127,80
1.592,00
1.574,30
526,44
526,44
2.917,45
1.262,00
1.655,45
788,15
788,15
1.492,48
1.100,70
391,78
157,00
157,00
32.208,68
1.821,46
30.387,22
30.387,22
-
57.320,00
1.600,00
1.600,00
13.050,00
10.000,00
1.000,00
2.050,00
14.420,00
10.400,00
1.800,00
2.220,00
16.650,00
13.500,00
1.000,00
2.150,00
500,00
500,00
2.150,00
700,00
1.450,00
320,00
320,00
1.470,00
1.470,00
3.260,00
2.500,00
760,00
3.900,00
3.800,00
100,00
31.510,00
1.820,00
29.690,00
29.340,00
350,00
67.220,00
2.200,00
1.000,00
1.200,00
24.800,00
21.700,00
800,00
2.300,00
14.350,00
10.400,00
1.800,00
2.150,00
16.120,00
12.670,00
1.300,00
2.150,00
450,00
450,00
2.450,00
900,00
1.550,00
300,00
300,00
1.350,00
1.350,00
3.200,00
2.500,00
700,00
2.000,00
1.300,00
700,00
38.420,00
2.100,00
35.120,00
34.770,00
350,00
61.950,00
1.630,00
1.630,00
14.800,00
11.700,00
1.000,00
2.100,00
24.050,00
19.100,00
1.800,00
3.150,00
15.820,00
12.670,00
1.000,00
2.150,00
450,00
450,00
2.150,00
600,00
1.550,00
300,00
300,00
1.350,00
1.350,00
700,00
700,00
700,00
700,00
36.970,00
2.100,00
34.870,00
34.520,00
350,00
SPESE STRUTTURALI - VITA DELLA REGIONE
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
2
2
1
1.1
1.2
2
2.1
2.2
2.3
3
3.1
3.2
3.3
4
4.1
4.2
4.3
5
5.1
6
6.1
6.2
7
7.1
7.2
8
8.1
9
9.1
9.2
10
10.1
10.2
1
2
2.1
2.2
COORDINAMENTO METODOLOGICO
INCARICATI C. M.
Manifestazioni ed eventi per Capi
Spese strutturali
BRANCA L/C
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
Spese strutturali
BRANCA E/G
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
Spese strutturali
BRANCA R/S
Manifestazioni ed eventi per ragazzi
Manifestazioni ed eventi per Capi
Spese strutturali
SETTORE INTERNAZIONALE
Spese strutturali
SETTORE EPC
Manifestazioni ed eventi
Spese strutturali
SETTORE AMBIENTE
Manifestazioni ed eventi
Spese strutturali
SETTORE FOULARDS BLANCS
Spese strutturali
SETTORE PNS
Manifestazioni ed eventi
Spese strutturali
SETTORE NAUTICO
Manifestazioni ed eventi
Spese strutturali
FORMAZIONE CAPI
SPESE STRUTTURALI
MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Eventi per capi
Eventi per formatori
anno XIX - numero 1 - marzo 2010
35
SICILIA SCOUT
SICILIASCOUT
AGESCI SICILIA
Area Organizzazione
Importi espressi in Euro
CONSUNTIVO
2007-2008,PRECONSUNTIVO
PRECONSUNTIVO2009-2010
2008-2009
E PREVENTIVO
2009-2010
CONSUNTIVO 2008-2009,
E PREVENTIVO
2010-2011
2008-2009
BILANCIO REGIONALE
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
2
2
2
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
3
2.3
2.4
3
1
2
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
3
3.1
3.2
3.3
4
5
6
6.1
6.2
6.3
7
D
(-)
E
(=)
Eventi per quadri
Altri incontri, attività
SUSSIDI
ORGANIZZAZIONE
SPESE STRUTTURALI
SPESE OBBLIGATORIE E DIVERSE
Assicurazioni
Strutture periferiche
Affiliazioni
Consulenti
Imposte, tasse e spese legali
SEDE
Gestione locali
Segreteria
Attrezzature e materiali
MAGAZZINO E ATTREZZATURE
TERRENI E BASI
SETTORE COMUNICAZIONE
Spese strutturali
Stampa
Informatica e web
ACCANTONAMENTI
(D) TOTALE SPESE STRUTTURALI
Risultato Ordinario (C-D) -
F
ENTRATE STRAORDINARIE
F 1 1
F 1 2
F 1 3
CONTRIBUTI E RIMBORSI
DONAZIONI
VARIE
F
(+)
(I) TOTALE ENTRATE STRAORDINARIE
G
USCITE STRAORDINARIE
G 1 1
G 1 2
SPESE IMPREVISTE
ALTRE USCITE
2008-2009
2009-2010
Preconsuntivo
120.952,12
2.100,00
42.959,25
28.000,00
12.549,25
160,00
1.000,00
1.250,00
54.999,87
6.950,00
45.050,00
2.999,87
2.100,00
4.100,00
10.150,00
550,00
9.200,00
400,00
4.543,00
Consuntivo
118.509,86
1.066,74
44.421,85
28.530,00
12.208,25
360,00
2.173,60
1.150,00
48.354,34
3.656,82
43.434,00
1.263,52
1.329,18
4.000,00
7.557,45
683,53
6.873,92
11.780,30
Preventivo
131.495,00
2.220,00
43.010,00
28.000,00
12.600,00
160,00
1.000,00
1.250,00
49.175,00
4.650,00
43.250,00
1.275,00
2.050,00
20.200,00
11.190,00
570,00
10.200,00
420,00
3.650,00
Preconsuntivo
1.200,00
145.894,53
2.095,00
46.279,25
28.000,00
15.569,25
360,00
1.100,00
1.250,00
57.770,28
8.150,28
45.870,00
3.750,00
4.800,00
19.200,00
12.100,00
850,00
10.850,00
400,00
3.650,00
Preventivo
131.685,00
2.350,00
46.380,00
28.000,00
15.650,00
380,00
1.100,00
1.250,00
50.805,00
4.360,00
45.170,00
1.275,00
2.250,00
14.200,00
12.050,00
850,00
10.850,00
350,00
3.650,00
208.652,12
198.539,60
220.325,00
251.534,53
230.605,00
7.721,62 -
2.988,90 -
19.000,00 -
2009-2010
2010-2011
24.580,03 -
51.000,00
5.500,00
1.000,00
-
13.803,05
11.328,56
19.000,00
1.000,00
-
4.000,00
1.000,00
-
51.000,00
1.000,00
-
6.500,00
25.131,61
20.000,00
5.000,00
52.000,00
1.000,00
984,30
1.000,00
3.800,00
1.000,00
G
(-)
(L)TOTALE USCITE STRAORDINARIE
1.000,00
984,30
1.000,00
3.800,00
1.000,00
H
(=)
Risultato Straordinario (F-G)
5.500,00
24.147,31
19.000,00
1.200,00
51.000,00
I
(+)
L
(=)
M
RIPORTO ANNO PRECEDENTE
2.221,62
2.221,62
-
23.380,03
-
0,00
23.380,03
-
0,00
-
16.688
16.631
RISULTATO FINALE (E+H+I)
Numero soci
SICILIA
SIC
CIL
ILI A S
SCOUT
CO
COU
OU
UT
36
3
6
16.700
an
anno
nn
n
no X
XIX
IX - n
IX
numero
um
ume
mero 1 - marzo 2010
me
0
16.256
16.000
SICILIASCOUT
Convegno Nazionale Assistenti Ecclesiastici
Assisi
Tutto è iniziato nel 2007 con il progetto nazionale
dove, a pagina VI, nelle “Aree di impegno prioritario” tra gli “aspetti metodologici” troviamo scritto:
“la narrazione come linguaggio, stile, luogo della comunicazione generatrice di relazione”. E più
avanti: “essi (ai ragazzi) Baden-Powell direttamente
si rivolge nei manuali (è significativo che i capitoli
di Scautismo per ragazzi si chiamino “chiacchierate
al fuoco di bivacco”) e in tanti suoi scritti e messaggi, come un io-narrante che ricorda, racconta,
commenta e propone, esponendosi in prima persona. I tre grandi sfondi integratori della giungla,
dell’avventura e della strada nascono e prendono
forma attraverso la soggettività e le capacità comunicative di un adulto che narra e, narrando, imposta
ed avvia un dialogo. Il registro narrativo, secondo
le modalità che Baden-Powell ha utilizzato, affida
a ciascun capo il compito di elaborare e proporre
una propria narrazione, che possa divenire sfondo e
trama di una concreta, attuale relazione educativa”.
Baden-Powell è un narratore. “Lo sfondo integratore della vita scout nasce dunque dalla narrazione di un adulto, che prova a guardare la realtà con
gli occhi dei ragazzi ed utilizza il loro stesso codice,
appreso attraverso l’esercizio costante dell’osservazione, del dialogo e dell’ascolto empatico. Ciò
pone le condizioni perché la narrazione possa divenire dialogica e perché la proposta di uno sfondo
integratore, metafora o parabola della vita stessa,
possa trasformarsi, facendosi simbolo ed esperienza, nella costruzione condivisa di un ambiente dove
vivere e crescere”. Entrando dentro il progetto,
negli obiettivi generali troviamo: “Valorizzare la dimensione della narrazione nell’educazione alla fede:
parlare a Dio degli uomini e agli uomini di Dio”. E
tra gli obiettivi specifici troviamo: “Proseguire nella
riflessione sui nuclei fondamentali della catechesi in
associazione,con attenzione ai temi dell’evangelizzazione oggi, alla “narrazione” come modalità di
catechesi, alla necessità di dare continuità ed omogeneità ai singoli eventi ed itinerari”. La narrazione
come modalità comunicativa e come stile educativo
che ha le sue radici nell’esperienza narrante di B.-P.,
trova una applicazione privilegiata nell’ambito della
catechesi e dell’educazione alla fede. Nel primo incontro di Assisi, che aveva visto una numerosissima
partecipazione di AE, ci si è fermati a riflettere sulle
nuove sfide all’educazione alla fede, che provengoann
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ci troviamo ad operare. Nel secondo appuntamento si è preso in esame la modalità della narrazione
in catechesi, con l’aiuto di don Riccardo Tonelli e
una panoramica del cammino associativo a questo
riguardo, con l’aiuto delle Branche.
Quest’anno, il 9 e il 10 febbraio, si è continuato nell’approfondimento di queste tematiche, con
l’apporto competente di p. Jean-Pierre Sonnet e il
lancio del sussidio per le Comunità Capi in ordine
all’annuncio di fede; inoltre si è preso in esame il
cammino che la Chiesa italiana si appresta a compiere sul tema dell’educazione, con la partecipazione di mons. Agostino Superbo. P. Jean-Pierre ci ha
intrattenuto parlandoci della “esegesi narrativa”.
L’esegesi critica si è concentrata sulla storicità degli
avvenimenti e sulla redazione dei testi ma la storia
biblica è essenzialmente una storia raccontata. Assecondando ciò che vive ogni lettore, si può svegliare in lui l’immaginazione narrativa che lo porta ad
affidarsi al narratore, all’io narrante, che conduce il
lettore o l’ascoltatore dentro la storia stessa. La narrazione non definisce fa fare un cammino.
Concludo segnalando l’importanza del sussidio che
ci è stato consegnato (e che è arrivato nelle nostre
case allegato a Proposta Educativa) “Narrare l’esperienza di fede. Riflessioni sull’educare alla fede oggi
con il metodo scout”, strumento che dovrà essere
conosciuto, discusso e approfondito nelle Co.Ca.
con l’aiuto dell’A.E. Non si può raccontare ciò di cui
non si è fatto esperienza; per questo è necessario
approfondire la Bibbia per introdurre e accompagnare i ragazzi nella ricerca della fede, affrontando
con coraggio anche quelle che sembrano essere due
grosse difficoltà di oggi: narrare con gioia l’appartenenza alla Chiesa e narrare in un tempo in cui non
c’è più tempo. Significativa è stata la partecipazione
della Sicilia. Ad Assisi eravamo infatti 15 assistenti e 2 capi. Il ritmo intenso delle due giornate ha
permesso di avere solo un veloce scambio di idee
dopo cena. Gli A.E. della Sicilia hanno manifestato
l’esigenza di avere anche in regione un momento di
confronto tra di loro.
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Don Rino Rosati
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La «ghianda» della Trinacria
Gli albori dello scautismo in Sicilia
Baden Powell
Nel
2010
abbiamo
l’opportunità di celebrare
ancora
due
compleanni
importanti: quello del guidismo
mondiale (i cui festeggiamenti
si protrarranno sino al 2012)
e quello dello scautismo
in Italia e in Sicilia. Una
nuova occasione per
far conoscere ai nostri
ragazzi le origini del
movimento
anche
nella nostra regione
(vedi riquadro).
Fu Sir Francis Patrick
Fletcher Vane di Hutton che portò in Italia, appena
tre anni dopo l’esperimento di Brownsea, il Metodo
scout. Già collaboratore di
Baden-Powell a Londra
nella Scout Association
ne
uscì
restando
un fedele interprete
dello scautismo. Egli
lavorò
intensamente
per far conoscere
gli
Esploratori
all’opinione
pubblica dell’Italia
(che considerava la
Vane
sua seconda patria e
per di più aveva sposato un’italiana) e fu grazie a
lui che il movimento qui divenne popolare.
Era la primavera del
1910 quando Sir Francis
propose al maestro Remo
Molinari a Bagni di Lucca
(in Toscana, dove allora
gli inglesi erano soliti
villeggiare) di dare vita
a una “squadra” scout:
nacquero quelli che in
seguito si chiamarono
Ragazzi Esploratori Italiani
((REI).
Molinari
Q
Quando i “Gioiosi” di
u
un altro maestro, Mario
Mazza, a Genova verranno a conoscenza della REI
vi confluiranno collaborando col dottor Spensley
(fondatore del Genoa Calcio) il quale, anche lui, aveva
conosciuto Baden-Powell.
In autunno il baronetto britannico riuscì a portare trenta
Esploratori in udienza dal re Vittorio Emanuele III che
SICILIA SCOUT
soggiornava presso la vicina
tenuta reale di San Rossore
(Pisa). E l’ottimo contegno
di quei ragazzi fece loro
guadagnare i complimenti
del sovrano e il suo “Alto
patronato”. Chiaramente la
risonanza mediatica avuta
dall’evento (la stampa
esortò a raccogliere
tale idea) portò molti
a scrivere al Vane e al
Molinari per avere più
Spensley
informazioni
gettando
così le basi per la
diffusione del movimento a livello nazionale. E fu così.
Lo scautismo si espanse rapidamente.
I quotidiani del tempo descrivono il nascente movimento
come un esercito contro le battaglie della vita per vincere
le difficoltà che ci attraversano la strada, educando il
carattere e la volontà; un’idea che si presenta ai ragazzi
come un grande gioco che senza pedanteria e senza
sermoni è una magnifica ginnastica scolare e morale.
I contenuti educativi dei Ragazzi Esploratori Italiani
furono abbastanza simili a quelli dello scautismo
originario. Il cattolico baronetto irlandese guidò un
movimento internazionale – parallelo a quello di
B.-P. – che egli connotò con marcati tratti pacifisti e
sopranazionali anticipando lo stesso Baden-Powell. Il
primo nome adottato fu quello di “Boy Scouts della
Pace” quasi in contrapposizione all’iniziale “militarismo”
che il movimento di B.-P. stava abbracciando a causa dei
troppi collaboratori, tra quelli della direzione centrale,
che interpretavano lo scautismo in chiave imperialista.
Comunque molto probabilmente i dirigenti italiani non
erano a conoscenza dei contrasti tra i due fondatori e il
tutto si sviluppò nel corretto spirito di fraternità tipico
dello scautismo. (fine prima parte)
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Antonio Scalini (ha collaborato Gian Marco Talluto)
Il sito sicilia.agesci.it/csd si sta arricchendo di
testi e di giochi sulla conoscenza del movimento
in Sicilia e sulla WAGGGS in occasione dei
rispettivi centenari: puzzle digitali, cruciverba e
test. Si potranno così realizzare gare tra i ragazzi
facendo acquisire
loro informazioni “storiche” in modo divertente.
«Sarà il capo, giocando, a dare ai soggetti
illustrati una identità, un valore stimolando il
giocatore a porsi domande e, successivamente
con il suo aiuto, a trovare le risposte.» (Saro
Santanoceto, Capo Gruppo AGESCI Siracusa 7)
anno XIX - numero 1 - marzo 2010
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3 ottobre 2010: Si FIDA di Te
Il Papa a Palermo? E che ci viene a fare? Sicuramente a diffondere le parole del
Vangelo, a parlare di mafia, legalità, lavoro... oppure a parlare di giovani e con
i giovani. È proprio così, Benedetto XVI arriverà nel capoluogo regionale il 3
ottobre per incontrare le realtà giovanili isolane, che avranno un’occasione unica
per affrontare le loro tematiche direttamente con un interlocutore privilegiato.
E sarà proprio al Santo Padre che i giovani consegneranno la loro Carta. In vista
di questo importante evento, si è svolta all’interno delle diverse realtà giovanili
siciliane una lunga discussione, partita nel 2007 e che vedrà il suo culmine
proprio con la visita del Papa ad ottobre. Essa si è articolata in cinque laboratori
tematici: cittadinanza attiva, scuola e università, legalità, ambiente, lavoro. Per
ognuno di essi si è discusso, esaminato, interpellato, proposto attorno al tema
di base, affinché venissero fuori idee, proposte, progetti per una più attiva
partecipazione dei giovani all’interno della nostra società e Chiesa isolane. Qui
di seguito la sintesi dei cinque laboratori, che verrà poi raccolta nella Carta dei
giovani siciliani.
(pagine a cura di Ciro Cardinale)
E noi?
La branca E/G e la branca R/S all’opera!
La branca E/G propone alle Alte Squadriglie siciliane di realizzare delle Imprese.
Le Alte Squadriglie partecipanti prepareranno un’Impresa sui temi proposti. Le imprese
dovranno essere realizzate entro metà aprile e la documentazione (possibilmente in
formato digitale) sarà consegnata all’incaricato di branca di zona.
A livello regionale, verrà poi fatta una raccolta che verrà divulgata con i mezzi che abbiamo
a disposizione (sito, Sicilia Scout, ecc…).
Quindi, diamo sfogo alla fantasia, alla creatività e alla curiosità dei ragazzi, affinché siano i
protagonisti di un cambiamento e….. per …..ESSERE LORO LA STORIA.
Tutte le notizie, il video di lancio e gli aggiornamenti a questo indirizzo web:
http://www.sicilia.agesci.it/?home=eg&pag=news&job=view&id=1215
Buona Caccia
La branca R/S ha lanciato il progetto Si FIDA di TE coinvolgendo le Comunità
R/S della nostra Regione approfondendo le tematiche scelte. Il prossimo 8 e
9 maggio ogni Comunità R/S parteciperà, per delegati, a Botteghe specifiche
su ogni argomento portando il proprio contributo. Alla fine di questo percorso
sarà stilato un documento che riassumerà tutto il lavoro svolto e che farà
parte della «Carta dei Giovani Siciliani».
La Carta, che conterrà i contributi di tutte le realtà giovanili delle nostre
Diocesi, sarà consegnata al Santo Padre durante la sua visita del prossimo
3 ottobre.
A questo indirizzo potete trovare il video di lancio, tutto il materiale e gli
aggiornamenti:
http://www.sicilia.agesci.it/?home=rs&pag=news&job=view&id=1243
Buona strada a tutti
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Cittadinanza attiva
Domanda: perché oggi si parla tanto di “cittadinanza attiva” e non solo di cittadinanza?
Esiste allora una cittadinanza attiva e una passiva? Oppure l’essere cittadino/a implica
già di per sé una scelta dell’azione? In ogni caso la cittadinanza attiva implica una più
incisiva presenza sul territorio dei giovani.
Da questo laboratorio è emerso che occorre creare nelle varie parrocchie – magari
collegate in rete tra loro e con la diocesi - maggiori condizioni di ascolto dei giovani, per
capirne desideri e speranze.
L’educazione alla cittadinanza è considerata importante per formare nuovi cittadini,
veri testimoni di ciò che dicono, unico modo per essere veramente credibili. Si potrebbe
allora partire magari dallo studio della dottrina sociale della chiesa, con un linguaggio
maggiormente adatto ai giovani, favorendo poi il senso di appartenenza alla propria
terra e alle proprie radici, “indossandole” con orgoglio e dignità, impegnandosi a
conoscere di più la storia e l’economia della Sicilia, per non cadere nell’errore di vedere
nell’emigrazione l’unica vera concreta possibilità di riscatto e sfatando così il proverbio
«cu nesci arrinesci»(bisogna uscire dalla Sicilia per potere fare qualcosa, n.d.r.), piuttosto
che cercare e creare un posto e uno spazio qui, nella nostra Isola.
Credere allora di più nei giovani e scommettere su di essi una posta più alta, anche –
soprattutto - all’interno delle parrocchie, dando ad essi ruoli di maggiore responsabilità
e facendoli sentire veramente protagonisti e non estranei alla chiesa.
Incoraggiare maggiormente gli atteggiamenti di autostima, per non cadere preda del
vittimismo e del clientelismo verso il potente di turno, imparando a progettare il loro
futuro. Da qui la necessità di formare una classe politica giovane, attenta ai valori
cristiani, all’etica ed alla morale, che operi per il bene comune.
Diffondere meglio e di più la voce dei cattolici, attraverso i mass-media più diversi e più
innovativi e – perché no? - originali, non lasciando sempre e comunque che essa venga
affidata solo e soltanto ad alcune organizzazioni “istituzionalizzate”.
Proposte:
Molteplici e diversificate.
Si va dall’idea di vendere opuscoli religiosi in luoghi pubblici frequentati dai giovani,
come autogrill, edicole, librerie, sale d’attesa di aeroporti o stazioni ferroviarie… alla
richiesta di “spingere” la Regione Siciliana a favorire ed incoraggiare la realtà oratoriale
locale, anche recependo la legge nazionale del 2003 sugli oratori. Pure lo sport è stato
considerato un ottimo “aggregante” giovanile, accanto al lancio di attività di conoscenza
e gestione del territorio. “Provocatoria” (ma non tanto...) è stata l’idea di promuovere
un convegno “al contrario”, dove i giovani siano i relatori ed i vescovi gli uditori. In
questo modo si invertirebbe la tradizionale tendenza che vede spesso i giovani come
discenti, proni e bastevoli solo a “recepire” e non anche a “proporre”. In questo modo
sarebbero questi ultimi a presentare agli altri il loro modo di vedere le cose.
Dal punto di vista dei loro occhiali i giovani sono infatti - meglio di ogni altro - in grado
di fornire indicazioni importanti e di prima mano sul loro idem sentire, perché spesso
sono gli adulti che parlano di giovani e non il contrario, i veri, reali protagonisti.
Beh, del resto se vogliamo parlare dei sentimenti di un gatto, perché non proviamo a
chiedere direttamente a lui...
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Scuola e Università
La scuola è ancora un’agenzia educativa?
È stata questa la domanda regina che ronzava all’interno del laboratorio e dalla quale
sono state prese le mosse per un approfondimento delle relative questioni ad essa
collegate.
Quando si parla di scuola, intesa in questo senso, non si può certo non fare riferimento
anche alla famiglia, prima agenzia educativa dei giovani. Oggi più che mai ogni
generazione è solita vivere una specie di contrasto con quella passata: da qui lo scontro
fra due opposte mentalità e visione delle cose, con i giovani sempre poco avvezzi ad
accettare le regole (ma essi lo sono stati mai veramente?).
Che fare allora? Mettersi in atteggiamento di ascolto, in modo da conoscere i
problemi dei giovani; responsabilizzarli nelle loro scelte di vita, per evitare che siano
“bamboccioni” per sempre. I ragazzi di oggi sono molto più attenti alle azioni degli
educatori, piuttosto che a ciò che viene loro detto solo a belle parole. Questa potrebbe
essere allora l’arma vincente, spingendo noi tutti educatori (insegnanti, genitori, capi
scout...) a porre maggiore attenzione al modo in cui ci poniamo con i giovani.
Ecco allora la grande importanza del valore della testimonianza, che ogni adulto deve
dare a ciascun giovane con cui nel corso della sua vita entra in contatto per le più
svariate vie e circostanze.
Ma alla fine è rimasta sempre in piedi una domanda: siamo proprio sicuri che la scuola
serva per formare e non per educare? E la scuola e l’università sono diventate un
supermercato, dove tu vai ad acquistare il “pezzo di carta”, indispensabile ed utile solo
per lavorare ed inserirti nel mondo produttivo del domani? O sono piuttosto anche
due agenzie educative e “culturali”, nel senso più ampio e vario possibile? Neppure la
nostra società è priva di colpe. Se gli studenti sono ormai tanto sicuri che dopo la scuola,
dopo l’università non ci sono sbocchi occupazionali, non c’è lavoro e si è costretti spesso
ad emigrare, allora si perde il senso e la voglia di studiare, di costruire per poi usufruire.
Ed allora: studiare, ma per cosa? E per chi? D’altro canto non bisogna dimenticare
neppure che scuola e università sono anche luoghi di incontro, di relazioni umane tra
studenti, tra studenti ed insegnanti, tra insegnanti e che questi ultimi devono avere la
piena coscienza di essere dei maestri per i loro allievi, non solo nelle rispettive materie di
insegnamento, ma anche di vita e che con il loro esempio ed il loro stile di vita devono
fare punto di riferimento per i giovani, da stella polare.
Ma a questo punto possiamo dire che la scuola può essere anche neutrale? Un
insegnante non può essere asettico, perché pone al giovane un’esperienza di crescita,
di maturazione, mostrando e condividendo con lui il proprio essere, la propria
professionalità ed umanità.
Proposte:
Inserire all’interno dei POF scolastici progetti di pastorale giovanile, da svolgersi in orari
extracurriculari; valorizzare le attività di animazione e di crescita educativa, sfruttando
la rete di oratori già presenti sul territorio; occuparsi maggiormente della formazione
degli insegnanti, grazie anche all’aiuto delle
associazioni già presenti sul territorio; creare strutture specifiche di incontro e scambio
di idee e di dialogo tra giovani, tra giovani ed adulti educatori, tra questi ultimi in ogni
diocesi, in collaborazione con le quali si potrebbero poi creare dei percorsi informativi
che guidino tutti quei giovani universitari fuori sede disagiati, che devono per ciò stesso
affrontare lo spostamento dalla loro città di appartenenza e non sanno come muoversi
nella nuova città di accoglienza.
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Legalità
Tema caldo e dibattuto, oggetto ricorrente di ogni trasmissione che si reputi seria ed
impegnata; parola ricorrente sulla bocca di molti: politici, persone impegnate, operatori
del sociale, cittadini onesti e non...
Tutti parlano oggi di legalità, tutti la invocano come criterio fondamentale su cui fondare
la nostra società.
Eppure questo interessante concetto, spesso abusato, merita una riflessione attenta e
quanto mai puntuale, frutto di una ricerca seria ed impegnata, scevra da sovrastrutture
di parte.
D’altronde cosa è mai la legalità?
In che cosa si differenzia – se si differenzia – dalla giustizia?
Tutto ciò che è giusto è anche di per se legale (cioè conforme alla legge) e viceversa?
Per essere giusti basta osservare le leggi?
Queste ed altre sono state le domande che ha suscitato il concetto di legalità (e giustizia)
all’interno del laboratorio ad essa dedicato.
Proposte:
Si parte da una difficoltà di fondo nell’essere propositivi a livello di contenuti.
Sono importanti le scelte e l’educare coerentemente a tali scelte sin da piccoli.
Bisogna cercare di aiutare le famiglie ad educare i figli nella legalità, nonché arrivare ad
educare le famiglie anche attraverso i figli, valorizzando di più i piccoli gesti quotidiani
di legalità.
Considerare la legalità come raggiungimento del bene comune e creare una rete di
sapere condiviso e di disponibilità a scommettersi da parte della Chiesa, dando fiducia
ed apertura agli altri.
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Ambiente
Il laboratorio è partito dall’idea che occorre considerare in primo luogo che l’ambiente
è un dono, un dono di Dio. Da qui la valorizzazione della bellezza di questo dono, con
la meraviglia per il creato, sempre più messo in pericolo dall’uomo, causa degli squilibri
planetari e locali, del degrado, dell’inquinamento, dello spreco, dell’urbanizzazione
dissennata, ecc.
Che fare allora?
Camminare verso un atteggiamento nuovo ed una nuova cultura (dal dominio sulla
natura, ad una equilibrata amministrazione del creato). È inoltre importante riconoscersi
anche parte di esso, nella consapevolezza dell’unità e interconnessione nell’ambiente e
dell’ambiente.
Ricordare pure che in questo cammino non siamo soli e come compagni di strada
abbiamo le altre creature, le altre persone, i gruppi, le associazioni...
I partecipanti al gruppo di lavoro hanno poi considerato la visione cristiana del rapporto
uomo-natura, secondo tre diverse modalità: coltivare – custodire – lodare.
Da qui è emerso chiaramente che i temi della dottrina sociale della chiesa - ed in
particolare quello dell’ambiente – spesso non sono al centro della nostra attenzione
pastorale (tanto per fare un esempio, nessuno - o quasi - celebra la “giornata per la
salvaguardia del creato”).
Questa consapevolezza, unita alla considerazione che molte zone della Sicilia vertono in
una situazione di “emergenza ambientale” veramente seria (Siracusa, Priolo, Milazzo,
Augusta, Gela, il messinese...), ci deve portare poi ad assumere un ruolo attivo nella fase
di educazione e sensibilizzazione per la salvaguardia del creato.
Proposte:
Valorizzare la “giornata per la salvaguardia del creato”, magari con una celebrazione
eucaristica in un luogo naturale particolarmente significativo; promuovere un maggiore
coordinamento tra CESI ed uffici diocesani, con un’apposita delega all’ambiente.
Acquisire e promuovere sempre di più “nuovi stili di vita”, facendo particolare attenzione
a vivere le nostre attività diocesane nel rispetto dell’ambiente (puntare alla raccolta
differenziata, al risparmio dell’acqua, evitando magari di comprare quella minerale e
privilegiando quella del rubinetto, ecc.).
Si è pure ipotizzata una “fiera degli atteggiamenti virtuosi”, di rispetto dell’ambiente
ed una campagna di sensibilizzazione e valorizzazione dei temi ambientali attraverso i
media diocesani.
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Lavoro
L’art. 1 della Costituzione stabilisce che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata
sul lavoro”.
Da questo semplice articolo, con cui si apre la nostra Carta fondamentale, si può notare
il ruolo che nella visione dei padri costituenti ha il lavoro, considerato come un valore,
un valore fondante, un valore principe, nello stesso tempo mezzo e strumento per
raggiungere gli altri principi e valori definiti nei seguenti articoli della Carta.
Il successivo art. 4 afferma poi che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto
al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”, riaffermando
– se mai ce ne fosse ancora bisogno – la posizione e l’importanza che esso assume nella
nostra società.
La politica del lavoro è una di quelle che incidono particolarmente nella struttura socio economica di uno stato e vi si innestano con una forza dirompente tale da essere sentita
come essenziale per la vita di ogni uomo. E allora, alla luce di tutto ciò, quale è l’approccio
per affrontare il problema – lavoro e inserirlo nel proprio progetto di vita? Si tratta di
un problema solo estrinseco, fenomeno cioè che bisogna conoscere - in particolare il
mercato del lavoro e le leggi che lo governano, l’aspetto economico, il rapporto cioè fra
lavoro, capitale, consumi e consumismo ed i rapporti sociali conseguenti, la differenza
Nord - Sud in Italia e nel mondo... - o è anche (o soprattutto) intrinseco – qual è
l’approccio che ognuno di noi ha con il lavoro in genere e con il proprio in particolare
– con la consapevolezza e la necessità di affermare il valore del lavoro come momento
centrale della vita dell’uomo, condizione della sua dignità, occasione per partecipare
alla capacità creativa di Dio, strumento anche di santificazione della nostra vita.
Da qui ne deriva la necessità di acquisire e diffondere una nuova “cultura del lavoro”,
fondata sulla comprensione dei processi di cambiamento dello scenario globale e locale,
capace di valorizzare la “buona formazione”, costruire e animare reti di informazione
e di relazione a livello inter diocesano e regionale, ricercando e utilizzando strumenti
vecchi e nuovi di promozione del lavoro, specie in forma autonoma e cooperativa,
anche non profit.
Si sottolinea a tal proposito pure la possibilità di utilizzare i beni ecclesiastici per
promuovere occasioni di lavoro ed iniziative economiche solidali, coinvolgendo il laicato
cattolico professionale, per sostenere l’azione della chiesa nella promozione del lavoro,
in sinergia con la società civile e le istituzioni pubbliche locali. Necessità di prevenire
la cultura del conflitto fra lavoro precario e lavoro dipendente a tempo indeterminato
e di allontanare la tendenza alla mercificazione del lavoro e alla monetizzazione del
danno conseguente alla disoccupazione. In quest’ambito, bisogna sviluppare una nuova
cultura e nuove prassi di concertazione sindacale, aperte alla cogestione delle grandi
e medie imprese. Ed ancora: importanza di un’azione forte di sostegno all’emersione
del lavoro nero e di vigilanza attiva sui fenomeni di inquinamento mafioso del mercato
del lavoro; ascolto dei problemi connessi al rapporto fra lavoro e famiglia e sostegno
alle famiglie dei disoccupati e dei lavoratori precari; ricorso, ove necessario e previa
adeguata preparazione, alla denuncia collettiva organizzata dei problemi e delle
ingiustizie connesse al mercato del lavoro. È stata pure
Stigmatizzata all’interno del laboratorio la debolezza e a volte l’incoerenza della
testimonianza dei cristiani in questo settore. Ma il valore del sostegno fraterno alle
persone sofferenti per problemi di lavoro, deve fare ricorso allo “specifico cristiano” della
fede nel Dio liberatore e consolatore, senza rinunciare alla condivisione dell’impegno
educativo, culturale, sociale e politico con tutte le altre componenti della società sensibili
ai principi della solidarietà e dello stato sociale, compresi anche i non cattolici, i non
cristiani ed i non credenti, ripartendo dalla dottrina sociale della chiesa.
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Il giardino dove rinascono gli uomini
“…C’era un giardino nel Mediterraneo
che profumava d’ arance e di viole,
gialle dimore, rumori di scalpelli
e si narravano favole d’amore…”
canto scout per “Volpe Astuta”: Il giardino dove rinascono gli uomini
Sino alla prima metà del ‘900, Palermo poteva essere raffigurata come una meravigliosa
città di sabbia immersa in un sontuoso giardino di agrumi. La periferia della città che
si estendeva verso la Conca D’Oro era un lussureggiante tappeto verde, da tempo
immemorabile intimamente connesso con le attività umane. Era testimonianza di una
cultura ereditata dagli arabi allorquando Palermo come Isfahân, Cairo, Baghdad, Marrakech,
Granada, rappresentava una delle capitali dell’Islam.
Sino ai nostri anni ’60, non
era raro constatare che parecchie
famiglie possedevano e curavano
un proprio “giardino” che non
corrisponde nella sostanza al
giardino odierno, era uno spazio
ricco di agrumi, memoria di quella
Conca d’Oro che consideravano, a
ben ragione, qualcosa di prezioso, di
intimo e gli spazi, definiti da recinti
in muratura o da siepi, dai canali
irrigui in stile arabo, rispondevano
perfettamente
all’utilizzo
che
ne veniva fatto, luogo non solo
di socializzazione, ma anche da
dedicare al riposo, alla famiglia, alla
lettura, al prendersi cura della terra,
agli amici.
Oggi, dopo appena 30-40
anni rimane ben poco rimane
della Conca d’Oro: tanti giardini
sono abbandonati o scomparsi vittime di un’avanzata del cemento, figlio di un non bene
identificato “progresso” e Palermo, offesa e violata dalle mafie, reclama ora il diritto di
salvare almeno le tracce di quei giardini, oasi di pace, arte, politica e cultura di un tempo.
Questa premessa è doverosa per capire profondamente ciò che rappresenta Fondo
Micciulla, non solo perché bene confiscato alla mafia e sequestrato da Giovanni Falcone,
ma anche perché inserito in quel Parco Borbonico, dove nacque uno dei primi orti botanici,
le cui serre vennero portate a Napoli dai Borboni quando lasciarono la Sicilia e Palermo
capitale del regno. Come si può comprendere, un’importante testimonianza dell’intima
connessione tra l’uomo, il suo passato e i cicli della natura, da ammirare anche attraverso
gli straordinari manufatti, memoria dei popoli che hanno dominato Palermo, quali i Qanat,
costruiti dagli Arabi e la Camera dello Scirocco, sorta dentro un’antica cava di calcarenite, nel
400’ e rimaneggiata con la costruzione della scalinata nel 700, e alle cave che hanno fornito
blocchi di pietra per i palazzi nobiliari di Palermo, tutto ciò immerso in quello che rimane di
un devastato e deturpato agrumeto storico, ricco di aranci, mandarini, limoni e quasi secolari
alberi di alloro.
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È un luogo che, sebbene si trovi a non più di un centinaio dimetri in linea d’aria dalla
circonvallazione di Palermo, di sera, si respira un’aria di altri tempi, il silenzio, il canto degli
uccelli e il profumo della zagara, fanno pensare di essere lontani dalla città.
Per lunghissimi anni, il terreno che si chiama Fondo Micciulla, ha avuto diverse vicissitudini,
proprietà di nobili, luogo di amenità e di feste fino alla fine della seconda guerra e fino agli
inizi degli anni 60’, in seguito è divenuto proprietà della famiglia mafiosa dei Piraino, fino
allo sterminio della stessa nelle lotte di mafia degli anni 70’ che hanno insanguinato Palermo
e il 17 giugno 1980, fu oggetto di sequestro da parte
di Giovanni Falcone, e grazie alla legge “Rognoni-La
Torre” venne sottoposto a definitiva confisca.
Dal 17 marzo 1999, in seguito alla legge 109/96,
Fondo Micciulla è stato il primo bene confiscato alla
mafia dato all’AGESCI, Zona Conca d’Oro dal Comune
di Palermo per farne una Base Scout. A tale base è stato
dato il nome di “Volpe Astuta”, totem di una scolta
tornata alla casa del Padre nell’anno 1997.
Al momento dell’affidamento il fondo si trovava in
condizioni di abbandono e degrado per i lunghi decenni
di incuria, ed era quasi impossibile accedervi per la
presenza di una folta copertura di rovi che interessavano
l’intero fondo, la casa in loco si presentava devastata da
atti vandalici, telai di quelle che una volta erano moto,
rubate e disseminate nel terreno, alberi devastati da
incendi per occultare coltivazioni di marijuana, più di 3
ettari di terreno da riportare a condizioni di vivibilità, e
la consapevolezza di essere in un luogo ancora in mano
alla criminalità alla quale eravamo arrivati a “rompere le
uova nel paniere”, e i loro loschi affari e che dovevano
colpire con costanti atti vandalici, sull’esempio di quella
famosa tela di Penelope, per cui quello che si faceva di
giorno, la notte veniva distrutto.
E’ stato un brutto periodo nel quale si è lavorato non
avendo il conforto degli altri capi, se non di pochi.
Dobbiamo però ricordarci di avere avuto molto
vicino la Magistratura e l’allora Procuratore Capo di
Palermo Giancarlo Caselli, Don Ciotti e LIBERA, e l’allora
Sindaco di Palermo Orlando che riconobbe nell’AGESCI
un’Associazione di volontariato seria e in grado di portare
avanti un progetto di riconversione di un territorio e di
metterlo nella disponibilità della cittadinanza e, in seguito, dell’umanità con il restauro della
Stanza dello Scirocco.
Grazie ad alcuni membri dell’Associazione vennero eliminati i rovi e fu richiesto l’intervento
della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, per riportare alla luce e riconsegnare alla
fruizione dell’intera collettività un bene monumentale di rara bellezza nonché di straordinario
interesse storico, geologico, in parte occultato da un ammasso di macerie, quale il complesso
costituito dal «Qanat dell’Uscibene» e dalla «Camera dello Scirocco».
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Se lo scopo dello scautismo è quello di operare un cambiamento che contribuisca al
miglioramento, occorreva valutare cosa fare per esserci nel tempo e lottare per essere
credibili agli occhi dei nostri ragazzi.
Da almeno 6 anni i progetti sulla base si sono susseguiti e hanno coinvolto prima i Clan
della Zona e la costituzione di un pattuglino che per diversi anni si è incontrato e ha lavorato
tutti i venerdì per rendere il luogo “presentabile” con micro-progetti, portati avanti dagli
stessi ragazzi.
In seguito, con l’ausilio di personale dell’Amministrazione comunale(una volta l’anno),
si è provveduto alla pulizia del fondo, con diserbo e piccola manutenzione del verde storico,
specialmente in occasioni di grandi eventi, quali il decennale delle stragi che ha visto la
presenza di circa 700 ragazzi/e e capi e il Roverway, ospitando le Route della Sicilia.
In seguito anche i lavori di pulizia sono stati affrontati dalla pattuglia della base con fatica
e i pochi mezzi a disposizione, così come l’inizio della ristrutturazione della casa in seguito
all’approvazione da parte della soprintendenza del progetto di riqualificazione dell’area e
della casa, ad opera non solo degli scout siciliani, ma in particolare per la presenza alla base
di un Cantiere nazionale di Branca R/S “da Aquile a Volpi Randagie”, giunto già alla “quarta
edizione” che ha visto la partecipazione di ragazzi/e per la maggior parte provenienti dalle
regioni del Nord e centro Italia (circa 120).
Inoltre da 3 anni in estate, da fine Giugno alla fine d’Agosto, alla base sono arrivati Clan
da ogni parte d’Italia a lavorare sia in casa che fuori, per un totale di circa 800 ragazzi/e e capi
che hanno contribuito alla realizzazione di piccoli progetti che messi assieme hanno cambiato
il volto a questo posto. Una casa che finalmente comincia a prenderne le sembianze, un
terreno vivibile e pronto ad ospitare quanti vogliono contribuire seriamente al cambiamento
di questa realtà con lo specifico dello scoutismo, impegno, abnegazione, non protagonismo
personale, imparare facendo, voglia di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è
trovato, rispetto dei luoghi e della memoria del passato, credere fermamente in quello che si
fa, anche se c’è sempre qualcuno che cerca in tutti i modi di vanificare quello che di buono
si va facendo.
Tutto quello che fino ad ora è stato fatto, dal punto di vista economico è stato fatto con
un contributo dell’AGESCI Nazionale, dei contributi dei presenti in estate e dei Gruppi che
vi fanno attività durante tutto l’anno. Piccoli segnali dal grande risvolto visto che è stato
richiesto un contributo per la ristrutturazione definitiva della casa e del terreno attraverso
un PON Sicurezza, da ben due anni e che siamo fermi per la lenta e talvolta farraginosa e
incompetente macchina amministrativa comunale.
Meno male che nonostante tutto l’AGESCI non aspetta che la manna venga dal cielo
stando ad aspettare che altri si impegnino perché riusciamo ad impegnarci anche se altri non
lo fanno, e questo lo dobbiamo ai tanti che credono in noi, ai nostri ragazzi, alla città tutta
che ha perso la dignità di reagire davanti al malaffare dilagante, e che non ha compreso che
la dignità bisogna riconquistarla perché si deve credere fermamente in quello che si fa e che il
cambiamento è possibile se siamo i primi a crederci e a portarlo avanti malgrado la solitudine
e la pesantezza della strada.
Molto di più è questa Base, e non tutto si può scrivere, c’è qualcosa che si deve scoprire
venendo e vivendo la base in tutte le sue sfaccettature, entrando nella sua pelle e rendendoci
disponibili ad ascoltare il suo respiro, le sue richieste e la voglia di tornare a vivere e a
risplendere con la ricchezza dei suoi monumenti, della sua sorgente, dei suoi profumi e con il
cuore degli uomini che rinascono quando essi stessi sono artefici della rinascita dei “giardini”.
Davide Carella, Anna Di Marco – Pattuglia Base Volpe Astuta
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il lupetto...della Partenza!
ovvero riflessioni semiserie sulla vita di clan
Sono un maestro dei novizi e non è una malattia contagiosa!.
E condivido il mio servizio associativo con Valeria, anche lei sana come un pesce.
E tra i millemila impegni ci capita a volte di pensare a dove i figli di Valeria, Simona guida e
Giulio lupetto, devono rimanere quando siamo in attività.
E in quegli attimi di “confusione mentale associativa” (che capitano quando, guardando il
“planning”, scopriamo di avere impegnati tutti i fine settimana fino al 31 agosto dell’anno
successivo!) mi sovviene la battuta: « Ma Vale’...scusami, se è vero che il lupetto e la lupetta
sono l’uomo e la donna della Partenza...diamogliela allora ‘sta
benedetta Partenza e così non hai più il problema dei tuoi figli
che possono così vivere la loro vita...e sai quanti problemi e notti e
confusioni e pensieri ci toglieremmo!!!».
Eh già...questa benedetta Progressione Personale: il centro di tutto.
Quelle tre famose, per noi capi scout, paroline: scoperta, competenza
e responsabilità.
Quella dell’intenzionalità educativa.
Quella dello “scouting” inteso come atteggiamento
positivo di crescita, dove il nostro bambino-ragazzo si
sperimenta, dove cammina, corre, sbaglia, cade e si
rialza, dove scopre i suoi limiti e le sue possibilità
con l’aiuto di noi capi, che nell’atteggiamento
concreto di capo accompagnatore lo
“aiutiamo a scegliere senza sostituirci a lui”.
Ed è questo il mio chiodo fisso, quello che
a volte mi gira in testa, come quella famosa
particella di sodio...iu...uuuuu!
E che mi mette davanti i ragazzi del mio
noviziato con i loro problemi e la loro gioia di
vivere, il loro entusiasmo e l’apatia che a volte li
prende. Dove sapere curare il cammino attraverso
mete impegnative, ma proporzionate é la chiave
di volta, dove “ci giochiamo tutto”,
come diceva sempre il mio bravo ex
responsabile di zona, Salvatore Sugamieli.
Mete impegnative, fatte con sacrificio e
passione, in una parola con entusiasmo.
E poi metterci piano piano da parte facendo in modo che il cammino sia sempre più in mano
al ragazzo, in modo che «gli ideali, le virtù e le buone abitudini siano quelle maturare dal
ragazzo durante il percorso da lui scelto».
È una bella sfida quella che abbiamo davanti e metterci in discussione come educatori della
nostra regione, è segno di grande responsabilità, perché questo tempo che doniamo con
gioia ai nostri ragazzi, non sia vano, ma sia tempo di semina...con la consapevolezza che i
frutti, con il tempo verranno!
Ah...Giulio e Simona nel frattempo, li lasciamo continuare nelle loro attività che io e Valeria
riusciamo ad organizzarci: il tempo lo troviamo...ne vale la pena!
Sergio Lombardo
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Venti anni...ma non li dimostra!
Una grande torta azzurra con tante candeline troneggiava al centro della palestra della
scuola che li ospitava. Gli invitati, oltre seicento capi provenienti da ogni angolo della Sicilia,
si sono ritrovati tutti insieme ad Enna per festeggiare un compleanno. L’ospite d’onore
era una giovane di venti anni: la Progressione Personale Unitaria (PPU). Eh già, perché il
primo Laboratorio interbranca dell’Agesci Sicilia è stato dedicato proprio a lei, al processo
pedagogico approvato nel Consiglio Generale del 1990, approdo di una profonda riflessione
condotta in associazione sul finire degli anni ‘80. E ritrovarsi ad Enna dopo vent’anni, è servito
per rimettere mano all’argomento, con l’obiettivo di dare (o ri-dare) alle varie Comunità
Capi uno strumento che agevoli la comprensione del processo di crescita dei bambini, dei
ragazzi e dei giovani affidati alle cure dei Capi in Agesci. L’incontro è stato un momento
privilegiato di esame della PPU, per vedere se essa – dopo vent’anni dalla sua istituzione
– sia ancora uno strumento utile ed indispensabile per i Capi o se invece sia necessario
mettere mano ad essa, per correggerne le parti ormai obsolete, superate dai tempi, disattese
o semplicemente inutili. Dopo l’iscrizione, gli incontri, gli abbracci, i “guarda chi c’è” e “ma
chi si rivede?!”, i partecipanti si sono ritrovati nel catino dell’anfiteatro, per ascoltare le
introduzioni di Salvatore Settineri e Franco Tarantino. Settineri, più che fare una relazione
accademica ex cathedra, ha posto dubbi e quesiti; ha fatto sorgere interrogativi, spingendo
i presenti a domandare e domandarsi se veramente conoscevano la PPU, se la sapevano
applicare, se la ritenevano utile, se la consideravano uno strumento valido per la conoscenza
e lo sviluppo dei ragazzi. Successivamente Franco Tarantino ha riepilogato il contenuto della
PPU, ricordando a tutti – facilitato in questo dalle diapositive proiettate sullo schermo - come
è strutturata ed a cosa serve. Successivamente, i Capi presenti sono stati divisi in sei gruppi
di studio, che hanno affrontato ognuno una parte della PPU (il momento dei passaggi, il
rapporto Capo-ragazzo, il momento di fede, la comunità, la competenza, la responsabilità).
Prima però un esercizio di creatività: riuscire ad inventarsi modalità e criteri per la gestione
della PPU all’interno delle Co.Ca. É vero, infatti, che la Progressione Personale Unitaria viene
impiegata prevalentemente negli staff di Branca, per gestire il percorso di crescita dei vari
ragazzi, ma è altrettanto vero che anche le Comunità Capi possono-devono usare questo
importante processo pedagogico, per meglio “gestire” i giovani affidati all’Associazione, in
vista della loro Partenza. Ma come? Nessuno – nemmeno tra i vertici nazionali Agesci - ha
finora predisposto strumenti operativi pratici, schemi, moduli, griglie per rendere “usabile”
questa PPU. E così i vari Incaricati di Branca si sono chiesti: perché non provarci noi? Perché
non essere noi Capi siciliani i primi “detonatori di cambiamento”? Detto, fatto. I partecipanti
hanno allora provato a trovarlo questo strumento operativo pratico, con cui attuare e
valutare la PPU, puntando a lanciare nelle Co.Ca. un mezzo che possa sintetizzare il percorso
di progressione personale condotto dai ragazzi prima in Branco-Cerchio, poi in Reparto ed
infine in Clan. Una sorta di guida, di mappa, di “carta d’identità” del giovane, per meglio
seguirlo in questo suo cammino di crescita personale, dal suo ingresso in Associazione fino
alla Partenza.
Queste sono solo alcune note “a caldo” dal primo Laboratorio interbranca siciliano.
Nei prossimi numeri della rivista i documenti ufficiali.
Ciro Cardinale
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cronache
di laboratorio
Enna 6/7 marzo 2010
“ La Cooperativa sarà presente nei giorni del 17 e 18 aprile 2010
all’assemblea regionale AGESCI Sicilia che si terrà ad Enna.
E’ possibile ordinare materiale scout, fino a Venerdì 16 alle ore 18.30,
che vi verrà consegnato direttamente all’assemblea,
chiamando il punto vendita di Palermo allo 091 7521286
oppure inviando un Fax allo 091 688 19 87
infine inviando una email a [email protected]
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anno XIX - numero 1 - marzo 2010
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