Comune di Cardano al Campo Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Pari Opportunità OPUSCOLO INFORMATIVO La tela della libertà: dalle briglie della violenza alla trama di una nuova vita Conoscere per capire, prevenire, contrastare Filo Rosa AUSER Centro di ascolto e di accompagnamento contro la violenza ed i maltrattamenti in famiglia verso le donne e i minori via XXV Aprile, 12 - Cardano al Campo Va) tel. 348. 3069895 La violenza domestica La violenza perpetrata contro la donna, nella coppia, ha molte facce: • Violenza psichica: ha per scopo l'umiliazione della donna (controllo continuo, molestia, ricatto, minacce). • Violenza verbale: è una forma di violenza che intende offendere e umiliare la donna con un comportamento dispregiativo, con mezzi d'intimidazione e commenti razzisti. • Violenza fisica: essa ferisce e offende una donna nella sua integrità fisica (con schiaffi, colpi con oggetti, tentativi di strangolamento o d'omicidio...). • Violenza sessuale: si tratta di un rapporto sessuale non consenziente in cui l'atto sessuale è forzato con violenza, minacce e/o pressione. • Violenza economica: la donna non riceve denaro né per le spese domestiche, né per piccole spese personali oppure le viene tolta la sua paga da terzi. Il Ciclo della violenza 1. Conflitti fondamentali non risolti 2. Momenti di violenza psichica e verbale 3. Minaccia di violenza fisica 4. Fattore precipitante (una condizione di stress o semplicemente un pretesto) 5. Atto violento 6. Fase di remissione (comportamento [ri] conciliante da parte dell'autore di violenza) 7. Non ci sono conseguenze per il violento 2 I MITI LEGATI AL MALTRATTAMENTO Il mito, generalmente, è una fantasia degli umani atta a proporre un modello positivo da seguire. Per quanto riguarda le donne invece il mito è una rappresentazione che viene imposta per nascondere una realtà: il che è molto diverso. mito n. 1 LA SINDROME DELLA DONNA MALTRATTATA COLPISCE SOLO UNA PICCOLA PARTE DELLA POPOLAZIONE Falso: mito utile a supportare la cultura imperante, che mira a dimostrare che non è un problema sociale sul quale impegnare risorse anche di tipo economico, e che mira a nascondere ogni responsabilità maschile. A conferma della falsità, le donne delle ONG (Organizzazioni Non Governative ) a Pechino nel 1995 confrontando i dati mondiali hanno potuto valutare che al di là di nazionalità, razze o religioni il maltrattamento sussiste nel 35% delle famiglie. L’OMS a sua volta nel 2002 ha rilevato che la maggior causa di morte per le donne in tutto il mondo è generata dal maltrattamento (considerando gli stessi mali fisici connaturati al maltrattamento che possono diventare letali). Ad esempio in Italia nei primi quattro mesi del 2003 (Eurispes – Associazione Ex) ogni due giorni è morta una donna per mano del proprio partner. mito n. 2 LE DONNE MALTRATTATE SONO MASOCHISTE Falso, di comodo uso: diventa vero quando la donna viene educata ad essere vittima, facendole credere che diversamente non è una vera donna. É altrettanto vero che, mentre per secoli nessuno si è posto il problema della felicità o meno di una donna, da quando nel ‘900 la scienza “ufficiale” (psicologia) ha dato attenzione alle donne dovendo scegliere tra maschio picchiatore e donna vittima, ha scelto il primo elaborando la brillante teoria che alle donne piaccia essere picchiate. Va anche detto che questa teoria è stata elaborata da psicologi e psichiatri uomini. mito n. 3: LE DONNE MALTRATTATE SONO PAZZE 3 Falso: nascono sane e crescono sane. Certamente, dopo essere state annullate per anni dalla spirale della violenza, che è analoga alla metodologia utilizzata dai nazisti per schiavizzare meglio gli internati, il danno che queste donne subiscono è la “sindrome posttraumatica da stress” o la “depressione reattiva” (così definita perché è causata dalla reazione del soggetto al comportamento altrui). Questa si cura mediante la LOGOTERAPIA, che consiste nel restituire, o ridare significato alla vita della persona. Non dimentichiamoci che Nietzsche ha detto che colui che ha motivo per vivere, può sopportare quasi ogni cosa. mito n. 4: LE DONNE DELLE CLASSI MEDIE NON VENGONO MALTRATTATE COSI’ SPESSO O COSI’ VIOLENTEMENTE COME LE DONNE POVERE Falso: la differenza tra donne delle classi povere e donne delle classi medie o abbienti sta solo nel fatto che queste ultime denunciando perdono l’immagine, visto la cultura colpevolizzante che ne amplifica il senso di vergogna, i beni di sussistenza e lo stato sociale di appartenenza che le isola. mito n. 5: LE FEDI RELIGIOSE POTRANNO IMPEDIRE I MALTRATTAMENTI Falso: non esiste religione che non consideri la donna come accessorio dell’uomo. Purtroppo malgrado il credo religioso sia un bisogno primario per essere umano, i miti suggeriti nei vari testi sacri (sempre scritti da uomini) impongono il modello della donna vittima, rinunciataria, sempre salvifica appendice di un uomo. mito n. 6: LE DONNE MALTRATTATE NON SONO ISTRUITE E NON HANNO QUALIFICHE PROFESSIONALI Falso: dai nostri dati risulta che circa il 63% delle donne che si rivolgono a noi hanno una qualifica professionale specifica, per la maggior parte sono diplomate o addirittura laureate. mito n. 7: I PICCHIATORI SONO VIOLENTI IN TUTTI I LORO RAPPORTI Falso: i picchiatori sono personaggi in doppiopetto anche quando portano i jeans. Essi sanno molto bene come si deve essere e quindi all’esterno porgono un’immagine integerrima, tanto che spesso si è pensato siano uomini dalla doppia personalità. In realtà in famiglia sono semplicemente se stessi. 4 mito n. 8: I PICCHIATORI NON HANNO SUCCESSO E MANCANO DI RISORSE PER FAR FRONTE AL MONDO Falso: ci rifacciamo al mito n. 4. Non possono essere uomini senza successo i maltrattatori delle donne abbienti. mito n. 9: L’ALCOLISMO CAUSA IL COMPORTAMENTO DA PICCHIATORE Falso: l’uomo maltrattatore picchia nell’identica maniera da sobrio o da ubriaco. L’uomo non maltrattatore, se quando è ubriaco può accadere picchi, quando non è ubriaco non picchia. mito n. 10: I PICCHIATORI SONO PERSONALITA' PSICOPATICHE Falso: il maltrattamento non è una malattia della mente bensì un modello educativo e culturale appreso sin dalla più tenera età. I maltrattatori di genere sono dei soggetti non maturati quindi incapaci di porsi in discussione. mito n. 11: LA POLIZIA É IN GRADO DI PROTEGGERE LE DONNE MALTRATTATE Falso: gli organi di sicurezza non possono insediarsi in casa dei maltrattatori e qualsiasi azione debbano intraprendere ha bisogno dell’avallo della magistratura. mito n. 12: IL PICCHIATORE NON È UN PARTNER AMOROSO Falso: nelle varie fasi della spirale della violenza l’uomo maltrattatore utilizza l’intermezzo recitando la parte di Romeo con fiori, dolci e quant’altro gli passi per la mente. Questo gli è congeniale perché la vittima non solo possa riprendersi fisicamente ma anche psicologicamente creandosi la falsa speranza di essere amata. Questa è la fase che per la sua crudeltà (adesso ti bacio e tra cinque minuti senza ragione alcuna ti picchio) crea nella donna la sindrome posttraumatica da stress. mito n. 13: CHI PICCHIA LA MOGLIE PICCHIA ANCHE I FIGLI Falso, ma fino ad un certo punto: questo mito si rifà alla violenza fisica e non tiene conto di quella psicologica, infatti, spesso i bambini testimoni di violenza sono più danneggiati di quelli che subiscono violenza fisica. 5 mito n. 14: CHI É UNA DONNA MALTRATTATA LO SARA' SEMPRE Falso: se la donna vuole mettersi in gioco e modificare il suo modo di essere frutto della cultura imperante acquisterà sufficiente senso di sé da tenere lontano qualsiasi uomo maltrattatore riuscendo a scegliere un partner opportuno. mito n. 15: CHI E’ UN PICCHIATORE LO SARA' SEMPRE Falso: lo sarà tanto quanto non sarà capace di rimettersi in gioco. mito n. 16: RELAZIONI DI MALTRATTAMENTO PERPETUATE A LUNGO POSSONO CAMBIARE PER IL MEGLIO Falso: può essere vero solo quando entrambi gli attori della relazione sapranno mettersi in gioco, cosa statisticamente mai rilevata per assenza di situazioni. mito n. 17: LE DONNE MALTRATTATE MERITANO DI ESSERE PICCHIATE Falso: i punchball non sono fatti di pelle umana. Questo è un mito prodotto ancora una volta per dare ragione agli uomini che non si vogliono modificare. mito n. 18: LE DONNE MALTRATTATE POSSONO SEMPRE ANDARSENE DI CASA Falso: cultura, leggi, amici, parenti, situazioni economiche, servizi e il pericolo di accentuata violenza del compagno maltrattatore che le considera un puro oggetto da stritolare tra le dita, sono barriere molto difficili da superare. mito n. 19: I PICCHIATORI CESSERANNO LE LORO VIOLENZE “QUANDO SAREMO SPOSATI” Falso: le violenze iniziano spesso appena sposati o con la prima gravidanza. mito n. 20: I FIGLI HANNO BISOGNO DEL PADRE ANCHE SE VIOLENTO - CIOÉ “CI STO SOLTANTO PER I BAMBINI” Falso: questo mito ci riporta a due false ragioni. La prima è che l’imprinting paterno fa l’uomo che sarà e quindi un imprinting da violento produrrà un uomo violento e una madre vittima picchiata darà a sua figlia un imprinting di vittima assicurata. La seconda, “ci 6 sto soltanto per i bambini”, è una scusa che la donna, credendosi priva di forze sufficienti ad allontanarsi, utilizza per coprire la sua mancanza di coraggio con il premio della madre vittima sacrificale. 7 Cosa fare? Cercare uno spazio protetto e sicuro! Ogni donna che ha subito o subisce ancora oppressione, oppure violenza dal marito o dal compagno di vita, ha il diritto di abbandonare l'abitazione familiare con i figli. Le case delle donne ed i centri di consulenza per le donne vittime di reati sono pronti ad assisterla! 1. Primo contatto: • Telefonare ad una Casa delle Donne oppure ad un Centro Di Consulenza per Donne Vittime di Reati • Chiamare la polizia • Descrivere brevemente la situazione e richiedere aiuto. 2. Partire Se la situazione lo permette, prenda le cose più importanti prima di partire: • documenti personali e d'identità, permesso di soggiorno, libretto di famiglia • documenti bancari • documenti sanitari, • soldi • vestiti • cose personali (anche di valore emozionale) • giocattoli prediletti per i bambini 3. Custodire il segreto • Non lasci numeri telefonici e cancelli i numeri memorizzati. • Per ora non informi nessuno della sua partenza, a limite amiche/ amici o conoscenti che stanno dalla sua parte e la sostengono. Qualunque cosa sia accaduta: la violenza non è mai giustificata, infatti è intollerabile! 8 Protegga sé stessa ed i suoi figli! I miei diritti In queste pagine troverà risposte alle sue domande, che l'aiuteranno a prendere la decisione migliore. Chiami la Casa Per Donne Maltrattate più vicina per ulteriori informazioni o prenda direttamente contatto con un'avvocatessa/un avvocato. Ho il diritto di lasciare l'abitazione comune senza chiedere il permesso a mio marito? • Sì. Nel momento in cui i rapporti con il coniuge abbiano raggiunto un degrado tale da mettere a rischio l’incolumità fisica o la salute psichica della donna o dei figli, la riforma del diritto di famiglia prevede la possibilità, oltre che la necessità, di abbandonare il tetto coniugale. Qualora tale rischio sia divenuto tanto imminente da sconsigliare la prosecuzione della convivenza, anche per il breve tempo occorrente all’avvio del procedimento di separazione, in tal caso, la semplice presentazione della domanda giudiziale, garantisce la giusta causa per l’allontanamento. • Questo vuole dire che può sempre lasciare la casa comune senza preavvisare il coniuge se si sente minacciata nella sua integrità personale o nella sua sicurezza. Nel caso di richiesta di separazione oppure di divorzio nessuno potrà rimproverarglielo, nemmeno sarà un motivo per svantaggiarla o danneggiarla. Cosa posso fare in più per proteggere i miei diritti e quelli dei miei bambini e cosa per rinunciare alla violenza del mio partner? • Può chiamare la polizia per un intervento affinché smetta la violenza. In casi particolarmente gravi la polizia è autorizzata a condurre via ed a trattenere al posto di polizia suo marito durante 24 ore, cosicché ha abbastanza tempo per prendere le opportune misure di sicurezza. • Può inoltrare una querela per violenza domestica di modo che l'autore della violenza sia punito e che eventualmente lei sia risarcita dei danni subiti. • Può richiedere al suo medico oppure all'ospedale un attestato per le ferite subite. 9 • Inoltre può lei stessa proporre una procedura di protezione del matrimonio al tribunale distrettuale. I provvedimenti inflitti dal giudice hanno per scopo che suo marito debba lasciare l'abitazione comune e che a lei siano dati tanto la casa comune quanto i diritti di tutela per i bambini e che vengano fissati gli alimenti. 10 LA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI • Il primo diritto per salvaguardare la propria sicurezza ed integrità è quello di separarsi dal coniuge. • La separazione personale può essere chiesta da ciascuno dei coniugi quando la convivenza è divenuta intollerabile oppure dannosa all’educazione dei figli, a prescindere dall’accordo o meno dell’altro coniuge . • Deve essere proposta mediante domanda da presentarsi al Tribunale del luogo di residenza dell’altro coniuge, che, a seguito dello svolgimento della causa, deciderà le condizioni della separazione: l’affidamento dei figli minori, l’assegnazione della casa familiare, l’eventuale pagamento dell’assegno di mantenimento da parte di un coniuge in favore dell’altro o dei figli. • Tale separazione è detta giudiziale. Il procedimento che la genera può durare anche alcuni anni, ma nella prima udienza il Presidente del Tribunale emana un provvedimento provvisorio in cui vengono regolati tutti gli aspetti sopra indicati. • La separazione personale può essere ottenuta anche mediante il raggiungimento di un accordo tra i coniugi in materia di affidamento dei figli, della casa, del mantenimento e su qualunque aspetto dei loro rapporti. In tal caso, dopo aver raggiunto l’accordo, i coniugi presentano un ricorso al Presidente del Tribunale, che, dopo aver disposto un’udienza in cui gli interessati sono chiamati a confermare la loro volontà, convaliderà il verbale di separazione. • Tale separazione è detta consensuale, il procedimento dura pochi mesi e per ottenerla non è necessaria l’assistenza di un avvocato che è, tuttavia, consigliabile quando il coniuge più debole ha dei dubbi in merito. • In qualunque altra causa è necessaria l’assistenza di un legale. 11 12 LA TUTELA PENALE • Chi compie ripetutamente violenze fisiche e morali ad una persona della famiglia incorre nel reato di maltrattamenti, che è punito con la reclusione, con pene più severe in caso di lesioni personali gravi. Nel caso si tratti di atti di violenza isolati, o comunque non continuativi, si configura il reato di percosse che è punito a querela della vittima con la reclusione e una multa. Se dal comportamento violento deriva una malattia del corpo o della mente (ferite, segni visibili anche non permanenti, traumi anche psicologici) il reato previsto è quello di lesioni personali. • Per poter dimostrare i reati descritti é indispensabile recarsi al Pronto Soccorso dell’Ospedale o da un medico per ottenere il certificato relativo; questo è tanto più necessario se si prende in considerazione per il futuro l’eventualità di una separazione giudiziale, con addebito della responsabilità al marito. • Il medico è tenuto a riferire l’accaduto alle autorità solo nel caso di reati perseguibili d’ufficio e cioè in presenza di lesioni guaribili in più di 20 giorni. • Nel caso di lesioni guaribili in meno di 20 giorni il reato è perseguibile solo se la persona offesa presenta una denunciaquerela ai carabinieri o alla polizia o al giudice competente, entro tre mesi dal fatto. 13 LA NUOVA LEGGE SULL'ALLONTANAMENTO Le novità introdotte dalla legge n. 154 del 4 aprile 2001 in materia di misure contro la violenza nelle relazioni familiari. • Nel maggio 2001 è entrata finalmente in vigore, anche nel nostro paese, la legge 154 che ha introdotto nel nostro ordinamento “l’ordine di allontanamento del maltrattatore dalla famiglia”. • Con tale normativa la donna in difficoltà per avere subito violenze non solo da parte del coniuge, ma anche (e questa è una novità) del convivente o da altro componente della famiglia, ha la possibilità di ottenere un provvedimento del giudice che allontani immediatamente il maltrattatore, impedendogli di avvicinarsi alla casa, al luogo di lavoro e agli altri luoghi maggiormente frequentati dalla persona maltrattata, senza dover pre-sentare per forza denunzia penale. • Già il nostro codice prevedeva una simile normativa, ma solo per fatti gravi che ricadano in ipotesi di reato, con l’obbligo di denuncia e l’intervento del Giudice penale. • Con la nuova legge la persona maltrattata ha la possibilità di ottenere i provvedimenti sopraddetti anche nelle situazioni meno gravi, ma che necessitano comunque di una tempestiva tutela, mediante un semplice ricorso al Giudice Civile, che instaurerà un procedimento celere ed efficace. Tale ricorso può essere proposto personalmente dalla donna senza l’ausilio di un difensore né è soggetto a oneri fiscali. • Ove il Giudice Civile rilevi un grave pregiudizio alla salute, all’onore, alla libertà personale della donna emetterà l’ordine di allontanamento del maltrattatore sia esso il coniuge, il convivente o altro componente della famiglia e ordinerà la cessazione della condotta pregiudizievole; imporrà l’obbligo del pagamento periodico di un assegno a favore della famiglia che rimanesse priva di mezzi adeguati. 14 • Questa ultima importante novità potrà favorire l’emergere di violenze che spesso la donna nasconde, per timore di non essere in grado, da sola, di far fronte ai bisogni economici della famiglia. • Va aggiunto che tali misure sono provvisorie in quanto la durata massima dell’allontanamento prevista dalla norma non può essere superiore a sei mesi rinnovabili per una sola volta. L’ordine di allontanamento del maltrattatore mira a favorire un periodo di distacco e di riflessione nella coppia e a verificare se sia possibile un recupero delle relazioni familiari, specie in presenza di figli. • In caso di inadempimento all’ordine emesso dal Giudice è prevista l’applicazione di una pena fino a tre anni o una multa pecuniaria quale effettivo deterrente al ripetersi di violenze e maltrattamenti, almeno nel periodo di efficacia dell’ordine di allontanamento. 15 Indirizzi utili 16 C.A.DO.M. Monza e Brianza via Mentana, 43 - 20052 MONZA Tel. 039/2840006 - Fax 039/2844515 AIUTO DONNA VIA SAN LAZZARO,3 - BERGAMO 035-212933 / 035-4131651 e-mail [email protected] ASS.CASA DELLE DONNE VIA SAN FAUSTINO,38 - BRESCIA 030-2400636 e-mail [email protected] TELEFONO DONNA VIA ZEZIO,60 - COMO 031-304585 / 030-3109374 e-mail [email protected] ASS.DONNE CONTRO LA VIOLENZA VIA XX SETTEMBRE,115 - CREMA 0373-80999 e-mail [email protected] TELEFONO DONNA VIA PARINI,6 - LECCO 0341-363484 e-mail [email protected] TELEFONO DONNA VIA S.AMBROGIO,17 - MERATE 039-9900678 / 039-5916467 e-mail [email protected] CERCHI D'ACQUA VIA PIACENZA,8 - MILANO 02-54107608 / 02-54011182 e-mail [email protected] C.A.DO.M. - CENTRO AIUTO DONNE MALTRATTATE VIA MENTANA,43 - MONZA 039-2840006 / 039-2841351 e-mail [email protected] ASS. DONNE CONTRO LA VIOLENZA CORSO GARIBALDI,37 - PAVIA 0382-32136 e-mail [email protected] ASS. DONNE INSIEME CONTRO LA VIOLENZA C.P.32 - PIEVE EMANANUELE 02-90420110 e-mail [email protected] E.O.S. VIA STUARENGHI,24 - VARESE 0332-231271 / 0332-496511 e-mail [email protected] 17 I CENTRI ANTIVIOLENZA IN ITALIA (in ordine alfabetico per città) ANCONA CASA DELLE DONNE - TELEFONO ROSA Federazione Casa delle Donne c/o Donne e Giustizia Via Cialdini, 23 - 60122 ANCONA Tel. 071/204680 AOSTA CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d'Aosta Viale dei Partigiani, 52 - 11100 AOSTA Tel. 0165/238750 - Fax 0165/42242 AREZZO ASSOCIAZIONE CONTRO LA VIOLENZA E IL MALRATTAMENTO SULLE DONNE Piazza Santa Maria in Gradi, 4 52100 AREZZO Tel. 0575/355053 [email protected] BARI CENTRO ANTI VIOLENZA Associazione Aracne Via Lombardi, 12 - 70100 BARI Tel. 080/5218389 BELLUNO ASSOCIAZIONE BELLUNO DONNA Tel. 0437/987577 BERGAMO AED FEMMINISMO (associazione Educazione Demografia) Passaggio Canonici Lateranensi, 22 24121 BERGAMO (Parcheggio: Via Camozzi, 95 - scala D) Tel. 035/244337 - Fax 035/235660 BERGAMO COMITATO PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE C/o Consultorio AIED (Ass. Italiana Educazione Demografica) Via Angelo Mai, 18/c - 24100 BERGAMO Tel. 035/232600 - Fax 035/213230 BOLOGNA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA Associazione gruppo di lavoro e di ricerca sulla violenza alle donne Via dell'Oro, 3 - 40124 Bologna Tel. 051-333173Fax 051-3399498 BOLOGNA GRUPPO GIUSTIZIA UDI Via Castiglione, 26 - 40124 BOLOGNA Tel. 051/232313 - 236849 BOLOGNA S.O.S. DONNA Via XXI Aprile, 3 - 40134 BOLOGNA Tel. 051/43435 BOLZANO CASA ALLOGGI PROTETTI/VEREIN HAUS Geschutzen Wohnungen des Katholischen Familienerbandes Sudtirols 39100 BOLZANO - Casella Postale 103 18 BOLZANO ASSOCIAZIONE GEA Centro d'Ascolto Antiviolenza via del Ronco 17 39100 Bolzano - Tel. 0471/513399 Fax. 0471/513398 Linea d'emergenza attiva 24 ore su 24 Numero verde: 800 27 64 33 BRESCIA ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE Via S. Faustino 38 - 25122 BRESCIA Tel. 030/2400636 BRINDISI IO DONNA c/o Centro Documentazione Donna Via Cappuccini, 8 - 72100 BRINDISI Tel. e Fax 0831/522034 e-mail: [email protected] sito internet: http:// freeweb.supereva.com/ associazioneiodonna/ CAGLIARI ADVOCATE c/o Arcidonna La Luna Nera Via Barcellona, 80 - 09128 CAGLIARI Tel. 070/652675 CASERTA TELEFONO ROSA Associazione Spazio Donna c/o USL 15 Via Roma, 169 - 81100 CASERTA Tel. 0823/354126 CATANIA CENTRO ANTIVIOLENZA THAMAIA Via G. Macherione, 14 - 95125 CATANIA Tel. 095/7223990 [email protected] www.thamaia.org CESENA TELEFONO DONNA c/o Centro donna Piazza del Popolo, 9 - 47023 CESENA (FO) Tel. 0547/356462 - Fax 0547/356329 CHIETI TELEFONO ROSA Associazione Il filo di Arianna Via Cesare De Lollis, 23 - 66100 CHIETI Tel. 0871/347999 COMO TELEFONO DONNA Via Zezio, 60 - 22100 COMO Tel. 031/304585 - Fax 031/09374 [email protected] www.telefonodonnacomo.it COSENZA TELEFONO FOSA Centro contro la violenza delle donne "Roberta Lanzino" Via Caloprese, 56 - 87100 COSENZA Centro tel. 0984/3631 - Telefono Rosa 0984/36211 CREMA COMITATO DONNE CONTRO LA VIOLENZA C/o Camera del lavoro Via Carlo Urbino, 9 - 26013 CREMA CREMOMA A.I.D.A. - Associazione Incontro Donne Antiviolenza Onlus Via Beltrami 13 - 26100 Cremona Tel 0372/30113 - Fax 0372/566288 - cell. 338/9604533 www.sitisolidali.it/siti/aida [email protected] L'Associazione si occupa di donne che subiscono maltrattamenti, violenza 19 fisica, psicologica, sessuale, in famiglia e in qualsiasi altro luogo. Si offre: ascolto telefonico, consulenza legale e psicologica, informazioni ed indicazioni su servizi e strutture terriroriali. Presidente dell'Associazione: Rossella Casarini CUNEO TELEFONO DONNA c/o ARCI Via Carlo Emanuele, 34 - 12100 CUNEO Tel. 0171/631515 EMPOLI CENTRO AIUTO DONNA - LILITH c/o Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli Via XX Settembre, 17 - 50053 Empoli (Firenze) Tel. 0571/725156 FAENZA SOS DONNA c/o Centro tutela diritti Via Bubani, 7 - 48018 FAENZA Tel. 0546/664386 - Fax 0546/27182 FERRARA CENTRO DONNA GIUSTIZIA C/o UDI Via Terranova, 12/B - 44100 FERRARA Tel. e Fax. 0532/247440 Via Tina Gori, 58 - 47100 FORLI' Tel. 0543/712660 - Fax. 0543/712670 e-mail: [email protected] GENOVA CENTRO ACCOGLIENZA DONNE MALTRATTATE C/o UDI Via Cairoli, 14/7 - 16125 GENOVA Tel. 010/2461715 - Fax 010/2461716 GROSSETO CENTRO PARI OPPORTUNITA' AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Via Oberdan, 14 - 58100 GROSSETO Tel. 0564/20027 - Fax 0564/2118 LAMEZIA TERME TERME CENTRO LILITH Via Garibaldi, 83 - 88046 LAMEZIA TERME (CZ) Tel. 0968/201713 LATINA TELEFONO DONNA C/o Centro donna Lilith Via D'Azeglio, 19 - 04100 LATINA Tel. 0773/664165 - Fax 0773/48035 LA SPEZIA TELEFONO DONNA Associazione Codice Donna c/o UDI Via Corridoni, 5 - 19100 LA SPEZIA Tel. 0187/703338 FIRENZE CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA "KATIA FRANCI" Associazione Artemisia Via del Mezzetta, 1 - 50135 FIRENZE Tel. 055/602311 - (abuso minori) 055/603234 L'AQUILA BIBLIOTECA DELLE DONNE MELUSINE C/o AIED Via dell'Annunziata, 7 - 67100 L'AQUILA Tel. 0187/703338 FORLI' CENTRO DONNA LECCO TELEFONO DONNA c/o UDI 20 Via Parini, 6 - 20053 LECCO Tel. 0341/363484 LIVORNO CENTRO DONNA Servizio del Comune di Livorno Via Largo Strozzi - 57100 LIVORNO Tel. 0586/890053 LIVORNO CENTRO TUTELA CARDIACA PER DONNE E MINORI Via Pieroni, 27 - 57100 LIVORNO Tel. 0586/887009 MANTOVA TELEFONO ROSA Via Dario Tassoni, 14 - 46100 MANTOVA Tel. 0376/225656 MERANO PER LE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA FUR FRAUEN, GEGEN GEWALT Corso Liberta', 184 - 39012 MERANO (BZ) Tel. 0473/222335 - Fax 0473/222140 MESSINA CEDAV ONLUS - CENTRO DONNA ANTIVIOLENZA Via Campo delle Vettovaglie, 98122 MESSINA telefono : 09715426- 800225858 Fax 090 670931 MILANO CASA DI ACCOGLIENZA DELLA DONNE MALTRATTATE Via Piacenza, 14 - 20135 MILANO Tel. 02/55015519 - Fax 02/55019609 MODENA CENTRO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE C/o Casa delle donne Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/361050 - Fax 059/361369 MODENA GRUPPO GIUSTIZIA Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/366012 - Fax 059/374710 MONZA CENTRO AIUTO ALLE DONNE MALTRATTATE - CADOM Via Mentana, 43 - 20052 MONZA (MI) Tel. 039/2840006 - Fax 039/2844515 e-mail: cadomonza@centrodonnemaltrattate. 191.it sito: www.cadom.it NAPOLI SPORTELLO ROSA Gruppo della CGIL Via Torino, 16 - 80100 NAPOLI Tel. 081/7856296 - Fax 081/5543082 NAPOLI ONDA ROSA Associazione di volontarie Via Carducci, 29 - 80100 NAPOLI Tel. 081/426368 PADOVA CENTRO VENETO PROGETTO DONNA Via Tripoli, 3 - 35100 PADOVA Tel. 049/8721277 - Sito: www.centrodonnapadova.it PALERMO CENTRO DI ACCOGLIENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA' C/o UDI Via XX Settembre, 57 - 90141 PALERMO Tel. 091/327973 21 PARMA ASSOCIAZIONE CENTROANTIVIOLENZA Via del Farnese, 23 - 43100 PARMA Tel. 0521/238885 - Fax 0521/23894 PAVIA ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DONNE CONTRO LA VIOLENZA Porta Pertusi, 6/A - 27100 PAVIA Tel. 0382/32136 PERUGIA TELEFONO DONNA Centro per le Pari Opportunità della Regione dell'Umbria Palazzo Maltauro, Via Fontivegge 51, 06124 Perugia Numero verde: 800861126 PESCARA TELEFONO ROSA Via Modesto della Porta, 24 - 65124 PESCARA Tel. 085/64535 - Fax 085/691345 PISA TELEFONO DONNA Associazione Casa della donna Via Galli Tassi, 8 - 56100 PISA Tel. e Fax 050/561628 POTENZA TELEFONO DONNA C/o AVIS Associazione telefono donna Via Volontari del sangue, 1 - 85100 POTENZA Tel. 0971/441114 RAVENNA LINEA ROSA Via Garatoni, 12 - 48100 RAVENNA Tel. e Fax 0544/216316 RIVA DEL GARDA ASSOCIAZIONE CULTURALE TELEFONO DONNA Viale 1° Maggio, 1 - 33066 RIVA DEL GARDA (TN) Tel. 0464/556000 ROMA CENTRO DONNA L.I.S.A. Via Rosina Anselmi 41/42 - Tel. 06/87141661 - 5811473 - Fax 06/87230457 e-mail: [email protected] ; sito: www.centrodonnalisa.it ROMA CENTRO ANTIVIOLENZA Associazione Differenza Donna Viale di Villa Pamphili, 86/B - 00100 ROMA Centro: Tel. 06/5810926 5811473 - Fax 06/5811473 ROMA TELEFONO ROSA Via Tor di Nona, 43 - 00100 ROMA Tel. 06/6832690 - 6832820 Viale Mazzini, 73 - 00195 ROMA Tel. 06/37518261 06/37518262 fax 06/37518289 e mail [email protected] SALERNO LINEA ROSA Associazione Spazio Donna P.zza Veneto, 2 - 84100 SALERNO Tel. 089/254242 SAVONA TELEFONO DONNA (Consulta della Provincia) Via Sormano, 12 - SAVONA Tel. 019/870065 SIRACUSA ASSOCIAZIONE E CENTRO ANTIVIOLENZA "LE NEREIDI" TORINO 22 TELEFONO ROSA DI TORINO Via Assietta 13/A - 10128 Torino Tel. 011/530666 - 011/5628314 - Fax 011/549184 [email protected] - tel [email protected] - visita il sito TORINO ASSOCIAZIONE DONNE CONTRO LA VIOLENZA C/o Casa delle Donne Via Vanchigia, 3 - 10124 TORINO Tel. 011/8122519 - Fax 011/837479 TRENTO ASSOCIAZIONE LAICA FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' Via S. Francesco d'Assisi, 10 - 38100 TRENTO Tel. 0461/235008 - 233528 TRENTO vedi RIVA DEL GARDA TRENTO CENTRO ANTIVIOLENZA DI TRENTO Via della Dogana, 1 - 38100 TRENTO Tel. 0461/220048 - Fax 0461/223476 - 233528 [email protected] www.centroantiviolenzatn.it TREVISO TELEFONO ROSA Via Canova, 44 - 31100 TREVISO Tel. 0422/53022 TRIESTE GOAP Centro antiviolenza Via S. Silvestro 3/5 - 34132 TRIESTE Tel./Fax 040/3478827 - www.goap.it - [email protected] VARESE ASSOCIAZIONE EOS Centro ascolto donna Via Staurenghi 24, 21100 Varese Tel. 0332/231271 fax 0332/496511- [email protected] VENEZIA - MESTRE ASSOCIAZIONE DONNE CON LE DONNE C/o Centro Donna Viale Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA - MESTRE Tel. 041/5342991 - Fax 041/5342862 VENEZIA - MESTRE CENTRO ANTIVIOLENZA c/o Centro Donna Via Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA-MESTRE Tel.041/5349215 Fax 041/5342862 VERONA TELEFONO ROSA di VERONA Via Poiano, 26 - POIANO (VR) Tel. 045/550770 - Fax 045/8709847 VICENZA DONNA CHIAMA DONNA Via Torino, 11 - VICENZA Tel/Fax 0444/542377 - [email protected] 23