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diritti & consumi
M E N S I L E D E L M OV I M E N T O D I F E S A D E L C I T TA D I N O O N L U S
Poste Italiane SpA - Spedizione in a.p.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB - Roma
VOLARE “LOW COST”
...MA CONVIENE?
L’EUROPA
DEI CONSUMATORI
“CONCILIARE”
CON TELECOM E TIM
SALUTE&GUSTO:
PIÙ POLIFENOLI
MENO RISCHI
PER LA SALUTE
anno V
numero 10-11
Ottobre Novembre 2004
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IAGGI&TURISMO
OMMARIO
Volare “low cost”...
ma quanto conviene?
di Cristina Coppi
VIAGGI&TURISMO
Volare “low cost”...ma quanto conviene?
di Cristina Coppi
5
Bagagli smarriti:
i servizi delle compagnie migliorano ma non troppo...
Ryan Air, Easy Jet, Volareweb*. Sono alcuni dei nomi
delle compagnie aeree che
offrono biglietti a dir poco
competitivi; con Ryan Air, se
si è fortunati, si riesce a viaggiare a 0.00 €! (escluse le
tasse aeroportuali). Ma conviene davvero volare con
queste compagnie?
di Norma Zito e Silvia Biasotto
9
L’intervista
Vito Riggio, presidente ENAC: “Le ‘low cost’ sono sicure”.
Migliora il dialogo tra ente e consumatori
cura di Norma Zito
11
16
EUROPA
Tutela dei consumatori in Europa:
Il decalogo della commissione UE
L’UE e la tutela dei consumatori:
il “manifesto” di Markos Kyprianou
a cura di Cristina Coppi
22
TELECOMUNICAZIONI
Conciliazione: nuovo regolamento per Telecom.
TIM lancia la conciliazione on-line
di Fabiana Peruzzi
24
ADSL in forte crescita:
5,5 mln gli italiani collegati in banda larga
di Paola Oliviero
26
WELFARE
Borsa continua del lavoro:
un servizio per l’occupazione
di Maurizio Sorcioni
28
SALUTE&GUSTO
Più polifenoli meno rischi per la salute.
Un altro motivo per mangiare Bio
di Milena Dominici
29
REDAZIONE
Valentina Caracciolo,
Cristina Coppi, Marco Dal Poz,
Milena Dominici, Laura Ferraioli,
Paola Oliviero, Francesca Salvi,
Norma Zito
Hanno collaborato a
questo numero:
Fabiana Peruzzi,
Alessandro Patrizi
Mauro Sorcioni
Grafica
Olliver Arts - Roma - 06 2054202
Stampa
Just in Time - www.justintime.it
Sede e Redazione
Via Piemonte 39a - 00187 Roma
Tel. 064881891 - Fax 064820227
Mensile associato all’Unione
Stampa Periodica Italiana
Salone del gusto:
Terra Madre la manifestazione clou
di Francesca Salvi
30
DIRETTORE
RESPONSABILE
Antonio Longo
AMBIENTE
Elettrosmog:
ingannevole definirlo innocuo
di Alessandro Patrizi
diritti&consumi, n.10/11, 2004
Finito di stampare il
30 novembre 2004
Iscrizione al Tribunale di Roma
Sezione Stampa n. 503-00
del 28.11.2000
Per gran parte dei periodi
dell’anno hanno effettivamente prezzi convenienti
(eccetto i periodi più affollati a meno di non prenotare
con molto, molto anticipo),
ma quello su cui vorremmo
focalizzare l’attenzione dei
cittadini in realtà riguarda il
costo totale - effettivo - del
viaggio.
Queste compagnie infatti
possono vantare prezzi competitivi anche perché atterranno in aeroporti meno frequentati e meno usati - le tasse aeroportuali sono perciò
inferiori - e perché non forniscono alcuni servizi: colazione o più in generale pasto a
bordo e in alcuni casi non si
possono riservare i posti, si
sceglie dove sedersi al momento dell’imbarco.
Proprio per questo abbiamo
realizzato un piccolo raffronto tra Ryan Air e Volareweb
nella tratta Roma-Parigi andata e ritorno durante la settimana.
I soli biglietti hanno un costo
che và dai 128 ai 135 (rispettivamente con Volare e Ryan
Air), escluse le tasse aeroportuali che a Fiumicino e ad
Orly (sud est di Parigi) sono
abbastanza elevate, mentre
sono ancora accessibili a
Ciampino e a Beauvais:
18.00 euro ca. al massimo.
A questi vanno però aggiunti
i prezzi dei trasporti da e per
gli aeroporti che soprattutto
nel caso di Ryan Air sono
davvero mal collegati in entrambe le città, in particolar
modo a Parigi.
I prezzi dei trasporti si aggirano intorno ai 10 euro a tratta
(ad esempio città – aeroporto)
Inoltre anche per il peso dei
bagagli entrambe le compagnie offrono un trattamento
diverso rispetto alle compa-
gnie di bandiera che pongono come limite massimo di
peso per il bagaglio di ogni
passeggero 20 Kg per i voli
internazionali in Europa.
Entrambe le compagnie hanno un limite invece di 15 Kg
e prevedono il pagamento di
7 euro per ogni Kg in eccesso. Fate attenzione quindi
quando prenotate i biglietti e
verificate sempre anche le
offerte delle compagnie di
bandiera: prenotando con
largo anticipo potreste viaggiare allo stesso prezzo, più
comodi e usufruendo di più
servizi!
3
* al momento in cui
andiamo in stampa
Volareweb è in grave crisi e rischia la
chiusura
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V
IAGGI&TURISMO
IAGGI&TURISMO
Bagagli smarriti:
i servizi delle compagnie
migliorano ma non troppo...
di Norma Zito
e Silvia Biasotto
CRISI VOLAREWEB:
Rimborso del biglietto, cosa fare?
A pagare le spese della crisi della compagnia aerea
Volareweb non sono solo gli oltre 1.000 dipendenti
che rischiano i posti di lavoro ma tantissimi passeggeri. Nel mese di Novembre sono stati migliaia i cittadini rimasti a terra negli aeroporti italiani ed europei a causa della cancellazione dei voli da parte della compagnia aerea. Oltre alla grande rabbia anche
per un call center che non risponde, l’unica consolazione che rimane ai passeggeri abbandonati a se stessi è chiedere il rimborso del biglietto aereo pagato. Il
Movimento Difesa del Cittadino propone un modulo, riportato qui di seguito, da inviare alla compagnia
Volareweb. Alcune compagnie aeree come Ryan Air
(www.ryanair.com/italian) e Air One (www.flyairone.it) per consentire il volo ai viaggiatori di Volarewb stanno proponendo su alcune tratte biglietti
gratuiti o a tariffe agevolate.
4
RICHIESTA DI RIMBORSO BIGLIETTI VOLARE GROUP
RICHIESTA DI RIMBORSO BIGLIETTI VOLARE GROUP
Raccomandata A/R (lettera semplice in copia al Movimento Difesa del Cittadino)
Spett.le Volare Group Spa, via C. Noè, 3, 21013 Gallarate (Varese)
e p.c. Movimento Difesa del Cittadino – via Piemonte, 39/a – 00187 Roma
Oggetto: rimborso biglietto e richiesta risarcimento danni (eventuale)
Data,
Spett.le Volare Group spa, con la presente avanzo - formale richiesta di rimborso del/i biglietto/i n.
intestato/i a
per il/i volo/i
acquistato/i il
pagando con
(specificare se carta di credito, cash, assegno, altro),
per un importo complessivo di Euro
di cui non ho potuto usufruire per vostra inadempienza contrattuale in seguito
alla sospensione e all’annullamento di tutti i voli comunicato lo scorso 19 novembre 2004.
(se si chiede risarcimento danni) - e inoltre una richiesta rimborso danni subiti in seguito alla vostra inadempienza, consistenti in (elencare fatti e circostanze, con documentazione in copia a riprova del danno subito)
per un totale di Euro
Si chiede di provvedere a quanto sopra, per complessivi Euro
, entro 15 giorni dalla ricezione della presente
raccomandata, versando il dovuto (indicare gli estremi del proprio conto o se si vuole ricevere i rimborsi come assegno al proprio indirizzo, o altro)
Se la richiesta non dovesse avere soddisfazione nei tempi indicati, si procederà vie legali.
Distinti saluti
Nome e cognome
Telefono,
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Indirizzo,
E-mail
cap,
città
Migliorano le performance
dei servizi erogati dalle compagnie aeree più conosciute
in Italia e nel resto dell’Europa. Anche l’efficienza da
parte degli aeroporti risulta
migliorata, la normativa ha
fatto passi da gigante, ma cosa fare, quali le procedure da
seguire, quando ci accorgiamo di essere rimasti soli davanti il tapis-roulant per la riconsegna dei bagagli? Perché un passeggero che smarrisce il proprio biglietto è costretto a pagare il costo di un
nuovo biglietto e attendere di
essere rimborsato?
I dati dell’ AEA, l’associazione delle compagnie aeree
europee, che ha monitorato e
valutato le compagnie Air
France, Alitalia, British, Iberia, KLM, Lufthansa e SAS
Scandinavian in relazione al
numero dei bagagli smarriti,
alle tratte (interne nazionale,
intra europee e a lungo raggio), nel periodo 2003 –
2004, fanno sperare i tanti
passeggeri rimasti “vittime”
dei ritardi e dello smarrimento del proprio bagaglio.
Ad essere premiate sono un
po’ tutte, ma all’interno della
nostra classifica delle sette
compagnie prese a campione, la capofila è la Scandinavian Airlines. Per questa
compagnia, come anche per
le altre si osserva una percentuale di bagagli smarriti
alta nei mesi di gennaio, luglio e agosto; mesi in cui
maggiore è il numero di passeggeri che viaggia in vista
delle vacanze estive o del periodo natalizio. Una correlazione positiva, quindi tra
l’aumento del numero dei
passeggeri e l’aumento dei
rischi di smarrimento del bagaglio. Nei periodi intermedi
invece si osserva una percentuale decrescente. L’anno
2004 per tutte le compagnie
ha registrato sia in riferimento alla puntualità di arrivo alle destinazioni, ma anche
nella percentuale di restituzione dei bagagli un miglioramento rispetto l’anno precedente, anche se la tendenza
a smarrire il bagaglio o l’aumento di frequenza dei ritardi si conferma alta nei mesi
“caldi”. In seconda posizione
nella classifica dei “buoni” si
colloca la compagnia Iberia,
segue in terza posizione la
compagnia di bandiera, Alitalia. I “peggiori” si identificano con Air France, Lufthansa, British Airways e KLM.
“C’è invece da lavorare ancora sui servizi – ha affermato Francesco Di Giovanni,
Amministratore Delegato di
Aeroporti di Roma (Adr) seppur nell’ambito di dati da
considerare buoni e comunque migliorati rispetto al
2003, come nel caso della riconsegna bagagli, sul gradimento per aree d’attesa, toilette, parcheggi e bar-ristoranti’’. Nel primo semestre
2004 i tempi di riconsegna
bagagli, entro i valori previsti dalla carta dei servizi Adr,
sono stati rispettati nell’87,1
per cento dei casi rispetto
all’83% del primo semestre
2003. Meno soddisfacenti
nel periodo di luglio – agosto, rispettivamente 74,4% e
63%, quando l’impatto del
traffico è stato assai elevato.
Anche sul fronte della normativa per la tutela del pas-
5
Questo progressivo miglioramento delle compagnie aeree
è confermato da quanto è
emerso dall’indagine della
società AC Nielsen sulla Customer Satisfaction in riferimento anche alla qualità dei
servizi negli aeroporti nel
primo semestre 2004. La ricerca, infatti ha evidenziato
un aumento del livello complessivo di soddisfazione
presso l’aeroporto di Fiumicino riguardo le infrastrutture, quali la segnaletica interna, le scali mobili, le sale
d’attesa, i tapis roulant, gli
ascensori.
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PER UNA TUTELA FAI DA TE… I CONSIGLI
DEL MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO:
1) Tenere i medicinali, o altri oggetti essenziali alla vostra vita quotidiana, nel bagaglio a mano, in quanto in
caso di smarrimento del bagaglio registrato non vengano persi;
2) Nel caso in cui portiate con voi cose di un certo valore, è preferibile assicurare, con un’apposita polizza, il
bagaglio registrato, cosa che è possibile su qualsiasi volo. In questo caso un consiglio utile sarà anche informarsi in merito alle esclusioni previste nella polizza;
3) E’ possibile anche richiedere, al momento del checkin, la “dichiarazione di valore”, che vi consente di aumentare il limite di risarcimento indicato;
4) Contestare il danno immediatamente al momento della consegna, altrimenti spetterà a voi provare che il
danno subito si è verificato durante il trasporto aereo;
5) Informarsi in merito ai termini per la presentazione del
reclamo e a quale disciplina di tutela del passeggero
aderisca la compagnia con la quale state viaggiando.
6
seggero dalle spiacevoli conseguenze di questo tipo di
disservizio sono stati da tempo fatti passi avanti. Un sistema più uniforme e più ampio di responsabilità per il
trasporto aereo internaziona-
le tutela oggi tutti coloro
che, scesi dall’aereo, si accorgono che il proprio bagaglio è stato danneggiato o
peggio smarrito.
La Comunità Europea ha recepito nel 2002, con il Regolamento n. 889, la Convenzione di Montreal del 1999,
l’accordo per l’unificazione
di alcune norme relative al
trasporto aereo internazionale. In particolare, secondo il
regolamento, la Convenzione è entrata in vigore tra i
Paesi Membri dell’Unione il
28 giugno 2004 per i paesi
comunitari.
Secondo l’accordo, per i voli nazionali e internazionali,
in caso di distruzione, perdita o danno dei bagagli, sia
registrati (ovvero consegnati
prima dell’imbarco) che a
mano, il vettore aereo è responsabile fino a 1.000 Diritti Speciali di Prelievo (DSP,
riserve di valute internazionali presso il Fondo Monetario Internazionale), ovvero
circa 1211 euro. Solo nel ca-
so in cui il bagaglio sia registrato, la compagnia aerea è
responsabile del danno anche
se il suo comportamento è
esente da colpa, a meno che
il bagaglio non risultava danneggiato al momento dell’imbarco.
I passeggeri possono inoltre
beneficiare di un limite di responsabilità più elevato rispetto a 1.000 DSP rilasciando una dichiarazione speciale
o pagando un supplemento.
Ma cosa fare, quali le procedure da seguire, quando ci
accorgiamo di essere rimasti
ormai soli davanti il tapisroulant per la riconsegna dei
bagagli?
Nel caso in cui il bagaglio registrato sia danneggiato il
passeggero dovrà sporgere
quanto prima reclamo per
iscritto al vettore, usufruendo anche degli appositi moduli P.I.R. (Property Irregularity Reports) disponibili
presso l’assistenza bagagli,
entro 7 giorni dalla data in
cui il bagaglio è stato messo
RESPONSABILITA’ RELATIVE AL BAGAGLIO
Compagnie aeree
comunitarie e compagnie
aeree che aderiscono alla
Convenzione di Montreal
Compagnie aeree
che aderiscono alla
Convenzione di Varsavia
DISTRUZIONE, PERDITA O DANNO
AL BAGAGLIO REGISTRATO
risarcimento fino a 1.000 DPS (circa € 1.211)*
il limite può essere superato nel caso in cui il
passeggero effettui una dichiarazione di maggior valore
DISTRUZIONE, PERDITA O DANNO
AL BAGAGLIO A MANO
risarcimento fino a 1.000 DPS (circa € 1.211)*
VOLI INTERNAZIONALI
VOLI NAZIONALI
a disposizione del passeggero. In caso di ritardo il termine per la presentazione del
reclamo è esteso a 21 giorni.
Per agire in tribunale, il si
dovrà promuovere azione legale entro due anni dalla data di arrivo a da quella prevista per l’arrivo.
Non cessano qui gli accorgimenti del passeggero consapevole. E’ importante infatti
sapere che non tutte le compagnie aeree aderiscono alla
Convenzione di Montreal.
Solo 59 paesi ne hanno accettato le norme (per conoscere la lista dei paesi aderenti l’accordo, visitare il sito www.icao.int. Qualora
non viaggiassimo con uno di
questi vettori, in caso di
smarrimento o danni al bagaglio registrato, avremmo diritto da parte della compagnia aerea ad un risarcimento
fino a 17 DSP per chilogrammo, corrispondenti a circa 24
Euro, salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore.
Per lo smarrimento o i danni
Danneggiamento
Ritardo
Denuncia danni occulti
7 giorni dalla data
di consegna
21 giorni dalla data
di riconsegna
3 giorni dalla data
di riconsegna
3 giorni dalla
data di constatazione
14 giorni dalla
data di riconsegna
7 giorni dalla data
di riconsegna
al bagaglio a mano, solo nel
caso in cui si rilevi la responsabilità della compagnia, il
passeggero ha diritto ad un
risarcimento fino a 332 DSP,
ovvero circa 461 Euro per
passeggero.
La Convenzione di Montreal
ha quindi il merito di aver introdotto limitazioni di responsabilità più benevole dal
punto di vista economico in
caso di ritardo, danno o
smarrimento del bagaglio.
Per i voli nazionali vengono
oggi applicate le stesse norme della Convenzione di
Montreal per le tratte internazionali. La vecchia normativa prevedeva invece
una differenziazione. In
particolare, secondo il Codice della navigazione, era
previsto un risarcimento fino a 222,08 euro per ciascun bagaglio registrato
smarrito o danneggiato oppure fino 17,04 Euro (Lit.
33.000) per chilogrammo,
salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore. Per il
bagaglio a mano, solo nel
caso in cui si fosse rilevata
la responsabilità della compagnia, il passeggero aveva
diritto ad un risarcimento fino a 1007,09 Euro per passeggero.
7
Nel confronto fra le due normative nasce spontanea una
riflessione che delinea ancora delle incertezze in riferimento ad criterio preciso per
un risarcimento economico
consono al danno subito. In
particolare, mentre nella vecchia disciplina era presente
un termine di riferimento
obiettivo per la valutazione
del risarcimento, ovvero il
peso, la nuova disciplina fissa solo un limite massimo
(1000 DPS appunto).
PRESCRIZIONE DIRITTO AL RISARCIMENTO
Bagagli registrati
Bagagli non registrati
VOLI INTERNAZIONALI
entro due anni
dalla data di riconsegna
entro sei mesi dall’arrivo a
destinazione e comunque
il passeggero ha l’onere
di dimostrare che il danno
è stato determinato da causa
imputabile alla compagnia
VOLI NAZIONALI
entro un anno
dalla data di riconsegna
entro due anni
dall’arrivo a destinazione
SMARRIMENTO O DANNI AL
BAGAGLIO REGISTRATO
risarcimento fino a 17 DSP (circa € 20,5) per Kg*
il limite può essere superato nel caso in cui il
passeggero effettui una dichiarazione di maggior valore
SMARRIMENTO O DANNI AL BAGAGLIO MANO
risarcimento fino a 332 DSP (circa € 402) *
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I TERMINI DI RECLAMO
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IL CASO
ALITALIA: SE PERDI IL BIGLIETTO, PERDI IL VOLO…E LA PAZIENZA.
8
Una utente si è rivolta al Movimento Difesa del Cittadino per esporre un problema contratto con Alitalia, in
cui, purtroppo, potrebbero incorrere molti cittadini.
All’inizio di Ottobre S.P., a Parigi, ha smarrito il biglietto pre-pagato con prenotazione a suo nome, ma si
è recata ugualmente all’aeroporto forte del fatto che
aveva ancora il passaporto per l’identificazione, la tessera di giornalista e il coupon d’andata. Alla biglietteria Alitalia hanno proposto due “ottime” alternative:
pagare 600 euro e tramite agenzia tentare una pratica
di rimborso, oppure non partire. S.P. decide di pagare,
ma la sua carta nel soggiorno all’estero ha
raggiunto i massimali.
Deve rientrare per ragioni di lavoro, e chiede telefonicamente alla
sorella di pagare. Quest’ultima ovviamente
accetta, ma l’Alitalia
spiega che chi acquista
il biglietto deve recarsi
in aeroporto e non può
acquistare il nuovo titolo di viaggio nelle
normali rivendite. S.P.
decide allora di restare
a Parigi, e chiede all’Alitalia il rimborso di
un Hotel. Assolutamente no la risposta. “Davanti a tanta cortesia - dice
l’utente - calore umano e correttezza, e dopo la ‘gioiosa soddisfazione’ frutto del rispetto dei miei diritti, ho
lasciato la biglietteria Alitalia”.
S.P non si arrende e telefona all’Ambasciata, che però
di domenica è chiusa. Lascia un messaggio al Consolato che promette di richiamarla ma questo non si verificherà mai. Infine S.P. si reca alla polizia per la denuncia del biglietto smarrito, ma si sente rispondere
che “ormai non si accettano più denunce di smarrimento dei biglietti aerei: basta una denuncia alle società di volo”. Comprensivi per la rabbia accumulata
dall’utente, al comando di polizia francese, hanno comunque accettato di scriverle la denuncia lasciando
così una prima traccia degli eventi accaduti.
Dalla brutta esperienza di S.P. sorgono spontanee diverse domande che l’utente rivolge ad Alitalia: “Trovo
la procedura Alitalia assurda, e troppo penalizzante
per noi consumatori. Se perdi un biglietto cartaceo, ripaghi un biglietto a piena tariffa! Se ti presenti al
chech-in con un biglietto informatico, non ti chiedono
neanche il numero di prenotazione: basta il passaporto! Perché allora non si aboliscono i biglietti cartacei!
Oppure, mettiamoci d’accordo su una Procedura comune a tutte le Compagnie di viaggio: concordata sen-
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L’intervista
IAGGI&TURISMO
PER RIFARE IL TICKET CHIESTI 600 EURO!
tendo anche il parere dei consumatori. Vanno ricercate soluzioni “europee” per noi cittadini, anche per evitare distorsioni di concorrenza!”
Per rispondere alla nostra lettrice, l’Agenzia di stampa
sui consumi Help Consumatori ha interpellato la Compagnia aerea di bandiera, Alitalia, che così ci ha illustrato l’iter da attuare in tali situazioni:
“Ci dispiace molto per i disagi avuti dal Cliente, riteniamo quindi doveroso fornire dei chiarimenti che potranno essere utili anche a altri utenti che si rivolgeranno a voi con i medesimi interrogativi. Il biglietto
aereo costituisce il
contratto di trasporto
tra cliente e vettore in
assenza del quale non
può essere effettuato
il viaggio.
Nel caso di smarrimento del biglietto, il
passeggero è tenuto a
effettuare la denuncia
presso l’autorità di
polizia e a acquistare
un nuovo titolo di
viaggio con le stesse
date e per gli stessi
voli. Questo biglietto
verrà successivamente rimborsato da Alitalia secondo una
procedura che, nel caso specifico, è stata illustrata al
Cliente.
Riguardo al nuovo biglietto, la persona incaricata
avrebbe potuto effettuare l’acquisto tramite Call Center Alitalia o il sito Internet della Compagnia senza recarsi personalmente in aeroporto, a meno che il volo
fosse stato in prossimità di partire o non fosse operato
da Alitalia. Ma per rispondere a questi interrogativi
abbiamo bisogno di maggiori dettagli.
In considerazione delle nuove modalità d’accesso al
volo, Alitalia offre la possibilità di utilizzare, oltre ai
canali tradizionali, altri e più moderni sistemi di vendita e acquisto di quasi tutti i suoi prodotti. Spetta unicamente al Cliente valutare, nel caso sia acquistabile
sia il biglietto cartaceo, sia quello elettronico, quale tipo sia più consono alle proprie esigenze.
Infine per rispondere all’ultimo quesito, il trasporto
aereo si sta attualmente indirizzando verso la costituzione di grandi alleanze tra i vettori, proprio per far
fronte alla concorrenza sempre più aggressiva. In questa ottica oltre che su un piano organizzativo e legislativo appare impossibile trovare procedure comuni a
tutti i vettori su questo argomento, fermo restando che
il parere dei consumatori è sempre ascoltato nelle opportune sedi”.
a cura
di Norma Zito
Vito Riggio, presidente ENAC: “Le ‘low cost’ sono sicure”.
Migliora il dialogo tra ente e consumatori
Con l’intervista a Vito Riggio, Presidente dell’Enac –
Ente Nazionale Aviazione
Civile, “Diritti&Consumi”
apre un ciclo di approfondimenti con gli interlocutori
principali per il mondo del
consumerismo italiano.
Quali sono i compiti istituzionali dell’ENAC e
quali sono le attività nelle quali siete impegnati?
In generale possiamo dire
che l’ENAC svolge la propria attività in tre ambiti: la
sicurezza del trasporto aereo,
lo sviluppo del settore, ed il
presidio della qualità dei servizi e della tutela dei diritti
dei passeggeri. Da mandato
istituzionale, infatti, l’ENAC
si occupa della sicurezza degli aeromobili e degli aeroporti, delle certificazioni degli operatori, delle società di
manutenzione, del personale
di volo, delle istruttorie degli
atti relativi a tariffe, tasse e
diritti aeroportuali, della
concessione delle gestioni
degli aeroporti, della valutazione dei piani regolatori per
lo sviluppo aeroportuale e
così via.
Oltre alle attività di carattere
più tecnico, l’ENAC è impegnata anche nella vigilanza
sull’intero sistema a garanzia
del mantenimento degli standard di qualità dei servizi e
di tutela dei diritti degli utenti del settore.
Per quanto riguarda la sicurezza dei voli, in particolare dopo l’11 settem-
bre 2001 e tenendo conto dell’attuale congiuntura internazionale, quali
misure avete adottato?
Quando parliamo di sicurezza ci riferiamo sia alla safety
che alla security. A livello di
safety, sicurezza nella progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli
aeromobili e degli aeroporti,
una delle più recenti misure
adottate dal Consiglio di
Amministrazione
dell’ENAC, è il “Regolamento per
la Costruzione e l’Esercizio
degli Aeroporti” che recepisce l’Annesso 14 dell’ICAO,
International Civil Aviation
Organization e che disciplina
i requisiti per la costruzione
delle infrastrutture, dei sistemi e degli impianti degli aeroporti, nonché i requisiti per
la gestione degli aeroporti.
Sino ad ora, in base ad un
programma che prevede la
certificazione di tutti gli aeroporti entro il 2005, sono
state certificate le seguenti
società di gestione aeroportuale: ADR per Roma Fiumicino, SEA per Milano Malpensa e Linate, SAVE per
Venezia, SAB per Bologna,
GESAP per Palermo, SAC
per Catania e GESAC per
Napoli.
In ambito di security, cioè la
sicurezza a terra, all’interno
ed all’esterno degli aeroporti, l’ENAC coordina ed attua
le disposizioni che pervengono dal Dipartimento per la
Navigazione Marittima ed
Aerea del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e
9
dal CISA (Comitato Interministeriale per la Sicurezza
Aeroportuale), comitato che
risponde alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, composto da rappresentanti del
Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, dell’Interno e
della Difesa, oltre ad operatori del settore, e di cui mi
onoro di avere la presidenza.
Invece, sempre sulla sicurezza e tenendo conto
della battaglia dei prezzi, i consumatori che utilizzano le compagnie
low-cost possono essere
tranquilli sulla affidabili-
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IAGGI&TURISMO
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tà degli aerei impiegati?
Che tipi di controlli effettuate?
Non ci sono differenze sulla
sicurezza tra vettori tradizionali e low cost. I controlli devono essere eseguiti dall’operatore con precise modalità approvate dall’autorità
dell’Aviazione Civile del
Paese dell’operatore. In Italia è l’ENAC che rilascia le
certificazioni alle imprese ed
al personale che eseguono
questi controlli. I controlli
effettuati per verificare le
condizioni di efficienza degli
aeromobili hanno una frequenza che dipende dal numero delle ore volate. L’ENAC, inoltre, a seguito del
disastroso incidente di
Sharm El Sheikh, ha intensificato anche i controlli del
programma SAFA che prevede ispezioni agli aerei stranieri in transito sugli aeroporti italiani. Grazie ad alcune iniziative a livello europeo portate avanti dall’ENAC, i 41 Paesi dell’ECAC
(European Civil Aviation
Conference) che aderiscono
a questo programma condividono una banca dati e si
scambiano gli esiti delle
ispezioni e gli eventuali
provvedimenti adottati nei
confronti degli aeromobili
che non sono risultati in perfetto stato. Dall’inizio dell’anno abbiamo effettuato
414 controlli SAFA.
E’ vero che le compagnie
“low cost” sono meno si-
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E
UROPA
cure perché tagliano sulle
spese di manutenzione?
No, le compagnie “low cost”
sono in possesso delle stesse
certificazioni delle altre
compagnie. Il fatto di essere
più economiche è dovuto ad
una differente politica di razionalizzazione dei costi della compagnia stessa. Le low
cost, ad esempio, hanno flotte composte dallo stesso tipo
di aeromobili in modo da risparmiare sugli equipaggi e
sull’interscambiabilità degli
stessi, offrono meno servizi
durante il volo, scelgono aeroporti minori dove pagano
meno per i diritti di approdo
e di decollo e per i servizi di
handler, utilizzano solo la biglietteria elettronica, e così
via. Però, per quanto riguarda la sicurezza, sono identiche alle compagnie tradizionali, cioè sono tenute a rispettare gli stessi standard di
sicurezza.
Quali le richieste alla
Commissione UE e quali
sono le norme in discussione per la nota vicenda delle tariffe?
Abbiamo richiesto soprattutto una reciprocità di comportamento da parte delle altre
autorità per l’aviazione civile nei confronti dei nostri
vettori e delle loro politiche
tariffarie. La Commissione
Europea, riconoscendo la legittimità dell’iniziativa dell’ENAC, ha ravvisato come
gli accordi bilaterali debbano essere rivalutati alla luce
della liberalizzazione e della
libera concorrenza del trasporto aereo. La Commissione, pertanto, sta operando
per una modifica dei Regolamenti volta proprio a superare i conflitti vigenti.
Come è strutturato il
rapporto dell’ENAC con
le associazioni dei consumatori?
Dall’insediamento del nuovo
vertice dell’ENAC, ottobre
2003, il rapporto con le associazioni dei consumatori si è
consolidato. Proprio ai fini di
un continuo monitoraggio
della qualità, ho immediatamente avviato le procedure
di rinnovo del Comitato consultivo degli operatori e degli
utenti (art. 17 dello Statuto
dell’ENAC) di cui fa parte,
tra gli altri, il Consiglio nazionale dei Consumatori e
degli Utenti presso il Ministero delle Attività Produttività ed ho disposto la costituzione di un comitato ad hoc
per la tutela dei diritti del
passeggero. I consumatori
per noi devono essere destinatari privilegiati di informazioni continuative, puntuali e
trasparenti su diritti, servizi,
tariffe.
Di recente, inoltre, abbiamo
attivato una iniziativa al servizio del consumatore. Mi riferisco al Numero Verde dell’ENAC – 800898121, numero gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 08:00
alle 20:00, che fornisce ai
cittadini informazioni sulle
compagnie aeree e sui diritti
del passeggero.
La promozione dei diritti,
della prosperità e del benessere dei consumatori costituisce uno dei valori essenziali dell’Unione europea e si
riflette nella sua legislazione.
L’appartenenza all’Unione
europea garantisce ai consumatori una promozione supplementare. Il presente documento illustra i dieci principi
di base secondo i quali la legislazione dell’UE tutela i
consumatori indipendentemente dallo Stato membro in
cui questi si trovano.
Il documento descrive il livello minimo di tutela che
tutti gli Stati membri dell’UE
dovrebbero garantire ai consumatori a norma del diritto
comunitario. I dettagli precisi sui diritti dei consumatori
e sulle modalità per la loro
applicazione variano da paese a paese in funzione di come le normative dell’UE sono state recepite nel diritto
nazionale. Va segnalato che
in alcuni casi le normative
Tutela dei consumatori in Europa:
il decalogo della commissione UE
nazionali in tema di tutela
dei consumatori possono garantire un livello di protezione più elevato. Alla fine del
documento vengono fornite
indicazioni per poter avere
maggiori informazioni sui
diritti dei consumatori.
impedire ad un consumatore
di importare un prodotto acquistato regolarmente in un
altro paese dell’UE. Esistono
tuttavia alcune eccezioni, ad
esempio nel caso di prodotti
quali armi da fuoco o articoli
che offendono la morale.
1. COMPRARE CIÒ CHE SI
VUOLE, DOVE SI VUOLE
Avete voglia di andare a fare
acquisti in una città di un altro paese dell’UE? La normativa comunitaria consente
di comprare tutto ciò che si
vuole senza doversi preoccupare di pagare dazi doganali
o un’IVA supplementare una
volta rientrati nel proprio
paese. Questo si applica tanto nel caso in cui il consumatore si rechi fisicamente in
un altro paese per fare acquisti quanto nel caso in cui i
prodotti vengano ordinati via
Internet, per corrispondenza
o per telefono.
In linea di massima, le autorità di un paese non possono
2. RESTITUIRE CIÒ CHE
NON FUNZIONA
E se il televisore appena acquistato si rompe? In base alla normativa dell’UE se un
prodotto acquistato non è
conforme all’accordo stabilito fra acquirente e rivenditore al momento dell’acquisto,
è possibile restituirlo per farlo riparare o sostituire. In alternativa si può chiedere una
riduzione di prezzo su un altro acquisto o il rimborso
completo. Questo è valido sino a due anni dopo la consegna del prodotto. Per i primi
sei mesi a partire dalla consegna spetta inoltre al rivenditore, e non al consumatore,
provare che il prodotto ven-
Acquisti:
2 anni
la garanzia
nell’UE
11
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duto era conforme al contratto di vendita.
Il principio in base al quale il
prodotto deve essere conforme al contratto di vendita
protegge inoltre il consumatore nel caso in cui questi riceva un articolo che non corrisponde a quanto ha accettato di acquistare. Ad esempio,
se il consumatore ha accettato di acquistare un mobile
antico e riceve al suo posto
una riproduzione, ha il diritto di restituire l’articolo.
3. NORME DI SICUREZZA
ELEVATE PER ALIMENTI E
ALTRI BENI DI CONSUMO
Basta dare un’occhiata in giro al supermercato per vedere prodotti provenienti da
tutta Europa. Sono tutti prodotti sicuri? Sì, devono es-
12
Sicurezza
alimentare:
la normativa
è OK
serlo. L’Unione europea dispone di leggi che contribuiscono a garantire la sicurezza
dei prodotti in vendita. Anche se nessun sistema di regolamentazione può garanti-
diritti&consumi, n.10/11, 2004
re ai consumatori il rischio
zero o il 100% di sicurezza,
le norme di sicurezza dei
paesi dell’UE sono fra le più
elevate del mondo.
La sicurezza alimentare si
basa sul principio che per garantire la sicurezza sia necessario esercitare un controllo
sull’intera catena alimentare.
Le norme europee in tema di
sicurezza alimentare disciplinano quindi il sistema di produzione degli agricoltori
(compresi i prodotti chimici
utilizzati per le piante e i
mangimi per gli animali), le
modalità di lavorazione degli
alimenti, gli additivi e coloranti che possono essere impiegati e le modalità di vendita. L’UE dispone inoltre di
leggi sulla sicurezza degli
alimenti importati nell’UE
dai nostri partner commerciali in altre parti del mondo.
La legislazione dell’UE sulla
sicurezza degli altri beni di
consumo è altrettanto severa
e prevede l’obbligo generale
che tutti i prodotti venduti
nell’UE siano sicuri. Se
un’impresa si accorge di aver
commercializzato prodotti
pericolosi essa ha l’obbligo
giuridico di informare le autorità dei paesi dell’UE interessati. Se il prodotto in questione costituisce un serio
pericolo l’impresa deve ritirarlo dal mercato.
4. INFORMARSI SU
CIÒ CHE SI MANGIA
Come è possibile sapere cosa
si mangia? Basta guardare le
informazioni indicate sulle
confezioni. La normativa europea sull’etichettatura dei
prodotti alimentari permette
di sapere cosa si sta mangiando. L’etichetta deve contenere informazioni complete sugli ingredienti utilizzati
nella preparazione di un prodotto alimentare, nonché informazioni sugli eventuali
coloranti, conservanti, edulcoranti e altri additivi chimici utilizzati. Se uno degli ingredienti è un prodotto a cui
alcuni consumatori potrebbero essere allergici, come ad
esempio le noci, questo deve
essere indicato sull’etichetta
anche qualora il prodotto sia
utilizzato in quantità ridotte.
La normativa dell’UE in tema di etichettatura dei prodotti alimentari stabilisce
quali prodotti possano chiamarsi “biologici” e l’uso di
denominazioni associate a
prodotti di qualità provenienti da particolari regioni europee – ad esempio, se l’etichetta del prodotto indica
“Prosciutto di Parma”, si può
essere sicuri che tale prosciutto viene da Parma, se indica “Kalamata” si può essere sicuri che le olive vengono
da Kalamata. Il diritto comunitario consente inoltre di sapere se un alimento è geneticamente modificato (GM) o
se contiene ingredienti geneticamente modificati. In questo caso deve essere contrassegnato dalla dicitura “geneticamente modificato” sull’etichetta.
5. CONTRATTI EQUI
NEI CONFRONTI DEI
CONSUMATORI
Avete mai firmato un contratto senza leggere tutto
quanto è scritto a caratteri
piccoli? E se a caratteri piccoli è scritto che l’acconto
appena versato non è rimborsabile, nemmeno nel caso in
cui l’impresa non rispetti la
sua parte del contratto? E se
è scritto che è possibile annullare il contratto solo versando alla ditta una somma
esorbitante?
La legislazione dell’UE stabilisce il divieto delle clausole contrattuali abusive. Indipendentemente dal tipo di
contratto firmato e dallo Stato membro dell’UE in cui
viene firmato, la legislazione
dell’UE protegge i consumatori da questo tipo di abusi.
6. A VOLTE I
CONSUMATORI POSSONO
CAMBIARE IDEA
Immaginiamo che un rappresentante si presenti improvvisamente alla vostra porta e
in qualche modo vi convinca
a firmare un contratto per
l’installazione di doppi vetri
alle finestre o di una nuova
moquette per un costo di
centinaia di euro. La legislazione dell’UE protegge i
consumatori da questo tipo
di vendita porta a porta. In linea di principio, è possibile
annullare questo tipo di contratto entro sette giorni. Esistono tuttavia alcune eccezioni: ad esempio, i contratti
di assicurazione e gli acquisti
per un valore inferiore a 60
euro.
La legislazione dell’UE tutela inoltre i consumatori che
acquistano per corrispondenza, via Internet, da società di
televendita o da altri rivenditori a distanza. Truffe come
la fornitura non richiesta o
inertia selling – invio di beni
non sollecitati con successiva richiesta di pagamento –
sono proibite dal diritto comunitario. Qualora si acquisti un prodotto o un servizio
da un sito web, per corrispondenza o da una società
di telemarketing è possibile
annullare il contratto, senza
dover fornire giustificazioni,
entro sette giorni lavorativi.
Per alcuni servizi finanziari
si ha tempo fino a quattordici giorni lavorativi per annullare il contratto.
7. CONFRONTARE I
PREZZI DEVE ESSERE
PIÙ FACILE
Come è possibile confrontare
il prezzo di due diverse marche di cereali per la colazione quando una marca è venduta in scatole da 375 g e
l’altra in scatole da 500 g?
La legislazione dell’UE impone ai supermercati l’obbligo di indicare il prezzo unitario del prodotto ossia il prezzo al chilo o al litro allo scopo di aiutare il consumatore
a decidere qual è il prodotto
più vantaggioso.
La legislazione comunitaria
impone inoltre alle società di
servizi finanziari di fornire
determinate informazioni in
modo standardizzato. Le società di credito e di gestione
di carte di credito, ad esempio, devono indicare il tasso
di interesse annuo che il consumatore dovrà pagare e non
solamente l’importo dei rimborsi mensili.
Vendite
porta a porta:
il diritto
di cambiare
idea
13
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La tutela
nelle
vacanze
“tutto
compreso”
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8. I CONSUMATORI NON
VANNO INGANNATI
Ricevete una lettera da una
società di vendita per corrispondenza che si congratula
con voi per aver vinto il primo premio di una lotteria organizzata dalla stessa società. Si tratta invece di uno
stratagemma che ha lo scopo
di spingervi a contattare la
società in questione affinché
possa cercare di convincervi
ad ordinare qualcosa. In realtà non avete vinto nessun
premio. Questa forma di
commercializzazione è legale? No. La pubblicità che induce in errore o inganna il
consumatore è vietata dalla
legislazione dell’UE.
Nel caso di televendite, vendite per corrispondenza o in
linea i rivenditori hanno
l’obbligo di essere aperti ed
onesti con i clienti. In base
alla legislazione dell’UE devono fornire ai consumatori
informazioni complete sulla
propria identità, i prodotti
venduti, il loro prezzo (comprese tasse e spese di consegna) e i tempi di consegna.
Il diritto comunitario stabilisce che le società di credito e
di gestione di carte di credito
debbano fornire per iscritto
tutti i particolari relativi ai
contratti di credito stipulati,
comprese le informazioni sugli interessi da pagare, sulla
durata del contratto e sulle
modalità di risoluzione.
9. LA TUTELA DEI
CONSUMATORI
DURANTE LE VACANZE
Cosa succede se partite per
una vacanza “tutto compreso” e l’operatore turistico
fallisce? Cosa si può fare
quando l’opuscolo informativo sulla vacanza “tutto compreso” ha promesso un albergo di lusso e ci si ritrova invece in un cantiere? In entrambi i casi la legislazione
dell’UE tutela il consumatore. Gli operatori turistici che
offrono viaggi “tutto compreso” sono obbligati a disporre di meccanismi per garantire il rientro del consumatore qualora vadano in
fallimento mentre quest’ultimo è in vacanza. Devono
inoltre offrire un risarcimento nel caso in cui le vacanze
non corrispondano a quanto
promesso negli opuscoli informativi. Se l’operatore tu-
ristico cerca di aumentare il
prezzo della vacanza o di
cambiare il luogo di villeggiatura previsto senza l’accordo del consumatore, la legislazione dell’UE consente
di annullare la prenotazione.
E nel caso si arrivi all’aeroporto e si scopra di non potersi imbarcare sul volo previsto a causa di un overbooking imputabile alla compagnia aerea o all’operatore turistico la legislazione dell’UE dà diritto ad un risarcimento.
Nel corso delle vacanze o anche dopo il rientro a casa la
legislazione comunitaria tutela i consumatori dai venditori senza scrupoli di sistemi
di multiproprietà. I sistemi di
multiproprietà offrono il diritto di utilizzare un appartamento o una villa in una località turistica per un determinato periodo di tempo
ogni anno in cambio dell’acquisto di una parte dei diritti
di proprietà. In passato i venditori di programmi di multiproprietà in alcune località di
villeggiatura hanno assediato
turisti di altri paesi esercitando pressioni per convincerli
a firmare contratti onerosi
che i consumatori non erano
in grado di capire interamente. Attualmente la legislazione dell’UE protegge da questo rischio. I consumatori
hanno infatti il diritto di ricevere una copia dell’opuscolo
informativo sulla multiproprietà, oltre ad una traduzione del contratto proposto,
nella propria lingua. Una
volta firmato un contratto si
dispone di un periodo di riflessione di dieci giorni durante il quale è possibile annullare il contratto senza dover fornire spiegazioni.
Grazie infine al diritto comunitario è ora più facile partire
in vacanza con i propri amici
a quattro zampe. Quando il
veterinario avrà rilasciato al
vostro cane, al vostro gatto o
al vostro furetto il nuovo
passaporto per animali domestici, potrete farlo viaggiare con voi in qualsiasi
paese dell’UE.
10. MEZZI DI RICORSO
EFFICACI PER LE
CONTROVERSIE
TRANSFRONTALIERE
L’UE sostiene una serie di
reti che possono fornire ai
consumatori consulenza e
supporto per presentare reclami contro i commercianti
di altri paesi dell’UE.
In ciascuno dei 25 Stati
membri dell’UE i cittadini
possono ricevere consulenza
nella lingua ufficiale del paese chiamando gratuitamente
il servizio di informazioni
della Commissione “Europe
Direct” al seguente numero:
00 800 6 7 8 9 10 11
lingua nazionale. Il loro indirizzo figura al seguente sito:
http://europa.eu.int/comm/re
present_en.htm
Nel corso dei prossimi anni
la rete della Commissione di
centri europei dei consumatori verrà progressivamente
estesa a tutta l’Europa allargata. In tali centri si possono
ricevere informazioni sui
propri diritti per quanto riguarda gli acquisti effettuati
all’estero. Attualmente la rete di centri europei dei consumatori copre 13 Stati
membri.
Per entrare in contatto con i
centri esistenti si consulti il
seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/consumers/map.htm
Nei prossimi anni la rete dei
centri di compensazione nazionali della rete extragiudiziale europea per la risoluzione delle controversie
transfrontaliere (EEJ-Net)
verrà progressivamente estesa a tutta l’Europa allargata. I
centri di compensazione possono prestare assistenza per
presentare un reclamo contro
un commerciante di un altro
paese dell’UE o per comporre una controversia transfrontaliera tramite un sistema
di risoluzione extragiudiziale
(ad esempio, rivolgendosi al
mediatore nazionale).
Attualmente EEJ-Net copre
15 Stati membri oltre a Norvegia e Islanda. Per ulteriori
dettagli si consulti:
http://europa.eu.int/comm/con
sumers/redress/out_of_court/e
ej_net/acce_just14_en.htm
Informazioni sull’UE nelle
20 lingue europee sono disponibili in linea al seguente
indirizzo: http://www.europa.eu.int
Una serie di schede in inglese, francese e tedesco sui diritti dei cittadini nell’Unione
europea è disponibile sul sito
Web della Commissione
“Dialogo con i cittadini”:
http://europa.eu.int/citizensrights/
Il servizio è gratuito da qualsiasi linea telefonica ordinaria in ciascuno dei 25 Stati
membri dell’UE. Si tenga
presente tuttavia che alcuni
operatori di telefonia mobile
non consentono l’accesso ai
numeri verdi.
Controversie
transfrontaliere:
cosa fare?
15
Questo documento, disponibile anche sul sito della Commissione UE - Direzione generale salute e tutela dei consumatori, è a scopo unicamente informativo e non rappresenta quindi gli orientamenti ufficiali della Commissione sull’interpretazione
delle norme o delle politiche
dell’Unione europea.
La Commissione europea
dispone di uffici nelle capitali di tutti i 25 Stati membri
dell’UE e anche in alcuni capoluoghi regionali. Questi
uffici offrono consulenza e
materiale informativo nella
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UE e tutela dei consumatori:
il “manifesto” di Markos Kyprianou
volta evasive hanno però
mostrato la sua buona conoscenza del settore. A più riprese, in particolare per quello che riguarda i controlli in
ambito di sicurezza alimentare la mobilità dei pazienti o
ancora i servizi sanitari, ha
fatto comprendere apertamente che vedrebbe di buon
occhio l’accrescimento delle
competenze dell’Unione ma,
per il momento, bisogna agire al meglio nel quadro legale esistente.
Traduzione a cura
di Cristina Coppi
16
“Abbiamo ora una grande responsabilità e faremo del nostro meglio per servire l’Europa”. Questa la dichiarazione con cui José Durao Barroso, a nome della nuova Commissione, ha ringraziato per
la fiducia che il Parlamento
ha riconosciuto al nuovo
Esecutivo.
Si è insediata infatti il 22 Ottobre la nuova Commissione
Europea e sarà in carica fino
al 31 ottobre 2009. In questo
numero di D&C diamo spazio alla presentazione al Parlamento europeo di Markos
Kyprianou, nuovo Commissario Europeo per la Salute e
la Tutela dei Consumatori:
“E’ con l’espressione “parlamentare che si rivolge a parlamentari” che il commissario designato da Cipro, Markos Kyprianou si è rivolto ai
deputati. Nel suo discorso introduttivo egli ha ricordato la
sua esperienza di deputato
nazionale, della durata di dodici anni, che costituisce, ai
suoi occhi, “ la migliore base
per esercitare poteri esecuti-
Primo obiettivo:
riportare
la fiducia
nel mercato
interno
vi”, in particolare sul piano
sopranazionale. Ha ricordato
i principi ai quali sottometterà l’esercizio delle sue funzioni se il parlamento darà
parere positivo alla sua candidatura: indipendenza asso-
luta da tutte le influenze nazionali, locali, economiche,
di parte e politiche miranti a
determinare la politica della
UE; piena disponibilità nei
confronti del parlamento europeo e cooperazione sincera
e aperta; dialogo con i cittadini; rispetto rigoroso delle
regole per una giusta amministrazione, in particolare sul
piano delle risorse umane e
finanziarie.
Poi ha definito le sue priorità
in materia di sanità pubblica,
di sicurezza alimentare e
protezione dei consumatori
per i prossimi cinque anni.
Prima di tutto si è posto come obiettivo di destare, tra i
cittadini europei, siano essi
acquirenti di beni o servizi,
consumatori di alimenti o
utenti di servizi sanitari, il
“sentimento di fiducia nei
confronti del mercato interno”. Per questo si concentrerà sul raggiungimento di “risultati pratici” piuttosto che
sulla ricerca “di modello
ideale” o sul “dialogo infruttuoso fra l’armonizzazione
parziale o completa”. Si è
impegnato inoltre fermamente per un’apertura in favore
di una “reale entrata in vigore dell’acquisto comunitario
nei Paesi Membri”.
Infine si è detto pronto, in
quanto uomo politico, ad affrontare i dilemmi inerenti al
portafoglio a lui assegnato:
conflitto in un mercato competitivo ed aperto da un lato,
regolamentazione e controlli
dall’altro; sogli di percezione
del rischio sanitario “eccessiva o logica”, equilibrio nella
valutazione dei benefici sociali e delle ripercussioni
economiche nelle decisioni
da prendere.
Il commissario ha tracciato
una lista di tutte le sue preoccupazioni all’interno del settore della sanità e sicurezza
alimentare: lotta contro l’obesità, il tabagismo e l’abuso
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di alcool, in particolare per
ciò che riguarda i giovani;
applicazione delle buone
pratiche e migliore cooperazione dei servizi nazionali
sanitari; difesa del diritto dei
pazienti ad avere informazioni; alta qualità della catena
alimentare non solo da un
punto di vista legislativo ma
anche grazie a migliori controlli all’interno dei paesi
membri e al monitoraggio sistematico, comprese le derrate importate. Per ciò che riguarda la tutela dei consumatori, questa costituisce, secondo il commissario designato, “un obiettivo particolare nel contesto dell’ultimo
allargamento” ed anche una
delle priorità della strategia
di Lisbona “i consumatori
devono aver fiducia nel mercato europeo” ed avere la
certezza che i loro diritti sono rispettati. Uno degli obiettivi di Kyprianou è il rafforzamento delle procedure e
delle strutture, in particolare
nei nuovi paesi membri.
Le risposte del commissario
designato, per la gran parte
politiche e diplomatiche, tal-
Mobilità dei pazienti e
accesso alle cure
L’On.le Cristina GutierrezCortines ha fatto riferimento
ad una delle risposte del
commissario designato relativamente alla carta europea
della sanità. Secondo la deputata, questa disposizioni
non sono sufficienti considerate le differenze profonde
tra i paesi per quello che riguarda la qualità, i prezzi e
l’accessibilità alle cure. Un
libro verde, che analizzi la situazione e proponga delle soluzioni, sarebbe, ai suoi occhi, benvenuto. Kyprianou
ha riconosciuto che “l’UE
non è progredita molto in
questo ambito” ma ha anche
sottolineato che le cure sanitarie rivelano l’autorità dei
paesi membri. L’iniziativa
del libro verde potrebbe però
secondo lui, essere accolta
favorevolmente dagli stati
membri. Si è impegnato a
prenderla in considerazione.
Per l’On.le Irena Belohorskà,
“questo problema deve essere risolto il più velocemente
possibile” poiché la mobilità
dei pazienti e delle professioni sanitarie è in aumento.
“Non voglio una soluzione
momentanea” ha reagito
Kyprianou ricordando le
competenze limitate dell’Unione è possibile tutto al più
incoraggiare il coordinamen-
17
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fortunati e i meno fortunati”.
Il commissario ha ricordato
che le differenze esistono anche tra i paesi secondo la loro ricchezza. Per lui, l’azione
della commissione dovrà soprattutto mirare alla sicurezza dei prodotti: “i prodotti
meno cari non possono essere meno sicuri, meno sani”.
to tra gli stati. “E’ bene che
voi parliate di politica perché
è una questione politica che
sto per porvi” ha detto
l’On.le Dorette Corbey secondo cui l’accesso alle cure
ed una vita sana tout court
(alloggi, prodotti alimentari)
è ancora diverso tra “i più
18
Obesità,
tabagismo, alcool
Per il commissario designato, la lotta contro obesità, tabacco e alcool sono le priorità. E’ di qua che passa anche
la lotta per una vita migliore
e più sana, a cui si ricongiunge l’azione in favore del prolungamento della durata della vita proposta dall’On.le
Françoise Grossetete. In risposta ad una domanda del-
l’On.le Cristina GutierrezCortines, Kyprianou ha riconosciuto i benefici della dieta mediterranea sull’obesità.
“Sono da troppo tempo a
Bruxelles per servire io stesso da esempio di questi benefici” ha glissato ironicamente
il commissario Cipriota.
Apprezzando la volontà del
commissario designato di
lottare contro il tabagismo,
l’On.le Adamos Adamou ha
espresso qualche riserva sulla capacità della commissione di far fronte alla potente
industria del tabacco. “In
quanto ministro delle finanze, dovevo affrontare le banche un settore tanto potente
non ha esitato ed ha ottenuto
successo. Allo stesso modo
attaccherò i giganti del tabacco” ha dichiarato Kypria-
LOTTA AL FUMO: PRESTO IMMAGINI SHOCK
SUI PACCHETTI DI SIGARETTE
Il Commissario Byrne ha approvato lo stanziamento di 72 mln di euro per una campagna
media contro il fumo che prevede l’uso di immagini shock sui pacchetti di sigarette per incoraggiare I fumatori a smettere. Immagini di polmoni ammalati, un corpo in cassa mortuaria ed un uomo con un tumore alla gola sono solo alcune delle immagini (42 in tutto) che
i Paesi dell’UE potranno far inserire sui pacchetti di sigarette accanto alle già note scritte
“nuoce gravemente alla salute” etc.
Le immagini sono state concepite appunto per essere aggiunte agli annunci presenti sui pacchetti già dallo scorso anno. “Le persone hanno bisogno di essere scioccate” ha detto il
Commissario Byrne. “Il vero volto del fumo è la malattia, la morte e l’orrore e non il fascino e la sofisticazione che le industri del tabaccato cercano di rappresentare. L’Unione Europea deve portare questo messaggio ai giovani attraverso le campagne media e ai fumatori attraverso i pacchetti di sigarette”.
L’Irlanda e il Belgio hanno già presentato il loro piano per introdurre le immagini dal prossimo anno e la Commissione auspica che presto seguano gli altri paesi. Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto la Dott.ssa Ann McNeill, autrice del rapporto
sulle politiche del tabacco in Europa, ha stimato che le malattie legate al tabacco in Europa
costano 100 mld di Euro ogni anno pari all’1% del PIL Europeo.
Il tabacco è la causa più ampia di morte “evitabile” nei 25 paesi dell’Unione Europea.
Ogni anno muoiono più di 650 persone pari al 15% di tutti i decessi e al 25% di tutti i decessi per cancro. Il nuovo programma contro il fumo partirà dal prossimo anno e durerà fino al 2008, è stato stanziato un budget di 72 mln di euro con lo scopo di prevenire il fumo
giovanile e incentivare gli adulti a smettere. Questa campagna segue quella di “prevenzione” realizzata nel biennio 2002-2004 “Feel Free to say no” in cui si diceva ai giovani “Be
cool- don’t smoke” e che aveva come testimonial star della musica e del calcio.
(C.C.)
diritti&consumi, n.10/11, 2004
nou poiché, secondo il candidato “non c’è peggiore flagello del tabacco” bisogna
opporsi a tutte le forme di incitamento al suo consumo.
Allo stesso modo ha menzionato l’industria cinematografica: “Si insiste assolutamente a mostrare i fumatori, a cui
almeno i giovani fanno riferimento” ha dichiarato facendo allusione alle fasce orarie
di trasmissione. Ha fatto
inoltre la distinzione tra il
consumo di alcool e di tabacco in risposta alla domanda
dell’On.le Mojca Drcar Murko. Secondo lui, fumare una
sola sigaretta è già nocivo
per la salute, mentre, nel caso dell’alcool, è solo il suo
abuso che provoca gravi conseguenze. Ha sottolineato che
l’azione dovrà concentrarsi
sul consumo di sigarette e alcool da parte dei minori.
gislazione in corso ispira tutta la sua fiducia e che gli attribuisce molte speranze. Per
lui, in questo settore, la sanità resta la priorità. L’On.le
Carl Schlyter ha voluto sapere come Kyprianou ha inten-
“Non c’è
peggiore
flagello
del tabacco”
zione di difendere questa
priorità in seno alla Commissione dal momento che la responsabilità per questo settore “incombe” su un altro
Commissario e che le poste
in gioco per il mercato interno e l’industria sono molto
importanti. “Una della particolarità dell’UE, è giustamente la divisione delle responsabilità, al Parlamento
come alla Commisione Europea” ha ribadito il commissario designato. Per lui il problema si porrà se il coordinamento del settore sarà cattivo
ma “in seno alla commissione Barroso questo non accadrà”. Il candidato commissario si è inoltre impegnato a
formarsi una migliore conoscenza dei settori relativi alle
sostanze pericolose e allo
stesso tempo per ciò che riguarda i pesticidi residui ricordati dall’On.le Karl Heinz
Florenz.
19
Informazione
dei Consumatori
Tutta una serie di questioni
relativa all’accesso dei pa-
Pacchetto REACH
In risposta alle domande relative ai prodotti chimici nel
contesto del pacchetto
REACH, domande poste
dall’On.le Guido Sacconi e
On.le Hiltrud Beyer, Kyprianou ha rinviato i deputati alle sue risposte scritte nel
questionario preliminare all’audizione. Sottolinea che il
rimaneggiamento della le-
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Pagina 20
zienti e dei consumatori all’informazione. L’On.le Hiltrud Beyer ha incitato il candidato a iniziare “una direttiva sull’informazione dei
consumatori”. Lo ha interrogato anche sui suoi progetti
d’azione contro la pubblicità
ingannevole, specialmente
quella indirizzata ai bambini,
e su una migliore etichettatura dei prodotti alimentari, in
particolare per quello che riguarda l’informazione sulle
derrate contenenti OGM.
Dan Jorgensen ha voluto sapere che cosa ha intenzione
di fare il candidato nell’ambito del le informazioni nutrizionali e sanitari, in particolare per ciò che riguarda
gli additivi a base di vitamine. Per migliorare l’informazione, Kyprianou conta molto sulla cooperazione con le
organizzazioni non-governative. Per l’arricchimento degli alimenti con le vitamine,
il commissario designato non
considera il fato come un
“male in sé” Il problema si
pone, secondo lui, nel momento in cui la “menzione”
di una sostanza buona sulla
confezione distoglie l’attenzione dalla cattiva qualità del
prodotto stesso.
Sicurezza alimentare
L’On.le Frederique Ries ha
incitato il Commissario designato ad anticipare di più il
futuro, in ambito sdi sicurezza alimentare, piuttosto che
limitarsi a reagire. Il tema
CONTROVERSIE TRASFRONTALIERE:
SI UNISCONO CEC e EEJ-NET
20
Un nuovo network per informare i cittadini sui loro diritti come consumatori. E’
quello che vedrà luce integrando i due network esistenti, i CEC (Centri Europei
dei Consumatori), che attualmente informano ed assistono sui temi transnazionali, e il Network Europeo Extra-giudiziale che aiuta i Consumatori a risolvere le
loro “dispute” attraverso schemi di soluzione alternativa come mediatori e arbitrati (EEJ-net).
Il nuovo network nascerà nel 2005 e conterà sulle recenti iniziative messe in atto dai Commissari uscenti Byrne e Telicka per aumentare la consapevolezza di
come la legge europea protegga i diritti dei consumatori.“La legge Europea - ha
dichiarato Byrne - fornisce molta protezione ai consumatori. Comunque le persone hanno bisogno di conoscere i propri diritti e come rafforzarli se la protezione legale diverrà una pratica comune”. n una ricerca recente pubblicata da Eurobarometro sui cittadini europei e sull’”accesso” alla giustizia i consumatori europei hanno mostrato un forte interesse nell’“accesso” all’informazione da un network europeo che li aiuti a risolvere le questioni transnazionali Circa il 60% degli intervistati erano a conoscenza dell’esistenza di schemi per la risoluzione alternativa delle “dispute” (ADR) (come ad esempio ombudsman, mediatori, conciliazioni etc).
Gli schemi di ADR possono essere efficaci da un punto di vista dei costi e della
velocità er la risoluzione delle dispute tra i consumatori e i commercianti.
La Commissione è stata entusiasta di promuovere il loro uso per la rsoluzione
delle dispute transnazionali dei consumatori, è questo il motivo per cui è stato
lanciato nel 2001 il Network extra giudiziale.
Il 58% degli intervistati ha affermato che se avessero una disputa transnazionale
sarebbero molto interessati a consultare il Network EEJ per avere informazioni
sugli schemi di risoluzione alternativa nei loro paesi.
Per ulteriori informazioni sulla rete extragiudiziale europea: www.europa.eu.int
(C.C.)
diritti&consumi, n.10/11, 2004
della prevenzione è tornato
spesso nello scambio di vedute sull’Autorità Europea
per la Sicurezza Alimentare
(EFSA) che ha sede a Parma,
e l’Ufficio Alimentare e Veterinario, a Dublino. L’On.le
Horst Schnellhardt e l’On.le
Dagmar Roth-Behrendt non
hanno nascosto le loro riserve sulla capacità di cooperazione delle due istituzioni.
Hanno ricordato che la sede
dell’EFSA non è stata sostenuta dal Parlamento. “La-
Informare
su pericoli
e possibilità
del mercato
interno
sciatemi esaminare da vicino
il loro funzionamento, lasciatemi un po’ di tempo” ha
risposto il commissario designato sottolineando anche i
ruoli differenti e complementari delle due istituzioni.
Quanto all’efficacia dei controlli evocati nel contesto
dall’On.le Richaird Seeber,
Kyprianou ha sottolineato
una volta di più che questo
dipende dalle competenze
nazionali e che il ruolo della
Commissione è praticamente
limitato “ad un controllo dei
controllori”. Per lui la soluzione risiede in una buona
programmazione e una ridefinizione delle priorità dopo
l’allargamento.
La protezione dei
consumatori
e il mercato interno
La seconda parte dell’audizione di Kyprianou si è rivolta alla tutela dei consumatori
nel mercato interno.
La fiducia del consumatore
passa da “una corretta informazione sui pericoli ma anche sulle possibilità del mercato interno” ha sottolineato
il commissario designato all’interno della sua introduzione. Ora, gli interessi dei
consumatori sono talvolta
messi male nell’ambito di
certi casi di armonizzazione
dei servizi, ha stimato
l’On.le M. Wuermeling. L’esempio emblematico della
direttiva sul credito al consumo, per il quale le misure di
protezione più restrittive sono difese dal parlamento, è
stato citato da numerosi deputati. Kyprianou tende a
sdrammatizzare: “Sebbene io
debba tendere ad assicurare
un’armonizzazione più completa possibile, farò attenzione affinché la protezione dei
consumatori sia sempre tenuta in conto. Tuttavia, per
completare il mercato interno, bisogna confrontare i sistemi nazionali ed armonizzarli. Sia i consumatori che
le aziende non dovranno rimetterci”.
Kyprianou è stato ancora più
esplicito nella sua risposta
all’On.le Evelyn Gebhardt:
“i prodotti e i servizi armonizzati non dovranno in nessun caso comportare un pericolo per il consumatore sia
esso finanziario, fisico o sanitario”. Esprimendo un’opinione che “urterà forse il
Consiglio”, Kyprianou si è
dichiarato a favore di un’armonizzazione delle norme
che prendono come base “le
regole più radicali in vigore
all’interno di uno stato membro”, in risposta all’On.le
Magrete Auken che ha affermato con vigore che certi
paesi molto restrittivi sono
lesi nel momento in cui l’Unione permette il ricorso a
norme meno severe.
“Ma bisogna essere realisti,
l’armonizzazione non può
essere che il frutto di un
compromesso tra gli stati
membri”,
ha
mediato
Kyprianou.
21
Per ulteriori
informazioni sulla
Nuova Commissione
e i Commissari si può
visitare il sito
dell’Unione
www.europa.eu.int
diritti&consumi, n.10/11, 2004
rivista 10
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I CONCILIATORI TELECOM DI MDC
T
Conciliazione: nuovo regolamento per
Telecom. Tim lancia la conciliazione on-line
ELECOMUNICAZIONI
di Fabiana Peruzzi
Giudice Onorario e
consulente MDC
Roma centro
Procedura
gratuita
ed efficace
22
In occasione del seminario di
formazione dei conciliatori
tenutosi a Fiuggi nel Luglio
scorso, è stata presentata la
nuova procedura di Conciliazione Telecom Italia-Associazioni dei Consumatori, il
cui Regolamento è stato sottoscritto lo scorso 11 marzo
2004 all’esito di un anno di
lavoro congiunto, mirato alla
rivisitazione della sua conformità al nuovo quadro normativo di riferimento, sia nazionale che europeo (Raccomandazioni UE 1998/257/CE
– 2001/310/CE e Delibera
AGCOM 182/02/CONS).
La procedura di Conciliazio-
ne costituisce per l’utente Telecom un valido strumento di
risoluzione stragiudiziale
delle controversie nel caso in
cui venga lamentata la violazione di un diritto o di un interesse in relazione al rapporto contrattuale esistente con
l’azienda (ad es. nel caso di
ritardo nell’attivazione di un
servizio richiesto, di ingiustificata sospensione o distacco
di linea, di contestazione degli importi fatturati, etc.).
Il cliente Telecom, infatti,
dopo aver segnalato il proprio motivo di insoddisfazione, e quindi, il problema anche di natura tecnica che lo
riguarda, attraverso l’inoltro
di un Reclamo e di fronte ad
un suo esito negativo perché
ritenuto infondato dal gestore, può promuovere il tentativo di Conciliazione chiedendo alla Commissione di Conciliazione competente per
territorio il riesame del caso.
La procedura di Conciliazione è gratuita e viene attivata
attraverso la compilazione, la
sottoscrizione e l’inoltro da
parte dell’interessato della
domanda di Conciliazione,
reperibile presso le sedi e/o i
siti internet delle Associazioni dei Consumatori firmatarie
nonché
sul
sito
www.187.it di Telecom Italia.
SPESE DI INVIO DELLA BOLLETTA: NON SONO A CARICO DELL’UTENTE!
I cittadini sembrano più attenti alla bolletta! È recente la decisione con la quale il Giudice di Pace
di Trento ha sentenziato che l’importo di euro 0,50 inserito in una bolletta di pagamento di Wind Telecomunicazioni S.p.a. per “spese di spedizione del conto telefonico” non è legittimamente dovuto.
Il Giudice si è espresso a seguito di ricorso da parte di un cittadino il quale contestava l’insussistenza del diritto del gestore telefonico ad esigere tale somma dallo stesso giustificata dal costo della spedizione della bolletta telefonica. La sentenza si colloca in una visione giurisprudenziale ormai compatta secondo cui, in base alla combinazione delle disposizioni legislative del D.P.R.
633/72 con il D.M. 197/97, è escluso che le spese di spedizione della bolletta siano a carico dell’utente. Le disposizioni legislative in oggetto sono appunto il D.P.R. 633/72 che concerne l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, il quale prevede all’articolo 21, disciplinante
la fatturazione delle operazioni, comma 8, che le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo.
Il D.M. 197/97, invece, recante il regolamento di servizio concernente le norme e le condizioni di
abbonamento al servizio telefonico, stabilisce all’art. 18 che “la bolletta telefonica costituisce fattura e il gestore dovrà inviarla all’abbonato con almeno quindici giorni di anticipo rispetto alla data di scadenza dei pagamenti”. Combinando quindi le due disposizioni si deduce come le spese di
spedizione della bolletta - la quale costituisce regolare fattura - non possono costituire oggetto di
addebito, pertanto la Wind Telecomunicazioni S.p.a. non è mai stata legittimata a richiederle!
Avv. Valentina Frediani - www.consulentelegaleinformatico.it
diritti&consumi, n.10/11, 2004
La domanda può essere anche presentata presso una
delle Associazioni dei Consumatori firmataria (alla quale l’interessato avrà conferito
mandato a rappresentarlo in
sede conciliativa) la quale
provvederà a trasmetterla all’Ufficio di Conciliazione regionale.
La Commissione di Conciliazione segue il modello paritetico, è, cioè, composta da
due Conciliatori: uno in rappresentanza dell’utente ed
uno in rappresentanza di Telecom Italia.
In virtù del nuovo Regolamento di Conciliazione tra le
facoltà della Commissione vi
è anche quella di ascoltare il
cliente, qualora questi ne faccia espressa richiesta nella domanda di Conciliazione.
La procedura si esaurisce entro 45 giorni dal ricevimento
della domanda da parte dell’Ufficio di Conciliazione e la
controversia è composta secondo equità, andando, cioè, a
considerare le peculiarità del
caso concreto, con riferimento
sia agli impegni contrattuali
assunti che alla normativa di
settore. L’utente ha la facoltà
di abbandonare la procedura
in qualsiasi momento, potendo così rivolgersi ad altri meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie (v.
conciliazione presso i CORECO) o agli ordinari organi giurisdizionali (Tribunale o Giudice di Pace); egli è, comunque, libero di accettare o meno la soluzione convenuta dalla Commissione entro 3 giorni
lavorativi dalla sua comunicazione.
L’efficacia dello strumento
conciliativo risulta dai dati
forniti circa il numero totale
di domande pervenute agli
Uffici di Conciliazione e,
quindi, di conciliazioni concluse. Nell’anno 2002 a fron-
Giuseppe Gargiulo
MDC Piano di Sorrento (NA)
Via Gennaro Maresca, 112
E-mail: [email protected]
Tel. 081 8083892 - Fax. 081 8782904
Fabiana Peruzzi
MDC Roma Centro
Via Piemonte, 39/a
Tel. 064881891 – Fax 064820227
E-mail: [email protected]
Giovanni Festa
MDC San Salvatore Telesino (BN)
Via Telese Vetere, 7
Tel. e Fax 0824.948.099
E-mail: [email protected]
Simona Ciullo
MDC Lecce
Via Brancaccio, 8
Tel. e Fax 0832331112
E-mail: [email protected]
Sabrina Pasquini
MDC Perugia
Via Alessi, 1
Tel. 075.5720.483 - Fax 075.5725.931
E-mail: [email protected]
Mattia Cappello
MDC Milano
Via Padova, 29
Tel. 0245475777 - Fax 0245475776
E-mail: [email protected]
te di 725 domande pervenute, 624 sono state conciliate e
tra queste pressoché la metà
(309) hanno prodotto lo storno degli importi contestati a
favore del cliente, 202 hanno determinato lo storno di
parte dell’importo fatturato e
la rateizzazione del residuo,
71 hanno permesso la rateizzazione delle somme dovute
(fonte Telecom).
Dall’inizio della procedura
(nata nel 1991 ed operante in
via sperimentale in Sicilia e
Palermo, per poi diffondersi
in tutto il territorio nazionale
nel 1992) le domande di
Conciliazione discusse risultano in totale 29.734, di cui
l’87% (25.814) conciliate
(fonte Telecom).
La procedura di Conciliazione Telcom-Associazioni dei
Consumatori ha costituito la
base per una proposta di
Conciliazione on-line avanzata da TIM.
E’ di pochi mesi fa, infatti, la
nascita di un nuovo portale
(www.timxte.tim.it) dedicato al consumerismo ed ai
rapporti con le Associazioni
dei Consumatori, nel quale è
presente ed è illustrata la
possibilità di ricorrere ad una
procedura di Reclamo, prima, e di Conciliazione, poi,
Elisabetta Delle Piane
MDC Genova
Via Caffa, 3/5 b
Tel e Fax 010 3623036
E-mail: [email protected]
Roberta Ruta
Via Garibaldi, 5
09124 - Cagliari
Tel/Fax 070 659 740
E-mail: [email protected]
per la risoluzione stragiudiziale di controversie tra
cliente e gestore per quel che
riguarda la telefonia mobile.
Questo strumento ricalca, in
sostanza, quello già approntato da Telecom e dalle Associazioni firmatarie per la telefonia fissa, presentando,
però, la novità di una procedura molto più snella e semplificata perché on-line.
23
Sul sito sono presenti i format sia del formulario europeo del Reclamo, sia della
domanda di Conciliazione
che, una volta compilati, devono essere inviati a TIM per
via telematica, senza la necessità di ricorrere al supporto cartaceo. La stessa discussione della soluzione da parte della Commissione paritetica di Conciliazione – e
quindi, tra conciliatore della
Associazione dei Consumatori in rappresentanza dell’utente e del conciliatore TIM
– può avvenire secondo le
nuove tecnologie, prime fra
tutte la web cam ed il video
telefono. La nuova procedura on-line partirà in via sperimentale dal prossimo settembre 2004, coinvolgendo in
questa prima fase solo le sedi
nazionali delle Associazioni
dei Consumatori.
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rivista 10
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T
ELECOMUNICAZIONI
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ADSL in forte crescita: 5,5 mln gli italiani
collegati in banda larga
di Paola Oliviero
Il 37% degli
internauti
naviga in
banda larga
24
La larga banda in Italia cresce, anche grazie anche allo
sviluppo dei nuovi contenuti
digitali. L’espansione della
rete in Italia si colloca al secondo posto in Europa, per
tasso di sviluppo infatti ben
5.5 milioni di italiani sono ad
oggi collegati in larga banda.
Le politiche messe in atto fino ad oggi hanno dato risultati sicuramente positivi, la
penetrazione del territorio è
avvenuta sia dal punto di vista territoriale che da quello
culturale, portandoci a crescere nei collegamenti tramite banda larga in un anno del
135%. Ad oggi il 37% degli
utenti internet usano la banda
larga.
Questi dati prospettano uno
scenario teoricamente all’avanguardia e pronto per nuove opportunità di sviluppo.
Di recente uno studio proposto dal Ministro per l’Innovazione e le tecnologie descrive i tratti di un’Italia ancora indietro, in termini di
diffusione della larga banda,
rispetto ai principali paesi
europei. E’ necessario mantenere una politica di intervento che continui a promuovere la domanda e quindi indirettamente anche l’offerta,
in modo da consentire al paese di proporsi ai consumatori
ed al resto del Mondo, con
un ruolo da protagonista nel
nuovo mercato della larga
banda. L’impegno del Ministro è quello di promuovere
la qualità e non solo la quantità di tale innovazione.
Nel corso del 2004, il nostro
Paese, ha seguito il boom
della larga banda che sta avvenendo a livello mondiale,
ma a dispetto degli altri paesi da noi non è stato praticato
un abbassamento dei prezzi
paragonabile agli altri contesti europei. Recentemente
circa 43 mila consumatori si
sono uniti in una petizione
per la riduzione dei prezzi in
Italia, anche la stampa e televisione italiana hanno cercato di chiarire il perché di
una differenza di prezzo apparentemente inspiegabile. Il
confronto fatto è con la nostra vicina, la Francia dove il
prezzo non solo arriva ad es-
diritti&consumi, n.10/11, 2004
sere pari, alle volte, ad un
terzo dell’offerta italiana, ma
viene fornita al cliente anche
una prestazione maggiore.
Ecco due lampanti confronti
di offerte proposte dallo stesso operatore verso i consumatori francesi e quelli italiani: la nostra Telecom Italia
offre (www.aliceadsl.it) una
connessione con Alice che
costa, al consumatore italiano, 36,95 euro per la linea
640Kbit/s e 64,95 euro al
mese per la linea a
1024Kbit/s; mentre spostandoci nella vicina Francia troviamo, da parte della stessa
Telecom un’offerta alquanto
differente: 1024Kbit/s in
promozione a 5,48euro al
mese e la Alice Super 3M a
3072Kbit/s sempre in promozione a 12,48euro al mese. Anche Tele2 Italia pubblicizza da noi una linea ADSL
fino a 640 kbit/s a 33,95euro
mensili, mentre quando diventa Tele2 France la proposta per il consumatore cambia
trasformandosi in:1024kbit/s
a 14,85euro/mese e la
2048kbit/s a 19,85euro/mese.
A determinare il prezzo dell’offerta sono tre componenti: l’operatore, motivazioni
di marketing, il gestore e
l’autorità nazionale delle telecomunicazioni.
Il problema in Italia, risiede
nel numero di società in grado di vendere l’Adsl su tutto
il territorio, infatti da noi solo Wind e Fastweb sono in
possesso delle infrastrutture
necessarie per permettere di
arrivare al diretto consumatore senza dover ricorrere ai
servizi ed alle infrastrutture
di Telecom Italia. Il problema maggiore per il nostro
Paese risiede nella copertura
nazionale, infatti ciascuno di
loro arriva solamente al 20%
circa del territorio italiano.
Ne consegue che, se pure per
iscritto l’era del monopolio
Telecom sulla telefonia è stato concluso, le infrastrutture
presenti in Italia consentono
alla Telecom di vivere ancora in un quasi monopolio nel
mondo delle telecomunicazioni.
A questa motivazione puramente tecnica possiamo aggiungere che la posizione
dell’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni, considerando le differenze strutturali dei differenti contesti internazionali ritiene inopportuno imporre prezzi basandosi sul confronto con gli altri
paesi.
spesso superiori a quelle italiane, ma fare un semplice
raffronto tra le tariffe si dimostra inutile, bisognerebbe
invece rapportare non solo i
quattro elementi chiamati in
causa pocanzi (l’operatore,
motivazioni di marketing, il
gestore e l’autorità nazionale
delle telecomunicazioni) ma
altri fattori dovrebbero essere presi in considerazione nel
confrontare le tariffe, ad
esempi la situazione macroeconomica in cui l’offerta va
ad inserirsi.
Le ultime notizie riguardanti
gli operatori e le aziende che
forniscono infrastruttura, sono senz’altro positive, il
Chief Executive Officer di
Ericsson, Carl-Henric Svanberg, ritiene che la banda lar-
ga e l’alta velocità di trasferimento dei dati siano i due
fattori chiave che permetteranno l’ulteriore crescita della propria azienda; in Inghilterra la Britannica BT Group
progetta di lanciare un programma pilota entro la fine
del 2004 allo scopo di verificare l’interesse degli utenti e
le proprie capacità tecnologiche, investendo sulla larga
banda. La fiducia sta tornando lentamente nel mercato, e
nel 2004 si vedono i segni di
una ripresa evidente e di una
visibile crescita dell’economia. In questo quadro di rinnovata fiducia, solo poche
aziende sono in possesso
delle tecnologie avanzate
che possono davvero cambiare il panorama delle telecomunicazioni.
25
Guardando ad altri Stati limitrofi al nostro, come la Spagna o l’Inghilterra possiamo
notare come le tariffe siano
diritti&consumi, n.10/11, 2004
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W
ELFARE
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Pagina 26
Borsa continua del lavoro:
un servizio per l’occupazione
di Maurizio Sorcioni
Sociologo
26
diritti&consumi, n.10/11, 2004
Lo sviluppo di un efficiente
sistema informativo costituisce uno dei fattori chiave
nella modernizzazione del
mercato del lavoro italiano.
Già nel ‘97 la riforma del
collocamento aveva posto
l’esigenza di creare un sistema informativo del lavoro in
grado di favorire, nel contesto di una parziale liberalizzazione dei servizi di intermediazione, la nascita di servizi per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e
l’orientamento professionale
dei cittadini e delle imprese.
Con la riforma del titolo V
della Costituzione, il trasferimento alle Regioni delle
competenze in materia di politiche del lavoro e l’affidamento alle Province della gestione dei servizi per l’impie-
go, l’esigenza di un sistema
informativo capace di integrare le reti territoriali diviene ancora più pressante.
locamento, analizza in profondità gli insuccessi, sottolineando la gravità del ritardo. Il testo spiega, infatti, come l’efficace funzionamento
Il rischio che agli squilibri del mercato del lavoro risulti
strutturali nel mercato del la- “ostacolato da un inefficiente
voro si sommasse una grave incontro tra domanda e offerdisparità anche in termini di ta”. La diffusione delle inforaccesso ai servizi e alle in- mazioni dovrebbe avvenire
formazioni sulin un vero e
le opportunità
proprio mercadi lavoro, rento, con una doUna nuova
deva, infatti,
manda e un’ofmodalità per ferta che si
necessaria la
definizione di
confrontano e
favorire
standard condiche determinadomanda
e
visi e soprattutno un prezzo di
to di flussi di offerta di lavoro scambio. Un
informazione
mercato, ovviainterregionali
mente particoed interprovinlare, che necesciali tali da garantire la go- sita di regolazione e di forte
vernance delle politiche e la presenza pubblica soprattutto
spendibilità dei nuovi diritti per le attività di intermediadel lavoro, tra cui quello fon- zione che riguardano le fasce
damentale di consentire ad deboli del mercato. Non
un cittadino di Lampedusa di mancano, poi, indicazioni
candidarsi presso una azien- operative riguardo l’evoluda che ricerca personale in zione del sistema informatiValle d’Aosta. Tuttavia le vo, da intendere come una
difficoltà ad integrarsi e a co- vera e propria borsa continua
operare tra le diverse respon- del lavoro.
sabilità concorrenti in materia di politiche del lavoro e, L’idea è quella di realizzare
non ultima, la scarsa valoriz- un’infrastruttura tecnologica
zazione delle nuove tecnolo- pubblico-privata, per l’ingie della rete, avevano fatto contro domanda-offerta, nelsostanzialmente fallire ogni la quale alle Regioni spetta il
tentativo di creazione di un compito di programmare le
nuovo sistema informativo politiche, accreditare le
del lavoro.
agenzie di intermediazione e
sviluppare il sistema dei serNell’ottobre del 2001 il Li- vizi per l’impiego (affidati
bro Bianco, ad oltre 4 anni alle Province); al livello cendalla prima riforma del col- trale sono, invece, affidate la
definizione degli standard
comuni e dei servizi minimi
da erogare ad imprese e lavoratori, la gestione dell’interoperabilità tra i vari sistemi
regionali e locali d’intesa
con Regioni e Province, la
raccolta dei flussi informativi per il supporto alle politiche del governo.
Gli indirizzi proposti trovano
una prima applicazione con
il dl 297 del dicembre 2002,
che ridisegna la funzione
pubblica dei servizi all’impiego. Sparisce il libretto di
lavoro e le vecchie procedure
burocratiche di autorizzazione per fare posto all’anagrafe
del lavoratore. La conoscenza immediata della posizione
di ciascuno rispetto al lavoro
permette, infatti, di erogare
tempestivi servizi di orientamento a chi cerca lavoro e di
indirizzare le attività di formazione secondo gli effettivi
bisogni prioritari dei cittadini
e delle imprese. E’ comunque, con la legge delega in
materia di mercato del lavoro
del febbraio 2003 che si attribuisce ai servizi di intermediazione ed al sistema informativo un ruolo chiave nella
modernizzazione del mercato del lavoro. Introducendo
la nozione di borsa continua
nazionale del lavoro ed il definitivo superamento del monopolio pubblico, il dispositivo normativo introduce una
serie di principi che riformano profondamente il collocamento tra cui: lo snellimento
delle procedure amministrative e di incontro tra domanda e offerta di lavoro; il superamento del monopolio
pubblico dei servizi di intermediazione; l’incentivazione
delle forme di coordinamento e raccordo tra operatori
privati e operatori pubblici;
la trasparenza e la regolamentazione dei servizi di intermediazione a tutela di cit-
tadini ed imprese; la creazione di standard minimi di servizio su tutto il territorio nazionale; l’accesso diretto via
Internet ad aziende e cittadini.
Ma quale è il modello di servizi previsto? Su quali basi
nasce la nuova borsa continua del lavoro? I recenti decreti legislativi la definiscono come un “sistema aperto
di incontro domanda-offerta
di lavoro finalizzato, in coerenza con gli indirizzi comunitari, a favorire la maggior efficienza e trasparenza
del mercato del lavoro, all’interno del quale cittadini,
lavoratori, disoccupati, persone in cerca di un lavoro,
soggetti autorizzati o accreditati e datori di lavoro possono decidere di incontrarsi
in maniera libera e dove i
servizi sono liberamente
scelti dall’utente”.
La borsa continua del lavoro,
che opera su scala nazionale,
dovrà essere “liberamente
accessibile da parte dei lavoratori e delle imprese” e potrà essere consultata “da un
qualunque punto della rete,
attraverso gli accessi appositamente dedicati da tutti i
soggetti pubblici e privati,
autorizzati o accreditati all’intermediazione”. A loro
volta gli intermediari avranno “l’obbligo di conferire alla borsa continua nazionale
del lavoro i dati acquisiti, in
base alle indicazioni rese dai
lavoratori e dalle imprese riguardo l’ambito temporale e
territoriale prescelto”. In altre parole, il curriculum di un
disoccupato di Lampedusa
potrà essere visibile da una
azienda di Aosta e viceversa.
L’accessibilità alla rete (intesa qui come sinonimo di Internet) si configura come un
diritto di cittadini ed imprese
e come un dovere da parte
degli operatori. Ovviamente
le soluzioni tecnologiche non
fanno miracoli e, comunque,
l’accessibilità alle tecnologie
della rete è ancora fortemente selettiva. Per questo, soprattutto per le categorie più
deboli del mercato, il supporto di intermediari pubblici e
privati autorizzati sarà essen-
27
ziale. Sfruttando le potenzialità della rete gli operatori saranno chiamati a raccogliere
e rendere visibili le candidature e le vacancies delle imprese, orientare professionalmente i cittadini fornendo
servizi personalizzati che
prevedano la “progettazione
ed erogazione di attività formative e assistenza nella fase
di inserimento lavorativo dei
candidati”. I servizi saranno
tenuti non solo alla semplificazione degli adempimenti
(ad esempio, la comunicazione on line di inizio e fine
del rapporto), ma anche a garantire standard minimi di
prestazione, tempi certi di
erogazione dei servizi e flussi di informazione per l’analisi del mercato e la programmazione delle politiche.
diritti&consumi, n.10/11, 2004
rivista 10
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ALUTE&GUSTO
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Pagina 28
Più polifenoli meno rischi per la salute.
Un altro motivo per mangiare bio.
S
ALUTE&GUSTO
Salone del gusto:
Terra Madre manifestazione clou
di Francesca Salvi
di Milena Dominici
Biodomenica
2004: AIAB,
Coldiretti e
Legambiente
in 100 piazze
italiane
28
diritti&consumi, n.10/11, 2004
Il biologico aiuta la forma.
Recenti studi hanno dimostrato che la maggiore presenza di polifenoli nelle
piante coltivate con metodi
biologici garantisce all’organismo una azione antiossidante che distrugge i radicali
liberi causa di svariate malattie. E’ questa una delle importanti ragioni del bio presentate domenica 3 ottobre,
nel corso della Biodomenica
2004, l’annuale giornata dedicata all’universo biologico,
curata da Aiab, Associazione
italiana per l’alimentazione
biologica, Coldiretti e Legambiente.
L’azione protettiva confronti
delle malattie è certamente
superiore se si consuma biologico fin da piccoli perché i
bambini, in relazione alla
massa corporea, mangiano
più di un adulto e consumano, in proporzione, più alimenti come succhi di frutta,
frutta e ortaggi. Ma se olio di
oliva, vino rosso, pomodoro,
frutta fresca e cereali con la
buccia coltivati biologicamente contengono quantità
più elevate di polifenoli e
fanno quindi invecchiare meno, le aziende agricole biologiche consumano meno energia, hanno una emissione di
CO2 inferiore del 40–60% e
contribuiscono quindi a ridurre l’inquinamento ambientale. Consumare bio fa
quindi bene a se stessi e agli
altri.“Da mercato di nicchia
il biologico sta conquistando
sempre più le tavole degli
italiani”, ha dichiarato Vincenzo Vizioli, presidente di
AIAB. “Per questa ragione
abbiamo voluto puntare l’attenzione quest’anno su
chi produce per la salute dell’uomo e dell’ambiente e,
contemporaneamente, organizzando i mercati nelle
piazze, avvicinare sempre di
più il consumatore al produttore biologico, perché i cibi
sani e buoni siano alla portata di tutti. Per rafforzare poi
l’importanza di una corretta
e sana alimentazione, quest’anno abbiamo proposto, a
chi ci è venuto a trovare nelle piazze, il modello alimentare riassunto nello slogan
“Cinque porzioni al giorno di
frutta e verdura”, lanciando
così una campagna nazionale
utile a promuovere il consumo di frutta e verdura per
conservare la salute e prevenire le malattie”.
Come negli scorsi anni, la
Biodomenica si è rivelata
una giornata piacevole oltre
che utile, con tantissimi cittadini che in oltre 100 piazze
del Paese hanno potuto apprezzare i prodotti delle nostre campagne. Grande successo a Roma per il mercatino organizzato all’interno di
Villa Celimontana, dove un
centinaio di stand hanno fatto conoscere i prodotti delle
aziende laziali. Analoghe
manifestazioni si sono svolte
a Torino, col mercato in piazza Madama Cristina; a Napoli nella storica Galleria Umberto I; a Firenze con l’alle-
stimento di una stalla bio in
piazza Indipendenza; e poi a
Milano, a Genova, a Cagliari, a Palermo e Reggio Calabria, lungo il “chilometro più
bello d’Italia” del suo lungomare. Ma il successo di questa giornata altro non è che la
conferma dell’apprezzamento dei consumatori per una
alimentazione, sana, naturale
e controllata. Nel nostro paese si stima infatti che il biologico costituisca quasi il 2%
della spesa alimentare degli
italiani, per un fatturato che
nel 2003 ha sfiorato i 1.500
milioni di euro. Da questi dati si deduce che il consumo
di alimenti bio non riguarda
più solo una nicchia ristretta,
ma coinvolge una fascia di
popolazione sempre più ampia. La possibilità di reperire
prodotti alimentari biologici,
non solo nei negozi specializzati ma anche presso la
grande distribuzione, ha sicuramente incentivato i consumi, nonostante l’offerta di
questi prodotti rappresenti
solo l’1,6% di quella complessiva che si trova nei
comparti alimentari. Ma una
tale espansione risponde certamente ad un aumento della
domanda da parte dei consumatori, convinti che frutta e
verdura raccolti nella loro
stagione di maturazione, senza forzature artificiali o additivi, coltivati nelle loro terre
di provenienza, mantengono
intatte le proprietà nutrizionali e conservano un sapore
più gustoso.
Anche quest’anno si è rinnovato a Torino l’appuntamento con il Salone del Gusto.
Una grande kermesse internazionale, ospitata nello spazio espositivo del Lingotto
Fiere e organizzata da Slow
Food insieme con la Regione
Piemonte, interamente dedicata all’enogastronomia di
qualità, che ha proposto e riunito delizie provenienti da
tutto il mondo, attirando curiosi, addetti ai lavori, giornalisti e appassionati del settore.
All’interno dei vasti padiglioni, non sono mancati il
tradizionale Mercato del
Buon Paese, suddiviso per
vie tematiche, ognuna delle
quali ha offerto il meglio della produzione artigianale alimentare italiana; il Mercato
del Mondo che ha visto l’arrivo e la presenza di produttori e artigiani dalle nazioni
più diverse; l’enoteca con le
cantine di 16 paesi e le cuci-
ne del mondo per assaporare
i gusti della cucina estera.
Anche il patrimonio della gastronomia di territorio ha
avuto, nell’ambito del Salone, la visibilità che meritava
attraverso le regioni alla ribalta, una vetrina per cinque
regioni italiane che hanno
voluto far conoscere al grande pubblico le loro tradizioni
gastronomiche e culturali.
E ancora il teatro del gusto,
una sala costruita come un
anfiteatro, attrezzata di un
grande bancone-cucina e di
un maxischermo su cui le
immagini proiettate in tempo
reale da una telecamera, hanno visto all’opera i grandi
chef italiani e internazionali.
Presenti, naturalmente, i Presidi Slow Food – 263 tra italiani e stranieri – risultato di
un progetto di salvaguardia e
promozione dedicato specificamente a un prodotto alimentare che, oltre ad essere
un cibo di qualità eccellente
da un punto di vista organolettico, è anche espressione
della cultura di un’intera comunità.
Ma il successo più grande è
stato per Terra Madre, evento
organizzato sempre da Slow
Food in collaborazione con il
Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali, la Regione Piemonte e la Città di
Torino: un meraviglioso incontro a livello mondiale tra
le Comunità del Cibo, che ha
visto protagonisti circa 5 mila fra agricoltori e rappresentanti di industrie alimentari
di 132 Paesi. Un evento che
per la prima volta ha riunito
e messo a confronto produttori ed altri operatori del settore agroalimentare, provenienti da tutti i paesi e rappresentativi di un modo diverso di produrre cibo, rispettoso dell’ambiente, della
salute, delle tradizioni e della
dignità delle persone.
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diritti&consumi, n.10/11, 2004
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A
MBIENTE
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Pagina 30
Elettrosmog:
ingannevole definirlo innocuo
MODELLO PER OPPORSI ALL’INSTALLAZIONE DELL’ANTENNA
di Alessandro Patrizi
Consulente Sportello
MDC Roma Est
vere e lavorare in condizioni
di potenziale pericolo per la
propria salute.
30
Le onde elettromagnetiche
hanno fonte nella luce del sole, nelle lampadine delle nostre case, in segnali radiotelevisivi, nelle radiazioni
emesse dagli elettrodomestici, dai telefoni cellulari e tutti gli apparecchi in cui circola corrente elettrica.
L’Elettrosmog indica l’inquinamento da campi elettromagnetici (cem). Il campo è il
risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed
una parte magnetica. L’inquinamento elettromagnetico
è un inquinamento che non
può essere percepito con i
normali organi di senso: invisibile e inodore, prodotto
dalla corrente elettrica (centrali elettriche, elettrodotti,
elettrodomestici) e dagli apparati radiotrasmittenti (ripetitori radiotelevisivi, di telefonia mobile, cellulari, radioamatori, radar, ecc). Per
questo è importante ricorrere
ad una strumentazione opportuna (misuratori di campo) per assicurarsi di non vi-
diritti&consumi, n.10/11, 2004
L’Authority Antitrust ha preso atto della documentazione
scientifica internazionale
presentata da alcune associazioni dei consumatori, le
quali hanno tra l’altro ricordato che l’Agenzia per la
protezione dell’Ambiente
degli Stati Uniti afferma che
l’elettrosmog è una possibile, causa di cancro, anche se
non ancora definitivamente
provata. Altresì va ricordato
che in Italia l’Istituto Superiore di Sanità e Istituto Superiore per la Prevenzione e
la Sicurezza hanno dato un
parere congiunto sulle onde
elettromagnetiche: massima
cautela. E ancora, l’Organiz-
La legge
quadro
e il principio
di cautela
zazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità europea invitano ad applicare il principio di precauzione, che afferma che “occorre usare con prudenza e
cautela tutte quelle tecnologie che non risultano essere
sicuramente innocue, superando il criterio corrente per
il quale va ammesso l’utilizzo di processi e prodotti finché non sia dimostrata la loro nocività”. Ad oggi, non
esistono documenti, studi o
esperimenti sufficientemente
approfonditi in grado di dimostrare che queste emissioni non fanno male alla salute.
La nuova legge quadro n.
36/2001 applica il principio
di precauzione di cui all’art.
174 del trattato istitutivo dell’Unione Europea e sancisce
il rispetto dell’art. 32 della
Costituzione (tutela della salute). I decreti attuativi
(D.P.C.M. del 8 luglio 2003)
hanno definito i nuovi limiti
di esposizione per la popolazione.
La legge attuale è già superata, infatti i limiti indicati nella normativa (D.P.C.M. del 8
luglio 2003: 6 volt/metro - limite di esposizione nelle
aree intensamente frequentate), per campi generati da
elettrodotti, sono rispettivamente 50 e 15 volte superiori ai limiti indicati dalle ricerche scientifiche: 0,2 microTesla.
Per quanto riguarda la localizzazione degli impianti alle
Regioni, il Ministro Gasparri
ha fatto approvare il “Codice
delle Comunicazioni”, riprendendo molte norme del
decreto che, a ottobre 2003,
la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale, in
quanto ha tentato di “liberalizzare” l’installazione delle
Io sottoscritto/a
proprietario/a dell’unità immobiliare
dello stabile sito in Via
a Roma, faccio presente di non essere d’accordo sull’installazione di stazioni radio -base per telefonia mobile sul tetto condominiale, in quanto
ritengo che:
1) le leggi e i pareri sanitari esistenti ad oggi fanno esplicito richiamo ad un “principio di cautela”
secondo cui l’esposizione per la popolazione residente a onde elettromagnetiche dovrebbero essere di gran lunga inferiori ai limiti del decreto 381/98 attualmente in vigore, ad esempio l’art.
32 della Costituzione Italiana (diritto alla tutela della salute dei cittadini), l’art. 174 del Trattato
di Amsterdam (principio di precauzione), l’art. 4 comma 1 del Decreto 381/98 (principio di minimizzazione dell’esposizione della popolazione);
2) sulla base di studi scientifici ampiamente documentati tale installazione potrebbe essere gravemente nociva alla salute dei residenti;
3) suddetta installazione modifichi la destinazione d’uso di una parte condominiale comune da uso
“abitazione” ad uso “industriale”.
Qualora, nonostante il mio disaccordo, si desse corso all’installazione, mi riservo di adire le vie legali per richiedere i danni ai singoli condomini nell’ipotesi dell’insorgenza di patologie dovute all’esposizione dei campi elettromagnetici.
Data
Firma
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antenne. Il Codice, al fine di
agevolare ancora l’installazione delle antenne, stabilisce che sotto i 20 watt i gestori non hanno bisogno di
autorizzazioni, è sufficiente
la denuncia di inizio attività.
Questa norma sembra essere
in contrasto con quanto scritto nella Costituzione ed in
particolare con la recente riforma del titolo V della Costituzione che gli italiani hanno confermato con un referendum. I poteri di pianificazione urbanistica delle Regioni e dei Comuni vengono
ancora una volta scavalcati.
Prendendo in esame l’instal-
lazione di un’antenna della
telefonia mobile, si tratta di
un’installazione che può portare molti soldi al condominio, fino a € 50.000 all’anno.
Il rovescio della medaglia è
però che:
• alcune porzioni comuni potrebbero poi risultare non
agibili;
• nella vicinanza dell’impianto (es. mansarda) si
avranno radiazioni ad alta
frequenza;
• lungo tutto il percorso dei
cavi di alimentazione si
avrà un forte inquinamento elettrico e magnetico
di bassa frequenza;
• i cavi di ancoraggio dell’impianto porteranno vibrazioni all’intero condominio, con pericolo per la
sicurezza dello stabile;
• le radiazioni emesse dall’antenna si riflettono sugli
edifici circostanti, rientrando poi nel condominio!;
• l’appartamento subisce un
deprezzamento consistente.
Per opporsi all’installazione
in sede di assemblea condominiale è necessario, a seconda delle diverse situazioni,
che almeno un terzo dei condomini si opponga all’installazione. Talora è però sufficiente anche solo il rifiuto di
un unico condomino (Artt.
1102 e 1120 Codice Civile).
Basta anche un solo condomino contrario all’antenna
per negare il consenso all’installazione. La decisione di
installazione richiede l’unanimità dei condomini.
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diritti & consumi
MENSILE
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Onlus è nato a Roma nel 1987, indipendente da
partiti o sindacati, con l’obiettivo di promuovere la tutela dei diritti dei cittadini, informandoli
e dotandoli di strumenti giuridici di autodifesa,
prestando assistenza e tutela tramite esperti.
MDC è membro del Consiglio Nazionale dei
Consumatori e degli Utenti (CNCU) costituito presso il Ministero delle Attività Produttive,
del Centro Europeo Consumatori e di Consumers’ Forum; collabora con Legambiente e con
le principali associazioni nazionali di tutela dei
diritti dei cittadini e dei consumatori; è presente in diverse sedi istituzionali, comitati, commissioni, arbitrati, osservatori e forum.
MDC ha 51 sedi in 16 regioni che offrono ai
soci servizi di consulenza e assistenza nelle
controversie con la Pubblica Amministrazione,
i gestori dei servizi pubblici e privati, contratti,
bollette, etc. Per sapere come contattare i responsabili delle sedi è sufficiente consultare la
sezione “info dalle sedi” del portale www.helpconsumatori.it oppure telefonare alla sede nazionale (06.4881891). Sul sito è attivo anche un
servizio di “Consulenza on-line” gestito dalla
sede nazionale.
L’associazione punta molto sull’informazione,
attraverso l’agenzia sui consumi stampata ed
elettronica Help Consumatori e il mensile Diritti&Consumi, riservato ai soci sostenitori.
Dal web il portale www.helpconsumatori.it
consente di accedere ai servizi del MDC e alle
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MDC aderisce a
DEL
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DIFESA
DEL
CITTADINO
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