rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 1 diritti & consumi M E N S I L E D E L M OV I M E N T O D I F E S A D E L C I T TA D I N O O N L U S Poste Italiane SpA - Spedizione in a.p.D.L. 353/03 (Conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB - Roma VOLARE “LOW COST” ...MA CONVIENE? L’EUROPA DEI CONSUMATORI “CONCILIARE” CON TELECOM E TIM SALUTE&GUSTO: PIÙ POLIFENOLI MENO RISCHI PER LA SALUTE anno V numero 10-11 Ottobre Novembre 2004 rivista 10 S 3 20-12-2004 14:42 Pagina 2 V IAGGI&TURISMO OMMARIO Volare “low cost”... ma quanto conviene? di Cristina Coppi VIAGGI&TURISMO Volare “low cost”...ma quanto conviene? di Cristina Coppi 5 Bagagli smarriti: i servizi delle compagnie migliorano ma non troppo... Ryan Air, Easy Jet, Volareweb*. Sono alcuni dei nomi delle compagnie aeree che offrono biglietti a dir poco competitivi; con Ryan Air, se si è fortunati, si riesce a viaggiare a 0.00 €! (escluse le tasse aeroportuali). Ma conviene davvero volare con queste compagnie? di Norma Zito e Silvia Biasotto 9 L’intervista Vito Riggio, presidente ENAC: “Le ‘low cost’ sono sicure”. Migliora il dialogo tra ente e consumatori cura di Norma Zito 11 16 EUROPA Tutela dei consumatori in Europa: Il decalogo della commissione UE L’UE e la tutela dei consumatori: il “manifesto” di Markos Kyprianou a cura di Cristina Coppi 22 TELECOMUNICAZIONI Conciliazione: nuovo regolamento per Telecom. TIM lancia la conciliazione on-line di Fabiana Peruzzi 24 ADSL in forte crescita: 5,5 mln gli italiani collegati in banda larga di Paola Oliviero 26 WELFARE Borsa continua del lavoro: un servizio per l’occupazione di Maurizio Sorcioni 28 SALUTE&GUSTO Più polifenoli meno rischi per la salute. Un altro motivo per mangiare Bio di Milena Dominici 29 REDAZIONE Valentina Caracciolo, Cristina Coppi, Marco Dal Poz, Milena Dominici, Laura Ferraioli, Paola Oliviero, Francesca Salvi, Norma Zito Hanno collaborato a questo numero: Fabiana Peruzzi, Alessandro Patrizi Mauro Sorcioni Grafica Olliver Arts - Roma - 06 2054202 Stampa Just in Time - www.justintime.it Sede e Redazione Via Piemonte 39a - 00187 Roma Tel. 064881891 - Fax 064820227 Mensile associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Salone del gusto: Terra Madre la manifestazione clou di Francesca Salvi 30 DIRETTORE RESPONSABILE Antonio Longo AMBIENTE Elettrosmog: ingannevole definirlo innocuo di Alessandro Patrizi diritti&consumi, n.10/11, 2004 Finito di stampare il 30 novembre 2004 Iscrizione al Tribunale di Roma Sezione Stampa n. 503-00 del 28.11.2000 Per gran parte dei periodi dell’anno hanno effettivamente prezzi convenienti (eccetto i periodi più affollati a meno di non prenotare con molto, molto anticipo), ma quello su cui vorremmo focalizzare l’attenzione dei cittadini in realtà riguarda il costo totale - effettivo - del viaggio. Queste compagnie infatti possono vantare prezzi competitivi anche perché atterranno in aeroporti meno frequentati e meno usati - le tasse aeroportuali sono perciò inferiori - e perché non forniscono alcuni servizi: colazione o più in generale pasto a bordo e in alcuni casi non si possono riservare i posti, si sceglie dove sedersi al momento dell’imbarco. Proprio per questo abbiamo realizzato un piccolo raffronto tra Ryan Air e Volareweb nella tratta Roma-Parigi andata e ritorno durante la settimana. I soli biglietti hanno un costo che và dai 128 ai 135 (rispettivamente con Volare e Ryan Air), escluse le tasse aeroportuali che a Fiumicino e ad Orly (sud est di Parigi) sono abbastanza elevate, mentre sono ancora accessibili a Ciampino e a Beauvais: 18.00 euro ca. al massimo. A questi vanno però aggiunti i prezzi dei trasporti da e per gli aeroporti che soprattutto nel caso di Ryan Air sono davvero mal collegati in entrambe le città, in particolar modo a Parigi. I prezzi dei trasporti si aggirano intorno ai 10 euro a tratta (ad esempio città – aeroporto) Inoltre anche per il peso dei bagagli entrambe le compagnie offrono un trattamento diverso rispetto alle compa- gnie di bandiera che pongono come limite massimo di peso per il bagaglio di ogni passeggero 20 Kg per i voli internazionali in Europa. Entrambe le compagnie hanno un limite invece di 15 Kg e prevedono il pagamento di 7 euro per ogni Kg in eccesso. Fate attenzione quindi quando prenotate i biglietti e verificate sempre anche le offerte delle compagnie di bandiera: prenotando con largo anticipo potreste viaggiare allo stesso prezzo, più comodi e usufruendo di più servizi! 3 * al momento in cui andiamo in stampa Volareweb è in grave crisi e rischia la chiusura diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 4 V V IAGGI&TURISMO IAGGI&TURISMO Bagagli smarriti: i servizi delle compagnie migliorano ma non troppo... di Norma Zito e Silvia Biasotto CRISI VOLAREWEB: Rimborso del biglietto, cosa fare? A pagare le spese della crisi della compagnia aerea Volareweb non sono solo gli oltre 1.000 dipendenti che rischiano i posti di lavoro ma tantissimi passeggeri. Nel mese di Novembre sono stati migliaia i cittadini rimasti a terra negli aeroporti italiani ed europei a causa della cancellazione dei voli da parte della compagnia aerea. Oltre alla grande rabbia anche per un call center che non risponde, l’unica consolazione che rimane ai passeggeri abbandonati a se stessi è chiedere il rimborso del biglietto aereo pagato. Il Movimento Difesa del Cittadino propone un modulo, riportato qui di seguito, da inviare alla compagnia Volareweb. Alcune compagnie aeree come Ryan Air (www.ryanair.com/italian) e Air One (www.flyairone.it) per consentire il volo ai viaggiatori di Volarewb stanno proponendo su alcune tratte biglietti gratuiti o a tariffe agevolate. 4 RICHIESTA DI RIMBORSO BIGLIETTI VOLARE GROUP RICHIESTA DI RIMBORSO BIGLIETTI VOLARE GROUP Raccomandata A/R (lettera semplice in copia al Movimento Difesa del Cittadino) Spett.le Volare Group Spa, via C. Noè, 3, 21013 Gallarate (Varese) e p.c. Movimento Difesa del Cittadino – via Piemonte, 39/a – 00187 Roma Oggetto: rimborso biglietto e richiesta risarcimento danni (eventuale) Data, Spett.le Volare Group spa, con la presente avanzo - formale richiesta di rimborso del/i biglietto/i n. intestato/i a per il/i volo/i acquistato/i il pagando con (specificare se carta di credito, cash, assegno, altro), per un importo complessivo di Euro di cui non ho potuto usufruire per vostra inadempienza contrattuale in seguito alla sospensione e all’annullamento di tutti i voli comunicato lo scorso 19 novembre 2004. (se si chiede risarcimento danni) - e inoltre una richiesta rimborso danni subiti in seguito alla vostra inadempienza, consistenti in (elencare fatti e circostanze, con documentazione in copia a riprova del danno subito) per un totale di Euro Si chiede di provvedere a quanto sopra, per complessivi Euro , entro 15 giorni dalla ricezione della presente raccomandata, versando il dovuto (indicare gli estremi del proprio conto o se si vuole ricevere i rimborsi come assegno al proprio indirizzo, o altro) Se la richiesta non dovesse avere soddisfazione nei tempi indicati, si procederà vie legali. Distinti saluti Nome e cognome Telefono, diritti&consumi, n.10/11, 2004 Indirizzo, E-mail cap, città Migliorano le performance dei servizi erogati dalle compagnie aeree più conosciute in Italia e nel resto dell’Europa. Anche l’efficienza da parte degli aeroporti risulta migliorata, la normativa ha fatto passi da gigante, ma cosa fare, quali le procedure da seguire, quando ci accorgiamo di essere rimasti soli davanti il tapis-roulant per la riconsegna dei bagagli? Perché un passeggero che smarrisce il proprio biglietto è costretto a pagare il costo di un nuovo biglietto e attendere di essere rimborsato? I dati dell’ AEA, l’associazione delle compagnie aeree europee, che ha monitorato e valutato le compagnie Air France, Alitalia, British, Iberia, KLM, Lufthansa e SAS Scandinavian in relazione al numero dei bagagli smarriti, alle tratte (interne nazionale, intra europee e a lungo raggio), nel periodo 2003 – 2004, fanno sperare i tanti passeggeri rimasti “vittime” dei ritardi e dello smarrimento del proprio bagaglio. Ad essere premiate sono un po’ tutte, ma all’interno della nostra classifica delle sette compagnie prese a campione, la capofila è la Scandinavian Airlines. Per questa compagnia, come anche per le altre si osserva una percentuale di bagagli smarriti alta nei mesi di gennaio, luglio e agosto; mesi in cui maggiore è il numero di passeggeri che viaggia in vista delle vacanze estive o del periodo natalizio. Una correlazione positiva, quindi tra l’aumento del numero dei passeggeri e l’aumento dei rischi di smarrimento del bagaglio. Nei periodi intermedi invece si osserva una percentuale decrescente. L’anno 2004 per tutte le compagnie ha registrato sia in riferimento alla puntualità di arrivo alle destinazioni, ma anche nella percentuale di restituzione dei bagagli un miglioramento rispetto l’anno precedente, anche se la tendenza a smarrire il bagaglio o l’aumento di frequenza dei ritardi si conferma alta nei mesi “caldi”. In seconda posizione nella classifica dei “buoni” si colloca la compagnia Iberia, segue in terza posizione la compagnia di bandiera, Alitalia. I “peggiori” si identificano con Air France, Lufthansa, British Airways e KLM. “C’è invece da lavorare ancora sui servizi – ha affermato Francesco Di Giovanni, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma (Adr) seppur nell’ambito di dati da considerare buoni e comunque migliorati rispetto al 2003, come nel caso della riconsegna bagagli, sul gradimento per aree d’attesa, toilette, parcheggi e bar-ristoranti’’. Nel primo semestre 2004 i tempi di riconsegna bagagli, entro i valori previsti dalla carta dei servizi Adr, sono stati rispettati nell’87,1 per cento dei casi rispetto all’83% del primo semestre 2003. Meno soddisfacenti nel periodo di luglio – agosto, rispettivamente 74,4% e 63%, quando l’impatto del traffico è stato assai elevato. Anche sul fronte della normativa per la tutela del pas- 5 Questo progressivo miglioramento delle compagnie aeree è confermato da quanto è emerso dall’indagine della società AC Nielsen sulla Customer Satisfaction in riferimento anche alla qualità dei servizi negli aeroporti nel primo semestre 2004. La ricerca, infatti ha evidenziato un aumento del livello complessivo di soddisfazione presso l’aeroporto di Fiumicino riguardo le infrastrutture, quali la segnaletica interna, le scali mobili, le sale d’attesa, i tapis roulant, gli ascensori. diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 6 PER UNA TUTELA FAI DA TE… I CONSIGLI DEL MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO: 1) Tenere i medicinali, o altri oggetti essenziali alla vostra vita quotidiana, nel bagaglio a mano, in quanto in caso di smarrimento del bagaglio registrato non vengano persi; 2) Nel caso in cui portiate con voi cose di un certo valore, è preferibile assicurare, con un’apposita polizza, il bagaglio registrato, cosa che è possibile su qualsiasi volo. In questo caso un consiglio utile sarà anche informarsi in merito alle esclusioni previste nella polizza; 3) E’ possibile anche richiedere, al momento del checkin, la “dichiarazione di valore”, che vi consente di aumentare il limite di risarcimento indicato; 4) Contestare il danno immediatamente al momento della consegna, altrimenti spetterà a voi provare che il danno subito si è verificato durante il trasporto aereo; 5) Informarsi in merito ai termini per la presentazione del reclamo e a quale disciplina di tutela del passeggero aderisca la compagnia con la quale state viaggiando. 6 seggero dalle spiacevoli conseguenze di questo tipo di disservizio sono stati da tempo fatti passi avanti. Un sistema più uniforme e più ampio di responsabilità per il trasporto aereo internaziona- le tutela oggi tutti coloro che, scesi dall’aereo, si accorgono che il proprio bagaglio è stato danneggiato o peggio smarrito. La Comunità Europea ha recepito nel 2002, con il Regolamento n. 889, la Convenzione di Montreal del 1999, l’accordo per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale. In particolare, secondo il regolamento, la Convenzione è entrata in vigore tra i Paesi Membri dell’Unione il 28 giugno 2004 per i paesi comunitari. Secondo l’accordo, per i voli nazionali e internazionali, in caso di distruzione, perdita o danno dei bagagli, sia registrati (ovvero consegnati prima dell’imbarco) che a mano, il vettore aereo è responsabile fino a 1.000 Diritti Speciali di Prelievo (DSP, riserve di valute internazionali presso il Fondo Monetario Internazionale), ovvero circa 1211 euro. Solo nel ca- so in cui il bagaglio sia registrato, la compagnia aerea è responsabile del danno anche se il suo comportamento è esente da colpa, a meno che il bagaglio non risultava danneggiato al momento dell’imbarco. I passeggeri possono inoltre beneficiare di un limite di responsabilità più elevato rispetto a 1.000 DSP rilasciando una dichiarazione speciale o pagando un supplemento. Ma cosa fare, quali le procedure da seguire, quando ci accorgiamo di essere rimasti ormai soli davanti il tapisroulant per la riconsegna dei bagagli? Nel caso in cui il bagaglio registrato sia danneggiato il passeggero dovrà sporgere quanto prima reclamo per iscritto al vettore, usufruendo anche degli appositi moduli P.I.R. (Property Irregularity Reports) disponibili presso l’assistenza bagagli, entro 7 giorni dalla data in cui il bagaglio è stato messo RESPONSABILITA’ RELATIVE AL BAGAGLIO Compagnie aeree comunitarie e compagnie aeree che aderiscono alla Convenzione di Montreal Compagnie aeree che aderiscono alla Convenzione di Varsavia DISTRUZIONE, PERDITA O DANNO AL BAGAGLIO REGISTRATO risarcimento fino a 1.000 DPS (circa € 1.211)* il limite può essere superato nel caso in cui il passeggero effettui una dichiarazione di maggior valore DISTRUZIONE, PERDITA O DANNO AL BAGAGLIO A MANO risarcimento fino a 1.000 DPS (circa € 1.211)* VOLI INTERNAZIONALI VOLI NAZIONALI a disposizione del passeggero. In caso di ritardo il termine per la presentazione del reclamo è esteso a 21 giorni. Per agire in tribunale, il si dovrà promuovere azione legale entro due anni dalla data di arrivo a da quella prevista per l’arrivo. Non cessano qui gli accorgimenti del passeggero consapevole. E’ importante infatti sapere che non tutte le compagnie aeree aderiscono alla Convenzione di Montreal. Solo 59 paesi ne hanno accettato le norme (per conoscere la lista dei paesi aderenti l’accordo, visitare il sito www.icao.int. Qualora non viaggiassimo con uno di questi vettori, in caso di smarrimento o danni al bagaglio registrato, avremmo diritto da parte della compagnia aerea ad un risarcimento fino a 17 DSP per chilogrammo, corrispondenti a circa 24 Euro, salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore. Per lo smarrimento o i danni Danneggiamento Ritardo Denuncia danni occulti 7 giorni dalla data di consegna 21 giorni dalla data di riconsegna 3 giorni dalla data di riconsegna 3 giorni dalla data di constatazione 14 giorni dalla data di riconsegna 7 giorni dalla data di riconsegna al bagaglio a mano, solo nel caso in cui si rilevi la responsabilità della compagnia, il passeggero ha diritto ad un risarcimento fino a 332 DSP, ovvero circa 461 Euro per passeggero. La Convenzione di Montreal ha quindi il merito di aver introdotto limitazioni di responsabilità più benevole dal punto di vista economico in caso di ritardo, danno o smarrimento del bagaglio. Per i voli nazionali vengono oggi applicate le stesse norme della Convenzione di Montreal per le tratte internazionali. La vecchia normativa prevedeva invece una differenziazione. In particolare, secondo il Codice della navigazione, era previsto un risarcimento fino a 222,08 euro per ciascun bagaglio registrato smarrito o danneggiato oppure fino 17,04 Euro (Lit. 33.000) per chilogrammo, salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore. Per il bagaglio a mano, solo nel caso in cui si fosse rilevata la responsabilità della compagnia, il passeggero aveva diritto ad un risarcimento fino a 1007,09 Euro per passeggero. 7 Nel confronto fra le due normative nasce spontanea una riflessione che delinea ancora delle incertezze in riferimento ad criterio preciso per un risarcimento economico consono al danno subito. In particolare, mentre nella vecchia disciplina era presente un termine di riferimento obiettivo per la valutazione del risarcimento, ovvero il peso, la nuova disciplina fissa solo un limite massimo (1000 DPS appunto). PRESCRIZIONE DIRITTO AL RISARCIMENTO Bagagli registrati Bagagli non registrati VOLI INTERNAZIONALI entro due anni dalla data di riconsegna entro sei mesi dall’arrivo a destinazione e comunque il passeggero ha l’onere di dimostrare che il danno è stato determinato da causa imputabile alla compagnia VOLI NAZIONALI entro un anno dalla data di riconsegna entro due anni dall’arrivo a destinazione SMARRIMENTO O DANNI AL BAGAGLIO REGISTRATO risarcimento fino a 17 DSP (circa € 20,5) per Kg* il limite può essere superato nel caso in cui il passeggero effettui una dichiarazione di maggior valore SMARRIMENTO O DANNI AL BAGAGLIO MANO risarcimento fino a 332 DSP (circa € 402) * diritti&consumi, n.10/11, 2004 I TERMINI DI RECLAMO diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 8 IL CASO ALITALIA: SE PERDI IL BIGLIETTO, PERDI IL VOLO…E LA PAZIENZA. 8 Una utente si è rivolta al Movimento Difesa del Cittadino per esporre un problema contratto con Alitalia, in cui, purtroppo, potrebbero incorrere molti cittadini. All’inizio di Ottobre S.P., a Parigi, ha smarrito il biglietto pre-pagato con prenotazione a suo nome, ma si è recata ugualmente all’aeroporto forte del fatto che aveva ancora il passaporto per l’identificazione, la tessera di giornalista e il coupon d’andata. Alla biglietteria Alitalia hanno proposto due “ottime” alternative: pagare 600 euro e tramite agenzia tentare una pratica di rimborso, oppure non partire. S.P. decide di pagare, ma la sua carta nel soggiorno all’estero ha raggiunto i massimali. Deve rientrare per ragioni di lavoro, e chiede telefonicamente alla sorella di pagare. Quest’ultima ovviamente accetta, ma l’Alitalia spiega che chi acquista il biglietto deve recarsi in aeroporto e non può acquistare il nuovo titolo di viaggio nelle normali rivendite. S.P. decide allora di restare a Parigi, e chiede all’Alitalia il rimborso di un Hotel. Assolutamente no la risposta. “Davanti a tanta cortesia - dice l’utente - calore umano e correttezza, e dopo la ‘gioiosa soddisfazione’ frutto del rispetto dei miei diritti, ho lasciato la biglietteria Alitalia”. S.P non si arrende e telefona all’Ambasciata, che però di domenica è chiusa. Lascia un messaggio al Consolato che promette di richiamarla ma questo non si verificherà mai. Infine S.P. si reca alla polizia per la denuncia del biglietto smarrito, ma si sente rispondere che “ormai non si accettano più denunce di smarrimento dei biglietti aerei: basta una denuncia alle società di volo”. Comprensivi per la rabbia accumulata dall’utente, al comando di polizia francese, hanno comunque accettato di scriverle la denuncia lasciando così una prima traccia degli eventi accaduti. Dalla brutta esperienza di S.P. sorgono spontanee diverse domande che l’utente rivolge ad Alitalia: “Trovo la procedura Alitalia assurda, e troppo penalizzante per noi consumatori. Se perdi un biglietto cartaceo, ripaghi un biglietto a piena tariffa! Se ti presenti al chech-in con un biglietto informatico, non ti chiedono neanche il numero di prenotazione: basta il passaporto! Perché allora non si aboliscono i biglietti cartacei! Oppure, mettiamoci d’accordo su una Procedura comune a tutte le Compagnie di viaggio: concordata sen- diritti&consumi, n.10/11, 2004 V L’intervista IAGGI&TURISMO PER RIFARE IL TICKET CHIESTI 600 EURO! tendo anche il parere dei consumatori. Vanno ricercate soluzioni “europee” per noi cittadini, anche per evitare distorsioni di concorrenza!” Per rispondere alla nostra lettrice, l’Agenzia di stampa sui consumi Help Consumatori ha interpellato la Compagnia aerea di bandiera, Alitalia, che così ci ha illustrato l’iter da attuare in tali situazioni: “Ci dispiace molto per i disagi avuti dal Cliente, riteniamo quindi doveroso fornire dei chiarimenti che potranno essere utili anche a altri utenti che si rivolgeranno a voi con i medesimi interrogativi. Il biglietto aereo costituisce il contratto di trasporto tra cliente e vettore in assenza del quale non può essere effettuato il viaggio. Nel caso di smarrimento del biglietto, il passeggero è tenuto a effettuare la denuncia presso l’autorità di polizia e a acquistare un nuovo titolo di viaggio con le stesse date e per gli stessi voli. Questo biglietto verrà successivamente rimborsato da Alitalia secondo una procedura che, nel caso specifico, è stata illustrata al Cliente. Riguardo al nuovo biglietto, la persona incaricata avrebbe potuto effettuare l’acquisto tramite Call Center Alitalia o il sito Internet della Compagnia senza recarsi personalmente in aeroporto, a meno che il volo fosse stato in prossimità di partire o non fosse operato da Alitalia. Ma per rispondere a questi interrogativi abbiamo bisogno di maggiori dettagli. In considerazione delle nuove modalità d’accesso al volo, Alitalia offre la possibilità di utilizzare, oltre ai canali tradizionali, altri e più moderni sistemi di vendita e acquisto di quasi tutti i suoi prodotti. Spetta unicamente al Cliente valutare, nel caso sia acquistabile sia il biglietto cartaceo, sia quello elettronico, quale tipo sia più consono alle proprie esigenze. Infine per rispondere all’ultimo quesito, il trasporto aereo si sta attualmente indirizzando verso la costituzione di grandi alleanze tra i vettori, proprio per far fronte alla concorrenza sempre più aggressiva. In questa ottica oltre che su un piano organizzativo e legislativo appare impossibile trovare procedure comuni a tutti i vettori su questo argomento, fermo restando che il parere dei consumatori è sempre ascoltato nelle opportune sedi”. a cura di Norma Zito Vito Riggio, presidente ENAC: “Le ‘low cost’ sono sicure”. Migliora il dialogo tra ente e consumatori Con l’intervista a Vito Riggio, Presidente dell’Enac – Ente Nazionale Aviazione Civile, “Diritti&Consumi” apre un ciclo di approfondimenti con gli interlocutori principali per il mondo del consumerismo italiano. Quali sono i compiti istituzionali dell’ENAC e quali sono le attività nelle quali siete impegnati? In generale possiamo dire che l’ENAC svolge la propria attività in tre ambiti: la sicurezza del trasporto aereo, lo sviluppo del settore, ed il presidio della qualità dei servizi e della tutela dei diritti dei passeggeri. Da mandato istituzionale, infatti, l’ENAC si occupa della sicurezza degli aeromobili e degli aeroporti, delle certificazioni degli operatori, delle società di manutenzione, del personale di volo, delle istruttorie degli atti relativi a tariffe, tasse e diritti aeroportuali, della concessione delle gestioni degli aeroporti, della valutazione dei piani regolatori per lo sviluppo aeroportuale e così via. Oltre alle attività di carattere più tecnico, l’ENAC è impegnata anche nella vigilanza sull’intero sistema a garanzia del mantenimento degli standard di qualità dei servizi e di tutela dei diritti degli utenti del settore. Per quanto riguarda la sicurezza dei voli, in particolare dopo l’11 settem- bre 2001 e tenendo conto dell’attuale congiuntura internazionale, quali misure avete adottato? Quando parliamo di sicurezza ci riferiamo sia alla safety che alla security. A livello di safety, sicurezza nella progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli aeromobili e degli aeroporti, una delle più recenti misure adottate dal Consiglio di Amministrazione dell’ENAC, è il “Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti” che recepisce l’Annesso 14 dell’ICAO, International Civil Aviation Organization e che disciplina i requisiti per la costruzione delle infrastrutture, dei sistemi e degli impianti degli aeroporti, nonché i requisiti per la gestione degli aeroporti. Sino ad ora, in base ad un programma che prevede la certificazione di tutti gli aeroporti entro il 2005, sono state certificate le seguenti società di gestione aeroportuale: ADR per Roma Fiumicino, SEA per Milano Malpensa e Linate, SAVE per Venezia, SAB per Bologna, GESAP per Palermo, SAC per Catania e GESAC per Napoli. In ambito di security, cioè la sicurezza a terra, all’interno ed all’esterno degli aeroporti, l’ENAC coordina ed attua le disposizioni che pervengono dal Dipartimento per la Navigazione Marittima ed Aerea del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 9 dal CISA (Comitato Interministeriale per la Sicurezza Aeroportuale), comitato che risponde alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, composto da rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Interno e della Difesa, oltre ad operatori del settore, e di cui mi onoro di avere la presidenza. Invece, sempre sulla sicurezza e tenendo conto della battaglia dei prezzi, i consumatori che utilizzano le compagnie low-cost possono essere tranquilli sulla affidabili- diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 V IAGGI&TURISMO 10 14:42 Pagina 10 tà degli aerei impiegati? Che tipi di controlli effettuate? Non ci sono differenze sulla sicurezza tra vettori tradizionali e low cost. I controlli devono essere eseguiti dall’operatore con precise modalità approvate dall’autorità dell’Aviazione Civile del Paese dell’operatore. In Italia è l’ENAC che rilascia le certificazioni alle imprese ed al personale che eseguono questi controlli. I controlli effettuati per verificare le condizioni di efficienza degli aeromobili hanno una frequenza che dipende dal numero delle ore volate. L’ENAC, inoltre, a seguito del disastroso incidente di Sharm El Sheikh, ha intensificato anche i controlli del programma SAFA che prevede ispezioni agli aerei stranieri in transito sugli aeroporti italiani. Grazie ad alcune iniziative a livello europeo portate avanti dall’ENAC, i 41 Paesi dell’ECAC (European Civil Aviation Conference) che aderiscono a questo programma condividono una banca dati e si scambiano gli esiti delle ispezioni e gli eventuali provvedimenti adottati nei confronti degli aeromobili che non sono risultati in perfetto stato. Dall’inizio dell’anno abbiamo effettuato 414 controlli SAFA. E’ vero che le compagnie “low cost” sono meno si- diritti&consumi, n.10/11, 2004 E UROPA cure perché tagliano sulle spese di manutenzione? No, le compagnie “low cost” sono in possesso delle stesse certificazioni delle altre compagnie. Il fatto di essere più economiche è dovuto ad una differente politica di razionalizzazione dei costi della compagnia stessa. Le low cost, ad esempio, hanno flotte composte dallo stesso tipo di aeromobili in modo da risparmiare sugli equipaggi e sull’interscambiabilità degli stessi, offrono meno servizi durante il volo, scelgono aeroporti minori dove pagano meno per i diritti di approdo e di decollo e per i servizi di handler, utilizzano solo la biglietteria elettronica, e così via. Però, per quanto riguarda la sicurezza, sono identiche alle compagnie tradizionali, cioè sono tenute a rispettare gli stessi standard di sicurezza. Quali le richieste alla Commissione UE e quali sono le norme in discussione per la nota vicenda delle tariffe? Abbiamo richiesto soprattutto una reciprocità di comportamento da parte delle altre autorità per l’aviazione civile nei confronti dei nostri vettori e delle loro politiche tariffarie. La Commissione Europea, riconoscendo la legittimità dell’iniziativa dell’ENAC, ha ravvisato come gli accordi bilaterali debbano essere rivalutati alla luce della liberalizzazione e della libera concorrenza del trasporto aereo. La Commissione, pertanto, sta operando per una modifica dei Regolamenti volta proprio a superare i conflitti vigenti. Come è strutturato il rapporto dell’ENAC con le associazioni dei consumatori? Dall’insediamento del nuovo vertice dell’ENAC, ottobre 2003, il rapporto con le associazioni dei consumatori si è consolidato. Proprio ai fini di un continuo monitoraggio della qualità, ho immediatamente avviato le procedure di rinnovo del Comitato consultivo degli operatori e degli utenti (art. 17 dello Statuto dell’ENAC) di cui fa parte, tra gli altri, il Consiglio nazionale dei Consumatori e degli Utenti presso il Ministero delle Attività Produttività ed ho disposto la costituzione di un comitato ad hoc per la tutela dei diritti del passeggero. I consumatori per noi devono essere destinatari privilegiati di informazioni continuative, puntuali e trasparenti su diritti, servizi, tariffe. Di recente, inoltre, abbiamo attivato una iniziativa al servizio del consumatore. Mi riferisco al Numero Verde dell’ENAC – 800898121, numero gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 20:00, che fornisce ai cittadini informazioni sulle compagnie aeree e sui diritti del passeggero. La promozione dei diritti, della prosperità e del benessere dei consumatori costituisce uno dei valori essenziali dell’Unione europea e si riflette nella sua legislazione. L’appartenenza all’Unione europea garantisce ai consumatori una promozione supplementare. Il presente documento illustra i dieci principi di base secondo i quali la legislazione dell’UE tutela i consumatori indipendentemente dallo Stato membro in cui questi si trovano. Il documento descrive il livello minimo di tutela che tutti gli Stati membri dell’UE dovrebbero garantire ai consumatori a norma del diritto comunitario. I dettagli precisi sui diritti dei consumatori e sulle modalità per la loro applicazione variano da paese a paese in funzione di come le normative dell’UE sono state recepite nel diritto nazionale. Va segnalato che in alcuni casi le normative Tutela dei consumatori in Europa: il decalogo della commissione UE nazionali in tema di tutela dei consumatori possono garantire un livello di protezione più elevato. Alla fine del documento vengono fornite indicazioni per poter avere maggiori informazioni sui diritti dei consumatori. impedire ad un consumatore di importare un prodotto acquistato regolarmente in un altro paese dell’UE. Esistono tuttavia alcune eccezioni, ad esempio nel caso di prodotti quali armi da fuoco o articoli che offendono la morale. 1. COMPRARE CIÒ CHE SI VUOLE, DOVE SI VUOLE Avete voglia di andare a fare acquisti in una città di un altro paese dell’UE? La normativa comunitaria consente di comprare tutto ciò che si vuole senza doversi preoccupare di pagare dazi doganali o un’IVA supplementare una volta rientrati nel proprio paese. Questo si applica tanto nel caso in cui il consumatore si rechi fisicamente in un altro paese per fare acquisti quanto nel caso in cui i prodotti vengano ordinati via Internet, per corrispondenza o per telefono. In linea di massima, le autorità di un paese non possono 2. RESTITUIRE CIÒ CHE NON FUNZIONA E se il televisore appena acquistato si rompe? In base alla normativa dell’UE se un prodotto acquistato non è conforme all’accordo stabilito fra acquirente e rivenditore al momento dell’acquisto, è possibile restituirlo per farlo riparare o sostituire. In alternativa si può chiedere una riduzione di prezzo su un altro acquisto o il rimborso completo. Questo è valido sino a due anni dopo la consegna del prodotto. Per i primi sei mesi a partire dalla consegna spetta inoltre al rivenditore, e non al consumatore, provare che il prodotto ven- Acquisti: 2 anni la garanzia nell’UE 11 diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 E 20-12-2004 UROPA 14:42 Pagina 12 duto era conforme al contratto di vendita. Il principio in base al quale il prodotto deve essere conforme al contratto di vendita protegge inoltre il consumatore nel caso in cui questi riceva un articolo che non corrisponde a quanto ha accettato di acquistare. Ad esempio, se il consumatore ha accettato di acquistare un mobile antico e riceve al suo posto una riproduzione, ha il diritto di restituire l’articolo. 3. NORME DI SICUREZZA ELEVATE PER ALIMENTI E ALTRI BENI DI CONSUMO Basta dare un’occhiata in giro al supermercato per vedere prodotti provenienti da tutta Europa. Sono tutti prodotti sicuri? Sì, devono es- 12 Sicurezza alimentare: la normativa è OK serlo. L’Unione europea dispone di leggi che contribuiscono a garantire la sicurezza dei prodotti in vendita. Anche se nessun sistema di regolamentazione può garanti- diritti&consumi, n.10/11, 2004 re ai consumatori il rischio zero o il 100% di sicurezza, le norme di sicurezza dei paesi dell’UE sono fra le più elevate del mondo. La sicurezza alimentare si basa sul principio che per garantire la sicurezza sia necessario esercitare un controllo sull’intera catena alimentare. Le norme europee in tema di sicurezza alimentare disciplinano quindi il sistema di produzione degli agricoltori (compresi i prodotti chimici utilizzati per le piante e i mangimi per gli animali), le modalità di lavorazione degli alimenti, gli additivi e coloranti che possono essere impiegati e le modalità di vendita. L’UE dispone inoltre di leggi sulla sicurezza degli alimenti importati nell’UE dai nostri partner commerciali in altre parti del mondo. La legislazione dell’UE sulla sicurezza degli altri beni di consumo è altrettanto severa e prevede l’obbligo generale che tutti i prodotti venduti nell’UE siano sicuri. Se un’impresa si accorge di aver commercializzato prodotti pericolosi essa ha l’obbligo giuridico di informare le autorità dei paesi dell’UE interessati. Se il prodotto in questione costituisce un serio pericolo l’impresa deve ritirarlo dal mercato. 4. INFORMARSI SU CIÒ CHE SI MANGIA Come è possibile sapere cosa si mangia? Basta guardare le informazioni indicate sulle confezioni. La normativa europea sull’etichettatura dei prodotti alimentari permette di sapere cosa si sta mangiando. L’etichetta deve contenere informazioni complete sugli ingredienti utilizzati nella preparazione di un prodotto alimentare, nonché informazioni sugli eventuali coloranti, conservanti, edulcoranti e altri additivi chimici utilizzati. Se uno degli ingredienti è un prodotto a cui alcuni consumatori potrebbero essere allergici, come ad esempio le noci, questo deve essere indicato sull’etichetta anche qualora il prodotto sia utilizzato in quantità ridotte. La normativa dell’UE in tema di etichettatura dei prodotti alimentari stabilisce quali prodotti possano chiamarsi “biologici” e l’uso di denominazioni associate a prodotti di qualità provenienti da particolari regioni europee – ad esempio, se l’etichetta del prodotto indica “Prosciutto di Parma”, si può essere sicuri che tale prosciutto viene da Parma, se indica “Kalamata” si può essere sicuri che le olive vengono da Kalamata. Il diritto comunitario consente inoltre di sapere se un alimento è geneticamente modificato (GM) o se contiene ingredienti geneticamente modificati. In questo caso deve essere contrassegnato dalla dicitura “geneticamente modificato” sull’etichetta. 5. CONTRATTI EQUI NEI CONFRONTI DEI CONSUMATORI Avete mai firmato un contratto senza leggere tutto quanto è scritto a caratteri piccoli? E se a caratteri piccoli è scritto che l’acconto appena versato non è rimborsabile, nemmeno nel caso in cui l’impresa non rispetti la sua parte del contratto? E se è scritto che è possibile annullare il contratto solo versando alla ditta una somma esorbitante? La legislazione dell’UE stabilisce il divieto delle clausole contrattuali abusive. Indipendentemente dal tipo di contratto firmato e dallo Stato membro dell’UE in cui viene firmato, la legislazione dell’UE protegge i consumatori da questo tipo di abusi. 6. A VOLTE I CONSUMATORI POSSONO CAMBIARE IDEA Immaginiamo che un rappresentante si presenti improvvisamente alla vostra porta e in qualche modo vi convinca a firmare un contratto per l’installazione di doppi vetri alle finestre o di una nuova moquette per un costo di centinaia di euro. La legislazione dell’UE protegge i consumatori da questo tipo di vendita porta a porta. In linea di principio, è possibile annullare questo tipo di contratto entro sette giorni. Esistono tuttavia alcune eccezioni: ad esempio, i contratti di assicurazione e gli acquisti per un valore inferiore a 60 euro. La legislazione dell’UE tutela inoltre i consumatori che acquistano per corrispondenza, via Internet, da società di televendita o da altri rivenditori a distanza. Truffe come la fornitura non richiesta o inertia selling – invio di beni non sollecitati con successiva richiesta di pagamento – sono proibite dal diritto comunitario. Qualora si acquisti un prodotto o un servizio da un sito web, per corrispondenza o da una società di telemarketing è possibile annullare il contratto, senza dover fornire giustificazioni, entro sette giorni lavorativi. Per alcuni servizi finanziari si ha tempo fino a quattordici giorni lavorativi per annullare il contratto. 7. CONFRONTARE I PREZZI DEVE ESSERE PIÙ FACILE Come è possibile confrontare il prezzo di due diverse marche di cereali per la colazione quando una marca è venduta in scatole da 375 g e l’altra in scatole da 500 g? La legislazione dell’UE impone ai supermercati l’obbligo di indicare il prezzo unitario del prodotto ossia il prezzo al chilo o al litro allo scopo di aiutare il consumatore a decidere qual è il prodotto più vantaggioso. La legislazione comunitaria impone inoltre alle società di servizi finanziari di fornire determinate informazioni in modo standardizzato. Le società di credito e di gestione di carte di credito, ad esempio, devono indicare il tasso di interesse annuo che il consumatore dovrà pagare e non solamente l’importo dei rimborsi mensili. Vendite porta a porta: il diritto di cambiare idea 13 diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 E 20-12-2004 UROPA La tutela nelle vacanze “tutto compreso” 14 diritti&consumi, n.10/11, 2004 14:42 Pagina 14 8. I CONSUMATORI NON VANNO INGANNATI Ricevete una lettera da una società di vendita per corrispondenza che si congratula con voi per aver vinto il primo premio di una lotteria organizzata dalla stessa società. Si tratta invece di uno stratagemma che ha lo scopo di spingervi a contattare la società in questione affinché possa cercare di convincervi ad ordinare qualcosa. In realtà non avete vinto nessun premio. Questa forma di commercializzazione è legale? No. La pubblicità che induce in errore o inganna il consumatore è vietata dalla legislazione dell’UE. Nel caso di televendite, vendite per corrispondenza o in linea i rivenditori hanno l’obbligo di essere aperti ed onesti con i clienti. In base alla legislazione dell’UE devono fornire ai consumatori informazioni complete sulla propria identità, i prodotti venduti, il loro prezzo (comprese tasse e spese di consegna) e i tempi di consegna. Il diritto comunitario stabilisce che le società di credito e di gestione di carte di credito debbano fornire per iscritto tutti i particolari relativi ai contratti di credito stipulati, comprese le informazioni sugli interessi da pagare, sulla durata del contratto e sulle modalità di risoluzione. 9. LA TUTELA DEI CONSUMATORI DURANTE LE VACANZE Cosa succede se partite per una vacanza “tutto compreso” e l’operatore turistico fallisce? Cosa si può fare quando l’opuscolo informativo sulla vacanza “tutto compreso” ha promesso un albergo di lusso e ci si ritrova invece in un cantiere? In entrambi i casi la legislazione dell’UE tutela il consumatore. Gli operatori turistici che offrono viaggi “tutto compreso” sono obbligati a disporre di meccanismi per garantire il rientro del consumatore qualora vadano in fallimento mentre quest’ultimo è in vacanza. Devono inoltre offrire un risarcimento nel caso in cui le vacanze non corrispondano a quanto promesso negli opuscoli informativi. Se l’operatore tu- ristico cerca di aumentare il prezzo della vacanza o di cambiare il luogo di villeggiatura previsto senza l’accordo del consumatore, la legislazione dell’UE consente di annullare la prenotazione. E nel caso si arrivi all’aeroporto e si scopra di non potersi imbarcare sul volo previsto a causa di un overbooking imputabile alla compagnia aerea o all’operatore turistico la legislazione dell’UE dà diritto ad un risarcimento. Nel corso delle vacanze o anche dopo il rientro a casa la legislazione comunitaria tutela i consumatori dai venditori senza scrupoli di sistemi di multiproprietà. I sistemi di multiproprietà offrono il diritto di utilizzare un appartamento o una villa in una località turistica per un determinato periodo di tempo ogni anno in cambio dell’acquisto di una parte dei diritti di proprietà. In passato i venditori di programmi di multiproprietà in alcune località di villeggiatura hanno assediato turisti di altri paesi esercitando pressioni per convincerli a firmare contratti onerosi che i consumatori non erano in grado di capire interamente. Attualmente la legislazione dell’UE protegge da questo rischio. I consumatori hanno infatti il diritto di ricevere una copia dell’opuscolo informativo sulla multiproprietà, oltre ad una traduzione del contratto proposto, nella propria lingua. Una volta firmato un contratto si dispone di un periodo di riflessione di dieci giorni durante il quale è possibile annullare il contratto senza dover fornire spiegazioni. Grazie infine al diritto comunitario è ora più facile partire in vacanza con i propri amici a quattro zampe. Quando il veterinario avrà rilasciato al vostro cane, al vostro gatto o al vostro furetto il nuovo passaporto per animali domestici, potrete farlo viaggiare con voi in qualsiasi paese dell’UE. 10. MEZZI DI RICORSO EFFICACI PER LE CONTROVERSIE TRANSFRONTALIERE L’UE sostiene una serie di reti che possono fornire ai consumatori consulenza e supporto per presentare reclami contro i commercianti di altri paesi dell’UE. In ciascuno dei 25 Stati membri dell’UE i cittadini possono ricevere consulenza nella lingua ufficiale del paese chiamando gratuitamente il servizio di informazioni della Commissione “Europe Direct” al seguente numero: 00 800 6 7 8 9 10 11 lingua nazionale. Il loro indirizzo figura al seguente sito: http://europa.eu.int/comm/re present_en.htm Nel corso dei prossimi anni la rete della Commissione di centri europei dei consumatori verrà progressivamente estesa a tutta l’Europa allargata. In tali centri si possono ricevere informazioni sui propri diritti per quanto riguarda gli acquisti effettuati all’estero. Attualmente la rete di centri europei dei consumatori copre 13 Stati membri. Per entrare in contatto con i centri esistenti si consulti il seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/consumers/map.htm Nei prossimi anni la rete dei centri di compensazione nazionali della rete extragiudiziale europea per la risoluzione delle controversie transfrontaliere (EEJ-Net) verrà progressivamente estesa a tutta l’Europa allargata. I centri di compensazione possono prestare assistenza per presentare un reclamo contro un commerciante di un altro paese dell’UE o per comporre una controversia transfrontaliera tramite un sistema di risoluzione extragiudiziale (ad esempio, rivolgendosi al mediatore nazionale). Attualmente EEJ-Net copre 15 Stati membri oltre a Norvegia e Islanda. Per ulteriori dettagli si consulti: http://europa.eu.int/comm/con sumers/redress/out_of_court/e ej_net/acce_just14_en.htm Informazioni sull’UE nelle 20 lingue europee sono disponibili in linea al seguente indirizzo: http://www.europa.eu.int Una serie di schede in inglese, francese e tedesco sui diritti dei cittadini nell’Unione europea è disponibile sul sito Web della Commissione “Dialogo con i cittadini”: http://europa.eu.int/citizensrights/ Il servizio è gratuito da qualsiasi linea telefonica ordinaria in ciascuno dei 25 Stati membri dell’UE. Si tenga presente tuttavia che alcuni operatori di telefonia mobile non consentono l’accesso ai numeri verdi. Controversie transfrontaliere: cosa fare? 15 Questo documento, disponibile anche sul sito della Commissione UE - Direzione generale salute e tutela dei consumatori, è a scopo unicamente informativo e non rappresenta quindi gli orientamenti ufficiali della Commissione sull’interpretazione delle norme o delle politiche dell’Unione europea. La Commissione europea dispone di uffici nelle capitali di tutti i 25 Stati membri dell’UE e anche in alcuni capoluoghi regionali. Questi uffici offrono consulenza e materiale informativo nella diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 E 20-12-2004 UROPA 14:42 Pagina 16 UE e tutela dei consumatori: il “manifesto” di Markos Kyprianou volta evasive hanno però mostrato la sua buona conoscenza del settore. A più riprese, in particolare per quello che riguarda i controlli in ambito di sicurezza alimentare la mobilità dei pazienti o ancora i servizi sanitari, ha fatto comprendere apertamente che vedrebbe di buon occhio l’accrescimento delle competenze dell’Unione ma, per il momento, bisogna agire al meglio nel quadro legale esistente. Traduzione a cura di Cristina Coppi 16 “Abbiamo ora una grande responsabilità e faremo del nostro meglio per servire l’Europa”. Questa la dichiarazione con cui José Durao Barroso, a nome della nuova Commissione, ha ringraziato per la fiducia che il Parlamento ha riconosciuto al nuovo Esecutivo. Si è insediata infatti il 22 Ottobre la nuova Commissione Europea e sarà in carica fino al 31 ottobre 2009. In questo numero di D&C diamo spazio alla presentazione al Parlamento europeo di Markos Kyprianou, nuovo Commissario Europeo per la Salute e la Tutela dei Consumatori: “E’ con l’espressione “parlamentare che si rivolge a parlamentari” che il commissario designato da Cipro, Markos Kyprianou si è rivolto ai deputati. Nel suo discorso introduttivo egli ha ricordato la sua esperienza di deputato nazionale, della durata di dodici anni, che costituisce, ai suoi occhi, “ la migliore base per esercitare poteri esecuti- Primo obiettivo: riportare la fiducia nel mercato interno vi”, in particolare sul piano sopranazionale. Ha ricordato i principi ai quali sottometterà l’esercizio delle sue funzioni se il parlamento darà parere positivo alla sua candidatura: indipendenza asso- luta da tutte le influenze nazionali, locali, economiche, di parte e politiche miranti a determinare la politica della UE; piena disponibilità nei confronti del parlamento europeo e cooperazione sincera e aperta; dialogo con i cittadini; rispetto rigoroso delle regole per una giusta amministrazione, in particolare sul piano delle risorse umane e finanziarie. Poi ha definito le sue priorità in materia di sanità pubblica, di sicurezza alimentare e protezione dei consumatori per i prossimi cinque anni. Prima di tutto si è posto come obiettivo di destare, tra i cittadini europei, siano essi acquirenti di beni o servizi, consumatori di alimenti o utenti di servizi sanitari, il “sentimento di fiducia nei confronti del mercato interno”. Per questo si concentrerà sul raggiungimento di “risultati pratici” piuttosto che sulla ricerca “di modello ideale” o sul “dialogo infruttuoso fra l’armonizzazione parziale o completa”. Si è impegnato inoltre fermamente per un’apertura in favore di una “reale entrata in vigore dell’acquisto comunitario nei Paesi Membri”. Infine si è detto pronto, in quanto uomo politico, ad affrontare i dilemmi inerenti al portafoglio a lui assegnato: conflitto in un mercato competitivo ed aperto da un lato, regolamentazione e controlli dall’altro; sogli di percezione del rischio sanitario “eccessiva o logica”, equilibrio nella valutazione dei benefici sociali e delle ripercussioni economiche nelle decisioni da prendere. Il commissario ha tracciato una lista di tutte le sue preoccupazioni all’interno del settore della sanità e sicurezza alimentare: lotta contro l’obesità, il tabagismo e l’abuso diritti&consumi, n.10/11, 2004 di alcool, in particolare per ciò che riguarda i giovani; applicazione delle buone pratiche e migliore cooperazione dei servizi nazionali sanitari; difesa del diritto dei pazienti ad avere informazioni; alta qualità della catena alimentare non solo da un punto di vista legislativo ma anche grazie a migliori controlli all’interno dei paesi membri e al monitoraggio sistematico, comprese le derrate importate. Per ciò che riguarda la tutela dei consumatori, questa costituisce, secondo il commissario designato, “un obiettivo particolare nel contesto dell’ultimo allargamento” ed anche una delle priorità della strategia di Lisbona “i consumatori devono aver fiducia nel mercato europeo” ed avere la certezza che i loro diritti sono rispettati. Uno degli obiettivi di Kyprianou è il rafforzamento delle procedure e delle strutture, in particolare nei nuovi paesi membri. Le risposte del commissario designato, per la gran parte politiche e diplomatiche, tal- Mobilità dei pazienti e accesso alle cure L’On.le Cristina GutierrezCortines ha fatto riferimento ad una delle risposte del commissario designato relativamente alla carta europea della sanità. Secondo la deputata, questa disposizioni non sono sufficienti considerate le differenze profonde tra i paesi per quello che riguarda la qualità, i prezzi e l’accessibilità alle cure. Un libro verde, che analizzi la situazione e proponga delle soluzioni, sarebbe, ai suoi occhi, benvenuto. Kyprianou ha riconosciuto che “l’UE non è progredita molto in questo ambito” ma ha anche sottolineato che le cure sanitarie rivelano l’autorità dei paesi membri. L’iniziativa del libro verde potrebbe però secondo lui, essere accolta favorevolmente dagli stati membri. Si è impegnato a prenderla in considerazione. Per l’On.le Irena Belohorskà, “questo problema deve essere risolto il più velocemente possibile” poiché la mobilità dei pazienti e delle professioni sanitarie è in aumento. “Non voglio una soluzione momentanea” ha reagito Kyprianou ricordando le competenze limitate dell’Unione è possibile tutto al più incoraggiare il coordinamen- 17 diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 18 fortunati e i meno fortunati”. Il commissario ha ricordato che le differenze esistono anche tra i paesi secondo la loro ricchezza. Per lui, l’azione della commissione dovrà soprattutto mirare alla sicurezza dei prodotti: “i prodotti meno cari non possono essere meno sicuri, meno sani”. to tra gli stati. “E’ bene che voi parliate di politica perché è una questione politica che sto per porvi” ha detto l’On.le Dorette Corbey secondo cui l’accesso alle cure ed una vita sana tout court (alloggi, prodotti alimentari) è ancora diverso tra “i più 18 Obesità, tabagismo, alcool Per il commissario designato, la lotta contro obesità, tabacco e alcool sono le priorità. E’ di qua che passa anche la lotta per una vita migliore e più sana, a cui si ricongiunge l’azione in favore del prolungamento della durata della vita proposta dall’On.le Françoise Grossetete. In risposta ad una domanda del- l’On.le Cristina GutierrezCortines, Kyprianou ha riconosciuto i benefici della dieta mediterranea sull’obesità. “Sono da troppo tempo a Bruxelles per servire io stesso da esempio di questi benefici” ha glissato ironicamente il commissario Cipriota. Apprezzando la volontà del commissario designato di lottare contro il tabagismo, l’On.le Adamos Adamou ha espresso qualche riserva sulla capacità della commissione di far fronte alla potente industria del tabacco. “In quanto ministro delle finanze, dovevo affrontare le banche un settore tanto potente non ha esitato ed ha ottenuto successo. Allo stesso modo attaccherò i giganti del tabacco” ha dichiarato Kypria- LOTTA AL FUMO: PRESTO IMMAGINI SHOCK SUI PACCHETTI DI SIGARETTE Il Commissario Byrne ha approvato lo stanziamento di 72 mln di euro per una campagna media contro il fumo che prevede l’uso di immagini shock sui pacchetti di sigarette per incoraggiare I fumatori a smettere. Immagini di polmoni ammalati, un corpo in cassa mortuaria ed un uomo con un tumore alla gola sono solo alcune delle immagini (42 in tutto) che i Paesi dell’UE potranno far inserire sui pacchetti di sigarette accanto alle già note scritte “nuoce gravemente alla salute” etc. Le immagini sono state concepite appunto per essere aggiunte agli annunci presenti sui pacchetti già dallo scorso anno. “Le persone hanno bisogno di essere scioccate” ha detto il Commissario Byrne. “Il vero volto del fumo è la malattia, la morte e l’orrore e non il fascino e la sofisticazione che le industri del tabaccato cercano di rappresentare. L’Unione Europea deve portare questo messaggio ai giovani attraverso le campagne media e ai fumatori attraverso i pacchetti di sigarette”. L’Irlanda e il Belgio hanno già presentato il loro piano per introdurre le immagini dal prossimo anno e la Commissione auspica che presto seguano gli altri paesi. Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto la Dott.ssa Ann McNeill, autrice del rapporto sulle politiche del tabacco in Europa, ha stimato che le malattie legate al tabacco in Europa costano 100 mld di Euro ogni anno pari all’1% del PIL Europeo. Il tabacco è la causa più ampia di morte “evitabile” nei 25 paesi dell’Unione Europea. Ogni anno muoiono più di 650 persone pari al 15% di tutti i decessi e al 25% di tutti i decessi per cancro. Il nuovo programma contro il fumo partirà dal prossimo anno e durerà fino al 2008, è stato stanziato un budget di 72 mln di euro con lo scopo di prevenire il fumo giovanile e incentivare gli adulti a smettere. Questa campagna segue quella di “prevenzione” realizzata nel biennio 2002-2004 “Feel Free to say no” in cui si diceva ai giovani “Be cool- don’t smoke” e che aveva come testimonial star della musica e del calcio. (C.C.) diritti&consumi, n.10/11, 2004 nou poiché, secondo il candidato “non c’è peggiore flagello del tabacco” bisogna opporsi a tutte le forme di incitamento al suo consumo. Allo stesso modo ha menzionato l’industria cinematografica: “Si insiste assolutamente a mostrare i fumatori, a cui almeno i giovani fanno riferimento” ha dichiarato facendo allusione alle fasce orarie di trasmissione. Ha fatto inoltre la distinzione tra il consumo di alcool e di tabacco in risposta alla domanda dell’On.le Mojca Drcar Murko. Secondo lui, fumare una sola sigaretta è già nocivo per la salute, mentre, nel caso dell’alcool, è solo il suo abuso che provoca gravi conseguenze. Ha sottolineato che l’azione dovrà concentrarsi sul consumo di sigarette e alcool da parte dei minori. gislazione in corso ispira tutta la sua fiducia e che gli attribuisce molte speranze. Per lui, in questo settore, la sanità resta la priorità. L’On.le Carl Schlyter ha voluto sapere come Kyprianou ha inten- “Non c’è peggiore flagello del tabacco” zione di difendere questa priorità in seno alla Commissione dal momento che la responsabilità per questo settore “incombe” su un altro Commissario e che le poste in gioco per il mercato interno e l’industria sono molto importanti. “Una della particolarità dell’UE, è giustamente la divisione delle responsabilità, al Parlamento come alla Commisione Europea” ha ribadito il commissario designato. Per lui il problema si porrà se il coordinamento del settore sarà cattivo ma “in seno alla commissione Barroso questo non accadrà”. Il candidato commissario si è inoltre impegnato a formarsi una migliore conoscenza dei settori relativi alle sostanze pericolose e allo stesso tempo per ciò che riguarda i pesticidi residui ricordati dall’On.le Karl Heinz Florenz. 19 Informazione dei Consumatori Tutta una serie di questioni relativa all’accesso dei pa- Pacchetto REACH In risposta alle domande relative ai prodotti chimici nel contesto del pacchetto REACH, domande poste dall’On.le Guido Sacconi e On.le Hiltrud Beyer, Kyprianou ha rinviato i deputati alle sue risposte scritte nel questionario preliminare all’audizione. Sottolinea che il rimaneggiamento della le- diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 E 20-12-2004 UROPA 14:42 Pagina 20 zienti e dei consumatori all’informazione. L’On.le Hiltrud Beyer ha incitato il candidato a iniziare “una direttiva sull’informazione dei consumatori”. Lo ha interrogato anche sui suoi progetti d’azione contro la pubblicità ingannevole, specialmente quella indirizzata ai bambini, e su una migliore etichettatura dei prodotti alimentari, in particolare per quello che riguarda l’informazione sulle derrate contenenti OGM. Dan Jorgensen ha voluto sapere che cosa ha intenzione di fare il candidato nell’ambito del le informazioni nutrizionali e sanitari, in particolare per ciò che riguarda gli additivi a base di vitamine. Per migliorare l’informazione, Kyprianou conta molto sulla cooperazione con le organizzazioni non-governative. Per l’arricchimento degli alimenti con le vitamine, il commissario designato non considera il fato come un “male in sé” Il problema si pone, secondo lui, nel momento in cui la “menzione” di una sostanza buona sulla confezione distoglie l’attenzione dalla cattiva qualità del prodotto stesso. Sicurezza alimentare L’On.le Frederique Ries ha incitato il Commissario designato ad anticipare di più il futuro, in ambito sdi sicurezza alimentare, piuttosto che limitarsi a reagire. Il tema CONTROVERSIE TRASFRONTALIERE: SI UNISCONO CEC e EEJ-NET 20 Un nuovo network per informare i cittadini sui loro diritti come consumatori. E’ quello che vedrà luce integrando i due network esistenti, i CEC (Centri Europei dei Consumatori), che attualmente informano ed assistono sui temi transnazionali, e il Network Europeo Extra-giudiziale che aiuta i Consumatori a risolvere le loro “dispute” attraverso schemi di soluzione alternativa come mediatori e arbitrati (EEJ-net). Il nuovo network nascerà nel 2005 e conterà sulle recenti iniziative messe in atto dai Commissari uscenti Byrne e Telicka per aumentare la consapevolezza di come la legge europea protegga i diritti dei consumatori.“La legge Europea - ha dichiarato Byrne - fornisce molta protezione ai consumatori. Comunque le persone hanno bisogno di conoscere i propri diritti e come rafforzarli se la protezione legale diverrà una pratica comune”. n una ricerca recente pubblicata da Eurobarometro sui cittadini europei e sull’”accesso” alla giustizia i consumatori europei hanno mostrato un forte interesse nell’“accesso” all’informazione da un network europeo che li aiuti a risolvere le questioni transnazionali Circa il 60% degli intervistati erano a conoscenza dell’esistenza di schemi per la risoluzione alternativa delle “dispute” (ADR) (come ad esempio ombudsman, mediatori, conciliazioni etc). Gli schemi di ADR possono essere efficaci da un punto di vista dei costi e della velocità er la risoluzione delle dispute tra i consumatori e i commercianti. La Commissione è stata entusiasta di promuovere il loro uso per la rsoluzione delle dispute transnazionali dei consumatori, è questo il motivo per cui è stato lanciato nel 2001 il Network extra giudiziale. Il 58% degli intervistati ha affermato che se avessero una disputa transnazionale sarebbero molto interessati a consultare il Network EEJ per avere informazioni sugli schemi di risoluzione alternativa nei loro paesi. Per ulteriori informazioni sulla rete extragiudiziale europea: www.europa.eu.int (C.C.) diritti&consumi, n.10/11, 2004 della prevenzione è tornato spesso nello scambio di vedute sull’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che ha sede a Parma, e l’Ufficio Alimentare e Veterinario, a Dublino. L’On.le Horst Schnellhardt e l’On.le Dagmar Roth-Behrendt non hanno nascosto le loro riserve sulla capacità di cooperazione delle due istituzioni. Hanno ricordato che la sede dell’EFSA non è stata sostenuta dal Parlamento. “La- Informare su pericoli e possibilità del mercato interno sciatemi esaminare da vicino il loro funzionamento, lasciatemi un po’ di tempo” ha risposto il commissario designato sottolineando anche i ruoli differenti e complementari delle due istituzioni. Quanto all’efficacia dei controlli evocati nel contesto dall’On.le Richaird Seeber, Kyprianou ha sottolineato una volta di più che questo dipende dalle competenze nazionali e che il ruolo della Commissione è praticamente limitato “ad un controllo dei controllori”. Per lui la soluzione risiede in una buona programmazione e una ridefinizione delle priorità dopo l’allargamento. La protezione dei consumatori e il mercato interno La seconda parte dell’audizione di Kyprianou si è rivolta alla tutela dei consumatori nel mercato interno. La fiducia del consumatore passa da “una corretta informazione sui pericoli ma anche sulle possibilità del mercato interno” ha sottolineato il commissario designato all’interno della sua introduzione. Ora, gli interessi dei consumatori sono talvolta messi male nell’ambito di certi casi di armonizzazione dei servizi, ha stimato l’On.le M. Wuermeling. L’esempio emblematico della direttiva sul credito al consumo, per il quale le misure di protezione più restrittive sono difese dal parlamento, è stato citato da numerosi deputati. Kyprianou tende a sdrammatizzare: “Sebbene io debba tendere ad assicurare un’armonizzazione più completa possibile, farò attenzione affinché la protezione dei consumatori sia sempre tenuta in conto. Tuttavia, per completare il mercato interno, bisogna confrontare i sistemi nazionali ed armonizzarli. Sia i consumatori che le aziende non dovranno rimetterci”. Kyprianou è stato ancora più esplicito nella sua risposta all’On.le Evelyn Gebhardt: “i prodotti e i servizi armonizzati non dovranno in nessun caso comportare un pericolo per il consumatore sia esso finanziario, fisico o sanitario”. Esprimendo un’opinione che “urterà forse il Consiglio”, Kyprianou si è dichiarato a favore di un’armonizzazione delle norme che prendono come base “le regole più radicali in vigore all’interno di uno stato membro”, in risposta all’On.le Magrete Auken che ha affermato con vigore che certi paesi molto restrittivi sono lesi nel momento in cui l’Unione permette il ricorso a norme meno severe. “Ma bisogna essere realisti, l’armonizzazione non può essere che il frutto di un compromesso tra gli stati membri”, ha mediato Kyprianou. 21 Per ulteriori informazioni sulla Nuova Commissione e i Commissari si può visitare il sito dell’Unione www.europa.eu.int diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 22 I CONCILIATORI TELECOM DI MDC T Conciliazione: nuovo regolamento per Telecom. Tim lancia la conciliazione on-line ELECOMUNICAZIONI di Fabiana Peruzzi Giudice Onorario e consulente MDC Roma centro Procedura gratuita ed efficace 22 In occasione del seminario di formazione dei conciliatori tenutosi a Fiuggi nel Luglio scorso, è stata presentata la nuova procedura di Conciliazione Telecom Italia-Associazioni dei Consumatori, il cui Regolamento è stato sottoscritto lo scorso 11 marzo 2004 all’esito di un anno di lavoro congiunto, mirato alla rivisitazione della sua conformità al nuovo quadro normativo di riferimento, sia nazionale che europeo (Raccomandazioni UE 1998/257/CE – 2001/310/CE e Delibera AGCOM 182/02/CONS). La procedura di Conciliazio- ne costituisce per l’utente Telecom un valido strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie nel caso in cui venga lamentata la violazione di un diritto o di un interesse in relazione al rapporto contrattuale esistente con l’azienda (ad es. nel caso di ritardo nell’attivazione di un servizio richiesto, di ingiustificata sospensione o distacco di linea, di contestazione degli importi fatturati, etc.). Il cliente Telecom, infatti, dopo aver segnalato il proprio motivo di insoddisfazione, e quindi, il problema anche di natura tecnica che lo riguarda, attraverso l’inoltro di un Reclamo e di fronte ad un suo esito negativo perché ritenuto infondato dal gestore, può promuovere il tentativo di Conciliazione chiedendo alla Commissione di Conciliazione competente per territorio il riesame del caso. La procedura di Conciliazione è gratuita e viene attivata attraverso la compilazione, la sottoscrizione e l’inoltro da parte dell’interessato della domanda di Conciliazione, reperibile presso le sedi e/o i siti internet delle Associazioni dei Consumatori firmatarie nonché sul sito www.187.it di Telecom Italia. SPESE DI INVIO DELLA BOLLETTA: NON SONO A CARICO DELL’UTENTE! I cittadini sembrano più attenti alla bolletta! È recente la decisione con la quale il Giudice di Pace di Trento ha sentenziato che l’importo di euro 0,50 inserito in una bolletta di pagamento di Wind Telecomunicazioni S.p.a. per “spese di spedizione del conto telefonico” non è legittimamente dovuto. Il Giudice si è espresso a seguito di ricorso da parte di un cittadino il quale contestava l’insussistenza del diritto del gestore telefonico ad esigere tale somma dallo stesso giustificata dal costo della spedizione della bolletta telefonica. La sentenza si colloca in una visione giurisprudenziale ormai compatta secondo cui, in base alla combinazione delle disposizioni legislative del D.P.R. 633/72 con il D.M. 197/97, è escluso che le spese di spedizione della bolletta siano a carico dell’utente. Le disposizioni legislative in oggetto sono appunto il D.P.R. 633/72 che concerne l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, il quale prevede all’articolo 21, disciplinante la fatturazione delle operazioni, comma 8, che le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo. Il D.M. 197/97, invece, recante il regolamento di servizio concernente le norme e le condizioni di abbonamento al servizio telefonico, stabilisce all’art. 18 che “la bolletta telefonica costituisce fattura e il gestore dovrà inviarla all’abbonato con almeno quindici giorni di anticipo rispetto alla data di scadenza dei pagamenti”. Combinando quindi le due disposizioni si deduce come le spese di spedizione della bolletta - la quale costituisce regolare fattura - non possono costituire oggetto di addebito, pertanto la Wind Telecomunicazioni S.p.a. non è mai stata legittimata a richiederle! Avv. Valentina Frediani - www.consulentelegaleinformatico.it diritti&consumi, n.10/11, 2004 La domanda può essere anche presentata presso una delle Associazioni dei Consumatori firmataria (alla quale l’interessato avrà conferito mandato a rappresentarlo in sede conciliativa) la quale provvederà a trasmetterla all’Ufficio di Conciliazione regionale. La Commissione di Conciliazione segue il modello paritetico, è, cioè, composta da due Conciliatori: uno in rappresentanza dell’utente ed uno in rappresentanza di Telecom Italia. In virtù del nuovo Regolamento di Conciliazione tra le facoltà della Commissione vi è anche quella di ascoltare il cliente, qualora questi ne faccia espressa richiesta nella domanda di Conciliazione. La procedura si esaurisce entro 45 giorni dal ricevimento della domanda da parte dell’Ufficio di Conciliazione e la controversia è composta secondo equità, andando, cioè, a considerare le peculiarità del caso concreto, con riferimento sia agli impegni contrattuali assunti che alla normativa di settore. L’utente ha la facoltà di abbandonare la procedura in qualsiasi momento, potendo così rivolgersi ad altri meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie (v. conciliazione presso i CORECO) o agli ordinari organi giurisdizionali (Tribunale o Giudice di Pace); egli è, comunque, libero di accettare o meno la soluzione convenuta dalla Commissione entro 3 giorni lavorativi dalla sua comunicazione. L’efficacia dello strumento conciliativo risulta dai dati forniti circa il numero totale di domande pervenute agli Uffici di Conciliazione e, quindi, di conciliazioni concluse. Nell’anno 2002 a fron- Giuseppe Gargiulo MDC Piano di Sorrento (NA) Via Gennaro Maresca, 112 E-mail: [email protected] Tel. 081 8083892 - Fax. 081 8782904 Fabiana Peruzzi MDC Roma Centro Via Piemonte, 39/a Tel. 064881891 – Fax 064820227 E-mail: [email protected] Giovanni Festa MDC San Salvatore Telesino (BN) Via Telese Vetere, 7 Tel. e Fax 0824.948.099 E-mail: [email protected] Simona Ciullo MDC Lecce Via Brancaccio, 8 Tel. e Fax 0832331112 E-mail: [email protected] Sabrina Pasquini MDC Perugia Via Alessi, 1 Tel. 075.5720.483 - Fax 075.5725.931 E-mail: [email protected] Mattia Cappello MDC Milano Via Padova, 29 Tel. 0245475777 - Fax 0245475776 E-mail: [email protected] te di 725 domande pervenute, 624 sono state conciliate e tra queste pressoché la metà (309) hanno prodotto lo storno degli importi contestati a favore del cliente, 202 hanno determinato lo storno di parte dell’importo fatturato e la rateizzazione del residuo, 71 hanno permesso la rateizzazione delle somme dovute (fonte Telecom). Dall’inizio della procedura (nata nel 1991 ed operante in via sperimentale in Sicilia e Palermo, per poi diffondersi in tutto il territorio nazionale nel 1992) le domande di Conciliazione discusse risultano in totale 29.734, di cui l’87% (25.814) conciliate (fonte Telecom). La procedura di Conciliazione Telcom-Associazioni dei Consumatori ha costituito la base per una proposta di Conciliazione on-line avanzata da TIM. E’ di pochi mesi fa, infatti, la nascita di un nuovo portale (www.timxte.tim.it) dedicato al consumerismo ed ai rapporti con le Associazioni dei Consumatori, nel quale è presente ed è illustrata la possibilità di ricorrere ad una procedura di Reclamo, prima, e di Conciliazione, poi, Elisabetta Delle Piane MDC Genova Via Caffa, 3/5 b Tel e Fax 010 3623036 E-mail: [email protected] Roberta Ruta Via Garibaldi, 5 09124 - Cagliari Tel/Fax 070 659 740 E-mail: [email protected] per la risoluzione stragiudiziale di controversie tra cliente e gestore per quel che riguarda la telefonia mobile. Questo strumento ricalca, in sostanza, quello già approntato da Telecom e dalle Associazioni firmatarie per la telefonia fissa, presentando, però, la novità di una procedura molto più snella e semplificata perché on-line. 23 Sul sito sono presenti i format sia del formulario europeo del Reclamo, sia della domanda di Conciliazione che, una volta compilati, devono essere inviati a TIM per via telematica, senza la necessità di ricorrere al supporto cartaceo. La stessa discussione della soluzione da parte della Commissione paritetica di Conciliazione – e quindi, tra conciliatore della Associazione dei Consumatori in rappresentanza dell’utente e del conciliatore TIM – può avvenire secondo le nuove tecnologie, prime fra tutte la web cam ed il video telefono. La nuova procedura on-line partirà in via sperimentale dal prossimo settembre 2004, coinvolgendo in questa prima fase solo le sedi nazionali delle Associazioni dei Consumatori. diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 T ELECOMUNICAZIONI 14:42 Pagina 24 ADSL in forte crescita: 5,5 mln gli italiani collegati in banda larga di Paola Oliviero Il 37% degli internauti naviga in banda larga 24 La larga banda in Italia cresce, anche grazie anche allo sviluppo dei nuovi contenuti digitali. L’espansione della rete in Italia si colloca al secondo posto in Europa, per tasso di sviluppo infatti ben 5.5 milioni di italiani sono ad oggi collegati in larga banda. Le politiche messe in atto fino ad oggi hanno dato risultati sicuramente positivi, la penetrazione del territorio è avvenuta sia dal punto di vista territoriale che da quello culturale, portandoci a crescere nei collegamenti tramite banda larga in un anno del 135%. Ad oggi il 37% degli utenti internet usano la banda larga. Questi dati prospettano uno scenario teoricamente all’avanguardia e pronto per nuove opportunità di sviluppo. Di recente uno studio proposto dal Ministro per l’Innovazione e le tecnologie descrive i tratti di un’Italia ancora indietro, in termini di diffusione della larga banda, rispetto ai principali paesi europei. E’ necessario mantenere una politica di intervento che continui a promuovere la domanda e quindi indirettamente anche l’offerta, in modo da consentire al paese di proporsi ai consumatori ed al resto del Mondo, con un ruolo da protagonista nel nuovo mercato della larga banda. L’impegno del Ministro è quello di promuovere la qualità e non solo la quantità di tale innovazione. Nel corso del 2004, il nostro Paese, ha seguito il boom della larga banda che sta avvenendo a livello mondiale, ma a dispetto degli altri paesi da noi non è stato praticato un abbassamento dei prezzi paragonabile agli altri contesti europei. Recentemente circa 43 mila consumatori si sono uniti in una petizione per la riduzione dei prezzi in Italia, anche la stampa e televisione italiana hanno cercato di chiarire il perché di una differenza di prezzo apparentemente inspiegabile. Il confronto fatto è con la nostra vicina, la Francia dove il prezzo non solo arriva ad es- diritti&consumi, n.10/11, 2004 sere pari, alle volte, ad un terzo dell’offerta italiana, ma viene fornita al cliente anche una prestazione maggiore. Ecco due lampanti confronti di offerte proposte dallo stesso operatore verso i consumatori francesi e quelli italiani: la nostra Telecom Italia offre (www.aliceadsl.it) una connessione con Alice che costa, al consumatore italiano, 36,95 euro per la linea 640Kbit/s e 64,95 euro al mese per la linea a 1024Kbit/s; mentre spostandoci nella vicina Francia troviamo, da parte della stessa Telecom un’offerta alquanto differente: 1024Kbit/s in promozione a 5,48euro al mese e la Alice Super 3M a 3072Kbit/s sempre in promozione a 12,48euro al mese. Anche Tele2 Italia pubblicizza da noi una linea ADSL fino a 640 kbit/s a 33,95euro mensili, mentre quando diventa Tele2 France la proposta per il consumatore cambia trasformandosi in:1024kbit/s a 14,85euro/mese e la 2048kbit/s a 19,85euro/mese. A determinare il prezzo dell’offerta sono tre componenti: l’operatore, motivazioni di marketing, il gestore e l’autorità nazionale delle telecomunicazioni. Il problema in Italia, risiede nel numero di società in grado di vendere l’Adsl su tutto il territorio, infatti da noi solo Wind e Fastweb sono in possesso delle infrastrutture necessarie per permettere di arrivare al diretto consumatore senza dover ricorrere ai servizi ed alle infrastrutture di Telecom Italia. Il problema maggiore per il nostro Paese risiede nella copertura nazionale, infatti ciascuno di loro arriva solamente al 20% circa del territorio italiano. Ne consegue che, se pure per iscritto l’era del monopolio Telecom sulla telefonia è stato concluso, le infrastrutture presenti in Italia consentono alla Telecom di vivere ancora in un quasi monopolio nel mondo delle telecomunicazioni. A questa motivazione puramente tecnica possiamo aggiungere che la posizione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, considerando le differenze strutturali dei differenti contesti internazionali ritiene inopportuno imporre prezzi basandosi sul confronto con gli altri paesi. spesso superiori a quelle italiane, ma fare un semplice raffronto tra le tariffe si dimostra inutile, bisognerebbe invece rapportare non solo i quattro elementi chiamati in causa pocanzi (l’operatore, motivazioni di marketing, il gestore e l’autorità nazionale delle telecomunicazioni) ma altri fattori dovrebbero essere presi in considerazione nel confrontare le tariffe, ad esempi la situazione macroeconomica in cui l’offerta va ad inserirsi. Le ultime notizie riguardanti gli operatori e le aziende che forniscono infrastruttura, sono senz’altro positive, il Chief Executive Officer di Ericsson, Carl-Henric Svanberg, ritiene che la banda lar- ga e l’alta velocità di trasferimento dei dati siano i due fattori chiave che permetteranno l’ulteriore crescita della propria azienda; in Inghilterra la Britannica BT Group progetta di lanciare un programma pilota entro la fine del 2004 allo scopo di verificare l’interesse degli utenti e le proprie capacità tecnologiche, investendo sulla larga banda. La fiducia sta tornando lentamente nel mercato, e nel 2004 si vedono i segni di una ripresa evidente e di una visibile crescita dell’economia. In questo quadro di rinnovata fiducia, solo poche aziende sono in possesso delle tecnologie avanzate che possono davvero cambiare il panorama delle telecomunicazioni. 25 Guardando ad altri Stati limitrofi al nostro, come la Spagna o l’Inghilterra possiamo notare come le tariffe siano diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 W ELFARE 14:42 Pagina 26 Borsa continua del lavoro: un servizio per l’occupazione di Maurizio Sorcioni Sociologo 26 diritti&consumi, n.10/11, 2004 Lo sviluppo di un efficiente sistema informativo costituisce uno dei fattori chiave nella modernizzazione del mercato del lavoro italiano. Già nel ‘97 la riforma del collocamento aveva posto l’esigenza di creare un sistema informativo del lavoro in grado di favorire, nel contesto di una parziale liberalizzazione dei servizi di intermediazione, la nascita di servizi per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e l’orientamento professionale dei cittadini e delle imprese. Con la riforma del titolo V della Costituzione, il trasferimento alle Regioni delle competenze in materia di politiche del lavoro e l’affidamento alle Province della gestione dei servizi per l’impie- go, l’esigenza di un sistema informativo capace di integrare le reti territoriali diviene ancora più pressante. locamento, analizza in profondità gli insuccessi, sottolineando la gravità del ritardo. Il testo spiega, infatti, come l’efficace funzionamento Il rischio che agli squilibri del mercato del lavoro risulti strutturali nel mercato del la- “ostacolato da un inefficiente voro si sommasse una grave incontro tra domanda e offerdisparità anche in termini di ta”. La diffusione delle inforaccesso ai servizi e alle in- mazioni dovrebbe avvenire formazioni sulin un vero e le opportunità proprio mercadi lavoro, rento, con una doUna nuova deva, infatti, manda e un’ofmodalità per ferta che si necessaria la definizione di confrontano e favorire standard condiche determinadomanda e visi e soprattutno un prezzo di to di flussi di offerta di lavoro scambio. Un informazione mercato, ovviainterregionali mente particoed interprovinlare, che necesciali tali da garantire la go- sita di regolazione e di forte vernance delle politiche e la presenza pubblica soprattutto spendibilità dei nuovi diritti per le attività di intermediadel lavoro, tra cui quello fon- zione che riguardano le fasce damentale di consentire ad deboli del mercato. Non un cittadino di Lampedusa di mancano, poi, indicazioni candidarsi presso una azien- operative riguardo l’evoluda che ricerca personale in zione del sistema informatiValle d’Aosta. Tuttavia le vo, da intendere come una difficoltà ad integrarsi e a co- vera e propria borsa continua operare tra le diverse respon- del lavoro. sabilità concorrenti in materia di politiche del lavoro e, L’idea è quella di realizzare non ultima, la scarsa valoriz- un’infrastruttura tecnologica zazione delle nuove tecnolo- pubblico-privata, per l’ingie della rete, avevano fatto contro domanda-offerta, nelsostanzialmente fallire ogni la quale alle Regioni spetta il tentativo di creazione di un compito di programmare le nuovo sistema informativo politiche, accreditare le del lavoro. agenzie di intermediazione e sviluppare il sistema dei serNell’ottobre del 2001 il Li- vizi per l’impiego (affidati bro Bianco, ad oltre 4 anni alle Province); al livello cendalla prima riforma del col- trale sono, invece, affidate la definizione degli standard comuni e dei servizi minimi da erogare ad imprese e lavoratori, la gestione dell’interoperabilità tra i vari sistemi regionali e locali d’intesa con Regioni e Province, la raccolta dei flussi informativi per il supporto alle politiche del governo. Gli indirizzi proposti trovano una prima applicazione con il dl 297 del dicembre 2002, che ridisegna la funzione pubblica dei servizi all’impiego. Sparisce il libretto di lavoro e le vecchie procedure burocratiche di autorizzazione per fare posto all’anagrafe del lavoratore. La conoscenza immediata della posizione di ciascuno rispetto al lavoro permette, infatti, di erogare tempestivi servizi di orientamento a chi cerca lavoro e di indirizzare le attività di formazione secondo gli effettivi bisogni prioritari dei cittadini e delle imprese. E’ comunque, con la legge delega in materia di mercato del lavoro del febbraio 2003 che si attribuisce ai servizi di intermediazione ed al sistema informativo un ruolo chiave nella modernizzazione del mercato del lavoro. Introducendo la nozione di borsa continua nazionale del lavoro ed il definitivo superamento del monopolio pubblico, il dispositivo normativo introduce una serie di principi che riformano profondamente il collocamento tra cui: lo snellimento delle procedure amministrative e di incontro tra domanda e offerta di lavoro; il superamento del monopolio pubblico dei servizi di intermediazione; l’incentivazione delle forme di coordinamento e raccordo tra operatori privati e operatori pubblici; la trasparenza e la regolamentazione dei servizi di intermediazione a tutela di cit- tadini ed imprese; la creazione di standard minimi di servizio su tutto il territorio nazionale; l’accesso diretto via Internet ad aziende e cittadini. Ma quale è il modello di servizi previsto? Su quali basi nasce la nuova borsa continua del lavoro? I recenti decreti legislativi la definiscono come un “sistema aperto di incontro domanda-offerta di lavoro finalizzato, in coerenza con gli indirizzi comunitari, a favorire la maggior efficienza e trasparenza del mercato del lavoro, all’interno del quale cittadini, lavoratori, disoccupati, persone in cerca di un lavoro, soggetti autorizzati o accreditati e datori di lavoro possono decidere di incontrarsi in maniera libera e dove i servizi sono liberamente scelti dall’utente”. La borsa continua del lavoro, che opera su scala nazionale, dovrà essere “liberamente accessibile da parte dei lavoratori e delle imprese” e potrà essere consultata “da un qualunque punto della rete, attraverso gli accessi appositamente dedicati da tutti i soggetti pubblici e privati, autorizzati o accreditati all’intermediazione”. A loro volta gli intermediari avranno “l’obbligo di conferire alla borsa continua nazionale del lavoro i dati acquisiti, in base alle indicazioni rese dai lavoratori e dalle imprese riguardo l’ambito temporale e territoriale prescelto”. In altre parole, il curriculum di un disoccupato di Lampedusa potrà essere visibile da una azienda di Aosta e viceversa. L’accessibilità alla rete (intesa qui come sinonimo di Internet) si configura come un diritto di cittadini ed imprese e come un dovere da parte degli operatori. Ovviamente le soluzioni tecnologiche non fanno miracoli e, comunque, l’accessibilità alle tecnologie della rete è ancora fortemente selettiva. Per questo, soprattutto per le categorie più deboli del mercato, il supporto di intermediari pubblici e privati autorizzati sarà essen- 27 ziale. Sfruttando le potenzialità della rete gli operatori saranno chiamati a raccogliere e rendere visibili le candidature e le vacancies delle imprese, orientare professionalmente i cittadini fornendo servizi personalizzati che prevedano la “progettazione ed erogazione di attività formative e assistenza nella fase di inserimento lavorativo dei candidati”. I servizi saranno tenuti non solo alla semplificazione degli adempimenti (ad esempio, la comunicazione on line di inizio e fine del rapporto), ma anche a garantire standard minimi di prestazione, tempi certi di erogazione dei servizi e flussi di informazione per l’analisi del mercato e la programmazione delle politiche. diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 S ALUTE&GUSTO 14:42 Pagina 28 Più polifenoli meno rischi per la salute. Un altro motivo per mangiare bio. S ALUTE&GUSTO Salone del gusto: Terra Madre manifestazione clou di Francesca Salvi di Milena Dominici Biodomenica 2004: AIAB, Coldiretti e Legambiente in 100 piazze italiane 28 diritti&consumi, n.10/11, 2004 Il biologico aiuta la forma. Recenti studi hanno dimostrato che la maggiore presenza di polifenoli nelle piante coltivate con metodi biologici garantisce all’organismo una azione antiossidante che distrugge i radicali liberi causa di svariate malattie. E’ questa una delle importanti ragioni del bio presentate domenica 3 ottobre, nel corso della Biodomenica 2004, l’annuale giornata dedicata all’universo biologico, curata da Aiab, Associazione italiana per l’alimentazione biologica, Coldiretti e Legambiente. L’azione protettiva confronti delle malattie è certamente superiore se si consuma biologico fin da piccoli perché i bambini, in relazione alla massa corporea, mangiano più di un adulto e consumano, in proporzione, più alimenti come succhi di frutta, frutta e ortaggi. Ma se olio di oliva, vino rosso, pomodoro, frutta fresca e cereali con la buccia coltivati biologicamente contengono quantità più elevate di polifenoli e fanno quindi invecchiare meno, le aziende agricole biologiche consumano meno energia, hanno una emissione di CO2 inferiore del 40–60% e contribuiscono quindi a ridurre l’inquinamento ambientale. Consumare bio fa quindi bene a se stessi e agli altri.“Da mercato di nicchia il biologico sta conquistando sempre più le tavole degli italiani”, ha dichiarato Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB. “Per questa ragione abbiamo voluto puntare l’attenzione quest’anno su chi produce per la salute dell’uomo e dell’ambiente e, contemporaneamente, organizzando i mercati nelle piazze, avvicinare sempre di più il consumatore al produttore biologico, perché i cibi sani e buoni siano alla portata di tutti. Per rafforzare poi l’importanza di una corretta e sana alimentazione, quest’anno abbiamo proposto, a chi ci è venuto a trovare nelle piazze, il modello alimentare riassunto nello slogan “Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura”, lanciando così una campagna nazionale utile a promuovere il consumo di frutta e verdura per conservare la salute e prevenire le malattie”. Come negli scorsi anni, la Biodomenica si è rivelata una giornata piacevole oltre che utile, con tantissimi cittadini che in oltre 100 piazze del Paese hanno potuto apprezzare i prodotti delle nostre campagne. Grande successo a Roma per il mercatino organizzato all’interno di Villa Celimontana, dove un centinaio di stand hanno fatto conoscere i prodotti delle aziende laziali. Analoghe manifestazioni si sono svolte a Torino, col mercato in piazza Madama Cristina; a Napoli nella storica Galleria Umberto I; a Firenze con l’alle- stimento di una stalla bio in piazza Indipendenza; e poi a Milano, a Genova, a Cagliari, a Palermo e Reggio Calabria, lungo il “chilometro più bello d’Italia” del suo lungomare. Ma il successo di questa giornata altro non è che la conferma dell’apprezzamento dei consumatori per una alimentazione, sana, naturale e controllata. Nel nostro paese si stima infatti che il biologico costituisca quasi il 2% della spesa alimentare degli italiani, per un fatturato che nel 2003 ha sfiorato i 1.500 milioni di euro. Da questi dati si deduce che il consumo di alimenti bio non riguarda più solo una nicchia ristretta, ma coinvolge una fascia di popolazione sempre più ampia. La possibilità di reperire prodotti alimentari biologici, non solo nei negozi specializzati ma anche presso la grande distribuzione, ha sicuramente incentivato i consumi, nonostante l’offerta di questi prodotti rappresenti solo l’1,6% di quella complessiva che si trova nei comparti alimentari. Ma una tale espansione risponde certamente ad un aumento della domanda da parte dei consumatori, convinti che frutta e verdura raccolti nella loro stagione di maturazione, senza forzature artificiali o additivi, coltivati nelle loro terre di provenienza, mantengono intatte le proprietà nutrizionali e conservano un sapore più gustoso. Anche quest’anno si è rinnovato a Torino l’appuntamento con il Salone del Gusto. Una grande kermesse internazionale, ospitata nello spazio espositivo del Lingotto Fiere e organizzata da Slow Food insieme con la Regione Piemonte, interamente dedicata all’enogastronomia di qualità, che ha proposto e riunito delizie provenienti da tutto il mondo, attirando curiosi, addetti ai lavori, giornalisti e appassionati del settore. All’interno dei vasti padiglioni, non sono mancati il tradizionale Mercato del Buon Paese, suddiviso per vie tematiche, ognuna delle quali ha offerto il meglio della produzione artigianale alimentare italiana; il Mercato del Mondo che ha visto l’arrivo e la presenza di produttori e artigiani dalle nazioni più diverse; l’enoteca con le cantine di 16 paesi e le cuci- ne del mondo per assaporare i gusti della cucina estera. Anche il patrimonio della gastronomia di territorio ha avuto, nell’ambito del Salone, la visibilità che meritava attraverso le regioni alla ribalta, una vetrina per cinque regioni italiane che hanno voluto far conoscere al grande pubblico le loro tradizioni gastronomiche e culturali. E ancora il teatro del gusto, una sala costruita come un anfiteatro, attrezzata di un grande bancone-cucina e di un maxischermo su cui le immagini proiettate in tempo reale da una telecamera, hanno visto all’opera i grandi chef italiani e internazionali. Presenti, naturalmente, i Presidi Slow Food – 263 tra italiani e stranieri – risultato di un progetto di salvaguardia e promozione dedicato specificamente a un prodotto alimentare che, oltre ad essere un cibo di qualità eccellente da un punto di vista organolettico, è anche espressione della cultura di un’intera comunità. Ma il successo più grande è stato per Terra Madre, evento organizzato sempre da Slow Food in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, la Regione Piemonte e la Città di Torino: un meraviglioso incontro a livello mondiale tra le Comunità del Cibo, che ha visto protagonisti circa 5 mila fra agricoltori e rappresentanti di industrie alimentari di 132 Paesi. Un evento che per la prima volta ha riunito e messo a confronto produttori ed altri operatori del settore agroalimentare, provenienti da tutti i paesi e rappresentativi di un modo diverso di produrre cibo, rispettoso dell’ambiente, della salute, delle tradizioni e della dignità delle persone. 29 diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 A MBIENTE 14:42 Pagina 30 Elettrosmog: ingannevole definirlo innocuo MODELLO PER OPPORSI ALL’INSTALLAZIONE DELL’ANTENNA di Alessandro Patrizi Consulente Sportello MDC Roma Est vere e lavorare in condizioni di potenziale pericolo per la propria salute. 30 Le onde elettromagnetiche hanno fonte nella luce del sole, nelle lampadine delle nostre case, in segnali radiotelevisivi, nelle radiazioni emesse dagli elettrodomestici, dai telefoni cellulari e tutti gli apparecchi in cui circola corrente elettrica. L’Elettrosmog indica l’inquinamento da campi elettromagnetici (cem). Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. L’inquinamento elettromagnetico è un inquinamento che non può essere percepito con i normali organi di senso: invisibile e inodore, prodotto dalla corrente elettrica (centrali elettriche, elettrodotti, elettrodomestici) e dagli apparati radiotrasmittenti (ripetitori radiotelevisivi, di telefonia mobile, cellulari, radioamatori, radar, ecc). Per questo è importante ricorrere ad una strumentazione opportuna (misuratori di campo) per assicurarsi di non vi- diritti&consumi, n.10/11, 2004 L’Authority Antitrust ha preso atto della documentazione scientifica internazionale presentata da alcune associazioni dei consumatori, le quali hanno tra l’altro ricordato che l’Agenzia per la protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti afferma che l’elettrosmog è una possibile, causa di cancro, anche se non ancora definitivamente provata. Altresì va ricordato che in Italia l’Istituto Superiore di Sanità e Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza hanno dato un parere congiunto sulle onde elettromagnetiche: massima cautela. E ancora, l’Organiz- La legge quadro e il principio di cautela zazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità europea invitano ad applicare il principio di precauzione, che afferma che “occorre usare con prudenza e cautela tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue, superando il criterio corrente per il quale va ammesso l’utilizzo di processi e prodotti finché non sia dimostrata la loro nocività”. Ad oggi, non esistono documenti, studi o esperimenti sufficientemente approfonditi in grado di dimostrare che queste emissioni non fanno male alla salute. La nuova legge quadro n. 36/2001 applica il principio di precauzione di cui all’art. 174 del trattato istitutivo dell’Unione Europea e sancisce il rispetto dell’art. 32 della Costituzione (tutela della salute). I decreti attuativi (D.P.C.M. del 8 luglio 2003) hanno definito i nuovi limiti di esposizione per la popolazione. La legge attuale è già superata, infatti i limiti indicati nella normativa (D.P.C.M. del 8 luglio 2003: 6 volt/metro - limite di esposizione nelle aree intensamente frequentate), per campi generati da elettrodotti, sono rispettivamente 50 e 15 volte superiori ai limiti indicati dalle ricerche scientifiche: 0,2 microTesla. Per quanto riguarda la localizzazione degli impianti alle Regioni, il Ministro Gasparri ha fatto approvare il “Codice delle Comunicazioni”, riprendendo molte norme del decreto che, a ottobre 2003, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale, in quanto ha tentato di “liberalizzare” l’installazione delle Io sottoscritto/a proprietario/a dell’unità immobiliare dello stabile sito in Via a Roma, faccio presente di non essere d’accordo sull’installazione di stazioni radio -base per telefonia mobile sul tetto condominiale, in quanto ritengo che: 1) le leggi e i pareri sanitari esistenti ad oggi fanno esplicito richiamo ad un “principio di cautela” secondo cui l’esposizione per la popolazione residente a onde elettromagnetiche dovrebbero essere di gran lunga inferiori ai limiti del decreto 381/98 attualmente in vigore, ad esempio l’art. 32 della Costituzione Italiana (diritto alla tutela della salute dei cittadini), l’art. 174 del Trattato di Amsterdam (principio di precauzione), l’art. 4 comma 1 del Decreto 381/98 (principio di minimizzazione dell’esposizione della popolazione); 2) sulla base di studi scientifici ampiamente documentati tale installazione potrebbe essere gravemente nociva alla salute dei residenti; 3) suddetta installazione modifichi la destinazione d’uso di una parte condominiale comune da uso “abitazione” ad uso “industriale”. Qualora, nonostante il mio disaccordo, si desse corso all’installazione, mi riservo di adire le vie legali per richiedere i danni ai singoli condomini nell’ipotesi dell’insorgenza di patologie dovute all’esposizione dei campi elettromagnetici. Data Firma 31 antenne. Il Codice, al fine di agevolare ancora l’installazione delle antenne, stabilisce che sotto i 20 watt i gestori non hanno bisogno di autorizzazioni, è sufficiente la denuncia di inizio attività. Questa norma sembra essere in contrasto con quanto scritto nella Costituzione ed in particolare con la recente riforma del titolo V della Costituzione che gli italiani hanno confermato con un referendum. I poteri di pianificazione urbanistica delle Regioni e dei Comuni vengono ancora una volta scavalcati. Prendendo in esame l’instal- lazione di un’antenna della telefonia mobile, si tratta di un’installazione che può portare molti soldi al condominio, fino a € 50.000 all’anno. Il rovescio della medaglia è però che: • alcune porzioni comuni potrebbero poi risultare non agibili; • nella vicinanza dell’impianto (es. mansarda) si avranno radiazioni ad alta frequenza; • lungo tutto il percorso dei cavi di alimentazione si avrà un forte inquinamento elettrico e magnetico di bassa frequenza; • i cavi di ancoraggio dell’impianto porteranno vibrazioni all’intero condominio, con pericolo per la sicurezza dello stabile; • le radiazioni emesse dall’antenna si riflettono sugli edifici circostanti, rientrando poi nel condominio!; • l’appartamento subisce un deprezzamento consistente. Per opporsi all’installazione in sede di assemblea condominiale è necessario, a seconda delle diverse situazioni, che almeno un terzo dei condomini si opponga all’installazione. Talora è però sufficiente anche solo il rifiuto di un unico condomino (Artt. 1102 e 1120 Codice Civile). Basta anche un solo condomino contrario all’antenna per negare il consenso all’installazione. La decisione di installazione richiede l’unanimità dei condomini. diritti&consumi, n.10/11, 2004 rivista 10 20-12-2004 14:42 Pagina 32 diritti & consumi MENSILE Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Onlus è nato a Roma nel 1987, indipendente da partiti o sindacati, con l’obiettivo di promuovere la tutela dei diritti dei cittadini, informandoli e dotandoli di strumenti giuridici di autodifesa, prestando assistenza e tutela tramite esperti. MDC è membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) costituito presso il Ministero delle Attività Produttive, del Centro Europeo Consumatori e di Consumers’ Forum; collabora con Legambiente e con le principali associazioni nazionali di tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori; è presente in diverse sedi istituzionali, comitati, commissioni, arbitrati, osservatori e forum. MDC ha 51 sedi in 16 regioni che offrono ai soci servizi di consulenza e assistenza nelle controversie con la Pubblica Amministrazione, i gestori dei servizi pubblici e privati, contratti, bollette, etc. Per sapere come contattare i responsabili delle sedi è sufficiente consultare la sezione “info dalle sedi” del portale www.helpconsumatori.it oppure telefonare alla sede nazionale (06.4881891). Sul sito è attivo anche un servizio di “Consulenza on-line” gestito dalla sede nazionale. L’associazione punta molto sull’informazione, attraverso l’agenzia sui consumi stampata ed elettronica Help Consumatori e il mensile Diritti&Consumi, riservato ai soci sostenitori. Dal web il portale www.helpconsumatori.it consente di accedere ai servizi del MDC e alle sezioni tematiche di approfondimento. Per associarsi: • 1 Euro (socio ordinario) • 25 Euro (socio sostenitore, con diritto al mensile) da versare sul c/c postale n. 65107005 intestato a: Movimento Difesa del Cittadino Onlus Sede Nazionale Movimento Difesa del Cittadino Onlus Via Piemonte 39/a - 00187 Roma Tel. 06.4881891 - fax 06.4820227 Sito internet: www.helpconsumatori.it E-mail: [email protected] MDC aderisce a DEL MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO Le sedi MDC ABRUZZO Ortona – CH Resp. Luigi Cerini Tel. 085 9039083 - Fax 085 9032312 E-mail: [email protected] Teramo Resp. Francesco Di Antonio Tel. 0861 2869031 - Fax 0861 2869031 E-mail: [email protected] BASILICATA Montescaglioso – MT Resp. Maria M. Bitondo Tel. 0835 201076 - Fax 0835 201076 E-mail: [email protected] CALABRIA Cassano allo Ionio Loc. Lauropoli – CS Resp. Giuseppe Sconza Tel. 0981 70232 - Fax 0981 708928 E-mail [email protected] Catanzaro Resp. Luigi Costa Tel./Fax 0961 741111 E-mail: [email protected] CAMPANIA Avellino Generoso Testa Tel. 0825 784846 - Fax 178 6019449 E-mail: [email protected] Battipaglia – SA Resp. Francesco Anzalone Tel. 0828 343778 - Fax 082 8622228 E-mail: [email protected] Benevento Resp. Francesco Luongo Tel. 0824 47635 - Fax 0824 47635 E-mail: [email protected] [email protected] Caserta Resp. Paolo Colombo Tel. 0823 441582 Napoli Resp. Maurizio Montalto Tel. 081 261890 - Fax 081 261542 E-mail: [email protected] Piano di Sorrento – NA Resp. Giuseppe Gargiulo 081 8083892 - 081 8782904 [email protected] Pollena Trocchia – NA Resp. Maria Colamonico Tel. 081 8971382 Pomigliano d’Arco – NA Resp. Marianna Fragalà Coppola Tel. 081 3177059 - Fax 081 3177059 E-mail: [email protected] Portici – NA Resp. Francesco Marescalco Tel. 081 7752040 - Fax 081 7752040 E-mail: [email protected] Posillipo – NA Resp. Luca Di Martino Tel. 081 5754754 - Fax 081 2403232 Email: [email protected] San Giorgio a Cremano – NA Resp. Eugenio Diffidenti Tel. 081 5742541 - Fax 06 233229008 E-mail: [email protected] Salerno Resp. Peppino Nuvoli Tel. 089 228759 - Fax 089 228759 E-mail: [email protected] San Salvatore T. – BN Resp. Giovanni Festa Tel. 0824 948099 - Fax 0824 948099 E-mail: [email protected] Vico Equense – NA Resp. Elio Trombetta Tel. 081 8016501 - Fax 081 8017084 E-mail: [email protected] Vomero – NA Resp. Raffaele Santoro Tel. 081 2207337 - Fax 081 5568101 E-mail: [email protected] EMILIA ROMAGNA Bologna Resp. Serena Granozio Tel. 051 4210711 E-mail: [email protected] Ferrara Resp. Gianni Ricciuti Tel. 0532 240045 - Fax 0532 200931 E-mail: [email protected] LAZIO Roma Centro Resp. Stefania Versari Tel. 06 4881891 - Fax 06 4820227 E-mail: [email protected] Roma Est Resp. Carlo Panaritti Tel. 06 21709590 - Fax 06 2753301 E-mail:[email protected] Roma Sud Resp. Gianluca Galluzzo Tel./Fax 06 7018751 E-mail: [email protected] LIGURIA La Spezia Resp. Alessandro Esperti Tel. 0187 564949 - Fax 0187 518586 Genova Resp. Vittorio Bigliazzi Tel. 010 3623036 - Fax 010 3623036 E-mail: [email protected] LOMBARDIA Cremona Resp. Giovanna Perrotta Tel./Fax 0372 568938 E-mail: mdcçe-cremona.it Lecco Resp. Stefano Farina Tel. 0341 287729 - Fax 0341 373805 Milano Resp. Lucia Moreschi Tel. 02 45475777 - 02 89055396 Fax 02 45475776 E-mail: [email protected] Milano 2 Resp. Claudio De Filippi Tel. 02 67071860 - Fax 02 67071450 MARCHE Ancona Resp. Germana Perella Tel. 071 2071602 E-mail: [email protected] Ascoli Piceno Resp. Giuseppina Giacobbi Tel. 0734 -623943 - Fax 0734 621314 E-mail: [email protected] PIEMONTE Cuneo Resp. Luigi Asteggiano Tel. 0172 474735 - Fax 0172 637093 E-mail: [email protected] Torino Resp. Franco Lattaruolo Tel. 011 19502727 - Fax 011 19502875 Torino 2 Resp. Pompeo Altamura Tel. 011 2462522 E-mail: [email protected] Ivrea (TO) Resp.Stefania Remor Tel. 0125 43248 E-mail: [email protected] PUGLIA Bari Resp. Raffaele Nitti Tel. 080 5237131 - Fax 080 5219297 Lecce Resp. Luigi Mariano Tel. 0832 301587 - Fax 0832 331112 E-mail: [email protected] E-mail: [email protected] Trani – BA Resp. Paolo Minetti Tel. 0883 491114 - Fax 0883 491114 E-mail: [email protected] SARDEGNA Cagliari Resp. Stefania Versari Numero verde 800090176 - Fax 178 2731944 E-mail: [email protected] Cagliari 2 Resp. Luigi Lai Tel. 070 659740 E-mail: [email protected] SICILIA Augusta – SR Resp. Sebastiano Romanello Tel. 3331609358 - Fax 0931 994718 Modica – RG Resp. Enrica Guerrieri Tel. 0932 909173 Palermo Resp. Nicola Giudice Tel. 091 305555 - Fax 091 349647 E-mail: [email protected] Palermo 2 Resp. Maria Zammito Tel. 091 301663 E-mail: [email protected] TOSCANA Rispescia – GR Resp. Lucia Benvenuti Tel. 0564 48771 - Fax 0564 487740 E-mail: [email protected] UMBRIA Perugia Resp. Cristina Rosetti Tel. 075 5720483 - Fax 075 5725931 E-mail: [email protected] VENETO Padova Resp. Federico Ferrari Bravo Tel. 049 8561212 - Fax 049 8562147 E-mail: [email protected]