Istituto Comprensivo Giovanni XXIII Terni P.O.F. 2013 - 2014 INDICE Lettera del Dirigente scolastico 3 Premessa 4 Mission 5 Il contesto ambientale 8 Organigramma 12 L’Istituto e le scuole 20 Tempo scuola 24 Organizzazione didattica 26 Le risorse umane 31 Le risorse strumentali 41 Le risorse economiche 42 Contratto formativo 43 Criteri di precedenza per le iscrizioni 45 Scelte didattiche ed educative 49 L’offerta formativa 51 Progettazione di Istituto 54 Valutazione 153 Piano di formazione e aggiornamento 162 Informazione e contatti 163 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 2 Lettera del Dirigente Scolastico Gentili Signore e Signori, rivolgo un cordiale saluto e un ringraziamento per l’attenzione che dedicherete nel leggere il Piano dell’Offerta Formativa (POF) del nostro Istituto. Questo documento, proprio perché si occupa di persone e di relazione tra le persone, non è statico ma ha la pretesa di essere in continua trasformazione anno per anno per ribadire i valori di fondo della nostra Scuola che sono in coerenza con i principi dettati dalla Costituzione. La nostra “mission” è quella di contribuire a formare futuri cittadini europei, ben integrati nella comunità locale, in grado di realizzarsi come persone, con una mentalità flessibile e aperta alle altre culture. L’art. 3 del “Regolamento in materia di autonomia delle Istituzioni scolastiche” definisce il POF come il ”documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche. Esso esplicita, inoltre, la progettazione educativa, didattica ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”. Quindi il POF rappresenta la “carta di identità” di ogni scuola impegnando la stessa nei confronti dell’intera comunità scolastica. E’ il documento che rappresenta il riferimento fondamentale sul piano educativo - didattico e su quello finanziario – gestionale per tutti coloro che operano con la scuola e per la scuola. Quello che noi qui presentiamo, descrive l’intera realtà delle nostre scuole (infanzia, primaria e secondaria di 1° grado), esplicita la proposta formativa, mette in evidenza le scelte culturali, didattiche e organizzative che ne stanno alla base. Prevede le attività e i progetti da realizzare a medio e lungo termine per rispondere efficacemente ai bisogni educativi del territorio. Accoglie ed elabora gli indirizzi generali del Consiglio d’Istituto e le proposte culturali e formative di Enti, Associazioni e Genitori. Comprende i curricoli di base che indicano i traguardi di competenza irrinunciabili per tutti, i curricoli integrativi e trasversali e le attività di arricchimento. Guida le scelte didattiche e l’utilizzo delle risorse finanziarie della scuola. In tale contesto il POF intende offrire a tutti gli alunni adeguati stimoli per lo sviluppo della persona umana in tutte le sue dimensioni, affinché nessuno resti indietro, coinvolgendo nelle scelte operate gli alunni, la scuola tutta, le famiglie, attraverso una collaborazione proficua e di reciproco aiuto tra Scuola, Comune ed altre istituzioni e/o organizzazioni locali P.O.F. 2013_2014 Pagina | 3 Premessa Il POF (Piano dell’Offerta Formativa) è la “carta d’identità” della scuola, in quanto consente a quest’ultima di: 1. evidenziare la propria specificità rispetto alle altre scuole dello stesso ordine e grado presenti sul territorio; 2. rendere trasparenti le finalità educative; 3. autovalutare il processo di insegnamento-apprendimento al fine di migliorarlo; 4. fornire agli studenti criteri di valutazione omogenei; 5. assumere impegni nei confronti dell’utenza. Esso illustra la politica educativa, le metodologie didattiche, i vari progetti attivati, gli obiettivi, le finalità da perseguire e le modalità di verifica dell’apprendimento. Il POF viene progettato dopo un’analisi dei bisogni formativi e del contesto socio-culturale in cui la scuola opera; viene redatto seguendo le indicazioni del Collegio dei docenti e diventa operativo dopo l’approvazione da parte del Consiglio dell’Istituzione. A questo punto viene presentato alle famiglie per illustrare le attività della scuola. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 4 La Mission del nostro Istituto L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, in ottemperanza sia delle linee direttrici stabilite negli articoli 3 e 34 della Costituzione Italiana (promozione dell’uguaglianza sia formale che sostanziale dei cittadini e caratteristiche specifiche della scuola) sia delle Indicazioni Nazionali del 1° ciclo i della Scuola dell’Infanzia, della Scuola primaria e della Scuola Media, pone come obiettivo finale della propria azione la realizzazione di se stesso come Scuola della formazione dell’uomo e del cittadino: è attenta alla dimensione formativa sia nella sfera socio affettiva che in quella cognitiva degli apprendimenti. Scuola che colloca nel mondo: assume ed educa alla diversità, come risorsa e stimolo per la crescita. Scuola orientativa: quindi scuola che costruisce percorsi di apprendimento rispettosi di tempi, ritmi e stili cognitivi, anche attraverso l’individualizzazione dell’insegnamento, sviluppando in ciascuno la consapevolezza di sé e delle proprie capacità e potenzialità. Le riforme introdotte e le profonde trasformazioni costituzionali, istituzionali, culturali ed organizzative introdotte nel Paese e nel mondo, impongono una nuova cultura e centralità dell’istruzione e della formazione, ove l’orientamento rappresenta il diritto dello studente al successo scolastico e formativo ovvero la capacità di assumere decisioni, rispetto alla propria vita e al proprio futuro, coerenti con i propri bisogni e aspettative. L’orientamento costituisce, quindi, il “collante pedagogico” della nuova scuola e lo strumento chiave per affrontare e arginare il problema della dispersione scolastica e per trovare risposte efficaci per quei giovani che spesso interrompono gli studi senza aver conseguito alcuna qualifica o diploma. (CIRC. 12.4.2012 N. 29). L’attività di orientamento non deve sottovalutare l’importanza di tutte le dimensioni che concorrono a incrementare non solo il successo scolastico, ma anche la capacità di adattamento personale e sociale o, in un’unica ed esaustiva espressione, la “qualità di vita” delle persone. In breve, è importante conoscere e analizzare le variabili che P.O.F. 2013_2014 Pagina | 5 incidono sullo sviluppo della capacità di: autovalutare le proprie conoscenze, i propri punti di forza e di debolezza, i propri stili attribuzionali, la fiducia che si nutre verso di sé (Autoefficacia); affrontare in modo efficace situazioni di problem-solving cognitivo e relazionale, situazioni nuove, difficili, frustranti o gratificanti (Coping); avviare e gestire interazioni efficaci, conoscere gli stili comportamentali, ma anche i pregiudizi e gli stereotipi presenti nell’interazione scolastica o sociale (Abilità sociali); prendere decisioni efficaci (Decision Making). Scuola secondaria nell’ambito dell’istruzione dell’obbligo: Nell’ottica della continuità educativa, a partire dalla valorizzazione delle esperienze precedenti, propone esperienze e contenuti nuovi, adeguati all’età degli alunni. Conseguentemente l’Istituto intende proporre alle comunità di pertinenza un’offerta formativa ricca ed articolata, le cui linee di indirizzo sono costituite insieme da un curricolo impostato nei suoi aspetti disciplinari, opzionali e facoltativi e da un sistema di valori da trasmettere ai ragazzi in maniera condivisa. Più in concreto l’Istituto si propone come finalità prioritarie per contribuire efficacemente alla formazione di futuri cittadini europei: ◊ fornire agli alunni una buona formazione curriculare; ◊ offrire stimoli culturali più vasti ed insieme rispondenti alle esigenze individuali. In questo quadro la scuola promuove un’educazione improntata ai seguenti valori: ◊ la democrazia e l’uguaglianza fra i cittadini; ◊ l’Unione Europea e l’uguaglianza fra popoli e paesi; ◊ la consapevolezza della necessità e del rispetto delle regole; ◊ la consapevolezza dei diritti individuali e sociali; ◊ l’accettazione degli altri e dei diversi; ◊ la capacità di scegliere, valutare ed autovalutare; ◊ la consapevolezza della parità degli individui relativamente al sesso, all’etnia, alla religione, alla classe sociale ecc.; ◊ la compiuta formazione culturale della persona; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 6 ◊ la conoscenza e l’approfondimento delle proprie radici culturali dalla matrice storica romana al Risorgimento ed alla Repubblica Democratica fondata sulla Costituzione del 1948. Gli obiettivi, le priorità e più in generale le scelte educative, didattiche ed organizzative dell’Istituto sono stabiliti dal Collegio dei docenti, dal Consiglio d’Istituto e dai Consigli di classe e vengono raccolti e resi pubblici nel presente Piano dell’Offerta Formativa, che definisce l’identità della scuola. Le scelte operate in questi ambiti coinvolgono gli alunni, la scuola tutta, le famiglie ed in qualche misura la comunità locale, attraverso una collaborazione proficua e di reciproco aiuto tra Scuola, Comune ed altre istituzioni e/o organizzazioni locali. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 7 Il Contesto ambientale Analisi del territorio L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII è composto da 7 plessi di cui 4 della scuola dell’Infanzia, 2 della scuola Primaria ed 1 della scuola Secondaria di primo grado. Il territorio dell’Istituto si estende su un’area territoriale compresa tra via del Rivo, Campitello e confina con il quartiere di Campomaggiore via delle terre Arnolfe per 7,87 Km quadrati. La nostra scuola è compresa nella II Circoscrizione nord di cui forniamo alcuni dati: II Circoscrizione Nord Sportelli Anagrafici via del Mandorlo e via Fratini e.mail Presidente: [email protected] Vice Presidente: [email protected] Funzionari: [email protected] [email protected] Nel territorio risiedono circa 10.058 abitanti a Borgo rivo e 5.779 a Campitello, i due quartieri appartengono alla seconda più popolosa zona di Terni. Il territorio presenta un’alta densità abitativa ed è, rispetto alle esigenze della sua popolazione, sufficientemente organizzato sia per quanto riguarda i trasporti che i servizi: Settore sanitario Sono presenti nel territorio: ASL (il servizio di medicina di base presso il centro commerciale “Le Fontane”), 2 farmacie, 1 parafarmacia, ambulatorio di riabilitazione motoria, un centro diagnostico, centro multispecialistico Santa Anna. Settore sportivo Sono fruibili 2 campi da calcio, il pala tennis tavolo, alcune palestre private, 2 palestre (presso scuola media e scuola primaria di G Carducci). Sono presenti 1 piscina P.O.F. 2013_2014 Pagina | 8 comunale e 1 privata, 1 impianto sportivo e 1 scuola di danza. Inoltre, sono presenti 2 parchi in Via del Capriolo e in Via del Centenario, che hanno consentito di valorizzare i due quartieri e di fornire ai cittadini un posto sicuro, curato e ben attrezzato per trascorrere il tempo libero. Settore culturale Risultano presenti molteplici associazioni di tipo volontaristico che operano in vari campi della cultura: Aladino, il comitato della Madonna degli Ulivi, un centro sociale per anziani, un centro per disabili, il centro musica insieme, 2 librerie, una biblioteca pubblica “Biblioluna”. Infine, sono presenti sul territorio 2 Chiese e alcune ville signorili di interesse architettonico e artistico come Villa Palma, La Palmetta, il Monastero delle Clarisse, la chiesa della Madonna degli Ulivi. Sono presenti 2 asili nido: uno comunale via delle palme “Il Cucciolo” e uno privato, una scuola dell’infanzia comunale “Scuola materna di Campitello”, una scuola dell’infanzia privata diretta dalle suore “Madre Eugenia Ravasco”, una giocheria in via del Mandorlo. Altri servizi Sono presenti 2 uffici postali, 2 delegazioni sindacali, un distaccamento della polizia municipale, 6 banche, l'ufficio anagrafico di Via del Mandorlo 15 della II Circoscrizione Nord. I quartieri sono anche ricchi di spazi commerciali (notevole presenza di negozi e centri commerciali). Il quartiere in cui sono inserite le scuole, evidenzia una eterogeneità di realtà socio-culturali ed economiche tipiche del contesto urbano. Alla presenza di famiglie italiane di piccola e media borghesia, si affianca quella crescente di famiglie straniere. Negli ultimi anni, infatti, il territorio ha subito una crescita urbanistica veloce. La popolazione risulta alquanto eterogenea, ciò è dovuto, oltre alle differenze socio-economiche, alla diversa provenienza regionale di molte famiglie; a queste, negli ultimi anni si sono aggiunti nuclei familiari provenienti da altre nazioni. Il passaggio dal luogo di origine alla nuova realtà non sempre è stato facilitato dalle opportunità offerte dal territorio, pertanto, soprattutto per motivi di lavoro, esiste il fenomeno del pendolarismo. La struttura del nucleo familiare è generalmente composta da uno o due figli, più raramente tre. Un numero esiguo di nuclei familiari è costituito da cittadini extra-comunitari che si sono insediati nel territorio provenienti prevalentemente dai paesi dell’Europa dell’Est, dal Marocco, dalle Filippine. Gli P.O.F. 2013_2014 Pagina | 9 studenti del nostro istituto sono 723 così suddivisi: Campitello 108, Media Borgo Rivo 237, Carducci 190, Scuola dell’Infanzia S. Clemente 29, Scuola dell’Infanzia Maratta 25, Scuola dell’Infanzia San Michele 22, Scuola dell’Infanzia Brecciaiolo 112. I docenti sono 71 e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è formato da 19 impiegati. Gli alunni stranieri rappresentano circa il 10% della popolazione scolastica dell’Istituto Comprensivo, motivo per il quale la scuola, dietro presentazione di progetti, ha ricevuto finanziamenti per l’insegnamento dell’Italiano come seconda lingua” e per il progetto di “Integrazione”, da parte Ministero della Pubblica Istruzione. Il fenomeno dell’immigrazione non ha finora creato all’interno della scuola particolari situazioni di problematicità, in quanto la maggior parte dei ragazzi stranieri che frequenta il nostro Istituto si è dimostrata disponibile e collaborativa, ha tratto vantaggio dagli interventi di alfabetizzazione messi in atto dalla scuola e ha socializzato con i coetanei. Le ragazze ed i ragazzi frequentanti l’Istituto, solitamente praticano attività extra-scolastiche, di tipo sportivo, culturale o sociale, organizzate dalle associazioni presenti sul territorio o dalle parrocchie. Non si registrano fenomeni di abbandono scolastico. In un contesto sociale così variegato, la scuola, in particolare la progettazione dell’Istituto, con la sua apertura ai bisogni formativi e di socializzazione dell’utenza, vuole rappresentare ed essere un punto di riferimento e di orientamento culturale per i bambini e le loro famiglie. Le idee-guida che caratterizzano l’offerta culturale del nostro Istituto hanno consentito l’elaborazione di un progetto formativo fortemente integrato nell’impegno a rispondere ai bisogni dell’utenza, pur nella sua varietà di dimensioni educative e didattiche. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 10 IL TERRITORIO LO STATO l’alunno L’EUROPA IL MOND0 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 11 Organigramma Qualifica Dirigente Scolastico Collaboratore vicario Collaboratore Funzione strumentale Funzione strumentale Funzione strumentale Funzione strumentale Funzione strumentale Funzione strumentale Nominativo Prof.ssa Roberta Bambini Prof.ssa Roberta Ceccarelli Ins. Gioia Perziano Area 1: Gestione del Piano dell’offerta formativa Pof-autovalutazione Prof.ssa Franca Manciucca Area 1: Gestione del Piano dell’offerta formativa Coordinamento e progettazione curricolare in riferimento alle iniziative previste dalla C.M. 22/2013 Ins. Maria Rosaria Notarfonso Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti Revisione Modulistica e Documentazione in riferimento alle iniziative previste dalla C.M. 22/2013 Prof.ssa Edi Moret Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti Nuove Tecnologie e Multimedialità Prof. Marco Giani Area 3: Interventi e servizi per studenti BES /Orientamento e Continuità Scuola primaria e infanzia Ins. Rita Leonardi Area 3: Interventi e servizi per studenti BES/ Orientamento e Continuità Scuola secondaria Prof.ssa Gianna Falcioni Area 4 . Rapporti con gli Enti esterni Iniziative ed attività con il territorio Prof. Giovanni Rogato P.O.F. 2013_2014 Pagina | 12 CONSIGLIO D'ISTITUTO COMPONENTE NOMINATIVO Dirigente Scolastico Roberta Bambini INCARICO Presidente Giunta Esecutivo 1. Braghiroli Patrizia 2. Tattoli Alberto Giuseppe 3. Maurini Alessandra 4. Serrani Lucio Genitori 5. Colasanti Michela 6. Micheli Fabrizio Presidente Consiglio di Istituto Micheli Fabrizio Membro Giunta Esecutiva Sfrezzichini Elena Colasanti Michela 7. Manto Eva Maria 8. Sfrezzichini Elena 1. Moret Edi 2. Ceccarelli Roberta 3. Silvestri Daniela Docenti 4. Trivelli Barbara 5. Cresta Stefania Membro Giunta Esecutiva Silvestri Daniela 6. Rogato Giovanni 7. Fiorucci Ada 8. Mazza Orella 1. Gherardi Giuliana Personale ATA 2. Pesciaioli Sandra P.O.F. 2013_2014 Pagina | 13 PERSONALE AMMINISTRATIVO E COLLABORATORI SCOLASTICI QUALIFICA NOMINATIVO Direttore dei Servizi gen. ed Amm. Filomena De Paola Assistenti Amministrativi Sforna Marisa, Loriana Passalacqua, Ivana Serani, Giovanna Medori Luigi Bordacchini Momesso Donatella Pesciaioli Sandra D’Argenio Luisa Ippoliti Nadia Mariani Clarita Collaboratori Scolastici Barbarossa Luciana, Federici Luciano Pietro, Angelini Roberto Orlando Patrizia, Cotugno Antonietta Gherardi Giuliana, Volpini Sandra Pompili M.Teresa P.O.F. 2013_2014 Pagina | 14 RESPONSABILI DI PLESSO PLESSO NOMINATIVO SCUOLA INFANZIA S. MICHELE Sbarretti Rosati Angela SCUOLA INFANZIA MARATTA Argentati Angelica SCUOLA INFANZIA BRECCIAIOLO Pelliccia Maria Rosaria SCUOLA INFANZIA S. CLEMENTE Ciacci Rita SCUOLA PRIMARIA CARDUCCI Notarfonso Maria Rosaria SCUOLA PRIMARIA CAMPITELLO Perziano Gioia DOCENTI SCUOLA INFANZIA BRECCIAIOLO COGNOME E NOME SEZIONE PELLICCIA M. ROSARIA I SILVESTRI DANIELA I PANTALEONI SANDRA II SATOLLI LAURA II ARMADORI M. RITA III TRIVELLI BARBARA III FALCOCCHIO GIOVANNA DOMINICI LUISA RELIGIONE PAOLA COORDINATORE DI SEZIONE SILVESTRI DANIELA PANTALEONI SANDRA ARMADORI M. RITA IV FALCOCCHIO IV RELIGIONE PAOLA GIOVANNA TADDEI P.O.F. 2013_2014 Pagina | 15 DOCENTI SCUOLA INFANZIA SAN MICHELE COGNOME E NOME SEZIONE COORDINATORE DI SEZIONE BOCCIO ERSILIA I SBARRETTI ROSATI ANGELA SBARRETTI ROSATI ANGELA RELIGIONE DOCENTI SCUOLA INFANZIA SAN CLEMENTE COGNOME E NOME SEZIONE COORDINATORE DI SEZIONE FAINELLA CARLA CIACCI RITA I CIACCI RITA RELIGIONE DOCENTI SCUOLA INFANZIA MARATTA COGNOME E NOME SEZIONE COORDINATORE DI SEZIONE ARGENTATI ANGELICA DIMONDO LIDIA I ARGENTATI ANGELICA RELIGIONE P.O.F. 2013_2014 Pagina | 16 COORDINATORI PRIMARIA PLESSO CARDUCCI COGNOME E NOME COORDINATORE DI CLASSE IA GRESPI IB FEDERICI IIA BONIFAZI IIB GIULIVI IIIA CESARI IIIB GUSMANO IVA CASANI IVB SENSINI VA NULLO VB NOTARFONSO COORDINATORI PRIMARIA PLESSO CAMPITELLO COGNOME E NOME COORDINATORE DI CLASSE IC MACCARI PATRIZIA IIC CRESTA STEFANIA IIIC STEFONI SERENELLA IVC BESSARABIA ANNA CAROLA VC PERZIANO GIOIA VD MASCIA GENOVEFFA P.O.F. 2013_2014 Pagina | 17 COORDINATORI E SEGRETARI SCUOLA SECONDARIA CLASSE COORDINATORE SEGRETARIO 1°A ANTONINI ELISA PURGATORI ANNA CARLA 1B CECCARELLI ROBERTA DE ANGELIS BARBARA 1C PICCIONI IONE CALDO MARINA 1D MANCIUCCA FRANCA FAGIOLI REBECCA 2A MAZZA ORELLA CELI M.ROSARIA 2B FALCIONI GIANNA TROMBETTONI DANILA 2C ANTONINI ELISA PROIETTI ALIDA 2D ROGATO GIOVANNI DE ANGELIS BARBARA FIORUCCI ADA 3° BARTOLUCCI ANNA PAOLA 3B MORET EDI PESCE IMMA 3C PETRINI PAOLA DE SIO ELVIRA P.O.F. 2013_2014 Pagina | 18 Rappresentanze sindacali unitarie Rogato Giovanni GLI ELETTI Sandra Pesciaioli Silvia Sensini Comitato di valutazione del servizio MEMBRI EFFETTIVI MEMBRI SUPPLENTI Moret Edi Cresta Stefania Notarfonso M. Rosaria De Sio Elvira Petrangeli Silvia Fainella Carla P.O.F. 2013_2014 Pagina | 19 I plessi del nostro Istituto SCUOLA Scuola DENOMINAZIONE SEZIONI CLASSI “BRECCIAIOLO” Via della Pernice,6 tel: 0744302312 n° 4 / (tempo normale) “MARATTA” Via Vanzetti, 32 tel:0744300364 sezione unica / dell’infanzia Scuola “SAN CLEMENTE” Voc. Piedimonte tel:0744/400799 sezione unica / “S. MICHELE" Voc. Piedimonte tel. 0744/241777 sezione unica / n° 2 (A-B) n° 10 “G. CARDUCCI” Via del Pellicano, 14 tel: 0744301091 (29ore sett.) Primaria n° 2 ( C-D) “ CAMPITELLO” Voc. Rivo, 241 tel. 0744/300105 Scuola Secondaria di 1° grado “BORGO RIVO” Via della Pernice, 8 Tel: 0744300512 Fax: 0744300546 IC-IIC-IIIC-IVC-VC-VD n° 6 (29ore sett.) n° 4 (A-B-C-D) IIA IB-IIB-IIIB IC-IIC-IIIC ID IID30 ore 36 ore IA e IIIA n°11 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 20 Storia delle singole scuole dell’Istituto La scuola nasce senza sede nel 1979, con ubicazione provvisoria presso la scuola materna di Brecciaiolo; dal 1980 ha la propria sede a Maratta. E’ situata in zona periferica ad insediamento abitativo e industriale. Scuola dell’infanzia "Maratta" Voc. Maratta Bassa Tel. 0744-300364 L’edificio è situato in via del Pozzo Saraceno 106, in una zona collinare e completamente immerso fra gli ulivi. La costruzione è datata 1959, nata per ospitare una pluriclasse Elementare, è divenuta Scuola dell’Infanzia agli inizi degli anni ’70. L’edificio, che ha subito diverse ristrutturazioni negli anni, si sviluppa su di un unico piano rialzato ed ospita una sola Scuola dell’infanzia sezione. “San Michele” La scuola dispone di un grande giardino attrezzato Via Pozzo Saraceno, 106 Piedimonte Tel. 0744-241777 con panche, giochi e alberi di alto fusto. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 21 L’edificio è situato in Strada di Piedimonte 111, in una zona residenziale immersa nel verde. La costruzione è della fine degli anni ’50 ed ha subito diverse ristrutturazioni nell’arco degli anni. L’edificio, strutturato su di un unico piano rialzato, ospita una monosezione. La scuola dispone di un bel Scuola dell’infanzia giardino con alberi di alto fusto, attrezzato con panche e giochi vari. “San Clemente” Strada di Piedimonte - Tel. 0744-400799 La scuola è funzionante dal 1978 con due sezioni, dal 1980 con quattro sezioni. La scuola è formata da sezioni miste, ciascuna delle quali è composta da bambini di tre, quattro, cinque anni. Situata nel quartiere di Borgo Rivo, in prossimità della scuola secondaria di 1° grado "Giovanni XXIII", Scuola dell’infanzia presenta una pianta esagonale, “Brecciaiolo” ampio Via della Pernice, 6 Tel. 0744-302312 giardino attrezzato è circondata da delimitato da una staccionata alla romana. L’edificio scolastico si trova in via del Rivo 241, costruzione risalente agli anni ’20, completamente ristrutturata nell’anno 2007, si sviluppa su due livelli. E’ presente un ampio cortile con alberi ad alto fusto e ornamentali, attrezzato per attività ludico – motorie. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 22 Scuola primaria “Campitello” Via del Rivo,n-241 Tel. 0744-300105 La scuola è stata inaugurata il 15 Novembre 1958 Nel corso degli anni l’utilizzo dell'edificio è cambiato a seconda delle necessità: negli anni settanta era utilizzato sia dalla scuola elementare che dalla media; dagli anni ottanta in poi dalla sola scuola elementare, essendosi la scuola media trasferita in altra sede. Nel 2002 l’edificio è stato sottoposto a ristrutturazione. Scuola primaria “Carducci” Via del Pellicano, 24 Tel. 0744-301091 La Scuola secondaria di 1° grado di Borgo Rivo, progettata dall’arch. G. Luppi della Sezione Urbanistica del Comune di Terni, inizia a funzionare nell’anno scolastico 1968-69. Nell’anno 79/80 la costruzione assume l’attuale fisionomia: vengono aggiunte 6 aule più, un locale palestra e un’aula magna Scuola secondaria di Scuola secondaria 1°grado “Giovanni XXIII” Via della Pernice, 8 Tel. 0744-300512 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 23 Tempo scuola I MODELLI ORARI PER LE SCUOLE PRIMARIE Tutte le classi della scuola primaria hanno un curricolo obbligatorio calcolato in 27 ore settimanali (elevabili fino a 30 su richiesta ed in base alla dotazione organica). Quest'anno l'offerta è di 29 ore settimanali per tutte le classi a tempo normale. La quota facoltativa ( due ore) prevede solitamente ore di approfondimento di italiano, matematica ed educazione motoria o strutturazione di attività laboratoriali sempre coerenti con il curricolo disciplinare. L'Istituto nel corso del precedente anno scolastico ha elaborato un Curricolo nella scuola dell’infanzia e della scuola primaria grazie anche all'occasione fornita dalla pubblicazione delle Indicazioni Nazionali definitive. Sono stati attivati dipartimenti disciplinari per il confronto e la stesura di un Curricolo comune verticale in cui saranno definiti traguardi di competenze, obiettivi di apprendimento e standard di apprendimento. E' competenza del Collegio dei docenti: definire la quantità oraria obbligatoria per ciascuna disciplina; lo svolgimento dei compiti per casa è per consuetudine oggetto di accordo tra insegnanti e genitori (Contratto formativo) sulla base del tempo scuola settimanale di ciascun plesso. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 24 I MODELLI ORARI PER LE CLASSI DELLA SCUOLA SECONDARIA Dl 1 ° GRADO Il Regolamento del primo ciclo definisce i tempi scuola: Tempo normale - 30 ore - obbligatorio con il seguente quadro orario settimanale: Italiano storia e geografia, 9 ore più 1 di approfondimento; matematica e scienze, 6 ore: tecnologia 2 ore; inglese 3 ore; seconda lingua 2 ore; arte 2 ore; scienze motorie e sportive 2 ore; musica 2 ore; Religione Cattolica 1 ora. Tempo Prolungato - 36 ore strutturate con mensa e due pomeriggi- con in aggiunta 2 ore di mensa, 2 di italiano e 2 di matematica. Le cattedre di seconda lingua straniere si riferiscono al francese. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 25 Organizzazione didattica SCUOLA Scuola dell’infanzia “Brecciaiolo” Scuola dell’infanzia “Maratta” Scuola dell’infanzia “San Michele” Scuola dell’infanzia “San Clemente” Scuola primaria “G. Carducci” ORARIO 8.00-16.00 dal lunedì al venerdì 8.00-16.00 dal lunedì al venerdì 8,00- 16,00 dal lunedì al venerdì 8,00- 16,00 dal lunedì al venerdì 8.15-13.15 dal lunedì al venerdì * sabato 8.15-12.15 Scuola primaria 8,00 alle ore 13,00. “Campitello” dal lunedì al venerdì sabato 8,00 alle ore 12,00 Scuola secondaria di 1° grado“ Borgo Rivo” Tempo scuola ordinario 8.00-13.00 lunedì/sabato Tempo scuola prolungato classi I A e IIIA 8.00 – 13.00 (per 4 giorni/sett) 8.00 – 16.00 (per 2 giorni/sett con mensa) P.O.F. 2013_2014 Pagina | 26 1. Scuola primaria Campitello Ore di lezione settimanali: 29 ore Curricolo obbligatorio: 27 ore settimanali Discipline Classi 1 cl.2 Classi 3 -4 -5 7h 7h 7h matematica 6h 6h 6h Tecnologia 1h 1h 1h Storia e geografia 4h 4h 3 scienze 2h 2h 2h Arte 2h 1h 1h Musica 1h 1h 1h Educazione fisica 1h 1h 1h inglese 1h 2h 3h religione 2h 2h 2h Laboratorio 2h 2h 2h italiano P.O.F. 2013_2014 Pagina | 27 Scuola primaria Carducci Ore di lezione settimanali: 29 ore Curricolo obbligatorio: 27 ore settimanali Plesso Carducci CLASSI CLASSI CLASSI DISCIPLINE PRIME SECONDE TERZE QUARTE QUINTE Religione 2 ore 2 ore 2 ore Italiano 7ore 7 ore 7 ore Storia 2 ore 2 ore 2 ore Scienze 2 ore 2 ore 2 ore Geografia 1+1 ore 1+1 ore 1+1 ore Matematica 6+1 ore 6+1 ore 5+1 ore tecnologia 1 ora 1 ora 1 ora Inglese 1 ora 2ore 3 ore Arte e immagine 1 ora 1 ora 1 ora Musica 2 ore 1 ora 1 ora Ed. fisica 2 ore 2 ore 2 ore P.O.F. 2013_2014 Pagina | 28 2. Scuola secondaria di primo grado: Tempo scuola ordinario D.M. n. 37 del 26/03/2009) Il quadro orario settimanale delle discipline della scuola secondaria di I grado, definito tenendo conto dei nuovi piani di studio è così determinato I classe II classe III classe Italiano, Storia, Geografia 9 9 9 Matematica e Scienze 6 6 6 Tecnologia 2 2 2 Inglese 3 3 3 Seconda lingua comunitaria 2 2 2 Arte e immagine 2 2 2 Scienze motoria e sportive 2 2 2 Musica 2 2 2 Religione cattolica 1 1 1 Attività di approfondimento in materie letterarie 1 1 1 Totale orario settimanale 30 30 30 Discipline o gruppi di discipline P.O.F. 2013_2014 Pagina | 29 TEMPO PROLUNGATO Il quadro orario settimanale delle attività e delle discipline delle classi a tempo prolungato della scuola secondaria di I grado, definito tenendo conto dei nuovi piani di studio è così determinato: Discipline o gruppi di discipline I classe II classe III classe Italiano, Storia, Geografia 15 15 15 Matematica e Scienze 9 9 9 Tecnologia 2 2 2 Inglese 3 3 3 Seconda lingua comunitaria 2 2 2 Arte e immagine 2 2 2 Scienze motoria e sportive 2 2 2 Musica 2 2 2 Religione cattolica 1 1 1 1/2 1/2 1/2 39/40 39/40 39/40 Approfondimento di discipline a scelta delle scuole Totale orario settimanale P.O.F. 2013_2014 Pagina | 30 Le risorse umane I Docenti della scuola sono 71 tra sede centrale media, scuola primaria e scuola dell’infanzia. Nella maggioranza sono insegnanti con contratto a tempo indeterminato, pertanto stabili, con discreta anzianità di servizio e tutti con seria preparazione culturale e professionale. La motivazione degli insegnanti all’impegno ed alla partecipazione anche ad attività integrative e/o progetti speciali viene incentivata attraverso la valorizzazione della professionalità e della competenza specifica di ciascuno. I Docenti svolgono prioritariamente i compiti educativi e didattici, come indicato dalla normativa vigente e definito annualmente dalle scelte dell’Istituto. Essi svolgono inoltre funzioni particolari, quali quella di collaboratore del Dirigente Scolastico, di Funzione Strumentale, di fiduciario di plesso presso le sedi delle due scuole primarie e 4 infanzia (Brecciaiolo, S. Clemente, S. Michele, Maratta) di referenti delle attività di sostegno per l’handicap, di coordinatore e segretario del Consiglio di Classe, e, nell’ambito dei progetti e dei laboratori quella di coordinatore e/o responsabile per la classe. I Collaboratori del Dirigente Scolastico, in numero di due, svolgono le funzioni sotto indicate. Prof.ssa Roberta Ceccarelli In caso di assenza del Capo di istituto, lo sostituisce in tutte le sue funzioni; Predispone, d’accordo con il Capo di istituto e con l’altro docente collaboratore, il calendario delle attività collegiali e ne cura l’aggiornamento e l’informazione al personale docente e ATA; Predispone le sostituzioni dei colleghi assenti per motivi personali e/o di salute, prioritariamente con docenti aventi ore a disposizione, secondariamente con docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità ad effettuare supplenze retribuite. In questa attività si avvale della collaborazione dell’altro collaboratore del Capo di Istituto; Concorda col Capo di istituto la concessione di giorni di ferie e/o di esonero dal servizio per aggiornamento al personale docente, nel rispetto della normativa vigente; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 31 Trasmette, su delega del Capo di istituto, al personale docente e ATA, istruzioni per il miglioramento dell’organizzazione didattica o scolastica in genere; Assume in carico eventuali problemi emersi nell’attività didattica e/o nell’organizzazione scolastica e ne informa il Capo di Istituto; Cura, insieme al Capo di Istituto, le relazioni con l’utenza (genitori ed alunni), il personale della scuola ed i soggetti esterni. In questa attività si avvale della collaborazione dell’altro docente collaboratore; Visiona la posta e cura la duplicazione, per le diverse sedi, delle comunicazioni di interesse del personale, con particolare riguardo per le comunicazioni di interesse sindacale. partecipa alle riunioni di staff con le funzioni strumentali e/o coordinatori di classe e/o responsabili di progetto. Ins. Gioia Perziano Svolge la funzione di segretario al Collegio dei docenti e redige verbale della riunione; Predispone, d’accordo con il Capo di istituto e col docente collaboratore vicario, il calendario delle attività collegiali e ne cura l’aggiornamento e l’informazione al personale docente e ATA; Predispone le sostituzioni dei colleghi assenti per motivi personali e/o di salute, prioritariamente con docenti aventi ore a disposizione, secondariamente con docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità ad effettuare supplenze retribuite. In questa attività si avvale della collaborazione del docente collaboratore vicario; In caso di assenza del Capo di istituto e del collaboratore vicario lo sostituisce in tutte le sue funzioni; partecipa alle riunioni di Staff con le Funzioni strumentali e/o coordinatori di classe, intersezione e sezione. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 32 Le Funzioni Strumentali in numero di 7, svolgono i compiti sotto indicati: Area 1 GESTIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA POF – AUTOVALUTAZIONE Prof.ssa Franca Manciucca Compiti: - Studia l’organizzazione del Piano dell’Offerta Formativa e raccoglie tutte le informazioni e i dati utili alla sua stesura; - Attua, in collaborazione con il Dirigente scolastico e con il Vicario, la stesura della bozza del Piano dell’Offerta Formativa di Istituto, la sottopone al Collegio e quindi ne attua la stesura definitiva; -Revisiona, in collaborazione con il Dirigente scolastico, con il proprio gruppo di lavoro e con il Vicario, i Regolamenti, l’organigramma e tutti gli altri documenti funzionali al miglioramento dell’organizzazione scolastica, provvedendo ad inserire eventuali modifiche proposte e ad aggiornarli alle nuove norme e a nuovi dati; -Monitora periodicamente il gradimento del Piano dell’Offerta formativa predisponendo questionari da sottoporre ad un numero significativo di alunni, genitori, docenti, personale dei Servizi Generali e Amministrativi; -Analizza i risultati e li sottopone al Collegio; -Cura in collaborazione con i responsabili FS area 2 la pubblicazione sul sito della scuola; -Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 33 GESTIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA COORDINAMENTO E PROGETTAZIONE CURRICOLARE IN RIFERIMENTO ALLE INIZIATIVEPREVISTE DALLA C.M. 22/2013 Ins. Maria Rosaria Notarfonso Compiti: - Garantisce la realizzazione di attività laboratoriali per il recupero, l’integrazione e l’intercultura per gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado; - Coordina i progetti di pertinenza dell’area; - Partecipa agli incontri di studio e di ricerca, relativi all'organizzazione e realizzazione del curricolo verticale; - Verifica periodicamente le attività di laboratorio; - Componente commissione POF; - Promuove e coordinare gli interventi al recupero dei debiti, - Cura iniziative finalizzate alla valorizzazione del merito scolastico e di tutte le competenze trasversali degli alunni; - Promuove il rispetto delle regole d’Istituto e delle norme vigenti; - Revisiona e integra il POF e monitora le attività. - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. Metodologia: Apprendimento Cooperativo e in rete con le altre funzioni strumentali e commissioni Strumenti: Utilizzo delle nuove tecnologie informatiche P.O.F. 2013_2014 Pagina | 34 AREA 2 SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI REVISIONE MODULISTICA E DOCUMENTAZIONE IN RIFERIMENTO ALLE INIZIATIVE PREVISTE DALLA C.M. 22/2013 Ins. Edi Moret Compiti: - Rileva i bisogni formativi degli alunni; - Gestisce il piano di formazione interno, - Accoglie i docenti neo trasferiti per descrivere la struttura del POF e dei documenti in uso nell’istituto e partecipa alla commissione POF; - Produce materiali didattici (schede di progettazione, strumenti di rilevazione e valutazione per la certificazione delle competenze e di valutazione quadrimestrale) uniformi e coerenti - Revisiona, integra e monitorizza le attivita’; - Predispone materiali e modulistica per i docenti sul sito web della scuola - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 35 AREA2 SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI NUOVE TECNOLOGIE E MULTIMEDIALITA’ Prof. Marco Giani Compiti - Gestisce, mette a punto e aggiorna il sito web della scuola in tutte le sue sezioni, sia per la parte tecnica che per la parte grafica con relativa pubblicazione dei contenuti; - Supporta i docenti nell’utilizzo del RES; - Garantisce il supporto all’acquisto delle tecnologie informatiche, dei relativi materiali di consumo e dei contratti di manutenzione; - Fornisce supporto allo staff di dirigenza, ai docenti responsabili dei plessi e al DSGA per la parte di competenza; - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. AREA 3 INTERVENTI E SERVIZI PER STUDENTI B.E.S. ORIENTAMENTO E CONTINUITA’ SCUOLA PRIMARIA E INFANZIA Ins Rita Leonardi Compiti - Coordina la commissione per l’integrazione degli alunni H; - Mantiene i rapporti con i soggetti esterni rispetto all’integrazione degli alunni diversamente abili; - Orienta ai percorsi degli studi successivi; - Sovrintende alle procedure per l’integrazione degli alunni disabili e altresì quelle per gli alunni con DSA in collaborazione con gli insegnanti di sostegno; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 36 - Partecipa alle iniziative di orientamento; è componente della commissione POF; - Contribuisce alla pubblicizzazione, sotto svariate forme delle attività della scuola; - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. AREA 3 INTERVENTI E SERVIZI PER STUDENTI B.E.S. ORIENTAMENTO E CONTINUITA’ SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO Ins Gianna Falcioni Compiti - Coordina la commissione per l’integrazione degli alunni H; - Mantiene i rapporti con i soggetti esterni rispetto all’integrazione degli alunni diversamente abili; - Orienta ai percorsi degli studi secondari; - Sovrintende alle procedure per l’integrazione degli alunni disabili e altresì quelle per gli alunni con DSA in collaborazione con gli insegnanti di sostegno; - Partecipa alle iniziative di orientamento; è componente della commissione POF - Contribuisce alla pubblicizzazione, sotto svariate forme delle attività della scuola; - Predispone schemi riepilogativi delle offerte formative esistenti sul territorio e di un calendario di sintesi sugli incontri di “scuola aperta” dei vari istituti; - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. AREA 4 RAPPORTI CON GLI ENTI ESTERNI INIZIATIVE ED ATTIVITA’ CON IL TERRITORIO Prof. Giovanni Rogato P.O.F. 2013_2014 Pagina | 37 Compiti - Raccoglie proposte derivanti dalla progettazione dei cdc che necessitano del supporto/collaborazione di soggetti esterni alla scuola; - Coordina la realizzazione di iniziative, eventi presso il territorio; - Promuove manifestazioni della scuola all’esterno; - Organizza visite guidate presso le aziende del territorio mirate all’ampliamento delle conoscenze professionali e all’orientamento nelle future scelte; partecipa alla commissione POF; - Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s. I Fiduciari (per la scuola primaria Carducci Ins. Maria Rosaria Notarfonso; per la scuola primaria Campitello Ins. Gioia Perziano, per la scuola dell’infanzia Brecciaiolo Ins. Pelliccia M. Rosaria, per la scuola infanzia Maratta Ins. Angelica Argentati, per la scuola S. Michele Ins. Angela Sbarretti Rosati e per la scuola S. Clemente Ins. Rita Ciacci) su delega del Dirigente Scolastico curano presso le sedi di appartenenza l’organizzazione quotidiana dell’attività e le emergenze, tenendo i contatti con la dirigenza. I docenti delle attività di sostegno all’handicap: I Docenti Leonardi e Falcioni curano le attività relative sotto il profilo organizzativo (G.L.H. di Istituto, G.L.H. operativi, rapporti con le Asl). Il coordinatore del Consiglio di Classe è responsabile del coordinamento delle attività didattiche ed organizzative stabilite dal Consiglio e presiede, se delegato, le riunioni dei docenti della classe. Il segretario del Consiglio di classe scrive i verbali e cura la tenuta dell’apposito registro. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 38 Il coordinatore di progetto o laboratorio ne stila la programmazione e ne cura l’attuazione operativa, organizzando anche l’intervento di esperti esterni, se previsto. Il personale di segreteria, che opera nella sede centrale, è composta dal Direttore dei Servizi Generali Amministrativi e da 4 assistenti amministrativi; con discreta anzianità di servizio e con buona formazione professionale. La gestione dei servizi amministrativi prevede attenzione a quanto indicato nel Contratto Formativo e regolato dalla Carta dei Servizi della Scuola, in particolare alla disponibilità nel rapporto con l’utenza ed alla funzionalità dell’ufficio. In questo ambito sono rilevanti l’efficacia del servizio ed i tempi di rilascio delle certificazioni. Questi ultimi sono previsti come segue: ◊ il rilascio dei certificati, relativi agli alunni, è effettuato nel normale orario di apertura della segreteria al pubblico, entro il tempo massimo di tre giorni per quelli di iscrizione e frequenza e di cinque giorni per quelli di votazione e/o giudizi; Di fatto i certificati di frequenza, promozione e licenza vengono rilasciato “a vista”; ◊ il rilascio dei certificati di servizio è effettuato entro cinque giorni dalla richiesta e comunque entro 24 ore dalla data di scadenza delle ordinanze e concorsi. La Segreteria riceve nei giorni: Dal lunedì al sabato ore 12.00-13.00 ed il martedì e giovedì anche in orario pomeridiano dalle 15.00 alle ore 17.00. L’orario di ricevimento non viene comunque applicato in forma rigida ed è data possibilità di accesso oltre l’orario fissato. Oltre alle funzioni specifiche, il personale amministrativo ed il direttore S.G.A., in relazione all’attuazione delle attività del P.O.F., danno un supporto tecnico-amministrativo nelle fasi di programmazione, realizzazione, verifica e pagamento degli impegni assunti. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 39 L’orario settimanale di servizio per il personale amministrativo e per il direttore S.G.A., da prestare in non meno di cinque giorni, comprende 36 ore. La definizione della distribuzione delle ore nella singola giornata e nella settimana è determinata dall’accordo con il Dirigente Scolastico e la R.S.U., sulla base delle linee fissate dal Consiglio d’Istituto. Il personale A.T.A. con qualifica di collaboratore scolastico è composto da 16 elementi, di cui 4 nella sede centrale, 2 nelle due scuole primarie 7 nella scuola dell’infanzia : prevalentemente questo personale è stabile e con discreta anzianità di servizio. Oltre alle funzioni specifiche, i collaboratori scolastici, in relazione all’attuazione del P.O.F., svolgono i compiti di seguito indicati: intensificazione del lavoro in termini di assistenza e sorveglianza durante lo svolgimento delle attività di laboratorio e di quanto altro programmato; maggior carico di lavoro per uso continuativo di spazi altrimenti non usati; maggiore impegno in attività svolte nella scuola a seguito di accordi con Enti Locali ed altre organizzazioni. L’orario settimanale di servizio per i collaboratori scolastici, da prestare in non meno di cinque giorni, comprende 36 ore. La definizione della distribuzione delle ore nella giornata e nella settimana è determinata dall’accordo con il Dirigente Scolastico e la R.S.U., sulla base delle linee fissate dal Consiglio d’Istituto. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 40 RISORSE STRUMENTALI L’Istituzione scolastica al fine di garantire una maggiore incisività all’azione didattica, si è dotata negli ultimi anni di mezzi e strumenti sempre più adeguati alle necessità di apprendimento degli alunni. Oltre ai sussidi didattici e ai materiali strutturati, specifici per i diversi ambiti disciplinari l’Istituto è provvisto di : apparecchiature informatiche e multimediali: (1 laboratorio multimediale e 9 aule provviste di lavagne interattive multimediali alla scuola secondaria di primo grado, un laboratorio multimediale alla scuola primaria “G. Carducci” ed un’aula provvista di lavagna interattiva multimediale , un laboratorio multimediale alla scuola primaria di Campitello ed una lavagna interattiva multimediale) attrezzature per video conferenze (p.c. server, web cam, monitor, antenna satellitare,linea ADSL ); sufficiente numero di sussidi audiovisivi (televisori, macchine fotografiche, DVD, video registratori, radioregistratori, lavagne luminose, videoproiettori) nella scuola primaria e nelle scuole secondarie; attrezzature per il laboratorio scientifico nelle scuola secondaria; laboratorio linguistico nelle scuola secondaria; aula adibita a sala lettura nella scuola primaria G.Carducci ed una struttura in legno nel giardino della scuola primaria di Campitello forno per la cottura di manufatti in ceramica nella scuola primaria “ Carducci “ aula video nella scuola secondaria ed una nella scuola primaria G.Carducci la casetta SOFFIA SOGNI di Campitello attrezzature ginnico sportive in tutti gli ordini di scuola P.O.F. 2013_2014 Pagina | 41 RISORSE ECONOMICHE L'istituto Comprensivo ,per svolgere la sua attività si serve di varie fonti di finanziamento che di anno in anno possono variare: 1. fondi concessi dal MPI destinati al normale funzionamento dell'Istituto; 2. Avanzo di amministrazione presunto; 3. Fondi concessi dalla Regione ; 4. Fondi concessi dagli Enti locali 5. Fondi concessi dai privati; 6. Fondi concessi dall’Indire Il fondo di Istituto è utilizzato, coerentemente con la normativa vigente per incentivare il processo di Autonomia e l'arricchimento dell'offerta formativa. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 42 CONTRATTO FORMATIVO All’offerta formativa di un Istituto scolastico alla propria utenza contribuiscono tutte le figure professionali e l’utenza medesima dell’istituto: Dirigente scolastico, docenti, alunni, personale di segreteria, collaboratori scolastici, genitori e comunità locale. Ciò, per quanto riguarda il personale della scuola e secondo lo spirito e la lettera del relativo Contratto Nazionale, fa riferimento alla qualità dei servizi scolastici ed ai diritti e doveri del personale medesimo. Pertanto l’Istituto Comprensivo prevede un impegno specifico tra le componenti sopra indicate interne ed esterne alla scuola, basato sulla condivisione degli obiettivi generali della scuola di base e delle linee progettuali e dei valori espressi dal P.O.F., che ciascuna componente è tenuta a rispettare. Tale impegno, o Contratto Formativo, è a disposizione di tutti i membri della comunità scolastica e locale. Se ne riporta di seguito il testo integrale. Nel rapporto tra personale della scuola, alunni e genitori l’Istituto prevede un impegno reciproco basato sulla condivisione delle linee progettuali e dei valori espressi nel P.O.F., in un confronto di diritti-doveri che ciascun componente è tenuto a rispettare. In particolare: I docenti, oltre ai diritti di natura contrattuale sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno diritto: ◊ alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ alla libertà di insegnamento ed ad un aggiornamento periodico ed efficace; ◊ alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo educativo e didattico. Ai docenti si chiede: ◊ di trattare con cortesia e disponibilità l’utenza, il personale dell’Istituto e la comunità locale; ◊ di rispettare le funzioni e le competenze dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ di esprimere l’offerta formativa, integrata dal proprio curricolo disciplinare; ◊ di motivare il proprio intervento didattico; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 43 ◊ di esplicitare le strategie, gli indicatori e gli strumenti della verifica dell’apprendimento, i criteri di valutazione. Gli alunni hanno diritto: ◊ al rispetto della propria funzione da parte del personale dell’Istituto, delle famiglie e della comunità locale; ◊ ad una scuola organizzata e gestita conformemente alle esigenze formative proprie dell’età; ◊ alla tutela ed alla collaborazione della propria identità personale, culturale, etnica e religiosa; ◊ ad un’educazione fondata sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone per una convivenza civile, solidale e rispettosa della diversità; ◊ alla qualità del servizio di istruzione in vista dell’autonomia personale e della cittadinanza; ◊ ad essere formati in situazioni di trasparenza non solo delle proposte, ma dei criteri e delle forme della verifica e della valutazione. Agli alunni si chiede: ◊ di rispettare le funzioni e le competenze del personale dell’Istituto, delle famiglie e della comunità locale; ◊ di trattare con cura e rispetto le aule, le palestre, i bagni, gli ambienti tutti dell’Istituto come se fossero propri, impegnandosi alla riparazione degli eventuali danni arrecati; ◊ di rispettare e valorizzare la propria ed altrui personalità; ◊ di rendersi disponibili e collaborare all’azione formativa loro rivolta mediante l’assidua frequenza e l’impegno alle attività di studio; ◊ di sottoporsi alle verifiche ed alle valutazioni del processo formativo; ◊ di partecipare alla vita della scuola nelle sue manifestazioni, evitando ogni forma di pregiudizio o emarginazione, rispettando il Regolamento interno, approvato dagli organi competenti. Il personale di segreteria ed il Direttore S.G.A., oltre ai diritti di natura contrattuale sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno diritto: ◊ alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 44 ◊ al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo Al personale di segreteria ed al Direttore S.G.A., si chiede: ◊ di trattare con cortesia e disponibilità l’utenza, il personale dell’Istituto e la comunità locale; ◊ di rispettare le funzioni e le competenze dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ di garantire la funzionalità, cioè l’efficienza e l’efficacia del proprio servizio; ◊ l’esplicitazione e la trasparenza delle attività relative alle proprie funzioni. Il personale A.T.A. con funzione di collaboratore scolastico, oltre ai diritti di natura contrattuale sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno diritto: ◊ alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e della comunità locale; ◊ alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 45 Iscrizioni Criteri di precedenza scuola infanzia: Tutte le sezioni sono miste, costituite con alunni di 3/5 anni in maniera proporzionale sia per l’età che per il sesso. Saranno accolti prioritariamente gli alunni residenti nel territorio di competenza della scuola, tenendo conto dei seguenti criteri e del relativo punteggio Le sezioni sono formate secondo i criteri di seguito indicati, in ordine di priorità: a) alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto punti 7 b)Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso presso il quale si intende far frequentare la scuola punti 6 c) alunni con disagi familiari (es. frequenza raccomandata dal SIM infanzia) e con genitori e/o fratelli portatori di handicap punti 5 d) alunni i cui fratelli frequentano la scuola dell’infanzia o primaria punti 3 e) alunni con nucleo familiare numeroso (almeno 3 figli) f) Alunni con entrambi genitori che lavorano g) alunni iscritti nei termini previsti dalla normativa e che compiono gli anni punti 3 punti 2 entro il 31/12/2013 punti …1 In caso di parità di punteggio prevale l’età anagrafica Le richieste di anticipo sono accolte compatibilmente con la recettività delle sedi Criteri di precedenza per l’ammissione alla classe prima della scuola primaria in caso di esubero: alunni già iscritti presso l’Istituto comprensivo e provenienti dalla scuola dell’infanzia –continuità verticale punti 8 Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso presso il quale si intende far frequentare la scuola punti 7 Alunni diversamente abili (segnalati dall’ASL ai quali è riconosciuta la L.104 completa di diagnosi funzionale) punti 6 Sorella o fratello di alunni già frequentanti il plesso/IC; punti 5 alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto; punti 4 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 46 genitori entrambi lavoratori; punti 3 alunni residenti nel Comune di Terni; punti 2 Iscrizione nei termini previsti dalla CM n. 96 /2012; punti 1 A parità di punteggio saranno ammessi gli alunni con la residenza e/o il domicilio più vicini alla scuola. Criteri di precedenza per l’ammissione alla classe prima scuola secondaria di 1° grado in caso di esubero a) alunni già iscritti presso l’Istituto comprensivo e provenienti dalla scuola primaria – continuità verticale punti 8 b) Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso presso il quale si intende far frequentare la scuola punti 7 c) Alunni diversamente abili (segnalati dall’ASL ai quali è riconosciuta la L. 104 completa di diagnosi funzionale) punti 6 d) Sorella o fratello di alunni già frequentanti il plesso; punti 5 e) alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto punti 4 f) genitori entrambi lavoratori; punti 3 g) alunni residenti nel Comune di Terni; punti 2 h) Iscrizione nei termini previsti dalla normativa vigente ; punti 1 A parità di punteggio saranno ammessi gli alunni con la residenza e/o il domicilio più vicini alla scuola. Per quanto riguarda l'accoglienza dei bambini anticipatari, valgono i seguenti criteri: VALUTAZIONE PEDAGOGICA E DIDATTICA DEI TEMPI E DELLE MODALITÀ DELL'ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI ANTICIPATARI NELLA SCUOLA DELLA INFANZIA, EX ART. 2, COMMA 2, LETT. “D” DEL DPR 89/2009”, -Docenti e genitori concorderanno l’autonomia indispensabile per accogliere i bambini a seguito di un incontro informativo allo scopo di descrivere accuratamente ai genitori la situazione in cui i bambini si troveranno ed illustrare la complessità del contesto della scuola dell’infanzia per verificare se la scelta dell’anticipo scolastico possa essere rispettosa dei tempi di sviluppo e di maturazione del bambino; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 47 -accordo tra gli insegnanti e le famiglie sui tempi e sulle modalità di inserimento, in considerazione del fatto che esistono notevoli differenze nello sviluppo psico-fisico e nei bisogni tra un bambino e l’altro; -i bambini anticipatari potranno essere accolti se hanno raggiunto un'adeguata autonomia personale, che verrà accertata dagli insegnanti dopo un periodo di prova. Per autonomia personale si intende soprattutto che il bambino non utilizzi pannolini e che abbia raggiunto un sufficiente controllo degli sfinteri, in modo che non si renda necessario provvedere a cambi frequenti e sistematici, in quanto la scuola è priva di attrezzature e personale deputato a svolgere tale funzione. -gli anticipatari saranno accolti nel periodo previsto per inserimenti presso ogni scuola dell’infanzia (I bambini anticipatari vengono ammessi alla frequenza a partire dal mese di gennaio). -Numero massimo di anticipatari per sezione: 3 -Per favorire l'inserimento, i bambini per le prime due settimane frequenteranno solo il turno antimeridiano senza mensa P.O.F. 2013_2014 Pagina | 48 LE SCELTE DIDATTICHE ED EDUCATIVE … sono finalizzate a: produrre conoscenze: a) di fatti- procedure - concetti b) di principi generali sviluppare abilità: a) manuali ed operative b) basate su algoritmi c) basate su processi euristici promuovere comportamenti : a) prescrivibili b) euristici … sottintendono: a) l’apprendere dall’esperienza b) il concettualizzare c) il razionalizzare d) l’acquisire nuove metodologie e) l’ottimizzare i risultati f) l’osservare/l'analizzare/il comprendere un problema g) la capacità di ricercare l’aiuto adeguato e/o la metodologia giusta per risolvere problemi h) l’integrarsi, il collaborare, il comunicare, l’aggiornare le proprie opinioni METODI lezione frontale lezione partecipata discussione di gruppo lavoro di gruppo didattica laboratoriale esercitazioni di problem solving P.O.F. 2013_2014 Pagina | 49 STRATEGIE espositive esperienziali TECNICHE: individualizzazione dell’insegnamento tecniche audiovisive e multimediali di verifica / autovalutazione / valutazione OFFRIRE occasioni di conoscenza e contatto con la realtà territoriale ORGANIZZARE attività integrative anche in collegamento con iniziative presenti nel territorio. OFFRIRE percorsi didattici per fasce di età, di livello e per classi parallele e metodologie differenziate in relazione alle attitudini, alle potenzialità degli alunni e agli stili cognitivi. FORNIRE strumenti di verifica in itinere e finali atti a rendere ogni alunno consapevole della propria posizione rispetto al percorso ipotizzato REALIZZARE azioni mirate a fornire le competenze e le conoscenze necessarie per la prosecuzione degli studi. ASSICURARE l’uso delle TIC (tecnologie della comunicazione e dell’informazione) GARANTIRE momenti di formazione inter-multidisciplinare. OFFRIRE opportunità culturali extra-curricolari per aiutare gli alunni ad avere maggiore consapevolezza delle problematiche attuali P.O.F. 2013_2014 Pagina | 50 L’OFFERTA FORMATIVA P.O.F. 2013_2014 Pagina | 51 L’OFFERTA FORMATIVA Le finalità del Piano dell’Offerta Formativa e del curricolo è stato predisposto nel rispetto degli orientamenti e dei vincoli posti dalle “Indicazioni per il curricolo”. Mediante il curricolo si pensa ad una educazione come un processo complesso di trasmissione culturale e di orientamento personale focalizzandone le diverse componenti. Il curricolo, parte integrante del POF, è un documento complesso che descrive l’intero percorso formativo che uno studente compie, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di primo grado e nel quale si fondono i processi cognitivi e quelli relazionali rispettando i diversi momenti evolutivi con il progressivo passaggio dall’imparare in modo concreto ed esperienziale fino alla capacità di riflettere e formalizzare l’esperienza. PROGETTUALITA’ INTEGRATIVA La progettualità integrativa come supporto per la realizzazione degli obiettivi educativi e didattici. I progetti approvati dal Collegio dei docenti ed elaborati dagli insegnanti dell’Istituto costituiscono un ampliamento prezioso delle attività di studio e si sviluppano in coerenza con le finalità del P.O.F., di cui costituiscono parte integrante. Essi consentono di “mettere in gioco” abilità, attitudini e capacità altrimenti poco utilizzate o difficili da far emergere; stimolano quindi la maturazione di capacità ed abilità, sviluppano le attitudini e, sul piano psicologico e comportamentale, rafforzano la motivazione allo studio ed all’impegno operativo, in tal senso rivestono tutti un carattere fortemente orientativo. I progetti approvati appartengono a tipologie diverse: alcuni sono più mirati al raggiungimento degli obiettivi cognitivi, altri, invece, sono tesi prevalentemente alla risoluzione e/o alla risoluzione di problematiche o forme di disagio individuali e sociali, sviluppando abilità cognitive in seconda istanza. Tutti, comunque, ottengono risultati teorici e pratici, cognitivi e relazionali pertanto l’esperienza educativa dei docenti conferma la loro utilità ed efficacia. Obiettivi concreti dei progetti, elaborati ed approvati per il corrente anno scolastico, sono le tre finalità principali dell’Istituto: ◊ scuola per la formazione dell’uomo e del cittadino italiano ed europeo; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 52 ◊ scuola creatrice di cultura e valori nell’attuazione dell’obbligo scolastico; ◊ scuola orientativa. I vari progetti sono caratterizzati da unità di metodo, strategie ed obiettivi, e ciò li rende reciprocamente infusivi: ◊ prevedono compiti disciplinari e trasversali; ◊ promuovono apprendimenti verificabili, saperi consolidati e interpretazioni di nuovi bisogni formativi; ◊ sono prevalentemente finalizzati all’operatività, all’impegno sul territorio ed all’acquisizione di valori. I progetti, così come le attività integrative, vista la ridotta disponibilità di fondi ministeriali, sono stati articolati in diverse categorie: A. Progetti ed attività finanziati con il Fondo di Istituto, per i quali non è prevista la partecipazione economica delle famiglie; B. Progetti ed attività per i quali è previsto un contributo economico delle famiglie, con eventuale carico parziali del Fondo di Istituto; C. Progetti ed attività finanziati direttamente da istituzioni nazionali o locali. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 53 PROGETTI DI ISTITUTO P.O.F. 2013_2014 Pagina | 54 “Progetto Beni ambientali” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Per “sostenibiltà ambientale ” si intende quel complesso di condizioni sociali, culturali e naturali in cui l’individuo vive e sviluppa la propria personalità. L’ambiente di vita ha l’uomo come “utente” in quanto deve avere la possibilità di continuare a fruirne anche nelle future generazioni. Nell'era della globalizzazione la scuola è chiamata a sviluppare attitudini complesse, tra queste, la capacità di mettersi in relazione con il mondo e con le grandi sfide che segnano il nostro tempo. Il territorio è lo spazio privilegiato dove i ragazzi possono costruire il loro “senso di appartenenza”, nella dialettica tra la dimensione “locale” e quella “globale”, mettendosi in gioco con loro esperienze e i loro valori. Il progetto intende dunque potenziare l’interazione scuola – territorio quale processo che contribuisce a sviluppare: • Identità, senso di appartenenza • Conoscenze e competenze • Comportamenti, azioni e scelte consapevoli • Nuovi modelli di sviluppo e nuove pratiche di cittadinanza. RISULTATI ATTESI 1. educare gli studenti a comportamenti responsabili verso l'Ambiente che è patrimonio dell'intera umanità, a partire dal contesto di vita e relazione del territorio su cui insiste L’Istituto: dallo spazio dell'aula, a quello della città, fino allo spazio dell’intero pianeta. 2. Pensare ad un progetto educativo che sia in continuità con il processo formativo e nell’ottica dell’integrazione curricolare attivando attività e metodologie legate all’educazione ambientale, all’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva; Aree tematiche : le attività si articolano sui seguenti temi: P.O.F. 2013_2014 Pagina | 55 ambiente naturale (nel passato-presente-futuro): orografia, geografia, flora e fauna, modificazioni tecnologie e naturali; ambiente antropizzato: studio dell’acqua, aria, suolo in relazione alla "qualità della vita" ed al concetto di "sviluppo sostenibile"; ambiente urbano: crescita degli agglomerati urbani, luoghi di vita, luoghi di svago, luoghi di lavoro; ambiente culturale: arte, folklore, tradizioni, tutto in dimensione locale, nazionale ed europea. Modalità di realizzazione : le attività sono realizzate in orario scolastico ed extrascolastico. Implicazioni didattiche : attraverso le discipline, tutte coinvolte con taglio interdisciplinare, e prendendo l’avvio dalla realtà locale vista nei diversi aspetti storici/culturali/sociali/naturali/geografici/economici/motori, si tenderà a sviluppare: l'osservazione – l' analisi – l' applicazione –la conoscenza – la sintesi – la valutazione. Le attività sono “centripete”, quando portano l’alunno a lavorare o a riflettere da solo (individualizzazione) o “centrifughe”, quando portano l’alunno a lavorare in gruppo e a socializzare le proprie riflessioni. Le metodologie usate sono: a) il gioco, che coinvolge l’aspetto motorio, cognitivo, emotivo; b) l’esplorazione degli ambienti naturali e urbani; c) gli esperimenti sia sul campo che in simulazioni laboratoriali; d) le unità didattiche a tema; e) le attività all’aperto; f) i soggiorni programmati in ambienti naturali (gite di istruzione) Le fasi delle attività programmate dovranno avere la seguente scansione: 1. informazioni sul programma 2. valutazione conoscenze pregresse degli allievi 3. raccolta notizie 4. raccolta dei dati e dei materiali (con il coinvolgimento anche degli alunni) 5. predisposizione calendario delle attività P.O.F. 2013_2014 Pagina | 56 6. analisi diretta ed indiretta degli argomenti/temi/realtà…(attività d’aula) attraverso le strumentazioni previste nelle diverse attività 7. elaborazione/organizzazione dei dati raccolti da parte degli allievi 8. comunicazione dei prodotti del proprio lavoro tramite diversi mezzi espressivi, audiovisivi, opuscoli, mostre, giornale… 9. valutazione e confronto fra classi 10. conclusioni e proposte di soluzione dei problemi individuati 11. confronto e scambio di informazioni con altre realtà anche europee, tramite l’organizzazione di videoconferenze, e scambi di software didattico prodotto. Rispetto agli alunni il lavoro intende favorire: -il contatto con la natura -il lavoro di gruppo -l’ acquisizione di comportamenti rispettosi -l’ incremento dell’impegno personale rispetto ai ruoli sociali Durata : le attività , si svolgono nell’intero arco dell’anno scolastico secondo la periodizzazione data dai Consigli di classe e di interclasse. Collaborazioni esterne : 1. per lo studio dei comparti ambientali, esperti dell' Ente Pubblico e/o di associazioni ; Valore formativo; Il lavoro intende favorire negli alunni: - il contatto con la natura - il lavoro di gruppo - l'acquisizione di comportamenti rispettosi dell'ambiente - la consapevolezza dell'impegno personale rispetto ai ruoli sociali - la formazione del carattere - il pragmatismo facendo leva sull'interesse e sulla maturazione del senso di responsabilità. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO P.O.F. 2013_2014 Pagina | 57 Il monitoraggio sarà effettuato attraverso test e schede secondo indicatori psico-affettivi della socializzazione, partecipazione e maturità affettiva degli alunni e indicatori delle abilità acquisite La valutazione del progetto “in itinere” terrà conto: Del livello di condivisione del progetto da parte degli insegnanti Del livello di accettazione del progetto da parte degli alunni Del livello di produzione e delle difficoltà Della qualità dei prodotti realizzati P.O.F. 2013_2014 Pagina | 58 SCUOLE DELL’INFANZIA San Clemente PROGETTO ECOLOGIA ED AMBIENTE ALIMENTAZIONE-ACQUA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Stabilire connessioni tra i concetti di scienza, conoscenza e coscienza su temi come l’acqua, il fiume e l’industrializzazione per sviluppare concetti come la protezione ambientale, l’ecosistema. RISULTATI ATTESI Conoscenza sperimentale delle proprietà dell’acqua Conoscere l’acqua come elemento fondamentale della nutrizione Utilizzo dell’acqua in modo consapevole CRITERI DI VALUTAZIONE Osservazione sistematica Raccolta dei dati Brecciaiolo ECOLOGIA ED AMBIENTE PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE: Conoscenza e rispetto della realtà circostante in riferimento allo spazio e al tempo. RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI: Osserva i cambiamenti della realtà circostante; Rispetta i fenomeni naturali; Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana; Ha familiarità sia con le strategie del contare che con i numeri. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 59 a) Criteri di valutazione del progetto: - Interesse ai fenomeni naturali e ai suoi cambiamenti. b) Modalità di valutazione del progetto: - osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni. - schede e verifica Brecciaiolo CORPO IGIENE E SALUTE PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE: Conoscenza e rispetto del proprio corpo; Interagire con gli altri nei giochi di movimento; Riconoscere i ritmi del proprio corpo; Manipolazione fine . RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI: Vive pienamente e serenamente la propria corporeità; Controlla gli schemi posturali e li adatta alle situazioni ambientali; Applica schemi motori nei giochi individuali e di gruppo anche con l’uso di piccoli attrezzi a) Criteri di valutazione del progetto: Orientarsi negli spazi e nelle situazioni. b) Modalità di valutazione del progetto Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 60 SCUOLE PRIMARIE CARDUCCI-CAMPITELLO Salute, benessere e....... cittadinanze RETE INTERPROGETTUALE: PROGETTO LETTURA- PROGETTO EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA- RETE DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO BENESSERE E SALUTE (educazione alimentare e socio affettività)- PROGETTO ATTIVITA’ ALTERNATIVA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Promuovere attraverso gli famiglie: enti istituzionali, le agenzie formative nel territorio e le a) sani stili di vita e corrette abitudini alimentari, apprendimento e bene comune anche nel contesto europeo; b) integrazione e dialogo interculturale con riferimento ai diritti umani; c) cultura della salute in senso fisico, affettivo, relazionale e sociale; RISULTATI ATTESI: 1)Favorire l’accettazione di sé e dell’altro; 2)Divenire cittadini consapevoli di diritti e doveri rientranti internazionale; anche nel contesto 3)Adottare un corretto e sano stile di vita, potenziando sane ed equilibrate abitudini alimentari e attività fisiche in ambito scolastico e familiare, rafforzando, attraverso i bambini/ ragazzi, atteggiamenti ‘virtuosi’ anche sulle abitudini alimentari delle famiglie; Il progetto desidera sensibilizzare gli allievi rispetto alle tematiche alimentari anche nell’ottica del consumo consapevole e della sicurezza alimentare. a) Criteri di valutazione del progetto: Verrà valutato il gradimento del progetto in base ai seguenti indicatori: Molto/Abbastanza/Poco P.O.F. 2013_2014 Pagina | 61 b) Modalità di valutazione del progetto: 1) Lavoro di gruppo o di gruppo classe 2) Cooperative Learning 3) Prove oggettive 4) Conversazioni/circle-time 5) Schede 6) Questionari 7) Uscite e visite guidate 8) Visione di audiovisivi SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Beni ambientali e culturali PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE: avvicinare gli studenti ai Beni Culturali del territorio con l’intento di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a scoprire, amare e preservare il patrimonio storico ed ambientale locale. Stimolare la consapevolezza del valore del bene culturale. Conoscere l’ambiente che ci circonda per imparare ad apprezzarlo e a salvaguardarlo. RISULTATI ATTESI: far acquisire un metodo di lavoro scientifico, migliorare il lessico, favorire comportamenti responsabili dei nostri studenti verso l'ambiente e il territorio; sviluppare identità e senso di appartenenza per arrivare ad azioni e scelte consapevoli. Sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a scoprire, amare e preservare il patrimonio storico locale. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Si valuteranno conoscenze e competenze attraverso l’osservazione sistematica dei cambiamenti di P.O.F. 2013_2014 Pagina | 62 comportamento, il coinvolgimento emotivo, la partecipazione attiva e la maturità affettiva degli alunni, le abilità sociali e cognitive acquisite dai ragazzi. EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DELL’”ECCESSO” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Nell’attuale società, i ragazzi sono bombardati da una quantità d’informazioni false sulla droga. Molti loro coetanei e diversi media cercano di spingerli al consumo ed il messaggio che ricevono è quello del “massimo risultato con il minimo sforzo” e l’idea che non si debba lavorare molto per ottenere ciò che si vuole. Spesso questo atteggiamento lascia loro poche ambizioni e la sensazione che non ci sia molto per cui darsi da fare, nella vita. La droga si può usare come “soluzione” alla noia o al senso d’inutilità che un ragazzo potrebbe provare. I rischi connessi all’uso di droga possono addirittura rendere la vita nuovamente eccitante, per un po’. La pubblicità martella i ragazzi tutto il giorno: “bevi quello”, “fuma questo”, “prendi quella pastiglia per eliminare subito quel dolore”, eccetera. Dall’altra parte, con la stessa enfasi, si dice che loro non dovrebbero prendere droghe, bere alcolici o fumare. Una contraddizione continua, questa, che disorienta. Aiutare i giovani a raggiungere una buona comprensione individuale di cosa siano davvero le droghe e l’alcol, può letteralmente salvar loro la vita e far risparmiare alla società, in futuro, una quantità enorme di denaro e di guai. RISULTATI ATTESI Conoscenza delle sostanze: conoscenza di cosa sia davvero la droga e di quali effetti crei su una persona Responsabilità : essere responsabile per quello che conosciamo sulla droga CRITERI DI VALUTAZIONE Osservazione sistematica e schede predisposte P.O.F. 2013_2014 Pagina | 63 PROGETTO “ L’impegno di ciascuno è beneficio del mondo” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Emergenza ambientale promuovere uno stile di vita sano ed un futuro sostenibile RISULTATI ATTESI Sviluppare la percezione concreta del senso di cittadinanza attraverso regole condivise e riconosciute; attuare comportamenti rispettosi del rapporto uomo- natura. Attuare in ogni plesso la raccolta differenziata. Realizzare campagne pubblicitarie sul risparmio energetico CRITERI DI VALUTAZIONE Osservazione sistematica e schede predisposte P.O.F. 2013_2014 Pagina | 64 Progetto “L’educazione alla cittadinanza e alla Costituzione” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE I temi dei diritti e del rispetto di sé stessi, degli altri e della comunità di appartenenza divengono sempre più importanti in un mondo come il nostro, dove i percorsi di maturazione interiore si devono accompagnare alla conoscenza di riti e culture differenti. La consapevolezza di essere soggetto di diritti e il sapere riconoscere agli altri pari condizione, possono incentivare l’autostima dei bambini, sostenendo lo sviluppo di valori condivisibili e migliorando le relazioni interpersonali a scuola e nel tempo libero. La scuola è l’ambito privilegiato, anche se non l’unico, per la formazione della cittadinanza attiva, in quanto contribuisce alla comprensione della realtà vicina e lontana. Il progetto si pone l’obiettivo di sviluppare nell’alunno cittadino il senso di appartenenza ad una comunità residente in un determinato territorio, alla cui vita sociale egli deve contribuire in modo attivo e competente, secondo le regole proprie della democrazia. Formare cittadini italiani che siano allo stesso tempo cittadini dell’Europa e del mondo RISULTATI ATTESI Stimolare la consapevolezza dell’esistenza di diritti e doveri della persona. Conoscere e/o approfondire il concetto di cittadinanza attiva e i principi fondanti della Costituzione. Riflettere e diventare consapevoli di come possiamo oggi essere cittadini e di come possiamo migliorare il mondo in cui viviamo con atteggiamenti responsabili e positivi, per evitare che emergano comportamenti devianti. INFANZIA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE P.O.F. 2013_2014 Pagina | 65 In base ai vari comunicati emanati dal Miur, nella Scuola dell’Infanzia si dovranno trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo, i modi di agire corretti con i compagni, con i genitori, con gli insegnanti e con gli altri adulti RISULTATI ATTESI • mostrare consapevolezza della propria storia personale e familiare e dei modi con cui si è modificata la relazione con gli altri compagni e con gli adulti; • porre domande su temi esistenziali, sulle diversità culturali, sull’essere bambini e bambine, sulla giustizia, su ciò che è bene e ciò che è male; • eseguire compiti, elaborare progetti, risolvere problemi da soli, con i coetanei e con gli adulti; • spiegare come e quanto ci sente legati alla propria famiglia, alla propria comunità, alla propria scuola, al proprio Paese, al mondo; • gestire conflitti, negoziare compiti e impegni, lavorare in cooperazione, definire regole d’azione condivise P.O.F. 2013_2014 Pagina | 66 Brecciaiolo EDUCAZIONE STRADALE PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE: Favorire la capacità di interazione e cooperazione con gli altri; Favorire la conoscenza di alcune regole del codice della strada; Comprendere la funzione del vigile urbano . RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI Attua comportamenti positivi per la strada; Conosce alcuni segnali stradali; Conosce le regole della comunità in cui vive; Segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Criteri di valutazione del progetto: Valutazione dell’interesse ad una nuova esperienza. Modalità di valutazione del progetto: Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni. Schede di verifica individuali e collettive P.O.F. 2013_2014 Pagina | 67 Progetto “ Beni culturali” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il termine “Beni Culturali”, assieme all’altro equivalente di “Patrimonio culturale”, è molto diffuso, usato in molte occasioni . Il Testo Unico sui beni culturali del 1999, fornisce una definizione esauriente di tali termini e li definisce “ La tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico e del paesaggio”. "L'educare ai beni culturali deve costituire nella scuola la premessa di un'azione che, a sua volta, richiede lo sviluppo di capacità morali, operative di natura diversa dal semplice conoscere. I beni culturali esigono, infatti, d'essere interpretati e valutati secondo un conferimento di senso che supera il livello esclusivamente istruzionale: non basta che la scuola promuova saperi cognitivi attorno al bene culturale, ma la sua azione deve attivare nei suoi destinatari un sapere "problematico" ermeneutico, che consenta all'allievo di partecipare e di condividere una tradizione e una memoria comuni conferendo significato a quanto apprende e riscoprendo in ogni bene culturale le radici della propria storia e della propria umanità. E' in questa prospettiva, che potremmo definire etico - antropocentrica, che si delineano le vie entro le quali deve snodarsi l'azione della scuola per l'educazione ai beni culturali: quella della maturazione dell'identità e della memoria storica del soggetto; quella della conquista della civiltà e della cultura di appartenenza dell'alunno; quella della loro tutela; quella morale che ha, come criterio ultimo, e come fondamento il valore e la dignità dei quali i beni sono portatori" Il progetto ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti ai Beni Culturali con l’intento di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a scoprire, amare e preservare il patrimonio storico locale. Il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale porta con sé importanti valori educativi e possono essere, per le nuove generazioni stimolo importante per comprendere l’arte e la cultura locale. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 68 RISULTATI ATTESI le attività proposte nel nostro Istituto intendono sviluppare: 1. la curiosità dei ragazzi 2. far prendere loro coscienza di ciò che la storia ci tramanda attraverso le testimonianze concrete, presenti nel nostro territorio stimolando la capacità di leggere il territorio attraverso l'osservazione diretta; 3. operare per conoscere e far conoscere valorizzando il proprio territorio anche attraverso un eventuale progetto di recupero dei suoi beni artistico-naturalistici che si avvalga dell' intervento di esperti esterni; 4. recuperare beni che appartengono alla collettività Durata: Le attività si svolgono nell'intero arco dell'anno scolastico, secondo la periodizzazione dei Consigli di classe e di interclasse Modalità di realizzazione: Nel curricolo ordinario dovranno essere previste una serie di attività volte ad approfondire - la conoscenza del territorio ( geografia, scienze ) - la conoscenza degli eventi storici ( storia ) - la conoscenza delle caratteristiche generali dell'arte del periodo storico analizzato ( arte e immagine ) - la conoscenza dei monumenti e dei reperti che si riferiscono al luogo e al periodo storico analizzati ( arte e immagine, italiano) - la conoscenza dell'ambiente naturalistico ( scienze ). Potranno essere previste attività extracurricolari per la conoscenza approfondita del bene oggetto di studio ( uscite sul territorio, incontri con esperti….). Implicazioni didattiche: Rispetto alle discipline, coinvolte in modo pluri-disciplinare, la programmazione attraversa i campi della osservazione, analisi, conoscenza, sintesi, del " Bene " preso in considerazione. Le attività, da un lato, portano l'alunno a lavorare o a P.O.F. 2013_2014 Pagina | 69 riflettere da solo, dall'altro a lavorare in gruppo e a condividere con i compagni le proprie riflessioni. Gli strumenti usati sono: gli esperimenti in simulazioni laboratoriali, i mezzi di informazione ( libri, riviste, audiovisivi, foto, multimedia ), le unità didattiche collegate, la realizzazione di strumenti didattici ( audiovisivi, opuscoli, CD-R ). La scansione delle fasi delle attività programmate dovrà rispondere, da parte dei docenti, alla seguente progressione: 1) valutazione dei prerequisiti posseduti dai ragazzi 2) predisposizione del calendario delle attività 3) informazioni sul Bene scelto 4) raccolta di notizie 5) raccolta di materiali ( con il coinvolgimento degli alunni ) 6) sopralluoghi per esperienze specifiche 7) attivazione dei laboratori di ceramica e/o di archeologia sperimentale 8) elaborazione e organizzazione delle notizie e dei materiali raccolti 9) comunicazione dei prodotti del proprio lavoro tramite vari mezzi espressivi: audiovisivi, opuscoli, depliants, CD-R…. 10) bilancio, valutazione e confronti fra classi Rispetto agli alunni il lavoro vuole favorire - il contatto con il " Bene " - il lavoro di gruppo - l'acquisizione di comportamenti rispettosi del patrimonio culturale Valore formativo: Le attività sono finalizzate a sviluppare in ogni allievo: - la formazione del carattere - il senso del valore del Bene Culturale - la collaborazione all'interno del gruppo - la socializzazione fra gruppi diversi P.O.F. 2013_2014 Pagina | 70 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PROGETTO PASSEGGIANDO PER LA CITTÀ ...INCONTRI CON LA STORIA LOCALE PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Stimolare la consapevolezza del valore del bene culturale come tutela RISULTATI ATTESI creare una memoria storica promuovere la conoscenza del territorio creare una identità culturale leggere le trasformazioni del territorio CRITE RI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE Osservazioni e annotazioni sistematiche Raccolte documentali Qualità dei prodotti P.O.F. 2013_2014 Pagina | 71 PROGETTO “TERNI INDUSTRIALE “ PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Conoscere al storia ,la realtà industriale ,economico-sociale del proprio territorio tra la fine dell’ottocento ed il primo ventennio del 1900 RISULTATI ATTESI 1. collocare nello spazio i fatti, individuando i possibili nessi tra gli eventi storici e le caratteristiche geografiche di un territorio 2. conoscere attraverso gli eventi della storia locale come un monumento può raccontare l’identità che ha caratterizzato la civiltà e la spiritualità di un popolo 3. acquisire consapevolezza del proprio presente attraverso il paragone con con la storia di fine 800 CRITE RI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE Schede di verifica predisposte Qualità dei prodotti P.O.F. 2013_2014 Pagina | 72 PROGETTO“ LETTURA” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE La società attuale offre a bambini e ragazzi innumerevoli stimoli culturali, soprattutto di carattere multimediale e tecnologico. La cultura dell’ascolto e della lettura sta cedendo il posto a quella dell’immagine per la concorrenza dei codici non alfabetici, specialmente visivi, che forniscono ormai tutte le informazioni necessarie per cui la lettura risulta, per i ragazzi, noiosa ed inutile. E’ quindi opportuno che la scuola, pur essendo aperta e pronta ad accogliere le innovazioni tecnologiche ed informatiche ed a sfruttarle ai fini di uno sviluppo integrale delle abilità e delle competenze dei bambini, si concentri sul recupero dell’importanza della lettura e del confronto tra bambino e libro. Per far scaturire un autentico amore per il libro e per la lettura, è indispensabile che le motivazioni si sviluppino su un vissuto emozionale positivo, mediante il quale la lettura si trasformi in gioco divertente, creativo e coinvolgente e diventi un aiuto per rendere possibile un’educazione affettiva ed emotiva nella scuola, nella convinzione che per riuscire nel processo di apprendimento siano necessarie tutte le risorse affettive ed emotive. Il nostro Istituto, pertanto, senza tralasciare gli aspetti cognitivi, ha la manifesta intenzione di promuovere nei bambini di oggi che saranno i ragazzi di domani, un accrescimento di competenze socio-affettive mediante percorsi trasversalmente integrati al Curricolo scolastico . La lettura di testi classici, fiabe, racconti autobiografici, appositamente scelti per le particolari caratteristiche dei personaggi e degli eventi, rappresenteranno lo Sfondo Integratore che, per sua stessa natura concettuale, oltre a dar senso e significato alle molteplici attività che, altrimenti,potrebbero risultare disperse e frantumate, favorisce l'interazione fra momento affettivo e cognitivo, la motivazione all'apprendimento ed infine il decentramento personale e la cooperazione. Le varie attività didattiche si articoleranno e diversificheranno secondo la fascia di età a cui verranno proposte e, comunque, tenendo presente il contesto in cui si “opera” e i bisogni formativi rilevati nelle singole classi e si porranno un’unica chiara e precisa finalità: educare il bambino e il preadolescente a conoscere, vivere e condividere il proprio mondo emotivo. L’utilizzo di strumenti metodologici quali lo sfondo integratore, circle-time, role-play, tutoring, pensiero narrativo ( autobiografia) e l’utilizzo di vari linguaggi espressivi permetterà di accrescere nei bambini le competenze necessarie per vivere serenamente con sé P.O.F. 2013_2014 Pagina | 73 stessi e gettare i presupposti per “ star bene insieme agli altri a scuola, a casa e ovunque. SCELTE METODOLOGICHE: A livello metodologico si sceglieranno strategie che privilegino, nell’alunno e nel docente l’esperienza diretta e “fisica” di percezioni, emozioni e stati d’animo; la scelta di situazioni didattiche che coinvolgano totalmente e profondamente alunni ed insegnanti. La correttezza e l’efficacia delle soluzioni metodologiche adottate sarà verificabile attraverso: il confronto e la discussione tra gli insegnanti impegnati nel progetto per la condivisione di finalità, obiettivi, metodi e contenuti, la documentazione delle esperienze per riproporre, modificare, adattare e usare come fonte di consultazione. RISULTATI ATTESI Favorire un approccio affettivo ed emozionale, non solo scolastico, con il libro. Fornire al bambino le competenze necessarie per utilizzare la comunicazione verbale e non verbale per estrinsecare/riconoscere/gestire la propria emotività. sviluppare capacità di comprensione empatica. Suscitare amore e gusto per la lettura del libro e promuovere un atteggiamento positivo nei confronti della lettura. Educare all’ascolto, alla concentrazione, alla riflessione e alla comunicazione con gli altri. Favorire l’accettazione ed il rispetto delle culture “altre”, considerate fonte di arricchimento. Favorire gli scambi di idee fra lettori di età e di culture diverse. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Scuola dell’infanzia 1. Conoscere, riconoscere, denominare emozioni e stati d’animo 2. Ampliare il vocabolario emotivo 3. Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca, di divertimento, di approfondimento e di conoscenza. 4. Ascoltare la lettura di storie P.O.F. 2013_2014 Pagina | 74 5. Comprendere ciò che si ascolta 6. Distinguere tra realtà e fantasia 7. Arricchire il lessico 8. Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione logico temporale 9. Leggere le immagini 10. Fare ipotesi Scuola primaria 1. rafforzare nei bambini la capacità di riconoscere e nominare le principali emozioni 2. espandere il vocabolario emotivo dei bambini 3. sviluppare abilità per saper interpretare e comprendere lo stato emotivo dell’altro. 4. Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca ,di divertimento, di approfondimento e di conoscenza. 5. Ascoltare la lettura di storie 6. Comprendere ciò che si ascolta 7. Distinguere tra realtà e fantasia 8. Arricchire il lessico 9. Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione logico temporale 10. Leggere le immagini 11. Fare ipotesi 12. Analizzare gli elementi di una storia e le relazioni di causa-effetto 13. Esplorare le potenzialità di una storia attraverso la lettura espressiva e la drammatizzazione 14. Utilizzare le parole in modo creativo 15. Inventare storie P.O.F. 2013_2014 Pagina | 75 Scuola secondaria di primo grado 1.Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca, di divertimento, di approfondimento e di conoscenza. 2. individuare i comportamenti più adeguati per vivere bene all’interno di un gruppo 3. facilitare nei ragazzi il riconoscimento di alcuni modi dannosi di pensare attraverso i quali le difficoltà vengono ingigantite 4.migliorare l’autostima nei ragazzi attraverso la riflessione sulla propria storia di vita 5.acquistare consapevolezza della storia personale e della propria individualità attraverso la rivisitazione dei ricordi, della propria casa/famiglia, delle emozioni, dei pensieri legati alla propria infanzia. 6.ampliare il vocabolario emotivo dei ragazzi 7.Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione logico temporale 8.Leggere le immagini 9.Fare ipotesi 10. Analizzare gli elementi di una storia e le relazioni di causa - effetto 11. Esplorare le potenzialità di una storia attraverso la lettura espressiva e la drammatizzazione 12. Utilizzare le parole in modo creativo 13. Inventare storie 14. Saper utilizzare le diverse tecniche di lettura 15. Conoscere i generi letterari e riconoscerne gli elementi caratterizzanti 16. Saper contestualizzare l’opera e la vicenda narrata 17. Saper individuare gli elementi dello stile dell’autore 18. Saper cogliere il messaggio umano e culturale del libro. ATTIVITA’ E/O STRATEGIE METODOLOGICHE LETTURA COME ASCOLTO: - Lettura fatta dall’insegnante per suscitare nel ragazzo la motivazione, il gusto della lettura e un atteggiamento positivo nei confronti del libro. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 76 - Lettura dei ragazzi libera ed assistita LETTURE LIBERE: - Lettura diretta e autonoma dei testi da parte dei ragazzi - Presentazione dei libri attraverso giochi di animazione e discussioni guidate - CONVERSAZIONI: - libere e/o guidate sui testi - Circles time incentrati su argomenti emersi dalle letture di storie o su particolari tematiche individuate sulla base dei bisogni formativi emersi nelle classi. ANIMAZIONE: - Nei panni di “ Se fossi…sarei. - resoconto dei testi letti - raccontare dalla fine, dal centro, dai diversi punti di vista dei vari personaggi - manipolazione dei testi - scoperta di strutture costanti - reinvenzione dei testi - giochi linguistici (acrostici, limerik, rebus, ecc) - giochi di animazione* ( vedi bibliografia di riferimento) ANALISI DI UN LIBRO: - come è fatto un libro: analisi (casa editrice, collana, autore, importanza del titolo, genere ecc.) - contestualizzazione del libro e delle vicende narrate, stile dell’autore, contenuto e messaggio OPERAZIONI CULTURALI - recensione di libri letti - catalogazione dei libri del laboratorio da parte dei ragazzi secondo criteri di catalogazione diversi - visita ad una libreria del quartiere o del centro P.O.F. 2013_2014 Pagina | 77 - visita alla sede della biblioteca di quartiere e/o comunale - incontri con autori - informazioni su novità editoriali - recensioni - partecipazione a concorsi BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO per la progettazione di alcuni percorsi relativi alla socioaffettività. TESTI SPECIFICI CONSULTATI PER LA PROGETTAZIONE DI ATTIVITA’ E/O GIOCHI PER AVVIARE UN PERCORSO DI EDUCAZIONE AFFETTIVA ED EMOTIVA NELLE SCUOLE • “Emozioni in gioco” – Giochi ed attività per un’educazione alle emozioni – Edizioni EGA • L’ABC delle emozioni – Ed. Erickson • Parlare dei sentimenti – Ed Erickson • Disegnare le emozioni – Ed. Erickson • La mia autostima – Ed Erickson – • Con la testa tra le favole- Ed. Erickson • Le sette paure di Ciripò – Ed Erickson • A caccia delle emozioni – Ed Giunti • Insegnare le life skills- EricksonORGANIZZAZIONE DELLA BIBLIOTECA DI PLESSO Finalità ˜ Promozione culturale del territorio ˜ Promozione della Biblioteca intesa come Centro di documentazione e laboratorio per l’apprendimento Obiettivi 1° Obiettivo Rendere fruibile il patrimonio librario e documentario della scuola Strategie: - Sistemazione locali e scaffalature P.O.F. 2013_2014 Pagina | 78 - Organizzazione del prestito 2° Obiettivo Fare dello studente un utente abituale della Biblioteca Scolastica Strategie: - Fare acquisire familiarità con i meccanismi che regolano il funzionamento della Biblioteca - Conoscere il significato dei concetti di “catalogazione” e di “classificazione” utilizzando esemplificazioni adatte ai singoli utenti. - Promuovere uscite didattiche per visitare le Biblioteche del territorio. - Alfabetizzare gli studenti in modo che essi sappiano accedere alle informazioni anche per mezzo delle risorse multimediali disponibili: - Usare un computer per ricercare ed acquisire informazioni 3° Obiettivo Rendere la Biblioteca Scolastica parte integrante dei processi formativi della scuola Strategie: a) Promuovere il piacere per la lettura: - Fornire un prestito dei libri di narrativa non vincolato ad un compito didattico preciso. - Partecipare a dibattiti, attività d’animazione alla lettura ecc. - Progettare una serie di letture guidate (per far gustare il libro, far cogliere significati profondi che rispondono ai bisogni psicologici di identificazione e confronto del lettore con i personaggi del libro) - Predisporre percorsi di Scrittura Creativa. - Partecipare a concorsi e iniziative sulla Lettura e sulla Scrittura Creativa. b) Preparare gli alunni a muoversi all’interno di una realtà multietnica e multiculturale: - Avviare i ragazzi ad una visione interculturale della realtà con l’offerta di strumenti di conoscenza che fanno riferimento alle espressioni letterarie, artistiche e d’attualità dei diversi Paesi. - Creare uno scambio culturale con altre scuole (europee) utilizzando la posta tradizionale ed elettronica. ( docenti L2 e L3) 4° Obiettivo Creare una rete di collegamenti con il territorio P.O.F. 2013_2014 Pagina | 79 Biblioteche Scuole del Distretto Comune diTerni Agenzie culturali locali Biblioteca Comunale Verifica - Verifica dei libri letti attraverso giochi di animazione, discussioni guidate, libroforum, recensioni. - Monitoraggio dei risultati intermedi e finali sulla validità delle proposte e sull’efficacia delle strategie adottate. Mezzi e strumenti - Antologie, cartonati, racconti di vario genere, libri di narrativa. - Biblioteca Scolastica e/o Comunale - Computer -Scuole del distretto P.O.F. 2013_2014 Pagina | 80 SCUOLE DELL’INFANZIA “TEATRO e FESTE” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Conoscenza e uso di codici di comunicazione diversi ; Interagire con gli altri attraverso tecniche drammatiche ed espressive. RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI: Comunica con tutti i codici , verbali e non; Controlla emozioni e sentimenti e li adatta alle molteplici situazioni. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Criteri di valutazione del progetto: Accettazione e partecipazione all’agire. Modalità di valutazione del progetto: Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni. Schede di verifica Brecciaiolo STORIE E PAROLE Alternativa I.R.C. PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Comprendere e arricchire il linguaggio verbale RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI: Conoscere nuove parole Utilizzare correttamente il linguaggio verbale Ascoltare la lettura di storie CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Arricchimento lessicale. Osservazioni occasionali e programmate Conversazioni sistematiche. Schede di verifica P.O.F. 2013_2014 Pagina | 81 INTEGRAZIONE SCOLASTICA La scuola si adopera nella costruzione del progetto di vita di ogni alunno disabile, promuovendo l’integrazione e lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno. · · · · Cura l’organizzazione mirata dei processi di accoglienza Identifica i bisogni formativi dell’alunno Pianifica, coordina e verifica in collaborazione con la famiglia e con i servizi territoriali l’andamento del processo formativo e di integrazione Progetta per fasi successive e per unità operative l’intenzionalità educativa dell’istituto AZIONI · · · · Elaborazione e aggiornamento del Profilo dinamico funzionale (P. D. F) redatto dagli insegnanti di classe, dall’insegnante di sostegno,dalla famiglia e dagli operatori dei servizi territoriali (asl o altre istituzioni accreditate) Elaborazione e aggiornamento del Piano Educativo individualizzato (P. E. I) redatto dagli insegnanti di classe, dall’insegnante di sostegno,dalla famiglia e dagli operatori dei servizi territoriali (asl o altre istituzioni accreditate) Costituzione di un gruppo di lavoro d’Istituto (Commissione Alunni Diversamente Abili) di cui fanno parte il Dirigente Scolastico,insegnanti di classe e di sostegno per monitorare e migliorare la qualità dell’integrazione Promozione dell’uso delle tecnologie didattiche multimediali Nuove diposizioni per l’inclusione Negli ultimi tempi sono intervenuti il Decreto Ministeriale n.254 del 16 novembre 2012, contenente le nuove “Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del I Ciclo di Istruzione”, la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 dedicata agli “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” e le relative “Indicazioni operative”, dettate dalla Circolare n.8 del 6 marzo 2013. I tre documenti normativi ufficializzano anche nel nostro Paese il termine “alunni con Bisogni Educativi Speciali”, prima utilizzato solo dall’INVALSI per ammettere criteri di valutazione diversi nella correzione della Prova Nazionale in sede di Esame di Stato di fine I Ciclo. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Accanto agli alunni disabili, vi sono nelle classi, sempre più spesso, alunni che P.O.F. 2013_2014 Pagina | 82 presentano difficoltà di vario tipo: · Disturbi specifici di apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia) · Difficoltà comportamentali · Difficoltà relazionali · Difficoltà emozionali · Difficoltà legate a svantaggio culturale · Difficoltà legate a svantaggio socio-familiare La scuola in ottemperanza alla DIRETTIVA MIUR del 27 dicembre 2012 e della C.M. n. 8 del 6 marzo 2013 s’impegna ad individuare e a progettare risorse per rispondere in modo efficace ai bisogni e alle esigenze di questi alunni. In particolare: · Cerca di prevenire le difficoltà che ogni alunno può incontrare nel proprio percorso scolastico, raccogliendo tutte le informazioni dall’ordine scolastico precedente e instaurando rapporti di collaborazione con le famiglie · Favorisce un clima di classe motivante e coinvolgente · Elabora strategie didattiche · Monitora costantemente il percorso di ciascuno · Utilizza quote orarie residue degli insegnanti per attività di recupero · Utilizza le ore di contemporaneità per individualizzare e/o consentire l’organizzazione per piccoli gruppi · Promuove attività di formazione del personale docente · Promuove progetti in collaborazione con gli enti locali P.O.F. 2013_2014 Pagina | 83 INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI. Strumenti per il piano didattico personalizzato Il Piano Didattico Personalizzato è un contratto fra docenti, Istituzioni scolastiche, istituzioni sociosanitarie e famiglia per individuare e organizzare un percorso personalizzato nel quale devono essere definiti i supporti compensativi e dispensativi necessari alla realizzazione del successo scolastico degli alunni con DSA e/o ADH. Gli alunni che presentano Disturbi Specifici di Apprendimento e/o Disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività, sono gli studenti che pur in situazione di integrità cognitiva, trovano difficoltà a seguire il normale piano di studi e richiedono una personalizzazione dello stesso come previsto già dalla normativa precedente alla legge 170 (Legge 53 del 2003/Indicazione per il Curricolo 2007). Per questi alunni è prevista la stesura un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Si precisa che il PDP è uno strumento diverso dal PEI: ° PEI: previsto dalla L. 104/92 per gli alunni con disabilità consente di predisporre una programmazione individualizzata e/o differenziata. PDP: C.M. n. 4099 del 5/10/2004, C.M. 28/05/2009, , C.M. n. 4089 del 15/06/2010, L. 170 del 8/10/2010, DM n°5669 del 12/07/11° consente di diversificare le metodologie, i tempi e gli ausili didattici per l'attuazione della programmazione curricolare prevista per la classe di appartenenza, modalità didattiche personalizzate con attività di recupero individualizzate Piano Didattico Personalizzato (Scheda tecnica) Modello PDP (formato Word) Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA Tecnologie compensative ADHD (Disturbo da deficit attentivo con iperattività) B.E.S. ovvero “Bisogni educativi Speciali” P.O.F. 2013_2014 Pagina | 84 a) problematiche relative all’apprendimento Disturbi Specifici di Apprendimento, ovvero evidenti difficoltà strettamente legate a deficit di natura percettiva e non riconducibili a problematiche di ritardo mentale o di natura sensoriale o altra patologia certificabile. Le lacune che stanno alla base di queste difficoltà riguardano le abilità percettivo-motorie e metafonologiche; solo un recupero specifico, da effettuarsi in stretta collaborazione con la scuola e con la famiglia, può favorire il raggiungimento di risultati soddisfacenti. Tali disturbi sono: Dislessia (disturbo specifico dell’apprendimento della lettura) Disgrafia (difficoltà nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici) Disortografia (difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici) Disclaculia (difficoltà nell’apprendimento delle abilità relative al calcolo) Difficoltà Generiche di Apprendimento, ovvero tutte quelle difficoltà non riconducibili ad un Disturbo Specifico o ad una patologia certificabile. Sono solitamente dovute a un ritardo maturazionale, a uno scarso bagaglio di esperienze, a scarso investimento motivazionale e, non di rado, a una serie di errori di tipo pedagogico. b) vissuti di disagio Il disagio scolastico è un fenomeno complesso legato sì alla scuola, come luogo di insorgenza e di mantenimento, ma anche a variabili personali e sociali, come le caratteristiche psicologiche e caratteriali da una parte e il contesto familiare/culturale e dall’altra. Assume varie forme, dalle difficoltà di apprendimento, basso rendimento rispetto alle reali capacità del soggetto, assenteismo, disaffezione, abbandono scolastico fino a problematiche comportamentali, difficoltà di attenzione e concentrazione, iperattività motoria, scarsa tolleranza delle frustrazioni, fenomeni di prepotenza e bullismo. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 85 c) patologie , tra deficit e handicap In base alla Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (L. 104/92) “si definisce persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale” tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Parlare di bisogni educativi speciali in riferimento alle situazioni di alunni portatori di particolari patologie impone una riflessione di partenza a mio avviso fondamentale per le implicazioni che ha sul modo di concepire, relazionarsi e lavorare con ciascuno di questi bambini. Bisogna distinguere tra deficit (il danno, la patologia) e gli svantaggi o handicap intesi come possibili barriere - ostacoli fatti di stereotipi, cultura escludente, che l'individuo incontra e che possono essere ridotti ma anche aumentati. Partire da questa riflessione ci permette innanzi tutto di pensare l’individuo in termini di possibilità e non di dato di fatto, il che equivale a non assumere atteggiamenti rinunciatari in termini educativi ed evolutivi e a non ripiegarsi su interventi di tipo prettamente assistenzialistico. Il passo successivo è conoscere la patologia, conoscere il deficit per progettare percorsi e interventi terapeutici/educativi volti a ridurre l’handicap. Non si tratta tanto di categorizzare in modo sterile, quanto di analizzare i suoi bisogni e cercare di rispondere a ciascuno di questi bisogni nel modo più adeguato e personalizzato e integrando la risposta alle attività educative di tutti. LEGGE 517/1977; LEGGE 104/1992; LEGGE 9/99 ART.2 IN REGIME DI AUTONOMIA SCOLASTICA Finalità: la Repubblica garantisce il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia delle persone handicappate e ne promuove la piena integrazione nelle famiglie, nelle scuole, nel lavoro e nella società. E’ consentito, a norma dell’articolo 110 comma 2 del D.L. n° 297/94, il completamento dell’obbligo d’istruzione anche fino al diciottesimo anno di età. Nel rispetto della vigente legislazione scolastica, l’attività di sostegno realizzata nella nostra scuola intende favorire lo sviluppo delle abilità sociorelazionali, finalizzate al raggiungimento di un’adeguata comunicazione fra tutti gli alunni, prerequisito indispensabile per impostare una corretta attività educativodidattica nel contesto classe. Al tempo stesso si propone di recuperare le abilità di base di ogni singolo alunno e di svilupparne al meglio le potenzialità. Pertanto, P.O.F. 2013_2014 Pagina | 86 considerate le diversificazioni delle disabilità degli alunni, riferite sia alla sfera cognitiva che emotivo-relazionale e psicomotoria, le modalità di intervento sugli alunni saranno individuate singolarmente ed esplicitate nel P.E.I. Tali interventi, riferiti sia al recupero delle abilità di base, che allo sviluppo di competenze socio-relazionale, saranno costantemente verificate con prove mirate rispettando i tempi di apprendimento di ciascun alunno. L’attività di rinforzo sarà la costante dell’intervento dell’insegnante specializzato che utilizzerà le strategie più idonee per mantenere nel tempo gli apprendimenti programmati. Ogni docente si avvarrà di mezzi e strumenti più adeguati, per rendere il più efficace possibile l’intervento didattico-educativo. Si attiveranno laboratori pratico-operativi, intesi a stimolare la capacità di operare nel concreto e di acquisire una migliore conoscenza di sé attraverso l’esperienza personale, raggiungendo così una maggiore sicurezza ed autostima nelle proprie capacità e possibilità di riuscita scolastica. Gli alunni diversamente abili, al fine di raggiungere una più ampia integrazione, frequenteranno diversi laboratori proposti dal consiglio di classe.Nel territorio opera la ASL , Distretto Sanitario di Neuropsichiatria infantile che interagisce con gli insegnanti della scuola all’interno dei GLH. O e GLH.I fornendo indicazioni e supporto collaborativi a vari livelli. In questo contesto la scuola si propone di attivare tutte le risorse, sia di tipo strumentale che didattiche, con attività aggiuntive e specialistiche di supporto alla didattica, finalizzate a potenziare le capacità comunicative e relazionali degli alunni con diverse difficoltà. Come da prassi sperimentata, per quanto concerne la Scuola Secondaria di Primo Grado si proseguirà con le diverse attività di laboratorio, per contribuire a sviluppare dinamiche relazionali adeguate tra i coetanei, basi indispensabili per promuovere il pieno sviluppo della persona ed attuare una effettiva integrazione all’interno del contesto classe. Ci si propone in tal modo di sviluppare le abilità e le competenze di base, requisiti indispensabili per promuovere il pieno sviluppo della persona ed attuare una effettiva integrazione all’interno del contesto classe. Considerando che nell’Istituto Comprensivo sono inseriti alunni diversamente abili nella scuola dell’Infanzia, nella Scuola Primaria e nella Scuola Secondaria di Primo Grado, si ritiene opportuno progettare una didattica personalizzata per ogni ordine di scuola ed attività aggiuntive, programmate in parte all’interno della didattica curriculare, in parte nel piano educativo individualizzato, finalizzate al recupero delle abilità di base e allo sviluppo delle abilità P.O.F. 2013_2014 Pagina | 87 presenti. Inoltre, per alcuni alunni che usufruiscono della Legge 104/92 e per altri affetti da particolari patologie, unitamente all’offerta formativa didattica, il nostro Istituto si avvale anche della collaborazione dell’Educatrice Professionale, che, nel corrente anno scolastico, all’interno dei tre ordini di scuola, intende realizzare i seguenti progetti: Laboratorio ludico Laboratorio di creatività Laboratorio di rilassamento Circle time Laboratorio linguistico P.O.F. 2013_2014 Pagina | 88 PROGETTO DI INTEGRAZIONE CORPO IN GIOCO ALUNNI B.E.S IDEAZIONE Contesto , motivazioni, bisogni. Il grande tema dell’uguaglianza educativa si sviluppa e si concretizza nel momento in cui si immette la persona in un processo comune di progressiva maturazione individuale e sociale. Questa è la scuola “di tutti e di ciascuno”, che si occupa di “ascoltare ed accogliere i bisogni degli alunni” , producendo una cultura che esiste già a partire dall'ambiente stesso in cui vive l’alunno, ma che si modifica in seguito all'azione degli individui (adulti e bambini) che vi interagiscono. Nella nostra realtà scolastica vi sono bambini con diversificati livelli socio-economico-culturali, bambini provenienti da famiglie appartenenti a culture differenti, bambini con bisogni educativi speciali e bambini con difficoltà psico-relazionali e di apprendimento. La complessità delle dinamiche che caratterizzano la vita del gruppo-classe, influisce in modo determinante sui singoli alunni. Le insegnanti di sostegno e le insegnanti di classe, pertanto, "garanti" del processo di crescita degli alunni , coinvolte e interessate allo svantaggio in generale, hanno analizzato le diverse situazioni di partenza di ogni classe per rilevare eventuali difficoltà, e pertanto, hanno ritenuto opportuno progettare percorsi di inclusione. Il progetto, pertanto, nasce come proposta di integrazione per gli alunni con bisogni educativi speciali, ma nel tempo si conferma occasione per tutti coloro che vi partecipano di fare esperienze ed attività piacevoli ed utili a rafforzare in modo positivo la propria identità e autostima, a scoprire le risorse e le capacità di ognuno, a ricevere un aiuto nel proprio percorso di crescita. Attraverso P.O.F. 2013_2014 Pagina | 89 l’utilizzo di linguaggi espressivi e di canali di comunicazione a mediazione corporea ( yoga, psicomotricità, e danza terapia) i ragazzi avranno la capacità di esprimere i propri vissuti ed emozioni attraverso il corpo, la voce, il disegno, creando il contesto magico all’interno del quale gli alunni saranno in grado di “narrare” loro stessi ed incontrarsi nell’accoglienza reciproca e nell’ascolto empatico uno dell’altro. Il progetto prevede: 1. LABORATORIO DI LETTURA ANIMATA ( Le storie scelte e proposte agli alunni sono tratte dalle Letteratura per l’Infanzia ) 2. LABORATORIO DI GIOCA-YOGA“ Il laboratorio “gioca-yoga” prevede un percorso di esperienze ludiche mirate al benessere psico-fisico individuale ed alla sintonia di gruppo. La pratica non è uguale a quella per gli adulti, perché i piccoli hanno molto bisogno di muoversi e divertirsi/giocare, ma anche perché alcune posizioni che assumono gli adulti non sono adatte per i bambini Gioca-yoga è una pratica che, partendo da un’idea di educazione globale, in cui accanto all’intelletto e alle emozioni, entrano, a pieno diritto il corpo e l’anima, porta a scoprire, tramite il gioco, il linguaggio piu’ ancestrale e antico, la via della consapevolezza interiore. È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di far uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé. Solo nel giocare è possibile la comunicazione. D. W Winnicot, Gioco e realtà. Semplici , divertenti giochi e movimenti risvegliano nel bambino la consapevolezza del corpo e la sua relazione con lo spazio, con l’ambiente e con gli altri. Giocando con i colori, con la natura e i suoi quattro elementi, con gli animali, con la fantasia e i desideri, con le parole, il corpo e la danza, accompagniamo il bambino nell’emozionante scoperta di se’ stesso e delle proprie potenzialità, tramite un dialogo di autenticità emozionale svolto attraverso il “fare” e lo “stare bene insieme”. I giochi e le attività proposti aiutano inoltre ad organizzare mentalmente le proprie idee, sviluppando capacità quali la concentrazione, l’autostima, a migliorare la forza ,la coordinazione, flessibilità, e agilità. Imparano a respirare prendendo coscienza di questo atto vitale, lasciano andare le tensioni, sviluppano l’attenzione e l’ascolto. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 90 Il gioco nello sviluppo affettivo e cognitivo mediatore . e’ un prezioso elemento trainante e Esso permette di : Svolgere una funzione analoga a quella delle fiabe Mettere in scena, in azione, conflitti, esperienze, paure , provando a padroneggiarle e a controllarle in maniera attiva Favorire il processo di acculturazione e di socializzazione. Attraverso la comunicazione, sia essa verbale o meno, vengono trasmessi norme e valori culturali. Si tratta di regole che determinano tempi, circoscrivono spazi, stabiliscono le possibilità di trasgressione, assegnano ruoli agli individui e ai gruppi. Finalità Il laboratorio ha lo scopo di insegnare ai bambini alcune abilità sociali, vale a dire, un insieme di comportamenti motivati e controllati che permettono ad una persona di iniziare, sviluppare,mantenere e affrontare una buona relazione con gli altri e un buon inserimento nell’ambiente che lo circonda. Data l’età dei bambini partecipanti, le abilità scelte sono quelle per migliorare la conoscenza di sé, l’autostima e la comunicazione con gli altri. Obiettivi generali Valorizzare le proprie capacità e talenti Valorizzare gli altri e il loro punto di vista Instaurare rapporti di fiducia e apertura nel gruppo Acquisire competenze cooperative: comunicare, risolvere i conflitti, chiedere aiuto, collaborare per uno scopo comune Incoraggiare la relazione interpersonale e l’espressione delle proprie sensazioni. Favorire l’empatia e la collaborazione Rispettare il turno, le consegne e i propri altrui tempi Obiettivi specifici Acquisire maggior consapevolezza del proprio corpo nello spazio Sperimentare e perfezionare singole posizioni statiche Apprendere e memorizzare sequenze dinamiche di posizioni yoga (asana) Perfezionare la coordinazione motoria Affinare l’espressione motoria P.O.F. 2013_2014 Pagina | 91 Sperimentare l’ascolto e la consapevolezza del respiro (pranayama) Sviluppare capacità di controllo e disciplina Acquisire tecniche di concentrazione e rilassamento ( yoga Nidra per bambini) Migliorare la capacità di relazionarsi e collaborare con il gruppo COME SI AVVICINANO I BAMBINI ALLO YOGA? Le lezioni di Gioca- Yoga sono incentrate sui reali, grandi insegnamenti dello yoga. Ad esempio è necessario che, prima di iniziare la pratica yogica, l’abbigliamento sia riposto con la massima cura, e va prestata attenzione anche ai compagni distratti, che vanno sostenuti, incoraggiati, ma mai prevaricati. Questi sono i primi piccoli, grandi insegnamenti per i bambini, ma anche e soprattutto per noi adulti. COME SI SVOLGE LA PRATICA DI GIOCA- YOGA? Dopo il rito di accoglienza, che si effettua stando seduti a terra in cerchio ( posizione fiore di loto) si propongono giochi per formare il gruppo , per favorire l’attenzione, il contatto le la comunicazione non verbale. Si parte da un racconto, dove la parola assume forma nel corpo, attraverso il movimento spontaneo, prima, e, in fase successiva, si insegnano e sperimentano le Asana nelle fasi iniziali le lezioni sono costruite attorno ad un tema: Es., un viaggio nel mare, nella giungla, una passeggiata in montagna ... I bambini imitano gli animali (il cane, il cobra ...), gli elementi della natura (alberi, montagne ...), apprendendo al tempo stesso le posizioni dello Hathayoga. Quando cominciano a tenere le posizioni più a lungo, si comincia con una serie di saluti al sole, ( bambini 8-10) e alcuni esercizi di respirazione, ci si concentra sulle posture, si insegna loro a sentire il corpo presente attivo, vibrante e rilassato; il tutto con l'obiettivo di fornire loro gli strumenti per arrivare a percepire il benessere fisico ed emotivo. L'uso delle storie e della musica ovviamente a quest'età sono sempre strumenti utili. Le lezioni che si propongono si articolano di solito, secondo il seguente schema: IL CERCHIO IL GIOCO LA PRATICA IL RILASSAMENTO LA CREATIVITA’ LA CONDIVISIONE FINALE P.O.F. 2013_2014 Pagina | 92 Non si tratta dunque di esercizi di ginnastica, né di un semplice avvio alla pratica yoga, ma di una proposta che punta complessivamente a: valorizzare il corpo come importante strumento di conoscenza, come sede del raccoglimento e del silenzio interiore, come punto di partenza per sviluppare consapevolezza e per apprendere attraverso l’esperienza consentendo al bambino di conoscere e usare il proprio corpo mettendolo alla prova, riconoscendone sensazioni e limiti, aiutandolo a superare gli ostacoli e rendendolo più agile e flessibile; aumentare l’autostima; educare la mente attraverso attività che sviluppano l’attenzione, la concentrazione, la riflessione, l’ascolto, il rilassamento, il controllo dei pensieri, il silenzio mentale valorizzare le proprie capacità in autonomia, ma anche in relazione agli altri, apprendendo in tal modo, attraverso una sorta di rispecchiamento, le cose che uniscono e quelle che differenziano riconoscendo così la diversità/unicità di ogni persona e predisponendo i bambini ad accogliere ed accettare chi è diverso per varie ragioni: cultura, handicap, genere; dare spazio ai riti, importanti per la strutturazione di relazioni significative; sapersi dare delle regole e saperle rispettare; favorire l’abitudine a terminare ciò che si inizia abituando i bambini a comportamenti rigorosi; favorire il senso del ritmo. Lo yoga in generale è una disciplina che ridona ritmo alla vita. Lo yoga invita a rallentare, a mettere pause tra una postura, un respiro, un pensiero e l’altro perché è proprio nelle pause che avviene la comprensione; utilizzare il limite e l’errore come situazioni da cui partire per poter accettare le proprie fragilità e fallibilità per poi trovare le giuste soluzioni. RIFERIMENTI TEORICI Le correnti psico-pedagogiche e filosofiche alle quali si ispira questo progetto e dalle quali attinge i propri riferimenti teorici sono quelle della psicologia Umanista (Rogers,Ghordon, Maslow ), Metodi attivi e psicologia di comunità (Francescato) Questi riferimenti sono le fondamenta e la linfa dalle quali scaturisce la modalità educativa messa in atto e che sostiene l'agire stesso del mio insegnamento. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 93 Il metodo di lavoro utilizzato è quello Socratico della "maieutica" , del "tirar fuori" utilizzando degli schemi di osservazione personali che permettono ai ragazzi l'esplorazione del proprio mondo interiore. Imparare attraverso un "sapere d'esperienza", sperimentando su di sè che cosa significa essere ascoltati, rispettati, valorizzati ecc... A chi si rivolge: Ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 della scuola primaria, che in orario scolastico, possono vivere un'esperienza nuova e formativa in cui mettersi alla prova, sperimentando nuove modalità di gioco e di lavoro col corpo, al di là delle più conosciute pratiche sportive e/o motorie. LA VALENZA EDUCATIVA DEL GIOCA-YOGA NEL PERCORSO SCOLASTICO E FORMATIVO La disciplina dello Yoga si associa ad una idea di educazione che ha come fondamento l’unicità della persona umana nel suo essere corpo, mente ed emozioni; la conoscenza di se stessi; la conquista dell’autonomia; l’idea che il compito di chi educa è di accompagnare il bambino e il ragazzo lungo il proprio percorso di crescita; il riconoscimento al bambino di essere persona competente, portatrice di saperi e di una storia personale unica e irripetibile. Un’educazione che invita a fermarsi, a prendere tempo, a dare gradualità alle proprie acquisizioni, a darsi degli obiettivi e a raggiungerli, a cominciare una cosa e a terminarla nella consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, a soffermarsi sulle cose, a non temere il vuoto, ma a saperne godere , a saper ascoltare, prestare attenzione, concentrarsi su ciò che si fa e a dare valore ai riti così importanti nella crescita di ogni persona. Un’educazione che mette al primo posto la relazione tra le persone, e in particolare tra adulto e bambino, come condizione che può favorire o inibire lo sviluppo e l’acquisizione di competenze. QUALI SONO I BENEFICI SULLA CRESCITA DEL BAMBINO? Migliora la fiducia in sé stessi. • Aumenta nei bambini la capacità di rilassarsi e contemporaneamente di concentrarsi meglio • Permette di scoprire il corpo, le emozioni, i pensieri la vita che pulsa in sé stessi e nel tutto per giungere a uno sviluppo armonico tra corpo, mente e coscienza. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 94 • Aumenta le capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione • Permette di imparare a respirare prendendo coscienza di vitale; • Offre l’opportunità di Riconoscere la bellezza della lentezza, della pausa; • Permette di sapere che c’è un posto calmo e sicuro dove ritrovarsi nonostante le sfide e i cambiamenti della crescita; • Avvicinarsi a culture antiche e profonde come quelle orientali. questo atto PROBLEMI CHE IL PROGETTO VUOLE RISOLVERE: Difficoltà di apprendimento, di attenzione, di relazione e socializzazione, di disagio sociale, difficoltà a rispettare le regole della convivenza democratica. FINALITA’: migliorare la coordinazione, la flessibilità e l’ agilità. Imparare a respirare prendendo coscienza di questo atto vitale, lasciano andare le tensioni, sviluppando /potenziando l’attenzione e l’ascolto. OBIETTIVI: • Aumentare nei bambini la capacità di rilassarsi e contemporaneamente di concentrarsi meglio • scoprire il corpo, le emozioni, i pensieri la vita che pulsa in sé stessi e nel tutto per giungere a uno sviluppo armonico tra corpo, mente e coscienza. • Aumentare le capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione • Prendere consapevolezza del respiro come atto vitale; • Permette di sapere che c’è un posto calmo e sicuro dove ritrovarsi nonostante le sfide e i cambiamenti della crescita; • Conoscere gli ambienti di altre “culture” attraverso la lettura di storie che hanno protagonisti animali e elementi naturali. • Favorire la conoscenza globale del corpo, della sua unità e della sua posizione nello spazio. Affinare gli schemi motori di base Gestire l’equilibrio statico e dinamico Gestire, collegare gli schemi motori di base e variarli in funzione di parametri spaziali e temporali Abbassare tensioni muscolari • • • • P.O.F. 2013_2014 Pagina | 95 • • Facilitare l’elaborazione dell’immagine corporea Riflettere sulla quantità, sulla qualità e sulla disposizione degli elementi (fonemi, grafemi ecc.)che compongono una parola CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO: Osservazione dei comportamenti durante lo svolgimento delle attività. le ricadute positive sullo sviluppo cognitivo e affettivo-relazionale degli alunni che partecipano ai laboratori. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 96 “PROGETTO DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE” DEGLI ALUNNI NON ITALIANI. PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Nel nostro Paese gli alunni stranieri rappresentano ben 187 nazionalità sul totale mondiale di 194. La caratteristica del modello italiano è che, a differenza degli altri paesi europei di più lunga tradizione multiculturale, il cambiamento è stato rapidissimo e che la presenza di alunni stranieri è molto disomogenea e differenziata sul territorio nazionale Al di là delle singole iniziative di accoglienza occorre un impegno organico capace di sostenere il sistema formativo. La scuola è un luogo centrale per la condivisione di regole comuni, dove si trasmettono conoscenze storico-sociali e giuridico-economiche che sono fondamentali per la formazione di una cittadinanza societaria. Lo strumento principale per affrontare l’integrazione degli alunni stranieri è imperniato sull’autonomia delle istituzioni scolastiche ( D.P.R.n°275/99). La legge n°53/2003 contiene elementi idonei allo sviluppo delle potenzialità degli allievi attraverso la personalizzazione dei piani di studio per la costruzione di percorsi didattici appropriati per ciascun studente. Risultati attesi: La rilevata tendenza ad un innalzamento del numero degli alunni non italiani in senso stretto (figli di entrambi i genitori non italiani, con un bagaglio lessicale italiano pari a zero o molto limitato) nel nostro Istituto si pone le seguenti finalità: Favorire gradualmente l’accoglienza, l’inserimento e l’integrazione/inclusione degli alunni stranieri nel contesto scolastico. Migliorare le competenze linguistiche degli studenti stranieri. Migliorare il successo di tutti gli alunni nei percorsi formativi. Limitare i casi di dispersione scolastica Aree tematiche : Il progetto si articola in due fasi : P.O.F. 2013_2014 Pagina | 97 1. ACCOGLIENZA Favorire azioni volte ad accogliere gli alunni e le famiglie nel servizio scolastico. Avviare una prima conoscenza dei neo iscritti mediante un colloquio e la stesura di una scheda di rilevazione dati . PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: accoglienza ed integrazione nella classeacquisizione del codice linguistico italiano- conoscenza di alcuni elementi della cultura italiana; PER TUTTI GLI ALUNNI E I DOCENTI: accoglienza del bambino stranieroconoscenza delle altre culture, con particolare riferimento a quelle dei nuovi alunni iscritti. 2. ALFABETIZZAZIONE L’attivazione di corsi in lingua si reputa necessario in quanto la totale incompetenza nell’utilizzo del codice linguistico italiano rende particolarmente difficoltosi per gli alunni non italiani sia l’inserimento nel nuovo contesto sociale che l’apprendimento di ciascuna disciplina. Realizzare percorsi di prima alfabetizzazione per l’apprendimento della lingua italiana (lingua per comunicare). Organizzare interventi di supporto linguistico. Attuare laboratori disciplinari. Modalità di realizzazione : PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: Ambientazione graduale nella nuova realtà scolastica Sviluppo di dinamiche relazionali positive all’interno del gruppo classe Miglioramento della comunicazione interpersonale Acquisizione della lingua italiana nei suoi diversi aspetti: livello tecnico/ funzionale livello comportamentale P.O.F. 2013_2014 Pagina | 98 livello semantico testuale Conoscenza di alcuni aspetti della cultura italiana PER TUTTI GLI ALUNNI: Superamento di una visione stereotipata dello straniero Apertura ad esperienze diverse che tendano a prevenire fenomeni di intolleranza Conoscenza di usi e costumi, credenze e modi di vita dei paesi di provenienza dei compagni non italiani. PER I DOCENTI: Raccordo tra gli insegnanti dei vari ordini di scuola, gli insegnanti della scuola media ,in particolare quelli di lingua straniera,che hanno a disposizione ore di completamento orario,le insegnanti della scuola primaria che hanno partecipato ad attività di formazione ed aggiornamento specifici saranno le figure professionali individuate per l’attuazione dei corsi scolastici in lingua a favore degli alunni non italiani, per realizzare un percorso didattico interculturale e la messa a punto di piani di lavoro individualizzati e/o di piccolo gruppo, di classi aperte per gli alunni coinvolti. Implicazioni didattiche Acquisizione di una progressiva competenza linguistica in italiano realizzata tramite la programmazione e l’attuazione di un percorso basato su: attività ludico- espressive, grafiche, linguistiche, svolte dal bambino straniero nel laboratorio di lingua italiana, individualmente, in piccolo gruppo e/o con l’intero gruppo classe e/o a classi aperte (apprendere la lingua italiana passando da un linguaggio analitico ad una fase di apprendimento strutturato e contestualizzato; sviluppare funzioni linguistiche relative al presentarsi, salutare, ringraziare, scusarsi, chiedere e dare informazioni (sulla salute, sul tempo, sul luogo di nascita o di abitazione, sui gusti o disgusti personali, descrivere, esprimere desideri, piacere o rifiuto, possesso). P.O.F. 2013_2014 Pagina | 99 Progettazione di un percorso interculturale stabilito di volta in volta nel contesto delle discipline antropologiche. Le metodologie usate sono: organizzazione delle attività del laboratorio di lingua italiana, con la stesura di piani di lavoro individualizzati, per piccoli gruppi, per la classe. messa a punto di percorsi interculturali che prevedono l’inserimento di contenuti interculturali nel contesto di tutte le discipline. Le fasi delle attività programmate: Le due fasi si svolgono nel corso di tutto l’anno e sono contemporanee e non successive. Collaborazioni interne ed esterne I soggetti coinvolti sono, a vario titolo: tutti gli alunni gli insegnanti di classe le figure professionali individuate per l’attuazione dei corsi scolastici in lingua gli enti territoriali P.O.F. 2013_2014 Pagina | 100 EDUCAZIONE INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI NON ITALIANI INSIEME si IMPARA Titolo Progetto di educazione interculturale e sostegno progetto linguistico per alunni di nazionalità NON italiana ☺ Gli alunni non italiani iscritti nei diversi ordini di scuola dell’I.C.( 50 al momento della revisione del progetto) Destinatari ☺ Tutti gli alunni iscritti nei diversi ordini di scuola dell’I.C. ☺ GENITORI alunni non italiani. ☺ GENITORI di tutti gli alunni . Il bacino d’utenza dell’ Istituto Comprensivo “GIOVANNI XXIII Terni da diversi anni è meta di un costante flusso migratorio proveniente soprattutto dai paesi dell’est Europa,dall’India e sud America. Situazione partenza di Le classi presentano quindi una composizione eterogenea per la provenienza geografica degli alunni che varia spesso anche nel corso dell’anno scolastico. Tale situazione dinamica è spesso spunto e fonte di arricchimento, di stimolo, ma, talvolta, crea problemi di organizzazione ed approccio. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 101 La rilevata tendenza ad un innalzamento del numero degli alunni non italiani in senso stretto (figli di entrambi i genitori non italiani, con un bagaglio lessicale italiano pari a zero o molto limitato) ha evidenziato i seguenti bisogni: PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: accoglienza ed integrazione nella classe- acquisizione del codice linguistico italiano- conoscenza di alcuni elementi della cultura italiana; PER TUTTI GLI ALUNNI E I DOCENTI: accoglienza del Motivazioni bambino NON italiano- conoscenza delle altre culture, con del progetto particolare riferimento a quelle dei nuovi alunni iscritti. L’attivazione di corsi in lingua si reputa necessario in quanto la totale incompetenza nell’utilizzo del codice linguistico italiano rende particolarmente difficoltosi per gli alunni non italiani sia l’inserimento nel nuovo contesto sociale che l’apprendimento di ciascuna disciplina. PER i GENITORI accoglienza dei genitori del bambino NON italiano con la consapevolezza di avere un aiuto per orientarsi per la soluzione di eventuali problemi legati alla frequenza scolastica del proprio figlio. PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: Ambientazione graduale nella nuova realtà scolastica Sviluppo di dinamiche relazionali positive all’interno Risultati attesi del gruppo classe Miglioramento della comunicazione interpersonale Acquisizione della lingua italiana nei suoi diversi aspetti: livello tecnico/ funzionale livello comportamentale P.O.F. 2013_2014 Pagina | 102 livello semantico testuale Conoscenza di alcuni aspetti della cultura italiana PER TUTTI GLI ALUNNI: Superamento di una visione stereotipata dello straniero Apertura ad esperienze diverse che tendano a prevenire fenomeni di intolleranza Conoscenza di usi e costumi, modi di vita dei paesi di provenienza dei compagni non italiani PER I DOCENTI: Raccordo tra gli insegnanti dei vari ordini di scuola, gli insegnanti della scuola media ,in particolare quelli di lingua straniera,che hanno a disposizione ore di completamento orario,le insegnanti della scuola primaria che hanno partecipato ad attività di formazione ed aggiornamento specifici saranno le figure professionali individuate per l’attuazione dei corsi scolastici in lingua a favore degli alunni non italiani, per realizzare un percorso didattico interculturale e la messa a punto di piani di lavoro individualizzati e/o di piccolo gruppo, di classi aperte per gli alunni coinvolti. PER i GENITORI SPORTELLO di ORIENTAMENTO al quale i GENITORI possono accedere per evidenziare eventuali problematiche e trovare le soluzioni più idonee con il docente che opera nel punto di ascolto. Partecipazione ad eventuali laboratori in veste P.O.F. 2013_2014 Pagina | 103 di “ESPERTO” Acquisizione linguistica di in una progressiva italiano realizzata competenza tramite la programmazione e l’attuazione di un percorso basato su: attività ludico- espressive, grafiche, linguistiche, svolte dal bambino straniero nel laboratorio di lingua italiana, individualmente, in piccolo gruppo e/o con l’intero gruppo classe e/o a classi aperte (apprendere la lingua italiana passando da un Obiettivi linguaggio analitico ad una fase di apprendimento specifici strutturato e contestualizzato; sviluppare funzioni linguistiche relative al presentarsi, salutare, ringraziare, scusarsi, chiedere e dare informazioni (sulla salute, sul tempo, sul luogo di nascita o di abitazione, sui gusti o disgusti personali, descrivere, esprimere desideri, piacere o rifiuto, possesso). Progettazione di un percorso interculturale stabilito di volta in volta nel contesto delle discipline antropologiche. Il progetto può essere suddiviso in due fasi: Prima fase ALFABETIZZAZIONE: organizzazione Articolazione del progetto delle attività del laboratorio di lingua italiana, con la stesura di piani di lavoro individualizzati, per piccoli gruppi, per la classe. Seconda fase EDUCAZIONE INTERCULTURALE: messa a punto di percorsi interculturali che prevedono l’inserimento di contenuti interculturali P.O.F. 2013_2014 Pagina | 104 nel contesto di tutte le discipline. Le due fasi si svolgono nel corso di tutto l’anno e sono contemporanee e non successive. I soggetti coinvolti sono, a vario titolo: tutti gli alunni Soggetti gli insegnanti di classe per le attività laboratoriali implicati *le figure professionali individuate per l’attuazione nell’attuazione dei corsi scolastici in lingua ( ITALIANO L2) gli enti territoriali PRIMA ACCOGLIENZA ALFABETIZZAZIONE. Attività di nomenclatura del proprio corpo, dei cibi, degli oggetti e ambienti scolastici, degli animali e delle piante. Giochi con materiale strutturato: carte, tombola, memory Percorsi educativi, percorsi didattici, interventi Giochi di ruolo Riconoscimento graduale di parole e frasi scritte, in relazione alle esperienze vissute con gli alunni. EDUCAZIONE INTERCULTURALE: scoperta delle caratteristiche geografiche e storiche dei vari paesi di origine degli alunni, uguaglianze e diversità nei giochi dei bambini. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 105 Esperienza del fare. Per gli alunni trasferiti nell’anno scolastico in corso e/o frequentano la prima classe della scuola Primaria, verranno organizzate,dall’inizio dell’anno scolastico, delle attività di “sostegno” per l’acquisizione della “lingua degli affetti e dell’interlingua”per almeno tre ore alla settimana da svolgersi in orario antimeridiano. Per gli alunni non italiani,da più di un anno trasferiti in Italia, verranno organizzate attività pomeridiane,per almeno tre ore settimanali come ampliamento del tempo scuola per l’arricchimento del livello di lingua italiana maturato precedentemente e per l’avvio all’acquisizione dei linguaggi disciplinari e il raggiungimento dei livelli previsti dal frame work** europeo Procedure di All’inizio dell’anno scolastico vengono attivati n°2 corsi attuazione intensivi di Italiano,uno per gli alunni della Scuola primaria,l’altro per quelli della Scuola secondaria di primo grado da svolgere in orario extrascolastico Gli alunni per i quali sono attivati i due corsi intensivi pomeridiani,sono neo arrivati in Italia e/o hanno un livello di comprensione linguistica tra 0 e1. Laboratori di potenziamento di Italiano L2 verranno attivati all’inizio dei due quadrimestri,con gruppi di livello linguistico differenziato. In ciascun gruppo sarà inserita una percentuale di alunni madre lingua italiana per fornire agli alunni non italiani giusti modelli di riferimento linguistico e per attivare un processo di cooperative learning e favorire la P.O.F. 2013_2014 Pagina | 106 socializzazione. Strumenti verifica di del progetto 1) T.P.R., 2) ascolto/comprensione,conversazioni, schede strutturate,lettura, elaborati 3) Acquisizione e sviluppo di comportamenti positivi Italiano L2 Lab ceramica Lab.teatrale Cineforum ATTIVITA’ Potenziamento informatica Lab.Musicale Lab.di ed. alla sicurezza Manipolazione e creatività Giornalino scolastico Altro…… Valutazione Risposta positiva dei soggetti coinvolti, autovalutazione, complessiva immagine della scuola recepita dal territorio. del progetto Le risorse per l’attivazione dei laboratori sono reperibili da: Risorse i fondi assegnati dal MIUR per gli alunni non italiani,fondo di Istituto ed altri eventuali finanziamenti. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 107 “POTENZIAMENTO DELLA LINGUA INGLESE” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE In un contesto di scarso se non assente utilizzo della lingua straniera quale reale mezzo di comunicazione, si è constatato quanto i ragazzi abbiano necessità di esperienze in cui l’utilizzo della lingua avvenga in situazioni di realtà, in questo caso in un contesto culturale e linguistico britannico. Tale esperienze hanno un ruolo fondamentale nel motivare lo studente all’apprendimento della lingua straniera Dopo anni di quasi "stagnazione" nel settore dell'insegnamento/apprendimento delle lingua straniere, le autorità scolastiche nazionali hanno recepito i consigli derivanti dai numerosi studi a livello europeo i quali, nell'avviare indagini a vasto raggio sullo "stato dell'apprendimento linguistico", hanno altresì messo in luce alcune carenze particolarmente stridenti... L'inchiesta di Cresson, ad esempio ("Il libro bianco: Insegnare ed apprendere, Strasbourg, 1995), ha evidenziato come gli studenti italiani acquisiscano con grande difficoltà competenze comunicative nelle lingue straniere e ciò, di fatto, impedisce il completo sviluppo dei futuri percorsi umani e professionali. La sintesi delle ricerche ha prodotto una serie di utili indicazioni riassumibili in una serie di principi guida. L'apprendimento delle lingue è: * per tutti: non più il retaggio di una élite sociale o culturale, ma un bisogno ed un diritto per ogni cittadino d'Europa; * per la vita: non uno studio formale di strutture grammaticali e di opere letterarie, ma l'acquisizione di competenze necessarie per la comunicazione quotidiana e per apprendere "tutta la vita"; P.O.F. 2013_2014 Pagina | 108 * per il discente: non soltanto risposta alle richieste delle famiglie e della società, ma anche agli interessi, ai bisogni, ai desideri e alle aspettative e potenzialità dei discenti. (Key Principles, Council of Europe, Strasbourg, 1996) RISULTATI ATTESI Il progetto mira allo sviluppo delle abilità orali e scritte ed in modo particolare si propone di: creare un ambiente reale di comunicazione tramite la presenza dell’insegnante madrelingua, esperienza che va oltre le simulazioni generalmente proposte in classe. Tale attività può quindi essere un modo efficace per motivare e stimolare i ragazzi allo studio delle lingue straniere. sviluppare le abilità di comprensione e di produzione della lingua orale e scritta, avviando gli allievi all’acquisizione di abilità espositive. acquisire elementi di fonologia, ritmo accento e intonazione, tenendo presente che la lingua inglese presenta ben 12 diversi suoni vocalici e, in quanto lingua germanica, utilizza ritmi completamente diversi da quelli della lingua italiana, rendendo di fondamentale importanza la pratica orale. tramite l’impiego della multimedialità mirare allo sviluppo di capacità di autoapprendimento e di autovalutazione, da ritenersi oggi di fondamentale importanza per la formazione e lo sviluppo dell’autonomia dell’alunno. Raggiungere attraverso l’uso di una lingua diversa dalla propria in una situazione di realtà la consapevolezza dell’importanza del comunicare. Provare interesse e piacere verso l’apprendimento di una lingua straniera. Dimostrare apertura e interesse verso la cultura di altri popoli Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo e fiducia in se stessi. Saper interagire con una certa disinvoltura in conversazioni che trattano argomenti di vita quotidiana. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 109 Aree tematiche I contenuti linguistici proposti saranno funzioni di prima utilità in conversazioni su argomenti di vita quotidiana ed elementi di civiltà (livelli A2) facenti parte della programmazione curricolare. Modalità di realizzazione Nel corso dell’anno scolastico per un’ora a settimana l’insegnante sarà affiancata da una assistente di madre lingua che si occuperà di conversare con gli studenti approfondendo il lessico appreso durante le lezioni del docente di classe Implicazioni didattiche Consolidamento e sviluppo delle quattro abilità linguistiche, attraverso esercizi di vario tipo tratti da materiale cartaceo e multimediale. Per essere in grado di comprendere persone che conversano in situazioni quotidiane/ familiari, per essere in grado di comprendere le informazioni esplicite fornite da un interlocutore per conoscere strutture/ funzioni/ lessico affrontati mostrando un adeguato controllo nel loro riutilizzo a livello orale e scritto Le metodologie usate sono: Approccio comunicativo Ascolto di materiale autentico Collaborazioni interne ed esterne Impariamo una lingua non tanto perché, a scuola o a casa, passiamo del tempo a fare esercizi, a studiare elenchi di vocaboli e di espressioni, ad esercitarci in attività scritte e orali. Anche. Sono soprattutto le occasioni che ci diamo per usare una lingua in contesti significativi che rendono l’apprendimento efficace. Infatti non si tratta tanto di imparare una lingua (ciò che sappiamo di una lingua), ma di imparare ad usare una lingua (come usiamo ciò che sappiamo in P.O.F. 2013_2014 Pagina | 110 una lingua) che può garantire un apprendimento efficace, capace di aiutarci ad imparare anche altre lingue. Inoltre, non dimentichiamo che, tra i fattori che possono contribuire a rendere l’apprendimento significativo, gioca un ruolo di primo piano tutto ciò che ci circonda, ciò che ci entusiasma, ciò che interessa e stimola la nostra curiosità, ciò che aumenta la motivazione ad imparare. L’ambiente di apprendimento diventa, quindi, di primaria importanza per lo sviluppo di una delle competenze chiave di cittadinanza, ovvero l’imparare ad imparare: imparo una lingua attraverso un contenuto disciplinare, ma imparo anche come si imparano le lingue. Per tale motivo il Ministero dell’Istruzione ha assegnato all’Istituto per il corrente anno scolastico una insegnante di madre lingua che affianca l’insegnante nell’attività didattica per le classi quinte della scuola primaria e le classi terze della scuola secondaria di primo grado CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Schede di verifica predisposte sull’ arricchimento lessicale Comprensione dei dialoghi sia orali che scritti Verifica della produzione orale e scritta P.O.F. 2013_2014 Pagina | 111 “ POTENZIAMENTO LINGUA INGLESE” Scuola dell’infanzia Brecciaiolo, San Michele, San Clemente, Maratta PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Ascoltare ,comprendere e verbalizzare parole e messaggi in lingua inglese RISULTATI ATTESI Utilizzo della lingua inglese per presentarsi denominare parti del corpo ed oggetti di uso quotidiano, componenti della famiglia, stagioni, numeri, colori intervento attivo in semplici dialoghi con linguaggio noto CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Partecipazione ed interesse degli alunni Acquisizione delle basilari conoscenze della lingua Inglese Arricchimento del lessico P.O.F. 2013_2014 Pagina | 112 CERTIFICAZIONE CAMBRIDGE livello Starters ,Moovers Lingua Inglese CLASSI QUINTE PRIMARIA CARDUCCI CAMPITELLO LABORATORIO DI POTENZIAMENTO PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Tale progetto mira allo sviluppo delle abilità orali e scritte ed in modo particolare si propone di: 1. creare un ambiente di comunicazione 2. sviluppare le abilità di comprensione e di produzione della lingua orale e scritta, avviando gli allievi all’acquisizione di abilità espositive. 3. acquisire elementi di fonologia, ritmo accento e intonazione, tenendo presente che la lingua inglese presenta ben 12 diversi suoni vocalici e, in quanto lingua germanica, utilizza ritmi completamente diversi da quelli della lingua italiana, rendendo di fondamentale importanza la pratica orale. Obiettivi generali del processo formativo Raggiungere attraverso l’uso di una lingua diversa dalla propria in una situazione di realtà la consapevolezza dell’importanza del comunicare. Provare interesse e piacere verso l’apprendimento di una lingua straniera. Dimostrare apertura e interesse verso la cultura di altri popoli Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo e fiducia in se stessi. Saper interagire con una certa disinvoltura in conversazioni che trattano argomenti di vita quotidiana Obiettivi specifici di apprendimento Essere in grado di comprendere persone che conversano in situazioni quotidiane/ familiari. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 113 Essere in grado di comprendere le informazioni esplicite fornite da un interlocutore Conoscere strutture/ funzioni/ lessico affrontati mostrando un adeguato controllo nel loro riutilizzo a livello orale e scritto Attività – tipologia delle azioni da attivare – I contenuti linguistici proposti saranno funzioni di prima utilità in conversazioni su argomenti di vita quotidiana ed elementi di civiltà (livelli A2) facenti parte della programmazione curricolare. Le fasi di lavoro del modulo verranno concordate nei dettagli tra l’insegnante di classe e l’insegnante dell’ente certificatore e prevedono conversazioni guidate. Metodologia Consolidamento e sviluppo delle quattro abilità linguistiche, attraverso esercizi di vario tipo tratti da materiale cartaceo e multimediale. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 114 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CERTIFICAZIONE TRINITY In tutto il mondo l'inglese è la lingua di comunicazione che supera ogni barriera. Sempre più persone hanno necessità di conoscere e usare l'inglese per studio o per lavoro. Essere in grado di documentare la propria competenza in questa lingua significa accedere ad un mondo più grande. CHE COSA E' IL TRINITY COLLEGE Trinity è uno degli Enti firmatari del Protocollo d'intesa con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) nell'ambito del Progetto Campus One ed è incluso nella lista degli enti certificatori menzionati nel Protocollo tra Ministero dell'Istruzione e CRUI del Maggio 2001). La certificazione è valida come credito formativo ai fini del punteggio per l'Esame di Stato. La certificazione è spendibile nel corso degli studi - per esempio nel passaggio da un indirizzo ad un altro - o in ambito universitario per il conseguimento di credito linguistico. Molte facoltà riconoscono i certificati Trinity ma per avere informazioni più precise si consiglia di visionare la lista sul sito web e informarsi direttamente presso la facoltà che si intende frequentare. La certificazione è spendibile in ambito lavorativo grazie al suo valore riconosciuto in tutti i paesi Europei. L' ESAME L'esperienza dell'esame fornisce a chi lo sostiene delle informazioni di ritorno circa le proprie capacità di comunicazione e comprensione in situazione reale con un native speaker. Il successo di questa interazione può essere altamente gratificante e può contribuire ad accrescere l'autostima P.O.F. 2013_2014 Pagina | 115 CERTIFICAZIONE DELF Il DELF (Diplôme d'études en langue française) e il DALF (Diplôme approfondi de langue française) rilasciati dal Ministère de l'Éducation Nationale, de l'Enseignement Supérieur et de la Recherche, attestano il livello di conoscenza della lingua francese e sono aperti a tutti i cittadini italiani e stranieri. Il DELF e il DALF sono riconosciuti come crediti formativi all'esame di maturità e all'università. Ogni diploma è costituito da prove che valutano le 4 competenze orali e scritte : produzione scritta, produzione orale, interazione orale, lettura, ascolto. I diplomi del DELF e del DALF possono essere presentati e ottenuti indipendentemente gli uni dagli altri, nello stesso paese o in paesi diversi, senza limite di tempo. Il DELF SCOLAIRE Il DELF SCOLAIRE è riservato agli studenti della scuola media inferiore e superiore. Il nuovo DELF SCOLAIRE è costituito da 4 diplomi indipendenti gli uni dagli altri, senza unità capitalizzabili, corrispondenti ai primi 4 livelli del Quadro europeo di riferimento per le lingue. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 116 PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il programma settoriale Comenius riguarda tutto l'arco dell'istruzione scolastica, dalla scuola dell'infanzia fino al termine degli studi secondari superiori: risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone, gli istituti e le organizzazioni coinvolte in questo tipo di istruzione. Sviluppare la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore Aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e le competenze necessarie ai fini dello sviluppo personale, dell'occupazione e della cittadinanza europea attiva. RISULTATI ATTESI migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità degli scambi di allievi e personale docente nei vari Stati membri migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere moderne promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basati sulle TIC migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica. Le attività previste rientrano in questa attività gli scambi di alunni e personale della scuola, la mobilità individuale degli alunni, l'assistentato per futuri insegnanti, la possibilità per il personale docente di effettuare tirocini presso P.O.F. 2013_2014 Pagina | 117 istituti scolastici o imprese, la formazione in servizio per il personale docente e le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti. Partenariati Rientrano in questa attività i progetti di cooperazione scolastica bilaterali e multilaterali e i partenariati Comenius Regio. L’Istituto partecipa con : Progetti Scolastici che permettono alle scuole di realizzare in collaborazione con altre scuole europee . i progetti sono finanziati a livello decentrato attraverso le Agenzie Nazionali istituite in ciascuno dei Paesi partecipanti a LLP Programme) l'Interesse è quello di scambiare esperienze, confrontare con i partner i diversi punti di vista e le diverse culture, lavorare su temi di interesse comune. Progetto Comenius 1/1 migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità degli scambi di allievi e personale docente nei vari Stati membri migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere moderne promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basati sulle TIC migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica. Destinatari: Alunni della scuola primaria e secondaria di I° grado Modalità di realizzazione: : Le attività vengono realizzate in orario curricolare ed extracurricolare coinvolgendo gli alunni per gruppi omogenei o eterogenei secondo le esigenze e utilizzando i diversi linguaggi (grafico, pittorico, musicale, informatico, gestuale …) P.O.F. 2013_2014 Pagina | 118 Collaborazioni esterne Enti locali,Agenzia nazionale INDIRE LLP Progetto Comenius approvato L’APPRENDIMENTO INFORMALE PER UN SANO STILE DI VITA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE L'apprendimento informale non dovrebbe più essere considerato come una forma inferiore di apprendimento. Dobbiamo abbandonare una visione dell'istruzione come un rito di passaggio che comporti l'acquisizione di conoscenze sufficienti e qualifiche per il mercato del lavoro . Il focus dell’istruzione è sviluppare competenze ,quelle di base di alfabetizzazione e quelle di cittadinanza come la capacità di agire in maniera responsabile , prendere l'iniziativa e lavorare in modo creativo e collaborativo. Questo progetto svilupperà l'apprendimento deliberativo degli studenti e svilupperà negli studenti la capacità di prendere decisioni e risolvere situazione problematiche. La metodologia dell’apprendimento informale avrà come tema l’educazione alla salute, in particolare sarà sviluppato il tema dell’educazione alla salute dal punto di vista dell’informazione della comunicazione . Gli obiettivi educativi del progetto sono: promuovere la comprensione delle competenze di base nel contesto di un sano stile di vita, l'integrità fisica, mentale ed emozionale, evitare le cattive abitudini come il fumo, l'assunzione di droga e dipendenze promuoveremo le attività sportive e fisiche a vantaggio della salute attraverso l'organizzazione di tornei sportivi tra le scuole coinvolteSaranno presenti le informazioni di base della scienza attraverso un ambiente attivo e accessibile che completerà l'istruzione formale della scienza, svilupperemo l’abitudine al riflettere attraverso l'apprendimento esperienziale con: il teatro ,le arti visive , giochi,prodotti multimediali, spot,video. Materiali, opere, spettacoli e buone pratiche saranno divulgate utilizzando la metodologia CLIL nei diversi paesi coinvolti. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 119 Motivazione Un tema chiave nelle iniziative politiche in corso è legata all’ idea che se le persone non trovano continuità tra la scuola , la società ed il mondo del lavoro potrebbero insorgere problemi molto gravi sia per la società attuale che per quella futura. Soprattutto futura. L'assunzione di droghe, la crisi della famiglia, la criminalità sono esempi del problema. L’insegnamento dovrebbe essere focalizzato sui processi chiave e sulle modalità di comunicare in modo che gli studenti possano capire che cosa costituisce la qualità dell'apprendimento. Gli studenti dovrebbero essere incoraggiati e aiutati a costruire relazioni e comunicazione, al fine di aiutare la costruzione di conoscenze reciproche e migliorare le performances del singolo e del gruppo. Occorre stimolare inoltre la motivazione. Con il progetto si vuole adottare la nuova metodologia di apprendimento non formale. Consiste in attività programmate che non sono esplicitamente indicate come apprendimenti disciplinari, ma che contengono elementi molto importanti per lo sviluppo di abilità e competenze. L'apprendimento non formale è intenzionale dal punto di vista del discente, ed è definito come apprendimento derivante dalle attività della vita quotidiana E 'un apprendimento esperienziale che può essere chiamato apprendimento accidentale. L'intenzione di imparare spiega la centralità del discente e la struttura si riferisce al contesto in cui l'apprendimento si attua. Il progetto vuole: sviluppare un'istruzione di qualità a disposizione di tutti i giovani, aiutandoli a soddisfare le loro esigenze e realizzare le loro aspirazioni nella carriera e stili di vita. Intende sviluppare menti indagatrici, per essere creativi ma rigorosi nel pensiero, al fine di comprendere i processi di ricerca scientifica ed i principi delle conoscenze scientifiche. I vantaggi sono la conoscenza permanente, la capacità di entrare in contatto con i problemi attuali e futuri che hanno la salute come tema. Noi sosteniamo un approccio olistico alla educazione alla salute per incoraggiare la ricerca dell'eccellenza in tutti gli aspetti della formazione - formazione professionale, applicata e accademica. Lavoreremo quindi con i partner e la comunità per condividere e implementare P.O.F. 2013_2014 Pagina | 120 la nostra visione di educazione alla salute. Pensiamo inoltre di sviluppare un generale entusiasmo per l'apprendimento delle lingue straniere. OBIETTIVI DEL PROGETTO E STRATEGIE Gli obiettivi sono : produrre significativi cambiamenti positivi che aumenteranno il numero di giovani interessati ad una vita sana promuovere i collegamenti tra educazione formale e informale, creando una sinergia che rafforzerà l'educazione in molti ambienti di apprendimento, migliorare la cultura scientifica e tecnologica fornire attività informali creative e innovative di apprendimento sviluppare le capacità di pensiero cognitivo e creativo nel campo dell’educazione alla salute come sfida alle convenzioni sviluppare l’inventiva associando cose che non sono di solito legate, prevedendo ciò che potrebbe essere immaginare - vedere le cose con l'occhio della mente,cercando alternative e nuovi approcci, mantenendo le opzioni aperte, riflettendo criticamente sulle idee, azioni e risultati. Obiettivi per gli insegnanti lavorare attraverso e al di là del curriculum, animando l'aula e trovando nuovi modi per insegnare attraverso lo sviluppo di progetti di varia scala; gli insegnanti creativi e giovani studenti lavoreranno insieme come partner alla pari mettendo la creatività al centro dell’ apprendimento. utilizzare metodi di diffusione per condividere finalità, progressi e risultati del partenariato e quindi costruire negli studenti fiducia in se stessi e autostima. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 121 adottare metodi al fine di aumentare l'efficienza e l'equità della formazione anche attraverso l'esperienza di altre culture e conoscersi l'un l'altro come individui e non secondo gli stereotipi nazionali. Obiettivi per gli studenti 1.acquisire stili di vita salutari analizzando le cause che sono alla base di problemi come l’uso di droghe, una errata alimentazione 2. acquisire informazioni sanitarie adeguate 3. migliorare la salute pratica, i comportamenti , ridurre i rischi per la salute 5. utilizzare la definizione degli obiettivi e capacità decisionali per migliorare la salute; 6. dimostrare un'efficace comunicazione interpersonale 7 proporre soluzioni per questi problemi, per lo scambio di idee e creare soluzioni che funzioneranno per tutte le scuole partner; 8 sviluppare le abilità delle lingue straniere; Scuola primaria Individuare indicatori di salute mentale, emotiva, sociale e fisica durante l’infanzia. Scuola media Descrivere l'interrelazione tra emotività e fisicità, salute sociale durante l'adolescenza. Descrivere come famiglia e coetanei influenzano la salute degli individui. Analizzare come il comportamento può influire sul mantenimento della salute e prevenzione delle malattie. Analizzare come l'ambiente influenza la salute delle persone in una comunità. Riconoscere che la maggior parte dei problemi di salute possono essere prevenuti da pratiche positive ed da un'assistenza sanitaria adeguata. Identificare le caratteristiche delle informazioni sanitarie valide. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 122 Tutti gli studenti analizzeranno l'influenza di credenze culturali, dei media e della tecnologia sulla salute. Sviluppare strategie per migliorare la vita personale, familiare e la salute della comunità. Dimostrare la capacità di lavorare in modo cooperativo con gli altri . Attività Gennaio Maggio 2013 Creare una mostra d'arte o un'installazione artistica coinvolgente, che si collega solo tangenzialmente con contenuto scientifico e didattico. Questo sarà un modo molto potente di esprimersi e di essere capito; Tutte le scuole coinvolte Maggio Secondo incontro del progetto Settembre dicembre 2013 Creare una mostra che trasmette le conoscenze scientifiche e problemi, utilizzando l'arte e il design contemporaneo per aumentarne l'efficacia. Le prestazioni sono uno strumento di cambiamento sociale per educare le persone su temi importanti; Tutti gli studenti dimostreranno efficace comunicazione interpersonale e sociale, competenze per migliorare la salute. Gennaio giugno 2014 Allestimento di una mostra che si concentri sulle attività di insegnamento e apprendimento valorizzazione e promozione di particolari tipi di pratiche di apprendimento creativo. Tutti gli studenti utilizzeranno capacità decisionali per migliorare la salute. Tutte le scuole coinvolte daranno la possibilità agli studenti di comprendere in modo più efficace e di gestire i sistemi dinamici comunicativi, i processi e le interazioni delle persone e dei messaggi all'interno di ambienti sanitari. VALORE AGGIUNTO EUROPEO P.O.F. 2013_2014 Pagina | 123 Favorire la partecipazione democratica degli studenti come cittadini attivi nella definizione delle condizioni ambientali della loro vita e di lavoro; promuovere e facilitare lo sviluppo di una società ecologicamente sostenibile e le azioni relative all'interno dei sistemi educativi; creare reti di ricerca innovative che colleghino la pratica nelle scuole e la comunità accademica con la ricerca educativa e con processi decisionali istituzionali;ispirare insegnanti e studenti ad impegnarsi verso un miglioramento economico ecologico e sociale delle loro comunità. Fornire un contributo alla formazione permanente e allo sviluppo personale attraverso la realizzazione delle attività di formazione per insegnanti ed a lavorare nel campo della ricerca pedagogica su diversi aspetti della educazione informale sul tema dell’educazione alla salute. Offrire un contributo per la ricerca pedagogica nella sperimentazione di creatività e di gestione dell'apprendimento. Sviluppare negli studenti la consapevolezza della cittadinanza europea promuovendo i valori europei ,fornendo un'esperienza di apprendimento interculturale con possibilità di comprensione reciproca tra culture diverse attraverso il lavoro in classe insieme per 2 anni. Favorire il miglioramento della qualità e la dimensione europea dell'insegnamento e della formazione degli insegnanti. Promuovere CLIL Favorire la mobilità tra studenti, insegnanti e personale docente nei vari Stati membri. Coinvolgere la comunità locale. Promuovere l'uso di nuove tecnologie (e-mail, videoconferenza, web design della pagina di e-learning piattaforma video, blog, social network). IMPATTO Attraverso il progetto ci sarà un impatto positivo complessivo sul personale e gli alunni, così come una migliore valutazione e comprensione delle differenze interculturali. Ci sarà maggiore motivazione e una migliore conoscenza delle lingue straniere e delle abilità per ottenere un sano stile di vita. Ci sarà una condivisione di metodi, approcci e stili di insegnamento tra le scuole partner che valorizzeranno e sosterranno lo sviluppo professionale per tutto il P.O.F. 2013_2014 Pagina | 124 personale e gli insegnanti coinvolti nella ricerca pedagogica dell’ educazione informale. Il progetto offre opportunità a tutti i partner di discussione sui diversi punti di vista, a partire dall'obiettivo condiviso di sviluppare abilità di pensiero creativo nel campo della salute. I partner sono fiduciosi che le opportunità offerte nel corso del progetto, riunioni di esperti, visite di studio, eventi e sito web, forniranno un incentivo utilizzando le opportunità della rete, permettendo così agli alunni di utilizzare le nuove tecnologie in modo stimolante e innovativo - di appropriarsi del lavoro di progetto, monitorare l'andamento di ogni aspetto del progetto e collegare gruppi di pari per condividere e discutere su questioni importanti per loro. Gli Insegnanti della scuola primaria e secondaria e gli studenti delle istituzioni europee avranno un'idea dei vantaggi e delle possibilità di utilizzo pedagogico dell'educazione informale e attiveranno sperimentazioni basate su questo punto di vista. Il partenariato migliora il profilo della scuola e sviluppa ulteriormente lo spirito di squadra di ciascuna istituzione. ogni scuola utilizzerà l'esperienza all'interno della propria comunità locale per tutta la durata del progetto ed accrescerà l'interesse della comunità locale per la scuola. Si contribuirà ad integrare la scuola nel cuore di ogni comunità. La sostenibilità sarà raggiunta: • Rendendo tutti i prodotti a disposizione di un pubblico di grandi dimensioni che verranno utilizzati non solo durante la realizzazione del progetto • Promuovendo contatti e nuove collaborazioni; • I rapporti tra i partner garantiranno la condivisione delle migliori pratiche e la soluzione per i problemi incontrati. Questo funziona come un incentivo per la qualità dell'istruzione. I partner si aspettano quindi che questo progetto continuerà ad operare in modo più bottom-up dopo la durata del progetto. Il sito avrà una funzione simile, individuando e esemplificando le buone prassi Contesto Il progetto offre opportunità a tutti i partner per discutere punti di vista diversi sull’ apprendimento nel campo dell’educazione alla salute attraverso un insegnamento informale. Partendo dalle esigenze delle scuole e degli studenti siamo in grado di lavorare in P.O.F. 2013_2014 Pagina | 125 modo creativo attraverso e al di là del curriculum di Scienze, animare l'aula e trovare nuovi modi per gli insegnanti di insegnare. Il coinvolgimento di esperti in comunicazione multimediale è necessario al fine di ottenere un feedback ed il loro ruolo fornirà il supporto per tradurre la capacità di pensiero creativo nell‘organizzazione delle attività. Inoltre il progetto contribuirà ad aumentare la consapevolezza linguistica e culturale e fornirà la possibilità di utilizzare le lingue straniere in un ambiente autentico, fornirà un contesto realistico per l'acquisizione di conoscenze, permetterà agli alunni di accedere a varie fonti e up-to-data di informazioni che possono essere raccolti in modo efficiente e rispettoso; esso incoraggia gli studenti a sviluppare le proprie idee per le attività congiunte che possono essere intraprese nell'ambito di esso. Il personale potrà inoltre avere la possibilità di comparare e confrontare esperienze educative, sistemi gestionali e pedagogici; potranno essere condivise con i colleghi attività sia in-e out-of-scuola. Il progetto intende promuovere collegamenti tra educazione formale e informale, creando una sinergia che rafforza l'educazione in molti ambienti di apprendimento. Stimolerà i genitori e altri adulti a diventare sostenitori efficaci per una maggiore qualità di vita. Migliorerà l'alfabetizzazione scientifica e tecnologica di studenti e adulti. DISTRIBUZIONE DEI COMPITI Ruolo del coordinatore: Preparare l'agenda, riunioni di progetto e organizzare verbali delle riunioni, da distribuire Garantire che tutti i partner siano a conoscenza di tutte le scadenze del partenariato Produrre e coordinare i prodotti di tutti gli Istituti coinvolti Organizzare un open day presso la scuola Comunicare con le modalità concordate nei tempi concordati Rispondere a tutte le email entro tre giorni P.O.F. 2013_2014 Pagina | 126 Concordare le attività da intraprendere durante la prossima fase della partnership, il modo in cui verranno registrate e diffuse. Garantire la comunicazione e la cooperazione all'interno della istituzione partner Monitorare e valutare le attività previste a livello locale per garantire che le finalità del progetto siano rispettate Coinvolgere i colleghi nei benefici della cooperazione internazionale quali la consapevolezza culturale e l'apprendimento delle lingue Quando in qualità di ospite, garantire la preparazione del programma e adeguata sala riunioni e servizi ICT disponibili. Quando in qualità di ospite, raccogliere informazioni su alloggi e trasporti interni. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Oltre agli strumenti di verifica tradizionali con schede predisposte per la verifica dei contenuti appresi, si valuterà l’acquisizione delle abilità di lavoro nel gruppo, la creatività e la qualità dei prodotti realizzati. La valutazione del progetto sarà realizzata tramite questionari per gli insegnanti, le famiglie e gli alunni dell’Istituto. Nel corso dei due anni di lavoro i docenti coinvolti insieme ai docenti europei concorderanno due report: uno intermedio ed uno finale che analizzeranno i punti di forza e di debolezza del progetto evidenziando le difficoltà incontrate . La valutazione sarà inoltre fatta sulla produzione di materiale che illustri l'attività svolta nelle classi. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 127 “STAGE IN FRANCIA” Gruppo di progetto :Celi, De Sio, Mazza, Testa Il progetto è rivolto a tutte le classi della scuola secondaria di primo grado PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Favorire una maggiore apertura alla dimensione europea attraverso il contatto con i paesi, culture e modi di pensare diversi in una società globalizzata RISULTATI ATTESI Migliorare le conoscenze linguistiche e culturali Essere capaci di utilizzare una lingua in contesti diversi, concreti e motivati, integrando in modo naturale le abilità di ricezione, produzione, interazione. Criteri e modalità di valutazione del progetto Valutare la qualità dell’organizzazione da parte della scuola, dagli studenti e dalle famiglie. Modalità di valutazione del progetto Attestato Valutazione in itinere degli approfondimenti linguistici Valutazione in itinere delle abilità sociali Risorse Insegnanti di lingua Risorse strumentali Computer, lim, materiale cartaceo P.O.F. 2013_2014 Pagina | 128 “Accoglienza e Continuità” SICURAMENTE CRESCO PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il progetto viene proposto per : consentire l’individuazione di risorse tra le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie dell’istituto comprensivo. concretizzare la continuità la continuità educativa orizzontale e verticale prevenire il disagio e conseguire il successo formativo favorire l’accoglienza e l’integrazione dell’handicap e delle diversità promuovere e attuare cultura e progettualità a favore della continuità, dell’integrazione e della prevenzione, dello “star bene a scuola” per i bambini /e e per tutte le figure coinvolte. agevolare il passaggio fra i diversi ordini di scuola favorendone la continuità ed una proficua collaborazione anche con le Associazioni ed Enti del Territorio. Tale scopo viene perseguito non solo attraverso iniziative specifiche, ma anche attraverso un sistema concordato di progetti che, oltre ai loro obiettivi particolari, mirano a valorizzare al massimo la pregressa storia emotiva e cognitiva di ogni alunno, specialmente nei momenti del passaggio da un grado di scuola all'altro. Tale progetto nasce anche come risposta al bisogno di educare e sensibilizzare gli alunni ai problemi legati all’autonomia e alla fruizione consapevole dei diversi ambienti nei quali ciascun alunno si trova ad interagire. Il tema della crescita e della sicurezza, attraverso il laboratori a mediazione corporea secondo il metodo GIOCA-YOGA e il laboratorio di ceramica, saranno la trama sulla quale verranno inserite alcune proposte. RISULTATI ATTESI P.O.F. 2013_2014 Pagina | 129 condividere scelte educative centrate sul bambino e sul ragazzo: nei docenti è presente l’esigenza di condividere e confrontare scelte, azioni e strategie per acquisire maggiore consapevolezza della propria identità professionale e educativa, disporre di migliori opportunità e risorse da utilizzare, superare l’isolamento della sezione-classe agire sul percorso scolastico attraverso interventi e strategie che si possono consolidare nel tempo con ricaduta specifica e generale a livello pedagogico, organizzativo, curricolare e didattico predisponendo un progetto di continuità verticale ed orizzontale Predisporre un documento di passaggio tra i vari ordini di scuola e promuovere iniziative di formazione e aggiornamento per i docenti Estendere nell’ambito scolastico la cognizione e la consapevolezza delle diverse tipologie di rischi presenti sul territorio; Fornire modelli comportamentali tesi al rispetto del territorio e dell’ambiente; Sviluppare, attraverso metodologie educative adeguate, le capacità opportune per consentire ai bambini di affrontare in maniera tempestiva le diverse situazioni di pericolosità; Conoscere l’organizzazione della scuola che l’alunno frequenterà il prossimo anno. Acquisire la cultura della prevenzione. Collaborare per perseguire un obiettivi comune ( cooperative learning infanzia /primaria nel laboratorio di ceramica e durante la POMPIEROPOLI) Collaborare per perseguire un obiettivi comune ( cooperative learning primaria/secondaria di primo grado nel confronto del risultato del questionario, nella valutazione di attività/laboratori che i Formatori della HEADING di Terni propongono nell’ambito del Progetto “La Cultura della Sicurezza” Fornire strumenti per la consapevolezza dei bisogni che caratterizza l'età preadolescenziale e adolescenziale P.O.F. 2013_2014 Pagina | 130 Sviluppare, attraverso le pratiche, la consapevolezza del proprio corpo (postura, bisogni corporali, comprensione e accettazione dei “racconti” del corpo): Interagire positivamente con gli altri valorizzando le diversità. Utilizzare il linguaggio del corpo per comunicare, individualmente e collettivamente, stati d’animo, idee, situazioni, ecc. Sviluppare l'ascolto, l'empatia, la gioia della condivisione, la generosità, il rispetto e l'accettazione dell'altro Sviluppare e migliorare la concentrazione e l'attenzione. Criteri e modalità di valutazione verrà valutato il gradimento del progetto in base ai seguenti indicatori: Molto/ Abbastanza/ Poco/ modalità di valutazione: osservazione dei comportamenti tenuti dai bambini in merito agli argomenti trattati. ☺ Cooperative learning Giochi Prove Pratiche Questionari Uscite/visite guidate ☺ Visione di audiovisivi P.O.F. 2013_2014 Pagina | 131 SCUOLA DELL’INFANZIA BRECCIAIOLO, MARATTA, SAN MICHELE E SAN CLEMENTE ACCOGLIENZA/CONTINUITÀ PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE L’ingresso nella scuola dell’infanzia rappresenta per il bambino un momento molto importante, prende coscienza di sé e tende a stabilire le relazioni sociali, pertanto deve sentirsi a suo agio e in un ambiente accogliente. In tal senso è necessario: Rendere più sereno il distacco dalla famiglia, limitando le ansie dei genitori; Rafforzare l’identità personale; Sviluppare la conoscenza e favorire il gioco; Per ottenere tutto ciò sono previsti: Incontri con i genitori; Una riduzione dell’orario scolastico, dalle 8,00 alle 14,00, per tutto ilmese di settembre, che permetta una maggiore compresenza delle ins. Di sezione; L’ingresso a scuola dei bambini graduale e scaglionato RISULTATI ATTESI Sviluppa il senso dell’identità personale; Supera le difficoltà e affronta il distacco dalla famiglia con serenità, si integra nella comunità scolastica con partecipazione; Si muove con crescente sicurezza negli spazi modulando progressivamente voce e movimento in rapporto agli altri e con regole condivise. Criteri e modalità di valutazione Accettazione e partecipazione dei bambini alla vita scolastica Osservazione dei bambini in merito agli argomenti trattati Schede di verifica P.O.F. 2013_2014 Pagina | 132 “Orientamento” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il clima socio-culturale nel quale preadolescenti e adolescenti sono chiamati a vivere oggi, rappresenta una realtà in cui i concetti di flessibilità, cambiamento, mobilità, reversibilità delle scelte caratterizzano il processo di sviluppo dell’identità personale e sociale. Tuttavia i contesti nei quali i giovani vivono non sono sempre in grado di accompagnare i processi di crescita e di costruzione dell’identità giovanile e di orientare i ragazzi verso scelte di vita sufficientemente stabili. Al fine di attivare processi decisionali consapevoli, gli studenti e le studentesse, inseriti nel recente processo di evoluzione e cambiamento del sistema-scuola, hanno la necessità di poter disporre di tutti degli strumenti conoscitivi utili per affrontare con serenità le scelte che riguardano il loro futuro. L’orientamento - quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell'infanzia. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile. RISULTATI ATTESI 1. Il progetto si propone di: Favorire negli alunni la conoscenza di sé per iniziare il cammino di orientamento e di scoperta delle proprie attitudini. 2. Aiutare gli alunni a riflettere su se stessi e sulla vita che li attende a breve e lungo termine. 3. Scoprire il proprio valore in quanto persone. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 133 4. Far capire ad ogni alunno che può essere parte attiva del suo processo di crescita, del suo futuro ruolo nella società, della sua piena e felice esistenza nel mondo. 5. Offrire occasioni che stimolino la partecipazione attiva dell’alunno e il rinforzo motivazionale per mezzo di esperienze di apprendimento diversificate. 6. Rafforzare basilari processi di apprendimento. 7. Favorire la conoscenza dell’obbligo scolastico e formativo. Attività previste Sviluppare attività integrate fra le scuole del territorio, con organizzazione di staff di docenti che possano valorizzare e mettere in comune le risorse disponibili. Sviluppare percorsi che prevedono nuove forme di partecipazione alla vita della scuola di alunni, famiglie, territorio. Possibilità di fare emergere premesse indispensabili per la piena realizzazione di personalità che, in questa giovane età, sono ancora pressoché intatte sia a livello di potenzialità che a livello di originalità. Progettare e realizzare moduli didattici per l’orientamento in ingresso e formativo degli studenti. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO l’utilizzo di schede di rilevazione dati le relazioni periodiche e finali dei docenti impegnati nelle diverse attività P.O.F. 2013_2014 Pagina | 134 PROGETTO “SICUREZZA” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, nel rispetto del DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha individuato alcuni obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno scolastico: Diffondere la cultura della prevenzione Orientare i comportamenti per la tutela della persona in caso di emergenza Conoscere e percepire il rischio Conoscere la vulnerabilità del territorio nel quale è ubicata la scuola Conoscere le strutture territoriali e, in generale, i ruoli delle Istituzioni che operano nel campo della Protezione Civile e alle quali far riferimento in caso di emergenze Conoscere le norme e i comportamenti da adottare in caso di emergenza Conoscere la segnaletica predisposta nei diversi ambienti Conoscere le procedure da seguire in caso di emergenza Conoscere le misure di salvaguardia per prevenire o limitare i possibili rischi nei diversi contesti ( scuola, casa, palestra… ) anche stimolando una crescente attenzione verso i temi della tutela ambientale Conoscere e rispettare le norme della civile convivenza evitando atteggiamenti violenti affinchè tutti possano raggiungere il benessere psicofisico Per il raggiungimento degli obiettivi previsti verranno promosse alcune iniziative specifiche: 1. azioni di prevenzione ( formazione - informazione- verifiche periodiche ) 2. diffusione della cultura della prevenzione aderendo a progetti ed iniziative scuola ) 3. distribuzione ai docenti e agli alunni di materiale esplicativo cartaceo e/o multimediale 4. prove di evacuazione autogestite o in collaborazione con la Protezione Civile territoriale e/o con la Regione Umbria 5. progettazione ed attuazione di percorsi formativi strutturati sul tema dell’educazione al benessere P.O.F. 2013_2014 Pagina | 135 Educazione stradale PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE L’Educazione Stradale a scuola nasce dall'esigenza di promuovere un'attività formativa che abbia come obiettivo la costruzione di una cultura della sicurezza stradale ed attivi un processo di informazione/ formazione necessario a far acquisire comportamenti corretti e responsabili come pedoni, ciclisti, e ciclomotoristi, rispettosi delle regole e del codice della strada. Ne scaturisce un itinerario didattico che si avvale del collegamento tra le varie discipline e che affronta l'educazione stradale in modo interattivo e flessibile per rispondere meglio alle varie esigenze dei bambini e dei ragazzi. RISULTATI ATTESI Il progetto si pone le seguenti finalità : 1. educare gli individui al rispetto del codice della strada 2. educare gli utenti ad assumere comportamenti che favoriscano le condizioni necessarie per vivere ed interagire” nell’ambiente strada” in modo responsabile e consapevole; 3. prevenire gli incidenti stradali; 4. tutelare la salute degli individui; 5. tutelare l’ambiente. Scuola dell’infanzia Maratta,Brecciaiolo,San Clemente ,San Michele PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Saper modificare il proprio comportamento secondo le indicazioni stradali Comprendere che il traffico si deve svolgere secondo regole Conoscere alcune regole del codice della strada per i pedoni Conoscere il significato dei colori del semaforo RISULTATI ATTESI Saper modificare il proprio comportamento in presenza di segnali stradali Comprende la funzione del vigile e le sue indicazioni Legge le indicazioni di alcuni segnali stradali CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO P.O.F. 2013_2014 Pagina | 136 Analisi dei comportamenti Interazione verbale Schede predisposte P.O.F. 2013_2014 Pagina | 137 Educazione fisica PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il progetto d’Istituto di Educazione Motoria e Sportiva si prefigge l’obiettivo di erogare un servizio completo all’utenza scolastica, attraverso un percorso che va dai tre ai tredici anni, tramite esperienze formative di vita di gruppo, al fine di garantire al termine del ciclo di studi che l’Istituto Comprensivo gestisce la massima soddisfazione delle richieste ed il migliore livello di risultati. Con questo progetto si vuol rispondere al grande bisogno di movimento dei ragazzi favorendo un’azione educativa e culturale della pratica motoria perché diventi abitudine di vita riscoprendo il valore educativo del gioco a tutti i livelli nei suoi aspetti, motorio, socializzante e comportamentale. Da qui la necessità di costruire una proposta per un curricolo verticale sull’educazione del corpo e del movimento al pari degli altri linguaggi sfruttando tutte le competenze e le esperienze che ogni ordine di scuola ha sperimentato singolarmente in questi anni. RISULTATI ATTESI L’attività sportiva scolastica concorre alla crescita globale della persona, valorizzando gli aspetti educativi e formativi propri delle discipline sportive. In particolare l’attività sportiva intende promuovere il consolidamento degli schemi motori, la conoscenza del proprio corpo, la formazione del carattere e della personalità, l’accettazione degli altri e l’integrazione dello svantaggio. SCUOLA DELL’INFANZIA PROGETTO GIOCHIAMO CON IL CORPO PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Sviluppo della coordinazione dinamica generale ed oculo-manuale e la motricità fine RISULTATI ATTESI Muoversi con sicurezza nello spazio CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO P.O.F. 2013_2014 Pagina | 138 Osservazione SCUOLA PRIMARIA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE “L’alfabetizzazione motoria nella scuola primaria” Il progetto si rivolge agli alunni delle scuole elementari, dal momento che la fascia d’età compresa tra i 6 e i 10 è decisiva per acquisire una buona capacità motoria. RISULTATI ATTESI Strutturare l’educazione motoria sulla base di precise linee guida scientifiche; Prevenire i fenomeni di bullismo Lo sport, stimolando il senso di squadra e il rispetto reciproco, è uno strumento indispensabile per contrastare i crescenti episodi di disagio giovanile. PROGETTO SCUOLA FEDERAZIONE ITALIANA RUGBY/TERNI Il Rugby è uno sport di emozioni, di cooperazione, di contatto ed è convinzione della Federazione Italiana Rugby che ciò lo renda uno strumento con grandi potenzialità educative e formative. L’incontro tra la Scuola ed il Rugby va ricercato e favorito con la consapevolezza che queste due “entità” possono essere estremamente utili l’una per l’altra e la collaborazione del tecnico con la Scuola deve essere finalizzata innanzitutto al raggiungimento degli obiettivi della Scuola stessa e, in prima istanza, a dare un contributo alla formazione del Cittadino. Il Tecnico svolge funzione di Educatore: il suo atteggiamento e la sua proposta devono conformarsi a questo principio fondamentale ed egli deve porre particolare attenzione alla gestione del gruppo di ragazzi e di ragazze che si trova di fronte e alle dinamiche P.O.F. 2013_2014 Pagina | 139 che si sviluppano al suo interno; la sua proposta deve essere adatta al gruppo con cui sta lavorando e deve andare incontro al vissuto delle persone che lo compongono. Le esperienze maturate dimostrano che un intervento condotto secondo questi principi produce una significativa ricaduta sul nostro movimento, ma è evidente che esso richiede di unire due componenti fondamentali: · la conoscenza del Rugby; · la capacità didattica. Per questo motivo la FIR propone e organizza attraverso le strutture del territorio occasioni di incontro e di confronto tra i Tecnici che da anni svolgono un prezioso lavoro di diffusione del Rugby e i laureati e laureandi in Scienze Motorie. Siamo convinti che dall’unione e dall’interazione di queste due componenti possano scaturire grandi risultati in termini di qualità e di quantità. Gli stessi principi sopra enunciati ispirano tutta l’attività di Formazione dei Tecnici della Federazione Italiana Rugby, che organizza momenti di formazione tecnica per rendere disponibili e condivisibili le esperienze maturate in questi anni a livello nazionale e regionale, secondo quanto proposto dal settore “Didattica” della Federazione Italiana Rugby. L’intervento del Tecnico in ambito scolastico deve prevedere: Una attività di sensibilizzazione al gioco del Rugby, che si svolge in orario scolastico coinvolgendo tutte le classi della scuola per un tempo di 4-6 interventi per classe; in questa fase i ragazzi e le ragazze sperimentano in modo progressivo alcune componenti fondamentali del nostro gioco, quali la consapevolezza corporea, il contatto con il terreno ed il contatto con l’altro; La costituzione di gruppi-squadra che si allenano e giocano a scuola, composti dai ragazzi e dalle ragazze di tutte le classi che sulla base del piacere ricavato dall’esperienza decidono dicontinuare l’attività rugbistica: i gruppi squadra, suddivisi per età, si allenano 1 volta alla settimana per tutta la durata dell’anno scolastico alla presenza dell’insegnante di riferimento e/o del Tecnico. La costituzione dell’Ente Scolastico Affiliato o Riconosciuto e la partecipazione a Concentramenti e/o a momenti di competizione/verifica con altri Enti Scolastici. Finalità del progetto P.O.F. 2013_2014 Pagina | 140 Conoscenza con maggiore consapevolezza del proprio corpo attraverso il gioco del rugby. Acquisizione e rispetto delle regole insite nel gioco di gruppo, come forma di educazione e di cooperazione. Valorizzazione del corpo, come manifestazione della propria personalità e come condizione relazionale grazie alla capacità di socializzazione che questo sport riveste. Il tutto attraverso un’attività ludica, presupposto fondamentale in questa fascia di età, per meglio permettere al bambino di esprimere se stesso e le sue capacità. Progetto Consente l’arricchimento dell'offerta formativa della Scuola ma soprattutto con il Rugby insegniamo ai ragazzi a gestire l'aggressività ed utilizzarla in modo corretto ed utile all’interno di un sistema di regole rigorosamente strutturato. Insegniamo loro il rispetto dell'avversario e come riproporre i valori che animano la nostra disciplina nella quotidianità. Insegniamo che il gruppo non è semplicemente la somma degli individui e che l'individuo conta ben poco se è solo e senza sostegno. Insegniamo che l’obiettivo dei nostri sforzi non è il successo ma la p artecipazione, che l’avversario non è il nemico ma il compagno di giochi senza il quale non ci sarebbe alcuna partita. Insegniamo a ragionare con razionalità e logica in una situazione di “pericolo”, a fare la cosa giusta e mantenere la calma. Destinatari Tutti gli alunni delle classi 4a e 5a elementari/1a, 2a e 3a media dell’Istituto; Obiettivi P.O.F. 2013_2014 Pagina | 141 Sviluppo e miglioramento della conoscenza del proprio corpo; della capacità di percepire il proprio schema corporeo in fase statica e dinamica; di padroneggiare la direzionalità e l'organizzazione spaziale in relazione con il corpo proprio e altrui; di valorizzare le potenzialità della motricità specifica della disciplina, fino ad arrivare a vere e proprie forme di educazione corporea attraverso il gioco. Metodologia Attività motoria di base come parte integrante delle esercitazioni specifiche; Apprendimento ed uso di gesti specifici e del gioco; Utilizzo dei mezzi educativi tipici della disciplina; Aspetti coordinativi e ritmici del movimento spontaneo e finalizzato; Gioco libero, strutturato, codificato; Dalla libera interpretazione del movimento al gesto finalizzato. Metodo Problem solving, cooperative learning. Manifestazione Campionato Cittadino delle Scuole di Terni Risorse logistiche Palestra della Scuola, Impianto sportivo del Terni Rugby. Materiale occorrente Palloni da rugby, conetti, casacche. Tempi Dal mese di Ottobre al mese di Dicembre le lezioni, della durata massima di un’ora per classe, verranno svolte in orario mattutino curriculare nei giorni stabiliti dall’Associazione e concordati con la Scuola. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 142 Solo ed esclusivamente se durante questo periodo sarà possibile costituire un Gruppo Sportivo scolastico per numeri dei partecipanti, disponibilità delle strutture e sostegno dell’Istituto le lezioni continueranno da Gennaio a Maggio in parte in orario curriculare ma soprattutto in extra-curriculare durante il Gruppo Sportivo e avranno una durata massima di un’ora. E’ possibile prevedere ma soprattutto auspicabile che il Gruppo Sportivo si svolga presso l’impianto del Terni Rugby in giorni concordati con i docenti. Adempimenti del Terni Rugby verso l’Istituto Il Terni Rugby si farà carico di mettere a disposizione I tecnici; Il materiale occorrente per l'espletamento dell'attività; Il supporto logistico (il Terni Rugby mette a disposizione il proprio impianto sportivo); Il disbrigo delle pratiche burocratiche relative alla creazione dell'Ente Scolastico e al tesseramento degli alunni nel caso l’istituto voglia partecipare ai Campionati Italiani delle Scuole indetti dalla FIR o ad altro tipo di attività federale ufficiale; Il pagamento delle tasse di affiliazione e tesseramento alla Federazione Italiana Rugby; Scuola secondaria di primo grado “FARE SPORT PER CRESCERE SANI, FORTI,LEALI “ PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Le attività sportive concorrono alla maturazione del senso della propria identità, allo sviluppo della autopercezione, all’uso della propria corporeità come mezzo per stabilire relazioni, interpersonali e con l’ambiente esterno, adeguate e creative, improntate al raggiungimento del benessere fisico e psicologico P.O.F. 2013_2014 Pagina | 143 Il progetto vuole sviluppare la consapevolezza dell’importanza delle attività motorie e sportive stimolando la ricerca dello sport più congeniale. Lotta contro l’obesità .Educare ad avere comportamenti idonei per il benessere ed il mantenimento della salute RISULTATI ATTESI Conoscenza delle Associazioni sportive nel quartiere che danno la possibilità di fare un’attività pomeridiana. realizzazione : Le attività, realizzate in orario curricolare ed extracurricolare, sono: calcio pallavolo badminton tiro con l’arco Rugby Arti marziali Rafting L’attività sportiva scolastica concorre alla crescita globale della persona, valorizzando gli aspetti educativi e formativi propri delle discipline sportive. In particolare l’attività sportiva intende promuovere il consolidamento degli schemi motori, la conoscenza del proprio corpo, la formazione del carattere e della personalità, l’accettazione degli altri e l’integrazione dello svantaggio. Collaborazioni esterne : le attività si realizzano in collaborazione con le associazioni sportive presenti nel territorio e con docenti della scuola, specialisti nelle discipline elencate. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Osservazione Modalità di valutazione Studenti che iniziano una seria attività sportiva P.O.F. 2013_2014 Pagina | 144 “CENTRO SPORTIVO SCOLASTICO” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Questo progetto ha come finalità la formazione globale della persona attraverso lo sport come attività educativa che svilupperà: 1. crescita personale 2. accettazione delle regole 3. sana competizione RISULTATI ATTESI Imparare ad imparare individuando i propri limiti e possibilità Progettare Comunicare Collaborare e partecipare attivamente Risolvere problemi Individuare collegamenti e relazioni Acquisire ed interpretare l’informazione CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Osservazione sistematica Partecipazione attiva nelle attività P.O.F. 2013_2014 Pagina | 145 “Educazione musicale” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Lo sviluppo di una cultura musicale, per favorire processi creativi, per l’affinamento delle capacità di ascolto e per il potenziamento delle capacità di esecuzione individuale e corale di semplici brani Il progetto intende promuovere la diffusione della pratica musicale nel nostro Istituto a partire dalla scuola dell’infanzia , con particolare riferimento alla pratica vocale e strumentale per il primo ciclo d’istruzione, alle nuove tecnologie e alla musica per la scuola secondaria di I grado . Per pratica musicale si intende l’apprendimento pratico della musica, con riferimento al primo ciclo di istruzione, in coerenza con le Indicazioni del 2004 e del 2007 in via di armonizzazione (DPR 20 marzo 2009, n. 89), nelle dimensioni della produzione musicale (con particolare riferimento alla pratica vocale e strumentale d’insieme) e della fruizione consapevole. RISULTATI ATTESI potenziare l’attività strumentale, corale, di musica di insieme nella scuola secondaria di I grado, ri-orientando l’insegnamento della musica nella scuola secondaria di I grado in apprendimento pratico della musica SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PROGETTO “EDUCARE ALLA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO PAROLA, GESTO, CANTO” PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE La forza del linguaggio musicale come collante tra i popoli e società e come mezzo curativo ( musicoterapia) non è un luogo comune e continui studi lo dimostrano. La nostra società telematica, informatica e computerizzata stimola l’entusiasmo, l’intelligenza e l’ingegno, ma l’era digitale è stata ed è la culla dell’individualismo: disturbi della personalità, problemi di socializzazione, solitudine e timidezza sono i malanni del momento, causati ed aumentati dall’informatica. Può pertanto rivelarsi utile P.O.F. 2013_2014 Pagina | 146 sfruttare le proprietà della musica per unire i ragazzi, stimolando una socializzazione diversa da quella funzionale della chat. Scopo del progetto è lo sviluppo delle capacità di fare musica insieme, in modi differenziati per favorire la formazione generale della persona. Componenti dell’attività saranno la gestualità, l’interazione tra suono e movimento unita alla pratica vocale, strumentale e alla drammatizzazione. RISULTATI ATTESI Eseguire in modo corretto ed espressivo brani vocali e strumentali Orientare la costruzione della propria identità musicale Realizzare una forma diretta di esperienza musicale, praticata sia nell’ascolto che nel far musica. CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE Progettare e realizzare eventi sonori che integrino altre forme artistiche Osservazione diretta e prove di esecuzione vocale e strumentale P.O.F. 2013_2014 Pagina | 147 Recupero Scuola primaria ATTIVITA’ DI RECUPERO: ITALIANO PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Recupero di alunni in difficoltà per il conseguimento di un accettabile livello di conoscenze e competenze . Raggiungimento di obiettivi cognitivi specifici. Attività: Svolgimento in classe di compiti con la guida dell’insegnante. Comprensione da letture e da ascolto. Studio guidato per acquisire un valido metodo di studio Metodologia: Cercare di sviluppare un metodo di studio più efficace. Verifica Valutazione attraverso l’utilizzo di prove strutturate. Verifiche sia orali che scritte ATTIVITA’ DI RECUPERO: MATEMATICA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il progetto si propone di offrire proposte didattiche per il consolidamento e il recupero delle l’innalzamento del successo scolastico. abilità di base e per conseguire Obiettivi specifici : recuperare le abilità logico – matematiche recuperare la capacità di elaborare informazioni da testi e schemi comunicare le conoscenze acquisite in modo chiaro e corretto. Metodologia: Articolazione dell’attività in piccoli gruppi in orario extracurricolare . Insegnamento individualizzato. Strumenti : materiale strutturato e non scuola secondaraia di 1° grado P.O.F. 2013_2014 Pagina | 148 ATTIVITA’ DI RECUPERO: ITALIANO PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Recupero di alunni in difficoltà per il conseguimento di un accettabile livello di conoscenze e competenze . Raggiungimento di obiettivi cognitivi specifici. Attività:Svolgimento in classe di compiti con la guida dell’insegnante. Comprensione da letture e da ascolto. Studio guidato per acquisire un valido metodo di studio Metodologia:cercare di sviluppare un metodo di studio più efficace. Tempi ore insegnante di materie letterarie Verifica Valutazione attraverso l’utilizzo di prove strutturate. Verifiche sia orali che scritte ATTIVITA’ DI RECUPERO: MATEMATICA PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE Il progetto si propone di offrire proposte didattiche per il consolidamento e il recupero delle l’innalzamento del successo scolastico. abilità di base e per conseguire Obiettivi specifici : recuperare le abilità logico – matematiche recuperare la capacità di elaborare informazioni da testi e schemi comunicare le conoscenze acquisite in modo chiaro e corretto. Metodologia: Articolazione dell’attività in piccoli gruppi in orario extracurricolare . Insegnamento individualizzato. Strumenti : materiale strutturato e non Attività lingua latina Responsabile : Prof.ssa Roberta Ceccarelli IL PROGETTO E’ RIVOLTO A: alunni della classe 3B e della classe 3 A P.O.F. 2013_2014 Pagina | 149 PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE padroneggiare meglio la lingua italiana, potenziare la capacità di comunicazione, sviluppare l’abitudine alla logica, alla riflessione, all’analisi RISULTATI ATTESI : Potenziamento del lessico, conoscenza di basilari strutture della lingua latina, metodo di studio basato sul ragionamento Conoscere le principali strutture grammaticali latine Applicare le conoscenze acquisite per comprendere e tradurre semplici brani in lingua latina; Confrontare alcune strutture grammaticali con le corrispondenti strutture della lingua italiana per comprenderne l’origine e l’evoluzione storica; Utilizzare il vocabolario latino riconoscendo per ogni voce i tipi di informazione forniti CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO a) Criteri di valutazione del progetto: Partecipazione ed interesse degli alunni Acquisizione delle basilari conoscenze della lingua latina Arricchimento del lessico Capacità logiche a) Modalità di valutazione del progetto: verifiche orali e scritte P.O.F. 2013_2014 Pagina | 150 PROGETTO DI ISTRUZIONE DOMICILIARE A.S. 2013-2014 SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI 1°GRADO Il servizio di istruzione domiciliare rappresenta un ampliamento dell'offerta formativa, che riconosce ai minori malati il diritto-dovere all'istruzione, anche a domicilio, al fine di facilitare il loro reinserimento nelle scuole di provenienza e prevenire dispersione e abbandono scolastico. Tale servizio è parte integrante del “protocollo terapeutico” del minore malato e costituisce una grande opportunità sia sul piano personale, in quanto permette la prosecuzione delle attività di insegnamento-apprendimento, sia sul piano psicologico in quanto contribuisce ad alleviare lo stato di sofferenza e di insicurezza derivante dalla malattia, sostenendo autostima e motivazione. Il servizio di Istruzione Domiciliare deve essere progettato e attivato dalla scuola, su richiesta dei genitori del minore, per alunni in situazione di malattia che, a seguito di degenza ospedaliera per grave patologia, non sono ancora in grado di riprendere l’ordinaria e regolare frequenza scolastica, per almeno trenta giorni anche non continuativi. Al progetto è necessario allegare certificazione rilasciata dal medico curante ospedaliero, da cui risulti la patologia e la prevedibile assenza superiore a 30 giorni. L’Istituzione Scolastica attiva in questi casi un servizio di Istruzione Domiciliare presso il domicilio dell’alunno o in struttura riabilitativa o protetta o ospedaliera – in modo da facilitare il percorso di apprendimento e il successivo reinserimento in classe. Il progetto deve avere delle precise indicazioni di durata, del numero di docenti coinvolti e deve essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, e inserito nel POF. La richiesta, con allegata certificazione sanitaria, e il progetto elaborato vengono poi inoltrati al competente Ufficio Scolastico Regionale, che procede alla valutazione della documentazione presentata ai fini dell'approvazione e della successiva assegnazione delle risorse finanziarie. Motivazioni e finalità del progetto Rimuovere ostacoli che impediscano la fruizione di attività di competenza specifica della scuola Garantire contestualmente il diritto allo studio e il diritto alla salute Obiettivi Sfera Psico – Relazionale – Affettiva Limitare il disagio e l’isolamento sociale dovuto allo stato di salute con proposte educative mirate Curare l’aspetto socializzante della scuola Sfera Pedagogico – Didattica Soddisfare il bisogno di apprendere, conoscere e comunicare P.O.F. 2013_2014 Pagina | 151 Agevolare la prospettiva del reinserimento nel percorso scolastico Sfera Disciplinare Interventi didattico educativi mirati ai saperi essenziali Strategie metodologiche tese a sviluppare abilità cognitive e conoscenze disciplinari compatibili con lo stato di salute dell’alunno Monitoraggio del percorso e attività di verifica in itinere e finali Sussidi didattici necessari per la realizzazione del progetto Infrastruttura telematica per l’interconnessione Pc dotato di web cam e collegamento internet ADSL Videocamera digitale Apparecchiature per videoconferenza Strumentazione del progetto nazionale Regionale mette a disposizione HSH@Network che la Scuola – Polo P.O.F. 2013_2014 Pagina | 152 SEZIONE VALUTAZIONE La valutazione è il risultato dell'osservazione sistematica e della descrizione del comportamento del bambino in situazione di attività didattica, ricreativa, di comunicazione ... Tiene conto degli apprendimenti, riconoscendo le diverse capacità e le differenti situazioni emotive ed affettive. Il momento di valutazione fa parte della programmazione e con essa si integra. É un processo costante e continuo che deve avvalersi di verifiche per misurare i progressi fatti, per promuovere, sostenere e rafforzare i processi di crescita. Tale verifica deve essere anche intesa come analisi approfondita ed esaustiva dell'iter attuato dal docente, che deve essere in grado di attivare un costante adeguamento al proprio percorso didattico-educativo. La valutazione scolastica si attua sistematicamente durante l'anno scolastico e alla fine dei Quadrimestri e dei Periodi, attraverso prove di verifica variamente strutturate, osservazioni sistematiche, colloqui individuali, conversazioni. La valutazione è formativa (permette all'insegnante di progettare nuovi interventi didattici per conseguire un miglior successo formativo) è orientativa (fornisce alle componenti del Sistema Scolastico informazioni sul processo di apprendimento) favorisce la crescita personale è trasparente (vengono comunicati e descritti i momenti della valutazione a genitori e alunni) è collegiale (richiede condivisione di finalità, criteri e metodologie educative) è individualizzata (rispetta ritmi, tempi e livelli di alunni con difficoltà di apprendimento) è dinamica (prevede un punto di partenza, un itinerario programmato, un punto di arrivo) P.O.F. 2013_2014 Pagina | 153 è globale (prende in esame gli aspetti cognitivi e non degli alunni) Sono necessari i seguenti momenti di valutazione: autovalutazione dell'insegnante e del "gruppo insegnanti", attraverso incontri tra i docenti e tra docenti e genitori, in merito a efficacia del progetto educativo realizzato e dei percorsi formativi messi in atto (strategie, efficacia metodologica, organizzazione delle situazioni di apprendimento) relazioni tra insegnanti/alunni e tra insegnanti/genitori capacità di attivare negli alunni motivazione, coinvolgimento, partecipazione, curiosità valutazione del percorso di crescita di ogni bambino, con le seguenti caratteristiche 1. valutazione di tipo storico/formativo, che considera il "punto di partenza" di ognuno, il suo percorso individuale, i suoi progressi, che rileva i cambiamenti e le progressive conquiste 2. valutazione, con diverse modalità, degli apprendimenti più significativi 3. confronto tra le diverse modalità di osservazione dei comportamenti degli alunni nelle varie situazioni relazionali e dai dati raccolti da ogni insegnante 4. valutazione della capacità metacognitive e della capacità di trasferire le conoscenze e le competenze acquisiste alle diverse situazioni della realtà autovalutazione degli alunni in forma di testi, di diario, di discussioni collettive, di colloquio individuale con gli insegnanti, di compilazione di documenti predisposti per esprimere il proprio pensiero in merito a 5. i propri cambiamenti più significativi 6. l'effettivo star bene a scuola 7. le relazioni con i compagni e gli insegnanti 8. le esperienze più importanti (più coinvolgenti, più belle, che più hanno fatto crescere) 9. i momenti del disagio a scuola coinvolgimento dei genitori nei processi di valutazione, intesi come P.O.F. 2013_2014 Pagina | 154 10. valutazione complessiva del rapporto del proprio figlio/a con l’esperienza scolastica per mezzo di colloqui 11. raccolta di informazioni sul comportamento a casa degli alunni nei momenti di tipo "scolastico", sull'interesse dimostrato nei confronti delle proposte scolastiche, sulle richieste di approfondimenti delle tematiche affrontate in classe 12. confronto tra atteggiamenti e comportamenti osservati e valutati a scuola dagli insegnanti e gli stessi comportamenti osservati dai genitori a casa Gli strumenti della valutazione sono: 1. il documento quadrimestrale di valutazione A partire dall'anno scolastico 2004-2005 gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria non sostengono più l'esame di licenza per accedere alla Scuola Secondaria di Primo grado. Criteri per l’utilizzo della valutazione in decimi Scuola primaria La L. 169 del 31/10/2008 (legge Gelmini) prevede che gli alunni della scuola primaria vengano valutati in ciascuna disciplina (o area) con voti numerici da "uno" a "dieci", con soglia della sufficienza a "sei". Non ci saranno più giudizi sintetici (come sufficiente, buono,ecc) Per quanto riguarda la non-promozione, nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione. Si specifica che: 1. i voti dell'area della sufficienza vanno da "SEI" a "DIECI" 2. Per la SS di primo grado la valutazione, espressa in decimi, va dal dieci al quattro, mentre per la scuola primaria dal dieci al cinque. I docenti si impegnano a P.O.F. 2013_2014 Pagina | 155 fornire agli alunni le indicazioni necessarie per la comprensione dei giudizi dati e delle valutazioni espresse. Solo per la matematica( SSI°) sono state apportate delle variazioni coerenti con le nuove indicazioni nazionali; per le altre discipline della scuola secondaria di 1° grado si confermano le griglie già elaborate nel precedente A.S .Poiché l’anno scolastico è stato suddiviso in quadrimestri ciascun docente, per esprimere un giudizio e formulare un voto, dovrà disporre, per ognuno degli alunni, di almeno: Italiano: Tre prove scritte due interrogazioni orali quadrimestrali Matematica almeno tre prove scritte e 2 prove orali Scienze 3 prove complessive Ed. fisica 2 prove prassiche Ed. artistica 4 prove pratiche e due orali Ed. musicale 2 prove orali e 3 prove pratiche Religione 2 prove a quadrimestre Inglese 3 prove scritte e 3 orali Francese 2 prove scritte e 3 orali Storia 2 prove orali Geografia 2 prove orali Tecnologia 2 prova grafica mensile e 1 prova orale 3. Qualora l’alunno risulti assente ai momenti di verifica, il docente gli offrirà, compatibilmente con lo svolgimento dei programmi ed il tempo effettivo a sua disposizione, la possibilità di recuperare le interrogazioni e i compiti mancanti. 4. I docenti si impegnano a fornire agli alunni le indicazioni necessarie per la comprensione dei giudizi dati e delle valutazioni espresse. 5. per la scuola primaria i criteri di valutazione sono stati modificati in relazione all’elaborazione del Curricolo di scuola conforme alle Nuove Indicazioni nazionali. Tali criteri sono stati elaborati sia per la valutazione delle competenze attraverso i compiti di realtà, sia per la valutazione delle conoscenze e delle abilità conformi alle Indicazioni Nazionali. 6. rimane confermato il giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno (il giudizio riportato sul retro della scheda di valutazione) 7. l'insegnamento della religione cattolica avrà giudizio sintetico e scheda separata 8. le attività alternative avranno il voto inglobato nel giudizio analitico relativo al livello globale di maturazione raggiunto 9. La valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria di primo grado è espressa in decimi. La valutazione espressa dal consiglio di classe si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. L’attribuzione di un voto inferiore a sei decimi, in presenza di comportamenti di P.O.F. 2013_2014 Pagina | 156 particolare e oggettiva gravità, comporta l’automatica non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del ciclo di studi. Il consiglio di classe può attribuire una valutazione insufficiente in condotta soltanto in presenza di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni e per quegli alunni che a seguito di tali sanzioni non abbiano dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel loro percorso di crescita e di maturazione. - La scuola è tenuta a curare con particolare attenzione sia l’elaborazione del Patto educativo di corresponsabilità, sia l’informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli. Come da delibera del Collegio Docenti della scuola primaria del 14 OTTOBRE 2013 i voti sulle verifiche e sul documento di valutazione saranno espressi in decimi (scritti in lettere); invece le esercitazione sui quaderni saranno valutate con giudizio analitico o in decimi, a discrezione dell'insegnante. La valutazione sulla scheda non sarà solo la media aritmetica dei voti delle verifiche ma corrisponderà alla somma di molti fattori: punto di partenza dell'alunno, impegno, interesse, partecipazione, ritmo di lavoro e tutti quelli che ciascun insegnante riterrà opportuno. Tabella dei giudizi sintetici L'alunno ha conoscenze solo parziali, linguaggio impreciso, 4 scarsa autonomia. Non ha raggiunto i livelli di competenze INSUFFICIENTE / richieste. 5 È in difficoltà nell'esecuzione di consegne e compiti affidati. L'alunno ha conoscenze essenziali, studio mnemonico, applicazione solo meccanica delle conoscenze, linguaggio SUFFICIENTE 6 accettabile. Ha acquisito una limitata competenza. Esegue consegne e compiti affidati con espressione stentata ed imprecisa. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 157 L'alunno ha autonomia accettabile, conoscenze per lo più sicure, espressione corretta. DISCRETO 7 Ha acquisito discrete competenze. Esegue consegne e compiti affidati, ma con qualche incertezza. L'alunno ha autonomia solida, conoscenze sicure, linguaggio BUONO appropriato. 8 Ha conseguito un buon livello di competenza. Esegue con impegno e correttezza consegne e compiti affidati. L'alunno ha conoscenze complete, capacità di rielaborazione personale, linguaggio ricco e appropriato. DISTINTO 9 Ha raggiunto un'adeguata competenza, possiede conoscenze sicure. Organizza in modo autonomo e completo consegne e compiti affidati. L'alunno ha conoscenze complete e approfondite, autonomia in situazioni nuove, capacità di rielaborazione OTTIMO 10 Il linguaggio è ricco e appropriato. Organizza, in modo autonomo e completo, consegne e compiti affidati. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 158 INFORMAZIONI SUL PROCESSO DI APPRENDIMENTO Colloqui individuali bimestrali, anche settimanali per la scuola media Consegna del documento di valutazione Comunicazione scritta dei risultati delle verifiche disciplinari In casi di inadempienze particolari (scarso impegno, non assolvimento dei compiti, numerose assenze….): 1. comunicazione scritta sul diario 2. convocazione tramite R/A Convocazione , entro il mese di Aprile, tramite R/A in caso di gravi carenze disciplinari e/o comportamentali per eventuali non ammissioni alla classe successiva ELEMENTI SU CUI BASARE LA VALUTAZIONE FORMATIVA ED IL GIUDIZIO DI AMMISSIONE O NON AMMISSIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA 1. Raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Classe (totale o parziale); 2. Numero delle INSUFFICIENZE(*); 3. Gravità delle INSUFFICIENZE(*); 4. Impegno dimostrato; 5. Relazione fra livelli di ingresso e risultati conseguiti; 6. Possibilità di avvicinarsi progressivamente agli standard minimi disciplinari anche mediante interventi di recupero e ad uno studio estivo serio ed approfondito; 7. Possibilità di seguire proficuamente il programma del successivo anno scolastico; 8. Interesse, motivazione all’apprendimento, partecipazione e frequenza all’attività scolastica; 9. Raggiungimento in tutte le discipline degli obiettivi trasversali comuni P.O.F. 2013_2014 Pagina | 159 NON AMMISSIONE Insufficienze gravi(<5) e/o non gravi(=5) in cinque discipline e più; Insufficienze gravi (<5) in quattro discipline; Insufficienze gravi (<5) in tre discipline di considerevole rilevanza curricolare (discipline di indirizzo e discipline con valutazione L’Istituto verifica, alla fine di ogni anno scolastico, le proprie attività con le seguenti modalità: 1) relazioni finali dei docenti e dei coordinatori delle classi sviluppate tenendo conto dei seguenti indicatori: 2) ◊ ore di lezioni effettive; ◊ frequenza degli alunni; ◊ tempo dedicato alle attività non curricolari; ◊ livello raggiunto dagli alunni; ◊ attività di recupero effettuate; ◊ accesso alle strutture e agli strumenti; ◊ contatti con le famiglie relazioni dei Docenti cui è stata attribuita la Funzione Strumentale. I Docenti sono tenuti, entro il mese di giugno, a relazionare per iscritto sulle attività del P.O.F., in sede di verifica delle stesse Per progettare e misurare i risultati ottenuti viene usato il metodo di Deming il cui andamento, esplicitato nel grafico, è ciclico. Per analizzare in maniera critica il funzionamento dell’Istituto viene usato uno strumento chiamato “Autoanalisi d’Istituto” che coinvolge tutti gli utenti del servizio scolastico, il Dirigente, i Docenti e gli alunni in primo luogo perché direttamente coinvolti nel processo formativo, ma anche la famiglia, gli ausiliari ed il personale di segreteria. I risultati dell’autoanalisi indicano il livello di qualità dell’Istituto e servono a favorire la crescita del dialogo tra le varie parti e ad orientare i processi di miglioramento. L’azione di monitoraggio viene effettuata mediante questionari della cui predisposizione, distribuzione, raccolta ed elaborazione se ne occupano le ins.ti MANCIUCCA e NOTARFONSO Tali questionari riguardano gli aspetti organizzativi, formativi e didattici, P.O.F. 2013_2014 Pagina | 160 ritenuti più significativi. I dati rilevati attraverso questa azione servono per capire se il servizio soddisfa i bisogni dell’utenza (Customer satisfaction). Gli esiti del monitoraggio vengono elaborati dalla F.S. sotto forma di grafici e raccolti annualmente in fascicoli. Ai fini della trasparenza e della partecipazione tali esiti sono presentati nelle riunioni dei genitori e nei Collegi dei Docenti. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 161 PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO L’aggiornamento e la formazione professionale dei docenti è un importante elemento di qualità del servizio scolastico; esso è finalizzato a fornire ai docenti strumenti culturali e scientifici per sostenere la sperimentazione e l’innovazione didattica. L’ obiettivo che ci si prefigge di conseguire è l’acquisizione della consapevolezza del cambiamento in relazione alle modifiche di ordinamento previste dal nuovo contesto dell’autonomia, allo sviluppo dei contenuti dell’insegnamento, ai metodi e all’organizzazione dell’insegnamento, all’integrazione delle tecnologie nella didattica e alla valutazione degli esiti formativi. P.O.F. 2013_2014 Pagina | 162 Informazioni e numeri utili Telefono: 0744 300512 e-mail : [email protected] sito web: www.icgiovanni23.info pec: [email protected] Dirigente Scolastico: Prof.ssa Bambini Roberta Ufficio del Dirigente: Via della Pernice, 8 Primo collaboratore: Ceccarelli Roberta Secondo collaboratore : Perziano Gioia Orario di ricevimento al pubblico: Lunedì al Sabato: 12,00 - 13,00 Martedì e Giovedì: 15,00 - 17,00 Direttore dei servizi generali e ammnistrativi: De Paola Filomena Ufficio del Direttore Amministrativo: Via della Pernice, 8 SEGRETERIA: Telefono: 0744300512 Fax: 0744300546 P.O.F. 2013_2014 Pagina | 163