Istituto Comprensivo Giovanni XXIII
Terni
P.O.F. 2013 - 2014
INDICE
Lettera del Dirigente scolastico
3
Premessa
4
Mission
5
Il contesto ambientale
8
Organigramma
12
L’Istituto e le scuole
20
Tempo scuola
24
Organizzazione didattica
26
Le risorse umane
31
Le risorse strumentali
41
Le risorse economiche
42
Contratto formativo
43
Criteri di precedenza per le iscrizioni
45
Scelte didattiche ed educative
49
L’offerta formativa
51
Progettazione di Istituto
54
Valutazione
153
Piano di formazione e aggiornamento
162
Informazione e contatti
163
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Lettera del Dirigente Scolastico
Gentili Signore e Signori,
rivolgo un cordiale saluto e un ringraziamento per l’attenzione che dedicherete nel leggere il
Piano dell’Offerta Formativa (POF) del nostro Istituto. Questo documento, proprio perché si
occupa di persone e di relazione tra le persone, non è statico ma ha la pretesa di essere in
continua trasformazione anno per anno per ribadire i valori di fondo della nostra Scuola che
sono in coerenza con i principi dettati dalla Costituzione. La nostra “mission” è quella di
contribuire a formare futuri cittadini europei, ben integrati nella comunità locale, in grado di
realizzarsi come persone, con una mentalità flessibile e aperta alle altre culture. L’art. 3 del
“Regolamento in materia di autonomia delle Istituzioni scolastiche” definisce il POF come il
”documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni
scolastiche. Esso esplicita, inoltre, la progettazione educativa, didattica ed organizzativa che le
singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”. Quindi il POF rappresenta la “carta di
identità” di ogni scuola impegnando la stessa nei confronti dell’intera comunità scolastica. E’ il
documento che rappresenta il riferimento fondamentale sul piano educativo - didattico e su
quello finanziario – gestionale per tutti coloro che operano con la scuola e per la scuola. Quello
che noi qui presentiamo, descrive l’intera realtà delle nostre scuole (infanzia, primaria e
secondaria di 1° grado), esplicita la proposta formativa, mette in evidenza le scelte culturali,
didattiche e organizzative che ne stanno alla base. Prevede le attività e i progetti da realizzare a
medio e lungo termine per rispondere efficacemente ai bisogni educativi del territorio. Accoglie
ed elabora gli indirizzi generali del Consiglio d’Istituto e le proposte culturali e formative di Enti,
Associazioni e Genitori. Comprende i curricoli di base che indicano i traguardi di competenza
irrinunciabili per tutti, i curricoli integrativi e trasversali e le attività di arricchimento. Guida le
scelte didattiche e l’utilizzo delle risorse finanziarie della scuola. In tale contesto il POF intende
offrire a tutti gli alunni adeguati stimoli per lo sviluppo della persona umana in tutte le sue
dimensioni, affinché nessuno resti indietro, coinvolgendo nelle scelte operate gli alunni, la
scuola tutta, le famiglie, attraverso una collaborazione proficua e di reciproco aiuto tra Scuola,
Comune ed altre istituzioni e/o organizzazioni locali
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Premessa
Il POF (Piano dell’Offerta Formativa) è la “carta d’identità” della scuola, in quanto
consente a quest’ultima di:
1. evidenziare la propria specificità rispetto alle altre scuole dello stesso ordine e
grado
presenti sul territorio;
2. rendere trasparenti le finalità educative;
3. autovalutare il processo di insegnamento-apprendimento al fine di migliorarlo;
4. fornire agli studenti criteri di valutazione omogenei;
5. assumere impegni nei confronti dell’utenza.
Esso illustra la politica educativa, le metodologie didattiche, i vari progetti attivati, gli
obiettivi, le finalità da perseguire e le modalità di verifica dell’apprendimento. Il POF
viene progettato dopo un’analisi dei bisogni formativi e del contesto socio-culturale in
cui la scuola opera; viene redatto seguendo le indicazioni del Collegio dei docenti e
diventa operativo dopo l’approvazione da parte del Consiglio dell’Istituzione. A questo
punto viene presentato alle famiglie per illustrare le attività della scuola.
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La Mission del nostro Istituto
L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, in ottemperanza sia delle linee direttrici stabilite
negli articoli 3 e 34
della Costituzione Italiana (promozione dell’uguaglianza sia
formale che sostanziale dei cittadini e caratteristiche specifiche della scuola) sia delle
Indicazioni Nazionali del 1° ciclo i della Scuola dell’Infanzia, della Scuola primaria e
della Scuola Media, pone come obiettivo finale della propria azione la realizzazione di
se stesso come
Scuola della formazione dell’uomo e del cittadino:
è attenta alla dimensione formativa sia nella sfera socio affettiva che in quella
cognitiva degli apprendimenti.
Scuola che colloca nel mondo:
assume ed educa alla diversità, come risorsa e stimolo per la crescita.
Scuola orientativa:
quindi scuola che costruisce percorsi di apprendimento rispettosi di tempi, ritmi e stili
cognitivi, anche attraverso l’individualizzazione dell’insegnamento, sviluppando in
ciascuno la consapevolezza di sé e delle proprie capacità e potenzialità. Le riforme
introdotte e le profonde trasformazioni costituzionali, istituzionali, culturali ed
organizzative introdotte nel Paese e nel mondo, impongono una nuova cultura e
centralità dell’istruzione e della formazione, ove l’orientamento rappresenta il diritto
dello studente al successo scolastico e formativo ovvero la capacità di assumere
decisioni, rispetto alla propria vita e al proprio futuro, coerenti con i propri bisogni e
aspettative. L’orientamento costituisce, quindi, il “collante pedagogico” della
nuova scuola e lo strumento chiave per affrontare e arginare il problema della
dispersione scolastica e per trovare risposte efficaci per quei giovani che spesso
interrompono gli studi senza aver conseguito alcuna qualifica o diploma. (CIRC.
12.4.2012 N. 29).
L’attività di orientamento non deve sottovalutare l’importanza di tutte le
dimensioni
che concorrono a incrementare non solo il successo scolastico, ma anche la capacità
di adattamento personale e sociale o, in un’unica ed esaustiva espressione, la “qualità
di vita” delle persone. In breve, è importante conoscere e analizzare le variabili che
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incidono sullo sviluppo della capacità di: autovalutare le proprie conoscenze, i propri
punti di forza e di debolezza, i propri stili attribuzionali, la fiducia che si nutre verso di
sé (Autoefficacia); affrontare in modo efficace situazioni di problem-solving cognitivo
e relazionale, situazioni nuove, difficili, frustranti o gratificanti (Coping); avviare e
gestire interazioni efficaci, conoscere gli stili comportamentali, ma anche i pregiudizi e
gli stereotipi presenti nell’interazione scolastica o sociale (Abilità sociali); prendere
decisioni efficaci (Decision Making).
Scuola secondaria nell’ambito dell’istruzione dell’obbligo:
Nell’ottica della continuità educativa, a partire dalla valorizzazione delle esperienze
precedenti, propone esperienze e contenuti nuovi, adeguati all’età degli alunni.
Conseguentemente l’Istituto intende proporre alle comunità di pertinenza un’offerta
formativa ricca ed articolata, le cui linee di indirizzo sono costituite insieme da un
curricolo impostato nei suoi aspetti disciplinari, opzionali e facoltativi e da un sistema di
valori da trasmettere ai ragazzi in maniera condivisa.
Più in concreto l’Istituto si propone come finalità prioritarie per contribuire
efficacemente alla formazione di futuri cittadini europei:
◊
fornire agli alunni una buona formazione curriculare;
◊
offrire stimoli culturali più vasti ed insieme rispondenti alle esigenze
individuali.
In questo quadro la scuola promuove un’educazione improntata ai seguenti
valori:
◊
la democrazia e l’uguaglianza fra i cittadini;
◊
l’Unione Europea e l’uguaglianza fra popoli e paesi;
◊
la consapevolezza della necessità e del rispetto delle regole;
◊
la consapevolezza dei diritti individuali e sociali;
◊
l’accettazione degli altri e dei diversi;
◊
la capacità di scegliere, valutare ed autovalutare;
◊
la consapevolezza della parità degli individui relativamente al sesso,
all’etnia, alla religione, alla classe sociale ecc.;
◊
la compiuta formazione culturale della persona;
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◊
la conoscenza e l’approfondimento delle proprie radici culturali dalla
matrice storica romana al Risorgimento ed alla Repubblica Democratica
fondata sulla Costituzione del 1948.
Gli obiettivi, le priorità e più in generale le scelte educative, didattiche ed organizzative
dell’Istituto sono stabiliti dal Collegio dei docenti, dal Consiglio d’Istituto e dai Consigli
di classe e vengono raccolti e resi pubblici nel presente Piano dell’Offerta Formativa,
che definisce l’identità della scuola. Le scelte operate in questi ambiti coinvolgono gli
alunni, la scuola tutta, le famiglie ed in qualche misura la comunità locale, attraverso
una collaborazione proficua e di reciproco aiuto tra Scuola, Comune ed altre istituzioni
e/o organizzazioni locali.
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Il Contesto ambientale
Analisi del territorio
L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII è composto da 7 plessi di cui 4 della scuola
dell’Infanzia, 2 della scuola Primaria ed 1 della scuola Secondaria di primo grado. Il
territorio dell’Istituto si estende su un’area territoriale compresa tra via del Rivo,
Campitello e confina con il quartiere di Campomaggiore via delle terre Arnolfe per 7,87
Km quadrati. La nostra scuola è compresa nella II Circoscrizione nord di cui forniamo
alcuni dati:
II Circoscrizione Nord
Sportelli Anagrafici via del Mandorlo e via Fratini
e.mail Presidente: [email protected]
Vice Presidente: [email protected]
Funzionari: [email protected]
[email protected]
Nel territorio risiedono circa 10.058 abitanti a Borgo rivo e 5.779 a Campitello, i due
quartieri appartengono alla seconda più popolosa zona di Terni. Il territorio presenta
un’alta densità abitativa ed è, rispetto alle esigenze della sua popolazione,
sufficientemente organizzato sia per quanto riguarda i trasporti che i servizi:

Settore sanitario
Sono presenti nel territorio: ASL (il servizio di medicina di base presso il centro
commerciale “Le Fontane”), 2 farmacie, 1 parafarmacia, ambulatorio di riabilitazione
motoria, un centro diagnostico, centro multispecialistico Santa Anna.

Settore sportivo
Sono fruibili 2 campi da calcio, il pala tennis tavolo, alcune palestre private, 2 palestre
(presso scuola media e scuola primaria di G Carducci). Sono presenti 1 piscina
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comunale e 1 privata, 1 impianto sportivo e 1 scuola di danza. Inoltre, sono presenti 2
parchi in Via del Capriolo e in Via del Centenario, che hanno consentito di valorizzare i
due quartieri e di fornire ai cittadini un posto sicuro, curato e ben attrezzato per
trascorrere il tempo libero.

Settore culturale
Risultano presenti molteplici associazioni di tipo volontaristico che operano in vari
campi della cultura: Aladino, il comitato della Madonna degli Ulivi, un centro sociale per
anziani, un centro per disabili, il centro musica insieme, 2 librerie, una biblioteca
pubblica “Biblioluna”. Infine, sono presenti sul territorio 2 Chiese e alcune ville signorili
di interesse architettonico e artistico come Villa Palma, La Palmetta, il Monastero delle
Clarisse, la chiesa della Madonna degli Ulivi. Sono presenti 2 asili nido: uno comunale
via delle palme “Il Cucciolo” e uno privato, una scuola dell’infanzia comunale “Scuola
materna di Campitello”, una scuola dell’infanzia privata diretta dalle suore “Madre
Eugenia Ravasco”, una giocheria in via del Mandorlo.

Altri servizi
Sono presenti 2 uffici postali, 2 delegazioni sindacali, un distaccamento della polizia
municipale, 6 banche, l'ufficio anagrafico di Via del Mandorlo 15 della II Circoscrizione
Nord. I quartieri sono anche ricchi di spazi commerciali (notevole presenza di negozi e
centri commerciali). Il quartiere in cui sono inserite le scuole, evidenzia una
eterogeneità di realtà socio-culturali ed economiche tipiche del contesto urbano. Alla
presenza di famiglie italiane di piccola e media borghesia, si affianca quella crescente
di famiglie straniere. Negli ultimi anni, infatti, il territorio ha subito una crescita
urbanistica veloce. La popolazione risulta alquanto eterogenea, ciò è dovuto, oltre alle
differenze socio-economiche, alla diversa provenienza regionale di molte famiglie; a
queste, negli ultimi anni si sono aggiunti nuclei familiari provenienti da altre nazioni. Il
passaggio dal luogo di origine alla nuova realtà non sempre è stato facilitato dalle
opportunità offerte dal territorio, pertanto, soprattutto per motivi di lavoro, esiste il
fenomeno del pendolarismo. La struttura del nucleo familiare è generalmente
composta da uno o due figli, più raramente tre. Un numero esiguo di nuclei familiari è
costituito da cittadini extra-comunitari che si sono insediati nel territorio provenienti
prevalentemente dai paesi dell’Europa dell’Est, dal Marocco, dalle Filippine. Gli
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studenti del nostro istituto sono 723 così suddivisi: Campitello 108, Media Borgo Rivo
237, Carducci 190, Scuola dell’Infanzia S. Clemente 29, Scuola dell’Infanzia Maratta
25, Scuola dell’Infanzia San Michele 22, Scuola dell’Infanzia Brecciaiolo 112. I docenti
sono 71 e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è formato da 19 impiegati.
Gli alunni stranieri rappresentano circa il 10% della popolazione scolastica dell’Istituto
Comprensivo, motivo per il quale la scuola, dietro presentazione di progetti, ha ricevuto
finanziamenti per l’insegnamento dell’Italiano come seconda lingua” e per il progetto di
“Integrazione”,
da
parte
Ministero
della
Pubblica
Istruzione.
Il
fenomeno
dell’immigrazione non ha finora creato all’interno della scuola particolari situazioni di
problematicità, in quanto la maggior parte dei ragazzi stranieri che frequenta il nostro
Istituto si è dimostrata disponibile e collaborativa, ha tratto vantaggio dagli interventi di
alfabetizzazione messi in atto dalla scuola e ha socializzato con i coetanei. Le ragazze
ed i ragazzi frequentanti l’Istituto, solitamente praticano attività extra-scolastiche, di
tipo sportivo, culturale o sociale, organizzate dalle associazioni presenti sul territorio o
dalle parrocchie. Non si registrano fenomeni di abbandono scolastico. In un contesto
sociale così variegato, la scuola, in particolare la progettazione dell’Istituto, con la sua
apertura ai bisogni formativi e di socializzazione dell’utenza, vuole rappresentare ed
essere un punto di riferimento e di orientamento culturale per i bambini e le loro
famiglie. Le idee-guida che caratterizzano l’offerta culturale del nostro Istituto hanno
consentito l’elaborazione di un progetto formativo fortemente integrato nell’impegno a
rispondere ai bisogni dell’utenza, pur nella sua varietà di dimensioni educative e
didattiche.
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IL
TERRITORIO
LO STATO
l’alunno
L’EUROPA
IL MOND0
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Organigramma
Qualifica
Dirigente Scolastico
Collaboratore vicario
Collaboratore
Funzione strumentale
Funzione strumentale
Funzione strumentale
Funzione strumentale
Funzione strumentale
Funzione strumentale
Nominativo
Prof.ssa Roberta Bambini
Prof.ssa Roberta Ceccarelli
Ins. Gioia Perziano
Area 1: Gestione del Piano dell’offerta
formativa Pof-autovalutazione
Prof.ssa Franca Manciucca
Area 1: Gestione del Piano dell’offerta
formativa Coordinamento e progettazione
curricolare in riferimento alle iniziative previste
dalla C.M. 22/2013
Ins. Maria Rosaria Notarfonso
Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti
Revisione Modulistica e Documentazione in
riferimento alle iniziative previste dalla C.M.
22/2013
Prof.ssa Edi Moret
Area 2: Sostegno al lavoro dei docenti
Nuove Tecnologie e Multimedialità
Prof. Marco Giani
Area 3: Interventi e servizi per studenti
BES /Orientamento e Continuità
Scuola primaria e infanzia
Ins. Rita Leonardi
Area 3: Interventi e servizi per studenti
BES/ Orientamento e Continuità
Scuola secondaria
Prof.ssa Gianna Falcioni
Area 4 . Rapporti con gli Enti esterni
Iniziative ed attività con il territorio
Prof. Giovanni Rogato
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CONSIGLIO D'ISTITUTO
COMPONENTE
NOMINATIVO
Dirigente
Scolastico
Roberta Bambini
INCARICO
Presidente Giunta Esecutivo
1. Braghiroli Patrizia
2. Tattoli Alberto Giuseppe
3. Maurini Alessandra
4. Serrani Lucio
Genitori
5. Colasanti Michela
6. Micheli Fabrizio
Presidente Consiglio di Istituto
Micheli Fabrizio
Membro Giunta Esecutiva
Sfrezzichini Elena
Colasanti Michela
7. Manto Eva Maria
8. Sfrezzichini Elena
1. Moret Edi
2. Ceccarelli Roberta
3. Silvestri Daniela
Docenti
4. Trivelli Barbara
5. Cresta Stefania
Membro Giunta Esecutiva
Silvestri Daniela
6. Rogato Giovanni
7. Fiorucci Ada
8. Mazza Orella
1. Gherardi Giuliana
Personale ATA
2. Pesciaioli Sandra
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PERSONALE AMMINISTRATIVO E COLLABORATORI SCOLASTICI
QUALIFICA
NOMINATIVO
Direttore dei Servizi gen. ed Amm.
Filomena De Paola
Assistenti Amministrativi
Sforna Marisa, Loriana
Passalacqua, Ivana Serani,
Giovanna Medori
Luigi Bordacchini
Momesso Donatella
Pesciaioli Sandra
D’Argenio Luisa
Ippoliti Nadia
Mariani Clarita
Collaboratori Scolastici
Barbarossa Luciana,
Federici Luciano Pietro,
Angelini Roberto
Orlando Patrizia,
Cotugno Antonietta
Gherardi Giuliana,
Volpini Sandra
Pompili M.Teresa
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RESPONSABILI DI PLESSO
PLESSO
NOMINATIVO
SCUOLA INFANZIA S. MICHELE
Sbarretti Rosati Angela
SCUOLA INFANZIA MARATTA
Argentati Angelica
SCUOLA INFANZIA BRECCIAIOLO
Pelliccia Maria Rosaria
SCUOLA INFANZIA S. CLEMENTE
Ciacci Rita
SCUOLA PRIMARIA CARDUCCI
Notarfonso Maria Rosaria
SCUOLA PRIMARIA CAMPITELLO
Perziano Gioia
DOCENTI SCUOLA INFANZIA BRECCIAIOLO
COGNOME E NOME
SEZIONE
PELLICCIA M. ROSARIA
I
SILVESTRI DANIELA
I
PANTALEONI SANDRA
II
SATOLLI LAURA
II
ARMADORI M. RITA
III
TRIVELLI BARBARA
III
FALCOCCHIO
GIOVANNA
DOMINICI LUISA
RELIGIONE
PAOLA
COORDINATORE DI SEZIONE
SILVESTRI DANIELA
PANTALEONI SANDRA
ARMADORI M. RITA
IV
FALCOCCHIO
IV
RELIGIONE
PAOLA GIOVANNA
TADDEI
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DOCENTI SCUOLA INFANZIA SAN MICHELE
COGNOME E NOME
SEZIONE
COORDINATORE DI SEZIONE
BOCCIO ERSILIA
I
SBARRETTI ROSATI ANGELA
SBARRETTI ROSATI ANGELA
RELIGIONE
DOCENTI SCUOLA INFANZIA SAN CLEMENTE
COGNOME E NOME
SEZIONE
COORDINATORE DI SEZIONE
FAINELLA CARLA
CIACCI RITA
I
CIACCI RITA
RELIGIONE
DOCENTI SCUOLA INFANZIA MARATTA
COGNOME E NOME
SEZIONE
COORDINATORE DI SEZIONE
ARGENTATI ANGELICA
DIMONDO LIDIA
I
ARGENTATI ANGELICA
RELIGIONE
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COORDINATORI PRIMARIA PLESSO CARDUCCI
COGNOME E NOME
COORDINATORE DI CLASSE
IA
GRESPI
IB
FEDERICI
IIA
BONIFAZI
IIB
GIULIVI
IIIA
CESARI
IIIB
GUSMANO
IVA
CASANI
IVB
SENSINI
VA
NULLO
VB
NOTARFONSO
COORDINATORI PRIMARIA PLESSO CAMPITELLO
COGNOME E NOME
COORDINATORE DI CLASSE
IC
MACCARI PATRIZIA
IIC
CRESTA STEFANIA
IIIC
STEFONI SERENELLA
IVC
BESSARABIA ANNA CAROLA
VC
PERZIANO GIOIA
VD
MASCIA GENOVEFFA
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COORDINATORI E SEGRETARI SCUOLA SECONDARIA
CLASSE
COORDINATORE
SEGRETARIO
1°A
ANTONINI ELISA
PURGATORI ANNA CARLA
1B
CECCARELLI ROBERTA
DE ANGELIS BARBARA
1C
PICCIONI IONE
CALDO MARINA
1D
MANCIUCCA FRANCA
FAGIOLI REBECCA
2A
MAZZA ORELLA
CELI M.ROSARIA
2B
FALCIONI GIANNA
TROMBETTONI DANILA
2C
ANTONINI ELISA
PROIETTI ALIDA
2D
ROGATO GIOVANNI
DE ANGELIS BARBARA
FIORUCCI ADA
3°
BARTOLUCCI ANNA
PAOLA
3B
MORET EDI
PESCE IMMA
3C
PETRINI PAOLA
DE SIO ELVIRA
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Rappresentanze sindacali unitarie
Rogato Giovanni
GLI ELETTI
Sandra Pesciaioli
Silvia Sensini
Comitato di valutazione del servizio
MEMBRI EFFETTIVI
MEMBRI SUPPLENTI
Moret Edi
Cresta Stefania
Notarfonso M. Rosaria
De Sio Elvira
Petrangeli Silvia
Fainella Carla
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I plessi del nostro Istituto
SCUOLA
Scuola
DENOMINAZIONE
SEZIONI
CLASSI
“BRECCIAIOLO”
Via della Pernice,6
tel: 0744302312
n° 4
/
(tempo normale)
“MARATTA”
Via Vanzetti, 32
tel:0744300364
sezione unica
/
dell’infanzia
Scuola
“SAN CLEMENTE”
Voc. Piedimonte tel:0744/400799
sezione unica
/
“S. MICHELE"
Voc. Piedimonte
tel. 0744/241777
sezione unica
/
n° 2 (A-B)
n° 10
“G. CARDUCCI”
Via del Pellicano, 14
tel: 0744301091
(29ore sett.)
Primaria
n° 2 ( C-D)
“ CAMPITELLO”
Voc. Rivo, 241
tel. 0744/300105
Scuola
Secondaria di 1°
grado
“BORGO RIVO”
Via della Pernice, 8
Tel: 0744300512
Fax: 0744300546
IC-IIC-IIIC-IVC-VC-VD
n° 6
(29ore sett.)
n° 4 (A-B-C-D)
IIA
IB-IIB-IIIB
IC-IIC-IIIC
ID IID30 ore
36 ore IA e IIIA
n°11
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Storia delle singole scuole dell’Istituto
La scuola nasce senza sede nel 1979, con
ubicazione provvisoria presso la scuola materna di
Brecciaiolo; dal 1980 ha la propria sede a Maratta. E’
situata in zona periferica ad insediamento abitativo e
industriale.
Scuola dell’infanzia
"Maratta"
Voc. Maratta Bassa
Tel. 0744-300364
L’edificio è situato in via del Pozzo Saraceno 106, in
una zona collinare e completamente immerso fra gli
ulivi. La costruzione è datata 1959, nata per ospitare
una
pluriclasse Elementare, è divenuta Scuola
dell’Infanzia agli inizi degli anni ’70. L’edificio, che ha
subito diverse ristrutturazioni negli anni, si sviluppa
su di un unico piano rialzato ed ospita una sola
Scuola dell’infanzia
sezione.
“San Michele”
La scuola dispone di un grande giardino attrezzato
Via Pozzo Saraceno, 106 Piedimonte
Tel. 0744-241777
con panche, giochi e alberi di alto fusto.
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L’edificio è situato in Strada di Piedimonte 111,
in una zona residenziale immersa nel verde.
La costruzione
è della fine degli anni ’50 ed ha
subito diverse ristrutturazioni nell’arco degli anni.
L’edificio, strutturato su di un unico piano rialzato,
ospita una monosezione. La scuola dispone di un bel
Scuola dell’infanzia
giardino con alberi di alto fusto, attrezzato con
panche e giochi vari.
“San Clemente”
Strada di Piedimonte - Tel.
0744-400799
La scuola è funzionante dal 1978 con due sezioni,
dal 1980 con quattro sezioni.
La scuola è formata da sezioni miste, ciascuna delle
quali è composta da bambini di tre, quattro, cinque
anni.
Situata nel quartiere di Borgo Rivo, in prossimità
della scuola secondaria di 1° grado "Giovanni XXIII",
Scuola dell’infanzia
presenta una pianta esagonale,
“Brecciaiolo”
ampio
Via della Pernice, 6
Tel. 0744-302312
giardino
attrezzato
è circondata da
delimitato
da
una
staccionata alla romana.
L’edificio scolastico si trova in via del Rivo 241,
costruzione risalente agli anni ’20, completamente
ristrutturata nell’anno 2007, si sviluppa su due livelli.
E’ presente un ampio cortile con alberi ad alto fusto e
ornamentali, attrezzato per attività ludico – motorie.
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Scuola primaria
“Campitello”
Via del Rivo,n-241 Tel.
0744-300105
La scuola è stata inaugurata il 15 Novembre 1958
Nel corso degli anni l’utilizzo dell'edificio è cambiato
a seconda delle necessità: negli anni settanta era
utilizzato sia dalla scuola elementare che dalla
media; dagli anni ottanta in poi dalla sola scuola
elementare, essendosi la scuola media trasferita in
altra sede. Nel 2002 l’edificio è stato sottoposto a
ristrutturazione.
Scuola primaria
“Carducci”
Via del Pellicano, 24
Tel. 0744-301091
La Scuola secondaria di 1° grado di Borgo Rivo,
progettata dall’arch. G. Luppi della Sezione
Urbanistica del Comune di Terni, inizia a funzionare
nell’anno scolastico 1968-69. Nell’anno 79/80 la
costruzione assume l’attuale fisionomia: vengono
aggiunte 6 aule più, un locale palestra e un’aula
magna
Scuola secondaria di
Scuola secondaria
1°grado
“Giovanni XXIII”
Via della Pernice, 8
Tel. 0744-300512
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Tempo scuola
I MODELLI ORARI PER LE SCUOLE PRIMARIE
Tutte le classi della scuola primaria hanno un curricolo obbligatorio calcolato in 27 ore
settimanali (elevabili fino a 30 su richiesta ed in base alla dotazione organica).
Quest'anno l'offerta è di 29 ore settimanali per tutte le classi a tempo normale.
La quota facoltativa ( due ore) prevede solitamente ore di approfondimento di italiano,
matematica ed educazione motoria o strutturazione di attività laboratoriali sempre
coerenti con il curricolo disciplinare.
L'Istituto nel corso del precedente anno scolastico ha elaborato un Curricolo nella
scuola dell’infanzia e della scuola primaria grazie anche all'occasione fornita dalla
pubblicazione delle Indicazioni Nazionali definitive. Sono stati attivati dipartimenti
disciplinari per il confronto e la stesura di un Curricolo comune verticale in cui saranno
definiti
traguardi
di
competenze,
obiettivi
di
apprendimento
e standard
di
apprendimento.
E' competenza del Collegio dei docenti: definire la quantità oraria obbligatoria per
ciascuna disciplina; lo svolgimento dei compiti per casa è per consuetudine oggetto di
accordo tra insegnanti e genitori (Contratto formativo) sulla base del tempo scuola
settimanale di ciascun plesso.
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I MODELLI ORARI PER LE CLASSI DELLA SCUOLA SECONDARIA Dl 1 °
GRADO
Il Regolamento del primo ciclo definisce i tempi scuola:
Tempo normale - 30 ore - obbligatorio con il seguente quadro orario settimanale:
Italiano storia e geografia, 9 ore più 1 di approfondimento; matematica e scienze, 6
ore: tecnologia 2 ore; inglese 3 ore; seconda lingua 2 ore; arte 2 ore; scienze motorie e
sportive 2 ore; musica 2 ore; Religione Cattolica 1 ora. Tempo Prolungato - 36 ore
strutturate con mensa e due pomeriggi- con in aggiunta 2 ore di mensa, 2 di italiano e
2 di matematica. Le cattedre di seconda lingua straniere si riferiscono al francese.
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Organizzazione didattica
SCUOLA
Scuola dell’infanzia
“Brecciaiolo”
Scuola dell’infanzia
“Maratta”
Scuola dell’infanzia
“San Michele”
Scuola dell’infanzia
“San Clemente”
Scuola primaria
“G. Carducci”
ORARIO
8.00-16.00
dal lunedì al venerdì
8.00-16.00
dal lunedì al venerdì
8,00- 16,00
dal lunedì al venerdì
8,00- 16,00
dal lunedì al venerdì
8.15-13.15
dal lunedì al venerdì *
sabato 8.15-12.15
Scuola primaria
8,00 alle ore 13,00.
“Campitello”
dal lunedì al venerdì
sabato 8,00 alle ore 12,00
Scuola secondaria
di 1° grado“ Borgo Rivo”
Tempo scuola ordinario 8.00-13.00 lunedì/sabato
Tempo scuola prolungato classi I A e IIIA
8.00 – 13.00 (per 4 giorni/sett)
8.00 – 16.00 (per 2 giorni/sett con mensa)
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1. Scuola primaria Campitello
Ore di lezione settimanali: 29 ore
Curricolo obbligatorio: 27 ore settimanali
Discipline
Classi 1
cl.2
Classi 3 -4 -5
7h
7h
7h
matematica
6h
6h
6h
Tecnologia
1h
1h
1h
Storia e geografia
4h
4h
3
scienze
2h
2h
2h
Arte
2h
1h
1h
Musica
1h
1h
1h
Educazione fisica
1h
1h
1h
inglese
1h
2h
3h
religione
2h
2h
2h
Laboratorio
2h
2h
2h
italiano
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Scuola primaria Carducci
Ore di lezione settimanali: 29 ore
Curricolo obbligatorio: 27 ore settimanali
Plesso Carducci
CLASSI
CLASSI
CLASSI
DISCIPLINE
PRIME
SECONDE
TERZE
QUARTE
QUINTE
Religione
2 ore
2 ore
2 ore
Italiano
7ore
7 ore
7 ore
Storia
2 ore
2 ore
2 ore
Scienze
2 ore
2 ore
2 ore
Geografia
1+1 ore
1+1 ore
1+1 ore
Matematica
6+1 ore
6+1 ore
5+1 ore
tecnologia
1 ora
1 ora
1 ora
Inglese
1 ora
2ore
3 ore
Arte e
immagine
1 ora
1 ora
1 ora
Musica
2 ore
1 ora
1 ora
Ed. fisica
2 ore
2 ore
2 ore
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2. Scuola secondaria di primo grado:
Tempo scuola ordinario
D.M. n. 37 del 26/03/2009) Il quadro orario settimanale delle discipline della scuola
secondaria di I grado, definito tenendo conto dei nuovi piani di studio è così
determinato
I classe
II
classe
III classe
Italiano, Storia, Geografia
9
9
9
Matematica e Scienze
6
6
6
Tecnologia
2
2
2
Inglese
3
3
3
Seconda lingua comunitaria
2
2
2
Arte e immagine
2
2
2
Scienze motoria e sportive
2
2
2
Musica
2
2
2
Religione cattolica
1
1
1
Attività di approfondimento in materie
letterarie
1
1
1
Totale orario settimanale
30
30
30
Discipline o gruppi di discipline
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TEMPO PROLUNGATO
Il quadro orario settimanale delle attività e delle discipline delle classi a tempo
prolungato della scuola secondaria di I grado, definito tenendo conto dei nuovi piani di
studio è così determinato:
Discipline o gruppi di discipline
I classe
II classe III classe
Italiano, Storia, Geografia
15
15
15
Matematica e Scienze
9
9
9
Tecnologia
2
2
2
Inglese
3
3
3
Seconda lingua comunitaria
2
2
2
Arte e immagine
2
2
2
Scienze motoria e sportive
2
2
2
Musica
2
2
2
Religione cattolica
1
1
1
1/2
1/2
1/2
39/40
39/40
39/40
Approfondimento di discipline a scelta
delle scuole
Totale orario settimanale
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Le risorse umane
I Docenti della scuola sono 71 tra sede centrale media, scuola primaria e scuola
dell’infanzia. Nella maggioranza sono insegnanti con contratto a tempo indeterminato,
pertanto stabili, con discreta anzianità di servizio e tutti con seria preparazione culturale e
professionale. La motivazione degli insegnanti all’impegno ed alla partecipazione anche
ad attività integrative e/o progetti speciali viene incentivata attraverso la valorizzazione
della professionalità e della competenza specifica di ciascuno. I Docenti svolgono
prioritariamente i compiti educativi e didattici, come indicato dalla normativa vigente e
definito annualmente dalle scelte dell’Istituto. Essi svolgono inoltre funzioni particolari,
quali quella di collaboratore del Dirigente Scolastico, di Funzione Strumentale, di fiduciario
di plesso presso le sedi delle due scuole primarie e 4 infanzia (Brecciaiolo, S. Clemente,
S. Michele, Maratta) di referenti delle attività di sostegno per l’handicap, di coordinatore e
segretario del Consiglio di Classe, e, nell’ambito dei progetti e dei laboratori quella di
coordinatore e/o responsabile per la classe.
I Collaboratori del Dirigente Scolastico, in numero di due, svolgono le funzioni sotto
indicate.
Prof.ssa Roberta Ceccarelli

In caso di assenza del Capo di istituto, lo sostituisce in tutte le sue funzioni;

Predispone, d’accordo con il Capo di istituto e con l’altro docente collaboratore,
il calendario delle attività collegiali e ne cura l’aggiornamento e l’informazione al
personale docente e ATA;

Predispone le sostituzioni dei colleghi assenti per motivi personali e/o di salute,
prioritariamente con docenti aventi ore a disposizione, secondariamente con
docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità ad effettuare supplenze
retribuite. In questa attività si avvale della collaborazione dell’altro collaboratore
del Capo di Istituto;

Concorda col Capo di istituto la concessione di giorni di ferie e/o di esonero dal
servizio per aggiornamento al personale docente, nel rispetto della normativa
vigente;
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
Trasmette, su delega del Capo di istituto, al personale docente e ATA, istruzioni
per il miglioramento dell’organizzazione didattica o scolastica in genere;

Assume in carico eventuali problemi emersi nell’attività didattica e/o
nell’organizzazione scolastica e ne informa il Capo di Istituto;

Cura, insieme al Capo di Istituto, le relazioni con l’utenza (genitori ed alunni), il
personale della scuola ed i soggetti esterni. In questa attività si avvale della
collaborazione dell’altro docente collaboratore;

Visiona la posta e cura la duplicazione, per le diverse sedi, delle comunicazioni
di interesse del personale, con particolare riguardo per le comunicazioni di
interesse sindacale.

partecipa alle riunioni di staff con le funzioni strumentali e/o coordinatori di
classe e/o responsabili di progetto.
Ins. Gioia Perziano

Svolge la funzione di segretario al Collegio dei docenti e redige verbale
della riunione;

Predispone, d’accordo con il Capo di istituto e col docente collaboratore
vicario, il calendario delle attività collegiali e ne cura l’aggiornamento e
l’informazione al personale docente e ATA;

Predispone le sostituzioni dei colleghi assenti per motivi personali e/o di
salute, prioritariamente con docenti aventi ore a disposizione, secondariamente
con docenti che abbiano dichiarato la propria disponibilità ad effettuare
supplenze retribuite. In questa attività si avvale della collaborazione del docente
collaboratore vicario;

In caso di assenza del Capo di istituto e del collaboratore vicario lo
sostituisce in tutte le sue funzioni;

partecipa alle riunioni di Staff con le Funzioni strumentali e/o coordinatori
di classe, intersezione e sezione.
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Le Funzioni Strumentali in numero di 7, svolgono i compiti sotto indicati:
Area 1 GESTIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
POF – AUTOVALUTAZIONE
Prof.ssa Franca Manciucca
Compiti:
- Studia l’organizzazione del Piano dell’Offerta Formativa e raccoglie tutte le
informazioni e i dati utili alla sua stesura;
- Attua, in collaborazione con il Dirigente scolastico e con il Vicario, la stesura della
bozza del Piano dell’Offerta Formativa di Istituto, la sottopone al Collegio e quindi
ne attua la stesura definitiva;
-Revisiona, in collaborazione con il Dirigente scolastico, con il proprio gruppo di
lavoro e con il Vicario, i Regolamenti, l’organigramma e tutti gli altri documenti
funzionali al miglioramento dell’organizzazione scolastica, provvedendo ad inserire
eventuali modifiche proposte e ad aggiornarli alle nuove norme e a nuovi dati;
-Monitora
periodicamente
il
gradimento
del
Piano
dell’Offerta
formativa
predisponendo questionari da sottoporre ad un numero significativo di alunni,
genitori, docenti, personale dei Servizi Generali e Amministrativi;
-Analizza i risultati e li sottopone al Collegio;
-Cura in collaborazione con i responsabili FS area 2 la pubblicazione sul sito della
scuola;
-Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
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GESTIONE DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
COORDINAMENTO E PROGETTAZIONE CURRICOLARE IN RIFERIMENTO ALLE
INIZIATIVEPREVISTE DALLA C.M. 22/2013
Ins. Maria Rosaria Notarfonso
Compiti:
- Garantisce la realizzazione di attività laboratoriali per il recupero, l’integrazione e
l’intercultura per gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado;
- Coordina i progetti di pertinenza dell’area;
- Partecipa agli incontri di studio e di ricerca, relativi all'organizzazione e
realizzazione del curricolo verticale;
- Verifica periodicamente le attività di laboratorio;
- Componente commissione POF;
- Promuove e coordinare gli interventi al recupero dei debiti,
- Cura iniziative finalizzate alla valorizzazione del merito scolastico e di tutte le
competenze trasversali degli alunni;
- Promuove il rispetto delle regole d’Istituto e delle norme vigenti;
- Revisiona e integra il POF e monitora le attività.
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
Metodologia: Apprendimento Cooperativo e in rete con le altre funzioni strumentali
e commissioni
Strumenti: Utilizzo delle nuove tecnologie informatiche
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AREA 2 SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI
REVISIONE MODULISTICA
E DOCUMENTAZIONE IN RIFERIMENTO ALLE
INIZIATIVE PREVISTE DALLA C.M. 22/2013
Ins. Edi Moret
Compiti:
- Rileva i bisogni formativi degli alunni;
- Gestisce il piano di formazione interno,
- Accoglie i docenti neo trasferiti per descrivere la struttura del POF e dei
documenti in uso nell’istituto e partecipa alla commissione POF;
- Produce materiali didattici (schede di progettazione, strumenti di rilevazione e
valutazione per la certificazione delle competenze e di valutazione quadrimestrale)
uniformi e coerenti
- Revisiona, integra e monitorizza le attivita’;
- Predispone materiali e modulistica per i docenti sul sito web della scuola
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
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AREA2 SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI
NUOVE TECNOLOGIE E MULTIMEDIALITA’
Prof. Marco Giani
Compiti
- Gestisce, mette a punto e aggiorna il sito web della scuola in tutte le sue sezioni,
sia per la parte tecnica che per la parte grafica con relativa pubblicazione dei
contenuti;
- Supporta i docenti nell’utilizzo del RES;
- Garantisce il supporto all’acquisto delle tecnologie informatiche, dei relativi
materiali di consumo e dei contratti di manutenzione;
- Fornisce supporto allo staff di dirigenza, ai docenti responsabili dei plessi e al
DSGA per la parte di competenza;
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
AREA 3 INTERVENTI E SERVIZI PER STUDENTI
B.E.S. ORIENTAMENTO E CONTINUITA’
SCUOLA PRIMARIA E INFANZIA
Ins Rita Leonardi
Compiti
- Coordina la commissione per l’integrazione degli alunni H;
- Mantiene i rapporti con i soggetti esterni rispetto all’integrazione degli alunni
diversamente abili;
- Orienta ai percorsi degli studi successivi;
- Sovrintende alle procedure per l’integrazione degli alunni disabili e altresì quelle
per gli alunni con DSA in collaborazione con gli insegnanti di sostegno;
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- Partecipa alle iniziative di orientamento; è componente della commissione POF;
- Contribuisce alla pubblicizzazione, sotto svariate forme delle attività della scuola;
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
AREA 3 INTERVENTI E SERVIZI PER STUDENTI
B.E.S. ORIENTAMENTO E CONTINUITA’
SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO
Ins Gianna Falcioni
Compiti
- Coordina la commissione per l’integrazione degli alunni H;
- Mantiene i rapporti con i soggetti esterni rispetto all’integrazione degli alunni
diversamente abili;
- Orienta ai percorsi degli studi secondari;
- Sovrintende alle procedure per l’integrazione degli alunni disabili e altresì quelle
per gli alunni con DSA in collaborazione con gli insegnanti di sostegno;
- Partecipa alle iniziative di orientamento; è componente della commissione POF
- Contribuisce alla pubblicizzazione, sotto svariate forme delle attività della scuola;
- Predispone schemi riepilogativi delle offerte formative esistenti sul territorio e di
un calendario di sintesi sugli incontri di “scuola aperta” dei vari istituti;
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
AREA 4 RAPPORTI CON GLI ENTI ESTERNI
INIZIATIVE ED ATTIVITA’ CON IL TERRITORIO
Prof. Giovanni Rogato
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Compiti
- Raccoglie proposte derivanti dalla progettazione dei cdc che necessitano del
supporto/collaborazione di soggetti esterni alla scuola;
- Coordina la realizzazione di iniziative, eventi presso il territorio;
- Promuove manifestazioni della scuola all’esterno;
- Organizza visite guidate presso le aziende del territorio mirate all’ampliamento
delle conoscenze professionali e all’orientamento nelle future scelte; partecipa alla
commissione POF;
- Redige, al termine dell’anno scolastico, una relazione indicante il lavoro svolto, il
livello di raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di pianificazione del lavoro
e gli eventuali miglioramenti da apportare nel successivo a.s.
I Fiduciari (per la scuola primaria Carducci Ins. Maria Rosaria Notarfonso; per la
scuola primaria Campitello Ins. Gioia Perziano, per la scuola dell’infanzia
Brecciaiolo Ins. Pelliccia M. Rosaria, per la scuola infanzia Maratta Ins. Angelica
Argentati, per la scuola S. Michele Ins. Angela Sbarretti Rosati e per la scuola S.
Clemente Ins. Rita Ciacci) su delega del Dirigente Scolastico curano presso le
sedi di appartenenza l’organizzazione quotidiana dell’attività e le emergenze,
tenendo i contatti con la dirigenza.
I docenti delle attività di sostegno all’handicap: I Docenti Leonardi e Falcioni
curano le attività relative sotto il profilo organizzativo (G.L.H. di Istituto, G.L.H.
operativi, rapporti con le Asl).
Il coordinatore del Consiglio di Classe è responsabile del coordinamento delle
attività didattiche ed organizzative stabilite dal Consiglio e presiede, se delegato, le
riunioni dei docenti della classe.
Il segretario del Consiglio di classe scrive i verbali e cura la tenuta dell’apposito
registro.
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Il coordinatore di progetto o laboratorio ne stila la programmazione e ne cura
l’attuazione operativa, organizzando anche l’intervento di esperti esterni, se
previsto.
Il personale di segreteria, che opera nella sede centrale, è composta dal Direttore
dei Servizi Generali Amministrativi e da 4 assistenti amministrativi; con discreta
anzianità di servizio e con buona formazione professionale.
La gestione dei servizi amministrativi prevede attenzione a quanto indicato nel
Contratto Formativo e regolato dalla Carta dei Servizi della Scuola, in particolare
alla disponibilità nel rapporto con l’utenza ed alla funzionalità dell’ufficio. In questo
ambito sono rilevanti l’efficacia del servizio ed i tempi di rilascio delle certificazioni.
Questi ultimi sono previsti come segue:
◊
il rilascio dei certificati, relativi agli alunni, è effettuato nel normale
orario di apertura della segreteria al pubblico, entro il tempo massimo di tre giorni
per quelli di iscrizione e frequenza e di cinque giorni per quelli di votazione e/o
giudizi; Di fatto i certificati di frequenza, promozione e licenza vengono rilasciato
“a vista”;
◊
il rilascio dei certificati di servizio è effettuato entro cinque giorni dalla
richiesta e comunque entro 24 ore dalla data di scadenza delle ordinanze e
concorsi.
La Segreteria riceve nei giorni:
Dal lunedì al sabato ore 12.00-13.00 ed il martedì e giovedì anche in orario
pomeridiano dalle 15.00 alle ore 17.00.
L’orario di ricevimento non viene comunque applicato in forma rigida ed è data
possibilità di accesso oltre l’orario fissato. Oltre alle funzioni specifiche, il
personale amministrativo ed il direttore S.G.A., in relazione all’attuazione delle
attività del P.O.F., danno un supporto tecnico-amministrativo nelle fasi di
programmazione, realizzazione, verifica e pagamento degli impegni assunti.
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L’orario settimanale di servizio per il personale amministrativo e per il direttore
S.G.A., da prestare in non meno di cinque giorni, comprende 36 ore. La
definizione della distribuzione delle ore nella singola giornata e nella settimana è
determinata dall’accordo con il Dirigente Scolastico e la R.S.U., sulla base delle
linee fissate dal Consiglio d’Istituto.
Il personale A.T.A. con qualifica di collaboratore scolastico è composto da
16 elementi, di cui
4 nella sede centrale, 2 nelle due scuole primarie 7 nella
scuola dell’infanzia : prevalentemente questo personale è stabile e con discreta
anzianità di servizio. Oltre alle funzioni specifiche, i collaboratori scolastici, in
relazione all’attuazione del P.O.F., svolgono i compiti di seguito indicati:
intensificazione del lavoro in termini di assistenza e sorveglianza durante lo
svolgimento delle attività di laboratorio e di quanto altro programmato; maggior
carico di lavoro per uso continuativo di spazi altrimenti non usati; maggiore
impegno in attività svolte nella scuola a seguito di accordi con Enti Locali ed altre
organizzazioni. L’orario settimanale di servizio per i collaboratori scolastici, da
prestare in non meno di cinque giorni, comprende 36 ore. La definizione della
distribuzione delle ore nella giornata e nella settimana è determinata dall’accordo
con il Dirigente Scolastico e la R.S.U., sulla base delle linee fissate dal Consiglio
d’Istituto.
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RISORSE STRUMENTALI
L’Istituzione scolastica al fine di garantire una maggiore incisività all’azione
didattica, si è dotata negli ultimi anni di mezzi e strumenti sempre più adeguati
alle necessità di apprendimento degli alunni.
Oltre ai sussidi didattici e ai materiali strutturati, specifici per i diversi ambiti
disciplinari
l’Istituto è provvisto di :

apparecchiature informatiche e multimediali: (1 laboratorio multimediale e 9
aule provviste di lavagne interattive multimediali alla scuola secondaria di
primo grado, un laboratorio multimediale alla scuola primaria “G. Carducci”
ed un’aula
provvista di lavagna interattiva multimediale , un laboratorio
multimediale alla scuola primaria di Campitello ed una lavagna interattiva
multimediale)

attrezzature per video conferenze (p.c. server, web cam, monitor, antenna
satellitare,linea ADSL );

sufficiente numero di sussidi audiovisivi (televisori, macchine fotografiche,
DVD, video registratori, radioregistratori, lavagne luminose, videoproiettori)
nella scuola primaria e nelle scuole secondarie;

attrezzature per il laboratorio scientifico nelle scuola secondaria;

laboratorio linguistico nelle scuola secondaria;

aula adibita a sala lettura nella scuola primaria G.Carducci ed una struttura
in legno nel giardino della scuola primaria di Campitello

forno per la cottura di manufatti in ceramica nella scuola primaria “ Carducci
“

aula video nella scuola secondaria ed una nella scuola primaria G.Carducci

la casetta SOFFIA SOGNI di Campitello

attrezzature ginnico sportive in tutti gli ordini di scuola
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RISORSE ECONOMICHE
L'istituto Comprensivo ,per svolgere la sua attività si serve di varie fonti di
finanziamento che di anno in anno possono variare:
1. fondi concessi dal MPI destinati al normale funzionamento dell'Istituto;
2. Avanzo di amministrazione presunto;
3. Fondi concessi dalla Regione ;
4. Fondi concessi dagli Enti locali
5. Fondi concessi dai privati;
6. Fondi concessi dall’Indire
Il fondo di Istituto è utilizzato, coerentemente con la normativa vigente
per
incentivare il processo di Autonomia e l'arricchimento dell'offerta formativa.
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CONTRATTO FORMATIVO
All’offerta formativa di un Istituto scolastico alla propria utenza contribuiscono tutte le
figure professionali e l’utenza medesima dell’istituto: Dirigente scolastico, docenti,
alunni, personale di segreteria, collaboratori scolastici, genitori e comunità locale. Ciò,
per quanto riguarda il personale della scuola e secondo lo spirito e la lettera del
relativo Contratto Nazionale, fa riferimento alla qualità dei servizi scolastici ed ai diritti
e doveri del personale medesimo. Pertanto l’Istituto Comprensivo prevede un
impegno specifico tra le componenti sopra indicate interne ed esterne alla scuola,
basato sulla condivisione degli obiettivi generali della scuola di base e delle linee
progettuali e dei valori espressi dal P.O.F., che ciascuna componente è tenuta a
rispettare. Tale impegno, o Contratto Formativo, è a disposizione di tutti i membri
della comunità scolastica e locale. Se ne riporta di seguito il testo integrale. Nel
rapporto tra personale della scuola, alunni e genitori l’Istituto prevede un impegno
reciproco basato sulla condivisione delle linee progettuali e dei valori espressi nel
P.O.F., in un confronto di diritti-doveri che ciascun componente è tenuto a rispettare.
In particolare:
I docenti, oltre ai diritti di natura contrattuale sanciti dal contratto collettivo nazionale
di lavoro, hanno diritto:
◊
alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e
della comunità locale;
◊
al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale
dell’Istituto e della comunità locale;
◊
alla libertà di insegnamento ed ad un aggiornamento periodico ed efficace;
◊
alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo educativo e didattico.
Ai docenti si chiede:
◊
di trattare con cortesia e disponibilità l’utenza, il personale dell’Istituto e la
comunità locale;
◊
di rispettare le funzioni e le competenze dell’utenza, del personale dell’Istituto e
della comunità locale;
◊
di esprimere l’offerta formativa, integrata dal proprio curricolo disciplinare;
◊
di motivare il proprio intervento didattico;
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 43
◊
di esplicitare le strategie, gli indicatori e gli strumenti della verifica
dell’apprendimento, i criteri di valutazione.
Gli alunni hanno diritto:
◊
al rispetto della propria funzione da parte del personale dell’Istituto, delle famiglie
e della comunità locale;
◊
ad una scuola organizzata e gestita conformemente alle esigenze formative
proprie dell’età;
◊
alla tutela ed alla collaborazione della propria identità personale, culturale, etnica
e religiosa;
◊
ad un’educazione fondata sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone per
una convivenza civile, solidale e rispettosa della diversità;
◊
alla qualità del servizio di istruzione in vista dell’autonomia personale e della
cittadinanza;
◊
ad essere formati in situazioni di trasparenza non solo delle proposte, ma dei
criteri e delle forme della verifica e della valutazione.
Agli alunni si chiede:
◊
di rispettare le funzioni e le competenze del personale dell’Istituto, delle famiglie
e della comunità locale;
◊
di trattare con cura e rispetto le aule, le palestre, i bagni, gli ambienti tutti
dell’Istituto come se fossero propri, impegnandosi alla riparazione degli eventuali
danni arrecati;
◊
di rispettare e valorizzare la propria ed altrui personalità;
◊
di rendersi disponibili e collaborare all’azione formativa loro rivolta mediante
l’assidua frequenza e l’impegno alle attività di studio;
◊
di sottoporsi alle verifiche ed alle valutazioni del processo formativo;
◊
di partecipare alla vita della scuola nelle sue manifestazioni, evitando ogni forma
di pregiudizio o emarginazione, rispettando il Regolamento interno, approvato dagli
organi competenti.
Il personale di segreteria ed il Direttore S.G.A., oltre ai diritti di natura contrattuale
sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno diritto:
◊
alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e
della comunità locale;
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◊
al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale
dell’Istituto e della comunità locale;
◊
alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo
Al personale di segreteria ed al Direttore S.G.A., si chiede:
◊
di trattare con cortesia e disponibilità l’utenza, il personale dell’Istituto e la
comunità locale;
◊
di rispettare le funzioni e le competenze dell’utenza, del personale dell’Istituto e
della comunità locale;
◊
di garantire la funzionalità, cioè l’efficienza e l’efficacia del proprio servizio;
◊
l’esplicitazione e la trasparenza delle attività relative alle proprie funzioni.
Il personale A.T.A. con funzione di collaboratore scolastico, oltre ai diritti di natura
contrattuale sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno diritto:
◊
alla disponibilità ed alla cortesia da parte dell’utenza, del personale dell’Istituto e
della comunità locale;
◊
al rispetto delle proprie funzioni e competenze da parte dell’utenza, del personale
dell’Istituto e della comunità locale;
◊
alla tutela ed alla valorizzazione del proprio ruolo.
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Iscrizioni
Criteri di precedenza scuola infanzia:
Tutte le sezioni sono miste, costituite con alunni di 3/5 anni in maniera proporzionale
sia per l’età che per il sesso. Saranno accolti prioritariamente gli alunni residenti nel
territorio di competenza della scuola, tenendo conto dei seguenti criteri e del relativo
punteggio Le sezioni sono formate secondo i criteri di seguito indicati, in ordine di
priorità:

a) alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto punti 7

b)Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso
presso il quale si intende far frequentare la scuola punti 6

c) alunni con disagi familiari (es. frequenza raccomandata dal SIM infanzia) e
con genitori e/o fratelli portatori di handicap
punti 5

d) alunni i cui fratelli frequentano la scuola dell’infanzia o primaria punti 3

e) alunni con nucleo familiare numeroso (almeno 3 figli)

f) Alunni con entrambi genitori che lavorano

g) alunni iscritti nei termini previsti dalla normativa e che compiono gli anni
punti 3
punti 2
entro il 31/12/2013 punti …1
In caso di parità di punteggio prevale l’età anagrafica
Le richieste di anticipo sono accolte compatibilmente con la recettività delle sedi
Criteri di precedenza per l’ammissione alla classe prima della scuola primaria in
caso di esubero:
 alunni già iscritti presso l’Istituto comprensivo e provenienti dalla scuola dell’infanzia
–continuità verticale punti 8
 Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso presso
il quale si intende far frequentare la scuola punti 7
 Alunni diversamente abili (segnalati dall’ASL ai quali è riconosciuta la L.104
completa di diagnosi funzionale) punti 6
 Sorella o fratello di alunni già frequentanti il plesso/IC; punti 5
 alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto; punti 4
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 genitori entrambi lavoratori; punti 3
 alunni residenti nel Comune di Terni; punti 2
 Iscrizione nei termini previsti dalla CM n. 96 /2012; punti 1
A parità di punteggio saranno ammessi gli alunni con la residenza e/o il domicilio più
vicini alla scuola.
Criteri di precedenza per l’ammissione alla classe prima scuola secondaria di 1°
grado in caso di esubero
a) alunni già iscritti presso l’Istituto comprensivo e provenienti dalla scuola primaria –
continuità verticale punti 8
b) Residenza del nucleo familiare che ricade nell’ambito del territorio del plesso
presso il quale si intende far frequentare la scuola punti 7
c) Alunni diversamente abili (segnalati dall’ASL ai quali è riconosciuta la L. 104
completa di diagnosi funzionale) punti 6
d) Sorella o fratello di alunni già frequentanti il plesso; punti 5
e) alunni con nucleo familiare composto da un solo adulto punti 4
f) genitori entrambi lavoratori; punti 3
g) alunni residenti nel Comune di Terni; punti 2
h) Iscrizione nei termini previsti dalla normativa vigente ; punti 1
A parità di punteggio saranno ammessi gli alunni con la residenza e/o il domicilio più
vicini alla scuola. Per quanto riguarda l'accoglienza dei bambini anticipatari, valgono i
seguenti criteri:
VALUTAZIONE PEDAGOGICA E DIDATTICA DEI TEMPI E DELLE MODALITÀ
DELL'ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI ANTICIPATARI NELLA SCUOLA DELLA
INFANZIA, EX ART. 2, COMMA 2, LETT. “D” DEL DPR 89/2009”,
-Docenti e genitori concorderanno l’autonomia indispensabile per accogliere i bambini
a seguito di un incontro informativo allo scopo di descrivere accuratamente ai genitori
la situazione in cui i bambini si troveranno ed illustrare la complessità del contesto della
scuola dell’infanzia per verificare se la scelta dell’anticipo scolastico possa essere
rispettosa dei tempi di sviluppo e di maturazione del bambino;
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-accordo tra gli insegnanti e le famiglie sui tempi e sulle modalità di inserimento, in
considerazione del fatto che esistono notevoli differenze nello sviluppo psico-fisico e
nei bisogni tra un bambino e l’altro;
-i bambini anticipatari potranno essere accolti
se hanno raggiunto un'adeguata
autonomia personale, che verrà accertata dagli insegnanti dopo un periodo di prova.
Per autonomia personale si intende soprattutto che il bambino non utilizzi pannolini e
che abbia raggiunto un sufficiente controllo degli sfinteri, in modo che non si renda
necessario provvedere a cambi frequenti e sistematici, in quanto la scuola è priva di
attrezzature e personale deputato a svolgere tale funzione.
-gli anticipatari saranno accolti nel periodo previsto per inserimenti presso ogni scuola
dell’infanzia (I bambini anticipatari vengono ammessi alla frequenza a partire dal mese
di gennaio).
-Numero massimo di anticipatari per sezione: 3
-Per favorire l'inserimento, i bambini per le prime due settimane frequenteranno solo il
turno antimeridiano senza mensa
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LE SCELTE DIDATTICHE ED EDUCATIVE
… sono finalizzate a:

produrre conoscenze:
a) di fatti- procedure - concetti
b) di principi generali

sviluppare abilità:
a) manuali ed operative
b) basate su algoritmi
c) basate su processi euristici

promuovere comportamenti :
a) prescrivibili
b) euristici
… sottintendono:
a) l’apprendere dall’esperienza
b) il concettualizzare
c) il razionalizzare
d) l’acquisire nuove metodologie
e) l’ottimizzare i risultati
f)
l’osservare/l'analizzare/il comprendere un problema
g) la capacità di ricercare l’aiuto adeguato e/o la metodologia giusta per risolvere
problemi
h) l’integrarsi, il collaborare, il comunicare, l’aggiornare le proprie opinioni
METODI

lezione frontale

lezione partecipata

discussione di gruppo

lavoro di gruppo

didattica laboratoriale

esercitazioni di problem solving
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STRATEGIE

espositive

esperienziali
TECNICHE:

individualizzazione dell’insegnamento

tecniche audiovisive e multimediali

di verifica / autovalutazione / valutazione

OFFRIRE occasioni di conoscenza e contatto con la realtà territoriale

ORGANIZZARE
attività integrative anche in collegamento con iniziative presenti
nel territorio.

OFFRIRE percorsi didattici per fasce di età, di livello e per classi parallele e
metodologie differenziate in relazione alle attitudini, alle potenzialità degli alunni e
agli stili cognitivi.

FORNIRE
strumenti di verifica in itinere e finali atti a rendere ogni alunno
consapevole della propria posizione rispetto al percorso ipotizzato

REALIZZARE azioni mirate a fornire le competenze e le conoscenze necessarie
per la prosecuzione degli studi.

ASSICURARE l’uso delle TIC (tecnologie della comunicazione e dell’informazione)

GARANTIRE momenti di formazione inter-multidisciplinare.

OFFRIRE
opportunità culturali extra-curricolari per aiutare gli alunni ad avere
maggiore consapevolezza delle problematiche attuali
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L’OFFERTA FORMATIVA
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L’OFFERTA FORMATIVA
Le finalità del Piano dell’Offerta Formativa e del curricolo
è stato predisposto nel
rispetto degli orientamenti e dei vincoli posti dalle “Indicazioni per il curricolo”. Mediante
il curricolo si pensa ad una educazione come un processo complesso di trasmissione
culturale e di orientamento personale focalizzandone le diverse componenti. Il
curricolo, parte integrante del POF, è un documento complesso che descrive l’intero
percorso formativo che uno studente compie, dalla scuola dell'infanzia alla scuola
secondaria di primo grado e nel quale si fondono i processi cognitivi e quelli relazionali
rispettando i diversi momenti evolutivi con il progressivo passaggio dall’imparare in
modo concreto ed esperienziale
fino alla capacità di riflettere e formalizzare
l’esperienza.
PROGETTUALITA’ INTEGRATIVA
La progettualità integrativa come supporto per la realizzazione degli obiettivi
educativi e didattici.
I progetti approvati dal Collegio dei docenti ed elaborati dagli insegnanti dell’Istituto
costituiscono un ampliamento prezioso delle attività di studio e si sviluppano in
coerenza con le finalità del P.O.F., di cui costituiscono parte integrante. Essi
consentono di “mettere in gioco” abilità, attitudini e capacità altrimenti poco utilizzate
o difficili da far emergere; stimolano quindi la maturazione di capacità ed abilità,
sviluppano le attitudini e, sul piano psicologico e comportamentale, rafforzano la
motivazione allo studio ed all’impegno operativo, in tal senso rivestono tutti un
carattere fortemente orientativo. I progetti approvati appartengono a tipologie
diverse: alcuni sono più mirati al raggiungimento degli obiettivi cognitivi, altri, invece,
sono tesi prevalentemente alla risoluzione e/o alla risoluzione di problematiche o
forme di disagio individuali e sociali, sviluppando abilità cognitive in seconda
istanza. Tutti, comunque, ottengono risultati teorici e pratici, cognitivi e relazionali
pertanto l’esperienza educativa dei docenti conferma la loro utilità ed efficacia.
Obiettivi concreti dei progetti, elaborati ed approvati per il corrente anno scolastico,
sono le tre finalità principali dell’Istituto:
◊
scuola per la formazione dell’uomo e del cittadino italiano ed europeo;
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 52
◊
scuola creatrice di cultura e valori nell’attuazione dell’obbligo scolastico;
◊
scuola orientativa.
I vari progetti sono caratterizzati da unità di metodo, strategie ed obiettivi, e ciò li
rende reciprocamente infusivi:
◊
prevedono compiti disciplinari e trasversali;
◊
promuovono
apprendimenti
verificabili,
saperi
consolidati
e
interpretazioni di nuovi bisogni formativi;
◊
sono prevalentemente finalizzati all’operatività, all’impegno sul
territorio ed all’acquisizione di valori.
I progetti, così come le attività integrative, vista la ridotta disponibilità di fondi
ministeriali, sono stati articolati in diverse categorie:
A. Progetti ed attività finanziati con il Fondo di Istituto, per i quali non è
prevista la partecipazione economica delle famiglie;
B. Progetti ed attività per i quali è previsto un contributo economico delle
famiglie, con eventuale carico parziali del Fondo di Istituto;
C. Progetti ed attività finanziati direttamente da istituzioni nazionali o
locali.
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PROGETTI DI ISTITUTO
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“Progetto Beni ambientali”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Per “sostenibiltà ambientale ” si intende quel complesso di condizioni sociali, culturali
e naturali in cui l’individuo vive e sviluppa la propria personalità. L’ambiente di vita ha
l’uomo come “utente” in quanto deve avere la possibilità di continuare a fruirne anche
nelle future generazioni.
Nell'era della globalizzazione la scuola è chiamata a sviluppare attitudini complesse,
tra queste, la capacità di mettersi in relazione con il mondo e con le grandi sfide che
segnano il nostro tempo.
Il territorio è lo spazio privilegiato dove i ragazzi possono costruire il loro “senso di
appartenenza”, nella dialettica tra la dimensione “locale” e quella “globale”, mettendosi
in gioco con loro esperienze e i loro valori.
Il progetto intende dunque potenziare l’interazione scuola – territorio quale processo
che contribuisce a sviluppare:
• Identità, senso di appartenenza
• Conoscenze e competenze
• Comportamenti, azioni e scelte consapevoli
• Nuovi modelli di sviluppo e nuove pratiche di cittadinanza.
RISULTATI ATTESI
1. educare gli studenti
a comportamenti responsabili verso l'Ambiente che è
patrimonio dell'intera umanità, a partire dal contesto di vita e relazione del territorio su
cui insiste L’Istituto: dallo spazio dell'aula, a quello della città, fino allo spazio dell’intero
pianeta.
2. Pensare ad un progetto educativo che sia in continuità con il processo formativo e
nell’ottica
dell’integrazione curricolare attivando attività
e metodologie
legate
all’educazione ambientale, all’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva;
Aree tematiche : le attività si articolano sui seguenti temi:
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 55

ambiente naturale (nel passato-presente-futuro):
orografia, geografia, flora e
fauna, modificazioni tecnologie e naturali;

ambiente antropizzato: studio dell’acqua, aria, suolo in relazione alla "qualità della
vita" ed al concetto di "sviluppo sostenibile";

ambiente urbano: crescita degli agglomerati urbani, luoghi di vita, luoghi di svago,
luoghi di lavoro;

ambiente culturale: arte, folklore, tradizioni, tutto in dimensione locale, nazionale ed
europea.
Modalità di realizzazione : le attività sono realizzate in orario scolastico ed
extrascolastico.
Implicazioni didattiche : attraverso le discipline, tutte coinvolte con taglio
interdisciplinare, e prendendo l’avvio dalla realtà locale vista nei diversi aspetti
storici/culturali/sociali/naturali/geografici/economici/motori, si tenderà a sviluppare:
l'osservazione – l' analisi – l' applicazione –la conoscenza – la sintesi – la valutazione.
Le attività sono “centripete”, quando portano l’alunno a lavorare o a riflettere da solo
(individualizzazione) o “centrifughe”, quando portano l’alunno a lavorare in gruppo e a
socializzare le proprie riflessioni.
Le metodologie usate sono:
a) il gioco, che coinvolge l’aspetto motorio, cognitivo, emotivo;
b)
l’esplorazione degli ambienti naturali e urbani;
c) gli esperimenti sia sul campo che in simulazioni laboratoriali;
d) le unità didattiche a tema;
e) le attività all’aperto;
f)
i soggiorni programmati in ambienti naturali (gite di istruzione)
Le fasi delle attività programmate dovranno avere la seguente scansione:
1.
informazioni sul programma
2.
valutazione conoscenze pregresse degli allievi
3.
raccolta notizie
4.
raccolta dei dati e dei materiali (con il coinvolgimento anche degli alunni)
5.
predisposizione calendario delle attività
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 56
6.
analisi diretta ed indiretta degli argomenti/temi/realtà…(attività d’aula) attraverso
le strumentazioni previste nelle diverse attività
7.
elaborazione/organizzazione dei dati raccolti da parte degli allievi
8.
comunicazione dei prodotti del proprio lavoro tramite diversi mezzi espressivi,
audiovisivi, opuscoli, mostre, giornale…
9.
valutazione e confronto fra classi
10. conclusioni e proposte di soluzione dei problemi individuati
11. confronto e scambio di informazioni con altre realtà anche europee, tramite
l’organizzazione di videoconferenze, e scambi di software didattico prodotto.
Rispetto agli alunni il lavoro intende favorire:
-il contatto con la natura
-il lavoro di gruppo
-l’ acquisizione di comportamenti rispettosi
-l’ incremento dell’impegno personale rispetto ai ruoli sociali
Durata : le attività , si svolgono nell’intero arco dell’anno scolastico secondo la
periodizzazione data dai Consigli di classe e di interclasse.
Collaborazioni esterne :
1. per lo studio dei comparti ambientali, esperti dell' Ente Pubblico e/o di
associazioni ;
Valore formativo;
Il lavoro intende favorire negli alunni:
-
il contatto con la natura
-
il lavoro di gruppo
-
l'acquisizione di comportamenti rispettosi dell'ambiente
-
la consapevolezza dell'impegno personale rispetto ai ruoli sociali
-
la formazione del carattere
-
il pragmatismo facendo leva sull'interesse e sulla maturazione del senso di
responsabilità.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 57
Il monitoraggio sarà effettuato attraverso test e schede secondo indicatori psico-affettivi
della socializzazione, partecipazione e maturità affettiva degli alunni e indicatori delle
abilità acquisite
La valutazione del progetto “in itinere” terrà conto:

Del livello di condivisione del progetto da parte degli insegnanti

Del livello di accettazione del progetto da parte degli alunni

Del livello di produzione e delle difficoltà

Della qualità dei prodotti realizzati
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 58
SCUOLE DELL’INFANZIA
San Clemente
PROGETTO ECOLOGIA ED AMBIENTE
ALIMENTAZIONE-ACQUA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Stabilire connessioni tra i concetti di scienza, conoscenza e coscienza su temi come
l’acqua, il fiume e l’industrializzazione per sviluppare concetti come la protezione
ambientale, l’ecosistema.
RISULTATI ATTESI
Conoscenza sperimentale delle proprietà dell’acqua
Conoscere l’acqua come elemento fondamentale della nutrizione
Utilizzo dell’acqua in modo consapevole
CRITERI DI VALUTAZIONE
Osservazione sistematica
Raccolta dei dati
Brecciaiolo
ECOLOGIA ED AMBIENTE
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE:
Conoscenza e rispetto della realtà circostante in riferimento allo spazio e al tempo.
RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI:




Osserva i cambiamenti della realtà circostante;
Rispetta i fenomeni naturali;
Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana;
Ha familiarità sia con le strategie del contare che con i numeri.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 59
a)
Criteri di valutazione del progetto:
- Interesse ai fenomeni naturali e ai suoi cambiamenti.
b) Modalità di valutazione del progetto:
- osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni.
- schede e verifica
Brecciaiolo
CORPO IGIENE E SALUTE
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE:




Conoscenza e rispetto del proprio corpo;
Interagire con gli altri nei giochi di movimento;
Riconoscere i ritmi del proprio corpo;
Manipolazione fine
. RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI:



Vive pienamente e serenamente la propria corporeità;
Controlla gli schemi posturali e li adatta alle situazioni ambientali;
Applica schemi motori nei giochi individuali e di gruppo anche con l’uso di
piccoli attrezzi
a) Criteri di valutazione del progetto:

Orientarsi negli spazi e nelle situazioni.
b) Modalità di valutazione del progetto

Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 60
SCUOLE PRIMARIE
CARDUCCI-CAMPITELLO
Salute, benessere e....... cittadinanze
RETE INTERPROGETTUALE: PROGETTO LETTURA- PROGETTO EDUCAZIONE
ALLA CITTADINANZA- RETE DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO BENESSERE
E SALUTE (educazione alimentare e socio affettività)- PROGETTO ATTIVITA’
ALTERNATIVA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Promuovere attraverso gli
famiglie:
enti istituzionali, le agenzie formative nel territorio e le
a) sani stili di vita e corrette abitudini alimentari, apprendimento e bene comune
anche nel contesto europeo;
b) integrazione e dialogo interculturale con riferimento ai diritti umani;
c) cultura della salute in senso fisico, affettivo, relazionale e sociale;
RISULTATI ATTESI:
1)Favorire l’accettazione di sé e dell’altro;
2)Divenire cittadini consapevoli di diritti e doveri rientranti
internazionale;
anche nel contesto
3)Adottare un corretto e sano stile di vita, potenziando sane ed equilibrate abitudini
alimentari e attività fisiche in ambito scolastico e familiare, rafforzando, attraverso i
bambini/ ragazzi, atteggiamenti ‘virtuosi’ anche sulle abitudini alimentari delle famiglie;
Il progetto desidera sensibilizzare gli allievi rispetto alle tematiche alimentari anche
nell’ottica del consumo consapevole e della sicurezza alimentare.
a) Criteri di valutazione del progetto:
Verrà
valutato
il
gradimento
del
progetto
in
base
ai
seguenti
indicatori:
Molto/Abbastanza/Poco
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b) Modalità di valutazione del progetto:
1) Lavoro di gruppo o di gruppo classe
2) Cooperative Learning
3) Prove oggettive
4) Conversazioni/circle-time
5) Schede
6) Questionari
7) Uscite e visite guidate
8) Visione di audiovisivi
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Beni ambientali e culturali
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE: avvicinare gli studenti ai
Beni Culturali del territorio con l’intento di sensibilizzare ed educare le nuove
generazioni a scoprire, amare e preservare il patrimonio storico ed ambientale locale.
Stimolare la consapevolezza del valore del bene culturale. Conoscere l’ambiente che ci
circonda per imparare ad apprezzarlo e a salvaguardarlo.
RISULTATI ATTESI: far acquisire un metodo di lavoro scientifico, migliorare il lessico,
favorire comportamenti responsabili dei nostri studenti verso l'ambiente e il territorio;
sviluppare identità e senso di appartenenza per arrivare ad
azioni e scelte
consapevoli. Sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a scoprire, amare e
preservare il patrimonio storico locale.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO Si valuteranno
conoscenze e competenze attraverso l’osservazione sistematica dei cambiamenti di
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comportamento, il coinvolgimento emotivo, la partecipazione attiva e la maturità
affettiva degli alunni, le abilità sociali e cognitive acquisite dai ragazzi.
EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DELL’”ECCESSO”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Nell’attuale società, i ragazzi sono bombardati da una quantità d’informazioni false
sulla droga. Molti loro coetanei e diversi media cercano di spingerli al consumo ed il
messaggio che ricevono è quello del “massimo risultato con il minimo sforzo” e
l’idea che non si debba lavorare molto per ottenere ciò che si vuole. Spesso questo
atteggiamento lascia loro poche ambizioni e la sensazione che non ci sia molto per
cui darsi da fare, nella vita. La droga si può usare come “soluzione” alla noia o
al senso d’inutilità che un ragazzo potrebbe provare. I rischi connessi all’uso di
droga possono addirittura rendere la vita nuovamente eccitante, per un po’. La
pubblicità martella i ragazzi tutto il giorno: “bevi quello”, “fuma questo”, “prendi
quella pastiglia per eliminare subito quel dolore”, eccetera. Dall’altra parte, con la
stessa enfasi, si dice che loro non dovrebbero prendere droghe, bere alcolici o
fumare. Una contraddizione continua, questa, che disorienta. Aiutare i giovani a
raggiungere una buona comprensione individuale di cosa siano davvero le droghe e
l’alcol, può letteralmente salvar loro la vita e far risparmiare alla società, in futuro,
una quantità enorme di denaro e di guai.
RISULTATI ATTESI
Conoscenza delle sostanze: conoscenza di cosa sia davvero la droga e di quali
effetti crei su una persona
Responsabilità : essere responsabile per quello che conosciamo sulla droga
CRITERI DI VALUTAZIONE
Osservazione sistematica e schede predisposte
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PROGETTO
“ L’impegno di ciascuno è beneficio del mondo”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Emergenza ambientale promuovere uno stile di vita sano ed un futuro sostenibile
RISULTATI ATTESI
Sviluppare la percezione concreta del senso di cittadinanza attraverso regole
condivise
e riconosciute; attuare comportamenti rispettosi del rapporto uomo-
natura.
Attuare in ogni plesso la raccolta differenziata.
Realizzare campagne pubblicitarie sul risparmio energetico
CRITERI DI VALUTAZIONE
Osservazione sistematica e schede predisposte
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Progetto
“L’educazione alla cittadinanza e alla Costituzione”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
I temi dei diritti e del rispetto di sé stessi, degli altri e della comunità di
appartenenza divengono sempre più importanti in un mondo come il nostro,
dove i percorsi di maturazione interiore si devono accompagnare alla
conoscenza di riti e culture differenti. La consapevolezza di essere soggetto di
diritti e il sapere riconoscere agli altri pari condizione, possono incentivare
l’autostima dei bambini, sostenendo lo sviluppo di valori condivisibili e
migliorando le relazioni interpersonali a scuola e nel tempo libero. La scuola è
l’ambito privilegiato, anche se non l’unico, per la formazione della cittadinanza
attiva, in quanto contribuisce alla comprensione della realtà vicina e lontana. Il
progetto
si pone l’obiettivo di sviluppare nell’alunno cittadino il senso di
appartenenza ad una comunità residente in un determinato territorio, alla cui
vita sociale egli deve contribuire in modo attivo e competente, secondo le
regole proprie della democrazia. Formare cittadini italiani che siano allo stesso
tempo cittadini dell’Europa e del mondo
RISULTATI ATTESI
Stimolare la consapevolezza dell’esistenza di diritti e doveri della persona.
Conoscere e/o approfondire il concetto di cittadinanza attiva e i principi fondanti
della Costituzione.
Riflettere e diventare consapevoli di come possiamo oggi essere cittadini e di
come possiamo migliorare il mondo in cui viviamo con atteggiamenti
responsabili e positivi, per evitare che emergano comportamenti devianti.
INFANZIA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
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In base ai vari comunicati emanati dal Miur, nella Scuola dell’Infanzia si dovranno
trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo, i
modi di agire corretti con i compagni, con i genitori, con gli insegnanti e con gli altri
adulti
RISULTATI ATTESI
• mostrare consapevolezza della propria storia personale e familiare e dei modi
con cui si è modificata la relazione con gli altri compagni e con gli adulti;
• porre domande su temi esistenziali, sulle diversità culturali, sull’essere bambini e
bambine, sulla giustizia, su ciò che è bene e ciò che è male;
• eseguire compiti, elaborare progetti, risolvere problemi da soli, con i coetanei e
con gli adulti;
• spiegare come e quanto ci sente legati alla propria famiglia, alla propria comunità,
alla propria scuola, al proprio Paese, al mondo;
• gestire conflitti, negoziare compiti e impegni, lavorare in cooperazione, definire
regole d’azione condivise
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 66
Brecciaiolo
EDUCAZIONE STRADALE
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE:



Favorire la capacità di interazione e cooperazione con gli altri;
Favorire la conoscenza di alcune regole del codice della strada;
Comprendere la funzione del vigile urbano .
RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI




Attua comportamenti positivi per la strada;
Conosce alcuni segnali stradali;
Conosce le regole della comunità in cui vive;
Segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Criteri di valutazione del progetto:
 Valutazione dell’interesse ad una nuova esperienza.
Modalità di valutazione del progetto:


Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni.
Schede di verifica individuali e collettive
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 67
Progetto “ Beni culturali”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il termine “Beni Culturali”, assieme all’altro equivalente di “Patrimonio culturale”,
è molto diffuso, usato in molte occasioni . Il Testo Unico sui beni culturali del
1999, fornisce una definizione esauriente di tali termini e li definisce “ La
tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico e del
paesaggio”. "L'educare ai beni culturali deve costituire nella scuola la premessa
di un'azione che, a sua volta, richiede lo sviluppo di capacità morali, operative
di natura diversa dal semplice conoscere. I beni culturali esigono, infatti,
d'essere interpretati e valutati secondo un conferimento di senso che supera il
livello esclusivamente istruzionale: non basta che la scuola promuova saperi
cognitivi attorno al bene culturale, ma la sua azione deve attivare nei suoi
destinatari un sapere "problematico" ermeneutico, che consenta all'allievo di
partecipare e di condividere una tradizione e una memoria comuni conferendo
significato a quanto apprende e riscoprendo in ogni bene culturale le radici della
propria storia e della propria umanità. E' in questa prospettiva, che potremmo
definire etico - antropocentrica, che si delineano le vie entro le quali deve
snodarsi l'azione della scuola per l'educazione ai beni culturali:

quella della maturazione dell'identità e della memoria storica del soggetto;

quella della conquista della civiltà e della cultura di appartenenza dell'alunno;

quella della loro tutela;

quella morale che ha, come criterio ultimo, e come fondamento il valore e la
dignità dei quali i beni sono portatori"
Il progetto ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti ai Beni Culturali con l’intento di
sensibilizzare ed educare le nuove generazioni a scoprire, amare e preservare il
patrimonio storico locale. Il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico e
culturale porta con sé importanti valori educativi e possono essere, per le nuove
generazioni stimolo importante per comprendere l’arte e la cultura locale.
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RISULTATI ATTESI
le attività proposte nel nostro Istituto intendono sviluppare:
1. la curiosità dei ragazzi
2. far prendere loro coscienza di ciò che la storia ci tramanda attraverso le
testimonianze concrete, presenti nel nostro territorio stimolando la capacità di
leggere il territorio attraverso l'osservazione diretta;
3. operare per conoscere e far conoscere valorizzando il proprio territorio anche
attraverso un eventuale progetto di recupero dei suoi beni artistico-naturalistici
che si avvalga dell' intervento di esperti esterni;
4. recuperare beni che appartengono alla collettività
Durata: Le attività si svolgono nell'intero arco dell'anno scolastico, secondo la
periodizzazione dei Consigli di classe e di interclasse
Modalità di realizzazione:
Nel curricolo ordinario dovranno essere previste una serie di attività volte ad
approfondire
-
la conoscenza del territorio ( geografia, scienze )
-
la conoscenza degli eventi storici ( storia )
-
la conoscenza delle caratteristiche generali dell'arte del periodo storico analizzato (
arte e immagine )
-
la conoscenza dei monumenti e dei reperti che si riferiscono al luogo e al periodo
storico analizzati ( arte e immagine, italiano)
-
la conoscenza dell'ambiente naturalistico ( scienze ).
Potranno essere previste attività extracurricolari per la conoscenza approfondita del
bene oggetto di studio ( uscite sul territorio, incontri con esperti….).
Implicazioni didattiche:
Rispetto alle discipline, coinvolte in modo pluri-disciplinare, la programmazione
attraversa i campi della osservazione, analisi, conoscenza, sintesi, del " Bene "
preso in considerazione. Le attività, da un lato, portano l'alunno a lavorare o a
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riflettere da solo, dall'altro a lavorare in gruppo e a condividere con i compagni le
proprie riflessioni. Gli strumenti usati sono: gli esperimenti in simulazioni
laboratoriali, i mezzi di informazione ( libri, riviste, audiovisivi, foto, multimedia ), le
unità didattiche collegate, la realizzazione di strumenti didattici ( audiovisivi,
opuscoli, CD-R ). La scansione delle fasi delle attività programmate dovrà
rispondere, da parte dei docenti, alla seguente progressione:
1)
valutazione dei prerequisiti posseduti dai ragazzi
2)
predisposizione del calendario delle attività
3)
informazioni sul Bene scelto
4)
raccolta di notizie
5)
raccolta di materiali ( con il coinvolgimento degli alunni )
6)
sopralluoghi per esperienze specifiche
7)
attivazione dei laboratori di ceramica e/o di archeologia sperimentale
8)
elaborazione e organizzazione delle notizie e dei materiali raccolti
9)
comunicazione dei prodotti del proprio lavoro tramite vari mezzi
espressivi: audiovisivi, opuscoli, depliants, CD-R….
10)
bilancio, valutazione e confronti fra classi
Rispetto agli alunni il lavoro vuole favorire
-
il contatto con il " Bene "
-
il lavoro di gruppo
-
l'acquisizione di comportamenti rispettosi del patrimonio culturale
Valore formativo:
Le attività sono finalizzate a sviluppare in ogni allievo:
-
la formazione del carattere
-
il senso del valore del Bene Culturale
-
la collaborazione all'interno del gruppo
-
la socializzazione fra gruppi diversi
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SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
PROGETTO
PASSEGGIANDO PER LA CITTÀ ...INCONTRI CON LA STORIA
LOCALE
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Stimolare la consapevolezza del valore del bene culturale come tutela
RISULTATI ATTESI
creare una memoria storica
promuovere la conoscenza del territorio
creare una identità culturale
leggere le trasformazioni del territorio
CRITE RI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE

Osservazioni e annotazioni sistematiche

Raccolte documentali

Qualità dei prodotti
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PROGETTO
“TERNI INDUSTRIALE “
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Conoscere al storia ,la realtà industriale ,economico-sociale del proprio territorio tra la
fine dell’ottocento ed il primo ventennio del 1900
RISULTATI ATTESI
1. collocare nello spazio i fatti, individuando i possibili nessi tra gli eventi storici e
le caratteristiche geografiche di un territorio
2. conoscere attraverso gli eventi della storia locale come un monumento può
raccontare l’identità che ha caratterizzato la civiltà e la spiritualità di un popolo
3. acquisire consapevolezza del proprio presente attraverso il paragone con con la
storia di fine 800
CRITE RI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE
Schede di verifica predisposte
Qualità dei prodotti
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PROGETTO“ LETTURA”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
La società attuale offre a bambini e ragazzi innumerevoli stimoli culturali, soprattutto di
carattere multimediale e tecnologico. La cultura dell’ascolto e della lettura sta cedendo
il posto a quella dell’immagine per la concorrenza dei codici non alfabetici,
specialmente visivi, che forniscono ormai tutte le informazioni necessarie per cui la
lettura risulta, per i ragazzi, noiosa ed inutile. E’ quindi opportuno che la scuola, pur
essendo aperta e pronta ad accogliere le innovazioni tecnologiche ed informatiche ed a
sfruttarle ai fini di uno sviluppo integrale delle abilità e delle competenze dei bambini, si
concentri sul recupero dell’importanza della lettura e del confronto tra bambino e libro.
Per far scaturire un autentico amore per il libro e per la lettura, è indispensabile che le
motivazioni si sviluppino su un vissuto emozionale positivo, mediante il quale la
lettura si trasformi in gioco divertente, creativo e coinvolgente e diventi un aiuto per
rendere possibile un’educazione affettiva ed emotiva nella scuola, nella convinzione
che per riuscire nel processo di apprendimento siano necessarie tutte le risorse
affettive ed emotive. Il nostro Istituto, pertanto, senza tralasciare gli aspetti cognitivi, ha
la manifesta intenzione di promuovere nei bambini di oggi che saranno i ragazzi di
domani,
un
accrescimento
di
competenze
socio-affettive
mediante
percorsi
trasversalmente integrati al Curricolo scolastico . La lettura di testi classici, fiabe,
racconti autobiografici, appositamente scelti per le particolari caratteristiche dei
personaggi e degli eventi, rappresenteranno lo Sfondo Integratore che, per sua stessa
natura concettuale, oltre a dar senso e significato alle molteplici attività che,
altrimenti,potrebbero risultare disperse e frantumate, favorisce l'interazione fra
momento affettivo e cognitivo, la motivazione all'apprendimento ed infine il
decentramento personale e la cooperazione. Le varie attività didattiche si articoleranno
e diversificheranno secondo la fascia di età a cui verranno proposte e, comunque,
tenendo presente il contesto in cui si “opera” e i bisogni formativi rilevati nelle singole
classi e si porranno un’unica chiara e precisa finalità: educare il bambino e il
preadolescente a conoscere, vivere e condividere il proprio mondo emotivo. L’utilizzo
di strumenti metodologici quali lo sfondo integratore, circle-time, role-play, tutoring,
pensiero narrativo ( autobiografia) e l’utilizzo di vari linguaggi espressivi permetterà di
accrescere nei bambini le competenze necessarie per vivere serenamente con sé
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stessi e gettare i presupposti per “ star bene insieme agli altri a scuola, a casa e
ovunque.
SCELTE METODOLOGICHE:
A livello metodologico si sceglieranno strategie che privilegino, nell’alunno e nel
docente l’esperienza diretta e “fisica” di percezioni, emozioni e stati d’animo; la scelta
di situazioni didattiche che coinvolgano totalmente e profondamente alunni ed
insegnanti. La correttezza e l’efficacia delle soluzioni metodologiche adottate sarà
verificabile attraverso: il confronto e la discussione tra gli insegnanti impegnati nel
progetto per la condivisione di finalità, obiettivi, metodi e contenuti, la documentazione
delle esperienze per riproporre, modificare, adattare e usare come fonte di
consultazione.
RISULTATI ATTESI
Favorire un approccio affettivo ed emozionale, non solo scolastico, con il libro. Fornire
al bambino le competenze necessarie per utilizzare la comunicazione verbale e non
verbale per estrinsecare/riconoscere/gestire la propria emotività. sviluppare capacità di
comprensione empatica. Suscitare amore e gusto per la lettura del libro e promuovere
un atteggiamento positivo nei
confronti della lettura. Educare all’ascolto, alla
concentrazione, alla riflessione e alla comunicazione con gli altri. Favorire
l’accettazione ed il rispetto delle culture “altre”, considerate fonte di arricchimento.
Favorire gli scambi di idee fra lettori di età e di culture diverse.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Scuola dell’infanzia
1. Conoscere, riconoscere, denominare emozioni e stati d’animo
2. Ampliare il vocabolario emotivo
3. Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca, di divertimento, di
approfondimento e di conoscenza.
4. Ascoltare la lettura di storie
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5. Comprendere ciò che si ascolta
6. Distinguere tra realtà e fantasia
7. Arricchire il lessico
8. Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione
logico temporale
9. Leggere le immagini
10. Fare ipotesi
Scuola primaria
1. rafforzare nei bambini la capacità di riconoscere e nominare le principali emozioni
2. espandere il vocabolario emotivo dei bambini
3. sviluppare abilità per saper interpretare e comprendere lo stato emotivo dell’altro.
4. Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca ,di divertimento, di
approfondimento e di conoscenza.
5. Ascoltare la lettura di storie
6. Comprendere ciò che si ascolta
7. Distinguere tra realtà e fantasia
8. Arricchire il lessico
9. Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione
logico temporale
10. Leggere le immagini
11. Fare ipotesi
12. Analizzare gli elementi di una storia e le relazioni di causa-effetto
13. Esplorare le potenzialità di una storia attraverso la lettura espressiva e la
drammatizzazione
14. Utilizzare le parole in modo creativo
15. Inventare storie
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Scuola secondaria di primo grado
1.Vivere il libro come prezioso strumento di gioco, di ricerca, di divertimento, di
approfondimento e di conoscenza.
2. individuare i comportamenti più adeguati per vivere bene all’interno di un gruppo
3. facilitare nei ragazzi il riconoscimento di alcuni modi dannosi di pensare attraverso i
quali le difficoltà vengono ingigantite
4.migliorare l’autostima nei ragazzi attraverso la riflessione sulla propria storia di vita
5.acquistare consapevolezza della storia personale e della propria individualità
attraverso la rivisitazione dei ricordi, della propria casa/famiglia, delle emozioni, dei
pensieri legati alla propria infanzia.
6.ampliare il vocabolario emotivo dei ragazzi
7.Ricostruire con le immagini e/o verbalmente una storia rispettando la successione
logico temporale
8.Leggere le immagini
9.Fare ipotesi
10. Analizzare gli elementi di una storia e le relazioni di causa - effetto
11. Esplorare le potenzialità di una storia attraverso la lettura espressiva e la
drammatizzazione
12. Utilizzare le parole in modo creativo
13. Inventare storie
14. Saper utilizzare le diverse tecniche di lettura
15. Conoscere i generi letterari e riconoscerne gli elementi caratterizzanti
16. Saper contestualizzare l’opera e la vicenda narrata
17. Saper individuare gli elementi dello stile dell’autore
18. Saper cogliere il messaggio umano e culturale del libro.
ATTIVITA’ E/O STRATEGIE METODOLOGICHE
LETTURA COME ASCOLTO:
- Lettura fatta dall’insegnante per suscitare nel ragazzo la motivazione, il gusto della
lettura e un atteggiamento positivo nei confronti del libro.
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- Lettura dei ragazzi libera ed assistita
LETTURE LIBERE:
- Lettura diretta e autonoma dei testi da parte dei ragazzi
- Presentazione dei libri attraverso giochi di animazione e discussioni guidate
- CONVERSAZIONI:
- libere e/o guidate sui testi
- Circles time incentrati su argomenti emersi dalle letture di storie o su particolari
tematiche individuate sulla base dei bisogni formativi emersi nelle classi.
ANIMAZIONE:
- Nei panni di “ Se fossi…sarei.
- resoconto dei testi letti
- raccontare dalla fine, dal centro, dai diversi punti di vista dei vari personaggi
- manipolazione dei testi
- scoperta di strutture costanti
- reinvenzione dei testi
- giochi linguistici (acrostici, limerik, rebus, ecc)
- giochi di animazione* ( vedi bibliografia di riferimento)
ANALISI DI UN LIBRO:
- come è fatto un libro: analisi (casa editrice, collana, autore, importanza del titolo,
genere ecc.)
- contestualizzazione del libro e delle vicende narrate, stile dell’autore, contenuto e
messaggio
OPERAZIONI CULTURALI
- recensione di libri letti
- catalogazione dei libri del laboratorio da parte dei ragazzi secondo criteri di
catalogazione diversi
- visita ad una libreria del quartiere o del centro
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- visita alla sede della biblioteca di quartiere e/o comunale
- incontri con autori
- informazioni su novità editoriali
- recensioni
- partecipazione a concorsi
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
per la progettazione di alcuni percorsi relativi alla socioaffettività.
TESTI SPECIFICI CONSULTATI PER LA PROGETTAZIONE DI ATTIVITA’ E/O
GIOCHI PER AVVIARE UN PERCORSO DI EDUCAZIONE AFFETTIVA ED
EMOTIVA NELLE SCUOLE
• “Emozioni in gioco” – Giochi ed attività per un’educazione alle emozioni – Edizioni
EGA
• L’ABC delle emozioni – Ed. Erickson
• Parlare dei sentimenti – Ed Erickson
• Disegnare le emozioni – Ed. Erickson
• La mia autostima – Ed Erickson –
• Con la testa tra le favole- Ed. Erickson
• Le sette paure di Ciripò – Ed Erickson
• A caccia delle emozioni – Ed Giunti
• Insegnare le life skills- EricksonORGANIZZAZIONE DELLA BIBLIOTECA DI PLESSO
Finalità
˜ Promozione culturale del territorio
˜ Promozione della Biblioteca intesa come Centro di documentazione e laboratorio per
l’apprendimento
Obiettivi
1° Obiettivo Rendere fruibile il patrimonio librario e documentario della scuola
Strategie:
- Sistemazione locali e scaffalature
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- Organizzazione del prestito
2° Obiettivo Fare dello studente un utente abituale della Biblioteca Scolastica
Strategie:
- Fare acquisire familiarità con i meccanismi che regolano il funzionamento della
Biblioteca
- Conoscere il significato dei concetti di “catalogazione” e di “classificazione”
utilizzando esemplificazioni adatte ai singoli utenti.
- Promuovere uscite didattiche per visitare le Biblioteche del territorio.
- Alfabetizzare gli studenti in modo che essi sappiano accedere alle informazioni anche
per mezzo delle risorse multimediali disponibili:
- Usare un computer per ricercare ed acquisire informazioni
3° Obiettivo Rendere la Biblioteca Scolastica parte integrante dei processi formativi
della scuola
Strategie:
a) Promuovere il piacere per la lettura:
- Fornire un prestito dei libri di narrativa non vincolato ad un compito didattico preciso.
- Partecipare a dibattiti, attività d’animazione alla lettura ecc.
- Progettare una serie di letture guidate (per far gustare il libro, far cogliere significati
profondi che rispondono ai bisogni psicologici di identificazione e confronto del lettore
con i personaggi del libro)
- Predisporre percorsi di Scrittura Creativa.
- Partecipare a concorsi e iniziative sulla Lettura e sulla Scrittura Creativa.
b) Preparare gli alunni a muoversi all’interno di una realtà multietnica e multiculturale:
- Avviare i ragazzi ad una visione interculturale della realtà con l’offerta di strumenti di
conoscenza che fanno riferimento alle espressioni letterarie, artistiche e d’attualità dei
diversi Paesi.
- Creare uno scambio culturale con altre scuole (europee) utilizzando la posta
tradizionale ed elettronica. ( docenti L2 e L3)
4° Obiettivo Creare una rete di collegamenti con il territorio
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Biblioteche Scuole del Distretto Comune diTerni
Agenzie culturali locali
Biblioteca Comunale
Verifica
- Verifica dei libri letti attraverso giochi di animazione, discussioni guidate, libroforum,
recensioni.
- Monitoraggio dei risultati intermedi e finali sulla validità delle proposte e sull’efficacia
delle strategie adottate.
Mezzi e strumenti
- Antologie, cartonati, racconti di vario genere, libri di narrativa.
- Biblioteca Scolastica e/o Comunale
- Computer
-Scuole del distretto
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SCUOLE DELL’INFANZIA
“TEATRO e FESTE”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE


Conoscenza e uso di codici di comunicazione diversi ;
Interagire con gli altri attraverso tecniche drammatiche ed espressive.
RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI:


Comunica con tutti i codici , verbali e non;
Controlla emozioni e sentimenti e li adatta alle molteplici situazioni.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Criteri di valutazione del progetto:

Accettazione e partecipazione all’agire.
Modalità di valutazione del progetto:


Osservazioni occasionali e sistematiche conversazioni.
Schede di verifica
Brecciaiolo
STORIE E PAROLE
Alternativa I.R.C.
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Comprendere e arricchire il linguaggio verbale
RISULTATI ATTESI/ TRAGUARDI:

Conoscere nuove parole

Utilizzare correttamente il linguaggio verbale

Ascoltare la lettura di storie
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO




Arricchimento lessicale.
Osservazioni occasionali e programmate
Conversazioni sistematiche.
Schede di verifica
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INTEGRAZIONE SCOLASTICA
La scuola si adopera nella costruzione del progetto di vita di ogni alunno disabile,
promuovendo l’integrazione e lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno.
·
·
·
·
Cura l’organizzazione mirata dei processi di accoglienza
Identifica i bisogni formativi dell’alunno
Pianifica, coordina e verifica in collaborazione con la famiglia e con i
servizi territoriali l’andamento del processo formativo e di integrazione
Progetta per fasi successive e per unità operative l’intenzionalità
educativa dell’istituto
AZIONI
·
·
·
·
Elaborazione e aggiornamento del Profilo dinamico funzionale (P. D. F)
redatto dagli insegnanti di classe, dall’insegnante di sostegno,dalla
famiglia e dagli operatori dei servizi territoriali (asl o altre istituzioni
accreditate)
Elaborazione e aggiornamento del Piano Educativo individualizzato (P.
E. I) redatto dagli insegnanti di classe, dall’insegnante di sostegno,dalla
famiglia e dagli operatori dei servizi territoriali (asl o altre istituzioni
accreditate)
Costituzione di un gruppo di lavoro d’Istituto (Commissione Alunni
Diversamente Abili) di cui fanno parte il Dirigente Scolastico,insegnanti
di classe e di sostegno per monitorare e migliorare la qualità
dell’integrazione
Promozione dell’uso delle tecnologie didattiche multimediali
Nuove diposizioni per l’inclusione
Negli ultimi tempi sono intervenuti il Decreto Ministeriale n.254 del 16 novembre 2012,
contenente le nuove “Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e
del I Ciclo di Istruzione”, la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 dedicata agli
“Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per
l’inclusione scolastica” e le relative “Indicazioni operative”, dettate dalla Circolare n.8
del 6
marzo 2013. I tre documenti normativi ufficializzano anche nel nostro Paese il termine
“alunni con Bisogni Educativi Speciali”, prima utilizzato solo dall’INVALSI per
ammettere
criteri di valutazione diversi nella correzione della Prova Nazionale in sede di Esame
di Stato di fine I Ciclo.
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Accanto agli alunni disabili, vi sono nelle classi, sempre più spesso, alunni che
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presentano difficoltà di vario tipo:
· Disturbi specifici di apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia,
disortografia)
· Difficoltà comportamentali
· Difficoltà relazionali
· Difficoltà emozionali
· Difficoltà legate a svantaggio culturale
· Difficoltà legate a svantaggio socio-familiare
La scuola in ottemperanza alla DIRETTIVA MIUR del 27 dicembre 2012 e della C.M.
n. 8 del 6 marzo 2013 s’impegna ad individuare e a progettare risorse per rispondere
in modo efficace ai bisogni e alle esigenze di questi alunni. In particolare:
· Cerca di prevenire le difficoltà che ogni alunno può incontrare nel
proprio percorso scolastico, raccogliendo tutte le informazioni
dall’ordine scolastico precedente e instaurando rapporti di
collaborazione con le famiglie
· Favorisce un clima di classe motivante e coinvolgente
· Elabora strategie didattiche
· Monitora costantemente il percorso di ciascuno
· Utilizza quote orarie residue degli insegnanti per attività di recupero
· Utilizza le ore di contemporaneità per individualizzare e/o consentire
l’organizzazione per piccoli gruppi
· Promuove attività di formazione del personale docente
· Promuove progetti in collaborazione con gli enti locali
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INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI.
Strumenti per il piano didattico personalizzato
Il Piano Didattico Personalizzato è un contratto fra docenti, Istituzioni
scolastiche, istituzioni sociosanitarie e famiglia per individuare e organizzare un
percorso personalizzato nel quale devono essere definiti i supporti compensativi
e dispensativi necessari alla realizzazione del successo scolastico degli alunni
con DSA e/o ADH. Gli alunni che presentano Disturbi Specifici di
Apprendimento e/o Disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività, sono gli
studenti che pur in situazione di integrità cognitiva, trovano difficoltà a seguire il
normale piano di studi e richiedono una personalizzazione dello stesso come
previsto già dalla normativa precedente alla legge 170 (Legge 53 del
2003/Indicazione per il Curricolo 2007). Per questi alunni è prevista la stesura
un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Si precisa che il PDP è uno strumento
diverso dal PEI: ° PEI: previsto dalla L. 104/92 per gli alunni con disabilità
consente di predisporre una programmazione individualizzata e/o differenziata.
PDP: C.M. n. 4099 del 5/10/2004, C.M. 28/05/2009, , C.M. n. 4089 del
15/06/2010, L. 170 del 8/10/2010, DM n°5669 del 12/07/11° consente di
diversificare le metodologie, i tempi e gli ausili didattici per l'attuazione della
programmazione curricolare prevista per la classe di appartenenza, modalità
didattiche personalizzate con attività di recupero individualizzate
Piano Didattico Personalizzato (Scheda tecnica)
Modello PDP (formato Word)
Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA
Tecnologie compensative
ADHD (Disturbo da deficit attentivo con iperattività)
B.E.S. ovvero “Bisogni educativi Speciali”
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a) problematiche relative all’apprendimento
Disturbi Specifici di Apprendimento, ovvero evidenti difficoltà strettamente
legate a deficit di natura percettiva e non riconducibili a problematiche di ritardo
mentale o di natura sensoriale o altra patologia certificabile. Le lacune che
stanno alla base di queste difficoltà riguardano le abilità percettivo-motorie e
metafonologiche; solo un recupero specifico, da effettuarsi in stretta
collaborazione con la scuola e con la famiglia, può favorire il raggiungimento di
risultati soddisfacenti.
Tali disturbi sono:
Dislessia (disturbo specifico dell’apprendimento della lettura)
Disgrafia (difficoltà nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici)
Disortografia (difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le
parole in simboli grafici)
Disclaculia (difficoltà nell’apprendimento delle abilità relative al calcolo)
Difficoltà Generiche di Apprendimento, ovvero tutte quelle difficoltà non
riconducibili ad un Disturbo Specifico o ad una patologia certificabile. Sono
solitamente dovute a un ritardo maturazionale, a uno scarso bagaglio di
esperienze, a scarso investimento motivazionale e, non di rado, a una serie di
errori di tipo pedagogico.
b) vissuti di disagio
Il disagio scolastico è un fenomeno complesso legato sì alla scuola, come luogo
di insorgenza e di mantenimento, ma anche a variabili personali e sociali, come
le caratteristiche psicologiche e caratteriali da una parte e il contesto
familiare/culturale e dall’altra. Assume varie forme, dalle difficoltà di
apprendimento, basso rendimento rispetto alle reali capacità del soggetto,
assenteismo,
disaffezione,
abbandono
scolastico fino
a
problematiche
comportamentali, difficoltà di attenzione e concentrazione, iperattività motoria,
scarsa tolleranza delle frustrazioni, fenomeni di prepotenza e bullismo.
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c) patologie , tra deficit e handicap
In base alla Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle
persone handicappate (L. 104/92) “si definisce persona handicappata colui che
presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale” tale da determinare un
processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Parlare di bisogni educativi
speciali in riferimento alle situazioni di alunni portatori di particolari patologie
impone una riflessione di partenza a mio avviso fondamentale per le
implicazioni che ha sul modo di concepire, relazionarsi e lavorare con ciascuno
di questi bambini. Bisogna distinguere tra deficit (il danno, la patologia) e gli
svantaggi o handicap intesi come possibili barriere - ostacoli fatti di stereotipi,
cultura escludente, che l'individuo incontra e che possono essere ridotti ma
anche aumentati. Partire da questa riflessione ci permette innanzi tutto di
pensare l’individuo in termini di possibilità e non di dato di fatto, il che equivale a
non assumere atteggiamenti rinunciatari in termini educativi ed evolutivi e a non
ripiegarsi su interventi di tipo prettamente assistenzialistico. Il passo successivo
è conoscere la patologia, conoscere il deficit per progettare percorsi e interventi
terapeutici/educativi volti a ridurre l’handicap. Non si tratta tanto di
categorizzare in modo sterile, quanto di analizzare i suoi bisogni e cercare di
rispondere a ciascuno di questi bisogni nel modo più adeguato e personalizzato
e integrando la risposta alle attività educative di tutti.
LEGGE 517/1977; LEGGE 104/1992; LEGGE 9/99 ART.2 IN REGIME DI
AUTONOMIA SCOLASTICA
Finalità: la Repubblica garantisce il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di
autonomia delle persone handicappate e ne promuove la piena integrazione nelle
famiglie, nelle scuole, nel lavoro e nella società. E’ consentito, a norma dell’articolo
110 comma 2 del D.L. n° 297/94, il completamento dell’obbligo d’istruzione anche fino
al diciottesimo anno di età. Nel rispetto della vigente legislazione scolastica, l’attività di
sostegno realizzata nella nostra scuola intende favorire lo sviluppo delle abilità sociorelazionali, finalizzate al raggiungimento di un’adeguata comunicazione fra tutti gli
alunni, prerequisito indispensabile per impostare una corretta attività educativodidattica nel contesto classe. Al tempo stesso si propone di recuperare le abilità di
base di ogni singolo alunno e di svilupparne al meglio le potenzialità. Pertanto,
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considerate le diversificazioni delle disabilità degli alunni, riferite sia alla sfera cognitiva
che emotivo-relazionale e psicomotoria, le modalità di intervento sugli alunni saranno
individuate singolarmente ed esplicitate nel P.E.I. Tali interventi, riferiti sia al recupero
delle abilità di base, che allo sviluppo di competenze socio-relazionale, saranno
costantemente verificate con prove mirate rispettando i tempi di apprendimento di
ciascun alunno. L’attività di rinforzo sarà la costante dell’intervento dell’insegnante
specializzato che utilizzerà le strategie più idonee per mantenere nel tempo gli
apprendimenti programmati.
Ogni docente si avvarrà di mezzi e strumenti più adeguati, per rendere il più efficace
possibile l’intervento didattico-educativo. Si attiveranno laboratori pratico-operativi,
intesi a stimolare la capacità di operare nel concreto e di acquisire una migliore
conoscenza di sé
attraverso l’esperienza
personale,
raggiungendo
così una
maggiore sicurezza ed autostima nelle proprie capacità e possibilità di riuscita
scolastica. Gli alunni diversamente abili, al fine di raggiungere una più ampia
integrazione, frequenteranno diversi laboratori proposti dal consiglio di classe.Nel
territorio opera la ASL , Distretto Sanitario di Neuropsichiatria infantile che interagisce
con gli insegnanti della scuola all’interno dei GLH. O e GLH.I fornendo indicazioni e
supporto collaborativi a vari livelli. In questo contesto la scuola si propone di attivare
tutte le risorse, sia di tipo strumentale che didattiche, con attività aggiuntive e
specialistiche di supporto alla didattica, finalizzate a potenziare le capacità
comunicative e relazionali degli alunni con diverse difficoltà. Come da prassi
sperimentata, per quanto concerne la Scuola Secondaria di Primo Grado si proseguirà
con le diverse attività di laboratorio, per contribuire a sviluppare dinamiche relazionali
adeguate tra i coetanei, basi indispensabili per promuovere il pieno sviluppo della
persona ed attuare una effettiva integrazione all’interno del contesto classe. Ci si
propone in tal modo di sviluppare le abilità e le competenze di base, requisiti
indispensabili per promuovere il pieno sviluppo della persona ed attuare una effettiva
integrazione
all’interno
del
contesto
classe.
Considerando
che
nell’Istituto
Comprensivo sono inseriti alunni diversamente abili nella scuola dell’Infanzia, nella
Scuola Primaria e nella Scuola Secondaria di Primo Grado, si ritiene opportuno
progettare una didattica personalizzata per ogni ordine di scuola ed attività aggiuntive,
programmate in parte all’interno della didattica curriculare, in parte nel piano educativo
individualizzato, finalizzate al recupero delle abilità di base e allo sviluppo delle abilità
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 87
presenti. Inoltre, per alcuni alunni che usufruiscono della Legge 104/92 e per altri affetti
da particolari patologie, unitamente all’offerta formativa didattica, il nostro Istituto si
avvale anche della collaborazione dell’Educatrice Professionale, che, nel corrente
anno scolastico, all’interno dei tre ordini di scuola, intende realizzare i seguenti
progetti:

Laboratorio ludico

Laboratorio di creatività

Laboratorio di rilassamento

Circle time

Laboratorio linguistico
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PROGETTO DI INTEGRAZIONE
CORPO IN GIOCO
ALUNNI B.E.S
IDEAZIONE
Contesto , motivazioni, bisogni.
Il grande tema dell’uguaglianza educativa si sviluppa e si concretizza nel momento in
cui si immette la persona in un processo comune di progressiva maturazione
individuale e sociale. Questa è la scuola “di tutti e di ciascuno”, che si occupa di
“ascoltare ed accogliere
i bisogni degli alunni” ,
producendo una cultura che esiste
già a partire dall'ambiente stesso in cui vive l’alunno, ma che si modifica in seguito
all'azione degli individui (adulti e bambini) che vi interagiscono. Nella nostra realtà
scolastica vi sono bambini con diversificati livelli socio-economico-culturali, bambini
provenienti da famiglie appartenenti a culture differenti, bambini con bisogni educativi
speciali e bambini con difficoltà psico-relazionali e di apprendimento. La complessità
delle dinamiche che caratterizzano la vita del gruppo-classe, influisce in modo
determinante sui singoli alunni. Le insegnanti di sostegno e le insegnanti di classe,
pertanto, "garanti" del processo di crescita degli alunni , coinvolte e interessate allo
svantaggio in generale, hanno analizzato le diverse situazioni di partenza di ogni
classe per rilevare
eventuali difficoltà,
e
pertanto,
hanno ritenuto opportuno
progettare percorsi di inclusione.
Il progetto, pertanto, nasce come proposta di integrazione per gli alunni con
bisogni educativi speciali, ma nel tempo si conferma occasione per tutti coloro
che vi partecipano di fare esperienze ed attività piacevoli ed utili a rafforzare in
modo positivo la propria identità e autostima, a scoprire le risorse e le capacità
di ognuno, a ricevere un aiuto nel proprio percorso di crescita. Attraverso
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l’utilizzo di linguaggi espressivi e di canali di comunicazione a mediazione corporea (
yoga, psicomotricità, e danza terapia) i ragazzi avranno la capacità di esprimere i
propri vissuti ed emozioni attraverso il corpo, la voce, il disegno, creando il contesto
magico all’interno del quale gli alunni saranno in grado di “narrare” loro stessi ed
incontrarsi nell’accoglienza reciproca e nell’ascolto empatico uno dell’altro.
Il progetto prevede:
1. LABORATORIO DI LETTURA ANIMATA ( Le storie scelte e proposte
agli alunni sono tratte dalle Letteratura per l’Infanzia )
2. LABORATORIO DI GIOCA-YOGA“
Il laboratorio “gioca-yoga” prevede un percorso di esperienze ludiche mirate al
benessere psico-fisico individuale ed alla sintonia di gruppo.
La pratica non è uguale a quella per gli adulti, perché i piccoli hanno molto bisogno di
muoversi e divertirsi/giocare, ma anche perché alcune posizioni che assumono gli
adulti non sono adatte per i bambini
Gioca-yoga è una pratica che, partendo da un’idea di educazione globale, in cui
accanto all’intelletto e alle emozioni, entrano, a pieno diritto il corpo e l’anima, porta a
scoprire, tramite il gioco, il linguaggio piu’ ancestrale e antico, la via della
consapevolezza interiore.
È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è
in grado di essere creativo e di far uso dell’intera personalità, ed è solo
nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé. Solo nel giocare è
possibile la comunicazione.
D. W Winnicot, Gioco e realtà.
Semplici , divertenti giochi e movimenti risvegliano nel bambino la consapevolezza
del corpo e la sua relazione con lo spazio, con l’ambiente e con gli altri.
Giocando con i colori, con la natura e i suoi quattro elementi, con gli animali, con la
fantasia e i desideri, con le parole, il corpo e la danza, accompagniamo il bambino
nell’emozionante scoperta di se’ stesso e delle proprie potenzialità, tramite un dialogo
di autenticità emozionale svolto attraverso il “fare” e lo “stare bene insieme”.
I giochi e le attività proposti aiutano inoltre ad organizzare mentalmente le proprie idee,
sviluppando capacità quali la concentrazione, l’autostima, a migliorare la forza ,la
coordinazione, flessibilità, e agilità. Imparano a respirare prendendo coscienza di
questo atto vitale, lasciano andare le tensioni, sviluppano l’attenzione e l’ascolto.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 90
Il gioco nello sviluppo affettivo e cognitivo
mediatore .
e’ un
prezioso elemento trainante e
Esso permette di :



Svolgere una funzione analoga a quella delle fiabe
Mettere in scena, in azione, conflitti, esperienze, paure , provando a
padroneggiarle e a controllarle in maniera attiva
Favorire il processo di acculturazione e di socializzazione. Attraverso la
comunicazione, sia essa verbale o meno, vengono trasmessi norme e valori
culturali. Si tratta di regole che determinano tempi, circoscrivono spazi,
stabiliscono le possibilità di trasgressione, assegnano ruoli agli individui e ai
gruppi.
Finalità

Il laboratorio ha lo scopo di insegnare ai bambini alcune abilità sociali, vale a
dire, un insieme di comportamenti motivati e controllati che permettono ad una
persona di iniziare, sviluppare,mantenere e affrontare una buona relazione con
gli altri e un buon inserimento nell’ambiente che lo circonda. Data l’età dei
bambini partecipanti, le abilità scelte sono quelle per migliorare la conoscenza
di sé, l’autostima e la comunicazione con gli altri.
Obiettivi generali







Valorizzare le proprie capacità e talenti
Valorizzare gli altri e il loro punto di vista
Instaurare rapporti di fiducia e apertura nel gruppo
Acquisire competenze cooperative: comunicare, risolvere i conflitti, chiedere
aiuto, collaborare per uno scopo comune
Incoraggiare la relazione interpersonale e l’espressione delle proprie
sensazioni.
Favorire l’empatia e la collaborazione
Rispettare il turno, le consegne e i propri altrui tempi
Obiettivi specifici





Acquisire maggior consapevolezza del proprio corpo nello spazio
Sperimentare e perfezionare singole posizioni statiche
Apprendere e memorizzare sequenze dinamiche di posizioni yoga (asana)
Perfezionare la coordinazione motoria
Affinare l’espressione motoria
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 91




Sperimentare l’ascolto e la consapevolezza del respiro (pranayama)
Sviluppare capacità di controllo e disciplina
Acquisire tecniche di concentrazione e rilassamento ( yoga Nidra per bambini)
Migliorare la capacità di relazionarsi e collaborare con il gruppo
COME SI AVVICINANO I BAMBINI ALLO YOGA?
Le lezioni di Gioca- Yoga sono incentrate sui reali, grandi insegnamenti dello yoga. Ad
esempio è necessario che, prima di iniziare la pratica yogica, l’abbigliamento sia
riposto con la massima cura, e va prestata attenzione anche ai compagni distratti, che
vanno sostenuti, incoraggiati, ma mai prevaricati. Questi sono i primi piccoli, grandi
insegnamenti per i bambini, ma anche e soprattutto per noi adulti.
COME SI SVOLGE LA PRATICA DI GIOCA- YOGA?
Dopo il rito di accoglienza, che si effettua stando seduti a terra in cerchio ( posizione
fiore di loto) si propongono giochi per formare il gruppo , per favorire l’attenzione, il
contatto le la comunicazione non verbale. Si parte da un racconto, dove la parola
assume forma nel corpo, attraverso il movimento spontaneo, prima, e, in fase
successiva, si insegnano e sperimentano le Asana
nelle fasi iniziali le lezioni sono costruite attorno ad un tema: Es., un viaggio nel
mare, nella giungla, una passeggiata in montagna ... I bambini imitano gli animali (il
cane, il cobra ...), gli elementi della natura (alberi, montagne ...), apprendendo al tempo
stesso le posizioni dello Hathayoga. Quando cominciano a tenere le posizioni più a
lungo, si comincia con una serie di saluti al sole, ( bambini 8-10) e alcuni esercizi di
respirazione, ci si concentra sulle posture, si insegna loro a sentire il corpo presente
attivo, vibrante e rilassato; il tutto con l'obiettivo di fornire loro gli strumenti per arrivare
a percepire il benessere fisico ed emotivo. L'uso delle storie e della musica
ovviamente a quest'età sono sempre strumenti utili.
Le lezioni che si propongono si articolano di solito, secondo il seguente
schema:






IL CERCHIO
IL GIOCO
LA PRATICA
IL RILASSAMENTO
LA CREATIVITA’
LA CONDIVISIONE FINALE
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 92
Non si tratta dunque di esercizi di ginnastica, né di un semplice avvio alla pratica
yoga, ma di una proposta che punta complessivamente a:

valorizzare il corpo come importante strumento di conoscenza, come sede del
raccoglimento e del silenzio interiore, come punto di partenza per sviluppare
consapevolezza e per apprendere attraverso l’esperienza consentendo al
bambino di conoscere e usare il proprio corpo mettendolo alla prova,
riconoscendone sensazioni e limiti, aiutandolo a superare gli ostacoli e
rendendolo più agile e flessibile;

aumentare l’autostima;

educare la mente attraverso attività che sviluppano l’attenzione, la
concentrazione, la riflessione, l’ascolto, il rilassamento, il controllo dei
pensieri, il silenzio mentale

valorizzare le proprie capacità in autonomia, ma anche in relazione agli
altri, apprendendo in tal modo, attraverso una sorta di rispecchiamento, le cose
che uniscono e quelle che differenziano riconoscendo così la diversità/unicità di
ogni persona e predisponendo i bambini ad accogliere ed accettare chi è
diverso per varie ragioni: cultura, handicap, genere;

dare spazio ai riti, importanti per la strutturazione di relazioni significative;

sapersi dare delle regole e saperle rispettare;

favorire
l’abitudine a terminare ciò che si inizia abituando i bambini a
comportamenti rigorosi;

favorire il senso del ritmo. Lo yoga in generale è una disciplina che ridona ritmo
alla vita. Lo yoga invita a rallentare, a mettere pause tra una postura, un
respiro, un pensiero e l’altro perché è proprio nelle pause che avviene la
comprensione;

utilizzare il limite e l’errore come situazioni da cui partire per poter accettare le
proprie fragilità e fallibilità per poi trovare le giuste soluzioni.
RIFERIMENTI TEORICI
Le correnti psico-pedagogiche e filosofiche alle quali si ispira questo progetto e dalle
quali attinge i propri riferimenti teorici sono quelle della psicologia Umanista
(Rogers,Ghordon, Maslow ), Metodi attivi e psicologia di comunità (Francescato)
Questi riferimenti sono le fondamenta e la linfa dalle quali scaturisce la modalità
educativa messa in atto e che sostiene l'agire stesso del mio insegnamento.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 93
Il metodo di lavoro utilizzato è quello Socratico della "maieutica" , del "tirar fuori"
utilizzando degli schemi di osservazione personali che permettono ai ragazzi
l'esplorazione del proprio mondo interiore. Imparare attraverso un "sapere
d'esperienza", sperimentando su di sè che cosa significa essere ascoltati, rispettati,
valorizzati ecc...
A chi si rivolge:
Ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 della scuola primaria, che in orario
scolastico, possono vivere un'esperienza nuova e formativa in cui mettersi alla prova,
sperimentando nuove modalità di gioco e di lavoro col corpo, al di là delle più
conosciute pratiche sportive e/o motorie.
LA VALENZA EDUCATIVA DEL GIOCA-YOGA NEL PERCORSO SCOLASTICO E
FORMATIVO
La disciplina dello Yoga si associa ad una idea di educazione
che ha come
fondamento l’unicità della persona umana nel suo essere corpo, mente ed emozioni; la
conoscenza di se stessi; la conquista dell’autonomia; l’idea che il compito di chi educa
è di accompagnare il bambino e il ragazzo lungo il proprio percorso di crescita; il
riconoscimento al bambino di essere persona competente, portatrice di saperi e di una
storia personale unica e irripetibile. Un’educazione che invita a fermarsi, a prendere
tempo, a dare gradualità alle proprie acquisizioni, a darsi degli obiettivi e a raggiungerli,
a cominciare una cosa e a terminarla nella consapevolezza delle proprie capacità e dei
propri limiti, a soffermarsi sulle cose, a non temere il vuoto, ma a saperne godere , a
saper ascoltare, prestare attenzione, concentrarsi su ciò che si fa e a dare valore ai riti
così
importanti
nella
crescita
di
ogni
persona.
Un’educazione che mette al primo posto la relazione tra le persone, e in particolare tra
adulto e bambino, come condizione che può favorire o inibire lo sviluppo e
l’acquisizione di competenze.
QUALI SONO I BENEFICI SULLA CRESCITA DEL BAMBINO?

Migliora la fiducia in sé stessi.
•
Aumenta nei bambini la capacità di rilassarsi e contemporaneamente di
concentrarsi meglio
•
Permette di scoprire il corpo, le emozioni, i pensieri la vita che pulsa in sé
stessi e nel tutto per giungere a uno sviluppo armonico tra corpo, mente e
coscienza.
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•
Aumenta le capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione
•
Permette di imparare a respirare prendendo coscienza di
vitale;
•
Offre l’opportunità di Riconoscere la bellezza della lentezza, della pausa;
•
Permette di sapere che c’è un posto calmo e sicuro dove ritrovarsi
nonostante le sfide e i cambiamenti della crescita;
•
Avvicinarsi a culture antiche e profonde come quelle orientali.
questo atto
PROBLEMI CHE IL PROGETTO VUOLE RISOLVERE:
Difficoltà di apprendimento, di attenzione, di relazione e socializzazione, di disagio
sociale, difficoltà a rispettare le regole della convivenza democratica.
FINALITA’:
 migliorare la coordinazione, la flessibilità e l’ agilità.
 Imparare a respirare prendendo coscienza di questo atto vitale, lasciano
andare le tensioni, sviluppando /potenziando l’attenzione e l’ascolto.
OBIETTIVI:
•
Aumentare nei bambini la capacità di rilassarsi e contemporaneamente di
concentrarsi meglio
•
scoprire il corpo, le emozioni, i pensieri la vita che pulsa in sé stessi e nel
tutto per giungere a uno sviluppo armonico tra corpo, mente e coscienza.
•
Aumentare le capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione
•
Prendere consapevolezza del respiro come atto vitale;
•
Permette di sapere che c’è un posto calmo e sicuro dove ritrovarsi
nonostante le sfide e i cambiamenti della crescita;
•
Conoscere gli ambienti di altre “culture”
attraverso la lettura di storie
che hanno protagonisti animali e elementi naturali.
•
Favorire la conoscenza globale del corpo, della sua unità e della sua posizione
nello spazio.
Affinare gli schemi motori di base
Gestire l’equilibrio statico e dinamico
Gestire, collegare gli schemi motori di base e variarli in funzione di parametri
spaziali e temporali
Abbassare tensioni muscolari
•
•
•
•
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•
•
Facilitare l’elaborazione dell’immagine corporea
Riflettere sulla quantità, sulla qualità e sulla disposizione degli elementi (fonemi,
grafemi ecc.)che compongono una parola
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO:


Osservazione dei comportamenti durante lo svolgimento delle attività.
le ricadute positive sullo sviluppo cognitivo e affettivo-relazionale degli alunni
che partecipano ai laboratori.
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“PROGETTO DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE E DI
INTEGRAZIONE”
DEGLI ALUNNI NON ITALIANI.
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Nel nostro Paese gli alunni stranieri rappresentano ben 187 nazionalità sul totale
mondiale di 194. La caratteristica del modello italiano è che, a differenza degli altri
paesi europei di più lunga tradizione multiculturale, il cambiamento è stato
rapidissimo e che la presenza di alunni stranieri è molto disomogenea e differenziata
sul territorio nazionale
Al di là delle singole iniziative di accoglienza occorre un
impegno organico capace di sostenere il sistema formativo. La scuola è un luogo
centrale per la condivisione di regole comuni, dove si trasmettono conoscenze
storico-sociali e giuridico-economiche che sono fondamentali per la formazione di una
cittadinanza societaria. Lo strumento principale per affrontare l’integrazione degli
alunni
stranieri
è
imperniato
sull’autonomia
delle
istituzioni
scolastiche
(
D.P.R.n°275/99). La legge n°53/2003 contiene elementi idonei allo sviluppo delle
potenzialità degli allievi attraverso la personalizzazione dei piani di studio per la
costruzione di percorsi didattici appropriati per ciascun studente.
Risultati attesi:
La rilevata tendenza ad un innalzamento del numero degli alunni non italiani in senso
stretto (figli di entrambi i genitori non italiani, con un bagaglio lessicale italiano pari a
zero o molto limitato) nel nostro Istituto si pone le seguenti finalità:

Favorire gradualmente l’accoglienza, l’inserimento e l’integrazione/inclusione
degli alunni stranieri nel contesto scolastico.

Migliorare le competenze linguistiche degli studenti stranieri.

Migliorare il successo di tutti gli alunni nei percorsi formativi.

Limitare i casi di dispersione scolastica
Aree tematiche :
Il progetto si articola in due fasi :
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1. ACCOGLIENZA
Favorire azioni volte ad accogliere gli alunni e le famiglie nel servizio scolastico.
Avviare una prima conoscenza dei neo iscritti mediante un colloquio e la stesura di
una scheda di rilevazione dati .
PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: accoglienza ed integrazione nella classeacquisizione del codice linguistico italiano- conoscenza di alcuni elementi della
cultura italiana;
PER TUTTI GLI ALUNNI E I DOCENTI: accoglienza del bambino stranieroconoscenza delle altre culture, con particolare riferimento a quelle dei nuovi alunni
iscritti.
2. ALFABETIZZAZIONE
L’attivazione di corsi in lingua si reputa necessario in quanto la totale incompetenza
nell’utilizzo del codice linguistico italiano rende particolarmente difficoltosi per gli
alunni non italiani sia l’inserimento nel nuovo contesto sociale che l’apprendimento di
ciascuna disciplina.
Realizzare percorsi di prima alfabetizzazione per l’apprendimento della lingua italiana
(lingua per comunicare).
Organizzare interventi di supporto linguistico.
Attuare laboratori disciplinari.
Modalità di realizzazione :
PER GLI ALUNNI NON ITALIANI:

Ambientazione graduale nella nuova realtà scolastica

Sviluppo di dinamiche relazionali positive all’interno del gruppo classe

Miglioramento della comunicazione interpersonale

Acquisizione della lingua italiana nei suoi diversi aspetti: livello tecnico/
funzionale
livello comportamentale
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livello semantico testuale

Conoscenza di alcuni aspetti della cultura italiana
PER TUTTI GLI ALUNNI:

Superamento di una visione stereotipata dello straniero

Apertura ad esperienze diverse che tendano a prevenire fenomeni
di
intolleranza

Conoscenza di usi e costumi, credenze e modi di vita dei paesi di provenienza
dei compagni non italiani.
PER I DOCENTI:
Raccordo tra gli insegnanti dei vari ordini di scuola, gli insegnanti della scuola
media ,in particolare quelli di lingua straniera,che hanno a disposizione ore di
completamento orario,le insegnanti della scuola primaria che hanno partecipato ad
attività di formazione ed aggiornamento specifici saranno le figure professionali
individuate per l’attuazione dei corsi scolastici in lingua a favore degli alunni non
italiani, per realizzare un percorso didattico interculturale e la messa a punto di
piani di lavoro individualizzati e/o di piccolo gruppo, di classi aperte per gli alunni
coinvolti.
Implicazioni didattiche

Acquisizione di una progressiva competenza linguistica in italiano realizzata
tramite la programmazione e l’attuazione di un percorso basato su:
attività ludico- espressive, grafiche, linguistiche, svolte dal bambino straniero nel
laboratorio di lingua italiana, individualmente, in piccolo gruppo e/o con l’intero
gruppo classe e/o a classi aperte (apprendere la lingua italiana passando da un
linguaggio analitico ad una fase di apprendimento strutturato e contestualizzato;
sviluppare funzioni linguistiche relative al presentarsi, salutare, ringraziare,
scusarsi, chiedere e dare informazioni (sulla salute, sul tempo, sul luogo di nascita
o di abitazione, sui gusti o disgusti personali, descrivere, esprimere desideri,
piacere o rifiuto, possesso).
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Progettazione di un percorso interculturale stabilito di volta in volta nel contesto
delle discipline antropologiche.
Le metodologie usate sono:

organizzazione delle attività del laboratorio di lingua italiana, con la
stesura di piani di lavoro individualizzati, per piccoli gruppi, per la classe.

messa a punto di percorsi interculturali che prevedono l’inserimento di
contenuti interculturali nel contesto di tutte le discipline.
Le fasi delle attività programmate:
Le due fasi si svolgono nel corso di tutto l’anno e sono contemporanee e non
successive.
Collaborazioni interne ed esterne
I soggetti coinvolti sono, a vario titolo:

tutti gli alunni

gli insegnanti di classe

le figure professionali individuate per l’attuazione dei corsi scolastici in lingua

gli enti territoriali
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EDUCAZIONE INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI NON
ITALIANI
INSIEME si IMPARA
Titolo
Progetto di educazione interculturale e sostegno
progetto
linguistico per alunni di nazionalità NON italiana
☺ Gli alunni non italiani iscritti nei diversi ordini di
scuola dell’I.C.( 50 al momento della revisione del
progetto)
Destinatari
☺ Tutti gli alunni iscritti nei diversi ordini di scuola
dell’I.C.
☺ GENITORI alunni non italiani.
☺ GENITORI di tutti gli alunni .
Il bacino d’utenza dell’ Istituto Comprensivo “GIOVANNI
XXIII Terni
da diversi anni è meta di un costante flusso migratorio
proveniente soprattutto dai paesi dell’est Europa,dall’India
e sud America.
Situazione
partenza
di Le classi presentano quindi una composizione eterogenea
per la provenienza geografica degli alunni che varia
spesso anche nel corso dell’anno scolastico.
Tale situazione dinamica è spesso spunto e fonte di
arricchimento, di stimolo, ma, talvolta, crea problemi di
organizzazione ed approccio.
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La rilevata tendenza ad un innalzamento del numero degli
alunni non italiani in senso stretto (figli di entrambi i genitori
non italiani, con un bagaglio lessicale italiano pari a zero o
molto limitato) ha evidenziato i seguenti bisogni:
PER GLI ALUNNI NON ITALIANI: accoglienza ed
integrazione
nella
classe-
acquisizione
del
codice
linguistico italiano- conoscenza di alcuni elementi della
cultura italiana;
PER TUTTI GLI ALUNNI E I DOCENTI: accoglienza del
Motivazioni
bambino NON italiano- conoscenza delle altre culture, con
del progetto
particolare riferimento a quelle dei nuovi alunni iscritti.
L’attivazione di corsi in lingua
si reputa necessario in
quanto la totale incompetenza nell’utilizzo del codice
linguistico italiano rende particolarmente difficoltosi per gli
alunni non italiani sia l’inserimento nel nuovo contesto
sociale che l’apprendimento di ciascuna disciplina.
PER i GENITORI accoglienza dei genitori del bambino
NON italiano con la consapevolezza di avere un aiuto per
orientarsi per la soluzione di eventuali problemi legati alla
frequenza scolastica del proprio figlio.
PER GLI ALUNNI NON ITALIANI:
 Ambientazione
graduale
nella
nuova
realtà
scolastica
 Sviluppo di dinamiche relazionali positive all’interno
Risultati attesi
del gruppo classe
 Miglioramento della comunicazione interpersonale
 Acquisizione della lingua italiana nei suoi diversi
aspetti: livello tecnico/ funzionale
livello comportamentale
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livello semantico testuale
 Conoscenza di alcuni aspetti della cultura italiana
PER TUTTI GLI ALUNNI:
 Superamento di una visione stereotipata dello
straniero
 Apertura ad esperienze diverse che tendano a
prevenire fenomeni di intolleranza
 Conoscenza di usi e costumi, modi di vita dei paesi
di provenienza dei compagni non italiani
PER I DOCENTI:
 Raccordo tra gli insegnanti dei vari ordini di scuola,
gli insegnanti della scuola media ,in particolare
quelli di lingua straniera,che hanno a disposizione
ore di completamento orario,le insegnanti della
scuola primaria che hanno partecipato ad attività di
formazione ed aggiornamento specifici saranno le
figure professionali individuate per l’attuazione dei
corsi scolastici in lingua a favore degli alunni non
italiani,
per
realizzare
un
percorso
didattico
interculturale e la messa a punto di piani di lavoro
individualizzati e/o di piccolo gruppo, di classi
aperte per gli alunni coinvolti.
PER i GENITORI
 SPORTELLO
di ORIENTAMENTO al quale i
GENITORI possono accedere per evidenziare
eventuali problematiche e trovare le soluzioni
più idonee con il docente che opera nel punto di
ascolto.
 Partecipazione ad eventuali laboratori in veste
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di “ESPERTO”
 Acquisizione
linguistica
di
in
una
progressiva
italiano
realizzata
competenza
tramite
la
programmazione e l’attuazione di un percorso
basato su:
attività ludico- espressive, grafiche, linguistiche,
svolte dal bambino straniero nel laboratorio di
lingua italiana, individualmente, in piccolo gruppo
e/o con l’intero gruppo classe e/o a classi aperte
(apprendere la lingua italiana passando da un
Obiettivi
linguaggio analitico ad una fase di apprendimento
specifici
strutturato e contestualizzato; sviluppare funzioni
linguistiche
relative
al
presentarsi,
salutare,
ringraziare, scusarsi, chiedere e dare informazioni
(sulla salute, sul tempo, sul luogo di nascita o di
abitazione,
sui
gusti
o
disgusti
personali,
descrivere, esprimere desideri, piacere o rifiuto,
possesso).
 Progettazione di un percorso interculturale stabilito
di volta in volta nel contesto delle discipline
antropologiche.
Il progetto può essere suddiviso in due fasi:
 Prima fase ALFABETIZZAZIONE: organizzazione
Articolazione
del progetto
delle attività del laboratorio di lingua italiana, con la
stesura di piani di lavoro individualizzati, per piccoli
gruppi, per la classe.
 Seconda fase EDUCAZIONE INTERCULTURALE:
messa a punto di percorsi interculturali che
prevedono l’inserimento di contenuti interculturali
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 104
nel contesto di tutte le discipline.
Le due fasi si svolgono nel corso di tutto l’anno e sono
contemporanee e non successive.
I soggetti coinvolti sono, a vario titolo:
 tutti gli alunni
Soggetti
 gli insegnanti di classe per le attività laboratoriali
implicati
 *le figure professionali individuate per l’attuazione
nell’attuazione
dei corsi scolastici in lingua
( ITALIANO L2)
 gli enti territoriali
 PRIMA ACCOGLIENZA
 ALFABETIZZAZIONE. Attività di nomenclatura del
proprio corpo, dei cibi, degli oggetti e ambienti
scolastici, degli animali e delle piante.
Giochi con materiale strutturato: carte, tombola,
memory
Percorsi
educativi,
percorsi
didattici,
interventi
Giochi di ruolo
Riconoscimento graduale di parole e frasi scritte, in
relazione alle esperienze vissute
con gli alunni.
 EDUCAZIONE INTERCULTURALE:
scoperta delle caratteristiche geografiche e storiche
dei vari paesi di origine degli alunni, uguaglianze e
diversità nei giochi dei bambini.
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Esperienza del fare.
Per gli alunni trasferiti nell’anno scolastico in corso e/o
frequentano la prima classe della scuola Primaria,
verranno organizzate,dall’inizio dell’anno scolastico, delle
attività di “sostegno” per l’acquisizione della “lingua degli
affetti e dell’interlingua”per almeno tre ore alla settimana
da svolgersi in orario antimeridiano. Per gli alunni non
italiani,da più di un anno trasferiti in Italia, verranno
organizzate
attività
pomeridiane,per
almeno tre
ore
settimanali come ampliamento del tempo scuola per
l’arricchimento del livello di lingua italiana maturato
precedentemente
e
per
l’avvio
all’acquisizione
dei
linguaggi disciplinari e il raggiungimento dei livelli previsti
dal frame work** europeo
Procedure
di All’inizio dell’anno scolastico vengono attivati n°2 corsi
attuazione
intensivi di Italiano,uno per gli alunni della Scuola
primaria,l’altro per quelli della Scuola secondaria di primo
grado da svolgere in orario extrascolastico
Gli alunni per i quali sono attivati i due corsi intensivi
pomeridiani,sono neo arrivati in Italia e/o hanno un livello di
comprensione linguistica tra 0 e1.
Laboratori di potenziamento di Italiano L2 verranno attivati
all’inizio
dei
due
quadrimestri,con
gruppi
di
livello
linguistico differenziato.
In ciascun gruppo sarà inserita una percentuale di alunni
madre lingua italiana per fornire agli alunni non italiani
giusti modelli di riferimento linguistico e per attivare un
processo
di
cooperative
learning
e
favorire
la
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 106
socializzazione.
Strumenti
verifica
di
del
progetto
1) T.P.R.,
2) ascolto/comprensione,conversazioni,
schede
strutturate,lettura, elaborati
3) Acquisizione e sviluppo di comportamenti positivi
 Italiano L2
 Lab ceramica
 Lab.teatrale
 Cineforum
ATTIVITA’
 Potenziamento informatica
 Lab.Musicale
 Lab.di ed. alla sicurezza
 Manipolazione e creatività
 Giornalino scolastico
 Altro……
Valutazione
Risposta positiva dei soggetti coinvolti, autovalutazione,
complessiva
immagine della scuola recepita dal territorio.
del progetto
Le risorse per l’attivazione dei laboratori sono reperibili da:
Risorse
i fondi assegnati dal MIUR per gli alunni non italiani,fondo
di Istituto ed altri eventuali finanziamenti.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 107
“POTENZIAMENTO DELLA LINGUA INGLESE”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
In un contesto di scarso se non assente utilizzo della lingua straniera quale
reale mezzo di comunicazione, si è constatato quanto i ragazzi abbiano
necessità di esperienze in cui l’utilizzo della lingua avvenga in situazioni di
realtà, in questo caso in un contesto culturale e linguistico britannico. Tale
esperienze hanno un ruolo fondamentale nel motivare lo studente
all’apprendimento della lingua straniera Dopo anni di quasi "stagnazione" nel
settore dell'insegnamento/apprendimento delle lingua straniere, le autorità
scolastiche nazionali hanno recepito i consigli derivanti dai numerosi studi a
livello europeo i quali, nell'avviare indagini a vasto raggio sullo "stato
dell'apprendimento linguistico", hanno altresì messo in luce alcune carenze
particolarmente stridenti...
L'inchiesta di Cresson, ad esempio ("Il libro bianco: Insegnare ed apprendere,
Strasbourg, 1995), ha evidenziato come gli studenti italiani acquisiscano con
grande difficoltà competenze comunicative nelle lingue straniere e ciò, di fatto,
impedisce il completo sviluppo dei futuri percorsi umani e professionali. La
sintesi delle ricerche ha prodotto una serie di utili indicazioni riassumibili in una
serie di principi guida.
L'apprendimento delle lingue è:
* per tutti: non più il retaggio di una élite sociale o culturale, ma un bisogno ed
un diritto per ogni cittadino d'Europa;
* per la vita: non uno studio formale di strutture grammaticali e di opere
letterarie, ma l'acquisizione di competenze necessarie per la comunicazione
quotidiana e per apprendere "tutta la vita";
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 108
* per il discente: non soltanto risposta alle richieste delle famiglie e della
società, ma anche agli interessi, ai bisogni, ai desideri e alle aspettative e
potenzialità dei discenti. (Key Principles, Council of Europe, Strasbourg, 1996)
RISULTATI ATTESI
Il progetto mira allo sviluppo delle abilità orali e scritte ed in modo particolare si
propone di:

creare un ambiente reale di comunicazione tramite la presenza dell’insegnante
madrelingua, esperienza che va oltre le simulazioni generalmente proposte in
classe. Tale attività può quindi essere un modo efficace per motivare e
stimolare i ragazzi allo studio delle lingue straniere.

sviluppare le abilità di comprensione e di produzione della lingua orale e scritta,
avviando gli allievi all’acquisizione di abilità espositive.

acquisire elementi di fonologia, ritmo accento e intonazione, tenendo presente
che la lingua inglese presenta ben 12 diversi suoni vocalici e, in quanto lingua
germanica, utilizza ritmi completamente diversi da quelli della lingua italiana,
rendendo di fondamentale importanza la pratica orale.

tramite l’impiego della multimedialità mirare allo sviluppo di capacità di
autoapprendimento e di autovalutazione, da ritenersi oggi di fondamentale
importanza per la formazione e lo sviluppo dell’autonomia dell’alunno.
Raggiungere attraverso l’uso di una lingua diversa dalla propria in una
situazione di realtà la consapevolezza dell’importanza del comunicare.

Provare interesse e piacere verso l’apprendimento di una lingua straniera.

Dimostrare apertura e interesse verso la cultura di altri popoli

Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo e fiducia in se stessi.

Saper interagire con una certa disinvoltura in conversazioni che trattano
argomenti di vita quotidiana.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 109
Aree tematiche
I contenuti linguistici proposti saranno funzioni di prima utilità in conversazioni su
argomenti di vita quotidiana ed elementi di civiltà (livelli A2) facenti parte della
programmazione curricolare.
Modalità di realizzazione
Nel corso dell’anno scolastico per un’ora a settimana l’insegnante sarà
affiancata da una assistente di madre lingua che si occuperà di conversare con
gli studenti approfondendo il lessico appreso durante le lezioni del docente di
classe
Implicazioni didattiche
Consolidamento e sviluppo delle quattro abilità linguistiche, attraverso esercizi
di vario tipo tratti da materiale cartaceo e multimediale. Per essere in grado di
comprendere persone che conversano in situazioni quotidiane/ familiari, per
essere in grado di comprendere le informazioni esplicite fornite da un
interlocutore per conoscere strutture/ funzioni/ lessico affrontati mostrando un
adeguato controllo nel loro riutilizzo a livello orale e scritto
Le metodologie usate sono:

Approccio comunicativo

Ascolto di materiale autentico
Collaborazioni interne ed esterne
Impariamo una lingua non tanto perché, a scuola o a casa, passiamo del tempo
a fare esercizi, a studiare elenchi di vocaboli e di espressioni, ad esercitarci in
attività scritte e orali. Anche. Sono soprattutto le occasioni che ci diamo per
usare una lingua in contesti significativi che rendono l’apprendimento efficace.
Infatti non si tratta tanto di imparare una lingua (ciò che sappiamo di una
lingua), ma di imparare ad usare una lingua (come usiamo ciò che sappiamo in
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 110
una lingua) che può garantire un apprendimento efficace, capace di aiutarci ad
imparare anche altre lingue.
Inoltre, non dimentichiamo che, tra i fattori che possono contribuire a rendere
l’apprendimento significativo, gioca un ruolo di primo piano tutto ciò che ci
circonda, ciò che ci entusiasma, ciò che interessa e stimola la nostra curiosità,
ciò che aumenta la motivazione ad imparare. L’ambiente di apprendimento
diventa, quindi, di primaria importanza per lo sviluppo di una delle competenze
chiave di cittadinanza, ovvero l’imparare ad imparare: imparo una lingua
attraverso un contenuto disciplinare, ma imparo anche come si imparano le
lingue. Per tale motivo il Ministero dell’Istruzione ha assegnato all’Istituto per il
corrente anno scolastico una insegnante di madre lingua che affianca
l’insegnante nell’attività didattica per le classi quinte della scuola primaria e le
classi terze della scuola secondaria di primo grado
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO

Schede di verifica predisposte sull’ arricchimento lessicale

Comprensione dei dialoghi sia orali che scritti

Verifica della produzione orale e scritta
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 111
“ POTENZIAMENTO LINGUA INGLESE”
Scuola dell’infanzia Brecciaiolo, San Michele, San Clemente, Maratta
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Ascoltare ,comprendere e verbalizzare parole e messaggi in lingua inglese
RISULTATI ATTESI
Utilizzo della lingua inglese per presentarsi denominare parti del corpo ed oggetti di
uso quotidiano, componenti della famiglia, stagioni, numeri, colori
intervento attivo in semplici dialoghi con linguaggio noto
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO

Partecipazione ed interesse degli alunni

Acquisizione delle basilari conoscenze della lingua Inglese

Arricchimento del lessico
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 112
CERTIFICAZIONE CAMBRIDGE
livello Starters ,Moovers Lingua Inglese
CLASSI QUINTE PRIMARIA CARDUCCI CAMPITELLO
LABORATORIO DI POTENZIAMENTO
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Tale progetto mira allo sviluppo delle abilità orali e scritte ed in modo
particolare si propone di:
1. creare un ambiente di comunicazione
2. sviluppare le abilità di comprensione e di produzione della lingua orale e
scritta, avviando gli allievi all’acquisizione di abilità espositive.
3. acquisire elementi di fonologia, ritmo accento e intonazione, tenendo
presente che la lingua inglese presenta ben 12 diversi suoni vocalici e,
in quanto lingua germanica, utilizza ritmi completamente diversi da
quelli della lingua italiana, rendendo di fondamentale importanza la
pratica orale.
Obiettivi generali del processo formativo

Raggiungere attraverso l’uso di una lingua diversa dalla propria in una
situazione di realtà la consapevolezza dell’importanza del comunicare.

Provare interesse e piacere verso l’apprendimento di una lingua straniera.

Dimostrare apertura e interesse verso la cultura di altri popoli

Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo e fiducia in se stessi.

Saper interagire con una certa disinvoltura in conversazioni che trattano
argomenti di vita quotidiana
Obiettivi specifici di apprendimento

Essere in grado di comprendere persone che
conversano in situazioni
quotidiane/ familiari.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 113

Essere in grado di comprendere le informazioni esplicite fornite da un
interlocutore

Conoscere strutture/ funzioni/ lessico affrontati mostrando un adeguato
controllo nel loro riutilizzo a livello orale e scritto
Attività – tipologia delle azioni da attivare –
I contenuti linguistici proposti saranno funzioni di prima utilità in conversazioni su
argomenti di vita quotidiana ed elementi di civiltà (livelli A2) facenti parte della
programmazione curricolare. Le fasi di lavoro del modulo verranno concordate nei
dettagli tra l’insegnante di classe e l’insegnante dell’ente certificatore e prevedono
conversazioni guidate.
Metodologia
Consolidamento e sviluppo delle quattro abilità linguistiche, attraverso esercizi di
vario tipo tratti da materiale cartaceo e multimediale.
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SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
CERTIFICAZIONE TRINITY
In tutto il mondo l'inglese è la lingua di comunicazione che supera ogni barriera.
Sempre più persone hanno necessità di conoscere e usare l'inglese per studio
o per lavoro. Essere in grado di documentare la propria competenza in questa
lingua significa accedere ad un mondo più grande.
CHE COSA E' IL TRINITY COLLEGE
Trinity è uno degli Enti firmatari del Protocollo d'intesa con la Conferenza dei
Rettori delle Università Italiane (CRUI) nell'ambito del Progetto Campus One ed
è incluso nella lista degli enti certificatori menzionati nel Protocollo tra Ministero
dell'Istruzione e CRUI del Maggio 2001). La certificazione è valida come credito
formativo ai fini del punteggio per l'Esame di Stato. La certificazione è
spendibile nel corso degli studi - per esempio nel passaggio da un indirizzo ad
un altro - o in ambito universitario per il conseguimento di credito linguistico.
Molte facoltà riconoscono i certificati Trinity ma per avere informazioni più
precise si consiglia di visionare la lista sul sito web e informarsi direttamente
presso la facoltà che si intende frequentare. La certificazione è spendibile in
ambito lavorativo grazie al suo valore riconosciuto in tutti i paesi Europei.
L' ESAME
L'esperienza dell'esame fornisce a chi lo sostiene delle informazioni di ritorno
circa le proprie capacità di comunicazione e comprensione in situazione reale
con un native speaker. Il successo di questa interazione può essere altamente
gratificante e può contribuire ad accrescere l'autostima
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 115
CERTIFICAZIONE DELF
Il DELF (Diplôme d'études en langue française) e il DALF (Diplôme approfondi de
langue française) rilasciati dal Ministère de l'Éducation Nationale, de l'Enseignement
Supérieur et de la Recherche, attestano il livello di conoscenza della lingua francese e
sono aperti a tutti i cittadini italiani e stranieri.
Il DELF e il DALF sono riconosciuti come crediti formativi all'esame di maturità e
all'università.
Ogni diploma è costituito da prove che valutano le 4 competenze orali e scritte :
produzione scritta, produzione orale, interazione orale, lettura, ascolto.
I diplomi del DELF e del DALF possono essere presentati e ottenuti indipendentemente
gli uni dagli altri, nello stesso paese o in paesi diversi, senza limite di tempo.
Il DELF SCOLAIRE
Il DELF SCOLAIRE è riservato agli studenti della scuola media inferiore e superiore. Il
nuovo DELF SCOLAIRE è costituito da 4 diplomi indipendenti gli uni dagli altri, senza
unità capitalizzabili, corrispondenti ai primi 4 livelli del Quadro europeo di riferimento
per le lingue.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 116
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il programma settoriale Comenius riguarda tutto l'arco dell'istruzione
scolastica, dalla scuola dell'infanzia fino al termine degli studi secondari superiori:
risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone, gli istituti e
le organizzazioni coinvolte in questo tipo di istruzione.
Sviluppare la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e
linguistica europea e del suo valore
Aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita
e le competenze necessarie ai fini dello sviluppo personale, dell'occupazione
e della cittadinanza europea attiva.
RISULTATI ATTESI

migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità degli scambi di allievi
e personale docente nei vari Stati membri

migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici
di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte
almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma

incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere moderne

promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di
contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basati sulle TIC

migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli
insegnanti

migliorare
le
metodologie
pedagogiche
e
la
gestione
scolastica.
Le attività previste rientrano in questa attività gli scambi di alunni e personale
della scuola, la mobilità individuale degli alunni, l'assistentato per futuri
insegnanti, la possibilità per il personale docente di effettuare tirocini presso
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 117
istituti scolastici o imprese, la formazione in servizio per il personale docente e
le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti.
Partenariati
Rientrano in questa attività i progetti di cooperazione scolastica bilaterali e
multilaterali e i partenariati Comenius Regio.
L’Istituto partecipa con :
Progetti Scolastici che permettono alle scuole di realizzare in collaborazione con
altre scuole europee . i progetti sono finanziati a livello decentrato attraverso le
Agenzie Nazionali istituite in ciascuno dei Paesi partecipanti a LLP Programme)
l'Interesse è quello di scambiare esperienze, confrontare con i partner i diversi punti
di vista e le diverse culture, lavorare su temi di interesse comune.
Progetto Comenius 1/1

migliorare la qualità e aumentare il volume della mobilità degli scambi di allievi
e personale docente nei vari Stati membri

migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di
vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno
3 milioni di allievi nel corso della durata del programma

incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere moderne

promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di
contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basati sulle TIC

migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti

migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica.
Destinatari: Alunni della scuola primaria e secondaria di I° grado
Modalità di realizzazione: : Le attività vengono realizzate in orario curricolare ed
extracurricolare coinvolgendo gli alunni per gruppi omogenei o eterogenei secondo
le esigenze e utilizzando i diversi linguaggi (grafico, pittorico, musicale, informatico,
gestuale …)
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 118
Collaborazioni esterne
Enti locali,Agenzia nazionale INDIRE LLP
Progetto Comenius approvato
L’APPRENDIMENTO INFORMALE PER UN SANO STILE DI VITA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
L'apprendimento informale non dovrebbe più essere considerato come una
forma inferiore di apprendimento. Dobbiamo abbandonare una visione
dell'istruzione come un rito di passaggio
che comporti l'acquisizione di
conoscenze sufficienti e qualifiche per il mercato del lavoro .
Il focus
dell’istruzione è sviluppare competenze ,quelle di base di
alfabetizzazione e quelle di cittadinanza come la capacità di agire in maniera
responsabile , prendere l'iniziativa e lavorare in modo creativo e collaborativo.
Questo progetto svilupperà l'apprendimento deliberativo degli studenti e
svilupperà negli studenti
la capacità di
prendere decisioni e
risolvere
situazione problematiche.
La metodologia dell’apprendimento informale avrà come tema l’educazione
alla salute, in particolare sarà sviluppato il tema dell’educazione alla salute dal
punto di vista dell’informazione della comunicazione .
Gli obiettivi educativi del progetto sono: promuovere la comprensione delle
competenze di base nel contesto di un sano stile di vita, l'integrità fisica,
mentale ed emozionale, evitare le cattive abitudini come il fumo, l'assunzione di
droga e dipendenze promuoveremo le attività sportive e fisiche a vantaggio
della salute attraverso l'organizzazione di tornei sportivi tra le scuole coinvolteSaranno presenti le informazioni di base della scienza attraverso un ambiente
attivo e accessibile che completerà l'istruzione formale della scienza,
svilupperemo l’abitudine al riflettere attraverso l'apprendimento esperienziale
con: il teatro ,le arti visive , giochi,prodotti multimediali, spot,video. Materiali,
opere, spettacoli e buone pratiche saranno divulgate utilizzando la metodologia
CLIL nei diversi paesi coinvolti.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 119
Motivazione
Un tema chiave nelle iniziative politiche in corso è legata all’ idea che se le
persone non trovano continuità tra la scuola , la società ed il mondo del lavoro
potrebbero insorgere problemi molto gravi sia per la società attuale che per
quella futura. Soprattutto futura. L'assunzione di droghe, la crisi della famiglia,
la criminalità sono esempi del problema. L’insegnamento dovrebbe essere
focalizzato sui processi chiave e sulle modalità di comunicare in modo che gli
studenti possano capire che cosa costituisce la qualità dell'apprendimento. Gli
studenti dovrebbero essere incoraggiati e aiutati a costruire relazioni e
comunicazione, al fine di aiutare la costruzione di conoscenze reciproche e
migliorare le performances del singolo e del gruppo. Occorre stimolare inoltre
la motivazione. Con il progetto si vuole adottare la nuova metodologia di
apprendimento non formale. Consiste in attività programmate che non sono
esplicitamente indicate come apprendimenti disciplinari, ma che contengono
elementi molto importanti per lo sviluppo di abilità e competenze.
L'apprendimento non formale è intenzionale dal punto di vista del discente, ed è
definito come apprendimento derivante dalle attività della vita quotidiana E 'un
apprendimento esperienziale che può essere chiamato apprendimento
accidentale. L'intenzione di imparare spiega la centralità del discente e la
struttura si riferisce al contesto in cui l'apprendimento si attua. Il progetto vuole:
sviluppare un'istruzione di qualità a disposizione di tutti i giovani, aiutandoli a
soddisfare le loro esigenze e realizzare le loro aspirazioni nella carriera e stili di
vita. Intende sviluppare menti indagatrici, per essere creativi ma rigorosi nel
pensiero, al fine di comprendere i processi di ricerca scientifica ed i principi
delle conoscenze scientifiche.
I vantaggi sono la conoscenza permanente, la capacità di entrare in contatto
con i problemi attuali e futuri che hanno la salute come tema. Noi sosteniamo
un approccio olistico alla educazione alla salute per incoraggiare la ricerca
dell'eccellenza in tutti gli aspetti della formazione - formazione professionale,
applicata e accademica.
Lavoreremo quindi con i partner e la comunità per condividere e implementare
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 120
la nostra visione di educazione alla salute. Pensiamo inoltre di sviluppare un
generale entusiasmo per l'apprendimento delle lingue straniere.
OBIETTIVI DEL PROGETTO E STRATEGIE
Gli obiettivi sono :

produrre significativi cambiamenti positivi che aumenteranno il numero di
giovani interessati ad una vita sana

promuovere i collegamenti tra educazione formale e informale, creando una
sinergia che rafforzerà l'educazione in molti ambienti di apprendimento,

migliorare la cultura scientifica e tecnologica

fornire attività informali creative e innovative di apprendimento

sviluppare
le
capacità
di
pensiero
cognitivo
e
creativo
nel
campo
dell’educazione alla salute come sfida alle convenzioni

sviluppare
l’inventiva
associando cose che non sono di solito legate,
prevedendo ciò che potrebbe essere
immaginare - vedere le cose con l'occhio della mente,cercando alternative e nuovi
approcci, mantenendo le opzioni aperte, riflettendo criticamente sulle idee, azioni e
risultati.
Obiettivi per gli insegnanti

lavorare attraverso e al di là del curriculum, animando l'aula e trovando
nuovi modi per insegnare attraverso lo sviluppo di progetti di varia scala; gli
insegnanti creativi e giovani studenti lavoreranno insieme come partner alla
pari mettendo la creatività al centro dell’ apprendimento.

utilizzare
metodi di diffusione per condividere finalità, progressi e risultati
del partenariato e quindi costruire negli studenti
fiducia in se stessi e
autostima.
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
adottare metodi al fine di aumentare l'efficienza e l'equità della formazione
anche attraverso l'esperienza di altre culture e conoscersi l'un l'altro come
individui
e
non
secondo
gli
stereotipi
nazionali.
Obiettivi per gli studenti
1.acquisire stili di vita salutari analizzando le cause che sono alla base di problemi
come l’uso di droghe, una errata alimentazione
2. acquisire informazioni sanitarie adeguate
3. migliorare la salute pratica, i comportamenti , ridurre i rischi per la salute
5. utilizzare la definizione degli obiettivi e capacità decisionali per migliorare la salute;
6. dimostrare un'efficace comunicazione interpersonale
7 proporre soluzioni per questi problemi, per lo scambio di idee e creare soluzioni che
funzioneranno per tutte le scuole partner;
8 sviluppare le abilità delle lingue straniere;
Scuola primaria

Individuare indicatori di salute mentale, emotiva, sociale e fisica durante
l’infanzia.
Scuola media

Descrivere l'interrelazione tra emotività e fisicità,
salute sociale durante l'adolescenza.

Descrivere come famiglia e coetanei influenzano la salute degli
individui.

Analizzare come il comportamento può influire sul mantenimento della salute e
prevenzione delle malattie.

Analizzare come l'ambiente influenza la salute delle persone in una comunità.

Riconoscere che la maggior parte dei problemi di salute possono essere
prevenuti da pratiche positive ed da un'assistenza sanitaria adeguata.

Identificare le caratteristiche delle informazioni sanitarie valide.
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
Tutti gli studenti analizzeranno l'influenza di credenze culturali, dei media e
della tecnologia sulla salute.

Sviluppare strategie per migliorare la vita personale, familiare e la salute della
comunità.

Dimostrare la capacità di lavorare in modo cooperativo con gli altri .
Attività
Gennaio Maggio 2013
Creare una mostra d'arte o un'installazione artistica coinvolgente, che si
collega solo tangenzialmente con contenuto scientifico e didattico. Questo sarà
un modo molto potente di esprimersi e di essere capito; Tutte le scuole
coinvolte
Maggio
Secondo incontro del progetto
Settembre dicembre 2013
Creare una mostra che trasmette le conoscenze scientifiche e problemi,
utilizzando l'arte e il design contemporaneo per aumentarne l'efficacia. Le
prestazioni sono uno strumento di cambiamento sociale per educare le persone
su temi importanti;
Tutti gli studenti dimostreranno efficace comunicazione interpersonale e
sociale, competenze per migliorare la salute.
Gennaio giugno 2014
Allestimento di una mostra che si concentri sulle attività di insegnamento e
apprendimento
valorizzazione e promozione di particolari tipi di pratiche di apprendimento
creativo.
Tutti gli studenti utilizzeranno capacità decisionali per migliorare la salute.
Tutte le scuole coinvolte daranno la possibilità agli studenti di comprendere in
modo più efficace e di gestire i sistemi dinamici comunicativi, i processi e le
interazioni delle persone e dei messaggi all'interno di ambienti sanitari.
VALORE AGGIUNTO EUROPEO
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Favorire la partecipazione democratica degli studenti come cittadini attivi nella
definizione delle condizioni ambientali della loro vita e di lavoro; promuovere e
facilitare lo sviluppo di una società ecologicamente sostenibile e le azioni relative
all'interno dei sistemi educativi; creare reti di ricerca innovative che colleghino la
pratica nelle scuole e la comunità accademica con la ricerca educativa e con
processi decisionali istituzionali;ispirare insegnanti e studenti ad impegnarsi verso
un miglioramento economico ecologico e sociale delle loro comunità.
Fornire un contributo alla formazione permanente e allo sviluppo personale
attraverso la realizzazione delle attività di formazione per insegnanti ed a lavorare
nel campo della ricerca pedagogica su diversi aspetti della educazione informale
sul tema dell’educazione alla salute.
Offrire un contributo per la ricerca pedagogica nella sperimentazione di creatività e
di gestione dell'apprendimento.
Sviluppare negli studenti la consapevolezza della cittadinanza europea
promuovendo i valori europei ,fornendo un'esperienza di apprendimento
interculturale con possibilità di comprensione reciproca tra culture diverse
attraverso il lavoro in classe insieme per 2 anni.
Favorire il miglioramento della qualità e la dimensione europea dell'insegnamento e
della formazione degli insegnanti.
Promuovere CLIL
Favorire la mobilità tra studenti, insegnanti e personale docente nei vari Stati
membri.
Coinvolgere la comunità locale.
Promuovere l'uso di nuove tecnologie (e-mail, videoconferenza, web design della
pagina di e-learning piattaforma video, blog, social network).
IMPATTO
Attraverso il progetto ci sarà un impatto positivo complessivo sul personale e gli
alunni, così come una migliore valutazione e comprensione delle differenze
interculturali. Ci sarà maggiore motivazione e una migliore conoscenza delle lingue
straniere e delle abilità per ottenere un sano stile di vita.
Ci sarà una condivisione di metodi, approcci e stili di insegnamento tra le scuole
partner che valorizzeranno e sosterranno lo sviluppo professionale per tutto il
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 124
personale e gli insegnanti coinvolti nella ricerca pedagogica dell’ educazione
informale.
Il progetto offre opportunità a tutti i partner di discussione sui diversi punti di vista,
a partire dall'obiettivo condiviso di sviluppare abilità di pensiero creativo nel campo
della salute.
I partner sono fiduciosi che le opportunità offerte nel corso del progetto, riunioni di
esperti, visite di studio, eventi e sito web, forniranno un incentivo utilizzando le
opportunità della rete, permettendo così agli alunni di utilizzare le nuove tecnologie
in modo stimolante e innovativo - di appropriarsi del lavoro di progetto, monitorare
l'andamento di ogni aspetto del progetto e collegare gruppi di pari per condividere
e discutere su questioni importanti per loro. Gli Insegnanti della scuola primaria e
secondaria e gli studenti delle istituzioni europee avranno un'idea dei vantaggi e
delle possibilità di utilizzo pedagogico dell'educazione informale e attiveranno
sperimentazioni basate su questo punto di vista. Il partenariato migliora il profilo
della scuola e sviluppa ulteriormente lo spirito di squadra di ciascuna istituzione.
ogni scuola utilizzerà l'esperienza all'interno della propria comunità locale per tutta
la durata del progetto ed accrescerà l'interesse della comunità locale per la
scuola. Si contribuirà ad integrare la scuola nel cuore di ogni comunità. La
sostenibilità sarà raggiunta:
• Rendendo tutti i prodotti a disposizione di un pubblico di grandi dimensioni che
verranno utilizzati non solo durante la realizzazione del progetto
• Promuovendo contatti e nuove collaborazioni;
• I rapporti tra i partner garantiranno la condivisione delle migliori pratiche e la
soluzione per i problemi incontrati. Questo funziona come un incentivo per la
qualità dell'istruzione.
I partner si aspettano quindi che questo progetto continuerà ad operare in modo più
bottom-up dopo la durata del progetto.
Il sito avrà una funzione simile, individuando e esemplificando le buone prassi

Contesto
Il progetto offre opportunità a tutti i partner per discutere punti di vista diversi sull’
apprendimento nel campo dell’educazione alla salute attraverso un insegnamento
informale.
Partendo dalle esigenze delle scuole e degli studenti siamo in grado di lavorare in
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 125
modo creativo attraverso e al di là del curriculum di Scienze, animare l'aula e
trovare nuovi modi per gli insegnanti di insegnare.
Il coinvolgimento di esperti in comunicazione multimediale è necessario al fine di
ottenere un feedback ed il loro ruolo fornirà il supporto per tradurre la capacità di
pensiero creativo nell‘organizzazione delle attività.
Inoltre il progetto contribuirà ad aumentare la consapevolezza linguistica e culturale
e fornirà la possibilità di utilizzare le lingue straniere in un ambiente autentico,
fornirà un contesto realistico per l'acquisizione di conoscenze, permetterà agli
alunni di accedere a varie fonti e up-to-data di informazioni che possono essere
raccolti in modo efficiente e rispettoso; esso incoraggia gli studenti a sviluppare le
proprie idee per le attività congiunte che possono essere intraprese nell'ambito di
esso. Il personale potrà inoltre avere la possibilità di comparare e confrontare
esperienze educative, sistemi gestionali e pedagogici; potranno essere condivise
con i colleghi
attività sia in-e out-of-scuola. Il progetto intende promuovere collegamenti tra
educazione formale e informale, creando una sinergia che rafforza l'educazione in
molti ambienti di apprendimento.
Stimolerà i genitori e altri adulti a diventare sostenitori efficaci per una maggiore
qualità di vita.
Migliorerà l'alfabetizzazione scientifica e tecnologica di studenti e adulti.
DISTRIBUZIONE DEI COMPITI
Ruolo del coordinatore:

Preparare l'agenda, riunioni di progetto e organizzare verbali delle riunioni,
da distribuire

Garantire che tutti i partner siano a conoscenza di tutte le scadenze del
partenariato

Produrre e coordinare i prodotti di tutti gli Istituti coinvolti

Organizzare un open day presso la scuola

Comunicare con le modalità concordate nei tempi concordati

Rispondere a tutte le email entro tre giorni
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 126

Concordare le attività da intraprendere durante la prossima fase della
partnership, il modo in cui verranno registrate e diffuse.

Garantire la comunicazione e la cooperazione all'interno della istituzione
partner

Monitorare e valutare le attività previste a livello locale per garantire che le
finalità del progetto siano rispettate

Coinvolgere i colleghi nei benefici della cooperazione internazionale quali la
consapevolezza culturale e l'apprendimento delle lingue

Quando in qualità di ospite, garantire la preparazione del programma e
adeguata sala riunioni e servizi ICT disponibili.

Quando in qualità di ospite, raccogliere informazioni su alloggi e trasporti
interni.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Oltre agli strumenti di verifica tradizionali con schede predisposte per la verifica dei
contenuti appresi, si valuterà l’acquisizione delle abilità di lavoro nel gruppo, la
creatività e la qualità dei prodotti realizzati.
La valutazione del progetto sarà realizzata tramite questionari per gli insegnanti, le
famiglie e gli alunni dell’Istituto.
Nel corso dei due anni di lavoro i docenti coinvolti insieme ai docenti europei
concorderanno due report: uno intermedio ed uno finale che analizzeranno i punti
di forza e di debolezza del progetto evidenziando le difficoltà incontrate .
La valutazione sarà inoltre fatta sulla produzione di materiale che illustri l'attività
svolta nelle classi.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 127
“STAGE IN FRANCIA”
Gruppo di progetto :Celi, De Sio, Mazza, Testa
Il progetto è rivolto a tutte le classi della scuola secondaria di primo grado
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Favorire una maggiore apertura alla dimensione europea attraverso il contatto
con i paesi, culture e modi di pensare diversi in una società globalizzata
RISULTATI ATTESI
Migliorare le conoscenze linguistiche e culturali
Essere capaci di utilizzare una lingua in contesti diversi, concreti e motivati,
integrando in modo naturale le abilità di ricezione, produzione, interazione.
Criteri e modalità di valutazione del progetto
Valutare la qualità dell’organizzazione da parte della scuola, dagli studenti e
dalle famiglie.
Modalità di valutazione del progetto
Attestato
Valutazione in itinere degli approfondimenti linguistici
Valutazione in itinere delle abilità sociali
Risorse
Insegnanti di lingua
Risorse strumentali
Computer, lim, materiale cartaceo
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 128
“Accoglienza e Continuità”
SICURAMENTE CRESCO
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il progetto viene proposto per :

consentire l’individuazione di risorse tra le scuole dell’infanzia, le scuole
primarie e le scuole secondarie dell’istituto comprensivo.

concretizzare la continuità la continuità educativa orizzontale e verticale

prevenire il disagio e conseguire il successo formativo

favorire l’accoglienza e l’integrazione dell’handicap e delle diversità

promuovere e attuare cultura e progettualità a favore della continuità,
dell’integrazione e della prevenzione, dello “star bene a scuola” per i bambini /e
e per tutte le figure coinvolte.

agevolare il passaggio fra i diversi ordini di scuola favorendone la continuità ed
una proficua collaborazione anche con le Associazioni ed Enti del Territorio.
Tale scopo viene perseguito non solo attraverso iniziative specifiche, ma anche
attraverso un sistema concordato di progetti che, oltre ai loro obiettivi
particolari, mirano a valorizzare al massimo la pregressa storia emotiva e
cognitiva di ogni alunno, specialmente nei momenti del passaggio da un grado
di scuola all'altro. Tale progetto nasce anche come risposta al bisogno di
educare e sensibilizzare gli alunni ai problemi legati all’autonomia e alla
fruizione consapevole dei diversi ambienti nei quali ciascun alunno si trova ad
interagire.

Il tema della crescita e della sicurezza, attraverso il laboratori a mediazione
corporea secondo il metodo GIOCA-YOGA e
il laboratorio di ceramica,
saranno la trama sulla quale verranno inserite alcune proposte.
RISULTATI ATTESI
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 129

condividere scelte educative centrate sul bambino e sul ragazzo: nei docenti è
presente l’esigenza di condividere e confrontare scelte, azioni e strategie per
acquisire maggiore consapevolezza della propria identità professionale e
educativa,

disporre di migliori opportunità e risorse da utilizzare, superare l’isolamento
della sezione-classe

agire sul percorso scolastico attraverso interventi e strategie che si possono
consolidare nel tempo con ricaduta specifica e generale a livello pedagogico,
organizzativo, curricolare e didattico predisponendo un progetto di continuità
verticale ed orizzontale

Predisporre un documento di passaggio tra i vari ordini di scuola e promuovere
iniziative di formazione e aggiornamento per i docenti

Estendere nell’ambito scolastico la cognizione e la consapevolezza delle
diverse tipologie di rischi presenti sul territorio;

Fornire modelli comportamentali tesi al rispetto del territorio e dell’ambiente;

Sviluppare, attraverso metodologie educative adeguate, le capacità opportune
per consentire ai bambini di affrontare in maniera tempestiva le diverse
situazioni di pericolosità;

Conoscere l’organizzazione della scuola che l’alunno frequenterà il prossimo
anno.

Acquisire la cultura della prevenzione.

Collaborare per perseguire un obiettivi comune

( cooperative learning infanzia /primaria nel laboratorio di ceramica e durante la
POMPIEROPOLI)

Collaborare per perseguire un obiettivi comune

( cooperative learning primaria/secondaria di primo grado nel confronto del
risultato del questionario, nella valutazione di attività/laboratori che i Formatori
della HEADING di Terni propongono nell’ambito del Progetto “La Cultura della
Sicurezza”

Fornire strumenti per la consapevolezza dei bisogni che caratterizza l'età
preadolescenziale e adolescenziale
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 130

Sviluppare, attraverso le pratiche, la consapevolezza del proprio corpo
(postura, bisogni corporali, comprensione e accettazione dei “racconti” del
corpo):

Interagire positivamente con gli altri valorizzando le diversità.

Utilizzare il linguaggio del corpo per comunicare, individualmente e
collettivamente, stati d’animo, idee, situazioni, ecc.

Sviluppare l'ascolto, l'empatia, la gioia della condivisione, la generosità, il
rispetto e l'accettazione dell'altro

Sviluppare e migliorare la concentrazione e l'attenzione.

Criteri e modalità di valutazione

verrà valutato il gradimento del progetto in base ai seguenti indicatori:

Molto/ Abbastanza/ Poco/

modalità di valutazione:

osservazione dei comportamenti tenuti dai bambini in merito agli
argomenti trattati.
☺
Cooperative learning
 Giochi
 Prove Pratiche
 Questionari
 Uscite/visite guidate
☺
Visione di audiovisivi
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 131
SCUOLA DELL’INFANZIA BRECCIAIOLO, MARATTA, SAN MICHELE E SAN
CLEMENTE
ACCOGLIENZA/CONTINUITÀ
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
L’ingresso nella scuola dell’infanzia rappresenta per il bambino un momento molto
importante, prende coscienza di sé e tende a stabilire le relazioni sociali, pertanto deve
sentirsi a suo agio e in un ambiente accogliente.
In tal senso è necessario:

Rendere più sereno il distacco dalla famiglia, limitando le ansie dei genitori;

Rafforzare l’identità personale;

Sviluppare la conoscenza e favorire il gioco;
Per ottenere tutto ciò sono previsti:

Incontri con i genitori;

Una riduzione dell’orario scolastico, dalle 8,00 alle 14,00, per tutto ilmese di
settembre, che permetta una maggiore compresenza delle ins. Di sezione;

L’ingresso a scuola dei bambini graduale e scaglionato
RISULTATI ATTESI

Sviluppa il senso dell’identità personale;

Supera le difficoltà e affronta il distacco dalla famiglia con serenità, si integra
nella comunità scolastica con partecipazione;

Si muove con crescente sicurezza negli spazi modulando progressivamente
voce e movimento in rapporto agli altri e con regole condivise.
Criteri e modalità di valutazione
Accettazione e partecipazione dei bambini alla vita scolastica
Osservazione dei bambini in merito agli argomenti trattati
Schede di verifica
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 132
“Orientamento”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il clima socio-culturale nel quale preadolescenti e adolescenti sono chiamati a
vivere oggi, rappresenta una realtà in cui i concetti di flessibilità, cambiamento,
mobilità, reversibilità delle scelte caratterizzano il processo di sviluppo
dell’identità personale e sociale. Tuttavia i contesti nei quali i giovani vivono non
sono sempre in grado di accompagnare i processi di crescita e di costruzione
dell’identità giovanile e di orientare i ragazzi verso scelte di vita sufficientemente
stabili. Al fine di attivare processi decisionali consapevoli, gli studenti e le
studentesse, inseriti nel recente processo di evoluzione e cambiamento del
sistema-scuola, hanno la necessità di poter disporre di tutti degli strumenti
conoscitivi utili per affrontare con serenità le scelte che riguardano il loro futuro.
L’orientamento - quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in generale, del
processo educativo e formativo sin dalla scuola dell'infanzia.
Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le
capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in
cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché
possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo
studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile.
RISULTATI ATTESI
1. Il progetto si propone di: Favorire negli alunni la conoscenza di sé per iniziare il
cammino di orientamento e di scoperta delle proprie attitudini.
2. Aiutare gli alunni a riflettere su se stessi e sulla vita che li attende a breve e
lungo termine.
3. Scoprire il proprio valore in quanto persone.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 133
4. Far capire ad ogni alunno che può essere parte attiva del suo processo di
crescita, del suo futuro ruolo nella società, della sua piena e felice esistenza nel
mondo.
5. Offrire occasioni che stimolino la partecipazione attiva dell’alunno e il rinforzo
motivazionale per mezzo di esperienze di apprendimento diversificate.
6. Rafforzare basilari processi di apprendimento.
7. Favorire la conoscenza dell’obbligo scolastico e formativo.
Attività previste

Sviluppare attività integrate fra le scuole del territorio, con organizzazione di
staff di docenti che possano valorizzare e mettere in comune le risorse
disponibili.

Sviluppare percorsi che prevedono nuove forme di partecipazione alla vita
della scuola di alunni, famiglie, territorio.

Possibilità di fare emergere premesse indispensabili per la piena realizzazione
di personalità che, in questa giovane età, sono ancora pressoché intatte sia a
livello di potenzialità che a livello di originalità.

Progettare e realizzare moduli didattici per l’orientamento in ingresso e
formativo degli studenti.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO

l’utilizzo di schede di rilevazione dati

le relazioni periodiche e finali dei docenti impegnati nelle diverse attività
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 134
PROGETTO “SICUREZZA”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
L’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, nel rispetto del DECRETO LEGISLATIVO 9
aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro,
ha individuato alcuni obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno scolastico:

Diffondere la cultura della prevenzione

Orientare i comportamenti per la tutela della persona in caso di emergenza

Conoscere e percepire il rischio

Conoscere la vulnerabilità del territorio nel quale è ubicata la scuola

Conoscere le strutture territoriali e, in generale, i ruoli delle Istituzioni che
operano nel campo della Protezione Civile e alle quali far riferimento in caso di
emergenze


Conoscere le norme e i comportamenti da adottare in caso di emergenza
Conoscere la segnaletica predisposta nei diversi ambienti

Conoscere le procedure da seguire in caso di emergenza

Conoscere le misure di salvaguardia per prevenire o limitare i possibili rischi nei
diversi contesti ( scuola, casa, palestra… ) anche stimolando una crescente
attenzione verso i temi della tutela ambientale

Conoscere e rispettare le norme della civile convivenza evitando atteggiamenti
violenti
affinchè tutti possano raggiungere il benessere psicofisico
Per il raggiungimento degli obiettivi previsti verranno promosse alcune iniziative
specifiche:
1. azioni di prevenzione ( formazione - informazione- verifiche periodiche )
2. diffusione della cultura della prevenzione aderendo a progetti ed
iniziative
scuola )
3. distribuzione ai docenti e agli alunni di materiale esplicativo cartaceo e/o
multimediale
4. prove di evacuazione autogestite o in collaborazione con la Protezione
Civile territoriale e/o con la Regione Umbria
5. progettazione ed attuazione di percorsi formativi
strutturati sul tema
dell’educazione al benessere
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 135
Educazione stradale
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
L’Educazione Stradale a scuola nasce dall'esigenza di promuovere un'attività
formativa che abbia come obiettivo la costruzione di una cultura della sicurezza
stradale ed attivi un processo di informazione/ formazione necessario a far acquisire
comportamenti corretti e responsabili come pedoni, ciclisti, e ciclomotoristi, rispettosi
delle regole e del codice della strada. Ne scaturisce un itinerario didattico che si
avvale del collegamento tra le varie discipline e che affronta l'educazione stradale in
modo interattivo e flessibile per rispondere meglio alle varie esigenze dei bambini e
dei ragazzi.
RISULTATI ATTESI
Il progetto si pone le seguenti finalità :
1.
educare gli individui al rispetto del codice della strada
2.
educare gli utenti ad assumere comportamenti che favoriscano le condizioni
necessarie per vivere ed interagire” nell’ambiente strada” in modo responsabile e
consapevole;
3.
prevenire gli incidenti stradali;
4.
tutelare la salute degli individui;
5.
tutelare l’ambiente.
Scuola dell’infanzia Maratta,Brecciaiolo,San Clemente ,San Michele
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE

Saper modificare il proprio comportamento secondo le indicazioni
stradali

Comprendere che il traffico si deve svolgere secondo regole

Conoscere alcune regole del codice della strada per i pedoni

Conoscere il significato dei colori del semaforo
RISULTATI ATTESI

Saper modificare il proprio comportamento in presenza di segnali
stradali

Comprende la funzione del vigile e le sue indicazioni

Legge le indicazioni di alcuni segnali stradali
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 136

Analisi dei comportamenti

Interazione verbale

Schede predisposte
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 137
Educazione fisica
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il progetto d’Istituto di Educazione Motoria e Sportiva si prefigge l’obiettivo di
erogare un servizio completo all’utenza scolastica, attraverso un percorso che
va dai tre ai tredici anni, tramite esperienze formative di vita di gruppo, al fine di
garantire al termine del ciclo di studi che l’Istituto Comprensivo gestisce la
massima soddisfazione delle richieste ed il migliore livello di risultati. Con
questo progetto si vuol rispondere al grande bisogno di movimento dei ragazzi
favorendo un’azione educativa e culturale della pratica motoria perché diventi
abitudine di vita riscoprendo il valore educativo del gioco a tutti i livelli nei suoi
aspetti, motorio, socializzante e comportamentale.
Da qui la necessità di
costruire una proposta per un curricolo verticale sull’educazione del corpo e del
movimento al pari degli altri linguaggi sfruttando tutte le competenze e le
esperienze che ogni ordine di scuola ha sperimentato singolarmente in questi
anni.
RISULTATI ATTESI
L’attività sportiva scolastica concorre alla crescita globale della persona,
valorizzando gli aspetti educativi e formativi propri delle discipline sportive. In
particolare
l’attività sportiva intende promuovere il
consolidamento degli
schemi motori, la conoscenza del proprio corpo, la formazione del carattere e
della personalità, l’accettazione degli altri e l’integrazione dello svantaggio.
SCUOLA DELL’INFANZIA PROGETTO GIOCHIAMO CON IL CORPO
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Sviluppo della coordinazione dinamica generale ed oculo-manuale e la motricità
fine
RISULTATI ATTESI
Muoversi con sicurezza nello spazio
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
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Osservazione
SCUOLA PRIMARIA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
“L’alfabetizzazione motoria nella scuola primaria”
Il progetto si rivolge agli alunni delle scuole elementari, dal momento che la fascia
d’età compresa tra i 6 e i 10 è decisiva per acquisire una buona capacità motoria.
RISULTATI ATTESI
Strutturare l’educazione motoria sulla base di precise linee guida scientifiche;
Prevenire i fenomeni di bullismo
Lo sport, stimolando il senso di squadra e il rispetto reciproco, è uno strumento
indispensabile per contrastare i crescenti episodi di disagio giovanile.
PROGETTO SCUOLA FEDERAZIONE ITALIANA RUGBY/TERNI
Il Rugby è uno sport di emozioni, di cooperazione, di contatto ed è convinzione della
Federazione Italiana Rugby che ciò lo renda uno strumento con grandi potenzialità
educative e formative.
L’incontro tra la Scuola ed il Rugby va ricercato e favorito con la consapevolezza che
queste due “entità” possono essere estremamente utili l’una per l’altra e la
collaborazione del tecnico con la Scuola deve essere finalizzata innanzitutto al
raggiungimento degli obiettivi della Scuola stessa e, in prima istanza, a dare un
contributo alla formazione del Cittadino.
Il Tecnico svolge funzione di Educatore: il suo atteggiamento e la sua proposta devono
conformarsi a questo principio fondamentale ed egli deve porre particolare attenzione
alla gestione del gruppo di ragazzi e di ragazze che si trova di fronte e alle dinamiche
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 139
che si sviluppano al suo interno; la sua proposta deve essere adatta al gruppo con cui
sta lavorando e deve andare incontro al vissuto delle persone che lo compongono.
Le esperienze maturate dimostrano che un intervento condotto secondo questi principi
produce una significativa ricaduta sul nostro movimento, ma è evidente che esso
richiede di unire due componenti fondamentali:
· la conoscenza del Rugby;
· la capacità didattica.
Per questo motivo la FIR propone e organizza attraverso le strutture del territorio
occasioni di incontro e di confronto tra i Tecnici che da anni svolgono un prezioso
lavoro di diffusione del Rugby e i laureati e laureandi in Scienze Motorie.
Siamo convinti che dall’unione e dall’interazione di queste due componenti possano
scaturire grandi risultati in termini di qualità e di quantità.
Gli stessi principi sopra enunciati ispirano tutta l’attività di Formazione dei Tecnici della
Federazione Italiana Rugby, che organizza momenti di formazione tecnica per rendere
disponibili e condivisibili le esperienze maturate in questi anni a livello nazionale e
regionale, secondo quanto proposto dal settore “Didattica” della Federazione Italiana
Rugby.
L’intervento del Tecnico in ambito scolastico deve prevedere:
Una attività di sensibilizzazione al gioco del Rugby, che si svolge in orario scolastico
coinvolgendo tutte le classi della scuola per un tempo di 4-6 interventi per classe; in
questa fase i ragazzi e le ragazze sperimentano in modo progressivo alcune
componenti fondamentali del nostro gioco, quali la consapevolezza corporea, il
contatto con il terreno ed il contatto con l’altro;
La costituzione di gruppi-squadra che si allenano e giocano a scuola, composti dai
ragazzi e dalle ragazze di tutte le classi che sulla base del piacere ricavato
dall’esperienza decidono dicontinuare l’attività rugbistica: i gruppi squadra, suddivisi
per età, si allenano 1 volta alla settimana per tutta la durata dell’anno scolastico alla
presenza dell’insegnante di riferimento e/o del Tecnico.
La costituzione dell’Ente Scolastico Affiliato o Riconosciuto e la partecipazione a
Concentramenti e/o a momenti di competizione/verifica con altri Enti Scolastici.
Finalità del progetto
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 140
Conoscenza con maggiore consapevolezza del proprio corpo attraverso il gioco del
rugby.
Acquisizione e rispetto delle regole insite nel gioco di gruppo, come forma di
educazione e di cooperazione.
Valorizzazione del corpo, come manifestazione della propria personalità e come
condizione relazionale grazie alla capacità di socializzazione che questo sport riveste.
Il tutto attraverso un’attività ludica, presupposto fondamentale in questa fascia di età,
per meglio permettere al bambino di esprimere se stesso e le sue capacità.
Progetto
Consente l’arricchimento dell'offerta formativa della Scuola ma soprattutto con il Rugby
insegniamo ai ragazzi a gestire l'aggressività ed utilizzarla in modo corretto ed utile
all’interno di un sistema di regole rigorosamente strutturato. Insegniamo loro il rispetto
dell'avversario e come riproporre i valori che animano la nostra disciplina nella
quotidianità.
Insegniamo che il gruppo non è semplicemente la somma degli individui e che
l'individuo conta ben poco se è solo e senza sostegno.
Insegniamo che l’obiettivo dei nostri sforzi non è il successo ma la p artecipazione, che
l’avversario non è il nemico ma il compagno di giochi senza il quale non ci sarebbe
alcuna partita.
Insegniamo a ragionare con razionalità e logica in una situazione di “pericolo”, a fare la
cosa giusta e mantenere la calma.
Destinatari
Tutti gli alunni delle classi 4a e 5a elementari/1a, 2a e 3a media dell’Istituto;
Obiettivi
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Sviluppo e miglioramento della conoscenza del proprio corpo; della capacità di
percepire il proprio schema corporeo in fase statica e dinamica; di padroneggiare la
direzionalità e l'organizzazione spaziale in relazione con il corpo proprio e altrui; di
valorizzare le potenzialità della motricità specifica della disciplina, fino ad arrivare a
vere e proprie forme di educazione corporea attraverso il gioco.
Metodologia
Attività motoria di base come parte integrante delle esercitazioni specifiche;
Apprendimento ed uso di gesti specifici e del gioco;
Utilizzo dei mezzi educativi tipici della disciplina;
Aspetti coordinativi e ritmici del movimento spontaneo e finalizzato;
Gioco libero, strutturato, codificato;
Dalla libera interpretazione del movimento al gesto finalizzato.
Metodo
Problem solving, cooperative learning.
Manifestazione
Campionato Cittadino delle Scuole di Terni
Risorse logistiche
Palestra della Scuola, Impianto sportivo del Terni Rugby.
Materiale occorrente
Palloni da rugby, conetti, casacche.
Tempi
Dal mese di Ottobre al mese di Dicembre le lezioni, della durata massima di un’ora per
classe,
verranno
svolte
in
orario
mattutino
curriculare
nei
giorni
stabiliti
dall’Associazione e concordati con la Scuola.
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 142
Solo ed esclusivamente se durante questo periodo sarà possibile costituire un Gruppo
Sportivo scolastico per numeri dei partecipanti, disponibilità delle strutture e sostegno
dell’Istituto le lezioni continueranno da Gennaio a Maggio in parte in orario curriculare
ma soprattutto in extra-curriculare durante il Gruppo Sportivo e avranno una durata
massima di un’ora. E’ possibile prevedere ma soprattutto auspicabile che il Gruppo
Sportivo
si svolga presso l’impianto del Terni Rugby in giorni concordati con i docenti.
Adempimenti del Terni Rugby verso l’Istituto
Il Terni Rugby si farà carico di mettere a disposizione
I tecnici;
Il materiale occorrente per l'espletamento dell'attività;
Il supporto logistico (il Terni Rugby mette a disposizione il proprio impianto sportivo);
Il disbrigo delle pratiche burocratiche relative alla creazione dell'Ente Scolastico e al
tesseramento degli alunni nel caso l’istituto voglia partecipare ai Campionati Italiani
delle
Scuole indetti dalla FIR o ad altro tipo di attività federale ufficiale;
Il pagamento delle tasse di affiliazione e tesseramento alla Federazione Italiana
Rugby;
Scuola secondaria di primo grado
“FARE SPORT PER CRESCERE SANI, FORTI,LEALI “
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Le attività sportive concorrono alla maturazione del senso della propria identità,
allo sviluppo della autopercezione, all’uso della propria corporeità come mezzo
per
stabilire relazioni, interpersonali e con l’ambiente esterno, adeguate e
creative, improntate al raggiungimento del benessere fisico e psicologico
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 143
Il progetto vuole sviluppare la consapevolezza dell’importanza delle attività
motorie e sportive stimolando la ricerca dello sport più congeniale. Lotta contro
l’obesità .Educare ad avere comportamenti idonei per il benessere ed il
mantenimento della salute
RISULTATI ATTESI
Conoscenza delle Associazioni sportive nel quartiere che danno la possibilità di
fare un’attività pomeridiana.
realizzazione : Le attività, realizzate in orario curricolare ed extracurricolare, sono:

calcio

pallavolo

badminton

tiro con l’arco

Rugby

Arti marziali

Rafting
L’attività sportiva scolastica concorre alla crescita globale della persona,
valorizzando gli aspetti educativi e formativi
propri delle discipline sportive. In
particolare l’attività sportiva intende promuovere il consolidamento degli schemi
motori, la conoscenza del proprio corpo, la formazione del carattere e della
personalità, l’accettazione degli altri e l’integrazione dello svantaggio.
Collaborazioni esterne : le attività si realizzano in collaborazione con le
associazioni sportive presenti nel territorio e con docenti della scuola, specialisti
nelle discipline elencate.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Osservazione
Modalità di valutazione
Studenti che iniziano una seria attività sportiva
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 144
“CENTRO SPORTIVO SCOLASTICO”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Questo progetto ha come finalità la formazione globale della persona attraverso lo
sport come attività educativa che svilupperà:
1. crescita personale
2. accettazione delle regole
3. sana competizione
RISULTATI ATTESI

Imparare ad imparare individuando i propri limiti e possibilità

Progettare

Comunicare

Collaborare e partecipare attivamente

Risolvere problemi

Individuare collegamenti e relazioni

Acquisire ed interpretare l’informazione
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO

Osservazione sistematica

Partecipazione attiva nelle attività
P.O.F. 2013_2014 Pagina | 145
“Educazione musicale”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Lo sviluppo di una cultura musicale, per favorire processi creativi, per l’affinamento
delle capacità di ascolto e per il potenziamento delle capacità di esecuzione
individuale e corale di semplici brani Il progetto intende promuovere la diffusione della
pratica musicale nel nostro Istituto a partire dalla scuola dell’infanzia , con particolare
riferimento alla pratica vocale e strumentale per il primo ciclo d’istruzione, alle nuove
tecnologie e alla musica per la scuola secondaria di I grado . Per pratica musicale si
intende l’apprendimento pratico della musica, con riferimento al primo ciclo di
istruzione, in coerenza con le Indicazioni del 2004 e del 2007 in via di armonizzazione
(DPR 20 marzo 2009, n. 89), nelle dimensioni della produzione musicale (con
particolare riferimento alla pratica vocale e strumentale d’insieme) e della fruizione
consapevole.
RISULTATI ATTESI
potenziare l’attività strumentale, corale, di musica di insieme nella scuola secondaria
di I grado, ri-orientando l’insegnamento della musica nella scuola secondaria di I
grado in apprendimento pratico della musica
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
PROGETTO “EDUCARE ALLA COMUNICAZIONE ATTRAVERSO PAROLA,
GESTO, CANTO”
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
La forza del linguaggio musicale come collante tra i popoli e società e come mezzo
curativo ( musicoterapia) non è un luogo comune e continui studi lo dimostrano. La
nostra società telematica, informatica e computerizzata stimola l’entusiasmo,
l’intelligenza e l’ingegno, ma l’era digitale è stata ed è la culla dell’individualismo:
disturbi della personalità, problemi di socializzazione, solitudine e timidezza sono i
malanni del momento, causati ed aumentati dall’informatica. Può pertanto rivelarsi utile
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sfruttare le proprietà della musica per unire i ragazzi, stimolando una socializzazione
diversa da quella funzionale della chat. Scopo del progetto è lo sviluppo delle capacità
di fare musica insieme, in modi differenziati per favorire la formazione generale della
persona. Componenti dell’attività saranno la gestualità, l’interazione tra suono e
movimento unita alla pratica vocale, strumentale e alla drammatizzazione.
RISULTATI ATTESI

Eseguire in modo corretto ed espressivo brani vocali e strumentali

Orientare la costruzione della propria identità musicale

Realizzare una forma diretta di esperienza musicale, praticata sia nell’ascolto
che nel far musica.
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE

Progettare e realizzare eventi sonori che integrino altre forme artistiche

Osservazione diretta e prove di esecuzione vocale e strumentale
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Recupero
Scuola primaria
ATTIVITA’ DI RECUPERO: ITALIANO
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Recupero di alunni in difficoltà per il conseguimento di un accettabile livello di
conoscenze e competenze .
Raggiungimento di obiettivi cognitivi specifici.
Attività: Svolgimento in classe di compiti con la guida dell’insegnante. Comprensione
da letture e da ascolto. Studio guidato per acquisire un valido metodo di studio
Metodologia: Cercare di sviluppare un metodo di studio più efficace.
Verifica Valutazione attraverso l’utilizzo di prove strutturate. Verifiche sia orali che
scritte
ATTIVITA’ DI RECUPERO: MATEMATICA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il progetto si propone di offrire proposte didattiche per il
consolidamento e il recupero delle
l’innalzamento del successo scolastico.
abilità
di
base
e
per conseguire
Obiettivi specifici :
recuperare le abilità logico – matematiche
recuperare la capacità di elaborare informazioni da testi e schemi
comunicare le conoscenze acquisite in modo chiaro e corretto.
Metodologia:
Articolazione dell’attività in piccoli gruppi in orario extracurricolare .
Insegnamento individualizzato.
Strumenti :
materiale strutturato e non
scuola secondaraia di 1° grado
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ATTIVITA’ DI RECUPERO: ITALIANO
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Recupero di alunni in difficoltà per il conseguimento di un accettabile livello di
conoscenze e competenze .
Raggiungimento di obiettivi cognitivi specifici.
Attività:Svolgimento in classe di compiti con la guida dell’insegnante. Comprensione
da letture e da ascolto. Studio guidato per acquisire un valido metodo di studio
Metodologia:cercare di sviluppare un metodo di studio più efficace.
Tempi ore insegnante di materie letterarie
Verifica Valutazione attraverso l’utilizzo di prove strutturate. Verifiche sia orali che
scritte
ATTIVITA’ DI RECUPERO: MATEMATICA
PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
Il progetto si propone di offrire proposte didattiche per il
consolidamento e il recupero delle
l’innalzamento del successo scolastico.
abilità
di
base
e
per conseguire
Obiettivi specifici :
recuperare le abilità logico – matematiche
recuperare la capacità di elaborare informazioni da testi e schemi
comunicare le conoscenze acquisite in modo chiaro e corretto.
Metodologia:
Articolazione dell’attività in piccoli gruppi in orario extracurricolare .
Insegnamento individualizzato.
Strumenti :
materiale strutturato e non
Attività lingua latina
Responsabile : Prof.ssa Roberta Ceccarelli
IL PROGETTO E’ RIVOLTO A: alunni della classe 3B e della classe 3 A
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PROBLEMA/I CHE IL PROGETTO INTENDE RISOLVERE
padroneggiare meglio la lingua italiana, potenziare la capacità di comunicazione,
sviluppare l’abitudine alla logica, alla riflessione, all’analisi
RISULTATI ATTESI :
Potenziamento del lessico, conoscenza di basilari strutture della lingua latina, metodo
di studio basato sul ragionamento
Conoscere le principali strutture grammaticali latine
Applicare le conoscenze acquisite per comprendere e tradurre semplici brani in lingua
latina;
Confrontare alcune strutture grammaticali con le corrispondenti strutture della lingua
italiana per comprenderne l’origine e l’evoluzione storica;
Utilizzare il vocabolario latino riconoscendo per ogni voce i tipi di informazione forniti
CRITERI E MODALITA’ DI VALUTAZIONE DEL PROGETTO
a) Criteri di valutazione del progetto:
Partecipazione ed interesse degli alunni
Acquisizione delle basilari conoscenze della lingua latina
Arricchimento del lessico
Capacità logiche
a) Modalità di valutazione del progetto:
verifiche orali e scritte
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PROGETTO DI ISTRUZIONE DOMICILIARE
A.S. 2013-2014
SCUOLA PRIMARIA E
SCUOLA SECONDARIA DI 1°GRADO
Il servizio di istruzione domiciliare rappresenta un ampliamento dell'offerta formativa,
che riconosce ai minori malati il diritto-dovere all'istruzione, anche a domicilio, al fine
di facilitare il loro reinserimento nelle scuole di provenienza e prevenire dispersione e
abbandono scolastico. Tale servizio è parte integrante del “protocollo terapeutico” del
minore malato e costituisce una grande opportunità sia sul piano personale, in quanto
permette la prosecuzione delle attività di insegnamento-apprendimento, sia sul piano
psicologico in quanto contribuisce ad alleviare lo stato di sofferenza e di insicurezza
derivante dalla malattia, sostenendo autostima e motivazione. Il servizio di Istruzione
Domiciliare deve essere progettato e attivato dalla scuola, su richiesta dei genitori del
minore, per alunni in situazione di malattia che, a seguito di degenza ospedaliera per
grave patologia, non sono ancora in grado di riprendere l’ordinaria e regolare
frequenza scolastica, per almeno trenta giorni anche non continuativi. Al progetto è
necessario allegare certificazione rilasciata dal medico curante ospedaliero, da cui
risulti la patologia e la prevedibile assenza superiore a 30 giorni. L’Istituzione
Scolastica attiva in questi casi un servizio di Istruzione Domiciliare presso il domicilio
dell’alunno o in struttura riabilitativa o protetta o ospedaliera – in modo da facilitare il
percorso di apprendimento e il successivo reinserimento in classe. Il progetto deve
avere delle precise indicazioni di durata, del numero di docenti coinvolti e deve essere
approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, e inserito nel POF.
La richiesta, con allegata certificazione sanitaria, e il progetto elaborato vengono poi
inoltrati al competente Ufficio Scolastico Regionale, che procede alla valutazione
della documentazione presentata ai fini dell'approvazione e della successiva
assegnazione delle risorse finanziarie.
Motivazioni e finalità del progetto
 Rimuovere ostacoli che impediscano la fruizione di attività di competenza
specifica della scuola
 Garantire contestualmente il diritto allo studio e il diritto alla salute
Obiettivi
Sfera Psico – Relazionale – Affettiva


Limitare il disagio e l’isolamento sociale dovuto allo stato di salute con proposte
educative mirate
Curare l’aspetto socializzante della scuola
Sfera Pedagogico – Didattica

Soddisfare il bisogno di apprendere, conoscere e comunicare
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
Agevolare la prospettiva del reinserimento nel percorso scolastico
Sfera Disciplinare



Interventi didattico educativi mirati ai saperi essenziali
Strategie metodologiche tese a sviluppare abilità cognitive e conoscenze
disciplinari compatibili con lo stato di salute dell’alunno
Monitoraggio del percorso e attività di verifica in itinere e finali
Sussidi didattici necessari per la realizzazione del progetto




Infrastruttura telematica per l’interconnessione
Pc dotato di web cam e collegamento internet ADSL
Videocamera digitale
Apparecchiature per videoconferenza
Strumentazione del progetto nazionale
Regionale mette a disposizione
HSH@Network che la Scuola – Polo
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SEZIONE
VALUTAZIONE
La valutazione è il risultato dell'osservazione sistematica e della descrizione del
comportamento del bambino in situazione di attività didattica, ricreativa, di
comunicazione ...
Tiene conto degli apprendimenti, riconoscendo le diverse capacità e le differenti
situazioni emotive ed affettive.
Il momento di valutazione fa parte della programmazione e con essa si integra. É un
processo costante e continuo che deve avvalersi di verifiche per misurare i progressi
fatti, per promuovere, sostenere e rafforzare i processi di crescita.
Tale verifica deve essere anche intesa come analisi approfondita ed esaustiva dell'iter
attuato dal docente, che deve essere in grado di attivare un costante adeguamento al
proprio percorso didattico-educativo.
La valutazione scolastica si attua sistematicamente durante l'anno scolastico e alla fine
dei Quadrimestri e dei Periodi, attraverso prove di verifica variamente strutturate,
osservazioni sistematiche, colloqui individuali, conversazioni.
La valutazione

è formativa (permette all'insegnante di progettare nuovi interventi didattici per
conseguire un miglior successo formativo)

è orientativa (fornisce alle componenti del Sistema Scolastico informazioni sul
processo di apprendimento)

favorisce la crescita personale

è trasparente (vengono comunicati e descritti i momenti della valutazione a
genitori e alunni)

è collegiale (richiede condivisione di finalità, criteri e metodologie educative)

è individualizzata (rispetta ritmi, tempi e livelli di alunni con difficoltà di
apprendimento)

è dinamica (prevede un punto di partenza, un itinerario programmato, un punto
di arrivo)
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
è globale (prende in esame gli aspetti cognitivi e non degli alunni)
Sono necessari i seguenti momenti di valutazione:

autovalutazione dell'insegnante e del "gruppo insegnanti", attraverso incontri tra
i docenti e tra docenti e genitori, in merito a efficacia del progetto educativo
realizzato e dei percorsi formativi messi in atto (strategie, efficacia
metodologica, organizzazione delle situazioni di apprendimento)

relazioni tra insegnanti/alunni e tra insegnanti/genitori

capacità di attivare negli alunni motivazione, coinvolgimento, partecipazione,
curiosità
valutazione del percorso di crescita di ogni bambino, con le seguenti caratteristiche
1. valutazione di tipo storico/formativo, che considera il "punto di partenza"
di ognuno, il suo percorso individuale, i suoi progressi, che rileva i
cambiamenti e le progressive conquiste
2. valutazione, con diverse modalità, degli apprendimenti più significativi
3. confronto tra le diverse modalità di osservazione dei comportamenti
degli alunni nelle varie situazioni relazionali e dai dati raccolti da ogni
insegnante
4. valutazione della capacità metacognitive e della capacità di trasferire le
conoscenze e le competenze acquisiste alle diverse situazioni della
realtà
autovalutazione degli alunni in forma di testi, di diario, di discussioni collettive, di
colloquio individuale con gli insegnanti, di compilazione di documenti predisposti
per esprimere il proprio pensiero in merito a
5. i propri cambiamenti più significativi
6. l'effettivo star bene a scuola
7. le relazioni con i compagni e gli insegnanti
8. le esperienze più importanti (più coinvolgenti, più belle, che più hanno
fatto crescere)
9. i momenti del disagio a scuola
coinvolgimento dei genitori nei processi di valutazione, intesi come
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10. valutazione
complessiva
del
rapporto
del
proprio
figlio/a
con
l’esperienza scolastica per mezzo di colloqui
11. raccolta di informazioni sul comportamento a casa degli alunni nei
momenti di tipo "scolastico", sull'interesse dimostrato nei confronti delle
proposte scolastiche, sulle richieste di approfondimenti delle tematiche
affrontate in classe
12. confronto tra atteggiamenti e comportamenti osservati e valutati a
scuola dagli insegnanti e gli stessi comportamenti osservati dai genitori
a casa
Gli strumenti della valutazione sono:
1. il documento quadrimestrale di valutazione
A partire dall'anno scolastico 2004-2005 gli alunni delle classi quinte della Scuola
Primaria non sostengono più l'esame di licenza per accedere alla Scuola Secondaria di
Primo grado.
Criteri per l’utilizzo della valutazione in decimi
Scuola primaria
La L. 169 del 31/10/2008 (legge Gelmini) prevede che gli alunni della scuola primaria
vengano valutati in ciascuna disciplina (o area) con voti numerici da "uno" a "dieci", con
soglia della sufficienza a "sei". Non ci saranno più giudizi sintetici (come sufficiente,
buono,ecc)
Per quanto riguarda la non-promozione, nella scuola primaria i docenti, con decisione
assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in
casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
Si specifica che:
1. i voti dell'area della sufficienza vanno da "SEI" a "DIECI"
2. Per la SS di primo grado la valutazione, espressa in decimi, va dal dieci al
quattro, mentre per la scuola primaria dal dieci al cinque. I docenti si impegnano a
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fornire agli alunni le indicazioni necessarie per la comprensione dei giudizi dati e
delle valutazioni espresse. Solo per la matematica( SSI°) sono state apportate
delle variazioni coerenti con le nuove indicazioni nazionali; per le altre discipline
della scuola secondaria di 1° grado si confermano le griglie già elaborate nel
precedente A.S .Poiché l’anno scolastico è stato suddiviso in quadrimestri
ciascun docente, per esprimere un giudizio e formulare un voto, dovrà disporre,
per ognuno degli alunni, di almeno: Italiano: Tre prove scritte due interrogazioni
orali quadrimestrali Matematica almeno tre prove scritte e 2 prove orali Scienze
3 prove complessive Ed. fisica 2 prove prassiche Ed. artistica 4 prove pratiche e
due orali Ed. musicale 2 prove orali e 3 prove pratiche Religione 2 prove a
quadrimestre Inglese 3 prove scritte e 3 orali Francese 2 prove scritte e 3 orali
Storia 2 prove orali Geografia 2 prove orali Tecnologia 2 prova grafica mensile e
1 prova orale
3. Qualora l’alunno risulti assente ai momenti di verifica, il docente gli offrirà,
compatibilmente con lo svolgimento dei programmi ed il tempo effettivo a sua
disposizione, la possibilità di recuperare le interrogazioni e i compiti mancanti.
4. I docenti si impegnano a fornire agli alunni le indicazioni necessarie per la
comprensione dei giudizi dati e delle valutazioni espresse.
5. per la scuola primaria i criteri di valutazione sono stati modificati in relazione
all’elaborazione del Curricolo di scuola conforme alle Nuove Indicazioni nazionali.
Tali criteri sono stati elaborati sia per la valutazione delle competenze attraverso i
compiti di realtà, sia per la valutazione delle conoscenze e delle abilità conformi
alle Indicazioni Nazionali.
6. rimane confermato il giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto
dall'alunno (il giudizio riportato sul retro della scheda di valutazione)
7. l'insegnamento della religione cattolica avrà giudizio sintetico e scheda separata
8. le attività alternative avranno il voto inglobato nel giudizio analitico relativo al
livello globale di maturazione raggiunto
9.
La valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria di
primo grado è espressa in decimi. La valutazione espressa dal consiglio di classe si
riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli
interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. L’attribuzione di un voto inferiore a sei decimi, in presenza di comportamenti di
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particolare e oggettiva gravità, comporta l’automatica non ammissione alla classe
successiva o all’esame conclusivo del ciclo di studi.
Il consiglio di classe può
attribuire una valutazione insufficiente in condotta soltanto in presenza di sanzioni
disciplinari che comportino l’allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni e per
quegli alunni che a seguito di tali sanzioni non abbiano dimostrato apprezzabili e
concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di
miglioramento nel loro percorso di crescita e di maturazione. - La scuola è tenuta a
curare con particolare attenzione sia l’elaborazione del Patto educativo di
corresponsabilità, sia l’informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle
famiglie in merito alla condotta dei propri figli.
Come da delibera del Collegio Docenti della scuola primaria del 14 OTTOBRE 2013 i
voti sulle verifiche e sul documento di valutazione saranno espressi in decimi (scritti in
lettere); invece le esercitazione sui quaderni saranno valutate con giudizio analitico o in
decimi, a discrezione dell'insegnante.
La valutazione sulla scheda non sarà solo la media aritmetica dei voti delle verifiche
ma corrisponderà alla somma di molti fattori: punto di partenza dell'alunno, impegno,
interesse, partecipazione, ritmo di lavoro e tutti quelli che ciascun insegnante riterrà
opportuno.
Tabella dei giudizi sintetici
L'alunno ha conoscenze solo parziali, linguaggio impreciso,
4 scarsa autonomia. Non ha raggiunto i livelli di competenze
INSUFFICIENTE
/ richieste.
5 È in difficoltà nell'esecuzione di consegne e compiti affidati.
L'alunno ha conoscenze essenziali, studio mnemonico,
applicazione solo meccanica delle conoscenze, linguaggio
SUFFICIENTE
6 accettabile.
Ha acquisito una limitata competenza. Esegue consegne e
compiti affidati con espressione stentata ed imprecisa.
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L'alunno ha autonomia accettabile, conoscenze per lo più
sicure, espressione corretta.
DISCRETO
7 Ha acquisito discrete competenze.
Esegue consegne e compiti affidati, ma con qualche
incertezza.
L'alunno ha autonomia solida, conoscenze sicure, linguaggio
BUONO
appropriato.
8 Ha conseguito un buon livello di competenza.
Esegue con impegno e correttezza consegne e compiti
affidati.
L'alunno ha conoscenze complete, capacità di rielaborazione
personale, linguaggio ricco e appropriato.
DISTINTO
9
Ha raggiunto un'adeguata competenza, possiede
conoscenze sicure.
Organizza in modo autonomo e completo consegne e compiti
affidati.
L'alunno ha conoscenze complete e approfondite, autonomia
in situazioni nuove, capacità di rielaborazione
OTTIMO
10
Il linguaggio è ricco e appropriato. Organizza, in modo
autonomo e completo, consegne e compiti affidati.
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INFORMAZIONI SUL PROCESSO DI APPRENDIMENTO

Colloqui individuali bimestrali, anche settimanali per la scuola media

Consegna del documento di valutazione

Comunicazione scritta dei risultati delle verifiche disciplinari

In casi di inadempienze particolari (scarso impegno, non assolvimento dei compiti,
numerose assenze….):

1. comunicazione scritta sul diario
2. convocazione tramite R/A

Convocazione , entro il mese di Aprile, tramite R/A in caso di gravi carenze
disciplinari e/o comportamentali per eventuali non ammissioni alla classe
successiva
ELEMENTI SU CUI BASARE LA VALUTAZIONE FORMATIVA ED IL
GIUDIZIO DI AMMISSIONE O NON AMMISSIONE ALLA CLASSE
SUCCESSIVA
1. Raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Classe (totale o parziale);
2. Numero delle INSUFFICIENZE(*);
3. Gravità delle INSUFFICIENZE(*);
4. Impegno dimostrato;
5. Relazione fra livelli di ingresso e risultati conseguiti;
6. Possibilità di avvicinarsi progressivamente agli standard minimi disciplinari anche
mediante interventi di recupero e ad uno studio estivo serio ed approfondito;
7. Possibilità di seguire proficuamente il programma del successivo anno scolastico;
8. Interesse, motivazione all’apprendimento, partecipazione e frequenza all’attività
scolastica;
9. Raggiungimento in tutte le discipline degli obiettivi trasversali comuni
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NON AMMISSIONE
Insufficienze gravi(<5) e/o non gravi(=5) in cinque discipline e più;
Insufficienze gravi (<5) in quattro discipline;
Insufficienze gravi (<5) in tre discipline di considerevole rilevanza curricolare (discipline di
indirizzo e discipline con valutazione
L’Istituto verifica, alla fine di ogni anno scolastico, le proprie attività con le seguenti
modalità:
1)
relazioni finali dei docenti e dei coordinatori delle classi sviluppate tenendo conto
dei seguenti indicatori:
2)
◊
ore di lezioni effettive;
◊
frequenza degli alunni;
◊
tempo dedicato alle attività non curricolari;
◊
livello raggiunto dagli alunni;
◊
attività di recupero effettuate;
◊
accesso alle strutture e agli strumenti;
◊
contatti con le famiglie
relazioni dei Docenti cui è stata attribuita la Funzione Strumentale. I Docenti sono
tenuti, entro il mese di giugno, a relazionare per iscritto sulle attività del P.O.F., in sede di
verifica delle stesse
Per progettare e misurare i risultati ottenuti viene usato il metodo di Deming il cui
andamento, esplicitato nel grafico, è ciclico. Per analizzare in maniera critica il
funzionamento dell’Istituto viene usato uno strumento chiamato “Autoanalisi d’Istituto” che
coinvolge tutti gli utenti del servizio scolastico, il Dirigente, i Docenti e gli alunni in primo
luogo perché direttamente coinvolti nel processo formativo, ma anche la famiglia, gli
ausiliari ed il personale di segreteria. I risultati dell’autoanalisi indicano il livello di qualità
dell’Istituto e servono a favorire la crescita del dialogo tra le varie parti e ad orientare i
processi di miglioramento.
L’azione di monitoraggio viene effettuata mediante questionari della cui predisposizione,
distribuzione, raccolta ed elaborazione se ne occupano le ins.ti
MANCIUCCA e
NOTARFONSO Tali questionari riguardano gli aspetti organizzativi, formativi e didattici,
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ritenuti più significativi. I dati rilevati attraverso questa azione servono per capire se il
servizio soddisfa i bisogni dell’utenza (Customer satisfaction). Gli esiti del monitoraggio
vengono elaborati dalla F.S. sotto forma di grafici e raccolti annualmente in fascicoli. Ai
fini della trasparenza e della partecipazione tali esiti sono presentati nelle riunioni dei
genitori e nei Collegi dei Docenti.
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PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO
L’aggiornamento e la formazione professionale dei docenti è un importante elemento di
qualità del servizio scolastico; esso è finalizzato a fornire ai docenti strumenti culturali e
scientifici per sostenere la sperimentazione e l’innovazione didattica.
L’ obiettivo che ci si prefigge di conseguire è l’acquisizione della consapevolezza del
cambiamento in relazione alle modifiche di ordinamento previste dal nuovo contesto
dell’autonomia,
allo
sviluppo
dei
contenuti
dell’insegnamento,
ai
metodi
e
all’organizzazione dell’insegnamento, all’integrazione delle tecnologie nella didattica e
alla valutazione degli esiti formativi.
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Informazioni e numeri utili
Telefono: 0744 300512
 e-mail :
[email protected]
 sito web:
www.icgiovanni23.info
 pec:
[email protected]
Dirigente Scolastico:
Prof.ssa Bambini Roberta
Ufficio del Dirigente:
Via della Pernice, 8
Primo collaboratore: Ceccarelli Roberta
Secondo collaboratore : Perziano Gioia
Orario di ricevimento al pubblico:
Lunedì al Sabato: 12,00 - 13,00
Martedì e Giovedì: 15,00 - 17,00
Direttore dei servizi generali e ammnistrativi: De Paola Filomena
Ufficio del Direttore Amministrativo: Via della Pernice, 8
SEGRETERIA:
 Telefono: 0744300512
 Fax: 0744300546
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POF_ICGIOVANNIXXIII 13_14 - Istituto Comprensivo Giovanni