Agenzia di informazione del Consiglio regionale dell'Umbria regione 6 utto sui rifiuti 7 agosto 2002 - numero 52 Dagli inceneritori alle discariche alla commissione d'inchiesta. La settimana più calda della legislatura L'erba fa bene a chi sta male Passa in aula la mozione che chiede al governo un uso terapeutico della canapa indiana e più risorse per la ricerca scientifica l'intervista con Mauro Tippolotti Nato a Perugia nel 1948. Ha il diploma tecnico di perito chimico. Ha compiuto le sue prime esperienze di lavoro in Germania, poi nel 1973 è stato assunto dallInps di Perugia. E stato per quindici anni dirigente sindacale della Cgil, responsabile regionale della funzione pubblica e segretario aggiunto della Camera del lavoro di Perugia. Nel 92 è tornato allInps come responsabile del servizio assistenza fiscale. E responsabile per Rifondazione comunista del settore informazione e comunicazione e direttore della rivista Laltra sinistra. E stato eletto con 1002 preferenze. R ifondazione ha molti impegni istituzionali su ambiente e rifiuti. E un problema che vi sta a cuore in modo particolare? Sicuramente le responsabilità istituzionali di Rifondazione comunista sul versante dellambiente corrispondono ad un impegno politico molto forte ed ormai caratteristico del nostro partito. Ma altrettanto impegno ed attenzione rivolgiamo ai problemi del lavoro, della disoccupazione, dei giovani e dei pensionati. Il nostro è un partito che si pone a difesa dei soggetti più deboli di questa società, in qualsiasi condizione si trovino, ma che non perde di vista il governo complessivo dellUmbria. Perché avere rotto con Carlo Ripa di Meana che è un ecologista? Prima di tutto non siamo stati noi a rompere con il Consigliere Ripa di Meana e poi non credo che sia corretto appaltare politicamente a chiunque il copyright dellecologia e della difesa dellambiente. Del resto lui stesso ha comunicato di volersi colloca- 2 re allopposizione e di uscire dalla maggioranza, così come a suo tempo uscì dalla lista dei Verdi. In verità questa decisione mi è apparsa alquanto incomprensibile, tenuto conto che precedentemente, proprio sul Piano rifiuti, non aveva mai espresso giudizi negativi. Che poi le sue posizioni politiche su specifiche questioni come per esempio la caccia e leolico, siano diverse dalle nostre, attiene alla normale dialettica, come è giusto che sia. La strategia di Rifondazione è quella di fare due passi avanti come maggioranza e uno indietro come opposizione. Non cè il rischio di una incoerenza e poca chiarezza istituzionale? Assolutamente no. Il comportamento istituzionale di è sempre stato improntato alla massima lealtà e correttezza. Anche quando avevamo perplessità e dubbi, è sempre prevalso il senso di responsabilità, con riconoscimenti al nostro partito per il ruolo determinante che ha assunto per la stabilità politica ed amministrativa. Basta chiedere alla Presidente Lorenzetti o, come del resto ha già formalmente dichiarato, allassessore Di Bartolo. Ma questo non ci ha mai dispensato dalla ricerca critica di equilibri più avanzati e dallapprofondimento costante delle problematiche complessive, evitando nel contempo gli appiattimenti afasici e le lacerazioni velleitarie. Del resto i A Rifondazione interessa fortemente l'ambiente, i verdi non hanno l'esclusiva. Ora ci aspetta un autunno caldo e di mobilitazione a cominciare dal decreto Omnibus cittadini hanno compreso pienamente la nostra funzione ed il nostro ruolo allinterno della coalizione di centrosinistra, accordandoci un crescente consenso ed un reale riconoscimento politico. Il nostro partito è stata la prima forza politica ad intuire lenorme potenzialità del movimento antiglobalizzazione e ad instaurare con esso un rapporto politico paritario e fruttuoso, al di là di pretese egemonie o peggio di dissoluzioni movimentiste. Si è così sviluppato un processo nuovo e dirompente nella politica: non si tratta di fare passi avanti e indietro, ma di ricomporre costantemente le figure sociali che il liberismo frantuma e divide, coinvolgendo positivamente il nuovo movimento operaio, come è avvenuto a Roma il 16 marzo scorso, nello sciopero generale del 23 aprile e nella Genova del 20 luglio. Cè chi pensa che Rifondazione condizioni troppo la maggioranza. Esiste un rapporto privilegiato tra Vinti e Baiardini? Bisognerebbe chiederlo a Vinti e a Baiardini, ma credo che la sostanza politica sia quello che dicevo precedentemente: la forza della coalizione è direttamente proporzionale al riconoscimento della sua pluralità politica. Rifondazione cerca di immettere nel confronto e nel dibattito le sue specificità, con la capacità propositiva di cui è capace e con il costante obiettivo di perseguire maggiori e più alti livelli di giustizia sociale e di democrazia. Tutto questo nel rispetto reciproco delle differenze e nel valorizzare come una ricchezza la stessa articolazione interna della coalizione. Dopo il piano rifiuti arrivano il piano sanitario e dei trasporti. Ci aspetta un autunno caldo? Caldo e di mobilitazione. Gli atti di indirizzo strategico, come il piano sanitario e dei trasporti oltre a quello dei rifiuti,(ma io aggiungerei anche il piano delle acque, del risanamento dellaria e del piano energetico) rappresentano dei veri banchi di prova per il governo regionale. Per Rifondazione rimane fondamentale la difesa del servizio pubblico nella sanità, soprattutto in questa fase di accentuato liberismo del governo Berlusconi, che si sta esplicando selvaggiamente in ogni campo. Basta guardare a quanto viene proposto nel decreto Omnibus per quanto riguarda la definizione di rifiuto, o allevidente incostituzionalità dellarticolo 35 della finanziaria sulla gestione dei servizi pubblici. Insomma ci sono tutti i presupposti per collocare concretamente lUmbria allopposizione del governo Berlusconi, con la qualità della nostra proposta politica e con i contenuti rivendicativi che da sempre hanno caratterizzato la tradizione culturale e sociale della nostra regione. (Intervista di Renzo Massarelli) SOMMARIO 52 I lavori del Consiglio Riommi risponde alla mozione di Zaffini PRONTA LA LEGGEREGIONALESULPERSONALEDELSERVIZIO IDRICO 5 Monelli cambia il piano in commissione soddisfatto Gobbini NIENTERIFIUTIA BASTARDO ETAVERNELLE 5 Arriverà in consiglio alla fine del mese APPROVATI IN COMMISSIONE LEGGE E PIANO DEI RIFIUTI 6 Vinti giudica strumentale la commissione su Terni Ena ELADESTRACHENONVUOLECONTROLLISULLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI 6 La richiesta avanzata da dieci consiglieri UNA COMMISSIONEDIINCHIESTA SUTERNIENA Laffranco a favore dell'emendamento che ha cambiato la legge UNA VITTORIA DELLEOPPOSIZIONILESCLUSIONEDELLE CENTRALIDALLAFFARERIFIUTI 7 7 Contrario il centrodestra ma anche la Margherita APPROVATAUNAMOZIONEPERLAREGOLAMENTAZIONE DELLUSO MEDICO DELLA CANAPA INDIANA E DEI SUOI DERIVATI 8 Marchesani commenta il voto contrario della casa delle libertà "UNTRATTAMENTOINUTILE" 9 Stefano Vinti dopo l'approvazione della mozione "VINTA UNA BATTAGLIA DICIVILTA" 9 70 mila tonnellate da bruciare ogni anno IN CONSIGLIO IL PIANO DEI RIFIUTI 14 Maggioranza e minoranza su posizioni distanti CONCLUSO IL DIBATTITO SULLA LEGGE SUI RIFIUTI 15 Donati e Ripa di Meana non votano l'atto APPROVATA LA LEGGE SUI RIFIUTI 16 Stefano Vinti dopo l'approvazione della legge sui rifiuti VERSOLOPZIONEZEROPERLATERMOVALORIZZAZIONE 16 Il commento di Alleanza nazionale "PERCHE'SIAMO RICORSIALL'OSTRUZIONISMO" 17 In apertura del dibattito sul piano dei rifiuti LAMAGGIORANZARESPINGEUNAQUESTIONEPROCEDURALE POSTADALCENTRO DESTRA 17 Scontro sui rifiuti tra maggioranza e opposizione UNPIANO CHESCOMMETTESULLARACCOLTADIFFERENZIATA 17 Monelli conclude il dibattito sul piano rifiuti ABBIAMO FATTO DELLE SCELTE, IL CONSIGLIO CI GIUDICHI PERQUESTO 20 Votano contro il Polo Verdi e Comunisti astenuto Finamonti APPROVATO IL PIANO DEI RIFIUTI CON I VOTI DEL CENTROSINISTRA 20 21 Marco Fasolo parla di battaglia di civiltà "UN PASSO AVANTI" 10 Ancora polemiche su Terni Ena CONTRASTISULLACOMMISSIONE,LIVIANTONIAGGIORNA LASEDUTA L'assessore Monelli apre la maratona sui rifiuti TERNI-ENANONBRUCIASOLOBIOMASSE" 10 Si indagherà su Terni Ena per quattro mesi APPROVATALACOMMISSIONEATRE 21 Le novità della nuova legge sullo smaltimento dei rifiuti NORME PIU SEVERE PER LE PROCEDURE ABBREVIATE 12 Ripa di Meana lancia l'allarme la polemica si allarga SULLENORMESUIRIFIUTIPOSSIBILECONTRASTO CON IL DECRETO OMNIBUSDELGOVERNO La minoranza polemica dopo il voto PER ILPOLO LA COMMISSIONENONESTATA VOTATA PER INDAGAREMA PER INSABBIARE 21 13 Il centrosinistra chiederà una seconda commissione INDAGHEREMO ANCHESUICIDIALVIANO Melasecche chiede chiarezza per la trattativa di Terni GARANZIEAIGESTORIDEITERMOCOMBUSTORIPERLAMBIENTE E LE RISORSE ECONOMICHE 14 22 23 3 SOMMARIO Le iniziative dei gruppi Una nota di Stefano Vinti PERCHENONSIAUNADICHIARAZIONEDIBUONAVOLONTA IL PATTO PER LUMBRIA DEVE CONTARE SUL SENSO DI RESPONSABILITA DEI SUOI FIRMATARI" 24 Laffranco sottolinea il silenzio sul piano rifiuti SULLINCENERITOREA PIETRAFITTA ERA NECESSARIO CHELE ISTITUZIONI SI SCHIERASSERO 25 Vinti teme un ritorno alle vecchie mutue SULLA SANITARISCHIO DIUNPESANTECONFLITTO COL GOVERNO 25 Fiammetta Modena interroga la Giunta L'OSPEDALE UNICO DI GUBBIO E GUALDO TADINO A RISCHIO DOPO LE VICENDE GIUDIZIARIE DELLINAIL Andrea Lignani Marchesani interroga la Giunta regionale "EVITARE RITARDI PER LA COSTRUZIONE DELLOSPEDALE DI BRANCA" 26 26 Zaffini chiede di verificare le previste autorizzazioni EIRRESPONSABILEEDANNOSO ORGANIZZAREBALLETTI E CONCERTI JAZZ NELLE SALE DELLA GALLERIA NAZIONALE DELLUMBRIA 26 La Margherita per impedire che la legge venga aggirata STOPAICENTRICOMMERCIALICAMUFFATTI 27 Per Laffranco interventi tardivi a Petrignano SUI DISAGI DA SICCITA PESANO RITARDI E SCELTE SBAGLIATE 28 I consiglieri di Fi interrogano la Giunta regionale LA RIDUZIONE DEI CONTRIBUTI CEE PENALIZZA GLI AGRICOLTORIUMBRI 32 Presentazione dell'inchiesta curata dalla rivista "Regione" ANALISI, OSSERVAZIONI E RICETTE PER ALLEVIARE LA GRANDESETEDELTRASIMENO 32 Ada Urbani chiede il ritiro del ricorso alla corte costituzionale LAVERTENZADELLAGIUNTACONTROILGOVERNOFARA RITARDARE OPERE DECISIVE PER LUMBRIA 33 Ada Urbani dopo l'incontro col Ministro a San Feliciano FIRMATO DA MATTEOLIILPIANO STRALCIO PER ILTRASIMENO 33 Rossi dopo la richiesta dello stato di calamità per la crisi idrica RENDERE NOTI I RISULTATI DELLE ANALISI SUI LIVELLI DI INQUINAMENTO DELLEFALDEACQUIFERE 34 Vannio Brozzi sottolinea il forte impegno della regione ANCHELEBANCHELOCALIFACCIANO LA LORO PARTEPER LA PETRINI 34 Bonaduce sollecita perlaPetriniilrispettodelpattoperlo sviluppo LEBANCHENONSICHIAMINO FUORI 35 Laffranco illustra i vantaggi della legge STRUMENTALIEDINFONDATELECRITICHEDELLA CGIL ALLA FINI BOSSI 35 Vinti chiede il rispetto degli impegni contro il precariato ILGOVERNO PROVVEDA A COPRIREIVUOTINELCORPO DOCENTE 35 Stefano Vinti chiede di salvaguardare il modello regionale DALGOVERNO PERICOLIPER LUMBRIA NELLA SANITA ELASSISTENZA 28 Lettera aperta di Tippolotti ai responsabili di Umbria Jazz ASSURDO INVITAREMIRIANMAKEBAPERUNCONCERTO UNICO ADINVITI Ada Urbani chiede un monitoraggio in tutti gli enti pubblici UNOSSERVATORIOREGIONALECONTROILMOBBING 36 29 Vinti chiede che venga presentato il nuovo piano NESSUNA NOVITAPOSITIVA, MA STIPENDIA RISCHIO ALLA VIASYSTEMDITERNI Lignani Marchesani sul mancato finanziamento di una legge NON CI SONO RISORSE PER LE CURE TERMALI PER GLI INVALIDIDIGUERRA 36 29 Donati spiega la sua proposa di cambiamento del Put LACOMMISSIONECONTROITERMOVALORIZZATORI NELLE CENTRALI ELETTRICHE DI BASTARDO E PIETRAFITTA Lignani Marchesani chiede i conti alla Giunta SOLDIPUBBLICIPER COMUNICAZIONIISTITUZIONALIPOCO OBIETTIVE 36 30 Fi contro gli effetti negativi del federalismo PIU SPAZIO AI PRIVATI E INTESE CON LE REGIONI CONFINANTI Carlo Ripa di Meana in difesa dell'altopiano dell'Alfina NEGARELA CONCESSIONEEDILIZIA ALLIMPIANTO MALEODORANTEDICASTELGIORGIO 37 30 Rifondazione ricorda il suo impegno solitario su centova LA MARGHERITA SCOPREILPERICOLO SUPERMERCATI INRITARDO Laffranco contro il progetto della Centrale umbra RINUNCIAREALSOTTOPASSO DIPONTEFELCINO 38 31 4 I lavori del Consiglio UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SU TERNI ENA LA RICHIESTA AVANZATA DA DIECI CONSIGLILERI (Perugia) Acs, 16 luglio 2002 Una commissione di inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti e sulla vicenda delle autorizzazioni a Terni Ena viene sollecitata dai dieci consiglieri di opposizione di centrodestra e dal capogruppo dei Verdi ecologisti Carlo Ripa di Meana. Nella richiesta presentata allufficio di presidenza si elencano le questioni alle quali dovrà dare risposta la commissione entro lanno, prima di tutto il motivo per il quale la iscrizione della società ternana nel registro delle imprese di recupero dei rifiuti non pericolosi per ulteriori tipologie di materiali diversi rispetto a quelli per i quali era stata autorizzata dal ministero dellindustria è avvenuta con procedura semplificata senza la necessaria attivazione del quadro normativo e di garanzia espropriando le assemblee elettive e le istituzioni. I proponenti la commissione di inchiesta, che nel corso di una conferenza stampa hanno spiegato le ragioni della loro iniziativa, chiedono che si chiarisca quali sono i soggetti effettivamente responsabili titolari degli atti e delle decisioni, se esistono analoghe situazioni determinate in particolar dalle procedure semplificate, quali siano le reali ed effettive conseguenze della vicenda in ordine al piano regionale dei rifiuti, quali siano i fatti e le circostanze che hanno indotto autorevoli rappresentanti del Consiglio e della Giunta regionale a collegare con interviste apparse sulla stampa locale, la vicenda Terni Ena al rapporto tra politica e affari nellarea ternana. Introducendo lincontro con la stampa, Carlo Ripa di Meana ha parlato di mistero di Terni contrassegnato dalla reticenza del sindaco e dai comportamenti enigmatici della Lorenzetti e di Monelli. Per Enrico Sebastiani la maggioranza vuole semplicemente accelerare i tempi per sfuggire al confronto mentre Franco Zaffini ha detto che i cambiamenti apportati al piano dei rifiuti sono avvenuti espropriando il Consiglio regionale e formulati con palesi errori tecnici e giuridici. Alla riunione del Consiglio regionale verrà quindi chiesto il congelamento del piano ha aggiunto Paolo Crescimbeni sino alle conclusioni della commissione di inchiesta. Secondo Enrico Melasecche la Giunta pretende di approvare il piano per poi trattare con i privati, compresi i cementieri, mentre non ha previsto nemmeno le verifiche di impatto ambientale. Mentre Luciano Rossi ha sottolineato la qualità del lavoro svolto dalla minoranza in commissione, Fiammetta Modena ha detto che la maggioranza ha imposto alliter del piano dei rifiuti tappe forzate per impedire qualsiasi approfondimento. 5 Per Pietro Laffranco in ufficio di presidenza potrebbe realizzarsi il tentativo di bloccare la proposta del centrodestra, in ogni caso una prima vittoria è stata raggiunta con il divieto di bruciare rifiuti a Bastardo e Pietrafitta. RM/LM/sc E LA DESTRA CHE NON VUOLE CONTROLLI SULLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI VINTI GIUDICA STRUMENTALE LA COMMISSIONE SU TERNI ENA (Perugia) Acs, 16 luglio 2002 Dopo che il Consiglio regionale si è espresso attraverso una mozione, presentata anche dal gruppo di Rifondazione Comunista, relativa alla vicenda delle procedure semplificate tra la Provincia di Terni e la società Terni-Ena, le opposizioni chiedono una commissione di inchiesta del medesimo Consiglio. Per questo il capogruppo di Rifondazione Stefano Vinti parla, in una nota, di strumentalità e il bieco propagandismo di tale iniziativa, avanzata da chi, incapace di definire una proposta alternativa al Piano dei rifiuti della Giunta regionale dellUmbria, cerca di innalzare inutili e dannosi polveroni. Secondo Vinti, una soluzione invece ci sarebbe, una soluzione radicale e definitiva: abrogare le norme delle procedure semplificate. Infatti, Rifondazione assieme ad altre forze sociali, politiche e ambientaliste, propone due referendum abrogativi: uno per abrogare le norme che consentono di incentivare con premi in denaro la costruzione di inceneritori, laltro, appunto, per abrogare le procedure semplificate che permettono di aggirare orientamenti, prescrizioni e vincoli del Consiglio regionale nella materia dello smaltimento dei rifiuti solidi e urbani. Purtroppo, su questi referendum secondo Vinti - la Casa delle libertà dellUmbria tace colpevolmente, non esprimendosi. Infatti, lobiettivo del governo delle destre è di estendere al massimo il ricorso agli inceneritori: un grande business per le imprese dice Vinti - che godono di incentivi per la costruzione degli inceneritori, esattamente lopposto di quanto prevede il Piano regionale dei rifiuti, che punta ad una nuova politica del ciclo dei rifiuti basata sulla riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti medesimi, sullo sviluppo fortissimo della raccolta differenziata, sul riciclo e sul riutilizzo, sulla riduzione drastica degli impianti ad uno, solo di termovalorizzazione in Umbria. Una politica, pertanto, che si pone lobiettivo di portare a trasparenza gli interessi e soprattutto di salvaguardare lambiente e la salute dei cittadini. RM/sc PRONTA LA LEGGE REGIONALE SUL PERSONALE DEL SERVIZIO IDRICO RIOMMI RISPONDE ALLA MOZIONE DI ZAFFINI 6 (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 La Giunta regionale sta per approvare un disegno di legge da inviare in Consiglio per dare garanzie occupazionali agli operatori del servizio idrico dipendenti di comuni o aziende municipalizzate che hanno trasferito ai tre Ambiti territoriali ottimali, gli Ato, la gestione del servizio. Lo ha annunciato a palazzo Cesaroni, martedì 9 luglio, lassessore regionale al bilancio Vincenzo Riommi, nel corso del dibattito su una mozione del consigliere di An Franco Zaffini con la quale, nel dicembre scorso, si intendeva sollecitare la Giunta a varare un provvedimento di trasferimento del personale ai nuovi soggetti, per evitare che il ritardo nella definizione della posizione giuridica di questi dipendenti potesse provocare licenziamenti o comunque la perdita del posto di lavoro. Riommi ha spiegato che da mesi è stato avviato un confronto con gli enti interessati e con le organizzazioni sindacali, e il disegno di legge sulle garanzie per i lavoratori stabilmente adibiti al servizio idrico nelle precedenti gestioni, potrà essere rapidamente approvato, nella seduta di luglio o alla ripresa dei lavori a settembre, se si opera con quello spirito unitario e con lesigenza di fare in fretta posta dalla stessa mozione Zaffini. Lassessore ha comunque concluso che, a prescindere dalla mozione, successivamente respinta a maggioranza dalla assemblea, la Giunta è già ora nelle condizioni di poter depositare in Consiglio il disegno di legge in tempi rapidi. Illustrando la sua mozione Zaffini aveva evidenziato i ritardi accumulati sulla vicenda ed ha aggiunto, per correttezza nei riguardi dellaula non ho depositato un disegno di legge già da tempo preparato su questo argomento. GC/gc NIENTE RIFIUTI A BASTARDO E TAVERNELLE MONELLI CAMBIA IL PIANO IN COMMISSIONE SODDISFATTO GOBBINI (Perugia) Acs, 15 luglio 2002 I residui di lavorazione dei rifiuti, il cosiddetto Cdr, non potranno essere bruciati nei forni delle centrali termoelettriche dellUmbria in attività o dismesse, quindi neanche a Bastardo e Tavernelle. Il vice presidente della Giunta regionale Danilo Monelli ha presentato un emendamento in tal senso al piano dei rifiuti attualmente in discussione nella commissione affari sociali di palazzo Cesaroni. Di conseguenza è stato approvato allunanimità, in relazione alla legge che regola la materia, un emendamento soppressivo di un articolo del Put, il piano urbanistico territoriale, dove si indicavano come zone preferenziali per la localizzazione di impianti di termovalorizzazione i siti occupati dalle centrali termoelettriche. Questi due elementi ha osservato il presidente Edoardo Gobbini che sulla questione di Tavernelle aveva già espresso la sua contrarietà a qualsiasi progetto di termovalorizzazione dei rifiuti a Tavernelle e Bastardo in attesa dellapprovazione definitiva della legge del piano, introducono un forte elemento di chiarezza nella discussione politica, dando sicuramente tranquillità alle popolazioni interessate e alle istituzioni locali. La iniziativa della Giunta è stata accolta con soddisfazione da tutti i consiglieri presenti alcuni dei quali - di maggioranza e di minoranza sulla questione avevano presentato interrogazioni e interpellanze. GC/sc APPROVATI IN COMMISSIONE LEGGE E PIANO DEI RIFIUTI ARRIVERA' IN CONSIGLIO ALLA FINE DELMESE (Perugia) Acs, 16 luglio 2002 Approvati in commissione affari economici la legge quadro per la gestione dei rifiuti e il piano dei rifiuti. La minoranza di centrodestra ha votato contro. Il piano prevede la non creazione di nuove discariche e di nuovi termovalorizzatori. Resta così il sito di terni e la possibilità di bruciare i residui di lavorazione o della preselezione nei camini esistenti in provincia di Perugia. I due atti verranno ora trasmessi dalla commissione presieduta da Edoardo Gobbini allassemblea di palazzo Cesaroni. E possibile che il consiglio regionale possa discuterne entro il mese di luglio, il 23 o il 24. RM/sc UNA VITTORIA DELLE OPPOSIZIONI LESCLUSIONE DELLE CENTRALI DALLAFFARE RIFIUTI LAFFRANCO A FAVORE DELL'EMENDAMENTO CHE HA CAMBIATO LA LEGGE (Perugia) Acs, 17 luglio 2002 Il vice presidente del Consiglio regionale Pietro Laffranco, unitamente al capogruppo di An del comune di Panicale, Samuele Rossi, esprime viva soddisfazione per la decisione adottata allunanimità dalla Commissione affari, ambiente ed assetto del territorio di palazzo Cesaroni che, di fatto, fa decadere ogni ipotesi circa la conversione della centrale di Pietrafitta e di Bastardo ad impianto di termovalorizzazione. La commissione, con un emendamento alla legge che disciplina la materia, ha soppresso la parte che indicava come preferite per gli impianti di termovalorizzazione le località nelle quali già esistono siano pur anche dismesse le centrali termoelettriche. Questa, e solo questa, affermano in una nota gli esponenti di An - era lunica decisione da prendere vista lelevato rischio cui sarebbero sicuramente andati incontro sia gli abitanti di Pietrafitta e Tavernelle sia quelli delle zone limitrofe alla centrale se si fosse optato per limpianto di termovalorizzazione. Non a caso la materia in discussione aveva già provocato un ampio fronte contrario e la decisione di ieri non rappresenta che il frutto di una nostra forte e tenace opposizione allipotesi termovalorizzazione, opposizione già ampiamente espressa con interpellanze, mozioni e decise prese di posizione. Laffranco e Rossi auspicano da parte della Regione e di tutte le autorità competenti, una maggiore sensibilità e correttezza verso i cittadini, affinché si evitino, in futuro, situazioni di poca chiarezza su questioni così delicate per le popolazioni interessate dal problema, mentre resta in tutta la sua gravità la questione relativa alla mancanza di un progetto per lo sviluppo economico della Valnestore e di riconversio- 7 ne di un impianto per il quale sono state spese risorse pubbliche quantificabili in decine di miliardi. A questa richiesta di soluzione, la Regione di sinistra concludono - continua ingloriosamente a non dare alcuna risposta. Red/sc APPROVATA UNA MOZIONE PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLUSO MEDICO DELLA CANAPA INDIANA E DEI SUOI DERIVATI CONTRARIO IL CENTRODESTRA MA ANCHE LA MARGHERITA 8 (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Il consiglio regionale ha approvato una mozione sulluso terapeutico della canapa indiana (Cannabis). Nella precedente seduta il Consiglio aveva svolto il dibattito su due mozioni: Stefano Vinti (Rif) Carlo Ripa di Meana (Verdi ecologisti) non potendo giungere al voto in quanto la minoranza aveva abbandonato laula giudicando non accettabile il testo. Sulla mozione approvata, il consigliere dei Verdi ecologisti Carlo Ripa di Meana, ricordando che il documento Vinti aveva recepito i suoi emendamenti ha espresso voto favorevole. La mozione è passata con 15 voti dei gruppi della maggioranza ma i due consiglieri della Margherita hanno votato contro. Gli 8 voti contrari, sono stati, quindi, espressi da An, Fi, Ccd-Cdu, e Margherita. Il documento approvato chiede al Governo di introdurre una legislazione che regoli luso medico della canapa indiana e dei suoi derivati e di destinare ulteriori risorse economiche per la ricerca scientifica finalizzata a garantire la qualità della vita in soggetti aventi patologie estremamente invalidanti. La mozione impegna, poi, il presidente del consiglio regionale e il presidente della Regione a comunicare il contenuto della stessa al Governo e al Parlamento nazionale. Al dibattito che si era svolto il 9 luglio erano intervenuti: Stefano Vinti Rif.: Molte realtà politiche, statuali, organismi internazionali, e numerosi esponenti della comunità medica e scientifica, sono arrivati a riconoscere come una certa isteria abbia impedito per lungo tempo di studiare e valutare serenamente e scientificamente una pianta ricca di principi farmacologicamente attivi, usati per millenni a fini medici e cancellata da tutte le farmacopee moderne, ancor prima di essere veramente conosciuta. Ripa di Meana Verdi ecologisti: Il parlamento italiano ha, non più tardi del gennaio 2002, approvato in via definita analgesici oppiacei nella terapia del dolore. Nella sua saggezza la comunità scientifica e il parlamento italiano, hanno saputo distinguere dalle crociate contro la dipendenza dagli oppiacei, nelle forme di assunzione già ricordate. E quindi un segnale molto interessante che il mondo legislativo italiano, nelle sue diverse profondità e competenze, si sia proposto di vedere se dalla canapa indiana non possono risultare benefici per alcune patologie in particolare. Ci sono due applicazioni certe e incontrovertibili: per la ipertensione oculare, per il glaucoma, e per gli effetti antiemetici collegati alle terapie chemioterapiche. Con la mia mozione sollecito il Governo nazionale e la Giunta, per quanto può, perché, con il Parlamento e con il Consiglio regionale, si introduca una legislazione che regoli lutilizzo medico della canapa indiana e dei suoi derivati, nonché perché utilizzi gli ambiti di disciplina regionale oggi praticabili per rendere immediato, laddove possibile, lutilizzo stesso. Paolo Baiardini Ds: Ritengo che, se cè la volontà di ricondurre la questione delluso della cannabis e dei suoi derivati dentro unipotesi di utilizzazione, sperimentazione e ricerca, non incorrendo in quelle normative che fino ad oggi lhanno resa impraticabile, perché fuori legge, dal mio punto di vista, laicamente, sono pronto a sostenerla. Ada Spadoni Urbani Fi: Se si parla di lenire la sofferenza e di venire incontro alle terapie del dolore, qualsiasi cosa può essere utile, ma non questa, perché non è dimostrato affatto che lenisca il dolore. Lignani Marchesani An: Lapproccio che noi vogliamo dare non è proibizionista né antiproibizionista, muove dalla considerazione che non si può assolutamente partire da un concetto di legalizzazione di queste sostanze quindi bisogna arrivare, come coerentemente è stato fatto nella regione Lombardia dai Consiglieri di Alleanza nazionale, non allapprovazione di una mozione legalizzante, ma allapprovazione di una mozione che impegna il Governo ad intensificare studi e ricerche sulla cosiddetta terapia del dolore, in particolar modo a determinare le cure necessarie per alleviare il dolore e le sofferenze derivate dallo stesso attraverso limpiego di farmaci innovativi, che non esclude a priori luso di sostanze oppiacee, e in tal senso verificare la veridicità scientifica riguardo allutilizzo esclusivamente terapeutico. Carlo Liviantoni Margherita: la comunità scientifica dica con chiarezza che cosa è meglio fare rispetto ai problemi della salute delluomo. Perché, se è la politica che si sostituisce alla comunità scientifica, accade quello che è avvenuto nel caso Di Bella, dove la politica ha tentato di dire come bisognava curare il male. Carlo Antonini Ds: Se si vuole stimolare luso medico, scientifico e terapeutico di questa sostanza, cosa del tutto legittimo, accanto a tutta la farmacopea che prevede sostanze naturali e non, allora sono daccordo a condizione se si seguano i canoni e i rigori del metodo scientifico. Marco Fasolo Sdi: Dichiaro il mio pieno sostegno alle mozioni presentate, anche perché, a mio avviso, queste vanno anche nel senso di una mozione che il Consiglio regionale, questa volta allunanimità, ha approvato nel marzo scorso, e che aveva come oggetto una mozione presentata dal gruppo consiliare dello Sdi. La politica non può abdicare al proprio ruolo. Le due mozioni vanno nel senso della nostra cultura e nella storia di una regione attenta alle difficoltà dei più deboli. Maurizio Rosi Ds: Ci sono autorevolissime ricerche mondiali secondo cui esistono benefici effetti dei cannabinoidi somministrati a pazienti che soffrono di ansia, vomito ed altri effetti collaterali provocati dalla chemioterapia. Non voglio dire che quello in discussione sia il miglior farmaco, sostengo però che è uno dei farmaci che potrebbe portare un aiuto. LM/sc "UN TRATTAMENTO INUTILE" LIGNANI MARCHESANI COMMENTA IL VOTO CONTRARIO DELLA CASA DELLE LIBERTA' (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Il voto contrario espresso da An e dallintera Casa delle Libertà sulla mozione presentata dai colleghi Vinti e Ripa di Meana risponde afferma Andrea Lignani Marchesani - in primo luogo al mancato accoglimento di alcune proposte fatte dal Centrodestra (indicate anche nel proprio documento) sul tema, di fatto con il Centrosinistra chiuso a qualsiasi contributo. Inoltre ed è notizia delle ultime ore lassessore alla Sanità della Lombardia Carlo Borsani (la Lombardia per prima si era attivata con listituzione di una Commissione di studio sulla terapia del dolore) ha chiaramente indicato che lanalisi dei dati sinora ottenuti porta a considerazioni piuttosto critiche circa tale possibile sperimentazione. La Commissione lombarda (di cui fanno parte docenti ed esperti di indubbia capacità, come i Proff. Silvio Garattini e Guido Coggi) nella sua relazione documenta che i farmaci attualmente impiegati nella terapia del dolore, (analgesici, antinfiammatori non steroidei, morfina, ecc.) secondo le linee guida elaborate dallOrganizzazione Mondiale della Sanità, sono sicuramente più efficaci e più tollerati dei principi attivi della cannabis. Inoltre, la relazione indica chiaramente che i cannabinoidi sperimentati hanno dimostrato una efficacia pari a quella della codeina, ma con gravi effetti sul sistema nervoso, come disorientamento, depressione e disconnessione nel pensiero e nel linguaggio. LM/sc "VINTA UNA BATTAGLIA DI CIVILTA" STEFANO VINTI DOPO L'APPROVAZIONE DELLA MOZIONE (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Lapprovazione della mozione sulluso terapeutico della canapa indiana e dei suoi derivati è una battaglia di civiltà vinta contro il dolore e per i diritti dei malati. Così il capogruppo di rifondazione comunista Stefano Vinti esprime soddisfazione ricordando che lultima parola in questo campo dovrebbe spettare solo al paziente. Il dolore cronico aggiunge Vinti può distruggere la qualità della vita, e se è vero che alcuni pazienti hanno potuto rinunciare alla morfina, dopo aver provato la cannabis, non è lecito negare per motivi legali, e non strettamente medici, la possibilità di una simile sostituzione. Migliorare la possibilità per i malati di alleviare sofferenze, aumentare lefficacia di contrasto e di cura per alcune patologie deve essere la finalità che abbiamo dinanzi a noi. E di fronte a ciò le considerazioni politiche e proibizioniste dovrebbero cadere. Perciò conclude Vinti chiediamo un impegno al nostro Governo perché autorizzi la sperimentazione delluso medico della cannabis, e nel formuli al più presto una 9 regolamentazione. LM/sc "UN PASSO AVANTI" MARCO FASOLO PARLA DI BATTAGLIA DI CIVILTA' (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Oggi abbiamo fatto un passo avanti verso il raggiungimento dei più alti livelli di civiltà e di conquista dei diritti individuali; diritti che non hanno bandiere ma che debbono appartenere indistintamente alla comunità umbra. Lo ha dichiarato Marco Fasolo (Sdi) al termine della votazione che ha visto in Consiglio Regionale lapprovazione della mozione relativa allUso medico della cannabis e dei suoi derivati. Garantire ai malati il diritto a non soffrire e incrementare le esperienze umbre nel campo della libertà dal dolore afferma Fasolo rafforza limpegno che il Consiglio Regionale ha assunto nel marzo scorso, votando allunanimità una mozione che presentammo sulla libertà dalla sofferenza e la centralità del malato nelle metodologie di cura. La politica non può abdicare, per mero tornaconto elettorale, dal proprio ruolo di tutelare anche le emergenti necessità di una migliore qualità di vita di coloro che soffrono, e di porsi lobiettivo di soddisfare tali bisogni. Anzi deve considerare ciò come la realizzazione di un nuovo diritto di cittadinanza. Di conseguenza, Fasolo ritiene che si debba dare immediata efficacia alla decisione assunta dallAssemblea, e sollecita la Giunta Regionale ad inviare al più presto al Ministro per la Salute la richiesta di autorizzazione per la sperimentazione in almeno due strutture ospedaliere regionali, secondo un protocollo terapeutico concordato con lAssessorato alla Sanità della Regione Umbria. Red/sc TERNI-ENA NON BRUCIA SOLO BIOMASSE" L'ASSESSORE MONELLI APRE LA MARATONA SUI RIFIUTI 10 (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 E il ministero dellambiente a confermare che Terni-Ena non può bruciare rifiuti speciali, ma solo residui legnosi, e cioè biomasse in conformità con le concessioni rilasciate nel 1998 in sede di conferenza dei servizi. Dopo una verifica effettuata dallArpa, lagenzia regionale per lambiente, nei giorni scorsi, è risultato che dal camino del termovalorizzatore ternano escono invece i residui di combustione dei rifiuti speciali. Sono questi i due punti centrali dellintervento dellassessore allambiente Danilo Monelli in apertura del dibattito sulla questione Terni Ena previsto da un ordine del giorno approvato nella scorsa riunione del Consiglio. Tutto questo è successo perché con la concessione della procedura semplificata a Terni Ena, da parte di un funzionario della Provincia, lazienda ha potuto acquisire altre autorizzazioni. Recentemente la Provincia aveva invitato il dirigente che è ora assistito da un avvocato a rivedere la sua decisione, ma la risposta è stata negativa. Di conseguenza, la provincia, per cautelarsi, ha impugnato latto e ci si prepara ora ad una complicata battaglia legale. Che fare ora? Monelli ha detto che la Regione farà il punto della situazione assieme al comune e alla Provincia di Terni. Al termine della discussione è stato respinto un ordine del giorno dei gruppi di minoranza e di Carlo Ripa di Meana nel quale veniva chiesto il rinvio della discussione sul piano dei rifiuti in attesa dellesito della commissione dinchiesta proposta dagli stessi proponenti lordine del giorno. La maggioranza del consiglio (astenuto Donati dei comunisti) ha respinto la richiesta. Era stato, in apertura di seduta, il capogruppo di An Paolo Crescimbeni a chiedere di invertire lordine del giorno e di rinviare la discussione sul piano dei rifiuti approvando prima la costituzione della commissione di inchiesta. Carlo Ripa di Meana, intervenendo nel dibattito subito dopo lassessore Monelli, ha detto di non essere affatto convinto che i compiti della Regione siano stati svolti in modo pieno e convincente. Il capogruppo dei Verdi ecologisti ha citato come esempio il caso delle lettere inviate dal funzionario della Provincia allassessore Monelli nel 2001 per un parere sulla questione della procedura semplificata chiesta da Terni Ena che avrebbe consentito di evitare la più complicata ipotesi di valutazione di impatto ambientale. Perché a quelle lettere rispose il funzionario di Monelli e non lassessore? E perché le risposte arrivarono fuori tempo massimo? Secondo Francesco Renzetti (Fi) le comunicazioni di oggi non bastano, ci vorrebbe di più. La Giunta regionale è sostanzialmente reticente. Se non si fa chiarezza sullepisodio e non si capisce se quellatto è revocabile, non si può procedere allapprovazione del piano. Secondo Renzetti, a Terni si è vissuta una stagione dove leconomia ha condizionato la politica. Paolo Crescimbeni, capogruppo di An, ha giudicato molti gravi le dichiarazioni di Monelli. Proprio perché cè contrasto sulle procedure semplificate occorre un atto che blocchi gli impianti di Terni. Non ci bastano le ispezioni e gli accertamenti dellassessorato, per questo è necessario che la commissione di inchiesta possa operare prima che venga approvato il piano. Secondo Crescimbeni le responsabilità di questa vicenda stanno soprattutto a Terni, anche se ci sono evidenti responsabilità politiche della Regione. La situazione di fatto osserva Crescimbeni è che lazienda sta facendo esattamente il contrario di quello che lo stesso Monelli sostiene che si possa fare. Intervenendo brevemente sul dibattito, la presidente Maria Rita Lorenzetti ha osservato che con le comunicazioni di Monelli la Giunta ha dato una prima risposta così come era stato chiesto dallo stesso Consiglio regionale. Il resto potrà farlo a tempo debito la commissione di indagine. Carlo Liviantoni ha chiesto al consiglio di evitare inutili polveroni che non servono a fare chiarezza. La Giunta si sta muovendo per dare delle risposte, ora siamo ancora in una fase di transizione. Carlo Liviantoni ha poi sottolineato la necessità di prendere atto intanto che a Terni ci sono delle emissioni che non derivano dalle biomasse e non profumano di legno. Il comune lo doveva sapere. Adesso, grazie allArpa, lo sa. Non si può negare che sino ad ora è stato in silenzio. Spiacevolmente omissive le risposte di Monelli. Enrico Melasecche (Fi) giudica incredibile il fatto che la Provincia non sia ancora ricorso al Tar e che la Regione non sappia con certezza da dove viene il materiale che si brucia a Terni dal momento che i rifiuti speciali non possono non venire da territori non limitrofi. Vengono da Salerno? Se così fosse tutti sanno benissimo che questo è illegale. Per Enrico Sebastiani la Regione non può abdicare e lasciare ad altri enti responsabilità che gli appartengono. La stessa Arpa non ha controllato. Chi comanda e che decide? Si è chiesto il capogruppo dei Cristiano democratici. Secondo Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione, la difficoltà della vicenda ternana nascono da leggi che affidano in modo irresponsabile competenze che dovrebbero essere della politica. E incredibile che consiglieri di Forza Italia possano fare lezione sul libero mercato e sullarroganza degli imprenditori, e parlare di prevaricazione delleconomica sulla politica. I dirigenti non vengono nominati dai politici ma vincono i concorsi, la loro autonomia è prevista dalla legge. Secondo Vinti la Regione non può interferire sulle decisioni di altri enti, semmai dobbiamo discutere insieme. Pietro Laffranco (An) ha respinto la polemica sollevata da Vinti (non siamo servitori di nessuno) ed ha giudicato non condivisibile la sua posizione sulle autonome decisioni dei funzionari. Limbarazzo della Giunta su questa vicenda è innegabile, per questo sarebbe necessario aspettare le conclusioni della commissione di inchiesta. Anche Maurizio Donati (Comunisti) ha giudicato opportuna la commissione di inchiesta. Prendiamo atto delle dichiarazioni di Monelli, ma siamo profondamente insoddisfatti della sua risposta. Secondo Donati sulla vicenda delle concessioni a Terni Ena ci sono precise responsabilità politiche anche della Giunta provinciale di Terni. Paolo Baiardini, capogruppo Ds, ha giudicato strumentali le dichiarazioni di molti consiglieri. Il primato non devessere né della politica né della economia, il primato è delle istituzioni. Secondo Baiardini lunico modo per fare chiarezza è quello di passare alla discussione del piano dei rifiuti. occorre diradare i polveroni di chi ha altri interessi. E un tentativo maldestro quello di confondere il piano della Regione con la commissione di inchiesta. Dai Ds nessuna responsabilità e massima chiarezza: abbiamo contestato la procedura che consente di bruciare rifiuti speciali a terni e abbiamo chiesto di 11 ripristinare la legalità, per questo stiamo lavorando. Nella sua replica Danilo Monelli ha respinto qualsiasi accusa di subalternità rispetto alle forze economiche. In questa materia ci sono tanti interessi contrapposti. La nostra azione non è evanescente. Rivendico anche a livello personale di aver messo in campo tutte le azioni necessarie molto prima che si discutesse di questi temi in Consiglio regionale. Credo che ora la situazione sia chiara e le responsabilità siano emerse. Non era competenza del sottoscritto rispondere ad un funzionario della Provincia. Insisterò affinchè la Regione possa esercitare in questa questione tutto il potere. Contano le norme scritte, su queste si possono fare i ricorsi, se no gli imprenditori possono chiedere miliardi di danni. Abbiamo detto che il percorso per la procedura semplificata avrebbe dovuto segnare un altro percorso. Abbiamo detto qual era il percorso. La competenza era della Provincia di Terni ed anche il comune può mettere in campo competenze. Va accertato se il dirigente ha torto o ragione. Se verrà dimostrato che ha torto si tornerà indietro. In sede di dichiarazione di voto Laffranco (An) ha ribadito le critiche a Monelli (incompletezza e frammentarietà nella risposta e insussistenza di provvedimenti concreti) mentre Ripa di Meana (Verdi ecologisti) ha ribadito la sua convinzione che da parte dellassessorato ci siano stati ritardi molto seri in merito alla risposta al dirigente della Provincia di Terni (non è la prima volta che succede, anche le cementerie di Gubbio hanno beneficiato di queste benevole delibere dirigenziali). Secondo Melasecche Monelli non ha risposto alle domande poste, soprattutto ad una: da dove vengono i rifiuti che si bruciano a Terni? (Cè un interesse palese a chiudere la vicenda senza fare prima la dovuta chiarezza). LM/sc NORME PIU SEVERE PER LE PROCEDURE ABBREVIATE LE NOVITA' DELLA NUOVA LEGGE SULLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI 12 (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Ci sarà bisogno di documentazioni molto più esaustive per ottenere le procedure semplificate per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti. Questo dovrebbe impedire proprio i precedenti negativi che hanno interessato il caso Terni Ena. E questa una delle novità del piano dei rifiuti illustrato in aula dal relatore di maggioranza Edoardo Gobbini e di minoranza Enrico Melasecche e Pietro Laffranco. Di notevole importanza secondo Gobbini lemendamento della Giunta secondo il quale i siti che ospitano le centrali termoelettriche sono esclusi da quelli che sono abilitati a bruciare i rifiuti. La legge istituisce gli ambiti territoriali (Ato) per la gestione dei rifiuti e un osservatorio regionale. Alle province sono attribuite importanti competenze come lautorizzazione degli impianti e delle imprese di settore, le funzioni di verifica e controllo delle attività e della gestione. Larticolazione delle linee di indirizzo della legge si concretizza nel piano di gestione, costituito dai rifiuti urbani e dagli altri piani specifici che riguardano i rifiuti speciali e il piano per la bonifica delle aree inquinate. Lobiettivo è quello di limitare limpatto ambientale attraverso la raccolta differenziata, il riciclaggio, il compostaggio, il recupero energetico. Secondo Pietro Laffranco (An), relatore di minoranza, il piano nasce dopo aver conosciuto tre diverse stesure ed essere passato attraverso due legislature a causa delle incertezze sulla strategia da adottare, anche a causa delle pressioni delle lobby che hanno intravisto in questa materia una chiara occasione di profitto. Tra le proposte di modifica, Laffranco ha sottolineato la necessità di un progressivo riequilibrio tariffario, adeguate risorse finanziarie, esaltazione del ruolo di controllo e indirizzo del Consiglio regionale, eliminare possibili intrecci di interessi tra soggetti titolari della gestione, rivedere la configurazione degli Ato, rinunciare allosservatorio, costoso e inutile organismo. Non faremo ostruzionismo, ma saremo intransigenti dopo lo strappo sulla commissione di inchiesta. Per Enrico Melasecche (Fi) relatore di minoranza la legge parziale, rinvia il delicato capitolo dei rifiuti speciali e non affronta laltro grande capitolo della bonifica. La tutela dellambiente e la scelta di una raccolta differenziata molto spinta sono buoni propositi di facciata per nascondere lassenza di un minimo controllo democratico. Si tratta quindi di una cambiale in bianco per aprire trattative di natura del tutto privatistiche sulle quali il Consiglio regionale non ha il minimo controllo. Secondo Melasecche molto carenti sono le forme di controllo e di repressione degli abusi. La legge non prevede sanzioni significative. Sulle relazioni è aperto il dibattito. Dopo, il voto, si passerà domani allesame del piano regionale. RM/sc SULLE NORME SUI RIFIUTI POSSIBILE CONTRASTO CON IL DECRETO OMNIBUS DEL GOVERNO RIPA DI MEANA LANCIA L'ALLARME LA POLEMICA SI ALLARGA (Perugia) Acs, 23 luglio 2002 Si conclude domani con la replica dellassessore e lesame e votazione dei venti articoli, il dibattito sulla legge per la gestione integrata dei rifiuti. Nel dibattito sono intervenuti, Carlo Ripa di Meana (Verdi ecologisti), Costantino Pacioni (Ds), Enrico Sebastiani (Udc), Mauro Tippolotti (Rif), Carlo Liviantoni (Margherita), Franco Zaffini (An), Marco Fasolo (Sdi), Maurizio Donati (Comunisti), Fiammetta Modena (Fi), e Andrea Lignani Marchesani (An), Carlo Ripa di Meana (Verdi ecologisti) Partiamo da scelte governative lassiste e permissive in materia di tutela dellambiente. Questo quadro rappresentato dal decreto Omnibus e dagli stravolgimenti del decreto Ronchi non viene considerato nelle nostre scelte e la stessa maggioranza non mette in grado il consiglio di valutarne la gravità e la coerenza con i nostri atti. E il caso di riflettere. Costantino Pacioni (Ds) In Umbria ci sono 800 aziende impegnate nello smaltimento dei rifiuti speciali. In commissione è stato fatto un buon lavoro, anche per questo ci sarà una normativa adeguata. Facciamo unindagine anche per le autorizzazioni di unaltra azienda a Terni, ad Alviano, anche in questo caso cè una delibera dirigenziale dellostesso funzionario della Provincia per procedure semplificate, con le conseguenze immaginabili. Enrico Sebastiani (Udc) Non strumentalizziamo la politica governativa, è stato il centrosinistra ad avviare le privatizzazioni. Si tratta di valutare la coerenza tra leggi nazionali e regionali. E il caso di sospendere il Consiglio. Mauro Tippolotti (Rif.) Il governo non vuol considerare da oggi in poi rifiuti alcuni materiali, vedremo se sarà il caso di ritornare sulle nostre leggi. Il piano è coordinato sia con il Put che con il piano energetico, cè coerenza nelle scelte. Gli ambiti di gestione (Ato) non possono coincidere come chiede lopposizione - con le due province perché si determinerebbero squilibri pesanti. Carlo Liviantoni (Margherita) E una buona legge, magari avremmo dovuto approvarla molto prima del piano. Ora occorre Definire con chiarezza i compiti del Consiglio e della Giunta. Losservatorio regionale deve garantire soprattutto unampia partecipazione popolare. Franco Zaffini (An) Qual è la filosofia del piano? La maggioranza non ha una visione coerente del problema, ha solo imposto un percorso a tappe forzate per arrivare in Consiglio. Il risultato è un lacunoso documento senza capo ne coda. Intempestiva la sua presentazione, soprattutto alla luce delle novità del decreto Omnibus del governo. Marco Fasolo (Sdi) La politica dei no del centrodestra non è una politica, ma solo una sommatoria di dinieghi senza coerenze. Con questo atto il centrosinistra offre certezze ai cittadini e definisce i livelli di sostenibilità ambientale. Maurizio Donati (Comunisti) Operiamo in una regione che non ha conosciuto le emergenze rifiuti di altre regioni. Ci troviamo quindi ad operare in una situazione virtuosa dove i limiti e le difficoltà non possono oscurare il buon lavoro fatto, anche nel passato. Tra le necessità immediate il monitoraggio di tutti gli impianti esistenti. Fiammetta Modena (Fi) La differenza più grande sta nelle regole per la consultazione dei cittadini. La legge lascia questo compito alla Giunta. Non vediamo chiaro il problema delle risorse disponibili ed anche il rapporto tra Giunta e Consiglio. Non siamo daccordo sul cosiddetto piano di processo che possa essere cambiato nel tempo dalla Giunta, si faccia infine chiarezza sulle competenze per evitare sovrapposizione tra Ato, Province e conferenza dei sindaci. Andrea Lignani Marchesani (An) La minoranza ha una filosofia del piano, ci sono gli emendamenti e il nostro contributo in commissione. E nellassemblea che si costruiscono i progetti ed è da questa sede che vuole fuggire la maggioranza. RM/sc 13 GARANZIE AI GESTORI DEI TERMOCOMBUSTORI PER LAMBIENTE E LE RISORSE ECONOMICHE MELASECCHE IN UNA MOZIONE CHIEDE CHIAREZZA PER LA TRATTATIVA DI TERNI (Perugia) Acs, 24 luglio 2002 I gestori degli impianti di incenerimento dei rifiuti nel corso della trattativa con la Giunta regionale devono mantenere gli impegni presi con le istituzioni e i cittadini in merito agli scarichi ai camini, alla riduzione dei costi di smaltimento degli Rsu, allapprovvigionamento dellenergia elettrica ed allo sviluppo economico e sociale del territorio coinvolto. In una mozione, Enrico Melasecche (Fi) affronta il problema della riduzione del numero degli impianti operanti nella conca ternana chiedendo alla Giunta regionale di lavorare nel corso della trattativa per il miglioramento della qualità dellaria attraverso la bonifica e lincremento del patrimonio agroforestale ed introduzione del teleriscaldamento, la riduzione dei costi dei rifiuti solidi urbani, la riduzione degli attuali costi di approvvigionamento di energia per i cittadini e per lindustria locale. Per ciò che riguarda lo sviluppo del territorio ternano, Melasecche ricorda che la presenza degli impianti di Terni Ena e Printer richiederà 90 posti di lavoro fissi direttamente impegnati e altri 110 per il raccolto e il trattamento delle biomasse. RM/sc IN CONSIGLIO IL PIANO DEI RIFIUTI 70 MILA TONNELLATE DA BRUCIARE OGNI ANNO 14 (Perugia) Acs, 24 luglio 2002 Queste le linee guida più significative del piano dei rifiuti in discussione domani in Consiglio regionale. Prosegue intanto per lintero pomeriggio la votazione sui venti articoli della legge per la gestione integrata dei rifiuti che detta le norme per la formazione dello stesso piano regionale. Prima dellentrata in vigore del primo piano per la gestione dei rifiuti (1997) nel territorio regionale erano presenti 108 discariche. Attualmente ne restano in vigore sei da considerare di nuova generazione. Dopo ladozione del primo piano in Umbria, in questi anni, non si sono verificate situazioni di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti. La produzione totale dei rifiuti urbani nellanno 2000 è stata di 452.442 tonnellate allanno, il 12,84 per cento (58.093 tonnellate) proviene da raccolta differenziata. La Giunta regionale ha stabilito che deve essere fissato in 70 mila tonnellate allanno, il quantitativo massimo dei materiali provenienti dai rifiuti da bruciare in Umbria nei prossimi anni. La frazione secca che si ottiene dopo la selezione presso gli impianti esistenti può essere utilizzata in due modalità, e cioè attraverso la termovalorizzazione nello stato in cui esce dallimpianto di selezione o dopo essere stata ulteriormente raffinata e arricchita per ottenere il cosiddetto Cdr, il combustibile derivato dai rifiuti. I quantitativi possono essere stimati in 350 mila tonnellate di Rsu, in 175 mila di frazione secca e di 88 mila di Cdr. In conseguenza di questa produzione il quantitativo dei rifiuti derivati dopo la raccolta differenziata, il Cdr, che dovrà esser termovalorizzato viene indicato in 70 mila tonnellate allanno. Attualmente solo nellAto 4 di Terni è autorizzato e funzionante un impianto realizzato e gestito dallAsm per la lavorazione delle frazione secche dei rifiuti urbani, di quelli speciali sanitari e per le farine animali. Nella stessa area di Maratta due nuovi impianti di Terni Ena e Printer sono autorizzati a produrre energia elettrica mediante il trattamento di biomasse. Il piano regionale prevede tre impianti per la produzione del Cdr, a Ponte Rio di Perugia, a Casone di Foligno, a Maratta di Terni. Un ulteriore eventuale impianto potrà essere realizzato presso il sistema di Orvieto Le Crete in conseguenza di una modifica dei flussi di rifiuti tra lAto di Terni e gli altri ambiti della regione. Il Cdr prodotto potrà poi essere utilizzato in impianti idonei visto che non sono previsti nuovi termovalorizzatori. In Provincia di Terni, nellarea di Maratta è avviato un processo di semplificazione, che coinvolge i tre impianti oggi autorizzati, per la individuazione di un unico impianto funzionante per il trattamento di Cdr in quantità non superiori alle 40 mila tonnellate nonché di rifiuti sanitari, farine animali e biomasse per non oltre 40 mila tonnellate. Nel complesso il materiale trattato dallimpianto non potrà superare le 80 mila tonnellate. La Giunta regionale è impegnata a coordinare il processo di semplificazione dintesa con le istituzioni locali ed i soggetti privati proprietari degli impianti. La Giunta regionale potrà autorizzare la termovalorizzazione del Cdr a condizione che si sia realizzato il processo di semplificazione. Fino al conseguimento dellobiettivo della semplificazione solo limpianto Asm di Terni provvederà a termovalorizzare le quantità di Cdr che tecnicamente sarà possibile gestire nellimpianto medesimo. Nella provincia di Perugia potranno essere trattate, in impianti idonei esistenti ad esclusione delle centrali termoelettriche anche dismesse presenti in Umbria, le restanti quantità di Cdr prodotto. Il percorso per la individuazione degli impianti sarà coordinato dalla Giunta che riferirà al Consiglio regionale tenendo conto dei tempi di produzione del Cdr. Le proposte complessive per la termovalorizzazione del Cdr dovranno essere realizzate nel principio della sostenibilità ambientale. Quanto costa ai comuni conferire i rifiuti nelle cinque discariche dellUmbria? 64 euro a tonnellata per il Perugino e 74 per i comuni del Trasimeno, 52 per lalta Valle del Tevere, 67 per lEugubino Gualdese, 55,8 per Foligno, Spoleto e Valnerina, 93 per il Ternano, 44,6 per i comuni dellOrvietano e 43 per Orvieto. A Perugia gli impianti di Ponte Rio e Pietramelina sono di proprietà del comune di Perugia e della Gesenu. nellalta valle del Tevere del comune di Città di Castello, nellEugubino del comune di Gubbio, nel bacino folignate appartengono alla Regione, nel Ternano Orvietano alla Sao, una società per azioni. Il piano ora prevede che il prezzo di conferimento dovrà risultare omogeneo allinterno di ciascuno dei quattro Ato. Lobiettivo è quello di definire i costi oggettivi relativi agli impianti di recupero, trattamento e smaltimento. A questo scopo è stata costituita una commissione. RM/sc CONCLUSO IL DIBATTITO SULLA LEGGE SUI RIFIUTI MAGGIORANZA E MINORANZA SU POSIZIONI DISTANTI (Perugia) Acs, 24 luglio 2002 - Questa legge, ha detto lassessore Monelli svolgendo la replica a conclusione del dibattito, è frutto di un percorso caratterizzato da un lavoro di confronto, ascolto, analisi e rimodulazione. A chi ha evocato la solitudine dellassessore dico che questa legge e questo piano non sono figli di nessuno ma, anzi, sono il risultato di un costante ascolto e confronto e quindi si configurano come un prodotto di Giunta e maggioranza regionale che riconferma oggi la validità di tutti i punti strategici in linea con la normativa comunitaria e nazionale. Monelli ha quindi indicato i punti guida che tendono al raggiungimento della diminuzione della produzione, alla raccolta differenziata, il riciclaggio, il compostaggio e il recupero energetico limitato o di qualità. Vogliamo favorire ha spiegato lassessore ma anche incentivare, un moderno sistema industriale sostenibile in termini ambientali ed economici. Monelli ha poi replicato, punto su punto, alle critiche avanzate dallopposizione nel corso del dibattito. Sui rilievi relativi alle risorse ha ribadito la qualità di scelta in coerenza tra indirizzo normativo e impegno economico: 6,5 milioni di euro più risorse Docup, consapevoli che il decreto Ronchi e lEuropa chiedono compartecipazione alle imprese e agli enti locali. Sulla scelta di non determinare per legge il numero e la composizione degli Ato la risposta è che questi organismi debbano poter essere in forte correlazione tra loro per integrare impianti ed evitare la proliferazione di situazioni di impatto ambientale ed economico. A questo riguardo ha ricordato che in Umbria ogni discarica ha un suo protocollo. Sui rifiuti speciali e procedure semplificate Monelli ha ricordato che entro sei mesi si dovrà fare uno specifico piano. Quanto al rapporto tra Giunta e Consiglio ha condiviso lesigenza della piena autonomia dellaula legislativa su ogni decisione relativa, ad esempio per ogni eventuale modifica di quantità per la termovalorizzazione. Monelli ha poi fornito risposte su questioni relative al ruolo dellArpa e sulla vicenda del decreto Omnibus che è ancora in discussione alla Camera e che, per ora, non possiamo considerare. Ci sembra sbagliato però strumentalizzarlo per mettere in discussione le nostre scelte che ci sembrano giuste e, per ora, del tutto legittimo. Riferendosi agli emendamenti della opposizione alcuni dei quali tesi ad inserirsi allinterno di ipotetiche divisioni della maggioranza lassessore ne ha rilevato caratteri di strumentalità e di assenza di proposta 15 Pietro Laffranco (An), relatore per la minoranza, ha detto che nelle poche risposte date dallassessore cè la palese ammissione di ritardi e delle incompletezza rilevate dallopposizione. Molte delle scelte operate - per Laffranco sono sbagliate e il continuo appellarsi dellassessore a situazioni di altre Regioni e a mancanza di indirizzi governativi vincolanti, costituiscono una indiretta ammissione dei nostri rilievi. Noi - ha aggiunto il relatore di minoranza sosteniamo che questa legge è irrealizzabile e su questa accusa precisa lassessore non ha dato risposte convincenti, tantomeno appellandosi alla visibilità del provvedimento. Per Laffranco anche sulle questioni relative alle risorse e allosservatorio regionale non sono state date risposte apprezzabili. Fatto riconosciuto positivo da Laffranco è laver ricordato da parte di Monelli lautonomia decisionale del consiglio che peraltro ha aggiunto è il frutto di una nostra battaglia. Il relatore di minoranza ha rigettato poi laccusa di strumentalità degli emendamenti e, citandone alcuni, ne ha esaltato il carattere di concretezza. Infine Laffranco, ricordando laffermazione di Monelli sul decreto Omnibus che, secondo lassessore, potrebbe sconvolgere il piano rifiuti, ha ravveduto, proprio su questa eventualità, lopportunità di sospendere temporaneamente la legge in discussione. Enrico Melasecche (Fi), relatore di minoranza, ha detto di avere dubbi sullautosufficienza dellUmbria visto che i rifiuti arrivano anche da fuori regione, come nel caso della Campania. La difesa dellambiente devessere portata allattenzione di tutti i cittadini. Proponiamo la democrazia dei rifiuti ed invitiamo lassessore alla massima trasparenza, anche nei rapporti con lArpa. Lassessore non risponde a troppo domande. Edoardo Gobbini (Ds), relatore di maggioranza, ha detto che la proposta della maggiorana si confronta con le specificità dellUmbria e la sua struttura policentrica e per questo potrà costituire uno strumento valido ed efficiente. APPROVATA LA LEGGE SUI RIFIUTI DONATI E RIPA DI MEANA NON VOTANO L'ATTO (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il disegno di legge che detta norme per la gestione integrata dei rifiuti. Venti articoli che forniscono il quadro di riferimento per il varo del piano regionale che verrà discusso domani mattina. I lavori del consiglio si sono protratti sino a tardo pomeriggio per lalto numero di interventi sullarticolato dei consiglieri del centrodestra presenti. Un successivo accordo sullordine dei lavori ha poi consentito una conclusione della discussione abbastanza rapida. Nessun emendamento delle opposizioni è stato accolto. Hanno votato a favore 16 consiglieri dei gruppi Ds, Margherita, Sdi, Rifondazione. Contrari nove consiglieri di An, Forza Italia, Ccd, Verdi ecologisti, Comunisti. RM/ VERSO LOPZIONE ZERO PER LA TERMOVALORIZZAZIONE STEFANO VINTI DOPO L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUI RIFIUTI 16 (Perugia) Acs 25 luglio 2002 - Lapprovazione da parte del Consiglio regionale della legge sui rifiuti segna un punto avanzato verso un percorso, certo difficile e complesso, di uno sviluppo compatibile e sostenibile con lambiente, e il soddisfacimento dei bisogni e delle necessità dei cittadini e dei territori della nostra regione, ad iniziare dal diritto primario alla salute. In una nota, Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione, sostiene che la legge consolida e sviluppa in maniera moderna la gestione integrata e razionale dei rifiuti, ponendosi lobiettivo ambizioso, ma ineludibile, della riduzione alla fonte della quantità dei rifiuti prodotti dal sistema produttivo e da stili di vita improntati al consumismo. Offre nuove opportunità di lavoro attraverso il potenziamento capillare della raccolta differenziata, lo sviluppo del recupero e del riciclo della materia prima contenuta nei rifiuti. Vinti sottolinea soprattutto limportanza della scelta contenuto nella legge di relegare la termovalorizzazione ad una funzione marginale e residuale, che per quanto riguarda Rifondazione Comunista, in una prospettiva di medio periodo può senzaltro svilupparsi verso la totale abolizione, arrivando alla definitiva opzione zero, così come richiesto dai settori culturali più avanzati della nostra società. È una legge che minimizza, quindi, limpatto ambientale legato ad una gestione dei rifiuti incentrata sulle discariche, conclude Vinti. RM/ "PERCHE' SIAMO RICORSI ALL'OSTRUZIONISMO" IL COMMENTO DI ALLEANZA NAZIONALE (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 - I Consiglieri regionali di An, Paolo Crescimbeni, Pietro Laffranco, Andrea Lignani Marchesani e Francesco Zaffini, commentano, con una nota, il significato della posizione ostruzionistica del centrodestra sulla legge in materia di rifiuti approvata dal Consiglio. Grazie al centrodestra affermano i quattro consiglieri - ed in particolare ad An, presente con il gruppo consiliare al completo, il Consiglio regionale ha riottenuto una sua centralità nel corso dellapprovazione del disegno di legge in materia di rifiuti. Lostruzionismo sullarticolato di legge, oltre che un sacrosanto diritto delle opposizioni, ha finalmente costretto la maggioranza e la Giunta regionale ad accettare il ruolo e la verifica del Consiglio regionale ogni qualvolta il Piano rifiuti, non a caso definito piano processo, dovesse subire modificazioni strutturali o cambiamenti di rotta. Labrogazione del comma 3 dellarticolo 7 del disegno di legge- sostiene An è una chiara vittoria del Centrodestra che aveva richiesto a gran voce già in Commissione la verifica del Consiglio (e non una semplice informativa alla Commissione competente) riguardo le eventuali modifiche al piano. Il comportamento ostruzionistico serio, - per il gruppo di An - non ha certo cambiato la filosofia del Piano che ovviamente continuiamo a non condividere, ma ha determinato una vittoria di tutto il Consiglio regionale e soprattutto ha rappresentato una grande affermazione di trasparenza nei confronti degli umbri. LM/sc LA MAGGIORANZA RESPINGE UNA QUESTIONE PROCEDURALE POSTA DAL CENTRODESTRA IN APERTURA DEL DIBATTITO SUL PIANO DEI RIFIUTI (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 - Una pregiudiziale di carattere procedurale posta dal consigliere di An Francesco Zaffini in apertura dei lavori è stata superata dallAssemblea che, come richiesto dallo stesso Zaffini, si è espressa con voto per appello nominale. Il consigliere di An, appellandosi alla legge regionale numero 34 del 1998 che prevede il parere delle Conferenze partecipative (comuni, province, e comunità montane) aveva rilevato lassenza del prescritto parere sul piano rifiuti da parte della provincia di Perugia. Il vizio, secondo Zaffini avrebbe potuto provocare linefficacia o la nullità del piano in discussione. Dopo una breve sospensione dei lavori, richiesta dalla maggioranza, Mauro Tippolotti (Rifondazione) ha chiesto allAssemblea di respingere la questione procedurale sostenendo che la stessa era già stata posta e superata in sede di commissione. In aggiunga, Tippolotti, aveva ricordato che, nel contesto della votazione sulla legge licenziata ieri, giovedì 24 luglio, era stato approvato un emendamento che, di fatto, sanava leventuale vizio. Allappello nominale sulla pregiudiziale Zaffini hanno risposto si i consiglieri del centrodestra e Maurizio Donati (misto-comunisti). Voto contrario del centrosinistra. Astenuti il Verde ecologista Carlo Ripa di Meana e Moreno Finamonti (Democratici). LM/sc UN PIANO CHE SCOMMETTE SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA SCONTRO SUI RIFIUTI TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 - La sfida del piano dei rifiuti è quella di rendere del tutto marginale luso delle discariche. Lalternativa è quella di arrivare entro il 2006 ad una quota di raccolta differenziata del 45 per cento, di riciclare la parte umida dei rifiuti per la produzione di compost e di termovalorizzare il resto. A questo punto in discarica arriverebbero solo gli scarti. E questo limpianto complessivo del piano dei rifiuti illustrato in aula dal relatore di maggioranza Edoardo Gobbini (Ds). Per ciò che riguarda la termovalorizzazione, è previsto a Terni, a Maratta bassa, un processo di semplificazione che coinvolge i tre impianti oggi autorizzati per la indivi- 17 duazione di un unico impianto per il trattamento del Cdr in quantità non superiori alle 40 mila tonnellate allanno e ai rifiuti sanitari, farine animali e biomasse per non oltre 40 mila tonnellate allanno. Una produzione complessiva, quindi, non superiore alle 80 mila. Il resto dei rifiuti dovrà essere trattato in provincia di Perugia in impianti idonei esistenti ad esclusione delle centrali termoelettriche. Per ciò che riguarda lassetto dei quattro Ato le novità riguardano laggregazione definitiva della Valnerina allambito di Spoleto e Foligno ed anche dei comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dellUmbria, prima inseriti in quello perugino. Cè poi laggregazione in un unico Ato delle due aree della Valle del Tevere e dellEugubino Gualdese prima organizzate in bacini di utenza, e lacquisizione di Umbertide, prima ricompreso nel Perugino. Lambizione di questo piano ha concluso Gobbini è quello di rispettare la scelta dello sviluppo sostenibile permettendo al sistema industriale dei rifiuti di organizzarsi intorno ad una gestione più ecologica. Pietro Laffranco, (An), relatore di minoranza, ha detto che le previsioni del piano non sono realizzabili, primo fra tutti quello della marginalità degli inceneritori. Sbagliate anche le previsioni di produzione di rifiuti da parte delle famiglie, così come del Cdr. Per la raccolta differenziata si prevedono pochi investimenti per aiutare i comuni. Impossibile quindi arrivare al 45 per cento nel 2006 quando oggi siamo al 12,75. La rinuncia a bruciare a Bastardo e Pietrafitta è una nostra vittoria. Per termovalorizzare in provincia di Perugia ci sono le cementerie di Gubbio e Spoleto. siamo sicuri che gli abitanti siano daccordo? tornerà alla fine tutto a Terni? Un vero piano dei rifiuti ancora, quindi, non cè. Chiediamo un rinvio a settembre di tutta la materia. Secondo Enrico Melasecche, (Fi), secondo relatore di minoranza, il centrosinistra cerca di chiudere in fretta una partita che non è riuscito a gestire in modo trasparente, neanche al proprio interno viste le polemiche sollevate dalla Margherita. Ora si vogliono incollare i cocci. Abbiamo assistito al tentativo di bruciare i rifiuti di tutta lUmbria nel territorio di Terni e Narni seguendo e inseguendo Seguendo percorsi che altrove si sarebbero definiti di tipo mafioso. Vogliamo capire come sarà possibile far entrare in una società a maggioranza pubblica gli operatori privati che oggi possono contare su introiti altissimi. Tutto questo va spiegato prima di approvare il piano. Detto questo, il piano contiene proposte positive, se non altro perché oggi siamo di fronte al nulla. Paolo Crescimbeni (An) Il rischio reale che incombe sul piano rifiuti sta nel fatto che le società che gestiranno la termovalorizzazione si troveranno in posizione conflittuale, e antitetica con chi sarà preposto alla raccolta differenziata. Un piano, dunque, carente e sbagliato. Carente perché è stata trascurata la valutazione ambientale complessiva. Sbagliato perché, ad esempio, la quantità dei rifiuti sarà certamente superiore a quella prevista. Terni non accetterà la filosofia di questo piano che opera la scelta di puntare sul Polo ternano come punto unico di incenerimento dei rifiuti. Carlo Ripa di Mena (Verdi ecologisti) Siamo nellanno orribile per lambiente, dalle norme sulla caccia agli argini dei fiumi, sino alle ecomofie scoperte dai carabinieri. Abbiamo perso anche la battaglia di Villavalle dove la Regione riconferma le autorizzazioni. Oggi discutiamo di un piano truffa. Dopo sei anni non si hanno le idee chiare sugli inceneritori. Come unificare quelli di Terni? e quali sono quelli della provincia di Perugia? In concreto si delinea soprattutto la scelta dei bruciatori, con un punto di grande sofferenza nella conca ternana. Non cè solo lopposizione di centrodestra, ma si deve parlare di opposizioni anche dai banchi del centrosinistra, proprio a partire dallambiente. Un aumento dellincenerimento che si piega alle necessità dellimpresa. I cementieri non si doleranno di questo piano. Enrico Sebastiani (Ccd) Non si può condividere la stima fatta sulla produzione dei rifiuti. Mancano indicazioni concrete per giungere ad una diminuzione della produzione dei rifiuti. Un piano redatto con fretta e improvvisazione, privo di scelte trasparenti e scollegato dal piano per i rifiuti rurali. Si manifesta un nuovo centralismo regionale che complicherà ancor più il rapporto tra istituzioni e cittadini. Questo piano provocherà la disfatta della sinistra in Umbria. rispetto alle scelte operate sulla provincia di Perugia non è stato previsto alcun assetto impiantistico se non quello di trasportare, inspiegabilmente, ventimila tonnellate di rifiuti a Terni. Con un mio emendamento ho chiesto la riduzione degli ambiti territoriali da quattro a due per semplificare le intese tra Comuni per contenere al massimo i costi di tutti i servizi. 18 Mauro Tippolotti (Rif) Il dibattito sul piano registra alcuni interventi strumentali e fotocopia di quello svolto ieri sulla legge. Sulla termovalorizzazione, ad esempio, non si riesce a capire la posizione della Casa delle libertà sulle scelte operate dal piano e sulle quantità. E chiaro invece che non si vogliono conoscere le scelte ma, come ha detto il collega Melasecche, le contropartite dei gruppi industriali. Quello dei rifiuti è un problema invasivo di tutte le società, perciò, si devono dare risposte di chiarezza di ambiente e di vivibilità con scelte che la politica ha il dovere di interpretare concretamente. I quatto assi portanti di questo piano tendono a valorizzare le risorse tecniche, economiche e sociali disponibili. La termovalorizzazione non è un totem ma un elemento complementare del sistema dei rifiuti. Questo piano a nostro giudizio rappresenta uno strumento che punta al traguardo di una sensibile diminuzione dei rifiuti. Carlo Liviantoni (Margherita) Le dimissioni minacciate a suo tempo da Agarini dalla presidenza della Ternana suonarono come un tentativo di imbrigliare le istituzioni avviando e favorendo tutta una serie di pressioni indebite. Chiediamo alle istituzioni locali che si risponda sulla democrazia e sui rapporti tra industria e politica. La questione ternana è quindi centrale in questo piano dei rifiuti. E bene che il piano regionale non abbia puntato su Terni per bruciare tutto, questa è una sconfitta dei poteri politici locali e degli imprenditori interessati a fare il pieno. Occorre lavorare sulle scelte positive proposte dal piano. Si devono intanto monitorare con grande puntualità le emissioni dei bruciatori di Terni chiamando tutti ad una grande opera di verità. Franco Zaffini (An) Lunificazione tra Terni Ena, Printer e Asm è una partita di giro che alla fine porterà a bruciare più rifiuti. Più in generale non cè ancora chiarezza sui siti dove bruciare le 70 mila tonnellate di Cdr. E una illusione allora pensare di non incrementare le discariche. Al primo vero atto di programmazione la maggioranza si è presentata divisa e confusa. Il centrosinistra sta perdendo i pezzi per strada e non è più in grado di fare la voce grossa. Carlo Antonini (Ds) Si tenta di fare una caricatura di fatti e così si sfugge di fronte alle scelte. Non ci sono proposte concrete da parte del centrodestra, ma solo polveroni. Le nostre sono scelte serie, dal blocco delle discariche, al compost di qualità, alla raccolta differenziata. La nostra scelta strategica è quella di non puntare in una soluzione, ma su un ventaglio di opzioni. Maurizio Donati (Comunisti) Ci sono nel piano molte scelte condivisibili, ma non si possono tacere alcuni limiti seri. I punti di debolezza riguardano lincertezza sui risultati concreti che si potranno raggiungere con questo piano. Troppi interrogativi senza risposta. Il dubbio è che molte scelte siano più vantaggiose per gli imprenditori del settore che per i cittadini. Lamberto Bottini (Ds) - Abbiamo proposto un piano che non deturpa il territorio e non incrementa i rischi ambientali. La raccolta differenziata è superiore a quella prevista dal decreto Ronchi. Inserire meglio la gestione dei rifiuti in una politica industriale coerente con la sostenibilità ambientale. I quattro ambiti non sono chiusi in sé stessi, ma aperti alla collaborazione con altre realtà vicine. Andrea Lignani Marchesani (An) Spostare i fondi previsti per losservatorio regionale, che non potrà che essere un organismo costoso e inutile, a favore degli impianti di preselezione a Città di Castello e Terni. Dallalta Valle del Tevere togliere la previsione dellimpianto di trattamento dei rifiuti urbani per inserire invece nelle previsioni del piano limpianto di selezione per il riciclaggio. Marco Fasolo (Sdi) LUmbria, la sua cultura, la sua storia non meritano lingeneroso giudizio del collega Ripa di Meana secondo il quale il nostro territorio sarebbe una sorta di pattumiera. Il piano che stiamo discutendo ha come obiettivo quello di dare certezze puntando verso un equilibrio economico e gestionale. Cè, poi, lobiettivo di evitare aggravio di costi alla Comunità e di realizzare uno sviluppo eco sostenibile nella gestione dei flussi dei rifiuti. Si può quindi licenziare un atto sul quale si è sviluppata una partecipazione che non ha precedenti. Fiammetta Modena (Fi) Latto non è un piano di processo ma una trappola che si evidenzia quando dalle enunciazioni si passa alle scelte. La impostazione, infatti, di piano di processo dimostra i problemi che sono alla base delle scelte. A questo proposito vanno sentite le amministrazioni comunali. 19 ABBIAMO FATTO DELLE SCELTE, IL CONSIGLIO CI GIUDICHI PER QUESTO MONELLI CONCLUDE IL DIBATTITO SUL PIANO RIFIUTI (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 I due impianti a biomasse di Terni non li ha autorizzati la Regione, ma il ministero dellambiente su concessione edilizia del comune. Noi siamo per semplificare la struttura degli impianti ternani, per avere cioè un solo impianto che brucia i rifiuti di Terni. Terni Ena e Printer possono bruciare solo biomasse, questo è la nostra posizione e il senso del mio personale impegno. Danilo Monelli, assessore allambiente, intervenendo a conclusione del dibattito generale sul piano dei rifiuti, ha poi aggiunto rispondendo ai rilievi critici dellassemblea che lautonomia delle scelte della politica sono fuori discussione, ma non possiamo dimenticare i pericoli rappresentati dalle ecomafie. Per questo abbiamo chiesto un presidio fisso in Umbria dalle forze dellordine. I rischi della subalternità riguardano tutti, ma noi stiamo lavorando davvero a favore della qualità ambientale, così come della qualità del lavoro e delle imprese. Questo non è il piano di Rifondazione, ma della Giunta e del centrosinistra. Gli errori eventuali li rivendico comunque a me stesso. Sui rifiuti si deve scegliere, e le nostre sono scelte. Molti sono gli interventi critici ma nessuno di questi ci dice cosa si deve fare dei rifiuti di ottocentomila persone. La raccolta differenziata devono farla gli enti locali, gli industriali devono ridurre gli imballaggi, tutti dunque devono fare la loro parte. Noi aiutiamo e finanziamo la gran parte dei comuni per la raccolta differenziata, ma tra i comuni che non partecipano ci sono molte amministrazioni di centrodestra. Chi ricorda che in Umbria ci sono 400 imprenditori che possono ricorrere alle procedure semplificate e smaltire in assoluta libertà? Losservatorio non costa due miliardi, i due miliardi servono per il monitoraggio dellambiente, che è una cosa necessaria, per far rispettare la legalità, ha concluso lassessore. RM/sc APPROVATO IL PIANO DEI RIFIUTI CON I VOTI DEL CENTROSINISTRA VOTANO CONTRO IL POLO VERDI E COMUNISTI ASTENUTO FINAMONTI 20 (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 Il secondo piano dei rifiuti è stato approvato con sedici voti favorevoli di Rifondazione, Ds, Margherita e Sdi. Contrari i consiglieri del centrodestra presenti (otto) e il gruppo misto (Carlo Ripa di Meana dei Verdi ecologisti e Maurizio Donati dei comunisti). Astenuto per i Democratici Moreno Finamonti. Nel corso delle dichiarazioni di voto si è registrata una polemica molto accesa tra il capogruppo dei Ds Paolo Baiardini e dei Verdi ecologisti Carlo Ripa di Meana. Siamo la regione - ha detto Paolo Baiardini - che spende di più in Italia per la raccolta differenziata non si faranno nuove discariche nè inceneritori. 70 mila tonnellate di combustibile da rifiuti che si prevede di produrre in Umbria verrà destinato a impianti idonei e in contesti ambientali compatibili. Si dimostra così la strumentalità del centrodestra e la sua totale incapacità ad avanzare proposte. Il collega Ripa di Meana sostenendo che il centrosinistra si è piegato agli interessi forti sia coerente con sè stesso e rispettoso degli elettori umbri. Si dimetta da consigliere regionale visto che i suoi trecento voti lo collocano tra gli ultimi dei candidati e risulta eletto solo grazie ai voti di tutto il centrosinistra. Carlo Ripa di Meana che, in sede di dichiarazioni di voto, aveva ricordato che i finanziamenti per leducazione e lavviamento delle esperienze di raccolta differenziata ci sono ed aveva poi ribadito che, nel piano, la proliferazione degli impianti è eccessiva, è successivamente intervenuto per fatto personale. Ho parlato ha poi aggiunto il capogruppo dei Verdi ecologisti contro la rampante imprenditorialità ternana in materia di rifiuti. Non ho accusato nessuno, ho solo parlato di vicinanza dellindustriale Agarini nei confronti di alcune forze politiche. Per il resto i bilanci delle spese e delle entrate elettorali dei partiti sono depositati alla Camera e sono pubblici. Baiardini pensa ancora ai compagni di strada. Come Verdi abbiamo ottenuto i nostri consensi, il fatto è che nel tempo il patto elettorale è stato violato da questa Giunta. Rivolgendosi ancora a Baiardini, Carlo Ripa di Meana ha poi aggiunto: la sua richiesta è politicamente inaccettabile, dovrà sopportarmi ancora per qualche anno. Per dichiarazioni di voto sono intervenuti Carlo Liviantoni (non condivido la scelta di bruciare a Terni più di quanto si consuma), Enrico Sebastiani (è sbagliato insistere su quattro Ato, basta limitarsi a due per avere organismi autosufficienti), Fiammetta Modena (compito delle opposizioni è controllare e sorvegliare, in ogni caso le nostre scelte le abbiamo fatte), Paolo Crescimbeni (non deve essere consentito a nessuno di bruciare a Terni il doppio del Cdr prodotto in questo Ato), Stefano Vinti (Rif.) (con questo piano la regione compie un grande servizio allUmbria). RM/sc CONTRASTI SULLA COMMISSIONE, LIVIANTONI AGGIORNA LA SEDUTA ANCORA POLEMICHE SU TERNI ENA (Perugia) Acs, 25 luglio 2002 Il consiglio regionale è stato convocato di nuovo per domani mattina, venerdì 26 luglio, dopo che la riunione era stata sospesa dal presidente dellassemblea Carlo Liviantoni per tumulto assembleare. La sospensione è avvenuta dopo una lunga discussione sulla costituzione della commissione di inchiesta su Terni Ena chiesta dal centrodestra e da Carlo Ripa di Meana. Lassemblea doveva decidere il numero dei componenti della commissione ed il tempo dellindagine. Successivamente il presidente del consiglio avrebbe dovuto scegliere i nomi dei commissari. Si è valutata la possibilità di costituire una commissione formata da nove, da cinque o da atre soli membri ed anche di allargare il campo dellindagine ad altre situazioni interessate alla procedura semplificata. La mancanza di un accordo complessivo ha indotto la presidenza dellassemblea a sottoporre al voto le varie ipotesi. La maggioranza dei consiglieri ha votato per lipotesi di tre membri determinando le proteste del centrodestra e di Carlo Ripa di Meana. Il sopraggiungere di ulteriori proposte e il susseguirsi di interventi informali ha indotto la presidenza a sospendere la seduta. Red/sc APPROVATA LA COMMISSIONE A TRE SI INDAGHERA' SU TERNI ENA PER QUATTRO MESI (Perugia) Acs 26 luglio 2002 Approvata la commissione dinchiesta sui rifiuti. Si occuperà, così come originariamente previsto, di Terni Ena e lavorerà da settembre a dicembre, quatto mesi per far chiarezza sulle procedure semplificate concesse allimpianto dellindustriale Agarini dalla delibera di un dirigente della Provincia di Terni. La commissione sarà di tre membri, come deciso dalla maggioranza. Le opposizioni, su questo, hanno votato contro ed espresso una forte contrarietà. Lunedì mattina il presidente Liviantoni comunicherà i nomi dei componenti della commissione. RM/sc PER IL POLO LA COMMISSIONE NON E STATA VOTATA PER INDAGARE MA PER INSABBIARE LA MINORANZA POLEMICA DOPO IL VOTO (Perugia) Acs 26 luglio 2002 Il commissario che rappresenterà lopposizione alla commissione di indagine per il piano dei rifiuti sarà il Verde ecologista Carlo Ripa di Meana che pur non facendo parte del centrodestra è stato uno dei firmatari della mozione per la commissione. Lo hanno comunicato i gruppi della casa della libertà nel corso di una conferenza stampa convocata per denunciare alla pubblica opinione la chiusura politica con la quale la maggioranza ha imposto soltanto tre membri con la chiara volontà di depotenziare la commissione. Il capogruppo di An, Paolo Crescimbeni, dopo aver ricordato i motivi che avevano indotto lopposizione a richiedere la commissione di inchiesta, ha accusato la maggioranza, in modo particolare Rifondazione comunista che riducendo a tre il numero dei commissari ha di fatto insabbiato la pienezza democratica e quindi lefficacia della commissione stessa. 21 Ma il primo risultato della intera vicenda rifiuti ha aggiunto Crescimbeni è quello di una maggioranza che, come si è visto nei voti, risulta oggi dilaniata. La riduzione del numero dei commissari, per Melasecche è anche il frutto di una regia che ha imposto un ritmo esasperato e privo di pause ai lavori dellAssemblea giungendo a depotenziare la commissione e negando, quindi pari dignità ai gruppi dellopposizione. Un brutto capitolo per la democrazia con una legge che, - per il Ccd Sebastiani - è stata impostata dalla maggioranza per gestire da sola laffare dei rifiuti. La riduzione a tre del numero dei commissari lo ha detto Pietro Laffranco di An è una scelta mirata ad escludere non solo tre dei quattro gruppi della minoranza ma anche la Margherita. Lignani Marchesani ha ricordato che, mostrando di voler rifiutare dallopposizione ogni contributo migliorativo della legge, la maggioranza ha bocciato un suo emendamento successivamente riproposto dalla Giunta ed approvato. Anche Zaffini An, sul tema degli emendamenti ha lamentato una bocciatura. Il nostro emendamento ha spiegato il consigliere di An proponeva che la Giunta, dopo aver costruito il percorso per la collocazione degli impianti, tornasse in consiglio per riferire. Zaffini poi si è detto convinto che i potentati economici, attraverso il piano rifiuti, hanno imbrigliato la politica in Umbria. lo sfaldamento della maggioranza per Fiammetta Modena Fi si riverbera sul funzionamento dellaula dove si rivela, tra laltro una carenza di capacità della coalizione a mantenere i rapporti con la minoranza. LM/sc INDAGHEREMO ANCHE SU ICI DI ALVIANO IL CENTROSINISTRA CHIEDERA' UNA SECONDA COMMISSIONE 22 (Perugia) Acs 26 luglio 2002 - La maggioranza di centrosinistra chiederà di costituire una commissione di inchiesta anche sullazienda Ici di Alviano alla quale è stata concessa la procedura semplificata come a Terni Ena. Si tenta così di superare le divisioni che non hanno permesso di allargare ad altre realtà le indagini della Regione in materia di rifiuti. LIci di Alviano che raccoglie 250 tipologie di rifiuti speciali in prossimità delloasi ha recentemente ottenuto la procedura semplificata per la concessione al trattamento di ulteriori materiali pericolosi. Nel corso di un conferenza stampa i gruppi Ds, Rifondazione e Sdi hanno offerto il loro punto di vista sulla controversa vicenda della commissione di inchiesta su Terni Ena composta da tre soli membri. Paolo Baiardini (Ds) ha detto che la maggioranza è sempre stata favorevole alla commissione di inchiesta e che, nel corso della discussione di ieri, aveva chiesto la sua estensione anche alla Ici di Alviano. A quel punto è cominciato il gioco al rialzo. Il centrodestra ha chiesto di indagare anche su un cementificio di Gubbio, mentre Rifondazione ha allargato il campo dazione a tutte le situazioni impiantistiche che hanno ottenuto le procedure semplificate per le autorizzazioni. La questione delle aziende da sottoporre ad indagine si è incrociata con la discussione sul numero dei commissari. Baiardini ha detto che il centrodestra aveva chiesto che tutti i gruppi fossero rappresentati, ma per far questo sarebbe stato necessario nominare undici consiglieri, un numero irraggiungibile, visti i doppi incarichi e le incompatibilità. Da qui il braccio di ferro che ha bruciato la possibilità di raggiungere laccordo su cinque membri e poi la votazione a maggioranza sui tre membri. A questo punto ha detto Baiardini avremo due commissioni che potranno essere unificate e lavorare in parallelo su Terni Ena e Ici. Stefano Vinti ha detto che su Terni Ena è stata la maggioranza a sollevare il problema e ad aver permesso il dibattito in Consiglio regionale. Hanno cercato di non farci approvare il piano dei rifiuti attuando lostruzionismo. Le rigidità e gli scontri sono nati dopo questo braccio di ferro. Qualcuno del centrosinistra si è defilato, ma ora siamo più compatti. E il centrodestra ad aver registrato assenze numerosissime. Tutto il vertice massimo di Forza Italia è stato in silenzio o si è assentato. Marco Fasolo (Sdi) ha detto che la maggioranza non ha avuto la possibilità in questi giorni di confrontarsi con lopposizione nel merito delle proposte. Non abbiamo avuto la possibilità di poter discutere soluzioni alternative. Non cè unopposizione chiara e trasparente, i loro stessi emendamenti erano spesso in contraddizione. A proposito di Agarini e delle sue dichiarazioni (mi è rimasta solo la Ternana) Baiardini ha detto che proprio le parole dellindustriale dimostrano linfondatezza di tante accuse. Come si vede, Agarini non ci vede proprio come degli amici. Vinti ha poi risposto ad Agarini affermando semplicemente che la maggioranza guarda agli interessi dellUmbria. Se Agarini vuol seguire questo percorso di trasparenza e di interesse collettivo può farlo. E lunica strada che possiamo proporre. Conclusione: vogliamo lavorare per tornare alla situazione antecedente la concessione della procedura semplificata nella conca ternana. La prospettiva è lunificazione dei termovalorizzatori. Un solo bruciatore di rifiuti, il resto solo biomasse. Adotteremo tutti gli strumenti amministrativi per raggiungere questo obiettivo. Posizione ribadita dallassessore Monelli, presente alla conferenza stampa. RM/sc 23 Le iniziative dei gruppi PERCHE NON SIA UNA DICHIARAZIONE DI BUONA VOLONTA IL PATTO PER LUMBRIA DEVE CONTARE SUL SENSO DI RESPONSABILITA DEI SUOI FIRMATARI" UNA NOTA DI STEFANO VINTI 24 (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 Quale è il funzionamento del Patto per lo Sviluppo? E linterrogativo che pone il capogruppo di Rifondazione comunista Stefano Vinti che aggiunge alla luce di quanto è avvenuto intorno al capezzale della Petrini di Bastia, la domanda è più che legittima, dato che di fronte alle pressanti necessità finanziarie del gruppo umbro, proprio lunica banca umbra presente si è velocemente tirata indietro da qualsiasi ipotesi di salvataggio, condannando di fatto lazienda a una ingloriosa quanto sicura fine. Il fatto è tanto più grave in quanto la stessa banca è uno dei firmatari del Patto, e il suo comportamento non ci sembra assolutamente ispirato a quei principi etici che dovrebbero regolare il funzionamento di questo importante strumento per lo sviluppo. Lintervento della Presidente Lorenzetti per riportare la banca al rispetto dello spirito del Patto, riuscito se riporta una qualche serenità nel contesto del futuro della Petrini e dei posti di lavoro ad essa legati, ci porta comunque a fare alcune considerazioni in merito al funzionamento di un Patto, che o può contare sul senso di responsabilità dei suoi firmatari, o altrimenti è semplicemente una dichiarazione di buona volontà, con tutto quello che significa questa espressione nel linguaggio politico e amministrativo. La banca in questione aggiunge il capogruppo di Rifondazione comunista - da sola rappresenta una parte cospicua delle istituzioni del credito umbro che hanno aderito al Patto, e il suo comportamento non può passare inosservato o essere considerato soltanto un incidente, se come trapela dalla stampa, dietro a questo comportamento ci potrebbe essere addirittura lappoggio ad una cordata extraregionale vicina al maggior azionista dellistituto e intenzionata a mettere le mani nel piatto della Petrini. La Presidente Lorenzetti per Vinti - ha quindi il dovere di andare fino in fondo, per appurare se il comportamento della banca è stato viziato da questa eventuale prospettiva, proprio per salvaguardare la credibilità di uno strumento per lo sviluppo economico regionale che anche noi guardiamo con positivo interesse. Non crediamo infatti che per garantire il corretto funzionamento del Patto la Lorenzetti debba essere costretta a bacchettare ora questo ora quel firmatario al fine di allinearlo allo spirito del documento. La firma del Patto per lo Sviluppo - conclude il capogruppo di Rifondazione comunista - costituisce per tutti i suoi firmatari una grossa assunzione di responsabilità nei confronti dellUmbria e dei suoi cittadini, questo deve essere chiaro, proprio per il rispetto che si deve allistituzione Regione e a ciò che rappresenta, cioè proprio i cittadini umbri e il loro interesse per uno sviluppo equilibrato e corretto del nostro territorio. LM/sc SULLINCENERITORE A PIETRAFITTA ERA NECESSARIO CHE LE ISTITUZIONI SI SCHIERASSERO LAFFRANCO SOTTOLINEA IL SILENZIO SUL PIANO RIFIUTI (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 Una netta presa di posizione contro lincenerimento dei rifiuti nella ex Centrale Enel di Pietrafitta era necessaria ed opportuna dopo le preoccupanti affermazioni di un assessore dei Ds al comune di Perugia. Così Pietro Laffranco, consigliere regionale di An, commenta le dichiarazioni del Sindaco di Panicale Orlandi e le altre prese di posizioni registrate in questi giorni sulla vicenda Pietrafitta. Ci è sembrato necessario provocare unimmediata e concreta reazione delle Istituzioni locali, aggiunge Laffranco ricordando che già nel passato, contro lipotesi inceneritore, cera stato un chiaro pronunciamento degli stressi Consigli comunali . Il problema del futuro della Centrale di Pietrafitta, a giudizio di Laffranco, resta comunque grave sia sul versante della occupazione che sulla necessità di individuare un nuovo tipo di sviluppo economico per quellarea, nel rispetto dellesigenza di salvaguardare i profili ambientali della splendida vallata del Nestore. Non si deve nemmeno tacere, aggiunge Laffranco, che gli impegni presi dalla Giunta regionale nella precedente legislatura non hanno trovato ad oggi alcun concreto provvedimento. La situazione merita dunque un nuovo esame da parte del Consiglio regionale dellUmbria che, cercheremo di provocare con la presentazione di apposita mozione nei prossimi giorni. Ma fin da ora, pur ribadendo la nostra contrarietà ad utilizzare Pietrafitta, e senza dimenticare il reale ed oggettivo allarme dimostrato dalle dichiarazioni di molti esponenti locali della sinistra, osservo che lassenza nel nuovo Piano regionale dei rifiuti di indicazioni chiare su dove verranno smaltiti i rifiuti della Provincia di Perugia, lascia colpevolmente aperta qualsiasi soluzione. GC/gc SULLA SANITA RISCHIO DI UN PESANTE CONFLITTO COL GOVERNO VINTI TEME UN RITORNO ALLE VECCHIE MUTUE (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 Possiamo aspettarci dopo la presentazione del Dpef un ritorno a trentanni fa e alle vecchie mutue con laddio al diritto universale alla salute. In una nota, il capogruppo a palazzo Cesaroni di Rifondazione Stefano Vinti, sostiene che il dato di partenza del programma governativo è linsostenibilità dei costi del servizio sanitario nazionale e la necessità di nuovi tagli. Le assicurazioni private vengono presentate come il solo rimedio alle insufficienze della sanità pubblica, e si avanza la richiesta di sostenerle attraverso deduzioni fiscali e lestensione del loro campo dazione a nuovi servizi. Inoltre, si usa largomento della forte spesa farmaceutica e della necessità della reintroduzione dei ticket. Secondo Vinti più del 50 per cento dellaumento della spesa farmaceutica italiana deriva dallo spostamento delle prescrizioni verso prodotti più costosi e dalla inefficiente distribuzione dei farmaci generici. In realtà la spesa farmaceutica pubblica è tra le più basse dEuropa, sia in valore assoluto che pro capite. Invece è diminuita quella privata grazie allabrogazione dei ticket. Il che dimostra quanto sia ideologica e strumentale la campagna stampa alimentata dal governo e dal presidente di Farmindustria. Si vogliono reintrodurre i ticket per scaricare sulle famiglie il costo delle nuove specialità. LUmbria, che mantiene secondo Vinti - un livello sanitario pubblico di alta qualità, con prestazioni elevate, finanziariamente in salute, si troverà a dover fare una strenua opposizione al governo nazionale che vuole smantellare un virtuoso modello di sviluppo. Il diritto universale alla salute, laccesso per tutti alle prestazioni sanitarie pubbliche è una conquista che non può essere cancellata a favore delle assicurazioni private o a causa dellinefficienza e del pressapochismo di chi ci governa. RM/ sc 25 L'OSPEDALE UNICO DI GUBBIO E GUALDO TADINO A RISCHIO DOPO LE VICENDE GIUDIZIARIE DELLINAIL FIAMMETTA MODENA INTERROGA LA GIUNTA (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 Larresto del direttore generale dellInail potrebbe avere serie conseguenze sulle sorti e sui tempi di realizzazione dellOspedale unico Gubbio - Gualdo Tadino la cui costruzione spetta proprio allente nazionale, oggetto di una complessa indagine della magistratura. A farsi carico del problema, dei tempi e delle procedure per lappalto dei lavori del nuovo plesso ospedaliero, è Fiammetta Modena, consigliere regionale di Fi, con una interrogazione urgente alla Giunta, da trattare in sede di question time, e nella con la quale si chiede quali iniziative abbia intrapreso il governo regionale per scongiurare ostacoli e ritardi nellavvio dellimportante cantiere. GC/gc "EVITARE RITARDI PER LA COSTRUZIONE DELLOSPEDALE DI BRANCA" ANDREA LIGNANI MARCHESANI IINTERROGA LA GIUNTA REGIONALE (Perugia) Acs, 11 luglio 2002 Andrea Lignani Marchesani, consigliere di An, con una interrogazione chiede di sapere se la Giunta regionale, con leventuale interessamento dei Sindaci della zona, si sia attivata presso il Ministero del Lavoro e quello della Sanità per avere conferma della possibilità e dei tempi per la costruzione dellOspedale di Branca. In località Branca è prevista la costruzione del nuovo Ospedale unico, che dovrà servire lintero comprensorio eugubino-gualdese. In considerazione dello stato attuale degli Ospedali di Gualdo Tadino e Gubbio, a rischio di un serio ridimensionamento perché afferma Lignani Marchesani - progressivamente inadeguati alle esigenze della moderna assistenza sanitaria, è estremamente urgente dare il via ai lavori. Lente che deve appaltare i lavori spiega il consigliere di An - è lInail che nelle ultime settimane è stato coinvolto in vicende oggetto di indagini della magistratura, che ne hanno determinato infine il commissariamento. Per Lignani Marchesani esiste, pertanto, la seria possibilità che potendo il Commissario gestire solo lordinaria amministrazione lappalto dei lavori subisca un grave ritardo, che presumibilmente si riverbererà anche sul termine dei lavori. LM/sc E IRRESPONSABILE E DANNOSO ORGANIZZARE BALLETTI E CONCERTI JAZZ NELLE SALE DELLA GALLERIA NAZIONALE DELLUMBRIA ZAFFINI CHIEDE DI VERIFICARE LE PREVISTE AUTORIZZAZIONI 26 (Perugia) Acs, 12 luglio 2002 E quantomeno irresponsabile e dannoso allestire uno spettacolo di danza e cinque concerti jazz nelle sale di un museo, la Galleria nazionale dellUmbria, ignorando che esistono problemi di conservazione delle preziose opere artistiche, deteriorabili se esposte ai flash di luce delle riprese, al maggior tasso di umidità provocato dal concentrarsi di spettatori e ad una minor vigilanza. Tutto questo è ancor più grave se si è deciso di operare senza chiedere le necessarie autorizzazioni e senza corrispondere il previsto canone alla Soprintendenza. A sollevare il problema della presunta mancanza di autorizzazioni obbligatorie per eventi, come lo spettacolo di danza che lAssociazione Dance Gallery ha tenuto il 2 luglio, alla sala Podiani della Galleria nazionale dellUmbria, a Perugia, e i concerti di Umbria Jazz in programma nella stessa sala nei giorni 13, 14, 19, 20 e 21 luglio, è Francesco Zaffini, consigliere regionale di An e presidente della Commissione Vigilanza e controllo della Regione. A suo giudizio la Giunta deve accertare, nel più breve tempo possibile, se sono state violate le normative sulla conservazione e tutela del patrimonio artistico dellUmbria, e deve verificare il reale possesso, da parte della Associazione Dance Gallery e degli organizzatori di Umbria Jazz, delle autorizzazioni rilasciato dal Ministero dei Beni culturali (legge Ronchey) e quelle che riguardano Siae, Vgili del fuoco, servizio dordine e i permessi di registrazione. A titolo di esempio Zaffini cita il caso analogo del Festival dei due Mondi di Spoleto che questanno ha dovuto versare alla Soprintendenza archeologica ben 14.640 Euro di canone per lutilizzo del Teatro romano di Spoleto in occasione di alcuni spettacoli. A proposito del balletto del 2 luglio, il consigliere di An afferma, non risulta che presso gli Uffici della Soprintendenza sia mai pervenuta richiesta di autorizzazione né per lo svolgimento, né per il montaggio delle attrezzature, né per la mobilità della troupe televisiva allinterno della Galleria, né per un servizio di vigilanza adeguato allafflusso del pubblico pagante e che paradossalmente, se così fosse, lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Perugia, non avrebbe avuto lautorizzazione dei competenti Uffici della Soprintendenza. Risulterebbe anche, aggiunge Zaffini, che non sia stato pagato il canone previsto dalla legge Ronchey per lutilizzo delle sale della Galleria nazionale e che il personale di custodia non abbia ricevuto richiesta di autorizzazione, ma sia stato solo messo al corrente dello svolgimento dello spettacolo con semplice comunicazione da parte del funzionario bibliotecario della Soprintendenza, vergata di pugno sul registro delle comunicazioni, e, la sera dello spettacolo, sarebbe rimasto nellorganico abitualmente previsto durante lorario di chiusura della Galleria, ovvero per la vigilanza notturna. Zaffini aggiunge in ultimo, che il personale della Galleria non sarebbe stato mai istruito sulla possibilità, prevista nei programmi di Umbria Jazz, di far visitare gratuitamente le sale della Galleria agli spettatori, subito dopo i concerti. GC/gc STOP AI CENTRI COMMERCIALI CAMUFFATI LA MARGHERITA CHIEDE CONTROLLI PER IMPEDIRE CHE LA LEGGE VENGA AGGIRATA (Perugia) Acs, 12 luglio 2002 Dalla regione alle due province a tutti i comuni dellUmbria limpegno degli amministratori pubblici della Margherita a sviluppare azioni politiche e amministrative in difesa del piccolo commercio nei centri storici. E questo limpegno assunto dai tanti amministratori pubblici che hanno partecipato al convegno organizzato dalla Margherita alla sala della Partecipazione di palazzo Cesaroni. La strategia, illustrata dal coordinatore regionale Gianpiero Bocci, è quella di impegnare tutte le istituzioni pubbliche dellUmbria ad esercitare, ciascuna per la propria competenza, controlli sulla giusta applicazione ed interpretazione della normativa regionale sulla distribuzione adottata nel 1999, in applicazione della legge di riforma del ministro Bersani. Sono 180 mila, tra operatori e familiari, gli umbri che, traggono il proprio reddito dal settore della distribuzione. Il problema riguarda però anche i consumatori e in generale i cittadini perché, come è stato detto al convegno ogni negozio che chiude nel centro storico è una luce che si spegne e che incide negativamente sul livello della sicurezza. Quali effetti ha prodotto la legge regionale sul commercio? non tutto è filato liscio ha detto Bocci nel senso che una sorta di erosione operata a livello interpretativo ha consentito di eludere limpostazione di alcune limitazioni fissate alla norma e di conseguenza ha permesso che si autorizzassero delle medie strutture, che, per impostazione, per dimensione complessiva e distribuzione darchitettura, di fatto, coincidessero, agli effetti della penetrazione commerciale, con le Grandi strutture. E accaduto, così, che in alcuni comuni con le cosiddette strutture a svastica, dove quattro medie strutture, in qualche modo collegate, possono ben imporsi nel territorio come una grande Struttura. Il complesso delle tematiche affrontate dal convegno trova riscontro nella mozione che lunedì 15 luglio il gruppo regionale della Margherita presenterà per il dibattito consiliare. Parallelamente, in tutti i comuni umbri, i consiglieri della Margherita presenteranno mozioni per monitorare le autorizzazioni concesse; e fissare specifiche misure di agevolazione tributaria e di sostegno finanziario per il piccolo commercio al dettaglio. Pieno consenso alliniziativa da Confcommercio, con lintervento del direttore Francesco Sacchetti e da Confesercenti con il presidente Sandro Gullino. Al convegno della Margherita erano presenti anche i portavoce dei circoli, lonorevole Franco Monaco e lassessore regionale Gianfranco Maddoli. LM/sc 27 SUI DISAGI DA SICCITA PESANO RITARDI E SCELTE SBAGLIATE PER LAFFRANCO INTERVENTI TARDIVI A PETRIGNANO (Perugia) Acs, 12 luglio 2002 In Umbria, pur con una situazione di siccità prevista con ampio anticipo, e per la quale erano stati predisposti fin da gennaio interventi urgenti, si assiste a ritardi nella esecuzione dei lavori che provocano ora gravissimi disagi fra la popolazione. Lo sostiene in una interrogazione alla Giunta, il consigliere regionale di An Pietro Laffranco sollecitando spiegazioni sul ritardo nella messa in opera di alcune soluzioni tecniche indicate dal Consorzio Acquedotti. Laffranco cita il caso della mancata installazione di un impianto di denitrificazione sui pozzi di Petrignano che avrebbe potuto evitare la necessità di miscelare le acque con quelle dei pozzi di Cannara, a più basso contenuto di nitrati, e che, al momento, provoca un sostanziale ritardo nella erogazione dacqua ai cittadini. Laffranco ricorda in proposito che i tre interventi urgenti concordati a gennaio con il Consorzio acquedotti, ma finanziati solo in data 24 aprile dalla Regione, avrebbero scongiurato gli effetti di una crisi idrica che sta imponendo a molti comuni della provincia di Perugia il ricorso al razionamento dellacqua per uso civile con gravissimo disagio di tutti i cittadini, aggravato dalla inefficienza delle reti di adduzione e distribuzione dellacqua che causano perdite del flusso idrico nellordine del 20-40 per cento. GC/gc DAL GOVERNO PERICOLI PER LUMBRIA NELLA SANITA E LASSISTENZA STEFANO VINTI CHIEDE DI SALVAGUARDARE IL MODELLO REGIONALE 28 (Perugia) Acs, 12 luglio 2002 Il grande affare delle mutue potrebbe coinvolgere le Regioni o addirittura i sindacati. LUmbria, che ha una popolazione di anziani superiore alla media italiana e che vede in continuo aumento il prolungamento della vita dei propri residenti, corre dei rischi molto seri con le proposte di Sirchia e del Dpef. Il sistema sanitario regionale, che ha chiuso in pareggio i propri conti e che ha intrapreso la sfida di migliorare e potenziare i propri servizi, va difeso strenuamente secondo Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione, contro questi tentativi di smantellamento e di destrutturazione. Rifondazione Comunista vede nel ritorno delle mutue, ma anche nel tentativo di cancellare il sistema pensionistico, nella riforma fiscale per i ricchi, il pressapochismo e linadeguatezza della coalizione delle destre a governare il paese. È sempre più necessario contrapporre il modello umbro alla degenerazione e al fallimento della compagine governativa, osserva Vinti in una nota. Il Documento di programmazione economica e finanziaria elaborato dal governo Berlusconi sta già scontando secondo Rifondazione - le prime critiche in Europa. Il commissario europeo Solbes boccia i conti italiani e loperato del ministro Tremonti. Il bilancio nazionale è pericolosamente in rosso, è serio il rischio di non rispettare gli impegni del Patto di stabilità per quello che riguarda il deficit di bilancio. E questo è grave per un governo che vuole guidare il paese come unazienda e che fa del mercato e del liberismo i propri principi regolatori. La finanza creativa proposta da Tremonti nel Dpef fa sorridere i tecnocrati dellUe e viene messa pesantemente sotto accusa. Preoccupano quindi, sostiene Vinti, i costi sociali dellintera operazione. Nella sanità si prospetterebbe non solo una politica di tagli o una stangata che peggiorerebbe le condizioni dei servizi, ma il vero e proprio passaggio ad un altro sistema, quello americano: un poderoso e definitivo attacco al sistema sanitario pubblico, ai diritti universali, con il risultato di affidare un pezzo di sanità al mercato privato e con la prospettiva che a curarsi saranno solo i ricchi. Il ritorno alle mutue, e alle assicurazioni private secondo Vinti - in sostituzione del servizio pubblico, rappresenta una regressione sociale senza precedenti. I primi a sperimentarla saranno i malati cronici non autosufficienti, soprattutto gli anziani. E potranno godere di benefici fiscali se sceglieranno lassicurazione mutualistica sostitutiva del servizio pubblico. Ha quasi il sapore della beffa il fatto che la maggior parte degli anziani non autosufficienti siano pensionati al minimo, e quindi, oltre a non potersi permettere lassicurazione privata, non saprebbero neanche da dove dedurla. RM/sc ASSURDO INVITARE MIRIAN MAKEBA PER UN CONCERTO UNICO AD INVITI LETTERA APERTA DI TIPPOLOTTI AI RESPONSABILI DI UMBRIA JAZZ (Perugia) Acs, 12 luglio 2002 La scelta di selezionare ad invito le presenze al concerto di apertura di Umbria jazz di Miriam Makeba è sbagliata ingiusta, e di cattivo gusto. Lettera aperta molto polemica ai responsabili organizzativi e artistici della manifestazione perugina di Mauro Tippolotti, consigliere regionale di Rifondazione, in merito alla serata di gala organizzata ieri sera al teatro Morlacchi e sponsorizzata dai costruttori edili della provincia di Perugia. Niente da dire sul fatto che se qualche facoltoso mecenate porta in Umbria artisti famosi ed eccellenti, ma è sicuramente molto discutibile la esclusività. Questo concerto, unico ed irripetibile, rappresenta lostentazione, se non una certa arroganza, di chi dispone di mezzi e di risorse. La fruibilità di un evento importante viene così ristretta e selezionata, assumendo ancora di più il significato di uno status symbol legato esclusivamente al possedere. E poi molto grave che, pur a pagamento ed in un momento successivo, non sia stata data la possibilità a nessun altro di parteciparvi e di apprezzarne il contenuto. Secondo Tippolotti rimane difficile capire perché proprio lapertura e la serata inaugurale di questa manifestazione debba essere caratterizzata da questa impostazione. Non dobbiamo dimenticare la filosofia con cui nacque Umbria Jazz. La gratuità degli spettacoli, in uno scenario storico unico, rappresentò, per lepoca, un fattore enorme di coinvolgimento e di sviluppo successivo della manifestazione. Laffermazione popolare e di massa di questa iniziativa ha poi permesso la sua odierna definizione, da cui tutta la regione trae oggettivi e vari benefici. Anche per questo, secondo Tippolotti, la scelta di questanno, Miriam Makeba, che con il suo bagaglio di impegno politico e sociale è ormai un simbolo universale della lotta per i diritti umani del popolo sudafricano, non si accorda molto coerentemente con le scelte confindustriali di chi ne sponsorizza lesibizione. La speranza è che almeno aiuti a riflettere. Red/sc NESSUNA NOVITA POSITIVA, MA STIPENDI A RISCHIO ALLA VIASYSTEM DI TERNI" VINTI CHEDE CHE VENGA PRESENTATO IL NUOVO PIANO (Perugia) Acs, 15 luglio 2002 - La crisi della Viasystem, lazienda metalmeccanica ternana di proprietà di una multinazionale americana, non è cambiata di un millimetro nonostante i cauti ottimismi, derivati dagli annunci con cui la proprietà intendeva tranquillizzare lambiente promettendo la rapida presentazione di un piano di rilancio. Lo afferma Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione comunista a palazzo Cesaroni, rilevando che allo scarso carico di ordini di lavoro, ora si aggiungono ulteriori difficoltà finanziarie che rischiano di mettere in forse il pagamento degli stipendi ai circa duecento dipendenti, per i quali lazienda è alla ricerca di ammortizzatori in tempi brevi. La mancata presentazione di un piano di rilancio credibile e le evidenti prese di distanza della proprietà americana nei confronti dello stabilimento ternano, con lo smantellamento della struttura direzionale locale - per Vinti - chiariscono, ancora una volta, che il vero obiettivo della proprietà consiste nel perseguire un rapido disimpegno nei confronti dello stabilimento di Terni e delle sue lavorazioni. Ribadendo la solidarietà di Rifondazione nei confronti dei lavoratori della Viasystem, Vinti sollecita la Giunta Regionale ad adoperarsi nel breve termine per costringere la proprietà ad uscire allo scoperto, palesando una volta per tutte le sue reali intenzioni. Vinti parla di intollerabile atteggiamento della multinazionale americana nei confronti dei lavoratori, dei sindacati e delle istituzioni pubbliche locali, dal quale emerge lurgenza di un intervento istituzionale teso a prefigurare soluzioni che vadano al di là delle ormai non credibili garanzie fornite dalla proprietà. Vinti denuncia in proposito, di massima gravità latteggiamento dellazienda nei confronti di lavoratori che davanti allo spettro della perdita del posto di lavoro, vengono tenuti in una costante situazione di disinformazione, da più di un anno con laccentuarsi di una condizione di instabilità e disagio. Red/gc 29 LA COMMISSIONE CONTRO I TERMOVALORIZZATORI NELLE CENTRALI ELETTRICHE DI BASTARDO E PIETRAFITTA DONATI SPIEGA LA SUA PROPOSTA DI CAMBIAMENTO DEL PUT (Perugia) Acs, 15 luglio 2002 Se il Consiglio regionale farà proprio quanto deciso dalla II Commissione di palazzo Cesaroni, chi intendeva bruciare rifiuti per produrre energia nelle centrali termoelettriche esistenti in Umbria non potrà più farlo. Lo sostiene Maurizio Donati, consigliere regionale comunista, affermando che, su sua proposta e con voto unanime della Commissione che, coerentemente, si riproporrà in assemblea, è stato abrogato larticolo 3 del Piano Urbanistico territoriale (legge regionale 27/2000) che dava lappiglio a realizzare i termovalorizzatori di cui tanto si discute in questi giorni, disponendo - già dal 2000 - che i siti occupati dalla centrali termoelettriche sono indicati come preferenziali per la localizzazione di impianti di termovalorizzazione, in quanto zone già infrastrutturate. Nellesprimere grande soddisfazione per i voto in Commissione, Donati spiega che due sono le centrali interessate al divieto: quella di Bastardo che fa capo ad unarea fortemente vocata allagriturismo e alla valorizzazioni di produzioni tipiche come olio e vino; quella di Pietrafitta per la quale le istituzioni locali hanno espresso la volontà di puntare ad attività produttive (industriali, artigianali, commerciali ed agricole) che risultino tutte rigorosamente compatibili con lesigenza di valorizzare il territorio, ripristinando lambiente particolare dellintera vallata del Nestore. GC/gc PIU SPAZIO AI PRIVATI E INTESE CON LE REGIONI CONFINANTI FI CONTRO GLI EFFETTI NEGATIVI DEL FEDERALISMO 30 (Perugia) Acs, 15 luglio 2002 Ad un mese esatto dalla denuncia di unUmbria chiamata a fare i conti con mille miliardi in meno di risorse pubbliche per effetto del federalismo, Forza Italia presenta la sua ricetta: due leggi regionali e due risoluzioni politiche per evitare che, in assenza di un serio dibattito su problemi così importanti, si arrivi o ad un aumento generalizzato delle tasse regionali o ad un drastico taglio dei servizi. A palazzo Cesaroni, il presidente del gruppo consiliare di Fi Francesco Renzetti e il coordinatore regionale Luciano Rossi, con a fianco il senatore Franco Asciutti, hanno spiegato che solo con un sostanziale alleggerimento dei compiti gestionali oggi in capo alla Regione, sarà possibile contenere gli effetti del federalismo, particolarmente pesanti in termini fiscali su una Regione come lUmbria, piccola ma non certo povera, e che dunque non potrà fare alcun affidamento sul Fondo perequativo creato solo per aiutare le Regioni meno ricche. Le piccole realtà come lUmbria, per poter sopravvivere, dovranno trovare accordi con le Regioni confinati puntando alla gestione in comune di alcuni servizi, come la sanità, che hanno una dimensione ottimale solo a livello interregionale. In questo quadro, ha spiegato Renzetti, lUmbria deve ridurre il numero delle attuali sei Aziende sanitarie (quattro Asl e due Ospedali) per guardare a Marche, Lazio e Toscana: non è possibile visti i costi altissimi della sanità che si facciano la concorrenza sulla medicina specialistica gli ospedali di Terni con Viterbo o di Perugia con Siena. Con un primo disegno di legge sul riordino della legislazione regionale, Fi prevede il varo di programmi annuali, entro il 30 giugno, per la semplificazione e il riassetto normativo che di fatto impegnano la Giunta ad attuare il principio della sussidiarietà verticale, ad adeguare la legislazione a quella europea, ad accelerare le procedure di spesa, semplificando i procedimenti amministrativi. Con una seconda legge già vigente in Lombardia, ha spiegato Renzetti, la Regione dovrà riconoscere il ruolo dei soggetti privati stabilendo che si può trasferire dal settore pubblico a quello privato, tutto ciò che è trasferibile, nel rispetto dei principi di trasparenza e di libera concorrenza e che riguarda i settori dello sviluppo economico e delle attività produttive, il territorio, lambiente, le infrastrutture e i servizi alla persona ad alla comunità. Due le risoluzioni da sottoporre al voto del Consiglio regionale, anche per scuotere la politica umbra da un certo torpore su questi argomenti. Nella prima si suggeriscono intese interregionali per poter perseguire lobiettivo dellautosufficienza, posto dallarticolo 119 della Costituzione italiana, con lottica di Una Regione più snella ma più grande. Nella seconda si sollecita il completo trasferimento dei compiti e delle deleghe dalla Regione agli enti locali, come previsto dalla legge 3 del 99, rimasta in larga parte inattuata, e che ha concorso ad alimentare conflittualità fra i vari enti, fino a contrapporre comuni e province ad un inaccettabile neo-centralismo regionale. Si tratta di proposte concrete, nello stile di Fi, ha commentato Luciano Rossi ricordando che la stima di mille miliardi mancanti fatta da Fi è stata autorevolmente confermata qualche settimana dopo dal quotidiano Il Sole 24 ore. Di preoccupante mancanza di dibattito su questi temi, ha parlato il senatore Franco Asciutti, non sarà facile avere una solidarietà finanziaria da altre Regioni. In Umbria con il federalismo andrà in crisi il sistema scolastico e sarà difficile difendere lautonomia delle scuole più decentrate mentre ci saranno problemi per i beni culturali. GC/gc LA MARGHERITA SCOPRE IL PERICOLO SUPERMERCATI IN RITARDO RIFONDAZIONE RICORDA IL SUO IMPEGNO SOLITARIO SU CENTOVA (Perugia) Acs, 15 luglio 2002 - Rifondazione Comunista si compiace di aver trovato un potente alleato nella Margherita dellUmbria e nellassessore regionale Bocci per la difesa del piccolo commercio umbro strangolato dalla grande distribuzione. Lunico rammarico sta nel ritardo - osserva polemicamente Stefano Vinti capogruppo di Rifondazione in Consiglio regionale - con cui la Margherita si è accorta del problema. Rifondazione ha più volte sottolineato come il sistema della distribuzione in Umbria abbia subito profonde trasformazioni che ne hanno modificato in profondità la struttura. In un decennio, se i numeri sono rimasti invariati, la superficie totale destinata al commercio è aumentata più del 70 per cento e la concentrazione della grande distribuzione in Umbria ha registrato una densità pari o superiore in alcuni casi alle regioni del nord. Dal 1997 al 1999, in tempo di licenze bloccate, il numero dei supermercati è aumentato dell87 per cento, passando da 67 a 125, il numero delle superfici è cresciuto del 55,6 e gli addetti del 62,6. Mentre sul fronte del piccolo commercio cè stato un severo processo di selezione che ha relegato molti esercizi ai margini del mercato. In una nota, Vinti ricorda che le imprese del commercio sono circa 21 mila, il 27 per cento di tutte le aziende presenti in Umbria, ed è di oltre 300 miliardi di euro il contributo al Pil regionale di tutto il sistema della distribuzione commerciale, mentre i posti di lavoro impiegati sono 45 mila, circa il 15 per cento del totale La presenza del piccolo esercizio commerciale, soprattutto nei centri storici, esercita una funzione di coesione sociale, di tenuta dei legami sul territorio, di mantenimento di elevati standard della qualità della vita. Questi elementi sono stati portati allattenzione del Consiglio regionale con uninterrogazione del partito di Rifondazione a cui la Giunta regionale ancora non ha dato risposta; e già un anno fa Rifondazione metteva in guardia le istituzioni sui rischi di aggiramento della legge 24 del 1999 contenuti nel Piano del commercio di Marsciano, che contemplava la costruzione di un unico centro commerciale diviso in due strutture da 2500 metri quadrati. Rifondazione Comunista sostiene Vinti - si è battuta strenuamente da sola e senza appoggio di altre forze politiche, contro la costruzione di un maxi centro commerciale a Centova, alla periferia di Perugia, e contro la trasformazione dello Stadio Curi in vetrina per gli acquisti. Probabilmente grazie a queste battaglie sono sorte nuove consapevolezze e nuove sensibilità di fronte allo snaturamento dei centri urbani sacrificati alla mercificazione. Ci auguriamo, quindi, che la svolta della Margherita in questo campo consenta alla Regione di attuare una nuova politica di salvaguardia del piccolo commercio che porti a significative modifiche della legge regionale del 1999 capaci di contrastare nuovi sviluppi e insediamenti della grande distribuzione e lapertura di maxi centri commerciali e ipermercati, conclude Vinti Red/sc 31 LA RIDUZIONE DEI CONTRIBUTI CEE PENALIZZA GLI AGRICOLTORI UMBRI I CONSIGLIERI DI FI INTERROGANO LA GIUNTA REGIONALE (Perugia) Acs, 16 luglio 2002 La consistente riduzione dei contributi europei agli agricoltori umbri, attraverso la revisione del Piano agricolo comunitario approvato nel 2000, penalizza il comparto agricolo umbro in modo pesante. Lo affermano i consiglieri regionali di Fi Enrico Melasecche, Fiammetta Modena, Francesco Renzetti, Luciano Rossi, e Ada Spadoni Urbani in una interrogazione alla Giunta nella quale si chiede di conoscere quali iniziative ha assunto o intende assumere il governo umbro presso il governo nazionale e in sede di Commissione europea per tutelare gli interessi degli agricoltori dellUmbria. GC/sc ANALISI, OSSERVAZIONI E RICETTE PER ALLEVIARE LA GRANDE SETE DEL TRASIMENO PRESENTAZIONE DELL'INCHIESTA CURATA DALLA RIVISTA "REGIONE" 32 (Perugia) Acs, 16 luglio 2002 - Neanche una goccia della pioggia caduta ieri sulle rive e sulle colline del Trasimeno è finita nel lago, perché i fossi di un tempo sono in parte ostruiti e perché non esiste più quella rete di canali che fino agli anni 70 i mezzadri curavano garantendo il convogliamento verso lo specchio dacqua di tutte le precipitazioni interne al bacino imbrifero. In piena siccità ed in attesa dei tre anni previsti per larrivo dellacqua da Montedoglio da utilizzare in agricoltura, il confronto sul lago e sulla sua Grande sete si rianima ed offre nuovi spunti che vengono soprattutto dalla società civile. Accanto alle scoline da tenere efficienti, cè lesigenza di sbloccare a Roma i finanziamenti per gli interventi previsti nel piano stralcio e per costituire un fondo annuale di manutenzione ordinaria di fossi, canali e rive; ma cè anche da rimuovere quellincredibile ritardo sulla adduzione dellacqua da Montedoglio provocato dal ricorso di uno studio di progettazione al Tar che sta allungando i tempi previsti e che nessuno sembra voler sbloccare. Tutto questo mentre un flebile segnale di disponibilità a riconvertire le produzioni in prati o in coltivazioni di piante da legname viene dal mondo agricolo che a giudizio di molti resta assieme alla scarsità di piogge il principale responsabile dei problemi attuali del Trasimeno. Di tutto questo hanno parlato i soggetti protagonisti delle vicende lacustri: istituzioni, agricoltori, privati cittadini, operatori turistici, associazioni, amministratori del Parco. Occasione del confronto la presentazione ufficiale della Rivista Regione, curata dallUfficio stampa del Consiglio che ha dedicata alla storia millenaria della grande sete al Trasimeno un ampio servizio e che è stata presentata alla Sala partecipazione di palazzo Cesaroni dal vice presidente del Consiglio Pietro Laffranco e dal presidente della II Commissione Edoardo Gobbini. Di un lago impresentabile che mette letteralmente paura ai turisti ha parlato Sauro Scarpocchi, noto albergatore del Trasimeno, e sempre lui ha chiesto di far pressioni sul Tar per sbloccare un ritardo inaccettabile nella progettazione esecutiva per la adduzione dellacqua dalla diga di Monte Doglio, nel tratto mancante da Castiglion Fiorentino a Borghetto di Tuoro. A suo giudizio serve più informazione sui problemi del lago ed occorre anche costituire un fronte compatto fra interessi turistici, e mondo agricolo, anche se questultimo deve poter attingere solo quando è possibile farlo. La necessità di ununica autorità con poteri effettivi su tutti i problemi del lago, è stata sollevata da Claudio Marinelli, presidente della Pro Loco di san Feliciano; mentre lo sblocco dei finanziamenti a Roma come questione vitale ed irrinunciabile per avviare i lavori da tempo programmati è stata posta da Filippo Dentini, capogruppo del Centrosinistra al comune di Magione. Preoccupazioni sullo stato della fauna e della flora sono venute da Mariella Morbidelli, insegnante, e da Fabio Levani, operatore tecnico, che ha lamentato il comportamento spesso irresponsabile di tanti cittadini nei confronti della risorsa lago. Due proposte operative comunque destinate a far discutere. Per Fiorella Cerboni occorrerebbe obbligare gli agricoltori che ricevono aiuti dalla Cee, a tenere puliti i fossi di propria competenza. Per Armando Fioroni, agricoltore, in periodi di emergenza idrica come questo si potrebbero riconvertire le aziende alla semina di prati da foraggio o di piante da legname che non richiedono irrigazioni né concimi; ma ad una precisa condizione: una reale integra- zione dei mancati guadagni, una specie di cassa integrazione. Sia il vice presidente del Consiglio Pietro Laffranco che Edoardo Gobbini hanno sottolineato limportanza del dibattito suscitato dalla Rivista Regione: un modo nuovo di chiamare la società ad esprimersi liberamente nelle stanza del potere per stimolare i palazzi sui temi della attualità più sentita. Concludendo i lavori lo stesso Gobbini, ha proposto lesigenza di rilanciare la vertenza Trasimeno a tutti i livelli, a partire da quello romano dove - proprio in queste ore - si sta discutendo di stato di emergenza e della nomina di un commissario, al quale dovranno essere affidate risorse straordinarie. Gobbini ha denunciato gli sprechi dacqua tipici della nostra società consumista e i ritardi sui lavori di adduzione dellacqua da Montedoglio. Se negli anni 70 le autorità nazionali avessero disposto limmediato collegamento della Diga ai territori da irrigare (Trasimeno, Valdichiana, Montepulciano), oggi il lago non soffrirebbe nessuna sete. E comunque, ha aggiunto, nessuna colpevolizzazione delle categorie produttive: il mondo agricolo da solo, ben cosciente dei problemi, ha ridotto da 2.700 a soli 800 gli ettari da irrigare, senza avere alcun incentivo economico. GC/gc LA VERTENZA DELLA GIUNTA CONTRO IL GOVERNO FARA RITARDARE OPERE DECISIVE PER LUMBRIA ADA URBANI CHIEDE IL RITIRO DEL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE (Perugia) Acs, 17 luglio 2002 Ritirare il ricorso della Regione alla Corte costituzionale contro il governo Berlusconi per non perdere i benefici della legge Obiettivo sulle grandi infrastrutture. In una mozione presentata in Consiglio regionale, Ada Urbani (Fi) ricorda che su iniziativa del Governo e della Casa delle libertà il Parlamento ha approvato una serie di provvedimenti fondamentali per il rilancio economico del nostro Paese tra i quali la legge Obiettivo per le infrastrutture, la riforma delle fondazioni e la riorganizzazione del sistema elettrico nazionale. Contro questi provvedimenti si sono schierate alcune Regioni di centro-sinistra, fra le quali anche lUmbria, che hanno impugnato alla Corte Costituzionale proprio queste leggi per violazione dellattribuzione che, secondo loro, sarebbe stata attribuita, a seguito della riforma della Costituzione, alle Regioni stesse.Secondo Ada Urbani che fra questi provvedimenti, in particolare, la legge Obiettivo per le infrastrutture riveste una grande importanza per la soluzione di nodi fondamentali di crescita civile ed economica della nostra Regione. Liniziativa dei Presidenti delle Regioni di centrosinistra contro le scelte strategiche del governo Berlusconi potrà sortire - si sostiene nella mozione - leffetto di ritardare lattuazione di provvedimenti fondamentali per la crescita dei nostri territori. La responsabilità, di questi possibili ritardi sarà chiaramente attribuita a questi atteggiamenti e comportamenti illogici ed improduttivi, dal momento che la legge in questione garantisce lautonomia ed il rispetto dei ruoli e delle competenze del sistema regionale e delle autonomie locali. Relativamente alla legge obiettivo, osserva ancora Ada Urbani - si deve rilevare latteggiamento schizofrenico della Giunta Regionale la quale prima di accodarsi alle altre Regioni dellUlivo aveva plaudito allenorme stanziamento previsto per lUmbria, pari a 1600 miliardi, quasi tentando di attribuirsene la paternità. RM/sc FIRMATO DA MATTEOLI IL PIANO STRALCIO PER IL TRASIMENO ADA URBANI DOPO L'INCONTRO COL MINISTRO A SAN FELICIANO (Perugia) Acs, 17 luglio 2002 La ricetta e, quindi, la terapia per il Trasimeno è pronta. Il ministero per lambiente Altiero Matteoli ha firmato il decreto per ladozione del progetto di Piano stralcio che le amministrazioni locali aspettavano da oltre diciotto mesi. Commenti fortemente positivi dal gruppo di Forza Italia allindomani dellincontro con il sottosegretario allambiente Roberto Tortoli che nei giorni scorsi ha presieduto, a San Feliciano sul Trasimeno, un incontro promosso da Ada Urbani e Luciano Rossi al quale hanno partecipato Fiammetta Modena, Enrico Melasecche e Francesco Renzetti. Il Piano stralcio per il lago Trasimeno costituisce una parte del piano di Bacino idrografico nazionale del Tevere. Il Piano scaturisce da una emergenza ambientale determinata dal costante abbassamento del livello idrico che ha indotto 33 lAutorità di bacino del fiume Tevere ad attivare una serie di studi specifici che hanno costituito la base del Piano stralcio con lobiettivo di salvaguardare tutto il complesso ambientale rappresentato dal lago Trasimeno e dal suo attuale bacino di alimentazione. Il Piano persegue, dunque, le finalità del ripristino, della tutela e della valorizzazione ambientale dellecosistema lacustre e delle sponde e prevede un quadro di azioni sinergiche riguardanti gli aspetti normativi, manutentivi e strutturali. I comuni interessati sono Castiglione del Lago, Città della Pieve, Lisciano Niccone, Magione, Paciano, Panicale, Passignano, Piegaro, Tuoro e Cortona. Il sottosegretario allambiente a San Feliciano ha ribadito che il Governo sta seguendo con particolare determinazione la crisi idrica che interessa lItalia: questa è loccasione aveva osservato - per inserire nei provvedimenti che verranno adottati anche misure a favore del quarto lago dItalia, nel quadro di una politica di riqualificazione e tutela del territorio. Problemi mai affrontati in maniera organica, si presentano oggi in tutta la loro drammaticità. Il Governo, che vuole tener fede agli impegni assunti con lelettorato, intende affrontarli e avviarli a soluzione. Ada Urbani ha detto che per raggiungere questo obiettivo è indispensabile che anche la regione dellUmbria e gli enti locali operino una revisione critica della gestione del territorio. Occorre qualificare la nostra azione politica ed amministrativa ed avere la capacità, vista la scarsità delle risorse, di caratterizzare gli interventi, evitare gli sprechi e fare delle scelte. Per il Trasimeno, così come per altri grandi problemi della nostra regione, è indispensabile ha concluso - che la maggioranza sia più disponibile al confronto, altrimenti otterrà poco e farà male, rischiando di essere travolta dalla gravità delle situazioni. RM/sc RENDERE NOTI I RISULTATI DELLE ANALISI SUI LIVELLI DI INQUINAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE LUCIANO ROSSI DOPO LA RICHIESTA DELLO STATO DI CALAMITA' PER LA CRISI IDRICA (Perugia) Acs, 17 luglio 2002 Il consigliere di Forza Italia alla Regione Luciano Rossi con una interrogazione alla Giunta ha chiesto di conoscere i risultati delle analisi microbiologiche condotte dallAgenzia regionale per lambiente per verificare i livelli di inquinamento delle falde acquifere superficiali e sotterranee della Regione dellUmbria, in particolare del Tevere, Chiascio, Topino, Nestore, Caina, Naia e Nera e dei pozzi dei Comuni dellUmbria. In questi mesi afferma il consigliere di Forza Italia si è andato riacutizzando il problema della scarsità di acqua nella nostra Regione, tanto che sono stati dati degli stop per il prelievo dacqua ad uso agricolo, soprattutto in alcune zone, e lacqua potabile è stata razionalizzata ad ore nei Comuni. Dopo aver ricordato che la Regione ha richiesto lo stato di calamità naturale Luciano Rossi spiega che le falde acquifere di superficie e quelle sotterranee potrebbero sopperire, anche se temporaneamente, ad arginare la crisi idrica. LM/sc ANCHE LE BANCHE LOCALI FACCIANO LA LORO PARTE PER LA PETRINI VANNIO BROZZI SOTTOLINEA IL FORTE IMPEGNO DELLA REGIONE 34 (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 - Al gruppo Petrini va lattenzione massima della Regione. Trattandosi di un gruppo di dimensione non certo locale, ma nazionale e regionale, sarebbe oltretutto importante che gli istituti di credito che fanno riferimento allUmbria e gli imprenditori cogliessero in tutto il suo valore questo impegno. In una nota, Vannio Brozzi, vicepresidente del consiglio regionale dellUmbria ed ex sindaco di Bastia, intervenendo sulla vicenda dellazienda zootecnica sottolinea limpegno delle istituzioni ed in particolare quello della Regione per consentire il superamento della crisi acuta del gruppo Petrini. Il nostro contributo è fortissimo se pensiamo che tramite Gepafin la Regione garantisce il 25 per cento delle risorse necessarie per consentire il passaggio di proprietà. Questa spinta alla ripresa è il segno del contributo che le istituzioni pongono per la salvaguardia di uno dei gruppi più prestigiosi che abbia espresso lUmbria nel campo delleconomia e delloccupazione. Tutti i soggetti interessati conclude Brozzi - dovrebbero pensarci almeno due volte prima di dire di no. RM/avn LE BANCHE NON SI CHIAMINO FUORI BONADUCE SOLLECITA ANCHE PER LA PETRINI IL RISPETTO DEL PATTO PER LO SVILUPPO (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 In relazione alla crisi della Petrini di Bastia Umbra Giorgio Bonaduce, presidente della Commissione affari sociali di palazzo Cesaroni, giudica positivamente lattenzione e limpegno della Regione e di Gepafin per salvaguardare il futuro della Petrini e loccupazione aziendale. Il consigliere di Rifondazione esprime anche sorpresa e amarezza per il ventilato disimpegno di un importante istituto di credito rispetto ai gravi problemi dello stabilimento. Bonaduce dopo aver sottolineato in modo particolare il valore degli impegni recentemente assunti dal mondo del credito rispetto al patto per lo sviluppo, osserva che alla prima verifica concreta le responsabilità assunte potrebbero alla fine rivelarsi solo teoriche . Bonaduce auspica comunque che le trattative in corso definiscano un pieno coinvolgimento delle banche umbre a sostegno della vertenza. RM/avn STRUMENTALI ED INFONDATE LE CRITICHE DELLA CGIL ALLA FINI BOSSI LAFFRANCO ILLUSTRA I VANTAGGI DELLA LEGGE (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 Lattacco della Cgil alla nuova legge sullimmigrazione secondo Pietro Laffranco, consigliere regionale di An in una nota è del tutto strumentale, meramente politico. Il che confermerebbe i rilievi da più parti mossi ad un sindacato che invece di difendere i diritti dei lavoratori sostituisce di fatto la sinistra nel suo doveroso ruolo di opposizione, e non fondato su motivazioni oggettive. La Fini Bossi non affatto razzista o xenofoba prosegue il vice Presidente dellassemblea regionale ma al contrario è una buona legge che coniuga rigore nei confronti dei clandestini ad una doverosa solidarietà verso chi viene in Italia per lavorare e si inserisce nella nostra società rispettandone le regole. La nuova legge ha tra i suoi punti salienti secondo Laffranco il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, il rilevamento delle impronte digitali per gli immigrati che chiedono il permesso di soggiorno, labolizione della figura dello sponsor, linasprimento delle espulsioni, il restringimento dei ricongiungimenti familiari, più poteri alla Marina per bloccare le carrette del mare che trasportano i clandestini, ed è senzaltro migliorativa della situazione preesistente. Tutte le opinioni sono legittime, dunque anche quelle del più grande sindacato italiano, e ci mancherebbe conclude lesponente della Direzione nazionale di An ma in questo caso le critiche appaiono immotivate e destinate soltanto ad infoltire la polemica politica del momento. Red/sc IL GOVERNO PROVVEDA A COPRIRE I VUOTI NEL CORPO DOCENTE VINTI CHIEDE IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI CONTRO IL PRECARIATO (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 Il governo rispetti gli impegni presi e provveda alle assunzioni stabili dei docenti ponendo fine al clima di continua incertezza. La mancata immissione in ruolo da parte del ministro Moratti di circa 21 mila docenti apre sostiene Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione in Consiglio regionale ulteriormente il mondo della scuola alla precarizzazione del lavoro. Da settembre i posti vacanti saranno ricoperti esclusivamente da supplenti annuali, e quindi da personale precario, conseguenza anche dei segnali che provengono dal ministro del Tesoro di una forte stretta sulla spesa scolastica. A fronte degli 80 mila posti vacanti, il governo si era impegnato nellimmissione in ruolo di 21 mila insegnanti; evidentemente erano promesse al vento. Per un governo che considera anche listruzione pubblica una merce conclude Vinti in una nota - è ovvio considerare i posti di lavoro una spesa superflua da ridurre; il diritto degli studenti ad unistruzione pubblica di qualità non rientra tra le priorità delle destre. Red/sc 35 UN OSSERVATORIO REGIONALE CONTRO IL MOBBING ADA URBANI CHIEDE UN MONITORAGGIO IN TUTTI GLI ENTI PUBBLICI (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 Istituire un osservatorio regionale per il monitoraggio ed il controllo del fenomeno mobbing allinterno degli enti per prevenire ed emarginare eventuali forme e comportamenti di violenza fisica e psichica. In una mozione, Ada Urbani Spadoni (Fi), chiede alla Regione dellUmbria di farsi carico di monitorare la complessità e per alcuni versi, la gravità di un fenomeno che colpisce personale dipendente di ogni livello e grado di responsabilità, attraverso la istituzione di un osservatorio e di uno sportello che permetta forme di dialogo con i propri dipendenti, come del resto si è provveduto in altre istituzioni. Il mobbing osserva il consigliere di Forza Italia - viene esercitato sul posto di lavoro e va dalla semplice emarginazione del lavoratore, alla diffusione di maldicenze, ad atteggiamenti persecutori ed alla dequalificazione professionale del lavoratore medesimo attraverso lassegnazione di compiti dequalificanti fino nei casi più gravi al sabotaggio. Attraverso questo meccanismo spesse volte si cerca di eliminare un dipendente che è divenuto scomodo con atti e comportamenti di violenza fisica e psicologica, tali, spesse volte, da indurre il medesimo al licenziamento o alle dimissioni. Questi comportamenti determinano stati di veri e proprio infortunio psichico come dimostrato dalla presenza di centinaia di ricorsi allInail e da pronunce anche della Corte di Cassazione. Red/sc NON CI SONO RISORSE PER LE CURE TERMALI PER GLI INVALIDI DI GUERRA LIGNANI MARCHESANI SUL MANCATO FINANZIAMENTO DI UN DISEGNO DI LEGGE (Perugia) Acs, 18 luglio 2002 - Non cè altro modo che usare la parola vergogna per definire il comportamento della Giunta regionale nella gestione del disegno di legge sul rimborso a mutilati ed invalidi per causa di guerra e di servizio delle spese sostenute per cure termali e soggiorni terapeutici. Durissima protesta di Andrea Lignani Marchesani (An) per il mancato finanziamento di una legge approvata più di un anno fa. Probabilmente, in previsione dellallora prossima scadenza elettorale del 5 maggio 2001, la Giunta regionale aveva presentato un disegno di legge per lassistenza sanitaria di questa categoria protetta di cittadini, progetto ovviamente annunciato in pompa magna allassociazione che li rappresenta, ed in particolare nella zona di Foligno. Da allora, dopo infiniti ritardi burocratici per una cifra assai modesta per il bilancio regionale, poche decine di milioni di lire, dopo ben due interpellanze presentate allassessore Rosi, il disegno di legge sarebbe stato ormai approntato per la definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale. Pur continuando a rappresentare allassociazione di categoria come ormai fatta la definitiva approvazione, il disegno di legge è di fatto bloccato, perché da finanziare, in quanto non ci sono risorse effettivamente stanziate in sede di bilancio da destinare allapplicazione della futura legge. È veramente scandaloso ed offensivo per gli stessi mutilati ed invalidi per causa di guerra e per servizio che rappresentano una categoria di cittadini che hanno nei fatti dimostrato un alto senso civico, certamente meritorio di un trattamento sanitario particolare, sia come terapia che come prevenzione, quale appunto quello rappresentato dalle cure climatiche e dai soggiorni terapeutici che la Giunta regionale non trovi le risorse necessarie, conclude il consigliere regionale di An. Red/sc SOLDI PUBBLICI PER COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI POCO OBIETTIVE LIGNANI MARCHESANI CHIEDE I CONTI ALLA GIUNTA 36 (Perugia) Acs, 19 luglio 2002 - Sta giungendo in questi giorni alle famiglie una pubblicazione di oltre trenta pagine, a cura del Servizio comunicazione istituzionale e stampa della Giunta regionale, dal titolo Per il bene di tutti, con introduzione della Presidente Lorenzetti. In questa comunicazione si illustrerebbe lattuale situazione economica della Regione, ma con toni ed accenti non condivisibili, tessendo nei fatti le lodi della politica economica e sociale finora seguita, senza dare modo allopposizione di presentare il proprio punto di vista. In una interrogazione, Andrea Lignani Marchesani sostiene che in questa comunicazione viene presentato come sanissimo un bilancio regionale in realtà alquanto precario, frutto anche dellormai cronico ricorso a mutui con il sistema creditizio o con discutibili operazioni estere. Nella comunicazione, si fa riferimento alla situazione economica del sistema sanitario umbro, definito senza debiti. Secondo il consigliere di An questo risultato è frutto dellaccordo con lattuale Governo sottoscritto il 5 agosto 2001. Il quadro idilliaco che viene rappresentato è teso a giustificare le varie tassazioni regionali a partire dalladdizionale Irpef utilizzata, a detta della Giunta, per sostenere i diritti dei più deboli che servirebbero ad esempio per lo sviluppo dellagricoltura di qualità, la difesa dellambiente e la formazione scolastica. Lignani Marchesani osserva poi che nella pubblicazione si lascia intendere che la colpa di eventuali momenti di criticità dovrebbe essere ricercata altrove, rispetto allAmministrazione regionale. Non convinto dellobiettività e, quindi dellutilità di questo tipo di comunicazioni, il consigliere di An, dopo aver ricordato che è già in atto una campagna di affissione nel territorio regionale, con le medesime caratteristiche dellopuscolo e che il costo complessivo delliniziativa sarebbe certamente stato utilizzato in modo più proficuo, assicurando con la cifra stanziata migliori servizi ai cittadini umbri chiede alla Giunta, alla luce delle attuali difficoltà di bilancio, quanto è costata complessivamente questa iniziativa di comunicazione. RM/sc NEGARE LA CONCESSIONE EDILIZIA MALEODORANTE DI CASTELGIORGIO CARLO RIPA DI MEANA IN DIFESA DELLALTOPIANO DELLALFINA ALLIMPIANTO (Perugia) Acs, 22 luglio 2002 Un impianto industriale maleodorante nellaltipiano dellAlfina, nello stesso comune - Castelgiorgio dove si voleva rifare la Roma antica in cartapesta. In una interrogazione, il capogruppo dei Verdi ecologisti Carlo Ripa di Meana chiede alla Giunta regionale di mettere in campo gli strumenti necessari per evitare che ciò possa accadere. Ai confini tra lUmbria e il Lazio esiste una zona di elevatissimo pregio paesaggistico, ambientale e naturalistico costituita dallaltipiano dellAlfina. Si tratta di unarea inconsueta che purtuttavia concorre nella sua assoluta specialità a comporre il mosaico dellUmbria. Come a volte accade, a non comprendere per primi linestimabile risorsa di tale ambito territoriale, sono le stesse istituzioni che lo governano. E così risulta che il Comune di Castelgiorgio, la stessa amministrazione che aveva immaginato, per quellarea, limprobabile parco tematico di Roma Vetus, ed anche un aeroporto per aerei cargo di rilevanza internazionale abbia localizzato, nella propria area industriale in località La Torraccia, su istanza de La Romana Farine, un impianto di disidratazione e trattamento di foraggi. Secondo Carlo Ripa di Meana si tratterebbe di lavorazioni che comportano fortissime emissioni maleodoranti (un vero e proprio fetore, come sanno gli abitanti di Fontanella di Bardano nella valle del Paglia), e con rischio di minaccia alla salute pubblica per le micotossine che nelle lavorazioni vengono liberate. Per questo impianto la società interessata, dopo aver conseguito la concessione edilizia, ha in questi giorni proposto alla Regione istanza di autorizzazione. Nella sua interrogazione, il capogruppo dei Verdi ecologisti sostiene che larea dellaltipiano dellAlfina è nel suo complesso, ivi compresa lambito in località La Torraccia, connotata da caratteri ambientali e paesaggistici, nonché naturalistici, e con la forte vocazione turistica che ne deriva, incompatibili con linsediamento di un impianto industriale come quello de La Romana Farine, destinato per limpatto delle esalazioni olfattive a determinare una inevitabile desertificazione dellarea allintorno come già è avvenuto per limpianto di Orvieto. Carlo Ripa di Meana ritiene che i benefici in termini produttivi ed occupazionali (dallimpresa stessa indicati in solo otto occupati) siano tali da non compensare in nessun modo la perdita di attrattività turistica e agrituristica che connota larea, attrattività che la localizzazione dellimpianto, considerata anche la conformazione dei 37 luoghi definitivamente vedrebbe compromessa, con inevitabile depauperamento economico. Di conseguenza, la concessione edilizia rilasciata dal comune di Castelgiorgio, dovendo riguardare un impianto di disidratazione foraggi, con uso di energia che può essere assicurato solo da elettricità o metano, dovrebbe essere secondo linterrogante - conforme alla disciplina dello strumento urbanistico di Castelgiorgio, che comunque circoscrive gli insediamenti industriali in località La Torraccia alluso di risorse rinnovabili quali la fonte geotermica. Ove fosse accertato questo contrasto con le previsioni urbanistiche, la concessione edilizia dovrebbe essere oggetto di annullamento da parte dellAmministrazione Provinciale di Terni mentre lautorizzazione allemissione in atmosfera, in presenza di tale difformità urbanistica, dovrebbe essere negata, conclude il capogruppo dei Verdi ecologisti. RM/sc RINUNCIARE AL SOTTOPASSO DI PONTE FELCINO LAFFRANCO CONTRO IL PROGETTO DELLA CENTRALE UMBRA (Perugia) Acs, 22 luglio 2002 Un sottopasso contestato e un paese spaccato in due dagli svincoli della strada. In una interpellanza, Pietro Laffranco consigliere regionale di An ricorda come ormai da anni comune di Perugia, VI Circoscrizione e cittadini residenti di Ponte Felcino si stiano confrontando per trovare positive soluzioni alla eliminazione del passaggio a livello della Fcu in via degli Astri. La cittadinanza ha fortemente contestato la soluzione più volte prospettata dalla Fcu di una possibile creazione di un sottopasso viario (idoneo per mezzi pesanti e veicoli demergenza) allaltezza di via Orfeto, oltre il cimitero. Questa soluzione secondo Laffranco - obbligherebbe i cittadini residenti ad un nuovo percorso, lungo e vizioso, che taglierebbe in due longitudinalmente il paese isolandone, di fatto, due parti, con conseguenti gravi limitazioni dei rapporti relazionali sociali. Il traffico veicolare leggero, movendosi prevalentemente verso la città, con la realizzazione del progetto andrebbe a congestionare ulteriormente le vie centrali di Ponte Felcino, soprattutto la Via Manicomi, già da oggi impraticabile in alcune ore della giornata. I cittadini di Ponte Felcino chiedono di completare il quadro della viabilità della loro frazione con altri tre interventi a vantaggio degli automezzi leggeri che rendano scorrevole lintenso traffico in direzione di Perugia. Dopo aver chiesto che il Comitato dei cittadini venga ascoltato prima della convocazione della conferenza dei servizi, Laffranco chiede di verificare la possibilità di lasciare inalterata la carrabilità di via degli Astri, predisponendo in deroga alla legge nazionale deroga per altro già ottenuta in circostanze analoghe in altre zone del comune di Perugia come ad esempio Pretola un sistema di barriere automatiche o semi-automatiche, comunque nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. RM/sc PRECISAZIONE ANDREA MESSI NON E' DI CONFINDUSTRIA 38 (Perugia) Acs, 2 agosto 2002 - Nel comunicato Acs del 26 giugno 2002 relativo alla audizione tenutasi in Terni - palazzo Gazzoli - della II Commissione sul piano regionale dei rifiuti di cui, viene tra laltro riferito che lavvocato Andrea Messi avrebbe svolto un intervento nella duplice veste di rappresentante di Confindustria Terni e del comitato ambientalista. Precisiamo al riguardo che per Confindustria Terni ebbe a svolgere un ampio e motivato intervento di Biagino DellOmo, della federazione regionale degli industriali dellUmbria, così come in precedenza aveva fatto per Confindustria Perugia nella sezione partecipativa tenutasi a Perugia il giorno 24, presso la sala Brugnoli di palazzo Cesaroni. Riteniamo, dunque, di dover prendere atto che Andrea Messi non è iscritto nè riveste alcun incarico in nome e per conto della associazione industriali di Terni come cortesemente ci è stato fatto rilevare della stessa associazione. Dobbiamo comunque precisare che era stato lo stesso Messi, nel corso del suo intervento, a definirsi rappresentante e aderente a Confindustria. /RM/sc l'intervento di Enrico Melasecche Nato a Perugia nel 1948. Laureato in economia con il massimo dei voti ha ricoperto posizioni dirigenziali nellindustria e nel credito. E attivo nel volontariato a favore dei giovani, e della promozione dei diritti umani quale socio di Amnesty International. E medaglia dargento dellAvis. Con Alleanza per Terni nel 1993 sostiene il liberale Ciaurro a sindaco. Da capogruppo consiliare viene eletto assessore nel 1994. Guida i settori lavori pubblici, edilizia, traffico e trasporti. Attiva il recupero del centro storico, scavi archeologici, un nuovo sistema di parcheggi, ponti, strade, un piano per la pubblica illuminazione, impianti sportivi e tecnologici a tutela dellambiente. Confermato nel 1997 con 2100 preferenze, è vice sindaco ed assessore al bilancio. Riqualifica la Cascata delle Marmore ed acquista lex stabilimento di Papigno che verrà poi trasformato in studio cinematografico. E con 6434 preferenze il consigliere regionale più votato in Umbria del centro destra ed a Terni di tutti i partiti. E' consigliere nazionale di Forza Italia. L a vicenda Piano rifiuti è emblematica di come vanno spesso le cose qui in Umbria. La legge appena approvata, con il relativo Piano, giunge dopo cinque anni di ritardo in un settore in cui è accaduto di tutto. In assenza di un preciso quadro di riferimento sono state fatte scelte sbagliate ormai di fatto insanabili, quindi più che programmare il futuro non si è fatto altro che prendere atto dellesistente ormai consolidato e cercando di regolare la materia residua. La giunta regionale, come la precedente, ha ciclicamente fatto annunci e promesse ai vari operatori, smentendo a fasi alterne se stessa. Un tormentone che di mese in mese portava a colpi di scena, appelli, proteste. Discariche prossime alla saturazione, tariffe Con un piano dei rifiuti tardivo e nebuloso si chiude in fretta una partita che scotta. Sotto l'inceneritore di Terni Ena fortemente sperequate da comune a comune, rifiuti che viaggiano da anni da un capo allaltro della regione, in una logica demenziale, gettando al vento danaro dei cittadini che, ignari, troppo spesso pagano molto di più del dovuto senza comprenderne le ragioni. Occorreva quindi chiudere al più presto una situazione che stava diventando esplosiva considerato che anche allinterno della maggioranza la situazione si andava sfaldando pesantemente. E recente la denuncia dei massimi esponenti della Margherita di situazioni a rischio per la democrazia strettamente connesse agli interessi che si muovono in questo settore ed alle decisioni che sul Piano sono state prese. In Consiglio una maggioranza divisa ha voluto portare a casa il risultato a tutti i costi, anche se con dichiarazioni di voto imbarazzate e differenziate. La minoranza ritiene la normativa appena approvata tardiva, parziale, incerta e non chiara. Questa legge è parziale perché non dà la minima risposta nel settore dei rifiuti speciali e delle discariche da bonificare considerato che in decenni di totale confusione si è consentito linterramento di rifiuti industriali persino lungo i fiumi in prossimità di pozzi artesiani di attingimento dellacqua potabile. La minoranza ha fatto tutto quanto era possibile fare. Da anni ci siamo opposti, nelle varie sedi a ciò deputate, alla creazione di altri inceneritori dove la situazione del territorio era compromessa. A colpi di maggioranza sono state imposte scelte scellerate, mentre oggi esponenti autorevoli come il Presidente della provincia di Terni Cavicchioli ammettono oggi pubblicamente lerrore fatto nella localizzazione degli impianti di incenerimento. Abbiamo denunciato limportazione di rifiuti da altre regioni ammantata di solidarietà ma che cela affari miliardari a favore soltanto di pochissimi soggetti senza un minimo vantaggio per la generalità dei cittadini. Abbiamo da tempo proposto impianti di preselezione per impedire landirivieni di immondizia con un spreco assurdo di risorse ma chi governa la regione aveva i suoi validi motivi per non ascoltare. Infine nel corso della discussione della legge abbiamo proposto tutta una serie di emendamenti per migliorarne il testo. Non cè stato nulla da fare. Due esempi per tutti. Non è previsto uno straccio di regolamentazione delle tariffe. Molti sindaci avranno un bel da fare per imporre ai propri amministrati un forte aumento delle tariffe. Non si prevede a favore dei territori che si sono sob- barcati lonere di ospitare impianti di incenerimento e megadiscariche una riduzione ragionevole nei futuri livelli tariffari. Ho chiesto che la Regione, dallalto della funzione esercitata, faccia rispettare le promesse, finora disattese, elargite a piene mani dai gestori degli inceneritori: energia a buon mercato nei confronti delle famiglie e delle imprese, posti di lavoro diretti ed indiretti nel numero previsto, forestazione e miglioramento della qualità ambientale. Nella conca ternana dopo aver autorizzato ben tre impianti di incenerimento a poche centinaia di metri dalle abitazioni e da una miriade di strutture commerciali ed artigianali si spargono lacrime di coccodrillo, sperando che i privati che hanno appena realizzato o stanno terminando tali impianti, si convincano a cederli ad una società a maggiorana pubblica. Molti sostengono lesistenza di accordi già fatti che prevedono in cambio la svendita di importanti partecipazioni pubbliche come lAzienda multiservizi o il Centro multimediale. Per entrambi era previsto un futuro sfolgorante, quotazioni in borsa, imitando analoghe realtà: ad oggi tutto fermo. Comunque alcuni misteri li chiarirà la Commissione di indagine che la maggioranza ha cercato di sabotare imponendo solo tre membri al posto dei nove consentiti. Un commissario è espressione di Rifondazione un secondo dei Ds. Soltanto uno a garanzia della opposizione impedendo ai partiti firmatari di avere persino il proprio rappresentante. Alla faccia della democrazia, della partecipazione e della voglia di verità. 39 Agenzia di informazione del Consiglio regionale dell'Umbria regione Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dellUmbria Presidente Carlo Liviantoni Vicepresidente Vannio Brozzi Pietro Laffranco Consigliere segretario Marco Fasolo Ada Spadoni Urbani I Commissione II Commissione III Commissione IV Commissione Affari istituzionali Attività economiche Servizi e politiche sociali Vigilanza e controllo Presidente Costantino Pacioni Vicepresidente Andrea Lignani Marchesani Membri Lamberto Bottini Marco Fasolo Moreno Finamonti Ada Spadoni Urbani Stefano Vinti Francesco Zaffini Presidente Edoardo Gobbini Vicepresidente Enrico Melasecche Germini Membri Paolo Baiardini Vannio Brozzi Maurizio Donati Pietro Laffranco Ada Spadoni Urbani Mauro Tippolotti Presidente Giorgio Bonaduce Vicepresidente Enrico Sebastiani Membri Carlo Antonini Vannio Brozzi Paolo Crescimbeni Marco Fasolo Costantino Pacioni Luciano Rossi Presidente Francesco Zaffini Vicepresidente Mauro Tippolotti Membri Carlo Antonini Lamberto Bottini Edoardo Gobbini Fiammetta Modena Francesco Renzetti Carlo Ripa di Meana Il Servizio comunicazione e documentazione del Consiglio regionale dispone per la sua attività, di una biblioteca, di una emeroteca e di un archivio di manifesti, fotografie, diapositive e audiovisivi: le monografie sono 26.000, i periodici sono 2000 circa, di cui 330 correnti; i materiali non librari (manifesti, fotografie, diapositive, video e film) sono 6.000 circa. Le notizie dalla Regione si possono ascoltare sul numero verde 800860092, o leggere su Internet nel sito http://www.crumbria.it alla voce Notizie. Acs - Agenzia di informazione a cura dell'ufficio stampa del consiglio regionale dell'Umbria, piazza Italia, 2 - Perugia. Telefono 075/576.33.67 Fax 075/572.0253. Direttore responsabile renzo massarelli, redazione luciano moretti e giampietro chiodini. Segreteria di redazione sandra colaiacovo, realizzazione tecnica mauro gambuli. Registrazione tribunale di Perugia n. 27 del 22-10-93. Anno IX - numero 52 Spedizione in a. p. - art. 2, comma 20/c, Legge 662/96 - Filiale di Perugia. Stampa: "Grafica Salvi" - Loc. Fontana - Perugia - Questo numero è stato chiuso in tipografia il 7 agosto 2002.