Comunicato Stampa
Rimini, 12 aprile 2011
”I Maestri e il Tempo”: Pier Giorgio Pasini “legge” la pittura sacra dell’800
Venerdì 15 aprile settimo appuntamento dedicato alle letture inedite delle opere riminesi
Pier Giorgio Pasini, personalità di riferimento della storia artistica cittadina e romagnola, Ispettore
onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è l’ospite del settimo appuntamento del ciclo
“I Maestri e il Tempo. Letture inedite di artisti e opere a Rimini dal Medioevo al Novecento”,
promosso e organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.
Venerdì 15 aprile alle ore 17.30, nel salone di Palazzo Buonadrata (c.so d’Augusto, 62 nel centro
storico di Rimini), il Prof. Pasini tratterà “L’Ottocento e la pittura sacra. Un aspetto dimenticato
della storia dell’Arte”,
Storico dell’Arte, ideatore e direttore della rivista di studi «Romagna Arte e Storia», è il massimo
conoscitore delle vicende figurative e culturali della Romagna e di Rimini che ha indagato e
valorizzato fin nei minimi dettagli, dall’Età Romana al Novecento. Pasini, ha compiuto gli studi
artistici a Ravenna e quelli storici ai Corsi di Cultura sull’Arte Ravennate e Bizantina promossi
dall’Università di Bologna nel triennio 1956-58 e può ben essere considerato il legittimo erede del
ruolo svolto dal pittore e studioso Gino Ravaioli nella conoscenza e nella promozione del
patrimonio culturale cittadino. Dal 1963 è Ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni
artistici e storici di Bologna e vi collabora attivamente per quanto riguarda i problemi della tutela,
della conservazione, del restauro, del censimento del patrimonio artistico; in questo senso dal
1985 al 1990 ha preso parte alla Commissione per il restauro dell’Istituto per i Beni artistici,
culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna.
Dal 1963 al 1975 ha fatto parte del Comitato di Vigilanza degli Istituti culturali del Comune di
Rimini e, dal 1982 al 1990, è stato membro del nuovo Comitato di gestione del Museo della Città:
fra il 1987 e il 1994 ha collaborato all’allestimento e dal 1992 al 1998 è stato tra i suoi più
autorevoli consulenti. Dal 1984 è referente scientifico del Museo di Stato della Repubblica di San
Marino, del quale, fra il 1983 e il 2001, ha contribuito all’allestimento e ha curato il bel catalogo
(2000). Dal 1985 al 1994 Pasini ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società di Studi
Romagnoli
Pasini è autore di innumerevoli e fondamentali studi per la nostra storia artistica (moltissimi saggi e
schede sono pubblicati in riviste, volumi miscellanei di storia dell’arte, cataloghi di mostra, opuscoli
divulgativi) tra cui qui si ricorda almeno le meticolose curatele per le ristampe anastatiche delle
Pitture di Rimini di Carlo Francesco Marcheselli (1972), de Il Tempio Malatestiano di Corrado Ricci
(1974) e della Mostra di pittura del Seicento a Rimini (1982). Di Pasini sono le monografie La
Pinacoteca di Rimini (1983), Arte e Storia della Chiesa Riminese (Skirà, 1999), Il Tempio
Malatestiano. Splendore cortese e classicismo umanistico (Skirà, 2000), La Chiesa riminese dei
Santi Bartolomeo e Marino detta di Santa Rita (Minerva, 2009). Questi ultimi volumi sostenuti dalla
Cassa di Risparmio di Rimini prima e della Fondazione, sua diretta erede, poi testimoniano
dell’importante ruolo di consulente culturale che Pasini, socio dell’Ente, ha svolto per l’Istituto
riminese. Sua è la curatela dei cataloghi generali Dal Trecento al Novecento. Opere d’arte della
Fondazione e della Cassa di Risparmio di Rimini (2005) e Novecento riminese. Opere d’arte della
Cassa di Risparmio di Rimini (2006). Sempre per la Fondazione Pasini ha contribuito alla cura
della mostra Neri da Rimini. Il Trecento Riminese tra pittura e scrittura (Electa, 1995), e ha curato Il
Tempio di Sigismondo. Grafica malatestiana (2000), Le sculture di Elio Morri (con Giordano Viroli,
1993), Gino Ravaioli. Pittore, Rimini (1996), Novecento riminese. Pittura a Rimini nella prima metà
del XX secolo, Rimini (1997).
Raffinato conoscitore della civiltà pittorica del Seicento e autore della fondamentale monografia
Guido Cagnacci (Luisè, 1986) e dei cataloghi di mostra Guercino e dintorni (1987) e Guercino
ritrovato (con Massimo Pulini, 2003), Pasini con Angelo Mazza ha curato la grande e fortunata
mostra di Castel Sismondo Seicento Inquieto. Arte e cultura a Rimini tra Cagnacci e Guercino
(Motta, 2004), promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
Tra le altre importanti pubblicazioni nominiamo infine I Malatesti e l’arte, (1983), Arte da salvare
nel riminese (1987), La pittura riminese del Trecento, (1990), Cortesia e Geometria. Arte
Malatestiana fra Pisanello e Piero della Francesca, (1992), Il Crocifisso dell’Agina, (1994),
Francesco Rosaspina, «incisor celebre», (con Anna Maria Bernucci, 1995), Arte in Valconca, (due
volumi 1996-97), Medioevo fantastico e cortese. Arte a Rimini fra Comune e Signoria, (1998),
Emilio Filippini (1870-1938), pittore solitario (1999), Arte ritrovata. Un anno di restauri in territorio
riminese (2002), Passeggiate incoerenti tra Romagna e Marche (2006), Aere Civium. Trenta
restauri per il Museo di Rimini (2007), Il tesoro di Sigismondo e le medaglie di Matteo de’ Pasti
(2009), Vicende del patrimonio artistico riminese (ristampa aggiornata, Panozzo, 2010)
Con Atanasio da Coriano, frate pittore (1749-1843), (2008), ha riaperto il sipario sull’arte sacra
dell’Ottocento, svelando l’alta qualità di un orizzonte culturale e pittorico ancora da ristudiare e
valorizzare.
Il ciclo I Maestri e il Tempo è dedicato al rapporto che gli artisti e i loro committenti hanno
intrattenuto con la propria epoca e con l’evocazione di quelle passate, ma riguarda anche il modo
con cui gli studiosi hanno utilizzato l’indagine storico-critica per far rivivere nella loro età le opere
dei secoli trascorsi. L’immagine artistica diviene così un fascinoso testo da esplorare secondo
livelli di lettura diversissimi e convergenti.
Le epoche storiche, difatti, non si affacciano alla nostra memoria solo per i grandi gesti politici e
diplomatici e i fatti economici e sociali: ognuna di esse possiede un immaginario artistico che la
esprime in modo sintetico ed efficace, attraverso il linguaggio delle forme estetiche e simboliche.
Le immagini dell’arte, inoltre, pur mutando col tempo, trasmettono significati perenni che
trascendono il momento storico: sono il veicolo attraverso cui si trasmettono i valori e il senso di
un’identità culturale.
Il filo conduttore della serie d’incontri segue perciò il succedersi delle età dove più entusiasmanti e
significative si fanno le presenze artistiche a Rimini, con maestri, scuole e botteghe di valore
nazionale, ma sposta lo sguardo anche su zone d’ombra degne di essere illuminate. L’intento è
anche quello di rileggere con nuove interpretazioni storico-critiche i tesori della Collezione della
Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini oppure i luoghi e le opere su cui l’Ente è intervenuto con
progetti di restauro o di valorizzazione culturale (mostre, pubblicazioni, convegni). A questo fine si
sono chiamati a raccolta una serie di studiosi, capaci di offrire letture inedite di opere già note o di
esplorare quelle non ancora ben illustrate al pubblico, per fare il punto su novità e acquisizioni.
L’Ufficio Stampa e Comunicazione
Luigi Angelini +39 3478526967
Scarica

scarica il comunicato stampa - Fondazione Cassa di Risparmio di