LET’S - let seniors teach sense
of initiative and enterpreneurship through
innovative multimedia storytelling approaches
www.letsenterprise.eu
LET’S - let seniors teach sense of
initiative and enterpreneurship
through innovative multimedia
storytelling approaches
Questo progetto è stato realizzato con il contributo della Commissione Europea
La pubblicazione riflette solo i pareri degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso
venga fatto delle informazioni in esso contenute.
Coordinatore del progetto e curatore della pubblicazione ERIFO Ente per la ricerca e formazione
Cir.ne Nomentana 402, 00156 Roma, Italia
Guida didattica
allo spirito d’iniziativa ed imprenditorialità per
insegnanti e formatori
LET’S!
PARTE I
Contenuto
1. Introduzione ............................................................................................................................................................................................... 10
1.1 Guida all’utilizzo dei prodotti LET’s! ............................................................................................................................. 12
2. Storytelling .................................................................................................................................................................................................. 12
2.1 Storytelling: metodologia e risultati ........................................................................................................................... 12
2.2 Il panel Europeo intervistato: uno scenario d’insieme ................................................................... 13
3. GLI IMPRENDITORI ITALIANI
......................................................................................................................................
24
3.1 L’ idea imprenditoriale ........................................................................................................................................................................ 24
3.2 Il percorso professionale e formativo ....................................................................................................................... 26
3.3 Motivazione/ragioni per creare un’impresa ................................................................................................... 29
3.4 La rete/supporto ricevuto ........................................................................................................................................................... 33
(famiglia, amici, colleghi) 3.5 Abilità e competenze sviluppate/da sviluppare ..................................................................................... 35
3.6 Il messaggio chiave da diffondere
................................................................................................................................
37
4. GLI IMPRENDITORI INGLESI ............................................................................................................................................ 41
5. GLI IMPRENDITORI BULGARI
....................................................................................................................................
43
6. GLI IMPRENDITORI TEDESCHI .................................................................................................................................. 44
7. GLI IMPRENDITORI FINLANDESI ....................................................................................................................... 45
8. GLI IMPRENDITORI POLACCHI
.............................................................................................................................
46
...................................................................................................................................
47
9. GLI IMPRENDITORI SVIZZERI
Analisi
“Raccontami” e dimenticherò
“Mostrami” e ricorderò
“Coinvolgimi “ e comprenderò”
Proverbio Cinese adottato da “Let’s Enterprise
GUIDA DIDATTICA ALL’INTRAPRESA
PER INSEGNANTI - FORMATORI - ORIENTATORI
1. INTRODUZIONE
Questa guida ha una duplice finalità:
- da un lato, rappresenta un supporto didattico per insegnanti e
formatori, che vuole rispondere all’invito della Commissione Europea,
espresso nell’Agenda per nuove competenze e per l’occupazione, secondo
cui l’imprenditorialità dovrà diventare il mezzo più diffuso per creare posti
di lavoro, così come per lottare contro l’esclusione sociale.
- dall’altro, costituisce uno strumento per le imprese che vogliono
conoscere prassi ed esperienze imprenditoriali, da cui trarre idee e stimoli
di miglioramento.
La guida è, in definitiva, un tentativo per rendere il più possibile esplicita,
formalizzata, consolidata e diffusa la conoscenza specifica di quelle che sono
le attitudini alla creazione di impresa. Ciò al fine di sostenere e valorizzare
l’attività degli imprenditori in quanto attori dello sviluppo e, per riaffermare la
piena dignità della piccola impresa, come vera e propria “professione”.
Lo strumento nasce dal progetto “Let’s Enterprise”1, realizzato con il contributo
della Commissione Europea, nell’ambito del programma Grundtvig. Lo scopo
1
10
Italy - coordinatore ERIFO - Ente per la ricerca e formazione http://www.erifo.org
Finlandia - partner LPKKY http://aikkari.lpkky.fi
Regno Unito - partner - SUPERACT http://www.superact.org.uk/
Bulgaria - Partner - BFE - http://www.fbo.bg/?ln=2
Germania - partner - TechNet - http://www.technet-berlin.de/
Portogallo - partner - IEBA - http://www.ieba.org.pt/ieba_pt/
Turchia - partner - T.R. GOVERNORSHIP OF KOCAELI http://www.kocaeliab.gov.tr/en/
Poland - Partner - OPS http://www.ops-zoliborz.waw.pl/
Switzerland - partner associato - SEED http://seedlearn.org/it/
è quello non di sostituire, bensì di integrare i saperi di insegnanti, formatori
e imprenditori e di stimolare la loro capacità di interagire con la complessa
competenza all’imprenditorialità. L’obiettivo ultimo che si è proposto Let’s è
stato quello di promuovere l’imprenditorialità nei programmi di studio al fine
di creare una massa critica di insegnati di questa materia.
E’ generalmente riconosciuta l’importanza di includere nella definizione di
formazione all’imprenditorialità due diversi elementi:
•
un’accezione più ampia di educazione, non direttamente finalizzata
alla creazione di nuove imprese ma volta all’acquisizione di attitudini e
competenze per fare emergere lo spirito imprenditoriale;
•
una formazione specifica e finalizzata alla creazione d’impresa.
Questa guida risponde al primo tipo di formazione. E’, pertanto, finalizzata a
fornire idee e stimoli per promuovere lo sviluppo delle qualità personali che
favoriscono lo spirito d’iniziativa.
Ne consegue, che tale formazione ha come priorità la sensibilizzazione dei
discenti/studenti al lavoro autonomo quale scelta professionale, trasferendo il
messaggio che si può aspirare a diventare non solo lavoratori dipendenti, ma
anche imprenditori.
In merito allo sviluppo di qualità personali, ritenute rilevanti ai fini
dell’imprenditorialità, le priorità individuate in ambito Europeo sono:
•
incoraggiare progressivamente gli alunni e gli studenti a familiarizzare con
capacità correlate alla competenza manageriale, quali il problem solving,
nonché la disponibilità ad assumersi responsabilità, a prendere decisioni
e a comunicare;
•
sviluppare la capacità di cooperare, stabilire reti di contatti, imparare ad
assumere nuovi ruoli ecc; aspetti questi ultimi riconducibili anche alla
competenza sociale;
•
sviluppare la fiducia in se stessi e la motivazione in vista del raggiungimento
di risultati, imparare a pensare in modo critico e indipendente e, in particolare,
acquisire la volontà e la capacità di imparare autonomamente;
•
infine, altre qualità di tipo imprenditoriale sono: dimostrare iniziativa
personale, intraprendenza e creatività ed essere disposti a far fronte ai
rischi connessi alla realizzazione delle idee.
Alla base di questa guida per la didattica dell’intrapresa ci sono ragioni
legate ad alcuni trend di carattere globale, che hanno prodotto importanti
trasformazioni nell’impresa e nelle modalità di fare impresa e che, di
conseguenza, richiedono un “rinnovamento” generale del modo di
interpretare la formazione allo start up.
Tra le più importanti tendenze si segnala:
•
•
•
le trasformazioni del mercato del lavoro che, da un lato, hanno reso
sempre meno diffuse e accessibili le forme più tradizionali di lavoro e,
dall’altro, hanno permesso l’apertura di spazi a forme di lavoro atipiche,
flessibili e innovative, caratterizzate però da un eccesso di precarietà e dalla
mancanza di adeguati strumenti di tutela dei diritti. A questo proposito,
si usa sempre più sostenere che il lavoro non va cercato, ma che bisogna
inventarselo, ovviamente a proprio rischio e pericolo;
il conseguente aumento della domanda d’impresa, soprattutto di
piccole e piccolissime dimensioni, nonostante la situazione di incertezza
internazionale. A riguardo bisogna tener conto del contributo delle piccole
e medie imprese (PMI) alla creazione di posti di lavoro, che in Europa
rappresentano oltre il 99% del tessuto produttivo;
oltre ad un incremento del numero di coloro che chiedono di fare impresa,
anche una forte differenziazione qualitativa del popolo di aspiranti
imprenditori, con una crescita consistente, ad esempio, di soggetti
appartenenti alle fasce cosiddette “deboli” (immigrati, giovani disoccupati,
donne) che, in molti casi, sono spinti a mettere in piedi un’impresa da
motivazioni diverse rispetto a quelle del passato. In sostanza, non sono
più solo gli “audaci”, spesso figli di imprenditori, a fare impresa, ma anche
soggetti che non hanno avuto esperienze imprenditoriali in famiglia e
che, talvolta, non hanno neanche mai lavorato (come nel caso dei giovani
disoccupati laureati);
• inoltre, le grandi trasformazioni del sistema economico, che vanno sotto il
nome di globalizzazione, di “nuova economia”, di società della conoscenza
e di tecnologia della comunicazione e dell’informazione. Tutto ciò ha
prodotto un cambiamento nelle tradizionali regole della produzione
e della distribuzione di beni e servizi. Si sta assistendo ad una riduzione
di peso di alcuni fattori tradizionalmente “hard”, come il capitale in senso
stretto, mentre assumono maggiore rilevanza i fattori “soft”, primo fra
tutti la conoscenza;
• infine, l’aumento della soggettività umana, che si esprime nelle forme
di un marcato pluralismo delle identità e di forti tratti di differenziazione
degli orientamenti sociali e culturali, in cui si sono affermati valori legati a
quella che usualmente viene chiamata la cultura della “post-modernità”.
In termini di occupazione, ciò ha portato a una rivalutazione del lavoro
indipendente, alla sperimentazione di percorsi innovativi di carriera e
all’avvio parallelo di itinerari imprenditoriali inediti, orientati alla ricerca
della soddisfazione di quelle esigenze di tipo immateriale che permettono
anche una piena realizzazione personale e sociale.
Quanto detto, probabilmente, è sufficiente a comprendere che fare impresa
oggi è diverso dal passato e che, di conseguenza, le azioni di sostegno e di
formazione non possono non tenere conto di tali cambiamenti.
Inoltre, va sottolineato il fatto che l’impresa si trova oggi al centro dell’agenda
politica mondiale. A livello internazionale, si fa comunemente riferimento
alle politiche di sostegno all’imprenditorialità come politiche di sviluppo e di
promozione dell’inclusione sociale. L’Unione Europea, in particolare, propone
un modello di integrazione tra politiche di sviluppo economico e politiche di
integrazione sociale, che ha come nucleo l’imprenditorialità e naturalmente la
piccola impresa.
Intorno alla piccola impresa sembrano, quindi, giocarsi i destini delle
nostre società. Di fronte a questo nuovo scenario, che si è determinato
soprattutto nell’ultimo decennio, la formazione tenderà sempre più ad
11
assumere nuove responsabilità, proprio perché dal lavoro dei consulenti e
dei formatori non dipenderà, o risulterà condizionato, solo il successo di una
singola impresa, ma anche, almeno in parte, il successo e la praticabilità della
politica di promozione imprenditoriale, come politica sociale e nello stesso
tempo di sviluppo e coesione sociale.
Questa guida rappresenta uno strumento a supporto dell’uso dei video, per la
loro adozione e sfruttamento nella didattica e nell’orientamento. Si compone
di due parti.
La prima parte contiene un’analisi qualitativa delle interviste realizzate in Italia,
con degli accenni all’analisi qualitativa degli altri Paesi2. L’analisi qualitativa
non ha avuto una finalità di ricerca scientifica, bensì di supporto alla didattica,
per una più mirata fruizione e individuazione dei messaggi e dei video utili alla
propria esperienza pedagogica.
L’analisi qualitativa delle interviste nazionali è stata organizzata per ambiti
tematici. I topic evidenziati sono risultati:
1. come è nata l’idea imprenditoriale;
La versione integrale dell’analisi qualitativa realizzata negli altri Paesi è scaricabile in lingua
inglese dal sito dedicato al progetto www.letsenterprise.eu
12
3. la motivazione sottesa alla scelta di creare un’impresa;
4. il sostegno ricevuto da famiglia, amici, colleghi, istituzioni;
5. le capacità e
imprenditoriale;
1.1 Guida all’uso dei prodotti LET’s
Il progetto Let’s ha sviluppato questo volume e un portale
www.letsenterprise.eu dove è possibile scaricare all’incirca 100 storie
di imprenditori europei. Le storie raccontano come ciascun imprenditore
è arrivato alla creazione d’impresa, le difficoltà incontrate, gli “aiutanti
magici” che hanno permesso il successo e i suggerimenti per chi volesse
intraprendere un’attività come la propria. Le interviste sono nella lingua
nazionale di ciascun imprenditore e sottotitolate in inglese.
2
2. il percorso formativo e professionale che ha portato alla creazione
d’impresa;
competenze
sviluppate
grazie
all’esperienza
6. i suggerimenti per chi volesse intraprendere un’attività autonoma.
Per ciascun area tematica sono stati riportati i pareri salenti degli imprenditori,
in modo tale da consentire al lettore di identificare i messaggi più utili al
proprio percorso didattico. Inoltre, per ogni area tematica sono proposti
approfondimenti e/o suggerimenti utili ad arricchire la didattica di nuovi
spunti ed idee.
La seconda parte del volume ci conduce “dentro lo storytelling”; è, di fatto,
un catalogo delle storie raccolte. Per ciascuna intervista sono state riportate
le informazioni salienti e i contenuti più significativi, ed inoltre il link di
riferimento per consultare la video-intervista. Ove possibile è stata mantenuta
la trascrizione del linguaggio verbale, per rafforzare il valore empatico del
digital storytelling.
2. STORYTELLING: METODOLOGIA E RISULTATI
2.1 La metodologia dello storytelling
Le interviste delle storie d’impresa sono state realizzate con la tecnica del
Digital Storytelling; una tecnica che consente di raccontare una storia arrivando
direttamente alla mente e al cuore; guardando negli occhi la persona che
narra. Una storia digitale con la quale si sottolinea il passato e il presente delle
persone intervistate. Inoltre, i sottotitoli in lingua inglese garantiscono un più
ampio sfruttamento dei video a livello europeo.
collaborativa di significati condivisi, grazie a storie aziendali che le persone
hanno vissuto direttamente e raccontano.
Il Digital Storytelling3 nasce nella prima metà degli anni Novanta a San
Francisco in California ad opera di Dana Atchley e Joe Lambert. Essi lo
descrivono come un breve racconto che viene realizzato con degli strumenti
digitali; i racconti vengono presentati attraverso dei video e i temi affrontati
possono essere i più vari: storie di vita, situazioni lavorative, “ritratti” di
persone. Le vicende narrate sono personali ed autentiche e il contenuto di
questi video trasmette e crea emozioni e coinvolgimento nel fruitore.
Un passaggio successivo, decisamente più recente, è la declinazione dello
storytelling in storyselling, cioè come strumento di promozione di prodotti
e servizi. Agli oggetti tangibili e intangibili è riconosciuto non solo lo status
di “cose” da comprare, ma anche di esperienze generazionali e simboliche
che si basano su format discorsivi, narrativi e autobiografici, da cui poter
progettare storie di marketing.
E’ importante notare che il Digital Storytelling è nato contemporaneamente
alla diffusione di strumenti multimediali a costi accessibili e alla diffusione
di Internet. Si ricorre all’impiego della metodologia dello storytelling in
diversi contesti di educazione e formazione, in una prospettiva di life-long
education.
L’utilizzo di questa metodologia permette di situare l’apprendimento in
contesti significativi e sviluppare processi dialogici di interazione riflessiva.
I primi Digital Storytelling si pongono intenti comunitari e socializzanti per poi
allargare i campi di intervento a molti altri contesti come ad esempio la scuola,
le aziende, l’arte, l’impegno politico ed infine le pratiche riflessive.
Anche nell’ambito aziendale si è riconosciuta l’importanza dell’approccio
narrativo perché è d’aiuto nel definire l’identità di gruppo, nonché di supporto
allo sviluppo del senso di appartenenza.
A piccoli ma veloci passi, nelle aziende si sta diffondendo anche lo “storytelling
organizzativo” che si pone come obiettivo quello di stimolare la costruzione
3
Suggerimenti bibliografici per l’approfondimento
Federico Batini - Andrea Fontana, Storytelling KIT, Parma, Etas, 2010
Joe Lambert: Digital Storytelling: Capturing Lives, Creating Community
http://www.storycenter.org/book.html
Corrado Petrucco, Marina De Rossi: Narrare con il digital storytelling a scuola e nelle
organizzazioni, Roma, Carocci editore, 2009
Cristian Salmon, Storytelling - la fabbrica delle storie, Roma, Fazi Editore, 2007
Andrea Fontana, Storyselling, Parma, Etas Editore, 2010
In LET’s!, lo storytelling è stato utilizzato per mandare messaggi propositivi
e costruttivi: se si crede in qualcosa, bisogna lottare per raggiungere lo
scopo! La finalità ultima è stata quella di stimolare nelle persone lo spirito
d’intrapresa, mettendo a fuoco le componenti essenziali della competenza
chiave “lo spirito di iniziativa”.
Gli imprenditori raccontano come è nata la loro idea di impresa; quale
percorso formativo e professionale hanno intrapreso per arrivare alla creazione
d’impresa; perché hanno scelto di diventare imprenditori; quali competenze
ritengono necessarie per avviare un’attività autonoma.
Raccontando la propria storia, gli imprenditori sono diventati un veicolo per
diffondere un messaggio di speranza, di curiosità e soprattutto di coraggio.
La lunghezza dei filmati varia da 2 a 6 minuti, rendendo lo strumento un potente
supporto educativo, che non annoia. Si tratta di brevi storie multimediali e
personali raccontate con il cuore, grazie alle quali si apprende dall’esperienza
degli altri, catturando idee e suggerimenti da utilizzare nella propria vita.
2.2 Il panel europeo intervistato: uno scenario d’insieme
Gli scenari catturati dallo storytelling manifestano una geografia culturale
diversificata non tanto nei percorsi, quanto nelle modalità di accesso alla
creazione d’impresa. Anche la stessa analisi qualitativa risente dei differenti
13
humus culturali evidenziando solo a tratti elementi comparabili. Nel complesso,
se l’idea di impresa e le motivazioni nascono e si consolidano attraverso
meccanismi analoghi, nei diversi paesi coinvolti nel progetto, differenze rilevanti
appaiono nei network a supporto della creazione d’impresa.
Nell’analizzare le storie d’impresa diviene evidente che le esigenze degli
imprenditori sono uguali in tutti i Paesi. L’imprenditorialità necessita di
sostegno: tecnico, finanziario, amministrativo e giuridico, ma anche psicologico
e motivazionale.
Le posizioni più deboli risultano essere quella italiana e polacca, dove il percorso
di sviluppo delle imprese appare sostanzialmente “privatistico”, ovvero delegato
alle reti familiari e amicali. Il percorso formativo per arrivare alla creazione
d’impresa appare piuttosto omogeneo. Una formazione tecnica e settoriale, a
cui si affianca una formazione esperienziale.
L’imprenditore necessita di incoraggiamento, formazione e consulenza, ovvero
di aiuti concreti la cui portata ed impatto appaiono differenti da Paese a Paese.
1. L’idea
imprenditoriale
Italia
- Esperienza nel
settore
- Trasmissione
familiare
- Studio del
mercato
- Interessi
personali
Regno Unito
- Passione
Di seguito si riporta un quadro sinottico dei principali elementi evidenziati
dall’analisi qualitativa. Nelle descrizioni analitiche, invece, sono specificati i
singoli imprenditori che manifestano le caratteristiche evidenziate.
Finlandia
- Tradizione
famigliare
Germania
- Studio del
mercato
Polonia
- Tradizione
famigliare
- Incoraggia-
- Passione
- Tradizione
Familiare
mento del datore
di lavoro
- Politiche
nazionali
- Passione ed
interessi personali
- Casualità
- Casualità
- Formazione
formale
- Studio del
mercato
- studio del
mercato
- Riorganizzazioni
aziendali
Bulgaria
- Formazione
- Interessi
personali
- Motivazioni
sociali
Svizzera
- Esperienza nel
settore
- Tradizione
famigliare
- Fiducia
nell’istinto
2. Il percorso
professionale e
formativo
Italia
- Formazione
esperienziale nei
luoghi di lavoro
- Formazione
tecnica
14
Regno Unito
Formazione
e supporto
professionale
grazie a
programmi
nazionali di
supporto
all’investimento e
di mentoring
Finlandia
- formazione
specialistica
- esperienza nel
settore
Germania
- Formazione
learning by doing
Polonia
- Esperienza
pratica nel
contesto
lavorativo
Bulgaria
- Esperienza
pratica
- Leggi ad hoc
Svizzera
- Precedenti
esperienze nel
settore
- Tradizione
familiare
- Formazione
esperienziale
3.Motivazione/
ragioni per creare
un’impresa
Italia
- Tradizione
famigliare
Regno Unito
- Sicurezza
finanziaria
- Passione per il
settore
- Stimolo
intellettuale
Finlandia
-Incoraggia-mento
e supporto della
famiglia/amici
supervisori.
- Fiducia in se
- Propensione per - Beneficio sociale
stessi
l’autode- Esperienza di vita
- Casualità
terminazione
Germania
- Sviluppare
occupazione
- Sviluppare il
territorio
Polonia
- Inseguire i sogni
- Tradizione
familiare
- Avere una fonte
di reddito
Bulgaria
-Ambizione e
competitività
Svizzera
- Indipendenza
economica
- Responsabilità
sociale
- Desiderio
di esprimere
creatività
- Creatività
- Sicurezza
finanziaria
- Casualità
- Self efficacy
4.Il network/
supporto ricevuto
(famiglia, amici,
colleghi)
Italia
- Famiglia
- Amici
- Comunità di
riferimento (nel
caso di immigrati)
Regno Unito
- Organizzazioni
di supporto
(formazione
e supporto
psicologico)
Finlandia
- Famiglia
Germania
- Famiglia/amici
Polonia
- Soci
Bulgaria
- Banche
- Organizzazioni
professionali
- agenzie di
supporto
- Famiglia
- Istituzioni
nazionali
- comunità locale
Svizzera
- Famiglia ed
amici, colleghi
- Comunità locale
15
5. Abilità e
competenze
sviluppate/da
sviluppare
Italia
- Conoscenze di
marketing e di
amministrazione
- Capacità
organizzative
- Capacità di
gestire i rapporti
con il personale
e con i propri
collaboratori
Regno Unito
- Conoscenze di
marketing
Finlandia
- Sviluppo di
abilità pratiche
Germania
- Competenze
sociali
Polonia
NA
- Competenze
personali
– Attitudine alla
tolleranza
Bulgaria
- Gestione per
obiettivi
Svizzera
- Learning by
doing
- Comunicazione
con il cliente
- Capacità di
lavorare in gruppo
- Competenze
tecniche
- Capacità
tecniche
6. Il messaggio
chiave da
diffondere
Italia
- Arrivare alla
creazione
d’impresa dopo
aver già lavorato
nel settore
- Essere
consapevoli che
fare impresa
richiede sacrificio,
propensione
al rischio e
flessibilità
mentale
- Iniziare da
piccoli mercati
locali per poi
guardare oltre
16
Regno Unito
- Guardare dentro
se stessi, - Aver
consapevolezza di
se stessi
Finlandia
- Fiducia in se
stessi
Germania
- Formazione
continua
- Perseveranza
- Flessibilità
mentale
Polonia
NA
Bulgaria
- Fiducia in se
stessi
Svizzera
- Buona volontà e
pazienza
- Apprendere dai
propri errori
- Apertura al
nuovo
- Passione e forte
motivazione
- Pianificare le
azioni correttive
- Flessibilità
mentale
- Atteggiamento
positivo
- Abbassare il più
possibile il livello
di rischio
- Tolleranza
rispetto alla
diversità
Al fine di rendere più agevole la consultazione dei video, di seguito si riporta l’elenco delle interviste disponibili organizzate per Paese, settore produttivo e attività
svolta.
Il quadro delle interviste
Paese: ITALY
Nome imprenditore
Settore
Attività
Link
Alessandro Valvo
Servizi
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=I7sNs9qvU44
Armando Pasquarelli
Servizi
Energie rinnovabili
http://www.youtube.com/watch?v=N6Z0UhjUi24
Franco Troiani
Produzione alimentare
Produzione miele
http://www.youtube.com/watch?v=oTOB3_Iufng
Nevro Cerasani
Produzione alimentare
Produzione dolciaria
http://www.youtube.com/watch?v=t0xdd17FtKA
Nicola Di Simone
Minerario
Produzione di calcio
http://www.youtube.com/watch?v=lQF296Slzvg
Gabriella Paris
Servizi
Alloggi estivi
http://www.youtube.com/watch?v=sivTsLRtSww
Arnaldo Capocchia
Servizi
Produzioni musicali
http://www.youtube.com/watch?v=QeIRfC9g6aU
Donatella Consolandi
Servizi
Comunicazione
http://www.youtube.com/watch?v=YFNKdOELdDY
Valter Vaccaro
Servizi
Produzione piante
http://www.youtube.com/watch?v=2P15Z9XarF4
Angelo Scandurra
Servizi
ICT
http://www.youtube.com/watch?v=ZJePG5UbhTg
Osman Gadi
Servizi
Lavanderie
http://www.youtube.com/watch?v=hR-ll5w0900
Ahmed Abouomar Mohsen
Saleh
Commercio
Vendita fiori
http://www.youtube.com/watch?v=gw00qGwQhq4
Ramadan El Sayed Mohamed
Servizi
Gestione garage
http://www.youtube.com/watch?v=xWUSfHx1EqE
Harun Or Rashid Dhali
Servizi
Servizi telefonici
http://www.youtube.com/watch?v=nQRWS5aWjmA
17
Lin Jing Jessica
Commercio
Vendita abiti
http://www.youtube.com/watch?v=8mVQhVzRNGM
Wei Zhang
Servizi
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=TKIFsuL7mYw
Ricardo Castro and Jhonny
Ruiz
Edilizia
Costruzioni
http://www.youtube.com/watch?v=8aFWMsDKFvc
Enrique Mendieta Espinoza
Commercio
Vendita all’ingrosso
http://www.youtube.com/watch?v=RSxIOW0fO6g
Abd Elaal Sheta
Servizi
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=5YbSAbQCL5M
Urla Merdiascet
Commercio
Alimentari al dettaglio
http://www.youtube.com/watch?v=vIjDN6EKg6M
Nome imprenditore
Settore
Attività
John and Penny Bond
Servizi
Casa di cura
http://www.youtube.com/watch?v=yiVou2KOmj4
Zandra Johnson
Servizi
Forniture
http://www.youtube.com/watch?v=pFd24QYaiAk
Sue Scott-Horne
Servizi
Formazione
http://www.youtube.com/watch?v=7iGWF_HbvPU
Isabella Quigley-Moriarty
Servizi
Casa di cura
http://www.youtube.com/watch?v=axasZAZvFyA&feature=related
Angela Ricards
Servizi
Fisioterapia
http://www.youtube.com/watch?v=AgiFMeELwdA
Anne Caborn
Servizi
Web
http://www.youtube.com/watch?v=mF5Fm6ucpEA
Allan Kingshott
Servizi
Genealogia
http://www.youtube.com/watch?v=eBc5fRacm8Q
Amanda Drake-Worth
Servizi
Linguaggio dei segni dei
bambini
http://www.youtube.com/watch?v=sWDy3cZMzqM
Anne Corry
Servizi
Terapia
http://www.youtube.com/watch?v=aE1WYXQh2gE
Paese: Inghilterra
18
Link
Paul Jordan
Servizi
ICT
http://www.youtube.com/watch?v=mmXNBuZvakY
Luke Daniels
Servizi
Consulenza
http://www.youtube.com/watch?v=4NN1EAPL8qg
Tim and Mary Gilham
Servizi
catering
http://www.youtube.com/watch?v=ZwQu4ai04tA
Voices of advice
Servizi
Spettacolo
http://www.youtube.com/watch?v=9183bFmT8aU
Nome imprenditore
Settore
Attività
Antoni Anastasov
Commercio
Vendita al dettaglio per
costruzioni
http://www.youtube.com/watch?v=2Mis-6WfZbk&feature=related
Afrodita Georgieva
Commercio
Vendita prodotti organici
http://www.youtube.com/watch?v=59avbi5LJeE&feature=related
Dimitar Stojanov
Agricultura
Prodotti biologici
http://www.youtube.com/watch?v=GiKgTTfcvFg
Ekaterina Zdravcheva
Ecoturismo
Turismo
http://www.youtube.com/watch?v=rrzk54XAGdo
Emil Doychinov
Ristorazione
Intratteni-mento
http://www.youtube.com/watch?v=eCP9u3n_TUg
Jivka Marinova
Educazione
Educazione per adulti
http://www.youtube.com/watch?v=5_p04_vxz6E
Kostadin Popov
Pubblicità
Pubblicità
http://www.youtube.com/watch?v=sDp5OAcCks0
Lina Bardarska
Marketing
Marketing
http://www.youtube.com/watch?v=hrXoQ_zgK9U&feature=youtu.be
Maria Pencheva
Commercio
Produzione di oggettistica
http://www.youtube.com/watch?v=Hvh9tIEd0ZE
Tzvete Janeva
Spettacolo
Teatro
http://www.youtube.com/watch?v=doSarIi1uV4&feature=youtu.be
Valentine Petrova
Turismo
Agenzia Viaggi
http://www.youtube.com/watch?v=cjiRhh9j2A8
Paese: BULGARIA
Link
19
Valeri Andreev
Engineering
Automazione
http://www.youtube.com/watch?v=ZWEIbSJTSjk
Vladina Cekova
Pubblicità
Produzioni televisive
http://www.youtube.com/watch?v=IvbrkYOLnhw
Юрий Ковачев
Бижутерство
Изработка на бижута и
аюрведа кулинарни курсове http://www.youtube.com/watch?v=ma8KIWFXBtg&feature=youtu.be
Nome imprenditore
Settore
Attività
Reziye Bayram (Sevgi)
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=HnzBPTyjIFs
Anne Lorenz
Formazione
http://www.youtube.com/watch?v=Dyr2uXQxy5s
Anette Schill
Servizi sociali
http://www.youtube.com/watch?v=TCIx6qZJbwc
Lutz Bojahr
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=xmrVzIoqyuQ
Bernd Thuerk
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=QVKXrqpm_os
Klaus Lemnitz
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=NvUcgQCztKc
Rainer Milletat
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=S7wNiXhC1vA
Norbert Thoemen
Gestione immobiliare
http://www.youtube.com/watch?v=2qDIS8w6sgY
Thomas Holbe
Servizi socio-assistenzali
http://www.youtube.com/watch?v=GXU3aJqnkR8
Dieter Baumhoff
Edilizia
http://www.youtube.com/watch?v=VBpByt_A5Po
Paese: Germania
20
Link
Paese: Finlandia
Nome imprenditore
Settore
Attività
Link
Airi and Jyrki Talonen
Turismo
http://www.youtube.com/watch?v=xp3S-U2ETPk&list=P
Arja Isoviita
Educazione
http://www.youtube.com/watch?v=oD62EBE9hNc
Aulis Jalaskoski
Commercio
http://www.youtube.com/watch?v=NGirz_ijAYQ
Varpu Suontaka-Lahtinen
Commercio
http://www.youtube.com/watch?v=9XKOR26h5aY
Annikki Kulmala
Benessere
http://www.youtube.com/watch?v=QqfkxqbCtWw
Satu Holma
Commercio
http://www.youtube.com/watch?v=KnIceHo01yk
Marco Äijälä
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=AoyJTcYowqg&featur
Ari Kulmanen
Agricoltura
http://www.youtube.com/watch?v=UbjqIhncmTw&list=
Peter Dörig
Produzione casearia
http://www.youtube.com/watch?v=kzhMZejD7fQ&list=P
Reijo Lempinen
Edilizia
http://www.youtube.com/watch?v=RKKL4chPRIc
Veikko Salli
Industria
http://www.youtube.com/watch?v=WkmwrIVzkL0
Jukka Heinäsuo
Industria
http://www.youtube.com/watch?v=i3O29vkC5Tg
21
Paese: POLONIA
22
Nome imprenditore
Settore
Attività
Link
Andrzej Blikle
Industria
http://www.youtube.com/watch?v=aC7xoFqRqJs&feature=youtu.be
Anna Gornostaj
Spettacolo
http://www.youtube.com/watch?v=J_7kLexpus4&feature=youtu.be
Anna Kiljanska
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=Z3lfj7O9O10&feature=youtu.be
Barbara Stelmach
Arte
http://www.youtube.com/watch?v=mx0QMEqjoYY&feature=youtu.be
Emilian Kaminski
Spettacolo
http://www.youtube.com/watch?v=gpYJPLoio3g
Irena Eris
Cosmetic industry
http://www.youtube.com/watch?v=laqJyGEdY7s
Iwona Rak
Farmacia
http://www.youtube.com/watch?v=8bqMczCbeNk&feature=youtu.be
Jacek Baranski
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=eGYI4M_Xvt8
Jacek Waldemar Dabrowski
Arte
http://www.youtube.com/watch?v=DqAyzvZaX1Q&feature=youtu.be
Krzysztof Zalecki
Servizi
http://www.youtube.com/watch?v=zJI8sywGr28&feature=youtu.be
Lucyna Zapart
Ristorazione
http://www.youtube.com/watch?v=dfJeSXClxNc&feature=youtu.be
Wiesława Gajewska
Commercio
http://www.youtube.com/watch?v=zwK28fSKZXk&feature=youtu.be
Paese: SVIZZERA
Nome imprenditore
Settore
Attività
Link
Carmelo Spina
Servizi
Parrucchiere
http://www.youtube.com/watch?v=a-23vwjoQ30
Mauro Nesa
Servizi
Installazione porte e finestre
http://www.youtube.com/watch?v=CujF-nC7J24Joinery
Britta-Kajsa Cassina
Commercio
Vendita seconda mano
http://www.youtube.com/watch?v=pVU-bwd2U2Q
Marco Turco
Commercio
Disegno e produzione di
gioielli
http://www.youtube.com/watch?v=eH2-1I8HZFo
Massimo Annoni
Servizi
Bar
http://www.youtube.com/watch?v=YBHjggDTGCc
Claudio Dick
Produzione
Produzione di bici elettriche
http://www.youtube.com/watch?v=Qeu-iVAdXII
23
3. GLI IMPRENDITORI ITALIANI
3.1 L’idea imprenditoriale Nei casi italiani non esiste un percorso univoco che porta all’identificazione di
un’idea imprenditoriale. Ciò nonostante, si può affermare che esiste un terreno
favorevole alla sua individuazione. Nei casi analizzati troviamo alcune condizioni
che sembrerebbero aver facilitato l’emersione dell’idea imprenditoriale.
L’idea può nascere frequentando un ambiente di lavoro stimolante che
consente di individuare il campo specifico di attività, la concorrenza, i potenziali
clienti e l’evoluzione del settore [Donatella Consolandi: … vedevo le mie
colleghe che lavoravano in settori che mi interessavano e ho quindi iniziato
a seguire quello che facevano gli altri...; Armando Pasquarelli: … Man mano
che mi occupavo di energia il mio sguardo era rivolto alle fonti rinnovabili,
mi sono quindi appassionato a questo settore, …. mi sono licenziato e ho
avviato una mia struttura insieme ad altri collaboratori”. Jain - Rosticceria
Cinese: “L’ attività è stata creata da me e mio marito. In Cina, lui ha frequentato
quella che in Italia è la scuola alberghiera. Poi, in Italia, per alcuni anni ha
lavorato come assistente cuoco in numerosi ristoranti”. Jessica: “qui in Italia ho
studiato per due anni. Poi ho fatto la commessa e, giorno dopo giorno, mi sono
appassionata al commercio. Così ho deciso di aprire un negozio con la mia
famiglia e mio marito”. Jhonny e Ricardo: “L’idea di una ditta edile è nata dalla
mia pregressa esperienza, in Ecuador ho lavorato per società edili americane:
ero aiutante di architetti dove ho lavorato nelle costruzioni”.
Oppure l’idea nasce da un’analisi del mercato di riferimento, cercando
informazioni sull’andamento dei diversi settori e sulla possibilità di espansione.
E’ il caso di Armando Valvo che ha scelto il settore di attività attraverso un’analisi
di mercato condivisa con l’intera famiglia: “Con i miei figli ci siamo confrontati
su che tipo di investimento avremmo potuto fare per creare il loro futuro
lavorativo”. Anche Nevro Cerasani rientra in questa categoria: “ osservavo…
Ho fatto ricerche di mercato e ho visto che era un’attività che poteva sfociare
24
in qualcosa di importante”. In alcuni casi, la scelta del settore nasce proprio
dall’assenza o scarsità di concorrenza. E’ il caso di Gabriella Paris: “La mia
attività nasce da una grande passione e da un amore per il territorio, dove
mancavano strutture ricettive come la mia”.
E ancora, l’idea imprenditoriale può nascere da attività coltivate al di fuori del
contesto lavorativo (come gli hobby e gli interessi), le quali sono indicative di
capacità e competenze che spesso sottovalutiamo e che, invece, potrebbero
essere un trampolino per la creazione di una nuova attività. E’ il caso di Valter
Vaccaro: “L’idea d’impresa nasce da una grande passione, da un lato per il
bello, dall’altro per l’eleganza degli interni, ma anche come sfogo intimo, un
processo catartico”; Angelo Scandurra:”L’approccio con la programmazione
nasce come passione fin dagli anni 80 “; Arnaldo Capocchia:” ho studiato nel
settore turistico, ma da piccolo avevo la passione della batteria”;
Infine, la capacità di intrapresa risulta fortemente stimolata nelle famiglie
imprenditive. La trasmissione d’impresa accomuna numerosi imprenditori.
Cerasani Nevro: “Si tratta di un’azienda nata con mio padre, che aveva un
piccolo forno che si è sviluppato gradualmente nel tempo. Franco Troniani
“Questa attività è nata perché desideravo continuare l’attività dei miei genitori
e dei miei nonni che hanno sempre svolto questa attività come un hobby,
io volevo trasformarla in una vera impresa”. Nicola De Simone “All’età di 2830 anni ho preso il timone della società di mio padre, che aveva una piccola
attività di estrazione, ho espanso quel tipo di attività rendendola una vera e
propria industria”. Osman: “Ho fatto tanti lavori nella mia vita da quando avevo
15 anni, il sabato e la domenica ho sempre lavorato, ho fatto il cameriere o
ho dato una mano ai miei genitori, non sono mai stato fermo. Grazie ai miei
genitori ho potuto percorrere una strada lavorativa già da loro avviata”.
La conclusione che si può trarre, dai casi italiani, è che l’idea non deve essere a
tutti i costi geniale o originale: è più importante che sia chiara e realizzabile. E’
comunque necessaria un’INTUIZIONE da cui partirà un processo organizzativo
di verifica dell’idea.
Si può dunque affermare, che la creazione d’impresa fotografata in questo
progetto, porta all’imprenditorialità attraverso quattro vie principali:
•
dreamway: inseguendo un sogno.
È quella che comincia da un’idea: fare questo o quello, o semplicemente l’idea
di mettersi in proprio. All’inizio sembra solo una fantasia, ma poi diventa
un desiderio sempre più forte. Finché arriva il momento in cui ci si getta
nell’avventura o si rinuncia definitivamente.
•
oneway: sospinti dalla necessità.
È la più semplice e anche molto frequente. Esclusi dal lavoro dipendente,
disoccupati o inoccupati, ci si sente trascinati verso l’unica alternativa possibile:
l’avventura imprenditoriale.
•
bestway: per piccoli passi.
È la via di chi comincia quasi senza accorgersene, avviando nel tempo libero, da
soli o con qualche amico, o con il supporto dei familiari una piccola attività.
•
per successione.
E’ il passaggio generazionale all’interno dell’impresa familiare. Ma, anche
questo percorso necessita di preparazione e il suo successo non è scontato.
Suggerimenti per i formatori
devono essere sfrenatamente innovative o originali per riuscire. Spesso le
più semplici sono anche le migliori.
Cosa potenziare in un giovane che ha aspirazioni imprenditoriali?
Innanzitutto la capacità di osservare, il realismo, l’achievement.
Inoltre, bisogna fornire gli strumenti di base per capire le esigenze e
le richieste del mercato. L’ispirazione arriva mescolando tutto quello
che abbiamo a disposizione, creatività, esperienza, abilità e attenta
osservazione del mercato.
La mobilità è sicuramente una modalità di apprendimento informale
efficace. Viaggiando si ha la possibilità di individuare nuove tendenze,
nonché attività che si possono adattare alla città in cui si vive, copiare
un’idea, modificarla e metterci qualcosa di proprio.
Quando sarà trovata un’idea imprenditoriale, occorrerà capire se
effettivamente è genuina. A questo punto sarà necessario mettere da
parte l’entusiasmo e valutare gli aspetti fondamentali dell’attività.
•
Il prodotto/servizio soddisfa una “domanda”?
•
In che cosa è differente da altri prodotti o servizi già esistenti?
•
Che competenze avete nel settore ed eventualmente come potete
colmarne le “lacune”?
•
Qual è il bacino di utenza a cui proporrete il vostro prodotto/
servizio?
•
Come raggiungeremo i nostri clienti (tramite campagne pubblicitarie,
conoscenze, passaparola…)?
•
Chi e quanti sono i nostri concorrenti?
•
Qual è l’investimento iniziale per l’avvio?
L’identificazione dell’idea
Il lavoro dell’imprenditore nasce quasi sempre da una domanda che
“martella” per molto tempo chi vuole mettersi in proprio: “Dove trovo
l’idea?”. Sicuramente l’idea nasce da un lungo periodo, fatto di dubbi,
osservazione e ricerca di un’idea perfetta, unica, senza concorrenza, una
miniera d’oro!!!
Ma probabilmente l’idea perfetta non esiste. E’ vincente l’idea realizzabile,
pratica e soprattutto che crea entusiasmo.
L’idea può essere trovata nei posti più inattesi e nelle situazioni quotidiane,
frequentando i luoghi di lavoro, coltivando i propri hobby, analizzando
l’evoluzione del mercato e degli stili di vita delle persone. Le idee non
Quando l’idea sarà pianificata diventa necessario chiedere ad esperti,
insegnanti o più semplicemente parenti e amici la propria opinione, ma
solo all’aspirante imprenditore spetta l’ultima parola, perché non tutti
25
hanno l’intuito e la capacità di valutare una buona idea.
propria capacità di intrapresa.
Spesso l’imprenditore fa cose che nessun altro avrebbe mai fatto; le
opinioni, se costruttive, aiuteranno l’aspirante imprenditore a migliorare
e rifinire la propria idea.
Tale stratificazione e interazione dei livelli di apprendimento porta ad acquisire
una maggiore responsabilizzazione rispetto alla complessità dell’agire
imprenditoriale, a sviluppare capacità relazionali e di adattamento, ad acquisire
nuove conoscenze tecniche nel settore di competenza.
Quando gli occhi del neo imprenditore brilleranno e il suo cuore sarà
colmo di gioia, avrà finalmente trovato l’“IDEA”.
3.2 Il percorso professionale e formativo Nella maggior parte dei casi analizzati si diventa imprenditori perché non ci
si sente a proprio agio in un lavoro dipendente, in quanto percepito come
limitativo della propria creatività. Ciò nonostante, il lavoro dipendente è spesso
considerato utile a potenziare l’esperienza nel settore; una sorta di trampolino
di lancio verso la creazione d’impresa.
Il percorso che porta alla creazione d’impresa è indiscutibilmente esperienziale.
Imprenditori si diventa se in possesso di attitudini all’intrapresa. Le attitudini
sono i prodromi di una capacità, che si manifesta come tale solo se trova
condizioni esterne (contestuali, cioè d’ambiente) e interne (motivazionali) che
ne permettano l’estrinsecarsi. Ne consegue che le attitudini imprenditoriali
sono “costruibili” e “conseguibili” e non necessariamente innate.
Come si conseguono e si costruiscono le attitudini alla intrapresa?
Indipendentemente dal settore, dalla dimensione dell’impresa, il percorso
vincente è quello che valorizza la coerenza tra la formazione formale (titoli di
studio) - informale (esperienze lavorative) e non formale (ad esempio del tempo
libero). La copresenza delle tre tipologie di formazione è indispensabile per
ottenere un risultato virtuoso (creazione d’impresa), così come è importante
che i tre livelli formativi siano coerenti nei contenuti, rispetto agli obiettivi.
Il percorso per diventare imprenditori è dunque denso di esperienze formative
di diversa natura che concorrono a portare alla luce la consapevolezza della
26
A riguardo appaiono esplicite le testimonianze sulla inscindibilità delle
esperienze formali e informali nel percorso di formazione al ruolo di
imprenditore.
Valter Vaccaro: “Ho iniziato con un corso di alta formazione promosso dalla
Regione Lazio, dopo un corso universitario dove ho conseguito una laurea in
sociologia del territorio e dell’ambiente. I miei studi sono stati accompagnati
da una grande esperienza lavorativa, in seguito alla quale decisi di avviare la
mia attività”.
Angelo Scandurra: “I miei valori sono la formazione continua, la ricerca, lo
studio e la passione per questo tipo di lavoro. In questo lavoro è importante
prestare attenzione a ciò che è nuovo ed essere aggiornati circa le nuove
offerte del mercato”.
Armando Pasquarelli: “Fui assunto nella posizione più umile, come lavoratore
semplice, in una compagnia energetica leader. Poi ho sostenuto degli esami
interni che mi hanno portato ad avere ruoli sempre più importanti e di prestigio,
con molte soddisfazioni. Siccome mi appassionavano le fonti di energia a basso
impatto sull’ambiente, ero ansioso di lavorare in questo settore, fu proprio
a causa di questa passione che conclusi la mia esperienza con Enel, detti le
dimissioni ed avviai la mia attività con altri partner”.
Cerasani Nevro: “Non appena terminate le scuole superiori, ebbi l’opportunità
di lavorare come perito in una banca, ma il lavoro di mio padre, fornaio, mi
affascinava, perciò iniziai a lavorare nell’azienda della mia famiglia”.
Osman: “Mi sono diplomato al liceo scientifico con ottimi voti, poi ho
frequentato per quattro anni la facoltà di “Economia e Commercio”, ma non mi
sono laureato perché avevo iniziato ad occuparmi delle attività di famiglia”.
Ahmed Abouomar Mohsen Saleh: “Un mio amico mi ha insegnato a scegliere
i colori, i fiori, a fare un bouquet, a confezionare i fiori, a saper sceglierli per le
differenti occasioni. Queste sono tutte conoscenze che ho dovuto apprendere
perché prima facevo un altro lavoro”.
Dhali: “Prima di diventare imprenditore, ho fatto numerosi mestieri. Per alcuni
mesi ho anche venduto per strada, con una bancarella. Per imparare a gestire
un’attività ho studiato”.
Enrique Mendieta Espinoza: “Quando ho iniziato questo lavoro mi sono
trovato avvantaggiato rispetto a tanti stranieri che arrivano in Italia, perché
grazie ai miei studi, parlavo già quasi perfettamente italiano e quindi è stato
più semplice inserirmi nel mondo del commercio. Ho iniziato a lavorare
come magazziniere, poi sono passato alle consegne e infine alla gestione
della contabilità. Viste le mie capacità, il mio capo mi ha dato l’opportunità di
relazionarmi con i clienti, i fornitori e le fabbriche”.
Suggerimenti per i formatori
Identificare e potenziare i tratti della personalità imprenditiva
La creazione d’impresa si manifesta prevalentemente tra persone che
presentano:
- propensione al lavoro autonomo;
- voglia di riscatto;
- fiducia in sé;
- impulso ad agire;
- idea grezza di impresa;
- conoscenze tecniche;
- competitività, innovatività e creatività.
Il complesso delle componenti del profilo imprenditoriale è vasto
e articolato, ma alcune caratteristiche valoriali e attitudinali
discriminano le potenzialità imprenditoriali di un candidato. Solo
in presenza di un adeguato mix di attitudini, valori e competenze è
opportuno agire un orientamento alla creazione d’impresa.
L’enfasi posta sui processi di imprenditorializzazione, sulla loro capacità,
quasi taumaturgica, di risolvere i problemi della disoccupazione hanno
portato ad accreditare una sorta di “naturalità meccanica” del processo
di imprenditorializzazione. E’ come se il passaggio dalla disoccupazione
alla occupazione avesse come sbocco naturale “la promozione” (auto
o eteroindotta) a imprenditore. Bisogna invece iniziare a prendere
consapevolezza che il mix di capacità e di conoscenze che soprassiede
all’agire imprenditoriale è, e resta, non molto frequente.
D’altro canto, la crescita della consapevolezza dell’autoimpiego e della
creazione d’impresa come possibilità di realizzazione personale è
altrettanto un dato di realtà. Quella che viene chiamata “crescita senza
lavoro” se da un lato è sempre più avara di “posti” sicuri è, tuttavia, ricca di
nuove opportunità, connesse all’innovazione tecnologica, alla crescente
differenziazione della domanda di servizi, ecc. Ciò ha indotto nei giovani
un desiderio di cimentarsi con la propria inventiva e con la capacità di
offrire prodotti e servizi nuovi in segmenti di mercato, dove ciò che conta
è l’originalità dell’idea imprenditoriale e la determinazione dell’impegno
personale.
In relazione alle nuove opportunità del mercato, occorre favorire e
promuovere una concezione dell’auto-impiego (singolo o in forma
associata), ove la temporalità di un’occupazione non è più vista come
precarietà, ma come possibilità di esperienza, come preparazione per
intraprendere nuove attività, come percorso di crescita personale e
professionale.
La formazione al ruolo di imprenditore deve, dunque, basarsi su un
robusto orientamento, che parte da una scrupolosa valutazione. La
valutazione delle persone ha come obiettivo quello di aiutare gli aspiranti
imprenditori a rispondere al quesito di fondo, cioè se sono in possesso
o meno delle attitudini necessarie per essere “capi di se stessi” o quali di
esse vanno potenziate.
27
In linea di massima, per aumentare le probabilità di successo di un’attività
imprenditoriale è necessario che l’aspirante imprenditore manifesti:
•
•
28
La propensione al lavoro autonomo. Si tratta di un’attitudine
che non può essere confusa con una generica insofferenza verso il
lavoro subordinato o con una generica aspirazione a non vivere in un
contesto di regole rigide. Essa è piuttosto la predisposizione a cogliere
e sfruttare a proprio vantaggio le opportunità economiche, ad
organizzare efficacemente la propria attività in funzione degli obiettivi
personalmente adottati, a sentirsi gratificati dal completamento
e dal successo del proprio lavoro, piuttosto che dal lavoro svolto
sotto la direzione altrui o all’interno di una grande organizzazione.
Tale propensione ha quindi un contenuto di forte autodisciplina, di
notevoli capacità organizzative e di spiccato senso del discernimento
nei confronti della realtà empirica. Orientare alla creazione d’impresa
significa, dunque, informare e aiutare l’aspirante imprenditore a
rendersi consapevole del fatto che il lavoro autonomo, se da un
lato rende liberi da un’organizzazione o da un “capo”, dall’altro crea
una dipendenza ancora più angosciosa nei confronti di un soggetto
assolutamente indefinito: il mercato. La condizione di imprenditore,
infatti, implica una dipendenza illimitata dalla volubilità del mercato,
determinando spesso uno stato di ansia, contrastabile solo con una
dedizione al lavoro pressoché assoluta.
Voglia di riscatto, tendenzialmente la neoimprenditorialità nasce
anche da una sorta di riscatto personale o sociale, da una situazione di
disagio in genere determinata da: 1. l’essere stati licenziati; 2. desiderio
di lavorare in un’organizzazione più piccola di fronte all’impersonalità
delle grandi organizzazioni; 3. frustrazioni del dipendente che non
vede adeguatamente valorizzate le proprie capacità; 4. desiderio di
“arrivare in fretta”; 5. insoddisfazione di base per la propria condizione
occupazionale (precarietà, lavoro inadeguato al titolo di studio
posseduto, ecc.). La voglia di riscatto si concretizza nell’ambizione a
superare una situazione lavorativa frustrante.
•
La fiducia in sé necessaria per creare un’impresa non può essere
confusa con uno spropositato atteggiamento di sicurezza che
sconfina nella supponenza o nell’incapacità di tenere conto della
realtà. Al contrario, si tratta della intima convinzione che il proprio
comportamento, adeguatamente posto in essere, esercita un’influenza
notevole e quasi decisiva nel determinare la sequenza di eventi
che conducono all’obiettivo finale. Questo elemento se possiede
un contenuto di tenacia e determinazione, ne possiede un altro
apparentemente opposto, quello della flessibilità e della adattabilità
ad attività che consentono di regolare continuamente la propria
azione sulla base dello svolgimento effettivo della sequenza storica
degli eventi. I casi di fallimento devono essere considerati utili lezioni
e non diventare fattori distruttivi della fiducia in sé.
•
L’Impulso ad agire: l’aspirante imprenditore deve essere orientato
a modificare la realtà piuttosto che subirla passivamente. Questo
presuppone un atteggiamento di discernimento selettivo rispetto ai
fatti empirici, al fine di scegliere sequenze causali su cui intervenire
per decidere le azioni appropriate. Esso presuppone inoltre
un’attitudine a lavorare con altri soggetti e ad acquisire il consenso,
quindi a influenzare il comportamento degli altri individui attraverso
una procedura e una strategia negoziale nella quale entrano tutti gli
strumenti di mediazione e composizione degli interventi. Fare impresa
significa dunque avere una visione della realtà volitiva e non fatalistica;
percepire la società come una fonte di stimoli, mantenendo nei “suoi”
confronti un distacco emotivo che garantisca scelte razionali.
•
L’Idea di impresa grezza, cioè non ancora sottoposta ad analisi e
aggiustamenti prima di trasformarsi in un vero e proprio progetto
valido. L’idea grezza può nascere in due modi: o come risultato di un
impulso spontaneo, quasi una intuizione stimolata da un’improvvisa
percezione di una opportunità offerta dal mercato o come risultato di
una deliberata ricerca di spazi per una nuova iniziativa imprenditoriale
negli scenari del mercato. In ogni caso riflette la realizzazione di una
sintesi tra un elemento di competenza tecnica relativa ai processi
produttivi e un elemento di conoscenza commerciale relativa al
posizionamento del prodotto o del servizio nel mercato.
•
Conoscenze tecniche: Per avviare e gestire un’impresa serve il “saper
fare”. Il livello conoscitivo elevato è irrinunciabile in alcuni servizi,
ma negli altri è la disponibilità di conoscenze tecnico-operative
ad assicurare le maggiori probabilità di successo. La conoscenza
delle tecniche significa non soltanto essere al corrente dei processi
produttivi attualmente adottati per quel prodotto, ma anche delle
tendenze evolutive; padroneggiare le tecniche in maniera tale da
poterle adattare e possibilmente migliorare con riferimento alle
esigenze proprie del mercato.
3.3 Motivazione/ragioni per creare un’impresa
La motivazione che soggiace alla scelta imprenditiva, dai risultati degli
storytelling, poggia su tre pilastri fondamentali: la motivazione all’autonomia,
all’autorealizzazione e alla riuscita sociale. Si tratta di un tavolo a tre gambe che
poggia su un unico basamento, la cui compattezza ne determina la riuscita. Il
basamento è la self efficacy.
La scelta imprenditiva, sembra essere influenzata più che dalle motivazioni
estrinseche ed intrinseche, dalla intenzionalità, intesa come antecedente del
processo di scelta professionale e fattore in grado di influenzare e determinare
i momenti di transizione legati all’avvio di un processo di socializzazione
lavorativa di tipo imprenditoriale, che può condurre alla creazione d’impresa.
Fra le variabili di natura personale, spiccano per rilevanza le convinzioni di
auto-efficacia personale, quale elemento in grado di intervenire nel processo
di scelta professionale. In particolare, la self-efficacy sembra influenzare la
nascita e lo sviluppo di intenzioni imprenditoriali e la probabilità che queste si
traducano in azioni vere e proprie.
La self efficacy è la credenza che le persone elaborano circa le proprie capacità
di organizzare ed eseguire corsi d’azione per raggiungere determinati tipi di
prestazione richiesta.
Non riguarda l’abilità e le competenze possedute, ma il giudizio che il soggetto
elabora circa l’adeguatezza delle stesse in relazione ad un determinato
compito.
La natura della situazione sociale (difficoltà del compito, caratteristiche dei
partner, forme di sostegno presenti nel contesto) e i singoli eventi contingenti
(errori, successi, fallimenti) plasmano in modo continuo la percezione
individuale di efficacia.
La self efficacy è dunque la variabile dinamica che crea una sinapsi tra gli
elementi personali e quelli contestuali del processo imprenditoriale.
In tutti i casi analizzati, gli imprenditori condividono un senso di selfefficacy positivo. Inoltre, le convinzioni di auto-efficacia personale sembrano
determinare il livello di motivazione e la qualità dello sforzo che la persona
esercita sul proprio corso di azioni, oltre che il grado di perseveranza e di
impegno spesi nel tentativo di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Tanto più positivo e solido appare il senso di auto-efficacia personale, tanto
più persistenti appaiono gli sforzi degli imprenditori nella realizzazione delle
proprie intenzioni imprenditoriali.
Le percezioni di self-efficacy si manifestano nella capacità di mobilizzare le
risorse cognitive, nel rafforzare ed esprimere una motivazione, nell’attivare un
repertorio comportamentale necessario a controllare gli eventi della propria
vita.
Il senso di auto-efficacia personale si potenzia - in alcuni casi - anche attraverso
l’osservazione di un modello e ruolo imprenditoriale. Un’ulteriore implicazione
è data dalla connessione tra self-efficacy e supporto sociale. Ove vi è una
percezione positiva del supporto sociale, più intesa e stabile appare la selfefficacy. A riguardo è preziosa la testimonianza di DALI: “Ho provato ad aprire
un’attività autonoma perché mi sentivo sicuro delle mie competenze e della
29
solidarietà dei miei connazionali”. Ma, anche quella di Jain - Rosticceria
Cinese: “Ci siamo riusciti grazie al sostegno della nostra famiglia allargata”.
Il catalogo della self-efficacy fotografato dallo storytelling è ampio e copre
differenti dimensioni psicologiche, tutte riconducibili alla fiducia in se stessi:
Potenziare la Self-efficacy: come una strategia vincente per
migliorare le prestazioni
“Le convinzioni che le persone nutrono sulle proprie capacità hanno un
profondo effetto su queste ultime. Chi è dotato di self-efficacy si riprende dai
fallimenti; si accosta alle situazioni pensando a come fare per gestirle, senza
preoccuparsi di ciò che potrebbe eventualmente andare storto”.
Albert Bandura4
•
Alessandro Valvo: “I miei punti di forza sono una volontà ferrea e la
sicurezza in me stesso, nelle mie qualità e nella famiglia”.
•
Armando Pasquarelli: “Il mio punto di forza è nelle capacità che io ho
avuto e che ho maturato nel tempo”.
•
Franco Troiani: “Sono io che credo in me stesso, se non credi a ciò che
vuoi realizzare, parti col presupposto sbagliato”.
•
Jhonny e Ricardo: “Quello che serve è la volontà di lavorare e la fiducia”.
Migliorare la sicurezza nelle proprie capacità acquisendo conoscenze sui
fattori che incidono sulla propria efficacia operativa.
•
Gabriella Paris: “Oggi sono fiera di essere indipendente, per una donna,
questo, è molto importante”.
Acquisire una maggiore stabilità e capacità interiore nella gestione degli
ostacoli o delle situazioni in cambiamento.
•
Donatella Consolandi: “Ho cominciato a pensare quindi che avrei potuto
spiccare il volo e creare una mia struttura”.
Sviluppare la fiducia in sé, nelle proprie abilità.
Urla Merdiascet: “Ho creato questa attività, perché l’essere imprenditore
era il mio sogno già da quando vivevo nel mio Paese”.
Come stimolo alla riflessione e all’approfondimento, si propone un breve
excursus del concetto di Self-efficacy.
La self-efficacy sembra, dunque, il Goal striving della creazione d’impresa:
ovvero il processo motivazionale che permette di trasformare le intenzioni in
azione.
Autoefficacia, aspettative di efficacia, convinzione di efficacia,
convinzione di autoefficacia, senso di efficacia e senso di autoefficacia
sono espressioni con lo stesso significato; secondo Albert Bandura, lo
psicologo americano che nei primi anni del secolo scorso ha formulato
•
4
30
Approfondimenti per i formatori
Suggerimenti bibliografici per l’approfondimento
Bandura A. (1977). Self-efficacy: Toward a unifying theory of behavioral change, Psychological
Review;
Bandura A. (1978). Reflections on self-efficacy. Advances in Behavioural Research and Therapy;
Bandura A., Schunk, D. H. (1981). Cultivating competence, self-efficacy, and intrinsic interest
through proximal self-motivation. Journal of Personality and Social Psychology;
Bandura A., Self-efficacy mechanism in human agency, American Psychologist, vol. 37, 1982;
Bandura A. (1984). Recycling misconceptions of perceived self-efficacy. Cognitive Therapy and
Migliorare nei propri discenti la self-efficacy, indipendentemente dalla
metodologia didattica utilizzata, significa porsi i seguenti obiettivi:
Saper individuare le proprie aree di miglioramento.
Research;
Bandura, A. (1989). Human agency in social cognitive theory. American Psychologist, 44 (9);
Bandura A. (a cura di), Il senso di autoefficacia. Aspettative su di se e azione, Erickson, Trento, 1996;
Bandura, A. (1997). Autoefficacia: teoria e applicazioni. Tr. it. Erikson, Trento, 2000
Bandura, A. (2001), Guida alla costruzione delle scale di autoefficacia. In Caprara G.V. (a cura di),
La valutazione dell’autoefficacia. Erikson, Trento.
Zimmerman, B. J., & Schunk, D. H. (Eds.)(2003). Educational psychology: A century of
contributions. Mahwah, NJ, US: Erlbaum.
il concetto, esse indicano nel loro insieme la convinzione della propria
capacità di organizzare ed eseguire la sequenza di azioni necessaria per
produrre determinati conseguimenti.
L’autoefficacia è la convinzione della propria capacità di fare una certa
cosa, o in altre parole, di raggiungere un certo livello di prestazione.
Con il termine Self-Efficacy, dunque si definisce la percezione che noi
abbiamo delle nostra capacità di portare a termine con successo il compito
che ci troviamo ad affrontare.
La “Autoefficacia” riguarda le nostre credenze personali, intese come
capacità personali di organizzare le azioni necessarie per conseguire
determinati livelli di prestazione. La percezione delle nostre abilità si basa
su un processo di autovalutazione che chiama in causa la nostra storia
personale di successi e insuccessi, rispetto al superamento dei compiti
incontrati fino a quel momento.
Bandura, nel definire il concetto di autoefficacia, individua tre dimensioni:
ampiezza, intesa come numero di compiti che una persona ritiene di
poter affrontare in situazioni problematiche; forza, ossia estinguibilità
delle aspettative di autoefficacia di fronte ad esperienze di insuccesso;
infine generalità, ovvero il grado di estendibilità delle aspettative ad altri
contesti.
Schematicamente:
ampiezza:
ordinando per difficoltà varie attività, troviamo che le aspettative
di efficacia di alcune persone sono limitate alle più semplici, a
differenza di altre persone: l’individuo perciò si cimenterà con
certi compiti, non con altri più impegnativi.
alcune esperienze positive (o negative) creano delle aspettative di
efficacia strettamente circoscritte a quell’ambito particolare, altre
generalità: inducono aspettative più generalizzate che investono ambiti che
vanno al di là della situazione specifica in esame o in trattamento:
ne risulteranno cambiamenti in più ambiti.
forza:
aspettative forti sopravvivranno più a lungo a dei feedback
negativi o all’assenza di risultati positivi, aspettative deboli
verranno meno prematuramente e porteranno l’individuo a
desistere in un compito o in un’attività.
Nel dettaglio la teoria prevede che dal livello di self-efficacy che una
persona possiede derivano:
•
•
la modalità di reazione alle difficoltà della vita,
l’entità dello sforzo e la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli
e alle esperienze di fallimento,
• la quantità di stress e depressione vissuta.
I cambiamenti che possiamo osservare nel comportamento di un individuo
possono essere a loro volta ricondotti almeno a 4 classi principali:
1. cambiamenti indotti da esperienze dirette dell’individuo, che possono
essere concettualizzati all’interno dei processi descritti dalle teorie
dell’apprendimento (condizionamento classico o operante);
2. cambiamenti indotti da esperienze indirette, che possono essere
ricondotti all’apprendimento osservativo (vicario) e al modeling reale
o simbolico;
3. cambiamenti in assenza di esperienze dirette o vicarie ma che possono
aver luogo a seguito di input verbali (persuasione o convincimento
verbale), ad esempio informazioni che inducono modifiche di
aspettative e convinzioni;
4. cambiamenti connessi a particolari stati di tensione emotiva che
possano essere intervenuti nel soggetto.
I cambiamenti comportamentali possono essere ricondotti ad un
meccanismo comune che è essenzialmente cognitivo. Questo meccanismo
ha a che fare con le aspettative e più precisamente con cambiamenti a
livello di quelle aspettative che Bandura chiama di “efficacia personale” o
“autoefficacia”.
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La teoria dell’autoefficacia costituisce un primo passo verso una teoria
unificatrice del cambiamento, cioè verso una spiegazione del perché le
persone cambiano e perché quando cambiano fanno quello che fanno.
La teoria della self-efficacy si basa sull’assunto secondo cui i procedimenti
psicologici sono mezzi grazie ai quali si creano e si rafforzano le aspettative
inerenti l’efficacia personale
Secondo Bandura sono esse la causa più prossima nella lunga serie di
interazioni sistemiche che modulano il comportamento umano.
La self-efficacy può essere indirizzata alle aspettative, al risultato o ad
entrambi. La self-efficacy rispetto al risultato rappresenta la valutazione
espressa da una persona in base alla quale un dato comportamento
condurrà a risultati sicuri, mentre l’aspettativa di efficacia è la convinzione
di poter attuare con successo il comportamento necessario a produrre i
risultati voluti.
Le aspettative di autoefficacia potranno modificarsi attraverso 4 diverse
fonti principali:
Una volta che siano preliminarmente presenti le capacità appropriate
e gli incentivi appropriati, le aspettative di efficacia diventano il fattore
determinante nella scelta delle attività da parte delle persone, oltre che
nel grado e nella durata dello sforzo sostenuto.
3. attraverso metodi verbali, come consigli, persuasioni e suggestioni,
autoistruzioni e tecniche di autocontrollo;
Ne consegue che:
1. L’autoefficacia, così come viene percepita dal soggetto, influenza in
primo luogo la scelta delle situazioni: le persone intraprendono delle
attività quando - in base a una propria autovalutazione - si giudicano
capaci di tenere più o meno saldamente in mano la situazione; in caso
contrario si sentono intimorite e tendono a procrastinare o evitare del
tutto.
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Le aspettative di efficacia personale non hanno solo la funzione di
variabili intervenienti - variabili in grado di facilitare la predizione del
comportamento dell’individuo - ma hanno anche e soprattutto un
effettivo ruolo causale nel determinare il comportamento dell’individuo.
1. attraverso esperienze dirette, come la constatazione di miglioramenti
rilevati nel proprio comportamento e nelle proprie prestazioni;
2. attraverso esperienze vicarie (modeling);
4. attraverso cambiamenti dello stato di tensione emozionale, che
possono essere conseguiti, ad esempio, in virtù di mutate attribuzioni
causali, di tecniche psicofisiologiche (rilassamento, biofeedback), di
tecniche di desensibilizzazione sistematica, ecc.
Le convinzioni di autoefficacia influiscono su tutti gli elementi di un
progetto di cambiamento personale:
•
la considerazione dell’idea di cambiare le proprie abitudini rilevanti
per lo sviluppo personale;
•
2. L’autoefficacia può influenzare l’ampiezza degli sforzi che verranno
impiegati nella messa in atto di comportamenti appropriati al
conseguimento di un risultato.
la disponibilità della motivazione e della perseveranza richiesti per
cambiare nel caso in cui si decidesse di farlo;
•
la costanza con cui vengono mantenuti i cambiamenti di abitudine
ottenuti.
3. L’autoefficacia può influenzare la durata del tempo per cui tali sforzi
verranno mantenuti, a dispetto degli ostacoli e delle esperienze
negative che via via si presentano.
Le tecniche di autoefficacia trovano vasta applicabilità, in particolare a
proposito dell’insieme degli elementi che strutturano il processo di scelta
professionale: quello delle intenzioni imprenditoriali è considerato come
una determinante chiave delle azioni imprenditoriali.
Approfondire il tema della intenzionalità imprenditoriale significa quindi
considerare come il fenomeno imprenditoriale prenda l’avvio ben prima
del processo di creazione di impresa vero e proprio, trovando origine in
una fase di preparazione e predisposizione, in cui fattori psicologici e
sociali assumono una importanza fondamentale.
Fra gli elementi personali in grado di influenzare le intenzioni
imprenditoriali, le convinzioni di auto-efficacia personale sembrano
giocare un ruolo rilevante, nel senso che:
a) i soggetti che dimostrano un più elevato senso di self-efficacy, mostrano
più forti intenzioni imprenditoriali;
b) i soggetti che dimostrano un più elevato senso di self-efficacy,
evidenziano atteggiamenti più positivi verso il lavoro imprenditoriale;
c) i soggetti che dimostrano un più elevato senso di self-efficacy,
attribuiscono un ruolo più importante alle aspettative di supporto sociale
nell’influenzare le intenzioni imprenditoriali.
3.4 La rete/supporto ricevuto (famiglia, amici, colleghi)
Parlare di complessità significa riconoscere, innanzitutto, che le dinamiche
che condizionano la creazione e poi l’andamento dell’impresa possono
essere molte e di diversa natura. Dalla decisione di avviare un’impresa, al
tipo di forma giuridica da assumere, a quali investimenti realizzare, a come
organizzare la produzione, a come selezionare il personale, e così via, fino
alla scelta di cessione o chiusura delle attività, i fattori che entrano in gioco
sono numerosi e non sempre di natura esclusivamente economica.
Le decisioni possono essere condizionate, ad esempio, dalle opportunità
presenti sul territorio, dalle origini familiari dell’imprenditore, dalle sue
ambizioni e aspettative professionali, dal modo di prospettare il suo
futuro, dalle relazioni che intrattiene, dal tipo di esperienze maturate, dalle
aspettative degli altri soggetti coinvolti nell’impresa, oltre che dalla capacità
di mobilitare risorse economiche e di “trovare un mercato” per la propria
produzione.
L’impresa rappresenta, quindi, il risultato di una magica combinazione
di tanti “ingredienti”, i quali potrebbero portare a realtà imprenditoriali
completamente differenti, se assemblati in modo diverso. Alcuni di questi
ingredienti sono tangibili, ovvero riguardano risorse materiali quantificabili
più o meno facilmente, ma ciò che complica la vicenda sono gli ingredienti
intangibili, ad esempio, le dinamiche a carattere affettivo, cognitivo e sociale,
difficilmente prevedibili nel loro andamento e, soprattutto, scarsamente
misurabili nel loro peso. Gli storytelling hanno mostrato, inoltre, che più
l’impresa è piccola, più tali dinamiche tendono ad avere maggiore rilevanza.
In particolare, sono soprattutto le reti familiari e i network informali il
supporto, cioè l’offerta sociale che assume un significato fondamentale
nel favorire la crescita del Self-efficacy di risultato. Il supporto si riferisce
non solo all’assistenza finanziaria, ma anche a quella emozionale offerta da
familiari, amici e colleghi. Tale supporto sembra agire influenzando il livello
di attivazione (appraisal) all’intrapresa.
Valter Vaccaro: “Sin dal principio ho avuto il supporto di mia moglie, che è,
anche oggi con me. Anche il Garden center ha creduto in me e mi ha dato
l’opportunità di entrare in spazi privati. La “Fiera di Roma” mi ha concesso di
realizzare la mia tesi a grandezza naturale con il progetto “una terrazza per
tutti”.
Cerasani Nevro: “Tutta la mia famiglia ha creduto in me e soprattutto mia
madre e mio padre, che mi hanno sostenuto. Inoltre, ho avuto la grande
fortuna di avere una moglie che mi ha aiutato in questo lavoro”.
Franco Troiani: “Innanzi tutto la mia famiglia, mio padre e poi alcuni
amici e soprattutto io…, se non credi in ciò che vuoi fare inizi con il piede
sbagliato”.
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Nicola De Simone: “Il primo a credere in me è stato mio padre, quando non
aveva ancora l’età della pensione mi affidò l’azienda. Coloro che credono in
me oggi sono i miei figli, che partecipano alle attività aziendali”.
Approfondimenti per i formatori
Perché le imprese falliscono
Osman: “Sono stato fortunato perché ho sempre avuto la mia famiglia, mio
padre, mia madre ed i miei fratelli che mi hanno aiutato a crescere in questo
settore ed a superare i momenti più difficili che ho dovuto affrontare”.
Ogni anno in Europa chiudono più di un milione di imprese. Solo il 50%
delle attività sopravvive, dopo i primi 5 anni. Tuttavia, molte delle aziende di
successo esistono solo perché i loro fondatori non si sono arresi dopo essere
caduti al primo ostacolo: la creazione di nuove imprese e la distruzione
di imprese esistenti (in misura minore o maggiore) fa parte del processo
imprenditoriale e di un’economia dinamica.
Dhali: “Nella creazione di questa attività sono stato aiutato dalla mia famiglia.
Mio padre mi ha anche prestato del denaro, ma soprattutto mi ha aiutato la
comunità del Bangladesh. Noi stranieri siamo molto solidali tra noi”.
Jain - Rosticceria Cinese: “Hanno creduto in noi i nostri genitori, che ci
hanno dato la forza di andare avanti. Abbiamo dovuto superare tante prove
difficili. Ci siamo riusciti grazie al sostegno della nostra famiglia allargata”.
Jessica: “In Italia mi sono trovata molto bene. Ho dovuto affrontare numerosi
momenti difficili, ma ho trovato persone che mi hanno aiutato, mi hanno fatto
credito. Ho dovuto indebitarmi ma, grazie alla solidarietà e alla collaborazione
dei miei fornitori, sono riuscita a superare il difficile momento dell’avvio”.
Osman: “Sono stato fortunato perché ho avuto sempre la mia famiglia vicino,
mio padre, mia madre i miei fratelli che mi hanno aiutato a crescere in questo
campo e a superare i momenti difficili che ho avuto”.
Enrique Mendieta Espinoza: “Chi ha creduto in me e mi ha dato l’opportunità
di crescere è stata la Caritas cosi come le associazioni di volontariato. Io sono
orgoglioso di essermi inserito nel mercato italiano”.
Urla Merdiascet: “Sono stato aiutato dalla mia famiglia. Tutta la mia
famiglia, i cognati e i nipoti mi sono stati vicini e mi hanno aiutato anche
economicamente nell’avvio della mia attività imprenditoriale”.
Abdu: “Mi hanno aiutato tante persone”.
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Le invenzioni i progressi sociali e tecnologici che hanno considerevolmente
migliorato le nostre condizioni di vita non sono stati realizzati evitando di
commettere errori, ma piuttosto imparando da essi.
Di tutti i fallimenti aziendali in Europa, le bancarotte rappresentano solo
il 15% e sebbene il 96% di esse sia di natura non fraudolenta, l’opinione
pubblica associa irrimediabilmente il fallimento aziendale alla frode.
La stigmatizzazione sociale e aziendale cui deve sottoporsi un imprenditore
precedentemente coinvolto in un fallimento è tale per cui molti si rifiutano
di iniziare e avviare una nuova impresa.
Tuttavia, gli studi dimostrano che le attività intraprese dagli imprenditori
al secondo tentativo crescono più velocemente di quelle avviate dagli
imprenditori alle prime armi in termini di fatturato e occupazione. Il
risultato finale di tale stigmatizzazione della società e che ogni anno, in
Europa, migliaia di imprese non vengono create e decine di migliaia di
posti di lavoro non vengono generati.
Le cause di fallimento di un’impresa sono molteplici, ma quelle più frequenti
sono di seguito riportate. Si tratta di cause rispetto alle quali - almeno nella
maggior parte dei casi - la formazione imprenditoriale può contribuire
prevenendo gli errori e preparando ai rischi.
1. Deficit nel finanziamento
I nuovi imprenditori sottovalutano spesso il fabbisogno di capitali a breve
termine. E’ evidente che nascono dei problemi se i clienti pagano con
eccessivo ritardo; è altrettanto pericoloso un prezzo troppo elevato per
l’acquisizione di un’impresa.
2. Deficit di informazione
I nuovi imprenditori, spesso, non conoscono abbastanza bene l’andamento
del mercato. Sopravvalutano, per esempio, la richiesta del loro prodotto o
del loro servizio, e sottovalutano la concorrenza.
Le storie degli imprenditori intervistati evidenziano abilità e competenze sia di
natura trasversale sia specifiche.
3. Deficit di professionalità
La qualificazione professionale non manca quasi mai, ma spesso le
conoscenze commerciali ed aziendali non sono sufficienti. D’altra parte la
conoscenza del settore in cui si vuole operare è la base indispensabile per
il successo.
4. Deficit del progetto d’impresa
O il business plan è sbagliato o la pianificazione è valida ma non viene
realizzata adeguatamente.
5. Problemi familiari
Quando il partner familiare (marito, moglie) non accetta più di fare dei
sacrifici nella fase iniziale.
6. Sopravvalutazione del guadagno dell’impresa
In questo caso il guadagno dell’impresa è troppo basso rispetto ai costi di
investimento oppure rispetto ai costi fissi.
7. Fattori esterni
Fattori che l’imprenditore non può prevedere né cambiare: cambiamenti nel
comportamento dei clienti, diminuzione del potere d’acquisto nel target di
riferimento, diminuzione del valore dei macchinari a causa del progresso
tecnico e cambiamenti logistici o finanziari dovuti a modificazione del
piano regolatore comunale o regionale.
3.5 Abilità e competenze sviluppate/da sviluppare
Ne consegue che la formazione imprenditoriale deve concentrarsi sia
sull’acquisizione di attitudini e competenze comportamentali, sia di natura
tecnico-gestionale. Per competenze tecnico gestionali si intende: marketing
e comunicazione, diritto, contabilità aziendale, bilancio d’esercizio, piano
d’impresa.
E’ comunque da evidenziare, che gli imprenditori intervistati, a differenti livelli
di intensità, hanno tutti evidenziato l’importanza di una o più competenze
manageriale. Le più diffuse sono risultate:
- orientamento al cliente;
- lavorare in team;
- soluzione dei conflitti;
- orientamento al risultato;
- capacità di iniziativa.
Nel caso degli imprenditori stranieri appare di massima rilevanza anche una
formazione linguistica, per migliorare la conoscenza della lingua madre del
Paese ospitante.
Ma, il filo rosso che unisce le diverse testimonianze è l’aver appreso ad
apprendere. L’esperienza imprenditoriale sembra aver sviluppato negli
intervistati quella competenza che consiste nella consapevolezza del proprio
processo apprenditivo e dei propri bisogni, nella capacità di identificare
le opportunità disponibili e nella capacità di superare gli ostacoli in modo
efficace.
Angelo Scandurra: “Per lavorare bene è importante prestare attenzione
alle necessità dei clienti, venire incontro alla loro domanda e comprenderli
profondamente. E’ questa la chiave del successo”.
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Jain - Rosticceria Cinese: “Per gestire un’attività come la nostra, bisogna avere
un bravo cuoco e saper capire i gusti della gente e prestare loro attenzione. Per
noi stranieri, la lingua italiana è il principale ostacolo all’integrazione. Senza un
buon livello di conoscenza linguistica è difficile riuscire a lavorare qui in Italia”.
Jessica: “Per fare questo lavoro occorre una discreta conoscenza della lingua
italiana e per noi stranieri questa lingua è decisamente difficile. Per gestire un
negozio di abbigliamento occorre una conoscenza tecnica del settore, bisogna
conoscere i colori e i tagli di tendenza, saper allestire una vetrina, saper gestire
un magazzino”.
Approfondimenti per i formatori
Imparare ad apprendere come competenza per promuovere e
sviluppare la Self-efficacy
Il problema dell’apprendimento è complesso. Si espande ben oltre i confini
dell’universo scolastico, per andare ad occupare l’intero spazio del contesto
socioculturale in cui cresce lo studente.
Ma cosa intendiamo per apprendere?
Enrique Mendieta Espinoza: “Per fare impresa bisogna inserirsi e conoscere il
settore in cui si opera, perché non si può improvvisare”
Apprendimento, conoscenza e capacità di ricordare, come tutti gli operatori
della formazione sanno, non sono la stessa cosa.
Osman: “I successo di questa impresa è legato all’umiltà, alla sincerità con il
cliente, ai prezzi che sono bassi e alla qualità. La qualità è fondamentale, infatti,
i prezzi possono variare, ma la qualità deve essere ottima per soddisfare i nostri
clienti”.
I ragazzi a scuola apprendono alcune cose, come la scrittura, la capacità
di esprimersi, la capacità critica, ne conoscono altre, come i fatti storici,
le regole matematiche, le leggi della fisica, e sviluppano, quasi sempre, la
propria capacità di ricordare attraverso l’esercizio costante e ripetuto della
memoria.
Urla Merdiascet: “per fare questo tipo di lavoro devi avere competenze sulla
conservazione dei differenti alimenti, devi conoscere i prezzi di mercato e
essere attento alla qualità e alla diversificazione dei prodotti offerti. Per fare
questo lavoro è anche importantissima l’esperienza. La mia esperienza come
magazziniere mi è stata molto utile, perché ho appreso come conservare il
cibo deperibile”.
La conclusione che si può trarre dalle testimonianze raccolte in questo progetto
è che la competenze tecniche, deve essere supportata da quella manageriale.
Ma, la vera sfida per una formazione imprenditoriale innovativa è quella di
potenziare la competenza apprendere ad apprendere, al fine di rendere gli
individui capaci di identificare le opportunità e di agire trasformando le idee
in attività produttive.
Bruner, da un approccio cognitivista, definisce l’apprendimento come una
attività cognitiva basata su strategie, verifica delle ipotesi e tendenza ad
andare oltre l’informazione ricevuta.
Si può imparare ad apprendere?
L’ottimo lavoro svolto all’interno della scuola da parte degli insegnanti,
si scontra spesso con l’ostacolo del tempo, gli stessi docenti si trovano a
dover lavorare sodo sia per raggiungere obiettivi legati al passaggio della
conoscenza, sia per favorire la maturazione cognitiva ed affettiva del
ragazzo, sia per insegnare al singolo studente ad apprendere.
Chiaramente il carico di lavoro del docente, va moltiplicato per il numero di
alunni che il docente stesso si trova a dover gestire.
Ciò porta la scuola a creare una sorta di graduatoria, dove l’imparare ad
apprendere viene frequentemente penalizzato.
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Gli strumenti per favorire l’apprendimento sono le strategie cognitive,
strategie che permettono il controllo dei processi cognitivi implicati
nella decodifica, trasformazione e appropriazione delle nozioni e delle
conoscenze.
Non tutti gli studenti utilizzano le stesse strategie, molte rimangono
sconosciute, tuttavia molte altre sono da tempo note agli studiosi
dell’apprendimento, e possono essere insegnate al fine di sostenere,
affiancare o sostituire, se ritenute più efficaci, le strategie usate attualmente
da uno studente.
Collegato a questo aspetto ne troviamo un altro, forse ancora più
importante, cioè la motivazione ad apprendere. I soggetti incapaci di
utilizzare strategie d’apprendimento adeguate tendono ad ottenere
risultati spesso negativi, e ciò diminuisce la motivazione, spesso già a livelli
critici, dello studente.
Diener C. I. e Dweck C. S hanno sviluppato il concetto di “Impotenza
appresa” nel contesto scolastico, parlando di un aumento della
demotivazione davanti agli ostacoli, cioè più il ragazzo si accorge di
non riuscire ad apprendere come vorrebbe, più aumenta la paura di
un fallimento futuro e, quindi, diminuisce la voglia di cimentarsi nelle
prestazioni scolastiche, e cognitive in generale5.
Fornire maggiori e differenti strumenti, cioè strategie, aumenterebbe la
probabilità di ottenere successi nell’apprendimento, evitando il crollo
della motivazione scolastica ed aumentando quello che viene definito il
“piacere cognitivo”. “Piacere”, quest’ultimo che influenza positivamente nel
tempo la partecipazione e l’interesse per l’apprendimento durante l’intero
arco della vita.
5
Suggerimenti bibliografici per l’approfondimento
Diener C. I. e Dweck C. S. (1978), An analysis of learned helplessness: Continous changes in
performance, strategy, and achievement cognition following failure, “Journal of Personality and
Social Psychology”, n. 36, pp. 451-462.
Dweck C. S. (1986), Motivational process affecting learning, “American Psychologist”, n. 41, pp.
1040-1048.
Dweck C. S. e Elliot E. S., Achievement motivation. In P. H. Mussen (Ed.), Child psychology.
Socialization, personality and social development, New York: Wiley, 1983, pp. 643-691.
3.6 Il messaggio chiave da diffondere I messaggi chiave che gli imprenditori intervistati inviano a giovani aspiranti
imprenditori, si racchiudono in 5 punti essenziali:
•
avere la capacità di decidere e di agire in autonomia.
Questo è molto importante ma anche relativo: non si può fare tutto da soli.
Quello che è indispensabile è avere autonomia di giudizio, prendere decisioni
da soli, senza farsi influenzare da altri. Bisogna sempre valutare le conseguenze
e le implicazioni delle proprie decisioni. Le decisioni, infatti, sono il motore
di un impresa: ogni decisione sarà seguita da una serie di azioni. La cosa più
importante é che le proprie decisioni siano sempre in linea con il proprio
progetto strategico. Perciò l’autonomia delle decisioni deve essere sempre
sostenuta dalla coerenza.
•
avere determinazione.
Ce ne vuole tanta perché la strada da fare, dalla prima idea fino alla realizzazione
del proprio progetto, è tanta. Ci sono molti passi obbligati e tutti richiedono
sempre delle cose nuove da fare e risolvere e spesso questo non è agevole. Per
poter andare sempre avanti l’unico carburante è la determinazione di poter
realizzare la propria idea e quindi dare vita ad un progetto. Non bisogna certo
diventare ostinati: la flessibilità e l’adattabilità rimangono i “must” prioritari.
Bisogna essere bravi a cambiare in tempo, adattando se stessi e la propria
impresa all’ambiente esterno.
•
possedere le conoscenze.
Servono per affrontare le difficoltà che si incontrano strada facendo. Un
percorso scolastico che si conclude fino alla laurea, non è garanzia di successo.
E’ invece indispensabile possedere almeno, ad un livello di base:
- conoscenze tecniche;
- conoscenze commerciali e di vendita;
- conoscenze manageriali.
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E’ difficile possedere conoscenze avanzate su tutti livelli. A volte ci sono i soci
che possono integrare queste competenze.
•
leadership.
Fondamentalmente l’imprenditore è una persona che raggiunge gli obbiettivi
che si prefigge, affidandosi anche all’attività dei collaboratori/soci. Per questo
assume particolare importanza l’attitudine a guidare e gestire le persone:
ovvero la capacità di esercitare la leadership. Le capacità che un imprenditore
deve saper esercitare sono di tipo tecnico, umano e concettuale. Ciascuna di
queste capacità pesa diversamente a seconda del livello organizzativo che
si occupa: più basso è il livello e più contano le competenze tecniche, più
è alto e più contano le abilità concettuali. Le capacità umane e di relazione
interpersonale valgono sempre e per ogni livello di responsabilità. Oltre alla
capacità di comunicare, dovrà mettere in atto la leadership, la capacità di
stimolare il lavoro degli altri, di guidarli, controllarli, delegando loro più o meno
certe responsabilità. Per fare questo bisogna tener conto delle caratteristiche
individuali dei singoli partecipanti all’impresa: le motivazioni, la maturità, la
capacità di lavorare autonomamente, il bisogno di supporto sia amicale che
autoritario.
•
capacità di comunicare.
È stata sottolineata in numerose interviste: la capacità di scambiarsi
informazioni, di trasmettere informazioni e messaggi in modo efficace, la
capacità di leggere e sentire ciò che i collaboratori comunicano all’imprenditore.
La comunicazione è il veicolo fondamentale per stabilire le relazioni tra i
componenti del gruppo di lavoro. Bisogna pensare quindi ad un gruppo che
in modo circolare si scambia informazioni, creando delle retroazioni, delle
modificazioni, feed-back, che influiscono sicuramente sul comportamento e
sopratutto sul lavoro. Perciò l’imprenditore deve utilizzare e coordinare tutti gli
strumenti di comunicazione necessari per porsi in relazione con i destinatari
interni ed esterni dell’impresa.
Ecco di seguito i suggerimenti per gli aspiranti imprenditori, con le parole
scelte dagli intervistati.
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Valter Vaccaro: “ Per creare un’impresa come la mia, è importante creare un
percorso imprenditoriale individuale, basato sulla conoscenza, la competenza
e soprattutto l’esperienza, mettendo insieme variabili ecologiche ed estetiche.
Quindi gli elementi chiave per un successo imprenditoriale nel mio settore
sono: preparazione, esperienza, competenza e conoscenza”.
Angelo Scandurra: “Coloro che decidono oggi di avviare un’impresa come
la mia fanno un errore quando decidono di fare tante cose diverse insieme.
Per essere competitivi è necessario specializzarsi. Poi, suggerisco di creare un
gruppo e di condividere le risorse all’interno del gruppo”.
Armando Pasquarelli: “Se sei un ragazzo che studia, sei appassionato di questo
settore e vuoi misurarti con il mondo esterno, il mio consiglio è di cercare di fare
esperienza nelle aziende del settore. Nel frattempo il mio consiglio è quello di
seguire dei corsi di certificazione energetica”.
Cerasani Nevro: “Ad una persona che sta avviando un’attività suggerirei
una cosa: di essere sicuro di quello che lui/lei vuole fare e di essere serio nel
suo lavoro, perché con la serietà si può ottenere tutto. Inizialmente i sacrifici
saranno molti, sia economici sia con le banche, ma con la serietà, la qualità e
l’onestà è possibile andare avanti”.
Franco Troiani: “Ai giovani posso consigliare di non essere spaventati, ma di
sognare ad occhi aperti e trasformare i loro desideri in realtà. Avviare un’attività
oggi non è semplice. Richiede un investimento non indifferente e dipende
dalle attività da svolgere”.
Nicola De Simone: “ Ciò che consiglio è di avere il territorio come punto di
partenza, di analizzare il potenziale e le opportunità che esso offre, in altre
parole la “valorizzazione del territorio”, questo è quanto suggerisco a coloro
che vogliono avviare un’attività oggi”.
Osman: “Prima di tutto nella vita c’è bisogno di fortuna e di impegno; bisogna
esser pronti a cogliere le opportunità che si hanno. Se oggi hai la possibilità di
fare qualcosa, devi farla senza aspettare il domani. Se oggi hai una piccola luce,
la devi sfruttare e farci tutto ciò che sei in grado di farci”.
Donatella Consolandi: “Ad un giovane che voglia iniziare la mia attività la
prima cosa che suggerirei è di fare esperienza in altre agenzie, possibilmente
in due o tre agenzie diverse”.
Dhali: “Oggi ho le competenze necessarie per aiutare un giovane ad aprire
una attività analoga alla mia. Il mio consiglio da straniero in Italia è che
per avviare un’attività autonoma occorre una competenza tecnica. Per fare
impresa in Italia è importante conseguire un titolo di studio congruo con
l’attività che si vuole avviare”.
Mosen Sale Abuomar: “Consiglio di impegnarsi molto, mettere tanta energia
in quello che si fa e non scoraggiarsi mai.
Jain - Rosticceria Cinese: “Ad un giovane straniero che volesse avviare un
esercizio commerciale come il nostro, consiglio di studiare l’italiano, prima
ancora di trasferirsi in Italia, e di tentare la scelta imprenditoriale in settori
dove si hanno forti competenze tecniche. In Italia, non si può avviare un’attività
imprenditoriale senza specializzazione”.
Suggerimenti per i formatori
La progettazione di un’impresa è un processo complesso, condotto
dall’aspirante imprenditore, che si apre con una valutazione della propria
idea.
Un’idea imprenditoriale è quella che consente di: soddisfare un
bisogno, avvertito da un numero sufficiente di soggetti, attraverso
un’offerta di prodotti / servizi.
Una buona idea dunque, nasce spesso da un esame attento dell’ambiente
circostante. Dalla capacità di identificare, o meglio ancora di anticipare, i
bisogni espressi da determinate categorie di soggetti, offrendo soluzioni
in grado di rispondere ad essi. Più in particolare, per essere di successo,
un’idea imprenditoriale deve presentare le seguenti caratteristiche:
•
essere innovativa, in grado di differenziarsi da quello che è già
presente sul mercato;
•
essere attrattiva, e quindi di possedere un proprio potenziale di
clientela disposta ad acquistare i servizi proposti;
•
essere competitiva, e quindi supportata da valide scelte strategiche
che ne indichino le modalità di attuazione;
•
essere perseguibile, in grado di essere portata avanti adeguatamente
con le risorse a disposizione;
Urla Merdiascet: “Il mio consiglio è quello di arrivare in questo Paese con una
solida formazione nel settore in cui si intende operare”.
•
essere redditiva, in grado di offrire una congrua remunerazione
all’imprenditore e consentire la continuità dell’impresa nel tempo.
Abdu: “Devi aspettare il momento giusto per avviare l’attività , quando hai
risparmiato dei soldi puoi farlo”.
In genere, l’insufficienza della business idea si evidenzia nel corso
dell’allestimento del business plan, quando si approfondisce la conoscenza
del mercato. E’ la ricerca di mercato, quando ben realizzata, che smorza gli
entusiasmi, mostrando o una domanda meno ricettiva di quanto atteso,
o un’offerta più competitiva di quanto ipotizzato. Dalla ricerca di mercato
si ricavano anche gli elementi dimensionali e le barriere all’entrata che
consentono di verificare la credibilità dell’idea di impresa. Infine, la ricerca
di mercato consente di verificare l’adeguatezza di quel differenziale
Jessica: “Per aprire un’attività come la mia, bisogna saper scegliere il magazzino,
ma soprattutto occorre conoscere la lingua del Paese dove opera”.
Enrique Mendieta Espinoza: “Per chi vuole iniziare questa attività è necessario
fare prima una piccola esperienza in una ditta come questa per poter conoscere
i clienti e instaurare i rapporti con i fornitori. Il mercato è grande e c’è tanto da
lavorare”.
Ramadan El Sayed Mohamed: “Innanzitutto di lavorare e di mettere da
parte i soldi. Si può riuscire con la buona volontà, con il sostegno anche dei
familiari, con l’esperienza di qualche amico o mettendosi in società con altri
che integrano le proprie competenze e potenziano le risorse economiche”.
39
competitivo sul quale dovrà puntare l’azienda per entrare sul mercato.
Il piano di fattibilità di un’impresa va dunque abbandonato se:
•
la domanda di mercato è inesistente;
•
l’offerta è troppo concorrenziale per le disponibilità tecnologiche,
organizzative e produttive;
•
la compatibilità economica del progetto è inadeguata (ad esempio,
l’idea di impresa può avere mercato ma riserva margini troppo limitati
per fronteggiare gli oneri di avvio);
•
l’idea non ha un differenziale competitivo adeguato.
Per motivare i discenti ad un percorso di creazione d’impresa a basso
rischio, utilizza i video di let’s. Essi possono creare nel tuo discente un
efficace humus culturale per avvicinarsi alla creazione d’impresa con
prudenza ed entusiasmo.
40
4. GLI IMPRENDITORI INGLESI
Nel panel inglese, le motivazioni che spingono alla creazione d’impresa sono:
- la ricerca di sicurezza economica;
- la sfida intellettuale;
Nei casi inglesi, il percorso che porta alla creazione d’impresa è riconducibile a
quattro motivazioni principali: passione, riorganizzazioni aziendali, tradizione
familiare e casualità.
Si arriva alla creazione d’impresa con un corso giusto al momento giusto. In
tutti i casi analizzati, gli imprenditori sono stati formati attraverso programmi
di sostegno promossi da organizzazioni istituzionali e private.
In particolare, hanno avuto un ruolo di primo piano, le seguenti istituzioni/
organizzazioni:
•
PRIME (www.prime.org.uk) istituzione benefica nazionale che aiuta gli over
50 a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la creazione d’impresa.
•
Outset (www.ytko.com) agenzia a supporto dell’imprenditorialità
femminile e delle fasce deboli (minoranze etniche, disabili e over 50).
•
UnLtd (www.unltd.org.uk) UnLtd Engage Award è rivolto ad aspiranti
imprenditori over 50 e fornisce prevalentemente un supporto formativo,
tecnico e psicologico. Inoltre, questa organizzazione, attraverso Premi,
finanzia lo start up di imprese sociali e garantisce un mentor a sostegno
del progetto imprenditoriale.
•
Centro per la Micro Impresa alla Metropolitan University di Londra.
(www.owle50plus.eu) (http://www.londonmet.ac.uk) è una organizzazione
che sviluppa un programma di sostegno formativo per le donne over 50.
•
Scuola per Imprenditori Sociali (www.sse.org.uk) SSE sostiene gli
individui che vogliono avviare istituzioni benefiche, imprese sociali ed
attività sociali all’interno del Regno Unito.
- i vantaggi sociali connessi al ruolo di imprenditore;
- il desiderio di imprenditorializzare le proprie capacità e competenze.
Tutti gli imprenditori inglesi hanno beneficiato del supporto di organizzazioni
di promozione dell’imprenditorialità, soprattutto per la formazione. I corsi
spaziano dalla contabilità al marketing, dallo sviluppo delle capacità personali
e relazionali al supporto psicologico.
Il messaggio che emerge dal panel britannico è che per avere successo bisogna
essere sempre disponibili ad apprendere cose nuove. Il messaggio chiave che
emerge dai 12 film è di un monito all’ottimismo. L’imprenditoria è uno stato
d’animo, una condizione di coraggio del cuore.
Usando le parole dei nostri 12 imprenditori, i messaggi da raccogliere sono:
•
Guarda dentro di te e controlla quanto accade intorno a te. Non rimanere
ancorato a vecchie soluzione. Ciò che ha funzionato in passato può non
essere efficace ora.
•
La vita è un’avventura e deve divertirti! Immaginati all’età di ottanta’anni
con i tuoi nipotini che ti chiedono ‘cos’hai fatto nella vita?’. Come ti sentiresti
se dovessi rispondere; “Sono stato al sicuro”. Non sarebbe meglio avere una
grande storia da raccontare?
•
Sii gentile, sii corretto. Sii onesto. L’etica degli affari è molto importante!
•
Sii paziente. I concorrenti non si precipiteranno da te solo perché hai
avviato una nuova attività. La cosa più ardua quando ti metti in affari è far
breccia nel mercato …
41
•
Credi in te stesso! Credi fortemente che sia possibile e che puoi farlo.
•
Comunica! Comunica! Comunica! Continua a parlare. Devi dire alla gente
cosa stai facendo.
•
Inizia con ciò che conosci, ma sii pronto a prendere strade diverse, perché
non appena inizi qualcosa, si aprono nuove opportunità.
•
Insegui i tuoi sogni!
•
Fallo e basta! Se analizzi troppo a lungo una situazione, prima o poi troverai
la ragione per non agire
•
Segui il tuo cuore, non rinunciare. Se hai un sogno, vivilo!
42
5. GLI IMPRENDITORI BULGARI
In Bulgaria, molte persone che oggi possiedono una propria azienda di
successo hanno dovuto lavorare in un ambiente fortemente instabile ed
incerto dal punto di vista legale, economico e sociale. Gli imprenditori privati
in Bulgaria sono stati pionieri dell’imprenditorialità.
Gli imprenditori intervistati hanno prevalentemente una formazione in
ingegneria.
Bisogna considerare che fino al 1989 in Bulgaria non era possibile svolgere
un’attività in proprio. Solo a partire dagli anni ‘90 le persone con uno spirito
imprenditoriale hanno potuto sviluppare il proprio potenziale, avviando
business privati. In tale contesto socio-politico, costanza, persistenza e
laboriosità sono must irrinunciabili.
Tutti gli intervistati hanno ricevuto un sostegno morale e/o materiale dalla
famiglia di origine, gli amici e i soci; nulla a livello istituzionale.
Per svolgere l’attività imprenditoriale hanno dovuto apprendere competenze
gestionali e amministrative.
I messaggi che caratterizzano il panel di imprenditori bulgari sono i
seguenti:
- per aver successo bisogna avere fiducia in se stessi;
- bisogna cercare il sostegno da parte dei parenti ed amici;
- non cessare mai di imparare;
- aprirsi al nuovo che cambia continuamente;
- cercare indefessamente nuovi mercati ed orizzonti di sviluppo.
43
6. GLI IMPRENDITORI TEDESCHI
Il panel tedesco ha analizzato uno specifico spaccato imprenditoriale: le
imprese sociali.
L’idea imprenditoriale, nella maggior parte dei casi analizzati, nasce da un
processo collettivo di discussione ed analisi e vuole essere una risposta ad una
specifica necessità.
La maggior parte degli imprenditori ha iniziato con un background culturale
molto distante dall’attività imprenditoriale avviata. Attraverso il learning by
doing hanno appreso a fare impresa. Il processo di apprendimento informale
e non formale ha poi qualificato la scelta imprenditoriale.
La scelta d’impresa nasce da precedenti esperienze lavorative e spesso è una
soluzione per contrastare una difficoltà: come ad esempio una riorganizzazione
aziendale che ha minacciato la stabilità della propria occupazione.
La compagine sociale si caratterizza per la coesione e il sostegno nei confronti
del leader/fondatore. Gli imprenditori individuali (freelancers) evidenziano il
forte sostegno ricevuto dalle reti parentali, quelli sociali dal network amicale e
istituzionale.
Nel panel tedesco si evince con chiarezza la forza del supporto delle agenzie
di promozione imprenditoriale, anche nella mediazione con gli istituti di
credito.
Le competenze che gli imprenditori tedeschi hanno dovuto sviluppare sono
di carattere amministrativo e informatico, sebbene in molti sottolineano come
le competenze sociali siano state maggiormente strategiche rispetto a quelle
tecniche.
I messaggi topici che si possono riassumere dal panel tedesco sono:
•
44
Imparare facendo (Learning by doing)
•
Essere socialmente competenti;
•
Essere responsabili degli errori;
•
Ampliare l’offerta;
•
Ridurre i rischi;
•
Lavorare insieme.
I suggerimenti degli imprenditori intervistati si riassumono in:
•
Fiducia: avere rapporti di fiducia con le persone e con le organizzazioni in
modo da sentirsi a proprio agio lavorando con loro.
•
Reciprocità e mutualità: stabilire un tipo di relazione con le persone e con
le organizzazioni non basato sull’immediato tornaconto.
•
Social network: essere in contatto con una vasta gamma di persone ed
organizzazioni; apprendere a fidarsi degli altri e a lavorare insieme.
•
Norme condivise di comportamento: avere con i propri soci, collaboratori,
clienti o fornitori una visione comune delle regole del gioco.
•
Impegno e senso di appartenenza: condividere un obiettivo e delle finalità,
non limitate al profitto.
7. GLI IMPRENDITORI FINLANDESI
la risorsa più importante nell’incoraggiare all’intrapresa. Talvolta anche il
supporto di altri imprenditori del settore si è rivelato indispensabile e d’aiuto.
Infine, è il supporto personale l’elemento che crea la differenza e rende
l’impresa di successo.
Gli impenditori finlandesi sottolineano l’importanza della fiducia in se stessi e
dell’attitudine al rischio. Quest’ultima deve basarsi su una ottima conoscenza
dei propri punti di forza e debolezza.
Per fare impresa bisogna credere in se stessi, metterci il cuore, evolversi insieme
all’impresa e lavorare duro.
Le evidenze che accomunano i casi analizzati sono così sintetizzabili.
•
per diventare imprenditore, bisogna possedere una competenza di base
specifica tale da diventare elemento di differeziazione dalla concorrenza.
•
bisogna credere in se stesso, ma anche saper ascoltare gli altri.
L’imprenditorialità non è una condizione, bensì uno stile di vita.
•
Non bisogna soffermarsi sul numero di ore lavorative o sul guadagno.
Bisogna inseguire l’idea del proprio successo.
•
Non bisogna aver paura di commettere errori perché dagli errori si
apprende a migliorare.
•
Bisogna investire sulle persone. I bravi collaboratori valgono più dell’oro.
•
Bisogna investire sulla qualità. La qualità è la garanzia del tuo successo.
•
Bisogna prendersi cura dei propri clienti.
In questo panel la formazione iniziale non sempre è coerente con la successiva
scelta imprenditoriale. Alcuni hanno sviluppato le loro competenze con lo
studio, altri attraverso l’esperienza.
Per iniziare una nuova attività è necessaria una nuova, buona idea, ma anche
una coincidenza di fattori fortuiti.
L’incoraggiamento è molto importante per un imprenditore. Nella maggior
parte dei casi il supporto è arrivato dalla propria famiglia che si è dimostrata
45
8. GLI IMPRENDITORI POLACCHI
Il panel degli imprenditori polacchi evidenzia un approccio alla creazione
d’impresa molto disomogeneo, al cui interno sono comunque rintracciabili
delle caratteristiche comuni: una forte motivazione e la sicurezza di sé.
Anche in questo caso, come per il partner bulgaro, l’imprenditorialità privata
inizia a decollare a partire dagli anni ‘90.
In Polonia, si arriva alla creazione d’impresa soprattutto:
- per tradizione familiare;
- inseguendo passioni ed interessi.
In tutte le storie è ricorrente il tema della motivazione e della determinazione.
Inizialmente, non tutti avevano una formazione e competenze appropriate
per avviare un’impresa, ma attraverso l’esperienza hanno saputo trasformare
il proprio portfolio in una profilo imprenditoriale. La pratica e la pazienza
permettono di imparare ogni cosa.
Per creare un’impresa, non è importante il tipo di motivazione, bensì possedere
una motivazione. Ogni persona è diversa dalle altre, ha proprie capacità,
conoscenze, talenti e passioni. La motivazione è la chiave del successo ed essa
è dentro ogni essere umano, bisogna solo trovarla.
46
9. GLI IMPRENDITORI SVIZZERI
imprenditori intervistati, mette in luce l’importanza della buona volontà e
della pazienza per il successo di una nuova impresa. La passione ed una forte
motivazione sono ulteriori fattori chiave che permettono di superare i problemi
e le barriere.
Le storie degli imprenditori Svizzeri hanno una tendenza comune: si tratta di
imprenditori che hanno scelto di avviare un’attività nel settore dove erano
esperti e già formati.
L’insieme di queste caratteristiche possono dare agli imprenditori
l’atteggiamento positivo grazie al quale è possibile non solo avviare ma
soprattutto mantenere nel tempo un’attività autonoma.
Sebbene l’idea imprenditoriale possa fiorire anche dalla storia personale, il più
delle volte nasce dalle competenze acquisite durante la carriera. La scelta più
comune è restare all’interno della stesso settore nel quale i nuovi imprenditori
lavoravano da dipendenti; il know-how è acquisito grazie ad anni di lavoro, e
la questione chiave è comprendere come tali risorse possano essere applicate
ad una nuova ed innovativa attività.
Nel vissuto degli intervistati, diventare imprenditore è altamente impegnativo
ma anche estremamente soddisfacente; in molti casi si coniuga con
l’opportunità di sperimentare il cambiamento e le novità in modo ideativo e
creativo.
E’ importante per coloro che vogliono diventare imprenditori identificare la
motivazione che li spinge in tale direzione, cercando di organizzare l’attività in
modo tale da soddisfare tale pulsione.
Per creare un’impresa, è senza dubbio utile avere il supporto di altre persone.
Il supporto può provenire da fonti molto diverse, che vanno dalla famiglia, agli
amici, ai colleghi, all’aiuto di professionisti esterni o consulenti.
Oltre alle capacità ed alle competenze necessarie per svolgere una specifica
attività, gli imprenditori hanno spesso bisogno di apprendere l’atteggiamento
imprenditoriale, nonché la gestione dei rapporti con le persone.
Spesso agli imprenditori è sufficiente imparare facendo, ma è molto
importante affrontare il loro lavoro quotidiano con un atteggiamento positivo
e produttivo.
Il messaggio chiave che emerge dalla maggioranza delle storie degli
47
Entra nello storytelling di LET’S Enterprise
Leggi la Parte II
Conosci i nostri imprenditori
Let seniors teach entrepreneurship
through innovative storytelling approaches
502634-LLP-1-2009-IT-GRUNDTVIG-GMP
Grundtvig multilateral
http://www.letsenterprise.eu/
Questo progetto è stato realizzato con il contributo della Commissione
Europea
La pubblicazione riflette solo i pareri degli autori, e la Commissione non può
essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso venga fatto delle informazioni in
esso contenute.
48
49
Profili
50
Guida didattica
allo spirito d’iniziativa ed imprenditorialità per
insegnanti e formatori
LET’S!
PARTE II
51
Contenuto
52
................................................................................................................................................... 54
1.1 Chi siamo noi ....................................................................................................................................................................................................... 54
Alessandro Valvo ................................................... 55
Osman Gadi ................................................................................ 65
56
Ahmed Abouomar Mohsen Saleh ................. 66
Franco Troiani ............................................................ 57
Ramadan El Sayed Mohamed ............................. 67
Nevro Cerasani ......................................................... 58
Harun Or Rashid Dhali .................................................. 68
Nicola Di Simone ................................................... 59
Lin Jing Jessica
Gabriella Paris ............................................................ 60
Wei Zhang
......................................
......................................................................
69
...................................................................................
70
61
Ricardo Castro and Jhonny Ruiz ....................... 71
Donatella Consolandi ...................................... 62
Enrique Mendieta Espinoza ................................... 72
Valter Vaccaro ............................................................ 63
Abd Elaal Sheta ...................................................................... 73
Angelo Scandurra ................................................ 64
Urla Merdiascet
Arnaldo Capocchia
.............................................
.....................................................................
profili
John and Penny Bond
74
Amanda Drake-Worth ..................................... 77
Luke Daniels
82
.............................................................................
83
........................................................
78
Paul Jordan .................................................................................. 84
.............................................................
79
Sue Scott-Horne
...................................................................
80
Tim and Mary Gillham
Angela Ricards
Anne Caborn
Anne Corry
..................................................
Isabella Quigley-Moriarty ........................... 81
3. GLI IMPRENDITORI BULGARI
..................................................................
.................................................
Zandra Johnson .................................................................... 87
88
3.1 Chi siamo noi ....................................................................................................................................................................................................... 88
profili
..................................................................................................................................................
Antoni Anastasov ................................................. 89
Lina Bardarska ......................................................................... 96
............................................
90
Maria Pencheva ..................................................................... 97
...................................................
91
Tzvete Janeva ........................................................................... 98
Ekaterina Zdravcheva ...................................... 92
Valentine Petrova ................................................................ 99
Emil Doychinov ........................................................ 93
Valeri Andreev ..................................................................... 100
Jivka Marinova .......................................................... 94
Vladina Cekova ................................................................... 101
Kostadin Popov ........................................................ 95
Yuri Kovachev ....................................................................... 102
Afrodita Georgieva
Dimitar Stojanov
105
Ari Kulmanen ........................................................................ 111
Aulis Jalaskoski .................................................... 106
Peter Dörig .............................................................................. 112
Varpu Suontaka-Lahtinen ..................... 107
Reijo Lempinen .................................................................. 113
Annikki Kulmala ................................................. 108
Veikko Salli ............................................................................... 114
Satu Holma ............................................................... 109
Jukka Heinäsuo .................................................................. 115
Arja Isoviita
..............................................................
Reziye Bayram (Sevgi) ................................. 117
Klaus Lemnitz ....................................................................... 122
Anne Lorenz ............................................................ 118
Rainer Milletat ..................................................................... 123
Anette Schill ............................................................ 119
Norbert Thoemen
.........................................................
124
120
Thomas Holbe ..................................................................... 125
Bernd Thuerk .......................................................... 121
Dieter Baumhoff ............................................................... 126
Lutz Bojahr
...............................................................
6. GLI IMPRENDITORI POLACCHI
....................................................................................................................................... 127
6.1 Chi siamo noi ................................................................................................................................................................................................... 127
85
86
Marco Äijälä ............................................................................ 110
5.1 Chi siamo noi .................................................................................................................................................................................................. 116
2.1Chi siamo noi ......................................................................................................................................................................................................... 75
Alan Kingshott .......................................................... 76
Airi and Jyrki Talonen .................................. 104
5. GLI IMPRENDITORI TEDESCHI ........................................................................................................................................... 116
2. GLI IMPRENDITORI INGLESI ......................................................................................................................................................... 75
4.1 Chi siamo noi ................................................................................................................................................................................................... 103
profili
Armando Pasquarelli
4. GLI IMPRENDITORI FINLANDESI ................................................................................................................................. 103
Andrzej Blikle ....................................................................................................................................................................................................... 128
profili
profili
profili
1. GLI IMPRENDITORI ITALIANI
Anna Gornostaj
................................................................................................................................................................................................
129
Anna Kiljanska .................................................................................................................................................................................................... 130
Barbara Stelmach ............................................................................................................................................................................................ 131
Emilian Kaminski .............................................................................................................................................................................................. 132
53
Chi siamo noi
E.Ri.Fo è un Ente non profit che nasce nel 2000 a Roma, agli albori del
terzo millennio, dalla sintesi di attività di Ricerca sociale e Formazione.
Realizza interventi integrati di ricerca - formazione – orientamento e
promuove scambi culturali e mobilità in Europa, avendo come obiettivo
principale la valorizzazione dell’apprendimento non formale e
informale.
Si propone di rendere accessibile a tutti il know-how sviluppato e
sperimentato in ambito europeo, per avvicinare i cittadini e, in particolare
gli adulti, ad un Europa sempre più basata sulla conoscenza.
In un sistema dove la proliferazione delle offerte formative appare ancora
sganciata dalle effettive esigenze del mercato del lavoro e lontana dagli
scenari socio-produttivi che derivano della globalizzazione mondiale
delle professioni e dei mestieri, ERIFO propone un approccio che nasce
dall’esperienza in prima linea, e funge da trait d’union tra il mondo
della ricerca e quello della formazione, tra sistema dell’istruzione e
quello delle imprese. Un’identità, quella di ERIFO, che si è consolidata
grazie a molteplici attività svolte nell’ambito del Fondo Sociale Europeo
e alla sperimentazione di nuovi approcci didattici messi in campo nel
Lifelong Learning (LLP). Un percorso consolidato e di successo che si è
sviluppato attraverso la realizzazione di numerosi progetti comunitari,
ma anche grazie all’organizzazione di Corsi, Master, Eventi, Convention e
Scambi Culturali e di Buone Prassi, capaci di creare un valore tangibile e
duraturo per la formazione degli adulti.
La strategia pianificata da ERIFO, ancorata al presente con una forte
propensione al futuro, può esser sintetizzata in 4 keywords: promuovere,
facilitare, migliorare e trasferire:
PROMUOVERE la produzione delle conoscenze nel mondo della scuola,
con corsi altamente performanti per insegnanti, dirigenti scolastici
e personale amministrativo sulle tematiche oggetto di maggiore
attenzione istituzionale, come la prevenzione e la lotta al bullismo,
l’educazione alimentare in età scolare, le strategie per combattere e
prevenire la dispersione scolastica, gli strumenti gestionali per innalzare
la qualità delle istituzioni scolastiche.
FACILITARE l’inserimento lavorativo e la riqualificazione professionale
delle fasce deboli, con un sistema di coaching declinato sia tramite
formazione tradizionale che attraverso il costante aggiornamento dei
formatori.
MIGLIORARE la formazione continua dei professionisti (avvocati,
commercialisti, personale sanitario) con argomenti innovativi e non
ancora del tutto approfonditi, favorendo contesti di apprendimento
multidisciplinari protesi alla gestione strategica delle risorse e
permettendo a ciascuno un costante trading on the job.
TRASFERIRE il know-how sviluppato e sperimentato in ambito europeo,
in percorsi formativi e di orientamento capaci di avvicinare tutti i cittadini
ad una dimensione europea della conoscenza, che renda ciascuno in
grado di essere soggetto attivo in uno scenario, come quello attuale e
futuro, in perenne divenire.
Quello intrapreso da ERIFO è un percorso di rinnovamento continuo,
in stretta simbiosi con le politiche attive del mondo del lavoro europeo
in generale e italiano in particolare, grazie al quale ERIFO ha potuto
sperimentare una concreta risposta alla crescente richiesta di formazione
e di orientamento a distanza.
Un percorso di rinnovamento continuo che si basa su una struttura
decisionale snella e tempestiva e che si avvale di un efficiente network
di consulenti dinamici e attenti alle mutazioni in atto nel sociale e nei
processi produttivi.
http://www.erifo.org
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
Family Business
Ristorazione
“Per un ragazzo che volesse intraprendere questo tipo di attività
consiglierei innanzitutto di fare un po’ di esperienza, sia nel campo della
ristorazione sia della birra.
Poi, ci vogliono poi un po’ di capitali, tanto sacrificio, forza di volontà
e impegno. Questi sono gli elementi fondamentali per intraprendere
questo tipo di attività e cercare di avere successo.”
Alessandro Valvo
http://www.youtube.com/watch?v=I7sNs9qvU44
Sono Alessandro Valvo, sono nato a Roma e svolgo un’attività di Ristorazione, Pub e Pizzeria. Il locale è a Roma, zona Monte
Sacro e si rivolge ad un’utenza locale. Questa attività è stata iniziata lo scorso ottobre. In passato ho svolto molteplici attività:
dal campo finanziario alla ristorazione.
In passato, per numerosi anni sono stato di trovarsi in un luogo accogliente. Hanno creduto
direttore di un’azienda alimentare.
Da piccolo ho sempre sognato di fare un lavoro
libero anche se i miei genitori avrebbero voluto un
lavoro dipendente, ad esempio in una banca. Forse
mi sarebbe anche piaciuto un lavoro in banca ma
il mio spirito libero mi faceva desiderare di non
lavorare alle dipendenze di nessuno. Così ho scelto
di intraprendere un’attività imprenditoriale.
Questa attività è nata soprattutto per diventare una
soluzione lavorativa per i miei figli. Le motivazioni
alla base della creazione di questa attività sono
tante ma soprattutto è un lavoro che ci piace.
Per condurre un’attività come questa ci vogliono
capacità gestionali, capacità relazionali per
trattare i dipendenti e i clienti; bisogna essere
socievoli, sorridenti e dare la possibilità ai clienti
www.letsenterprise.eu
in me e in questa attività soprattutto i miei figli.
Con i miei figli ci siamo confrontati su che tipo di
investimento avremmo potuto fare per creare il
loro futuro lavorativo. E ci siamo trovati d’accordo
su questo tipo di attività anche richiede uno spirito
di sacrificio.
Per avviare questa attività ci sono state
tante difficoltà, di tipo economico, ma anche
burocratiche per l’ adeguamento alle normative
igienico-sanitarie.
Difficoltà che sono state superate con spirito di
sacrificio e con il desiderio di portare a compimento
questo progetto d’impresa.
Vedendo tutto ciò che abbiamo fatto, mi sento
orgoglioso. Tutti i nostri desideri sono stati
soddisfatti. Il locale è molto bello e risponde
alle nostre aspettative. La nostra clientela è
soddisfatta del servizio e della qualità e dallo
stesso locale che è accogliente. Potendo tornare
in dietro nel tempo, non cambierei nulla della vita
condotta fino ad oggi. Non ho nessun rimpianto,
perché ho creduto in tutto ciò che ho fatto e l’ho
realizzato con fermezza. I miei punti di forza sono
una volontà ferrea e la sicurezza in me stesso, nelle
mie qualità e nella famiglia.
55
Paese
ITALIA
Competenza chiave
disponibilità a cambiare
Settore
Energie Rinnovabili
“Se un ragazzo ha studiato e ha passione per questo settore e si vuole
misurare con il mondo esterno il mio consiglio è di provare a fare
esperienza in aziende del settore, ma come obiettivo finale mirare avviare
una attività per conto proprio. Intanto suggerisco di farsi un corso come
certificatore energetico, sarebbe già un primo passo per misurarsi nel
mondo delle rinnovabili in genere e con tutto ciò che è energia.”
Armando Pasquarelli
http://www.youtube.com/watch?v=N6Z0UhjUi24
Sono Armando Pasquarelli e svolgo una attività di progettazione nel campo delle rinnovabili, quindi mi occupo di impianti
fotovoltaici, eolici e idroelettrici, la mia attività si svolge essenzialmente a Sulmona, il mio mercato si sviluppa in Abruzzo
ma anche fuori regione in Molise Puglia Basilicata e Campania. Altre attività che ho intrapreso con i mie soci…anche nei
Balcani.
L’attività che ho iniziato nasce come ditta struttura insieme ad altri collaboratori iniziando ad
individuale, poi ho costituito alcune società, ma
quella più importante è la soave engineering, una
società di progettazione e sviluppo e realizzazione
di impianti.
L’attività nel campo delle rinnovabili è un settore
molto giovane, si parla di rinnovabili nell’ultimo
decennio; per quanto riguarda l’attività che ho
svolto in precedenza è stata quella nell’azienda
leader del settore dell’energia L’ENEL. Fui assunto
nella categoria più umile, come operaio semplice, ho
fatto poi dei concorsi interni che mi hanno portato
poi ad avere ruoli sempre più importanti di prestigio
con tante soddisfazioni. Man mano che mi occupavo
di energia il mio sguardo era rivolto alle fonti di
energia meno impattanti per l’ambiente, mi sono
quindi appassionato a questo settore, la passione
mi ha quindi portato a chiudere questa esperienza
con l’Enel, mi sono licenziato e ho avviato una mia
56
www.letsenterprise.eu
occuparmi di energie rinnovabili. Le capacità che
io ho avuto e che ho si sono maturate nel tempo,
la difficoltà maggiore sta nel trasmetterle ad altri
questa mia conoscenza, queste mie capacità, questa
mia curiosità perché far conoscere e far apprezzare
delle idee innovative a chi deve finanziare le
operazioni non è stato facile. La soddisfazione
sta nel fatto che alla fine sono diventato un loro
consulente di fiducia per ogni altra operazione che
dovevano sviluppare. Il mondo delle rinnovabili
sembra molto grande ma alla fine ci si rende conto
che è anche molto piccolo; mi riferisco soprattutto
agli incontri che spesso si organizzano nelle fiere
nei convegni e lì, in questo ambiente, ci si ritrova, ci
si parla e ci si conosce un pò tutti, le voci corrono e
devo dire, con grande soddisfazione che il mio nome
e la società che rappresento sono state veicolate
con grande interesse.
Oggi sono molto orgoglioso di alcune persone che
mi hanno seguito, altre mi hanno abbandonato
perchè non hanno retto la sfida in questo settore,
qualche volta sono stato tentato anche io di fare
un’attività meno complessa, ma l’entusiasmo e la
passione mi hanno indotto a continuare e oggi ho
uno staff di persone molto motivate e con ragazzi
molto in gamba.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
passione
produzione alimentare
“Per i giovani il consiglio che posso dare è: non abbiate paura come dice nostro padre,
cercate di sognare ma ad occhi aperti e di realizzare i vostri desideri, iniziare un’impresa
oggi non è semplice, richiede un investimento non indifferente e dipende dall’attività che
si vuole svolgere, per quanto riguarda la mia attività le spese ci sono, l’allestimento di un
laboratorio, le arnie e le api. Consideriamo che la richiesta di prodotto a livello nazionale
sia alta e questo grazie ai media e a noi apicoltori che abbiamo saputo valorizzare il
nostro prodotto, ma c’è forte necessità di altri produttori.”
Franco Troiani
http://www.youtube.com/watch?v=oTOB3_Iufng
Produciamo tre tipi di miele particolari: il
Sideridis Syriaca, la Santoreggia e il Marrobbio molto
richiesti sul mercato. Per la pappa reale, il nostro
mercato è orientato su una cooperativa di farmacie
nel Lazio, che ha 1300-1500 farmacie su tutto il
territorio del Lazio. Questa attività nasce perché ho
voluto riprendere le orme dei mie genitori e nonni
che hanno sempre svolto questa attività in modo
hobbistico, io ho voluto trasformarla in una vera
e propria azienda. Ora abbiamo 350 alveari sparsi
per il territorio della Marsica orientale, sopra i 600
–700 –800 -900 -1000 metri e produciamo solo mieli
particolari che non si trovano sul mercato. Pian piano
ci siamo fatti la nostra clientela e siamo cresciuti.
Per fare questo lavoro c’è bisogno di passione,
amore per la natura, capacità imprenditoriali e non
disprezzare mai il proprio prodotto. Chi ha creduto
in me? In primis la mia famiglia, mio padre, alcuni
amici e soprattutto io, sono io che credo a me
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Mi chiamo Franco Troiani e sono il titolare dell’apicultura Raggi di Sole. L’attività che svolgiamo è di produzione di miele, pappa
reale, polline, propoli, caramelle, liquori al miele, candele in cera d’api.
stesso, se non credi a ciò che vuoi realizzare parti
col presupposto sbagliato. Nel futuro vorrei che i
miei figli continuassero questa attività, che con il
tempo siamo riusciti a portare ad un buon livello.
Attualmente i nostri rivenditori sono le enoteche, le
erboristerie, farmacie e para farmacie. Il problema
di prima era di riuscire a trovare i giusti canali per
la vendita, ma con il tempo ci siamo riusciti. Altre
difficoltà non ci sono quando hai l’amore per le api e
la natura tutto è più semplice. Questa è una attività
a conduzione familiare, delle api ce ne occupiamo
io e mio padre e un altro apicoltore. È la famiglia che
mi supporta e i clienti, quando prendono il prodotto
e l’anno successivo tornano per riprendere lo stesso,
significa che gli abbiamo dato prodotti che hanno
soddisfatto le loro esigenze. Sono orgoglioso che
con il tempo siamo riusciti a selezionare 3 tipi di
miele particolari, che ogni anno, ai concorsi nazionali
e internazionali vengono sempre premiati. Nel 2010
siamo stati inserirti fra i primi 10 produttori di miele
di qualità d ‘Italia, siamo stati inseriti sulla guida
del gambero rosso; ho una catena di distribuzione
costituita solo da erboristerie, farmacie, para
farmacie e negozi di prodotti tipici. Se potessi
tornare indietro non cambierei nulla, anzi cercherei
di fare ancora di più il mio meglio.
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Paese
ITALIA
Competenza chiave
Family Business
Settore
produzione alimentare
“Io suggerirei una cosa sola: essere sicuri di cosa si vuole fare
e poi la serietà, perché con la serietà si ottiene tutto.
All’inizio i sacrifici saranno molti, sia economicamente che con
le banche ci saranno delle difficoltà enormi, ma con la serietà,
la qualità e l’onestà si va avanti.”
Nevro Cerasani
http://www.youtube.com/watch?v=t0xdd17FtKA
Mi chiamo Nevro Cerasani e sono titolare della ditta Dolciaria Cerasani che si occupa di produzione di dolci e tutto ciò che
riguarda l’agroalimentare.
È una ditta che è nata con mio padre, con un Pescina dove, con i miei figli, Attilio e Lidia, con mia
piccolo forno che poi man mano si è sviluppato nel
tempo. Mia madre ha avuto una grandissima idea,
avevano un negozio di generi alimentari e facendo
dei biscotti li ha messi in negozio, se non si vendono
li mangiamo noi – lei disse - , ma i biscotti sono
andati a ruba e il giorno dopo ne ha fatti il doppio e
cosi via, ed è nata cosi l’idea del dolciume. Appena
diplomato, geometra, ho avuto la possibilità di
lavorare anche in una banca ma mi affascinava il
lavoro di mio padre, il panificatore, cosi mi sono
avviato nell’azienda familiare. Stando nell’azienda
io vedevo cosa c’era in giro, osservavo ed ho fatto
ricerche di mercato capendo che era un’attività che
sarebbe potuta sfociare in qualcosa di importante.
Negli anni ‘80 ho aperto la nuova ditta, ogni anno
che passava si ingrandiva, avevo nuovi clienti che
mi cercavano per la qualità e la bontà dei prodotti.
Nel 2003 ci siamo trasferiti nel nuovo stabilimento di
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moglie e la nuora di mio figlio, mandiamo avanti
questa impresa che è davvero fiorente. Lavorare
con i figli, la moglie, le nuore, è un’armonia perfetta,
l’azienda è davvero cresciuta. Oggi come oggi,
diamo occupazione a 50 operai, la maggior parte
sono donne, gli uomini si occupano del magazzino
e del trasporto merce. Lavoriamo a livello nazionale,
europeo e anche mondiale, forniamo le due
Americhe e l’Australia e siamo in contatto con il
Giappone. La ditta è sempre in crescita e stiamo già
progettando un ampliamento dello stabilimento
cercando di migliorare sia la logistica che l ambiente
a favore dei dipendenti, in me hanno creduto tutti
della mia famiglia sia mia madre che mio padre, e
mi hanno appoggiato in tutti i sensi, ho avuto una
grande fortuna ad avere una moglie che anche
se insegnava, è stata abbastanza disponibile
nell’aiutarmi in questo lavoro, ma principalmente
sono stati i miei figli, Attilio che si è interessato
negli ultimi 10 -12 anni della commercializzazione
e Lidia si è dedicata molto alla qualità e all’HACCP, è
lei che controlla tutte le fasi della produzione, della
tracciabilità del prodotto. Oggi sono veramente
orgoglioso odi questa azienda perché è fornitrice di
molti marchi rinomati in Italia, Coop, Panorma, GS,
autogrill, Ristop. Il successo della Dolciaria Cerasani
è legato a: serietà e qualità , la qualità è stata il
cavallo di battaglia.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
innovazione
Minerario
“Quello che suggerisco è di partire dal proprio territorio, dalle
potenzialità ed opportunità che offre, valorizzare il proprio territorio
è il consiglio che mi sento di dare a chi vuole avviare un’attività
imprenditoriale oggi.”
Nicola Di Simone
http://www.youtube.com/watch?v=lQF296Slzvg
Da piccolo
sognavo di fare un lavoro diverso
da quello che faceva mio padre, all’inizio ho fatto
tanti altri lavori, l’operaio, l’autista, sono stato anche
all’estero qualche mese, sono stato in Canada. Intorno
ai 28-30 anni, ho preso in mano l’azienda di mio
padre, che aveva una piccola attività estrattiva e da lì
sono ripartito e pian piano ho ampliato quel tipo di
attività facendola diventare un’attività industriale vera
e propria. Abbiamo cercato di innovare il processo
e portare la materia prima dalla stato grezzo ad uno
raffinato, utile per i processi industriali, le motivazioni
sono state quelle di portare avanti l’attività di mio
padre, di svilupparla perché era una attività che aveva
grandi potenzialità. Oggi se vogliamo, è più difficile
dei decenni passati fare impresa, oggi le banche
difficilmente seguono le nuove iniziative; c’è bisogno
di più di mezzi propri, di mezzi personali per fare
impresa, l’impegno è maggiore, poi con l’apertura
dei mercati europei e mondiali è diventato tutto più
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Mi chiamo Nicola di Simone, opero nel settore delle attività estrattive e della produzione di carbonato di calcio, abbiamo
diverse cave, diversi siti estrattivi in provincia dell’Aquila. Abbiamo questo stabilimento a Raiano dove trasformiamo la materia
prima, il calcare, in Carbonato di calcio. Produciamo qui in Abruzzo e mandiamo materiale nel Lazio, nelle Marche, in Toscana,
Molise e Puglia. Il mercato di riferimento è quello del centro Italia. Abbiamo anche una attività fuori dall’Italia, abbiamo
una società gemella in Bosnia-Erzegovina, nella città di Mostar. Da lì mandiamo materiale in tutta l’Europa e qualcosa negli
Stati Uniti, perché è un prodotto particolare che ha delle applicazioni nobili (può essere utilizzato nel settore farmaceutico,
alimentare ecc).
difficile, le produzioni locali che erano produzioni di
nicchia hanno perso valore. Il primo che ha creduto in
me è stato mio padre, quando non era ancora in età
di pensione, mi ha lasciato l’azienda e mi ha fatto fare.
Quelli che oggi credono in me sono i miei figli, che
partecipano a pieno titolo alle attività dell’azienda e
sono ben introdotti e fanno questa attività che a loro
piace. Il futuro della nostra azienda continua con loro.
Sono orgoglioso di aver portato una attività di famiglia
quasi rurale a livelli extra regionali. Sono orgoglioso che
la nostra attività l’abbiamo portata all’estero, ci siamo
aperti a nuovi mercati, cosa impensabile fino a pochi
anni fa. Di cose che cambierei ce ne sono tante, avrei
iniziato qualche anno prima ad occuparmi dell’attività
di famiglia, perché, come tutti i giovani, ho cercato altre
strade e ho perso 10-15 anni della mia vita per cercare
cose che poi ho trovato in casa; mi sarei dedicato di
più da giovane all’attività di famiglia, questo è quello
che cambierei. Di difficoltà nel far crescere un’azienda
ce se sono tante e ce ne
sono state tante, quelle
maggiori sono state di
carattere
finanziario,
per crescere ci siamo
rivolti alle banche che in
passato ci hanno aiutato,
difficoltà di carattere
amministrativo perché nel
nostro settore c’è bisogno
di molte autorizzazioni,
continuamente abbiamo
avuto difficoltà quindi
di carattere burocratico
amministrativo.
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Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
passione
Turismo
“Strutture turistiche come questa, ce ne sono poche; quello che
posso suggerire ai giovani è di credere in questo settore, e di fare
attenzione alle opportunità di ricevere fondi per il turismo e di
focalizzarsi nella promozione delle attività sia a livello locale sia
in siti web, facilmente raggiungibili dai turisti stranieri.”
Gabriella Paris
http://www.youtube.com/watch?v=sivTsLRtSww
Gabriella Paris è la proprietaria di Holiday Home, Aquila in Abruzzo; ha ospiti sia italiani sia stranieri.
Quando era giovane, sognava di avere sua famiglia e di persone qualificate che le
un’attività in proprio, per poter conoscere ogni
giorno nuove persone e per essere indipendente
dal punto di vista economico.
Ora che ha raggiunto i suoi sogni è molto
soddisfatta.
Per molti anni, infatti, si è dedicata ai figli, i quali una
volta cresciuti, hanno deciso di aiutarla a realizzare
il proprio sogno. Vivono nel centro storico, così si
orientarono nel settore turistico.
La struttura turistica è nata dalla grande passione,
dall’amore per il territorio, nel quale non vi erano
strutture come quella da loro costruita.
E’ stata la prima struttura ad essere aperta, ed è
stata realizzata con l’aiuto di PIT.
Ha superato le difficoltà grazie al sostegno della
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hanno offerto il loro aiuto.
Per l’avvio di questa attività, è necessario
avere grande passione e molto coraggio; la
sua famiglia ha creduto nei suoi sogni.
Trova la forza per andare avanti e migliorare la
sua attività vedendo gli ospiti che lasciano la
sua “casa” contenti e felici del trattamento.
E’ orgogliosa di essere indipendente, e per
una donna questo è molto importante.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
Business Art
Produzione musicale
“In base alla mia esperienza, quando si inizia un’attività come questa,
in proprio, è necessario avere un gruppo di collaboratori, capaci di
portare lavori, i quali ti permettono di crearti un nome e di essere
quindi conosciuto nel mondo della musica. Questo è il modo migliore
per iniziare, perché sarai prima presentato e poi, solo in seguito,
verrai contatto direttamente.”
Arnaldo Capocchia
http://www.youtube.com/watch?v=QeIRfC9g6aU
Arnaldo Capocchia è un musicista ed arrangiatore. Il suo lavoro consiste nel fare canzoni. La sua azienda si chiama “Orange
Records Rome”, lavora a livello nazionale ed internazionale.
Ha studiato
turismo, ma ha sempre avuto
la passione per il tamburo; per questo ha suonato
il tamburo per molti anni, suonando anche con un
arrangiatore molto famoso, Tony Mimms. Desiderava
fortemente diventare un magnifico suonatore di
tamburo, ma questo non accadde, è divenuto un
buon suonatore ma si è specializzato nel settore
dell’arrangiamento musicale.
La sua famiglia lo sostiene molto, perché questo è un
lavoro che ha molti alti e bassi; non vi è continuità per
il piccolo imprenditore; è importante cercare nuovi
lavori e produrre un buon prodotto finale. E’ molto
orgoglioso dei prodotti finali e soprattutto quando
vede i clienti soddisfatti di ciò che ha fatto. Non
cambierebbe nulla, ama la sua vita, ne è soddisfatto
pienamente perché ha raggiunto i suoi scopi.
Vedendo che il market della musica era un settore in
continuo sviluppo, ha deciso di aprire una sua attività,
creando una compagnia che fosse capace di dare agli
artisti ciò che realmente volevano.
Le sue qualità sono la sua informalità ed il suo modo di
lavorare che piace molto ai clienti.
Il suo lavoro consiste nel mettere insieme i vari
strumenti per avere in seguito una canzone completa,
con specifici suoni del tamburo, basso e aerofoni.
RAI ha creduto in lui dandogli il suo primo lavoro: ha
fatto la musica per i campionati del mondo di nuoto.
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Paese
ITALIA
Competenza chiave
fiducia in se stesso
Settore
Comunicazione
“Oggi come oggi utilizzano moltissimo gli stage,
bisogna cercare di andare in agenzie,
in strutture di comunicazione dove puoi fare esperienza.
Dopo questa esperienza scegliere dove si vuole andare a
lavorare, il punto dove si vuole arrivare e spiccare il volo.”
Donatella Consolandi
http://www.youtube.com/watch?v=YFNKdOELdDY
Sono Donatella Consolandi e sono titolare di quella che una volta si chiamava agenzia di pubblicità e che ormai si chiama
impresa di Comunicazione. Lavoro in Italia, prevalentemente in Lombardia.
Il mio lavoro, quando è nata la mia azienda, quello che facevano gli altri. Ho avuto dei datori di
era nel settore finanziario assicurativo. Poi, si è
spostato verso le risorse umane, verso tutto quello
che è la gestione del capitale umano, settore nel
quale ancora oggi lavoro, ma ho affiancato a questo
settore anche la promozione del territorio.
Da piccola mio padre voleva che facessi la maestra
perchè secondo lui una professione adatta per una
donna. Io non ne ho voluto sapere e ho iniziato i miei
studi come ragioneria. Ho iniziato a lavorare come
amministrativa. Ovviamente dopo i primi mesi di
lavoro mi sono accorta che forse non era il lavoro per
cui avevo le principali attiitudini. In seguito, ho avuto
la fortuna di andare a lavorare come amministrativa
presso un’agenzia di pubblicità. I primi mesi di lavoro
lavoravo nel settore amministrativo ma vedevo
le mie colleghe che lavoravano nei settori che mi
interessavano di più e ho quindi iniziato a seguire
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lavoro molto perspicaci, che mi hanno fatto iniziare
a lavorare nei media. Ho iniziato a lavorare quindi
come responsabile media e di lì a qualche anno ho
iniziato a sognare di fare questo lavoro, lavorare a
contatto con il cliente, capire quali fossero i suoi
bisogni, cercare di aiutarlo.
Ho iniziato quindi a fare un lavoro che mi piaceva
davvero, l’avere un rapporto con il cliente, andare
a presentare ciò che sviluppavo in agenzia; però a
questo punto mi sono resa conto che mi sarebbe
piaciuto anche prendere delle decisioni, scegliere di
trattare il cliente in un certo modo, fargli determinati
costi, di iniziare con lui determinate iniziative.
Ho cominciato a pensare quindi che avrei potuto
spiccare il volo e creare una mia struttura. Ormai sono
20 anni che ho la mia attività; sono molto orgogliosa
di ciò che sono riuscita a creare. Ho consolidato il
rapporto con i miei clienti. Se un cliente rinnova la
fiducia anno dopo anno, significa che hai lavorato
bene. L’altro motivo di orgoglio è di aver allevato
un staff di persone attorno a me, ho delle persone
che sono nel mio staff da 15 – 16 anni, da quando,
appena terminata l’università sono venute a lavorare
da me, si sono appassionate al lavoro che facevamo,
e si sono appassionate all’ambiente.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA
Opportunità di lavoro
Ambiente
“Il suggerimento per chi volesse creare un’impresa come la mia è (di
avere dietro questo tipo di impresa) è di basare il proprio percorso
imprenditoriale sulla conoscenza, competenza e soprattutto esperienza,
coniugando variabili ecologiche con quelle estetiche. Quindi, la sintesi per
un successo imprenditoriale nel mio settore è: preparazione, esperienza,
competenza e conoscenza.”
Valter Vaccaro
http://www.youtube.com/watch?v=2P15Z9XarF4
Mi sono sempre occupato di molte cose, sono
un multi-tasking prima ancora che fosse inventato il
termine. Gestisco tre ruoli, sono insegnate abilitato
per la scuola media superiore, gestisco l’accademia
del verde e collaboro da anni per i servizi per l’impiego
come consulente.
Da piccolo sognavo di fare il bello, di promuovere
(portare) il bello. Man mano che l’età avanzava sentivo
il bisogno di rendere questo bello non fine a se stesso,
effimero ma supportato dal concetto di cultura. Penso
di esserci riuscito.
L’idea d’impresa nasce da una grande passione, da un
lato per il bello, dall’altro per l’eleganza degli interni
ma anche come sfogo intimo, un processo catartico.
“Un percorso dapprincipio di alta formazione con la
Regione Lazio, poi un percorso universitario con una
laurea in sociologia con indirizzo territorio ambiente e
tesi di laurea sulle terrazze romane, infine un master
in bioarchitettura. Il tutto affiancato da una grande
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Mi chiamo Valter Vaccaro e da anni gestisco un’impresa nel settore del verde. Si chiama l’accademia del verde, progetta e
realizza verde privato urbano. Il settore è quello delle piante in vaso e il luogo di lavoro è quello dell’hinterland romano. La
mia utenza è costituita da privati: proprietari di attici, balconi e cortili perimetrali e partner di bar e ristoranti.
esperienza prima in un garden center e poi in una delle
più grandi aziende di produzione di piante in vaso, di
cui poi sono diventato direttore commerciale, prima di
mettermi in proprio.
Difficoltà ce ne sono state tante, ma sono state
superate con la forza e l’energia che ho dentro; la
stessa che trasmetto quando vendo i miei servizi (il
pacchetto verde).
Per gestire con successo un’impresa di questo tipo,
poiché si entra nella quotidianità e nel privato urbano,
ci vuole una grande pace e serenità e una grande forza
anche fisica per la realizzazione e gestione dei lavori e
tanta pazienza.
Sono orgoglioso del fatto di aver portato la gioia nelle
case delle persone, perché il verde unisce, e del fatto di
aver portato la gioia nei giorni feriali della vita sociale.
Se tornassi indietro non cambierei nulla di ciò che ho
fatto perché è un
percorso che ho
costruito.
Da soli è difficile fare tutte queste cose. Io sono stato
sostenuto dapprincipio, in itinere e anche oggi da mia
moglie. Ha creduto in me il garden center per il quale
lavoravo che mi ha dato la possibilità di entrare nel
privato e vedere le terrazze romane da cui è nata la
mia tesi di laurea.
Ha creduto in me la Fiera di Roma che mi ha consentito
di realizzare la mia tesi di laurea in grandezza reale, con il
progetto “un terrazzo per tutti”. Oggi prevalentemente
sono io che sostengo l’Accademia del verde.
I miei punti di forza
sono i collaboratori,
persone che sono
figli e nipoti, di
operai e vivaisti;
poi la serenità, la
pace che mi porto
dentro.
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Paese
ITALIA
Competenza chiave
proattività
Settore
ICT
“Chi oggi avvia una impresa come la mia non deve commettere l’errore di
essere tuttologo. Bisogna specializzarsi.Poi, suggerisco di non avventurarsi
da soli, ma creare un gruppo e condividere le risorse con il gruppo.
Per far funzione questa tipologia di impresa, bisogna prestare la massima
attenzione alle esigenze dei propri clienti, cercare di assecondare le loro
richieste e comprenderle a fondo. Questo ti porta al successo.”
Angelo Scandurra
http://www.youtube.com/watch?v=ZJePG5UbhTg
Mi chiamo Angelo Scandurra e sono il titolare di una agenzia web che si occupa di realizzazione di portali, siti web
e interfacciamento con banche.
Ho avuto tante esperienze lavorative, sia lavoro dipendente. Il mio interesse per
come lavoratore dipendente che come lavoratore
autonomo.
La mia passione è stata sempre la programmazione.
Mi ero stancato dei vecchi lavori e un giorno mi sono
detto:”perché no!”. Perché non guardare avanti;
perché non guardare al futuro.
Negli anni ‘90 il futuro era internet. Così decisi di
trasformare internet nel mio lavoro.
I miei valori sono la continua formazione, la ricerca,
lo studio e la passione per questa tipologia di
lavoro.
Per questo lavoro è importante essere attenti alle
novità ed essere aggiornati sulle nuove offerte di
mercato.
Ho scelto di fare impresa perché non mi piaceva il
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la programmazione nasce come hobby
negli anni 80, quando mio padre
acquistò il primo computer. Da allora
capì che era possibile creare un lavoro
con le nuove tecnologie.
Questo lavoro mi consente di vivere
bene.
A livello lavorativo, una gratificazione
è quella di poter operare con aziende
di primaria importanza nel settore
dell’editoria e della discografia.
Sono anche orgoglioso di una nuova
iniziativa che ho lanciato. Un portale dedicato alle
aziende.
Avviare una web agency non ha bisogno di molte
risorse economiche.
La maggior parte delle persone che operano in
questo settore sono tutti free lance.
Da piccolo non avevo le idee molte chiare. Non
sognavo di diventare, ma mi accontentavo di vivere
la mia adolescenza.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA-nato in Bangladesh
entusiasmo
servizi
“Prima di tutto nella vita ci vuole la fortuna, l’impegno, la fortuna,
devi essere bravo a raccogliere le opportunità che hai. Se oggi hai
la possibilità di fare devi fare e non devi aspettare il domani.
Oggi se hai un po’ di luce approfitta di quella luce e fai quello che
puoi fare con quella luce.”
Osman Gadi
http://www.youtube.com/watch?v=hR-ll5w0900
Ho fatto tanti lavori nella mia vita da quando
avevo 15 anni, il sabato e la domenica ho sempre
lavorato, ho fatto il cameriere e ho dato una mano
ai miei zii o papà in queste lavanderie, non sono
mai stato fermo. Grazie ai miei genitori ho sempre
percorso una strada lavorativa. Ho frequentato il
liceo scientifico con ottimo voti, poi l’università La
Sapienza di economia e finanza per 4 anni ma non ho
completato la laurea perché mi sono messo a gestire
le attività di famiglia. Prima di tutto, devi essere umile
per fare questo lavoro, avere una formazione di studi
riguardo ai tessuti e ai prodotti che si utilizzano in
questo lavoro e anche la pratica nel campo, devi avere
tutto, la parte teorica e pratica per fare questo tipo di
attività. Quando ho iniziato, la prima cosa che fatto è
studiare per 4 mesi con un esperto nel campo, che mi
ha fatto vedere tutti i metodi specifici per ottenere il
lavoro migliore, poi ho sperimentato sui miei vestiti i
metodi che avevo imparato e solo con il tempo sono
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Mi chiamo Osman vengo dal Bangladesh sono cresciuto in Italia. Da quando avevo 4 anni mi sono trasferito a Roma con la
mia famiglia e gestisco una catena di 23 lavanderie, di proprietà della mia famiglia. La catena si chiama Lavasciuga e la sede
legale è Torino.
riuscito… sono quasi 5 anni che gestisco le attività di
famiglia. Studiavo e praticavo il lavoro che imparavo,
è stata teoria e pratica insieme. Sono stato fortunato
perché ho avuto sempre la mia famiglia vicino, mio
padre, mia madre i miei fratelli che mi hanno aiutato
a crescere in questo campo e a superare i momenti
difficili che ho avuto. Son orgoglioso che le mie attività
vanno tutte bene grazie agli sforzi che fatto in questi 5
anni. Potessi tornare indietro non cambierei, nulla anzi
farei di più, considerati i risultati che sto ottenendo.
Il successo di questa impresa è legato all’umiltà, alla
sincerità con il cliente, ai prezzi che sono bassi e alla
qualità. La qualità è fondamentale, infatti i prezzi
possono variare ma la qualità deve essere ottima per
soddisfare nostri clienti.
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Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA-nato in Egitto
fiducia in se stesso
Commercio
“A chi volesse avviare un’attività come la mia, consiglio di
impegnarsi molto, mettere tanta energia in quello che si fa
e non scoraggiarsi mai.”
Ahmed Abouomar Mohsen Saleh
Mi chiamo AHMED ABOUOMAR MOHSEN SALEH (Mosen Sale Abuomar) sono egiziano e ho una attività di fioraio
http://www.youtube.com/watch?v=gw00qGwQhq4 a Porta Portese (Roma).
Prima di avviare questa attività, ho fatto un piazzaiolo bisogna avere tanta fantasia.
diversi lavori. Ho lavorato nei ristoranti per circa
10 anni, come lavapiatti e aiuto-cuoco. In cucina
facevo la pizza, i primi piatti, i secondi piatti, i piatti
di pesce.
Quando ho finito la scuola sono partito per il mondo.
Sono stato in Francia, Germania, Libano, Siria, Arabia
Saudita. Sono 25 anni che ho lasciato l’Egitto e 12
anni che sono in Italia.
Con la crisi economica che ha coinvolto anche il
settore della ristorazione, non ho più trovato lavoro
come cuoco. La difficoltà occupazionale è stata da
motivazione a cambiare lavoro cosi ho deciso di
avviare un’attività autonoma come fioraio. Non è
un’attività difficile e a me piace.
Ho scelto di esercitare un mestiere carino, fantasioso,
come in cucina. Per essere un fioraio, o un cuoco o
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Ho imparato da solo a fare questo lavoro, anche
se mi ha aiutato un mio amico. Il mio amico mi
ha insegnato a scegliere i colori, i fiori, a fare un
bouquet, a mettere confezionare i fiori, a saper
scegliere i fiori per le differenti occasioni. Queste
sono tutte conoscenze che ho dovuto apprendere
perché prima facevo un altro lavoro.
Sono felice di fare il fioraio,è un lavoro tranquillo
e molto bello. Il mio attuale lavoro mi piace e mi
appassiona. Nell’avvio di questa attività non ho
avuto grandi difficoltà.
Il mio punto di forza è nel saper consigliare il cliente,
ma è importante instaurare un rapporto personale
con il cliente, affinché il rapporto si fidelizzi.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA-nato in Egitto
persistenza
servizi
“Ad una persona che volesse avviare una attività consiglio innanzitutto di
lavorare e di mettere da parte i soldi e poi decidere di fare cosa vuole fare,
per affittare un locale ed attrezzarlo c’è bisogno di soldi e all’inizio sarà
dura. Però si può riuscire con la buona volontà, con il sostegno anche dei
familiari, con l’esperienza di qualche amico o mettendosi in società con
altri se i propri soldi non bastano.”
Ramadan El Sayed Mohamed
http://www.youtube.com/watch?v=xWUSfHx1EqE
Ho fatto tanti lavori, ho lavorato in diversi
garage, in bar, in hotel, presso un magazzino di
acqua minerale, in un carrozziere. Ho continuato a
lavorare e a studiare. Mi sono iscritto all’università
in Egitto e mi sono laureato. Tuttavia in Italia non
essendo madrelingua e non essendo nato qui, ho
avuto difficoltà ad inserirmi col mio titolo di laurea,
così ho fatto i lavori più disparati. Non pensavo a fare
il commercialista, il ragioniere o l’imprenditore ho
lavorato per guadagnare e così ho continuato a fare
tanti lavori, lavoravo in un hotel e facevo da guida
perché parlo inglese, arabo e in più lavoravo in un
bar. Cosi ho messo da parte i soldi fino a quanto un
mio amico mi ha detto che c’era un garage libero e
di prenderlo in gestione insieme, il mio amico come
meccanico ed io come il garagista. In quel garage
siamo rimasti 25 anni fino a quando i proprietari non
lo hanno venduto ma io non sono riuscito a comprarlo.
Così ho preso una piccola liquidazione e sono andato
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Salve sono Ramadan El Sayed Mohamed, sono nato in Egitto al Cairo il 3/12/51 e sono gestore di una autorimessa che si
trova a Roma in via Caffaro. Sono venuto in Italia la prima volta nel 1976, quando ero uno studente e poi ho deciso di venire
ogni anno.
via. Ciò che mi ha spinto a lavorare con il mio amico
è stata la complementarietà delle nostre competenze:
lui meccanico e io garagista. La mia idea era di fare un
garage 24 ore su 24 così che chi ha un’auto può entrare
e uscire e in libertà. Ciò che ho fatto nel precedente
garage l’ho rifatto anche nel nuovo garage che ho
preso in Via Caffaro, e fortunatamente sono tutto
pieno. Per fare un’impresa bisogna avere la buona
volontà di essere un imprenditore e mettere da parte i
soldi in modo di avere una base per avviare un’attività.
Fare il garagista non è difficile, ho la patente e bisogna
saper parcheggiare, cosa che ho imparato lavorando
in diversi garage. É un lavoro che richiede attenzione.
Sono orgoglioso di essere riuscito a comprare una
casa, a garantire un tetto alla mia famiglia, per me
e per la mia vecchiaia, sono orgoglioso dei miei figli
che studiano, mio figlio studia Scienze politiche e
giornalismo all’Università americana, mia figlia fa
l’ultimo anno del liceo scientifico, ho fatto di tutto per
farli crescere bene. Se tornassi indietro avrei studiato
bene la lingua italiana, avrei approfittato della mia
laurea, ma bisogna anche sapersi accontentare.
67
Paese
Competenza chiave
ITALIA-nato in Bangladesh
solidarietà
Settore
servizi
„Oggi ho le competenze necessarie per aiutare un giovane ad aprire una
attività analoga alla mia. Il mio consiglio, da straniero in Italia, è che per
avviare un’attività autonoma occorre la consulenza di un commercialista,
ma soprattutto una competenza tecnica. Per fare impresa in Italia è
importante disporre almeno di un titolo di studio ed una conoscenza
tecnica del lavoro che si vuole avviare in forma autonoma.”
Harun Or Rashid Dhali
La mia attività si chiama INTER PHONE DHALI. Prima di diventare imprenditore, ho fatto numerosi lavori. Per alcuni mesi ho
http://www.youtube.com/watch?v=nQRWS5aWjmA anche venduto per strada, con una bancarella.
Per
avviare questa attività ho dovuto per la propria strada. Ho risparmiato del denaro
risparmiare un bel po’ di denaro.
Da grande sognavo di fare il medico, ciò nonostante
mi piace il lavoro che ho creato.
Per imparare a gestire un’attività ho studiato. Queste
competenze mi sono state utili anche per trovare
lavoro.
Prima di scegliere questo settore ho analizzato a
lungo le opportunità.
Ho scelto di avviare un call center perché è una
tipologia di impresa a basso rischio. L’investimento
iniziale è decisamente contenuto: compri la linea
e vendi. E, nella misura in cui riesci a vendere,
guadagni.
Sono arrivato in Italia con mio fratello. All’inizio
abbiamo lavorato assieme. Poi ciascuno è andato
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per quasi un anno e poi ero pronto per aprire la mia
attività.
Io sapevo utilizzare internet già nel mio Paese. Nel
mio Paese ho conseguito un diploma tecnico che
mi ha dato le competenze di base per saper gestire
un’attività autonoma, anche qui in Italia.
Nella creazione di questa attività sono stato aiutato
dalla mia famiglia. Mio padre mi ha anche prestato
del denaro, ma soprattutto mi ha aiutato la comunità
del Bangladesh. Noi stranieri siamo molto solidali
tra noi.
Ho provato ad aprire una attività autonoma perché
mi sentivo sicuro delle mie competenze e della
solidarietà dei miei connazionali. In Italia non siamo
stati aiutati da nessuna Istituzione.
Paese
Competenza chiave
Settore
ITALIA- nato in Cina
udienza
commercio al dettaglio
“Credo di aver avuto successo perché ho capito i gusti
della gente, ascolto i loro suggerimenti e cerco sempre mi
mantenere alta la qualità della mia offerta.”
Lin Jing Jessica
http://www.youtube.com/watch?v=8mVQhVzRNGM
Qui in Italia
ho studiato per due anni. Poi ho
fatto la commessa e, giorno dopo giorno, mi sono
appassionata al commercio. Così ho deciso di aprire
un negozio con la mia famiglia e mio marito.
La mia famiglia già in Cina operava nel settore
sartoriale. Mia madre, le mie zie e tutti i parenti erano
sarti. Già da piccola ero affascinata dalla moda.
Per fare questo lavoro occorre una discreta conoscenza
della lingua italiana e per noi stranieri questa lingua è
decisamente difficile.
Per gestire un negozio d i abbigliamento occorre una
conoscenza tecnica del settore, bisogna conoscere i
colori e i tagli di tendenza, saper allestire una vetrina,
saper gestire un magazzino. Io ho iniziato da piccola
nella sartoria della mia famiglia.
Io sono Jessica vengo dalla Cina, da Shanghai. Sono in Italia da 10 anni e ho aperto un negozio da 5 anni. Il mio negozio è a
Roma, nel quartiere Magliana. Vendo prevalentemente abbigliamento, calzature e intimo.
trovata molto bene. Ho dovuto affrontare numerosi
momenti difficili soprattutto all’inizio perché l’affitto
del locale dove opero, è molto alto, così come è stato
difficile riuscire ad acquistare la merce iniziale. Ma
ho trovato persone che mi hanno aiutato, mi hanno
fatto credito. Ho dovuto indebitarmi ma grazie alla
solidarietà e alla collaborazione dei miei fornitori sono
riuscita a superare il difficile momento dell’avvio.
“Per aprire una attività come
la mia, bisogna saper scegliere
il magazzino, ma soprattutto
occorre conoscere la lingua del
Paese dove opera.”
Chi ha creduto in me sono stati i miei parenti. Mi hanno
incoraggiato e soprattutto rassicurata. In Italia mi sono
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69
Paese
Competenza chiave
ITALIA- nato in Cina
Opportunità di lavoro
Settore
Ristorazione
“Ad un giovane straniero che volesse avviare un esercizio
commerciale come il nostro consiglio di studiare l’italiano,
prima ancora di trasferirsi in Italia, e di tentare la scelta
imprenditoriale in settori dove si hanno forti competenze tecniche.
In Italia, non si può avviare un’attività imprenditoriale senza un
alto livello di specializzazione.”
Wei Zhang
http://www.youtube.com/watch?v=TKIFsuL7mYw
Io vengo dalla Cina. Vivo in Italia da quasi 15 anni. Da sempre ho lavorato nel settore della ristorazione. Ora gestisco una
rosticceria con mio Marito.
In Italia, ho iniziato a lavorare come commessa un bravo cuoco e saper capire i gusti della gente e
in un negozio di abbigliamento.
prestare loro attenzione.
Da piccola sognavo di diventare maestra, oggi sono
soddisfatta di ciò che sono.
Hanno creduto in noi i nostri genitori, che ci hanno
dato la forza di andare avanti. Abbiamo dovuto
superare tante prove difficili. Ci siamo riusciti grazie
al sostegno della nostra famiglia allargata. Per noi
stranieri, la lingua italiana è il principale ostacolo
all’integrazione. Senza un buon livello di conoscenza
linguistica è difficile riuscire a lavorare qui in Italia.
Questa attività è stata creata da me e mio marito.
In Cina, lui ha frequentato quella che in Italia è la
scuola alberghiera.
Poi, in Italia, per alcuni anni ha lavorato come
assistente cuoco in numerosi ristoranti. In questo
modo è riuscito ad apprendere le vostre ricette e le
modalità per rendere i nostri cibi più rispondenti ai
gusti degli italiani.
Personalmente, ho sempre lavorato a contatto con
la gente. Ho, così, appreso a parlare con i clienti e ad
ascoltare suggerimenti e preferenze.
Per gestire una attività come la nostra, bisogna avere
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I punti di forza della nostra attività sono la qualità
dei cibi, la pulizia dei locali, un ambiente accogliente
e una gestione a carattere familiare.
Io vorrei che i miei figli continuassero questa
attività.
Paese
ITALIA- nato in Ecuador
Competenza chiave
Settore
coraggio
Edilizia
„Il mio lavoro si apprende sul campo, anche se gli studi sono molto
utili. Ho due figli, il più grande sogna di diventare meccanico.
Gli ho suggerito di laurearsi in ingegneria. In Italia è molto
importante una qualifica e una formazione professionale, anche di
tipo universitaria.“
Ricardo Castro and Jhonny Ruiz
Ciao io mi chiamo Jhonny e sono in Italia da 10 anni, con il mio socio Ricardo, anche lui dell’Ecuador, abbiamo iniziato a
http://www.youtube.com/watch?v=8aFWMsDKFvc lavorare insieme perché siamo amici da molto tempo e questo ci ha spinto a lavorare insieme.
Il mio nome è Ricardo Castro, sono dell’Ecuador,
la mia ditta si chiama Leni Edil e facciamo lavori di
ristrutturazione e ricostruzione nel settore edile
privato, anche di impiantistica.
Mi piace molto la cucina, mi piace molto cucinare e
questo è stato il mio primo lavoro in Italia. Ho fatto
tanti lavori nella mia vita per guadagnarmi il pane.
Il mio sogno era fare il mastro di arti marziali. Da piccolo
mi piacevano tante cose, fare il pilota, l’ingegnere, ho
studiato sono andato anche all’università ma poi ho
avuto diverse difficoltà. L’Ecuador ha iniziato ad avere
problemi legati alla crescita economica e questo mi
ha spinto a lasciare il paese.
L’idea di una ditta edile è nata da una esperienze
ventennale, in Ecuador.
Ciò che serve è la volontà di lavorare e la fiducia.
Un’altra cosa di cui la gente si rende conto è la
professionalità e il cuore che ci mettiamo in ciò che
facciamo e ciò ci spinge ad andare avanti.
Se potessi tornare indietro completerei gli studi
universitari in ingegneria.
L’idea di fare un’impresa è nata dalla necessità, dalla
crisi, dalla scarsità di lavoro. Abbiamo unito le forze
cercando di fare qualcosa insieme.
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Paese
Competenza chiave
ITALIA- nato in Ecuador
ottimismo
Settore
commercio all’ingrosso
“Per chi volesse iniziare questa attività è necessario fare prima una piccola
esperienza in una ditta come questa, per poter conoscere i clienti, per instaurare
i rapporti con le fabbriche e con i rappresentanti.
Il mercato è grande e c’è tanto da lavorare, quando si inizia questa attività
bisogna considerare tre aspetti: la base, dove voglio operare, dove mettere il
magazzino per poter dare un servizio, la seconda avere una base economica, la
terza sapere quale è il mercato dove voglio operare.“
Enrique Mendieta Espinoza
http://www.youtube.com/watch?v=RSxIOW0fO6g
Mi chiamo Enrique Mendieta Espinoza, vengo dall’Ecuador, sono venuto a Roma nel 1994 perché avevo vinto una borsa di
studio per studiare all’Universita Regina Apostolorum. La mia ditta si chiama Mega Carta Snc e sono il titolare. Mi occupo della
vendita all’ingrosso di prodotti monouso e detergenti. Serviamo le comunità, i bar, le mense, le tavole calde, associazioni
culturali.
Io provengo da una famiglia molto cattolica famiglia e dei miei amici che hanno contribuito sia
e da piccolo sognavo di fare il sacerdote, avevo
vinto infatti una borsa di studio all’Universita Regina
Apostolorum ma poi ho lasciato gli studi e mi sono
dedicato al lavoro. Quando ho iniziato questo
lavoro mi sono trovato avvantaggiato rispetto a
tanti stranieri che arrivano in Italia, perché grazie ai
miei studi parlavo già quasi perfettamente italiano e
quindi mi è stato più semplice inserirmi nel mondo
del commercio. Quando ho iniziato a lavorare come
magazziniere, carico e scarico merci, poi ho iniziato
a fare le consegne e infine a fare la contabilità che
è una materia che mi appassiona tanto. Viste le mie
capacità, il mio capo mi ha dato l’opportunità di
relazionarmi con i clienti , i fornitori e le fabbriche. Per
fare impresa bisogna inserirsi e conoscere il campo
dove operare, perché non si può improvvisare. Nei
momenti più difficili ho avuto l’appoggio della mia
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moralmente che economicamente e soprattutto
mia moglie. Chi ha creduto in me e mi ha dato
l’opportunità di crescere è stata per prima la Caritas
cosi come le associazioni di volontariato. Io sono
orgoglioso di essermi inserito nel mercato italiano.
In Italia c’è lavoro per chi vuole lavorare, ci sono
molte opportunità ma c’è bisogno di impegno.
Dobbiamo dare opportunità ai giovani per potersi
inserire nel mondo del lavoro, essere innovativi con
la merce, usufruire delle tecnologie che abbiamo a
disposizione, aiutare il consumatore a risparmiare
perché in un momento di cresi bisogna aiutare a
risparmiare.
Paese
ITALIA- nato in Egitto
Competenza chiave
Settore
fiducia in se stesso
ristorazione
“Devi aspettare il momento giusto per avviare l’attività , quando
hai risparmiato dei soldi puoi farlo.
Devi essere pronto. Poi devi avere prima l’esperienza, sapere come
fare i prodotti, devi studiare o imparare con altri e poi iniziare e
andare avanti.“
Abd Elaal Sheta
Mi chiamo Abdu sono egiziano e ho una attività di pizzeria e kabab dal 1998. L’ attività di chiama Pizzeria dei Faraoni, pizza e
http://www.youtube.com/watch?v=5YbSAbQCL5M kebab, si trova a Roma zona Selva Nera - Casalotti.
Ho due attività in Egitto, mi muovo tra qui
e l’Egitto. Faccio commercio perché questo è sempre
stato il sogno della mia vita. Quando sono arrivato
a Roma con i miei amici egiziani, l’unico lavoro che
ho trovato con i miei amici egiziani era quello in un
ristorante pizzeria, come in questo caso; ho lavorato
con altri e poi loro mi hanno chiesto di comprare
l’attività. L’ho comprata e ho iniziato a lavorare, sono
andato avanti e ora sono qui da 20 anni. Mi hanno
aiutato tante persone, innanzitutto con la parola, poi
la mia famiglia e diverse persone con cui ho costituito
delle società che non sempre sono andate bene. Mi
sento bene quando c’è tanto lavoro perché so che
posso andare avanti, sono felici i clienti e sono felice
io. Qua ho avuto momenti difficili quando sono stato
in società con due miei amici e dividere la società è
stato difficile, ma sono andato avanti. Questa è una
bella attività devi fare prodotti buoni, trattare bene la
clientela e non stare mai col muso.
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Paese
Competenza chiave
ITALIA-nato in Bangladesh
Opportunità di lavoro
Settore
commercio alimentare
al dettaglio
“Il mio consiglio ad un giovane che volesse diventare
imprenditore in Italia è quello di arrivare in questo Paese con
una solida formazione nel settore in cui intende operare e poi
fare tanta esperienza in Italia.”
Urla Merdiascet
http://www.youtube.com/watch?v=vIjDN6EKg6M
Io sono Urla Merdiascet vengo dal bangladesh. Vivo in Italia da quasi 22 anni. Ho creato questa attività, perché l’essere
imprenditore era il mio sogno già da quando vivevo nel mio Paese.
Ho incontrato tante difficoltà sia nella qualità e alla diversificazione dei prodotti offerti.
ricerca del locale sia nel reperimento dei soldi
iniziali.
Sono stato aiutato dalla mia famiglia.
Il mio negozio è a Roma, in una buona zona
commerciale.
Vendo generi alimentari etnici e in particolari
asiatici.
Oltre a questo lavoro, da oltre 20 anni sono anche
magazziniere in un importante bar-tavola calda di
Roma.
Nel mio Paese ho studiato marketing.
Per fare questo tipo di lavoro devi avere competenze
sulla conservazione dei differenti alimenti, devi
conoscere i prezzi di mercato e essere attento alla
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Per fare questo lavoro è anche importantissima
l’esperienza. La mia esperienza come magazziniere
mi è stata molto utile, perché ho appreso come
conservare il cibo deperibile.
Tutta la mia famiglia, i cognati e i nipoti mi sono stati
vicini e mi hanno aiutato anche economicamente
nell’avvio della mia attività imprenditoriale.
Sono orgoglioso del tipo di negozio che ho
avviato. Forse potendo tornare indietro nel tempo,
dedicherei più tempo alla mia formazione.
Chi siamo noi
Superact
è un’organizzazione delle arti no profit che usando la
creatività aumenta il benessere e la salute delle persone che hanno
differenti background e abilità. Usiamo artisti e musicisti, sia dilettanti
sia professionisti, per realizzare progetti di grande successo nel settore
sanitario, istruzione e sistemi di giustizia penale.
Più recentemente il nostro lavoro ha incorporato altre forme di arte,
come la narrazione e il dramma, che completano l’approccio musicale.
Nella maggior parte dei settori in cui operiamo, le arti possono dare
un contributo significativo alla vita della gente: abbattendo le barriere,
creando autostima, promuovendo l’inclusione sociale e l’occupabilità,
e fornendo canali forti di espressione e di comunicazione dove
precedentemente non erano ben stabilite o forse non esistevano
affatto.
lavorando. Dal laboratorio didattico di narrazione partecipativo o di
un concerto più tradizionale, questa flessibilità consente di ottimizzare
l’importanza di ciò che offriamo ed è uno dei fattori chiave di successo di
Superact , lavorando con pubblico e ambienti sempre diversi.
I progetti europei sono un altro nuovo sviluppo nel campo d’azione di
Superact: siamo attualmente impegnati in una serie di progetti europei
multi-laterali, come parte di una rete di organizzazioni che cooperano
in programmi di partenariato, contribuendo in tal modo nei confronti
della diversità culturale, rendendo la nostra visione più ampia, una
dimensione europea.
Finanziariamente, Superact! è un’organizzazione no profit, in modo
che tutti i fondi siano utilizzati per aiutare le comunità che ne hanno
bisogno.
Le nostre attività sono tutte ‘su misura’, nel senso che se sono concepite
e adattate in base alle particolari esigenze del gruppo con cui stiamo
http://www.superact.org.uk/
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
ha trasformato il suo hobby
in un lavoro
Servizi
“Ho avuto un incidente stradale. Durante il mio ricovero, ho
deciso di trasformare la mia passione in un lavoro. Quando mi
hanno licenziato sapevo che era giunto il momento!“
Alan Kingshott
http://www.youtube.com/watch?v=eBc5fRacm8Q
L’attività che ho iniziato si chiama “Radici e Rami”:
offre l’albero genealogico della storia della famiglia. Non si
tratta solo delle date di nascita e di morte delle persone, ma
è molto di più. E’ come dipingere un quadro di come hanno
vissuto: cosa hanno fatto? Quanti bambini avevano? In che
tipo di casa vivevano?
Nello stesso momento ho deciso di mettermi in affari,
ero in indennità di malattia e mi sono rivolto a “Outset”,
un’organizzazione in Plymont che offre aiuto e sostegno
alle persone come me, per darci la possibilità di farcela con
le nostre mani e avviare un business.
Non avevo mai fatto un piano di lavoro, non avevo alcuna
esperienza o conoscenza in questo campo. Inizialmente,
ho trascorso anche 12 ore al giorno con un consulente per
poter elaborare un piano di lavoro…
Non molto tempo dopo, ho ottenuto un prestito di 3000
sterline, ed ho deciso di investirlo in alcuni PR.
Avevo fatto il mio sito professionale, con un logo brillante
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Ho 53 anni, ho iniziato la mia attività in proprio dopo essere stato nel settore dei pneumatici per 28 anni. Nel 2005 ho avuto
un incidente d’auto: ho dovuto sostituire 2 vertebre nella spina dorsale, ho subito 4 operazioni alla spalla… sono stato senza
lavorare per molto tempo e la mia azienda non poteva supportarmi per molto tempo. Durante il mio recupero, ho ingannato
il tempo ricercando il mio albero genealogico. Ho sempre avuto una passione per la genealogia ed è diventato un hobby
serio molti anni fa. Quando sono stato licenziato e la società mi ha tagliato fuori, ho deciso che la cosa migliore che avrei
potuto fare era quella di lavorare per me e che era giunto il momento di trasformare la mia passione in un business.
che ha dato un’identità alla mia compagnia … ho anche
comprato un enorme striscione con sopra il mio logo, che
porto con me ovunque io vada.
Penso di essere stato molto fortunato ad incontrare “Outset”.
Si tratta di una di quelle iniziative finanziate dall’EU per
aiutare le persone che si trovano nella mia stessa situazione.
Avevo 52 anni, quindi ho realmente apprezzato il modo
in cui mi hanno offerto sostegno sin dall’inizio. Mi hanno
preso in braccio e mi hanno aiutato a lungo, fino a quando
non sono stato abbastanza sicuro da dire “OK”, mi butto ora,
ho intenzione di farlo!”
Quello che penso ora è che sono un imprenditore anziano,
“non è magnifico?”
…Spero di poter essere un esempio per altre persone della
mia età a farsi avanti, perché credo che molte persone nella
loro vecchiaia abbiano qualcosa da dare, e che debbano
farlo, perché non si deve rinunciare alla propria vita. Ora, mi
sveglio ogni mattina ed ho la possibilità di fare ciò che mi
appassiona, il che è probabilmente la ricompensa migliore.
La prospettiva di fare da solo la
mia contabilità mi ha scoraggiato
sin dall’inizio, ma poi ho comprato
un software, ho imparato ad usarlo
e tenerlo sotto controllo, e non è
così male dopo tutto….
Ciò che è necessario, per qualsiasi
imprenditore all’inizio è la tenacia,
e non rinunciare al prima ostacolo.
C’è stato un momento in cui volevo
rinunciare, ma poi ho capito che
non mi dovevo preoccupare dei dettagli, e che si sarebbero
sistemati in seguito. Bisogna avere in mente una visione e
un quadro più generale.
Quello che vorrei dire alle persone è che ci sono molte
organizzazioni in grado di supportarci ed aiutarci.
Cercatele, andate fuori, non aspettate che siano loro a venire
da voi.
Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
elasticità
servizi socio educativi
“Tutta la mia vita, o almeno quella professionale, è
stata influenzata dal mio problema di mobilità.“
Amanda Drake-Worth
http://www.youtube.com/watch?v=sWDy3cZMzqM
La mia azienda
si propone di diffondere la
pratica del linguaggio dei segni del bambino. A partire
dal sesto mese, “Happy Sign” può insegnare ai bambini
come comunicare i propri bisogni ai genitori.
Ci sono 2 grandi vantaggi in questo: in primo luogo,
i genitori non si sentiranno più frustrati di non capire i
motivi del pianto dei loro figli; e cosa più importante, i
gesti del bambino si collegano alla comunicazione prima
ancora di raggiungere la fase verbale, ciò stimola il loro
cervello e si traduce in un QI superiore di 5 anni rispetto
a quello di altri bambini.
Scegliendo questo tipo di lavoro mi sono posta 3
domande: cosa posso fare per aiutare gli altri, che mi
piacerebbe fare e che potrebbe adattarsi alla mia vita
familiare?
Ho ricevuto enorme sostegno da “Outset” , Plymouth, un
organizzazione finanziata dall’EU che aiuta le persone ad
iniziare una propria attività. Hanno subito amato la mia
storia e mi hanno incoraggiato ad andare avanti, e fare
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Ho 49 anni, ho creato una società chiamata ”Happy Signers”. L’idea è nata un quando ho iniziato British Sign Language, un
paio di anni fa’. Ho lavorato per la Royal mail per 10 anni ed odiavo farlo! Ho perso molto a lavorare in questo contesto. Inoltre,
ho avuto un problema con le gambe e non potevo stare in piedi per molto tempo, così ho deciso di diventare un istruttore
di guida e avere una mia attività come scuola guida. La cosa è andata bene fino a che non ho dovuto rinunciare alla carica a
causa di un’operazione alla gambe. “
ciò che volevo!
Ho frequentato tutti i
loro corsi, fiducia in se
stessi, questioni fiscali,
ho seguito tutto…. Sono
stati anche di grande
aiuto per il network,
non sarei riuscita a farlo
senza di loro….
Marco, mio marito è
stato di grande supporto nel realizzare il mio sogno, ha
ridotto le sue ore di lavoro per aiutarmi con la gamba, la
famiglia, ed ora anche con l’azienda; anche lui ha iniziato
a studiare il linguaggio dei segni!
La ricompensa più grande per me è avere la
consapevolezza che sto aiutando qualcuno, tutto ciò
non ha prezzo!
“amo la mia vita, mi piace aiutare le persone, ed essere
felice e soddisfatta di quello che sto facendo”.
“Scegliendo questo tipo
di lavoro mi sono posta 3
domande: cosa posso fare
per aiutare gli altri, che mi
piacerebbe fare e che potrebbe
adattarsi alla mia vita
familiare?“
Il mio consiglio per tutte le persone che vogliono aprire
un’attività in proprio è quello di seguire il proprio sogno:
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
elasticità
servizi socio-sanitari
“Si deve iniziare facendo ciò che si conosce, ma essere pronti anche
a prendere strade diverse, perché una volta iniziato, si aprono
molte porte e puoi ritrovarti in percorsi che non avresti mai
immaginato di fare.“
Angela Ricards
http://www.youtube.com/watch?v=AgiFMeELwdA
Quando ho capito di voler fare questo lavoro
a tempo pieno e che volevo essere indipendente, mi
sono avvicinata al centro per l’impiego per capire se
fosse in grado di aiutarmi a creare la mia attività. E’
stato difficile…
Tutta la mia formazione è stata auto-finanziata. Alla
fine, il centro di lavoro mi ha aiutato, mi ha assegnato
un mentore che mi è stato molto vicino e mi ha dato
molto supporto. Mi ha fatto frequentare vari corsi e
ho seguito tutti i corsi gratuiti disponibili: informatica,
pubblicità o contabilità…
Inizialmente ho avuto un grande supporto da PRIME,
una parte di of Prince Charles’ charitable Trust;
sono riuscita anche a riunire in rete un gruppo di
persone: eravamo tutte signore di una certa età che
utilizzavamo l’una i servizi delle altre…. Ciò è stato
molto utile ed incoraggiante. Per la mia esperienza, la
rete è un fattore estremamente importante. Sono state
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Ho 55 anni, è il mio terzo anno di attività. Sono una terapeuta Bowen; la terapia Bowen è una terapia correttiva per il corpo per
rimuovere i dolori, e la cosa un po’ strana è che non lavoro solo con le persone ma anche con cani e cavalli! Anni prima avevo
seguito un corso per massaggi, ma sono sempre stata interessata anche ai cavalli ed ai cani. Ho iniziato la terapia Bowen come
paziente dopo un incidente in cui mi sono ferita. La terapia Bowen era l’unica cosa che mi era d’aiuto e che mi dava sollievo, così,
in seguito, ho deciso di studiarla, poi ho aggiunto una specializzazione per curare anche cani e cavalli. Continuo a frequentare
corsi professionali di sviluppo nel mio campo e continuo ad imparare ogni giorno.
molte le sfide impreviste durante il percorso: perché
mi aspettavo che ogni cosa andasse a posto. Penso
però di essere stata ingenua in questo: la rete ha preso
molto più tempo di quanto mi aspettassi…non ho
capito quello che mi serviva: pensavo di aver bisogno
solo di un biglietto da visita e un opuscolo, ma c’è
molto di più nella creazione e gestione di un’attività,
ma dopo tutto, questo è quello che voglio fare per il
resto della mia vita!
La cosa più difficile per me è stata chiedere i soldi per i
miei servizi ... ma all’inizio, ora sto migliorando.
La ricompensa più grande per me è poter vedere le
persone che rispondono positivamente alla terapia,
poter aiutare le persone, cavalli, cani e di dare loro
sollievo. Il mio consiglio a chiunque pensi di avviare
una nuova impresa è questo: si deve iniziare facendo
ciò che si conosce, ma essere pronti anche a prendere
strade diverse, perché una volta iniziato, si aprono
molte porte e puoi ritrovarti in percorsi che non avresti
mai immaginato di fare.
Penso sia molto importante
avere un obiettivo, sapere
dove si vuole andare, ed
essere flessibili ed elastici
per capire il modo migliore
per raggiungere il proprio
obiettivo...
Continuo a frequentare i corsi di specializzazione
professionale per il mio campo, sto anche imparando
nuove tecniche, e in generale cerco di stare al passo con
il mondo, cercando qualcosa che riesca a migliorare la
salute delle persone, dei cani e dei cavalli. L’obiettivo
è quello di essere sempre più esperta, continuare a
costruire quello che ho iniziato ed essere felice come
lo sono adesso!
Andare in un’unica direzione e non avere elasticità
mentale comporta la perdita di altre possibilità di
crescita e sviluppo.
Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
pensiero laterale
servizi ICT
“L’idea è nata da un meeting di pranzo di 4 donne.
La mattina seguente abbiamo comprato una URL,
e così è nata la nostra azienda!”
Anne Caborn
Ho 56 anni, ho co-fondato www.makeitandmendit.com, una risorsa online di sostenibilità per le persone che vogliono fare
o riparare qualunque cosa, non gettandole via. Il recupero come divertimento ma anche come stile di vita. Ho iniziato
aiutando mio padre a ridipingere una vecchia casa di bambole. Ho iniziato la mia attività dal 1980 e credo che tutto sia
http://www.youtube.com/watch?v=YHPQfWNgrmU possibile se si è pronti a fare il primo passo.
Ho aiutato a co-fondare una compagnia che
si chiama “Make it and mend it”, una risorsa web che
mostra alle persone come riciclare gli oggetti non
più utili, trasformandoli in oggetti utili. L’obiettivo
è quello di trasformare le persone da consumatori
di prodotti ad attori dei prodotti. L’idea dell’impresa
nasce durante un meeting tra 4 donne riunite per il
pranzo, che hanno pensato che sarebbe stato bello
avere un sito web dove si spiegasse rivestire una
sedia o cosa fare quando la marmellata di fragole
non riesce, mettendo in oltre in contatto persone
interessate al medesimo problema.
La mattina seguente, abbiamo comprato URL per
makeitandmendit e la società è nata! Una volta che il
sito era attivo e funzionante e che veniva visitato dalle
persone, la domanda era sempre : “come si fa a fare
soldi”? L’idea è che il sito mostrava alle persone modi
per fare e riparare le cose, e suggerire per esempio
www.letsenterprise.eu
il giusto tipo di colla per un determinato lavoro.
Poi, un link al prodotto suggerito rendeva possibile
l’acquisto, con un accordo commerciale tra noi e il
negozio che vendeva il prodotto suggerito. A noi era
riconosciuta una quota sul costo di acquisto.
Per me, la chiave per essere un imprenditore di
successo è solo accettare il fatto che ci sono certe cose
che non conosci, e poi andare avanti per scoprirle!
Abbiamo circa 3000 contatti su Twitter , 2000 su
Facebook, ed oltre 2000 sono i nuovi iscritti alla nostra
newsletter, che riceve circa 1000 visite per settimana.
Siamo molto seguite negli Stati Uniti così come in
Australia e in Nuova Zelanda.
Il nostro team funziona sia virtualmente che
fisicamente. Usiamo skype per la maggior parte
dei nostri meeting. Gli incontri si svolgono sempre
avendo ben chiaro il focus: fare e riparare.
Abbiamo ricevuto il sostegno di un’organizzazione
chiamata PRIME; il loro programma è impostato per
aiutare “gli imprenditori un po’ più maturi come noi”.
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
fiducia in se stesso
servizi sanitaro
“Quello che abbiamo dovuto imparare è che dovevamo uscire ed
incontrare gruppi specifici, parlare con loro,
e diffondere l’ entusiasmo di ciò che volevamo veramente fare...
mettendo solo un inserzione non funziona! “
Anne Corry
http://www.youtube.com/watch?v=aE1WYXQh2gE
La mia attività si chiama “The life Detectives”,
faccio sedute sia di gruppo e che individuali e cerco di
insegnare come trovare la felicità in ogni ambito della
vita. Ho conciliato le mie esperienze di insegnante,
consulente, e psicologia positiva nel mio programma
di 12 passi che ho chiamato ‘Chi ha rubato la tua
felicità?’.
Ho iniziato dopo aver vinto un premio da Unltd, che
sostiene imprenditori sociali. Ho ricevuto 2500 sterline
ed ho iniziato la mia attività. Poco dopo, ho incontrato
Christine, la mia socia. Ha iniziato come mia cliente
ma amava questo lavoro a tal punto che abbiamo
deciso di condividere questa esperienza lavorativa.
Inizialmente ho lavorato in casa, ma recentemente
ho iniziato a lavorare con gruppi più grandi, con il
programma i miei 12 passi per la felicità, così ora ho
molte più persone.
Christine ed io siamo legate ad un’organizzazione,
“Outset”, che offre un grande supporto per l’inizio
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Ora che ho 50 anni, ripenso alla mia carriera come consulente, con specializzazione in sostegno al dolore. Ho lavorato in
differenti organizzazioni nel corso degli anni ed ho finalmente un mio metodo, che si concentra poco sul passato e al contrario
si concentra sulle misure da attuare per promuovere la felicità nella vita delle persone. Tutto questo, lo ho dovuto mettere in
pratica anche per me, quando mio figlio è rimasto coinvolto ed ucciso in un incidente provocato da un pirata. L’esperienza mi
ha costretto a vivere realmente ciò che insegno e mi ha mostrato che la felicità è una scelta.
dell’attività in Plymouth. Ebbene sì, inizialmente si ha
bisogno di supporto!
Gestiscono il “Club del mercoledì”,che si tiene ogni
mercoledì del mese, nel quale è possibile incontrare
altri imprenditori ancora in erba, e ciò è molto
incoraggiante e stimolante.
Abbiamo dovuto imparare come raggiungere i nostri
obiettivi: inizialmente abbiamo pensato che tutto
quello che dovevamo fare era mettere un inserzione
sul giornale ed essere in seguito contattate da persone
interessate a questo lavoro, ma non funziona così.
Quello che abbiamo dovuto imparare è che c’è bisogno
di uscire e incontrare gruppi specifici, parlare con loro,
e diffondere l’entusiasmo di ciò che si vuole veramente
fare... mettendo solo un inserzione non funziona! Devi
andare, uscire e trovare queste persone, questo può
essere la cosa più difficile, soprattutto se non siete
allenati in marketing.
Abbiamo dovuto imparare il lato sociale delle cose,
ed è qui che Chris entra in
proprio: scrive il blog e ci
porta su Twitter, ...
Per me, l’età non rappresenta
un problema. E la vostra
prospettiva e l’atteggiamento,
anche se sei giovane, di
mezza età o più anziano. Si basa tutto su come ti vedi,
come ti vedono gli altri e come ti vedi in un business.
Ci sono scrittori famosi che hanno iniziato a scrivere
quando sono andati in pensione a 60 anni... Avete una
esperienza di vita a 50 che non si può avere a 20, ed
è possibile utilizzarla… è possibile utilizzare la fiducia
che si ha quando hai raggiunto una certa età.
Il mio consiglio a chiunque stia pensando di avviare
un’attività è: di seguire i tuoi sogni! È necessario correre
questo rischio, o te ne pentirai per sempre! Perché la
vita è un’avventura, e ha bisogno di esserlo, e avete
bisogno di divertirvi un pò!
Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
esperienza
servizi sanitari
“Dopo la mia esperienza con il periodo della menopausa
ed avendo visto anche i problemi che potevano avere altre
donne in questo periodo, ho deciso di creare
“Menopause Selfcare”.”
Isabella Quigley-Moriarty
http://www.youtube.com/watch?v=axasZAZvFyA&f
eature=related
Ho 62 anni. Dopo la mia esperienza della menopausa ed avendo visto anche i problemi che potevano avere altre donne in
questo periodo, ho deciso di creare “Menopause Selfcare”. Ho iniziato questa attività dopo la vendita del negozio Deli, di
alimentari in Penzance, che gestivo con mio marito. Ho scoperto e frequentato il corso ‘Scuola per Imprenditori Sociali in
Cornovaglia”. La SSE mi ha dato qualcosa di autentico e veramente nuovo, in modo da non dovermi più affidare alle abilità
che avevo prima, e questo è stato davvero un grande regalo!
Due terzi delle donne sono “sintomatiche”, cioè
soffrono dei sintomi della menopausa, che vanno
dall’insonnia alle vampate di calore, ed improvvisa
perdita di fiducia in se stesse a causa dei cambiamenti
ormonali.
Menopause Selfcare è un’organizzazione sociale,
che indirizza le donne ,che soffrono di cambiamenti
ormonali dovuti al periodo della menopausa, verso
un nuovo livello di cura, auto-consapevolezza e autorafforzamento.
Nel mio periodo di menopausa ho affrontato problemi
legati alla perdita di fiducia ed ho attraversato un
periodo molto brutto…
Ho progettato vari corsi e materiale didattico,
disponibile per tutte le donne, indipendentemente
dalla loro capacità finanziaria.
In alcune culture, le donne sono supportate e seguite
in questo processo di cambiamento ed aiutate, mentre
ciò non avviene nella società occidentale.
Ho creato la mia azienda sotto la struttura giuridica di
una Community Interest Company (CIC), che genera
idealmente un mix di reddito attraverso il commercio
e le sovvenzioni pubbliche.
Ma ultimamente, vi è una crescente consapevolezza
dei fenomeni e della necessità di un sostegno
consapevole per donne che attraversano questa fase.
E ‘molto probabile che, mentre perdiamo certe facoltà,
ne otteniamo altre, ed in questo senso, gli anni della
menopausa possono rappresentare per la donna una
“ricerca di una nuova visione”.
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La mia motivazione principale risiede nei risultati
tangibili che vedo intorno a me: sono stata
profondamente toccata dalla risposta avuta dalle
donne che hanno frequentato i miei corsi, e sono
sorpresa dell’impatto che ha avuto in così poco
tempo.
Come imprenditore sociale, cosa potrei chiedere di
più?
Ho vinto una borsa di studio da UnLtd, un ente di
beneficenza che supporta gli imprenditori sociali.
Il loro programma Engage è rivolto alle persone over
50, per consentire loro di costruire imprese che le
supporteranno attraverso il mentoring (la saggezza di
una persona anziana).
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
coraggio
servizi socio-ricreativi
“Comunicare, comunicare, comunicare: bisogna parlare.
Bisogna dire alle persone quello che si sta facendo, mantenendo
tutti aggiornati sul progetto. Bisogna essere chiari, puoi pensare
di averlo già spiegato, ma ripetilo ancora, in modo che tutti
possano capire quello che stai facendo.“
John and Penny Bond
http://www.youtube.com/watch?v=yiVou2KOmj4
Ферми HUSH
оL’azienda agricola HUSH sta
per “Helping Unsung Heroes”. Si tratta di una fattoria
terapeutica che permette alle persone di fare una
pausa in campagna e di lavorare in fattoria.
Questo è stato il nostro sogno per tanti anni, e siamo
lieti di vedere crescere il progetto. L’agricoltura è stata
tutta la nostra vita, sia per gli altri che per noi stessi.
John ha inoltre una laurea in agraria ed è stato
docente presso una scuola agraria. Uniamo il lavoro
agricolo con il lavoro di sviluppo personale che aiuta
queste persone ad affrontare i problemi nella loro vita.
Questo è un aspetto importante, che ha permesso un
cambiamento positivo nelle loro vite.
Siamo davvero appassionati in questo lavoro!
A volte è difficile trovare il supporto, come sempre, le
banche e finanziatori dicono ‘mostrateci che si tratta
di un successo e vi supporteremo!’.
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John e Penny Bond sono una coppia di Honiton; hanno creato un’azienda terapeutica. Dopo essere stati per tutta la vita
agricoltori, hanno recentemente intrapreso la loro attività, un luogo frequentato da “eroi non famosi”(badanti, rimpatriati dalle
forze armate, ...). John ha una laurea nel settore agricolo e ha molti anni di esperienza nell’insegnamento. Ora sono tornati ad un
approccio più manuale per lavorare la terra, invitando le persone ad unirsi loro ed a beneficiare del lavoro nella fattoria.
Abbiamo poi trovato un’organizzazione che diceva:
‘Grande idea, ci piacerebbe vederti provare!’ Ed è
stato Unltd. Loro sostengono finanziariamente gli
‘imprenditori sociali’ non solo con denaro ma anche
con un supporto psicologico che potenzia la fiducia
in se stessi.
Ma naturalmente, il denaro ci ha aiutato e ci ha
permesso di investire in professionalità.
Questo progetto ha il grande vantaggio di poter essere
graduale: al momento stiamo cercando di diffondere il
modello per altre aziende che possono quindi fornire
“ritiri HUSH”.
“Questa idea di business è qualcosa
di molto vicino a quello che
volevamo. Questa è la differenza con
le precedenti idee di business che
abbiamo sviluppato. Siamo davvero
appassionati in questo lavoro!“
Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
esperienza di vita
consulenza
“Sono molto felice di essere indipendente e vedere il mio
progetto andare avanti e di poter essere di aiuto per le
persone, permettendo loro di cambiare!”
Luke Daniels
http://www.youtube.com/watch?v=4NN1EAPL8qg
Ho scritto
un libro intitolato ‘Tirare i pugni:
Sconfiggere la violenza domestica’. Mi ci sono voluti
dieci anni per scriverlo, e sono molto orgoglioso di
questo risultato, perché l’ho fatto lavorando a tempo
pieno e vivendo in pieno la mia vita. Ora che questo
libro è finito, ho deciso di tornare a lavorare con
persone responsabili di violenza domestica. Di recente
ho rassegnato le dimissioni al mio lavoro in modo da
poter diventare di nuovo un lavoratore indipendente,
e sono molto entusiasta delle possibilità che esistono
al momento. E’ sempre sbagliato colpire un’altra
persona, e penso che sia importante fare qualcosa in
questo senso, ecco perché sono così appassionato in
questo lavoro.
Recentemente ho vinto un premio da Unltd, che mi ha
finanziato nel progetto per lavorare in questo campo.
Penso che non ci siano molti uomini esperti che fanno
questo lavoro, ed io ho le competenze e l’esperienza
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Ho 61 anni. Nella mia vita ho lavorato in diversi campi: come ingegnere meccanico, facendo lavori di costruzione ... Ma
ultimamente ho lavorato con il ‘Centro di Everyman’, con persone responsabili di violenza domestica… e questa è diventata
la mia passione, porre fine alla violenza domestica. Sono stato coinvolto in questo lavoro, quando, dopo dieci anni di
matrimonio, ho dato uno schiaffo a mia moglie: questo mi ha colpito così tanto e mi ha fatto sentire così male, che ho
dovuto chiedere aiuto. Attraverso la consulenza, ho capito le ragioni della mia violenza e ho deciso allora che avrei sempre
ostacolato gli uomini che facevano violenza domestica.
necessaria, quindi è un’opportunità unica per me. Ci
sono molti uomini con cui ho lavorato, la cui vita è
completamente cambiata ... Prima di questo premio
da Unltd, non ho mai pensato a me stesso come
un imprenditore. Unltd certamente ha cambiato il
mio punto di vista su questo, ora penso che se hai
una certa abilità o capacità, che possano portare
realmente vantaggio alla società, ha senso cercare di
‘venderle’ e lasciare che il maggior numero di persone
ne venga a conoscenza... Il mio approccio sarà di
legarmi ad un’organizzazione di donne che già stia
facendo un lavoro contro la violenza domestica: mi
avvicinerò a loro con il mio manuale, il mio pacchetto
di formazione, che sarà composto da 20 giornate. In
seguito, possono sempre invitarmi di nuovo come
consulente nel caso si verifichino difficoltà, ed io
posso anche offrire loro un sostegno individuale, via
skype o faccia a faccia, nel momento in cui ne sentono
il bisogno ... Il mio consiglio a chi ha un progetto o
un sogno è quello di credere veramente in se stessi,
perché si può fare, e continuare a lavorare per questo
– giorno dopo giorno- è realizzabile!
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
Fede
ICT
“Non ho mai amato lavorare per una grande azienda, mi sentivo
frustrato, e preferisco di gran lunga essere in proprio.
Inoltre, essendo divorziato e con tre bambini piccoli, ho uno stile di
vita abbastanza strutturato, ed è bello avere un business che può
coniugarsi con il mio stile di vita.“
Paul Jordan
http://www.youtube.com/watch?v=mmXNBuZvakY
La mia azienda si chiama Drumknot, un social
media e Internet Marketing Company.
Ho iniziato a lavorare per me dopo essere stato
licenziato nel 2009 , dopo una carriera nel settore
ICT. E’ stata una grande opportunità quella di
avviare un’attività autonoma. Per iniziare ho avuto
bisogno di aiuto, ed è così che ho trovato “Outset”,
un’organizzazione di Plymouth, che offre il supporto
per l’avvio di un’impresa. Il loro programma, di 6
settimane, è stato molto utile e mi ha permesso di
ottenere nuove prospettive e idee.
La più grande sfida per me è stata quella di reclutare il
primo cliente - perché nessuno vuole essere il primo in
questo genere di cose.
Il mio primo cliente è stato indirizzato da un mio
collega, che aveva molta fiducia in me; ho spiegato che
avevamo appena iniziato, e sono stato molto sincero e
onesto con lui. Gli piaceva questo approccio, e penso
che abbia potuto vedere che sapevo di cosa stavo
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Ho lavorato in tutta la mia vita, inizialmente come ingegnere, successivamente come project manager. Sono stato licenziato nel
2009 ed ho deciso di iniziare Drumknot. Lavorare per una grande azienda è stato frustrante per me, e preferisco di gran lunga
averne una mia. Inoltre, essendo divorziato e con tre bambini piccoli, ho uno stile di vita abbastanza strutturato in una certa
misura ed è bello avere un business che possa coniugarsi con il mio stile di vita.
parlando, così alla fine decise di credere in me. Stiamo
ancora lavorando con questo cliente e abbiamo anche
nuove idee che stiamo cercando di sviluppare con lui.
Una volta ottenuto il primo cliente, il secondo arriva
facilmente.
Il mio consiglio a chiunque pensi di iniziare una
attività in proprio è di farlo! Perché c’è una cosa che si
chiama ‘analisi-paralisi’, stando seduti e analizzando la
situazione si troveranno infinite ragioni per non farla.
Quello che certamente è cambiato nella mia vita è la
percezione del tempo: quando si lavora per se stessi
non si sa quando si finisce, è un lavoro molto intenso.
Un lavoro da nove a cinque ore, è molto diverso, si
torna a casa, si dimentica il lavoro, ci si può rilassare e
godersi la serata, ... quello che ho notato è che ora mi
alzo alle sei, vado a letto alle undici, e costantemente
mi chiedo dove sia andato il tempo, non ci sono
abbastanza ore in un giorno ... ecco, questo è il più
grande cambiamento che ho notato.
Mai un momento di noia ...
anche se amo davvero questo
modo di vivere perché posso
sedermi quando voglio,
lavorare quando voglio, se
voglio lavorare alle tre del
mattino posso farlo ... devo
solo renderlo compatibile
con la mia vita e lavorare ancora per lunghe ore.
Non mi vedo mai in pensione, perché penso che si
necessita di passione e un motivo per alzarsi la mattina,
e mi piace essere stimolato. Mi piacerebbe pensare
che tra dieci anni sarò finanziariamente stabile e che
vorrei lavorare perché voglio e non perché devo, solo
per pagare le bollette, magari possedere una società
di successo e godermi la tecnologia che arriva con
essa.
Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
pazienza
educativo
“Ho iniziato Egar a casa, nella mia sala da pranzo. Tre anni dopo,
avevo riempito quella stanza da pranzo con cose relative ad Egar, non
c’era posto per far sedere la mia famiglia e mangiare su quel tavolo!
Così ho iniziato a cercare solo un piccolo ufficio, ed è stata la mossa
migliore che io abbia mai fatto!“
Sue Scott-Horne
http://www.youtube.com/watch?v=7iGWF_HbvPU
GEgar sta
per “giochi educativi e risorse”. Noi
progettiamo e pubblicizziamo materiale didattico per
le scuole, servizi per la gioventù, mentori, consulenti,
genitori ...
Ci sono molte applicazioni e ambienti per questi giochi.
I ‘giochi’ consistono in un insieme ambienti discussione
su vari temi come ‘la cultura Gang’, ‘Alcohol’, ‘coltelli’,
‘educazione sessuale’, ... Sono tutti strumenti molto
importante per facilitare le discussioni su questi temi.
Nel 2007, abbiamo perso 60 adolescenti uccisi da
pistole e coltelli e dalla cultura della banda, quindi
questa è una area molto seria, e noi di Egar pensiamo
che l’aspetto più importante di prevenzione della
criminalità sia la comunicazione aperta, poter parlare
liberamente di tutte queste cose .
Nella mia precedente esperienza, nulla mi aveva
preparato per impostare e gestire una società, e a
causa della mia infermità prolungata, la mia autostima
era sotto i piedi.
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Ho 61 anni e ho lanciato la mia azienda quando ne avevo 58. Dopo una carriera di 25 anni nel settore dell’istruzione, ho avuto
un incidente, ho rotto la caviglia e danneggiato la spina dorsale. Tutto ad un tratto, mi trovai seduta su un divano, sapevo
poco… sono stata seduta in quel divano per tre anni, visto che ho subito operazioni, fisioterapista, ecc ... così sono dovuta
diventare una pre-pensionata. E ‘stato un momento traumatico, mi sentivo come se non avessi un’identità. All’incirca nello
stesso periodo, ci fu un’ondata di violenza tra le gang di Londra, ed ero molto preoccupata per mio figlio adolescente. Sentivo
che dovevo fare qualcosa, così ho iniziato a sviluppare qualche idea. Egar è nato da questo.
Un giorno, leggendo il giornale, mi sono imbattuta
in un articolo su un corso presso il Centro London
Metropolitan University per le Micro Imprese, rivolto
alle donne di età over50 , per aiutarle ad avviare
un business e ri-orientare le loro vite. Sono andata
trascinando i piedi, non sentendomi all’altezza del
compito, ma sono stata accolta con tanto supporto e
incoraggiamento; Il corso mi ha aiutato moltissimo.
Ho iniziato Egar a casa, nella mia sala da pranzo. Tre
anni dopo, avevo riempito quella stanza da pranzo
con cose relative ad Egar, non c’era posto per far
sedere la mia famiglia e mangiare su quel tavolo! Così
ho iniziato a cercare solo un piccolo ufficio, ed è stata
la mossa migliore che io abbia mai fatto!
Ora abbiamo ottenuto 4 venditori di prodotti Egar, sto
lavorando con due università, e, al momento, stiamo
digitalizzando le carte in modo che possano essere
utilizzate nella rete, siamo anche in contatto con
UK Trade & Investment e abbiamo avuto due ordini
internazionali provenienti da Dubai
e Malesia.
La cosa più difficile per iniziare un
business, per la mia esperienza, è
irrompere nel mercato. Mi ci sono
volute sei settimane per ottenere
il primo cliente, e una volta avuto
quel primo cliente, sapevo che
Egar era sulla buona strada ... ora siamo in commercio
con i social media, invio di volantini, e presentandolo
in occasione di conferenze, cerchiamo di arrivare il più
lontano possibile.
„A 58 anni, sono dovuta andare in
pensione a causa di un incidente,
è stato un momento traumatico,
mi sentivo come se non avessi più
un’identità.“
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Paese
Competenza chiave
Settore
Inghilterra
iniziativa
ristorazione
“La ricompensa principale per me [Maria] è quella di incontrare
molte persone. Io sono una di loro, e mi piace parlare con loro,
accogliendoli serenamente e condividendo con loro consigli...“
Tim and Mary Gillham
http://www.youtube.com/watch?v=ZwQu4ai04tA
La nostra attività si chiama “Spice
Timary”, il nome nasce dall’unione dei nostri nomi;
infatti siamo insieme in tutto.
L’idea di questa attività nasce due anni fa. Con tutti
i nostri risparmi abbiamo comprato un furgone e
molti attrezzi da cucina. Mary ha frequentato i corsi di
business con “Outset Plymouth”, un’organizzazione
che offre un grande supporto per l’inizio di una
nuova attività, mentre Tim ha lavorato ancora in
diversi lavori di costruzione. Ci sono voluti circa due
anni per iniziare l’impresa ‘Spice Timary’, ma negli
ultimi tre anni, questa è stata la nostra occupazione
principale e abbiamo intenzione di farne una
impresa sostenibile e, si spera che sia in continua
crescita. Siamo stati molto soddisfatti della risposta
che abbiamo ricevuto dalle persone che vengono
a comprare da noi, che sembrano accettare il
cambiamento, cioè di avere qualcosa di diverso.
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Abbiamo cinquanta anni, i tre bambini hanno ormai lasciato la casa. Tim lavorava come manager nel settore delle costruzioni.
Quando Tim è stato licenziato due anni fa, la situazione economica era molto difficile, ed abbiamo pensato: “Ehi perché non
fare le nostre cose e vendere cibo caraibico”. Mary è nata a Trinidad ed ha imparato da sua madre tutti i segreti di quella cucina
piccante. E’ sempre stata una tradizione di famiglia preparare ‘roti’ per la notte di Domenica. Così ora ogni giorno cuciniamo e
vendiamo roti, per la gioia dei nostri clienti qui a Plymouth, che sono contenti del cambiamento….
Ci sforziamo di fornire qualcosa di grande qualità:
tutte le nostre carni sono di provenienza locale,
cerchiamo di cucinare cibo fresco, in modo da offrire
alle persone qualcosa di veramente buono, sano e
nutriente.
Paese
Competenza chiave
Inghilterra
tenacia
Settore
produzione mobili per
bambini
„Quando ho iniziato la mia attività due anni fa, non avevo esperienza,
e neanche conoscenze nel mondo dell’imprese. Ho dovuto formarmi:
ho seguito tutti i corsi gratuiti che potevo (business, vendita, IT…) , ho
letto molti libri e parlato con molte persone!“
Zandra Johnson
http://www.youtube.com/watch?v=pFd24QYaiAk
Ho 67 anni. Ho fondato la mia azienda, Fairytale
Furniture Ltd due anni fa. Progetto e produco
mobili per bambini che non sono mobili per adulti
in miniatura, ma progettati proprio per il bambino
affinché ci possa giocare e divertirsi. Per ogni mobile,
c’è un libro di fiabe illustrate, che io stesso scrivo.
Il mio ufficio è la mia stanza degli ospiti ed il mio
magazzino si trova in un deposito non troppo
lontano. Vendo principalmente attraverso il mio sito
web, e dropship, faccio anche vendite all’ingrosso. La
mia azienda ha ormai due anni, e con la recessione,
le cose non sono andate come ci aspettavamo, ma
siamo ancora qui. Stiamo ancora crescendo, e sono
molto contenta!
Ho dovuto formarmi: ho seguito tutti i corsi gratuiti
che potevo e ho letto molti libri. Ho finanziato questa
attività da sola, risparmiando ogni centesimo per
dieci anni, fino a raggiungere 12 000 sterline…
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Ho 67 anni. Ho fondato la mia azienda, Fairytale Furniture Ltd due anni fa. Dopo essere stata una casalinga a tempo pieno
per tutta la vita, ho deciso di creare una mia attività. Ora sono stata premiata ‘Olderpreneur’ e ne sono davvero felice! Quando
ho iniziato la mia attività due anni fa, non avevo esperienza, e neanche conoscenze nel mondo dell’imprese. Ho dovuto
formarmi: ho seguito tutti i corsi gratuiti disponibili ed ho letto molti libri. Ho finanziato questa attività da sola, risparmiando
ogni centesimo per dieci anni, fino a raggiungere 12000 sterline. Il mio ufficio è la mia camera per gli ospiti, è da qui che
gestisco ‘Fairytale team’, che attualmente collabora con 17 aziende!
Ho imparato l’importanza di assumere appaltatori
esterni. Durante gli anni di lavoro, ho avuto appaltatori
esterni ed esperti che mi hanno aiutato nei momenti
di bisogno. Ho un agente di vendita che si occupa
di questo, ho assunto una persona per cercare un
produttore in Polonia, perché non riuscivo a trovare
nessuno nel Regno Unito che potesse produrre una
superficie resistente ai graffi .
dei dubbi, nel mio caso, di solito
alle cinque del mattino, e il mio
modo di affrontarli è quello
di dire a me stessa ‘Ok, quindi
hai un problema: che cosa hai
intenzione di fare? Quando ti
sveglierai, cosa intendi fare per
risolverlo? “.
‘Fairytale team’ è composto da me, un manager
di marketing, un responsabile di vendite, ed altre
5 persone. Oltre a questo, ci sono altre 17 aziende
dipendenti dalla mia micro-azienda che gestisco
dalla mia piccola stanza.
Essere un imprenditore anziano ha un effetto, in
quanto ti porta ad ipotecare la casa nel momento
sbagliato della tua vita, ad offrire la tua casa come
garanzia, perché - ad essere franchi - se tutto va
male, probabilmente non si vivrà abbastanza a lungo
per ottenerlo indietro. Ma a parte questo, ho capito
che l’età non è un ostacolo: ho scoperto di non
aver bisogno di maggior energia di quella che già
possedevo, e di altre idee oltre a quelle che già avevo,
l’inizio di un’azienda in proprio è una cosa esaltante,
amo lavorare!
Una delle cose che ho dovuto imparare nel gestire
la propria attività è che si ha bisogno di fare molto
networking. Ora, utilizzo i social media per aumentare
la visibilità della mia azienda. Ho un blog e periodiche
newsletter, con giochi per bambini. Tutti abbiamo
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Chi siamo noi
Business Foundation for Education (BFE) è un’organizzazione
bulgara non governativa, fondata nel 2005. La sua missione è quella di
facilitare lo sviluppo della società civile attraverso iniziative che possano
migliorano la competitività delle risorse umane e contribuire allo
sviluppo economico e alla prosperità dei cittadini.
Il team di BFE unisce l’esperienza di esperti pluridisciplinari che operano
come consulenti anche in numerosi Paesi, come la Macedonia, Romania,
Armenia, Georgia e Taiwan.
BFE è un’organizzazione leader nel campo dell’orientamento
professionale permanente in Bulgaria.
Per raggiungere i propri obiettivi la Fondazione realizza numerosi
progetti, focalizzati nel campo dell’apprendimento permanente,
dell’orientamento professionale, della formazione professionale e
del lavoro giovanile. Le nostre attività, progetti, corsi, eventi pubblici,
campagne, ricerche, azioni di cooperazione e sviluppo – sono realizzate
sia a livello nazionale che internazionale.
http://www.fbo.bg
Paese
Competenza chiave
Settore
BULGARIA
perseveranza
Commercio
“In primo luogo, è necessario lavorare e ancora lavorare.
E’ necessario pianificare il lavoro e soprattutto disporre di un servizio
clienti eccelente.
Il cliente è come Dio per noi ed è per questo che viene prima di tutto.”
Antoni Anastasov
http://www.youtube.com/watch?v=2Mis6WfZbk&feature=related
Mr. Anastasov ha lasciato la fabbrica dove
lavorava come dipendente nel 1985. Con un gruppo di
4-5 persone ha avviato una piccola attività “informale”
di idraulica. Nell’estate del 1990 ha registrato la sua
azienda, associandola poi alla Central Cooperative
Union, gruppo per il quale lavorava da dipendente.
Nel 1991 amplia i suoi uffici, ma la crisi economica
ed elevati tassi di interesse lo hanno costretto a
chiudere l’azienda. E’ stato capace però di affrontare
la crisi convertendo tutto il denaro in materiali di
costruzione e da lì è ripartito con una nuova impresa.
La sua grande capacità lavorativa, anche 29 giorni al
mese, lo ha aiutato molto. Ritiene che se qualcuno
davvero volesse iniziare una nuova attività, non
dovrebbe avere paura, ma dovrebbe insistere e
lavorare anche più di 8 ore al giorno e pianificare le
proprie spese.
Mr. Anastasov spiega che è stato sempre attratto dal
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Mr. Anastasov è laureato come ingegnere meccanico. Durante i suoi studi, ha iniziato a lavorare come manovale
nei cantieri edili e poi come imbianchino. Nell’estate del 1990 ha registrato la sua azienda iniziando a lavorare
in vari cantieri. Nel 1991 aveva già un’azienda di 30 persone impegnate nella manutenzione degli edifici. La sua
grande capacità lavorativa, lo ha aiutato a rendere stabile e a sviluppare la sua azienda. Mr. Anastasov fa grande
affidamento sul suo personale qualificato.
commercio, fin da piccolo. Per lavorare in proprio
bisogna fornire servizi eccellenti e sviluppare un
buon brand. Per i primi 5 anni l’imprenditore lavora
per il brand, ma dopo i primi cinque anni è il brand
che lavora per l’imprenditore.
“Si lavora 5 anni per il nome
dell’azienda e poi il nome dell’azienda
lavora per te.”
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Paese
Competenza chiave
Settore
BULGARIA
Abilità communicative
Commercio
“Le mie migliori qualità sono le competenze
comunicative e la conoscenza tecnica del settore.
Sono sempre onesta con le persone.“
Afrodita Georgieva
Afrodita Georgieva è una microbiologa con una grande esperienza professionale. Negli ultimi anni ha sviluppato
e lanciato con successo la propria attività privata nel settore del commercio di prodotti biologici. Ha avuto una
splendida infanzia e genitori amorevoli, che hanno creduto nelle sue capacità. Le fu chiesto di dimettersi dal
suo lavoro di microbiologa nel 2001, e così iniziò a cercare nuove opportunità. Infine, fondò la sua azienda che
http://www.youtube.com/watch?v=59avbi5LJeE&featur
riesce a renderla felice.
e=related
Afrodita Georgieva
ha avuto un’infanzia
meravigliosa e piena di amore. Si è laureata presso
l’Università di biotecnologia. Mrs. Georgieva ha voluto
studiare la chimica perché era la sua disciplina preferita
a scuola, ma alla fine ha scelto elettrochimica. Le piaceva
molto e ha continuato a studiare per diversi anni, e nel
frattempo ha iniziato la carriera di microbiologa nella
fabbrica del latte “Serdika”. Ha lavorato in “Serdika” per
24 anni. Nell’anno 2001 le è stato chiesto di dimettersi
perché aveva subito un’operazione… in seguito alla
disoccupazione ha ricevuto una proposta migliore.
Per due anni, si è presa cura dei suoi nipoti.
Un giorno passeggiando ha letto un annuncio
di un noto negozio: “cercasi aiuto”. Era un posto
come consulente per la vendita al dettaglio nel fine
settimana. È stata assunta ed è riuscita ad imparare
molto velocemente, così in pochi mesi ha cominciato
a fare il più grande fatturato di tutti i turni. Era felice di
90
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comunicare con i clienti e di non essere più chiusa in
casa.
Ma successe qualcosa alla sua famiglia, e per questo
decise di lasciare il lavoro.
Pochi mesi dopo ha ricevuto una chiamata da parte
del proprietario di quel negozio, che le chiedeva aiuto
perché il negozio stava fallendo. Così, nel giro di 2 anni
ha rilevato il negozio del suo ex datore di lavoro e ha
avviato un’attività in proprio.
Fin dall’inizio, aveva capito che la sola vendita di
prodotti bio non avrebbe reso la sua attività redditizia,
ed è per questo motivo che ha comprato dispositivi
per la disintossicazione – che purificano il corpo dalle
sostanze tossiche. Ha iniziato a vendere questo tipo
di dispositivi e macchine per l’acqua. Al momento si
occupa anche di diagnostica quantitativa.
Le sue qualità migliori sono: la competenza
comunicativa, la conoscenza
professionale e l’onestà. E’
sempre molto gentile con
i suoi clienti, cercando di
capirli il più possibile. Ritiene
che anche dopo i 50 sia
sempre possibile trovare il
lavoro giusto ed appagante.
“Sorrido sempre, anche in
tempi duri, non mostro mai
preoccupazioni al mio cliente e
cerco di essere molto paziente.”
Paese
Competenza chiave
BULGARIA
Settore
Attitudine al comando
Agricoltura
“Si dovrebbe parlare di più dei benefici dell’agricoltura
biologica. Perché la richiesta aumenterà e non ci saranno
fornitori sufficienti.“
Dimitar Stojanov
http://www.youtube.com/watch?v=GiKgTTfcvFg
Dimitar
Stoyanov
produce prodotti
biologici nella convinzione che tali prodotti
mantengano le persone sane preservandole
attraverso rimedi naturali.
I suoi interessi verso l’agricoltura biologica risalgono
a quando era insegnante e direttore della scuola nel
paese di Hvoina. Da allora, si è sempre interessato
al tema. Inizialmente, ha cominciato a produrre
frutta e verdura per la sua famiglia. Nel 1998, dopo
un meeting, “zio Mitko”, ha iniziato la sua carriera di
agronomo biodinamico avviando un agriturismo.
Aveva la sua produzione bio e iniziò offrendola alle
persone che ospitava. Ha iniziato a lavorare con sua
moglie, senza operai e senza macchinari.
Dimitar Stoyanov ha 70 anni. E’ ex sindaco di Bachkovo – un piccolo paese in Rodopa. Prima di andare in pensione,
ha lavorato come direttore di una scuola. Negli ultimi 10 anni si è dedicato all’agricoltura biodinamica. E’ tra i
primi produttori biologici certificati in Bulgaria. Ama condividere la sua preziosa esperienza con gli altri e spesso
è invitato come relatore nei vari forum sulla produzione di alimenti bio dinamici.
commerciali, ma richiede anche passione e un
atteggiamento orientato all’impatto sociale dei
prodotti.
“Cosa dobbiamo fare in futuro?
La prima cosa è educare le
persone.“
Mr. Anastasov è molto orgoglioso del suo lavoro e
della sua impresa ecodinamica, tra le poche esistenti
in Bulgaria. Lui ritiene che l’agricoltura biologica
non possa essere avviata per scopi esclusivamente
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91
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Capacità di gestione
Settore
Ecoturismo
“Questa è un azienda familiare; dove lavoriamo io e mio
marito. Noi due facciamo tutto. Cuciniamo, puliamo,
sistemiamo il giardino, ricerchiamo posti interessanti per i
turisti – e ci sono molti posti, ma bisogna trovarli ed offrirli.“
Ekaterina Zdravcheva
http://www.youtube.com/watch?v=rrzk54XAGdo
Ekaterina Zdravcheva
ha conosciuto
questo paesino come luogo di vacanze. Sono stati
gli abitanti del luogo a darle l’idea d’impresa che lei
ha raccolto e portato avanti.
Dal 2004 questa attività rappresenta il suo primo
lavoro. E’ un lavoro molto faticoso, ma anche
decisamente gratificante perché favorisce la
comunicazione e la conoscenza delle persone.
Noi cerchiamo di aiutare tutti i nostri clienti a
pensare positivo e a credere che le cose si fanno
meglio se ci si crede fortemente. Quando abbiamo
deciso di dedicarci a questa attività a tempo pieno,
tutti i nostri amici sono rimasti sorpresi. Mio marito
aveva qualche dubbio, ma la piacevolezza del lavoro
lo ha persuaso nel giro di poco tempo.
Organizza, inoltre, eventi molto suggestivi, con
abiti e musiche popolari.
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Ekaterina Zdravcheva è un insegnante. Nel corso degli ultimi 10 anni la sua famiglia ha aperto, in un piccolo
paesino, un pensione e un ristorante a gestione familiare che serve piatti tradizionali preparati con prodotti
locali.
Durante il periodo estivo, quando c’è una maggiore
concentrazione di ospiti, Ekaterina si serve di
lavoratori stagionali che recluta tra gli abitanti
del paese, creando così opportunità lavorative e
reddituali per la popolazione del luogo.
“Ogni persona passa momenti
difficili durante la vita, ma non
bisogna mai disperare. Non
importa se stai iniziando una
nuova attività o un nuovo lavoro,
bisogna sempre credere in se
stessi. E sapere che se desideri
qualcosa con tutto il cuore prima
o pio accadrà.”
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Settore
Capacità di gestione
Ristorazione
“Sono orgoglioso di quello che sto facendo e di come riesco
a rendere felici le persone, a farle sentire meglio e quando
dicono che hanno trascorso del tempo piacevole in mia
compagnia mi sento davvero orgoglioso!.”
Emil Doychinov
http://www.youtube.com/watch?v=eCP9u3n_TUg
Il club esiste
già da 4 anni nella area
universitaria di Sofia. Inizialmente Tukan era una
catena di locali e ristoranti. Ha lavorato con gli ex
proprietari del club per 8 anni, ma per molte ragioni ha
deciso di continuare da solo. Ora è molto orgoglioso
di essere l’unico proprietario del club e spera che
continuerà a lavorare, nonostante la situazione critica
e le difficoltà della Bulgaria.
All’età di 14 anni ha iniziato vari lavori, dalla
ristorazione all’edilizia.
Aveva intuito che la ristorazione era il settore più
adatto per lui. Gli piaceva rendere le persone felici,
organizzare le loro feste, aiutarli a dimenticare i
problemi quotidiani, permettendo loro di trascorrere
giornate serene.
Emil Doychinov è un ex atleta. Non ha avuto un’infanzia facile. Ha lavorato nel campo dell’industria alimentare in
questi ultimi 20 anni. Possiede un club rock con musica dal vivo, nel centro di Sofia.
persone positive e sorridere il più possibile. Ogni
cosa può essere raggiunta attraverso il duro lavoro. Le
persone devono solo credere in se stesse e lavorare
duramente.
Mr. Doychinov prende l’energia dai suoi clienti e dalla
loro soddisfazione per il servizio ricevuto.
“Se credi davvero in ciò
che fai, non dormi e lavori
duro le cose cominciano ad
accadere. Per me è questa la
vera ricetta del successo.“
Mr. Doychinov si descrive come un grande ottimista
che ama rischiare. Ma rischia sempre saggiamente.
Secondo lui la gente dovrebbe comunicare con
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93
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Capacità di gestione
Settore
Educazione
“Sono felice con il mio team,
ho insegnato molte cose, ma ho anche imparato
tanto da loro.“
Jivka Marinova
Jivka Marinova è direttore esecutivo della Pubblica Istruzione e della fondazione di sostegno di Ricerche e
Tecnologie – ONG, fondata nel 2004. E’ socia di numerose organizzazioni internazionali che operano in tutto il
http://www.youtube.com/watch?v=5_p04_vxz6E
Jivka Marinova
ha lavorato un anno
a Tokyo, in un grande istituto governativo di
informazione scientifica. La cosa più strana è che
proprio lì, in questo Paese molto patriarcale, ha
incontrato un professore che l’ha ispirata verso la
causa femminista. Tornando in Bulgaria nel 1995, il
suo modo di pensare era cambiato. A poco a poco è
entrata in questo campo, con programma educativi
per ragazze bulgare low skills.
Aspirava ad aiutare le donne a prendere
consapevolezza dei loro diritti civili e politici. In
seguito ha iniziato a lavorare con i bambini. Ora
lavora principalmente su programmi educativi scrivendo e stampando libri, realizzando seminari e
corsi di formazione. Insieme con altre quattro donne
ha fondato GERT Foundation. La Fondazione GERT è
una organizzazione no profit per la promozione e la
tutela dei diritti delle donne.
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mondo e gestisce progetti per l’educazione delle fasce deboli - soprattutto bambini - in Bulgaria.
Nel corso degli ultimi 3 anni si è impegnata in un
nuovo progetto: la costruzione di scuole. Ora è
questa la principale attività della fondazione.
Marinova ritiene che i bambini hanno bisogno
di aiuto e che le donne debbano diventare più
consapevoli delle loro potenzialità ed opportunità.
Il motto di Marinova è che “non bisogna mai sedersi
ad aspettare che le cose accadano, ma bisogna
impegnarsi a fare delle cose, perché il fare trasmette
l’energia del cambiamento”.
“...quando mostri rispetto per il
tuo team e rispetti i loro bisogni e
impegni, anche loro rispetteranno
gli impegni verso di te.”
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Settore
Capacità di gestione
Pubblicità
“Per guadagnarsi qualcosa, c’è bisogno di essere disciplinati; bisogna
lavorare duramente. Bisogna essere onesti. E quando si vuole iniziare
qualcosa di nuovo, non si deve aver paura, si deve essere convinti che
questo è quello che si vuole fare per il resto della vita.“
Kostadin Popov
http://www.youtube.com/watch?v=sDp5OAcCks0
Per Kostadin Popov è molto importante
sapere come si lavora, bisogna essere concentrati
su cosa si sta facendo. Mr. Popov suggerisce alle
persone che vogliono far crescere la loro impresa
di essere disciplinati nel fare le cose. Chi decide di
avere una propria impresa deve sapere che è un
lavoro molto duro e stressante. “Non c’è nessuno che
faccia per te anche le piccole cose. Si è responsabili
di tutto – tu e i tuoi partner che siano uno, due
o tre. La piccola impresa, non solo in termini di
gestione, assomiglia alla vita di una famiglia… Ha
bisogno di molte cure e richiede sforzi. Ma questo
è interessante e ti rende disciplinato”.
“Molte volte ha pensato di lasciare il paese e
fare qualcos’altro. Ma questi sono stati sono stati
d’animo temporanei che sono riuscito a superare.
Il lavoro ti assorbe e tu continui ad andare avanti.
Negli anni, non ho mai avuto consapevolezza di
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Kostadin Popov è laureato in arte. Ha un’impresa di produzione di materiali promozionali che ha fondato da
20 anni. Non ha mai avuto una grande azienda e non conosce come sono le cose da quel punto di vista, ma
guardando da fuori, ritiene che la gestione finanziaria nella grande e nella piccola impresa sono molto differenti.
Quella di un azienda piccola assomiglia maggiormente alla gestione di un budget familiare.
questo: è successo, si passa avanti e si continua.
Ora, a 50 anni guardando indietro ritengo di non
aver commesso errori”.
“In primo luogo, c’è bisogno di
disciplina nel fare le cose. Chi decide
di aprire un’impresa in proprio
deve sapere che è un lavoro difficile
e stressante… Non c’è nessuno che
faccia per te anche le piccole cose. Si è
responsabili di tutto.“
95
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Capacità comunicative
Settore
Vendita
“La cosa più importante è avere qualcuno che creda in te.
Nel mio lavoro, ci sono state persone che hanno creduto in
me, ancor prima che avviassi l’attività.“
Lina Bardarska
http://youtu.be/hrXoQ_zgK9U
Lina Bardarska ha un’impresa che opera in collaborazione con la più grande corporazione di marketing al
mondo. Ha costituito la sua impresa con il marito e le figlie. Lina è laureata in ingegneria e ha lavorato come
insegnante fino al momento in cui ha avviato la propria impresa.
Mrs. Bardarska vive a Sandanski, una
piccola città. “La prima cosa che ho provato a fare
fu lo sviluppo di un libro per bambini, e lo feci
senza alcuna esperienza nel settore; era il 1992”.
E’ molto riconoscente a sua madre per
l’incoraggiamento e il supporto ricevuto. La scelta
di progettare e realizzare il libro è avvenuta in 12
ore. “Se avessimo riflettuto più a lungo avremmo
sicuramente abbandonato l’impresa”.
Ha incontrato molte persone interessate al suo
lavoro e disposte a sostenerla. In due anni ha fatto
decollare la sua impresa che ora opera nell’editoria
e nel marketing.
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“Creare un’impresa e come
costruire una casa.
Abbiamo costruito molte case ed
ora continuiamo
a costruirne altre.“
Paese
Competenza chiave
BULGARIA
Creatività
Settore
Artigiano
“L’attività in proprio ha un grande vantaggio:
non si hanno capi.
E’ un lavoro libero e interessante, sebbene talvolta
stressante.“
Maria Pencheva
Maria Pencheva ha 55 anni. E’ laureata in ingegneria ed ha lavorato come venditrice per molto tempo. Il suo
hobby preferito era fare regali originali agli amici. Suo marito ha pensato che doveva continuare a lavorare come
http://youtu.be/Hvh9tIEd0ZEHvh9tIEd0ZE
ingegnere, ma il suo sogno era creare souvenirs. Oggi, produce souvenirs da oltre di 10 anni.
Ho iniziato a lavorare in negozio di video, in
un bar e poi in un’agenzia di cambio. In seguito,
ha lavorato come giornalista come fotografa.
Aveva il sostegno finanziario del marito, ma voleva
rendersi autonoma. Suo marito avrebbe voluto
che continuasse l’attività di ingegnere, ma questo
non era il suo desiderio. Il suo hobby preferito era
fare regali originali agli amici.
Un giorno, alcuni amici
creare delle cartoline di
impressionati dalle sue
idee e la incoraggiarono
souvenirs.
le chiesero aiuto per
San Valentino. Furono
capacità e dalle sue
ad iniziare a produrre
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“Ho capito che i miei souvenirs
piacevano alle persone. Ero felice,
perché finalmente qualcosa che mi
piaceva fare mi dava anche una
entrata economica - e ciò non deve
essere sottovalutato.”
97
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Capacità di gestione
Settore
Teatro
“Ognuno di noi ha un proprio stile cognitivo e in questa
diversità risiede la nostra forza.“
Tsvete Ianeva
http://youtu.be/doSarIi1uV4
“Frequentavo
ancora l’Accademia E’ convinta che il successo di un’impresa è nel
nazionale di arte di teatro quando decisi che il
mio futuro sarebbe stato quello di lavorare con i
bambini”.
Oggi i progetti a cui lavora hanno l’intento di
combattere e prevenire la violenza tra i giovani
perché questo è un grande problema nella società
bulgara.
Mr.Janeva lavora con il medesimo team da oltre 20
anni ed è tra le poche persone che può vantare un
così basso turn over tra i suoi collaboratori.
Con i collaboratori ha appreso a creare sogni e
realizzarli insieme. E’ una persona ottimista ed
estroversa. Tutto il gruppo di lavoro condivide
le problematiche partecipando alla gestione
economica ed organizzativa delle attività.
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Tsvete Janeva è presidente del teatro Tsvete, il quale esiste dal 1994. All’inizio era un teatro privato, poi divenne
una organizzazione no profit. Attualmente, il teatro Tsvete lavora in progetti teatrali finalizzati all’educazione e
inserimento socio-lavorativo di persone deboli.
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lavoro di squadra.
“Quando non si ha nulla da
perdere è il momento giusto
per cambiare.”
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Settore
Capacità comunicative
Turismo
“Sono orgogliosa di come le persone si rapportano a me…
ho molti clienti che contano sul mio aiuto.“
Valentine Petrova
Valentina Petrova è un ex hostess. Cinque anni fa’, ha aperto un’agenzia di viaggio. Dopo essersi diplomata, ha
vinto un concorso per hostess ed ha iniziato a volare. Era molto entusiasta di viaggiare e guardare il mondo
http://www.youtube.com/watch?v=cjiRhh9j2A8
dall’alto. Ha lavorato come hostess per 28 anni.
Da pensionata ha deciso di aprire un’agenzia
di viaggi. Credere in se stessi è stata la convinzione
che ha portato Valentina a dimettersi in gioco. Aveva
anche le competenze tecniche necessarie per avviare
un’agenzia di viaggi. Il suo lavoro come hostess di
volo, le aveva dato la possibilità di viaggiare ma
anche di frequentare corsi di formazione tali da
arricchire le sue competenze gestionali.
“La prosperità è uno stato
mentale, nient’altro.“
Con i clienti il successo si conquista con il sorriso
e con un servizio di qualità. Secondo Valentina
bisogna fare un lavoro cercando di renderlo utile/
gratificante per se stessi, ma altrettanto per gli altri/
clienti.
Secondo l’intervistata una delle cose più importanti
per fare impresa è “pensare positivo” e anche di
fronte a difficoltà “non mollare”.
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Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Capacità di gestione
Settore
servizi
“Per formare uno specialista occorrono anni di esperienza
sul campo. Ho iniziato cercando giovani nelle aule
universitarie. Ci sono voluti anni per formarli;
ho investito su di loro.“
Valeri Andreev
http://www.youtube.com/watch?v=ZWEIbSJTSjk
Valery Andreev è un ingegnere meccanico, che ha lavorato in questo campo ancora prima di laurearsi. Insieme
a 4 colleghi ha deciso di creare un’impresa, di cui è ancora proprietario. Accadde 20 anni fa. Mr Andreev crede
molto nella sua azienda.
Dopo 20 anni, l’impresa di Andreev ha 100 Il suo obiettivo fondamentale è motivare il proprio
impiegati in Bulgaria e una sede in Russia – con più
di 10 impiegati.
personale a lavorare traendo soddisfazione dal
lavoro svolto.
Nel campo dell’ ingegneria meccanica e elettrica,
la compagnia di Andreev è una delle più grandi
dell’est Europa.
Il valore aggiunto della sua impresa sono le risorse
umane.
Per formare uno specialista occorrono dai 3 ai
5 anni di esperienza sul campo, oltre agli studi
universitari.
Andreev ha oggi 60 anni ed ha già pianificato
i prossimi 15-20 anni. Negli ultimi 5 anni, sta
riorganizzando la sua impresa in vista del suo ritiro,
che comunque non sarà imminente.
100
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“Anche avendo 60 anni,
ho progetti per i prossimi
15-20 anni.“
Paese
Competenza chiave
BULGARIA
Settore
Competenza comunicativa
TV- Pubblicità
“Imparare a lavorare e essere capace a fare qualsiasi cosa;
la vita insegna che nulla è impossibile.“
Vladina Tsekova
http://www.youtube.com/watch?v=IvbrkYOLnhw
Dopo
l’esperienza
dell’insegnamento,
iniziò a lavorare in programma televisivo di grande
successo nazionale. Forte di questa esperienza decise
di iniziare la produzione di programmi in proprio. Il
primo programma prodotto fu dedicato alle famiglie.
Una competizione tra famiglie in termini di capacità
ludiche, conoscenze e competenze.
Secondo Mrs. Tsekova, ogni esperienza porta ad una
nuova esperienza, accumulando competenze. I suoi
punti di forza sono: i sentimenti positivi e le abilità
comunicative ed empatiche. Il suo motto è vivere
momento per momento, giorno per giorno. Ha 48
anni. Ha appreso durante l’arco dell’intera vita dai libri,
dalla televisione, dalle persone, dalle esperienze di
vita.
Vladina Tsekova è nata da famiglia di sordo muti. E’ laureata in Pedagogia e ha iniziato a lavorare come insegnante.
In seguito ha aperto una casa di produzione e pubblicità ed ha creato eccellenti programmi televisivi di grande
successo.
Secondo lei, tutte le cose vanno fatte con amore
altrimenti non danno frutti. Per il futuro vorrebbe
diventare una missionaria – in Africa o India. Vorrebbe
trasferirsi in un posto dove poter dare amore, energia
e aiuto in qualsiasi forma – educando e insegnando
agli altri attraverso la propria esperienza.
“La verità è nelle semplici cose.“
Il suo lavoro le ha dato la felicità. Ogni lavoro che ha
fatto, come insegnante, modella, produttrice e esperta
PR – lo ha fatto con amore.
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101
Paese
BULGARIA
Competenza chiave
Competenza organizzativa
Settore
Commercio
“…Poi ho capito che la più grande arte è quella di
combinare entrambe le cose e armonizzare il loro ruolo
nella tua vita.”
Yuri Kovachev
http://youtu.be/ma8KIWFXBtg
Yuri Kovachev è un gioielliere; ma negli ultimi anni è diventato molto popolare organizzando i corsi Ayurveda.
Prepara cibi deliziosi in molti ristoranti vegetariani di Sofia. Come un bambino, è sempre alla ricerca di cose
nuove.
Nella sua vita è stato sempre attratto dalle sostegno di amici. Ma nel tempo, le vecchie
pratiche joga e da tutto che si potesse creare
con le mani. Questo gli fece pensare che avrebbe
potuto trovare un lavoro creativo con una
componente manuale. Così, decise di imparare
un mestiere. Iniziò come tirocinante presso un
calderaio. Qui resto per circa un anno, imparando
come creare una forma, un arte plastica a partire
dalla lamiera. Fu anche molto fortunato, perché
tutto quello che creava e faceva con le sue mani
veniva immediatamente comprato. Dopo un
anno l’artigiano chiuse la bottega. Yuri si trasferì
a Mosca e casualmente si avvicinò all’arte orafa,
sperimentandosi nella realizzazione di gioielli.
In seguito, tornò in Bulgaria e nonostante
avesse già una certa esperienza, non fu semplice
acquisire un proprio mercato. Riuscì grazie al
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passioni cominciarono ad riaffiorare nel cuore. Ed
ecco che avvia una attività di cucina Ayurveda.
“Credo che sia molto importante
capire cosa si è in grado di fare
e cosa invece no; e, quindi,
concentrarci solo su ciò in cui si
riesce meglio.”
Chi siamo noi
LPKKY comprende i seguenti collegi della regione occidentale di Tampere:
Vocational College, College of Crafts and Design, Music College, Open
College, and Liberal Adult Education College. LPKKY è un’organizzazione
versatile con oltre 30 filiali che operano in una regione rurale, scarsamente
popolata e distante dai centri urbani.
L’unità di sviluppo e formazione degli adulti è stata formata con l’unione
di due centri, all’inizio del 2011. Lo scopo dell’unità è quello di preparare
ed incrementare programmi e piani di sviluppo regionale, insieme con
comuni e imprese della zona. L’Unità di sviluppo supporta ed attua gli
obiettivi ed i progetti di sviluppo regionale, aiuta nella vendita, e promuove
la collaborazione tra i Comuni ai fini dello sviluppo di servizi pubblici ed
amministrativi.
La formazione degli adulti ha come scopo quello di pianificare e organizzare
la formazione degli adulti nella regione. Ha circa 1500 studenti all’anno.
http://aikkari.lpkky.fi
Paese
Competenza chiave
Settore
Finlandia
Prendere decisioni
turismo
“Qualunque sia il tuo capitale? Non spenderlo mai in una
volta….la chiave è la prudenza.”
Airi and Jyrki Talonen
Airi and Jyrki Talonen hanno fondato Ikaalisten Matkatoimisto Tour Operator. Gestiscono l’agenzia dal 1991, ed
è considerata una delle più affidabili in Finlandia (la seconda migliore nel 2008). Ultimamente hanno ricevuto
http://www.youtube.com/watch?v=xp3S-U2ETPk&list=P un premio per la lunga collaborazione con Estonia spa dall’associazione Estonia SPA.
LE8EE152524274796&index=3&feature=plpp_video
Abbiamo iniziato 20 anni fa. Sono Airi Lo sviluppo di un prodotto è un effettivo lavoro.
Talonen e quando ho iniziato l’attività avevo
due figli a casa ed un terzo che stava iniziando
la scuola. L’attività è iniziata in un salotto di casa
con dei piccoli investimenti, una linea telefonica
ed una vecchia fotocopiatrice. (Jyrki Talonen) Io
ero un giornalista in quel periodo. Viaggiando
abbiamo capito che vi era una richiesta di servizi
per la mobilità. Il nostro primo prodotto fu una
crociera a Åland Islands e Norrtälje in Svezia.
L’anno successivo i Paesi Baltici hanno raggiunto
l’indipendenza. E’ stata un’opportunità storica, ma
le opportunità bisogna saperle prendere e gestire.
Abbiamo viaggiato molto in Europa, e abbiamo
osservato gli svedesi. Erano soliti fare viaggi di un
giorno. Così abbiamo iniziato a vendere, anche
con buoni risultati, viaggi di un giorno a Tallinn. Il
nostro bus non stava mai fermo….
104
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E’ una sfida molto difficile. I tempi cambiano, e
ben presto una cosa diventa vecchia; non si deve
rimanere fermi ad ammirare il proprio lavoro. Per
competere è necessario disporre di un proprio
prodotto; ma ciò non basta. Per avere successo, il
prodotto deve essere anche unico.
Oggi la sfida si è trasferita su internet; la
comunicazione deve essere chiara ed esaustiva.
Jyrki ha una grande conoscenza della storia, e questo
ci ha aiutato molto. Ho una formazione medica
e Jyrki è un giornalista, entrambe le professioni
si interessano alla vita delle persone. Abbiamo
trasferito le nostre competenze nell’agenzia di
viaggi. La cosa importante è prendersi cura dei
clienti, in modo tale da farli tornare da noi. Non
abbiamo mai promesso qualcosa che non c’era o
che era deludente.
“L’imprenditorialità non è
per chi vuole lavorare 5 giorni a
settimana per otto
ore al giorno.”
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
motivazionale
Educazione
“La cosa più bella del mio lavoro è il costante contatto con i
bambini; sono loro che ti aiutano ad andare avanti. Questo
è un lavoro interpersonale e ricevo dai genitori e dai
bambini molto più di quello che dono.”
Arja Isoviita
http://www.youtube.com/watch?v=oD62EBE9hNc
E’ un’educatrice privata ed ha fatto questo lavoro per 26 anni. Gestisce un asilo. Fa il suo lavoro con il cuore ed è
molto conosciuta. Per la mensa, utilizza quanto più le è possibile il cibo di produzione locale e raccoglie frutta e
verdure dal proprio giardino o nel bosco.
Ho iniziato per caso, prendendomi cura dei “Io credo che non tutto possa essere divertente;
bambini dei vicini quando ho iniziato a vivere
da sola, ed è diventato un lavoro. Non l’ho mai
pianificato, ma non volevo portare i miei bambini
all’asilo, quindi ho creato un asilo.
ma se l’ultimo ricordo della giornata è positivo,
allora significa che è stata una buona giornata”.
Dopo il liceo ho studiato economia domestica.
Ai miei tempi, non esisteva una formazione per
l’assistenza ai bambini. Ho anche imparato le
nozioni base della contabilità. Il lavoro è lo stesso
ogni giorno, uscire con i bambini, cibo, riposino,
merenda,… le giornate sono lunghe, fino a 10-11
ore al giorno; ma a me piace!
“Ogni giorno ci sono momenti
magnifici; in quello che i
bambini dicono e fanno,
in come crescono trovo la
gioia del mio lavoro. E sono
orgogliosa del mio lavoro.“
E’ per me un grande momento, quando i bambini,
ormai grandi, mi vengono a visitare e hanno un bel
ricordo di me. “Devo aver fatto qualcosa di buono,
se si ricordano di me con piacere”.
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105
Paese
Competenza chiave
Settore
Finlandia
intuito
commercio
“Un imprenditore deve avere il coraggio di non mollare mai.
C’è sempre una soluzione a tutto. Quando si ha un business,
devi giocare le tue abilità come se fossero carte da poker e
vedere se si vince; devi fare la tua partita.”
Aulis Jalaskoski
http://www.youtube.com/watch?v=NGirz_ijAYQ
Ha lavorato in un negozio di mobili per 55 anni. Ha frequentato numerosi corsi di formazione. E’ stato uno
dei fondatori di Stemma, una catena di negozi di mobili. Stemma è oggi, una delle più grandi catene di
negozi in Finlandia. Aulis Jalaskoski ha ancora la sua attività Hämeenkyrö e la continua a dirigere a 85 anni.
“Sono Aulide Jalaskoski e vendo investimento per l’impresa.
mobili. Ho pensato di provarci per un anno e vedere
se fossi riuscito ad avere successo. Sono passati 55
anni. Ho imparato a fare le cose nella bottega di
mio padre.
Ho trovato un lavoro a Tampere come pittore di
mobili. Il manager mi consigliò di studiare perché
ero bravo. Dopo alcuni anni di apprendimento sul
posto di lavoro, ho completato gli studi universitari
in economia. Poi ho trovato un negozio di mobili
in vendita. Sono andato in banca e ho chiesto
un prestito. Ero stupito che così tante persone
avessero fiducia in me e che mi hanno garantito
il denaro necessario all’acquisto. Ho comprato il
negozio nel ‘56 mentre lavoravo come mercante
di stoffe”.
“Quando i clienti ricevono un trattamento
adeguato, ritornano sempre. Il cliente è il principale
106
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Nel ‘68 abbiamo costituito una cooperativa con 7
imprenditori e una nostra propria linea di mobili. Da
allora, abbiamo aperto due negozi e aumentato in
modo esponenziale il numero di dipendenti. Oggi
abbiamo 50 partner e negozi in tutto il paese”.
“L’imprenditore deve sviluppare anche le sue
capacità, non solo il negozio… deve trattare tutti
i clienti nel modo appropriato. Tutti pagano con
denaro, ed il denaro è ciò di cui un’azienda ha
bisogno per avere successo. Se un cliente si fida
dell’azienda, tornerà”.
“Il mio più grande successo è nella fiducia; ho 4
generazioni di clienti della medesima famiglia,
clienti che tornano sempre. Ciò significa che ho
lavorato bene”.
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
motivazionale
commercio
“Qualunque sia l’impresa, devi avere competenze, credibilità
e capacità economiche. Se vuoi che un’attività imprenditoriale
abbia successo non bisogna considerare l’impresa un gioco,
ma qualcosa di molto serio.”
Varpu Suontaka-Lahtinen
http://www.youtube.com/watch?v=9XKOR26h5aY
E’ la direttrice di un negozio di fiori. Ha avuto molto successo nelle competizioni florovivaistiche a livello nazionale
ed internazionale, ed ha anche lavorato come giudice in vari concorsi nazionali ed internazionali. Non solo ha
formato se stessa, ma ha anche insegnato a molti giovani promettenti i propri segreti.
“Sono Varpu Suontaka-Lahtinen. Ho un occhi e mani. E’ un lavoro esigente. Con materiale
piccolo negozio di fiori a Ikaalinen. L’ho ereditato dai
miei genitori 30 anni fa, e non è stato facile portare
avanti questa attività. Ero molto giovane. Ho pensato
inizialmente di fare il giardiniere… ho studiato
anche all’estero per rafforzare ulteriormente le mie
competenze. Appena ho ottenuto il negozio ho
cominciato a gareggiare. Ho avuto grande sostegno,
Marianne ed altri miei insegnanti sono stati molto
importanti per me. Ho avuto supporto e sostegno
anche da molti amici stranieri e ciò ha rappresentato
un grande aiuto. Forse, la mia formazione è stata un
po’ carente dal punto di vista contabile, ma in pochi
anni ho recuperato con la pratica.
Uno dei momenti più belli è stato il premio ricevuto
da altri imprenditori della città.
Il momento più difficile è stato il dover affrontare un
infortunio al braccio. Questo lavoro ha bisogno di
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vivo, si possono avere grosse perdite se non lo si fa
bene”.
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Paese
Finlandia
Competenza chiave
saper affrontare i rischi
Settore
benessere
“Il denaro non è importante.
Il fare impresa è uno stile di vita. Con la mia impresa non
sono diventata ricca ma l’importante è che io possa decidere
autonomamente.
Fare impresa è gestire la propria libertà.”
Annikki Kulmala
http://www.youtube.com/watch?v=QqfkxqbCtWw
“La nostra sede formativa è in un’ex scuola
a Kihniö. Realizziamo formazione aziendale e per
trattamenti naturali. Sono l’amministratrice delegata
ed insegnante. Nasco come infermiera; ho studiato
diversi approcci terapeutici in Finlandia e all’estero. Al
giorno d’oggi, molte persone conciliano l’istruzione
medica con le cure naturali… ma quando ho iniziato
negli anni 80, sembrava qualcosa di strano e non vi
era alcuna formazione in Finlandia. Il mio bambino
ha avuto molto spesso infezioni, ed un’infermiera
mi suggerì le cure omeopatiche. Mi hanno aiutato
molto, e per questo ho pensato di iniziare a studiare
le cure naturali.
Mi sono appassionata molto e mi sono specializzata
come terapista shiatsu. Ho continuato a studiare ma
ho anche avviato una piccola impresa di cure naturali.
Trascorrevo il giorno a casa con i figli, lavorando di
notte e nei fine settimana. Un paio di anni dopo, mi è
108
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Annikki Kulmala nasce come infermiera ed ha studiato diverse tecniche terapeutiche. Ha partecipato
a numerosi corsi di formazione. La sua azienda realizza corsi di formazione per il benessere ed eventi
naturalistici.
stato chiesto di sostituire un’insegnante a Frantsila,
dove avevo studiato, e così è iniziata la mia carriera
di insegnante. Quello che ho sempre desiderato era
riuscire a conciliare cure mediche con quelle naturali,
perché ritengo che si completino a vicenda.
La mia famiglia ed i miei amici mi hanno sempre
sostenuto, anche se non ho avvertito il bisogno
di supporto perché è il lavoro che mi sostiene e
motiva.
Il denaro non è importante. Si tratta di uno stile di
vita. Non sono diventata ricca, ma l’importante è
che io possa decidere in modo autonomo.
“Se avrò bisogno di più soldi, allora significa che
dovrò lavorare di più. Non c’è niente che avrei voluto
fare diversamente da ciò che ho fatto nella vita.
Gli errori aiutano a formarsi e se si ha paura di
sbagliare allora significa che non si è adatti alla
creazione d’impresa e se ho sbagliato, ho imparato
dai miei errori. Gli errori ti formano e se hai paura
di commetterli allora non dovresti essere un
imprenditore. Si vive con o senza successo, questa
è la vita... Non credo che nella mia vita andrò in
pensione, bensì mi limiterò a lavorare meno”.
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
Motivazione
commercio
“Credere in se stessi e essere perseveranti.”
Satu Holma
E’ stata la proprietaria di una libreria per 20 anni. Ha lavorato in varie associazioni di promozione d’impresa (tra
http://www.youtube.com/watch?v=KnIceHo01yk
cui JCI Kyrösjärvi ecc,) ed in altri gruppi per lo sviluppo del territorio.
“Sono stata un’imprenditrice per 21 anni, Cerco di servire al meglio i miei clienti. La miglior
ho iniziato quando ne avevo 22. I miei genitori
mi hanno insegnato a lavorare ed i miei datori di
lavoro mi hanno incoraggiato. Ho incontrato molte
persone autorevoli nel mondo degli affari.
Quando ero giovane, volevo diventare un poliziotto,
ma i miei insegnanti dicevano che avessi un forte
spirito imprenditoriale, fin da piccola.
Ho aperto la libreria quando ero molto giovane,
ed ho pensato che iniziando con poco, non sarei
potuta cadere poi troppo lontano, questo mi ha
incoraggiato.
Avevo 23 anni ed avevo fiducia in me, molte
persone hanno pensato che non sarei andata
lontano, ma sono ancora qui. Studiare e lavorare
non è stato divertente.
Sono molto socievole, mi piace la gente. Non potrei
immaginare altro lavoro da quello che faccio.
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ricompensa è che sapere che qui le persone non
comprano i libri in una libreria, ma da Satu”.
109
Paese
Competenza chiave
Settore
Finlandia
creatività
servizi
“Per iniziare una attività autonoma, bisogna educare se
stessi all’intrapresa. E’ necessario lavorare duramente, ma
deve essere qualcosa che si fa con piacere e con il cuore.“
Marco Äijälä
http://www.youtube.com/watch?v=AoyJTcYowqg&featur Marco ha aperto una società che organizza eventi di diverso tipo.
e=related
“La mia azienda organizza eventi aziendali, durante la vacanze, mentre gli altri si divertono.
io sono manager, imprenditore, produttore e
artista. Ho iniziato come artista e musicista. Poi,
ho avuto problemi con la voce e quindi sono
stato costretto a fare altro; per restare nel settore
ho scelto di impegnarmi nell’organizzazione di
eventi.
E’ stato sufficiente iniziare, perché facendo si
impara. Ripensando al mio agire d’impresa,
ritengo che avrei potuto fare molte cose
diversamente, come ad esempio assumere un
esperto di contabilità. Nella vita ho fatto di tutto e
solo ora comprendo in cosa sono effettivamente
bravo. La concorrenza è dura, ma la mia esperienza
è solida.
Questo è un lavoro duro. Senza clienti non si
vende. Gli artisti spesso lo dimenticano. Per fare
impresa bisogna essere pronti a lavorare di notte,
110
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Bisogna apprendere a tollerare lo stress, perché
ci sono sempre cambiamenti”.
“In questo campo, non è
necessario ma indispensabile
lavorare con il cuore.”
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
indipendenza
agricoltura
“Il miglior consiglio è quello di ricercare con attenzione ciò
che è fattibile e vantaggioso e cooperare strettamente con le
catene di vendita al dettaglio.”
Ari Kulmanen
L’azienda ha iniziato a coltivare ortaggi nel 2000 e oggi è uno dei maggiori produttori biologici vegetali in serra
http://www.youtube.com/watch?v=UbjqIhncmTw&list= della Finlandia. La compagnia ha 25 dipendenti, che vendono in tutta la Finlandia.
PLE8EE152524274796&index=10&feature=plpp_video
“In questa serra, a Ikaalinen, coltiviamo molto concentrati sul marketing cerchiamo di trovare
pomodori biologici ed ortaggi. Non ho avuto
nessuna formazione specifica. La mia competenza
nasce sul campo. Ho privilegiato l’agricoltura
biologica, ricorrendo a prodotti solo organici.
Inoltre, da ecologista convinto, utilizzo solo acqua
ed elettricità auto-prodotta. Oggi nella mia azienda,
lavorano in 25 persone tra imballaggi, distribuzione
e produzione, ecc; tutti i dipendenti sono formati
tenendo conto delle loro attitudini. Il nostro mercato
di sbocco prevalente è la Finlandia e non abbiamo
molta concorrenza. Tutte le scelte di marketing e di
immagine incidono sulla popolarità dei prodotti.
Forse, tra un po’ sarà possibile estenderci alche su
altri mercati.
La nostra sfida più grande è la crescita; bisogna
essere attenti ad ogni innovazione e re-inventare
continuamente il nostro posizionamento. Siamo
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buoni partner. Il mio sogno è la diversificazione.
“Buone relazioni e efficaci
network aiutano nel successo.“
111
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Capacità di trasformare
le idee in azioni
Settore
produzione casearia
“Devi credere in te stesso e fare ciò che pensi essere utile
alla tua impresa.
Poi, consiglio vivamente di prendersi cura del personale.”
Peter Dörig
Produttore di formaggio dal 2002. E’ nato in Svizzera dove ha anche acquisito il know-how per la produzione
di formaggio. E’ riuscito a portare nuovi formaggi nei mercati finlandesi. E ‘stato premiato più volte per i suoi
http://www.youtube.com/watch?v=kzhMZejD7fQ&list=P
gustosi prodotti.
LE8EE152524274796&index=1&feature=plpp_video
Mio padre ha prodotto formaggi per più di 40 momenti di difficoltà. Siamo cresciuti grazie al suo
anni, come fece suo padre. Ho quattro fratelli, tre esempio ed insegnamento.
dei quali sono produttori di formaggio. Dopo aver Il nostro bene più grande sono in realtà i nostri
terminato i miei studi ho lavorato in un altro business. dipendenti, perché un’impresa non può funzionare
Poi, nel 2002 , qui in Finlandia, ho pensato di aprire senza i lavoratori. Credo che siano la cosa più
un caseificio. Così, ho fondato la mia azienda. Per importante, la radice di ogni business.
me questa decisione fu abbastanza facile perché già
sapevo produrre formaggi.
Ho pensato al mio formaggio preferito, ed ho deciso
di fare formaggi che piacessero anche a me. Il mio
formaggio preferito, Vilho, è diventato il nostro
prodotto più venduto e metà del nostro reddito annuo
deriva proprio dalla sua produzione. In generale, non
ho fatto quello che mi è stato consigliato di fare, ma
quello che mi sono sentito di fare.
Da bambini abbiamo trascorso molto tempo nel
caseificio, perché era un business di famiglia.
Abbiamo aiutato ed ascoltato nostro padre nei
112
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Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
consapevolezza del contesto
edilizia
“E’ importante non bruciare mai ponti
in qualsiasi direzione. Mai lamentarsi di un cliente troppo
esigente così come mai parlare male della concorrenza.
Bisogna avere rispetto di tutti.”
Reijo Lempinen
http://www.youtube.com/watch?v=RKKL4chPRIc
“La mia azienda è Ikitaito Oy, fondata nel
1992. Lavoriamo nella regione Pirkanmaa, con 13
dipendenti. Io sono l’Amministratore Delegato e mi
occupo del management.
Non è stata una passeggiata, soprattutto all’inizio.
Per i primi 4 o 5 anni ho affittato un impianto non
riscaldato, con meno di 100 metri quadrati. Essere
un imprenditore vuol dire capire sempre le esigenze
del cliente. Per un imprenditore è molto importante
mantenere le promesse. Noi siamo subappaltatori di
prodotti edili, per grandi società. Nel nostro lavoro
non si fanno consegne seguendo il calendario, ma con
l’orologio alla mano; i tempi sono sempre risicati.
Occorre avere tanta fiducia in se stessi e nella propria
idea. Se un imprenditore non ha fiducia nella propria
idea, nessun altro lo farà. Le cose più importanti per
avviare e mantenere un’impresa nel tempo sono:
promettere solo ciò che si può fare, e fornire ciò che si
è promesso. Quindi, bisogna assicurarsi di riuscire a
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E’ il responsabile della società che lavora nell’edilizia. La società è stata fondata nel 1992. Ha ottenuto il premio
come “imprenditore dell’anno” nel 2008, per la città di Parkano.
fare ciò che si promette. Un altro atteggiamento che
a mio avviso bisogna assumere è il costante rispetto
della concorrenza. Per avere successo, non bisogna
denigrare il proprio competitor, ma fare meglio di
lui.
Il momento per me più importanti è stato
l’assegnazione del premio ”Entrepreneur of the Year”
nel 2008.
“Poi, per ogni imprenditore è
importantissimo rispettare ciò
che si promette di vendere.”
113
Paese
Competenza chiave
Settore
Finlandia
creatività
industria
“Non si può creare un business con i sussidi pubblici. Bisogna sempre
sceglie un settore rispetto al quale si hanno solide competenze. Per fare
impresa bisogna essere onesti ma non ingenui. La cosa più importante
per un imprenditore è quella di non pensare di essere così intelligente da
eludere le tasse. Non si raggiunge il successo evadendo le tasse.“
Veikko Salli
http://www.youtube.com/watch?v=WkmwrIVzkL0
Dall’idea innovativa di Veikko Salli, Molok Ltd è nata una famiglia di prodotti adatti per tutti i continenti,
paesi e culture. Durante i primi 20 anni di attività, Molok Ltd è cambiata, da una piccola impresa familiare è
divenuta una società internazionale, conosciuta in tutto il mondo.
“Io sono Veikko Salli e ho iniziato l’attività rifiuti degli alberghi. Mi ci sono voluti molti anni
imprenditoriale a 42 anni. Nel mio settore sono molto
importanti le fiere, perché si possono conoscere
nuovi prodotti, tendenze e idee che altrimenti ci
sarebbero sconosciuti. Ad esempio, un mio amico,
intorno al 1993, assistette ad una conferenza sulla
rimozione dei rifiuti e capì che questo settore
poteva trasformarsi in un importante business.
Noi avevamo già un prototipo funzionante di
Molok che poteva essere ulteriormente sviluppato.
Adattammo il nostro prototipo alle esigenze del mio
amico e lo utilizzammo per la rimozione dei rifiuti.
Andammo avanti fino a 1980. Dopodiché cedetti la
società. Avevo guadagnato molti soldi. Così investii
in impianti sportivi con campi da tennis in tutta la
Finlandia, 26 in tutto. Quando l’economia finlandese
stava andando male, per fortuna ho avuto l’idea
di riadattare il progetto Molok alla rimozione dei
114
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per pianificare tutto. Nel 1991 ho costruito il nuovo
prototipo Molok ed è stato un successo.
Paese
Finlandia
Competenza chiave
Settore
capacità di comprendere le proprie
abilità e conoscenze
Industria
“…Vorrei aver seguito maggiormente il mio cuore ed essermi
concentrato su quello che mi faceva stare bene.
Bisogna avere il giusto team, trovare le persone adatte
per ricoprire i vari incarichi, ed unire le varie competenze,
integrandole in modo strategico.“
Jukka Heinäsuo
http://www.youtube.com/watch?v=i3O29vkC5Tg
“Mi chiamo
Jukka Heinäsu. Siamo nella mia
fattoria di famiglia, facciamo questo lavoro dal XVI
secolo, sempre nella stessa proprietà. Sono nato in
questa famiglia di imprenditori all’incirca 40 anni fa.
Ho continuato questa attività di famiglia perché mi
piace questo business: la produzione di ortaggi. Dopo
aver studiato agraria all’Università di Helsinki, sono
andato in America per un corso di specializzazione.
Lì ho conosciuto numerosi consulenti per
l’imprenditorialità ed anche i programmi di studio
erano molto attenti a questa materia.
E’ nato nella fattoria di proprietà della sua famiglia nello scorso secolo. E’ un produttore di prodotti biologici e
possiede anche un’azienda che produce le copertine plastificate per trailers.
a sviluppare i prototipi e l’anno successivo siamo
entrati nel mercato.
Nel 2008, a causa della recessione in Finlandia
abbiamo avuto una consistente perdita e quindi
necessitammo di supporto finanziario. Cercammo
altri investitori, con esperienza. Fummo fortunati, li
trovammo. Nel tempo abbiamo potenziato le nostre
capacità di leadership. Abbiamo creato un team di
lavoro efficace. Siamo usciti dalla crisi più forti di
prima.
Durante il corso di specializzazione, visitammo
un’azienda di tecnologia plastica, Europlast, la quale
produceva copertine per trailer dal 1990. Era molto
interessante, dal momento che creava prodotti
tangibili e a forte sviluppo. Così, ho comprato la
compagnia ed ho cercato di svilupparla anche
finanziariamente. Un mio amico ingegnere iniziò
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115
Chi siamo noi
Technologie-Netzwerk Berlin e.V,
Un‘ impresa sociale al servizio dell’economia locale sociale.
Technologie-Netzwerk Berlin e.V. è un’impresa sociale (associazione no
profit) finalizzata alla:
•
promozione della ricerca, sviluppo e formazione;
•
promozione delle politiche attive del lavoro nelle aree a forte
marginalità.
Nasce nel 1987 ed impegna 10 persone, organizzati in tre dipartimenti:
•
gruppo di ricerca interdisciplinare (IFG) IRG economia locale, che
opera sia in modo indipendente che presso l’Università Tecnologica
di Berlino (TechnischeUniversität Berlin);
•
Centro di Formazione ed Educazione per lo sviluppo economico;
•
Rete europea per lo sviluppo economico Self-Help e locale
(EURONETZ).
www.technet-berlin.de
Paese
Germania
Competenza chiave
gestione
Settore
Ristorazione
“L’empatia è importante, è un modo per scambiare i nostri
valori culturali.”
Reziye Bayram (Sevgi)
http://www.youtube.com/watch?v=HnzBPTyjIFs
Questo video è stato realizzato negli uffici di
GRAEFEWIRTHSHAFT. Sevgi vive e lavora con i suoi figli
nel quartiere berlinese di Friedrichshain-Kreuzberg,
dove gestisce il ristorante WELTKUECHE. E’ una
madre single di 2 figli, ed ha appena terminato la sua
formazione professionale. Insieme con altre 5 donne
migranti e 2 donne tedesche, ha fondato l’impresa ed
è membro del consiglio di amministrazione.
Sevgi era inizialmente scettica rispetto alla creazione
di una propria impresa, ma grazie all’impegno dei
suoi colleghi è riuscita a cogliere questa opportunità.
La sua famiglia si trasferì in Germania. Sevgi è cresciuta
in Germania, ma quando lei era piccola la scuola non
era ancora un luogo tranquillo e sereno per i migranti.
Ha poi iniziato un corso di formazione, ma ha dovuto
interromperlo per motivi di salute. Più tardi, il marito ha
lasciato la famiglia e lei si è trovata sola e disoccupata,
con due bambini.
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Sevgi è una donna turca. Lavora come responsabile del servizio nel ristorante WELTKUECHE, istituito dall’impresa sociale
GRAEFEWIRTSCHAFT. Ha lavorato per tre anni in questa impresa multi-culturale, impresa che si trova nel quartiere berlinese
di Friedrichshain-Kreuzberg. Gestisce il ristorante GRAEFEWIRTSHAFT, che offre una cucina internazionale, catering per
istituzioni pubbliche e sociali, ed un laboratorio di cucito.
Un gruppo multi-culturale di donne le ha chiesto di
partecipare alla creazione di un’impresa. Così nel 2008,
queste donne hanno fondato la loro impresa, anche
grazie al sostegno della Agenzia di Sviluppo di Berlino
per le Imprese Sociali e l’Economia di quartiere (BEST).
Hanno acquistato il locale da gruppo di migranti HIV
positivi che volevano cessare la loro attività. Inoltre,
per diversificare le attività hanno creato anche un
laboratorio sartoriale. Il ristorante ha avuto molto
successo ma non senza aver dovuto superare molte
difficoltà.
“Nella mia famiglia, le relazioni
sociali erano questioni molto
importanti.“
117
Paese
Competenza chiave
Germania
capacità interculturali
Settore
Formazione
“Seguo i valori della mia famiglia e del precedente lavoro.
Vivere e lavorare nella comunità
in modo collaborativo.“
Anne Lorenz
Anne Lorenz, 60 anni, vive insegnando il tedesco agli stranieri. Vive e lavora a Berlino con il marito e sua figlia.
http://www.youtube.com/watch?v=Dyr2uXQxy5s
Ha acquisito le sue competenze interculturali studiando e viaggiando. E’ molto conosciuta nel quartiere dove
lavora come mediatrice culturale.
Il video è stato girato negli uffici di LEBENSNAH I suoi suggerimenti sono: non fare affidamento
e.V.. Anne è nata in una famiglia con molti bambini.
Anche se la sua famiglia non era benestante, è
riuscita a diventare un’insegnante di lingua. Oggi
lavora anche nei centri di educazione per gli adulti.
Anne ha fondato la sua prima scuola di lingua con
l’auto di altri soci. Avendo vissuto nel quartiere
interculturale berlinese di Friedrichshain-Kreuzberg
ha conosciuto la realtà degli immigrati a Berlino e
condiviso il background culturale.
Altrettanto importanti sono state le sue esperienze
di viaggio in Europa, che le hanno permesso di
imparare le lingue straniere e di conoscere altre
culture. La scuola che ha fondato ha stretti legami
con il quartiere, dove vi è un’alta concentrazione di
immigranti, principalmente turchi o arabi.
118
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soltanto su una fonte di reddito; è importante
muoversi su mercati diversi. Ciò aumenta la
sostenibilità dell’impresa.
“Tutto quello che conosco, l’ho
dovuto imparare da me stessa,
ma con qualche supporto.”
Paese
Germania
Competenza chiave
Settore
capacità socio-culturali
servizi sociali
“E’ molto importante per me che gli tutti i dipendenti siano
in grado di soddisfare i propri desideri,
con la stessa paga per tutti.“
Anette Schill
http://www.youtube.com/watch?v=TCIx6qZJbwc
Anette è direttore dell’impresa sociale REGENBOGENFABRIK a Berlino, dove lavora con sua figlia. Viene dalla
Germania meridionale, i suoi genitori avevano un pub. Lei, invece, dopo aver terminato i suoi studi universitari si
è scoperta affascinata dalle imprese sociali.
Il video è stato realizzato negli uffici di dice a se stessa, “coraggio, è difficile ma dobbiamo
REGENBOGENFABRIK e.V. Annette vive e lavora nel
quartiere berlinese di Friedrichshain-Kreuzberg con
la figlia. RBF è stata fondata agli inizi degli anni 80.
“Factory Rainbow” fornisce servizi socio-culturali e di
artigianato, cinema, laboratorio del legno, ceramica,
una mensa, un ostello con 410 posti letto, una
caffetteria ed una panetteria. L’impresa di Annette da
lavoro a circa 100 persone. Annete è amministratore
delegato e co-fondatore dell’impresa. Per lei, la cosa
più importante è che il personale riesca a trasformare
il lavoro in un’opportunità per soddisfare i propri
desideri. A tutti i lavori è attribuito il medesimo valore
e tutti i dipendenti ricevono lo stesso stipendio. Per
Anette, il lavoro più duro è quello di rendere lo staff
collaborativo, nell’interesse dell’impresa.
Dove prende la sua energia? Non lo sa, ma non ha
mai perso il coraggio. Se si presentano problemi,
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andare avanti comunque.”
“Il problema più grande è
riuscire a far lavorare tante
persone in modo collaborativo.”
119
Paese
Competenza chiave
Germania
integrazione sociale
Settore
servizi
“Oltre al supporto che ho ricevuto, ho imparato molto
attraverso la pratica e l’esperienza diretta.”
Lutz Bojahr
Lutz Bojahr è direttore, da circa 30 anni, di un’azienda di orientamento e formazione. Senza la caduta del muro
di Berlino, non avrebbe potuto diventare un imprenditore. Vive nel quartiere berlinese di Pankow con la sua
famiglia. Lutz lascerà presto il suo posto di lavoro ad un’altra persona, ma resterà comunque un consulente per
http://www.youtube.com/watch?v=xmrVzIoqyuQ
l’azienda.
Questo video è stato realizzato negli uffici di persone con esperienza nel capo della creazione di
STERN RADIO BERLIN GmbH (STERABE). Lutz Bojahr,
ha circa 70 anni, ed è il direttore di questa impresa.
Vive a Berlino ed è sposato da 50 anni.
Attualmente, STERABE realizza orientamento per
l’inserimento lavorativo. L’integrazione sociale ed
economica è spesso difficile, soprattutto quando
le persone sono state senza lavoro per molti anni
e devono quindi essere reintegrate nel processo
lavorativo, per questo vengono organizzati anche
corsi di formazione e training job.
Lutz è nato in una famiglia operaia, che gli ha
trasmesso il valore del prendersi cura del prossimo.
Per la costituzione della sua impresa ha ricevuto il
supporto di diverse agenzie di sviluppo territoriale
(come ad esempio la BBJ Consult) e da singole
120
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imprese sociali.
“Trovare persone di fiducia
all’inizio, e capire cosa si può
realizzare insieme.”
“La fiducia è il fattore
determinante per la crescita
delle imprese.”
Paese
Germania
Competenza chiave
Settore
sviluppo dello staff
servizi
“Avere una buona gestione finanziaria
è fondamentale.”
Bernd Thuerk
Bernd Thuerk, 58 anni, è il direttore di STEREMAT, Berlino. E’ sposato e vive a Berlino- Pankow. Divenne direttore di
questa impresa dopo la caduta del muro di Berlino, quando la precedente azienda fu chiusa. Ha fondato questa
http://www.youtube.com/watch?v=QVKXrqpm_os
compagnia di formazione e di lavoro con altri soci.
Il video è stato realizzato negli uffici di condividessero il suo stesso obiettivo. Altrettanto
STEREMAT GmbH. Bernd Thuerk, è direttore
del STEREMAT nel quartiere Pankow di Berlino.
L’azienda ha come mission quella di aiutare le
persone ad inserirsi nel modo del lavoro. A tal
fine collabora con le autorità locali per sviluppare
progetti di inserimento lavorativo.
Nasce da una famiglia con quattro fratelli e sorelle.
Impresa sociale significa, per lui, lavorare a stretto
contatto con il personale dell’azienda cercando
di capire i loro problemi e cercando di aiutarli a
migliorare le loro capacità. Ha acquisito conoscenze
in materia di progettazione.
Nel corso degli anni è riuscito a diventare un buon
direttore, grazie anche al sostegno dei partner che
hanno fortemente creduto in lui.
importante è stato per lui, cercare la cooperazione
con tutte le persone e le organizzazioni interessate.
“La cooperazione è un fattore
fondamentale.”
“I problemi sorgono quando si
diventa arroganti.”
Inizialmente non è stato facile per lui, doveva cercare
e trovare le persone di cui aveva bisogno e che
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121
Paese
Competenza chiave
Germania
capacità di cooperare
Settore
servizi
“Inizialmente si deve imparare molto, non si diventa un
buon imprenditore studiando solo MBA.”
Klaus Lemnitz
http://www.youtube.com/watch?v=NvUcgQCztKc
Il video è stato realizzato nella sede dell’impresa.
Klaus Lemnitz è direttore e presidente del consiglio
di amministrazione della cooperativa GEWERBEHOF
SAARBRUECKER STRASSE eG. L’area di lavoro si trova
in Saarbruecker Strasse n°24, nel quartiere berlinese
di Pankow. Il suo compito è quello di gestire i vari
edifici acquistati e poi affittati a privati e imprese.
Klaus ha imparato anche dalla sua esperienza di
co-fondatore di una società di formazione dove ha
acquisito conoscenze sulle TIC, nonché competenze
legali e fiscali. La cosa più importante, a suo
avviso, è l’esperienza sul campo e il talento. Ciò è
particolarmente importante per gli imprenditori
sociali, che debbono saper coniugare i principi
generali dell’agire di impresa con la socialità della
propria mission.
122
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Klaus Lemnitz è amministratore delegato della Genossenschaft Gewerbehof Saarbrücker Straße eG. Ha coordinato la
progettazione del cantiere e l’avvio di una società di gestione di immobili.
“Si deve avere talento e
competenza sociale, non solo
conoscenza tecnica.”
“Di fronte ad errori, bisogna
assumersi le proprie
responsabilità.”
Paese
Germania
Competenza chiave
Settore
gestione per progetti
Servizi
“Limitare i rischi. Non ha senso acquistare inizialmente
un edificio di 15.000 euro. E’ più ragionevole investire il
denaro in Relazioni Pubbliche.”
Rainer Milletat
http://www.youtube.com/watch?v=S7wNiXhC1vA
Rainer, 60 anni, vive e lavora a Berlino. Ha una figlia ed ha studiato pedagogia. Con la sua azienda BAUS E&A offre
consulenza alle persone che vogliono avviare un’impresa o che cercano lavoro.
Il video è stato realizzato nell’appartamento 2. cercare il supporto ovunque, ma capire chi tra
privato di Rainer che vive e lavora a Berlino. Con
la BAUS E&A lavora in tutta la città nell’ambito dei
servizi per l’impiego e per la consulenza e dello
start up di imprese sociali.
L’azienda è sul mercato da 15 anni. L’azienda opera,
inoltre, nell’orientamento professionale dei giovani.
Questa impresa è stata creata dopo un primo
insuccesso imprenditoriale che lo ha fermato per
un anno e mezzo. Dall’insuccesso ha appreso
moltissimo; conoscenze e competenze che lo hanno
aiutato a rendere la BAUS una impresa di successo.
Rainer ritiene che abbia dovuto imparare tutto da
solo, dalla pianificazione aziendale alla contabilità.
La sua esperienza lo porta a sottolineare tra aspetti
della creazione d’impresa:
1. non impostare l’attività da solo, ma con altre
persone che hanno le medesime finalità;
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tutti può dare il sostegno più efficace;
3. non dimenticare mai gli obiettivi (sociali)…
“Lavorare con partners.”
“Cercare aiuto e sostegno
ovunque.”
123
Paese
Competenza chiave
Germania
capacità finanziarie
Settore
gestione immobiliare
“E’ importante fare tutto in collaborazione e chiedere
consulenze. Se si ha tutto questo, allora si può iniziare.”
Norbert Thoemen
Norbert vive e lavora a Berlino. Ha 58 anni e ha 2 figli. Vive con la sua famiglia nello stesso edificio che gestisce.
E’ socio del Consiglio Direttivo della cooperativa Unionplatz Mietergenossenschaft Tiergarten (MUT), una
http://www.youtube.com/watch?v=2qDIS8w6sgY
Il video è stato realizzato presso gli uffici della
Mietergenossenschaft
Unionplatz Tiergarten.
Norbert è uno dei tre soci del consiglio della
cooperativa Unionplatz Tiergarten, MUT (che in
tedesco significa: il coraggio…)
MUT si trova nel quartiere di Mitte, non molto
lontano dalla stazione centrale. I servizi che offre
sono: affitto appartamenti.
MUT ha affrontato numerosi problemi finanziari,
ma alla fine ha trovato il sostegno da Umweltbank
Nürnberg (Environmental Bank of Nuremberg).
La cooperativa ha ricevuto anche un premio per aver
saputo coinvolgere gli inquilini nella manutenzione
e gestione degli edifici.
Per Norbert la forza della co-op risiede nei suoi
soci.
124
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cooperativa di edilizia popolare.
“Cercare partner cooperativi.”
“Capire se l’idea è realizzabile.
E’ importante sapere dove
iniziare e cosa fare…”
Paese
Germania
Competenza chiave
Settore
sviluppo dello staff
servizi socio-assistenzali
“Abbiamo un’attività che altri possono solo sognare.
La nostra forza è nella cooperazione.”
Thomas Holbe
Thomas, 49 anni, è nato nella ex RDT Land di Sachsen-Anhalt. Sua moglie viveva nel quartiere di Uckermark e
Thomas aveva iniziato a lavorare in quella zona, quando gli fu chiesto di prendere la direzione del consiglio di
http://www.youtube.com/watch?v=GXU3aJqnkR8
Ländliche Arbeitsfoerderung Prenzlau e.V. (LAFP).
Il video è stato realizzato negli uffici di
Laendliche Arbeitsfoerderung Prenzlau e.V..
Thomas è direttore e socio dal 1991. Ha istituito
l’azienda con altri partner della regione che
offrono servizi in campo sociale. Si trovano nella
regione di Brandenburg Uckermark, situate
circa a 100 km dalla capitale e 100 km dalla
costa del Mar Baltico. Attualmente, LAFP ha
250 dipendenti, che - in collaborazione con le
autorità regionali – contribuisce allo sviluppo e
al turismo regionale. Tutti i progetti producono
effetti a lungo termine e a forte impatto per lo
sviluppo della regione. La LAFT si occupa anche
di creazione di piccole imprese. Ciò significa
supportare l’integrazione sociale e l’inserimento
nel mercato del lavoro dei giovani e inoccupati.
LAFT non solo mira allo sviluppo delle regioni,
ma anche a promuovere le capacità dei singoli e
le loro motivazioni.
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“Il più grande successo è stato
aiutare gli altri a tornare al
successo.”
“I problemi sono sempre il
punto di partenza per nuove
soluzioni.”
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Paese
Germania
Competenza chiave
orientamento e
formaizone per i giovani
Settore
Edilizia
“Si può sempre imparare, seguire la propria strada e
vedere fino a che punto si può arrivare.”
Dieter Baumhoff
http://www.youtube.com/watch?v=VBpByt_A5Po
Dieter Baumhoff vive e lavora a Berlino. Ha 50 anni ed ha lavorato in diverse imprese. Insieme al suo partner,
30 anni fa, ha fondato Zukunft Bauen e.V. Ha iniziato aiutando i giovani a rischio abitativo. Capì che essi non
avevano bisogno solo di una casa, ma anche di prospettive formative e professionali per trovare un’occupazione
soddisfacente.
Il video è stato realizzato presso gli uffici della aiutare i giovani ad uscire dalla tossicodipendenza
Zukunft Bauen eV. Dieter è direttore e membro
del consiglio di Zukunft Bauen eV. Questa
associazione ha fondato due società per azioni:
Zukunftsbau GmbH e CasablancaGmbH.
E’ anche Amministratore Delegato di Zukunftsbau
GmbH. Le imprese sono ubicate in diversi quartieri
di Berlino. Al centro delle loro attività c’è un solo
prodotto: l’orientamento al lavoro dei giovani.
La sua storia personale è legata a Heimkampagne.
Nei primi anni 80, anche in Germania, ci fu un’azione
politica finalizzata all’apertura dei manicomi. Dieter
così fondato il primo Wohnprojekte: una sorta di
casa famiglia per giovani bisognosi di aiuto.
Ha iniziato a fare questo lavoro perché aveva grandi
motivazioni sociali, pedagogiche e politiche.
Il più grande successo è stato quello di poter
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ed iniziare una nuova vita. E’ molto soddisfatto
di quello che ha fatto. Molte persone tornano da
lui, raccontando ciò che sono riuscite a fare nella
vita. Con la Gewerbehof è, inoltre, riuscito anche a
creare molti posti di lavoro .
“E’ fondamentale vedere le cose
da più prospettive”
“E’ meglio essere un maratoneta
che correre i 100 m”
Chi siamo noi
Il centro sociale Zoliborz è una pubblica amministrazione del Comune
di Varsavia. Si occupa dell’organizzazione ed erogazione dei servizi di
assistenza sociale per il distretto di Zoliborz.
Gestisce, inoltre, un programma di reintegrazione per i disoccupati,
realizza programmi di lavoro, imprenditorialità e coopera con molti
partners (NGO’s, scuole, autorità, imprenditori) per sviluppare attività
sociali e socio-assistenziali.
E’ il più importante centro pubblico di assistenza sociale in Polonia.
Ha avviato recentemente anche un programma “volontariato in SAC”,
progettando e implementando il numero di progetti sociali finanziati da
fondi esterni al distretto.
SAC si occupa dell’educazione non formale in molti settori (educazione,
comunicazione, assistenza, ecc)
http://www.ops-zoliborz.waw.pl
Paese
Competenza chiave
POLONIA
creatività
Settore
Industria
“Fare errori è normale quando si gestisce un’azienda, ma è
necessario utilizzare ogni errore per imparare qualcosa.”
Andrzej Blikle
http://youtu.be/aC7xoFqRqJs
“L’unico modo
sicuro per avere una vita
tranquilla in età avanzata è che i figli seguano il
business di famiglia. ... se si gestisce un’azienda a
conduzione familiare, l’occupazione è più stabile,
nettuno ti può licenziare, perché è la tua azienda.
Credo che questo possa rappresentare un motivo di
stabilità per la famiglia. Fare errori è normale quando
si gestisce un’azienda, ma è necessario utilizzare ogni
errore per imparare qualcosa. Cosa fare in caso di
errori? Innanzitutto, bisogna essere consapevoli che
si verificheranno momenti di difficoltà, all’incirca tre
volte al giorno. Questo è scontato, ma si deve essere
consapevoli che queste difficoltà possono insegnare
qualcosa. L’onestà è la cosa più importante. Anche
l’intelligenza emotiva è essenziale. Numerosi studi,
infatti, provano che la base per un successo personale
è il livello di intelligenza emotiva e non il QI, e che non
è importante dove si vive o cosa si fa per vivere. Il QI
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Andrzej Blikle è proprietario di una pasticceria-caffetteria. La sua azienda è conosciuta in tutto il paese
grazie a prodotti di alta qualità ed eleganza. Il suo prodotto più famoso sono le ciambelle.
è importante, ma come spiegare che ci sono persone
con basso QI che ha successo mentre altre persone
con un elevato QI che non hanno successo. A mio
avviso l’elemento che crea la differenza è l’intelligenza
emotiva e questo risultato l’ho sperimentato sul
campo numerose volte. L’intelligenza emotiva, cioè
la capacità di costruire relazioni con altre persone. Si
manifesta con l’affidabilità; fattore indispensabile per
il successo di un’azienda.
“L’onestà è la cosa più importante.
Anche l’intelligenza emotiva è
essenziale.“
„L’unico modo sicuro per avere una
vita tranquilla in età avanzata è che i
figli seguano il business di famiglia.“
Paese
Competenza chiave
POLONIA
Settore
Coraggio
Spettacolo
“Sono molto contento del mio lavoro, perché ho contribuito allo
sviluppo della cultura e mi ha aiutato a credere in me stessa.“
Anna Gornostaj
http://youtu.be/J_7kLexpus4
Ho iniziato a lavorare in teatro quando avevo
12 anni. Inizialmente ho fatto ruoli da bambino. Ho
imparato ad amare il teatro, frequentandoli.
Anna Gornostaj è direttore di un teatro privato di Varsavia. Il teatro Capitol è utilizzato anche come centro
meeting, aula per concerti; teatro di eventi e festival.
un importante controbuto al mio sviluppo personale
e mi ha aiutato a credere in me stessa. Ho convinto
molte persone ad investire in noi”.
Ora ho un mio teatro; sono diventata registra
teatrale. Mi hanno aiutato molti amici attori che
hanno condiviso le mie idee. Con questa iniziativa
imprenditoriale ho iniziato a produrre le opere dei
miei amici.
La nostra prima commedia è stata “Figli di un Dio
minore”, fu un esperimento unico; fu messa in scena
con attori sordomuti.
Il risultato di questa iniziativa imprenditoriale è stato
un grande successo! Il teatro ha ospitato numerosi
festival e concerti musicali. Siamo riusciti ad attirare
artisti ed a contribuire al cambiamento culturale
della nostra comunità distrettuale. Anche le autorità
hanno deciso di investire nel nostro progetto
culturale. Questo progetto imprenditoriale ha dato
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“Sono una persona che ha iniziato
da poco l’attività imprenditoriale,
ma mi impegno molto. Lavoro
“48” ore al giorno.”
“Ho iniziato a lavorare in
teatro quando avevo 12 anni.
Inizialmente ho fatto ruoli da
bambina.”
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Paese
Competenza chiave
Settore
POLONIA
Pazienza ed ottimismo
RISTORAZIONE
“Non è sempre possibile avere successo, ma con il pensiero
positivo è possibile superare i momenti difficili.“
Anna Kiljanska
http://youtu.be/Z3lfj7O9O10
Sono stata stimolata da un mio collega, che si
è proposto come mio socio per aprire un negozio di
alimentari; ho lavorato in società con lui alcuni anni e
poi ho aperto da sola una mia attività commerciale. In
seguito ho ampliato il mio core business con un bar e
un ristorante.
Mi piacciono le sfide e mi piace lavorare. Non mi sono
mai arresa, ho molta pazienza. Non ho avuto bisogno
di supporto finanziario, perché ho investito i miei fondi.
Per fare un lavoro come il mio bisogna lavorare sodo
e in modo costante. Ai giovani che vogliono avviare
un’attività in proprio bisogna spiegare loro che bisogna
essere pazienti; non attendersi successi immediati. Si
deve lavorare molti anni per avere successo. Occorre
pazienza, duro lavoro, e non rinunciare mai, possedere
un carattere forte, e soprattutto amare quello che si
fa. Un imprenditore deve essere una persona forte e
coerente, deve saper collaborare con altre persone,
130
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Anna Kiljanska è proprietaria di un ristorante, una società di catering e negozi alimentari. Ha aperto la sua
attività a Bielany, un distretto di Zolizorz a Varsavia. Il suo ristorante si trova sul tetto del teatro Komedia.
e deve tenere sempre tutto sotto controllo. Non è
possibile avere sempre successo, quindi occorre
un pensiero positivo che aiuti a superare i momenti
difficili. E’ come le profezie che si autodeterminano. Se
ti convinci che ce la farai, effettivamente riuscirai nel
tuo intento.
“Bisogna lavorare sodo e in modo
continuativo per fare impresa.“
“Sono stata stimolata da un mio
collega; ho appreso molto da lui e
poi mi sono resa autonoma.“
Paese
Competenza chiave
POLONIA
Settore
Creatività
arte
“Inizialmente, quando stavo aprendo la mia scuola di formazione,
avevo paura di tutto, di non riuscire a sbrigare le formalità in tempo
utile, di non avere tutti i documenti necessari. Ultimamente, ho sentito
dire da psicologi del lavoro che per avere successo bisogna avere
fortuna… ebbene questo è il mio caso: sono stata fortunata!.“
Barbara Stelmach
http://youtu.be/mx0QMEqjoYY
Mi sono
Barbara Stelmach è proprietaria di BS Gallery, che organizza corsi di arte e di artigianato per bambini ed adulti,
come ad esempio decoupage, ceramica, feltratura. Si occupa anche di promuovere la cultura e la pratica del
volontariato.
iscritta ad un ufficio di collocamento,
il quale ha finanziato i miei corsi di ceramica,
decorazione del vetro…e vi consiglio di seguire
questa strada.
La mia fortuna è amare le persone, i bambini, le
persone in generale.
Mi mancava il coraggio per iniziare, ma dopo
avere iniziato c’è stato un buon momento...
Andando all’ufficio di collocamento, ho incontrato
un’insegnante che aveva quattro classi, ed era
interessata ad una collaborazione con me. Così si
è avviato il mio primo incarico. Era un Sabato e mi
hanno assegnato ad una scuola materna.
Mio marito ed i miei figli mi sostengono molto.
Mio figlio mi aiuta come meglio può, e mio marito,
soprannominato “servizio tecnico” ripara, pulisce,
ecc.
Inizialmente, quando stavo aprendo la mia scuola
di formazione, avevo paura di tutto, di non riuscire
a sbrigare le formalità in tempo utile, di non avere
tutti i documenti necessari. Ultimamente, ho sentito
dire da psicologi del lavoro che per avere successo
bisogna avere fortuna… ebbene questo è il mio
caso: sono stata fortunata!
www.letsenterprise.eu
Sono sempre stata ottimista, al contrario di mio
marito, ma proprio per questo ci completiamo.
“Per fare impresa però bisogna
essere in grado di agire seguendo
l’intuito, prendendo decisioni
importanti, anche in pochissimo
tempo.”
Sono sempre stata appassionata di attività creative,
ho dipinto fin da quando ero bambina, mi è sempre
piaciuto dipingere, ed ora ho la fortuna di poterlo
fare come lavoro.
Per fare impresa però bisogna essere in grado di agire
seguendo l’intuito, prendendo decisioni importanti,
anche in pochissimo tempo.
Sono una giovane imprenditrici e ho avuto successo;
quindi anche una persona giovane, puoi riuscire a
realizzare i propri sogni.
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Държава
Ключова компетентност
POLONIA
Determinazione
Професионален сектор
spettacolo
“Bisogna trovare la propria ispirazione.
Bisogna risolvere i problema con tenacia, perseveranza,
nervi di acciaio e buon cuore.“
Emilian Kaminski
http://www.youtube.com/watch?v=gpYJPLoio3g
Camminavo per la città di Varsavia in cerca di
ispirazione. Sono nato qui, amo questa città e volevo trovare
un posto caratteristico. Guardando in un cortile di un antico
palazzo ho avuto l’ispirazione. Ho capito che era il posto
giusto. E non mi sbagliavo. Lì ho creato il mio teatro.
Come imprenditori si deve sognare ma anche essere
realistici, per capire le proprie abilità e quello che si può
fare. Non si deve immaginare l’irreale. I sogni devono essere
realizzabili. Ho sempre detto ai miei figli: trovate qualcosa
che per voi sia interessante e concentratevi su questa. Per
fare impresa occorre, inoltre, molto self-control e fiducia in
se stessi.
Ho sempre pensato di poter trovare una soluzione. Mai mi
sono mai sentito frustrato di fronte ad una difficoltà. Ho
lottato perché non avevo dubbi rispetto al mio obiettivo.
All’inizio, tutti mi dicevano: non essere sciocco...non hai
possibilità, cosa pensi di fare, ecc... ma non ho avuto dubbi.
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Emilian Kaminski è un attore molto conosciuto. Gestisce un proprio teatro nel centro di Varsavia. Il suo teatro è
molto popolare. Ogni spettacolo riesce ad attirare molte persone.
L’ingrediente del successo più importante che lo fa lievitare
è la fiducia nella propria idea.
Ogni giorno è una sfida, ci sono sempre problemi da
affrontare. Ma bisogna risolvere ogni problema con tenacia,
perseveranza, nervi di acciaio e buon cuore. Questo è tutto.
Non ho rancore nei confronti delle persone che non hanno
creduto in me. Ciò che non mi uccide mi rende più forte, ed
è così che ho raggiunto il successo.
“Ciò che non uccide rende più
forti.“
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Questo progetto è stato realizzato con il contributo della Commissione Europea
La pubblicazione riflette solo i pareri degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso
venga fatto delle informazioni in esso contenute.
Coordinatore del progetto e curatore della pubblicazione ERIFO Ente per la ricerca e formazione
Cir.ne Nomentana 402, 00156 Roma, Italia
www.erifo.org
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