Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
QUADRO SINOTTICO BIBLIOGRAFICO CON RELATIVE SCHEDE DI ANALISI BIBLIOGRAFICA
AUTORI
TITOLO
Allred NJ,
Shaw KM,
Santibanez TA,
Rickert DL,
Santoli JM.
Parental vaccine safety
concerns: results from the
National Immunization Survey
2001-2002 - Le preoccupazioni
dei genitori sulla sicurezza dei
vaccini: i risultati del National
Immunization Survey 2001-2002
PUBBLICAZIONE
Am.J. Of Prev.
Medicine, 28(2):2214,2005 Feb. PubMed
PMID:15710279.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/157102
79
EUROSURVEI L
LANCE Vol . 14 ·
VACSATC (vaccine safety:
Issue 16 · 23 April
Alvarezattitudes, training and
2009 ·
Pasquín MJ,
communication): why such a
www.eurosurveillance.
Heijbel H,
project?. Il rifiuto dei vaccini,
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Yarwood J,
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PMID:19389337.
Van Damme P,
delle malattie prevenute con i
http://www.ncbi.nlm.ni
vaccini
h.gov/pubmed/193893
37
Ball LK, Evans
G, Bostrom A.
Risky business: challenges in
vaccine risk communication.
Risky Business: le sfide nella
comunicazione dei rischi del
vaccino
PEDIATRICS Vol. 101
No. 3 March 1998
PubMed
PMID:9481013.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/948101
3
PAROLE CHIAVE
/
/
/
DATA E
LUOGO
RICERCA
METODO
BREVE SINTESI
USA 20012002
QUANTITATIVO
(7810 interviste
telefoniche)
Sondaggio telefonico (all'interno di una ricerca periodica
nazionale) rivolto alle famiglie, seguito da verifica dello stato
vaccinale (mail a tutti gli operatori vaccinali dei bambini) che
evidenzia l’associazione tra le convinzioni sulla sicurezza dei
vaccini dei genitori con l’essere in regola con il calendario
vaccinale (up-to-date UTD). Si evidenziano differenze anche
rispetto alle caratteristiche socio demografiche (bianchi non
ispanici i più preoccupati).
(Vedi scheda analisi bibliografica 1 )
2006-2009
EUROPA
Presentazione del progetto europeo VACSATC (La sicurezza
del vaccino: gli atteggiamenti, la formazione e la
presentazione di
comunicazione) istituito nel 2006 (concluso nel 2009) e
esperienza/
costuito da 3 aree di sviluppo: studio della percezione di
strategia europea
sicurezza dei vaccini e delle vaccinazioni (WP5),
di informazione/
miglioramento della formazione degli operatori sanitari sulla
formazione e
sicurezza dei vaccini (WP6) e miglioramento della disponibilità
comunicazione
di informazioni sulla sicurezza dei vaccini su internet che
rispettino le pratiche di buona informazione (WP7).
(Vedi scheda analisi bibliografica 2)
USA 1996
ANALISI DI
LETTERATURA
Questo articolo fornisce una breve prospettiva storica sugli
eventi avversi del vaccino; descrive alcune euristiche che
influenzano la decisione e fornisce alcune indicazioni sulla
Comunicazione del Rischio (CdR) per aiutare i medici a
migliorare la loro capacità di discutere i rischi del vaccino.
(Vedi scheda analisi bibliografica 3)
1
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Benin AL,
Wisler-Scher
DJ, Colson E,
Shapiro ED,
Holmboe ES
Pediatrics. Vol.117(5),
Qualitative analysis of mothers'
May 2006, pp. 1532decision-making about vaccines
1541. . PubMed
for infants: the importance of
PMID:16651306.
trust. Analisi qualitativa dei
http://www.ncbi.nlm.ni
processi decisionali delle madri
h.gov/pubmed/166513
sui vaccini infantili:l’ importanza
06
della fiducia
Casiday R,
Cresswell T,
Wilson D,
Panter-Brick C.
A survey of UK parental
attitudes to the MMR vaccine
and trust in medical authority.
Un sondaggio degli atteggiamenti
genitoriali verso il vaccino MMR e
della fiducia nell’autorità medica
nel Regno Unito
Diekema DS,
American
Academy of
Pediatrics
Committee on
Bioethics.
Pediatrics. 115(5):
Responding to parental refusals 1428-31, 2005 May.
of immunization of children.
PubMed
Pediatrics. Come rispondere al
PMID:15867060.
rifiuto dei genitori di vaccinare i
http://www.ncbi.nlm.ni
bambini
h.gov/pubmed/158670
60
Vaccine., 24 (2). pp.
177-184.PubMed
PMID:16157422.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/161574
22
immunizzazione,
vaccinazione,
atteggiamenti,
genitori, ricerca
qualitativa
Vaccinazione;
fiducia;
Informazioni
relative a rischi
immunizzazione,
rifiuto dei genitori,
negligenza
medica, rifiuto
vaccino
QUALITATIVO
33 interviste in
profondità a
domande aperte
Studio in 2 fasi (primi giorni dopo il parto e a distanza di 6-9
mesi) che approfondisce 3 temi: gli atteggiamenti nei confronti
delle vaccinazioni, le conoscenza sulle vaccinazioni e il
processo decisionale. Vengono identificati alcuni fattori che
promuovono o inibiscono l'accettazione delle vaccinazioni. Si
evidenzia che le madri esprimono una gamma di
atteggiamenti che non si adattavano a categorie distinte, ma
piuttosto si collocano lungo una serie ininterrotta. Emerge
l’importanza di relazioni positive e improntate alla fiducia.
(Vedi scheda analisi bibliografica 4)
Durham,
Inghilterra.
2004-2005
QUANTITATIVO
996 questionari
postali
Studio che esamina le differenze tra i genitori MMR favorevoli
e MMR contrari rispetto ad atteggiamenti, uso di informazioni
relative al vaccino MMR, lo stato socioeconomico e istruzione
negli anni successivi alla pubblicazione dello studio Wakefield
(MMR/autismo).
Indaga come vengono percepiti: la sicurezza del vaccino
MMR, i vaccini ad antigene singolo, l'importanza della
vaccinazione, e la fiducia nell’autorità medica. Individua quali
fonti di informazione i genitori hanno avuto accesso, e quali
sono state considerate le più utili.
(Vedi scheda analisi bibliografica 5 )
USA 2005
In un contesto nel quale un numero non esiguo di pediatri non
accetta di assistere figli dei genitori che rifiutano le
vaccinazioni l’American Academy of Pediatrics pubblica delle
Raccomandazion
raccomandazioni per assistere i pediatri a comprendere che i
i e linee guida per
genitori possono avere delle ragioni per rifiutare i vaccini per i
pediatri da parte
loro figli e fornire loro una guida pratica per far fronte ad un
dell’A.A.P.
genitore che è riluttante a permettere l'immunizzazione del
suo bambino.
(Vedi scheda analisi bibliografica 6)
USA
Connecticut
2002- 2003
2
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Evans M,
Stoddart H,
Condon L,
Freeman E,
Grizzell M,
Mullen R.
Parents' perspectives on the
MMR immunisation: a focus
group study. Le opinioni del
genitori sulla vaccinazione MMR:
uno studio di focus group.
British Journal of
General Practice.
51(472):904-10, 2001
Nov.PubMed
PMID:11761204;
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/117612
04
Fredrickson
Family Medicine.
Childhood immunization refusal:
DD, Davis TC,
36(6): 431-9, 2004
provider and parent
Arnould CL,
Jun.PubMed
perceptions. Il rifiuto delle
Kennen EM,
PMID:15181556.
vaccinazioni infantili: operatori
Hurniston SG,
http://www.ncbi.nlm.ni
vaccinali e le percezioni dei
Cross JT,
h.gov/pubmed/151815
genitori
Bocchini JA Jr.
56
Gellatly J,
McVittie C,
Tiliopoulos N.
Family Practice.
Predicting parents' decisions on
Vol.22(6), Nov 2005,
MMR immunisation: a mixed
pp. 658-662. PubMed
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PMID:16024553.
delle decisioni dei genitori sulla
http://www.ncbi.nlm.ni
vaccinazione MMR un metodo d’
h.gov/pubmed/160245
indagine mista.
53
immunizzazione,
morbillo, vaccino
parotite - rosolia,
primaria
assistenza
sanitaria, l'
atteggiamento per
la salute,processo
decisionale
/
atteggiamenti
vaccinazione,
vaccino MPR,
genitori
UK 2001
QUALITATIVO:
6 focus groups
con 48 genitori
(vacc e non vacc
MPR)
Studio che indaga ciò che influenza le decisioni dei genitori
che accettano o rifiutano l'immunizzazione contro MMR e
l'impatto delle polemiche sulla sicurezza del vaccino (studio
Wakefied). Panoramica sui fattori che influenzano le decisioni
dei genitori nel vaccinare i figli contro MPR. Si evidenziano 4
fattori chiavi: 1Le convinzioni sui rischi e benefici delle
vaccinazioni rispetto ai rischi associati a contrarre il morbillo,
parotite o rosolia 2. Le risposte alle informazioni dei media e
altre fonti informative; 3. Il rapporto e la fiducia nel consiglio
degli operatori sanitari e gli atteggiamenti verso la conformità
con le raccomandazioni mediche; 4 Punto di vista
sull'importanza di una scelta individuale nell'ambito della
politica del governo sulle vaccinazioni.
(Vedi scheda analisi bibliografica 7)
USA
1997 /1998
Studio in 2 fasi con 2 gruppi di interlocutori: operatori vaccinali
e genitori. Nei FG sono emersi 4 temi relativi al rifiuto: (1)
QUALIpreoccupazioni e rifiuti, (2) fonti di informazioni che potrebbero
QUANTITATIVO
influenzare il rifiuto, (3) fonti di informazione attendibili, (4)
32 focus group e
comunicazione medico-paziente. Nel Questionario per
questionari per
operatori si riportano che i rifiuti sono rari e mirati ad alcuni
operatori.
vaccini (varicella DTP e DTaP, Epatite B) e le motivazioni del
rifiuto.
(Vedi scheda analisi bibliografica 8)
2004
Edimburgo
Regno Unito
QUALIQUANTITATIVO
Delphi + 110
question.
metodologia mista e nuovi fattori predittivi evidenziati pro e
contro MMR ( PRO- l’utilità di depliant e pacchetti informativi
l'importanza di eliminazione della rosolia- CONTRO
l'importanza attribuita al rischio di reazioni avverse e dei
risultati delle ricerche in corso (Caso Wakefield).
(Vedi scheda analisi bibliografica 9)
3
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Gellin BG,
Maibach EW,
Marcuse EK.
Gullion JS,
Henry L,
Gullion G.
Pediatrics.
106(5):1097-102,
2000 Nov. PubMed
PMID:11061781.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/110617
81
vaccinazione,
immunizzazione,
pediatrica,
sicurezza,
credenze sulla
salute
Public Health Nursing.
Vol.25(5), Sep 2008,
Deciding to opt out of childhood
pp. 401-408. PubMed
vaccination mandates. Decidere
PMID:18816357.
di non eseguire le vaccinazioni
http://www.ncbi.nlm.ni
dell'infanzia.
h.gov/pubmed/188163
57
antivaccinazione,
vaccinazione dei
bambini,
atteggiamenti dei
genitori,
epidemiologia
popolare
Do parents understand
immunizations? A national
telephone survey. I genitori
comprendono le vaccinazioni? Un
sondaggio telefonico nazionale.
AJ of Health Behavior. vaccinazione dell'
Immunization attitudes and
Gust D, Brown
29(19):81-92, 2005
infanzia, genitori,
beliefs among parents: beyond
C, Sheedy K,
Jan-Feb.. PubMed
atteggiamenti e
a dichotomous perspective. L’
Hibbs B,
PMID:15604052.
immunizzazione atteggiamenti e le
credenze,
Weaver D,
http://www.ncbi.nlm.ni
credenze dei genitori: al di là di
segmentazione
del
Nowak G.
h.gov/pubmed/156040
una prospettiva dicotomica.
pubblico
52
Gust DA,
Campbell S,
Kennedy A,
Shui I, Barker
L, Schwartz B.
American Journal of
preventive Medicine.
Parental concerns and medical31(1):32-35, 2006
seeking behavior after
Jul.PubMed
immunization. Le preoccupazioni
PMID:16777540.
dei genitori che ricorrono ad un
http://www.ncbi.nlm.ni
medico dopo la vaccinazione
h.gov/pubmed/167775
40
/
1999 USA
QUALIQUANTITATIVO
(1600 interviste
telefoniche con
questionario
costruito a
seguito di 15
focus groups)
Studio che ricerca molteplici aspetti per capire meglio le
conoscenze, le fonti informative, le percezioni, gli
atteggiamenti, le idee sbagliate e le preoccupazioni dei
genitori circa le malattie prevenibili da vaccino, i vaccini e le
politiche di immunizzazione. Si evidenziano anche le
caratteristiche socio-demografiche di chi vaccina, di chi
vaccina parzialmente e di chi non vaccina.
(Vedi scheda analisi bibliografica 10)
TEXAS NO
DATA
QUALITATIVO:
25 Interviste semi
strutturate
Osservazioni utili sugli scettici alle vaccinazioni, indicazioni di
alcune strategie per un riconoscimento dell’istituzione.
Modello Teorico dell’Epidemiologia Popolare.
(Vedi scheda analisi bibliografica 11)
2002.
ATLANTA
GEORGIA
USA
Indagine a sostegno che i genitori non si dividono in
vaccinatori e non vaccinatori, individuando varie tipologie
dove i dubbi compaiono in vari gradi e con comportamenti
QUANTITATIVO anche di adesione alle vaccinazioni; identificazione di 5 gruppi
(584 questionari)
attraverso la valutazione di 44 variabili: SOSTENITORI
VACCINAZIONI, ACCONDISCENDENTI, sostenitori della
salute (SALUTISTI), NEUTRALI, e PREOCCUPATI .
(Vedi scheda analisi bibliografica 12)
ATLANTA
2001 USA
Vengono esaminati gli aspetti demografici, gli atteggiamenti di
immunizzazione, le credenze e i comportamenti dei genitori
che hanno fatto ricorso ad un medico per il bambino a causa
di effetti collaterali conseguenti alla vaccinazione.
(Vedi scheda analisi bibliografica 13)
QUANTITATIVO
2286 intervistati
4
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Gust DA,
Kennedy A,
Shui I, Smith
PJ, Nowak G,
Pickering LK.
Gust DA,
Kennedy A,
Weber D,
Evans G, Kong
Y, Salmon D.
Gust DA,
Kennedy A,
Wolfe S,
Sheedy K,
Nguyen C,
Campbell S.
American Journal of
Parent attitudes toward
Preventive Medicine.
immunizations and healthcare
29(2): 105-12, 2005
providers the role of
Aug. PubMed
information. Gli atteggiamenti
PMID:16005806.
dei genitori verso le vaccinazioni e
http://www.ncbi.nlm.ni
il ruolo dell'informazione degli
h.gov/pubmed/160058
operatori sanitari
06
Parents questioning
immunization: evaluation of an
intervention. Le domande dei
genitori sui vaccini: valutazione di
un intervento
American Journal of
Health Behavior.
33(3):287-98, 2009
May-Jun.PubMed
PMID:16005806.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/190636
50
Health Education
Research. Vol.23(3),
Developing tailored
Jun 2008, pp. 499immunization materials for
511. PubMed
concerned mothers. Sviluppo di
PMID:17959583.
materiali adatti riguardanti i vaccini
http://www.ncbi.nlm.ni
per le madri preoccupate
h.gov/pubmed/179595
83
/
/
/
2003 USA
Georgia
Lo studio identifica quanti genitori ritengono di non aver
accesso adeguato alle informazioni sulle vaccinazioni per
decidere se vaccinare i loro figli ed esamina in che modo i
genitori che ritengono di avere sufficienti informazioni
differiscano da quelli che non ne hanno, rispetto alle
QUANTITATIVO caratteristiche socio-demografiche, al loro atteggiamento circa
(642 questionari)
le vaccinazioni, al loro rapporto di fiducia nei confronti degli
operatori sanitari, agli obblighi di immunizzazione / esenzioni,
e alle politiche di immunizzazione oltre ad individuare se
esistono differenze nelle preoccupazioni verso specifiche
vaccinazioni.
(Vedi scheda analisi bibliografica 14)
2004-2006
USA
Indagine complessa in 3 fasi che raccoglie dapprima le
questioni più critiche sulle vaccinazioni (intervista telefonica)
QUALIche vengono affrontate nella realizzazione di una brochure
QUANTITATIVO
informativa sulle vaccinazioni sottoposta alla discussione in un
(133 interviste
focus group tra genitori. La brochure con i miglioramenti
telefoniche, focus
apportati viene valutata da 2 sottogruppi (a favore e contrario
group e
alle vaccinazioni) verificando se la lettura di questo materiale
intervento su
determini un cambiamento di opinione. Lo studio offre un
CASI/CONTROL
approccio scientifico per lo sviluppo di materiale educativo
LI)
sulle vaccinazioni. .
(Vedi scheda analisi bibliografica 15)
USA 20032004
fase
QUALITATIVA di
studio qualiquantitativo/
focus group >110
madri
Descrizione e indicazioni metodologiche per la realizzazione
di materiale informativo sulle vaccinazioni con la
partecipazione di tipologie diverse di madri.
(Vedi scheda analisi bibliografica 16)
5
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Vaccine. 24(37An internet-based survey on
39):6351-5, 2006 Sep
parental attitudes towards
11.PubMed
immunization. Un'indagine basata
PMID:16784799.
su internet sugli atteggiamenti dei
http://www.ncbi.nlm.ni
genitori nei confronti dell’
h.gov/pubmed/167847
immunizzazione.
99
immunizzazione,
sicurezza,
atteggiamento,
genitori
Gaps in parental
Child: Care, Health
understandings and
and Development.
experiences of vaccineVol.33(2), Mar 2007,
preventable diseases: a
Hilton S, Hunt
pp. 170-179. PubMed
qualitative study. Lacune nella
K, Petticrew M.
PMID:17291321.
comprensione dei genitori e le
http://www.ncbi.nlm.ni
esperienze di malattie prevenibili
h.gov/pubmed/172913
mediante vaccinazione: uno studio
21
qualitativo.
credenze della
salute,
immunizzazione,
malattie infettive,
genitori, ricerca
qualitativa
Mothers as active partners in
the prevention of childhood
Preventive
diseases: maternal factors
Impicciatore P,
Medicine.31(1):49related to immunization status
Bosetti C,
55,2000 jul PubMed
of preschool children in Italy. Le
Schiavio S,
PMID:10896843.
madri come partner attivi nella
Pandolfini C,
http://www.ncbi.nlm.ni
prevenzione delle malattie infantili:
Bonati M.
h.gov/pubmed/108968
i fattori materni legati allo status di
43
immunizzazione dei bambini in età
prescolare in Italia.
bambino,
immunizzazione,
gli atteggiamenti
delle
madri,indagine,
Italia
Heininger U.
Levi BH.
Addressing parents' concerns
about childhood immunizations: Pediatrics. 120(1):18a tutorial for primary care
26, 2007 Jul.PubMed
providers. Pediatrics. Affrontare
PMID:17606557.
le preoccupazioni dei genitori sulle http://www.ncbi.nlm.ni
vaccinazioni infantili:un supporto h.gov/pubmed/176065
( tutorial) operatori delle cure
57
primarie
immunizzazione,
pediatri,
professionalità
l'educazione, gli
atteggiamenti
Indagine tedesca molto estesa con questionario on Line su un
sito tedesco, che valuta l’atteggiamento dei genitori nei
confronti delle questioni prevalenti connesse alle
QUANTITATIVO
GERMANIA
vaccinazioni:importanza percepita delle singole vaccinazioni e
(6025 questionari
2004
delle eventuali reazioni avverse, gravità delle malattie, fonti
via web)
informative, convinzioni,e percezioni errate, ecc. con
indicazioni di alcune strategie.
(Vedi scheda analisi bibliografica 17)
SCOZIA
2002- 2003
1997
MILANO
ITALY
QUALITATIVO
18 focus group
66 genit.(SLIDE)
Riportate le percezioni dei genitori sulle singole malattie
evidenziando quali sono le lacune conoscitive che dovrebbero
essere integrate, gli effetti di esperienze dirette e indirette di
malattie e alcune indicazioni strategiche.
(Vedi scheda analisi bibliografica 18)
QUANTITATIVO
questionario a
1035 madri
Unico studio italiano che indaga come i fattori sociodemografici materni, le conoscenze, gli atteggiamenti, le fonti
informative delle vaccinazioni possono influenzare
l'accettazione delle vaccinazioni facoltative nei bambini in età
prescolare in Italia.Si evidenziano anche alcune strategie per
una maggiore adesione alle vaccinazioni specie di quelle
facoltative.
(Vedi scheda analisi bibliografica 19)
Articolo che riporta la valutazione di un sussudio/corso CD4 Stati
ROM rivolto agli operatori sanitari (122 studenti pediatri,
(Pennsylvani Valutazione pre- medici di famiglia, Inf) Nella premessa riferimenti ai fattori (con
a, New York, post formazione
biblio) che aumentano la resistenza dei genitori alle
Maryland, e con CD-ROM di vaccinazioni. Vengono riportate le domande del questionario
Iowa). NO operatori sanitari
di valutazione della formazione (pre-post) specie
DATA
sull’atteggiamento degli operatori.
(Vedi scheda analisi bibliografica 20)
6
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
MacIntyre CR,
Leask J.
Immunization myths and
realities: responding to
arguments against
immunization. Miti e realtà sull’
immunizzazione: rispondere alle
argomentazioni contro
l'immunizzazione
Journal of Paediatrics
and Child Health.
Vol.39(7), Sep 2003,
pp. 487-491. PubMed
PMID:12969200.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/129692
00
eventi avversi, la
comunicazione,
medicina basata
sulle prove,
immunizzazione
ANALISI DI
LETTERATURA
L'articolo individua le preoccupazioni più frequenti sulla
sicurezza dei vaccini riportando studi /evidenze che confutano
l'associazione tra vaccini e le diverse malattie croniche,
dando indicazioni di possibili risposte alle preoccupazioni.
(Vedi scheda analisi bibliografica 21)
Melbourne,
Victoria,
1997
QUALITATIVO
interviste in
profondità semistrutturate a 20
madri,
Studio che mette in evidenza che la scelta di vaccinare o
meno non è statica ma un processo dinamico che prevede 3
stadi: considerazione, attuazione mantenimento, fasi che
vengono ripetute ad ogni nuova vaccinazione. Modelli statici
come l’Health Belief Model (HBM) sono insufficienti a
spiegare un processo dinamico che trova più supporto nel
modello Trasteoretico in quanto considera la notevole
variabilità del processo decisionale
.(Vedi scheda analisi bibliografica 22)
REVISIONE DI
LETTERATURA
(15 articoli
selezionati su
676 abstrats in
lingua inglese e
non analizzati)
Revisione sistematica di studi qualitativi sulle barriere alla
vaccinazione dei bambini che analizza la fattibilità e l'utilità di
un approccio di analisi del contenuto nel sintetizzare risultati
qualitativi portando all’identificazione di temi costanti tra gli
studi (4 punti principali: le questioni dei danni, di sfiducia,
problemi di accesso, e altre questioni).
(Vedi scheda analisi bibliografica 23)
QUALITATIVO
66 focus group
Lo studio esplora l’equilibrio tra interesse pubblico e privato e
la misura in cui i cittadini europei siano disposti ad accettare
l'intervento dello Stato su una serie di problemi di salute
pubblica. Interessanti riflessioni sull’obbligo vaccinale.
(Vedi scheda analisi bibliografica 24)
AUSTRALIA
NO DATA
Marshall S,
Swerissen H.
Australian & New
Zealand Journal of
A qualitative analysis of parental
Public Health.
decision making for childhood
23(5):543-5, 1999 Oct
immunisation. L'analisi qualitativa
PubMed
del processo decisionale dei
PMID:10575782.
genitori per le vaccinazioni
http://www.ncbi.nlm.ni
dell'infanzia.
h.gov/pubmed/105757
82
/
Mills E, Jadad
AR, Ross C,
Wilson K.
Systematic review of qualitative
studies exploring parental
Journal of Clinical
beliefs and attitudes toward
Epidemiology 58
childhood vaccination identifies
(2005) 1081–1088
common barriers to vaccination.
PubMed PMID:
Una revisione sistematica di studi
16223649.
qualitativi che esplorano le
http://www.ncbi.nlm.ni
convinzioni e gli atteggiamenti dei
h.gov/pubmed/162236
genitori verso le vaccinazioni
49
dell'infanzia e l'identificazione delle
comuni barriere alle vaccinazioni
ricerca qualitativa,
revisione
sistematica,
vaccinazione,
immunizzazione
UK 2003
Moran N,
Shickle D,
Richardson E.
Vaccine. 26(3):411-8,
2008 Jan 17. PubMed
PMID:18093700.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/180937
00
immunizzazione,
imposizione dello
Stato,scelta dei
genitori
2003 in 16
paesi
europei
European citizens' opinions on
immunisation. Le opinioni dei
cittadini europei sulle vaccinazioni
7
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
N Engl J Med
2009;360:1981-8.
Vaccine refusal, mandatory
Copyright © 2009
Omer SB,
immunization, and the risks of
Massachusetts
Salmon DA,
vaccine-preventable diseases. Il
Medical Society.
Orenstein WA,
rifiuto dei vaccini, vaccinazioni
PubMed
deHart MP,
obbligatorie, e i rischi delle malattie
PMID:19420367.
Halsey N.
prevenute con i vaccini
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/194203
67
/
2009 USA
ANALISI DI
LETTERATURA
Articolo che presenta l’evoluzione dell’obbligo vaccinale nei
vari stati USA e delle esenzioni descrivendo la situazione
attuale dell’adesione delle vaccinazioni riportando alcuni studi
che evidenziano l’aumento del rischio di nuove epidemie,
delle motivazioni e delle caratteristiche socio demografiche di
chi non vaccina (sia parzialmente che totalmente) e la
relazione con gli operatori sanitari di riferimento (fenomeno
della disdetta del rapporto da parte del pediatra di riferimento
in caso di genitori renitenti).
(Vedi scheda analisi bibliografica 25)
Pediatrics. 116(5):
immunizzazione,
Posfay-Barbe
How do physicians immunize
Indagine che riporta differenze significative di atteggiamento e
e623-33, 2005
bambini,
KM, Heininger their own children? Differences
di comportamento rispetto alle vaccinazioni tra pediatri e gli
Nov.PubMed
QUANTITATIVO
raccomandazioni, il SVIZZERA
U, Aebi C,
among pediatricians and
altri medici anche se vaccinatori, dettate forse da esperienza
PMID:16263976.
(1107 questionari
Desgrandcham nonpediatricians. Come i medici
e accesso diverso ad informazioni tra le varie tipologie di
ruolo del medico,
2004
http://www.ncbi.nlm.ni
web)
ps D, Vaudaux vaccinano i loro figli? Differenze tra
professionisti.
questionario,
h.gov/pubmed/162639
B, Siegrist CA.
(Vedi scheda analisi bibliografica 26)
pediatri e non pediatri
sicurezza,
76
Prislin R, Dyer
JA, Blakely
CH, Johnson
CD
Immunization status and
sociodemographic
characteristics: the mediating
role of beliefs, attitudes, and
perceived control. Lo stato di
vaccinazione e le caratteristiche
socio-demografiche: il ruolo di
mediazione di convinzioni,
atteggiamenti e del controllo
percepito.
American Journal of
Public Health.
88(12):1821-6, 1998
Dec.PubMed
PMID:9842380;.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/984238
0
/
TEXAS
1994
QUANTITATIVO
4832 questionari
(collegata alla
scheda 28)
Lo studio esamina come le credenze, gli atteggiamenti e il
“controllo percepito” connessi con le vaccinazioni
intervengono sull’essere in regola (up to date) con le
vaccinazioni tra vari gruppi socio-demografici (bianchi ispanici
e afro-americani) del Texas. Identificazione di 6 fattori che
incidono sugli atteggiamenti e sulle coperture vaccinali, con
distinzione in base a caratteristiche socio-demografiche
(razza, istruzione, partecipazione a programmi di assistenza
particolari).
(Vedi scheda analisi bibliografica 27)
8
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Prislin R,
Suarez L,
Simpson DM,
Dyer JA.
Social Science &
Medicine.
47(12):1947-56, 1998
Dec PubMed
PMID:9842380;.
Factors affecting uptake of
Lancet.
childhood immunisation: a
Roberts KA,
360(9345):1596-9,
Bayesian synthesis of
Dixon-Woods
2002 Nov 16. PubMed
qualitative and quantitative
M, Fitzpatrick
PMID:12443615.
evidence. Fattori che influiscono
R, Abrams KR,
http://www.ncbi.nlm.ni
sulla diffusione delle vaccinazioni
Jones DR.
h.gov/pubmed/124436
dell'infanzia: una sintesi bayesiana
15
di prove qualitative e quantitative
BMJ: British Medical
Differences in risk factors for
Journal.
partial and no immunisation in
Samad L, Tate
Vol.332(7553), Jun
the first year of life: prospective
AR, Dezateux
2006, pp. 1312-1313. .
cohort study. Le differenze dei
C, Peckham C,
PubMed
fattori di rischio per la parziale
Butler N,
PMID:16740559;
vaccinazione e per la non
Bedford H.
http://www.ncbi.nlm.ni
vaccinazione nel primo anno di
h.gov/pubmed/167405
vita: studio prospettico di coorte.
59
Schmitt HJ,
Booy R, Aston
R, Van Damme
P, Schumacher
RF, Campins
M, Rodrigo C,
Heikkinen T,
Weil-Olivier C,
Finn A, Olcén
P, Fedson D,
Peltola H.
How to optimise the coverage
rate of infant and adult
immunisations in Europe.
Come ottimizzare i tassi di
copertura delle vaccinazione
nell'infanzia e negli adulti in
Europa
Published: 29 May
2007
BMC Medicine 2007,
5:11
doi:10.1186/17417015-5-11 PubMed
PMID:17535430;
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/175354
30
UK NO
DATA
QUALI/QUANTIT
ATIVO
Approccio
bayesiano alla
meta-analisi (11
studi qualitativi e
32 quantitativi)
Presentazione di un metodo di analisi, combinando i dati
raccolti da studi qualitativi e quantitativi. Evidenziata
l’importanza di associare studi qualitativi a quelli quantitativi
per una sintesi più rigorosa dei fattori che influiscono sulla
scelta vaccinale, per fornire prospettive complete e una
formulazione di politiche vaccinali e buone pratiche di salute
più appropriate.
(Vedi scheda analisi bibliografica 29)
QUANTITATIVO
18.488 interviste
strutturare
Studio longitudinale prospettico molto esteso che rapporta lo
stato di vaccinazione (vacc. totalmente, vacc. parzialmente,
non vaccinati) con fattori demografici e sociali. Si evidenzia
che la non vaccinazione completa si associa più
significantemente con madri più anziane e istruite, mentre la
vaccinazione parziale con fattori di disagio sociale. Prevede
approcci diversi a seconda se adesione parziale o rifiuto delle
vaccinazioni.
(Vedi scheda analisi bibliografica 30)
ANALISI DELLA
LETTERATURA
L’articolo riassume i risultati di un Summit del SIEVE
(Comitato di esperti indipendenti sulle vaccinazioni
dell’Università di Mainz) riunitosi nel Summits of Independent
European Vaccination Experts (2004) che ha affrontato,
attraverso attraverso un’analisi della letteratura, la percezione
dei vaccini tra il pubblico e gli operatori sanitari (MMG e PLS)
e ha discusso le strategie per migliorare la copertura dei
vaccini in Europa.
(Vedi scheda analisi bibliografica 31)
acculturazione,
immunizzazione,
When acculturation hurts: the
vaccinazione,
case of immunization. Quando
acculturazione ( materna) fa male:
atteggiamenti di
http://www.ncbi.nlm. salute, credenze di
il caso dei vaccini.
nih.gov/pubmed/100
75238
TEXAS
1994
Studio trasversale a madri ispaniche del Texas, che esamina
una serie concatenata di influenze: dall'acculturazione alle
credenze relative alla salute a comportamenti rilevanti rispetto
QUANTITATIVO
alle vaccinazioni. Si evidenzia come l'acculturazione influisca
2.193 questionari
negativamente sulle convinzioni, atteggiamenti e sulle
(collegata alla
responsabilità genitoriali in relazione alle vaccinazioni e quali
scheda 27)
barriere interferiscono sullo stato d'immunizzazione dei
bambini ispanici.
(Vedi scheda analisi bibliografica 28)
salute
/
/
/
UK 2002
GERMANIA
2004
9
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
American Journal of
Parents concerned about
preventive Medicine.
vaccine safety: Differences in
31(3):244-51, 2006
Shui IM,
race/ethnicity and attitudes. I
Sep. PubMed
Weintraub ES,
genitori preoccupati per la
PMID:16905036.
Gust DA.
sicurezza del vaccine: le differenze http://www.ncbi.nlm.ni
di razza/ etnia e atteggiamenti
h.gov/pubmed/169050
36
How to improve communication
on vaccine issues at the
Vaccine 20 (2002)
Siegrist C,
national level? INFOVAC-PED:
S98–S100 PubMed
Desgrandcham
an example from Switzerland.
PMID:11587825.
ps D,
Come migliorare la comunicazione http://www.ncbi.nlm.ni
Heininger U,
sulle questioni vaccinali a livello h.gov/pubmed/115878
Vaudaux B.
nazionale INFOVAC-PED : un
25
esempio dalla Svizzera
/
Informazione;
Vaccini;
Comunicazione
Child: Care, Health &
Why do parents decide against
Development.
immunization? The effect of
immunizzazione,
29(4):303-11, 2003
Smailbegovic
health beliefs and health
Jul. PubMed
copertura, genitori,
MS, Laing GJ, professionals. Perché i genitori
PMID:12823336.
credenze sulla
Bedford H.
decidono di non vaccinare?
http://www.ncbi.nlm.ni
salute
L'effetto delle credenze sulla salute
h.gov/pubmed/128233
e gli operatori sanitari
36
Sporton RK,
Francis SA.
Choosing not to immunize: are
parents making informed
decisions? Scegliere di non
vaccinare: i genitori prendono
decisioni informate?.
Family Practice.
18(2):181-8, 2001 Apr
PubMed
PMID:11264269.
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/112642
69
immunizzazione
dell' infanzia,
scelta informata,
prospettive dei
genitori,
vaccinazioni
QUALI/QUANTIT
USA
ATIVO selezione
Maggiodi 515 su 2839
giugno 2004
questionari
Valutazione di questionari di genitori con alto grado di
preoccupazione, messa in relazione a caratteristiche sociodemografiche (razza istruzione, reddito) e atteggiamenti
associati. Vengono riportate le motivazioni principali per la
scelta di vaccinare o meno.
(Vedi scheda analisi bibliografica 32)
2000
Svizzera
presentazione di
esperienza/
strategia di
informazione e
comunicazione
Interessante servizio di risposta ai quesiti + newsletter offerto
a tutti i 1600 pediatri elvetici privati. INFOVAC-PED ha
l’obiettivo di creare una rete di esperti di vaccinazione che
risponda a qualsiasi domanda da parte dei medici privati e
che distribuisca un bollettino con le informazioni pertinenti più
aggiornate. L’articolo riporta le caratteristiche dei quesiti (350)
e i temi trattati nelle newsletter periodiche.
(Vedi scheda analisi bibliografica 33)
LONDRA
2000
UK
QUANTIQUALITATIVO:
68 questionari +
10 interviste
approfondite
Studio in un quartiere londinese disagiato con bassa
copertura vaccinale che ha l’obiettivo di esplorare le
conoscenze, le attitudini e le preoccupazioni relative
all'immunizzazione dei genitori i cui figli non hanno completato
il calendario raccomandato di vaccinazione.
(Vedi scheda analisi bibliografica 34)
UK 1999
Lo studio esplora il processo decisionale dei genitori che
QUALITATIVO
hanno scelto di non vaccinare i figli. Proposta di un modello
13 interviste
suddiviso in fasi, che descrive nel dettaglio il processo
semi-strutturate a decisionale dei genitori verso i vaccini dove vari sono i fattori
genitori che non
che influiscono sulla decisione e dove viene evidenziato il
vaccinano i figli ruolo dell’operatore sanitario nella scelta di vaccinare o meno.
(Vedi scheda analisi bibliografica 35)
10
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Sturm LA,
Mays RM,
Zimet GD.
Parental beliefs and decision
Journal of
making about child and
Developmental &
adolescent immunization: from
Behavioral Pediatrics.
polio to sexually transmitted
26(6):441-52, 2005
infections. Le credenze dei
Dec.PubMed
genitori e le loro decisioni l’
PMID:16344662.
immunizzazione dei bambini e
http://www.ncbi.nlm.ni
degli adolescenti:dalla poliomielite
h.gov/pubmed/163446
alle infezioni sessualmente
62
trasmesse.
Wolfe RM,
Sharp LK,
Lipsky MS.
JAMA.
2002;287:3245-3248
Content and design attributes of
PubMed
antivaccination web sites.
PMID:12076221.
Contenuti e caratteristiche di
http://www.ncbi.nlm.ni
design dei siti WEB antivaccinatori.
h.gov/pubmed/120762
21
immunizzazione,
vaccinazione,
conoscenze della
salute,
atteggiamenti,
pratica, bambini,
genitori
/
Health Psycology,
Understanding and predicting
23(19: 33-41, 2004
parental decisions about early
Wroe AL,
Gen.PubMed
childhood immunizations. Capire
Turner N,
PMID:14756601.
e prevedere le decisioni dei
Salkovskis PM.
http://www.ncbi.nlm.ni
genitori sulle vaccinazioni della
h.gov/pubmed/147566
prima infanzia.
01
immunizzazione,
processo
decisionale, bias
omissione, la
responsabilità,
rimpianto
Maternal and Child
Wu AC, WislerPostpartum mothers' attitudes,
Health Journal.
Sher DJ,
knowledge, and trust regarding Vol.12(6), Nov 2008,
Griswold K,
vaccination. Gli atteggiamenti
pp. 766-773. PubMed
Colson E,
delle madri in post partum, la
PMID:17987370.
Shapiro ED,
conoscenza e la fiducia per quanto http://www.ncbi.nlm.ni
Holmboe ES,
riguarda la vaccinazione.
h.gov/pubmed/179873
Benin AL.
70
vaccinazioniatteggiamentifiducia - periodo
del post - partum
REVISIONE DI
LETTERATURA
(70 articoli in
lingua inglese)
Revisione di letteratura che integra in modo multidisciplinare
quello che pensano i genitori sulle vaccinazioni al fine di
guidare le priorità per la ricerca e l'educazione alla salute.
Presentazione di un MODELLO CONCETTUALE che
evidenzia 5 fattori determinanti nella decisione di vaccinare.
Indicazioni sui comportamenti e atteggiamenti degli operatori
e per la ricerca futura.
(Vedi scheda analisi bibliografica 36)
2000; USA
ANALISI di 22 siti
anti vaccinali in
lingua inglese
Studio che esamina siti Web antivaccinali delineando le
denunce specifiche e le preoccupazioni contenute, con
l’obiettivo di migliorarne la comprensione. Analisi
standardizzata, con verifica in ciascun sito della presenza o
meno di 11 caratteristiche di contenuto e 10 di design. Si
evidenziano in particolare 3 temi: la sicurezza dei vaccini, gli
abusi governativi, la maggiore efficacia della medicina
alternativa.
(Vedi scheda analisi bibliografica 37)
Auckland,
Nuova
Zelanda
2004
QUANTITATIVO
Lo studio longitudinale che identifica il periodo prenatale come
(questionario a
momento in cui avviene la decisione e evidenzia quali sono le
195 donne in
motivazioni più importanti nella scelta vaccinale. Alcune
gravidanza e
interessanti indicazioni strategiche per l’adesione vaccinale: la
recall telefonico a
REGOLA D’ORO e la proposta della “vaccinazione come
distanza di 8-10
norma” rispetto al bias di omissione.
settimane dalla
(Vedi scheda analisi bibliografica 38)
nascita)
USA –UKNUOVA
ZELANDA
2005
Connecticut
USA 2003
QUANTITATIVO
(228 questionari)
Studio che evidenzia una correlazione inversa tra fiducia e
alcune caratteristiche socio-demografiche e accesso alle
informazioni (conoscenze) sui vaccini. Indicazioni di alcune
strategie e sui tempi per informare le madri.
(Vedi scheda analisi bibliografica 39)
11
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Zimmerman
RK, Wolfe RM,
Fox DE, Fox
JR, Nowalk
MP, Troy JA,
Sharp LK.
Vaccine criticism on the World
Wide Web. Critica ai vaccini sul
world wide web
(J Med Internet Res
2005;7(2):e17)
PubMed
PMID:15998608;
http://www.ncbi.nlm.ni
h.gov/pubmed/159986
08
vaccini, internet
immunizzazione,
sicurezza vaccini,
critiche ai vaccini,
antivaccini
2003 USA
Lo studio esamina le critiche ai vaccini su Internet e analizza i
siti web al fine di individuare caratteristiche comuni e alcune
critiche etiche. Analisi standardizzata di siti web antivaccinali
ANALISI 78 SITI
valutati per design, contenuti e affermazioni sulla base di
WEB
precedenti studi. Identificazione presenza o meno di 46
ANTIVACCINALI
variabili. Vengono evidenziate alcune considerazioni
in inglese
(relativismo, logiche fallaci ed euristiche) che in qualche modo
forniscono una spiegazione al processo di adesione o meno
alle vaccinazioni.
(Vedi scheda analisi bibliografica 40)
12
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 1
ENGLISH
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO RICER.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
STRATEGIE
CONSIDERAZIONI
Parental vaccine safety concerns: results from the National Immunization Survey
Le Preoccupazioni Dei Genitori Sulla Sicurezza Dei Vaccini: Risultati Del National Immunization
Survey 2001-2002
Allred, Norma J. Shaw, Kate M. Santibanez, Tammy A. Rickert, Donna L. Santoli, Jeanne M.
National Immunization Program, Centers for Disease Control and Prevention
American Journal of Preventive Medicine. 28(2):221-4, 2005 Feb.
PubMed PMID:15710279. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15710279
USA Luglio 2001-dicembre 2002
non segnalato
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA
Questo articolo esamina le credenze riferite dai genitori circa la sicurezza dei vaccini e lo stato
vaccinale dei bambini per determinare se i bambini, i cui i genitori reputano i vaccini come non sicuri,
abbiano meno probabilità di essere in regola col programma (up-to-date UTD) rispetto agli altri bambini.
Sondaggio sulle conoscenze e le esperienze dei genitori (Parental Knowledge and Experiences PKE),
che comprendeva domande riguardanti la sicurezza dei vaccini, gli effetti collaterali, la somministrazione
contemporanea di più vaccini, e l'accettazione di nuovi vaccini, applicato a un campione ponderato del
NIS (National Immunization Survey)(49385 interviste), condotto annualmente dal Centers for Disease
Control and Prevention per ottenere stime di copertura vaccinale nazionali, statali, e di selezionate aree
urbane per i bambini statunitensi tra i 19 ei 35 mesi al momento dell’intervista alla famiglia. E’ un
sondaggio telefonico random (RDD) delle famiglie seguito da un sondaggio mail a tutti gli operatori
vaccinali dei bambini per verificare le informazioni sulla vaccinazione.
Sono state raccolte le caratteristiche demografiche, quali l'età materna, l'istruzione, lo stato civile, la
razza/ etnia del bambino, ordine di nascita, e lo stato di povertà
9908 intervistati di cui 7810 (79%) validi, di cui 97% genitori
La copertura vaccinale è stata del 74% nel campione
La maggior parte dei genitori pensavano che le vaccinazioni fossero completamente sicure (94% nel
gruppo UTD e il 90% nel gruppo non-UTD) e che i bambini in asili nido e quelli che rimangono a casa
dovrebbero ricevere le stesse vaccinazioni (96% nel gruppo UTD e 94% nel gruppo non-UTD). Quasi
1/4 dei genitori ha dichiarato che i bambini hanno avuto probabilmente o molto probabilmente bisogno
di cure mediche a seguito della vaccinazione, e 2/3 ritengono che non fosse opportuno vaccinare un
bambino con un comune raffreddore.
Due domande erano significativamente associate con la copertura vaccinale. Tra i bambini i cui genitori
pensavano che le vaccinazioni fossero sicure (voti da 7 a 10), il 75% era UTD, tra quelli i cui genitori
hanno fornito risposte neutre sulla sicurezza (voti da 4 a 6), il 65% era UTD, e tra quelli i cui genitori
hanno indicato che pensavano le vaccinazioni non fossero sicure (voti 1 a 3), il 53% era UTD (p<0.01). I
bambini i cui genitori erano d'accordo con l'affermazione che i bambini che restano a casa dovrebbe
ricevere le stesse vaccinazioni dei bambini in asilo nido o scuola materna avevano i livelli di copertura
più elevati di quelli i cui genitori erano in disaccordo (75% vs 65%, p <0.05).
Dall’analisi solo le convinzioni sulla sicurezza dei genitori sono rimaste significativamente associate con
lo stato vaccinale UTD del bambino. La probabilità per i bambini, i cui genitori credevano che i vaccini
fossero sicuri, di essere UTD erano 2,9 volte (95% CI=1.4-6.0) la probabilità di essere UTD dei genitori
dei bambini che credevano che i vaccini non fossero sicuri.
La razza/ etnia del bambino è risultato essere l'unico fattore demografico significativo (p <0.05). Il 70%
dei bambini i cui genitori hanno segnalato la maggior parte delle preoccupazioni circa la sicurezza del
vaccino erano bianchi non-ispanici, rispetto al 56% dei bambini i cui genitori hanno segnalato meno
preoccupazione.
Questo studio ha trovato una bassa prevalenza di preoccupazioni circa la sicurezza del vaccino tra i
genitori dei bambini americani in età prescolare, con una più bassa copertura vaccinale tra i bambini i
cui genitori hanno segnalato una maggiore preoccupazione. Percezioni errate circa gli effetti collaterali
del vaccino e le controindicazioni alla vaccinazione erano comuni.
L'associazione tra preoccupazioni circa la sicurezza del vaccino e la copertura vaccinale richiede
ulteriori studi e monitorato dal momento che un aumento di tali preoccupazioni può portare a un più alto
tasso di rifiuti e più casi di malattie prevenibili dal vaccino. Inoltre, gli operatori dovrebbero essere
13
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Dichiarazione. conflitto
di interessi
Eventuali note
Pertinenza e utilità
della ricerca
consapevoli del fatto che i genitori che credono che i vaccini siano un rischio, hanno maggiori
probabilità di essere bianchi non ispanici, un gruppo che di solito ha avuto più elevati tassi di copertura
vaccinale. I fornitori di assistenza hanno bisogno di strumenti adeguati e di strategie per assistere i
genitori nella consulenza ai genitori circa la vaccinazione.
1)atteggiamento rilevato dopo che le vaccinazioni sono già state fatte
2) altri fattori che si ripercuotono sulla vaccinazione, quali le pratiche del provider e gli ostacoli del
sistema non sono stati presi in considerazione.
3) le domande del modulo sono state ottenute da altri studi pubblicati; test formali di validità e affidabilità
non sono stati fatti.
4) il risultato della variabile di questo studio, lo stato di immunizzazione, non è un evento raro; quindi i
rapporti di probabilità tendono a sovrastimare il rischio relativo, quando sono maggiori di uno.
Nessun conflitto di interessi finanziari è stato segnalato dagli autori di questo articolo.
Sondaggio MOLTO essenziale. Utilizzo di sondaggi periodici con l’aggiunta di alcuni item.
Sondaggio telefonico (all'interno di una ricerca periodica nazionale) rivolto alle famiglie (7810 interviste
telefoniche) seguito da verifica dello stato vaccinale (mail a tutti gli operatori vaccinali dei bambini) che
evidenzia l’associazione tra le convinzioni sulla sicurezza dei vaccini dei genitori con l’essere in regola
del figlio con il calendario vaccinale (up-to-date UTD). Si evidenziano differenze anche rispetto alle
caratteristiche socio demografiche (bianchi non ispanici i più preoccupati).
14
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 2
ENGLISH TITLE
TITOLO: ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
CONFLITTO DI
INTERESSI
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Vaccine Refusal, Mandatory Immunization, and the Risks of Vaccine-Preventable Diseases
Il rifiuto dei vaccini, vaccinazioni obbligatorie, e i rischi delle malattie prevenute con i vaccini
Saad B. Omer, M.B., B.S., Ph.D., M.P.H., Daniel A. Salmon, Ph.D., M.P.H., Walter A. Orenstein,
M.D., M. Patricia deHart, Sc.D., and Neal Halsey, M.D.
Hubert Department of Global Health, Rollins School of Public Health (S.B.O.), and the Emory
Vaccine Center (S.B.O., W.A.O.), Emory University, Atlanta; the Department of International Health
(S.B.O., D.A.S., N.H.) and the Institute for Vaccine Safety (N.H.), Johns Hopkins Bloomberg School
of Public Health, Baltimore; the National Vaccine Program Office, Department of Health and Human
Services, Washington, DC (D.A.S.); and Maternal and Child Health Assessment, Washington State
Department of Health, Olympia (M.P.D.).
N Engl J Med 2009;360:1981-8. Copyright © 2009 Massachusetts Medical Society.
PubMed PMID:19420367. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19420367
/
/
Articolo che presenta l’evoluzione dell’obbligo vaccinale nei vari stati USA e delle esenzioni
descrivendo la situazione attuale dell’adesione delle vaccinazioni riportando alcuni studi che
evidenziano l’aumento del rischio di nuove epidemie, delle motivazioni e delle caratteristiche socio
demografiche di chi non vaccina (sia parzialmente che totalmente) e la relazione con gli operatori
sanitari di riferimento (fenomeno della disdetta del rapporto da parte del pediatra di riferimento in
caso di genitori renitenti)
No ricerca. Panoramica della situazione del rifiuto vaccinale e dell’obbligatorietà delle vaccinazioni
correlata ad un aumento del rischio di malattie prevenibili con i vaccini negli USA,
Breve excursus storico dell’introduzione dell’obbligo vaccinale come requisito scolastico nei vari Stati
USA, con una panoramica della situazione territoriale (clustering geografico) della numerosità e delle
tipologie di esenzioni ammesse nei vari territori statunitensi.
Si mette in evidenza che ad un maggior numero di esenzione dall’obbligo corrisponde un maggior
rischio di contrarre malattie prevenibili con vaccinazioni (specie morbillo e pertosse) e di poter
infettare altri soggetti che per varie ragioni non sono o non possono essere vaccinati. Sono riportati
alcuni studi che identificano caratteristiche socio demografiche diverse abbinate al rifiuto totale o
parziale o al ritardo rispetto le vaccinazioni; vengono riportate le motivazioni più frequentemente
addotte per la mancata vaccinazione.
Si sottolinea l’importante ruolo degli operatori sanitari nel processo decisionale dei genitori,
considerati come la fonte più ricorrente di informazioni sulla vaccinazione da parte dei genitori,
compresi i genitori di bambini non vaccinati. Si mette in risalto che malgrado alcuni medici abbiano
sospeso o abbiano considerato di interrompere il loro rapporto professionale con i pazienti che
rifiutano la vaccinazione, la Commissione di Bioetica dell'Accademia Americana di Pediatria
sconsiglia questo atteggiamento e raccomanda ai medici di affrontare il rifiuto del vaccino con
rispettoso ascolto delle preoccupazioni dei genitori e discutendo i rischi della mancata vaccinazione.
/
Analisi di letteratura su dati epidemiologici e di studi rispetto al rifiuto vaccinale e l’influenza delle
politiche vaccinali (obbligatorietà e esenzioni) sulle coperture vaccinali.
15
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 3
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO:
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
RISULTATI
CONCLUSIONI
Risky Business: Challenges in Vaccine Risk Communication
Risky Business: le sfide nella comunicazione dei rischi del vaccino
Leslie K. Ball, MD*; Geoffrey Evans, MDfc and Ann Bostrom, PhD§
Office of Vaccines Research and Review, Center for Biologies Evaluation and Research, Food and Drug
Administration, Rockville, Maryland; the ^National Vaccine Injury Compensation Program, Health
Resources and Services Administration, Department of Health and Human Services, Rockville,
Maryland; and the §School of Public Policy, Georgia Institute of Technology, Atlanta, Georgia.
PEDIATRICS Vol. 101 No. 3 March 1998 PubMed PMID:9481013.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9481013
USA 1996
/
Analisi di letteratura
Questo articolo fornisce una breve prospettiva storica sugli eventi avversi del vaccino; descrive alcune
euristiche che influenzano la decisione e fornisce alcune indicazioni sulla COMUNICAZIONE DEL
RISCHIO (CdR) per aiutare i medici a migliorare la loro capacità di discutere i rischi del vaccino.
NON STUDIO, MA TRATTAZIONE DESCRITTIVA DEI FATTORI CHE INFLUENZANO LE DECISIONI
SULLE VACCINAZIONI E LE CARATTERISTICHE DI UNA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO
EFFICACE
E Breve excursus storico (USA) su alcune reazioni avverse da DTP intero e Polio orale che ha portato
ad un’attenzione alla segnalazione delle reazioni avverse (RAV) e alla revisione delle raccomandazioni
ma anche ad un miglioramento dei vaccini in termini di sicurezza (polio con virus uccisi e DTP
acellulare).
Alla domanda del perché la comunicazione del rischio sui vaccini sia così difficile,vede nella mancanza
di consapevolezza della malattia la causa principale. La drastica riduzione delle MPV (malattie prevenibili
da vaccino) ha inevitabilmente diminuito la sensibilizzazione del pubblico di queste malattie, e comporta
una maggiore riluttanza ad accettare le RAV.
 il potere di associazione temporale, ossia quanto segue l’immunizzazione deve essere causato da
essa.
 La CdR del vaccino è ostacolata dalla mancanza di dati: gli esperti spesso in disaccordo circa
l'interpretazione dei vigenti dati, hanno confuso ulteriormente un pubblico in cerca di risposte
scientifiche. La rarità di un evento avverso, la mancanza di definizioni cliniche delle sindromi, e
l'assenza di una indagine fisiopatologica limita la comprensione degli eventi avversi. Anche quando
vengono presentate informazioni precise, i genitori e i medici possono differire nel modo in cui
interpretare i dati e nel prendere le relative decisioni sul rischio.
 I media e altre fonti di informazione pubblica svolgono un ruolo nella percezione dei rischi dei vaccini
(clamore su reazioni anche supposte ed eventuali sconferme non ottengono l’attenzione del
pubblico).
La percezione del rischio può essere influenzata da:
 dalle caratteristiche individuali (razza, istruzione, stato socio-economico, ecc).
 il pediatra risulta essere il determinate più importante per l’accettazione della vaccinazione per la
maggior parte dei genitori. Solo per un gruppo esiguo di genitori non è sufficiente e mette in dubbio
il vaccino.
 Anche se i medici possono concentrarsi sulle statistiche riguardanti l'efficacia generale del vaccino
ed evidenzi i rischi delle malattie prevenibili con il vaccino, i genitori possono prendere decisioni
sulla vaccinazione percependo i rischi in un più ampio contesto religioso, culturale e personale.
 Un rischio volontario e controllabile è più accettabile di un rischio involontario (minor accettabilità
delle vaccinazioni obbligatorie)
 i rischi naturali sono generalmente più accettabile dei rischi artificiali
 l'accettabilità di un rischio è determinato dal fatto che esso induca paura o timore e se è
memorabile. Ogni evento lesivo del benessere di un bambino è terribile, e i rischi che sono
memorabili sono più negativi rispetto a quelli che non lo sono.
 Quando una minaccia percepita è bassa, gli individui hanno meno probabilità ad accettare un
16
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
intervento sanitario a prescindere dall'efficacia di tale intervento
Importanza di come viene inquadrato un messaggio: le vite salvate dalle vaccinazioni potrebbero
essere più efficaci nella promozione delle vaccinazioni rispetto alla comunicazione che menziona la
perdita di vite umane nonostante la vaccinazione; per i genitori che vedono i vaccini come sicuri,
sottolineare i benefici può essere l'approccio più efficace per incoraggiare la vaccinazione. Per i
genitori che mettono in dubbio la sicurezza dei vaccini, un approccio più efficace può essere quello
di inquadrare la decisione in termini di rischi di malattie prevenibili mediante vaccinazione.
EURISTICHE: la maggior parte delle decisioni che implicano una serie di informazioni complesse
portano l’individuo a semplificare: i vaccini o sono sicuri o non lo sono. Le Euristiche sono scorciatoie
che la gente usa per semplificare la complessità delle decisioni e dei giudizi per i genitori può essere un
modo per quantificare il rischio o per decidere di non vaccinare. Alcune euristiche sono:
 compressione, ossia sopravvalutare la frequenza dei rari rischi e sottovalutare la frequenza di rischi
comuni (utile fornire dati di rischio)
 bias di omissione, rifiutare le vaccinazioni a causa della percezione che l’azione è più dannosa
dell’omissione (sentirsi più responsabili se il figlio muore dopo una vaccinazione che dopo una MPV)
(utile riformulare la decisione sul vaccino dal punto di vista del bambino).
 eliminare il rischio: vaccinare solo nel caso che il rischio di vaccinare sia pari a zero.
 evitare ambiguità: il rischio di una malattia conosciuta, può essere più accettabile che un rischio
equivalente o inferiore che è percepito come più ambiguo ad es. da un nuovo vaccino.
 la logica del “salire gratis” (freeloading), basandosi su alti tassi di vaccinazione e immunità di gregge
per proteggere i loro bambini non vaccinati (utile evidenziare i limiti del freeloading, incidenza di MPV
in popolazioni con bassa copertura).
Alcune euristiche possono influire positivamente sulle vaccinazioni: Bandwagoning è la tendenza per i
genitori di vaccinare se "tutti gli altri lo fanno", senza valutare pienamente la loro propria opinione.
Individui altruistici sono disposti ad accettare i rischi personali se ne beneficerà l’intera società (cioè,
herd immunity).
Un'efficace CdR ha quattro componenti.
1. comunica le conoscenze esistenti, tenendo conto di ciò che gli individui sanno già.
2. riconosce fattori che influenzano la percezione del rischio dei genitori e le euristiche dei vaccini.
3. riconosce il rischio potenziale delle trappole della comunicazione.
4. coinvolge i genitori in modo appropriato, che avere genitori attivi, interessati equivale ad avere una
partnership decisionale con il proprio medico.
Siccome i sistemi di convinzioni sono difficili da cambiare una volta stabiliti, è opportuno fornire ai
genitori informazioni comprensibili e affidabili sui vaccini sin dall'inizio affinché la loro prima impressione
sia corretta.
Quali strumenti di CdR sui vaccini esistono oggi?
Opuscoli informativi sui vaccini, non vanno bene per tutte le diverse esigenze informative dei genitori
si raccomanda quindi di stratificare le informazioni secondo alle esigenze individuali e di fornire più
livelli di informazioni sul vaccino che possono essere mirate a vari tipi di pubblico. Gli opuscoli non
possono sostituire il dialogo tra pediatra e genitore, ma possono rappresentare il punto di partenza.
Come si introducono/inquadrano le vaccinazioni influenza la decisione di vaccinazione dei genitori
anche se i suoi effetti è probabile che dipendano da precedenti credenze dei genitori e della loro
percezione dei rischi e dei benefici. La CdR di successo deve affrontare anche la decisione euristica
del vaccino. Fornire ai genitori informazioni accurate e dati di rischio è il primo passo verso la correzione
del bias di compressione e di altre distorsioni nei rischi di stima. Un approccio suggerito per superare il
bias di omissione è di riformulare la decisione di vaccinazione dal punto di vista del bambino (gli
individui contrari alla vaccinazione potrebbero essere persuasi a vaccinare se si mettono nei panni del
bambino e quindi si chiedono se preferirebbero avere una maggiore o minore probabilità di morte, e se
importava loro se il risultato si è verificato a seguito di atto di qualcuno o da omissione). I genitori
possono essere istruiti sui limiti della free-loading discutendo l'incidenza delle malattie prevenibili da
vaccini nelle popolazioni non vaccinate. Perché i rischi che non sono facilmente accessibili siano più
convincenti, gli esempi riportati nel contesto di una storia personale può essere convincente.
Potenziali insidie l'uso di confronti del rischio, confrontando, per es. il rischio di una reazione a vaccino
grave con il rischio di essere colpito da un fulmine: i confronti rischiano spesso di fallire (un ritorno di
fiamma-backfire) in quanto possono essere fonte di confusione e può apparire di sminuire le
preoccupazioni del genitore. Altro rischio è l’adottare un approccio paternalistico "Io medico Io Dio" nel

17
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
dettare le scelte vaccinali ai pazienti; uno studio ha dimostrato un tasso più elevato di contenziosi con
medici di base che “deemphasized” depotenziano l’educazione del paziente e la comunicazione
provider-paziente. Un’efficace strategia di comunicazione del rischio comporta una partnership
decisionale fra il pediatra e il genitore. Per una partnership efficace è necessaria la comprensione da
parte genitori che mantengono un certo controllo, così come la responsabilità finale, per la salute del loro
bambino.
In conclusione la responsabilità della CdR dei vaccini si basa sul pediatra o sul fornitore primario di cure
che raccomanda la vaccinazione. Un'efficace CdR riconosce i predittori di accettabilità del rischio e le
decisioni euristiche, evita potenziali rischi e coinvolge i genitori in modo adeguato nella decisione di
vaccinare.
DELLA ORMAI DATATA
LIMITI
RICERCA
Eventuali note e Questo articolo viene menzionato in molti studi. Interessante descrizione delle Euristiche e dei una
pertinenza ai fini della Comunicazione del Rischio efficace.
ricerca
18
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 4
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
Qualitative analysis of mothers' decision-making about vaccines for infants: The importance of trust.
Analisi qualitativa dei processi decisionali delle madri sui vaccini infantili: l'importanza della
fiducia
Benin, Andrea L; Wisler-Scher, Daryl J; Colson, Eve; Shapiro, Eugene D; Holmboe, Eric S.
Università di Yale
Pediatrics. Vol.117(5), May 2006, pp. 1532-1541. PubMed PMID:16651306.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16651306
USA Connecticut da maggio 2002 a luglio 2003
SI X
QUALITATIVA X
indagare il processo decisionale sulle vaccinazioni per i neonati
Interviste in profondità a domande aperte: una metodologia qualitativa che permette di descrivere
l'intera gamma degli atteggiamenti delle madri circa la vaccinazione dei loro figli e i fattori che
promuovono o inibiscono l'accettazione delle vaccinazioni durante il periodo in cui le madri stanno
attivamente decidendo se vaccinare i loro bambini
CAMPIONE composto di 33 madri intervistate in due fasi :
Primo colloquio a 1-3 giorni dopo il parto (33 madri)
Follow-up telefonico tra i 3 e i 6 mesi di età del b/o (19 madri)
Sono state intervistate 33 madri tra i 19 fino ai 43 anni (media: 32 anni) sia da aree suburbane che
urbane del Connecticut, 10 (33%) erano alla 1° gravidanza. La maggioranza, 22 (67%), erano
bianche, 8 (30%) erano nere, e 3 (9%) erano ispaniche. 9 (30%) avevano ricevuto assistenza dal
programma Donne, Infanti e Bambini. Sono stati in grado di raggiungere 19 madri (58%) per le
interviste successive.
Le registrazioni delle interviste sono state analizzate attraverso una "codifica multipla", una tecnica
con cui i ricercatori indipendenti codificano un'intervista in modo che le strategie di codifica possono
essere controllate tramite incroci.
Sono stati approfonditi 3 temi: gli atteggiamenti nei confronti delle vaccinazioni, le conoscenza sulle
vaccinazioni e il processo decisionale.
Gli atteggiamenti nei confronti delle vaccinazioni:
- le madri che intendevano vaccinare ("vaccinatori,” n=25) sono stati suddivise in:
(1) "madri accettatrici" madri che concordavano o non questionavano la vaccinazione (n
=20); oppure
(2) "madri vaccino-esitanti", madri che accettavano la vaccinazione, ma avevano notevoli
preoccupazioni circa la vaccinazione dei loro bambini (n =5).
- le madri che non avevano intenzione di vaccinare ("nonvaccinatori,” n=8) sono state sotto
classificate come
(3) "madri ritardatarie", madri che avevano volutamente ritardato la vaccinazione o che
avevano scelto solo alcuni vaccini (n =3); o
(4) "madri rifiutanti", madri che rifiutavano completamente la vaccinazione (n =5).
Le madri hanno espresso una gamma di atteggiamenti che non si adattavano semplicemente in
categorie distinte, ma piuttosto si collocano lungo una serie ininterrotta.
Le madri che sono state classificate come vaccino-esitanti e quelle che sono state classificate come
vaccinatrici ritardatarie erano molto simili tra loro rispetto al loro desiderio di conoscenza e il loro
approccio per ottenere informazioni. Si ipotizza che questi due gruppi siano i più sensibili ad una
migliore relazione con i pediatri e gli operatori sanitari pubblici.
2 - Le conoscenze su vaccini infantili sono scarse sia i tra vaccinatori che i non-vaccinatori. Al
tempo del primo colloquio, solo 2 madri su 33 erano in grado di identificare 1 dei vaccini
raccomandati a 2 mesi di età.
Durante l'intervista successiva, su 25 madri vaccinatrici solo 2 potevano nominare correttamente ≥1
dei 5 vaccini che il loro bambino aveva ricevuto.
Fonti di Informazione
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Per le madri che erano vaccinatrici e le vaccinatrici tardive la fonte di informazioni preferita e ritenuta
più affidabile era il pediatra.
Per le madri non-vaccinatrici le fonti di informazione più attendibili erano l'omeopata o naturopata,
internet, libri e riviste per mamme.
3 - il processo decisionale: il rapporto di fiducia nella professione medica era il concetto centrale
alla base di tutti i temi sul processo decisionale.
I fattori di promozione della vaccinazione: la fiducia nel pediatra, la soddisfazione dalla discussione
del pediatra sui vaccini, l’adesione alla norma culturale.
I fattori di inibizione includevano l'impossibilità di avere fiducia del pediatra, avendo un rapporto di
fiducia con un'omeopata/naturopata influente, la preoccupazione per effetti collaterali permanenti, le
credenze che le malattie vaccino prevenibili non siano serie e la sensazione che dato che altri
bambini vengono vaccinati il loro bambino non è a rischio.
Qualità delle Relazioni di Fiducia
Entrambe le tipologie di madri (vaccinatrici e non-vaccinatrici) hanno descritto l’importanza della
qualità nel rapporto con un operatore sanitario affidabile. Questa qualità include passare un lungo
periodo di tempo con loro, discutendo il tema della vaccini in modo appassionato, avendo una
grande quantità di informazioni scientifiche, utilizzando l'approccio di una "persona a tutto tondo”,
comportandosi in modo non condiscendente e trattando le madri come individui con esigenze
singole.
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interesse
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Questo studio fornisce un contesto più ampio attraverso il quale approcciare la comunicazione
sulla vaccinazione. Queste madri suggeriscono che sviluppando relazioni di fiducia per quanto
riguarda le vaccinazioni gli operatori sanitari possono soddisfare le loro esigenze di informazioni
spiegando i rischi e i benefici in termini chiari e semplici, iniziando il processo di informazione sulla
vaccinazione durante la gravidanza, dato che le madri timorose decidono in merito alla
vaccinazione durante la loro gravidanza.
La fiducia o la mancanza di fiducia nel rapporto con un pediatra o con un’altra persona influente
(omeopata/naturopata) sono elementi di importanza fondamentale per il processo decisionale delle
nuove mamme sulla vaccinazione dei loro bambini.
I tentativi di lavorare con le madri, preoccupate per la vaccinazione dei loro bambini, dovrebbero
concentrarsi non solo sul fornire loro dati riguardanti i vaccini, ma anche sullo sviluppo di relazioni
positive e improntate alla fiducia.
I risultati devono essere considerati alla luce delle limitazioni alla generalizzabilità e validità dello
studio. Lo studio si è basato su informazioni da un campione piuttosto modesto mamme di lingua
inglese in un’area geografica; quindi, non è possibile garantire che i risultati si applichino a livello
nazionale. Inoltre, non è possibile commentare le frequenze relative di atteggiamenti tenute dalle
madri, perché, come è opportuno per la ricerca qualitativa, non abbiamo la base dello studio su un
campione casuale di partecipanti.
Gli autori dichiarano di non avere rapporti finanziari rilevanti per questo articolo di divulgazione.
Studio svolto in 2 fasi (primi giorni dopo il parto e a distanza di 6-9 mesi) che approfondisce 3 temi:
gli atteggiamenti nei confronti delle vaccinazioni, le conoscenza sulle vaccinazioni e il processo
decisionale. Vengono identificati alcuni fattori che promuovono o inibiscono l'accettazione delle
vaccinazioni. Si evidenzia che le madri esprimono una gamma di atteggiamenti che non si
adattavano a categorie distinte, ma piuttosto si collocano lungo una serie ininterrotta. Emerge
l’importanza di relazioni positive e improntate alla fiducia.
20
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 5
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA PUBBL.
DATA LUOGO RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
DISCUSSIONE
A survey of UK parental attitudes to the MMR vaccine and trust in medical authority
Un sondaggio degli atteggiamenti genitoriali verso il vaccino MMR e della fiducia
nell’autorità medica nel Regno Unito
Rachel Casidaya, Tricia Cresswellb, Deb Wilsonc, Catherine Panter-Bricka
Department of Anthropology, University of Durham, Durham and Chester-le-Street Primary Care
Trust, County Durham and Tees Valley Health Protection Unit.
Vaccine 24 (2006) 177–184 PubMed PMID:16157422.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16157422
Durham, Inghilterra. 2004-2005
L’approvazione etica è stata data dalla Comitato Locale di Ricerca Etica NHS della Contea di
Durham e Darlington, nel febbraio 2004
1. Determinare il livello di accordo, sia tra genitori favorevoli che contrari all’MMR di una
popolazione di un Distretto Sanitario, con affermazioni circa (a) la sicurezza del vaccino
MMR, (b) i vaccini ad antigene singolo, (c) l'importanza della vaccinazione, e (d) la
fiducia nell’autorità medica.
2. Determinare a quali fonti di informazione i genitori hanno avuto accesso, e quali sono
state considerate le più utili.
3. Esaminare le differenze tra i genitori MMR favorevoli e MMR contrari rispetto ad
atteggiamenti, uso di informazioni relative al vaccino MMR, stato socioeconomico e
istruzione.
4. Stimare l'assorbimento dei vaccini ad antigene singolo tra i bambini non vaccinati con il
vaccino MMR e, quindi, fornire una stima della copertura vaccinale globale per il
morbillo, la parotite e la rosolia.
QUANTITATIVO
Questionario postale rivolto a tutte le famiglie con un bambino registrato al Distretto sanitario di
Base (PCT) nato tra il 1 ottobre 2000 e il 30 settembre 2002. I 996 rispondenti finali sono risultati
essere leggermente più istruiti e benestanti della media degli invitati a partecipare.
I genitori MMR favorevoli avevano famiglie più numerose dei contrari. Non c’era associazione tra
l’accettazione MMR e classe occupazionale, livello d’istruzione o età dei genitori. Fra i contrari,
non c’era associazione di età, classe occupazionale e livello d’istruzione con la diffusione di
vaccini ad antigene singolo.
Come previsto, i genitori contrari al vaccino MMR erano meno propensi a concordare che sia
stata scientificamente dimostrata la sicurezza del vaccino, ma anche i genitori favorevoli
sostenevano che si dovesse investigare di più sulla sicurezza del vaccino (76,5%) e che le
complicanze potrebbero essere gravi per i bambini (68,2%). Il 51.2% dei favorevoli e l’82.7% dei
contrari all’MMR sostenevano che i vaccini separati fossero sicuri ed il 43.8% dissentiva dall’idea
che molta gente non si presenterebbe per tutti i vaccini se fossero offerti separatamente.
Nonostante le preoccupazioni, tutti i genitori supportavano la vaccinazione in linea di principio e
pensavano che il morbillo fosse una malattia molto seria, anche se erano meno convinti che i loro
bambini avrebbero contratto la malattia se non vaccinati.
I genitori fanno una distinzione fra i propri medici e l’istituzione medica, fidandosi dei primi e
considerando sprezzante la seconda, soprattutto verso la loro motivazione per cui mettono in
dubbio le vaccinazioni: il benessere del proprio bambino.
In generale c’era poca fiducia nel governo rispetto ai suoi atteggiamenti verso la sicurezza del
vaccino: soprattutto tra i contrari, solo il 39.4% riteneva che esso fermerebbe il vaccino MMR se ci
fosse prova di un grande rischio.
Il 93,8% dei genitori aveva consultato una o più fonti d’informazione sul vaccino MMR con i
contrari che si affidavano maggiormente a “Health Visistors (infermiere specializzate in
consulenza alle famiglie)”, medici di medicina generale, organizzazione contrarie all’MMR e altre
fonti di consulenza ed i favorevoli che si rivolgevano con più probabilità al SSN.
L’accettazione dell’MMR è associato a dimensioni ampie della famiglia. Ciò potrebbe indicare una
maggiore fiducia nel vaccino da parte di chi ha già vaccinato un figlio più grande, ma potrebbe
21
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note e pertinenza
ai fini della ricerca.
essere dovuta a bias del campione e deve essere interpretato con cautela. La diffusione del
vaccino era più alta di quella registrata da parte dei servizi. Ciò potrebbe indicare una tendenza
delle classi più elevate a vaccinare di più.
Più di due terzi dei genitori che non avevano accettato l’MMR avevano intrapreso un percorso di
vaccinazioni separate, ma pochi l’avevano completato, soprattutto a sfavore del vaccino contro la
parotite.
Sia i favorevoli che i contrari hanno dimostrato dell’ambivalenza circa la sicurezza del vaccino
MMR. L’elevato livello di preoccupazione circa la sicurezza del vaccino, espressa anche dai
genitori che avevano vaccinato i propri figli, desta preoccupazioni per le sue implicazioni con la
fiducia del pubblico verso la sanità.
È stata registrata anche ambivalenza verso l’efficacia dei vaccini separati quale alternativa
all’MMR. Mentre un’alta percentuale riteneva che la gente si sarebbe presentata per tutti i vaccini,
solo il 26% di coloro che hanno intrapreso un percorso di vaccini singoli lo ha portato a
compimento. Ma ciò potrebbe essere dovuto alle difficoltà oggettive da parte dei genitori di
ottenere il vaccino contro la parotite importato.
Data la sfiducia nel governo, sforzi di promozione diretta dei vaccini da parte di esso potrebbero
minare l’impegno dei singoli medici. Gli operatori sanitari dovrebbero continuare a fornire ai
genitori informazioni accurate, mentre trasmettono il loro rispetto della volontà dei genitori di
tutelare la salute dei propri figli.
Livello d’istruzione dei rispondenti più alto della media.
Il finanziamenti è stato fornito dal Wellcome Trust.
Studio che esamina le differenze tra i genitori MMR favorevoli e MMR contrari rispetto ad
atteggiamenti, uso di informazioni relative al vaccino MMR, lo stato socioeconomico e istruzione
negli anni successivi alla pubblicazione dello studio Wakefield (MMR/autismo).
Indaga come vengono percepiti: (a) la sicurezza del vaccino MMR, (b) i vaccini ad antigene
singolo, (c) l'importanza della vaccinazione, e (d) la fiducia nell’autorità medica. Individua quali
fonti di informazione i genitori hanno avuto accesso, e quali sono state considerate le più utili.
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 6
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
Responding to parental refusals of immunization of children
Come rispondere al rifiuto dei genitori di vaccinare i bambini.
Diekema, Douglas S. American Academy of Pediatrics Committee on Bioethics.
American Academy of Pediatrics Committee on Bioethics
Pediatrics. 115(5):1428-31, 2005 May PubMed PMID:15867060.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15867060
DATA LUOGO RIC.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
USA 2005
SI x
Raccomandazioni
Assistere i pediatri a comprendere che i genitori possono avere delle ragioni per rifiutare i vaccini
per i loro figli e fornire loro una guida pratica per far fronte ad un genitore che è riluttante a
permettere l'immunizzazione del suo bambino.
Raccomandazioni e linee guida per pediatri da parte dell’A.A.P.
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
CONTESTO: Secondo un sondaggio periodico dell’ American Academy of Pediatrics (AAP) sulle
Pratiche delle vaccinazioni, 7 su 10 pediatri hanno riferito di aver avuto un genitore che ha rifiutato
la vaccinazione di suo figlio, nei 12 mesi precedenti la ricerca.5
Il vaccino più rifiutato è contro MPR, seguito da varicella, il vaccino pneumococcico coniugato,
l’epatite B, la difterite e il tetano e la pertosse. Di fronte al rifiuto, quasi tutti pediatri riferiscono di
cercare di educare i genitori sull’importanza della vaccinazione e documentano il rifiuto del
paziente record/segnalazione medica. Un piccolo numero di pediatri segnalano che sempre (4,8%)
o qualche volta (18,1%) non consentono più di assistere il figlio del genitore rifiutante se, dopo gli
sforzi educativi, i genitori continuano a rifiutare l'autorizzazione per la vaccinazione.5
Di fronte alla decisione di vaccinare un bambino, il benessere del bambino dovrebbe essere
l'obiettivo primario. Il ruolo del medico in queste situazioni è quello di fornire ai genitori le
informazioni necessarie sui rischi e i benefici per prendere una decisione informata e tentare di
correggere eventuali informazioni errate o false percezioni che possono esistere.
I genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli aumentano il danno potenziale per altre
persone in 4 importante modi.14
1- un bambino non immunizzato che contrae una malattia sottopone ad una potenziale minaccia
altri bambini non immunizzati.
2- anche in una popolazione completamente coperta, una piccola percentuale di persone
immunizzate può rimanere o diventare suscettibile alla malattia.
3- alcuni bambini non possono essere vaccinati a causa di patologie mediche. Questi individui
traggono importanti benefici dall’herd immunity e possono essere danneggiati da malattie contratte
da chi è rimasto non immunizzato.
4- le persone immunizzate sono danneggiate dal costo delle cure mediche di coloro che scelgono
di non vaccinare i loro figli quando questi contraggo una malattia prevenibili con vaccino
Il rifiuto di un genitore di non immunizzare il proprio figlio solleva anche un’importante questione di
giustizia che è stato descritta come il problema dei "free riders", che approfittano del beneficio
dell’herd immunity che mantiene sicuro il bambino non immunizzato. Questi individui pongono gli
interessi della propria famiglia prima della responsabilità civica.
Rispondere ai genitori che rifiutano vaccinazioni per i loro figli: il pediatra dovrebbe ascoltare con
attenzione e rispettosamente le preoccupazioni dei genitori e condividere onestamente ciò che è e
che non è noto circa i rischi e i benefici del vaccino in questione e tentare di correggere eventuali
errori di percezione e disinformazione.23-25
I pediatri dovrebbero anche aiutare i genitori a capire che i rischi di ogni vaccino non dovrebbe
essere considerato isolatamente, ma confrontato con il rischio di rimanere non immunizzati. Per
esempio, sebbene il rischio di encefalopatia legati alla vaccino contro il morbillo sia di 1 su 1
milione, il rischio di encefalopatia da morbillo malattia è 1000 volte più grande.22 I genitori
possono anche essere indirizzati aI diversi SITI Web-based accreditati per ulteriori informazioni
sulle vaccinazioni specifiche e le malattie che prevengono.
23
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
STRATEGIE
Una strategia utile nel lavoro con famiglie che si rifiutano la vaccinazione è quello di discutere ogni
vaccino separatamente, i pediatri dovrebbero approfittare del loro rapporto costante con la famiglia
e riproporre la discussione di immunizzazione in ogni successiva visita.
Il persistere del rifiuto dopo un’adeguata discussione dovrebbe essere rispettato a meno di mettere
il bambino a rischio significativo di danno grave (come, per esempio, potrebbe essere il caso
durante un'epidemia).
I pediatri dovrebbero evitare di scaricare i pazienti dalla loro assistenza solo perché un
genitore si rifiuta di immunizzare il proprio figlio
Il mantenimento della relazione di fronte al disaccordo esprime rispetto e allo stesso tempo
consente l'accesso del bambino alle cure mediche, il rapporto continuativo consente ulteriori
opportunità di discutere la questione della vaccinazione nel tempo.
- pediatra dovrebbe ascoltare con attenzione e rispettosamente le preoccupazioni dei genitori e
condividere onestamente ciò che è e che non è noto circa i rischi e i benefici del vaccino in
questione e tentare di correggere eventuali errori di percezione e disinformazione.
- discutere ogni vaccino separatamente, i pediatri dovrebbero approfittare del loro rapporto
costante con la famiglia per ridiscutere l’argomento
LIMITI DELLA RICERCA
Non è una ricerca, ma un articolo che illustra le linee guida dell’AAP
Eventuali note pertinenza ai
fini della ricerca
In un contesto nel quale un numero non esiguo di pediatri non accetta di assistere figli dei genitori
che rifiutano le vaccinazioni l’American Academy of Pediatrics pubblica delle raccomandazioni per
assistere i pediatri a comprendere che i genitori possono avere delle ragioni per rifiutare i vaccini
per i loro figli e fornire loro una guida pratica per far fronte ad un genitore che è riluttante a
permettere l'immunizzazione del suo bambino
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 7
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
Parents' perspectives on the MMR immunisation: a focus group study
Le opinioni dei genitori sulla vaccinazione mmr: uno studio focus group
Evans, M. Stoddart, H. Condon, L. Freeman, E. Grizzell, M. Mullen, R.
Division of Primary Health Care, University of Bristol
British Journal of General Practice. 51(472):904-10, 2001 Nov. PubMed PMID:11761204;
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11761204
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
2001
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI E
UK (Avon e Gloucestershire)
SI X
QUALITATIVA x
Indagare ciò che influenza le decisioni dei genitori che accettano o rifiutano l'immunizzazione primaria
contro MMR e l'impatto delle polemiche sulla sua sicurezza del vaccino.
6 focus-group (48 genitori con b/i tra i 14 mesi e i 3 anni, vari contesti sociali):
3 gruppi vaccinati MMR – 3 gruppi non vaccinati contro MMR. registrazione focus group e trascrizione
integrale. Moderatore, domande aperte su salute b.i, vaccinazioni, decisioni vaccini, media. Durata 2
ore + kindergarten
Tutti i genitori ritengono che la decisione circa MMR sia stata difficile e stressante, ed hanno riferito
una pressione indesiderata da parte degli operatori sanitari per conformarsi.
Quattro fattori chiave hanno influenzato le decisioni dei genitori ':
1 - Le convinzioni circa i rischi e benefici delle vaccinazioni rispetto ai rischi associati a
contrarre il morbillo , parotite o rosolia
Tutti i genitori percepivano che l’MMR porta vantaggi e rischi potenziali per i loro figli. Chi vaccina
sottolinea i benefici del vaccino, chi non vaccina rimane ancora perplesso su l’MMR e la possibile
associazione con l'autismo infantile e disturbi intestinali. I genitori di tutti i gruppi hanno parlato
della loro angoscia su questa possibile associazione.
Chi non vaccina si rende conto che i figli potrebbero contrarre le malattie e non fa affidamento
sull’immunità di gregge per proteggere i figli. Tuttavia, ritiene che il rischio di complicanze gravi della
malattia sia basso in un paese come il Regno Unito, che generalmente ha buoni standard di salute e
nutrizione. Questa opinione è condivisa anche dalla maggioranza dei vaccinati.
La maggior parte dei non vacc. hanno trovato più facile vivere rischiando la malattia naturale, piuttosto
che rischiare una precisa azione (immunizzazione/COMMISSIONE), che potrebbe causare danni
(BIAS DI OMISSIONE).
In questo studio non è stato confermato quanto rilevato in altri studi: i genitori che rifiutano di vaccinare
fanno affidamento sull’'herd immunity' per proteggere i loro bambini19,. .
Per molti genitori in tutti i gruppi, i tre vaccini separati per il morbillo, parotite e rosolia erano visti come
l’opzione più sicura e ritengono che il programma di immunizzazione dovrebbe essere mirato a
determinati gruppi ad alto rischio, per esempio, la vaccinazione contro rosolia per le ragazze
adolescenti, o la parotite per i ragazzi.
Lo studio sulle decisioni di immunizzazione dei genitori mostra chiaramente che vengono considerati
non solo razionalmente i rischi / benefici, ma determinanti sono anche gli atteggiamenti personali, le
convinzioni e le percezioni.
2 - Le risposte alle informazioni da parte dei media e altre fonti sulla vaccinazione
Il rapporto dei media sull’MMR ha interessato la maggior parte dei genitori nel loro processo di
decisione, fatta eccezione per quei pochi che erano già convinti del loro punto di vista, sia fortemente
pro
o
fortemente
anti-immunizzazione
Anche se i genitori hanno riconosciuto che le informazioni nei media possono essere di tipo
sensazionalismo, le rassicurazioni circa la sicurezza del vaccino rilasciate dal Ministero della Salute
sono state trattate con scetticismo come se i genitori ritenessero che le loro preoccupazioni non siano
state adeguatamente affrontate.
Oltre alla consulenza dei professionisti della salute i genitori hanno consultato parenti e amici,
Internet, e una serie di libri e articoli “alternativi”, quali 'Cosa i medici non vi dicono16. Sentivano che
gran parte dell’informazione a disposizione era parziale/ di parte, sia fortemente pro-vaccinazione o
25
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
anti-immunizzazione.
I genitori hanno suggerito che più informazione da fonti indipendenti dovrebbe essere facilmente
disponibile presso gli ambulatori e le cliniche della comunità. Attualmente gli opuscoli disponibili sono
stati ritenuti a portata limitata e non affrontano le loro preoccupazioni.
3 - La confidenza e la fiducia nel consiglio dato dagli operatori sanitari e gli atteggiamenti verso
la
conformità
con
le
raccomandazioni
mediche
I genitori spesso trovano difficoltà ad avere una discussione aperta con gli operatori sanitari sui rischi,
benefici, e le opzioni per le vaccinazioni, che permetterebbe loro di sentirsi aiutati nel prendere una
decisione informata. In realtà, hanno segnalato pressioni sgradevoli da parte di professionisti nel
dover accettare l'immunizzazione e molti vaccinatori avevano accettato MMR a causa di questa
pressione, piuttosto che fare una scelta informata, sentendo che era più facile accettare rispetto a
rifiutare.
Tuttavia, per non vaccinatori, questa pressione a conformarsi li ha resi più resistenti a vaccinarsi,
anche se alcuni anche descritto come sia difficile sentire di andare contro il parere medico.
A causa di questo, i genitori erano preoccupati che le raccomandazioni degli operatori sanitari
potessero essere in parte motivate da fattori finanziari e non per il migliore interesse del bambino.
I genitori hanno suggerito che i tempi designati per la discussione circa l'immunizzazione con gli
operatori sanitari dovrebbero essere considerato, come in una riunione di gruppo durante i corsi
prenatali o di supporto post-natale.
4 – Punto di vista sull'importanza di una scelta individuale nell'ambito della politica del
governo sulle vaccinazioni
Il potenziale conflitto tra l'impostazione politica del governo circa gli obiettivi di vaccinazione e i diritti
dei genitori di fare le loro scelte circa l'immunizzazione è stato un problema importante per i
partecipanti.
Vi erano preoccupazioni per gli incentivi economici offerti ai medici per il conseguimento degli obiettivi
di immunizzazione e di altri interessi, come l'investimento di aziende farmaceutiche nella produzione di
MMR. Dare l’MMR a una età più avanzata prima di entrare a scuola, escluderebbe qualunque forma
di associazione causale con autismo.
La preoccupazione prevalente dei genitori era la salute dei propri figli, che è più importante per loro
rispetto a qualsiasi impegno per benefici comunitari della vaccinazione.
Gli operatori sanitari hanno riferito di non essere addestrati per le competenze necessarie per
coinvolgere i pazienti nel processo di decisione condiviso22 e che potrebbe anche essere necessario
l'aggiornamento in merito ai rischi e dei benefici dell’MMR.23
I risultati dello studio evidenziano che elementi di informazione chiave sono necessari ai genitori, ad
esempio perché il calendario MMR è cambiato, l’importanza di immunizzare ragazzi e ragazze, la
durata della protezione e il razionale per il richiamo, il trasferimento limitato di immunità nel latte
materno, e perché l'immunizzazione è importante in giovane età.
Solo prendendo in considerazione appieno le preoccupazioni di genitori i professionisti della salute
possono lavorare con loro per ridare loro fiducia nella vaccinazione MMR.
Sebbene i gruppi sono stati tenuti in luoghi che riflettono la diversità socio-economica della regione,
più della metà dei partecipanti (54%) era altamente istruita e l’età media era di 35 anni, ciò potrebbe
limitare la generalizzabilità dei risultati.
Al momento dei focus groups non era ancora stato pubblicato il nuovo studio sulla sicurezza del MMR
con nuove evidenze scientifiche.
Non dichiarato
Panoramica sui fattori che influenzano le decisioni dei genitori nel vaccinare i figli contro MPR. Si
evidenziano 4 fattori chiavi: 1Le convinzioni circa i rischi e benefici delle vaccinazioni rispetto ai rischi
associati a contrarre il morbillo, parotite o rosolia 2. Le risposte alle informazioni da parte dei media e
altre fonti sulla vaccinazione; 3. Il rapporto e la fiducia nel consiglio dato dagli operatori sanitari e gli
atteggiamenti verso la conformità con le raccomandazioni mediche; 4 Punto di vista sull'importanza di
una scelta individuale nell'ambito della politica del governo sulle vaccinazioni
26
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 8
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
Childhood immunization refusal: provider and parent perceptions
Il rifiuto delle vaccinazioni infantili: operatori vaccinali e le percezioni dei genitori.
Fredrickson, Doren D. Davis, Terry C. Arnould, Connie L. Kennen, Estela M. Hurniston, Sharon
G. Cross, J Thomas. Bocchini, Joseph A Jr.
Dipartimento di Medicina Preventiva, University of Kansas, Wichita (Dr Fredrickson);
Dipartimenti di Pediatria e Medicina Interna (Davis e Arnold e Ms Kennan) Dipartimento di
Pediatria (Bocchini), Louisiana State University, Centro delle Scienze della Salute-Shreveport;
Dipartimento di Medicina dell’Emergenza, University of Rochester (Humiston); e MedStudy
Corporation, Colorado Springs, Colo (Cross).
FONTE DATA DI PUBBL.
Family
Medicine.
36(6):431-9,
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15181556
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
USA condotto dal 1997 /1998 all’interno della valutazione delle bisogni di un programma di
potenziamento della comunicazione sul rischio/beneficio della vaccinazione promosso
dall'Amministrazione delle Risorse e dei Servizi e Sanitari.
SI: studio e gli strumenti approvati dalla Louisiana State University Centro delle Scienze della
Salute di Shreveport - Board di Revisione Istituzionale per la Protezione dei Diritti dei Soggetti
della Ricerca Umana.
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA X
Valutare sulla base di quanto riportato dagli operatori sanitari e dai genitori, la frequenza e le
motivazioni del rifiuto vaccinale.
STUDIO BIFASICO: 32 focus groups - FG, (tra i 5/ 10 partecipanti, 2 conduttori e sbobinatura
audiocassetta) di genitori e operatori sanitari (5 gruppi di MMG, 5 PLS, 6inf. e inf. Ped. che
vaccinavano bambini, di cui 3 inf. di sanità pubblica, 11 di genitori, e 2 di rifiutanti la vaccin.) in 6
città USA. Poi sondaggio postale ad un campione random di MMG, pediatri e infermieri di sanità
pubblica che vaccinano bambini (hanno risposto il 77%, per un tot. di 544 unità).
Reclutamento a pagamento e Partecipanti genitori prevalentemente madri alcune
accompagnate dai padri, che erano rappresentative di un’ampia gamma di etnie e strati sociali.
Eccetto gli oppositori che erano tutti bianchi con redditi variabili.
Contenuti Focus Groups OPERATORI le domande hanno sollecitato l’esperienza degli operatori
con i genitori dubbiosi o che rifiutavano alcune o tutte le vaccinazioni. Dove opportuno, sono state
sondate indirettamente le preoccupazioni specifiche espresse dai genitori, le risposte degli
operatori, e gli esiti della vaccinazione (es. vaccinato e se sì in questa visita o ad una successiva).
È stato chiesto agli operatori di spiegare cosa direbbero, come lo avrebbero detto, e ciò che i
genitori potrebbero chiedere a loro.
Contenuti focus groups GENITORI, chieste tutte le fonti di informazione sulle vaccinazioni e
quelle ritenute più attendibili; quello che i genitori volevano o sentivano il bisogno di sapere, come
volevano esserne informati, e se avessero rifiutato qualche vaccinazione e per quale motivo. Sono
state sondate le preoccupazioni sulle vacc.; sono state indagate le credenze dei genitori sulle
vaccinazioni e sulle malattie che queste prevengono. Nei 2 gruppi contro le vacc sono state
analizzate le credenze relative a non dare medicine o vaccini ai loro bambini, il valore protettivo
dell’allattamento dei loro figli fino all'età di 4-6 mesi, e l'efficacia della medicina alternativa
Questionario per OPERATORI. Le domande sono state redatte sulla base dei risultati dei focus
groups. (Più di 20 revisioni dei contenuti per affinare lo strumento, 5 pagine, con 27 domande,
meno di 10 minuti per completarlo. Le domande: stimare il numero di bambini sotto i 18 anni
vaccinati per settimana, il numero di rifiuti di vaccinazione per anno, i motivi di rifiuto, e le
specifiche vaccinazioni rifiutate.
Nei FG sono emersi 4 temi relativi al rifiuto: (1) preoccupazioni e rifiuti, (2) fonti di informazioni
che potrebbero influenzare il rifiuto, (3) fonti di informazione attendibili, (4) comunicazione medicopaziente.
(1) Opinioni concordanti tra genitori e operatori relativi al rifiuto della vaccinazione:
1. Il rifiuto è raro, anche se alcuni genitori hanno delle preoccupazioni.
2. I rifiuti sono stati più frequentemente relativi a certi vaccini, non a tutti i vaccini.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI FOCUS
GROUP
2004
Jun
PubMed
PMID:15181556.
27
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
RISULTATI QUESTIONARI
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
3. I motivi di preoccupazione / resistenza variano.
4. I genitori si fidano delle informazioni sui vaccini fornite verbalmente da parte dei medici e
infermieri della sanità pubblica.
5. I genitori con preoccupazioni comunemente rispondono positivamente agli operatori che danno
informazioni personalizzate sui rischi / benefici o dichiarano di aver vaccinato i propri figli.
6. I genitori considerano i loro figli come la cosa più importante per loro.
7. I genitori non volevano che l’operatore desse loro lezioni o discutesse con loro.
Alcuni provider identificarono le differenze culturali quale causa di resistenza, in particolare con gli
immigrati recenti. Viene riportata maggior preoccupazione rispetto al vaccino per l’epatite B
ritenuto non necessario per un neonato, e la varicella che non viene considerata una malattia
grave.
La maggior parte dei genitori rifiutanti erano di su base filosofica (alcuni ritenevano che la scienza
medica non dovesse interferire con la natura, che l'immunità acquisita con la malattia fosse
preferibile a quella acquisita dai vaccini; molti dei genitori ritenevano che l'allattamento al seno
potesse proteggerli dalla maggior parte delle malattie prevenibili con la vaccinazione).
(2) Quasi tutti i genitori avevano visto servizi televisivi di bambini con autismo o danni cerebrali
dopo vaccinazione, ma erano anche consapevoli che i media possono distorcere le informazioni. I
genitori contro la vaccinazione ritenevano che le informazioni fornite da CDC o da siti internet antivaccinazione erano parziali (solo a favore per CDC mentre Internet a volte offriva informazioni
inesatte o allarmanti) inoltre avrebbero voluto informazioni concrete date "senza giri di parole".
Una rivista Mothering era ritenuta una fonte affidabile in quanto aveva pubblicato diversi articoli
sulla sicurezza di specifici vaccini. Tutti i genitori preferivano le informazioni orali da parte degli
operatori.
(3) tutti i genitori dichiarano di fidarsi delle informazioni fornite loro dai loro medici. I genitori
rifiutanti consideravano queste informazioni attendibili e oneste anche se poi hanno deciso di non
vaccinare. I genitori riferivano che se facevano domande, i medici risultavano utili e informativi.
Molti genitori erano ansiosi di sapere se i medici vaccinavano i propri figli e sembravano rassicurati
se gli operatori lo avevano fatto.
(4) I genitori volevano un rapporto personale con il medico, chiedevano continuità
nell’informazione sulle vaccinazioni e nella cura del figlio, preferivano un approccio positivo degli
operatori anziché degli ammonimenti, non volevano essere giudicati e volevano informazioni
personalizzate sulle specifiche questioni e nel caso avessero ricevuto questo tipo di ascolto
riferirono maggior apertura alla possibilità di vaccinazione; molti genitori non avevano conoscenza
circa i benefici delle vaccinazioni per il loro bambino.
Questionario per operatori: riportano che i rifiuti sono rari; vengono rifiutati il vaccino per la
varicella dal 71% dei genitori (1998) poi DTP e DTaP, poi l’epatite B. Varie le spiegazioni riportate
per il rifiuto: messaggi negativi TV, radio ecc (55%), convinzione che la malattia non sia nociva
(33%), ragioni filosofiche (30%), e motivi religiosi (28%), preoccupazioni sulle controindicazioni
mediche (19%) e sentimenti anti-governativi (8%).
Dato che le ragioni della resistenza e delle preoccupazioni dei genitori variano, gli operatori
devono capire perché un genitore potrebbe essere preoccupato. Gli operatori devono possedere le
conoscenze, le competenze e la motivazione per discutere i problemi dei genitori ed aiutarli in un
processo decisionale consapevole.
Si sostiene l’importanza che medici e inf. di sanità pubblica stressino durante le visite infantili di
routine i benefici delle vaccinazioni. La maggior parte dei genitori, ha fiducia nei consigli del proprio
operatore di cure primarie per cui in un rapporto continuativo anche un eventuale rifiuto nel tempo
può modificarsi. Si ribadisce l’importanza di una comunicazione efficace (ascolto, no giudizio,
disponibilità ad adattare l’offerta alle esigenze)
Quanto riportato dagli operatori può essere soggetto a esagerazioni o minimizzazioni o che le
spiegazioni date agli operatori non rispecchino le vere convinzioni dei genitori. Possono mancare i
dati dei genitori che non portano i loro bambini in cura dai medici privati o negli ospedali pubblici
per la vaccinazione.
Non eseguito un monitoraggio o una valutazione quantitativa delle ragioni del rifiuto dei genitori per
vaccini specifici
NON DICHIARATI. Parzialmente finanziato dall’ Health Resources and Services Administration
(HRSA)
28
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Eventuali note
Utilità ai fini della ricerca
Pagamento per partecipazione focus 100 $ medici 50$ inf. 25 $ I GENITORI
Metodologia quali – quantitativa in 2 fasi : 32 focus group e questionari per operatori. 2 gruppi di
interlocutori: operatori vaccinali e genitori. Nei FG sono emersi 4 temi relativi al rifiuto: (1)
preoccupazioni e rifiuti, (2) fonti di informazioni che potrebbero influenzare il rifiuto, (3) fonti di
informazione attendibili, (4) comunicazione medico-paziente. Nel Questionario per operatori si
riportano che i rifiuti sono rari e mirati ad alcuni vaccini (varicella DTP e DTaP, Epatite B) e le
motivazioni del rifiuto.
29
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 9
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interessi
Eventuali note
Pertinenza e utilità ai fini
della ricerca
Predicting parents' decisions on MMR immunisation: A mixed method investigation.
Previsione delle decisioni dei genitori sulla vaccinazione MMR: un metodo di indagine
mista.
Gellatly, Judith; McVittie, Chris; Tiliopoulos, Niko.
School di Infermieristica, Università di Manchester e di Scienze Sociali, Media & Comunicazione,
Regina Margherita University College di Edimburgo, Regno Unito.
Family Practice. Vol.22(6), Nov 2005, pp. 658-662. PubMed PMID:16024553.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16024553
Da Dicembre 2003 a maggio 2004. Edimburgo, Regno Unito
SI
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA X
Studio dei i fattori rilevanti per l’immunizzare e la non-immunizzazione con MMR dei genitori e la
misura in cui questi fattori sono predittivi delle loro decisioni.
TECNICA 2 FASI: tecnica Delphi per individuare 26 fattori rilevanti per l’immunizzazione con
MMR inseriti poi in un questionario finale distribuito ai genitori reclutati attraverso un gruppo di
infermieri locali. 110 genitori: 80 (72.7%) vaccinatori per MMR, 30 rifiutanti (27,3%).
Sia i genitori vaccinatori che non vaccinatori inizialmente hanno identificato fattori analoghi come
rilevanti per le decisioni in materia di vaccinazione MMR.
Le differenze tra questi gruppi si trovano nell’importanza attribuita a 4 fattori nel processo
decisionale.
4 fattori hanno significativamente predetto lo status di vaccinazione: l'influenza delle ricerche in
corso, l’utilità di depliant e pacchetti informativi, l'importanza di eliminazione della rosolia e
l'importanza attribuita al rischio di reazioni avverse.
Di questi fattori, 2 fattori sono predittivi a favore della vaccinazione(chi ritiene importante
l'eliminazione della rosolia e utili i kit d'informazione sulle vaccinazione hanno 2,4 volte e, più di 3
volte rispettivamente maggiore probabilità di avere i loro bambini vaccinati rispetto agli altri
genitori). I 2 fattori, il rischio di reazioni avverse (sicurezza del vaccino contro il morbillo)
(probabilità di circa 1 volta e mezza in più di non vaccinare il figlio) e l'importanza dei risultati delle
ricerche in corso (caso Wakefield - probabilità di non vaccinare 5 volte e mezza in più rispetto a
chi lo riteneva meno importante) risultano predittivi delle decisioni dei genitori nei confronti di
vaccinazione.
L’importanza attribuita ai consigli dei professionisti della salute risulta significativamente diversa
tra chi vaccina e non vaccina, ma non predittiva rispetto alla decisione di vaccinazione.
Da segnalare la constatazione che, sia chi vaccina che chi non vaccina percepisca che la
consulenza sanitaria ricevuta sulle vaccinazioni prescinda totalmente dai dubbi sollevati dallo
studio di Wakefield. Occorre dimostrare che la consulenza corrente sia informata e riflette lo stato
di conoscenze accumulate dalle ricerche.
Conclusioni. Le Differenze tra genitori che vaccinano o non vaccinano si trovano nell’importanza
attribuita ai 4 rilevanti fattori. Escludendo il rischio di reazioni avverse, questi fattori non sono stati
precedentemente individuati come rilevanti
Studio delle decisioni di immunizzazione all'interno di un medesimo luogo geografico
Dichiarati: NESSUNO; non ricevuto nessun finanziamento esterno.
metodologia mista e nuovi fattori predittivi evidenziati
30
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 10
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE DATA PUBBL.
Do parents understand immunizations? A National Telephone Survey.
I genitori comprendono le vaccinazioni? un sondaggio telefonico nazionale.
Gellin, B G. Maibach, E W. Marcuse, E K.
Department of Preventive Medicine, Vanderbilt University School of Medicine, Nashville, Tennessee,
USA.
Pediatrics. 106(5):1097-102, 2000 Nov. PubMed PMID:11061781.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11061781
DATA LUOGO RIC
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI
1999 USA
Non dichiarato
QUANTITATIVA x
QUALITATIVA x
Capire meglio le conoscenze, gli atteggiamenti, le idee sbagliate, e le preoccupazioni dei genitori
circa le malattie prevenibili da vaccino, i vaccini e le politiche di immunizzazione.
Sondaggio telefonico USA (3 settimane aprile/ maggio1999) con un campione rappresentativo a
livello nazionale (n = 1600 su 16248 n. telefonici chiamati) di genitori con figli </ = 6 anni di età, e di
genitori in attesa di un figlio. Intervista telefonica scritta di ricercatori di marketing previa la
realizzazione di 15 focus groups in 4 città per identificare le più importanti percezioni e le idee
sbagliate dei genitori. Oltre a standard demografici per l'analisi dei sottogruppi, gli intervistati sono stati
confrontati sulla base del loro orientamento medico (convenzionale vs alternativo)
Caratteristiche dei rispondenti gli intervistati erano soprattutto di sesso femminile (72%), sposate
(89%), da 30 a 39 anni di età (58%) bianche (72%) con istruzione universitaria (45%) e con un reddito
familiare tra $ 30 000 e $ 49 999 (20%; 27% non lo so, 11%; rifiutato, il 36%). Il 99,6% degli intervistati
erano i genitori o tutori legali di un bambino di 6 anni di età o più giovani; avevano con più probabilità
un orientamento medico convenzionale (89,4%) rispetto ad un orientamento medico alternativo
(75,5%).
Importanza percepita relativa della vaccinazione considerata estremamente importante (un
punteggio di 10) da 86,9% degli intervistati.
Motivi per immunizzare l’82,8% degli intervistati ha risposto di aver vaccinato il figlio per prevenire le
malattie (Ad es., per prevenire le malattie, per proteggere i miei figli, per il loro benessere). Il 7,5% a
causa dei requisiti governativi o scolastici, delle raccomandazioni mediche (3,5%), l'amore per il
figlio (1,8%), o per altri motivi (2,5%).
Rispetto all’eventuale rinuncia futura di qualche vaccino specifico l’83,6% ha indicato che non avrebbe
voluto rinunciare a nessuna delle vaccinazioni, il 14,3% ha indicato almeno 1 che non vorrebbe avere.
Dei 229 intervistati che non avrebbero fatto almeno 1 vaccino: 173 hanno indicato la varicella, 39
l'influenza, 18 l’HBV, 18 DTP, 17polio, 12 MPR, ecc.
La percezione della gravità della malattia e la probabilità di Infezione: La Meningite/ Hib, la polio e
l'epatite B sono stati percepiti come più gravi, la pertosse e il morbillo come un po’ meno gravi, e la
varicella come la meno grave. La probabilità percepita di contrarre la malattia (da 0 a 10), se non
immunizzati, da 5.7 della polio a 6,8 del morbillo tranne varicella (8.2), infezione con rischio percepito
significativamente maggiore.
La percezione di sicurezza delle vaccinazioni viene riferita ad un elevato livello globale di
sicurezza dei vaccini. Su una scala da 0 (per nulla preoccupato) a 10 (molto preoccupato) degli effetti
collaterali risulta una quantità moderata di preoccupazione sui potenziali effetti collaterali per ogni
vaccinazione, che vanno da 3,8 (varicella) a 4,5 (Hib).
Convinzioni chiave Agli intervistati è stato chiesto di dichiarare il loro accordo/disaccordo o la
neutralità in risposta a 12 affermazioni sulle convinzioni. Sebbene la maggioranza degli intervistati ha
convinzioni coerenti con le evidenze circa la sicurezza e l’efficacia dell'immunizzazione una parte
sostanziale delle intervistati non le ha. Per es. quasi 1/4 degli intervistati ha sostenuto che "i bambini
assumono più vaccinazioni di quelle che fanno bene per loro” e risultano preoccupati del fatto che il
sistema immunitario del figlio potrebbe indebolirsi a causa delle troppe vaccinazioni". Ben oltre 1/3
concorda che "i bambini dovrebbe ottenere solo vaccinazioni contro malattie gravi ", e quasi 1/5 è in
disaccordo che "le vaccinazioni siano sempre provate sicure prima di essere approvato il loro uso. La
stragrande maggioranza dei genitori esprime opinioni supporto dei requisiti di immunizzazione;
31
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Tuttavia, quasi 1/5 concorda con dichiarazioni in opposizione all’obbligatorietà imposta dal governo per
l’ immunizzazione.
Fonti di informazione l’84,2% degli intervistati ha indicato un medico¸ seguono quotidiani e riviste
(18,1%), libri o riviste (12,3%), un infermiere (8,2%), amici o membri della famiglia (7,3%), e Internet
(7,0%). Sulla preferenza tra un medico e un infermiere il 65,8% non ha indicato alcuna preferenza,
circa 1/3 (32,7%) preferisce le info ricevute da un medico. 4 domande hanno valutato la natura e la
qualità dell'interazione tra genitori e operatori rispetto alla soddisfazione delle informazioni ricevute
sulle vaccinazioni: tempo adeguato per la spiegazione del vaccino (91,5%); fornitura di informazioni
scritte su ogni vaccinazione (90,2%); fatte domande (n =1486 92,9%); risposte adeguate alle domande
fatte (96,2%). Il 91,7% dichiara di aver accesso alle informazioni di cui necessita per prendere le
decisioni sulle vaccinazioni.
Credibilità delle fonti principali di informazione è stata richiesta la familiarità (scala da 0 a 10)
rispetto ad certo numero di organizzazioni che forniscono informazioni sulle vaccinazioni infantili. Oltre
alla American Academy di Pediatria (AAP) e il CDC è stata valutata la familiarità di un'organizzazione
fittizia (punteggio di familiarità di 5 o superiore). Gli intervistati hanno leggermente più familiarità con il
CDC che con la AAP e hanno meno familiarità con l’organizzazione fittizia. È stata richiesta anche una
valutazione dell’affidabilità, tuttavia, era piuttosto elevata per tutte e 3 le organizzazioni.
Rispetto alla principale motivazione di vaccinare a causa dell’obbligatorietà o requisiti scolastici:
erano neri (16,2%) rispetto ai bianchi (6,4%) o ispanici (7,1%); avevano scuola sup. o inf. (9,3%) che
quelli con college (8,4%) o laurea (6,0%); avevano un orientamento medico alternativo (12,7%)
rispetto a quelli con un orientamento medico convenzionale (6,0%).
Tra i genitori che avevano optato per nessuna vaccinazione: le femmine (17,1%) erano più dei
maschi (7,1%); i Bianchi (15,8%) erano più dei neri (8,1%); i laureati (16,9%)erano di più di chi aveva
un grado di scuola superiore o inferiore (10,7%); chi aveva un orientamento medico alternativo (24,9%)
erano di più di quelli con un orientamento medico convenzionale (11,2%).
Preoccupazione per gli effetti collaterali di ciascun vaccino, (raccomandati nel programma di
vaccinazione 1999), gli intervistati neri e ispanici avevano una maggiore preoccupazione per ciascuno
dei vaccini rispetto ai bianchi, come gli intervistati con istruzione di scuola superiore o meno rispetto a
chi ha più istruzione e gli intervistati con un orientamento medico alternativo rispetto a chi ha un
orientamento medico tradizionale, ed erano anche più propensi a credere a delle idee sbagliate sulle
vaccinazioni e meno propensi a credere alle dichiarazioni coerenti con le evidenze circa la sicurezza e
l’efficacia delle vaccinazioni.
CONCLUSIONI
INDICAZIONI
STRATEGICHE
87% degli intervistati considera la vaccinazione un'azione estremamente importante che i genitori
possono adottare per mantenere in salute i propri figli. Sebbene la valutazione sulla sicurezza della
vaccinazione sia stata elevata, una consistente minoranza ha idee sbagliate importanti (tra 19% e il
25%). Ad es., il 25% ritiene che il sistema immunitario del bambino potrebbe indebolirsi a causa di
troppe vaccinazioni, e il 23% ritiene che i bambini ricevano più vaccinazioni di quelle di cui avrebbero
bisogno. Gli operatori di assistenza sanitaria per bambini sono stati citati come la più importante fonte
di informazioni sulle vaccinazioni.
Risulta preoccupante per i ricercatori il relativamente alto tasso di preoccupazione per le troppe
vaccinazioni (rimane il dubbio se la preoccupazione è più legata al numero di antigeni o al numero di
iniezioni) fornite in età troppo precoce, e il relativamente basso bisogno percepito di ulteriori
informazioni a proposito di vaccinazioni. Ci si aspetta che, visto che il programma di vacc. infantile
diventerà sempre più complesso (aggiunta di nuovi vaccini) i genitori che hanno problemi sui troppi
vaccini diventino più allarmati, a meno che le loro idee sbagliate non vengano indirizzate dai medici e
dagli altri operatori delle cure primarie che hanno più opportunità per anni di ribadire le convinzioni e
correggere e modificare le idee sbagliate dei genitori. Difficoltà legate alla maggior risalto di una notizia
di un danno da vaccino rispetto alla prevenzione delle malattia ormai rara e quindi poco conosciuta e al
bias di omissione.
Anche se la maggior parte dei genitori comprende i benefici della vaccinazione e sostiene il suo
utilizzo, molti genitori hanno idee sbagliate importanti che potrebbero erodere la loro fiducia nei vaccini.
Uno sforzo sistematico di educazione è necessario per affrontare i pregiudizi comuni per garantire un
processo decisionale informato sulla vaccinazione. Medici, infermieri e altri operatori delle cure primarie
sono un'occasione unica per educare i genitori, perché i genitori li vedono come la più importante fonte
di informazioni su vaccinazioni.
32
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note e
interesse ai fini della
ricerca
La mancata correzione dei fraintendimenti correnti nella mente dei genitori e dei futuri genitori porterà
probabilmente ad un maggior numero di popolazione che metterà in discussione il valore delle
vaccinazioni dell’infanzia. I nostri risultati indicano che i genitori con credenze mediche alternative
possono essere particolarmente sensibili alle idee sbagliate circa i vantaggi e i rischi dei vaccini. Si
tratta di una popolazione di particolare interesse per gli sforzi educativi data la loro prevalenza nella
popolazione complessiva (13% nel nostro campione, il 42% in altre recente ricerche che hanno
utilizzato una definizione più liberale).
Molti genitori risultano avere scarsa consapevolezza delle diverse organizzazioni che offrono
informazione sulle vaccinazioni; alla luce di una certa proliferazione delle organizzazioni con un
interesse per le vacc. e l’aumentare della loro visibilità su Internet e nei media, i genitori possono avere
una crescente difficoltà nel comprendere le basi scientifiche e quindi a sostenere il programma
vaccinale contemporaneo. L'attività di comunicazione dovrebbe concentrarsi sul chiarimento e nel
ribadire le credenze corrette dei genitori sulle vaccinazioni e sulla modifica di equivoci. Per competere
efficacemente nel mercato dell'informazione di oggi, gli operatori di sanità pubblica devono
comprendere il pensiero dei genitori circa le malattie prevenibili con le vaccinazioni, i vaccini, e le
politiche di immunizzazione per la progettazione di programmi di educazione alla salute che assistano i
genitori a prendere decisioni informate circa la salute dei loro bambini.
La metodologia random di selezione rapida utilizzati e il fatto che le interviste sono state condotte solo
in lingua inglese possono limitare la generalizzabilità dei risultati ai genitori di lingua inglese con i
telefoni di lavoro.
NON DICHIARATO Questa ricerca è stata sostenuta da Grant 035.252 da Robert Wood Johnson
Foundation.
Articolo di riferimento per diverse ricerche. 1600 interviste telefoniche USA con questionario complesso
(costruito su quanto emerso da 15 focus groups precedenti) che ricerca molteplici aspetti per capire
meglio le conoscenze, le fonti informative, le percezioni e gli atteggiamenti, le idee sbagliate, e le
preoccupazioni dei genitori circa le malattie prevenibili da vaccino, i vaccini e le politiche di
immunizzazione. Si evidenziano anche le caratteristiche socio-demografiche di chi vaccina, di chi
vaccina parzialmente e di chi non vaccina.
33
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 11
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO RIC.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
CONCLUSIONI E
STRATEGIE
Deciding to opt out of childhood vaccination mandates.
Decidere di non eseguire le vaccinazione dell'infanzia.
Gullion, Jessica Smartt; Henry, Lisa; Gullion, Greg.
Università Del Texas
Public Health Nursing. Vol.25(5), Sep 2008, pp. 401-408. PubMed PMID:18816357.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18816357
Data non riportata - Texas settentrionale
SI University of North Texas Institutional Review Board
QUALITATIVA
Esplorare gli atteggiamenti e le credenze dei genitori che coscientemente hanno scelto di rinunciare
alla vaccinazione per i loro figli. Vengono esplorati i seguenti interrogativi di ricerca: 1.Qual è il
processo decisionale con cui i genitori decidono di rinunciare alla vaccinazione per i loro figli?
2.I genitori come elaborano le informazioni sui pro e i contro nel vaccinare i loro figli?
Interviste semistrutturate (faccia a faccia e condotte nell’ambiente del partecipante, registrate
digitalmente riportate su file e protette con pw ) in profondità su un campione di 25 genitori che non
hanno vaccinato i loro bambini, individuati attraverso campionamenti mirati “a valanga” (tecnica può
essere molto utile per identificare gruppi nascosti giudicati negativamente dalla comunità medica,
che sono sparsi per una comunità) . Si evidenzia una buona volontà di partecipazione per chi ha
aderito alla ricerca esplorativa. Il campione era composto prevalentemente da donne (76%); la
maggior parte erano bianche (88%), con livello di istruzione elevato e seguivano una filosofia di vita
naturale (dieta vegetariana o vegana, alimentazione biologica, erboristeria, omeopatia,
chiropratica,il ricorso a ostetriche per il parto naturale, allattamento al seno; l’88% riporta uno stile di
vita alternativo.
Due temi ricorrenti nei genitori partecipanti allo studio: un desiderio di raccogliere informazioni sui
vaccini (sofisticate raccolte e analisi di dati da diverse fonti informative nella formulazione della loro
posizione sulle vaccinazioni) e di problemi di fiducia con la comunità medica (alti livelli di scetticismo
verso la comunità medica in coincidenza con un alto valore attribuito alla conoscenza scientifica).
Dati supplementari alla letteratura scientifica includono contributi di familiari e amici e le informazioni
raccolte da siti web di organizzazioni antivaccinali. La maggior parte dei partecipanti riferisce di
conoscere qualcuno danneggiato da vaccini o qualcuno che conosce bambini lesi da un vaccino.
Molti partecipanti sembrano essere aperti ad “entrambe le parti” del dibattito sui vaccini tanto da
poter essere definiti “vaccino-scettici” più che antivaccinatori (creazione di una lunga lista di pro e
contro alla vaccinazione). In alcuni casi, ciò ha determinato un uso selettivo delle vaccinazioni. Molti
partecipanti hanno riconosciuto che le informazioni da entrambi le parti del dibattito possono essere
distorte per un qualche fine. Essi hanno espresso il desiderio di informazioni imparziali e oneste sui
rischi e i benefici dei vaccini. Essi percepiscono distorsioni nei dati sui vaccini. Chi è stato qualificato
come un’affidabile fonte di informazioni varia (parere dell’ostetrica considerato più affidabile del
pediatra). Anche i medici che avevano scritto libri sui pericoli dei vaccini sono stati valutati
positivamente (percepiti come coraggiosi per aver parlato contro i loro colleghi, forse a scapito della
carriera). Molti ritengono che i medici avevano scopi specifici, incluso l'utile derivante dalla vendita
dei vaccini. Alcuni avrebbero preferito maggiori informazioni dai loro medici sui vaccini, e il tempo di
digerire le informazioni (numerosi fogli illustrativi durante la seduta vaccinale). Alcuni partecipanti
ritengono che nonostante gli operatori sanitari possano avere buone intenzioni, non sono in grado di
tenere il passo con il volume delle informazioni disponibili (attraverso le loro ricerche credono di
essere più informati sui rischi dei vaccini rispetto ai loro medici).
Fonte di informazione affidabile sono le peer-reviewed, sembra ci sia però poca comprensione di
come i singoli studi s’inseriscano in un più ampio corpo di conoscenze (es. mentre i partecipanti
erano generalmente informati dello studio Wakefield et al. (1998) non avevano però familiarità con
gli studi successivi che lo avevano confutato; Wakefield e colleghi erano visti come esperti affidabili
mentre i ricercatori con le opinioni divergenti erano considerati faziosi).
Nella revisione profana della letteratura manca la comprensione della storia e dello sviluppo delle
idee, la capacità di fare connessioni tra gli studi/ricerche. Per la salute pubblica, questo si traduce
nella necessità di trattare i genitori con preoccupazioni sui vaccini come utilizzatori informati,
34
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interesse e
finanziamento
Eventuali note, interesse
ai fini della ricerca
spiegando i punti che possono non c’entrare con le loro analisi. Utile un rinvio alla letteratura
scientifica. La comunità medica per creare un dialogo aperto dovrebbe prendere in considerazione
che questi gruppi fanno dell’essere auto-informati una priorità.
Comprendere le differenze fra conoscenze profane e conoscenze di esperti ha implicazioni nel
comporre i messaggi di salute. Come gli esperti strutturano la conoscenza per gli utilizzatori ha un
impatto su questo gruppo e sui loro processi decisionali. La mentalità onnipotente “Fallo perché io
sono il medico e lo dico io” è più probabile che sollevi il sospetto in questo gruppo e aumenti la
resistenza ai messaggi di salute. Questi genitori si considerano collaboratori degli esperti e si
vedono come portatori di risultati legittimi alla discussione sulla sicurezza dei vaccini (l'epidemiologia
popolare intesa come aspetto della partecipazione dei cittadini nella politica e nel supporto della
sanità).
La politica sanitaria è vista come democratica, e essi credono che dovrebbero avere un peso uguale
a quello dei medici, in particolare quando si tratta del benessere dei propri figli.
La sfida per la sanità pubblica è di equilibrare i dati scientifici con l’epidemiologia popolare e di
mantenere la sua legittimità. Dimostrando che le preoccupazioni sono state studiate, e riconoscendo
i problemi al momento della scoperta, i programmi di salute pubblica possono ottenere
riconoscimento e legittimità. Ad oggi, la maggior parte delle ricerche sul movimento antivaccinale si
è concentrato sull’analisi dei contenuti dei siti web; auspicabili studi demografici più approfonditi
potrebbero fornire informazioni su chi partecipa ai movimenti antivaccinali.
Reclutamento nei luoghi frequentati da obiettori (organizzazioni per l’educazione genitoriale e
librerie, scuole Montessoriane, chiropratici, ostetriche, negozi di alimentari salutari, centri di
guarigione olistica, e lezioni di yoga) può rendere il campione non rappresentativo della popolazione
complessiva di genitori con obiezioni filosofiche. Solo genitori con obiezioni filosofiche (no religiose)
NON RIPORTATO
Diverse osservazioni utili sugli scettici alle vaccinazioni, indicazioni di alcune strategie utili
per un riconoscimento dell’istituzione.
INTERESSANTE: Secondo gli autori l'obiezione di coscienza ai vaccini è guidata da quello che è
stata definita altrove un’ epidemiologia “profana” o “popolare”.
MODELLO TEORICO DELL’EPIDEMIOLOGIA POPOLARE: le conoscenze profane sono radicate
nel contesto sociale della persona, provengono da numerose fonti di dati, e pur non validate dagli
esperti, sono comunque considerate valide dal profano. Nonostante gli antivaccinatori possono
utilizzare strumenti avanzati di raccolta dei dati e analisi, la loro indagine metodologica non è
scientifica, e sono giunti a una comprensione molto diversa dei rischi e dei benefici dei vaccini
rispetto alla maggior parte degli operatori sanitari. Le percezioni profane sono basate su esperienze
personali e una personale ricerca di informazioni. L’epidemiologia popolare cerca anche attivamente
le discordanze fra le evidenze scientifiche (insinuazione di interessi economici che minano le
raccomandazioni, e che le istituzioni governative sappiano che i vaccini non sono sicuri ma di fatto
si voglia agevolare le case farmaceutiche).
35
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 12
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE DATA
PUBBL.
Immunization attitudes and beliefs among parents: beyond a dichotomous perspective.
L'immunizzazione atteggiamenti e le credenze dei genitori: al di là di una prospettiva dicotomica.
Gust, Deborah. Brown, Cedric. Sheedy, Kristine. Hibbs, Beth. Weaver, Donna. Nowak, Glen.
Epidemiology and Surveillance Division, Centers for Disease Control and Prevention ATLANTA
American Journal of Health Behavior. 29(1):81-92, 2 Jan-Feb 2005 PubMed PMID:15604052.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15604052
DATA LUOGO
RICERCA
COMIT. ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO:
MAGGIO AD AGOSTO 2002. ATLANTA GEORGIA USA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
NON DICHIATATO
QUANTITATIVA X
Utilizzando la tecnica di marketing di segmentazione del pubblico (di Grunig), l'obiettivo primario è di
verificare l'ipotesi che gli atteggiamenti e le credenze dei genitori sulle vaccinazioni e la loro sicurezza non
sono dicotomici. In particolare, lo scopo era di determinare se esistono più segmenti distinti di genitori
basati su una varietà di informazioni tra cui, ma non limitati a: (a) la fiducia nelle vaccinazioni e nella
sicurezza delle vaccinazioni, (b) gli interessi e il coinvolgimento in questioni di salute, (c) l’influenza della
famiglia e degli amici sulla decisione di vaccinare, (d) la dipendenza dai consigli del medico.
Lo scopo secondario è descrivere i segmenti secondo alle caratteristiche demografiche, specifiche
preoccupazioni sulle vaccinazioni, le fonti preferite di informazione e se il 1° figlio ha ricevuto tutte le
vaccinazioni raccomandate.
METODI: QUESTIONARI VIA MAIL di 4 pagine (Healthstyles e ConsumerStyles) su un campione
casuale stratificato di 10 mila potenziali intervistati da un panello di 550.000 famiglie che hanno accettato
di rispondere a sondaggi in cambio di un piccolo dono per la loro partecipazione (Schede telefoniche, e
partecipazione ad una lotteria con un premio di $ 1000). TOT. QUESTIONARI CONSIDERATI 584 (raccolti
completi). I dati sono poi stati stratificati e ponderati sulla base delle 5 variabili demografiche usate per il
Censimento Popolazione USA (sesso, età, reddito, razza, e la dimensione delle famiglie)
RISULTATI sono stati identificati 5 gruppi attraverso la valutazione di 44 variabili: SOSTENITORI
VACCINAZIONI (33,0%-193), ACCONDISCENDENTI (26,4%-154), sostenitori della salute (SALUTISTI)
(24,8%-145) NEUTRALI (13,2%-77), e PREOCCUPATI (2,6%-15).
Le 44 variabili sono state ridotte a 10 elementi o costrutti
1 La convinzione che le vaccinazioni sono necessarie e sicure 2 gli Interessi e il coinvolgimento in ambito
sanitario 3 La fiducia negli operatori; influenza di altri sulla decisione di immunizzare 4 la dipendenza dal
consiglio dei medici 5 preoccupazione sulla sicurezza delle vaccinazioni dell'infanzia 6 La convinzione che
le questioni sanitarie siano complesse 7 l’influenza di amici e familiari nella decisione di immunizzazione 8
le obiezioni religiose alle vaccinazioni 9 la ricerca di informazioni sulle vaccinazioni 10 il programma/piano
per vaccinare il bambino.
L'84% dei genitori si colloca nei cluster che hanno accettato o sono fortemente d'accordo che i vaccini siano
necessari (SOSTENITORI delle vaccinazioni, SALUTISTI, ACCONDISCENDENTI).
Sebbene il cluster dei salutisti si collochi in questo gruppo, questo gruppo ha solo leggermente concordato
che i vaccini siano sicuri e sono stati neutrali in relazione al fatto che con le vaccinazioni possano verificarsi
effetti indesiderati gravi, il che potrebbe indicare un’attenzione sulle conseguenze dei vaccini. I neutrali sono
genitori che sono leggermente d’accordo che i vaccini siano necessari e sicuri e sono stati neutrali rispetto
ai gravi effetti indesiderati che si verificano con le vaccinazioni (cluster che pareva incerto sui i benefici dei
vaccini / costi). I Preoccupati sono leggermente in disaccordo che i vaccini siano necessari, in disaccordo
che i vaccini fossero sicuri, e non erano abbastanza fiduciosi sulla sicurezza dei vaccini per l'infanzia.
Piccola % meno fiduciosa sulla necessità e sulla sicurezza delle vaccinazioni. I Neutrali e i Preoccupati,
sono i meno d’accordo che il personale sanitario abbia a cuore il migliore interesse del bambino, il che
indica una mancanza di fiducia.
Si è riscontrata una differenza significativa tra i cluster nell'istruzione ed età mentre non nel reddito o
razza. Il genere è stato analizzato, ma non statisticamente significativo. Tuttavia, i cluster degli
Accondiscendenti (48,1%) e dei neutrali (41,6%), avevano le più grandi % di maschi a fronte di un
complessivo del 34,6% (questo potrebbe indicare che le donne prendono la maggior parte delle decisioni
sull’assistenza sanitaria dei bambini9). La più grande % dei laureati e con istruzione superiore erano nei
36
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
sostenitori delle vaccinazioni (42,2%) rispetto a Preoccupati (33,3%), Salutisti (31,7%), Accondiscendenti
(21,1%), e Neutrali (20,0%). L'ETÀ dei genitori, nei Preoccupati era la più alta, compresa tra 40 o oltre
(46,7%) (che potrebbe indicare che questi genitori hanno la tendenza verso una maggiore protezione dei
loro figli e / o sono più fiduciosi nel resistere all’ordine stabilito, Sostenitori delle vaccinazioni (26,9%),
Accondiscendenti (18,8%), Salutisti (17,2%), e Neutrali (13,0%).
Dal 73,3% al 93,4% dei genitori nel cluster Preoccupati sono segnalate queste preoccupazioni:
- sicurezza degli ingredienti nei vaccini (93,3%),
- i vaccini non siano testati a sufficienza per la sicurezza (93,3%),
- bambini ottengono troppi vaccini durante i primi 2 anni di vita (86,7%),
-i vaccini vengono dati ai bambini per prevenire le malattie che non siano suscettibili di prendere (86,7%),
- i vaccini sono somministrati ai bambini per prevenire malattie che non sono gravi (80,0%),
- le vaccinazioni possono causare patologie croniche (73,3%).
Nonostante il cluster dei salutisti fosse generalmente favorevole alle vaccinazioni, una % relativamente alta
ha espresso preoccupazioni a proposito di vaccini rispetto a:
- sicurezza degli ingredienti nei vaccini (32,4%),
- i vaccini possono causare difficoltà di apprendimento (28,3%),
- i vaccini non sono testati a sufficienza per la sicurezza (24,1%),
- le vaccinazioni possono causare malattie croniche (20,0%). Questo può indicare che anche i genitori che
credono nella necessità e nella sicurezza dei vaccini sono influenzati dai problemi di sicurezza dei vaccini.
FONTI INFORMATIVE: in generale il medico curante del figlio (87,0%), seguita dalla famiglia (53,9%) e
l’altro genitore di mio figlio (34,9%), amici (22,9%). Una differenza significativa tra i cluster di sole 2 opzioni
su 17 fonti di informazione individuate: il medico curante del figlio e Altri. Uno di questi era l'opzione,
fornitore di cure sanitarie alternative punto di riferimento soprattutto dei preoccupati (20,0% contro 3,1%
complessivo).
SOMMINISTRAZIONE DI TUTTE LE VACCINAZIONI RACCOMANDATE è stato chiesto se il 1° figlio
aveva ricevuto tutte le vaccinazioni consigliate (nel complesso, solo il 3,9% ha risposto no). Il cluster
Preoccupati aveva la più alta % di genitori con figli non vaccinati (66,7%), Salutisti (3,4%), Accondiscendenti
(3,2%), e Sostenitori delle vaccinazioni (1,6%), e neutrali (0%). Studi suggeriscono che vi sia una
correlazione tra atteggiamenti sui vaccini e il comportamento di vaccinazione anche se non sempre le
preoccupazioni o atteggiamenti negativi sulle vaccinazioni sono connessi alla sotto-immunizzazione,
probabilmente a causa delle leggi che richiedono le vaccinazioni per l'ingresso a scuola.
CONCLUSIONI
INDICAZIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
conflitto di interessi
Pertinenza e utilità
ai fini della ricerca
I risultati dimostrano che gli atteggiamenti dei genitori, le credenze sulle vaccinazioni infantili e le questioni
relative alla salute non sono dicotomici; i genitori possono essere raggruppati in 5 gruppi. Anche se solo
una piccola % di genitori sono seriamente preoccupati, altri genitori che sono generalmente favorevoli alle
vaccinazioni per i figli sono influenzati dal problema della sicurezza dei vaccini.
Gli operatori sanitari possono migliorare il rapporto medico-paziente e usare la loro influenza al massimo
attraverso l’acquisizione della consapevolezza che i genitori non rientrano in categorie dicotomiche in
relazione alle vaccinazioni, bensì vi è un ampio “spettro” di gruppi di genitori.
Potrebbe essere d’aiuto compilare un breve screening di ricerca ai genitori nella 1°visita pediatrica per
aiutare gli operatori a sapere come meglio comunicare con loro. Utile sollecitare domande (soprattutto da
parte dei genitori Salutisti, Neutrali e Preoccupati), ascoltando e rispondendo alle domande sulle
vaccinazioni in modo personalizzato ed empatico possono potenzialmente aiutare i genitori a spostare, ad
es. i Neutrali a Sostenitori delle vaccinazioni.
- il sondaggio non ha collegato i dati riportati dagli operatori relativi alle vaccinazioni eseguite dai bambini
del rispondente solo controllo indiretto tramite una domanda nel questionario (vaccinato il 1° figlio). - bias a
causa della mancata risposta, dato i piuttosto bassi tassi di risposta delle indagini ConsumerStyles e
Healthstyles. - l’indagine non ha utilizzato una tecnica di probabilità di campionamento. - il segmento
Preoccupato era un campione di piccole dimensioni che non ha consentito di ottenere risultati validi
per alcune analisi.
NON DICHIARATO. Studio finanziato dal servizio dei programmi nazionale vaccini
Studio a sostegno che i genitori non si dividono in vaccinatori e non vaccinatori, identificando varie tipologie
dove i dubbi compaiono in vari gradi e con comportamenti anche di adesione alle vaccinazioni;
identificazione di 5 gruppi attraverso la valutazione di 44 variabili: SOSTENITORI VACCINAZIONI,
ACCONDISCENDENTI, sostenitori della salute (SALUTISTI), NEUTRALI, e PREOCCUPATI .
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 13
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE/ DATA PUBB.
DATA LUOGO
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI
CONCLUSIONI
SUGGERIMENTI
Parental concerns and medical-seeking behavior after immunization.
Le preoccupazioni dei genitori che ricorrono ad un medico dopo la vaccinazione
Gust, Deborah A. Campbell, Scott. Kennedy, Allison. Shui,Irene. Barker, Lawrence. Schwartz,
Benjamin
Immunization Safety Office, Office of the Chief Science Officer, Centers for Disease Control and
Prevention ATLANTA
American Journal of Preventive Medicine. 31(1):32-5, 2006 Jul. PubMed PMID:16777540.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16777540
Ricerca del 2001; analisi nel 2004 e 2005
Non riportato
QUANTITATIVA
Esaminare la demografia e gli atteggiamenti di immunizzazione, le credenze e i comportamenti dei
genitori che sono ricorsi ad un medico per il bambino a causa di effetti collaterali conseguenti alla
vaccinazione (AEFI).
Un campione di famiglie (in base allo stato di vaccinazione) che hanno partecipato al National
Immunizzazione Survey (NIS) è stato nuovamente contattato nel 2001 per la ricerca “Conoscenza,
Atteggiamenti e Pratiche” (KAP). Ogni trimestre, venivano usati campioni NIS di bambini di età
compresa tra i 19-35 mesi con un elenco casuale. Confronto tra bambini a cui mancavano alcune dosi
di vaccino con chi era vaccinato. Sono stati assegnati pesi per rendere il campione rappresentativo
della popolazione.
Dei 2286 intervistati
 1268 genitori (61,6%) non ha riportato AEFI
 1.018 (38,4%) hanno risposto che almeno uno dei figli aveva manifestato un AEFI:
 223 genitori (6,9%) hanno richiesto un medico per il bambino per un AEFI,
 795 genitori (31,5%) ha segnalato un AEFI, ma senza rivolgersi ad un medico,
riportando aver tenuto sotto controllo il bambino o di averlo curato a casa.
Rispetto ai genitori che non hanno segnalato eventi avversi, i genitori che hanno richiesto l’attenzione
del medico sono stati più i bianchi rispetto agli afro-americani o Ispanici, di età 25/ 34 anni rispetto ai 35
anni e oltre (può essere che i genitori più anziani si sentano più sicuri rispetto ai genitori più giovani nel
trattamento di un AEFI senza assistenza medica), e più propensi a credere che le vaccinazioni causino
effetti collaterali minori, che riferiscono che non avrebbero voluto fare le vaccinazioni dell’infanzia
richieste (dalla legge), che non vogliono immunizzare completamente il nuovo bambino, riportano
preoccupazioni sulla sicurezza delle vaccinazioni, credono che le vaccinazioni siano pericolose, e
hanno un bambino a cui mancano una o più dosi di tre vaccinazioni.
Sono possibili due scenari. Può darsi che genitori già preoccupati prima che il figlio inizi il suo
programma di vaccinazione siano più reattivi e consultino un medico per effetti collaterali minori (per
esempio, febbre) o per problemi non collegati alla vaccinazione.
È anche possibile che un apparente AEFI che esiti in un genitore che chiede cure mediche per il proprio
figlio, causi la percezione del genitore sui vaccini che diventa più negativa. Entrambe le possibilità
possono provocare la sospensione di dosi future di alcuni vaccini per il bambino.
I dati mostrano una tendenza maggiore ad atteggiamenti negativi, credenze, e comportamenti fra
genitori i cui figli hanno sperimentato un AEFI per la quale hanno richiesto cure mediche, e più bassa
tra i genitori che non hanno riportato AEFI nei figli su tutti i seguenti items:
 Abbastanza o molto preoccupati per la sicurezza quando il bambino viene vaccinato
 Credere che effetti indesiderati minori si verificano sempre o spesso con i vaccini
 Credere che i vaccini non sono sicuri o abbastanza sicuri
 Non volevano il vaccino ma hanno dovuto vaccinare il figlio perché obbligati per legge
 Credere che le vaccinazioni non siano o non siano abbastanza importanti
 Hanno chiesto al medico di non vaccinare
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note utilità ai
fini della ricerca
 Non vogliono fare tutte le vaccinazioni al nuovo bambino
In questa epoca di bassa incidenza di malattie prevenibili con vaccino, gli atteggiamenti dei genitori
sulle vaccinazioni possono influenzare la loro percezione di un AEFI e, viceversa, l'esperienza
personale con un AEFI può influenzare gli atteggiamenti dei genitori e i comportamenti legati alla
vaccinazione dei loro figli.
In questa epoca di bassa l'incidenza delle malattie prevenibili con vaccino e l'aumento della discussione
pubblica sulle vaccinazioni, il miglioramento della comunicazione dell’operatore sanitario possa
produrre un netto effetto positivo per i genitori (riduzione dell’ansia), un miglioramento del rapporto costi
/ benefici per la sistema sanitario (chiamate ridotte e visite mediche per AEFI non gravi) e un
miglioramento del rapporto medico-paziente (meno pratiche scorrette).
I dati sono trasversali, e quindi la causalità non può essere determinata.
Le risposte alle domande dell'indagine sono stati auto-riportate.
Il numero di intervistati di piccole dimensioni. A causa dello studio di progettazione, la valutazione
poteva essere effettuata soltanto se ai bambini mancavano una o più dosi di tre vaccini non per altri
vaccini.
lo stato di immunizzazione è stato riportato per bambini da 19 a 35 mesi, i quali possono non essere
stati gli stessi bambini i cui genitori hanno dichiarato di aver avuto un AEFI
NON RIPORTATO. Finanziamento National Vaccine Program Office, Department of Health and Human
Services, and the National Immunization Program, Centers for Disease Controland Prevention.
Vengono esaminati gli aspetti demografici, gli atteggiamenti di immunizzazione, le credenze e i
comportamenti dei genitori che hanno fatto ricorso ad un medico per il bambino a causa di effetti
collaterali conseguenti alla vaccinazione
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 14
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
Parent attitudes toward immunizations and healthcare providers the role of information
Gli atteggiamenti dei genitori verso le vaccinazioni e il ruolo dell'informazione degli operatori sanitari.
Gust, Deborah A. Kennedy, Allison. Shui, Irene. Smith, Philip J. Nowak, Glen. Pickering, Larry K.
Epidemiology and Surveillance Division, Centers for Disease Control and Prevention
FONTE E DATA DI American Journal of Preventive Medicine. 29(2):105-12, 2005 Aug. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16005806
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
luglio,agosto 2003-Atlanta, Georgia
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO Non segnalato
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
STRATEGIE
CONSIGLIATE
LIMITI DELLA
RICERCA
DICHIARAZIONE
CONFLITTO
D’INTERESSE
Eventuali note
QUANTITATIVA X
1. identificare la percentuale di genitori che erano d’accordo, neutrali, e che non erano d'accordo di aver
avuto accesso ad informazioni sufficienti per prendere una decisione su vaccinare i loro figli;
2. esaminare in che modo i genitori, che erano d'accordo o disaccordo, differivano rispetto alle caratteristiche
socio-demografiche, al loro atteggiamento circa le vaccinazioni, all’operatore sanitario del loro bambino, gli
obblighi di immunizzazione / esenzioni, e le politiche di immunizzazione
3. individuare se esistono differenze nelle preoccupazioni verso specifiche vaccinazioni.
Inserimento di 4 pagine di questionario all’interno di sondaggio nazionale annuale Healthstyles via mail (ogni
aa dal 1995) con un campione di 4035 su 5845(69%) di cui 642 genitori con almeno un figlio di età inferiore ai
6 anni (filtro dell’accesso a scuola)
In particolare incrocio tra “Ho accesso a tutte le informazioni che mi servono per prendere le decisioni giuste
rispetto alle vaccinazioni dei miei figli?” stratificate per caratteristiche socio demografiche e vari atteggiamenti
riguardanti le vaccinazioni e relativi operatori sanitari e correlate con varie preoccupazioni relative alle
vaccinazioni
Il 67% dei genitori ha accesso a informazioni sufficienti e il 33% dei genitori è in disaccordo o neutrale
rispetto alle vaccinazioni.
Chi ha istruzione più bassa e meno figli dichiara di avere meno accesso a informazioni sufficienti
I genitori che erano in disaccordo avevano atteggiamenti negativi in tutte e 4 le categorie di atteggiamento
analizzate: vaccinazioni, fornitori (mancanza di fiducia, e non facilità a parlarci), i requisiti di immunizzazione /
esenzioni, e fiducia nelle persone responsabili delle politiche.
Una più ampia percentuale di genitori in disaccordo ha avuto anche diversi preoccupazioni specifiche sui
vaccini rispetto ai genitori, che erano neutrali o d’accordo. Il non avere accesso a informazioni sufficienti per
l’immunizzazione è stato associato con chi non avrebbe vaccinato il figlio, se non fosse stato costretto a farlo,
con il sostegno a leggi di esenzione all’immunizzazione, e le preoccupazioni circa la sicurezza del vaccino.
Gli operatori possono avere un impatto enorme sull’accettazione del vaccino valutando le esigenze di
informazione dei genitori e fornendo loro i materiali appropriati e la consulenza in anticipo rispetto alla
vaccinazione del loro bambino, attraverso materiale stampato o il rinvio a siti web. Questo ha il potenziale per
migliorare la qualità del rapporto medico-genitore, con il risultato di un effetto a catena in cui fornire
informazioni può aumentare la fiducia e aumentare la fiducia può portare a una maggiore accettazione e
fiducia nei vaccini.
1. distorsione dovuta alla mancata risposta
2. i dati sono trasversali, quindi, la causalità non può essere determinata.
3. campione piccolo in disaccordo (83 genitori): poche analisi possibili
4. no campione statistico
5. si basa sulla percezione dell’accesso all’informazione, non si hanno dati sulle informazioni effettivamente
ricevute
6. Non si è verificato lo stato di immunizzazione.
Nessun conflitto di interessi finanziari è stato segnalato dagli autori
Interessante poter utilizzare per indagini specifiche un sistema di rilevazione dati corrente. Enfatizza il ruolo
degli operatori nel dare con modalità corrette informazioni sufficienti
40
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
PERTINENZA E
UTILITA’ DELLA
RICERCA
Lo studio identifica quanti genitori ritengono di non aver accesso adeguato alle informazioni sulle vaccinazioni
per decidere se vaccinare i loro figli ed esamina in che modo i genitori che ritengono di avere sufficienti
informazioni differiscano da quelli che non ne hanno, rispetto alle caratteristiche socio-demografiche, al loro
atteggiamento circa le vaccinazioni, al loro rapporto di fiducia nei confronti degli operatori sanitari, agli obblighi
di immunizzazione / esenzioni, e alle politiche di immunizzazione oltre ad individuare se esistono differenze
nelle preoccupazioni verso specifiche vaccinazioni.
41
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 15
ENGLISH TITLE
Parents questioning immunization: evaluation of an intervention
TITOLO ITALIANO
Le domande dei genitori sui vaccini: valutazione di un intervento
AUTORI
ENTE
Gust, Deborah A. Kennedy, Allison. Weber, Deanne. Evans, Geoff. Kong, Yuan. Salmon, Daniel.
National Center for Immunaizations and Respiratory Diseases, Center for Disease Control and
Prevention.
Am.Journal of Health Behaviour, maggio-giugno 2009 PubMed PMID:16005806.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19063650
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI E
USA MAGGIO 2004 – FEBBRAIO 2006
NON SEGNALATO
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA X
Gli obiettivi del presente studio sono stati
1. confrontare gli atteggiamenti e le credenze dei genitori che hanno presentato richiesta di
deroga alle prescrizioni vaccinali all’ingresso con quelli dei genitori che non avrebbe
immunizzato il loro bambino se non fosse richiesto dalla legge
2. sviluppare e valutare un intervento per i genitori
Indagine (4 pagine) inserita in un sondaggio annuale nazionale (ConsumerStyles)
Il campione è stato selezionato in varie fasi ed è composto da 133 persone suddivise in 2 gruppi:
1- CASI: genitori di bambini di 5-10 anni di età che non avrebbero completamente vaccinato il loro
bambino se non fosse obbligatorio o/e che hanno considerato di richiedere l'esenzione per motivi
religiosi o personali.
2-CONTROLLI: genitori di bambini di 5-10 anni che avrebbero completamente vaccinato il loro
bambino anche se non fosse obbligatorio e non hanno mai considerato di richiedere l'esenzione per
motivi religiosi o personali
Fase 1: intervista telefonica per comprendere meglio atteggiamenti e credenze di questo
sottogruppo
Fase 2: Focus Group Telefonico di 90 minuti con 8 genitori che nella fase 1 stavano valutando un
possibile esonero dai vaccini; ai partecipanti è stato inviato il “Progetto Di Brochure” in anticipo per
posta e il moderatore ha chiesto una valutazione rispetto ai contenuti della brochure i loro
suggerimenti su ogni sezione della brochure. (75 $ di rimborso)indicazioni di miglioramento: brochure
più diretta e onesta, maggiori informazioni, maggior equilibrio in particolare, fornendo maggiori
informazioni sui rischi, oltre che sui benefici delle vaccinazioni, aggiunta di siti web, ecc).
Fase 3: Indagine Postale e intervento
1-gruppo di intervento (69 CASI/CONTROLLI): invio di un pre-test, una busta sigillata con una
brochure da visionare solo dopo il pre-test e un post-test per determinare se si è verificato un
cambiamento negli atteggiamenti di immunizzazione e convinzioni, rispetto agli atteggiamenti e le
credenze dei partecipanti che non hanno ricevuto la brochure di progetto
2- gruppo di non intervento (64 CASI/CONTROLLI): ha partecipato alla fase 1 e fase 2, nella fase 3
riceve un pre-test e un post-test, non riceve la brochure(rimborso 1$ in ogni busta + 5$ per
restituzione)
Nel pre e post-test viene valutato l'atteggiamento su una Scala Likert (0-5 punti in forte disaccordo
per molto d'accordo):
"Il mio bambino deve ricevere tutti i vaccini proposti dal medico",
"Il mio bambino potrebbe contrarre una grave malattia infettiva se non fosse stato vaccinato ",
"Tutti i vaccini per l'infanzia, consigliati dal medico sono sicuri",
"E 'importante vaccinare il mio bambino per impedire la diffusione della malattia nella mia comunità",
"Ho accesso a tutte le informazioni per prendere una buona decisione ".
Atteggiamenti dei casi rispetto ai controlli
Nel complesso, una % maggiore di casi rispetto ai controlli erano in disaccordo o erano neutrali
(1) nel aver fiducia del consiglio del fornitore di cure mediche del loro bambino (HCP)
(2) che il CDC stia lavorando per rendere i vaccini più sicuri,
(3) che il medico del loro bambino raccomandi vivamente tutti i vaccini
42
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
(4), di aver fiducia del sistema sanitario di cura statunitense abbia cura per il loro bambino
(5), che il governo degli Stati Uniti fornisca informazioni complete, accurate
Non ci sono state differenze significative tra i gruppi (CASI/CONTROLLI) nella proporzione di genitori
che ha avuto un cambiamento positivo e la % che non aveva alcun cambiamento o un cambiamento di
atteggiamento negativo in risposta alle cinque affermazioni.
BOZZA BROCHURE DOPO 1 FASE 2004
L'opuscolo è stato intitolato "Perché vaccinare il vostro bambino?",un focus group ha riesaminato la
bozza della brochure e ha fatto proposte di miglioramento. I suggerimenti emersi sono stati accolti ed
è stata fatta una nuova stesura, utilizzata nella fase 3.
I Casi non mostrano un cambiamento di atteggiamento più positivo verso qualsiasi delle 5
affermazioni rispetto ai controlli fatto nel gruppo di intervento, come pure i casi nel gruppo di
intervento non hanno dimostrato un cambiamento più positivo rispetto ai casi nel gruppo di nonintervento.
I risultati hanno mostrato comunque che la maggior parte dei genitori di entrambi i gruppi ai quali è
stato sottoposto l’opuscolo ha riferito che si fidano delle informazioni contenute e che ha dato loro
nuove informazioni e in generale ha lasciato una buona impressione.
I dati hanno mostrato che le questioni sulla sicurezza, il numero di vaccinazioni, e la fiducia sono stati
importanti fattori associati con i genitori inquadrati come casi.
LIMITI DELLA
RICERCA
1- potrebbe esserci un bias di risposta a causa dell'uso dei membri del panel dell'indagine.
2- In secondo luogo, la scala utilizzata Likert per le dichiarazioni per l'indagine via mail era troppo
limitata per catturare piccoli cambiamenti negli atteggiamenti
3- la percentuale di esenzioni nella popolazione statunitense è di piccole dimensioni, anche con 2 anni
di dati, potremmo non aver avuto il potere di valutare il progetto di intervento.
DICHIARAZIONE
CONFLITTO DI
INTERESSE
Eventuali note e
Pertinenza ai fini della
ricerca
NON DICHIARATO
Sostegno finanziario del National Vaccine Program Office
Indagine complessa in 3 fasi che raccoglie dapprima le questioni più critiche sulle vaccinazioni
(intervista telefonica) che vengono affrontate nella realizzazione di una brochure informativa sulle
vaccinazioni sottoposta alla discussione in un focus group tra genitori. La brochure con i miglioramenti
apportati viene valutata da 2 sottogruppi (a favore e contrario alle vaccinazioni) verificando se la lettura
di questo materiale determini un cambiamento di opinione. Lo studio offre un approccio scientifico per
lo sviluppo di materiale educativo sulle vaccinazioni. Malgrado il coinvolgimento dei genitori per il
miglioramento del materiale informativo non si evidenzia un cambiamento negli atteggiamenti e
convinzione dei genitori scettici nei confronti delle vaccinazioni.
43
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 16
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
Developing tailored immunization materials for concerned mothers
Sviluppo di materiali adatti riguardanti i vaccini per le madri preoccupate
Gust, Deborah A; Kennedy, Allison; Wolfe, Skip; Sheedy, Kris; Nguyen, Chau; Campbell, Scott.
Centres for Disease and Prevention, 1600 Clifton Road, Mailstop E-52, Atalanta, GA 30333, USA.
Logistics Health Incorporated, 230 North Front Street, La Crosse, WI 54603, USA
Health Education Research. Vol.23(3), Jun 2008, pp. 499-511 PubMed PMID:17959583.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17959583
Atlanta, Georgia; La Crosse, Wisconsin; Los Angeles, California; USA 2003-2004
È stato ottenuto il Piano di Revisione Istituzionale del Centers for Disease Control (CDC).
QUALITATIVA (L’articolo presenta la fase qualitativa di uno studio diviso in due fasi, la prima
quantitativa e la seconda qualitativa.)
Documentare il processo di sviluppo di materiali educativi per le immunizzazioni per i genitori in
modo scientifico.
Su circa 520 madri, 129 hanno accettato di partecipare. Queste sono state ammesse in base al loro
atteggiamento verso la vaccinazione (accertato tramite set di tre domande chiave) che doveva
essere “Preoccupato” o “Arroccato”, l’età compresa tra 20-45 anni, l’etnia bianca, nera o ispanica e
avere un bambino <7 anni. In ogni città sono stati istituiti un focus group per etnia e tipo di
atteggiamento, per un totale di 6 focus group per città. L’attività era divisa in due fasi: alla fase 1
hanno partecipato 113 madri, alla 2° fase 81.
La 1° fase serviva a raccogliere, le opinioni delle madri sulla vaccinazione e la sua sicurezza, e i
commenti sull’efficacia di diverse tipologie di materiali didattici sviluppati per lo studio; la 2° (3/8 mesi
dopo) a commentare i nuovi materiali didattici rivisti in base ai commenti della fase precedente.
Fase 1: Preoccupazioni circa la necessità di vaccinazioni e sicurezza. Rispetto alle Arroccate, le
madri Preoccupate ritenevano certi vaccini come la varicella, superflui e la gran parte di essi
comunque inutili in America grazie all’immunità di gregge e alle capacità di auto-guarigione del
corpo. Alcune madri bianche erano in contatto con un chiropratico di cui rispettavano l’opinione. La
maggior parte sapeva delle esenzioni di stato dai vaccini. Erano preoccupate piuttosto per l’autismo,
il mercurio e le dosi multiple di vaccino e questi erano temi che desideravano fossero aggiunti alla
brochure informativa.
Le Arroccate ritenevano i vaccini necessari, ma si domandavano quali fossero i rischi per il singolo
bambino. Anche loro ritenevano il vaccino contro la varicella non necessario e si domandavano sugli
effetti a lungo termine o alle possibili soluzioni alternative al vaccino per sviluppare l’immunità, questi
erano temi che volevano fossero affrontati nella nuova brochure.
L’insoddisfazione verso le informazioni presentate dai fornitori di cure sanitarie per il loro bimbo. Le
madri Preoccupate rispettavano l’opinione dei loro medici, ma non sentivano le loro preoccupazioni
prese sul serio. Inoltre reputavano le informazioni ricevute tendenziose, desiderandone di più
equilibrate.
Le madri Arroccate erano più eterogenee nel giudicare il medico, alcune pensavano informasse a
sufficienza, altre che non lo facesse affatto.
Commenti sui materiali educativi progettati. Le madri trovavano sgradevoli tutti i contenuti che
percepivano come spaventosi o coercitivi: descrizione di una morte per difterite, immagini di casi
gravi di Varicella, dichiarazione di responsabilità del genitore. Inoltre non ritenevano credibili una
dichiarazione da parte di un chiropratico sulla necessità di vaccinare, il logo di un ente fittizio
(rispetto a quello del CDC), una descrizione a tratti generali del declino della prevalenza della
malattia (piuttosto che statistiche di prevalenza). Oltre a rispondere alle domande sul materiale, tutte
le categorie di madri hanno proposto temi supplementari come i nomi dei vaccini, il processo di
testing dei vaccini ed i loro rischi.
Fase 2: Revisione dei materiali didattici. Sono stati sviluppati tre opuscoli diversi. Uno specifico per i
due gruppi Arroccate e Preoccupate ed un terzo opuscolo valevole per entrambe che conteneva
informazioni circa il processo di immunizzazione e rispondeva alle domande comuni. Dato che era
stato preferito, tutti gli opuscoli avevano logo CDC e statistiche.
Commenti sui materiali didattici rivisti. Generalmente apprezzati, alcune madri ritenevano i nuovi
44
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
DISCUSSIONE
LIMITI DELLA RICERCA
Eventuali note e utilità ai
fini della ricerca
opuscoli ancora non sufficientemente informativi, e altre temevano di non trovare i riferimenti citati in
biblioteca o su internet. Al tempo della pubblicazione, una nuova revisione basata su questi ulteriori
commenti era in corso.
Nonostante entrambi i gruppi di madri rispettassero i loro medici, avevano domande irrisolte ed
erano insoddisfatte delle risposte ottenute da loro. Gli opuscoli specifici per i due gruppi sviluppati
per lo studio potrebbero aiutare molto i medici ad affrontare le preoccupazioni delle madri. Diversi
studi evidenziano che sempre più individui vogliono essere maggiormente consapevoli delle
loro scelte sanitarie e quindi desiderano essere informati a fondo, anche sugli eventuali
rischi, perciò informare adeguatamente le madri sulle vaccinazioni porta ad un miglior
rapporto medico paziente e presumibilmente a tassi di copertura più alti. Trasversale a tutti i
focus group è stata la preferenza del logo CDC e delle statistiche, rispettivamente per la credibilità e
per la percezione di rispetto della propria intelligenza. In generale è emerso che le madri
apprezzavano materiali educativi che (1) fornivano informazioni sostenute dalle statistiche, (2) non
utilizzavano tattiche intimidatorie e (3) non erano coercitivi, (4) erano credibili, (5) erano imparziali e
(6) non giudicavano le madri che avevano domande sui vaccini.
Il risultato finale dello studio è un kit per il pediatra che include (1) un questionario di 3 domande
che può identificare le madri Preoccupate ed Arroccate, (2) gli opuscoli progettati su misura per le
madri Preoccupate e Arroccate e (3) l’opuscolo sul processo di vaccinazione che può essere dato a
qualunque genitore che abbia domande sulla vaccinazione.
Questo studio ha diversi limiti tipici della ricerca qualitativa. (1) incapacità di condurre analisi
statistiche tradizionali delle risposte con i dati del focus group. (2) nonostante l’inserimento di
rappresentanti di madri di 3 estrazioni etniche/razziali, non è stato possibile eseguire l'analisi dei
sottogruppi sulla base di tali caratteristiche. (3) reclutamento insufficiente di donne ispaniche
Preoccupate per tenere un focus group ad Atlanta… (4) dimensione del campione relativamente
piccola, anche se è stato dimostrato che questo tipo di ricerca, anche con campioni di piccole
dimensioni, può contribuire molto allo sviluppo di materiali educativi
Descrizione e indicazioni metodologiche per la realizzazione di materiale informativo sulle
vaccinazioni con la partecipazione di tipologie diverse di madri
45
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 17
ENGLISH TITLE
An internet-based survey on parental attitudes towards immunization
TITOLO ITALIANO
Un’indagine basata su internet sugli atteggiamenti dei genitori nei confronti
dell’immunizzazione
Heininger, Ulrich.
University Children's Hospital Basilea Svizzera
Vaccine. 24(37-39):6351-5, 2006 Sep 1 PubMed PMID:16784799
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16784799
1 settimana di maggio 2004, Germania
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI RILEVAZIONE:
numero e caratteristiche
campione)
RISULTATI
CONCLUSIONI
NON MENZIONATO
QUANTITATIVA x
Valutare l’atteggiamento attuale dei genitori nei confronti delle questioni prevalenti connesse
alla vaccinazione dell’infanzia
Questionario, di 13 domande a risposta multipla o chiusa, on Line per 1 settimana su un sito
tedesco, che fornisce anche informazioni sui vaccini (www.rundumsbaby.de“Tutto sul
bambino”). 62000 persone invitate tramite newsletter. 6025 partecipanti
Il 95% era un genitore (nessun altra informazione anagrafica)
Si sono indagate le seguenti aree:
-fonte di informazione
-peso dell’importanza di ogni vaccino
-precocità delle vaccinazioni
-valutazione dell’esperienza personale
-conoscenza delle reazioni avverse
-sicurezza delle vaccinazioni
-meglio la malattia che le vaccinazioni per alcune malattie
-pericolosità della pertosse
-proporre vaccinazione dopo contatto
-vaccinazioni multiple
-valutazione delle informazioni del pediatra per le vaccinazioni combinate
-quale dettaglio di richiesta di informazione
Fonti informative: Pediatra fonte principale (95%)seguito da opuscoli (48%) riviste di salute,
internet, libri e farmacisti (7,7%).
Bisogno informazioni dettagliate (91,6%)
Buona valutazione dei pediatri, soprattutto da chi li utilizza di più come fonte.
Il 22,6% considera le vaccinazioni troppo precoci
Il 21% dei partecipanti ritiene che le vaccinazioni possano sovraccaricare il sistema
immunitario del bambino e il 12% indurre allergie
Le vaccinazioni sono considerate molto importanti e importanti da circa il 90/ dei genitori (in
ordine di importanza le vacc. contro: tetano, polio, difterite, HBV, pertosse, HIB, MMR, HBA,
Meningococco C, Pneumococco, TBE- encefalite da zecche, Varicella, ecc)
Buona esperienza con le vaccinazioni.
-La stragrande maggioranza dei partecipanti ha dichiarato un’esperienza positiva con le
vaccinazioni ai loro figli e si appoggiavano ai loro pediatri come principale fonte di
informazioni su questo argomento. Partecipanti che indicavano anche libri e internet come fonti
d’informazione sono stati meno soddisfatti della consulenza dei loro pediatri rispetto ai
partecipanti con altre fonti di informazione.
-Tra le raccomandate, pertosse Hib e MMR erano considerate le più importanti dai genitori
– vengono identificate varie percezioni errate prevalenti tra i genitori che
circondano le immunizzazioni dei bambini. L’inizio delle vaccinazioni a 2 mesi di età come
troppo presto e il timore di effetti secondari come il sovraccarico degli antigeni
per il sistema immunitario o introduzione di allergie erano espressi da una frazione
46
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
considerevole di genitori
- l’importanza delle campagne informative pubbliche, che dovrebbero accompagnare
l’introduzione di nuove raccomandazioni di immunizzazione se si desidera un rapido successo.
- Importanza dell’utilizzo del WEB come fonte informativa
LIMITI DELLA RICERCA
CONFLITTO DI INTERESSE
Eventuali note
Utilità ai fini della ricerca
1) Nessuna informazione anagrafica sui partecipanti, e bias dell’utilizzo web e su prendere
decisioni informate, anche se sembra rappresentativa della popolazione rispetto al tasso di
copertura.
2) nessuna domanda aperta
Il sito riceve supporto finanziario da varie società tra i quali produttori di vaccini (Sanofi
Pasteur MSD, Leimen)
Base per progettare eventuali campagne future, mancano dati anagrafici e solo 13 domande
Indagine tedesca molto estesa (6025 partecipanti), attraverso un questionario, di 13 domande
messo on line su un sito tedesco, che valuta l’atteggiamento dei genitori nei confronti delle
questioni prevalenti connesse alle vaccinazioni:importanza percepita delle singole vaccinazioni
e delle eventuali reazioni avverse, gravità delle malattie, fonti informative, convinzioni,e
percezioni errate, ecc. con indicazioni di alcune strategie
47
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 18
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE e DATA
PUBBL.
DATA LUOGO
RICER.
COMITATO ETICO
OBIETTIVI
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI
Gaps in parental understandings and experiences of vaccine-preventable diseases: A qualitative study.
Lacune nella comprensione dei genitori e le esperienze di malattie prevenibili mediante
vaccinazione: uno studio qualitativo.
Hilton, S; Hunt, K; Petticrew, M.
MRC Social and Public Health Sciences Unit, Glasgow, UK
Child: Care, Health and Development. Vol.33(2), Mar 2007, pp. 170-179. PubMed PMID:17291321.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17291321
SCOZIA 2002- 2003
SI - approvazione etica Comitato Etico dell’Università per ricerche non cliniche con soggetti umani
Esplorare la comprensione da parte dei genitori delle malattie incluse nel Programma Childhood
Immunization (CIP) del Regno Unito e il ruolo delle esperienze dirette e indirette di queste malattie nelle
valutazioni della loro gravità.
QUALITATIVA
Una ricerca qualitativamente rigorosa è basata su strategie esplicite di campionamento (per ottenere
max variabilità) 66 genitori (58 madri e 8 padri) di bambini sotto i 6 anni e 6 madri di bambini
immunosoppressi, hanno partecipato a 18 focus groups (FG). I genitori selezionati in aree ad alta e
bassa copertura per MMR, con reddito diverso, condizioni famigliari e gradi di esperienza genitoriale
diversi. 1 gruppo con chi ha fatto vacc. singole, 1 con chi ha rifiutato MMR e 1 che ha rifiutato tutte le
vacc., 2 con figli autistici, 2 con figli immunosoppressi (chemioterapia). Il contatto iniziale avveniva
tramite mediatori che si sono avvalsi della distribuzione di lettere d’invito e fogli informativi ai potenziali
partecipanti (impossibilità di calcolare i tassi di rifiuto). Per necessità alcuni focus groups contenevano
partecipanti da gruppi preesistenti, alcuni con persone di diretta conoscenza ed alcuni con persone
estranee tra loro. La traccia tematica per il FG includeva le credenze sull’immunizzazione infantile e i
vaccini del programma attuale, esperienze di malattie infettive infantili e fattori che incidono sul processo
decisionale della vaccinazione, focus anche sulla conoscenza dei sintomi e modi di trasmissione, gravità
percepita e ruolo dell’esperienza nella valutazione di queste malattie. I FG sono stati registrati, trascritti,
ripetutamente riesaminati e confrontati trasversalmente dai vari autori. Particolare attenzione è stata
data ai casi devianti per riscontrare i motivi per cui venivano espressi atteggiamenti contraddittori o
inusuali.
Il MENINGOCOCCO, che i partecipanti associavano direttamente con la meningite, era percepita come
la malattia più grave del CIP. Quasi la totalità dei partecipanti era in grado di dare una dettagliata e
accurata descrizione della malattia (temuta per la sua rapidità, le difficoltà di diagnosi e della potenziale
letalità). Questa consapevolezza è stata rafforzata da esperienze indirette. MORBILLO: unica malattia
del calendario vacc. vissuta per esperienza personale non problematica (percezione di malattia meno
pericolosa), non si conoscono persone con esiti, viene riferita riluttanza dei medici nel segnalare i casi
di malattia per cui percezione di maggiore diffusione e di poca attendibilità dei dati ufficiali circa la
prevalenza.
ROSOLIA: percepita seria a causa di eventuali danni al feto in gravidanza, messa in discussione
dell’utilità del vaccino per i ragazzi (viceversa per la parotite nelle ragazze).Vaccino considerato non
persistente, ci si chiede il senso di farlo da piccoli, non si evidenzia la discussione sul rischio di contrarre
la malattia in gravidanza a causa di bambini contagiati in forma lieve. PAROTITE: malattia non seria
anche se associata da molti erroneamente all’infertilità maschile; il reale rischio di meningite come
complicanza della malattia non è stata segnalata. PERTOSSE: divisione tra i partecipanti, riconosciuta
grave più per i sintomi che per gli esiti; le ultime epidemie utili per ribadire l’alta contagiosità e
pericolosità. La DIFTERITE e la POLIO non erano più considerate una minaccia per i bambini che
vivono in Occidente; la maggior parte erano mal informati sui sintomi o sulle modalità di trasmissione e
nessuno aveva esperienza diretta della malattia mettendo in discussione la necessità di vaccinazione.
HIB la malattia meno conosciuta e non collegata direttamente con la meningite, universale mancanza di
conoscenza. TETANO: molti erano in grado di descrivere i segni e i sintomi del tetano in modo
abbastanza corretto, viene segnalata anche la profilassi dopo infortunio (chiodi arrugginiti morso di caniconfusione con la rabbia), messa in dubbio dell’utilità del vaccino in bambini piccoli.
48
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Utilità ai fini della
ricerca
Vengono constatate molte lacune e fraintendimenti nelle conoscenze dei genitori su alcune malattie
prevenibili mediante vaccinazione; in particolare sulla difterite, sul tetano e sull’HIB. Queste lacune
hanno portato alcuni genitori a mettere in discussione la necessità di una vaccinazione. Si evidenzia che
mentre l’esperienza di seconda mano della meningite (supportata da campagne promozionali di alto
profilo e storie personali) ha rinforzato la percezione di gravità e la conseguente importanza della
vaccinazione, l’esperienza di prima mano delle MMR e pertosse tende ad abbassare la loro gravità
percepita.
Nella misura in cui meno genitori hanno esperienze dirette di malattie prevenibili mediante vaccinazione,
maggiore è la necessità di fornire loro informazioni accessibili su queste malattie. È altresì importante
riconoscere che esperienze dirette o indirette di una di queste malattie possono aumentare o diminuire
le valutazioni dei genitori sulla gravità di queste malattie. I risultati confermano la necessità di
comunicare le informazioni sui sintomi e le potenziali complicanze di malattie vaccino-prevenibili per
orientare le decisioni dei genitori. Informazioni chiare su queste malattie sono già disponibili al pubblico
anche attraverso opuscoli ma la sfida è di attirare sufficiente attenzione del pubblico su tali informazioni
nell’ampio materiale presente nei mass-media e, sempre più, su Internet che tende a focalizzare su
(spesso infondate) criticità o presunti rischi dei vaccini.
NON RIPORTATI
NON RIPORTATO. Borsa di studio di dottorato di ricerca del Medical Research Council della Gran
Bretagna. S.H., K.H. e M.P. sono impiegati presso l’MRC, e M.P. è finanziato dall’Ufficio di Direzione
Scientifica del Dipartimento della Salute Scozzese.
Vengono riportate le percezioni dei genitori sulle singole malattie evidenziando quali sono le
lacune conoscitive che dovrebbero essere integrate, gli effetti di esperienze dirette e indirette di
malattie e alcune indicazioni strategiche
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 19
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
Mothers as active partners in the prevention of childhood diseases: maternal factors related to
immunization status of preschool children in Italy
Le madri come partner attivi nella prevenzione delle malattie infantili: i fattori materni legati
allo status di immunizzazione dei bambini in età prescolare in Italia.
Impicciatore, P. Bosetti, C. Schiavio, S. Pandolfini, C. Bonati, M.
Laboratory for Mother and Child Health, Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri
Preventive Medicine. 31(1):49-55, 2000 Jul. PubMed PMID:10896843.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10896843
gennaio-febbraio 1997 MILANO ITALY
NON DICHIARATO
QUANTITATIVA
Indagare come i fattori socio-demografici materni, le conoscenze, gli atteggiamenti, le fonti
informative delle vaccinazioni possono influenzare l'accettazione delle vaccinazioni facoltative nei
bambini in età prescolare in Italia.
Somministrazione di un questionario strutturato di 31 item ad un campione di 1.035 madri
mamme italiane, da intervistatori addestrati senza una competenza medica specifica.
gennaio-febbraio 1997 in 6 diversi setting: sia urbano e che rurale nel Nord (un quartiere dell'area
metropolitana di Milano e Lodi), nel Centro (Lanciano e Vasto), e nel Sud d'Italia (Catanzaro e
Montescaglioso). Madri di bambini in età pre-scolare, sono state avvicinate in aree pubbliche come
centri commerciali e parchi; l’intervista ha richiesto 15 min.
COMPORTAMENTO: il 98% ha riferito di aver vaccinato completamente con le vaccinazioni
obbligatorie. Il motivo più comune per la mancata vaccinazione obbligatoria: una malattia al
momento della vacc.
Il 59% delle intervistate ha vaccinato il proprio bambino con il vaccino MMR e il 54% contro la
pertosse. Per entrambi si registrano differenze di coperture tra nord e sud e tra città e zone rurali.
Le principali motivazioni della non vaccinazione contro MMR sono state: la convinzione che la
vaccinazione non era importante (38%) e che il bambino era malato al momento dell’appuntamento
della vaccinazione (20%). I più bassi tassi di immunizzazione con vaccino MPR sono stati riportati
da madri che erano disoccupate, i cui livelli di istruzione erano bassi, e residenti in aree rurali nel
Centro / Sud Italia. Non sono state riscontrate differenze nella copertura vaccinale contro il morbillo
tra i bambini più grandi e più piccoli.
Contro la Pertosse la più ampia variabilità è stata nel Nord Italia, in cui la copertura riportata variava
dal 41% nelle aree rurali al 74% nelle aree urbane. Si evidenzia una correlazione significativa tra il
tasso di immunizzazione contro la pertosse e l'età del bambino: il 39% dei bambini più grandi (dai 5
anni o più) e il 72% dei bambini più piccoli (di età compresa tra 12 mesi o meno) è vaccinato contro
la pertosse. I motivi più comuni per la mancata vaccinazione contro la pertosse sono stati: le madri
non pensavano che la vaccinazione fosse importante (30%), il non aver ricevuto adeguate
informazioni sulle rapporto rischio/beneficio della vaccinazione (26%), e per il timore di reazioni dopo
la vaccinazione (18%).
CONOSCENZE DELLE MAMME: solo 268 madri (26%) erano in grado di stabilire esattamente le 4
vaccinazioni obbligatorie. 126 madri (12%) hanno ricevuto il punteggio più alto della conoscenza e
sono state classificate come informate. Questa % differisce tra sottogruppi socio-demografici. Le
più informate risultano essere con più probabilità: diplomate o laureate, occupate, di età superiore a
32 anni. I Bambini di madri con più conoscenze avevano più probabilità di ricevere la vaccinazione
contro la pertosse e il Vaccino MMR.
ATTEGGIAMENTO VERSO LE VACCINAZIONI: il 90% delle intervistate ritiene la vaccinazione
importante. 549 donne (54%) non sono preoccupate per l'elevato numero di vaccinazioni
raccomandate.
Per l'uso di un ipotetico nuovo vaccino per i loro bambini, il 75% considera la vaccinazione solo dopo
una consultazione del pediatra. Solo 84 madri (8%) sarebbero state a favore del suo uso, senza
ulteriori informazioni, mentre 122 madri (12%) non avrebbero vaccinato il loro bambino con un nuovo
ipotetico vaccino. La proporzione di madri con un atteggiamento positivo verso le vaccinazioni (489
50
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
STRATEGIE
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note e utilità ai
fini della ricerca
madri - 47%) era più alto nel Nord Italia. Nessun altra caratteristica socio demografica è risultata
essere collegata con un atteggiamento positivo delle madri verso le vaccinazioni. Un atteggiamento
positivo è stato associato con un più alto tasso di immunizzazione contro la pertosse e MMR.
INFORMAZIONI SULLE VACCINAZIONI : il 63% delle madri riporta che il pediatra è la più
importante fonte informativa rispetto alle vaccinazioni. Nel 17% dei casi il servizio vaccinale ha
contribuito alla decisione meno i mezzi di comunicazione (7,5%) e i parenti (6%).
Il 42% delle madri ha riferito che il pediatra ha spontaneamente parlato loro vaccini, mentre il 25%
ha chiesto espressamente alla pediatra (o all’operatore del servizio vaccinale) informazioni sulle
vaccinazioni. L’84% delle intervistate credeva di aver abbastanza informazioni per decidere se
vaccinare il loro bambino. La % di madri che ha riferito di aver ricevuto adeguate informazioni sulle
vaccinazioni era superiore nelle residenti in aree urbane e nel Nord del paese e tra coloro che con
istruzione superiore e universitaria I Bambini le cui madri avevano ricevuto informazioni
soddisfacenti sulla vaccinazione avevano maggiori probabilità di ricevere i vaccini per la pertosse e
l’MMR.
3 variabili sono state associate significativamente con i risultati di immunizzazione (pertosse e
MMR):
1 - atteggiamento positivo della madre verso le vaccinazioni
2 - la residenza madri nel Nord del paese
3 - la ricezione da parte della madre di informazioni soddisfacenti sulla vaccinazione.
Un nuovo vaccino acellulare(dal 1994), che presenta minor effetti collaterali è stato il fattore
predittivo più importante per l'immunizzazione pertosse.
I risultati suggeriscono che gli atteggiamenti materni, il livello di istruzione, e le caratteristiche
socio-demografiche, così come i fattori socio-economici e le politiche sanitarie locali,
possono influenzare il tasso di vaccinazione dei bambini.
Il personale sanitario deve essere attento a dare ai genitori le opportune informazioni sui rischi e sui
benefici della vaccinazione. Perché le madri sono spesso riluttanti a seguire i consigli che si
scontrano con le loro convinzioni e le prassi consolidate, queste informazioni, al fine di essere
efficaci, devono essere sviluppate seguendo i bisogni percepiti dai genitori e deve avvalersi delle
competenze e dell’esperienza dei genitori. I genitori mancano dell’esperienza diretta di diverse
malattie e possono quindi sottovalutare la loro potenziale diffusività e dannosità mentre aumentano
le preoccupazioni sugli eventi avversi del vaccino incrementando un'ondata di informazioni contro le
vaccinazioni nei media popolari. La promozione della salute, sulla base di una patnership tra genitori
e professionisti del settore sanitario, dovrebbe diventare una priorità nella politica vaccinale italiana
anche alla luce della recente normativa (1998) che permette l’accesso alle scuole statali dei non
vaccinati.
Oltre alle fonti tradizionali d’informazione un ruolo importante potrebbe essere svolto dalle nuove
tecnologie, quali Internet, che fornisce un accesso aperto ai genitori alle informazioni relative alla
salute dei loro figli. Tuttavia, poiché può essere difficile per i genitori identificare informazioni online
affidabili, si rende necessario un accurato controllo di queste fonti.
Campione opportunistico e non rappresentativo della comunità. Lo studio non ha considerato i padri
e i dati sulle vaccinazioni eseguite sono solo dichiarati dalle madri e non confrontati con
schede/libretti vaccinali. Indaga solo sulle vaccinazioni facoltative contro MMR e pertosse.
Non dichiarati
Unico studio italiano che indaga come i fattori socio-demografici materni, le conoscenze, gli
atteggiamenti e le fonti informative delle vaccinazioni possono influenzare l'accettazione delle
vaccinazioni facoltative nei bambini. Si evidenziano anche alcune strategie per una maggiore
adesione alle vaccinazioni specie di quelle facoltative.
51
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 20
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO:
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
Addressing parents' concerns about childhood immunizations: a tutorial for primary care providers
Affrontare le preoccupazioni dei genitori sulle vaccinazioni infantili: un supporto(tutorial) per gli
operatori delle cure primarie.
Levi, Benjamin H.
Department of Pediatrics, Penn State College of Medicine, 500 University Dr, Room C1743, Hershey, PA
17033, USA. [email protected]
Pediatrics. 120(1):18-26, 2007 Jul. PubMed PMID:17606557. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17606557
Progetto pilota tutorial testato con i pediatri e medici di famiglia in 7 programmi di formazione in 4 Stati
(Pennsylvania, New York, Maryland, e Iowa). 2005/2006?
NO
Valutazione pre-post formazione tramite CD-ROM ad operatori sanitari
Valutare l'efficacia del CD-ROM nel migliorare nei medici:
1)le conoscenze generali sulle resistenze dei genitori verso le vaccinazioni dell'infanzia,
2) la conoscenza degli effetti negativi di immunizzazione,
3) l'atteggiamento verso la resistenza dei genitori nei confronti dei vaccini infantili.
Sviluppo di un (sussidio/corso)CD-ROM (“ Le preoccupazioni dei genitori sulle Vaccinazioni
Infantili: un tutorial- ausilio per i prestatori di cure primarie) che:
1) spiega la natura e le origini delle preoccupazioni dei genitori, comprese le radici storiche, ideologiche
e scientifiche della resistenza alla immunizzazione.
2) affronta le implicazioni cliniche di resistenza alle vaccinazioni,
3) esplora gli obblighi etici e professionali che i medici hanno nei confronti dei bambini e dei loro genitori,
4) illustra come i medici possano effettivamente rispondere alle preoccupazioni dei genitori.
Il target principale sono gli operatori sanitari nella loro ultima fase di formazione (cioè, pediatri, medici di
famiglia, infermieri professionali, studenti, etc), e fornitori di prestazioni alla comunità.
Per preparare il corso è stata condotta una revisione globale di:
1) letteratura professionale in lingua inglese di opposizione alle vaccinazioni infantili (PubMed, Google
Scholar, e ampia revisione delle pubblicazioni della medicina complementare e alternativa,
2) manuali di immunizzazione e il relativo materiale educativo sponsorizzato dal governo di Australia,
Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti
3) risorse online da parte delle organizzazioni che sostengono i vaccini ( OMS, American Academy of
Pediatrics), e che si oppongono alla vaccinazione (ad esempio, il National Vaccine Information Center).
RISULTATI E
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Le Conoscenze e gli atteggiamenti sono stati valutati mediante un pre-test/ post-test, di 26-item i cui
risultati sono stati poi analizzati utilizzando metodi statistici standard.
RISULTATI: 122 operatori hanno completato il pre-test/post-test. Statisticamente e clinicamente
significativi miglioramenti sono stati osservati nelle conoscenze generali negli specializzandi, la
conoscenza degli eventi avversi, e tutte e 5 le misure attitudinali riguardanti le vaccinazioni infantili.
La maggioranza degli specializzandi non aveva familiarità con le risorse per avere informazioni accurate,
la natura del sistema per la segnalazione degli eventi avversi, il coinvolgimento medico nel movimento
antivaccinatore, e sul tipo di obiezioni filosofiche alle vaccinazioni.
Dopo il corso, non solo i partecipanti vedevano la resistenza come più comprensibile e meno
irragionevole, ma erano anche più propensi a credere che non sia professionalmente giustificato rifiutare
la cura dei bambini i cui genitori si oppongono alle vaccinazioni infantili di routine.
Scopo del corso fornire gli strumenti per comunicare con i genitori che resistono all’immunizzazione, e
ricordare ai medici che è compito dei genitori preoccuparsi, ed è il loro lavoro aiutarli a ridimensionare le
loro preoccupazioni. I dati mostrano che il corso è un intervento molto efficace per gli specializzandi. Un
ulteriore studio deve essere fatto per determinare se è ugualmente efficace per i medici già attivi.
 Lo studio ha esaminato solo la conoscenza e gli atteggiamenti riferiti immediatamente prima e dopo
l'intervento, non longitudinalmente (durata nel tempo dei cambiamenti osservati?)
 Lo studio non ha esaminato le effettive abitudini di pratica, e quindi non è noto quanto il
comportamento sarebbe cambiato a causa di questo intervento
52
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Conflitto di interessi
Utilità ai fini della
ricerca
 Lo studio includeva solo gli specializzandi, non medici già specializzati; non è chiaro se le attuali
conclusioni sono generalizzabili a pediatri e medici di medicina di famiglia.
Non dichiarati/ finanziamento non dichiarato
Nella premessa riferimenti ai fattori (con biblio) che aumentano la resistenza dei genitori alle vaccinazioni
Vengono riportate le domande del questionario specie sull’atteggiamento degli operatori
53
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 21
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
RISULTATI E
CONCLUSIONI
Immunization myths and realities: Responding to arguments against immunization
Miti e realtà sull’ immunizzazione: rispondere alle argomentazioni contro l'immunizzazione.
MacIntyre, C. R; Leask, J.
National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases,
Children’s Hospital at Westmead, Westmead and University of Sydney, Sydney, New South Wales,
Australia
Journal of Paediatrics and Child Health. Vol.39(7), Sep 2003, pp. 487-491. . PubMed PMID:12969200.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12969200
Data non riportata, Australia
NO
Esplorare alcuni dei comuni miti sulla sicurezza della vaccinazione che i medici potrebbero dover
affrontare.
REVISIONE DI LETTERATURA
Vaccino MMR morbillo-parotite-rosolia, malattia infiammatoria intestinale e autismo. Nell’arco
degli anni 90 Wakefield ha suggerito associazioni fra il virus (naturale e vaccino) del morbillo e le
malattie infiammatorie intestinali (IBD), e fra una nuova forma di IBD e problemi dello sviluppo, tra cui
l’autismo. Gruppi di esperti da tutto il mondo e vari studi epidemiologici hanno trovato tali associazioni
deboli e gli studi gravemente carenti. La vaccinazione MMR e l’insorgenza dell'autismo possono
apparire associate nel tempo poiché l'età media in cui i genitori riportano preoccupazioni riguardo lo
sviluppo del bambino è a 18-19 mesi, e oltre il 90% dei bambini del Regno Unito ricevono il vaccino
MMR prima del 2° compleanno. Wakefield ha anche proposto di usare il vaccino monovalente contro il
morbillo invece dell’MMR. Tale proposta è senza alcuna base scientifica.
Il tiomersale nei vaccini. Il tiomersale, noto anche come thimerosal, è un composto organico
contenente il 49,6% di mercurio in peso. È usato in piccole quantità come conservante nei vaccini. Non
ci sono prove che le dosi molto basse di mercurio contenute nei vaccini siano tossiche o che provochino
effetti negativi sulla salute dei bambini. Tuttavia, esiste la possibilità che i neonati con un basso peso
alla nascita, che ricevono dosi multiple di vaccini contenenti tiomersale, possano arrivare a livelli di
mercurio che superano le soglie più basse secondo linee guida (Stati Uniti), ma questa possibilità si
verificherebbe in molti pochi bambini della popolazione. Il Vaccine Safety Datalink Study ha esaminato il
rischio di disturbi dello sviluppo nei bambini esposti al thimerosal, ma non ha trovato alcuna
associazione significativa tra l'autismo e l'esposizione al tiomersale.
Vaccini, asma e allergie. I vaccini sono stati considerati come causa della crescente incidenza di
disturbi asmatici e allergici nei paesi in via di sviluppo. Gli studi a riguardo non sono coerenti fra loro.
Diversi studi hanno implicato il vaccino “a cellule intere “contro la pertosse o la difterite e pertosse e
tossoidi del tetano (DTP) nella patogenesi dell'asma, ma altri grandi studi non hanno rilevato la relazione
o ne hanno trovata una inversa. L'Institute of Medicine ha condotto una revisione sugli effetti delle
vaccinazioni multiple sul sistema immunitario. Questo rapporto evidenzia il fatto che gli studi hanno
esaminato diversi vaccini e diversi risultati allergici, rendendo il confronto molto difficile. Tuttavia,
conclude che l'evidenza epidemiologica sul rischio di malattie allergiche, in particolare l'asma, era
inadeguata per accettare o rifiutare una relazione causale.
I Vaccini e la sindrome della morte in culla. La credenza aneddotica che i vaccini causino SIDS è
nata perché una parte moderata dei bambini che sono morti di SIDS erano stati recentemente vaccinati.
Tuttavia, diversi studi ben specifici hanno dimostrato che l'immunizzazione non aumenta il rischio di
SIDS e potrebbe addirittura ridurne il rischio.
Epatite B e sclerosi multipla. Le preoccupazioni circa la vaccinazione contro l'epatite B sorsero in
Francia, che ha avuto un grande programma di vaccinazione di epatite B della popolazione fino a tempi
recenti. Alcuni studi epidemiologici, tra cui un ampio studio caso-controllo, non hanno trovato alcuna
associazione tra vaccinazione contro l'epatite B e lo sviluppo della sclerosi multipla. Gli studi non sono
riusciti a presentare alcun segno di un aumentato rischio di recidive di SM dopo i vaccini per l'epatite B o
altri.
Risposte alle preoccupazioni. È importante indagare potenziali eventi avversi con rigore scientifico, e
riconoscere che in alcuni casi, rari eventi avversi possono non essere rilevati in fase di test pre-
54
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Eventuali note e utilità
ai fini della ricerca
registrativo. Tuttavia, la natura universale e i tempi della vaccinazione dei bambini significa che essa
sarà associata ad alcuni eventi avversi per semplice coincidenza. Una reazione normale al dolore
associato con la morte di una persona cara, o con la diagnosi di una grave malattia cronica, è la rabbia e
il bisogno di incolpare qualcuno. Purtroppo, i criteri scientifici sono spesso ignorati nelle controversie
pubbliche sulla sicurezza dei vaccini. Studi singoli che non soddisfano i criteri di causalità ricevono
indebitamente l'attenzione dei media, sono sfruttati dalla lobby antivaccinale ed aumentano le
preoccupazioni dei genitori. La caduta della fiducia nei fornitori della vaccinazione può anche contribuire
a un calo dei tassi di vaccinazione. È pertanto essenziale che gli operatori sanitari abbiano accesso a
informazioni accurate e siano in grado di rispondere adeguatamente alle preoccupazioni dei genitori. Ciò
implica una buona comunicazione, l'ascolto, l'empatia e una consulenza ritagliata sulle esigenze
specifiche del genitore.
Non riportati
Descrizione delle preoccupazioni più frequenti connesse con la sicurezza delle vaccinazioni, riportati
studi /evidenze che confutano associazione tra vaccini e diverse malattie croniche, indicazioni di
possibili risposte alle preoccupazioni dei genitori
55
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 22
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
A qualitative analysis of parental decision making for childhood immunisation.
L'analisi qualitativa del processo decisionale dei genitori per le vaccinazioni
dell'infanzia.
Sandra Marshall and Hal Swerissen
Australian Institute for Primary Care, Faculty of Health Sciences,
La Trobe University, Victoria
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
Aust N Z J Public Health. 1999 Oct; 23 (5) :543-5. PubMed PMID:10575782.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10575782
DATA LUOGO DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
Melbourne, Victoria, nel 1997
Comitato Etico (Human Ethics Committee) della Facoltà di Scienze e Tecnologie, del
La Trobe University.
QUALITATIVA
Esaminare i fattori che influenzano il processo decisionale dei genitori rispetto alla
vaccinazione dei figli e se le esperienze fatte dai genitori erano meglio concettualizzate
in termini di modelli di statici o di processi più dinamici.
Interviste in profondità semi-strutturate con 20 madri, prevalentemente di classe media
– 17 favorevoli alla vaccinazione e 3 non favorevoli, di età compresa tra 24-41 anni,
con almeno un bambino in età prescolare. Trascrizione delle interviste audio registrate,
segmentate in unità-idea, che sono state poi categorizzate per tematiche.
Confutazione dei modelli dominanti che spiegano il comportamento di prevenzione
della salute inquadrando il processo decisionale in una prospettiva di rapporto costibenefici. Il modello Health Belief Model (HBM), uno dei modelli più ampiamente
sperimentati risulta insufficiente per spiegare il processo decisionale dei genitori. Lo
studio evidenzia che per le partecipanti la decisione o meno di vaccinare il loro
bambino non è stata un’attività statica, ma un processo dinamico che prevede tre stadi:
considerazione, attuazione e mantenimento. Ogni iterazione del processo decisionale
( 2,4,6,12 e 18 mesi, vari richiami) includeva la rivisitazione di questi passaggi.
Sia le favorevoli che le contrarie alla vaccinazione hanno valutato le barriere ed i
benefici della vaccinazione (ad es. la sicurezza dei vaccini, il dolore inflitto al loro
bambino, gli effetti collaterali a lungo e a breve termine rispetto alla protezione dei figli
da malattie e i benefici della comunità). Alcune avevano cercato informazioni formali e
informali ma il processo è stato complesso, oneroso e accompagnato da elevati livelli
di ansia. L'esperienza della vaccinazione è risultate variare in varie fasi del processo e
nel tempo. Per alcuni, maggiore energia era stata spesa al momento della decisione;
altri, invece, avevano avuto molta più difficoltà a mantenere le prestazioni. Con la
crescita del figlio, alcune madri diventavano più sicure del loro ruolo genitoriale e
percepivano il loro bambino meno vulnerabile mentre, con l’intervento di altre attività di
vita, la loro percezione della vaccinazione e della sua importanza si è modificata,
diminuendo nella scala delle priorità. Le contrarie alla vaccinazione hanno riferito di
avere costantemente consolidato la propria posizione, dovendo difendere le loro
credenze alternative di fronte a vari gradi di opposizione, particolarmente durante
periodi di maggiore prevalenza delle malattie.
Numero limitato di partecipanti
Non dichiarato
Studio che mette in evidenza che la scelta di vaccinare o meno non è statica ma un
processo dinamico che prevede 3 stadi: considerazione, attuazione mantenimento, fasi
che vengono ripetute ad ogni nuova vaccinazione. Modelli statici come l’Health Belief
Model (HBM) sono insufficienti a spiegare un processo dinamico che trova più
supporto nel modello Trasteoretico che considera la notevole variabilità del processo
decisionale.
METODOLOGIA
OBIETTIVO:
(TIPOLOGIA DI RILEVAZIONE:
numero e caratteristiche
campione)
RISULTATI E CONCLUSIONI
LIMITI DELLA RICERCA
CONFLITTO DI INTERESSI
EVENTUALI NOTE
UTILITÀ AI FINI DELLA RICERCA
56
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 23
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI
Systematic review of qualitative studies exploring parental beliefs and attitudes toward childhood
vaccination identifies common barriers to vaccination
Una revisione sistematica di studi qualitativi che esplorano le convinzioni e gli atteggiamenti
dei genitori verso le vaccinazioni dell'infanzia e l'identificazione delle comuni barriere alle
vaccinazioni
Mills E, Jadad AR, Ross C, Wilson K.,
University of Oxford, Oxford, UK, Department of Clinical Epidemiology and Biostatistics, McMaster
University, Hamilton, Ontario, Canada, University Health Network and University of Toronto, Toronto
General Hospital, 200 Elizabeth Street, ENG-248, Toronto, Ontario, Canada; Queen Margaret
University College, Edinburgh, UK
Journal
of
Clinical
Epidemiology
58
(2005)
PubMed
PMID:
16223649.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16223649
UK 2003
NON INDICATO
RICERCA SISTEMATICA DELLA LETTERATURA
Determinare la fattibilità e l'utilità di un approccio di analisi del contenuto nel sintetizzare risultati
qualitativi.
Determinare se una revisione sistematica di studi qualitativi può portare all’identificazione di temi
costanti tra gli studi come, per esempio, l'utilizzo di barriere nei confronti della vaccinazione dei
bambini.
Ricerca sistematica della letteratura di studi per articoli in lingua inglese e non in lingua inglese
identificati in 10 banche dati elettroniche, che ha prodotto 676 abstracts, di cui 54 sono stati
selezionati per un ulteriore esame mentre gli articoli completi sono stati esaminati per l'inclusione (κ=
0.81). Di questi 54 studi, 15 soddisfacevano i criteri di inclusione e sono stati inclusi nella revisione
sistematica. Due revisori indipendenti hanno selezionato gli abstract e gli articoli rilevanti, quindi
estratto le informazioni.
Per essere inclusi nella meta sintesi finale, gli studi dovevano soddisfare i seguenti criteri:
(1) affrontare le credenze dei genitori sulle vaccinazioni infantili o gli ostacoli che incontrano quando
cercano di effettuare le vaccinazioni, (2) essere condotti in un paese avanzato o ad alto reddito, (3)
ottenere dati qualitativi attraverso interviste o focus groups.
15 studi sono stati inclusi nella rassegna: 8 studi hanno usato interviste semistrutturate, 5 studi
hanno usato dei focus groups, e 2 hanno usato entrambe le metodologie.
L’analisi dei contenuti è stata utilizzata come metodologia per creare un modello di codifica per le
barriere e quindi identificare quanti studi identificarono delle barriere specifiche.
Sono stati evidenziati 4 punti principali: le questioni dei danni, le questioni di sfiducia, i problemi di
accesso, e altre questioni.
Le barriere individuate in più della metà degli studi includevano:
- preoccupazioni specifiche sia sugli effetti avversi a breve che su quelli a lungo termine
associati alla vaccinazione, preoccupazioni per la dolorosità delle vaccinazioni,
- un sostanziale livello di sfiducia nella comunità medica e la percezione di cospirazione da
parte di coloro che sostengono i vaccini
convinzione che la vaccinazione non si dovrebbe effettuare quando previene una malattia
minore,
- scarsa comunicazione con il personale sanitario e un rapporto sgarbato con gli operatori,
- scarsa conoscenza del programma di vaccinazione.
I funzionari della sanità pubblica dovrebbero affrontare le barriere alla vaccinazione identificate dagli
studi qualitativi.
Alcune barriere potrebbero essere affrontate più facilmente rispetto ad altre: migliorare l'informazione
ai genitori sui programmi di vaccinazione, incrementare la sensibilità che una malattia minore non è un
motivo per rimandare la vaccinazione, e aumentare i vantaggi di avere bambini vaccinati sono obiettivi
potenzialmente ottenibili.
57
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Più impegnativo risulta il superamento della sfiducia e della percezione che i vaccini siano dannosi.
Il movimento antivaccinazioni ha utilizzato risorse come internet per creare queste barriere e i gruppi
pro-vaccinazioni dovranno individuare misure altrettanto efficaci che permettano di superarle.
Per migliorare la fiducia, il personale della sanità pubblica dovrebbe essere rispettoso delle
preoccupazioni dei genitori sulla vaccinazione descritte in questa recensione e dovrebbe identificare
meccanismi per comunicare efficacemente con i genitori.
Le revisioni sistematiche di studi qualitativi dovrebbero essere utilizzate anche per orientare lo sviluppo
di indagini che tentano di quantificare la prevalenza di certe credenze e atteggiamenti nella
popolazione generale.
La strategia è suscettibile di imprecisione a causa della natura soggettiva dell’identificazione di quesiti
da descrizioni di testo, in contrasto con la pratica dell’estrazione di dati da tabelle nelle revisioni
quantitative sistematiche. Effettuare l'estrazione dei dati in duplice copia riduce ma non elimina questo
potenziale pregiudizio.
Revisione sistematica di studi qualitativi sulle barriere alla vaccinazione dei bambini che analizza la
fattibilità e l'utilità di un approccio di analisi del contenuto nel sintetizzare risultati qualitativi portando
all’identificazione di temi costanti tra gli studi (4 punti principali: le questioni dei danni, di sfiducia,
problemi di accesso, e altre questioni).
58
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 24
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
STRATEGIE
CONSIGLIATE
CONSIDERAZIONI
European citizens' opinions on immunisation
Le opinioni dei cittadini europei sulle vaccinazioni
Moran, Nicola. Shickle, Darren. Richardson, Erica.
Social Policy Research Unit, University of York
Vaccine. 26(3):411-8, 2008 Jan 17. PubMed PMID:18093700.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18093700
Settembre e ottobre 2003 in 16 paesi europei: 5 gruppi in Austria (Linz, Vienna), 5 in Belgio (Anversa,
Liegi), 1 in Danimarca (Vejle), 4 in Finlandia (Helsinki, JYV ¨ askyl ° A), 1 in Francia (Tours), 6 in
Germania (Amburgo, Lipsia), 3 in Grecia (Atene, Salonicco), 4 in Irlanda (Cork, Dublino), 7 in Italia
(Milano, Roma), 5 in Lussemburgo (Città del Lussemburgo), 3 nei Paesi Bassi (Amsterdam,
Eindhoven), 6 in Polonia (Cracovia, Varsavia), 3 in Portogallo (Lisbona, Oporto), 6 in Spagna
(Barcellona, Madrid), 4 in Svezia (Orebro, Stoccolma) e 3 nel Regno Unito (Glasgow, Londra).
non compare
QUALITATIVA X
lo studio è volto a studiare come le persone in tutta Europa pesano i diritti concorrenti di interesse
pubblico e privato in relazione a una questione controversa come le vaccinazioni dell'infanzia
Parte di uno studio più ampio che esplora come i cittadini europei vedano l’equilibrio tra interesse
pubblico e privato e la misura in cui essi sono disposti ad accettare l'intervento dello Stato su una serie di
problemi di salute pubblica: 66 focus group (della durata di 2 ore, in cui 20 minuti erano dedicati alle
vaccinazioni) con una media di 8 partecipanti. I gruppi sono stati separati per sesso, età (Anni 20-30 o
45-60), lo stato civile, lo status dei genitori, istruzione e abitudine al fumo. Questi i temi affrontati: La
decisione se vaccinare i propri bambini dovrebbe essere lasciata ai genitori? O la vaccinazione dovrebbe
essere imposta dal governo al fine di mantenere le malattie (Come il morbillo che può causare più morti e
danni per più bambini rispetto ai rischi connessi al vaccino) completamente fuori dalla società? I
suggerimenti sono stati progettati per essere dicotomici e provocatori. I focus group sono stati trascritti
nella lingua locale e tradotti in inglese. Poiché i dati dei focus group erano così ricchi e sfumati, è stata
impiegata un'analisi induttiva. Le trascrizioni sono state codificate usando Atlas.ti software e analizzate
sia verticalmente che orizzontalmente.
Le principali differenze negli atteggiamenti espressi nei focus group sono stati trovati a livello nazionale. I
partecipanti nei paesi in cui la vaccinazione è obbligatoria (Belgio, Grecia, Italia, Polonia) sono stati più
favorevoli alla coercizione dello Stato rispetto a quelli in cui l'immunizzazione è volontaria, ed i
partecipanti erano più propensi a discutere di problematiche legate alla sicurezza dei vaccini nei paesi in
cui la sicurezza del vaccino era stata un problema recente.
Temi maggiormente emersi:
 concetto di rischio sia in termini di interesse privato (potrebbe danneggiare mio figlio?) che di
interesse pubblico (potrebbe danneggiare gli altri?). Un numero di partecipanti ha dimostrato
consapevolezza del potenziale conflitto tra interessi privati e pubblici in materia di immunizzazione.
Alcuni individui potevano non aver voluto vaccinare i propri figli ma si sono resi conto che se
abbastanza altri genitori pensavano lo stesso, poi il rischio di epidemie avrebbe minacciato la salute
pubblica e questo a sua volta, avrebbe minacciato la salute individuale dei loro bambini.
 In relazione alla vaccinazione, una piccolo numero di partecipanti in Austria, Finlandia, Francia,
Grecia e Italia intende alcune vaccinazioni ancora come necessarie a causa del rischio dell’entrata
di malattie nel paese attraverso gli 'stranieri'
 Le questioni sulla fiducia sono state sollevate direttamente o indirettamente, in tutti i paesi. La
Fiducia nello Stato e nelle autorità sanitarie era influente nella percezione pubblica della sicurezza
dei vaccini
 I partecipanti spesso sostengono che i medici, le autorità sanitarie o lo Stato hanno un migliore
accesso alle conoscenze e quindi sono nella posizione migliore per prendere decisioni informate.
Un numero di partecipanti provenienti da altri paesi ha dichiarato che vorrebbero un maggiore
accesso alle informazioni sui rischi e benefici delle vaccinazioni rispetto alla non-vaccinazione così
che possano prendere decisioni più consapevoli. Nei paesi che non avevano (di recente),
sperimentato la paura dei vaccini o dove la paura nei vaccini non era stato oggetto di attenzione da
parte dei media, la sicurezza del vaccino non è stata discussa dai partecipanti dei focus groups.
59
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto

LIMITI DELLA
RICERCA
Dichiarazione di
conflitto di interesse
Eventuali note
Pertinenza e utilità
alla ricerca
L'unica differenza socio-demografica, evidenziabile negli atteggiamenti verso l'immunizzazione,
osservata in questo studio è stata che i partecipanti ai focus group che erano anche genitori
tendevano ad avere più forti opinioni sulle vaccinazioni. I dati dei focus groups indicano una
correlazione tra il sostegno all’obbligatorietà dell’immunizzazione e l'esistenza delle vaccinazioni
obbligatorie nelle politiche di alcuni paesi.
 Uno dei principali risultati di questo studio è il rapporto positivo tra la fiducia dei genitori nei
professionisti della salute e la loro decisione di vaccinare. Nel complesso, i partecipanti ai focus
groups erano favorevoli all’immunizzazione e hanno riconosciuto i vantaggi potenziali per la salute
per i singoli bambini e più ampiamente per la società di alti tassi di copertura vaccinale. Paradosso
dell’immunizzazione
È possibile che i risultati potrebbero essere stati influenzati dai tempi dello studio (periodo della SARS, e
conseguenze dello studio su MMR, e sull’utilizzo del mercurio)
Questo documento è basato su una ricerca condotta per conto della EuroPHEN progetto finanziato dalla
commissione europea Quinto (QLG6-CT-2.002-02.320).
Troppo poco tempo dedicato al tema delle vaccinazioni: risultati un po’ generici
Lo studio esplora l’equilibrio tra interesse pubblico e privato e la misura in cui i cittadini europei siano
disposti ad accettare l'intervento dello Stato su una serie di problemi di salute pubblica: 66 focus group
(della durata di 2 ore, in cui 20 minuti erano dedicati alle vaccinazioni). Interessanti riflessioni sull’obbligo
60
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 25
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TITOLO: ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
Vaccine Refusal, Mandatory Immunization, and the Risks of Vaccine-Preventable Diseases
Il rifiuto dei vaccini, vaccinazioni obbligatorie, e i rischi delle malattie prevenute con i vaccini
Saad B. Omer, M.B., B.S., Ph.D., M.P.H., Daniel A. Salmon, Ph.D., M.P.H., Walter A. Orenstein,
M.D., M. Patricia deHart, Sc.D., and Neal Halsey, M.D.
Hubert Department of Global Health, Rollins School of Public Health (S.B.O.), and the Emory
Vaccine Center (S.B.O., W.A.O.), Emory University, Atlanta; the Department of International Health
(S.B.O., D.A.S., N.H.) and the Institute for Vaccine Safety (N.H.), Johns Hopkins Bloomberg School
of Public Health, Baltimore; the National Vaccine Program Office, Department of Health and Human
Services, Washington, DC (D.A.S.); and Maternal and Child Health Assessment, Washington State
Department of Health, Olympia (M.P.D.).
N Engl J Med 2009;360:1981-8. Copyright © 2009 Massachusetts Medical Society.
PubMed PMID:19420367. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19420367
/
/
Articolo che presenta l’evoluzione dell’obbligo vaccinale nei vari stati USA e delle esenzioni
descrivendo la situazione attuale dell’adesione delle vaccinazioni riportando alcuni studi che
evidenziano l’aumento del rischio di nuove epidemie, delle motivazioni e delle caratteristiche socio
demografiche di chi non vaccina (sia parzialmente che totalmente) e la relazione con gli operatori
sanitari di riferimento (fenomeno della disdetta del rapporto da parte del pediatra di riferimento in
caso di genitori renitenti)
No ricerca. Panoramica della situazione del rifiuto vaccinale e dell’obbligatorietà delle vaccinazioni
correlata ad un aumento del rischio di malattie prevenibili con i vaccini negli USA,
Breve excursus storico dell’introduzione dell’obbligo vaccinale come requisito scolastico nei vari Stati
USA, con una panoramica della situazione territoriale (clustering geografico) della numerosità e delle
tipologie di esenzioni ammesse nei vari territori statunitensi.
Si mette in evidenza che ad un maggior numero di esenzione dall’obbligo corrisponde un maggior
rischio di contrarre malattie prevenibili con vaccinazioni (specie morbillo e pertosse) e di poter
infettare altri soggetti che per varie ragioni non sono o non possono essere vaccinati. Sono riportati
alcuni studi che identificano caratteristiche socio demografiche diverse abbinate al rifiuto totale o
parziale o al ritardo rispetto le vaccinazioni; vengono riportate le motivazioni più frequentemente
addotte per la mancata vaccinazione.
Si sottolinea l’importante ruolo degli operatori sanitari nel processo decisionale dei genitori,
considerati come la fonte più ricorrente di informazioni sulla vaccinazione da parte dei genitori,
compresi i genitori di bambini non vaccinati. Si mette in risalto che malgrado alcuni medici abbiano
sospeso o abbiano considerato di interrompere il loro rapporto professionale con i pazienti che
rifiutano la vaccinazione, la Commissione di Bioetica dell'Accademia Americana di Pediatria
sconsiglia questo atteggiamento e raccomanda ai medici di affrontare il rifiuto del vaccino con
rispettoso ascolto delle preoccupazioni dei genitori e discutendo i rischi della mancata vaccinazione.
CONFLITTO DI
INTERESSI
/
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Analisi di letteratura su dati epidemiologici e di studi rispetto al rifiuto vaccinale e l’influenza delle
politiche vaccinali (obbligatorietà e esenzioni) sulle coperture vaccinali.
61
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DATA LUOGO DELLA
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METODOLOGIA
OBIETTIVO:
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
How Do Physicians Immunize Their Own Children? Differences Among Pediatricians and
Nonpediatricians
Come i medici vaccinano i loro figli? Differenze tra pediatri e non pediatri.
Posfay-Barbe, Klara M. Heininger, Ulrich. Aebi, Christoph. Desgrandchamps, Daniel. Vaudaux,
Bernard. Siegrist, Claire-Anne.
Institution Centre for Vaccinology and Neonatal Immunology, Department of Pathology-Immunology,
University of Geneva, Switzerland.(Losanna, Ginevra, Lucerna, Berna, Basilea)
Pediatrics 2005; 116; e623-e633 PubMed PMID:16263976.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16263976
SVIZZERA 2004
NO
QUANTITATIVA
Valutare in che modo i medici interessati alla vaccinazione immunizzano o immunizzerebbero i propri
figli
Sondaggio WEB (su INFOVAC) con 11 domande e 102 risposte, inviato tramite newsletter a 2070
medici svizzeri (anonimo); questionari validi 1017 (pediatri: 53,3% gli altri: 317 medici generici, 144
internisti, e 95 di altre specialità) tutti nella loro pratica professionale vaccinavano. 915 medici (90%)
avevano ≥1 per bambini (24% di età inferiore ai 5 anni di età, il 50% tra 5 e 15 anni, e il 52% più di
15 anni di età).
Le domande sono state divise in 2 parti: (1) ai medici che erano genitori è stato chiesto quali vaccini
avevano dato ai propri figli ed a che età, e (2) a tutti i medici è stato chiesto quali vaccini avrebbero
dato al proprio figlio ed a quale età se fosse loro appena nato un bambino nel 2004.
Il 92% dei pediatri seguiva le raccomandazioni ufficiali di vaccinazione per i propri figli. Al contrario, i
non pediatri avevano più probabilità di non aver vaccinato i loro figli contro MPR, HBV o HIB. Il 10%
dei non pediatri non intendeva seguire le raccomandazioni ufficiali di vaccinazione del 2004. Più
frequentemente avrebbero evitato l’utilizzo dei vaccini combinati e avrebbero rimandato la DTP e
MMR. Diversi confronti hanno confermato l'uso limitato dei vaccini più recentemente approvati da
parte dei non pediatri (HIB - il 5% dei non pediatri). Oltre ai vaccini attualmente raccomandati in
Svizzera, entrambi i gruppi di medici aggiungevano al programma di vaccinazione dei propri figli
l'epatite A, i vaccini contro l'influenza e la varicella. I pediatri somministravano con più probabilità ai
loro figli i vaccini del pneumococco e del meningococco C (che riflette probabilmente la maggiore
esperienza dei pediatri con gli esiti gravi di malattie causate da questi organismi e/o il loro maggiore
accesso alle opportunità di informazione e formazione su questi vaccini recentemente disponibili), al
contrario, avevano meno probabilità di fornire il vaccino del virus dell’encefalite da zecche (il fatto che
la vaccinazione contro la TBE è raccomandata in Svizzera per adulti e bambini di >6 anni di età che
vivono in aree endemiche, e che i medici di base o gli internisti sono più abituati dei pediatri alla sua
somministrazione).
I pediatri erano con più probabilità donne che lavoravano in uno studio privato rispetto ai non pediatri.
I PLS avevano meno probabilità di appartenere ad una associazione di medicina alternativa. I non
pediatri avevano più probabilità di essersi laureati da più tempo, di avere figli e di risiedere nella parte
germanofona.
Tra i medici coinvolti nella vaccinazione in Svizzera, una % significativa di non pediatri declina o
ritarda la vaccinazione dei propri figli con i vaccini raccomandati o le combinazioni MMR o DTP, il che
indica che il chiarimento di idee erronee come la paura di "sovraccarico immunitario"non ha ancora
ottimale tra gli operatori sanitari che quindi è poco probabile rispondano in modo adeguato alle
preoccupazioni dei genitori. Quasi il 5% dei medici non ha utilizzato il vaccino MMR e non lo avrebbe
dato ai propri figli. Le principali motivazioni includevano la volontà di evitare i vaccini trivalenti
combinati per motivi di sicurezza, la preferenza per la vaccinazione infezione-guidata piuttosto che
vaccino-indotta, e la convinzione che il trattamento omeopatico consente un esito benigno di MPR
(credenze frequenti nella popolazione generale e a volte supportate da medici che aderiscono a
concetti di medicina alternativa).
In conclusione, il 95% dei PLS vaccinano o vaccinerebbero i loro figli secondo i programmi e i vaccini
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA RICERCA
CONFLITTO DI
INTERESSI
UTILITÀ AI FINI DELLA
RICERCA
consigliati. Essi somministrano ai loro figli almeno tanti vaccini quanti anche ai loro pazienti (e spesso
molti di più), vaccinano nei tempi consigliati, e fanno anche un utilizzo estensivo dei vaccini combinati
più recenti. Al contrario, una % relativamente alta di non pediatri non segue, né pensa di seguire, le
raccomandazioni di vaccinazione attuali per i propri figli. Nonostante la loro formazione scientifica e
la loro istruzione, esprimono le stesse preoccupazioni che prevalgono nel pubblico.
Anche se questo studio non può stabilire l'efficacia dei medici svizzeri come modelli di ruolo per la
vaccinazione, è noto che i medici convinti sono più portati a offrire ai loro pazienti quei vaccini che
credono siano utili.
Il sondaggio on-line è stato pilotato per la facilità d'uso, ma non convalidato per l'affidabilità o la
validità esterna. La prima parte di questa indagine potrebbe essere stata influenzata da un bias di
raccolta, perché i medici sono stati invitati a ricordare quali vaccini avevano dato ai propri figli, a volte
alcuni decenni prima. È più probabile che gli abbonati ai servizi InfoVac, tra i quali anche i
partecipanti al sondaggio, siano più direttamente interessati alle questioni di vaccinazione, ciò può
aver determinato la non generabilità dei risultati a tutti i medici. Questo è particolarmente vero per i
non pediatri che devono registrarsi attivamente su InfoVac.
Un sostegno finanziario per l’esecuzione degli studi è stato ricevuto dalla Wyeth GlaxoSmithKline
Sanofi Pasteur MSD Berna Biotech, Chiron Vaccines, Baxter (Svizzera e Germania)
Indagine tramite questionario web che riporta differenze significative di atteggiamento e di
comportamento rispetto alle vaccinazioni tra pediatri e gli altri medici anche se vaccinatori, dettati
forse da esperienza e accesso diverso ad informazioni tra le varie tipologie di professionisti.
63
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DATA LUOGO RICER.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
Immunization status and sociodemographic characteristics: the mediating role of beliefs, attitudes,
and perceived control
Lo stato di vaccinazione e le caratteristiche socio-demografiche: il ruolo di mediazione di
convinzioni, atteggiamenti e del controllo percepito.
Prislin, R. Dyer, J A. Blakely, C H. Johnson, C D
Department of Psychology Public Policy Research Institute dell’Università A & M del Texas.
American Journal of Public Health. 88(12):1821-6, 1998 Dec. . PubMed PMID:9842380; PubMed
Central PMCID: PMC1509037. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9842380
TEXAS, 1994
Non dichiarato
QUANTITATIVA X (interviste domiciliari etero somministrate strutturate)
1) determinare la struttura delle credenze correlate alla vaccinazione
2) determinare come queste credenze variano tra i gruppi socio-demografici,
3) determinare come queste credenze influenzano gli atteggiamenti e le percezioni di controllo
mediando sullo stato di aggiornamento della vaccinazione dei bambini.
Interviste in inglese e spagnolo ad un campione rappresentativo di 4832 genitori di bambini sotto i 2
anni di età del Texas (su 116.000 famiglie considerate, selezione dopo 3 visite domiciliari- contributo
per la partecipazione 10$). Informazioni sullo stato vaccinale controllato o tramite la schedula
individuale di vaccinazione o tramite gli operatori.
19 Convinzioni esaminate (scala likert 0-5) suddivisi in 6 gruppi di fattori con 1 o più items:
barriere* (3 item barriere oggettive: orari, distanza, luogo; 1 soggettiva: tempo) protezione** (vac.
Protezione efficace contro malattie), controindicazioni mediche (raffreddore-febbre),
preoccupazioni sulla sicurezza (ed efficacia), diffidenza*(*moderata correlazione) (relazione
competenza dell’operatore informazioni sui tempi di vacc.), immunità naturale** (** correlazione
negativa)
Si evidenzia che le caratteristiche socio-demografiche influenzano la vaccinazione dei bambini
attraverso le convinzioni dei genitori, che, a loro volta, determinano degli atteggiamenti e la
percezione di controllo sulla vaccinazione dei propri figli.
Si rivelano 6 convinzioni di base sulla vaccinazione. Le credenze di assicurare l'immunità con la
vaccinazione contribuiscono notevolmente ad atteggiamenti favorevoli verso la vacc. Le credenze
nell'immunità naturale e, in misura minore, le preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini contribuisce
ad atteggiamenti negativi e sui bassi tassi di vaccinazione.
I dati confermano che la percezione di barriere esterne contribuiscono fortemente a una diminuzione
del senso di controllo personale sulla vaccinazione (problemi logistici e costi dei servizi). Un dato
nuovo fa emergere che la diffidenza nei professionisti sanitari diminuisce il senso di controllo
personale. Le preoccupazioni sulla sicurezza e le credenze alle controindicazioni delle vacc.
abbassano i tassi di vacci., anche se erano predittori più deboli. Le controindicazioni includono sia
fattori giustificati (l'influenza) che ingiustificati (raffreddore). L'appartenenza etnica dei genitori/razza
influenza lo stato di vaccinazione: tassi di vaccinazione più bassi tra gli Afro-americani (dovute a
convinzioni leggermente più forti nell’immunità naturale e convinzioni leggermente più deboli nella
protezione vacc. rispetto ad Ispanici e Bianchi). I Bianchi (e con quelli di gruppi etnici/razza diversi),
sono molto più preoccupati degli Afro-americani delle controindicazioni mediche.
I genitori più istruiti sono meno preoccupati della sicurezza dei vaccini e meno diffidenti nei confronti
dei professionisti sanitari, risultando con un senso di controllo più forte e, di conseguenza, dei tassi
di vaccinazione più alti tra i loro figli, presentano inoltre maggiori probabilità di preoccuparsi delle
controindicazioni, tra le quali includono anche un raffreddore. Le controindicazioni non giustificate
possono rappresentare fino al 20% dei motivi di sottovaccinazione, (preoccupa che persone ben
istruite risultino portatrici di tali erronee credenze).
Vengono riportati dati relativi a famiglie seguite del WIC Special Supplemental Nutrition Program per
le Donne, i Neonati e Bambini (programma di vaccinazione che offre consulenza, valutazione, e
vaccinazioni negli ambulatori WIC) che risultano avere atteggiamenti più positivi verso la
vaccinazione, insieme ad un più forte senso di controllo, contribuendo ad una maggiore copertura
vaccinale, anche se si rileva una maggiore preoccupazione sulla sicurezza dei vaccini,
64
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI
LIMITI RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Utilità ai fini della ricerca
Eventuali note
probabilmente come risultato dell’essere maggiormente informati sui possibili effetti collaterali. Una
rassicurazione più adeguata sulla sicurezza dovrebbe eliminare questo effetto indesiderato del
programma.
Chi ricevere aiuti dall’AFDC (Aiuti alle Famiglie con Figli a Carico) è stato associato con uno stato di
vaccinazione carente: erano più propensi a credere all’immunità naturale e a non avere fiducia nei
professionisti sanitari.
I dati raccolti forniscono una base per la pianificazione di campagne educative e di vaccinazione,
non solo determinando quali gruppi socio-demografici possono avere i loro figli sotto-vaccinati, ma
indicando le possibili ragioni di tale sotto-vaccinazione.
Così, i tassi di vaccinazione bassi tra gli Afro-americani potrebbero essere migliorati attraverso una
campagna educativa che sottolinei i benefici della vaccinazione rispetto all’immunità naturale. Tutti i
genitori necessitano di informazioni precise sulle controindicazioni mediche delle vaccinazioni. I
genitori con scarsa istruzione hanno particolare necessità di informazioni sulla sicurezza dei vaccini.
Non menzionati
Non menzionati
Lo studio esamina come le credenze, gli atteggiamenti e il “controllo percepito” connessi con le
vaccinazioni intervengono sull’essere in regola (up to date) con le vaccinazioni tra vari gruppi sociodemografici (bianchi ispanici e afro-americani) attraverso 4832 interviste a genitori di bambini
sotto i 2 anni di età del Texas. Identificazione di 6 fattori che incidono sugli atteggiamenti e sulle
coperture vaccinali, con distinzione in base a caratteristiche socio-demografiche (razza, istruzione,
partecipazione a programmi di assistenza particolari)
Ormai datato (1994). Piccolo contributo economico per la partecipazione allo studio.
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DATA LUOGO RIC.
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI
CONCLUSIONI
When acculturation hurts: the case of immunization
Quando acculturazione (materna) fa male: il caso dei vaccini
Prislin, R. Suarez, L. Simpson, D M. Dyer, J A.
Department of Psychology, San Diego State University USA
Social Science & Medicine. 47(12):1947-56, 1998 Dec. PubMed PMID:10075238.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10075238
TEXAS, 1994
Non dichiarato
QUANTITATIVA X (interviste strutturate domiciliari, etero somministrate)
Esaminare una serie concatenata di influenze: dall'acculturazione alle credenze relative alla salute a
comportamenti rilevanti rispetto alle vaccinazioni, nell’ipotesi che acculturazione influisca sulle
convinzioni atteggiamenti e sulle responsabilità genitoriali per quanto riguarda l'immunizzazione, le
barriere percepite verso l'immunizzazione, che a sua volta determinano lo stato d'immunizzazione di
un bambino.
Interviste con questionario standardizzato in inglese e spagnolo ad un campione rappresentativo di
4832 genitori di bambini sotto i 2 anni di età del Texas (su 116.000 famiglie considerate, selezione
dopo 3 visite domiciliari- contributo per la partecipazione 10$). Informazioni sullo stato vaccinale
controllato o tramite la scheda individuale di vaccinazione o tramite gli operatori. Da questo campione
sono stati selezionati 2.193 ispanici del Texas (maggioranza -92,3% erano messicano-americani).
Gli studi di immunizzazione relativi a bambini ispanici negli USA hanno portato a risultati contradditori
che suggeriscono che le madri ispaniche non sono omogenee nelle loro pratiche di immunizzazione e
nei fattori che influenzano le decisioni relative alle vacc. Fra i fattori che potenzialmente influenzano lo
stato di immunizzazione, c’è l’acculturazione,(processo attraverso il quale un gruppo si socializza in
una nuova cultura, adottandone il suo linguaggio, i suoi valori e i suoi comportamenti) che sembra
peggiori lo stato in alcuni campi e lo migliora in altri.
Sono state analizzate solo le interviste ai 2.193 madri ispaniche; circa la metà del campione consisteva
in giovani madri (24 anni di età o meno), con un basso livello di istruzione (meno della scuola
superiore), e un reddito familiare basso (meno di $10.000 l'anno). La maggior parte degli intervistati
erano sposati, disoccupati, senza assicurazione sanitaria, e iscritti nel programma WIC. Il punteggio
medio di acculturazione era a metà della scala di acculturazione (da 0 a 5 M = 3.09), indicando che,
nel complesso, il campione era biculturale. L'acculturazione è risultata positivamente correlata
all'istruzione, al reddito e occupazione e negativamente correlata all'età e iscrizione al WIC. Il 54% dei
bambini erano adeguatamente immunizzati. Chi era iscritto al programma WIC aveva i figli
adeguatamente immunizzati rispetto quelli non iscritti. Chi riceveva AFDC aveva i figli meno
adeguatamente immunizzati rispetto a quelli che non ricevevano AFDC. Gli intervistati privi di
assicurazione sanitaria presentavano la più alta % di bambini adeguatamente vaccinati, al contrario di
chi era coperto dall’assicurazione sanitaria (+ bassa). La % di bambini adeguatamente immunizzati in
famiglie con assicurazione sanitaria privata è scesa tra i gruppi non assicurati e in quelli con copertura
sanitaria. Le madri non sposate avevano una % minore di bambini vaccinati in modo adeguato rispetto
alle madri sposate.
L'acculturazione è risultato un fattore predittivo significativo e indipendente dello stato inadeguato di
immunizzazione. Più acculturati erano gli intervistati maggiore era la probabilità di avere figli che
non avevano ricevuto tutti i vaccini necessari. Confrontando le madri negli estremi della scala, le
madri con minore acculturazione avevano 2,6 volte più probabilità di avere i loro figli immunizzati
rispetto alle madri maggiormente acculturate.
L'acculturazione può avere effetto su una vaccinazione attraverso tre percorsi (1). contribuendo ad
atteggiamenti meno positivi nei confronti dell'immunizzazione (suggerito che la ragione può trovarsi
nella tendenza della cultura angloamericana dominante di prendere per scontato i benefici
dell'immunizzazione, mentre si drammatizzano effetti collaterali dannosi che ricevono intensa copertura
mediatica. Il rischio di essere esposti a tali messaggi aumentano con l'acculturazione), (2) a una
diminuzione del senso responsabilità genitoriale nell’ eseguire l'immunizzazione dei bambini (senso di
responsabilità genitoriale più forte nei meno acculturati. La famiglia è considerata la singola istituzione
più importante per gli ispanici con forti sentimenti di obblighi familiari) e (3) ad una percezione più forte
66
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
che il costo e il tempo erano una barriera all'immunizzazione dei bambini (percezione di più ostacoli
come i costi monetari e il tempo probabile risultato di fattori oggettivi legati all'occupazione e a un
reddito maggiore (con possibilità minori di ricevere i vaccini costi ridotti o nulli) oltre che a possibili
maggiori pressioni dai posti di lavoro in relazione al tempo).
STRATEGIE
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note interesse
ai fini della ricerca
I programmi educativi dovrebbero contrastare l'effetto negativo dell'acculturazione sulla vaccinazione
per incoraggiare gli ispanici a preservare le caratteristiche strumentali ad ottenere alti tassi di
vaccinazione. L’acculturazione da approccio unidirezionale con un rapporto gerarchico tra culture di
minoranza e maggioranza deve passare ad un modello di bi-culturalismo diventando una questione
di scelta piuttosto che di adeguamento passivo alla maggioranza. I programmi rivolti alle minoranze
dovrebbero enfatizzare la superiorità di immunizzazione rapportati agli atteggiamenti e le pratiche della
loro cultura di origine e di incoraggiare gli individui a preservarli. Ciò può essere ottenuto mobilitando
membri della comunità a tradurre la loro cultura basata su atteggiamenti positivi verso
l'immunizzazione in un domanda attiva per le vaccinazioni.
I programmi educativi rivolti a membri culturali di maggioranza dovrebbero concentrarsi su confronti
sociali i cui esiti negativi servono a motivare le persone per prendere misure intese a colmare i divari
indesiderabili.
Utile l’utilizzo di vari metodi combinati per produrre cambiamenti: campagne di persuasione ritagliate
attentamente su misura per motivare le madri a pensare a quello che possono prevenire con i vaccini,
le politiche che prevedono le vaccinazioni come condizione preliminare per l'ammissione di un
bambino alle strutture di accoglienza o per beneficiare di assistenza pubblica, ridurre le barriere per le
vaccinazioni offrendo immunizzazioni a basso o nessun costo in luoghi e in orari convenienti ai genitori
con bambini piccoli.
studio trasversale che limita le conclusioni: gli effetti di acculturazione sull'immunizzazione cambiano
nel corso del tempo solo uno studio longitudinale è in grado di rilevare se gli effetti o i processi che
mediano gli effetti di acculturazione cambino l'immunizzazione nel tempo. Possibilità di non aver
considerato tutte le credenze rilevanti attraverso i quali l'acculturazione influiva sulle vaccinazioni
Non menzionati
Studio datato; può essere considerato in un’ottica futura nei confronti degli immigrati che per ora
presentano alti tassi di vaccinazione ma che in futuro con l’acculturazione potrebbero diminuire
l’adesione alle vaccinazioni
67
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 29
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TITOLO ITALIANO
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ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: n. e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Factors affecting uptake of childhood immunisation: a Bayesian synthesis of qualitative and quantitative
evidence
Fattori che influiscono sulla diffusione delle vaccinazioni dell'infanzia: una sintesi bayesiana di
prove qualitative e quantitative.
Roberts, Karen A. Dixon-Woods, Mary. Fitzpatrick, Ray. Abrams, Keith R. Jones, David R.
Epidemiology and Public Health, University of Leicester
Lancet. 360(9345):1596-9, 2002 Nov 16. PubMed PMID:12443615.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12443615
UK 2000?
NON SEGNALATO
QUALI-QUANTITATIVA
Individuare e comprendere i fattori che influenzano la flessione delle vaccinazioni infantili raccomandate.
Usato un approccio bayesiano alla meta-analisi. Sono stati combinati e valutati alcuni fattori evidenziati
da 11 studi qualitativi e 32 studi quantitativi (dal 1990 al 1999) che incidono sulle vaccinazioni infantili. I
revisori hanno letto gli studi qualitativi in modo casuale (numeri di cartelle casuali), hanno estratto i fattori
da ogni ricerca che pensavano fosse stato identificato dalla ricerca, e hanno indicato la loro importanza
relativa.
Da una prospettiva Bayesiana (16, 17), la sintesi delle prove di ricerca è un processo decisionale di
ricercatori che prendono decisioni accostandosi alle prove NON in isolamento: preconcetti, giudizi
soggettivi, e l’accesso a risorse esterne di prove modellano l’interpretazione. Il teorema di Baye definisce
il processo da cui queste iniziali fonti di informazione, formalmente espresse come una distribuzione di
probabilità (il cosiddetto pre-distribuzione), dovrebbe essere modificato per produrre un assestamento di
prove correnti.
Dopo la revisione delle prove qualitative, le opinioni soggettive preesistenti si sono sostanzialmente
spostate e sono diventate più consensuali.
Le cadute nei livelli di vaccinazione del morbillo, parotite e rosolia (MMR) nel Regno Unito e il continuo
dibattito su come rispondere a questa situazione sottolineano l'importanza di individuare e comprendere i
fattori che influenzano la flessione delle vaccinazioni infantili raccomandate.
Il combinare sia dati quantitativi che quantitativi può evidenziare dati non emersi da uno dei 2 tipi di
ricerca e/o modificare il grado di importanza rilevato da uno solo delle 2 tipologie di dati.
La combinazione dei due tipi di ricerca ha permesso di evidenziare un grado diverso d’importanza dei
fattori che incidono sulla scelta vaccinale facendo emergere la salute del bambino (salute del bambino il
giorno dell’appuntamento vaccinale o la presenza di altre patologie) e i “credi radicati” (rischi percepiti ,
danni cerebrali, suscettibilità e vulnerabilità percepita) come i principali fattori nella scelta vaccinale.
L’importanza dei media, evidenziata solo da studi qualitativi non era stata rilevata da studi quantitativi
L’uso di una ricerca solo qualitativa o quantitativa potrebbe non identificare tutti i fattori rilevanti, o rischia
di portare decisioni inadeguate sulla loro importanza, e potrebbe portare alla formulazione inappropriata
di politiche basate sull’evidenza. L'ulteriore sviluppo dei metodi utilizzati nello studio potrebbe consentire
la sintesi rigorosa delle prove qualitative e quantitative in questo e in altri contesti.
Meta-analisi non definitiva; necessità di ulteriori sviluppi per considerare l’intera scala formale e sintesi
rigorose di prove qualitative e quantitative.
Non dichiarati
Presentazione di un metodo di analisi combinando i dati raccolti da studi qualitativi e quantitativi.
Evidenziata l’importanza di associare studi qualitativi a quelli quantitativi per una sintesi più rigorosa dei
dati per fornire prospettive complete e una formulazione di politiche vaccinali e buone pratiche di salute
più appropriate.
68
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 30
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
RISULTATI
Differences in risk factors for partial and no immunisation in the first year of life: Prospective cohort
study.
Le differenze di fattori di rischio per la parziale e non vaccinazione nel primo anno di vita:
studio prospettico di coorte.
Samad, Lamiya; Tate, A. Rosemary; Dezateux, Carol; Peckham, Catherine; Butler, Neville;
Bedford, Helen.
Institute of Child Health, London
BMJ: British Medical Journal. Vol.332(7553), Jun 2006, pp. 1312-1313. PubMed PMID:16740559;
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16740559
Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda - gennaio 2002
SI X
QUANTITATIVA X
Studio esplorare se i fattori di rischio, compresi i motivi addotti dalle madri, differiscono tra i bambini
che sono parzialmente vaccinati e coloro che sono del tutto non vaccinati, e quindi individuare se
sono necessari interventi differenti per massimizzare la diffusione delle vaccinazioni per questi
gruppi.
Analisi di dati dello studio longitudinale Millennium.
Rilevazione su 18.488 bambini nati tra il settembre 2000 e il gennaio 2002, residenti nel Regno
Unito all'età di 9 mesi dello stato di vaccinazione a 9 mesi di età, diviso in completamente
vaccinati, parzialmente vaccinati e non vaccinati. Il campione è stato diviso in base al paese del
Regno Unito e i quartieri per rappresentare adeguatamente i bambini appartenenti a minoranze
etniche, ambienti svantaggiati, e i tre paesi celtici.
Compilazione da parte delle mamme di una scheda che elencava i vaccini primari (i primi vaccini
dati a 2, 3 e 4 mesi di età nel Regno Unito) chiedendo loro quali e quanti di questi avevano fatto
somministrare al figlio.
In generale nel Regno Unito, il 3.3% dei neonati sono stati parzialmente vaccinati e l’1.1% non sono
stati vaccinati; tali tassi erano più alti in Inghilterra (3.6% e 1.3%, rispettivamente, p <0.01).
Abitare nei quartieri etnici o svantaggiati, una famiglia numerosa, un unico genitore o adolescente, il
fumo materno durante la gravidanza, e il ricovero in ospedale entro i 9 mesi di età sono risultati
variabili indipendenti associate con lo stato di vaccinazione parziale. Le madri hanno citato
fattori medici relativi al loro bambino o la famiglia (328/697; % ponderata 45%) come motivo
predominante per la vaccinazione parziale. Le credenze o atteggiamenti materni nei confronti della
vaccinazione (92/228, 47%) sono stati i motivi citati maggiormente per non vaccinare.
Una famiglia numerosa, monoparentale, e la residenza nei quartieri svantaggiati o etnici sono stati
associati significativamente anche con il gruppo non vaccinato.
Inoltre un maggior numero di madri di bambini non vaccinati erano almeno laureate (1,9%), erano
più anziane (3,1%), o erano di etnia nera caraibica (4,7%).
CONCLUSIONI
STRATEGIE
Conflitto di interesse
LIMITI DELLA RICERCA
I risultati indicano che le madri dei neonati non vaccinati e parzialmente vaccinati sono
differenziate per età e istruzione; le madri non vaccinatrici sono più anziane (>40 anni) e istruite
rispetto a quelle che vaccinano parzialmente
Interventi per ridurre la vaccinazione incompleta nella prima infanzia necessitano di diversi approcci.
Oltre ad enfatizzare l'importanza dei servizi di vaccinazione accessibili per le famiglie socialmente
svantaggiate, che possono includere la vaccinazione in occasioni opportune e domiciliare, lo studio
suggerisce che diversi interventi sono necessari per promuovere la diffusione della vaccinazione fra
le madri più anziane e più istruite che rifiutano le vaccinazioni primarie.
Non dichiarato
Non riportati
69
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
Studio longitudinale prospettico molto esteso che rapporta lo stato di vaccinazione (vacc.
totalmente , vacc. parzialmente, non vaccinati) con fattori demografici e sociali. Si evidenzia che la
non vaccinazione completa si associa più significantemente con madri più anziane e istruite, mentre
la vaccinazione parziale con fattori di disagio sociale. Prevede approcci diversi a seconda se
adesione parziale o rifiuto delle vaccinazioni.
70
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 31
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
How to optimise the coverage rate of infant and adult immunisations in Europe
Come ottimizzare i tassi di copertura delle vaccinazione nell'infanzia e negli adulti in Europa
Schmitt HJ, Booy R, Aston R, Van Damme P, Schumacher RF, Campins M, Rodrigo C, Heikkinen T,
Weil-Olivier C, Finn A, Olcén P, Fedson D, Peltola H. How to optimise the coverage rate of infant and
adult immunisations in Europe. BMC Med. 2007 May 29; 5:11.
ENTE
1Infectious
FONTE DATA PUBBL.
Published: 29 May 2007 BMC Medicine 2007, 5:11 doi:10.1186/1741-7015-5-11 PubMed
Diseases Service at the Zentrum für Präventive Pädiatrie, Mainz, Germany, 2National Centre for Immunisation
Research & Surveillance (NCIRS), Australia, 3Stoneyacre, UK, 4Centre for the Evaluation of Vaccination, University of
Antwerp, Belgium, 5Clinica Pediatrica, Universita' degli Studi di Brescia, 6Servicio de Medicina Preventiva y Epidemiología,
Hospital Vall d'Hebron, Universitat Autònoma de Barcelona, 7Hospital Universitari Barcelona, Spain, 8Department of
Pediatrics, Turku University Hospital, Finland, 9Hospital Louis Mourier, Colombres, France, 10Institute of Child Life and Health,
University of Bristol, UK, 11Department of Clinical Microbiology and Immunology, Örebro University Hospital, Sweden, 12
France 13HUCH Hospital for Children and Adolescents, Helsinki, Finland
PMID:17535430; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17535430
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
Francoforte, Germania 2004 (Meeting, il manoscritto è stato successivamente elaborato)
NO
Individuare i punti nodali su cui investire per migliorare la copertura vaccinale in Europa e proporre
delle soluzioni.
Sintesi di un summit di esperti indipendenti con analisi di letteratura
L’articolo riassume i risultati di un Summit del SIEVE (Comitato di esperti indipendenti sulle
vaccinazioni dell’Università di Mainz) riunitosi in un speciale vertice (Summits of Independent
European Vaccination Experts) che ha affrontato la percezione dei vaccini tra il pubblico e gli
operatori sanitari (MMG e PLS).e ha discusso come migliorare la copertura dei vaccini in Europa,
attraverso un’analisi della letteratura
Sono stati individuati molteplici fattori che fanno da ostacolo alla vaccinazioni in Europa.
Nei paesi sviluppati, in generale, il pubblico ha una visione positiva dei vaccini e ritiene importante la
vaccinazione. Diversi studi però mostrano che la situazione è piuttosto variabile e che le persone
soltanto “moderatamente convinte” dei vaccini superano quelle “molto convinte”. La causa di
quest’incertezza sono le numerose preoccupazioni e i preconcetti che ruotano attorno alle
vaccinazioni. Tali preoccupazioni sono raramente basate su prove scientifiche. Infatti, il pubblico è
“ignorante” riguardo i problemi di sicurezza dei vaccini e diversi studi rivelano che esso si ritiene
scarsamente informato. Il successo dei vaccini ha portato a dimenticare gli effetti delle malattie che
essi prevengono lasciando spazio alle preoccupazioni circa gli effetti collaterali dei vaccini stessi, difatti
il pubblico si è dimostrato molto più propenso a vaccinarsi in prospettiva di un viaggio all’estero: in
Europa le malattie infettive gravi sono viste come problema di altre aree del mondo.
I media svolgono un importante ruolo nell’informare l’opinione del pubblico, ma la qualità delle
informazioni è variabile ed esse sono esposte a toni sensazionalistici, perciò molte persone hanno una
forte opinione sui vaccini senza essere veramente informate a riguardo. Inoltre una rumorosa lobby
anti vaccinale usa efficientemente Internet per diffondere il suo messaggio. Nonostante i media
possano svolgere un ruolo positivo nel promuovere la vaccinazione ed informare il pubblico, più
spesso sono stati i primi responsabili a dare credito ai falsi allarmi circa i vaccini.
Una comunicazione positiva è dunque fondamentale per mantenere alti i livelli di copertura
vaccinale in Europa. (1) Il pubblico merita le migliori, più attendibili e aggiornate informazioni sui
vaccini, (2) la comunicazione dev’essere “positiva” e non “difensiva” e (3) indurre a vedere la
vaccinazione come una pratica di “buona genitorialità”, (4) campagne specifiche dovrebbero
concentrarsi su un’utenza specifica (genitori, adolescenti,…), (5) anche l’atteggiamento dell’utente
dovrebbe essere definito e affrontato in maniera diversa (alcuni studi hanno suddiviso l’atteggiamento
verso i vaccini oltre gli estremi pro e contro). Nonostante la formazione del pubblico dia buoni risultati i
metodi più efficaci non sono ancora chiari ed è probabile che un approccio integrato su vari livelli,
europeo, nazionale e regionale, sia l’opzione migliore.
Gli operatori sanitari hanno una posizione chiave nella diffusione dei vaccini. Oltre ad essere i
conduttori principali dei programmi di vaccinazione sono anche la fonte principale di informazioni sui
vaccini tanto che la loro opinione conta più di quella dei genitori o dei pazienti stessi al momento di
compiere una scelta. Il fattore determinante per l’accettazione è l’atteggiamento dell’operatore, le sue
71
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Finanziamento
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
opinioni sulla sicurezza del vaccino sono fondamentali nel determinare se i vaccini saranno o non
saranno accettati. Tutto ciò si estende anche a infermieri e farmacisti, ostetriche e maestre d’asilo che
possono avere un ruolo importante nell’informare il grande pubblico.
Nonostante abbiano un atteggiamento generalmente positivo nei confronti della vaccinazione, il livello
di informazione degli operatori sulla vaccinazione non è sempre ottimale. L’educazione sui
vaccini è stata quasi del tutto assente nei programmi universitari fino agli ultimi anni i quali hanno visto
un rinnovo dei piani di studio di medicina. La stessa cosa dovrebbe essere fatta per i corsi di
infermieristica e farmaceutica. Ad ogni modo uno studio che analizzi lo stato dell’insegnamento sui
vaccini attuale sarebbe da fare come primo passo per migliorare il sistema.
Agli operatori mancano spesso informazioni precise su temi specifici e molti hanno opinioni sbagliate
sulle controindicazioni. La principale fonte d’informazione riportata sono le riviste scientifiche, ma
anche gli operatori più preparati necessitano di più informazioni sui nuovi vaccini. Essi ritengono di
essere male equipaggiati per informare i genitori e lamentano, l’assenza di materiale user-friendly, e di
informazioni critiche durante gli allarmi vaccinali. Desiderano informazioni tempestive ed accurate per
affrontare le preoccupazioni dei genitori. Una soluzione potrebbe essere un progetto come l’Infovac
( § scheda analisi bibliografica 33).
La mancanza di tempo degli operatori è una causa importante di opportunità di vaccinazione
sprecate ed essi la considerano il principale ostacolo alla comunicazione del rapporto rischiobeneficio del vaccino. Inoltre occorre più tempo per rispondere alle preoccupazioni dei genitori
generate da notizie allarmistiche. Le pratiche che hanno consentito più tempo per le visite e hanno
utilizzato più attività di promozione della vaccinazione sono state riconosciute avere un maggiore tasso
di vaccinazione.
Sarebbero da istituire sistemi di sollecito per la popolazione e dei sistemi informatici che
informino gli operatori sullo stato vaccinale dei loro pazienti. Questi sistemi potrebbero fornire
dati sulla copertura vaccinale locale, dati importanti per valutare l’efficacia delle strategie di intervento
in atto. In più, potrebbero essere utilizzati per monitorare gli eventi avversi e registrare le risposte
comportamentali dei pazienti.
Ogni occasione per vaccinare dovrebbe essere sfruttata. Anche un facile accesso alla
vaccinazioni in contesti non tradizionali sarebbe utile, ad esempio asili nido o visite a domicilio. I centri
di vaccinazione dovrebbero essere aperti in orari facilitati come la sera e durante il week-end.
L’aumento di opportunità di vaccinazione aumenta la copertura vaccinale, così come deleghe che
autorizzino infermieri e farmacisti a somministrare la vaccinazione. Tali provvedimenti sono stati
dimostrati essere più efficaci dei promemoria.
Dovrebbe essere istituita una settimana europea delle vaccinazioni (istituita nel 2005).
Non riportati
Stiftung Präventive Pädiatrie, Università Johannes-Gutenberg, Mainz, Germania
L’articolo riassume i risultati di un Summit del SIEVE (Comitato di esperti indipendenti sulle
vaccinazioni dell’Università di Mainz) riunitosi nel Summits of Independent European Vaccination
Experts (2004) che ha affrontato, attraverso un’analisi della letteratura, la percezione dei vaccini tra il
pubblico e gli operatori sanitari (MMG e PLS) e ha discusso le strategie per migliorare la copertura dei
vaccini in Europa.
72
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 32
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA
PUBBL.
DATA LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
Parents concerned about vaccine safety: Differences in race/ethnicity and attitudes
I genitori preoccupati per la sicurezza del vaccino: le differenze di razza / etnia e atteggiamenti.
Shui, Irene M. Weintraub, Eric S. Gust, Deborah A.
Immunization Safety Office, Office of the Chief Science Officer, Centers for Disease Control and
Prevention ATLANTA
American Journal of Preventive Medicine. 31(3):244-51, 2006 Sep PubMed PMID:16905036.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16905036
Maggio-giugno 2004 attraverso ConsumerStyles Sondaggio un sondaggio annuale inviato negli Stati
Usa contigui ad Atlanta e nel Distretto di Columbia
Non menzionato
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA X
FASE 1
 misurare la prevalenza di genitori con preoccupazioni legate alla sicurezza delle vaccinazioni, in
particolare di quelli con alto livello di preoccupazione;
 determinare le caratteristiche demografiche e gli atteggiamenti tipici di questo sottogruppo di genitori;
 determinare i fattori che influenzano questi genitori, ad avere vaccinato comunque i loro bambini.
Fase 2: esplorare ulteriormente le differenze di razza/etniche emerse dai risultati della 1° fase, e
confrontare gli atteggiamenti di immunizzazione dei genitori ispanici (sia in bianco e nero) e non-ispanici
nero con quelle dei genitori non-ispanici bianchi.
Invio via mail di 10.000 i questionari a un campione casuale stratificato, dati poi ponderati sulla base S. U.
Censimento Current Population Survey (sesso, età, razza / etnia, reddito, e per la dimensione della
famiglia) L’analisi dei dati svolta nel 2006 e limitata a genitori con almeno un bambino di età <=18 anni.
Totale intervistati 2839 validi per l'analisi.
Un totale di 634 (21%) classificati con un livello di preoccupazione 5 (molto preoccupato). Il restante 79%
classificato con livello di preoccupazione di: 17% al 4, 17% al 3, 22% a 2, 23% a 1.
La Razza/etnia era significativamente associata ad un alto livello di preoccupazione: il 40% dei neri e il
32% di genitori ispanici che raggiungono 5 di preoccupazione rispetto 15% dei genitori bianchi. Minor
istruzione e reddito familiare più basso, erano significativamente associati con alto livello di
preoccupazione. Genitori con minor istruzione possono trovare più difficile interpretare e ricercare
informazioni sulle vaccinazioni, o e presentano più preoccupazioni per i loro fornitori di assistenza
sanitaria.
In generale, gli altri livelli di preoccupazione non erano così fortemente associati con la razza / etnia,
istruzione e reddito. Lo studio rileva:
1. Atteggiamenti significativamente associati con la preoccupazione includono:
 preoccupazione che le vaccinazioni potrebbero essere collegate ad autismo o altre difficoltà da
apprendimento,
 il desiderio di maggiori conoscenze sugli ingredienti del vaccino per essere sicuri della loro sicurezza
(TIMORE DEL THIMEROSAL)
 la difficoltà nel comunicare con gli operatori sanitari
 il non accesso a un'adeguata quantità di informazioni per vaccinare
 il non aver fiducia nell’operatore sanitario.
L'influenza dell’obbligo per l’accesso a scuola/asilo nido aveva una forte associazione positiva con i
genitori classificati con livello di preoccupazione, come 3 o 4.
2. Dei 515 genitori rispondenti, molto preoccupati della sicurezza delle vaccinazioni hanno dichiarato
che il motivo principale per aver vaccinato il figlio anche se molto preoccupati è stato:
 72% per il rischio di prendere la malattia, se non immunizzati
 17% requisiti per l'ingresso nella scuola o all'asilo
 8% perché raccomandato dal fornitore di assistenza sanitaria
 2% altri
Solo l'1% ha riferito che non aveva vaccinato il figlio.
Una conclusione chiave di questo studio è che i genitori neri risultano significativamente più
73
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi
e finanziamento
Eventuali note
Utilità ai fini della
ricerca
preoccupati dei genitori bianchi, hanno più probabilità di un atteggiamento negativo nei confronti del
fornitore di cure mediche dei loro figli, e più probabilità che siano più preoccupati della sicurezza degli
ingredienti del vaccino.
Conclusioni dei ricercatori
 In questa epoca di scarsa familiarità con le malattie prevenibili con vaccino, anche i genitori che
hanno vaccinato i loro bambini possono essere preoccupati dei rischi di immunizzazione.
 I genitori con alto livello di preoccupazione hanno più probabilità di avere atteggiamenti negativi
nei confronti dell’operatore sanitario dei propri figli in particolare manca la fiducia e non trovano
facile parlare con lui.
 Quelli con il più alto livello di preoccupazione è più probabile che smettano di vaccinare i loro figli
se le loro preoccupazioni non vengono affrontate.
 Questo studio evidenzia il ruolo fondamentale che i fornitori di assistenza sanitaria possono
svolgere per affrontare le preoccupazioni dei genitori sulla sicurezza delle vaccinazioni.
Anche se i dati sono stati ponderati per tenere conto di bias di mancata risposta, il tasso di risposta è stato
relativamente modesto (62%), e informazioni su coloro che non rispondono non sono state ottenute.
L'effetto di questo bias potrebbe essere sia a favore o a sfavore rispetto all'ipotesi che gli intervistati
sarebbero stati diversi da coloro che non hanno risposto.
Non disponibilità di una misura valida per valutare lo stato di immunizzazione (scheda di vacc. o record
sanitario). L’auto dichiarazione di aver vaccinato il figlio non risulta conforme ai tassi di copertura vaccinale
attuale negli USA, ciò suggerisce che alcuni genitori riportano erroneamente lo stato vaccinale del loro
bambino e / o che vi sia un bias di desiderabilità sociale.
Infine, i dati sono trasversali e le associazioni dimostrate non possono determinare causalità.
Non dichiarato
Questo studio è stato condotto in seguito ad uno studio di focus-group sulle motivazioni di madri nere che
esprimono un alto grado di preoccupazione sulla sicurezza dell’immunizzazione che però aveva il limite
della generalizzabilità (il campione solo di Atlanta) e mancava la comparazione tra gruppi; questo studio
riprende i temi risultanti dai focus group attraverso l’invio di questionari a livello nazionale permettendo
adeguate analisi statistiche (approccio misto).
Valutazione di 515 su 2839 questionari di genitori con alto grado di preoccupazione messa in
relazione a caratteristiche socio-demografiche (razza istruzione, reddito) e atteggiamenti associati.
Vengono riportate le motivazioni principali per la scelta di vaccinare o meno.
74
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 33
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA PUBBL.
DATA LUOGO RICERCA
COMITATO ETICO
OBIETTIVO
METODOLOGIA
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero e
caratteristiche campione)
DESCRIZIONE
PROGETTO
SVILUPPI FUTURI
LIMITI DELLA RICERCA
Conflitto di interessi e
finanziamento
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
How to improve communication on vaccine issues at the national level? Infovac-Ped: an example
from Switzerland
Come migliorare la comunicazione sulle questioni vaccinali a livello nazionale? INFOVACPED: un esempio dalla Svizzera
Claire-Anne Siegrist a, Daniel Desgrandchamps b, Ulrich Heininger c, Bernard Vaudaux d
a Department of Pediatrics and Pathology, Center for Vaccinology and Neonatal Immunology,
University of Geneva, Switzerland b Neufeldweg 10, 6340 Baar, Switzerland c UniversitätsKinderspital beider Basel, Switzerland d Lausanne, Switzerland
Vaccine 20 (2002) S98–S100 PubMed PMID:11587825.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11587825
2000, Svizzera
NO
Creare una rete di esperti di vaccinazione che risponda a qualsiasi domanda da parte dei medici
privati e che distribuisca un bollettino con le informazioni pertinenti più aggiornate.
presentazione di esperienza/strategia
SERVIZIO DI RISPOSTA AI QUESITI + NEWSLETTER offerto a tutti i 1600 pediatri con studio
privato della Svizzera, mediante iscrizione al servizio stesso.
La rete informativa è raggiungibile tramite e-mail o fax ed è composta da esperti di malattie
infettive pediatriche con competenze specifiche nelle vaccinazioni dell’università di Ginevra che
rispondono telefonicamente entro le 24 -48h. Questi comunicano intensamente fra loro e con tutti i
partner del campo vaccinale (Ufficio federale della sanità pubblica, i produttori dei vaccini, società
accademiche, etc…) per garantire la massima armonizzazione delle risposte e una consulenza
ottimale. L’iscrizione al servizio è gratuito e senza limiti di domande o di complessità delle stesse.
Un’analisi delle prime 350 domande pervenute al servizio mostra (1)che non c’è relazione fra le
domande relative ad uno specifico vaccino e la sua copertura (influenza=MPR), (2) che 1/4 delle
domande concerne problemi di sicurezza, (3) che si riferiscono più spesso a casi specifici piuttosto
che ad indicazioni generali, (4) che sono spesso complesse e necessitano di analisi della letteratura
e confronto da parte degli esperti del servizio prima di fornire una risposta.
INFOVAC-PED produce bollettini mensili che invia per e-mail e fax ai suo iscritti. Essi sono
revisionati dal Comitato Svizzero sull’Immunizzazione e contengono: (1) news dall’Ufficio federale
della sanità pubblica, (2) dai produttori di vaccini, (3) dalla letteratura scientifica e dai media, e (4) le
risposte alle domande più frequenti pervenute durante il mese precedente. Quest’ultimo elemento
permette di evitare che le stesse domande vengano inoltrate più volte al servizio. I bollettini
permettono inoltre di fornire immediatamente informazioni in risposta alle segnalazioni dei media
come il ritiro di un vaccino in un altro paese o il lancio di una campagna di vaccinazione in un piccolo
distretto della Svizzera. Sarebbe bene che il servizio si espandesse, sia come utenza sia come
consulenti che finanziatori. Il rapido successo di questa nuova iniziativa sottolinea la necessità di
supportare meglio i medici di prima linea. La modalità della comunicazione diretta comunque sembra
aver funzionato bene ed essere preferibile ad un sito web. Ovviamente un’iniziativa simile sarebbe di
grande successo anche in altri paesi europei.
(2011sviluppo
in
svizzera
a
tutti
i
medici,
realizzazione
sito
(http://www.infovac.ch/index.php?Itemid=321), tuttora indipendenti dalle case
farmaceutiche, istituito in Francia 2003, Marocco, Ungheria 2007)
L’articolo è datato, il servizio potrebbe essersi evoluto in qualsiasi direzione ed essere andato
incontro a diverse trasformazioni.
Non sono state accettate offerte di finanziamento da parte dei produttori di vaccini per mantenere la
massima credibilità. I finanziatori sono la Fondazione Mérieux (Lione, Francia), l’università di
Ginevra, l’Ufficio federale della Sanità Pubblica e la Società Svizzera dei Pediatri
Interessante servizio di risposta ai quesiti + newsletter (NL) offerto ai 1600 pediatri elvetici privati.
INFOVAC-PED ha l’obiettivo di creare una rete di esperti di vaccinazione che risponda a qualsiasi
domanda da parte dei medici privati e che distribuisca un bollettino con le informazioni pertinenti più
aggiornate. L’articolo riporta le caratteristiche dei quesiti (350) e i temi trattati nelle NL periodiche.
75
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 34
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE: numero
e caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
STRATEGIE
CONSIDERAZIONI
LIMITI DELLA
RICERCA
Why do parents decide against immunization? The effect of health beliefs and health professionals
Perché i genitori decidono di non vaccinare? L'effetto delle credenze sulla salute e gli operatori
sanitari
Smailbegovic, M S. Laing, G J. Bedford, H.
Child Health Department, City and Hackney Primary Care Trust
Child: Care, Health & Development. 29(4):303-11, 2003 Jul. . PubMed PMID:12823336.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12823336
2000, UK Hackney ,quartiere londinese disagiato con bassa copertura vaccinale
SI X (East London and City Health Authority)
QUANTITATIVA X
QUALITATIVA X
Esplorare le conoscenze, le attitudini e le preoccupazioni relative all'immunizzazione dei genitori i cui
figli non hanno completato il calendario raccomandato di immunizzazione, in un quartiere disagiato di
Londra a bassa copertura vaccinale.
Invio di un questionario anonimo e lettera esplicativa ai genitori dei bambini che a 18 mesi d’età non
avevano completato il percorso di immunizzazione. Un numero identificativo permetteva di riconoscere
i non rispondenti, con l’invio di un 2° questionario a chi non rispondeva 3 settimane dopo il 1°invio. Il
questionario era composto da domande chiuse e aperte che coprivano fonti e utilità delle informazioni
sull'immunizzazione, le ragioni delle mancate vaccinazioni, i rischi percepiti dell’immunizzazione, la
conoscenza delle malattie individuali e l'uso di medicine alternative. La percezione da parte dei genitori
della gravità delle malattie infantili è stato esplorato utilizzando risposte classificate: medio, serio, molto
serio. Una sezione era focalizzata sulla raccolta dei dati socioeconomici e demografici. Di 149 bambini
identificati dal database, 79 questionari sono stati restituiti e 68 analizzati (i restanti o non sono stati
raggiunti o erano stati già vaccinati). 88% madri, 48% bianchi, 48% hanno completato la scuola
dell’obbligo. 10 madri hanno poi accettato di essere intervistate in profondità (tutte con grossi dubbi
sul MMR pur avendo vaccinato, con grande bisogno informativo).
MMR e meningite C sono le vaccinazioni con più bassa copertura, solo 4 bambini non avevano fatto
alcuna vaccinazione. Il timore principale espresso dai genitori è la sicurezza dei vaccini. C'era poca
differenza tra gruppi etnici alle risposte date: 24/37 (65%) rispondenti bianchi hanno dichiarato dubbi
sulla sicurezza dei vaccini e effetti secondari come ragioni principali per la mancata immunizzazione,
come 22/31 (71%), nel gruppo non bianco hanno dichiarato la mancanza di informazione o nessun
motivo apparente per la non immunizzazione. I Professionisti sanitari erano la fonte informativa
maggiormente usata (però 30% insoddisfatti, perché temevano che celassero informazioni sulla
sicurezza), ma la maggior parte dei genitori (45/68) ha utilizzato tre o più fonti di informazione.
Qualcuno è stato consigliato dal proprio medico di non vaccinare. Un terzo (33/68, 34%) degli
intervistati avevano la percezione che alcuni vaccini erano più rischiosi della malattia, c’erano dubbi
sulle conseguenze a lungo termine (MMR e autismo). Solamente il 6% (4/68) degli intervistati ha
risposto di non aver alcun dubbio verso le immunizzazioni. La meningite era considerata la malattia più
seria. La medicina complementare veniva usata dal 29% (20/68) ma nessuno intendeva usarlo al posto
della vaccinazione convenzionale. Le 10 interviste approfondite evidenziano dubbi in particolare su
MMR e autismo.
I risultati mettono in luce la complessità del processo decisionale attorno all'immunizzazione infantile e
dimostra che le credenze sanitarie giocano un ruolo critico sulla copertura. Attenzione a non
aumentare le disuguaglianze in salute: in una popolazione multiculturale e diversificata, i professionisti
sanitari devono essere capaci di fornire informazioni accurate che sono ritagliati sui fabbisogni della
singola famiglia
La generalizzabilità delle scoperte sono limitate da piccole cifre e dal fatto che il gruppo studiato
potrebbe non essere rappresentativo di una popolazione più vasta.
L'errore di non rispondere è purtroppo la maggiore limitazione, dato che lo stato di immunizzazione di
chi non ha risposto differiva un poco
76
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Dichiarazione conflitto
di interessi
Eventuali note
Pertinenza e utilità della
ricerca
Non compare
In UK non c’è l’obbligo, quindi situazione simile alla nostra. Ricadute dell’articolo su MMR e autismo,
anche se non viene citato. Campione piccolo. Si pone l’attenzione alle disuguaglianze in salute. Hanno
dato un numero identificativo progressivo dei questionari e quindi sanno chi non ha risposto. Dati di
processo interessanti sull’accuratezza del sistema di rilevazione delle vaccinazioni.
Studio su 68 madri di un quartiere londinese disagiato con bassa copertura vaccinale tramite
questionario con successive 10 interviste approfondite che ha l’obiettivo di esplorare le conoscenze, le
attitudini e le preoccupazioni relative all'immunizzazione dei genitori i cui figli non hanno completato il
calendario raccomandato di vaccinazione.
77
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 35
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI
Choosing not to immunize: are parents making informed decisions?.
Scegliere di non vaccinare: i genitori prendono decisioni informate?.
Sporton, R K. Francis, S A.
Pharmacy Department, Lister Hospital, East and North Herts NHS Trust
Family Practice. 18(2):181-8, 2001 Apr. PubMed PMID:11264269.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11264269
Regno Unito UK
Sì Comitato Etico del Fondo di Ricerca del Lewisham Hospital NHS
QUALITATIVA X
L'obiettivo: esplorare il processo decisionale dei genitori che hanno scelto di non vaccinare i figli.
Studio qualitativo, che ha utilizzato interviste semi-strutturate con 13 genitori (dodici madri ed un padre).
Individuazione dei genitori non vaccinatori dai registri sanitari dei servizi vaccinali.
Lo studio è avvenuto in una zona interna della città con un alto livello di degrado che aveva una
copertura inferiore alla media nazionale di immunizzazione (cioè ~93% a 12 mesi di età )
Sono state trascritte tutte le interviste e sono state analizzate utilizzando revisioni coerenti e
sistematiche.
Premesso che il programma di vaccinazione non è obbligatorio nel Regno Unito.
Prendere la decisione di non vaccinare: il processo.
Per molti genitori, la decisione se vaccinare i propri figli o meno è stato un processo complesso e lungo
che comprende una serie di fasi: un avvio, una fase di discussione, una fase di riflessione, di
ricerca di informazioni, il dilemma, la decisione e di nuovo di riflessione (una volta presa la
decisione di non vaccinare i fattori di rischio possono cambiare e la scelta può essere rivalutata - il
processo è ciclico)
L’avvio include che la questione sia stata sollevata dall’omeopata, dalla lettura di un articolo sul giornale
o da un amico che pone la questione che l'immunizzazione comporti una scelta. Tuttavia, la
consapevolezza che la vaccinazione era una scelta, ha determinato ansia per i genitori.
L’avvio ha portato a tre azioni alternative descritte da parte dei genitori:
- la decisione come esito di routine (una cosa naturale, senza considerare i pro e i contro)
- una decisione basata su una risposta emotiva (istinto emotivo)
- al ritardare la decisione entrando in una fase in discussione (analisi rischi-benefici per prendere una
decisione informata e ricerca di informazioni e bisogno di comprendere le info che può durare diversi
mesi)
……seguita da un processo ciclico di ricerca e valutazione delle informazioni.
Prendere la decisione di non vaccinare
Due aspetti della responsabilità sono stati discussi: la responsabilità di eventuali effetti collaterali nel
caso di adesione alla vaccinazione, ma anche la responsabilità per le malattie infantili nel caso di rifiuto.
Altri genitori hanno risolto il dilemma considerando la malattia un evento naturale e che la responsabilità
associata agli effetti collaterali era peggiore di quella associata a contrarre la malattia (bias di
omissione).
I professionisti della salute: non informano sui pro e i contro, i contributi economici ai GP(operatori
sanitari) è stata ampiamente discussa dai genitori e, per molti di essi, questo è stato recepito come un
ostacolo che impediva ai medici di fornire informazioni equilibrate.
L’articolo presenta un modello che illustra la complessa interazione di fattori che possono aver luogo nel
processo di decisione che può durare anche diversi mesi. Modello che si aggiunge a due modelli già
utilizzati per prevedere il comportamento di salute dei genitori in relazione all’immunizzazione infantile: il
modello di convinzione della salute e la teoria della tutela della motivazioni.
Il MODELLO DI CONVINZIONE DELLA SALUTE ha 4 componenti sulla base delle percezioni
soggettive del comportamento individuale (ad es. il genitore che decide di vaccinare): suscettibilità
gravità, benefici e gli ostacoli percepiti. Il modello suggerisce che gli ostacoli e i benefici percepiti di un
comportamento salutare si soppesano gli uni contro gli altri, formando un’analisi del tipo rischi-benefici e
che fattori aggiuntivi ('spunti per l'azione') - come innesco interno o esterno - determineranno anche il
78
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
CONCLUSIONI e
STRATEGIE
Conflitto di interessi
LIMITI DELLA
RICERCA
Eventuali note e
pertinenza ai fini della
ricerca
comportamento relativo alla salute di quella persona.
La TEORIA DELLA TUTELA DELLE MOTIVAZIONI suggerisce che i fattori ambientali e personali si
integrano nel formare una potenziale minaccia. La comparsa della minaccia (ad es. di fronte alla scelta di
vaccinare) stimola quindi due processi cognitivi: la valutazione delle minacce (ad es. la valutazione dei
fattori che influenzano la decisione di vaccinare o meno) e la valutazione delle controazioni (ad es. la
valutazione della convinzione che la vaccinazione riduca il rischio di malattie infettive e che un individuo
può essere immunizzato con successo bilanciato contro fattori come gli effetti collaterali ed
inconvenienti).
Il modello decisionale proposto (Figura 1) ha caratteristiche simili ai precedenti modelli ma mette in
evidenza l'elemento di riflessione che segue la decisione - permettendo la retroazione e la rivalutazione
della decisione.
La decisione ha spesso coinvolto una valutazione dei rischi e dei benefici di ogni opzione e
l'accettazione delle responsabilità per tale decisione
Tuttavia molti genitori ritengono che i professionisti della salute dovrebbero fornire informazioni più
equilibrate e discutere con i genitori che la vaccinazione è una scelta.
Questi risultati supportano la ricerca da parte di Rogers e Pilgrim che hanno trovato che gli operatori
sanitari sono visti come un ostacolo a fare una scelta informata piuttosto che una fonte di consigli e
informazioni.
Gli operatori sanitari hanno la responsabilità di fornire ai genitori informazioni precise sulle quali basare
le proprie decisioni e devono essere pronti ad aiutare i genitori nell'assimilazione di informazioni positive
e negative ed accettare il loro ruolo nell'assistere gli individui a prendere decisioni consapevoli sulla loro
salute. E' quindi importante che i genitori abbiano un facile accesso ad informazioni precise riguardanti i
pro e i contro della vaccinazione e che abbiano l'opportunità di discutere le loro preoccupazioni con gli
operatori sanitari.
Non dichiarato
Numero del campione molto scarso:13 genitori
Manca la struttura dell’intervista semi-strutturata utilizzata
Lo studio esplora il processo decisionale dei genitori che hanno scelto di non vaccinare i figli. Proposta di
un modello suddiviso in fasi, che descrive nel dettaglio il processo decisionale dei genitori verso i vaccini
dove vari sono i fattori che influiscono sulla decisione e dove viene evidenziato il ruolo dell’operatore
sanitario nella scelta di vaccinare o meno.
79
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 36
TITOLO ITALIANO
Parental beliefs and decision making about child and adolescent immunization: from polio to sexually
transmitted infections.
ENGLISH TITLE
Le credenze dei genitori e le loro decisioni circa l'immunizzazione dei bambini e degli adolescenti:
da poliomielite alle infezioni sessualmente trasmesse
Lynne A. Sturm 1. Rose m. Mays2, Gregory D. Zimet3
1Riley Child Development Center, School of Medicine, 2Department of Family Health, School of Nursing,
3Department of Pediatrics, School of Medicine, Indiana University, Indianapolis, Indiana
Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics. 26 (6) :441-52, dicembre 2005 PubMed
PMID:16344662. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16344662
AUTORI
ENTE
FONTE E DATA DI
PUBBLICAZIONE
DATA LUOGO
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO:
(TIPOLOGIA DI
RILEVAZIONE:
numero e
caratteristiche
campione)
RISULTATI E
CONCLUSIONI
2005 Revisione su letteratura in lingua inglese. USA –UK- NUOVA ZELANDA
NON DICHIARATO
Revisione su letteratura
Revisione di letteratura che intende integrare in modo multidisciplinare quello che pensano i genitori
sulle vaccinazioni al fine di guidare le priorità per la ricerca e l'educazione alla salute.
70 ARTICOLI CITATI Per ancorare la varietà della ricerca della letteratura esaminata, viene presentato un
modello concettuale di potenziali determinanti della volontà dei genitori di vaccinare i loro figli, ispirato ad
un modello di comportamento di salute di Healthy People 2010.
Il modello concettuale proposto evidenzia 5 fattori determinanti nella decisione sulle vaccinazioni:
1- FATTORI PERSONALI influiscono in modo più rilevante sulla disponibilità ad accettare un
vaccino
 (Il MODELLO DI CREDENZE DI SALUTE -HBM- che esplora i processi cognitivi, ipotizza che i
genitori sono più propensi a immunizzare i loro bambini se percepiscono la suscettibilità
del figlio verso una VDP- malattia prevenibile con vaccino-(da aggiornare chiedendo il grado
di preoccupazione rispetto alla possibile malattia), percepiscono la malattia come grave, credono
nell’efficacia e nei benefici della vaccinazione e percepiscono pochi ostacoli all'accesso).
Nel tempo risulta diminuita la rilevanza dei vaccini rispetto ad altre minacce quotidiane per la
salute. Per genitori con scarsità di tempo o risorse per affrontare le preoccupazioni circa la salute
dei figli, le vaccinazioni non risultano questioni altamente prioritarie.
 Convinzioni sulla Sicurezza ed Efficacia dei Vaccini: Credenze e preoccupazioni dei genitori
relativi ai possibili effetti collaterali di vaccini sono emersi come importanti cause di
accettabilità dei vaccini. Con il calare dell'incidenza dei VPD gli individui non vedono più alcuna
giustificazione per l'immunizzazione, di conseguenza si concentrano maggiormente sui presunti
rischi del vaccino. Uno studio evidenzia differenze socio- demografiche tra sotto vaccinati (madre
nera, nubile poco istruita, povertà sociale in città centrali) e non vaccinati (madri bianche sposate
con istruzione superiore, reddito medio alto, preoccupazione sulla sicurezza dei vaccini e
operatori sanitari poco influenti sulla decisione)
 Cognizioni euristiche o “scorciatoie cognitive” aiutano l'individuo nell’elaborazione delle
informazioni durante complicati processi decisionali48. Esempi:
la compressione
(sopravvalutando i rari rischi e sottovalutando i rischi comuni), la disponibilità di un evento
accessibile e memorabile (in modo che sia sovrastimato a causa della sua importanza
percettiva), l’omissione errata (sensazioni di maggiori responsabilità, per danno dopo l’azione,
piuttosto che per omissione d’azione), l’evitare ambiguità (il rischio di ciò che è familiare, la
malattia, è preferibile al rischio per ciò che è nuovo o ambiguo, il vaccino) e valori da
proteggere (tolleranza zero a qualsiasi rischio per qualsiasi cosa) ritenuti essere i più forti errori
di omissione rispetto ad altri valori.
 Bilanciamento rischi benefici: Uno studio56 suggerisce che i messaggi sui rischi e benefici
inquadrati positivamente potrebbero essere più efficaci di quelli impostati negativamente e questo
sembrerebbe più vero per soggetti che risultano essere meno interessati e coinvolti ai quali
potrebbe essere utile aumentare la rilevanza personale sulla questione. Uno studio 57 evidenzia
80
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
come i genitori sembrano prestare attenzione in modo selettivo, evidenziando ciò che rafforza la
loro idea iniziale e minimizza informazioni contrarie. Uno studio58 scoraggia di sottolineare la
gravità di una malattia quando si tratta con i genitori contrari ai vaccini, ma raccomanda un
coinvolgimento sulla sicurezza ed efficacia dello stesso vaccino (morbillo malattia anche se con
complicanze vissuto bene dai genitori antroposofici).
2- INTERFACCIA CON IL SISTEMA SANITARIO
Atteggiamenti degli operatori sanitari potrebbero influenzare direttamente le convinzioni dei genitori sui
vaccini (La migliore previsione di accettabilità dei genitori è la convinzione dei genitori che la vaccinazione
sia considerata importante dall’operatore). Questo fattore può essere parzialmente mediato dalla qualità
del rapporto genitore-operatore come anche da fattori personali come la fiducia del genitore verso le
autorità istituzionali. Le pratiche dell’operatore come l'uso di chiamate promemoria potrebbero
aumentare la rilevanza delle vaccinazioni nella gerarchia di preoccupazione e di priorità dei genitori.
3 - Le POLITICHE ISTITUZIONALI possono influenzare le decisioni dei genitori sia direttamente che
indirettamente. Mandati legali o raccomandazioni professionali di gruppi possono influenzare
direttamente specifiche credenze dei genitori come percezione del vaccino come necessario, richiesto e
utile oppure, in alternativa, come forzate e meritevole di resistenza dei genitori. Organizzazioni
professionali possono influenzare indirettamente i genitori nel processo decisionale quando modificano
l'atteggiamento dell’operatore come la fiducia nella sicurezza di un vaccino o la sua efficacia.
4 - FATTORI SOCIO-AMBIENTALI sono ipotizzati per formare le credenze dei genitori nella misura in cui
il singolo genitore è suscettibile o ricettivo verso le influenze sociali.
L’ambiente sociale verso la salute potrebbe influenzare la familiarità dei genitori e degli operatori con un
certo grado di preoccupazione verso malattie vaccino prevenibili (VPD) e vaccini connessi. Nell’analisi
sulla copertura della stampa anti vaccinale hanno identificato temi ricorrenti tra cui: “copertura” (un
complotto per celare informazioni al pubblico), “totalitarismo” (la vaccinazione come minaccia alle libertà
civili individuali e un eccessivo controllo da parte del governo) e “veleni” (vaccini come agenti tossici
composti da sostanze chimiche pericolose). Pochi studi che analizzano il ruolo causale dei media nella
formazione dell'opinione pubblica circa l'immunizzazione (alcuni su giornali e siti internet) anche se
emerge una certa influenza dei media sulle paure (riscontro di stampa contro vaccini diminuzione delle
coperture).
Influenze di Gruppi Paritari. Uno studio6 evidenzia che “le persone vaccinano i loro bambini perché lo
fanno tutti e sembra la cosa normale da fare…perché è ciò che le buone madri sembrano fare”.
(fenomeno detto “salire sul carro dei vincitori” =bandwagoning).
5 SVILUPPO MEDICO-SANITARIO
4 CONSIDERAZIONI PER LA RICERCA FUTURA:
1°: Sarebbe utile per la ricerca futura adottare un approccio più integrato dall'esame di molteplici aspetti
del modello e come possono interagire (es. studio che evidenzi interrelazioni tra fattori quali gli interventi
istituzionali, interfaccia con il sistema sanitario e fattori personali del genitore e gli atteggiamenti dei
genitori nei confronti dell’istituzione san.). Gli atteggiamenti dei genitori nel processo decisionale sono
solitamente conformi a come vivono il loro ruolo di genitori. Alcuni genitori si considerano soddisfatti
nell’assumersi le proprie responsabilità quando mettono in dubbio le raccomandazioni mediche, altri
invece si considerano buoni genitori quando accettano prontamente o si adeguano alle indicazioni
mediche.
2° i ricercatori comportamentali devono anticipare e tenere il passo con i nuovi sviluppi dei vaccini e
sistemi di somministrazione. A grossi investimenti su nuovi vaccini e nuove modalità di somministrazione
non corrisponde eguale investimento nella comprensione dei fattori che influenzano l’accettazione dei
pubblico e sarà importante identificare le preoccupazioni dei genitori per le tecnologie sconosciute
affrontabili attraverso l'educazione sanitaria
3° necessità di sviluppare e testare empiricamente gli interventi atti ad aumentare i tassi di vaccinazione
nei bambini e adolescenti, soprattutto per i vaccini volontari. Alcune aree promettenti di sviluppo: le
euristiche dei processi cognitivo decisionali, la percezione dei rischi e la teoria della comunicazione
sanitaria possono servire per migliorare la soddisfazione dei genitori nella comunicazione genitoreoperatore nel processo decisionale sul vaccino. Ancora molto carente lo studio sulla comunicazione del
rischio e la compartecipazione nella decisione vaccinale. Utili ulteriori ricerche nello studio del ruolo dei
messaggi di salute per un’accettabilità del vaccino (es. da messaggio generalizzato a personalizzato) e
nell’analisi degli effetti dei vari messaggi mediatici sia sui genitori che sugli operatori per poter progettare
messaggi efficaci.
81
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
4° la maggior parte della ricerca sull'accettazione da parte dei genitori dei vaccini è stata condotta con
modelli tradizionali. I genitori che rifiutano i vaccini possono avere meno probabilità di avvalersi di servizi
tradizionali di assistenza sanitaria. Quindi sarà importante allargare il reclutamento a campioni basati sulla
comunità e di estendere l'uso di metodi di indagine (indagini con telefonate casuali).
IMPLICAZIONI CLINICHE PER PRATICANTI
Gli operatori dovrebbero essere bene informati sulle VPD, sicurezza, questioni etiche e raccomandazioni
per la comunicazione con i genitori sui rischi e benefici dei vaccini. La comunicazione dei rischi sembra
essere una difficoltà diffusa tra gli operatori (Il 40% dei pls di uno studio 53 ha riferito che non hanno
menzionato ai genitori rischi dei vaccini).
Esperti di comunicazione del rischio (Evans Bostrom) consigliano un approccio di “comunicazione
empatica del rischio vaccinale” come più efficace nel rispondere alle preoccupazioni e alla disinformazione
dei genitori circa i vaccini 8. Ball et al 48 notano anche che i genitori apprezzano essere considerati come
responsabili della decisione sulla salute del figlio. Con i genitori riluttanti alla vaccinazione, gli operatori
dovrebbero indagare le questioni culturali, religiose e la storia personale che contribuiscono alla loro
incertezza. Inoltre gli operatori non dovrebbero permettere che materiale scritto (cioè volantini informativi
sul vaccino) sostituisca la comunicazione faccia a faccia tra madre e operatore.
A mano che nuovi vaccini entrano sul mercato e nel programma di vaccinazione gli operatori sanitari
dovrebbero sapere che alcuni genitori potrebbero attribuire qualunque fenomeno negativo alla
vaccinazione in quanto i genitori non distinguono tra le associazioni temporali tra la vaccinazione e tutti gli
eventi avversi e le reali stime di rischio attribuibili e che la tolleranza del pubblico nei confronti degli effetti
negativi da vaccinazioni è inferiore a quelli a seguito di terapie. Si raccomanda che documenti di
riferimento che accompagnano i vaccini dovrebbero presentare la frequenza degli eventi avversi sia in un
gruppo di controllo con placebo e che nel gruppo vaccinato.
Gli adolescenti come i genitori possono essere guidati dagli operatori per valutare informazioni veicolate
nei media e su internet, soppesare i pro e i contro di un comportamento sanitario, fare domande, dove
imparare a ottenere informazioni sanitarie affidabili ed essere partecipe nel processo decisionale.
LIMITI DELLA
RICERCA
Conflitto di interessi
e finanziamento
Eventuali note e
interesse ai fini della
ricerca
Non dichiarati
Finanziato dalla sovvenzione U19A131494 del National Institute of Allergy and Infectious Diseases,
Bethesda, MD
Importante revisione di letteratura (70 articoli in lingua inglese) che integra in modo multidisciplinare
quello che pensano i genitori sulle vaccinazioni al fine di guidare le priorità per la ricerca e l'educazione
alla salute. Presentazione di un MODELLO CONCETTUALE che evidenzia 5 fattori determinanti nella
decisione di vaccinare. Indicazioni sui comportamenti e atteggiamenti degli operatori e per la ricerca futura.
82
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 37
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
Content and design attributes of antivaccination web sites
Contenuti e caratteristiche di design dei siti web antivaccinatori
Robert M. Wolfe, MD Lisa K. Sharp, PhD Martin S. Lipsky, MD
Department of Family Medicine,Northwestern University, Feinberg School of Medicine, Chicago, Ill
(Drs Wolfe, Sharp, and Lipsky);Evanston-Northwestern Healthcare, Evanston, Ill (DrsWolfe and
Lipsky).
FONTE E DATA PUBBL. JAMA. 2002;287:3245-3248 PubMed PMID:12076221.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12076221
DATA LUOGO RICERCA 2000; USA
COMITATO ETICO
NO
OBIETTIVI
Esaminare gli attributi dei siti Web antivaccinali e delinearne le denunce specifiche e le
preoccupazioni ivi espresse con l’obiettivo di migliorarne la comprensione.
METODOLOGIA
ANALISI SITI WEB
(TIPOLOGIA
DI Utilizzando Copernic 2000, un “utility” per la ricerca online, è stata effettuata una ricerca simultanea
RILEVAZIONE: numero e su 10 diversi motori di ricerca sulle parole chiave inerenti al vaccino. Sono stati recensiti e
caratteristiche campione) analizzati 772 collegamenti che sono stati successivamente ulteriormente selezionati. Sono stati
esclusi (1) i siti di riviste online salute/mediche o i siti dei quotidiani, (2) newsgroup o mailing
list contenenti conversazioni on-line, e (3) siti non scritti in lingua inglese. Da ciò si sono
ottenuti 12 siti web i cui link hanno portato ad altri 10 siti ottimali per la ricerca, per un totale di 22 siti
web per l’estrazione finale dei dati. 16 siti erano provenienti dagli USA, 2 dal UK, 2 dall’Australia, 1
dalla Nuova Zelanda e 1 dalla Francia.
Sono state stabilite 11 caratteristiche di contenuto (come I vaccini causano malattie idiopatiche) e
10 caratteristiche di design (come Link a siti antivaccinali). Per ogni sito, ogni item è stato
classificato come presente o assente.
RISULTATI
Per quanto riguarda le caratteristiche di contenuto: in generale l’82% dei siti presentavano 7 o
più degli 11 item possibili.
 “I vaccini causano malattie idiopatiche” 100% dei siti; le più comuni riportate: l’autismo (MPR o
DPT), la SIDS, disfunzioni immunitarie, diabete, disturbi neurologici, disturbi atopici
 “Lotti Pericolosi” (55% dei siti e “Rischi Maggiori da vaccini multipli e simultanei (50%).
 "I Vaccini minano il Sistema Immunitario" (95%) affermazione spesso associata: le malattie
aiutano naturalmente il sistema immunitario e i vaccini interferiscono con tale processo e "La
Protezione Data dai Vaccini è Temporanea /Inefficace." (81%)
 "Le Reazioni Avverse ai Vaccini sono sottosegnalate." ( 95%) le motivazioni riportate variano.
 “Le malattie sono diminuite” Più del 70% dei siti afferma che le malattie prevenibili dal vaccino
stessero diminuendo prima dell’introduzione dei vaccini per un miglioramento dell’alimentazione e
dell’igiene, molti di questi siti affronta anche le “Alternative Omeopatiche” al vaccino.
 L’idea che la “La politica delle vaccinazioni è motivata dal profitto” (91% dei siti).
 “Violazione delle libertà civili.” ( 77%), soprattutto privacy.
 Il 32% dei siti ha riportato “L'uso del tessuto dei feti abortiti” per i virus dei vaccini contro varicella,
rosolia ed epatite A.
Per quanto riguarda le caratteristiche di design:
 Tutti i siti avevano link ad altri siti antivaccinali e circa la metà avevano collegamenti
anche a fonti autorevoli pro vaccinazione (es CDC).
 Oltre la metà dei siti riportavano sia informazioni su come evitare legalmente la
vaccinazione sia storie di bambini danneggiati dalla vaccinazione.
 Rispettivamente il 32 ed il 23% dei siti mostravano “immagini di aghi minacciosi” e di
bambini presumibilmente lesi o uccisi dalle reazioni avverse al vaccino.
CONCLUSIONI
I siti web antivaccinali esprimono una serie di denunce ampiamente rifiutate dalla letteratura
scientifica peer-reviewed. Si sono registrati tre temi contro i vaccini: la loro sicurezza, gli abusi
governativi, la maggiore efficacia della medicina alternativa. Soprattutto, l’istituzione sanitaria
viene vista come invasiva, mendace e collusa con l’industria farmaceutica. I siti fanno ampio uso di
racconti e immagini, inquietanti per chi è di fronte ad una scelta, sfruttando il bias del “falso
83
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
consenso” tendenza a fare affidamento sull’esperienza personale rispetto alle prove
scientifiche. Molto efficace dato che le immagini dei danni delle malattie sono ormai lontane. I siti
che riportano citazioni da articoli scientifici spesso ne travisano i contenuti e le argomentazioni
confondono le associazioni temporali per nessi di causalità.
LIMITI DELLA RICERCA L’analisi dei siti è stata altamente standardizzata e non sono stati esplorati i link che portavano ad
ulteriori nuovi siti.
Natura dinamica di internet dove interi siti appaiono e scompaiono o si trasferiscono ad altri
“indirizzi” da un giorno all’altro. Inoltre, essendo i siti raccolti solo in lingua inglese, i risultati non
possono estendersi a siti antivaccinali scritti in altre lingue.
Conflitto di interessi e Non riportato
finanziamento
Eventuali
note
e Studio che esamina siti Web antivaccinali delineando le denunce specifiche e le preoccupazioni
pertinenza ai fini della contenute con l’obiettivo di migliorarne la comprensione. Analisi standardizzata di siti anti vaccinali in
ricerca
lingua inglese con verifica in ciascuno della presenza o meno di 11 caratteristiche di contenuto e 10
di design. Si evidenziano in particolare 3 temi: la sicurezza dei vaccini, gli abusi governativi, la
maggiore efficacia della medicina alternativa. Si evidenza che i siti si basano sull’attivazione emotiva
per trasmettere il messaggio.
84
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 38
ENGLISH TITLE
TITOLO: ITALIANO
AUTORI
ENTE
Understanding and predicting parental decisions about early childhood immunizations.
Capire e prevedere le decisioni dei genitori su vaccinazioni della prima infanzia
Wroe, Abigail L. Turner, Nikki. Salkovskis, Paul M.
Dipartimento di Psicologia, Università di Auckland, Auckland, Nuova Zelanda; Salkovskis M. Paul,
Istituto di Psichiatria, Kings College London, Regno Unito.
FONTE E DATA DI Health
Psychology.
23(1):33-41,
2004
Jan
PubMed
PMID:14756601.
PUBBLICAZIONE
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14756601
DATA LUOGO DELLA
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
(TIPOLOGIA
DI
RILEVAZIONE: numero
e
caratteristiche
campione)
Auckland, Nuova Zelanda 2004
NON DICHIARATO
QUANTITATIVA X
studio longitudinale per analizzare i fattori che influenzano le decisioni sulle vaccinazioni
Campione di 195 donne in gravidanza. Reclutamento dell’operatore di riferimento in ospedale (50
operatori su 83 hanno aderito) per la gravidanza. Invio di 427 inviti con ritorno di 235 adesioni (55%),
successiva telefonata per chiarimenti e invio via posta con preaffrancatura a 195 donne (83%) di un
Questionario su percezione dei rischi e dei benefici. Recall telefonico a 8-10 settimane dalla nascita
per conferma vaccinazione con quali vaccini e quando.
Questionario in 4 sezioni:
1 Intenzioni sulle future vaccinazioni del figlio, valutazione delle informazioni ricevute circa i vantaggi
e gli svantaggi delle vaccinazioni e come preferivano essere coinvolte nella decisione di vaccinare.
2 domande aperte e chiuse: chieste le ragioni a favore e contro la vaccinazione e il peso di ogni
ragione (scala da 0 a 100 -molto rilevante).
3 per ciascuna malattia (DTP, HIB, HBV, polio) è stato chiesto di valutare: “Pensi che probabilmente
il tuo bambino avrebbe sviluppato questa malattia”: Se non fosse stato vaccinato? Se fosse stato
immunizzato? Se i bambini non fossero immunizzati? (Scala da 0 [decisamente nessuna possibilità]
a 100 [decisamente].)
È stato inoltre chiesto di valutare: “Se il bambino non fosse stato vaccinato e poi avesse sviluppato
la malattia”: (Scala da 0 a 100) quanto dannosa pensi sarebbe stata la malattia; quanto ti saresti
sentito responsabile per quello che sarebbe successo? Quanto pensi che avresti rimpianto di non
aver vaccinato il tuo bambino?
RISULTATI
4 rispetto agli eventi avversi (elenco da lievi a gravi) è stato chiesto: Con quanta probabilità pensi che
questo evento si verificherebbe dopo l’immunizzazione? (Scala da 0 a 100). Se si verifica quanto pensi
sarebbe nocivo per il tuo bambino? quanto ti sentiresti responsabile per quanto successo? Quanto
pensi che avresti rimpianto di aver vaccinato il tuo bambino?
Il 67% delle donne ha affermato che avrebbe vaccinato il figlio e il 5% ha dichiarato di no. Dei 14
partecipanti con probabilità inferiore a 50 di immunizzazione, tutti hanno deciso di non vaccinare; dei 6
partecipanti che hanno valutato 50, 2 immunizzati in tempo e 4 non vaccinati e delle 171 partecipanti
che hanno valutato più a 50 sulla scala, 146 sono stati vaccinati per tempo, 16 vaccinati in ritardo (più
di 2 settimane dopo la data prevista), 7 non vaccinati, e 2 non vaccinati a causa di gravi problemi di
salute del bambino.
- Forte associazione tra la valutazione prenatale della probabilità di vaccinazione e l’effettiva
decisione di immunizzazione (conformità del 97%).
- 166 partecipanti (88%) hanno affermato di aver preso la decisione sulle vaccinazioni prima della
nascita, mentre gli altri partecipanti hanno affermato che la decisione è stata presa dopo la nascita del
figlio.
Differenze significative su 3 variabili determinanti per la decisione (percezione dei rischi e dei
benefici e dei fattori emotivi) tra vaccinandi e non vaccinandi: per i primi > percezione dei benefici
personali e per la comunità, e < percezione dei rischi dei vaccini, > previsione di senso di
responsabilità in caso di danno da malattia (non azione) e > previsione di senso di colpa in caso di
danno da non azione.
85
Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
Il più forte predittore della probabilità di vaccinare è il senso di colpa anticipato se il danno si
verifica dopo la non azione. Ulteriori differenze tra chi vaccina e non vaccina: per i primi la
percezione di rischio > di contrarre la malattia se il bambino non è vaccinato; percezione di rischio < di
contrarre la malattia se il bambino è vaccinato; percezione di danno > da malattia; percezione < rischi
di eventi avversi anche a lungo termine. Le analisi suggeriscono che i fattori emotivi sono stati i migliori
predittori di probabilità di immunizzazione rispetto a ragioni fondate sui rischi fisici e benefici.
Il 10% dei partecipanti ha dichiarato che non ha fiducia nelle informazioni fornite sulle vaccinazioni
CONCLUSIONI
SUGGERIMENTI
Le madri prendono decisioni circa l'immunizzazione bilanciando i rischi delle vaccinazioni con i
rischi di non vaccinare. Le più frequenti motivazioni per vaccinare erano la protezione contro le
malattie e i benefici per la comunità, mentre i più frequenti motivi contro le vaccinazioni sono gli effetti
collaterali o i potenziali effetti indesiderati, dubbi scientifici di base che includono: la preferenza per
l’immunità naturale, il bambino troppo piccolo, e la possibilità di creare malattie resistenti alle
vaccinazioni.
Il fatto che l’88% dichiari che ha preso la decisione di vaccinare prima della nascita del figlio implica un
nuovo approccio e tempistica di educazione dei genitori, supportando la raccomandazione che i
genitori dovrebbero essere sostenuti nel periodo prenatale nel prendere la decisione (Ministero della
Salute, 2002) e suggerisce che qualsiasi intervento per aiutare il processo decisionale è meglio
condurlo in questa fase.
Per aiutare i genitori nel prendere decisioni basate sulle migliori evidenze disponibili e superare il bias
di omissione un mezzo possibile potrebbe essere incoraggiare i partecipanti a concentrarsi sulla
vaccinazione come norma, persuadendo loro a pensare come la non vaccinazione sia una decisione
attiva deviante rispetto a questa norma. Tale prospettiva significherebbe che la decisione di non
vaccinare è più un’azione rispetto alla decisione di vaccinare.
Dalla ricerca Baron (1992) è emerso che i genitori avevano maggiori probabilità di immunizzare il loro
bambino dopo aver valutato la "REGOLA D'ORO", che suggerisce alle persone di mettersi nella
posizione del bambino e valutare se avrebbero preferito una maggiore o minore probabilità di danno e
se importava loro che la probabilità di danno fosse dovuta all’azione o alla non azione di qualcuno.
LIMITI
RICERCA
DELLA • Tutti i partecipanti erano donne, e le decisioni di immunizzazione sono spesso presumibilmente una
decisione comune tra i due genitori.
• È possibile che gli operatori reclutatori che hanno scelto di partecipare, e i genitori che hanno
completato il questionario, siano dei gruppi selezionati.
• Solo il 55% dei volantini sono stati restituiti dai potenziali partecipanti; non è possibile sapere
l'esatta proporzione di genitori che ha ricevuto i volantini, che poi ha restituito il modulo.
• È possibile che coloro che hanno mostrato un interesse nella ricerca fossero particolarmente
interessati alle questioni relative alle vaccinazioni, e possono avere esagerato gli effetti osservati.
• i risultati ottenuti possono essere specifici del sistema sanitario specifico (Nuova Zelanda).
• i genitori che hanno risposto possono aver razionalizzato a posteriori la decisione.
• Non è possibile sapere quali convinzioni rappresentino la causa principale della decisione e quali
siano di supporto.
Conflitto di interessi e Il lavoro è stato finanziato dalla Wellcome Trust.
finanziamento
Eventuali note
Considerazione in particolare delle ragioni emotive e ricerca del periodo in cui si affronta la questione
dei vaccini
Pertinenza e utilità ai Lo studio longitudinale (questionario a 195 donne in gravidanza e recall telefonica a distanza di 8-10
fini della ricerca
settimane dalla nascita) identifica il periodo prenatale come momento in cui avviene la decisione e
evidenzia quali sono le motivazioni più importanti nella scelta vaccinale. Alcune interessanti indicazioni
strategiche per l’adesione vaccinale : la REGOLA D’ORO e la proposta della “vaccinazione come
norma” rispetto al bias di omissione
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 39
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
Postpartum mothers' attitudes, knowledge, and trust regarding vaccination.
Gli atteggiamenti delle madri in post partum , la conoscenza e la fiducia per quanto riguarda la
vaccinazione.
AUTORI
Wu, Ann Chen; Wisler-Sher, Daryl J; Griswold, Katherine; Colson, Eve, Shapiro, Eugene D; Holmboe,
Eric S; Benin, Andrea L.
ENTE
Peer Reviewed Journal: 2008-14489-012.
FONTE E DATA DI Maternal and Child Health Journal. Vol.12 (6), novembre 2008, pp. 766-773. PubMed PMID:17987370.
PUBBLICAZIONE
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17987370
DATA
LUOGO
DELLA RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVI
Connecticut, USA. 2003, reperto neonatale di un grande ospedale
universitario
NO
QUANTITATIVA
Esaminare l’atteggiamento e le conoscenze sulle vaccinazioni nelle madri dopo il parto, in particolare
valutare: (1) la frequenza con cui le madri hanno credenze coerenti con gli aspetti che promuovono o
inibiscono la vaccinazione, (2) la frequenza con cui le madri non si fidano dei propri operatori sanitari e
ciò che determina la fiducia o la non fiducia, (3) le conoscenze della madre relative alla vaccinazione.
(TIPOLOGIA
DI Questionario autosomministrato, 30 minuti, 56 domande, Likert, scelta multipla, ad abbinamento e
RILEVAZIONE: n. e graduatoria. Neomamme da non più di 5 giorni di bambini sani, di lingua inglese o spagnola. Di 296
caratteristiche
madri, 228 hanno completato il questionario.
campione)
RISULTATI
La forza di questo studio deriva dal suo tempismo essendo rivolto alle madri che stanno prendendo le
loro prime decisioni circa le vaccinazioni dei loro bambini.
Delle 228 madri che hanno partecipato allo studio: il 96% delle madri prevedeva di vaccinare il loro
bambino, mentre l'1% prevedeva di non farlo, lo 0.5% non era sicuro, ed il 2% ha dichiarato che il loro
bambino riceverà solo alcuni vaccini .
Questo studio ha 4 principali risultati:
1 - Le madri hanno riferito che la ragione più importante per vaccinare è prevenire la malattia nel
bambino (74%) e nella società (11%)
Il 29% delle madri era preoccupato per la vaccinazione, e il 23% era preoccupato che il vaccino non
sarebbe stato efficace, anche se tali preoccupazioni non le avevano dissuase dal vaccinare i loro figli.
A riguardo di problemi specifici, il 31% delle madri temeva la morte a causa della vaccinazione, il 24%
temeva problemi immunitari, l'autismo, o SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante) a causa
della vaccinazione, il 23% temeva dolore, e il 22% temeva la febbre.
Gli operatori devono essere consapevoli che la % di madri che hanno preoccupazioni è alta
anche tra le madri che scelgono di vaccinare i loro figli.
2 - Le madri che sono primipare, con un reddito familiare basso ma non soddisfano i requisiti per il
programma WIC(programma nutrizionale integrativo..), o intendono allattare erano meno fiduciose
sulla vaccinazione rispetto alle altre madri. Si ipotizza che le madri con più alti livelli di istruzione tendano
ad allattare, e i genitori con più alto livello d’istruzione è più probabile che si aspettino di essere
partecipanti attivi nelle decisioni sulla salute dei loro figli e sono quindi meno fiduciosi.
3 –Le conoscenze sulla vaccinazione erano scarse; ad esempio, solo il 33% ha correttamente
abbinato la varicella col relativo vaccino.
La fiducia è un fattore principale della vaccinazione e allo stesso tempo la conoscenza sulla
vaccinazione è carente. I genitori che sentono che manca loro un adeguato accesso alle informazioni
sulla vaccinazione hanno più probabilità di avere attitudini negative alla vaccinazione
Nonostante il 70% avrebbe voluto informazioni sui vaccini durante la gravidanza, solo il 18% ha
dichiarato di aver ricevuto tali informazioni durante l'assistenza prenatale.
4 – le madri preferiscono ricevere informazioni sulle vaccinazioni presto, preferibilmente prima
della nascita del loro bambino. Nonostante il 70% avrebbe voluto informazioni sui vaccini durante la
gravidanza, solo il 18% ha dichiarato di aver ricevuto tali informazioni durante l'assistenza prenatale.
La comunicazione tra i pediatri e i genitori potrà beneficiare concentrandosi sul miglioramento delle
conoscenze e sullo sviluppo dei rapporti di fiducia.
Il lavoro sullo sviluppo delle relazioni di fiducia e sulla comunicazione delle informazioni sui vaccini
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
LIMITI DELLA
RICERCA
STRATEGIE
INDICATE
Utilità ai
ricerca
fini
dovrebbe iniziare il più presto possibile e implicare la collaborazione con gruppi di ostetriche. I
pediatri dovrebbero riconoscere l'elevata percentuale di genitori che si preoccupano delle vaccinazione e
potrebbero aver bisogno di spendere più tempo a discutere sulla vaccinazione con le persone facenti
parte dei gruppi che sono più diffidenti a riguardo.
La generalizzabilità dello studio può essere limitata, poiché i partecipanti erano per lo più caucasici, di
lingua inglese, e ben istruiti, e la dimensione del campione era relativamente piccola. La validità dei
risultati può essere influenzata da errori di risposta in quanto il 23% dei questionari non sono stati
restituiti e alcune intervistate volutamente o inavvertitamente hanno saltato alcune delle domande. Le
risposte possono essere state influenzate dalla desiderabilità sociale, che si è tentato di escludere con
un test pilota.
Fornire informazioni sulle vaccinazioni preferibilmente prima della nascita del loro bambino.
Collaborazione tra pediatri e gruppi di ostetriche
Gli operatori sanitari devono essere consapevoli che la % di madri che hanno preoccupazione è alta
anche tra le madri che scelgono di vaccinare i loro figli.
della Correlazione inversa tra fiducia e alcune caratteristiche socio-demografiche e accesso alle
informazioni (conoscenze) sui vaccini.
indicazioni di alcune strategie e sui tempi per informare le madri
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
SCHEDA ANALISI BIBLIOGRAFICA 40
ENGLISH TITLE
TITOLO ITALIANO
AUTORI
ENTE
FONTE DATA PUBBL
Vaccine Criticism on the World Wide Web
Critica ai vaccini sul world wide web
Zimmerman RK, Wolfe RM, Fox DE, Fox JR, Nowalk MP, Troy JA, Sharp LK.
University of Pittsburgh School of Medicine, Graduate School of Public Health, Pittsburgh, PA, USA,
School of Medicine, Northwestern University, Chicago, IL, USA
(J
Med
Internet
Res
2005;7(2):e17)
PubMed
PMID:15998608;
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15998608
DATA
LUOGO
RICERCA
COMITATO ETICO
METODOLOGIA
OBIETTIVO
5 dicembre 2003 USA
STRATEGIE
CONSIGLIATE
- condividere esperienze personali di malattie come la pertosse, che possono causare gravi
conseguenze e che continuano a circolare negli Stati Uniti attraverso immagini e testimonianze di
bambini affetti da malattie prevenibili mediante vaccinazione.
- spiegare la natura della maggior parte delle malattie trasmissibili prevenibili da vaccino e il loro
ritorno nei paesi industrializzati in cui i tassi di vaccinazione diminuiscono.
- un punto importante da sollevare con i genitori è che alcuni siti web che sono critici nei confronti delle
vaccinazioni, vendono prodotti omeopatici e fitoterapici, configurandosi conflitti di interesse
- informare i genitori di siti non-profit, come Vaccine Education Center [42] e la National Network for
Immunization Information [43] in quanto liberi da finanziamento commerciali e federali
Queste strategie possono essere utilizzati in campagne di educazione di massa o nella comunicazione
operatori/ genitori
CONSIDERAZIONI
Nesso tra le alcune affermazioni (medicina convenzionale sbagliata, medici disinformati sulle
NON RIPORTATO
ANALISI SITI WEB
Esaminare le critiche ai vaccini su Internet e analizzare i siti web al fine di individuare caratteristiche
comuni e le accuse di etica. Questo aggiornamento permetterà agli operatori sanitari di meglio
comprendere le argomentazioni contro le vaccinazioni
(TIPOLOGIA
DI Ricerca strutturata Web condotta per i termini, “vaccine,” “vaccination,” “vaccinate,” e“anti-vaccination”
RILEVAZIONE: numero utilizzando un meta motore di ricerca che incorpora 8 motori di ricerca. Questo ha prodotto 1.138
e
caratteristiche pagine Web che rappresentano 750 siti. Due + UNO ricercatori indipendenti hanno esaminato i siti
campione)
per i criteri di inclusione / esclusione, con il risultato di 78 siti vaccino-critico (materiale scaricato su
un CD), che venivano poi valutati per design, contenuti e affermazioni sulla base di precedenti studi.
Identificazione di 46 variabili con 2 possibili opzioni (presente/non presente) che vengono poi
raggruppate (30 in 12) in tot. 25.
RISULTATI E
Risultati: La caratteristica più comune di siti web vaccino-critico è l'inserimento di dichiarazioni che
collegano le vaccinazioni con specifiche reazioni avverse, soprattutto idiopatiche, malattie croniche
come la sclerosi multipla, autismo e il diabete (91%). Altri attributi comuni sono i link ad altri siti web
critici ai vaccini(80%); l’accusa che i vaccini contengono sostanze contaminanti mercurio, “hot lots” che
causano eventi avversi (83%); l’affermazione che i vaccini garantiscano una protezione solo
temporanea (79%)e che le malattie evitate con il vaccino sono lievi (74%); appelli alla genitorialità
responsabile attraverso l'educazione e la resistenza all’istituzione (76%); accuse di cospirazioni e di
coperture per nascondere la verità sulla sicurezza dei vaccini (76%); e accuse che le libertà civili
vengono violate attraverso l’obbligatorietà delle vaccinazioni (70%). Il n. medio delle caratteristiche
presenti per ogni sito era di 13.5 ± 5.3.
Sono state individuate 3 caratteristiche di progettazione dei contenuti: il 62% dei siti contenevano
riferimenti alla letteratura scientifica, 28% fornivano i link a siti web di sostenitori vaccino, 26 %
fornivano informazioni o link sui requisiti di vaccinazioni degli stati. Storie personali o immagini di
bambini danneggiati da presunti vaccini appaiono sul 37% dei siti web.
CONCLUSIONI
Conclusioni: i siti web Vaccine-critical effettuano spesso gravi accuse. Con il fiorire di Internet come
fonte di informazione sanitaria, un pubblico senza capacità di discernimento o non completamente
istruito può accettare queste affermazioni e rifiutare la vaccinazione dei loro figli. Gli operatori devono
conoscere le accuse mediche ed etiche contro i vaccini.
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Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell’Offerta Vaccinale nella Regione Veneto
vaccinazioni, "ritorno alla natura" alternativa e l'omeopatia) e il pensiero post-moderno, che ritiene
che la verità sia relativa e che mette in discussione i punti di vista stabiliti.
Il collegamento di eventuali reazioni avverse a 2 errori di logica. 1°“post hoc ergo propter hoc”, che si
traduce in "che si verificano in seguito, quindi si verificano perché,"ossia confondendo associazione
temporale con la causalità. 2° il dilemma difettoso: la questione impone una scelta tra 2 opzioni,
entrambe contrarie ad una 3° posizione, che non è menzionata come opzione (di fronte ad un figlio
disabile, la scelta è fra: il vaccino ha causato l'invalidità o il bambino non è disabile, la 3° opzione che
la disabilità sia stata geneticamente determinata o si è verificato in utero non viene menzionata come
una possibilità).
Si evidenzia il coinvolgimento di altri processi euristici: la compressione è la sopravvalutazione dei
rischi rari, come le reazioni ai vaccini, ma una sottovalutazione dei rischi comuni, come la morbilità e la
mortalità delle malattie prevenibili da vaccino[25]. (rischio dei media); Il bias di Omissione è la
tendenza a favorire gli errori di omissione rispetto ad errori di commissione, anche se una distinzione
tra loro può essere irrilevante[27,28]. L’avversione all’ambiguità è quando si trova un maggior rischio di
una malattia conosciuta più accettabile di un più piccolo rischio più ambiguo di un nuovo vaccino [25,28].
L’avversione all’ambiguità vale anche per una situazione in cui vi è un dibattito circa l'attendibilità delle
informazioni di un vaccino.
Di fronte ad accuse di cover up utile poter portare casi di ritiri di vaccini entro poco tempo da
segnalazioni di reazioni avverse (vedi casi di “intussusception” dopo somministrazioni di vaccini
derivati dalla scimmia Rhesus da rotavirus - RRV)
Le critiche ai vaccini godono del fatto che il pubblico ha difficoltà a comprendere la scienza medica e la
sua limitata capacità di confermare o respingere le affermazioni; il pubblico non è molto capace, nel
differenziare la causalità con l’associazione temporale, nell'interpretare i risultati statistici di indagine, o
nel valutare la validità dei risultati sulla base di disegno di studio appropriato.
Molti degli argomenti oggi in uso sono simili al passato (terapie naturali e medicina alternativa sono
preferibili per la prevenzione delle malattie infettive, i vaccini causano malattie idiopatiche le
vaccinazioni all’entrata della scuola violano le libertà civili, conflitti di interesse ecc), la differenza è
principalmente una questione di grado: oggi ci sono più vaccini e quindi più disponibilità di critica oltre
ad esserci molte risorse in più per la diffusione delle informazioni sulla salute, compresa la tv, la radio e
il WWW.
LIMITI DELLA
Esame dei siti scritti solo in inglese, che limita la capacità di generalizzare i risultati. L'affidabilità
RICERCA
interrater (affidabilità dell'accordo tra valutatori) era buona ma non eccellente, dato che dipende
principalmente dalle differenze individuali inerenti l’interpretazione dei contenuti del sito per
determinare la presenza o l'assenza dei vari elementi da valutare. Altri fattori che possono aver influito
sono la complessità e le dimensioni dei siti web.
Dichiarazione conflitto NON Dichiarati; studio in parte finanziato dal CDC, dal National Immunization Program, e dalla
di interesse
Fondazione della Società dei docenti di Medicina di Famiglia (STFM) I suoi contenuti sono sotto la
responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente le posizioni ufficiali del CDC o STFM.
Eventuali note
Studio più grande condotto negli USA che aggiorna studi prec.
Pertinenza e utilità alla Lo studio esamina le critiche ai vaccini su Internet e analizza i siti web al fine di individuare
ricerca
caratteristiche comuni e alcune critiche etiche. Analisi standardizzata di siti web antivaccinali valutati
per design, contenuti e affermazioni sulla base di precedenti studi. Identificazione presenza o meno di
46 variabili. Vengono evidenziate alcune considerazioni (relativismo, logiche fallaci ed euristiche) che
in qualche modo forniscono una spiegazione al processo di adesione o meno alle vaccinazioni.
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