LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
PROGETTO DEFINITIVO
“Lavori di riqualificazione e restauro della Croce monumentale del
Pratomagno”
Progetto a cura della Provincia di Arezzo / Servizio Edilizia e Impianti
Responsabile Unico del Procedimento:
Ing. Claudio Tiezzi
Progettisti:
Arch. Giuseppina Bocchini
Geom. Alessandro Bertoldi
Progettista strutture:
Ing. Claudio Tiezzi
Sicurezza – CSP:
geom. Luciano Leone
Direttore dei lavori:
Arch. Giuseppina Bocchini
Direttore operativo:
Geom. Alessandro Bertoldi
Sicurezza – CSE:
Geom. Luciano Leone
Sponsor dell’intervento:
BANCA ETRURIA
Arezzo, Febbraio 2013
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E
RESTAURO DELLA CROCE
MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
INDICE
Metodologia
pag 5
Contesto geografico
pag. 6
Analisi storica
pag. 7
Precedenti interventi di restauro
pag. 13
Altre notizie
pag. 15
Bibliografia essenziale
pag. 20
Descrizione dell’opera e rilievo
pag. 21
Lettura dello stato di conservazione
pag. 23
Contenuti del progetto
pag. 26
Restauro conservativo della Croce (1°Stralcio)
pag. 26
Restauro terracotta di San Francesco
pag.27
La riqualificazione del “luogo” (2° stralcio)
pag. 28
Nota per l’esecuzione del restauro: la manodopera
Specialistica
pag. 29
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Da questa vetta
Punto di ideal incontro
Delle serene genti dell'Arno
Il poverello d'Assisi
Addita ancora
Agli uomini
L'Eterno messaggio dell'Amore
Contro gli odi, gli egoismi, le guerre.
In questo segno
Fu eretta nel 1928 questa Croce
E fu ricostruita nel 1969
A cura di un Comitato
Promosso dalle Misericordie d'Italia
Onde allarghi ancora le braccia
Al cristiano amplesso dei popoli
Finalmente affratellati e liberi
In tutti i continenti .
(Avv. Alfredo Merlini 1969)
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Metodologia
Il progetto di Riqualificazione e restauro della Croce monumentale del Pratomagno
comprende il restauro conservativo del manufatto “Croce” e la valorizzazione del
luogo in un contesto di grande interesse soprattutto dal punto di vista paesaggistico.
I segni del tempo sono ben visibili negli elementi in metallo della Croce, che
nonostante l’inevitabile degrado, mantiene intatto il suo fascino quale memoria di un
evento storico e religioso: la commemorazione del 7° centenario della morte di San
Francesco di Assisi.
La metodologia di restauro adotterà tutti i principi di conservazione dell’opera con lo
scopo di mantenere l’integrità dei materiali ed assicurarne la
conservazione/protezione nel tempo, oltre un intervento di sistemazione dell’area che
si estende fino alla recinzione preesistente di legno.
FASI DI PROGETTAZIONE:
ANALISI STORICA
Il progetto di restauro si fonda sulla conoscenza del bene da conservare supportata
da analisi e letture di fonti storiche archivistiche e dalla lettura del manufatto stesso
tramite osservazione diretta.
RILIEVO
Il monumento è stato rilevato con strumentazione manuale e fotografica per restituire
il disegno geometrico in pianta, sezioni e prospetti dei componenti architettonici e
della loro tessitura materica. Inoltre il manufatto è stato rilevato non come elemento
isolato ma parte integrante di un contesto geografico montano di grande valore.
LETTURA DELLO STATO DI FATTO
Un prezioso manoscritto “Cronaca” del terzo Ordine francescano del 1929 ha
costituito, insieme ad altri documenti, un riferimento per la ricostruzione delle fasi
evolutive della Croce e l’identificazione dei materiali, elementi architettonici e
tecniche costruttive originali.
Le analisi svolte si possono riassumere nelle tavole grafiche di progetto e
suddividere in
 Analisi dello stato attuale con la rilevazione delle misure del manufatto
esistente;
 Analisi materica e dei componenti architettonici,
 Analisi del degrado con la relativa mappatura e localizzazione.
PROGETTO DI RESTAURO
Il progetto di restauro identifica la sequenza di operazioni da svolgere per il restauro
specifico delle singole parti nel rispetto delle caratteristiche materiche.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Contesto geografico
La Croce monumentale del Pratomagno sorge nella vetta più alta dell’omonimo
massiccio montuoso a una quota di 1592 metri s.l.m. nel comune di Loro Ciuffenna .
Il Pratomagno è una catena montuosa dell’Appennino e s’innalza tra il Valdarno
superiore ed il Casentino a nord-ovest della città di Arezzo; interessa l’omonima
provincia ed , in piccola parte , la sponda sud-orientale di quella di Firenze.
In questa località, da dove è possibile godere di un panorama a trecentosessanta
gradi dall’ Appenino Tosco-Emiliano, alle Alpi Apuane, al monte Amiata, le cime di
forma piuttosto arrotondate simili a “groppe” sono completamente prive di alberi e
ricoperte da un soffice manto erboso dove mucche e cavalli possono liberamente
pascolare allo stato brado.
Vista panoramica della Croce
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Analisi storica
La croce fu eretta nel 1928 per volere della congregazione del Terzo Ordine
francescano di Poppi, movimento francescano dei laici, e soprattutto per opera del
direttore spirituale Padre Luigi da Pietrasanta che, uomo di Dio sul pulpito, seppe
entusiasmare la popolazione in occasione delle celebrazioni del 7° centenario della
morte di S. Francesco, avvenuta il 3 Ottobre 1226 ad Assisi ; così Padre Luigi da
Pietrasanta , che nel 1926 predicava a Raggiolo, per ricordare ai secoli futuri
l’entusiamo delle popolazioni nel celebrare l’ideale francescano, incoraggiato dal
Vicariato e dai suoi superiori, decise di proporre al pubblico la sua idea di erigere
una Croce monumentale sulla vetta più alta di Pratomagno, quasi in atto di benedire
le due vallate del Casentino e del Valdarno, ed incominciò ad organizzarsi per
portare a termine il suo progetto formando a questo scopo un comitato casentinese
ed un altro nel valdarno presieduto da Don Giovanni Mazzoni, medaglia d’oro al valor
militare, a quel tempo parroco di Loro Ciuffenna.
Il 14 Agosto del 1927 venne posta la prima pietra del monumento.
“ non potendo per le ristrettezze del tempo attuare il grandioso progetto durante
l’anno francescano poiché l’idea era sorta troppo tardi e perché il monumento
risultasse ricordo del 7° centenario della morte di San Francesco, fu pensato di
celebrare una festa solennissima per la posa della prima pietra. Il giorno stabilito per
quella cerimonia fu il 14 Agosto.
Quella giornata dimostrò che il lavoro per la bella iniziativa era già a buon punto e
quale entusiasmo fosse già nel cuore di tutti.
Nessuno avrebbe preveduto tanta folla: le popolazioni della montagna si erano
riversate quasi al completo sulla vetta di Pratomagno e vi erano rappresentanze di
quasi tutte le parrocchie delle due vallate: Casentino e Valdarno. Si calcolò che gli
intervenuti non fossero meno di 8000.
…….. Commosso era specialmente il R. Padre Direttore il quale vedendo come la
sua idea, nonostante gli ostacoli, aveva potuto entusiasmare tanto popolo, non potè
trattenersi dal rivolgere alla moltitudine che brulicava intorno all’altare un accalorato
discorso per ringraziare ed infiammare dicendo il significato del Monumento da
erigersi su quella vetta così bella e caratteristica”. (tratto dalla “Cronaca” del T.O.F.)
Gli uomini della vallata che portano a spalla le travi in metallo della Croce
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Dopo la messa solenne e i discorsi delle autorità civili don Giovanni Mazzoni benedì
solennemente la pietra e il Cav. Cattalasso, Prefetto di Arezzo, la spalmò di calce
prima di essere calata nelle fondamenta della erigenda Croce.
A distanza di poco più di un anno dalla posa della prima pietra, il 2 settembre 1928 la
Croce venne inaugurata, grazie all’opera della popolazione, in maniera particolare
quella di Raggiolo, che animata dall’entusiasmo dell’ideale francescano, portò a
spalla ogni singolo pezzo della Croce fino alla cima del monte.
Inaugurazione della Croce del Pratomagno 2 settembre 1928
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
“Il lungo e perseverante lavoro sostenuto dal R. Padre Direttore: padre Luigi da
Pietrasanta perché la Croce monumentale in onore di S. Francesco a gloria di Cristo
RE e simbolo di unione tra i popoli delle due vallate Casentino e Valdarno diventasse
realtà, ebbe in questo giorno il suo coronamento con una manifestazione di fede e di
devozione da parte del popolo tale da non essere dimenticata.
Fin dalle prime ore del mattino la montagna brulicava di gente e migliaia di cuori
felici, migliaia di occhi estatici sulla Croce, migliaia di labbra proclamanti il miracolo.
Tutte le età, tutte le condizioni erano rappresentate. Si vide anche qualche donna col
bambino lattante portato lassù per fargli avere la benedizione”.
“… L’inaugurazione, funzione eminentemente religiosa, ebbe inizio alle 6 del mattino.
Il Rev. P. Direttore, che aveva passato le notte intiera sul monte per aiutare ed
incoraggiare gli operai a rifinire i lavori, celebrò la prima Messa nella Cappella
improvvisata al basamento della Croce monumentale,…..” (tratto dalla “Cronaca” del
T.O.F.)
Le autorità all’inaugurazione della Croce
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
La Croce monumentale poggia su di un blocco di fondazione, delle dimensini di
6,00 x 6,00 ml, per la realizzazione del quale occorsero 100 quintali di cemento,
forniti gratuitamente dalla Società Cementi del Corsalone, che mise inoltre a
disposizione l’opera professionale del proprio ing. Marco Marchi per la relativa
direzione.
La Croce a pianta quadrata di 4,00x4,00 ml, di altezza originaria di circa 21,50 ml,
completamente in ferro, è composta da 900 pezzi del peso di oltre 150 quintali
realizzati dall’officina Bordoni di Poppi.
I ricordi del Sig. Pasquale Sereni, lucidissimo ottantanovenne,
“ Nel piazzale retrostante le officine meccaniche di Luigi Bordoni a Ponte a Poppi,
racconta, fu costruita la Croce che attualmente si trova nel monte Pratomagno,
L’officina Bordoni aveva una manovalanza, tra apprendisti e maestri di una decina di
persone. Le grosse barre di ferro venivano sezionate e forate con tutta la precisione
per poter essere poi incastrate e imbullonate. Le tagliature del ferro fissato sulla
morsa, nelle varie misure e inclinazioni, venivano effettuate a mano con seghetti a
ferro. Stessa cosa per i fori che dovevano essere precisi per coincidere
perfettamente; venivano fatti con trapani manuali con punte a ferro; il trapano veniva
appoggiato sullo stomaco e con la forza delle braccia si faceva girare la minarola.
E’ stato fatto tutto a mano, un’impresa enorme per l’epoca e i mezzi a disposizione.
La prima verniciature fu fatta a Ponte a Poppi con il minio rosso.
Una volta terminata, la Croce fu smontata, tutti i pezzi furono marcati e numerati per
riuscire successivamente a ritrovarne la corrispondenza, usando frecce per indicare
le inclinazioni.
I terziari, con l’aiuto di molte persone di Ponte a Poppi, caricavano sui somari i pezzi
di ferro e li portavano in Pratomagno. Molte persone utilizzavano le bisacce con le
quali i frati andavano alla questua; ci mettevano il necessario alla costruzione:
c’erano le ciarpe, i bulloni… Processioni di dieci, quindici persone andavano su con i
somarelli”.
Officina Bordoni (Ponte a Poppi) costruzione della Croce
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Nel 1928 la rivista il “Risveglio francescano” dedicava ben cinque pagine
all’inaugurazione della Croce; l’articolo si conclude indicando che rimane da costruire
la cappella.
“I ferri del basamento faranno trama robusta per una parete in cemento, che verrà
rivestita da mattonelle in ceramica e da grandi figurazioni artistiche. Una di queste
eseguita con sistemi robbiani, ma di stile moderno, raffigurante san Francesco, il
santo della natura e della pace, è già pronta. E’ opera robustissima del Professore
Augusto Chini di Firenze, come del di lui fratello è il disegno di tutta la Croce.
Mancano i tre cancelli in ferro battuto per le tre aperture delle cappella, l’Altare e il
relativo arredamento”.
1929 Inaugurazione della Cappella di San Francesco
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Il 21 Luglio 1929, con cerimonia solenne, venne inaugurata la cappella posta alla
base della Croce. Nella parete della cappella, sopra un altare in cemento, venne
posta l’immagine di S. Francesco, realizzata in terracotta smaltata su disegno di
Augusto Chini, nipote di Galileo Chini artista poliedrico, versatile, imprevedibile, uno
dei pionieri dello stile liberty in Italia fra la fine dell’ottocento e inizi del novecento.
“La Croce monumentale di Pratomagno mancava di una Cappella dove poter
celebrare la S. Messa. Anche questa richiese molti sacrifici, nonostante ciò si potè
portare a compimento ed il giorno dell’inaugurazione fu il 21 Luglio 1929. Alla
cerimonia intervenne lo stesso Vescovo ed anche questa festa nonostante il tempo
minaccioso, riuscì imponente.
Programma. Alle 4 celebrò la prima Messa il R. Padre Direttore e numerosi fedeli fin
da quell’ora si accostarono alla S. Messa. Alle ore 8 giunse S.E. Mons. Mignone
Vescovo di Arezzo ricevuto con immenso giubilo da una grande folla che si
accalcava per ossequiarlo. …….. Alle 14 si snodò da una vetta all’altra del
Pratomagno la lunga caratteristica processione del S. S. sacramento portato
dall’Ecc.mo Vescovo. Un indesiderabile rumoreggiare di tuono, un improvviso
temporale affrettarono il ritorno alla Croce da dove dopo la Benedizione ciascuno
intervenuto raggiunse la propria via di sbocco per far ritorno alla rispettiva casa
soddisfatto e giulivo per la bella giornata vissuta”. (tratto dalla “Cronaca” del T.O.F.)
1929 Inaugurazione della Cappella di San Francesco
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Precedenti interventi di restauro
Nella notte tra il 5 e 6 novembre 1966 i venti di tempesta, che provocarono l’alluvione
di Firenze, stroncarono la Croce sopra il basamento in cemento; la Croce era
diventata il simbolo per i fedeli, ma anche per tutti i cittadini delle due vallate, così si
manifestarono diverse iniziative e l’avvocato Alfredo Merlini, presidente della
Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, riuscì a coordinare un apposito
comitato cui particolare contributo dette l’APT di Arezzo.
Per volontà unanime delle autorità politiche, amministrative e religiose, la croce fu
ricostruita e l’opera fu affidata ad una ditta di Soci in Casentino, con l’impegno di
ultimare i lavori entro il 31 Luglio 1968; a causa di forza maggiore (pessima estate),
l’intervento di restauro, che comportò il rifacimento del basamento in calcestruzzo e
la ricostruzione della parte metallica, non terminò nella data concordata.
L’inaugurazione della Croce, più bassa rispetto all’originale, avvenne a conclusione
dei lavori di verniciatura, effettuata da due artigiani di Loro Ciuffenna, il 15 Agosto
1969, con una grande festa alla quale accorsero sulla vetta del Pratomagno
numerose persone delle vallate.
1966 La Croce cadde a terra a seguito di una tempesta
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Nel 1989, a seguito delle richieste del Comitato “Per la Croce del Pratomagno”,
la Comunità montana del Pratomagno eseguì, in economia con i propri operai, i
lavori di manutenzione del basamento e della recinzione; l’intervento interesso’ per
quanto riguarda la fondazione la rimozione delle parti deteriorate e la ripresa delle
stesse con calcestruzzo a malta cementizia e rifondazione del basamento nelle parti
scalzate per effetto degli agenti atmosferici; inoltre per quanto riguarda la recinzione
si sostituirono i pali deteriorati con l’integrazione di quelli mancanti. La spesa
complessiva dell’intervento comportò un impegno di spesa di circa L. 5.800.000.
Sempre nel 1989 ad ottobre, fu ultimato un intervento di restauro della croce che fu
eseguito dalla ditta appaltatrice “Marcello Sani “ di Montevarchi (AR), che ripulì e
vernicio’ le strutture in ferro utilizzando 210 kg di materiale fornito gratuitamente
dalla società Max Meyer di Milano.
Non esistono testimoniamze certe di ulteriori interventi di manutenzione eseguiti dal
1989 ad oggi salvo opere di pulizia alla base della croce e nella cappella di San
Francesco eseguite dai componenti del Terzo Ordine Francescano in preparazione
alla rituale messa tenuta ogni anno nel mese di luglio.
Tratto dal Corriere Aretino
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Altre notizie
La Croce che porta ancora, con evidenti fori sui piloni in ferro del basamento, i danni
provocati dagli attacchi aerei degli alleati durante i combattimenti dell’ultima guerra
mondiale, rappresenta inoltre un importante riferimento catastale.
Infatti fu costruita sul punto trigonometrico dove fanno confine due comuni
casentinesi: Castel Focognano e Raggiolo ed uno valdarnese: Loro Ciuffenna.
Il restauro del 1969 comportò anche il rifacimento del basamento in calcestruzzo,
che come testimoniano i dati monografici dell’IGM, comportò la scomparsa del punto
trigonometrico (istituito nel 1880, ripristinato nel 1936 e dismesso nel 1963).
L’IGM nel 1978/79 istituì il nuovo punto trigonometrico “Croce del Pratomagno” in
corrispondenza dell’asse della croce.
.
Legato al Pratomagno e alla sua Croce si ricorda il tragico
evento dove perse la vita il capo squadriglia australiano
Herbet John Louis Hinkler, celebre asso dell’aria.
Era il 7 gennaio 1933 quando Hinkel, dopo avere
sorvolato Firenze alle ore 11,05, scomparve mentre
tentava di stabilire il nuovo record di volo da Londra
all’Australia.
Il suo corpo e il relitto dell’aereo furono scoperti dopo
ben 111 giorni come si ricorda dalle cronache del tempo
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
“Castel S. Niccolò, 23 notte. Ieri sera si diffuse in un attimo nel paese la notizia che
nei pressi del Pratomagno si trovava un aviatore morto ed il proprio apparecchio
fracassato…..Circa le cause che avrebbero provocato la catastrofe, poco possiamo
dire. Si presume che un temporale e forte vento con densa nebbia possa avere
sorpreso nel varcare l’Appennino ed abbia causato avarie all’apparecchio…”.
(Tratto La Nazione del 29-04-1933)
I resti dell’aereo di Hinkler
In suo ricordo, sul Pratomagno, nei
pressi della Croce
fu posto un
monumento in marmo, distrutto
durante la seconda guerra mondiale,
e sostituito poi dall’attuale cippo.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
I resti dell’aereo furono trasportati dai somari
HinKler Commemoration 1988
Hinkler su monete
di bronzo del 1928
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
In occasione dei festaggiamenti per il 70° anno della costruzione della Croce il 26
Luglio 1998 alle ore 17,00 veniva celebrata la S. Messa; prima del rito venne
distribuito ai partecipanti un opuscolo intitolato “Croce del Pratomagno-Riviviamo una
storia di fede” curato dalla Comunità dei Cappuccini di Poppi e dove vi era un
particolare riconoscimento al popolo di Raggiolo che si era impegnato
particolarmente alla costruzione della Croce.
Tratto dalla rivista “tutto Raggiolo” N. 10 Ottobre 1998
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Targa posta nel muro esterno dietro la Cappella di san Francesco
In occasione dei festeggiamenti degli 80 anni di vita della Croce, la medesima fu
illuminata per tre notti il 18-19-20 Luglio 2008 con il contributo dell’ Associazione
Nazionale dei Carabinieri, l’avvenimento fu ricordato con la posa di una targa
commemorativa.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Bibliografia essenziale
“Cronaca” del T.O.F. (Terzo ordine francescano) conservato presso il Convento dei
frati minori Cappuccini di Certomondo in Poppi (AR), 1929 manoscritto
“tutto Raggiolo” periodico d’informazione della Brigata di Raggiolo
Anno 4° n. 10 Ottobre 1998 “E LA CROCE FU” articolo
Alberto M. Droandi in “Storia del Valdarno” diretta da Luciano Landi Vol.2°, San
Giovanni Valdarno- AR-, Luciano Landi Editore, 1981, pagg. 353-56
“La realizzazione della croce di Pratomagno: cronache di un evento
in mezzo alle praterie” di Aldo Lazzara tratto dagli Atti del Convegno
finale del progetto LIFE NATURA NAT/IT/7239, Poppi 27 Ottobre
2005, Regione Toscana, Comunità Montana della Garfagnana,
Comunità Montana del Pratomagno e Comunità Montana del
Casentino
“Ricerca storica per valutare gli effetti e le conseguenze prodotte dalle
modifiche del trigonometrico croce del Pratomagno” di Camillo Berti,
Fabio Camiciottoli e Luciano Surace tratto dagli Atti della tredicesima
Conferenza Nazionale ASITA, Bari 1-4 dicembre 2009
“La croce monumentale di Pratomagno” di Di Egidio Massimo e Lachi Luciana dal
libro dell’O.F.S. di Poppi che sarà presentato nei prossimi mesi
“Hinkler” La Nazione 29/04/1933
Corriere Aretino 05/10/1989
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Descrizione dell’opera e rilievo
La Croce è a pianta quadrata e misura 4,00 X 4,00 ml, le quattro colonne, sempre di
forma quadrata, misurano 1,255 x 1,255 ml e si appoggiano o meglio sono annegate
nel basamento di cemento armato di dimensioni, originariamente 6,00 x6,00 ml ora
7,00 x 7,00 ml.
A circa a 5,00 ml da terra la Croce inizia a rastremarsi e ad 8,00 ml il modulo che alla
base misura 1,255 ml di lato diventa 0,985 ml di lato e da qui inizia la vera forma a
croce che misura in altezza 11,00 ml ed in larghezza 6,98 ml, mentre l’altezza totale
della Croce è di 19,30 ml circa, più bassa rispetto l’originale che era di 21,50 ml, cioè
prima delle opere di restauro a seguito del danno provocato dalla tempesta del 1966.
La struttura della Croce è a traliccio metallico e l’unione dei vari pezzi è assicurata da
bulloni M14. Quattro fazzoletti saldati sono posizionati nel punto di giunzione tra il
basamento e la Croce e barre metalliche di forma a “C” rafforzano l’unione tra la
parte verticale e orizzontale della Croce; sempre in questo punto all’interno di due
cerchi concentrici si trova parte dello stemma, sempre in metallo, relativo al Terzo
ordine regolare di S. Francesco, raffigurante la Croce di fondo e le braccia di San
Francesco e di Gesù.
Nelle parti terminali della Croce, a completamento dell’opera, si trovano nell’asse
orizzontale due piramidi e nell’asse verticale una piramide.
Gli elementi che compongono il traliccio sono dei ferri dello spessore di circa 10 mm
ad “elle” o piatti: i verticali misurano (alla base) 90 x 90 mm, le barre orizzontali
accoppiate 65 x 80 mm, mentre i controventi a forma di rombo 50 x 100 mm.
All’interno della Croce si accede alla Cappella salendo quattro scalini di cui il primo
ha un alzata di 9, 5 cm, i medesimi originariamente erano di pietra, in seguito furono
rivestiti di cemento.
La cappella di dimensioni di 1,50 ml di lunghezza e di 1,16 ml di larghezza ha la
muratura perimetrale in setti di cemento con l’accesso protetto da un cancello i cui
elementi in ferro rappresentano a sua volta una croce.
All’interno della cappella è presente un piccolo altare in cemento sorretto da quattro
colonne in stile, alla parete frontale è rappresentato San Francesco in terracotta
dipinta e alla parete laterale destra c’è un’ epigrafe, realizzata nel 1969, in memoria
di quanti caddero nel 1943/44, combattendo nella zona del Pratomagno che così
recita:
La furia della Storia
Ferì ed uccise
Sulle cime, sulle pendici nelle valli
Che dal Pratomagno
degradano.
Divina ed umana pietà
Dian conforto pace perdono
Alle genti che
Cadendo
Volser lo sguardo
Al benedicente segno
Del Figlio dell'Uomo.
Epigrafe parete laterale cappella
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
All’interno della Cappella di fianco della sacra mensa vi era un'altra epigrafe, non più
presente, dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969, Avv.
Alfredo Merlini che recita:
Da questa vetta
Punto di ideal incontro
Delle serene genti dell'Arno
Il poverello d'Assisi
Addita ancora
Agli uomini
L'Eterno messaggio dell'Amore
Contro gli odi, gli egoismi, le guerre.
In questo segno
Fu eretta nel 1928 questa Croce
E fu ricostruita nel 1969
A cura di un Comitato
Promosso dalle Misericordie d'Italia
Onde allarghi ancora le braccia
Al cristiano amplesso dei popoli
Finalmente affratellati e liberi
In tutti i continenti .
La cappella di San Francesco
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Lettura dello stato di conservazione
Attualmente la Croce
presenta i segni del
tempo, anche perché
l’esposizione
all’intemperie e alle basse
temperature
invernali
hanno causato danni alla
struttura, che si presenta
in uno stato generale di
decadenza a causa di
una
scarsa
manutenzione.
La Croce vista dal basso verso l’alto, è evidente la ruggine sugli elementi in ferro
La parte superiore del basamento di fondazione ha subito dei danni, per l’interazioni
con l’ambiente esterno, considerato anche le basse temperature delle stagioni
invernali, infatti i ferri di armatura risultano scoperti non più protetti dal calcestruzzo e
quindi corrosi.
In considerazione del fatto che l’attacco tra la struttura della Croce e la fondazione
non presenta delle piastre in metallo è ipotizzabile che un modulo della Croce sia
semplicemente annegato nel calcestruzzo per circa 80/90 cm che rappresentano la
probabile altezza del basamento, valore definibile esattamente tramite una
campagna di saggi e carotaggi che oltretutto darebbe indicazioni sulla qualità del
calcestruzzo utilizzato.
I ferri scoperti della fondazione in calcestruzzo armato
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Per proteggere gli scalini in pietra fu eseguito un intervento tramite un getto di
cemento di basso spessore che attualmente presenta situazioni evidenti di lesioni e
sgretolamento tali da rendere visibili le originarie lastre di pietra.
L’anima interna della Croce con tirante
I componenti del traliccio presentano, nelle zone non più protette dalla vernice,
evidenti azioni corrosive da parte della ruggine che ha aggredito anche i bulloni,
necessari alla giunzione dei vari profili, provocando in alcuni casi la rottura degli
stessi in altri il loro allentamento; solo con una campagna di saggi cognitiva si potrà
conoscere il valore effettivo di serraggio della bulloneria.
All’azione degli eventi naturali si aggiunge anche l’azione dell’uomo, infatti nelle
zone in basso sono presenti graffiti e scritte incise nel metallo che deturpano ancora
di più l’immagine della Croce.
Le pareti e il soffitto della
cappella sono state
realizzate in cemento
successivamente rasato,
ma sono presenti
distacchi dal supporto,
nella parete laterale interna
è visibile la struttura in lamiera della
Croce con evidenti segni dell’azione
aggressiva della ruggine.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Sicuramente anche l’interno della cappella non è protetto da una copertura adeguata
e quindi quando piove, l’acqua filtra causando danni alle pareti, all’altare e soprattutto
all’immagine di San Francesco.
L’altare della cappella, in materiale
cementizio, presenta delle croste e
della vegetazione quali muschi e
licheni, ma anche il distacco di
alcune piccole parti.
Colonne dell’altare in materiale cementizio
L’immagine di San Francesco in terracotta ha subito il danno maggiore infatti il
confronto con le vecchie fotografie mette in evidenza che non sono più presenti le
mani, parte del saio e altri piccoli elementi ornamentali; anche in questo caso le
intemperie hanno causato il distacco dal supporto murario.
Immagine in terracotta dipinta di San Francesco sono evidenti gli elementi mancanti
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Contenuti del progetto
Il progetto contempla non solo il restauro conservativo della Croce ma anche la
riqualificazione del sito con la realizzazione di un “luogo” alla base della Croce per il
riposo, la meditazione e la preghiera in un ’idea progettuale, il cui cuore è sì
l’intervento manutentivo del monumento, ma che si sviluppa tenendo presente oltre
le motivazioni religiose per le quali la Croce stessa fu realizzata gli aspetti
naturalistici che fanno del Pratomagno un luogo dal paesaggio affascinante dove è
possibile osservare una notevole estensione di territorio, compresa la città di Firenze.
Di Pratomagno alle suberbe cime …..
……… si vedeva l’interiore paese
Del valdarno di sopra, e del Mugello,
E in un Casentino si scopriva
Ogni valle, ogni poggio, ed ogni riva
(Vincenzo Montini Firenze 1761)
Per quanto riguarda la fase esecutiva, l’intervento sarà realizzato in due stralci: il
primo che prevede il restauro della Croce e il secondo che ha lo scopo di ultimare le
lavorazioni con la riqualificazione del luogo
Restauro conservativo della Croce (1° Stralcio)
Come emerge dallo stato di conservazione, la fondazione della Croce risulta
degradata, quindi sarà necessario recuperare il cemento armato tramite la
demolizione delle parti degradate fino alla completa scopertura dei ferri di armatura,
la pulizia di tutte le superfici, il trattamento con idonei materiali dei ferri e la
ricostruzione dei volumi mancanti con malta friborinforzata a ritiro compensato.
Il restauro della Croce sarà un intervento di recupero con tecniche e materiali
adeguati, rispettando la struttura preesistente, che non dovrà più essere lasciata in
questo stato di abbandono così come sarà previsto da uno degli elaborati
progettuali, in questo caso di particolare importanza, ovvero dal Piano di
manutenzione dell’opera che contempla cicli programmati di lavori.
Lo stato di degrado evidenzia aree molto vaste di ruggine negli elementi in ferro, il
progetto prevede l’asportazione della ruggine, tramite un intervento conservativo che
contempla le seguenti fasi:
 Lavaggio preliminare delle parti ferrose per la pulizia di polveri, muschi, licheni
ed altro;
 L’asportazione della ruggine con piccoli mezzi quali la smerigliatrice e la
carteggiatura manuale con l’impiego di spazzole metalliche, senza arrivare al
ferro vivo;
 l’ applicazione di un fondo antiruggine protettivo incolore a base di resine con
pigmento anticorrosivo,applicato a pennello;
 l’applicazione della verniciatura finale poliuretanica (minimo due mani) ad
elevata resistenza agli agenti atmosferici.
Gli elementi in metallo che risultano fatiscenti saranno sostituiti con dei nuovi di
uguale misura e forma;il progetto prevede anche la sostituzione di tutti i bulloni .
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Il progetto prevede inoltre interventi manutentivi sulla Capella con la completa
demolizione della rasatura fatiscente, l’integrazione delle parti mancanti in
calcestruzzo e la posa in opera di un intonaco speciale per esterni in grado di
resistere a basse temperature; l’impermeabilizzazione del soffitto voltato e la
successiva protezione con una lastra in metallo di basso spessore.
L’altare della cappella, che presenta macchie e presenza di vegetazione, sarà
restaurato oltre che con la reintegrazione di parti mancanti con impasti a base di
malte, simili per composizione a quelle impiegate per la costruzione dell’altare, anche
con la pulizia del manufatto con materiali e mezzi idonei e con un trattamento finale
consolidante e contro la formazione di attacchi di microrganismi; il cancello in ferro
della cappella sarà trattato con gli stessi materiali applicati alla Croce e con
l’integrazione delle parti mancanti.
L’epigrafe del 1969, in memoria di quanti caddero nella seconda guerra mondiale,
sarà restaurata con un intervento di pulizia della pietra, il consolidamento della
medesima ed il trattamento finale con materiale protettivo.
Sarà prevista inoltre la demolizione completa del calcestruzzo che riveste gli scalini,
il rifacimento della pavimentazione con lastre regolari di pietra di forma rettangolare
utilizzati anche come finitura superficiale del basamento in cemento della Croce di
dimensioni 7,00 x 7,00 ml.
Restauro terracotta di San Francesco
All’interno della Cappella , sopra l’altare in cemento si trova l’immagine di San
Francesco in terracotta dipinta, che risale al 1929 ed è opera di Augusto Chini di
Firenze.
L’immagine in terracotta dipinta di San Francesco delle dimensioni di circa 1,28 ml di
larghezza e 1,34 ml di altezza è stata realizzata con la composizione di più formelle,
si presenta oggi incompleta per la mancanza di alcune parti ed inoltre in alcune
piastrelle sono presenti i segni d’usura.
Il progetto di restauro conservativo sarà intrapreso solamente dopo una campagna
conoscitiva dettagliata e le operazioni di restauro di questa importante opera
prevedono:





Il distacco delle formelle dalla parete con impacchi locali, numerazione dei
singoli pezzi e la pulitura dei bordi dai residui della vecchia colla;
Dopo aver eseguito dei test di solventi diversi, sarà individuato il materiale
adatto alla pulitura delle superfici;
Scelta del materiale per il pannello di supporto, che sarà tagliato su misura e
con un pennarello si segnerà l’esatta posizione di ogni singolo pezzo;
Incollaggio o imperniatura di ogni singolo pezzo, la stuccatura dei giunti, le
ricostruzioni di piccolissime parti, mentre le formelle mancati non saranno
riprodotte e il trattamento finale protettivo;
Montaggio del pannello con la terracotta di San Francesco restaurata alla
parete utilizzando opportuni sistemi di fissaggio.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
La riqualificazione del “luogo” (2° Stralcio)
L’intervento di riqualificazione del “luogo” prevede una serie di opere per migliorare la
fruibilità dei visitatori, salvaguardando l’attuale recinzione, che viene parzialmente
ridisegnata ed interrotta per garantire quattro accessi all’area prospiciente la Croce;
le mucche, che pascolano nell’area, non possono entrare nel recinto perché i nuovi
ingressi sono delimitati da pali in legno che sono posizionati tra di loro ad una
distanza di massimo 60 cm ed hanno un altezza uguale a quella della staccionata in
legno preesistente.
L’area ai piedi della Croce avrà una sistemazione minimale del terreno, già
organizzata a quote altimetriche diverse, e sarà delimitata da una fascia perimetrale,
pavimentata con ghiaia.
Nella planimetria di progetto si nota che l’area a verde, adiacente al basamento della
Croce, ha una forma circolare di circa 12,00 metri di raggio, considerando il centro
l’asse della Croce ed è delimitata da un cordolo in legno, infisso nel terreno.
La pavimentazione tra il cordolo in legno e la recinzione sarà realizzata, come già
specificato in precedenza, con ghiaia di piccola granulometria di coloritura simile alla
pietra del Pratomagno, posata su vassoi di polipropilene composti da tubi esagonali
che nella parte inferiore sono supportati con una membrana in fibra di vetro, per
inibire la crescita di erbacce ed aiutare a prevenire la perdita di ghiaia, garantendo
nel contempo il necessario drenaggio del terreno.
L’area centrale di forma circolare ha al suo centro la Croce con il basamento in
cemento pavimentato con lastre di pietra mentre la zona verde sarà sottoposta a
un’azione di vegetazione con la sistemazione del manto erboso a nardus stricta
(nardeti), tipica essenza delle praterie del crinale del Pratomagno.
La recinzione preesistente sarà oggetto di manutenzione e quindi si prevede la
sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno.
Completerà la sistemazione del “luogo” la posa in opera di elementi modulari in
acciaio cor-ten che, in modo alternato, saranno utilizzati come sedute o come
pannelli espositivi; i corpi modulari sono di due tipologie: quelli di altezza di
1,00/1,25 ml e di lunghezza di 2,00 ml, che presentano un piano superiore inclinato
con stampate le notizie relative alla storia della Croce, allo skyline del paessaggio
montano circostante ed alla storia di Hinkler con l’indicazione del monumento
commemorativo, realizzato nei pressi della Croce, mentre quelli di altezza di 0,50 ml
e di lunghezza pari a 2,00 ml fungono da seduta per il riposo dei visitatori.
Saranno posti inoltre, a lato della Cappella con visuale l’immagine di San Francesco,
due inginocchiatoi realizzati in pietra e metallo per la preghiera dei visitatori al fine di
rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podestà
rag. Enrico Baccini il 14 agoto del 1927 in occasione della posa della prima pietra :
< …. questa montagna,Il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il,
santo amatore della bella natura e della Croce di Cristo >.
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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO
Nota per l’esecuzione del restauro: la manodopera specialistica
Considerato che sul monumento in oggetto insiste un vincolo monumentale e
paesaggistico ai sensi del normativa vigente in materia, è importante intervenire con
operatori e professionisti preparati. Molteplici sono i danni causati al patrimonio
architettonico e paesaggistico a causa di maestranze e tecnici inesperti e dalla
limitata professionalità, propensi all’uso di tecniche e materiali che non sono
contemplati nel campo del restauro.
Questa nota è stata riportata per sottolineare il grande valore della Croce, che anche
se realizzata nel 1928 come semplice struttura a traliccio è oggi un “monumento” e le
praterie del crinale del Pratomagno è un “area” di notevole interesse pubblico così
come prescritto nel Decreto ministeriale del 9 Febbraio 1976:
“ … la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, per le sue creste
tondeggianti ricche di vastissimi prati pascolativi, costellate di tutta una serie di
antichissimi insediamenti umani, quali: borghi, castelli, pievi, raggruppamenti sparsi,
cittadine artistiche-storiche di rilevante interesse culturale, località abitative che
hanno conservato il colore del paesaggio interno e le proporzioni volumetriche
originarie meravigliosamente equilibrate, costituiscono un quadro naturale
d’incomparabile bellezza e un complesso di cose immobili avente valore estetico e
tradizionale; le pendici, inoltre, del Pratomagno, al di sotto dei prati, sono ricoperte di
vaste estensioni a boschi di faggi, cerri, castagneti, querce, uliveti e vigneti sistemati
a terrazzamenti e formano un paesaggio molto pittoresco e vario, godibile da vari
punti di vista e per lunghi tratti anche dall’Autostrada del Sole.”
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Relazione - Provincia di Arezzo