Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Tel. 06.6723.2635 - Fax 06.6723.2538
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Soprintendente ad interim Angelo Maria Ardovino
Referente per il progetto Domenico Vaccaro
Via A. Chiarizia, 14
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Soprintendente Elena Glielmo
Referente per il progetto Antonietta Santilli
Via Isernia, 15
86100 Campobasso
Tel. 0874 310124
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici del Molise
Soprintendente ad interim Maurizio Galletti
Referente per il progetto Claudio Romano
Palazzo Iapoce
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
Archivio di Stato di Campobasso
Direttore Daniela Di Tommaso
Referente per il progetto Annalisa Carlascio
Via Orefici, 43
86100 Campobasso
Tel. 0874 90349
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici
ed Etnoantropologici del Molise
Soprintendente ad interim Rossella Vodret
Referente per il progetto Dora Catalano
Palazzo Iapoce
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06.6723.2980-2990 - Fax 06.6798.441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
Elefante antico, circa 700.000 anni fa, Museo del Paleolitico di Isernia
Archivio di Stato di Isernia
Direttore Luigina Tiberio
Referente per il progetto Immacolata Di Perna
Corso Risorgimento
Palazzo INPDAP
86170 Isernia
Tel. 0865 26992
[email protected]
CANTIERI APERTI
Comunicazione
e partecipazione
amministrativa
13 - 15 MAGGIO
CULTURA
A PORTE
APERTE
Edizioni MP MIRABILIA
MP Mirabilia - www.mpmirabilia.it
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise
Direttore Regionale Ruggero Pentrella
Coordinatore regionale del progetto Emilio Izzo
Piazza Vittorio Emanuele, 9
86100 Campobasso
Tel. 0874 43131
[email protected] | molise.beniculturali.it
MOLISE
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Responsabile Antonella Mosca
CULTURA A PORTE APERTE - MOLISE
Direzione Generale per il Bilancio e la Programmazione Economica,
la Promozione, la Qualità e la Standardizzazione delle Procedure
Direttore Generale Maddalena Ragni
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DEL MOLISE
CULTURA
A PORTE
APERTE
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO
E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ
E LA STANDARDIZZAZIONE
DELLE PROCEDURE
Direttore Generale Maddalena Ragni
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Responsabile Antonella Mosca
COORDINAMENTO GENERALE DEL PROGETTO
Antonella Mosca
In collaborazione con Monica Bartocci
e Simona Pantella
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI
CULTURALI E PAESAGGISTICI DEL MOLISE
Direttore Regionale Ruggero Pentrella
Ufficio Studi, Promozione e Comunicazione
delle Attività Culturali e Didattiche
Responsabile Emilio Izzo
Coordinamento Regionale del progetto
Emilio Izzo
Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Molise
Soprintendente ad interim
Angelo Maria Ardovino
Referente per il progetto Domenico Vaccaro
Hanno inoltre collaborato Costanza Barbi,
Antonella Corona, Francesca D’Onofrio,
Rossella Flenghi, Maria Cristina Manzetti,
Maria Tiziana Natale, Amedeo Natoli,
Susanna Puccio, Maria Angela Siciliano
Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici del Molise
Soprintendente ad interim Maurizio Galletti
Referente per il progetto Claudio Romano
Rapporti con i media
Vassili Casula
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici
ed Etnoantropologici del Molise
Soprintendente ad interim Rossella Vodret
Referente per il progetto Dora Catalano
Comunicazione multimediale
Alberto Bruni, Renzo De Simone,
Francesca Lo Forte, Emilio Volpe
Amministrazione
Laura Petracci
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Soprintendente Elena Glielmo
Referente per il progetto Antonietta Santilli
Archivio di Stato di Campobasso
Direttore Daniela Di Tommaso
Referente per il progetto Annalisa Carlascio
Archivio di Stato di Isernia
Direttore Luigina Tiberio
Referente per il progetto Immacolata Di Perna
“Cantieri aperti” comunicazione
e partecipazione amministrativa
Molise
13 - 15 maggio 2009
CULTURA
A PORTE
APERTE
S
O
5
M
M
A
R
I
O
Progetto “Cultura a Porte Aperte”: il Ministero per i Beni
e le Attività Culturali
37
Progetto “Cultura a Porte Aperte”: il MiBAC Incontra il Territorio
41
Progetto “Cultura a Porte Aperte”: Attività di programmazione
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l’anno 2008
43
Progetto “Cultura a Porte Aperte”: la Modulistica
e il Piano di Riduzione degli Oneri Amministrativi
Struttura del MiBAC in Molise
46
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise
48
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise:
Sede, Funzioni e Struttura
56
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
78
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
del Molise
93
Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici
del Molise
100
Soprintendenza Archivistica per il Molise
109
Archivio di Stato di Campobasso
132
Archivio di Stato di Isernia
Istituzioni
141
Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per lo Sviluppo
e la Competitività del Turismo: Azioni per lo Sviluppo Turistico
del Mezzogiorno
145
Ministero dell’Interno Dipartimento per le Libertà Civili
e l’Immigrazione - Direzione Centrale per l’Amministrazione
del Fondo Edifici di Culto: Fondo Edifici di Culto
146
Regione Molise: Attività dell’Assesorato alla Cultura
Servizio Beni e Promozione Culturale
150
Regione Molise: Attività del Servizio Turismo
152
Provincia di Campobasso: la Storia
154
UPI - Unione delle Province d’Italia: cos’è l’Unione delle Province
d’Italia
155
ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
158
INVITALIA - Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti
e lo Sviluppo d’Impresa Spa
161
ICOM – International Council of Museum Comitato Nazionale
Italiano (Icom Italia)
3
Istituti Enti Associazioni
164
AIPAI - Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico
Industriale Sezione Molise
170
ANA - Associazione Nazionale Archeologi
173
ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana
177
ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili Molise
180
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte
187
ArcheoClub d’Italia
191
Confartigianato
192
Confindustria
194
Consiglio Nazionale Architetti
195
Consiglio Nazionale degli Ingegneri
197
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
delle Province di Campobasso e Isernia
198
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso
200
FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano
203
Federculture
206
FORMEZ – Centro Formazione Studi
221
Istituto Italiano dei Castelli
228
Italia Nostra
234
Legambiente
240
Mecenate 90
242
SIPBC - Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
247
Touring Club Italiano
252
UNPLI - Unione Nazionale delle Pro Loco D’italia
Luoghi d’Arte Statali
255
4
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna
Cultura a porte aperte
Progetto “Cultura a Porte Aperte”:
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Maddalena Ragni
Direttore Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità
e la standardizzazione delle procedure
STORIA
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nasce sotto il Governo Moro IV nel 1974, la
sua organizzazione viene regolamentata con D.P.R. 3 dicembre 1975, n. 805.
Il primo incarico di Ministro è affidato a Giovanni Spadolini, a cui si deve la ferma volontà
di costituzione di una struttura separata dalla Pubblica Istruzione, con competenze specifiche e dirette in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari secondo la legislazione vigente.
L’intento è quello di creare un organismo prevalentemente tecnico, destinato a raccogliere in buona parte le competenze e le funzioni in materia prima affidate al Ministero
della Pubblica Istruzione per il tramite della Direzione Generale delle Antichità e le Belle
Arti. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero anche alcune del Ministero degli
Interni, come gli archivi di Stato, e della Presidenza del Consiglio dei Ministri come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.
Con decreto legislativo 20 ottobre 1998 n. 368, la struttura viene riformata e la denominazione viene mutata in Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attuale MiBAC; a
tutte le precedenti competenze e funzioni sono state aggiunte: la promozione dello
Sport e dell’impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello Spettacolo in tutte
le sue espressioni.
Il mutamento terminologico evidenzia il cambiamento di prospettiva imperniato anche
sul valore culturale che non è rappresentato dall’oggetto materiale nella sua estrinsecazione fisica, bensì dalla funzione sociale del bene, visto come fattore di sviluppo della
collettività e come elemento storico attorno a cui si definisce l’identità delle collettività locali.
L’organizzazione dell’apparato è rimasta pressoché immutata fino al 2000, quando, a seguito delle innovazioni introdotte nell’assetto della Pubblica Amministrazione dalle cd.
Leggi Bassanini, in applicazione del D. Lgs. 30.7.1999, n. 300, è stato emanato il d.P.R.
29.12.2000, n. 441.
All’assetto organizzativo le modifiche introdotte con tale provvedimento sono di particolare rilevanza e risultano tutte in linea con i principi in base ai quali si è inteso concepire un diverso ruolo dell’apparato centrale della Pubblica Amministrazione, senza
per questo modificare la Costituzione: decentramento amministrativo, trasferimento
dei poteri e delle risorse dal centro alla periferia, principio di sussidiarietà e diversa ripartizione di funzioni tra Stato e regioni, nonché tra regioni ed enti locali, riconoscimento della importantissima funzione che può svolgere il privato anche nei settori che
non hanno natura di imprenditorialità.
Una vera rivoluzione peraltro già annunciata negli anni Settanta con la nascita delle
Regioni.
Coerentemente con questa nuova concezione, per quanto riguarda nello specifico il settore dei beni culturali, con il citato d.P.R. n. 441 del 2000, sono state istituite le Soprintendenze regionali, con rilevanti funzioni di coordinamento delle uffici periferici presenti
nei rispettivi ambiti territoriali regionali, è stata istituita la figura del Segretario Generale, con corrispondenti funzioni di coordinamento delle strutture centrali, il precedente
5
Cultura a porte aperte
Ufficio Centrale per i beni archeologici, architettonici, ambientali, artistici e storici viene
soppresso ed in suo luogo è istituita per ogni settore una specifica direzione generale,
che, unitamente a quelle inerenti gli archivi, i beni librari, cinema e spettacolo, raggiungono il numero di otto direzioni.
Dalla nuova articolazione è derivata nel tempo una nuova visione dell’intervento pubblico in materia di beni culturali, consistente nel passaggio da un’attività di tutela statica del bene, ad un intervento diretto a garantire alla collettività una fruizione ampia
ed effettiva del valore culturale custodito nel bene. Ciò ha comportato la maturazione
del concetto che l’intervento pubblico sui beni culturali non deve esaurirsi nell’attività
di tutela, ma deve attribuire sempre più rilievo alle attività dirette a favorire la fruizione
collettiva dei beni culturali, e cioè le attività di valorizzazione e di gestione.
La completa trasformazione dell’impianto organizzativo ha richiesto, come è comprensibile, interventi regolamentari successivi per la messa a punto delle modifiche e l’adeguamento delle stesse alla continua e rapida evoluzione della società e delle esigenze
della collettività.
Per questo, successivamente al d.P.R. n. 441 del 2000, è intervenuto, prima il d.P.R.
10.6.2004, n. 173 e quindi il d.P.R. 26.11.2007, n. 233 del quale è in atto una ulteriore modifica con regolamento in corso di approvazione e pubblicazione.
Sotto il profilo organizzativo, entrando nel merito dei contenuti dei predetti atti regolamentari, si rileva come, con il d.P.R. n. 173 del 2004, si sia, da un lato optato per un modello che al suo apice ha previsto non la figura del segretario generale, ma bensì
l’istituzione di quattro dipartimenti, ciascuno per ogni settore (arti, archivi e biblioteche,
cinema e spettacolo, affari generali e innovazione), e dall’altro si sia rafforzato il decentramento amministrativo con l’istituzione delle direzioni regionali, in luogo delle soprintendenze, con competenze non solo di coordinamento, ma anche operative e
tecniche.
Con il d.P.R. n. 233 del 2007, ancora in vigore, si è preferito, invece, ripristinare la figura
del segretario generale, rafforzare ulteriormente il ruolo delle direzioni regionali e riconoscere alle direzioni generali di settore una funzione essenziale e prevalente di indirizzo.
Grazie, quindi, a questa complessa riforma, peraltro ancora in corso di definizione, si è
ridisegnata la struttura del Ministero con la volontà di rendere più efficiente l’assetto
operativo sia a livello centrale che periferico. L’intento è stato quello di raggiungere una
modernizzazione informatica, tecnologica e organizzativa per un’Amministrazione più
capillare e radicata sul territorio, più vicina ai cittadini, più collaborativa con Regioni ed
Enti locali, più integrata con l’Università e la Ricerca, più aggiornata professionalmente.
Sono state individuate nuove forme di intervento, maggiori risorse disponibili in grado
di dare un impulso forte all’innovazione operativa del Ministero. Vero cuore della riforma è stato l’aver previsto, sia prima con la creazione del Dipartimento per la Ricerca,
l’innovazione e l’Organizzazione e l’istituzione della Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione, sia successivamente con il mantenimento delle rispettive competenze, un intervento importante e fondamentale nell’ambito della
modernizzazione ed informatizzazione della Pubblica Amministrazione.
Nel 2006, con il Governo Prodi le competenze dello Sport vennero assegnate al nuovo
Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel 2007, con l’entrata in vigore del Regolamento d.P.R. n. 233 già citato, infine, è stata
prevista la nascita dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, dalla fusione di due precedenti Istituti (Istituto Centrale per
la Patologia del Libro e Centro di fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di
Stato) e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ex Istituto Centrale
per il Restauro): entrambi dotati di autonomia speciale.
6
Cultura a porte aperte
STRUTTURA
Si tratta di una struttura capillare che dispone di uffici di diretta collaborazione del Ministro e Uffici propri del dicastero a livello centrale e territoriale.
Agli uffici a livello centrale appartengono 9 Direzioni Generali, il Consiglio Superiore
per i Beni Culturali e Paesaggistici, i Comitati tecnico-scientifici, gli Istituti Centrali l’Opificio delle pietre dure, Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, Istituto superiore per la conservazione ed il restauro - e altri Istituti con finalità particolari
quali l’Archivio Centrale dello Stato, le Soprintendenze Speciali per i Beni Archeologici,
le Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze.
Sul territorio operano 17 Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici, che
hanno sede nel capoluogo della rispettiva regione e coordinano le attività delle 82 Soprintendenze specialistiche, operanti in ambito archeologico, architettonico, storico, artistico ed etnoantropologico, delle 19 Soprintendenze Archivistiche a cui vanno aggiunte
le 135 tra sedi archivistiche e sezioni distaccate, delle 45 Biblioteche Statali, dei 424 tra
musei, monumenti e aree archeologiche.
Salone ex Consiglio Nazionale, Collegio Romano, Roma
7
Cultura a porte aperte
ORGANIGRAMMA GENERALE
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Cultura a porte aperte
ORGANIZZAZIONE E COMPETENZE
SEGRETARIATO GENERALE
Il Segretario Generale del Ministero è nominato ai sensi dell'articolo 19, comma 3, del
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e, in conformità a quanto disposto dall'articolo 6 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, opera
alle dirette dipendenze del Ministro. Il Segretario Generale assicura il coordinamento e
l’unità dell'azione amministrativa, coordina gli uffici di livello dirigenziale generale, riferisce periodicamente al Ministro gli esiti della sua attività.
Svolge, altresì, funzioni di coordinamento e monitoraggio sulle attività di valorizzazione
dei beni culturali, offrendo il necessario supporto per l'elaborazione dei criteri di gestione, anche integrata; per l'individuazione degli strumenti giuridici adeguati ai singoli
progetti di valorizzazione ed alle realtà territoriali in essi coinvolte; per la predisposizione dei modelli di bando di gara e delle convenzioni-tipo per l'affidamento dei servizi
aggiuntivi, nonché dei modelli di atti per la costituzione dei soggetti giuridici previsti
dall'articolo 112, comma 5, del Codice.
Coordina la predisposizione delle intese istituzionali di programma Stato - Regioni in
materia di valorizzazione, degli accordi per la valorizzazione integrata dei beni culturali previsti dall'articolo 112, comma 4, del Codice e per la gestione di servizi strumentali
comuni di cui al comma 9 del medesimo articolo 112.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Il Segretariato si articola in
22 uffici dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali e centrali ed il Servizio
Ispettivo.
SEGRETARIATO GENERALE
Servizio I - Affari
generali, tematiche
trasversali, coordinamento
Servizio II - Osservatorio
per le attività
internazionali
Servizio III Ufficio studi
Servizio IV Servizio ispettivo
Istituti centrali
Istituti dotati di
autonomie speciale
Istituto Centrale
per il catalogo e la
documentazione
Istituto Superiore per la
Conservazione
ed il Restauro
Opificio delle Pietre Dure
Istituto Centrale per il
restauro e la conservazione
del patrimonio archivistico
e librario
Istituto Centrale
per il catalogo unico delle
biblioteche italiane e per le
informazioni bibliografiche
Istituto Centrale per la
demoetnoantropologia
Istituto Centrale
per gli archivi
Istituto Centrale
per i beni sonori ed il
restauro
9
Cultura a porte aperte
Struttura
Servizio I Servizio II Servizio III Servizio IV -
Affari generali, tematiche trasversali, coordinamento
Osservatorio per le attività internazionali
Ufficio studi
Servizio ispettivo
Afferiscono al segretariato generale
Istituti centrali
1. Istituto centrale per il catalogo e la documentazione
2. Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni
bibliografiche
3. Opificio delle pietre dure
4.Istituto centrale per la demoetnoantropologia
5. Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario
6.Istituto centrale per gli archivi
7. Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi
Istituti dotati di autonomia speciale
1. Istituto superiore per la conservazione ed il restauro
Restauro della Porta del Paradiso del Ghiberti, Firenze. Opificio delle Pietre Dure
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Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE, LA FORMAZIONE,
LA QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
La Direzione Generale per l'Organizzazione, l'Innovazione, la Formazione, la Qualificazione professionale
e le Relazioni sindacali cura la gestione efficiente, unitaria e coordinata del personale e dei servizi comuni
anche mediante strumenti di innovazione tecnologica; è competente in materia di stato giuridico e trattamento economico del personale, di relazioni
sindacali, di concorsi, assunzioni, assegnazioni, mobilità nazionale e formazione del personale nonché in
materia di politiche del personale per le pari opportunità. Inoltre, è competente per l'attuazione delle direttive del Ministro in ordine alle politiche del Progetto Fonia Dati Immagini
personale e alla contrattazione collettiva e per l'emanazione di indirizzi ai direttori regionali ai fini dell'applicazione dei contratti collettivi e
della stipula di accordi decentrati; elabora proposte per la definizione di una strategia
unitaria per la modernizzazione dell'amministrazione, anche attraverso le tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, e traduce in progetti coordinati e piani
d'azione il conseguente disegno strategico assicurandone il monitoraggio e verificandone l'attuazione.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Si articola in 4 uffici dirigenziali non generali.
DIREZIONE GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE, L’INNOVAZIONE, LA FORMAZIONE, LA QUALIFICAZIONE
PROFESSIONALE E LE RELAZIONI SINDACALI
Servizio I - Affari
generali, sistemi
informativi, tecnologie
innovative
Servizio II - Concorsi e
assunzioni, mobilità,
relazioni sindacali.
Formazione e aggiornamento professionale del
personale
Servizio III - Stato
giuridico ed economico
Servizio IV
Contenzioso
e procedimenti disciplinari
Struttura
Servizio I - Affari generali, sistemi informativi, tecnologie innovative
Servizio II - Concorsi e assunzioni, mobilità, relazioni sindacali. Formazione e aggiornamento professionale del personale
Servizio III - Stato giuridico ed economico
Servizio IV - Contenzioso e procedimenti disciplinari
11
Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
La Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la
qualità e la standardizzazione delle procedure svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione delle risorse finanziarie, di qualità e standardizzazione delle
procedure; cura, previa istruttoria degli Istituti culturali interessati, la promozione della
conoscenza e dell'immagine dei beni e delle attività culturali in ambito nazionale ed
internazionale.
Presso la Direzione opera il Nucleo per la valutazione degli investimenti.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Da essa dipendono funzionalmente, per gli aspetti contabili, le Direzioni Regionali di cui all'articolo 17. Si articola
in 4 uffici dirigenziali non generali.
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, LA PROMOZIONE,
LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici
(per gli aspetti contabili)
Servizio I - Affari generali
e bilancio
Struttura
Servizio I Servizio II Servizio III Servizio IV -
Servizio II
Programmazione
Servizio III - Qualità e
standardizzazione delle
procedure
Servizio IV
Comunicazione e
promozione
Affari generali e bilancio
Programmazione
Qualità e standardizzazione delle procedure
Comunicazione e promozione
MP MIrabilia s.r.l. - www.mpmirabilia.it
9
San Valentino è la festa dell’amore
e, come ogni anno,
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
vuole regalare a tutti una giornata
all’insegna dell’arte e della cultura.
Lo slogan Innamorati dell’Arte è un invito
a visitare e conoscere il patrimonio artistico
italiano insieme alle persone amate,
per condividere le emozioni e la gioia
che l’arte suscita in chi vi si accosta.
Il 14 febbraio, nei luoghi d’arte statali
(musei, monumenti e siti archeologici),
un biglietto d’ingresso
vale per due persone.
Tutte le iniziative sono pubblicate
sul sito istituzionale del Ministero.
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
Amore e Psiche, Ostia Antica (fine del III secolo d.C.)
Materiale divulgativo Grandi Eventi 2009
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Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHEOLOGICI
La Direzione Generale per i Beni Archeologici svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti
alle Direzioni Regionali ed ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela di aree e beni archeologici, anche subacquei.
Esercita la vigilanza sulle Soprintendenze speciali per i beni archeologici di Napoli e
Pompei e di Roma. Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Si articola in 3 uffici dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali e nazionali.
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHEOLOGICI
Servizio I - Tutela del
patrimonio archeologico
Servizio II - Gestione e
monitoraggio del
patrimonio archeologico.
Affari generali, personale,
programmazione e
bilancio
Servizio III - Valorizzazione, promozione e
comunicazione del
patrimonio archeologico
Istituti
Istituti dotati di
autonomia speciale
Soprintendenza al Museo
Nazionale preistorico ed
etnografico“L. Pigorini”
Soprintendenza Speciale
per i Beni Archeologici di
Napoli e Pompei
Museo Nazionale d’Arte
Orientale
Soprintendenza Speciale
per i Beni Archeologici di
Roma
Struttura
Servizio I - Tutela del patrimonio archeologico
Servizio II - Gestione e monitoraggio del patrimonio archeologico. Affari generali, personale, programmazione e bilancio
Servizio III - Valorizzazione, promozione e comunicazione del patrimonio archeologico
Afferiscono alla Direzione Generale
1. Soprintendenza al Museo nazionale preistorico
ed etnografico “L. Pigorini” — con sede a Roma
2. Museo Nazionale d’Arte Orientale — con sede a
Roma
Istituti dotati di autonomia speciale
1. Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici
di Napoli e Pompei
2. Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici
di Roma
Cratere di Talos, Museo Archeologico
Nazionale, Ruvo di Puglia
13
Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER LA QUALITÀ E LA TUTELA DEL PAESAGGIO, L’ARCHITETTURA
E L’ARTE
La Direzione Generale per la Qualità e
la Tutela del Paesaggio, l'Architettura
e l'Arte Contemporanee svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle Direzioni Regionali ed ai soprintendenti
di settore ai sensi delle disposizioni in
materia, relativi alla qualità ed alla tutela paesaggistica, alla qualità architettonica ed urbanistica ed alla
promozione dell'arte contemporanea.
Costituisce centro di responsabilità
amministrativa ai sensi dell'articolo 3
del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. Real Basilica, Superga (TO)
279, e successive modificazioni. Si articola in cinque uffici dirigenziali non generali, compreso il Centro per la documentazione
e la valorizzazione delle Arti Contemporanee.
DIREZIONE GENERALE PER LA QUALITÀ E LA TUTELA DEL PAESAGGIO, L’ARCHITETTURA E L’ARTE
Servizio I
Servizio II
Servizio III
Affari generali,
Tutela del paesaggio
Pianificazione e
personale, programqualità del paesaggio
mazione e bilancio
Struttura
Servizio I Servizio II Servizio III Servizio IV Servizio V -
Affari generali, personale, programmazione e bilancio
Tutela del paesaggio
Pianificazione e qualità del paesaggio
Architettura contemporanea
Arte contemporanea
Villa Romana, Sirmione (BS)
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Servizio IV
Architettura
contemporanea
Servizio V
Arte contemporanea
Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI
La Direzione Generale per i Beni Architettonici, Storico - Artistici ed Etnoantropologici
svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle Direzioni generali periferiche o ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela dei beni
architettonici, storici, artistici ed etnoantropologici, ivi compresi i dipinti murali e gli apparati decorativi. Esercita, per il settore di competenza, la vigilanza sugli Istituti di cui all'articolo 15, comma 1, lettera d), e comma 3, lettere c), d), e) ed f). Costituisce centro di
responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto
1997, n. 279, e successive modificazioni. Si articola in undici Uffici dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali e nazionali. I compiti di detti Uffici sono definiti con
decreto ministeriale di natura non regolamentare.
DIREZIONE GENERALE PER I BENI ARCHITETTONICI, STORICO ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI
Servizio I - Affari
generali, personale,
programmazione e
bilancio
Servizio II - Tutela del
patrimonio architettonico
Servizio III - Tutela del
patrimonio storicoartistico ed
etnoantropologico
Istituti centrali
Istituto Centrale per la
Demoetnoantropologia
Soprintendenza alla
Galleria Nazionale
d’Arte Moderna e
Contemporanea
Istituto Nazionale per la
Grafica
Servizio IV
Musei, mostre e
valorizzazione
Istituti dotati di
autonomia speciale
Soprintendenza speciale per
il patrimonio storico,artistico
ed etnoantropologico e per il
Polo museale della città di
Venezia e dei Comuni della
Gronda lagunare
Soprintendenza speciale per
il patrimonio storico,artistico
ed etnoantropologico e per il
Polo museale della città di
Napoli
Soprintendenza speciale per
il patrimonio storico,artistico
ed etnoantropologico e per il
Polo museale della città di
Roma
Struttura
Servizio I - Affari generali, personale, programmazione e bilancio
Servizio II - Tutela del patrimonio architettonico
Servizio III - Tutela del patrimonio storico-artistico
ed etnoantropologico
Servizio IV - Musei, mostre e valorizzazione
Afferiscono alla Direzione Generale
1. Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna
e Contemporanea - con sede a Roma
2. Istituto Nazionale per la Grafica con sede a Roma
Istituti centrali
1. Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Antonello da Messina, Galleria
Nazionale Palazzo Spinola, Genova
Istituti dotati di autonomia speciale
1. Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e
per il Polo museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda lagunare
2. Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e
per il Polo museale della città di Napoli
3. Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e
per il Polo museale della città di Roma
4.Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e
per il Polo museale della città di Firenze
15
Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
La Direzione Generale per gli Archivi svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle Direzioni Regionali o ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela dei beni archivistici.
Svolge le funzioni di coordinamento e di vigilanza sull'Archivio Centrale dello Stato e
sull'Istituto Centrale per gli archivi.
In materia informatica, elabora e coordina le metodologie archivistiche relative all'attività di ordinamento e di inventariazione, esercita il coordinamento dei sistemi informativi archivistici sul territorio nazionale, studia ed applica sistemi di conservazione
permanente degli archivi digitali, promuove l'applicazione di metodologie e parametri,
anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Si articola in dieci uffici dirigenziali non generali, compresi quelli aventi sede nelle regioni Sicilia e Trentino-Alto
Adige e gli Istituti speciali e centrali.
DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI
Servizio I - Affari
generali, bilancio e
controllo di gestione,
risorse umane e
relazioni sindacali
Servizio II - Tutela e
conservazione del
patrimonio archivistico
Soprintendenza
archivistica per la Sicilia
con sede a Palermo
Archivio di Stato di
Catania
Servizio III - Valorizzazione, promozione,
formazione e relazioni
internazionali
Servizio IV
Innovazione, tecnologia
archivistica e progettualità comunitaria
Istituti centrali
Istituti dotati di
autonomia speciale
Istituto centrale per
gli archivi
Archivio centrale
dello Stato
Archivio di Stato di
Palermo
Archivio di Stato di
Trento con compiti
anche di
Soprintendenza
Archivistica
Struttura
Servizio I - Affari generali, bilancio e controllo di gestione, risorse umane e relazioni
sindacali
Servizio II - Tutela e conservazione del patrimonio archivistico
Servizio III - Valorizzazione, promozione, formazione e relazioni internazionali
ServizioIV - Innovazione, tecnologia archivistica e pro gettualità. comunitaria
Alla Direzione Generale per gli Archivi afferiscono
1. Soprintendenza archivistica per la Sicilia con sede a Palermo
2. Archivio di Stato di Catania
3. Archivio di Stato di Palermo
4.Archivio di Stato di Trento con compiti anche di Soprintendenza Archivistica
Istituti centrali
1. Istituto centrale per gli archivi
Istituti dotati di autonomia speciale
1. Archivio centrale dello Stato
16
Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI
ED IL DIRITTO D’AUTORE
La Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il diritto d'autore svolge
funzioni e compiti non attribuiti alle Direzioni Regionali e ai soprintendenti di settore
ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alle biblioteche pubbliche statali, ai servizi
bibliografici e bibliotecari nazionali, agli istituti culturali, alla promozione del libro e
della lettura ed alla proprietà letteraria e diritto d'autore. Sentite le altre Direzioni Generali competenti, svolge i compiti in materia di proprietà letteraria e di diritto d'autore e di vigilanza sulla Società italiana autori ed editori (SIAE) ai sensi dell'articolo 10
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni.
Restano ferme la composizione e le competenze del Comitato consultivo permanente
per il diritto di autore di cui all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive
modificazioni, che opera presso la Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il diritto d'autore e svolge funzioni di organo consultivo centrale.
Svolge le funzioni di coordinamento e di vigilanza sull'Istituto Centrale per il Catalogo
Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, sulla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, sulla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, sul Centro per
il libro e la lettura e sull'Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Si articola in 9 uffici dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali, nazionali e centrali.
DIREZIONE GENERALE PER I BENI LIBRARI, GLI ISTITUTI CULTURALI ED IL DIRITTO D’AUTORE
Servizio I - Affari
generali,personale e
bilancio
Servizio II - Patrimonio
bibliografico statale e
non statale
Istituti centrali
Struttura
Servizio I Servizio II Servizio III Servizio IV -
Servizio III
Istituti culturali
Servizio IV
Diritto d’autore e
vigilanza sulla SIAE
Istituti dotati di
autonomia speciale
Istituto centrale per il
catalogo unico delle
biblioteche italiane e per
le informazioni
bibliografiche
Biblioteca nazionale
centrale di Roma
Istituto centrale per i beni
sonori ed audiovisivi
Centro per il libro e la
lettura
Biblioteca nazionale
centrale di Firenze
Affari generali, personale e bilancio
Patrimonio bibliografico statale e non statale
Istituti culturali
Diritto d’autore e vigilanza sulla SIAE
Alla Direzione Generale afferiscono
Istituti centrali
1. Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni
bibliografiche
2. Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi
Istituti dotati di autonomia speciale
1. Biblioteca nazionale centrale di Roma
2. Biblioteca nazionale centrale di Firenze
3. Centro per il libro e la lettura
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Cultura a porte aperte
DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA
La Direzione Generale per il Cinema svolge funzioni e compiti in
materia di attività cinematografiche. Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni. Si
articola in 4 uffici dirigenziali non generali.
Elsa Martinelli sul set
DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA
Servizio I - Affari generali
e bilancio,
programmazione,risorse
umane,revisione
cinematografica
Servizio II - Produzione,
distribuzione, esercizio e
industrie tecniche
Servizio III - Promozione delle attività
cinematografiche
Servizio IV - Attività
cinematografiche
all’estero
Struttura
Servizio I - Affari generali e bilancio, programmazione, risorse umane, revisione cinematografica
Servizio II - Produzione, distribuzione, esercizio e industrie tecniche
Servizio III - Promozione delle attività cinematografiche
Servizio IV - Attività cinematografiche all’estero
DIREZIONE GENERALE PER LO SPETTACOLO DAL VIVO
La Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo svolge funzioni e compiti in materia di
attività di spettacolo dal vivo, con riferimento alla musica, alla danza, al teatro, ai circhi,
allo spettacolo viaggiante ed ai festival teatrali.
Restano ferme la composizione e le competenze dell'Osservatorio dello spettacolo, che
opera presso la stessa Direzione Generale. Resta fermo quanto previsto all'articolo 11,
comma 2, del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492, e successive modificazioni.
Costituisce centro di responsabilità amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.
Si articola in 3 uffici dirigenziali non generali, i cui compiti sono definiti con decreto ministeriale di natura non regolamentare.
DIREZIONE GENERALE PER LO SPETTACOLO DAL VIVO
Servizio I - Attività liriche
e musicali
Servizio II - Attività
teatrali
Servizio III - Attività di
danza, circensi e dello
spettacolo viaggiante
Struttura
Servizio I - Attività liriche e musicali
Servizio II - Attività teatrali
Servizio III - Attività di danza, circensi e dello
spettacolo viaggiante
Teatro la Scala, Milano
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Cultura a porte aperte
ISTITUTI TERRITORIALI
DIREZIONE REGIONALI PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
Le Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici
coordinano l'attività delle strutture periferiche del Ministero di cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c), d), e), e f),
presenti nel territorio regionale. Curano i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni, gli enti
locali e le altre istituzioni presenti nella regione medesima,
e, fra l’altro, sono titolari di competenze in materia di verifica di interesse culturale, di dichiarazione di interesse
storico artistico, di emanazione di provvedimenti di tutela
indiretta, di autorizzazione di interventi nei quali siano
presenti aspetti di competenza di diverse soprintendenze,
di autorizzazione di alienazioni, permute, costituzione di
ipoteca o pegno.
Castello, Rapallo (GE)
A loro è riconosciuto il ruolo di stazione appaltante. Costituiscono centri di costo e dipendono, funzionalmente, per quanto riguarda gli aspetti
contabili, dalla Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica la
promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure.
Gli archivi e le Biblioteche, pur nel rispetto della loro autonomia scientifica, costituiscono articolazione delle Direzioni Regionali. Le Direzioni Regionali si articolano negli uffici dirigenziali non generali di seguito elencati:
Soprintendenze per i Beni Archeologici, Architettonici e Paesaggistici, Storici, Artistici
ed Etnoantropologici
In particolare:
- unificano e aggiornano le funzioni di catalogo e tutela nell'ambito della regione di
competenza, secondo criteri definiti dalle competenti direzioni centrali;
- autorizzano l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali;
- dispongono l'occupazione temporanea di immobili per l'esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al ritrovamento di beni culturali;
- provvedono all'acquisto di beni e servizi in economia;
- partecipano ed esprimono pareri, riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi;
- amministrano e controllano beni dati in consegna;
- curano l'istruttoria finalizzata alla stipula di accordi e convenzioni con i proprietari di beni
culturali oggetto di interventi conservativi alla cui spesa ha contribuito il Ministero al
fine di stabilire le modalità per l'accesso ai beni medesimi da parte del pubblico;
- istruiscono e propongono i provvedimenti di verifica dell'interesse culturale;
- svolgono le istruttorie e propongono al direttore generale centrale competente i provvedimenti relativi a beni di proprietà privata;
- esprimono pareri sulle alienazioni, le permute, le costituzioni di ipoteca e di pegno ed
ogni ltro negozio giuridico che comporti il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali appartenenti a soggetti pubblici come identificati dal Codice;
- istruiscono i procedimenti concernenti le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice;
- istruiscono e propongono alla direzione generale centrale competente l'esercizio del diritto di prelazione;
- esercitano i compiti in materia di tutela del paesaggio ad esse affidati in base al Codice;
- esercitano ogni altra competenza ad esse affidata in
base al Codice.
Abbazia di Collemaggio, L’Aquila
19
Cultura a porte aperte
Soprintendenze Archivistiche
Le Soprintendenze archivistiche svolgono una funzione di tutela e assistenza sugli archivi non statali, pubblici (Archivi di Regioni, Province e Comuni) e privati dichiarati di notevole
interesse storico (con notifica emessa proprio dalla soprintendenza). Nel linguaggio tecnico la sua mansione di controllo si
chiama "vigilanza".La vigilanza non comprende il controllo sulla
fase di riordino, ma si limita a fornire un consulto se richiesto.
Le competenze sono nettamente divise da quelle degli Archivi di Stato che, presenti in ciascuna provincia più 35 sezioni distaccate, si occupano invece degli archivi di enti
pubblici statali centrali e periferici (questure, prefetture, ecc.)
ed espleta una funzione tecnicamente detta di "sorveglianza".
Sorveglianza e vigilanza sono attuate soprattutto per verifiLivres de laudes et dévotions
care
che gli archivi vengano gestiti beni, che i locali deputati
1435 - 1440, Archivio di Stato
agli archivi siano idonei, che lo scarto sia effettuato corretdi Torino
tamente. In particolare al momento dello scarto si ha un diverso modo di procedere a seconda se si tratti di ente sorvegliato da un Archivio di Stato
o vigilato da una Soprintendenza.
Archivi di Stato
Gli Archivi di Stato dipendono dalla Direzione Generale degli Archivi e svolgono funzioni di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario dello Stato,
secondo le disposizioni vigenti.
A tal fine, in particolare:
a) conservano, tutelano e valorizzano:
1) gli archivi degli Stati italiani preunitari;
2) i documenti degli organi giudiziari e amministrativi dello
Stato non più occorrenti alle ordinarie esigenze del servizio, acquisiti a norma dell'articolo 30 del testo unico;
3) tutti gli altri archivi e singoli documenti che lo Stato
abbia in proprietà o in deposito per disposizione di
legge o a qualsiasi titolo;
b) esercitano la sorveglianza, mediante la partecipazione
alle commissioni istituite ai sensi dell'articolo 30 del testo
unico, sugli archivi correnti e di deposito degli organi amministrativi e giudiziari dello Stato e sulla gestione dei
Sigillo del Vescovo Alberto
flussi documentali, qualunque ne sia il supporto, anche in
di Egna 1324 - 1336, Archivio
base alla normativa vigente in materia di riproduzione
di Stato di Bolzano
sostitutiva di documenti digitali e gestione elettronica
dei documenti a norma dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica
10 novembre 1997, n. 513, e del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre
1998, n. 428;
c) esplicano i compiti relativi al trattamento e alla comunicazione dei documenti riservati;
d) svolgono le attività di promozione.
e) curano lo studio, la ricerca, l'ordinamento, l'inventariazione, la riproduzione e la conservazione dei documenti conservati, e possono sottoscrivere, per tali fini e per quelli
di didattica e valorizzazione, convenzioni con enti pubblici ed istituti di studio e ricerca.
20
Cultura a porte aperte
Biblioteche Statali
Le Biblioteche Pubbliche Statali dipendono dalla competente Direzione Generale e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte e degli altri beni librari che lo
Stato ha in proprietà o in deposito per disposizione di legge o per altro titolo.
Tenuto conto della specificità delle raccolte, della tipologia degli utenti e del contesto
territoriale in cui ciascuna è inserita, svolgono, in particolare, i seguenti compiti:
a) acquisire, raccogliere e conservare la produzione editoriale italiana e straniera;
b) conservare, accrescere e valorizzare le proprie raccolte;
c) realizzare con altre biblioteche, con istituti ed enti, sistemi integrati di informazione
e servizi;
d) attività di promozione.
Le Biblioteche Universitarie, in particolare, svolgono le proprie funzioni in coordinamento con le università nelle forme ritenute più idonee sul piano dei servizi e delle acquisizioni.
Le Biblioteche Nazionali Centrali di Firenze e di Roma, in attuazione dei servizi bibliografici e bibliotecari nazionali, assicurano altresì in autonomia, la tutela, la conservazione, la gestione, la documentazione e la disponibilità della produzione editoriale
italiana raccolta per deposito legale.
Salone Settecentesco, Biblioteca statale di Montevergine, Mercogliano (AV)
21
Cultura a porte aperte
ATTIVITÀ
Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali è demandato il compito di tutelare, conservare, valorizzare e promuovere l’immenso patrimonio esistente per fronteggiare il
quale sono necessarie risorse finanziarie adeguate e organizzazioni efficienti.
Ai sensi dell’articolo 2 del Codice per i beni culturali e per il paesaggio “Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e
dai beni paesaggistici”.
Della prima categoria fanno parte: le cose immobili e mobili
che presentano interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate quali testimonianze aventi valore di civiltà (di cui alla ex
legge 1089 del 1939), ed i beni di interesse paesaggistico (già
tutelati dalla legge 1497 del 1939 e dalla legge "Galasso" 431 del
1985), frutto della millenaria antropizzazione e stratificazione
storica del nostro territorio, un unicum nell'esperienza euroRestauro di un affresco, pea e mondiale tale da meritare tutto il rilievo e la protezione
Opificio delle Pietre Dure dovuti.
Tutela, Conservazione, Valorizzazione e Gestione
Sono questi i compiti istituzionali del MiBAC, sanciti dall’art. 9 della Costituzione, il
quale stabilisce che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Nel 2004 entra in vigore il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 22 Gennaio
2004, n. 42 ai sensi dell'Articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), meglio conosciuto
come Codice Urbani che determina una semplificazione legislativa rispetto alla previgente disciplina, fornendo uno strumento per tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio, anche attraverso il coinvolgimento degli Enti Locali.
I principali capisaldi del testo si possono così sintetizzare:
a) recupero del paesaggio nell’ambito del patrimonio culturale, del quale costituisce
parte integrante alla pari degli altri beni culturali;
b) riconoscimento del carattere rigorosamente unitario della tutela dell’intero patrimonio storico-artistico e paesaggistico così come previsto dalla Costituzione della
Repubblica, sia nell’art. 9, sia nel nuovo Titolo V agli art.117-118;
c) formulazione di un apposito demanio culturale nell’ambito del più ampio patrimonio pubblico, al quale sono ascritti tutti quei beni la cui piena salvaguardia ne richiede
il mantenimento nella sfera della proprietà pubblica;
d) subordinazione della pianificazione urbanistica a quella paesaggistica.
La materia dei Beni Culturali si presenta, inoltre, notevolmente ampliata, con alcune
aperture a settori finora trattati altrove, come la gestione museale, le procedure di intervento conservativo, il campo dell’arte contemporanea.
Tutela
Le attività consistono nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette
ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e
la conservazione per fini di pubblica fruizione. Tali funzioni vengono esercitate direttamente dal Ministero e tramite forme di
intesa e coordinamento, possono essere esercitate dalle Regioni.
I termini della cooperazione tra Stato, Regioni e
Enti locali nell’esercizio della tutela sono stati
affrontati e regolati anche dal Codice Urbani che
assicura una logica unitaria negli interventi di Restauro di un affresco, Opificio delle Pietre Dure
22
Cultura a porte aperte
tutela e un sistema integrato nella valorizzazione dei beni, in base all’art. 118 della Costituzione. Inoltre, conferisce alle Regioni ordinarie la tutela dei beni librari.
La conservazione del patrimonio culturale consiste in una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro (art. 29 del Codice
Urbani). L’insieme di queste attività fa si che si possano limitare le situazioni di rischio
connesse al bene culturale nel suo contesto, controllare le condizioni del bene al fine di
mantenerne l’integrità, l’efficienza funzionale e l’identità, garantire l’integrità materiale
ed il recupero del bene, la sua protezione e la trasmissione dei valori culturali di cui è portatore.
Valorizzazione
Le attività consistono nella costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti,
ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse finanziarie o strumentali, finalizzate all’esercizio delle funzioni ed al
perseguimento di ogni attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei Beni Culturali e Ambientali e ad
incrementare la fruizione.
Tra le azioni istituzionali, quella di maggior ri- Restauro di un globo, Istituto Centrale per
lievo, anche a livello internazionale, è il re- il Restauro e la Conservazione del Patrimonio
stauro, uno dei nodi principali attorno al quale Archivistico e Librario
si sviluppa il lavoro di tutela e conservazione del patrimonio artistico italiano.
Esso si configura come ponte tra conservazione e innovazione, tra la componente più solida, stratificata e specifica dell’operare sul patrimonio culturale e la componente più fluida
e moderna dello stesso ambito di intervento. Il dibattito culturale contemporaneo sugli interventi di restauro è arricchito dalla componente ecologica e ambientale che si affianca
al consueto obiettivo della conservazione e della trasmissione alle future generazioni del
nostro prezioso patrimonio artistico e culturale, fatto non solo di edifici, sculture e dipinti,
ma anche di libri, documenti, fotografie e pellicole cinematografiche.
Il paesaggio e l’architettura contemporanea,negli ultimi anni,stanno diventando tema centrale di dibattito tra Pubblica Amministrazione e mondo dell’associazionismo e impresa.
Le strutture d’eccellenza nel campo della ricerca e del restauro sono l’Istituto Superiore
per la Conservazione ed il Restauro, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione
del Patrimonio Archivistico e Librario, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e l’Opificio delle Pietre Dure che operano ad altissimo livello tecnico scientifico
e professionale e sono punto di riferimento in tutto il mondo.
Gestione
Il Ministero, attraverso i propri Istituti, gestisce un immenso patrimonio storico, artistico e paesaggistico, il più importante del mondo (circa il 60% del patrimonio culturale
mondiale), costituito da oltre 20.000 centri storici, 45.000 tra castelli e giardini, 30.000
dimore storiche, 100.000 chiese, 2.000 siti archeologici, 3.500 musei pubblici e privati,
9.000 monumenti, centinaia di parchi. Si può certamente affermare che quella italiana
si configura come l’offerta al pubblico più ricca d’Europa.
Tale ricchezza rappresenta un tesoro di inestimabile valore da difendere e valorizzare in
quanto cuore della nostra identità di Paese ma anche elemento di richiamo per i turisti
di tutto il mondo, che determina un modello di vita apprezzato a livello internazionale
in grado di generare effetti positivi sull’economia (occupazione, turismo, servizi) e sulla
qualità della vita (paesaggio, ambiente, istruzione).
L’obiettivo della virtuosa combinazione tra il massimo rigore nella tutela e lo sviluppo
economico e sociale può e deve essere raggiunto anche con l’intento di rendere l’Italia
un caso esemplare a livello internazionale.
In particolare, vista la rilevanza numerica (…….) dei siti italiani inseriti nella lista dell’Unesco, la valorizzazione e la gestione di questi ultimi deve basarsi sull’azione comune
23
Cultura a porte aperte
tra il tessuto produttivo, le istituzioni culturali e le amministrazioni locali, all’insegna
della sostenibilità.
PROMOZIONE
Al fine di rendere fruibile il grande patrimonio italiano, il MiBAC ha l’ulteriore compito
di spiegare con chiarezza ai cittadini le norme che lo tutelano, rendendoli in questo
modo partecipi della difesa dei beni culturali, stimolando ciascuno a sentirsene emotivamente partecipe ed interprete. Compito questo, gravoso e affascinante allo stesso
tempo. Se il vecchio sistema comunicativo era pensato in funzione di quello che si potrebbe definire un “utente modello” (mediamente preparato sulla materia, culturalmente evoluto, in grado di condividere lo stesso contesto e molto motivato alla
comprensione), oggi si sta tentando di superare tale approccio con nuove modalità di
gestione sempre più orientate alle esigenze delle differenti e sempre più vaste fasce di
pubblico. Per svolgere più efficacemente i compiti istituzionali il MiBAC ha investito
molto in un adeguamento tecnologico, informatico ed organizzativo, imperniato su
nuove forme di intervento e su servizi adeguati alla domanda di una utenza sempre
più esigente. L’assetto operativo sia a livello centrale che periferico è indirizzato verso
una qualità amministrativa che ottimizza l’utilizzo di tutte le risorse finanziarie disponibili e delle professionalità presenti.
Il successo dell’operazione di valorizzazione dei luoghi della cultura che si misura in
base alla soddisfazione dei visitatori ed alla percezione che questi hanno dei luoghi
stessi, passa necessariamente attraverso una puntuale ed attenta strategia di comunicazione integrata che trova il suo strumento fondamentale nel Piano di Comunicazione.
In tal senso, l’impegno del MiBAC si è concentrato su l’apertura prolungata dei luoghi
d’arte per renderli sempre più fruibili. Un’attenzione particolare è richiesta alle Soprintendenze per migliorare l’accoglienza presso le aree archeologiche incrementando le
visite guidate ai cantieri di scavo e di restauro e migliorando l’accessibilità, la comunicazione, l’offerta culturale e l’attenzione verso esigenze ed aspettative dei visitatori.
Una cura particolare è stata riservata anche ai temi dell’adeguamento funzionale e delle
barriere architettoniche e alla semplificazione delle modalità di fruizione.
La qualità delle realizzazioni architettoniche si traduce sempre in una futura qualità
della vita per tutti i cittadini che guardano all’opera come ad una parte del paesaggio
urbano che abitano e attraversano ogni giorno.
Valutazione, valorizzazione e programmazione sono,
quindi, i tre paradigmi definitori del cambiamento di
atteggiamento e di prospettiva del decisore pubblico
nei confronti dei Beni Culturali. Si è passati, infatti, da
un modello statico conservativo a un modello gestionale dinamico, dalla semplice conservazione alla gestione e alla valorizzazione, orientate alla fruibilità
sociale.
Il dicastero è quindi una struttura complessa, che collabora e dialoga sempre più con istituzioni ed enti sia nazionali che internazionali, con le Università e il mondo
accademico, con le associazioni di settore e con il mondo
imprenditoriale, oltreché con i cittadini. Quest’ultimo è
forse il compito più complesso poiché si tratta da un lato
di offrire un’immagine coerente e rendere più facile il
rapporto con il pubblico dal punto di vista burocratico e
amministrativo, dall’altro di rendere consapevoli i cittadini dell’importanza della cultura, nella varietà delle sue
espressioni, per il miglioramento della qualità della vita
e il riconoscimento di un forte senso di identità nazionale legato alle radici storico artistiche del Paese.
Materiali divulgativi Grandi Eventi 2009
24
Cultura a porte aperte
L’attività di promozione viene realizzata attraverso l’ideazione, l’organizzazione e il coordinamento di iniziative culturali e grandi eventi
rivolti al pubblico e diffusi su tutto il territorio
nazionale e non solo. Un esempio sono le grandi
mostre e i grandi9 eventi come la Settimana
della Cultura, le giornate europee del Patrimonio, la Festa Europea della Musica, etc. Il MiBAC,
attraverso un’intensa collaborazione con gli Enti
locali e con gli operatori privati, punta a rendere Stand istituzionale del MiBAC, Salone dell’Arte
questi eventi un potente strumento di markedel Restauro e della Conservazione dei Beni
Culturali e Ambientali, Ferrara 2009
ting territoriale per promuovere insieme opere
d’arte e città, i territori e i loro prodotti, rafforzando il turismo culturale interno e quello proveniente dall’estero.
Altri strumenti di promozione sono la partecipazione a manifestazioni fieristiche nelle
quali, attraverso scelta tematiche, vengono di volta in volta rappresentate le diverse realtà istituzionali del Ministero; la promozione di iniziative e di contatti con gli organi di
comunicazione e di informazione nazionali ed internazionali; l’organizzazione di concorsi rivolti ai giovani e iniziative in collaborazione con gli Enti locali, per promuovere e
valorizzare il patrimonio italiano e le idee.
Ad esempio, il settore delle biblioteche e delle istituzioni culturali conosce oggi un momento di forte crescita in termini progettuali, gestionali, organizzativi e, soprattutto, in
termini di servizi. Innovazione tecnologica e collaborazione istituzionale sono dunque
i presupposti operativi dell’attuale attività in favore dei beni librari. Dopo anni di stasi,
è stata rafforzata l’attività di ristrutturazione edilizia delle sedi delle biblioteche pubbliche statali, che debbono ora essere dotate di moderni sistemi antincendio, antifurto,
antitaccheggio, antiscasso e di impianti di controllo e sicurezza.
L’incremento consistente del numero dei visitatori delle biblioteche negli ultimi anni,è stato
soprattutto determinato da un uso ampio e vario delle biblioteche che diventano sempre
più centri informativi per effettuare ricerche e consultare fonti in rete. La rete del Servizio Bibliotecario Nazionale è stata potenziata attraverso lo sviluppo e l’applicazione degli strumenti tecnologici che consentono la digitalizzazione dell’intero patrimonio bibliografico.
L’amministrazione archivistica è il settore del MiBAC che ha il maggior numero di istituti operanti sul territorio. L’attenzione negli ultimi anni si è concentrata soprattutto
sul recupero di antichi edifici e sull’acquisizione di immobili per ricavare nuovi spazi da
dedicare agli archivi. Il patrimonio archivistico è in continuo aumento, basti pensare all’archivio centrale dello Stato, che ha festeggiato nel 2003 il 50esimo della sua nascita
e dispone attualmente di circa 700.000 pezzi.
Conservazione, valorizzazione e promozione sono anche al centro delle iniziative intraprese dal MiBAC a sostegno dei musei, cuore pulsante della vita culturale dei centri urbani e luogo perfetto d’incontro tra tradizione e innovazione. Il museo come strumento
per la conservazione dei contenuti culturali e come garanzia della loro sopravvivenza e
della loro trasmissione alle generazioni future diventa oggi, non solo strumento di diffusione della conoscenza e della cultura ma anche luogo aperto di studio e di ricerca,
strumento integrativo dell’educazione scolastica.
Il museo, dunque, assolve sempre più ad una missione di formazione permanente grazie all’esposizione delle sue collezioni, le quali permettono lo sviluppo di temi storici, di
storia della cultura, di arte, di scienze naturali e di storia della tecnica e costituiscono la
base dell’attività educativa.
Il MiBAC non sfugge alla crisi economica e finanziaria che l’Italia e il mondo intero
stanno attraversando. Nonostante i tagli al bilancio e la conseguente esiguità delle risorse disponibili, che rendono più difficile la realizzazione delle iniziative previste, il
MiBAC continua a sostenere le strategie sopra enunciate e i progetti già avviati senza
trascurare la programmazione di nuovi interventi e sinergie anche grazie ad un’ notevole attività di sponsorizzazione che ha reso possibile l’avvio e la realizzazione di molti
progetti in collaborazione con le varie realtà produttive, nazionali ed internazionali.
25
Elenco generale
degli Istituti Territoriali
del MiBAC
27
ELENCO GENERALE DEGLI ISTITUTI TERRITORIALI DEL MIBAC
ARCHIVI DI STATO
ABRUZZO
Archivio di Stato di Chieti
(e sezione di Lanciano)
Via F. Ferri, 25/27
66100 Chieti
Archivio di Stato di L’Aquila
(e sezioni di Avezzano e Sulmona)
Piazza della Repubblica, 9
67100 L’Aquila
Archivio di Stato di Teramo
Corso Porta Romana, 68
64100 Teramo
BASILICATA
EMILIA-ROMAGNA
Archivio di Stato di Bologna
(e sezione di Imola)
Piazza Celestini, 4
40123 Bologna
Archivio di Stato di Ferrara
Corso Giovecca, 146
44100 Ferrara
Archivio di Stato di Forlì
(e sezione di Cesena)
Via dei Gerolimini, 6
47100 Forlì
Archivio di Stato di Modena
Corso Cavour, 21
41100 Modena
Archivio di Stato di Matera
Via T. Stigliani, 25
75100 Matera
Archivio di Stato di Parma
Via d’Azeglio, 45
43100 Parma
Archivio di Stato di Potenza
Via Nazario Sauro, 1
85100 Potenza
Archivio di Stato di Piacenza
Piazza Cittadella, 29
29100 Piacenza
CALABRIA
Archivio di Stato di Ravenna
(e sezione di Faenza)
Via Guaccimanni, 51
48100 Ravenna
Archivio di Stato di Catanzaro
(e sezione di Lamezia Terme)
Piazza Rosario, 6
88100 Catanzaro
Archivio di Stato di Cosenza
(e sezione di Castrovillari)
Via Miceli, 67-79
87100 Cosenza
Archivio di Stato di Reggio Calabria
(e sezioni di Locri e Palmi)
Via Lia Casalotto
89122 Reggio Calabria
Archivio di Stato di Vibo Valentia
Via Jan Palach, 46
89900 Vibo Valentia
CAMPANIA
Archivio di Stato di Avellino
Via S. Soldi, 9
83100 Avellino
Archivio di Stato di Benevento
Via G. De Vita, 3
82100 Benevento
Archivio di Stato di Caserta
Via dei Bersaglieri, 1
81100 Caserta
Archivio di Stato di Napoli
Piazzetta Grande Archivio, 5
80138 Napoli
Archivio di Stato di Salerno
Piazza Abate Conforti, 7
84121 Salerno
28
Archivio di Stato di Reggio Emilia
Corso Cairoli, 6
42100 Reggio Emilia
Archivio di Stato di Rimini
Piazzetta S. Bernardino, 1
47900 Rimini
FRIULI VENEZIA GIULIA
Archivio di Stato di Gorizia
Via dell’Ospitale, 2
34170 Gorizia
Archivio di Stato di Pordenone
Via Montereale, 7
33170 Pordenone
Archivio di Stato di Trieste
Via La Marmora, 17
34139 Trieste
Archivio di Stato di Udine
Via Urbanis, 1
33100 Udine
LAZIO
Archivio Centrale dello Stato
P.le degli Archivi 27
00144 Roma
Archivio di Stato di Frosinone
(e sezione di Anagni-Guarcino)
P.le De Matthaeis, 41
03100 Frosinone
Archivio di Stato di Latina
Via dei Piceni, 24
04100 Latina
Archivio di Stato di Rieti
Viale Ludovico Canali, 7
02100 Rieti
Archivio di Stato di Roma
Corso del Rinascimento, 40
00186 Roma
Via Galla Placidia, 93a
00159 Roma
Archivio di Stato di Viterbo
Via M. Romiti
01100 Viterbo
LIGURIA
Archivio di Stato di Ascoli Piceno
(e sezione di Fermo)
Via S. Serafino da Montegranaro, 8c
63100 Ascoli Piceno
Archivio di Stato di Macerata
(e sezione di Camerino)
Corso Cairoli, 175
62100 Macerata
Archivio di Stato di Pesaro
(e sezioni di Fano e Urbino)
Via della Neviera, 44
61100 Pesaro
Archivio di Stato di Genova
Piazza S. Maria in Via Lata, 7
16128 Genova
Archivio di Stato di Pescara
Piazza della Marina, 2-4
65126 Pescara
Archivio di Stato di Imperia
(e sezioni di San Remo e Ventimiglia)
Viale Matteotti, 105
18100 Imperia
MOLISE
Archivio di Stato di La Spezia
Via Galvani, 21
19124 La Spezia
Archivio di Stato di Isernia
Corso Risorgimento – Centro Commerciale, 2
86170 Isernia
Archivio di Stato di Savona
Via Quarda Superiore, 7
17100 Savona
PIEMONTE
LOMBARDIA
Archivio di Stato di Campobasso
Via Orefici, 43
86100 Campobasso
Archivio di Stato di Alessandria
Via G. Solero, 43
15100 Alessandria
Archivio di Stato di Bergamo
Via Tasso, 84
24122 Bergamo
Archivio di Stato di Asti
Via Govone, 9
14100 Asti
Archivio di Stato di Brescia
Via G. Galilei, 42-44
25118 Brescia
Archivio di Stato di Biella
Via Arnulfo, 15/a
13900 Biella
Archivio di Stato di Como
Via Briantea, 8
22100 Como
Archivio di Stato di Cuneo
Via Monte Zovetto, 28
12100 Cuneo
Archivio di Stato di Cremona
Via Antica Porta Tintoria, 2
26100 Cremona
Archivio di Stato di Novara
Corso Cavallotti, 23
28100 Novara
Archivio di Stato di Mantova
Via Ardigò, 11
46100 Mantova
Archivio di Stato di Milano
Via Senato, 10
20121 Milano
Archivio di Stato di Torino
Sezione prima
Piazza Castello, 209
10124 Torino
Sezioni riunite
Via Piave, 21
10122 Torino
Archivio di Stato di Pavia
Via Cardano, 45
27100 Pavia
Archivio di Stato di Verbania
Via Cadorna, 37
28922 Verbania
Archivio di Stato di Sondrio
Lungomallero Cadorna, 28
23100 Sondrio
Archivio di Stato di Vercelli (e sezione di
Varallo)
Via Manzoni, 11
13100 Vercelli
MARCHE
Archivio di Stato di Ancona
(e sezione di Fabriano)
Via Maggini, 80
60127 Ancona
PUGLIA
Archivio di Stato di Bari
(e sezioni di Barletta e Trani)
Via D. Marin, 3
70125 Bari
29
ELENCO GENERALE DEGLI ISTITUTI TERRITORIALI DEL MIBAC
Archivio di Stato di Brindisi
Piazza S. Teresa, 4
72100 Brindisi
Archivio di Stato di Foggia
(e sezione di Lucera)
Piazza XX Settembre, 3
71100 Foggia
TOSCANA
Archivio di Stato di Arezzo
Piazza del Commissario, 1
52100 Arezzo
Archivio di Stato di Firenze
Viale Giovine Italia, 6
50122 Firenze
Archivio di Stato di Lecce
Via Sozy Carafa, 15
73100 Lecce
Archivio di Stato di Grosseto
Piazza Socci, 3
58100 Grosseto
Archivio di Stato di Taranto
Via Di Palma, 4
74100 Taranto
Archivio di Stato di Livorno
Palazzo del Governo
57100 Livorno
SARDEGNA
Archivio di Stato di Lucca
Piazza Guidiccioni, 8
55100 Lucca
Archivio di Stato di Nuoro
Via L. Oggiano, 22 - Palazzo Ticca
08100 Nuoro
Archivio di Stato di Oristano
Viale F. Ciusa, 4a
09170 Oristano
Archivio di Stato di Massa
(e sezione di Pontremoli)
Via G. Sforza, 3
54100 Massa
Archivio di Stato di Sassari
Via G.M. Angioy, 1/A
07100 Sassari
Archivio di Stato di Pisa
Lungarno Mediceo, 17
56100 Pisa
SICILIA
Archivio di Stato di Pistoia (e sezione di
Pescia)
Piazza Scuole Normali, 2
51100 Pistoia
Archivio di Stato di Agrigento
(e sezione di Sciacca)
Via Mazzini 185
92100 Agrigento
Archivio di Stato di Caltanissetta
Via P. Borsellino, 2-2a
93100 Caltanissetta
Archivio di Stato di Catania
(e sezione di Caltagirone)
Via Vittorio Emanuele, 156
95131 Catania
Archivio di Stato di Enna
Via Scifitello, 20
94100 Enna
Archivio di Stato di Messina
Via XXIV Maggio, 18, isol. 291
98122 Messina
Archivio di Stato di Palermo
(e sezione di Termini Imerese)
Corso Vittorio Emanuele, 31
90133 Palermo
Archivio di Stato di Prato
Via Ser Lapo Mazzei, 41
59100 Prato
Archivio di Stato di Siena
Via Banchi di Sotto, 52
53100 Siena
TRENTINO ALTO ADIGE
Archivio di Stato di Bolzano
Via Armando Diaz, 8
39100 Bolzano
Archivio di Stato di Trento
Via Maccani, 161
38100 Trento
UMBRIA
Archivio di Stato di Perugia (e sezioni di
Assisi, Foligno, Gubbio e Spoleto)
Piazza G. Bruno, 10
06100 Perugia
Archivio di Stato di Ragusa
(e sezione di Modica)
Viale del Fante, 7
97100 Ragusa
Archivio di Stato di Terni
(e sezione di Orvieto)
Via Cavour, 28
05100 Terni
Archivio di Stato di Siracusa
(e sezione di Noto)
Via Tucidide, 24
96100 Siracusa
VENETO
Archivio di Stato di Trapani
Via Libertà, 35
91100 Trapani
Archivio di Stato di Padova
Via dei Colli, 24
35143 Padova
30
Archivio di Stato di Belluno
Via S. Maria dei Battuti, 3
32100 Belluno
Archivio di Stato di Rovigo
Via Sichirollo, 9
45100 Rovigo
LAZIO
Archivio di Stato di Treviso
Via A. Marchesan, 11a
31100 Treviso
LIGURIA
Archivio di Stato di Varese
Via Col di Lana, 5
21100 Varese
Ventimiglia (IM)
Via Hanbury,
Archivio di Stato di Venezia
Campo dei Frari, S. Polo, 3002
30125 Venezia
Archivio di Stato di Verona
Via Franceschine, 2-4
37122 Verona
Archivio di Stato di Vicenza
(e sezione di Bassano del Grappa)
Borgo Casale, 91
36100 Vicenza
SEZIONI DI ARCHIVI DI STATO
ABRUZZO
Anagni-Guarcino (FR)
Via del Monastero
San Remo (IM)
Corso Cavallotti, 362
PIEMONTE
Varallo (VC)
Via Tancredi Rossi, 9
PUGLIA
Barletta (BA)
Via Ferdinando d’Aragona, 130
Lucera (FG)
Via dei Saraceni, 1
Trani (BA)
Via Dogali, 11
SICILIA
Caltagirone (CT)
Via S. Maria di Gesù, 90
Avezzano (AQ),
Piazza Castello, Palazzina ex O.N.M.I.
Modica (RG)
Via Liceo Convitto, 33
Lanciano (CH)
Viale Cappuccini, 131
Noto (SR)
Via Simone Impellizzeri, 2
Sulmona (AQ)
Via S. Cosimo, 16
Palmi (RC)
Via Carbone, 3
CALABRIA
Sciacca (AG),
Via Giuseppe Verdi, 27
Castrovillari (CS)
Via Porta della Catena
Lamezia Terme (CZ)
Via Aldo Moro, palazzo Gigliotti
Locri (RC)
Via Matteotti, 302
EMILIA-ROMAGNA
Cesena (FC)
Via Montalti, 4
Termini Imerese (PA)
Via Stesicoro, 242
TOSCANA
Pescia (PT)
Piazza XX Settembre, 3
Pontremoli (MS)
Via Nazionale, ex Convento SS. Annunziata
UMBRIA
Faenza (RA)
Via Manfredi, 14
Assisi (PG)
Traversa Via Croce
Imola (BO)
Via Verdi, 6
Foligno (PG)
Piazza del Grano, 2
MARCHE
Gubbio (PG)
Piazza XL Martiri, 1
Camerino (MC)
Via Venanzi, 20
Fabriano (AN)
Via C. Battisti, 23
Fano (PS)
Via Castracane, 1
Fermo (AP)
Via Perpenti
Orvieto (TR)
Piazza del Duomo, 31
Spoleto (PG)
Piazzale Ermini, 1
Urbino (PS)
Via Vittorio Veneto, 42
31
ELENCO GENERALE DEGLI ISTITUTI TERRITORIALI DEL MIBAC
VENETO
Bassano del Grappa (VI)
Via Beata Giovanna, 58
SOPRINTENDENZE ARCHIVISTICHE
Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo
Via Conte di Ruvo, 74
65127 Pescara
Soprintendenza Archivistica per la Basilicata
Via Discesa S. Gerardo, 7
85100 Potenza
Soprintendenza Archivistica per il Trentino
Alto Adige
Via Vannetti, 13
38100 Trento
Soprintendenza Archivistica per l’Umbria
Via Martiri dei Lager, 65
06128 Perugia
Soprintendenza Archivistica per il Veneto
Campo dei Frari - San Polo, 3002
30125 Venezia
BIBLIOTECHE STATALI
Soprintendenza Archivistica per la Calabria
Via Demetrio Tripepi, 59
89100 Reggio Calabria
BASILICATA
Soprintendenza Archivistica per la
Campania
Via S. Biagio dei Librai, 39
80138 Napoli
CALABRIA
Soprintendenza Archivistica per l’EmiliaRomagna
Galleria del Leone, 1
40125 Bologna
Soprintendenza Archivistica per il Friuli
Venezia Giulia
Via La Marmora, 17
34139 Trieste
Soprintendenza Archivistica per il Lazio
Corso Vittorio Emanuele II, 209
00186 Roma
Soprintendenza Archivistica per la Liguria
Passo S. Caterina Fieschi Adorno, 4a
16121 Genova
Soprintendenza Archivistica per la
Lombardia
Corso Magenta, 24
20123 Milano
Soprintendenza Archivistica per le Marche
Via dell’Agricoltura, 1
60127 Ancona
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Via Isernia, 15
86100 Campobasso
Soprintendenza Archivistica per il Piemonte
e la Valle d’Aosta
Via S. Chiara, 40/h
10122 Torino
Soprintendenza Archivistica per la Puglia
Strada Sagges, 3
70122 Bari
Soprintendenza Archivistica per la Sardegna
Via Marche, 15-17
09127 Cagliari
Soprintendenza Archivistica per la Sicilia
Via Mariano Stabile, 160
90139 Palermo
Soprintendenza Archivistica per la Toscana
Via Ginori, 7
50123 Firenze
32
Biblioteca nazionale
Via del Gallitello - Palazzo Giuzio
85100 Potenza
Biblioteca nazionale
Piazza Toscano
87100 Cosenza
CAMPANIA
Biblioteca nazionale
Piazza del Plebiscito, 1
80132 Napoli
Biblioteca universitaria
Via Giovanni Paladino, 39
80138 Napoli
EMILIA-ROMAGNA
Biblioteca universitaria
Via Zamboni, 33-35
40126 Bologna
Biblioteca Estense universitaria
Piazza S. Agostino, 337
41100 Modena
Biblioteca Palatina
Strada alla Pilotta, 3
43100 Parma
FRIULI VENEZIA GIULIA
Biblioteca statale Isontina
Via Goffredo Mameli, 12
34170 Gorizia
Biblioteca statale
Largo Papa Giovanni XXIII, 6
34123 Trieste
LAZIO
Discoteca di Stato
Via Castani, 32
00186 Roma
Biblioteca Angelica
Piazza S. Agostino 8
00186 Roma
Biblioteca Casanatense
Via S. Ignazio, 52
00186 Roma
Biblioteca statale “Antonio Baldini”
Via di Villa Sacchetti, 5
00197 Roma
Biblioteca di archeologia e storia dell’arte
Piazza Venezia, 3
00186 Roma
Biblioteca di storia moderna e
contemporanea
Via M. Caetani, 32
00186 Roma
TOSCANA
Biblioteca Marucelliana
Via Cavour, 43/47
50129 Firenze
Biblioteca Medicea Laurenziana
Piazza San Lorenzo, 9
50123 Firenze
Biblioteca medica statale
Viale del Policlinico, 155
00161 Roma
Biblioteca Nazionale Centrale
Piazza Cavalleggeri, 1
50122 Firenze
Biblioteca nazionale centrale
Viale Castro Pretorio, 105
00185 Roma
Biblioteca Riccardiana
Via Ginori, 10
50129 Firenze
Biblioteca universitaria Alessandrina
Piazzale Aldo Moro, 5
00185 Roma
Biblioteca statale
Via S. Maria Corteorlandini, 12
55100 Lucca
Biblioteca Vallicelliana
Piazza della Chiesa Nuova, 18
00186 Roma
Biblioteca universitaria
Via Curtatone e Montanara, 15
56100 Pisa
LIGURIA
VENETO
Biblioteca Universitaria
Via Balbi, 3
16126 Genova
LOMBARDIA
Biblioteca Nazionale Braidense
Via Brera, 28
20121 Milano
Biblioteca Statale
Via Ugolani Dati, 4
26100 Cremona
Biblioteca Universitaria
Palazzo Centrale dell’Università
Strada Nuova, 65
27100 Pavia
MARCHE
Biblioteca statale
Via Garibaldi, 20
62100 Macerata
PIEMONTE
Biblioteca nazionale universitaria
Piazza Carlo Alberto, 3
10123 Torino
Biblioteca Reale
Piazza Castello, 191
10122 Torino
PUGLIA
Biblioteca nazionale “Sagarriga Visconti
Volpi”
Piazza Umberto, 1
70121 Bari
SARDEGNA
Biblioteca Universitaria
Via San Biagio, 7
35121 Padova
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazza San Marco, 7
30124 Venezia
BIBLIOTECHE MONUMENTI NAZIONALI
CAMPANIA
Biblioteca oratoriana del monumento
nazionale dei Girolamini
Via Duomo, 142
80138 Napoli
Biblioteca pubblica statale annessa al
monumento nazionale di Montevergine
Via Domenico Antonio Vaccaro, 1
83013 Mercogliano (AV)
LAZIO
Biblioteca dell’Abbazia di Casamari
Via Abbazia di Casamari
03029 Veroli (FR)
Biblioteca dell’Abbazia di Farfa
Via del Monastero, 1
02032 Fara in Sabina (RI)
Biblioteca dell’Abbazia di Montecassino
Via Montecassino
03043 Cassino (FR)
Biblioteca dell’Abbazia di Trisulti
Via Trisulti, 8
03010 Collepardo (FR)
Biblioteca universitaria
Via Università 32/a
Cagliari
Biblioteca del monastero di Santa Scolastica
Via dei Monasteri, 22
00028 Subiaco (RM)
Biblioteca universitaria
Piazza Università, 21
07100 Sassari
Biblioteca del monumento nazionale
dell’Abbazia di San Nilo
Corso del Popolo, 128
00046 Grottaferrata (RM)
33
ELENCO GENERALE DEGLI ISTITUTI TERRITORIALI DEL MIBAC
PUGLIA
Biblioteca del monumento nazionale della
Badia di Cava
Via Morcaldi, 6
84010 Cava de’ Tirreni (SA)
VENETO
Biblioteca del monumento nazionale
dell'Abbazia di Santa Giustina
Via G. Ferrari, 2/a
35123 Padova
Biblioteca del monumento nazionale di
Praglia
Via Abbazia di Praglia, 16
35033 Teolo (PD)
SOPRINTENDENZE DI SETTORE
ABRUZZO
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici dell’Abruzzo
Via B. Croce - Castello Cinquecentesco
L'Aquila
Soprintendenza per il Patrimonio Storico,
Artistico ed Etnoantropologico dell’Abruzzo
Via B. Croce - Castello Cinquecentesco
L'Aquila
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Abruzzo
Via dei Tintori, 1 - Chieti
BASILICATA
Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Basilicata
Via Andrea Serrao, 1 - Palazzo Loffredo
Potenza
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della Basilicata
Via dell’Elettronica, 7 - Potenza
Soprintendenza speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei (sede di
Napoli)
Piazza Museo, 10 - Napoli
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per Napoli e provincia
Palazzo Reale - Piazza del Plebiscito, 1
Napoli
Soprintendenza Speciale per Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della Città di Napoli
Via Tito Angelini, 22 - Napoli
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei (sede di
Pompei)
Via Villa dei Misteri, 2 - Pompei
Soprintendenza per i Beni Archeologici di
Caserta e Benevento
Viale Douet - Caserta
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Caserta e
Benevento
Viale Douet, 2/a (Palazzo Reale) - Caserta
Soprintendenza per i Beni Archeologici di
Salerno e Avellino
Via Trotula de Ruggiero 6-7 - Salerno
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Salerno e
Avellino
Palazzo d’Avossa -Via Botteghelle, 11
Salerno
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Salerno
e Avellino
Via Tasso, 46 - Palazzo Ruggi - Salerno
EMILIA-ROMAGNA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici della Basilicata
Vico II D’Addozio, 15 - Matera
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Emilia Romagna
Via Belle Arti, 52 - Bologna
CALABRIA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Bologna,
Modena e Reggio Emilia
Via IV Novembre, 5 - Bologna
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della Calabria
Piazza Valdesi, 13 - Cosenza
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici della Calabria
Palazzo Arnone
Via Gian Vincenzo Gravina, 2 - Cosenza
Soprintendenza per i beni archeologici della
Calabria
Piazza De Nava, 26 - Reggio Calabria
CAMPANIA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Napoli
(con esclusione della Città), Caserta e
Benevento
Palazzo Reale - Piazza del Plebiscito, 1
Napoli
34
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per le province di
Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e
Rimini
Via Belle Arti, 56 - Bologna
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per le province di Modena
e Reggio Emilia
Piazza S. Agostino, 337 - Modena
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per le province di Parma e
Piacenza
Piazzale della Pilotta, 15 - Parma
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Parma e
Piacenza
Via Bodoni, 6 - Parma
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Ravenna,
Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini
Via San Vitale,17 - Ravenna
FRIULI VENEZIA GIULIA
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia
Piazza della Libertà, 7 - Trieste
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia
Piazza della Libertà, 7 - Trieste
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Friuli Venezia Giulia
Piazza della Libertà, 7 - Trieste
LAZIO
Soprintendenza per i Beni Archeologici di
Ostia Antica
Viale dei Romagnoli, 717 - Ostia Antica
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Roma
Piazza dei Cinquecento, 67 - Roma
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Lazio
Via Pompeo Magno, 2 - Roma
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Etruria meridionale
P.le di Villa Giulia, 9 - Roma
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per il Lazio
Palazzo Venezia - Via San Marco, 49 - Roma
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici del Lazio
Via Cavalletti, 2 - Roma
Soprintendenza Speciale per Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della Città di Roma
Piazza San Marco, 49 - Roma
Soprintendenza alla Galleria Nazionale
d’arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti, 131 - Roma
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per il Comune di Roma
Via di S. Michele, 17 - Roma
LIGURIA
Soprintendenza per i beni archeologici della
Liguria
Via Balbi, 10 - Genova
Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici della Liguria
Via Balbi, 10 - Genova
Soprintendenza per i beni storici, artistici ed
etnoantropologici della Liguria
Via Balbi, 10 - Genova
LOMBARDIA
Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici per le province di Varese,
Como, Lecco, e Sondrio
Piazza Duomo, 14 - Milano
Soprintendenza per i beni archeologici della
Lombardia
Via E. De Amicis, 11 - Milano
Soprintendenza archivistica per la
Lombardia
Corso Magenta, 24 - Palazzo Litta - Milano
Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici per le province di Milano, Lodi,
Monza, Pavia e Bergamo
Piazza Duomo, 14 - Milano
Soprintendenza per i beni storici, artistici ed
Etnoantropologici per le province di Milano,
Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e
Varese
Via Brera, 28 - Milano
Lombardia - Brescia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le provincie di Brescia,
Cremona e Mantova
Via Gezio Calini, 26 - Brescia
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Brescia,
Cremona e Mantova
Palazzo Ducale - Piazza Paccagnini, 3
Mantova
MARCHE
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle
Marche
Via Birarelli, 18 - Ancona
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici delle Marche
Piazza del Senato, 15 - Ancona
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per le Marche
Piazza Rinascimento, 13 - Urbino
MOLISE
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici del Molise
Via A. Chiarizia, 14 - Campobasso
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici del Molise
Via A. Chiarizia, 14 - Campobasso
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Molise
Via A. Chiarizia, 14 - Campobasso
PIEMONTE
Soprintendenza per i beni archeologici del
Piemonte e del Museo antichità egizie
Piazza San Giovanni, 2 - Torino
Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici del Piemonte
Palazzo Chiablese Piazza S. Giovanni, 2
Torino
35
ELENCO GENERALE DEGLI ISTITUTI TERRITORIALI DEL MIBAC
Soprintendenza per i beni storici, artistici ed
etnoantropologici del Piemonte
Via Accademia delle Scienze, 5 - Torino
PUGLIA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Bari e Foggia
Piazza Federico II di Svevia, 4 - Bari
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici della Puglia
San Francesco della Scarpa
Via Pier L’Eremita, 25/B - Bari
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Lecce,
Brindisi e Taranto
Via Nicolò Foscarini, 2/B - Lecce
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e
Etnoantropologici per le province di Siena e
Grosseto
Via del Capitano, 1 - Siena
UMBRIA
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Umbria
Piazza Partigiani, 9 - Perugia
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici dell’Umbria
Corso Garibaldi, 185 - Perugia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici dell'Umbria
Via Ulisse Rocchi, 71 - Perugia
VENETO
Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Puglia
Via Duomo, 33 - Taranto
Soprintendenza per i beni archeologici del
Veneto
Via Aquileia, 7 - Padova
SARDEGNA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Venezia,
Belluno, Padova e Treviso
Palazzo Soranzo Cappello - Santa Croce, 770
Venezia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della Sardegna
Piazza Indipendenza, 7 - Cagliari
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici della Sardegna
Via Cesare Battisti, 2 - Cagliari
Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Sardegna
Piazza Sant’Agostino, 2 - Sassari
TOSCANA
Soprintendenza per i beni archeologici della
Toscana
Via della Pergola, 65 - Firenze
Soprintendenza per i beni architettonici,
paesaggistici, storici, artistici ed
etnoantropologici per le province di Firenze,
Pistoia e Prato
Piazza Pitti, 1 - Firenze
Soprintendenza Speciale per Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Firenze
Via della Ninna, 5 - Firenze
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici e per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici di Arezzo
Via Ricasoli, 1 - Arezzo
Soprintendenza per I Beni Architettonici per
il Paesaggio e per il Patrimonio Storico
Artistico ed Etnoantropologico per le
province di Lucca e Massa Carrara
Palazzo Mansi - Via Galli Tassi, 43 - Lucca
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici e per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Pisa e
Livorno
Lungarno Pacinotti, 46 - Pisa
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le provincie di Siena e
Grosseto
Via di Città, 138 - Siena
36
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della città di Venezia e dei
comuni della gronda lagunare
Palazzo Ducale - Piazza San Marco, 1
Venezia
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Venezia,
Belluno, Padova e Treviso
Rio Marin, S. Croce, 770 - Venezia
Soprintendenza Speciale per Patrimonio
Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il
Polo Museale della città di Venezia e dei
comuni della gronda lagunare
Piazza San Marco, 63 - Venezia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Verona,
Rovigo e Vicenza
Piazza S. Fermo, 3/a - Verona
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per le province di Verona,
Rovigo e Vicenza
Corte Dogana 2/4 - Verona
Progetto “Cultura a Porte Aperte”:
il MiBAC Incontra il Territorio
Antonella Mosca
L’attuale periodo di incertezze pone il tema della riforma della
Pubblica Amministrazione al centro del dibattito politico. È sempre più diffusa l’esigenza di efficienza, trasparenza ed efficacia
per migliorare il rapporto tra cittadino e Stato.
La trasparenza amministrativa, in particolare, nella sua accezione
più ampia, assicura la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra quest’ultimo e il mondo esterno.
A seguito della riforma del titolo V della Costituzione, la Legge
241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005) si pone come
legge quadro, dettando i principi essenziali del rapporto tra P.A.
e cittadino.
Come enuncia l’art. 1, ''L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste
dalla Legge nonché dai principi dell'ordinamento comunitario''.
È evidente come questi provvedimenti abbiano prodotto importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i
cittadini. Infatti, non solo è previsto il diritto di prendere visione
degli atti di un procedimento, ma anche il diritto all’accessibilità
alla documentazione amministrativa e la possibilità, da parte dei
cittadini, di partecipare ai procedimenti. Ciò consente di creare
un impatto positivo sul rapporto tra cittadino e P.A.
Tra le innovazioni introdotte, di particolare rilievo è la creazione
dell’URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico che permette, attraverso i suoi sportelli, un dialogo continuo, dando piena visibilità
all'attività delle Pubbliche Amministrazioni e garantendo al cittadino la possibilità di partecipare ed accedere all'attività delle
stesse.
Successivamente, la legge 150/2000 fa dell’URP uno dei principali strumenti organizzativi attraverso cui le amministrazioni
pubbliche possono assolvere ai loro compiti di comunicazione e
relazione con il pubblico e ne stabilisce le funzioni.
La strategia è quella di offrire informazione e consulenza trasversale in grado di soddisfare tutte le necessità di conoscenza e
di comunicazione degli utenti, permettendo un miglioramento
della vita sociale attraverso l'aumento delle conoscenze, delle
possibilità e potenzialità individuali e collettive, nell’interazione
con la Pubblica Amministrazione e la realtà circostante.
Oggi il problema più importante è la definitiva affermazione
degli standard qualitativi ed organizzativi ed in particolare lo sviluppo del concetto di "rete di servizi" che, interagendo e collaborando tra loro secondo procedure e strumenti comuni, riescano
nell'intento di coniugare alte prestazioni di servizio ad un’efficiente sistema di comunicazione e di informazione.
Uno dei problemi di maggior rilievo che si riscontra in questo ambito, infatti, risulta essere una comunicazione inefficace o quantomeno fuorviante fra amministratore e utente il quale talvolta
non riesce ad accedere neanche alle informazioni più semplici
perché non ha conoscenza delle modalità con le quali approcciarsi alla Pubblica Amministrazione.
37
Cultura a porte aperte
La scarsa conoscenza da parte dei cittadini dei servizi erogati determina la limitata utilizzazione degli stessi da parte dei destinatari, i quali non conoscono la varietà e la quantità di prestazioni offerte che potrebbero essere utili per risolvere problemi e
intraprendere attività di vario genere.
Negli ultimi anni l’amministrazione, in particolare quella centrale, ha assunto, quindi,
tendenze volte a rompere il muro di impenetrabilità che la caratterizzava nella percezione dei cittadini e delle parti economiche e sociali.
Ci sono stati progressi consistenti e, tuttavia, si è trattato il più delle volte di tentativi
non sistematici oppure (come nel caso della legge 241) di “aperture” dell’amministrazione collegate ad esigenze di singoli cittadini e a richiesta di questi nell’esercizio di tutela di loro diritti.
L’iniziativa “Cultura a porte aperte” si inquadra in questa tendenza verso una progressiva maggiore trasparenza ma lo fa attraverso un approccio del tutto innovativo, e in
particolare:
a) “rovesciando” il principio di accesso : non è il cittadino che chiede di partecipare ma
è l’amministrazione che si apre autonomamente ed è lei che chiede ai cittadini di
partecipare per farsi conoscere e per far sì che attraverso questa conoscenza i cittadini sappiano di quali servizi sono beneficiari, come vengono spese le loro risorse,
cosa chiedere all’amministrazione perché quest’ultima possa migliorarsi ;
b) rendendo la partecipazione un fatto collettivo e quindi dando luogo all’esercizio della
partecipazione secondo un modello di offerta organizzato dell’amministrazione che
lavora per farsi conoscere piuttosto che rispondere di volta in volta;
c) aprendo l’amministrazione e il suo modello di lavoro (ma anche le persone che ne
sono responsabili) alla conoscenza dei cittadini non limitata alle questioni amministrative ma soprattutto allargata alla missione tecnica dell’amministrazione, a cosa
fa sul territorio e come lo fa, con quali risorse e con quali risultati.
È questa una iniziativa particolarmente rilevante per un’amministrazione come quella
dei beni culturali che rimane centrale sotto il profilo istituzionale ma che opera invece
in modo pervasivo sul territorio, a contatto con le sue espressioni culturali, sociali ed
economico-produttive.
Il progetto, avviato quest’anno, si propone di rafforzare il dialogo con tutte le amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni), con il mondo della scuola e con quello universitario, con gli ordini professionali e le associazioni pubbliche e private che operano
nel settore, le strutture preposte alla promozione del turismo e gli stessi cittadini che
si vogliono rendere consapevoli delle opportunità che l’interazione con la Pubblica Amministrazione, sempre più attenta alle esigenze dell’utenza, può offrire attraverso l’erogazione di servizi.
La collaborazione
I rapporti con le autorità regionali e locali rappresentano comunque uno dei problemi
più rilevanti dell’organizzazione periferica del MiBAC. Le soluzioni possibili sono molteplici e possono variare tra il modello del "federalismo duale" e quello del "federalismo
cooperativo".
Il primo enfatizza la distinzione-separazione di competenze tra lo Stato e le unità politico-amministrative sub-statali, mentre il secondo pone l’accento sulla costruzione di un
sistema di relazioni basato sull’integrazione funzionale e organizzativa tra i differenti
livelli territoriali di governo.
Alla luce del d.lg. 112/1998, si è optato per un sistema di relazioni tra Stato, Regioni ed
Enti Locali che fa coesistere i due principi della separazione e della cooperazione, applicandoli a campi materiali distinti.
Da una parte, infatti, c’è la funzione di tutela dei beni culturali che è riservata integralmente allo Stato, dall’altra parte, il decreto ha individuato altri campi materiali, come la
gestione, la valorizzazione, la promozione dei beni e delle attività culturali, materie a
"metà strada" tra lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali. In queste materie il decreto legislativo, invece di fissare un preciso criterio di ripartizione dei compiti tra i diversi livelli
38
Cultura a porte aperte
territoriali di governo, ha posto l’accento sul principio di collaborazione, come d’altronde
stabilito dalla Corte Costituzionale che nella materia dei beni culturali ha sempre insistito sulla necessità di una collaborazione tra strutture statali e locali, per "il perseguimento di un grande obiettivo di civiltà" (sentenza 921/1988).
Più in generale, la collaborazione del MiBAC con gli Enti Locali e l’Associazionismo in genere si regola attraverso una serie di Convenzioni che possono essere impiegate per disciplinare una vasta gamma di attività, e in particolare:
il prolungamento degli orari di apertura di musei, siti archeologici, biblioteche e archivi;
il miglioramento del grado di sicurezza;
l’ampliamento della gamma dei servizi culturali;
il potenziamento e la qualificazione dei servizi di accoglienza;
la realizzazione di un maggior grado di flessibilità dell’offerta nei grandi musei;
il superamento delle difficoltà legate ai fattori di ordine stagionale;
la promozione dello sviluppo delle attività didattiche rivolte alla scuola dell’obbligo;
il supporto per la sistemazione di materiale di archivio e dei cataloghi;
la realizzazione dei circuiti di tutela e fruizione del patrimonio diffuso, impropriamente definito marginale, perché escluso dai percorsi universalmente conosciuti e
penalizzato dall’assenza di circuiti organizzati in grado di offrire supporti adeguati
alla fruizione, e da orari di apertura ristretti, quando non addirittura dalla totale chiusura per assenza di sorveglianza;
- la pubblicazione e divulgazione di materiali di informazione, promozione e didattici
(stampati, video, CD-ROM, siti Internet, ecc.);
- l’organizzazione di campagne di informazione sui beni culturali ed ambientali rivolto
al grande pubblico;
- l’organizzazione di eventi di valorizzazione dei beni stessi, anche tramite l’intervento
finanziario di soggetti privati.
-
Il Progetto
Nello specifico, è necessario anche rendere consapevoli i cittadini del fatto che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali non è un mero contenitore di bellezze architettoniche e paesaggistiche, archivi, siti archeologici, musei ma una compagine eterogenea
che dà vita ed esalta la cultura attribuendole grande valore comunicativo e rendendola
parte integrante del sistema produttivo ed economico del Paese.
Per accrescere tali potenzialità si devono mettere in atto politiche e strategie capaci di
esprimere tale valore, affinché diventi veicolo dinamico di promozione dell’immagine
con cui un territorio si presenta, nel complesso delle sue caratteristiche economiche,
sociali, urbanistiche.
Il progetto nasce, quindi, con il duplice intento di dare la massima trasparenza all’organizzazione istituzionale del MiBAC, in linea con le attuali tendenze di massima visibilità
delle strutture pubbliche e di avvicinamento dei cittadini al loro funzionamento e di
creare un momento di confronto-incontro con le istituzioni pubbliche e private che operano nel settore dei beni culturali per la loro tutela, conservazione e valorizzazione.
Il progetto interessa sette regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna) ed è coordinato a livello nazionale dalla Direzione Generale per
il Bilancio e la Programmazione economica, la Promozione, la Qualità e la Standardizzazione delle procedure. Il coordinamento a livello territoriale è svolto dalle Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici di competenza, con il coinvolgimento di tutti
gli Istituti territoriali. Al progetto collaborano altri soggetti istituzionali, enti e associazioni nonché rappresentanti dell’imprenditoria nazionale.
Le tematiche affrontate dal progetto, in stretta collaborazione tra Amministrazione
Centrale e Direzioni Regionali, il cui apporto è imprescindibile, sono differenti da regione a regione poiché evidenziano le necessità di cui il territorio ha bisogno, nel particolare momento storico che viviamo.
Le istituzioni che hanno aderito al progetto sono:
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento del Turismo; Ministero dell’Interno
- FEC - Fondo Edifici di Culto; ICOM - International Council of Museums, Regioni, UPI –
39
Cultura a porte aperte
Unione delle Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, UNPLI –
Unione Nazionale Pro Loco Italia, Confindustria, Confartigianato, ANA – Associazione
Nazionale Archeologi, FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, Italia Nostra, Legambiente,
AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell'Arte, Archeoclub, Società Protezione Beni culturali, Federculture, Touring club
italiano, Mecenate 90, Società Invitalia, Formez, Consiglio Nazionale degli Ingegneri,
Consiglio Nazionale Architetti, Istituto italiano dei castelli.
Il programma
In questo scenario, il progetto “Cultura a porte aperte” prevede, in ogni regione, convegni, tavoli tecnici, aperture straordinarie gratuite di luoghi istituzionali, laboratori e seminari, visite guidate volte a far conoscere ai cittadini le attività degli uffici tecnici e
amministrativi e a richiamare l’attenzione su quanto il Ministero ha da offrire.
L’articolazione del programma, suddiviso in ogni regione in tre giorni consecutivi di attività, consiste in un convegno e un tavolo tecnico che vedono coinvolti rappresentanti
istituzionali. Fra gli obiettivi dell’incontro c’è quello di far scaturire le proposte e le
istanze del territorio in base alle quali elaborare le strategie di sviluppo territoriale condivise. Nei giorni successivi verranno aperti al pubblico gratuitamente gli istituti ed i
luoghi d’arte del MiBAC per far conoscere le attività degli uffici tecnici e amministrativi
mettendo in evidenza i servizi che tali uffici erogano e dei quali sia il singolo cittadino
che l’Ente possono e devono usufruire.
In questo modo il cittadino sarà in grado di avvalersi delle opportunità che il Dicastero
mette a disposizione. Chiunque potrà, quindi, conoscere le giuste modalità con cui rivolgersi alla Pubblica Amministrazione riuscendo così a districarsi fra i tanti uffici e dipartimenti ministeriali a cui si viene costantemente rimandati.
Il progetto è realizzato dal Servizio IV - Comunicazione e Promozione.
Responsabile Antonella Mosca
In collaborazione con Monica Bartocci e Simona Pantella.
Hanno inoltre collaborato Costanza Barbi, Vassili Casula, Antonella Corona, Francesca
D’Onofrio, Rossella Flenghi, Maria Cristina Manzetti, Maria Tiziana Natale, Amedeo
Natoli, Susanna Puccio, Maria Angela Siciliano.
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Progetto “Cultura a Porte Aperte”:
Attività di programmazione del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali per l’anno 2008
Paolo D’Angeli
Nel quadro della finalità di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione sancita dall’articolo 9 della
Costituzione, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali provvede alla tutela del patrimonio culturale mediante attività dirette a garantirne la protezione e la conservazione per fini di
pubblica fruizione. A questo scopo il Ministero si avvale dello
strumento della programmazione annuale e pluriennale per razionalizzare l’uso delle risorse disponibili oltre che per conferire
unitarietà di indirizzo agli interventi sull’intero territorio nazionale. In particolare l’assegnazione delle risorse tiene conto
della consistenza del patrimonio culturale presente sul territorio, dello stato di conservazione, dell’urgenza e delle intese istituzionali stipulate tra Ministero, Regioni ed autonomie locali.
Nel corso dell’esercizio finanziario 2008 sono state programmate risorse pari ad € 242.257.383,90 di cui:
- € 99.543.800,48 relative al programma dei lavori pubblici approvato con DM 16 luglio 2008;
- € 89.228.322,42 dal programma dei proventi derivanti dal
gioco del Lotto rimodulato con DM 25 settembre 2008 a seguito degli effetti prodotti dall’articolo 2, commi 615, 616 e 617
della legge finanziaria 2008;
- € 21.985.261,00 concernenti la programmazione dei contributi in conto capitale ai sensi degli articoli 35, 36 e 37 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni
culturali e del paesaggio) approvata con DM 3 aprile 2008;
- € 31.500.000,00 dalle risorse stanziate dall’art. 1, comma 1138
della legge finanziaria 2007 e finalizzate con DM 3 aprile
2008 e DM 12 novembre 2008.
L’apporto di ogni fonte di finanziamento può essere, sinteticamente, rappresentato nel grafico seguente:
L’ammontare complessivo delle risorse programmate può
anche essere distinto per settore di intervento del Ministero
come segue:
Principali programmazioni delle risorse di bilancio del MIBAC
Totale esercizio finanziario 2008 euro 242.257.383,90
art. 1 comma 1138. LF 2007;
31.500.000,00 ; 13%
programma LL.PP.;
99.543.800,48 ; 41,09%
contributi in c/capitale;
21.985.261,00 ; 9,08%
Fondi LOTTO; 89.228.322,42 ;
36,83%
programma LL.PP.
Fondi LOTTO
contributi in c/capitale
art. 1 comma 1138. LF 2007
41
Cultura a porte aperte
Come è facile constatare l’attività del Ministero può essere ricondotta a tre aree principali di intervento e ad un settore trasversale. In particolare alle arti, caratterizzate da in-
Principali programmazioni delle risorse di bilancio del MIBAC per settore intervento
Totale esercizio finanziario 2008 euro 242.257.383,90
Spettacolo; 21.087.620,00;
8,70%
Cinema; 11.136.040,00;
4,60%
Regioni autonome
6.527.700,00 ; 2,69%
SG/DGOIF/DGBIL
25.643.744,05 ; 10,59%
Beni librari ; 14.597.050,06 ;
6,03%
Paesaggio,
architettura e arte
contemp.; 1.266.702,66;
0,52%
Archivi; 11.688.146,10;
4,82%
Beni archeologici
36.481.468,79 ; 15,06%
Beni storico-artistici
ed etnoantropologico
23.424.386,78 ; 9,67%
Beni architettonici
90.404.525,46 ; 37,32%
SG/DGOIF/DGBIL
Archivi
Beni architettonici
Paesaggio, architettura e arte contemp.
Spettacolo
Beni librari
Beni archeologici
Beni storico-artistici ed etnoantropologico
Cinema
Regioni autonome
terventi su beni architettonici, storico-artistici, archeologici del paesaggio e dell’arte
contemporanea, sono state destinate risorse per € 151.577.083,69 pari al 62,57 % del totale; al settore degli archivi e dei beni librari sono stati assegnate risorse per
€ 26.285.196,16 pari al 10,85 %; al settore del cinema e dello spettacolo dal vivo sono
stati attribuiti € 32.223.660,00 pari al 13,30 %. Infine al settore trasversale sono state destinate risorse per € 25.643.744,05 pari al 10,59 % del totale.
Il Ministero per i beni e le attività culturali esercita anche attività di sostegno, promozione e vigilanza delle attività di spettacolo ai sensi di quanto previsto dal combinato
disposto dell’articolo 2 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e dell’articolo 156
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
A tale scopo la principale fonte di finanziamento disponibile è rappresentata dal Fondo
Unico per lo Spettacolo (FUS), che per l’anno 2008, è stato pari ad € 471.339.084,99.
Nel grafico seguente è rappresentata la ripartizione del Fondo nei diversi settori di intervento del Ministero nell’ambito del cinema e dello spettacolo dal vivo:
Ripartizione del Fondo UNico per lo Spettacolo (FUS) per settori di intervento
Totale FUS 2008 euro 471.339.084,99
Osservatorio dello Spettacolo;
661.691,67 ; 0,14%
Attività cinematografiche;
90.986.121,57; 19,30%
Spese funz. Comitati e Comm.;
205.352,59; 0,05%
Fondazioni liriche;
215.488.448,41; 47,72%
Attività Circensi Spettacolo
Viaggiante; 6.945.998,96
1,47%
Attività teatrali di Prosa;
84.256.408,59 ;
17,88%
Attività di danza ;
9.586.771,50; 2,03%
Fondazioni liriche
Attività teatrali di Prosa;
Osservatorio dello Spettacolo
42
Attività Musicali; 63.208.291,70;
13,41%
Attività Musicali
Attività Circensi e Spettacolo Viaggiante
Spese funz. Comitati e Comm.
Attività di danza
Attività cinematografiche
PROGETTO “CULTURA A PORTE APERTE”: LA MODULISTICA
E IL PIANO DI RIDUZIONE DEGLI ONERI AMMINISTRATIVI
Mariantonietta Leone
La modulistica costituisce uno strumento utile di semplificazione e snellimento amministrativo, che facilita e agevola il rapporto utente-Amministrazione.
In occasione del progetto “Cultura a Porte Aperte”, la Direzione
Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure - Servizio III “Qualità e standardizzazione delle procedure” - ha
effettuato una ricognizione della modulistica adottata dagli
istituti territoriali (Soprintendenze e Archivi) del MiBAC nella
regione Molise.
Per un utilizzo ancora più efficace e razionale, la modulistica attualmente in uso sia nella regione Molise sia nelle altre regioni
sarà a breve oggetto di riesame, per renderla omogenea sull’intero territorio nazionale ed accessibile on line dai siti delle
strutture periferiche.
Dalle verifiche effettuate nell’ambito degli uffici del MiBAC è
emerso, infatti, che allo stato attuale manca una modulistica
uniforme: spesso, come si è riscontrato presso gli istituti nel
Molise, viene utilizzata in maniera limitata e non è disponibile
in rete. Inoltre, pur riferendosi ad un medesimo procedimento,
a volte viene riportata nei siti degli istituti con differenti indicazioni. Qualora le informazioni necessarie non siano accessibili
on line, l’utente è costretto ad un’attività di raccolta direttamente presso gli uffici competenti, con notevole dispendio di
tempo. Pertanto, anche a causa della struttura organizzativa
del Ministero, capillare e connotata da una forte articolazione
territoriale, possono verificarsi situazioni di difficoltà che impediscono agli utenti di reperire velocemente le informazioni
utili per la presentazione di istanze, l’acquisizione di autorizzazioni, l’inoltro di documentazione o altro.
È dunque necessario che l’Amministrazione si attivi per rispondere in modo tempestivo alle istanze dell’utenza, diminuendo
i tempi di attesa e i disagi.
Il processo di revisione della modulistica,cui si è fatto cenno, prenderà l’avvio in coincidenza con l’adempimento degli obblighi previsti dal decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito in legge 6
agosto 2008 n. 133, che anche il MiBAC è tenuto ad osservare.
La legge citata (c.d. legge taglia oneri amministrativi) all’art. 25
prevede, infatti, che, per il raggiungimento dell’obiettivo di governo di ridurre entro il 31 dicembre 2012 gli oneri amministrativi che gravano sulle piccole e medie imprese, per una quota
complessiva del 25%, come stabilito in sede europea, ciascuna
Amministrazione elabori un proprio piano di riduzione.
I piani di riduzione degli oneri amministrativi, adottati dalle
Amministrazioni di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, hanno la finalità di tracciare un quadro
chiaro in relazione al raggiungimento dei risultati previsti e di
garantire piena trasparenza ai cittadini e alle imprese sulle iniziative programmate e realizzate.
Anche il MiBAC si è attivato in tal senso ed ha avviato, alla fine
43
Cultura a porte aperte
del 2008, in raccordo con il Dipartimento per la Funzione Pubblica, i lavori finalizzati
alla elaborazione di un piano ed alla individuazione degli interventi ritenuti idonei al
raggiungimento dell’obiettivo.
Il piano di riduzione, in avanzata fase di definizione, è stato costruito, coerentemente
con le disposizioni normative, a valle della misurazione, effettuata dal Dipartimento
della Funzione Pubblica nell’area di regolazione”beni culturali e paesaggio”, degli oneri
amministrativi, ossia dei costi sostenuti dalle imprese per conformarsi ad obblighi informativi.
In particolare, sono stati oggetto di misurazione gli obblighi informativi derivanti da:
- Interventi soggetti ad autorizzazione
- Interventi conservativi imposti
- Manifesti e cartelli pubblicitari
- Autorizzazione alla modifica dello stato dei luoghi in ambiti di tutela paesaggistica
Gli esiti della misurazione del Dipartimento della Funzione Pubblica, in relazione agli
adempimenti connessi ai suddetti obblighi informativi, hanno evidenziato come anche
una modulistica disomogenea, inadeguata e non sempre disponibile on line, possa incidere su tempi e costi a carico delle imprese.
Si è, pertanto, ritenuto necessario prevedere l’inserimento nel piano di riduzione del
MiBAC, dell’intervento di semplificazione e standardizzazione della modulistica e accessibilità on line.
L’obiettivo che l’Amministrazione si pone è in primis l’abbattimento dei costi che gravano su piccole e medie imprese, ma è evidente che ne conseguirà una riduzione dei
tempi e dei costi attuali per tutte le categorie di utenti.
Per la realizzazione dell’intervento si prevede, quindi, di effettuare una preliminare ricognizione e verifica dell’esistente.
Si procederà successivamente ad elaborare una modulistica semplificata e standardizzata per l’intero territorio nazionale, che sia idonea a guidare l’interessato nella compilazione delle istanze e nella presentazione di eventuale documentazione da allegare
alle stesse.
L’adozione di una modulistica omogenea consentirà inoltre di uniformare le modalità
degli adempimenti relativi ad un medesimo procedimento.
La diffusione on line della modulistica sulle pagine web del Ministero completerà la
realizzazione dell’intervento, le cui finalità sono chiaramente indirizzate alla semplificazione amministrativa intesa come strumento più immediato per il perseguimento
della certezza pubblica.
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Struttura del MiBAC in
MOLISE
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DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DEL MOLISE
Ruggero Pentrella
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise
All’inizio degli anni ‘80 l’innovazione amministrativa che volle
vedere comprese nei capitoli di bilancio del Ministero per i Beni
Culturali non solo le spese obbligatorie per il mantenimento del
personale o quelle per la conservazione dei beni culturali ma anche altre insite in queste ultime definite di investimento e di incremento patrimoniale del bene, fu una rivoluzione culturale che
ancora oggi tarda ad essere compresa. Eppure, l’aver voluto considerare il bene non solo nella sua legittima esigenza di essere
mantenuto ma anche per la sua potenzialità di valorizzazione
era allora un concetto assolutamente innovativo al quale si volle dare concretezza prevedendo negli interventi un surplus di spesa, anche limitato ma specificamente finalizzato ad una migliore
godibilità del bene oggetto dell’intervento stesso. Inoltre nella
definizione della programmazione annuale, necessariamente dettata dalle contingenze del deperimento dei beni che determinano
le scelte di priorità, venivano aggiunte le previsioni per le annualità successive ai fini sia di evitare di concentrare su un determinato intervento l’intera possibilità di spesa a discapito di
altri, sia di evidenziare nella progressione annuale una serie di
lotti funzionali utili a recuperare di volta in volta almeno parte
del bene purché capace di assicurarne una godibilità anche se
solo limitatamente al segmento appena restaurato. Questa programmazione, pertanto, considerava quasi un obbligo non interrompere una sia pur parziale godibilità del bene in attesa della sua futura e complessiva possibilità di fruizione, ma nello stesso tempo vedeva le spese progressive dedicate a tale scopo quali strutturali del bilancio del primo e dei successivi anni poiché
il restauro e la conseguente valorizzazione venivano a configurarsi quale innegabile incremento di valore del bene, valore di
contenuti, diretto e indiretto, accanto ed insieme a quello economico derivante dalle opere di carattere manutentivo e restaurativo, ben più facilmente ed immediatamente, quest’ultimo, intuibile e percepibile. Nasceva così il concetto di una nuova progettazione che non fosse solo legata alla manutenzione,
pur importante, e al restauro, pur indispensabile, ma che di questi interventi proiettava gli esiti in un’area di vitalizzante rapporto
con la fruizione. In altri termini, per i beni architettonici doveva essere compreso nel progetto anche la riqualificazione funzionale, per quelli artistici e storici la contestualizzazione di carattere museografico o anche semplicemente didattico. Ora, se
non è difficile comprendere questo concetto che allora nasceva da tutta una serie di studi e ricerche degli anni ‘70 sulla comunicazione che avevano portato tra l’altro alla creazione di molte sezioni didattiche museali ove si conducevano stimolanti sperimentazioni, meno immediato risulta capire come sia applicabile l’attività di valorizzazione quando questa viene attivata per
gli interventi in corso che prevedano una cantierizzazione. E’ infatti acquisito che il restauro di un dipinto (tela, tavola o affresco) o anche di un scultura, possa essere presentato e seguito in
corso d’opera poiché spesso la valenza estetica del manufatto
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
e il fascino della manualità sapiente dell’operatore comunicano già di per sé e coinvolgono i fruitori nell’evolversi del restauro facendoli partecipi della “riconquista” quasi si
trattasse di una comune vittoria. Di recente, del resto, non sono mancati esempi in questo senso poiché anche attraverso il sito del MIBAC è stato possibile seguire giorno per
giorno l’evolversi di importanti restauri. Meno immediato, è invece il coinvolgimento nel
recupero di un parco archeologico o di un complesso architettonico, Qui, infatti, chi si “affaccia” nel cantiere non percepisce immediatamente il senso dell’intervento in atto poiché meno agevolmente questo è segnato da ben visibili e facilmente individuabili contrappunti: un significativo e rivelatore tassello di pulitura, un volto che riemerge dallo
scialbo, un braccio che si ricongiunge al torso da cui fu separato. Non così efficacemente parlano i mattoni e la pietra e solo ad intervento concluso sarà lo svettare sicuro di
un campanile o la riconferma di un parato murario già slabrato e cadente o il ricomporsi
di antiche tessiture di conci a dare conto del lungo e silenzioso (sembra un paradosso
ma di altro silenzio si tratta, non quello degli arnesi e dell’operosità) lavoro del cantiere. Ecco perché, forse più che per altri tipi di restauro, lo scavo di un insediamento o di
un complesso dal preistorico all’archeologico, anche medievale, o il recupero di un testo
monumentale come di un documento architettonico, supportati quasi esclusivamente
dalla loro valenza di testimonianze storiche di cultura del vivere e del fare dell’uomo, necessitano di un accompagnamento che traduca per quella gran parte dei cittadini che
non è tra gli “addetti ai lavori”ma pure desidera esserne partecipe, i momenti e le ragioni
e i modi del recupero. Ed è per questo che i cantieri devono essere aperti, per dar conto
di tutto ciò che viene fatto, oltretutto con pubblici investimenti, dunque è giusto che la
committenza, cioè tutti noi cittadini, controlli e constati de visu anche i tempi e il progredire delle lavorazioni. Molteplici saranno poi gli spunti di interesse che operatori qualificati e gli stessi addetti impegnati nel recupero potranno risvegliare nel visitatore illustrando anche la storia del sito, le tecniche costruttive, quelle decorative e artistiche,
richiamando dati scientifici o evocando tradizioni e temi di carattere etnoantropologico che potranno ulteriormente collegarsi al territorio con mille utili possibilità. Ma tutto ciò, beninteso, non confidando in un cantiere che si protragga a tempo indeterminato
per divenire quasi industria di sé stesso, con il rinnovarsi periodico di finanziamenti, anche piccoli, che lo tengano in vita, anzi “in morte”, ma invece con il fine esplicito di affiancare ad un preciso cronoprogramma “a chiudere” del cantiere, un’azione intelligente ed efficace “ad aprire” del recuperato bene e dei suoi connessi culturalmente ed economicamente produttivi. Si consideri, del resto, che tutti gli interventi di restauro sono
considerati spese di investimento e dunque non spese per il solo mantenere i beni ma
fondi destinati ad accrescerne il valore poiché se l’incuria, il degrado naturale o l’evento distruttivo ne causano la depauperazione, e di riflesso anche quella del territorio cui
esso appartiene, così il suo recupero e la sua valorizzazione ne aumenteranno il valore,
anche quello puramente economico, quindi il patrimonio dello Stato, e dunque “arricchiranno” il contesto territoriale ed i cittadini che lo abitano o anche che solamente lo
visitano. L’utilità di aprire i cantieri è dunque evidente e neppure è difficile da realizzarsi poiché necessita solo individuare operatori della comunicazione e addetti alla sicurezza che possano garantire con percorsi mirati la conoscenza del monumento cantiere non spettacolarizzato con impropri eventi ma considerato luogo della storia testimoniata,
propria di quel sito e del relativo contesto. La volontà e i mezzi per realizzare il progetto Cantieri Aperti ci sono e l’apertura che in questi giorni si evidenzia ne è testimonianza;
al contempo essa attesta anche la realtà di un modo nuovo di intendere il lavoro del cantiere di restauro, più disponibile a spiegarsi e a rendere conto, perché non si sarebbero
potuti aprire i cantieri se non si fosse aperto il pensiero di chi in essi finora ha visto solo
luoghi di lavoro il cui interesse era da considerarsi limitato esclusivamente a pochi studiosi ed alle figure tecniche e produttive operanti nel suo stretto ambito.
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DEL MOlise: SEDE, FUNZIONI
E STRUTTURA
La sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise è attualmente collocata in un immobile di proprietà privata sito in Piazza Vittorio Emanuele, 9 – Campobasso.
Entro il corrente anno sarà ultimato il trasferimento della sede
presso l’immobile di proprietà demaniale “Palazzo Iapoce” sito
in Salita San Bartolomeo - Campobasso. Il “Palazzo Iapoce”, situato nel centro storico di Campobasso, è stato acquisito al Demanio dello Stato nella seconda metà del ventesimo secolo.
Il palazzo, che presenta un portale in pietra di grande pregio architettonico, involucra, con la
sua facciata principale ed i
due corpi avanzati a destra ed
a sinistra, una piccola piazza
denominata“Piazzetta Iapoce”
che costituisce uno degli spazi urbani più caratteristici del
centro storico “alto” della città. La struttura architettonica
è costituita da un organismo
edilizio ricco di stratificazioni
avvenute nel tempo che permea di sé non solo il centro
storico ma l’intera città, sulla
quale si affaccia, rileggendola
e comprendendola in tutta la
sua espansione e strutturazione ottocentesca ed in buoCampobasso: Palazzo Iapoce
na parte della sua crescita
contemporanea. Un primo intervento di somma urgenza fu eseguito dal locale Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campobasso e si trattò di un modesto impegno finanziario che solo parzialmente riuscì a contenere e frenare il degrado ed il pericolo di
crollo di alcune parti dell’edificio. Successivamente il palazzo è stato oggetto di lungo e complesso restauro a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Nell’anno 2008
infine, è stata formalizzata la consegna definitiva in uso governativo dell’immobile alla Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici del Molise da parte dell’Agenzia del Demanio del
Molise, per essere adibito a sede della stessa Direzione Regionale.
L’edificio ospiterà inoltre la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise e la Soprintendenza per i Beni Storici- Artistici ed Etnoantropologici del Molise.
Funzioni
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del
Molise è una delle 17 Direzioni Regionali istituite con decreto
legislativo del 8.1.2004 n. 3 – Riorganizzazione del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali.
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del
Molise è un organo periferico di livello dirigenziale generale diretto dl Direttore Regionale.
48
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
Le principali funzioni che essa svolge sono:
- Coordinamento delle attività delle strutture periferiche del Molise presenti sul territorio regionale anche attraverso l’emanazione di linee guida ai capi d’Istituto;
- Cura dei rapporti del Ministero degli Istituti dipendenti con la Regione gli Enti locali
e le altre istituzioni presenti sul territorio regionale.
- Coordinamento e Direzione dell’Ufficio Studi, Promozione e Comunicazione delle Attività Culturali e Didattiche.
Le competenze delle Direzioni Regionali sono specificate nel D.P.R. del 26 novembre
2007 n. 233 art. 17, visionabile sul sito del Ministero dei Beni e le Attività Culturali.
GRAFICI DELLE ATTIVITÀ DI GESTIONE
UFFICIO STUDI, PROMOZIONE E COMUNICAZIONE DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
E DIDATTICHE. I MOTIVI DI UNA SCELTA: INTERPRETAZIONE E INNOVAZIONE
AMMINISTRATIVA
Non sono passati molti anni dall’istituzione delle Soprintendenze Regionali e, ancor
meno, delle Direzioni Regionali, organi che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto rappresentare il MiBAC a livello territoriale e coordinare le attività degli Uffici periferici quali
Soprintendenze ed Archivi. Purtroppo il susseguirsi di numerosi regolamenti di riordino,
contenenti disposizioni sempre nuove rispetto alle precedenti, rendevano di fatto inattuabili le auspicate riforme organizzative. Alla luce della descritta condizione, la Direzione Regionale del Molise, per specifico impulso del Direttore in carica e per scongiurare
una sconveniente situazione di stallo, a danno innanzitutto dei cittadini, si è determinata ad istituire, nel suo ambito, l’Ufficio Studi, Promozione e Comunicazione delle At49
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
tività Culturali e Didattiche.
L’Ufficio è nato a seguito dell’incarico “esplorativo” conferitomi al fine di verificare, sul
campo e in via sperimentale, l’attuabilità delle attività da svolgere. Queste possono essere sinteticamente presentate nei seguenti punti.
Concessioni d’uso dei siti ministeriali
Ci si riferisce al diritto, riconosciuto ad enti (pubblici e privati) di utilizzare i siti culturali
di competenza dello Stato per lo svolgimento di varie attività, quali concerti, spettacoli
teatrali, rassegne cinematografiche, etc. Tale diritto è riconosciuto ad enti territoriali ed
associazioni culturali, previa motivata richiesta, che viene valutata secondo parametri
di qualità, interesse pubblico, valenza didattica e culturale, fermo restando l’obbligo di
rispettare i luoghi concessi. Tale obbligo va inteso non solo nel senso
ideale di riconoscimento del valore
storico, artistico, architettonico, archeologico, ambientale e paesaggistico dei siti ma anche nel senso
materiale del dovere di riconsegna
degli stessi nelle medesime condizioni nelle quali si trova il bene nel
momento in cui ne è stato consentito l’uso. All’ente beneficiario della
concessione viene altresì richiesto
di garantire la presenza di un numero adeguato di personale di vigilanza, il rispetto delle misure di
sicurezza secondo la normativa vi- Fig. 1 - Rappresentazione nel teatro dell’antica Altilia. Sepino (CB)
gente nonché il diserbo delle aree
ove necessario (ad es. nelle aree archeologiche), la copertura assicurativa per danni a persone e cose, il versamento di una cauzione la cui misura varia a seconda dell’estensione
dell’uso del bene nel tempo e nello spazio. (Fig. 1)
Al di là dei descritti obblighi le concessioni d’uso, in base a quanto stabilito dalla già
Legge Ronchey hanno natura onerosa, con un tariffario valido su tutto il territorio nazionale e i cui proventi confluiscono nelle casse dello Stato. Sono però previste delle ipotesi, in deroga alla generale onerosità, di riduzione di tariffe nel caso in cui il richiedente
sia un ente pubblico oppure di gratuità nel caso di concessione di patrocinio da parte del
MiBAC e di obiettivi comuni, quali la promozione del bene e la valenza culturale.
Nell’ambito delle concessioni d’uso, importanti iniziative sono state realizzate, con notevole impiego di energie umane, sia sotto il
profilo organizzativo che di tutela, in collaborazione con la Regione Molise, la Provincia di Campobasso, i Comuni di Venafro (IS),
Pietrabbondante (IS) e Larino (CB), nell’ambito del progetto “Molise Live”, finanziato
dal MiBAC. Nel corso dell’estate 2008 un fittissimo cartellone di rappresentazioni teatrali, musicali, coreutiche, operistiche hanno
avuto luogo, in ore notturne, nel teatro sannita di Pietrabbondante, nell’area archeologica di Sepino-Altilia (CB), nell’anfiteatro di
Fig. 2 - Concerto di chitarra classica. Castello Pandone Larino, nel castello Pandone di Venafro ed in
di Venafro, Sala dei Conti (IS) quello di Gambatesa. (Fig. 2)
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
Attivazione del “conto terzi”
Si parla di quelle attività lavorative occasionali che i dipendenti del MiBAC possono essere autorizzati a prestare in favore degli enti, pubblici e privati, titolari del diritto d’uso
dei siti culturali di cui al precedente punto. A carico tali enti, infatti, come accennato, è
previsto l’obbligo di assicurare, in numero adeguato, idoneo personale di vigilanza da impiegare
durante le manifestazioni per le quali l’uso è stato
concesso. A tale obbligo essi possono assolvere o
assumendo appositamente personale che garantisca il rispetto dei requisiti previsti o utilizzando
dipendenti del Ministero, generalmente preferiti
in quanto più adatti poiché conoscitori dei luoghi
e delle misure di sicurezza da porre in essere su di
essi. Questi dipendenti vengono autorizzati alla
prestazione “conto terzi” al di fuori del loro ordinario orario di lavoro dalla Direzione Regionale e
Fig. 3 - Orchestra Regionale del Molise
retribuiti dall’ente titolare della concessione, nel teatro sannita. Pietrabbondante (IS)
come è accaduto nelle manifestazioni del “Molise
Live”. (Fig. 3)
Promozione e comunicazione
Si tratta di tutte quelle attività finalizzate alla promozione e diffusione delle iniziative
della Direzione Regionale aventi luogo sia nei siti regionali, ministeriali e non, che al di
fuori dei confini regionali. Nell’attuale
sede di mandato“esplorativo”, le attività in questione vengono svolte attingendo al personale delle diverse
Soprintendenze e degli Archivi, occupato nelle rispettive Sezioni Didattiche, personalmente coordinato in
seno alla Direzione Regionale. In particolare, la promozione e comunicazione delle iniziative culturali
comprende tanto quelle attività primarie e propedeutiche che vanno dall’ideazione, allestimento e cura di
Fig. 4 - Mostra “Prove per una pinacoteca”.
mostre e spazi espositivi, al contatto
Castello Pandone. Venafro (IS)
con altri enti per eventuali partnership, quanto alla vera e propria comunicazione sugli avvenimenti culturali mediante la
cura dei rapporti con i media e con tutti gli altri soggetti a qualsiasi titolo interessati alle
nostre attività istituzionali (scuole, associazioni, comuni, provincie). Prima della definizione formale della struttura dell’Ufficio Studi, è già stata realizzata una serie di appuntamenti. Un ideale inizio si è avuto con la mostra“Prove per una pinacoteca”(Fig. 4 e 5) nel
castello Pandone di Venafro (IS), in collaborazione con la Soprintendenza Architettonica Storico-Artistica,con la quale si è tentato di colmare,con eccellenti risultati, una carenza del
territorio molisano, finora sprovvisto di una pinacoteca, attraverso l’esposizione di tele restaurate e da diversi anni giacenti nei depositi dello stato e mai restituite ai luoghi di provenienza, in quanto non ancora dotati di idonee misure di sicurezza. La mostra è stata
ideata ed allestita interamente da funzionari dello Stato, senza alcun ricorso a maestranze
esterne, e praticamente a costo zero; tale tipo di organizzazione ricorre nella quasi totalità
delle manifestazione realizzate. Si è proseguito con la partecipazione, presso Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, alla XXVII Mostra Europea del Turismo, Artigianato delle Tradizioni Culturali con uno spazio espositivo nell’ottica di una promozione turistico culturale
di notevole livello, in concomitanza con la mostra “La felicità di un ritorno”, in occasione
della quale il Molise esponeva, tra le opere recuperate dalle Forze dell’ordine, un prezioso
manoscritto del 1770. Nel mese di giugno,sempre nel castello Pandone di Venafro e,più precisamente, nel fossato e nella corte interna, si è organizzato l’appuntamento ministeriale,
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
protrattosi fino alle prime luci dell’alba, della Festa
Europea della Musica, alla quale hanno partecipato
numerosi gruppi rappresentativi di quasi tutti i generi musicali, alla presenza di un nutrito pubblico e
dell’intera stampa regionale che ha opportunamente veicolato l’avvenimento. (Fig. 5)
Presso i Grandi Magazzini Teatrali di Campobasso,
in occasione della seconda edizione del Salone
della Comunicazione, l’Ufficio Studi era presente
con uno spazio allestito, rappresentativo dell’attività istituzionale ed, in particolare del progetto
Fig. 5 - Preparativi per la Festa Europea della Cantieri Aperti. Proseguendo su questa strada, si
Musica 2008. Castello Pandone, Venafro (IS) sottolinea poi la presenza, in collaborazione con
l’Assessorato al Turismo della Regione Molise, all’importantissima XI edizione internazionale
della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, riscuotendo calorosi
consensi ampiamente riportati dalla stampa.
(Fig. 6)
Attività didattica
L’Ufficio Studi, in questo ambito, svolge attività di coordinamento degli istituti territoriali
durante le iniziative istituzionali (Settimana
Fig. 6 - Stand della Direzione Regionale
all’XI Borsa del Turismo Archeologico
della Cultura, Giornate Europee del Patrimodi Paestum (SA)
nio, Festa Europea della Musica, Festa di San
Valentino, Festa della Donna, etc.) oltre a quelle direttamente organizzate e curate, e
stipula convenzioni con scuole, enti e, in particolare, con l’Università degli Studi del Molise. Con quest’ultima, attraverso la Facoltà di Informatica e nelle modalità di uno stage
formativo svoltosi presso il Complesso Monumentale di Santa Maria delle Monache di
Isernia, è in corso la riprogettazione e la realizzazione del sito web della Direzione Regionale.
CANTIERI APERTI
Emilio Izzo
Autentica scommessa ed innovazione è il progetto “Cantieri Aperti”, fiore all’occhiello
dell’attività dell’Ufficio Studi che, di fatto, sta permettendo ai cittadini, seppur in mancanza dell’ultimazione dei lavori, di visitare e fruire di diversi luoghi del patrimonio culturale statale molisano, da molto tempo chiusi alle visite a causa di lunghi restauri.
L’operazione, resa possibile previa realizzazione di opere per la messa in sicurezza dei siti,
ha anticipato le linee di indirizzo manifestate dal Ministro in carica nell’ottica di una
effettiva e sempre maggiore attuazione di una corretta comunicazione amministrativa.
Presso il Castello di Bagnoli del Trigno (IS), nell’agosto del 2008, è avvenuta la “prova generale” della fattibilità del progetto, nella quale
in seguito alla messa in sicurezza di alcuni
spazi del tragitto d’ingresso e della corte interna ed alla presentazione ai media del particolare evento, si sono svolte due serate di
musica classica con la partecipazione dell’Orchestra Regionale del Molise su sollecitazione
di un’importante associazione culturale con
sede in Roma e con forti legami col territorio
molisano, alla presenza di un folto pubblico
sapientemente collocato secondo il rispetto
Fig 7 - Concerto, Castello Bagnoli del Trigno (IS)
della normativa vigente. (Fig. 7)
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
Ma il più significativo riscontro della validità ed attualità dell’idea di “Cantieri
Aperti” c’è stata con la messa in sicurezza (con intervento su una pregressa situazione molto critica) e la successiva
apertura al pubblico, dal 1° novembre
2008, dell’area monastica altomedievale di San Vincenzo al Volturno (IS), sito di
straordinario interesse internazionale
con rilevanti presenze archeologiche, architettoniche e storico-artistiche, inserite in un contesto ambientale-paesaggiFig. 8 - Area prima dell’intervento di messa in sicurezza.
stico di rara bellezza. L’iniziativa, ad oggi,
S. Vincenzo al Volturno (IS)
ha incontrato il favore di centinaia di visitatori, attratti dal bene ed entusiasti per l’iniziativa, tra l’altro largamente sottolineata dalla stampa. Il successo è assicurato anche dall’impegno e dalla disponibilità di alcuni funzionari che garantiscono le aperture andando oltre i propri compiti ordinari. (Fig. 8-9)
Sull’onda dell’entusiasmo, per quanto gravoso, per
la vigilia di Natale, si è riusciti ad aprire al pubblico
la chiesa di San Francesco a Venafro, oggetto di lavori di restauro da oltre un quarto di secolo in seguito
al terremoto del 1984. In questo caso gli stessi funzionari dell’Ufficio Studi si sono offerti di porre in essere la messa in sicurezza e l’allestimento senza far
ricorso a maestranze esterne, fornendo un’ulteriore occasione di risparmio per l’amministrazione e
l’iniziativa ha riscosso ancora una volta successo di
pubblico e di stampa che ha avuto modo di ap- Fig. 9 - S. Vincenzo al Volturno (IS) area dopo
prezzare, parallelamente e sempre come “cantiere l’intervento di messa in sicurezza
aperto”, l’apertura del castello D’Evoli di Castropignano (CB).
In occasione dell’appuntamento del
MiBAC “A Porte Aperte”, l’Ufficio
Studi sta fortemente impegnando le
proprie energie al fine di rendere
fruibile il parco antistante Villa Zappone di Larino (CB) anch’esso chiuso da diversi anni e di aprire, dopo
trent’anni dalla scoperta dello straordinario sito preistorico paleolitico
di “Isernia La Pineta” e venticinque
dall’inizio della costruzione ancora
in corso del relativo museo, l’importantissima area archeologica.
Fig. 10 - Villa Zappone dopo i lavori, Larino (CB)
Questo intervento rappresenta la sfida più ambiziosa dei
“Cantieri Aperti” e certamente la più attesa dai molisani
e da tutta la comunità scientifica mondiale. (Fig. 10)
In occasione del progetto nazionale “A Porte Aperte”,
inaugurato proprio dalla Direzione Regionale Beni Culturali del Molise, viste la particolarità e la rilevanza del programma dell’Ufficio Studi, sarà presentato un logo ed uno
slogan che renderanno immediatamente riconoscibili i
“Cantieri Aperti”e che, comunque, costituiranno veicolo comunicativo nelle più diverse occasioni (Fig. 11). Il simbolo
11 - Ideazione e progettazione
è stato individuato pensando alle diverse peculiarità dei Fig.
Emilio Izzo; disegni Giampiero Trivellini;
siti culturali del territorio, che spaziano tra le più diverse elaborazione grafica Daniele Greco,
Enzo Rainone, Daniela Simeone.
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
epoche. Il carosello delle possibili immagini da
utilizzare ha visto passare il guerriero sannita
di Pietrabbondante, un monaco benedettino di
San Vincenzo al Volturno, un gregge richiamante
le antiche vie dei tratturi, un cavallo come
quelli raffigurati nel castello Pandone di Venafro o sepolti nelle necropoli di Vicenne (CB), la
Venere conservata nel Museo Archeologico di
Venafro ed altre ugualmente significative. La
giostra si è fermata sull’elefante antico del
sito paleolitico La Pineta di Isernia, non solo per
la simpatia dell’animale ma e soprattutto per
l’importanza mondiale rappresentata da giacimento preistorico, già di per sé veicolo comunicativo di massa. La sagoma dell’elefantiFig. 12 - Un percorso messo in sicurezza al no, rappresentato in posa serena e rilassata, acCastello di Castropignano (CB)
coglie il visitatore infondendo la tranquillità della consapevolezza di trovarsi in luoghi finalmente messi in sicurezza nonostante i lavori in corso, richiamati dal caschetto e dal cartello sottostante con la dicitura “Cantieri Aperti”. Lo slogan “Stiamo lavorando con voi!”
è l’opposto del consueto messaggio “stiamo lavorando per voi”, che al contrario giustifica la non frequentazione di cantieri in opera. I colori utilizzati per lo sfondo, richiamano il blu del logo MiBAC (Fig. 12).
Conclusioni
Alla luce di tutto quanto realizzato dall’Ufficio Studi in questa fase sperimentale, si sta
procedendo alla formalizzazione della sua struttura operativa sull’intero territorio della regione. In ordine a ciò, è stato rilevato che la prima difficoltà evidenziata in sede esplorativa è stata quella di non avere, come Direzione Regionale, dei punti di riferimento propri in seno alle strutture periferiche. Infatti, per assicurare un collegamento alle attività poste in essere, si è fatto ricorso (e per questo bisogna
ringraziare la disponibilità delle Soprintendenze e del relativo personale) alle dotazioni
di personale delle Soprintendenze occupate nelle Sezioni
Didattiche. Nell’attuale momento di riorganizzazione regionale della Direzione, delle
Soprintendenze e degli Archivi, una volta individuata la
distribuzione del personale,
si assegnerà almeno una unità, da conferire alla Direzione
Regionale-Ufficio Studi, per
ogni sede periferica con reFig. 13 - Lavori di allestimento in autogestione da parte di funzionari
dell’Amministrazione dei Beni Culturali
lativo spazio operativo. Con la
messa a punto della descritta organizzazione, verranno superate molte delle criticità affrontate nella fase sperimentale
e si assicurerà la comunicazione di una capillare e puntuale efficienza tecnico-amministrativa. Relativamente al personale di sorveglianza ed agli assistenti tecnici museali, costoro continueranno ad operare nelle Soprintendenze di appartenenza per quanto attiene all’attività ordinaria ma saranno utilizzati e coordinati dall’Ufficio Studi anche nelle attività straordinarie richiamate nei cinque punti esplicati precedentemente. Onde evitare dispersioni di energie, attrezzature e personale, le attività dei laboratori fotografici, di rilegatura e stampa e di video riproduzione saranno inglobate dall’Ufficio Studi che
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Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del molise
ne coordinerà le operazioni, ferma restando la loro collocazione negli uffici di appartenenza. All’interno dello medesima struttura, sarà fondamentale il ruolo dell’Ufficio per
le relazioni con il pubblico (URP), operante presso la sede centrale della Direzione Regionale
che, per l’occasione del progetto “A Porte Aperte”, coglierà l’occasione per trasferire i suoi
uffici nella restaurata sede dell’edificio storico di Palazzo Iapoce a Campobasso (Fig. 13).
ORGANIZZAZIONE
Istituti periferici di livello dirigenziale
Istituti periferici di livello non dirigenziale
Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici del Molise
Palazzo Iapoce
86100 CAMPOBASSO
Tel.0874 4271 - Fax 0874 427312
Archivio di Stato di Campobasso
Via Orefici, 43
86100 CAMPOBASSO
Tel. 0874 90349 - 0874 411488 Fax 0874 411525
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Molise
Via Chiarizia, 14
86100 CAMPOBASSO
Tel.0874 4271 - Fax 0874 427352
Archivio di Stato di Isernia
Corso Risorgimento, 2
86170 ISERNIA
Tel. 0865 26992 - Fax 0865 413686
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed
Etnoantropologici del Molise
Palazzo Iapoce
86100 CAMPOBASSO
Tel.0874 4271 - Fax 0874 427353
Soprintendenza archivistica per il Molise
Via Isernia, 15
86100 CAMPOBASSO
Tel. 0874 310124 - Fax 0874 311094
55
SOPRINTENDENZA PER I BENI
ARCHEOLOGICI DEL MOLISE
Soprintendente
ad interim
Angelo Maria Ardovino
Referente del progetto
Domenico Vaccaro
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Nell’ambito delle attività istituzionali del Ministero per i Beni e
le Attività culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Molise di Campobasso svolge compiti di tutela, conservazione,
ricerca e promozione del patrimonio archeologico nell’ambito
della regione Molise. Attualmente la Soprintendenza, istituita
con D.M. 31 gennaio 2002, si avvale di un organico di n. 87 unità
di personale, distribuito nella sede centrale di Campobasso ed
in sei centri operativi (Venafro, Isernia, Pietrabbondante, Sepino, Larino, Termoli). Garantisce, inoltre, l’apertura al pubblico,
anche nei giorni festivi, di tre aree archeologiche e quattro sedi
museali.
Ai fini della attività di monitoraggio, ricerca e tutela archeologica, il territorio regionale, di Kmq. 4.437, è stato ripartito fra i
quattro funzionari archeologi in altrettante zone di competenza. Prima dell’Istituzione del Ministero per i Beni culturali ed
ambientali (1975), l’attività di tutela dei beni culturali della regione Molise era affidata alla Soprintendenza di Chieti (per i
beni archeologici) ed alla Soprintendenza di L’Aquila (per i beni
architettonici, paesaggistici e storico-artistici). Solo nel 1970,
anche a seguito della istituzione della provincia di Isernia, è
stata istituita, con Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 30 ottobre 1970, la Soprintendenza ai monumenti, alle
antichità ed alle belle arti per il Molise, con competenze in tutti
i settori dei beni culturali nel territorio delle due province di
Campobasso ed Isernia: dal 1970 la Soprintendenza mista di
Campobasso (l’unica in Italia insieme a quella di Trieste) ha
esercitato la tutela, il restauro e la conservazione del patrimonio archeologico, architettonico, ambientale, artistico e storico
della intera regione Molise. Successivamente la Soprintendenza
cambia denominazione, diventando prima Soprintendenza Archeologica e per i Beni Architettonici Artistici e Storici del Molise,
e, negli anni Ottanta, Soprintendenza Archeologica e per i Beni
Ambientali Architettonici Artistici e Storici del Molise.
Nel 2002, nell’ambito di una revisione dell’articolazione degli uffici periferici del Ministero, si è proceduto ad una nuova valutazione funzionale delle competenze delle Soprintendenze, istituendo nel Molise due distinti Istituti, una Soprintendenza per
i Beni Archeologici ed una Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico. I capi di Istituto che si sono susseguiti nei
quasi quarant’anni di vita della Soprintendenza del Molise sono:
Giuseppe Giaccone (1970-1973), Luisa Mortari (1973-1974),
Adriano La Regina (1974-1976), Bruno d’Agostino (1976-1980), Antonio Giovannucci (Soprintendente reggente 1980-1981), Gabriella d’Henry (1981-1993), Costantino Centroni (1993-1997),
Marilena Dander (1997-2002), Stefania Capini (Soprintendente
reggente 2002-2004), Mario Pagano (2004-2008), Angelo Bottini (Soprintendente ad interim 2008), Angelo Maria Ardovino
(Soprintendente ad interim 2009).
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
ATTIVITÀ
La Soprintendenza per i Beni Archeologici, svolge attività di tutela, anche preventiva,
del patrimonio archeologico regionale, operando, spesso, anche mediante accordi ed
intese di collaborazione con le amministrazioni locali; conduce scavi e ricerche archeologiche sul territorio regionale e coordina anche le attività di scavo affidate in concessione a soggetti pubblici o privati; effettua una costante e programmata attività di
manutenzione e di restauro del materiale archeologico ritrovato, sia direttamente, tramite il proprio laboratorio di restauro, sia ricorrendo a collaboratori esterni, al fine di
garantirne la conservazione; svolge attività di promozione culturale e di valorizzazione
del patrimonio archeologico, diffondendone la conoscenza attraverso studi, ricerche,
pubblicazioni, mostre, convegni; provvede al potenziamento della fruizione museale
organizzando visite guidate e manifestazioni espositive, anche collaborando ad iniziative di enti locali ed istituti culturali; gestisce direttamente, mediante l’organizzazione
delle risorse umane e materiali, i siti archeologici e museali, allo scopo di incrementarne
la fruizione da parte del pubblico.
La tutela
consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette ad individuare i beni archeologici esistenti sul territorio, mediante un costante monitoraggio,
ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica utilità.
Sono attività connesse alla tutela:
- gli scavi e le ricerche archeologiche programmate;
- le indagini archeologiche preventive ad interventi di lavori pubblici e privati in aree
vincolate o a rischio archeologico;
- il controllo degli scavi in concessione, cioè condotti da soggetti, pubblici o privati, formalmente autorizzati dal Ministero;
- il recupero del patrimonio archeologico messo in luce fortuitamente e la prescrizione
di misure per la sua salvaguardia;
- la proposta di provvedimenti per la protezione del patrimonio archeologico (vincoli);
- l’espressione del parere di competenza nelle procedure di verifica di interesse culturale;
- l’espressione del parere di competenza sui progetti presentati nelle Conferenze di Servizio.
La conservazione
È assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di prevenzione,
manutenzione e restauro. Rientrano nelle attività di conservazione:
- la manutenzione ordinaria e straordinaria dei musei e delle aree archeologiche di proprietà statale;
- la promozione, il sostegno ed il controllo degli interventi di conservazione promossi da
altri soggetti su beni di proprietà di Enti pubblici e di privati;
- la custodia ordinata e cura dei reperti in depositi attrezzati;
- il restauro di oggetti mobili, edifici, monumenti e strutture di interesse archeologico;
- la catalogazione e l’inventariazione dei beni archeologici;
- la documentazione e la conservazione degli elaborati relativi in appositi archivi.
La valorizzazione
Si attua con l’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività volte a promuovere,
incrementare e diffondere la conoscenza del patrimonio archeologico, allo scopo di assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e godimento da parte del pubblico. Sono
attività connesse alla valorizzazione:
- la gestione dei musei e delle aree archeologiche statali;
- lo svolgimento di attività didattica e divulgativa;
- lo sviluppo di analisi, studi e ricerche scientifiche e la diffusione dei relativi risultati;
- la realizzazione di pubblicazioni scientifiche e divulgative;
- la promozione e l’organizzazione di eventi culturali (mostre, convegni) e la collaborazione ad iniziative di altri soggetti;
- la gestione della Biblioteca, funzionale alla diffusione della conoscenza del patrimonio culturale.
57
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
GRAFICI DELLE ATTIVITÀ
40
35
30
25
20
15
1o
5
0
33
3
10
35
3
3
13
funzioni
% attività
controllo del territorio - vincoli
33
33
inventariazione e catalogazione
3
3
beni demaniali - contenzioso -gestione
10
10
gestione museale e fruizione
35
35
biblioteca - gestione
3
3
laboratorio
3
3
attività didattica - mostre e convegni
13
13
Funzioni Attività d’Istituto
40
35
30
25
20
15
10
5
0
1-6
7
9-12
13-15
16-17
18
Legenda
(1- 6)
01-Controllo del territorio, 02-Indagine archeologica, 03-Esami e parere
strumenti urbanistici, 04-Esercizio del vincolo, 05-Manutenzione
di aree archeologiche, 06-Interventi di conservazione e restauro.
(7)
Inventariazione e catalogazione
(9-12)
09-Uso beni demaniali, 10-Acquisizioni, 11-Contenzioso, 12-Gestione istituto
(13-15) Gestione museale – 13 Conservazione, 14 Fruizione diretta, 15 Fruizione indiretta
(16-17) Biblioteca – 16 Gestione interna,- 17 Uso pubblico
(18)
Laboratorio
(19-20) 19-Attività didattica, 20-Mostre, convegni, pubblicazioni, collaborazioni
scentifiche
58
19-20
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
ORGANIZZAZIONE
La Soprintendenza è organizzata in numerosi uffici e settori, ciascuno coordinato da un
responsabile che afferisce direttamente al Soprintendente:
- Segreteria del Soprintendente
- Ufficio del Consegnatario
- Ufficio Ragioneria
- Ufficio Personale
- Ufficio Pensioni
- Ufficio vincoli ed espropri
- Ufficio di istruttoria delle pratiche dei vincoli tratturali
- Ufficio gare e contenzioso amministrativo
- Ufficio Relazioni sindacali
- U. R. P. e gestione ex Ronchey
- Ufficio Protocollo
- Archivio pratiche, foto e disegni
- Ufficio stampa modulistica e materiale didattico/illustrativo
- Segreteria Tecnica
- Ufficio cartografia e disegni
- Ufficio del Responsabile della Sicurezza
- Ufficio Catalogo
- Ufficio Didattica, Mostre e Pubblicazioni
- Biblioteca
- Laboratorio di restauro
- Laboratorio fotografico
La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise di Campobasso è così articolata
sul territorio regionale:
Sede Centrale
CAMPOBASSO - Via A. Chiarizia, 14 - 86100 Campobasso tel. 08744271 fax 0874 427352 - indirizzo
e-mail: [email protected]
Sedi Operative
- CAMPOBASSO - Via P. Rotondo, 21 - 86100 Campobasso tel. fax 0874 60390
- CASTEL S. VINCENZO, Area archeologica – 86071 Via Colle, 25 - San Vincenzo al Volturno tel./fax
0865 415179 (Ufficio Studi)
- ISERNIA - Corso C. Marcelli, 48 - 86170 Isernia tel. fax 0865410500
- LARINO - Via F. Iovine, 14 - 86035 Larino tel. fax 0874822787
- SEPINO - Area Archeologica di Altilia - 86017 Sepino tel. fax 0874790207
- TERMOLI - Via Oliviero, 1 - 86039 Termoli tel. fax 087584578
- VENAFRO - Corso Garibaldi, 8 - 86079 Venafro tel. fax 0865 900742
Musei ed Aree Archeologiche
- Museo Sannitico di Campobasso - Palazzo Mazzarotta - Via A. Chiarizia, 10 86100 Campobasso
tel. 0874 427360
- Museo archeologico di Isernia - Complesso monumentale Santa Maria delle Monache Corso C.
Marcelli, 48 - 86170 Isernia tel./fax 0865 410500
- Museo archeologico di Venafro - Convento di Santa Chiara - Corso Garibaldi, 8 86079 Venafro
tel./ fax 0865 900742
- Area archeologica e Museo archeologico di Sepinum-Altilia - Area Archeologica di Sepino 86017
Sepino tel./ fax 0874790207
- Area archeologica del Santuario italico di Pietrabbondante - Località Calcatello
86085 Pietrabbondante tel. 0865 76129
- Area archeologica di Castel S. Vincenzo - Via Colle, 25 - San Vincenzo al Volturno - 86071 tel./fax
0865 415179 (Ufficio Studi)
- Area archeologica – Anfiteatro di Larino - 6035 Via D. Alighieri, 1 tel./fax 0874 822787 (Ufficio
Studi)
Biblioteca
Biblioteca d’istituto - Campobasso - Palazzo Mazzarotta - Via A. Chiarizia, 10 86100 Campobasso
tel. 0874 427318
Laboratorio
Laboratorio di restauro-Via P. Rotondo, 21- 86100 Campobasso Tel. fax 0874 60390
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
Angela Di Niro
Responsabile Attività
Didattiche
Angela Di Niro
Fig. 1 Museo Sannitico.
Pannello iniziale della
mostra Eros, i mille volti
dell’amore
Fig. 2 Manifesto della Mostra
Signore e contadine
Fig. 3 Manifesto delle Mostre
della Settimana della
Cultura 2008
60
Negli anni 2007 e 2008 è stata portata avanti una intensa attività espositiva sul territorio, che ha fatto seguito ad analoghi
impegni degli anni precedenti in questo settore. Le occasioni
per la presentazione al pubblico di argomenti e materiali per lo
più inediti si sono concentrate negli appuntamenti ormai usuali
nel corso dell’anno, prevalentemente la Settimana della Cultura
e le Giornate Europee del Patrimonio, senza tralasciare occasioni, quali la Festa della Donna e San Valentino, che hanno offerto la possibilità di affrontare argomenti ancora più specifici.
Nel 2007 è proprio la festa di San Valentino l’occasione per la presentazione a Campobasso (nel Museo Sannitico) della mostra Eros,
i mille volti dell’amore, (Fig. 1) un percorso attraverso le coppie mitologiche più famose dell’Olimpo e le loro vicende, accompagnato
da immagini di pitture pompeiane e dai reperti locali raffiguranti le
varie divinità. L’amore viene rivissuto nei suoi mille volti: l’amore
svelato di Amore e Psiche, l’amore furtivo di Ares e Afrodite, quello
casto di Diana ed Endimione, quello ritrovato di Bacco ed Arianna,
l’amore licenzioso di Priapo e Lotide,l’amore rubato di Ade e Persefone, l’amore fuggito di Apollo e Dafne, l’amore geloso di Zeus ed
Era, amore e morte di Eracle e Deianira. I reperti hanno spaziato
dalle statuette di Eros ed Afrodite provenienti prevalentemente da
un santuario ellenistico di Larino alle tante figure di Ercole in bronzo
da tutto il Molise, dalle immagini di varie divinità sulle lucerne di
epoca romana (da Zeus a Diana) a Marte, Bacco, Persefone… Del
culto di Priapo,infine,una testimonianza molto significativa ad Isernia ne documenta la continuità fino ai nostri giorni nella festa dei
Santi Cosma e Damiano.
Le manifestazioni del 2008 iniziano a marzo con la Festa della
Donna, quando viene inaugurata a Campobasso (Museo Sannitico) la mostra Signore e contadine. La moda in Molise dall’antichità alla Belle Epoque (Fig. 2). Per l’antichità la mostra espone due
corredi funerari femminili: la prima sepoltura, di VI secolo a.C., è di
una giovane donna dal sepolcreto di San Giuliano di Puglia con il
suo ricco corredo vascolare e, soprattutto, con una serie di ornamenti femminili sulla base dei quali viene anche ricostruito il probabile abbigliamento;la seconda è la tomba di una donna di epoca
longobarda da Campochiaro (VII secolo d.C.), i cui ornamenti si riferiscono proprio all’abbigliamento. Per le epoche successive l’attenzione viene focalizzata sostanzialmente sul ricco costume
contadino molisano tra Settecento ed Ottocento sia attraverso immagini fotografiche (tra cui la riproduzione di atti notarili della
dote) sia con l’esposizione diretta di elementi del costume femminile contadino e dei gioielli. Analogamente, l’abbigliamento
delle classi elevate viene presentato sia direttamente, con vestiti
d’epoca, che attraverso immagini fotografiche.
La Settimana della Cultura 2008 vede una serie di manifestazioni espositive specifiche. Ad Isernia, nel Museo di Santa Maria
delle Monache, viene presentata una piccola mostra, L’enigma
della maschera di Longano, che espone al pubblico per la prima
volta la maschera di bronzo casualmente rinvenuta a Longano,
insieme ai primi risultati degli saggi archeologici nell’area in cui
è stato effettuato tale rinvenimento. (Fig. 3)
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
A Campobasso, nel Museo Sannitico, sono due le manifestazioni allestite per la Settimana della Cultura 2008. La mostra
Pettini per l’aldilà raccoglie i pettini in osso ed in bronzo rinvenuti nelle tombe prevalentemente femminili nelle necropoli di epoca longobarda di Campochiaro, oltre ad analoghi
reperti da Larino e da Campobasso. Al di là della loro funzionalità, i pettini collocati nelle sepolture dei loro proprietari
mostrano il profondo significato rituale ed il loro collegamento con il mondo ultraterreno. La mostra Vestiti di terra
(Fig. 4). Recenti rinvenimenti archeologici nel territorio di Guglionesi presenta solo tre delle sepolture rinvenute in località Ripatagliata a Guglionesi, che, ad ogni modo, si rivelano Fig. 4 Museo Sannitico.
particolarmente significative. Due di queste sepolture sono Mostra Vestiti di terra
state difatti sottoposte a distacco integrale. Esse conservano,
oltre allo scheletro, i cinturoni di bronzo indossati alla vita ed altri elementi di corredo
distribuiti nella fossa; l’elemento più eclatante, di estremo interesse, è costituito dalle
cospicue tracce della tunica presumibilmente di cuoio, che caratterizzano una delle due
sepolture, e tracce di mantello di analogo materiale nell’altra tomba. La terza sepoltura,
della quale si espone il corredo, si impone per la sua eccezionalità costruttiva e per la
qualità e quantità di corredo, che annovera, peraltro, oltre a vasi anche di ispirazione
greca, uno reperto unico finora in Molise: un tridente di ferro.
Per le Giornate Europee del Patrimonio nel 2008 è stata
aperta a Campobasso, nel Palazzo Iapoce, la mostra Vie di
terra vie di acqua. Etruschi, Greci e Piceni nel mondo sannitico (Fig. 5). La mostra raccoglie criticamente, per la prima
volta, tutte quelle testimonianze, variamente distribuite su
tutto il territorio molisano, che proiettano la zona storicamente abitata dai Sanniti Pentri e dai Frentani meridionali
nel ben più vasto contesto culturale dell’Italia antica. La cultura materiale sta rivelando sempre più frequentemente la
presenza, in tale territorio, di oggetti di importazione e di
imitazione sin dalle epoche protostoriche; la domanda cui la
mostra cerca di dare una risposta è questa: si tratta di scambi
occasionali, come forse finora si era ritenuto probabile, opFig. 5 Manifesto della Mostra
pure tali oggetti sono i segni di una progressiva e incisiva tra- Vie di terra vie di acqua
sformazione sociale? In realtà la mobilità e l’acculturazione
delle popolazioni italiche, tra cui i Sanniti, si stanno rivelando fenomeni complessi, di radice profonda e di lunghissima durata; i rapporti con le popolazioni circostanti, soprattutto con i Greci e con gli Etruschi, si dimostrano incisivi e coinvolgenti non soltanto la
sfera economica ma quella culturale in senso ampio. Con entrambi i popoli, ad esempio,
il Sannio condivide la pratica aristocratica, tipica dell’arcaismo greco ed etrusco, del banchetto e del simposio, ben testimoniata in Molise dall’adozione di utensili specifici collegati al consumo del vino ed all’arredo domestico: colini di bronzo da Sepino e
Pietrabbondante, servizi da vino in bucchero, una schnabelkanne da Macchiagodena, e,
un po’ più avanti nel tempo, lebeti o parti di lebeti di bronzo da Larino e da Sepino, boccali e situle, infine i sempre più numerosi stamnoi di bronzo,
di fabbrica etrusca, provenienti dall’area frentana. Questi ultimi aprono altri significativi squarci sulla società del tempo:
utilizzati in tutti i siti molisani costieri (ma soprattutto a Larino) come urne cinerarie, gli stamnoi manifestano chiaramente l’avvenuta formazione di una élite che si connota con
riferimenti al mondo dell’arcaismo greco (incinerazione), all’ideale atletico greco ed etrusco (strigili, corone), al mondo
muliebre ed alla cura del corpo (oggetti specifici di produzione magnogreca e tarantina). (Fig. 6)
L’influenza etrusca e greca si manifesta anche nelle costru- Fig. 6 Palazzo Iapoce. Mostra Vie
zioni e negli elementi decorativi della casa: a tali ambiti ri- di terra vie di acqua. Particolare
61
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
mandano le antefisse etrusco-campane rinvenute soprattutto nella zona costiera del
Molise.
I rapporti tra Sanniti ed il mondo greco cominciano a rivelarsi sin da epoche piuttosto
antiche (tazza euboica da Bojano, ceramiche di imitazione corinzia da Gulionesi, imitazioni di ceramica attica presente anche nel Sannio più interno), rafforzati dai rapporti
progressivi con il mondo magnogreco (elmi apulo-corinzi da Guglionesi e Larino, tazze
e crateri a figure rosse da Larino, ceramica dello stile di Gnathia un po’ dappertutto, prodotti di oreficeria tarantina da Sepino, paragnatidi decorate da Pietrabbondante, alabastra da Guglionesi…), mostrandosi in tutta la loro evidenza appunto tra il IV ed il III
secolo a.C., quando i presupposti ideologici della cultura greca sono ormai profondamente radicati nel Sannio. Questo è molto evidente anche per quanto riguarda la sfera
religiosa; l’incontro tra la religione italica, caratterizzata da un impostazione originaria animistica,
con quella greca può essere avvenuta sin da epoche
molto antiche, all’inizio probabilmente grazie ai santuari emporici, rafforzatosi e definitosi grazie all’influsso delle colonie greche dell’Italia meridionale. In
epoca storica nel Sannio troviamo assimilati sia i
nomi (nelle divinità sannitiche prevalgono i grecismi) sia l’iconografia: Eracle-Ercole innanzi tutto con
tutte le sue molteplici prerogative, Demetra-Cerere
con il suo collegamento alla terra, Afrodite-Venere e
il riferimento alla riproduzione, i Dioscuri e il mondo
della cavalleria, Dioniso-Bacco e tutto il complesso
Fig. 7 Palazzo Iapoce. Mostra
mondo
dionisiaco, Ares-Marte collegato alla bellicoVie di terra vie di acqua. Particolare
sità ma anche all’agricoltura, Athena-Minerva legata
anche al mondo muliebre. Le immagini iconografiche, per lo più statuette di piccole dimensioni, che raffigurano le varie divinità provengono da tutto il territorio pentro e
frentano del Molise. (Fig. 7)
Infine per quanto riguarda i rapporti con i popoli del medio ed alto Adriatico e soprattutto con i Piceni, si evidenziano i molti elementi di affinità ed una molteplicità di contatti che, nell’ambito della cultura materiale, si manifestano nella presenza di elmi di
tipo piceno (a Guglionesi ed a Trivento), di armi (gladi a stami dell’alto Molise e di Pozzilli), e nella incisiva evidenza degli ornamenti femminili specialmente nell’epoca arcaica: fibule, pendagli, oggetti di ambra. (Figg. 8, 9).
Fig. 8 Palazzo Iapoce. Ingresso alla
Mostra Vie di terra vie di acqua
62
Fig. 9 Palazzo Iapoce. Mostra
Vie di terra vie di acqua. Particolare
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
LUOGHI DI CULTURA
Il santuario sannitico di Pietrabbondante
Stefania Capini
Lo scavo del santuario di Pietrabbondante fu intrapreso dai Borboni di
Napoli e proseguì nei primi tempi dell'Unità riportando il luce il teatro, il tempio piccolo (A) e le strutture tra i due monumenti. Non ci furono altri interventi di rilievo sino alla fine degli anni Cinquanta,
quando venne scoperto il tempio B, il grande edificio alle spalle del
teatro. Tale ritrovamento fece nascere un nuovo interesse per questo
sito, al quale gli studi hanno riconosciuto un ruolo proprio, nell'ambito dello stato sannita: qui infatti l’esercito celebrava i propri riti e si
dedicavano le armi predate al nemico. Lo scavo ha restituito consistenti nuclei di armi (nel secolo scorso venne recuperata una vera e
propria congeries armorum, un trofeo, deposto all'aperto in seguito a
qualche fatto di guerra) che sono, d’altra parte, quasi assulutamente
assenti negli altri santuari dei Sannio. I frammenti più antichi, di produzione tarantina, si datano tra la fine del V e la prima metà del IV
sec. a.C., anche se la maggior parte delle
armi ritrovate va messa in relazione con
episodi delle guerre contro Roma. Si riconosce l'impianto della prima sistemazione,
di IV secolo, in un'area quadrata delimitata
da muraglioni di blocchi irregolari, tra il
tempio grande ed il teatro. Si conosce poco
anche la successiva fase di III secolo: elementi pertinenti ad un tempio di tale
epoca si sono trovati all'interno del podio
del tempio B, usati come materiale da costruzione. L’edificio venne probabilmente
distrutto in occasione del passaggio di Annibale, nel 217 a.C.. Nel II secolo a.C. ebbe inizio la ricostruzione del santuario, a partire dal tempio piccolo (A), datato intorno al 180 a.C.: riprende lo schema usuale
dei templi italici, con pronao ed unica cella costruiti su di un podio
con cornici in alto e in basso. Sappiamo dalle iscrizioni rimesse in luce
nell’Ottocento che furono alcuni membri della potente gens sannitica degli Staii a curare la costruzione e la dedica del tempio, quando
ricoprivano la suprema magistratura di meddices tutici; infatti, per il
suo ruolo specifico, il potenziamento del santuario è sempre stato attuato dal governo centrale, come è evidente dai numerosi riferimenti
epigrafici alle iniziative intraprese dai diversi magistrati. Questo interesse è ampiamente dimostrato dalla realizzazione del complesso del
teatro e tempio grande, che ebbe inizio alla fine del II secolo, frutto
della progettazione di un architetto anonimo che rielaborò in maniera del tutto originale schemi e motivi della cultura ellenistica, mediandoli dall'ambiente campano e latino. Il teatro ripropone nella
struttura e nella decorazione dell’ima cavea, la medesima decorazione
scultorea del teatro di Sarno e dell'odeion di Pompei. Il tempio B ripropone lo schema del tempio italico al quale si unisce la caratteristica presenza di tre celle che alludono ad una triade di divinità,
elemento certamente derivato dall'ambiente latino. L'iscrizione che
si trova sul fianco meridionale del podio ne attribuisce in parte la costruzione, dell’inizio del I sec. a.C., ad un personaggio ricordato anche
dalle fonti classiche, g. staatiis klar. Il tempio B venne frequentato per
un tempo brevissimo: dopo la guerra sociale e la lotta fra Mario e Silla,
il culto fu soppresso e il santuario ceduto a privati insieme a tutte le
sue pertinenze.
63
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Museo Archeologico di Venafro
Stefania Capini
Il 15 maggio 1996 veniva inaugurato il Museo archeologico di Venafro, un evento molto atteso localmente: già da tempo il Comune aveva donato allo Stato il monastero seicentesco di S. Chiara perché venisse destinato a tale scopo, collegando idealmente l’esposizione da realizzare al piccolo museo civico che era stato istituito, negli anni Trenta, in un ambiente di quel medesimo
complesso. I lavori di restauro architettonico, di adeguamento
dell’immobile alla nuova destinazione, di allestimento museale, avevano occupato un tempo piuttosto lungo ma finalmente si poté aprire al pubblico il nuovo percorso museale: vi venivano proposti i diversi aspetti e le diverse realtà della vita pubblica e privata di Venafro al tempo dell’impero romano, così come
si erano potuti ricostruire grazie alla ricca documentazione archeologica relativa a tale periodo, che negli ultimi decenni la ricerca aveva messo a disposizione. L’allestimento tuttavia non era
completo: mancava infatti ogni riferimento alla fase sannitica
della storia del territorio - una fase di rilievo, documentata da materiali notevoli che affollavano i depositi locali - e l’ala occidentale del primo piano del museo, ancora vuota, stava a ricordarlo con evidenza.
Un decennio più tardi, per iniziativa della Direzione regionale
per i beni culturali e paesaggistici del Molise che ha attivato, a
questo scopo, un recupero di fondi, si è potuto finalmente completare il lavoro, inaugurando, in occasione della Settimana
della cultura, nel maggio 2007, il settore dell’esposizione ancora mancante (fig. 1).
In cinque salette che si fronteggiano ai lati di un luminoso corridoio è stata esposta un’ampia esemplificazione dei corredi funerari provenienti dalla necropoli scavata in loc. Camerelle del
comune di Pozzilli, un sito a pochi chilometri dal centro di Venafro, dal quale proviene il ritrovamento di epoca sannitica più
significativo che sia stato finora effettuato in questo territorio.
Nel corso del tempo, in occasione di mostre diverse, si era più
volte avuta l’opportunità di presentare al pubblico singoli corredi appartenenti a questa necropoli (ad Isernia, nel 1980; a Milano, nel 1991; a Roma, nel 2000): adesso l’esposizione museale
riporta il ritrovamento nel suo contesto territoriale, restituendolo alla completezza della sua evoluzione storica. Come sempre accade, infatti, le necropoli antiche, attraverso i singoli
oggetti del corredo ed il carattere dei rituali funerari, non parlano solo di morte e di credenze connesse con la fine della vita,
ma documentano anche aspetti diversi della vita sociale ed economica delle comunità che utilizzavano le necropoli stesse:
sono queste le caratteristiche che si è voluto
mettere particolarmente in evidenza nei pannelli didattici che si affiancano alle vetrine. La
necropoli delle Camerelle inizia ad essere usata
nel VI sec. a.C. dagli abitanti di un insediamento
prossimo ad essa, ma non ancora individuato. Si
doveva trattare però di una società nella quale
l’acquisizione della ricchezza, insieme al ruolo
eminente che ne derivava al suo interno, erano
in diretto rapporto con il possesso e lo sfruttaFig. 1. L’ala del museo oggetto mento della terra: alludono infatti a tale reladell’intervento. zione le grandi olle da derrate poste in evidenza
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
nelle sepolture di rilievo di questo primo periodo. Il primo ambiente espositivo, la saletta
13, propone vari corredi aventi queste caratteristiche, le tombe 2, 5, 34, 43. Gli uomini - i capifamiglia - evidenziano il loro ruolo di guerrieri, difensori della comunità, attraverso l’esibizione di armi da offesa, quasi sempre la lancia o il giavellotto dalla cuspide di ferro; in
un unico caso (tomba 43) si è trovato un gladio a stami, accompagnato dal relativo fodero
deposto separatamente, un’arma propria della cultura picena, diffusa nelle necropoli
abruzzesi, di cui questo esemplare rappresenta una delle attestazioni più meridionali.
Corredi femminili, da parte loro, si distinguono per la presenza di ornamenti alquanto
modesti - bracciali o anelli digitali di filo di bronzo, come quelli presenti nella tomba 5 -;
le tombe dei bambini hanno corredi molto semplici (tomba 13) o nulla del tutto. Proprio
per questo, assume una particolare evidenza la tomba 34, sepoltura di una bambina, che
presenta tutte le caratteristiche delle sepolture degli adulti: fossa con controfossa, presenza della grande olla da derrate, anelli e bracciale di bronzo, pendagli sia di bronzo che
di ferro; in particolare, le due fibule di ferro con arco rettangolare a bozze, un tipo usato, in quest’area, solo dagli
uomini, rimandano alla figura del padre, nel quale, per
quanto si è detto, si può certamente riconoscere un personaggio di spicco della comunità.
Tra le sepolture di VI secolo, poche si distinguono dalle
altre per una maggiore abbondanza del corredo ceramico ed anche per la sua particolare disposizione all’interno della fossa, in parte allineato lungo una banchina
laterale rialzata, in parte accatastato in un mucchio ai
piedi del defunto. Le tombe di questo tipo sono tutte
maschili: si può ritenere che si tratti di personaggi dominanti nella comunità, che sottolineano il loro ruolo Fig. 2 Particolare della ricostruzione
con l’esibizione di una, sia pure non eccessiva, ricchezza della tomba 55
materiale. Due di questi corredi sono esposti nella saletta successiva (la 14), quelli della tomba 37 e della 55, quest’ultimo riproposto in un
modello al naturale della fossa (fig. 2). Questi corredi si caratterizzano per la presenza
di una notevole quantità di vasi di bucchero nero, prodotti dalle officine di Capua: si
tratta di materiale importato e dunque di pregio; ugualmente non locali sono i vasi
d’impasto rosso, ceramica proveniente dalla valle del Liri, come la grande olla della
tomba 55. All’interno di questa ed anche dentro l’olla della tomba 37, come pure in tutti
gli altri casi in cui nel corredo sono presenti le olle da derrate, erano deposti altri vasi: si
tratta generalmente di un’oinochoe ed un kantharos - la brocca per versare e la coppa
per bere -, due vasi che dovevano essere stati utilizzati nell’ambito del rituale funerario
adottato nel corso della sepoltura.
I corredi delle Camerelle sono costituiti soprattutto da vasellame ceramico: l’alternanza
dei tipi e delle forme ne rappresenta l’indicatore cronologico fondamentale che ha permesso un’esatta ricostruzione dell’evoluzione subita dalle caratteristiche dell’insediamento nel corso del tempo: i corredi esposti nella sala 15 documentano il passaggio dal
VI al V secolo, un momento storico critico e non ancora
ben conosciuto, nel corso del quale le comunità distribuite
sul territorio e guidate ciascuna da propri principi -tra i
quali, per quest’area, possiamo annoverare i personaggi
le cui sepolture sono state viste in precedenza - si coaguleranno per dare vita e forma alla nazione sannitica.
Vasi di bucchero sono presenti in numerosi corredi della
necropoli, anche se per lo più soltanto con uno o due
esemplari. Il repertorio delle forme è abbastanza vario: oinochoai (brocche) a bocca trilobata, coppe carenate, kantharoi (coppe a due anse) a piede basso, stamnoi (olle
biansate) a corpo sferico, anforette con ansa a doppio bastone; sono forme tipiche delle officine capuane, prodotte Fig. 3 Vasi dal corredo della tomba 73
nel corso del VI secolo, per lo più tra il 570/60 e il 520 a.C.
(fase V di Capua). Solo pochi pezzi si scostano da questo ambito cronologico, come la
bella oinochoe della tomba 73 (fig. 3), che può risalire ai primi decenni del VI secolo,
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
l’esemplare più antico in un corredo che, nel suo insieme, deve essersi formato in un momento alquanto
successivo che si può riportare agli ultimi decenni del
secolo: questa è la sepoltura di una donna anziana,
tra le più notevoli della necropoli per la varietà di ornamenti e la scelta accurata dei vasi. Accanto al bucchero, cominciano ora a comparire i primi esemplari
di ceramica a vernice nera, prodotti ad imitazione di
analogo vasellame attico: è la ceramica che avrà poi
amplissima diffusione e sarà il tipo fondamentale per
tutta la durata dell’ellenismo. Verso la fine del secolo,
la presenza di vasi di bucchero si ridurrà sempre più
finché non scompariranno del tutto, gradualmente e
Fig. 4 Corredi delle tombe 32 e 48 definitivamente sostituiti dalla ceramica a vernice
nera e da impasti di produzione diversa (fig. 4).
In molti corredi di VI secolo continua ad essere ancora presente (e si continuerà a trovare
anche nel secolo successivo) la ceramica di impasto rosso prodotta nella valle del Liri, soprattutto con le brocche a bocca trilobata (tombe 40, 57, 58), mentre è un esemplare
unico l’anfora della tomba 60. Il bacino di bronzo della tomba 31 è l’unico vaso di metallo
che si sia trovato nella necropoli; fa parte tuttavia di un corredo molto semplice, che
comprendeva, in aggiunta, solo un’anforetta d’impasto ed è possibile che non fosse più
considerato un oggetto di particolare pregio, dopo che l’uso, evidentemente prolungato,
aveva reso necessaria l’esecuzione di un rattoppo sul fondo del bacino stesso.
I mutamenti politici e sociali che avvengono nel Sannio del V secolo, trovano un’eco, in
qualche misura, anche nei mutamenti nella composizione dei corredi; tipologicamente,
si ha ora una prevalenza di ceramica a vernice nera, presente con forme costanti che
formano dei veri e propri ‘servizi’, composti generalmente da una kylix (la larga coppa
con due anse), una coppa ed una coppetta. E’ la caratteristica che si riscontra in quasi
tutti i corredi raccolti nella sala 16 (fig. 5), nei
quali spesso, l’uno o l’altro di questi vasi si
trova in più esemplari (tombe 33, 67), qualche volta riprodotto in materiale diverso
(tombe 51, 47); alle forme fondamentali se ne
aggiunge talvolta un’altra, una brocchetta
(tombe 51, 67) o uno skyphos (il bicchiere a
due anse orizzontali: tomba 47). Completa il
corredo ceramico, un’olla (tombe 33, 47, 51,
67). Questi raggruppamenti di vasi, con l’olla
che richiama la funzione del cratere nel
quale si rimescolava il vino e la kylix, la coppa
per bere, richiamano la pratica del simposio,
del convito che, maturata in Grecia nel corso
dei secoli, ha certamente raggiunto il nostro
territorio attraverso la mediazione dell’ambiente campano. La nuova società non riconosce ormai più il rapporto con la terra come
indicatore del ruolo sociale; ai principi locali,
legati al territorio di immediata appartenenza, si sostituiscono i magistrati eletti dal- Fig. 5 Sala 16: vetrina
l’amministrazione centrale e le relazioni tra
gli uomini si stabiliscono nell’ambito di contesti che valorizzano i rapporti privati, espressione di una cultura propria di un’aristocrazia ormai urbana.
E infine, nella sala 17, gli ultimi corredi (fig. 6): appartenenti al IV secolo. Un momento
forse non lontano da quello finale della vita della necropoli, la tomba 103, la sola che
abbia conservato un cinturone di bronzo, l’oggetto che forse più caratteristicamente individua la figura dei sanniti; il defunto era certamente un guerriero, come indica la cuspide di lancia, ed il cinturone, oltre ad essere parte dell’abbigliamento, era
probabilmente anche il segno della sua appartenenza ad una determinata condizione
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sociale o ad una cittadinanza. Con
questo personaggio ci si trova, cronologicamente, nel momento delle
guerre combattute, nella seconda
metà del IV secolo, tra Roma e il Sannio: la loro conclusione (290 a.C.) con
la conseguente annessione allo stato
romano dell’alta valle del Volturno,
ha certamente avuto conseguenze
anche nelle modalità insediative del
territorio, provocando un accentramento della popolazione nella sede
della praefectura di Venafrum, istiFig. 6 Corredo della tomba 74
tuita intorno alla metà del III secolo;
bisogna ritenere che in questo periodo sia scomparso o, per lo meno, si sia fortemente ridimensionato, anche l’insediamento che seppelliva i propri defunti nella necropoli delle Camerelle.
L’allestimento del’ala della necropoli sannitica ha così arricchito notevolmente il museo
di Venafro, con la presentazione dei risultati di una ricerca particolarmente significativa, non meno che suggestiva. Nello stesso tempo si sono però volute migliorare anche
le condizioni di fruizione della struttura: nella stessa ala, grazie ad una sponsorizzazione da parte di privati, si è potuta allestire una saletta per proiezioni, utilizzata particolarmente in occasione delle visite al museo da parte delle scuole. Inoltre, gli ultimi
lavori strutturali eseguiti nel complesso architettonico hanno permesso di realizzare
una sala convegni, chiudendo uno spazio scoperto privo di utilizzazioni pratiche: la sala,
dotata di tutte le attrezzature che ne possano facilitare la migliore fruizione, può essere raggiunta anche dall’esterno, senza interferire con il percorso museale, la qual cosa
ne permette una utilizzazione ottimale non solo da parte dell’Amministrazione. La sua
realizzazione infatti si è incontrata anche con esigenze vivamente sentite dalla cittadinanza e costituisce un ulteriore modo con cui il museo si rende presente e vivo nella
comunità locale.
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Area archeologica di Altilia
Valeria Ceglia
L’area archeologica di Altilia, così come oggi si presenta, è quel
che rimane dell’antico municipio di Saepinum di epoca romana.
La scelta del sito non è occasionale; essa sorge in una vasta zona
pianeggiante solcata dal fiume Tammaro ai piedi del Matese, è
attraversata dal tratturo Pescasseroli - Candela, grossa arteria di
comunicazione e di passaggio obbligato per le greggi, quindi punto
di scambio e di commercio dei prodotti agricoli con quelli pastorali
(Fig. 1).
La città romana fu preceduta da
una di epoca sannitica che sorgeva
sulla montagna retrostante, detta
di “Terravecchia”. Notevoli sono le
testimonianze di questo primo insediamento, costituite da una
splendida cinta muraria in opera
Fig. 1 Veduta aerea del sito poligonale, il cui perimetro è rinarcheologico attraversato
tracciabile per buona parte. Si ricodal tratturo
noscono, anche, le porte di accesso,
delle quali la “postierla del Matese” è quella in migliore stato di
conservazione Il sito doveva costituire, in caso di eventi bellici,
il rifugio delle popolazioni che vivevano sparse in piccoli nuclei
sulle pendici dei monti e nella pianura.
La città fu abbandonato dagli abitanti in seguito alla caduta avvenuta durante la terza guerra sannitica ad opera del console
romano C. Papirius Cursor nel 293 a.C. Le popolazioni superstiti
scesero a valle e scelsero come nuovo sito il punto in cui s’incrociano le due importanti arterie tratturali il Pescasseroli - Candela col tratturello trasversale che scendeva dal Matese (o
meglio da Terravecchia) e proseguiva verso la fascia collinare
prospiciente la piana del Tammaro; nell’assetto urbanistico
della città romana diventano rispettivamente il decumano e il
cardo massimi. Tutta la rete tratturale per secoli ha caratterizzato il territorio della regione appenninica, costituendo le vie
di transito delle greggi che periodicamente scendevano dai pascoli montani dell’Abruzzo verso le pianure della Puglia e viceversa. La città di pianura è già impiantata ed organizzata nel II
secolo a.C., come è testimoniato da alcuni edifici, recentemente
individuati, nei pressi del foro e, soprattutto dalla identificazione di una fullonica, una sorta di lavanderia tintoria di tessuti
e pelli. La presenza di questo laboratorio
indica un’attività connessa con la transumanza, in quanto avveniva in essa la concia delle pelli, dimostrando l’esistenza di
una economia industriale oltre che agricolo-pastorale. Il periodo di massimo
splendore edilizio per la città avviene in
epoca augustea, alla quale si riferiscono
la costruzione o il rifacimento di edifici
come il foro, basilica, capitolium, macellum, thermae, forse il teatro e la cinta muraria (Fig. 2). L’impianto urbano si
mantiene vitale almeno fino al IV-V seFig. 2 Pianta della città colo d.C., quando si registra un nuovo fer-
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mento edilizio, probabilmente a seguito del disastroso terremoto del 346 che colpì il
Sannio e la Campania, testimoniato da diverse epigrafi che attestano l’attività di restauro di alcuni edifici pubblici. A seguito di una forte crisi economica e demografica, aggravata dalle devastazioni della guerra greco-gotica (535-553 d.C.), la città subisce gravi
danni. Crollano le mura, una delle torri si abbatte sul teatro, il foro è già in rovina, ricoperto da un interro uniforme tanto che tra la fine del secolo VI e il VII d.C. viene usato
come sepolcreto.
Nel 667 i duchi longobardi di Benevento concedono la
piana di Sepino ad una colonia di Bulgari e, grazie a questa
nuova presenza umana, la città recupera in parte il suo
ruolo amministrativo rispetto al territorio municipale. A
seguito delle scorrerie dei Saraceni la popolazione preferisce luoghi più sicuri, abbandonando la pianura e occupando le cime circostanti, determina in tal modo la nascita
dei castelli. Nasce così il primo nucleo della Sepino attuale.
In epoca moderna, intorno al XVIII sec. è ormai scomparso
ogni traccia dell’antico assetto urbano del municipio romano, il luogo viene denominato Altilia e sopravvive come Fig. 3 Casa con la colonna
borgata di campagna, divisa in piccoli appezzamenti regolari ricoperti da un intenso manto di vegetazione. Le case contadine si dispongono in piccoli nuclei in corrispondenza dei viottoli che ricalcano l’antico cardo della città antica tra
Porta Tammaro e Porta Terravecchia, altre in corrispondenza del foro e sul lato sud della
cinta muraria (Fig. 3). Il nucleo più significativo è quello che si impianta sulla scena e
sulla cavea del teatro, di cui conserva l’andamento semicircolare utilizzando, per le murature, materiale di spoglio degli edifici antichi, mentre l’area corrispondente all’orchestra e parte della scena diventa l’aia comune.
Tutto questo patrimonio architettonico, a lungo trascurato, viene restaurato, conservato e variamente riutilizzato, grazie ad una diversa sensibilità critica verso il passato e
al rinnovato interesse per le manifestazioni della civiltà contadina. Difatti l’originario
progetto di valorizzazione dell’area archeologica prevedeva l’acquisizione delle case e la
loro demolizione, ad esclusivo favore dei monumenti antichi. Per fortuna questo progetto, negli anni ’70 del secolo scorso, è stato ribaltato; l’attività della Soprintendenza
Archeologica del Molise è stata rivolta alla conservazione di tutte le testimonianze storiche del sito. Le peculiarità dell’area, occupata da realtà insediative dall’epoca preromana fino ai giorni nostri, è
caratterizzata da consistenti testimonianze archeologiche
ed architettoniche più recenti, ma non meno interessanti,
se viste in relazione alla civiltà contadina locale che ancor
oggi presenta strettissimi legami con il passato.
Il recupero è stato attuato con la duplice finalità di tutela/conservazione, in special modo per le strutture archeologiche, e di riutilizzo funzionale per gli edifici rurali
costruiti fra i secoli XVIII e XIX. Alcuni casolari sono musei di
se stessi, altri sono variamente impiegati per le necessità e
Fig. 4 Il teatro
la gestione del parco, in alcuni casi restano come testimoni
efficaci delle sovrapposizioni insediative, offrendo splendidi esempi di architettura
spontanea, quali le case rurali insistenti sull’emiciclo della Summa cavea del teatro, riproponendone in un certo qual modo i volumi e creando uno scenario unico che differenzia questo monumento dagli altri teatri di età romana (Fig. 4). La coesistenza del
vecchio e del nuovo, la conservazione di abitudini radicate nel tempo, offrono spunti
per attività didattiche e studi. In un’unica visita si possono apprendere i sistemi di vita
di età romana e traslarli in quelli più recenti, ripercorrendo i mutamenti sopravvenuti
nel corso del tempo. A tale scopo si prestano ad esempio, una cucina romana, ricostruita
all’interno di uno dei fabbricati rurali, messa a confronto con quella degli inizi del 1900,
ben conservata, che viene riproposta con tutto il suo arredo e le stoviglie d’epoca, oppure
il “Mulino Peluso”, ubicato nei pressi del tratturo all’esterno di Porta Bojano , del quale
si possono comparare le strutture e i meccanismi del secolo scorso con quelli del mulino
ad acqua romano ubicato a ridosso del foro che è uno dei pochi monumenti che si con-
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
servano in Italia.
È questo la unicità di Altilia che la differenzia da altri parchi
archeologici.
La presenza di persone che, fino agli anni settanta del secolo
scorso, abitavano e lavoravano all’interno del sito non ha
reso possibile chiudere e recintare il Parco Archeologico. Agli
inizi degli anni novanta il numero dei residenti è notevolmente diminuito, allo stesso modo l’attività agricola e pastorale, anche se è ancora oggi è possibile assistere al
passaggio di animali (mucche, pecore capre) che vanno al
pascolo all’esterno dell’antica città, (Fig. 5). Soprattutto è muFig. 5 La basilica tato l’atteggiamento di ostilità e di diffidenza dei residenti
nei confronti dello Stato, visto come un nemico ed usurpatore dei loro beni (e come dar loro torto!!), e si è aperto un dialogo con le istituzioni per
la risoluzione dei molteplici problemi di convivenza.
Nella programmazione dei lavori della Soprintendenza del Molise si sono poste, come
prioritari due interventi: la chiusura dell’area archeologica, per garantire una maggiore
tutela del sito anche durante le ore notturne e lo scavo del lato meridionale del foro per
dare completezza alla piazza.
Nel progetto di realizzazione del Parco Archeologico redatto nel 1993, si è ritenuto inutile realizzare una recinzione ex novo, che avrebbe impedito la visuale del monumento
antico creando un effetto impattante anche da un punto di vista ambientale. Data la
presenza del circuito murario antico, leggibile per l’intero perimetro sul territorio anche
se ricoperto da terreno e da una fitta vegetazione, si è scelto di riutilizzarlo per
assolvere a tale scopo.
L’unico tratto, fino ad allora visibile, era
stato rimesso in luce dal Cianfarani
negli anni ’50 situato a ridosso di P.ta
Boiano. (Fig. 6)
La cinta muraria, in opera quasi reticolata, ha uno sviluppo di m.1270, racchiude un’area di circa 12 ettari a pianta
quadrangolare. Lungo il suo perimetro si
aprono quattro porte monumentali in
asse con le due arterie viarie principali: Fig. 6 Tratto della cinta muraria
cardo e decumano. Le porte sono ad un
fornice, fiancheggiate da due torri circolari con corte di sicurezza interna, chiusa verso la
città da una controporta a doppio battente, verso l’esterno da una saracinesca scorrevole entro apposite guide praticate nelle spalle e azionata dall’alto dalla camera di manovra, ricavata al di sopra dello stesso fornice. L’arco poggia su piedritti in opera quadrata,
una cornice modanata definisce il piano d’imposta delle due armille dell’arco, al di sopra
del quale si sviluppa l’iscrizione commemorativa.
Nella chiave di volta dell’arco sono scolpiti dei volti, diversi l’uno dall’altro sulle quattro
porte, riconosciuti probabilmente come delle divinità. Infine la decorazione è completata dalle figure di due prigionieri, posti ai lati del fornice, identificati come germanici
a ricordo delle imprese compiute da Tiberio e Druso contro quelle popolazioni.
Gli interventi realizzati dal 2000 fino ai due ultimi completati nel 2008, hanno rimesso
in luce, quasi per intero, il circuito murario ad eccezione del tratto che va da P.ta Benevento fino allo spigolo nord-orientale.
Lo scavo e il restauro hanno evidenziato una serie di torri a pianta circolare dislocate
lungo il percorso, ad una distanza di circa 100 piedi l’una dall’altra., di queste due sono
a pianta poligonale, dislocate in posizione perfettamente speculare a metà circa degli
angoli ovest e sud della cinta.
È emerso che esiste una regolarità nel numero delle torri comprese tra le porte, difatti ne
troviamo sempre in numero di sette nei tratti più brevi, modulo che viene raddoppiato
là dove si raddoppia la cortina e la distanza tra le porte Tammaro e Benevento. In conclusione si può ritenere che il numero complessivo delle torri sia di 35, a fronte di quanto
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
detto dagli studiosi che si erano interessati al monumento e che ne avevano riconosciuto
27 (Cianfarani ‘ 58) e 29 (la Ferrarato ‘82) entrambi, però avevano ipotizzato un numero
maggiore rilevando alcune anomalie lungo il circuito di distanze eccessive tra le torri. Il
dato finale va comunque verificato con il proseguimento e la conclusione dei lavori.
La metodologia dell’intervento è consistita essenzialmente nella ripulitura della vegetazione e del pietrame, in seguito alla quale è stata riportata in luce la linea originaria
delle mura e una serie di crolli degli alzati lungo tutto il tratto est da P.ta Benevento. In
genere i crolli sono presenti all’esterno della città ad eccezione di quello della torre n. 9
che è avvenuto all’interno.
Lungo il circuito murario è stata eseguita una serie di saggi stratigrafici, delineati all’esterno e all’interno della città, che hanno fornito dati piuttosto interessanti sia sulla
frequentazione che sulla estensione dell’area nelle varie fasi di occupazione.
Sono state consolidate le strutture e, dove necessario, sono state rialzate le murature fino
ad una altezza che ne garantisse la sicurezza.
Non è stato possibile effettuare un lavoro di
anastilosi dei numerosi crolli, rinvenuti specie lungo il lato meridionale della cortina muraria da P.ta Benevento fino a P.ta Boiano, che
verranno consolidati e lasciati a vista (Fig. 7).
Al contrario, lungo il tratto settentrionale da
P.ta Tammaro in direzione di P.ta Benevento,
non è presente alcun crollo né all’interno né
all’esterno della cortina muraria. È probabile
Fig. 7 Cinta muraria e crollo che, per facilitare la coltivazione del terreno,
gli stessi siano stati distrutti e il materiale lapideo riutilizzato, come farebbero supporre la presenza di vespai per il drenaggio delle
acque.
All’esterno del circuito murario, è stata delimitata una fascia di rispetto della larghezza
di dieci metri, in modo da costituire anche un percorso di visita; la stradina è stata sistemata con terra battuta, mentre il limite della proprietà statale è segnalato esternamente da una siepe.
L’altro consistente intervento ha riguardato il lato meridionale del foro situato all’incrocio del cardo con il decumano, uno spazio destinato agli scambi e mercati
inizialmente, centro politico ed amministrativo successivamente. Scavato a più riprese tra il 1952 ed il 1955 dal
Cianfarani, presenta una pianta trapezoidale ed una superficie di mq. 1412. Esso fa parte di un vasto progetto di
sistemazione urbanistica realizzatosi a Sepino in età augustea e che ha riguardato, in primo luogo, la cinta muraria e quindi l’ampliamento dell’area forense.
La piazza è basolata con lastre di pietra calcarea, dispo- Fig. 8 Percorso di visita all’ esterno
ste in piano su 82 filari paralleli su di esse corre un’iscri- del circuito murario
zione che ricorda il nome di colui che a proprie spese ne
curò la pavimentazione.
La pendenza, appena percettibile, segna il naturale dislivello del terreno con lo scopo di
evitare il ristagno superficiale nell’area della piazza. L’inclinazione è tale da convogliare
le acque nel canale (euripus) che corre lungo i lati orientale e meridionale del foro nella
rete fognante sottostante che corre parallela alla crepidine del foro al di sotto del cardo
per poi sfociare nel collettore principale. Questo condotto fognario parte all’esterno di
P.ta Benevento, dove è stato ritrovato il castellum aquae cioè il serbatoio, attraversa interamente la piazza, corre in modo rettilineo al di sotto del decumano fino all’esterno
di Porta Boiano
Naturalmente su di esso si aprono gli edifici pubblici: sul lato lungo nord-orientale le
prime due aule, destinate alle attività politica ed amministrativa del municipio, sono
state riconosciute come la curia e i comizi, le due successive erano utilizzati come luoghi di culto, segue, poi, un altro edificio forse termale.
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Sul lato corto sud-orientale si aprono tre piccoli ambienti pavimentati in sequenza a
mosaico, con mattonelle marmoree di vario colore, in signino con stucco rosso ed inserti di tessere policrome.La destinazione di questi ambienti non è sicura, potevano essere sacelli di culto o sedi di corporazioni. L’area forense è stata oggetto di diversi
interventi nel corso degli anni a partire dal secolo scorso.
Negli anni Cinquanta, il Cianfarani non era intervenuto, sul lato meridionale, in modo
sistematico e definitivo, ma aveva, comunque, individuato ed identificato le basi di un
arco onorario, avendo rinvenuto, durante lo scavo della piazza, vari elementi e l’iscrizione ad esso pertinenti. Aveva, inoltre, riconosciuto la presenza di un edificio monumentale che, con ogni probabilità, era relazionato e connesso all’arco di Nerazio Prisco.
Altri saggi sono stati effettuati nel corso degli anni Ottanta, in corrispondenza dell’arco
onorario, per verificare la consistenza dell’edificio monumentale. Di esso, infatti, era
stata riconosciuta una bella scalinata, costituita da tre ordini di gradini, che immette in
un atrio pavimentato con grosse basole di calcare. Un piccolo scavo stratigrafico è stato
eseguito nel breve spazio compreso tra i due pilastri di base dell’arco e verso l’interno
fino all’inizio della scalinata, sono stati rimessi in luce dei pavimenti in cocciopesto e
l’imboccatura di un pozzo.
Gli interventi degli ultimi anni hanno rimesso in luce sul
lato sud- orientale la fronte di un vano allineata con la crepidine ed affaccia sul foro. L’accesso è ubicato nell’angolo di
nord ovest ed è costituita da due soglie divise da un pilastro
centrale. I tre muri perimetrali sono conservati per altezze
generalmente modeste, come la pavimentazione in cocciopesto riconoscibile solo a tratti sulla quale restano
tracce di una fascia perimetrale di colore rosso che sottolinea la giunzione del pavimento con il muro.
All’interno di questo ambiente si sono ritrovate delle seFig. 9 Ambiente sud-est
polture di epoca altomedievale che poggiano sul piano
prospiciente il foro con tombe
pavimentale in signino. (Fig. 9) Per la sua ubicazione, con
altomedievali
apertura diretta sul foro, e le sue dimensioni piuttosto
ragguardevoli è da ritenere che avesse una destinazione ad uso pubblico.
L’indagine archeologica ha ulteriormente definito la planimetria dell’edifico monumentale, al quale si accede dall’arco onorario posizionato sulla crepidine del foro. In corrispondenza dell’accesso e alla medesima quota, si trova un lastricato di basole di
calcare sul quale poggiano i tre gradini d’accesso all’atrio centrale ugualmente lastricato. L’ingresso e la gradinata sono delimitati da due avancorpi in opus latericium. Alle
spalle dell’atrio si trovava un grande ambiente rettangolare, probabilmente pavimentato a mosaico, come sembrerebbe attestato dalla presenza di numerose tessere calcaree recuperate negli strati archeologici relativi; di questo non è stata trovata la
chiusura occidentale poiché lo scavo non è stato esteso in tale settore.
Ai lati del vano principale si aprono due ambienti absidati con la curvatura verso il foro
senza accesso diretto sulla piazza.
La frammentarietà dei dati, dovuta essenzialmente all’incompletezza dell’indagine, allo
scollegamento materiale dei due saggi e allo stato iniziale dello studio dei reperti, non
consente ancora di avere una chiara planimetria degli edifici, né tantomeno di ipotizzare
l’articolazione delle strutture. Queste potrebbero tanto essere tutte pertinenti ad un
unico grande edificio monumentale quanto a strutture minori articolate intorno ad un
nucleo principale.
Contemporaneamente ai due interventi principali sono stati realizzati altri: la copertura
degli edifici ad uso abitativo ed commerciale, ubicati nei pressi del circuito murario, per
renderli fruibili ed per inserirli nel percorso di visita; la sistemazione di un tratto del decumano massimo dal foro verso porta Benevento che era parzialmente occupato da terreno utilizzato per coltivazioni e pascolo e riportarlo alla sua larghezza originale; il
consolidamento di alcuni edifici rurali con consistenti segni di precarietà, altri restaurati
per adibirli alle necessità del parco; la realizzazione della nuova rete elettrica per unificazione della fornitura e adeguamento di altri impianti alle nuove norme.
72
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Museo e Area archeologica di Larino
Angela Di Niro
Il Parco archeologico di Larino, a seguito degli interventi che si
sono realizzati nel corso degli anni, sia pure in maniera non continuativa, comincia a diventare una realtà visibile anche grazie
ai lavori intensificati nell’ultimo biennio.
Il sito di Larino, importantissimo centro della zona abitata in
antico dai Frentani meridionali, è stato da tempo oggetto di ricerche archeologiche e di lavori di restauro e valorizzazione
delle strutture man mano portate alla luce. Nonostante la non
facile convivenza del sito antico con il centro moderno (l’espansione edilizia di Larino è stata indirizzata, dal secondo dopoguerra, proprio nel sito dove si estendeva la città antica), è stato
possibile cominciare ad attuare una complessa opera di recupero delle emergenze di tipo archeologico, accompagnata da
altre iniziative tendenti ad attuare la realizzazione anche di una
struttura museale che accogliesse i reperti di tutta la zona frentana ricadente nell’area molisana.
La città antica si estendeva nella località Piano S. Leonardo; abitata sin da epoca pre-protostorica, se ne conoscono abbastanza
bene le fasi arcaiche delle quali sono efficace testimonianza i
nuclei sepolcrali distribuiti ad anello attorno al Piano S. Leonardo; questa distribuzione differenziata lascia intendere una
occupazione del territorio, in epoca arcaica, per gruppi di limitata entità. La fisionomia urbana nel senso stretto del termine
comincia a prendere corpo verso la fine del V secolo a.C. si attua
nel IV e conosce una serie di ampliamenti e ulteriori definizioni
nei secoli successivi, fino al II-III secolo d.C. Un grosso impulso
urbano si ebbe nel periodo medio e tardo ellenistico; l’orazione
di Cicerone, Pro Cluentio, pronunciata in difesa di un illustre cittadino larinate, fornisce un quadro complesso ed articolato
della Larino del I secolo a.C., della locale società proiettata nell’ambito dei ben più ampi avvenimenti dell’Italia del tempo.
Della fase urbana preromana, ampiamente manomessa ed
obliterata dalle fasi successive, restano testimonianze discontinue dal punto di vista spaziale ma
efficaci ai fini della comprensione
del livello (culturale in senso
ampio) raggiunto da questa città in
queste epoche. Successivamente il
centro conobbe ulteriori e massicce
definizioni urbane, anche in senso
monumentale, tra la seconda metà
del I ed il II secolo d.C. Attorno alla
metà del I secolo d.C. fu difatti sistemata l’area del foro con gli edifici monumentali, a carattere
pubblico, ad esso connessi, desti- Fig. 1 Anfiteatro
nati a conoscere nei secoli successivi cospicui rifacimenti. Nell’ultimo decennio dello stesso secolo un personaggio di rango
senatorio, certamente originario di Larino, dispose per testamento la costruzione dell’anfiteatro, un edificio notevolissimo,
con una capienza di circa 11.000 spettatori. (Fig.1). Per realizzarlo fu scavata una grande conca nello strato di arenaria, nella
quale furono ricavati il primo ed il secondo ordine di sedili, mentre gli ordini superiori furono costruiti in elevato, in laterizio con
specchi in opera reticolata. Lo sbancamento andò inevitabil-
73
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
mente a sacrificare quella parte della città che ivi si era sviluppata e le stratigrafie precedenti: nella parte alta della cavea si trovano difatti i resti di murature di epoca ellenistica, le tracce di un percorso stradale realizzato con ciottoli disposti a formare motivi
geometri, oltre a sepolture di epoca arcaica.
Rimasto in funzione per oltre un paio di secoli circa,
l’anfiteatro, in stato di abbandono, dal tardo impero cominciò ad essere oggetto di spoliazioni sistematiche,
di recupero di alcuni spazi dell’anello superiore della
cavea per ricoveri occasionali, infine, nell’alto medioevo, adibito anche a sepolture; in tempi relativamente antichi fu oggetto di spoglio dei materiali
lapidei che costituivano le gradinate del primo e del secondo ordine ed il vano di una delle porte, quella orientale, finì con l’ospitare una calcara. Ciononostante, è
stato possibile restituire all’anfiteatro parte della sua
fisionomia originaria; oggi è funzionale anche per spettacoli. Dopo l’esplorazione integrale della struttura, che
è durata alcuni anni in considerazione delle sue considerevoli dimensioni, si sono effettuati cospicui interventi di restauro e consolidamento innanzi tutto sui
Fig. 2 Anfiteatro, porta settentrionale
ruderi in elevato del secondo ordine di gradinate, rimasti sempre a vista e pertanto sottoposti alle azioni del
tempo e delle calamità naturali (da ultimo anche il terremoto del 2002), mentre gli ordini inferiori della cavea e l’arena hanno visto considerevoli interventi di sistemazione e
di ricostruzione. (Fig. 2). Con interventi di consolidamento massiccio e di integrazioni ove
necessarie, si sono ripristinate anche le quattro porte. Aperto infine al pubblico, sia pure
in orari limitati, oggi l’anfiteatro si legge pressoché nella sua interezza. Nel II secolo d.C.
si provvide a sistemare (o risistemare ampliandole) gli edifici termali ubicandoli nei
pressi dell’anfiteatro, di cui erano probabilmente a servizio; anche in questi edifici, esplorati solo parzialmente, si leggono rifacimenti
e restauri antichi i quali, tuttavia, non sembrano abbiano alterato la fisionomia originaria. (Fig. 3)
Nel resto della zona archeologica sono state
effettuate campagne di scavo nell’area dell’attuale asilo-nido, dove si può leggere un
Fig. 3 Parco di Villa Zappone
settore urbano marginale, con una strada lastricata fiancheggiata da ambienti a destinazione artigianale da un lato, da abitazioni
dall’altro, con resti di mosaici pavimentali. Altri saggi di scavo sono stati effettuati in
via Jovine, dove è stato localizzato un importante santuario di epoca ellenistica. Là dove
sorgeva il cuore della città romana, in zona Torre S. Anna, da tempo era stato individuato
un settore artigianale unitamente ad una serie di edifici a
carattere pubblico di cui uno pavimentato in mosaico; qui
una complessa struttura con muro perimetrale in opus
mixtum di reticolato e laterizio lasciava presupporre l’ubicazione, in questo punto, degli edifici connessi al foro cittadino; vi si rinvengono, tra l’altro, statue e teste di statue
di marmo, iscrizioni, colonne, capitelli e basi da riconnettere all’esistenza di un porticato. Nella stessa zona si leggono con chiarezza le fasi antecedenti la sistemazione del
presupposto foro con edifici annessi: una domus ellenistica
presenta l’impluvio pavimentato in mosaico policromo con
tralci e pesci ed un atrio in ciottoli policromi contornato da
cubicula e preceduto da un corridoio di ingresso con analoga pavimentazione.
Per fini museali è stata acquisita al demanio un’area con- Fig. 4 Villa Zappone
74
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
finante con l’anfiteatro; una villa (Villa Zappone), costruita tra fine Ottocento ed inizi del
Novecento, si presenta articolata in tre piani, inserita in un parco nel quale trovano posto
anche due edifici annessi: l’ex scuderia e l’ex lavanderia. Il parco, a sua volta, nel quale
tra l’altro si conservano specie vegetali di pregio, si estende tutto intorno alla Villa fino
alla parte sud-orientale dell’anfiteatro, con il quale forma uno spazio omogeneo per
continuità spaziale. (Fig. 4)
In questa parte della città si sono concentrati gli sforzi degli ultimi anni, al fine di dare
corpo al Parco Archeologico. Innanzi tutto si è operato sulla Villa per il suo adeguamento
a fini museali. L’edificio, che conserva all’interno parte del suo arredo originario e mostra decorazioni dipinte sui soffitti del piano terra e del primo piano, è stato oggetto di
opere di restauro, consolidamento e impiantistica (sistema idrico, termico, illuminotecnica, allarmi); sono stati realizzati
lavori finalizzati alla razionalizzazione dei
servizi al suo interno, si è operato sul piano seminterrato (dove peraltro si conservano resti di murature, su cui posano le
strutture della Villa stessa, pertinenti a cisterne di epoca romana), mentre nell’ultimo piano si sono eseguiti lavori strutturali per adeguare gli spazi a fini espositivi. Anche il tetto ha visto la realizzazioFig. 5 Parco di Villa Zappone
ne di lavori per la sua definitiva sistemazione. Un vano scala che ospiterà anche l’ascensore è stato predisposto in un corpo aggiunto nella parte posteriore della Villa. Opere di restauro dei beni mobili contestuali alla
costruzione della Villa sono state effettuate su parte degli arredi.
Anche sul parco di Villa Zappone si è intervenuti con una serie di lavorazioni miranti a
restituire a questo spazio la sua fisionomia; sono state oggetto di studio e catalogazione le specie botaniche che lo caratterizzano (tra cui il Pino d’Aleppo, il Leccio, l’Albero
di Giuda, l’Olivo, l’alloro, il Pino Domestico, il Tiglio, l’Olmo, l’Abete, il Bosso, il Ciliegio, il
Cipresso, il Ligustro, il Nespolo, il Nocciolo, l’Ornello, il Sorbo Domestico, il Cedro e molte
altre specie, anche a carattere arbustivo), sono stati ricostituiti i viali antichi, messe a dimora essenze arboree, realizzati gli impianti di irrigazione e di illuminazione e le opere
per la sicurezza. (Fig. 5).
I due edifici annessi alla Villa (ex scuderia ed ex lavanderia) sono stati a loro volta oggetto di opere complessive di recupero; il piano terra dell’ex scuderia è stato oggetto di
veri e propri scavi archeologici che hanno, tra l’altro, evidenziato la presenza di una fognatura e di pavimenti musivi; nel recupero di tale edificio tali emergenze archeologiche sono state lasciate a vista, opportunamente valorizzate. Entrambi questi edifici,
recuperati integralmente, sono stati predisposti per ospitare servizi annessi al Parco Archeologico.
Nell’area tra l’ex scuderia e la parte posteriore di Villa Zappone è stata scoperta una serie di ambienti pavimentati
in mosaico; essi sono pertinenti alle terme e dell’anfiteatro. Tali mosaici, databili probabilmente nell’ambito del II
secolo d.C., pavimentano vasche ed ambienti termali e pertanto mostrano animali marini e fantastici su fondo di tessere bianche, oltre a motivi geometrici. Lasciati a vista, questi mosaici sono ora protetti anche da opportune coperture. (Fig. 6).
Fig. 6 Particolare dei mosaici
delle terme romane
75
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
ELENCO PROGETTI ANNI 2007 - 2008
Anno 2007
PROGETTO
Larino – Completamento lavori e
impianti area parco archeologico
A/03/02
IMPORTO
INVESTIMENTO
FONTE
FINANZIAMENTO
€ 47.582,72
REGIONE MOLISE
Comuni vari
Restauro corredi tombali
€ 25.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Pozzilli – Trasporto acquedotto
e ricollocazione acquedotto Romano
€ 23.500,00
ANAS
€ 11.588,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Longano – Recupero materiale
archeologico
VENAFRO - S. Aniello Teatro romano ed edifici annessi
€ 138.240,00
LOTTO
Campobasso - Comuni vari –
Diserbo aree archeologiche
€ 40.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
€ 15.000,00
Comune di Larino
Larino – Loc. Casone e Torre S. Anna –
Scavo Archeologico
Campochiaro – Loc. Civitella
Consolidamento e restauro
Porta Monumentale
€ 300.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Isernia – Comuni vari
Diserbo Aree Archeologiche
€ 40.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Longano – Lavori di somma urgenza per
scavo e recupero materiale affiorante
€ 20.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Agnone – Loc. San LorenzoLavori
di saggio archeologico
€ 20.000,00
MOLIGAL
Regione Molise
Guglionesi – c.da Ripatagliata
Lavori di somma urgenza per scavo
e recupero sepolture
€ 19.800,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
Larino –Loc. Le Piane
Lavori di somma urgenza per scavo
e recupero sepolture
€ 25.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
76
€ 725.710,72
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
ELENCO PROGETTI ANNI 2007 - 2008
Anno 2008
PROGETTO
Campobasso – Palazzo Mazzarotta
Potenziamento adeguamento
e impianti
Campobasso – Isernia
Manutenzione impianti vari sedi
periferiche
Sepino -Altilia
Valorizzazione area archeologica
piano triennale
Isernia – Lavori di completamento
Museo Paleilitico
Campomarino – Loc. Marinelle
Scavo Archeologico
Larino – Saggi di scavo loc. Le Piane
Mosaici del Casone
Trivento – Curia Vescovile
Scavo archeologico
Sepino –Altilia
Valorizzazione area acheologica
Int. 2007 lotto
Venafro – Completamento scavo
Teatro Romano ed edifici annessi
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
IMPORTO
INVESTIMENTO
FONTE
FINANZIAMENTO
€ 50.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
€ 100.000,00
PROGR.ORDINARIO
MIBAC
€ 368.640,00
LOTTO
€ 554.920,00
LOTTO
€ 15.000,00
REGIONE MOLISE
€ 20.000,00
REGIONE MOLISE
€ 10.000,00
REGIONE MOLISE
€ 184.475,00
PROGR. ORDINARIO
MIBAC
€ 69.175,00
PROGR. ORDINARIO
MIBAC
€ 1.372.210,00
Note:
Con il programma ordinario dei lavori pubblici, ogni anno il Ministero finanzia gli interventi di tutela dei beni Culturali. Si tratta, prevalentemente, di restauri sui beni architettonici, storico-artistici, scavi archeologici ed interventi nei settori del paesaggio e
dell’arte contemporanea nonché di recupero e tutela nei settori dei beni archivistici e
librari. Si utilizzano risorse stanziate in bilancio, in appositi capitoli in conto capitale,
che non provengono da leggi speciali.
Con il programma Lotto il Ministero, ogni tre anni, elabora un programma di interventi
di un certo rilievo, in termini di fabbisogno finanziario, in tutti i settori di interesse compreso il settore del cinema e dello spettacolo dal vivo. Le risorse utilizzate sono relative
agli introiti del lotto e stanziate dalla legge finanziaria 1997.
Con la riprogrammazione delle risorse giacenti in contabilità speciale il Ministero, ai
sensi della legge finanziaria 2008 (art.2,c.386), ogni anno individua gli interventi relativi a programmi approvati per i quali non risultino avviate le procedure di gara entro il
termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello di approvazione, quindi procede
alla definizione di un nuovo programma. I settori di intervento sono gli stessi del programma ordinario.
La legge finanziaria 2007 ( art. 1 c. 1142 ), prevede lo stanziamento di fondi per consentire al Ministero per i Beni e le Attività Culturali di far fronte, con interventi urgenti, al
verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e
paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti di gestione di modelli museali, archivistici e librari, nonché di progetti di tutela paesaggistica e a archeologicomonumentale e di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni
culturali e paesaggistici.
77
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI
E PAESAGGISTICI DEL MOLISE
Maurizio Galletti
Istituita nel 2008 in seguito alla soppressione della soprintendenza mista architettonica e storico – artistica, disposta dall’ultima riforma del ministero. Fino al 2002 l’ufficio era incorporato
nella triplice Soprintendenza per i Beni Archeologici, Architettonici
e Storico - Artistici che esercitava tutte le competenze di tutela sui beni culturali e paesaggistici del Molise.
L’attività connessa ai compiti istituzionali attribuiti è svolta dal
personale in organico che è costituito da figure professionali
prevalentemente tecniche; il personale amministrativo costituisce circa il 15% del totale. Nell’ambito delle competenze attribuite prevalente risulta l’attività riferita alla tutela del
territorio e del paesaggio: gran parte del territorio regionale è
stato sottoposto a tutela paesaggistica attraverso singoli decreti di vincolo; le aree più pregevoli sono state interessate da
specifici piani paesaggistici.
Nel corso del 2008 sono stati rilasciati complessivamente 2.994
pareri (1.755 in provincia di Campobasso e 1.239 in provincia di
Isernia) di cui 48 pareri negativi e 25 in surroga.
Il settore contenzioso ambientale ha predisposto n.21 procedimenti, per conto dell’avvocatura dello stato, su ricorsi presentati
da privati avverso le autorizzazioni rilasciate.
Nell’ultimo quinquennio assai rilevante è risultata l’attività di
alta sorveglianza e supervisione per gli interventi relativi ai beni
architettonici e paesaggistici, riferiti alla ricostruzione postsisma, i cui soggetti attuatori sono la regione, i comuni, le diocesi
e i privati.
L’attività diretta di restauro nel corso dell’anno ha interessato
n.23 monumenti per i quali sono stati nominati responsabile del
procedimento i funzionari architetti; sono stati coinvolti direttamente i capitecnici in servizio in qualità di responsabile della sicurezza, collaborazione alla direzione lavori, predisposizione delle
relative perizie di progetto.
La Soprintendenza nel corso degli anni ha inteso attuare una
particolare politica di tutela rispetto al patrimonio castellano
della regione che risultava in gran parte abbandonato, spesso in
condizione di rovina, ed in possesso di privati.
In particolare 5 importanti castelli sono stati acquisiti al patrimonio dello stato attraverso l’esercizio del diritto di prelazione
o a seguito di donazioni.
Gli stessi sono stati successivamente restaurati e recuperati per
le attività istituzionali e per la fruizione.
Si riportano di seguito brevi note relative al restauro ed alle caratteristiche storico- artistiche di alcuni significativi monumenti.
78
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
TABELLA RIASSUNTIVA FUNZIONI DI SERVIZIO
16
15
14
10
7
3
7
Funzione amministrativa da f 31 a f 38
Mostre, convegni, pubblicazioni,
collaborazioni scientifiche f 22
Attività didattica f 21
Gestione museale - fruizione indiretta f 17
Gestione museale - conservazione f 15
2
Gestione istituto f 14
Contenzioso f 13
3
Servizi tecnici f 10
Inventariazione e catalogazione seguita o
eseguita dal personale interno all'Ufficio f 08
Interventi di conservazione e restauro f 05
Manutenzione beni immobili demaniali f 04
Esercizio del vincolo f 03
Esame e parere strumenti urbanistici f 02
1
7
5
4
2
Uso beni demaniali f 11
4
Controllo del territorio f 01
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
ORGANIZZAZIONE
Sede centrale: Palazzo Iapoce - 86100 Campobasso, tel. 0874 4271 - fax 0874 427312
Sedi operative:
ISERNIA, Corso Marcelli, 48 – 86170 Isernia tel. 0865 415179
CASTEL S. VINCENZO (IS), - 86071 Località San Vincenzo al Volturno
tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
VENAFRO (IS), Piazza Castello – 86079 Venafro, tel. 0865 904698
TERMOLI (CB), Via Oliviero, 1 -86039 Termoli tel. 0875 706816
GAMBATESA (CB), Piazza Castello – 86013 Gambatesa tel./fax 0874 719261
LARINO (CB), Via D. Alighieri,1 - 86035 Larino tel. fax 0874 822787
Villa Zappone - 86035 Larino tel./fax 0874 822787
Musei e complessi monumentali:
ISERNIA, Complesso monumentale Santa Maria delle Monache
86170 Isernia Tel. 0865 415179
VENAFRO (IS), Castello Pandone Piazza Castello – 86079 Venafro Tel./Fax 0865 904698
CASTEL S. VINCENZO (IS), Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno 86071
Castel S. Vincenzo tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
BAGNOLI DEL TRIGNO (IS), Castel San Felice, Via Castello – 86091 Bagnoli del Trigno
tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
CASTROPIGNANO (CB), Castello D’Evoli, Largo Castello - 86010 Castropignano,
tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
CIVITACAMPOMARANO (CB), Castello, Via del Castello – 86030 Civitacampomarano
tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
GAMBATESA (CB), Castello, Largo Castello - 86013 Gambatesa tel./fax 0874 719261
LARINO (CB), Villa Zappone, Via D. Alighieri, 1 - 86035 Larino tel. fax 0874 822787
(Ufficio Studi)
79
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
L’attività di comunicazione, promozione e valorizzazione, ha avuto un particolare slancio a partire dalla fine degli anni ’90 allorquando, oltre la Sezione Didattica che gia operava da alcuni anni, si è aggiunta per volere del MiBAC, l’istituzione dei Servizi Educativi
del Museo e del Territorio in seguito all’accordo quadro del 1998 stipulato tra il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali ed il Ministero della Pubblica Istruzione. Comunque importante e significativa l’attività didattica svolta prima del ’98 e che in sintesi può essere così riportata:
1996 – Maggio - Huy, Belgio, mostra sul giacimento Paleolitico di Isernia in occasione del
50° anniversario dell’integrazione tra italiani e belgi;
1996 – Settembre - Forlì – partecipazione al XIII Congresso Mondiale di Protostoria e
Preistoria con l’allestimento dell’androne di ingresso con sagome a grandezza naturale
di animali preistorici realizzati in proprio;
1997 – Gennaio – Capracotta (IS), mosta e convegno sul giacimento Paleolitico di Isernia
in occasione dei Campionati assoluti di sci di fondo;
1998 – Aprile – Vasto (CH) e in diverse altre località a seguire, mostra sui Tratturi e sulla
Transumanza in occasione di altrettanti momenti culturali;
1998 – Giugno – Realizzazione del progetto “Arte sotto le stelle” presso l’area archeologica di Pietrabbondante (IS);
1998 – Agosto – Realizzazione di un corso per guide turistiche svolto con e per giovani
in cura presso il SERT di Isernia e successivamente utilizzati per la mostra dell’Elefante
Antico di Isernia presso Palazzo Orlando sede dell’Università degli Studi del Molise;
1998 – Settembre –Isernia, sala convegni della Provincia di Isernia e Roma, Sala dello
Stenditoio del MiBAC, presentazione del video e relativo convegno “L’Abbazia Virtuale”
relativo al sito di San Vincenzo al Volturno (IS);
1998 – Ottobre – Isernia -Formazione di un gruppo di 25 giovani come guide turistiche
che in seguito saranno utilizzate sui Luoghi di Cultura dello stato;
1998 – Novembre – Paestum (SA), partecipazione alla Prima Borsa del Turismo Archeologico con uno spazio espositivo dedicato al ritrovamento preistorico di Isernia;
1998 – Dicembre –Isernia, realizzazione di una pubblicazione di grosso successo dal titolo “Un Bene Culturale all’anno, un calendario per i Beni Culturali”;
Con l’avvento dei Servizi Educativi, l’attività di promozione ha avuto un’impennata e si
sono prodotti, per citarne alcuni, i seguenti progetti e appuntamenti:
1999 – Marzo – Milano, partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) con
uno spazio istituzionale sul tema degli antichi sanniti;
1999 – 2000 – 2001- Venafro (IS), Isernia e Campobasso, realizzazione delle “Giornate di
Archè – Bambini al Museo;
1999 – Aprile – Venafro (IS), Castello Pandone, realizzazione della mostra e del convegno
dal titolo “I Beni Architettonici del Molise: storia, tutela, conservazione e restauro” in
occasione della prima “settimana della Cultura”;
1999 – Settembre – Gambatesa (CB), castello – Realizzzione della mostra “Il Medioevo
molisano attraverso castelli e fortificazioni” e del convegno “Visitare il Medioevo: musei
e parchi archeologici sull’età di mezzo – Esperienze italiane ed europee”, in occasione
delle Giornate Europee del Patrimonio;
1999 – Novembre – Paestum (SA) – Realizzazione di uno spazio espositivo in collaborazione con la regione Molise alla seconda edizione della Borsa del Turismo Archeologico
di Paestum;
2000 – Settembre – Carpinone (IS), Castello Caldora - realizzazione in occasione delle
Giornate Europee del Patrimonio, delle mostra “Il Medioevo molisano attraverso torri,
castelli, palazzi e fortificazioni” e del convegno “Castelli e fortificazioni: esperienze di
studio, tutela e valorizzazione nel Molise e nell’Italia centro meridionale”;
2001 – Settembre – Isernia - Realizzazione e presentazione del volume “Il Medioevo
molisano attraverso torri, castelli, palazzi e fortificazioni” e del relativo cd-rom.
2001 – Novembre – Venezia - Realizzazione di uno spazio espositivo istituzionale presso
il 5° Salone dei Beni e delle Attività Culturali di Venezia e del convegno di presentazione
del sito di San Vincenzo al Volturno nella medesima cornice;
80
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
2002 – Settembre – Montecilfone (CB) – Realizzazione della mostra “Costumi e usanze,
come specchio dell’antica eredità albanese, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio;
2003 – Maggio – castello di Gambatesa (CB) - Realizzazione della mostra “Il patrimonio
ferito e il patrimonio salvato. Opere e immagini dal terremoto 2002”, in occasione della
V Settimana della Cultura;
2004 – Marzo – Isernia - Realizzazione della mostra sui casali rurali presso il Museo Archeologico in occasione della Settimana per i Beni Culturali.
2004 – Settembre – Campobasso – Realizzazione della mostra “Nel ventre della balena.
Un percorso espositivo tra le opere di proprietà ecclesiastica salvate dal terremoto del
2002 nel Molise”, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio;
2005 – Maggio – Campobasso - Realizzazione e l’allestimento della mostra “Alla riscoperta di San Giorgio e San Bartolomeo – Oggetti d’arte e documenti storici”, in occasione della 7ª Settimana dei Beni Culturali;
2006 - Aprile - castello di Venafro (IS) - Realizzazione della mostra “Tutela dei Beni Monumentali del Molise-I Beni Architettonici vincolati secondo l’ex legge 1089 e successivo
Testo Unico” e relativo convegno, in occasione dell’8ª Settimana della Cultura;
2006 – Settembre – castello di Civitacampomarano (CB) - Realizzazione della mostra “La
zampogna, un patrimonio venuto da lontano”, del relativo convegno e di un concerto
per zampogna e ciaramella, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio;
2007 – Giugno – Grandi magazzini teatrali di Campobaso - Realizzazione della mostra
“OPUS LOCI - Opere d’arte e contesti dopo il terremoto. Dipinti e sculture provenienti
dagli edifici danneggiati dal terremoto 2002”;
2007 – Ottobre – castello Pandone di Venafro (IS) - Realizzazione del convegno “Diritto
al cibo: il ruolo della ricerca”, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione;
2008 – Marzo – castello Pandone di Venafro (IS) – Realizzazione, in occasione della 10ª
Settimana della Cultura, della mostra “Prove per una pinacoteca – Esposizione di opere
provenienti dai depositi di Beni non demaniali appartenenti a chiese di Venafro, e relativo convegno.
81
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
LUOGHI DI CULTURA
Complesso Monumentale di Santa Maria delle Monache
Lucia Dell’Osso
Il complesso monumentale di S. Maria delle Monache è situato nel centro storico di Isernia, nella parte più meridionale della città, su Corso Marcelli, originario cardo maximus
della colonia latina, sul quale si affacciano gli stretti vicoli di un impianto urbanistico
quasi certamente sannita prima che romano. Le origini della chiesa dell’Assunta sono
fissate intorno al 640, al tempo di Arechi I che, sotto i Longobardi, reggeva il ducato di
Benevento, del quale Isernia entrò a far parte quale capoluogo di una delle trentaquattro contee nelle quali era diviso. Il monasterium benedettino fu, invece, probabilmente
fondato nel secolo successivo, a partire dal quale occupò sempre una posizione di
grande prestigio. Nel IX sec. fu danneggiato e depredato dai Saraceni mentre, intorno
all’anno 1000, il conte longobardo Landenolfo costruì il possente campanile (che nella
parte inferiore è originale) e si fece promotore di imponenti opere di ampliamento del
complesso, tanto da esserne considerato un secondo fondatore, come ricorda l’iscrizione sulla lapide conservata nella biblioteca sul muro interno del campanile. L’importanza del convento isernino è testimoniata anche dagli straordinari privilegi fiscali
concessigli da Federico II. Nel XIV secolo la presenza, tra le benedettine di Isernia, di
molte figlie della nobiltà napoletana incrementò notevolmente
le ricchezze del monastero che, però, non sempre nel corso dei
secoli si segnalò per la morigeratezza della vita condottavi, come
è testimoniato da un documento del 1540 di papa Paolo Farnese
III, indirizzato al vescovo della città, Antonio Numaio, in cui si segnalava la degenerazione morale delle monache di S. Maria. Ironia volle che mai censura fu tanto erroneamente veicolata,
poiché lo stesso vescovo, come si legge nell’archivio Segreto Vaticano, non conduceva vita “virtuosa”. Il monastero, dopo oltre
un millennio di vita, fu soppresso con l’unità d’Italia e, come proprietà dello Stato, fu adibito a diversi usi: caserma, palestra per il
saggio ginnico durante il Fascismo, cinema sociale, scuola di avviamento professionale e, dopo il bombardamento del 1943, carcere giudiziario e alloggio per i senza tetto. Recenti studi hanno
inoltre messo in luce come, tra il 1940 e il 1943, la struttura abbia
ospitato un campo di internamento fascista (il cosiddetto “Antico Distretto”), dove furono imprigionate fino a duecento persone ritenute pericolose per il regime.
La Biblioteca e Archivio Storico Comunale
Un’intera area dell’ex monastero di S. Maria delle Monache è occupata dalla Biblioteca
comunale“Michele Romano”, intitolata ad uno degli intellettuali che più si batté per la sua
realizzazione. Inaugurata nel 1934, in essa furono trasferiti i testi fino ad allora sistemati
nella prima biblioteca isernina che, nel 1870, aveva trovato sede presso il locale Ginnasio.
Nell’ottobre del 1943 andarono distrutti oltre 2000 volumi per lo scoppio delle mine installate nel complesso dai Tedeschi per osteggiare l’avanzata degli Alleati. I lavori di restauro portarono alla riapertura nel 1953. È vanto per la città, data la presenza, tra i suoi
40.000 volumi, di molto materiale raro e di pregio, nel quale si segnalano numerosi manoscritti datati fino al XIV sec. Per quanto riguarda le opere a stampa, tra le altre, non si
può non citare“Il libro di Giobbe”, un incunabulo del 1481 proveniente dal fondo monastico
di S. Maria delle Monache, che è una delle prime edizioni in carattere ebraico. Da notare
la grande e preziosa carta geo-topografica del 1799, raffigurante il Regno di Napoli e portata in Italia dall’armata napoleonica in occasione della conquista del Meridione (l’altro
esemplare si trova presso la Biblioteca Nazionale di Parigi). Merita menzione, sia per la
qualità che per la quantità (più di 2000), anche la raccolta di stampe originali, risalenti a
varie epoche e realizzate con diverse tecniche. Nella visita si possono poi ammirare alcuni
dipinti del ’500 e del ’600, oltre a pezzi archeologici di epoca romana.
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La Chiesa
La costruzione, a ridosso della cinta muraria ellenistico-romana del III sec., della chiesa
intitolata all’Assunta e forse edificata sui resti di una chiesetta paleocristiana dedicata
a S Giovanni, risale probabilmente al VII sec., al tempo di Arechi I (590-640), secondo
duca di Benevento. Il monumento (il cui interno è ora visibile attraverso due grate del
convento emerse in seguito ai restauri del complesso) presentava la struttura basilicale
delle prime chiese paleocristiane, non risentendo dello stile orientale che si andava diffondendo attraverso l’architettura ravennate. L’edificio, insieme al monastero, venne
notevolmente ampliato nel XIII sec., forse anche grazie ai benefici concessigli da Federico II. Esso presentava una navata centrale la cui abside circolare era limitata dalla cinta
muraria esterna e si presentava piuttosto elevata rispetto al livello generale per la presenza di una cripta in corrispondenza dell’altare. Le due navate laterali terminavano invece con pareti rettilinee ed erano delimitate da colonne composte da rocchi di
provenienza romana e sfocianti in archi a tutto sesto. Nel XVIII sec. le ristrutturazioni di
epoca barocca alterarono del tutto l’aspetto originario. La chiesa venne chiusa al culto
nel 1862, poco prima della soppressione del convento e del suo incameramento nei beni
demaniali, ma la pressione dei cittadini portò alla sua riapertura nel 1872 quando, nelle
medesima deliberazione, il Comune di Isernia dispose l’abbattimento del muro che delimitava il cortile (l’attuale piazzetta) dal lato della rampa e la rimozione dell’artistica
cancellata che lo chiudeva su Corso Marcelli. Nel 1943 l’edificio venne distrutto dalle
mine posizionate dai Tedeschi in ritirata, rimanendo per molti anni abbandonato fino
ai primi interventi di restauro da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise, iniziati negli anni ’70, che probabilmente si concluderanno con un recupero della
struttura quale sala espositiva o spazio destinato ad attività culturali.
Restauro
Gli interventi di restauro, iniziati negli anni ’70, comportarono il rifacimento di tutti i tetti,
dei solai ed anche il consolidamento della muratura portante, resosi necessario per la vetustà dell’immobile e soprattutto per la sismicità della zona. In occasione dei lavori venne
aperto l’attuale ingresso della biblioteca in sostituzione di quello fino ad allora utilizzato
(nella sala dell’Antiquarium, una volta annessa alla biblioteca), che dava accesso ad una
scalinata in pietra, eliminata insieme a due dei quattro leoni ottocenteschi un tempo facenti parte della fontana posta nella piazza della Cattedrale (gli altri due si trovano oggi
presso l’ingresso meridionale della villa comunale). L’operazione permise l’annessione dell’Antiquarium al museo, il rinvenimento nella muratura di due grate (una in ferro, l’altra
in legno) del convento che consentono di osservare l’interno della chiesa dell’Assunta e,
durante il rifacimento della pavimentazione, la scoperta di numerose tombe di bambini.
Dei soffitti, solo quello del salone con la mostra della “Quadrella” (un tempo refettorio
della monache) conserva l’originale tessitura, mentre le capriate del salone del Paleolitico, al piano superiore, pur originariamente presenti, sono state ricostruite. Gli scavi archeologici eseguiti in occasione del restauro hanno, inoltre, consentito di riportare alla
luce costruzioni relative a fasi più antiche di occupazione del sito; ci si riferisce, in particolare, ad un imponente muro di epoca romana, (che in età medievale, doveva segnare il
confine del nucleo urbano) e di murature più modeste di epoca successiva.
Castello Pandone
Miriam Pompei
Il Castello Pandone in Venafro, evidenzia oggi i processi di trasformazione dovuti alle vicende politiche ed amministrative che si
sono verificate tra i secoli decimo e diciottesimo. Sorge in epoca
longobarda come castello-recinto ad unica torre quadrata, per gli
avvistamenti e la difesa. In epoca angioina il complesso diviene
uno dei capisaldi di sorveglianza della valle del Volturno. Viene pertanto ampliato con la costruzione di tre torri, che inglobano anche
la preesistente, coronate da mensole di pietra a sostegno dei camminamenti di ronda e viene realizzato il fossato. Nel 1443 France-
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sco Pandone, nominato conte di Venafro da Alfonso I d’Aragona, vi stabilisce la sua dimora e avvia quei processi di trasformazione necessari alle esigenze residenziali. Le mutate tecniche belliche e l’utilizzo di armi da fuoco, imposero la realizzazione di un
camminamento di ronda merlato ed il rinforzo delle basi del maniero. All’inizio del sec.
XVI Enrico Pandone attua le più interessanti metamorfosi per adattare il complesso a
lussuosa residenza: accresce il numero dei vani al primo piano, costruisce una loggia
belvedere ad ovest e realizza un giardino all’italiana con padiglioni e pergolati. La sua
passione per i cavalli lo induce a decorare le sale del piano nobile con un ciclo di affreschi: tra il 1521 e il 1527 artisti ignoti realizzano per lui una sfilata di cavalli, scelti fra i
suoi preferiti, a grandezza naturale, su una base di stucco a bassorilievo, dipinti poi ad
affresco. Con la sua morte finisce il dominio dei Pandone e il feudo diverrà patrimonio
di diverse nobili famiglie dell’Italia meridionale. Nel sec. XVIII viene aggiunta la torre di
sud-est. Nel salone viene realizzato un fregio con scene di caccia e di vita quotidiana,
mentre nella torre nord una stanza viene rivestita di vivaci partiture a motivi rocaille.
Abbandonato, subisce delle trasformazioni in seguito al secondo conflitto mondiale,per
adattarsi ad ospitare le famiglie venafrane. Negli anni ottanta è stato avviato il ciclo di
restauri e consolidamenti, ancora in essere a tutt’oggi.
Castello di Bagnoli del Trigno (IS)
Luigi Bucci
Il Castello Sanfelice, di origine longobarda, fu soggiorno dei Conti di Isernia nel periodo
normanno e dei Conti di Molise in periodo svevo. Nel 1268 Carlo D'Angiò lo concesse a Riccardo di Montefuscolo, cui seguirono altre famiglie feudali. Nel
1430 fu feudo dei Caldora. Nel 1450 Alfonso I° D'Aragona lo diede
in feudo a Bernardo D'Aquino, un discendente del quale lo vendette nel 1548 ad Antonio Sanfelice. La famiglia Sanfelice,da cui il
nome del Castello,lo tenne fino al 1768. Da quella data il Castello
è stato oggetto di un lento e progressivo decadimento. Fino agli
anni venti del secolo scorso il Castello conservava ancora gran
parte delle mura portanti e del tetto. Da quegli anni l'accentuarsi
dell'incuria e dell'abbandono nonché l'asportazione (vera causa
del suo irrimediabile degrado) di tutti gli elementi di pregio artistico ed architettonico, lo hanno condotto allo stato di rudere. In
questo stato nel 1986 Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali lo accettò, previa donazione, dall'ultimo proprietario Vecchiarelli Ionello. Lo stato di rudere, le continue ordinanze
sindacali dell'epoca volte alla messa in sicurezza delle murature dissestate gravanti sull'abitato, indussero il proprietario a donarlo all'amministrazione dei Beni Culturali, che lo
accettò. Da quella data si è provveduto, unicamente con fondi ministeriali, ancorché limitati e discontinui, ad un lento processo di ricomposizione con la messa in sicurezza delle
murature ed alla ricostruzione necessaria di quelle parti murarie filologicamente possibile.
Allo stato attuale risulta ricomposta parte dell'ala Nord con i suoi tre livelli: seminterrato,
piano terra, sottotetto e copertura. Il Castello, anche se attualmente offre una parziale
agibilità e consente l'uso estivo ad associazioni culturali e a visite guidate, necessita ancora localmente di lavori di ristrutturazione, restauro e recupero funzionale. Il Castello si
erge su uno sperone roccioso, in zona apicale del centro abitato sottostante, che domina
e sovrasta da tutti i lati. Esso, con la sua posizione dominante su un vasto territorio, è un
elemento di forte connotazione paesaggistico e ambientale.
Castello di Gambatesa (CB)
Lavinia Melloni
Il Castello, ubicato al lato nord del centro storico di Gambatesa,
domina la valle del Tappino ed appare oggi la sintesi di complesse trasformazioni succedutesi nel tempo.
Il suo carattere di complesso difensivo si legge negli avancorpi
delle torri a base quadrangolare, nel compatto basamento
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della muratura a scarpa su cui si elevano gli alti muri di facciata, nell’articolazione dei
vari volumi minimamente incisi da calibrate aperture.
Il fronte sulla piazza invece, notevolmente rimaneggiato nel sec.XVI dalla Famiglia De
Capua, ha perso l’originaria fisionomia della fortezza per assumere il tipico aspetto del
palazzotto nobiliare secondo la prassi instauratasi un po’ ovunque allorché, con la fine
delle lotte feudali, vennero meno anche le esigenze di difesa.
Il ciclo di affreschi del 1550, che ricopre quasi completamente le pareti dei saloni del
primo piano, è parte integrante del rinnovamento e testimonia in Molise la presenza di
splendidi esempi di arte rinascimentale.
Il nome del paese deriva dalla famiglia che detenne il possedimento già nel sec. XII e risale probabilmente a questo periodo il primo ampliamento del nucleo originario del
castello, nato come torre di avvistamento e di difesa precedentemente al feudo.
Planimetricamente la sagoma è articolata e irregolare a conferma delle aggregazioni volumetriche e delle ristrutturazioni succedutesi nel tempo nonché dell’esigenza di doversi adeguare alle caratteristiche morfologiche del sito. Si sviluppa su quattro livelli
ognuno diverso dall’altro; il primo di poco rialzato rispetto al piano stradale è parzialmente incastrato nella roccia ed ospitava originariamente magazzini e stalle.
Al piano nobile si accede oltre che da una scala interna che parte da questo piano, anche
direttamente dall’ esterno, attraverso una scala a tre rampe ed un portale incorniciato
da bugne di pietra.
Dopo un breve disimpegno si raggiunge l’ampio atrio quadripartito da Arconi intersecatisi al centro su un unico pilastro; tre ambienti sono coperti con volte a crociera, nel
quarto si diparte una scala che conduce al terzo livello. Dall’atrio si accede al primo salone le cui pareti sono interamente affrescate, tra l’altro, con le figure allegoriche della
Fortezza e della Carità, virtù che Vincenzo di Capua d’Altavilla ritenne di far celebrare ad
onore suo e del proprio casato commissionando tale incarico a Donato Decumbertino,
artista di formazione pittorica romana.
Anche le pareti degli altri ambienti distribuiti intorno al salone sono affrescate con
grande maestria nell’intento di allestire spazi virtuali ricorrendo a finti porticati ricchi
di motivi vegetali e sfondi di paesaggi. Al terzo livello la distribuzione degli ambienti è
simile al piano sottostante; qui il salone principale si distingue in particolare per il
grande camino mentre sono andati perduti completamente gli affreschi, la cui preesistenza è testimoniata solo da alcuni frammenti. All’ultimo livello sono presenti locali accessori, in particolare una loggetta a tre arcate che prospetta sulla piazza e che
conferisce a tutto il prospetto un tocco di grazia e leggerezza.
Il Castello Angioino in Civitacampomarano (CB)
Claudio Civerra
Il castello di Civitacampomarano, dichiarato monumento nazionale il 2 maggio 1979, è stato acquistato dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali all’inizio degli anni novanta.
Già nelle motivazioni che accompagnavano la proposta di acquisizione, la Soprintendenza del Molise indicava quale finalità non solo il recupero di un edificio storico di notevole
valenza architettonica ma la sua concreta riutilizzazione nelle
attività culturali funzionali ed economiche della Regione.
L’intervento di restauro, completato dalla Soprintendenza in
tempi estremamente ridotti, ha dato i suoi frutti permettendo di ricostruire la storia
del castello dalle sue origini fino ai nostri giorni.
Il Castello d’Evoli in Castropignano (CB)
Pasquale Sardella
Il castello d'Evoli di Castropignano è monumento simbolo della cultura e della civiltà della transumanza. Giovanni d'Evoli, già barone di Frosolone, nobile di ascendenza normanna,
lo costrui nel 1362 sui ruderi di antichi insediamenti, che recenti indagini archeologiche
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fanno risalire all'età del bronzo. Giovanni d'Evoli è iniziatore di una
vasta e fiorente industria armentizia che pratica la transumanza, attività alla quale la famiglia d'Evoli, che eserciterà il suo dominio feudale su Castropignano fino all'eversione della feudalità, resta legata per secoli, dando un notevolee costante contributo
alle case regnanti, che si succedono nel dominio dell'Italia Meridionale, per il governo di questa fondamentale attività economica.
Tra l'altro Andrea d'Evoli, fidato consigliere di Alfonso d'Aragona
da alle stampe la Prammatica “De mena pecudum” 1447, raccolta di leggi e regolamenti che governano la transumanza oltre a
determinare i criteri per stabilire l'ammontare della“fida”. Nel corso dei secoli subi una serie di interventi, il più importante dei quali fu portato a termine nel 1636 da Giambattista d'Evoli che trasforma il castello in palazzo residenziale. La
mole imponenentee la ricchezza degli arredi e delle opere d'arte che conteneva si giustifica anche con il fatto che i d'Evoli da Castropignano dominavano su un vasto territorio che si estendeva fino a Capracotta, che fino alla prima metà dell'ottocento era uno
dei mercati più importanti d'Italia per il commercio della lana. La lotta tra armentari e
agrari, che si sviluppa nel Molise a partire dal cinquecento,vede inevitabilmente soccomberegli armentari, con il lento decadimentodella pastorizia transumante e della civiltà e cultura ad essa connessa. Il castello viene venduto nella prima metà dell'ottocento,
spogliato di tutto e abbandonato. Nell'arco di pochi decenni è ridotto a rudere, conservandocomunqe la capacità di testimoniare una storia plurisecolare,ricca di interesse e
di fascino, come è perle storie e i monumenti “marginali” e sconosciuti.
Il Complesso monumentale del Monastero Carolingio di San Vincenzo al Volturno (IS)
Fioravante Vignone
Nel giro di pochi anni dalla scoperta avvenuta nei primi anni 80 del secolo scorso, a seguito di una serie di campagne di scavo, è emerso dal sottosuolo nella sua attuale notevole estensione e consistenza, consentendo di allargare le conoscenze sulle vicende
dell’antica Abbazia di San Vincenzo al Volturno.
Il Monastero di San Vincenzo fu uno dei più importanti
ed estesi complessi monastici del tempo; operò il recupero della civiltà romana, e divenne elemento propulsore
e di irradiazione della nuova cultura in vastissimi territori
. Si pose come centro di spiritualità ma anche di rinnovata
cultura e progresso scientifico e tecnologico, soggetto potente di diffuse attività sociali e commerciali .
Ricostruzione della Basilica MagFu fondato nel 703 da tre nobili beneventani, monaci begiore a cura di Simona Carracillo
nedettini: Paldone,Tatone e Tasone, sul luogo ove esisteva
una chiesetta tardo-romana, che ricostruita, divenne la prima chiesa della nuova comunità. Nel corso dei successivi cento anni fu il perno di un complesso di edifici che occupavano una superficie di circa mezzo ettaro e poteva ospitare un centinaio di monaci,
diventando in breve tempo uno dei cenobi tra i più importanti d'Italia e d'Europa. Famoso era il suo scriptorium e fiorente la sua economia. Fu oggetto dell'attenzione dei
re Franchi ed in particolar modo di Carlo Magno che lo pose sotto la sua diretta protezione, facendone vetrina dell’impero sulla sua estrema frontiera meridionale.
Quando nel 792 fu eletto abate Giosuè il monastero non poteva vantare ancora nulla di
eccezionale ed anche il livello decorativo e la cultura materiale non mostravano caratteri particolari. Tutt'altra cosa divenne nel secolo successivo; infatti, con l'abate Giosuè
ed i suoi diretti successori il centro diventò un polo culturale e spirituale di livello internazionale, con edifici di grande preminenza ed impatto visivo. L'abate Giosuè ed il suo
architetto ingrandirono il monastero e ne razionalizzarono l’impianto che sostanzialmente tale si conservò anche nei secoli successivi.
Benché la planimetria di S. Vincenzo sia piuttosto diversa da quelli di altri monasteri tipici dell'ordine Benedettino, ma essa è la più antica di quelle pervenuteci, l’impianto
architettonico, completamente portato alla luce nel corso di circa venti anni di scavo,
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comprendeva settori funzionali ed era dominato da un forte senso della gerarchizzazione degli spazi. La parte più importante era costituita dalla grande basilica per la costruzione della quale furono usate grandi colonne monolitiche di granito rosso e grigio,
provenienti da un tempio romano di Capua. Cuore della chiesa era la cripta anulare, a
forma di U, luogo delle reliquie di San Vincenzo, abbellita da preziosi dipinti di cui restano le superfici fino al limite della demolizione avvenuta nell'XI sec. Di fronte ad esso
ed a ridosso del corso del Volturno, imponenti strutture lignee ora reinterrate, coprivano il corso del Volturno nella zona di accesso al complesso, i loro resti eccezionali
hanno costituito l’ultima della nutrita serie di grandi scoperte compiute nel sito. Un
ampio chiostro connetteva i vari settori (pubblici, religiosi, privati , i servizi e le officine).
Nel Monastero infatti esistevano oltre al suo famoso e rinomato scriptorium, anche
varie officine e laboratori che producevano tutto quanto potesse servire al grande complesso, dalle tegole, ai vetri colorati, alle campane, ecc.
Certamente si trattava di un complesso architettonico eccezionale sia nelle dimensioni
e nell’organizzazione che nell'accuratezza delle finiture e nell'eleganza delle decorazioni come ci testimoniano i pavimenti marmorei, la quantità di superfici dipinte e la
qualità artistica degli affreschi che ricoprivano le pareti di tutti gli spazi più significativi
del complesso. Durante il governo dell'Abate Epifanio (824-842) furono dipinti gli affreschi della cripta sottostante il presbiterio della piccola chiesa di S. Maria in Insula,
costruita tra 1'828 e 1'842.
Il ciclo pittorico rappresenta essenzialmente l'Apocalisse, nella interpretazione di Ambrogio Autperto che fu abate di San Vincenzo negli anni dal 777 al 778. In questa epoca
il Monastero, autentica città in cui vivevano centinaia di monaci, raggiunse il suo massimo splendore, sia come centro di attività culturali che come fulcro di estesi interessi
economici e sociali, che garantivano prosperità al territorio e possibilità di contatto con
i popoli nel bacino mediterraneo e del resto d'Europa.
Ad esso si deve la colonizzazione del territorio dell’intero comprensorio Alto - Volturnense che avvenuta nel corso del X secolo determinò la nascita di quasi tutti i centri
abitati del circondario.
La grave crisi politica dell’Italia del tempo, le divisioni e le lotte intestine al ducato longobardo furono causa della sua distruzione. il 10 ottobre dell’881, Ade opera di mercenari saraceni al soldo di potentati napoletani di parte avversa, il monastero fu
saccheggiato e dato alle fiamme e centinaia di monaci trucidati. I superstiti si rifugiarono presso i confratelli di Capua e solo dopo 80 anni tornarono a San Vincenzo consentendo al monastero di tornare a vive e prosperare di nuovo. il complesso monastico
fu ricostruito assumendo forme e caratteri di maggiore imponenza e monumentalità.
La Grandiosa Basilica fu ampliata attraverso l’aggiunta di un ampio quadriportico e
della monumentale scalinata che lo raggiungeva partendo dal piano del grande chiostro del monastero. Fu anche costruita una grande torre in facciata, tipologia introdotta
in epoca Ottoniana nei territori italiani di pertinenza imperiale, che trovò massima diffusione proprio in ambito tempo dell'Abate Gerardo (1076-1109).
In questo periodo le strutture del Monastero raggiunsero la loro massima espressione
architettonica, non più eguagliata dagli sviluppi futuri.
Opportunità di varia natura ma in special modo di carattere difensivo e politico, indussero i monaci a spostarsi sulla sponda opposta del Volturno ove costruirono un'altra
grande basilica che sorgeva nell'attuale luogo di culto ed insediarono un nuovo centro
monastico. Per la sua edificazione furono utilizzati materiali provenienti dall'antica basilica di S. Vincenzo Maggiore e dagli altri edifici dell’originario impianto monastico che,
con l’eccezione di qualche struttura superstite quale la Cappella di Santa Restituta, cessò
di esistere anche fisicamente.
Quanto rinvenuto corrisponde sostanzialmente a quanto lasciato in situ dai monaci durante questa fase di spoglio.
Il grandioso complesso che adesso è possibile visitare in tutta la sua estensione e senza
soluzioni di continuità, è il risultato di circa un ventennio di lavoro delle Soprintendenze
Molisane, che dopo una prima fase di esplorazione archeologica condotta essenzialmente da istituzioni inglesi, a partire dalla prima metà degli anni ‘90, intervenne nel
sito con un progetto di sviluppo tutela e valorizzazione per il quale richiese ed ottenne
un finanziamento straordinario.
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Fino a quel momento il sito si componeva di una limitata porzione emersa in adiacenza
della cripta dell’abate Epifanio e, a notevole distanza, separata dai campi, di quanto appariva della chiesa di Giosue dopo i saggi di scavo condotte negli anni precedenti. La
vastità del complesso poteva solo intuirsi, mentre non un solo restauro era stato ancora realizzato. I due settori che erano separati dall’estensione dei campi, si sono ricongiunti a seguito della realizzazione di estesi scavi archeologici che ha riportato alla luce
le grosse strutture murarie che sorgevano tra i due spazi.
Sono stati restituiti alla luce i resti dell'insediamento più antico. con la chiesa del San
Vincenzo Minore poi inglobata nel palazzo degli ospiti. stratificata su un edificio tardo
romano. l'ampio refettorio con l'eccezionale pavimentazione in grosse mattonelle di
cotto graffite, i corridoi e la sala delle riunioni , ugualmente pavimentati, con ampi resti
di pitture murarie ad affresco, sia a carattere geometrico decorativo che figurativo, il
cortile col portico ad "L" con giardino
È stata individuata una struttura circolare immediatamente adiacente al refettorio e
un’ampia struttura quadrilatera, porticata che la circoscrive. A valle del Refettorio sono
stati esplorati edifici di servizio e in particolare le antiche cucine che conservavano ancora i resti degli ultimi pasti prima della distruzione dell’’ottobre dell’881. A monte e a
lato della cosiddetta Sala Dei Profeti sono venuti alla luce resti cospicui di ulteriori ambienti pavimentati in cotto, con scalinate e sedili in muratura. Lungo il crinale del Colle
della Torre, per tutta la sua estensione, fino a raggiungere l’area della grande Basilica di
Giosuè, sono tornati alla luce consistenti resti di grosse strutture murarie degli edifici
che si sviluppavano sul Colle. L’esplorazione di tale settore non è certo esaurita e dovrà
essere ripresa in futuro.
A non molta distanza, è stato riportato alla luce il vasto complesso della imponente Basilica del S. Vincenzo Maggiore edificata dall'abate Giosuè e consacrata nel 808, e di
molti degli edifici che la contornavano a immediato contatto.
La chiesa propriamente detta è lunga 63 metri e mezzo e larga 28,30 metri. ad essa si
deve aggiunge un ampio atrio porticato utilizzato anche come sepolcreto dei monaci
più impornati, il Paradisus del Monastero, costituito da tombe in muratura alcune delle
quali anche dipinte, e tra queste quella dell’Abate Talarico, e un consistente corpo anteriore nel cui piano seminterrato sono stati individuati una serie di officine e laboratori per la lavorazione del vetro, degli smalti, della ceramica.
La chiesa tipologicamente mostra la classica forma di basilica triabsidata di tipo longobardo, a tre navate e munita di una cripta anulare derivata dal modello di quella di
San Pietro a Roma.
La cripta costituisce la parte di maggiore valenza complessiva per la presenza lungo le
sue pareti di affreschi che decorano con motivi geometrici a forte policromia la parte
bassa del muro, per definire una zoccolatura di forte effetto.
Sul fianco settentrionale della basilica sono i resti cospicui di una chiesetta dedicata a
Santa Restituta di epoca più tarda.
Proprio in questa cappella a latere è stato scoperto, nel corso del mese di settembre
2001, un preziosissimo pavimento autenticamente bizantino, con resti pavimentali ancora consistenti e ampie possibilità di corrette integrazioni in anastilosi e soprattutto
ampie superfici di sottofondo pavimentale che costituiscono documenti di assoluta
unicità. Della grande basilica di Giosuè è stata completata la ricerca archeologica sulla
sua intera estensione, eccezionali risultati ha inoltre fornito la recente esplorazione archeologica condotta nell’argine del fiume Volturno; oltre al fronte est del complesso
monastico che si affacciava sul fiume,, sono venute alla luce, in notevole quantità e nel
loro sito originario, le antiche strutture lignee che costituivano e definivano la sistemazione esterna del monastero, nel punto in cui esso si collegava al Volturno.
Gli interventi restaurativi sono stati accompagnati dalla realizzazione di coperture al
momento Chiaramente provvisorie in attesa di più adeguate soluzioni permanenti.
È stato realizzato un percorso di vista, con tratti a terra ed altri su passerelle metalliche,
che si sviluppa ad anello in tutto il complesso e ricalca gli antichi percorsi quali i corridoi e le scale, privilegiando inoltre punti di osservazione dall’alto che consentono di cogliere direttamente e senza mediazioni grafiche, la maggiore estensione possibile
dell’impianto architettonico dell’antico monastero.
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Villa Zappone, Larino
Clementina Valente
La villa in stile neoclassico, risale alla fine del secolo XIX. Essa presenta un impianto neo
- rinascimentale con alcuni elementi di finitura appartenenti alla scuola del liberty napoletano, che ne fanno, nel contesto, una delle opere architettoniche di maggiore pregio del periodo. Infatti il monumento ha fatture di estrema raffinatezza estetica, come
lo scalo ne principale d'ingresso, con balaustra in
pietra, o la vetrata a motivi floreali incassata tra colonne di stile classico.
La villa, denominata “Villa Zappone”, sorge a piano
San Leonardo, proprio nel luogo dove si estendeva
la città Ellenistica e Romana di Larinum, e precisamente nella zona dell'anfiteatro, delle cui strutture
l'impianto ottocentesco sfruttava i ruderi inglobandoli nella muratura , negli ambienti del piano terra
ed in alcuni ambienti di servizio.
A sagoma rettangolare con pianta che tende ad assumere un andamento a doppia T, l'edificio, sobrio
nella sua monumentalità e contraddistinto da un
impostazione classica che risente di un liberty napoletano, è costituito da un piano terra
( o piano rialzato), un primo piano ed un piano soffitto.
Il basamento della villa è tutto in pietra naturale lavorata e bocciardata, così come le alzate
d'angolo, mentre l'edificio è coronato da un cornicione aggettante alla maniera fiorentina,
anch' esso in pietra, così come le fasce marcapiano e le specchiature delle finestre.
La villa si affaccia, con il lato principale, sulla Nazionale Sannitica Termoli-Campobasso,
con quello posteriore sull'anfiteatro, e si presenta nel complesso tutta immersa nel
verde di un parco circostante, salvato si dalla espansione urbanistica e mantenuto ancora intatto, nella sua vegetazione di piante scelte accuratamente.
Al piano rialzato si accede tramite un' ampia scalinata di nove alzate terminante con
una loggia fornita di parapetto su cui si apre il portone principale, con arco a tutto sesto
e due finestre laterali; il piano rialzato, esternamente, è marcato da blocchi di pietra
perfettamente squadrati e lisci, che si ripetono anche sul lato sinistro dove è ubicata
una articolazione a loggia che ripete tipologicamente quella principale e tramite la
quale si accede agli ambienti di servizio.
Nella parte centrale si articolano simmetricamente i saloni. Tutte le finestre del piano
ripetono gli archi della facciata. Il primo piano cui si può accedere tramite due scalinate
simmetriche inserite a giro nelle due ali posteriori, si articola in un corridoio longitudinale centrale; esternamente il piano è scandito da quello sotto stante da una doppia fascia marcapiano orizzontale, cui corrisponde, al centro della facciata, una loggia che
corre lungo tutto il corpo sporgente e su cui si affacciano tre balconi che ripetono, in
proporzioni minori, l'ordine del piano sotto stante; sui corpi laterali, invece, il piano è
caratterizzato da ampi finestroni architraviati con cornicioni a risalto.
Il piano di gronda è scandito da mensolette; gli angoli verticali sono caratterizzati da
cantonali in pietra squadrata che fino al primo piano sono regolari e nell'ultimo sfalsati.
All'interno tutto il materiale storico-artistico, fatta esclusione del pavimento romano
nella biblioteca e delle colonne del giardino, risale alla fine del XIX secolo.
Le porte in noce ed in castagno sono tutte di prima qualità e sono in ottimo stato di
conservazione. Di epoca umbertina, presentano superiormente una trabeazione a cornice composita. Due di esse, in noce, sono decorate con motivi ibridi sei-settecenteschi
e sono dorate nelle parti incavate con pastetta dorata; bocchette e maniglie, originali,
sono tutte in bronzo dorato.
La sala principale del primo piano ha una porta centrale con cristalli a lavorazione satinata pure di epoca umbertina, il che permette, vista la pianta dell'edificio a tre corpi
sfalsati con distribuzione a “enfilade”, di dare luce agli ambienti interni, creando effetti
di notevole suggestione.
Le volte sono tutte decorate con dipinti a stucchi a motivi geometrici; eleganti si presen-
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Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
tano le decorazioni dipinte in riquadri con scene mitologiche, floreali e geometriche.
I camini sono tutti in marmo di Carrara bianco damascato e grigio bardiglio, tra cui si distingue un camino ad angolo che è eseguito con frammenti di marmo a tessere di mosaico di epoca romana; con tre bassorilievi in marmo bianco della stessa epoca. Pure
romani sono i frammenti di marmo policromo utilizzati per la pavimentazione di una
delle sale (mt. 4,85 x 6,40).
Lo scalone in marmo di Carrara color bianco damascato e grigio, situato tra il piano nobile ed il primo piano, è a sbalzo con una bellissima ringhiera in ferro battuto, e motivi
geometrici con corrimano in massello di noce nazionale.
Sulla facciata verso il parco si apre una bella loggia alla maniera rinascimentale chiusa
da una vetrata di tipo liberty, usata in un primo tempo come orangerie.
Negli ambienti seminterrati, inglobati nella muratura, sono ancora visibili i resti delle
terme romane con volte a botte di mattoni in buono stato di conservazione.
Di pertinenza della villa è un parco di formazione contemporanea alla villa stessa. Esso
occupa una superficie di circa 15.000 mq. e presenta una ricca vegetazione di tipo mediterraneo.
Al centro del parco, su piedistallo di pietra, è stato sistemato dai vecchi proprietari un
obelisco in pietra di epoca preromana. L'area verde che circonda la Villa comprende oltre
al suddetto edificio, due modeste costruzioni un tempo adibite a funzioni di servizio
oltre alle importanti testimonianze archeologi che, già citate ruderi di un muro e l'obelisco d'epoca romana. Il complesso dell'area del parco si presenta cintata su tre lati, mentre a settentrione si apre verso l'area archeologica dell'anfiteatro romano. Il giardino,
realizzato successivamente alla costruzione della villa, è nato senza una logica precisa.
Esso si sviluppa secondo un disegno casuale, specie nella fascia posteriore dell'edificio.
In prossimità dell'ingresso principale, i vialetti di accesso alla villa, lastricati con cubetti
di pietra, circondano un'aiuola circolare, delimitata nella forma, da caratteristici elementi
"a foglia" in cotto e da una ringhiera elementare in ferro. Questi vialetti si aprono in corrispondenza del prospetto principale della villa
in due piccole parterre simmetriche alla scalea d'accesso all'ingresso stesso della villa contenenti piante d'oleandro. Un altro elemento
di rilievo è costituito dal viale di cipressi che si
sviluppa sul lato destro della villa che raggiungeva un ingresso secondario, un tempo situato in asse con lo stesso, e attualmente
risulta rimosso a causa delle lottizzazioni che,
dal dopoguerra hanno eroso una buona parte
dell'area.
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Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise
ELENCO PROGETTI REALIZZATI 2007-2008
PROGETTO
IMPORTO
INVESTIMENTO
FONTE FINANZIAMENTO
Restauro Castello Sanfelice in Bagnoli
€ 100.000,00
del Trigno (is)
programma ordinario
mibac
regione molise - fondi ricoCh.S.Stefano in Limosano (CB) - s.u.
€ 90.000,00
struzione post sisma
Restauro Palazzo Iapoce
programma ordinario
€ 200.000,00
in Campobasso- completamento
mibac
Restauro Palazzo Iapoce
programma ordinario
€ 350.000,00
in Campobasso-finitura
mibac
Restauro e recupero funzionale
programma gioco lotto
€ 653.987,82
Palazzo Cappuccilli in Ripabottoni (CB)
mibac
Restauro ch.finestroni in salcito(CB)
€ 272.000,00 programma ordin. mibac
Restauro ch.finestroni in salcito(CB)
€ 200.000,00 curia vescovile
Restauro Convento S.Nazario
programma gioco lotto
€ 1.428.000,00
in Morrone del Sannio (CB)
mibac
Restauro ch. S.Chiara in Venafro (IS)
€ 125.000,00 ministero interni - fondi fec
completamento
Restauro ch.S.Giuliano in S.Giuliano
regione molise - fondi rico€ 360.000,00
del Sannio (CB)
struzione post sisma
Risanamento nucleo antico centro
programma gioco lotto
€ 253.987,82
storico in Provvidenti (CB)
mibac
Rest. Pal. Piccirili in S.Massimo (CB)
€ 260.000,00 progr.ordinario mibac
Portale ch.S.Emidio in Agnone (IS)
€ 40.000,00 progr.ordinario mibac
Restauro ch.S.Biase in Agnone (IS)
€ 50.000,00 progr.ordinario mibac
Restauro ch.S.Emidio in Agnone (IS)
€ 25.000,00 progr.ordinario mibac
Restauro ch.S.Franc. in Agnone (IS)
€ 30.000,00 progr.ordinario mibac
Ch.s.Franc.in Larino (CB) somma urg.
€ 9.680,00 regione molise fondi por
Restauro ch.Annunziata in Riccia (CB)
€ 75.000,00 progr.ordinario mibac
Rest. Ch.s.m. della Croce in cbasso
€ 250.000,00 progr.ordinario mibac
Rest. Ch.s.m. Della Croce in cbasso
€ 150.000,00 progr.ordinario mibac
REST.Monastero in Civitanova
€ 275.000,00 regione molise cipe
del S.(IS)
REST. Complesso s.v. al Volturno (IS)
€ 600.000,00 regione molise cipe
Restauro Ch.S.M.Ass.in Capracotta (IS)
€ 35.000,00 progr.ordinario mibac
Restauro Ch.S.Antonio in Agnone (IS)
€ 170.000,00 regione molise fondi por
Restauro Ch.S.Biase in Agnone (IS)
€ 142.662,00 regione molise fondi por
Restauro Ch.S.Franc. in Agnone (IS)
€ 210.000,00 regione molise fondi por
Restauro Ch.S.Nicola in Agnone (IS)
€ 270.000,00 regione molise fondi por
Programma ordinario
Rest. Ch.s.m.Grotte in Rocchetta (IS)
€ 40.000,00
mibac
programma ordinario
Ch.Cattedrale in Venafro (IS) Som.Urg. € 50.000,00
mibac
Ch.S.M. in Ripabottoni (CB)
regione molise - fondi
€ 50.000,00
rimoz.pont.
ricostruzione post sisma
regione molise - fondi
PAL.di Stefano in S.G.Di Puglia (CB) S.U.
€ 51.915,17
ricostruzione post sisma
Ch.S.Giuliano di Puglia(CB)
regione molise - fondi
€ 363.043,56
campanile
ricostruzione post sisma
regione molise - fondi
Ch.S.Giuliano di Puglia (CB) - cappella
€ 57.998,48
ricostruzione post sisma
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Soprintendenza per i Beni Architettonci e Paesaggistici del Molise
REST. Ch.S.Elena in S.Giuliano di P.(CB)
REST.Ch.Cattedrale in Larino(CB)
REST.Ex Seminario in Larino(CB)
REST.CH.S.Stefano in Larino(CB)
IMPORTO COMPLESSIVO
regione molise - fondi
ricostruzione post sisma
gioco lotto -a.p.q.diocesi
€ 309.874,14
termoli
gioco lotto -a.p.q.diocesi
€ 258.228,45
termoli
gioco lotto -a.p.q.diocesi
€ 51.645,69
termoli
€ 12.780.678,78
€ 475.000,00
Note
Con il programma ordinario dei lavori pubblici, ogni anno il Ministero finanzia gli interventi di tutela dei beni Culturali. Si tratta, prevalentemente, di restauri sui beni architettonici, storico-artistici, scavi archeologici ed interventi nei settori del paesaggio e
dell’arte contemporanea nonché di recupero e tutela nei settori dei beni archivistici e
librari. Si utilizzano risorse stanziate in bilancio, in appositi capitoli in conto capitale,
che non provengono da leggi speciali.
Con il programma Lotto il Ministero, ogni tre anni, elabora un programma di interventi
di un certo rilievo, in termini di fabbisogno finanziario, in tutti i settori di interesse compreso il settore del cinema e dello spettacolo dal vivo. Le risorse utilizzate sono relative
agli introiti del lotto e stanziate dalla legge finanziaria 1997.
Con la riprogrammazione delle risorse giacenti in contabilità speciale il Ministero, ai
sensi della legge finanziaria 2008 (art.2,c.386), ogni anno individua gli interventi relativi a programmi approvati per i quali non risultino avviate le procedure di gara entro il
termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello di approvazione, quindi procede
alla definizione di un nuovo programma. I settori di intervento sono gli stessi del programma ordinario.
La legge finanziaria 2007 (art. 1 c. 1142), prevede lo stanziamento di fondi per consentire
al Ministero per i Beni e le Attività Culturali di far fronte, con interventi urgenti, al verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti di gestione di modelli museali,
archivistici e librari, nonché di progetti di tutela paesaggistica e a archeologico- monumentale e di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni culturali e paesaggistici.
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SOPRINTENDENZA BENI STORICI ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI DEL MOLISE
Dora Catalano
La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise è organo periferico del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, articolazione della Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici del Molise.
È stata istituita con Decreto Ministeriale del 18 giugno 2008, a
seguito dell’entrata in vigore del Decreto del Presidente della
Repubblica del 26 novembre 2007, n. 233, Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha
acquisito le competenze e le funzioni in precedenza svolte da
uno specifico settore che era costituito all’interno della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggio, Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Molise.
La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise svolge attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico, operando in
base al D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 e successive modificazioni (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio) nell’ambito dei
confini della regione Molise; si occupa dei beni mobili ed immobili per destinazione e degli apparati decorativi appartenenti allo Stato, agli Enti territoriali, agli Enti ecclesiastici, agli
Enti morali ed alle Fondazioni, ovvero dei beni appartenenti a
privati quando ne sia stato preventivamente riconosciuto l’interesse culturale attraverso il procedimento di dichiarazione
previsto dal D. L. 42/2004, artt. 13 – 15.
Non ha musei o istituti di cultura direttamente dipendenti, ma
collabora con le altre istituzioni ministeriali locali alla manutenzione, gestione ed alla conduzione delle attività di restauro
di specifica competenza dei complessi monumentali statali presenti nella regione. All’interno di tali complessi svolge attività
espositive e di valorizzazione del patrimonio culturale.
Ha in consegna il fondo di opere grafiche (disegni, incisioni, bozzetti) denominato “Collezione Giacomo e Nicola Giuliani”.
La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise esercita le competenze assegnatele dal D.P.R.
233/2007 e quelle previste dal D.Lgs. 42/2004 e s.m.i, Codice dei
Beni Culturali e del Paesaggio.
Tra le altre attività svolge:
Svolge attività di tutela all’interno del territorio regionale mediante azioni di controllo e verifica dello stato di conservazione
sui beni culturali nel settore di competenza.
Svolge attività di pianificazione mediante proposte di programmazione, e quindi di progettazione e realizzazione di interventi
di restauro e di interventi di qualunque natura finalizzati alla salvaguardia e conservazione dei beni.
Autorizza opere ed interventi su beni culturali nel settore di competenza, svolgendo attività di sorveglianza su tali lavori, ovvero
se richiesto, anche di direzione scientifica, al fine di garantire
anche nelle fasi esecutive la compatibilità dei lavori con le esigenze di tutela. In tale ambito, se richiesto, esprime pareri sulla
congruità della proposta economica.
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Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
Esprime parere tecnico sulle richieste di ammissibilità delle opere ed interventi proposti da privati od Enti al contributo statale previsto dal D.Lgs. 42/2004 e s.m.i, artt. 31, 35
e 37 e segue le successive fasi istruttorie sino al collaudo delle opere, curando anche la
stipula di accordi e convenzioni con i proprietari dei beni ammessi all’erogazione dei
contributi per quanto concernente le modalità di accesso.
Partecipa alle conferenze di servizi ed esprime pareri riferiti al settore di competenza.
Avvia il procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale di cui al D. Lgs. 42/2004
e s.m.i, artt. 10-16 per i beni appartenenti a privati, elaborando proposte di dichiarazione
da sottoporre alla Direzione Regionale.
Istruisce e propone provvedimenti di verifica dell’interesse culturale di cui al D. Lgs.
42/2004 e s.m.i, art. 12.
Svolge le funzioni relative alla catalogazione dei beni storici artistici ed etnoantropologici nell’ambito regionale, in coordinamento con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione per quanto concernente le normative, gli standard e le linee guida.
Nell’ambito delle attività di catalogazione agisce anche mediante accordi ed intese con
Enti territoriali ed Enti Ecclesiastici, in quest’ultimo caso anche mediante accordi locali
discendenti dalla convenzione dell’8 aprile 2002 in materia di inventario e catalogazione dei beni culturali appartenenti alle Istituzioni ecclesiastiche stipulata tra l’ICCD e
la Conferenza Episcopale Italiana.
Svolge attività di collaborazione con le forze dell’ordine e di supporto tecnico in concomitanza di furti, illecita commercializzazione ed altre attività di rilevanza giudiziaria
concernenti beni culturali del settore di competenza, curando anche, quando richiesto,
l’accoglienza in deposito di opere sottoposte a sequestro giudiziario.
Esercita le funzioni e svolge le attività previste dal D. Lgs. 42/2004 e s.m.i, art. 63 in relazione al commercio di cose antiche .
Cura la realizzazione di ricerche, studi, pubblicazioni, nonché di iniziative espositive ed
eventi culturali in relazione al patrimonio storico artistico ed etnoantropolgico della
regione. Svolge ogni altro compito assegnatole dal D. Lgs. 42/2004 e s.m.i e dal Regolamento di cui al D.P.R. del 26 novembre 2007, n. 233.
La conservazione e gli interventi di restauro
La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise ha raccolto
l’eredità delle attività di conservazione e restauro condotte precedentemente dal settore beni Storici ed Artistici dell’Istituto in vita sino al 18 giugno 2008.
La Soprintendenza opera principalmente con finanziamenti statali previsti dalla programmazione ordinaria del Ministero, attivando progetti di restauro su incarico della Direzione Regionale che è responsabile dei piani
annuali di interventi conservativi e di salvaguardia
del patrimonio.
Negli ultimi anni le opere di restauro, quando non
effettuate a motivo di provvedimenti di urgenza e
di rischio di perdita, si sono indirizzate in campagne mirate al recupero complessivo di monumenti
statali, come ad esempio per le decorazioni pittoriche cinquecentesche Castello di Gambatesa (CB),
o di edifici di proprietà ecclesiastica, come nel caso
della chiesa di S. Maria della Croce a Cercemaggiore (CB), o nel caso di un gruppo di chiese di
Agnone (IS) nelle quali si è operato in base all’Accordo di Programma Quadro tra Ministero e ReFig. 1. Dossale in stucco policromo, Agnone,
gione Molise con finanziamenti P.O.R. 2000-2006.
chiesa S. Antonio Abate
Ad Agnone, nelle chiese di S. Antonio Abate, S. Francesco, S. Nicola, S. Biase, gli interventi di restauro hanno interessato decine di opere: altari, stucchi, dipinti murali, dipinti su tela o su tavola, organi, arredi lignei e suppellettile
ecclesiastica (Fig. 1).
Un secondo settore di interventi pianificati interessa un settore peculiare della realtà molisana, quello della scultura lignea policroma,con due progetti ancora in corso dedicati al recu-
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Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
pero e valorizzazione della scultura medievale ed al recupero conservativo della scultura lignea barocca, con
particolare attenzione alla produzione del maggiore artista del Settecento molisano, Paolo Di Zinno (Campobasso 1718-1781) e degli artisti napoletani di questo
periodo.
Negli ultimi anni, infine, molta attenzione e molte
delle pur esigue risorse economiche si sono concentrate sul restauro di opere provenienti dagli edifici interessati dai danni causati dal sisma che ha
colpito San Giuliano di Puglia ed i comuni del basso
Molise nell’ottobre del 2001.
Tra gli interventi attualmente in corso risulta opportuno segnalare almeno la campagna di restauro, condotta in più lotti di lavori, dedicata alla
chiesa di S. Maria delle Grotte in territorio di Rocchetta a Volturno, una delle più significative testi- Fig. 2. S. Margherita, Rocchetta al Volturno,
monianze del Molise medievale. All’interno della chiesa S. Maria delle Grotte – durante
chiesa, costruita in una zona boscosa a ridosso di il restauro
una grotta naturale, si sta procedendo al recupero
conservativo degli affreschi risalenti al XIII secolo, dei frammenti pittorici e dei materiali
lapidei medievali (Fig. 2).
All’interno del territorio regionale è attualmente in via di completamento anche un intervento curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro con la collaborazione tecnico-scientifica della Soprintendenza. Esso riguarda il monumento
funerario del XIV secolo situato nella badia benedettina di S. Maria della Strada a Matrice (CB), ed ha visto la sperimentazione di metodologie innovative nel campo del consolidamento strutturale di apparati decorativi in area sismica.
La catalogazione e gli archivi
Sin dall’insediamento degli uffici del Ministero peri Beni Culturali in Molise, alla metà
degli anni ’70 dello scorso secolo, ha preso avvio una lenta ma sistematica attività di
censimento e catalogazione delle opere d’arte e dei beni di interesse storico artistico
ed etnoantropologico della regione condotta sulla base degli standard catalografici e
delle normative indicati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
La Soprintendenza ha preso in consegna i materiali catalografici e documentari relativi
al settore di competenza che sono confluiti nel nuovo Archivio Catalogo e nell’Archivio
Fotografico del nuovo Istituto, unitamente all’Archivio Restauri OA
All’anno 2008 l’attività di catalogazione ha visto la realizzazione di circa 20.000 schede
suddivise tra OA (opere ed oggetti d’arte), D (disegni), F (fotografie), NU (beni numismatici), S (stampe) SMO (strumenti musicali e organi), BDM (beni demoetnoantropologici materiali) e BDI (beni demoetnoantropologici immateriali) . Le schede sono
corredate da immagini in B/N o colore da riprese fotografiche in negativo 6x6 per un numero complessivo quantificabile in oltre 22.000 scatti.
Le campagne di schedatura hanno interessato i principali siti e complessi ecclesiastici
di tutti i 136 comuni della regione e, sulla base delle stime effettuate, hanno censito intorno al 90% del patrimonio regionale.
Attualmente le attività di catalogazione riguardano il lavoro di aggiornamento scientifico delle schedature più antiche, unitamente ad una ricognizione capillare di edifici ecclesiastici minori o oggetto di schedature selettive.
Con il progetto nazionale ARTPAST (www.artpast.org) tra il 2005 ed il 2007 si è proceduto in sede locale al recupero dei dati delle schede cartacee o già informatizzate con
precedenti programmi di data entry ed alla digitalizzazione delle fotografie di corredo
alle schede.
Le schede di catalogo e la documentazione fotografica sono consultabili nella loro versione cartacea presso gli uffici della Soprintendenza in Campobasso, via P. Rotondo 8,
fino al trasferimento degli Archivi presso la nuova sede.
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Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
In attesa del definitivo riversamento dei dati informatizzati nel SIGeC (Sistema Informativo Generale del Catalogo) creato dall’ICCD, le schede e le immagini sono accessibili
nella loro versione informatizzata, su appuntamento, mediante una postazione collocata presso la sede di Via A. Chiarizia 14.
L’Archivio Restauri, costituito su base topografica, raccoglie i dati amministrativi, i dati
tecnici e diagnostici, la documentazione fotografica e grafica relativa agli interventi di
restauro realizzati a partire dal 1975 nell’ambito del territorio molisano su beni mobili,
dipinti murali, sculture, arredi, organi ed apparati decorativi. Nell’ambito delle attività
del progetto ARTPAST, con il sistema ARISTOS (Archivio informatico per la Storia della Tutela degli Oggetti Storici artistici) si è avviata l’opera di informatizzazione dell’Archivio
Restauri e di ricognizione e trasferimento su supporto informatico dei dati storici e documentari relativi ad alcuni particolari interventi. Nell’ambito dello stesso progetto si
è proceduto al recupero ed alla digitalizzazione di fotografie storiche di comuni e monumenti del Molise custodite presso la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo.
La consultazione al pubblico dell’Archivio Restauri è consentita su appuntamento dietro presentazione di motivata richiesta.
I beni in consegna: la “collezione G. e N. Giuliani”
La raccolta è intitolata a Giacomo e Nicola Giuliani, padre e
figlio ed entrambi artisti vissuti tra XIX e XX secolo nel centro molisano di Oratino, che hanno salvato dalla dispersione un nutrito fondo di opere grafiche messo insieme nel
corso del Settecento dal pittore e decoratore Ciriaco Brunetti e da questi utilizzato all’interno della bottega.
La collezione è composta da: 416 fogli sciolti di disegni e incisioni, 26 bozzetti su tela o su cartoncino, tre taccuini di
studio, di cui due legati ed uno mutilo e smembrato, un volume settecentesco rilegato in pergamena utilizzato come
raccoglitore per incisioni e studi, un secondo volume, anch’esso rilegato, doppiamente adoperato come taccuino e
come album per disegni diversi, talvolta incollati su pagine
Fig. 3 Ciriaco Brunetti, studio
già utilizzate (Fig. 3), Campobasso, Soprintendenza BSAE per
decorazione di soffitto,
Molise, raccolta Giuliani).
Campobasso, Soprintendenza
Molto spesso le carte dei disegni, siano essi sciolti o incol- BSAE Molise , raccolta Giuliani
lati nei volumi, appaiono impiegate sui due lati, con studi
portati a diversi livelli di finitura e realizzati con tecniche differenti.
I disegni propongono in massima parte studi progettuali per decorazioni architettoniche, soggetti religiosi, copie tratte da altri maestri, o studi per figura ed appartengono
ad artisti oratinesi. Un piccolo nucleo di fogli raccoglie prove grafiche di pittori attivi in
area meridionale tra XVI e XVIII secolo, da Giovanni Balducci a Luca Giordano, da Agostino Beltrano a Fedele Fischietti, evidentemente acquistati sul mercato napoletano,
unitamente al folto e variegato gruppo di stampe.
Un lungo periodo di tempo è trascorso tra il ritrovamento di questo fondo di opere grafiche , avvenuto all’inizio degli anni ‘80, e la sua acquisizione da parte dello stato italiano, realizzatasi solo nel novembre 1991. La scoperta della collezione e la prima analisi
dei materiali in essa contenuti hanno immediatamente aperto una “questione oratinese” nell’ambito della storia dell’arte locale e creato un clima di interesse intorno alle
figure che di quella raccolta sono protagoniste: il citato pittore e decoratore Ciriaco Brunetti, esponente insieme al suo lontano parente Niccolò Falocco di una vivace stagione
artistica nel XVIII secolo, il più anziano Benedetto Brunetti, ed altri maestri minori gravitanti intorno allo studio di Ciriaco. Il ritrovamento è stato di stimolo ad estese ricerche che hanno permesso di recuperare anche fuori i confini del Molise numerose opere
di questi maestri e ricostruirne le personalità. Gli studi e le campagne di restauro curate
dalla Soprintendenza del Molise hanno reso possibile la realizzazione nel 1993 di una
mostra dedicata agli artisti oratinesi, dal titolo Oratino. Pittori, scultori e botteghe artigiane tra XVII e XIX secolo con relativo catalogo .
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Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
Attualmente è stato predisposto un progetto di schedatura informatica della collezione
e di inserimento delle immagini in un data base digitale, connesso ad altre proposte
espositive per il quale si stanno cercando specifiche risorse economiche.
ORGANIZZAZIONE
Alla data odierna (marzo 2009) gli uffici della Soprintendenza, situati a Campobasso,
sono frazionati tra il complesso architettonico di Via A. Chiarizia n. 14, in condivisione con
altri Istituti dell’Amministrazione, e la sede di via P. Rotondo n. 8, ove è l’Archivio Catalogo ed un deposito di opere d’arte mobili.
La Soprintendenza è in attesa del trasferimento presso la nuova sede di Palazzo Iapoce,
in via Salita San Bartolomeo a Campobasso, ed è in attesa della completa definizione
dell’organico.
Sede centrale: Palazzo Iapoce - 86100 Campobasso, tel. 0874 4271 - fax 0874 427312
Sedi operative:
ISERNIA, Corso Marcelli, 48 – 86170 Isernia tel. 0865 415179
CASTEL S. VINCENZO (IS), - 86071 Località San Vincenzo al Volturno
el./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
VENAFRO (IS), Piazza Castello – 86079 Venafro, tel. 0865 904698
GAMBATESA (CB), Piazza Castello – 86013 Gambatesa tel./fax 0874 719261
Musei e complessi monumentali:
VENAFRO (IS), Castello Pandone Piazza Castello – 86079 Venafro Tel./Fax 0865 904698
CASTEL S. VINCENZO (IS), Area di interesse storico artistico di San Vincenzo al Volturno
86071 Castel S. Vincenzo tel./fax 0865 415179 (Ufficio Studi)
GAMBATESA (CB), Castello, Largo Castello - 86013 Gambatesa tel./fax 0874 719261
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
Anche in questo settore la nuova Soprintendenza vive una fase di elaborazione di progetti e di proposte, con le quali si intendono sviluppare ed ampliare le iniziative di incremento della fruizione e di promozione del patrimonio storico artistico regionale sulla scorta di positive esperienze concretizzatesi negli anni passati in seno alla precedente Soprintendenza “mista”.
Dal 2005 ad oggi sono state realizzate diverse manifestazioni culturali.
Tra queste è opportuno segnalare la mostra dal titolo Alla
riscoperta delle chiese di San Giorgio e San Bartolomeo. Oggetti d’arte e documenti storici, che ha voluto attirare l’attenzione su due delle più antiche presenze ecclesiastiche a
Campobasso, due edifici di origine medievale oggi raramente accessibili al pubblico, e presentare un piccolo
gruppo di sculture, manufatti lapidei ed altre opere pertinenti alle due chiese restaurate dalla Soprintendenza per i
Beni Architettonici e il Paesaggio, il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico Del Molise, nonché i risultati
delle ricerche documentarie realizzate dalla Soprintendenza Archivistica per il Molise.
Nel 2007, in convenzione con la Regione Molise ed a conclusione delle attività del Programma di iniziativa comunitaria INTERREGIIIC ZONA SUD – Progetto NOE’- Patrimoines
et prevention des risques naturels, è stata realizzata la mostra Opus Loci. Opere d’arte e contesti dopo il terremoto, nella Fig. 4 Mostra Opus Loci,
quale alcune opere d’arte provenienti dai depositi allestiti invito
97
Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
all’indomani del sisma del 2002
sono state chiamate ad intessere un
dialogo con interventi ed installazioni di artisti contemporanei (Fig.
4-5).
Per l’anno in corso sono in divenire
due iniziative di studio che confluiranno in manifestazioni e mostre.
La prima nasce dall’occasione della
ricorrenza del IV Centenario della
costruzione della Cappella del Tesoro di S. Cristina, fondata nel 1609
dal feudatario Francesco Carafa
Fig. 5 Mostra Opus Loci, allestimento
nella chiesa Parrocchiale di Sepino
(CB). Il lavoro, condotto d’intesa con
la Parrocchia di S. Cristina, il Comune di Sepino e la Regione Molise prevede un incontro
di studi, una mostra, attività didattiche e la pubblicazione di un volume monografico dedicato al pregevole complesso architettonico ed alle opere in esso presenti.
La seconda intende portare al pubblico i risultati degli studi e delle ricerche documentarie condotte negli ultimi anni sulla chiesa di S. Maria delle Monache di Isernia ed utilizzate come sperimentazione per il popolamento del già citato sistema ARISTOS. Il
lavoro era finalizzato alla ricostruzione delle diverse vicende che tra XIX e XX secolo
hanno visto la soppressione dell’istituzione ecclesiastica, la dispersione del suo patrimonio di opere ed arredi e quindi la drammatica distruzione dell’edificio nel 1943 a
causa delle mine tedesche. Sarà allestita una mostra fotografica e documentaria, sarà
predisposta una postazione informatica con la quale si potrà consultare il “fascicolo virtuale” sulla chiesa ricomposto sulla piattaforma ARISTOS con carte di diversa provenienza e saranno presentati al pubblico dipinti, opere di oreficeria sacra, sculture e brani
frammentari di apparati decorativi lapidei un tempo appartenuti alla chiesa.
LUOGHI DI CULTURA
Castello Pandone
Dora Catalano
Nelle sale del piano nobile del Castello di
Venafro si dispiega un ciclo decorativo
unico nel suo genere, (Fig. 1) che vede campeggiare sulle pareti delle diverse stanze
numerosi cavalli, ritratti di profilo a grandezza naturale, araldicamente stagliati nel
loro monumentale isolamento su un fondo
neutro. Si tratta della campagna pittorica
commissionata da Enrico Pandone, entrato
giovanissimo nel 1498 in possesso del prestigioso feudo di Venafro.
Fig. 1 Castello Pandone - Venafro (IS) affreschi
Enrico, che ha trascorso la sua giovinezza a
Napoli presso la corte dei re d’Aragona, tra sfarzose cerimonie,esercizi equestri,cacce,danze
e tornei, proprio a Venafro coltiva la sua passione per i cavalli, che alleva a decine nelle scuderie fatte appositamente costruire presso la cosiddetta torre del Mercato.
Così, quando intorno al 1520 realizza i lavori di trasformazione dello scomodo fortilizio
medievale in una più elegante residenza adatta ad un moderno “principe”, decide di
trasformare le sale del palazzo in una sorta di album di immagini degli esemplari equini
a lui più cari, facendovi ritrarre i cavalli suoi “favoriti”.
Tra il 1521 ed il 1527 con cadenza annuale anonimi maestri vengono chiamati a decorare
in sequenza le diverse stanze con le sagome dei cavalli modellate a bassorilievo e poi di-
98
Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Molise
pinte ad affresco. Ognuno di essi è caratterizzato dalla propria sella e da eleganti finimenti, è contrassegnato dal marchio a fuoco di Enrico Pandone - un rombo inscritto in
un quadrato e sormontato da una croce con al centro la lettera H - ed accompagnato da
un morso dipinto con dovizia di particolari ed illusivamente appeso ad un chiodo; ai
pedi di ciascun esemplare una tabella dipinta con iscrizioni registra tutte le informazioni
utili al suo riconoscimento, la razza, l’età, il nome e talvolta anche la sua particolare
sorte: da queste iscrizioni veniamo a conoscere ad esempio che il baio Stella Ginecto ed
il liardo Scorbone Aspro della stanza nord furono donati da Enrico Pandone a gentiluomini napoletani o che il baio Logo, raffigurato al galoppo lungo la scalinata d’accesso al
primo piano ed oggi ridotto al semplice abbozzo preparatorio, fu inviato al mercante fiorentino Francesco Pitti. Tra tutti spicca l’imponente esemplare nominato S. Giorgio che
nell’ottobre del 1522 venne inviato come omaggio all’imperatore Carlo V.
Come già accennato, non tutti i cavalli sono giunti a noi integri: in buone condizioni
sono quelli della stanza occidentale dipinti nel 1524, e parte di quelli realizzati tra il 1522
ed il 1523 nella sala nord. Al contrario, i dipinti del salone e quelli delle altre stanze sono
oggi visibili semplicemente a livello di disegno preparatorio; solo labili tracce di stucco
e colore ci segnalano che le sagome a rilievo sono state smantellate in epoca imprecisata, per permettere un diverso utilizzo degli ambienti.
Gli ultimi cavalli del salone recano la data 1527. Un anno dopo Enrico pagherà con la vita
la sua scelta di campo a favore dei francesi ed il tradimento nei confronti dell’imperatore Carlo V, ponendo termine al lungo dominio dei Pandone su Venafro.
Le sale del Castello vedono inoltre una nuova campagna di ornamentazione pittorica nel
XVIII secolo, quando viene realizzato un fregio lungo la parte alta delle pareti del salone con scene di caccia e momenti di vita di corte e quando la stanza ricavata nella
torre nord, viene rivestita di coloratissime architetture illusionistiche di spirito genuinamente rococò.
99
SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER IL MOLISE
La Soprintendenza archivistica per il Molise è stata istituita con
Legge n. 92 del 5.02.1992 ed ha iniziato la propria attività il 1
gennaio 1993. Precedentemente, dal 1985, ha funzionato come
sezione staccata, con sede a Campobasso, della Soprintendenza
archivistica per l’Abruzzo e il Molise.
Organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
la Soprintendenza archivistica per il Molise ha competenza regionale e, pur nel rispetto dell’autonomia scientifica, costituisce
articolazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Molise. La Soprintendenza archivistica ha le
funzioni di tutela, vigilanza e valorizzazione sugli archivi degli
enti pubblici non statali e su quelli privati dichiarati di interesse
culturale. La Soprintendenza archivistica ha le funzioni di tutela, vigilanza e valorizzazione sugli archivi degli enti pubblici
non statali e su quelli privati dichiarati di interesse culturale.
Tra i compiti propri della funzione di tutela della Soprintendenza si segnalano:
- individuazione e censimento degli archivi pubblici non statali;
- dichiarazione di interesse culturale degli archivi privati;
- ispezioni;
- consulenza, a richiesta, sui metodi di conservazione, di ordinamento e di inventariazione;
- intervento in caso di inadempienza degli obblighi stabiliti
dalla legge;
- valutazione delle priorità nell’erogazione dei contributi ai
possessori di archivi privati ed ecclesiastici;
- valutazione delle opportunità di acquisire fondi documentari
di interesse storico offerti in vendita, in dono o in deposito
agli Archivi di Stato.
La funzione di vigilanza si sostanzia nelle seguenti attività:
- concessione del nulla osta allo scarto di documentazione non
più occorrente ai fini amministrativi e di interesse storico;
- accertamento dell’esistenza di archivi privati di interesse culturale e loro notifica (la legge archivistica impone al privato
l’obbligo di denunziare alla Soprintendenza Archivistica competente per territorio il proprio archivio qualora contenga documenti anteriori agli ultimi 70 anni, ma i soprintendenti
possono anche di propria autonoma iniziativa dichiarare l’
“interesse culturale” degli archivi privati). A seguito di tale dichiarazione sorgono per i privati particolari obblighi inerenti
alla conservazione ed alla consultabilità dei loro archivi;
- predisposizione delle procedure di deposito volontario di archivi e documenti da parte degli enti pubblici e dei privati
negli Archivi di Stato competenti per territorio e di donazione
da parte dei privati;
- vigilanza sul commercio degli archivi e/o singoli documenti di
comprovato valore storico;
100
Soprintendenza Archivistica per il Molise
- approvazione dei progetti e delle professionalità che seguono gli interventi di restauro
sulla documentazione archivistica appartenente a privati e ad enti ecclesiastici e loro
collaudo;
- verifica dell’idoneità delle sedi in cui si trovano gli archivi degli enti pubblici e gli archivi privati notificati;
- vigilanza sulle modalità di riordino ed inventariazione degli archivi pubblici e privati
ed approvazione delle professionalità che eseguono tali interventi;
- rilascio di autorizzazione preventiva al trasferimento ed all’esposizione temporanea
di documenti in occasione di mostre e manifestazioni culturali all’interno del territorio nazionale nonché all’estero. Tale autorizzazione è necessaria sia per documenti facenti parte di archivi di enti pubblici, sia per documenti provenienti da archivi privati
dichiarati di notevole interesse storico.
E’ inoltre attribuita alla Soprintendenza archivistica la funzione di identificare e di rivendicare gli archivi e i documenti statali che si trovino fuori dalla loro sede di conservazione istituzionale.
A seguito dell’Intesa stipulata tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la C.E.I.
(Conferenza Episcopale Italiana), la Soprintendenza archivistica collabora con le istituzioni ecclesiastiche regionali per la tutela, salvaguardia e valorizzazione dei loro archivi
(diocesani, capitolari, parrocchiali,ecc.), secondo le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
POLITICHE TERRITORIALI ATTUATE NEGLI ULTIMI ANNI
Il Settore Tutela, Vigilanza e Valorizzazione degli archivi pubblici svolge un’intensa attività soprattutto rivolta agli archivi comunali, mediante l’accertamento delle loro condizioni di conservazione, la consulenza per stabilire i criteri da adottare per garantire la
corretta tenuta e la consultazione agli studiosi, l’assistenza tecnica al riordino. La particolare attenzione a questa tipologia di archivi è dovuta alla carenza di personale qualificato in tale ambito nelle Amministrazioni comunali del nostro territorio ed
all’importanza che essi rivestono nelle ricerche per tracciare un profilo storico-istituzionale dell’ente. Gli archivi dei comuni della nostra Regione sono stati oggetto di intervento di riordino ed inventariazione della documentazione prodotta ed acquisita
fino agli anni ’40 del secolo scorso, per cui tutti hanno a disposizione lo strumento di
corredo utile alla loro consultazione. Per la documentazione relativa agli anni successivi
sono stati effettuati numerosi interventi di censimento che hanno prodotto degli elenchi finalizzati alla conoscenza quantitativa e tipologica della documentazione presente.
Sono stati realizzati o sono in corso di attuazione interventi di precatalogazione degli
atti posteriori al 1940 in 50 comuni della Regione, in 7 Comunità montane, in 8 Assessorati regionali, nella Banca d’Italia di Campobasso e nell’Istituto Autonomo Case Popolari.
Di importanza rilevante è stata l’assistenza tecnica fornita dalla Soprintendenza agli Enti locali in occasione dell’introduzione del protocollo informatico, con l’organizzazione del convegno “Strumenti per la gestione dell’archivio.
Il nuovo piano di classificazione per i Comuni”, in collaborazione con la Presidenza ANCI Molise e l’Agenzia de Segretari e con il patrocinio della Regione Molise, il Comune
di Campobasso, l’ANCI Molise. (Fig. 1).
Un intervento molto incisivo sul territorio, meritevole di
nota, è stata l’attività ispettiva condotta negli archivi del
Basso Molise in occasione del sisma del 31 ottobre 2002.
Nell’emergenza alcuni funzionari della Soprintendenza
archivistica hanno partecipato a gruppi di lavoro, con
Fig. 1
101
Soprintendenza Archivistica per il Molise
esponenti nazionali e regionali del settore Beni Culturali e della Protezione Civile, per effettuare dei sopralluoghi volti ad una prima stima dei danni subiti dai beni culturali
presenti nella zona colpita; per valutare la effettiva necessità di intervento o di sgombero del materiale documentario conservato negli immobili e di progettare eventuali interventi di restauro, richiedendone il conseguente finanziamento.
Nell’occasione è stata recuperata, in luoghi spesso inagibili, preziosa documentazione
archivistica.
In seguito a tale intervento, la Soprintendenza archivistica per
il Molise è stata promotrice, con gli altri uffici del Ministero
che insistono sul territorio regionale, della ideazione e realizzazione di una mostra per presentare i dati e le rilevazioni tecnico-scientifiche risultate dal censimento dei danni curato dal C.O.M. di Larino – Funzione Salvaguardia Beni Culturali
e per sensibilizzare la popolazione all’azione di prevenzione,
visto che quello del 31 ottobre 2002 è solo l’ultimo, in ordine
temporale, dei terribili eventi sismici che in oltre 2000 anni
ha devastato la nostra terra. (Fig. 2).
Fig. 2
Il Settore Tutela, Vigilanza e Valorizzazione degli archivi ecclesiastici opera in un rapporto di fattiva collaborazione con gli Enti ecclesiastici, sia sul
piano tecnico che su quello della valorizzazione, ancor prima della stipula
dell’Intesa.resa esecutiva dal 2000. Oltre al censimento degli archivi diocesani, capitolari e parrocchiali sono stati eseguiti anche interventi volti al riordino ed all’elaborazione di strumenti per la consultazione e, in diversi casi, è stata fornita assistenza
tecnica agli studiosi in fase di ricerca storica.
Gli archivi ecclesiastici risultano essenziali per capire il ruolo svolto dalla Chiesa nell’ambito spirituale e sociale su tutto il territorio e rivestono, in generale, un particolare
interesse nella molteplicità delle indagini possibili, sia in relazione a ricerche di ordine
giuridico-istituzionale o più prettamente religioso e devozionale, o di carattere patrimoniale, o di natura demografica, rivelandosi estremamente preziosi perché, rispetto
alla gran parte degli archivi comunali, conservano molteplici testimonianze pre-ottocentesche.
Un’azione di salvaguardia, avviata in maniera capillare nelle circoscrizioni territoriali
delle Diocesi di Campobasso-Bojano, Termoli-Larino, Isernia-Venafro e Trivento ha consentito di attuare il censimento completo dei registri parrocchiali dei battesimi, matrimoni , morti e degli stati delle anime di tutte le parrocchie incardinate.
Questi documenti rappresentano una fonte privilegiata per lo studio della demografia
storica perché consentono di studiare la struttura della popolazione, il movimento naturale della stessa, la struttura socio-economica, la struttura familiare, i flussi migratori, la toponomastica antica del paese. I registri dei battesimi, in particolare, nel periodo
anteriore alla istituzione dello stato civile – che
è di impianto napoleonico (1807) – costituiscono
l’unica registrazione continuativa dei nati e pertanto rappresentano la sola fonte ufficiale
utilizzabile per gli studi genealogici. Alcuni archivi parrocchiali delle 4 Diocesi conservano
queste registrazioni anagrafiche già a partire
dal 1563, anno in cui fu sancita l’obbligatorietà della loro compilazione dal Concilio di Trento. (Fig. 3).
L’attività di tutela esercitata sugli archivi ecFig. 3
clesiastici ha permesso, inoltre, di estendere il
piano di intervento ad attività di riordino e di inventariazione di alcuni fondi documentari.
Si segnalano tra questi l’Archivio storico diocesano di Termoli-Larino, gli archivi del Capitolo della Cattedrale di Termoli, del Capitolo della Cattedrale di Larino, delle parrocchie
di S. Maria Maggiore in Guglionesi e di S. Giuliano Martire in San Giuliano di Puglia.
Per quanto riguarda la Diocesi di Campobasso-Bojano sono stati riordinati ed inventa-
102
Soprintendenza Archivistica per il Molise
riati gli archivi parrocchiali dei SS. Erasmo e Martino in Bojano, di S. Maria della Croce in
Cercemaggiore, di S.Andrea Apostolo in Jelsi, di S. Maria Assunta in Oratino, di S. Maria
Assunta in Riccia, di S. Giacomo Maggiore in Roccamandolfi, di S. Nicola da Bari in San
Giuliano del Sannio, di S. Maria Assunta in Sant’Angelo Limosani, di S. Elia Profeta in
Sant’Elia a Pianisi, di S. Cristina in Sepino e di S. Croce in Vinchiaturo.
Per la Diocesi di Trivento sono stati oggetto di intervento di riordinamento ed inventariazione l’Archivio storico diocesano, gli archivi parrocchiali di S. Marco Evangelista, di S.
Amico e di S. Antonio Abate in Agnone, di S. Maria Assunta in Capracotta, di S. Maria Assunta in Carovilli, dei SS. Giuda e Simeone in Castelverrino, di S. Nicola da Bari in Castiglione di Carovilli, di S. Giovanni Apostolo in Chiauci, di S. Silvestro Papa in Civitanova,
di S. Pietro Apostolo e di S. Maria Assunta in Frosolone, di S. Basilio Magno in Salcito, di
S. Nicola da Bari in Vastogirardi.
Sono stati riordinati ed inventariati anche l’Archivio storico diocesano di Venafro, l’archivio storico del Capitolo
di Venafro e l’archivio parrocchiale di S. Stefano in Castel
San Vincenzo per la Diocesi di Isernia-Venafro.
Sono stati dichiarati di notevole interesse storico l’Archivio storico diocesano di Campobasso-Bojano, l’Archivio
storico diocesano di Larino, l’Archivio storico diocesano
di Termoli, l’Archivio storico diocesano di Trivento, l’Archivio del Capitolo della Cattedrale di Isernia, l’archivio storico parrocchiale di S.Maria Assunta in Monacilioni.
Molti degli archivi riordinati sono stati oggetto di richieste di consultazione, per la quale si è prestata consulenza tecnica, e di valorizzazione attraverso visite
guidate, attività didattiche, giornate di studio, ricerche
e pubblicazioni di carattere divulgativo o specialistico.
(Fig. 4).
Fig. 4
Il Settore Tutela, Vigilanza e Valorizzazione degli archivi privati ha operato soprattutto
nell’ambito di archivi di famiglia e di persone e solo negli ultimi anni ha effettuato degli
interventi di censimento sugli archivi di partiti politici, sindacati, enti morali, fondazioni,
associazioni sportive.
Gli archivi di famiglia e di persone si sono rivelati fondamentali per la ricerca storiografica, in quanto in essi si possono reperire carte concernenti l’attività pubblica o privata di persone, documenti relativi a magistrature ricoperte dai membri della famiglia,
carte relative al patrimonio, carteggi epistolari, che permettono la comprensione di alcuni aspetti della realtà istituzionale e socio-economica della regione. Attraverso il loro
studio, infatti, è possibile individuare le strutture e le funzioni delle istituzioni politicoamministrative che operavano sul territorio, conoscere le possibili relazioni che intercorrevano tra potere locale ed amministrazione centrale, i diversi sistemi di conduzione
delle proprietà, oltre che, naturalmente, ricostruire gli alberi genealogici.
Nel corso della sua attività la Soprintendenza archivistica per il Molise ha dichiarato di
notevole interesse storico i seguenti archivi privati: Pignatelli di Monteroduni, Paterno
di Montenero di Bisaccia, Viti di Isernia, Di Pilla di Sant’Agapito, Pistilli di Vinchiaturo, del
Prete di Venafro, Bucci di Campobasso, de Gennaro di Larino, Masciotta di Casacalenda,
Tagliaferri di Montavano, Leone di Guglionesi, Ciamarra di Torella, Marone di Sant’Angelo
Limonano, Janigro di Campobasso, Tirabassi di Oratino, Josa di Gambatesa. A questi si
aggiunge l’archivio fotografico “LEFRA”, acquistato successivamente dalla Provincia di
Campobasso, costituito da una numerosa raccolta di immagini di paesi, arte sacra, archeologia, politica, cultura, sport e attualità e da una pregevole collezione di fotografie
di fine Ottocento. Dalla Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo e il Molise erano stati
dichiarati di notevole interesse storico l’archivio De Benedictis di Castelmauro, d’Apollonio di Isernia, Gabriele Pepe di Civitacampomarano, Trotta di Toro e Duchi D’Alessandro di Pescolanciano.
Molti di questi archivi sono stati riordinati ed inventariati.
103
Soprintendenza Archivistica per il Molise
La Soprintendenza archivistica per il Molise ha espletato anche le procedure relative all’acquisto degli archivi Marinelli, Vasile, Bucci, Masciotta, Petrone, Valente, Uberto D’Andrea, Tomasi, Iacampo, Janigro, che sono andati ad incrementare il patrimonio
archivistico statale presso l’Archivio di Stato di Campobasso, e dell’archivio Viti e della
raccolta di cartoline Cifelli, che sono entrati a far parte dell’Archivio di Stato di Isernia.
E’ importante segnalare anche l’espletamento delle procedure relative alle donazioni
di archivi o raccolte di documenti: Scarano, Rimanelli,Tullio, Giannantonio, raccolta Pepe,
Farrace, Grosso, Ciaccia, Fraticelli, Graziani, Selvaggi, Mastromonaco, Iacobucci, Fusco,
Vincelli, Camposarcuno, Lombardi, Martelli, che si conservano nell’Archivio di Stato di
Campobasso, e d’Acunto destinato all’Archivio di Stato di Isernia.
Un altro settore di interventi da incrementare,
pur nella difficile lettura e applicazione dei riferimenti legislativi - per l’inserimento del restauro documentario sotto la L. 11 febbraio
1994, n. 109, o legge quadro in materia di lavori pubblici sostituita nel 2006 con il decreto
legislativo n. 163, più noto come Codice dei
contratti pubblici – e per le esigue somme a
disposizione è quello del restauro documentario. (Fig. 5).
L’invecchiamento ed il degrado dei materiali Fig. 5
d’archivio ( carta, pergamena, inchiostri, pelle ed altro) sono fenomeni naturali ed irreversibili, ma possono sicuramente essere rallentati prolungando nel tempo di molto la
vita dei documenti con accorgimenti che creino il migliore ambiente di conservazione
possibile. Una esatta prevenzione farebbe rimanere il restauro una scelta estrema perché, anche se perfettamente realizzato, rimane un intervento invasivo e distruttivo.
Ogni documento d’archivio, e con questo termine si intende una singola carta o pergamena, un catasto, un volume di atti, un protocollo notarile, una filza, un registro e così
di seguito, trasmette una memoria non solo attraverso il testo scritto ma anche attraverso i suoi caratteri esteriori, quali il tipo di scrittura, il supporto utilizzato, carta o pergamena, dei
quali si può stabilire provenienza, composizione e
tecniche di fabbricazione, gli inchiostri e gli eventuali colori, la legatura, in cui viene fatto largo uso di
materiali come fili, spaghi, legno, pelle, pergamena,
carte colorate, tessuti, decori in argento, borchie e
ogni altra cosa che rimanda alla cultura materiale.
(Fig. 6).
Pertanto il restauro è prima di tutto un momento di
studio e di conoscenza del bene culturale in ogni sua
valenza. Negli ultimi anni, accanto all’esecutore è venuto emergendo il ruolo dell’archivista-conservatore, proprio dopo la ricaduta già ricordata del restauro documentario sotto il
pesante maglio dei lavori pubblici con l’organizzazione di corsi“di informazione”sul restauro, tenuti
dal Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato del nostro Ministero.
(Fig. 7).
Compete a questa nuova figura la prima fase dell’intervento, quella appunto del progetto sottoposto comunque al parere tecnico del Centro. Ma Fig. 7
progettare bene implica anche conoscenze tecniche e soprattutto conoscenza dei prodotti utilizzati nel restauro, che al nostro archivista non appartengono al cento per cento.
Può perciò avvicinarsi al progettare bene, che significa analizzare e conoscere, prevedere
ogni ragionevole incognita, evitare la dispersione di memorie forse non appariscenti o significative, ma comunque importanti.
Fig. 6
104
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Ma soprattutto può fare di tutto per aumentare una sempre maggiore sensibilizzazione
in materia di conservazione e restauro da parte dei possessori di archivi vigilati.
Si illustrano con un grafico gli interventi seguiti dalla Soprintendenza archivistica per il
Molise nell’ambito del restauro.
GRAFICI DELLE ATTIVITÀ
841
114
81
2
archivi privati
10
archivi comunali
archivi diocesani
25
4
3
archivi capitolari
archivi parrocchiali
La funzione di valorizzazione viene espletata dalla Soprintendenza archivistica per il
Molise promuovendo la conoscenza delle fonti archivistiche presenti sul territorio attraverso pubblicazioni ed organizzazione di eventi culturali – mostre, convegni, giornate di studio -, condivisi spesso con altri enti regionali, provinciali, comunali e con altri
soggetti pubblici e privati, proprietari d’archivi sottoposti a tutela.
105
Soprintendenza Archivistica per il Molise
ORGANIZZAZIONE
Presso la Soprintendenza archivistica per il Molise, sede dirigenziale, sono in servizio 39
unità lavorative che esplicano le attività istituzionali organizzate in settori di competenza, quali:
- Direzione
- Ufficio Comunicazione
- Settore Amministrativo-Contabile
- Settore Tutela , Vigilanza e Valorizzazione archivi pubblici
- Settore Tutela, Vigilanza e Valorizzazione archivi ecclesiastici
- Settore Tutela, Vigilanza e Valorizzazione archivi privati
- Settore Conservazione
L’istituzione dell’Ufficio Comunicazione presso la Soprintendenza archivistica per il Molise è stata formalizzata nel 2004 per sostenere un processo di comunicazione interna
adeguato ad ottimizzare il funzionamento dell’Ente stesso; per promuovere l’immagine
dell’Amministrazione e la conoscenza delle attività istituzionali, culturali, di divulgazione
e valorizzazione realizzate sul territorio; per garantire all’utenza il diritto d’informazione;
per favorire una migliore fruizione dei servizi erogati. Per raggiungere tali obiettivi la Soprintendenza archivistica partecipa agli eventi che si organizzano sul territorio e nell’ultimo anno ha aderito all’iniziativa del “Salone della Comunicazione”, promossa dalla
Provincia di Campobasso, dal comune di Campobasso, dall’Ordine dei Giornalisti del Molise, dall’Assostampa e dall’Associazione culturale Il Bene Comune, svoltasi a Campobasso
presso i Grandi Magazzini Teatrali, perché fortemente convinta che la comunicazione
non ha una funzione marginale, bensì una funzione strategica all’interno del processo
di riforma amministrativa e di modernizzazione delle Pubbliche Istituzioni e Amministrazioni. L’ aspetto positivo di partecipazione a simili iniziative è che consente alle Pubbliche Amministrazione di relazionarsi per lo scambio di buone prassi, cosicché i
professionisti del settore potranno in futuro ampliare e consolidare la rete di rapporti.
L’Ufficio Comunicazione è a disposizione dell’utenza nell’orario di apertura al pubblico
dell’Istituto: Lunedì – Giovedì 8.45 – 13.15/15.00 – 17.00 e Venerdì 8.45 – 13.15
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
Negli ultimi tempi sono stati avviati 2 importanti progetti:
“Le scuole del Molise”, un censimento degli archivi degli istituti d’istruzione, finalizzato
ad approfondire la conoscenza del patrimonio documentario prodotto da tali enti, per
la loro tutela e salvaguardia, ed a fornire strumenti utili per la ricerca nell’ambito storico scolastico ed educativo. Tutte le informazioni saranno inserite all’interno di un database che dovrà rispondere pienamente alla peculiarità dei dati censiti ed al livello di
dettaglio prescelto, sempre nel rispetto dei criteri internazionali di descrizione archivistica e dei legami gerarchici che costituiscono il vincolo imprescindibile tra il singolo
documento ed il suo contesto di produzione. Per la realizzazione di questo progetto si
stanno formalizzando delle intese con altri Istituti culturali presenti sul territorio.
“Archivi al femminile”, una ricerca storica ed un’indagine archivistica per individuare e
valorizzare la documentazione delle donne e sulle donne. L’attenzione del gruppo di lavoro
è posta sulla dimensione individuale e sullo stretto intreccio di tale dimensione con la
storia sociale, culturale, politica ed economica della nostra regione. La ricerca è rivolta agli
archivi pubblici, agli archivi di famiglia, di ordini religiosi, di associazioni, di partiti politici,
di sindacati. La Soprintendenza Archivistica per il Molise partecipa anche al progetto
SIUSA (Sistema informativo unificato per le Soprintendenze Archivistiche), sistema aperto
in cui sono presenti tutti i dati acquisiti dalle Soprintendenze Archivistiche nell’esercizio
della loro attività istituzionale di tutela e vigilanza degli archivi non statali. E’ un sistema
composto da un modulo di gestione dell’attività di vigilanza, il cui accesso è riservato agli
uffici dell’Amministrazione Archivistica, e da un modulo di consultazione web fruibile
pubblicamente. L’Istituto è dotato di una Biblioteca che conserva circa 4000 pezzi, tra volumi, opuscoli e riviste, la maggior parte dei quali tratta argomenti attinenti all’archivistica, alla paleografia, alla diplomatica, alla storia del diritto, alla storia locale.
106
Soprintendenza Archivistica per il Molise
La biblioteca, oltre al registro cronologico d’ entrata, è dotata di schede alfabetiche per
autori e di schede alfabetiche per titoli; viene incrementata con acquisti diretti, con volumi inviati dal Ministero e con doni. Pur non essendo aperta al pubblico, è a disposizione degli studiosi e degli operatori per brevi consultazioni in sede.
PROGETTI REALIZZATI 2007-2008
ANNO
2007
2007
2007
PROGETTO
IMPORTO
INVESTIMENTO
"Luoghi Pii di San Giovanni in
Galdo" Restauro documenta€ 22.875,00
zione cartacea
Anagrafe ecclesiale della parrocchia di S. Maria Assunta in Colli € 4.125,00
al Volturno
Progetto locale: fase operativa
per l'attuazione del regolamento per le attività istituzio- € 19.131,04
nali, didattiche, culturali e di
divulgazione e valorizzazione
FONTE INVESTIMENTO
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
2007
Progetto integrato per la realizzazione delle misure di sicurezza € 10.689,00
negli istituti archivistici – Adempimenti L. 626
Gioco Lotto
2007
Progetto SIUSA
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
2007
Progetti nazionali:
Comunicazione istituzionale
Firma digitale
Notti Bianche
Casa delle Carte
Tot 2007
€ 10.000,00
€ 25.392,44
€ 2.500,00
€ 2.000,00
€ 1.290,00
€ 19.602,44
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
€ 92.212,48
€ 30.000,00
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
2008
Progetto SIUSA
2008
Progetto integrato per la realizzazione delle misure di sicurezza
€ 23.518,20
negli istituti archivistici
Adempimenti L. 626
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
2008
Progetti locali:
1. Guida agli archivi parrocchiali
delle Diocesi di CampobassoBojano e Termoli-Larino
2. Censimento dei mezzi
di corredo presenti
€ 13.677,78
in Soprintendenza
3. Implementazione
del Protocollo informatico
4. Censimento degli archivi
degli istituti scolastici
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
2008
Progetto "La 1a Sagra del Matese:
una festa attraverso le fonti do- € 5.000,00
cumentarie" Mostra e Catalogo
Regione Molise, Provincia
di Isernia, Amministrazioni comunali di Roccamandolfi, Ferrazzano,
Castel San Vincenzo Macchiagodena
2008
"Luogo Pio di S. Nicola da Bari" e
registri di popolazione di Guardiaregia- Restauro documenta- € 18.280,00
zione cartacea
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali
Tot 2008
Totale
€ 90.475,98
€ 182.688,46
107
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Nota tabella
Con il programma ordinario dei lavori pubblici, ogni anno il Ministero finanzia gli interventi di tutela dei beni Culturali. Si tratta, prevalentemente, di restauri sui beni architettonici, storico-artistici, scavi archeologici ed interventi nei settori del paesaggio e
dell’arte contemporanea nonché di recupero e tutela nei settori dei beni archivistici e
librari. Si utilizzano risorse stanziate in bilancio, in appositi capitoli in conto capitale,
che non provengono da leggi speciali.
Con il programma Lotto il Ministero, ogni tre anni, elabora un programma di interventi
di un certo rilievo, in termini di fabbisogno finanziario, in tutti i settori di interesse compreso il settore del cinema e dello spettacolo dal vivo. Le risorse utilizzate sono relative
agli introiti del lotto e stanziate dalla legge finanziaria 1997.
Con la riprogrammazione delle risorse giacenti in contabilità speciale il Ministero, ai
sensi della legge finanziaria 2008 (art.2,c.386), ogni anno individua gli interventi relativi a programmi approvati per i quali non risultino avviate le procedure di gara entro il
termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello di approvazione, quindi procede
alla definizione di un nuovo programma. I settori di intervento sono gli stessi del programma ordinario.
La legge finanziaria 2007 ( art. 1 c. 1142 ), prevede lo stanziamento di fondi per consentire al Ministero per i Beni e le Attività Culturali di far fronte, con interventi urgenti, al
verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e
paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti di gestione di modelli museali, archivistici e librari, nonché di progetti di tutela paesaggistica e a archeologicomonumentale e di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni
culturali e paesaggistici.
108
ARCHIVIO DI STATO DI CAMPOBASSO
L’Archivio di Stato di Campobasso è una istituzione prestigiosa
della Regione Molise, presente sul territorio fin dal 1818, sei anni
dopo l’emanazione del decreto di Gioacchino Murat del 22 ottobre 1812 che istituiva un Archivio in ogni provincia del Regno
di Napoli.
Da quel momento in poi, divenuto il luogo di conservazione perenne della documentazione prodotta dagli Uffici giudiziari e
amministrativi della Provincia di Molise, tanto dello Stato preunitario che di quello postunitario, questo Istituto rappresenta
un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che desiderano affrontare argomenti di storia locale, studiosi delle diverse discipline storiche, scientifiche, urbanistiche, sociali,
politiche e quant’altro è possibile studiare attraverso i documenti d’archivio.
La struttura organizzativa dell’Ufficio, che viene di seguito evidenziata, riflette i compiti istituzionali cui sono preposti gli Archivi di Stato italiani: tutela, conservazione, riordinamenti,
sorveglianza, consultazione, promozione e valorizzazione, attività didattica, alle quali si aggiungono le indispensabili attività
amministrative e contabili:
Direzione
- Segreteria della Direzione
U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico)
Direzione amministrativa - settori:
- Ufficio del personale
- Ufficio contabile
- Ufficio del consegnatario
- Servizio protocollo informatico
- Sicurezza nell’ambiente di lavoro
Sala studio
Biblioteca
Attività divulgativa e di valorizzazione
Attività didattica
Ufficio conservazione - settori:
- Riordinamenti
- Depositi, doni, acquisti
- Attività di vigilanza: versamenti, commissioni
di sorveglianza
Laboratorio di fotoriproduzione
Laboratorio di restauro, legatoria e cartotecnica
Centro stampa
Servizio ausiliario e di vigilanza
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Archivio di Stato di Campobasso
ATTIVITA’
Un compito fondamentale dell’Archivio di Stato è quello di conservare gli archivi degli
uffici preunitari e gli archivi storici degli organi giudiziari e amministrativi periferici
dello Stato e ogni altro archivio ricevuto per donazione, deposito volontario o coattivo,
acquisto. Una tra le funzioni prioritarie degli Archivi è quella di far consultare nelle Sale
studio, gratuitamente e senza limiti se non quello del rispetto della normativa sulla privacy1, la documentazione in deposito, che costituisce, per legge, un bene culturale a disposizione di tutti i cittadini. Se i documenti non fossero messi a disposizione degli
studiosi non avrebbe senso conservarli. Naturalmente la consultazione presuppone una
costante attività di riordinamento e di inventariazione dei fondi archivistici, che ha il
fine di assicurare il controllo sui documenti e di favorirne la consultazione. Gli inventari, in particolare, sono gli strumenti che gli utenti hanno a disposizione per individuare agevolmente i fascicoli utili per le loro ricerche.
All’attività di conservazione e di riordinamento, dagli anni Settanta2 in poi, si è aggiunta
anche una proficua attività di valorizzazione, finalizzata a promuovere all’esterno l’immagine dell’Archivio e ad incentivare lo studio dei fondi acquisiti. Sono stati a tal scopo
organizzati convegni, mostre, incontri di studio, si è attivata una costante attività didattica rivolta a scuole, università e privati, si è collaborato con gli Enti pubblici territoriali, Regione, Provincia, Comuni, con Associazioni culturali in genere. Si è trattato di
un’intensa e variegata attività, tesa a far conoscere l’interessante patrimonio documentario esistente non solo al ristretto numero di studiosi locali, che frequentano
abitualmente la Sala studio, ma anche a un più vasto pubblico di utenti molisani e di altre Regioni, avvicinando in
modo particolare gli studenti a questo bene culturale,
troppo spesso adombrato dagli altri beni di più immediata
visibilità. Questo fattivo impegno, se si confrontano i dati
delle presenze del passato con quelli attuali, ha sicuramente dato i suoi frutti. Oggi la Sala studio dell’Archivio di
Stato di Campobasso è frequentata da un pubblico dagli Sigillo civico
interessi eterogenei, che spazia tra i diversi campi dello scibile: dalle ricerche amministrative a quelle d’interesse storico-politico, sociologico, architettonico, urbanistico, archeologico, artistico, folkloristico, letterario, linguistico,
economico ed altro ancora. Ulteriore risultato che si ritiene significativo è l’elevato numero di richieste di visite guidate che pervengono dalle scuole di ogni ordine e grado i
cui docenti, sensibilizzati a loro volta dalle attività culturali promosse dagli Archivi, inducono i loro allievi ad acquisire interesse per la ricerca documentaria, ben sapendo di
poter contare anche sul supporto didattico degli archivisti. Tuttavia è inutile nascondere il dato oggettivo che, malgrado i consistenti progressi compiuti dall’Istituto negli
ultimi due decenni e nonostante le numerose iniziative attraverso le quali si è cercato
di avvicinare i cittadini e di portarli all’interno della struttura, ancora sono in molti ad
avere poca chiarezza circa i compiti e le attività di natura archivistica. Obiettivo di questo lavoro è, pertanto, quello di fornire alla collettività un quadro il più possibile esaustivo dei compiti istituzionali che l’Archivio di Stato di Campobasso è chiamato a
svolgere dalla vigente normativa3, finalizzati alla conservazione, alla gestione, alla fruizione e alla valorizzazione dei beni archivistici che si è preposti a tutelare. A tal fine si
ritiene utile descrivere le attività che si svolgono all’interno dei settori e dei laboratori
che operano nell’Istituto.
Direzione amministrativo-contabile e protocollo informatico
Non può ovviamente mancare, nel discorso della organizzazione dell’Istituto, la citazione dell’intero settore amministrativo che, in considerazione dell’elevato numero di dipendenti in servizio, distaccati o comandati presso altri Uffici e della notevole
complessità degli orari di lavoro e di servizio, è organizzato in unità organiche suddivise per compiti e funzioni.
Troviamo, quindi, l’unità organica gestione del personale, quella contabile, quella del
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Archivio di Stato di Campobasso
protocollo informatico e quella della gestione dei servizi informatici.
Alla Direzione amministrativa, che ha compiti di coordinamento delle unità organiche
citate, fanno capo anche il contenzioso del lavoro, il servizio di portineria e di vigilanza
dell’Istituto. Tutti questi servizi sono garantiti per la maggior parte da funzionari che
hanno specifiche professionalità amministrative.
In particolare, si evidenzia l’attività svolta dal Servizio protocollo informatico che, a partire dal 1° gennaio 2006, gestisce i flussi documentali dell’Istituto in attuazione del Testo
Unico 445/2000. Attraverso il software gestionale ESPI, il Servizio provvede alla registrazione e classificazione informatica di tutta la documentazione prodotta o ricevuta
dall’Archivio nell’espletamento dei propri compiti istituzionali generando circa 6.500
numeri di protocollo annuali.
La procedura di registrazione, completata dall’assegnazione ad ogni documento di un
codice di classificazione - secondo il Titolario all’uopo predisposto dal Mibac - permette
una ottimale organizzazione e sistemazione degli atti facilitandone la ricerca e la consultazione, in caso di richieste sia interne che esterne, nonché la loro conservazione permanente.
Sala studio
La Sala studio si può considerare il fulcro di un Archivio
di Stato. E’ qui che confluiscono gli inventari realizzati
dagli archivisti in seguito al riordinamento dei fondi;
qui gli studiosi consultano i documenti necessari a svolgere ricerche per motivi di studio o per ragioni amministrative e private. E’ in questo luogo che i documenti
conservati nei depositi prendono vita e manifestano
pienamente il proprio valore come beni culturali. Se
nessuno li leggesse non avrebbe senso conservarli, né
realizzare quel complesso di attività che caratterizzano
gli Archivi: riordinamenti, elaborazione di mezzi di corredo e banche dati, valorizzazione, restauro.
In Sala studio lo studioso riceve la necessaria assistenza Sala studio
tecnico-scientifica da parte di qualificati archivisti dalla
provata esperienza, che lo guidano nella scelta dei fondi da esaminare. Negli ultimi anni
si è registrata una sensibile crescita del numero di utenti, grazie anche ad una continua
attività di valorizzazione dei fondi archivistici, della ricerca e della storia locale, nei diversi ambiti conoscitivi, ma anche per la presenza sul territorio molisano dell’Università
degli Studi del Molise. Gli studenti, infatti, utilizzano sempre di più i documenti per sviluppare le tesi di laurea e i docenti approfondiscono i propri studi su tematiche settoriali che, spesso, si traducono in saggi e monografie.
Al momento la Sala studio è aperta al pubblico, in via continuativa, dal lunedì al sabato,
dalle 8.00 alle 19.00; questo ampio orario consente di venire incontro, al massimo delle
potenzialità dell’Ufficio, alle esigenze dei cittadini.
L’accesso è libero e il servizio è gratuito; l’utente può consultare i fondi compilando un
modello attraverso il quale, oltre a segnalare le generalità, precisa l’argomento della ricerca. Sono, invece, a pagamento gli oneri corrispondenti alle eventuali richieste di riproduzione dei documenti selezionati.
Vengono, inoltre, disciplinate da un apposito Regolamento interno, consultabile anche
sul Sito web, le modalità da seguire in caso di pubblicazione dei documenti individuati
nel corso della ricerca. Diverso è il procedimento se si riscontra la necessità di acquisire
l’autorizzazione ai fini della consultazione di documenti di carattere riservato prima dei
termini stabiliti.
Gli archivisti addetti al servizio di Sala studio si dedicano anche ad altri lavori, come ad
esempio soddisfare le richieste di informazioni che pervengono per corrispondenza,
svolgere ricerche storiche finalizzate alla realizzazione di attività di valorizzazione ed, infine, collaborare all’attività didattica nel caso di visite guidate per studenti o privati cittadini che desiderano conoscere l’Archivio o le mostre in allestimento.
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Archivio di Stato di Campobasso
REGOLAMENTO DELLA SALA STUDIO
1) La ricerca e la consultazione dei documenti negli Archivi di Stato è libera e gratuita; l’art. n. 9 del presente
Regolamento individua le possibili eccezioni.
2) La sala di studio è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 8,00 alle ore 19,00.
3) Lo studioso può accedere alla sala di studio solo con fogli di carta, penne, registratori e personal computer, non può portare borse, cartelle, contenitori di qualsiasi genere. Sono possibili controlli e ispezioni in
entrata o in uscita e l’uso di impianti di telesorveglianza.
4) Lo studioso è tenuto a compilare - per ciascun anno solare e per ciascun tema di ricerca - una domanda
di ammissione alla consultazione, indicando l’oggetto della ricerca e le sue finalità (art. 91 del R.D. 2 ottobre 1911, n.1163). Le informazioni fornite sono trattate nel rispetto delle norme sulla privacy.
In caso di studenti, è gradita la presentazione di una lettera del docente che indichi, chiaramente, l’argomento della ricerca o della tesi.
Al momento della presentazione della domanda, deve essere esibito un documento d’identità i cui estremi
saranno trascritti sulla domanda stessa dal personale incaricato dell’assistenza in sala di studio, che provvederà anche a fornire allo studioso il modulo per la compilazione della domanda e ad assegnargli lo
scaffale o il tavolo su cui verrà collocato il materiale documentario richiesto in consultazione.
5)
L’autorizzazione alla consultazione è rilasciata dal Direttore dell’Istituto e, in sua assenza, dal Direttore
della sala di studio che, in ogni caso, dovrà vistare le domande presentate dagli utenti.
6) Lo studioso è tenuto, inoltre, ad apporre giornalmente sui registri delle presenze in sala di studio la propria firma, distintamente, per la mattina e per il pomeriggio.
7)
Le richieste di materiale documentario possono essere fatte dal lunedì al sabato nelle ore 8,45 - 13,00 e
14,30 -18,15; i prelievi di documenti vengono effettuati di norma a scadenza oraria, nelle ore di apertura
della sala di studio, con esclusione della fascia oraria 13,00 - 14,30, e nel pomeriggio fino alle ore 17,00.
8) Le richieste di materiale documentario - una per ogni unità archivistica - vanno fatte dallo studioso compilando l’apposito blocchetto sul quale dovranno essere indicati correttamente la denominazione del
fondo, l’eventuale serie, la busta e, se necessario, il fascicolo. Le richieste vanno poi consegnate al personale incaricato dell’assistenza, che verifica che i pezzi individuati non siano già in corso di consultazione
da parte di altri studiosi oppure depositati temporaneamente presso il Laboratorio di fotoriproduzione
o quello di restauro. Il Direttore dell’Istituto, il Direttore della sala di studio o il funzionario di turno possono escludere dalla consultazione i documenti il cui stato di conservazione ne sconsigli la manipolazione.
9) I documenti conservati nell’Archivio di Stato sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli di carattere riservato relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili 50 anni dopo
la loro data, e di quelli contenenti i dati sensibili nonché i dati relativi a provvedimenti di natura penale
espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data. Il termine è di 70 anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale o i rapporti riservati di tipo familiare. Per quanto riguarda la consultabilità, si
rimanda alle normative introdotte in materia dagli artt. 122-127 del D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42, dal
Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici del Garante per la protezione dei dati personali, (Provvedimento n. 8/P del 14 marzo 2001), e dalla Circolare del
Ministero dell’Interno del 27 febbraio 2001.
10) L’Ispettorato generale per i servizi archivistici del Ministero dell’Interno, previo parere del Direttore dell’Archivio di Stato e udita la Commissione consultiva per le questioni inerenti alla consultabilità degli
atti d’archivio riservati istituita presso il Ministero dell’Interno, può autorizzare, per motivi di studio, la
consultazione di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini predetti. Tali
documenti conservano, comunque, il loro carattere riservato e non possono essere diffusi. Alla stessa disciplina sono assoggettati i documenti di proprietà dei privati o di enti pubblici non statali in deposito
presso l’Archivio di Stato.
11) Le richieste di materiale documentario non possono essere superiori a quattro pezzi per ciascun giro di
distribuzione. La documentazione richiesta va ritirata, una busta per volta, presso l’apposito scaffale o tavolo assegnato a ciascun studioso. Per la consultazione simultanea di materiale complementare occorre
l’assenso del funzionario incaricato dell’assistenza in sala di studio. Nei casi di eccezionale affluenza o di
difficoltà operative, secondo valutazione della Direzione, viene fissato il limite di tre pezzi giornalieri per
ogni studioso.
12) Per le pergamene e la documentazione cartografica è possibile richiedere un solo pezzo per volta.
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Archivio di Stato di Campobasso
13) I documenti vanno consultati secondo l’ordine in cui si trovano nel fascicolo e non vanno spostati o rimossi per nessuna ragione. Qualora si ravvisi un presunto disordine e nel caso di qualsiasi dubbio, bisogna segnalare al funzionario in servizio le incongruenze senza provvedere di persona. Gli studiosi, in
sintesi, sono tenuti a riconsegnare il materiale nelle condizioni in cui l’hanno ricevuto.
14) E’ proibito agli studiosi accedere ai locali di deposito, turbare il silenzio necessario allo studio, fumare, tenere accesi telefoni cellulari, fare qualsiasi segno - anche a matita - sui documenti, sui mezzi di corredo
e sui libri della biblioteca d’Istituto richiesti in consultazione, scrivere appoggiando il foglio sul predetto
materiale, maneggiarlo con poca cura, arrecare ad esso qualsiasi danno. Danneggiamenti, dispersioni,
spostamenti e furti di documenti sono puniti con l’esclusione, temporanea o definitiva, dagli Archivi di
Stato (articoli 91 e 107 del r.d. 2 ottobre 1911, n. 1163) e, nei casi più gravi - secondo quanto previsto dalla
normativa vigente - con la denunzia all’autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni e le eventuali
sanzioni penali.
15) Terminata la consultazione, lo studioso deve lasciare sul tavolo la documentazione presa in esame; se la
ricerca non è stata ultimata, lo studioso dovrà collocare la documentazione ancora da esaminare nell’apposito scaffale dove rimarrà in deposito per un massimo di due settimane. Lo studioso interessato a
proseguire la ricerca può rinnovare il deposito. Sono escluse dal deposito le pergamene ed il materiale cartografico.
16) Gli studiosi possono avvalersi del servizio di fotoriproduzione presente presso l’Istituto per l’esecuzione
di microcopie positive e negative, riproduzioni fotostatiche, fotografie B/N e a colori. Per ottenere la fotoriproduzione dei documenti consultati, gli studiosi devono compilare un apposito modulo di richiesta,
su cui dovranno essere indicati la segnatura archivistica dei documenti da riprodurre e il mezzo tecnico
di fotoriproduzione prescelto.
Le tariffe relative sono fissate - per quanto applicabile - con decreto del Ministro per i Beni e le Attività
Culturali, (D.M. 8 aprile 1994), dall’art. 108 del D.L.vo n. 42 del 22 gennaio 2004 e dalla Lettera circolare n.
21 della Direzione Generale per gli Archivi del 17 giugno 2005. Per quanto riguarda le quantità massime
e i costi, si rimanda alla tabella affissa.
Il personale incaricato dell’assistenza in sala di studio può escludere dalla fotoriproduzione il materiale
documentario che, per le precarie condizioni del supporto cartaceo o degli inchiostri, potrebbe subire
danneggiamenti durante le fasi di riproduzione.
Agli studiosi è consentito, pagando un canone, eseguire riprese digitali con mezzi propri per riprodurre
i documenti; nel caso in cui l’utente intende avvalersi di tale opportunità, deve chiedere l’autorizzazione del Direttore dell’Archivio di Stato.
Gli studiosi, inoltre, possono consultare per fini di studio anche il materiale documentario - appartenente agli archivi privati e agli archivi storici di enti pubblici non statali e di enti ecclesiastici molisani riprodotto dal Laboratorio di fotoriproduzione e conservato presso l’Archivio microfotografico e fotografico dell’Istituto. Copie del materiale in questione possono essere rilasciate allo studioso richiedente
solo dopo aver acquisito l’autorizzazione scritta del responsabile o del proprietario degli archivi suindicati.
17) Per pubblicare la riproduzione di un documento archivistico o di parte di esso è necessario richiedere al
Direttore dell’Archivio di Stato l’autorizzazione i cui estremi andranno indicati nella didascalia descrittiva.
La pubblicazione dovrà riportare l’esatta segnatura del documento, la menzione “su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali” e l’espressa avvertenza del divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo, (D.M. 8 aprile 1994).
E’ obbligatoria, in ogni caso, la citazione della fonte, ivi compresi gli strumenti di ricerca quando se ne riporti il testo o una sua parte. Il rispetto del diritto d’autore è responsabilità esclusiva dello studioso.
18) Lo studioso che utilizza materiale documentario dell’Archivio di Stato si impegna a consegnare tre copie
dell’eventuale pubblicazione o una copia della tesi per la quale può stabilire le condizioni d’uso, (Circolare ministeriale n. 2.1286/8901.9 dell’8 marzo 1996).
19) Gli utenti dell’Archivio per motivi non di studio sono tenuti al rispetto delle disposizioni del presente Regolamento in quanto applicabili.
20) Per quanto non precisato nel presente Regolamento si rinvia alla normativa vigente in materia di Archivi di Stato italiani.
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Archivio di Stato di Campobasso
Biblioteca
Gli utenti della Sala studio possono usufruire anche della ricca Biblioteca – particolarmente specializzata in edizioni di fonti documentarie e in pubblicazioni di argomento
archivistico, paleografico, diplomatico e istituzionale – che
conserva 16 manoscritti, 19.566 monografie, 4.023 periodici e 141 tra CD-ROM, DVD, videocassette e musicassette.
Grazie ad acquisti e donazioni di archivi e biblioteche di
natura privata, sono consultabili anche numerosi testi giuridici, storico-letterari e d’interesse locale in genere, a seconda delle attività professionali svolte dai relativi
proprietari; tra le biblioteche private, si ricordano quelle
provenienti dalle famiglie Amorosa, Ciaccia, Colitto, Consales, D’Alessandro, D’Andrea, De Benedittis, Fraticelli,
Giampaolo, Giannantonio, Grosso, Iacobucci, Martelli, Palazzo, Scarano e Taurozzi.
Pur non essendo una biblioteca pubblica – infatti non
è consentito il prestito agli utenti esterni – da quasi un
ventennio si è offerta l’opportunità a tutti gli studiosi,
non solo a coloro che effettuano ricerche in Sala studio,
di consultare in sede il materiale bibliografico esistente e di richiederne, all’occorrenza e nel rispetto
della normativa vigente in materia di diritto d’autore,
la riproduzione. Tra i servizi al pubblico, si ricorda che il
personale addetto al settore effettua, su richiesta degli
utenti, consulenze bibliografiche e catalografiche.
A seguito, inoltre, del Protocollo d’intesa stipulato con
la Provincia di Campobasso in data 29 aprile 2005,
l’Istituto ha aderito al progetto finalizzato alla costituzione
del Polo SBN Unix client/server presso la Biblioteca provinciale “P. Albino” del capoluogo regionale; una buona
parte degli elementi descrittivi relativi alle pubblicazioni
esistenti – per un numero pari a circa 4.981 unità bibliografiche – è accessibile in rete.
La consultazione del materiale bibliografico viene disciplinata attraverso le modalità contenute nel Regolamento interno formulato in base alle linee-guida stabilite dalla
circolare del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del
26 novembre 1997, n. 249 (prot. n. 6807 U. C. 2 Div. II), presente anche sul Sito web dell’Istituto.
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Archivio di Stato di Campobasso
REGOLAMENTO DELLA BIBLIOTECA
La biblioteca dell’Archivio di Stato di Campobasso è destinata in primo luogo agli impiegati dell’Istituto. Possono peraltro accedervi quanti svolgono attività di ricerca relativamente ai fondi conservati o vigilati dall’Istituto e coloro che non possano reperire in altre biblioteche le pubblicazioni desiderate.
La biblioteca osserva il seguente orario: mattina - dal lunedì al venerdì, h. 8.30 - 13.30; pomeriggio - lunedì e
martedì, h. 15,00 - 17,00. Chiusure temporanee possono essere disposte per revisioni, manutenzioni ed altri motivi straordinari. Sono ammessi alla biblioteca coloro che abbiano compiuto il 18° anno di età, previa esibizione di un valido documento di identità personale. Le modalità di ammissione sono analoghe a quelle
previste per l’accesso in Sala Studio. Gli utenti, con l’autorizzazione del responsabile, possono portare volumi
o fotocopie di loro proprietà esclusivamente se necessari alla consultazione delle opere possedute dalla biblioteca (bibliografie e testi da collazionare).
Nessuno può entrare in biblioteca per semplice passatempo o per motivi comunque estranei ai fini istituzionali. Gli utenti sono tenuti ad osservare le regole di comportamento in uso negli istituti culturali.
Consultazione
I volumi sono consultati nella sala di lettura; essi possono essere portati fuori dalla sala esclusivamente a
scopo di riproduzione, previa autorizzazione del responsabile.
Le tesi di laurea e di dottorato possono essere consultate dopo 5 anni, salvo diversa indicazione dell’autore.
Distribuzione
Il materiale bibliografico viene richiesto presentando l’apposito modulo debitamente compilato. E’ possibile
avere in lettura n° 1 testata periodica (per un massimo di n° 10 volumi) o n° 5 opere monografiche alla volta.
Per ritirare i volumi si consegna il documento di identità. Per quanto concerne il materiale raro e di pregio nonché i manoscritti è possibile avere in lettura un pezzo per volta; il materiale raro e di pregio deve essere riconsegnato ogni volta che il lettore si allontani dalla sala, anche se per breve tempo.
Le pubblicazioni prese in lettura possono essere lasciate in deposito nel numero massimo di due settimane;
il deposito si conclude dopo n° 15 di giorni e può essere riconfermato per non più di 2 volte.
Deroghe ai commi precedenti possono essere consentite per particolari motivi di ricerca, qualora le esigenze
del servizio lo consentano. (Per le modalità di movimentazione giornaliera dei volumi si richiama quanto
prescritto dall’art. 108 del R.D. 2 ottobre 1911, n° 1163).
Prestito
Il prestito è consentito esclusivamente al personale dell’Istituto. Sono esclusi dal prestito: le opere in precario stato di conservazione, le opere collocate nelle sale di consultazione, le tesi di laurea e di dottorato, i manoscritti ed i volumi rari e di pregio. Possono essere presi in prestito n° 2 opere, per un massimo di n° 5 volumi.
La durata massima del prestito è di un mese. E’ possibile prenotare i volumi già in prestito ad altri utenti. Di
ogni volume concesso in prestito deve essere eseguita annotazione in apposito registro. E’ possibile richiedere
la riproduzione, a proprie spese, di quanto non può essere dato in prestito. Per effettuare le necessarie revisioni tutti i volumi devono essere restituiti entro il 15 dicembre. Chi non restituisca puntualmente il volume
avuto in prestito è sospeso dal servizio di prestito fino a restituzione avvenuta.
Chi restituisca il volume danneggiato o lo smarrisca è tenuto al suo reintegro o al versamento di una somma
non inferiore al valore commerciale del volume. Chi non restituisce il volume o non lo reintegri è denunciato
all’autorità giudiziaria. Resta in ogni caso salvo l’esercizio dell’azione disciplinare.
Ogni anno, in periodo di almeno due settimane, tutti i libri vanno restituiti per consentire la revisione del
materiale librario (controllo della consistenza e segnalazione di opere da restaurare o da rilegare).
Le opere che in sede di revisione risultassero smarrite o sottratte devono essere annotate in apposito registro.
Riproduzioni
E’ possibile riprodurre, a proprie spese, per uso personale di studio le opere possedute dalla biblioteca secondo
le modalità previste per la documentazione archivistica, fatta salva la legislazione vigente, in particolare la
Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni tra cui il D.L.vo 9 aprile 2003, n. 68, e fatti salvi altri
eventuali vincoli giuridici ai quali l’esemplare sia sottoposto. Purchè lo stato di conservazione delle opere consenta la riproduzione, questa di norma viene realizzata dal Laboratorio di fotoriproduzione dell’Istituto nei
modi e con i mezzi ritenuti più idonei per garantire la tutela del materiale.
Possono essere riprodotte tramite fotocopia le pubblicazioni con data di stampa posteriore al 1900; sono invece esclusi i volumi il cui stato di conservazione sia precario o che potrebbero subire danni, i volumi il cui formato superi i cm. 25x35x6, nonché le tavole eccedenti il formato del libro in cui sono inserite.
Le tesi di laurea e di dottorato possono essere riprodotte solo se la richiesta è accompagnata dall’autorizzazione scritta dell’autore, con firma regolarmente autenticata.
Sanzioni
Chi contravvenga alla normativa sopra indicata, fatta salva ogni responsabilità civile o penale, potrà essere
escluso temporaneamente o definitivamente dalla biblioteca; in particolare chi si renda colpevole di sottrazioni, mutilazioni o danneggiamenti di qualsiasi natura del patrimonio dell’Istituto sarà escluso dalla biblioteca e deferito all’autorità giudiziaria.
Potrà inoltre essere escluso chi faccia segni o scriva, anche a matita, su libri e documenti e chi disturbi in qualsiasi modo l’attività di studio e di lavoro. Resta fermo, in tutti i casi sopra indicati l’obbligo del risarcimento
del danno.
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Archivio di Stato di Campobasso
Attività divulgativa e di valorizzazione
L’attività e i servizi che l’Archivio offre all’utenza sarebbero appannaggio di pochi se l’immagine dell’Istituto non venisse promossa all’esterno attraverso una costante attività
di promozione e valorizzazione del patrimonio documentario che si conserva. Per questo motivo, ogni anno, si organizzano manifestazioni di vario genere, quali mostre storico-documentarie, conferenze e incontri di studio e si pubblicano i cataloghi delle mostre. Questa attività fa sì che un pubblico sempre più vasto e dai diversificati interessi,
costituito anche da non esperti, si avvicini al mondo degli archivi.
Sono le mostre a contenuto storico-documentario che riescono ad interessare maggiormente, suscitando curiosità
di varia natura in quanto, attraverso l’esposizione di documenti opportunamente selezionati e disposti secondo un
ordine logico e cronologico, si affrontano tematiche di diversa natura che riguardano la storia del territorio in cui si
vive.
Di seguito si descrivono sinteticamente, a titolo di esempio, solo alcune delle mostre realizzate nell’ultimo ventennio, selezionate tra quelle che hanno avuto una
valenza culturale particolare ed hanno riscosso anche l’interesse di un ampio pubblico.
Sono stati approfonditi studi di storia locale in occasione
Allestimento mostre
di ricorrenze di particolare importanza. A tale proposito, si
ricorda la mostra “Molise 1860 - i giorni dell’unità”, organizzata nel 1983 in occasione
del Centenario della morte di Garibaldi, e riproposta nel 2008 in occasione delle celebrazioni del Bicentenario della nascita del generale. Alla mostra ha fatto seguito anche
il catalogo, edito nuovamente nel 2008.
Altra mostra documentaria di grande spessore storico è stata “Il Molise nel 1799. I giorni
della repubblica napoletana”, realizzata nel 1999. Periodo chiave per il Mezzogiorno, ricordato con diverse iniziative in tutto il Sud d’Italia, nel Molise ha coinvolto noti studiosi
e ha riguardato la reazione in tutti i comuni molisani.
Molto interesse hanno incontrato anche le mostre storiche che hanno riguardato singole comunità alla ricerca delle proprie radici storiche. Si ricordano quella su Roccamandolfi del 1998, quelle su
Limosano nel 1989, su Ripalimosani nel 1990 e su Salcito
nel 1996, realizzate in una proficua collaborazione con la
Sezione di Soprintendenza archivistica, divenuta autonoma nel 1993.
Altri temi affrontati sono stati relativi all’arte e, a tale proposito, si segnala la mostra allestita ad Oratino nel 1993 dal
titolo “Oratino. Pittori, scultori e botteghe artigiane tra XVII
e XIX secolo”, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici e per i Beni ambientali, arAllestimento mostre tistici e storici del Molise, la Soprintendenza archivistica per
il Molise e con il patrocinio delle amministrazioni locali. Questa è stata, senza dubbio, tra le manifestazioni che hanno conseguito maggior successo per l’argomento trattato e per l’approfondita riflessione a più mani effettuata.
Al convegno, organizzato per la sua inaugurazione, sono intervenuti storici dell’arte di
fama, in particolare studiosi dell’arte settecentesca nel Mezzogiorno d’Italia; inoltre, a
conclusione della mostra è stato realizzato un VHS che viene riproposto alle scolaresche e ai cittadini in visita all’Archivio in occasione delle giornate dedicate alla iniziativa
“Porte aperte”. E’ sicuramente da sottolineare l’interdisciplinarietà delle manifestazioni
che hanno visto il più delle volte collaborare, insieme all’Archivio, anche gli altri Istituti
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Enti pubblici come la Regione, la Provincia, i Comuni del territorio, la Prefettura, l’Università, ma anche Associazioni e privati
cittadini. L’ampia partecipazione di più soggetti - statali, pubblici e privati - sta a dimostrare la capacità di coinvolgimento e l’interesse delle proposte culturali messe in campo
dall’Archivio.
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Archivio di Stato di Campobasso
Progetti
Per offrire un quadro sintetico delle attività di valorizzazione realizzate finora e della
varietà dei temi che è possibile trattare attraverso la ricerca d’archivio, si ritiene opportuno segnalare di seguito le mostre che hanno suscitato particolare interesse, auspicando che possano costituire ancora motivo di curiosità e di stimolo per ulteriori
approfondimenti:
a. 1977
- “Il Molise verso l’Unità”
a. 1981
- “Terre des Hommes”
- “Documenti di vita comunale. Il Molise nei secoli XII -XX”
a. 1983
- “Molise 1860: i giorni dell’unità”
a. 1988
- “La scuola nel Molise: indagine documentaria sull’istruzione nel periodo preunitario”
- Mostra bibliografica , organizzata in collaborazione con il Liceo classico statale «Mario
Pagano» di Campobasso
- “Momenti di vita comunale in Sepino nei secoli XVIII-XIX”
a. 1989
- “Limosano in età moderna. Documenti d’archivio per una storia comunale”
a. 1990
- “Il centro storico di Ripalimosani nel sec. XIX. Aspetti socio-urbanistici ed elementi di
arredo urbano”
- “Indagine sulla condizione sanitaria del Molise nell’800”
a. 1991
- “Fonti per la storia di una comunità molisana. Roccamandolfi tra il XII ed il XX secolo”
- “Ripalimosani: progetto F.L.O.R.A.”
a. 1992
- “Baldassarre Labanca nella cultura italiana ed europea tra ’800 e ’900”
a. 1993
- “Oratino. Pittori, scultori e botteghe artigiane tra il XVII e il XIX secolo”
a. 1996
- “Documenti per una storia di Salcito, secc. XVII-XX”
- “1944-1948: gli anni della bonifica dei campi minati in Molise”
- “Ricordando Igino Petrone”
a. 1998
- “I viaggi della speranza. Aspetti e momenti dell’emigrazione molisana in Brasile”
- “Amedeo Trivisonno: l’uomo e l’artista”
- “Per un archivio degli scrittori molisani”
- “Italiani del Molise. Italiani del Brasile”
a. 1999
- “Il 1799 nel Molise. I giorni della Repubblica napoletana”
a. 2000
- “Festa per il 148° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato”
a. 2001
- “Festa per il 149° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato”
a. 2003
- “Il Banco di Napoli: spunti di ricerca per una storia dell’attività creditizia in Molise”
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Archivio di Stato di Campobasso
- “Il Matese. Alle radici di una civiltà”
- “Dal 280 A.C. al 31 ottobre 2002. I terremoti nel Molise: una continuità nei secoli”
a. 2004
- “Percorsi di ricerca lungo sorgenti, fiumi e torrenti”
- “Dante Chiodini il fotografo: immagini per una storia della Campobasso contemporanea”
a. 2005
- “Murat, Capecelatro e Zurlo. Il decennio francese e gli scavi nel Regno di Napoli”
- “Acque e fontane nel Basso Molise”
a. 2006
- “La nascita della Provincia di Molise, (1806-1815)”
- “2 giugno 1946: nasce la Repubblica Italiana”
a. 2007
- “La rappresentazione del territorio molisano nel Decennio francese attraverso le
mappe del fondo Atti demaniali”
- “Mirabello Sannitico e i mirabellesi: i documenti d’archivio raccontano la storia di una
comunità molisana”
a. 2008
- “La Repubblica e la Costituzione nel Molise”
- “ Molise 1860 - i giorni dell’unità” (riallestimento)
- “Roccamandolfi: Florindo Scasserra e altri protagonisti della cultura locale”
- “La Chiesa Matrice di Toro: il SS.mo Salvatore”
Attività didattica
Altro impegno istituzionale al quale è stata rivolta molta attenzione è l’attività didattica, che consente di far conoscere all’esterno, in modo completo e corretto, le possibilità che gli Archivi mettono a disposizione di quanti vogliano usufruire dei servizi offerti.
L’attività didattica è rivolta a tutti i cittadini di tutte le fasce d’età, in particolare agli
studenti, nella convinzione che occorra formare e
sensibilizzare le nuove generazioni fin dal periodo
scolastico, affinché comprendano in tempo utile le
potenzialità insite nei documenti.
L’Archivio di Stato, in accordo con i dirigenti scolastici, organizza annualmente visite guidate, il cui
scopo è valorizzare le fonti archivistiche, presentando la storia attraverso il contatto diretto con i
documenti scritti. I percorsi didattici prevedono una
Allestimento mostre parte espositiva, durante la quale vengono illustrati
i fondi archivistici conservati presso l’Istituto, ed
una parte dedicata alla visita della Biblioteca e dei Laboratori di restauro e di fotoriproduzione. In occasione delle visite guidate viene mostrata anche la Sala studio dove,
con l’ausilio di personale qualificato, vengono fornite informazioni sul funzionamento
e sulle opportunità di utilizzo dei fondi a disposizione; gli archivisti simulano, praticamente, come si svolge una ricerca, facendo esaminare le diverse tipologie di documenti
estrapolati dai fondi di maggior interesse. L’attività didattica diventa una prassi soprattutto in occasione delle mostre organizzate nell’Istituto. La mostra è una forma di
lettura dell’archivio interattiva, in grado di far percepire con immediatezza il nesso imprescindibile esistente tra i documenti e la storia, ma anche la funzione sociale e culturale che gli Archivi di Stato esercitano sul territorio di pertinenza. L’interesse è sempre
garantito e, sicuramente, tra gli studenti in visita ci saranno i futuri utenti delle Sale di
studio. Frequenti sono anche i rapporti con l’Università del Molise, con la quale è stata
stipulata un’apposita convenzione che consente agli studenti del Corso di Scienze dei
Beni Culturali e Ambientali di effettuare tirocini formativi con l’assistenza degli archivisti in servizio.
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Archivio di Stato di Campobasso
Ufficio conservazione
Riordinamenti, depositi, doni e acquisti
Una delle attività fondamentali dell’Archivio di
Stato è quello della conservazione che consiste,
in particolare, nell’acquisizione degli archivi storici degli Uffici statali periferici, nella loro organizzazione logistica e nella gestione. Ciò si
traduce, prioritariamente, in un costante lavoro
di riordinamento a cura degli archivisti e nella
Allestimento mostre
redazione di inventari che rendono possibile,
oltre al controllo della conservazione, anche la consultazione dei documenti.
È necessario premettere, per i non addetti ai lavori, che nell’Archivio di Stato di Campobasso sono conservati gli archivi degli Uffici operanti sul territorio prima dell’Unità d’Italia, nonché i documenti prodotti dagli Uffici statali dal 1860 all’ultimo quarantennio.
Si precisa che, poiché solo con decreto del 27 settembre 1806 il Contado di Molise viene
separato dalla Capitanata ed acquisisce, pertanto, la sua autonomia amministrativa, stabilendo la sede dell’Intendenza a Campobasso, è
da questo momento che cominciano a formarsi
gli archivi amministrativi più importanti e corposi, che sono alla base della maggior parte
degli studi sull’Ottocento molisano e, quindi,
molto consultati.
Si citano, in particolare, tra i fondi più antichi, le
Corti baronali e regie (1700-1812), il fondo dei Locali di deposito
Protocolli notarili (1848-1906) ed una raccolta di
pergamene (1401-1600) formata dalle copertine di protocolli notarili restaurati. Tra i
fondi dell’Ottocento, indispensabili per la ricostruzione della storia molisana, si ricordano quelli dell’Intendenza di Molise (1806-1860), degli Atti demaniali (1806-1859), dei
Monasteri soppressi (1807-1838), delle Opere pie (1806-1938), della Corte criminale (18111817) e della Gran corte criminale (1818-1862) e, inoltre, la miscellanea degli Atti sul brigantaggio e processi politici (1781-1902), l’Intendenza di finanza (1882-1985), il Catasto
(1810-1952) e la Prefettura (1860-1974).
La conservazione dei complessi documentari è dislocata su più livelli dell’attuale sede
dell’Archivio di Stato, ubicata in via Orefici. Nei locali di deposito, che misurano mq 1.483,
sono stati installati armadi compattati e scorrevoli su binari i quali consentono l’utilizzo razionale degli spazi e la corretta conservazione del carteggio, che sviluppa ml 8.695.
Al solo scopo di fornire al lettore una visuale generale degli archivi conservati, si propone, di seguito, un elenco sintetico di tutti i fondi
presenti, suddiviso cronologicamente per tipologia di Uffici. Per maggiori dettagli, relativi alla
consistenza e alla presenza di inventari, più o
meno analitici relativi a ciascuno di essi, si rimanda al Sito web dell’Istituto, all’indirizzo:
Locali di deposito
http://www.archivi.beniculturali.it/ASCB
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Archivio di Stato di Campobasso
Archivi di Uffici Amministrativi
Intendenza di Molise 1806-1860 (con docc. fino al 1898)
Atti demaniali 1806-1959 (con docc. in copia dal 1669)
Monasteri soppressi (vedi Intendenza di Molise) 1807-1838
Ufficio del genio civile 1811-1977
Corpo degli ingegneri di ponti e strade poi degli ingegneri di acque e strade 1816-1910
Provincia di Campobasso 1831-1981
Sottointendenza di Larino 1836-1860
Direzione provinciale delle poste e telegrafi 1854-1950
Prefettura: serie I-II; gabinetto I-II-III; miscellanea di opere pie 1860-1974
Questura (è compreso carteggio relativoi al brigantaggio ed agli ebrei) 1861-1998
Sottoprefettura di Larino 1861-1926
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura 1874-1984
Corpo forestale dello Stato- coordinamento provinciale di Campobasso 1887-1973
Ufficio prov.le dell’industria, del commercio e dell’artigianato (UPICA) 1945-1975
A.N.A.S. 1946-1980 (con documenti dal 1828)
Assessorato Agricoltura e Foreste - Regione Molise 1973-1989
Archivi di Uffici finanziari
Conservatoria dei registri immobiliari 1809-1929
Catasto provvisorio terreni (UTE) 1810-1952
Uffici distrettuali II.DD. di Bojano, Campobasso, Casacalenda, Larino e Termoli 1867-1982
Direzione provinciale del Tesoro 1876-1966
Intendenza di finanza 1882-1985 (con docc. dal 1740)
Archivi di Uffici giudiziari
Corti baronali e regie 1700-1812
Miscellanea di atti sul brigantaggio e processi politici 1781-1902
Giudicati di pace 1809-1917
Tribunale di prima istanza di Campobasso 1809-1817
Corte criminale 1811-1817
Giudicati circondariali 1817-1861
Gran corte criminale 1818-1862
Tribunale civile (vedi anche Tribunale di Campobasso) 1818-1862
Consiglio di guerra di guarnigione 1819-1837
Tribunale civile e penale di Campobasso 1860-1947
Giudicature di mandamento 1862-1865
Corte di assise di Campobasso 1862-1931
Casa circondariale di reclusione di Campobasso 1865-1955
Preture 1866-1967
Procura del re, del re imperatore poi della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso 1880-1959
Procura del re presso il Tribunale di Campobasso 1931-1944
Tribunale civile e penale di Larino 1939-1948
Tribunale ordinario di Campobasso 1947-1967
Archivi di Uffici militari
Ufficio di leva 1842-1935
Distretto militare 1875-1933
Stato civile
Atti dello stato civile 1809-1957
Archivi notarili
Atti dei notai 1548-1906
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Archivio di Stato di Campobasso
Istituti di Assistenza, Beneficenza e Previdenza
Miscellanea di opere pie (vedi Prefettura) 1806-1938
Ente comunale di assistenza (ECA) 1809-1979 (con docc. dal 1682)
Consorzio provinciale antitubercolare (CPA) 1923-1983
Opera nazionale maternità e infanzia (ONMI) 1931-1981
Ente provinciale antitracomatoso (EPA) 1940-1982
Ente nazionale assistenza orfani lavoratori italiani (ENAOLI)- sede provinciale
di Campobasso 1941-1979
Ente nazionale per la protezione morale del fanciullo(ENPMF) 1949-1979
Ente nazionale assistenza orfani lavoratori italiani (ENAOLI)- sede regionale
di Campobasso 1971-1979
Laboratorio d’igiene e profilassi (LIP) 1974-1981
Pubblica Istruzione
Provveditorato agli Studi 1874-1977
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “L. Montini” 1922-1960
Raccolte e Miscellanee
Pergamene 1401-1600
Archivi privati
Oltre a questa tipologia di fondi, il patrimonio documentario si arricchisce anche di numerosi archivi di famiglie e di persone, oggetto di costanti acquisizioni, risultato spesso di intese e collaborazioni con privati. Gli archivi
familiari hanno integrato e incrementato la ricerca storica contemporanea, assumendo una fondamentale e crescente importanza e confermando che il progresso della ricerca non può derivare
dall’uso esclusivo di un’unica fonte, ma piuttosto
da una corretta contestualizzazione di molteplici
intrecci. Questi carteggi sono spesso complementari a quelli istituzionali e rappresentano, in alcuni casi, una fonte primaria, in particolar modo laddove le famiglie da cui provengono hanno rivestito posizioni di primo piano in campo politico, sociale
ed economico. Il loro studio consente di analizzare attività, aspetti, rapporti non sempre documentabili con altre fonti, come anche di effettuare raffronti di dati di origine diversa; più spesso si
prestano a studi demografici, economici e giuridici. In particolare, la storia economica della nostra Sala biblioteche e archivi privati
Regione ha trovato negli archivi di famiglia conservati una fonte particolarmente preziosa e privilegiata per la ricostruzione del contesto economico del territorio. Di notevole interesse per ricerche di tipo economico, storico e sociale l’archivio privato Japoce
- secc. XVI-XVIII - risalente ad una delle famiglie più importanti della Campobasso settecentesca. Particolare importanza riveste la documentazione relativa all’attività svolta da parte della famiglia Japoce per la gestione della “Doganella delle quattro Province soggette” - delegata al controllo dell’economia pastorale insieme alla Dogana di Foggia e alla Doganella d’Abruzzo - e per il carteggio relativo all’amministrazione del feudo di Civitella S. Felice. Un ulteriore interessante esempio è dato dall’archivio privato Janigro di Montagano, di datazione più recente. Tale fondo riveste un’indubbia rilevanza
per la storia, perché documenta il ruolo svolto nel Molise, nel corso dei secc. XIX-XX, dalla famiglia Janigro, una delle più rappresentative della borghesia agraria meridionale ottocentesca - proprietaria anche di un’azienda vinicola - consentendo di approfondire le
conoscenze delle funzioni svolte in ambito locale da alcuni dei suoi membri più rappresentativi. Un notevole contributo alla ricerca è offerto dagli archivi privati Manfre-
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Archivio di Stato di Campobasso
di-Selvaggi di San Massimo e Vincelli di Montorio nei Frentani, entrambi donati all’Archivio di Stato dai proprietari.Tali fondi possono fornire informazioni, in modo compiuto
e dettagliato, sullo stato patrimoniale delle famiglie, sulle loro trasformazioni nel corso dei secoli, ma anche su quel mondo, ormai perduto, rappresentato dalla vita familiare
e sociale della ricca borghesia dei secc. XIX-XX. Possono offrire, inoltre, interessanti spunti di ricerca per indagini e studi di tipo economico, sociologico ed antropologico relativamente al Molise e al Mezzogiorno e fare ricostruire genealogie, attraverso incroci con
altra documentazione. Un contributo alla valorizzazione del patrimonio documentario
molisano è stato dato dalla famiglia Ciaccia di Matrice che ha messo a disposizione degli studiosi il proprio carteggio familiare che risulta di grande interesse storico, vista la
posizione di rilievo che, nel corso degli anni, hanno occupato i suoi membri.
Nella rassegna delle tipologie di archivi privati non mancano carteggi di singoli personaggi che hanno svolto un ruolo importante per la storia del territorio, in diversi ambiti:
storico, culturale, economico, giuridico, politico, artistico, letterario, scientifico.
Di notevole interesse è la documentazione proveniente dall’archivio dello storico Giambattista Masciotta costituito, in gran parte, dalla documentazione dallo stesso raccolta,
in originale o in copia, per i suoi studi sui comuni del Molise. Si segnala, in particolare,
il manoscritto originale dell’opera, in quattro volumi, Il Molise dalle origini ai nostri giorni. Tra questi, il manoscritto relativo al circondario di Isernia
contiene annotazioni inedite ed appunti relativi
alle fonti documentarie consultate. Interessanti
anche le lettere, datate tra gennaio e giugno 1799,
epoca del cosiddetto “semestre repubblicano”, già
utilizzate per pubblicazioni edite di recente. La corrispondenza, in cui si intrecciano aspetti pubblici
e privati, fa luce su alcuni dei principali protagoSala riunioni “F. Colitto”
nisti della Repubblica napoletana nel Molise, sui
loro legami di parentela e di amicizia, sugli aspetti organizzativi, giudiziari ed amministrativi delle municipalità, delinea con chiarezza i rapporti che intercorrevano tra i patrioti molisani e sottolinea la loro azione trainante nella realizzazione dei programmi
rivoluzionari.
Un ulteriore esempio da citare è l’archivio dell’on. avv. Francesco Colitto, insigne personaggio della vita politica e culturale di Campobasso, membro dell’Assemblea Costituente nel 1946, parlamentare, per molti anni segretario regionale del Partito liberale,
per quasi un ventennio presidente della Banca popolare del Molise. L’archivio riflette
questa poliedrica attività. Tra breve tempo sarà a disposizione degli studiosi anche l’archivio del sen. avv. Domenico Raffaello Lombardi, politico di rilievo sia a livello parlamentare sia regionale. Il fondo, specchio fedele dell’attività del senatore, contiene, oltre
a documentazione personale anche documentazione relativa alla militanza nella Democrazia Cristiana e all’attività politica in qualità di consigliere ed assessore regionale
e di parlamentare. Di notevole interesse anche l’archivio di uno dei più importanti studiosi di storia molisana, lo storico Uberto D’Andrea, che nel Molise e nelle zone limitrofe
ha compiuto, nel corso di un cinquantennio, una intensa attività di ricerca, finalizzata ad
interessanti pubblicazioni, svolta in numerosi archivi statali, comunali ed ecclesiastici
del Meridione. Il fondo può fornire agli studiosi elementi per ricerche di storia istituzionale, economica e sociale sul Contado di Molise, a partire dal sec. XVI.
E’ da citare anche l’archivio privato di Igino Petrone, filosofo e giurista di origine molisana, personaggio di rilevanza nazionale per i suoi studi filosofici e giuridici e per la sua
intensa attività di docente di filosofia del diritto e di filosofia morale. Ricerche di tipo culturale possono essere effettuate, poi, sull’archivio di Giose Rimanelli, donato dallo stesso
Rimanelli, scrittore nativo del Molise, professore emerito di letteratura italiana e di letteratura comparata all’Università di Albany-NewJork, la cui produzione letteraria consta di romanzi, cronache letterarie, commedie, raccolte poetiche, tradotte e divulgate
in diversi paesi esteri. Per ricerche di tipo politico, giuridico e socio-economico si può attingere all’archivio privato della famiglia Leone di Guglionesi. Il fondo documenta ampiamente l’attività svolta nel Molise, nei secc. XIX-XX, dalla famiglia e consente di
approfondire la conoscenza del ruolo svolto da alcuni membri più rappresentativi e, in
122
Archivio di Stato di Campobasso
particolare, dell’operato, nei suoi risvolti umani,
politici e professionali, dell’on. avv. Giuseppe
Leone, illustre civilista e deputato, dal 1897, per
circa venticinque anni, nel Parlamento italiano.Tra
gli archivi conservati si ricorda quello che testimonia l’attività svolta da Michele Camposarcuno,
avvocato patrocinatore in Cassazione, professore
e preside di scuola media e docente alla libera
Università degli Studi di Roma, nonché membro
Sala riunioni “F. Colitto”
dell’Assemblea Costituente del 1946, dove svolse
un ruolo significativo in favore delle problematiche della Regione. Tra gli archivi di persone, non vanno dimenticati, anche se di relativa consistenza, quelli del famoso pittore
Giuseppe Eliseo e del floricoltore Vincenzo Di Lauro di Campobasso.
I fondi statali e privati sopra elencati sono dotati, come si è già accennato, di strumenti
di consultazione, quali inventari, rubriche, elenchi, indici; in alcuni casi sono state elaborate anche guide tematiche e banche dati informatizzate con lo scopo di facilitare le
ricerche in Sala studio, valorizzando contestualmente le fonti. La redazione di tali strumenti, che segue criteri scientificamente corretti, viene costantemente curata dagli archivisti di Stato impegnati nei settori competenti, senza il cui lavoro di riordino sarebbe
difficile svolgere qualsiasi ricerca. Infatti, la maggior parte dei fondi viene versata negli
Archivi di Stato accompagnata da elenchi sommari che non consentono la fruizione dei
documenti. La maggior parte degli strumenti di ricerca sopra citati è disponibile in formato cartaceo e, quindi, consultabile manualmente, tuttavia negli ultimi anni, dopo
l’intervento delle nuove tecnologie, si è avviato un lavoro d’informatizzazione che apre
ampie possibilità di utilizzazione, fruizione e valorizzazione dei dati archivistici.
L’obiettivo che l’Istituto si pone per i prossimi anni è quello di realizzare la completa informatizzazione di tutti i fondi archivistici, per creare banche dati e inventari condivisi
con il sistema archivistico nazionale e internazionale, affinché la ricerca d’archivio non
sia più riservata al solo sapere specialistico ma possa essere messa al servizio dell’intera collettività degli studiosi. Verso tale direzione, l’Archivio di Stato di Campobasso ha
già creato da tempo un proprio Sito web, in continuo aggiornamento, ove sono reperibili le informazioni che lo riguardano, l’elenco dei fondi ivi conservati e i servizi offerti.
Per avviare un sistema che consenta la graduale informatizzazione del complessivo sistema documentario è stato da poco presentato anche un progetto a valere sul Fondo
Infrastrutture Strategiche che prevede, nell’arco di un triennio, di informatizzare gli strumenti di consultazione elaborati a tutt’oggi e il fondo dei Protocolli notarili. Qualora il
progetto venisse finanziato, ne potrebbero beneficiare non solo gli studiosi abituali ma
anche coloro che risiedono in altri Paesi. Già da qualche anno è iniziata l’informatizzazione dei registri dello Stato civile, relativi agli atti di nascita della Provincia di Campobasso, al fine di dare agli utenti la preziosa opportunità di svolgere ricerche di demografia
storica e di genealogia, consultando banche dati on line.
I dati relativi ai comuni già informatizzati sono a disposizione presso la Sala studio dell’Istituto e sono utilizzati dal personale interno per soddisfare le numerose richieste che
pervengono dall’esterno, per corrispondenza.
L’Archivio di Stato di Campobasso partecipa dal 2005, inoltre, al progetto SIAS (Sistema
Informativo degli Archivi di Stato), promosso dalla Direzione Generale per gli Archivi. Si
tratta di una banca dati nazionale che consente agli utenti di prendere visione attraverso la rete Internet di informazioni qualitative e quantitative sul patrimonio documentario conservato, in particolare, sul quadro istituzionale di riferimento, sull’Ente
produttore e su quello conservatore, sulla tipologia degli atti, sul livello di accessibilità
e di analiticità degli strumenti di consultazione.
Per la realizzazione dell’iniziativa, l’Archivio di Stato ha avviato le procedure di informatizzazione dei complessi documentari e degli strumenti di ricerca. I relativi dati sono
stati già inseriti nell’apposito programma applicativo Amanuense e, appena terminate
le operazioni di riscontro, gli stessi saranno esportati presso la banca dati nazionale per
la pubblicazione in rete.
123
Archivio di Stato di Campobasso
Attività di vigilanza: versamenti, commissioni di sorveglianza
Un ulteriore, fondamentale compito istituzionale dell’Archivio di Stato è quello di vigilare sulla gestione degli archivi correnti e di deposito prodotti dagli Uffici statali della
Provincia di Campobasso e da essi conservati fino al quarantennio, quando saranno versati in Archivio.
A tal fine, operano attualmente quarantuno Commissioni di sorveglianza, istituite ai
sensi dell’art. 41 del Codice dei beni culturali e del paesaggio4 con il compito di vigilare
sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito delle Amministrazioni statali
della Provincia, di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e
conservazione dei documenti, di proporre gli scarti e di curare i versamenti in Archivio.
L’autorizzazione finale al versamento e allo scarto compete alla Direzione Generale degli
Archivi
In seguito alla trasformazione di alcuni Uffici che da statali sono divenuti enti pubblici,
l’Archivio collabora, già da alcuni anni, con la Soprintendenza archivistica per il Molise
per quanto riguarda l’attività di vigilanza sugli archivi delle Agenzie fiscali (Agenzia
delle Entrate- Direzione Regionale Molise, Agenzia delle Entrate- Ufficio locale di Campobasso, Agenzie locali di Larino e Termoli).
Al riguardo, si segnala che l’introduzione delle nuove tecnologie, con la creazione di documenti elettronici, firma digitale, protocollo informatico, ha reso più arduo il compito
degli archivisti di Stato che hanno la necessità di continui aggiornamenti per restare al
passo con i tempi e gestire il processo di cambiamento. L’istituzione del protocollo informatico e l’informatizzazione di numerosi procedimenti amministrativi, l’uso della
posta elettronica e la formazione degli archivi informatici obbliga gli archivisti a nuove
riflessioni e ad affrontare le problematiche di conservazione connesse alla produzione
di supporti non cartacei.
Laboratorio di fotoriproduzione
L’Archivio di Stato di Campobasso è uno dei 40 istituti archivistici presso i quali, con decreto del ministro per i Beni Culturali e Ambientali del 16 settembre 1977, è stata prevista l’istituzione di un Laboratorio di fotoriproduzione.
Il Laboratorio comprende le sezioni microfotografica, fotografica e il Servizio fotocopie.
Il Laboratorio è impegnato nell’assicurare, per l’utenza
esterna della Sala studio e della Biblioteca e per i settori interni dell’Amministrazione, la realizzazione di varie tipologie
di riproduzione quali: fotocopie, microfilm, copie al visorestampatore, fotografie analogiche e digitali.
Gli utenti possono richiedere le fotoriproduzioni dei documenti archivistici e del materiale bibliografico compilando
appositi moduli; per la riproduzione delle pubblicazioni esiLaboratorio di fotoriproduzione stenti in Biblioteca si seguono le modalità previste dalla legislazione vigente, in particolare la l. 22 aprile 1941, n. 633, e
successive modificazioni tra cui il d.lg. 9 aprile 2003, n. 68. Le tariffe da corrispondere
sono quelle previste dal decreto del ministro per i Beni e le Attività Culturali, (d.m. 8
aprile 1994), dall’art. 108 del d.l.vo n. 42 del 22 gennaio 2004 e dalla lettera circolare n.
21 della Direzione Generale per gli Archivi del 17 giugno 2005.
Il Laboratorio di fotoriproduzione può effettuare, tra l’altro, lavori di riproduzione anche
per conto degli altri Istituti periferici ministeriali della Regione o per Istituti culturali
molisani non in possesso delle idonee attrezzature. Il personale addetto garantisce la
consultazione e la stampa dei documenti microfilmati e digitalizzati ed assiste gli studiosi nelle ricerche e le scolaresche in occasione di visite guidate.
Nonostante le poche e ormai superate attrezzature tecniche a disposizione, il Laboratorio ha contribuito notevolmente alla tutela dei beni archivistici molisani. I lavori portati a termine finora riguardano, soprattutto, microfilm di conservazione e d’integrazione attinenti a serie documentarie o ad atti sciolti di provenienza comunale, ecclesiastica e privata. Per motivi legati alla ricerca o ad interventi di restauro, ad esempio,
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Archivio di Stato di Campobasso
sono stati microfilmati tutti i fondi pergamenacei esistenti nella Regione, per un totale di oltre 2.000 unità archivistiche la cui data più antica risale al X secolo. Per la ricerca
e l’individuazione del materiale fotoriprodotto sono stati predisposti opportuni mezzi di
corredo anche informatizzati: oltre all’inventario descrittivo di ogni singola bobina, possono essere consultati inventari per tipo di archivio, per piazza notarile e per comune.
Il personale del Laboratorio, inoltre, partecipa attivamente alle attività promozionali e
di valorizzazione organizzate dall’Istituto, realizzando le riproduzioni degli atti selezionati e supporti di natura multimediale.
Laboratorio di restauro, legatoria e cartotecnica
L’Archivio di Stato di Campobasso è dotato di un attrezzato Laboratorio di restauro, legatoria e cartotecnica, attivo dalla fine degli anni Settanta, che si occupa dell’esecuzione di lavori di restauro sul materiale documentario - cartaceo e pergamenaceo conservato nei depositi, nonché della rilegatura di materiale a stampa e della produzione, per uso interno, di cartelle e contenitori vari che garantiscono un’idonea conservazione. Le operazioni di restauro sono espletate da personale specializzato, che ha
svolto corsi di formazione presso il Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro
degli Archivi di Stato che ha sede in Roma.
Periodicamente, i restauratori effettuano controlli sui documenti conservati nei depositi al fine di individuare quelli da
sottoporre ad interventi di restauro; i lavori vengono poi realizzati secondo un criterio di priorità del danno riscontrato. Il
recupero della documentazione viene effettuato attraverso
diverse fasi che consistono in una serie di operazioni preliminari, quali: la cartulazione, la microfilmatura e la fotografia a campione di alcuni pezzi, attestante lo stato di
conservazione ante restauro, eseguite dal Laboratorio di fotoriproduzione dell’Istituto, la misurazione del pH delle carte
e degli inchiostri e prove di solubilità degli stessi. Solo suc- Restauro
cessivamente si passa alle operazioni di restauro, che prevedono la scucitura dei fogli,
la spolveratura, i lavaggi, la collatura, il risarcimento delle lacune e le legature finali. Le
metodologie attuate per tali lavori e i prodotti utilizzati sono in linea con le direttive
dell’attuale Centro per la Patologia e la Conservazione del Libro e del Documento (ex
CFLR).
Considerato l’elevato numero di documenti da sottoporre ad interventi di restauro e
l’impossibilità di concludere in tempi brevi i pur necessari lavori con il solo personale in
servizio, i tecnici del settore periodicamente redigono progetti da affidare a ditte
esterne, ai sensi del Dlg.vo n. 163/06, a seguito di autorizzazione e di finanziamento
della Direzione Generale degli Archivi.
L’attività del Laboratorio ha privilegiato, fino ad oggi, prevalentemente il restauro di documentazione statale e in particolare il fondo dei Protocolli notarili, il più antico tra
quelli che si conservano, che comprende gli atti dei notai che rogarono nel distretto di
Campobasso dal 1548 al 1899 e che costituisce una fonte preziosa per la ricostruzione
della storia politica e sociale della nostra realtà regionale. La diversità della tipologia di
documenti contenuti all’interno dei singoli protocolli, quali compravendite, donazioni,
mutui, capitoli matrimoniali, ecc., consente una larghissima varietà di temi di ricerca.
Oltre alla documentazione statale, nel corso degli ultimi trenta anni, sono stati restaurati documenti appartenenti ad enti pubblici, ecclesiastici e archivi privati di notevole interesse storico. Si citano di seguito alcuni archivi privati interessati da interventi di
restauro: Bucci, Ciaccia, D’Andrea, Galanti, Janigro, Japoce, Vincelli.
Il personale del Laboratorio di restauro svolge, inoltre, un’apprezzata attività didattica,
rivolta in particolare alle scuole e, su richiesta, anche a utenti esterni, finalizzata a far conoscere i procedimenti del restauro che suscitano sempre un grande interesse. In occasione delle numerose mostre documentarie realizzate dall’Istituto, lo stesso personale
si occupa delle fasi dell’allestimento, avendo acquisito un’esperienza pluridecennale.
125
Archivio di Stato di Campobasso
Centro stampa
In passato è stata molto proficua l’attività svolta in questo Centro, caratterizzando positivamente l’Archivio di Stato. Vi sono stati stampati, infatti, diversi cataloghi delle mostre
organizzate ed anche alcune pubblicazioni commissionate dall’Ufficio centrale dello
stesso Ministero. In occasione dell’allestimento di mostre storico-documentarie sono state
realizzate le cartelline contenenti le stampe di documenti attinenti ai temi trattati, sempre molto apprezzate dal pubblico intervenuto che le ha ricevute in dono. Nell’ultimo decennio, il Centro stampa ha gradualmente diminuito la sua attività a causa della riduzione
del personale che prima vi era impegnato che è stato trasferito in altri uffici oppure si è
riqualificato in altri profili professionali. Negli ultimi tre anni, pur non avendo la possibilità di stampare i prodotti realizzati, il personale ha provveduto ugualmente all’allestimento di diverse mostre (che saranno indicate in seguito, quando si parlerà dell’attività
promozionale e di valorizzazione), grazie all’attività di progettazione grafica di un capo
tecnico, al personale del Laboratorio fotografico, che cura la fotografia dei testi riprodotti
in mostra e collabora nella grafica, e di un assistente tecnico informatico che digita i testi
scritti. I risultati espositivi sono stati sempre molto apprezzati dai visitatori, non solo per
i temi trattati, ma anche per la leggibilità e la fruibilità dei pannelli realizzati, gradevolissimi anche sotto il profilo estetico, aspetto da non trascurare se si vuole raggiungere un
pubblico non sempre specialistico e dagli interessi più diversi.
Le principali pubblicazioni realizzate sono le seguenti:
RENATA DE BENEDITTIS, Relazione per la mostra “Terre des Hommes” organizzata dalla Regione Molise – Assessorato
al Turismo, Montreal, 23 giugno – 30 agosto 1981, [Campobasso, Archivio di Stato, 1981], pp. 12.
Molise preunitario. Atti della mostra documentaria «Il Molise verso l’Unità» (Campobasso, 2-18 giugno 1977), a
cura dell’ARCHIVIO DI STATO DI CAMPOBASSO, [s.l., s.n.], 1981, pp. XVII, 214.
Molise 1860 - i giorni dell’unità. Catalogo della mostra storico-documentaria, Campobasso, Archivio di Stato,
1985, pp. XXII, 217, ill.
RAFFAELE COLAPIETRA, Garibaldi, il Mezzogiorno, il Molise. Quale rapporto? Conferenza di chiusura della mostra storico-documentaria organizzata dall’Archivio di Stato di Campobasso nel quadro delle celebrazioni per il centenario della morte di Giuseppe Garibaldi. Campobasso, 29 giugno 1983, Campobasso, Archivio di Stato, 1986, pp.1
Momenti di vita comunale in Sepino nei secoli XVIII-XIX. Mostra documentaria, Campobasso, Archivio di Stato,
1988, pp. 16.
Mostra bibliografica. 20 aprile-5 maggio 1988, Campobasso, Archivio di Stato, 1988, pp. 36.
La scuola nel Molise: indagine documentaria sull’istruzione nel periodo preunitario. Catalogo della mostra, Campobasso, Archivio di Stato, 1988, pp. XXXIV, 73, ill.
Il centro storico di Ripalimosani nel sec. XIX. Aspetti socio-urbanistici ed elementi di arredo urbano, catalogo
della mostra, Campobasso, Archivio di Stato, 1990, pp. XXIV, 93, ill.
Indagine sulla condizione sanitaria del Molise nell’800, guida della mostra, Campobasso, Archivio di Stato, 1990,
pp. 48.
Fonti per la storia di una comunità molisana. Roccamandolfi tra il XII ed il XX secolo, mostra documentaria,
Campobasso, Archivio di Stato, 1991, pp.VIII, 137.
Ripalimosani: progetto F.L.O.R.A., mostra didattico - documentaria, Campobasso, Archivio di Stato, 1991, pp. 26.
Baldassarre Labanca nella cultura italiana ed europea tra ‘800 e ‘900, catalogo a cura di RENATA DE BENEDITTIS,
Campobasso, Archivio di Stato, 1992, pp.XV, 63, ill.
TITINA SARDELLI, Le donne d’Isernia durante la reazione del 1860. Relazione letta all’inaugurazione della mostra storico-documentaria «Molise 1860. I giorni dell’Unità». Campobasso, 23 aprile 1983, Campobasso, Archivio di
Stato, 1992, pp. 12.
Limosano in età moderna. Documenti d’archivio per una storia comunale, catalogo della mostra, Campobasso,
Archivio di Stato, 1993, pp. XX, 48.
Documenti per una storia di Salcito, secc. XVII-XX, catalogo della mostra, Salcito, 24 settembre-24 ottobre 1996;
Campobasso, 19 aprile – 30 settembre 1997, Campobasso, Archivio di Stato, 1997, pp. 57, ill.
I “viaggi della speranza”. Aspetti e momenti dell’emigrazione molisana in Brasile, catalogo della mostra, a cura
di RENATA DE BENEDITTIS e DANIELA DI TOMMASO, Campobasso, Archivio di Stato, 1998, pp. 36.
Italiani del Molise. Italiani del Brasile, catalogo, a cura dell’ARCHIVIO DI STATO DI CAMPOBASSO, Campobasso, Archivio di Stato, 1999, pp. 64, ill.
126
Archivio di Stato di Campobasso
GRAFICI DELLE ATTIVITÀ
ATTIVITA'
DI SUPPORTO
CONSERVAZIONE
coordinamento
e supporto delle
macroattività di
tutela, conservazione, ricerca,
valorizzazione e
gestione dei servizi al pubblico;
gestione e funzionamento
della sede, protocollo informatico, gestione
del personale,
gestione contabile, sicurezza
dei luoghi di
lavoro
studio, ricerca,
censimenti, inventariazione,
strumenti
di ricerca,
microfilm,
catalogazione
patrimonio
bibliografico
39%
24%
VALORIZZAZIONE
SERVIZI
AL PUBBLICO
gestione e funzionamento
attività promodella Sala di
zionale: mostre,
studio e della
convegni,
Biblioteca incontri di sturicerche ammidio, cataloghi;
nistrative e
attività didatdi studio in
tica, visite guipresenza e per
date, attività
corrispondenza;
fotografica
servizio di
e di stampa.
fotoriproduzione
13%
21%
TUTELA
studio e ricerca
- acquisizione
di beni archivistici - attività
di vigilanza
3%
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Tutela
Conservazione
Valorizzazione
Servizi al pubblico
Attività di supporto
127
Archivio di Stato di Campobasso
PROGETTI REALIZZATI E PROGRAMMATI
Anno 2007
- Progetto di restauro di n. 65 protocolli notarili e n. 5 registri dello Stato civile: finanziamento statale di € 34.832.63.
- Mostre storico-documentarie: “La nascita della Provincia di Molise” e “La rappresentazione del territorio molisano nel Decennio francese attraverso le mappe del fondo
Atti demaniali”, con finanziamento di € 4.500,00 dell’Amministrazione provinciale di
Campobasso.
Si è trattato di una manifestazione organizzata nell’ambito delle celebrazioni programmate per ricordare un importante evento per la Regione, il Bicentenario dell’istituzione della Provincia di Molise. Tra gli obiettivi principali da conseguire vi è stato
quello di dare agli studenti la possibilità di conoscere meglio, attraverso i documenti
d’archivio, un periodo fondamentale per il Mezzogiorno d’Italia e per la Regione Molise,
in particolare, nell’intento di indurli ad un’attenta riflessione sulle principali innovazioni giuridiche e amministrative introdotte dal Decennio francese, oggetto della mostra. In tal modo i giovani studenti sono stati anche avvicinati agli archivi, facendo
un’utile esperienza didattica.
Si è ricostruita, per grandi linee, la nascita dello Stato moderno nel Mezzogiorno d’Italia, mettendo in luce, attraverso la documentazione conservata in Archivio, le trasformazioni più significative attuate da giuristi ed uomini politici che, ispirati dai principi
illuministi e sull’onda della rivoluzione francese trasformarono l’assetto territoriale e
amministrativo del Regno.
- Mostra storico-documentaria “Mirabello Sannitico e i mirabellesi: i documenti
d’archivio raccontano la storia di una comunità molisana”, con finanziamento
di € 3.500,00 dell’Amministrazione comunale di Mirabello Sannitico.
Sono state ricostruite, attraverso documentazione comunale e statale, le tappe fondamentali della storia di Mirabello Sannitico, fornendo una interessante esemplificazione
di un percorso storico che può essere ripetuto anche per altri comuni. L’evento è stato
voluto e finanziato dal Comune per inaugurare un palazzo signorile del centro storico,
ristrutturato per ricevere la biblioteca comunale, una sala conferenze e una esposizione
delle attrezzature utilizzate per le antiche attività artigianali. E’ interessante precisare
che la mostra è permanente e tutte le future generazioni potranno visitarla e conoscere
le proprie radici storiche.
Progetti a finanziamento statale
Progetti nazionali € 26.477,78:
- “Firma digitale”
- “Comunicazione istituzionale”
- Apertura 1° maggio
- “Le case delle carte”
Progetti locali € 26.865,54:
- Riordinamento e inventariazione protocolli notarili versati il 15.01.2006 dall’Archivio
notarile di Campobasso
- Preparazione del Sito web dell’Archivio di Stato di Campobasso
- Restauro di n. 20 piante del fondo Atti demaniali e di n. 10 piante appartenenti all’Archivio privato Giuseppe Maria Galanti di Santa Croce del Sannio
- Protocollo e archivio: organizzazione e riordinamento dell’archivio unico dell’Istituto
(anno 2004)
128
Archivio di Stato di Campobasso
Anno 2008
- Progetto di restauro di n. 30 protocolli notarili: finanziamento statale di € 15.984,00.
- Mostre storico-documentarie “La Repubblica e la Costituzione nel Molise” e “Molise
1860- i giorni dell’unità” (già allestita nel 1983), con finanziamento di € 4.500,00 del
Comitato provinciale per la valorizzazione della cultura della Repubblica nel contesto
dell’unità europea.
Quest’ultima mostra, realizzata la prima volta circa venticinque anni fa in occasione del
Centenario della morte di Garibaldi, è stata riallestita con il finanziamento della Prefettura in occasione delle celebrazioni promosse anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Bicentenario della nascita di Garibaldi.
E’ stata poi curata la riedizione del relativo catalogo, stampato la prima volta nel 1985
presso il Centro stampa dello stesso Archivio di Stato, questa volta come numero monografico della rivista «Conoscenze» della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise.
Il grande interesse suscitato dal tema trattato, sviluppato attraverso un’ampia ricerca
bibliografica e documentaria, è stato dimostrato dalle numerose richieste di ricevere
copia della pubblicazione pervenute dagli studiosi d’ogni parte d’Italia, ma anche dai
molti approfondimenti che questo lavoro ha suggerito.
- Mostra storico-documentaria “Roccamandolfi: Florindo Scasserra e altri protagonisti
della cultura locale”, con finanziamento di ¤ 3.000,00 dell’Amministrazione comunale
di Roccamandolfi.
La mostra e il convegno che ha preceduto l’inaugurazione hanno avuto lo scopo di ricordare la figura del giovane Florindo Scasserra, giornalista, scrittore, editore, nato a
Roccamandolfi (IS), che ha vissuto intensamente la sua breve vita, lasciando tracce indelebili nella storia culturale del proprio paese e non solo, attraverso il giornale che ha
fondato e i libri che ha scritto.
Ma la mostra parla anche dei fermenti culturali che hanno caratterizzato il Comune di
origine e degli interessi letterari che muovevano le iniziative dei giovani intellettuali
molisani che sono vissuti a cavallo tra l’Ottocento e primi del Novecento, evidenziando
la vivacità di questa società montanara, non estranea al dibattito politico ed intellettuale che si svolgeva nel resto del territorio nazionale.
Progetti a finanziamento statale
Attività straordinarie € 27.750,80
- Protocollo informatico
- Attuazione “Carta dei servizi”
- Sicurezza sul posto di lavoro
PROGETTI FUTURI
1) Informatizzazione dei fondi conservati presso l’Archivio di Stato di Campobasso e inserimento in rete per consultazione on line, con particolare riferimento ai protocolli
notarili
E’ stato presentato, a valere sui fondi FAS, un progetto per la realizzazione di sistemi archivistici informatizzati: indici, inventari, guide tematiche e banche dati consultabili on
line, nonché servizi offerti attraverso la rete Internet. L’Archivio di Stato costituisce un
punto di riferimento imprescindibile per lo studio della storia del Molise, grazie alla
grande ricchezza di informazioni e di dati di vario interesse che vi si possono reperire.
L’obiettivo, quindi, sarà quello di presentarsi agli utenti del territorio (enti, istituti,
aziende, associazioni, oltre che singoli studiosi) come una struttura di servizio da utilizzare per qualsiasi tipo di ricerca in svariati campi di indagine: sociologico, culturale, artistico, umanistico, economico, linguistico, toponomastico. Il primo fondo che si intende
informatizzare, attraverso la creazione di indici analitici dei singoli notai, è quello dei
129
Archivio di Stato di Campobasso
Protocolli notarili, ma contemporaneamente dovranno essere informatizzati gli strumenti di consulazione già in dotazione ed, eventualmente, serie archivistiche di particolare interesse, di altri fondi archivistici, quali ad esempio, quelli dell’Intendenza di
Molise, della Prefettura, degli Atti demaniali, dei Monasteri soppressi, del Genio civile, del
Corpo degli ingegneri di ponti e strade. La consultazione on line di tali fondi renderà possibili ricerche in svariati campi, ad esempio in materia di cartografia, architettura, archeologia, paesaggio urbano e rurale, tratturi. La realizzazione del progetto prevede
l’acquisto di attrezzature informatiche, software specifici, formazione del personale interno, affidamento di appalti all’esterno.
2) Restauro di documentazione di notevole interesse storico esposta al rischio di un
progressivo deterioramento
E’ stato presentato, a valere sui fondi FAS, un progetto per il restauro dei fondi più antichi, conservati presso l’Archivio di Stato, considerato indispensabile oltre che per la salvaguardia e la conservazione nel tempo di preziosi documenti originali, anche per poter
effettuare, senza danni, tutte le operazioni preliminari alla informatizzazione del fondo
Protocolli notarili, in connessione con le operazioni di indicizzazione ed alla eventuale digitalizzazione di documenti di particolare interesse, che potrebbero essere visualizzati
in rete favorendo il contatto virtuale con i documenti di archivio anche da parte del
vasto e variegato pubblico di Internet. I documenti da restaurare saranno individuati
dal personale interno, mentre i lavori di restauro saranno affidati a ditte esterne altamente specializzate.
ELENCO PROGETTI REALIZZATI 2007-2008
Anno 2007
PROGETTO
IMPORTO
FONTE
INVESTIMENTO FINANZIAMENTO
“La nascita della Provincia di Molise” e
“La rappresentazione del territorio molisano nel
Decennio francese attraverso le mappe del fondo
Atti demaniali”
€ 4.500,00
Provincia
di Campobasso
“Mirabello Sannitico e i mirabellesi: i documenti
d’archivio raccontano la storia di una comunità
molisana”
€ 3.500,00
Comune
di Mirabello
Sannitico
Progetto restauro relativo ai protocolli notarili
e ai registri dello Stato civile
€ 34.832,63
Statale
Progetti nazionali e locali
€ 53.343,32
Statale
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
130
€ 96.175,95
Archivio di Stato di Campobasso
Anno 2008
PROGETTO
IMPORTO
FONTE
INVESTIMENTO FINANZIAMENTO
“La Repubblica e la Costituzione nel Molise” e
“Molise 1860 - i giorni dell’unità” (riallestimento)
€ 4.500,00
Prefettura di
Campobasso
“Roccamandolfi: Florindo Scasserra e altri
protagonisti della cultura locale”
€ 3.000,00
Comune di
Roccamandolfi
Progetto restauro relativo ai protocolli notarili
€ 15.984,00
Statale
Progetti “Attività straordinarie”
€ 27.750,80
Statale
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
€ 51.234,80
Note:
Con il programma ordinario dei lavori pubblici, ogni anno il Ministero finanzia gli interventi di tutela dei beni Culturali. Si tratta, prevalentemente, di restauri sui beni architettonici, storico-artistici, scavi archeologici ed interventi nei settori del paesaggio e
dell’arte contemporanea nonché di recupero e tutela nei settori dei beni archivistici e
librari. Si utilizzano risorse stanziate in bilancio, in appositi capitoli in conto capitale,
che non provengono da leggi speciali.
Con il programma Lotto il Ministero, ogni tre anni, elabora un programma di interventi
di un certo rilievo, in termini di fabbisogno finanziario, in tutti i settori di interesse compreso il settore del cinema e dello spettacolo dal vivo. Le risorse utilizzate sono relative
agli introiti del lotto e stanziate dalla legge finanziaria 1997.
Con la riprogrammazione delle risorse giacenti in contabilità speciale il Ministero, ai
sensi della legge finanziaria 2008 (art.2,c.386), ogni anno individua gli interventi relativi a programmi approvati per i quali non risultino avviate le procedure di gara entro il
termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello di approvazione, quindi procede
alla definizione di un nuovo programma. I settori di intervento sono gli stessi del programma ordinario.
La legge finanziaria 2007 ( art. 1 c. 1142 ), prevede lo stanziamento di fondi per consentire al Ministero per i Beni e le Attività Culturali di far fronte, con interventi urgenti, al
verificarsi di emergenze che possano pregiudicare la salvaguardia dei beni culturali e
paesaggistici e di procedere alla realizzazione di progetti di gestione di modelli museali, archivistici e librari, nonché di progetti di tutela paesaggistica e a archeologicomonumentale e di progetti per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione di beni
culturali e paesaggistici.
131
ARCHIVIO DI STATO DI ISERNIA
L’Archivio di Stato di Isernia, ufficio periferico del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per gli Archivi
-, è stato istituito con d.m. 25 febbraio 1970, a seguito della costituzione della provincia, fino ad allora compresa nell’unica
provincia molisana di Campobasso.
Dall’anno della sua istituzione dopo vari trasferimenti di sedi,
l’Archivio, grazie alla legge 285/1977 che permise l’accesso ai
ruoli del Ministero di giovani lavoratori, fu trasferito in una sede
più grande, palazzo Gamberale, fino al 1997, anno in cui l’Istituto venne trasferito nella sede attuale in corso Risorgimento,
palazzo INPDAP.
Il primo nucleo del patrimonio documentario è pervenuto dall’Archivio di Stato di Campobasso nel giugno 1972.
Compiti istituzionali
L’Archivio di Stato di Isernia provvede alla conservazione, tutela,
ricerca, valorizzazione e promozione del patrimonio documentario appartenente agli uffici periferici dello Stato non più occorrenti alle necessità ordinarie da oltre 40 anni e di tutti gli
archivi che lo Stato ha in proprietà a qualsiasi titolo (acquisti,
donazioni, archivi appartenenti ad enti soppressi). La documentazione conservata riflette le trasformazioni territoriali avvenute
ed è fondamentale per lo studio di tutto il territorio della Provincia nelle sue realtà economiche, sociali e politiche.
L’Archivio di Stato di Isernia provvede, inoltre, alla vigilanza sulla
tenuta degli archivi appartenenti agli uffici periferici dello Stato.
Il patrimonio documentario
L’Archivio di Stato di Isernia conserva attualmente un patrimonio documentario che copre un arco cronologico che va dal secolo XVI al XX e consta di 25.749
pezzi collocati in appositi armadi
compattabili per complessivi 1.746
metri lineari.
Particolare importanza assume il carteggio degli organi giudiziari preunitari e postunitari. (Fig. 1).
Il vasto archivio delle Preture, secc.
XIX- XX, istituite con il Regio Decreto
del 6 dicembre 1865 sull’ordinamento giudiziario dello stato italiano, comprendente anche gli atti Fig. 1 Archivio patrimonio documentario
delle magistrature che le hanno precedute, sorte a seguito della legge sulla organizzazione giudiziaria del Regno del 20 maggio 1808 n. 140, con l’ampia
documentazione del Tribunale di Isernia, (1862-1967), istituito con
Regio Decreto del 20 novembre 1861 e soppresso con R. D. n. 601
del 24 marzo 1923 fino al 1934 anno della sua ricostituzione e
della ripresa delle attività, e gli Atti penali archiviati della Procura
del Re, (1943-1944), offrono un quadro del susseguirsi delle magistrature locali e sono fonte inesauribile di notizie per lo studio
di tutto il territorio. Particolarmente interessante si è rivelata la
documentazione appartenente alle varie Serie del Tribunale, utile
per approfondire la ricerca non solo sulle trasformazioni sociali
132
Archivio di Stato di Isernia
ed economiche della provincia, ma anche sulle vicende
della seconda guerra mondiale e le conseguenze che esse
hanno avuto su tutta l’area coinvolta e con i bombardamenti del 1943 nella città di Isernia. Sempre al fondo del
Tribunale di Isernia appartiene la serie delle Società cooperative. Interessante e rara documentazione che permette di studiare il fenomeno, nato verso la fine del XIX
sec., del primo associazionismo tra i lavoratori come esigenza di difesa e salvaguardia degli aspetti previdenziali
e assistenziali come le Società di mutuo soccorso. Analogo
interesse rivestono gli Atti dello Stato Civile, (1809-1899),
formato in applicazione del Regio Decreto del 29 ottobre
1808, che con le serie degli Atti di Nascita, di Matrimonio,
di Morte e Notificazione (Pubblicazioni), oltre allo studio
Fig. 2 Atto di morte di Saverio
genealogico delle famiglie offre notizie utili per lo studio
Jadopi, avvenuta il 20 giugno 1790
dei mestieri, della toponomastica, per indagini demograAS Isernia, STATO CIVILE, Atti di
fiche, statistiche e di costume, il Catasto Provvisorio, (1816Matrimonio, 1838, b. 344
1955), formato in esecuzione del Regio Decreto del 12
agosto 1809, il Catasto Fabbricati, (1876-1961), formato in esecuzione della legge dell’11
agosto 1870 e le carte dell’Ufficio del Registro di Isernia, (1862-1947), che raccoglie, oltre
alla documentazione appartenente agli ex uffici di Agnone,Venafro, Capracotta, Carovilli
e Castel S. Vincenzo, anche la serie delle Denunzie di successione. (Fig. 2).
Il fondo della Sotto Prefettura di Isernia, (1861-1890), istituita con Regio Decreto del 9 ottobre 1861 costituito dalla serie degli Atti Amministrativi (1860-1890), con documentazione prodotta dall’ufficio durante la sua attività di controllo sulle amministrazioni
comunali e dalla serie degli Atti di Polizia (1861-1890), con documentazione prodotta
dall’ufficio quale Ufficio di Pubblica Sicurezza, è testimonianza sia delle trasformazioni
territoriali e amministrative avvenute in quegli anni nel territorio sia dei problemi conseguenti all’Unità del paese come il fenomeno del brigantaggio.
Il carteggio della Questura di Isernia, (1904-1951) e degli Uffici ed Enti soppressi (enti assistenziali), (1939-1979), le Liste di estrazione di leva classi 1844-1935 e i Registri sommari
di leva classi 1876-1891, contribuiscono ulteriormente allo studio e alla conoscenza del
territorio in tutte le sue sfaccettature. Importanti
archivi privati, acquisiti in dono o acquistati, arricchiscono, inoltre, il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Isernia.
L’Archivio privato e Biblioteca D’Acunto, (1947-1993),
acquisito in dono, una prima parte nel 2000 e la
seconda nel 2007, è costituito da raccolte di giornali, riviste e un epistolario di oltre settecento lettere testimoniano la poliedrica attività dello
scrittore e giornalista isernino e gli avvenimenti e
le curiosità avvenute in quegli anni nella provincia
di Isernia. (Fig. 3).
L’Archivio privato d’Alessandro di Pescolanciano,
secc. XVI-XIX, che con gli atti riguardanti la gestione del feudo e le relative piante, le produzioni Fig. 3 Biblioteca D’Acunto
giudiziarie e il carteggio di famiglia, costituisce il
fondo più antico che l’Istituto conserva.
L’Archivio privato Vincenzo e Angelo Viti, secc. XVII-XX, acquistato dal Ministero per i
beni e le attività culturali nel 2005, costituisce documentazione relativa, soprattutto,
alla produzione letteraria ed artistica di Vincenzo ed Angelo Viti, nonché materiale fotografico relativo, in prevalenza, alla carica di Angelo Viti quale ispettore onorario ai monumenti e scavi.
La Raccolta di cartoline e Biblioteca Cifelli, è stata acquistata dal Ministero per i beni e
le attività culturali nel corso del 2006. Si tratta di circa millesettecento cartoline illustrate, in bianco e nero e a colori, che coprono l’arco cronologico 1901-1975, attraverso le
collezioni di vari esponenti della famiglia Cifelli di Castelpetroso. Il materiale bibliogra-
133
Archivio di Stato di Isernia
fico, secc. XVII-XX, tratta di argomenti vari relativi
alla storia nazionale e locale, alla letteratura e agiografia. (Fig. 4).
Dal 1984 l’Istituto conserva tutti i manifesti che vengono affissi nella città di Isernia. Per l’ordinamento
della raccolta sono stati individuati degli argomenti
che hanno permesso di formulare delle categorie relative a: politica, ambiente, commercio, sindacato,
sport, cultura, religione e funebri, continuando in tal
modo l’idea progettuale dell’ex direttore dell’Archivio dott. Arnaldo Fiori.
Conservazione Beni Archivistici
L’attività del settore si esplica attraverso le operazioni di riordinamento dei fondi documentari.
Dall’esame delle carte scaturisce il metodo opportuno per l’ordinamento, nel rispetto dell’organizzazione originaria data dall’ente produttore ai propri
Fig. 4 Cartoline Cifelli - Anni ‘20
documenti. I momenti di lavoro essenziali consistono nello studio delle competenze dell’ufficio di
provenienza, nella schedatura più o meno analitica dei pezzi archivistici, nel rilevamento
delle segnature archivistiche originarie presenti sulle carte, nella ricostruzione del titolario di classificazione. Stabilito quindi il criterio di riordinamento, si applica alla documentazione e si procede alla stesura dell’inventario, strumento fondamentale che
descrive le unità archivistiche del fondo riordinato. Questo, corredato da un’introduzione ed eventuali indici, costituisce la chiave di ricerca indispensabile per un’agevole
consultazione delle carte di un archivio. Al settore è collegato il servizio di cartotecnica
che provvede alla rilegatura degli inventari, alla fotoriproduzione degli atti, e alla preparazione di tutto il materiale utile alla conservazione del carteggio che l’Istituto conserva, collabora, inoltre, con i gruppi di lavoro incaricati, per quanto di competenza,
nell’organizzazione di mostre documentarie e con il settore di comunicazione e promozione.
Protezione beni archivistici
La funzione di tutela e l’attività di conservazione svolta dall’Archivio di Stato di Isernia
si esercita, preliminarmente, attraverso la sorveglianza sugli archivi in formazione, correnti e di deposito, degli organi periferici dello Stato operanti sul territorio della provincia di Isernia; sono, infatti, operative Commissioni di sorveglianza sugli archivi dei
diciotto attuali uffici statali, che, composte da quattro membri di cui uno è rappresentante dell’amministrazione archivistica, hanno il compito, tra l’altro, di sorvegliare la
perfetta tenuta dei documenti prodotti, la loro protocollazione, di individuare e sottoporre al vaglio del Ministero per i beni e le attività culturali il materiale documentario
da scartare, in quanto non più utile ai fini amministrativi e di nessuna rilevanza storica.
Il servizio cura la gestione di tutta la documentazione relativa all’attività di queste commissioni, che hanno durata triennale, tenendola sotto controllo attraverso un monitoraggio costante, onde permettere un’incisività sul territorio, con il richiamo costante
alla normativa vigente. Non a caso nel 2008, sulla scia di una circolare ministeriale, si è
avviata un’indagine conoscitiva sullo stato in cui versano gli uffici periferici locali per
quanto attiene la produzione degli archivi e gli strumenti di gestione degli stessi, tenuto conto delle profonde modificazioni che l’apparato burocratico statale ha conosciuto nel corso degli ultimi anni. Tutto ciò al fine di razionalizzare la conservazione
della documentazione di natura statale e di favorirne il successivo versamento all’Istituto archivistico isernino. Il servizio è preposto, infatti, anche alla gestione delle nuove
acquisizioni di materiale documentario di interesse storico di uffici statali, di enti pubblici e di privati che, sotto forma di versamento, di deposito, donazione o acquisto, una
volta esaurite le operazioni di selezione e scarto di documenti non ritenuti meritevoli
di conservazione, perviene all’Archivio di Stato.
134
Archivio di Stato di Isernia
ORGANIZZAZIONE
L’Archivio di Stato di Isernia è strutturato in due “macro attività”, amministrativa-contabile e tecnico-scientifica, suddivise a loro volta in settori e servizi, che, grazie alla professionalità dei responsabili e del personale preposto, garantiscono l’organizzazione del
lavoro efficiente e trasparente.
Settori e Servizi
Attività di organizzazione
L’attività di organizzazione facente capo alla direzione è suddivisa nei seguenti servizi:
Organizzazione Ufficio, Consuntivazione delle attività, Relazioni sindacali, Consiglio
d’istituto, Qualità dei servizi, Programmazione, Sicurezza sui luoghi di lavoro.
Gestione del personale – protocollo informatico
Il servizio gestisce e cura i rapporti tra il personale e l’amministrazione. Organizza i turni
di lavoro e gestisce le rilevazioni delle assenze, congedi, permessi del personale, si occupa, inoltre, della tenuta dei fascicoli personali dei dipendenti.
Il servizio di protocollo informatico e gestione dei flussi documentali (Testo Unico
445/2000), registra e classifica tutta la posta in entrata e uscita dell’Istituto e cura la tenuta dell’archivio corrente e di deposito.
Gestione delle risorse finanziarie
L’attività del settore per la gestione delle risorse finanziare dell’Istituto provvede: all’acquisizione di beni e servizi (contratti, procedure in economia, mercato elettronico),
al pagamento di spese ordinarie, alla liquidazione compensi accessori al personale d’Istituto, al conguaglio fiscale, alla dichiarazione IRAP, alla rendicontazione semestrale, alla
chiusura di contabilità e predispone la programmazione del fabbisogno dell’Archivio.
Ufficio Relazioni con il Pubblico
L’URP viene istituito con L. 150/2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni” per garantire l’esercizio dei diritti di informazione, accesso e partecipazione ai cittadini, di cui alla L. 241/1990.
Presso l’Archivio di Stato il servizio inizia l’attività nel gennaio 1999 con lo scopo di rendere più facile il rapporto del cittadino utente con l’Istituto. È il punto informativo di
orientamento e assistenza nonché struttura di comunicazione interna ed esterna.
Per l’accoglienza la struttura si avvale di un front office predisposto all’ingresso, che fornisce informazioni relative alla localizzazione e l’espletamento dei servizi.
Il personale addetto accompagna gli utenti in sala di studio o negli uffici competenti,
distribuisce la carta dei servizi, il modello di reclamo e il questionario di gradimento dei
servizi.
Comunicazione e Promozione
L’Istituto pone come obiettivo primario la promozione del proprio patrimonio documentario attraverso l’organizzazione di eventi culturali e volgendo l’attenzione a quelle
categorie di riferimento quali: media locali, enti locali, università, scuola, associazioni
culturali, operatori del turismo, soggetti privati e cittadini.
La collaborazione con altri enti e partner privati ha da sempre offerto grosse opportunità, per quanto attiene le competenze dell’Istituto l’organizzazione di mostre documentarie, ma è indispensabile, principalmente, affinché l’azione sinergica di tutti gli
operatori del territorio, crei una efficace politica di valorizzazione e promozione dell’offerta culturale, rivolta soprattutto a quei cittadini che possono durante gli eventi proposti, incontrare per la prima volta l’Archivio di Stato e il Ministero.
135
Archivio di Stato di Isernia
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
Consultazione e servizi al pubblico
Nella Sala di Studio i documenti possono
essere consultati liberamente per motivi
di studio o per motivi giuridico-amministrativi da qualsiasi cittadino italiano o
straniero. (Fig. 5).
Non possono essere consultati o possono
essere consultabili secondo determinate
modalità tutti i documenti che rientrano
nella fattispecie prevista dal D.Lgs del 30
giugno 2003 n. 196 “Codice in materia di
protezione dei dati personali”.
Gli addetti alla sala di studio forniscono
Fig. 5 Sala studio
consulenza non solo per la ricerca uso
studio, ma anche per la ricerca ai fini della
visura e/o del rilascio di documenti per uso amministrativo e legale mettendo a disposizione degli studiosi e degli utenti tutti gli strumenti di corredo (inventari, elenchi analitici e sommari, schedari di sala studio e biblioteca) necessari.
La capacità ricettiva della Sala di Studio è di 10 posti di consultazione con 6 prese per PC
portatili e 2 punti internet.
All’interno della sala è affisso il regolamento che disciplina l’accesso alla consultazione
della documentazione.
GRAFICO DELLE ATTIVITÀ
Affari generali
5%
Gestione delle
risorse finanziarie
15%
Gestione del
personale - protocollo
10%
Biblioteca
5%
Didattica
10%
Conservazione
Beni Archivistici
15%
Comunicazione, promozione
URP
10%
Tutela e protezione
beni archivistici
10%
Fruizione e
valorizzazione
20%
136
Archivio di Stato di Isernia
REGOLAMENTO
- La ricerca per motivi di studio, libera e gratuita, è subordinata ad autorizzazione della direzione. E’ valida
per l’anno in corso ed è strettamente personale.
- Per accedere alla sala di studio l’utente deve esibire un documento di identità al personale addetto che
provvederà a trascrivere gli estremi su un apposito registro.
- E’ vietato introdurre nella sala di studio borse, cartelle e altri contenitori, nonché telefoni cellulari.
- Sono possibili controlli e ispezioni.
- Nella domanda il richiedente deve specificare l’argomento della ricerca: per ogni argomento di ricerca occorre una separata richiesta.
- Lo studioso è tenuto ad apporre la propria firma in forma leggibile sul registro delle presenze giornaliere.
- Gli inventari e gli altri strumenti di corredo, nonché gli schedari di sala di studio e biblioteca sono liberamente consultabili.
- E’ vietata qualsiasi azione che possa danneggiare il materiale documentario.
- Al fine della salvaguardia del patrimonio documentario, la direzione si riserva di escludere dalla consultazione i documenti il cui stato di conservazione lo sconsigli.
- E’ consentita la fotoriproduzione dei documenti. Lo studioso è tenuto al versamento di un acconto per le
copie qualora la spesa sia superiore a 5 euro.
- Possono essere richieste 10 unità archivistiche nell’arco dell’intera giornata. E’ consentita tuttavia la consultazione di un solo pezzo per volta. I documenti possono essere mantenuti in deposito a disposizione
dello studioso che lo ha richiesti per 15 giorni.
- Gli studiosi sono tenuti ad osservare le procedure di controllo del materiale archivistico stabilite dalla direzione.
- Lo studioso che utilizza materiale documentario dell’Archivio di Stato si impegna a consegnare una copia
della eventuale pubblicazione o tesi per le quali può stabilire le condizioni d’uso. E’ obbligatorio citare l’Archivio di Stato quale possessore dei documenti utilizzati, indicandone la relativa segnatura archivistica.
- Gli utenti della sala di studio possono consultare il materiale della biblioteca interna all’Istituto.
- Si ricorda che il rispetto del diritto d’autore è responsabilità dello studioso.
- Per quanto non precisato nel presente regolamento si rinvia alla normativa vigente in materia di Archivi
di Stato (Codice dei beni culturali e del paesaggio - D.Lgs del 22 gennaio 2004 n. 42; Codice in materia di
protezione dei dati personali - D.Lgs del 30 giugno 2003 n. 196).
Ricerche per corrispondenza.
L’Archivio di Stato di Isernia consente la fruizione della documentazione conservata anche attraverso
richieste per corrispondenza sia per motivi di studio sia per certificazione di carattere amministrativo
e legale. Attraverso questo strumento l’Archivio fornisce un costante servizio a cittadini di origine italiana residenti in altri paesi che desiderano conoscere le origini delle loro famiglie e della loro terra.
Servizio di fotoriproduzione per uso studio e rilascio copie autentiche dei documenti per uso amministrativo.
E’ possibile richiedere, utilizzando l’apposito modello ministeriale, previo pagamento, foto e fotoriproduzioni dei documenti archivistici per uso studio e amministrativo, possono essere effettuate durante
le ore di apertura al pubblico, previa autorizzazione, il termine per il rilascio delle copie è di giorni 15. La
riproduzione dei libri della biblioteca è consentita nel rispetto della normativa di tutela del Diritto d’autore.
Sias (Sistema informativo degli Archivi di Stato) è una base di dati in continuo incremento che consente
di effettuare da remoto e nelle sale di studio le ricerche sui complessi documentari conservati dagli Archivi di Stato e sui relativi inventari.
Biblioteca
Il servizio di Biblioteca è sussidiario alla ricerca documentaria. Il materiale bibliografico conservato (volumi, periodici e opuscoli), legato all’attività dell’Istituto e soprattutto alla storia locale, consta di 17.115
unità. Non si effettua il prestito esterno.
Didattica
L’Istituto promuove e organizza visite guidate per la conoscenza del patrimonio archivistico conservato, con studenti, gruppi e associazioni. Collabora con le scuole nei progetti di tirocinio, formazione e
orientamento al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del
lavoro da parte degli studenti.
137
Archivio di Stato di Isernia
ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE
Mostre e convegni
- “Conoscere l’Archivio di Stato”, 1985, mostra documentaria in occasione della Settimana della Cultura;
-“Interazione terremoto -territorio in Provincia di Isernia”, 1992, convegno, in collaborazione con il CNR e l’Osservatorio Vesuviano;
- Mostra documentaria all’interno del progetto “Scuola viva” organizzato dal Provveditorato agli Studi di Isernia, 1997.
- Mostra documentaria in occasione della manifestazione “Giornate al borgo” organizzata dalla Pro Loco del comune di Fornelli, 1997.
- “Domenicarchivio - Anno Giubilare”, 2000, mostra documentaria;
- “Mostra d’arte Sacra e contemporanea e di documenti d’archivio (secc. XVIII-XX)”,
2000-2001, mostra documentaria in occasione dell’anno giubilare;
- “La seconda guerra mondiale e i bombardamenti del 1943, nelle carte del Tribunale di
Isernia”, 2007, mostra documentaria;
- “L’Archivio: la nostra memoria”, 2008, mostra documentaria in occasione della Settimana della cultura;
- Convegno internazionale di studi “Gli Archivi per la storia della scienza e della tecnica”,
1995, organizzato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - Ufficio Centrale Beni
Archivistici.
- “Nascita e sviluppo dell’industria idroelettrica nel Molise”, 2005, organizzata dalla Soprintendenza Archivistica del Molise.
- Convegno di studi “Garibaldi”, 2007, in collaborazione con l’Università del Molise.
- Convegno di studi “Il Molise e la linea Gustav, 1943-1944”, 2007, in collaborazione con
l’Università del Molise
- Convegno “Monongah - Una tragedia dimenticata”, 2007, in collaborazione con la Regione Molise.
- Presentazione del libro sul disastro di Monongah, tenutasi presso la Farnesina, 2007,
organizzata dal Ministero degli Affari Esteri.
Pubblicazioni
- “Il terremoto del 26 luglio 1805 - lo scenario dei danni nella città di Isernia”, 1992.
- “Sperimentazione di una scheda documentaria per la creazione di un archivio sismologico”, 1992.
- Catalogo della “Mostra d’arte Sacra e contemporanea e di documenti d’archivio (secc.
XVIII-XX)”, 2000.
- Catalogo della mostra “La seconda guerra mondiale e i bombardamenti del 1943, nelle
carte del Tribunale di Isernia”, Isernia, Edizioni Terzo Millennio, 2007.
collaborazioni
- Gli archivi per la storia della scienza e della tecnica, Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - Ufficio Centrale Beni Archivistici, 1995
- Monongah cent’anni di oblio, Isernia, Cosmo Iannone Editore, 2007, a cura di Joseph
D’Andrea.
- Monongah - una tragedia dimenticata, Roma, Ministero degli Affari Esteri, 2007, a cura
di Norberto Lombardi.
- L’Italia spezzata - Guerra e Linea Gustav in Molise, Napoli, ESI, 2008, a cura di Giovanni
138
Archivio di Stato di Isernia
ELENCO PROGETTI REALIZZATI 2007-2008
PROGRAMMA FINANZ. ANNO
Progetto
nazionale
Progetto
nazionale
Progetto
nazionale
Mostra
documentaria
Totale
MiBAC
MiBAC
MiBAC
Enti
Locali e
privati
SETTORE
COMUNE OGGETTO
DESCRIZIONE
IMPORTO
Isernia
Scarto del materiale acquisito
privo di interesse
storico che occupa
inutilemente i depositi degli istituti
"La Casa
archivistici. Seledelle
7.102,68
zione del mateCarte"
riale da
scartare;compilazione dei relativi
elenchi; invetariazione del materiale da scartare
Direzione;
2007
Ammini2008
strativo;
Isernia
Diffusione della
firma digitale all'interno dell'amministrazione al
fine di ridurre i
"Firma
tempi delle proce- 1.989,60
digitale"
dure in sicurezza,
la documenzione
cartacea e semplioficare la gestione degli atti.
Comunica2007
zione e
2008
Promozione
Promozione della
manifestazione
"Comunicaorganizzata in ocIsernia zione Isti1.989,60
casione della X
tuzionale"
Settimana della
Cultura.
Comunicazione e
Promozione
2007
Gestione
beni
archivistici
"La II
guerra
mondiale e
i bombardamenti
Isernia
del 1943
nelle carte
del Tribunale di
Isernia"
Conservazione beni
archivistici;
Protezione
beni archi2007 vistici,
2008 Gestione
delle
risorse;
Gestione
del personale;
la mostra ha visto
l'esposizione del
carteggio inedito
del Tribunale ricco
di notizie sul II conflitto mondiale e
sulle vittime da
esso causato.
11.081,88
139
Istituzioni
140
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO PER LO SVILUPPO
E LA COMPETITIVITÀ DEL TURISMO: AZIONI
PER LO SVILUPPO TURISTICO DEL MEZZOGIORNO
Come è noto il turismo è materia che nel nostro ordinamento
è attribuita alla competenza esclusiva delle Regioni. Purtuttavia
da tempo è stata riconosciuta l’esigenza di un punto di riferimento centrale, che favorisca l’azione regionale nel settore, incrementando la competitività globale del nostro sistema di
offerta turistica. Questa esigenza è particolarmente sentita per
quanto riguarda le Regioni meridionali, sia perché proprio questi territori possono trovare nel settore uno specifico fattore di
sviluppo economico territoriale, sia per una tradizionale “debolezza” di molte Regioni meridionali.
In questo quadro generale, nel periodo di programmazione 2000
– 2006, le attività svolte dal Dipartimento sono state orientate
a fornire assistenza tecnica e supporto alle Amministrazioni regionali per la realizzazione, gestione e monitoraggio dei loro progetti di sviluppo turistico regionale e interregionale.
Il Dipartimento è stato infatti responsabile del progetto Operativo “Indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e orientamento nel campo del turismo” nell’ambito della mis. I.2 del PON
ATAS, nonché Amministrazione proponente del progetto operativo “Sviluppo di servizi formativi e trasferimento di buone
pratiche nel settore del turismo e dell’ospitalità di cui alla
mis.II.2 del PON ATAS.
In attuazione del progetto di cui alla mis. I.2 i servizi prestati
dal Dipartimento hanno riguardato:
La realizzazione di una ricerca di mercato sull’attrattività delle
aree turistiche delle regioni Obiettivo 1, che, in seguito a bando
di gara con procedura aperta, è stata affidata ad un raggruppamento di imprese di riconosciuta competenza a livello nazionale ed internazionale: l’istituto DOXA per le ricerche di
mercato, il Touring Club Italiano e l’istituto Mercury per le attività di consulenza e ricerca nel settore turistico.
L’analisi, che è stata avviata nel corso del 2004, rivista e quindi
ripetuta nel 2006 e nel 2007 ed e aggiornata con i dati del 2008,
si è soffermata sulle dinamiche che hanno caratterizzato l’evoluzione del turismo in Italia e nel Mezzogiorno con lo scopo di
offrire alle amministrazioni nazionali e regionali deputate alla
realizzazione di interventi nel campo del turismo, gli strumenti
conoscitivi idonei per le prossime misure di sostegno, con particolare riferimento all’attuazione dei PIT- Progetti Integrati Territoriali.
In particolare il progetto si è sviluppato secondo le seguenti
linee programmatiche:
1) Indagini sulla domanda turistica, sui media e sugli intermediari della domanda, con riferimento alla qualità attesa dei
servizi, all’immagine percepita e all’indice di gradimento
delle destinazioni turistiche a livello di ogni singola realtà regionale – anche su un piano comparativo con i più diretti
141
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo
competitors stranieri – da cui possano emergere punti di criticità e di eccellenza delle
destinazioni stesse.
In particolare, destinatari dell’indagine sono stati campioni di popolazione dei nove
paesi stranieri (Austria, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito, USA,
Giappone) con i maggiori flussi turistici verso l’Italia, oltre ad un campione della domanda turistica nazionale. Per quanto riguarda gli intermediari della domanda, sono
stati intervistati i principali Tour Operators italiani e stranieri ai quali si è chiesto di
rilevare i fattori fondamentali alla base della scelta delle diverse destinazioni, anche
in vista dell’individuazione dei punti di debolezza dei territori interessati rispetto ai
competitors. L’indagine sui media, infine, ha coinvolto le principali testate giornalistiche, specializzate e non, dei paesi esteri e italiane.
2) Analisi dell’offerta turistica, tramite una segmentazione territoriale riferita ai vari
PIT a vocazione turistica presenti nelle Regioni Obiettivo 1. Obiettivo di questa indagine è stato la codifica dei singoli comuni, PIT e PIS in modo da rendere possibile la
lettura integrata del territorio per vocazione turistica attuale, prospettiva ambientale
e culturale e potenzialità di utilizzo del parco di servizi integrati al turista tramite
l’individuazione del livello quantitativo e qualitativo dell’offerta ricettiva e di servizi
turistici esistente sul territorio.
In una seconda fase l’indagine è stata effettuata in loco (riguardando alcuni dei PIT
già presi in considerazione) presso gli attori dell’offerta turistica allo scopo di analizzare il livello di integrazione delle filiere turistiche locali (livello di associazionismo,
canali integrati di promozione, reti locali, ecc.) e di evidenziarne i punti di debolezza
presso la domanda nazionale ed estera. I risultati, incrociati con i dati relativi alla domanda, costituiscono un importante strumento ai fini della riprogrammazione delle
azioni di sostegno al settore.
3) Studio sui principali competitors nell’area mediterranea caratterizzati da contesti
territoriali e tipologia di prodotto analoghi a quelli delle Regioni Ob.1, allo scopo di individuare le strategie e le politiche di eccellenza poste in essere che hanno favorito
la scelta della destinazione estera da parte dei turisti italiani e stranieri.
4) Raccolta di dati statistici ed elaborazione di studi e ricerche sull’evoluzione del prodotto turistico e sulle nuove tendenze turistiche internazionali presso le principali
Organizzazioni Internazionali del settore.
In relazione ai risultati conseguiti e al gradimento da parte delle regioni, è stata soprattutto rilevata la necessità di ripetere l’indagine per monitorare l’andamento del settore e riorientare gli interventi e la pianificazione territoriale in modo da adeguare le
attività programmabili al continuo evolversi del contesto.
Tra le altre attività indirizzate a specifiche Regioni, si può anche segnalare, a supporto
della programmazione della regione Basilicata e su proposta della medesima la realizzazione di un itinerario turistico interregionale dedicato all’Imperatore Federico II ed
esteso al territorio in cui sono presenti resti e testimonianze federiciane con azioni progettuali finalizzate a fornire una chiave di lettura del periodo storico e del rapporto tra
Federico II e il territorio dell’Italia peninsulare. L’assistenza tecnica fornita al progetto ha
portato in primo luogo all’acquisizione di elementi conoscitivi sul contesto turistico,
storico e culturale, alla definizione delle infrastrutture di cui è dotato il territorio, al censimento delle istituzioni già coinvolte e di quelle potenzialmente interessate alla realizzazione del percorso. Si è concretizzata poi nella stipulazione di cinque contratti
d’incarico con altrettanti esperti dell’epoca federiciana, ognuno per le seguenti aree di
consulenza: pianificazione territoriale, antropologia e storia medievale del ciclo federiciano, marketing del turismo culturale, tradizioni storiche, studi su Federico II.
Gli studi prodotti hanno mirato ad un analisi puntuale del territorio, e hanno messo in
rilievo le specificità territoriali in qualche modo legate alla figura dell’imperatore, collegando i luoghi che hanno visto le vicende della vita di Federico II nelle regioni Basilicata e Puglia in un itinerario ideale nell’ambito del quale sono state ipotizzate attività
promozionali legate ad un’offerta turistica strutturata intorno alla figura di Federico II.
142
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo
E’ stata presa in esame la figura dell’imperatore inserendola nel contesto storico e geografico in cui ha vissuto, analizzando, oltre alle vicende storiche, i resti architettonici
delle costruzioni ad esse legate, mettendo in luce usi e costumi della vita quotidiana
dell’epoca, tradizioni locali, manifestazioni folcloristiche che hanno le loro origini in tale
periodo e ipotizzando varie attività di marketing turistico locale con il coinvolgimento
degli operatori turistici.
Con l’acquisizione di tale materiale è stata predisposta, a cura dell’APT della Basilicata,
una guida relativa a tali località ed è stata ipotizzata la stesura di un Atlante degli stessi
luoghi . Tale materiale ha costituito inoltre la base per la progettazione di un STL incentrato intorno alla figura dell’imperatore e comprendente le località ad esso legate
Si è svolta anche attività di assistenza tecnica alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza
(ex Obiettivo 1), esplicitatasi in forma di consulenze, studi, ricerche e indagini conoscitive finalizzate alla definizione, messa a punto e implementazione di modelli metodologico – operativi per l’individuazione ottimale dei Sistemi Turistici Locali previsti dalla
Legge 135/2001. E’ stata finanziata al riguardo una ricerca relativa alla regione Campania, una alla regione Siciliana ed è stata supportata la regione Puglia nell’espletamento
della gara per l’affidamento di tale attività di ricerca nella regione
Lo studio relativo alla regione Campania è costituito da una ricerca degli indicatori e
dei parametri necessari all’individuazione di metodologie e strumenti per la valutazione del livello di “turisticita’“ di un ambito territoriale che ha portato alla definizione
di un modello statistico-socio-economico, utile all’individuazione e classificazione delle
diverse tipologie di modelli di sistemi turistici locali. E’ stato altresì elaborato un sistema di monitoraggio e controllo della qualità, finalizzato alla verifica del mantenimento nel tempo delle caratteristiche di turisticita’ richieste.
La ricerca relativa alla regione Siciliana, fondata su indagini analitiche sul territorio,
parte dall’analisi dei possibili strumenti di programmazione concertata, verificando il livello di aggregazione degli organismi presenti nel territorio regionale e definisce il modello socio-economico di individuazione dei Sistemi Turistico Locali e le azioni necessarie
all’accompagnamento dei soggetti protagonisti degli interventi programmati.
Tutti gli studi ed analisi realizzati, raccolti anche in pubblicazioni a cura del Dipartimento, costituiscono materiale necessario alla pianificazione e programmazione delle
politiche turistiche regionali. La loro diffusione potrà favorire la circolazione delle informazioni e dei risultati di tale attività nel suo complesso e costituire un utile supporto
agli amministratori locali.
Con il progetto di cui alla mis. II.2 sono state realizzate attività miranti alla qualificazione
professionale del personale delle amministrazioni regionali e degli enti locali che operano nel settore turistico.
La finalità di questo progetto è stata di assistere le Amministrazioni competenti, nei
modi più opportuni e da esse condivisi, nell’attività di individuazione, riconoscimento
e mantenimento dei Sistemi Turistici Locali (STL) e favorire la qualificazione professionale dei soggetti a vario titolo coinvolti nelle varie fasi di individuazione, organizzazione, promozione, riconoscimento, istituzionalizzazione, pianificazione, controllo
qualità, gestione strategica e monitoraggio dei STL, attraverso percorsi formativi integrati (seminari, laboratori, studio di casi, scambi di esperienze ecc.).
Si è proceduto tramite un’analisi condotta in ognuna delle Regioni Ob. 1, condensata in
singole monografie regionali, raccogliendo la documentazione disponibile e svolgendo
interviste con i responsabili del settore.
Dopo aver realizzato una ricognizione delle migliori pratiche sviluppate nel territorio
delle Regioni Obiettivo 1, oltre che di eventuali esperienze di eccellenza simili realizzate
in altri paesi Comunitari e ugualmente finalizzate all’obiettivo dello sviluppo territoriale, economico e di valorizzazione delle potenzialità turistiche, si è proceduto alla diffusione dei principali risultati emersi nel corso dell’analisi svolta, attraverso seminari
formativi ed informativi tesi a favorire la diffusione di buone pratiche fra operatori del
turismo locale e amministratori coinvolti nel processo di sviluppo dei STL, PIS e PIT a vocazione turistica.
I risultati dell’attività sono stati raccolti in una pubblicazione di sintesi.
143
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo
Inoltre, sempre nello stesso periodo 2000/2006 il Dipartimento, in collaborazione con
il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero del Lavoro, ha gestito progetti di
formazione “on the job”, indirizzati a non occupati delle Regioni ex Obiettivo 1. Con detti
progetti, finanziati a valere sulle risorse del PON Sviluppo imprenditoriale locale, sono
stati realizzati circa 2000 stages presso imprese turistiche, sia del Meridione, sia anche
in mobilità nel Nord Italia ed all’estero (soprattutto Russia).
Il Dipartimento ha poi partecipato fin dall’inizio ai lavori relativi alla programmazione
2007/2013 delle risorse finanziarie comunitarie e nazionali da destinare alle politiche di
sviluppo regionali ed ha quindi contribuito, per quanto di competenza, alla redazione del
Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007/2013, che definisce le finalità ed i programmi
di tali politiche, orientando ancora per i prossimi sei anni l’utilizzo sia dei Fondi strutturali comunitari, sia delle risorse finanziarie nazionali del Fondo aree sottoutilizzate
(FAS), sia di altri fondi nazionali, normalmente destinati attraverso delibere CIPE.
Nell’ambito del citato QSN è stato fra l’altro previsto un apposito Programma interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” che prevede una strategia integrata di
valorizzazione turistica e di messa a rete di specifici territori (Poli) dotati di particolari
attrattori culturali e naturali.
Il Dipartimento ha quindi anche partecipato attivamente alla fase di redazione del Programma operativo interregionale cofinanziato dai Fondi strutturali (POIN), che si è
svolta per tutto l’arco del 2007 ed è stata molto laboriosa.
Il programma (POIN), che opera con il cofinanziamento dei Fondi strutturali per le quattro regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) è accompagnato da un
programma gemello, avente una strategia unitaria e stessi obiettivi e linee di intervento, che opera su fondi esclusivamente nazionali (FAS) per le otto Regioni dell’aggregato Mezzogiorno.
La governance dei due programmi gemelli è molto articolata, poiché prevede l’intervento di tre Amministrazioni centrali (il Dipartimento, il Ministero per i Beni e le Attività
culturali, il Ministero dell’Ambiente) e di otto Amministrazioni regionali.
L’intervento finanziario complessivo del POIN (programma con cofinanziamento comunitario) è di circa 1.031 milioni di euro per tutto il periodo fino al 2013; l’intervento finanziario del PAIN (finanziato con fondi FAS) è al momento definito in circa 882 milioni
di euro.
Il Programma POIN si articola in due assi principali ed un terzo asse destinato all’assistenza tecnica. Ogni asse si articola a sua volta in obiettivi specifici, obiettivi operativi
e linee di intervento.
In particolare, l’Asse I è orientato alla “Valorizzazione ed integrazione su scala interregionale dei Poli e degli attrattori culturali, naturali e paesaggistici in essi localizzati” mentre l’Asse II è finalizzato alla “Competitività delle imprese del settore turistico, culturale ed
ambientale e promozione dell’offerta delle Regioni Convergenza”.
Le linee di intervento che dovranno vedere un ruolo attivo di questo Dipartimento possono essere riassunte come di seguito:
attività di promozione internazionale e di costruzione del prodotto turistico meridionale;
supporto per la creazione ed il rafforzamento della rete dei poli turistici;
realizzazione di progetti pilota su scala interregionale per la gestione di sistemi turistici integrati;
definizione di linee guida per l’adeguamento della qualità dei servizi turistici, ivi compresa la classificazione alberghiera;
diffusione di buone pratiche con specifico riferimento anche alle migliori tecniche di
destination management;
sostegno all’innovazione ed alla qualificazione delle imprese turistiche.
144
MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO PER LE LIBERTÀ CIVILI
E L’IMMIGRAZIONE - DIREZIONE CENTRALE
PER L’AMMINISTRAZIONE DEL FONDO EDIFICI
DI CULTO: FONDO EDIFICI DI CULTO
Il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.), istituito dalla legge 20 maggio 1985, n.
222, attuativa dell’Accordo del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa
Sede, ha come finalità la conservazione, la manutenzione e la tutela del
proprio patrimonio, costituito principalmente da edifici di culto di grandissimo pregio storico,artistico,religioso e culturale,e dalle opere d’arte
ivi custodite. Nel patrimonio del F.E.C. sono confluiti i patrimoni del
Fondo per il Culto e del Fondo di beneficenza e religione nella città di
Roma, nonché delle altre Aziende speciali di culto, organismi istituiti
con le diverse leggi eversive della seconda metà dell’800. Il F.E.C. ha
quale rappresentante giuridico il Ministro dell’Interno ed è amministrato per mezzo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione
– Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto.
Tra gli oltre 700 edifici sacri se ne citano alcuni, universalmente conosciuti per l’alto rilievo storico-artistico:la Basilica di Santa Croce,S. Maria
Novella e S. Marco a Firenze; S. Maria in Aracoeli, S. Maria del Popolo, S.
Maria della Vittoria, S. Ignazio, S. Francesca Romana, S. Maria Sopra Minerva, S. Andrea della Valle, la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio
a Roma; l’Abbazia di Farfa a Fara Sabina e quella di Praglia a Teolo; S.
Chiara con annesso Monastero, S. Domenico Maggiore e S. Gregorio Armeno a Napoli; la Chiesa del Gesù-Casa Professa e S. Maria dell’Ammiraglio o della Martorana a Palermo; S. Domenico, S. Maria dei Servi e la
Chiesa del Corpus Domini a Bologna. Michelangelo, Guido Reni, Paolo
Veneziano, Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, Domenico Antonio Vaccaro, Cavalier d’Arpino,Tiziano, Bernardino Luini, Francesco Francia sono
alcuni degli autori più illustri e rappresentativi dei più grandi capolavori
della storia dell’arte internazionale, le cui opere sono conservate nelle
chiese del Fondo Edifici di Culto. Insieme alle chiese, il Fondo annovera
nel suo patrimonio importanti aree museali, la cui gestione è assicurata dal Ministero nell’interesse della cultura. Tra queste le “Case Romane” sottostanti la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio a Roma:
un sontuoso luogo archeologico consistente in una domus romana
unica per la sua ricchezza e conservazione; il Museo dell’Opera di S.
Chiara e l’adiacente chiostro maiolicato nell’omonimo Monastero campano, e la Sala degli arredi sacri all’interno della Basilica di S. Domenico
Maggiore a Napoli. Inoltre, va ricordato che il Fondo è proprietario di
beni di altra natura, tra i quali spicca per la sua particolarità la Foresta
di Tarvisio, un’estensione di circa 23.000 ettari all’interno della Provincia di Udine, confinante con la Slovenia e l’Austria: un’area naturale incontaminata che si presenta ancora in tutta la sua integrità e
particolarmente apprezzata per la presenza di rari esemplari di flora e
fauna. Il Fondo Edifici di Culto annovera tra i suoi beni anche un interessante fondo librario antico, custodito nella Biblioteca della Direzione
Centrale e costituito da circa 400 volumi editi dall’anno 1552. Le edizioni
di grande pregio storico ed artistico, per le splendide illustrazioni eseguite con incisioni xilografiche e calcografiche, riguardano non solo
opere giuridiche ma anche classici della letteratura. Annualmente il
Fondo finanzia interventi di restauro e conservazione per circa 6 milioni di euro, ed attua azioni di conoscenza e di valorizzazione del proprio patrimonio attraverso eventi culturali di notevole rilevanza artistica
quali, in particolare, mostre e pubblicazioni.
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REGIONE MOLISE: ATTIVITÀ DELL’ASSESORATO
ALLA CULTURA - SERVIZIO BENI E PROMOZIONE
CULTURALE
La Regione Molise secondo le norme statutarie promuove il progresso civile sociale ed economico della popolazione che occupa
il territorio delle attuali province di Campobasso ed Isernia.
In ambito turistico-culturale cura la valorizzazione e la difesa
del paesaggio e del patrimonio storico, archeologico ed artistico
del Molise … tutela il patrimonio linguistico e storico e le tradizioni popolari delle comunità etniche esistenti nel suo territorio (Statuto Regione Molise).
L’Assessorato alla Cultura è la struttura dell’Ente a cui un’ articolata legislazione regionale assegna specifiche competenze in
ambito culturale, con funzioni ed attività finalizzate a :
- promuovere e coordinare l’ attività di funzionamento e di sviluppo dei musei, delle raccolte di interesse artistico, storico e
bibliografico, degli archivi, delle biblioteche (anche popolari),
dei centri di lettura e di educazione permanente, di altre istituzioni aventi per scopo la promozione e la diffusione della
cultura di competenza regionale e locale (legge regionale 11
dicembre 1980, n. 37);
- valorizzare il patrimonio culturale delle minoranze linguistiche storicamente presenti nel territorio, ovvero delle comunità molisane di origine croata ed albanese (legge regionale 14
maggio 1997, n. 15);
- favorire lo sviluppo e la diffusione delle iniziative di promozione educativa e culturale nelle aree disciplinari della storia
e dell’umanistica, delle tradizioni popolari, dell’editoria, delle
arti visive, della comunicazione, del teatro, della musica, della
danza, del cinema e degli audiovisivi, della scienza e dell’ ambiente; organizzare le attività culturali, direttamente o in collaborazione con enti pubblici, enti nazionali con sede
regionale, enti locali territoriali e dell’associazionismo culturale (legge regionale 11 gennaio 2000, n. 5);
- garantire la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione delle
città il cui patrimonio culturale, architettonico ed artistico sia
di rilevante importanza, attraverso l’attribuzione della qualifica di “città d’arte del Molise” (legge regionale 26 aprile 2000,
n. 30);
- autorizzare le manifestazioni storiche e culturali per le quali
viene riconosciuta la rilevanza di patrimonio storico e peculiare delle comunità locali interessate (legge regionale 11 aprile
2005, n. 12)
- sostenere iniziative di carattere culturale idonee ad attrarre
visitatori nelle località di interesse archeologico di Sepino, di
Larino e di Pietrabbondante, incentivando la realizzazione di
manifestazioni e di attività teatrali mediante la specifica utilizzazione e valorizzazione degli anfiteatri ivi esistenti (legge
regionale 6 luglio 2007, n. 21);
- istituire gli ecomusei sul proprio territorio allo scopo di recuperare, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita,
le figure ed i fatti, la cultura materiale ed immateriale della
Regione (legge regionale 28 aprile 2008, n. 11).
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Regione Molise
Negli ultimi anni, nel biennio 2007/2008, l’Assessorato
alla Cultura ha intrapreso un’attività tecnico- politica
volta alla semplificazione legislativa ed amministrativa
di settore, alla creazione di un sistema coordinato di
servizi e di un sistema di azioni di rete fra i soggetti
coinvolti, al miglioramento del rapporto dell’ente regione con i cittadini, i soggetti economici e le formazioni sociali.
Secondo tali linee programmatiche l’assessorato ha avviato una serie di iniziative e di progetti, di sicuro impatto innovativo, la cui definitiva attuazione realizzerà
un impianto culturale moderno, efficiente ed efficace.
L’esigenza di nuove norme si è concretizzata mediante la proposta di una nuova legge:
il Testo unico in materia di cultura, adottato con Deliberazione di G.R. 19 settembre
2008, n. 970 e tutt’ ora all’esame della Commissione consiliare.
La sua approvazione, abrogando diverse leggi regionali di settore, consentirà di:
- regolamentare i rapporti tra Regione ed enti locali (Comuni e Province), Università, Istituti di ricerca ed alta cultura, Istituzioni scolastiche;
- disciplinare, in modo nuovo, le attività di promozione culturale e di gestione del registro regionale delle associazioni e degli enti;
- istituire l’Osservatorio Culturale, la Film Commission, il Sistema Bibliotecario regionale, l’Organizzazione museale territoriale, il Registro delle eredità immateriali;
- programmare le attività e la gestione dei beni culturali secondo un piano unico triennale;
- organizzare rapporti operativi tra la Regione e la costituenda Fondazione Molise Cultura.
La necessità di far nascere una istituzione culturale permanente, snodo di alta cultura,
è stata realizzata con la redazione e l’ approvazione dello statuto della Fondazione Molise Cultura (Deliberazione di G.R. 29 luglio 2008, n.827). La Fondazione sarà costituita
nel corso del biennio 2009/2010. La sua attività sarà sostenuta dalla Regione, che ne
determinerà il ruolo di cabina di regia nell’ambito della produzione artistica e culturale
locale, attraverso l’elaborazione di forme di diffusione e di radicamento della cultura
regionale all’interno e all’esterno del proprio territorio, anche mediante la partecipazione ai programmi dell’Unione Europea.
Proprio di recente, in merito ai programmi dell’Unione Europea, l’Assessorato alla Cultura ha avviato il progetto Sigma3c Leonardo, come ente
capofila. Insieme ad altri partners, tra i quali, la Spagna, il Portogallo, Malta, la Romania e il Comune di
Siena, ha attivato un dibattito nuovo sulla cooperazione in campo culturale attraverso un approccio
metodologico che considera la cultura come importante motore dello sviluppo economico territoriale.
Nel quadro del progetto ha elaborato una metodologia per l’analisi accurata del sistema culturale locale e per la definizione di un piano strategico locale
e di rete.
Con la sperimentazione di tale metodologia agli interventi di tipo “classico”, per la promozione e la salvaguardia dei beni culturali, la Regione sta
affiancando il progetto Sigma3c, che interpreterà il
sistema cultura come settore produttivo, elemento
chiave per la competitività del territorio. Questo approccio consentirà, tra l’altro, di sensibilizzare gli operatori e le imprese di settore rispetto ai temi culturali. Il target principale del progetto sarà rappresentato, quindi, dal sistema territoriale della cultura e i
destinatari delle diverse fasi saranno appunto gli operatori e gli imprenditori, coinvolti
attivamente e inseriti in un percorso formativo non formale.
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Regione Molise
L’esperienza della creazione di un sistema territoriale
culturale è stata compiuta nell’ambito delle attività
di spettacolo con il progetto Molise Live – il luoghi
dello spettacolo, ideato ed elaborato per partecipare
all’Avviso Pubblico per il Patto dello Spettacolo dal
Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali . Il
progetto, presentato ed approvato per il triennio
2007-2009, è stato oggetto di importantissimi apprezzamenti a livello nazionale ed è stato finanziato
anche con fondi statali (1.800.000,00 euro per le annaulità 2007 e 2008).
L’idea di creare una rete locale per la promozione delle
attività di spettacolo ha permesso di programmare,
per gli anni 2007/2008, un unico cartellone di manifestazioni di musica, teatro, danza e cinema da realizzare su tutto il territorio regionale: oltre 200 spettacoli annuali, effettuati in
collaborazione con le due Province molisane e con più di quaranta Comuni. Le rappresentazioni si sono svolte in luoghi e siti di interesse storico: teatri archeologici, castelli,
centri storici e piazze caratteristiche, per creare una fusione tra spettacolo, luoghi d’arte
e beni archeologici.
L’ultima annualità del progetto, quella relativa al 2009, non sarà purtroppo finanziata
dallo Stato. Subirà, pertanto, una rimodulazione con la conservazione degli eventi più
importanti e maggiormente rappresentativi delle peculiarità locali, di sicuro impatto
turistico regionale ed extraregionale.
Con lo scopo di attuare il completamento e lo sviluppo del progetto Molise Live negli
anni 2008/2009 e per la creazione di un sistema di eventi ed attività collegati allo sviluppo del territorio, l’Assessorato alla Cultura ha utilizzato, quale linea di indirizzo programmatico, un Accordo di programma denominato Molise Cultura. Esso ha risposto
alla necessità di operare una azione integrata e coordinata tra gli Enti pubblici competenti ed è stato finalizzato all’attuazione di interventi per il miglioramento dell’attività
delle aree culturali (interventi di rilievo strategico, compresi negli strumenti di programmazione integrata di tipo comunitario, nazionale, settoriale, regionale, inter-comunale e comunale, inseriti in pacchetti di investimenti legati da una comune strategia
territoriale). Tali interventi, integrati sotto l’aspetto tipologico, funzionale ed economico-finanziario, sono stati realizzati anche attraverso la sinergia delle risorse e dei soggetti pubblici e privati.
Lo strumento dell’Accordo di programma è stato utilizzato anche per lo sviluppo del Sistema Archeologico Molisano per la valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico, storico, culturale e paesaggistico esistente, per la crescita degli aspetti ambientali
e naturalistici, per il potenziamento della attività collaterali alle aree archeologiche e per
l’inserimento di tali aree nell’ambito dei circuiti turistici qualificati.
Utile alla conoscenza e allo studio del territorio è risultato il progetto sui Beni Culturali
Minori condotto da un gruppo di lavoro, in collaborazione con la Direzione Regionale per
i Beni culturali del Molise. L’ attività di rilevamento dei dati relativi ai singoli paesi della
regione ( ricerca bibliografica e visita diretta dei Comuni) ha permesso di poter censire
e dar conto dello stato di conservazione dei nuclei abitativi molisani, con la valutazione
del tessuto insediativo dei centri storici, in quanto architettura minore da salvaguardare e valorizzare (rilievo fotografico delle emergenze artistiche, architettoniche, archeologiche, urbanistiche e delle strutture rurali presenti). Inoltre l’ analisi della rete
dei musei pubblici e privati, presenti sul territorio, ha consentito la valutazione delle
strutture museali, delle collezioni, degli allestimenti del materiale esposto e della loro
fruibilità. Tale studio costituisce il punto di partenza per la realizzazione dell’Organizzazione museale di cui al citato Testo unico in materia di cultura.
Sempre nella direzione della tutela dell’ambiente, dello sviluppo del territorio e della salvaguardia dei beni immateriali si colloca il progetto sugli Ecomusei. La valorizzazione
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Regione Molise
della memoria storica e l’attenzione su come l’insediamento umano abbia influenzato
l’evoluzione del paesaggio consentono alle istituzioni locali e agli abitanti di stabilire,
mediante un’azione sinergica, quel patto attraverso il quale una comunità si prende cura
del proprio territorio (M. Maggi, 2002).
Il riconoscimento degli ecomusei, secondo il dettame normativo della l.r. 11/2008, permetterà di raggiungere l’obiettivo del progetto: conservare e tramandare gli spazi, i luoghi, gli usi, le abitudini e le consuetudini condivise dalle piccole, piccolissime realtà
comunali del Molise. Contro il rischio delle modificazioni ambientali e dell’oblio della
storia millenaria locale, sostenuto dai rapidi cambiamenti urbanistici, tecnologici e sociali, le istituzioni e le comunità potranno condividere, collaborare e partecipare al recupero dell’ambiente, della cultura materiale, della storia, del saper fare, delle capacità
manuali, delle attività produttive nel settore dell’artigianato artistico, della produzione
agricola ed agroalimentare, dell’edilizia.
Nella logica del rispetto delle diversità culturali e della creazione di sistemi culturali integrati si pone, infine, il progetto unico regionale per le minoranze linguistiche storiche, presenti in regione. Fin dall’esercizio finanziario 2003 e negli anni successivi sono
state realizzate diverse attività per la tutela e la valorizzazione delle comunità albanesi
e croate: in ambito giornalistico e divulgativo, mediante percorsi formativi, di studio e
di ricerca, attraverso attività nel settore turistico locale ed informativo, per mezzo di incontri con autori di testi e raccolte bilingui.
Per i prossimi anni, nell’ottica di un costante sostegno alla cultura delle minoranze, il
progetto prevede la tenuta di n. 7 sportelli linguistici nei sette comuni molisani di minoranza arebreshe e croata: Ururi, Portocannone, San Martino, Campomarino, San Felice, Acquaviva, Montemitro. L’obiettivo è quello di integrare l’esperienza dei caffè
letterari ed ottenere la creazione di veri e propri centri culturali delle minoranze linguistiche molisane. I centri promuoveranno attività di carattere letterario ed editoriale
come tavole rotonde, inchieste, ideazione e realizzazione servizi informativi, produzione
di pagine informative sulla stampa specialistica, realizzazione di programmi radiofonici con inserti in lingua, realizzazione di manifesti e brochure, ideazione e creazione di
spot e siti web, pubblicazione di un manuale trilingue sulla lingua e sulle tradizioni antiche.
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REGIONE MOLISE: ATTIVITÀ DEL SERVIZIO TURISMO
L’Assessorato al Turismo della Regione Molise persegue l’obiettivo di migliorare le potenzialità di attrazione del territorio, sviluppare ed incrementare il movimento turistico verso la regione
attraverso vari strumenti di intervento, quali:
- il Piano annuale di Promozione Turistica, che prevede finanziamenti ad eventi regionali di rilevanza turistica finalizzati
alla promozione del folklore, delle tradizioni e dei prodotti locali per lo sviluppo dell’eco turismo, del turismo rurale, culturale, religioso, etnico e ad eventi legati al costume ed alla
società;
- i progetti Interregionali di sviluppo turistico, cofinanziati ai
sensi della Legge 135/2001 che hanno avviato nuove modalità
di lavoro tra le Regioni ed altri partner pubblici e privati. L’Assessorato al Turismo del Molise è partner di 9 progetti interregionali, di durata pluriennale, investititi su tutto il territorio
regionale attraverso azioni finalizzate alla valorizzazione e
promozione del Molise;
- partecipazione alle più valide ed accreditate manifestazioni
fieristiche del Turismo per la diffusione dell’immagine, in Italia ed all’estero, del territorio molisano;
- progetto SOS Turista, gestito in collaborazione con l’E.P.T. di
Campobasso che ha lo scopo di fornire tutte le informazioni
utili e necessarie al turista interessato a soggiornare in Molise.
Al fine di fornire migliori servizi di informazione e orientamento
al turista attraverso specifici contenuti digitali in forma di testi,
immagini e video, l’Assessorato si è dotato di un Portale Regionale del Turismo, che promuove le attrazioni, le destinazioni,
ed i servizi turistici del territorio regionale.
Inoltre, l’Assessorato, allo scopo di migliorare la capacità ricettiva della regione, concorre al finanziamento di interventi finalizzati alla ristrutturazione e all’ammodernamento di immobili
destinati alla microricettività, quali Case per Vacanze, Bed &
Breakfast, Turismo Rurale e Affittacamere.
Allo scopo di migliorare la competitività dell’offerta turistica
molisana è stata stipulata una convenzione con l’Università
degli Studi del Molise per la realizzazione del progetto “Molise
di Qualità” finalizzato al censimento, alla valutazione dello
stato qualitativo delle strutture turistiche ricettive operanti sul
territorio e alla diffusione, attraverso Workshop, dei dati raccolti.
Si sottolinea, infine che è in fase di approvazione la proposta di
legge di riordino dell’organizzazione turistica del Molise, che
delinea un’organizzazione turistica più efficace ed efficiente
nella quale sono meglio definiti il ruolo e le funzioni di tutti i
soggetti pubblici competenti nel settore del turismo.
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Regione Molise
REGIONE MOLISE - ORGANIGRAMMA
DIREZIONE GENERALE II
Attività Produttive, Energia, Turismo,
Sport, Caccia e Pesca
Servizio: Turismo, Industria Alberghiera
Assessore al Turismo
Franco Giorgio Marinelli
Direttore Generale
Lorenzo Ortis
Dirigente Responsabile del Servizio
Maria Relvini
Ufficio Promozione Turistica
Responsabile
Maria Ivana Cima
Ufficio Industria Alberghiera
Responsabile
Felice Di Risio
Ufficio Agenzie Viaggi e Turismo Concorsi
Standard di Qualità delle Imprese
Turistiche
Responsabile
Gabriella Gabriele
Ufficio Controllo e Rendicontazione
Interventi di Promozione Turistica
e Industria Alberghiera
Responsabile
Mario Ferrucci
Ufficio Pro-Loco e Associazioni
Turistiche
Responsabile
Mario Felice
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PROVINCIA DI CAMPOBASSO: LA STORIA
L’odierno assetto territoriale della provincia di Campobasso è il
risultato di varie modifiche avvenute in epoche diverse.
Il Regno di Napoli, ad eccezione del breve periodo della Repubblica napoletana del 1799, rimarrà governato dalla dinastia borbonica fino al 1806, quando le truppe Napoleoniche entrarono
a Napoli e vi rimasero per circa 10 anni. All’arrivo dei francesi,
l’organizzazione delle province del Regno, antica di oltre sette
secoli, apparve inadeguata a sostenere le funzioni richieste da
una moderna organizzazione dello Stato. Per un più efficace
controllo amministrativo, Giuseppe Napoleone, con la legge
dell’8 agosto 1806, ripartì il Regno di Napoli in tredici province,
tra le quali la Capitanata e Contado di Molise. Le province abbinate di Capitanata e Molise avevano in Foggia il capoluogo di
provincia, sede dell’Intendente; divise poi in quattro Distretti,
Foggia, Manfredonia, Campobasso e Isernia, nel cui capoluogo
aveva residenza il Sottintendente. Fra le popolazioni del Contado, specie nelle classi più evolute, la delusione fu grande. La
condizione di provincia-appendice persisteva.
Il 27 settembre 1806, Giuseppe Napoleone firmava una legge
speciale che separava iI Contado di Molise dalla provincia di Capitanata. Il provvedimento ebbe come promotori Vincenzo
Cuoco e Giuseppe Zurlo.
Vincenzo Cuoco, l’ingegno più alto che il Molise abbia espresso,
sottolinea l’importanza della legge cui era stato il principale
ispiratore: il fato del Contado del Molise è stato per 200 anni
quello di essere mal conosciuto dai geografi e trascurato dal Governo. Questa stessa provincia meritava, più che non si creda.
Senza nome e senza fatti propizi, senza strade, amministrata da
autorità lontane e quasi sempre straniere.
La legge 8 dicembre 1806 determinò la circoscrizione territoriale dei Distretti e nel 1807 fu promulgata la legge del 19 dicembre, relativa alla circoscrizione dei Governi; in virtù di tale
legge il Contado di Molise denominato ufficialmente Provincia
di Molise ebbe a conseguire un assetto autonomo.
Essa risultò divisa nei due Distretti di Campobasso ed Isernia, ed
in 21 Governi (dei quali 9 assegnati al primo, e 12 al secondo),
comprensivi di 109 comuni.
Al primo traguardo dell’autonomia molisana si sommava, poco
dopo, il decreto di Gioacchino Murat del 4 maggio 1811 con il
quale si aggiungevano ai distretti di Campobasso ed Isernia,
quello Basso molisano di Larino. La circoscrizione fu divisa,
quindi, in tre Distretti, e gli antichi Governi furono chiamati “Circondari”. Il Distetto di Campobasso ebbe 12 Circondari con 58
comuni dipendenti, quello d’Isernia 9 con 42 comuni, quello di
Larino 34 comuni ripartiti in 7 Circondari: una compagine, insomma, di 134 Comuni. Dal 1811 al 1848 vi furono altre riforme
circoscrizionali, che recarono lievi mutazioni alla ripartizione
dei Circondari. Nel 1861, dopo l’unità d’Italia, il Molise non è riconosciuto come regione e venne, quindi, aggregato all’Abruzzo,
con cui formerà un’unica entità amministrativa per altri cento
anni durante i quali le due regioni continuano a vivere una vita
amministrativa e sociale diversa e separata, sia dal punto di
vista economico, sia dal punto di vista sociale. Nel periodo del
centralismo statale postunitario, il regionalismo molisano fece
152
Provincia di Campobasso
sentire la sua voce rivendicando la separazione dall’Abruzzo, come sostenne in un Consiglio provinciale del 1920 Giambattista Masciotta. Dopo il periodo fascista l’iniziativa
regionalistica registrò un momento di notevole significato politico durante i lavori dell’Assemblea Costituente. Le lunghe battaglie, iniziate dopo il primo dopoguerra, per
l’istituzione di una regione autonoma portarono, a seguito anche della nuova funzione
che la Carta Costituzionale repubblicana assegnava alle regioni, all’approvazione della
legge costituzionale che, nel dicembre del 1963, sanciva la nascita della Regione Molise,
staccandola dall’Abruzzo e, quindi, con propria autonomia amministrativa e una sola
provincia, Campobasso.
Cinquantadue comuni verranno, poi, distaccati per andare a formare quellad’Isernia,
istituita con la legge 2 Febbraio 1970 n. 20.
IL DOVERE DI COMUNICARE
La Provincia di Campobasso crede profondamente nella necessità di garantire ai cittadini il massimo grado di comunicazione e trasparenza riguardo alle attività istituzionali e ai servizi offerti al pubblico.
In tale direzione, oltre che in ottemperanza della legge 150/2000 sulla Comunicazione
Istituzionale, l’Amministrazione si è dotata di un Ufficio per
le Relazioni con il Pubblico e di un Ufficio Stampa che ormai
agiscono a pieno regime già da alcuni anni.
Un impegno costante che vuole contribuire allo sviluppo democratico della nostra Comunità e che, anche grazie alle numerose iniziative intraprese sotto forma di eventi e di
manifestazioni, concorre a mettere in rete le esperienze e ad
implementare le specifiche conoscenze settoriali presenti non
solo a livello regionale ma soprattutto nazionale.
La promozione del Salone Molisano della Comunicazione, che
quest’anno arriva alla terza edizione, ha, appunto, l’obiettivo
di focalizzare l’attenzione della più ampia platea di soggetti
pubblici e privati sulle tematiche e sulle problematiche connesse all’esercizio dell’informazione e della comunicazione
istituzionale. Un appuntamento in progress che mette insieme Amministrazioni pubbliche e locali, Enti, Istituzioni scolastiche, Università, mass media e cittadini, impegnati in un
confronto sicuramente benefico per le pratiche di ognuno.
Appare utile ricordare che la Provincia di Campobasso edita
con puntualità un periodico d’informazione istituzionale dell’Ente, in allegato al quale qualche mese fa è stato presentato
il suo primo “Bilancio sociale”.
Uno strumento trasparente con cui si da conto ai cittadini delle azioni amministrative
intraprese, dei risultati conseguiti, delle ricadute socio-economiche originatesi sul territorio di riferimento, rendendo leggibili, trasparenti e comprensibili i suoi programmi.
Una esposizione di fatti concreti secondo il punto di vista della Comunità amministrata,
che ribalta i canoni comunicativi correnti, secondo i quali vanno sempre e comunque
magnificati i risultati di chi produce le informazioni e ha “in mano” i mezzi di comunicazione.
La Provincia, Ente intermedio tra la Regione e i Comuni, con importanti compiti di programmazione e coordinamento in svariati settori strategici per lo sviluppo territoriale,
vuole in questo modo essere in grado di rispondere alle esigenze e alle proposte della
Comunità amministrata, contribuendo al superamento di vecchi steccati che in passato
rendevano difficile ai cittadini l’esercizio di diritti fondamentali.
153
UPI - UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA: COS’È
L’UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA
L’UPI è l’Associazione che rappresenta tutte le Province d’Italia,
escluse le province autonome di Trento, Bolzano e Aosta .
Svolge compiti di valorizzazione, promozione, supporto tecnico
e politico in favore delle associate e promuove la tutela delle
istanze locali presso il Governo e il Parlamento .
L’UPI è parte della Conferenza Unificata e della Conferenza
Stato-Città e Autonomie locali, istituite presso il Governo, la
prima con funzioni consultive, di raccordo, di scambio dati in
tutti i casi in cui Regioni, Province, Comuni e Comunità montane debbano esprimersi su un medesimo oggetto; la seconda
per coordinare i rapporti tra Governo ed Enti locali.
L’UPI è inoltre interlocutore delle commissioni parlamentari di
Camera e Senato attraverso l’espressione di pareri sui principali
provvedimenti che riguardano gli Enti Locali.
Il Presidente dell’UPI è Fabio Melilli, Presidente della Provincia
di Rieti.
Le Province e la cultura
Le Province esercitano le competenze relative a musei e altri
beni culturali la cui gestione viene loro trasferita. Inoltre promuovono direttamente attività culturali, quali mostre, festival
teatrali, sagre dei prodotti tipici, spettacoli dal vivo, manifestazioni sportive, all’insegna delle tradizioni culturali, musicali,
teatrali e artistiche locali.
A questo scopo destinano in media ogni anno cospicue risorse,
attraverso cui si realizzano eventi ed appuntamenti il cui successo si è imposto a livello nazionale. Il più importante è il Festival delle Province, una manifestazione attraverso cui ogni
anno si realizzano decine di eventi e spettacoli dal vivo lungo
tutta la penisola, grazie al lavoro del Comitato Festival delle Province che rappresenta una vera e propria rete culturale nazionale costituita dalle Province italiane, accomunate dall’esigenza
di restituire valore alle diverse espressioni dei saperi, degli usi e
costumi, delle pratiche tradizionali che caratterizzano la quotidiana esistenza delle proprie comunità e dei rispettivi territori.
1
D. l.vo n. 196 del 30 giugno 2003.
Legge n. 5 del 29.01.1975 (istituzione del Ministero per i Beni Culturali
e Ambientali).
3
D.l.vo n. 368 del 20 ottobre 1998 (istituzione del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali e definizione delle funzioni).
4
D.l.vo n. 42 del 22 gennaio 2004 pubblicato sulla G.U. n. 45 del 24 febbraio
2004.
2
154
ANCI - ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI
ITALIANI
L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - ANCI è un’associazione senza scopo di lucro.
Costituisce il sistema della rappresentanza di Comuni, Città Metropolitane ed enti di derivazione comunale.
Persegue i propri scopi ispirandosi a valori di autonomia, indipendenza e rappresentatività. In essa trovano sede e rappresentanza i principi di pari dignità e pluralismo espressione delle
assemblee elettive locali.
In particolare:
- rappresenta i comuni, le città metropolitane e gli enti di derivazione comunale dinanzi a istituzioni e organismi internazionali e dell’Unione Europea, Comitato delle Regioni,
Parlamento della Repubblica, Governo, Regioni, organi della
Pubblica Amministrazione e a ogni altro soggetto, di rilievo
istituzionale, che eserciti funzioni di interesse locale;
- ne promuove lo sviluppo e la crescita;
- ne tutela e rappresenta gli interessi, anche nei rapporti con le
altre istituzioni e amministrazioni, con le organizzazioni economiche, politiche, sindacali e sociali nazionali, comunitarie
ed internazionali. In particolare, tiene stabili rapporti politici e
istituzionali con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, con
l’UPI, con l’UNCEM, e con le altre organizzazioni che si occupino di questioni d’interesse del sistema delle autonomie;
- designa i rappresentanti delle Città metropolitane e dei Comuni italiani in seno alla Conferenza Stato-Città – Autonomie
Locali, alla Conferenza Unificata, nella Commissione parlamentare per le questioni regionali, nell’Agenzia Autonoma per
la gestione dell’Albo dei segretari comunali e provinciali, in
ogni altro organismo, di qualsiasi natura, in cui sia prevista la
rappresentanza di Comuni e Città metropolitane o di altri enti
aderenti all’Associazione;
- cura la raccolta, analisi e diffusione dei dati e delle informazioni riguardanti le Città metropolitane, i Comuni italiani e gli
enti di derivazione comunale; riceve dai Comuni e dalla Pubblica Amministrazione centrale e periferica tutti i dati e le informazioni per la gestione e della cura degli archivi pubblici;
- svolge attività di sostegno, assistenza tecnica ed erogazione di
servizi nell’interesse e nei confronti dei Comuni italiani singoli o associati e delle Città metropolitane e degli enti soci;
- promuove e diffonde, a tutti i livelli, la coscienza dei valori
della sussidiarietà, dell’autonomia, del decentramento.
Per elevare il livello di rappresentatività ed al fine di realizzare un
pieno coinvolgimento di tutte le peculiarità territoriali, l’ANCI
promuove, sostiene e valorizza associazioni di Comuni o di enti di
derivazione comunale che fondano il loro spirito associativo su
temi specifici connessi a questioni di interesse locale. Inoltre, direttamente o tramite proprie strutture e/o enti, può tra l’altro:
- promuovere lo studio di problemi che interessino gli associati;
- intervenire con propri rappresentanti in ogni sede nella quale
si discutano o si amministrino interessi delle istituzioni locali
rappresentate;
- prestare informazione, consulenza ed assistenza agli associati,
direttamente o mediante altri soggetti;
155
ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
- partecipare nei modi previsti dalla legge alla contrattazione collettiva di lavoro per il
personale degli Enti;
- aprire uffici di rappresentanza in altri Paesi o Unioni di Stati;
- promuovere e incoraggiare iniziative per l'educazione civica dei cittadini e per diffondere la conoscenza delle istituzioni locali;
- studiare e proporre l'adozione di misure per sollecitare la partecipazione dei cittadini
alla vita delle autonomie locali;
- promuovere e coordinare, in via esclusiva, le relazioni internazionali e le attività di cooperazione allo sviluppo, nello spirito di solidarietà fra i governi locali;
- ricevere e gestire finanziamenti, pubblici e privati;
- promuovere, coordinare, gestire programmi comunitari, nazionali e regionali;
- gestire, per conto delle medesime autorità, progetti e programmi di diversa natura.
In Molise
PRESENTAZIONE
L’Associazione Regionale:
- Opera per dare piena attuazione al riconoscimento delle autonomie locali sancito
dalla Costituzione della Repubblica, tutela l’autonomia dei Comuni nei confronti
dello Stato e della Regione, rappresenta le istanze e gli interessi dei Comuni nell’ambito territoriale della Regione.
- Promuove l’unità nell’iniziativa e nella partecipazione alla gestione dei poteri locali, elabora una politica fondata su un programma di sviluppo economico-socialecivile e culturale, ed attua tutte le iniziative necessarie per l’unificazione ed il
coordinamento delle attività di tutte le associazioni delle autonomie esistenti nel
territorio.
- Promuove il coordinamento delle attività amministrative degli associati; studia e
propone iniziative a favore dello sviluppo economico e sociale della Regione; mantiene collegamenti operativi di studio con la Regione Molise, con la Provincia di Campobasso ed Isernia, con le UU.SS.LL., con i Consorzi Industriali e con tutti gli organi
periferici dello Stato, delle Associazioni regionali e nazionali degli enti locali esistenti nella Regione Molise.
- Promuove convegni e dibattiti, pubblica studi ed atti.
In particolare:
- Rappresenta gli interessi dei Comuni Molisani nei confronti della Regione, e d’intesa con l’Associazione Nazionale, nei confronti dello Stato;
- Promuove e coordina lo studio e la soluzione di problemi che interessano i Comuni
Molisani;
- Interviene, anche con propri rappresentanti, in tutte le sedi ove si discutono o si amministrano interessi dei Comuni che investono, anche indirettamente i Comuni
stessi;
- Presta consulenza ed assistenza ai soci che lo richiedono;
- Promuove iniziative per diffondere la conoscenza delle istituzioni comunali.
Politiche territoriali attuate nella regione negli ultimi due anni
Relazione in sintesi
Negli ultimi due anni l’ANCI Molise ha svolto numerose attività di promozione, protocolli di intesa e convegni che hanno dimostrato nel tempo l’impegno a servizio dei
numerosi comuni presenti all’interno dell’associazione. Maggiore attenzione è stata
data alla stipula di convenzioni e protocolli di intesa in quanto si ritiene che questi
possano essere di maggior supporto e aiuto per le esigenze che nascono quotidianamente all’interno dei piccoli comuni presenti all’interno del territorio molisano.
156
ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
POLITICHE TERRITORIALI FUTURE
Linee Strategiche
L’Anci attraverso i numerosi accordi di partenariato intende nel corso dei prossimi anni
di puntare ad un ruolo attivo all’interno del territorio molisano. La necessità di diventare
attore è stato tradotta con la partecipazione azionaria all’interno dell’ Ancitel Abruzzo
e Molise che permetterà di poter avere all’interno della stessa struttura uno strumento
per la realizzazione di servizi a favore degli enti locali presenti sul territorio. Da qui la
necessità di impostare l’Anci Molise in un’ottica che guarda ai numerosi progetti che
nasceranno dall’emanazione dei primi bandi sia regionali che nazionali. Nei primi mesi
del 2009 L’Anci ha partecipato e realizzato accordi di partenariato per la presentazione
di n. 3 bandi di cui 2 emanati dal Ministero delle politiche giovanili e 1 dal Por Puglia.
Obiettivi
Gli obiettivi dell’Anci sono quelli di diventare punto di riferimento per i comuni e piccoli comuni svolgendo un ruolo di supporto nella realizzazione dei futuri investimenti
sia regionali che nazionali all’interno della Regione Molise. Altro obiettivo fondamentale è il mantenimento e la tutela dello sviluppo economico e sociale del territorio molisano partecipando ai numerosi ptavoli di concertazione dei vari enti locali.
Infine grande importanza verrà data al rispetto delle tematiche quali la sicurezza
stradale con lo studio di alcuni progetti in essere e la tutela culturale e ambientale
in accordo con i comuni presenti all’interno dell’associazione
Progetti
1. Diversi sono i progetti ai quali si sta lavorando:
2. Progetto sicurezza stradale
3. Progetto Ambientale all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo
4.Progetto di cooperazione in ambito internazionale
ELENCO PROGETTI REALIZZATI 2007-2008
Protocolli di intesa – Accordo di partenariato
1. Accordo di partenariato per il Servizio Civile con l’A.N.P.E.A.S. Onlus
2. Protocollo di intesa con l’Università degli studi del Molise e l’A.G.E.S. per la realizzazione del progetto : ”Comunicare il territorio molisano” con lo scopo di promuovere la valorizzazione della comunicazione istituzionale, tecnica ed amministrativa e di quella promozionale ambientale, turistica e culturale dei
Comuni e dei territori molisani.
3. Protocollo di intesa tra A.N.C.I. Molise, A.G.E.S. e Università degli Studi del Molise per la promozione di
tirocini formativi e di orientamento presso gli Enti Locali del Molise.
4. Accordo quadro tra ANCI Molise e Sicurezza e Ambiente Spa per la prestazione di servizi per il ripristino
della sicurezza stradale e per la tutela ambientale
5. Convenzione tra Protezione Civile e ANCI Molise attinente l’emergenza incendi all’interno del territorio molisano
6. Protocollo di intesa tra ANCI Molise e l’Istituto per il Credito Sportivo per la realizzazione e il rilancio dell’impiantistica sportiva locale a cominciare dal reperimento di maggiori risorse
7. Protocollo di intesa tra ANCI Molise, CGIL, UIL e CISL per un intesa sui principali temi di politica di bilancio,
nell’ambito di un più generale processo di riqualificazione e razionalizzazione della spesa pubblica
8. Accordo di partenariato con l’Associazione Montecelano e l’ANCI Molise per far fronte alla necessità di
partecipazione a bandi sia regionali che interregionali nel campo della formazione
9. Protocollo di Intesa tra Anci Molise e Anci Sicilia per la istituzione di un ufficio mediterraneo volto alla
cooperazione ed al partenariato tra le due sponde del mare mediterraneo
Convegni organizzati Anci Molise
1. Primo meeting degli enti locali 28/02/2007 – Finanziaria
2. Convegno presentazione del libro Luigi Incoronato dal titolo L’imprevisto e altri racconti 31/03/007
3. Seminario/ incontro formativo : la gestione del catasto ai comuni, evoluzione della gestione del servizio per i cittadini, opportunità e problematiche – 20/09/2007
4. Secondo meeting enti locali 22/02/2008 - Finanziaria
5. Partecipazione ai vari meeting organizzati sul territorio nazionale nel corso degli anni 2007/2008
157
INVITALIA - AGENZIA NAZIONALE
PER L’ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI
E LO SVILUPPO D’IMPRESA SPA
Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e
lo sviluppo d’impresa, è una società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ed agisce su mandato del
Governo per sostenere la competitività del Paese, in particolare
del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo. Gli obiettivi prioritari sono:
- favorire l’attrazione di investimenti esteri
- sostenere la crescita del sistema produttivo
- valorizzare le potenzialità dei territori.
Nell’ambito delle attività finalizzate allo sviluppo del territorio,
Invitalia opera in stretta collaborazione con le istituzioni nazionali, regionali e locali per accelerare la crescita economica del
Paese attraverso interventi mirati volti a:
- dare impulso all’innovazione tecnologica, sostenendo i distretti hi-tech e favorendo le sinergie tra il mondo della ricerca
e quello delle imprese
- realizzare progetti per valorizzare il patrimonio culturale e per
ampliare l’offerta turistica
- migliorare la qualità degli investimenti pubblici.
In particolare, Invitalia supporta le Amministrazioni nel definire
e gestire politiche e strumenti di valorizzazione del turismo e dei
beni e attività culturali, nonchè il processo di riqualificazione e di
rafforzamento dell’offerta turistica e artistico-culturale, al fine
di incrementare i livelli di domanda e gli standard di servizio.
PROGETTI REALIZZATI E CASE HISTORY
Progetto pilota strategico “Poli museali di eccellenza
nel Mezzogiorno”
I musei e le aree archeologiche dell’Italia meridionale rappresentano uno dei più grandi patrimoni culturali esistenti. Per questo, il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha avviato il programma
operativo “Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno”, che punta
a riqualificare l’offerta museale del Mezzogiorno. Il progetto affidato a Invitalia mira a organizzare alcuni attrattori culturali, già dotati - o potenzialmente dotati - di flussi significativi di visitatori,
come“poli museali di eccellenza”dotati dei più innovativi standard
di servizio per adeguare l’offerta dei beni culturali del Mezzogiorno
ai modelli internazionali di eccellenza.
Il progetto “Poli museali” promuove le eccellenze, intese sia come
valore in sé sia come discontinuità e innovazione gestionale, con
l’obiettivo di integrare l’offerta territoriale dei musei, avviare un
processo di riqualificazione di aree urbane prossime agli attrattori culturali e promuovere lo sviluppo della filiera turistica nel
territorio e nel Mezzogiorno.
La valorizzazione dell’offerta museale deve puntare al miglioramento delle funzioni tipiche (organizzazione di mostre, catalo-
158
INVITALIA - Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa spa
gazione e conservazione delle raccolte, ricerca e studio, esposizione delle collezioni) e all’adeguamento dei servizi aggiuntivi (offerta di visite guidate, gestione di punti vendita, servizi di ristorazione, iniziative promozionali), nonché alla stretta integrazione tra
patrimonio museale e territorio.
In conclusione, il progetto intende elevare la qualità della tecnologia dell’offerta per
migliorare la fruizione del bene culturale “museo” e ottenere benefici in termini di aumento dei visitatori e di incremento della domanda di servizi a maggiore valore aggiunto, contribuendo in tal modo a rendere i musei mete turistiche caratteristiche e
caratterizzanti il territorio.
Le regioni interessate dal programma sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In ciascuna di esse il MiBAC, attraverso le Direzioni regionali per i beni culturali e il paesaggio, ha individuato i musei e le aree archeologiche
che per caratteri intrinseci e potenzialità di sviluppo turistico possono diventare “poli
museali di eccellenza”. Le candidature sono esaminate dal Comitato Scientifico e di Alta
sorveglianza, composto da rappresentanti del MiBAC, del DPS e di Invitalia.
Nel marzo 2009 si è conclusa l’Analisi di prefattibilità sui primi 8 poli selezionati: L’Aquila,
Melfi-Venosa, Napoli, Palermo, Sassari-Porto Torres, Sepino, Sibari e Taranto.
Si prevede di estendere il Progetto a ulteriori candidature che saranno individuate in
una seconda fase.
La costruzione delle ipotesi di Polo ha riguardato 4 ambiti di tematiche:
- Patrimonio: valori intrinseci, aspetti museologici, edifici, qualità funzionale
- Turisticità ed Interrelazioni Territoriali: competitività turistica, interdipendenze socioeconomiche
- Urbanistica, Collegamenti e Trasporti: urbano/paesaggistico, dotazioni e funzionamento infrastrutture, “status” urbanistico delle strutture
- Gestione comparata: modelli di gestione contestualizzati all’ordinamento amministrativo e benchmarking sulla gestione.
Il progetto punta ad arrivare all’elaborazione dei progetti preliminari degli interventi
individuati.
Programma di investimenti per la valorizzazione del patrimonio culturale nelle aree
sottoutilizzate attraverso specifici progetti imprenditoriali
Invitalia, su incarico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, svolge le attività di accompagnamento per l’attivazione, la realizzazione, il monitoraggio e la diffusione dei risultati riferiti al Programma del MiBAC di investimenti per la valorizzazione del
patrimonio culturale nelle aree sottoutilizzate. L’obiettivo delle attività di Invitalia è
quello di supportare l’Amministrazione centrale e quelle periferiche nella gestione degli
interventi oggetto del Programma che il MiBAC ha affidato a società esterne.
I progetti operativi in cui si articola il Programma, che riguardano il Molise, la Basilicata,
la Calabria, l’Abruzzo, la Sardegna, la Puglia, il Lazio e la Campania, sono complessivamente 28, di cui 23, dedicati prevalentemente all’ampliamento dei servizi e all’incremento della qualità dei beni, sono concentrati in Lazio e in Campania. I restanti 5
supportano il MiBAC nell’attività di promozione e comunicazione del patrimonio culturale, nella sicurezza e nella tutela degli insediamenti culturali, nel riordino della gestione informatizzata degli archivi presso gli istituti periferici del Ministero, nella
manutenzione delle aree archeologiche del Nord Ovest della Sardegna e della Gallura
Costiera e nel servizio di call center finalizzato a fornire informazioni sul patrimonio e
sulle attività culturali.
L’insieme di tali progetti è, nel complesso, finalizzato a garantire il raggiungimento dei
159
INVITALIA - Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa spa
seguenti obiettivi:
1. rafforzamento delle capacità operative delle strutture territoriali del MiBAC
2. ampliamento dell’offerta di fruizione e dei relativi servizi collegati
3. “messa a valore” di competenze e capacità professionali altrimenti sottoutilizzate o
depauperate
4.valorizzazione del patrimonio culturale.
In Molise
Le attività del Progetto pilota strategico “Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno”
realizzate in Molise hanno riguardano i seguenti musei/aree archeologiche:
- Museo Archeologico di Sepino
- Area archeologica di Sepino
- Museo Archeologico di Venafro
- Area archeologica di Venafro.
In Molise gli Istituti periferici del MiBAC coinvolti nel Programma di investimenti per
la valorizazzione del patrimonio culturale nelle aree sottoutilizzate attraverso specifici progetti imprenditoriali sono la Soprintendenza Archeologica di Campobasso e l’Archivio di Stato di Isernia e riguardano i progetti di “Riordino e gestione informatizzata
degli archivi”, di “Promozione e comunicazione del patrimonio culturale” e di “Sicurezza e Tutela degli insediamenti culturali”.
160
ICOM – INTERNATIONAL COUNCIL
OF MUSEUM COMITATO NAZIONALE
ITALIANO (ICOM ITALIA)
Il Comitato Nazionale Italiano di ICOM, fondato nei primi anni
Settanta da Franco Russoli e da un gruppo di direttori e funzionari di musei italiani, è la principale associazione professionale
del settore museale in Italia e si occupa di tutti i problemi strettamente connessi allo sviluppo e alla difesa della professione, secondo le finalità dettate dallo Statuto e dal Codice Deontologico
di ICOM. ICOM Italia, attualmente presieduto da Daniele Jalla, ha
circa 700 soci, tra istituzioni museali e professionisti dei musei. La
sede centrale è presso il Museo Nazionale della Scienza e della
Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano. Il Comitato Nazionale si
è dotato di coordinatori regionali presenti attualmente il 13 regioni ed ha attivato alcuni gruppi tematici di approfondimento
disciplinare. L’ICOM (International Council of Museums) è l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali
impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. Riunendo più di 26.000
aderenti presenti nei 5 continenti, l’ICOM costituisce una rete internazionale di comunicazione e di confronto per i professionisti
museali di tutte le discipline e tutte le specialità. Essi partecipano
alle attività dell’Associazione, che si svolgono a livello locale e internazionale, attraverso convegni, pubblicazioni, momenti di formazione, gemellaggi e la promozione dei musei. Creato nel 1946,
all’indomani della Seconda guerra mondiale, per iniziativa di
Chauncey J.Hamlin, Presidente dell’American Association of Museums, con l’obiettivo di diffondere la reciproca conoscenza fra le
culture come base comune per la pace, l’ICOM è un’organizzazione senza fini di lucro, in gran parte finanziata dalle quote dei
suoi aderenti e grazie al sostegno di diversi organismi pubblici e
privati. Organizzazione non governativa (ONG), l’ICOM è associato all’UNESCO e gode dello status di organismo consultivo
presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
La Segreteria e il Centro d’informazione dell’ICOM hanno sede
a Parigi presso la Maison de l’UNESCO e assicurano il coordinamento delle attività e dei programmi a livello internazionale.
L’organizzazione dell’ICOM
I Comitati nazionali
I Comitati nazionali sono le unità fondamentali dell’ICOM e i
principali strumenti di comunicazione fra i suoi soci. All’ICOM
fanno capo 116 Comitati nazionali di tutto il mondo. Ogni Comitato nazionale cura gli interessi dell’ICOM a livello nazionale,
rappresenta i suoi soci in seno all’ICOM e contribuisce alla realizzazione dei programmi dell’ICOM.
Le Organizzazioni regionali
Alcuni Comitati nazionali si sono riuniti in Organizzazioni regionali per dare più forza alla propria azione. Esistono 7 Organizzazioni regionali: ASPAC - Asia & Pacific; CIAO - West Africa;
ICOMAC - Central Africa; ICOM-ARAB; ICOM-EUROPE; ICOM-SEE;
LAC - Latin America & Caribbean
161
ICOM – International Council of Museum Comitato Nazionale Italiano
(Icom Italia)
I Comitati internazionali
I soci dell’ICOM partecipano ai lavori dei 30 Comitati internazionali, al cui interno si perseguono i principali obiettivi dell’Associazione: scambio di informazioni scientifiche;
elaborazione di norme professionali; adozione di regole comuni e di raccomandazioni;
realizzazione di progetti comuni.
I Comitati internazionali hanno carattere esclusivamente professionale, si incontrano
ogni anno e pubblicano regolarmente i risultati del loro lavoro.
Tutte le informazioni sui Comitati internazionali e sulle loro attività sono reperibili alla
pagina web: http://icom.museum/international-f.html
Le Organizzazioni internazionali affiliate
Alcune organizzazioni internazionali hanno voluto collegare le loro attività a quelle dell’ICOM. Pur conservando la propria autonomia, 14 organizzazioni si sono associate su
progetti specifici, contribuendo in tal modo ad ampliare la già vasta rete internazionale
dell’ICOM.
ATTIVITA’
Il Comitato Nazionale Italiano, noto anche come ICOM Italia, si propone inoltre di importare nel nostro Paese il dibattito internazionale sulla museologia e nello stesso
tempo di esportare le idee e le metodologie elaborate in Italia per garantire una corretta
gestione del patrimonio culturale e delle istituzioni museali.
Ogni anno ICOM Italia organizza oltre alla propria assemblea nazionale, la Conferenza
Nazionale dei Musei d’Italia e “Museitalia” forum nazionale di Museografia e Museotecnica, oltre a numerosi altri momenti di approfondimento e formazione.
162
Istituti
Enti
Associazioni
163
AIPAI- ASSOCIAZIONE ITALIANA PER IL
PATRIMONIO ARCHEOLOGICO INDUSTRIALE
SEZIONE MOLISE
L’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) è stata fondata a Milano nel 1997. In essa, unico organismo del settore in Italia che raccoglie gli studiosi, gli operatori
e gli Enti coinvolti nelle problematiche dell’archeologia industriale,
sono confluite tutte le organizzazioni e le associazioni con analoghe finalità fondate e cresciute a partire dagli anni ’70. Fin dalla sua costituzione, l’AIPAI ha promosso, coordinato e svolto attività di ricerca avvalendosi di diverse competenze disciplinari con
l’obiettivo di analizzare il patrimonio archeologico industriale nelle sue molteplici connessioni con il sistema dei beni culturali ed
ambientali e con la cultura del lavoro, in una prospettiva di lungo periodo. Tra i fini dell’AIPAI vi è la promozione di un più elevato livello di collaborazione operativa e scientifica tra enti pubblici e privati per la catalogazione,la conservazione e la valorizzazione
del patrimonio industriale, per la salvaguardia di archivi, macchine
e altre testimonianze della civiltà industriale e del lavoro, per la
formazione degli operatori e la promozione del turismo industriale.
AIPAI
aderente al TICCIH
The International
Committee for
the Conservation
of Industrial Heritage
164
Aipai- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Sezione Molise
In Molise
Per conseguire tali fini nel miglior modo possibile l’AIPAI ha deciso, nel febbraio 2005,
di strutturarsi in Sezioni Regionali e a partire da quella data, sono state attivate in Italia quasi tutte le sezioni locali, tra le quali quella molisana, costituitasi il 30 marzo
2005 presso il Centro di Cultura dell’Università degli Studi del Molise, grazie all’iniziativa di alcuni docenti, ricercatori e studenti dell’Università degli Studi del Molise.
Nei suoi primi tre anni di vita (2005-2007) la Sezione AIPAI-Molise ha promosso alcune importanti iniziative finalizzate, attraverso mostre, seminari didattici e ricerche sul campo, alla divulgazione dei principi e dei metodi più opportuni per la
conoscenza e la tutela attiva delle testimonianze storiche del mondo del lavoro, presupposti fondamentali per avviare, in sinergia con amministratori ed operatori sul
territorio, una sistematica opera di censimento, salvaguardia e valorizzazione del Patrimonio Industriale molisano. In realtà, se è vero che l’apertura del Molise all’archeologia industriale non coincide, per ragioni strutturali oltre che cronologiche, con
l’affermazione in Italia di questo specifico campo di studi, è anche vero che un interesse verso tale campo di studi non ha avuto inizio con la più recente attivazione
della locale sezione regionale dell’AIPAI, alla quale va riconosciuto piuttosto il merito
di aver colto, nei meandri di una letteratura in prevalenza di carattere locale, potenzialità sufficienti per innescare non facili dispositivi di “messa in rete” di ricerche,
studi e iniziative culturali degne di nota, ma ancora poco articolate a livello territoriale e ancora poco approfondite sul piano scientifico. II lento e graduale processo di
revisione di quella griglia storiografica costruita sull’immagine preconfezionata di
un “Molise ruralissimo” e su letture geo-storiche univocamente ancorate alla matrice dualistica del concetto di “arretratezza storica”, comincia infatti – per quanto
attiene alla storia del patrimonio proto-industriale e industriale molisano - intorno
agli anni Ottanta del Novecento, quando, come del resto in altre realtà regionali, e
non solo meridionali, i resti fisici di un passato produttivo più o meno lontano furono oggetto specifico di studi e analisi storico-descrittive condotte metodologicamente con gli strumenti propri della cultura materiale. Cosicché – senza tuttavia
prescindere da oggettive valutazioni di lungo periodo sulla scarsa consistenza dei
dati quantitativi relativi alla vita produttiva e socio-economica di un territorio, storicamente contenuto da un punto di vista geomorfologico e demografico, e “debole”
sotto il profilo politico e imprenditoriale - a questa fase di riscoperta vanno senz’altro ricondotti i primi studi sulle cartiere e sulle ramiere sette-ottocentesche ancora
presenti nella città di Isernia o sui lanifici otto-novecenteschi insediatisi lungo le direttrici antiche della transumanza (Isernia, Sepino, Frosolone), mentre nell’ambito di
una prima campagna di censimento si collocano mostre e pubblicazioni, promosse
nel corso degli anni Novanta dalla Soprintendenza Archivistica del Molise e dal Centro di Cultura dell’ateneo molisano, sulle principali centrali idroelettriche sorte, nell’età della prima industrializzazione italiana, nell’alto e nel basso Molise, ai margini
dei torrenti isernini Sordo e Carpino e sulle sponde dei fiumi Trigno e Biferno, riadattando in molti casi preesistenti impianti molitori. La relativa ricchezza d’acqua e la
particolare orografia del territorio, infatti, favorirono l’insediamento di molti mulini
idraulici lungo i principali corsi fluviali della regione (Trigno, Biferno, Tammaro, Volturno e Fortore). Numerosi sono i mulini di origine settecentesca o d’impianto ottocentesco ancora oggi presenti lungo il Biferno, il più lungo dei fiumi molisani (84 km),
che nasce nel Matese, nei pressi di Bojano (Isernia) e sfocia nell’Adriatico, tra Termoli
e Campomarino (Campobasso). Si trattava in generale di impianti di piccole o medie
dimensioni con sistema «a palmenti», che sfruttava il flusso dell’acqua, opportunamente deviata con sbarramenti artificiali e raccolta in adeguate vasche in muratura,
attraverso una o più ruote orizzontali (ritrecine). Tale sistema, che garantiva bassi
costi di costruzione e di manutenzione, sopravvisse a lungo anche dopo la relativa diffusione dell’energia a vapore. Il passaggio dall’energia idromeccanica a quella idroelettrica fu comunque graduale e vide impegnati molti imprenditori e tecnici molisani,
165
Aipai- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Sezione Molise
prima come produttori autosufficienti di energia e successivamente come distributori in cerca di commesse
pubbliche e private. Molti di questi piccoli impianti, in
gran parte assorbiti nel corso del Novecento da grandi
società elettriche come ad esempio la SME (Società
Meridionale di Elettricità), sono oggi ancora esistenti,
così come sono di particolare interesse i grandi impianti idroelettrici dell’Alto Volturno (EAV – Ente Autonomo Volturno), sorti nei primi anni del Novecento non
già per sostenere e sviluppare l’economia locale ma per
alimentare la grande industria decentrata dell’ex capitale dell’antico Regno di Napoli. Direttamente connesso alla lunga tradizione molitoria locale è poi il
settore della produzione di paste alimentari. Le statistiche di fine Ottocento registrano circa 130 fabbriche
di pasta distribuite in 44 comuni. In genere erano piccoli impianti, con un limitato
numero di addetti, alimentati ancora dall’energia idraulica e per questo quasi sempre ubicati nelle immediate vicinanze di preesistenti mulini “a ritrecine”. Non mancano, tuttavia, nella storia dell’arte bianca molisana, impianti di maggiore rilievo come ad esempio i pastifici Guacci (1890), Martino (1904), Carlone (1912) e Ferrante
(1932) a Campobasso, Battista e Colagiovanni a Larino (1891), Colavita a Sant’Elia a
Pianisi (1912) - alcuni dei quali ancora oggi esistenti, mentre alla più recente fase di
industrializzazione della regione, innescata pochi anni dopo la sua avvenuta autonomia amministrativa, appartengono non solo gli impianti della diga del Liscione
costruita, con le relative centrali idroelettriche, per sfruttare le acque del Biferno attraverso il lago artificiale di Guardialfiera, ma anche quelli della FIAT e di altre industrie (dall’agro-alimetare al petrolchimico) che sorsero contestualmente alla
creazione, nei primi anni Settanta, del consorzio industriale di Termoli: tutti insediamenti che hanno influito in maniera sensibile sull’evoluzione tardonovecentesca
della struttura socio-economica e territoriale di quella città e di altri piccoli centri urbani del comprensorio adriatico; che costituiscono un capitolo importante del processo di decentramento produttivo della Grande Industria dell’Italia settentrionale,
ma che appaiono in questa chiave non ancora sufficientemente storicizzati.
Testimonianze di un passato più recente, dunque, che si affiancano, in una lettura
stratificata del paesaggio produttivo molisano, ad un patrimonio molto più diffuso,
caratterizzato in maniera evidente dai segni della pluriattività e del lavoro a domicilio, delle manifatture agrarie e della protoindustria, dai settori molitorio e agro-alimentare (antichi frantoi e più moderni oleifici, oltre che pastifici) a quello
metallurgico, conciario e tessile, dalle attività per lo sfruttamento delle risorse naturali (i corsi d’acqua per l’industria molitoria ed elettrica, ma anche le cave di argilla per
la produzione di laterizi e le cave di ghiaia e di calcare per l’industria delle costruzioni
in genere) alle infrastrutture storiche. Questione, quella del sistema infrastrutturale,
tra le più sofferte della storia del Molise moderno e contemporaneo, che ha alimentato e alimenta tutt’oggi dibattiti e speranze nel tentativo di risolvere condizioni di
isolamento che appaiono insuperabili non solo da un punto di vista territoriale, ma
rispetto alla quale, tuttavia, non sono mancati nel tempo momenti di concretizzazione che hanno lasciato segni fisici di singolare impatto storico-ambientale: dai
ponti alle ferrovie. Seppure nel quadro di un limitato e carente sistema interno di
viabilità, i ponti hanno infatti svolto un ruolo strategico per lo sviluppo urbano e territoriale del Molise, favorendo una più diretta comunicazione tra numerose piccole
città separate da profonde valli o da corsi d’acqua particolarmente inquieti come il Biferno. Pur essendo esiguo quantitativamente, il repertorio dei ponti storici che ancora
oggi caratterizzano il paesaggio molisano, è costituito da un significativo campionario di differenti tipologie costruttive, dai ponti di struttura d’età medievale e moderna, ai ponti in muratura borbonici fino ai primi esempi di ponti a tralicci metallici
ed in cemento armato. Analogamente, la ferrovia, anche se non è mai divenuta un fat-
166
Aipai- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Sezione Molise
tore determinante nel processo di modificazione del paesaggio rurale, ha inciso comunque sullo sviluppo insediativo di alcuni centri urbani, esercitando un singolare
ruolo di attrazione rispetto ai nuclei storici intra-moenia. Alla monotonia morfologica
delle stazioni, il cui disegno appare quasi sempre mutuato da un unico modulo tipologico, si contrappongono però tracciati ferroviari particolarmente suggestivi per
la varietà dei paesaggi che attraversano e che per questo motivo rendono possibile
il loro recupero anche attraverso una valorizzazione in chiave turistica.
POLITICHE TERRITORIALI ATTUATE NELLA REGIONE NEGLI ULTIMI DUE ANNI
Sulla base di tali considerazioni e attraverso una ricognizione delle principali esperienze pregresse, la sezione AIPAI Molise ha inteso promuovere sul territorio una costante azione di sensibilizzazione verso le testimonianze archeologico-industriali
presenti nella regione e di divulgazione dei risultati delle ricerche in corso.
Tra le prime iniziative promosse dalla Sezione Aipai-Molise nel 2006 è stata di particolare rilievo la sua attiva partecipazione al Congresso Internazionale del TICCIH (The
International Committee for the Conservation of the Industrial Heritage) svoltosi a
Terni, per la prima volta in Italia, nel settembre 2006 ed alla mostra itinerante sul Patrimonio Industriale italiano, inaugurata in occasione dello stesso Congresso e allestita in molte regioni italiane per più di due anni, fino al giugno 2008, quando a
Torino, in occasione dell’UIA (XXIII Congresso Mondiale degli Architetti), è stato anche
stampato e presentato il relativo catalogo (Cfr. R. Parisi, M. Ramello, Percorsi del Patrimonio Industriale in Italia, Crace, Perugia 2008).
Nello stesso anno, inoltre, in occasione della XVI Settimana della Cultura Scientifica
(marzo 2006), promossa ogni anno dal MIUR e dedicata al tema dell’acqua come risorsa produttiva, la Sezione AIPAI in collaborazione con l’Università del Molise, la Soprintendenza Archivistica e l’Archivio di Stato di Campobasso ha promosso il
riallestimento di una mostra sulla nascita dell’industria idroelettrica in Molise e di
una una Tavola rotonda dal titolo “Acqua, energia e attività produttive nella storia
del Molise”, avvicinando a questi temi numerose classi delle scuole molisane.
Nel corso del 2007, invece, si è andata rafforzando l’intesa tra l’AIPAI Molise e l’Università degli Studi del Molise, attraverso una serie di seminari e di esperienze di laboratorio. Intesa che si è ulteriormente rafforzata nel luglio 2007 con l’adesione, come
socio istituzionale, del Centro Studi sui Sistemi Turistici dello stesso Ateneo alla sezione molisana dell’AIPAI e che si è anche tradotto in una serie di iniziative didattiche
e di ricerca di particolare importanza per la formazione di operatori specializzati nel
settore, come ad esempio l’attivazione, nell’ambito del corso di laurea di Scienze Turistiche di uno “stage in house” in “Conoscenza e valorizzazione turistica del patrimonio archeologico industriale” attraverso il quale studenti, laureandi o giovani
laureati possono conseguire un numero determinato di crediti formativi partecipando attivamente, all’interno delle strutture dell’Università, a progetti di catalogazione di testimonianze d’interesse archeologico-industriale ed alla elaborazione di
ipotesi di riuso a fini turistico-culturale di tali beni.
Il ruolo svolto dall’AIPAI Molise rispetto a tali esperienze didattiche non si è solo limitato
alla cooptazione di nuove e giovani risorse, ma si è esplicitato attraverso la promozione di iniziative finalizzate ad una maggiore diffusione dei risultati di tali esperienze
all’esterno del mondo accademico, privilegiando in una prima fase di approccio territoriale i contatti con quelle istituzioni maggiormente impegnate nel campo della
tutela e della conservazione del patrimonio culturale. Non a caso, nel luglio 2007, con
il supporto del Centro di Cultura dell’Università del Molise, responsabili delle Soprintendenze, dell’Archivio di Stato e della Biblioteca provinciale di Campobasso sono
stati coinvolti in una sorta di tavola rotonda sul tema del recupero del patrimonio industriale molisano traendo spunto dalla presentazione del progetto di recupero della Fornace di Laterizi di Cantalupo nel Sannio (IS) elaborato dall’arch. Patrizia Trivisonno,
membro della sezione AIPAI Molise. Presentazione che si avvalsa anche dell’intervento
diretto del Sindaco di Cantalupo e che era già stata anticipata tra maggio e giugno
167
Aipai- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Sezione Molise
2007 presso la sede di Termoli dell’Università del Molise, nell’ambito di un ciclo di lezioni seminariali promosso dalle cattedre di Archeologia Industriale e Architettura del
Paesaggio con lo scopo di offrire agli allievi dei corsi l’opportunità di partecipare ad
un dibattito critico sul confronto tra le esperienze didattiche e le pratiche professionali nel campo della valorizzazione del patrimonio industriale. Nel 2008, l’AIPAI Molise ha svolto una più incisiva azione di sensibilizzazione sul territorio, sia attraverso
la ricerca di un maggiore dialogo con le Istituzioni locali, sia mediante il coinvolgimento
con altre realtà associative in azioni comuni di salvaguardia e di valorizzazione.
In questo quadro di intenti si colloca la giornata di studi, organizzata a Campobasso,
con il Centro di Cultura dell’Università del Molise, nel febbraio 2008 sul tema “Ecomusei, musei del territorio e parchi culturali. Le esperienze italiane e il caso del Molise”,
che ha visto la partecipazione del Rettore dell’Ateneo molisano e di rappresentati
dell’Assessorato alla cultura della Regione, quest’ultima direttamente coivolta per
ragioni connesse alla presentazione di una legge regionale sulla istituzione degli ecomusei in Molise, che pochi mesi dopo questa stessa giornata è stata appunto approvata e promulgata.
In maniera analoga, si colloca in questo ambito d’interesse la mostra fotografica “La
memoria del lavoro in posa. Itinerari di archeologia industriale in Molise”, organizzata
da alcuni giovani soci della sezione molisana dell’AIPAI e presentata a Termoli nel luglio 2008 e ad Agnone nell’agosto successivo. Mostra che ha riscosso un grande interesse da parte delle comunità locali e che ha innescato proficui rapporti di
collaborazione con altre associazioni culturali, come ad esempio l’associazione Kerres di Agnone, direttamente coinvolta nel recupero e nelle politiche di valorizzazione
dell’antica fonderia di rame di di contrada S. Quirico, sul fiume Verrino.
Di particolare rilievo, infine, è stata l’attiva partecipazione dell’APAI Molise al convegno nazionale “L’Archeologia Industriale in Italia 1978-2008. Ricerca, didattica, formazione” organizzato a Termoli il 5-6 dicembre 2008 dal Dipartimento SEGeS
dell’Università del Molise. Il Convegno non solo ha reso possibile la presenza, per la
prima volta, in una città del Molise di alcuni tra i maggiori esperti in Italia di Archeologia Industriale, ma ha anche permesso di far conoscere ad un più vasto pubblico un patrimonio ancora del tutto sconosciuto, attraverso l’esposizione della
mostra “Il Patrimonio Industriale in Molise. Itinerari di un censimento in corso”, allestita
con il contributo del Centro di Cultura dell’Ateneo molisano e frutto di ricerche tuttora in corso, sulla base delle quali sarà possibile avanzare più consapevoli progetti
di valorizzazione.
POLITICHE TERRITORIALI FUTURE
Solo negli ultimi anni il tema della valorizzazione del patrimonio protoindustriale e
industriale del Molise è stato oggetto d’attenzione nei piani e nei programmi di sviluppo turistico-culturale promossi a scala locale, come testimoniano la recente legge
regionale sugli ecomusei ed i progetti di recupero di alcune aree industriali dismesse
d’interesse storico (come ad esempio il villaggio Petrucciani per la produzione di laterizi), previsti nel piano strategico territoriale di Campobasso, mentre rispondono ad
una diversa logica territoriale alcune antecedenti iniziative di promozione culturale:
dal museo della Campana “Giovanni Paolo II” fondato ad Agnone nel 1999 alla Piana
dei Mulini di Colle D’Anchise, importante complesso di impianti idraulici per la molitura e per la produzione di energia elettrica, trasformato recentemente in un’azienda
specializzata nell’agriturismo, fino al progetto di recupero della fornace di Cantalupo
nel Sannio, che sarà in parte trasformato in museo dell’argilla e in parte riconvertito
per nuove produzioni speciali e di particolare pregio artistico.
Progetti e piani che, tuttavia, mancano ancora di un’adeguata programmazione territoriale, basata innanzitutto su corrette metodologie di conoscenza (censimenti, ricerche, pubblicazioni scientifiche) e di valorizzazione (restauro, recupero compatibile
con le preesistenze, divulgazione culturale). Una adeguata linea strategica da adot-
168
Aipai- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale
Sezione Molise
tare per conoscere e valorizzare in chiave turistica il patrimonio industriale molisano
non può prescindere dunque da un censimento e da una catalogazione sistematica
di tutte le testimonianze d’interesse storico presenti sul territorio, da implementare
e rendere accessibile secondo criteri, strumenti e modalità da definire in stretta collaborazione con le Istituzioni preposte alla tutela del Patrimonio Culturale regionale
(Soprintendenze, Università, Archivi, Musei, etc.). Tra i progetti in corso di realizzazione direttamente funzionali al conseguimento di tali obiettivi è da menzionare
l’elaborazione di un database relazionale, frutto dei primi tre anni di ricerca condotti
sul campo dall’AIPAI Molise, e la pubblicazione a stampa di un catalogo della mostra
“Il Patrimonio Industriale in Molise. Itinerari di un censimento in corso”, esposta a Termoli nel dicembre 2008. Conoscere e tramandare in maniera consapevole e condivisa
la memoria storica del lavoro e al tempo stesso supportare - attraverso un sistema
integrato di piani e progetti per la promozione culturale del patrimonio industriale
del Molise – nuove, più sostenibili e gratificanti forme di occupazione e di utilizzo
delle risorse locali è l’obiettivo che l’AIPAI Molise persegue dal 2005: molti sono gli
ostacoli superati e altrettanti sono ancora da superare, ma molte sono le prospettive
di ricerca e le potenzialità di sviluppo turistico-culturale che motivano l’impegno fino
ad ora profuso.
ELENCO PROGETTI REALIZZATI
1) 25 maggio 2007 – 1 giugno 2007, Termoli (CB)
Ciclo di lezioni sul tema “Patrimonio Industriale e valorizzazione turistica in Molise.
Esperienze didattiche e pratiche professionali”, organizzato nell’ambito delle attività
didattiche del Corso di Laurea in Scienze Turistiche, Università degli Studi del Molise (cattedre di Archeologia Industriale e Architettura del Paesaggio), a.a. 2006-07.
2) 5 luglio 2007, Campobasso
Presentazione del progetto di recupero della ex fornace di Cantalupo nel Sannio.
Incontro dibattito organizzato dal Centro di Cultura dell’Università degli Studi del
Molise e dall’AIPAI Molise.
3) 13 febbraio 2008, Campobasso
Giornata di Studi sul tema “Ecomusei, musei del territorio e parchi culturali. Le esperienze italiane e il caso del Molise”, organizzata dal Centro di Cultura dell’Università
degli Studi del Molise e l’AIPAI Molise
4) 2-10 luglio 2008, Termoli (CB)
Mostra fotografica “La memoria del lavoro in posa. Itinerari di archeologia industriale in Molise” organizzata da giovani soci dell’AIPAI Molise con il comune di Termoli ed associazioni locali.
5) 30 giugno – 3 luglio 2008, Torino
Partecipazione dell’AIPAI Molise alla mostra initernate “Percorsi del Patrimonio industriale” organizzata dalle sezioni regionali dell’AIPAI ed esposta al XXIII Congresso Mondiale degli Architetti UIA2008.
6) 8-16 agosto 2008. Agnone (IS)
Mostra fotografica “La memoria del lavoro in posa. Itinerari di archeologia industriale in Molise” organizzata da giovani soci dell’AIPAI Molise con l’Associazione
Kerres di Agnone.
7) 5-6 dicembre 2008, Termoli (Cb)
Convegno Nazionale “L’archeologia Industriale in Italia 1978-2008. Ricerca, didattica e formazione” organizzata dal Dipartimento SEGeS dell’Università degli Studi
del Molise con il patrocinio dell’AIPAI e dell’AISU.
8) 5-6 dicembre 2008, Termoli (Cb)
Mostra documentaria “Il Patrimonio Industriale in Molise. Itinerari di un censimento
in corso”, inaugurata in occasione del convegno “L’archeologia Industriale in Italia
1978-2008. Ricerca, didattica e formazione” e organizzata dal Centro di Cultura dell’Università del Molise e dall’AIPAI Molise.
169
ANA - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
ARCHEOLOGI
L’Associazione Nazionale Archeologi è un’associazione professionale di categoria che intende riunire e rappresentare gli archeologi operanti in Italia, e tutelare gli interessi della
categoria. Tra i suoi obiettivi principali è quello di ottenere in
Italia il riconoscimento e la regolamentazione della professione
di archeologo.
Migliaia di archeologi ogni giorno operano, infatti, nel nostro
Paese per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio
archeologico italiano, senza che il legislatore abbia mai né riconosciuto né regolamentato la professione. Mentre il Bene
Culturale è tutelato da un accurato apparato legislativo di lontana tradizione, gli archeologi e molte altre figure di professionisti operanti nel settore dei beni culturali non hanno un
quadro normativo di riferimento che ne riconosca l’identità professionale e regolamenti titoli e modalità di accesso alla professione, ambiti di svolgimento della professione, modalità
lavorative, tutele e diritti. Manca, pure, un dettagliato studio di
settore che definisca i molteplici aspetti di tale campo lavorativo, tra cui le mansioni, i luoghi e i livelli di impiego. Tutto ciò
si traduce in una mancanza di tutele e di diritti per quanti svolgono questa professione.
L’Associazione Nazionale Archeologi attraverso la raccolta e
l’analisi dei dati concernenti la professione di archeologo, nonché attraverso il dibattito democratico all’interno della categoria ed il confronto delle sue rappresentanze democraticamente
elette con le istituzioni (parlamento, governo, amministrazioni
locali, MiBAC e suoi organi periferici, mondo accademico etc.),
avanza proposte di intervento sul piano normativo e del lavoro,
allo scopo di superare l’attuale condizione di instabilità e di arbitrarietà della professione.
Manifestazione organizzata dall’Associazione
Nazionale Archeologi per sensibilizzare l’opinione
pubblica e le istituzioni sulla questione
del riconoscimento della professione di archeologo
L’Associazione Nazionale Archeologi ha una
struttura democratica ed è aperta alla partecipazione attiva di tutti i Soci. Si fonda, infatti, sul principio della democrazia
partecipativa: a stabilire la linea di azione e
le iniziative da intraprendere è la base, attraverso i Comitati Regionali e le Assemblee
Regionali, dove tutti i Soci hanno diritto ad
eleggere i loro rappresentanti regionali e a
stabilire democraticamente le iniziative da
portare avanti a livello locale, regionale, e
nazionale, proponendole al Direttivo Nazionale. Ogni tre anni i Soci eleggono i Delegati regionali per il Congresso Nazionale.
“L’Associazione Nazionale Archeologi cerca di perseguire tale
obiettivo attraverso tre istanze fondamentali:
1) il riconoscimento, attraverso un emendamento, della figura
professionale di archeologo nel Codice dei Beni Culturali;
2) l’istituzione presso il MiBAC di un tavolo misto con esponenti
170
ANA - Associazione Nazionale Archeologi
del Ministero, del mondo accademico e della categoria per discutere dei requisiti
e delle regole per lo svolgimento della professione;
3) l’istituzione di un registro/elenco nazionale degli archeologi presso il MiBAC.
L’Associazione Nazionale Archeologi fa inoltre parte dal 2006 del Coordinamento
Libere Associazioni Professionali (COLAP) con il quale è impegnata, dal 2008 anche
con un proprio rappresentante nel Consiglio Direttivo, per il riconoscimento di
tutte le professioni non dotate di ordine professionale.”
In Molise
ATTIVITA’
L’associazione Nazionale Archeologi in collaborazione la Soprintendenza ai Beni archeologi del Molise e l’Università del Molise, Dipartimento per i Beni Culturali, ha organizzato il 7 ottobre 2007, presso l’Università degli Studi del Molise, nell’Aula
Saepinum, una giornata di studio dall’argomento “Archeologia e legislazione: le carenze normative, la formazione e le prospettive lavorative degli addetti ai Beni Archeologici”. La giornata di studi nasceva dalla volontà di discutere di questo tema
mettendo a confronto i tre maggiori protagonisti dell’attività archeologica in Italia:
università, soprintendenze archeologiche e archeologi professionisti collaboratori
esterni.
Alla Giornata di Studi hanno partecipato numerosi relatori. Una delle caratteristiche dell’incontro è stata
quella di dare volutamente ampio spazio ed opportunità di intervento agli archeologi professionisti collaboratori esterni del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, che spesso sono, invece, tagliati fuori dai convegni organizzati da altri soggetti. Hanno relazionato,
in ordine di intervento: prof. Paolo Mauriello (Università
del Molise), prof. Mario Pagano (Soprintendenza Archeologica del Molise), dott. Tsao Cevoli, dott. Flavio Castaldo, dott.ssa Antonella Lonardo, dott. Tommaso
Conti, dott. Luigi Lombardi, prof. Bruno Genito (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”), dott. Daniele Pe- Locandina del Convegno organiztrella, dott. Massimo Rinaldi, prof. Alessandro Naso zato dall’Associazione Nazionale
Archeologi, dall’Università del
(Università del Molise), prof. Carlo Ebanista (Università
Molise e dalla Soprintendenza
del Molise), prof. Luigi Cicala (Università degli studi di
Archeologica del Molise a Isernia
Napoli “Federico II”), dott. Michele Raddi, dott.ssa Sail 7 ottobre 2007
brina Mutino, dott.ssa Luigia Salino, dott.ssa Lidia Vignola, dott. Giuseppe Lembo (Archeoidea), dott. M. Salvatori, prof. Umberto
Pappalardo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), prof.ssa Antonella Minelli
(Università del Molise), che ha tenuto la sua relazione direttamente sul sito di Isernia La Pineta.
Dai numerosi interventi che hanno caratterizzato la Giornata di Studi e dal successivo
dibattito, cui hanno potuto prendere parte i numerosi archeologi e studenti di archeologia presenti, è emersa da più parti la necessità di una maggiore attenzione da
parte dello Stato verso il settore dei Beni Culturali e di una più stretta interazione
del legislatore con i soggetti protagonisti dell’attività di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico.
È emersa la necessità di adeguare la formazione alle reali esigenze lavorative del settore e aprire il settore all’attività dei liberi professionisti, di aprire la struttura ministeriale alle novità metodologiche e tecniche anche con l’acquisizione di personale
adeguato e con grandi competenze specifiche, di rivedere la stessa struttura ministeriale, specificando meglio e valorizzando i titoli di studio e le competenze richie-
171
ANA - Associazione Nazionale Archeologi
ste per ciascuna figura professionale interna ed esterna al Ministero stesso.
Per quanto riguarda le riforme legislative si è sottolineato che occorre, innanzitutto,
inserire all’interno del Codice dei Beni Culturali la figura professionale dell’archeologo
e le sue specifiche mansioni, ed approdare in generale ad un chiaro riconoscimento
e ad una regolamentazione legislativa della professione di archeologo, premessa indispensabile per tutelare il professionista e nello stesso tempo garantirne la professionalità. Al contempo è necessario inserire all’interno del Codice sugli Appalti le
specifiche mansioni dell’archeologo anche in virtù della legge sull’Archeologia Preventiva (109/2005), approvata ma mai concretamente entrata nella prassi quotidiana.
Essendo dall’attuale legislazione delegati alle amministrazioni locali dei compiti nell’ambito della valorizzazione del patrimonio archeologico, è necessario, prevedere,
all’interno degli enti locali, uffici specificamente preposti alle attività di valorizzazione del patrimonio culturale, con la presenza di professionisti del settore.
Dall’incontro è emersa in generale l’esigenza che gli archeologi, che in maggior parte
oggi possono vantare un’elevata formazione accademica e una lunga e consolidata
pratica professionale nei diversi ambiti lavorativi, riescano ad ottenere i diritti fondamentali di ogni lavoratore, per non finire per essere esclusi dal mondo del lavoro
o abbandonare la professione, come avviene in gran parte oggi, con la conseguente
perdita di un baglio di esperienza enorme utile agli enti preposti all’attività di ricerca,
tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico.
L’archeologo, formatosi per diventare un professionista, deve, d’altronde, cambiare
ed adeguare ai tempi la sua formazione e la sua preparazione professionale: è necessario affiancare ai saperi tradizionali e all’esperienza sul campo, competenze e capacità nel gestire e manipolare le attività legate alla tutela del patrimonio alla luce
anche delle ultime applicazioni tecnologiche. Ciò presuppone una formazione di base
qualificata e qualificante, nella quale le competenze richieste dal mercato del lavoro
siano prese in adeguata considerazione nella costruzione dei percorsi formativi, ed
una continua attività di aggiornamento scientifico e professionale.
Al fine di garantire la qualità professionale bisogna, inoltre, prevedere ruoli specifici
a seconda dei titoli di studio acquisiti, valorizzando le specifiche esperienze e competenze maturate tramite sia la formazione accademica che l’esperienza professionale, affinché approfondite conoscenze e competenze non siano svilite da un
mercato del lavoro che, essendo sempre più degradato da una concorrenza basata
esclusivamente sul maggior ribasso economico piuttosto che sulla maggiore qualità
delle prestazioni professionali, finisce per svilire tali risorse umane e professionali.
Aumentare la qualità della formazione, professionalizzare sempre più gli archeologi
ed affermare una concorrenza nel mondo del lavoro basata sulla qualità delle prestazioni professionali piuttosto che esclusivamente su fattori economici, sono premesse indispensabili per affermare tutele e diritti degli archeologi e consolidare tale
figura professionale nel mondo del lavoro.
Verso tali obiettivi devono concorrere tutti i soggetti protagonisti dell’archeologia
italiana, rappresentati nella Giornata di Studi: archeologi professionisti, MiBAC e Università. E proprio sull’Università grava, in tal senso, un forte dovere morale, come ha
ben sintetizzato nel suo intervento conclusivo il prof. Umberto Pappalardo: «Curarsi
del futuro dei propri allievi significa implicitamente tenere a cuore che l’evoluzione
della nostra società avvenga in un clima di distensione sociale, mentre viceversa togliere loro il futuro significherà allevare una generazione risentita, che si sentirà derubata delle proprie aspirazioni, con tutte le conseguenze che ciò comporta».
172
ANAI - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
ARCHIVISTICA ITALIANA
Nel 1949 un gruppo di archivisti di Stato diede vita all’attuale
ANAI con la finalità di contribuire alla salvaguardia del patrimonio archivistico nazionale, gravemente danneggiato dagli
eventi bellici. Dal 1967 l’ANAI fonda una propria rivista scientifica e avvia una serie di altre pubblicazioni e iniziative di studio
e ricerca. Con l’istituzione del Ministero per i beni culturali
(1975), nel quale confluisce anche l’amministrazione archivistica
statale, la professione archivistica si va sempre più estendendo,
nel settore statale e soprattutto nei settori degli enti locali,
delle istituzioni culturali, delle imprese e delle banche. Così nel
1988 l’ANAI riformò il proprio statuto, aprendo maggiormente
la partecipazione a queste categorie e creando proprie sezioni
distinte per ciascuna regione.
Scopi Statutari
L’associazione non ha fini di lucro e ha come scopi statutari di
promuovere lo studio delle questioni inerenti agli archivi, di
contribuire alla tutela, conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico, di favorire le relazioni degli
archivisti fra loro e con i colleghi stranieri, di affermare la funzione culturale degli archivisti e il loro ruolo nella gestione e
nell’organizzazione di enti pubblici e privati, di promuovere iniziative scientifiche e tecniche e di tutelare la professionalità
degli archivisti, anche mediante istituzione di albi professionali.
Soci
Attualmente l’ANAI conta circa 1200 soci, fra addetti alla professione archivistica nelle diverse categorie di soci ordinari (archivisti di Stato, archivisti di enti locali, enti pubblici, istituzioni
e imprese, liberi professionisti, docenti universitari) e persone
giuridiche (enti pubblici e privati possessori di archivi, come regioni, comuni, istituti di credito, istituti culturali, imprese), che
possono anche essere soci sostenitori dell’associazione. Sono
inoltre soci (straordinari) anche coloro che, pur non appartenendo ancora alle predette categorie, sono in procinto di entrarvi o per i loro interessi culturali e professionali desiderano
partecipare alle attività dell’associazione.
ORGANIZZAZIONE
Organi statutari
Gli organi nazionali dell’ANAI sono l’Assemblea Nazionale, il
Consiglio Direttivo Nazionale eletto dall’Assemblea, il Presidente del quale rappresenta l’Associazione, il Collegio dei Probiviri e quello dei Sindaci. L’associazione si articola inoltre in
sezioni regionali, ciascuna delle quali è dotata di propria assemblea e consiglio direttivo regionale.
173
ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana
ATTIVITÀ
Numerose e continue sono poi le iniziative tecnico-scientifiche dell’ANAI di cui molte in
collaborazione proficua con gli istituti archivistici e con la Direzione Generale per gli Archivi: si organizzano i congressi nazionali incentrati sulle tematiche più rilevanti del settore ogni quattro anni e numerosi convegni su tematiche tecniche, scientifiche e
professionali, sia a livello internazionale, che nazionale, regionale o interregionale attraverso le proprie sezioni. L’ultimo convegno internazionale Sport invernali e montagna. Una memoria a rischio,svoltosi a Torino nel maggio 2007, era dedicato agli archivi
degli sport invernali; precedentemente, nel maggio 2003, era stato organizzato il convegno La memoria del Cinema. Archivisti, bibliotecari e conservatori a confronto, sulle
principali problematiche che esistono per la conservazione e la tutela del materiale cinematografico, film e “non film”. Dal 2006 l’ANAI organizza periodicamente Archiexpo,
la prima iniziativa del genere in Italia, di carattere scientifico ed espositivo al tempo
stesso, dedicata al mondo degli archivi. Nel gennaio 2009 è stato presentato il Progetto
pluriennale Archivi della Moda del 900, volto al recupero e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio della moda italiana contenuto negli archivi del ‘900, che prevede
anche diversi seminari di studio sulle fasi di avanzamento del progetto e su argomenti
relativi ai diversi distretti produttivi in varie città d’Italia.
Pubblicazioni
L’ANAI svolge una intensa attività tecnico-scientifica ed editoriale e pubblica una rivista
scientifica semestrale, “Archivi”, un notiziario quadrimestrale, “Il Mondo degli Archivi”,
dal 2006 in versione elettronica, sul web (www.ilmondodegliarchivi.org), congiuntamente con la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e diverse altre pubblicazioni non periodiche, anche curate dalle sezioni regionali.
Tutela degli Archivi
Politica degli archivi
L’ANAI svolge una costante attività per proporre e chiedere in sede legislativa e amministrativa misure opportune o modifiche per una migliore organizzazione della tutela
e conservazione degli archivi.
ATTIVITÀ INTERNAZIONALI
Partecipazione a organismi internazionali
L’ANAI partecipa alle attività degli organismi archivistici internazionali ed è membro del
Comitato della Sezione delle Associazioni professionali e del Comitato della Sezione
degli Archivi dello Sport del Consiglio Internazionale degli Archivi, organismo nel quale
sono rappresentate le diverse istituzioni, associazioni e categorie archivistiche dei Paesi
di tutto il mondo; ha contribuito ad elaborare il codice internazionale di deontologia
degli archivisti adottato al Congresso di Pechino del 1996. Inoltre l’ANAI ha organizzato
a Firenze la VI Conferenza Europea degli Archivi dal 30 maggio al 2 giugno 2001, manifestazione quadriennale del Consiglio internazionale degli Archivi, in collaborazione
con l’amministrazione archivistica ed altri enti, con la partecipazione di archivisti dei
Paesi europei e di Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Sud Africa, sul tema “Gli archivi dal passato al futuro”.
Progetto InterPARES
Nell’ambito dell’attività di ricerca, l’ANAI ha avviato nel 1997 la parte italiana del progetto internazionale di ricerca InterPARES comprendente nove Paesi, sulla conservazione a lungo termine del documento elettronico. Poi l’ANAI ha partecipato alle attività
del progetto internazionale InterPARES 2, di cui ha pubblicato i risultati finali nel dicembre 2008, e partecipa al proseguimento del progetto InterPARES 3, che ha lo scopo
di studiare tutte le problematiche legate ai documenti digitali, dalla nascita alla conservazione.
174
ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana
GRUPPI DI LAVORO
ISAD (G)
Si è costituito nel 1996 un gruppo di lavoro nazionale misto sulle norme internazionali
di standard di descrizione archivistica ISAD (G), che dal 1997 si occupa anche di ISAAR
(CPF), che elabora idee e proposte in materia e promuove l’attuazione di queste norme
in Italia. Recentemente il Gruppo di lavoro delle ISDIAH ha preso in esame la versione
ufficiale dello standard approvata a Londra nel 2008 e ha recentemente pubblicato sul
sito dell’ANAI la traduzione ufficiale italiana dello standard.
Qualità negli archivi
Si è formato nel 1997 un gruppo di lavoro sulla qualità negli archivi, che ha elaborato,
sempre in collaborazione con l’amministrazione archivistica, il documento la “Carta
della qualità nei servizi archivistici”, che, sulla base delle norme ISO/UNI/EN 9000, ha
stabilito i criteri fondamentali e gli strumenti per l’attuazione degli standard di qualità
nei servizi archivistici ed ha avuto anche l’adesione di altre istituzioni pubbliche e private.
Certificazione
Da anni opera questo gruppo di lavoro che, allo scopo di avviare le procedure di certificazione professionale dei soci previste dalle nuove norme nazionali e internazionali,
volte a tutelare la professionalità degli archivisti e garantire la qualità degli interventi
sui beni archivistici, ha predisposto lo schema di valutazione dei curricoli di studio e
specializzazione e dei titoli scientifici e professionali.
Tariffario
Si è costituito nel 1998 il gruppo di lavoro sul tariffario che ha stilato il “Tariffario dei lavori archivistici” come proposta di regolamentazione per i liberi professionisti relativamente al tema delle tariffe degli operatori archivistici. Dal 2001 il gruppo di lavoro sul
tariffario studia inoltre le regole da adottare per la certificazione della professione archivistica, in linea con le indicazioni della Comunità Europea e ha elaborato un prospetto pubblicato nel numero 2/3-2004 de “Il Mondo degli Archivi” e successivamente
nel 2006 su “Il Mondo degli Archivi” on line. Attualmente è allo studio un aggiornamento.
Outsourcing
Il gruppo di lavoro sull’Outsourcing, cioè sui problemi tecnici e giuridici posti dalla gestione da parte di terzi degli archivi di enti e imprese, che ha dato vita ad un convegno
svoltosi nel 1999, ha prodotto un documento con raccomandazioni per una miglior qualità e sicurezza della gestione, conservazione e tutela di questo tipo di archivi.
Fonti orali
Dal 2001 il gruppo di lavoro sulle fonti orali affronta le tematiche legate alla raccolta, trascrizione, descrizione, conservazione e utilizzo delle fonti orali.
Archivi d’impresa
Dal 2001 il gruppo di lavoro sugli archivi d’impresa, GIAI, studia le problematiche della
gestione degli archivi d’impresa e degli enti economici, cui è stata dedicata, nel novembre 2007, la II Edizione di Archiexpo.
Archivi degli Enti Locali
Costituito nel 2001, questo gruppo di lavoro si occupa dei profili professionali degli archivisti degli Enti Locali.
Archivi delle Regioni
Dal 2001 questo gruppo di lavoro studia le principali problematiche inerenti agli archivi
regionali, quali l’attuazione del protocollo informatico, il regolamento d’archivio, il titolario.
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ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana
Standard Audiovisivi
Nell’aprile del 2004 è nato questo gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e
riordinare gli standard di descrizione e classificazione del materiale audiovisivo e cinematografico.
Archivi teatrali
Sono iniziati nel 2007 i primi contatti per la realizzazione di questo gruppo che si propone di individuare linee guida e standard di catalogazione per le svariate tipologie di
documenti presenti negli archivi teatrali.
FORMAZIONE
L’ANAI svolge un’intensa attività didattica ed ha realizzato numerose iniziative di formazione e aggiornamento professionali, come giornate di studio, seminari e corsi. Negli
ultimi anni, ad esempio, sono stati organizzati i seguenti eventi di formazione:
Gli archivi fotografici: una realtà in divenire, Napoli, 20-21 marzo 2006; L’archivio corrente: protocollo informatico e titolari di classificazione, Bologna, 23 maggio 2006; L’archivio di deposito: gestione e selezione dei documenti, Bologna, 24 maggio 2006; Teoria
e pratica della descrizione archivistica: standard e buone pratiche, Firenze, 19-20 giugno
2006; La formazione professionale dell’archivista, Erice, 2-4 novembre 2006; Immagini in
movimento: quale tutela e quali diritti in Italia?, Roma, 1-2 marzo 2007; Corso base di formazione per riordinatori di archivi,, Prato, 2-4 aprile 2007; Fonti Orali: esperienze di conservazione, integrazione, trattamento, Genova, 24-26 ottobre 2007; Seminario di
formazione di base per archivisti, Roma,17-18 giugno 2008; Gestire un archivio comunale,
Bologna, 2-3 ottobre 2008; Prevenzione e conservazione dei beni documentari, Roma, 67 novembre 2008; Seminario di formazione di base per archivisti, Napoli, 29-30 gennaio
2009
TUTELA DELLA PROFESSIONALITÀ
L’ANAI dedica costante attenzione alle tematiche professionali e interviene, sia sul piano
tecnico che su quello propositivo, nelle diverse sedi istituzionali per la tutela della professionalità degli archivisti e per il suo riconoscimento giuridico.
Albo professionale
Per una regolamentazione della professione, l’ANAI, insieme con altre associazioni dei
beni culturali, ha anzitutto elaborato e proposto fin dal 1992 un disegno di legge di definizione delle funzioni professionali e istituzione di albi e ordini per gli archivisti e gli
altri operatori dei beni culturali, presentato da parlamentari di diverse forze politiche
nelle ultime legislature. L’ANAI è intanto entrata a far parte della Consulta delle Associazioni professionali non regolamentate istituita presso il CNEL.
Soci professionisti
L’ANAI ha modificato nel 1999 il proprio statuto, istituendo la categoria dei soci liberi
professionisti, per l’ammissione alla quale sono richiesti titoli culturali e professionali
(lavori archivistici) che vengono esaminati da una commissione nazionale di esperti,
delineando così in tal modo una prima forma di albo professionale “privato” secondo gli
orientamenti emergenti sia a livello europeo che nei disegni di legge di riordinamento
in materia.
CODICE DI DEONTOLOGIA PER LA RICERCA STORICA
L’ANAI ha infine contribuito sostanzialmente all’elaborazione del “Codice di deontologia
per archivisti e utenti nel trattamento di dati a fini di ricerca storica” previsto dalla Legge
675/96 e dal D. Lgs. 281/99 nel gruppo ufficiale promotore istituito presso il Garante
della privacy e sottoscrivendo il codice stesso, nel quale si è adoperata per introdurre misure di garanzia per gli archivi e per gli utenti e di riconoscimento per le responsabilità
e il ruolo degli archivisti.
176
ANCE - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
COSTRUTTORI EDILI MOLISE
L’ ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, è l’associazione di categoria che, dal maggio 1946, rappresenta a livello nazionale gli imprenditori privati di ogni dimensione e forma giuridica, operanti nei settori delle opere pubbliche, dell’edilizia abitativa, commerciale, direzionale e industriale. La rappresentanza
associativa è, estesa alle imprese edili svolgenti lavorazioni specialistiche quali fondazioni e impianti. L’ANCE, unitamente alle
associazioni territoriali provinciali e agli Organismi associativi
regionali di categoria realizza un sistema a rete in grado di rappresentare gli interessi della categoria nei confronti delle Istituzioni, e di tutti gli operatori economici interessati al settore delle costruzioni quali banche, assicurazioni, fornitori.
Nel contempo il sistema così organizzato ottimizza il rapporto con
le imprese associate per fornire loro ogni informazione e assistenza
che possa contribuire allo svolgimento dell’attività di impresa e
alla valutazione delle prospettive di mercato. La realizzazione di
un portale delle costruzioni gestito da tutto il sistema associativo consente di rafforzare ulteriormente il rapporto con le imprese e l’efficacia delle informazione diramate in tempo reale.
In particolare Ance Nazionale:
- rappresenta e tutela gli interessi della categoria nei confronti del Governo e del parlamento e delle altre Istituzioni a livello
centrale;
- procede alla stipulazione dei contratti nazionali di lavoro e assiste le Associazioni territoriali ad essa aderenti nella definizione
dei contratti regionali e provinciali;
- dialoga col mondo esterno e con le forze politiche;
- promuove ed attua iniziative studi e ricerche, workshop, convegni finalizzati ad evidenziare le problematiche della categoria
e delle prospettive e degli scenari di mercato;
- fornisce assistenza e consulenza al sistema territoriale per le problematiche d’interesse delle imprese associati. L’ANCE aderisce
a Confindustria. In questa prospettiva, l’azione associativa è diretta alla promozione ed al rafforzamento dei valori imprenditoriali e del lavoro dell’industria edile e del suo indotto e concorre al perseguimento degli interessi generali del Paese.
Il sistema che fa capo all’ANCE è organizzato in modo capillare
su tutto il territorio nazionale ed è costituito da 102 Associazioni
territoriali e da 20 Organismi associativi regionali. Ad essa fanno capo circa 20.000 imprese. Nel campo del lavoro, l’attività associativa si sviluppa anche attraverso la rete diffusa su tutto il
territorio nazionale di organismi paritetici costituiti con i sindacati
dei lavoratori sul fronte delle assistenze ai lavoratori stessi (Casse Edili), della sicurezza del lavoro (Comitati paritetici territoriali
per la prevenzione infortuni, igiene e ambiente di lavoro - CPT)
e della formazione provinciale (Enti Scuola).
Nel contesto della rappresentanza categoriale su scala internazionale, l’ANCE aderisce alla FIEC - Federazione dell’Industria
Europea delle costruzioni, all’UNICE - Confederazione dell’Industria europea (tramite Confindustria), all’EIC - European International Contractors, all’UEPC - Union Europeenne des Promoteurs-Constructeurs, alla FIP, Federation International de la
177
ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili Molise
Precontrainte, all’ERMCO - European Ready Mixed Concrete Organization. L’ANCE ha costituito nel 2005 l’Agenzia Nazionale per la Cultura della Sicurezza nell’Edilizia con l’obbiettivo di svolgere informazione sulla sicurezza sul lavoro.
In Molise
L’edilizia è una delle attività più radicate sul territorio regionale, avendo rappresentato, insieme all’agroalimentare, il settore sul quale si è costruita l’Associazione Industriali. Ancora oggi è una categoria fondamentale per la crescita e lo sviluppo del
territorio.
Per le imprese dell’edilizia, in aggiunta ai servizi dell’Associazione Industriali del Molise, l’Ance Molise garantisce una serie di servizi specifici:
- Appalti pubblici di lavori, servizi e forniture
- Edilizia residenziale e urbanistica
- Trasporti
- Interpretazione e applicazione della normativa sulla circolazione dei mezzi eccezionali
- Attestazione imprese costruzione
- Certificazione di qualità
- Attività di rappresentanza e di assistenza presso le pubbliche amministrazioni
PROGETTI REALIZZATI - CASE HISTORY
Imprese e iniziative culturali 2007-2008
L’esperienza della “24 ORE DI TEATRO” (+ foto)
Per la prima volta, nel 2007, Assindustria Molise ha aderito alla “Settimana della Cultura d’Impresa”, il tradizionale appuntamento organizzato dalla Commissione Cultura di Confindustria per promuovere a livello regionale iniziative sperimentali, in
alcuni casi coraggiose e lungimiranti, volte alla crescita culturale dei territori. La novità della VI edizione, come ha sottolineato anche il Sole 24 Ore in un articolo pubblicato in occasione dell’apertura della Settimana, è stata il teatro, il TriBeCa
Ferentinum Studio (Tfs-Loto) di Ferrazzano in provincia di Campobasso, restaurato
anche grazie al contributo di imprese molisane nostre associate, che l’Assindustria
Molise ha tenuto a battesimo.
“Con il teatro si fa cultura e la cultura arricchisce sia chi la fa che chi la riceve”. Queste
le parole del Presidente degli industriali Molisani Paolo Vacca, che ha aggiunto: “Una
impresa di cultura può essere il motore dello sviluppo economico e sociale di un’area
piccola come Ferrazzano: grazie al teatro, infatti, i servizi che offre questo paese possono
crescere (dalla ricettività alla ristorazione, ai trasporti) e la gente può trarre nuovi stimoli e avere nuove idee di sviluppo. Da “cosa nasce cosa”. Noi industriali abbiamo creduto fina dall’inizio nell’idea di Stefano Sabelli e per questo abbiamo deciso di
contribuire all’inaugurazione del TFS Loto con una kermesse di spettacoli che è durata
ben 24 ore e di ripetere l’esperienza anche nel 2008.
“OBIETTIVO IMPRESA”:
il concorso fotografico voluto dai giovani imprenditori
Nel 2008 il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Associazione Industriali del Molise ha
deciso di promuovere un’iniziativa volta a valorizzare la cultura industriale attraverso
il mezzo più rappresentativo della comunicazione contemporanea: la fotografia.
E’ nata così l’idea di bandire un CONCORSO FOTOGRAFICO dal titolo “OBIETTIVO IMPRESA” per raccogliere testimonianze significative sull’economia industriale del nostro territorio: aziende, lavoratori, prodotti, processi, metodi produttivi, innovazione,
organizzazione, ingegno degli uomini.
In occasione della II edizione della “24 ORE DI TEATRO”, si è svolta anche la mostra fotografica e la premiazione del concorso. Cinque i riconoscimenti assegnati, tra i quali
una menzione speciale è andata alla Casa Circondariale di Larino per alcune foto raffiguranti operatori nel laboratorio di pasticceria che esaltano il lavoro e l’attività di
impresa come mezzo per la riabilitazione sociale dei detenuti.
178
ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili Molise
ELENCO PROGETTI REALIZZATI 2007 - 2008
PROGRAMMA FINANZ. ANNO SETTORE
D.M.
Beni
Ordinario 19.06.2 2007
Archeologici
007
COMUNE PROV.
VARI
Beni Storico
Gioco
D.M.
CERCEArtistici ed
Lotto
25.09.2 2007
MAGEtnoantro(L.662/96) 008
GIORE
pologici
Regione
Molise Assessessorato
Cultura
Del.
G.R. n.
Beni
1158
2007
LARINO
Archeologici
del
16.10.2
007
Legge FiBeni Storico
nanziaria
D.M.
CERCEArtistici ed
2008
25.09.2 2008
MAG(L.244/07
Etnoantro008
GIORE
pologici
art. 2
c.386)
Totale
OGGETTO
Beni di
proprietà
demaniale
Chiesa e
convento
CB
S.Maria della
Libera
DESCRIZIONE IMPORTO
Interventi
urgenti e
imprevisti
50.000,00
Recupero e
valorizzazione
patrimonio
storico
artistico
36.860,00
Zona archeologica loc. Le Saggi di
CB
Piane, Mosaici scavo
del Casone
Chiesa e
convento
CB
S.Maria della
Libera
Recupero e
valorizzazione patrimonio
storico
artistico
20.000,00
29.031,54
135.891,54
179
ANISA - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
INSEGNANTI DI STORIA DELL’ ARTE
L’ANISA, Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte
nasce nel 1951; è un’associazione disciplinare senza scopo di
lucro con sede a Roma e conta oltre 750 iscritti in tutta l’Italia.
Scopo prioritario dell’associazione è la formazione professionale degli insegnanti di storia dell’arte, unitamente alla promozione delle discipline artistiche in tutti gli ordini di studi, alla
tutela e alla divulgazione del patrimonio artistico.
Possono iscriversi all’Anisa tutti i docenti di storia dell’arte, educazione artistica e arti visive, come anche gli operatori museali,
il personale delle Soprintendenze e, in generale, quanti si riconoscono negli obiettivi sotto elencati.
la riqualificazione della professione insegnante, attraverso
la pratica costante dell’aggiornamento scientifico e metodologico; il riconoscimento del contributo fondamentale e delle responsabilità che i docenti si assumono in qualità di educatori e
di custodi della trasmissione dei saperi e dei principi etici; il perseguimento di un sistema meritocratico che valuti i docenti, individuandone competenze e potenzialità; la tutela del sistema
scolastico pubblico, quale componente irrinunciabile di una società pienamente democratica che assicuri a tutti i cittadini il
diritto all’istruzione; la difesa del principio dell’autonomia dei
docenti sul piano delle scelte metodologiche.
la diffusione dell’educazione alle arti e al patrimonio,
da intendersi come
materia di studio e di riflessione imprescindibile nel sistema educativo di tutti i paesi e dell’Italia in modo particolare, ove se ne
auspica il sensibile incremento nel quadro orario di tutti gli indirizzi di studio ed in particolare dell’istruzione liceale;contributo
fondamentale alla crescita etica e culturale di tutti i cittadini in
un’ottica di educazione continua, che si rinnovi ininterrottamente dall’età pre-scolare fino all’età adulta; strumento di sensibilizzazione che valichi le frontiere geografiche e rafforzi il
valore della salvaguardia della memoria di ciascun popolo.
lo sviluppo dell’innovazione metodologica applicata all’educazione alle arti, attraverso
- la diffusione delle sperimentazioni e della progettualità in
tutti gli ordini di scuole;
- il perseguimento del principio della interdisciplinarietà;
- il consolidamento dell’approccio storicistico allo studio del linguaggio figurativo, inteso come testimonianza imprescindibile per la comprensione dello sviluppo di tutte le civiltà;
- il confronto costante tra realtà educative diverse, possibilmente in una dimensione di respiro internazionale;
- la collaborazione tra scuola e altre istituzioni culturali che,
nella società, contribuiscano alla tutela del patrimonio e all’educazione all’arte;
- un aggiornamento continuo dei sistemi di trasmissione dei saperi, che si avvalga quanto più possibile delle moderne tecnologie.
180
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
l’incoraggiamento verso una politica culturale che
tuteli il patrimonio artistico ed il paesaggio dando priorità alla salvaguardia delle radici
storiche del nostro Paese, assicurandone l’integrità materiale, la comprensione e la trasmissione alle future generazioni;
privilegi la tutela e la valorizzazione delle raccolte museali permanenti, dei monumenti
e delle opere d’arte, rispetto all’organizzazione di eventi provvisori di cui non sia accertata l’effettiva valenza scientifica;
ponga come proprio obiettivo primario la crescita etica e l’istruzione di tutti i cittadini,
senza distinzioni di sorta.
L’Anisa intende inoltre promuovere , nell’ambito nazionale e internazionale, ogni iniziativa volta ad incrementare una più diffusa conoscenza e coscienza del valore storicoculturale dei beni artistici ed ambientali anche attraverso l’attivazione di rapporti con
amministrazioni locali, Istituzioni pubbliche e private, Enti, Associazioni (Protocollo d’Intesa Miur/Anisa sottoscritto nella sua rinnovata versione lo scorso 16 marzo 2009 tra il
Ministro On.Maria Stella Gelmini, e la Presidente Prof.Clara Rech; Protocollo Mibac-Centro dei Servizi Educativi rinnovato il 2-1-2009 tra la Dott.Maria Antonella Fusco, Direttore del Centro per Servizi Educativi del MIBAC. e la Presidente Anisa Prof. Clara Rech.
Anisa inoltre è dal 2005 membro dell’ICOM e della CECA.
Il Congresso Nazionale dell’Associazione è convocato ogni tre anni.
Presidente è la Prof. Clara Rech, [email protected]
Organo di stampa è il Bollettino quadrimestrale.
Direttore Patrizia De Socio
Direzione e Redazione ANISA c/o Liceo Tasso, Via Sicilia 168, 00187 Roma
Per altre informazioni sulla nostra attività visitare il sito www.anisa.it
In Molise
181
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
In Molise
PROGETTI REALIZZATI E CASE HISTORY
I progetti di seguito indicati sono stati realizzati in collaborazione con diversi Enti,
Istituzioni ed Istituti al fine di avvicinare il pubblico alla conoscenza delle emergenze
storico- artistiche -architettoniche – archeologiche presenti nel Molise e al tempo
stesso di valorizzare e promuovere tali beni attraverso percorsi che vedono la riutilizzazione di alcune emergenze.
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
Scavo Archeologico “San Pietro di Cantoni” - Sepino - Altilia
(CB)- I-III sec.A.c. (Sanniti )
ANNO
2000-2001-2000
REFERENTE
Arch. Franco Cristina (docente di rilievo architettonico)
RISORSE UMANE
Oriente Patrizia (docente di Storia dell’Arte, Del Rosso Antonella (docente di Storia dell’Arte), De Matteis Adalgisa
(docente di Storia) , Faralli Ermelindo (docente di Discipline
Pittoriche) .
ENTI COINVOLTI
Liceo Artistico Statale “G. Manzu’” Campobasso – Università
degli studi di Perugia – Facoltà di lettere –Prof. Matteini
Maurizio-Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Campobasso- Dott.ssa Capini e Dott.ssa Ceglia.
OBIETTIVI
Conoscenza delle metodologie di scavo , dal rilievo alla catalogazione al restauro; Conoscenza storica di una emergenza
archeologica del Molise; Valorizzazione dei reperti attraverso
un’esposizione aperta al pubblico .
TARGET
Studenti , docenti e pubblico in genere
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto ha avuto la durata di tre anni ed è stato suddiviso
in 5 fasi che hanno visto coinvolte diverse professionalità. La
prima fase ha interessato lo studio dell’area archeologica
con il successivo lavoro di scavo sul sito effettuato dagli studenti del Liceo Artistico che nella seconda e terza fase hanno
effettuato rispettivamente il rilievo delle emergenze architettoniche, dei reperti e la loro catalogazione. In una quarta
fase è stato effettuato il restauro dei reperti ritrovati e nell’ultima fase è stata allestita una mostra, corredata di catalogo,esplicativa dell’intero percorso di scavo.
FOTOGRAFIA
182
Coppa a vernice nera
Età ellenistica
Rinvenuto a S. Pietro di Cantoni –Altila -CB
Dal Catalogo “Incontro con l’archeologia”.
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
“Vedere con le mani”
ANNO
2007
REFERENTE
Arch. Tommaselli Nicolina (docente di Discipline Plastiche)
RISORSE UMANE
Prof. Oriente Patrizia (docente di Storia dell’arte) , De matteis Isa (docente di Letteratura e Storia)
ENTI COINVOLTI
Liceo Artistico Statale “G. Manzu’” Campobasso- Unione Italiana Cieche ed Ipovedenti- Sezione Molise)
OBIETTIVI
Accesso a forme di espressione creativa e diversificata ;accesso alla conoscenza di alcuni manufatti d’arte presenti nel
centro storico della città di Campobasso; coinvolgimento di
beneficiari ipovedenti e/o non vedenti.
TARGET
Non vedenti ed ipovedenti
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto ha previsto la costituzione di uno spazio museale
adibito all’esposizione di riproduzioni tridimensionali scultoree e architettoniche , nonché trasposizioni plastiche di
opere pittoriche presenti nel centro storico della città di
Campobasso, con la funzione di avvicinare i non vedenti e gli
ipovedenti alla conoscenza delle arti visive , non solo tridimensionali ma anche bidimensionali, tradotte in linguaggio
plastico, tattilmente tangibile. Il progetto è stato suddiviso
in tre fasi che hanno previsto : analisi storico-artistica delle
opere da riprodurre ; ricerca del materiale più idoneo alla
realizzazione dei manufatti; esecuzione tattile delle stesse ,
catalogazione ed esposizione con visita guidata per i non vedenti ed ipovedenti.
FOTOGRAFIA
Plastico del Castello Monforte
a Campobasso
X Sec. D.c.
183
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
Scavo Archeologico “Monte Vairano” (CB)- I sec. A.c. (Sanniti
)fino al X sec d.c..
ANNO
2005
REFERENTE
Archeologo De Benedittis Francesco
RISORSE UMANE
Oriente Patrizia (docente di Storia dell’Arte), Mangiacotti Angela (docente di rilievo Architettonico), Faralli Ermelindo (docente di Discipline Pittoriche).
ENTI COINVOLTI
Liceo Artistico Statale “G. Manzu’” Campobasso – Università
degli studi del Molise – Facoltà di Beni Culturali – Prof. De Benedittis Francesco - Sovrintendenza per i Beni Archeologici –
Campobasso.
OBIETTIVI
Conoscenza delle metodologie di scavo , dal rilievo alla catalogazione al restauro; Conoscenza storica di una emergenza
archeologica del Molise.
TARGET
Studenti
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto ha avuto la durata di tre anni ed è stato suddiviso
in 3 fasi che hanno visto coinvolte diverse professionalità . La
prima fase ha interessato lo studio dell’area archeologica
con il successivo lavoro di scavo sul sito effettuato dagli studenti del Liceo Artistico che nella seconda e terza fase hanno
effettuato rispettivamente il rilievo delle emergenze architettoniche e dei reperti e la loro catalogazione.
184
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
MACC : Museo di Arte e Cultura di Campobasso
ANNO
2007
REFERENTE
Prof. Oriente Patrizia (docente di Storia dell’Arte)
RISORSE UMANE
Studenti
ENTI COINVOLTI
Liceo Artistico Statale “G. Manzu’” Campobasso - Sovrintendenza dei Beni Architettonici del Molise - Archivio di Stato –
OBIETTIVI
Conoscenza di tutti gli ambiti dei beni culturali (dallo studio
del manufatto alla sua catalogazione, dalla legislazione alle
Istituzioni ) attraverso la riqualificazione di un edificio del XX
sec. sottoposto a vincolo.
TARGET
Studenti e pubblico in genere
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto ha previsto la riqualificazione di un edificio sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza dei Beni Architettonici
del Molise, in quanto di particolare interesse sia per le sue
caratteristiche compositive che per l’uso di materiali e tecnologie moderne .Sono state affrontate tutte le varie fasi necessarie alla realizzazione di un progetto esecutivo e in
funzione di quanto riscontrato è stata definita una idea progettuale che prevede la realizzazione di un museo permanente e temporaneo dove i molisani possano esternare le
loro qualità artistiche e conoscere alcuni ambiti dei beni culturali presenti nel Molise .Il progetto ha previsto anche uno
studio della normativa di riferimento , delle Istituzioni che
intervengono in un progetto di riqualificazione , delle problematiche legate alla catalogazione dei Beni culturali
185
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’ Arte
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
Intervento espositivo presso la Chiesa di S. Bartolomeo (CB)
ANNO
2003-2004-2005
REFERENTE
Arch. Franco Cristina (docente di Discipline Architettoniche)
RISORSE UMANE
Oriente Patrizia (docente di Storia dell’Arte) , De Matteis Isa
(docente di Letteratura e Storia), Tommaselli Nicolina (docente di Discipline Plastiche).
ENTI COINVOLTI
Liceo Artistico “G. Manzu’”- Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Campobasso - Diocesi di Campobasso.
OBIETTIVI
Rivitalizzazione del Centro Storico del capoluogo.
TARGET
Studenti e pubblico in genere.
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto mira a sollecitare il pubblico molisano alla rivitalizzazione del centro storico della cità di Campobasso attraverso percorsi che evidenzino le emergenze presenti. Il
riutilizzo di beni architettonici, restaurati e resi accessibili ad
usi espositivi e conferenziali, permette la partecipazione del
pubblico, esperto e non , agli eventi culturali del luogo.
SCHEDA TECNICA
NOME PROGETTO
Chiesa di S. Maria della Strada
ANNO
2009
REFERENTE
De Matteis Adalgisa (docente di Letteratura e Storia)
RISORSE UMANE
Oriente Patrizia (docente di Storia dell’Arte), Del Russo Carmen (docente di Discipline Pittoriche), Peluso Antonella (docente di Discipline Pittoriche).
ENTI COINVOLTI
OBIETTIVI
Utilizzo di edifici religiosi per altri scopi
TARGET
Studenti e pubblico in genere
DESCRIZIONE
PROGETTO
Il progetto prevede un allestimento museale all’interno di
un edificio religioso di grande valore storico-artistico- architettonico quale S. Maria della Strada a Matrice (CB), per promuovere e potenziare l’uso e la lettura di segni e linguaggi
architettonici significativi per il territorio molisano.
186
ARCHEOCLUB D’ITALIA
Archeoclub d’Italia onlus è un grande movimento di opinione
pubblica al servizio dei beni culturali e ambientali. Sorto il 25
febbraio 1971 come Centro di documentazione archeologica ha
gradualmente esteso il suo interesse a tutti i beni culturali, di
cui promuove la conoscenza, la tutela, la fruizione e la valorizzazione. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1986 n. 565 Archeoclub d’Italia è divenuto Ente Morale. Dal
26 giugno 2006 è iscritta all’anagrafe delle Onlus.
L’Associazione opera attraverso 210 sedi locali distribuite sul territorio nazionale con 8.500 associati, proponendo nuove forme
di fruizione e valorizzazione che trovano il loro punto di forza
nell’espressione collettiva delle municipalità, volano sociale per
una rinnovata, condivisa e partecipata tutela civile del patrimonio storico artistico e archeologico.
Le migliaia di attività nazionali e territoriali realizzate dall’associazione dal nord al sud d’Italia in circa 40 anni di storia, rappresentano l’effervescenza, la tenacia e la passione di schiere
di volontari che tengono alta l’attenzione sul patrimonio culturale locale divulgandone la storia, la bellezza, l’autorevolezza,
l’unicità. Ciò rende Archeoclub d’Italia il luogo naturale di aggregazione per tutti coloro, giovani e meno giovani, che hanno
a cuore il futuro del nostro grande patrimonio culturale. Il suo
Comitato scientifico composto da Antonio Paolucci, Luciano
Marchetti, Mario Torelli, Paolo Sommella, Luciano Canfora, Salvatore Italia, Anna Maria Buzzi, Paolo Peduto, Claudio Mocchegiani Carpano, Guido Vannini, Alessandro Baratta, contribuisce
a orientare in termini di qualità le azioni e il lavoro dell’associazione su tutto il territorio nazionale.
Strutture specialistiche, accordi, manifestazioni nazionali
e territoriali
Archeoclub d’Italia ha messo a punto tre strutture specialistiche dedicate alla didattica, all’architettura e alla subacquea: il
Laboratorio dell’Ecologia del Quaternario di Cupramarittima, il
Centro di architettura e cultura urbana di Camerino e Marenostrum, con sede a Torre del Greco. Tre eccellenze che, nel loro
specifico settore, rappresentano un punto di riferimento per i
giovani e gli appassionati e che offrono una varietà di attività e
iniziative durante il corso dell’anno grazie al buon rapporto con
le Università, le scuole e le altre istituzioni di riferimento del
territorio.
Ogni anno, da quindici anni, la seconda domenica di Maggio
con la manifestazione nazionale “Chiese aperte” l’associazione
rende fruibili almeno per un giorno i monumenti religiosi d’Italia appartenenti al patrimonio artistico “minore”.
In tre lustri sono state aperti oltre 2.000 edifici
sacri spesso in stato di degrado e di abbandono.
Molti di questi sono oggi restaurati, o in fase di
recupero. Anche i Campi di ricerca archeologici
che Archeoclub d’Italia organizza in estate, in
collaborazione con le Soprintendenze, rappresentano la mission associativa dedicata alle
“forze” più giovani. Il principale campo è a Venezia, presso l’Isola del Lazzaretto Novo che, grazie
187
ArcheoClub d’Italia
a 15 anni di attività, è tornata al suo antico splendore; altre iniziative sono a Jesi, Mentana, Gravina di Puglia, Loreto Aprutino, Barletta.
Nel campo della scuola e della didattica, Archeoclub d’Italia è veramente all’avanguardia: la sua esperienza ultratrentennale, infatti, le ha fatto conseguire nel 2005 il gallone
di Ente formatore da parte del Ministero della Pubblica Istruzione permettendo, da
parte dei presidenti delle sedi locali occupati nella formazione il rilascio dei crediti formativi per i ragazzi. Si sta ora lavorando sul versate dei crediti per gli insegnanti che
partecipano ai corsi organizzati dall’associazione, e alla creazione di un Centro dedicato
alla didattica con sede a Foligno i cui volontari sono stati i principali artefici di questo
successo.
Archeoclub d’Italia, inoltre, opera in convenzione con alcune strutture del MiBAC, quali
il Vittoriano e l’Istituto centrale del Restauro, a Roma; altri protocolli d’intesa sono stati
realizzati con alcune amministrazioni comunali, specie nel sud d’Italia, per la gestioni di
antiquaria, siti archeologici e musei civici. In conseguenza di ciò è stato siglato un documento di collaborazione con l’ANCI per valorizzare e promuovere il patrimonio storicoartistico dei piccoli e piccolissimi Comuni italiani.
In Molise
Per dare un esempio delle attività che Archeoclub d’Italia porta avanti sul territorio
si illustrano i programmi realizzati dalla sede di Termoli.
Iscrizione nel registro regionale delle associazioni culturali come da legge regionale
nr.5 del 12 gen. 2000 e DPGR nr.252 dell’11 set.2001 con la quale è stata confermata
l’iscrizione dell’Associazione nell’apposito registro regionale delle associazioni culturali.
Anno di fondazione della nostra Associazione: 1987
Il Direttivo dal 5 dicembre 2007 è così composto:
Franco Cataldo (presidente), Sandro Morgagni (vice presidente), Basilio Selvaggio ( segretario), Oscar De Lena (addetto alle comunicazioni), Angela Ronzitti (tesoriere), Angiola Bartoletti-Graziani (addetta iniziative culturali), Vincenzo Fauzia (addetto
pubbliche relazioni)
PROGETTI REALIZZATI E CASE HISTORY
La sede di Termoli ha realizzato tre Conferenze (in febbraio quella sulla pubblicazione
del Prof. Angelo Pasqualini: “La civetta del ragionier Agatino”; in ottobre quella su
“Giovanni Pascoli, studente a Bologna tra Anarchismo, Socialismo e Internazionalismo”; in novembre quella su “Tratturi, patrimonio a rischio”). Tra le escursioni molto
interessante quella di Cerro al Volturno e a Venafro. Il 2007 è stato anche l’anno in cui
più decisamente abbiamo premuto sull’Amministrazione Comunale al fine di convincerla a realizzare un manufatto artistico per simboleggiare la realtà del “Meridiano di Termoli”, asse del fuso-orario dell’Europa centrale.
Per il 2008 abbiamo promosso di nuovo contatti con alcuni relatori per conferenze sul
“Turismo nel Molise”, sul “Porto Romano alla foce del Biferno” dove il prof. De Benedittis sta effettuando degli scavi, è stato realizzato anche un incontro fra gli Archeoclub regionali di Venafro e Trivento per uno scambio di esperienze.
Tra gli itinerari molisani da valorizzare Civitacampomarano. In previsine la sede locale
bandirà di nuovo il concorso fotografico riservato agli studenti degli Istituti di Termoli che si concluderà, come in precedenza, con la mostra delle fotografie prodotte.
Conferenze
23 febbraio 2007
Scavando nel proprio passato - Presentazione libro : “La civetta del Ragionier Agatino“ del prof. Angelo Pasqualino; Relatori Antonio D’Ambrosio e Antonio Ruggieri
188
ArcheoClub d’Italia
26 ottobre 2007
Conferenza nella Sala Consiliare di Termoli sul tema: “Giovanni Pascoli studente a
Bologna tra Anarchismo, Socialismo e Internazionalismo”. Relatori prof. Antonio
Mucciaccio e la prof. Elisabetta Graziosi dell’Università di Bologna
28 novembre 2007
Conferenza nella Sala Consiliare di Termoli sul tema: “Tratturi patrimonio a rischio”.
Relatori: Rocco Cirino, Paola Di Giannantonio; Simona Carnevale
Sponsorizzazioni
Libro: “La civetta del ragionier Agatino”di Angelo Pasqualino
Libro:“Termoli dal periodo arcaico ai giorni nostri” di Carlo Cappella e Oscar De Lena
Itinerari culturali visitati
25 marzo 2007
Visita città di Fermo, Cupramarittima e Ripatransone
13 maggio 2007
Itinerari Molisani: Cerro al Volturno e Venafro
30 settembre 2007
Visita Ostia Antica e Celano
1-2 e 3 novembre 2007
Visita città di Mantova e Verona
Conferenze
5 giugno 2008
Conferenza nella sala Consiliare di Termoli sul tema:“Turismo, cultura, territorio: per
una convergenza strategica“. Relatrice prof.ssa Manuela Meini docente di Geografia
dell’Università degli Studi del Molise
18 luglio 2008
Presentazione del libro: “Il Porto romano sul Biferno” di Gianfranco De Benedittis
15 settembre – 30 settembre
Mostra di pittura “ Buona la prima” presso il Castello Svevo di Termoli
21 novembre 2007
Conferenza nella Sala Consiliare di Termoli sul tema: “Gabriele D’Annunzio: lo studente, il comunicatore, il vate, le donne”; Relatore prof. Antonio Mucciaccio
Sponsorizzazioni
Libro: “Il Porto romano sul Biferno” di Gianfranco De Benedittis
Itinerari culturali visitati
9 marzo 2008
Visita città di Fano e Mondolfo
25-27 aprile 2008
Ravenna, Chioggia e Ferrara
8 giugno 2008
Visita città di Trani e Castel del Monte
5 ottobre 2008
Visita città di Bitonto e Molfetta
9 novembre 2008
Itinerari Molisani: Civitacampomarano ed Osservatorio Astronomico di Castelmauro
Progetti previsti per l’anno 2009 sono:
Visite guidate al Castello federiciano, la Cattedrale e il Borgo Antico di Termoli
per scuole, turisti, associazioni: “Mezzanotte al Castello”.
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ARCHEOCLUB D’ITALIA
ELENCO PROGETTI REALIZZATI IN MOLISE
IMPORTO
INVESTIMENTO
PROGETTO
FONTE
FINANZIAMENTO
ANNO 2007
Sponsorizzazione libro: La civetta del
ragionier Agatino
€ 300
Archeoclub di Termoli
Conferenza su G.Pascoli
€ 400
Archeoclub di Termoli
Conferenza sulla Transumanza
€ 1000
Archeoclub di Termoli
Estate termolese
€ 600
Archeoclub di Termoli
Guida turistica per Castello e Borgo
vecchio
€ 600
Archeoclub di Termoli
Restauro tabelle descrizioni turistiche
Borgo Vecchio
€ 114
Archeoclub di Termoli
Restauro epigrafe
€ 735
Archeoclub di Termoli
Presentazione libro su Termoli
€ 300
Archeoclub di Termoli
Presentazione libro
Biferno
€ 1060
Archeoclub di Termoli
Conferenza su Turismo e Territorio
€ 600
Archeoclub di Termoli
Conferenza su G.D’Annunzio
€ 600
Archeoclub di Termoli
Guida al Castello
€ 500
Archeoclub di Termoli
Mostra di Pittura
€ 445
Archeoclub di Termoli
ANNO 2008
Totale:
Porto Romano sul
€ 7254
NB: Parte delle attività sono state finanziate con contributi avuti
dall’Amministrazione Comunale di Termoli
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CONFARTIGIANATO
Confartigianato è un’organizzazione autonoma,fondata sul principio della libera adesione e aperta a tutte le componenti geografiche, settoriali e culturali dell’imprenditoria artigiana e delle piccole imprese che in essa trovano informazione, rappresentanza degli interessi generali,rapporto con le controparti
negoziali e con le Istituzioni.Costituita nel 1946,Confartigianato rappresenta
oggi più di 521.000 imprese e imprenditori appartenenti a 870 settori di attività, che nella Confederazione sono organizzati in 120 Associazioni territoriali, 20 Federazioni regionali, 12 Federazioni di categoria, 74 Gruppi di mestiere.
Con i suoi 1.215 sportelli territoriali e un patrimonio professionale di 14.000 collaboratori, Confartigianato si propone inoltre alle imprese come un partner per
nascere, competere e crescere in un mercato in continua evoluzione grazie a
un sistema di servizi integrati e personalizzati.Sul fronte della cultura d’impresa,
dello sviluppo dei mercati,della ricerca e dell’innovazione,Confartigianato è parte attiva di una vasta rete di istituzioni pubbliche e private a livello territoriale, nazionale e internazionale.Confartigianato promuove e accompagna inoltre i processi organizzativi e aggregativi che,facendo sistema,proiettano il tessuto produttivo diffuso verso le nuove opportunità di sviluppo dettate dall’evoluzione dei mercati.
L’attività di rappresentanza
Aggregare la forza negoziale di un numero enorme di soggetti che altrimenti non avrebbero voce: è questo il tratto costitutivo di Confartigianato.
È in questo modo che la Confederazione ha saputo dare fin dall’inizio sostanza alla tutela costituzionale dell’Artigianato. Raccogliendo in una casa
comune esperienze territoriali ricche di tradizione e di conoscenze, ha fatto di esse un interlocutore univoco e credibile per tutte le relazioni essenziali
alla vita delle imprese: con i vari livelli dell’amministrazione e del governo del territorio, con le controparti sindacali, con i corpi legislativi, con le
numerose Istituzioni e agenzie che operano nel tessuto di una società moderna. Grazie a questo impegno sul fronte della rappresentanza, Confartigianato dialoga oggi con i Comuni, le Province, le Regioni, il Governo
nazionale. Grazie alla fermezza e alla convinta azione sindacale, Confartigianato è parte firmataria di accordi interconfederali nazionali e regionali su materie trasversali all’intero sistema produttivo, di 17 Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro specifici dei settori produttivi e merceologici delle attività artigiane, nonché di numerosi contratti collettivi regionali di lavoro. Confartigianato è inoltre in rapporto costante con il Parlamento, prende parte alle audizioni delle Commissioni parlamentari su materie rilevanti
per il comparto, offre supporto conoscitivo a numerosi parlamentari attenti
ai temi della vita economica e dell’artigianato in particolare. Sono numerose le istituzioni pubbliche e private verso le quali la Confederazione esprime un ruolo attivo: si tratta di un panorama reso particolarmente dinamico
dalle più recenti politiche nazionali e comunitarie dettate dall’evoluzione
dei mercati, delle tecnologie, dei paradigmi organizzativi e produttivi che
caratterizzano l’attuale scenario operativo e di sviluppo.
Turismo e Beni Culturali
Confartigianato è attiva da anni nella valorizzazione dell’artigianato come
attrattore turistico, (itinerari di botteghe storiche, artigianato d’arte, merchandising museale, souvenir di qualità, servizi ed eno-gastronomia). In
questo ambito sono stati realizzati diversi progetti, sono state pubblicate
guide turistiche con il Touring club e sono stati creati siti web. In particolare ricordiamo il Progetto “Musei dell’Artigianato”, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha messo in luce la ricchezza di
350musei dell’artigianato in tutta Italia (www.musei.confartigianato.it).
191
CONFINDUSTRIA
Fondata nel 1944, l’Associazione Industriali del Molise – presente nella regione con tre sedi: a Campobasso, Isernia e Termoli - opera da sempre al fianco dell’imprenditoria locale,
sostenendo lo sviluppo delle imprese sul territorio attraverso
l’offerta di servizi di assistenza e consulenza su tutti gli aspetti
strategici della vita aziendale.
Espressione a livello locale del SISTEMA CONFINDUSTRIA, l’Associazione svolge un incisivo ruolo di rappresentanza delle
aziende associate nei rapporti con le istituzioni politiche e le
organizzazioni sindacali, economiche e culturali della regione.
Il Sistema Confindustria
Confindustria è la principale organizzazione rappresentativa
delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia
È costituita dalle Associazioni industriali territoriali e da quelle
di categoria quali soci effettivi.
Le Associazioni territoriali raggruppano le imprese che operano
in una determinata area geografica (di solito la provincia) e
trattano problemi di comune interesse per le imprese dislocate
in quell’area.
Le Associazioni di categoria raggruppano le imprese che operano in un determinato settore merceologico e trattano problemi di carattere nazionale attinenti al settore specifico
Tutte le Associazioni territoriali sono inquadrate nelle Federazioni regionali, che curano i rapporti tra il sistema industriale e
la regione di riferimento.
Attività
Per le imprese che rappresenta, l’Associazione Industriali svolge
una serie di servizi nelle seguenti materie:
- Ambiente e Sicurezza
- Relazioni Industriali, Lavoro e Previdenza
- Formazione
- Finanziamento e Credito
- Fisco e Diritto Societario
- Internazionalizzazione
- Studi, Ricerca e Sviluppo
- Sistema di qualità e certificazione
- Comunicazione e immagine
- Politiche del territorio
Nel sistema Confindustria, l’Associazione Industriali del Molise
rappresenta una specificità in quanto, dato il livello dimensionale della regione, è un esempio di Associazione regionale che
ha competenze anche sul piano provinciale.
192
Confindustria
In Molise
L’industrializzazione e la storia dell’Associazione
La storia e la crescita dell’Associazione Industriali è strettamente collegata allo sviluppo di industrializzazione della regione.
Il Molise ha vissuto marginalmente la fase di sviluppo industriale che ha interessato
il Mezzogiorno d’Italia nel primo ventennio post bellico.
Infatti, fino alla fine degli anni ’60, la crescita del nostro prodotto industriale, rispetto
alle aree meridionali del Paese, è stata del tutto insignificante.
L’industria manifatturiera era rappresentata da poche aziende locali, di dimensione
per lo più piccola, appartenenti a settori collegati all’agricoltura.
Non si può, pertanto, parlare di una vera e propria industrializzazione bensì di un
“prolungamento” dell’attività agricola.
In questi anni, l’Associazione Industriali raggruppava le imprese del settore agroalimentare, delle attività di servizio all’agricoltura (frantoi ani e trebbiatori) e quelle
dell’edilizia.
Solo a partire dagli inizi degli anni Settanta, infatti, il Molise ha saputo cogliere in
positivo le occasioni offerte dall’intervento straordinario, riuscendo a trasformare la
sua struttura economica.
Da quegli anni il Molise si è trasformato in una regione nella quale, in maniera sempre più consistente, cresceva il settore delle attività produttive e dei servizi a queste
collegate.
Questo risultato è stato determinato in modo particolare dall’insediamento nel Molise di grossi gruppi industriali, nazionali e multinazionali, che hanno contribuito in
maniera importante allo sviluppo della nostra regione.
E’ proprio a partire dagli anni Settanta che l’Associazione Industriali ha avuto il suo
sviluppo, trasformandosi in organizzazione di tutela degli interessi di tutte le categorie produttive. Questo processo di crescita ha portato l’Associazione Industriali a
strutturarsi in 18 categorie, le “sezioni”, che riuniscono le imprese per settore merceologico. Tra queste, va menzionata quelle dell’edilizia, meglio conosciuta come Ance
Molise.
193
CONSIGLIO NAZIONALE ARCHITETTI
Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, organismo istituito presso il Ministero della Giustizia
con la Legge n. 1395/23, ha assunto la sua attuale denominazione, che sostituisce quella originaria di Consiglio Nazionale
Architetti, a seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. 328/01 che
affianca alla tradizionale figura di architetto altre figure specialistiche con lauree quinquennali e triennali (iunior).
Il Consiglio è composto da 15 membri, eletti dagli Ordini provinciali, la cui durata in carica è di cinque anni. L’attuale Consiglio è in carica dal gennaio 2006.
L’attività di approfondimento delle tematiche professionali è
perseguita dal CNAPPC attraverso il lavoro svolto dai propri dipartimenti.
Il Consiglio Nazionale assume delle determinazioni al fine di
fornire il proprio parere e la propria interpretazione in merito a
provvedimenti e leggi concernenti l’esercizio della professione.
Le circolari, inviate agli Ordini provinciali, forniscono un costante aggiornamento dei principali provvedimenti di natura
legislativa connessi al mondo professionale.
Il sistema ordinistico italiano fonda la propria organizzazione
sulla presenza di 104 Ordini provinciali, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
I Consigli direttivi degli Ordini sono eletti ogni quattro anni
dagli iscritti alle strutture provinciali.
Gli organismi regionali, Consulte e le Federazioni, sono organismi volontari che raggruppano gli Ordini provinciali dello stesso
ambito geografico con lo scopo di condividere iniziative connesse alla tutela ed alla promozione della professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore.
Il sistema di rappresentanza della professione di architetto, a
livello internazionale, è formato da una serie di organismi che,
con il contributo delle proprie rappresentanze nazionali, coordinano le attività, organizzano manifestazioni e concorrono alla
promozione dell’architettura.
194
CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI
Il Consiglio Nazionale Ingegneri (C.N.I.), disciplinato nell’ordinamento giuridico italiano dalla Legge 1395/23, dal Regio Decreto 2537/25, dal Decreto Luogotenenziale 382/44 e dal DPR
169/2005, è l’organismo di rappresentanza istituzionale sul
piano nazionale degli interessi rilevanti della categoria professionale degli ingegneri.
Il Consiglio, per specifica disposizione legislativa, è un ente di
diritto pubblico vigilato dal Ministero della Giustizia ed ha sede
in Roma. Esso è composta da quindici Consiglieri l’insediamento
dei quali è ratificato da decreto del Ministero della Giustizia in
base all’esito di regolare elezione da parte di tutti i Consigli provinciali dell’Ordine.
Il mandato è quinquennale ed il Consiglio in carica esercita le
proprie funzioni fino all’insediamento effettivo del nuovo Consiglio eletto.
I consiglieri eleggono al loro interno il Presidente, il Vice Presidente, il Consigliere Segretario. Ciascun consigliere su incarico
del Consiglio cura un particolare settore dell’attività dell’Ente,
presenta relazioni e propone in Consiglio le deliberazioni che si
rendessero opportune.
I compiti istituzionali del C.N.I. prevedono: il ruolo di magistratura di secondo grado nei ricorsi e reclami degli iscritti avversi
alle decisioni dei Consigli dell’Ordine, ai sensi del regolamento di
cui al decreto ministeriale 1 ottobre 1948; l’espressione di pareri,
su richiesta del Ministero della Giustizia, in merito a proposte di
legge e regolamenti riguardanti la professione; la funzione di referente del Governo in materia di tariffa professionale; la definizione dell’ammontare del contributo annuale per il funzionamento del Consiglio Nazionale che ogni Ordine corrisponderà in funzione del proprio numero di iscritti.
Il C.N.I., inoltre, ha la potestà di dare parere all’autorità vigilante
in caso di scioglimento dei singoli Consigli degli Ordini, quando
non siano in grado di funzionare regolarmente (articolo 8 del
D. L. 382/44).
Il C.N.I. svolge un ruolo di primaria importanza nel promuovere,
sviluppare e potenziare l’attività dell’ingegnere al fine di accrescere la sua incidenza nella società in cui opera ed è sempre
più attivo ed operante nel perseguire obiettivi di crescita delle
capacità tecnico/culturali dei professionisti che rappresenta e di
un sempre maggiore riconoscimento, da parte delle forze politiche e sociali, del ruolo motore dell’ingegnere nei processi
d’evoluzione e cambiamento.
L’apparato d’autogoverno della categoria professionale degli ingegneri funziona a due diversi livelli autonomi: da un lato opera
il C.N.I., dall’altro i 106 Ordini provinciali. E’ preciso compito del
C.N.I., attraverso l’emanazione di pareri e direttive, uniformare
l’attività dell’apparato sul territorio nazionale, ferme restando
le necessarie differenziazioni d’attività legate alle diverse collocazioni territoriali e relative esigenze economico/sociali. Un
prezioso strumento per attuare questa politica è dato dall’Assemblea dei Presidenti di tutti gli Ordini e delle Federazioni Regionali.
Il C.N.I. è membro e partecipa attivamente ai lavori di alcune
importanti organizzazioni internazionali (CLAIU, FEANI, FMOI-
195
Consiglio Nazionale degli Ingegneri
WFEO, ECCE ed ECEC), e tiene naturalmente contatti con le Associazioni nazionali di Ingegneri dei vari paesi fuori e dentro l’Unione Europea. Con alcune di esse sono stati stipulati degli accordi bilaterali di carattere tecnico e culturale (in particolare con l’ ASCE,
il CNISF, la FEBRAE e il CAI.
Il C.N.I. cura la redazione e divulgazione di una rivista mensile di cultura ed informazione L’Ingegnere italiano, gratuitamente inviato a tutti gli iscritti all’Ordine.
Composizione del Consiglio per il quinquennio 2007-2012:
Membri del Consiglio insediato il 13 aprile 2007
Presidente Paolo Stefanelli Ordine di Lecce
Vice Presidente vicario Pietro De Felice Ordine di Napoli
Vice Presidente aggiunto Giovanni Rolando Ordine di Imperia
Consigliere Segretario Roberto Brandi Ordine di Chieti
Tesoriere Carlo De Vuono Ordine di Cosenza
Consigliere Alessandro Biddau Ordine di Cagliari
Consigliere Giovanni Bosi Ordine di Bergamo
Consigliere Ugo Maria Gaia Ordine di Alessandria
Consigliere Alcide Gava Ordine di Treviso
Consigliere Romeo La Pietra Ordine di Udine
Consigliere Giovanni Montresor Ordine di Verona
Consigliere Junior Antonio Picardi Ordine di Salerno
Consigliere Sergio Polese Ordine di Latina
Consigliere Silvio Stricchi Ordine di Ferrara
Consigliere Giuseppe Zia Ordine di L’Aquila
Inoltre, allo scopo di contribuire alla valorizzazione della professione dell’ingegnere
così come configurata dall’Ordinamento Professionale, il C.N.I. ha deciso nel 1999 di
attivare un proprio Centro Studi che ha sede in Roma, via Dora 5, il cui direttore è il
Dott. Massimiliano Pittau e il cui direttivo è così composto:
Presidente Romeo La Pietra, Vice Presidente Giuseppe Zia, Consiglieri Ugo Gaia, Alberto
Speroni e Massimiliano Pittau
Il CNI si avvale, inoltre, di altre proprie strutture organizzative che hanno origine dal
suo regolamento interno, tra esse c’è la “Scuola Superiore e il Centro di Formazione
Professionale per l’Ingegneria” che ha sede in Roma presso lo stesso CNI il cui direttivo
è così composto:
Presidente Giuseppe Zia
Segretario Giovanni Rolando
Tesoriere Carlo De Vuono
196
ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI,
PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLE PROVINCE
DI CAMPOBASSO E ISERNIA
In Molise
Politiche territoriali nella regione
Gli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Province di Campobasso e Isernia svolgono la propria attività nell’ambito territoriale delle Province di
Campobasso e Isernia.
Oltre agli scopi istituzionali che il Consiglio è tenuto a perseguire, l’attività dell’Ordine si incentra sulla valorizzazione
e sulla qualificazione della professione dell’Architetto, del
Pianificatore, del Paesaggista e del Conservatore, il loro costante aggiornamento tecnico, scientifico e culturale, la promozione e l’attuazione di iniziative dirette alla formazione, al
perfezionamento, alla qualificazione ed all’orientamento
professionale.
In particolare l’Ordine degli Architetti, P., P., e C. si orienta
verso:
- l’organizzazione di corsi di aggiornamento e di specializzazione di interesse della categoria;
- la promozione e la divulgazione di studi e di ricerche sulle
dinamiche di trasformazione dell’edilizia e del territorio;
- la partecipazione al confronto pubblico sui contenuti delle
problematiche relative all’architettura e alla professione attraverso l’organizzazione di seminari, mostre, dibattiti, convegni e occasioni di confronto su temi diversi della cultura
architettonica e delle esperienze artistiche;
- la riqualificazione delle specifiche competenze professionali che caratterizzano l’attività propria dell’architetto, del
pianificatore, del paesaggista e del conservatore;
- la realizzazione di interventi che costituiscono le condizioni
per attivare la certificazione di qualità delle attività connesse con l’esercizio della professione;
- la collaborazione con gli Enti locali per l’organizzazione di
concorsi di idee e di progettazione;
- la tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, attraverso la promozione e la diffusione di una cultura progettuale architettonica ed urbanistica, ad alta sostenibilità
ambientale.
Gli Ordini degli Architetti, P., P., e C. della Province di Campobasso e Isernia fornisce collaborazione, con le Istituzioni e gli
Enti Pubblici territoriali, tesa al perseguimento dell’interesse
pubblico generale, mediante obiettivi di attualità, storico-sociale-culturale e mediante la facilitazione degli iter amministrativi burocratici collegati.
197
Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Campobasso
In Molise
Da alcuni isolati riferimenti storici in possesso dell’Ordine, lo
stesso sembrerebbe esser stato istituito nel 1925, mancando
però a tal riguardo una sistematica certezza cronologica certamente a causa dell’ultimo evento bellico mondiale. I dati
diventano certi a partire dal 19 febbraio del 1950, data in cui
presso la sala del Tribunale di Campobasso si svolge l’elezione per il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso. A seguito della istituzione della
Provincia di Isernia, il Consiglio dell’Ordine, nella seduta del
9 dicembre 1977, deliberò l’istituzione del secondo Ordine regionale che andò ad affiliare gli Ingegneri con residenza in
Provincia di Isernia.
Ad oggi l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso conta 841 iscritti alla Sezione “A” e 22 iscritti alla Sezione “B”.
Il Consiglio dell’Ordine per il quadriennio 2005/2009 è così
composto:
Presidente: Ing. Gaetano Oriente;
Segretario: Ing. Antonio Plescia;
Tesoriere: Ing. Francesco Spina;
Consiglieri:
Ing. Felice Lalli;
Ing. Antonio Lamenta;
Ing. Antonella Occhionero;
Ing. Claudio Pasquale;
Ing. Leopoldo Piedimonte;
ng. Teresa Sarno;
Ing. Francesco Venditti;
Ing. Junior Michele D’Elia.
Politiche territoriali nella regione
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso, naturalmente, svolge la propria attività nell’ambito territoriale
della Provincia di Campobasso.
Molteplici sono i compiti istituzionali che il Consiglio dell’Ordine è tenuto a perseguire e che sono individuati dalla specifica normativa di settore; tra questi si segnalano: la tenuta
dell’ albo degli iscritti; la determinazione del contributo annuale da corrispondere da parte di ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine, consentendo quindi l’autonomia finanziaria della struttura; la repressione dell’eventuale uso abusivo del titolo di ingegnere e dell’esercizio illecito della professione; la tutela del decoro e della deontologia professionale; la mediazione di controversie tra professionisti e clienti; la formulazione di pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti la professione di ingegnere,
e tanti altri ancora.
Accanto ai tradizionali compiti istituzionali, l’attività dell’Or-
198
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso
dine si incentra precipuamente su altre direttrici quali: la valorizzazione e la qualificazione della professione dell’Ingegnere; l’ aggiornamento tecnico, scientifico e culturale dello stesso in un’ottica di “life-learning”; la promozione di sempre maggiori
e più cogenti iniziative dirette alla formazione, alla qualificazione, all’orientamento
professionale, soprattutto in un contesto tecnico/normativo in continua evoluzione
come quello attuale.
- In particolare l’Ordine degli Ingegneri si indirizza verso:
- l’organizzazione di corsi di aggiornamento e di specializzazione incentrati su varie
tematiche di prevalente interesse ingegneristico;
- la realizzazione di interventi che costituiscono le condizioni per attivare la certificazione di qualità delle attività connesse con l’esercizio della professione;
- la tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente attraverso approfondimenti
su: razionalizzazione dell’uso di fonti energetiche mediante sistemi di cogenerazione e trigenerazione e/o adozione di tecniche di bioedilizia; produzione di energia da fonti rinnovabili mediante tecnologie fotovoltaiche, solari, eoliche o anche,
in ragione delle problematiche concernenti la gestione dei rifiuti urbani, tecnologie di termovalorizzazione;
- la collaborazione con le istituzioni e gli enti pubblici territoriali tesa al perseguimento dell’interesse pubblico generale mediante l’individuazione di obiettivi di
attualità storico-sociale-culturale e mediante la facilitazione degli iter amministrativi burocratici collegati.
199
FAI - FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO:
FAI VOCE DEL VERBO FARE
Il FAI - Fondo Ambiente Italiano, nasce dalla determinazione di
uomini e donne che hanno deciso di FARE qualcosa di concreto
per salvare l’Italia più bella. Salvare il paesaggio,
l’arte e la natura di questo Paese dal degrado e dall’oblio, per
consegnarli intatti alle generazioni future.
Questa è la missione del FAI, fondazione senza scopo di lucro,
nata nel 1975 che agisce grazie al supporto di amici, sostenitori
e iscritti.
Per il paesaggio, l’arte e la natura. Per sempre, per tutti
In oltre trent’anni di attività il FAI ha salvato 41 beni di cui 20
sono stati aperti al pubblico dopo un accurato restauro.Tra questi vi sono castelli, ville, parchi storici, antiche dimore, giardini e
aree naturali di incomparabile bellezza.
Obiettivo del FAI è promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni del nostro Paese,
nella convinzione che conoscere sia il primo passo per imparare
ad apprezzare, e dunque a difendere, un patrimonio che è parte
delle nostre radici e della nostra identità.
Come è organizzato il FAI
Il FAI ha una sede operativa a Milano e un ufficio a Roma che
coordinano tutte le attività. È poi presente su tutto il territorio
nazionale grazie ai suoi volontari organizzati in 105 Delegazioni:
il loro prezioso impegno permette alla Fondazione di diffondere
capillarmente i valori che stanno alla base del suo operato! I volontari sono coordinati da segretarie regionali che fanno riferimento alla Sede di Milano.
Per informazioni: è possibile contattare la Delegazione FAI a voi
più vicina tramite le Segreterie Regionali del FAI oppure rivolgendosi all’Ufficio Delegazioni, tel. 02 467615263,
e-mail: [email protected]
LE ATTIVITA’
L’attività del FAI si sviluppa su due assi principali: il restauro e
l’apertura al pubblico di monumenti e aree naturali altrimenti
destinati al declino e all’oblìo; e l’educazione e sensibilizzazione
di tutta la collettività in relazione ai temi della tutela e salvaguardia dell’arte, della natura e del paesaggio del nostro Paese.
Restauro, conservazione e apertura al pubblico dei Beni affidati
al FAI
Quando il FAI riceve per lascito o donazione un Bene ne prevede
il restauro che, spesso, richiede anni di ingenti sforzi, lavoro e
risorse economiche. L’impegno degli ingegneri, degli architetti,
dei giardinieri, dei restauratori, degli storici dell’arte che lavorano per il FAI ci permette di portare a compimento lavori molto
impegnativi. Non solo: poter restaurare un Bene al fine di
aprirlo a tutta la collettività è qualcosa che il FAI può realizzare
anche grazie a tutti quei cittadini, alle aziende ed agli enti pubblici che con i loro contributi ci aiutano a coprire le ingenti spese
200
Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano
di restauro.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è anche il nostro orgoglio: poter riaprire le porte
di un castello, di una villa, di un parco altrimenti dimenticati per la gioia di tante famiglie.
Oggi sono 20 i Beni aperti regolarmente al pubblico, sparsi in diverse regioni italiane.
Educazione e sensibilizzazione ai temi della tutela
Diverse sono le attività del FAI che hanno come obiettivo principale quello di diffondere
una cultura di conoscenza e rispetto di un bene che appartiene a ciascuno di noi: il patrimonio d’arte e natura italiano.
Il settore cultura organizza ogni anno corsi di storia dell’arte in diverse città italiane
rivolti a giovani e meno giovani.
Il settore Scuola Educazione propone a insegnanti e studenti di tutti i livelli e ordini di
scuola molteplici progetti per la scoperta, la ricerca e la presa in carico dell’arte italiana.
Particolari proposte di visita nei Beni FAI, concorsi nazionali sull’esplorazione del territorio, progetti di educazione ambientale, laboratori, percorsi di didattica dell’arte, esperienze di scuola - lavoro, coinvolgono ogni anno migliaia di studenti nella ricerca e nella
difesa del bello che li circonda, attraverso una metodologia incentrata sulla pedagogia
della scoperta e sul fare scuola nel territorio.
LE ALTRE ATTIVITA’
Molteplici sono le iniziative organizzate dalla Fondazione durante tutto l’anno. Eccone
una breve sintesi:
Le grandi campagne
Giornata FAI di Primavera
Principale evento della Fondazione, da ben diciassette anni la Giornata di Primavera
viene realizzata grazie all’enorme impegno dei volontari FAI: è un appuntamento importantissimo, mirato a promuovere il FAI e la sua missione e durante il quale centinaia
di migliaia di visitatori e di studenti sono invitati a conoscere, scoprire o riscoprire monumenti eccezionalmente aperti in tutta Italia, grazie alla collaborazione di 7.000 volontari, grandi e piccoli. Dal 1992 a oggi il FAI è riuscito ad aprire migliaia di monumenti
con circa quattro milioni di visitatori.
I luoghi del cuore
Con il Censimento I luoghi del cuore promosso dal FAI a partire dal 2002 (nel 2008 si è
svolta la quarta edizione) si invitano tutti gli italiani a segnalare i luoghi che stanno a
loro più a cuore. E’ un invito a osservare e fare propri monumenti, opere d’arte, aree naturali, scorsi di paesaggio… perché segnalare è il primo passo per attirare l’attenzione
delle istituzioni locali e delle Sovrintendenze su luoghi spesso dimenticati o che rischiano la cancellazione. I voti arrivati nelle prime quattro edizioni sono 350mila, segno
concreto di quanto gli italiani tengano al loro ‘Bel Paese’. Il FAI si impegna a restaurare
alcuni dei Beni più segnalati grazie al sostegno di un grande sponsor e a scrivere a Sindaci, Presidenti Regionali e responsabili delle varie Sovrintendenze per trasmettere loro
tutte le segnalazioni.
Le Giornate Europee del Patrimonio
Nel 2007 e nel 2008 il FAI, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha partecipato in modo attivo all’organizzazione delle Giornate del Patrimonio.
Oltre agli oltre mille Beni aperti al pubblico a cura del Ministero, il FAI si è impegnato per
organizzare l’apertura straordinaria di altri 250 monumenti normalmente chiusi o poco
accessibili con grande successo di pubblico.
201
Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano
Iniziative culturali e di raccolta fondi
Incontri nei Beni FAI
Durante tutto l’anno il FAI organizza eventi che, traendo spunto dalle diverse stagioni,
toccano argomenti di ogni genere, dal giardinaggio alla gastronomia, alla musica, alla
danza e all’arte. Si tratta di manifestazioni per famiglie, coppie, single, nonni, bambini…
Il calendario di tutti gli eventi viene rinnovato ogni tre mesi e può essere richiesto direttamente presso i Beni del FAI, presso la sede centrale del FAI o consultato su Internet.
Concerti di raccolta fondi
Per comunicare a un pubblico sempre più ampio la missione del FAI e per contribuire alla
raccolta fondi, in molte città italiane il Fondo Ambiente Italiano organizza grandi concerti con la partecipazione dei maggiori protagonisti della scena musicale italiana e internazionale, come Maxim Vengerov, Paolo Conte, Roberto Bolle, Lucio Dalla, Franco
Battiato e molti altri ancora.
I Viaggi culturali del FAI
Seguendo percorsi lontani dai grandi flussi turistici, ogni anno il FAI presenta un calendario di viaggi dedicati ai propri iscritti e che si svolgono sotto la guida di grandi esperti
d’arte e di storia: India, Cuba, Egitto, Sicilia, Iran, Uzbekistan, Berlino, Boston e il New
England, Madrid, Mali, Vietnam sono solo alcune delle mete proposte.
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Il gesto più semplice, ma anche più importante è quello di ISCRIVERSI alla Fondazione
versando una quota d’iscrizione annuale. Questo significa decidere di sostenere i nostri
valori e la nostra missione, divulgando tra amici e conoscenti l’operato della Fondazione! Non solo: i nostri iscritti sono per noi linfa vitale e per questo desideriamo anche
ringraziarli offrendo loro sconti, omaggi e interessanti opportunità raccolte nell’opuscolo IL FAI PER TE,
Ci sono però tanti modi per aiutare la Fondazione a svolgere il proprio lavoro quotidiano.
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202
FEDERCULTURE
Federculture è la Federazione nazionale che raggruppa Regioni,
Enti Locali, Aziende di Servizio Pubblico Locale e tutti i soggetti
pubblici e privati che gestiscono i servizi legati alla cultura, al
turismo, allo sport e al tempo libero. Obiettivo della Federazione è valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale diffuso nel Paese, sostenendo gli sforzi di città grandi e piccole per
riqualificare la spesa e razionalizzare i servizi, affermando una
cultura d’impresa per la gestione dei teatri, musei, biblioteche,
servizi turistici, impianti sportivi ed aree protette.
Federculture sostiene i processi di crescita economica e sociale
delle realtà locali, promuovendo una gestione efficiente ed efficace di musei, teatri, biblioteche, impianti sportivi, parchi, aree
archeologiche e sistemi turistici.
Sono compiti istituzionali della Federazione:
- la promozione e diffusione del nuovo contratto privatistico per
i lavoratori del settore;
- la progettazione e diffusione di modelli organizzativo/gestionali innovativi per i servizi del tempo libero;
- la tutela degli interessi dei soggetti gestori dei servizi presso
il Governo, il Parlamento, le istituzioni regionali e locali;
- la promozione di progetti ed iniziative di valorizzazione del
territorio;
- la costituzione di un centro di analisi e di informazione sulle
dinamiche in atto e di diffusione di esperienze e best practice;
- il raccordo tra il mondo universitario e della ricerca con il
mondo del lavoro.
Federculture promuove importanti iniziative, tra cui: la Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo, appuntamento biennale di confronto e dibattito tra esponenti del
Governo, delle Regioni, degli Enti Locali, delle imprese e delle
associazioni sui nuovi scenari e le politiche da adottare per conseguire inediti traguardi di sviluppo per il settore culturale e turistico; il Rapporto Annuale, pubblicazione che analizza le
dinamiche di settore e fornisce informazioni aggiornate e chiavi
di lettura sull’evoluzione delle politiche culturali, sui problemi e
sulle esperienze in atto; il Premio Cultura di Gestione volto all’individuazione e alla diffusione delle migliori pratiche gestionali del settore a livello nazionale; Ravello LAB – Colloqui
internazionali: appuntamento annuale, punto di incontro in cui
esperti, politici, amministratori, studiosi e operatori pubblici e
privati confrontano strategie a livello internazionale per la definizione di nuove possibili politiche per lo sviluppo territoriale.
Federculture, inoltre, attiva tavoli di lavoro - spettacolo, turismo,
ambiente - nei quali i suoi associati (160 tra Regioni, Enti Locali,
Imprese, Associazioni), promuovono studi ed analisi, individuano
proposte legislative,iniziative comuni,realizzano occasioni di confronto.
Dal 2004 opera Federculture Servizi S.r.l, società partecipata al
100% da Federculture, che offre assistenza e affiancamento agli
associati di Federculture, attraverso studi di fattibilità, piani di
marketing culturale, piani di impresa, analisi economiche di sostenibilità di progetti culturali, progetti europei, monitoraggio
dei finanziamenti del settore, formazione specifica.
203
Federculture
Schema principali attività Federculture. Gennaio – Dicembre 2007
IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo
Investire in cultura, Promuovere lo Sviluppo
Bari, 15-17 marzo 2007
Premio Cultura di Gestione IV Edizione
Cerimonia di Premiazione, Bari Cittadella della Cultura 16 marzo 2007
Sportalia – Le città dello Sport
II edizione
Salone per la valorizzazione e la gestione dello sport e dell’impiantistica sportiva in
Italia con il patrocinio del Ministro delle Politiche Giovanili e le Attività Sportive
Fiera di Rimini, 28-31 marzo 2007
La cultura per un nuovo modello di sviluppo
IV Rapporto Annuale Federculture
Presentazione Roma, Teatro Quirino 25 Giugno 2007
Concorso Internazionale per Giovani Artisti CENTRO / PERIFERIA. Nuove Creatività del
Mondo
Mostra collettiva 12 luglio – 30 novembre 2007
Ravello LAB – Colloqui Internazionali
II edizione 25-27 ottobre 2007
I Seminari Federculture-Maggioli Cisel
Rimini, 28-29 marzo 2007. Le attività di progettazione e gestione
Rimini, 30 marzo 2007. L’attività di comunicazione
Rimini, 17-18 aprile 2007. La programmazione e l’organizzazione degli eventi sportivi
Milano, 11 maggio 2007. Impianti sportivi ed Enti Locali
Rimini, 17-18 maggio 2007. Il nuovo Programma quadro europeo: dalla teoria alla pratica
Milano, 29 maggio 2007. I principi di base del fund raising
Milano, 30-31 maggio 2007. Progettare e implementare una strategia di fund raising
verso le aziende e i privati
Bologna, 28 settembre 2007. La gestione delle attività di spettacolo
Rimini, 16-18 ottobre 2007. La progettazione, gestione e comunicazione degli eventi
culturali
Bologna, 30 ottobre 2007. Impianti sportivi ed Enti Locali
Firenze, 7-9 novembre 2007. Strategie e tecniche di raccolta fondi e sponsorizzazioni
per gli eventi e i servizi culturali (fund raising)
Firenze, 13-14 dicembre 2007. Il nuovo Programma comunitario Cultura 2007 – 2013
Convegni e Incontri
22-23 settembre, Torino. Management culturale e formazione
31 gennaio 2007, Campobasso. Il Turismo scolastico
23 febbraio 2007, Roma. Cose nuove dai festival
15-17 marzo 2007, Bari. IV Conferenza Nazionale degli Assessori
28-31 marzo 2007, Rimini. Sportalia
22 marzo 2007, Ferrara. Convegno Associazione Città italiane patrimonio mondiale
dell’umanità
204
Federculture
7 settembre 2007 , Tolentino (MC) “La cultura come possibile fattore di sviluppo”
7 settembre 2007, Roma. Le nuove frontiere del “Made in Italy”, Sfide Internazionali
della piccola e media impresa
23 settembre 2007, Ventimiglia L’economia della cultura. Giornata di studio
26 - 27 novembre 2007, Castiglione del Lago (PG). Piattaforma CEEP del Turismo. 4a
Conferenza Europea del Turismo
6 dicembre 2007, Roma. Le sponsorizzazioni nella cultura sono efficaci?
Gennaio – Dicembre 2008
Concorso Internazionale per Giovani Artisti CENTRO / PERIFERIA. Nuove Creatività del
Mondo
Doppia personale dei vincitori 23 gennaio – 30 aprile 2008
Il Presidente Napolitano riceve Federculture in occasione del decennale della Federazione.
Quirinale 15 aprile 2008
Presentazione delle Raccomandazioni di Ravello Lab
21 aprile Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo - Roma
Concorso Internazionale per Giovani Artisti CENTRO / PERIFERIA. Nuove Creatività del
Mondo
Doppia personale dei vincitori 22 maggio – 15 settembre 2008
L’ Italia dei Comuni in movimento. Impiantistica, Cittadinanza e Pratica Sportiva
Convegno Nazionale 23-24 maggio 2008
Circolo del Tennis – Foro Italico, Roma
Sportalia – Le città dello Sport
III edizione
Salone per la valorizzazione e la gestione dello sport e dell’impiantistica sportiva in Italia Fiera di Rimini, 4-6 giugno 2008
Creatività e produzione culturale. Un paese tra declino e progresso
V Rapporto Annuale Federculture
Presentazione Roma, Teatro Argentina 15 luglio 2008
Economia e società della conoscenza. Le Politiche Culturali nel Quadrante Euromediterraneo
Ravello LAB- Colloqui internazionali III Edizione
Ravello, 9 - 11 ottobre 2008
Concorso Internazionale per Giovani Artisti CENTRO / PERIFERIA. Nuove Creatività del
Mondo
Mostra collettiva dell’edizione 2008, 21 ottobre – 15 gennaio 2009
205
FORMEZ – CENTRO FORMAZIONE STUDI
Il Formez è un istituto nato nel 1965 che opera a livello nazionale e internazionale e risponde al Ministero per la pubblica
amministrazione e l’innovazione. L’Istituto fornisce assistenza
tecnica e servizi formativi ed informativi alle amministrazioni
locali e centrali.
Presidente è Carlo Flamment, vicepresidenti Angelo Raffaele Di
Nardo ed Enrico Borghi, direttore generale Marco Villani, vicedirettore generale Carlo Conte.
Il Formez è un’associazione con personalità giuridica partecipata dallo Stato attraverso la Funzione Pubblica (76 per cento).
Per la restante quota partecipano al Formez alcune regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Sardegna, Sicilia e Toscana), Comuni, Province e Comunità montane.
Nell’ambito delle competenze già stabilite dal D.Lgs. 285/99,
l’Assemblea dei Soci dell’11 aprile 2007 ha individuato una missione specifica per il Formez:
- accompagnare le amministrazioni pubbliche, in particolare
le amministrazioni regionali e locali, nello sviluppo di progetti
di innovazione organizzativa e amministrativa e nel monitoraggio delle politiche e dei processi di innovazione, anche attraverso lo sviluppo di programmi finalizzati a sviluppare la
qualità della regolazione e la semplificazione amministrativa,
nonché promuovere l’impiego delle nuove tecnologie per il
miglioramento delle risorse umane e dei processi organizzativi;
- fornire alle amministrazioni pubbliche assistenza tecnica e
tecnico-formativa per migliorare la qualità dei servizi e l’efficacia delle politiche, avendo come particolare riferimento le
politiche regionali e locali e gli interventi finalizzati ad accrescere la competitività dei territori e del paese;
- fornire alle amministrazioni pubbliche il supporto, l’assistenza tecnica ed i contenuti utili a migliorare la comunicazione delle stesse tra di loro, nonché verso cittadini ed
imprese;
- sviluppare, anche d’intesa con altre amministrazioni e/o organizzazioni italiane e di altri paesi, progetti di cooperazione
internazionale finalizzati alla crescita dei sistemi amministrativi anche attraverso l’attivazione di processi di scambio di
esperienze e di “buone pratiche”;
- supportare il percorso di internazionalizzazione delle amministrazioni pubbliche, in particolare le amministrazioni regionali e locali;
- svolgere ogni altra attività devoluta mediante apposito accordo dal Dipartimento della Funzione pubblica, da altri associati, o da altre amministrazioni pubbliche.
ATTIVITÀ
L’Istituto realizza sull’intero territorio nazionale (e, al momento,
in oltre 20 paesi esteri) attività di ricerca, formazione, consulenza e assistenza tecnica rivolte alle amministrazioni centrali,
regionali e locali. Svolge dunque una funzione propulsiva nel-
206
FORMEZ – Centro Formazione Studi
l’introduzione, la sperimentazione e la diffusione di innovazioni nella pubblica amministrazione, nonché nello scambio e condivisione delle best practices.
L’Istituto predispone ogni tre anni un Piano Strategico: dopo l’approvazione del Dipartimento per le Riforme e l’Innovazione nella P.A. e dell’Assemblea dei Soci, viene presentato alla Conferenza Stato-Regioni. Ogni anno il Formez presenta un documento di
Aggiornamento al Piano Triennale che segue lo stesso iter di approvazione. Il Piano
2006-2008 vuole intervenire direttamente sul contributo che la Pubblica Amministrazione può dare alla competitività del Paese a livello nazionale ed internazionale.
PROGETTI REALIZZATI E CASE HISTORY
Progetto 1
“SVILUPPO DEI SERVIZI FORMATIVI E TRASFERIMENTO DI BUONE PRASSI NEL SETTORE
DEL TURISMO E DELL’OSPITALITÀ”
Finalità e obiettivi specifici del progetto
La finalità generale che il Progetto ha perseguito è stata quella di produrre un’azione
forte di potenziamento dei sistemi locali del turismo, agendo sui soggetti appartenenti
a tale sistema o promotori dello stesso, attraverso una politica di rafforzamento del capitale umano e di internalizzazione delle competenze acquisite.
Il Progetto ha voluto essere un’occasione, per i referenti delle Amministrazioni che
hanno aderito, per avviare una riflessione congiunta sul tema del turismo e per cercare,
insieme e attraverso lo scambio di esperienze e la messa in comune di know-how, di
“fare rete” ed attivare forme di cooperazione sistematiche e durature in grado di favorire l’apprendimento reciproco permanente ma anche di sviluppare una progettualità
condivisa.
Obiettivi specifici del Progetto sono stati pertanto:
- realizzare una ricognizione delle migliori pratiche sviluppate nel territorio delle Regioni Obiettivo 1, in quanto a costruzione di STL regionali ed interregionali, PIS o PIT a
vocazione turistica, oltre che di eventuali esperienze di eccellenza simili realizzate
nelle Regioni del centro nord e in altri paesi comunitari e ugualmente finalizzate all’obiettivo dello sviluppo territoriale, economico e di valorizzazione delle potenzialità
turistiche;
- diffondere i principali risultati emersi nel corso dell’analisi svolta, attraverso seminari
formativi e informativi, nonché favorire la diffusione di buone pratiche attraverso l’incontro e lo scambio di esperienze fra operatori del turismo locale e amministratori
coinvolti nel processo di sviluppo dei STL, PIS e PIT a vocazione turistica o altre forme
di progetti integrati nel settore;
- favorire la qualificazione professionale dei soggetti coinvolti nelle fasi di individuazione, organizzazione, promozione, riconoscimento, pianificazione, gestione, monitoraggio e controllo dei STL, attraverso percorsi formativi integrati;
- individuare le realtà locali da coinvolgere nella sperimentazione di un modello di rete
per il monitoraggio delle fasi di attuazione e sviluppo dei STL;
- favorire la diffusione delle informazioni raccolte e sistematizzate e la condivisione tra
i soggetti direttamente coinvolti nelle fasi progettuali, attraverso l’implementazione
del sistema di rete su indicato;
- diffondere ad una platea allargata i risultati dell’intervento.
Attività svolte: contenuti e prodotti realizzati per ambiti di attività
Fase preparazione
Nel corso del primo semestre di attività sono stati realizzati incontri formali ed informali
con i rappresentanti delle Regioni Ob. 1, finalizzati ad acquisire tutte le informazioni necessarie e gli elementi di contesto utili alla progettazione di dettaglio delle attività, oltre
che a promuovere e sensibilizzare le amministrazioni destinatarie.
Fase realizzazione
207
FORMEZ – Centro Formazione Studi
“Mappatura delle buone prassi, scambio di esperienze e Formazione-Intervento per lo
sviluppo delle competenze degli operatori della P.A. coinvolti a vari livelli nel settore del
turismo”
La fase realizzativa dell’intervento si è avviata con una prima ricognizione della normativa, degli attori e delle esperienze in campo turistico presenti nelle diverse Regioni,
effettuata attraverso strumenti e metodologie tipiche della ricerca desk e sul campo e
finalizzati alla elaborazione di report monografici (uno per ciascuna delle Regioni coinvolte).
La rilevazione delle informazioni, condotta attraverso riunioni e interviste a personale
degli Uffici regionali competenti in materia di Turismo, ha condotto alla elaborazione di
sette monografie regionali. Le monografie sono state poi analizzate trasversalmente
ed è stato elaborato un documento di sintesi, volto a mettere in evidenza elementi di
continuità e di discontinuità tra i territori oggetto di indagine. Sulla base delle informazioni raccolte è stato elaborato un report contenente l’illustrazione della situazione
del mezzogiorno per ciò che concerne il settore turistico.
Nel frattempo, con l’impegno congiunto del Formez, del DFP e del Dipartimento Turismo,
è proseguita l’attività di promozione del progetto: in particolare è stata trasmessa una
lettera di presentazione dell’intervento a tutte le Autorità di Gestione dei POR Obiettivo
1, chiedendo loro di farsi portavoce dell’iniziativa presso gli Assessorati competenti per
settore.
Parallelamente sono state svolte:
- le attività preparatorie per la realizzazione di una banca dati sulle leggi regionali sul
turismo;
- una ricognizione a livello europeo per individuare prassi di eccellenza, sempre con riferimento a forme di partenariato o gestione associata di progetti nel campo turistico, da prendere a modello e analizzare nella successiva attività laboratoriale;
- la definizione di una griglia di indicatori sulla base della quale analizzare tutte le best
practices (BP) individuate al fine di identificare gli elementi caratterizzanti ed essenziali su cui dovrebbe poggiare i Sistemi Turistici. Si è convenuto di impostare l’analisi
delle BP in modo tale da far emergere le metodologie di progettazione ed attuazione
delle esperienze, per poi verificare, attraverso i laboratori, la possibilità di implementare, nelle diverse realtà regionali beneficiarie dell’intervento, questa base comune
di conoscenze.
Inoltre, al fine di avviare la successiva fase laboratoriale, ma anche di effettuare la restituzione delle attività di mappatura effettuate, è stato organizzato un seminario interregionale con l’obiettivo di coinvolgere tutte le amministrazioni destinatarie delle
attività.
I primi mesi del 2007 sono stati per lo più dedicati alla messa a punto di tutti gli aspetti
organizzativi per la realizzazione del seminario; si è proceduto all’individuazione e al
contatto degli ospiti italiani e stranieri, alla scelta della sede, all’individuazione degli
invitati, alla spedizione degli inviti, all’acquisizione delle adesioni ecc. ecc. In parallelo,
il gruppo di lavoro si è concentrato sulla ultimazione di materiali e dei prodotti già realizzati in funzione della diffusione da effettuarsi nel corso dell’evento.
In particolare:
- attraverso un’approfondita indagine, le cui informazioni di base sono state rintracciate principalmente on-line, è stata ottenuta una lista preliminare di 60 casi di studio nazionali ed internazionali; lo screening dei casi è stato effettuato in base
all’utilizzo di cinque criteri sulla base dei quali leggere le esperienze raccolte:
1. complessità del sistema di relazioni;
2. esito dell’esperienza;
3. forme di gestione/aggregazione;
4. logica prevalente di aggregazione (e quindi di promozione);
208
FORMEZ – Centro Formazione Studi
5. significatività nel contesto nazionale ed internazionale.
- tra le 60 esperienze individuate, utilizzando il metodo Delphi, è stata effettuata la selezione di alcuni casi aventi, nella fase realizzativa, particolari elementi di successo
nella logica di sistema. Ciascuno di questi casi è stata approfondito attraverso indagini ulteriori (interviste ai referenti operativi) ed infine è stato elaborato un documento contenente:
- l’esplicitazione della metodologia adottata;
- l’elenco delle buone prassi individuate;
- le schede sintetiche delle 60 esperienze turistiche analizzate;
- le schede sintetiche delle 11 Buone Prassi individuate.
- sulla base dell’analisi delle Buone Prassi individuate, sono stati elaborati alcuni
principi guida per la realizzazione di un sistema turistico, condivisi con le amministrazioni nel corso del seminario, ma destinati ad essere arricchiti nella fase dei
laboratori.
Nel frattempo sono stati intensificati i contatti con le amministrazioni regionali e locali
di riferimento allo scopo di:
- approfondire i fabbisogni o verificare quelli già espressi in passato;
- ricondurli all’interno delle potenziali attività di progetto e dei modelli di laboratorio proposti;
- co-progettare un percorso di affiancamento, definendo tempi, modalità, destinatari, ecc;
- garantire la presenza fattiva al seminario di referenti regionali e locali, nonché di
operatori privati aventi un rilievo significativo nel settore turistico dei territori.
Il seminario “I sistemi turistici locali nella realtà dei fatti: nascita, sviluppo e
consolidamento” si è svolto a Roma nei giorni 28 febbraio e 1 marzo 2007 ed è stato articolato in 4 sessioni di lavoro:
1. presentazione da parte del DFP, del Dipartimento Turismo e del Formez delle attività progettuali e del processo volto alla definizione di un documento contenente le Linee Guida per la costruzione e la gestione di un sistema turistico di
successo;
2. illustrazione dei primi contenuti delle Linee Guida per la costruzione e la gestione
di un sistema turistico di successo, scaturite dall’analisi di oltre 60 esperienze turistiche nazionali e comunitarie;
3. presentazione di alcune buone prassi turistiche nazionali e comunitarie;
4.presentazione degli indirizzi per il settore turistico nel periodo di programmazione comunitario 2007/13 da parte del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo
e illustrazione delle strategie per il settore turistico delle Regioni coinvolte nel
progetto.
Il seminario ha costituito anche l’occasione per presentare il progetto formativo,concordato
dal Formez con le Regioni, da sviluppare nel corso dei laboratori tecnici regionali.
I mesi successivi sono stati per lo più dedicati alla progettazione di dettaglio e all’avvio
dei laboratori. Attraverso un lavoro assiduo ed approfondito di analisi del fabbisogno,
condotto dal Formez al fianco dei referenti regionali, si è cercato di pervenire a 7 modelli
di laboratorio, rispondenti ai fabbisogni espressi e al contempo coerenti con le strategie regionali. Sempre in maniera congiunta con l’amministrazione sono stati definiti:
tempi, luoghi e modalità operative, piani di lavoro e docenti, prodotti finali.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno sono stati realizzati gli incontri seminariali di approfondimento sulle tematiche turistiche concordate. Il Formez ha mantenuto rapporti
costanti con le Amministrazioni e con i partecipanti, ha individuato per ciascun territorio le sedi per lo svolgimento degli incontri, ha provveduto alla stesura dei programmi,
ad effettuare eventuali modifiche in base alle esigenze che le Regioni manifestavano nel
corso delle attività, all’animazione degli incontri, all’individuazione di esperienze ed attori centrali o locali che potessero arricchire i contenuti dei diversi incontri, alla comunicazione delle modalità di svolgimento ai partecipanti potenziali e agli opportuni inviti,
alla predisposizione e alla raccolta delle firme per presenza previste dalla normativa co-
209
FORMEZ – Centro Formazione Studi
munitaria.
In qualità di uditori anche rappresentati del settore turistico privato hanno preso parte
attiva agli incontri, animandoli e attivando un dialogo diretto con gli interlocutori pubblici, fornendo un importante valore aggiunto ai lavori e dimostrando un forte interesse per la tematica ma anche una consapevolezza del ruolo di primo piano che essi
stessi rivestono per l’animazione e lo sviluppo del proprio territorio.
“Sperimentazione di un modello di rete”
Il Dipartimento Turismo ha chiesto al Formez di implementare il Sistema Informativo
TOURPASS che era stato realizzato nell’ambito del Progetto Operativo Turismo previsto
dalla Mis.I.2 del PON ATAS, ma il cui utilizzo era stato fino a quel momento ridotto, sia
per il mancato collegamento con i siti regionali sia per la scarsa implementazione del
portale stesso. Il Formez ha effettuato quindi, alcuni accertamenti sul sito TOURPASS, rilevando l’esistenza di diversi livelli di intervento sviluppabili:
- arricchimento informativo del sistema: completare il quadro esistente attraverso l’inserimento di informazioni, documenti e materiali derivanti dalle attività progettuali
ed elaborare schede sintetiche per una lettura più agevole dei documenti presenti nel
sito, garantendo livelli progressivi di approfondimento;
- rete interregionale: promuovere, nell’ottica degli obiettivi originari, il sito già esistente,
quale “portale” di accesso centralizzato tra i siti web di settore implementati dalle diverse Amministrazioni regionali;
- supporto allo svolgimento delle attività di formazione/affiancamento in presenza garantendo alle amministrazioni l’accesso a informazioni, materiali e consentendo la
loro interazione.
Il Formez ha inoltre avanzato la possibilità di integrazione tra tale sistema ed il sito tematico del Formez “Risorse culturali e turistiche”, all’interno del quale, nello specifico
focus dedicato al Turismo, sarebbero stati messi in evidenza eventi, attività, documentazione e normative sul tema, permettendo di diffondere a livello nazionale tutte le informazioni e gli output progettuali.
Successivamente il Formez ha effettuato alcune verifiche sulle funzionalità e sui contenuti presenti nel sito TOURPASS per poter definire l’intervento da realizzare nell’ambito del Progetto. Da tale analisi ne è emerso un quadro piuttosto critico: la
struttura del sito è apparsa obsoleta ed i contenuti limitati e scarsamente significativi
dal punto di vista informativo. Non è parso possibile l’arricchimento del patrimonio
informativo del sistema: si è rilevato che potevano essere inseriti informazioni, documenti e materiali derivanti dalle attività progettuali; sarebbe stato invece più difficile
l’utilizzo del portale come luogo virtuale per la realizzazione di una rete tra le Regioni.
Le informazioni rese disponibili sul sito, una volta validate da esperti, avrebbero potuto essere di supporto alle singole Regioni (pur trattandosi in realtà di materiali prodotti in una di esse o in uno specifico territorio) e in tal modo alimentare il know-how
comune. Più difficile sarebbe stato invece qualificare il portale come il luogo di dialogo dei diversi siti regionali, non tanto per scarse potenzialità tecniche - un link ai siti
regionali sarebbe stato semplice da realizzare – quanto per il fatto che rinviare alle
home page (o a specifiche sezioni) dei singoli siti web regionali non avrebbe soddisfatto abbastanza gli obiettivi progettuali. È stato proposto di individuare, insieme alle
stesse Regioni, un percorso attraverso cui far emergere le informazioni regionali realmente utili per lo scopo che il progetto si prefiggeva. Dal punto di vista operativo l’opportunità per determinare e condividere questo modello sarebbe stata offerta dai
laboratori organizzati territorialmente.
È stato evidenziato inoltre come il portale TOURPASS non contenesse una funzione per
un “ambiente di lavoro condiviso” tra le Regioni, essenziale per supportare il modello di
Comunità professionale promosso nel corso dei laboratori territoriali.
Da un lato i costi eccessivi, dall’altro la durata limitata del progetto (difficilmente le comunità on line sopravvivono alla durata del progetto) hanno portato il Formez a sconsigliare vivamente l’implementazione ad hoc di queste funzioni all’interno di TOURPASS.
Allo scopo si è proposto di utilizzare uno strumento di condivisione informativa, attivabile
direttamente sul canale tematico “Risorse culturali e turistiche” del sito web Formez.
210
FORMEZ – Centro Formazione Studi
Il Formez, dopo aver effettuato alcune verifiche sulle funzionalità e sui contenuti del
sito TOURPASS, e dopo aver consultato un panel di esperti, ha elaborato un documento
di sintesi descrivendo i limiti e le potenzialità del suddetto sistema, ma anche una proposta di intervento per l’implementazione del sito.
Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, è stato portato avanti anche il lavoro relativo alla
costruzione del modello di rete. Si è proceduto, come previsto, su un doppio binario: da
un lato l’aggiornamento del sito Tourpass, dall’altro l’implementazione del Focus “Turismo” nell’ambito del canale tematico “Risorse culturali e turistiche” del sito Formez.
Per quanto riguarda il sito Tourpass, all’analisi dello stato dell’arte e delle criticità del sito
ha fatto seguito la stesura di un documento di dettaglio, contenente la proposta metodologica, l’indicazione di alcuni siti, riferimenti, contenuti integrativi (mappa dei contenuti). Nel periodo successivo si è conclusa l’attività di definizione e di raccolta delle
indicazioni e dei materiali per l’aggiornamento e si è proceduto alla consegna brevi
manu al Dipartimento di tutti i materiali necessari per l’aggiornamento del sito Tourpass su cd-rom.
Nel frattempo, anche su sollecitazione del DFP, si è operato apportando alcune modifiche al Focus “Turismo”, da un lato per rendere le informazioni in esso presenti più coerenti con le finalità del progetto e più rispondenti alle fonti di finanziamento
(inserimento loghi ecc.), dall’altro per consentire la creazione, nell’ambito del Focus, di
un’Area Riservata agli operatori del progetto, attraverso cui consentire ai partecipanti ai
laboratori, lo scambio di materiale, di informazioni e la possibilità di instaurare un dialogo sia con gli operatori del Formez, sia tra operatori del singolo laboratorio, sia ancora
tra i diversi laboratori.
Contemporaneamente è stata portata a termine la realizzazione della banca dati sulle
Leggi turistiche e il relativo caricamento sul Focus “Turismo” del Canale Tematico “Risorse Culturali e Turistiche” del Formez. Inoltre si è proceduto ad un’integrazione della
normativa con quanto previsto nelle Regioni del Centro Nord e a livello nazionale e comunitario.
Fase diffusione dei risultati
Nei mesi estivi del 2007 sono state condotte le attività preparatorie per l’organizzazione del Seminario conclusivo del Progetto, dal titolo “Le prospettive dei Sistemi Turistici Locali nella nuova programmazione”.
L’evento si è tenuto a Roma il 23 ottobre 2007. Agli interventi di tipo istituzionale hanno
fatto seguito quelli di esperti del settore e dei rappresentanti delle Regioni partecipanti
al progetto. Durante la giornata si è tenuta anche una tavola rotonda sul tema “Il Turismo italiano: soluzioni e strumenti operativi in un contesto internazionale”, alla quale
hanno partecipato rappresentanti dell’ISNART – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche,
del Dipartimento per le politiche di sviluppo del MEF, di APT, Consorzi e di Regioni del
Centro Nord titolari di esperienze di punta nel settore turistico.
Sempre al fine di divulgare gli esiti del Progetto, d’intesa con i committenti è stata realizzata:
- una pubblicazione, dal titolo “Esperienze e prospettive di sistema nel turismo”. Sono
stati predisposti i contributi da inserire nel testo e svolte le opportune attività per la
curatela del volume e l’inserimento nella collana editoriale Formez “Materiali – Azioni
di Sistema”;
- un cd-rom di progetto. Il lavoro di progettazione ha riguardato nello specifico: la sigla
iniziale arricchita con contributi audio ed animati, il layout grafico di interfaccia e navigazione ipertestuale, il copy-writing delle sezioni informative generali, la predisposizione delle schede di sintesi e presentazioni delle attività e prodotti.
Successivamente si è proceduto alla sistematizzazione dei materiali prodotti e all’inserimento degli stessi nel suddetto prodotto multimediale.
211
FORMEZ – Centro Formazione Studi
Progetto 2
“CULTURA SICURA”
(PON 2000/06 “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” - Misura 1.5 “Risorse
umane per la sicurezza”)
Descrizione del progetto
Il Progetto “Cultura Sicura”, avviato nel gennaio 2006 e sviluppato dal Formez Centro di
Formazione Studi in stretta collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si rivolge ai dipendenti delle sedi regionali e periferiche del Ministero stesso nell’Obiettivo 1.
È finalizzato ad accrescere e sviluppare le conoscenze e le competenze per l’utilizzo e
l’applicazione di nuovi strumenti e tecniche per il controllo e la sicurezza dei siti culturali e ambientali, tramite la realizzazione di attività di ricerca e formazione, predisposte
in base alle specifiche caratteristiche delle realtà regionali e tenendo conto dell’organizzazione istituzionale e dei fabbisogni formativi connessi alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Il Progetto, i cui risultati e prodotti saranno raccolti in un specifico cd-rom, si articola in
due interventi:
INTERVENTO 1: Corso “G.I.S. Campania”, rivolto all’approfondimento e all’applicazione sul
campo delle competenze relative al sistema informativo geografico in corso di implementazione nella Regione Campania;
INTERVENTO 2: Percorso formativo “Sicurezza nel settore dei beni culturali”, volto alla
diffusione di nuovi modelli di gestione della sicurezza, vigilanza e accoglienza in archivi,
biblioteche, musei e aree e parchi archeologici.
A. Intervento 1 – corso “GIS Campania”
- Rivolto ai dipendenti della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
della Regione Campania e delle relative Soprintendenze territoriali interessati dal Sistema Informativo Geografico (G.I.S.) in corso di implementazione
- Strutturato in 5 moduli composti da formazione d’aula, applicazioni pratiche e rilevamenti all’aperto:
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Dalla cartografia ai G.I.S. per i Beni Culturali
Approfondimento e attività pratiche per l’uso degli strumenti di posizionamento
geografico utilizzati per il Sistema Informativo Geografico Territoriale della Regione
Campania
Approfondimento ed attività pratiche per l’uso dell’applicazione catalografica
relazionale utilizzata per il Sistema Informativo Geografico Territoriale della Regione Campania
Approfondimento ed attività pratiche per l’uso dell’applicazione G.I.S. utilizzata per
il Sistema Informativo Geografico Territoriale della Regione Campania
Fasi d’uso e operative dei sistemi di telerilevamento GPS
- Erogato tra maggio 2006 e marzo 2007
- L’intervento si è posto come continuazione e implementazione pratica del percorso
formativo già realizzato a livello regionale nell’ambito della stessa Misura 1.5 tra il
2003 e il 2004, che ha avuto come obiettivi sia quello di fornire un quadro completo
ed esauriente delle potenzialità dei Sistemi Informativi Geografici per la gestione dei
beni culturali (tramite un percorso logico che andava dai principi di base delle scienze
geografiche all’analisi delle funzionalità elementari ed avanzate degli strumenti
G.I.S.), sia soprattutto quello di addestrare gli operatori del settore all’uso delle applicazioni G.I.S. e relazionali specifiche acquistate o realizzate ad hoc dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per la realizzazione del parallelo Progetto “Sistema Informativo
Geografico Territoriale della regione Campania”, condotto dalla Direzione Regionale
e dalle Soprintendenze consorziate nell’ambito della Misura 1.3 dello stesso PON
2000/06.
212
FORMEZ – Centro Formazione Studi
B. Intervento 2 – Percorso formativo “sicurezza nel settore dei beni culturali”
Dapprima si è proceduto alla realizzazione di una ricerca chiamata “Vademecum della
vigilanza e sicurezza” sulle procedure di accoglienza, vigilanza, sicurezza ed emergenza
da attivare in musei, archivi, biblioteche ed aree e parchi archeologici.
A partire dai contenuti della ricerca, è stato elaborato un corso di formazione strutturato
in attività didattiche:
- in presenza, dedicate ad un numero ristretto di discenti detti avviatori;
- a distanza, per tutti i discenti, erogato tramite:
• un corso on-line
• un cd-rom per la fruizione off-line del corso
• un manuale e quattro guide a stampa.
Destinatari: personale pubblico (addetti, operatori e assistenti) con compiti di vigilanza,
sicurezza e accoglienza appartenenti alle Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici e relativi istituti periferici di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna
e agli Istituti Archivistici della Sicilia.
Ricerca “vademecum della vigilanza e sicurezza”
Analizza le procedure che gli addetti, gli operatori e gli assistenti impegnati nell’area
della vigilanza, della sicurezza e dell’accoglienza sono chiamati ad attivare e svolgere in
condizione di gestione ordinaria e straordinaria (emergenza diurna e notturna) negli
istituti e luoghi della cultura individuati dall’art. 101 del Codice dei beni culturali e del
paesaggio, ovvero musei e monumenti musealizzati, biblioteche, archivi, aree e parchi
archeologici.
Per rendere i contenuti della ricerca centrati sui fabbisogni del personale pubblico e allo
stesso tempo non tralasciare le ultime tendenze che caratterizzano il settore privato, è
stato organizzato un gruppo di lavoro con professionalità molto qualificate e differenziate: hanno partecipato infatti oltre ad esperti privati del settore, anche esperti pubblici di ciascun luogo/istituto della cultura analizzato e referenti di ciascuna Regione
destinataria dell’intervento, con la supervisione scientifica di un team di esperti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali operanti a livello centrale.
I risultati della ricerca sono stati organizzati in 5 prodotti a stampa (in corso di pubblicazione), cioè un manuale e quattro guide di facile ed agile consultazione, contenenti
anche indicazioni pratiche per lo svolgimento delle diverse attività. Punti di forza delle
guide sui 4 istituti/luoghi della cultura sono:
- la scelta di strutturare i contenuti in maniera simile nei testi, ma rispettando le specificità di ciascun caso, per favorire confronti e paralleli tra le diverse realtà
- riportare nei testi procedure, corredate di indicazioni e istruzioni, per l’applicazione
pratica immediata dei contenuti;
- fornire schede di autovalutazione della condizione operativa degli operatori.
I principali contenuti dei cinque prodotti a stampa sono di seguito brevemente riportati:
Gli istituti e i luoghi della cultura - la vigilanza, la sicurezza l’accoglienza e le emergenze
(MANUALE)
- Tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale
- Problemi di gestione
-Descrizione dei fattori di rischio
- Le professionalità del settore culturale: individuazione e qualificazione
- La definizione dei compiti del personale addetto alla vigilanza, sorveglianza e accoglienza nella declaratoria dei profili attualmente esistenti
- Il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine e delle strutture di protezione e sanitarie
- La sicurezza sul lavoro
Musei - Procedure per l’attuazione delle misure di accoglienza, vigilanza, sicurezza ed
emergenza (GUIDA)
- La definizione di museo e di monumento musealizzato
- L’organizzazione tipo di un museo: individuazione e qualificazione delle professionalità coinvolte
213
FORMEZ – Centro Formazione Studi
- Attività tecnico gestionali per l’organizzazione della sicurezza
- Rischi specifici e norme di comportamento
- L’accoglienza del pubblico
- Sicurezza e impianti di allarme e vigilanza
- La gestione delle emergenze
Biblioteche - Procedure per l’attuazione delle misure di accoglienza, vigilanza, sicurezza
ed emergenza (GUIDA)
- La definizione di biblioteca
- L’organizzazione tipo di una biblioteca: individuazione e qualificazione delle professionalità coinvolte
- Attività tecnico-gestionali per l’organizzazione della vigilanza
- L’accoglienza del pubblico
- Rischi specifici e norme di comportamento
- Sicurezza e impianti di allarme e vigilanza
- La gestione delle emergenze
Archivi - Procedure per l’attuazione delle misure di accoglienza, vigilanza, sicurezza ed
emergenza (GUIDA)
- La definizione di archivio
- L’organizzazione tipo di un archivio: individuazione e qualificazione delle professionalità coinvolte
- Attività tecnico-gestionali per l’organizzazione della vigilanza
- L’accoglienza del pubblico
- Rischi specifici e norme di comportamento
- Sicurezza e impianti di allarme e vigilanza
- Gestione delle emergenze
Aree e parchi archeologici - Procedure per l’attuazione delle misure di accoglienza, vigilanza, sicurezza ed emergenza (GUIDA)
- La definizione di area e di parco archeologico
- L’organizzazione tipo di un’area e di un parco archeologico: individuazione e qualificazione delle professionalità coinvolte
- Attività tecnico-gestionali per l’organizzazione della vigilanza
- L’accoglienza del pubblico
- Rischi specifici e norme di comportamento in aree e parchi archeologici
- Rischi correlati e modalità di vigilanza sul territorio
- Sicurezza e impianti di allarme e vigilanza
- Gestione delle emergenze
Corso “sicurezza nel settore dei beni culturali”
Sviluppato, a partire dai contenuti della ricerca “Vademecum della vigilanza e sicurezza”,
con un modello didattico che vede la partecipazione attiva dei destinatari dell’attività
nell’organizzazione e nella realizzazione delle attività, nonché in appositi spazi di discussione virtuali tra di essi e con il gruppo di esperti (pubblici e privati) attivati per la
ricerca stessa.
Il corso prevede infatti attività didattiche
- in presenza: dedicate ad un numero ristretto di discenti, detti avviatori, per condividere il modello didattico adottato e coadiuvare le attività di partecipazione attiva
- a distanza: per tutti i discenti, per l’erogazione dei contenuti del corso erogato tramite
• una piattaforma on-line (disponibile nel sito Formez) con appositi spazi di discussione e condivisione tra gli iscritti
• un cd-rom per la fruizione off-line del corso
• un manuale e quattro guide a stampa.
Per favorire una più agevole e interessante fruizione da parte dei discenti:
- le singole lezioni (per quanto concerne il corso on-line e su cd-rom) sono state organizzate sotto forma di learning object, ovvero pillole didattiche audio e animate sugli
argomenti del Vademecum didatticamente autoconsistenti e provviste di semplici
esercizi di autovalutazione, collegamenti ai link di riferimento più importanti, allegati legislativi e bibliografici scaricabili
214
FORMEZ – Centro Formazione Studi
- il Progetto ha messo a disposizione dei discenti in ciascuna Regione delle postazioni
informatiche multimediali dedicate (Learning Point) con collegamento a internet per
seguire il corso.
I discenti individuati come avviatori svolgono un importante ruolo di facilitazione e animazione delle attività del corso nei confronti degli altri discenti della propria sede di lavoro (e/o sedi limitrofe), supportati e coadiuvati da appositi tutor messi a disposizione
dal Formez.
Oltre a rappresentare un punto di riferimento per i colleghi, gli avviatori si occupano di:
- organizzare l’aula didattica virtuale, tramite il reperimento dei dati anagrafici dei discenti e le informazioni sulle modalità di fruizione da essi prescelte;
- fornire orientamento/prima informazione ai discenti affidati circa obiettivi del corso,strumenti per la fruizione del corso on-line e loro utilizzo, informazioni sui learning point;
- distribuire i materiali didattici: manuale/guide e cd-rom per la fruzione off-line del
corso.
In questo modo si è voluto creare un contatto diretto con il Formez (ente erogatore del corso)
e i discenti stessi, favorendo gli scambi e creando possibilità di comunicazione in real time.
- Inoltre la condivisione con le Regioni destinatarie del Progetto (ovvero le sedi regionali e periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in esse presenti) della
scelta dei discenti “avviatori” ha favorito una più funzionale distribuzione degli stessi
tra le numerose sedi periferiche del Ministero presenti sul territorio.
- Il percorso didattico realizzato inoltre rappresenta un modello di formazione permanente, che attraverso gli strumenti implementati consente
• la messa in rete degli operatori del settore
• l’aggiornamento periodico dei contenuti
• la fruizione oltre la durata del progetto stesso
• l’allargamento ad ulteriori target di discenti (sia per tipologia, sia per localizzazione
geografica).
215
FORMEZ – Centro Formazione Studi
Progetto 3
INFO-CS “INNOVAZIONE E FORMAZIONE NEL SETTORE DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO”
L’obiettivo generale del Progetto “InFo-CS Innovazione e formazione nel settore della
cultura e dello spettacolo” è stato quello di rafforzare le competenze del personale della
P.A. operante nei settori dello spettacolo e della cultura.
In particolare con l’azione del Progetto, il Formez ha puntato:
- alla valorizzazione delle risorse umane del sistema pubblico dello spettacolo dal vivo
e del cinema attraverso una serie di efficaci interventi di formazione e di scambio di
esperienze finalizzati alla promozione di una nuova cultura dell’organizzazione e della
gestione amministrativa;
- allo sviluppo delle competenze in materia di metodologie e tecniche audiovisive da
parte del personale pubblico a partire da quello impegnato nella comunicazione istituzionale e nei rapporti con il pubblico;
- all’aggiornamento delle competenze del personale delle amministrazioni locali finalizzate alla valorizzazione dei beni culturali ed artistici presenti sui territori attraverso
l’attivazione di servizi formativi e informativi.
Il progetto InFo-CS ha sviluppato un’attività di formazione ed informazione rivolta ai responsabili della PA sul territorio, per sviluppare competenze e conoscenze da utilizzare
nei settori dello spettacolo dal vivo, del cinema, dell’audiovisivo e del marketing culturale.
In particolare tra le competenze rafforzate c’è stata anche la capacità di supportare – per
la parte spettante alle amministrazioni locali – la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di associazioni e imprese locali di produzione e di supporto agli eventi culturali di
spettacolo, tanto nelle Regioni ove era già consolidata la presenza di strutture di questo
tipo, quanto in quelle dove la presenza di nuclei attivi nell’allestimento, produzione e servizio per iniziative di spettacolo era assente o scarsamente sviluppata. Inoltre è stato fornito un servizio di formazione/informazione ad uso dei responsabili della PA sulle
strategie di comunicazione audiovisiva, sulle strategie di marketing territoriale a sostegno
dei beni culturali ed artistici territoriali, sulla promozione degli eventi sostenuti da enti territoriali e sulla politica nazionale ed europea a sostegno dello spettacolo.
L’azione progettuale è stata articolata in tre linee di attività:
1. InFo-CS Spettacolo dal vivo e Cinema
È stato realizzato un programma integrato di interventi per gli operatori pubblici dello
spettacolo dal vivo e del cinema a partire dalla realizzazione di una ricerca-azione per
il monitoraggio e la ricognizione dello stato e dei fabbisogni di tali settori in Italia, anche
in relazione al possibile accesso ai servizi offerti; si è proceduto quindi con la diffusione
dei risultati come base informativa per la PA a cui è seguita una attività di formazione
e informazione su vari temi tra cui: le caratteristiche dei settori dello spettacolo (dal
vivo e riprodotto), del teatro e del cinema, sulle leggi e sui meccanismi che li regolano,
le opportunità di finanziamenti agevolati per la costituzione di nuove imprese e sui
fondi nazionali e comunitari a favore delle iniziative di sostegno all’industria culturale
e cinematografica, alle Film Commission e alle iniziative culturali di spettacolo e non
solo accessibili dalle amministrazioni locali.
2. InFo-CS Audiovisivo e Comunicazione
È consistito un intervento di studio e formazione sulle metodologie e tecniche audiovisive
diretto ai dirigenti e funzionari pubblici con l’obiettivo di fornire un sistema di competenze
finalizzato ad integrare l’insieme delle metodologie audiovisive con conoscenze relative alle
tecniche economico –gestionali proprie delle produzioni cinematografiche e televisive.
3. InFo-CS Marketing Culturale
Si è trattato di un’attività diretta alle amministrazioni locali in alcuni territori, aventi
caratteristiche interessanti per lo studio di buone prassi, finalizzata al marketing culturale tramite l’identificazione dei fabbisogni e delle potenzialità locali, con particolare
riferimento alla valorizzazione territoriale e alla possibilità di accrescerne la visibilità e
le opportunità di investimento.
Risultati attesi
216
FORMEZ – Centro Formazione Studi
Il progetto InFo-CS è stato finalizzato al conseguimento dei seguenti risultati:
- formazione e aggiornamento a favore della P.A. nei settori della cultura e dello spettacolo con particolare riferimento a leggi e meccanismi che regolano il settore, all’accesso e alla fruizione del territorio, alla gestione e programmazione di progetti,
alle strategie di marketing culturale, alle opportunità di finanziamento nazionale e comunitario a favore di iniziative di sostegno per l’industria culturale;
- ricognizione sullo stato e sui bisogni dei settori del cinema, della produzione audiovisiva e dello spettacolo dal vivo in Italia (con un particolare focus sul teatro) e alla
diffusione dei risultati come base informativa per la PA;
- identificazione dei fabbisogni formativi della PA locale operante nei settori dello spettacolo e dei beni culturali;
- analisi delle competenze delle risorse umane interne all’amministrazione in termini
di potenzialità, espansione operativa, fabbisogni formativi;
- progettazione ed erogazione di programmi e interventi formativi in presenza e a distanza a favore del personale degli enti locali per rispondere alle esigenze e ai fabbisogni manifestati ed emersi durante le attività di ricerca;
- informazione, diffusione e affiancamento a sostegno della comunità professionale
degli operatori della cultura e dello spettacolo.
A fronte dell’attuazione del progetto e della formazione di operatori della P.A., l’intervento si è concentrato su linee di attività innovative rivolte:
- allo sviluppo di realtà regionali collegate al settore dello spettacolo e della cultura;
- ad una efficace politica culturale attraverso la diffusione delle esperienze, l’informazione e la sensibilizzazione del territorio;
- all’aggiornamento delle figure professionali operanti nel settore;
- alla creazione di un collegamento in rete di soggetti e strutture interregionali operanti
nello stesso ambito.
ATTIVITÀ SVOLTE
Linea di attività 1: Spettacolo dal vivo e cinema
Nel corso della prima annualità (2004), in collaborazione con una struttura specializzata nel settore (Fondazione Rosselli), è stata completata una ricerca-azione di monitoraggio e ricognizione sullo stato e sui fabbisogni del settore dello spettacolo dal vivo
in Italia, condotta principalmente sulle amministrazioni regionali, coinvolgendo in primis i teatri pubblici che costituiscono l’ossatura centrale del sistema di offerta di spettacolo dal vivo in Italia, nonché esperti del settore e testimoni privilegiati in grado di
fornire elementi utili alla definizione dello scenario di riferimento.
Una analoga ricerca-azione è stata ultimata per quanto concerne il settore cinematografico, con riferimento ai fabbisogni degli enti locali in materia di promozione di eventi,
iniziative e servizi in campo cinematografico. L’indagine sul campo, condotta attraverso
la somministrazione di questionari di rilevazione predisposti ad hoc dal gruppo di ricerca, ha costituito la base di partenza per la realizzazione di un programma integrato
di interventi per gli operatori pubblici dello spettacolo dal vivo e del cinema che prevedeva la diffusione dei risultati come base informativa per la PA e un’attività di formazione, informazione continua riguardante i singoli settori di riferimento e le specifiche
aree tematiche sulle quali si sono registrate le carenze formative più rilevanti.
Inoltre sono stati predisposti studi di settore (con riferimento all’area normativa, economica e di mercato, finanziaria ed organizzativa) e sono state effettuate alcune analisi di raffronto con strutture pubbliche operanti a livello europeo. Tali studi hanno
condotto – per quanto attiene allo spettacolo dal vivo - all’elaborazione di strumenti
didattico-informativi, quali:
- analisi dei fabbisogni formativi, individuazione delle competenze degli operatori pubblici dello spettacolo dal vivo, con specifico riferimento al comparto teatrale;
- definizione, progettazione ed elaborazione di un percorso didattico modulare;
- un vademecum sulle attività di fund raising (accesso a risorse economiche pubbliche
e private) nel settore dello spettacolo dal vivo;
- un dossier di approfondimento sul quadro normativo e legislativi dello spettacolo dal
217
FORMEZ – Centro Formazione Studi
vivo in Italia, alla luce delle recenti iniziative di riforma;
- una guida di benchmarking nazionale ed internazionale (analisi delle buone prassi)
delle politiche di marketing (strategie di promozione delle attività del settore) nello
spettacolo dal vivo.
Parallelamente, per quanto riguarda il settore audiovisivo, è stata prodotta una documentazione contenente:
- una ricerca-azione relativa ai fabbisogni formativi ed individuazione delle competenze degli operatori pubblici del cinema;
- un syllabus dei contenuti di un percorso di formazione/informazione sulle caratteristiche del settore cinematografico;
- la predisposizione di materiale informativo sui temi da diffondere nei seminari su
temi riguardanti il comparto cinematografico;
- un dossier tematico di analisi del quadro normativo e legislativo del cinema in Italia,
alla luce delle recenti iniziative di riforma;
- un vademecum sul sostegno europeo al settore cinematografico che affronta e illustra tanto i meccanismi comunitari di sostegno alla cinematografia quanto le strategie di sostegno alle attività cinematografica nei maggiori paesi della Uninione
Europea.
Le attività di ricerca hanno condotto, infine, alla realizzazione di due strumenti di diffusione complementari all’intervento formativo:
- un dossier tematico “Misure di sostegno pubblico nazionale al settore cinematografico” di analisi del quadro normativo e legislativi del cinema in Italia, alla luce delle recenti iniziative di riforma;
- un vademecum sul sostegno europeo al settore cinematografico “le Politiche europee
dell’audiovisivo - linee di pensiero, direttive, attività dell’UE” che affronta e illustra
tanto i meccanismi comunitari di sostegno alla cinematografia quanto le strategie di
sostegno alle attività cinematografica nei maggiori paesi della Unione Europea.
Nel 2005, a partire dai risultati delle attività di ricerca-azione sui fabbisogni del settore
dello spettacolo dal vivo in Italia e sui fabbisogni degli Enti Locali in materia di promozione di eventi, iniziative e servizi in campo cinematografico, si è proceduto alla definizione del programma integrato di interventi per gli operatori pubblici dello spettacolo
dal vivo e del cinema.
In particolare sono state studiate le modalità con cui diffondere i risultati delle ricerche e con cui realizzare l’attività di formazione e informazione continua sui settori e
sulle aree tematiche sulle quali nel corso delle indagini erano emerse le carenze formative più rilevanti.
Si è quindi proceduto ad una definizione più puntuale del Ciclo di seminari “La Pubblica
Amministrazione al servizio dello Spettacolo”. Il ciclo di seminari è stato ideato come
uno strumento per elevare i livelli di conoscenza e performance del personale della PA
impegnato nel campo dello spettacolo dal vivo e del cinema, tramite l’acquisizione e
l’utilizzo di competenze innovative, e come un mezzo per favorire e aumentare gli
scambi tra gli operatori privati e gli operatori pubblici. I destinatari principali del ciclo di
seminari sono stati individuati in dirigenti, quadri, funzionari, impiegati nei vari livelli
e consulenti della PA, intesa in senso ampio come Regioni, Province, Comuni, organismi
con forte partecipazione di soggetti pubblici territoriali (Aziende speciali, Fondazioni,
Istituzioni, S.p.a., Associazioni, ecc.).
Linea di attività 2: Audiovisivo e comunicazione
Nell’ambito della linea 2 “Audiovisivo e comunicazione”, il Formez ha realizzato un programma di formazione sulle metodologie e tecniche audiovisive rivolto ai dirigenti e
funzionari pubblici con l’obiettivo di fornire un sistema di competenze diretto ad integrare l’insieme delle metodologie e tecniche audiovisive con conoscenze relative alle
tecniche economico-gestionali proprie delle produzioni cinematografiche e televisive.
Le attività sono state erogate utilizzando un sistema di formazione a distanza, al fine
di aumentare il numero dei destinatari ed accrescere il livello di interazione e di scam-
218
FORMEZ – Centro Formazione Studi
bio di informazioni e di esperienze.
Nel corso del 2004 sono state realizzate le attività di ricerca propedeutiche, in collaborazione con una agenzia specializzata (MAGICA), consistite in:
- somministrazione di questionario di rilevazione ad un campione rappresentativo di
amministratori locali;
- completamento ricerca-azione e conseguente dossier tematico concernente la rilevazione dei fabbisogni formativi e predisposizione delle metodologie idonee per la
creazione e aggiornamento di competenze nella pubblica amministrazione di carattere economico e gestionale delle iniziative di produzione nel settore audiovisivo;
- raccolta di casi studio e best practice a livello nazionale ed europeo;
- elaborazione e sperimentazione dei contenuti di un percorso di formazione/informazione on-line sulle metodologie e tecniche audiovisive rivolto ai dirigenti ed ai funzionari pubblici con l’obiettivo di fornire un sistema di competenze diretto ad
integrare l’insieme delle metodologie audiovisive con conoscenze relative alle tecniche economico-gestionali proprie delle produzioni cinematografiche e televisive nell’ambito della prima annualità del progetto;
- realizzazione di un “Vademecum sulla produzione audiovisiva”, di facile e pronta consultazione per i Dirigenti ed i Funzionari della Pubblica Amministrazione”.
Nel 2005, a fronte dei principali risultati e delle questioni chiave emerse nel corso di tali
attività, si è proceduto alla definizione puntuale dei contenuti del percorso di formazione/informazione sulla gestione dei progetti di comunicazione on-line rivolto ai dirigenti ed ai funzionari pubblici sulle metodologie e tecniche audiovisive integrate con le
tecniche economico-gestionali, proprie delle produzioni cinematografiche e televisive.
Nel 2006 si è provveduto all’erogazione del corso a distanza “Gestione dei progetti audiovisivi di comunicazione” articolato in 8 moduli,
La prima erogazione dei corsi è stata realizzata nel periodo marzo-giugno 2006; dato il
successo della prima edizione dei corsi, è stata erogata nei mesi successivi una ulteriore
edizione dei corsi agli utenti ulteriori che ne hanno fatto richiesta, fino alla conclusione
del Progetto.
Linea di attività 3: Marketing culturale
La terza linea “Marketing culturale” è stata rivolta alle amministrazioni locali per migliorarne le conoscenze tramite l’identificazione dei fabbisogni e delle potenzialità del
territorio, con particolare riferimento ai siti e ai beni artistici e culturali meritevoli di
una visibilità adeguata al loro valore.
Nel 2004 è stata portata a termine l’attività di rilevazione dei fabbisogni formativi delle
pubbliche amministrazioni a livello di assessorati regionali articolata secondo le seguenti fasi di lavoro:
1. raccolta materiali e progettazione di un questionario di rilevazione
2. invio e somministrazione del questionario presso gli Assessorati regionali
3. feed-back rilevazione, raccolta ed elaborazione dei dati
4. analisi delle principali carenze formative registrate nelle varie strutture ed individuazione di settori ed aree professionali di particolare interesse per gli operatori
del settore
Il gruppo di lavoro, sul piano della produzione documentale, ha messo a punto una serie
di strumenti divulgativi, veicolati anche attraverso il sito di progetto, in relazione a tematiche di particolare interesse: scenario dei beni culturali in Italia e il patrimonio Unesco; legislazione italiana in materia di beni culturali; ruolo del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e politiche di valorizzazione; guida al Codice dei Beni culturali e del
Paesaggio (Codice Urbani); schede informative sui distretti culturali, turismo culturale
relativi alla gestione dei beni culturali sul territorio; casi studio e best practice a livello
nazionale ed internazionale; attori, esperienze nel settore della promozione e valoriz-
219
FORMEZ – Centro Formazione Studi
zazione dei beni culturali.
I dati e le indicazioni emerse hanno costituito la base di partenza per la progettazione
e realizzazione di workshop formativi volti a sviluppare e migliorare le competenze del
personale delle amministrazioni locali, favorendo la valorizzazione e la promozione dei
beni culturali ed artistici presenti sul territorio. Nella scelta delle aree nelle quali attivare
gli interventi sono stati presi in considerazione siti di particolare interesse sotto un duplice punto di vista: come casi studio in grado di rappresentare best practice da replicare
in altre zone del Paese; come aree in cui esistono potenzialità di sviluppo legate alla valorizzazione del territorio dal punto di vista turistico-culturale.
Nel corso del 2005 si è proceduto alla progettazione, all’organizzazione e alla promozione di due workshop formativi volti a sviluppare e migliorare le competenze del personale delle amministrazioni locali, favorendo la valorizzazione e la promozione dei
beni culturali ed artistici presenti sul territorio. I workshop sono stati concepiti come
un’utile occasione di disseminazione, informazione ed affiancamento alle Amministrazioni nella redazione di programmi di intervento ed azioni di sostegno con riferimento: alla creazione o alla migliore gestione di progetti integrati sul territorio; alle
tecniche di pianificazione strategica; ai sistemi turistici locali: piani settoriali, paesaggistici, territoriali e naturali; strategie e politiche di marketing culturale e comunicazione territoriale
Il primo dei due workshop, dal titolo “La valorizzazione integrata delle risorse sul territorio”, è stato realizzato il 14 e 15 ottobre a Campiglia Marittima (Livorno) in collaborazione con la Società Parchi Val di Cornia. Il workshop ha delineato il quadro
istituzionale e legislativo attinente i beni culturali analizzando le caratteristiche, gli
obiettivi e le fasi di progettazione e implementazione delle strategie di valorizzazione
integrata sul territorio.
II secondo workshop, organizzato in collaborazione con il Centro Europeo Universitario
per i Beni Culturali di Ravello, si è svolto il 7 e 8 novembre a Ravello (SA). L’incontro, dal
titolo “Promozione e marketing culturale”, si è focalizzato sui temi della definizione e
gestione di progetti di investimento per la valorizzazione dei siti e beni culturali. Per
tale motivo sono stati presentati diversi casi di successo in tale campo.
Nel 2006, a completamento delle attività già svolte, è stato organizzato un terzo workshop dal titolo “La valorizzazione culturale dei territori: laboratorio di esperienze e
pratiche” che si è svolto il 6 aprile 2006 presso il Castello Baronale di Collalto Sabino
(Rieti) ed è stato organizzato dal Formez in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rieti. Obiettivo della giornata di lavoro è stato avviare,
ove necessario, e rafforzare la costituzione di sistemi di relazioni e collaborazione interistituzionale tra i soggetti locali e con enti esterni alla Valle del Turano.
220
ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI
L’Istituto Italiano dei Castelli è un’organizzazione culturale
(ONLUS), nata nel 1964 su iniziativa di Pietro Gazzola ed eretta
in Ente Morale, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, nel
1991.
L’organizzazione sul territorio si articola in Sezioni regionali, cui
fanno capo Delegazioni provinciali. Sezioni e Delegazioni, autonome nell’attività nel loro ambito, rispondono nelle linee generali ad un Consiglio Direttivo nazionale, mentre l’attività di
studio e di ricerca è coordinata da un apposito Consiglio Scientifico.
Gli scopi dell’Istituto sono la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione dell’architettura fortificata. Esso si occupa, infatti di
tutte quelle architetture –torri, castelli, caseforti, città e borghi fortificati, rocche, forti, bastioni, conventi fortificati, mura e così vianate per esigenze difensive.
Queste architetture sono esposte ad un grande pericolo, perché tutte hanno perso la loro originaria funzione.
Infatti una chiesa o un palazzo, pur se antichi, possono essere
utilizzati ancora oggi, dopo accurati restauri, per gli stessi scopi
per cui sono nati. Ma un edificio nato cinque o seicento anni fa
con funzioni militari non può essere utilizzato oggi per fare la
guerra o per difendersi da eventuali nemici. Pertanto, se lo si
vuole mantenere in vita in virtù del suo valore storico e artistico, bisogna trovargli un’altra, diversa funzione: naturalmente
una funzione compatibile con le strutture e la vocazione del
monumento e tale da garantire la reimmissione dell’edificio
nella vita attuale.
Tale edificio va, quindi, “rivitalizzato”, ma non stravolto.
ATTIVITÀ
L’Istituto Italiano dei Castelli svolge la sua attività essenzialmente su quattro fronti:
Lo studio storico, archeologico e artistico dei castelli e dei monumenti fortificati
Questa attività comporta una serie di operazioni, necessarie per
la conoscenza del patrimonio di architettura fortificata italiano,
che vanno dall’inventario e dal censimento del patrimonio
stesso all’escussione delle fonti storiche e delle ricerche archeologiche.
La loro salvaguardia e conservazione
L’Istituto opera infatti sia per la tutela in senso stretto delle architetture fortificate attraverso lo studio e la formulazione di
appositi strumenti giuridici, sia per dar vita ad un quadro culturale, sociale e legislativo che favorisca tale conservazione.
L’inserimento delle architetture fortificate nel ciclo attivo della
vita moderna
Ottenere tale inserimento è il fine ultimo per cui opera l’Istituto. Si tratta infatti di mettere a disposizione della comunità i
beni culturali – in questo caso l’architettura fortificata –
tramandataci dai nostri padri, consentendone una fruizione il
221
Istituto Italiano dei Castelli
più possibile ampia, diffusa e rispettosa. Essa comporta molteplici attività, fra le quali,
le più importanti in assoluto: l’attenzione a che l’opera di restauro sia effettuata secondo
la teoria scientifica più aggiornata e il reperimento dei mezzi necessari all’attuazione dei
programmi di riuso e rivitalizzazione.
La sensibilizzazione scientifica e turistica dell’opinione pubblica
Si tratta di un’operazione fondamentale, attraverso la quale l’Istituto svolge un’intensa azione sociale con attività di divulgazione storico-scientifica allo scopo di diffondere in strati sempre più larghi della popolazione (e coinvolgendo gli enti
pubblici) la conoscenza, l’apprezzamento e la volontà di tutela delle architetture fortificate.
LE INIZIATIVE DI MAGGIORE PRESTIGIO DELL’ISTITUTO SONO:
Le targhe di segnalazione
L’Istituto assegna particolari targhe di segnalazione alle opere di architettura fortificata
restaurate e valorizzate in modi che l’Istituto, attraverso i suoi organi scientifici, considera degni di elogio e di imitazione.
Le visite di studio
L’Istituto e le sue Sezioni organizzano ogni anno numerose visite di studio alla scoperta
delle principali o più significative opere di architettura fortificata in Italia e all’estero
nonché delle dimore fortificate tuttora abitate. Ogni visita è guidata da esperti di valore
sull’argomento specifico, quando non dai proprietari delle stesse architetture.
Le manifestazioni
Sia l’Istituto nel suo complesso, sia le varie Sezioni organizzano numerose manifestazioni
volte alla conoscenza e alla valorizzazione dell’architettura fortificata: congressi, tavole rotonde, seminari, conferenze, corsi di architettura castellana e corsi di aggiornamento su argomenti attinenti.
Il premio per tesi di laurea
Ogni anno l’Istituto bandisce un premio per tesi di laurea sull’architettura fortificata,
con cospicua dotazione in denaro, cui possono partecipare tutti i laureati delle università italiane che abbiano sostenuto l’esame di laurea nell’anno accademico precedente.
Pubblicazione dell’Atlante Castellano d’Italia
Uno degli obiettivi dell’Istituto Italiano dei Castelli è appunto la realizzazione dell’Atlante Castellano d’Italia, una pubblicazione di estrema importanza, che è partita da
una metodica e capillare operazione di censimento dell’architettura fortificata del territorio nazionale.
Il Consiglio Scientifico ha messo a punto un’apposita scheda di rilevamento, studiando
una metodologia che garantisse omogeneità di risultati. Dopo un primo lavoro di censimento che individuasse per ogni Comune del territorio italiano l’esistenza o meno di
strutture fortificate, e la loro ubicazione, si è passati alla metodica compilazione della
scheda di censimento, completa di mappe, indicazioni catastali e di proprietà, storia e
bibliografia essenziale dell’opera, fotografie, stato delle strutture e dell’apparato artistico interno ed esterno.
Tutto ciò è stato affidato alle varie Sezioni regionali in cui l’Istituto è organizzato. Ogni
Sezione ha provveduto a procurarsi i fondi necessari al censimento, a reclutare i rilevatori cui affidare il censimento degli edifici, provincia per provincia.
A tutt’oggi, è stato censito circa il 70% del territorio italiano e si conosce un discreto panorama del resto. Da queste ricognizioni si può affermare con ragionevole certezza, che
le opere fortificate presenti in Italia sono più di 20.000, il più grande patrimonio dopo
quello dell’architettura sacra; di oltre 10.000 fortificazioni si conoscono i nomi e le ubi-
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Istituto Italiano dei Castelli
cazioni, di circa 8.000 si conoscono situazione, caratteristica e consistenza.
Questi dati vengono, di volta in volta elaborati per trarne indicazioni utili alla programmazione del territorio e alla salvaguardia degli edifici stessi. Ogni scheda castellana viene infatti “riassunta” in un’apposita simbologia che costituisce un profilo grafico,
secondo parametri standardizzati, dell’opera. Gli stessi dati vengono immessi in un archivio elettronico che ne consente l’elaborazione statistica e la rapida consultazione.
Su questa base si stanno impostando tre operazioni di largo respiro.
La prima è la creazione di un completo “Atlante delle architetture fortificate italiane”,
con tavole in scala 1:100.000, redatte con la simbologia scientifica studiata.
La seconda è l’elaborazione statistica dei dati, incrociando i parametri essenziali per il
restauro e vitalizzazione emersi dal censimento, in particolare lo stato di consistenza di
un edificio (quanta parte di esso è sopravvissuta) e lo stato di manutenzione (quanto
bene è tenuta questa parte). Si sarà così in grado di dare utili priorità di programmazione agli amministratori pubblici, indicando quali e quante sono le opere che necessitano di interventi più urgenti.
Infine, sulla base dei dati del censimento, combinati con i parametri di costo necessari
al restauro si sta studiando la possibilità di un archivio automatico dei costi di restauro
e riuso che possa dire, zona per zona, approssimativamente quanto denaro occorre investire per salvare il patrimonio di architettura fortificata, secondo quali priorità e con
quali possibilità d’uso.
La sezione Molise è presente sul territorio dal 2000 ed è stata l’ultima regione ad entrare nell’Istituto che, come si è detto, è nato nel 1964.
Il Consiglio Direttivo, eletto fin dal primo anno di vita della Sezione è rimasto abbastanza invariato nel tempo.
Attualmente il Consiglio è composto dai seguenti membri:
Presidente Onorina Perrella Cavaliere
Consigliere Franco Valente (Vicepresidente)
Consigliere Isabella Astorri (Segretaria)
Consigliere Antonietta Caruso (Delegata della zona costiera)
Consigliere Gabriella Di Rocco (Addetto stampa)
Consigliere Ivana Cima (Resp. rapporti con le istituzioni)
Consigliere Giorgio De Franciscis (Tesoriere)
Gli architetti Luigi Marino e Franco Valente, nostri soci sin dai primi anni, sono membri
del Consiglio Scientifico Nazionale.
In Molise
Cosa fa la sezione Molise
Siamo arrivati al nono anno della nostra presenza sul territorio e quelli trascorsi sono
stati anni di intenso lavoro di promozione culturale legata alla storia e all’architettura
delle strutture fortificate del Molise. Non solo si sono visitati castelli, ma sono state
approfondite le conoscenze storiche relative al Medioevo e alle principali famiglie
feudali presenti nella nostra regione, perseguendo, in tal modo, i fini che l’Istituto
Italiano dei Castelli si prefigge.
Sono stati organizzati convegni, visite guidate in regione e fuori regione, sono stati
presentati al pubblico giovani laureati in architettura con tesi di laurea su strutture
fortificate. Frequenti gli incontri con i bambini e gli insegnanti delle scuole elementari e medie per l’approfondimento della storia medievale e per lo studio delle strutture fortificate. Va, inoltre, ricordato che la sezione Molise è una delle prime regioni
che, ha portato a termine la ricerca per l’Atlante castellano del Molise con la catalogazione di oltre cento tra castelli, torri e borghi fortificati presenti sul territorio. La
pubblicazione dell’Atlante è prevista per il prossimo anno.
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Istituto Italiano dei Castelli
PROGRAMMAZIONE DEGLI ANNI 2007- 2008
Le manifestazioni organizzate dalla sezione Molise dell’Istituto Italiano dei Castelli
sono state imperniate sulla conoscenza sempre più approfondita della storia molisana e delle strutture castellane presenti sul nostro territorio.
Le attività culturali dell’anno 2007 sono iniziate il 19 aprile con la realizzazione di un
incontro di studio rivolto non solo ai soci, ma anche agli appassionati e ai cultori di
storia con: “Pomeriggio con…i castelli”. La manifestazione si è tenuta a Campobasso,
nella Sala conferenze del Comitato Regionale CONI. In quella occasione la prof.ssa
Lucia Serafini dell’Università di Chieti-Pescara, facoltà di Architettura, ha intrattenuto il folto e competente pubblico su “La metodologia della ricerca nel restauro architettonico” mentre Giovanna Greco, laureanda in architettura presso la stessa
facoltà, ha relazionato in maniera brillante sul tema “Il castrum di Pesche attraverso
le immagini e la documentazione cassinese”. Il
prof. Luigi Marino, ordinario di restauro presso la
facoltà di Architettura di Firenze, ha concluso il
pomeriggio con un interessante intervento su “Il
restauro dell’edilizia fortificata. Alcune riflessioni”
I soci hanno trascorso un piacevole pomeriggio
sabato 24 aprile a Lucito, nel Palazzo de Rubertis-Perrotti, ospiti della signora Angela Caròla
Perrotti, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Sociale della Sezione. La manifestazione
comprendeva l’assegnazione della targa di benemerenza “Una vita per la cultura” al prof. Renato Lalli, uno studioso che si è distinto per la
passione e l’impegno nella ricerca e nella divulgazione della storia molisana. A seguire l’arch. Franco Valente e lo stesso prof. Renato Lalli hanno tenuto una conversazione su “La famiglia feudale dei Caldora”. La serata si è conclusa con un gradevole
concerto di mandolino e l’esecuzione di canti napoletani eseguiti dal Trio “Bentornato Mandolino” diretto dal maestro Parascandolo.
Nei giorni 29-30 aprile e 1° maggio, 47 soci dell’Istituto Italiano dei Castelli, sezione
Puglia, hanno soggiornato nel Molise visitando le maggiori emergenze archeologiche e castellane della nostra regione, accompagnati e guidati dall’arch. Franco Valente e dal prof. Natalino Paone.
Nel mese di maggio si è effettuata una visita di studio in Emilia Romagna, dove i soci
della sezione Molise, oltre ad ammirare monumenti di grande importanza storica ed
architettonica, hanno avuto un’accoglienza davvero straordinaria da parte dei soci
della regione visitata.
Nei giorni 8 e 30 giugno il Consiglio Direttivo della sezione Molise si è riunito nei locali del Comitato Regionale CONI, per procedere all’esame ed alla selezione dei lavori elaborati da diverse scuole molisane per il Concorso Nazionale “Il
castello…diventa”. I lavori prescelti sono stati inviati a Milano per concorrere all’attribuzione dei premi nazionali. Il Consiglio di sezione ha stabilito, comunque, di assegnare un riconoscimento regionale a quelle scuole che hanno presentato i migliori
elaborati.
In occasione delle Giornate Nazionali dei Castelli (22- 29- 30 settembre), la sezione
Molise ha organizzato le seguenti manifestazioni:
Il 22 settembre, a Bojano, nelle sale del Palazzo Colagrosso, si è tenuto un incontro
di studio su “Sistemi insediativi e fortificazioni nell’Alta Valle del Biferno”. Sono intervenuti il giovane archeologo Daniele Muccilli, che si è soffermato su “Bovianum tra
il periodo sannita e la crisi della romanità”, e la neolaureata, arch. Mariapia Carlone,
che ha sviluppato l’interessante tema: “Tra le fortificazioni del Molise, il castello di
Civita di Bojano”. A seguire sono stati presentati i pannelli della tesi di laurea sul castello di Civita che la dott.ssa Carlone aveva discusso nel mese di luglio alla facoltà
di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara. Un numeroso pubblico ha seguito
con particolare attenzione le due relazioni ed ha visitato la mostra che è stata allestita sempre nei locali di Palazzo Colagrosso.
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Istituto Italiano dei Castelli
Il 29 settembre, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, e per le Giornate del Patrimonio, all’Archivio di Stato di Campobasso,
la dott.ssa Gabriella Di Rocco ha intrattenuto
un folto uditorio parlando de “La famiglia feudale dei Monforte”. La relazione, ampia ed articolata in maniera eccellente, è stata seguita
con grande interesse da tutti i presenti che hanno apprezzato l’argomento non da
tutti conosciuto nelle sue varie sfaccettature.
Il 30 settembre la sezione ha organizzato la visita guidata del castello di Pescolanciano, richiamando numerosi soci e un folto pubblico di
appassionati i quali, tra l’altro, hanno avuto l’opportunità
di visitare, nelle due giornate suddette, i castelli di Campobasso, Castropignano, Civitacampomarano, Gambatesa, Torella del Sannio, Termoli, Venafro e la torre di
Riccia, grazie alla collaborazione della Soprintendenza ai
Beni Culturali e dei Comuni interessati.
Il 7 ottobre, la sezione Molise ha accolto l’invito dell’Assessorato alla cultura del Comune di Campobasso per la
giornata del trekking urbano “Scalando le mura” che
aveva come tema “La città nascosta”. Anche in questa circostanza la dott.ssa Gabriella Di Rocco ha messo a disposizione di quanti hanno seguito la manifestazione la
sua competenza storica, accompagnandoli nel giro programmato per la mattinata.
Il 30 ottobre il Presidente nazionale arch. Flavio Conti, da
Milano ha comunicato alla sezione Molise che la Scuola
Media “Colozza” di Campobasso aveva vinto il 1° premio
al Concorso Nazionale “Il castello… diventa”, indetto dall’Istituto Italiano dei Castelli.
Il 1° dicembre si è concluso l’Anno Sociale della sezione Molise con l’Assemblea dei
soci, durante la quale si è concordato di assegnare agli allievi della Scuola Media Colozza di Campobasso, vincitori del Concorso Nazionale, una medaglia ricordo e di consegnare alla Scuola una targa di benemerenza. Subito dopo la dott.ssa Gabriella Di
Rocco e l’arch. Franco Valente hanno intrattenuto i numerosi soci intervenuti alla serata parlando di “Cinte fortificate, rocche e castelli del Molise poco conosciuti”. L’argomento, molto interessante, è stato apprezzato da tutti i presenti.
Le attività culturali dell’anno sociale 2008 sono iniziate il 20 febbraio con la consegna, da parte dei membri del Direttivo della sezione Molise, delle medaglie ricordo
agli allievi della classe III G della Scuola Media “Colozza” di Campobasso, alla presenza del Dirigente scolastico Nicolino Iacobacci e degli insegnanti che hanno curato
il progetto. A conclusione dell’incontro, la presidente ha assegnato una targa di benemerenza al Dirigente Scolastico il quale ha espresso la sua soddisfazione per l’iniziativa dell’Istituto che, con il concorso “Il castello…diventa”, ha saputo coinvolgere le
scuole molisane spingendo gli allievi a cimentarsi su un argomento tanto importante, contribuendo, in tal modo, alla loro crescita culturale ed umana, e alla maggiore conoscenza del territorio regionale.
Sabato 20 aprile, a Firenze, c’è stata la cerimonia di premiazione ufficiale della classe
III G, in occasione dell’Assemblea Nazionale dei presidenti delle Sezioni dell’Istituto
e dei componenti del Consiglio Scientifico. In quella circostanza il Presidente nazionale, ha consegnato al Dirigente Scolastico Nicolino Iacobacci l’assegno di Mille Euro,
somma da destinare alle esigenze della scuola e degli allievi della III G.
Il 17 maggio, a Portocannone, per l’inaugurazione dell’Anno Sociale, i soci della sezione Molise sono stati ospiti della famiglia Tanasso nella loro antica dimora risalente alla prima metà del ‘700. La nostra socia Ester Tanasso ha guidato gli ospiti
attraverso le numerose stanze ricche di incantevoli affreschi, pregevoli mobili ed arredi d’epoca. La padrona di casa ha incantato tutti, illustrando anche i più remoti an-
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Istituto Italiano dei Castelli
goli del Palazzo e narrando episodi di vita della sua famiglia intrecciati con avvenimenti della storia della nostra regione.
Nel corso del pomeriggio è stata assegnata la targa d’argento di benemerenza “Una
vita per la cultura” alla dott.ssa Angela Caròla Perrotti, studiosa di fama internazionale, esperta di ceramiche e porcellane antiche, che ha tenuto una relazione su “Le
porcellane delle fabbriche dei Borbone di Napoli”. La relazione è stata resa ancora
più interessante grazie alla proiezione di splendide diapositive.
Altro momento particolarmente intenso della serata è stato il concerto della cantante
Silvana Licursi. L’artista, accompagnata da un violinista e un chitarrista, si è esibita in
uno splendido repertorio di canzoni antiche napoletane e melodie albanesi evocatrici
dell’antica storia di Portocannone, sede delle prime migrazioni albanesi del 1400.
Per le Giornate Nazionali dei Castelli, Sabato 24 maggio, in mattinata, nella scuola
media “Colozza” di Campobasso, è stata inaugurata la mostra dei lavori degli alunni
della III G vincitori del concorso nazionale “Il castello…diventa”. Nel pomeriggio, nella
Sala Convegni di Torella del Sannio, la dott.ssa Sabrina Izzi ha illustrato la figura di
Elena Ciamarra, pittrice e musicista molisana de XX secolo. La relazione, corredata
dalla proiezione di pregevoli diapositive, ha affascinato la numerosa platea ed ha
consentito la conoscenza di uno straordinario personaggio noto agli intenditori di
pittura più nel resto d’Italia e in Europa che nella nostra regione.
E’ seguito l’intervento dell’arch. Franco Valente che ha parlato della storia del castello
di Torella e successivamente ha guidato i presenti nella visita dell’antica dimora dove
è stato possibile, tra l’altro, ammirare la copiosa produzione di quadri dipinti da Elena
Ciamarra, vissuta nel castello per quasi tutta la sua vita. La visita è risultata particolarmente suggestiva poiché tutto è rimasto intatto nelle
camere come se la padrona di casa fosse uscita per una
breve passeggiata e stesse per rientrare da un momento
all’altro.
Nelle giornate del 24 e 25, inoltre, sono stati aperti al pubblico per le visite guidate i castelli di Campobasso, Castropignano, Cerro al Volturno, Civitacampomarano,
Gambatesa, Pescolanciano,Torella del Sannio,Termoli, Venafro ed, infine, la torre di Riccia.
Dal 4 all’8 giugno una delegazione di 40 soci della sezione
Lombardia dell’Istituto Italiano dei Castelli ha visitato le
più importanti emergenze archeologiche e numerosi castelli della nostra regione, rimanendo conquistati dalla calorosa accoglienza, dalla competenza e dalla disponibilità
delle persone che li hanno accompagnati (l’arch. Franco
Valente, il prof. Natalino Paone, l’archeologa Gabriella Di
Rocco e la dott. ssa Marialetizia Campopiano).
Domenica 22 giugno è stata organizzata una piacevole visita, con la guida dall’arch. Francesco Manfredi Selvaggi,
al borgo fortificato di Vastogirardi, alla Riserva MAB di Montedimezzo ed al Giardino
di Flora Appenninica di Capracotta.
Dal 5 al 7 settembre trenta soci della sezione Molise hanno effettuato una visita di
studio particolarmente interessante in Puglia dove è stato possibile ammirare numerosi castelli, e apprezzare le caratteristiche delle masserie e dei conventi fortificati presenti in quella regione. Queste visite risultano essere una delle attività più
riuscite della nostra programmazione poiché consentono a tutti noi di approfondire
la conoscenza delle strutture fortificate presenti in Italia.
Nel mese di ottobre, la professoressa Onorina Perrella, insieme con la dott.ssa Gabriella Di Rocco, ha accompagnato quattro classi delle quinte elementari di Via Kennedy di Campobasso nella visita del Castello Monforte e nel centro storico della città.
Il 22 ottobre è stato realizzato un incontro di studio a Limosano dove l’architetto Marcella del Gobbo, che ha discusso una tesi di laurea su Limosano, e il dott. Francesco
Bozza hanno trattato l’interessante argomento “Il borgo fortificato di Limosano fra
storia e sviluppo”.
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Istituto Italiano dei Castelli
L’anno sociale si è chiuso sabato 6 dicembre nella struttura agrituristica “La piana
dei mulini” dove è stato presentato il volume “Natale di terra” dell’Arch. Antonietta
Caruso; subito dopo la signora Tiziana Tamasi ha offerto un delizioso concerto d’arpa
ai soci presenti.
- Programma preventivato per l’anno sociale 2009 Sabato 18 aprile 2009 - Cerro al Volturno – Castello Pandone
Inaugurazione dell’Anno Sociale con assegnazione della targa “Una vita per la cultura”. Al senatore, prof. Luigi Biscardi che si è distinto nell’ambito della ricerca e della
divulgazione della storia meridionale e del Molise in particolare.
Presentazione della famiglia feudale dei Pandone e visita guidata del castello a cura
dell’arch. Franco Valente.
Spese da sostenere: spese postali più acquisto di due targhe d’argento 230,00 €.
Finanziamento a cura dei soci della Sezione Molise.
Da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio 2009
Viaggio di studio dei soci della sezione Molise nella Lombardia orientale.
Giornate Nazionali dei Castelli
Sabato 30 maggio - Campobasso - Scuola Media “Igino Petrone”
In mattinata: Mostra itinerante de “ I cento castelli più belli d’Italia”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Pescolanciano.
Spese da sostenere: Inviti e locandine 250,00 €.
Finanziamento a cura dei soci della sezione Molise.
Nel pomeriggio – Bojano, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale:
Rappresentazione teatrale del dramma di Ornella Mariani “Giuditta di Molise”.
Spese da sostenere: Rimborso spese e pagamento cachet per gli attori.
Finanziamento: Assessorato alla Cultura della Regione Molise 2.500 €; Sezione
Molise 500,00 €; Ricerca di altri finanziamenti.
Sabato 30 e domenica 31: Apertura al pubblico di numerosi castelli per le visite guidate, in collaborazione con i comuni interessati e il Ministero dei Beni Culturali.
Giovedì 27 agosto 2009 – Castello di Pescolanciano
Conferenza sulle ceramiche dei d’Alessandro, con la partecipazione del critico d’arte
Angela Caròla Perrotti.
Finanziamento delle spese postali a cura dei soci della Sezione Molise.
Inizi settembre 2009
Pesche: Presentazione delle tavole della Tesi di Laurea di Giovanna Greco sul Castello
recinto di Pesche e visita del Centro Storico.
Spese postali per gli inviti 150,00 €
Finanziamento delle spese postali a cura della Sezione Molise.
Giornate Europee del Patrimonio
Sabato 26 settembre - Campobasso – Archivio di Stato
In collaborazione con l’Archivio di Stato di Campobasso:
Mostra della “Cartografia storica relativa ai castelli del Molise “e presentazione del
catalogo.
Spese da sostenere 4.000,00 €
Finanziamento: 2.500,00 € Assessorato alla Cultura della Regione Molise;
1.000,00 € dalla Finmolise; 500,00 € dalla Sezione Molise.
Domenica 27 settembre: Rivivere la cucina medioevale nel castello di Civitacampomarano, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di
Campobasso.
Finanziamento a cura delle due Associazioni.
Castello di Civitacampomarano- Inizi di ottobre
In collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze:
Seminario sul problema della manutenzione e della prevenzione dei danni nelle
strutture fortificate.
Spese da sostenere: Rimborso spese per i relatori da quantificare.
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ITALIA NOSTRA
Italia Nostra è un’Associazione di promozione sociale, a livello
nazionale ha sede a Roma e si articola in sezioni ed in Consigli
Regionali sul territorio.
L’Associazione, costituita il 29 ottobre 1955 e riconosciuta con
Decreto del Presidente della Repubblica il 22 agosto 1958 n.1111,
ha lo scopo di concorrere alla tutela ed alla valorizzazione del
patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione. L’Associazione, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, non ha
scopo di lucro ed ha carattere di volontariato conformemente
alle disposizioni legislative statali e regionali concernenti la materia.
Per il conseguimento dei propri scopi l’Associazione si propone di:
- suscitare il più vivo interesse e promuovere azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale, dei
monumenti, dei centri storici e della qualità della vita;
- stimolare l’applicazione delle leggi di tutela e promuovere l’intervento dei poteri pubblici allo scopo di evitare le manomissioni del patrimonio storico, artistico ed ambientale del Paese
e di assicurarne il corretto uso e l’adeguata fruizione;
- stimolare l’adeguamento della legislazione vigente al principio fondamentale dell’art. 9 della Costituzione, alle convenzioni internazionali in materia di tutela dei patrimoni naturali
e storico-artistici ed in particolare alle Direttive dell’Unione
Europea;
- collaborare alle attività ed iniziative aventi gli stessi fini;
- sollecitare quanto opportuno per facilitare la manutenzione
dei beni culturali ed ambientali ed il loro pubblico godimento;
- promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio
storico, artistico e naturale del Paese mediante opportune iniziative di educazione ambientale nelle scuole,
- formazione ed aggiornamento professionale dei docenti nonché mediante attività di formazione ed educazione permanente nella società;
- promuovere idonee forme di partecipazione dei cittadini e dei
giovani in particolare alla tutela e valorizzazione dei beni culturali e del territorio;
- svolgere e promuovere iniziative editoriali relative alle attività
e agli scopi dell’Associazione;
- promuovere la formazione culturale dei Soci anche mediante
viaggi, visite, corsi e campi di studio;
- in generale, svolgere qualsiasi altra azione che possa rendersi
utile per il conseguimento degli scopi sociali.
ATTIVITA’
ITALIA NOSTRA riunisce tutti i cittadini, che, consapevoli delle
gravi minacce che sempre più drammaticamente incombono
sul patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, sono
animate da un comune intento: difendere il patrimonio culturale ed il paesaggio dalle continue ed incontrollate manomissioni ed aggressioni.
Da più di 50 anni Italia Nostra continua le sue battaglie mobi-
228
Italia Nostra
litando la coscienza pubblica alla rigorosa osservanza delle leggi di tutela sostenendo
lo Stato nell’azione di rispetto del Bene comune ma anche sollecitandolo alla piena attuazione dell’art.9 della Costituzione in base al quale “la Repubblica tutela il paesaggio
ed il patrimonio storico ed artistico della nazione”; interviene con progetti, indicazioni
e suggerimenti a livello nazionale e locale con l’intento sempre di orientare le scelte in
campo ambientale e dell’urbanistica alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio
culturale. Italia Nostra sin dal 1957 pubblica il “Bollettino”, concepito non solo come strumento d’informazione interna, ma anche come mezzo di comunicazione volto alla sensibilizzazione dei cittadini.
ITALIA NOSTRA promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale con iniziative di Educazione ambientale anche nelle scuole. Il Settore
Educazione-Formazione sin dal 1971 è impegnato a sensibilizzare le nuove generazioni
sull’importanza della tutela, collaborando a garantire generazioni future più attente e
disponibili all’azione in difesa dei Beni culturali ed ambientali.
Nel quadro di protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e dei Beni e le Attività
culturali, Italia Nostra interviene nel sistema scolastico e formativo attraverso progetti
didattici, concorrendo alla formazione dei docenti, degli adulti e dei professionisti, coordina progetti e campagne nazionali sostenendo le iniziative locali.
Italia Nostra opera su tutto il territorio nazionale con le numerose sezioni ( circa 200 )
presenti in tutto il Paese.
In Molise
Nel Molise operano due sezioni: a Campobasso e ad Isernia.
La sezione di Campobasso è stata istituita nel 1983, gli organi della sezione sono: l’Assemblea dei Soci,il Consiglio Direttivo (formato da 7 membri), il Presidente; attualmente il presidente è il Dott. Mario Iannantuono, la segretaria e delegata regionale
del Settore EF è la prof.ssa Maria Antonia Bove.
Tra le prime associazioni di tutela presenti sul territorio, la sezione di Campobasso ha
caratterizzato il proprio impegno per un duplice aspetto: la conoscenza e la tutela, rivolgendo la sua vigile azione al patrimonio culturale ed ambientale del territorio
nelle provincia di Campobasso, convinti che la comprensione del valore dei Beni che
il territorio possiede rappresenti la condizione essenziale per la loro tutela. Pur nelle
varie difficoltà, la sezione ha proseguito la sua azione mantenendo costanti due
obiettivi: rafforzare sia la presenza di Italia Nostra sul territorio sia il confronto con
le istituzioni nell’ottica principalmente della collaborazione ma anche dello scontro
sottolineando interventi intempestivi, inutili o poco idonei (ammodernamento della
SS 87 in cui la sezione è intervenuta decisamente nel dibattito ed ha presentato un
documento nel quale sono state esposte tutte le motivazioni per cui Italia Nostra si
opponeva alle modalità dell’intervento previste nel progetto suggerendo delle alternative).
La sezione di Italia Nostra di Isernia è stata costituita nel 1988.
POLITICHE TERRITORIALI ATTUATE
Da alcuni anni la sezione, unitamente ad altre associazioni, porta avanti il discorso
sull’eolico”selvaggio” impegnata a far ben comprendere che Italia Nostra non è contro le forme di energia alternative ma esprime con forza il proprio dissenso al proliferare di pale eoliche soprattutto in zone di particolare interesse in difesa del
paesaggio; la sezione è intervenuta con indicazioni e suggerimenti al piano energetico regionale, sottolineando il fatto che l’incremento della produzione di energia
non deve avvenire a danno dell’ambiente e del paesaggio.
La sezione ha dato il proprio contributo di idee per la stesura del POR-2007-2013 indicando punti d’intervento e suggerendo azioni per noi prioritarie; partecipa, come
componente, alle varie azioni del Comitato per l’istituzione del Parco del Matese,
229
Italia Nostra
nella convinzione che il parco può valorizzare al meglio tutte le risorse del territorio
interessato mirando ad uno sviluppo sostenibile senza arrecare danni irreversibili al
grande patrimonio di biodiversità presente; partecipa, inoltre, al PIT di Triveneto (CB)
dando il suo contributo sempre a tutela dell’ambiente.
La sezione, sempre attenta a valutare l’impatto degli interventi operati dalle amministrazioni locali, è più volte intervenuta con lettera scritta rivolta al Sindaco di CB ed
agli Assessori al Traffico e all’ambiente e mediante comunicato sulla stampa locale
per sottoporre la situazione in cui versa piazza della Vittoria, ridotta a mero parcheggio con conseguente uso improprio dello spazio, sollecitandoli ad eliminare la
sosta delle auto per arrivare, poi, alla sistemazione di tutta la piazza valorizzando il
monumento ai Caduti e dando adeguata dignità all’assetto urbanistico ottocentesco
della città; è intervenuta, anche, per mettere in evidenza la situazione di piazza Savoia e per sottoporre alla loro attenzione alcuni problemi relativi al traffico ed alla
pubblicità luminosa, sollecitando il ripristino dello stato iniziale; è intervenuta per
esprimere osservazioni sulla esecuzione dei lavori non del tutto idonei per la sopravvivenza del verde esistente durante la pavimentazione della piazza “C.Battisti”,
pur avendo dato indicazioni e suggerimenti al progetto, durante un incontro preliminare avuto, unitamente ad altre associazioni, con il progettista e l’Assessore interessato; come pure è intervenuta, unitamente al WWF, sulla sistemazione di piazza
“D’Ovidio”, prima per segnalare un eventuale danno che le piante presenti potevano
subire in conseguenza delle modalità d’intervento e,poi, dopo per far rilevare il danno
arrecato. Altro intervento effettuato dalla sezione è stato quello verso il Sindaco di
Campomarino (CB) per segnalare lo stato di abbandono della Pineta e della spiaggia,
sollecitandolo a prendere idonei provvedimenti al fine di riportare i due siti alla loro
naturale bellezza ed a vigilare costantemente durante la stagione estiva.
Mediante un comunicato, la sezione ha richiamato l’attenzione sullo stato di abbandono in cui versano gli scavi iniziati a S.Giuliano del Sannio per il ritrovamento di
resti di una casa romana ed è anche intervenuta con un comunicato sugli incendi
con suggerimenti ed indicazioni operative indirizzati alla Regione Molise per arginare il dilagare degli incendi durante l’estate.
PROGETTI REALIZZATI E CASE HISTORY
Nella convinzione che la componente”giovani” della società è
una risorsa importante per lo sviluppo futuro del territorio, la
sezione ha rivolto l’impegno specifico del Settore EducazioneFormazione ai giovani per esaminarne i comportamenti e stimolarli alla conoscenza attiva del patrimonio culturale,
coinvolgendoli direttamente a riflettere sul concetto di Bene
comune; mediante la compilazione di un questionario distribuito a tutte le scuole secondarie di 1° e 2° di Campobasso ha
analizzato il fenomeno dei “graffiti” e delle scritte di qualsiasi
genere di cui sono imbrattati i muri di
edifici, di chiese, di monumenti e di ogni
qualsivoglia superficie; a tal proposito è
stato pubblicato un volume dal titolo:
”Campobasso:città imbrattata”, in cui sono riportati i dati ricavati dall’indagine e una ricca documentazione fotografica; inoltre, è stato organizzato un convegno dal titolo: ”I giovani e
l’ambiente: un binomio ancora da sviluppare” per sensibilizzare
l’opinione pubblica a tale fenomeno ma soprattutto i giovani,
stimolandoli ad indirizzare tutte le loro energie in azioni significative e ad inserirsi in modo più costruttivo nella vita cittadina
ed invitando le istituzioni a coinvolgerli in modo responsabile
nella realizzazione di progetti. Il settore EF si è anche impegnato
per sensibilizzare i giovani sull’importanza ed il significato del
museo coinvolgendo gli alunni della scuola media di Baranello
230
Italia Nostra
(CB) in un progetto sulla conoscenza dei vari reperti custoditi
nel museo civico del loro paese, i cui elaborati sono stati, poi,
esposti in una mostra; inoltre, ha coinvolto gli alunni nella
formulazione di un itinerario turistico “Sulle tracce dei Sanniti” che è stato oggetto anche di pubblicazione. Nell’anno
scolastico in corso il Settore EF ha coinvolto alcune scuole superiori della provincia, le quali hanno aderito al concorso, bandito da Italia Nostra a livello nazionale, su “Paesaggi sensibili”,
i cui elaborati saranno presentati in sede locale in una manifestazione.
Grande importanza la sezione ha dato
sempre alla riscoperta di tradizioni e vecchi mestieri dando valore all’artigianato locale come risorsa da
valorizzare per non perdere la memoria delle proprie radici; a tal
proposito significativo è stato l’incontro organizzato su “I Funai
di Ripalimosani”.
La sezione è impegnata anche a promuovere la conoscenza del
patrimonio culturale e paesaggistico sia del Molise sia di altre
regioni mediante l’organizzazione di viaggi e visite guidate. A
tal proposito ha coinvolto i Soci e simpatizzanti in un itinerario
alla riscoperta del Romanico nel Molise , è stato visitato anche
il Castello di Civitacampomarano, facendo rilevare come l’intervento di tutela e di restauro di un Bene culturale può tradursi anche in una risorsa economica per la comunità. La visita
ad altri siti della Regione sono state delle vere lezioni, che hanno messo in luce spaccati di storia molisana. Anche i luoghi visitati in altre regioni hanno avuto lo scopo di
far conoscere il ricco patrimonio culturale italiano ma anche l’occasione per far riflettere sulla differenza fra un sito in abbandono ed un altro recuperato e valorizzato.
La sezione di Campobasso, proseguendo sempre sulla
base delle finalità proprie dell’Associazione ha promosso la stampa del volume di G.Mascia su: “Affreschi per
il Papa-Arte, fede e storia nel chiostro e nel Convento di
Toro”,il quale ,oltre a riportare le schede delle 19 lunette,
ricostruisce uno spaccato di storia locale.Italia Nostra,con
una breve introduzione al volume,ha sottolineato lo stato di degrado in cui versano gli affreschi settecenteschi
del chiostro di Toro, i quali hanno un valore storico, documentario ed ha auspicato un loro recupero sollecitando
Istituzioni ed Enti ad intervenire per tutelare tale patrimonio. La sezione è coinvolta anche nella tutela e valorizzazione delle minoranze linguistiche ed in un convegno a Montecilfone (CB) il dott. Spina,consigliere della sezione,ha relazionato sugli ecomusei mentre a Monteroduni (CB) al convegno nazionale, promosso dalla Regione su “Ecomuseo-un nuovo modello di sviluppo locale”, in cui il
dott.Spina è stato coinvolto attivamente nell’organizzazione, sono
intervenuti l’arch.Bottini,consigliere nazionale di Italia Nostra e l’arch.
Di Cerbo, presidente della sezione di Isernia, su“Paesaggi sensibili”,
campagna nazionale che Italia Nostra sta portando avanti.La sezione
ha,inoltre,aderito al progetto interregionale di Italia Nostra,che coinvolge anche altre realtà associative, su: “I Percorsi sotterranei adriatici-La rete dei luoghi nascosti”ed a tal proposito ha organizzato un
incontro-dibattito a Campobasso con interventi e videoproiezioni dei
referenti (sez. di Italia Nostra di Atri, Fermo, Pescara, Osimo, Foggia,
Isernia,CAI di Fermo,Archeoclub di Osimo,Proloco di Camerano,Ass.
Centro Storico di CB ). Il progetto, che ha lo scopo di coinvolgere le
città dell’Italia centrale per tutelare, recuperare e valorizzare il ricco patrimonio delle cavità artificiali presenti nei sottosuoli urbani cre-
231
Italia Nostra
ando una rete con reciproca finalità di promozione turistica
e culturale, risulta tra i primi 10 selezionati dal MiBAC per il
premio europeo del Paesaggio; a settembre 2008 si è conclusa, con un convegno a Sant’Arcangelo di Romagna, la prima fase del progetto che riguardava la conoscenza dei vari
ipogei. La sezione ha presentato alla Regione-Assessorato all’Ambiente una proposta di recupero, tutela e valorizzazione ambientale e paesaggistica dell’ambito fluviale dell’alta
Valle del Tammaro, il cui progetto già finanziato sarà attuato nel corso dell’anno.
IN SINTESI LE PROPOSTE PER IL 2009
Incontro-dibattito sull’urbanistica nell’ambito del progetto nazionale “Paesaggi sensibili” relativamente al paesaggio urbano con proposta di un concorso fotografico
pubblico e allestimento di una mostra. Incontri proposti dal Settore EF agli alunni
delle scuole superiori di 1° e 2° grado della provincia di CB sul danno ambientale provocato dagli incendi. Nell’ambito del festival dei “Misteri”, proposta di un concorso sul
tema “Il volo”, inteso come:
1) salto, volo tipico di uccelli, insetti ed altri animali ed elementi della natura;
2) slancio, ascesa, sogno, evoluzione, trasformazione che l’uomo è pronto ad affrontare per migliorare se stesso e l’ambiente.
Proposte di viaggi culturali in Molise e nelle regioni limitrofe.
Proposta ad altre sezioni di Italia Nostra di un itinerario di viaggio nel Molise.
232
Italia Nostra
ELENCO PROGETTI REALIZZATI
SEZIONE DI CAMPOBASSO
PROGETTO
COSTO
Incontro-dibattito “I Percorsi sotterranei
adriatici-La rete dei luoghi nascosti”
Progetto di recupero, tutela e valorizzazione dell’ambito fluviale dell’alta Valle
del Tammaro
Stampa volume: ”Affreschi per il
Papa-Arte, fede e storia nel chiostro
e nel Convento di Toro”
Totale
€ 950,00
FONTE FINANZIAMENTO
Contributo € 332,00
Assessorato alla Cultura CB
€ 60.000,00 Regione Molise
Contributi : Unicredit Banca
€ 7325,00 di Roma, Comune di Toro,
Regione, Curia, Prov.CB
€ 68.275,00
SEZIONE DI ISERNIA
PROGETTI
MOTIVO
Cammina molise 2007
cartografia,
individuazione
COSTO
€ 300,00
Volume sentieri della provincia
€0
Volume area naturale del torrente
Callora
€0
Volume falso pistacchio
€0
Cammina molise 2008
Percorsi ipogei dell'adriatico
Area naturale torrente Callora
Area del torrente Lorda
Area Vandra
Ricerca ambienti ipogei delle Mainarde nel versante molisano del
PNALM
Sentiero " Sulle orme di
Papa Celestino"
Sentiero da Colli al Santuario di
S Pasquale (CE)
Calendario manifestaz. 2007/8
Estate a Sant'Agapito
Manif. estive a Macchiagodena
2007/2008
Totale
cartografia, individuazione, manifesti
viaggi, mater.
Cartograf
mater.
Divulgativo
presentazione,
pieghevole, doc.
foto, cd rom,
manifesto
presentazione,
cartografia, doc
foto, cornici ecc
a totale carico
Ammin Prov: IS
a totale carico
Ammin Prov: IS
a totale carico
Ammin Prov: IS
0
€ 300,00
0
€ 250,00
250,00
€ 500,00
0
€ 400,00
0
cartografia,
individuazione,
€ 1.300,00
manifesti,
pieghevole
cartografia,
individuaz.
€ 200,00
pieghevole
segnatura
sentieri
cartografia e
pieghevoli
0
€ 400,00
volume e ricerca €49.000,00
pieghevoli
FONTE
FINANZIAMENTO
41.000,00
0
0
€ 100,00
0
€ 100,00
0
€ 100,00
0
€ 52.950,00
233
LEGAMBIENTE
Legambiente Molise Onlus è un’articolazione territoriale di Legambiente, un’associazione di cittadini riuniti in circoli. Ispirandosi
ai principi della solidarietà umana, opera: per la tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, delle risorse naturali, della salute collettiva, delle specie animali e vegetali, del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio; a
favore di stili di vita, di produzione e di consumo e per una formazione improntata all’ecosviluppo a tutela dei consumatori e
ad un equilibrato rapporto tra gli esseri umani, gli altri esseri viventi e la natura, in sintonia con lo statuto nazionale. La Legambiente, nata nel 1980, è oggi l’associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio: oltre 1000 gruppi locali, 20 comitati
regionali, più di 115.000 tra soci e sostenitori. La storia di Legambiente è legata a grandi valori condivisi e condivisibili, come
il desiderio di un mondo diverso, la scelta pacifista e nonviolenta,
i valori di democrazia e libertà, solidarietà, giustizia e coesione
sociale, modernità fondata sugli interessi generali a cominciare dall’ambiente. Legambiente è un’associazione completamente apartitica, aperta ai cittadini di tutte le convinzioni politiche e religiose e si finanzia grazie ai contributi volontari di soci
e sostenitori. È riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come associazione d’interesse ambientale; fa parte del Bureau Européen de l’Environnement,
l’organismo che raccoglie tutte le principali associazioni ambientaliste europee, e della Iucn (The World Conservation
Union). È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG
di sviluppo.
In Molise
Durante il 6° CONGRESSO, celebrato il 27 ottobre 2007, e intitolato “La Conoscenza per uno sviluppo sostenibile del Molise” Legambiente MOLISE ha fissato i principi che
ispireranno l’operato del quadriennio 2008-2011, che così si
possono riassumere:
- Nel microcosmo molisano si riproducono, in scala, le stesse
contraddizioni globali; nel suo piccolo il Molise segue il
trend generale, inseguendo il quotidiano, in assenza di una
seria analisi socio-politico-economica e con una preoccupante continuità e contiguità di scelte, qualsiasi sia il colore
del governo in carica.
- La Regione Molise è un piccolo fazzoletto di territorio italiano dove vivono circa 300.000 abitanti, con un tessuto sociale frammentario;
- Le ridotte dimensioni di questa regione dovrebbero rappresentare il punto di forza da cui partire per farne un modello di sviluppo.
- Manca una reale interazione sociale e istituzionale, e così in
Molise si duplicano, raggiungendo ciascuna risultati poco
apprezzabili, iniziative di vario genere, in campo sociale e
culturale,
234
Legambiente
- In Molise è stato finora impossibile mettere in campo un progetto di governance che
attraversi, al di là dei colori dei governi in carica, tutte le istanze amministrative, rischia così di perdere la propria identità di regione;
- In un contesto simile Legambiente Molise, forte della credibilità che l’Associazione
riscuote in campo nazionale, non si sottrae ad una responsabilità civica e ad un
ruolo propositivo per influenzare positivamente la crescita culturale e socio-economica di questa regione
- Si afferma l’impegno sul versante propositivo e e si mette al primo posto la continuità dell’impegno per l’istituzione del Parco del Matese;
- Si sceglie una organizzazione basata su una struttura agile, rinnovata nei compiti
e nelle prerogative, aperta all’esterno, per cogliere i frutti di tante energie spese con
generosità, che vanno coordinate e dirette verso un solo ambizioso obiettivo: costruire e prospettare alla comunità molisana, un modello di sviluppo sostenibile,
basato sulla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale
- Si qualifica l’azione di Legambiente Molise con la costituzione del Comitato scientifico e del Centro di azione giuridica, organismi che devono segnare il confine tra
un agire estemporaneo, episodico, legato al passato e la proiezione verso
un’azione di Legambiente, basata su conoscenze scientifiche e sullo studio delle
varie problematiche regionali.
ATTIVITÀ REALIZZATE NEGLI ANNI 2007/2008
Dicembre 2007 - Campagna Regionale “Altra corrente: l’Energia in movimento”.
Manifestazione espositiva itinerante sui temi dell’energia, del risparmio energetico
e dei mutamenti climatici,finalizzata alla formazione e alla sensibilizzazione dei cittadini di tutte le età, con particolare attenzione alla popolazione scolastica. La manifestazione è stata pensata come un vero e proprio “villaggio interattivo” che ha
voluto comunicare, attraverso un’informazione scientifica e corretta e con strumenti
e metodologie adeguati, l’importanza dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili ponendo nel contempo l’accento sui comportamenti e sugli stili di vita da adottare per contribuire nel proprio piccolo a ridurre i consumi di energia. All’interno del
villaggio,un’unità mobile informativa,attrezzata con apparecchiature audiovisive e
multimediali,ha permesso di organizzare dei veri e propri laboratori ludico-didattici
specificamente rivolti ai cittadini e alle scuole.
Abbinata alla manifestazione è l’operazione a premi “EnerGino & LucenTina”- Viaggio lungo le meravigliose correnti dell’energia,rivolta alle scuole medie inferiori del
Molise.
La campagna è stata promossa da Legambiente Molise Onlus, con il contributo di
Sorgenia Spa.
Giugno 2008 - “ A Beautiful Country.”
Proiezione del documentario “ A beautiful country” in collaborazione con il Bene Comune. Iniziativa volta a valorizzare le buone pratiche di smaltimento dei RSU; in particolare il sindaco di S. Martino in Pensilis, avv. Facciolla, ha illustrato l’esperienza i
alcuni comuni del Basso Molise
Luglio-Settembre 2008 - Campagna Aib.
La grande campagna nazionale di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile
dedicata alla tutela e salvaguardia delle preziose aree boschive italiane, ha visto la partecipazione di Legambiente Molise alla “Campagna AIB 2008” promossa e organizzata
dal Servizio per la Protezione Civile della Regione Molise. 30 volontari di LA Molise hanno
svolto attività di supporto alla Protezione Civile in materia di avvistamento e prevenzione degli incendi boschivi assicurando il presidio del territorio otto ore al giorno su
quattro postazioni fisse opportunamente individuate dal Corpo Forestale e dalla Protezione civile e quattro postazioni mobili, su percorsi particolarmente a rischio. Il contributo di La alla campagna è stato fattivo in quanto la precoce segnalazione di focolai
235
Legambiente
ha fortemente diminuito gli incendi e costituito un deterrente per chi contravvenendo
ai divieti era solito accendere fuochi non autorizzati o incendiare le stoppie.
29/30 Luglio 2008 - Goletta Verde a Termoli. Goletta Verde è la storica campagna di
Legambiente che da 22 anni si fa paladina del mare e delle coste italiane. Per due
mesi, ogni estate, le imbarcazioni ambientaliste effettuato il periplo della nostra penisola avvistando abusi e illeciti, ma anche promuovendo le bellezze del mare nostrum. Due equipe di biologi di Legambiente percorrono tutta la costa via terra,
prelevando oltre 500 campioni di acqua marina e facendo analisi nei laboratori mobili attrezzati per informare in tempo reale sullo stato di salute del mare. Monitoraggio scientifico, informazione, lotta alle illegalità di ogni genere, promozione del
turismo sostenibile e delle Aree marine protette. Poche ma buone: le acque della piccola costa molisana sono risultate tutte entro i limiti di legge, mentre desta preoccupazione la foce del fiume Trigno, che sverra in mare acque inquinate. Altra
emergenza molisana è l’erosione costiera.
Settembre 2008 - Presentazione del Rapporto Ecomafie.
Settembre/ottobre 2008 - “Energia dalla Terra”.
Campagna itinerante di comunicazione ambientale sulla produzione di energia da
fonti rinnovabili, in collaborazione con il G.A.L. Molise.
5 ottobre 2008 - Biodomenica a Isernia.
Per eccellenza la festa del mondo del biologico, dell’ambiente, della salute e del gusto,
giornata nazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione biologica organizzata da Legambiente e Aiab, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica. L’occasione per promuovere il consumo di prodotti sicuri e di qualità, legati al territorio, alla sua cultura
e alle sue tradizioni e per far conoscere ai consumatori le tecniche produttive e le
pratiche agronomiche ecocompatibili.
16 Dicembre 2008 - Forum delle città
denuclearizzate sala E. Fermi
Università del Molise - Campobasso. Legambiente Molise partecipa con un forum tenuto da docenti ed esperti, alla campagna contro il nucleare lanciata dall’associazione in campo nazionale, con l’obiettivo di ristabilire una corretta informazione sulla
dannosità del nucleare e sulla sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20.
Cosa fa Legambiente Molise per i beni culturali
Il carattere policentrico della nostra storia ha avuto come effetto quello di distribuire
capillarmente la produzione di beni mobili e immobili: degli ottomila comuni italiani, quasi settemila sono stati fondati prima del XVI secolo, per cui tutto il nostro territorio può essere considerato “paesaggio culturale”.
Numeri che si commentano da soli: il patrimonio
culturale rappresenta per l’Italia una risorsa straordinaria, l’unico vero, irriproducibile “valore aggiunto”.
Salvalarte, la «veterana» tra le iniziative di Legambiente sui beni culturali, con la sua campagna itinerante, vuole contribuire alla scoperta dei tesori
nascosti, alla loro tutela e valorizzazione, nella convinzione che il recupero dei beni culturali (intesi anche
come sapori, tradizioni,paesaggi) rappresenta la carta
vincente per creare nuove forme di occupazione durevoli, per costruire uno sviluppo economico solido e
ambientalmente compatibile e per trovare forza e fi-
236
Legambiente
ducia nelle nostre radici culturali. Salvalarte nasce proprio da questa consapevolezza e
da questa sfida: trasformare il nostro patrimonio artistico da pesante eredità del passato
a investimento per il futuro.
Salvalarte ha l’obiettivo di:
- Denunciare il cattivo stato di conservazione in cui giace gran parte del nostro patrimonio artistico (non solo per l’attacco dello smog e dell’inquinamento, ma anche
per l’incuria e l’abbandono, per gli atti vandalici, ecc.) e fornire informazioni suggerimenti, e strumenti utili per il suo recupero e la sua fruizione (finanziamenti comunitari, ruolo dei privati, ruolo del volontariato).
- Avvicinare “il grande pubblico” (i giovani, gli studenti, le associazioni) ai beni culturali, far scoprire i tesori d’arte nascosti, nella convinzione che solo imparando a conoscere il patrimonio artistico si può imparare ad amarlo, rispettarlo e valorizzarlo
Ogni anno Legambiente con Salvalarte pubblica una guida, Gioielli Ritrovati, un opuscolo che ha l’obiettivo di individuare e selezionare quei beni culturali disseminati
sul nostro territorio che troppo spesso, purtroppo, giace in una situazione di abbandono oppure è semplicemente poco valorizzato. Una guida che viene distribuita durante le iniziative di Salvalarte a tutti i partecipanti.
Di seguito le ultime due segnalazioni.
Jelsi (CB): La Cripta dell’Annunziata
Nel ciclo degli affreschi che abbellisce la cappella
gotica della S.S. Annunziata a Jelsi, la mano censoria del braghettone non riuscì ad arrivare, conservando così tutta la naturalità del Cristo. Si
tratta infatti di una preziosa raffigurazione di Cristo nudo che desta ancora oggi, per la sua rarità,
grande interesse nella storia d’arte internazionale.
È conservata all’interno della cripta formata da
un’unica sala costituita da una volta a botte e da
una tomba ad arco gotico, conservata nella parte
sinistra.
Sugli affreschi sono rappresentate le iconografie di Santi e le scene tratte dal Nuovo
Testamento con uno stile che si avvicina a quello della scuola del Giotto e del Cavallini.
Dell intero ciclo di affreschi, il Battesimo di Cristo, propone un’immagine ancora più
umanizzata di quella mostrata da tutta l’iconografia della storia dell’arte.
Nel corso della sua storia, questo luogo svolse diverse e molteplici funzioni tra le quali
quelle di asilo infantile e di teatro popolare diretto da Domenico Petruccioli.
Con molta probabilità questa realizzazione risale al periodo che va dal 1363, data di
costruzione della Chiesa, al 1400.
Roccamandolfi (IS): Il paese delle pecore
Il castello di Roccamandolfi è situato al di sopra
del centro abitato, non molto lontano dalla
strada che conduce allo splendido pianoro carsico
di Campitello Matese. Si tratta di un maniero di
origine longobarda, dal nome del conte Maginulfo che lo fondò viene il nome del paese. Dal
castello, si può intravedere il campanile della
chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo, dove
sono conservate le reliquie di San Liberato, martire cristiano, le cui reliquie erano state traslate dalle catacombe di Roma. Nella chiesa
237
Legambiente
di San Sebastiano, la devozione popolare era per San Donato, noto per le sue doti
taumaturgiche per i bambini epilettici: per guarire i bambini i genitori offrivano un
quantitativo di grano equivalente al peso del bimbo. Da non dimenticare, poi, la croce
in pietra di epoca medioevale. L’impianto urbanistico di Roccamandolfi comprende
oltre alla parte abitativa, un intero quartiere destinato alle pecore, la principale risorsa economica del passato. Si tratta di una zona periferica, ma abbastanza ampia,
un’autentica «città delle pecore», in cui sulle strade, che sono parallele fra di loro e disposte a quote differenti, vi sono le aperture delle stalle. Queste sono strutture originali con tetto ad una sola falda e ingresso a monte per il fienile e a valle per gli
animali. Le greggi compivano ogni anno la transumanza verso il Tavoliere pugliese;
oggi è rimasto l’alpeggio che si svolge sui rilievi del Matese.
Inoltre Legambiente promuove nelle scuole, e non solo, il Decalogo Salvalarte, Codice
di comportamento responsabile per la valorizzazione, tutela e fruizione dei luoghi e siti
culturali.
In un Paese in cui non è facile stimare la consistenza dei siti museali e archeologici,
dei beni culturali, storici e artistici distribuiti sul territorio, il settore turistico non ha
ancora compreso l’importanza strategica di tanta ricchezza. Un turismo distratto e irresponsabile spesso ha un impatto negativo sulla conservazione del patrimonio storico-artistico, sulla tutela delle risorse culturali e del territorio.
Solo la condivisione degli impegni e delle responsabilità tra visitatori, operatori del
settore, comunità ed enti locali può favorire l’adozione di comportamenti appropriati
per una corretta fruizione, tutela e valorizzazione dell’immensa ricchezza di arte, natura e cultura custodita dal nostro Paese.
1. Prima di visitare un bene culturale, è importante richiedere e ricevere informazioni
sulla storia del sito, sul suo contesto territoriale e antropologico e su tutte le emergenze che lo riguardano.
2. Quando si sceglie un accompagnatore, preferire operatori e guide locali, considerandone i vari livelli di approccio.
3. I visitatori hanno il diritto di conoscere preventivamente, attraverso appositi comunicati e avvisi, l’eventuale chiusura di sale e se una o più opere d’arte siano in
prestito o in restauro; analogamente, il prezzo di ingresso e gli orari di apertura e
chiusura devono essere affissi in modo chiaro e visibile. Se è prevista la consegna
di zaini, borse, sacche, vanno evitate inutili opposizioni: tali regole rientrano a
pieno titolo nelle azioni di tutela dei beni.
4. Graffiti e scritte su opere e su muri costituiscono danni gravi al patrimonio culturale e rappresentano gesti incivili e idioti.
5. Non usare mai il flash per fotografare opere d’arte. Prima di fotografare o di filmare, chiedere sempre l’autorizzazione al personale di vigilanza.
6. Qualsiasi problema riscontrato va segnalato alle autorità competenti (Direttore
del Museo, Conservatore, Sindaco...). Ogni segnalazione è un contributo alla salvaguardia e alla corretta fruizione dei beni.
7. Tutte le volte che si visita un sito culturale, bisogna tenere a mente che il diritto
alla fruizione appartiene anche ai compagni di visita e, soprattutto, alle future
generazioni. Evitare, dunque, qualsiasi azione molesta (schiamazzi, movimenti
inadatti, vociare eccessivo) o inidonea al luogo.
8. La gastronomia di un luogo è parte integrante della sua storia. Scegliere sempre
prodotti locali e piatti tipici. Non consumare i pasti nei luoghi d’arte. Non gettare
mai a terra cartacce, cicche di sigaretta o gomme da masticare: molte delle macchie nere che si possono osservare su marmi e pietre sono i segni indelebili di tale
incivile abitudine.
9. Per raggiungere i siti culturali, preferire i percorsi pedonali o i mezzi pubblici: il
traffico automobilistico è una delle fonti principali di degrado dei beni culturali.
10. Dopo la visita diventare Ambasciatori del luogo: riferire a parenti, amici, cono-
238
Legambiente
scenti sulle opere e le architetture visitate, nonché sulla cultura, le abitudini, gli
aspetti naturali, storici, antropologici, enogastronomici della realtà in cui è inserito il sito.
A tutto questo si aggiunge un’altra importante campagna di Legambiente PiccolaGrandeItalia, la festa nata
nel 2003 per valorizzare lo straordinario patrimonio storico-culturale, la ricchezza di paesaggi e natura, di saperi
e sapori, di convivialità di migliaia di piccoli comuni, che
sono disseminati sul nostro territorio. È nei piccoli comuni che si concentra vasta parte dei nostri beni culturali e alberga l’Italia dei prodotti tipici, delle tradizioni, dell’artigianato artistico. Nel
99,5% dei piccoli comuni si trovano prodotti tipici certificati, qui vengono prodotti il
93% delle DOP e degli IGP accanto al 79% dei vini più pregiati. Per dare un ordine di
idee, solo nel Molise, su 135 comuni 123 hanno meno di 5.000 abitanti.
239
MECENATE 90
Mecenate 90, associazione senza scopo di lucro, dal 1989 favorisce la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella valorizzazione dei beni culturali e nella promozione del turismo
culturale. Ha predisposto, fra gli altri, i progetti per la riapertura
del Palazzo delle Esposizioni di Roma, del Palazzo Ducale di Genova, del Museo di Emilio Greco a Orvieto, della Villa Sorra di
Modena, del Forte a Mare di Brindisi, del Convento Celestiniano
e del Complesso di Santa Maria dei Raccomandati dell’Aquila,
dell’ex area Ansaldo a Milano, delle Officine ICO di Ivrea, dell’ex
Convento di S. Placido di Catania, del Castello Colonna di Genazzano, dei Palazzi Scaligeri e dell’ex-Arsenale a Verona. Per
ciascuno di questi spazi, su incarico delle Amministrazioni locali, ha predisposto gli studi di fattibilità con il piano economico-finanziario, il modello di gestione, le destinazioni d’uso.
Molti progetti sono stati realizzati, come il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Palazzo Ducale di Genova ecc. E’ titolare di
due convenzioni, una con l’ANCI e l’altra con l’UPI, per fornire
servizi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la valorizzazione dei beni culturali e per la promozione dello sviluppo
turistico-culturale. E’ titolare di una convenzione con Confindustria e Unioncamere per assistere imprese e associazioni territoriali nella predisposizione di progetti di valorizzazione e
gestione di beni culturali, improntati al rapporto pubblico-privato. Ha curato per conto di ACRI (Associazione Casse di Risparmio) il Progetto Sviluppo Sud. Fornisce servizi e assistenza
tecnica al CIDAC (Associazione delle città d’arte e cultura). Ha
realizzato, su incarico del Ministero per i beni e le attività culturali, il piano di gestione del sito UNESCO Val di Noto e il canale web sui musei della regione Friuli Venezia Giulia. Ha
redatto, in collaborazione con Si.T.I., lo studio di fattibilità per la
valorizzazione della Reggia di Caserta. Ha promosso la Fondazione CittàItalia per la raccolta di fondi da destinare al restauro
dei beni culturali. Elabora progetti di valorizzazione del patrimonio dei beni culturali e del turismo in relazione con lo sviluppo economico territoriale. In particolare ha condotto studi,
fra gli altri, per i Comuni di Milano, Ivrea, Novara, Verona, Vicenza, Genova, La Spezia, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Rubiera, Pesaro, Pisa, Lucca, Arezzo, Spoleto, Roma, L’Aquila, Lecce,
Caserta, Salerno, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Caltagirone,
Noto e Siracusa e per le Province di Vercelli,Torino, Asti, Brescia,
Trieste, Vicenza, La Spezia, Arezzo, Livorno, Cagliari, Sassari,
Nuoro, Ascoli Piceno, Pesaro, Perugia, L’Aquila,Teramo, Chieti, Pescara, Campobasso, Benevento, Napoli, Salerno, Foggia, Brindisi,
Taranto, Lecce, Potenza, Matera,Vibo Valentia, Cosenza, Crotone,
Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Caltanissetta, Catania, Enna, Agrigento e Siracusa. Ha progettato e realizzato, in
collaborazione con il Ministero per i beni culturali e primarie
imprese, il PROGETTO MAGNIFICO per promuovere le Eccellenze
dell’Italia. Ha predisposto il progetto “Le Vie dei Pellegrini” e “La
Via Francigena del Piemonte”. Ha svolto studi per la valorizzazione di Musei e aree archeologiche, per conto di numerose Soprintendenze. Ha organizzato, tra l’altro, la mostra, “I luoghi
degli dei”, nel Museo Nazionale e nel Museo della Civitella a
Chieti, la mostra di Mirò nel Complesso di Santa Sofia a Salerno.
240
Mecenate 90
Con il Ministero per i beni e le attività culturali e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna
ha organizzato l’apertura del Centro per le arti contemporanee di Roma (MAXXI).
STRUTTURA
Presidente Alain Pierre Elkann
Vice Presidente Gabriello Mancini - Fabio Melilli
Segretario Generale Ledo Prato
Comitato Scientifico Giuseppe De Rita, Giuliano Amato, Giuseppe Galasso e Salvatore
Veca
Soci: Alpitour, Anci, Anie Confindustria, Autogrill S.P.A., Autostrade Per L’italia,
Banca Monte Dei Paschi Di Siena, Bassilichi, Co.Fi.Mer., Confartigianato, Dentsu Italia,
Fintermica-Gruppo Jacorossi, Fondazione Carla Fendi, Fondazione Cassa Di Risparmio
Di Alessandria, Fondazione La Triennale Di Milano, Fondazione Monte Dei Paschi Di
Siena, Fondazione Per L’arte Della Compagnia Di San Paolo, Fondazione Silvano Toti, Fondazione Venezia, Gruppo Fbh, Il Cenacolo, Iulm, La Sicilia Multimedia - Ciancio Sanfilippo, Lottomatica, Lauro.It, Maggiore Group, Minimega, Modigliani Institut Paris-Rome,
Mondadori, Orsogril, Poltrona Frau, Rcs Mediagroup, Renzi E Partners, Studio Roscini,Telecom Italia, Terna.,Unioncamere, Upi.
241
SIPBC - SOCIETA’ ITALIANA PER LA PROTEZIONE
DEI BENI CULTURALI
La SIPBC è un’Associazione senza fini di lucro, politicamente e
confessionalmente neutrale che si propone, con l’attività di Soci
volontari, di diffondere e di applicare i principi della Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954, relativa alla protezione dei
Beni Culturali in situazioni di conflitto armato.
La SIPBC si conforma allo spirito della citata Convenzione (e successivi Protocolli), fondato sul principio che i danni ai Beni Culturali, a qualsiasi popolo essi appartengano, costituiscono un
danno per l’intera Umanità, in quanto ogni popolo contribuisce alla Cultura mondiale ed ogni Bene Culturale è patrimonio
di tutta l’Umanità. Appare chiaro, quindi, come la SIPBC sia
strettamente collegata al Diritto Internazionale Umanitario che
tutela, appunto i Diritti durante i conflitti armati.
I Beni Culturali, come Patrimonio prezioso da tramandare ai posteri vanno sempre tutelati e protetti anche in tempi di pace e,
in quest’ottica, nell’esigenza, cioè, del “Posteritati Servare”
opera la SIPBC. L’Associazione nasce a Viterbo il 18 aprile 1996,
grazie a 60 soci fondatori, animati dal generale Antonio Marcheggiani, primo Presidente Nazionale, oggi Presidente Onorario. La SIPBC si sostiene con le quote dei Soci e con il contributo
del ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai sensi della L.
534\96.
Fa parte, insieme ad altre Società Europee (Austria, Germania,
Romania, Spagna e Svizzera) della Lega Internazionale per la
Protezione dei Beni Culturali (Lega PBC) di cui è membro fondatore,con lo scopo di indirizzare lo sforzo di tutti verso comuni
obiettivi.
Ha la sua sede presso l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario (IIDU) – International Institute of Humanitarian Law
(IIHL) di Sanremo.
Dal 2003 Presidente Nazionale è il dott. Roberto Conforti, Generale ® dell’Arma dei Carabinieri, già Comandante dello speciale Reparto dell’Arma preposto alla Tutela del Patrimonio
Artistico. Il Gen Conforti, per la sua brillante attività in questo
prestigioso Reparto. è stato insignito della medaglia d’oro per i
Benemeriti dell’arte e della cultura italiana.
Il Presidente è affiancato dal Segretario Generale, Gen. Giuseppe Rizzo, da tre Vicepresidenti, da un Consiglio Nazionale e
da un Comitato Scientifico.
Attualmente l’Associazione annovera nove Sezioni con competenza regionale: Piemonte, Veneto, Toscana, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sezione Giovanile del Lazio. e ventitre
delegazioni provinciali.
ATTIVITA’
Il 1 agosto 2008 la SIPBC ha stipulato un Protocollo di Intesa con
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, concordando “sull’opportunità di dare impulso ad un proficuo rapporto di collaborazione” e demandando le modalità operative alle competenti
Direzioni Regionali.
Importanti occasioni di confronto e scambio di culture ed esperienze sono i Convegni Internazionali che si svolgono annual-
242
SIPBC - Societa’ Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
mente dal 1996, cioè dalla fondazione della SIPBC. Fino ad oggi si sono tenuti tredici
Convegni (l’ultimo, nel 2008, in Basilicata). Ogni Convegno, nell’arco di circa una settimana, è incentrato su una tematica ed è articolato in modo tale da consentire ai partecipanti, (anche delle Società Europee), la conoscenza dei Beni culturali della Regione
Ospite, con visite guidate e incontri con le più prestigiose personalità operanti nel settore dei beni Culturali. . I relativi atti confluiscono in pubblicazioni, distribuite gratuitamente alle Università ed ai laureandi in conservazione dei beni culturali. Nel quadro
delineato dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana, la SIPBC promuove gli
sforzi per garantire il trasferimento integro del Patrimonio Culturale – materiale ed immateriale – alle generazioni future. In quest’ottica, la SIPBC si impegna a:
- Diffondere, attraverso Convegni, Seminari, Incontri, in sinergia con analoghi organismi
e riferimenti istituzionali, i principi contenuti nelle Convenzioni per il rispetto e la salvaguardia dei Beni Culturali, da qualsiasi rischio, sia in tempo di pace che in tempo di
conflitti armati.
- Adottare ogni possibile iniziativa per qualificare la coscienza collettiva culturale e sensibilizzare l’opinione pubblica nella tutela del Patrimonio dell’Umanità, per evitarne
il depauperamento ed il degrado ed assicurarne il trasferimento, integro, alle future
generazioni.
- Promuovere e condurre specifici Corsi Formativi per la Protezione dei Beni Culturali,
soprattutto nell’ambito delle Forze Armate e delle Scuole di ogni ordine e grado.
- Sostenere le strutture competenti, a livello nazionale e locale, attraverso raccomandazioni ed interventi, nello svolgimento dei loro compiti per la salvaguardia dei Beni
Culturali.
- Assicurale al Dipartimento di Protezione Civile la massima collaborazione in caso di
calamità.
- Garantire i collegamenti con le analoghe Associazioni anche estere per confronti su
esperienze tecniche e pratiche.
In Molise
La Sezione Regionale SIPBC del Molise, istituita come Sezione Periferica di Campobasso, il 18 novembre 2006, ha assunto la giurisdizione regionale il 1 gennaio 2008
ed è iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni Culturali del Molise, al n.° 327.
L’Associazione ha iniziato la sua attività nel 2007. Conta circa 30 Soci e i risultati ottenuti sono dovuti al loro impegno ed entusiasmo, in quanto sul piano operativo è,
talvolta, difficile avere il sostegno economico delle Istituzioni.
PROGETTI REALIZZATI - CASE HISTORY
- 14 luglio 2007 - Larino (CB)
Presentazione ufficiale della SIPBC – Molise in occasione del Gran Gala organizzato
dal Comitato Provinciale della Croce Rossa di Campobasso. Il Presidente ha illustrato
gli aspetti essenziali dell’Associazione, delineandone storia, contenuti ed idealità.
- 4 novembre 2007 - Casacalenda – Sala Consiliare Comunità Montana
“Cigno Valle Biferno”
Convegno – Tavola Rotonda:
La protezione dei beni culturali nelle emergenze
(avv. M. Liguori – Presidente Comunità Montana Cigno Valle Biferno”. Dott. G. Alabastro – Delegato provinciale CRI alla Protezione Civile. Arch. G. Giarrusso – Responsabile Regionale Protezione Civile. Gen. G. Rizzo – Segretario Generale SIPBC.
Arch. R. Pentrella – Soprintendenza del Molise. Arch. N. Moffa – Presidente Ordine
Architetti. Ing. P. Fratangelo – Comandante Provinciale VV. F. di Campobasso).
Alla manifestazione, organizzata grazie al contributo finanziario della Comunità
Montana
243
SIPBC - Societa’ Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
“Cigno Valle Biferno” e di altri sponsor locali, gli esponenti delle varie Agenzie interessate al problema hanno esposto le diverse esperienze ed è stato utilissimo ed
interessante il confronto.
E’ stato, anche, messo in evidenza come la SIPBC possa e voglia assicurare al Dipartimento di Protezione Civile e agli altri Enti interessati la massima collaborazione in caso di calamità, in sinergia con tutte le Agenzie che operano nel Settore,
con le quali si condividono intenti ed ideali.
- 7 marzo 2008 – Campobasso – Sala Conferenze del Circolo Sannitico
Conferenza sul tema:
Salvaguardia e conservazione dei beni archeologici
Relatore: dott. Ursula THUN HOENSTEIN
Specializzata in Paleontologia e Archeozoologia
Ricercatrice presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Ferrara
La manifestazione è stata realizzata grazie al contributo economico del ROTARY
CLUB di Campobasso, con il quale è stata prospettata la possibilità di una futura
collaborazione.
Oggetto dell’incontro il Sito Paleolitico di “Isernia La
Pineta”, nel quale la dott. Thun
Hoenstein ha lavorato come corresponsabile nella
direzione degli scavi, per conto del Dipartimento di
Scienze Geologiche e Paleontologiche dell’Università
di Ferrara, sotto la Direzione scientifica del prof. Peretto.
La Relatrice ha parlato degli aspetti più interessanti
del giacimento che si fa risalire a circa 700.000 anni
fa ed è, quindi, il più antico del genere, scoperto quasi
per caso nel 1978 e, tuttora oggetto di scavi. Ha fatto
notare l’eccezionale buona conservazione dei reperti,
litici e calcarici, preziose testimonianze delle attività
svolte dall’uomo preistorico e, con il supporto di
splendide diapositive, ha illustrato la ricostruzione
dell’ambiente biologico della zona, sia a livello fauFig. 1
nistico che flogistico (Fig. 1).
- 18 maggio 2008 – Civitacampomarano – Castello Angiolo (sec. XIV) Convegno sul
tema: Il restauro e la conservazione dei Beni Culturali.
La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il FAI (Fondo per l’ambiente italiano) Sezione del Molise ed il Centro di Documentazione e Formazione
dei Beni Culturali ed Architettonici. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al Patrocinio del Comune di Civitacampomarano, la cui amministrazione opera con
grande entusiasmo, sensibilità ed apertura ad ogni iniziativa culturale, tanto che il
Castello Angioino è diventato un punto di incontro per manifestazioni di grande
spessore.
La struttura è, inoltre, sede di una prestigiosa scuola di Restauro, diretta dal prof.
Marino e, pertanto, non poteva esserci luogo più adatto per questo convegno. La
manifestazione ha avuto inizio con una visita guidata al Castello, a cura dell’arch.
Franco Valente, uno dei più prestigiosi storici e studiosi d’arte della nostra Regione,
che ha svelato agli ospiti gli angoli più significativi dell’edificio, illustrandone l’utilizzo originario, i restauri che si sono succeduti nel tempo e lo stato attuale. Ha
avuto,quindi, inizio il convegno con i saluti del sindaco di Civitacampomarano, dott.
Giancarlo Testa e gli interventi del dott. Gerardo Pisapia, responsabile del FAI – Molise e del moderatore, dott. Isabella Astori, Presidente della SIPBC – Molise. Hanno
preso, poi, la parola i vari Relatori: L’arch. Giovanna Battista, specializzata in Restauro dei Monumenti, ha illustrato le diverse tecniche comunemente utilizzate e
vari esempi di cattivo restauro.
244
SIPBC - Societa’ Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
L’arch. Michele Coppola, del Centro di Documentazione e Formazione dei Beni Culturali ed Architettonici, ha parlato delle diverse tipologie di Fortificazioni in Epoca
Normanna, inserendo il discorso tecnico in un ampio quadro storico ed evidenziando i gravi problemi relativi alla conservazione, sia per Restauri spesso devastanti, sia per incuria nei confronti di beni di altissimo valore storico – artistico.
L’arch. Valente, infine, ha parlato del portale del Castello e dello stemma sovrastante, risalendo anche al quadro storico del ‘400
ed evidenziando come il Molise sia stato collegato
ai contrasti tra Angioini ed Aragonesi. Si è, poi, soffermato sulla bellissima “Fontana dei Fauni”, posta
al centro della corte del Castello, sottolineando
come essa si richiami al gusto della cultura romana della metà del quattrocento, soprattutto nei
suoi contenuti mitologici e naturalistici (Fig. 2).
Fig. 2
- 1 dicembre 2008 Campobasso – Sala conferenze Biblioteca Albino Conferenza sul
tema Il patrimonio archeologico del“limes arabicus”: un’eredità da conservare e salvaguardare Relatore : Dott. Gabriella Di Rocco - Archeologa
La manifestazione è stata realizzata grazie alla sensibilità e disponibilità dell’Impresa Edile MASCIOLI che ha gentilmente concesso il suo contributo economico. La
dott. Di Rocco, dottore di Ricerca e cultore della materia per la Cattedra di Archeologia medievale presso l’Università degli Studi di Cassino, ha contestualizzato le
sue argomentazioni in un vasto quadro storico, soffermandosi sulla conquista romana del territorio, fino alla fortificazione della frontiera sud orientale dell’Impero,
il Limes, appunto, nel cui vastissimo spazio convivevano zone con funzioni diversificate: insediamenti militari ed aree rurali, stanziamenti per il controllo delle aree
commerciali, villaggi sorti attorno alle oasi e grandi insediamenti urbani , che
hanno lasciato testimonianze archeologiche di valore inestimabile, patrimonio dell’intera umanità. L’esposizione chiara ed
impeccabile della Relatrice è stata arricchita dalla proiezione di immagini stupende di quei luoghi, dove la dott. Di
Rocco ha lavorato per lungo tempo
come archeologa (Fig. 3).
Dal programma fino ad ora svolto, si
evince che la SIPBC – SEZIONE REGIONALE
Fig. 3
DEL MOLISE, opera un’attenta scelta delle
tematiche da trattare e degli argomenti di riflessione, con il duplice obiettivo di divulgare la conoscenza e la necessità di valorizzare e salvaguardare i Beni Culturali
del Territorio Molisano, ma anche di informare sul valore inestimabile di quei tesori
dell’arte e della cultura, presenti in ogni parte del mondo e che, comunque, come è
nello spirito dell’Associazione, ci appartengono, in quanto ogni Bene Culturale non è
proprio soltanto del popolo che lo ha prodotto, ma è patrimonio dell’intera Umanità.
In quest’ottica l’Associazione continuerà a lavorare, come si evidenzia dal Programma
preventivato per il 2009, che sarà realizzato, ancora una volta, grazie alla sensibilità
e disponibilità dei vari Sponsor che saranno interpellati.
- 20 marzo 2009 – Campobasso – Sala Conferenze Biblioteca “Albino” Conferenza
sul tema: Castelli e castellani del Molise Relatore: arch. Franco VALENTE
- Maggio 2009 conferenza sul tema: insediamenti fortificati in asia minore Relatore:
Prof. Stella PATITUCCI – Università degli Studi di Cassino
- Luglio 2009 Convegno: difendiamo i beni culturali del molise dai cattivi restauri
- Ottobre 2009 Conferenza sul tema: il paesaggio della casa rurale molisana
Relatore: arch. Emilio NATARELLI
- Dicembre 2009 Conferenza sul tema: il valore del territorio come conservazione delle
sue caratteristiche e sviluppo delle sue potenzialità Relatore: prof. Ada LA BANCA
PAOLANTONIO – Liceo Classico “M. Pagano”
245
SIPBC - Societa’ Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
Dopo le prime esperienze La SIPBC - Sezione Regionale del Molise si propone di lavorare in collaborazione con tutte le Associazioni di Volontariato che operano nel Settore della tutela dei Beni Culturali, con le quali si condividono intenti ed ideali.
ELENCO PROGETTI REALIZZATI
PROGETTO
14 luglio 2007 Larino (CB)
Presentazione Ufficiale della SIPBC
24 novembre 2007 Casacalenda
Convegno: Protezione dei Beni Culturali
nelle Emergenze
7 Marzo 2008 Campobasso
Conferenza: “Salvaguardia e
Conservazione dei Beni Archeologici
IMPORTO
INVESTIMENTO
Nessuna Spesa
COMUNITA’ MONTANA
€ 1000,000
“CIGNO VALLE BIFERNO”
(circa)
(e altri Sponsor)
€ 590,00
18 maggio 2008 Civitacampomarano
(CB) Convegno: Il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali
ROTARY CLUB di Campobasso
Comune
di Civitacampomarano
1 dicembre 2008 Campobasso
Conferenza: Il Patrimonio Archeologico
del “Limes Arabicus” in Giordania:
un’eredità da conservare
e salvaguardare
€ 626.00
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
€ 2216,00
IMPORTO ANNUALE COMPLESSIVO
€ 2.216,00
246
FONTE
FINANZIAMENTO
IMPRESA EDILE MASCIOLI E
CONTRIBUTO VOLONTARIO
DEI SOCI
TOURING CLUB ITALIANO
Il Touring Club Italiano nasce nel 1894 per iniziativa di un gruppo
di ciclisti il cui intento principale è la diffusione della bicicletta, vista come nuovo mezzo alla portata di tutti, simbolo di modernità e motore di diffusione del turismo in tutta la penisola. Libero
da qualsiasi legame politico-religioso, il Touring si impegna sin da
subito in un’attività di miglioramento e sviluppo concreto delle
strade, indispensabili arterie per intraprendere qualsiasi viaggio
in una nazione formatasi poco più di 30 anni prima. Piste ciclabili,
installazione di cassette mediche e di primo soccorso sulle vie principali, cartellonistica e abbellimento delle stazioni ferroviarie sono
solo alcuni dei tantissimi segni lasciati dal TCI in questo primo periodo di storia italiana. Con gli inizi del nuovo secolo la comparsa dell’automobile allarga notevolmente il raggio d’azione. Le iniziative si moltiplicano,l’impegno nella valorizzazione dell’ambiente
urbano e naturale si arricchisce,e il Touring Club presenta proposte
di istituzione di Parchi Nazionali, progetti di rimboschimento, soluzioni ai nuovi problemi posti dalla viabilità, e con un’intensa attività di sensibilizzazione delle classi politiche,unita a una profonda
opera di educazione nei confronti degli italiani, mette in evidenza un interesse generale verso il benessere del paese e non più solo
finalità turistiche. Guide, manuali e carte geografiche del Touring
nel frattempo si diffondono ovunque, a dimostrazione dell’importanza che la divulgazione delle conoscenze artistiche e culturali,
unite alla valorizzazione e alla scoperta dell’Italia, ricoprono per
l’associazione. Con il tempo il TCI accresce le sue iniziative facendosi sempre più promotore della scoperta delle bellezze naturali e artistiche più nascoste e meno conosciute d’Italia, anche al fine
di regolarizzare i flussi del turismo di massa indirizzati quasi esclusivamente nelle città più grandi e sovraffollate. Attività di consulenza e proposta di piani di sviluppo locale, formazione, studi
e ricerche, ma anche organizzazione di viaggi in tutto il mondo
e apertura di villaggi turistici rafforzano il ruolo del Touring nel panorama turistico internazionale. I valori principali di salvaguardia
dei beni culturali e ambientali, di sviluppo del turismo e di diffusione della conoscenza di paesi, culture e di reciproca comprensione e rispetto fra i popoli non sono mai cambiati e il Touring continua a portarli avanti nello stesso identico modo anche dopo oltre 115 anni di storia e di battaglie. Da oltre cent’anni il Touring Club
Italiano si fa portavoce di valori incentrati al rispetto dell’ambiente
culturale e naturale e persegue obiettivi che vanno in questa direzione. Nonostante l’associazione sia nata sul finire del XIX secolo, i valori che ne costituiscono le fondamenta sono ancora di
estrema attualità e possono essere riassunti come segue:
- Sviluppo del turismo in ogni angolo della penisola, incentivando
e sostenendo in particolar modo la scoperta delle bellezze artistico-paesaggistiche meno note e frequentate soprattutto dell’entroterra.
- Salvaguardia del vastissimo patrimonio italiano di storia, arte e
natura, educando il turista ad una sua responsabile e corretta
fruizione e rendendolo consapevole della sua insostituibilità e
importanza per le generazioni future.
- Conoscenza di paesi e culture e diffusione di uno spirito di reciproca comprensione e rispetto fra i popoli che porti ad una crescita umana e culturale di ciascun individuo.
- Estraneità dell’associazione a qualsiasi manifestazione politica
o religiosa e ad alcuno scopo di lucro.
247
Touring Club Italiano
ATTIVITÀ
La promozione del turismo, la salvaguardia dell’ambiente e la diffusione delle conoscenze e di una cultura consapevole e responsabile del viaggio si concretizzano in una
serie di azioni incoraggiate dal Touring Club Italiano e così riassumibili:
- Valorizzazione e tutela del paesaggio, degli ambienti naturali caratteristici, di singoli
monumenti ed opere d’arte in genere, nonché dei complessi urbanistici di notevole
importanza storica, artistica e culturale, in particolare al di fuori dei percorsi e delle
destinazioni mete del turismo di massa.
- Diffusione di informazioni e conoscenze atte a favorire lo sviluppo del turismo in modo
consapevole e responsabile, anche attraverso la formazione e l’aggiornamento di docenti e operatori del settore, nonché attraverso la promozione di incontri e convegni.
- Attività di consulenza e promozione di soluzioni per qualsiasi problema collegato al turismo, favorendo il diffondersi di una cultura imprenditoriale del settore più consapevole e qualificata. In particolare proposte di miglioramento dei servizi ricettivi e di
quelli collegati al trasporto, alla viabilità e alla circolazione.
- Svolgimento di studi e ricerche in stretta collaborazione con le istituzioni universitarie e con le maggiori organizzazioni del mondo economico per monitorare gli aspetti
più significativi del viaggio nella società contemporanea identificando i rischi e gli impatti del turismo ma anche le possibili soluzioni per salvaguardare le risorse ambientali e culturali.
- Produzione e diffusione di prodotti editoriali, cartografici, riviste, pubblicazioni di carattere scientifico e statistico, nonché di prodotti per qualsiasi tipo di attività turistica.
- Promozione, organizzazione e intermediazione di viaggi e soggiorni in Italia e in tutto
il mondo.
- Attività di costante assistenza e informazione nei confronti dei propri Soci, con ottenimento in loro favore di facilitazioni e agevolazioni per l’acquisto di pubblicazioni e
prodotti utili per il turismo, nonché per polizze e assicurazioni adatte a qualsiasi tipo
di viaggiatore.
L’attività del Touring si esplica inoltre su tutto il territorio nazionale attraverso una serie
di reti di volontari, articolate e operanti a vari livelli in diversi settori (Consoli, Consoli
Aziendali, Fiduciari Aziendali, Delegati Scolastici, Soci attivi, Soci volontari per il patrimonio culturale).
Tra le reti, il Corpo consolare è appunto un organo di collaborazione sul territorio previsto dallo Statuto che, volontariamente e gratuitamente, coopera al raggiungimento
delle finalità e allo sviluppo associativo. I Consoli sono attivi nella promozione dell’associazione, nell’organizzazione di incontri e appuntamenti per i soci e nel tenere le migliori relazioni di collaborazione con Enti, Amministrazioni e Associazioni territoriali.
I Consoli per il Molise sono il prof. Guido Cavaliere il prof. Aldo Battista di Campobasso.
ELENCO PROGETTI E CASE HISTORY
Le attività organizzate dal Touring sul territorio sono molteplici, dedicate alle più disparate tipologie di pubblico e ai più diversi interessi, ma tutte accomunate dalla passione e dall’attenzione per cultura, ambiente, storia, valorizzazione locale. Ecco alcuni
esempi.
La Penisola del Tesoro
Attraverso una serie di appuntamenti domenicali si percorrono sia le piste meno battute
delle grandi città, sia le località della cosiddetta “Italia minore”, gremite ovunque di
opere d’arte e centri storici di straordinario valore e bellezza, con visite guidate nel corso
dell’intera giornata.
248
Touring Club Italiano
Giornata Touring
Appuntamento fisso, a cadenza annuale, di incontro diretto tra l’associazione, i Soci e il
territorio. L’appuntamento, che si tiene nel mese di ottobre, coinvolge migliaia di persone contemporaneamente, dai più piccoli agli adulti, e si svolge in diverse piazze italiane, stimolando la voglia di visita, scoperta e crescita culturale.
Festival del Turismo Scolastico
Il concorso “Classe Turistica”, nato da un’intesa tra il Touring Club Italiano e il Ministero
della Pubblica Istruzione, è finalizzato a coinvolgere tutte le classi partecipanti per raccontare il proprio viaggio d’istruzione, promuovendo la propria città o territorio quale
meta di turismo scolastico.
Volontari per il patrimonio culturale – “Aperti per voi”
I “Volontari per il Patrimonio Culturale” sono soci che mettono a disposizione il proprio
tempo per consentire l’apertura e dunque la visita di luoghi d’arte altrimenti chiusi al
pubblico.
Appuntamenti dei Consoli
Ogni settimana i Soci hanno la possibilità di partecipare a numerose attività e iniziative
organizzate dai Consoli del Touring. Sono appuntamenti estremamente differenziati,
ma con il comune obiettivo di rendere partecipi della vitalità dell’associazione, come
sempre espressa e manifestata nell’incontro con il territorio e con le bellezze della nostra penisola, regione per regione. Per questo si spazia dalle visite guidate in musei e in
luoghi di interesse artistico – culturale, a itinerari enogastronomici, escursioni, concerti
e altro ancora.
In Molise
Bandiere arancioni
Dal 1894 il Touring Club Italiano promuove la civiltà del turismo. Tra le tante attività
a favore delle ricchezze del nostro paese, Touring seleziona e certifica con la Bandiera arancione i borghi eccellenti dell’entroterra. La Bandiera arancione, istituita nel 1998
in collaborazione con la Regione Liguria, è stata pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita: viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al
turista un’accoglienza di qualità. Sono molti i territori coinvolti, su altri lavorerà nel
prossimo futuro con l’obiettivo di completare l’Italia, individuando piccole eccellenze in ogni regione. Uno speciale benvenuto è riservato ai Soci Touring nelle località
certificate con la Bandiera arancione. In ognuna di esse i Soci possono usufruire in esclusiva di una serie di sconti, vantaggi e piccoli ma significativi “gesti di benvenuto”. Consultando le proposte delle località “arancioni” è possibile creare itinerari comprensivi di degustazioni, rievocazioni storiche, visite guidate e piccoli doni che renderanno
l’esperienza di viaggio ancora più speciale.
Attualmente in Molise una località è insignita del marchio di qualità turistico-ambientale del TCI. Il Comune di Agnone (IS) ha ricevuto il riconoscimento nel 2002 nell’ambito della collaborazione tra Touring Club Italiano e Sviluppo Italia, attraverso la
sperimentazione di alcune applicazioni interprogettuali che in Molise hanno visto il
coinvolgimento del Parco Letterario “Francesco Jovine”. Il marchio ha validità biennale e al Comune di Agnone, a seguito delle periodiche verifiche, è stato rinnovato il
riconoscimento, in quanto ha mantenuto gli standard quali-quantitativi che ne
hanno determinato l’assegnazione.
L’iniziativa Bandiere arancioni in Molise è destinata ad ampliarsi in quanto la Regione
ha dimostrato concreto interesse nell’applicazione del Modello d’Analisi Territoriale
249
Touring Club Italiano
sulla totalità del territorio regionale. Sono in corso di verifica tempi e modalità di implementazione del Programma territoriale in collaborazione con Regione Molise.
Attività svolte dal corpo consolare TCI del Molise
Organizzazione di una tavola rotonda nella città di Boiano, presieduta dal vice presidente TCI Amedeo Tarsia in Curia, in collaborazione con l’Università del Molise, la Regione Molise e l’Archivio di Stato su turismo e sviluppo delle aree interne.
Viaggio in alto Molise con i soci TCI di Napoli in visita al Parco archeologico a Pietrabbondante e, nel comune di Agnone, già bandiera arancione, alla Biblioteca Emidiana e alla Pontificia Fonderia Marinelli.
Viaggi organizzati per partecipare alle giornate della Penisola del tesoro TCI a Sulmona, Manfredonia e Benevento.
Attività in programma.
Escursione alla ricerca dei fossili del matese nella zona sovrastante i comuni di Guardiaregia e Campochiaro.
Visita al Museo palentologico di Pietraroia, sul matese in provincia di Benevento.
Ottobre novembre 2009 – Settimana su sport turismo e ambiente con la Regione
Molise, l’Università degli studi e il CONI
Attraverso un Paese e la sua cucina
“Attraverso un Paese e la sua cucina” è “un viaggio” che il TCI
ha intrapreso – ormai molti anni fa - con l’Unione Ristoranti
del Buon Ricordo per promuovere un turismo che valorizzi il
patrimonio culturale, la conoscenza dei luoghi, la cultura dell’ospitalità del nostro Paese, nella quale l’eno-gastronomia e i
suoi prodotti svolgono un ruolo sempre più importante. Ogni
edizione è dedicata ad una Regione; in un’unica sera, ai tavoli
degli oltre cento ristoranti dell’Unione in tutta Italia, siedono
10.000 soci e amici del TCI per una cena preparata con i prodotti del territorio regionale. Il Molise stato il protagonista dell’edizione del 2005, al
quale come di consueto è stato anche dedicato il piatto in ceramica di Vietri, oggetto
di collezionismo, omaggiato a tutti i partecipanti alla cena.
Qui Touring
La rivista mensile dell’Associazione che raggiunge le case di più di 350.000 Soci, dedica periodicamente spazi di visibilità e comunicazione al territorio del Molise.
Da segnalare tra gli approfondimenti più recenti, l’articolo di Qui Touring maggio
2008:
“Piccolo è bello. Un capolavoro fondato nel paleolitico, città potenti prima dell’avvento di Roma e capolavori d’arte romanica. Ve lo sareste immaginato in una regione
così minuscola?”
Iniziative editoriali
Tra le numerose iniziative editoriali di Touring Editore è stata edita nel 2006 la Guida
Verde d’Italia “Molise”.
All’interno: vicende storiche e artistiche, diverse opportunità turistiche, 11 itinerari, 3
percorsi tematici, 100 immagini e 15 mappe che fotografano i paesaggi, città e monumenti. Oltre 500 indirizzi per incontrare la genuinità e ospitalità molisana.
Consulenza per la progettazione di un Sistema turistico locale nel territorio
di Campobasso
Nel settembre 2006 Touring – attraverso il suo Centro Studi – si è aggiudicato un bando di gara promosso dal Comune di Campobasso per la progettazione di un Sistema
turistico locale nell’area del capoluogo. Le attività di consulenza e accompagnamen-
250
Touring Club Italiano
to fornite all’amministrazione, della durata di oltre un anno, si sono sviluppate in diverse fasi e hanno dato luogo a incontri, convegni e momenti di confronto sulle tematiche dello sviluppo turistico locale e delle strategie di incremento dell’attrattività del territorio.
Una prima fase di attività ha riguardato la conoscenza degli specifici attrattori (culturali, naturali e della tradizione artigianale ed enogastronomica) del territorio molisano che dovrebbero diventare elemento di attrattività per il turista; una seconda
la ricognizione dei principali operatori locali del settore (ricettività alberghiera ed extralberghiera, fornitori di servizi complementari al turismo ecc.) per verificare la presenza di un tessuto imprenditoriale in grado di supportare lo sviluppo.
La terza fase ha riguardato la sensibilizzazione di attori pubblici (Comuni della provincia di Campobasso) e privati sulle opportunità collegate al turismo e sull’importanza di dare vita a un raggruppamento di soggetti che siano portatori di interesse
dell’intero territorio (Sistema turistico locale). Infine, l’attività consulenziale si è conclusa con l’indicazione delle modalità operative per la definizione del Sistema turistico locale.
251
U N P L I - UNIONE NAZIONALE
DELLE PRO LOCO D’ITALIA
L’Unpli, con 6.100 Pro Loco iscritte, costituisce l’unico punto di riferimento a livello nazionale di queste Associazioni, che vantano un totale di circa 600.000 soci.
L’Unione, avvalendosi di una struttura radicata e capillarmente
presente sull’intero territorio nazionale, si avvia oramai a raggiungere una sua consolidata maturità ed è impegnata nella
costruzione di una rete di relazioni con tutti i principali interlocutori di tipo istituzionale, imprenditoriale e con le più importanti realtà dell’associazionismo e del volontariato.
Per quanto riguarda gli attori istituzionali, l’Unione vede oggi
ampiamente riconosciuto e valorizzato il proprio ruolo sociale
da parte del Ministero della Solidarietà Sociale, del Ministero
dei Beni Culturali, da quello degli Interni e dalla Presidenza del
Consiglio, con i quali intrattiene continui e fruttuosi rapporti di
collaborazione. Per quando riguarda il mondo delle imprese,
l’Unione lavora in partenariato con importanti realtà italiane
ed internazionali. Con riguardo infine alle relazioni nell’area del
volontariato e dell’associazionismo, è di grande prestigio e di
fondamentale importanza la stretta collaborazione instaurata
con ANPCI, sancita dal Protocollo d’Intesa del 2003. Sempre nell’ambito del no-profit, la partecipazione all’Osservatorio Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale ed al Forum
Nazionale del Terzo Settore consente di beneficiare di piattaforme comuni di riflessione-collaborazione nonché di un continuo scambio di informazioni con tutte le maggiori Associazioni
italiane del settore, tale obiettivo è stato raggiunto grazie all’iscrizione nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale istituito dalla Legge 383/2000.
In Molise
Il Comitato Regionale UNPLI Molise è una diramazione dei
20 Comitati che fanno capo all’UNIONE NAZIONALE DELLE
PRO LOCO D’ITALIA, e a sua volta si avvale dei Comitati Provinciali di Isernia e Campobasso. Il compito principale del Comitato è quello di coordinare ed assistere le Pro loco
associate (ben 73 su 86 operanti nel Molise) in connessione
con tutte le Pro loco italiane.
Il Comitato Regionale è composto da un direttivo (7 membri)
che coadiuva il Presidente. I suoi componenti sono eletti tra
i rappresentanti delle Pro Loco associate. Il Comitato ha sede
presso il Comune di residenza del Presidente e dura in carica
4 anni. Il Comitato oltre a supportare le Pro Loco sotto
l’aspetto organizzativo e amministrativo le coordina nella
realizzazione dei progetti e degli avvenimenti che organizzano periodicamente. L’UNPLI Molise effettua infatti un supporto importante ad un turismo vivibile e fatto di contatto
umano, supporto e faro per quello che potrà essere il turismo in una regione che dovrà essere conservata e rispettata
nella sua cultura e nelle sue tradizioni.
252
U N P L I - Unione Nazionale delle Pro Loco D’italia
ATTIVITÀ
L’UNPLI provvede alla progettazione e gestione di iniziative a livello nazionale cui
partecipano le pro loco associate.
Tra questi segnaliamo il Servizio Civile che ha permesso
nel 2008 ad oltre 2.200 giovani laureati o diplomati di avvicinarsi e collaborare per un intero anno con oltre 800 Pro
Loco, attuando progetti di conservazione e divulgazione
delle bellezze ambientali ed architettoniche del proprio
territorio ed avvicinandosi al mondo del volontariato ed al
mondo del lavoro. Nel Molise sono state coinvolte 15 Pro
Loco con 35 volontari.
PROGETTI REALIZZATI CASE HISTORY
Tra i progetti nazionali segnaliamo “Aperto per Ferie”, un
progetto finanziato da Ministero delle Politiche Sociali, che
ha permesso ad oltre 40 comuni italiani a rischio di spopolamento di ricevere attenzioni e pungoli per lo loro rivitalizzazione,
Per il Molise hanno partecipato Castelpetroso e Gambatesa. I risultati sono stati raccolti nella guida “Il turismo dei Sogni”, edita dall’UNPLI.
Altre 40 ProLoco in tutta Italia sono state celte per partecipare al progetto “SOS PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE” finanziato dal Ministro delle Politiche Sociali
per la conservazione del patrimonio immateriale italiano. Per il Molise hanno partecipato le Pro Loco di Montorio nei Frentani e Roccamandolfi.
L’attività dell’UNPLI si esplica anche attraverso il “SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO”
che permette ai giovani maggiorenni e fino a 30 anni di età di partecipare a progetti
di natura socio-culturale in paesi diversi dal proprio.
In Molise ogni Pro Loco ha un perenne “cantiere aperto” per poter sempre trarre
dalla quotidianità spunti ed idee per la riscoperta e la salvaguardia di usi e tradizioni da poter trasmettere alle nuove generazioni e riuscire a mantenere vivo il proprio territorio.
Nel 2008 l’UNPLI MOLISE ha partecipato alla “Filiera del Bello”, progetto della Regione Molise mettendo a disposizione la propria struttura per la valorizzazione del
turismo e della cultura, per la promozione di eventi culturali ed enogastronomici, della salvaguardia
del territorio e della sua valorizzazione.
In questi anni sono state dunque
accumulate esperienze e competenze che potrebbero portare le Pro
Loco a gestire i beni culturali che
giacciono nei propri comuni in
quanto esse sono espressione diretta delle comunità locali.
253
Luoghi d’Arte Statali
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise,
Puglia, Sardegna
254
Chiesa di San Pietro ad Oratorium
Capestrano
Sezione del Museo archeologico nazionale
dell’Abruzzo
Campli, Via S.Francesco
Museo Nazionale - Castello Piccolomini
Celano, Largo Cavalieri di Vittorio Veneto
Convento di Sant’Onofrio
Campli, Corso Umberto I
Museo Archeologico Nazionale
sede Le Paludi
Celano, località Paludi
Cattedrale di Teramo
Teramo, Piazza Martiri Della Libertà
ABRUZZO
Museo d’arte sacra della Marsica
Castello Piccolomini - Celano, Largo Cavalieri
di Vittorio Veneto
Cattedrale Valvense
Corfinio
Basilica di S. Maria di Collemaggio
L’Aquila, Piazzale di Collemaggio
Area archeologica di Amiternum
L’Aquila, Frazione S.Vittorino
MUSPAC - Museo Sperimentale
d’Arte Contemporanea
L’Aquila, Via Paganica, 17
BASILICATA
Museo archeologico nazionale
dell’alta Val d’Agri
Grumento Nova, Contrada Spineta
Castello di Melfi e Museo nazionale
del Melfese
Melfi, Via Normanni - Castello Federiciano
Area archeologica di San Basilio
Muro Lucano, Torrano, Valle degli Orti
Area archeologica
Vaglio Basilicata, Località Serra
Area archeologica
Vaglio Basilicata, Località Rossano
Museo Nazionale d’Abruzzo
L’Aquila, Via Ottavio Colecchi
Parco archeologico
Venosa, Località San Rocco
Area archeologica di Alba Fucens
Massa D’Albe, Località Albe
Museo archeologico nazionale
Venosa, Piazza Castello - Castello Pirro
del Balzo
Chiesa di San Pietro
Massa D’Albe, Alba Fucens
Museo Civico Archeologico
Sulmona, Corso Ovidio
Santuario di Ercole Curino
Sulmona, Località Badia
Museo Archeologico La Civitella
Chieti, Via G.Pianell, 1
Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo
Chieti, Via Villa Comunale, 3
Complesso termale romano
Chieti, Località Fonte Grande
Teatro romano
Chieti, Via Asinio Herio
Museo archeologico nazionale di Metaponto
e area archeologica
Bernalda - LocalitàMetaponto, Via Aristea 21
Museo Nazionale ‘Domenico Ridola’
Matera, Via D. Ridola, 24
Museo Nazionale Arte Moderna e Medievale
della Basilicata
Matera, Piazzetta Pascoli, 1
Palazzo Lanfranchi
Museo nazionale della Siritide
e area archeologica
Policoro, Via Colombo, 8
Area archeologica
Tricarico, Contrada Civita
Museo dell’Abruzzo bizantino ed alto-medievale nel Castello Ducale di Crecchio
Crecchio, Castello Ducale di Crecchio
CALABRIA
Parco archeologico di Juvanum
Montenerodomo, Località Santa Maria
del Palazzo
Museo archeologico
Amendolara, Piazza Giovanni XXIII
Santuario Italico
Schiavi d’Abruzzo, Località Torre
Parco archeologico di Scolacium
Borgia, Località Roccelletta
Museo archeologico nazionale
della Sibaritide
Cassano Ionio, Frazione Sibari - Località Casa
Bianca
Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio
Pescara, Corso Manthonè
255
Parco archeologico di Sibari
Cassano Ionio, Frazione Sibari - Località
Parco Del Cavallo - Casa Bianca
Museo archeologico dei Campi Flegrei
Bacoli, Via Castello, 39
(Castello Aragonese di Baia)
Complesso di San Francesco d’Assisi
Cosenza, Via Grotte, 4
Tomba Agrippina
Bacoli, Litorale (adiacente ristorante
“Garibaldi”)
Caserma “Domenico Moro”
Cosenza, Via Plebiscito
Chiesa del Pathirion
Rossano, Località Patire
Castello Carrafa di Santa Severina
Santa Severina, Piazza Vittorio Emanuele
Torre Cimalonga
Scalea, Largo Cimalonga, 7
Torre Nao e area archeologica
Crotone, Località Capo Colonna
Museo archeologico nazionale
Crotone, Via Risorgimento, 14
Castello di Carlo V
Crotone, Piazza Castello
Fortezza di ’Le Castella’
Isola Capo Rizzuto, Frazione Le Castella
Chiesa di San Giovannello
Gerace, Via Duca d’Aosta
Chiesa di San Francesco d’Assisi
Gerace, Piazza delle Tre Chiese
Museo nazionale di Locri Epizefiri
e aree archeologiche
Locri, Contrada Masarà
Area archeologica
Monasterace, Strada Statale 106 Ionica
Museo Archeologico Nazionale
Reggio Di Calabria, Piazza De Nava, 26
Area archeologica
Rosarno, Piano Delle Vigne
Chiesa bizantina ’La Cattolica’
Stilo, Via Cattolica
Museo Statale di Mileto
Mileto, Via Episcopio
Museo archeologico statale
Vibo Valentia, Castello Normanno Svevo
CAMPANIA
Parco archeologico delle Terme di Baia
Bacoli, Via Sella di Baia, 22
Teatro di Miseno
Bacoli
Sacello degli Augustali
Bacoli
Area Archeologica Cento Camerelle
Bacoli, Via Cento Camerelle
Parco monumentale di Baia
Bacoli
Parco archeologico sommerso di Baia
Bacoli, Porto di Bacoli
Piscina Mirabile
Bacoli
Scavi di Boscoreale ed Antiquarium
Boscoreale, Via Settetermini, 15
(Località Villa Regina)
Villa Iovis
Capri, Via Tiberio
Certosa di San Giacomo
Capri, Via Certosa
Scavi di Stabia ed Antiquarium
Castellammare di Stabia,
Via Passeggiata Archeologica
Scavi di Ercolano
Ercolano, Corso Resina
Foro di Liternum
Giugliano, Via Circonvallazione esterna
Anfiteatro di Liternum
Giugliano, Via Varcaturiello
Museo Archeologico Nazionale
Napoli, Piazza Museo, 19
Area archeologica di Carminiello ai Mannesi
Napoli, Vico Carminiello ai Mannesi
Palazzo Reale
Napoli, Piazza del Plebiscito, 1
Grotta azzurra
Anacapri, Accesso dal mare
Parco di Capodimonte
Napoli, Via Miano, 4
Villa romana di Damecuta
Anacapri, Via Amedeo Maiuri
Parco e Tomba di Virgilio
Napoli, Via Salita della Grotta, 20
Museo e Galleria di Capodimonte
Napoli, Via Miano,2
256
Museo Pignatelli Cortes
Napoli, Riviera di Chiaia, 200
Area Archeologica
Casalbore, Località Pescolatorra e Località
Macchia
Museo nazionale della ceramica Duca
di Martina
Napoli, Villa Floridiana - Via Cimarosa, 77
Museo di San Francesco a Folloni
Montella, Via S.Francesco
Certosa di San Martino
Napoli, Largo San Martino
Teatro romano
Benevento, Piazza Ponzo Telesino
Castel Sant’Elmo
Napoli, Via Tito Angelini, 20
Castello Medioevale - Museo della Valle
Caudina
Montesarchio
Museo di Capodimonte
Napoli, Via Miano, 1
Museo storico archeologico dell’Antica Nola
Nola, Via Senatore Cocozza, 2
Museo Archeologico della Penisola
Sorrentina “G. Vallet”
Piano di Sorrento, Via Ripa di Cassano,
Villa Fondi
Scavi di Pompei
Pompei, Via Villa dei Misteri, 2
Macellum c.d. Tempio di Serapide
Pozzuoli, Via Serapide
Necropoli monumentale di Via Celle
Pozzuoli, Via Celle
Area archeologica “Antica Telesia”
San Salvatore Telesino, Via Provinciale
Museo archeologico dell’antica Allifae
Alife, Piazza XIX Ottobre
Area archeologica di Cales
Calvi Risorta
Palazzo Reale e Parco
Caserta, Via Douhet, 2/a
La Reggia di Caserta
Caserta, Via Douet, 2/a
Villa romana
Cellole, Via S. Limato
Ipogei del Fondo Caiazzo
Pozzuoli, Via Vecchia Campana
Museo archeologico dell’antica Calatia
Maddaloni, Via Caudina (Casino Ducale
Carafa)
Anfiteatro Flavio e Serapeo
Pozzuoli, Via Nicola Terracciano, 75
Mausoleo c.d. delle Carceri Vecchie
S. Prisco, Via Appia
Parco archeologico di Cuma
Pozzuoli – Bacoli, Via Acropoli, 1
Anfiteatro Campano e Antiquarium
S.Maria Capua Vetere, Piazza I Ottobre
Scavi di Oplontis
Torre Annunziata, Via Sepolcri
Mitreo
S.Maria Capua Vetere, Via Pietro Morelli
(vicolo Mitreo)
Area archeologica
Altavilla Irpina, Località Ortolano
Antiquarium
Ariano Irpino, Via Donato Anzani, 8
(Palazzo Anzani)
Area archeologica “Aequum Tuticum S.Eleuterio”
Ariano Irpino, Località S.Eleuterio
Area archeologica
Atripalda, Località Civita
Palazzo dell’ex Dogana dei Grani
Atripalda, Piazza Umberto
Area archeologica
Avella, ad est centro storico fino
alla Circonvallazione
Area archeologica dei Monumenti funerari
Avella, Via Basso Quarto
Museo archeologico dell’antica Capua
Santa Maria Capua Vetere, Via Roberto
d’Angiò, 48
Criptoportico - Teatro romano di Suessa
Sessa Aurunca, Via Aldo Moro
Museo archeologico statale dell’antica
Atella
Succivo, Via Roma
Museo archeologico di Teanum Sidicinum
Teano, Piazza Umberto I, 29 - Complesso monumentale Loggione
Teatro romano
Teano, Località Teatro Romano - Via Pioppeto
Area archeologica di Velia
Ascea Marina, Contrada Piano di Velia
Area archeologica
Buccino, Centro Storico
257
Area archeologica
Capaccio, Località Foce Sele
Museo ed area archeologica di Paestum
Capaccio, Via Nazionale
Area archeologica
Eboli, Località Paterno
Museo Archeologico Nazionale di Eboli
e della Media Valle del Sele
Eboli, Via San Francesco
(Castello San Francesco)
Area archeologica
Lauro Di Nola, Località S. Giovanni In Palco
Museo archeologico Santa Maria
delle Monache
Isernia, Corso Marcelli
Area archeologica - Santuario italico e teatro
sannitico
Pietrabbondante, Località Calcatello
Venafro Castello Pandone
Venafro, Via Tre Cappelle snc
Museo archeologico
Venafro, Corso Garibaldi (ex Convento
di S. Chiara)
PUGLIA
Antiquarium ed area archeologica
Minori, Villa Romana - Capo Di Piazza, 28
Museo Archeologico Statale
Altamura, Via Santeramo, 88
Area archeologica “Antica Aeclanum”
Mirabella, Via Nazionale Delle Puglie
Castel del Monte
Andria, Località Castel Del Monte
Area archeologica
Nocera Superiore, Località Pareti, Via Pareti
Castello Svevo
Bari, Piazza Federico II di Svevia, 4
Certosa di San Lorenzo
Padula, Viale Certosa, 1
Torre Pelosa
Bari, Piazzetta Torre Pelosa
Area Archeologica
Pontecagnano, Via Stadio
Area archeologica di Canne della Battaglia.
Sepolcreto e cittadella
Barletta, Località Canne della Battaglia
Museo Nazionale dell’Agro Piceno
Pontecagnano Faiano,
Piazza Risorgimento, 24
Antiquarium
Sala Consilina, Via Cavour
Area Archeologica di Fratte
Salerno
Museo diocesano
Salerno, Piazza Plebiscito
Area Archeologica
Sarno, Via Beniamino Pastore
Palazzo Capua
Sarno, Piazza Michelangelo Capua
Castello di Conversano
Conversano, Corso Morea
P.za della Conciliazione
Museo Nazionale Archeologico
Gioia Del Colle, Piazza dei Martiri
Castello Normanno - Svevo
Parco archeologico di Monte Sannace
Gioia Del Colle, Via per Turi
Dolmen di San Silvestro
Giovinazzo, Località S.Silvestro
Museo Nazionale “Jatta”
Ruvo Di Puglia, Piazza Bovio, 35
SARDEGNA
MOLISE
Castello medioevale
Gambatesa, Via Eustachio, 7
Anfiteatro romano
Larino, Via Dante, 1
Area archeologica di Altilia e Museo
Sepino, Località Altilia
Complesso monumentale del Museo
di Santa Maria delle Monache
Isernia, Via Marcelli, 48
Padiglione Museo del Paleolitico
Isernia, Località La Pineta
258
Area archeologica ’Su Nuraxi’
Barumini, Località Su Nuraxi
Area Archeologica di Sant’Eulalia
Cagliari, vico del Collegio 2
Complesso di San Pancrazio
Cagliari, Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale, 1
Fullonica di Via XX Settembre
Cagliari
Necropoli di Bonaria
Cagliari
Sepolcro e grotta della Vipera
Cagliari, Viale Sant’Avendrace
Villa di Tigellio
Cagliari, Via Tigellio
Area archeologica ‘Nuraghe Longu’
Tertenia, Località Nuraghe Longu
Museo Archeologico Nazionale
Cagliari, Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale, 1
Area archeologica ‘Nuraghe Losa’
Abbasanta, Località Losa
Area Archeologica dell’Orto Botanico
Cagliari, Viale S. Ignazio 11
Pinacoteca nazionale
Cagliari, Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale, 1
Basilica San Saturnino
Cagliari, Piazza S. Cosimo
Area archeologica ‘Tharros’
Cabras, Località Tharros
Antiquarium Arborense
Oristano, piazza Corrias (Coop. La Memoria
Storica)
Torre Grande
Oristano
Area archeologica di Monte Sirai
Carbonia, Monte Sirai
Area Archeologica di Santa Cristina,
Paulàtino
Paulilatino, Località Santa Cristina
Area archeologica di Antas
Fluminimaggiore
Area archeologica ‘Anghelu Ruju’
Alghero, Località Anghelu Ruju
Area archeologica ‘Pranu Muttedu’
Goni, Località Pranu Muttedu
Area archeologica ‘Palmavera’
Alghero, Località Palmavera
Area Archeologica di Nora
Pula, Capo di Pula
Area archeologica ‘Santu Pedru’
Alghero, Località Santu Pedru
Monte Granatico, Sant’Antioco
S. Antioco, Corso Regina Margherita, 113
Villa romana di Sant’Imbenia
Alghero, Località Sant’ Imbenia
Area archeologica di Sulci - Antica città
S. Antioco, Località Sulci
Tomba di giganti Li Lolghi e “Coddu Ecchju”
Arzachena, Località Coddu Ecchju
Parco e Museo archeologico “Genna Maria”
Villanovaforru, Piazza Costituzione, 1
Necropoli Li Muri
Arzachena, Località Li Muri
Area archeologica di Montessu
Villaperuccio, Località Montessu
Nuraghe Albucciu
Arzachena, Località Albucciu
Villaggio nuragico Serra Orrios
Dorgali, Località Serra Orrios
Castello
Castelsardo
Villaggio nuragico di Tiscali
Dorgali, Località Tiscali
Basilica Nostra Signora di Saccargia
Codrongianos
Insediamento di Bruncu Suergiu
Genoni, Località Bruncu Suergiu
Compendio Garibaldino di Caprera
La Maddalena, Isola di Caprera
Castello
Laconi, Palazzo Marchionale
Necropoli ipogeica di Monte Santo
Mores, Località Monte Santo
Museo speleo-archeologico
Nuoro, Palazzo Asproni - Piazza Asproni
Pozzo Sacro Sa Testa
Olbia, Località Sa Testa
Villaggio nuragico Sa Sedda ‘e Sos Carros
Oliena
Castello di Pedres
Olbia
Necropoli Ipogeica Sas Concas
Oniferi, Località Sas Concas
Forte di Monte Altura
Palau
Fonte sacra Su Tempiesu
Orune, Località Su Tempiesu
Antiquarium Turritano
Porto Torres, Via Ponte Romano, 89
Castello della Fava
Posada
Città romana Parco Archeologico di Turris
Libisonis
Porto Torres, Via Ponte Romano
259
Museo del territorio
Sassari
Museo nazionale archeologico - etnografico
’Giovanni Antonio Sanna’
Sassari, Via Roma, 64
Antiquarium di Monte d’Accoddi
ed Area archeologica
Sassari, Località Monte D’Accoddi
Museo del restauro
Sassari, Frazione Li Punti
MUSA - Museo Sassari Arte - Pinacoteca
Nazionale dell’ex Collegio Gesuitico
del Canopoleno
Sassari, Via di S. Caterina
Complesso romano - altomedievale
di S.Filitica
Sorso, Località Santa Filitica
Area archeologica ‘Mandra Antine’
Thiesi, Località Mandra Antine
Area archeologica ‘Nuraghe Santu Antine’
Torralba, Località Santu Antine
Complesso nuragico Santu Antine
Torralba, Località Santu Antine
260
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Tel. 06.6723.2635 - Fax 06.6723.2538
e[email protected]
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Soprintendente ad interim Angelo Maria Ardovino
Referente per il progetto Domenico Vaccaro
Via A. Chiarizia, 14
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
Soprintendenza Archivistica per il Molise
Soprintendente Elena Glielmo
Referente per il progetto Antonietta Santilli
Via Isernia, 15
86100 Campobasso
Tel. 0874 310124
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici del Molise
Soprintendente ad interim Maurizio Galletti
Referente per il progetto Claudio Romano
Palazzo Iapoce
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
Archivio di Stato di Campobasso
Direttore Daniela Di Tommaso
Referente per il progetto Annalisa Carlascio
Via Orefici, 43
86100 Campobasso
Tel. 0874 90349
[email protected]
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici
ed Etnoantropologici del Molise
Soprintendente ad interim Rossella Vodret
Referente per il progetto Dora Catalano
Palazzo Iapoce
86100 Campobasso
Tel. 0874 4271
[email protected]
URP - Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06.6723.2980-2990 - Fax 06.6798.441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
Elefante antico, circa 700.000 anni fa, Museo del Paleolitico di Isernia
Archivio di Stato di Isernia
Direttore Luigina Tiberio
Referente per il progetto Immacolata Di Perna
Corso Risorgimento
Palazzo INPDAP
86170 Isernia
Tel. 0865 26992
[email protected]
CANTIERI APERTI
Comunicazione
e partecipazione
amministrativa
13 - 15 MAGGIO
CULTURA
A PORTE
APERTE
Edizioni MP MIRABILIA
MP Mirabilia - www.mpmirabilia.it
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise
Direttore Regionale Ruggero Pentrella
Coordinatore regionale del progetto Emilio Izzo
Piazza Vittorio Emanuele, 9
86100 Campobasso
Tel. 0874 43131
[email protected] | molise.beniculturali.it
MOLISE
Servizio IV - Comunicazione e Promozione
Responsabile Antonella Mosca
CULTURA A PORTE APERTE - MOLISE
Direzione Generale per il Bilancio e la Programmazione Economica,
la Promozione, la Qualità e la Standardizzazione delle Procedure
Direttore Generale Maddalena Ragni
DIREZIONE GENERALE PER IL BILANCIO E LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA,
LA PROMOZIONE, LA QUALITÀ E LA STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DEL MOLISE
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Pubblicazione opuscolo Molise - Ministero dei Beni e le Attività