Trimestrale Anno XV N. 4/2012 ottobre/dicembre - Poste Italiane SpA Spedizione in A.P. 70% Roma Aut. N. C/RM/56/2012
Il 6 dicembre 2012
l’Enel ha compiuto
50 anni
Buone feste...
NOTIZIARIO
Anse
N. 4/2012
Direttore Responsabile
Franco Pardini
Editore
Associazione Nazionale
Seniores Enel
Associazione di
solidarietà tra dipendenti
e pensionati delle
aziende del Gruppo Enel
Viale Regina Margherita,
125 - 00198 Roma
Iscr. ROC n.14740
Comitato di redazione
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Pasquale Cutino
Carlo Daccò
Prospero Figundio
Federico Memo
Giovanni Salvini
Domenico Tresca
Editing
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Redazione
e Amministrazione
Viale Regina Margherita,
125 - 00198 Roma
Tel. 06.83057422
06.83057390
Fax 06.83057440
Inquestonumero:
Prima Linea
4
Info
Previdenza
7
I requisiti per la pensione
Voci
dall’Anse
9
Eventi e raduni regionali
Cartoline dai Nuclei
Pensieri
e parole
28
TV e terza età
Il presepe napoletano
Enel News
35
A Milano festeggiamenti
per i 50 anni di Enel
Edizione speciale di Enel Contemporanea
Attualità Fiapa
Vita associativa sotto la lente
Impaginazione
e Fotolito
Online Group S.r.l. - Roma
Stampa Tipografia
Facciotti S.r.l. - Roma
Questo numero è stato
edito in 22.200 copie
Pubblicazione fuori
commercio
Reg. Tribunale
di Roma n. 197/98
del 20 marzo 1998
Edizione telematica:
Reg. Tribunale
di Roma n. 405/07
del 18 settembre 2007
Questo periodico
è associato
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l’Editoriale
di Franco Pardini
C
Il bilancio di un anno
guardando al futuro
ari Amici,
siamo di nuovo a fine anno, alla conclusione di dodici mesi difficili, con molte
ombre (le difficoltà del Sistema Paese e l’avvenire incerto delle nuove generazioni, lo spauracchio dello spread e quant’altro), ma anche con la consapevolezza che
se siamo uniti e solidali possiamo farcela. Il Natale è momento di riflessione, di
aspettativa di cose nuove e positive. È un momento di bilanci, di rinsaldamento,
alle volte anche di riscoperta dell’importanza dei legami familiari. Vorremmo che
fosse anche per tutti noi un momento per rafforzare la vicinanza alla nostra
Associazione, che cerca di “esserci” nel momento del bisogno. I nostri colleghi
emiliani ai quali siamo stati vicini ce ne hanno dato atto.
Personalmente arrivo a fine anno con il ricordo delle numerose manifestazioni territoriali (i raduni) alle quali sono stato generosamente invitato (di molti di essi
diamo un resoconto nel seguito del giornale) e che continuano a confermare la
vitalità e direi anche la vivacità del nostro stare insieme.
Quest’anno poi la celebrazione del “cinquantenario aziendale” ha stimolato i
nostri ricordi ed ha suscitato interessanti testimonianze, molte delle quali preparate per partecipare allo specifico concorso organizzato dall’Azienda, e pubblicate
sull’Intranet aziendale. In prosieguo, pensiamo di darne conto anche sul nostro
giornale. Per chi può, ne consiglio la lettura: ne viene fuori uno “spaccato” molto
interessante di come eravamo e di come abbiamo vissuto la nostra vita lavorativa.
Naturalmente, la vita istituzionale dell’Associazione continua a svolgersi secondo
le regole consuete: questo è il periodo di preparazione e approvazione del
Bilancio preventivo del prossimo anno, che è importante non solo per le implicazioni economico-finanziarie ma direi anche, e soprattutto, per le iniziative che, a
livello centrale e territoriale, intendiamo sviluppare a favore dei Soci. Vorrei riconfermare il nostro impegno, intendo della “tecnostruttura elettiva” a tutti i livelli, ad
operare avendo sempre presente i bisogni e le aspettative dei Soci ai quali rinnovo un caloroso invito a partecipare comunque, anche criticamente quando necessario, alla vita associativa.
L’anno che si chiude è stato anche l’anno europeo della solidarietà intergenerazionale: noi lo abbiamo celebrato dedicandogli il “ momento culturale” , tra l’altro
assai apprezzato e partecipato, della nostra manifestazione nazionale. La solidarietà tra le generazioni è un tema complesso e che alimenta prese di posizione
spesso discutibili ed in qualche caso addirittura ingenerose nei confronti di chi
“c’era prima”.
Noi siamo una Associazione che ha nella solidarietà uno dei suoi valori fondanti;
ricordiamocelo sempre manifestandola quando è necessario nei confronti di tutti
quelli che ce la chiedono: le Festività ci aiutino ad essere sempre più disponibili nei
confronti del prossimo.
Cordialissimi auguri a tutti voi.
Franco Pardini
3
Prima
Linea
Attualità Fiapa
T
Anse nazionale
Si è celebrata alla fine di ottobre a Malta l’annuale
assemblea della Fiapa (Fédération internationale
des Associations de Personnes agées), alla quale
ha partecipato il Presidente nazionale Anse Franco
Pardini, in qualità di consigliere di amministrazione
e di componente del comitato esecutivo di tale
Istituzione.
Come l’anno scorso a Roma, lo svolgimento
dell’Assemblea è stato preceduto da un convegno
dedicato quest’anno alla malattia di Alzheimer,
animato da eminenti geriatri di varia nazionalità.
Al di là degli approfondimenti clinici di tale malattia, ne è stata lungamente dibattuta la dimensione
sociale, con le collegate strategie di contrasto del-
l’isolamento e di predisposizione dell’ambiente
più opportuno per assicurare agli ammalati un
decoroso contesto di vita. Critica a questi effetti è
la preparazione del personale paramedico e la collaborazione, in generale, del nucleo familiare del
paziente.
Naturalmente non sono mancate considerazioni
più generali sulle nuove prospettive di vita degli
anziani e sulla centralità delle Istituzioni di volontariato, la cui rilevanza sociale, anche tenuto conto
della sfavorevole congiuntura economica e dell’alleggerimento della protezione sociale, è destinata
sicuramente a crescere.
Vita associativa sotto la lente
T
Prospero Figundio
18.250 giorni di emozioni e ricordi
Il concorso indetto dall’Enel, per celebrare la
ricorrenza dei primi cinquant’anni dalla sua costi-
4
tuzione, offre lo spunto per alcune considerazioni. Dalla partecipazione entusiastica dei Soci Anse
e dei dipendenti in servizio, emerge la voglia di
tutti di ricordare e raccontare il proprio “vissuto”
aziendale, passato e presente, attraverso le immagini, i racconti, gli aneddoti, dimostrando così di
amare sé stessi e la “loro” Azienda. L’orgoglio di
aver lavorato o di lavorare all’Enel traspare dai
sentimenti espressi nei racconti, nelle didascalie
delle foto, nell’impegno nella realizzazione dei filmati amatoriali, contrapponendosi alla tentazione
di dimenticare, presente nell’odierna società globalizzata. La lettura e la visione di tutti i contributi inviati al sito intranet offrono una rappresentazione dell’Enel, grande realtà industriale, ma
anche comunità di persone che credono nei valori
del lavoro, del rigore etico, dell’orientamento ai
risultati, della responsabilità sociale.
Emerge, inoltre, un altro aspetto, rappresentato
dall’incontro di diverse generazioni di lavoratori,
che si è idealmente realizzato nell’ambito del
concorso: le generazioni cui appartengono i Soci
dell’Anse, larga parte dei lavoratori che hanno
contribuito a fare la storia di questi primi cinquant’anni dell’Enel, in cui l’Azienda è stata protagonista dello sviluppo del Paese, e la generazione attuale che vive la realtà odierna dell’Azienda,
divenuta uno dei principali operatori del settore
elettrico, presente in 40 nazioni di 4 continenti.
Salutiamo, dunque, questo incontro ideale che
avviene in coincidenza con la chiusura dell’Anno
europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, perché rappresenta un
fatto non irrilevante in un contesto sociale sempre più incline alle contrapposizioni.
La partecipazione Anse al concorso
Al 6 dicembre 2012, data di chiusura del concorso, i contributi pervenuti al sito intranet da dipendenti in servizio e da ex dipendenti iscritti all’Anse
sono stati in tutto 611. A questo singolare “racconto collettivo”, al quale hanno preso parte i
“protagonisti” di questi primi 50 anni di vita
dell’Enel, le cifre dell’apporto dei nostri Soci si
compendiano in 108 contributi complessivi, tra
cui prevalgono le immagini, che sono state 80,
seguite da 23 racconti o aneddoti e da 5 video.
Dal punto di vista geografico, la partecipazione è
distribuita in quasi tutto il territorio nazionale,
con punte nelle Sezioni Liguria, Basilicata e
Umbria.
Uno dei contributi inviati dai Soci Anse
Pisa, 1974, lavori in Piazza dei Miracoli
(Mauro Vaselli - Sezione Toscana).
Preventivo per l’anno 2013
È stato approvato il Preventivo dell’Associazione
per l’anno 2013. Il documento economico e programmatico per il prossimo anno è stato approvato nella riunione dell’Assemblea nazionale,
tenutasi a Roma il 13 dicembre 2012.
Ecco una sintesi dei dati economici salienti. Per
l’anno 2013 si prevedono entrate complessive
per € 569.181, cui fanno da contropartita spese di
uguale importo per erogazione di servizi ai Soci e
oneri di funzionamento.
Le entrate previste provengono per il 64,86% da
fonti di finanziamento interne (quote associative,
contributi volontari dei Soci, utilizzo accantonamenti, interessi attivi) e per il 35,14% da fonti
esterne (contributo Enel).
Per quanto attiene all’impiego delle risorse, nel
2012 si prevede di destinare il 47,32% dell’ammontare complessivo alle spese alle attività istituzionali a favore dei Soci, il 33,93% agli oneri
generali di funzionamento (personale, spese di
amministrazione, imposte ecc.), e il rimanente
18,75 al funzionamento degli organismi elettivi
centrali e periferici dell’Associazione.
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L’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e
della solidarietà tra le generazioni.
Il 4 dicembre scorso il Governo italiano ha chiuso
ufficialmente le manifestazioni dell’Anno europeo con una conferenza, alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il Premier Monti e il Ministro
della solidarietà, Riccardi, che ha presentato una
proposta di “Carta dei diritti dell’anziano”, di cui
non è ancora noto il testo.
Celebrazioni e dichiarazioni di principio a parte,
sul piano concreto il bilancio dell’Anno europeo
dedicato all’invecchiamento attivo ed alla solidarietà tra le generazioni è assai modesto, perché
mancano i segni di un reale inizio di cambiamento culturale, politico, economico e sociale per
gestire la longevità. Questa straordinaria rivoluzione coglie impreparata la classe politica e la
società di oggi, che non affrontano con risolutezza il problema, anzi non ci provano neppure, sottovalutando l’allarme lanciato da autorevoli studiosi del fenomeno.
L’agire comune è il contrario di ciò che si va proclamando. In questa società individualista, basata
essenzialmente sull’efficienza, l’invecchiamento
della popolazione non merita attenzione, o peggio, è considerato quasi un fenomeno irrilevante.
La conferma è nei fatti. Basti pensare soltanto ai
provvedimenti legislativi che hanno avuto come
obiettivo i trattamenti pensionistici o l’imposizione di ticket sanitari, che colpiscono coloro che
hanno maggiore bisogno di assistenza, accrescendo, di fatto, la povertà tra gli anziani.
E che dire poi della solidarietà tra le generazioni?
Anche in questo caso i proclami non rispecchiano
i comportamenti reali. Più che ricercare gli elementi che collegano le fasi della vita e che evidenziano la necessità di comportamenti solidali tra le
generazioni, si preferisce ricorrere al vecchio ed
6
abusato schema che suddivide la popolazione in
giovani da una parte ed anziani, dall’altra, al fine
di alimentare un latente conflitto d’interessi,
addebitando agli anziani le cause del malessere e
dell’evidente disagio delle nuove leve, che soffrono la disoccupazione, la precarietà, i bassi salari e,
in molti casi, lo sfruttamento, favorito dalla condizione di estrema debolezza in cui viene a trovarsi
chi cerca un lavoro. Individuare nel welfare una
delle cause primarie di tale situazione, ponendosi
soltanto il problema della lievitazione dei costi,
significa ignorare la rivoluzione in atto, rappresentata dall’allungamento della vita e quindi dall’invecchiamento della popolazione, che non va
considerato un semplice fenomeno demografico
temporaneo, ma il segno di un profondo cambiamento che esige interventi strutturali capaci di
porre al centro delle politiche economiche e
sociali i problemi dei giovani senza lavoro e senza
prospettive.
Un approccio semplicistico e manicheo vedrebbe
la soluzione del problema nel togliere agli anziani per dare ai giovani. Ma non è così. Si tratta,
invece, di ripensare il welfare, patto sociale, una
nuova distribuzione delle risorse disponibili; è
necesssario affrancare i giovani dallo stato di
necessità in cui versano, che spesso li costringe a
vivere grazie all’aiuto dei genitori pensionati.
Inoltre, occorre ripensare l’odierna organizzazione sociale, affinché la longevità ora vista solo
come una fonte di maggiori costi, sia considerata
risorsa attiva della quale la società sappia valorizzare la capacità e la voglia di tanti anziani di essere utili alla comunità anche nella fase della vita
post lavorativa, evitando di considerarli soltanto
come persone da assistere, secondo una vecchia e
superata concezione.
Info
Previdenza
I requisiti per la
pensione a un anno
dalla riforma Fornero
Un riepilogo aggiornato dei requisiti
necessari per ottenere la pensione
T
L’ultima riforma delle pensioni compie un anno. È
stata approvata, infatti, con decreto legge n. 201 del
6 dicembre 2011 convertito nella legge n. 214 del 22
dicembre 2011, ed è entrata in vigore dal 1° gennaio
2012. L’evolversi della situazione in conseguenza di
alcune modifiche e chiarimenti intervenuti (decreto
“mille proroghe” n. 14/2012 ed integrazioni seguite
all’entrata in vigore del provvedimento di legge) ci
Pierfrancesco Canetta
suggeriscono di fare un riepilogo aggiornato della
complessa materia.
Pensione anticipata retributiva
Ha cancellato la pensione di anzianità già prevista
dalla precedente riforma (legge Maroni) con il requisito delle c.d. “quote” o alla maturazione dei 40 anni
di contributi.
I nuovi requisiti per ottenere la pensione anticipata sono:
Per l’anno
2012
Anni di età
62
2013
62
2014
62
Qualora si acceda alla pensione anticipata prima dei
62 anni di età, è applicata una riduzione percentuale
dell’1% per i primi due anni di anticipo rispetto ai 62
anni; questa percentuale è elevata al 2% per ogni
anno ulteriore di anticipo.
Il decreto mille proroghe (decreto legge 14/2012) ha
sospeso fino al 2017 l’applicazione della riduzione
percentuale prevista in caso di accesso alla pensione
anticipata prima del compimento del 62° anno di età
purché il lavoratore abbia compiuto almeno 57 anni
di età al momento del diritto alla pensione.
Contribuzione donne
41 anni e 1 mese
Pari a 2.136 settimane
41 anni e 5 mesi
pari a 2.154 settimane
41 anni e 6 mesi
pari a 2.158 settimane
Contribuzione uomini
42 anni e 1 mese
Pari a 2.188 settimane
42 anni e 5 mesi
pari a 2.205 settimane
42 anni e 6 mesi
pari a 2.210 settimane
Per chi matura i requisiti di pensionamento dal 1° gennaio 2012, non si applica più il regime delle finestre.
La pensione decorrerà dal mese successivo a quello di
presentazione e accettazione della domanda da parte
dell’Istituto previdenziale.
Solo per l’anno 2012 i lavoratori del settore privato
nati nel 1952 che abbiano un’anzianità contributiva
di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che
maturano il requisito per la pensione di anzianità
(quota 96) possono conseguire il trattamento di pensione anticipata al compimento dei 64 anni di età.
7
Le lavoratrici del settore privato possono conseguire il
trattamento di vecchiaia a 64 anni qualora maturino
nel 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni
con un’età anagrafica di almeno 60 anni.
Pensione anticipata contributiva alle lavoratrici
Alle donne lavoratrici che in via sperimentale possono
optare, ai sensi dell’art. 1, comma 9, della legge
243/2004, per la liquidazione della pensione di anzianità seconde le regole di calcolo del sistema contributivo, è riconosciuto il diritto di accedere alla pensione
con almeno 35 anni di anzianità contributiva effettiva
e un’età di 57 anni, se lavoratrici dipendenti, e 58
anni, se lavoratrici autonome, a condizione che la
decorrenza del trattamento si collochi entro il 31
dicembre 2015.
Il requisito dell’età è soggetto alla disciplina in materia di adeguamento alla speranza di vita dal 2013.
Poiché tale trattamento è soggetto al regime delle
finestre mobili dei 12 e 18 mesi, l’INPS con circolare
n.35/2012 ha precisato che per effetto dell’applicazione delle finestre tale facoltà deve essere esercitata:
• entro il 30 novembre 2014 dalle dipendenti private
che maturano i 35 anni di contributi e i 57 anni e 3
mesi di età;
• entro il 30 dicembre 2014 dalle lavoratrici pubbliche
che maturano i 35 anni di contributi e i 57 anni e 3
mesi di età;
• entro il 31 maggio 2014 dalle lavoratrici autonome
che maturano i 35 anni di contributi e i 58 anni e 3
mesi di età entro il 31 maggio 2014.
Pensione di vecchiaia
Per accedere alla pensione di vecchiaia dal 1° gennaio
2012, i dipendenti del settore privato devono aver
maturato i seguenti requisiti:
• anzianità contributiva non inferiore a 20 anni (è
decaduta la normativa che dava la possibilità di
richiedere la pensione con 15 anni di contributi versati entro il 31.12.1995);
• età per gli uomini: 66 anni fino al 31.12.2020
67 anni dal 2021;
• età per le donne: 62 anni fino al 31.12 2013
63 anni e 6 mesi dall’1.1.2014
65 anni dall’1.1.2016
66 anni dall’1.1.2018.
Per le lavoratrici del settore pubblico il requisito di età
è di 66 anni dal 2012 fino al 31.12.2020, e di 67 anni
dal 2021.
Per le lavoratrici autonome il requisito di età è di 63
8
anni e 6 mesi per il periodo dall’1.1.2012 al
31.12.2013, di 64 anni e 6 mesi dall’1.1.2014, di 65
anni e 6 mesi dall’1.1.2016 e di 66 anni dall’1.1.2018.
È possibile proseguire l’attività lavorativa sino a 70
anni nello stesso posto di lavoro e con incentivo.
Calcolo della pensione
La pensione spettante ai lavoratori iscritti al Fondo
Pensione Elettrici è costituita da due importi:
• il primo importo per l’anzianità maturata fino al 31
dicembre 2011 è calcolato con le regole del sistema
retributivo ed è costituito dalla somma di 4 quote
distinte:
- quota A - per le anzianità contributive maturate
sino al 31 dicembre 1992;
- quota B - per le anzianità contributive maturate
dal 01.01 1993 al 31.12.1994;
- quota C - per le anzianità contributive maturate
dal 01.01.1995 al 31.12.1996;
- quota D - per le anzianità contributive maturate
dal 01.01.1997 al 31.12.2011.
• il secondo importo relativo all’anzianità successiva al
01.01.2012 è calcolato con le regole del sistema
contributivo.
Pertanto per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contributi, la pensione sarà
determinata dalla somma di due componenti:
- quota di pensione calcolata con il metodo retributivo fino al 31.12.2011;
- quota di pensione calcolata con il metodo contributivo dall’1.1.2012.
Invece, per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di contributi la pensione sarà
determinata dalla somma di due componenti:
- quota di pensione calcolata con il metodo retributivo fino al 31.12.1995;
- quota di pensione calcolata con il metodo contributivo dall'1.1.1996.
Per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 non avevano
versato alcun contributo l’intera pensione è pari al
montante contributivo moltiplicato per il coefficiente
di trasformazione in relazione all’età.
Per coefficiente di trasformazione s’intende quel
valore percentuale che trasforma i contributi versati
in ratei di pensione. Tale coefficiente (che viene
aggiornato ogni 3 anni) varia in relazione all’età del
lavoratore per l’anno 2012 e parte dal 4,419% a 57
anni per arrivare al 5,620% a 65 anni. Con l’anno
2013 saranno determinati i nuovi coefficienti fino
all’età di 70 anni.
Voci
dall’Anse
La Sezione Friuli Venezia Giulia
a Lipizza e Lubiana
T
Bernardetta Rizzardi
Si parte per Lipizza e Lubiana, piove a dirotto, i
commenti si sprecano: “Ecco, è una brutta giornata”, “Ho dimenticato l’ombrello” e simili;
intanto il Presidente Franco Dri, al microfono,
illustra brevemente i luoghi che andremo a visitare e poi ci parla di Anse ti ascolta e del 50°
anniversario di Enel.
Alla fine, arriviamo nella verde Lipizza (Lipica in sloveno), in molto anticipo e senza pioggia. Il buon
umore si diffonde e si va con spirito allegro a pren-
dere un buon caffé con brioche. Chiacchierando
del più e del meno, trascorrono velocemente i
minuti. Inizia così la visita guidata all’allevamento
dei famosi cavalli bianchi, vanto della Scuola di
Equitazione Spagnola della Corte di Vienna.
Ci troviamo in un’oasi verde con ricca vegetazione
e alberi secolari. Ammiriamo questi splendidi
cavalli di razza, davvero eleganti nei movimenti.
Visitiamo le scuderie e il museo che racconta la storia di questo allevamento. La scuderia venne fondata nel 1580 dall’arciduca austriaco Carlo I e fino
Lubiana Piazza del Congresso
Lubiana - Statua del drago simbolo della città
9
Slovenia - Scuderia di Lipizza
al 1918 appartenne alla corte viennese. Durante le
guerre, il branco doveva essere spostato in altri
paesi poi, più o meno ridotto, tornava a Lipizza.
Abbiamo visto anche i vari tipi di carrozze che venivano utilizzate. I lipizzani vengono allevati con un
metodo tradizionale. Gli stalloni vengono stabiliti
in box individuali, hanno un allenamento regolare
mentre le cavalle nobili vengono stabilite in stalle
comuni con un allevamento all’aperto. Scorgiamo
in lontananza i cavalli correre sui prati guidati dagli
esperti cavalieri, che vengono anche profumatamente pagati per il loro lavoro.
Ripartiamo alla volta della capitale della Slovenia,
Lubiana. Il suo simbolo è il drago. Il nome, secondo
alcuni, deriva da Laburus. Altri ritengono che la
parola derivi dal termine Aluviana, seguente ad
un’inondazione della città o da Laubach, nome che
significa “palude”. Altri ancora, i più romantici,
forse pensano una derivazione da Luba che significa “amore”. Adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica,
presenta un interessante centro storico in stile
barocco e Art Nouveau. L’architettura della città,
ricca di case col tetto a punta, risente molto dell’influenza della vicina Austria. Ci spostiamo in ristorante per il pranzo, ritrovandoci in un locale molto
caratteristico, dalla cucina tipica; assaporiamo il
prosciutto del Carso. L’atmosfera è amichevole e
piacevole.
Fuori ci aspetta la nostra giovane guida che ci porterà ad ammirare la piccola ed incantevole piazza
dedicata al poeta France Preseren e la cattedrale di
San Nicola. Camminiamo ascoltando vari aneddoti.
Rimaniamo stupiti dal fatto che in Slovenia l’università è gratuita per chi raggiunge un determinato punteggio alle superiori e non va fuori corso.
10
Lubiana - Chiesa di San Giacomo
Inoltre le donne hanno la possibilità di conciliare
vita familiare e lavoro, grazie al fatto che la scuola
tiene i ragazzi fino alle ore 17,00 e anche nei mesi
estivi. Altra cosa fondamentale è che la donna ha
un influente ruolo sociale, economico e si sente
sicura di passeggiare per le vie della città sia di
giorno sia di notte.
Ci fermiamo ad aspettare il trenino che ci conduce
al castello. Il tratto non è lungo, ma in salita.
Dall’alto vediamo il panorama della città. Entriamo
solo nella corte del castello perché l’interno è costituito da caffé e da spazi che vengono utilizzati per
le mostre e le sfilate di moda. Di medioevale è
rimasta solo una piccola cappella.
Lubiana non solo è ricca di storia e di cultura, ma è
anche una città a misura d’uomo dove durante la
settimana vivono soprattutto studenti. Città molto
pulita, grazie anche agli studenti che raccolgono le
cartacce, e il comune riduce così loro l’affitto. Il
diritto allo studio si unisce al vivere civile, sotto lo
sguardo del grande poeta Preseren.
Voci dall’Anse
DALLE SEZIONI
Raduno dei Soci Anse - Calabria
T
Giuseppe Basile
Il “Villaggio Portorhoca”, incastonato nel suggestivo Golfo di Squillace, è stata la location del 17°
Raduno Regionale dei Seniores Calabresi: oltre 70
Soci con i loro familiari hanno preso parte alla
manifestazione, che si è tenuta il 6 e 7 ottobre.
Ad aprire la giornata è stato l’ingegner Jirillo, Vice
Presidente di Sezione, che nel suo intervento ha
ricordato le attività fatte e quelle programmate
per il prossimo anno, invitando i partecipanti a
una sempre maggiore collaborazione per la crescita della Sezione Calabria. Ha ricordato in particolare le iniziative nazionali - il concorso “Enel,
18.250 giorni di emozioni e ricordi” e “Porta un
amico”, la nuova partnership tra Enel Energia e
Anse, chiedendo a tutti gli amici Soci un contributo concreto.
A nome del Comitato, ha ringraziato tutti i convenuti per la partecipazione e il signor Tommaso
Mirabelli – Responsabile della Zona Enel di
Catanzaro – al quale ha consegnato, a nome della
Sezione Calabria, una targa commemorativa per
l’anniversario della fondazione di Enel con la scrit-
ta “Per i 50 anni di lavoro svolto con immutato spirito di servizio”. Sono state consegnate targhe in
argento a 8 Soci ultraottantenni.
Dopo cena, la serata ha preso una “piega danzante”, arricchita da una maestosa e gustosissima
torta.
La domenica mattina, con un tempo decisamente
estivo, i Soci hanno partecipato alla Messa nel
Santuario della Madonna del Ponte di Squillace
(eretta nel 1724): don Emidio, rettore del
Santuario, ha dedicato l’omelia alla nostra
Associazione ringraziandoci per le emozioni vissute da piccolo, quando osservava con ammirazione
le maestranze di Enel mentre intervenivano sugli
impianti per garantire alla popolazione la continuità del servizio elettrico.
Guidati poi da Beatrice e Daniela, giovani e competenti guide turistiche, i partecipanti hanno fatto
un’escursione nel Parco Archeologico della
Roccelletta che conserva, nel sottosuolo, i resti dell’antica città greca di Skilletion e della romana
Minervia Scolacium. Ad oggi è possibile godere
11
della Piazza del foro circondata da portici e dominata dal capitolium di età repubblicana, con il
Teatro Romano e la Basilica di Santa Maria della
Roccella.
Nel Museo, allestito da poco, i reperti ritrovati nel
sito sottolineano l’evoluzione artistica e culturale
del centro antico nelle fasi cruciali della sua vicenda, dalla preistoria al Medioevo.
Il pranzo domenicale ha concluso due giorni indimenticabili.
Raduno Sezione Sardegna
T
Federico Memo
Quest’anno il raduno della Sezione Sardegna si è
svolto a Olbia, l'antica capitale del Giudicato di
Gallura e oggi considerata l’anticamera della Costa
Smeralda. I Soci di Sassari e Cagliari con le rappresentanze del Sulcis, dell’Oristanese e del Nuorese
hanno organizzato per l’occasione una simpatica
12
cerimonia per la consegna di una pergamena a ciascun Socio e al Socio familiare in ricordo della giornata.
Nel suo discorso il vice Presidente Nazionale
Federico Memo ha ribadito i concetti di appartenenza, aggregazione e impegno profusi da ogni
Socio per l’Associazione, elementi questi che arricchiscono il Socio stesso, ma anche l’Associazione
tutta e contestualmente riuniscono cementando le
generazioni all’interno della grande famiglia Enel.
Vincenzo Farris, Responsabile del Nucleo di Sassari
ha illustrato nei dettagli l’impegno assunto
dall’Anse con Enel Energia per la divulgazione
delle nuove proposte e nuovi percorsi per la fornitura di energia elettrica e gas verso nuovi clienti.
La ricorrenza è stata allietata dalla presenza dei
Soci Antonietta Dell’Orfano e Piero Dessalvi che
hanno festeggiato le nozze di diamante.
Giornata della Solidarietà in Umbria
T
Enzo Severini
La sede Enel di Perugia ha ospitato, per il terzo
anno consecutivo, la giornata della solidarietà, iniziativa promossa dall’Associazione Umbra per la
Lotta Contro il Cancro insieme all’Anse Umbria. Si
tratta di una raccolta fondi il cui ricavato, grazie
all’offerta derivante dalla vendita dei ciclamini della
speranza, sostiene il servizio di assistenza oncologi-
ca domiciliare, fiore all’occhiello dell’Associazione
umbra che opera a Perugia, nel Folignate, nell'Alta
Valle del Tevere e nella Zona del Ternano.
Il Servizio di Assistenza Oncologica Domiciliare è
completamente gratuito e si avvale di personale
altamente specializzato come medici, infermieri,
fisioterapisti, psiconcologi e di nuove metodologie
terapeutiche.
L’evento di solidarietà ha toccato la sede Enel e ha
visto dipendenti insieme a ex dipendenti contribuire a questa importante iniziativa con la propria
offerta per il ciclamino della speranza.
L’Anse Umbria è da sempre impegnata sul fronte
della solidarietà e, grazie alla collaborazione con
Enel, promuove eventi che coinvolgono dipendenti ed ex dipendenti per battaglie importanti come
la lotta contro il cancro.
Raduno Sezione Lombardia
T
Ercole Caselli
Il 4 ottobre si è svolto il Raduno della Sezione
Lombardia presso un ristorante di Polesine
Parmense, con la partecipazione del Presidente
nazionale Franco Pardini.
Come da tradizione ormai consolidata, i vari Nuclei si
sono organizzati autonomamente per un momento
culturale vissuto in mattinata. Alcuni hanno scelto di
visitare Piacenza, altri hanno optato per Busseto e i
13
luoghi verdiani, altri ancora si sono diretti al Castello
di Torrechiara nei pressi di Langhirano.
Verso le 13 incominciano a confluire i pullman al
ristorante e dopo un ottimo aperitivo goduto in
giardino, complice la bella e tiepida giornata autunnale, tutti i circa 450 partecipanti si sono avviati
verso la grande sala per l’incontro conviviale,
durante il quale, oltre alla degustazione delle prelibatezze man mano proposte, si vive il piacere dell’incontro e del raccontarsi con vecchi colleghi ed
amici.
Prima del taglio della torta e del brindisi finale, il
14
Presidente nazionale ha consegnato una pergamena e un piccolo dono ad alcuni Soci che hanno dato
per lunghi anni e stanno ancora prestando la loro
opera e il loro impegno nell’Anse.
Alla felice e brillante penna del Socio e amico Ercole
Caselli la cronaca (anche in rima) della seconda
parte della nostra giornata.
“Bouia d’un mond ledar che bel post i’ema catè”
traduzione: Caspita che bel posto abbiamo trovato.
Questa tipica espressione dialettale parmense sarà
scappata anche al “maestro” Giuseppe Verdi, nelle
sue passeggiate con tabarro e bombetta sull’argine destro del Po.
È qui, con la bruma che si dirada ai
primi raggi di sole che, benedetta
da S. Francesco (4 ottobre) l’Anse
Lombardia ha indetto un gran rinfresco, tra Busseto e Zibello nella
patria del culatello.
Dall’ovest all’est una moltitudine
di colleghi si è data appuntamento questa mattina “ansiosa“ di
vedere la Corte Pallavicina.
Tra esclamazioni di gioia, abbracci,
nostalgiche strette di mano per
rimembrare il tempo passato, si è
cominciato a degustare: parmigiano, salumi, tortelli e ravioli.
Cosi alle gran forme di parmigiano
stringiamogli la mano, al sottile e
buon strolghino facciamogli l’inchino e al signor culatello leviamo
tanto di cappello.
Specialità dal gusto delicato che
deliziano il palato, tanto che per
confermare la bontà degli strolghini è intervenuto anche il
Presidente Pardini che, contento
di questo grande risultato, alcuni
colleghi ha poi premiato, ed al
suon della Traviata si è conclusa la
giornata.
Baci abbracci qua e là e un arrivederci alla prossima opportunità.
“Basilicata in … luce”:
una mostra per non dimenticare
T
Luigi Punzi
Sabato 27 ottobre, nei locali della Biblioteca
Nazionale di Potenza, alla presenza di una folta
rappresentanza di Soci Anse e di dipendenti
dell’Enel in servizio è stata inaugurata la mostra
Basilicata in … luce “viaggio nella memoria” organizzata dalla Sezione Anse di Basilicata.
Alla cerimonia di apertura sono intervenuti
Vincenzo Viti, Assessore alla Formazione, Lavoro,
Cultura e Sport della Regione Basilicata, Luciano
De Rosa, Assessore alle Attività Produttive,
Commercio e Turismo del comune di Potenza,
Franco Sabia, Direttore della Biblioteca Nazionale
di Potenza, Donato Leone, Responsabile Macro
Area Sud Relazioni esterne territoriali e
Associazioni Imprenditoriali Enel, Domenico
Ferrigni, Responsabile Zona Potenza Enel
Infrastrutture e Reti, Prospero Figundio, Vice
Presidente Nazionale Vicario Anse, Luigi Punzi,
Presidente Sezione Anse Basilicata.
Quest’ultimo, dopo una breve presentazione
dell’Anse e della sua “mission” ha illustrato lo
scopo dell’iniziativa che ha affiancato le celebrazioni ufficiali dei primi cinquant’anni di vita
dell’Enel.
L’obiettivo primario è stato quello di far rivivere,
attraverso documenti, immagini, attrezzi, vecchie
apparecchiature e materiali vari, la storia dei lavoratori elettrici lucani che con impegno, professionalità, abnegazione e spirito di sacrificio hanno
contribuito a valorizzare il proprio territorio regionale e ad esaltarne l’identità culturale, nonché a
fare dell’Enel quella grande Azienda protagonista
dello sviluppo del paese.
Si è voluto contrapporre alla tentazione di dimenticare, fortemente presente in questa società globalizzata, la volontà di conoscere e di ricordare, in
quanto convinto che la memoria del passato possa
contribuire a rinsaldare quel rapporto di comunità
che deve essere sempre vivo in ciascuno di noi.
Il materiale esposto – che ha rappresentato lo
“spaccato” di un vissuto aziendale e parte della
storia della Società Lucana per Imprese
Idroelettriche e dell’Enel – è stato
temporaneamente messo a disposizione da alcuni Soci e colleghi ai
quali va il più vivo ringraziamento
per aver contribuito al successo
della mostra.
Tra più di 100 cimeli, 50 foto e
documentazione varia che rappresentano un patrimonio storico-culturale da divulgare alle nuove
generazioni, il visitatore ha potuto
ammirare il fucile lancia sagola che
veniva utilizzato durante lo stendimento dei conduttori di linee elettriche per superare ostacoli di varia
natura, il contatore a moneta data-
15
to 1937, il limitatore di corrente utilizzato per le
forniture di energia elettrica a cottimo (prima dell’avvento dei contatori), un quadro di bassa tensione in marmo, risalente agli anni ’30, l’attrezzo per
ricambio lampade dell’impianto di pubblica illuminazione, il telefono da campo utilizzato prima dell’avvento delle radio ricetrasmittenti, azioni ed
obbligazioni della Società Lucana per Imprese
Idroelettriche (S.L.I.I.) e della Società Meridionale
di Elettricità (S.M.E.), un libretto della Cassa Mutua
Aziendale, foto della visita di Alcide De Gasperi alla
centrale idroelettrica Caolo di Tramutola (anno
1952) e del gruppo di produzione (1927), foto
della sperimentazione in agricoltura dell’aratura
elettrica risalente al periodo fascista.
Dopo la proiezione di un breve filmato realizzato
nel 1958 dalla Società Lucana per Imprese
Idroelettriche “Un paese rinasce”e un DVD sulla
mostra realizzato dalla Sezione Basilicata e gli
interventi delle Autorità politiche, dei Responsabili
dell’Enel e del Vice Presidente Vicario Nazionale, i
partecipanti hanno potuto far visita al materiale
esposto.
La mostra ha riscosso grande attenzione da parte
dei mass-media locali (stampa e RAI), è rimasta
aperta fino al 24 Novembre ed è stata visitata da
molti alunni degli Istituti Tecnici Industriali.
Da questa iniziativa la Sezione Basilicata e l’Anse
intera ha ricavato sicuramente lustro e visibilità.
Ha fatto seguito, poi, la celebrazione della
Giornata del Senior Elettrico con la consegna,
16
dopo un buon pranzo presso un ristorante del
luogo, di una targa ricordo ai Soci Anse Giuseppe
Mauro Faniello, Roberto Lipani, Michele Manicone,
Pasquale Parente e Francesco Raimondi per la loro
fedeltà all’Associazione.
27 Ottobre 2012: una mostra per non dimenticare tutti lavoratori elettrici lucani ed in particolar modo quelli che hanno sacrificato la loro
vita per il progresso della Basilicata e dell’intero paese.
Anse Campania: il premio fedeltà
al caffè-concerto
T
Pasquale Cutino
Quindici anni di iscrizione all’Anse sono un bel traguardo per i nostri Soci e quest’anno l’Anse
Campania ha voluto festeggiare questi ‘eroi’ dei
nostri tempi riportando indietro nel tempo, in una
Napoli del passato, i suoi iscritti quindicinali.
Cornice della manifestazione è stato lo storico teatro
Margherita. Qui Luciano Capurro, nipote del compianto Socio Antonio e discendente dell’autore della
celeberrima canzone “O sole mio”, ha messo in scena
con la sua compagnia teatrale un poliedrico spettacolo di “Carosello napoletano”,
con melodie napoletane
delle origini fino a quelle
nate dal confronto con altre
culture, in particolare quelle
nate dall’influenza americana, che ha creato condizioni
particolarmente favorevoli
per la nascita e l’evoluzione
di un rock mediterraneo al
quale hanno dato il loro
apporto musicisti del calibro
di Pino Daniele, Toni Esposito e James Sanese.
Personaggi della tradizione napoletana come
Pulcinella, un attore trasformista, le scenografie e
diversi cantanti hanno arricchito lo spettacolo trasformandolo anche in un vero e proprio varietà partenopeo.
Il luogo dell’evento, il Salone Margherita, dalla sua
fondazione ha contribuito a favorire gli incontri del
mondo artistico e letterario. Il teatro sorge nel cuore
di Napoli nella Galleria Umberto I che, inaugurata
nel 1890, fu il primo monumento di rilievo edificato
a Napoli dopo la cacciata dei Borboni. In quell’epoca divenne di moda a Napoli un genere teatrale
importato dalla Francia il caffè-chantant e il Salone
Margherita, nato come un lussuoso e ricchissimo
caffè-concerto, divenne in breve tempo il fulcro
della rivista e della canzone napoletana e oggi rappresenta una delle tappe obbligate per chi voglia
fare la storia del varietà in Italia. Una settimana
dopo l’inaugurazione della Galleria, il Salone veniva
aperto nei suoi locali sotterranei. Fedele cronista
della serata all’epoca fu Matilde Serao, fondatrice
con il marito Eduardo Scarfoglio del quotidiano “Il
Mattino”. Essa descrisse con dovizia di particolari la
sala del teatro, sfolgorante
di luci e abbellita nella volta
da sedici figure muliebri
dipinte dal Risi, rimaste
intatte
nonostante
il
tempo trascorso e gli inevitabili periodi di decadenza
che il teatro attraversò nel
dopo guerra. Annotò
anche che all’inaugurazione partecipò buona parte
della nobiltà e degli intellettuali napoletani tra cui
Ruggero Bonghi, filosofo e
parlamentare. Negli anni successivi il teatro continuò a essere frequentato da un pubblico composto
da esponenti della nobiltà partenopea e della Casa
Savoia, mentre la Napoli letteraria e canora fu rappresentata da Scarfoglio e dalla Serao, da Di
Giacomo, Bracco e Russo. Sul suo palcoscenico sono
passate le più elogiate dive del varietà di tutto il
mondo come “La bella Otero” e “Eugenie Fouger”
proveniente dal Moulin Rouge di Parigi. Napoli in
quel periodo era la più francese o meglio la più parigina delle nostre metropoli. Su quel palcoscenico si
fecero applaudire oltre alle star internazionali già
citate, tutti i maggiori artisti del tempo da Maldacea
a Cantalamessa, dalla Faraone alla Persico, dalla
Sempieri alla Ciotti.
17
Raduno Anse Abruzzo
T
Cesare Di Matteo
La locandina, allegata alla lettera inviata a tutti i
Soci, per illustrare il programma del convivio di fine
anno e Raduno Regionale del Senior Elettrico, sinteticamente metteva in risalto lo spirito di sincera
amicizia che ogni anno si rinnova in occasione dell’incontro con i numerosi partecipanti a dimostrazione dell’appartenenza ad un’Associazione che
vuole ricordare i momenti migliori trascorsi insieme nella vita lavorativa.
Ecco, cari amici, tutto questo dovrebbe animarci
per il raggiungimento dei quegli ideali di partecipazione collaborativa che hanno sempre ottenuto
positivi consensi.
Ed ora parliamo della giornata trascorsa insieme a
molti Soci provenienti da tutta la Regione (circa il
50% degli iscritti), che hanno dimostrato grande
interesse per i luoghi visitati, con apprezzamenti
positivi al complesso dell’organizzazione.
Alla manifestazione, svoltasi il 21 ottobre, hanno
preso parte circa 260 persone per raggiungere
Loreto Aprutino, cittadina immersa nel verde degli
ulivi in provincia di Pescara, per visitare vari musei
del luogo ed ascoltare la Santa Messa nella Chiesa
di Pietro con le cappelle di San Tommaso e San
Zopito.
Durante la Santa Messa i Soci sono stati salutati dal
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Sindaco del Comune, figlio di un nostro iscritto,
che ha espresso la propria solidale partecipazione,
augurando una lieta giornata ed un particolare ringraziamento per avere scelto Loreto Aprutino
come luogo per il Raduno.
Dopo la Santa Messa i Soci si sono sbizzarriti nella
ricerca dei luoghi più caratteristici che una cittadina antica nasconde fra le sue strade e nei suoi dintorni, le cui origini si fanno risalire al IX secolo,
come riportato nel “Castrum Laureti”.
Il convivio è proseguito presso il ristorante dove,
oltre alla musica e i balli, si è trovata anche l’opportunità, attraverso le parole dei responsabili della
tecnostruttura, di illustrare le iniziative dell’Anse,
con particolare riferimento all’acquisizione di
nuovi iscritti, linfa vitale della nostra Associazione.
Nel contesto del convivio è stata data lettura della
lettera di saluto del Presidente nazionale Franco
Pardini, con la quale viene espresso un cordiale
augurio per una buona riuscita della manifestazione, ricordando lo spirito collaborativo che abbiamo con Enel Energia ed Enel Mercato.
A corollario della manifestazione è stata allestita
una mostra intitolata “Ricordi nella memoria” ove
venivano esposti materiali elettrici risalenti anche
all’inizio del 1900.
Raduno annuale della Sezione Piemonte
e Valle d’Aosta
T
Sergio Meloni
Sabato 6 ottobre 2012 si è svolto a Borgomanero
(Novara) il raduno annuale della Sezione Piemonte
e Valle d’Aosta. La manifestazione, cui hanno partecipato più di 600 Soci, si è articolata in due
momenti distinti:
• Incontro dei Soci presso la Basilica del Santuario
del Santissimo Crocifisso di Boca, realizzata su progetto dell’Antonelli, per assistere alla Santa Messa
e per la premiazione dei Soci che nel corso del 2012
hanno compiuto 85 anni.
Alla premiazione ha partecipato anche il Socio
Luciano Modena decano della Sezione che il 12
dicembre 2011 ha festeggiato i 100 anni.
Tra i numerosi premiati vogliamo citare in particolare Pier Giovanni Bordiga, tra i fondatori della
nostra Associazione e primo Presidente nazionale:
la targa gli è stata consegnata dall’attuale
Presidente Franco Pardini, anche quest’anno graditissimo ospite alla manifestazione.
• Successivo trasferimento a Borgomanero per il
pranzo sociale; all’ingresso del ristorante i Soci del
Nucleo di Borgomanero hanno organizzato la
mostra fotografica “Come eravamo” nella quale
con poche immagini sono riusciti a trasmetterci
19
sensazioni importanti sul nostro passato, sulla cultura del servizio che ci ha sempre caratterizzato e,
soprattutto, sui nostri rapporti con la gente ed il
territorio.
Ringraziamo il Comitato del Nucleo di
Borgomanero per l’impegno profuso nell’organizzazione della manifestazione e soprattutto i numerosissimi Soci che anche quest’anno hanno sancito
il successo della giornata con la loro calorosa presenza.
Giornata del Senior elettrico a Piacenza
T
Paolo Alberto Macchi
Il consueto raduno dei Seniores dell’Emilia
Romagna si è svolto a Niviano (PC) il 27 ottobre,
con la partecipazione di oltre 300 Soci.
Otto pullman e molte macchine hanno portato i
tanti Soci in mattinata a visitare la bella città di
Piacenza e lo splendido Borgo di Grazzano
Visconti.
Poi, tutti a pranzo, a gustare l’ottima cucina piacentina.
All’inizio del pranzo il Presidente della Sezione
Paolo Alberto Macchi, dopo il doveroso saluto ai
presenti, ha ricordato i Soci ed i familiari del territorio colpiti dal grave terremoto, nei cui confronti
20
l’Associazione è intervenuta con un contribuito di
€ 20.000.
Successivamente, la conduttrice della manifestazione la Maestra del Lavoro Francesca Goni ha presentato i numerosi ospiti intervenuti, ringraziato i
tanti Soci presenti, i Nuclei per la solita e indispensabile collaborazione. Un plauso particolare alla
Responsabile di Nucleo Sig.ra Bussandri ed al suo
marito Ambrogio per l’organizzazione della manifestazione.
Tra i graditi ospiti anche la squadra dei
Responsabili di Enel Energia della nostra Regione,
indispensabili per l’Associazione per informative e
per compilare contratti luce e gas, nostro principale obiettivo per il futuro.
Per ultimo, un grazie al sempre presente
Presidente nazionale Franco Pardini, immancabile
alle nostre manifestazione e da sempre punto di
riferimento indispensabile per la nostra Sezione.
Soddisfatti per la bella giornata trascorsa assieme,
tra canti, balli ed ottimo pranzo, i partecipanti
hanno ripreso la via di casa con l’auspicio di rivedersi il prossimo anno sempre più numerosi.
Raduno Sezione Puglia
T
Raffaele Casalini
Il 1° dicembre si è svolto il raduno annuale della
Sezione Puglia.
Il programma della manifestazione, che ha visto la
partecipazione di oltre 230 Soci ed invitati, ha previsto la visita della Cattedrale di Trani, regina delle
Cattedrali di Puglia ed unica Cattedrale costruita
sul mare; la visita della Cattedrale di Ruvo di
Puglia, uno dei più riusciti esempi dell’architettura
romanico-pugliese, nonché la visita della splendida Cattedrale di Bitonto, tra gli esempi più nobili
dell’architettura religiosa del medioevo pugliese,
costruita (tra il 1175 ed il 1200) ad imitazione del
tempio nicolaiano di Bari.
Il gruppo si è poi trasferito presso la Tenuta Torre
del Monte in Ruvo di Puglia dove in una elegante
atmosfera il Presidente della Sezione Puglia
Raffaele Casalini ha porto il benvenuto a tutti i partecipanti e si è soffermato sul problema dell’assistenza degli anziani sempre più isolati nell’attuale
società.
Hanno preso poi la parola il Presidente Nazionale
Franco Pardini nonché il Responsabile di Enel
Energia per la Puglia e Basilicata Ing. Giuseppe
Abbattista che ha sottolineato l’accordo ultimamente concluso tra Anse ed Enel Energia.
Quindi sono stati consegnati una targa ricordo
nonché un gadget offerto da Enel Energia ai Soci
più anziani: Michele De Natale (Bari) – Giovanni
Buttigline (Bari) – Felice Renzulli (Foggia) – Mario
Patrizio (Foggia) – Domenico Virgilio (Maglie) –
Giuseppe Novelli (Maglie) – Giuseppe Chiriacò
(Lecce) – Felice Del Fiore (Lecce) – Raffaele Loglisci
(Monopoli) – Antonio Addante (Monopoli) –
Antonio Del Grosso (San Severo) e Leonardo Del
Vescovo (San Severo).
Si è proceduto quindi alla degustazione di piatti
tipici pugliesi.
Con l’augurio infine a tutti i partecipanti di un arrivederci e di buone feste Natalizie si è conclusa una
giornata all’insegna del sacro, della cultura ma
soprattutto all’insegna dell’amicizia come l’omaggio assegnato dalla Sezione al Presidente nazionale.
21
Voci dall’Anse
DAI NUCLEI
Presi per la gola
T
Domenico Tresca
Una simpatica iniziativa del Nucleo di Pescara
Ad iniziativa del Responsabile del Nucleo di
Pescara Osvaldo Di Donato e del dinamico Bruno
De Dominicis, si è tenuto in Villanova di
Cepagatti, in locali messi a disposizione da un
Socio, un mini corso di cucina, in quattro serate.
Le lezioni teorico-pratiche sono state affidate alla
Sig,ra Gigliola Puca, 4° classificata al "Campionato
italiano cucina per casalinghe".
Ogni serata si è conclusa con la degustazione
delle prelibatezze cucinate abbinate a vini regionali scelti dallo stesso Di Donato, appassionato
sommelier. Al termine del corso è stato consegnato un attestato di partecipazione.
Cartolina dal Nucleo di Bari
T
Emilia Sisti
Il Nucleo di Bari, a conclusione del periodo estivo ha
organizzato per i Soci e loro familiari una visita alle
tenute di Al Bano Carrisi ed al centro storico di
Brindisi. Il gruppo di 50 partecipanti ha prima visitato con una guida a pochi chilometri da Cellino S.
Marco, nel cuore del Salento, la tenuta di Al Bano
Carrisi, coltivata a vigneti e uliveti e un progetto
ideato dall’artista Al Bano con una vegetazione di
lecci, eucalipti, querce vallonee e macchia mediterranea. In quest’angolo di paradiso sono presenti
anche daini, piccoli rapaci, ricci, volpi e aironi oltre
ad un bellissimo villaggio per vacanze.
Nel pomeriggio il gruppo ha raggiunto il centro
storico di Brindisi; con una guida ha iniziato il percorso ammirando al centro del porto il
Monumento al Marinaio d’Italia costruito nel
1933, i palazzi storici sul lungomare e in particola-
22
re il cinquecentesco palazzo Montenegro.
I colori del carparo di alcuni edifici, la pietra chiara
e lucida della pavimentazione, i prospetti che
incorniciano il Duomo, accolgono i turisti nel centro storico della città. È stata visitata la Cattedrale
dedicata a S. Giovanni Battista, ricostruita dopo il
terremoto del 1743, sulle rovine di quella
Normanna ed inoltre la chiesa di S. Michele
Arcangelo detta delle Scuole Pie, edificata nel XVII
secolo. Accanto alla chiesa, i padri scolopi realizza-
rono una scuola per dare istruzione ai ragazzi
poveri. Recentemente questi locali, restaurati dal
Comune, ospitano una galleria dell’artigianato
locale: “La Corte degli artigiani”. Infine per concludere la visita, avendo tralasciato tanto da ammirare per mancanza di tempo, la guida ha mostrato il
nuovo Teatro Verdi e il Palazzo Granafei-Nervagna,
costruito nel 1565, dove vi è una bellissima mostra
fotografica e il capitello originale della colonna
romana. Il portale è sovrastato dallo stemma della
famiglia Granafei.
Il giro turistico ha trovato piena soddisfazione in
tutti i partecipanti, i quali hanno apprezzato la scelta del programma; questi incontri sono l’occasione
per rivedere vecchi amici e colleghi nonchè per
conoscere storie e monumenti delle nostre città.
Il Nucleo di Ferrara a Recoaro Terme
T
P.A.M.
Recoaro Terme, immerso nell’incantevole scenario
della Conca di Smeraldo, ai piedi delle Piccole
Dolomiti dista 42 km da Vicenza, noto per turismo
termale e benessere.
Vale la pena ricordare la Regina Margherita di
Savoia, prima regina d’Italia, che soggiornò a
Recoaro nel 1879 seguendo così l’apice dello
splendore della cittadina termale.
Circa cinquanta Soci del Nucleo di Ferrara si sono
ritrovati nella cittadina, partecipandovi al tradizionale pranzo sociale.
La manifestazione è stata molto apprezzata da
tutti per l’aspetto culturale/gastronomico ma,
soprattutto, perché ha consentito ai Soci di trascorrere una giornata in allegria e insieme.
Ciao mare
T
Luigi Ramazzotti
Agli inizi di settembre il Nucleo di Albano ha organizzato un soggiorno al mare nella splendida baia
di Maratea, nel golfo di Policastro. Ai numerosi
Soci di Albano che hanno aderito all’iniziativa, si
sono aggiunti alcuni Soci di Roma e Frosinone e
tutti insieme al momento del distacco hanno salutato quel mare blu con la usuale frase Ciao Mare,
parola d’ordine per un ritorno in un prossimo futuro. Il tempo è trascorso volando via tra giornate di
bagni e di sole e serate in allegria con giochi e
intrattenimenti musicali nelle accoglienti strutture
dell’albergo affacciato su una insenatura, che sembrava essere un dipinto. Indimenticabile per tutti è
stata l’escursione su un veliero, con aperitivo e
pranzo annessi, che ha fatto conoscere ai nostri
Soci la costa tra Sapri e Maratea. Altra tappa, questa volta via terra, è stata Paestum e la vicina area
archeologica. Tutti i Soci hanno dimostrato grande
apprezzamento per l’iniziativa, tanto da chiedere
di poterla ripetere in futuro, estendendo l’invito
anche agli amici di altri Nuclei.
23
Cartolina da Cecina
T
Franco Righi
Come ogni anno il Nucleo Anse di Cecina ha chiamato a raccolta i propri Soci per il consueto pranzo
conviviale annuale, occasione che ci ha dato modo
di riepilogare le molteplici attività, Nazionali,
Regionali e locali portate a termine nel corso del
2012 poste in essere anche in occasione dei festeggiamenti per il Ventennale Anse e del 50° di Enel e
quelle programmate per il prossimo anno.
L’incontro ha avuto luogo sabato 24 novembre
2012 presso un ristorante di Cecina Mare: hanno
partecipato il Presidente nazionale Franco Pardini, il
Presidente della Sezione Toscana Laurentino
Menchi, un numeroso gruppo di Soci del Nucleo ed
alcuni amici del Nucleo di Follonica.
Il pranzo è stato vivacizzato con una lotteria e con
poesie maremmane declamate con successo da
una partecipante alla manifestazione.
L’apprezzato pranzo è terminato con un brindisi
all’indirizzo dell’Anse e dei suoi associati e con lo
scambio degli Auguri di Buon Natale e Felice Anno
Nuovo.
Cartolina da Parma
T
Antonia Fornari
Il primo sabato di dicembre si è svolta, presso i
locali dello “Sporting Club” di Parma, la Giornata
del Senior del Nucleo di Parma. Grande è stata la
partecipazione dei Soci accolti dal Presidente della
Sezione Emilia Romagna e dalla Responsabile del
Nucleo, Antonia Fornari, la quale ha illustrato brevemente l’attività svolta nell’anno, rimarcando il
24
consolidamento dello spirito associativo e sollecitando a fare buon uso delle professionalità integrando le esperienze con azioni di volontariato.
Inoltre, nell’ambito della partnership Anse – Enel
Mercato è stata resa nota l’offerta di Enel Energia
riservata ad associati, familiari ed amici, per la stipula di contratti per la somministrazione della fornitura del gas. La proposta è stata illustrata nei dettagli dal Responsabile del Punto Enel di Parma assistito da un suo collaboratore, all’uopo invitati,
anche attraverso la distribuzione di opuscoli. I presenti hanno seguito con attenzione, apprezzandone i contenuti. Nel corso del convivio sono stati
premiati due Soci ed è stato festeggiato il compleanno di uno di loro. La festa si è conclusa in un
clima festoso e con il tradizionale scambio degli
auguri per le imminenti Festività.
Voci dall’Anse
E ALTRO ANCORA
Lo Zafferano d’Abruzzo
T
Domenico Tresca
Un pizzico insaporisce e dona colore ai primi
piatti a base di riso
Nel cuore dell'Abruzzo, in provincia di L'Aquila,
lungo il Tratturo Magno della transumanza, si
estende l'altopiano di Navelli, dove da secoli si coltiva lo zafferano, insignito dal 2005 della qualifica
di Zafferano DOP dell'Aquila.
Lo zafferano viene utilizzato per esaltare il gusto di
molti piatti. Un pizzico insaporisce e dona colore ai
primi piatti a base di riso (famoso è il risotto alla
milanese), secondi di pesce e crostacei e aromatizza dolci lievitati e biscotti. È impiegato nell'industria dolciaria e liquoriera. In passato veniva usato
anche per i colori; ho letto che il
suo nome deriva dalla parola
araba che individua il giallo.
Le origini della coltivazione
dello zafferano nell'Aquilano
vengono fatte risalire intorno al
1300. Si narra che sia stato un
frate domenicano della Santa
Inquisizione di nome Santucci a
portare dalla Spagna a Navelli,
suo paese di origine, alcuni bulbi di Crocus Sativus,
pianta dal cui fiore si ricava la pregiata spezia.
La pianta del crocus sativus ha trovato terreno fertile per la crescita nell'altopiano di Navelli. Alle
favorevoli condizioni pedoclimatiche si è aggiunta
una tecnica di coltivazione e di lavorazione tramandata nei secoli, che ha portato lo zafferano
dell'Aquila, caratterizzato per la lunghezza degli
stimmi e per l'elevato potere aromatico, a divenire
una delle più apprezzate varietà della specie nel
mondo. Oggi come ieri la coltivazione (salvo la predisposizione dei solchi) e la raccolta dello zafferano sono completamente manuali; il ciclo è annuale. La raccolta si effettua nel periodo autunnale al
mattino, quando i fiori sono ancora chiusi: i fiori, di
colore lilla violaceo, si schiudono ai raggi del sole e
si serrano quando è buio o piove. Alla raccolta
segue la fase della sfioratura ossia si separano i
fiori dagli stimmi che vengono essiccati. La tostatura porta ad una riduzione ad un sesto del peso iniziale degli stimmi per cui, per produrre un Kg. di
zafferano, occorrono circa 60 Kg. di fiori (circa
200.000 fiori).
La produzione dello zafferano
dell'Aquila ha attraversato un
periodo di crisi profonda negli
anni sessanta a causa della forte
importazione spagnola. La ripresa
si è avuta a partire dal 1971 con la
costituzione a Civitaretenga di
Navelli della prima cooperativa da
parte di un pugno di agricoltori
guidati da Salvatore Serra, divenuto poi famoso
anche fuori dei confini d'Italia.
Ma l'altopiano di Navelli non è solo terra di produzione dello zafferano. I borghi medioevali di
Navelli e Civitaretenga, il bellissimo e molto noto
complesso abbaziale di Bominaco e il sito archeologico di Peltuinum in Prata d'Ansidonia meritano
di essere visitati.
25
Enel
T
Alberto Beretta
Quando nacque, 50 anni fa, i Tempi erano diversi
ed anche le Parole parevano diverse o forse c’era
più tempo per pesarle. Infatti quando nacque ci
fossilizzammo un po’ sul suo nome, tanto la
Sostanza era già stata decisa altrove (come al solito…).
ENEL, Enel, enel, E.N.E.L. tentammo di capire il significato della sigla, dell’abbreviazione, dell’acronimo.
Il marchio si chiamava ancora marca, il brand era
una storpiatura di brandy che aveva soppiantato
l’arzente di autarchica memoria (cambiare sempre
le parole, ma non cambiare il prodotto).
Su E e su N non ci fu niente da dire ENTE NAZIONALE, il problema era EL.
La maggioranza non si poneva dubbi EL=
ELETTRICITÀ ma si obiettava : perchè non E e basta
da cui ENE, roba da correre il rischio di assomigliare
a quelli che dopo 50 anni sono diventati concorrenti (ah,ah che lungimiranza ebbero i Seniores!).
Altri disquisirono che se il termine era ELETTRICITÀ
ci sarebbe dovuti occupare anche di ambra, di rane,
di fulmini, di elettroni ecc. ecc. Tra le interpretazioni un po’ folcloristiche è da annoverare anche:
ENTE NAZIONALE ELETTRICO, bello tutti elettrizzati, un po’ su di giri, con una ricarica personalizzata
secondo il bisogno. I più fantasiosi arrivarono a
ENTE NAZIONALE ENERGIA LETRICA, con buona
pace dell’Accademia della Crusca si anticipava il riemergere di una parola, ENERGIA.
Il bambino Enel, non si preoccupò del suo nome,
crebbe molto velocemente, il clima era giusto e
l’ambiente favorevole; il Liquidatore della nostra
Società nazionalizzata confidò che si aspettava, in
base alle sue esperienze, che l’incarico durasse
almeno 4 o 5 anni invece dopo 6 mesi uomini,
impianti, mezzi cominciarono ad operare sotto il
marchio Enel. Il giovinetto si trovò subito a operare
in una foresta di nuove sigle, la loro conoscenza era
fondamentale per capire qualcosa di Enel:
Compartimenti, Direzioni, Distretti, Settori, Esercizi,
26
Zone, Gruppi, Centri, Servizi, Uffici, Reparti, Nuclei,
Squadre, ecc.ecc.
La Struttura venne applicata al Territorio con battaglie che si intuivano non proprio incruente, in fin
dei conti 1.200 Società indipendenti sono state
calate entro un sistema che ha dovuto scegliere
gratificando alcuni e scontentando altri. Quando
tutta l’organizzazione era a regime secondo i piani
prestabiliti emerse un grosso problema di livello
nazionale: il soddisfacimento della aumentata
domanda di Energia Elettrica da parte degli utenti.
I piu’ “avanzati” individuarono il tasso di crescita al
7% annuo, con il raddoppio della potenza da
immettere in rete ogni 15 anni, tradotto al popolo
tra il 1970 e il 1985 bisognava costruire quanto si
era costruito tra il 1900 e 1970. L’Enel fu in Italia
l’attore principale di questa tematica il cui sviluppo
e la cui conclusione sono nella Storia della Nazione
e dell’Europa.
Per i giovani e per i corti di memoria ricordiamo che
il “Piano per il Distacco Programmato dell’Utenza
dalla Rete” è rimasto in vigore una decina di anni
tra gli anni ‘80 e ‘90.
Il nostro Enel è nel pieno della maturità quando
entra nella stagione del cambiamento, una stagione che da quando è iniziata non si è ancora conclusa: Privatizzazione, Società per Azioni, Dividendi
ecc. ecc. con tutto un corollario di termini “diciamo
Inglesi”che dobbiamo conoscere per seguire la vita
del nostro uomo e pensare che con una Parola
Chiave si pensava di racchiudere tutto: la RISTRUTTURAZIONE, ingenui! Siamo alla Cronaca cioè alla
Storia dei Nostri Giorni che ci mostrano la capacità
di adattamento dell’uomo e delle sue organizzazioni alle condizioni dell’ambiente, come è stato fin da
quando ha cominciato a calpestare il Pianeta.
Ci piace e siamo orgogliosi di ricordare che c’è una
parte importante del nostro paese che lavora e ha
lavorato, vive ed ha vissuto attorno a un simbolo
fino ad ora immutato: Enel.
LO CHEF CONSIGLIA
T
Franco Pardini
PER LE FESTE RICORDIAMOCI…
DEL BACCALÀ.
Il povero baccalà, ossia il merluzzo conservato sotto sale (da non confondere con il ” fratello” stoccafisso, essiccato al sole e al vento), era un cibo
proletario con il quale sfamarci nei giorni di “vigilia”. Ora le cose sono di
molto cambiate e certe qualità di baccalà hanno dei prezzi da oreficeria.
Intendo comunque proporvelo perché può essere un piatto che sicuramente fa la sua figura negli impegnativi pranzi di magro delle Festività. D’altra parte molte regioni hanno diverse ricette che lo utilizzano come
ingrediente base. Io ve ne propongo una romana, nella quale sono riconoscibili anche influssi della cucina
giudaica: Roma ha infatti uno dei ghetti più antichi.
La preparazione è relativamente semplice: in un capiente tegame - in cui possano stare “comodi”- si collocano i pezzi di baccalà ammollati e spinati (diciamo 600-700 grammi per 5 persone), unitamente ad un trito di
cipolla ed aglio. Si soffrigge il tutto a fuoco moderato aggiungendo poi pezzetti di pomodoro, avendo cura
di amalgamarli con il baccalà versando, se necessario, un po’ d’acqua. Infine si aggiunge del prezzemolo tritato con una manciata di pinoli e uvetta sultanina portando infine a cottura. Se correttamente eseguito, è
un “gran piatto”.
Strutturalmente simile è la versione in agrodolce anche se più ricca di ingredienti: in questo caso i pezzi di
baccalà vengono infarinati e fritti.
In un tegame, si prepara un trito di cipolla, prezzemolo e aglio a cui si aggiunge un po’ di zucchero, facendo
in modo che il tutto imbiondisca e si amalgami. Si aggiunge poi mezzo bicchiere di vino e due cucchiai di
aceto, che lasciamo sfumare. Quindi è la volta degli
altri ingredienti: qualche spicchio di mela, uvetta, prugne, pinoli e scorza di limone; poi un po’ di sale e una
punta di zucchero. Dopo una ventina di minuti si
aggiungono i pezzi di baccalà tenuti da parte e si conclude con un pizzico di peperoncino.
Last but not least, lasciatemi fare il “tifo” per il baccalà
marinato della mia terra versiliese: semplicissimo.
Il baccalà viene infarinato, fritto e condito con una
marinata di aceto insaporito con aglio, rosmarino e
peperoncino in quantità variabile secondo i gusti (io
sono “agliofilo” quindi esagero con l’aglio!).
Buon appetito!
27
Pensieri
e Parole
TV e terza età:
un colossale paradosso
Gli anziani, spettatori televisivi
molto assidui, ma poco premiati
T
Giuseppe Antonelli è un collega pensionato
di Bari impegnato in attività di volontariato
nell’Associazione Italiana Spettatori Onlus/AIART,
di cui è Presidente per la Puglia e fa parte del
Comitato di Presidenza nazionale di tale
Associazione.
L’AIART – costituita nel 1954 – è impegnata per il
consumo critico ed intelligente dei mass media e
per la tutela dei telespettatori; in tale contesto,
Antonelli rileva come gli utenti televisivi anziani non
siano “favoriti” dai palinsesti, che si rivolgono quasi
sempre ad un pubblico anagraficamente giovanile,
i cui gusti ed interessi sono “premianti” sul piano
dell’audience e del fatturato pubblicitario. Ciò
anche se gli anziani sono i più assidui consumatori
televisivi.
È ormai evidente e chiaro che le emittenti televisive private, commerciali e anche quella di Stato,
sono “ipotecate” dall’assillo dell’audience e dei fatturati. Questa psicosi da performance economica
fa perdere di vista il fatto che un’emittente televisiva, ancorché un’attività economica, debba perseguire anche obiettivi sociali.
In questo scenario mediatico-economico vive e si
amplifica sempre più un colossale paradosso. Le
28
Giuseppe Antonelli
televisioni nella loro programmazione e nell’elaborazione dei loro palinsesti dimenticano totalmente
quella grande fascia di consumatori televisivi che
sono gli anziani. Non occorre certamente una verifica demoscopica per accertarsi che i più grandi
divoratori di televisione sono i cittadini anziani e la
percentuale di ore medie giornaliere di consumo
televisivo si eleva sempre più man mano che ci s’inoltra in realtà socialmente meno vivaci e culturalmente più aride.
Se ci soffermiamo su un’attenta analisi dei palinsesti o una fruizione meno passiva dei programmi
televisivi trasmessi, noteremo, senza essere sofisticati massmediologi, che la programmazione, la
scrittura dei programmi, le trame, l’impaginazione,
la pubblicità, la conduzione, i personaggi invitati
negli approfondimenti, tutto è finalizzato ad intercettare un target anagraficamente giovanile.
Assenti quasi del tutto sono i programmi informativi o d’intrattenimento che si preoccupano della
grande moltitudine di telespettatori anziani. Le
preoccupazioni dei produttori e delle “cabine di
regia” non tengono presenti i temi, gli interessi, i
tempi di comunicazione, i registri linguistici, le
modalità adatte ad un pubblico in età matura.
È un’umanità questa totalmente trascurata, tratta-
ta in modo residuale, poco interessante dal punto
di vista del marketing, non degna di essere monitorata e ascoltata nelle sue necessità.
È una fascia sociale sempre più presente dal punto
di vista elettorale, considerata la longevità, ma che
non ha rappresentanza prepolitica e men che
meno politica. Le centrali aziendali dedite alle strategie di marketing sono preoccupate di intercettare i giovani dalle capacità di spesa medio-alte per
cui programmi, fiction, sport, pubblicità, film,
intrattenimento, canzoni, muovono tutti all’arrembaggio del pianeta giovani. Rende molto di più un
passaggio pubblicitario di un profumo, di un’auto
veloce, di una crema snellente o abbronzante, di
un tonico aperitivo, di una crociera ai Caraibi, che
un collante per dentiera, un montascale, un viaggio organizzato a Santiago di Compostela.
Di fronte ad un pubblico anziano che si distingue
come il più fedele pagatore di canone il trattamento ricevuto è quello di una semplice e poco appetibile unità di marketing e non di persona portatrice
del diritto ad essere correttamente informata e
dignitosamente intrattenuta. Questa deriva effimeramente giovanilistica delle emittenti televisive
italiane, pubbliche e private, ha subìto un’accelerazione con il passaggio, nel nostro paese, al sistema
di trasmissione digitale. Nel variegato panorama
delle emittenti generaliste e tematiche che utilizzano questa nuova tecnologia, non c’è spazio, ancora una volta, tranne pochi isolati coraggiosi tentativi di matrice cattolica, per questa larga fetta di
società italiana che ha tanto da donare in saggezza, esperienza, creatività, e, sembrerà un ossimoro,
tanta giovanilità d’animo.
In questo contesto assillato da psicosi da fatturato,
ove le società emittenti hanno rinunciato alla missione sociale della loro attività, urge una forte consapevolezza del ruolo e dello spazio da coprire da
parte dell’Associazionismo e del prepolitico. Mi
rendo conto che lo sforzo economico di un’attività
emittente non è indifferente, ma la passione
volontaristica, la voglia di contare ancora nelle
comunità in cui si vive, la fedeltà ai principi solidaristici, che costituiscono il DNA della variegata
galassia degli anziani in Italia, sono gli elementi
fondanti per non rendere utopica una televisione
che risponda a questa generazione così irriguardosamente trascurata.
Le Associazioni di volontariato, i Sindacati dei pensionati, le Associazioni dei media-educatori, la diffusa rete di Associazioni Aziendali Seniores come
l’Anse degli elettrici, i sodalizi Confraternali e le
Misericordie, dovrebbero a pieno titolo essere gli
“azionisti” di questa urgente e necessaria attività.
C’è un’enorme domanda di aspettative che sale
dalla società adulta, col tempo sempre più numerosa, che non viene soddisfatta. Conoscere e condividere le pratiche migliori di vita degli anziani presenti in Italia, sapere le varie esperienze di convivialità e di tempo libero, essere informati circa i provvedimenti di legge e di tutela sociale inerenti gli
anziani, acquisire cognizioni basilari di salute e
benessere, venire a conoscenza di luoghi, paesaggi, tesori storici, usanze, tradizioni, mediante un
turismo dolce e dedicato a questo tipo di utenza;
penso siano solo alcuni argomenti che potrebbero
interessare e coinvolgere i tanti cittadini anziani
sparsi per città e contrade del nostro Paese. Sono
questi, tra l’altro, gli argomenti evidenziati
dall’Unione Europea per l’anno dedicato all’invecchiamento attivo della popolazione anziana.
È un’umanità che chiede, con voce flebile ma con
dignità, di essere ancora parte attiva di un’Italia
che ha contribuito con passione, orgoglio, stenti e
sacrifici, a fare in modo che sieda al tavolo dei
grandi del pianeta. Facciamo in modo che similmente sieda tra i commensali al tavolo della qualità
della vita assicurata ai nostri anziani.
29
Il declino
T
Wanda De Giorgis
Per lungo tempo a lei proprio non ci pensavo mai.
È stata lei a non dimenticarsi di me, anche se me ne
stavo, opportunamente, defilata come se la cosa
non mi riguardasse.
Mi è piombata addosso all’improvviso, velocemente e mi ha costretto a una convivenza che mi pesa,
anche se non posso far altro che accettarla.
È una convivenza non sempre facile fatta soprattutto di “smemoratezze”, “smarrimenti” e “distrazioni”, reali o di comodo, che ti costringono a prendere coscienza dei tuoi limiti, quando perdi i colpi,
dei tuoi riflessi lenti, ad adeguarti a essi, a guardarli da vicino e a riconoscerli anche se certamente
preferiresti che non fossero entrati nella tua vita,
nei tuoi tempi, che non sono più quelli di una volta.
Parafrasando un noto personaggio, dico: “Ma di
che cosa sto parlando?”.
Della vecchiaia, tappa importante. Certo l’argomento non è molto piacevole e questa parola non
ha proprio niente di poetico o di avvincente. Provo
a definirla con un altro termine? Declino? Cioè fase
di decadenza, discesa, tramonto?
Il significato non cambia molto: “tramonto” va già
meglio. Un tramonto ha un suo fascino, una sua
particolare bellezza. In questo caso, però, bisogna
aguzzare la vista per vederla.
Ho accennato alla “smemoratezza”, parola persino
dolce, è più accettabile di “appariscente perdita
della memoria” sulla quale incombe l’Alzheimer, o,
nella migliore delle ipotesi la “demenza senile”.
Ho usato anche i termini persino patetici, “smarrimenti” e “distrazioni”, che preferisco a breve stato
confusionale, verificabili in queste occasioni:
“Che cosa sono venuta a fare di corsa in questa
stanza? Che sto cercando?”
“Come si chiama quella signora che per strada mi
ha salutato? Il suo nome l’ho sulla punta della lingua, ma… Certo la conosco, chi sarà?”
“E qual è la trama del film che ho visto solo ieri sera
30
alla TV e che mi ha persino commossa, fatto che
ormai mi capita raramente mentre prima (quanti
secoli fa?) partecipavo con maggior interesse e
avevo le lacrime in tasca?”
“E dove mai avrò ficcato il foglietto giallo (post it)
con la nota delle commissioni che oggi dovrei assolutamente sbrigare? Ricordo di aver pensato, lo
metto qui perché così lo trovo subito, ma qui
dove?”
“E perché , nel momento meno opportuno, e non
capirò mai con quale utilità, mi ritorna in mente
una poesia di Pascoli imparata a memoria quando
frequentavo le scuole elementari negli anni trenta,
e non ricordo che giorno è oggi anche se quando
mi sono alzata dal letto ho diligentemente controllato il calendario?”
Quello che va fatto, fallo subito, altrimenti te lo
dimentichi, consigliava saggiamente qualcuno.
Giusto, ma se le cose da fare che ti vengono in
mente tutte in una volta sono cento, come te la
cavi? Anche se hai a portata di mano carta e penna
non ce la fai ad afferrarle perché, fuggevolmente,
come sono arrivate se ne vanno…forse ti faranno
la cortesia di ritornare, forse no.
Comunque, prima di dichiararmi in vendita per
fine stagione, cercherò con spirito di resistenza, di
non arrendermi alla passività senile, di non ripiegarmi su me stessa, mi organizzerò meglio facendo
mie le parole di Pascal : “…c’è abbastanza luce per
chi vuol vedere…”, perché vorrei continuare a
vedere, esserci, pensare, ascoltare, sia pur in un
silenzio intimo e profondo, la mia voce e tutte le
altre voci, alcune melodie che vanno diritte al
cuore, prima che il tutto si spenga poco a poco
come si spegne il lumino di un cero e non considerare il tempo che mi resta come se fosse solo sabbia che inesorabilmente scorre in una clessidra.
Mi piacerebbe potermi consapevolmente congedare, prima di essere congedata per demotivazio-
ne, disinteresse, straniamento nei confronti della
vita. Vorrei continuare a coltivare interessi, sollecitare informazioni e rievocazioni.
Peccato che quando avrò imparato a dare importanza solo alle cose che veramente contano,
lasciando scivolar via lo zapping di sciocchezze,
sarò ormai arrivata alla cerimonia degli addii, cioè
avrò raggiunto la cima della scala che più o meno
faticosamente ho salito in tanti anni. Gradino dopo
gradino. Probabilmente su ognuno di essi sono
rimasti appesi tanti ricordi di giorni belli dimenticati - che peccato! - e di giorni brutti fortunatamente
caduti nell’oblio, ma che hanno lasciato il segno.
Comunque scrivere di sé può essere “vivere oltre la
fine”, farsi sentire almeno dopo quando non si è
stati ascoltati prima. Io ci provo.
Ultima chiamata
T
Giovanni Salvini
Il Gruppo della Banca Mondiale comprende cinque
istituzioni internazionali, le più note delle quali
sono la Banca Internazionale per la Ricostruzione e
lo Sviluppo e l’Agenzia Internazionale per lo
Sviluppo. La Banca venne costituita il 27 dicembre
1945, con lo scopo di aiutare la ricostruzione
dell’Europa e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale; negli anni ’60, con il progredire della
decolonizzazione, i paesi da finanziare crebbero di
numero.
Nel corso degli anni i suoi obiettivi non
si sono più concentrati sul solo sviluppo economico, puntando anche sulla
riduzione della povertà, sulla tutela
dell’acqua potabile, sull’educazione e
sullo sviluppo sostenibile intesi come
fattori chiave della crescita economica
e, soprattutto, adottando politiche di
tutela ambientale e sociale.
Si tratta, quindi, di un’organizzazione
di ampio respiro che, in qualche misura, ben può definirsi “il cuore del gotha
economico planetario” ed i cui “moniti” – per l’autorevolezza di chi li pronuncia – non sono certo tali da essere
trascurati.
Di recente ha reso noto il rapporto Turn Down the
Heat che presenta un quadro drammatico dei
danni climatici derivanti dall’aumento di temperatura causato dall’evoluzione delle emissioni di gas
serra, abbastanza pubblicizzato anche dalla stampa quotidiana.
Per la verità, sono diversi anni che inascoltate cassandre dipingono un futuro mondiale a tinte
fosche, ma sinora interessi economici (e politici)
nazionali hanno allegramente continuato a dilapi-
31
dare le risorse della Terra, in un presente che non
tiene affatto conto del comune futuro. Basti pensare che dal 1995 ad oggi si sono tenute ben 19
conferenze sull’ambiente. Ora questo rapporto
mette popoli e governi di fronte ad una sorta di
ultima chiamata.
Ma quali sono le prospettive climatiche contenute
nel rapporto?
A fronte di un quasi inevitabile aumento della temperatura globale di 4° C entro la fine del secolo,
questi sono in sintesi gli scenari:
• ondate di calore estremo: non più una volta ogni
secolo, bensì quasi ogni anno. La caldissima estate del 2012 non rappresenterà un fatto eccezionale, ma la norma, con aumenti di 6° C o più delle
temperature medie estive: l’area mediterranea
sarà particolarmente interessata;
• innalzamento del livello dei mari: si stima che
entro il 2100 (quindi ci siamo!) il livello medio dei
mari aumenterà di ca. 1 metro (con possibilità di
livelli più elevati), a seguito dello scioglimento dei
ghiacci. Sono fin troppo evidenti le conseguenze
che ciò produrrà su un mondo sovrappopolato,
in gran parte sottosviluppato e carente di solidarietà internazionale. Nuotare o affogare;
• acidificazione dei mari: l’innalzamento della temperatura favorirà più elevate concentrazioni di
CO2 con il risultato di oceani più acidi; le barriere
coralline smetteranno di crescere ed anzi inizieranno a dissolversi. Un caro ricordo ai paradisi
tropicali, spiagge di sogno, Polinesia incantata;
• riscaldamento globale: secondo la Banca
Mondiale “il verdetto scientifico è senza appello”; del riscaldamento sono responsabili le attività dell’uomo. Un aumento della temperatura
media di 4° C è paragonabile alle grandi variazioni storiche conosciute e si pensi che oggi superiamo di 0,8° C i livelli preindustriali (solo ieri);
• impatto sull’agricoltura; 4° C e siccità determineranno un significativo calo della produzione agricola mondiale; particolarmente toccata, tra le
altre, l’Europa meridionale. La certa prospettiva è
una popolazione di magri, quella probabile di
denutriti.
32
Non sono possibili altri rinvii, occorre una sostanziale modifica dei nostri sistemi di vita, il tempo
della cicala è ormai alle spalle; realisticamente, si
può pensare che qualcosa venga ora finalmente
fatto, non solo per solidarietà, ma – in chiave meramente egoistica epreso finalmente atto della
realtà delle cose - per conservare una parte del presente benessere che verrebbe totalmente azzerato
dai prevedibili sconvolgimenti economici e sociali
che deriverebbero da un mondo assetato, affamato e spinto alla disperazione.
D’altra parte, cosa vogliamo lasciare ai nostri nipoti?
Commentando questo rapporto, un giornalista ha
osservato realisticamente che le azioni “correttive”
potranno avere possibilità di qualche successo solo
se “sponsorizzate” dalle grandi potenze; i piccoli
da soli non possono farcela.
Infine, una luce: il rapporto evidenzia che un
aumento della temperatura globale contenuto
entri i 2° C consentirebbe scenari meno apocalittici. Che Sandy sia stato un segnale?
L’argomento ha formato oggetto dell’ultimo vertice ONU sul clima, tenutosi a Doha (Qatar) e conclusosi l’8 dicembre dopo due settimane di lunghi e
difficili negoziati tra i 194 Paesi partecipanti.
Purtroppo, come ha commentato il Ministro
dell’Ambiente Corrado Clini, “invece di fare un
passo avanti, la comunità internazionale ha fatto
un passo indietro perchè non si è riusciti a trovare
un accordo in grado di dare concretezza e continuità agli impegni presi con il Protocollo di Kyoto”.
In sostanza, la validità del Protocollo – che sarebbe
terminata alla fine del 2012 – è stata estesa fino al
2020 con un compromesso chiamato “Doha climate gateway”, con un impegno che appare più di
stile che di sostanza: in pratica, la riduzione dei gas
serra è stata accolta dai Paesi dell’Unione Europea,
nonchè da Australia, Svizzera e Norvegia che,
peraltro, incidono solo per il 15% delle emissioni
totali, mentre non si sono assunti precisi impegni
Stati Uniti, Canada, Giappone e Russia.
Non resta che sperare nel prossimo appuntamento
del 2013 a Varsavia, anche se le speranze sono
indubbiamente alquanto basse.
Il presepe napoletano:
storie, leggende, tradizioni
T
Pasquale Cutino
Le prime notizie sul Natale cristiano risalgono all’inizio del IV secolo. Il 25 dicembre si celebrava la
nascita di Cristo, l’adorazione dei pastori e quella
dei Magi.
Il sentimento che accompagna da sempre questa
festività è la gioia, perché la nascita di Cristo segna
l’inizio della redenzione dell’umanità. Il Natale ha
avuto un naturale prolungamento con la concentrazione di altre festività che lo seguono: Santo
Stefano, San Giovanni apostolo e i Santi Innocenti
sono ricordati nei giorni 26, 27 e 28 dicembre mentre nelle domeniche successive viene festeggiata la
Sacra Famiglia. I Re Magi
poi, giungendo con tredici
giorni di ritardo alla capanna di Betlemme ove era nato
il Re dei Re, hanno consentito a tutti noi di prolungare le
feste
di
Natale
fino
all’Epifania che “tutte le
feste porta via”.
C’è una radicata analogia
tra il Natale cristiano e i
Saturnali romani che si
festeggiavano proprio nella
seconda
quindicina
di
dicembre e che si estrinsecavano con lo scambio dei
doni e regali ai bambini. In
questi ultimi anni si è poi
inserita nella tradizione natalizia una figura estranea alla nostra cultura: “Babbo Natale”, un mix tra
Santa Claus, il julebok scandinavo e il Re dei
Saturnali romani.
Le fonti storiche inerenti il presepe sono i Vangeli
di Luca e Matteo, che narrano della nascita di
Gesù. Tutto ciò portò lo scrittore napoletano
Cuciniello ad affermare che “Il presepe è la traduzione in dialetto napoletano della più bella pagina
del Vangelo”. Esso rappresenta quell’attimo che
cambiò la storia. E ’il Vangelo tradotto in ogni lingua, è un viaggio senza fine, è un piccolo universo
in cui si mescolano devozione e folclore, tradizione
familiare e ritualità. Il presepe come era la tradizione napoletana e prima che il consumismo esasperato imponesse le sue regole, non era mai uguale
all’anno precedente. Anno dopo anno si modificava e si arricchiva. Addirittura
le famiglie napoletane se lo
tramandavano di generazione in generazione. Nel riaprire gli scatoloni, messi da parte
dopo l’ultima Epifania, si provava sempre un filo di emozione e un illusorio recupero
di fanciullezza. Fatalmente
qualche pastore perdeva una
mano o il colore del viso si era
alterato: era una buona occasione per andare a San
Gregorio Armeno, luogo del
Natale napoletano, per comprarne uno dello stesso tipo,
ma alla fine quello danneggiato non si gettava via:
aggiustato alla meglio veniva
sistemato in un angolo un po’
appartato. E per essere fedeli alla tradizione si collocavano i tre Re Magi molto lontano dalla grotta
di Betlemme e ogni giorno si facevano avanzare a
poco a poco fino a che il giorno dell’Epifania si trovavano davanti al Bambino per la consegna dei
regali quali l’oro, l’incenso e la mirra.
33
Come era diversa per i bambini di ieri l’attesa della
Santa notte ove tutta la famiglia, in processione
per la casa deponeva il
Bambino nella mangiatoia.
È un rito ancora oggi in uso
per quelle famiglie che non
hanno mai rinunciato al
presepio e alla passeggiata
a San Gregorio Armeno per
la ricerca sulle bancarelle
del pezzo nuovo da collocare sul presepe familiare. Vi è
grande varietà di scelta, alle
dimensioni classiche dei
pastori di terracotta (7-1012-14 cm) oggi si sono
aggiunte vere chicche in
miniatura di misura di tre
centimetri (moschelle) ed
addirittura di un centimetro
(mini moschelle).
Il presepe artistico del settecento napoletano fiorì durante il periodo barocco,
cioè quando l’arte iniziò a staccarsi sempre più dai
legami con contenuti religiosi, per cui si esaltava il
“profano” a discapito del “sacro”. La testimonianza
più evidente è rappresentata dal “Presepe
Cuciniello” che si può ammirare nel museo S.
Martino di Napoli, in cui ci sono pastori grandissimi
con abiti di seta ed in velluto ricamati in oro. In
esso il quadro della natività pur collocato in alto al
centro, sovrastato da una cascata di Angeli, diventa secondo all’attenzione dello spettatore perché
questo viene rapito dal quadro della taverna piena
di cibarie, salsicce, prosciutti, carni macellate, fiaschi di vino, piatti colmi di maccheroni, giocatori di
carte, concertino tutto questo è la conferma che
nel presepe artistico del Settecento il “profano”
sovrasta il “sacro”.
Le classi sociali più elevate, appena il presepe non
fu più di moda, lo abbandonarono e il popolo se ne
impossessò, ma si vide costretto a eliminare tutti
quei materiali costosi e rendere il tutto più economico. Ciò fece emergere altri valori contrapposti
all’abbondanza barocca dei materiali e alla fredda
34
rappresentazione teatrale del presepe napoletano
del settecento. La gente comune mirabilmente riesce a fondere sacro e profano,
le varie scene del presepe dell’ottocento diventano scene
popolari e per questo esaltano e accentuano la religiosità
della scena centrale: la
“Natività”. Alla bellezza e
all’arte del settecento napoletano l’ottocento replica con
una bellezza piena di vita e
arte.
Anche a tavola il Natale napoletano ha le sue tradizioni. Il
menù della vigilia di norma è
cosi composto: spaghetti ai
frutti di mare, pizza di scarola,
pesce in bianco, filetto di mussillo al forno appena gratinato
oppure baccalà fritto, capitone fritto. Insalata di rinforzo
con cavolfiore bianco insaporita con papaccelle,
olive bianche e nere, acciughe. Infine gli struffoli,
paste reali, raffioli con cassata, mostaccioli. Non
devono mancare le ciociole: noci, mandorle, nocelle, castagne del prete, fichi secchi bianchi e neri. E
per concludere una bella fetta di melone di Natale,
quello bianco con la scorza verde bottiglia. Se poi
si deve andare alla messa di mezzanotte, nell’attesa una bella tombolata. Il pranzo del 25 dicembre
è composto da tagliolini in brodo di cappone o
minestra maritata, capretto al forno o cappone
lesso senza contorni e per concludere struffoli e
cassata.
Il ritorno alle tradizioni e una sentita partecipazione al Santo Natale con tutto quello che di magico
lo circonda dovrebbe essere per tutti noi una riconquista oltremodo gratificante. Negli ultimi tempi la
crisi ha ridotto di molto gli sprechi e il presepio è
un esempio di come basta poco per essere felici.
Infatti come dice Eduardo nella sua commedia
“Natale in casa Cupiello” per fare un presepe
occorrono quattro pezzi di legno, un po’ di sughero, un po’ di muschio e tanto tanto amore.
Enel News
A Milano festeggiamenti
ufficiali per i 50 anni di Enel
È passato esattamente mezzo secolo da quel lontano 6 dicembre 1962, quando, dopo un acceso
dibattito politico, furono nazionalizzate sotto
l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica ben 1.300
aziende e fu creata un’infrastruttura energetica
capace di unire il Paese e sostenerne lo sviluppo
negli anni del boom economico.
Lo scorso 6 dicembre, a conclusione di un intero
anno dedicato alla celebrazione del cinquante-
nario di Enel, oggi la più grande azienda elettrica
d’Italia e una delle maggiori a livello globale, si è
svolto a Milano presso l’Università Bocconi, un
evento che ha chiuso i festeggiamenti. Paolo
Andrea Colombo e Fulvio Conti, rispettivamente
Presidente di Enel e Amministratore Delegato e
Direttore Generale di Enel, erano presenti all’evento, insieme al Ministro dell’Economia e delle
Finanze Vittorio Grilli e al Rettore dell’Università
Bocconi di Milano, Andrea Sironi.
Ripercorrendo le tappe del suo ultimo libro “I 50
anni di Enel”, lo storico Valerio Castronovo nell’occasione ha tracciato gli ultimi 50 anni di vita
dell’Enel evidenziandone i momenti salienti
anche in relazione all’evoluzione del nostro
Paese. I professori Massimo Bergami e Giuseppe
Soda, autori, insieme a Pierluigi Celli, del libro
“Enel. Da monopolista nazionale a leader globale”, sono intervenuti alla tavola rotonda dal titolo omonimo.
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Edizione speciale di Enel Contemporanea
per i 50 anni di Enel: Big Bambu’ di Mike
e Doug Starn al Macro Testaccio di Roma
Dall’11 dicembre è aperta al pubblico la grande
installazione “Big Bambú” realizzata degli artisti
americani Mike e Doug Starn, selezionati per Enel
Contemporanea 2012
Protagonisti della sesta edizione di Enel
Contemporanea, il progetto promosso da Enel che
prevede ogni anno la realizzazione di opere d’arte
sul tema dell’energia da parte di artisti di diverse
nazionalità, sono gli artisti americani Mike e Doug
Starn. Quella del 2012 è un’edizione speciale ideata da Enel per festeggiare il suo cinquantenario:
“Big Bambú”, questo il nome dell’opera, è una
gigantesca installazione, realizzata appositamente
per la città di Roma, aperta al pubblico dall’11
dicembre scorso e allestita negli ampi spazi di
MACRO Testaccio.
L’opera della serie “Big Bambú” è stata concepita
dai fratelli Starn come un organismo vivente in
continuo mutamento nella sua complessità ed
energia, grazie all’utilizzo di un materiale solido e
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flessibile, oltre che altamente simbolico, come il
bambù. All’interno dell’architettura-scultura l’imprevedibile incrociarsi dei bambù diviene al tempo
stesso elemento giocoso ed espressione della molteplicità della vita, dell’immaginazione e della
creatività umana. Rendendo la flessibilità e gli
intrecci del bambù elementi fisici di costruzione,
ma anche elementi mentali di riflessione, il visitatore può abbandonarsi nello spazio di quest’opera
d’arte in continua trasformazione. Si tratta quindi
di un grande organismo vivo che si trasforma, si
muove, si adatta al tempo e cresce non in dimensioni ma in sensazioni.
Realizzata da Enel nell’ambito della consolidata
partnership con il MACRO, Enel Contemporanea
2012 offre al pubblico la possibilità di vivere in
modo nuovo l’area museale di MACRO Testaccio.
L’installazione, tutta da scoprire, si snoda con percorsi e camminamenti aperti ai visitatori, tra emozioni, natura e colori. Ma è anche un sorprendente
luogo d’incontro e di aggregazione, dove ci si può
fermare per una chiacchiera,
ad ascoltare una presentazione, a leggere un libro o anche,
semplicemente, a guardare il
panorama di Roma da un
punto di vista inedito.
Per l’occasione, nell’ottica di
una migliore fruibilità dell’area interna di MACRO
Testaccio, sono state realizzate due isole verdi lungo i corridoi laterali, con una selezione
botanica di sempreverdi ed
essenze ornamentali legate
alla tradizione e alla spontaneità del territorio.
Negli spazi del museo invece, gli artisti, insieme a
un gruppo di arrampicatori esperti americani e italiani, hanno legato e incastonato tra loro circa
8.000 aste di bambù, creando una originale scultura-architettura, che si sviluppa fino a circa 25 metri
di altezza.
Nel 2010 l’installazione ”Big Bambú: You Can’t,
You Don’t and You Won’t Stop” (non puoi, non
vuoi e non ti fermerai) dei gemelli Starn, in mostra
al Metropolitan Museum di New York, è stata la
nona esposizione più visitata nella storia del museo
e la quarta più visitata al mondo in quell’anno.
Si conclude la collaborazione tra Enel e Edf
per il progetto EPR in Francia
Enel sarà rimborsata con circa 613 milioni di euro.
La Francia rimane comunque un Paese chiave per
il Gruppo Enel.
Enel, lo scorso 4 dicembre ha comunicato a Edf l’esercizio del diritto di recesso dal progetto in costruzione del reattore nucleare EPR (European
Pressurized Reactor) di Flamanville (“Flamanville
3”), in Normandia, e negli altri cinque impianti da
realizzare in Francia utilizzando la stessa tecnologia EPR. Si è così concluso l’accordo di collaborazione strategica che le due società avevano siglato nel
novembre del 2007.
Con l’uscita dal progetto Flamanville 3, Enel sarà
rimborsata delle spese che aveva anticipato, in relazione alla sua quota del 12,5% nel progetto, per un
ammontare complessivo di circa 613 milioni di
euro, oltre naturalmente agli interessi maturati.
La decisione di rescindere è nata dai notevoli ritardi e incrementi nei costi, oltre che dalla significativa flessione nella domanda di energia elettrica e
dall’incerta tempistica per ulteriori investimenti nel
nucleare in Francia. A peggiorare la situazione ha
contribuito l’esito del referendum del giugno 2011
in Italia, che ha impedito lo sviluppo dell’energia
nucleare nel nostro Paese, riducendo la rilevanza
strategica dell’intero accordo di collaborazione
con Edf.
La risoluzione dell’accordo ha inoltre determinato
la cessazione dei contratti di anticipo di capacità da
parte di Edf, correlati alla partecipazione di Enel
negli EPR da costruire, per un totale di 1.200 MW
nel 2012. L’ammontare complessivo dell’energia
fornita da Edf a Enel come anticipo di capacità sarà
gradualmente ridotto a 800 MW nel primo anno,
400 MW nel secondo anno, per azzerarsi nel terzo
anno dalla data di conclusione dell’accordo di collaborazione.
Rimane solida comunque la piattaforma commerciale che Enel ha costruito in Francia riguardo la
fornitura di energia che sarà ulteriormente potenziata con il ricorso a fonti alternative. Il mercato
francese infatti rimane un punto di riferimento
strategico per il Gruppo Enel che continuerà a operare attraverso la sua presenza diversificata nell’intero Paese con le rinnovabili e le attività di trading
di gas e energia elettrica.
Il rapporto con Edf rimane dunque invariato e proseguirà sulla base dello spirito di reciproca e positiva collaborazione, che da sempre ha caratterizzato
le relazioni tra i due Gruppi, con potenziali future
opportunità da esplorare.
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Enel 5.0: a Roma il tour per l’energia
festeggia i 50 anni di Enel
Anche Roma ha festeggiato i 50 anni di Enel con
una tappa di Enel 5.0, il museo itinerante e interattivo che racconta la storia di Enel e l’evoluzione del Paese attraverso il progresso dell’energia e
le sfide dei prossimi decenni.
Dopo sei tappe che hanno attraversato l’Italia con
grande successo, è giunta anche a Roma, in occasione della ricorrenza ufficiale per il cinquantesimo
anniversario di Enel, il prossimo 6 dicembre, la
tappa di Enel 5.0. A inaugurare l’evento allestito a
Piazza del Popolo lo scorso 5 dicembre, c’erano il
sindaco Gianni Alemanno e l’Amministratore
Delegato e Direttore Generale di Enel, Fulvio
Conti.
Enel 5.0 è un villaggio tecnologico itinerante che
ha fatto rivivere in prima persona ai visitatori la storia di Enel. Si tratta in pratica di un “museo itinerante” che racconta la storia e il successo dell’azienda,
che si intreccia con la storia d’Italia e di tanti fra i
più significativi cambiamenti e progressi.
Ma Enel 5.0 è anche una sorta di “museo interattivo”, in cui i visitatori sono invitati a esplorare contenuti informativi attraverso un percorso tecnologico, attivato personalmente, che permette di
attraversare la storia dell’azienda, delle persone e
della società, usufruendo delle più avanzate tecnologie interattive come realtà aumentata e attività
sociali.
Il percorso cronologico si suddivide in 5 tappe:
• L’Italia a reti unificate: nasce Enel, con la missione
di completare l’elettrificazione nazionale. La
disponibilità di energia elettrica introduce nuovi
stili di vita e costumi come, per esempio, la progressiva emancipazione femminile sostenuta
anche dall’introduzione degli elettrodomestici.
• Il miracolo energetico: a metà anni ’60 l’Italia è in
pieno il boom economico e nel Paese avviene il
sorpasso storico delle fonti fossili sull’idroelettri-
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co, indispensabili per accompagnare lo sviluppo
dell’industria.
• È il momento di riflettere: gli anni ’70 vedono, a
livello mondiale, la rivoluzione delle coscienze e
la ricerca di un benessere non solo economico. La
crisi energetica rende evidente la necessità di trovare alternative. È in questi anni che Enel inizia lo
studio dell’uso energetico delle fonti rinnovabili:
le prime applicazioni su scala industriale vedranno la luce negli anni ’80.
• L’energia non ha più confini: negli anni ’90 si assiste al superamento dei confini e all’apertura dei
mercati con la fine dei monopoli e l’avvio della
globalizzazione, che innescano nuovi scenari di
liberalizzazione e internazionalizzazione. Diventa
sempre più rilevante il tema del risparmio energetico.
• Una nuova era elettrica: l’ultima parte del percorso è dedicata al futuro e alle nuove tecnologie
che trovano nell’elettricità il più efficiente vettore energetico per un mondo sostenibile.
Per chi volesse avere maggiori dettagli su Enel 5.0
è possibile visitare il sito internet www.enelcinquepuntozero.it.
INDIRIZZI DELLE SEZIONI ANSE
Anse - Sezione Piemonte - Valle d’Aosta
c/o Enel Corso Regina Margherita, 267 - 10143 Torino
Tel. 011/2787329 - 011/2787301 Fax 011/2787465
c/c postale n. 372102
[email protected] - [email protected]
Anse - Sezione Liguria
c/o Enel Via Brignole De Ferrari, 4 - 16125 Genova
Tel. 010/4347468 Fax 010/4347568
c/c postale n. 12313169
[email protected]
Anse - Sezione Umbria
c/o Enel Via del Tabacchificio, 26 - 06127 Perugia
Tel. 075/6522006 Fax 075/6522166
c/c postale n. 10884062
[email protected]
Anse - Sezione Lombardia
Via Rovani, 111 - 20099 Sesto San Giovanni
Tel. 02/23203554/3552 - Fax 02/23203553
c/c postale n. 21074208
[email protected]
Anse - Sezione Marche
c/o Enel Via G. Bruno, 22 - 60127 Ancona
Tel. 071/2812603 - 2498451 Fax 071/2812603
c/c postale n. 11546637
[email protected]
Anse - Sezione Veneto
c/o Enel Via G. Bella, 3 - 30174 Mestre - Venezia
Tel./Fax 041/8214592 - c/c postale n. 10006302
[email protected]
Anse - Sezione Molise
c/o Enel Via S. Giovanni in Golfo snc - 86100 Campobasso
Tel. 0874/299662 Fax 0874/299628
c/c postale n. 11100864 - [email protected]
Anse - Sezione Trentino Alto Adige
c/o Enel Viale Trieste, 43 - 38100 Trento
Tel. 0461/457119 Fax 0461/457180
c/c postale n. 17475385
[email protected]
Anse - Sezione Campania
c/o Enel Centro Direzionale Isola G3 - p. 9
Via G. Porzio - 80143 Napoli
Tel. 081/3672468 - 9893 Fax 081/3672379
c/c postale n. 26879809 - [email protected]
Anse - Sezione Friuli Venezia Giulia
Via Flavia, 100 Loc. Zaule - 34147 Trieste
Tel. 040/2627917
c/c postale n. 17063348
[email protected]
Anse - Sezione Puglia
Via Tenente Casale, 27 - sc. D - 1° piano - 70123 Bari
Tel. 080/2352110 Fax 080/2352328
c/c postale n. 14565709
[email protected]
Anse - Sezione Emilia Romagna
Via G. Di Vittorio, 2 - 40133 Bologna
Tel. 051/4233343
Tel./Fax 051/4233341
c/c postale n. 23293400 - [email protected]
Anse - Sezione Basilicata
c/o Enel Via della Tecnica, 4 - 85100 Potenza
Tel. 0971/1987013 Fax 0971/1987012
c/c postale n. 10842854
[email protected]
Anse - Sezione Toscana
Via Q. Sella, 81 - 50136 Firenze
Tel. 055/5233124 - 5233123
c/c postale n. 19442508
[email protected] - [email protected]
Anse - Sezione Calabria
c/o Enel Via della Lacina - Siano - 88100 Catanzaro
Tel. 0961/403440
c/c postale n. 12002879
[email protected]
Anse - Sezione Lazio
c/o Enel V.le Regina Margherita, 125 - 00198 Roma
Tel. 06/83052909 - 2452 Fax 06/83052435
c/c postale n. 68774140
[email protected]
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c/o Enel Via Marchese di Villabianca, 121 - 90143 Palermo
Tel./Fax 091/5057538 - 344120
c/c postale n. 35341940
[email protected]
Anse - Sezione Abruzzo
c/o Enel Via A. Volta, 1 - 67100 L’Aquila
Tel. 0862/592127 Fax 0862/592266
c/c postale n. 16676652
[email protected]
Anse - Sezione Sardegna
c/o Enel Piazza Deffenu, 1 - 09125 Cagliari
Tel./Fax 070/3542239
c/c postale n. 14814099
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