Anno 43 N.6, giugno 2012
Mensile degli Svizzeri in Italia con comunicazioni ufficiali delle Autorità svizzere e informazioni del Segretariato degli Svizzeri all’estero Internet: http://www.gazzettasvizzera.it
Raduno del Collegamento Svizzero in Italia a Sorrento
Formazione e lavoro
i temi del 74º Congresso
Dopo le consuete assemblee dei delegati del
Collegamento Svizzero in Italia e dell’Associazione Gazzetta Svizzera (i conti e le relazioni
dei rispettivi presidenti sono a pag. 11 e 12),
nel pomeriggio del 12 maggio scorso si è
svolto a Sorrento il 74esimo Congresso del
Collegamento. Con una partecipazione di oltre 120 persone, è stato affrontato il tema
“Formazione per i giovani in Svizzera: studi
universitari, scuole professionali, apprendistato e lavoro”. Diciotto giovani avevano
raccolto l’invito del Collegamento e hanno
partecipato sia al Congresso, sia alla cena
ufficiale con molto interesse ed entusiasmo.
I tempi difficili che sta vivendo l’Europa, e in
particolare l’Italia, hanno reso di particolare
attualità il tema del Congresso, che è stato
affrontato in tutti i suoi aspetti, grazie alla
presenza di oratori qualificati e ricchi di parecchie esperienze nei rispettivi settori. Tanto
che i lavori si sono prolungati di oltre un’ora,
rispetto al tempo previsto, pur mantenendo
alti fino alla fine l’interesse e l’attenzione (la
cronaca del Congresso è a pag. 8).
Fisco e “liste nere”
Roma e Berna
ne riparlano
La presidente Irene Beutler apre i lavori del Congresso del Collegamento.
La partecipazione al Congresso e l’invito alla cena ufficiale
Giovani svizzeri a Sorrento!
Al 74° Congresso sono intervenuti molti giovani, più di una decina in tutto, quattro o cinque in
più rispetto all’anno scorso! La tematica principale del Congresso inoltre - “La formazione per
i giovani in Svizzera: studi universitari - scuole
professionali - apprendistato lavoro” - era un
tema interessante ed appetibile per i giovani.
Articolo a pagina 10
Il prossimo
Collegamento:
18/19
maggio 2013
a Bergamo
● pagina 6
San Gallo fondata
1400 anni fa
●pagina 19
Le prime del Circolo
Svizzero di Parma
● pagina 14
L’orchestra Svizzera
Italiana alla Scala
●pagina 23
Workshop dell’OSE
Iscrizione offerta
Il 24 maggio si sono ufficialmente riaperte le trattative tra la Svizzera e l’Italia, dopo mesi di tensione o almeno di
sdegnata indifferenza da parte italiana, per un nuovo accordo sulla doppia
imposizione fiscale. Il termine è quello
ufficiale, ma lo scopo della discussione
è quello di mettere sul tavolo un compromesso del tipo di quello concluso
con Germania e Gran Bretagna per la
tassazione alla fonte dei depositi di cittadini italiani in banche svizzere. Per la
Svizzera è però altrettanto importante
essere tolta dalle “liste nere” italiane,
che ostacolano i rapporti economici
fra i due paesi e contravvengono agli
accordi bilaterali, conclusi con i paesi
dell’Unione Europea.
Dal canto suo il Canton Ticino vuole
ridiscutere anche il ristorno di metà
delle imposte prelevate alla fonte sui
redditi dei lavoratori frontalieri italiani.
E proprio per riaprire le trattative, il
Ticino aveva bloccato il riversamento
della metà di queste imposte ai comuni italiani di frontiera. La mossa aveva
suscitato non poche reazioni in Italia,
al punto di bloccare una visita a Berna
del presidente Napolitano.
Ora il Ticino ha deciso di versare questi
soldi e ciò sembra aver contribuito ad
alleggerire la posizione italiana, fino
a quel momento molto rigida, perfino
anche dopo che Bruxelles ha dichiarato gli accordi proposti dalla Svizzera
compatibili con il diritto europeo.
La vera e propria guerra economica
condotta dal ministro Tremonti contro
la Svizzera, ma anche la situazione
economico-politica dell’Italia invitano
a considerare l’apertura con molta
prudenza. Lo stesso canton Ticino non
può contare troppo su una revisione
dell’accordo sulla tassazione dei frontalieri.
Sul piano politico, l’accordo è stato
continua a pagina 3
2
N. 6, giugno 2012
Un istituto previsto dal diritto svizzero per le eredità indivise
La “Hoirie”, comunione ereditaria
e le fondazioni di famiglia
Egregio avvocato,
leggo regolarmente la sua rubrica legale sulla
Gazzetta Svizzera.
Sono una cittadina svizzera, sposata con un
cittadino italiano quindi anche con la cittadinanza italiana. Risiedo in Italia da più di 30 anni.
Vorrei un suo consiglio riguardo alla seguente
situazione.
Mia madre, residente in svizzera ha ereditato,
alla morte del fratello, un immobile in Svizzera.
La “gestione’ attuale è sotto forma di Hoirie,
che esiste probabilmente soltanto nel mio cantone di nascita, il Valais.
La Hoirie, come lei probabilmente saprà, non
è una vera e propria successione ma rimane
una dicitura del tipo Hoirie tal dei tali e eredi
(se non vado errato).
I miei due fratelli, residenti in Svizzera, propongono di modificare la Hoirie in una Fondazione,
forma legale che permette anche, in caso di
necessità di qualcuno di noi, di avere un “prestito” liquido o una rendita generata dall’affitto
degli appartamenti dello stabile, che potrà
servirci al momento della pensione o quando
nostra madre molto anziana non ci sarà più.
Vorrei sapere, essendo io residente in Italia,
a quali tasse sono sottoposta in Italia, ovvero
come ci conviene gestire questa situazione.
Spero di essere stata abbastanza chiara nell’esporre il mio problema La ringrazio per la sua
disponibilità. Cordiali saluti.
A.F.M.S.V.
(località non indicata)
Risposta
Cara Lettrice,
rispondo al Suo quesito inviato alla nostra
redazione un po’ di tempo fa, anche perché
ci consente di affrontare un tema abbastanza
insolito ed assai particolare, e cioè quello della
Hoirie.
A dire il vero, qualche lettera ultimamente
ha sollevato tematiche simili a questa e mi è
anche capitato recentemente di dovermene
occupare in ambito professionale, seppure in
contesti diversi. Deduco quindi che il problema
non sia poi così infrequente.
Come ho avuto modo di ricordare in alcuni
articoli, le lettere sono numerosissime ed i
numeri della Gazzetta Svizzera invece sono
solo undici, e dunque non sempre riusciamo a
soddisfare tutte le richieste ed a rispondere a
molti quesiti interessanti.
Ringraziamo dunque i nostri lettori che continuano a scrivere, e ricordiamo a tutti di versare il contributo volontario alla nostra Gazzetta,
per l’importante funzione che essa svolge per
i nostri compatrioti in tutta Italia.
Tornando al suo problema, comunque, cercheremo di dare delle indicazioni, anche se parziali, dato che in realtà i quesiti che lei formula
sono molteplici e non tutti di nostra specifica
competenza.
Cos’è la Hoirie?
Innanzitutto cerchiamo di capire che cosa sia
la hoirie. Dobbiamo allora partire necessariamente dalla nozione e dall’istituto giuridico
della hoirie. Un concetto giuridico antico che
sopravvive in Svizzera, del quale magari non
tutti i nostri lettori sono a conoscenza.
Il termine, di evidente derivazione dal francese,
è in realtà di etimologia latina (da heres e cioè
erede) e designa in generale l’insieme di beni
che, nell’ambito di una successione per causa
di morte, si trasferisce a più persone.
Diversamente da quanto da Lei ipotizzato,
però, la hoirie non è presente solo nel suo
Cantone di nascita, ma lo è anche nell’ordinamento giuridico francese, dal quale è poi stato
verosimilmente trasposto, per quello che qui
ci interessa, nel diritto elvetico e non solo del
Rubrica
legale
dell’Avv.
Markus
W. Wiget
Cantone Vallese, dove designa l’eredità indivisa attribuita agli eredi.
Per la precisione, in Svizzera la hoirie trova la
sua attuale disciplina nel Codice Civile Svizzero, ed in particolare negli articoli 652 e seguenti che regolano la proprietà c.d. “comune”.
La hoirie, come insieme di beni di provenienza
comune – ossia che in precedenza appartenevano ad un’unica persona, poi defunta –
anche in seguito alla successione a favore di
una pluralità di eredi mantiene la sua natura,
continuando per questo ad essere considerata giuridicamente come un compendio di beni
“unitario”. E questo anche laddove si tratti di
beni eterogenei.
Per questo motivo essa viene assoggettata
alle norme sulla proprietà comune.
La disciplina della Hoirie
Dalla sua lettera non è ben chiaro se sua madre abbia ereditato direttamente dal fratello e
sia unica erede o meno, ovvero se sua madre
ed il suo defunto zio abbiano ereditato da uno
degli ascendenti (nonna o nonno).
Infatti, se unica erede oggi fosse sua mamma,
la hoirie non sussisterebbe se non per via della
mera formalità di trascrizione nei pubblici registri immobiliari, ma senza effetti pratici nella
disciplina dei diritti e degli obblighi.
Se invece vi fossero già una pluralità di eredi,
il problema si porrebbe per Voi nel momento
in cui Sua madre venisse a mancare, ed anche
Lei ed i Suoi fratelli ereditaste l’immobile.
Ad ogni modo, in base alla hoirie ognuna delle
persone che partecipa alla titolarità della comunione (ossia dei beni che la compongono)
ha un diritto che si estende a tutta la cosa. Questo può apparire forse banale ma così non è.
Questa disposizione, infatti, vale a chiarire che
nell’ambito della proprietà comune, il diritto di
ogni singolo partecipante non ha ad oggetto
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all’Associazione. L’Associazione Gazzetta Svizzera fa parte del Collegamento Svizzero in Italia (www.collegamentosvizzero.it).
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N. 6, giugno 2012
questa o quell’altra parte del bene (se si tratta
di un unico bene comune), oppure questo o
quell’altro bene (se si tratta di un compendio
di beni): ognuno invece, seppure pro quota, è
titolare dell’”intero”.
In concreto, nel suo caso, questo comporta
che nessun erede possa vantare la proprietà
esclusiva di questo o quell’appartamento oggetto della hoirie, poiché tutto l’immobile apparterrà a tutti voi indistintamente.
Questo essendo il presupposto, si impone ovviamente di stabilire quali siano i diritti e gli
obblighi di coloro che siano proprietari di una
cosa o, come nel Vostro caso, di un compendio comune.
I diritti ed obblighi
È previsto in Svizzera - analogamente a quanto
del resto accade in Italia nella comunione - che
diritti ed obblighi sono determinati secondo le
norme stabilite dalla legge o dal contratto per
la relativa specie di comunione. In difetto di
altre disposizioni, l’esercizio della proprietà o
del diritto di disporre della cosa impone una
decisione unanime dei proprietari.
Diretta ed immediata conseguenza di ciò è
che, nel perdurare della proprietà comune,
senza il consenso degli altri, nessuno dei proprietari può disporre autonomamente né della
cosa, né di una frazione della stessa.
Questo, ovviamente, fino a quando non venga
meno la comunione stessa. Il che può accadere o perché la cosa viene ceduta a terzi (si
pensi alla più classica e semplice delle ipotesi,
ossia una vendita), o perché la cosa comune
viene divisa (sempre che questo sia materialmente possibile).
Per tornare al suo caso, quindi, visto che l’immobile è composto da diversi appartamenti, la
hoirie potrebbe venire meno anche dividendo
la proprietà dell’immobile ed attribuendo a ciascuno di Voi (Lei ed i suoi due fratelli) una o più
di queste unità, ma ogni decisione in proposito
richiede l’unanimità degli eredi.
Fisco e “liste nere”
Roma e Berna
ne riparlano
segue dalla prima
accolto positivamente tanto in Svizzera,
quanto in Italia. Restano però aperte alcune questioni di fondo: l’ammontare della
tassa sia per il passato che per il futuro,
l’esclusione sicura dalle liste nere italiane
e infine la riduzione dell’aliquota sui frontalieri in Ticino. Problemi sicuramente di
non facile soluzione.
Al primo incontro fra alti funzionari seguirà, il 12 giugno, un colloquio fra la
Presidente della Confederazione Eveline
Widmer-Schlumf e il Premier Italiano Mario Monti. Contribuirà a definire i confini
e i parametri del futuro accordo.
Ignazio Bonoli
La sua lettera impone, però, anche un rapidissimo cenno all’istituto della fondazione,
anch’essa disciplinata nel Codice Civile Svizzero.
Le fondazioni
secondo il diritto svizzero
La fondazione, a differenza della hoirie, consiste in un vero e proprio “soggetto giuridico”,
ossia un ente che può sia acquistare diritti
che assumere obblighi.
La fondazione presuppone, però, anche la
destinazione di determinati beni al conseguimento di un fine particolare.
Il che significa che, comunque, per costituire
una fondazione occorre necessariamente, da
un lato, individuare uno scopo (il fine particolare) a cui destinare i beni attualmente oggetto
di hoirie; dall’altro, che chi conferisce il bene
ad una fondazione ne perde la titolarità. L’unico proprietario dell’immobile diventerebbe,
infatti, la fondazione stessa.
Il “fine particolare” può essere diverso. In
Svizzera, infatti, le fondazioni sono di tre tipi: quelle di pubblica utilità, quelle di famiglia
e quelle ecclesiastiche (art. 80 e seguenti
CCS). Il Tribunale Federale ha invece escluso
la legittimità di fondazioni c.d. di mantenimento, e cioè con scopo economico che riversino
regolarmente gli utili.
In realtà, nel suo caso il riferimento è alle cosiddette “fondazioni di famiglia”, disciplinate
dagli articoli 335 e seguenti del Codice Civile
Svizzero.
Trattandosi di un’eventuale fondazione di
famiglia, non si applicherebbero tutte quelle
norme che, in relazione alle fondazioni più
grandi e di interesse ultra-familiare, impongono in generale sia un organo di vigilanza interno, sia la sottoposizione a controlli esterni da
parte delle autorità pubbliche: siano esse la
Confederazione, i Cantoni o il Comune, a seconda dell’importanza della fondazione presa
in considerazione.
In questo caso si possono dedicare dei beni
a beneficio di una famiglia per le spese di
educazione, dotazione od assistenza dei suoi
membri o altri scopi simili, come la cura. Tali
fondazioni trovano La disciplina di tali nelle
norme del diritto delle persone o del diritto
successorio.
Si prevede poi proprio l’ipotesi della destinazione a beneficio di una famiglia di beni indivisi di una eredità o parte di essa lasciata dai
propri parenti.
Ad esempio, quindi un immobile oggetto di hoi-
rie. Forse di questo le parlavano i suoi fratelli.
A parte le formalità della costituzione, “l’indivisione” dei beni è di norma gestita in comune
e tutti i partecipanti possono compiere atti di
ordinaria amministrazione. Può però essere
designato come capo dell’indivisione uno dei
partecipanti.
Differenze tra fondazione e hoirie
Si deve però considerare che una qualsiasi
fondazione – anche di carattere familiare –
è pur sempre un ente di diritto autonomo, e
non un semplice complesso di beni come la
hoirie.
A differenza di quest’ultima, pertanto, la
fondazione impone sempre sia una regolamentazione contrattuale, sia una struttura
organizzativa interna, più o meno complessa
a seconda dei casi, sia la tenuta di una certa
contabilità formale.
Mi permetto poi di osservare che anche una
hoirie consente di ottenere della liquidità mediante un prestito, ovvero una rendita derivante dall’affitto dei singoli appartamenti, di tutti
o di parte degli appartamenti che compongo
lo stesso.
La differenza principale è data dalla agilità del
processo decisionale, e dunque dalla maggior semplicità della gestione.
Nella hoirie ogni atto di disposizione dell’immobile è demandato, alla volontà unanime degli eredi, e quindi comporta il coinvolgimento
di tutti.
Per contro, costituendosi una fondazione,
tutte le decisioni dovrebbero essere affidate
ad una o più persone che, in qualità di organi
della fondazione, gestirebbero l’immobile e
non sarà più necessario il consenso di tutti
Voi per le decisioni da prendersi.
Come visto le variabili sono diverse ed occorrerà, di fatto, che Lei ed i Suoi fratelli chiariate
prima di tutto quali sono gli obiettivi che la
gestione dell’immobile e degli appartamenti
che lo compongono dovrà avere.
Solo dopo potrete decidere in modo sereno
e consapevole quale forma dare alla gestione
di questo patrimonio.
Infine, mi esento da qualunque indicazione
sulla possibile tassazione a cui Lei andrebbe
incontro in Italia. In parte, rimando ai recenti
articoli in tema di tassazione di beni immobili
posseduti all’estero (la famigerata IVIE), e per
maggiori dettagli le suggerisco in ogni caso il
parere e la consulenza di un commercialista
o di un fiscalista competente e di Sua fiducia.
Avv. Markus W. Wiget
Ai gentili lettori
Oltre al lavoro di volontariato di tutto il comitato, il Signor Robert Engeler e l’Avvocato Markus
Wiget offrono anche, nei settori di rispettiva competenza, un’importante consulenza mensile, pure
assolutamente gratuita, a favore di molti lettori.
Dato che i contributi che molti Svizzeri benemeriti versano volontariamente alla Gazzetta Svizzera
bastano purtroppo soltanto per coprire i costi di stampa e di spedizione, ma non bastano certo per
le altre numerose spese che devono essere sostenute, chiediamo a tutti i Lettori e, in particolare,
a quelli che ricevono le suddette consulenze dai signori Engeler e Wiget, di utilizzare il bollettino
allegato alla Gazzetta Svizzera e versare anch’essi un adeguato contributo.
4
N. 6, giugno 2012
Non è più possibile trasferire i contributi AVS all’INPS e viceversa
Posso trasferire i miei contributi
dall’INPS italiana all’AVS svizzera?
Sono una cittadina svizzera che ha acquisito la
nazionalità italiana in seguito a matrimonio e,
per il momento, residente in Italia. Compirò 64
anni nel settembre di quest’anno.
Ho alcuni anni di contribuzione in Svizzera ed,
in seguito, alcuni anni di contribuzione in Italia.
L’ufficio INPS di C., da me interpellato, mi ha
comunicato che, anche trasferendo in Italia i
contributi versati in Svizzera, gli anni di contribuzione complessivi non sono sufficienti per
avere diritto ad una pensione.
Visto che, come da Lei esaurientemente spiegato nella Gazzetta di Agosto/Settembre, avrò
comunque diritto ad una rendita AVS mi chiedo se sarebbe possibile trasferire in Svizzera
i contributi versati in Italia e se in tal caso ne
avrei un beneficio.
Se ciò non fosse possibile per la mia residenza
in Italia, trasferendomi in Svizzera, come avrei
comunque intenzione di fare fra qualche anno,
potrei superare l’ostacolo?
La ringrazio anticipatamente per la risposta
che vorrà darmi.
Risposta
Gentile lettrice,
L’informazione che Lei ha avuto dall’ufficio
INPS di C. è purtroppo corretta. Sommando i
periodi contributivi di INPS e AVS, Lei arriva soltanto a ca. 15 anni di contribuzione, e questo
non Le dà diritto ad una pensione di vecchiaia
INPS per la quale ci vogliono almeno 20 anni
completi di contribuzione (1040 contributi settimanali). Mancando soltanto una settimana,
non c’è il diritto ad una pensione italiana, e i
contributi sono persi.
Visto che Lei ha lavorato nell’artigianato e nelle
imprese commerciali, potrebbe informarsi se,
continuando a lavorare e contribuire, potrebbe
raggiungere gli anni mancanti fino ad arrivare a
20 anni totali tra AVS e INPS; la mia stima di 15
anni andrebbe però calcolata con precisione.
Approfitto per ripetere alcuni principi non trattati negli ultimi anni circa il trasferimento di
contributi o anni di contribuzione:
1. Da quasi 10 anni non è più possibile trasferire i contributi AVS all’INPS. Personalmente
non mi dispiace: alcuni hanno fatto un buon
affare, ma molti ci hanno rimesso (vedi le
cause in corso anche alla Corte Europea per
i Diritti dell’Uomo oppure i casi degli uomini
che hanno trasferito i contributi AVS e poi
hanno divorziato, tenendosi tutti i contributi…)
2. Quello che continua ad essere possibile
è far valere i periodi di contribuzione AVS
per arrivare ai minimi INPS (i 20 anni per la
pensione di vecchiaia, come nel Suo caso, i
35-37 anni per la pensione di anzianità) – a
condizione che i contributi AVS non siano
AVS/AI
Assicurazioni
sociali
di Robert
Engeler
contemporanei ai contributi INPS 8come nel
Suo caso tutto o parte del 1974). Questo
riconoscimento dei periodi non migliora la
prestazione INPS che rimarrà quella corrispondente agli anni e importi effettivi di
contribuzione INPS, ma permette di godere
una pensione INPS ridotta pur non avendo i
relativi minimi.
3. Non è e non era mai possibile il trasferimento dei contributi INPS all’AVS.
4. Il minimo di contribuzione all’AVS è di 12
mesi; la rendita AVS viene calcolato in base
agli anni di contribuzione interi (20 anni e
11 mesi corrispondano a 20 anni). Lei dovrebbe aver totalizzato 10 anni di contribuzione AVS corrispondente ad una rendita di
ca. CHF 550 al lordo della trattenuta fiscale
italiana del 5%; qualcosa in più se negli anni
di contribuzione, nel Suo caso fino al 1974,
ha educato dei figli.
5. In fatto di previdenza sociale la residenza
non ha nessuna influenza sulle prestazioni.
Se Lei si trasferisce in Svizzera, la situazione rimane esattamente la stessa, salvo che
il carico fiscale sulla rendita AVS non sarà
del 5%, ma a seconda del cantone e comune, tra l’8 e il 15%.
Con i migliori auguri e cordiali saluti.
Robert Engeler
I doppi nazionali possono far valere la cittadinanza italiana
Non c’è indennità di disoccupazione
per i frontalieri svizzeri in Italia
Buongiorno sig. Engeler,
desidero rivolgerle una domanda riguardo alla
disoccupazione per i lavoratori svizzeri residenti in Italia, in quanto negli scorsi mesi mi
sono ritrovata senza lavoro e, essendo svizzera residente in Italia, non ho avuto alcun
diritto all’indennità di disoccupazione. Trovo
la cosa ingiusta in quanto, nel periodo di lavoro, ho regolarmente pagato i contributi all’AD.
Per fortuna ora ho trovato un nuovo impiego.
Cambieranno le cose in un futuro?
Cordiali saluti.
B.R.
Risposta
Gentile lettrice,
Oggi i frontalieri residenti in Italia e lavorando
in Svizzera, in caso di disoccupazione, – pur
subendo le trattenute svizzere per disoccupazione – non hanno diritto alle prestazioni
della cassa disoccupazione svizzera. Inoltre,
si suddividono in due categorie.
– I frontalieri “normali” che, in caso di disoccupazione, hanno diritto alla cassa di disoccupazione italiana speciale per i frontalieri con
prestazioni inferiori a quelle svizzere, ma nettamente migliori di quelle italiane (almeno fino
a quando questa cassa disporrà dei fondi).
– I frontalieri “atipici”, svizzeri o doppi nazionali italo-svizzeri, ai quali il Cantone Ticino
(e, a quanto mi risulta, anche Vallese e Grigioni) non rilasciano il permesso di frontalieri ed i quali, non sono ammessi a questa
cassa di disoccupazione speciale.
I frontalieri atipici hanno solo diritto alla cassa
disoccupazione normale INPS per sei mesi ed
una cifra mensile modesta.
Per essere al corrente della situazione attuale, tramite l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE) ho sottoposto la Sua domanda al
Seco, il Segretariato di Stato per l’Economia,
competente per la regolamentazione dei frontalieri. Dopo quasi un mesetto ho ricevuto la
risposta riportata nel quadretto a parte.
In parole povere: non cambierà niente. Il Seco non interviene che con qualche letterina
gentile a Roma alla quale apparentemente
non ricevono risposta. Il sig. Serge Gaillard,
direttore del Seco (ex-sindacalista, uomo di sinistra e quindi per vocazione vicino ai lavoratori) mi aveva detto, quando assieme all’OSE
5
N. 6, giugno 2012
ero intervenuto qualche anno fa di persona su
questo problema presso di lui: ”Quei 30 milioni di franchi che incassiamo come contributo
dai frontalieri fanno molto comodo alla nostra
cassa di disoccupazione deficitaria, e non abbiamo perciò nessun interesse che qualcosa
cambi”. Il direttore non è cambiato da allora,
e così non la politica.
Roma non si muove perché il numero delle
persone interessate è insignificante, e i cantoni di frontiera si attengono alla lettera dell’accordo con l’Italia e non rilasciano i permessi
G – frontalieri – agli svizzeri e doppi nazionali
italo/svizzeri. La via legale in Italia durerebbe
moltissimi anni ed il risultato è incerto.
L’unico consiglio utile che il Seco ci da è quello di mettere in evidenza, per i doppi nazionali,
la nazionalità italiana. Se questo vuole dire
insistere sulla nazionalità italiana o semplicemente tacere la nazionalità svizzera, lo lascio
alla Vostra fantasia. I Napoletani capiranno
subito. Se i Cantoni di frontiera faranno difficoltà, rivolgeteVi numerosi al Seco per farVi
aiutare nel rilascio del permesso G. Le centinia di milioni dei Vostri co ntributi (e di quelli
dei Vostri datori di lavoro) valgono bene un po’
di sforzo per aiutarVi.
Con un saluto triste.
Robert Engeler
Segreteria di Stato dell’economia SECO, Holzikofenweg 36, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0) 31 322 56 56 – Fax +41 (0) 31 322 27 49
www.seco.admin.ch
Nous constatons que du point de vue de l’Accord sur la libre circulations des personnes,
l’indemnisation des frontaliers suisses est
con-forme au droit, car ils sont indemnisés
comme s’ils avaient perdu leur emploi en
Italie.
Néanmoins, l’inégalité de traitement dont
ils font l’objet, comme du reste tous les
autres frontaliers ressortissants de l’UE ou
de l’AELE, ne peut être attaquée que par une
intervention des intéressés eux-mêmes pardevant un tribunal italien.
Un projet de loi a été soumis ces jours au
Sénat italien, visant à améliorer encore le
traitement des frontaliers italiens ayant
travaillé en Suisse et au chômage en Italie.
Il ne semble toutefois pas que la question
intéresse les autres pays de l’UE, dont les
frontaliers sont aussi discriminés. Il faut
dire que les cas sont trop rares pour intéresser qui que ce soit au vu de la situation
économique actuelle en Europe.
Quant à nous, nous sommes toujours dans
l’attente d’une réponse à notre demande
de précisions du mois de juin 2011 au
Ministère du travail italien, concernant le
sujet des frontaliers.
Enfin, le seul conseil que nous pouvons
donner aux frontaliers double-nationaux
est de faire valoir leur nationalité italienne
pour la demande d’un permis G en Suisse,
ce qui leur donne droit aux préstations plus
favorables en cas de chômage en Italie.
Pour les autres, s’ils n’ont pas envie de se
lancer dans une procédure judiciaire dont
le succès est loin d’être assuré, il ne leur
reste qu’à accepter leur sort.
Veuillez agréer, Madame, nos meilleures
salutations
Secrétariat d’Etat à l’économie
Patrizia Friedrich
Juriste
Pubbliredazionale
Il primo mercoledì di luglio grande aperitivo a tema: Indipendence Day-4th of July
“La Terrazza di via Palestro” manicaretti
e drink per finire in bellezza la giornata milanese
Da lunedì a sabato, di giorno o di sera, La
Terrazza di Via Palestro a Milano, al quarto piano del Centro Svizzero, è il luogo
del completo relax e della convivialità...
da godere negli eleganti saloni interni o
nella splendida lounge all’aperto, contornata di verde a ridosso di uno dei grandi
parchi della città. È qui che si svolgono alcuni cordiali appuntamenti della comunità
svizzera in Italia, come, lo scorso anno, la
ricorrenza nazionale del 1 agosto.
La Terrazza di Via Palestro si caratterizza
non solo per i famosi aperitivi della Milano da bere, ma anche i menù molto apprezzati che contemplano sempre verdure
di stagione e l’offerta di vini da grande
cantina.
La grandiosa terrazza esterna è coperta
e perciò godibile anche in caso di un’eventuale pioggia estiva: un vero e proprio
salotto panoramico affacciato sui Giardini
Indro Montanelli e su Piazza Cavour.
Gli eventi che si svolgono nelle sale interne o all’aperto sono numerosi durante tutto
l’anno.
È fantastico, per esempio, l’appuntamento del primo mercoledì d’ogni mese su
La Terrazza di Via Palestro: un’ottima occasione per finire in bellezza la giornata,
godendosi il panorama, la conversazione
tra amici e alcuni pregiati drink.
Quale sarà l’evento di mercoledì 4 luglio? «Una serata che più americana non
si può…», ci annuncia Rosa Ragone, responsabile Marketing & Comunicazione de
La Terrazza.
Vale a dire?
«All’insegna dell’Indipendence Day-4th of
July, con inizio alle ore 19,00 e fino alle ore
22.30. Anche questo appuntamento seguirà il filone degli altri che abbiamo svolto nei
mercoledì precedenti e che allestiremo nei
prossimi mesi, fino ad ottobre».
Si tratta di aperitivi davvero unici a Milano...
«Sì, perché si caratterizzano per il gran buffet ricco di ottimi finger food e primo piatto a
passaggio. Anche il 4 luglio, non mancherà
un Dj set, tutta la sera, a cui si affiancherà un bravo percussionista che suonerà le
congas. La scenografia sarà squisitamente
Americana, e i colori protagonisti saranno
il bianco, il rosso e il blu per le decorazioni,
tra cui spiccheranno palloncini e bandierine “made in Usa”».
Il costo di questi appuntamenti-aperitivi
del mercoledì?
«Dieci euro con consumazione: del tutto
abbordabile, no?».
(A.L.)
Per prenotazioni ed eventi:
Tel. (+39) 02 76 02 83 16
[email protected]
www.laterrazzadiviapalestro.com
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N. 6, giugno 2012
«Primo piano»
A cura di Annamaria Lorefice
www. gazzettasvizzera.it
Il Santo patrono Gallus, arrivò dal Nord Irlanda 1400 anni fa e rese celebre un’intera regione
612-2012, feste per il monaco irlandese
che fece nascere la città di San Gallo
Perché la città di San gallo si chiama così?
Tutto prese inizio nel 612, quando il monaco
Gallo vi costruì un eremo. Originario forse
dell’Irlanda del Nord o, a detta di altri studiosi, dell’Alsazia, il fatto che pare certo è che
Gallo fu discepolo del missionario irlandese
San Colombano. Da Bangor, Nord Irlanda, arrivò al Lago di Costanza e proseguì verso
sud seguendo il fiume Steinach fino alla gola
di Mülenen: quel territorio lo ispirò al punto
di decidere di restare qui a vivere e a pregare. Ed ora, dopo 1400 anni, l’anniversario:
fino a ottobre 2012 la regione e il Cantone
di San Gallo festeggiano l’arrivo di “Gallus”, il
monaco irlandese che scelse come suo luogo spirituale la Valle dello Steinach.
Un orso nella leggenda
Dunque fu nell’anno 612 che il monaco benedettino pose la prima pietra per approntare
una piccola cella e poi una casa di preghiera.
Forse non pensava di aver dato il via non
solo alla “cultura abbaziale” ma anche alla
nascita della città che porterà il suo nome.
Svolse così anni di preghiera e opere buone, e fu protagonista di una leggenda che
permane fino ai nostri giorni: girovagava un
orso nei boschi intorno alla cappella e Gallo
aveva bisogno di legna; senza perdersi d’animo, incontrò e riuscì ad addomesticare l’orso
offrendogli, in amicizia, un po’ di pane. Un
episodio descritto in vari dipinti, tra i quali il
più antico è quello su una tavola d’avorio del
nono secolo. Una leggenda scalfita nella storia locale, dato che l’orso è inserito nello
stemma della città.
Quando Gallo morì, si moltiplicarono i pellegrinaggi al luogo della sua sepoltura e fu
acclamato santo.
San Gallo, una città e un Cantone in festa: ricorre nel 2012 l’anniversario della
prima pietra dell’eremo costruito 1400 anni fa da Gallo (Gallus), un monaco benedettino proveniente dall’Irlanda che scelse quale luogo spirituale la Valle dello
Steinach. Sotto, il capolavoro d’arte barocca, unico nel suo genere, la più bella sala
rococò in Svizzera e tra le venti più belle nel mondo, appartenente alla Biblioteca
iniziata da Gallo per lo studio contemplativo dei libri. Per conoscere il programma
dell’anniversario: www.gallusjubilaeum.ch
Rarità e tesori
Intanto il monastero fondato su ispirazione
del “monaco irlandese” crebbe in importanza
e fama. Dal 747 vigette la regola benedettina che stabilì lo studio contemplativo dei libri
attingendo da una biblioteca interna.
San Gallo diventa nel Medioevo una città di
riferimento per la cultura in Europa. Accadde poi che i pizzi di San Gallo lavorati
con manualità straordinarie furono apprezzati
e conosciuti nel resto d’Europa, accrescendo il benessere della popolazione. Nel tardo
medioevo, San Gallo era celebre per la produzione di stoffe di lino, che fu poi superata
da quella di tele in cotone nel 1700. Fu proprio nell’abbazia che vide la luce la prima
filatura meccanica del cotone nel 1801.
Dal 1983 l’abbazia, che comprende una biblioteca nel suo genere unica al mondo, fa
parte del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Infatti, il segno distintivo di
San Gallo è la cattedrale barocca, con questa
biblioteca che annovera ben 170’000 libri, ol-
tre 2’000 documenti, tri quali alcuni scritti
a mano mille anni fa, e più di 1’600 libri,
“incunaboli”, stampati prima del 1500. È qui
che il pubblico rimane a bocca aperta quando
giunge nella sala bibliotecaria in stile rococò,
reputata la più bella della Svizzera e tra le
venti più importanti del mondo. È un vero
e proprio capolavoro del barocco, realizzato tra il 1758 e il 1766. Il programma per i
7
N. 6, giugno 2012
Gallo ammansisce un orso, animale
visibile nello stemma della città. Nella
cripta, sotto, è conservata una reliquia.
festeggiamenti del giubileo 2012 è fitto. Oltre
300 eventi coinvolgeranno tutto il Cantone, con conferenze, visite, escursioni. Durerà
un mese in più, e cioè fino a novembre, la
mostra ospitata nella biblioteca dell’abbazia
“San Gallo 612/2012 vita, leggenda, culto”.
Un’occasione per osservare i cosiddetti ‘tesori” della biblioteca, come l’Antifonario di
Bangor e altri manoscritti irlandesi. Con una
visita accompagnata si giunge alla cripta che
contiene una parte del cranio di Gallo. Per
arricchire oltremodo l’esposizione di materiale da offrire al pubblico, si è anche attinto ai
preziosi prestiti del tesoro della cattedrale
di San Gallo e dell’archivio della città, ma anche dalla collezione Joachim Vadiano di San
Gallo e dalle biblioteche di Einsiedeln, Monaco
di Baviera, Stoccarda, Wolfenbüttel e dall’Ambrosiana di Milano.
Le celebrazioni sono anche all’insegna della
St. Gallen-Bodensee Tourismus
Bahnhofplatz 1a
9001 St. Gallen
Tel. +41 (0)71 227 37 37
[email protected]
www.st.gallen-bodensee.ch
Museo dei pizzi
www.st.gallen.ch/museen
musica e dell’arte, a cominciare dal meraviglioso suono dell’organo della cattedrale. La
gola di Mülenen sarà il palcoscenico ideale
per le ideazioni di artisti internazionali (Maria
Eichhorn, Bethan Huws) e sangallesi, come
Norbert Möslang.
Un orso nella leggenda
Infine, tra una mostra e una visita al complesso monasteriale, passeggiare per il centro
storico di San Gallo è una delizia. Innanzitutto perché è pressoché tutto pedonale, e
poi per le tipiche abitazioni borghesi dalle
finestre sporgenti dette “Erker” decorate
da preziosi bassorilievi risalenti al 1500 e
1700: una gioia per la vista. E per chi volesse abbinare al tour culturale anche qualche
escursione, ne citiamo solo un paio... tra le
tante indimenticabili. Da San Gallo si guarda
verso il resto della Svizzera, e poi la Germania, l’Austria e il Principato del Liechtenstein,
paesi che si possono raggiungere idealmente salendo sul Säntis, e sostando sulla vetta
panoramica posta a 2502 metri. Oppure, per
i meno allenati, si può scegliere il “Brückenweg” un tragitto che prevede di camminare
attraverso 18 ponti nel Sittertobel. Quello
in corso è davvero un anno eccezionale per
conoscere e amare la bella San Gallo.
[email protected]
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N. 6, giugno 2012
Il 74esimo Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia a Sorrento
Dedicato ai giovani e alla possibilità
di studiare e di lavorare in Svizzera
Puntualmente alle 14.30 di sabato 12 maggio, la Presidente del Collegamento Svizzero
in Italia Irène Beutler ha aperto i lavori del
Congresso, salutando gli ospiti presenti alla
riunione e scusando coloro che non hanno
potuto partecipare. Tra gli ospiti ha salutato in
particolare il rappresentante del Dipartimento
Federale degli Affari Esteri Thomas Kalau, il
direttore dell’Organizzazione degli Svizzeri
all’Estero Rudolf Wyder, la giurista della stessa Sarah Mastantuoni, il professor Diego Erba
del Dipartimento dell’Educazione del canton
Ticino, il console generale di Milano Massimo
Baggi, nonché il console di Svizzera a Roma
Mauro Gobbo, l’avvocato Markus Wiget, responsabile della rubrica legale di Gazzetta
Svizzera e i consoli onorari Adriano Aveta
(Napoli), Ugo Patroni Griffi (Bari), René Rais
(Genova) e Renato Vitetta (Calabria). A questi
ha aggiunto i saluti anche ai relatori Verena
Zwicky (ex-direttrice della Scuola Svizzera di
Milano, e Silvia Giordano (docente alla SUPSI
di Lugano). Ha concluso il saluto iniziale ringraziando sentitamente il presidente del Circolo Svizzero di Napoli Giacomo Corradini,
la moglie Paola e tutta la squadra che si è
occupata dell’organizzazione del Congresso.
Ha quindi introdotto
i lavori accennando
alla grande attualità
del tema nell’odierna situazione economica e indicando
la presenza di numerosi opuscoli sulla
formazione in Svizzera, a disposizione
dei partecipanti.
La presidente ha
dapprima dato la parola ad Angela Katsikantamis, vicepresidente del gruppo giovani, scusando subito l’assenza della presidente
Bianca Rubino, a causa di un impegno improrogabile. L’oratrice ha sottolineato l’importanza degli incontri fra i giovani anche in questo ambito, e i riflessi positivi che possono
avere su entrambe le nazionalità. Ha infine
rivolto un appello ai giovani a interessarsi alla
vita delle comunità e ad approfittare delle occasioni che si presentano. (Un contributo dei
giovani è a pag. xxx)
Il sistema scolastico
È quindi toccato a Diego Erba, del Dipartimento Educazione del canton Ticino, presentare il sistema di formazione in Svizzera. Lo
ha fatto prendendo l’esempio del canton Ticino, a cui incombe anche l’obbligo particolare
di difendere la lingua italiana in Svizzera. Com-
pito che incontra
qualche difficoltà,
poiché alcuni cantoni non considerano
più l’italiano nei programmi di maturità
e non si rendono
conto del valore
del plurilinguismo in
Svizzera. Sul tema
della formazione Erba ha analizzato analogie e differenze fra i
sistemi formativi svizzero e italiano. Il sistema
italiano presenta sicuramente una formazione
professionale meno estesa di quello svizzero.
In Svizzera però la competenza della formazione è cantonale, per cui esistono 26 diversi
sistemi scolastici, in parte coordinati a livello
federale. Già la durata della formazione scolastica è diversa da cantone a cantone per
la scuola infantile e la scuola elementare. La
scuola secondaria viene poi definita con nomi
diversi. Tutti i sistemi portano comunque a
concludere il ciclo in 15 anni.
Anche il sistema scolastico post-obbligatorio
è molto diversificato: il liceo può essere di tre
o di quattro anni, ma vi sono anche scuole
specializzate e scuole professionali superiori
(queste ultime utilizzate dalla maggior parte
degli studenti). Dopo questo periodo è possibile accedere agli studi universitari, alle alte
scuole e alle scuole professionali. Anche in
questo caso il sistema è decentralizzato,
organizzato dai cantoni e rivolto al pragmatismo. Nascono però talvolta problemi dovuti ai
cambiamenti di domicilio. Il progetto Harmos,
concordato tra i cantoni e la Confederazione,
vuole migliorare il coordinamento di tutte le
fasi della formazione.
La formazione professionale, a scuola e in
azienda, è molto diffusa in Svizzera, ma è
praticamente sconosciuta in Italia. Il grande
vantaggio è quello di avvicinare subito il giovane al mondo del lavoro e quindi di favorire l’occupazione giovanile. Per esempio nel
Ticino, alla fine dell’obbligo scolastico, a 15
anni, si aprono 4/5 strade, a dipendenza delle
capacità, della motivazione, degli interessi.
Vi sono anche scuole professionali a tempo
pieno, che però integrano l’aspetto culturale
a quello professionale con parecchie ore di
laboratorio.
Università e SUP
Un aspetto interessante è anche la possibilità
che questa formazione offre di accedere alle
università o alle scuole universitarie professionali, o anche all’Alta Scuola Pedagogica.
Queste carriere sono aperte anche agli stu-
denti liceali. Anche le maturità conseguite in
Italia sono riconosciute se rilasciate da un
istituto tecnico, in caso contrario è necessario un anno di pratica. Non ci sono invece
problemi per la scelta dell’università, salvo la
conoscenza della lingua. Le università sono
cantonali, vi si aggiungono due politecnici federali, Losanna e Zurigo (tra i dieci migliori al
mondo), le scuole universitarie professionali
(una in Ticino) e 12 Alte Scuole Pedagogiche
per la formazione dei docenti. L’università
del canton Ticino è nata nel 1996 con tre
facoltà (architettura, economia e comunicazione). Dal 2004 è in funzione anche una facoltà di informatica. La Scuola Universitaria
Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI)
è tuttora in forte espansione ed è frequentata
soprattutto da studenti del luogo. Significativo il fatto che quasi la totalità trova un lavoro.
Qual è il momento più idoneo per accedervi
per chi proviene dall’Italia? Dopo il liceo o l’istituto tecnico, oppure anche dopo il “bachelor”
(laurea breve) secondo il sistema di Bologna.
La formazione professionale
Verena
Zwicky,
ex-direttrice della
Scuola Svizzera di
Milano, si è invece
soffermata sul sistema duale della
formazione professionale in Svizzera,
consistente nell’apprendistato (tirocinio) compiuto sia a
scuola, sia in azienda. È un sistema che è stato sicuramente alla base del successo dell’economia svizzera,
grazie alla formazione professionale superiore. Oggi è possibile accedere agli studi di livello universitario anche senza maturità liceale,
ma con la maturità professionale. L’oratrice
cita pure alcuni casi di studenti che hanno
seguito questa strada e sono oggi ai vertici
di imprese di grande successo. È possibile
compiere un apprendistato in molte aziende.
Le più gettonate sono quelle del commercio
e dell’amministrazione, nonché alcune professioni minori, mentre il meno ambito è il
settore dell’edilizia. Al termine si ottiene un
attestato federale che permette di accedere
alla formazione superiore. Quest’ultima offre
6 indirizzi di studi: tecnico, commerciale, artigianale, artistico, scientifico- naturalistico,
socio-sanitario. In Svizzera vi sono poi anche
altre scuole specializzate, come quelle del
settore alberghiero o l’Istituto di Alti Studi Internazionali di Ginevra.
9
N. 6, giugno 2012
Il lavoro in Svizzera
I titoli di studio
Robert Engeler,
presidente
della
Scuola Svizzera di
Milano, ha parlato
del lavoro in Svizzera, premettendo
che, in questo campo, Italia e Svizzera
sono praticamente
due pianeti diversi.
È difficile trovare
lavoro in Svizzera
venendo dall’Italia. Qui il settore è uno dei più
regolamentati al mondo, mentre in Svizzera
è uno dei più liberi. È quindi relativamente facile per chi è in Svizzera trovare lavoro se si
ha voglia di fare, ma è anche facile perderlo
se non si risponde alle aspettative. Per chi
proviene dall’Italia e cerca lavoro è meglio
trovarsi sul posto, con magari qualche conoscenza. È anche meglio muoversi in zone
economicamente forti. Vi sono siti internet su
cui informarsi, l’unico in italiano è www.arealavoro.ch. Le inserzioni sui giornali si rivolgono generalmente a personale dirigente. Ci si
può anche rivolgere agli uffici regionali di collocamento. Per informarsi sulla Svizzera il sito dell’OSE è utile: www.aso.ch/consulenza/
ritornoinsvizzera. Anche le ACLI dispongono
di uffici che assistono per questioni previdenziali e fiscali. In Ticino ci si può rivolgere al
Centro Formazione Professionale dell’OCST
(signor Rauseo).
L’avvocato Markus
Wiget ha brevemente parlato del
riconoscimento dei
titoli di studio, che
sono in sostanza
le credenziali per
offrire le proprie
conoscenze e capacità nel mondo
del lavoro. La circolarità dei titoli è una
componente culturale prima che economica.
La conoscenza delle lingue (bilinguismo) è
comunque importante ed è un grosso vantaggio. È bene tenerne conto già nella formazione. Un secondo aspetto importante è
quello della cittadinanza che in alcuni casi non
permette di esercitare certe professioni senza gli esami previsti sul posto. In questo caso
vi sono due importanti strumenti: gli accordi
internazionali e gli accordi integrativi pratici
per l’applicazione, con un minimo comune
denominatore. Sono tre le categorie tenute
in considerazione: i titoli di studio superiori,
le qualificazioni particolari, i titoli universitari.
Svizzera e Italia hanno concluso nel 2000 un
accordo che elenca le università, i politecnici
e le SUP e altri istituti, nonché le università
italiane, con il riconoscimento dei titoli di studio, dei crediti e dei diplomi parziali. Vi è poi
una serie di riconoscimenti per professioni
particolari. Questi accordi dovrebbero anche
facilitare gli scambi di studenti fra i due paesi.
L’AJAS
Sarah Mastantuoni ha invece parlato
di quanto l’AJAS,
l’Associazione per
l’incoraggiamento
dell’istruzione
di
giovani svizzeri all’estero, offre in consigli, sostegno e assistenza. Fondata nel
1962 svolge queste
attività nell’ambito
dell’OSE e, oltre ai consigli, aiuta nella ricerca
di borse di studio e nei contatti con vari gremi
professionali. Essa offre anche assistenza in
questioni particolari (per esempio il servizio
militare), a famiglie con bambini, nella scelta
degli studi o della professione che si vuole
esercitare. Offre anche aiuti di tipo pratico
come la scelta del tirocinio o della pratica professionale, dell’alloggio, di un eventuale lavoro per studenti. Per l’ottenimento delle borse
di studio ci si deve rivolgere al cantone d’origine. L’AJAS aiuta soprattutto chi non parla la
lingua del cantone in cui vuole insediarsi. Può
fornire i moduli di richiesta e anche di ricorso
contro le decisioni, per borse complementari
o prestiti. Vi lavorano le signore Fiona Scheidegger (che sarà anche al Congresso degli
Svizzeri all’estero di Losanna con uno stand)
e Silvia Hirsig. L’AJAS è presente anche su
www.SwissComunity.org.
Le SUP
Silvia Giordano, docente alla SUPSI, ha precisato come ci si può iscrivere alla Scuola
Universitaria Superiore. Vi si arriva con tutti
i curricoli, ma il tipo di insegnamento è più
rivolto alla pratica, così come la ricerca. Offre 4 titoli di specializzazione più la possibilità
di ottenere un master, parificato agli studi in
Italia. Questa formazione è molto apprezzata, tant’è vero che il 95% degli studenti ha
trovato un lavoro e l’80% di questi lo aveva
ancora dopo 3 anni. L’oratrice spiega poi nel
dettaglio quali sono gli sbocchi principali: ingegneria elettronica, ingegneria gestionale
(per manager), ingegneria informatica e ingegneria meccanica. Prima di terminare la sua
esposizione mostra alcuni progetti di ricerca,
tra i quali il satellite mandato in orbita un anno
e mezzo fa. Cita applicazioni nella robotica,
nei droni, nei telefoni. Per le informazioni di
dettaglio la SUPSI organizza un “open day”,
nonché visite allo scopo di rendersi conto
dell’insegnamento e conoscere le persone di
contatto. Già oggi ci sono parecchi studenti
italiani, ma ne provengono anche dalla Cina e
dall’America centrale. Infine indica alcuni percorsi possibili nell’ambito delle varie materie
di competenza.
Come presentarsi
Riprende la parola Robert Engeler per offrire alcuni consigli pratici sul come presentarsi
per la ricerca di un
posto di lavoro. In
primo luogo bisogna considerare che
si sta affrontando
uno dei momenti più
importanti della vita
e quindi da gestire
con la massima cura. Si deve in pratica
pensare che si sta
offrendo il proprio
prodotto più prezioso. Gli obiettivi da raggiungere possono essere riassunti in moduli dei
profili e moduli delle capacità. La strategia
deve essere affrontata in modo attivo, considerando però anche che le assunzioni non
sono sempre sistematiche, ma dipendono da
parecchi fattori. Le nomine avvengono in misura preponderante all’interno dell’azienda o
dietro raccomandazione. Bisogna però saper
sfruttare tutte le fonti possibili di informazioni: società di ricerca di personale, consulenti, in rete, tramite annuncio, magari anche
un’agenzia di lavoro temporaneo o l’offerta
spontanea.
Una candidatura scritta deve perseguire un
solo obiettivo: quello di essere invitato a un
colloquio. La domanda di assunzione deve essere completa, ma breve, i certificati devono
essere annessi. Deve essere corretta e dare
l’impressione di professionalità. Il curriculum
vitae è l’elemento centrale della domanda. Talvolta si dimenticano elementi essenziali come
conoscenze e esperienze acquisite o risultati
ottenuti. Alla domanda di assunzione sintetica si deve aggiungere una lettera personale
esattamente centrata sulla posizione offerta.
A queste indicazioni Engeler ha poi fatto seguire una serie di suggerimenti tratti dall’esperienza personale e da una vasta conoscenza
nell’ambito della ricerca di personale.
Al termine degli interventi Thomas Kalau ha
rinunciato ad entrare nella tematica, già ampiamente trattata dagli
oratori precedenti,
ma ha portato il saluto del Dipartimento
Federale degli Affari
esteri e del suo nuovo responsabile, il
consigliere federale
Didier
Burkhalter.
Ha poi ricordato
che la Svizzera sta
costantemente valutando l’evoluzione della rete consolare con
la creazione di centri consolari generali. Ha
anche ricordato che la “helpline” del DFAE è
aperta tutti i giorni e a tutte le ore ed è a disposizione di tutti gli svizzeri che si trovano
all’estero. Dalla dichiarazione del nuovo capo
del Dipartimento ha poi tratto lo spunto per
ripetere l’importanza degli svizzeri all’estero
nella funzione di legame tra la Svizzera e il
mondo. Una funzione che oggi richiede molta
adattabilità e flessibilità.
segue a pagina 10
10
N. 6, giugno 2012
Il quiz
Il quiz sulla conoscenza della Svizzera ottiene
sempre un ottimo successo. Anche quest’anno la Presidente lo ha riproposto utilizzando
domande che vengono rivolte a chi chiede la
nazionalità svizzera. Le domande e le risposte sono riportate a pag. 13.
La cena
Come di consueto il Congresso ha avuto una
piacevole coda con la cena in un ristorante
di Sorrento. In questa occasione sono stati
premiati i vincitori del quiz.
Ai 160 presenti si sono rivolti sia il Console
generale di Svizzera a Milano Massimo Baggi
che il Console di Roma Mauro Gobbo e il direttore dell’OSE Rudolph Wyder.
Baggi si è detto ammirato delle attività dei
vari Circoli Svizzeri e della loro progettualità.
Ha ricordato di aver dovuto iniziare la propria
attività con lo spiacevole compito di chiudere
il Consolato generale di Genova e ha ringra-
ziato per la comprensione. Ha poi accennato
al progetto di Expo 2015 a Milano, con un’importante partecipazione svizzera e un’ottima
occasione per sviluppi futuri dei rapporti con
l’Italia.
Il Console Gobbo ha portato i saluti dell’Ambasciatore Bernardino Regazzoni e si è detto
impressionato dei temi discussi al Congresso. Ha ringraziato la Presidente Beutler per il
progetto “Giovani”, che in futuro potrà risolvere il problema del ricambio generazionale nei
Circoli. Ha accennato ai rapporti con l’Italia,
citando anche gli aspetti positivi della lingua e
della cultura, che sono anche forti motivazioni
per riprendere il dialogo.
Il direttore Wyder ha portato i saluti del presidente dell’OSE J.-J. Eggli e ha sottolineato
l’importanza della partecipazione ai congressi per conoscere meglio la realtà svizzera
all’estero, difenderne gli interessi a Berna e
consigliare nel modo migliore. Anch’egli si è
detto impressionato della vitalità e serietà dimostrate al Congresso degli Svizzeri d’Italia,
nonché dell’opportunità riservata ai giovani.
La Presidente Irène Beutler ha poi ringraziato il Circolo Svizzero di Napoli per l’ottima
organizzazione del Congresso e in particolare
il presidente Giacomo Corradini e la moglie
Paola.
L’escursione
Come da tradizione nei Congressi del Collegamento, la domenica è dedicata alla conoscenza (o scoperta) della regione che ospita
i partecipanti. Quest’anno si è quindi avuta
un’occasione tutta particolare: quella di visitare un limoneto che produce, con circa 800
piante, il “limone ovale di Sorrento” che ha
ottenuto dall’Unione Europea l’indicazione
geografica protetta (IGP). In seguito si sono
potute seguire le fasi di produzione (con degustazione) del noto “Provolone del monaco”.
L’incontro è terminato con un ottimo pranzo
al Ristorante da Francesco, pure situato a
Schiazzano (Massa Lubrense).
i.b.
Perché non “Un giro dei Circoli Svizzeri d’Italia in camper”?
Giovani svizzeri a Sorrento!
Dopo il Congresso il momento di protagonismo
forse principale del nostro gruppo si è avuto
a cena, gentilmente offerta dal Collegamento
- che colgo l’occasione per ringraziare sentitamente - dove l’allegria si è sparsa e ha avuto il
suo culmine durante l’assegnazione dei premi
per il quiz tenutosi il pomeriggio.
Vi chiederete perché “protagonismo”, inizialmente perché, perdonate il malcelato orgoglio,
rispetto alla media dei partecipanti moltissimi
di noi giovani sono entrati nella graduatoria
“vincente” portandosi a casa diversi premi (tra i
quali gli infradito svizzeri da montagna e le chiavette USB) inoltre perché, anche se in maniera
forse non del tutto ortodossa ci siamo fatti notare. Abbiamo festeggiato ogni nostro vincitore o
altri vincitori conosciuti, con impetuosa allegria
movimentando decisamente la serata.
Al tavolo ridendo e scherzando si è passata una
bellissima serata discutendo su quando e come
riunirci la prossima volta. Inoltre, alcuni di noi
sono rimasti dopo cena e si è passata un’esilarante nottata condita di esuberanza italiana e
accortezza e organizzazione svizzera. Serata
da rinominare eventualmente “Giovani svizzeri
italiani alla conquista di Sorrento notturna”. Infine, secondo l’adagio, “la notte porta consiglio”
dopo aver passeggiato allegramente per Sorrento e sghignazzato alle nostre marachelle,
anch’esse poco ortodosse, abbiamo terminato la serata con un eccellente brain storming
che ha fruttato un colpo di genio inedito che
ora mi accingerò a illustrare, richiamando voi
lettori ad una grande attenzione ed eventuale
partecipazione.
L’obbiettivo e l’idea è di realizzare, un “Giro dei
circoli svizzeri d’Italia in camper”, una rivisitazio-
ne italo-elvetica del celebre romanzo di Verne,
che vedrà impegnati alcuni giovani svizzeri d’Italia a percorrere il Bel Paese su un camper, preferibilmente, e a sostare in alcuni, preferibilmente
molti, circoli svizzeri. Lo scopo? Fare ovviamente pubblicità al Collegamento Giovani, raccogliere esperienze e vicissitudini da poi mandare
in formato di articoli periodici a dei giornali in
Patria Elvetica e ovviamente sulla Gazzetta Svizzera, con tanto di avventure e colpi di scena
che sicuramente si avranno strada facendo,
conoscere e farci conoscere durante il cammino. Dove? itinerante per tutto lo stivale appunto.
Quando? verso i mesi estivi del 2013, o giugno,
luglio oppure ancora agosto, a seconda delle
disponibilità dei partecipanti e degli ospitanti.
È un progetto ambizioso, nato da poco, ma di
sicuro successo ed impatto, con grande capacità di far pubblicità, da organizzare in anticipo
con cura, che vedrà la partecipazione di molti
svizzeri italiani in giro per l’Italia. Se qualcuno
di voi lettori avesse qualche idea od opportunità da offrirci, sarete benissimo accolti
(segue in calce il nostro indirizzo email).
Vi presento ora le opinioni di due dei giovani
partecipanti al congresso.
Carlo: «Non avevo mai partecipato a un raduno
del Collegamento. Entusiasmante. Non so se
mi abbia più colpito la varietà e la validità dei
concetti trattati, la simpatia dei partecipanti o
il profumo del limoncello, ma mi avete conquistato!».
Ha aggiunto che si è seriamente proposto di
imparare il tedesco, la qual cosa per un non
eccessivamente grande amante delle lingue
come si è definito sicuramente denota un “alto
indice di gradimento” (ipse dixit).
Cecilia: «È la seconda volta che partecipo al
Collegamento e già mi sembra di far parte di
una piccola famiglia giovanile che ogni anno
cresce sempre di più! Il finesettimana passato
a Sorrento è stato semplicemente FANTASTICO, bellissimo luogo, aria marina ma sopratutto una bella compagnia. Un bel bouquet
colorato di italiani con radici svizzere! Tanti
complimenti ad Angela che è fantastica!».
Penso che si stia formando un gruppo veramente molto solido ed entusiasta, con persone originali, divertenti, simpatiche e con
molta voglia di fare. Saluto quindi con affetto
tutti i ragazzi spettacolari che hanno partecipato al Collegamento, ricordando a tutti i
giovani svizzeri italiani che possono contattarci al nostro indirizzo e-mail [email protected] non solo che possono, ma
saremmo tutti molto felici qualora volessero
farlo! Contattarci mediante mail dunque, ma
pure sul nostro gruppo facebook, “Collegamento Giovani” per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative (presto infatti,
verso settembre, ci incontreremo al centro
d’Italia per stare insieme scambiarci idee e
conoscerci). Un grande saluto a Bianca Rubino, la presidente del nostro Collegamento
Giovani, la quale anche se fisicamente a diversi chilometri di distanza è stata presentissima! E, infine un saluto ed un ringraziamento
speciale vanno ad Irène Beutler-Fauguel ed ad
Arwed Büchi per sostenerci sempre con tanto
entusiasmo ed allegria!
Mi raccomando, contattateci e mettete in
contatto con noi chi sappiate potrebbe essere interessato!
Angela Katsikantamis
11
N. 6, giugno 2012
Assemblea Generale dell’Associazione Gazzetta Svizzera
Relazione del Presidente per l’anno 2011
Abbiamo iniziato l’anno 2011 con la ferma
intenzione di voler risparmiare circa i costi
che dovevano essere affrontati.
Purtroppo la collaborazione con lo Studio Professionelle di Bosco Luganese non ha trovato
il successo sperato. La titolare dello Studio
ha dovuto rinunciare al lavoro.
Abbiamo stampato circa 23’500 copie per
numero, come sempre abbiamo distribuito
11 numeri unificando i mesi di Agosto e Settembre. A tutt’oggi sono ca. 2’450 lettori che
ricevono la Gazzetta Svizzera solo via Internet, leggendola online.
Redazione, produzione e spedizione
della Gazzetta
La collaborazione estremamente positiva con
il nostro Redattore, Dr. I. Bonoli, è continuato
anche quest’anno.
Già a Gennaio abbiamo avviato una richiesta di una riduzione dei costi di produzione
alla Buona Stampa di Pregassona. La Buona Stampa non solo cura la impaginazione
del nostro giornale, ma provvede anche alla
stampa presso la Ringier ad Adligenswil (LU)
ed alla spedizione alla Ceper in Italia.
Dopo una lunga ma positiva discussione abbiamo ottenuto una riduzione del 10%.
Pubblicità
Con la rinuncia da parte dello Studio Professionelle ci siamo trovati senza nessuna
possibilità per l’acquisizione di pubblicità per
il nostro giornale. Abbiamo continuato a presentare la pubblicità che arriva dalla Svizzera
in stretta collaborazione con la Revue Suisse.
Dopo una lunga ricerca, abbiamo firmato a
dicembre un accordo con la Mediavalue, società Milanese, specializzata nell’ambito dei
giornali piccoli. Questa ha iniziato uno studio
specifico per la definizione del potenziale
mercato per la nostra Gazzetta.
Rubrica Legale
della Gazzetta Svizzera
Con il numero Agosto/Settembre abbiamo
presentato il successore dell’Avvocato Ugo
Guidi. In quel numero, il nuovo titolare della
Rubrica legale, l’Avvocato Markus W. Wiget,
si rivolge per la prima volta ai nostri lettori.
L’avvocato Wiget ha la doppia nazionalità svizzera e italiana. Non solo parla perfettamente
tedesco ed italiano, bensì anche francese ed
inglese.
Auguro all’Avvocato Markus W. Wiget successo, coraggio, ma anche gioia e soddisfazione
nello svolgimento di questo nuovo compito
per il nostro giornale.
Comitato
Il comitato si è riunito il 20. Maggio 2011 a
Tirrenia. La riunione programmata per il No-
vembre 2011 è stata disdetta. Il comitato è
stato coinvolto nelle decisioni importanti da
prendere tramite Internet. Abbiamo ampiamente discusso sull’argomento della nuova
collaborazione con Mediavalue.
Situazione Economica
Il conto economico presenta un utile di SFr
17’947. Da una parte non abbiamo avuto la
forte variazione del cambio Euro – Franco
Svizzero come l’anno scorso, dall’altra parte
ha contribuito a questo risultato il risparmio
nei costi ottenuti.
Come già l’anno scorso dimostrato, continua
la riduzione dei contributi da parte dei nostri
lettori, nel confronto con l’anno precedente
abbiamo registrato un meno 13%.
Ringraziamenti
È doveroso un sentito ringraziamento alla
Dottoressa M. Knus, per la perfetta amministrazione della Gazzetta Svizzera, a Cristian
Bechstein per la sua stretta collaborazione
ed a Gianni Definti per il suo lavoro come tesoriere.
Ringrazio Annemarie Badertscher per la stesura precisa dei verbali delle nostre riunioni.
Alla fine ringrazio soprattutto la presidente del
Collegamento Svizzero, Irène Beutler – Fauguel per l’ottima e continua collaborazione.
Alla fine non posso dimenticare Robert Engeler, che è sempre pronto ad aiutarmi con i
suoi preziosi consigli.
Arwed G. Buechi
Presidente
Associazione Gazzetta Svizzera
Bilancio al 31 dicembre 2011
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Cassa
UBS Lugano
UBS Lugano Euro
CCP Lugano
CCP Milano
Banca Popolare di Milano 2375
Clienti per pubblicità diretta
Imposta preventiva
Perdita
Totale
2010
2011
Fr.
Fr.
197.43
97’215.32
457.73
54’101.82
170’706.30
5’235.49
308.06
1’300.04
127.68
64’079.87
433.91
58’121.23
207’399.26
11’815.04
358.08
2’664.55
332’186.74
342’335.07
13’989.95
21’119.22
125’000.00
122’077.57
50’000.00
15’761.17
14’213.14
125’000.00
119’413.02
50’000.00
332’186.74
342’335.07
–342’856.38
340’191.83
–288’123.55
306’071.29
–2’664.55
17’947.74
PASSIVO
13) Creditori
14) Creditori Euro
17) Fondo Oneri Futuri
18) Utili e Perdite riportate
19) Patrimonio Associazione
Utile
Totale
17’947.74
CONTO ECONOMICO
7) Costi
8) Ricavi
Perdita di esercizio
Utile di esercizio
12
N. 6, giugno 2012
Assemblea dei delegati del Collegamento Svizzero in Italia
Relazione del Presidente per l’anno 2011
Il 74° anno del Collegamento Svizzero in Italia
si è svolto in modo positivo.
Tutte le istituzioni hanno fatto un buon lavoro. So, per esperienza propria, che non è
facile mandare avanti l’attività di un circolo,
un’associazione, una società; soprattutto per
mancanza delle nuove leve. Sarà una sfida
per ogni associazione trovare nuovi mezzi
che attirino più interessati possibili.
Purtroppo dobbiamo compiangere la scomparsa di Arturo Job (Torino), attivissimo exmembro del Comitato del Collegamento.
Rapporto con le istituzioni
Il Collegamento Svizzero in Italia conta attualmente 61 membri.
Il Circolo Svizzero di Sondrio si è rimesso al
lavoro. Sotto l’attenta guida della Signora Birrer, il circolo ha ripreso vita.
Molti circoli sono stati visitati dai delegati di
zona, membri del comitato, che tengono il
contatto con i singoli circoli.
Il Circolo delle Marche ha ripreso vita dopo
qualche difficoltà nella guida.
Personalmente ho partecipato all’inaugurazione del “Campus di Caslino”, una filiale della
Scuola Svizzera di Milano.
Ho visitato alcuni circoli. Soprattutto ho un fit-
to contatto per posta elettronica con le diverse istituzioni. Con molto piacere leggo tutte
le lettere, gli avvisi e gli inviti di tanti circoli ed
altro. Mi rendo conto, dell’entusiasmo e della
tenacia che accompagna il grande lavoro delle nostre associazioni.
UN GRANDE GRAZIE A TUTTI: PRESIDENTI,
COMITATI E SOCI.
Vorrei ricordare a tutti i circoli, le regole dello
statuto del Collegamento che richiede per il
numero dei membri del circolo la maggioranza svizzera, la stessa maggioranza per i
membri del comitato e l’obbligo di cittadinanza svizzera per il/la presidente.
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Collegamento per i giovani – giovani
per il Collegamento
è il simbolo del Comitato Giovani
nel Collegamento.
Un piccolo gruppo di giovani si è riunito a giugno insieme al Presiden te della Gazzetta Arwed Buechi e a me per
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continuare un lavoro importante: interessare
i giovani alle istituzioni svizzere in Italia. Malgrado alcune difficoltà, la presidente Bianca
Rubino continua il suo lavoro. Siamo convinti
che lentamente, questo gruppo si allargherà e
otterrà lo scopo prefissato. GRAZIE, BIANCA.
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Collegamento Svizzero in Italia
Bilancio al 31 dicembre 2011 (CHF)
RICAVI
1) Quote istituzioni
2) Interessi attivi
3) Altri Introiti/donazioni
COSTI
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
Contr. Org. Congressi
Spese Viaggio Comitato
Spese Presidenza
Sovvenzioni
Spese delegati
Spese Amm./rappr.
Spese postali/WEB
Spese Bancarie
Imposte
Spese diverse
workshop
preventivo
2011
cons.
2011
euro
differenza
3'800.00
400.00
3'800.00
392.36
10.00
–
– 7.64
10.00
3'800.00
400.00
4'200.00
4'202.36
2.36
4'200.00
– 1'000.00
126.00
126.00
445.40
– 354.60
500.00
500.00
750.00
– 800.00
150.00
310.00
– 41.25
–
– 50.00
– 333.65
500.00
400.00
4000.00
350.00
–
2'106.50 – 1’993.50
4’100.00
1'000.00
800.00
800.00
250.00
50.00
350.00
–
50.00
800.00
4'100.00
AVANZO/PERDITA (-) ES.
100.00
400.00
360.00
308.75
–
466.35
2’095.86
preventivo
2012
700.00
100.00
Al 73° congresso del Collegamento,
21/22/23 maggio 2011 a Tirrenia
hanno partecipato ca. 150 connazionali.
Il Circolo Svizzero di Livorno e Pisa ha organizzato un bellissimo incontro.
Il tema “Svizzera e Comunicazione: Nuove
Strategie” è stato spiegato dai relatori con
molta professionalità e ha illustrato i modi di
comunicazione tra la Confederazione e gli
Svizzeri all’estero e la comunicazione tra gli
svizzeri in Italia.
La seconda parte ha messo in luce le antiche
associazioni del Collegamento.
Inoltre è stato molto gradito l’intervento della
Vicepresidente dell’OSE, Signora Elisabeth
Michel, nonché presidente del Dachverband
della Germania. La Signora Michel ci ha illustrato molto efficacemente che anche gli
Svizzeri in Germania si trovano con gli stessi
problemi come la comunità in Italia
Il programma collaterale, la visita alle cave di
marmo a Carrara e l’escursione a Suvereto
con la visita alla cantina Petra ha suscitato
molto interesse.
Come l’anno precedente, il congresso è stato
registrato e messo in rete per tutti gli interessati.
UN GRANDE GRAZIE alla Presidente MarieJeanne Fluri Borelli e a tutto il suo staff.
L’89° Congresso degli Svizzeri all’Estero a Lugano dal 26 al 28 agosto
2011
Il Congresso dell’OSE 2011 con il tema „ La
5a Svizzera s’interroga sulla democrazia diretta” ha offerto vari Workshop e interventi.
Consiglio degli Svizzeri all’Estero
5 dei nostri sei delegati hanno partecipato
alla riunione di fine marzo a Berna e in agosto
a Lugano.
La riunione di Lugano è stata preceduta da
un incontro tra i responsabili dei vari paesi
per discutere problematiche che abbiamo in
comune.
Comitato del Collegamento
Il Comitato si è riunito una volta, il 21 maggio
a Tirrenia. La riunione, prevista a novembre a Roma, è stata rimandata. Il Comitato
ha “discusso” con i mezzi moderni, ovvero
per Internet.
RINGRAZIO tutti i colleghi del Comitato per
il loro impegno e lavoro che continua tutti i
giorni. In silenzio, con molto impegno e sacrificando tanto tempo libero, tutti si impegnano a portare avanti i valori del Collegamento
Svizzero in Italia.
Un grazie particolare a Franco Schellenbaum
che ha lasciato il comitato per far “posto” alla
Signora Regula Hilfiker.
Un grazie anche alla Signora Marlies Knus per
13
N. 6, giugno 2012
la perfetta contabilità e ai revisori dei conti,
Marianne Rueger e Alberto Hachen.
Situazione economica
L’anno 2011 si è chiuso con un avanzo di
Euro 2.095,86.
Il risultato d’esercizio è stato caratterizzato
dall’incasso della quasi totalità delle quote
dai nostri circoli e dalla riduzione delle uscite,
riduzione delle spese di viaggio del comitato, delle spese della presidenza e di quelle
di rappresentanza. Inoltre per il Workshop
abbiamo sostenuto unicamente le spese per
un partecipante, riducendo quindi i costi di
circa € 1.100 (anche se per il comitato l’aver
avuto un solo partecipante al Workshop non
è un esito positivo: ci aspettavamo maggior
partecipazione)
Da segnalare infine che abbiamo costituito,
grazie a due donazioni straordinarie, un nuovo fondo denominato “Fondo progetto giovani”, con una dotazione di Euro 1.500. UN
GRAZIE DI TUTTO CUORE ai responsabili della
Società Svizzera di Beneficenza di Milano e
de “La Residenza” a Varese.
Tale fondo è a disposizione per le iniziative
che il “Comitato Giovani” vorrà intraprendere,
sempre sotto la supervisione del comitato del
Collegamento, per vivacizzare e soprattutto
per ricercare nuova “linfa” per tutti i nostri
circoli.
Il Presidente
Irène Beutler-Fauguel
I risultati del quiz (le risposte esatte in rosso)
Il quiz del Congresso del Collegamento
1.
Quanti abitanti sono registrati in Svizzera al 31 dicembre 2011?
A = 7.345.500
B = 7.946.700
C = 7.952.600
2.
I confini della Svizzera, quanto sono lunghi?
A = 1’450 km
B = 2’420 km
C = 1’899 km
La Svizzera, al centro dell’Europa, è delimitata dai confini con
cinque Stati limitrofi per una lunghezza totale pari a 1’899 km, di
cui 572 con la Francia, 362 con la Germania, 180 con l’Austria,
41 con il Principato del Liechtenstein e 744 con l’Italia.
3.
Qual è la città più popolata della Svizzera?
A = Zurigo 385’468 B = Ginevra 187’500 C = Berna 133’656
4.
Dal diciottesimo anno di età, i cittadini svizzeri hanno diritto di voto. A partire da quale età si può venir eletto in Consiglio Nazionale?
A = varia da
un cantone all’altro
B = 18 anni
C = 20 anni
5.
La Svizzera ha una superficie di 41’300 chilometri quadrati (circa
metà dell’Austria) di cui quale percentuale è coperta dalle Alpi e
dai ghiacciai?
A = 28 %
B = 45 %
C = 60%
6.
Nel 1959 i cittadini svizzeri di sesso maschile votarono per la
prima volta sulla introduzione del diritto di voto per le donne a
livello federale. Quanti anni si dovette ancora aspettare prima di
veder realizzato questo diritto?
A = 7 anni
B = 12 anni (1971)
C = 15 anni
7.
Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati si riuniscono generalmente in primavera,
estate, autunno e
inverno. Come si chiamano queste riunioni?
A = riunione
B = sessione
C = seduta
8.
Dopo la Prima guerra mondiale (1914-1918) la Svizzera è interessata da uno sciopero generale. Molte delle rivendicazioni avanzate dagli scioperanti – fra cui la settimana lavorativa di 48 ore
e l’introduzione di un’assicurazione per la vecchiaia – non furono
soddisfatte. Quando è stata introdotta in Svizzera l’AVS, accettata
in votazione popolare da quasi l’80 per cento dei votanti?
A = 1919
B = 1925
C = 1947
D = 1959
9.
La Pace di Vestfalia ha formalmente sancito l’indipendenza della
Svizzera. Quando è stata siglata?
A = 1648
B = 1914
C = 1918
D = 1945
10. Secondo i libri di storia il primo documento in cui figura la croce
svizzera risale al 1339. A quell’epoca, prima di andare a combattere fieramente, i cittadini bernesi cucivano sui loro vestiti due
pezzi di stoffa bianca disposti a croce. Ma è solo in quale anno
che la croce bianca su sfondo rosso, simbolo odierno di neutralità
e indipendenza, è stata riconosciuta ufficialmente nella Costituzione come stemma della Svizzera
A = 1632
B = 1815
C = 1848
D = 1918
11. Marie Grosholtz Tussaud (1761-1850) diventò famosa in tutto il
mondo per i suoi modelli in cera. Sapevate che era di origine
svizzera? È nata nel cantone di
A = Ginevra B = Lucerna
C = Basilea
D = Berna
12. François-Louis Cailler (1796-1852) fondò a Vevey, Canton Vaud
nel 1819 la famosa fabbrica di cioccolato. Cailler aveva appreso
l’arte cioccolatiera a Torino dove passò alcuni anni. La sua innovazione più importante fu l’invenzione di un composto di cioccolato
morbido adatto a venire trasformato in
A = cioccolatini B = pralinés
C = tavoletta
13. La ferrovia della Jungfrau è costruita interamente all’interno di tre
montagne, l’Eiger, il Mönch e la Jungfrau, con un percorso a zigzag che si snoda su una lunghezza di
A = 7 km
B = 9 km
C = 10 km
14. Come si chiama l’amico di Heidi nell’omonimo libro di Johanna
Spyri?
A = Peter
B = Hans
C = Walter
15. Dal 1971, il popolo svizzero è stato chiamato alle urne per votare
su 109 iniziative popolari. Quante di queste sono state accettate?
A=8
B = 21
C = 49
D = 65
16. Si è concluso con successo a Monaco l’avventura di PlanetSolar,
l’imbarcazione svizzera alimentata unicamente dalla propulsione
di pannelli fotovoltaici che ha realizzato il giro del mondo (60’006
km) in 585 giorni di navigazione, a coronamento di un sogno
iniziato nel 2004 dall’idea di un ingegnere di Yverdon, Raphael
Domjan. Di che tipo d’imbarcazione si tratta?
A = zattera
B = yacht
C = catamarano
17. Il mese scorso sono andata dall’Italia a Lucerna per la strada del
San Gottardo. Annuncio alla radio: “6 km di coda prima del tunnel,
attesa ca. 75 min”. Il passo era chiuso, come pure l’ingresso ad
Airolo verso nord. Ho iniziato la fila alle ore 15.47.
A che ora sono entrata nella galleria del San Gottardo?
Ore 16.49
14
N. 6, giugno 2012
Il 24 giugno con l’Orchestra della Svizzera Italiana
“150 anni di note diplomatiche”
al Teatro alla Scala di Milano
Si terrà il 24 giugno alla Scala «150 anni di note diplomatiche», concerto benefico
a favore di Admo organizzato dalla Provincia di Milano e dal Consolato generale di
Svizzera a Milano. L’Orchestra della Svizzera italiana con il Maestro Salvatore Accardo eseguiranno musiche di Rossini, Paganini, e Mendhelssohn.
Il presidente, On. Guido Podestà, ha presentato, nell’ambito di una conferenza stampa che
s’è tenuta, a Palazzo Isimbardi, alla presenza
del maestro Salvatore Accardo, «150 anni
di note diplomatiche». Si tratta del concerto
di beneficenza promosso dalla Provincia e
dal Consolato generale di Svizzera a Milano
nell’ottica di celebrare il centocinquantenario
dei rapporti diplomatici tra l’Italia e la Svizzera. All’incontro sono intervenuti, inoltre, il
Console generale di Svizzera a Milano, Massimo Baggi, il direttore artistico dell’Orchestra
della Svizzera italiana, Denise Fedeli, e il fondatore dell’Associazione donatori midollo osseo, Renato Picardi. Lo spettacolo, che andrà
in scena, il prossimo 24 Giugno, al Teatro alla
Scala, prevede un’esibizione dei 41 musicisti
dell’Orchestra della Svizzera italiana, diretti
dal giovane maestro, appena ventottenne,
Daniele Rustioni (al quale l’Amministrazione,
lo scorso anno ha assegnato, nell’ambito
della «Giornata della riconoscenza», il Premio
Isimbardi) e impreziosita, al violino, dall’autorevole contributo di Accardo. Saranno eseguite musiche di Gioachino Rossini (Guglielmo
Tell, Ouverture), Niccolò Paganini (Concerto
n.4 in re minore per violino e orchestra), Felix
Mendelssohn (Sinofonia n. 4 in la maggiore
opera 90 «Italiana»). Lo scopo dell’iniziativa,
che si propone, dunque, di dar vita a un evento di enorme pregio artistico e culturale, è
quello di raccogliere fondi da destinare all’Admo. Insomma, una sorta di sequel ideale dello
spettacolo, a scopo benefico, dello scorso
settembre, al Teatro degli Arcimboldi. L’incasso dell’evento «PFM in classic», reso possibile
grazie alla partnership con la Camera di commercio svizzera e alla splendida esibizione
della Premiata Forneria Marconi, venne devoluto, in quel caso, al Centro assistenza minori,
la struttura gestita dalla Provincia destinata
ad accogliere minori per i quali il Tribunale ha
disposto il collocamento in comunità.
«Abbiamo presentato, oggi, un evento che
onorerà, nel migliore dei modi, i 150 anni di
relazioni diplomatiche tra la Svizzera e l’Italia
in un momento in cui le relazioni politiche e
diplomatiche tra i due Paesi stanno indirizzandosi verso un punto di equilibrio teso a
salvaguardare gli interessi di ciascuno – ha
dichiarato il presidente Podestà –. Grandi
interpreti nel Teatro più bello del mondo per
aiutare tutti insieme l’Admo. La passione degli
artisti coniugata con l’entusiasmo di ciascuno
di noi renderà il 24 giugno una data indimenticabile. Da oggi, inoltre, desideriamo pensare
a progetti per un maggior coinvolgimento dei
giovani verso la musica classica. Ci impegneremo in tal senso come Provincia sfruttando
i preziosi consigli suggeriti sia dal Maestro
Accardo sia dall’Osi».
«Lo spettacolo costituisce un traguardo di
prestigio, impreziosito dalle performance di
artisti di grande pregio che si esibiranno nel
più grande teatro lirico al mondo: la Scala –
ha aggiunto il Console generale di Svizzera a
Milano, Massimo Baggi –.
L’orchestra è una componente significativa
del concerto: l’aspetto transfrontaliero emergerà attraverso la musica. Un modo ideale
per raccontare la storia di un partenariato,
quello tra Svizzera e Italia, particolarmente
ricco in diversi settori».
«Il mio rapporto con la Svizzera è, ormai,
consolidato grazie al lavoro svolto con la
Fondazione “Stauffer” di Cremona, voluta da
un produttore di latticini elvetico che decise
di devolvere il suo patrimonio a una realtà capace di occuparsi di cultura – ha proseguito
il maestro Salvatore Accardo –. In generale,
ritengo che la musica consenta a tutti noi di
comprendere quando finisce la propria libertà
e inizia quella degli altri. Tale insegnamento,
che noi impariamo durante l’esibizione, dovrebbe essere diffuso pure tra i più giovani, il
pubblico del futuro».
«Costituisce sempre un momento di particolare orgoglio per un’orchestra suonare
e rappresentare il proprio Paese – ha commentato il direttore artistico dell’Osi, Denise
Fedeli –. Ancor più significativo se pensiamo
al privilegio di poter accompagnare il Maestro
Accardo nella cornice fornita dalla Scala di Milano, unanimemente considerato il “Tempio”
della musica mondiale».
«Desidero ringraziare la Provincia di Milano
è il presidente Podestà per la sensibilità
dimostrata nei nostri confronti – ha concluso
Renato Picardi fondatore di Admo –. La nostra
azione quotidiana è mossa da un grande amore per la vita e della convinzione che il gesto
di amore di una donna o di un uomo possa
salvare la vita altrui».
Nella foto: (da sinistra, Renato Picardi (Admo), Denise Fedeli (direttore artistico
dell’Osi), Guido Podestà (presidente della Provincia di Milano), il Maestro Salvatore
Accardo, Massimo Baggi (Console generale di Svizzera a Milano)
15
N. 6, giugno 2012
La Società Svizzera di Milano a S. Maria dei Miracoli
Visita a un importante Santuario di Milano
Promossa dal nostro Comitato Manifestazioni,
ha avuto luogo l’11 maggio una visita guidata
di un gruppo di nostri Soci al Santuario di S.
Maria dei Miracoli ed alla chiesa di San Celso
in Corso Italia annessa alla prima. Una alta
parete in muratura sulla strada agisce quasi da
sipario alla visione dell’imponente facciata del
Santuario. Superato uno degli ingressi al vasto
cortile porticato che precede l’edificio si gode
la scioccante visione della maestosa e imponente bianca facciata del Santuario in marmo
di Carrara, la cui costruzione risale intorno al
1500, progettata dagli architetti Dolcebuono,
Solari e Galeazzo Alessi. Entrando nella Chiesa la prima cosa che colpisce è il pavimento
che è tutto uno stupendo esempio di intarsi
di marmo colorato, frutto di un prezioso e paziente lavoro manuale di scalpellini che allora
non disponevano certamente dei sofisticati
apparecchi odierni. Si pensi solo al pesante
lavoro di spianatura e levigatura che allora doveva venire eseguito solo manualmente. Ai vari
altari che si aprono sulle pareti laterali sono
collocati importanti dipinti e pale di noti pittori
dell’epoca, brevemente descritti da stampati
lodevolmente sistemati sulle balaustre che
chiudono gli altari. La nostra bravissima e
documentatissima guida (la Dott.ssa Cristina
Guarnieri, che già in precedenza aveva portato
gruppi di nostri Soci a visite di altri monumenti)
si sforzava di descrivere
dettagliatamente
le particolarità di ogni
dipinto, malgrado la
maggior parte di essi
fosse in pessima luce,
essendo questo un difetto che si ripete quasi
sempre nella maggior
parte delle chiese. Notevole è il soffitto della
chiesa in riquadri dorati
recentemente ristrutturato. Nel corridoio
circolare dietro l’altare
maggiore si trovano
alcuni pannelli di legno
preziosamente intagliaFoto del gruppo di Soci davanti alla chiesa di San Celso.
ti. Abbiamo anche potuto ammirare il locale
retrostante del “coro” con una serie di sedili in
tipico del romanico lombardo. Questo camlegno molto lavorato. Ricordiamo che la tradipanile porta un “gioco” di cinque campane
zione milanese invita i novelli sposi a visitare
molto intonate che nelle occasioni suonano il
questa chiesa subito dopo la cerimonia nuziaclassico e noto concerto lombardo, delizia dei
le. Direttamente connessa ad un lato di questa
fedeli, ma naturalmente non molto gradito ai
chiesa si trova l’antichissima piccola chiesa di
residenti nelle vicinanze. Chi fosse interessato
San Celso, che oggi è vuotata di ogni arredo e
a godere dei rintocchi di queste campane può
l’unica preziosità rimasta sono alcuni affreschi
cliccare sul computer “Le campane di Milano
molto belli sulle pareti. Di particolare interesse
- San Celso”.
è il campanile della chiesa di San Celso in stile
E.H.
Chiesa Cristiana Protestante in Milano
Culti Riformati
mensili
alla casa di riposo svizzera
Fondazione “La Residenza”
Via Lazzari, 25 – 21046 Malnate
tel. 0332 42 61 01
Le prossime date sono le seguenti:
domenica 10 giugno 2012
domenica 23 settembre 2012
domenica 28 ottobre 2012
ogni volta alle ore 17.00 (pomeriggio)
inoltre ogni volta alle ore 16.00
(pomeriggio, prima del culto)
piccola conferenza
sulla storia protestante in Italia
con il pastore Robert Maier
Giornata Riformata
Svizzera
nella
Chiesa Cristiana Protestante di Milano
30 settembre 2012, ore 10.00
Via Marco De Marchi 9, 20121 Milano
MM3 Turati – Tram 1 – Bus 94
Cominceremo questa giornata con un culto
solenne bilingue (tedesco/italiano) secondo
la tradizione riformata. Durante il culto e anche
dopo, durante la festa ci accompagnerà il coro
svizzero “Corale Valle Boromida” del Piemonte
che è già stato ospite da noi alcuni anni fa.
La festa inizierà con un piccolo aperitivo nel
nostro “Orto della Fede” presso la chiesa che
precederà l’accogliente pranzo con raclette.
Anche esso avrà luogo nell’orto. Speriamo che
veniate numerosi e che ci sia bel tempo.
Il Vostro
Robert Maier, pastore riformato
Reformierte
Gottesdienste
in Mailand/a Milano
Culti Riformati
Die nächsten Termine/le prossime date
domenica 10 giugno 2012
domenica 1 luglio con santa cena
domenica, 30 settembre 2012
Giorno Riformato con Aperitivo
e pranzo comune di specialità
svizzerenell’Orto della Fede
ogni volta alle ore 10.00 di mattina
Pastore riformato
Robert Maier
Piazzale Susa, 14 – 20133 Milano
Tel. 02 73 37 51 – Cell. 339 146 62 68
E-mail: [email protected]
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N. 6, giugno 2012
Mostra di fotografie nei locali del Circolo
Il Circolo Svizzero di Firenze in visita
a Villa Caruso di Bellosguardo
Prosegue l’intensa attività sociale del Circolo
svizzero di Firenze che ha aperto la stagione
primaverile con una visita alla Villa Caruso di
Bellosguardo a Lastra a Signa. La villa, col
suo bellissimo giardino da cui si domina la
piana di Signa, deve il proprio nome al celeberrimo cantante lirico Enrico Caruso, che
la acquistò nel 1906 e che vi eseguì tutta
una serie di lavori di risistemazione, impiegando manodopera locale e facendo di questa
struttura cinquencentesca un luogo fastoso e
arricchito da mobili sontuosi e rari. Il giardino
venne riassettato a mo’ di scenario teatrale.
Purtroppo Caruso non poté godere appieno
della propria favolosa dimora: le frequentissime e lunghe trasferte e poi la morte, sopraggiunta nel 1921, gli impedirono di realizzare
fino in fondo quel “buen retiro” cui aveva pensato fin dal giorno in cui – si dice – aveva preso la decisione di acquistare il lotto con la villa
nel corso di una passeggiata in compagnia
del soprano Ada Giachetti, con la quale ebbe
una tormentata storia. Dopo lunghe e intricate vicende, nonché numerosi cambi di proprietario, Villa Caruso fu acquistata nel 1995
dal Comune di Lastra a Signa, e nel 1996 si
costituì l’associazione Villa Caruso, promossa
dal comune stesso, allo scopo di promuovere
ogni attività di studio, promozione e ricerca
nel campo della musica lirica. Oggi Villa Caruso è diventata un interessantissimo luogo di
memorie, un museo con numerosi documenti, foto, dischi e arredi appartenuti al grande
cantante. Certo, in decenni di storia molto
è andato perduto o disperso, ma l’archivio
di Villa Caruso conserva ancora documenti
eccezionali, parte dei quali sono esposti nelle
stanze aperte al pubblico; altri cimeli sono
stati recuperati e altri ancora sono in corso di
sistemazione e valorizzazione. È stato aperto
anche un itinerario audiovisivo che ripercorre
le tappe salienti della carriera di Caruso, fra
costumi originali di scena, la collezione di
grammofoni, oggetti d’arte, oltre ai numerosi
disegni e sculture di sua mano: forse non tutti
sanno che Caruso era davvero un artista a tutto tondo, ed eccelleva nel disegno, nella pittura e nell’arte plastica. Imperdibili alcune sue
caricature di colleghi e amici, esposte nelle
sale della villa. La visita del Circolo svizzero
si è svolta con una guida d’eccezione: l’assessore alla cultura del comune di Lastra a Signa,
Marco Capaccioli, che ha riassunto le vicende
biografiche di Caruso, intrecciandole con la
storia e lo sviluppo della villa. Ricordiamo che
Villa Caruso ospita durante l’anno una serie di
eventi culturali, artistici e gastronomici.
Giacomo Defilla
La mostra delle fotografie
Nel mese di maggio è stata visibile nei locali
del Circolo Svizzero di Via del Pallone una mostra organizzata dal presidente Luciano Defilla
e dedicata agli anni trascorsi da suo padre
Giacomo come militare dell’esercito svizzero
durante la prima guerra mondiale. Giacomo
Defilla ha lasciato una grande quantità di fotografie che documentano in modo probabilmente anche inedito l’attività dell’esercito elvetico a
guardia dei confini nel corso della grande guerra. Queste immagini, insieme a tutta una serie
di altri documenti, è stata ritrovata e raccolta
grazie all’impegno di suo figlio Luciano, che ha
così messo a disposizione per la prima volta
questo materiale di grandissimo interesse, cui
dedicheremo maggiore spazio nel prossimo
numero della Gazzetta Svizzera.
Concerto a Santo Spirito
Il 25 maggio nella Chiesa di Santo Spirito a
Firenze è stato eseguito il Salmo Sinonico per
coro e orchestra del compositore svizzero Arthur Honegger dal titolo Le Roi David, a cura
del coro e orchestra “Desiderio da Settignano”. Hanno partecipato anche alcuni coristi
svizzeri della Schola cantorum Wettingensis.
Quest’opera non era mai stata eseguita a
Firenze e probabilmente era ancora inedita
nell’intero panorama italiano.
Cena estiva
Per il 23 giugno è in programma la consueta
cena di inizio estate che chiuderà la stagione
2011-2012 del Circolo Svizzero di Firenze.
David Tarallo
I soci del Circolo nella sala audio del museo Villa Caruso; a sinistra: il presidente
Luciano Defilla con l’assessore alla cultura di Lastra a Signa, Marco Capaccioli.
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N. 6, giugno 2012
Visita alle Grotte di Stiffe
Il Circolo Svizzero Abruzzese
a San Demetrio Ne’ Vestini
Domenica 6 maggio i soci del Circolo Svizzero Abruzzese si sono riuniti a S. Demetrio
Ne’ Vestini per visitare le bellissime grotte di
Stiffe. Dopo un periodo di chiusura durato
circa 2 anni a causa del terremoto, le grotte
sono nuovamente visitabili con un percorso
ulteriormente prolungato in seguito a recenti scavi; queste grotte sono, tecnicamente
parlando, una risorgenza, cioè il punto in
cui un fiume torna alla luce dopo un tratto
sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto
è situato all’apice della forra che sovrasta il
piccolo paese omonimo. La presenza del corso d’acqua, che in questo periodo dell’anno
ha una portata apprezzabile, è sicuramente
la caratteristica più importante delle Grotte.
Il gruppo di soci ha condotto una passeggiata
tra stalattiti e fiumi sotterranei in un ambiente
ipogeo in cui il processo di formazione delle
concrezioni carbonatiche è visibile da vicino.
Al termine dell’escursione un abbondante
Il gruppo degli Abruzzesi davanti all’entrata delle grotte.
pranzo presso il ristorante “Chicchiricchi” ha
soddisfatto i partecipanti con piatti tipici della
zona a base di carne e pesce di fiume. Un
ringraziamento sentito va agli organizzatori
della giornata i coniugi Paolillo.
Ricordo ai soci che la prossima riunione si
terrà indicativamente a fine giugno con lo
svolgimento del tradizionale pic-nic.
C.M.
Avete bisogno di un nuovo
documento d’identità svizzero?
(Passaporto e/o carta d’identità)
Cliccate su www.passaportosvizzero.ch
oppure visitate il sito della rappresentanza svizzera dove siete immatricolati.
Per i connazionali iscritti all’Ambasciata di Svizzera a Roma:
www.ambasciatasvizzera.it
Per i connazionali iscritti al Consolato Generale di Svizzera a Milano:
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N. 6, giugno 2012
Attività del Circolo Svizzero di Bologna
Escursione a Minerbio con visite
ai beni Cavazza Isolani
Nella mattinata di sabato 5 maggio, con la
accorta regia del presidente T. Andina e del
segretario G. Sermenghi, trentacinque soci
e simpatizzanti del Circolo di Bologna hanno
partecipato all’escursione a Minerbio incentrata sulla visita ai beni della nobile famiglia
Isolani.
Per gli aspetti paesaggistici ci ha fatto da
guida la dott.ssa M. Luisa Boriani (consigliere
dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura) e
per gli aspetti storico artistici il dott. Massimo Martelli; li ringraziamo per l’impegno profuso e per la stesura degli articoli a seguire.
L’escursione si è conclusa in gioiosa atmosfera al ristorante “Nanni” ove, in un salone
riservato e imbandierato per l’occasione con
i colori nazionali rosso e bianco, è stato gustato un raffinato pranzo.
Emanuele Zanghi
Il paesaggio
La struttura del contesto paesaggistico della
Rocca Isolani è un modello significativo dell’evoluzione storica della campagna della bassa
bolognese. Il terreno, paludoso, fu oggetto di
bonifica già dall’epoca romana. Le invasioni
barbariche comportarono l’abbandono delle
opere idrauliche e già dall’alto medioevo la
pianura ritornò in balia delle inondazioni. Verso la metà del 1200 un gruppo di coloni mantovani qui trasferitosi, iniziò la costruzione del
borgo con caratteristiche di castrum medievale circondato da fossati. Intorno al 1300,
gli Isolani, come molte altre famiglie divenute
facoltose prevalentemente con il commercio, arrivarono a Minerbio acquistando grandi
estensioni di terreni paludosi proponendosi
La dott.ssa Boriani illustra gli aspetti
paesaggistici.
Il dott. Martelli illustra gli aspetti storico-artistici; sullo sfondo la Rocca.
di bonificarli e di dedicarli all’agricoltura.
La ricostruzione dell’assetto paesaggistico
si ricava dal confronto di un antico disegno
(conservato all’interno del castello), di carte catastali e di una foto aerea recente. Le
immagini storiche sono successive alla fine
del 1500, epoca nella quale il complesso
– Rocca trecentesca - Palazzo cinquecentesco e Colombaia - era già definitivamente
strutturato. Nel disegno più antico si nota
una vastissima fossa inondata che circondava gli edifici verso nord. Nell’immagine del
Catasto Pontificio di inizio 1800 la fossa è
sparita diventando un grande prato coltivato.
Il contesto è decisamente agricolo, formato
da campi sistemati a “piantata bolognese”
con filari di viti appoggiati a sostegni vivi, in
prevalenza gelsi. Nella stessa mappa, a est
del Palazzo cinquecentesco detto Triachini,
si nota un accenno di giardino all’italiana;
non si sa se veramente esso sia esistito perché le mappe dei catasti antichi riportavano
a volte immagini non reali, ma con intenti
decorativi. Dell’eventuale, antico giardino si
sono comunque perdute le tracce. I tre edifici
del complesso, rocca, palazzo e colombaia, dialogano tra loro in un incrocio di assi
prospettici che ripropongono la centuriazione e la progettazione dello spazio secondo
canoni rinascimentali. Il parco di oggi si
svolge verso est e si fonde con i terreni
agricoli circostanti attraverso assi prospettici ortogonali che ripropongono i canoni del
parco-campagna. Alcuni alberi secolari sono
di speciale rilevanza per la monumentalità:
un gruppo di antichi platani, querce di pianura, tassi e una particolare specie di pioppo
rispecchiano la vegetazione autoctona della
pianura bolognese. Alcuni cedri del Libano,
specie esotica di grande valore ornamentale, rivelano invece la loro introduzione relativamente recente nel parco. Dietro la torre
colombaia e il palazzo cinquecentesco si ha
un vero e proprio giardino “a stanze”. Sono
siepi di bosso che delimitano spazi geometrici regolari. Il giardino è stato realizzato dagli
attuali proprietari alcune decine di anni fa,
rifacendosi ai disegni del Catasto Pontificio e
risente di influenze vagamente rinascimentali
come il bosso tagliato in forme regolari e la
mancanza dei fiori tipica del giardino quattrocinquecentesco.
Maria Luisa Boriani
Armonie storico-artistiche
La dimensione orizzontale è il tratto caratteristico della geografia padana. Una luce
languida e bianca che avvolge le case e quasi le plasma, permea nei giorni della tarda
primavera e in quelli estivi questa vasta distesa di campi e agglomerati urbani. Un sentimento quasi ungarettiano di disfacimento del
tempo stesso si irradia da ogni cosa nella
stagione calda. Torri, castelli, frammenti di
antiche mura, elementi del paesaggio che
sfidano la componente tempo. La verticalità
dei manufatti interrompe qua e là la linearità
della pianura. Antiche trame fatte di canali,
strade, vie più o meno note, connettono la
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N. 6, giugno 2012
città con il forese, fili che si diramano ordinati
a partire dal reticolato stradale di origine romana. Una griglia che assoggetta il territorio
alla regolarità dell’antica centuriatio, ancora
oggi percepibile dall’alto. La matrice pagana
degli abitati, cede con il medioevo il passo
alla vocazione cristiana e comunale dei centri
e del contado, spostando su chiese e fortilizi l’asse e l’attenzione delle attività umane.
Pagana fu certamente la fondazione di Minerbio (a pochi km a nord di Bologna), come
testimoniato dal toponimo che si fa tradizionalmente derivare dalla presenza in loco di
un antichissimo tempietto dedicato alla dea
Minerva. Romano è ugualmente l’impianto
viario (e quindi anche urbano e agrario) di
questo piccolo centro, ma il primo fondamentale impulso alla demografia della zona
lo diede un provvedimento passato alla storia
come “De Pactis Altedi” (1231), documento
considerato l’atto di fondazione del Comune
di Minerbio. Con esso, il podestà di Bologna
Federico da Lavellolungo, bresciano, cedette il territorio di Altedo e Minerbio a 150 famiglie mantovane che lo colonizzarono e lo
bonificarono.
All’inizio del Trecento, l’arrivo a Minerbio della
nobile famiglia degli Isolani (provenienti da
Cipro, da ciò il cognome), portò importanti
cambiamenti nel tessuto sociale e abitativo.
Facoltosi esponenti dell’Arte della Seta, acquisirono in zona (oltre che a Bologna) terreni
e beni in quantità tale da impiantare una gestione a tutti gli effetti feudale del territorio.
La trasformazione da semplici ricchi possidenti di terre a veri e propri feudatari avvenne
precisamente nel 1403, grazie all’aiuto prestato ai Visconti di Milano nella cacciata dei
Bentivoglio da Bologna. L’investitura ufficiale
da parte del nobile casato milanese comportò per gli Isolani un ampliamento di domini
che concorse a rimodellare l’intera area di
Minerbio e a conferirle la forma definitiva.
Fulcro di questo sistema divenne la versione quattrocentesca della Rocca Isolani che
sostituì il piccolo castello di inizio Trecento.
Questo fabbricato fu successivamente distrutto in seguito al passaggio dei Lanzichenecchi di Carlo V nel 1527. Sulla via di Roma,
il futuro imperatore non esitò ad abbandonare al saccheggio e alla distruzione luoghi
importanti e prestigiosi. Giunto in Vaticano il
re pose sotto assedio la sede papale. La mattina del 6 maggio 1527 i mercenari spagnoli
sfondarono la Porta del Torrione, mentre i
lanzichenecchi invadevano Borgo S. Spirito
e S. Pietro. La Guardia Svizzera e le poche
truppe romane resistettero disperatamente. Dei 189 svizzeri se ne salvarono solo
quarantadue, il resto cadde gloriosamente,
massacrato, assieme a duecento fuggiaschi,
sui gradini dell’altare maggiore di S. Pietro.
Paradossalmente, proprio in occasione del
ritorno di Carlo V a Bologna nel 1530 (per
ricevere da Papa Clemente VII la corona imperiale), si ebbe la riedificazione della Rocca
Isolani, stavolta con le forme di una autentica dimora signorile più che di una fortezza.
A questo periodo risalgono gli interventi di
maggior pregio dal punto di vista storicoartistico.
La costruzione della Rocca-villa potè evolversi secondo moduli e armonie pienamente
rinascimentali (e bolognesi) che inclusero la
realizzazione di una corte porticata quadrangolare, asse di simmetria dell’edificio e dell’intero complesso, con arcate impreziosite da
formelle in cotto che ancora oggi presentano
tracce di sagramatura. Due sale del piano
terra furono arricchite, tra il 1538 e il 1542,
dall’opera eccezionale di Amico Aspertini,
uno tra i più significativi artisti bolognesi del
Cinquecento. Nella Rocca Isolani di Minerbio,
questo artista fantasioso ed unico, diede una
delle prove più magniloquenti del suo stile. La
Sala di Marte e la Sala dell’Astronomia, rinvenute fortunosamente sotto strati di intonaco
nel 2008, appartengono a un ciclo pittorico
di soggetto mitologico dotato di straordinaria eleganza, testimone della eccentricità e
delle aperture dell’Aspertini maturo. La Sala
di Ercole, al primo piano della torre angolare, completa idealmente questo ciclo i cui
cartoni preparatori sono conservati al British
Museum di Londra.
In asse con la Rocca spicca la Torre Colombaria edificata nel 1536 su progetto di
Jacopo Barozzi detto il Vignola. Dotata di
una estrema, quasi aerea, eleganza formale,
era essenzialmente una struttura produttiva,
costruita per ospitare nelle cellette interne
fino a tremila colombi. Preziosi come fonte
di cibo, i colombi venivano anche sfruttati
per la produzione di guano fertilizzante che
veniva raccolto attraverso un piano inclinato
elicoidale ad intelaiatura lignea ancora oggi
visibile all’interno della torre. Affiancato all’antica rocca, sorge il cosiddetto “Palazzo Nuovo”, costruito a metà del ‘500 dall’architetto
bolognese Bartolomeo Triachini. La facciata
nord presenta il motivo della loggia al piano
alto che diventerà ricorrente in tutte le ville
bolognesi del ‘500. Menzione particolare
merita inoltre la vicina Chiesa di San Giovanni Battista, edificata tra il 1733 e il 1737 su
progetto di uno dei più importanti architetti
dell’epoca, già artefice del famoso Santuario
di San Luca: l’architetto Carlo Francesco Dotti. In essa spicca, per profondità e complessità di costruzione, il gruppo scultoreo che
raffigura la “Gloria di Dio Padre” di Giuseppe
Mazza.
Massimo Martelli
Yvette Duroux confermata alla presidenza
La prima Assemblea Generale
del Circolo Svizzero di Parma
Venerdì 18 maggio u.s., nel salone parrocchiale di Marano, si è tenuta la prima
Assemblea Generale del Circolo Svizzero
di Parma.
Dopo aver dato ai presenti un caloroso benvenuto il Presidente Yvette Duroux apre i
lavori dell’assemblea passando la parola al
tesoriere Mario Reggiani il quale espone il
bilancio consuntivo approvato poi all‘unanimità dai soci.
Conformemente al nostro statuto si è passato poi alle dimissioni formali del comitato,
per dar spazio all‘entrata di nuovi membri.
Il rieletto comitato, rinnovato dai due nuovi soci, Fez Bettina e Steiner Kurt, risulta
così composto: DUROUX Yvette (Presidente), STEINER Kurt (Vicepresidente), REGGIANI Mario (Tesoriere), BADER Catherine
(Segretario), AMMENTI Anita (Consigliere),
FEZ Bettina (Consigliere), LUSARDI Sergio
(Consigliere), STEFANI Mirco (Consigliere),
BLANGIFORTE Valeria (Revisore dei Conti) e
BELLETTI Nunzia (Revisore dei Conti).
È la volta del segretario Catherine Bader
che elenca ed illustra il programma delle attività organizzate a partire dalla nascita del
Circolo il 9 dicembre 2010: visite guidate a
mostre, gite a località tipiche locali, incontri
a tema, conviviali e altre attività ricreative.
Il Presidente, soddisfatto per le iniziative
svolte in questo primo anno di attività, ha
altresì sollecitato, per una migliore funzionalità del circolo, la partecipazione anche
da parte di quei connazionali parmigiani, i
quali non hanno concretizzato il loro iniziale
interessamento.
A conclusione dell‘Assemblea, viene fissata
la data della festa nazionale il 7 luglio p.v.,
quale importante appuntamento per vivificare il sentimento di appartenenza a questa istituzione che consente agli Svizzeri di
Parma di vivere insieme l’emozione che la
madrepatria esercita sui propri concittadini
lontani.
Catherine Bader
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N. 6, giugno 2012
A Castell’Arquato dai coniugi Rosmarie e Riccardo Onetti Leu
La prima gita primaverile
del Circolo Svizzero di Parma
La prima gita primaverile del Circolo Svizzero
di Parma, ci ha portato in una fresca domenica
soleggiata, a Castell’Arquato, suggestivo borgo
medievale strategicamente situato sulle alture
della Val d’Arda a circa 30 km da Piacenza e
poco più da Parma e rinomato in quanto ha
mantenuto integra, nonostante il passar degli
anni, la sua struttura originaria.
La prima gita primaverile del Circolo Svizzero
di Parma, ci ha portato in una fresca domenica
soleggiata, a Castell’Arquato, suggestivo borgo
medievale strategicamente situato sulle alture
della Val d’Arda a circa 30km da Piacenza e
poco più da Parma e rinomato in quanto ha
mantenuto integra, nonostante il passar degli
anni, la sua struttura originaria.
A darci il benvenuto i “padroni di casa”, Rosmarie e Riccardo Onetti Leu, efficienti e simpaticissimi organizzatori della bella ed interessante
giornata e Chiara, la preparatissima guida che
dopo qualche cenno storico ci ha introdotto in
questo mondo magico di altri tempi.
E così, dopo aver attraversato uno dei due accessi al borgo, quello medievale della merlata
“porta di sasso”, nella parte bassa del paese, ci
troviamo di fronte all’imponente Torrione Farnesiano, torre a pianta quadrata eretta tra il 1527
ed il 1535, durante il dominio del Duca Bosio II
Sforza di Santa Fiora. Costruito interamente in
laterizio faceva parte del sistema difensivo del
borgo contro le armate nemiche. I quattro piani
fuori terra più il sotterraneo erano collegati tra
loro da una scala a chiocciola e passaggi segreti
conducevano in aperta campagna o al Palazzo
del Duca, nome che prende nel seicento il Palazzo di Giustizia fatto costruire da Alberto Scoto
verso il 1292. Deve la sua denominazione al fatto che nel Seicento fu residenza di Alessandro
Sforza, poi Duca di Segni. Questo edificio molto
prestigioso mostra le eleganti monofore ad arco acuto con decorazioni in cotto e al di sotto le
Fontane del Duca, dove l›acqua sgorga ancora
da alcune bocchette risalenti a quel periodo.
Attraverso vicoli stretti in acciottolato dove si
affacciano basse case a schiera color mattone, chiese e rifacimenti in stile neogotico, come
l’ottocentesco Palazzo Stradivari continuamo la
risalita; fiancheggiamo l’ospedale di Santo Spirito di epoca cinquecentesca ora sede del Museo
Geologico con ricche collezioni di fossili locali e
il Museo “Luigi Illica” dedicato al celebre drammaturgo e librettista arquatese che scrisse per
Puccini (Manon Lescaut, Bohème, Tosca, Madama Butterfly), Mascagni (Iris, Le Maschere,
Isabeau) ed altri.
Giunti nella parte alta del borgo le nostre fatiche
vengono soddisfatte dalla magnificenza della
Piazza Monumentale sulla quale si affacciano
la Rocca Viscontea, Il Palazzo del Podestà e la
Il gruppo degli Svizzeri di Parma a Castell’Arquato.
Collegiata, edifici simboleggianti i poteri militari,
temporale e spirituale.
Emozionati da quest’atmosfera, attraversiamo
la piazza per andar a visitare la Rocca Viscontea, voluta dal Comune di Piacenza, ed eretta
da Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349, sulle
fondamenta di un preesistente Castrum Quadratum (da qui forse il nome di Castell’Arquato),
che i Romani avevano costruito nel III sec. A.
C. per difendersi dagli attacchi delle popolazioni indigene. L’imponente edificio a pianta ad L
presenta due cortili rettangolari perpendicolari
l’uno all’altro, quattro torri angolari e la cinta
di mura con la torre porta di accesso con gli
incastri dei bolzoni, le grossi travi che consentivano il movimento del ponte levatoio. Su tutto
il complesso domina la mole del dongione, la
torre più alta che serviva sia come punto di
osservazione che da ultimo baluardo di difesa.
Saliamo l’interminabile scalinata per giungere
sulla cima della torre da dove si gode un panorama splendido sulla Piazza, sul borgo e sulla
valle circostante.
Diamo poi un veloce sguardo al Palazzo del
Podestà, con il suo nucleo centrale costellato
da merli a coda di rondine del 1293, voluto da
Alberto Scoto, sicuramente l’edificio che dà più
lustro al dominio degli Scotti a Castell’Arquato;
del 1447 è invece la doppia loggia. ll Palazzo
fu successivamente sede del Governo del Podestà e abitazione del Conte di Santa Fiora; dalla
fine del Cinquecento fu sede della pretura, mentre i locali al pian terreno furono adibiti a scuola.
L’attuale sede dell’enoteca comunale fu invece
per un certo periodo adibita a carcere per diventare poi un magazzino per il sale.
Per terminare il nostro giro entriamo nella
Collegiata, una delle chiese più antiche del
territorio,già esistente nell’ottavo secolo, tra il
756 e il 758, con funzione pievana battesimale. Fu ricostruita dopo il terremoto del 1117,
in arenaria locale color ocra dove sono visibili
resti di conchiglie fossili risalenti al Pliocene e
consacrata nel 1122. In quest’atmosfera assai
austera sono da notare il bel crocifisso in legno,
i capitelli uno diverso dall’altro e il fonte battesimale. Sul lato sinistro scorre un bel porticato
della seconda metà del XIV secolo, detto “Del
Paradiso”, perché ospita la tombe di personaggi illustri.
Lasciamo queste meraviglie per ridiscendere
una parte del paese e raggiungere
Il ristorante “ Stradivari” che per l’occasione fa
sventolare una bella bandiera rosso crociata al
suo ingresso. Piacevole l’aperitivo offerto dai
nostri amici Rosmarie e Riccardo, molto accogliente la sala dove ci attende una bella tavolata
ma soprattutto ottimo il pranzo con specialità
locali. Come sempre l’atmosfera è allegra e
spensierata e in un battibaleno è giunto il momento di accomiatarci. Che altro dire se non
che giornate così aiutano a viver meglio ma,
soprattutto ad affiatare il nostro gruppo, sperando possa diventare sempre più numeroso.
Questo è quanto auspica il nostro Presidente
Yvette Duroux, che salutandoci calorosamente
propone di organizzare qui la festa nazionale il
7 luglio, in occasione della “Cena Medioevale”
e chissà che fra dame e cavalieri non incontreremo Guglielmo Tell con il suo figlioletto Gualtierino e la sua inseparabile balestra!
Catherine Bader
21
N. 6, giugno 2012
Circolo Svizzero della Sardegna
Il XXº Raduno Regionale
degli Svizzeri di Sardegna
Gazzetta Svizzera, domenica 6 maggio 2012
a Santa Caterina di Pittinuri si è tenuta la XX
Assemblea Regionale ordinaria dei Soci del
Circolo Svizzero della Sardegna.
Come sempre in queste occasioni, abbiamo
fatto precedere il piacere al dovere istituzionale, infatti in mattinata ci siamo ritrovati in piena campagna, ai piedi della catena
del Montiferru in prov. di Oristano, per una
visita guidata al Parco degli Uccelli. Posto
incantevole a 400 m. di altezza in mezzo a
querce e lecci con vista sull’azzurro del mare
della costa occidentale della Sardegna. Qui
è stato possibile godere della vista e del verso di decine di uccelli di specie esotiche e
rare quali: pappagalli, gru, pavoni, ibis sacri,
marabù, fenicotteri, cigni bianchi e neri, oche
di Magellano, oche barrate indiane, casarche
del paradiso; unitamente alle specie avicole
abbiamo intravisto, al riparo dalle intemperie,
anche altri animali: emù, daini, asinelli sardi e
cavallini della Giara.
Purtroppo il fuori programma è stato il tempo
atmosferico che con la pioggia e le sferzate
di vento di Maestrale ha disturbato animali
e visitatori.
Per l’ora di pranzo siamo convenuti all’Agriturismo “Pittinuri dei F.lli Casule”, dove, prima di
deliziarci con le specialità e prelibatezze della
casa, la Presidente del Circolo Monica Carboni ha aperto l’Assemblea. Dopo un cordiale
saluto a tutti i presenti, ha fatto una carrellata
sui 20 anni di storia del Circolo Svizzero, ricordando come, per iniziativa e forte volontà
del Fondatore (l’odierno Presidente Onorario
Sig. Franz Vespa) e di uno sparuto numero di
orgogliosi svizzeri, fosse nato il Circolo, con
lo scopo di riunirsi insieme più volte l’anno
per instaurare nuove relazioni o approfondire amicizie consolidate, accogliere nuovi
concittadini o conoscere nuovi amici sardi,
fare visite turistiche e culturali per conoscere
l’Isola che ci accoglie o promuovere iniziative
per celebrare o evocare tradizioni svizzere.
Ha poi chiesto l’approvazione per alzata di
mano del Rendiconto economico 2011 che si
è chiuso in attivo, grazie agli introiti generosi
dei Soci e alle oculate spese di gestione; così
Appello ai soci e a chi non lo è ancora
Alla prima festa Nazionale
Svizzera a Parma
… non puoi mancare!
Carissimo Connazionale socio e non, dopo un’intensa stagione di manifestazioni culturali, visite guidate a località tipiche, a musei e mostre, incontri a tema
e altre attività ricreative che ci hanno permesso di trascorrere momenti piacevoli nello spirito della nostra Confederazione, il Circolo Svizzero di Parma,
ha il piacere di invitarti alla tradizionale festa Nazionale che verrà celebrata in
anticipo, per permettere una maggior partecipazione, sabato 7 luglio p.v. alle
ore 19.00, presso l›Hotel delle Rose di Monticelli Terme.
Inoltre, per chi si troverà in zona il 1º Agosto, sarà comunque possibile festeggiare la storica data nel salone parrocchiale di Marano, strada Osteria Fochi
4, nostra sede provvisoria.
Il Presidente ed il Comitato, si augurano che questi due importanti eventi possano rappresentare l’occasione per incontrare anche chi non fa ancora parte
del nostro Circolo, proprio perché, per assicurare una soddisfacente continuità
alle attività, è necessario anche il tuo importante contributo, il tuo entusiasmo,
la tua simpatia e senso di appartenenza a questa comunità.
Contiamo quindi anche sulla tua presenza per ritrovarci numerosi a festeggiare
la nostra bella Patria.
Per informazioni e prenotazioni entro il 27 giugno, rivolgersi al Presidente
Yvette Duroux 327 742 84 01, [email protected] o Catherine Bader 338
247 46 90, [email protected].
anche per l’anno corrente si è potuto riconfermare il modesto importo di € 10,00 per la
quota associativa. Per la costante operosità
e disponibilità ha ringraziato tutti i Membri del
Direttivo, subito salutati con un caloroso applauso da tutti gli astanti. Ha infine sottolineato la necessità di avvicinare i giovani svizzeri
alle attività del Circolo e a tal fine ha invitato
i Soci ad essere maggiormente propositivi,
suggerendo idee accattivanti e nuove strategie di accrescimento. Infine ha ricordato che
non ci sono scadenze per i rinnovi delle quote
associative o le eventuali nuove adesioni e
che si può sempre fare riferimento, per qualsiasi informazione, alla Presidente del Circolo
telefonando al n° 0039 3493267527 o scrivendo a [email protected].
Dopo aver brindato e alzato l’ennesimo bicchiere di Filu ‘e Ferru, il Raduno si è sciolto
nel pomeriggio non senza auspicare a breve
un nuovo incontro per poter trascorrere nuovamente insieme momenti così piacevoli di
socialità e allegria.
Monica Carboni
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raggiunge 49.000 svizzeri residenti in Italia.
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www.mediavalue.it/gazzetta-svizzera
22
N. 6, giugno 2012
Al Circolo Svizzero di Roma
Le uova di Pasqua colorate
seguendo l’esempio degli antichi
Grandi e piccini si sono incontrati nella Casa
Svizzera di Roma per dipingere le uova come si
usa nel periodo pasquale. In diverse tradizioni
pasquali l’uovo continua a mantenere un ruolo
durante tutto il periodo delle festività. Durante
il periodo di quaresima in virtù del digiuno,
le uova venivano spesso non consumate ed
accumulate per il periodo successivo. Nella
tradizione balcanica e greco-ortodossa l’uovo, di gallina, cucinato sodo, da secoli viene
colorato, tradizionalmente di rosso, simbolo
della Passione, ma in seguito anche di diversi
colori, in genere durante il giovedì santo, giorno dell’Ultima Cena, e consumato a Pasqua e
nei giorni successivi. Prima del consumo, in
particolare nella tavolata di Pasqua, ognuno
sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara
Grande impegno nella colorazione delle uova del periodo pasquale.
con i commensali, scontrandone le estremità,
fino ad eleggere l’uovo più resistente. Questo
viene considerato di buon augurio. Il giorno di
Pasqua, in molti riti, si compie la benedizione
pubblica delle uova, simbolo di resurrezione
e della ciclicità della vita, e la successiva
distribuzione tra gli astanti. Le colorazioni
vengono effettuate attualmente con coloranti
alimentari tipici della pasticceria, ma in passato si utilizzavano prodotti vegetali, tra cui la
buccia esterna delle cipolle di varietà rossa.
Seguendo l’esempio già diffuso tra i Persiani,
seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali
gli Egizi, i Greci ed i Cinesi, forniti da tante
uova fresche e sode, i Soci del Circolo hanno decorato molte uova a mano con diverse
metodiche tra cui anche quelle più naturali e
vegetali. L’evento, introdotto quale novità per
le famiglie è stato gradito e verrà riproposto
anche per il prossimo anno.
Fabio Trebbi
[email protected]
Per chi non è andato a Sorrento
All’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
A sorpresa è stata organizzata una cena sociale alla Casa Svizzera di
Roma dedicata all’informazione per tutti coloro che non hanno avuto
modo di recarsi a Sorrento per seguire il 74° Congresso del Collegamento Svizzero il 12 e 13 maggio. Dopo i salumi e le verdure gratinate,
un gustoso riso agli asparagi, preparato dal nostro impeccabile artista
Giorgio Von Moos è stata la specialità della serata dando ampia soddisfazione ai commensali. Una graditissima sorpresa ha poi concluso
l’evento, un dolce creato per l’occasione da una esperta specialista, la
Tarte Tatin (Tart Ta-tan) che ha sigillato con questo delizioso omaggio
ai convenuti la fine della serata.
www.circolosvizzeroroma.it
Dal 16 al 19 maggio si è tenuto a Napoli e Procida il Premio Universitario di
Narrativa in lingua francese. Istituito presso l’Università degli Studi di Napoli
“L’Orientale”, il premio era posto sotto la direzione della nostra connazionale
Giovanella Fusco Girard, docente presso la stessa Università ed era dedicato a “Pragmatique linguistique et traduction littéraire”.
Sostenuto anche dall’Ambasciata di Svizzera a Roma, il premio si avvale
della collaborazione di eminenti specialisti del settore, in collaborazione con
l’Università di Ginevra. Il simposio si proponeva di approfondire le tecniche
critiche di analisi del testo e della traduzione letteraria ed è uno strumento
concreto per la formazione di figure professionali operanti in questi ambiti.
Cena a sorpresa
al Circolo di Roma
IIª edizione del premio
di narrativa francese
23
N. 6, giugno 2012
Per i giovani da 15 a 25 anni – Quota offerta dal Collegamento
Dopo l’accordo con l’UE
Due settimane per diventare Positiva libera
meccanico, ingegnere…
circolazione
Non bastano. Ma in questo tempo si possono conoscere le possibilità di formazione in
Svizzera. I partecipanti a dei workshop gestiti dall’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero
ricevono un’assistenza personalizzata. Il Collegamento Svizzero in Italia è lieto di offrire
a 3 giovani svizzeri residenti in Italia la quota
d’iscrizione (CHF 600).
Programma: Introduzione al sistema di formazione in Svizzera, orientamento professionale e consigli di formazione individuali, visite
di istituti di formazione, di università e aziende
con possibilità di lavoro, incontri con altri giovani svizzeri.
Durata: 2 settimane a scelta
Date: Da concordare, preferibilmente entro
17.09. – 21.12.2012 (2 settimane per programma), fuori di questo periodo non ci sono
lezioni negli istituti e nelle università
Luoghi: Zurigo, Berna, Friburgo, Basilea, San
Gallo
Età: 15 – 25 anni
Alloggio: Famiglia ospitante
Prezzo forfetario: CHF 600 (compresi programma, alloggio, abbonamento generale
per i mezzi di trasporto pubblici in Svizzera
per la durate del workshop). La quota per i primi 3 iscritti, cittadini svizzeri residenti in Italia,
da 15 a 25 anni, sarà offerta dal Collegamento Svizzero. Sono a carico dei partecipanti le
spese di viaggio fino al luogo scelto.
Ulteriori informazioni e iscrizione:
Organizzazione degli Svizzeri all’estero - Servizio giovani - Alpenstrasse 26
CH 3006 Berna - Tel. 0041 31 356 61 00 Fax 0041 31 356 61 01
[email protected] – www.aso.ch
Iscrizione: Fino a 6 settimane prima del soggiorno
Per il Comitato del Collegamento Svizzero
Kurt Haegi
[email protected]
A dieci anni dell’entrata in vigore dell’accordo
di libera circolazione delle persone con l’UE,
il Segretariato di Stato all’economia giudica
in modo positivo gli effetti sull’economia svizzera. Nonostante le imprese svizzere abbiano
approfittato notevolmente della possibilità di
reclutare mano d’opera estera, le conseguenze negative per i lavoratori indigeni restano
relativamente modeste.
In dieci anni l’immigrazione netta proveniente
dall’UE / AELS è stata di 370’000 persone.
Nel frattempo sono stati però creati in Svizzera 500’000 posti di lavoro. Inoltre il tasso di
occupazione degli Svizzeri fra i 25 e i 64 anni
è aumentato dall’82,5% nel 2003 all’84,6%
nel 2011.
Le misure accompagnatorie applicate in Svizzera hanno anche permesso di evitare abusi.
Si sta oggi cercando di eliminare qualche lacuna che ancora sussiste, soprattutto nel settore
di falsi indipendenti e del subappalto a catena.
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24
N. 6, giugno 2012
EXPO 2015 – Ecco il progetto svizzero per l’esposizione universale a Milano
“Confoederatio Helvetica”
ha svelato le sue carte
Svelato ieri a Milano alla presenza di
numerose autorità, il progetto del padiglione elvetico è incentrato sulla disponibilità e sulla distribuzione delle risorse
alimentari a livello mondiale, per invitare
a riflettere sul proprio comportamento al
consumo.
Dopo tanta attesa, la Confederazione ha presentato al Centro Svizzero di Milano il suo
progetto per la realizzazione del padiglione
all’Expo 2015. All’evento erano presenti
numerose autorità, tra cui il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e Roberto Formigoni,
presidente della Regione Lombardia. Per
quest’ultimo, la Svizzera «si conferma ancora una volta un modello da seguire, sia per
gli organizzatori sia per i partecipanti, quanto a rispetto dei tempi, attenzione specifica
al tema, ma anche entusiasmo e passione».
Per le autorità svizzere c’erano gli Ambasciatori Roberto Balzaretti (Commissario
generale uscente) e Dante Martinelli (nuovo
Commissario generale), e il Console generale di Svizzera a Milano, Massimo Baggi.
Con lo scopo di selezionare il miglior progetto, Berna ha lanciato nell’agosto 2011
un concorso di idee. Una giuria di esperti ha
selezionato il progetto “Confoederatio Helvetica” presentato da un team di architetti
di Brugg, della società Netwerck, scelto per
il suo carattere innovativo e l’interpretazione
del tema centrale dell’esposizione: l’alimentazione (e in particolare la disponibilità e la
distribuzione di risorse alimentari a livello
mondiale). Il progetto “Confoederatio Helvetica” si presenterà sotto forma di un grande
spazio aperto (4’433 metri quadrati), munito
La maquette del futuro padiglione svizzero a EXPO 2015 a Milano, che sarà composto
di cinque enormi silos, riempiti con generi alimentari tipicamente svizzeri.
di una corte all’interno della quale si troveranno mostre tematiche (volte a mostrare il
ruolo della Svizzera nell’agricoltura sostenibile e nell’innovazione a livello alimentare),
un ristorante, un’area per gli sponsor e un
punto vendita per accogliere i visitatori. Oltre a questa parte del progetto, dedicata
più all’approfondimento e alla riflessione, ce
ne sarà un’altra più attrattiva. Quest’ultima
prevede la costruzione di cinque grandi torri di acciaio e vetro che verranno riempite
con generi alimentari tipicamente svizzeri. I
visitatori potranno salire in cima alle torri e
servirsi del loro contenuto. Man mano che
la gente usufruirà dei prodotti, il livello del
contenuto delle torri si abbasserà facendo
cambiare l’aspetto del padiglione svizzero.
L’intento è, infatti, quello di mostrare che
l’usufrutto dei beni alimentari per qualcuno, significa la mancanza degli stessi per
qualcun’altro.
Dal «Giornale del Popolo»
Un’inchiesta commissionata dall’OSE
Ricerca sul profilo politico
degli Svizzeri all’estero
L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero
(OSE) ha reso noto i risultati di una ricerca affidata al prof. Michael Hermann dell’Università
di Zurigo. Se ne deduce che il profilo politico
degli Svizzeri all’estero, in occasione delle
elezioni, è caratterizzato da una tendenza di
“sinistra liberale”. Un vero fossato rispetto
al voto degli Svizzeri in patria appare però
in occasione delle votazioni. I membri della
“Quinta Svizzera” votano infatti in modo più
aperto sulle questioni di politica estera e nettamente meno restrittivo quando si tratta di
politica migratoria.
In breve, il profilo politico degli Svizzeri all’estero potrebbe essere riassunto in una maggior apertura sul mondo e in una tendenza
più liberale e più deregolamentata rispetto
agli Svizzeri residenti in patria. Il giudizio si
basa sul risultato delle elezioni nei nove cantoni che hanno valutato separatamente il voto
degli Svizzeri all’estero e di quelli in patria. In
testa Socialisti e UDC (21 e 20%), sorpresa
per il 15% dei Verdi. Pochi voti raccolti da
PLR, PDC e PBD.
25
N. 6, giugno 2012
Il peso economico delle banche e del segreto bancario
La Svizzera è diventata l’ostaggio
delle proprie banche?
La Svizzera è diventata l’ostaggio delle
sue banche. È un’aberrazione. Il peso
economico degli istituti finanziari e in
particolare del segreto bancario è sovrastimato.
Perché le vicende della Banca Wegelin devono preoccupare il cittadino svizzero? Perché
è interessato da tutte queste banche minacciate dallo zio d’America? Dopo il contenzioso sui fondi ebraici senza proprietari, la crisi
dei subprimes e lo scandalo fiscale attorno
all’UBS, la Svizzera deve di nuovo passare
sotto le forche caudine a causa di errori commessi da altri, più precisamente da banche e
da banchieri. Il litigio sui fondi non dichiarati
dei clienti americani trascina di nuovo il paese intero nella tormenta. E il governo si vede
costretto a correre in soccorso delle banche.
Una situazione illogica. Quando nel 2001 e nel
2003 i due fiori all’occhiello dell’industria elvetica ABB e Sulzer erano sull’orlo del baratro,
attaccati da denunce collettive americane, il resto del paese è rimasto obiettivo trattando l’affare come un litigio giuridico che tocca società
private, a seguito di difficoltà di gestione. Con
ogni evidenza la lite che oppone attualmente
gli Stati Uniti alle banche Wegelin, Julius Bär e
altre, è rivelatrice di due concezioni giuridiche
radicalmente differenti del segreto bancario.
Pertanto, ratificando l’accordo di cooperazione internazionale durante l’estate 2010, lo
Stato svizzero significava chiaramente la sua
intenzione di non più coprire l’evasione fiscale.
Questo messaggio è stato ignorato da alcune
banche, con un errore manageriale. Di conseguenza, Berna deve di nuovo pagare i vetri
rotti e i responsabili politici di parecchi partiti
chiamano ora alla solidarietà con le banche.
Questa situazione dimostra il peso che i miti possono ancora avere. Contrariamente ad
ABB e ai suoi generatori di vapore o a Sulzer
e alle sue anche artificiali, il settore bancario
viene sempre considerato una causa nazionale nel 2012: la Svizzera non è forse sempre
stata il paese degli orologi, del formaggio e
delle banche? Manifestamente il mito secondo
il quale dobbiamo una larga parte del nostro
benessere alle banche è molto radicato.
Importanza economica
sovrastimata
Ma questo è sbagliato per parecchie ragioni.
Questo mito è stato trasportato nel corso della
storia, ma già ai tempi leggendari dei conti cifrati il segreto bancario rappresentava soltanto
un aspetto modesto dell’economia nazionale.
La ricchezza è stata creata soprattutto in altri
settori. Così, nel 1980, mentre la Svizzera era
Sono perseguitato dal fisco americano! – Anch’io.
il paese più ricco del mondo, secondo quasi
tutte le statistiche, il contributo diretto delle
banche al PIL era soltanto del 4%. La sua importanza è aumentata da allora, ma le banche
rimangono un elemento fra altri: attualmente
esse danno lavoro a circa 110’000 persone
sui quasi 3,4 milioni di attivi in totale. A titolo
di confronto l’industria metallurgica, elettrica e
delle macchine offre circa 335’000 posti di lavoro (presso ABB o Sulzer in particolare). Oggi
il settore bancario crea tra il 7 e l’8% della ricchezza della Svizzera, la maggior parte della
quale è prodotta grazie ad attività quotidiane
lodevoli: crediti alle imprese, ipoteche, piani di
previdenza, sviluppo di fondi, conti e depositi
di piccoli risparmiatori o anche – certamente
– gestione di fondi privati dichiarati. Altrettanti
servizi che non si sono mai attirati i fulmini di
un procuratore generale americano, di un ministro delle finanze o di una ONG politica. E si
tratta qui di attività che hanno poche possibilità
di bloccare la metà del paese in caso di crisi
finanziaria: too small to fail.
Confrontato con altri paesi europei, il segreto
bancario riveste un’importanza non trascurabile in Svizzera. Gli impiegati di banca vi rappresentano il 3% dei posti di lavoro, contro circa
l’1,5% in Austria, in Olanda, in Danimarca o in
Germania. Due motivi spiegano questa realtà:
il ruolo di “global players” di due grandi banche svizzere e la posizione di primo centro
offshore mondiale della Svizzera – un paese
estero nel quale si viene volentieri a depositare
il proprio denaro.
È questa la causa del segreto bancario? Per
niente. Gli esperti della finanza diranno che la
Svizzera deve la sua attrattività alla sua stabilità, alla sua situazione nel centro dell’Europa,
all’eccellenza dei servizi bancari e alla sua discrezione. Queste qualità non sarebbero per
nulla messe in pericolo se le banche rinunciassero alle attività più rischiose, politicamente
sensibili o pregiudizievoli alla loro reputazione.
Il caso dell’Olanda illustra bene o potrebbe
indicare la strada: il settore finanziario rappresenta anche qui quasi il 6,5% del PIL, ospita
impressionanti conglomerati finanziari ed è
un importante procacciatore di posti di lavoro (quasi 110’000 come da noi). La finanza
olandese è più discreta e circoscritta e dopo
il grande colpo di scopa dato a seguito della
crisi finanziaria del 2008, non preoccupa più
gli ambienti politici.
Allora, è veramente la ricchezza della nostra
nazione ad essere in gioco? Difficile crederlo.
La Svizzera non avrebbe nulla da perdere se le
sue banche diventassero le più decenti del pianeta. Al massimo questo potrebbe dar fastidio
ad alcuni dirigenti del settore.
Ralph Pöhner
Questo articolo è stato pubblicato inizialmente
nell’edizione del 16 febbraio 2012 del quotidiano “Die Zeit”.
26
Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)
N. 6, giugno 2012
Offerte dell’OSE per giovani Svizzeri all’estero
Grazie al sostegno di donatori
sponsor e volontari
Oltre 300 giovani svizzeri all’estero visitano
ogni anno il loro paese d’origine e approfittano
delle offerte per i giovani dell’Organizzazione
degli Svizzeri all’Estero (OSE). Ciò è possibile soltanto grazie al sostegno di donatori,
sponsor e volontari che investono molte ore
di lavoro.
Il servizio dei giovani dell’OSE può contare
sull’aiuto di numerose organizzazioni molto
diverse l’una dall’altra.
• Leofferteperigiovaninonpotrebberoessere finanziate senza il sostegno della Confederazione. L’OSE ha concluso con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) un
contratto di prestazioni che ci garantisce
una base finanziaria. L’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali finanzia pure alcuni progetti di lavoro extrascolastico dei giovani
dell’OSE. I campi di sport beneficiano del
sostegno del servizio “Gioventù e sport”
del Dipartimento federale della difesa, della
protezione della popolazione e degli sport.
• L’OSEèsostenutadasponsortradizionali,
che le offrono un aiuto prezioso. Raccolte
mirate di fondi permettono inoltre di acquisirne dei nuovi. I nostri progetti per la gioventù offrono una piattaforma interessante
a imprese, organizzazioni e fondazioni, poiché questo impegno è molto ben recepito
dal pubblico. Anche i cantoni e i comuni si
mostrano spesso generosi quando giovani
svizzeri all’estero visitano la loro regione.
• I volontari che lavorano per l’OSE meritano una menzione speciale. I responsabili
della gioventù delle associazioni svizzere
all’estero sono intermediari benevoli che
fanno conoscere i nostri progetti ai giovani.
In Svizzera, molti operatori – docenti di sport,
guide alpine, scuole di sci, stabilimenti turistici, teleferiche, aziende di trasporto, ecc.
– propongono riduzioni di prezzi e offerte
speciali al servizio dei giovani.
• Non dimentichiamo neppure gli animatori
diplomati, le cuoche e i cuochi, nonché gli
accompagnatori nei corsi di lingue e negli
laboratori, come pure i numerosi altri amici
degli svizzeri all’estero che, regolarmente,
offrono il loro contributo e il cui impegno nei
progetti è ricompensato soltanto in modo
simbolico.
• Infineilserviziodeigiovanidisponediuna
rete di oltre 300 famiglie ospitanti in Svizzera che alloggiano e nutrono gratuitamente
giovani svizzeri all’estero. L’OSE risparmia
così oltre 40’000 franchi all’anno in spese
per l’alloggio e i pasti. A nome dei giovani,
l’OSE ringrazia calorosamente tutte le persone, le organizzazioni e le aziende, senza
le quali le sus offerte per i giovani non potrebbero esistere.
Le informazioni sulle prossime offerte per i
giovani sono disponibili su: www.aso.ch
Gymnasium | Sekundarschule | Internat
Zweisprachige Maturität (Deutsch/Englisch)
International Baccalaureate (Candidate School)
CH-6390 Engelberg | Telefon +41 (0)41 639 62 11 | Telefax +41 (0)41 639 62 13 | [email protected] | www.stiftsschule-engelberg.ch
Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)
27
N. 6, giugno 2012
Il 90º Congresso degli Svizzeri all’estero
Mobilità e innovazione: la Svizzera
di fronte alle sfide internazionali
Didier Burkhalter, invitato al Congresso degli Svizzeri all’Estero.
Non si parlerà dei “clichés”, ma delle qualità
della Svizzera nella ricerca e nell’innovazione, nonché della sua posizione nel contesto
internazionale. Specialisti rinomati saranno
presenti a questo congresso, che si svolgerà dal 17 al 19 agosto 2012 a Losanna. Le
iscrizioni sono aperte.
La Svizzera deve affrontare sfide di notevole
portata: la mobilità internazionale e la mondializzazione del sapere sono importanti fattori
di crescita del nostro paese. Ma, al di là delle questioni economiche, il Congresso degli
Svizzeri all’estero si pongono anche quelle
della razionalizzazione e della gestione delle
sinergie. La Svizzera contemporanea, forte
della sua ricerca, genera un capitale di simpa-
L’inventore della «Swatch»:
Elmar Mock.
tia e di fiducia che si avvera primordiale per far
fronte alle critiche internazionali sulle pratiche
finanziarie del nostro paese.
La qualità superiore del settore scientifico in
Svizzera ci permette pure di sostenere la crescita della nostra economia, di costruire legami
a livello mondiale e di avere un ruolo attivo sulla
scena internazionale. La libera circolazione del
sapere e una politica migratoria coerente sono
due premesse per affrontare le sfide di domani.
A Losanna potrete incontrare Elmar Mock,
creatore di “Swatch” e Kurt Wüthrich, premio
Nobel per la chimica, e assistere a una tavola
rotonda sulle sfide citate. Il consigliere federale
Didier Burkhalter parteciperà pure al congresso. In qualità di capo del Dipartimento federale
Il premio Nobel della chimica:
Kurt Wüthrich.
degli affari esteri, egli riveste un’importanza
particolare per gli svizzeri all’estero.
La convivialità e la culture non saranno da
meno: in occasione della serata di chiusura,
i partecipanti avranno l’occasione di gustare specialità vodesi al ristorante Le Chalet
Suisse, di visitare la città accompagnati da
una guida o di compiere un’escursione alle
Rochers-de-Naye, alla scoperta dei dintorni
di Losanna.
Troverete più ampie informazioni e i documenti per l’iscrizione sul nostro sito web:
www.aso.ch/it/offerte/congresso-degli-svizzeri-a-lestero/congresso-2012
La data limite per le iscrizioni al 90. Congresso degli svizzeri all’estero è il 4 luglio 2012.
I consigli dell’OSE
È possibile avere più di un domicilio?
Secondo la legislazione svizzera nessuno
può avere, nello stesso tempo, più di un domicilio. Il diritto svizzero definisce il domicilio come il luogo in cui una persona risiede,
con l’intenzione di stabilirvisi. L’intenzione
di stabilirsi deve poter essere dedotta da
circostanze riconoscibili da terzi (per esempio la presenza di membri della famiglia, un
lavoro). Per determinare il domicilio di una
persona si terrà conto dell’insieme delle sue
condizioni di vita, poiché il centro della sua
esistenza si trova nel posto, luogo o paese,
in cui si concentrano nella misura massima
gli elementi che concernono la sua vita per-
sonale, sociale e professionale. L’intensità dei
legami con questo centro sarà determinante
rispetto a legami esistenti con altri luoghi o
paesi. In pratica questo significa che soltanto
il luogo con il quale una persona intrattiene i
legami più intensi può costituire un domicilio.
Il luogo nel quale sono depositate le carte, da
solo, non è determinante. Esso costituisce
soltanto un indice e non entra in linea di conto
nel confronto con i rapporti e gli interessi personali. Si tratta di una presunzione che può
essere smentita da prove contrarie.
La nozione di domicilio è importante, poiché
il domicilio crea la competenza delle autorità
e dei tribunali ed è generalmente sulla base
del domicilio che si determina la legislazione applicabile a una persona, per esempio,
per quanto concerne l’assoggettamento
alle assicurazioni sociali.
Il servizio giuridico dell’OSE fornisce informazioni generali sul diritto svizzero nei
settori che concernono in modo specifico
gli Svizzeri all’estero. Esso non offre informazioni sul diritto estero e non interviene
nei contenziosi che oppongono parti private.
Sarah Mastantuoni
Responsabile del servizio giuridico
28
Da Palazzo Federale
N. 6, giugno 2012
La Svizzera alle Olimpiadi di Londra
La Casa svizzera a Londra
in occasione dei Giochi Olimpici
Tra qualche settimana inizieranno a Londra i
Giochi olimpici 2012, un avvenimento sportivo che entusiasma milioni di persone nel
mondo. La Svizzera cercherà di sorprendere
grazie a Presenza Svizzera, un’unità del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE),
in collaborazione con numerosi partners e
sponsors rinomati. La Casa svizzera sarà
la nostra vetrina ufficiale ai Giochi olimpici.
Essa proporrà una piattaforma nella quale si
incontreranno atleti, attori della scena artistica, culturale e mediatica, ma anche personalità politiche, economiche e scientifiche. Nel
contempo sarà un luogo di incontri vivo e
aperto al pubblico. La Casa svizzera si stabilirà ai piedi del London Bridge, ai bordi del Tamigi, nel cuore di Londra. Essa aprirà le porte
dal 20 luglio al 12 agosto 2012 e diventerà
l’appuntamento sportivo, culturale e gastronomico da frequentare durante i giochi.
La Casa svizzera continua una tradizione
che risale al 1998, anno in cui la prima Casa svizzera è stata realizzata per i Giochi
olimpici invernali di Nagano (Giappone). In
precedenti occasioni, semplice ristorante
riservato agli atleti e ai loro accompagnatori, la Casa svizzera offre quest’anno un
programma variato – e gratuito per i visitatori – organizzato con partners quali l’Bernese Oberland-Jungfrau, Swiss Olympic,
SRG SSR, Pro Helvetia, Svizzera Turismo,
nonché la città e il cantone di Zurigo.
Montagne celebri nel mondo, creazioni di
cioccolata del “Maître chocolatier” Lindt,
oppure ricchezza dell’eredità culturale: i visitatori della Casa svizzera potranno ubriacarsi con un concentrato di “swissness”. Nel
“Qualification Park” di Svizzera Turismo essi
rivivranno l’epoca in cui gli alpinisti britannici
scoprivano le Alpi per il loro piacere, prima di
farne una metà turistica. I più coraggiosi potranno, con parecchia abilità e un po’ di fortuna, compiere un viaggio sulle tracce del pioniere del viaggio organizzato Thomas Cook,
utilizzando mezzi di trasporto ed equipaggiamenti di allora. La Gran Bretagna intrattiene
da sempre rapporti particolari con la regione “Bernese Oberland-Jungfrau”. Presente
come “Destination partner” nella Casa svizzera, essa proporrà ai visitatori la scoperta
di montagne idilliache in questa meravigliosa
regione turistica, le tradizioni dell’artigianato
bernese, come la scultura del legno, novità
quali la bicicletta elettrica “Flyer”, ma anche
specialità regionali come il Guetzli (biscotto)
Kambly o l’Emmenthal, formaggio la cui fama
ha già fatto il giro del mondo.
La Casa svizzera vuole anche celebrare due
feste svizzere profondamente ancorate nella
tradizione: nei “Giochi bernesi”, una replica
in miniatura della festa dell’Unspunnen, i visitatori saranno invitati a prender parte a vari
sport bernesi ancestrali, come la lotta o il
lancio della pietra. Il giorno della Festa na-
Londra in rosso: una interpretazione originale della nozione di «Swissness».
zionale svizzera, che cade durante i giochi
olimpici, sarà un ulteriore momento forte.
Il centenario della ferrovia della Jungfrau
verrà pure commemorato in occasione
della celebrazione del 1. agosto, organizzato congiuntamente con l’Ambasciata
svizzera a Londra. Questa festa verrà pure
ritrasmessa in diretta dal Jungfraujoch alla
Casa svizzera.
Il ristorante di Anton Mosimann, una delle
celebrità fra i cuochi all’estero, si occuperà della ristorazione nella Casa svizzera. Il
“Mosimann’s” servirà specialità di varie regioni svizzere in tre ristoranti. In un ambiente rustico e accogliente, lo Chalet bernois
propone un menu dedicato alla cucina autentica svizzera, che evidenzia i piatti dell’Oberland bernese. La “Rösticceria” propone
piatti tipici da portare con sé, tipo Borough
Market: salsiccia grigliata e panino, Rösti e
raclette. Ne “La Brasserie”, nella “Glaziers
Hall”, l’arte culinaria svizzera verrà declinata in modo tanto sorprendente, quanto
creativo. Nel menu: piatti e prodotti della
fattoria, provenienti dai cantoni svizzeri.
La Svizzera nel segno
dell’innovazione
“Ci rallegriamo di presentare una Svizzera
che sappia giocare con i propri clichés e
sorprendere con sfaccettature meno note,
ma non meno caratteristiche”, spiega l’Ambasciatore Nicolas Bideau, capo di Presenza Svizzera.
Sarà così possibile scoprire in modo ludico l’universo notevole dei creatori di giochi nella “Swiss Game Lounge”, nonché
giocare su un’applicazione APP del proprio
smartphone. Un’esposizione di manifesti
realizzati da grafici zurighesi e britannici
proporrà ai visitatori uno sguardo sulle industrie creatrici svizzere in pieno sviluppo.
La Casa svizzera servirà pure da piattaforma per uno scambio costruttivo con
responsabili di paesi esteri, a cominciare
dalla Gran Bretagna, paese ospitante. L’ambasciata svizzera a Londra e altri partners
della Casa svizzera organizzeranno simposi
sull’innovazione e la formazione professionale, le scienze della vita, la concezione di
giochi, incoraggiando così le cooperazioni
fra la Gran Bretagna e la Svizzera. Saranno
anche animati dibattiti nell’ambito del “Caffè Scientifico” interattivo, organizzato dalla
“Scuola Politecnica Federale di Losanna
(EPFL), con personalità scientifiche e giornalisti specializzati sull’evoluzione scientifica nel settore dello sport.
Da Palazzo Federale
29
N. 6, giugno 2012
Una “Red Zone” vivace
La Casa svizzera offrirà anche un programma sportivo ampio e denso. Da sempre le
feste ufficiali per la consegna di medaglie
agli atleti svizzeri, organizzate dalla Swiss
Olympic team e prodotte dalal SRG SSR,
sono momenti importanti nella Casa svizzera. Con il proprio studio televisivo istallato
sul posto e le sue trasmissioni in diretta
delle competizioni olimpiche, la SRG SSR
tiene accesa la fiamma olimpica. La Casa
svizzera è anche luogo di incontri ufficiali degli atleti svizzeri: per la prima volta
quest’anno, Swiss Olympic installerà la sua
“Athletes Lounge”.
Quando il sole tramonterà dietro le cime
delle montagne, i musicisti svizzeri accenderanno un fuoco d’artificio sulla scena
antistante. Provenienti da tutti gli orizzonti
musicali, rappresentanti della giovane generazione artistica, creativa e ambiziosa,
conferiranno alla piazza un ambiente da festival. Ogni lunedì la Casa svizzera proporrà
proiezioni di film all’aperto: cortometraggi e
film d’animazione che illustrano la diversità
culturale e linguistica della Svizzera. Inoltre,
nell’ambito dell’International Radio Festival
-The Acoustic Flame of Switzerland - un radio bus istallato nella Casa svizzera inviterà
animatori radiofonici britannici a partecipare
alle emissioni. Altro invitato britannico alla
Casa svizzera sarà Diccon Bewes, residente in Svizzera, che proporrà uno sguardo
carico di humour britannico sul modo di
vivere degli svizzeri. I bambini potranno
pure scoprire la Svizzera e le sue caratteristiche giocando con un programma concepito per loro.
Completamente dipinto di rosso il quartiere della Casa svizzera assumerà l’aspetto
di “red zone” chiassosa e dall’atmosfera
unica. Partecipate alla presenza viva e multipla della Svizzera ai giochi olimpici 2012
di Londra e contribuite attivamente agli
eventi! Ci rallegriamo della vostra visita.
Presenza Svizzera, Dipartimento degli affari esteri
Presenza svizzera, aggregata al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE)
veglia alla salvaguardia degli interessi
della Svizzera all’estero mediante gli strumenti della comunicazione internazionale:
mezzi di informazione e di promozione,
progetti all’estero sul tema della Svizzera,
organizzazione di viaggi in Svizzera per delegazioni estere, sostegno a un’immagine
uniforme grazie al “marchio Svizzera”,
partecipazione della Svizzera alle esposizioni universali e presenza dei padiglioni
svizzeri in occasione dei giochi olimpici. Il
Consiglio federale attualizza regolarmente
la strategia di comunicazione internazionale, sulla base di una analisi dell’immagine
della Svizzera all’estero.
La Casa svizzera ai giochi olimpici non
servirà soltanto da piattaforma svizzera
di comunicazione, ma anche da luogo
d’incontro per leaders provenienti dall’economia, dalla politica, dal turismo, dalla
scienza e dallo sport. Essa accoglierà pure le
feste ufficiali organizzate in occasione della
consegna di medaglie agli atleti svizzeri.
La Casa svizzera 2012 è patrocinata da numerosi partners e imprese svizzere del settore pubblico e privato: Bernese OberlandJungfrau, Dipartimento federale di giustizia
e polizia (DFGP), SRG SSR, Swiss Olympic,
Svizzera Turismo, Mosimann’s, Lindt, Zurigo,
Habegger, Swiss International Airlines, Victorinox, Mövenpick, Gruppo Securitas Svizzera, Switcher, Uniplan, International Radio
Festival, Montreux Jazz Festival, Pro Helvetia.
Entrata libera
21 luglio-12 agosto 2012, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00
Apertura ufficiale il 20 luglio alle ore
18.00, Glaziers Hall, London Bridge.
Indirizzo e contatti
Glaziers Hall Ltd,
FAO Casa Svizzera 2012
9 Montague Close, Londra, SE1 9DD,
United Kingdom
Come raggiungerci
• Dall’aeroporto London City prendere il
DLR (Docklands Light Railway) fino a
Canning Town, poi prendere la linea Jubilee fino a London Bridge (25 minuti).
• Dall’aeroporto di Heathrow prendere la
linea Piccadilly fino a Green Park, poi la
linea Jubilee fino a London Bridge (60
minuti)
• Dall’Olympic Park prendere la linea Jubilee fino a London Bridge (20 minuti).
[email protected]/www.house
[email protected]/www.houseofswitzerland.org
Non sono previsti parcheggi. Vi raccomandiamo di utilizzare i trasporti pubblici.
Annunciatevi!
Per la vostra sicurezza
Non dimenticate di comunicare un indirizzo e-mail valido, nonché il numero del
vostro cellulare all’Ambasciata o al Consolato generale da cui dipendete.
Registratevi sotto www.swissabroad.ch
per non perdere nessuna comunicazione
(“Gazzetta Svizzera”, newsletter, ecc.)
della vostra rappresentanza.
Potete consultare e/o stampare la versione
attuale di “Gazzetta Svizzera”, nonché gli
ultimi numeri sui siti internet delle rappresentanze svizzere all’estero oppure direttamente all’indirizzo ww.gazzettasvizzera.ch.
www.facebook.com/houseofswitzerland
www.twitter.com/HoSLondon2012
Iniziative popolari
Iniziative popolari
Dopo l’ultima pubblicazione delle iniziative popolari e fino alla chiusura redazionale di questo numero, sono state
presentate le seguenti iniziative popolari:
✦ “Pro Service Public”
(termine per la raccolta delle firme:
28.8.2013)
Telefono
dalla Svizzera
0800 24 73 65
Telefono dall’estero
+41 800 24 73 65
La lista completa delle iniziative popolari
è disponibile sul sito web della Cancelleria federale (www.bk.admin.ch)
sotto: “Attualità/elezioni e votazioni/iniziative in sospeso”.
Da Palazzo Federale
30
N. 6, giugno 2012
Possono essere ordinate a Berna
Pubblicazioni dell’Amministrazione
La Confederazione in breve 2012
Questa pubblicazione, che appare tutti gli
anni, grazie a una abbondante illustrazione e
a un linguaggio semplice, vi darà uno suardo
il più completo possibile sulla Svizzera, sulle
sue istituzioni politiche e le autorità federali.
Vi famigliarizzerà pure con la struttura e i
compiti del nostro Stato. La pubblicazione
può essere ordinata, in formato PDF e/o a
stampa sul sito della Cancelleria federale al
seguente indirizzo: www.bk.admin.ch/dokumentation/02070/
Professioni e formazioni forestali
L’Ufficio federale dell’ambiente ha pubblicato nel marzo 2012, con tre organizzazioni
dell’ONU, uno studio sulla formazione forestale, che si basa su un’inchiesta condotta
nel 2010 e 2011 in 23 Stati europei e nordamericani. Ovunque i sistemi di formazione
L’Ufficio federale dell’ambiente ha già elaborato nel 1996, in collaborazione con organizzazioni internazionali, un compendio
delle professioni forestali in Europa. Ma da
allora tanto le formazioni, quanto l’ambiente
sono considerevolmente mutati. Per questo
è stato realizzato un nuovo studio nei vari
paesi.
Questa pubblicazione di 83 pagine non è
disponibile in versione cartacea, ma può essere scaricata e/o stampata in formato PDF
in tedesco e inglese al seguente indirizzo:
www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01651/
Nuova newsletter
sulla cooperazione allo sviluppo
Da un anno la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), aggregata al Dipartimento degli affari esteri (DFAE) pubblica
una newsletter bimestrale che raggruppa le
principali informazioni sulla collaborazione
allo sviluppo della Svizzera nel mondo. Potete ordinare la newsletter sotto: www.deza.
admin.ch/Dokumentationen/Publikationen/
Newsletter der DEZA
sono in fase di cambiamento. La formazione
è una risorsa chiave se vogliamo affrontare
le future sfide, ma anche per garantire uno
sviluppo sostenibile della foresta e del suo
ruolo inestimabile per l’uomo. La mobilità è
fortemente aumentata e con essa il bisogno
di una base che permetta di confrontare i mestieri e le formazioni a livello internazionale.
Difendete
i vostri
interessi
votate
in Svizzera
www.aso.ch
Appello
Contribuite all’immagine della Svizzera
Come sono realmente gli svizzeri? Come
vivono? Dove? Che cosa è tipico di loro?
Il portale “Swissworld - la vita in Svizzera” di
Presenza svizzera fornisce alcune risposte
sotto forma di ritratti di persone viventi in
Svizzera o che hanno avuto un legame con
la Svizzera. Dal momento che gli Svizzeri
all’estero fanno parte dell’identità svizzera,
come i loro compatrioti di Berna, Moutier o
Flims, Presenza svizzera chiede anche a voi
di partecipare a questa galleria di ritratti.
È molto semplice iscriversi a questa galleria:
www.swissworld.org/it/mostrami_la_tua_
svizzera
Potrete scaricare testi, fotografie e video e
scoprire in seguito sotto gli stessi portali un
ritratto interessante e colorito di una Svizzera dalle molteplici sfaccettature.
Partecipate e mostrate al mondo chi è la
Svizzera!
Responsabile delle pagine ufficiali del DFAE:
Jean-François Lichtenstern,
Relazioni con gli Svizzeri all’estero, Bundesgasse 32, CH-3003 Berna
Telefono: +41 800 24 7 365
www.eda.admin.ch/asd – e-mail: [email protected]
31
N. 6, giugno 2012
L’exploit di Roberto Di Matteo, del Chelsea, nato e cresciuto a Sciaffusa
Sportivi svizzeri agli onori
in patria e anche fuori
Ancora una volta il campionato di calcio
svizzero è stato dominato dal Basilea, nella
massima categoria. I renani, dopo aver vinto
questo trofeo ed essersi comportati molto
bene anche in “Champions League”, battendo
perfino in casa il Bayern Monaco, giunto poi
alla finale, si sono aggiudicati anche la Coppa Svizzera. In questa finale hanno battuto il
Lucerna, finito secondo anche in campionato.
Nel disco su ghiaccio, tradizionale sfida fra
Berna e Zurigo nella finale in sette partite dei
“play-off”. Nonostante il Berna partisse con i
favori del pronostico, gli zurighesi si sono
imposti nell’ultima partita.
Durante lo scorso mese di maggio parecchi
sportivi svizzeri hanno ottenuto significative
affermazioni. A cominciare dal solito Roger
Federer nel tennis, che ha vinto il torneo di
Madrid, risalendo al numero 2 delle classifiche mondiali. A Roma Federer è poi stato eliminato in semifinale dal numero 1 Djokovic. Il
torneo è stato vinto dallo spagnolo Nadal, che
ha così ripreso a Federer il secondo posto in
classifica.
Nel mondo del calcio non si può non ricordare
l’exploit di Roberto di Matteo che, alla testa
della londinese Chelsea, si è aggiudicato la fi-
nale di Coppa dei campioni, ai rigori, proprio
a Monaco contro il Bayern. Di Matteo è di origini italiane, ma è nato a Sciaffusa e in questa
squadra ha compiuto i primi passi nel mondo
del calcio, passando poi all’Aarau, nella massima categoria. Doppio nazionale, ha sempre
detto di voler giocare nella nazionale italiana
e ci è riuscito dopo essersi trasferito in Italia.
Nel campionato italiano si sono invece distinti
sia Lichsteiner, che con la Juventus ha vinto
il campionato, sia Dzemaili e Inler, che con
il Napoli si sono aggiudicati la Coppa Italia,
battendo in finale proprio la Juventus. I tre giocatori sono oggi veri pilastri anche della Nazionale svizzera di calcio, che però non si è quali-
ficata per i campionati europei di quest’anno.
Nel motociclismo, il bernese Thomas Lüthi
(sotto al centro) ha vinto a Le Mans il Gran Premio nella categoria Moto2. Con questo successo Lüthi rilancia le proprie quotazioni per
la conquista del titolo mondiale di categoria.
Nel basket, il Lugano (foto sopra) ha compiuto una nuova impresa vincendo per la seconda volta le tre massime competizioni in Svizzera: la Coppa della Lega, la Coppa svizzera
e il Campionato. Quest’ultimo è stato vinto
nell’ultima gara, sulle cinque disputate contro
il Ginevra, mentre nelle due altre competizioni
ha battuto i tradizionali avversari dell’Olympic
Friburgo.
Infine, da segnalare l’exploit di Simone Niggli-Luder nella corsa d’orientamento, che in
Svezia ha vinto il suo ottavo titolo europeo.
La Niggli, campionessa d’Europa, nove mesi
dopo aver dato alla luce due gemelli, vanta nel
suo palmares ben 17 titoli mondiali.
32
N. 6, giugno 2012
Espresso delle Prealpi, Svizzera centrale
Il fascino delle Prealpi.
L’Espresso delle Prealpi (Voralpen-Express)
vi condurrà attraverso un itinerario romantico costeggiando il lago lungo le dolci pendici delle Prealpi.
L’Espresso delle Prealpi collega il Lago di Costanza a
Lucerna tramite San Gallo in
2 ore e 45 minuti. Questa
trasversale prealpina di 149
km non è un itinerario dalle
caratteristiche superlative,
ma piuttosto un percorso
bucolico da intraprendere
per ammirare i paesaggi del
Toggenburg, le rive del
Lago di Zurigo o le paludi
di Rothenthurm. Vi svelerà
il fascino delle Prealpi, le
rocce che si celano dietro
delicate colline, le foreste
di conifere. Lungo il percorso fate una sosta per
passeggiare a Rapperswil
e respirare il profumo delle
sue rose o per ammirare i
tesori storici di San Gallo.
Verdi prospettive
Ovunque arrivi lo sguardo in
primavera e in estate, lungo il
percorso dell’Espresso delle
Prealpi è il verde a fare da
padrone. Quello dei pascoli
di Toggenburg, dei vigneti
che costeggiano il Lago di
Zurigo o delle foreste di media montagna. Svagatevi con
questo itinerario indimenticabile durante la bella stagione.
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il 31 luglio 2012 e potrete vincere un soggiorno di due notti
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Hotel Einstein
a San Gallo.
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Accordo di partenariato fra Svizzera Turismo e l’Organizzazione degli Svizzeri
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Fauna selvaggia
Sosta al parco faunistico di
Goldau, dove vivono oltre
90 specie di animali alpini
ed europei in un magnifico
contesto. Su un’area di
oltre 34 ettari, grandi e piccini potranno ammirare da
vicino orsi, cervi, linci o
rapaci nel loro habitat naturale.
Vita a castello
Rapperswil, sulla riva del
lago di Zurigo, vi invita alla
scoperta delle affascinanti
viuzze della città vecchia e
delle migliaia di rose che
fioriscono nei suoi giardini.
Dal castello, con il suo
museo polacco, si gode
un’eccezionale vista sulle
Alpi Glaronesi.
1400 anni di storia
San Gallo, con una parte
della città vecchia classificata Patrimonio mondiale
dell’UNESCO, celebra
quest’anno i 1400 anni dalla
sua fondazione. Un’occasione unica per poter vivere
un programma culturale e
un’offerta di soggiorno davvero eccezionali.
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giugno 2012 - Gazzetta Svizzera