Anno 43 N.6, giugno 2012 Mensile degli Svizzeri in Italia con comunicazioni ufficiali delle Autorità svizzere e informazioni del Segretariato degli Svizzeri all’estero Internet: http://www.gazzettasvizzera.it Raduno del Collegamento Svizzero in Italia a Sorrento Formazione e lavoro i temi del 74º Congresso Dopo le consuete assemblee dei delegati del Collegamento Svizzero in Italia e dell’Associazione Gazzetta Svizzera (i conti e le relazioni dei rispettivi presidenti sono a pag. 11 e 12), nel pomeriggio del 12 maggio scorso si è svolto a Sorrento il 74esimo Congresso del Collegamento. Con una partecipazione di oltre 120 persone, è stato affrontato il tema “Formazione per i giovani in Svizzera: studi universitari, scuole professionali, apprendistato e lavoro”. Diciotto giovani avevano raccolto l’invito del Collegamento e hanno partecipato sia al Congresso, sia alla cena ufficiale con molto interesse ed entusiasmo. I tempi difficili che sta vivendo l’Europa, e in particolare l’Italia, hanno reso di particolare attualità il tema del Congresso, che è stato affrontato in tutti i suoi aspetti, grazie alla presenza di oratori qualificati e ricchi di parecchie esperienze nei rispettivi settori. Tanto che i lavori si sono prolungati di oltre un’ora, rispetto al tempo previsto, pur mantenendo alti fino alla fine l’interesse e l’attenzione (la cronaca del Congresso è a pag. 8). Fisco e “liste nere” Roma e Berna ne riparlano La presidente Irene Beutler apre i lavori del Congresso del Collegamento. La partecipazione al Congresso e l’invito alla cena ufficiale Giovani svizzeri a Sorrento! Al 74° Congresso sono intervenuti molti giovani, più di una decina in tutto, quattro o cinque in più rispetto all’anno scorso! La tematica principale del Congresso inoltre - “La formazione per i giovani in Svizzera: studi universitari - scuole professionali - apprendistato lavoro” - era un tema interessante ed appetibile per i giovani. Articolo a pagina 10 Il prossimo Collegamento: 18/19 maggio 2013 a Bergamo ● pagina 6 San Gallo fondata 1400 anni fa ●pagina 19 Le prime del Circolo Svizzero di Parma ● pagina 14 L’orchestra Svizzera Italiana alla Scala ●pagina 23 Workshop dell’OSE Iscrizione offerta Il 24 maggio si sono ufficialmente riaperte le trattative tra la Svizzera e l’Italia, dopo mesi di tensione o almeno di sdegnata indifferenza da parte italiana, per un nuovo accordo sulla doppia imposizione fiscale. Il termine è quello ufficiale, ma lo scopo della discussione è quello di mettere sul tavolo un compromesso del tipo di quello concluso con Germania e Gran Bretagna per la tassazione alla fonte dei depositi di cittadini italiani in banche svizzere. Per la Svizzera è però altrettanto importante essere tolta dalle “liste nere” italiane, che ostacolano i rapporti economici fra i due paesi e contravvengono agli accordi bilaterali, conclusi con i paesi dell’Unione Europea. Dal canto suo il Canton Ticino vuole ridiscutere anche il ristorno di metà delle imposte prelevate alla fonte sui redditi dei lavoratori frontalieri italiani. E proprio per riaprire le trattative, il Ticino aveva bloccato il riversamento della metà di queste imposte ai comuni italiani di frontiera. La mossa aveva suscitato non poche reazioni in Italia, al punto di bloccare una visita a Berna del presidente Napolitano. Ora il Ticino ha deciso di versare questi soldi e ciò sembra aver contribuito ad alleggerire la posizione italiana, fino a quel momento molto rigida, perfino anche dopo che Bruxelles ha dichiarato gli accordi proposti dalla Svizzera compatibili con il diritto europeo. La vera e propria guerra economica condotta dal ministro Tremonti contro la Svizzera, ma anche la situazione economico-politica dell’Italia invitano a considerare l’apertura con molta prudenza. Lo stesso canton Ticino non può contare troppo su una revisione dell’accordo sulla tassazione dei frontalieri. Sul piano politico, l’accordo è stato continua a pagina 3 2 N. 6, giugno 2012 Un istituto previsto dal diritto svizzero per le eredità indivise La “Hoirie”, comunione ereditaria e le fondazioni di famiglia Egregio avvocato, leggo regolarmente la sua rubrica legale sulla Gazzetta Svizzera. Sono una cittadina svizzera, sposata con un cittadino italiano quindi anche con la cittadinanza italiana. Risiedo in Italia da più di 30 anni. Vorrei un suo consiglio riguardo alla seguente situazione. Mia madre, residente in svizzera ha ereditato, alla morte del fratello, un immobile in Svizzera. La “gestione’ attuale è sotto forma di Hoirie, che esiste probabilmente soltanto nel mio cantone di nascita, il Valais. La Hoirie, come lei probabilmente saprà, non è una vera e propria successione ma rimane una dicitura del tipo Hoirie tal dei tali e eredi (se non vado errato). I miei due fratelli, residenti in Svizzera, propongono di modificare la Hoirie in una Fondazione, forma legale che permette anche, in caso di necessità di qualcuno di noi, di avere un “prestito” liquido o una rendita generata dall’affitto degli appartamenti dello stabile, che potrà servirci al momento della pensione o quando nostra madre molto anziana non ci sarà più. Vorrei sapere, essendo io residente in Italia, a quali tasse sono sottoposta in Italia, ovvero come ci conviene gestire questa situazione. Spero di essere stata abbastanza chiara nell’esporre il mio problema La ringrazio per la sua disponibilità. Cordiali saluti. A.F.M.S.V. (località non indicata) Risposta Cara Lettrice, rispondo al Suo quesito inviato alla nostra redazione un po’ di tempo fa, anche perché ci consente di affrontare un tema abbastanza insolito ed assai particolare, e cioè quello della Hoirie. A dire il vero, qualche lettera ultimamente ha sollevato tematiche simili a questa e mi è anche capitato recentemente di dovermene occupare in ambito professionale, seppure in contesti diversi. Deduco quindi che il problema non sia poi così infrequente. Come ho avuto modo di ricordare in alcuni articoli, le lettere sono numerosissime ed i numeri della Gazzetta Svizzera invece sono solo undici, e dunque non sempre riusciamo a soddisfare tutte le richieste ed a rispondere a molti quesiti interessanti. Ringraziamo dunque i nostri lettori che continuano a scrivere, e ricordiamo a tutti di versare il contributo volontario alla nostra Gazzetta, per l’importante funzione che essa svolge per i nostri compatrioti in tutta Italia. Tornando al suo problema, comunque, cercheremo di dare delle indicazioni, anche se parziali, dato che in realtà i quesiti che lei formula sono molteplici e non tutti di nostra specifica competenza. Cos’è la Hoirie? Innanzitutto cerchiamo di capire che cosa sia la hoirie. Dobbiamo allora partire necessariamente dalla nozione e dall’istituto giuridico della hoirie. Un concetto giuridico antico che sopravvive in Svizzera, del quale magari non tutti i nostri lettori sono a conoscenza. Il termine, di evidente derivazione dal francese, è in realtà di etimologia latina (da heres e cioè erede) e designa in generale l’insieme di beni che, nell’ambito di una successione per causa di morte, si trasferisce a più persone. Diversamente da quanto da Lei ipotizzato, però, la hoirie non è presente solo nel suo Cantone di nascita, ma lo è anche nell’ordinamento giuridico francese, dal quale è poi stato verosimilmente trasposto, per quello che qui ci interessa, nel diritto elvetico e non solo del Rubrica legale dell’Avv. Markus W. Wiget Cantone Vallese, dove designa l’eredità indivisa attribuita agli eredi. Per la precisione, in Svizzera la hoirie trova la sua attuale disciplina nel Codice Civile Svizzero, ed in particolare negli articoli 652 e seguenti che regolano la proprietà c.d. “comune”. La hoirie, come insieme di beni di provenienza comune – ossia che in precedenza appartenevano ad un’unica persona, poi defunta – anche in seguito alla successione a favore di una pluralità di eredi mantiene la sua natura, continuando per questo ad essere considerata giuridicamente come un compendio di beni “unitario”. E questo anche laddove si tratti di beni eterogenei. Per questo motivo essa viene assoggettata alle norme sulla proprietà comune. La disciplina della Hoirie Dalla sua lettera non è ben chiaro se sua madre abbia ereditato direttamente dal fratello e sia unica erede o meno, ovvero se sua madre ed il suo defunto zio abbiano ereditato da uno degli ascendenti (nonna o nonno). Infatti, se unica erede oggi fosse sua mamma, la hoirie non sussisterebbe se non per via della mera formalità di trascrizione nei pubblici registri immobiliari, ma senza effetti pratici nella disciplina dei diritti e degli obblighi. Se invece vi fossero già una pluralità di eredi, il problema si porrebbe per Voi nel momento in cui Sua madre venisse a mancare, ed anche Lei ed i Suoi fratelli ereditaste l’immobile. Ad ogni modo, in base alla hoirie ognuna delle persone che partecipa alla titolarità della comunione (ossia dei beni che la compongono) ha un diritto che si estende a tutta la cosa. Questo può apparire forse banale ma così non è. Questa disposizione, infatti, vale a chiarire che nell’ambito della proprietà comune, il diritto di ogni singolo partecipante non ha ad oggetto Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968. Internet: www.gazzettasvizzera.it Editore: Associazione Gazzetta Svizzera CH-6963 Cureggia Gazzetta svizzera viene pubblicata 11 volte all’anno. Tiratura media mensile 24’078 copie. Redazione: Dott. Ignazio Bonoli CP 146, CH-6932 Breganzona Tel. +41 91 966 44 14, Fax +41 91 950 98 45 E-mail: [email protected] Gazzetta svizzera viene distribuita gratuitamente a tutti gli Svizzeri residenti in Italia a condizione che siano regolarmente immatricolati presso le rispettive rappresentanze consolari. Pubblicità: Mediavalue srl Via G. 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Questo essendo il presupposto, si impone ovviamente di stabilire quali siano i diritti e gli obblighi di coloro che siano proprietari di una cosa o, come nel Vostro caso, di un compendio comune. I diritti ed obblighi È previsto in Svizzera - analogamente a quanto del resto accade in Italia nella comunione - che diritti ed obblighi sono determinati secondo le norme stabilite dalla legge o dal contratto per la relativa specie di comunione. In difetto di altre disposizioni, l’esercizio della proprietà o del diritto di disporre della cosa impone una decisione unanime dei proprietari. Diretta ed immediata conseguenza di ciò è che, nel perdurare della proprietà comune, senza il consenso degli altri, nessuno dei proprietari può disporre autonomamente né della cosa, né di una frazione della stessa. Questo, ovviamente, fino a quando non venga meno la comunione stessa. Il che può accadere o perché la cosa viene ceduta a terzi (si pensi alla più classica e semplice delle ipotesi, ossia una vendita), o perché la cosa comune viene divisa (sempre che questo sia materialmente possibile). Per tornare al suo caso, quindi, visto che l’immobile è composto da diversi appartamenti, la hoirie potrebbe venire meno anche dividendo la proprietà dell’immobile ed attribuendo a ciascuno di Voi (Lei ed i suoi due fratelli) una o più di queste unità, ma ogni decisione in proposito richiede l’unanimità degli eredi. Fisco e “liste nere” Roma e Berna ne riparlano segue dalla prima accolto positivamente tanto in Svizzera, quanto in Italia. Restano però aperte alcune questioni di fondo: l’ammontare della tassa sia per il passato che per il futuro, l’esclusione sicura dalle liste nere italiane e infine la riduzione dell’aliquota sui frontalieri in Ticino. Problemi sicuramente di non facile soluzione. Al primo incontro fra alti funzionari seguirà, il 12 giugno, un colloquio fra la Presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumf e il Premier Italiano Mario Monti. Contribuirà a definire i confini e i parametri del futuro accordo. Ignazio Bonoli La sua lettera impone, però, anche un rapidissimo cenno all’istituto della fondazione, anch’essa disciplinata nel Codice Civile Svizzero. Le fondazioni secondo il diritto svizzero La fondazione, a differenza della hoirie, consiste in un vero e proprio “soggetto giuridico”, ossia un ente che può sia acquistare diritti che assumere obblighi. La fondazione presuppone, però, anche la destinazione di determinati beni al conseguimento di un fine particolare. Il che significa che, comunque, per costituire una fondazione occorre necessariamente, da un lato, individuare uno scopo (il fine particolare) a cui destinare i beni attualmente oggetto di hoirie; dall’altro, che chi conferisce il bene ad una fondazione ne perde la titolarità. L’unico proprietario dell’immobile diventerebbe, infatti, la fondazione stessa. Il “fine particolare” può essere diverso. In Svizzera, infatti, le fondazioni sono di tre tipi: quelle di pubblica utilità, quelle di famiglia e quelle ecclesiastiche (art. 80 e seguenti CCS). Il Tribunale Federale ha invece escluso la legittimità di fondazioni c.d. di mantenimento, e cioè con scopo economico che riversino regolarmente gli utili. In realtà, nel suo caso il riferimento è alle cosiddette “fondazioni di famiglia”, disciplinate dagli articoli 335 e seguenti del Codice Civile Svizzero. Trattandosi di un’eventuale fondazione di famiglia, non si applicherebbero tutte quelle norme che, in relazione alle fondazioni più grandi e di interesse ultra-familiare, impongono in generale sia un organo di vigilanza interno, sia la sottoposizione a controlli esterni da parte delle autorità pubbliche: siano esse la Confederazione, i Cantoni o il Comune, a seconda dell’importanza della fondazione presa in considerazione. In questo caso si possono dedicare dei beni a beneficio di una famiglia per le spese di educazione, dotazione od assistenza dei suoi membri o altri scopi simili, come la cura. Tali fondazioni trovano La disciplina di tali nelle norme del diritto delle persone o del diritto successorio. Si prevede poi proprio l’ipotesi della destinazione a beneficio di una famiglia di beni indivisi di una eredità o parte di essa lasciata dai propri parenti. Ad esempio, quindi un immobile oggetto di hoi- rie. Forse di questo le parlavano i suoi fratelli. A parte le formalità della costituzione, “l’indivisione” dei beni è di norma gestita in comune e tutti i partecipanti possono compiere atti di ordinaria amministrazione. Può però essere designato come capo dell’indivisione uno dei partecipanti. Differenze tra fondazione e hoirie Si deve però considerare che una qualsiasi fondazione – anche di carattere familiare – è pur sempre un ente di diritto autonomo, e non un semplice complesso di beni come la hoirie. A differenza di quest’ultima, pertanto, la fondazione impone sempre sia una regolamentazione contrattuale, sia una struttura organizzativa interna, più o meno complessa a seconda dei casi, sia la tenuta di una certa contabilità formale. Mi permetto poi di osservare che anche una hoirie consente di ottenere della liquidità mediante un prestito, ovvero una rendita derivante dall’affitto dei singoli appartamenti, di tutti o di parte degli appartamenti che compongo lo stesso. La differenza principale è data dalla agilità del processo decisionale, e dunque dalla maggior semplicità della gestione. Nella hoirie ogni atto di disposizione dell’immobile è demandato, alla volontà unanime degli eredi, e quindi comporta il coinvolgimento di tutti. Per contro, costituendosi una fondazione, tutte le decisioni dovrebbero essere affidate ad una o più persone che, in qualità di organi della fondazione, gestirebbero l’immobile e non sarà più necessario il consenso di tutti Voi per le decisioni da prendersi. Come visto le variabili sono diverse ed occorrerà, di fatto, che Lei ed i Suoi fratelli chiariate prima di tutto quali sono gli obiettivi che la gestione dell’immobile e degli appartamenti che lo compongono dovrà avere. Solo dopo potrete decidere in modo sereno e consapevole quale forma dare alla gestione di questo patrimonio. Infine, mi esento da qualunque indicazione sulla possibile tassazione a cui Lei andrebbe incontro in Italia. In parte, rimando ai recenti articoli in tema di tassazione di beni immobili posseduti all’estero (la famigerata IVIE), e per maggiori dettagli le suggerisco in ogni caso il parere e la consulenza di un commercialista o di un fiscalista competente e di Sua fiducia. Avv. Markus W. Wiget Ai gentili lettori Oltre al lavoro di volontariato di tutto il comitato, il Signor Robert Engeler e l’Avvocato Markus Wiget offrono anche, nei settori di rispettiva competenza, un’importante consulenza mensile, pure assolutamente gratuita, a favore di molti lettori. Dato che i contributi che molti Svizzeri benemeriti versano volontariamente alla Gazzetta Svizzera bastano purtroppo soltanto per coprire i costi di stampa e di spedizione, ma non bastano certo per le altre numerose spese che devono essere sostenute, chiediamo a tutti i Lettori e, in particolare, a quelli che ricevono le suddette consulenze dai signori Engeler e Wiget, di utilizzare il bollettino allegato alla Gazzetta Svizzera e versare anch’essi un adeguato contributo. 4 N. 6, giugno 2012 Non è più possibile trasferire i contributi AVS all’INPS e viceversa Posso trasferire i miei contributi dall’INPS italiana all’AVS svizzera? Sono una cittadina svizzera che ha acquisito la nazionalità italiana in seguito a matrimonio e, per il momento, residente in Italia. Compirò 64 anni nel settembre di quest’anno. Ho alcuni anni di contribuzione in Svizzera ed, in seguito, alcuni anni di contribuzione in Italia. L’ufficio INPS di C., da me interpellato, mi ha comunicato che, anche trasferendo in Italia i contributi versati in Svizzera, gli anni di contribuzione complessivi non sono sufficienti per avere diritto ad una pensione. Visto che, come da Lei esaurientemente spiegato nella Gazzetta di Agosto/Settembre, avrò comunque diritto ad una rendita AVS mi chiedo se sarebbe possibile trasferire in Svizzera i contributi versati in Italia e se in tal caso ne avrei un beneficio. Se ciò non fosse possibile per la mia residenza in Italia, trasferendomi in Svizzera, come avrei comunque intenzione di fare fra qualche anno, potrei superare l’ostacolo? La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi. Risposta Gentile lettrice, L’informazione che Lei ha avuto dall’ufficio INPS di C. è purtroppo corretta. Sommando i periodi contributivi di INPS e AVS, Lei arriva soltanto a ca. 15 anni di contribuzione, e questo non Le dà diritto ad una pensione di vecchiaia INPS per la quale ci vogliono almeno 20 anni completi di contribuzione (1040 contributi settimanali). Mancando soltanto una settimana, non c’è il diritto ad una pensione italiana, e i contributi sono persi. Visto che Lei ha lavorato nell’artigianato e nelle imprese commerciali, potrebbe informarsi se, continuando a lavorare e contribuire, potrebbe raggiungere gli anni mancanti fino ad arrivare a 20 anni totali tra AVS e INPS; la mia stima di 15 anni andrebbe però calcolata con precisione. Approfitto per ripetere alcuni principi non trattati negli ultimi anni circa il trasferimento di contributi o anni di contribuzione: 1. Da quasi 10 anni non è più possibile trasferire i contributi AVS all’INPS. Personalmente non mi dispiace: alcuni hanno fatto un buon affare, ma molti ci hanno rimesso (vedi le cause in corso anche alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo oppure i casi degli uomini che hanno trasferito i contributi AVS e poi hanno divorziato, tenendosi tutti i contributi…) 2. Quello che continua ad essere possibile è far valere i periodi di contribuzione AVS per arrivare ai minimi INPS (i 20 anni per la pensione di vecchiaia, come nel Suo caso, i 35-37 anni per la pensione di anzianità) – a condizione che i contributi AVS non siano AVS/AI Assicurazioni sociali di Robert Engeler contemporanei ai contributi INPS 8come nel Suo caso tutto o parte del 1974). Questo riconoscimento dei periodi non migliora la prestazione INPS che rimarrà quella corrispondente agli anni e importi effettivi di contribuzione INPS, ma permette di godere una pensione INPS ridotta pur non avendo i relativi minimi. 3. Non è e non era mai possibile il trasferimento dei contributi INPS all’AVS. 4. Il minimo di contribuzione all’AVS è di 12 mesi; la rendita AVS viene calcolato in base agli anni di contribuzione interi (20 anni e 11 mesi corrispondano a 20 anni). Lei dovrebbe aver totalizzato 10 anni di contribuzione AVS corrispondente ad una rendita di ca. CHF 550 al lordo della trattenuta fiscale italiana del 5%; qualcosa in più se negli anni di contribuzione, nel Suo caso fino al 1974, ha educato dei figli. 5. In fatto di previdenza sociale la residenza non ha nessuna influenza sulle prestazioni. Se Lei si trasferisce in Svizzera, la situazione rimane esattamente la stessa, salvo che il carico fiscale sulla rendita AVS non sarà del 5%, ma a seconda del cantone e comune, tra l’8 e il 15%. Con i migliori auguri e cordiali saluti. Robert Engeler I doppi nazionali possono far valere la cittadinanza italiana Non c’è indennità di disoccupazione per i frontalieri svizzeri in Italia Buongiorno sig. Engeler, desidero rivolgerle una domanda riguardo alla disoccupazione per i lavoratori svizzeri residenti in Italia, in quanto negli scorsi mesi mi sono ritrovata senza lavoro e, essendo svizzera residente in Italia, non ho avuto alcun diritto all’indennità di disoccupazione. Trovo la cosa ingiusta in quanto, nel periodo di lavoro, ho regolarmente pagato i contributi all’AD. Per fortuna ora ho trovato un nuovo impiego. Cambieranno le cose in un futuro? Cordiali saluti. B.R. Risposta Gentile lettrice, Oggi i frontalieri residenti in Italia e lavorando in Svizzera, in caso di disoccupazione, – pur subendo le trattenute svizzere per disoccupazione – non hanno diritto alle prestazioni della cassa disoccupazione svizzera. Inoltre, si suddividono in due categorie. – I frontalieri “normali” che, in caso di disoccupazione, hanno diritto alla cassa di disoccupazione italiana speciale per i frontalieri con prestazioni inferiori a quelle svizzere, ma nettamente migliori di quelle italiane (almeno fino a quando questa cassa disporrà dei fondi). – I frontalieri “atipici”, svizzeri o doppi nazionali italo-svizzeri, ai quali il Cantone Ticino (e, a quanto mi risulta, anche Vallese e Grigioni) non rilasciano il permesso di frontalieri ed i quali, non sono ammessi a questa cassa di disoccupazione speciale. I frontalieri atipici hanno solo diritto alla cassa disoccupazione normale INPS per sei mesi ed una cifra mensile modesta. Per essere al corrente della situazione attuale, tramite l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE) ho sottoposto la Sua domanda al Seco, il Segretariato di Stato per l’Economia, competente per la regolamentazione dei frontalieri. Dopo quasi un mesetto ho ricevuto la risposta riportata nel quadretto a parte. In parole povere: non cambierà niente. Il Seco non interviene che con qualche letterina gentile a Roma alla quale apparentemente non ricevono risposta. Il sig. Serge Gaillard, direttore del Seco (ex-sindacalista, uomo di sinistra e quindi per vocazione vicino ai lavoratori) mi aveva detto, quando assieme all’OSE 5 N. 6, giugno 2012 ero intervenuto qualche anno fa di persona su questo problema presso di lui: ”Quei 30 milioni di franchi che incassiamo come contributo dai frontalieri fanno molto comodo alla nostra cassa di disoccupazione deficitaria, e non abbiamo perciò nessun interesse che qualcosa cambi”. Il direttore non è cambiato da allora, e così non la politica. Roma non si muove perché il numero delle persone interessate è insignificante, e i cantoni di frontiera si attengono alla lettera dell’accordo con l’Italia e non rilasciano i permessi G – frontalieri – agli svizzeri e doppi nazionali italo/svizzeri. La via legale in Italia durerebbe moltissimi anni ed il risultato è incerto. L’unico consiglio utile che il Seco ci da è quello di mettere in evidenza, per i doppi nazionali, la nazionalità italiana. Se questo vuole dire insistere sulla nazionalità italiana o semplicemente tacere la nazionalità svizzera, lo lascio alla Vostra fantasia. I Napoletani capiranno subito. Se i Cantoni di frontiera faranno difficoltà, rivolgeteVi numerosi al Seco per farVi aiutare nel rilascio del permesso G. Le centinia di milioni dei Vostri co ntributi (e di quelli dei Vostri datori di lavoro) valgono bene un po’ di sforzo per aiutarVi. Con un saluto triste. Robert Engeler Segreteria di Stato dell’economia SECO, Holzikofenweg 36, CH-3003 Bern Tel. +41 (0) 31 322 56 56 – Fax +41 (0) 31 322 27 49 www.seco.admin.ch Nous constatons que du point de vue de l’Accord sur la libre circulations des personnes, l’indemnisation des frontaliers suisses est con-forme au droit, car ils sont indemnisés comme s’ils avaient perdu leur emploi en Italie. Néanmoins, l’inégalité de traitement dont ils font l’objet, comme du reste tous les autres frontaliers ressortissants de l’UE ou de l’AELE, ne peut être attaquée que par une intervention des intéressés eux-mêmes pardevant un tribunal italien. Un projet de loi a été soumis ces jours au Sénat italien, visant à améliorer encore le traitement des frontaliers italiens ayant travaillé en Suisse et au chômage en Italie. Il ne semble toutefois pas que la question intéresse les autres pays de l’UE, dont les frontaliers sont aussi discriminés. Il faut dire que les cas sont trop rares pour intéresser qui que ce soit au vu de la situation économique actuelle en Europe. Quant à nous, nous sommes toujours dans l’attente d’une réponse à notre demande de précisions du mois de juin 2011 au Ministère du travail italien, concernant le sujet des frontaliers. Enfin, le seul conseil que nous pouvons donner aux frontaliers double-nationaux est de faire valoir leur nationalité italienne pour la demande d’un permis G en Suisse, ce qui leur donne droit aux préstations plus favorables en cas de chômage en Italie. Pour les autres, s’ils n’ont pas envie de se lancer dans une procédure judiciaire dont le succès est loin d’être assuré, il ne leur reste qu’à accepter leur sort. Veuillez agréer, Madame, nos meilleures salutations Secrétariat d’Etat à l’économie Patrizia Friedrich Juriste Pubbliredazionale Il primo mercoledì di luglio grande aperitivo a tema: Indipendence Day-4th of July “La Terrazza di via Palestro” manicaretti e drink per finire in bellezza la giornata milanese Da lunedì a sabato, di giorno o di sera, La Terrazza di Via Palestro a Milano, al quarto piano del Centro Svizzero, è il luogo del completo relax e della convivialità... da godere negli eleganti saloni interni o nella splendida lounge all’aperto, contornata di verde a ridosso di uno dei grandi parchi della città. È qui che si svolgono alcuni cordiali appuntamenti della comunità svizzera in Italia, come, lo scorso anno, la ricorrenza nazionale del 1 agosto. La Terrazza di Via Palestro si caratterizza non solo per i famosi aperitivi della Milano da bere, ma anche i menù molto apprezzati che contemplano sempre verdure di stagione e l’offerta di vini da grande cantina. La grandiosa terrazza esterna è coperta e perciò godibile anche in caso di un’eventuale pioggia estiva: un vero e proprio salotto panoramico affacciato sui Giardini Indro Montanelli e su Piazza Cavour. Gli eventi che si svolgono nelle sale interne o all’aperto sono numerosi durante tutto l’anno. È fantastico, per esempio, l’appuntamento del primo mercoledì d’ogni mese su La Terrazza di Via Palestro: un’ottima occasione per finire in bellezza la giornata, godendosi il panorama, la conversazione tra amici e alcuni pregiati drink. Quale sarà l’evento di mercoledì 4 luglio? «Una serata che più americana non si può…», ci annuncia Rosa Ragone, responsabile Marketing & Comunicazione de La Terrazza. Vale a dire? «All’insegna dell’Indipendence Day-4th of July, con inizio alle ore 19,00 e fino alle ore 22.30. Anche questo appuntamento seguirà il filone degli altri che abbiamo svolto nei mercoledì precedenti e che allestiremo nei prossimi mesi, fino ad ottobre». Si tratta di aperitivi davvero unici a Milano... «Sì, perché si caratterizzano per il gran buffet ricco di ottimi finger food e primo piatto a passaggio. Anche il 4 luglio, non mancherà un Dj set, tutta la sera, a cui si affiancherà un bravo percussionista che suonerà le congas. La scenografia sarà squisitamente Americana, e i colori protagonisti saranno il bianco, il rosso e il blu per le decorazioni, tra cui spiccheranno palloncini e bandierine “made in Usa”». Il costo di questi appuntamenti-aperitivi del mercoledì? «Dieci euro con consumazione: del tutto abbordabile, no?». (A.L.) Per prenotazioni ed eventi: Tel. (+39) 02 76 02 83 16 [email protected] www.laterrazzadiviapalestro.com 6 N. 6, giugno 2012 «Primo piano» A cura di Annamaria Lorefice www. gazzettasvizzera.it Il Santo patrono Gallus, arrivò dal Nord Irlanda 1400 anni fa e rese celebre un’intera regione 612-2012, feste per il monaco irlandese che fece nascere la città di San Gallo Perché la città di San gallo si chiama così? Tutto prese inizio nel 612, quando il monaco Gallo vi costruì un eremo. Originario forse dell’Irlanda del Nord o, a detta di altri studiosi, dell’Alsazia, il fatto che pare certo è che Gallo fu discepolo del missionario irlandese San Colombano. Da Bangor, Nord Irlanda, arrivò al Lago di Costanza e proseguì verso sud seguendo il fiume Steinach fino alla gola di Mülenen: quel territorio lo ispirò al punto di decidere di restare qui a vivere e a pregare. Ed ora, dopo 1400 anni, l’anniversario: fino a ottobre 2012 la regione e il Cantone di San Gallo festeggiano l’arrivo di “Gallus”, il monaco irlandese che scelse come suo luogo spirituale la Valle dello Steinach. Un orso nella leggenda Dunque fu nell’anno 612 che il monaco benedettino pose la prima pietra per approntare una piccola cella e poi una casa di preghiera. Forse non pensava di aver dato il via non solo alla “cultura abbaziale” ma anche alla nascita della città che porterà il suo nome. Svolse così anni di preghiera e opere buone, e fu protagonista di una leggenda che permane fino ai nostri giorni: girovagava un orso nei boschi intorno alla cappella e Gallo aveva bisogno di legna; senza perdersi d’animo, incontrò e riuscì ad addomesticare l’orso offrendogli, in amicizia, un po’ di pane. Un episodio descritto in vari dipinti, tra i quali il più antico è quello su una tavola d’avorio del nono secolo. Una leggenda scalfita nella storia locale, dato che l’orso è inserito nello stemma della città. Quando Gallo morì, si moltiplicarono i pellegrinaggi al luogo della sua sepoltura e fu acclamato santo. San Gallo, una città e un Cantone in festa: ricorre nel 2012 l’anniversario della prima pietra dell’eremo costruito 1400 anni fa da Gallo (Gallus), un monaco benedettino proveniente dall’Irlanda che scelse quale luogo spirituale la Valle dello Steinach. Sotto, il capolavoro d’arte barocca, unico nel suo genere, la più bella sala rococò in Svizzera e tra le venti più belle nel mondo, appartenente alla Biblioteca iniziata da Gallo per lo studio contemplativo dei libri. Per conoscere il programma dell’anniversario: www.gallusjubilaeum.ch Rarità e tesori Intanto il monastero fondato su ispirazione del “monaco irlandese” crebbe in importanza e fama. Dal 747 vigette la regola benedettina che stabilì lo studio contemplativo dei libri attingendo da una biblioteca interna. San Gallo diventa nel Medioevo una città di riferimento per la cultura in Europa. Accadde poi che i pizzi di San Gallo lavorati con manualità straordinarie furono apprezzati e conosciuti nel resto d’Europa, accrescendo il benessere della popolazione. Nel tardo medioevo, San Gallo era celebre per la produzione di stoffe di lino, che fu poi superata da quella di tele in cotone nel 1700. Fu proprio nell’abbazia che vide la luce la prima filatura meccanica del cotone nel 1801. Dal 1983 l’abbazia, che comprende una biblioteca nel suo genere unica al mondo, fa parte del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Infatti, il segno distintivo di San Gallo è la cattedrale barocca, con questa biblioteca che annovera ben 170’000 libri, ol- tre 2’000 documenti, tri quali alcuni scritti a mano mille anni fa, e più di 1’600 libri, “incunaboli”, stampati prima del 1500. È qui che il pubblico rimane a bocca aperta quando giunge nella sala bibliotecaria in stile rococò, reputata la più bella della Svizzera e tra le venti più importanti del mondo. È un vero e proprio capolavoro del barocco, realizzato tra il 1758 e il 1766. Il programma per i 7 N. 6, giugno 2012 Gallo ammansisce un orso, animale visibile nello stemma della città. Nella cripta, sotto, è conservata una reliquia. festeggiamenti del giubileo 2012 è fitto. Oltre 300 eventi coinvolgeranno tutto il Cantone, con conferenze, visite, escursioni. Durerà un mese in più, e cioè fino a novembre, la mostra ospitata nella biblioteca dell’abbazia “San Gallo 612/2012 vita, leggenda, culto”. Un’occasione per osservare i cosiddetti ‘tesori” della biblioteca, come l’Antifonario di Bangor e altri manoscritti irlandesi. Con una visita accompagnata si giunge alla cripta che contiene una parte del cranio di Gallo. Per arricchire oltremodo l’esposizione di materiale da offrire al pubblico, si è anche attinto ai preziosi prestiti del tesoro della cattedrale di San Gallo e dell’archivio della città, ma anche dalla collezione Joachim Vadiano di San Gallo e dalle biblioteche di Einsiedeln, Monaco di Baviera, Stoccarda, Wolfenbüttel e dall’Ambrosiana di Milano. Le celebrazioni sono anche all’insegna della St. Gallen-Bodensee Tourismus Bahnhofplatz 1a 9001 St. Gallen Tel. +41 (0)71 227 37 37 [email protected] www.st.gallen-bodensee.ch Museo dei pizzi www.st.gallen.ch/museen musica e dell’arte, a cominciare dal meraviglioso suono dell’organo della cattedrale. La gola di Mülenen sarà il palcoscenico ideale per le ideazioni di artisti internazionali (Maria Eichhorn, Bethan Huws) e sangallesi, come Norbert Möslang. Un orso nella leggenda Infine, tra una mostra e una visita al complesso monasteriale, passeggiare per il centro storico di San Gallo è una delizia. Innanzitutto perché è pressoché tutto pedonale, e poi per le tipiche abitazioni borghesi dalle finestre sporgenti dette “Erker” decorate da preziosi bassorilievi risalenti al 1500 e 1700: una gioia per la vista. E per chi volesse abbinare al tour culturale anche qualche escursione, ne citiamo solo un paio... tra le tante indimenticabili. Da San Gallo si guarda verso il resto della Svizzera, e poi la Germania, l’Austria e il Principato del Liechtenstein, paesi che si possono raggiungere idealmente salendo sul Säntis, e sostando sulla vetta panoramica posta a 2502 metri. Oppure, per i meno allenati, si può scegliere il “Brückenweg” un tragitto che prevede di camminare attraverso 18 ponti nel Sittertobel. Quello in corso è davvero un anno eccezionale per conoscere e amare la bella San Gallo. [email protected] 8 N. 6, giugno 2012 Il 74esimo Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia a Sorrento Dedicato ai giovani e alla possibilità di studiare e di lavorare in Svizzera Puntualmente alle 14.30 di sabato 12 maggio, la Presidente del Collegamento Svizzero in Italia Irène Beutler ha aperto i lavori del Congresso, salutando gli ospiti presenti alla riunione e scusando coloro che non hanno potuto partecipare. Tra gli ospiti ha salutato in particolare il rappresentante del Dipartimento Federale degli Affari Esteri Thomas Kalau, il direttore dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero Rudolf Wyder, la giurista della stessa Sarah Mastantuoni, il professor Diego Erba del Dipartimento dell’Educazione del canton Ticino, il console generale di Milano Massimo Baggi, nonché il console di Svizzera a Roma Mauro Gobbo, l’avvocato Markus Wiget, responsabile della rubrica legale di Gazzetta Svizzera e i consoli onorari Adriano Aveta (Napoli), Ugo Patroni Griffi (Bari), René Rais (Genova) e Renato Vitetta (Calabria). A questi ha aggiunto i saluti anche ai relatori Verena Zwicky (ex-direttrice della Scuola Svizzera di Milano, e Silvia Giordano (docente alla SUPSI di Lugano). Ha concluso il saluto iniziale ringraziando sentitamente il presidente del Circolo Svizzero di Napoli Giacomo Corradini, la moglie Paola e tutta la squadra che si è occupata dell’organizzazione del Congresso. Ha quindi introdotto i lavori accennando alla grande attualità del tema nell’odierna situazione economica e indicando la presenza di numerosi opuscoli sulla formazione in Svizzera, a disposizione dei partecipanti. La presidente ha dapprima dato la parola ad Angela Katsikantamis, vicepresidente del gruppo giovani, scusando subito l’assenza della presidente Bianca Rubino, a causa di un impegno improrogabile. L’oratrice ha sottolineato l’importanza degli incontri fra i giovani anche in questo ambito, e i riflessi positivi che possono avere su entrambe le nazionalità. Ha infine rivolto un appello ai giovani a interessarsi alla vita delle comunità e ad approfittare delle occasioni che si presentano. (Un contributo dei giovani è a pag. xxx) Il sistema scolastico È quindi toccato a Diego Erba, del Dipartimento Educazione del canton Ticino, presentare il sistema di formazione in Svizzera. Lo ha fatto prendendo l’esempio del canton Ticino, a cui incombe anche l’obbligo particolare di difendere la lingua italiana in Svizzera. Com- pito che incontra qualche difficoltà, poiché alcuni cantoni non considerano più l’italiano nei programmi di maturità e non si rendono conto del valore del plurilinguismo in Svizzera. Sul tema della formazione Erba ha analizzato analogie e differenze fra i sistemi formativi svizzero e italiano. Il sistema italiano presenta sicuramente una formazione professionale meno estesa di quello svizzero. In Svizzera però la competenza della formazione è cantonale, per cui esistono 26 diversi sistemi scolastici, in parte coordinati a livello federale. Già la durata della formazione scolastica è diversa da cantone a cantone per la scuola infantile e la scuola elementare. La scuola secondaria viene poi definita con nomi diversi. Tutti i sistemi portano comunque a concludere il ciclo in 15 anni. Anche il sistema scolastico post-obbligatorio è molto diversificato: il liceo può essere di tre o di quattro anni, ma vi sono anche scuole specializzate e scuole professionali superiori (queste ultime utilizzate dalla maggior parte degli studenti). Dopo questo periodo è possibile accedere agli studi universitari, alle alte scuole e alle scuole professionali. Anche in questo caso il sistema è decentralizzato, organizzato dai cantoni e rivolto al pragmatismo. Nascono però talvolta problemi dovuti ai cambiamenti di domicilio. Il progetto Harmos, concordato tra i cantoni e la Confederazione, vuole migliorare il coordinamento di tutte le fasi della formazione. La formazione professionale, a scuola e in azienda, è molto diffusa in Svizzera, ma è praticamente sconosciuta in Italia. Il grande vantaggio è quello di avvicinare subito il giovane al mondo del lavoro e quindi di favorire l’occupazione giovanile. Per esempio nel Ticino, alla fine dell’obbligo scolastico, a 15 anni, si aprono 4/5 strade, a dipendenza delle capacità, della motivazione, degli interessi. Vi sono anche scuole professionali a tempo pieno, che però integrano l’aspetto culturale a quello professionale con parecchie ore di laboratorio. Università e SUP Un aspetto interessante è anche la possibilità che questa formazione offre di accedere alle università o alle scuole universitarie professionali, o anche all’Alta Scuola Pedagogica. Queste carriere sono aperte anche agli stu- denti liceali. Anche le maturità conseguite in Italia sono riconosciute se rilasciate da un istituto tecnico, in caso contrario è necessario un anno di pratica. Non ci sono invece problemi per la scelta dell’università, salvo la conoscenza della lingua. Le università sono cantonali, vi si aggiungono due politecnici federali, Losanna e Zurigo (tra i dieci migliori al mondo), le scuole universitarie professionali (una in Ticino) e 12 Alte Scuole Pedagogiche per la formazione dei docenti. L’università del canton Ticino è nata nel 1996 con tre facoltà (architettura, economia e comunicazione). Dal 2004 è in funzione anche una facoltà di informatica. La Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) è tuttora in forte espansione ed è frequentata soprattutto da studenti del luogo. Significativo il fatto che quasi la totalità trova un lavoro. Qual è il momento più idoneo per accedervi per chi proviene dall’Italia? Dopo il liceo o l’istituto tecnico, oppure anche dopo il “bachelor” (laurea breve) secondo il sistema di Bologna. La formazione professionale Verena Zwicky, ex-direttrice della Scuola Svizzera di Milano, si è invece soffermata sul sistema duale della formazione professionale in Svizzera, consistente nell’apprendistato (tirocinio) compiuto sia a scuola, sia in azienda. È un sistema che è stato sicuramente alla base del successo dell’economia svizzera, grazie alla formazione professionale superiore. Oggi è possibile accedere agli studi di livello universitario anche senza maturità liceale, ma con la maturità professionale. L’oratrice cita pure alcuni casi di studenti che hanno seguito questa strada e sono oggi ai vertici di imprese di grande successo. È possibile compiere un apprendistato in molte aziende. Le più gettonate sono quelle del commercio e dell’amministrazione, nonché alcune professioni minori, mentre il meno ambito è il settore dell’edilizia. Al termine si ottiene un attestato federale che permette di accedere alla formazione superiore. Quest’ultima offre 6 indirizzi di studi: tecnico, commerciale, artigianale, artistico, scientifico- naturalistico, socio-sanitario. In Svizzera vi sono poi anche altre scuole specializzate, come quelle del settore alberghiero o l’Istituto di Alti Studi Internazionali di Ginevra. 9 N. 6, giugno 2012 Il lavoro in Svizzera I titoli di studio Robert Engeler, presidente della Scuola Svizzera di Milano, ha parlato del lavoro in Svizzera, premettendo che, in questo campo, Italia e Svizzera sono praticamente due pianeti diversi. È difficile trovare lavoro in Svizzera venendo dall’Italia. Qui il settore è uno dei più regolamentati al mondo, mentre in Svizzera è uno dei più liberi. È quindi relativamente facile per chi è in Svizzera trovare lavoro se si ha voglia di fare, ma è anche facile perderlo se non si risponde alle aspettative. Per chi proviene dall’Italia e cerca lavoro è meglio trovarsi sul posto, con magari qualche conoscenza. È anche meglio muoversi in zone economicamente forti. Vi sono siti internet su cui informarsi, l’unico in italiano è www.arealavoro.ch. Le inserzioni sui giornali si rivolgono generalmente a personale dirigente. Ci si può anche rivolgere agli uffici regionali di collocamento. Per informarsi sulla Svizzera il sito dell’OSE è utile: www.aso.ch/consulenza/ ritornoinsvizzera. Anche le ACLI dispongono di uffici che assistono per questioni previdenziali e fiscali. In Ticino ci si può rivolgere al Centro Formazione Professionale dell’OCST (signor Rauseo). L’avvocato Markus Wiget ha brevemente parlato del riconoscimento dei titoli di studio, che sono in sostanza le credenziali per offrire le proprie conoscenze e capacità nel mondo del lavoro. La circolarità dei titoli è una componente culturale prima che economica. La conoscenza delle lingue (bilinguismo) è comunque importante ed è un grosso vantaggio. È bene tenerne conto già nella formazione. Un secondo aspetto importante è quello della cittadinanza che in alcuni casi non permette di esercitare certe professioni senza gli esami previsti sul posto. In questo caso vi sono due importanti strumenti: gli accordi internazionali e gli accordi integrativi pratici per l’applicazione, con un minimo comune denominatore. Sono tre le categorie tenute in considerazione: i titoli di studio superiori, le qualificazioni particolari, i titoli universitari. Svizzera e Italia hanno concluso nel 2000 un accordo che elenca le università, i politecnici e le SUP e altri istituti, nonché le università italiane, con il riconoscimento dei titoli di studio, dei crediti e dei diplomi parziali. Vi è poi una serie di riconoscimenti per professioni particolari. Questi accordi dovrebbero anche facilitare gli scambi di studenti fra i due paesi. L’AJAS Sarah Mastantuoni ha invece parlato di quanto l’AJAS, l’Associazione per l’incoraggiamento dell’istruzione di giovani svizzeri all’estero, offre in consigli, sostegno e assistenza. Fondata nel 1962 svolge queste attività nell’ambito dell’OSE e, oltre ai consigli, aiuta nella ricerca di borse di studio e nei contatti con vari gremi professionali. Essa offre anche assistenza in questioni particolari (per esempio il servizio militare), a famiglie con bambini, nella scelta degli studi o della professione che si vuole esercitare. Offre anche aiuti di tipo pratico come la scelta del tirocinio o della pratica professionale, dell’alloggio, di un eventuale lavoro per studenti. Per l’ottenimento delle borse di studio ci si deve rivolgere al cantone d’origine. L’AJAS aiuta soprattutto chi non parla la lingua del cantone in cui vuole insediarsi. Può fornire i moduli di richiesta e anche di ricorso contro le decisioni, per borse complementari o prestiti. Vi lavorano le signore Fiona Scheidegger (che sarà anche al Congresso degli Svizzeri all’estero di Losanna con uno stand) e Silvia Hirsig. L’AJAS è presente anche su www.SwissComunity.org. Le SUP Silvia Giordano, docente alla SUPSI, ha precisato come ci si può iscrivere alla Scuola Universitaria Superiore. Vi si arriva con tutti i curricoli, ma il tipo di insegnamento è più rivolto alla pratica, così come la ricerca. Offre 4 titoli di specializzazione più la possibilità di ottenere un master, parificato agli studi in Italia. Questa formazione è molto apprezzata, tant’è vero che il 95% degli studenti ha trovato un lavoro e l’80% di questi lo aveva ancora dopo 3 anni. L’oratrice spiega poi nel dettaglio quali sono gli sbocchi principali: ingegneria elettronica, ingegneria gestionale (per manager), ingegneria informatica e ingegneria meccanica. Prima di terminare la sua esposizione mostra alcuni progetti di ricerca, tra i quali il satellite mandato in orbita un anno e mezzo fa. Cita applicazioni nella robotica, nei droni, nei telefoni. Per le informazioni di dettaglio la SUPSI organizza un “open day”, nonché visite allo scopo di rendersi conto dell’insegnamento e conoscere le persone di contatto. Già oggi ci sono parecchi studenti italiani, ma ne provengono anche dalla Cina e dall’America centrale. Infine indica alcuni percorsi possibili nell’ambito delle varie materie di competenza. Come presentarsi Riprende la parola Robert Engeler per offrire alcuni consigli pratici sul come presentarsi per la ricerca di un posto di lavoro. In primo luogo bisogna considerare che si sta affrontando uno dei momenti più importanti della vita e quindi da gestire con la massima cura. Si deve in pratica pensare che si sta offrendo il proprio prodotto più prezioso. Gli obiettivi da raggiungere possono essere riassunti in moduli dei profili e moduli delle capacità. La strategia deve essere affrontata in modo attivo, considerando però anche che le assunzioni non sono sempre sistematiche, ma dipendono da parecchi fattori. Le nomine avvengono in misura preponderante all’interno dell’azienda o dietro raccomandazione. Bisogna però saper sfruttare tutte le fonti possibili di informazioni: società di ricerca di personale, consulenti, in rete, tramite annuncio, magari anche un’agenzia di lavoro temporaneo o l’offerta spontanea. Una candidatura scritta deve perseguire un solo obiettivo: quello di essere invitato a un colloquio. La domanda di assunzione deve essere completa, ma breve, i certificati devono essere annessi. Deve essere corretta e dare l’impressione di professionalità. Il curriculum vitae è l’elemento centrale della domanda. Talvolta si dimenticano elementi essenziali come conoscenze e esperienze acquisite o risultati ottenuti. Alla domanda di assunzione sintetica si deve aggiungere una lettera personale esattamente centrata sulla posizione offerta. A queste indicazioni Engeler ha poi fatto seguire una serie di suggerimenti tratti dall’esperienza personale e da una vasta conoscenza nell’ambito della ricerca di personale. Al termine degli interventi Thomas Kalau ha rinunciato ad entrare nella tematica, già ampiamente trattata dagli oratori precedenti, ma ha portato il saluto del Dipartimento Federale degli Affari esteri e del suo nuovo responsabile, il consigliere federale Didier Burkhalter. Ha poi ricordato che la Svizzera sta costantemente valutando l’evoluzione della rete consolare con la creazione di centri consolari generali. Ha anche ricordato che la “helpline” del DFAE è aperta tutti i giorni e a tutte le ore ed è a disposizione di tutti gli svizzeri che si trovano all’estero. Dalla dichiarazione del nuovo capo del Dipartimento ha poi tratto lo spunto per ripetere l’importanza degli svizzeri all’estero nella funzione di legame tra la Svizzera e il mondo. Una funzione che oggi richiede molta adattabilità e flessibilità. segue a pagina 10 10 N. 6, giugno 2012 Il quiz Il quiz sulla conoscenza della Svizzera ottiene sempre un ottimo successo. Anche quest’anno la Presidente lo ha riproposto utilizzando domande che vengono rivolte a chi chiede la nazionalità svizzera. Le domande e le risposte sono riportate a pag. 13. La cena Come di consueto il Congresso ha avuto una piacevole coda con la cena in un ristorante di Sorrento. In questa occasione sono stati premiati i vincitori del quiz. Ai 160 presenti si sono rivolti sia il Console generale di Svizzera a Milano Massimo Baggi che il Console di Roma Mauro Gobbo e il direttore dell’OSE Rudolph Wyder. Baggi si è detto ammirato delle attività dei vari Circoli Svizzeri e della loro progettualità. Ha ricordato di aver dovuto iniziare la propria attività con lo spiacevole compito di chiudere il Consolato generale di Genova e ha ringra- ziato per la comprensione. Ha poi accennato al progetto di Expo 2015 a Milano, con un’importante partecipazione svizzera e un’ottima occasione per sviluppi futuri dei rapporti con l’Italia. Il Console Gobbo ha portato i saluti dell’Ambasciatore Bernardino Regazzoni e si è detto impressionato dei temi discussi al Congresso. Ha ringraziato la Presidente Beutler per il progetto “Giovani”, che in futuro potrà risolvere il problema del ricambio generazionale nei Circoli. Ha accennato ai rapporti con l’Italia, citando anche gli aspetti positivi della lingua e della cultura, che sono anche forti motivazioni per riprendere il dialogo. Il direttore Wyder ha portato i saluti del presidente dell’OSE J.-J. Eggli e ha sottolineato l’importanza della partecipazione ai congressi per conoscere meglio la realtà svizzera all’estero, difenderne gli interessi a Berna e consigliare nel modo migliore. Anch’egli si è detto impressionato della vitalità e serietà dimostrate al Congresso degli Svizzeri d’Italia, nonché dell’opportunità riservata ai giovani. La Presidente Irène Beutler ha poi ringraziato il Circolo Svizzero di Napoli per l’ottima organizzazione del Congresso e in particolare il presidente Giacomo Corradini e la moglie Paola. L’escursione Come da tradizione nei Congressi del Collegamento, la domenica è dedicata alla conoscenza (o scoperta) della regione che ospita i partecipanti. Quest’anno si è quindi avuta un’occasione tutta particolare: quella di visitare un limoneto che produce, con circa 800 piante, il “limone ovale di Sorrento” che ha ottenuto dall’Unione Europea l’indicazione geografica protetta (IGP). In seguito si sono potute seguire le fasi di produzione (con degustazione) del noto “Provolone del monaco”. L’incontro è terminato con un ottimo pranzo al Ristorante da Francesco, pure situato a Schiazzano (Massa Lubrense). i.b. Perché non “Un giro dei Circoli Svizzeri d’Italia in camper”? Giovani svizzeri a Sorrento! Dopo il Congresso il momento di protagonismo forse principale del nostro gruppo si è avuto a cena, gentilmente offerta dal Collegamento - che colgo l’occasione per ringraziare sentitamente - dove l’allegria si è sparsa e ha avuto il suo culmine durante l’assegnazione dei premi per il quiz tenutosi il pomeriggio. Vi chiederete perché “protagonismo”, inizialmente perché, perdonate il malcelato orgoglio, rispetto alla media dei partecipanti moltissimi di noi giovani sono entrati nella graduatoria “vincente” portandosi a casa diversi premi (tra i quali gli infradito svizzeri da montagna e le chiavette USB) inoltre perché, anche se in maniera forse non del tutto ortodossa ci siamo fatti notare. Abbiamo festeggiato ogni nostro vincitore o altri vincitori conosciuti, con impetuosa allegria movimentando decisamente la serata. Al tavolo ridendo e scherzando si è passata una bellissima serata discutendo su quando e come riunirci la prossima volta. Inoltre, alcuni di noi sono rimasti dopo cena e si è passata un’esilarante nottata condita di esuberanza italiana e accortezza e organizzazione svizzera. Serata da rinominare eventualmente “Giovani svizzeri italiani alla conquista di Sorrento notturna”. Infine, secondo l’adagio, “la notte porta consiglio” dopo aver passeggiato allegramente per Sorrento e sghignazzato alle nostre marachelle, anch’esse poco ortodosse, abbiamo terminato la serata con un eccellente brain storming che ha fruttato un colpo di genio inedito che ora mi accingerò a illustrare, richiamando voi lettori ad una grande attenzione ed eventuale partecipazione. L’obbiettivo e l’idea è di realizzare, un “Giro dei circoli svizzeri d’Italia in camper”, una rivisitazio- ne italo-elvetica del celebre romanzo di Verne, che vedrà impegnati alcuni giovani svizzeri d’Italia a percorrere il Bel Paese su un camper, preferibilmente, e a sostare in alcuni, preferibilmente molti, circoli svizzeri. Lo scopo? Fare ovviamente pubblicità al Collegamento Giovani, raccogliere esperienze e vicissitudini da poi mandare in formato di articoli periodici a dei giornali in Patria Elvetica e ovviamente sulla Gazzetta Svizzera, con tanto di avventure e colpi di scena che sicuramente si avranno strada facendo, conoscere e farci conoscere durante il cammino. Dove? itinerante per tutto lo stivale appunto. Quando? verso i mesi estivi del 2013, o giugno, luglio oppure ancora agosto, a seconda delle disponibilità dei partecipanti e degli ospitanti. È un progetto ambizioso, nato da poco, ma di sicuro successo ed impatto, con grande capacità di far pubblicità, da organizzare in anticipo con cura, che vedrà la partecipazione di molti svizzeri italiani in giro per l’Italia. Se qualcuno di voi lettori avesse qualche idea od opportunità da offrirci, sarete benissimo accolti (segue in calce il nostro indirizzo email). Vi presento ora le opinioni di due dei giovani partecipanti al congresso. Carlo: «Non avevo mai partecipato a un raduno del Collegamento. Entusiasmante. Non so se mi abbia più colpito la varietà e la validità dei concetti trattati, la simpatia dei partecipanti o il profumo del limoncello, ma mi avete conquistato!». Ha aggiunto che si è seriamente proposto di imparare il tedesco, la qual cosa per un non eccessivamente grande amante delle lingue come si è definito sicuramente denota un “alto indice di gradimento” (ipse dixit). Cecilia: «È la seconda volta che partecipo al Collegamento e già mi sembra di far parte di una piccola famiglia giovanile che ogni anno cresce sempre di più! Il finesettimana passato a Sorrento è stato semplicemente FANTASTICO, bellissimo luogo, aria marina ma sopratutto una bella compagnia. Un bel bouquet colorato di italiani con radici svizzere! Tanti complimenti ad Angela che è fantastica!». Penso che si stia formando un gruppo veramente molto solido ed entusiasta, con persone originali, divertenti, simpatiche e con molta voglia di fare. Saluto quindi con affetto tutti i ragazzi spettacolari che hanno partecipato al Collegamento, ricordando a tutti i giovani svizzeri italiani che possono contattarci al nostro indirizzo e-mail [email protected] non solo che possono, ma saremmo tutti molto felici qualora volessero farlo! Contattarci mediante mail dunque, ma pure sul nostro gruppo facebook, “Collegamento Giovani” per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative (presto infatti, verso settembre, ci incontreremo al centro d’Italia per stare insieme scambiarci idee e conoscerci). Un grande saluto a Bianca Rubino, la presidente del nostro Collegamento Giovani, la quale anche se fisicamente a diversi chilometri di distanza è stata presentissima! E, infine un saluto ed un ringraziamento speciale vanno ad Irène Beutler-Fauguel ed ad Arwed Büchi per sostenerci sempre con tanto entusiasmo ed allegria! Mi raccomando, contattateci e mettete in contatto con noi chi sappiate potrebbe essere interessato! Angela Katsikantamis 11 N. 6, giugno 2012 Assemblea Generale dell’Associazione Gazzetta Svizzera Relazione del Presidente per l’anno 2011 Abbiamo iniziato l’anno 2011 con la ferma intenzione di voler risparmiare circa i costi che dovevano essere affrontati. Purtroppo la collaborazione con lo Studio Professionelle di Bosco Luganese non ha trovato il successo sperato. La titolare dello Studio ha dovuto rinunciare al lavoro. Abbiamo stampato circa 23’500 copie per numero, come sempre abbiamo distribuito 11 numeri unificando i mesi di Agosto e Settembre. A tutt’oggi sono ca. 2’450 lettori che ricevono la Gazzetta Svizzera solo via Internet, leggendola online. Redazione, produzione e spedizione della Gazzetta La collaborazione estremamente positiva con il nostro Redattore, Dr. I. Bonoli, è continuato anche quest’anno. Già a Gennaio abbiamo avviato una richiesta di una riduzione dei costi di produzione alla Buona Stampa di Pregassona. La Buona Stampa non solo cura la impaginazione del nostro giornale, ma provvede anche alla stampa presso la Ringier ad Adligenswil (LU) ed alla spedizione alla Ceper in Italia. Dopo una lunga ma positiva discussione abbiamo ottenuto una riduzione del 10%. Pubblicità Con la rinuncia da parte dello Studio Professionelle ci siamo trovati senza nessuna possibilità per l’acquisizione di pubblicità per il nostro giornale. Abbiamo continuato a presentare la pubblicità che arriva dalla Svizzera in stretta collaborazione con la Revue Suisse. Dopo una lunga ricerca, abbiamo firmato a dicembre un accordo con la Mediavalue, società Milanese, specializzata nell’ambito dei giornali piccoli. Questa ha iniziato uno studio specifico per la definizione del potenziale mercato per la nostra Gazzetta. Rubrica Legale della Gazzetta Svizzera Con il numero Agosto/Settembre abbiamo presentato il successore dell’Avvocato Ugo Guidi. In quel numero, il nuovo titolare della Rubrica legale, l’Avvocato Markus W. Wiget, si rivolge per la prima volta ai nostri lettori. L’avvocato Wiget ha la doppia nazionalità svizzera e italiana. Non solo parla perfettamente tedesco ed italiano, bensì anche francese ed inglese. Auguro all’Avvocato Markus W. Wiget successo, coraggio, ma anche gioia e soddisfazione nello svolgimento di questo nuovo compito per il nostro giornale. Comitato Il comitato si è riunito il 20. Maggio 2011 a Tirrenia. La riunione programmata per il No- vembre 2011 è stata disdetta. Il comitato è stato coinvolto nelle decisioni importanti da prendere tramite Internet. Abbiamo ampiamente discusso sull’argomento della nuova collaborazione con Mediavalue. Situazione Economica Il conto economico presenta un utile di SFr 17’947. Da una parte non abbiamo avuto la forte variazione del cambio Euro – Franco Svizzero come l’anno scorso, dall’altra parte ha contribuito a questo risultato il risparmio nei costi ottenuti. Come già l’anno scorso dimostrato, continua la riduzione dei contributi da parte dei nostri lettori, nel confronto con l’anno precedente abbiamo registrato un meno 13%. Ringraziamenti È doveroso un sentito ringraziamento alla Dottoressa M. Knus, per la perfetta amministrazione della Gazzetta Svizzera, a Cristian Bechstein per la sua stretta collaborazione ed a Gianni Definti per il suo lavoro come tesoriere. Ringrazio Annemarie Badertscher per la stesura precisa dei verbali delle nostre riunioni. Alla fine ringrazio soprattutto la presidente del Collegamento Svizzero, Irène Beutler – Fauguel per l’ottima e continua collaborazione. Alla fine non posso dimenticare Robert Engeler, che è sempre pronto ad aiutarmi con i suoi preziosi consigli. Arwed G. Buechi Presidente Associazione Gazzetta Svizzera Bilancio al 31 dicembre 2011 STATO PATRIMONIALE ATTIVO Cassa UBS Lugano UBS Lugano Euro CCP Lugano CCP Milano Banca Popolare di Milano 2375 Clienti per pubblicità diretta Imposta preventiva Perdita Totale 2010 2011 Fr. Fr. 197.43 97’215.32 457.73 54’101.82 170’706.30 5’235.49 308.06 1’300.04 127.68 64’079.87 433.91 58’121.23 207’399.26 11’815.04 358.08 2’664.55 332’186.74 342’335.07 13’989.95 21’119.22 125’000.00 122’077.57 50’000.00 15’761.17 14’213.14 125’000.00 119’413.02 50’000.00 332’186.74 342’335.07 –342’856.38 340’191.83 –288’123.55 306’071.29 –2’664.55 17’947.74 PASSIVO 13) Creditori 14) Creditori Euro 17) Fondo Oneri Futuri 18) Utili e Perdite riportate 19) Patrimonio Associazione Utile Totale 17’947.74 CONTO ECONOMICO 7) Costi 8) Ricavi Perdita di esercizio Utile di esercizio 12 N. 6, giugno 2012 Assemblea dei delegati del Collegamento Svizzero in Italia Relazione del Presidente per l’anno 2011 Il 74° anno del Collegamento Svizzero in Italia si è svolto in modo positivo. Tutte le istituzioni hanno fatto un buon lavoro. So, per esperienza propria, che non è facile mandare avanti l’attività di un circolo, un’associazione, una società; soprattutto per mancanza delle nuove leve. Sarà una sfida per ogni associazione trovare nuovi mezzi che attirino più interessati possibili. Purtroppo dobbiamo compiangere la scomparsa di Arturo Job (Torino), attivissimo exmembro del Comitato del Collegamento. Rapporto con le istituzioni Il Collegamento Svizzero in Italia conta attualmente 61 membri. Il Circolo Svizzero di Sondrio si è rimesso al lavoro. Sotto l’attenta guida della Signora Birrer, il circolo ha ripreso vita. Molti circoli sono stati visitati dai delegati di zona, membri del comitato, che tengono il contatto con i singoli circoli. Il Circolo delle Marche ha ripreso vita dopo qualche difficoltà nella guida. Personalmente ho partecipato all’inaugurazione del “Campus di Caslino”, una filiale della Scuola Svizzera di Milano. Ho visitato alcuni circoli. Soprattutto ho un fit- to contatto per posta elettronica con le diverse istituzioni. Con molto piacere leggo tutte le lettere, gli avvisi e gli inviti di tanti circoli ed altro. Mi rendo conto, dell’entusiasmo e della tenacia che accompagna il grande lavoro delle nostre associazioni. UN GRANDE GRAZIE A TUTTI: PRESIDENTI, COMITATI E SOCI. Vorrei ricordare a tutti i circoli, le regole dello statuto del Collegamento che richiede per il numero dei membri del circolo la maggioranza svizzera, la stessa maggioranza per i membri del comitato e l’obbligo di cittadinanza svizzera per il/la presidente. Collegamento per i giovani – giovani per il Collegamento è il simbolo del Comitato Giovani nel Collegamento. Un piccolo gruppo di giovani si è riunito a giugno insieme al Presiden te della Gazzetta Arwed Buechi e a me per continuare un lavoro importante: interessare i giovani alle istituzioni svizzere in Italia. Malgrado alcune difficoltà, la presidente Bianca Rubino continua il suo lavoro. Siamo convinti che lentamente, questo gruppo si allargherà e otterrà lo scopo prefissato. GRAZIE, BIANCA. Collegamento Svizzero in Italia Bilancio al 31 dicembre 2011 (CHF) RICAVI 1) Quote istituzioni 2) Interessi attivi 3) Altri Introiti/donazioni COSTI 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) Contr. Org. Congressi Spese Viaggio Comitato Spese Presidenza Sovvenzioni Spese delegati Spese Amm./rappr. Spese postali/WEB Spese Bancarie Imposte Spese diverse workshop preventivo 2011 cons. 2011 euro differenza 3'800.00 400.00 3'800.00 392.36 10.00 – – 7.64 10.00 3'800.00 400.00 4'200.00 4'202.36 2.36 4'200.00 – 1'000.00 126.00 126.00 445.40 – 354.60 500.00 500.00 750.00 – 800.00 150.00 310.00 – 41.25 – – 50.00 – 333.65 500.00 400.00 4000.00 350.00 – 2'106.50 – 1’993.50 4’100.00 1'000.00 800.00 800.00 250.00 50.00 350.00 – 50.00 800.00 4'100.00 AVANZO/PERDITA (-) ES. 100.00 400.00 360.00 308.75 – 466.35 2’095.86 preventivo 2012 700.00 100.00 Al 73° congresso del Collegamento, 21/22/23 maggio 2011 a Tirrenia hanno partecipato ca. 150 connazionali. Il Circolo Svizzero di Livorno e Pisa ha organizzato un bellissimo incontro. Il tema “Svizzera e Comunicazione: Nuove Strategie” è stato spiegato dai relatori con molta professionalità e ha illustrato i modi di comunicazione tra la Confederazione e gli Svizzeri all’estero e la comunicazione tra gli svizzeri in Italia. La seconda parte ha messo in luce le antiche associazioni del Collegamento. Inoltre è stato molto gradito l’intervento della Vicepresidente dell’OSE, Signora Elisabeth Michel, nonché presidente del Dachverband della Germania. La Signora Michel ci ha illustrato molto efficacemente che anche gli Svizzeri in Germania si trovano con gli stessi problemi come la comunità in Italia Il programma collaterale, la visita alle cave di marmo a Carrara e l’escursione a Suvereto con la visita alla cantina Petra ha suscitato molto interesse. Come l’anno precedente, il congresso è stato registrato e messo in rete per tutti gli interessati. UN GRANDE GRAZIE alla Presidente MarieJeanne Fluri Borelli e a tutto il suo staff. L’89° Congresso degli Svizzeri all’Estero a Lugano dal 26 al 28 agosto 2011 Il Congresso dell’OSE 2011 con il tema „ La 5a Svizzera s’interroga sulla democrazia diretta” ha offerto vari Workshop e interventi. Consiglio degli Svizzeri all’Estero 5 dei nostri sei delegati hanno partecipato alla riunione di fine marzo a Berna e in agosto a Lugano. La riunione di Lugano è stata preceduta da un incontro tra i responsabili dei vari paesi per discutere problematiche che abbiamo in comune. Comitato del Collegamento Il Comitato si è riunito una volta, il 21 maggio a Tirrenia. La riunione, prevista a novembre a Roma, è stata rimandata. Il Comitato ha “discusso” con i mezzi moderni, ovvero per Internet. RINGRAZIO tutti i colleghi del Comitato per il loro impegno e lavoro che continua tutti i giorni. In silenzio, con molto impegno e sacrificando tanto tempo libero, tutti si impegnano a portare avanti i valori del Collegamento Svizzero in Italia. Un grazie particolare a Franco Schellenbaum che ha lasciato il comitato per far “posto” alla Signora Regula Hilfiker. Un grazie anche alla Signora Marlies Knus per 13 N. 6, giugno 2012 la perfetta contabilità e ai revisori dei conti, Marianne Rueger e Alberto Hachen. Situazione economica L’anno 2011 si è chiuso con un avanzo di Euro 2.095,86. Il risultato d’esercizio è stato caratterizzato dall’incasso della quasi totalità delle quote dai nostri circoli e dalla riduzione delle uscite, riduzione delle spese di viaggio del comitato, delle spese della presidenza e di quelle di rappresentanza. Inoltre per il Workshop abbiamo sostenuto unicamente le spese per un partecipante, riducendo quindi i costi di circa € 1.100 (anche se per il comitato l’aver avuto un solo partecipante al Workshop non è un esito positivo: ci aspettavamo maggior partecipazione) Da segnalare infine che abbiamo costituito, grazie a due donazioni straordinarie, un nuovo fondo denominato “Fondo progetto giovani”, con una dotazione di Euro 1.500. UN GRAZIE DI TUTTO CUORE ai responsabili della Società Svizzera di Beneficenza di Milano e de “La Residenza” a Varese. Tale fondo è a disposizione per le iniziative che il “Comitato Giovani” vorrà intraprendere, sempre sotto la supervisione del comitato del Collegamento, per vivacizzare e soprattutto per ricercare nuova “linfa” per tutti i nostri circoli. Il Presidente Irène Beutler-Fauguel I risultati del quiz (le risposte esatte in rosso) Il quiz del Congresso del Collegamento 1. Quanti abitanti sono registrati in Svizzera al 31 dicembre 2011? A = 7.345.500 B = 7.946.700 C = 7.952.600 2. I confini della Svizzera, quanto sono lunghi? A = 1’450 km B = 2’420 km C = 1’899 km La Svizzera, al centro dell’Europa, è delimitata dai confini con cinque Stati limitrofi per una lunghezza totale pari a 1’899 km, di cui 572 con la Francia, 362 con la Germania, 180 con l’Austria, 41 con il Principato del Liechtenstein e 744 con l’Italia. 3. Qual è la città più popolata della Svizzera? A = Zurigo 385’468 B = Ginevra 187’500 C = Berna 133’656 4. Dal diciottesimo anno di età, i cittadini svizzeri hanno diritto di voto. A partire da quale età si può venir eletto in Consiglio Nazionale? A = varia da un cantone all’altro B = 18 anni C = 20 anni 5. La Svizzera ha una superficie di 41’300 chilometri quadrati (circa metà dell’Austria) di cui quale percentuale è coperta dalle Alpi e dai ghiacciai? A = 28 % B = 45 % C = 60% 6. Nel 1959 i cittadini svizzeri di sesso maschile votarono per la prima volta sulla introduzione del diritto di voto per le donne a livello federale. Quanti anni si dovette ancora aspettare prima di veder realizzato questo diritto? A = 7 anni B = 12 anni (1971) C = 15 anni 7. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati si riuniscono generalmente in primavera, estate, autunno e inverno. Come si chiamano queste riunioni? A = riunione B = sessione C = seduta 8. Dopo la Prima guerra mondiale (1914-1918) la Svizzera è interessata da uno sciopero generale. Molte delle rivendicazioni avanzate dagli scioperanti – fra cui la settimana lavorativa di 48 ore e l’introduzione di un’assicurazione per la vecchiaia – non furono soddisfatte. Quando è stata introdotta in Svizzera l’AVS, accettata in votazione popolare da quasi l’80 per cento dei votanti? A = 1919 B = 1925 C = 1947 D = 1959 9. La Pace di Vestfalia ha formalmente sancito l’indipendenza della Svizzera. Quando è stata siglata? A = 1648 B = 1914 C = 1918 D = 1945 10. Secondo i libri di storia il primo documento in cui figura la croce svizzera risale al 1339. A quell’epoca, prima di andare a combattere fieramente, i cittadini bernesi cucivano sui loro vestiti due pezzi di stoffa bianca disposti a croce. Ma è solo in quale anno che la croce bianca su sfondo rosso, simbolo odierno di neutralità e indipendenza, è stata riconosciuta ufficialmente nella Costituzione come stemma della Svizzera A = 1632 B = 1815 C = 1848 D = 1918 11. Marie Grosholtz Tussaud (1761-1850) diventò famosa in tutto il mondo per i suoi modelli in cera. Sapevate che era di origine svizzera? È nata nel cantone di A = Ginevra B = Lucerna C = Basilea D = Berna 12. François-Louis Cailler (1796-1852) fondò a Vevey, Canton Vaud nel 1819 la famosa fabbrica di cioccolato. Cailler aveva appreso l’arte cioccolatiera a Torino dove passò alcuni anni. La sua innovazione più importante fu l’invenzione di un composto di cioccolato morbido adatto a venire trasformato in A = cioccolatini B = pralinés C = tavoletta 13. La ferrovia della Jungfrau è costruita interamente all’interno di tre montagne, l’Eiger, il Mönch e la Jungfrau, con un percorso a zigzag che si snoda su una lunghezza di A = 7 km B = 9 km C = 10 km 14. Come si chiama l’amico di Heidi nell’omonimo libro di Johanna Spyri? A = Peter B = Hans C = Walter 15. Dal 1971, il popolo svizzero è stato chiamato alle urne per votare su 109 iniziative popolari. Quante di queste sono state accettate? A=8 B = 21 C = 49 D = 65 16. Si è concluso con successo a Monaco l’avventura di PlanetSolar, l’imbarcazione svizzera alimentata unicamente dalla propulsione di pannelli fotovoltaici che ha realizzato il giro del mondo (60’006 km) in 585 giorni di navigazione, a coronamento di un sogno iniziato nel 2004 dall’idea di un ingegnere di Yverdon, Raphael Domjan. Di che tipo d’imbarcazione si tratta? A = zattera B = yacht C = catamarano 17. Il mese scorso sono andata dall’Italia a Lucerna per la strada del San Gottardo. Annuncio alla radio: “6 km di coda prima del tunnel, attesa ca. 75 min”. Il passo era chiuso, come pure l’ingresso ad Airolo verso nord. Ho iniziato la fila alle ore 15.47. A che ora sono entrata nella galleria del San Gottardo? Ore 16.49 14 N. 6, giugno 2012 Il 24 giugno con l’Orchestra della Svizzera Italiana “150 anni di note diplomatiche” al Teatro alla Scala di Milano Si terrà il 24 giugno alla Scala «150 anni di note diplomatiche», concerto benefico a favore di Admo organizzato dalla Provincia di Milano e dal Consolato generale di Svizzera a Milano. L’Orchestra della Svizzera italiana con il Maestro Salvatore Accardo eseguiranno musiche di Rossini, Paganini, e Mendhelssohn. Il presidente, On. Guido Podestà, ha presentato, nell’ambito di una conferenza stampa che s’è tenuta, a Palazzo Isimbardi, alla presenza del maestro Salvatore Accardo, «150 anni di note diplomatiche». Si tratta del concerto di beneficenza promosso dalla Provincia e dal Consolato generale di Svizzera a Milano nell’ottica di celebrare il centocinquantenario dei rapporti diplomatici tra l’Italia e la Svizzera. All’incontro sono intervenuti, inoltre, il Console generale di Svizzera a Milano, Massimo Baggi, il direttore artistico dell’Orchestra della Svizzera italiana, Denise Fedeli, e il fondatore dell’Associazione donatori midollo osseo, Renato Picardi. Lo spettacolo, che andrà in scena, il prossimo 24 Giugno, al Teatro alla Scala, prevede un’esibizione dei 41 musicisti dell’Orchestra della Svizzera italiana, diretti dal giovane maestro, appena ventottenne, Daniele Rustioni (al quale l’Amministrazione, lo scorso anno ha assegnato, nell’ambito della «Giornata della riconoscenza», il Premio Isimbardi) e impreziosita, al violino, dall’autorevole contributo di Accardo. Saranno eseguite musiche di Gioachino Rossini (Guglielmo Tell, Ouverture), Niccolò Paganini (Concerto n.4 in re minore per violino e orchestra), Felix Mendelssohn (Sinofonia n. 4 in la maggiore opera 90 «Italiana»). Lo scopo dell’iniziativa, che si propone, dunque, di dar vita a un evento di enorme pregio artistico e culturale, è quello di raccogliere fondi da destinare all’Admo. Insomma, una sorta di sequel ideale dello spettacolo, a scopo benefico, dello scorso settembre, al Teatro degli Arcimboldi. L’incasso dell’evento «PFM in classic», reso possibile grazie alla partnership con la Camera di commercio svizzera e alla splendida esibizione della Premiata Forneria Marconi, venne devoluto, in quel caso, al Centro assistenza minori, la struttura gestita dalla Provincia destinata ad accogliere minori per i quali il Tribunale ha disposto il collocamento in comunità. «Abbiamo presentato, oggi, un evento che onorerà, nel migliore dei modi, i 150 anni di relazioni diplomatiche tra la Svizzera e l’Italia in un momento in cui le relazioni politiche e diplomatiche tra i due Paesi stanno indirizzandosi verso un punto di equilibrio teso a salvaguardare gli interessi di ciascuno – ha dichiarato il presidente Podestà –. Grandi interpreti nel Teatro più bello del mondo per aiutare tutti insieme l’Admo. La passione degli artisti coniugata con l’entusiasmo di ciascuno di noi renderà il 24 giugno una data indimenticabile. Da oggi, inoltre, desideriamo pensare a progetti per un maggior coinvolgimento dei giovani verso la musica classica. Ci impegneremo in tal senso come Provincia sfruttando i preziosi consigli suggeriti sia dal Maestro Accardo sia dall’Osi». «Lo spettacolo costituisce un traguardo di prestigio, impreziosito dalle performance di artisti di grande pregio che si esibiranno nel più grande teatro lirico al mondo: la Scala – ha aggiunto il Console generale di Svizzera a Milano, Massimo Baggi –. L’orchestra è una componente significativa del concerto: l’aspetto transfrontaliero emergerà attraverso la musica. Un modo ideale per raccontare la storia di un partenariato, quello tra Svizzera e Italia, particolarmente ricco in diversi settori». «Il mio rapporto con la Svizzera è, ormai, consolidato grazie al lavoro svolto con la Fondazione “Stauffer” di Cremona, voluta da un produttore di latticini elvetico che decise di devolvere il suo patrimonio a una realtà capace di occuparsi di cultura – ha proseguito il maestro Salvatore Accardo –. In generale, ritengo che la musica consenta a tutti noi di comprendere quando finisce la propria libertà e inizia quella degli altri. Tale insegnamento, che noi impariamo durante l’esibizione, dovrebbe essere diffuso pure tra i più giovani, il pubblico del futuro». «Costituisce sempre un momento di particolare orgoglio per un’orchestra suonare e rappresentare il proprio Paese – ha commentato il direttore artistico dell’Osi, Denise Fedeli –. Ancor più significativo se pensiamo al privilegio di poter accompagnare il Maestro Accardo nella cornice fornita dalla Scala di Milano, unanimemente considerato il “Tempio” della musica mondiale». «Desidero ringraziare la Provincia di Milano è il presidente Podestà per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti – ha concluso Renato Picardi fondatore di Admo –. La nostra azione quotidiana è mossa da un grande amore per la vita e della convinzione che il gesto di amore di una donna o di un uomo possa salvare la vita altrui». Nella foto: (da sinistra, Renato Picardi (Admo), Denise Fedeli (direttore artistico dell’Osi), Guido Podestà (presidente della Provincia di Milano), il Maestro Salvatore Accardo, Massimo Baggi (Console generale di Svizzera a Milano) 15 N. 6, giugno 2012 La Società Svizzera di Milano a S. Maria dei Miracoli Visita a un importante Santuario di Milano Promossa dal nostro Comitato Manifestazioni, ha avuto luogo l’11 maggio una visita guidata di un gruppo di nostri Soci al Santuario di S. Maria dei Miracoli ed alla chiesa di San Celso in Corso Italia annessa alla prima. Una alta parete in muratura sulla strada agisce quasi da sipario alla visione dell’imponente facciata del Santuario. Superato uno degli ingressi al vasto cortile porticato che precede l’edificio si gode la scioccante visione della maestosa e imponente bianca facciata del Santuario in marmo di Carrara, la cui costruzione risale intorno al 1500, progettata dagli architetti Dolcebuono, Solari e Galeazzo Alessi. Entrando nella Chiesa la prima cosa che colpisce è il pavimento che è tutto uno stupendo esempio di intarsi di marmo colorato, frutto di un prezioso e paziente lavoro manuale di scalpellini che allora non disponevano certamente dei sofisticati apparecchi odierni. Si pensi solo al pesante lavoro di spianatura e levigatura che allora doveva venire eseguito solo manualmente. Ai vari altari che si aprono sulle pareti laterali sono collocati importanti dipinti e pale di noti pittori dell’epoca, brevemente descritti da stampati lodevolmente sistemati sulle balaustre che chiudono gli altari. La nostra bravissima e documentatissima guida (la Dott.ssa Cristina Guarnieri, che già in precedenza aveva portato gruppi di nostri Soci a visite di altri monumenti) si sforzava di descrivere dettagliatamente le particolarità di ogni dipinto, malgrado la maggior parte di essi fosse in pessima luce, essendo questo un difetto che si ripete quasi sempre nella maggior parte delle chiese. Notevole è il soffitto della chiesa in riquadri dorati recentemente ristrutturato. Nel corridoio circolare dietro l’altare maggiore si trovano alcuni pannelli di legno preziosamente intagliaFoto del gruppo di Soci davanti alla chiesa di San Celso. ti. Abbiamo anche potuto ammirare il locale retrostante del “coro” con una serie di sedili in tipico del romanico lombardo. Questo camlegno molto lavorato. Ricordiamo che la tradipanile porta un “gioco” di cinque campane zione milanese invita i novelli sposi a visitare molto intonate che nelle occasioni suonano il questa chiesa subito dopo la cerimonia nuziaclassico e noto concerto lombardo, delizia dei le. Direttamente connessa ad un lato di questa fedeli, ma naturalmente non molto gradito ai chiesa si trova l’antichissima piccola chiesa di residenti nelle vicinanze. Chi fosse interessato San Celso, che oggi è vuotata di ogni arredo e a godere dei rintocchi di queste campane può l’unica preziosità rimasta sono alcuni affreschi cliccare sul computer “Le campane di Milano molto belli sulle pareti. Di particolare interesse - San Celso”. è il campanile della chiesa di San Celso in stile E.H. Chiesa Cristiana Protestante in Milano Culti Riformati mensili alla casa di riposo svizzera Fondazione “La Residenza” Via Lazzari, 25 – 21046 Malnate tel. 0332 42 61 01 Le prossime date sono le seguenti: domenica 10 giugno 2012 domenica 23 settembre 2012 domenica 28 ottobre 2012 ogni volta alle ore 17.00 (pomeriggio) inoltre ogni volta alle ore 16.00 (pomeriggio, prima del culto) piccola conferenza sulla storia protestante in Italia con il pastore Robert Maier Giornata Riformata Svizzera nella Chiesa Cristiana Protestante di Milano 30 settembre 2012, ore 10.00 Via Marco De Marchi 9, 20121 Milano MM3 Turati – Tram 1 – Bus 94 Cominceremo questa giornata con un culto solenne bilingue (tedesco/italiano) secondo la tradizione riformata. Durante il culto e anche dopo, durante la festa ci accompagnerà il coro svizzero “Corale Valle Boromida” del Piemonte che è già stato ospite da noi alcuni anni fa. La festa inizierà con un piccolo aperitivo nel nostro “Orto della Fede” presso la chiesa che precederà l’accogliente pranzo con raclette. Anche esso avrà luogo nell’orto. Speriamo che veniate numerosi e che ci sia bel tempo. Il Vostro Robert Maier, pastore riformato Reformierte Gottesdienste in Mailand/a Milano Culti Riformati Die nächsten Termine/le prossime date domenica 10 giugno 2012 domenica 1 luglio con santa cena domenica, 30 settembre 2012 Giorno Riformato con Aperitivo e pranzo comune di specialità svizzerenell’Orto della Fede ogni volta alle ore 10.00 di mattina Pastore riformato Robert Maier Piazzale Susa, 14 – 20133 Milano Tel. 02 73 37 51 – Cell. 339 146 62 68 E-mail: [email protected] 16 N. 6, giugno 2012 Mostra di fotografie nei locali del Circolo Il Circolo Svizzero di Firenze in visita a Villa Caruso di Bellosguardo Prosegue l’intensa attività sociale del Circolo svizzero di Firenze che ha aperto la stagione primaverile con una visita alla Villa Caruso di Bellosguardo a Lastra a Signa. La villa, col suo bellissimo giardino da cui si domina la piana di Signa, deve il proprio nome al celeberrimo cantante lirico Enrico Caruso, che la acquistò nel 1906 e che vi eseguì tutta una serie di lavori di risistemazione, impiegando manodopera locale e facendo di questa struttura cinquencentesca un luogo fastoso e arricchito da mobili sontuosi e rari. Il giardino venne riassettato a mo’ di scenario teatrale. Purtroppo Caruso non poté godere appieno della propria favolosa dimora: le frequentissime e lunghe trasferte e poi la morte, sopraggiunta nel 1921, gli impedirono di realizzare fino in fondo quel “buen retiro” cui aveva pensato fin dal giorno in cui – si dice – aveva preso la decisione di acquistare il lotto con la villa nel corso di una passeggiata in compagnia del soprano Ada Giachetti, con la quale ebbe una tormentata storia. Dopo lunghe e intricate vicende, nonché numerosi cambi di proprietario, Villa Caruso fu acquistata nel 1995 dal Comune di Lastra a Signa, e nel 1996 si costituì l’associazione Villa Caruso, promossa dal comune stesso, allo scopo di promuovere ogni attività di studio, promozione e ricerca nel campo della musica lirica. Oggi Villa Caruso è diventata un interessantissimo luogo di memorie, un museo con numerosi documenti, foto, dischi e arredi appartenuti al grande cantante. Certo, in decenni di storia molto è andato perduto o disperso, ma l’archivio di Villa Caruso conserva ancora documenti eccezionali, parte dei quali sono esposti nelle stanze aperte al pubblico; altri cimeli sono stati recuperati e altri ancora sono in corso di sistemazione e valorizzazione. È stato aperto anche un itinerario audiovisivo che ripercorre le tappe salienti della carriera di Caruso, fra costumi originali di scena, la collezione di grammofoni, oggetti d’arte, oltre ai numerosi disegni e sculture di sua mano: forse non tutti sanno che Caruso era davvero un artista a tutto tondo, ed eccelleva nel disegno, nella pittura e nell’arte plastica. Imperdibili alcune sue caricature di colleghi e amici, esposte nelle sale della villa. La visita del Circolo svizzero si è svolta con una guida d’eccezione: l’assessore alla cultura del comune di Lastra a Signa, Marco Capaccioli, che ha riassunto le vicende biografiche di Caruso, intrecciandole con la storia e lo sviluppo della villa. Ricordiamo che Villa Caruso ospita durante l’anno una serie di eventi culturali, artistici e gastronomici. Giacomo Defilla La mostra delle fotografie Nel mese di maggio è stata visibile nei locali del Circolo Svizzero di Via del Pallone una mostra organizzata dal presidente Luciano Defilla e dedicata agli anni trascorsi da suo padre Giacomo come militare dell’esercito svizzero durante la prima guerra mondiale. Giacomo Defilla ha lasciato una grande quantità di fotografie che documentano in modo probabilmente anche inedito l’attività dell’esercito elvetico a guardia dei confini nel corso della grande guerra. Queste immagini, insieme a tutta una serie di altri documenti, è stata ritrovata e raccolta grazie all’impegno di suo figlio Luciano, che ha così messo a disposizione per la prima volta questo materiale di grandissimo interesse, cui dedicheremo maggiore spazio nel prossimo numero della Gazzetta Svizzera. Concerto a Santo Spirito Il 25 maggio nella Chiesa di Santo Spirito a Firenze è stato eseguito il Salmo Sinonico per coro e orchestra del compositore svizzero Arthur Honegger dal titolo Le Roi David, a cura del coro e orchestra “Desiderio da Settignano”. Hanno partecipato anche alcuni coristi svizzeri della Schola cantorum Wettingensis. Quest’opera non era mai stata eseguita a Firenze e probabilmente era ancora inedita nell’intero panorama italiano. Cena estiva Per il 23 giugno è in programma la consueta cena di inizio estate che chiuderà la stagione 2011-2012 del Circolo Svizzero di Firenze. David Tarallo I soci del Circolo nella sala audio del museo Villa Caruso; a sinistra: il presidente Luciano Defilla con l’assessore alla cultura di Lastra a Signa, Marco Capaccioli. 17 N. 6, giugno 2012 Visita alle Grotte di Stiffe Il Circolo Svizzero Abruzzese a San Demetrio Ne’ Vestini Domenica 6 maggio i soci del Circolo Svizzero Abruzzese si sono riuniti a S. Demetrio Ne’ Vestini per visitare le bellissime grotte di Stiffe. Dopo un periodo di chiusura durato circa 2 anni a causa del terremoto, le grotte sono nuovamente visitabili con un percorso ulteriormente prolungato in seguito a recenti scavi; queste grotte sono, tecnicamente parlando, una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto è situato all’apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo. La presenza del corso d’acqua, che in questo periodo dell’anno ha una portata apprezzabile, è sicuramente la caratteristica più importante delle Grotte. Il gruppo di soci ha condotto una passeggiata tra stalattiti e fiumi sotterranei in un ambiente ipogeo in cui il processo di formazione delle concrezioni carbonatiche è visibile da vicino. Al termine dell’escursione un abbondante Il gruppo degli Abruzzesi davanti all’entrata delle grotte. pranzo presso il ristorante “Chicchiricchi” ha soddisfatto i partecipanti con piatti tipici della zona a base di carne e pesce di fiume. Un ringraziamento sentito va agli organizzatori della giornata i coniugi Paolillo. Ricordo ai soci che la prossima riunione si terrà indicativamente a fine giugno con lo svolgimento del tradizionale pic-nic. C.M. Avete bisogno di un nuovo documento d’identità svizzero? (Passaporto e/o carta d’identità) Cliccate su www.passaportosvizzero.ch oppure visitate il sito della rappresentanza svizzera dove siete immatricolati. Per i connazionali iscritti all’Ambasciata di Svizzera a Roma: www.ambasciatasvizzera.it Per i connazionali iscritti al Consolato Generale di Svizzera a Milano: www.eda.admin.ch/milano 18 N. 6, giugno 2012 Attività del Circolo Svizzero di Bologna Escursione a Minerbio con visite ai beni Cavazza Isolani Nella mattinata di sabato 5 maggio, con la accorta regia del presidente T. Andina e del segretario G. Sermenghi, trentacinque soci e simpatizzanti del Circolo di Bologna hanno partecipato all’escursione a Minerbio incentrata sulla visita ai beni della nobile famiglia Isolani. Per gli aspetti paesaggistici ci ha fatto da guida la dott.ssa M. Luisa Boriani (consigliere dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura) e per gli aspetti storico artistici il dott. Massimo Martelli; li ringraziamo per l’impegno profuso e per la stesura degli articoli a seguire. L’escursione si è conclusa in gioiosa atmosfera al ristorante “Nanni” ove, in un salone riservato e imbandierato per l’occasione con i colori nazionali rosso e bianco, è stato gustato un raffinato pranzo. Emanuele Zanghi Il paesaggio La struttura del contesto paesaggistico della Rocca Isolani è un modello significativo dell’evoluzione storica della campagna della bassa bolognese. Il terreno, paludoso, fu oggetto di bonifica già dall’epoca romana. Le invasioni barbariche comportarono l’abbandono delle opere idrauliche e già dall’alto medioevo la pianura ritornò in balia delle inondazioni. Verso la metà del 1200 un gruppo di coloni mantovani qui trasferitosi, iniziò la costruzione del borgo con caratteristiche di castrum medievale circondato da fossati. Intorno al 1300, gli Isolani, come molte altre famiglie divenute facoltose prevalentemente con il commercio, arrivarono a Minerbio acquistando grandi estensioni di terreni paludosi proponendosi La dott.ssa Boriani illustra gli aspetti paesaggistici. Il dott. Martelli illustra gli aspetti storico-artistici; sullo sfondo la Rocca. di bonificarli e di dedicarli all’agricoltura. La ricostruzione dell’assetto paesaggistico si ricava dal confronto di un antico disegno (conservato all’interno del castello), di carte catastali e di una foto aerea recente. Le immagini storiche sono successive alla fine del 1500, epoca nella quale il complesso – Rocca trecentesca - Palazzo cinquecentesco e Colombaia - era già definitivamente strutturato. Nel disegno più antico si nota una vastissima fossa inondata che circondava gli edifici verso nord. Nell’immagine del Catasto Pontificio di inizio 1800 la fossa è sparita diventando un grande prato coltivato. Il contesto è decisamente agricolo, formato da campi sistemati a “piantata bolognese” con filari di viti appoggiati a sostegni vivi, in prevalenza gelsi. Nella stessa mappa, a est del Palazzo cinquecentesco detto Triachini, si nota un accenno di giardino all’italiana; non si sa se veramente esso sia esistito perché le mappe dei catasti antichi riportavano a volte immagini non reali, ma con intenti decorativi. Dell’eventuale, antico giardino si sono comunque perdute le tracce. I tre edifici del complesso, rocca, palazzo e colombaia, dialogano tra loro in un incrocio di assi prospettici che ripropongono la centuriazione e la progettazione dello spazio secondo canoni rinascimentali. Il parco di oggi si svolge verso est e si fonde con i terreni agricoli circostanti attraverso assi prospettici ortogonali che ripropongono i canoni del parco-campagna. Alcuni alberi secolari sono di speciale rilevanza per la monumentalità: un gruppo di antichi platani, querce di pianura, tassi e una particolare specie di pioppo rispecchiano la vegetazione autoctona della pianura bolognese. Alcuni cedri del Libano, specie esotica di grande valore ornamentale, rivelano invece la loro introduzione relativamente recente nel parco. Dietro la torre colombaia e il palazzo cinquecentesco si ha un vero e proprio giardino “a stanze”. Sono siepi di bosso che delimitano spazi geometrici regolari. Il giardino è stato realizzato dagli attuali proprietari alcune decine di anni fa, rifacendosi ai disegni del Catasto Pontificio e risente di influenze vagamente rinascimentali come il bosso tagliato in forme regolari e la mancanza dei fiori tipica del giardino quattrocinquecentesco. Maria Luisa Boriani Armonie storico-artistiche La dimensione orizzontale è il tratto caratteristico della geografia padana. Una luce languida e bianca che avvolge le case e quasi le plasma, permea nei giorni della tarda primavera e in quelli estivi questa vasta distesa di campi e agglomerati urbani. Un sentimento quasi ungarettiano di disfacimento del tempo stesso si irradia da ogni cosa nella stagione calda. Torri, castelli, frammenti di antiche mura, elementi del paesaggio che sfidano la componente tempo. La verticalità dei manufatti interrompe qua e là la linearità della pianura. Antiche trame fatte di canali, strade, vie più o meno note, connettono la 19 N. 6, giugno 2012 città con il forese, fili che si diramano ordinati a partire dal reticolato stradale di origine romana. Una griglia che assoggetta il territorio alla regolarità dell’antica centuriatio, ancora oggi percepibile dall’alto. La matrice pagana degli abitati, cede con il medioevo il passo alla vocazione cristiana e comunale dei centri e del contado, spostando su chiese e fortilizi l’asse e l’attenzione delle attività umane. Pagana fu certamente la fondazione di Minerbio (a pochi km a nord di Bologna), come testimoniato dal toponimo che si fa tradizionalmente derivare dalla presenza in loco di un antichissimo tempietto dedicato alla dea Minerva. Romano è ugualmente l’impianto viario (e quindi anche urbano e agrario) di questo piccolo centro, ma il primo fondamentale impulso alla demografia della zona lo diede un provvedimento passato alla storia come “De Pactis Altedi” (1231), documento considerato l’atto di fondazione del Comune di Minerbio. Con esso, il podestà di Bologna Federico da Lavellolungo, bresciano, cedette il territorio di Altedo e Minerbio a 150 famiglie mantovane che lo colonizzarono e lo bonificarono. All’inizio del Trecento, l’arrivo a Minerbio della nobile famiglia degli Isolani (provenienti da Cipro, da ciò il cognome), portò importanti cambiamenti nel tessuto sociale e abitativo. Facoltosi esponenti dell’Arte della Seta, acquisirono in zona (oltre che a Bologna) terreni e beni in quantità tale da impiantare una gestione a tutti gli effetti feudale del territorio. La trasformazione da semplici ricchi possidenti di terre a veri e propri feudatari avvenne precisamente nel 1403, grazie all’aiuto prestato ai Visconti di Milano nella cacciata dei Bentivoglio da Bologna. L’investitura ufficiale da parte del nobile casato milanese comportò per gli Isolani un ampliamento di domini che concorse a rimodellare l’intera area di Minerbio e a conferirle la forma definitiva. Fulcro di questo sistema divenne la versione quattrocentesca della Rocca Isolani che sostituì il piccolo castello di inizio Trecento. Questo fabbricato fu successivamente distrutto in seguito al passaggio dei Lanzichenecchi di Carlo V nel 1527. Sulla via di Roma, il futuro imperatore non esitò ad abbandonare al saccheggio e alla distruzione luoghi importanti e prestigiosi. Giunto in Vaticano il re pose sotto assedio la sede papale. La mattina del 6 maggio 1527 i mercenari spagnoli sfondarono la Porta del Torrione, mentre i lanzichenecchi invadevano Borgo S. Spirito e S. Pietro. La Guardia Svizzera e le poche truppe romane resistettero disperatamente. Dei 189 svizzeri se ne salvarono solo quarantadue, il resto cadde gloriosamente, massacrato, assieme a duecento fuggiaschi, sui gradini dell’altare maggiore di S. Pietro. Paradossalmente, proprio in occasione del ritorno di Carlo V a Bologna nel 1530 (per ricevere da Papa Clemente VII la corona imperiale), si ebbe la riedificazione della Rocca Isolani, stavolta con le forme di una autentica dimora signorile più che di una fortezza. A questo periodo risalgono gli interventi di maggior pregio dal punto di vista storicoartistico. La costruzione della Rocca-villa potè evolversi secondo moduli e armonie pienamente rinascimentali (e bolognesi) che inclusero la realizzazione di una corte porticata quadrangolare, asse di simmetria dell’edificio e dell’intero complesso, con arcate impreziosite da formelle in cotto che ancora oggi presentano tracce di sagramatura. Due sale del piano terra furono arricchite, tra il 1538 e il 1542, dall’opera eccezionale di Amico Aspertini, uno tra i più significativi artisti bolognesi del Cinquecento. Nella Rocca Isolani di Minerbio, questo artista fantasioso ed unico, diede una delle prove più magniloquenti del suo stile. La Sala di Marte e la Sala dell’Astronomia, rinvenute fortunosamente sotto strati di intonaco nel 2008, appartengono a un ciclo pittorico di soggetto mitologico dotato di straordinaria eleganza, testimone della eccentricità e delle aperture dell’Aspertini maturo. La Sala di Ercole, al primo piano della torre angolare, completa idealmente questo ciclo i cui cartoni preparatori sono conservati al British Museum di Londra. In asse con la Rocca spicca la Torre Colombaria edificata nel 1536 su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola. Dotata di una estrema, quasi aerea, eleganza formale, era essenzialmente una struttura produttiva, costruita per ospitare nelle cellette interne fino a tremila colombi. Preziosi come fonte di cibo, i colombi venivano anche sfruttati per la produzione di guano fertilizzante che veniva raccolto attraverso un piano inclinato elicoidale ad intelaiatura lignea ancora oggi visibile all’interno della torre. Affiancato all’antica rocca, sorge il cosiddetto “Palazzo Nuovo”, costruito a metà del ‘500 dall’architetto bolognese Bartolomeo Triachini. La facciata nord presenta il motivo della loggia al piano alto che diventerà ricorrente in tutte le ville bolognesi del ‘500. Menzione particolare merita inoltre la vicina Chiesa di San Giovanni Battista, edificata tra il 1733 e il 1737 su progetto di uno dei più importanti architetti dell’epoca, già artefice del famoso Santuario di San Luca: l’architetto Carlo Francesco Dotti. In essa spicca, per profondità e complessità di costruzione, il gruppo scultoreo che raffigura la “Gloria di Dio Padre” di Giuseppe Mazza. Massimo Martelli Yvette Duroux confermata alla presidenza La prima Assemblea Generale del Circolo Svizzero di Parma Venerdì 18 maggio u.s., nel salone parrocchiale di Marano, si è tenuta la prima Assemblea Generale del Circolo Svizzero di Parma. Dopo aver dato ai presenti un caloroso benvenuto il Presidente Yvette Duroux apre i lavori dell’assemblea passando la parola al tesoriere Mario Reggiani il quale espone il bilancio consuntivo approvato poi all‘unanimità dai soci. Conformemente al nostro statuto si è passato poi alle dimissioni formali del comitato, per dar spazio all‘entrata di nuovi membri. Il rieletto comitato, rinnovato dai due nuovi soci, Fez Bettina e Steiner Kurt, risulta così composto: DUROUX Yvette (Presidente), STEINER Kurt (Vicepresidente), REGGIANI Mario (Tesoriere), BADER Catherine (Segretario), AMMENTI Anita (Consigliere), FEZ Bettina (Consigliere), LUSARDI Sergio (Consigliere), STEFANI Mirco (Consigliere), BLANGIFORTE Valeria (Revisore dei Conti) e BELLETTI Nunzia (Revisore dei Conti). È la volta del segretario Catherine Bader che elenca ed illustra il programma delle attività organizzate a partire dalla nascita del Circolo il 9 dicembre 2010: visite guidate a mostre, gite a località tipiche locali, incontri a tema, conviviali e altre attività ricreative. Il Presidente, soddisfatto per le iniziative svolte in questo primo anno di attività, ha altresì sollecitato, per una migliore funzionalità del circolo, la partecipazione anche da parte di quei connazionali parmigiani, i quali non hanno concretizzato il loro iniziale interessamento. A conclusione dell‘Assemblea, viene fissata la data della festa nazionale il 7 luglio p.v., quale importante appuntamento per vivificare il sentimento di appartenenza a questa istituzione che consente agli Svizzeri di Parma di vivere insieme l’emozione che la madrepatria esercita sui propri concittadini lontani. Catherine Bader 20 N. 6, giugno 2012 A Castell’Arquato dai coniugi Rosmarie e Riccardo Onetti Leu La prima gita primaverile del Circolo Svizzero di Parma La prima gita primaverile del Circolo Svizzero di Parma, ci ha portato in una fresca domenica soleggiata, a Castell’Arquato, suggestivo borgo medievale strategicamente situato sulle alture della Val d’Arda a circa 30 km da Piacenza e poco più da Parma e rinomato in quanto ha mantenuto integra, nonostante il passar degli anni, la sua struttura originaria. La prima gita primaverile del Circolo Svizzero di Parma, ci ha portato in una fresca domenica soleggiata, a Castell’Arquato, suggestivo borgo medievale strategicamente situato sulle alture della Val d’Arda a circa 30km da Piacenza e poco più da Parma e rinomato in quanto ha mantenuto integra, nonostante il passar degli anni, la sua struttura originaria. A darci il benvenuto i “padroni di casa”, Rosmarie e Riccardo Onetti Leu, efficienti e simpaticissimi organizzatori della bella ed interessante giornata e Chiara, la preparatissima guida che dopo qualche cenno storico ci ha introdotto in questo mondo magico di altri tempi. E così, dopo aver attraversato uno dei due accessi al borgo, quello medievale della merlata “porta di sasso”, nella parte bassa del paese, ci troviamo di fronte all’imponente Torrione Farnesiano, torre a pianta quadrata eretta tra il 1527 ed il 1535, durante il dominio del Duca Bosio II Sforza di Santa Fiora. Costruito interamente in laterizio faceva parte del sistema difensivo del borgo contro le armate nemiche. I quattro piani fuori terra più il sotterraneo erano collegati tra loro da una scala a chiocciola e passaggi segreti conducevano in aperta campagna o al Palazzo del Duca, nome che prende nel seicento il Palazzo di Giustizia fatto costruire da Alberto Scoto verso il 1292. Deve la sua denominazione al fatto che nel Seicento fu residenza di Alessandro Sforza, poi Duca di Segni. Questo edificio molto prestigioso mostra le eleganti monofore ad arco acuto con decorazioni in cotto e al di sotto le Fontane del Duca, dove l›acqua sgorga ancora da alcune bocchette risalenti a quel periodo. Attraverso vicoli stretti in acciottolato dove si affacciano basse case a schiera color mattone, chiese e rifacimenti in stile neogotico, come l’ottocentesco Palazzo Stradivari continuamo la risalita; fiancheggiamo l’ospedale di Santo Spirito di epoca cinquecentesca ora sede del Museo Geologico con ricche collezioni di fossili locali e il Museo “Luigi Illica” dedicato al celebre drammaturgo e librettista arquatese che scrisse per Puccini (Manon Lescaut, Bohème, Tosca, Madama Butterfly), Mascagni (Iris, Le Maschere, Isabeau) ed altri. Giunti nella parte alta del borgo le nostre fatiche vengono soddisfatte dalla magnificenza della Piazza Monumentale sulla quale si affacciano la Rocca Viscontea, Il Palazzo del Podestà e la Il gruppo degli Svizzeri di Parma a Castell’Arquato. Collegiata, edifici simboleggianti i poteri militari, temporale e spirituale. Emozionati da quest’atmosfera, attraversiamo la piazza per andar a visitare la Rocca Viscontea, voluta dal Comune di Piacenza, ed eretta da Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349, sulle fondamenta di un preesistente Castrum Quadratum (da qui forse il nome di Castell’Arquato), che i Romani avevano costruito nel III sec. A. C. per difendersi dagli attacchi delle popolazioni indigene. L’imponente edificio a pianta ad L presenta due cortili rettangolari perpendicolari l’uno all’altro, quattro torri angolari e la cinta di mura con la torre porta di accesso con gli incastri dei bolzoni, le grossi travi che consentivano il movimento del ponte levatoio. Su tutto il complesso domina la mole del dongione, la torre più alta che serviva sia come punto di osservazione che da ultimo baluardo di difesa. Saliamo l’interminabile scalinata per giungere sulla cima della torre da dove si gode un panorama splendido sulla Piazza, sul borgo e sulla valle circostante. Diamo poi un veloce sguardo al Palazzo del Podestà, con il suo nucleo centrale costellato da merli a coda di rondine del 1293, voluto da Alberto Scoto, sicuramente l’edificio che dà più lustro al dominio degli Scotti a Castell’Arquato; del 1447 è invece la doppia loggia. ll Palazzo fu successivamente sede del Governo del Podestà e abitazione del Conte di Santa Fiora; dalla fine del Cinquecento fu sede della pretura, mentre i locali al pian terreno furono adibiti a scuola. L’attuale sede dell’enoteca comunale fu invece per un certo periodo adibita a carcere per diventare poi un magazzino per il sale. Per terminare il nostro giro entriamo nella Collegiata, una delle chiese più antiche del territorio,già esistente nell’ottavo secolo, tra il 756 e il 758, con funzione pievana battesimale. Fu ricostruita dopo il terremoto del 1117, in arenaria locale color ocra dove sono visibili resti di conchiglie fossili risalenti al Pliocene e consacrata nel 1122. In quest’atmosfera assai austera sono da notare il bel crocifisso in legno, i capitelli uno diverso dall’altro e il fonte battesimale. Sul lato sinistro scorre un bel porticato della seconda metà del XIV secolo, detto “Del Paradiso”, perché ospita la tombe di personaggi illustri. Lasciamo queste meraviglie per ridiscendere una parte del paese e raggiungere Il ristorante “ Stradivari” che per l’occasione fa sventolare una bella bandiera rosso crociata al suo ingresso. Piacevole l’aperitivo offerto dai nostri amici Rosmarie e Riccardo, molto accogliente la sala dove ci attende una bella tavolata ma soprattutto ottimo il pranzo con specialità locali. Come sempre l’atmosfera è allegra e spensierata e in un battibaleno è giunto il momento di accomiatarci. Che altro dire se non che giornate così aiutano a viver meglio ma, soprattutto ad affiatare il nostro gruppo, sperando possa diventare sempre più numeroso. Questo è quanto auspica il nostro Presidente Yvette Duroux, che salutandoci calorosamente propone di organizzare qui la festa nazionale il 7 luglio, in occasione della “Cena Medioevale” e chissà che fra dame e cavalieri non incontreremo Guglielmo Tell con il suo figlioletto Gualtierino e la sua inseparabile balestra! Catherine Bader 21 N. 6, giugno 2012 Circolo Svizzero della Sardegna Il XXº Raduno Regionale degli Svizzeri di Sardegna Gazzetta Svizzera, domenica 6 maggio 2012 a Santa Caterina di Pittinuri si è tenuta la XX Assemblea Regionale ordinaria dei Soci del Circolo Svizzero della Sardegna. Come sempre in queste occasioni, abbiamo fatto precedere il piacere al dovere istituzionale, infatti in mattinata ci siamo ritrovati in piena campagna, ai piedi della catena del Montiferru in prov. di Oristano, per una visita guidata al Parco degli Uccelli. Posto incantevole a 400 m. di altezza in mezzo a querce e lecci con vista sull’azzurro del mare della costa occidentale della Sardegna. Qui è stato possibile godere della vista e del verso di decine di uccelli di specie esotiche e rare quali: pappagalli, gru, pavoni, ibis sacri, marabù, fenicotteri, cigni bianchi e neri, oche di Magellano, oche barrate indiane, casarche del paradiso; unitamente alle specie avicole abbiamo intravisto, al riparo dalle intemperie, anche altri animali: emù, daini, asinelli sardi e cavallini della Giara. Purtroppo il fuori programma è stato il tempo atmosferico che con la pioggia e le sferzate di vento di Maestrale ha disturbato animali e visitatori. Per l’ora di pranzo siamo convenuti all’Agriturismo “Pittinuri dei F.lli Casule”, dove, prima di deliziarci con le specialità e prelibatezze della casa, la Presidente del Circolo Monica Carboni ha aperto l’Assemblea. Dopo un cordiale saluto a tutti i presenti, ha fatto una carrellata sui 20 anni di storia del Circolo Svizzero, ricordando come, per iniziativa e forte volontà del Fondatore (l’odierno Presidente Onorario Sig. Franz Vespa) e di uno sparuto numero di orgogliosi svizzeri, fosse nato il Circolo, con lo scopo di riunirsi insieme più volte l’anno per instaurare nuove relazioni o approfondire amicizie consolidate, accogliere nuovi concittadini o conoscere nuovi amici sardi, fare visite turistiche e culturali per conoscere l’Isola che ci accoglie o promuovere iniziative per celebrare o evocare tradizioni svizzere. Ha poi chiesto l’approvazione per alzata di mano del Rendiconto economico 2011 che si è chiuso in attivo, grazie agli introiti generosi dei Soci e alle oculate spese di gestione; così Appello ai soci e a chi non lo è ancora Alla prima festa Nazionale Svizzera a Parma … non puoi mancare! Carissimo Connazionale socio e non, dopo un’intensa stagione di manifestazioni culturali, visite guidate a località tipiche, a musei e mostre, incontri a tema e altre attività ricreative che ci hanno permesso di trascorrere momenti piacevoli nello spirito della nostra Confederazione, il Circolo Svizzero di Parma, ha il piacere di invitarti alla tradizionale festa Nazionale che verrà celebrata in anticipo, per permettere una maggior partecipazione, sabato 7 luglio p.v. alle ore 19.00, presso l›Hotel delle Rose di Monticelli Terme. Inoltre, per chi si troverà in zona il 1º Agosto, sarà comunque possibile festeggiare la storica data nel salone parrocchiale di Marano, strada Osteria Fochi 4, nostra sede provvisoria. Il Presidente ed il Comitato, si augurano che questi due importanti eventi possano rappresentare l’occasione per incontrare anche chi non fa ancora parte del nostro Circolo, proprio perché, per assicurare una soddisfacente continuità alle attività, è necessario anche il tuo importante contributo, il tuo entusiasmo, la tua simpatia e senso di appartenenza a questa comunità. Contiamo quindi anche sulla tua presenza per ritrovarci numerosi a festeggiare la nostra bella Patria. Per informazioni e prenotazioni entro il 27 giugno, rivolgersi al Presidente Yvette Duroux 327 742 84 01, [email protected] o Catherine Bader 338 247 46 90, [email protected]. anche per l’anno corrente si è potuto riconfermare il modesto importo di € 10,00 per la quota associativa. Per la costante operosità e disponibilità ha ringraziato tutti i Membri del Direttivo, subito salutati con un caloroso applauso da tutti gli astanti. Ha infine sottolineato la necessità di avvicinare i giovani svizzeri alle attività del Circolo e a tal fine ha invitato i Soci ad essere maggiormente propositivi, suggerendo idee accattivanti e nuove strategie di accrescimento. Infine ha ricordato che non ci sono scadenze per i rinnovi delle quote associative o le eventuali nuove adesioni e che si può sempre fare riferimento, per qualsiasi informazione, alla Presidente del Circolo telefonando al n° 0039 3493267527 o scrivendo a [email protected]. Dopo aver brindato e alzato l’ennesimo bicchiere di Filu ‘e Ferru, il Raduno si è sciolto nel pomeriggio non senza auspicare a breve un nuovo incontro per poter trascorrere nuovamente insieme momenti così piacevoli di socialità e allegria. Monica Carboni Sei una nuova Azienda? Cerchi nuovi Clienti? FATTI “SPAZIO” SULLA Il Mensile che con una tiratura di 25.000 copie raggiunge 49.000 svizzeri residenti in Italia. Cogli l’occasione, prenota il tuo spazio! 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Prima del consumo, in particolare nella tavolata di Pasqua, ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara Grande impegno nella colorazione delle uova del periodo pasquale. con i commensali, scontrandone le estremità, fino ad eleggere l’uovo più resistente. Questo viene considerato di buon augurio. Il giorno di Pasqua, in molti riti, si compie la benedizione pubblica delle uova, simbolo di resurrezione e della ciclicità della vita, e la successiva distribuzione tra gli astanti. Le colorazioni vengono effettuate attualmente con coloranti alimentari tipici della pasticceria, ma in passato si utilizzavano prodotti vegetali, tra cui la buccia esterna delle cipolle di varietà rossa. Seguendo l’esempio già diffuso tra i Persiani, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i Greci ed i Cinesi, forniti da tante uova fresche e sode, i Soci del Circolo hanno decorato molte uova a mano con diverse metodiche tra cui anche quelle più naturali e vegetali. L’evento, introdotto quale novità per le famiglie è stato gradito e verrà riproposto anche per il prossimo anno. Fabio Trebbi [email protected] Per chi non è andato a Sorrento All’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” A sorpresa è stata organizzata una cena sociale alla Casa Svizzera di Roma dedicata all’informazione per tutti coloro che non hanno avuto modo di recarsi a Sorrento per seguire il 74° Congresso del Collegamento Svizzero il 12 e 13 maggio. Dopo i salumi e le verdure gratinate, un gustoso riso agli asparagi, preparato dal nostro impeccabile artista Giorgio Von Moos è stata la specialità della serata dando ampia soddisfazione ai commensali. Una graditissima sorpresa ha poi concluso l’evento, un dolce creato per l’occasione da una esperta specialista, la Tarte Tatin (Tart Ta-tan) che ha sigillato con questo delizioso omaggio ai convenuti la fine della serata. www.circolosvizzeroroma.it Dal 16 al 19 maggio si è tenuto a Napoli e Procida il Premio Universitario di Narrativa in lingua francese. Istituito presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, il premio era posto sotto la direzione della nostra connazionale Giovanella Fusco Girard, docente presso la stessa Università ed era dedicato a “Pragmatique linguistique et traduction littéraire”. Sostenuto anche dall’Ambasciata di Svizzera a Roma, il premio si avvale della collaborazione di eminenti specialisti del settore, in collaborazione con l’Università di Ginevra. Il simposio si proponeva di approfondire le tecniche critiche di analisi del testo e della traduzione letteraria ed è uno strumento concreto per la formazione di figure professionali operanti in questi ambiti. Cena a sorpresa al Circolo di Roma IIª edizione del premio di narrativa francese 23 N. 6, giugno 2012 Per i giovani da 15 a 25 anni – Quota offerta dal Collegamento Dopo l’accordo con l’UE Due settimane per diventare Positiva libera meccanico, ingegnere… circolazione Non bastano. Ma in questo tempo si possono conoscere le possibilità di formazione in Svizzera. I partecipanti a dei workshop gestiti dall’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero ricevono un’assistenza personalizzata. Il Collegamento Svizzero in Italia è lieto di offrire a 3 giovani svizzeri residenti in Italia la quota d’iscrizione (CHF 600). Programma: Introduzione al sistema di formazione in Svizzera, orientamento professionale e consigli di formazione individuali, visite di istituti di formazione, di università e aziende con possibilità di lavoro, incontri con altri giovani svizzeri. Durata: 2 settimane a scelta Date: Da concordare, preferibilmente entro 17.09. – 21.12.2012 (2 settimane per programma), fuori di questo periodo non ci sono lezioni negli istituti e nelle università Luoghi: Zurigo, Berna, Friburgo, Basilea, San Gallo Età: 15 – 25 anni Alloggio: Famiglia ospitante Prezzo forfetario: CHF 600 (compresi programma, alloggio, abbonamento generale per i mezzi di trasporto pubblici in Svizzera per la durate del workshop). La quota per i primi 3 iscritti, cittadini svizzeri residenti in Italia, da 15 a 25 anni, sarà offerta dal Collegamento Svizzero. Sono a carico dei partecipanti le spese di viaggio fino al luogo scelto. Ulteriori informazioni e iscrizione: Organizzazione degli Svizzeri all’estero - Servizio giovani - Alpenstrasse 26 CH 3006 Berna - Tel. 0041 31 356 61 00 Fax 0041 31 356 61 01 [email protected] – www.aso.ch Iscrizione: Fino a 6 settimane prima del soggiorno Per il Comitato del Collegamento Svizzero Kurt Haegi [email protected] A dieci anni dell’entrata in vigore dell’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE, il Segretariato di Stato all’economia giudica in modo positivo gli effetti sull’economia svizzera. Nonostante le imprese svizzere abbiano approfittato notevolmente della possibilità di reclutare mano d’opera estera, le conseguenze negative per i lavoratori indigeni restano relativamente modeste. In dieci anni l’immigrazione netta proveniente dall’UE / AELS è stata di 370’000 persone. Nel frattempo sono stati però creati in Svizzera 500’000 posti di lavoro. Inoltre il tasso di occupazione degli Svizzeri fra i 25 e i 64 anni è aumentato dall’82,5% nel 2003 all’84,6% nel 2011. Le misure accompagnatorie applicate in Svizzera hanno anche permesso di evitare abusi. Si sta oggi cercando di eliminare qualche lacuna che ancora sussiste, soprattutto nel settore di falsi indipendenti e del subappalto a catena. Benvenuti Welcome Bienvenue Willkommen Il VICTORIA albergo romano di PRIMISSIMA CLASSE • Costruito nel 1899 • Un angolo di quiete nel centro storico, affacciato sul Parco di Villa Borghese, a due passi da Via Veneto e dalle vie più famose per lo «shopping» • Con piacere Vi proponiamo l’atmosfera del nostro RISTORANTE BELISARIO la sua cucina classica italiana, le specialità romane • La CULTURA DEI VINI ITALIANI è espressa in una carta ben selezionata, composta soprattutto da «BEST BUYS» • Il VIC’S BAR , piacevole punto d’ incontro, il giardino pensile SOPRA I PINI, BAR E RISTORANTE, romantico ritrovo estivo, completano il vostro indimenticabile soggiorno a roma • R. H. Wirth H. Hunold (Gen. Mgr.) Via Campania 41 oo187 Roma (Italy) [email protected] www.hotelvictoriaroma.com Tel oo39 o6 42 37 o1 • Fax oo39 o6 48 71 89o 24 N. 6, giugno 2012 EXPO 2015 – Ecco il progetto svizzero per l’esposizione universale a Milano “Confoederatio Helvetica” ha svelato le sue carte Svelato ieri a Milano alla presenza di numerose autorità, il progetto del padiglione elvetico è incentrato sulla disponibilità e sulla distribuzione delle risorse alimentari a livello mondiale, per invitare a riflettere sul proprio comportamento al consumo. Dopo tanta attesa, la Confederazione ha presentato al Centro Svizzero di Milano il suo progetto per la realizzazione del padiglione all’Expo 2015. All’evento erano presenti numerose autorità, tra cui il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. Per quest’ultimo, la Svizzera «si conferma ancora una volta un modello da seguire, sia per gli organizzatori sia per i partecipanti, quanto a rispetto dei tempi, attenzione specifica al tema, ma anche entusiasmo e passione». Per le autorità svizzere c’erano gli Ambasciatori Roberto Balzaretti (Commissario generale uscente) e Dante Martinelli (nuovo Commissario generale), e il Console generale di Svizzera a Milano, Massimo Baggi. Con lo scopo di selezionare il miglior progetto, Berna ha lanciato nell’agosto 2011 un concorso di idee. Una giuria di esperti ha selezionato il progetto “Confoederatio Helvetica” presentato da un team di architetti di Brugg, della società Netwerck, scelto per il suo carattere innovativo e l’interpretazione del tema centrale dell’esposizione: l’alimentazione (e in particolare la disponibilità e la distribuzione di risorse alimentari a livello mondiale). Il progetto “Confoederatio Helvetica” si presenterà sotto forma di un grande spazio aperto (4’433 metri quadrati), munito La maquette del futuro padiglione svizzero a EXPO 2015 a Milano, che sarà composto di cinque enormi silos, riempiti con generi alimentari tipicamente svizzeri. di una corte all’interno della quale si troveranno mostre tematiche (volte a mostrare il ruolo della Svizzera nell’agricoltura sostenibile e nell’innovazione a livello alimentare), un ristorante, un’area per gli sponsor e un punto vendita per accogliere i visitatori. Oltre a questa parte del progetto, dedicata più all’approfondimento e alla riflessione, ce ne sarà un’altra più attrattiva. Quest’ultima prevede la costruzione di cinque grandi torri di acciaio e vetro che verranno riempite con generi alimentari tipicamente svizzeri. I visitatori potranno salire in cima alle torri e servirsi del loro contenuto. Man mano che la gente usufruirà dei prodotti, il livello del contenuto delle torri si abbasserà facendo cambiare l’aspetto del padiglione svizzero. L’intento è, infatti, quello di mostrare che l’usufrutto dei beni alimentari per qualcuno, significa la mancanza degli stessi per qualcun’altro. Dal «Giornale del Popolo» Un’inchiesta commissionata dall’OSE Ricerca sul profilo politico degli Svizzeri all’estero L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) ha reso noto i risultati di una ricerca affidata al prof. Michael Hermann dell’Università di Zurigo. Se ne deduce che il profilo politico degli Svizzeri all’estero, in occasione delle elezioni, è caratterizzato da una tendenza di “sinistra liberale”. Un vero fossato rispetto al voto degli Svizzeri in patria appare però in occasione delle votazioni. I membri della “Quinta Svizzera” votano infatti in modo più aperto sulle questioni di politica estera e nettamente meno restrittivo quando si tratta di politica migratoria. In breve, il profilo politico degli Svizzeri all’estero potrebbe essere riassunto in una maggior apertura sul mondo e in una tendenza più liberale e più deregolamentata rispetto agli Svizzeri residenti in patria. Il giudizio si basa sul risultato delle elezioni nei nove cantoni che hanno valutato separatamente il voto degli Svizzeri all’estero e di quelli in patria. In testa Socialisti e UDC (21 e 20%), sorpresa per il 15% dei Verdi. Pochi voti raccolti da PLR, PDC e PBD. 25 N. 6, giugno 2012 Il peso economico delle banche e del segreto bancario La Svizzera è diventata l’ostaggio delle proprie banche? La Svizzera è diventata l’ostaggio delle sue banche. È un’aberrazione. Il peso economico degli istituti finanziari e in particolare del segreto bancario è sovrastimato. Perché le vicende della Banca Wegelin devono preoccupare il cittadino svizzero? Perché è interessato da tutte queste banche minacciate dallo zio d’America? Dopo il contenzioso sui fondi ebraici senza proprietari, la crisi dei subprimes e lo scandalo fiscale attorno all’UBS, la Svizzera deve di nuovo passare sotto le forche caudine a causa di errori commessi da altri, più precisamente da banche e da banchieri. Il litigio sui fondi non dichiarati dei clienti americani trascina di nuovo il paese intero nella tormenta. E il governo si vede costretto a correre in soccorso delle banche. Una situazione illogica. Quando nel 2001 e nel 2003 i due fiori all’occhiello dell’industria elvetica ABB e Sulzer erano sull’orlo del baratro, attaccati da denunce collettive americane, il resto del paese è rimasto obiettivo trattando l’affare come un litigio giuridico che tocca società private, a seguito di difficoltà di gestione. Con ogni evidenza la lite che oppone attualmente gli Stati Uniti alle banche Wegelin, Julius Bär e altre, è rivelatrice di due concezioni giuridiche radicalmente differenti del segreto bancario. Pertanto, ratificando l’accordo di cooperazione internazionale durante l’estate 2010, lo Stato svizzero significava chiaramente la sua intenzione di non più coprire l’evasione fiscale. Questo messaggio è stato ignorato da alcune banche, con un errore manageriale. Di conseguenza, Berna deve di nuovo pagare i vetri rotti e i responsabili politici di parecchi partiti chiamano ora alla solidarietà con le banche. Questa situazione dimostra il peso che i miti possono ancora avere. Contrariamente ad ABB e ai suoi generatori di vapore o a Sulzer e alle sue anche artificiali, il settore bancario viene sempre considerato una causa nazionale nel 2012: la Svizzera non è forse sempre stata il paese degli orologi, del formaggio e delle banche? Manifestamente il mito secondo il quale dobbiamo una larga parte del nostro benessere alle banche è molto radicato. Importanza economica sovrastimata Ma questo è sbagliato per parecchie ragioni. Questo mito è stato trasportato nel corso della storia, ma già ai tempi leggendari dei conti cifrati il segreto bancario rappresentava soltanto un aspetto modesto dell’economia nazionale. La ricchezza è stata creata soprattutto in altri settori. Così, nel 1980, mentre la Svizzera era Sono perseguitato dal fisco americano! – Anch’io. il paese più ricco del mondo, secondo quasi tutte le statistiche, il contributo diretto delle banche al PIL era soltanto del 4%. La sua importanza è aumentata da allora, ma le banche rimangono un elemento fra altri: attualmente esse danno lavoro a circa 110’000 persone sui quasi 3,4 milioni di attivi in totale. A titolo di confronto l’industria metallurgica, elettrica e delle macchine offre circa 335’000 posti di lavoro (presso ABB o Sulzer in particolare). Oggi il settore bancario crea tra il 7 e l’8% della ricchezza della Svizzera, la maggior parte della quale è prodotta grazie ad attività quotidiane lodevoli: crediti alle imprese, ipoteche, piani di previdenza, sviluppo di fondi, conti e depositi di piccoli risparmiatori o anche – certamente – gestione di fondi privati dichiarati. Altrettanti servizi che non si sono mai attirati i fulmini di un procuratore generale americano, di un ministro delle finanze o di una ONG politica. E si tratta qui di attività che hanno poche possibilità di bloccare la metà del paese in caso di crisi finanziaria: too small to fail. Confrontato con altri paesi europei, il segreto bancario riveste un’importanza non trascurabile in Svizzera. Gli impiegati di banca vi rappresentano il 3% dei posti di lavoro, contro circa l’1,5% in Austria, in Olanda, in Danimarca o in Germania. Due motivi spiegano questa realtà: il ruolo di “global players” di due grandi banche svizzere e la posizione di primo centro offshore mondiale della Svizzera – un paese estero nel quale si viene volentieri a depositare il proprio denaro. È questa la causa del segreto bancario? Per niente. Gli esperti della finanza diranno che la Svizzera deve la sua attrattività alla sua stabilità, alla sua situazione nel centro dell’Europa, all’eccellenza dei servizi bancari e alla sua discrezione. Queste qualità non sarebbero per nulla messe in pericolo se le banche rinunciassero alle attività più rischiose, politicamente sensibili o pregiudizievoli alla loro reputazione. Il caso dell’Olanda illustra bene o potrebbe indicare la strada: il settore finanziario rappresenta anche qui quasi il 6,5% del PIL, ospita impressionanti conglomerati finanziari ed è un importante procacciatore di posti di lavoro (quasi 110’000 come da noi). La finanza olandese è più discreta e circoscritta e dopo il grande colpo di scopa dato a seguito della crisi finanziaria del 2008, non preoccupa più gli ambienti politici. Allora, è veramente la ricchezza della nostra nazione ad essere in gioco? Difficile crederlo. La Svizzera non avrebbe nulla da perdere se le sue banche diventassero le più decenti del pianeta. Al massimo questo potrebbe dar fastidio ad alcuni dirigenti del settore. Ralph Pöhner Questo articolo è stato pubblicato inizialmente nell’edizione del 16 febbraio 2012 del quotidiano “Die Zeit”. 26 Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) N. 6, giugno 2012 Offerte dell’OSE per giovani Svizzeri all’estero Grazie al sostegno di donatori sponsor e volontari Oltre 300 giovani svizzeri all’estero visitano ogni anno il loro paese d’origine e approfittano delle offerte per i giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE). Ciò è possibile soltanto grazie al sostegno di donatori, sponsor e volontari che investono molte ore di lavoro. Il servizio dei giovani dell’OSE può contare sull’aiuto di numerose organizzazioni molto diverse l’una dall’altra. • Leofferteperigiovaninonpotrebberoessere finanziate senza il sostegno della Confederazione. L’OSE ha concluso con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) un contratto di prestazioni che ci garantisce una base finanziaria. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali finanzia pure alcuni progetti di lavoro extrascolastico dei giovani dell’OSE. I campi di sport beneficiano del sostegno del servizio “Gioventù e sport” del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e degli sport. • L’OSEèsostenutadasponsortradizionali, che le offrono un aiuto prezioso. Raccolte mirate di fondi permettono inoltre di acquisirne dei nuovi. I nostri progetti per la gioventù offrono una piattaforma interessante a imprese, organizzazioni e fondazioni, poiché questo impegno è molto ben recepito dal pubblico. Anche i cantoni e i comuni si mostrano spesso generosi quando giovani svizzeri all’estero visitano la loro regione. • I volontari che lavorano per l’OSE meritano una menzione speciale. I responsabili della gioventù delle associazioni svizzere all’estero sono intermediari benevoli che fanno conoscere i nostri progetti ai giovani. In Svizzera, molti operatori – docenti di sport, guide alpine, scuole di sci, stabilimenti turistici, teleferiche, aziende di trasporto, ecc. – propongono riduzioni di prezzi e offerte speciali al servizio dei giovani. • Non dimentichiamo neppure gli animatori diplomati, le cuoche e i cuochi, nonché gli accompagnatori nei corsi di lingue e negli laboratori, come pure i numerosi altri amici degli svizzeri all’estero che, regolarmente, offrono il loro contributo e il cui impegno nei progetti è ricompensato soltanto in modo simbolico. • Infineilserviziodeigiovanidisponediuna rete di oltre 300 famiglie ospitanti in Svizzera che alloggiano e nutrono gratuitamente giovani svizzeri all’estero. L’OSE risparmia così oltre 40’000 franchi all’anno in spese per l’alloggio e i pasti. A nome dei giovani, l’OSE ringrazia calorosamente tutte le persone, le organizzazioni e le aziende, senza le quali le sus offerte per i giovani non potrebbero esistere. Le informazioni sulle prossime offerte per i giovani sono disponibili su: www.aso.ch Gymnasium | Sekundarschule | Internat Zweisprachige Maturität (Deutsch/Englisch) International Baccalaureate (Candidate School) CH-6390 Engelberg | Telefon +41 (0)41 639 62 11 | Telefax +41 (0)41 639 62 13 | [email protected] | www.stiftsschule-engelberg.ch Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) 27 N. 6, giugno 2012 Il 90º Congresso degli Svizzeri all’estero Mobilità e innovazione: la Svizzera di fronte alle sfide internazionali Didier Burkhalter, invitato al Congresso degli Svizzeri all’Estero. Non si parlerà dei “clichés”, ma delle qualità della Svizzera nella ricerca e nell’innovazione, nonché della sua posizione nel contesto internazionale. Specialisti rinomati saranno presenti a questo congresso, che si svolgerà dal 17 al 19 agosto 2012 a Losanna. Le iscrizioni sono aperte. La Svizzera deve affrontare sfide di notevole portata: la mobilità internazionale e la mondializzazione del sapere sono importanti fattori di crescita del nostro paese. Ma, al di là delle questioni economiche, il Congresso degli Svizzeri all’estero si pongono anche quelle della razionalizzazione e della gestione delle sinergie. La Svizzera contemporanea, forte della sua ricerca, genera un capitale di simpa- L’inventore della «Swatch»: Elmar Mock. tia e di fiducia che si avvera primordiale per far fronte alle critiche internazionali sulle pratiche finanziarie del nostro paese. La qualità superiore del settore scientifico in Svizzera ci permette pure di sostenere la crescita della nostra economia, di costruire legami a livello mondiale e di avere un ruolo attivo sulla scena internazionale. La libera circolazione del sapere e una politica migratoria coerente sono due premesse per affrontare le sfide di domani. A Losanna potrete incontrare Elmar Mock, creatore di “Swatch” e Kurt Wüthrich, premio Nobel per la chimica, e assistere a una tavola rotonda sulle sfide citate. Il consigliere federale Didier Burkhalter parteciperà pure al congresso. In qualità di capo del Dipartimento federale Il premio Nobel della chimica: Kurt Wüthrich. degli affari esteri, egli riveste un’importanza particolare per gli svizzeri all’estero. La convivialità e la culture non saranno da meno: in occasione della serata di chiusura, i partecipanti avranno l’occasione di gustare specialità vodesi al ristorante Le Chalet Suisse, di visitare la città accompagnati da una guida o di compiere un’escursione alle Rochers-de-Naye, alla scoperta dei dintorni di Losanna. Troverete più ampie informazioni e i documenti per l’iscrizione sul nostro sito web: www.aso.ch/it/offerte/congresso-degli-svizzeri-a-lestero/congresso-2012 La data limite per le iscrizioni al 90. Congresso degli svizzeri all’estero è il 4 luglio 2012. I consigli dell’OSE È possibile avere più di un domicilio? Secondo la legislazione svizzera nessuno può avere, nello stesso tempo, più di un domicilio. Il diritto svizzero definisce il domicilio come il luogo in cui una persona risiede, con l’intenzione di stabilirvisi. L’intenzione di stabilirsi deve poter essere dedotta da circostanze riconoscibili da terzi (per esempio la presenza di membri della famiglia, un lavoro). Per determinare il domicilio di una persona si terrà conto dell’insieme delle sue condizioni di vita, poiché il centro della sua esistenza si trova nel posto, luogo o paese, in cui si concentrano nella misura massima gli elementi che concernono la sua vita per- sonale, sociale e professionale. L’intensità dei legami con questo centro sarà determinante rispetto a legami esistenti con altri luoghi o paesi. In pratica questo significa che soltanto il luogo con il quale una persona intrattiene i legami più intensi può costituire un domicilio. Il luogo nel quale sono depositate le carte, da solo, non è determinante. Esso costituisce soltanto un indice e non entra in linea di conto nel confronto con i rapporti e gli interessi personali. Si tratta di una presunzione che può essere smentita da prove contrarie. La nozione di domicilio è importante, poiché il domicilio crea la competenza delle autorità e dei tribunali ed è generalmente sulla base del domicilio che si determina la legislazione applicabile a una persona, per esempio, per quanto concerne l’assoggettamento alle assicurazioni sociali. Il servizio giuridico dell’OSE fornisce informazioni generali sul diritto svizzero nei settori che concernono in modo specifico gli Svizzeri all’estero. Esso non offre informazioni sul diritto estero e non interviene nei contenziosi che oppongono parti private. Sarah Mastantuoni Responsabile del servizio giuridico 28 Da Palazzo Federale N. 6, giugno 2012 La Svizzera alle Olimpiadi di Londra La Casa svizzera a Londra in occasione dei Giochi Olimpici Tra qualche settimana inizieranno a Londra i Giochi olimpici 2012, un avvenimento sportivo che entusiasma milioni di persone nel mondo. La Svizzera cercherà di sorprendere grazie a Presenza Svizzera, un’unità del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con numerosi partners e sponsors rinomati. La Casa svizzera sarà la nostra vetrina ufficiale ai Giochi olimpici. Essa proporrà una piattaforma nella quale si incontreranno atleti, attori della scena artistica, culturale e mediatica, ma anche personalità politiche, economiche e scientifiche. Nel contempo sarà un luogo di incontri vivo e aperto al pubblico. La Casa svizzera si stabilirà ai piedi del London Bridge, ai bordi del Tamigi, nel cuore di Londra. Essa aprirà le porte dal 20 luglio al 12 agosto 2012 e diventerà l’appuntamento sportivo, culturale e gastronomico da frequentare durante i giochi. La Casa svizzera continua una tradizione che risale al 1998, anno in cui la prima Casa svizzera è stata realizzata per i Giochi olimpici invernali di Nagano (Giappone). In precedenti occasioni, semplice ristorante riservato agli atleti e ai loro accompagnatori, la Casa svizzera offre quest’anno un programma variato – e gratuito per i visitatori – organizzato con partners quali l’Bernese Oberland-Jungfrau, Swiss Olympic, SRG SSR, Pro Helvetia, Svizzera Turismo, nonché la città e il cantone di Zurigo. Montagne celebri nel mondo, creazioni di cioccolata del “Maître chocolatier” Lindt, oppure ricchezza dell’eredità culturale: i visitatori della Casa svizzera potranno ubriacarsi con un concentrato di “swissness”. Nel “Qualification Park” di Svizzera Turismo essi rivivranno l’epoca in cui gli alpinisti britannici scoprivano le Alpi per il loro piacere, prima di farne una metà turistica. I più coraggiosi potranno, con parecchia abilità e un po’ di fortuna, compiere un viaggio sulle tracce del pioniere del viaggio organizzato Thomas Cook, utilizzando mezzi di trasporto ed equipaggiamenti di allora. La Gran Bretagna intrattiene da sempre rapporti particolari con la regione “Bernese Oberland-Jungfrau”. Presente come “Destination partner” nella Casa svizzera, essa proporrà ai visitatori la scoperta di montagne idilliache in questa meravigliosa regione turistica, le tradizioni dell’artigianato bernese, come la scultura del legno, novità quali la bicicletta elettrica “Flyer”, ma anche specialità regionali come il Guetzli (biscotto) Kambly o l’Emmenthal, formaggio la cui fama ha già fatto il giro del mondo. La Casa svizzera vuole anche celebrare due feste svizzere profondamente ancorate nella tradizione: nei “Giochi bernesi”, una replica in miniatura della festa dell’Unspunnen, i visitatori saranno invitati a prender parte a vari sport bernesi ancestrali, come la lotta o il lancio della pietra. Il giorno della Festa na- Londra in rosso: una interpretazione originale della nozione di «Swissness». zionale svizzera, che cade durante i giochi olimpici, sarà un ulteriore momento forte. Il centenario della ferrovia della Jungfrau verrà pure commemorato in occasione della celebrazione del 1. agosto, organizzato congiuntamente con l’Ambasciata svizzera a Londra. Questa festa verrà pure ritrasmessa in diretta dal Jungfraujoch alla Casa svizzera. Il ristorante di Anton Mosimann, una delle celebrità fra i cuochi all’estero, si occuperà della ristorazione nella Casa svizzera. Il “Mosimann’s” servirà specialità di varie regioni svizzere in tre ristoranti. In un ambiente rustico e accogliente, lo Chalet bernois propone un menu dedicato alla cucina autentica svizzera, che evidenzia i piatti dell’Oberland bernese. La “Rösticceria” propone piatti tipici da portare con sé, tipo Borough Market: salsiccia grigliata e panino, Rösti e raclette. Ne “La Brasserie”, nella “Glaziers Hall”, l’arte culinaria svizzera verrà declinata in modo tanto sorprendente, quanto creativo. Nel menu: piatti e prodotti della fattoria, provenienti dai cantoni svizzeri. La Svizzera nel segno dell’innovazione “Ci rallegriamo di presentare una Svizzera che sappia giocare con i propri clichés e sorprendere con sfaccettature meno note, ma non meno caratteristiche”, spiega l’Ambasciatore Nicolas Bideau, capo di Presenza Svizzera. Sarà così possibile scoprire in modo ludico l’universo notevole dei creatori di giochi nella “Swiss Game Lounge”, nonché giocare su un’applicazione APP del proprio smartphone. Un’esposizione di manifesti realizzati da grafici zurighesi e britannici proporrà ai visitatori uno sguardo sulle industrie creatrici svizzere in pieno sviluppo. La Casa svizzera servirà pure da piattaforma per uno scambio costruttivo con responsabili di paesi esteri, a cominciare dalla Gran Bretagna, paese ospitante. L’ambasciata svizzera a Londra e altri partners della Casa svizzera organizzeranno simposi sull’innovazione e la formazione professionale, le scienze della vita, la concezione di giochi, incoraggiando così le cooperazioni fra la Gran Bretagna e la Svizzera. Saranno anche animati dibattiti nell’ambito del “Caffè Scientifico” interattivo, organizzato dalla “Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL), con personalità scientifiche e giornalisti specializzati sull’evoluzione scientifica nel settore dello sport. Da Palazzo Federale 29 N. 6, giugno 2012 Una “Red Zone” vivace La Casa svizzera offrirà anche un programma sportivo ampio e denso. Da sempre le feste ufficiali per la consegna di medaglie agli atleti svizzeri, organizzate dalla Swiss Olympic team e prodotte dalal SRG SSR, sono momenti importanti nella Casa svizzera. Con il proprio studio televisivo istallato sul posto e le sue trasmissioni in diretta delle competizioni olimpiche, la SRG SSR tiene accesa la fiamma olimpica. La Casa svizzera è anche luogo di incontri ufficiali degli atleti svizzeri: per la prima volta quest’anno, Swiss Olympic installerà la sua “Athletes Lounge”. Quando il sole tramonterà dietro le cime delle montagne, i musicisti svizzeri accenderanno un fuoco d’artificio sulla scena antistante. Provenienti da tutti gli orizzonti musicali, rappresentanti della giovane generazione artistica, creativa e ambiziosa, conferiranno alla piazza un ambiente da festival. Ogni lunedì la Casa svizzera proporrà proiezioni di film all’aperto: cortometraggi e film d’animazione che illustrano la diversità culturale e linguistica della Svizzera. Inoltre, nell’ambito dell’International Radio Festival -The Acoustic Flame of Switzerland - un radio bus istallato nella Casa svizzera inviterà animatori radiofonici britannici a partecipare alle emissioni. Altro invitato britannico alla Casa svizzera sarà Diccon Bewes, residente in Svizzera, che proporrà uno sguardo carico di humour britannico sul modo di vivere degli svizzeri. I bambini potranno pure scoprire la Svizzera e le sue caratteristiche giocando con un programma concepito per loro. Completamente dipinto di rosso il quartiere della Casa svizzera assumerà l’aspetto di “red zone” chiassosa e dall’atmosfera unica. Partecipate alla presenza viva e multipla della Svizzera ai giochi olimpici 2012 di Londra e contribuite attivamente agli eventi! Ci rallegriamo della vostra visita. Presenza Svizzera, Dipartimento degli affari esteri Presenza svizzera, aggregata al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) veglia alla salvaguardia degli interessi della Svizzera all’estero mediante gli strumenti della comunicazione internazionale: mezzi di informazione e di promozione, progetti all’estero sul tema della Svizzera, organizzazione di viaggi in Svizzera per delegazioni estere, sostegno a un’immagine uniforme grazie al “marchio Svizzera”, partecipazione della Svizzera alle esposizioni universali e presenza dei padiglioni svizzeri in occasione dei giochi olimpici. Il Consiglio federale attualizza regolarmente la strategia di comunicazione internazionale, sulla base di una analisi dell’immagine della Svizzera all’estero. La Casa svizzera ai giochi olimpici non servirà soltanto da piattaforma svizzera di comunicazione, ma anche da luogo d’incontro per leaders provenienti dall’economia, dalla politica, dal turismo, dalla scienza e dallo sport. Essa accoglierà pure le feste ufficiali organizzate in occasione della consegna di medaglie agli atleti svizzeri. La Casa svizzera 2012 è patrocinata da numerosi partners e imprese svizzere del settore pubblico e privato: Bernese OberlandJungfrau, Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), SRG SSR, Swiss Olympic, Svizzera Turismo, Mosimann’s, Lindt, Zurigo, Habegger, Swiss International Airlines, Victorinox, Mövenpick, Gruppo Securitas Svizzera, Switcher, Uniplan, International Radio Festival, Montreux Jazz Festival, Pro Helvetia. Entrata libera 21 luglio-12 agosto 2012, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00 Apertura ufficiale il 20 luglio alle ore 18.00, Glaziers Hall, London Bridge. Indirizzo e contatti Glaziers Hall Ltd, FAO Casa Svizzera 2012 9 Montague Close, Londra, SE1 9DD, United Kingdom Come raggiungerci • Dall’aeroporto London City prendere il DLR (Docklands Light Railway) fino a Canning Town, poi prendere la linea Jubilee fino a London Bridge (25 minuti). • Dall’aeroporto di Heathrow prendere la linea Piccadilly fino a Green Park, poi la linea Jubilee fino a London Bridge (60 minuti) • Dall’Olympic Park prendere la linea Jubilee fino a London Bridge (20 minuti). [email protected]/www.house [email protected]/www.houseofswitzerland.org Non sono previsti parcheggi. Vi raccomandiamo di utilizzare i trasporti pubblici. Annunciatevi! Per la vostra sicurezza Non dimenticate di comunicare un indirizzo e-mail valido, nonché il numero del vostro cellulare all’Ambasciata o al Consolato generale da cui dipendete. Registratevi sotto www.swissabroad.ch per non perdere nessuna comunicazione (“Gazzetta Svizzera”, newsletter, ecc.) della vostra rappresentanza. Potete consultare e/o stampare la versione attuale di “Gazzetta Svizzera”, nonché gli ultimi numeri sui siti internet delle rappresentanze svizzere all’estero oppure direttamente all’indirizzo ww.gazzettasvizzera.ch. www.facebook.com/houseofswitzerland www.twitter.com/HoSLondon2012 Iniziative popolari Iniziative popolari Dopo l’ultima pubblicazione delle iniziative popolari e fino alla chiusura redazionale di questo numero, sono state presentate le seguenti iniziative popolari: ✦ “Pro Service Public” (termine per la raccolta delle firme: 28.8.2013) Telefono dalla Svizzera 0800 24 73 65 Telefono dall’estero +41 800 24 73 65 La lista completa delle iniziative popolari è disponibile sul sito web della Cancelleria federale (www.bk.admin.ch) sotto: “Attualità/elezioni e votazioni/iniziative in sospeso”. Da Palazzo Federale 30 N. 6, giugno 2012 Possono essere ordinate a Berna Pubblicazioni dell’Amministrazione La Confederazione in breve 2012 Questa pubblicazione, che appare tutti gli anni, grazie a una abbondante illustrazione e a un linguaggio semplice, vi darà uno suardo il più completo possibile sulla Svizzera, sulle sue istituzioni politiche e le autorità federali. Vi famigliarizzerà pure con la struttura e i compiti del nostro Stato. La pubblicazione può essere ordinata, in formato PDF e/o a stampa sul sito della Cancelleria federale al seguente indirizzo: www.bk.admin.ch/dokumentation/02070/ Professioni e formazioni forestali L’Ufficio federale dell’ambiente ha pubblicato nel marzo 2012, con tre organizzazioni dell’ONU, uno studio sulla formazione forestale, che si basa su un’inchiesta condotta nel 2010 e 2011 in 23 Stati europei e nordamericani. Ovunque i sistemi di formazione L’Ufficio federale dell’ambiente ha già elaborato nel 1996, in collaborazione con organizzazioni internazionali, un compendio delle professioni forestali in Europa. Ma da allora tanto le formazioni, quanto l’ambiente sono considerevolmente mutati. Per questo è stato realizzato un nuovo studio nei vari paesi. Questa pubblicazione di 83 pagine non è disponibile in versione cartacea, ma può essere scaricata e/o stampata in formato PDF in tedesco e inglese al seguente indirizzo: www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01651/ Nuova newsletter sulla cooperazione allo sviluppo Da un anno la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), aggregata al Dipartimento degli affari esteri (DFAE) pubblica una newsletter bimestrale che raggruppa le principali informazioni sulla collaborazione allo sviluppo della Svizzera nel mondo. Potete ordinare la newsletter sotto: www.deza. admin.ch/Dokumentationen/Publikationen/ Newsletter der DEZA sono in fase di cambiamento. La formazione è una risorsa chiave se vogliamo affrontare le future sfide, ma anche per garantire uno sviluppo sostenibile della foresta e del suo ruolo inestimabile per l’uomo. La mobilità è fortemente aumentata e con essa il bisogno di una base che permetta di confrontare i mestieri e le formazioni a livello internazionale. Difendete i vostri interessi votate in Svizzera www.aso.ch Appello Contribuite all’immagine della Svizzera Come sono realmente gli svizzeri? Come vivono? Dove? Che cosa è tipico di loro? Il portale “Swissworld - la vita in Svizzera” di Presenza svizzera fornisce alcune risposte sotto forma di ritratti di persone viventi in Svizzera o che hanno avuto un legame con la Svizzera. Dal momento che gli Svizzeri all’estero fanno parte dell’identità svizzera, come i loro compatrioti di Berna, Moutier o Flims, Presenza svizzera chiede anche a voi di partecipare a questa galleria di ritratti. È molto semplice iscriversi a questa galleria: www.swissworld.org/it/mostrami_la_tua_ svizzera Potrete scaricare testi, fotografie e video e scoprire in seguito sotto gli stessi portali un ritratto interessante e colorito di una Svizzera dalle molteplici sfaccettature. Partecipate e mostrate al mondo chi è la Svizzera! Responsabile delle pagine ufficiali del DFAE: Jean-François Lichtenstern, Relazioni con gli Svizzeri all’estero, Bundesgasse 32, CH-3003 Berna Telefono: +41 800 24 7 365 www.eda.admin.ch/asd – e-mail: [email protected] 31 N. 6, giugno 2012 L’exploit di Roberto Di Matteo, del Chelsea, nato e cresciuto a Sciaffusa Sportivi svizzeri agli onori in patria e anche fuori Ancora una volta il campionato di calcio svizzero è stato dominato dal Basilea, nella massima categoria. I renani, dopo aver vinto questo trofeo ed essersi comportati molto bene anche in “Champions League”, battendo perfino in casa il Bayern Monaco, giunto poi alla finale, si sono aggiudicati anche la Coppa Svizzera. In questa finale hanno battuto il Lucerna, finito secondo anche in campionato. Nel disco su ghiaccio, tradizionale sfida fra Berna e Zurigo nella finale in sette partite dei “play-off”. Nonostante il Berna partisse con i favori del pronostico, gli zurighesi si sono imposti nell’ultima partita. Durante lo scorso mese di maggio parecchi sportivi svizzeri hanno ottenuto significative affermazioni. A cominciare dal solito Roger Federer nel tennis, che ha vinto il torneo di Madrid, risalendo al numero 2 delle classifiche mondiali. A Roma Federer è poi stato eliminato in semifinale dal numero 1 Djokovic. Il torneo è stato vinto dallo spagnolo Nadal, che ha così ripreso a Federer il secondo posto in classifica. Nel mondo del calcio non si può non ricordare l’exploit di Roberto di Matteo che, alla testa della londinese Chelsea, si è aggiudicato la fi- nale di Coppa dei campioni, ai rigori, proprio a Monaco contro il Bayern. Di Matteo è di origini italiane, ma è nato a Sciaffusa e in questa squadra ha compiuto i primi passi nel mondo del calcio, passando poi all’Aarau, nella massima categoria. Doppio nazionale, ha sempre detto di voler giocare nella nazionale italiana e ci è riuscito dopo essersi trasferito in Italia. Nel campionato italiano si sono invece distinti sia Lichsteiner, che con la Juventus ha vinto il campionato, sia Dzemaili e Inler, che con il Napoli si sono aggiudicati la Coppa Italia, battendo in finale proprio la Juventus. I tre giocatori sono oggi veri pilastri anche della Nazionale svizzera di calcio, che però non si è quali- ficata per i campionati europei di quest’anno. Nel motociclismo, il bernese Thomas Lüthi (sotto al centro) ha vinto a Le Mans il Gran Premio nella categoria Moto2. Con questo successo Lüthi rilancia le proprie quotazioni per la conquista del titolo mondiale di categoria. Nel basket, il Lugano (foto sopra) ha compiuto una nuova impresa vincendo per la seconda volta le tre massime competizioni in Svizzera: la Coppa della Lega, la Coppa svizzera e il Campionato. Quest’ultimo è stato vinto nell’ultima gara, sulle cinque disputate contro il Ginevra, mentre nelle due altre competizioni ha battuto i tradizionali avversari dell’Olympic Friburgo. Infine, da segnalare l’exploit di Simone Niggli-Luder nella corsa d’orientamento, che in Svezia ha vinto il suo ottavo titolo europeo. La Niggli, campionessa d’Europa, nove mesi dopo aver dato alla luce due gemelli, vanta nel suo palmares ben 17 titoli mondiali. 32 N. 6, giugno 2012 Espresso delle Prealpi, Svizzera centrale Il fascino delle Prealpi. L’Espresso delle Prealpi (Voralpen-Express) vi condurrà attraverso un itinerario romantico costeggiando il lago lungo le dolci pendici delle Prealpi. L’Espresso delle Prealpi collega il Lago di Costanza a Lucerna tramite San Gallo in 2 ore e 45 minuti. Questa trasversale prealpina di 149 km non è un itinerario dalle caratteristiche superlative, ma piuttosto un percorso bucolico da intraprendere per ammirare i paesaggi del Toggenburg, le rive del Lago di Zurigo o le paludi di Rothenthurm. Vi svelerà il fascino delle Prealpi, le rocce che si celano dietro delicate colline, le foreste di conifere. Lungo il percorso fate una sosta per passeggiare a Rapperswil e respirare il profumo delle sue rose o per ammirare i tesori storici di San Gallo. Verdi prospettive Ovunque arrivi lo sguardo in primavera e in estate, lungo il percorso dell’Espresso delle Prealpi è il verde a fare da padrone. Quello dei pascoli di Toggenburg, dei vigneti che costeggiano il Lago di Zurigo o delle foreste di media montagna. Svagatevi con questo itinerario indimenticabile durante la bella stagione. Iscrivetevi su MySwitzerland.com/aso entro il 31 luglio 2012 e potrete vincere un soggiorno di due notti per due persone all’albergo Hotel Einstein a San Gallo. Õ MySwitzerland.com Webcode: X42451 Accordo di partenariato fra Svizzera Turismo e l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) 126_12e_02_pulbi_schweizer_revue_3_12.indd 1 Fauna selvaggia Sosta al parco faunistico di Goldau, dove vivono oltre 90 specie di animali alpini ed europei in un magnifico contesto. Su un’area di oltre 34 ettari, grandi e piccini potranno ammirare da vicino orsi, cervi, linci o rapaci nel loro habitat naturale. Vita a castello Rapperswil, sulla riva del lago di Zurigo, vi invita alla scoperta delle affascinanti viuzze della città vecchia e delle migliaia di rose che fioriscono nei suoi giardini. Dal castello, con il suo museo polacco, si gode un’eccezionale vista sulle Alpi Glaronesi. 1400 anni di storia San Gallo, con una parte della città vecchia classificata Patrimonio mondiale dell’UNESCO, celebra quest’anno i 1400 anni dalla sua fondazione. Un’occasione unica per poter vivere un programma culturale e un’offerta di soggiorno davvero eccezionali. Idea 1 MySwitzerland.com Webcode: A36173 Idea 2 MySwitzerland.com Webcode: A41726 Idea 3 MySwitzerland.com Webcode: A28406 08.05.12 15:13