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LA POSIZIONE ATTUALE (NON UFFICIALE)
DELLA CURIA VESCOVILE DI MOSTAR
NEI CONFRONTI DEGLI EVENTI DI MEDJUGORJE
1) Motivi dell’intervento della Curia
La parrocchia di Medjugorje, appartenente alla diocesi di Mostar, Hercegovina, in
Jugoslavia, è diventata nota in tutto il mondo. Le presunte apparizioni della Madonna, di cui
la stampa mondiale si occupa dal giugno 1981, sono un punto di attrazione che in molti
suscita un entusiasmo eccessivo, mentre gli altri ne temono un giudizio negativo della Chiesa.
I fedeli comuni, di solito, non si intendono troppo della teologia. Sono proclivi, a volte, a
legare la propria fede alle rivelazioni private, alle apparizioni. Anzi, talvolta non sono a
conoscenza del fatto che neanche il Santo Padre può esigere da qualcuno di accettare Lourdes,
Fatima ed altri luoghi delle apparizioni celesti. Perciò, coloro che accettano fanaticamente gli
eventi di Medjugorje come autentici, possono vedere un nemico della fede anche nei fedeli
buoni che non ci credono nelle “apparizioni” di Medjugorje. Dato che tale fatto crea una
tensione e divisione tra i fedeli, la Curia vescovile di Mostarè costretta ad intervenire, anche
prima del definitivo parere della Commissione su Medjugorje, per richiamare l’attenzione del
pubblico all’imprudente propaganda e all’irresponsabile organizzazione dei pellegrinaggi a
Medjugorje. Tali cose possono essere molto più nocive che utili alla Chiesa, poiché c’è da
temere seriamente che tutto questo possa procurare una vergogna alla Chiesa e alla fede
cattolica e grande illusione alle anime pie.
Inoltre, la Curia di Mostar è consapevole della grande responsabilità davanti a Dio e
agli uomini nel pubblicare questo scritto. Il V escovo ha invitato, dall’inizio, sia oralmente, sia
per iscritto, i francescani di Medjugorje a non fare una propaganda sfrenata e a non prevenire
il giudizio della Chiesa. Il desiderio della propria affermazione in difesa del loro
atteggiamento nel notorio “caso erzegovinese”, tutto accompagnato dai non insignificanti
interessi materiali, ha fatto crollare tutti i riguardi ed argini. V arie informazioni e articoli nei
giornali e riviste, i bollettini, gli opuscoli, i libri, scritti dai teologi noti ma irresponsabili, i
TV -films, videocassette, i giornalisti superficiali, i carismatici esaltanti… hanno creato nel
mondo un’euforia che induce la Curia vescovile a rendere pubblica la sua posizione attuale,
sebbene non ancora ufficiale, riguardo agli eventi di Medjugorje.
2) Sospetti e dubbi
Il V escovo Ordinario, Mons. Pavao Žanić, ha seguito dall’inizio ciò che avveniva a
Medjugorje e ha pensato tra di sè: Se lo scandaloso “caso erzegovinese” (circa la
disobbedienza dei francescani ai Decreti della Santa Sede concernenti le parrocchie), che gi
à
da anni persiste in Hercegovina, non è stato risolto tramite gli uomini, forse Iddio ha voluto
mandarci la Madonna per indurre i disobbedienti all’ubbidienza e all’amore verso la Chiesa.
Nelle prime settimane, quando l’afflusso degli uomini a Medjugorje cominciava ad
aumentare, il V escovo locale siè trattenuto in una conversazione con i “veggenti” (il 21 luglio
1981). Già all’inizio c’erano certe cose che avevano un sapore di bugie (per es. erano diversi i
motivi per cui i ragazzi andavano a Podbrdo, luogo delle “apparizioni”, cioè si raccoglievano
le pecore, o i fiori, o si andava a fumare, oppure la mossa della lancetta dell’orologio addietro
ecc.), ma il V escovo non ci dava un gran peso. Però ha domandato ai “veggenti” se la
Madonna abbia detto qualcosa sul “caso erzegovinese”. Essi hanno risposto che la Madonna
avrebbe detto che tutto si sarebbe risolto in breve tempo. Poi, quando Le hanno chiesto se
bisognava pregare a tal fine, Ella avrebbe risposto: non c’è bisogno! Più tardi i ragazzi si
correggevano, e domandavano per la seconda volta, e per la terza, alla Madonna, ma tale
correzione sembrava ben intenzionata.
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Nella settima “apparizione”, che non aveva luogo a Medjugorje, ma a Cerno (alcuni
chilometri da Medjugorje, dove i “veggenti” sono stati portati a macchina dagli agenti dello
Stato), i ragazzi hanno comunicato al parroco la stessa sera che la Madonna aveva detto che ci
sarebbero ancora tre apparizioni: mercoledì, giovedì e venerdì, cioè il 1, il 2 ed il 3 luglio
/1981/. V enerdì, sarebbe stata l’ultima apparizione. A tale ultima “apparizione”, avvenuta
nella casa parrocchiale di Medjugorje, sono stati presenti anche alcuni sacerdoti. Terminata
l’”apparizione”, i “veggenti” hanno detto: Questa è l’ultima apparizione! Allora, come si può
spiegare il fatto che le “apparizioni” siano continuate e che non cessino ancora?
Nei primi giorni i “veggenti” erano molto eccitati, esaltati, svenivano persino. Uno
stato allucinatorio si trasferiva anche ai pellegrini, molti “vedevano” varie cose e persone e si
raccontavano storie ridicole. Era molto difficile accertare la veridicità e la non veridicità di
tali racconti. Sulla fine dell’estate 1981, quando sono sorti i seri dubbi nell’autenticità delle
apparizioni, non era facile rispondere comeè stato iniziato tutto questo, quale era il significato
degli avvenimenti, che cosa era vero di quello che si parlava sui fenomeni luminosi e sulle
presunte guarigioni. Ma c’erano pure molte ragioni per dubitare nell’autenticità delle
apparizioni, e pensare seriamente all’allucinazione. Infatti la Madonnaè stata “vista” per
prima da Ivanka Ivanković, la cui madre era morta qualche mese prima, ed essa si interessava
molto dove è andata a finire la sua mamma. Poi, nell’apparizione a Cerno, di nuovo la
Madonna “appare” per prima a lei.
Il V escovo aveva ragioni per dubitare seriamente nelle “apparizioni” anche prima di
aver avuto nelle mani il famoso estratto del Diario della principale “veggente”, Vicka
Ivanković /nel febbraio 1983/. Infatti il 14 gennaio 1982 al V escovo si sono presentati: Vicka
Ivanković, Marija Pavlović e Jakov Čolo. Essi hanno comunicato al V escovo che la Madonna
aveva detto che egli aveva agito precipitosamente nelle sue decisioni nei confronti dei frati. Il
V escovo ha chiesto a più riprese se c’era ancora qualche cosa nelle “apparizioni” che lo
poteva interessare. /Il V escovo, infatti, aveva sentito da un membro del governo provinciale
sui “messaggi” della Madonna ai due frati di Mostar/. Ma i “veggenti” negavano
categoricamente di avere un altro messaggio.
Però il 3 aprile 1982 sono venuti dal V escovo Vicka Ivanković e Jakov Čolo, “inviati
dalla Madonna”. Vicka ha detto testualmente /registrato al magnetofono/: “La Madonna ci ha
rimproverato perché l’ultima volta non abbiamo detto tutto. Ha parlato di questo caso
/erzegovinese/ e ha scoppiato a ridere e ha aggiunto che ella avrebbe messo in ordine tutto, da
sola. Io non c’ho la minima idea di che cosa si tratta. Poi cominciò a ridere. Allora io e Jakov
ci siamo smascellati dalle risa. La gente ci chiede: perché ridete? Noi rispondiamo che
ridiamo perché ella ci ha detto di ridere… Ella ha detto di codesti frati che a loro piace
lavorare nella Chiesa come a tutti gli altri, e celebrare la messa. I sacerdoti non sono affatto
colpevoli. Ella ha detto anche i loro nomi, io non li conoscevo, e più tardi li ho visti, Prusina e
V ego. Dice che essi non sono affatto colpevoli. Lo ha ripetuto due volte. Jakov lo ha sentito,
era presente anche Marija”.
Il V escovo: “Ti ha detto questo, riguardo a loro, prima che tu sei stata da me l’ultima
volta, il 14 gennaio 1982, e perciò ti ha rimproverato di non averlo detto?”
Vicka: “Sì, perciò mi ha rimproverato tre volte perché non ci sono venuta, perché non
Glielo detto”.
Il V escovo insiste ancora: “Di nuovo non ci siamo intesi. L ’ultima volta sei stata da
me, il 14 gennaio. Prima di tale data la Madonna ti ha detto di trasmettermi il messaggio sui
cappellani di Mostar?”
Vicka: “Sì, ma io non l’ho trasmesso, e perciò mi ha rimproverato, perché non ho fatto
il mio dovere. Io invece ho parlato troppo e non potevo ricordarmi”. Eppure il V escovo le ha
domandato direttamente sui cappellani!
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Inoltre, tre gorni prima della menzionata data, cioè l’11 gennaio 1982 la stessa Vicka
ha scritto nel suo Diario nascosto: “Abbiamo domandato di nuovo sui due cappellani di
Mostar. La Madonna ha ripetuto due volte quello che aveva detto prima”. Ricordiamo che
Vicka aveva parlato con la “Madonna” ancora due volte prima, cioè il 19 dicembre 1981 e il 3
gennaio 1982, sempre sullo stesso argomento. Quindi dal suo comportamento appare una
palese contraddizione e menzogna!
Aggiungiamo ancora qualche elemento che ci fa sorgere i fortissimi dubbi nelle
“apparizioni” di Medjugorje.
Sulla fine del 1981 e nel corso del 1982 avvenivano vari “miracoli” e cose assurde. Se
ne parlava moltissimo. Alcune chiacchiere sono messe anche per iscritto. Per esempio, Vicka
nel suo Diario, di cui possediamo la copia, scrive che essi, i “veggenti”, hanno visto tante
volte, accanto alla Madonna, anche il fra Jozo Zovko, parroco di Medjugorje, che era nel
carcere. Hanno visto poi Ivan Dragićević, che si trovava nel seminario francescano di Visoko.
Nello stesso Diario troviamo delle fantasticherie riguardanti il fra Jozo Zovko nel carcere,
come per esempio: le guardie spengono la luce e chiudono a chiave la porta della stanzetta di
Zovko, ma la luce si accende e la porta si apre, tutto da solo! Oppure una di questo genere:
“V enerdì, 4. IX. 1981. Oggi abbiamo atteso la Madonna presso Mirjana. Io (Vicka), Marija,
Ivanka e Jakov con noi. Abbiamo cominciato a pregare alle 18,20. La Madonna è apparsa
subito. Le abbiamo domandato dei frati e delle suore della nostra parrocchia… Abbiamo
domandato dell’uomo che ha visto Gesù sulla strada, quando ha portato a macchina la gente.
Egli ha incontrato un uomo che era tutto nel sangue – tale uomo era Gesù – ed egli (Gesù) gli
ha dato un fazzoletto macchiato di sangue e gli ha detto di buttarlo nel fiume. Conducendo più
avanti, ha incontrato una donna – era la Beata V ergine Maria – ed Ella ha chiesto all’uomoconducente il fazzoletto insanguinato. L’uomo le ha dato un fazzoletto suo, ma la Madonna ha
chiesto quello macchiato di sangue. Quando l’uomo le ha dato il fazzoletto insanguinato, la
Madonna ha detto: ‘Se non me l’avessi dato, sarebbe l’ultimo giudizio per tutti!’ La Madonna
ha detto che ciò era vero”. Così scrive Vicka nel suo Diario, così anche i “veggenti” hanno
comunicato tramite varie interviste.
Il V escovo ha chiesto ai “veggenti”, chi ha detto loro di pregare sette Padrenostro,
A vemaria e Gloria al Padre e il Credo. Alcuni hanno risposto: la Madonna, altri: la nonna,
altri invece: così si prega sempre in Hercegovina. Tutto questo mette in forte dubbio
l’autenticità delle “apparizioni”.
3) Il “grande segno”
Fin dall’inizio delle “apparizioni” i “veggenti” dicevano che la Madonna avrebbe
lasciato un segno, visibile a tutti, come prova delle sue apparizioni. Su tale segno Vicka scrive
nel suo Diario: Quando sarà il segno, la Madonna ha risposto:
- “V errà presto” (il 27 agosto 1981).
- “Ancora un po’ di pazienza” (il 29 agosto 1981).
- “Mo’, ancor un po’ di pazienza” (il 31 agosto 1981).
- “Ancora solo un po’ di pazienza” (il 3 settembre 1981).
Vicka ha detto ad una persona che lo ha confidato al V escovo, che il segno sarebbe stato
prima che il suo pappa ritornasse dalla Germania. Ed egli doveva venire verso il Natale del
1981. Questo segno, richiamo ai pellegrini, fu notato al pubblico molte volte: per
l’Immacolata del 1981, per il Natale dello stesso anno, per il Capo d’anno 1982 ecc.
Naturalmente, quando non è successo nulla, i “veggenti” hanno detto: Noi non lo abbiamo
detto!
Col decreto dell’11 gennaio 1982 il V escovo ha nominato una Commissione per
raccogliere ed esaminare il materiale riguardante le vicende di Medjugorje. La Commissione
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ha avuto qualche volta la sua riunione. Dopo il secondo incontro, il V escovo ha incaricato due
membri della Commissione, il 10 maggio 1982, a recarsi a Medjugorje per chiedere ai
“veggenti” la descrizione e la data del “grande segno”. La descrizione doveva essere fatta in
due copie: una per la Curia, l’altra per i “veggenti”. Le copie dovevano essere messe in buste,
poi chiuse e sigillate dal timbro della Curia V escovile di Mostar. Per
ò, i “veggenti” hanno
risposto che, per mandato di fra Tomislav Vlašić, avevano chiesto alla Madonna il permesso
di scriverlo. Ma la Madonna ha proibito categoricamente ogni messa in scritto. /Fra Ivan
Dugandžić, membro della Commissione, ha ammesso, più tardi, di aver informato fra
Tomislav Vlašić su questa intenzione della Commissione e del V escovo/. Poi, i due membri
della Commissione si sono recati subito a Sarajevo per chiedere la stessa cosa alla “veggente”
Mirjana Dragićević (questa ha il telefono a casa). Essa ha risposto di aver domandato alla
Madonna, la quale però proibisce di scrivere qualunque cosa sul “segno”. Allora, un membro
della Commissione si è recato a Visoko per chiedere la stessa cosa al “veggente” Ivan
Dragićević /il telefono del seminario è sotto il controllo del prefetto…/. Questo “veggente” ha
descritto tutto, senza la minima opposizione, e le sue buste, sigillate dal timbro del seminario,
si trovano una nel seminario, l’altra nella Curia vescovile di Mostar.
Poi, il 3 agosto 1982 il V escovo ha chiamato tutti i “veggenti” a Mostar. Davanti ad
alcuni membri della Commissione ha chiesto a loro, separatamente, di descrivere il segno,
indicarne la data della manifestazione, mettere solo in una busta, timbrare col timbro della
Curia, e ciascuno può portare a casa, senza lasciare alcuna copia a Mostar. E quando avverrà
quel “segno”, si apriranno le buste e si vedrà se la profezia corrisponde ai fatti. Ma i
“veggenti” hanno rifiutato di farlo. Allora il V escovo ha chiesto a I. Dragi
ćević se la Madonna
l’aveva rimproverato di aver fatto la descrizione del “segno” a Visoko. Egli rispose: No!
Il V escovo ha avuto nelle mani la cassetta del discorso registrato dalla “veggente”
Mara Jerković di Medjugorje, ma non appartenente ai “veggenti” del gruppo sei. Essa dice,
che un giorno sorgerà sulla collina delle apparizioni un grande santuario della Madonna, per
l’intervento straordinario di Dio e della Madonna. Sorgerà una chiesa bell’ e fatta, davanti alla
quale una grande statua della Madonna. Davanti ad essa ci sarà un grande lago, circondato
dalle rose bianche e rosse. Dalla chiesa fino al villaggio, in gi
ù, saranno le scaline di pietra!
4) Le “profezie” dei carismatici
L ’inserto speciale, nr. 11 (1981), pubblicato da Lucy Rooney, S.N.D. /segretaria di P .
Robert Faricy/, riporta il seguente brano: “Nel Maggio 1981, ha avuto luogo a Roma una
conferenza internazionale per i leaders del rinnovamento carismatico. Uno dei leaders della
Jugoslavia presenti era Padre Tomislav Vlašić, O.F.M. Durante la conferenza egli chiese ad
alcuni leaders di pregare insieme a lui per la guarigione della Chiesa. Uno dei leaders che
pregava con lui, Suor Briege McKenna, ebbe l’immagine mentale del P . Vlaši
ć seduto e
circondato da una grande folla; dal sedile fluivano fiumi d’aqua. Un altro, Emile Tardif O.P .
disse in profezia ‘Non temere, sto per inviarti mia Madre’. E così P . Vlašić tornò a Jugoslavia.
Due settimane dopo il suo ritorno, Nostra Signora cominciò ad apparire ad un gruppo di
ragazze e ragazzi nella parrocchia Francescana di Medjugorje. Fluiscono adesso fiumi di vita
nuova”.
Bisogna domandarsi chi è codesto Padre Tardif che possa inviare la Madonna dove
egli vuole?
Già dal loro inizio gli eventi di Medjugorje si trovano nelle mani dei carismatici: fra
Jozo Zovko, fra Tomislav Vlašić ed altri. Si diceva spesso che i “messaggi” della Madonna
sono evangelici. E’ ovvio che sono evangelici, almeno quelli che si sono diffusi
maggiormente. Dovevano essere tali, perché li ha composti fra Tomislav Vlaši
ć che conosce
la teologia e sa che cosa bisogna dire. Può essere molto efficace lanciare l’appello alla
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preghiera, alla penitenza e alla conversione. Quelli che sono venuti a Medjugorje erano così
colpiti, entusiasmati dalla preghiera, dalle confessioni, e molti si convertivano poiché
credevano che la Madonna appariva. Ma tali fatti non sono alcuna prova per l’autenticità
delle apparizioni! E’ noto dalla storia della Chiesa che addietro agli eretici e agli scismatici
correvano masse dei seguaci facendo le opere di grande penitenza e pietà, dividevano tutto ai
poveri, camminavano a piedi nudi, non si sposavano ecc. Ma tali segni non erano prove che
gli eretici camminavano per via giusta! E’ noto anche il fatto che la gente prega con pari
devozione sia davanti ad una reliquia falsa e quella autentica, sia nel luogo dove la Madonnaè
veramente apparsa (Lourdes, Fatima…) come altrove dove esistevano solo allucinazioni.
Il nostro popolo non sapeva molto dei simili luoghi delle “apparizioni”, come per es.
Garabandal in Spagna, dove la Madonna “appariva” alle quattro ragazze dal 1961 al 1964. Lì
avveniva lo stesso come a Medjugorje: l’invito alla preghiera e alla penitenza, alla
conversione, minacce al mondo se non si converta, e in modo particolare un “grande segno”
per cui tutti credevano che la Madonna vi appariva realmente. Dopo quattro anni di tali
“apparizioni”, una delle “veggenti”, Maria Cruz, ha detto: “Io non ho mai visto la Madonna!”
Di quel “grande segno” non c’è alcuna traccia! La Commissione, costituita dal V escovo di
Santander, ha dichiarato che le apparizioni non sono soprannaturali.
Lo stesso è avvenuto a San Damiano, in Italia. Quelli che hanno propagato le
“apparizioni” di Garabandal e di San Damiano hanno resistito per anni alla disciplina
ecclesiastica e alle decisioni dei V escovi locali. Infine, il mondo ha accettato che le
“apparizioni” erano semplici allucinazioni.
5) In concerto con la Santa Sede
Il V escovo di Mostar ha cercato di informare la Santa Sede su tutti gli eventi di
Medjugorje. Ne ha conversato due volte con il Santo Padre. Il Papa gli ha raccomandato di
essere molto cauto /“procedere con grande cautela”!/. Il 2 giugno 1982 il V escovo è stato di
nuovo a Roma e ha sottoposto una relazione alla Santa Sede. Gli è stato raccomandato di non
aver fretta nell’emettere un giudizio, poiché il tempo apporterà le nuove prove pro e contra.
Le “apparizioni” del resto persistono ancora, è probabile che avvenga qualcosa di nuovo. Non
era possibile starsene con le mani giunte, poiché la propaganda ha fatto i suoi passi ed efetti e
voleva mettere il V escovo e la Commissione davanti ad un fatto compiuto: ecco, vedete, ci
sono le masse che pregano, si convertono, ci sono le guarigioni ecc.
Il V escovo avvertiva continuamente i francescani di Medjugorje di non propagare
l’autenticità delle apparizioni, di non andare davanti al giudizio della Chiesa. E ripeteva
questa frase: Se la Madonna lascia un segno autentico, quelli che non credono nelle
“apparizioni”, in primo luogo il V escovo locale, verranno a Medjugorje, smentiranno quello
che dicevano prima. Ma se un giorno si giunga alla conclusione che le apparizioni non sono
autentiche, che cosa potranno dire alla gente quelli che adesso propagano Medjugorje?
6) Il Diario delle “apparizioni”
Quello che la Santa Sede suggeriva riguardo al cammino cauto, poiché con l’andar del
tempo sarebbero emerse nuove prove pro e contra, poteva produrre i frutti alla fine del
gennaio del 1983. Infatti, un gesuita sloveno, P. Radogost Grafenauer, presentatosi come un
“esperto nei discernimenti degli spiriti” si interessava di Medjugorje. Egli venne alla Curia
vescovile di Mostar nel gennaio 1983. Lì rimase per tre giorni: ascoltava i nastri delle
interviste e dei racconti dei “veggenti”, faceva degli appunti e in fine disse: “Io non vado a
Medjugorje. Lì non succede nulla.” Il V escovo gli replicò: “V ada pure e veda quel che c’è!”
Ed egli andò. Arrivato lì, è rimasto per qualche tempo, ha avuto un interrogatorio con i
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“veggenti” e ha concluso che la Madonna non ci appariva. Però, nella conversazione con
Padre Tomislav Vlašić si è convertito completamente accettando l’autenticità delle
apparizioni. Quando i frati hanno visto che egli ci credeva fortemente, gli hanno offerto la
possibilità di dare una occhiata al Diario della principale “veggente”, Vicka Ivankovi
ć, e alla
Cronaca delle apparizioni, condotta dal Padre Vlašić. P . Grafenauer ha trascritto dalla
Cronaca e ha confrontato con il Diario tutto quello che la Madonna aveva da comunicare al
V escovo locale. Lo stesso Padre ha inviato al V escovo, il 16 febbraio 1983, i “messaggi”
della Madonna riguardanti i due cappellani di Mostar, fra Ivan Prusina e fra Ivica V ego, i
quali sono stati espulsi dall’Ordine, sciolti dai voti e sospesi a divinis (il 29 gennaio 1982).
Ecco gli estratti del Diario di Vicka:
- Il 19 dicembre 1981 - sabato
Ho chiesto sul problema erzegovinese, in particolare riguardo a fra Ivica V ego. La
Madonna ha detto che il più colpevole di questi disordini è il V escovo Žanić. Lei ha detto che
fra Ivica V ego non è colpevole, e che il V escovo ha tutto il potere. Ha detto a lui /a fra V ego/
di rimanere a Mostar, di non andarsene.
- Il 3 gennaio 1982 – sabato
Tutti noi veggenti abbiamo domandato alla Madonna su Ivica V ego. La Madonna ha
risposto: “Ivica non è colpevole. Se lo espellono dai frati, sia coraggioso! Io dico ogni giorno:
Pace, pace! E vi è sempre di più inquietudine. Ivica non è colpevole. Rimanga pure!” Questo
lo ha ripetuto tre volte. Tutti abbiamo sentito e glielo abbiamo comunicato. “Il V escovo non
mette in ordine, e perciò egli è colpevole. Neanche lui farà sempre il V escovo. Io mostrerò la
giustizia nel regno”. Questo è durato dieci minuti, tutto si riferiva a Ivica.
- L ’11 gennaio 1982 – lunedì
Abbiamo domandato di nuovo sui due cappellani di Mostar. La Madonna ha ripetuto due
volte quello che ha detto prima.
- Il 20 gennaio 1982 – venerdì
Abbiamo domandato che cosa faranno fra Ivica V ego e fra Ivan Prusina ora quando sono
espulsi /non erano ancora espulsi! n.d. Curia/. La Madonna ha risposto: “Essi non sono
colpevoli. Il V escovo siè precipitato nella decisione. Rimangano, preghino molto ed anche gli
altri preghino per loro”.
- Il 16 aprile 1982 – venerdì
Io (Vicka) ho posto alcune domande riguardanti Ivica V ego e fra Ivan Prusina, e ad alcune
mi ha risposto la stessa Madonna. Madonna mia, i giornali scrivono che Ivica e Ivan sono
espulsi dai frati. Lei mi ha risposto: “Non sono espulsi!” Poi ha sorriso. “Dì loro pure di
essere tranquilli e coraggiosi. Ci sono molte prove /tentazioni/. Devono essere perseveranti.
Giornali possono scrivere ciò che vogliono, /i due espulsi/ non ci prestino alcuna attenzione,
perché non è importante”. Madonna mia, dà la pace, una buona volta, così che Ivica e Ivan
non abbiano più alcuni problemi. La Madonna ha risposto: “Io metterò la pace in tutto”. Ha
menzionato anche alcuni frati di Mostar, ma “lascia stare, avrò l’occasione di comunicare
loro, ci sono tre principali”. Madonna, che cosa sarà col V escovo? Lui, cambierà il suo
atteggiamento? La Madonna ha risposto: “Io non voglio affrettarmi. Io aspetto per vedere se
egli cederà a seguito dei miei messaggi inviatigli tramite voi”. Però, a me /Vicka/ questo è
così pesante /difficile/. Per me è troppo, tanto pi ù per Ivan e Ivica! Ieri, mentre eravamo con
la Madonna, Le abbiamo domandato se possiamo pregare un Padrenostro per loro due. Lei ha
detto subito: “Sì”. E ha cominciato a pregare. Quando abbiamo finito, Lei sorrise e mi disse:
“A te, non ti viene altra idea in testa se non quella dei due frati”. Io risposi: Sì, non mi viene
altra idea!
- Il 26 aprile 1982 – lunedì
“Il V escovo non possiede neanche un po’ del vero amore di Dio per quei due. Ivica e Ivan,
per quanto riguarda il V escovo, siano tranquilli, poiché egli mette su di loro un peso
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stragrande per liberarsene. Poiché, egli ha cominciato dai più giovani e poi intende così poco
per volta avanti. Lo so che questo è un grande colpo per loro. Ma non si preoccupino affatto,
lo cancellino senz’altro dalla loro testa, sappiano soffrire per la giustizia. Ciò che il V escovo
fa non è secondo la volontà di Dio: innocenti, senza colpa, e così puniti! Iddio non
permetterebbe questo, ma il V escovo non agisce secondo la grazia di Dio,è può fare ciò che
vuole. Ma un giorno si vedrà la giustizia che non avete visto da tempo. Io comincerò a mettere
in ordine tutto, volta per volta, e molti frati saranno illuminati da una grande felicità”.
- Alla fine dell’agosto 1982
Vicka ci ha detto press’a poco così: La Madonna mi ha comunicato il messaggio che Ivan
e Ivica non devono allontanarsi da Mostar!
- Il 29 settembre 1982 – mercoledì
Fra Ivica ha domandato: Dobbiamo lasciare Mostar o restarci? La Madonna ha risposto:
“Restate!”
A vendo appreso questi “messaggi”, il V escovo ha chiesto a fra Tomislav Vlaši
ć,
cappellano d’allora di Medjugorje e direttore spirituale dei “veggenti”, come mai che abbiano
nascosto, per più di un anno, questi “messaggi” all’Ordinario del luogo?
P . Vlašić: Non abbiamo voluto che Medjugorje fosse caricato dalla questione
erzegovinese (“caso erzegovinese”).
Il V escovo: Se Lei crede che quei “messaggi” del Diario, diretti al V escovo, sono
veramente pronunciati dalla Madonna, perché celarne il contenuto davanti al pubblico. I fedeli
possono e devono saperlo. Perché non pubblicarlo?
P . Vlašić: Sono convinto che quelle parole sono della Madonna. Però, ho voluto aver
riguardo per il V escovo… Le pubblichi Lei!
Il V escovo: Lo pubblicherò quando riterrò opportuno! Quindi, in quel momento /febbraio
1983!/ fra Tomislav Vlašić era convinto che le parole e i messaggi, contenuti nell’Estratto del
Diario, erano della Madonna. Non gli veniva in mente di negare l’esistenza del Diario. Ma pi
ù
tardi gli verrà in mente, a lui e agli altri frati, di vedere che gli attacchi della Madonna contro
il V escovo e la difesa dei due ex-frati di Mostar sono le prove più forti contro la autenticità
delle apparizioni. Perciò, qualche mese dopo, lui e gli altri, cominceranno ad asserire che
quell’Estratto è stato trascritto da alcune carte che sono state date a Vicka, ma che il Diario
non esiste affatto.
Il V escovo ha chiesto con la lettera ufficiale, il 12 aprile 1983, al parroco di Medjugorje e
a Vicka Ivanković di portargli il Diario. Il 7 maggio 1983 Vicka scrive al V escovo, tra l’altro,
questa importante affermazione: “In questi giorni sono venuta a sapere che circolano, fatti
a macchina, gli estratti del mio diario che io scrivo privatamente in esclusiva per me
dallo stesso inizio delle apparizioni della B. V . Maria a Crnica nella parrocchia di
Medjugorje”… (P . Vlašić dirà davanti alla Commissione, il 25 maggio 1984, che la detta
lettera è stata scritta da un sacerdote e data a Vicka a firmarla. Come le manipolazioni escono
fuori!). Ma a noi interessa accettare la verità. Vicka, nella sopraccitata frase, riconosce di
avere il Diario, di averlo scritto privatamente e che i pubblicati estratti sono del suo diario
privato! Che privato, se è stato fatto vedere a P. Grafenauer!
Il V escovo scrive di nuovo a Vicka chiedendole di portargli il diario delle apparizioni, il
17 maggio 1983. Vicka viene alla Curia, il 27 maggio 1983, portando un’agenda delle
apparizioni, comprendente il febbraio e il marzo 1982, circa 30 giorni. Però, tale agenda era
preparata “ad hoc”, per ingannare il V escovo. Da quel momento anche Vicka comincia a
negare di aver scritto il diario! “Tutto qui”, ha detto, contraddicendo quello che aveva scritto
al V escovo il 7 maggio 1983.
Il 16 giugno 1983 il V escovo ha scritto per la terza volta al parroco di Medjugorje di
portargli la Cronaca delle apparizioni e a Vicka di portargli il Diario. Non hanno portato né la
Cronaca né il Diario, ma hanno cominciato ad affermare che il Diario non esisteva!
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Il 16 novembre il V escovo si è recato a Medjugorje a chiedere ancora una volta la
Cronaca delle apparizioni e il Diario di Vicka. Edè riuscito finalmente ad avere quattro tomi
di Cronaca. Il diario? – Il principale movens di Medjugorje, fra Tomislav Vlaši
ć, voleva
giurare sulla croce che il diario non esisteva. Il V escovo gli ha mostrato la lettera di Vicka
Ivanković (del 7 maggio 1983) e la lettera del P . Grafenauer (del 14 febbraio 1983), dalle
quali risulta chiaramente che il diario esiste! Ma egli si dichiarava ugualmente disposto a
giurare…
Ritornato a casa, il V escovo ha cominciato a sfogliare la Cronaca. Alla prima vista era
evidente che la Cronaca fu “preparata” e certe parole, scomode, erano eliminate, cancellate.
Però, è rimasto molto sorpreso quando ha trovato quello che è sfuggito al cronista, P . Vlašić.
Ivi stava scritto:
“Il 16 marzo 1982. Oggi ho parlato un po’ più a lungo con la veggente Vicka. Dato che
già da un pezzo di tempo non mi portava il suo diario delle apparizioni, ho sentito la
necessità di interrogarla un po’ di più. Le linee essenziali sono seguenti: Essa registranel suo
diario tutto secondo l’ordine…”
Eccoci qua! Ma questo non basta. Il P . Vlašić, dimenticando forse ciò che aveva scritto il
16 aprile 1982, ha giurato sulla croce davanti al V escovo, il 14 dicembre 1983, con la seguenti
parole:
“Così mi aiuti Iddio onnipotente, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo! Il diario nascosto, di
cui parla il Padre V escovo, non è mai stato nella mia mano, né sono a conoscenza se esista
il diario di Vicka. Mi sono interessato in maniera più sincera anche da Vicka per sapere se
esiste, e, dalla conversazione, sono venuto alla persuasione che tale diario non esiste. In
codesto periodo ho suggerito a Vicka di scrivere il diario ed essa, per quanto io potevo
saperne, non l’ha scritto. Del diario, io non ne so più nulla. Amen!”
Sapienti sat!
Inoltre, riascoltando la conversazione registrata con Vicka, il 3 aprile 1982, si sentono le
parole di Vicka: Io c’ho il diario a casa… C’è ogni giorno, data e tutto è registrato”. Ma
Padre Vlašić va per sua strada.
7) I due ex-cappellani di Mostar, Prusina e Vego
Nel settembre del 1980 il V escovo di Mostar, Mons. Petar Čule ha rassegnato le
dimissioni e il suo Coadiutore Mons. Žanić ha assunto il governo della diocesi. In quella
occasione fu eretta la nuova parrocchia cattedrale, dismembrata (secondo l’ordine della Santa
Sede e secondo un accordo interno con i francescani) da quella francescana di Mostar, l’unica
fino ad allora nella città dei circa 25.000 cattolici. I frati, però, non hanno voluto accettare la
divisione della loro parrocchia. Scoppiò una guerra aperta. Due francescani, cappellani della
parrocchia francescana di Mostar, fra Ivan Prusina e fra Ivica V ego, tra i più pervicaci e
contumaci, si sono compromessi a tal punto d’essere stati colpiti con le sanzioni ecclesiastiche
più severe: la sospensione a divinis, lo scioglimento dai voti, l’espulsione dall’Ordine
francescano! A tale decisione siè arrivati dopo i ben otto gravi ammonimenti da parte della
Curia Generalizia dei Frati Minori di Roma! La decisione fu presa il 29 gennaio 1982! Ma
tale decisione non è riuscita ad impedire la facinorosa azione dei due ex-frati. Questi,
alloggiati, fino ad oggi, nel convento francescano di Mostar, hanno continuato con le loro
funzioni sacerdotali sul territorio della neoeretta parrocchia cattedrale.
Questi due disobbedienti ex-frati, Prusina e V ego, sono stati presi in protezione e
difesi dalla “Madonna” di Medjugorje, dalla fine del 1981 in poi, sempre secondo i
“messaggi” contenuti nel diario di Vicka Ivanković, di cui abbiamo parlato per esteso nelle
pagine precedenti.
9
Questi due ex-frati, in ricambio alla “Madonna” di Medjugorje, insieme ai frati della
parrocchia di Medjugorje ed ad altri francescani ai quali poco interessa la pace e l’ubbidienza
ai propri superiori e alla Chiesa, si presentano come instancabili promotori della propaganda
delle “apparizioni” di Medjugorje! Anzi, questi due ex-frati venivano spesso a Medjugorje per
confessare la gente, come se fossero adirittura premiati e non sospesia divinis!
8) La Commissione allargata
L ’iniziale Commissione dei quattro membri, nominata l’11 gennaio 1982, per l’esame
degli eventi nella parrocchia di Medjugorje,è stata allargata all’inizio dell’anno 1984 ad una
ventina di persone con la nomina di ecclesiastici scelti fra gli esperti in materie teologiche
delle varie Facoltà di Teologia di Croazia e di Slovenia e di rappresentanti della scienza
medica.
Questa Commissione si è riunita la prima volta nei giorni 23 e 24 marzo 1984. I
membri potevano avere circa 180 pagine di vario materiale utile alla discussione sugli eventi
di Medjugorje. La Commissione si è dichiarata contro il fatto che i sacerdoti e i laici
organizzano pellegrinaggi a Medjugorje.1 Ma i difensori delle “apparizioni” hanno rafforzato
la propaganda, specialmente sui “miracoli” e sulle “guarigioni”. Fino a quel momento si
parlava di circa 200 “guarigioni”. Il V escovo aveva invitato i frati di Medjugorje a presentare
la documentazione medica su tali guarigioni. Ci hanno portato i documenti di una decina dei
malati, ma si tratta di documenti comuni che si rilasciano al momento dell’uscita
dall’ospedale, nient’altro.
La Commissione si è riunita di nuovo nel maggio scorso, e poi il 10 e l’11 ottobre u.s.
All’ultima riunione è stato rilasciato un comunicato in cui si constata che non esiste alcuna
documentazione scientifica sulle presunte guarigioni, che la Commissione disapprova
l’organizzazione dei pellegrinaggi a Medjugorje, decide di proseguire l’approfondimento
sugli eventi, ma “già adesso intravede certe difficoltà di carattere disciplinare e teologico nei
messaggi di Medjugorje”.
Aggiungiamo qui anche la Dichiarazione della Conferenza Episcopale di Jugoslavia,
del 12 ottobre 1984:
“I V escovi hanno considerato lo sviluppo degli eventi di Medjugorje in Hercegovina.
La valutazione sul significato degli eventi del luogo potrà essere fatto dopo le indagini
fondate degli esperti, e ciò esclusivamente da parte delle competenti autorità ecclesiastiche.
Perciò non si devono organizzare i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje; non si deve
pregiudicarne la sentenza di coloro che portano la responsabilità per la vita della Chiesa”.
9) “L’amore della verità” di René Laurentin
All’indomata propaganda degli eventi di Medjugorje ha contribuito grandemente,
purtroppo, il noto mariologo francese R. Laurentin. Egli è venuto a Mostar verso il Natale
1983 e ha chiesto al V escovo perché non credeva nell’autenticità delle apparizioni. Il V escovo
ha risposto:
- Secondo gli inserti del “Diario di Vicka”, la “Madonna” parla contro il V escovo
rendendolo responsabile di tutti i disordini del “caso erzegovinese”. Ella difende i due
cappellani-francesani, espulsi dall’Ordine e sospesia divinis! Ma essi continuano con la loro
deleteria attività nella diocesi. La “Madonna” raccomanda loro di rimanere sul posto!
- Poi il V escovo ha esposto al Rev.do Laurentin alcune bugie dei “veggenti” e lo
spergiuro di Padre Tomislav Vlašić circa il famoso Diario “privato” di Vicka.
1
„Circa gli eventi di Medjugorje nella Diocesi jugoslava di Mostar-Duvno“, in: L'Osservatore Romano, 12
maggio 1984, p. 2.
10
Dopo aver sentito queste cose, R. Laurentin ha consigliato al V escovo di non
pubblicarle perché sarebbe nocivo riguardo alle numerose conversioni dei pellegrini! Il
V escovo si è scandalizzato di tale consiglio. Si è domandato se tale atteggiamento sia
conforme alle indagini scientifiche degne di un famoso mariologo!
Poi, quando il Reverendo Laurentin ha visitato di nuovo il V escovo, il 9 agosto 1984,
nella conversazione ha negato di aver consigliato al V escovo quel cheè stato detto sopra, a
grande sorpresa del V escovo! Ma il V escovo gli ha risposto: Se la Madonna appare a
Medjugorje, ad essa non sono necessarie le bugie, gli spergiuri e le deformazioni della verit
à!
Nel frattempo Laurentin ha pubblicato, in collaborazione con P . Ljudevit Rupčić,
francescano erzegovinese, professore alla Teologia francescana di Sarajevo, un libro su
Medjugorje, uscito prima in francese,2 poi in italiano.3 Il libro ha costato 76 franchi francesi e
in quattro mesi – come dice lui stesso – sono vendute 75.000 copie (circa sei cento mila
dollari). Per tale libro il Rev.do Laurentin ha fatto una grande propaganda prima in Francia
poi in Italia.
I suoi articoli, pubblicati originalmente su laFrance catholique,4 sono stati tradotti in
croato e apparsi su Glas Koncila,5 con specifiche descrizioni delle “veggenti”. Ma quello che
non si aspettava da tale mariologo sono le sue calunnie del V escovo di Dubrovnik, Mons.
Severin Pernek, il quale, insieme ai superiori del seminario, avrebbe fatto pressione sul
seminarista Ivan Dragićević, “veggente”, per cui egli non si è sentito a suo agio nel seminario.
Quando i superiori e il V escovo hanno reagito, ciascuno a suo modo, allora R. Laurentin ha
detto che i suoi articoli erano maltradotti in croato! Egli non pensava al V escovo di
Dubrovnik, ma al V escovo di Mostar! Invece, il V escovo di Mostar non ha pronunciato mai
nessuna parola davanti ai seminaristi su Medjugorje!
Nell’edizione italiana del libro di Laurentin, La V ergine appare a Medjugorje?,
l’autore dice di aver sottoposto i 56 casi pubblicati da padre Rupčić 6 al dottor Mangiapan,
presidente del Bureau medical di Lourdes. Egli li ha divisi statisticamente e per quanto
riguarda il loro “valore”. Ma l’abbè Laurentin omette di citare il giudizio completamente
negativo del dott. Mangiapan: “In conclusione, se ci atteniamo alle norme del Bureau
Medical, tutto questo ‘dossier’ non ha praticamente alcun valore… e tale quale non potrebbe
servire… o sostituire un argomento di peso in favore di un luogo delle apparizioni”.7 Dopo
tale giudizio del competente Bureau medical di Lourdes si poteva aspettare che l’edizione
italiana non riportasse quelle “guarigioni”, almeno non quelle dei “guariti” gi
à - defunti!
Ad ogni modo, il Rev.do Laurentin ha compromesso la sua buona fama di mariologo
mettendosi a capo di una sfrenata propaganda per l’autenticità delle apparizioni di
Medjugorje!
10) Altri 47 “veggenti”
Il V escovo di Mostar ha raccolto finora ben 47 nomi dei “veggenti” fuori Medjugorje,
residenti nelle altre parrocchie della diocesi. Tutti si vantano di aver simili “visioni”, ma dato
che i loro parroci non li sostengono, parecchi non hanno più tali “apparizioni”. Anche questi
parlavano e parlano dei “dieci segreti”, del “grande segno” ecc. Una delle “veggenti” ha detto
al V escovo, nel magnetofono: “Io ho desiderato molto vedere la Madonna. Un giorno, nella
mia stanza, è apparsa prima una luce poi la Madonna. In alcuni giorni La vedo per tutta la
2
Cfr. LAURENTIN, R., - RUPČIĆ, L., La Vierge apparaît-Elle à Medjugorje? Paris,1984.
Cfr. LAURENTIN R. - RUPČIĆ, LJ., La V ergine appare a Medjugorje?, Brescia, 1984.
4
Cfr. R. Laurentin, „La Vierge apparait-elle a Medjugorje?“, in: France Catholique, 17 fevrier 1984.
5
Cfr. Glas Koncila, nrr. 4, 5 e 6/1984.
6
Cfr. LAURENTIN - RUPČIĆ, La V ergine appare a Medjugorje?, pp.167-168.
7
Association Médical Internationale de Lourdes, Nrr. 205-206, avril 1984, p. 14.
3
11
giornata, dovunque vado, a casa, nel campo, nel bus, nella chiesa…” Questi sono i segni di
tipiche allucinazioni.
Il libro “Vraies et fausses apparitions dans l’Eglise“,8 enumera 230 luoghi di maggior
importanza e degli eventi miracolosi negli ultimi 50 anni. Ma l’approvazione ecclesiastica
l’hanno ottenuta solo Banneux, Beauring e Siracusa in Sicilia. Degli altri 227 luoghi si
potrebbe domandare: come è cominciato, perché è cominciato? Come mai, che alcuni vedono,
altri no? Una cosa è certa: non è la Madonna!
11) Piegare il V escovo con l’intimidazione
I “veggenti” come anche i francescani di Medjugorje, dovevano, già dall’inizio,
collaborare strettamente e sinceramente col V escovo, informandolo su tutti i “messaggi”. Ora
possiamo proporre questa affermazione: la più grande novità delle “apparizioni” di
Medjugorje consiste nel dichiarare il Vescovo locale responsabiledi tutti i disordini causati
dai frati disobbedienti, e nel proclamare innocenti i due frati cappellani, espulsi dall’Ordine
e sospesi a divinis. Tutto il resto è come nelle altre apparizioni, false o vere: preghiere,
penitenza, conversioni.
Ora si pone la domanda, perché i “veggenti” e i loro padri spirituali, francescani di
Medjugorje, nascondevano davanti al V escovo, più di un anno, il famoso diario di Vicka, nel
quale sono riportati i summenzionati “messaggi” e novità? Forse si aspettava che il V escovo
dichiarasse autentiche le apparizioni, e poi essi uscirebbero fuori con le loro “armi”!
E’ molto sintomatica l’intimidazione al V escovo da parte del “veggente” Ivan
Dragićević, ex-seminarista, contenuta nella lettera del 21 giugno 1983, inviata al V escovo del
luogo:
“In data 19 giugno 1983 mi è apparsa la Madonna, insieme ai veggenti Jakov, Marija e
Ivica. Dopo avermi risposto ad alcune domande riguardanti i malati, ha cominciato da se
stessa a parlare di Lei, Padre V escovo. Queste sono le idee che mi ha detto:
‘Dì al P . V escovo che chiedo a lui la conversione urgente agli avvenimenti nella
parrocchia di Medjugorje, finché non sia tardi. Cominci ad avvicinarsi a tutti gli eventi con
molta comprensione, amore e con grande responsabilità. Desidero che egli non metta le
contrarietà tra i sacerdoti e che non metta in rilievo le loro negatività.
Il Santo Padre ha dato a tutti i vescovi di adempiere compiti nelle loro diocesi e di
risolvere i problemi e i litigi. Il P . V escovoè il padre principale di tutte le parrocchie in
Hercegovina. Egli è il capo della Chiesa in Hercegovina. Perciò chiedo a lui la conversione a
questi avvenimenti.
Gli invio la penultima ammonizione. Se non si converta o corregga, lo raggiungerà il
mio giudizio e il giudizio di mio Figlio, Gesù. Se non metterà in atto questo che gli faccio
sapere, vuol dire che egli non ha trovato la via di mio Figlio Gesù.
La Madonna mi ha detto di trasmetterLe questo messaggio.
Bijakovići, il 21 giugno 1983.
Con molti saluti Ivan Dragićević”
Sebbene la lettera è stata scritta a mano da Ivan Dragićević, ex-seminarista che ha
perduto 2 anni scolastici, a Visoko e a Dubrovnik, tuttavia si può con sicurezza affermare che
la composizione non è sua. Ma chi è costui che attribuisce alla Santissima V ergine assurde
minacce, del suo giudizio e del giudizio di suo Figlio, se il V escovo non accetta l’autenticit
à
delle apparizioni? Secondo la fede cattolica, nessunoè obbligato a credere nelle apparizioni e
rivelazioni private! Come mai che il V escovo sar
à giudicato col giudizio della Madonna se
8
Vraies et fausses apparitions dans l'Eglise, Paris, 1973.
12
non crede in tali apparizioni? Saranno forse ugualmente giudicati tutti gli altri V escovi,
sacerdoti e fedeli, anzi lo stesso Santo Padre?
Ma il V escovo di Mostar non ha avuto alcun riguardo di queste “Minacce”. Ha
proseguito il “messaggio” alla S. Sede. Allora il P . Vlaši
ć ha scritto al V escovo un’altra
lettera in un altro tono. La “Madonna” risponde con mitezza tramite Ivan, Jakov e
specialmente tramite Marija Pavlović:
“Io ho inviato al V escovo molti messaggi. Ma egli non voleva accoglierli. Io ho
inviato anche te. Ma nemmeno così ha accolto la Regina della pace, poiché nel suo cuore c’è
una inquietudine, e in lui l’inquietudine ha preso dimora…”
Ad ogni modo, nemmeno in questo caso sono colpevoli V ego e Prusina. E’ colpevole
il V escovo. Bisogna pregare per la sua conversione. Similmente dice anche Jelena V asilj (il
20 gennaio 1984). Dato che il V escovo non si è “convertito” a Medjugorje, fra Tomislav
Vlašić ha escogitato qualcosa di nuovo, molto emozionante. Sulla collina durante la notte, uno
dei presenti ha pregato per il V escovo Žanić. “Dagli occhi della Madonna è scaturita una
grande lacrima (dai due occhi una sola lacrima! n.d.C.) Scorreva dal volto ed è scomparsa
nella nuvola sotto i suoi piedi… La Madonna ha cominciato a piangere ed è salita al cielo
piangendo”! (il 22 agosto 1984).
12) Sempre nuove iniezioni di P . Vlašić
Già da tempo è notato che il P . Tomislav Vlašić, cappellano di Medjugorje dal 1981
alla scorsa estate, cerca ogni tanto di dare una nuova “puntura” perché non cali l’afflusso dei
pellegrini.
Così si preannunciava il grande segno. Ma niente di fatto.
Così si reclamizzava l’arrivo del P . Tardif O.P ., taumaturgo. Il primo giorno egli
avrebbe “guarito” una ventina di persone dalla sclerosi, dal cancro e dalla paralisi, il secondo
giorno pure una ventina, ma non si dà il nome e il cognome di nessun, non c’è alcun
documentazione. Ma la notizia sulle “guarigioni” va al mondo.
Nei tempi recentissimi è stata fatta una “puntura” eccezionale: cambiamento della
festa di nascita della B. V . Maria, sempre secondo i “messaggi” della Madonna. La Madonna
non avrebbe più la sua festa l’8 settembre, ma il 5 agosto! Anzi, quest’anno si doveva
celebrare il 2000. anniversario della nascita della Madonna. Ciò avrebbe detto la Madonna
alla piccola Jelena V asilj, che non ha le “visioni”, ma solo la “locutio interna”. Quando il P .
Vlašić è venuto dal V escovo con tale notizia e proposta, l’Ordinario del luogo gli ha proibito
di propagare tali sensazioni antiecclesiastiche. Però, in breve tempo tutto il mondo ne sapeva
e ne scriveva. Il P . Vlašić ha detto alla piccola Jelena di domandare di nuovo alla Madonna la
spiegazione, perché il V escovo è contrario. Allora la Madonna “disse”: “Avvisate il Santo
Padre. Se Egli lo conferma, celebratelo come ve l’ho detto”. Se Egli non lo conferma, insiste
p. Vlašić, come noi possiamo preparare la gente? - “Allora, voi pregate e lasciate tutto a me
che io guidi tutto”9. Il Santo Padre ovviamente non ha risposto! Però il 4 e 5 agosto si è
radunata una grande massa del popolo a Medjugorje per assistere agli eventi miracolosi, alle
grandi conversioni ecc. I giornalisti hanno parlato di una “stella” che siè vista! La gente è
tornata a casa dillusa.
Confrontando questa fantasia del P . Vlašić e della piccola Jelena con quello cheè stato
scritto nella Cronaca delle apparizioni, troviamo questi dati, scritti manu propria del P . Vlaši
ć:
l’8 settembre 1981.: “Visioni: I ragazzi hanno avuto l’incontro con la Madonna. Il piccolo
Jakov Le ha augurato il compleanno. Lei era tutta esultante, e ha detto che quel giorno era
uno dei più felici…” Poi fra un anno lo stesso P . Vlašić registrerà nella Cronaca: l’8
9
Lettera di P. Tomislav Vlašić, inviata al Santo Padre il 2 giugno 1984, la copia mandata al V escovo.
13
settembre 1982: “Dei veggenti mancavano Mirjana e Ivica. Altri erano insieme. Hanno avuto
la visione. La Madonna era solenne in modo particolare. I ragazzi Le hanno augurato il
compleanno.” Ora, quest’anno, la Madonna celebra il suo compleanno il 5 agosto, e
precisamente il bismillesimo compleanno! Si pu
ò forse aspettare che la “Madonna di
Medjugorje” cambi, di conseguenza, anche la sua festa dell’Immacolata Concezione, non pi
ù
l’8 dicembre, ma il 5 novembre?
Aggiungiamo ancora un dato fantastico che si usa come “puntura”: il numero dei
pellegrini. Nei giorni 24 e 25 giugno 1983 a Medjugorje erano, secondo alcuni giornali, circa
200.000 fedeli. Nella Cronaca il P . Vlašić ha scritto: i minimalisti dicono che c’erano tra 40 e
50 mila, i massimalisti invece: 200.000. I veggenti hanno chiesto alla Madonna il numero
preciso. La Madonna ha risposto: 110.000! Non bisogna essere esperti nel calcolare il numero
dei pellegrini. In questi giorni sono entrati a Medjugorje circa 3.000 macchine e circa 70
autobus. Si aggiunge ancora circa 15.000 pellegrini-pedoni, e siamo sui trentamila. E basta!
Ci troviamo sul terreno di grandi manipolazioni. Edè veramente peccato operare così
alla leggera con la Persona umana più santa nella Chiesa Cattolica, quale è la Beatissima
V ergine!
13) Le promesse non adempiute
Contro l’autenticità delle apparizioni si sollevano le promesse inadempiute riguardanti
le “guarigioni”. La Madonna avrebbe promesso la guarigione a molti malati. Citiamo qualche
esempio:
Ancora nel 1981 è stato promesso ad un bambino a Grude, malato da leucemia, che
sarebbe guarito sicuramente e incondizionatamente. Ci sono i testimoni del fatto. Però, il
bambino è morto alla fine del 1981.
Il francescano bosniaco, fra Ivan Đolan era ammalato dal cancro. Sua madre è andata
in piedi da Rama a Medjugorje per chiedere alla Madonna la guarigione del figlio. I
“veggenti” hanno detto che la Madonna ha promesso la guarigione. Alcuni mesi più tardi, il
frate è morto.
Una ragazza D. B. era ammalata pure dal cancro. I medici le hanno consigliato
l’operazione e l’esportazione del seno. Essa si è recata a Medjugorje, a piedi, a cercare la
salute. I “veggenti” si sono rivolti alla Madonna, la quale ha risposto che non c’era bisogno
dell’operazione. Ma la ragazza è morta, in agonia, il 24 dicembre 1983.
Tra le guarigioni miracolose, descritte nel libro di P . Rupčić, si trova il caso di V enka
Bilić-Brajčić, di Split. Quando il suo medico ha visto il libro, ha energicamente protestato
contro l’affermazione che era guarita. Essa ha deposto i certificati medici l’8 settembre
1982,10 ed è morta nel giugno 1984. E così via.
L ’ultimo caso era un ammalato cardiaco, Marko Blažević, di Buna presso Mostar.
Secondo la lettera dell’Arcivescovo di Beograd, Mons. Alojz Turk, inviata alla Curia
vescovile di Mostar, il 3 giugno 1984, Marco è stato ricoverato nell’Ospedale clinico, Reparto
cardiaco, dove è ricoverato anche il detto Arcivescovo. Blažević ha detto all’Arcivescovo di
andare ad una operazione rischiosa, ma egli era sicuro nel successo, “poiché egli e la sua
famiglia hanno domandato ai ragazzi di Medjugorje, dove appare la Santissima Madre di Dio,
e che un ragazzo (agli altri avrebbe detto i “ragazzi”) ha chiesto alla V ergine Maria se doveva
andare all’operazione. E la Madre di Dio ha risposto di andarci senza preoccupazione, poiché
l’operazione riuscirà sicuramente purché si pregasse”. Però, il paziente non si è svegliato dopo
l’operazione, è morto.
10
LJ. RUPČIĆ, Gospina ukazanja u Međugorju, Samobor, 1983., str. 119-120.
14
Il V escovo di Mostar ha proseguito la lettera a Medjugorje chiedendo la spiegazione.
Il P . Vlašić si è interessato presso i “veggenti” per il detto caso. Essi hanno risposto che
nessuno ha chiesto loro qualcosa del genere. Allora il V escovo ha chiamato la figlia del
defunto Blažević. Questa, probabilmente istruita dal P . Vlašić, ha confermato di essere stata a
Medjugorje e di aver domandato per il suo padre. Ma i “veggenti” hanno risposto che durante
la operazione bisognava pregare, invece non hanno detto niente riguardo alla riuscita
dell’operazione!
Allora, dove sta la verità?
14) Il caso di “guarigione” di Diana Basile
A metà dell’agosto scorso si è presentato alla Curia vescovile di Mostar il dottor Luigi
Frigerio della Clinica “Mangiagalli” di Milano, portando una documentazione sulla
“miracolosa guarigione” della signora Diana Basile in Ferrò. La signora sarebbe stata guarita
dalla sclerosi a placche e della cecità all’occhio destro, il 24 maggio 1984, a Medjugorje. La
stampa mondiale, specialmente quella italiana, se n’è occupata molto, questa estate. Anche
l’Arcivescovo di Split-Makarska, Mons. F. Franić, ha riportato la notizia sul suo Bollettino
arcivescovile, nr. 4/1984. Di recente, troviamo un articolo su caso nella rivista “Gioia”, del 29
ottobre 1984.
Il V escovo Ordinario di Mostar ha ritenuto opportuno inviare, il 5 settembre 1984,
tutta la detta documentazione al Bureau Médical di Lourdes, il luogo più competente oggi per
i casi simili. Il presidente del Bureau, dott. Théodor Mangiapan, ha risposto, il 13 settembre
u.s. con una lettera dettagliata. I punti principali sono questi:
- La sclerosi a placche è una vera “sfida” alla diagnosi positiva ed oggettiva da parte
dei medici oggigiorno.
- Il Presidente si domanda che cosa è quell’Istituto di Perfezionamento di Milano. La
maggior parte dei medici e dei “Testimoni” di questa storia della “guarigione”è legata
a quella “boutique”.
- Il detto caso richiede del tempo per giudicare il carattere definitivo di questa
guarigione… cioè almeno 3-4 anni.
- Si può far conoscere alla Commissione su Medjugorje la sua “opinione più che
riservata” riguardo al citato caso della “guarigione” della signora D. B. Ferrò.
- Il dottor Mangiapan raccomanda al V escovo, responsabile di Medjugorje, di non farsi
legare le mani, di non accettare o rifiutare troppo presto questa parvenza di miracolo!
Così si esprime il Presidente del Bureau Médical di Lourdes. Il tempo ci sarà il miglior
consigliere.
15) Conclusione
a) Il V escovo di Mostar, studiando il caso personalmente e con l’aiuto della apposita
Commissione in tutto questo tempo ha maturato responsabilmente la certezza morale che
negli eventi di Medjugorje si tratta di un caso di allucinazione collettiva. Questaè stata
abilmente sfruttata da un gruppo di francescani dell’Erzegovina che hanno dato una parvenza
di serietà alle presunte “apparizioni” e ai contenuti dei “messaggi”, manipolando il sincero
desiderio del soprannaturale nel popolo e la sua profonda pietà mariana. La più grande
responsabilità cade sulle spalle del mistificatore e mago carismatico, fra Tomislav Vlaši
ć, il
quale nella sua strada ha rischiato di spergiurare purché difendesse la sua posizione.
b) Il vero obiettivo di questo gruppo di francescani – infatti molti altri loro confratelli
condannano questa loro manipolazione – è di accreditare presso il popolo semplice e
all’estero con l’autorità della Madonna la tesi che essi sono nel vero e nel giusto, mentre il
15
V escovo e i legittimi Superiori della Provincia e dell’Ordine sono nell’errore a proposito della
famosa questione circa la divisione delle parrocchie. Il triste caso dei due ex-cappellani frati
di Mostar, espulsi dall’Ordine per la loro contumacia, e poi presi in difesa dalla “Madonna di
Medjugorje” in opposizione ai Decreti della Santa Sede e dell’Ordine francescano,è una
palese prova di tale manipolazione.
c) Così si spiega che i “messaggi” della Madonna contengono attacchi e condanne
contro il V escovo e contro la direzione della Provincia OFM e anche contro lo stesso Santo
Padre. I presunti veggenti sono inconsapevoli strumenti di un gioco molto più grande di loro e
si muovono ormai come dei “robot” addomesticati.
d) In tale situazione viene a collocarsi, con effetti deleteri per la verità e la serietà dei
fatti soprannaturali e per la credibilità stessa della Chiesa, l’incredibile campagna
propagandistica orchestrata su molti giornali e riviste cattolici all’estero, specialmente in
Italia. Basti seguire quanto viene pubblicato su “Sabato”, “Avvenire”, “Jesus”, “Madre di
Dio”, “Domenica del Corriere” ecc.
e) Particolarmente grave è l’episodio del Rev.do René Laurentin. Egli, abusando della
sua autorità nel campo delle apparizioni, e per motivi di facile ed immediato lucro, ha
scavalcato la legittima autorità della Chiesa e difende pubblicamente con libri, articoli,
cassette e conferenze l’autenticità delle “apparizioni” di Medjugorje.
Dove è l’etica professionale di questo sacerdote e giornalista?!
f) Ma il pericolo più grave risiede nel fatto che tutta questa eccitazione emotiva circa il
Medjugorje è destinata, prima o poi, a sgonfiarsi come un pallone o una bolla di sapone, a cui
seguirà una forte delusione e un discredito per l’autorità della Chiesa, che con una parte dei
suoi uomini responsabili ha favorito le speranze e ha accreditato la tesi dell’autenticit
à delle
apparizioni senza attendere la sentenza ufficiale.
Per ovviare a tali conseguenze deleterie pubblichiamo questa nostra presa di posizione
attuale nei confronti di Medjugorje.
Mostar, il 30 ottobre 1984.
+ Pavao Žanić, vescovo
------------------------*Le note a piè del testo a cura della Curia diocesana di Mostar .
Scarica

1 LA POSIZIONE ATTUALE (NON UFFICIALE) DELLA CURIA