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fondata a Firenze nel 1877
n. 70, ottobre/dicembre 2005
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In copertina:
Riproduzione delle
veline originali che la
Prefettura di Milano
inviava a Mussolini
Collegio Revisori
Dr. Salvatore Proto
Dr. Gianluca Borrani, Dr. Enzo Rook
SOMMARIO
2
Roma cade, Milano esulta e già si spera
nella “fuga” dei tedeschi
12
Gian Paolo Trivulzio
Un sistema stenografico inventato da un
geniale ingegnere spaziale
13
Giornalisti alla sbarra
14
Gian Paolo Trivulzio
Maron, tanti significati ma soprattutto
un bel sistema geometrico
16-17
Mimmo Spina
Notizie-informazioni-appuntamenti
18
Anna Maria Trombetti
Stenografia manuale, un ponte
tra l’esistente e la sua memoria
22
Massimo Ugliano
Infine arrivarono Einstein, Fermi e
Majorana e l’atomo non ebbe più misteri
(3ª parte)
25
Tassa sulle fotocopie
26
Paolo A. Paganini
Fuori la lingua
28
Indro Neri
Dal papiro alla papaia
30
Lettere in redazione
32
Buchmesse di Francoforte
33
Giuseppe Capezzuoli
L’angolo dei giochi
Il 4 dicembre è nato, a Roma,
SAMUELE SPELLUCCI,
figlio di Francesca Romana e
Francesco,
nipote del nostro consigliere Giorgio.
Vivissime felicitazioni.
La collaborazione è aperta a tutti. I manoscritti e le fotografie non si restituiscono in nessun caso. Gli articoli
firmati riflettono le opinioni dei loro autori: non necessariamente queste coincidono con le opinioni della Direzione. La Direzione si riserva di apportare eventuali tagli agli articoli ricevuti, per motivi di spazio.
Roma
cade
ESCL
USIV
O!
Milano esulta e già si spera
nella “fuga” dei tedeschi
È
il periodo più critico della Repubblica Socia- le distanze dal giogo onnipresente dei repubblichini, ed anzi assume spesso toni critici, stigmatizzati
le Italiana.
Le relazioni riservate spedite a Salò, che pub- dai gerarchi fascisti.
A tutti è ormai chiaro che la partita sta finendo.
blichiamo in questa puntata, rivelano chiaramente, seppure in controluce, i segni di un profondo Non si può più far finta di niente. Il cerchio si
malessere e il palese disagio per un disastro che stringe.
Il 4 giugno gli Alleati entrano a Roma. Il 6 giuormai appare inevitabile.
Milano è il centro nevralgico della Repubblica gno avviene lo sbarco alleato in Normandia. Il 16
Sociale. È l’epicentro della vita politica e militare. giugno i Tedeschi ripiegano sulla Linea Gotica.
Tutto quello che arriva da fuori Milano è come L’offensiva russa si fa sempre più pressante in Finuna risonanza lontana, come un’eco attutita. Su landia, nella Russia Bianca. Il 5 luglio viene riconquesto palcoscenico, che non esclude tante altre quistata Minsk, il 16 Vilna, il 29 Leopoli e Brest-Lisanguinose realtà, dalla Toscana all’Emilia, alla tovsk. Il I° agosto: insurrezione di Varsavia. A una
Liguria, al Piemonte, al Veneto, si stanno consu- a una cadono le città francesi in mano dei Tedemando gli episodi definitivi di una tragedia che schi. Il 15 agosto gli Alleati sbarcano in Provenza.
travolge pubblico e privato. Attentati, rappresa- Il 20 agosto si conclude la liberazione di Firenze. Il
glie, sangue, sevizie, intimidazioni, pubbliche ese- 25 agosto anche Parigi è libera. I Russi entrano a
cuzioni avvengono quotidianamente in un gioco Bucarest. E il CLN Alta Italia comincia a preparamortale e crudele tra fascisti della RSI, nazisti del- re i piani di insurrezione di Milano... In questo trala Wehrmacht, da una parte, e antifascisti e “ban- gico quadro, il popolo milanese, sempre incredibilmente sobrio, misurato, controllato, subisce gli
de” partigiane dall’altra.
La popolazione, sempre più sconcertata, è tut- eventi, in dignitosa disperazione, ancora una volta
tavia ancora capace di “episodi di pietismo” nei a testa alta, ma sempre più lucido e disincantato.
Come sarà dato
confronti delle vittia vedere dalla lettume (v. la relazione
Roma liberata. Un soldato americano alla guida di una jeep
attorniato dalla folla
ra che segue, queAgosto 1944). Ma i
st’altra puntata delmilanesi, vittime inle relazioni che la
nocenti di una stoPrefettura di Milaria non voluta, ne
no inviava a Mussopagano anche pelini, vista in questa
santemente le spese:
angosciante ottica
arruolamenti coatti,
di morte e di spearresti spesso imranza, assume l’avmotivati di figli e
vincente e palpitanmariti, fame, bomte testimonianza di
bardamenti, pesanti
una tragica cronalimitazioni delle lica. Che i giovani
bertà. Anche il Cledevono conoscere.
ro milanese, dissoE gli anziani non
ciandosi da antiche
devono dimenticare.
forme di conniventi
Paolo A. Paganini
benedizioni, prende
III parte - (Dal 1° giugno al 31 agosto 1944)
————————————
Milano, 22 giugno 1944 XXII
Riservata
RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA
IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO,
ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO
1-21 giugno 1944-XXII
L
a caduta di Roma1 non ha vivamente impressionato la popolazione né è valsa a destare gli
animi al sentimento della Patria. Si è sparsa, invece, una strana euforia sull’imminente fine della
guerra, per noi italiani, giacché specialmente nel
ceto operaio si sono fatte discussioni anche ad alta
voce sulla “fuga” dei tedeschi dall’Italia, non senza punte ironiche e propositi di vendette contro
questo o quel fascista per i soliti fatti personali.
L’inizio dell’invasione subito dopo non ha migliorato i sentimenti di questa popolazione che è
molto scettica sulla vittoria definitiva dei tedeschi ed
ha ritenuto come favorevole ai piani “alleati” l’apertura del secondo fronte. Giorno per giorno i progressi dell’invasione angloamericana sono sottolineati in
discussioni e in discorsi con la solita malignità nei
riguardi dell’Esercito Germanico, ormai considerato
in liquidazione. Hanno reagito vivamente, sia pure
indirettamente, a questo atteggiamento del popolo i
giornali, presentando il fatto dell’invasione come
lungamente atteso in Germania, ma evitando inutili
sbandieramenti propagandistici.
Anche gli avvenimenti sul fronte italiano sono
stati presentati con accortezza e con obiettività da
questa stampa, e a tale proposito deve essere particolarmente sottolineato l’articolo di Corrado Zoli2
pubblicato il 20 corrente, che contiene argomenti
molto convincenti e suasivi. Tuttavia l’articolo è
stato commentato da questa popolazione col solito
scetticismo.
La rapida invasione angloamericana nell’Italia
centrale è motivo di lugubri profezie da parte del
dilagante disfattismo.
Restano assenti dalla vita pubblica, ma certamente in attesa degli angloamericani, taluni settori, come quello delle banche, sorde ormai ad ogni
richiamo fatto in nome della Patria. È particolarmente indicativa la minima partecipazione da parte delle Banche di Milano alle sottoscrizioni per
nuove armi all’esercito e per i profughi. Si rileva la
stranezza dell’atteggiamento tenuto dalla borsa di
Milano che, all’indomani della caduta di Roma, ha
visto elevarsi notevolmente le quotazioni.
L’impiego della nuova arma da parte della Germania3 è valsa a riaccendere nell’opinione pubblica il pietismo per la “povera popolazione” londinese soggetta alla pioggia di fuoco da parte dei
“barbari” tedeschi. Si è rilevato che non si tratta di
una vera e propria arma, ma solo di un mezzo di
rappresaglia, nonostante che i giornali abbiano
evitato accortamente di accennare alla rappresaglia. Sugli effetti dell’arma ai fini bellici si ha da
parte di questa popolazione il più largo scetticismo.
Tentativi di sciopero all’indomani della caduta
di Roma sono stati sventati. Il cosiddetto Comitato
Milanese del Partito socialista italiano aveva diffuso nelle principali fabbriche un manifestino bordato di tricolore per esaltare l’occupazione di Roma
da parte delle truppe angloamericane e per invitare
i “compagni” a sabotare i tedeschi e ad astenersi
dal lavoro, manifestando con atti di ribellione il
loro odio verso i nazifascisti.
Se a Milano e in provincia non si sono avute
clamorose manifestazioni di scioperi o di insurrezioni, tuttavia non bisogna fidarsi dell’apparente
tranquillità. Si respira, specialmente in questi ultimi giorni, in una atmosfera di pioggia imminente e
le autorità fanno buona guardia.
La mancata repressione in grande stile contro i
fuori-legge, dopo il 25 maggio, ha provocato la più
penosa impressione fra i fascisti e ha dato adito al
rifiorire delle prodezze dei banditi della montagna
e della città, che sotto la maschera del falso patriottismo si sono dati a nuove ruberie e a nuovi
delitti. A Lissone due fascisti sono caduti sotto il
piombo di sicari e anche a Milano si sono deplorate vittime e rapine da parte dei fuori-legge. La sensazione diffusa per la mancata repressione è quella
di una debolezza “colpevole” che potrà dare amarissime sorprese. Altro segno indicativo della mancata repressione è dato anche dalla ripresa delle
fughe dalle rispettive caserme di soldati e soprattutto di carabinieri4, perché si era diffusa la voce,
Le truppe angloamericane entrarono a Roma il 4 giugno
1944.
2 Corrado Zoli (1877-1951), storico, geografo, pubblicista,
governatore dell’Eritrea nel 1928/1930, presidente della Società Geografica Italiana dal 1933 al 1944.
3 Il 12 giugno vengono lanciate le prime bombe volanti (V1)
sull’Inghilterra. Sono ancora rudimentali. I successivi missili
V2 potevano però raggiungere Londra in meno di cinque minuti, senza essere intercettati dalla contraerea, colpendo in tal
modo di sorpresa la popolazione. Secondo la mente del dittatore tedesco avrebbero dovuto rovesciare le sorti della guerra.
4 Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista Repubblicano, dalla Toscana aveva mandato al Duce un rapporto disastroso: “Dappertutto si è verificato lo squagliamento dei
carabinieri. Anche una parte della Guardia Nazionale è stata
contagiata dal loro esempio. Per non parlare dell’esercito...”
1
confermata anche in ambienti ufficiali, dell’invio
forzato dei carabinieri in Francia e in Germania.
Tale voce ha alimentato un senso di sfiducia nelle
possibilità tanto dell’Esercito quanto delle nostre
forze di polizia.
Il contagio della fuga per tema della deportazione in Germania, sia come civili che come militari, si fa ogni giorno più larga. Chiunque si consideri “prelevabile” si tiene pronto a sottrarsi all’eventuale “prelevamento”. In tal senso ha fatto un
effetto negativo il manifesto di chiamata alle armi
del primo semestre della classe 1926 e delle classi
20 e 21 nel quale si comunicava ufficialmente che
gli appartenenti alle classi ’26 e ’21 dovevano essere avviate senz’altro in Germania per lavori agricoli. A questo proposito si è fatta dell’ironia sulla
frase “lavori agricoli leggeri”. Alla fuga dei soldati
si è ovviato da parte del Comando Regionale della
Lombardia con una intensa azione svolta da ufficiali e sottufficiali recatisi personalmente a fermare nelle abitazioni di residenza i genitori, i fratelli
o i parenti più vicini ai soldati in modo da indurre i
transfughi a ritornare sui loro passi.
In questi giorni si sono verificate piccole azioni
di sorpresa da parte di “banditi” in una caserma di
Monza dove, disarmata la guardia e messi nell’impossibilità di muoversi gli ufficiali (attualmente
sotto processo), si asportarono armi, coperte e materiale di casermaggio. All’Ospedale Militare di
Baggio si tentò pure il prelevamento dal proprio
letto di un degente e, pare, un ex ribelle. Ma il colpo non è riuscito grazie all’intervento di alcuni militi italiani e tedeschi. A Mombello i banditi hanno
saccheggiato la casa di qualche autorità locale.
Questi fatti sono stati poi ingranditi dalla fantasia
popolare e le versioni più strane dei fatti stessi
sono state oggetto dei più vari commenti.
In tutta la Lombardia, ma specialmente a Milano, hanno avuto larga diffusione le leggende sorte
in dipendenza delle visioni della bambina Roncalli
di Ghiaie delle Bonate nel Bergamasco. La bambina, che avrebbe visto più volte la Madonna, avrebbe avuto notizie che la guerra finirebbe giovedì 13
luglio. Come se ciò non bastasse nei primi giorni
di giugno si era pure diffusa la voce che un’altra
persona non nota avrebbe avuto una visione di S.
Antonio il quale avrebbe comunicato come data
della fine della guerra il 17 u.s. Queste predizioni
circolano di bocca in bocca e sono frutto del senso
di attesa della fine del conflitto alla quale è rivolta
l’anima popolare.
Negli ambienti fascisti non è scalfita la sicurezza della vittoria definitiva della Germania e si ha
fiducia nelle nuove armi che la Germania metterà
in azione. Qualcuno però ritiene che vere e proprie
armi segrete non ce ne siano e si fanno sempre più
insistenti le voci di una soluzione del conflitto con
un compromesso tra la Germania e la Russia.
La settimana del profugo non ha destato un
grande interesse nella popolazione: il senso di patriottismo e il senso di umanità sono più che sopiti
nel cuore di tutti e i risultati degli spettacoli come
delle pubbliche raccolte e delle altre manifestazioni sono stati più che modesti. La stessa iniziativa
del nastrino tricolore è, si può dire, fallita perché
se qualcuno ha versato il meno che poteva per il
nastrino, ha curato poi di farlo scomparire subito
in una tasca, come se si vergognasse di portare il
segno della patria.
Un’altra sgradevole impressione molto diffusa
è originata dall’idea ormai invalsa che in alto qualcosa non funzioni come dovrebbe: ordini e contrordini; provvedimenti più o meno sballati, ecc. Si
citano esempi ricavati da comunicati contrastanti,
da varie disposizioni prese senza molta ponderazione ecc.
“Radio Tevere” ha destato in principio una certa curiosità nel pubblico; ma tutti hanno capito il
trucco e criticano il tono operettistico delle trasmissioni.
Ha contribuito ad aumentare lo smarrimento
delle anime la notificazione dell’Episcopato Lombardo che è stata letta nelle Chiese della Diocesi
della Lombardia. A Milano in qualche Chiesa si
sono avuti dei battibecchi e dei tafferugli subito
composti. Devo dire che quasi tutto il pubblico dei
fedeli si è manifestato col Clero contro coloro che
erano insorti in nome della patria e del senso di carità che dovrebbe animare i sacerdoti. L’atteggiamento del Clero in questo momento è, pur velatamente, ostile alla Repubblica e al Fascismo. Le
norme dell’Episcopato Lombardo sono valse per
autorizzare un tale atteggiamento da parte dei molti sacerdoti che non sentono la patria. Si è reagito
contro questa deplorevole tendenza con due manifesti a firma “Italia e Civiltà” dal titolo “Chiesa e
Patria” e “La Responsabilità del Clero”. Quest’ultimo specialmente ha destato una viva preoccupazione negli ambienti clericali che hanno protestato
per il pericolo della minacciata scissione. Capannelli di persone hanno letto e discusso il manifesto. Ragazzi dell’Azione Cattolica sono stati incaricati di deturpare il manifesto stesso.
In genere lo spirito del pubblico non è buono. I
sentimenti di patriottismo, di onore e di umanità
restano latenti nel fondo del cuore di tutti. Il senso
di solidarietà, caratteristica tradizionale del grande
cuore di Milano, pare anch’esso scomparso.
Ognuno pensa per sé auspicando solo la fine della
guerra che, per altro, ritiene sicura a breve scadenza con una vittoria degli “alleati”. Anche il morale
di molti che fino ai giorni di Cassino pareva fidu-
cioso nella riscossa tende ad abbassarsi sotto l’influsso dello sconforto conseguente alla caduta di
Roma e all’avanzata delle truppe anglo-americane
in Italia. Persone che sino a ieri si dicevano certe,
sia pure per opportunismo, della riscossa italiana,
oggi cominciano a farsi più prudenti e tendono a
mimetizzarsi o a prepararsi degli alibi per il giorno
dell’arrivo degli “alleati”.
La situazione annonaria non desta troppe
preoccupazioni in questi momenti anche per effetto delle drastiche misure prese dal Capo della Provincia che ha realizzato l’iniziativa delle mense
comunali, dei ristoranti tipo e ha imposto una certa
disciplina agli esercenti. Tuttavia questi provvedimenti presi nell’interesse della popolazione non
hanno avuto la ripercussione cordiale che era lecito attendersi.
(Franco Fuscà)
Milano, 7 luglio 1944 XXII
RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA
IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI
AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO
20 giugno - 5 luglio 1944 XXII
D
al 20 giugno al 5 luglio la situazione non è
migliorata. C’è nell’aria un senso di crisi
alimentato probabilmente anche dalla ripresa dell’avanzata dei sovietici sul fronte orientale, dall’avanzata degli “alleati” in Italia, dal fatto che anche
in Francia le truppe nemiche non perdono terreno,
anzi, sia pure faticosamente, si consolidano. Ma, a
parte queste considerazioni di carattere esterno
che inducono gli attendisti e gli antifascisti a
scioccamente sperare nella disfatta dei tedeschi e
la fine della guerra e del fascismo, altri motivi di
carattere interno contribuiscono al suaccennato
senso di scoramento. L’articolo di Pettinato e gli
altri seguitisi sui giornali di punta, come il commento politico fatto alla radio domenica 2 luglio
sono stati oggetto di vive discussioni nei più disparati ambienti. Nel cosiddetto ambiente intellettuale
sono stati interpretati come inviti a una più decisa
azione governativa e molti di coloro che lavorano
e che operano per lo Stato Repubblicano hanno in
questo senso ben accolto gli scritti, pur rilevando
la inopportunità di certe affermazioni che prestano
facilmente il fianco ad essere sfruttate dalla propaganda nemica. Negli ambienti operai e piccolo
borghesi, l’articolo di Pettinato e gli altri sono stati invece intesi come una critica spietata, ma giusta, alla cosiddetta debolezza e deficienza del Governo di fronte alla situazione. Devo aggiungere
che in tali ambienti – tendenzialmente antifascisti
o afascisti – questi articoli sono stati accolti con un
certo senso di compiacimento. “Anche Pettinato –
si diceva – riconosce le malefatte dei tedeschi e
l’insipienza del Governo e non può negare, insomma, che ci sia del marcio”. L’articolo pubblicato
Un ipocrita manifesto per mitigare la tragica situazione
delle deportazioni in Germania
sulla “Sera” dal titolo “Coraggio e demagogia”,
successivamente a quelli di Pettinato e di De Agazio, ha pure destato una certa impressione. Il richiamo al conformismo è stato in certi ambienti
interpretato come un ritorno ai vecchi sistemi e taluno ha fatto dell’ironia circa la funzione che è
esercitata dalla stampa.
Gli articoli di Farinacci5 in risposta a Pettina5 Roberto Farinacci (Isernia 1892 - Vimercate 1945), interventista, tra i fondatori dei Fasci di combattimento, guidò lo
squadrismo fascista nel cremonese. Deputato dal 1921, fu segretario del Partito nazionale fascista dal 1925 al 1926. Alla
caduta del regime, nel 1943, appoggiò Mussolini e si schierò
per l’alleanza con i tedeschi.
to e quelli contro il Ministro della giustizia Pisenti
hanno confermato la penosa impressione nei riguardi dell’indebolimento del Governo. Ancora
una volta si è detto che “Farinacci può fare il comodo suo” e si è rilevato che con tali articoli egli
preparerebbe la sua scalata a un posto di primo
piano nella compagine governativa.
Gli articoli “Storia di un anno” vengono letti
attentamente da ogni categoria di lettori e gli apprezzamenti, naturalmente, sono vari. In genere
però gli articoli sono considerati molto interessanti e valgono sicuramente a far cessare molte false
interpretazioni, anche per lo stile documentario
degli articoli stessi. L’articolo sulla cattura del
Duce6 e quello contenente la lettera di Ciano a Badoglio sono stati più degli altri oggetto di discussioni. Taluno ha sottolineato la generosa ingenuità
del Duce che era lungi dal pensare di poter essere
arrestato dal Re, e per l’altro articolo è stato notato
che la lettera di Ciano a Badoglio a proposito di illeciti arricchimenti è una memoria piuttosto infelice tanto della memoria del Padre, quanto del patrimonio denunciato. Negli ambienti del Consolato
la pubblicazione di questi articoli ha destato un
certo nervosismo. Essi sono stati giudicati per lo
meno intempestivi e, pertanto, poco opportuni.
Corrono sempre più insistenti le voci di uno
scioglimento del Partito e della formazione di un
Governo di concentrazione dittatoriale. Si parla di
un triumvirato Mussolini-Graziani-Pavolini, oppure di Mussolini Capo dello Stato e Farinacci Capo
del Governo; della costituzione militare del partito
e infine si fanno sempre più insistenti le voci di un
discorso del Duce per il 25 luglio. Corrono pure
voci di preparativi di Ministri per mandare all’estero le proprie famiglie. Si tratta, naturalmente, delle
solite vociferazioni frenetiche propalate ad arte dai
nemici interni e dalla propaganda nemica. Infine
corrono pure voci circa l’assunzione di tutti i poteri
governativi da parte dei Comandi germanici.
A Milano si fa sempre più pesante l’ingerenza
dei tedeschi nelle questioni interne della città e
della provincia. Il Capo della Provincia Parini non
ha mancato di mettere i puntini sull’i, e ciò ha causato un certo malumore da parte delle autorità germaniche. Il malumore è continuato anche per il
fatto che il Capo della Provincia ha dovuto procedere a una revisione delle cosiddette spese di guerra in base ai protocolli e ha dovuto rifiutare di assumersi o far assumere ai Comuni della Provincia
il carico di spese non giustificate dai protocolli
stessi. Negli ambienti del Consolato e del Comando militare si lamenta la resistenza passiva degli
uffici della provincia e del Comune, ritengo in relazione ai fatti suaccennati. L’ingerenza dei tedeschi ha dato adito anche a sciocche vociferazioni
fra le quali è quella di un calmiere per la frutta e la
verdura che dovrebbe essere stabilito dai Comandanti germanici.
I rastrellamenti di giovani compiuti all’Arena
e in altri luoghi hanno destato la più penosa impressione nei vari ambienti cittadini. Tali rastrellamenti sono stati compiuti d’iniziativa dei Comandi
germanici ed effettuati senza peraltro avvertire il
Capo della Provincia. Vi hanno partecipato 36
guardie repubblicane. Queste azioni hanno determinato un certo panico anche in coloro che hanno
le carte in regola.
L’attività dei “ribelli” desta seria preoccupazione anche per la provincia di Milano. Sono frequenti le “imprese” da essi compiute fino alle porte della città. Tuttavia la vita di Milano è abbastanza tranquilla. La tranquillità è stata turbata il 24
giugno da un attentato compiuto a Greco, con lo
scoppio di bombe ad orologeria fortunatamente
senza vittime, e da assassini isolati di fascisti e di
modesti cittadini.
È sempre più morbosa l’attesa da parte dei numerosi elementi antipatriottici dell’arrivo degli
inglesi. Qualcheduno fa addirittura i calcoli per
fissare il tempo del loro probabile arrivo a Milano
e già si fanno programmi piuttosto vendicativi
contro i fascisti repubblicani. Si segnala l’aumento
impressionante di lettere anonime contenenti minacce ai fascisti e ad ufficiali dell’Esercito. Talune
di queste lettere, certo con l’intento di far più colpo, sono firmate col nome del famigerato Moscatelli, oppure col nome della non meno famigerata
“Brigata Garibaldi”. Per quanto riguarda l’attività
dei ribelli si vocifera che il Generale Bergonzoli
(“Barba elettrica”) sarebbe al comando di quelli
che agiscono nel Varesotto. Come è noto, Bergonzoli venne fatto prigioniero nel ’40 dagli inglesi.
Si constata un’accresciuta circolazione di assegni circolari e nello stesso tempo si rileva l’aumentata diffidenza da parte degli esercizi pubblici
in genere nell’accettazione di detti assegni. Di
questo si sono occupate anche le cronache dei
giornali.
Sono avvenuti in questi ultimi tempi numerosi
arresti, specialmente da parte dell’Ufficio Politico
d’Investigazione, della G.N.R., della “Muti” e anche delle SS germaniche, di persone che hanno
partecipato a complotti o hanno esercitato attività
sovversiva. In relazione a tali arresti si è pure proceduto a numerosi fermi di elementi sospetti anche
nelle categorie intellettuali e medie, specialmente
6 Il 25 luglio 1943, dopo il voto del Gran Consiglio, il re aveva fatto arrestare Mussolini, nominando Pietro Badoglio capo
del Governo.
tonoma Muti7 e la Federazione dei Fasci Repubblicani, nonché contrasti e malumori fra la Muti e la
Guardia Nazionale Repubblicana. La Polizia ordinaria nutre verso tutte queste polizie speciali sentimenti di diffidenza alimentati non soltanto dalla gelosia di mestiere, ma anche da considerazioni circa
la competenza e la legalità delle azioni svolte dai su
menzionati organi di polizia politica.
Si sente vivo fra gli elementi fascisti repubblicani di Milano il desiderio dell’azione contro
l’ambiente sordo e sempre più grigio che da un
mese a questa parte si sta formando.
(Franco Fuscà)
Un ufficiale bastona un prigioniero alla “Muti”
studenti, professori, commercianti, ecc. Questo ha
causato una certa apprensione e ha dato luogo a
vociferazioni varie.
Infine si segnalano contrasti fra la Legione au-
Milano, 3 agosto 1944 XXII
RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA
IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO,
ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO
6-31 luglio 1944-XXII
S
i può registrare nel mese testè decorso una
certa ripresa nei vari strati della popolazione: ripresa dovuta alla sensazione di un maggior
rafforzamento dei poteri dello Stato, dalla regolarizzazione dei Corpi Armati e dell’annuncio e poi
dell’arrivo delle Divisioni addestrate in Germania
e destinate al fronte di combattimento.
La prosecuzione della pubblicazione degli articoli “Storia di un anno” sul “Corriere della
Sera”, ha provocato un crescente interesse da parte
dei lettori. Questi articoli, di cui era stato individuato facilmente l’Autore, sono stati largamente
commentati in ogni ambiente e, quasi dovunque,
con un senso di simpatia nei riguardi del Duce. Si
è notata in alcuni una certa ingenuità “colpevole”
del Duce stesso, soprattutto nei confronti degli uomini che lo hanno tradito, e in altri il desiderio di
coprire, forse per la persistente generosità dell’Autore, manchevolezze e colpe di uomini che hanno
pagato con la morte il loro tradimento.
Dal 12 luglio c’è stata, come è noto, una notevole ripresa di allarmi, diurni e notturni, da un
minimo di due a un massimo finora raggiunto di
dodici. Poiché i bombardamenti che sono stati effettuati nella periferia di Milano non hanno colpito
7 La malfamata Legione Muti di Franco Colombo, costituita
ufficialmente nel marzo 1944, era una vera e propria banda
del terrore. La sede di via Rovello (proprio dove nel dopoguerra Grassi e Strehler daranno vita al Piccolo Teatro) era diventato un luogo di torture, di massacri e di sevizie.
che obbiettivi d’interesse bellico, si è radicata in
larghi strati della popolazione la convinzione che
Milano sarà risparmiata da bombardamenti terroristici e taluno intesse elogi alla correttezza angloamericana che eviterebbe il bombardamento per
rispetto... ai lavoratori, cui si attribuiscono tendenze e idee antitedesche e antifasciste.
Sono corse le più strane voci circa il bombardamento di Dalmine. La versione presentata ufficialmente della interruzione dei fili di segnalazione telefonica da parte dei “ribelli” ha trovato scarso credito. Specialmente negli ambienti operai, imbottiti
di propaganda sovversiva, si è propalata l’altra versione secondo cui i tedeschi avrebbero ordinato ai
lavoratori di Dalmine di continuare il loro lavoro
anche sotto il bombardamento. La cifra ufficiale dei
morti è giudicata irrisoria; secondo i “bene informati” i morti ascenderebbero a un migliaio. L’altra versione secondo cui il bombardamento di Dalmine sarebbe da attribuirsi a errate informazioni da Milano
circa la rotta degli apparecchi nemici – versione,
purtroppo, riportata dal settimanale “Avanguardia”
– è venuta a confermare in detti ambienti operai la
non veridicità di quella ufficiale.
Azioni di banditi e di ribelli hanno trovato
nella provincia l’immediata repressione da parte
delle forze armate, della polizia, della Legione
“Muti”, della Brigata Nera “Aldo Resega”. Tuttavia i fucilati di Greco e di Lissone sono stati largamente compianti da quelle popolazioni e dal popolo milanese che ha giudicato inumana la fucilazione di ostaggi non precisamente responsabili delle
stragi e delle uccisioni da altri commessi.
La costituzione della “Brigata Nera” è stata
favorevolmente accolta anche dai non fascisti. Si è
però notato nei commenti un certo disagio per il
moltiplicarsi di organismi con funzioni di polizia,
incontrollati e non sempre controllabili, e talora
capaci di abusi e di soprusi. Tra l’altro si devono
lamentare, da parte degli estremisti che vanno sotto il nome di “Squadre della vendetta” e di “Fascisti indipendenti”, taluni incresciosi episodi tali da
gettare il discredito sulla militarizzazione del Partito. Il 25 luglio frotte di ragazzi strappavano le
cravatte a fondo più o meno rosso e le borsette dello stesso colore alle signore e signorine nelle pubbliche vie di Milano. Sono stati presi d’assalto taluni locali pubblici per ragioni imprecisate. Infine
nella stessa giornata elementi armati si sono recati
nelle direzioni di alcuni stabilimenti (Montecatini,
Gomma, ecc.) in Milano e Provincia e di alcuni
Istituti e, dopo aver tacciato impiegati e dirigenti
di attendisti e traditori della Patria, li hanno percossi e minacciati di morte “prima che giungano
gli inglesi”. Hanno lasciato per talune personalità
industriali cartelli minatori scritti vistosamente in
rosso.
Il 23 scorso, domenica, è stata effettuata una
bellissima sfilata dalla G.N.R. Nonostante qualche incidente di scarso rilievo e gli allarmi frequenti nella giornata, la manifestazione è pienamente riuscita ed è certamente giovata a svegliare
un poco l’ambiente.
Anche il 25 luglio la sfilata della Brigata
Nera “Aldo Resega”, perfettamente inquadrata,
ha suscitato il consenso della popolazione che ha
applaudito numerosa lungo il percorso.
Dal 27 luglio, ad opera della Guardia Nazionale Repubblicana e della Polizia, del Servizio della
Polizia tedesca e della Legione “Muti”, si è proceduto ad una sistematica azione di controllo di
elementi nei treni vicinali (Milano-Nord, Ferrovie
Varesine, Monza, ecc.), nei tranvai, nei campi
sportivi e nei ristoranti, per il rastrellamento di elementi antisociali, di disertori, di renitenti, di sospetti, ecc. Tali azioni hanno dato buoni frutti. Tuttavia deve deplorarsi, proprio in questi giorni, una
recrudescenza di assassinii “politici” in cui hanno perduto la vita fascisti e ufficiali della Guardia
Nazionale Repubblicana, dell’Esercito, donne e
bambini. Di tali notizie solo qualcuna è stata data
dai giornali giacché la polizia sta operando attive
indagini per l’individuazione degli assassini.
Il Capo della Provincia ha fatto pubblicare sui
giornali un monito germanico per i rastrellamenti
e altro monito sulla necessità da parte degli automobilisti di fermarsi alle barriere alle intimazioni
dell’«alt».
La notizia dell’attentato a Hitler8 ha provoca-
to vivo interesse in tutti gli ambienti. I commenti
sono vari: le voci della propaganda nemica non
hanno però trovato un largo credito. Non è notata
alcuna simpatia nei riguardi del Führer e di questo
si sono accorti anche i germanici, la cui diffidenza
è in questi ultimi giorni alquanto pronunciata.
La guerra sui fronti è oggetto di viva preoccupazione: l’avanzata anglo-americana in Italia, le
offensive in Russia e la penetrazione “alleata” in
Normandia sono avvenimenti che danno un sensibile imbarazzo a parecchia gente pur se non ha
manifestato sentimenti di tenerezza nei confronti
dello Stato Nazionale Repubblicano. In fondo si fa
sempre più netta la sensazione che bene o male gli
italiani di tutti i partiti e di tutte le tendenze hanno
potuto vivere, se non ben vivere, nella parte d’Italia “protetta” dall’Esercito germanico. La coscienza di ciò dà anche agli ambienti industriali, in origine filo-inglesi ma già adattatisi all’elemento germanico, qualche fosca preoccupazione per l’avvenire.
È da segnalarsi l’attività del Clero e dell’ambiente cattolico ufficiale: apparentemente riservato
e prudente, ma in sostanza tendente alla separazione sempre più decisa e precisa di “responsabilità”,
sia pure spirituale e di semplice contatto di convivenza con le autorità dello Stato Repubblicano.
Manca da parte del Clero – soprattutto dell’Autorità Ecclesiastica – ogni volontà di collaborazione
anche in nome della Patria; ma è viva la preoccupazione dei problemi sociali la cui trattazione occupa spesso le colonne del quotidiano ufficiale e
dei periodici, giacché tali problemi costituiscono il
fondamento della cosìddetta “democrazia cristiana”, il partito che ha trovato già numerosi aderenti
nell’Italia invasa e che è strumento di rivendicazioni, non soltanto teoriche, da parte dei responsabili del Vaticano.
Il viaggio del Duce e i discorsi alle divisioni
addestrate e pronte per il combattimento hanno destato il più largo interesse. Si è notato però il tono
piuttosto generico dei discorsi stessi, la mancanza
di ogni cenno all’unità della Patria, l’unità che secondo alcuni dovrebbe operarsi ancora con la conciliazione degli animi e con l’invito alla concordia
per il bene comune. Si tratta di impressioni evidentemente errate e dovute a una posizione preconcetta, giacché un invito alla conciliazione degli
animi non poteva trovare posto nei discorsi destinati ai combattenti, ai difensori dell’onore italiano
8 Il colonnello Klaus von Stauffenberg, ufficiale di carriera,
nato nel 1907, fallì clamorosamente un attentato contro Hitler. Il 20 luglio 1944, introdusse nel quartier generale di Hitler una bomba con detonatore a scoppio ritardato. L’esplosione avvenne a due metri dal führer, che rimase incolume.
sui fronti di battaglia, né poteva essere ammissibile dopo i reiterati inviti alla pacificazione e alla
conciliazione fatti dal Duce fino al 25 maggio.
Anzi la mancanza di una congrua azione di rappresaglia o repressione dopo il 25 maggio è stata tra i
motivi principali di una “crisi” denunciata dai
giornali e dall’opinione pubblica e ancora non del
tutto stroncata. Si può dire che i discorsi del Duce
e l’annuncio dell’arrivo delle Divisioni hanno validamente contribuito alla suaccennata ripresa confermata del resto dall’accoglienza vibrante e del
tutto spontanea dal popolo lombardo ai Reparti
delle Divisioni destinate alla zona d’impiego. Il
passaggio di tali Reparti dalla Stazione di Milano
ha dato luogo a sentite manifestazioni da parte della folla che si trovava alla Stazione Centrale, rimasta addirittura ammirata dal magnifico comportamento dei soldati il cui spirito è pervaso del più ardente entusiasmo.
Sono corse insistenti voci di sbarchi in Liguria, smentite poi dall’evidenza dei fatti.
L’attività clandestina dei partiti anti-fascisti
e del sovversivismo è in questi giorni più intensa.
Non si hanno a deplorare però, se non in minima
parte, azioni di sabotaggio e atti terroristici. Hanno
invece una larga diffusione i giornali e gli scritti
clandestini e pervengono agli iscritti al Partito minacce più o meno generiche di morte, talvolta anche a mezzo telefono. Dalla Polizia Repubblicana è
stata intrapresa una vasta azione moralizzatrice.
Sono state effettuate, pertanto, retate in alcuni alberghi, per esempio al Continentale, dove alcuni
ospiti che non tenevano un contegno consono al
momento attuale sono stati invitati ad allontanarsi.
Sono diffuse ad arte voci di arresti sensazionali
anche nell’ambiente fascista e si è fatta strada in
certi ambienti un certo “vittimismo” ispirato certamente da taluni allontanati di autorità da posti di
responsabilità e di comando. Si lamenta infine, anche da parte di elementi in buona fede, un ritorno
ad abitudini e a metodi ante 25 luglio, specie in taluni settori: lettere di raccomandazione, ordini perentori non giustificati, ingerenze non consentite,
retorica demagogica ecc.
Infine, la situazione alimentare non presenta
grave imbarazzo. La popolazione ha lamentato la
mancata distribuzione di alcuni generi per esempio la marmellata, dovuta soprattutto alla difficoltà
di trasporto.
(Franco Fuscà)
RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA
IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI
AVVENIMENTI DELLA PROVINCIA DI MILANO
Agosto 1944-XXII
L
a “ripresa”, registrata nello scorso mese nei
vari strati della popolazione, ha ceduto alla generale sensazione di una sconfitta germanica
che si presume sicura, per l’avanzata, creduta irresistibile, degli anglo-americani in Francia. Ha
molto agito a questo proposito la propaganda nemica che, con varie emissioni radio, ha cercato di
scalzare anche la fiducia nelle nostre divisioni.
Sono aumentati in questo mese i delitti contro
singoli (fascisti, ufficiali della G.N.R. e dell’Esercito Repubblicano, militari tedeschi e civili) taluni
compiuti in maniera efferata (come il caso dell’industriale milanese ucciso nel proprio letto, del farmacista di via Anfossi ammazzato al suo banco
ecc.). L’uccisione di due dipendenti di “Repubblica Fascista” ad opera dei banditi, sull’autostrada
per Torino, ha destato viva impressione. I funerali
sono riusciti imponenti anche per concorso di pubblico.
Si sono dovuti pure registrare due eccidi nefan-
10 agosto 1944: i fucilati di Piazzale Loreto
di a mezzo di bombe ad orologeria, uno compiuto
in Viale Abruzzi, l’altro nel posto di ristoro della
stazione. Il primo è stato seguito dalla fucilazione
di quindici elementi del G.A.P. in piazzale Loreto9.
Questa pubblica fucilazione ha avuto un effetto
assulutamente deprimente per la popolazione ed ha
avuto ripercussioni notevoli anche nel campo ope9 Il 10 agosto 1944, in seguito a un attentato contro un camion con rimorchio della Wehrmacht, quindici antifascisti,
prelevati dal carcere di San Vittore, vennero per rappresaglia
ferocemente uccisi dai nazifascisti, e lasciati per un giorno intero in piazzale Loreto a titolo di intimidazione.
raio. Si sono registrate astensioni dalle fabbriche di
lavoratori, aumentata diffusione della stampa clandestina, ecc. Si sono avute anche episodi di pietismo: si sono trovati fiori in piazza Loreto in memoria dei “martiri” fucilati e sono corse nel pubblico
le più strane dicerie in proposito, facendo di questi
elementi dei “puri” e degli innocenti dediti alle più
tranquille occupazioni e arrestati arbitrariamente
sulla strada o addirittura sul tram.
Ha causato del disagio nella popolazione anche
l’anticipo punitivo del coprifuoco dalle 23 alle
22, in periodo ancora estivo.
Dopo l’eccidio nel piazzale interno della stazione avrebbero dovuto essere fucilati altri venti
ostaggi e in tal senso era stato dato dal Comando
germanico un comunicato alla stampa. Per intercessione del Duce l’esecuzione è stata sospesa e
non ha avuto corso. Si è pure stabilito che in caso
di eccidî il giudizio per eventuali fucilazioni dovrebbe essere deferito al Tribunale militare, in
base a regolare processo. Per quanto riguarda la
mancata fucilazione degli ostaggi si è notata una
certa attività da parte della Curia Arcivescovile.
Da quegli ambienti è stata pure diffusa la voce che
il Cardinale avesse validamente agito per evitare
un nuovo massacro.
In questo mese si è constatata una certa reazione da parte delle forze fasciste contro i fuori-legge; squadre della “Brigata Nera” hanno, in scontri
con fuori-legge, eliminati alcuni banditi e proceduto a importanti arresti. Negli ambienti della
“Brigata Nera” è sempre viva la fiducia nelle forze
dell’Asse e, in ogni modo, è ferma la volontà di
non mollare comunque vadano gli eventi.
È trapelata la notizia dell’arresto, ad opera di
speciali organi della Polizia politica, di alcuni
Commissari della Questura di Milano e della
fuga di uno di costoro, il Mendia, già Commissario dirigente della Squadra mobile. Si è detto maliziosamente che tali Commissari facevano parte del
P.F.R. e che avevano approfittato della loro posizione di privilegio per commettere vari soprusi anche in materia amministrativa. La notizia è giunta
attraverso Ponte Chiasso nella stampa svizzera e
alcuni giornali dedicavano articoli sarcastici all’episodio, tra cui la “Libera Stampa” di Lugano nel
n. 190 del 19 agosto sotto il titolo “Quis custodierit custodes?”.
L’internamento dei carabinieri, deciso dal
Comando tedesco in seguito ai fatti di Aosta e di
Ivrea, ha avuto ripercussioni in senso antitedesco.
Causa di disparate voci sono stati pure alcuni
movimenti effettuati in seno alla Polizia repubblicana di Milano e in seno al Comando regionale della Lombardia.
Il 1° di agosto si è diffusa la voce del passag-
gio del Duce a Milano (di fatti si è recato a Monza
per salutare i reparti della contraerea in partenza
per l’addestramento) e per qualche giorno è stato
vivo l’interessamento da parte di larghi strati della
popolazione.
Ha fatto un’ottima impressione il discorso di
Padre Eusebio10 in Galleria, tenuto il 5 agosto
scorso.
La inaugurazione di lapidi su edifici e monumenti rovinati dalle incursioni nemiche non ha
destato alcun interesse; la cerimonia è stata molto
fredda per la mancanza di concorso della popolazione. Talune iscrizioni sono state criticate dai
giornali perché troppo letterarie e propagandisticamente non troppo efficaci.
Il ferimento del Ministro Pavolini e l’attività
della “Brigata nera mobile” in Piemonte è stato
oggetto di commenti particolarmente benevoli.
Non così la pubblicazione di una
fotografia sul
“Corriere della
sera” di Pavolini:
è sembrato un
esibizionismo
inutile ed è stato
criticato il Direttore del giornale
che ne avrebbe
consentita la pubblicazione per
pretesa piaggeria.
Notevole interessamento ha su- Alessandro Pavolini, già Ministro
Cultura popolare dal 1939 al
scitato la pubbli- della
1943, e segretario del partito fascicazione “25 Lu- sta repubblicano
glio” a cura del
Sindacato dei giornalisti e un autentico successo
editoriale ha avuto l’opuscolo pubblicato a cura
del “Corriere della sera” con la «Storia di un
anno» di Benito Mussolini, sotto il titolo “Il tempo del bastone e della carota”.
Gli articoli di Pezzato sul ribellismo sono stati seguiti con un vivo interesse dal pubblico di tutti
i ceti e hanno contribuito a modificare talune figurazioni romantiche dei fuori-legge.
L’improvvisa notizia del cambio della guardia
in Prefettura tra il dr. Piero Parini e il dr. Mario
Bassi è stata origine di varie voci e di una certa
scontentezza da parte della popolazione milanese la
quale ha notato che il dr. Parini si è reso benemerito
per varie iniziative intraprese a favore del popolo e
Il francescano Padre Eusebio, al secolo Sigfrido Zappaterreni, era capo Cappellano militare delle Brigate Nere.
10
soprattutto per l’istituzione delle mense e per l’azione moralizzatrice compiuta nel settore alimentare.
Tale mutamento è attribuito dalla popolazione a difficoltà sorte fra Parini e i Germanici che “avrebbero
voluto imporre la loro volontà su quella del Capo
della Provincia”. Taluno mette in rapporto le dimissioni di Parini con la fucilazione di quindici ostaggi
in piazzale Loreto. Tali voci sono state raccolte da
vari giornali svizzeri e soprattutto dalla “Neue
Zuercher Zeitung” del 20/21 agosto, la quale ha notato che le dimissioni di Parini da Capo della provincia sono state date in una forma non comune ed
ha insinuato che tali dimissioni siano state date per
protesta contro il massacro degli ostaggi: “l’attaccamento di Parini a Milano – nota il giornale – e la sua
profonda conoscenza della situazione della provincia cui era preposto l’avevano messo in grado di dominare le situazioni politiche più pericolose. Personalità politiche italiane, che io conosco personalmente, sono del parere che Parini abbia presentato
le sue dimissioni per togliersi ogni responsabilità
dell’avvenuta fucilazione degli ostaggi”. Si è anche
diffusa la voce che le dimissioni di Parini debbano
essere messe in rapporto col dissidio sorto col VicePodestà Bracco, il quale avrebbe denunciato superiormente quel Capo di Provincia per pretesi favoreggiamenti fatti nell’organizzazione delle mense.
Si è pure detto che le S.S. avrebbero fatto un’inchiesta. Il Vice Podestà Bracco, che è stato dimesso dalla carica, avrebbe propalato voci in tal senso.
Il nuovo Capo della Provincia è parso troppo
giovane e inesperto alla popolazione milanese. Ma
i suoi primi provvedimenti, specie in materia alimentare, per la quale gli si riconosce una specifica
competenza, hanno destato un certo interesse nella
popolazione.
In seguito allo sbarco nemico nella Francia
meridionale, all’avanzata angloamericana, specie
su questo fronte, si è diffuso il convincimento che
la partita sia ormai virtualmente liquidata. Si fa
sempre più vivo lo scettimismo per le nuove armi.
A tale proposito si diffondono barzellette nel popolo, che ritiene inesistenti, o almeno inefficaci, le
armi nuove.
L’operato del Governo repubblicano, tanto
nel campo politico quanto in quello militare, viene
considerato dal punto di vista più benevolo almeno
come uno sforzo inutile.
A dire il vero gli angloamericani non sono attesi con molto entusiasmo; specie tra l’umile
gente del popolo si rivela una tristezza talora
profonda per le sorti della Patria e per la sciagurata
condizione in cui l’Italia vinta e il suo popolo tradito verrebbero a trovarsi. Hanno fatto una certa
impressione le notizie circa l’inflazione monetaria
sempre più grave nell’Italia invasa. Queste notizie
hanno preoccupato taluni ambienti assai più delle
altre circa la situazione alimentare.
Si rileva in certe zone un senso di disordine e
di rilassatezza, alimentato talvolta dalla persistente cattiva volontà di funzionari, di addetti a servizi
pubblici, di impiegati in genere che si sentono
estranei alla vita dello Stato e manifestano la loro
diffidenza verso il Governo della Repubblica sociale in correlazione agli avvenimenti bellici e con
l’evidente preoccupazione di impegnarsi il meno
possibile per l’avvenire.
Non solo da parte dei fuori-legge, ma anche da
parte di certi settori del ribellismo annidato nelle
case della città si covano sogni di ribellioni, di rivolte da farsi al “tempo opportuno” e si manifestano speranze di poter giungere da un momento
all’altro a un regime di violenza e di disordini che
permetta loro il facile prepotere. I cosiddetti moderati (democratici, liberali, monarchici, ecc.), già
ambiziosi, ma stanchi e superati, si dimostrano inferiori agli altri per forza morale e devono presumersi facili succubi dei comunistoidi, dei socialistoidi e degli anarcoidi, più dinamici e più violenti.
Viva impressione ha destato il discorso del
Cardinale sia al momento in cui è stato pronunciato, sia quando è apparso integralmente sul quotidiano cattolico “L’Italia”. Tale discorso è stato
cagione di una certa ripresa del movimento democristiano e di una maggior propaganda fatta sia dai
pulpiti nelle Parrocchie, sia a mezzo di volantini,
in cui si condanna la nuova eresia dei repubblicani
nemici del Papa. Si sottolinea l’eternità della sovranità della Chiesa. Taluni di questi manifesti
sono apparsi con la falsa indicazione di “Autorizzato dalla Regia Prefettura di Milano”.
Il morale dei soldati di stanza a Milano non
manca di risentire della situazione descritta. Anche
fra gli ufficiali si nota una certa mancanza di vigore
e di calore che va sempre più espandendosi dai
vecchi ai giovani, dai “carrieristi” ai volontari. I
migliori tra i giovani sentono l’aria della città “irrespirabile” e aspirano a ritornare alla vita di reparto.
La situazione annonaria si può dire stazionaria: è mancata per qualche giorno la frutta che,
però, ora è tornata a prezzi maggiorati. Attualmente tale mancanza non è più da rilevarsi.
(Franco Fuscà)
(continua)
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n70a01
di GIAN PAOLO
TRIVULZIO
Un sistema
stenografico
inventato da un geniale
ingegnere spaziale
è l’ultimo sistema
stenografico di lingua inglese, uscito
in ordine di tempo,
anche se l’inventore, con qualche sfumatura lessicale, usa il termine ‘ultimate’ che in inglese significa ultimo anche
nel senso di definitivo, non plus ultra.
La diffusione avviene via internet
(www.stenotrust.org), con una buona impostazione didattica: testo completo, lezioni di base, esercitazioni di lettura, vocabolario, elenco delle sigle.
Diamo qualche spiegazione ad uso di
quanti abbiano problemi pratici a collegarsi in Internet. Il sistema è ispirato alle
correnti stenografiche tedesche del secolo scorso, in particolare al sistema Stolze-Schrey tuttora diffuso nella Svizzera
di lingua tedesca. La vocalizzazione è
simbolica (innalzamento per la i, abbassamento per la u ecc.) a cui si aggiunge il
rafforzamento per rappresentare tutti i
suoni utili per una precisa indicazione
delle parole inglesi. Ecco comunque
qualche esempio in Newrite:
Walter Kistler
L’inventore di questa “ultima” scrittura veloce, Walter Kistler, è un personaggio assolutamente singolare. Conosciamolo attraverso le sue stesse parole.
«La mia conoscenza della stenografia avvenne più di 70 anni fa. Da allora,
il suo uso nella scrittura di tutti i giorni
è divenuto un mezzo di vita. La steno è
stata la mia costante compagna quando
sono andato a scuola, al lavoro, in viaggio ed ho allevato la mia famiglia. Infatti non posso immaginare la mia vita senza di essa. Probabilmente non avrei mai
imparato la steno e certamente non
avrei sviluppato la Newrite, se non fosse
perché ho frequentato una scuola superiore di lingua tedesca in Svizzera. A
quell’epoca gli studenti dovevano diventare abili nell’uso di una versione tedesca della stenografia, per prendere gli
appunti nelle classi superiori. La mia
conoscenza della stenografia divenne
impagabile quando frequentai le università tecniche di Zurigo e Ginevra. Mentre la maggior parte degli studenti cercava febbrilmente di scrivere appunti, io
registravo tranquillamente i miei ed
avevo il tempo di seguire la lezione dell’insegnante. L’uso della steno mi ha
permesso di essere meglio preparato per
i miei esami di fisica, matematica e materie scientifiche. Dopo aver completato
i miei studi, ho continuato ad utilizzarla
nella mia carriera come ingegnere e
quando ho fondato la mia società di
elettronica».
Walter Kistler, infatti, emigrato in
America, ha avuto un grande successo e
la sua azienda continua ad averne in
quanto ha fatto un incredibile numero di
invenzioni legate alla visione del futuro:
molte sono legate a rendere più comodo
e reale il volo nello spazio. L’ultima realizzazione è il modulo K1 che, contrariamente ai razzi tradizionale, può venire
riutilizzato e rendere quindi più accessibile, anche dal punto di vista del costo, i
futuri viaggi nello spazio. (Per saperne
di più: http://kistleraerospace.com)
In tutti questi anni di attività ha redatto con la stenografia il suo diario
giornaliero (raccolti in 200 volumi) e si
è impegnato nella sua diffusione, ad
esempio sostenendo una fondazione nei
primi mesi di quest’anno in India. Questa sua attività è in linea con gli scopi
della fondazione da lui creata “Funda-
tion for the future”, titolo che non richiede traduzioni. La missione di questa fondazione, che è attiva da diversi
anni, è quella di incrementare e diffondere la conoscenza del futuro a lungo
termine per l’umanità. Ma le sorprese
non finiscono qui. Egli ha annunciato
che conta di realizzare una stenografia
al computer... quali siano i fondamenti
è ancora top-secret.
GIORNALISTI ALLA SBARRA
Sul numero 12/2005 di “Tabloid” (periodico dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia) sono
stati pubblicati i risultati di una ricerca effettuata dagli avvocati Sabrina Peron ed Emilio Galbiati,
sulle sentenze emesse dal Tribunale di Milano, sezioni penali, nel biennio 2003-2004.
I dati più significativi emersi con riferimento alle 116 sentenze penali di primo grado emesse nel
biennio 2003-2004, sono i seguenti:
z tipologia di testata: i procedimenti per diffamazione a mezzo stampa hanno interessato le seguenti tipologie di testate:
– quotidiani nazionali 50% – quotidiani locali 7% – settimanali 25% – periodici 9%
– reti televisive 8% – agenzie di stampa 1%;
z tipologia articoli diffamatori: i più colpiti da querela per diffamazione sono gli articoli di cronaca (nel 46% dei casi) quindi le interviste (31%) e per finire gli articoli di critica (23%);
z professione delle parti offese: tra le persone offese sono principalmente emerse le seguenti categorie professionali:
– 21% privati – 18% magistrati – 14% amministratori di persone giuridiche – 9% politici;
z remissione di querela/prescrizione: ben la metà dei procedimenti penali instaurati si sono conclusi con una remissione di querela (45,5%) o con una pronunzia di intervenuta prescrizione
(4,5%);
z percentuali accoglimento/rigetto: sul rimanente 50% dei casi giunti a dibattimento, a fronte di
una richiesta di condanna da parte del Pm limitata al 34%, il Tribunale ha pronunciato sentenza di
condanna per diffamazione nel 55% dei casi;
z condanna penale: nella quasi totalità dei casi (94%) gli imputati riconosciuti colpevoli sono stati
condannati solo al pagamento di una multa (il cui importo massimo comminato è stato di euro
1.500). La condanna alla reclusione è stata comminata solo nel 6% dei casi (nella misura massima
di 4 mesi) e in nessun caso ha trovato applicazione la condanna congiunta a reclusione e multa;
z condanna risarcitoria: in caso di condanna a favore della parte civile costituitasi in giudizio:
– sono stati riconosciuti e liquidati danni morali in misura, in media, pari ad euro 46.721,73 (contro delle richieste risarcitorie, in media, pari ad euro 351.033,42). Con riferimento a questi dati si
precisa che la condanna risarcitoria più elevata è stata di euro 295.500,00, resa a favore di 197
parti lese costituitesi collettivamente;
– la sanzione civile è stata applicata in misura, in media, pari ad euro 7.116,67 (contro delle
richieste di condanna, in media, pari ad euro 28.199,75). Anche con riferimento a questi dati si
precisa che la condanna sanzionatoria più elevata è stata di euro 20.000,00, resa a favore di 10
parti lese;
– la condanna in via provvisionale è stata disposta in misura, in media, pari ad euro 19.060,00
(contro delle richieste di condanna in via provvisionale, in media, pari ad euro 119.425,80) ed
anche qui si precisa che la condanna provvisionale più elevata è stata di euro 45.000,00, resa a
favore di 3 parti lese.
Infine, la media delle spese legali liquidate dal Tribunale di Milano a carico della parte soccombente ammonta ad euro 5.781,94;
z impugnazione: avverso le sentenze penali è stato proposto appello nel 66% dei casi.
n70a02
Maron
tanti significati
ma soprattutto
un bel sistema geometrico
di GIAN PAOLO
TRIVULZIO
V
Alfonso Maron
edendo la parola Maron su una
pagina Internet, subito il mio cervello la interpreta per Maroni, solleticando una curiosità stagionale. Questo vocabolo, nella sua accezione lombarda (cioè
con una sola r), si riferisce alle castagne
di alta qualità che in questi giorni danno
lo spunto per le ‘castagnate’ e relative
abbuffate. Grossi e di ottima qualità sono
i “maròn de Venegoon” (località a nordovest di Milano).
Inoltre il termine richiama immediatamente alla mente il cognome dell’attuale Ministro del Lavoro.
Vuoi vedere che, fra i numerosi impegni e le proposte di attività diversificate a
lui e da lui proposte, per incentivare progetti di nuovo lavoro, stage non retribuiti
e brillanti posizioni manageriali, il ministro ha trovato anche il tempo di pensare
alla stenografia? L’illusione è di breve durata. L’informazione la ricavo da un bel
sito concepito e realizzato dal prof. Waldir
Cury del Brasile.
Vi consiglio vivamente di fargli una
visita all’indirizzo <http:www.taquigrafia.emfoco.nom.br>.
Il pantogramma Maron
Questo sito contiene interessanti notizie, presentate in modo vivace ed accattivante, sulla stenografia per la cui storia
attinge soprattutto alle informazioni italiane (Aliprandi e Giulietti).
Né l’Aliprandi né il Giulietti, a quanto risulta da una mia veloce indagine,
hanno però citato questo sistema Maron.
La tecnica è quella geometrica, diffusa
nei paesi di lingua spagnola sulle orme
del capostipite Martì, ad esso si sono variamente ispirati molti sistemi che sono
stati perfezionati in questa parte del
mondo. (Si veda, nella tavola a fianco,
una «piccola dimostrazione» in lingua
originale). Le distanze tra le grandi città,
ancora oggi non così facilmente collegate, hanno generato versioni ‘locali’, ma
non per questo meno efficaci in base all’esperienza ed allo studio di insegnanti
per lo più professionisti del settore (il
che non guastava, non guasta e non guasterebbe tutt’oggi).
Il sistema fu presentato nel 1932 ed
è ancora insegnato dal prof. Cury
che, al termine di una breve presentazione biografica (Alfonso Maron è morto nel 1975), invita a cliccare. Ne vale
la pena.
Il sistema geometrico, in linea con la
tradizione Pitman-Taylor-Martì, non indica le vocali e questo mi ricorda un
esempio poco rispettoso di qualche bello
spirito, riferito al sistema Taylor-Delpino
che mi è rimasto in mente: Il parco parroco o il porco parroco? Nessun problema per gli appassionati di enigmistica
abituati al cambio di vocale, un po’ meno
per le giovani menti ed agli insegnanti
ormai viziati dalla rappresentazione alfabetica o simbolica delle vocali.
NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTI z NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTI z NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTIn
La chiesa fiorentina
di Orsanmichele riaperta
al culto e all’arte
F
u granaio della città medievale e di quella medicea
nonché punto di riunione delle
potenti arti fiorentine con le gerarchie religiose: è la chiesa di
Orsanmichele che, nel novembre scorso, è stata riaperta al
pubblico come sede di culto e
come luogo artistico-culturale.
Era chiusa alle visite da tre anni
e le uniche occasioni per vederne l’interno sono state offerte da
rassegne di musica classica.
Con l’esclusione del lunedì, Orsanmichele sarà aperta al pubblico tutti i giorni, festivi compresi, dalle 10 fino alle 17. Intanto la Soprintendenza sta ultimando l’allestimento del museo
al piano superiore che sarà aperto a febbraio 2006. Per l’occasione ritorneranno dagli Stati
Uniti tre statue attualmente in
mostra a Washington: l’«Incredulità di San Tommaso» del
Verrocchio, i «Quattro santi coronati» di Nanni di Banco e il
«San Giovanni Battista» del
Ghiberti. In origine Orsanmichele era un loggiato adibito
alla distribuzione del grano, costruito nell’orto delle monache
di San Michele =Or(to)-SanMichele, donde Orsanmichele.
La costruzione dell’edificio fu
iniziata da Arnolfo di Cambio
alla fine del ’300. Nel 1380 la
struttura fu rialzata di due piani
per contenere riserve di grano in
caso di emergenza e furono
chiuse le arcate affinché fosse
adibita al culto. Nel tempo la Signoria impose alle arti fiorentine di ornare l’esterno dell’edificio con le immagini scultoree
dei rispettivi santi patroni. Queste 14 statue, ospitate in altrettanti nicchie, sono oggi delle
copie. Gli originali si trovano
nel museo del piano superiore.
A Genova in questi giorni il bicentenario di Mazzini
I
n occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini,
alla figura storica del Risorgimento italiano la città di Genova dedicherà una mostra – a partire dal 12 dicembre e che terminerà il 12
febbraio 2006, dal titolo “Risorgimento tra Due Mondi”. Sarà il sottoporticato di Palazzo Ducale il luogo dove saranno esposti documenti,
pubblicazioni, opere d’arte (spesso inedite o poco note) provenienti
da musei, istituti, archivi italiani e latino-americani, oltre alle numerose tracce lasciate dai patrioti italiani in America Latina durante l’ottocento, e arrivati nel Vecchio Continente attraverso l’iconografia, la
stampa, la letteratura e le arti figurative.
D’Annunzio, ormai “postero di se stesso”, si sarebbe suicidato
L
a “vita inimitabile” di Gabriele d’Annunzio, negli ultimi diciassette anni trascorsi al Vittoriale, sarebbe solamente un luogo comune. Lo sostengono i ricercatori dannunziani Attilio Mazza e Marisa Strada, autori del giallo sulla morte del poeta, intitolato “Il mostro
e il mago”, una novità pubblicata dall’Editrice Starrylink di Brescia
(176 pagine, Euro 12,00). «I cosiddetti biografi ufficiali compiono
un falso quando scrivono che d’Annunzio continuò sul lago di Garda la sua vita inimitabile – afferma Attilio Mazza – In
realtà furono anni
tristissimi di ripiegamento interiore.
Gli ultimissimi tempi della sua esistenza furono addirittura drammatici. Basta scorrere l’epistolario o leggere
alcune pagine del
“Libro segreto”,
per comprendere il
suo stato d’animo
dominato dall’incu(Da una foto di Mario Nunes Vais)
rabile malinconia.
Chi si augurerebbe una simile vita inimitabile?». Una situazione psicologica, quindi, che potrebbe giustificare anche l’ipotesi di una
morte volontaria, sostiene Attilio Mazza, che indaga proprio sui tentati suicidi del Vate. Al Vittoriale Gabriele d’Annunzio pensò di diventare “postero di se stesso”, come scrisse ancora. Non più attività
sportiva, non più cavalli, non più cani, gli adorati levrieri... E ciò accadde – spiega Attilio Mazza – negli anni successivi alla misteriosa
caduta dalla finestra della sala della musica avvenuta nella tarda serata del 13 agosto 1922 (qualcuno ipotizzò una spinta di Luisa Baccara, pianista di talento e compagna del Vate dal 1919 fino alla morte). D’Annunzio rimase per dodici giorni fra la vita e la morte e sublimò il tragico infortunio, ricordandolo come il “volo dell’arcangelo”. Ma più tardi confiderà, invece, di aver tentato di suicidarsi.
Dedicata all’avventura la prossima
Fiera del Libro di Torino
N
el 2006 sarà l’avventura il motivo conduttore della Fiera internazionale del Libro di Torino. Lo ha
annunciato il presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Rolando Picchioni, nel corso della presentazione della manifestazione
che si è svolta nei giorni scorsi al Circolo degli Artisti di Torino. L’anteprima della Fiera del Libro ha permesso
anche di presentare i progetti legati ad
un altro evento di grande rilievo: “Torino capitale mondiale del libro con
Roma”, che vedrà una nutrita serie di
iniziative dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007. Ospitata dal Lingotto, dal 4
all’8 maggio 2006, la Fiera internazionale del libro (che nel 2007 si trasferirà nel vicino Oval, una struttura che
sarà sede delle gare di pattinaggio di
velocità delle Olimpiadi di Torino
2006) avrà come novità di contorno
“Lingua madre”, iniziativa destinata a
difendere dalla globalizzazione le diversità linguistiche. Paesi ospiti della
Fiera del Libro 2006 saranno il Portogallo e il Brasile. Alla Fiera del Libro
2006, è prevista anche una specifica
promozione alla lettura per i più giovani con varie iniziative, tra cui un torneo di lettura online in accordo con il
ministero dell’Istruzione.
Casa Boccaccio sarà un centro
di ricerca culturale
C
hiusa da settembre per lavori di adeguamento e messa a norma degli impianti, Casa Boccaccio a Certaldo (Firenze) riaprirà nella primavera 2006. Il palazzo che
vide la nascita di Giovanni Boccaccio, il trecentesco autore del “Decameron”, da museo sarà trasformato in un centro di ricerca e promozione culturale. Insieme ai lavori più
urgenti, infatti, procederanno anche la progettazione del
rifacimento del tetto e delle scale della torre; cambierà
l’allestimento museale. Al tempo stesso saranno promosse
attività di ricerca e divulgazione rivolte al pubblico locale
e internazionale. Sarà anche predisposto un nuovo percorso espositivo, con la messa in internet del catalogo della
biblioteca di Casa Boccaccio.
Poesie del giovane Bob Dylan
vendute all’asta
P
oesie scritte da Bob Dylan quando era studente nel
Minnesota sono state vendute per 78.000 dollari
(66.040 euro) durante una vendita all’asta da Christie’s a
New York. Le sedici paginette di poesie, intitolate “Poesie
senza titoli” e scritte nel 1960 dallo studente Robert Zimmerman, che più tardi diventerà la “voce di una generazione” sotto il nome di Bob Dylan, sono state acquistate
da un collezionista europeo anonimo. Oggetti di vendita
all’asta nell’occasione erano circa duecento pezzi appartenenti o appartenuti a divi della musica. Tra i pezzi più
pregiati, una chitarra elettrica Fender Statocaster appartenente a Eric Clapton, venduta a 36.000 dollari (30.480
euro) a un collezionista privato americano.
In fumetto gli horror di Stephen King
S
tephen King, 57 anni, lo scrittore americano maestro dell’horror moderno, ha deciso di accettare l’offerta della Marvel Comics, il gigante Usa degli albi a fumetti,
per produrre una nuova serie di libri ispirati ai suoi racconti della saga fantasy “La Torre Nera”. I fumetti saranno arricchiti da scene tratte dai romanzi di King già pubblicati
e da nuovo materiale creato dallo stesso scrittore per il debutto nelle strisce. La serie
sarà illustrata dal disegnatore statunitense Jae Lee, vincitore del Premio Eisner. Le storie a fumetti costituiranno un’espansione delle avventure epiche di Roland Deschain,
protagonista della saga della “Torre Nera”. Il primo album a fumetti con l’adattamento
dei romanzi della serie sarà pubblicato nell’aprile 2006 e poi sarà stampato anche in un
volume rilegato nell’estate successiva. Stephen King ha scritto più di 40 romanzi dell’orrore, tradotti in 33 lingue e pubblicati in 35 nazioni, venduti complessivamente in
oltre 300 milioni di copie.
RUBRICA
A CURA DI
MIMMO
SPINA
di ANNA MARIA
TROMBETTI
Stenografia
manuale
un ponte tra l’esistente
e la sua memoria
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Q
18
uanti campi di pratico utilizzo ha
avuto e può avere ancora la Stenografia manuale? Il numero 68 (Giugno
2005) della Rivista, in relazione alla mia
recente traduzione di un Diario di Prigionia stenoscritto col sistema Gabelsberger-Noe durante il secondo conflitto
mondiale, fornisce di per sé una delle
possibili risposte al quesito poiché introduce il tema della Stenografia “documentaria” sommersa negli archivi pubblici e privati e vi riconnette il problema
– non di poco conto – di riportarne alla
luce ed alla piena comprensione i testi.
Se è impossibile, allo stato attuale,
fare una stima del patrimonio stenografico inedito esistente in Italia, si può ancora sperare di trovarne esemplari sfuggiti
a quelle indiscriminate eliminazioni che
si applicano spesso alle vecchie carte; tra
essi, dovrebbero figurare diversi documenti, soprattutto per quanto riguarda i
novecenteschi “tempi d’oro” della nostra
Arte che molti impiegarono, grazie anche alla sua cripticità, per annotare, conservare o trasmettere informazioni durante il primo conflitto mondiale (vedi
saggio di Giuseppe Aurelio Trombetti su
n. 57 Rivista degli Stenografi) e nella
guerra successiva (vedi i documenti segreti inviati a Mussolini a Salò dalla Prefettura di Milano, pubblicati a puntate
dal n. 67 in poi del nostro periodico).
L’appello di Cadorna alle forze armate, “Portate la Stenografia sui campi di
battaglia!”, aveva avuto, infatti, ampi
straripamenti e collaterali applicazioni
anche al di fuori dell’ambito militare e
patriottico e, nei decenni successivi, il
mezzo stenografico si era acquistato i
consensi crescenti degli intellettuali entrando a far parte delle competenze professionali richieste a più livelli di impiego.
Il vantaggio di poter sostituire con caratteri abbreviati la scrittura ordinaria,
lenta e inidonea ad essere contenuta in
spazi ridotti, per di più non connotata di
riserbo, data la sua decifrabilità a tutto
campo per la generalità degli alfabetizzati, non è mai sfuggito alle persone dotate di cultura che si siano volute garantire la possibilità di annotazioni sintetiche
e veloci e la copertura di una discrezione
nei casi in cui lo richiedesse la materia
trattata. Molti, infatti, tra Ottocento e
Novecento inoltrato, si sono serviti delle
abbreviazioni stenografiche per usi personali legati a motivi di praticità e di segretezza: mio padre (1894-1985), dottore in legge, giornalista, stenografo e poeta, adoperava i caratteri grafici gabelsbergeriani per ogni sua esigenza di
scrittura ed aveva, per la Stenografia,
un’ammirazione ed un amore che lo portavano spesso a vantarla come l’acquisizione più pregiata tra le tante fatte nella
vita. E si gloriava di essere stato il primo
professore abilitato in questa disciplina,
ad essere inserito nell’Albo della docenza italiana. Se la vita mi darà anni sufficienti per curare un’edizione critica della
sua produzione lirica, sarà l’abbondante
materiale dei testi, delle chiose, delle varianti e di tutti gli altri apporti filologici
rimasti in “brutta” stenografica, a guidarmi nell’impresa di documentare e commentare la complessità linguistica e lessicale del suo iter espressivo.
Dovrebbero, tra gli altri documenti,
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
19
essere presenti in qualche luogo gli epistolari di autori conosciuti o meno, i loro
diari, le bozze o altri tipi di stesura di testi che meriterebbero una traduzione se
non altro perché vi si potrebbero individuare, al di là degli argomenti trattati,
elementi d’interesse linguistico e molti
ancora, più intrinseci dal punto di vista
dello stile formale, di rapporto tra
espressione grafica da una parte e cultura
e personalità degli estensori dall’altra.
Interessante, a questo proposito - e a
quanto mi risulta non praticato finora - il
campo della stenografologia: studi in
questo senso consentirebbero di apportare elementi ulteriori alla conoscenza della psicologia di personaggi biograficamente noti, passati alla storia per qualche loro merito letterario o scientifico –
ed ovviamente stenografi – sui quali si è
scritto molto, ma forse non ancora tutto.
Un’ambizione? Una pura ipotesi? Vale la
pena di accertarlo.
L’invito, dunque, agli Stenografi
amanuensi esperti in uno o più dei quattro sistemi ufficialmente riconosciuti in
Italia, a tener presente questo legame tra
la loro Arte e l’indagine storica, letteraria e di costume che ad essi può offrire
gratificanti spazi di ricerca e di studio
nel campo della decrittazione. E si preparino ad inserire i dati per il loro reperimento nella Scheda pubblicata a parte,
appositamente predisposta: servirà per
un’anagrafe non solamente di carattere
conoscitivo, bensì tesa a ricomporre un
fronte di esperti in grado di collaborare
ad un rilancio in chiave moderna della
Stenografia manuale ed alla urgente formazione di nuove leve. A questo proposito si mediti in particolare sulla situazione che emerge tra le righe dell’indagine svolta presso il CSM (vedi più avanti)
tenendo presente che le notizie riportate
sono state fornite dalla Società di resocontazione operante in quel settore con
propri stenografi manuali.
Che cosa deve intendersi per Stenografia moderna? Al di là di quanto sin
qui detto, ecco, prima di tutto, le linee
enucleabili dalla situazione venuta a determinarsi nel campo operativo della raccolta orale e della diffusione orale e
scritta delle informazioni.
Anzitutto, una premessa: la disamina
è indirizzata tanto al campo pubblico che
a quello privato dal quale mi raggiungono, ogni tanto, conferme dell’uso, per i
più svariati motivi, della celere e sintetica scrittura derivata da Tirone. Non sono
pochi, infatti, coloro i quali, in Italia, stenografano per scelta elettiva di stile scrittorio costante, vale a dire sostitutivo, fin
dove è possibile, dell’ordinaria forma alfabetica convenzionale. Di tale consuetudine e dell’altra, più parziale, di ricorrere
alla Stenografia per prendere appunti o
per qualche estemporanea necessità di
fissare discorsi, parlerò in un secondo
tempo su questa Rivista, con ciò assicurando ai due settori, il professionale ed il
personale, una distinta e più adeguata
trattazione. In questo contesto mi limito
solo alla sfera, già di per sé complessa,
della Stenografia al servizio dell’informazione ufficiale.
In Italia l’attività di resocontazione
dei discorsi che gli oratori tengono “a
braccio” nelle varie sedi dei loro interventi, si avvale, attualmente, di tecnologie e metodologie diverse, spesso tra
loro integrate.
Consideriamo qui le più importanti
aree dove si svolgono servizi di ripresa
del parlato e di verbalizzazione di sedute
assembleari.
Senato
È stato recentemente portato a termine un corso di stenotipia Michela, seguito da un concorso pubblico e dall’assunzione dei vincitori.
Camera dei Deputati
Il resoconto stenografico dell’Assemblea viene redatto da documentaristi che
ripetono al computer, su cui è installato
un programma di riconoscimento vocale,
quello che ascoltano dalla registrazione.
Occorre considerare che, ricorrendo a
questa procedura, si deve prima ripulire
il testo dai numerosi errori del programma di riconoscimento vocale, quindi effettuare una revisione approfondita del
periodo di cui, peraltro, non si ha la visione complessiva offerta dalla striscia
stenografica dove il testo è già scritto,
anche se in caratteri diversi. Infatti questa procedura comporta che l’operatore
detti qualche parola, poi ascolti la registrazione, poi detti qualche altra parola:
questa serie di stop and go ripetuta al-
l’infinito viene “sofferta” dai sistemi di
riconoscimento vocale, che in questo
caso hanno margini più alti di errore. Al
contrario, potendosi, da una buona striscia stenografica, dettare in “parlato continuo” ed avere la visione complessiva
del periodo, il testo ottenuto risulta molto più preciso e pulito anche dal punto di
vista sintattico e della punteggiatura. Gli
“ex stenografi” sono adibiti alla revisione dei testi e alla redazione del resoconto
sommario.
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
CSM
Delle sedute del Plenum viene redatto
un resoconto sommario da resocontisti
parlamentari, la maggior parte dei quali
usa la stenografia manuale per prendere
gli appunti nel corso della seduta e il riconoscimento vocale per dettare il testo.
Questi programmi ora si sono molto evoluti e consentono di accelerare moltissimo la fase di dettatura che in precedenza
aveva messo la Stenografia fuori mercato. Il resoconto di alcune commissioni
viene redatto da stenotipisti di una società che opera nel settore giudiziario,
dopo che l’altra società, che si occupa
della resocontazione sommaria con metodologie di ripresa stenografica manuali, non ha partecipato alla gara non avendo operatori in numero sufficiente per far
fronte alla mole di lavoro che avrebbe
dovuto fronteggiare se l’avesse vinta.
20
Consigli Regionali e Provinciali
Nel Consiglio Regionale del Lazio è
in atto lo stesso sistema della Camera dei
Deputati. In pratica la verbalizzazione è
affidata ad una società esterna che riprende le sedute con il metodo della registrazione poi riascoltata e dettata attraverso la tecnologia del riconoscimento
vocale. È una metodica che comporta sia
la correzione degli errori legati al riconoscimento sia, ovviamente, la risistemazione sintattica del periodo senza, peraltro, avere di quest’ultimo una visione
complessiva e costringendo, perciò, ad
analizzarlo parola per parola.
Presso la Regione Siciliana, la base dell’attività di resocontazione è di tipo stenografico manuale (sistema Cima).
Comune di Roma
Si avvale di un corpo di stenografi ama-
nuensi interni integrandone l’opera con
l’intervento di una società di resocontazione che sopperisce extra-orario, nel
caso le sedute si prolunghino oltre il termine temporale statuito per contratto.
Consiglio di Amministrazione dell’Università «La Sapienza» e Conferenza
dei Presidenti delle Regioni
Il servizio verbalizzazione delle sedute, che si tengono in genere con cadenza
quindicinale, è svolto da una Società
composta pressoché integralmente da
stenografi amanuensi. La raccolta degli
interventi avviene con la stenografia manuale (Gabelsberger-Noe, Meschini,
Cima, Mosciaro, Pitman-Francini) ed è
supportata da registrazione magnetofonica. Le sedute hanno normalmente una
durata non inferiore alle quattro ore, vale
a dire che i resocontisti si alternano in
turni di 20-30 minuti ciascuno svolgendo
almeno due prestazioni a testa. I singoli
“turni”, trascritti al computer dopo aver
subìto i necessari aggiustamenti formali
richiesti dalla loro natura di atti importanti destinati alla pubblica consultazione, vengono inviati al curatore dell’assemblaggio e della revisione generale
dei testi, il quale ha anche il compito di
spedire, in tempi brevissimi, il verbale al
Direttore amministrativo dopo averlo
corredato di indice, titoli, sottotitoli e di
quant’altro attiene alla sua specifica impostazione. Anche qui vale quanto detto
a proposito del vantaggio di ricorrere, in
fase di trascrizione del parlato, alla base
stenografica della verbalizzazione. Non
solo viene a guadagnarne in velocità la
stesura del testo scritto, ma ne vengono
ad essere esaltate la stessa precisione e
l’eleganza formale; in chi stenoscrive,
infatti, si fonde e si fissa una tripla memoria: 1, quella auricolare, resa più intensa dalla necessità di percepire anche
le minime emissioni di voce e le inflessioni di una pronuncia che per ogni oratore ha caratteri diversi; 2, quella che la
stessa mano incamera per cederla sia immediatamente in fase di corsa veloce sul
foglio, sia successivamente quando l’occhio ripercorre la strada del tracciato
grafico e la riconosce nella sua semantica valenza; 3, quella fotografica, tipica di
chi stenoscrive i dibattiti dal vivo e, nel
riportare i discorsi, ne annota veloce-
mente i toni enfatici, critici, ironici, polemici, ecc. della loro esplicitazione orale e mimica aggiungendovi i dati inerenti
alle interruzioni, gli spostamenti, gli avvicendamenti degli oratori ecc.
Ente Rai
La verbalizzazione è affidata ad una
copisteria, che sbobina i nastri registrati.
CGIE
Viene redatto un resoconto sommario, che viene fornito pressoché in simultanea dagli stessi resocontisti che operano al CSM.
Fase di una gara
all’ultimo
Congresso
Intersteno
Congressi e Convegni
È molto richiesto il resoconto sommario, che viene fornito pressoché in simultanea come al CGIE. In sostanza tre
resocontisti, per la gran parte conoscitori
della stenografia manuale, si alternano in
turni di mezz’ora in aula e in un’ora dettano il resoconto sommario attraverso
l’uso di programmi di riconoscimento
vocale installati su portatili.
Congressi Intersteno
Il penultimo Congresso, svoltosi a
Roma nel luglio 2003, si è avvalso, ai
fini della produzione integrale degli Atti,
dell’opera del comitato organizzatore di
Intersteno Italia, mentre la resocontazione, per la Rivista degli Stenografi, degli
interventi principali e degli avvenimenti
di ogni singola giornata, è stata effettuata
stenograficamente col metodo Gabelsberger-Noe, da A. M. Trombetti.
La sintetica ricognizione – qui presentata – nelle sfere pubbliche della
produzione orale ripresa stenograficamente, verrà debitamente integrata con i
dati che affluiranno da una più capillare
ricerca in atto. Inoltre, in un prossimo
numero, la sottoscritta pubblicherà una
serie di interviste ai resocontisti che stenografano con “carta e penna” nei più
diversi settori e fornirà, nel contempo,
una serie di notizie relativamente ad alcune aree dove è ipotizzabile l’introduzione – o la reintroduzione – di un servizio con impiego, anche, di operatori
manuali. Alle biblioteche di ogni tipologia ed agli archivi sarà inviato un foglio
finalizzato al reperimento di materiale
stenografico non ancora decifrato ed
alla conoscenza del patrimonio di testi
posseduti che hanno per oggetto la cultura della nostra disciplina. Anche il
settore-Scuola sarà opportunamente
sensibilizzato alle questioni in oggetto,
tenendo ovviamente conto della necessità di dare nuove basi ad un progetto
sperimentale effettivamente proponibile
per spessore, finalità ed aggiornamenti
disciplinari e pratici.
Nel raccomandare la compilazione
della Scheda allegata e la sua diffusione
nell’ambito di amici e conoscenti non
abbonati, mi dichiaro personalmente a
disposizione per qualunque necessità –
informativa e formativa – possa emergere da parte di chiunque se ne faccia interprete (recapito e telefono sono indicati
nella scheda a parte).
Senza escludere che, su queste pagine, possa trovar posto, in futuro, una Rubrica destinata ad un collegamento diretto tra lettori e curatori, per la disamina di
aspetti, problemi e soluzioni compatibili
con le attuali istanze del mondo tecnologizzato della comunicazione.
Infine arrivarono
Einstein, Fermi e Majorana e
l’atomo non
ebbe più misteri
e
di MASSIMO
UGLIANO
(parte terza)
L
a corretta interpretazione di tutte le
tesi considerate e l’individuazione
dell’identità tra fenomeni elettrici, magnetici e natura ondulatoria della luce50,
va ascritta, senza alcun dubbio, a James
Clerk Maxwell (1831-1879)51 l’illustre,
I nuovi mezzi trasmissivi in fibre ottiche utilizzano fotoni anziché elettroni. Derivano dal quanto
di luce individuato e studiato a partire dagli inizi
del ’900. Weber, Maxwell, Righi, Wien, Planck,
Millikan, Einstein hanno dato spiegazioni su che
cosa è esattamente un raggio di luce. Partendo
dall’energia che si sprigiona alla fonte e che viaggia alla sbalorditiva velocità di 300.000 km al secondo, le ipotesi sono riconducibili a due principali, ambedue valide a seconda dei casi: la prima
lo assimila ad un’onda elettromagnetica (infatti
anche l’elettricità o un’onda radio si muovono più
o meno alla stessa velocità). Secondo altri è un
susseguirsi continuo di quanti di energia luminosa
che si propagano nello spazio fino ad esaurimento
della fonte iniziale. Solo nel 1945 J. A. Wheeler e
R. P. Feynman hanno proposto una nuova teoria
quantistica della radiazione elettromagnetica a livello microfisico (cfr. Theory of positron; Quantum mechanics and path integrals).
51 Appena quindicenne si fece notare per un metodo meccanico da lui proposto per il tracciamento [Figura 11] della OVALE di Cartesio (nelle illustrazioni annesse all’Appendice di cui alla nota
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
50
22
Fig. 11
Metodo di
tracciamento
dell’ovale di
Cartesio
31 di grandi matematici citati per motivi vari,
sono riportate, fra le diverse notizie, le figure della LUMACA, CONCOIDE, LEMNISCATA, CASSINOIDE, MÜNGER - e relative equazioni - che
rappresentano tutte curve-ovali particolari). A 18
anni pubblicò uno studio sull’equilibrio dei solidi
elastici. Nel 1854 studiò dal punto di vista matematico le trasformazioni delle superfici soggette a
flessione. Nel 1859 pubblicò nel campo dell’astronomia una memoria sugli anelli di Saturno.
Nel 1860 si interessò della sovrapposizione dei tre
colori fondamentali rosso, verde e bleu. Successivamente passò a quelle ricerche nel campo elettrico per cui avrebbe avuto i maggiori successi ma
contemporaneamente si interessò dell’energia cinetica dei gas. Tra il 1864 ed il 1873 elaborò la
sua famosa teoria elettromagnetica della luce - secondo la quale le onde luminose vengono equiparate alle onde elettromagnetiche - riassumendo il
tutto in due equazioni, la prima delle quali esprime il fatto che correnti e campi elettrici variabili
ne producono uno magnetico, mentre dalla seconda discende il concetto che campi magnetici variabili generano forze elettromotrici. Ulteriori lavori sulla propagazione di onde nel vuoto ed in un
dielettrico nonché il teorema sugli spostamenti di
un sistema elastico. Predispose anche una unità di
misura del flusso di induzione magnetica nel sistema C.G.S. corrispondente a 10-8 weber. Cfr. J.
C. MAXWELL, Sulla teoria dei colori composti;
Sulle linee di forza di Faraday; Theory of heat;
Sulle linee fisiche di forza; Teoria dinamica del
campo elettromagnetico; Elettricità e Magnetismo. Thomas Young (1773-1829) verso il 1800
diede una prova decisiva della natura ondulatoria
della luce.
A proposito della teoria dei colori, dalle nostre ricerche mirate a trovare un sistema di scrittura per
non vedenti (vedi note 2 e 9), è emerso che uno
dei primi ad interessarsi dell’argomento fu N.
Saunderson (1682-1739) cieco da piccolo, grande
matematico ed astronomo che si dice riuscisse - in
modo veramente straordinario - a riconoscerli al
tatto.
Per applicazioni modernissime cfr. R. A. WILSON, Graphs, Colourings, and the Four-Colour
Theorem (2002).
Fig. 12
Livelli atomici
di Bohr
eclettico e geniale scienziato scozzese
che si occupò esaurientemente e con metodo scientifico di vari campi della fisica
e della matematica con dimostrazioni
strettamente conformi e congetture e ragionamenti razionali ed incontrovertibili.
Fu, forse, il primo ad optare per la predominanza dell’aspetto di descrizione matematico-formale comunque mai completamente disgiunto dalle prove di laboratorio. Poco prima il fisico tedesco Weber 52, collaboratore di Gauss 53, aveva
messo a punto delle unità di misura e valutati elementi volti a spiegare l’insieme
degli episodi in oggetto. Dopo di lui, nel
1897, l’italiano Augusto Righi (18501921) dimostrò che le onde elettromagnetiche interferiscono, sono riflesse, rifratte e soggette a diffrazione, assorbimento e doppia rifrazione54 come quelle
dello spettro visibile. O. Heaviside
(1850-1925)55 continuò ed approfondì
ulteriormente tali questioni. H. R. Hertz
(1857-1894) 56 e G. Marconi (18741937)57 aprirono la strada alle radiocomunicazioni ed alle rivoluzionarie applicazioni tecnologiche seguenti. Intorno al
1925 la teoria di Maxwell fu integrata
dalla Meccanica Quantistica ancora oggi
generalmente accettata con ulteriori modifiche ed integrazioni.
Le interconnessioni fra elettricità e
magnetismo si andavano affinando sempre di più: cariche in movimento generano un campo del tutto analogo a quello
determinato dai magneti permanenti; le
forze elettriche definiscono ed individuano le proprietà fisiche e chimiche di tutte
le sostanze.
Essenziali in tal senso si rivelarono,
nel frattempo, le ricerche sulla costitu-
Weber Wilhelm Eduard (1804-1891) compì
notevoli studi nel campo dell’elettricità e del magnetismo e formulò una legge generale dalla quale si possono dedurre i fenomeni elettrostatici ed
elettromagnetici donde il sistema di unità da lui
stesso creato e collegato a quello elettrico. Tuttavia la sua teoria fu soppiantata subito da quella di
Maxwell perché conteneva incongruenze ed alcune circostanze non esaurientemente spiegate (il
fattore di proporzionalità si rivelò uguale alla velocità della luce a meno di 2).
53 Karl Friedrich Gauss fu grande matematico, fisico e astronomo ma si occupò anche di telegrafia
elettromagnetica. Per il settore che ci interessa ricordiamo l’opera Allgemeine Theorie des Erdmagnetismu.
54 Cfr. A. RIGHI, L’ottica delle oscillazioni elettriche.
Il problema è di grandissima attualità soprattutto
per quanto concerne la sicurezza e la prevenzione
per l’uomo. L’assorbimento di onde elettromagnetiche si misura in Microtesla che, purtroppo,
aumentano con la vicinanza alla fonte. L’Italia è
uno dei paesi dove la normativa a scopo precauzionale è abbastanza rigida ed una recente disposizione ha ridotto la soglia a meno di 0,2 (D. M.
21/02/2003). Cfr. IEEE, Standard for Safety Levels with respect to Human Exposure to Radio
Frequency Elettromagnetic Fields; R. GUARINIELLO, I rischi di lavoro al videoterminale; M.
FONTE, Campi elettromagnetici innocui o pericolosi?; M. CASCIELLO-F. ESPOSITO, Videoterminali e sicurezza; F. RALLI-L. MUGNAI-A.
MANNESCHI, Guida alla compatibilità elettromagnetica; M. UGLIANO, Problemi e sicurezza
nel laboratorio di Trattamento Testi.
55 Oliver Heaviside indagò sempre matematicamente sulla propagazione delle onde nelle spazio
sviluppando il metodo degli Operatori Funzionali. Cfr. O. HEAVISIDE, Electromagnetic theory;
Electrical papers.
56 Discepolo di G. Kirchoff e di H. Helmhotz fu
lo scopritore nel 1870 delle speciali radioonde
dette appunto hertziane di natura elettromagnetica
che approfondite dal Marconi nel 1922 portarono,
fra le altre cose, al principio del Radar (RAdio
Detecting And Ranging). Cfr. H. R. HERTZ,
Über die Grundgleichungen der Elektrodynamik;
Die Principien der Mechanick; Über sehr schnelle elektr. Schwingungen.
57 G. Marconi studiò privatamente ed all’età di
venti anni si interessò in modo particolare alle ricerche del fisico H. R. Hertz, traendo l’ispirazione per i suoi lavori. Nel 1897 costituì la società
Marconi’s Wireless Telegraph and Signal Company. Nel 1901 il segnale elettrico, dopo vari
tentativi a brevi e medie distanze, riuscì a superare l’oceano Atlantico. Nel 1909 ebbe il Nobel
per la Fisica. Effettuò esperimenti con onde persistenti, smorzate, corte e microonde; realizzò il
detector magnetico e praticamente aprì la strada
a tutti i tipi di trasmissioni via etere. Il più importante salvataggio di vite umane dovuto alla
sua Radio furono i 706 superstiti del disastro nel tragico viaggio inaugurale per l’impatto con
un iceberg - del grande transatlantico inglese Titanic proprio nell’Atlantico settentrionale, il 14
aprile 1912.
52
zione della materia: ad E. Rutherford58,
N. H. Bohr59 e J. J. Thomson60, si devono
le spiegazioni, descrizioni e rappresentazioni per un modello atomico [Figura
12] e le loro deduzioni avveniristiche
hanno successivamente ricevuto innumerevoli convalide, arricchite da prototipi e
concezioni matematiche di probabilità,
statistiche o relativistiche (quanti - livelli
- salti di energia - orbitali - principio di
indeterminazione e di esclusione, effetto
tunnel, complementarietà, caratteristiche
ondulatorie, etc.).
Accanto a questi ultimi troviamo A.
Werner (1866-1919)61, R. A. Millikan
(1868-1953) 62, J. C. Davisson (18811958)63, E. Schrödinger (1887-1961)64,
W. Pauli (1900-1978)65, W. K. Heisenberg (1901-1976) 66 , Mott F. Nevill
(1905-1996)67, E. Segré (1905-1989)68,
J. Rainwater (1917-1986)69, H. Kendall
(1926-1999) 70 ed altri come Dalton,
Lord Ernest Rutherford (1871-1937) fece in un
primo tempo ricerche sulla magnetizzazione prodotta da onde elettromagnetiche. Dal 1898 si dedicò allo studio della natura delle emissioni radioattive ed al concetto di isotopia e trasmutazione o disintegrazione alfa, beta, gamma. Premio
Nobel per la chimica nel 1908. Le osservazioni
effettuate mettevano chiaramente in evidenza che
all’interno dell’atomo vi erano campi elettrici di
grande intensità. Cfr. E. RUTHERFORD, Radioactivity (1904); Radiations from radioactive
substances (1919); The electrical structure of
matter (1926); The newer alchemy (1937).
59 Niels Henrik David Bhor (1885-1962), allievo
di Rutherford e di Thomson, integrò la versione
del maestro gettando le basi della moderna ipotesi
sulla costituzione dell’atomo ‘planetario’ (interpretazione probabilistica). W. Heisenberg e W.
Pauli la continuarono nonostante i pareri contrari
di E. Schrödinger e dello stesso A. Einstein. Nel
1922 ebbe il premio Nobel per la fisica proprio
per il principio generale sulla struttura atomica.
I suoi studi furono continuati dal figlio Aage
Niels, nato nel 1922, che nel 1975 ha ricevuto il
premio Nobel per la fisica insieme a B. Mottelson
e J. Rainwater.
60 Joseph John Thomson (1856-1940) approfondì
il complicato fenomeno del passaggio dell’elettricità attraverso i gas. Famosi il suo esperimento
del 1887 sulla configurazione dell’atomo ed il
modello messo a punto nel 1904. Premio Nobel
per la fisica nel 1906. Pubblicò: Conduction of
Electricity Through Gases (1903); The Corpuscolar Theory of Matter (1907); Rays of Positive
Electricity and Their Applications to Chemical
Analysis (1913); Recollections and Reflections
(1936).
Proseguì le ricerche il figlio George Paget Thom-
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
58
24
son (1892-1975), che nel 1927 ottenne la diffrazione di fasci di elettroni e nel 1937 fu premio
Nobel per la fisica con C. J. Davisson. Cfr. G. P.
THOMSON, Applied aerodynamics (1919); The
wave mechanics of free electrons (1930).
61 Fin dal 1893 riuscì ad individuare gruppi che
resistono all’elettrolisi, trovò isomerie geometriche ed ottiche, formulò una teoria sulla valenza.
Premio Nobel nel 1913. Cfr. A. WERNER, Lehrbuch der Stereochimie; Nuere Anschauungen auf
dem Gebite der Anorganischen Chemie.
62 Spiegò lo spettro delle radiazioni elettromagnetiche, le proprietà di atomi leggeri ed i raggi
cosmici. Ebbe il premio Nobel nel 1923 per le ricerche sulle dimensioni e la carica dell’elettrone e
la determinazione del quanto di luce.
63 Davisson Clinton Joseph studiò in particolare
l’emissione secondaria di elettroni ed insieme a
G. P. Thomson gli fu conferito il Nobel nel 1937
(vedi nota 60).
64 Moderna teoria quantistica e meccanica ondulatoria non relativistica sulla scia di L. De Broglie
(1925). Per la questione dell’Entropia cfr. E.
SCHRÖDINGER, Scienza e umanesimo. Che cos’è la vita (1944-51).
65 Con il principio di esclusione Pauli fornì una
soluzione generale al problema della distribuzione degli elettroni nei vari gusci (spin). Nel decadimento ipotizzò la presenza del neutrino (vedi nota
70). Nobel nel 1945. Meccanica delle matrici.
66 Karl Werner Heisenberg, Nobel nel 1932 si applicò alla meccanica quantistica enunciando il famoso Principio di indeterminazione. Nel 1925
scrisse ber quantentheoretische undeutung kinematischer und mechanischer beziehungen.
Per una interessante comparazione ed accostamenti, cfr. M. FABBRICHESI, Pensare in formule Newton, Einstein, Heisenberg.
67 Fisico inglese, Nobel nel 1977 con P. W. Anderson e J. H. Van Vleck per la diffusione dei raggi α. Si interessò di applicazioni della meccanica
quantistica alla fisica teorica e dei Semiconduttori.
68 Segré Emilio, Nobel nel 1959 collaborò in un
primo tempo con Fermi e si dedicò a questioni di
radiochimica producendo il primo elemento artificiale: il Tecneto (poi l’Astato ed il Plutonio). Studiò le strutture nucleari, le integrazioni fra particelle e l’Antiprotone.
69 Partecipò al progetto Manhattan per la costruzione della prima bomba atomica. Direttore dal
1952 del Nevis Cyclotron Laboratory, elaborò
con A. Bohr e B. Mottelson una variante del modello nucleare a guscio ottenendo con loro il Nobel nel 1975 (vedi nota 59).
70 H. Kendall, Nobel nel 1990 utilizzando un acceleratore lineare di 3 km di lunghezza ha individuato l’esistenza di minuscole particelle elementari quali mesoni, neutrini e quark. Attualmente i
neutrini, come altre particelle sbatomiche (i muoni generati dall’urto con un protone o un neutrone) stanno assumendo importanza sempre maggiore nei campi più disparati della tecnica per applicazioni da fantascienza: tubi fotomoltiplicatori
Pmt; nanotecnologie ed estensioni della fisica
atomica anche a computer quantistici “qubit”, oltre che all’informatica, alla telefonia ed alle videocomunicazioni.
Mendelejev, Plank, Sommerfeld, i Curie,
Compton, Geiger, Simon, Dirac, de Broglie, solo per citarne alcuni. Discorso a
parte meritano A. Einstein (1879-1955)71
ed E. Fermi (1901-1954)72 per le loro celeberrime scoperte ed E. Majorana73 i cui
appunti non ancora completamente analizzati, interpretati o andati in parte perduti, pare siano di notevole entità ed attualità e riguarderebbero addirittura interrogativi a tutt’oggi parzialmente risolti.
Con le premesse fatte si può ora passare a parlare dei moderni significati di
“informazione”, di “comunicazione” e di
“messaggio” che sicuramente non mancheranno di suscitare attenzione ma anche dubbi, perplessità, incertezze e confusione perché scopriremo, non senza
sorpresa, che viaggiano indipendentemente dal significato. Tutto ciò sarà oggetto di un prossimo lavoro insieme all’esame di una strana parola: “entropìa”74, che ci riporta a reminiscenze
di fisica ricordandoci la termodinamica e
che invece vedremo entra a pieno titolo a
far parte di questo discorso.
Il salto di qualità e la rilevanza tecnico-scientifica compiuta con l’apporto di
Claude Elwood Shannon e Warren Weaver e le integrazioni introdotte fra varie
idee da Norbert Wiener saranno incommensurabili e solo così si è riusciti a conseguire i risultati odierni, oltre ad alcuni
temi della società moderna insieme a
prospettive di ulteriori progressi.
(III - fine)
Sue opere sono: Zur Elektrodynamik bewegter
Körper, (1905); Ist die Tragheit eines Körpers
von seinen Energieinhalt abhängig? (1905); Die
Grundlage der allgemeinen Relativitätstheorie,
(1916); Hamiltonsches Prinzip und allgemeine
Relativitätstheorie, (1916); Kosmologische Betrachtung zur allgemeine Relativitätstheorie, (1917);
Über die spezielle und die allgemeine Relativitätstheorie gemeinverständlich, (1920); The Meaning of Relativity, (1921); The World as I see it,
(1934); The Evolution of Physics: The Growth of
Ideas from Early Concepts to Relativity and
Quanta, (1938); The Meaning of Relativity,
(1955); Einstein on peace, (1960).
72 Fra i tanti scritti dello scienziato: Dinamica di
un sistema rigido di cariche elettriche in moto traslatorio, (1921); Elettrostatica di un campo gravitazionale uniforme e sul peso delle masse elettromagnetiche, (1921); Raggi Röntgen, (1921);
Quantizzazione del gas perfetto monoatomico,
(1926); Sull’urto tra atomi e nuclei di idrogeno,
(1930); Metodo statistico per la determinazione di
alcune proprietà dell’atomo, (1931); Tentativo di
una teoria di emissione dei raggi , (1933).
73 Ettore Majorana nato nel 1906 e misteriosamente scomparso nel 1938, si laureò nel 1929 con
Fermi. Ebbe una vastità di interessi. Le sue equazioni quanto-relativistiche di grandissima importanza sembrerebbero equivalenti ma comunque
precedenti (1932) a quelle di P. Dirac e W. Pauli.
Cfr. Teoria relativistica di particelle con momento intrinseco arbitrario (1932); Sulla teoria dei
nuclei (1933); Teoria simmetrica dell’elettrone e
del positrone (1937); Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze sociali (postumo).
74 Nel prossimo articolo verranno citati un notevole numero di testi su questo importante argomento, che qui si evita di ripetere. Per confronti
fra il concetto di Entropìa classico, quello di Entropia informazionale ed in altri ambiti cfr. J.
RIFKIN, Entropia; L. FANTAPPIÈ, Principi di
una teoria unitaria del mondo fisico e biologico;
O. COSTA DE BEAUREGARD, Equivalence
entre les deux principles des actions retardées et
de l’entropìe croissant; M. UGLIANO, Informazione: trattamento e trasmissione; Entropia, ordine e armonia; Dai “caratteruzzi” di Galileo
all’“entropìa” di Shannon passando per Morse;
Entropìa e Stenografia (in preparazione).
71
TASSA SULLE FOTOCOPIE: ARRIVA LA CONTROMARCA
L
a SIAE, l’AIE (Associazione Italiana Editori), le Associazioni degli scrittori (SNS, il Sindacato
Nazionale Scrittori, SLSI, il Sindacato Libero Scrittori Italiani, UIL-UNSA, l’Unione Nazionale
Scrittori e Artisti) hanno firmato un nuovo accordo con le Associazioni di categoria CNA, Confartigianato, CASARTIGIANI, C.L.A.A.I. e LEGACOOP, per i diritti d’autore sulle fotocopie di opere
protette. L’intesa, che è valida dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2007, prevede un nuovo sistema di
determinazione dei compensi agli autori e agli editori basato sull’acquisto – da parte dei vari punti di
riproduzione – di “contromarche” fornite dalla SIAE. Le copisterie e ogni altro esercizio dove vengono effettuate fotocopie applicheranno le “contromarche” – di vario taglio e colore – sulle pagine riprodotte, prima di consegnarle ai clienti. La “contromarca” sarà l’unica prova dell’avvenuto pagamento dei diritti. Le fotocopie che ne fossero sprovviste provocheranno a carico dei responsabili le
sanzioni previste per la violazione del diritto d’autore. La normativa sul diritto d’autore (art. 68 L.
633/1941) prevede, infatti, la possibilità di riprodurre – per uso personale – il 15% di opere protette,
purché siano riconosciuti i diritti ai rispettivi autori ed editori.
n70al
Quando una porta è... allarmata
Lingue, istruzione & Co.
nche le porte hanno un’anima. In
questi ultimi tempi, le porte delle
banche, le porte nel senso fisico, sono in
ansia, preoccupate, inquietate, spaventate. In altre parole sono in allarme, cioè
“allarmate”. Con un brutto uso del termine “allarmato”, all’ingresso di molte
banche, infatti, appare un cartello con
scritto “Porta allarmata” (v. foto 1). Il
a lingua italiana, negli Stati Uniti, e
in particolare a New York, è la quarta
lingua più studiata, dopo l’inglese, lo
spagnolo e il latino. La notizia è di un
paio di anni fa, ma, nel frattempo, il buono stato di salute della lingua italiana in
USA non dovrebbe essere di molto cambiato. Sono cambiati, invece, i dati relativi al grado di alfabetizzazione della popolazione italiana. La situazione è tragica. Stando a una recente ricerca della romana Università di Castel Sant’Angelo,
diffusa dall’Unione nazionale per la lotta
contro l’analfabetismo, dodici italiani su
cento (ovvero sei milioni di persone) non
riescono a leggere e a far di conto; mentre altri 36 milioni di italiani sarebbero
analfabeti di ritorno, o appena alfabeti. A
voler rappresentare questa situazione in
termini percentuali, dall’alto verso il
basso, avremmo al vertice un 7,51% con
laurea; un 25,85% in possesso di una
maturità; un 30,12% con titolo di scuola
media, e infine un 36% con la sola licenza elementare, o neppure quella. La regione più analfabeta è risultata la Basilicata (13,8%), seguita dalla Calabria
(13,2%), la quale vanta però più laureati
della Lombardia; e poi, in ordine decrescente, Molise (12,2%), Sicilia (11,3%),
Abruzzo (9,8%), Sardegna (9,1%). A
lato di questa interessante e illuminante
ricerca, sorge qualche altra considerazione, altrettanto preoccupante. Tra i cosiddetti alfabetizzati si sta modificando il
tradizionale modo di esprimersi e di scrivere. Anglicismi da una parte ed esasperato uso delle tecnologie dall’altra hanno
portato a un preoccupante imbarbarimento linguistico. I ragazzi scrivono
sempre più al computer o col cellulare,
abituandosi a un linguaggio semplificato, sincopato, se non criptico. Anche
questa è una rispettabile forma di comunicazione e di socializzazione tra i giovani. Ma non scrivendo quasi mai relazioni, sintesi, temi, articoli, diari, perdono
sempre più il “pensiero scritto”, cioè lo
sviluppo scritto delle idee e della logica.
Nei corsi di preparazione all’idoneità
professionale dei praticanti giornalisti
(quindi ai massimi livelli di alfabetizzazione), si riscontra, di sessione in sessione, un preoccupante abbassamento di
A
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Fuori la
lingua
di PAOLO
A. PAGANINI
26
nostro, ovviamente, è soltanto un pretestuoso cavillo linguistico. Il cartello
informa, semplicemente, che la porta è
protetta da un segnale d’allarme acustico, elettrico, luminoso comunque sia.
Allarmato sta per “munito di allarme”. E
così è infatti registrato e ufficializzato da
tutti i dizionari moderni. Ma ciò non toglie che sia brutto lo stesso. Più corretto
e più rispettoso del buon gusto lessicale
è l’altro cartello (v. foto 2) collocato sui
tram milanesi: “Area videosorvegliata”.
Ci vuole così poco, a volte. Un semplice
nome composto – come nel caso in questione – nella forma nome + aggettivo, di
cui è ricchissima la lingua italiana, ancorché di nuovo conio, esprime sempre
con chiarezza creativa il valore semantico del messaggio.
L
abilità sintetico-deduttive. In altre parole, i nostri ragazzi aspiranti giornalisti
sono sempre più incapaci di afferrare il
nocciolo delle questioni, di cogliere il
nucleo di una notizia, di operare incisivi
e completi riassunti, ricavandoli dal cumulo di agenzie che vengono loro fornite. Lasciamo a genitori, insegnanti, educatori ed operatori culturali il compito di
trarre le doverose conclusioni e di prendere i necessari provvedimenti. Urge
fare qualcosa. Parliamone. Appena si riesca a staccarsi da Talpe, Isole dei famosi
ed altre amenità del rincitrullimento televisivo nazional-popolare!
Se gli uccelli vanno a sbattere
S
tormi di migratori, che sorvolano la
Grande Mela di notte, finiscono con
lo sfracellarsi a centinaia contro grattacieli di quaranta e più piani (v. foto),
come il Morgan Stanley, il Rockefeller
Center, l’Empire State Building eccetera.
Un’ecatombe, denunciano gli ornitologi.
Le oltre trecento specie di volatili, in un
estenuante viaggio di andata e ritorno, in
autunno e in primavera, dal Canada al
Centro e Sud America, verrebbero accecate dalle luci notturne di insegne luminose e finestre dei piani alti
dei grattacieli, sbattendoci
contro. È scattato quindi un
accorato appello: spegnete le
luci dopo mezzanotte. Anzi,
per dirla con il servizio del
“Corriere della Sera” di sabato 24 settembre 2005: “Spegnamo i grattacieli”. A parte
l’assoluta incomprensibilità
scientifica dell’articolo, a firma di Alessandra Farkas (se i
grattacieli sono spenti, gli uccelli, al buio, non ci vanno a
sbattere ancor di più?), rimane lo svarione del titolino in
questione. Ripetiamo per
l’ennesima volta – e chissà
quante volte ancora ci torneremo su – che la i che manca
in spegnamo è da reintegrare
nel suo legittimo ruolo, perché fa parte della desinenza
della prima persona plurale,
vigente in tutti i verbi regola-
ri della lingua italiana (am-iamo, angosc-iamo, ved-iamo, scegl-iamo, finiamo, usc-iamo). E, quindi, spegn-iamo
pure i grattacieli. Ma, oltre agli uccelli,
salviamo la grammatica.
Pronomi e giornali
A
ncora sul “Corriere della Sera” (ah,
come faremmo senza Corriere!), il
17 novembre scorso, viene riferita la posizione di Bruno Vespa, che, chiamato in
causa perché riveli alcune fonti del suo libro “Vincitori e vinti”, si è appellato al segreto professionale. E fin qua tutto bene.
Ma il Corriere cita la richiesta di AN, la
quale denuncia un ipotetico abuso da parte di Vespa, in quanto egli avrebbe pubblicato “documenti che non sono in possesso
della Commissione, sicché qualcuno
gliel’ha forniti...” Il divertente e disinvolto uso della lingua italiana da parte di
molti giornalisti italiani è davvero sconcertante, anche perché tutti, come minimo, possiedono un titolo di scuola media
superiore e hanno sostenuto un severo
esame di idoneità professionale, prima di
essere iscritti all’Albo. La conoscenza
grammaticale e lessicale dovrebbe pertanto essere ineccepibile. Ma non passa giorno che, sui giornali italiani, non appaiano
perle come questa ora citata. L’incriminato gliel’ha qui sta, abusivamente, per glieli ha, cioè: gli (= pronome maschile di
terza persona, che si usa per il complemento di termine con il significato di a
lui) e il pronome complemento li, che non
è mai apostrofabile e che si combina con
gli, come tutte le altre forme glielo, gliela,
gliele, gliene. La forma apostrofata, nel
caso da noi citato, cioè gliel’ha, può dunque avere solo il significato di glielo ha,
in quanto solo lo e la sono apostrofabili.
L’unica forma grammaticale possibile doveva dunque essere glieli ha.
... Apostrofi e giornali
E
, di nuovo, sul “Corriere della Sera”
(8 giugno 2005): “... sono stato indicato alla polizia come un’inseguitore...”
No, qui l’apostrofo proprio non ci va.
Ah, i bei tempi quando esistevano i correttori di bozze!
UNO SGUARDO AL FUTURO
DEL SUPPORTO SCRITTORIO
I
Dal papiro
alla papaia
di INDRO NERI
l papiro detiene senz’altro il record di
essere stato uno dei primi e più longevi materiali di supporto per la scrittura.
Impiegato in Egitto a cominciare dal
3000 a.C., il giunco del Nilo è stato infatti utilizzato fino al dodicesimo secolo,
quindi gradatamente sostituito dalla pergamena, che a sua volta ha ceduto il passo alla carta comune. Ora però la papaia
(o qualunque altro frutto) potrebbe ben
presto diventare il materiale scrittorio del
futuro prossimo venturo, grazie ad un innovativo processo di incisione laser messo a punto negli Stati Uniti che permette
di “scrivere” direttamente sulla buccia di
frutta ed ortaggi.
Una nuova tappa nell’evoluzione della comunicazione? Forse. D’altronde non
si tratta di una novità.
Tralasciando gli artisti di strada, che si
offrono di scrivere il vostro nome su un
chicco di riso, una legge europea prevede
già che le uova (dal 2004) e gli altri alimenti (dal 2005) riportino una sequenza
alfanumerica che permetta al consumatore curioso di risalire all’origine del prodotto. Questo codice viene detto di “rintracciabilità” (permette di ripercorrere a
ritroso la provenienza del prodotto) e di
“tracciabilità” (permette anche di seguire
il percorso dal produttore al negoziante).
28
navig@ndo
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Una pera della varietà Red d’Anjou
“etichettata” con il nuovo sistema laser
La “firma” stampata direttamente sul guscio delle uova risale addirittura al lontano 1987 quando la fattoria Novelli di Spoleto, in Umbria, decise di contrassegnare
con un marchio di qualità le proprie uova
Ovito per evitare che commercianti senza
scrupoli le sostituissero con altre di scarso
pregio, vendendole però nella confezione
originale allo stesso prezzo.
La stampa laser su alimenti, che è talmente superficiale da non compromettere affatto le caratteristiche qualitative del
prodotto, oltre ad evitare contraffazioni,
frodi e date di scadenza alterate, ha ben
altri pregi, primo fra tutti la possibilità di
una gestione avanzata della merce (un
codice a barre inciso sulla buccia permette l’identificazione ed un più rapido e
corretto riscontro di una qualunque delle
oltre settemila varietà di mela disponibili
attualmente sul mercato mondiale, per
esempio, sia in magazzino che al momento della vendita); oltre ovviamente a
rappresentare un sistema economico ed
ecologico per contraddistinguere un prodotto di marca o di qualità.
In un prossimo futuro, aspettatevi
quindi di veder comparire nel reparto ortofrutticolo del vostro supermercato agrumi griffati, marroni marcati, prugne promozionali e patate emblemat(ich)e: il
trionfo dell’ortografia (in una nuova accezione del termine)! E poiché pur sempre di comunicazione si tratta, il passo dal
marchio allo slogan, e poi alla pubblicità
vera e propria, è pericolosamente breve,
così da un giorno all’altro su una papaia
troveremo una offerta da cogliere al volo
per un viaggio esotico, tra le righe verdi
di un cocomero potremo gustarci un breve
racconto estivo, e sulle cipolle leggere le
trame delle prossime telenovele.
E magari, visto che sui rapanelli lo
spazio a disposizione è quello che è, la
stenografia potrebbe tornare pure a ricoprire un ruolo essenziale nella diffusione
di testi letterari.
PRENDERE APPUNTI
NEL VENTUNESIMO SECOLO
I
l Tablet Pc – di cui avevamo parlato nel
precedente articolo “Il cerchio si chiude” sul n. 66 (ottobre/dicembre 2004) di
questa rivista – per le sue ridotte dimen-
Un limone con la
data di scadenza
stampata a laser
sulla buccia
Una banana utilizzata al posto di
un blocco note da
un artista americano
sioni e per il fatto di essere una vera e
propria lavagna digitale (“tablet pc” significa “computer tavoletta”), si presta a
Una cartolina del
1910 di Edward
H. Mitchell della
serie dedicata alla
frutta
gigante
dello Stato americano di Washington. Nel fotomontaggio si vede una
pera Mammoth su
un vagone della
compagnia ferroviaria Southern
Pacific Railroad.
Se esistesse davvero, sulla sua buccia potrebbero
essere riprodotte
tutte le opere di
Dante Alighieri
29
conquistare spazi di mercato sempre più
ampi, soprattutto nel settore della comunicazione. È già possibile, per esempio,
grazie ad uno speciale programma
software Microsoft chiamato OneNote
(www.microsoft.com/italy/office/onenote), non solo utilizzare il proprio elaboratore portatile come una sorta di blocco
note intuitivo e semplicissimo da usare,
ma addirittura registrare la lezione del
professore o la riunione del proprio manager senza dover più prendere pagine e
pagine di appunti. Una specifica funzione
di OneNote permette infatti di utilizzare
il computer come un vero e proprio registratore “intelligente” che collega al brano audio un “segnalibro elettronico” ogni
volta che scriviamo/digitiamo una parola-chiave, rendendo di fatto un gioco da
ragazzi ritrovare in un attimo la parte del
discorso che vogliamo riascoltare. A
guardar bene niente di innovativo rispetto
al blocco note cartaceo affiancato dal
vecchio giranastri magnetico con il contatore dei minuti, siamo d’accordo, ma
l’indubbio vantaggio sta nel fatto che gli
appunti “presi”, per il fatto di essere qui
in formato digitale, possono essere poi
facilmente manipolati sfruttando le funzioni aggiuntive offerte dal proprio computer, quale la conversione audio in testo,
la correzione ortografica, e più in generale beneficiando di una gestione completa
di parole ed immagini.
lettere
in redazione
n70a05let
Dalla stenografia
alla calligrafia
G
entile Direttore, m mnnmm mm
ho letto più volte la Rivista da Lei
diretta e ritornando indietro di... qualche
decennio ho avuto una forte nostalgia
della stenografia che ho studiato, con
profitto, all’Istituto professionale commerciale «Amerigo Vespucci» di Roma
sotto la mia affezionata Prof.ssa Antonelli.
Ho appreso, con piacere, che la Rivista da Lei diretta è indirizzata ad approfondimenti e studi di stenografia ma
anche di calligrafia. E proprio in questo
settore ora, dopo una lunga carriera bancaria, mi sto dedicando con passione.
Gli studi calligrafici dapprima svolti,
rigorosamente in regime autodidattico,
nei ritagli di tempo, ora vengono affrontati con piglio più professionale tanto
che ho ampliato le mie conoscenze che
vanno dalla “capitale quadrata” del primo impero al gotico medioevale e fino a
quello barocco e moderno.
A questo proposito, sempre se Lei lo
riterrà opportuno, potrei inviarLe una serie di articoli che tratteranno i vari aspetti dello scrivere nel corso dei secoli: dal
primo impero ai giorni nostri.
Grato di Suo cortese riscontro, mi è
gradita l’occasione per inviarLe i miei
migliori saluti.
Mario Necci
Roma
———————
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
L’ingresso di nuovi valenti e appassionati collaboratori è, da sempre, incoraggiato, invocato, auspicato. Saranno dunque graditissimi eventuali contributi
scientifici da parte dell’amico Necci e di
quanti vorranno collaborare.
30
Osservazioni con
preghiera di risposta
C
aro Direttore, mnmnmnmnmnmnn
approfittando, ancora una volta,
della tua cortesia e disponibilità, ti chiedo, in sintesi, quanto segue con preghiera di risposta esaustiva, pubblicabile sul
prossimo numero della Rivista da te ottimamente diretta.
- Non dovevate cambiare il titolo e sotto-
titolo della Rivista includendo, in essi,
anche la “Cultura Dattilografica”?
- La parola “Dattilografia” è scomparsa
nei vostri articoli, resoconti, ecc. Come
mai?
- Esistono, invece ed ancora, la Calligrafia, la Grafica (?) e la Linguistica (?).
- È importante ed opportuno non trascurare la “Dattilografia” che ancora s’insegna nelle scuole anche se sotto altra denominazione.
- Anche se, oggi, quasi tutti usano il
computer, lo stesso ha sempre una tastiera sulla quale si poggiano le dita (Daktilos).
- Solo quando (e neanche, a mio avviso)
nel computer (o macchina per scrivere) i
tasti o i caratteri o altra roba funzioneranno senza l’ausilio delle dita, forse si
potrà eliminare la gloriosa parola “Dattilografia”.
Sul numero 69 luglio-settembre della
Rivista, ho letto, molto attentamente, il
resoconto dei Campionati Mondiali Intersteno di Vienna. In esso (chissà perché), la parola “Dattilografia” non esiste
e viene sostituita da altra cosa che io non
ho capito!
Stando, purtroppo, così le cose, desidererei, se è possibile, una tua esaustiva
risposta alle mie legittime ed interessanti
domande. Grazie anticipate.
Preciso, infine, che l’Unione (prima
Sindacato), fondata nel 1962 a Roma e
che ho l’onore di presiedere, non ha mai
cancellato dal suo titolo, statuto e programma la parola “Dattilografia”.
Grazie per la tua preziosa collaborazione ed auguri per la Rivista.
Martino Iuvara
Ispica/Ragusa Sicilia
Già Docente di Dattilografia, Stenografia, Calligrafia, Calcolo e Contabilità a macchina e Pratica
Professionale per moltissimi anni. Autore delle
seguenti pubblicazioni: Guida per gli esami di
abilitazione all’insegnamento della Dattilografia;
Storia della macchina da scrivere.
———————
Il Direttore risponde
1 – Già su questo numero della Rivista,
in seconda di copertina, si può trovare la
risposta relativa al cambiamento di testata.
2 – La parola “dattilografia” è effettivamente (quasi) scomparsa dai nostri articoli, ma non per mancanza di interessa-
mento o disponibilità. Semplicemente, è
sempre più difficile trovare scrittori e
collaboratori (la stessa considerazione
vale per la calligrafia) che vogliano scrivere sulla nostra Rivista nei vari e specifici argomenti tecnici e didattici. Problemi anagrafici? Caduta di interesse? Probabilmente entrambi i motivi. La Rivista
degli Stenografi/Civiltà della scrittura,
comunque, era e rimane aperta a ogni
apporto serio, scientifico, originale su
qualsiasi argomento legato al nostro
programma editoriale, che prevede, appunto, anche la dattilografia (la nuova
testata recita, in maniera ancora più
esplicita, la trattazione e l’approfondimento di ogni argomento e problema relativo alla scrittura).
3 – Sì, la calligrafia esiste ancora. Ci
sono corsi e centri di ricerca in diverse
città d’Italia, seguiti con incredibile interesse (anche per quanto si riferisce
alla grafologia). La grafica, poi, rappresenta un aspetto di primaria importanza nell’ambito pubblicitario ed editoriale (i grafici di giornali e periodici
possono, tra l’altro, se in possesso dei
necessari requisiti, sostenere l’esame di
Stato per accedere alla professione
giornalistica, con relativa iscrizione all’Albo). Per quanto riguarda la linguistica, tutte le grammatiche di scuola
media sono ormai improntate a questa
disciplina.
4 – Sono assolutamente d’accordo con
quanto osservato in merito alla tastiera
PC. Sempre di dattilografia si tratta.
5 – Ai campionati Mondiali Intersteno di
Vienna, la gara – diciamo così – di dattilografia era indicata con il nome di
“produzione di testo” (nelle varie lingue), volendo con ciò privilegiare l’utilizzo del testo prodotto e non la digitazione in senso stretto. Per ogni e altra
delucidazione in merito all’Intersteno,
saprà dare ogni utile informazione la
gentilissima prof.ssa Isa Crippa Corti,
delegata italiana dell’Intersteno (Via
Boeri 11 – 20141 Milano).
P. A. P.
Si ricorda a tutti la scadenza 2005
della tessera
«Amici della Fondazione».
Per il 2006 la quota resta invariata:
ordinari € 20,00;
sostenitori € 50,00;
fedelissimi € 100,00
L’iscrizione darà diritto immediato a:
1 - Ricevimento della Rivista per tutto il 2006;
2 - Omaggio del volume «Calendario lunare delle
semine e dei lavori»;
3 - Sconto del 25% sull’acquisto di libri del catalogo
Giunti;
4 - Sconto del 40% sul prezzo di copertina per l’abbonamento a una rivista del Gruppo Giunti.
RIVISTA DEGLI STENOGRAFI
Buchmesse
di Francoforte
n70a06buc
32
Il punto sull’editoria italiana
BENE IL 2004, UN PO’ MENO
IL PRIMO SEMESTRE DEL 2005
N
ell’ambito della 57ª edizione della Buchmesse di Francoforte, la
più importante manifestazione internazionale del settore librario per lo scambio dei diritti, svoltasi dal 19 al 23 ottobre, l’Associazione Italiana Editori ha
fatto il punto sullo stato dell’editoria italiana, riferito al 2004.
z Cresce ancora l’export di libri, raggiungendo i 191 milioni di euro, con un
incremento a valore sul 2003 del 3,2%.
Indicazioni e conferme importanti vengono dai nuovi mercati: già oggi la Polonia (2,2 milioni di euro di import di libri,
pari allo 0,7%) vale quasi quanto i Paesi
Bassi; l’import della Federazione Russa
(1,5 milioni di euro di libri, l’1,0%) è
cresciuto in due anni del 32,2% mentre
quello polacco del 14,0%, ecc. Se però
guardiamo all’export di libri italiani in
base alle grandi aggregazioni geo-editoriali vediamo che il 75,5% (144,3 milioni di euro) viene assorbito dai mercati
europei (Ue 25), un altro 10,1% dal mercato statunitense (19,2 milioni di euro),
mentre tutti gli altri Paesi con il 14,4%
raggiungono a fatica i 27,5 milioni di
euro.
z Si assiste alla progressiva riduzione
della produzione di libri tradotti, che da
quasi uno su quattro – dalla metà degli
anni Novanta al 2001 – scende oggi a
poco più di due su dieci. L’editoria italiana torna così ad essere attiva sui mercati
esteri: la tendenza è confermata dallo
sviluppo della capacità degli editori italiani di vendere diritti di edizione all’estero riscontrata in questi anni (si è passati dai 1.800 del 2001 a 2.380 del 2003,
registrando +32,2%). In termini di offerta, i libri di autore italiano sono aumentati del +45,3% tra 1990 e 2003, e quelli
di autori stranieri, nello stesso arco di
anni, sono cresciuti quasi del 60%
(+58,4%) – passando dagli 8 ai 13 mila
titoli in undici anni fino al 2001 – per
iniziare a calare negli ultimi due anni.
z Le cifre aggiornate del settore nel
2004: 3.760 milioni di euro complessivi
(libri, editoria scolastica, collezionabili,
editoria elettronica, coedizioni, export) a
prezzo di copertina (+3,2% a valore corrente sul 2003, escluse le vendite di libri
allegati a quotidiani e periodici), oltre
54.000 titoli pubblicati tra novità e ristampe e un po’ più di 252 milioni di copie stampate e immesse nei canali di
vendita; un indice di lettura di libri tra la
popolazione italiana (con più di 6 anni di
età; ma il dato si riferisce al 2003) del
41,4%, in leggerissima crescita ma ben
lontano dai valori degli altri Paesi europei.
z Quanto pesa il comparto? Se si considera il più ampio settore dell’industria
della comunicazione e dei contenuti, il
comparto editoriale librario e l’editoria
digitale “pesano” per il 24,8%, per il
28% se consideriamo parte del comparto
editoriale librario anche la vendita dei libri allegati ai quotidiani (480 milioni di
euro).
z Dove comprano libri gli italiani?
Meno di un italiano su due, pari a una
percentuale che va dal 43 al 46%, ha dichiarato di aver letto un libro in un anno.
Particolarmente rilevante la crescita fatta
registrare dal canale internet, che ha segnato un +35,7%. Benché la quota di
mercato sia ancora piccola (il 2,4% sulla
varia), è vero però che questo canale si
configura oggi come la principale libreria di assortimento italiana. Significativa
anche la quota di mercato legata alla libreria, un canale in cui il fatturato è cresciuto nel 2004 del 4,6%.
z I libri allegati ai quotidiani. Nel 2004
sono state venduti “collaterali” per almeno 76,5 milioni di copie (+23,2%), con
una spesa del pubblico sul punto vendita
di almeno 480 milioni di euro (cifra approssimativa perché risulta difficile monitorare le iniziative a livello regionale
da parte di molti quotidiani locali e dai
mensili specializzati, “maschili” o “femminili”).
z E i primi sei mesi del 2005? Preannunciano risultati – almeno sul fronte
delle vendite in libreria – non all’altezza
di quelli raggiunti nello stesso periodo
dell’anno precedente: + 0,6% a valore,
–0,5% a copie.
D
giochi
L’angolo dei
INDOVINELLI IN CONCORSO
1 – Vendetta mafiosa
Era tutto previsto a perfezione
quando è uscito per fine detenzione,
infatti, appena fuori s’è trovato,
un buco nella pancia ha rimediato.
Tiburto
2 – La torre di Pisa
Quando cadrà, e di questo siate certi,
sarà utile stare ad occhi aperti:
la conferma l’avrete su per giù
proprio dal dì che non ci sarà più.
Il Nano Ligure
3 – Inverosimile
Strano ma ver! rispondi senza indugi:
sai dire quali sono quei pertugi
che tu puoi spalancare
quando sono sbarrati?
Il Maggiolino
4 – Portiere fuori forma
Dopo le giornatacce, il difensore
l’hanno messo da parte, a quanto pare;
ma è questione di tempo, perché lui
come una volta tornerà a parare.
Tiburto
5 – La TV nun me basta
Si c’è stata (po’ esse’ capitata)
‘na produzzione che me va a faciolo,
quante vorte finisco incavolato!
Dipenderà dar fatto che so’ solo...
Zoroastro
6 – L’illusionista alla ribalta
Si prepara per la levitazione,
tutto azzimato; poscia, fatta questa,
fresco si parte con l’affettazione.
Calvino
SOLUZIONI DEI GIOCHI N. 69
CRITTOGRAFIE DANTESCHE
(Soluzioni capovolte in fondo alla pagina)
1 – Il neonato
2 – La neve
3 – L’ombrello
1 – Ove udirai le disperate grida
(Inferno I – 115)
2 – E fe’ pianger di sé i folli e i savi
(Paradiso V – 71)
3 – Che mena dritto altrui per ogni calle
(Inferno I – 18)
4 – Onde si muovono a diversi porti
(Paradiso I – 112)
5 – Noi passam’oltre, là v’è la gelata
(Inferno XXXIII – 91)
6 – Sì che remo non vuol, né altro velo
(Purgatorio II – 32)
Sono pervenute in redazione molte risposte, ma
nessuno è riuscito a risolvere tutti e sei gli indovinelli
4 – l’orecchio
5 – L’orologio
6 – La parola
I PREMI
A quanti risolveranno tutti e sei gli indovinelli sarà
inviato uno storico libro di stenografia. Le soluzioni di questa puntata di giochi dovranno pervenire
alla Redazione entro il 15 febbraio 2006.
Crittografie dantesche (Soluzioni)
1 – Gabinetto dentistico 4 – Mareggiata
2 – Guerra
5 – Pattinatori
3 – Guida di Venezia
6 - Motoscafo
a cura di
GIUSEPPE
CAPEZZUOLI
iamo l’addio al 2005 con una propiziatoria manciata di giochi.
Chiudiamo la vecchia porta con il catenaccio di una intelligenza che si è divertita, ma subito inforchiamo il nuovo
uscio con la stessa intelligenza che non
rinuncia a sfidare la sorte con i giochi
dei prossimi numeri della Rivista. Ecco,
dunque, la nostra solita mezza dozzina
di crittografie dantesche, che sono un
modo per rinfrescare la mente, recuperando il ricordo d’antiche fatiche liceali, ma
sono anche un utile esercizio preparatorio,
prima di
passare
agli indovinelli in
concorso.
Intanto,
per sorridere con
tenerezza
su come si
dilettavano i nostri
nonni stenografi
più
di
cent’anni fa, guardate con quale gusto
certosino costruivano geniali ritratti
crittografici. I segni, ovviamente sono
gabelsbergeriani. La chiave di lettura è
sotto il disegno.
I
INDICE GENERALE GENNAIO 2003 - DICEMBRE 2005
2002 - Abbiamo ricevuto (60/2003 - pag. 27).
2500 partecipanti ai campionati di Pesaro, ma i professionisti non si sono presentati (64/2004 - pag. 10).
44° Congresso Intersteno. Al via le Olimpiadi della
scrittura (60/2003 - pag. 2).
Analizzato a Roma il difficile momento dell’EUSI
(62/2003 - pag. 14).
Biografia di Sironi. Lasciò il cavalletto per l’arte murale
(60/2003 - pag. 26).
Boom dei cellulari nessuno ci avrebbe scommesso. Neanche la Nokia! (66/2004 - pag. 25).
Buchmesse di Francoforte (70/2005 - pag. 32).
Campionati, un sito web, un forum e un convegno per
rilanciare l’attività dell’Eusi (66/2004 pag. 22).
Che cos’è la stenotype (59/2003 - pag. 13).
Chi sono i Padri Agostiniani scalzi (66/2004 - pag. 11).
Dall’1 all’8 maggio a Pesaro il Campionato Multimediale dell’Eusi (66/2004 - pag. 23).
Dilettiamoci un po’ (60/2003 - pag. 27).
Dilettiamoci un po’ (62/2003 - pag. 26).
È ancora primavera per la mitica lettera 22, grazie a
una giovane indiana di Bangalore (64/2004 - pag.
11).
Elenco delle società aderenti alla Federazione Stenografica Italiana “Gabelsberger-Noe” (64/2004 - pag. 7).
Fondi ministeriali e nuove tecnologie per incrementare i
servizi di verbalizzazione nei tribunali (66/2004 pag. 24).
Gare di Pesaro, un successo che premia generosità e spirito di sacrificio (60/2003 - Pag. 10).
Giornalisti alla sbarra (70/2005 - pag. 13).
Grazie alla nostra rivista anche in USA si fa strada la
“causa” di San Cassiano (69/2005 - pag. 12).
Congresso Intersteno, Vienna 2005 (65/2004 - pag. 17).
I Ceki si aggiudicano la scrittura al computer in tempo
reale (60/2003 - pag. 9).
Con la stenotipia i ciechi aiutano i sordi (59/2003 pag. 12).
I tentacoli dell’Ovra dal 1927 al 1945 (67/2005 - pag.
27).
Consentiti anche fax, e-mail e sms per convocare Consigli ed Assemblee (66/2004 - pag. 4).
In Uraguay il III Congresso degli stenografi parlamentari (64/2004 - pag. 4).
Da millenni la stenografia vive imperterrita (64/2004 pag. 14).
Iniziato all’Istituto Mignini il corso europeo per la gestione di piccole e medie aziende (68/2005 - pag. 15).
II
Insomma San Cassiano patrono degli scrittori e degli
stenografi era di Tangeri o di Imola? (67/2005 pag. 7).
Interessanti e innovativi risultati del Comitato Centrale
dell’Intersteno riunitosi ad Helsinki... e sorprendentemente in pullman si parla latino (65/2004 - pag. 20).
Vecchi e nuovi iscritti all’Associazione Stenografica
Magistrale “Gabelsberger-Noe” (64/2004 - pag. 7).
Velocità, precisione e competenza nelle gare dell’Eusi
dal 3 al 9 maggio a Pesaro (63/2004 - pag. 2).
Vita da cani (64/2004 - pag. 28).
Interlingua: chi è costei? (62/2003 - pag. 24).
La Fondazione Giulietti si presenta ai congressisti
(60/2003 - pag. 3).
La parola ai lettori (59/2003 - pag. 21).
La parola ai lettori (62/2003 - pag. 2).
L’EUSI nomina il nuovo delegato all’Intersteno e fissa le
date dei prossimi campionati (63/2004 - pag. 1).
L’orgoglio stenografico di avere come Patrono il martire
San Cassiano da Imola (67/2005 - pag. 12).
La dedizione d’un maestro di Forlì in difesa dello script
come omaggio ad Andrea Innocenzi (63/2004 - pag.
17).
La scomparsa di Elisa Castellano Polo, anima gentile e
fedele agli ideali di Gabelsberger (66/2004 - pag.
26).
La scomparsa di Jos Jossard, presidente onorario dell’Intersteno (65/2004 - pag. 13).
Lettere in redazione (65/2004 - pag. 18).
Lettere in redazione (67/2005 - pag. 32).
Lettere in redazione (68/2005 - pag. 32).
Lettere in redazione (70/2005 - pag. 30).
Mario Spigoli, un vuoto incolmabile (67/2005 - pag.
15).
Messa in suffragio di Mario Spigoli (68/2005 - pag.
28).
Notiziario dell’Eusi (59/2003 - pag. I-XII).
Per Anna Maria Trombetti, stenografa e poetessa, “son
tornati a fiorir... gli stornelli” (65/2004 - pag. 28).
Per la CIA John Carré e Graham Greene erano due “imbecilli”. E gli intellettuali italiani? In preda a “un letargo alla Silone” (67/2005 - pag. 26).
Relazione di Angelo M. Quitadamo sulla Federazione e
Associazione Magistrale Stenografica (64/2004 pag. 8).
Tassa sulle fotocopie: arriva la contromarca (70/2005 pag. 25).
Un programma di sei giorni per una indimenticabile
“vacanza romana” (59/2003 - pag. 4).
Annibale Ferruccio, Giorgio Torelli. Il vantaggio di
usare il registratore? Guardare negli occhi l’intervistato (61/2003 - pag. 25).
Annibale Ferruccio, Internet, banca universale di
dati, ma chi ne controlla i contenuti? (67/2005 pag. 13).
Ascoli Francesco, Calligrafia e stenografia una bella
storia d’amore durata quasi un secolo (67/2005 pag. 18).
Ascoli Francesco, Trovato a Roma un prezioso manoscritto di Enrico Noe (65/2004 - pag. 2).
Bertanni Tamara, Stornello di una stenopoetessa in
memoria dei Caduti di Paduli (62/2003 - Pag.
20).
Capezzuoli Giuseppe, I segni del Ventennio nell’opera
michelangiolesca di Mario Sironi a Milano
(60/2003 - pag. 21).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (59/2003 pag. 24).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (60/2003 pag. 32).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (61/2003 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (62/2003 pag. 28).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (63/2004 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (64/2004 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (65/2004 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (66/2004 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (67/2005 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (68/2005 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (69/2005 pag. 33).
Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (70/2005 pag. 33).
Carenzo Annibale, Vecchia, cara macchina per scrivere, fedele, instancabile e soprattutto immune da... virus (66/2004 - pag. 3).
III
Lovisolo Lia, Dal testo all’ipertesto (59/2003 - Pag.
22).
Lovisolo Lia, Diario di bordo (60/2003 - Pag. 30).
Lombardo Manlio, Il Circolo Filologico genovese, luminoso faro della stenografia Gabelsberger-Noe
(60/2003 - Pag. 17).
Neri Indro, Comunicazioni a rischio (69/2005 - pag. 30).
Neri Indro, Dal Papiro alla papaia (70/2005 - pag. 28).
Neri Indro, Il cerchio si chiude. La tavoletta di cera del
terzo millennio (66/2004 - pag. 29).
Neri Indro, Il sogno di una biblioteca mondiale
(67/2005 - pag. 29).
Neri Indro, L’influenza elettronica, parliamo del virus
(64/2004 - pag. 30).
Neri Indro, La casa del futuro secondo Bill Gates, tutta
in un telecomando (66/2004 - pag. 2).
Neri Indro, Pubblicità mirata. Quando condividere i propri dati personali e quando no (65/2004 - pag. 30).
Neri Indro, Tu scrivi e il computer legge (68/2005 pag. 29).
Ottanelli Attilio, Avvenne 100 anni fa (62/2003 - pag.
23).
Ottanelli Attilio, Avvenne 100 anni fa (66/2004 - pag.
11).
Paganini Paolo A., E se San Cassiano fosse stato altoatesino? (69/2005 - pag. 13).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (59/2003 - pag.
20).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (60/2003 - pag.
28).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (61/2003 - pag.
30).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (62/2003 - pag.
24).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (63/2004 - pag.
31).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (64/2004 - pag.
29).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (65/2004 - pag.
29).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (66/2004 - pag.
32).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (67/2005 - pag.
31).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (68/2005 - pag.
31).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (69/2005 - pag.
14).
Paganini Paolo A., Fuori la lingua (70/2005 - pag.
26).
Paganini Paolo A., Giovanni Raboni ci ha lasciato...
(65/2004 - pag. 2).
Paganini Paolo A., I documenti segreti della Repubblica Sociale Italiana che la Prefettura di Milano mandava al Duce (67/2005 - pag. 1).
Paganini Paolo A., Il pugno nazista! Chi sciopera finisce in Germania (69/2005 - pag. 18).
Paganini Paolo A., La cronaca del Congresso, giorno
per giorno (61/2003 - pag. 11).
Paganini Paolo A., L’OVRA denuncia l’astenia morale
della popolazione (ma i milanesi tirano la cinghia e
la retorica fascista non riempie lo stomaco)
(68/2005 - pag. 1).
Paganini Paolo A., Penne e matite contro lo strapotere
di internet (59/2003 - pag. 15).
Paganini Paolo A., Riconoscimento della voce e sottotitolazione, un aiuto per milioni di disabili
(62/2003 - pag. 3).
Paganini Paolo A., Roma cade, Milano esulta e già
si spera nella “fuga” dei tedeschi (70/2005 - pag.
2).
Paganini Paolo A., Script o corsivo? Interviene nel dibattito una terapista di neuropsichiatria infantile
(64/2004 - pag. 15).
Paganini Paolo A., Un libro che non può mancare nello scaffale dei cultori del giallo (67/2005 - pag. 14).
Pedrazzini Patrizia, Editori a consulto, ma il libro non
sta poi così male (65/2005 - pag. 6).
Pedrazzini Patrizia, Libri e pirateria. Settimo: non copiare! (66/2004 - pag. 5).
Quitadamo Angelo M., Ricordo di Enrico Noe a novant’anni dalla morte (63/2004 - pag. 27).
Quitadamo Angelo M., Ricordo di Enrico Maria
Muca, un patriarca della stenografia partenopea
(61/2003 - pag. 23).
Ramondelli Fausto, E con il Congresso vedrà la luce il
nuovo Statuto dell’Intersteno (60/2003 - pag. 7).
Ramondelli Fausto, La sottotitolazione delle lezioni
universitarie (59/2003 - pag. 14).
Ramondelli Fausto, Roma 2003. Il saluto del presidente dell’Intersteno (59/2003 - pag. 2).
Ramondelli Fausto, Viaggio a Pechino alla scoperta
della moderna stenografia cinese (65/2004 - pag.
14).
Soldati Erminio, Padre Serafino Marchionni il geniale
frate stenografo nel 40° della morte (66/2004 pag. 9).
Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti
(66/2004 - pag. 16).
Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti
(67/2005 - pag. 16).
Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti
(68/2005 - pag. 16).
IV
Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti
(69/2005 - pag. 16).
Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti
(70/2005 - pag. 16).
Starnone Domenico, Il PC macchina portentosa, fatata che ti abbaglia e riesce a cambiarti (64/2004 pag. 26).
Tirone Marco Tullio, La vita avventurosa di Antonio
Decimo Tirone (59/2003 - pag. 8).
Tirone Marco Tullio, I puntini sulle i di Marco Tullio
Tirone (59/2003 - pag. 5).
Trivulzio Gian Paolo, 140 convegni e 714 relatori per
mostrare a Bologna il digitale al servizio del cittadino (66/2004 - pag. 14).
Trivulzio Gian Paolo, I principi stenografici sono
sempre alla base delle moderne tecnologie (64/2004
- pag. 13).
Trivulzio Gian Paolo, La scomparsa di Tito Poggio,
una colonna della stenografia cimana (60/2003 pag. 31).
Trivulzio Gian Paolo, La tastiera del computer può
diventare una macchina per stenotipia (61/2003 pag. 17).
Trivulzio Gian Paolo, “Le Signal Duployé” sarà nel
2004 su un sito Internet (62/2003 - pag. 13).
Trivulzio Gian Paolo, Maron, tanti significati ma soprattutto un bel sistema geometrico (70/2005 - pag.
14).
Trivulzio Gian Paolo, Nuove tecnologie e trattamento
automatico della lingua agli Uff izi di Firenze
(61/2003 - pag. 28).
Trivulzio Gian Paolo, Per sette giorni Vienna capitale
delle scritture veloci. Fabrizio Verruso campionissimo nel riconoscimento del parlato (69/2005 pag. 1).
Trivulzio Gian Paolo, Ricomincia da Roma il moderno Rinascimento della scrittura (60/2003 - pag. 5).
Trivulzio Gian Paolo, Sviluppi tecnologici e stenografia, cinquant’anni di contrapposizioni (63/2004 pag. 29).
Trivulzio Gian Paolo, Tutti ne parlano... Resocontiamocela anche noi! (62/2003 - pag. 15).
Trivulzio Gian Paolo, Un sistema stenografico inventato da un geniale ingegnere spaziale (70/2005 pag. 12).
Trombetti Anna Maria, Il rilancio delle nostre istituzioni: Federazione e Magistrale in assemblea a Firenze (64/2004 - pag. 2).
Trombetti Anna Maria, Intersteno 2003, una macchina poderosa dalla perfetta regia (61/2003 pag. 1).
Trombetti Anna Maria, L’Accademia Aliprandi e i
formati elettronici della scrittura e del sapere
(63/2004 - pag. 12).
Trombetti Anna Maria, La Fondazione Giulietti ha
presentato a Bologna gli Atti di Intersteno 2003
(63/2004 - pag. 3).
Trombetti Anna Maria, Perché “solo” gli stenografi
italiani sono protetti da San Cassiano? Il singolare
patrocinio voluto da Pio XII nel 1952 (68/2005 pag. 18).
Trombetti Anna Maria, Proposte, tecnologie e progetti
discussi a Bologna dal Gruppo italiano Intersteno
(66/2004 - pag. 12).
Trombetti Anna Maria, Recuperato lo struggente diario stenografico dell’ufficiale Amedeo Ventura internato nei lager tedeschi (68/2005 - pag. 9).
Trombetti Anna Maria, Stenografia manuale, un
ponte tra l’esistente e la sua memoria (70/2005 pag. 18).
Ugliano Massimo, Anche per i sordomuti una vita
normale grazie al linguaggio delle mani (61/2003 pag. 19).
Ugliano Massimo, Dal tam tam all’alfabeto Morse,
dalla telescrivente alla televisione (65/2004 - pag.
21).
Ugliano Massimo, ...E con due soli segni, un puntino
e un trattino Morse collegò il mondo (67/2005 pag. 21).
Ugliano Massimo, Filosofi, avvocati, medici, ritrattisti e viveurs, ma tutti con il pallino della matematica
(69/2005 - pag. 26).
Ugliano Massimo, Il difficile cammino verso la trasmissione della scrittura e le comunicazioni odierne
(68/2005 - pag. 22).
Ugliano Massimo, Infine arrivarono Einstein, Fermi e
Majorana e l’atomo non ebbe più misteri (70/2005 pag. 22).
Ugliano Massimo, La teoria del campo, la scrittura
stenografica e la percezione visiva (60/2003 - pag.
12).
Ugliano Massimo, Nuova vita ai non vedenti grazie al
Braille e perfino alla stenografia (64/2004 - pag.
19).
Ugliano Massimo, Per una società senza esclusi e senza barriere, il linguaggio dei gesti (62/2003 - pag. 8).
Ugliano Massimo, Quell’incredibile genio di Thomas
Alva Edison, inventore del fonografo (66/2004 pag. 18).
Ugliano Massimo e Ugliano Valeria, Storia e scrittura per non vedenti, da Omero ad “Anna dei Miracoli” (63/2004 - pag. 19).
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