IMPORTANTE SOLTANTO GLI ASSOCIATI AGLI AMICI DELLA FONDAZIONE GIULIETTI POTRANNO RICEVERE LA RIVISTA La quota di iscrizione è stata fissata in € 20,00 per l’anno 2006 (€ 50,00 «sostenitori»; € 100,00 «fedelissimi della Fondazione Giulietti»). da versarsi sul C/C postale n. 18025502 intestato alla «Rivista degli Stenografi» Via dei Cairoli 16/C 50131 Firenze. In omaggio, il volume «Calendario lunare delle semine e dei lavori», e numerosi sconti sulle pubblicazioni Giunti. Rivista degli Stenografi fondata a Firenze nel 1877 n. 70, ottobre/dicembre 2005 Organo trimestrale della Fondazione Francesco e Zaira Giulietti di cultura stenografica, calligrafica, grafica e linguistica Redazione e Amministrazione Via dei Cairoli 16/C - 50131 Firenze Tel. 055.5000042 - Fax 055.576128 www.fondazionegiulietti.it E-mail: [email protected] Direttore responsabile Paolo A. Paganini Direttore editoriale Nerio Neri Collaboratori Ferruccio Annibale, Francesco Ascoli Giuseppe Capezzuoli, Indro Neri Attilio Ottanelli, Patrizia Pedrazzini Pietro Poscia, Angelo Quitadamo, Mimmo Spina, Gian Paolo Trivulzio Anna Maria Trombetti Massimo Ugliano Stampa Litografia Piccardi S. & C. Strada in Chianti (FI) Copia non commerciabile C/C postale N. 18025502 Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 3604 del 22/7/1987 —————— Fondazione Francesco e Zaira Giulietti per lo studio, la promozione e la divulgazione delle scritture comuni e della stenografia Gabelsberger-Noe Riconosciuta con D.P.R. n. 310 del 19-1-1983 Sede legale Via dei Cairoli 16/C - 50131 Firenze Tel. 055.5000042 - Fax 055.576128 Codice fiscale 94010970484 Trib. Firenze Reg. P.G. n. 65 Consiglio di Amministrazione Presidente Dr. Gianluca Formichi Vice Presidente Dr. Sergio Giunti Segretario Cav. Bruno Piazzesi Consiglieri Prof. Paolo Galluzzi Prof. Andrea Innocenzi, Nerio Neri Prof. Paolo A. Paganini Prof. Aldo Patritti, Prof. Giorgio Spellucci Dr. Federico Sposato In copertina: Riproduzione delle veline originali che la Prefettura di Milano inviava a Mussolini Collegio Revisori Dr. Salvatore Proto Dr. Gianluca Borrani, Dr. Enzo Rook SOMMARIO 2 Roma cade, Milano esulta e già si spera nella “fuga” dei tedeschi 12 Gian Paolo Trivulzio Un sistema stenografico inventato da un geniale ingegnere spaziale 13 Giornalisti alla sbarra 14 Gian Paolo Trivulzio Maron, tanti significati ma soprattutto un bel sistema geometrico 16-17 Mimmo Spina Notizie-informazioni-appuntamenti 18 Anna Maria Trombetti Stenografia manuale, un ponte tra l’esistente e la sua memoria 22 Massimo Ugliano Infine arrivarono Einstein, Fermi e Majorana e l’atomo non ebbe più misteri (3ª parte) 25 Tassa sulle fotocopie 26 Paolo A. Paganini Fuori la lingua 28 Indro Neri Dal papiro alla papaia 30 Lettere in redazione 32 Buchmesse di Francoforte 33 Giuseppe Capezzuoli L’angolo dei giochi Il 4 dicembre è nato, a Roma, SAMUELE SPELLUCCI, figlio di Francesca Romana e Francesco, nipote del nostro consigliere Giorgio. Vivissime felicitazioni. La collaborazione è aperta a tutti. I manoscritti e le fotografie non si restituiscono in nessun caso. Gli articoli firmati riflettono le opinioni dei loro autori: non necessariamente queste coincidono con le opinioni della Direzione. La Direzione si riserva di apportare eventuali tagli agli articoli ricevuti, per motivi di spazio. Roma cade ESCL USIV O! Milano esulta e già si spera nella “fuga” dei tedeschi È il periodo più critico della Repubblica Socia- le distanze dal giogo onnipresente dei repubblichini, ed anzi assume spesso toni critici, stigmatizzati le Italiana. Le relazioni riservate spedite a Salò, che pub- dai gerarchi fascisti. A tutti è ormai chiaro che la partita sta finendo. blichiamo in questa puntata, rivelano chiaramente, seppure in controluce, i segni di un profondo Non si può più far finta di niente. Il cerchio si malessere e il palese disagio per un disastro che stringe. Il 4 giugno gli Alleati entrano a Roma. Il 6 giuormai appare inevitabile. Milano è il centro nevralgico della Repubblica gno avviene lo sbarco alleato in Normandia. Il 16 Sociale. È l’epicentro della vita politica e militare. giugno i Tedeschi ripiegano sulla Linea Gotica. Tutto quello che arriva da fuori Milano è come L’offensiva russa si fa sempre più pressante in Finuna risonanza lontana, come un’eco attutita. Su landia, nella Russia Bianca. Il 5 luglio viene riconquesto palcoscenico, che non esclude tante altre quistata Minsk, il 16 Vilna, il 29 Leopoli e Brest-Lisanguinose realtà, dalla Toscana all’Emilia, alla tovsk. Il I° agosto: insurrezione di Varsavia. A una Liguria, al Piemonte, al Veneto, si stanno consu- a una cadono le città francesi in mano dei Tedemando gli episodi definitivi di una tragedia che schi. Il 15 agosto gli Alleati sbarcano in Provenza. travolge pubblico e privato. Attentati, rappresa- Il 20 agosto si conclude la liberazione di Firenze. Il glie, sangue, sevizie, intimidazioni, pubbliche ese- 25 agosto anche Parigi è libera. I Russi entrano a cuzioni avvengono quotidianamente in un gioco Bucarest. E il CLN Alta Italia comincia a preparamortale e crudele tra fascisti della RSI, nazisti del- re i piani di insurrezione di Milano... In questo trala Wehrmacht, da una parte, e antifascisti e “ban- gico quadro, il popolo milanese, sempre incredibilmente sobrio, misurato, controllato, subisce gli de” partigiane dall’altra. La popolazione, sempre più sconcertata, è tut- eventi, in dignitosa disperazione, ancora una volta tavia ancora capace di “episodi di pietismo” nei a testa alta, ma sempre più lucido e disincantato. Come sarà dato confronti delle vittia vedere dalla lettume (v. la relazione Roma liberata. Un soldato americano alla guida di una jeep attorniato dalla folla ra che segue, queAgosto 1944). Ma i st’altra puntata delmilanesi, vittime inle relazioni che la nocenti di una stoPrefettura di Milaria non voluta, ne no inviava a Mussopagano anche pelini, vista in questa santemente le spese: angosciante ottica arruolamenti coatti, di morte e di spearresti spesso imranza, assume l’avmotivati di figli e vincente e palpitanmariti, fame, bomte testimonianza di bardamenti, pesanti una tragica cronalimitazioni delle lica. Che i giovani bertà. Anche il Cledevono conoscere. ro milanese, dissoE gli anziani non ciandosi da antiche devono dimenticare. forme di conniventi Paolo A. Paganini benedizioni, prende III parte - (Dal 1° giugno al 31 agosto 1944) ———————————— Milano, 22 giugno 1944 XXII Riservata RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO 1-21 giugno 1944-XXII L a caduta di Roma1 non ha vivamente impressionato la popolazione né è valsa a destare gli animi al sentimento della Patria. Si è sparsa, invece, una strana euforia sull’imminente fine della guerra, per noi italiani, giacché specialmente nel ceto operaio si sono fatte discussioni anche ad alta voce sulla “fuga” dei tedeschi dall’Italia, non senza punte ironiche e propositi di vendette contro questo o quel fascista per i soliti fatti personali. L’inizio dell’invasione subito dopo non ha migliorato i sentimenti di questa popolazione che è molto scettica sulla vittoria definitiva dei tedeschi ed ha ritenuto come favorevole ai piani “alleati” l’apertura del secondo fronte. Giorno per giorno i progressi dell’invasione angloamericana sono sottolineati in discussioni e in discorsi con la solita malignità nei riguardi dell’Esercito Germanico, ormai considerato in liquidazione. Hanno reagito vivamente, sia pure indirettamente, a questo atteggiamento del popolo i giornali, presentando il fatto dell’invasione come lungamente atteso in Germania, ma evitando inutili sbandieramenti propagandistici. Anche gli avvenimenti sul fronte italiano sono stati presentati con accortezza e con obiettività da questa stampa, e a tale proposito deve essere particolarmente sottolineato l’articolo di Corrado Zoli2 pubblicato il 20 corrente, che contiene argomenti molto convincenti e suasivi. Tuttavia l’articolo è stato commentato da questa popolazione col solito scetticismo. La rapida invasione angloamericana nell’Italia centrale è motivo di lugubri profezie da parte del dilagante disfattismo. Restano assenti dalla vita pubblica, ma certamente in attesa degli angloamericani, taluni settori, come quello delle banche, sorde ormai ad ogni richiamo fatto in nome della Patria. È particolarmente indicativa la minima partecipazione da parte delle Banche di Milano alle sottoscrizioni per nuove armi all’esercito e per i profughi. Si rileva la stranezza dell’atteggiamento tenuto dalla borsa di Milano che, all’indomani della caduta di Roma, ha visto elevarsi notevolmente le quotazioni. L’impiego della nuova arma da parte della Germania3 è valsa a riaccendere nell’opinione pubblica il pietismo per la “povera popolazione” londinese soggetta alla pioggia di fuoco da parte dei “barbari” tedeschi. Si è rilevato che non si tratta di una vera e propria arma, ma solo di un mezzo di rappresaglia, nonostante che i giornali abbiano evitato accortamente di accennare alla rappresaglia. Sugli effetti dell’arma ai fini bellici si ha da parte di questa popolazione il più largo scetticismo. Tentativi di sciopero all’indomani della caduta di Roma sono stati sventati. Il cosiddetto Comitato Milanese del Partito socialista italiano aveva diffuso nelle principali fabbriche un manifestino bordato di tricolore per esaltare l’occupazione di Roma da parte delle truppe angloamericane e per invitare i “compagni” a sabotare i tedeschi e ad astenersi dal lavoro, manifestando con atti di ribellione il loro odio verso i nazifascisti. Se a Milano e in provincia non si sono avute clamorose manifestazioni di scioperi o di insurrezioni, tuttavia non bisogna fidarsi dell’apparente tranquillità. Si respira, specialmente in questi ultimi giorni, in una atmosfera di pioggia imminente e le autorità fanno buona guardia. La mancata repressione in grande stile contro i fuori-legge, dopo il 25 maggio, ha provocato la più penosa impressione fra i fascisti e ha dato adito al rifiorire delle prodezze dei banditi della montagna e della città, che sotto la maschera del falso patriottismo si sono dati a nuove ruberie e a nuovi delitti. A Lissone due fascisti sono caduti sotto il piombo di sicari e anche a Milano si sono deplorate vittime e rapine da parte dei fuori-legge. La sensazione diffusa per la mancata repressione è quella di una debolezza “colpevole” che potrà dare amarissime sorprese. Altro segno indicativo della mancata repressione è dato anche dalla ripresa delle fughe dalle rispettive caserme di soldati e soprattutto di carabinieri4, perché si era diffusa la voce, Le truppe angloamericane entrarono a Roma il 4 giugno 1944. 2 Corrado Zoli (1877-1951), storico, geografo, pubblicista, governatore dell’Eritrea nel 1928/1930, presidente della Società Geografica Italiana dal 1933 al 1944. 3 Il 12 giugno vengono lanciate le prime bombe volanti (V1) sull’Inghilterra. Sono ancora rudimentali. I successivi missili V2 potevano però raggiungere Londra in meno di cinque minuti, senza essere intercettati dalla contraerea, colpendo in tal modo di sorpresa la popolazione. Secondo la mente del dittatore tedesco avrebbero dovuto rovesciare le sorti della guerra. 4 Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista Repubblicano, dalla Toscana aveva mandato al Duce un rapporto disastroso: “Dappertutto si è verificato lo squagliamento dei carabinieri. Anche una parte della Guardia Nazionale è stata contagiata dal loro esempio. Per non parlare dell’esercito...” 1 confermata anche in ambienti ufficiali, dell’invio forzato dei carabinieri in Francia e in Germania. Tale voce ha alimentato un senso di sfiducia nelle possibilità tanto dell’Esercito quanto delle nostre forze di polizia. Il contagio della fuga per tema della deportazione in Germania, sia come civili che come militari, si fa ogni giorno più larga. Chiunque si consideri “prelevabile” si tiene pronto a sottrarsi all’eventuale “prelevamento”. In tal senso ha fatto un effetto negativo il manifesto di chiamata alle armi del primo semestre della classe 1926 e delle classi 20 e 21 nel quale si comunicava ufficialmente che gli appartenenti alle classi ’26 e ’21 dovevano essere avviate senz’altro in Germania per lavori agricoli. A questo proposito si è fatta dell’ironia sulla frase “lavori agricoli leggeri”. Alla fuga dei soldati si è ovviato da parte del Comando Regionale della Lombardia con una intensa azione svolta da ufficiali e sottufficiali recatisi personalmente a fermare nelle abitazioni di residenza i genitori, i fratelli o i parenti più vicini ai soldati in modo da indurre i transfughi a ritornare sui loro passi. In questi giorni si sono verificate piccole azioni di sorpresa da parte di “banditi” in una caserma di Monza dove, disarmata la guardia e messi nell’impossibilità di muoversi gli ufficiali (attualmente sotto processo), si asportarono armi, coperte e materiale di casermaggio. All’Ospedale Militare di Baggio si tentò pure il prelevamento dal proprio letto di un degente e, pare, un ex ribelle. Ma il colpo non è riuscito grazie all’intervento di alcuni militi italiani e tedeschi. A Mombello i banditi hanno saccheggiato la casa di qualche autorità locale. Questi fatti sono stati poi ingranditi dalla fantasia popolare e le versioni più strane dei fatti stessi sono state oggetto dei più vari commenti. In tutta la Lombardia, ma specialmente a Milano, hanno avuto larga diffusione le leggende sorte in dipendenza delle visioni della bambina Roncalli di Ghiaie delle Bonate nel Bergamasco. La bambina, che avrebbe visto più volte la Madonna, avrebbe avuto notizie che la guerra finirebbe giovedì 13 luglio. Come se ciò non bastasse nei primi giorni di giugno si era pure diffusa la voce che un’altra persona non nota avrebbe avuto una visione di S. Antonio il quale avrebbe comunicato come data della fine della guerra il 17 u.s. Queste predizioni circolano di bocca in bocca e sono frutto del senso di attesa della fine del conflitto alla quale è rivolta l’anima popolare. Negli ambienti fascisti non è scalfita la sicurezza della vittoria definitiva della Germania e si ha fiducia nelle nuove armi che la Germania metterà in azione. Qualcuno però ritiene che vere e proprie armi segrete non ce ne siano e si fanno sempre più insistenti le voci di una soluzione del conflitto con un compromesso tra la Germania e la Russia. La settimana del profugo non ha destato un grande interesse nella popolazione: il senso di patriottismo e il senso di umanità sono più che sopiti nel cuore di tutti e i risultati degli spettacoli come delle pubbliche raccolte e delle altre manifestazioni sono stati più che modesti. La stessa iniziativa del nastrino tricolore è, si può dire, fallita perché se qualcuno ha versato il meno che poteva per il nastrino, ha curato poi di farlo scomparire subito in una tasca, come se si vergognasse di portare il segno della patria. Un’altra sgradevole impressione molto diffusa è originata dall’idea ormai invalsa che in alto qualcosa non funzioni come dovrebbe: ordini e contrordini; provvedimenti più o meno sballati, ecc. Si citano esempi ricavati da comunicati contrastanti, da varie disposizioni prese senza molta ponderazione ecc. “Radio Tevere” ha destato in principio una certa curiosità nel pubblico; ma tutti hanno capito il trucco e criticano il tono operettistico delle trasmissioni. Ha contribuito ad aumentare lo smarrimento delle anime la notificazione dell’Episcopato Lombardo che è stata letta nelle Chiese della Diocesi della Lombardia. A Milano in qualche Chiesa si sono avuti dei battibecchi e dei tafferugli subito composti. Devo dire che quasi tutto il pubblico dei fedeli si è manifestato col Clero contro coloro che erano insorti in nome della patria e del senso di carità che dovrebbe animare i sacerdoti. L’atteggiamento del Clero in questo momento è, pur velatamente, ostile alla Repubblica e al Fascismo. Le norme dell’Episcopato Lombardo sono valse per autorizzare un tale atteggiamento da parte dei molti sacerdoti che non sentono la patria. Si è reagito contro questa deplorevole tendenza con due manifesti a firma “Italia e Civiltà” dal titolo “Chiesa e Patria” e “La Responsabilità del Clero”. Quest’ultimo specialmente ha destato una viva preoccupazione negli ambienti clericali che hanno protestato per il pericolo della minacciata scissione. Capannelli di persone hanno letto e discusso il manifesto. Ragazzi dell’Azione Cattolica sono stati incaricati di deturpare il manifesto stesso. In genere lo spirito del pubblico non è buono. I sentimenti di patriottismo, di onore e di umanità restano latenti nel fondo del cuore di tutti. Il senso di solidarietà, caratteristica tradizionale del grande cuore di Milano, pare anch’esso scomparso. Ognuno pensa per sé auspicando solo la fine della guerra che, per altro, ritiene sicura a breve scadenza con una vittoria degli “alleati”. Anche il morale di molti che fino ai giorni di Cassino pareva fidu- cioso nella riscossa tende ad abbassarsi sotto l’influsso dello sconforto conseguente alla caduta di Roma e all’avanzata delle truppe anglo-americane in Italia. Persone che sino a ieri si dicevano certe, sia pure per opportunismo, della riscossa italiana, oggi cominciano a farsi più prudenti e tendono a mimetizzarsi o a prepararsi degli alibi per il giorno dell’arrivo degli “alleati”. La situazione annonaria non desta troppe preoccupazioni in questi momenti anche per effetto delle drastiche misure prese dal Capo della Provincia che ha realizzato l’iniziativa delle mense comunali, dei ristoranti tipo e ha imposto una certa disciplina agli esercenti. Tuttavia questi provvedimenti presi nell’interesse della popolazione non hanno avuto la ripercussione cordiale che era lecito attendersi. (Franco Fuscà) Milano, 7 luglio 1944 XXII RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO 20 giugno - 5 luglio 1944 XXII D al 20 giugno al 5 luglio la situazione non è migliorata. C’è nell’aria un senso di crisi alimentato probabilmente anche dalla ripresa dell’avanzata dei sovietici sul fronte orientale, dall’avanzata degli “alleati” in Italia, dal fatto che anche in Francia le truppe nemiche non perdono terreno, anzi, sia pure faticosamente, si consolidano. Ma, a parte queste considerazioni di carattere esterno che inducono gli attendisti e gli antifascisti a scioccamente sperare nella disfatta dei tedeschi e la fine della guerra e del fascismo, altri motivi di carattere interno contribuiscono al suaccennato senso di scoramento. L’articolo di Pettinato e gli altri seguitisi sui giornali di punta, come il commento politico fatto alla radio domenica 2 luglio sono stati oggetto di vive discussioni nei più disparati ambienti. Nel cosiddetto ambiente intellettuale sono stati interpretati come inviti a una più decisa azione governativa e molti di coloro che lavorano e che operano per lo Stato Repubblicano hanno in questo senso ben accolto gli scritti, pur rilevando la inopportunità di certe affermazioni che prestano facilmente il fianco ad essere sfruttate dalla propaganda nemica. Negli ambienti operai e piccolo borghesi, l’articolo di Pettinato e gli altri sono stati invece intesi come una critica spietata, ma giusta, alla cosiddetta debolezza e deficienza del Governo di fronte alla situazione. Devo aggiungere che in tali ambienti – tendenzialmente antifascisti o afascisti – questi articoli sono stati accolti con un certo senso di compiacimento. “Anche Pettinato – si diceva – riconosce le malefatte dei tedeschi e l’insipienza del Governo e non può negare, insomma, che ci sia del marcio”. L’articolo pubblicato Un ipocrita manifesto per mitigare la tragica situazione delle deportazioni in Germania sulla “Sera” dal titolo “Coraggio e demagogia”, successivamente a quelli di Pettinato e di De Agazio, ha pure destato una certa impressione. Il richiamo al conformismo è stato in certi ambienti interpretato come un ritorno ai vecchi sistemi e taluno ha fatto dell’ironia circa la funzione che è esercitata dalla stampa. Gli articoli di Farinacci5 in risposta a Pettina5 Roberto Farinacci (Isernia 1892 - Vimercate 1945), interventista, tra i fondatori dei Fasci di combattimento, guidò lo squadrismo fascista nel cremonese. Deputato dal 1921, fu segretario del Partito nazionale fascista dal 1925 al 1926. Alla caduta del regime, nel 1943, appoggiò Mussolini e si schierò per l’alleanza con i tedeschi. to e quelli contro il Ministro della giustizia Pisenti hanno confermato la penosa impressione nei riguardi dell’indebolimento del Governo. Ancora una volta si è detto che “Farinacci può fare il comodo suo” e si è rilevato che con tali articoli egli preparerebbe la sua scalata a un posto di primo piano nella compagine governativa. Gli articoli “Storia di un anno” vengono letti attentamente da ogni categoria di lettori e gli apprezzamenti, naturalmente, sono vari. In genere però gli articoli sono considerati molto interessanti e valgono sicuramente a far cessare molte false interpretazioni, anche per lo stile documentario degli articoli stessi. L’articolo sulla cattura del Duce6 e quello contenente la lettera di Ciano a Badoglio sono stati più degli altri oggetto di discussioni. Taluno ha sottolineato la generosa ingenuità del Duce che era lungi dal pensare di poter essere arrestato dal Re, e per l’altro articolo è stato notato che la lettera di Ciano a Badoglio a proposito di illeciti arricchimenti è una memoria piuttosto infelice tanto della memoria del Padre, quanto del patrimonio denunciato. Negli ambienti del Consolato la pubblicazione di questi articoli ha destato un certo nervosismo. Essi sono stati giudicati per lo meno intempestivi e, pertanto, poco opportuni. Corrono sempre più insistenti le voci di uno scioglimento del Partito e della formazione di un Governo di concentrazione dittatoriale. Si parla di un triumvirato Mussolini-Graziani-Pavolini, oppure di Mussolini Capo dello Stato e Farinacci Capo del Governo; della costituzione militare del partito e infine si fanno sempre più insistenti le voci di un discorso del Duce per il 25 luglio. Corrono pure voci di preparativi di Ministri per mandare all’estero le proprie famiglie. Si tratta, naturalmente, delle solite vociferazioni frenetiche propalate ad arte dai nemici interni e dalla propaganda nemica. Infine corrono pure voci circa l’assunzione di tutti i poteri governativi da parte dei Comandi germanici. A Milano si fa sempre più pesante l’ingerenza dei tedeschi nelle questioni interne della città e della provincia. Il Capo della Provincia Parini non ha mancato di mettere i puntini sull’i, e ciò ha causato un certo malumore da parte delle autorità germaniche. Il malumore è continuato anche per il fatto che il Capo della Provincia ha dovuto procedere a una revisione delle cosiddette spese di guerra in base ai protocolli e ha dovuto rifiutare di assumersi o far assumere ai Comuni della Provincia il carico di spese non giustificate dai protocolli stessi. Negli ambienti del Consolato e del Comando militare si lamenta la resistenza passiva degli uffici della provincia e del Comune, ritengo in relazione ai fatti suaccennati. L’ingerenza dei tedeschi ha dato adito anche a sciocche vociferazioni fra le quali è quella di un calmiere per la frutta e la verdura che dovrebbe essere stabilito dai Comandanti germanici. I rastrellamenti di giovani compiuti all’Arena e in altri luoghi hanno destato la più penosa impressione nei vari ambienti cittadini. Tali rastrellamenti sono stati compiuti d’iniziativa dei Comandi germanici ed effettuati senza peraltro avvertire il Capo della Provincia. Vi hanno partecipato 36 guardie repubblicane. Queste azioni hanno determinato un certo panico anche in coloro che hanno le carte in regola. L’attività dei “ribelli” desta seria preoccupazione anche per la provincia di Milano. Sono frequenti le “imprese” da essi compiute fino alle porte della città. Tuttavia la vita di Milano è abbastanza tranquilla. La tranquillità è stata turbata il 24 giugno da un attentato compiuto a Greco, con lo scoppio di bombe ad orologeria fortunatamente senza vittime, e da assassini isolati di fascisti e di modesti cittadini. È sempre più morbosa l’attesa da parte dei numerosi elementi antipatriottici dell’arrivo degli inglesi. Qualcheduno fa addirittura i calcoli per fissare il tempo del loro probabile arrivo a Milano e già si fanno programmi piuttosto vendicativi contro i fascisti repubblicani. Si segnala l’aumento impressionante di lettere anonime contenenti minacce ai fascisti e ad ufficiali dell’Esercito. Talune di queste lettere, certo con l’intento di far più colpo, sono firmate col nome del famigerato Moscatelli, oppure col nome della non meno famigerata “Brigata Garibaldi”. Per quanto riguarda l’attività dei ribelli si vocifera che il Generale Bergonzoli (“Barba elettrica”) sarebbe al comando di quelli che agiscono nel Varesotto. Come è noto, Bergonzoli venne fatto prigioniero nel ’40 dagli inglesi. Si constata un’accresciuta circolazione di assegni circolari e nello stesso tempo si rileva l’aumentata diffidenza da parte degli esercizi pubblici in genere nell’accettazione di detti assegni. Di questo si sono occupate anche le cronache dei giornali. Sono avvenuti in questi ultimi tempi numerosi arresti, specialmente da parte dell’Ufficio Politico d’Investigazione, della G.N.R., della “Muti” e anche delle SS germaniche, di persone che hanno partecipato a complotti o hanno esercitato attività sovversiva. In relazione a tali arresti si è pure proceduto a numerosi fermi di elementi sospetti anche nelle categorie intellettuali e medie, specialmente 6 Il 25 luglio 1943, dopo il voto del Gran Consiglio, il re aveva fatto arrestare Mussolini, nominando Pietro Badoglio capo del Governo. tonoma Muti7 e la Federazione dei Fasci Repubblicani, nonché contrasti e malumori fra la Muti e la Guardia Nazionale Repubblicana. La Polizia ordinaria nutre verso tutte queste polizie speciali sentimenti di diffidenza alimentati non soltanto dalla gelosia di mestiere, ma anche da considerazioni circa la competenza e la legalità delle azioni svolte dai su menzionati organi di polizia politica. Si sente vivo fra gli elementi fascisti repubblicani di Milano il desiderio dell’azione contro l’ambiente sordo e sempre più grigio che da un mese a questa parte si sta formando. (Franco Fuscà) Un ufficiale bastona un prigioniero alla “Muti” studenti, professori, commercianti, ecc. Questo ha causato una certa apprensione e ha dato luogo a vociferazioni varie. Infine si segnalano contrasti fra la Legione au- Milano, 3 agosto 1944 XXII RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI NELLA PROVINCIA DI MILANO 6-31 luglio 1944-XXII S i può registrare nel mese testè decorso una certa ripresa nei vari strati della popolazione: ripresa dovuta alla sensazione di un maggior rafforzamento dei poteri dello Stato, dalla regolarizzazione dei Corpi Armati e dell’annuncio e poi dell’arrivo delle Divisioni addestrate in Germania e destinate al fronte di combattimento. La prosecuzione della pubblicazione degli articoli “Storia di un anno” sul “Corriere della Sera”, ha provocato un crescente interesse da parte dei lettori. Questi articoli, di cui era stato individuato facilmente l’Autore, sono stati largamente commentati in ogni ambiente e, quasi dovunque, con un senso di simpatia nei riguardi del Duce. Si è notata in alcuni una certa ingenuità “colpevole” del Duce stesso, soprattutto nei confronti degli uomini che lo hanno tradito, e in altri il desiderio di coprire, forse per la persistente generosità dell’Autore, manchevolezze e colpe di uomini che hanno pagato con la morte il loro tradimento. Dal 12 luglio c’è stata, come è noto, una notevole ripresa di allarmi, diurni e notturni, da un minimo di due a un massimo finora raggiunto di dodici. Poiché i bombardamenti che sono stati effettuati nella periferia di Milano non hanno colpito 7 La malfamata Legione Muti di Franco Colombo, costituita ufficialmente nel marzo 1944, era una vera e propria banda del terrore. La sede di via Rovello (proprio dove nel dopoguerra Grassi e Strehler daranno vita al Piccolo Teatro) era diventato un luogo di torture, di massacri e di sevizie. che obbiettivi d’interesse bellico, si è radicata in larghi strati della popolazione la convinzione che Milano sarà risparmiata da bombardamenti terroristici e taluno intesse elogi alla correttezza angloamericana che eviterebbe il bombardamento per rispetto... ai lavoratori, cui si attribuiscono tendenze e idee antitedesche e antifasciste. Sono corse le più strane voci circa il bombardamento di Dalmine. La versione presentata ufficialmente della interruzione dei fili di segnalazione telefonica da parte dei “ribelli” ha trovato scarso credito. Specialmente negli ambienti operai, imbottiti di propaganda sovversiva, si è propalata l’altra versione secondo cui i tedeschi avrebbero ordinato ai lavoratori di Dalmine di continuare il loro lavoro anche sotto il bombardamento. La cifra ufficiale dei morti è giudicata irrisoria; secondo i “bene informati” i morti ascenderebbero a un migliaio. L’altra versione secondo cui il bombardamento di Dalmine sarebbe da attribuirsi a errate informazioni da Milano circa la rotta degli apparecchi nemici – versione, purtroppo, riportata dal settimanale “Avanguardia” – è venuta a confermare in detti ambienti operai la non veridicità di quella ufficiale. Azioni di banditi e di ribelli hanno trovato nella provincia l’immediata repressione da parte delle forze armate, della polizia, della Legione “Muti”, della Brigata Nera “Aldo Resega”. Tuttavia i fucilati di Greco e di Lissone sono stati largamente compianti da quelle popolazioni e dal popolo milanese che ha giudicato inumana la fucilazione di ostaggi non precisamente responsabili delle stragi e delle uccisioni da altri commessi. La costituzione della “Brigata Nera” è stata favorevolmente accolta anche dai non fascisti. Si è però notato nei commenti un certo disagio per il moltiplicarsi di organismi con funzioni di polizia, incontrollati e non sempre controllabili, e talora capaci di abusi e di soprusi. Tra l’altro si devono lamentare, da parte degli estremisti che vanno sotto il nome di “Squadre della vendetta” e di “Fascisti indipendenti”, taluni incresciosi episodi tali da gettare il discredito sulla militarizzazione del Partito. Il 25 luglio frotte di ragazzi strappavano le cravatte a fondo più o meno rosso e le borsette dello stesso colore alle signore e signorine nelle pubbliche vie di Milano. Sono stati presi d’assalto taluni locali pubblici per ragioni imprecisate. Infine nella stessa giornata elementi armati si sono recati nelle direzioni di alcuni stabilimenti (Montecatini, Gomma, ecc.) in Milano e Provincia e di alcuni Istituti e, dopo aver tacciato impiegati e dirigenti di attendisti e traditori della Patria, li hanno percossi e minacciati di morte “prima che giungano gli inglesi”. Hanno lasciato per talune personalità industriali cartelli minatori scritti vistosamente in rosso. Il 23 scorso, domenica, è stata effettuata una bellissima sfilata dalla G.N.R. Nonostante qualche incidente di scarso rilievo e gli allarmi frequenti nella giornata, la manifestazione è pienamente riuscita ed è certamente giovata a svegliare un poco l’ambiente. Anche il 25 luglio la sfilata della Brigata Nera “Aldo Resega”, perfettamente inquadrata, ha suscitato il consenso della popolazione che ha applaudito numerosa lungo il percorso. Dal 27 luglio, ad opera della Guardia Nazionale Repubblicana e della Polizia, del Servizio della Polizia tedesca e della Legione “Muti”, si è proceduto ad una sistematica azione di controllo di elementi nei treni vicinali (Milano-Nord, Ferrovie Varesine, Monza, ecc.), nei tranvai, nei campi sportivi e nei ristoranti, per il rastrellamento di elementi antisociali, di disertori, di renitenti, di sospetti, ecc. Tali azioni hanno dato buoni frutti. Tuttavia deve deplorarsi, proprio in questi giorni, una recrudescenza di assassinii “politici” in cui hanno perduto la vita fascisti e ufficiali della Guardia Nazionale Repubblicana, dell’Esercito, donne e bambini. Di tali notizie solo qualcuna è stata data dai giornali giacché la polizia sta operando attive indagini per l’individuazione degli assassini. Il Capo della Provincia ha fatto pubblicare sui giornali un monito germanico per i rastrellamenti e altro monito sulla necessità da parte degli automobilisti di fermarsi alle barriere alle intimazioni dell’«alt». La notizia dell’attentato a Hitler8 ha provoca- to vivo interesse in tutti gli ambienti. I commenti sono vari: le voci della propaganda nemica non hanno però trovato un largo credito. Non è notata alcuna simpatia nei riguardi del Führer e di questo si sono accorti anche i germanici, la cui diffidenza è in questi ultimi giorni alquanto pronunciata. La guerra sui fronti è oggetto di viva preoccupazione: l’avanzata anglo-americana in Italia, le offensive in Russia e la penetrazione “alleata” in Normandia sono avvenimenti che danno un sensibile imbarazzo a parecchia gente pur se non ha manifestato sentimenti di tenerezza nei confronti dello Stato Nazionale Repubblicano. In fondo si fa sempre più netta la sensazione che bene o male gli italiani di tutti i partiti e di tutte le tendenze hanno potuto vivere, se non ben vivere, nella parte d’Italia “protetta” dall’Esercito germanico. La coscienza di ciò dà anche agli ambienti industriali, in origine filo-inglesi ma già adattatisi all’elemento germanico, qualche fosca preoccupazione per l’avvenire. È da segnalarsi l’attività del Clero e dell’ambiente cattolico ufficiale: apparentemente riservato e prudente, ma in sostanza tendente alla separazione sempre più decisa e precisa di “responsabilità”, sia pure spirituale e di semplice contatto di convivenza con le autorità dello Stato Repubblicano. Manca da parte del Clero – soprattutto dell’Autorità Ecclesiastica – ogni volontà di collaborazione anche in nome della Patria; ma è viva la preoccupazione dei problemi sociali la cui trattazione occupa spesso le colonne del quotidiano ufficiale e dei periodici, giacché tali problemi costituiscono il fondamento della cosìddetta “democrazia cristiana”, il partito che ha trovato già numerosi aderenti nell’Italia invasa e che è strumento di rivendicazioni, non soltanto teoriche, da parte dei responsabili del Vaticano. Il viaggio del Duce e i discorsi alle divisioni addestrate e pronte per il combattimento hanno destato il più largo interesse. Si è notato però il tono piuttosto generico dei discorsi stessi, la mancanza di ogni cenno all’unità della Patria, l’unità che secondo alcuni dovrebbe operarsi ancora con la conciliazione degli animi e con l’invito alla concordia per il bene comune. Si tratta di impressioni evidentemente errate e dovute a una posizione preconcetta, giacché un invito alla conciliazione degli animi non poteva trovare posto nei discorsi destinati ai combattenti, ai difensori dell’onore italiano 8 Il colonnello Klaus von Stauffenberg, ufficiale di carriera, nato nel 1907, fallì clamorosamente un attentato contro Hitler. Il 20 luglio 1944, introdusse nel quartier generale di Hitler una bomba con detonatore a scoppio ritardato. L’esplosione avvenne a due metri dal führer, che rimase incolume. sui fronti di battaglia, né poteva essere ammissibile dopo i reiterati inviti alla pacificazione e alla conciliazione fatti dal Duce fino al 25 maggio. Anzi la mancanza di una congrua azione di rappresaglia o repressione dopo il 25 maggio è stata tra i motivi principali di una “crisi” denunciata dai giornali e dall’opinione pubblica e ancora non del tutto stroncata. Si può dire che i discorsi del Duce e l’annuncio dell’arrivo delle Divisioni hanno validamente contribuito alla suaccennata ripresa confermata del resto dall’accoglienza vibrante e del tutto spontanea dal popolo lombardo ai Reparti delle Divisioni destinate alla zona d’impiego. Il passaggio di tali Reparti dalla Stazione di Milano ha dato luogo a sentite manifestazioni da parte della folla che si trovava alla Stazione Centrale, rimasta addirittura ammirata dal magnifico comportamento dei soldati il cui spirito è pervaso del più ardente entusiasmo. Sono corse insistenti voci di sbarchi in Liguria, smentite poi dall’evidenza dei fatti. L’attività clandestina dei partiti anti-fascisti e del sovversivismo è in questi giorni più intensa. Non si hanno a deplorare però, se non in minima parte, azioni di sabotaggio e atti terroristici. Hanno invece una larga diffusione i giornali e gli scritti clandestini e pervengono agli iscritti al Partito minacce più o meno generiche di morte, talvolta anche a mezzo telefono. Dalla Polizia Repubblicana è stata intrapresa una vasta azione moralizzatrice. Sono state effettuate, pertanto, retate in alcuni alberghi, per esempio al Continentale, dove alcuni ospiti che non tenevano un contegno consono al momento attuale sono stati invitati ad allontanarsi. Sono diffuse ad arte voci di arresti sensazionali anche nell’ambiente fascista e si è fatta strada in certi ambienti un certo “vittimismo” ispirato certamente da taluni allontanati di autorità da posti di responsabilità e di comando. Si lamenta infine, anche da parte di elementi in buona fede, un ritorno ad abitudini e a metodi ante 25 luglio, specie in taluni settori: lettere di raccomandazione, ordini perentori non giustificati, ingerenze non consentite, retorica demagogica ecc. Infine, la situazione alimentare non presenta grave imbarazzo. La popolazione ha lamentato la mancata distribuzione di alcuni generi per esempio la marmellata, dovuta soprattutto alla difficoltà di trasporto. (Franco Fuscà) RELAZIONE SULL’OPINIONE PUBBLICA IN ORDINE AI PROBLEMI DEL MOMENTO, ALLA VITA DI OGNI GIORNO E AGLI AVVENIMENTI DELLA PROVINCIA DI MILANO Agosto 1944-XXII L a “ripresa”, registrata nello scorso mese nei vari strati della popolazione, ha ceduto alla generale sensazione di una sconfitta germanica che si presume sicura, per l’avanzata, creduta irresistibile, degli anglo-americani in Francia. Ha molto agito a questo proposito la propaganda nemica che, con varie emissioni radio, ha cercato di scalzare anche la fiducia nelle nostre divisioni. Sono aumentati in questo mese i delitti contro singoli (fascisti, ufficiali della G.N.R. e dell’Esercito Repubblicano, militari tedeschi e civili) taluni compiuti in maniera efferata (come il caso dell’industriale milanese ucciso nel proprio letto, del farmacista di via Anfossi ammazzato al suo banco ecc.). L’uccisione di due dipendenti di “Repubblica Fascista” ad opera dei banditi, sull’autostrada per Torino, ha destato viva impressione. I funerali sono riusciti imponenti anche per concorso di pubblico. Si sono dovuti pure registrare due eccidi nefan- 10 agosto 1944: i fucilati di Piazzale Loreto di a mezzo di bombe ad orologeria, uno compiuto in Viale Abruzzi, l’altro nel posto di ristoro della stazione. Il primo è stato seguito dalla fucilazione di quindici elementi del G.A.P. in piazzale Loreto9. Questa pubblica fucilazione ha avuto un effetto assulutamente deprimente per la popolazione ed ha avuto ripercussioni notevoli anche nel campo ope9 Il 10 agosto 1944, in seguito a un attentato contro un camion con rimorchio della Wehrmacht, quindici antifascisti, prelevati dal carcere di San Vittore, vennero per rappresaglia ferocemente uccisi dai nazifascisti, e lasciati per un giorno intero in piazzale Loreto a titolo di intimidazione. raio. Si sono registrate astensioni dalle fabbriche di lavoratori, aumentata diffusione della stampa clandestina, ecc. Si sono avute anche episodi di pietismo: si sono trovati fiori in piazza Loreto in memoria dei “martiri” fucilati e sono corse nel pubblico le più strane dicerie in proposito, facendo di questi elementi dei “puri” e degli innocenti dediti alle più tranquille occupazioni e arrestati arbitrariamente sulla strada o addirittura sul tram. Ha causato del disagio nella popolazione anche l’anticipo punitivo del coprifuoco dalle 23 alle 22, in periodo ancora estivo. Dopo l’eccidio nel piazzale interno della stazione avrebbero dovuto essere fucilati altri venti ostaggi e in tal senso era stato dato dal Comando germanico un comunicato alla stampa. Per intercessione del Duce l’esecuzione è stata sospesa e non ha avuto corso. Si è pure stabilito che in caso di eccidî il giudizio per eventuali fucilazioni dovrebbe essere deferito al Tribunale militare, in base a regolare processo. Per quanto riguarda la mancata fucilazione degli ostaggi si è notata una certa attività da parte della Curia Arcivescovile. Da quegli ambienti è stata pure diffusa la voce che il Cardinale avesse validamente agito per evitare un nuovo massacro. In questo mese si è constatata una certa reazione da parte delle forze fasciste contro i fuori-legge; squadre della “Brigata Nera” hanno, in scontri con fuori-legge, eliminati alcuni banditi e proceduto a importanti arresti. Negli ambienti della “Brigata Nera” è sempre viva la fiducia nelle forze dell’Asse e, in ogni modo, è ferma la volontà di non mollare comunque vadano gli eventi. È trapelata la notizia dell’arresto, ad opera di speciali organi della Polizia politica, di alcuni Commissari della Questura di Milano e della fuga di uno di costoro, il Mendia, già Commissario dirigente della Squadra mobile. Si è detto maliziosamente che tali Commissari facevano parte del P.F.R. e che avevano approfittato della loro posizione di privilegio per commettere vari soprusi anche in materia amministrativa. La notizia è giunta attraverso Ponte Chiasso nella stampa svizzera e alcuni giornali dedicavano articoli sarcastici all’episodio, tra cui la “Libera Stampa” di Lugano nel n. 190 del 19 agosto sotto il titolo “Quis custodierit custodes?”. L’internamento dei carabinieri, deciso dal Comando tedesco in seguito ai fatti di Aosta e di Ivrea, ha avuto ripercussioni in senso antitedesco. Causa di disparate voci sono stati pure alcuni movimenti effettuati in seno alla Polizia repubblicana di Milano e in seno al Comando regionale della Lombardia. Il 1° di agosto si è diffusa la voce del passag- gio del Duce a Milano (di fatti si è recato a Monza per salutare i reparti della contraerea in partenza per l’addestramento) e per qualche giorno è stato vivo l’interessamento da parte di larghi strati della popolazione. Ha fatto un’ottima impressione il discorso di Padre Eusebio10 in Galleria, tenuto il 5 agosto scorso. La inaugurazione di lapidi su edifici e monumenti rovinati dalle incursioni nemiche non ha destato alcun interesse; la cerimonia è stata molto fredda per la mancanza di concorso della popolazione. Talune iscrizioni sono state criticate dai giornali perché troppo letterarie e propagandisticamente non troppo efficaci. Il ferimento del Ministro Pavolini e l’attività della “Brigata nera mobile” in Piemonte è stato oggetto di commenti particolarmente benevoli. Non così la pubblicazione di una fotografia sul “Corriere della sera” di Pavolini: è sembrato un esibizionismo inutile ed è stato criticato il Direttore del giornale che ne avrebbe consentita la pubblicazione per pretesa piaggeria. Notevole interessamento ha su- Alessandro Pavolini, già Ministro Cultura popolare dal 1939 al scitato la pubbli- della 1943, e segretario del partito fascicazione “25 Lu- sta repubblicano glio” a cura del Sindacato dei giornalisti e un autentico successo editoriale ha avuto l’opuscolo pubblicato a cura del “Corriere della sera” con la «Storia di un anno» di Benito Mussolini, sotto il titolo “Il tempo del bastone e della carota”. Gli articoli di Pezzato sul ribellismo sono stati seguiti con un vivo interesse dal pubblico di tutti i ceti e hanno contribuito a modificare talune figurazioni romantiche dei fuori-legge. L’improvvisa notizia del cambio della guardia in Prefettura tra il dr. Piero Parini e il dr. Mario Bassi è stata origine di varie voci e di una certa scontentezza da parte della popolazione milanese la quale ha notato che il dr. Parini si è reso benemerito per varie iniziative intraprese a favore del popolo e Il francescano Padre Eusebio, al secolo Sigfrido Zappaterreni, era capo Cappellano militare delle Brigate Nere. 10 soprattutto per l’istituzione delle mense e per l’azione moralizzatrice compiuta nel settore alimentare. Tale mutamento è attribuito dalla popolazione a difficoltà sorte fra Parini e i Germanici che “avrebbero voluto imporre la loro volontà su quella del Capo della Provincia”. Taluno mette in rapporto le dimissioni di Parini con la fucilazione di quindici ostaggi in piazzale Loreto. Tali voci sono state raccolte da vari giornali svizzeri e soprattutto dalla “Neue Zuercher Zeitung” del 20/21 agosto, la quale ha notato che le dimissioni di Parini da Capo della provincia sono state date in una forma non comune ed ha insinuato che tali dimissioni siano state date per protesta contro il massacro degli ostaggi: “l’attaccamento di Parini a Milano – nota il giornale – e la sua profonda conoscenza della situazione della provincia cui era preposto l’avevano messo in grado di dominare le situazioni politiche più pericolose. Personalità politiche italiane, che io conosco personalmente, sono del parere che Parini abbia presentato le sue dimissioni per togliersi ogni responsabilità dell’avvenuta fucilazione degli ostaggi”. Si è anche diffusa la voce che le dimissioni di Parini debbano essere messe in rapporto col dissidio sorto col VicePodestà Bracco, il quale avrebbe denunciato superiormente quel Capo di Provincia per pretesi favoreggiamenti fatti nell’organizzazione delle mense. Si è pure detto che le S.S. avrebbero fatto un’inchiesta. Il Vice Podestà Bracco, che è stato dimesso dalla carica, avrebbe propalato voci in tal senso. Il nuovo Capo della Provincia è parso troppo giovane e inesperto alla popolazione milanese. Ma i suoi primi provvedimenti, specie in materia alimentare, per la quale gli si riconosce una specifica competenza, hanno destato un certo interesse nella popolazione. In seguito allo sbarco nemico nella Francia meridionale, all’avanzata angloamericana, specie su questo fronte, si è diffuso il convincimento che la partita sia ormai virtualmente liquidata. Si fa sempre più vivo lo scettimismo per le nuove armi. A tale proposito si diffondono barzellette nel popolo, che ritiene inesistenti, o almeno inefficaci, le armi nuove. L’operato del Governo repubblicano, tanto nel campo politico quanto in quello militare, viene considerato dal punto di vista più benevolo almeno come uno sforzo inutile. A dire il vero gli angloamericani non sono attesi con molto entusiasmo; specie tra l’umile gente del popolo si rivela una tristezza talora profonda per le sorti della Patria e per la sciagurata condizione in cui l’Italia vinta e il suo popolo tradito verrebbero a trovarsi. Hanno fatto una certa impressione le notizie circa l’inflazione monetaria sempre più grave nell’Italia invasa. Queste notizie hanno preoccupato taluni ambienti assai più delle altre circa la situazione alimentare. Si rileva in certe zone un senso di disordine e di rilassatezza, alimentato talvolta dalla persistente cattiva volontà di funzionari, di addetti a servizi pubblici, di impiegati in genere che si sentono estranei alla vita dello Stato e manifestano la loro diffidenza verso il Governo della Repubblica sociale in correlazione agli avvenimenti bellici e con l’evidente preoccupazione di impegnarsi il meno possibile per l’avvenire. Non solo da parte dei fuori-legge, ma anche da parte di certi settori del ribellismo annidato nelle case della città si covano sogni di ribellioni, di rivolte da farsi al “tempo opportuno” e si manifestano speranze di poter giungere da un momento all’altro a un regime di violenza e di disordini che permetta loro il facile prepotere. I cosiddetti moderati (democratici, liberali, monarchici, ecc.), già ambiziosi, ma stanchi e superati, si dimostrano inferiori agli altri per forza morale e devono presumersi facili succubi dei comunistoidi, dei socialistoidi e degli anarcoidi, più dinamici e più violenti. Viva impressione ha destato il discorso del Cardinale sia al momento in cui è stato pronunciato, sia quando è apparso integralmente sul quotidiano cattolico “L’Italia”. Tale discorso è stato cagione di una certa ripresa del movimento democristiano e di una maggior propaganda fatta sia dai pulpiti nelle Parrocchie, sia a mezzo di volantini, in cui si condanna la nuova eresia dei repubblicani nemici del Papa. Si sottolinea l’eternità della sovranità della Chiesa. Taluni di questi manifesti sono apparsi con la falsa indicazione di “Autorizzato dalla Regia Prefettura di Milano”. Il morale dei soldati di stanza a Milano non manca di risentire della situazione descritta. Anche fra gli ufficiali si nota una certa mancanza di vigore e di calore che va sempre più espandendosi dai vecchi ai giovani, dai “carrieristi” ai volontari. I migliori tra i giovani sentono l’aria della città “irrespirabile” e aspirano a ritornare alla vita di reparto. La situazione annonaria si può dire stazionaria: è mancata per qualche giorno la frutta che, però, ora è tornata a prezzi maggiorati. Attualmente tale mancanza non è più da rilevarsi. (Franco Fuscà) (continua) © 2005 by «Rivista degli Stenografi» - Fondazione Francesco e Zaira Giulietti, Firenze - Tutti i diritti sono riservati: nessuna parte della serie di articoli pubblicati può essere riportata sotto alcuna forma, sia elettronica che meccanica, compresa la fotocopiatura e la registrazione su qualsiasi tipo di supporto concellabile o permanente, senza la preventiva autorizzazione della Direzione della Rivista. n70a01 di GIAN PAOLO TRIVULZIO Un sistema stenografico inventato da un geniale ingegnere spaziale è l’ultimo sistema stenografico di lingua inglese, uscito in ordine di tempo, anche se l’inventore, con qualche sfumatura lessicale, usa il termine ‘ultimate’ che in inglese significa ultimo anche nel senso di definitivo, non plus ultra. La diffusione avviene via internet (www.stenotrust.org), con una buona impostazione didattica: testo completo, lezioni di base, esercitazioni di lettura, vocabolario, elenco delle sigle. Diamo qualche spiegazione ad uso di quanti abbiano problemi pratici a collegarsi in Internet. Il sistema è ispirato alle correnti stenografiche tedesche del secolo scorso, in particolare al sistema Stolze-Schrey tuttora diffuso nella Svizzera di lingua tedesca. La vocalizzazione è simbolica (innalzamento per la i, abbassamento per la u ecc.) a cui si aggiunge il rafforzamento per rappresentare tutti i suoni utili per una precisa indicazione delle parole inglesi. Ecco comunque qualche esempio in Newrite: Walter Kistler L’inventore di questa “ultima” scrittura veloce, Walter Kistler, è un personaggio assolutamente singolare. Conosciamolo attraverso le sue stesse parole. «La mia conoscenza della stenografia avvenne più di 70 anni fa. Da allora, il suo uso nella scrittura di tutti i giorni è divenuto un mezzo di vita. La steno è stata la mia costante compagna quando sono andato a scuola, al lavoro, in viaggio ed ho allevato la mia famiglia. Infatti non posso immaginare la mia vita senza di essa. Probabilmente non avrei mai imparato la steno e certamente non avrei sviluppato la Newrite, se non fosse perché ho frequentato una scuola superiore di lingua tedesca in Svizzera. A quell’epoca gli studenti dovevano diventare abili nell’uso di una versione tedesca della stenografia, per prendere gli appunti nelle classi superiori. La mia conoscenza della stenografia divenne impagabile quando frequentai le università tecniche di Zurigo e Ginevra. Mentre la maggior parte degli studenti cercava febbrilmente di scrivere appunti, io registravo tranquillamente i miei ed avevo il tempo di seguire la lezione dell’insegnante. L’uso della steno mi ha permesso di essere meglio preparato per i miei esami di fisica, matematica e materie scientifiche. Dopo aver completato i miei studi, ho continuato ad utilizzarla nella mia carriera come ingegnere e quando ho fondato la mia società di elettronica». Walter Kistler, infatti, emigrato in America, ha avuto un grande successo e la sua azienda continua ad averne in quanto ha fatto un incredibile numero di invenzioni legate alla visione del futuro: molte sono legate a rendere più comodo e reale il volo nello spazio. L’ultima realizzazione è il modulo K1 che, contrariamente ai razzi tradizionale, può venire riutilizzato e rendere quindi più accessibile, anche dal punto di vista del costo, i futuri viaggi nello spazio. (Per saperne di più: http://kistleraerospace.com) In tutti questi anni di attività ha redatto con la stenografia il suo diario giornaliero (raccolti in 200 volumi) e si è impegnato nella sua diffusione, ad esempio sostenendo una fondazione nei primi mesi di quest’anno in India. Questa sua attività è in linea con gli scopi della fondazione da lui creata “Funda- tion for the future”, titolo che non richiede traduzioni. La missione di questa fondazione, che è attiva da diversi anni, è quella di incrementare e diffondere la conoscenza del futuro a lungo termine per l’umanità. Ma le sorprese non finiscono qui. Egli ha annunciato che conta di realizzare una stenografia al computer... quali siano i fondamenti è ancora top-secret. GIORNALISTI ALLA SBARRA Sul numero 12/2005 di “Tabloid” (periodico dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia) sono stati pubblicati i risultati di una ricerca effettuata dagli avvocati Sabrina Peron ed Emilio Galbiati, sulle sentenze emesse dal Tribunale di Milano, sezioni penali, nel biennio 2003-2004. I dati più significativi emersi con riferimento alle 116 sentenze penali di primo grado emesse nel biennio 2003-2004, sono i seguenti: z tipologia di testata: i procedimenti per diffamazione a mezzo stampa hanno interessato le seguenti tipologie di testate: – quotidiani nazionali 50% – quotidiani locali 7% – settimanali 25% – periodici 9% – reti televisive 8% – agenzie di stampa 1%; z tipologia articoli diffamatori: i più colpiti da querela per diffamazione sono gli articoli di cronaca (nel 46% dei casi) quindi le interviste (31%) e per finire gli articoli di critica (23%); z professione delle parti offese: tra le persone offese sono principalmente emerse le seguenti categorie professionali: – 21% privati – 18% magistrati – 14% amministratori di persone giuridiche – 9% politici; z remissione di querela/prescrizione: ben la metà dei procedimenti penali instaurati si sono conclusi con una remissione di querela (45,5%) o con una pronunzia di intervenuta prescrizione (4,5%); z percentuali accoglimento/rigetto: sul rimanente 50% dei casi giunti a dibattimento, a fronte di una richiesta di condanna da parte del Pm limitata al 34%, il Tribunale ha pronunciato sentenza di condanna per diffamazione nel 55% dei casi; z condanna penale: nella quasi totalità dei casi (94%) gli imputati riconosciuti colpevoli sono stati condannati solo al pagamento di una multa (il cui importo massimo comminato è stato di euro 1.500). La condanna alla reclusione è stata comminata solo nel 6% dei casi (nella misura massima di 4 mesi) e in nessun caso ha trovato applicazione la condanna congiunta a reclusione e multa; z condanna risarcitoria: in caso di condanna a favore della parte civile costituitasi in giudizio: – sono stati riconosciuti e liquidati danni morali in misura, in media, pari ad euro 46.721,73 (contro delle richieste risarcitorie, in media, pari ad euro 351.033,42). Con riferimento a questi dati si precisa che la condanna risarcitoria più elevata è stata di euro 295.500,00, resa a favore di 197 parti lese costituitesi collettivamente; – la sanzione civile è stata applicata in misura, in media, pari ad euro 7.116,67 (contro delle richieste di condanna, in media, pari ad euro 28.199,75). Anche con riferimento a questi dati si precisa che la condanna sanzionatoria più elevata è stata di euro 20.000,00, resa a favore di 10 parti lese; – la condanna in via provvisionale è stata disposta in misura, in media, pari ad euro 19.060,00 (contro delle richieste di condanna in via provvisionale, in media, pari ad euro 119.425,80) ed anche qui si precisa che la condanna provvisionale più elevata è stata di euro 45.000,00, resa a favore di 3 parti lese. Infine, la media delle spese legali liquidate dal Tribunale di Milano a carico della parte soccombente ammonta ad euro 5.781,94; z impugnazione: avverso le sentenze penali è stato proposto appello nel 66% dei casi. n70a02 Maron tanti significati ma soprattutto un bel sistema geometrico di GIAN PAOLO TRIVULZIO V Alfonso Maron edendo la parola Maron su una pagina Internet, subito il mio cervello la interpreta per Maroni, solleticando una curiosità stagionale. Questo vocabolo, nella sua accezione lombarda (cioè con una sola r), si riferisce alle castagne di alta qualità che in questi giorni danno lo spunto per le ‘castagnate’ e relative abbuffate. Grossi e di ottima qualità sono i “maròn de Venegoon” (località a nordovest di Milano). Inoltre il termine richiama immediatamente alla mente il cognome dell’attuale Ministro del Lavoro. Vuoi vedere che, fra i numerosi impegni e le proposte di attività diversificate a lui e da lui proposte, per incentivare progetti di nuovo lavoro, stage non retribuiti e brillanti posizioni manageriali, il ministro ha trovato anche il tempo di pensare alla stenografia? L’illusione è di breve durata. L’informazione la ricavo da un bel sito concepito e realizzato dal prof. Waldir Cury del Brasile. Vi consiglio vivamente di fargli una visita all’indirizzo <http:www.taquigrafia.emfoco.nom.br>. Il pantogramma Maron Questo sito contiene interessanti notizie, presentate in modo vivace ed accattivante, sulla stenografia per la cui storia attinge soprattutto alle informazioni italiane (Aliprandi e Giulietti). Né l’Aliprandi né il Giulietti, a quanto risulta da una mia veloce indagine, hanno però citato questo sistema Maron. La tecnica è quella geometrica, diffusa nei paesi di lingua spagnola sulle orme del capostipite Martì, ad esso si sono variamente ispirati molti sistemi che sono stati perfezionati in questa parte del mondo. (Si veda, nella tavola a fianco, una «piccola dimostrazione» in lingua originale). Le distanze tra le grandi città, ancora oggi non così facilmente collegate, hanno generato versioni ‘locali’, ma non per questo meno efficaci in base all’esperienza ed allo studio di insegnanti per lo più professionisti del settore (il che non guastava, non guasta e non guasterebbe tutt’oggi). Il sistema fu presentato nel 1932 ed è ancora insegnato dal prof. Cury che, al termine di una breve presentazione biografica (Alfonso Maron è morto nel 1975), invita a cliccare. Ne vale la pena. Il sistema geometrico, in linea con la tradizione Pitman-Taylor-Martì, non indica le vocali e questo mi ricorda un esempio poco rispettoso di qualche bello spirito, riferito al sistema Taylor-Delpino che mi è rimasto in mente: Il parco parroco o il porco parroco? Nessun problema per gli appassionati di enigmistica abituati al cambio di vocale, un po’ meno per le giovani menti ed agli insegnanti ormai viziati dalla rappresentazione alfabetica o simbolica delle vocali. NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTI z NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTI z NOTIZIE z INFORMAZIONI z APPUNTAMENTIn La chiesa fiorentina di Orsanmichele riaperta al culto e all’arte F u granaio della città medievale e di quella medicea nonché punto di riunione delle potenti arti fiorentine con le gerarchie religiose: è la chiesa di Orsanmichele che, nel novembre scorso, è stata riaperta al pubblico come sede di culto e come luogo artistico-culturale. Era chiusa alle visite da tre anni e le uniche occasioni per vederne l’interno sono state offerte da rassegne di musica classica. Con l’esclusione del lunedì, Orsanmichele sarà aperta al pubblico tutti i giorni, festivi compresi, dalle 10 fino alle 17. Intanto la Soprintendenza sta ultimando l’allestimento del museo al piano superiore che sarà aperto a febbraio 2006. Per l’occasione ritorneranno dagli Stati Uniti tre statue attualmente in mostra a Washington: l’«Incredulità di San Tommaso» del Verrocchio, i «Quattro santi coronati» di Nanni di Banco e il «San Giovanni Battista» del Ghiberti. In origine Orsanmichele era un loggiato adibito alla distribuzione del grano, costruito nell’orto delle monache di San Michele =Or(to)-SanMichele, donde Orsanmichele. La costruzione dell’edificio fu iniziata da Arnolfo di Cambio alla fine del ’300. Nel 1380 la struttura fu rialzata di due piani per contenere riserve di grano in caso di emergenza e furono chiuse le arcate affinché fosse adibita al culto. Nel tempo la Signoria impose alle arti fiorentine di ornare l’esterno dell’edificio con le immagini scultoree dei rispettivi santi patroni. Queste 14 statue, ospitate in altrettanti nicchie, sono oggi delle copie. Gli originali si trovano nel museo del piano superiore. A Genova in questi giorni il bicentenario di Mazzini I n occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, alla figura storica del Risorgimento italiano la città di Genova dedicherà una mostra – a partire dal 12 dicembre e che terminerà il 12 febbraio 2006, dal titolo “Risorgimento tra Due Mondi”. Sarà il sottoporticato di Palazzo Ducale il luogo dove saranno esposti documenti, pubblicazioni, opere d’arte (spesso inedite o poco note) provenienti da musei, istituti, archivi italiani e latino-americani, oltre alle numerose tracce lasciate dai patrioti italiani in America Latina durante l’ottocento, e arrivati nel Vecchio Continente attraverso l’iconografia, la stampa, la letteratura e le arti figurative. D’Annunzio, ormai “postero di se stesso”, si sarebbe suicidato L a “vita inimitabile” di Gabriele d’Annunzio, negli ultimi diciassette anni trascorsi al Vittoriale, sarebbe solamente un luogo comune. Lo sostengono i ricercatori dannunziani Attilio Mazza e Marisa Strada, autori del giallo sulla morte del poeta, intitolato “Il mostro e il mago”, una novità pubblicata dall’Editrice Starrylink di Brescia (176 pagine, Euro 12,00). «I cosiddetti biografi ufficiali compiono un falso quando scrivono che d’Annunzio continuò sul lago di Garda la sua vita inimitabile – afferma Attilio Mazza – In realtà furono anni tristissimi di ripiegamento interiore. Gli ultimissimi tempi della sua esistenza furono addirittura drammatici. Basta scorrere l’epistolario o leggere alcune pagine del “Libro segreto”, per comprendere il suo stato d’animo dominato dall’incu(Da una foto di Mario Nunes Vais) rabile malinconia. Chi si augurerebbe una simile vita inimitabile?». Una situazione psicologica, quindi, che potrebbe giustificare anche l’ipotesi di una morte volontaria, sostiene Attilio Mazza, che indaga proprio sui tentati suicidi del Vate. Al Vittoriale Gabriele d’Annunzio pensò di diventare “postero di se stesso”, come scrisse ancora. Non più attività sportiva, non più cavalli, non più cani, gli adorati levrieri... E ciò accadde – spiega Attilio Mazza – negli anni successivi alla misteriosa caduta dalla finestra della sala della musica avvenuta nella tarda serata del 13 agosto 1922 (qualcuno ipotizzò una spinta di Luisa Baccara, pianista di talento e compagna del Vate dal 1919 fino alla morte). D’Annunzio rimase per dodici giorni fra la vita e la morte e sublimò il tragico infortunio, ricordandolo come il “volo dell’arcangelo”. Ma più tardi confiderà, invece, di aver tentato di suicidarsi. Dedicata all’avventura la prossima Fiera del Libro di Torino N el 2006 sarà l’avventura il motivo conduttore della Fiera internazionale del Libro di Torino. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Rolando Picchioni, nel corso della presentazione della manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi al Circolo degli Artisti di Torino. L’anteprima della Fiera del Libro ha permesso anche di presentare i progetti legati ad un altro evento di grande rilievo: “Torino capitale mondiale del libro con Roma”, che vedrà una nutrita serie di iniziative dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007. Ospitata dal Lingotto, dal 4 all’8 maggio 2006, la Fiera internazionale del libro (che nel 2007 si trasferirà nel vicino Oval, una struttura che sarà sede delle gare di pattinaggio di velocità delle Olimpiadi di Torino 2006) avrà come novità di contorno “Lingua madre”, iniziativa destinata a difendere dalla globalizzazione le diversità linguistiche. Paesi ospiti della Fiera del Libro 2006 saranno il Portogallo e il Brasile. Alla Fiera del Libro 2006, è prevista anche una specifica promozione alla lettura per i più giovani con varie iniziative, tra cui un torneo di lettura online in accordo con il ministero dell’Istruzione. Casa Boccaccio sarà un centro di ricerca culturale C hiusa da settembre per lavori di adeguamento e messa a norma degli impianti, Casa Boccaccio a Certaldo (Firenze) riaprirà nella primavera 2006. Il palazzo che vide la nascita di Giovanni Boccaccio, il trecentesco autore del “Decameron”, da museo sarà trasformato in un centro di ricerca e promozione culturale. Insieme ai lavori più urgenti, infatti, procederanno anche la progettazione del rifacimento del tetto e delle scale della torre; cambierà l’allestimento museale. Al tempo stesso saranno promosse attività di ricerca e divulgazione rivolte al pubblico locale e internazionale. Sarà anche predisposto un nuovo percorso espositivo, con la messa in internet del catalogo della biblioteca di Casa Boccaccio. Poesie del giovane Bob Dylan vendute all’asta P oesie scritte da Bob Dylan quando era studente nel Minnesota sono state vendute per 78.000 dollari (66.040 euro) durante una vendita all’asta da Christie’s a New York. Le sedici paginette di poesie, intitolate “Poesie senza titoli” e scritte nel 1960 dallo studente Robert Zimmerman, che più tardi diventerà la “voce di una generazione” sotto il nome di Bob Dylan, sono state acquistate da un collezionista europeo anonimo. Oggetti di vendita all’asta nell’occasione erano circa duecento pezzi appartenenti o appartenuti a divi della musica. Tra i pezzi più pregiati, una chitarra elettrica Fender Statocaster appartenente a Eric Clapton, venduta a 36.000 dollari (30.480 euro) a un collezionista privato americano. In fumetto gli horror di Stephen King S tephen King, 57 anni, lo scrittore americano maestro dell’horror moderno, ha deciso di accettare l’offerta della Marvel Comics, il gigante Usa degli albi a fumetti, per produrre una nuova serie di libri ispirati ai suoi racconti della saga fantasy “La Torre Nera”. I fumetti saranno arricchiti da scene tratte dai romanzi di King già pubblicati e da nuovo materiale creato dallo stesso scrittore per il debutto nelle strisce. La serie sarà illustrata dal disegnatore statunitense Jae Lee, vincitore del Premio Eisner. Le storie a fumetti costituiranno un’espansione delle avventure epiche di Roland Deschain, protagonista della saga della “Torre Nera”. Il primo album a fumetti con l’adattamento dei romanzi della serie sarà pubblicato nell’aprile 2006 e poi sarà stampato anche in un volume rilegato nell’estate successiva. Stephen King ha scritto più di 40 romanzi dell’orrore, tradotti in 33 lingue e pubblicati in 35 nazioni, venduti complessivamente in oltre 300 milioni di copie. RUBRICA A CURA DI MIMMO SPINA di ANNA MARIA TROMBETTI Stenografia manuale un ponte tra l’esistente e la sua memoria RIVISTA DEGLI STENOGRAFI Q 18 uanti campi di pratico utilizzo ha avuto e può avere ancora la Stenografia manuale? Il numero 68 (Giugno 2005) della Rivista, in relazione alla mia recente traduzione di un Diario di Prigionia stenoscritto col sistema Gabelsberger-Noe durante il secondo conflitto mondiale, fornisce di per sé una delle possibili risposte al quesito poiché introduce il tema della Stenografia “documentaria” sommersa negli archivi pubblici e privati e vi riconnette il problema – non di poco conto – di riportarne alla luce ed alla piena comprensione i testi. Se è impossibile, allo stato attuale, fare una stima del patrimonio stenografico inedito esistente in Italia, si può ancora sperare di trovarne esemplari sfuggiti a quelle indiscriminate eliminazioni che si applicano spesso alle vecchie carte; tra essi, dovrebbero figurare diversi documenti, soprattutto per quanto riguarda i novecenteschi “tempi d’oro” della nostra Arte che molti impiegarono, grazie anche alla sua cripticità, per annotare, conservare o trasmettere informazioni durante il primo conflitto mondiale (vedi saggio di Giuseppe Aurelio Trombetti su n. 57 Rivista degli Stenografi) e nella guerra successiva (vedi i documenti segreti inviati a Mussolini a Salò dalla Prefettura di Milano, pubblicati a puntate dal n. 67 in poi del nostro periodico). L’appello di Cadorna alle forze armate, “Portate la Stenografia sui campi di battaglia!”, aveva avuto, infatti, ampi straripamenti e collaterali applicazioni anche al di fuori dell’ambito militare e patriottico e, nei decenni successivi, il mezzo stenografico si era acquistato i consensi crescenti degli intellettuali entrando a far parte delle competenze professionali richieste a più livelli di impiego. Il vantaggio di poter sostituire con caratteri abbreviati la scrittura ordinaria, lenta e inidonea ad essere contenuta in spazi ridotti, per di più non connotata di riserbo, data la sua decifrabilità a tutto campo per la generalità degli alfabetizzati, non è mai sfuggito alle persone dotate di cultura che si siano volute garantire la possibilità di annotazioni sintetiche e veloci e la copertura di una discrezione nei casi in cui lo richiedesse la materia trattata. Molti, infatti, tra Ottocento e Novecento inoltrato, si sono serviti delle abbreviazioni stenografiche per usi personali legati a motivi di praticità e di segretezza: mio padre (1894-1985), dottore in legge, giornalista, stenografo e poeta, adoperava i caratteri grafici gabelsbergeriani per ogni sua esigenza di scrittura ed aveva, per la Stenografia, un’ammirazione ed un amore che lo portavano spesso a vantarla come l’acquisizione più pregiata tra le tante fatte nella vita. E si gloriava di essere stato il primo professore abilitato in questa disciplina, ad essere inserito nell’Albo della docenza italiana. Se la vita mi darà anni sufficienti per curare un’edizione critica della sua produzione lirica, sarà l’abbondante materiale dei testi, delle chiose, delle varianti e di tutti gli altri apporti filologici rimasti in “brutta” stenografica, a guidarmi nell’impresa di documentare e commentare la complessità linguistica e lessicale del suo iter espressivo. Dovrebbero, tra gli altri documenti, RIVISTA DEGLI STENOGRAFI 19 essere presenti in qualche luogo gli epistolari di autori conosciuti o meno, i loro diari, le bozze o altri tipi di stesura di testi che meriterebbero una traduzione se non altro perché vi si potrebbero individuare, al di là degli argomenti trattati, elementi d’interesse linguistico e molti ancora, più intrinseci dal punto di vista dello stile formale, di rapporto tra espressione grafica da una parte e cultura e personalità degli estensori dall’altra. Interessante, a questo proposito - e a quanto mi risulta non praticato finora - il campo della stenografologia: studi in questo senso consentirebbero di apportare elementi ulteriori alla conoscenza della psicologia di personaggi biograficamente noti, passati alla storia per qualche loro merito letterario o scientifico – ed ovviamente stenografi – sui quali si è scritto molto, ma forse non ancora tutto. Un’ambizione? Una pura ipotesi? Vale la pena di accertarlo. L’invito, dunque, agli Stenografi amanuensi esperti in uno o più dei quattro sistemi ufficialmente riconosciuti in Italia, a tener presente questo legame tra la loro Arte e l’indagine storica, letteraria e di costume che ad essi può offrire gratificanti spazi di ricerca e di studio nel campo della decrittazione. E si preparino ad inserire i dati per il loro reperimento nella Scheda pubblicata a parte, appositamente predisposta: servirà per un’anagrafe non solamente di carattere conoscitivo, bensì tesa a ricomporre un fronte di esperti in grado di collaborare ad un rilancio in chiave moderna della Stenografia manuale ed alla urgente formazione di nuove leve. A questo proposito si mediti in particolare sulla situazione che emerge tra le righe dell’indagine svolta presso il CSM (vedi più avanti) tenendo presente che le notizie riportate sono state fornite dalla Società di resocontazione operante in quel settore con propri stenografi manuali. Che cosa deve intendersi per Stenografia moderna? Al di là di quanto sin qui detto, ecco, prima di tutto, le linee enucleabili dalla situazione venuta a determinarsi nel campo operativo della raccolta orale e della diffusione orale e scritta delle informazioni. Anzitutto, una premessa: la disamina è indirizzata tanto al campo pubblico che a quello privato dal quale mi raggiungono, ogni tanto, conferme dell’uso, per i più svariati motivi, della celere e sintetica scrittura derivata da Tirone. Non sono pochi, infatti, coloro i quali, in Italia, stenografano per scelta elettiva di stile scrittorio costante, vale a dire sostitutivo, fin dove è possibile, dell’ordinaria forma alfabetica convenzionale. Di tale consuetudine e dell’altra, più parziale, di ricorrere alla Stenografia per prendere appunti o per qualche estemporanea necessità di fissare discorsi, parlerò in un secondo tempo su questa Rivista, con ciò assicurando ai due settori, il professionale ed il personale, una distinta e più adeguata trattazione. In questo contesto mi limito solo alla sfera, già di per sé complessa, della Stenografia al servizio dell’informazione ufficiale. In Italia l’attività di resocontazione dei discorsi che gli oratori tengono “a braccio” nelle varie sedi dei loro interventi, si avvale, attualmente, di tecnologie e metodologie diverse, spesso tra loro integrate. Consideriamo qui le più importanti aree dove si svolgono servizi di ripresa del parlato e di verbalizzazione di sedute assembleari. Senato È stato recentemente portato a termine un corso di stenotipia Michela, seguito da un concorso pubblico e dall’assunzione dei vincitori. Camera dei Deputati Il resoconto stenografico dell’Assemblea viene redatto da documentaristi che ripetono al computer, su cui è installato un programma di riconoscimento vocale, quello che ascoltano dalla registrazione. Occorre considerare che, ricorrendo a questa procedura, si deve prima ripulire il testo dai numerosi errori del programma di riconoscimento vocale, quindi effettuare una revisione approfondita del periodo di cui, peraltro, non si ha la visione complessiva offerta dalla striscia stenografica dove il testo è già scritto, anche se in caratteri diversi. Infatti questa procedura comporta che l’operatore detti qualche parola, poi ascolti la registrazione, poi detti qualche altra parola: questa serie di stop and go ripetuta al- l’infinito viene “sofferta” dai sistemi di riconoscimento vocale, che in questo caso hanno margini più alti di errore. Al contrario, potendosi, da una buona striscia stenografica, dettare in “parlato continuo” ed avere la visione complessiva del periodo, il testo ottenuto risulta molto più preciso e pulito anche dal punto di vista sintattico e della punteggiatura. Gli “ex stenografi” sono adibiti alla revisione dei testi e alla redazione del resoconto sommario. RIVISTA DEGLI STENOGRAFI CSM Delle sedute del Plenum viene redatto un resoconto sommario da resocontisti parlamentari, la maggior parte dei quali usa la stenografia manuale per prendere gli appunti nel corso della seduta e il riconoscimento vocale per dettare il testo. Questi programmi ora si sono molto evoluti e consentono di accelerare moltissimo la fase di dettatura che in precedenza aveva messo la Stenografia fuori mercato. Il resoconto di alcune commissioni viene redatto da stenotipisti di una società che opera nel settore giudiziario, dopo che l’altra società, che si occupa della resocontazione sommaria con metodologie di ripresa stenografica manuali, non ha partecipato alla gara non avendo operatori in numero sufficiente per far fronte alla mole di lavoro che avrebbe dovuto fronteggiare se l’avesse vinta. 20 Consigli Regionali e Provinciali Nel Consiglio Regionale del Lazio è in atto lo stesso sistema della Camera dei Deputati. In pratica la verbalizzazione è affidata ad una società esterna che riprende le sedute con il metodo della registrazione poi riascoltata e dettata attraverso la tecnologia del riconoscimento vocale. È una metodica che comporta sia la correzione degli errori legati al riconoscimento sia, ovviamente, la risistemazione sintattica del periodo senza, peraltro, avere di quest’ultimo una visione complessiva e costringendo, perciò, ad analizzarlo parola per parola. Presso la Regione Siciliana, la base dell’attività di resocontazione è di tipo stenografico manuale (sistema Cima). Comune di Roma Si avvale di un corpo di stenografi ama- nuensi interni integrandone l’opera con l’intervento di una società di resocontazione che sopperisce extra-orario, nel caso le sedute si prolunghino oltre il termine temporale statuito per contratto. Consiglio di Amministrazione dell’Università «La Sapienza» e Conferenza dei Presidenti delle Regioni Il servizio verbalizzazione delle sedute, che si tengono in genere con cadenza quindicinale, è svolto da una Società composta pressoché integralmente da stenografi amanuensi. La raccolta degli interventi avviene con la stenografia manuale (Gabelsberger-Noe, Meschini, Cima, Mosciaro, Pitman-Francini) ed è supportata da registrazione magnetofonica. Le sedute hanno normalmente una durata non inferiore alle quattro ore, vale a dire che i resocontisti si alternano in turni di 20-30 minuti ciascuno svolgendo almeno due prestazioni a testa. I singoli “turni”, trascritti al computer dopo aver subìto i necessari aggiustamenti formali richiesti dalla loro natura di atti importanti destinati alla pubblica consultazione, vengono inviati al curatore dell’assemblaggio e della revisione generale dei testi, il quale ha anche il compito di spedire, in tempi brevissimi, il verbale al Direttore amministrativo dopo averlo corredato di indice, titoli, sottotitoli e di quant’altro attiene alla sua specifica impostazione. Anche qui vale quanto detto a proposito del vantaggio di ricorrere, in fase di trascrizione del parlato, alla base stenografica della verbalizzazione. Non solo viene a guadagnarne in velocità la stesura del testo scritto, ma ne vengono ad essere esaltate la stessa precisione e l’eleganza formale; in chi stenoscrive, infatti, si fonde e si fissa una tripla memoria: 1, quella auricolare, resa più intensa dalla necessità di percepire anche le minime emissioni di voce e le inflessioni di una pronuncia che per ogni oratore ha caratteri diversi; 2, quella che la stessa mano incamera per cederla sia immediatamente in fase di corsa veloce sul foglio, sia successivamente quando l’occhio ripercorre la strada del tracciato grafico e la riconosce nella sua semantica valenza; 3, quella fotografica, tipica di chi stenoscrive i dibattiti dal vivo e, nel riportare i discorsi, ne annota veloce- mente i toni enfatici, critici, ironici, polemici, ecc. della loro esplicitazione orale e mimica aggiungendovi i dati inerenti alle interruzioni, gli spostamenti, gli avvicendamenti degli oratori ecc. Ente Rai La verbalizzazione è affidata ad una copisteria, che sbobina i nastri registrati. CGIE Viene redatto un resoconto sommario, che viene fornito pressoché in simultanea dagli stessi resocontisti che operano al CSM. Fase di una gara all’ultimo Congresso Intersteno Congressi e Convegni È molto richiesto il resoconto sommario, che viene fornito pressoché in simultanea come al CGIE. In sostanza tre resocontisti, per la gran parte conoscitori della stenografia manuale, si alternano in turni di mezz’ora in aula e in un’ora dettano il resoconto sommario attraverso l’uso di programmi di riconoscimento vocale installati su portatili. Congressi Intersteno Il penultimo Congresso, svoltosi a Roma nel luglio 2003, si è avvalso, ai fini della produzione integrale degli Atti, dell’opera del comitato organizzatore di Intersteno Italia, mentre la resocontazione, per la Rivista degli Stenografi, degli interventi principali e degli avvenimenti di ogni singola giornata, è stata effettuata stenograficamente col metodo Gabelsberger-Noe, da A. M. Trombetti. La sintetica ricognizione – qui presentata – nelle sfere pubbliche della produzione orale ripresa stenograficamente, verrà debitamente integrata con i dati che affluiranno da una più capillare ricerca in atto. Inoltre, in un prossimo numero, la sottoscritta pubblicherà una serie di interviste ai resocontisti che stenografano con “carta e penna” nei più diversi settori e fornirà, nel contempo, una serie di notizie relativamente ad alcune aree dove è ipotizzabile l’introduzione – o la reintroduzione – di un servizio con impiego, anche, di operatori manuali. Alle biblioteche di ogni tipologia ed agli archivi sarà inviato un foglio finalizzato al reperimento di materiale stenografico non ancora decifrato ed alla conoscenza del patrimonio di testi posseduti che hanno per oggetto la cultura della nostra disciplina. Anche il settore-Scuola sarà opportunamente sensibilizzato alle questioni in oggetto, tenendo ovviamente conto della necessità di dare nuove basi ad un progetto sperimentale effettivamente proponibile per spessore, finalità ed aggiornamenti disciplinari e pratici. Nel raccomandare la compilazione della Scheda allegata e la sua diffusione nell’ambito di amici e conoscenti non abbonati, mi dichiaro personalmente a disposizione per qualunque necessità – informativa e formativa – possa emergere da parte di chiunque se ne faccia interprete (recapito e telefono sono indicati nella scheda a parte). Senza escludere che, su queste pagine, possa trovar posto, in futuro, una Rubrica destinata ad un collegamento diretto tra lettori e curatori, per la disamina di aspetti, problemi e soluzioni compatibili con le attuali istanze del mondo tecnologizzato della comunicazione. Infine arrivarono Einstein, Fermi e Majorana e l’atomo non ebbe più misteri e di MASSIMO UGLIANO (parte terza) L a corretta interpretazione di tutte le tesi considerate e l’individuazione dell’identità tra fenomeni elettrici, magnetici e natura ondulatoria della luce50, va ascritta, senza alcun dubbio, a James Clerk Maxwell (1831-1879)51 l’illustre, I nuovi mezzi trasmissivi in fibre ottiche utilizzano fotoni anziché elettroni. Derivano dal quanto di luce individuato e studiato a partire dagli inizi del ’900. Weber, Maxwell, Righi, Wien, Planck, Millikan, Einstein hanno dato spiegazioni su che cosa è esattamente un raggio di luce. Partendo dall’energia che si sprigiona alla fonte e che viaggia alla sbalorditiva velocità di 300.000 km al secondo, le ipotesi sono riconducibili a due principali, ambedue valide a seconda dei casi: la prima lo assimila ad un’onda elettromagnetica (infatti anche l’elettricità o un’onda radio si muovono più o meno alla stessa velocità). Secondo altri è un susseguirsi continuo di quanti di energia luminosa che si propagano nello spazio fino ad esaurimento della fonte iniziale. Solo nel 1945 J. A. Wheeler e R. P. Feynman hanno proposto una nuova teoria quantistica della radiazione elettromagnetica a livello microfisico (cfr. Theory of positron; Quantum mechanics and path integrals). 51 Appena quindicenne si fece notare per un metodo meccanico da lui proposto per il tracciamento [Figura 11] della OVALE di Cartesio (nelle illustrazioni annesse all’Appendice di cui alla nota RIVISTA DEGLI STENOGRAFI 50 22 Fig. 11 Metodo di tracciamento dell’ovale di Cartesio 31 di grandi matematici citati per motivi vari, sono riportate, fra le diverse notizie, le figure della LUMACA, CONCOIDE, LEMNISCATA, CASSINOIDE, MÜNGER - e relative equazioni - che rappresentano tutte curve-ovali particolari). A 18 anni pubblicò uno studio sull’equilibrio dei solidi elastici. Nel 1854 studiò dal punto di vista matematico le trasformazioni delle superfici soggette a flessione. Nel 1859 pubblicò nel campo dell’astronomia una memoria sugli anelli di Saturno. Nel 1860 si interessò della sovrapposizione dei tre colori fondamentali rosso, verde e bleu. Successivamente passò a quelle ricerche nel campo elettrico per cui avrebbe avuto i maggiori successi ma contemporaneamente si interessò dell’energia cinetica dei gas. Tra il 1864 ed il 1873 elaborò la sua famosa teoria elettromagnetica della luce - secondo la quale le onde luminose vengono equiparate alle onde elettromagnetiche - riassumendo il tutto in due equazioni, la prima delle quali esprime il fatto che correnti e campi elettrici variabili ne producono uno magnetico, mentre dalla seconda discende il concetto che campi magnetici variabili generano forze elettromotrici. Ulteriori lavori sulla propagazione di onde nel vuoto ed in un dielettrico nonché il teorema sugli spostamenti di un sistema elastico. Predispose anche una unità di misura del flusso di induzione magnetica nel sistema C.G.S. corrispondente a 10-8 weber. Cfr. J. C. MAXWELL, Sulla teoria dei colori composti; Sulle linee di forza di Faraday; Theory of heat; Sulle linee fisiche di forza; Teoria dinamica del campo elettromagnetico; Elettricità e Magnetismo. Thomas Young (1773-1829) verso il 1800 diede una prova decisiva della natura ondulatoria della luce. A proposito della teoria dei colori, dalle nostre ricerche mirate a trovare un sistema di scrittura per non vedenti (vedi note 2 e 9), è emerso che uno dei primi ad interessarsi dell’argomento fu N. Saunderson (1682-1739) cieco da piccolo, grande matematico ed astronomo che si dice riuscisse - in modo veramente straordinario - a riconoscerli al tatto. Per applicazioni modernissime cfr. R. A. WILSON, Graphs, Colourings, and the Four-Colour Theorem (2002). Fig. 12 Livelli atomici di Bohr eclettico e geniale scienziato scozzese che si occupò esaurientemente e con metodo scientifico di vari campi della fisica e della matematica con dimostrazioni strettamente conformi e congetture e ragionamenti razionali ed incontrovertibili. Fu, forse, il primo ad optare per la predominanza dell’aspetto di descrizione matematico-formale comunque mai completamente disgiunto dalle prove di laboratorio. Poco prima il fisico tedesco Weber 52, collaboratore di Gauss 53, aveva messo a punto delle unità di misura e valutati elementi volti a spiegare l’insieme degli episodi in oggetto. Dopo di lui, nel 1897, l’italiano Augusto Righi (18501921) dimostrò che le onde elettromagnetiche interferiscono, sono riflesse, rifratte e soggette a diffrazione, assorbimento e doppia rifrazione54 come quelle dello spettro visibile. O. Heaviside (1850-1925)55 continuò ed approfondì ulteriormente tali questioni. H. R. Hertz (1857-1894) 56 e G. Marconi (18741937)57 aprirono la strada alle radiocomunicazioni ed alle rivoluzionarie applicazioni tecnologiche seguenti. Intorno al 1925 la teoria di Maxwell fu integrata dalla Meccanica Quantistica ancora oggi generalmente accettata con ulteriori modifiche ed integrazioni. Le interconnessioni fra elettricità e magnetismo si andavano affinando sempre di più: cariche in movimento generano un campo del tutto analogo a quello determinato dai magneti permanenti; le forze elettriche definiscono ed individuano le proprietà fisiche e chimiche di tutte le sostanze. Essenziali in tal senso si rivelarono, nel frattempo, le ricerche sulla costitu- Weber Wilhelm Eduard (1804-1891) compì notevoli studi nel campo dell’elettricità e del magnetismo e formulò una legge generale dalla quale si possono dedurre i fenomeni elettrostatici ed elettromagnetici donde il sistema di unità da lui stesso creato e collegato a quello elettrico. Tuttavia la sua teoria fu soppiantata subito da quella di Maxwell perché conteneva incongruenze ed alcune circostanze non esaurientemente spiegate (il fattore di proporzionalità si rivelò uguale alla velocità della luce a meno di 2). 53 Karl Friedrich Gauss fu grande matematico, fisico e astronomo ma si occupò anche di telegrafia elettromagnetica. Per il settore che ci interessa ricordiamo l’opera Allgemeine Theorie des Erdmagnetismu. 54 Cfr. A. RIGHI, L’ottica delle oscillazioni elettriche. Il problema è di grandissima attualità soprattutto per quanto concerne la sicurezza e la prevenzione per l’uomo. L’assorbimento di onde elettromagnetiche si misura in Microtesla che, purtroppo, aumentano con la vicinanza alla fonte. L’Italia è uno dei paesi dove la normativa a scopo precauzionale è abbastanza rigida ed una recente disposizione ha ridotto la soglia a meno di 0,2 (D. M. 21/02/2003). Cfr. IEEE, Standard for Safety Levels with respect to Human Exposure to Radio Frequency Elettromagnetic Fields; R. GUARINIELLO, I rischi di lavoro al videoterminale; M. FONTE, Campi elettromagnetici innocui o pericolosi?; M. CASCIELLO-F. ESPOSITO, Videoterminali e sicurezza; F. RALLI-L. MUGNAI-A. MANNESCHI, Guida alla compatibilità elettromagnetica; M. UGLIANO, Problemi e sicurezza nel laboratorio di Trattamento Testi. 55 Oliver Heaviside indagò sempre matematicamente sulla propagazione delle onde nelle spazio sviluppando il metodo degli Operatori Funzionali. Cfr. O. HEAVISIDE, Electromagnetic theory; Electrical papers. 56 Discepolo di G. Kirchoff e di H. Helmhotz fu lo scopritore nel 1870 delle speciali radioonde dette appunto hertziane di natura elettromagnetica che approfondite dal Marconi nel 1922 portarono, fra le altre cose, al principio del Radar (RAdio Detecting And Ranging). Cfr. H. R. HERTZ, Über die Grundgleichungen der Elektrodynamik; Die Principien der Mechanick; Über sehr schnelle elektr. Schwingungen. 57 G. Marconi studiò privatamente ed all’età di venti anni si interessò in modo particolare alle ricerche del fisico H. R. Hertz, traendo l’ispirazione per i suoi lavori. Nel 1897 costituì la società Marconi’s Wireless Telegraph and Signal Company. Nel 1901 il segnale elettrico, dopo vari tentativi a brevi e medie distanze, riuscì a superare l’oceano Atlantico. Nel 1909 ebbe il Nobel per la Fisica. Effettuò esperimenti con onde persistenti, smorzate, corte e microonde; realizzò il detector magnetico e praticamente aprì la strada a tutti i tipi di trasmissioni via etere. Il più importante salvataggio di vite umane dovuto alla sua Radio furono i 706 superstiti del disastro nel tragico viaggio inaugurale per l’impatto con un iceberg - del grande transatlantico inglese Titanic proprio nell’Atlantico settentrionale, il 14 aprile 1912. 52 zione della materia: ad E. Rutherford58, N. H. Bohr59 e J. J. Thomson60, si devono le spiegazioni, descrizioni e rappresentazioni per un modello atomico [Figura 12] e le loro deduzioni avveniristiche hanno successivamente ricevuto innumerevoli convalide, arricchite da prototipi e concezioni matematiche di probabilità, statistiche o relativistiche (quanti - livelli - salti di energia - orbitali - principio di indeterminazione e di esclusione, effetto tunnel, complementarietà, caratteristiche ondulatorie, etc.). Accanto a questi ultimi troviamo A. Werner (1866-1919)61, R. A. Millikan (1868-1953) 62, J. C. Davisson (18811958)63, E. Schrödinger (1887-1961)64, W. Pauli (1900-1978)65, W. K. Heisenberg (1901-1976) 66 , Mott F. Nevill (1905-1996)67, E. Segré (1905-1989)68, J. Rainwater (1917-1986)69, H. Kendall (1926-1999) 70 ed altri come Dalton, Lord Ernest Rutherford (1871-1937) fece in un primo tempo ricerche sulla magnetizzazione prodotta da onde elettromagnetiche. Dal 1898 si dedicò allo studio della natura delle emissioni radioattive ed al concetto di isotopia e trasmutazione o disintegrazione alfa, beta, gamma. Premio Nobel per la chimica nel 1908. Le osservazioni effettuate mettevano chiaramente in evidenza che all’interno dell’atomo vi erano campi elettrici di grande intensità. Cfr. E. RUTHERFORD, Radioactivity (1904); Radiations from radioactive substances (1919); The electrical structure of matter (1926); The newer alchemy (1937). 59 Niels Henrik David Bhor (1885-1962), allievo di Rutherford e di Thomson, integrò la versione del maestro gettando le basi della moderna ipotesi sulla costituzione dell’atomo ‘planetario’ (interpretazione probabilistica). W. Heisenberg e W. Pauli la continuarono nonostante i pareri contrari di E. Schrödinger e dello stesso A. Einstein. Nel 1922 ebbe il premio Nobel per la fisica proprio per il principio generale sulla struttura atomica. I suoi studi furono continuati dal figlio Aage Niels, nato nel 1922, che nel 1975 ha ricevuto il premio Nobel per la fisica insieme a B. Mottelson e J. Rainwater. 60 Joseph John Thomson (1856-1940) approfondì il complicato fenomeno del passaggio dell’elettricità attraverso i gas. Famosi il suo esperimento del 1887 sulla configurazione dell’atomo ed il modello messo a punto nel 1904. Premio Nobel per la fisica nel 1906. Pubblicò: Conduction of Electricity Through Gases (1903); The Corpuscolar Theory of Matter (1907); Rays of Positive Electricity and Their Applications to Chemical Analysis (1913); Recollections and Reflections (1936). Proseguì le ricerche il figlio George Paget Thom- RIVISTA DEGLI STENOGRAFI 58 24 son (1892-1975), che nel 1927 ottenne la diffrazione di fasci di elettroni e nel 1937 fu premio Nobel per la fisica con C. J. Davisson. Cfr. G. P. THOMSON, Applied aerodynamics (1919); The wave mechanics of free electrons (1930). 61 Fin dal 1893 riuscì ad individuare gruppi che resistono all’elettrolisi, trovò isomerie geometriche ed ottiche, formulò una teoria sulla valenza. Premio Nobel nel 1913. Cfr. A. WERNER, Lehrbuch der Stereochimie; Nuere Anschauungen auf dem Gebite der Anorganischen Chemie. 62 Spiegò lo spettro delle radiazioni elettromagnetiche, le proprietà di atomi leggeri ed i raggi cosmici. Ebbe il premio Nobel nel 1923 per le ricerche sulle dimensioni e la carica dell’elettrone e la determinazione del quanto di luce. 63 Davisson Clinton Joseph studiò in particolare l’emissione secondaria di elettroni ed insieme a G. P. Thomson gli fu conferito il Nobel nel 1937 (vedi nota 60). 64 Moderna teoria quantistica e meccanica ondulatoria non relativistica sulla scia di L. De Broglie (1925). Per la questione dell’Entropia cfr. E. SCHRÖDINGER, Scienza e umanesimo. Che cos’è la vita (1944-51). 65 Con il principio di esclusione Pauli fornì una soluzione generale al problema della distribuzione degli elettroni nei vari gusci (spin). Nel decadimento ipotizzò la presenza del neutrino (vedi nota 70). Nobel nel 1945. Meccanica delle matrici. 66 Karl Werner Heisenberg, Nobel nel 1932 si applicò alla meccanica quantistica enunciando il famoso Principio di indeterminazione. Nel 1925 scrisse ber quantentheoretische undeutung kinematischer und mechanischer beziehungen. Per una interessante comparazione ed accostamenti, cfr. M. FABBRICHESI, Pensare in formule Newton, Einstein, Heisenberg. 67 Fisico inglese, Nobel nel 1977 con P. W. Anderson e J. H. Van Vleck per la diffusione dei raggi α. Si interessò di applicazioni della meccanica quantistica alla fisica teorica e dei Semiconduttori. 68 Segré Emilio, Nobel nel 1959 collaborò in un primo tempo con Fermi e si dedicò a questioni di radiochimica producendo il primo elemento artificiale: il Tecneto (poi l’Astato ed il Plutonio). Studiò le strutture nucleari, le integrazioni fra particelle e l’Antiprotone. 69 Partecipò al progetto Manhattan per la costruzione della prima bomba atomica. Direttore dal 1952 del Nevis Cyclotron Laboratory, elaborò con A. Bohr e B. Mottelson una variante del modello nucleare a guscio ottenendo con loro il Nobel nel 1975 (vedi nota 59). 70 H. Kendall, Nobel nel 1990 utilizzando un acceleratore lineare di 3 km di lunghezza ha individuato l’esistenza di minuscole particelle elementari quali mesoni, neutrini e quark. Attualmente i neutrini, come altre particelle sbatomiche (i muoni generati dall’urto con un protone o un neutrone) stanno assumendo importanza sempre maggiore nei campi più disparati della tecnica per applicazioni da fantascienza: tubi fotomoltiplicatori Pmt; nanotecnologie ed estensioni della fisica atomica anche a computer quantistici “qubit”, oltre che all’informatica, alla telefonia ed alle videocomunicazioni. Mendelejev, Plank, Sommerfeld, i Curie, Compton, Geiger, Simon, Dirac, de Broglie, solo per citarne alcuni. Discorso a parte meritano A. Einstein (1879-1955)71 ed E. Fermi (1901-1954)72 per le loro celeberrime scoperte ed E. Majorana73 i cui appunti non ancora completamente analizzati, interpretati o andati in parte perduti, pare siano di notevole entità ed attualità e riguarderebbero addirittura interrogativi a tutt’oggi parzialmente risolti. Con le premesse fatte si può ora passare a parlare dei moderni significati di “informazione”, di “comunicazione” e di “messaggio” che sicuramente non mancheranno di suscitare attenzione ma anche dubbi, perplessità, incertezze e confusione perché scopriremo, non senza sorpresa, che viaggiano indipendentemente dal significato. Tutto ciò sarà oggetto di un prossimo lavoro insieme all’esame di una strana parola: “entropìa”74, che ci riporta a reminiscenze di fisica ricordandoci la termodinamica e che invece vedremo entra a pieno titolo a far parte di questo discorso. Il salto di qualità e la rilevanza tecnico-scientifica compiuta con l’apporto di Claude Elwood Shannon e Warren Weaver e le integrazioni introdotte fra varie idee da Norbert Wiener saranno incommensurabili e solo così si è riusciti a conseguire i risultati odierni, oltre ad alcuni temi della società moderna insieme a prospettive di ulteriori progressi. (III - fine) Sue opere sono: Zur Elektrodynamik bewegter Körper, (1905); Ist die Tragheit eines Körpers von seinen Energieinhalt abhängig? (1905); Die Grundlage der allgemeinen Relativitätstheorie, (1916); Hamiltonsches Prinzip und allgemeine Relativitätstheorie, (1916); Kosmologische Betrachtung zur allgemeine Relativitätstheorie, (1917); Über die spezielle und die allgemeine Relativitätstheorie gemeinverständlich, (1920); The Meaning of Relativity, (1921); The World as I see it, (1934); The Evolution of Physics: The Growth of Ideas from Early Concepts to Relativity and Quanta, (1938); The Meaning of Relativity, (1955); Einstein on peace, (1960). 72 Fra i tanti scritti dello scienziato: Dinamica di un sistema rigido di cariche elettriche in moto traslatorio, (1921); Elettrostatica di un campo gravitazionale uniforme e sul peso delle masse elettromagnetiche, (1921); Raggi Röntgen, (1921); Quantizzazione del gas perfetto monoatomico, (1926); Sull’urto tra atomi e nuclei di idrogeno, (1930); Metodo statistico per la determinazione di alcune proprietà dell’atomo, (1931); Tentativo di una teoria di emissione dei raggi , (1933). 73 Ettore Majorana nato nel 1906 e misteriosamente scomparso nel 1938, si laureò nel 1929 con Fermi. Ebbe una vastità di interessi. Le sue equazioni quanto-relativistiche di grandissima importanza sembrerebbero equivalenti ma comunque precedenti (1932) a quelle di P. Dirac e W. Pauli. Cfr. Teoria relativistica di particelle con momento intrinseco arbitrario (1932); Sulla teoria dei nuclei (1933); Teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone (1937); Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze sociali (postumo). 74 Nel prossimo articolo verranno citati un notevole numero di testi su questo importante argomento, che qui si evita di ripetere. Per confronti fra il concetto di Entropìa classico, quello di Entropia informazionale ed in altri ambiti cfr. J. RIFKIN, Entropia; L. FANTAPPIÈ, Principi di una teoria unitaria del mondo fisico e biologico; O. COSTA DE BEAUREGARD, Equivalence entre les deux principles des actions retardées et de l’entropìe croissant; M. UGLIANO, Informazione: trattamento e trasmissione; Entropia, ordine e armonia; Dai “caratteruzzi” di Galileo all’“entropìa” di Shannon passando per Morse; Entropìa e Stenografia (in preparazione). 71 TASSA SULLE FOTOCOPIE: ARRIVA LA CONTROMARCA L a SIAE, l’AIE (Associazione Italiana Editori), le Associazioni degli scrittori (SNS, il Sindacato Nazionale Scrittori, SLSI, il Sindacato Libero Scrittori Italiani, UIL-UNSA, l’Unione Nazionale Scrittori e Artisti) hanno firmato un nuovo accordo con le Associazioni di categoria CNA, Confartigianato, CASARTIGIANI, C.L.A.A.I. e LEGACOOP, per i diritti d’autore sulle fotocopie di opere protette. L’intesa, che è valida dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2007, prevede un nuovo sistema di determinazione dei compensi agli autori e agli editori basato sull’acquisto – da parte dei vari punti di riproduzione – di “contromarche” fornite dalla SIAE. Le copisterie e ogni altro esercizio dove vengono effettuate fotocopie applicheranno le “contromarche” – di vario taglio e colore – sulle pagine riprodotte, prima di consegnarle ai clienti. La “contromarca” sarà l’unica prova dell’avvenuto pagamento dei diritti. Le fotocopie che ne fossero sprovviste provocheranno a carico dei responsabili le sanzioni previste per la violazione del diritto d’autore. La normativa sul diritto d’autore (art. 68 L. 633/1941) prevede, infatti, la possibilità di riprodurre – per uso personale – il 15% di opere protette, purché siano riconosciuti i diritti ai rispettivi autori ed editori. n70al Quando una porta è... allarmata Lingue, istruzione & Co. nche le porte hanno un’anima. In questi ultimi tempi, le porte delle banche, le porte nel senso fisico, sono in ansia, preoccupate, inquietate, spaventate. In altre parole sono in allarme, cioè “allarmate”. Con un brutto uso del termine “allarmato”, all’ingresso di molte banche, infatti, appare un cartello con scritto “Porta allarmata” (v. foto 1). Il a lingua italiana, negli Stati Uniti, e in particolare a New York, è la quarta lingua più studiata, dopo l’inglese, lo spagnolo e il latino. La notizia è di un paio di anni fa, ma, nel frattempo, il buono stato di salute della lingua italiana in USA non dovrebbe essere di molto cambiato. Sono cambiati, invece, i dati relativi al grado di alfabetizzazione della popolazione italiana. La situazione è tragica. Stando a una recente ricerca della romana Università di Castel Sant’Angelo, diffusa dall’Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo, dodici italiani su cento (ovvero sei milioni di persone) non riescono a leggere e a far di conto; mentre altri 36 milioni di italiani sarebbero analfabeti di ritorno, o appena alfabeti. A voler rappresentare questa situazione in termini percentuali, dall’alto verso il basso, avremmo al vertice un 7,51% con laurea; un 25,85% in possesso di una maturità; un 30,12% con titolo di scuola media, e infine un 36% con la sola licenza elementare, o neppure quella. La regione più analfabeta è risultata la Basilicata (13,8%), seguita dalla Calabria (13,2%), la quale vanta però più laureati della Lombardia; e poi, in ordine decrescente, Molise (12,2%), Sicilia (11,3%), Abruzzo (9,8%), Sardegna (9,1%). A lato di questa interessante e illuminante ricerca, sorge qualche altra considerazione, altrettanto preoccupante. Tra i cosiddetti alfabetizzati si sta modificando il tradizionale modo di esprimersi e di scrivere. Anglicismi da una parte ed esasperato uso delle tecnologie dall’altra hanno portato a un preoccupante imbarbarimento linguistico. I ragazzi scrivono sempre più al computer o col cellulare, abituandosi a un linguaggio semplificato, sincopato, se non criptico. Anche questa è una rispettabile forma di comunicazione e di socializzazione tra i giovani. Ma non scrivendo quasi mai relazioni, sintesi, temi, articoli, diari, perdono sempre più il “pensiero scritto”, cioè lo sviluppo scritto delle idee e della logica. Nei corsi di preparazione all’idoneità professionale dei praticanti giornalisti (quindi ai massimi livelli di alfabetizzazione), si riscontra, di sessione in sessione, un preoccupante abbassamento di A RIVISTA DEGLI STENOGRAFI Fuori la lingua di PAOLO A. PAGANINI 26 nostro, ovviamente, è soltanto un pretestuoso cavillo linguistico. Il cartello informa, semplicemente, che la porta è protetta da un segnale d’allarme acustico, elettrico, luminoso comunque sia. Allarmato sta per “munito di allarme”. E così è infatti registrato e ufficializzato da tutti i dizionari moderni. Ma ciò non toglie che sia brutto lo stesso. Più corretto e più rispettoso del buon gusto lessicale è l’altro cartello (v. foto 2) collocato sui tram milanesi: “Area videosorvegliata”. Ci vuole così poco, a volte. Un semplice nome composto – come nel caso in questione – nella forma nome + aggettivo, di cui è ricchissima la lingua italiana, ancorché di nuovo conio, esprime sempre con chiarezza creativa il valore semantico del messaggio. L abilità sintetico-deduttive. In altre parole, i nostri ragazzi aspiranti giornalisti sono sempre più incapaci di afferrare il nocciolo delle questioni, di cogliere il nucleo di una notizia, di operare incisivi e completi riassunti, ricavandoli dal cumulo di agenzie che vengono loro fornite. Lasciamo a genitori, insegnanti, educatori ed operatori culturali il compito di trarre le doverose conclusioni e di prendere i necessari provvedimenti. Urge fare qualcosa. Parliamone. Appena si riesca a staccarsi da Talpe, Isole dei famosi ed altre amenità del rincitrullimento televisivo nazional-popolare! Se gli uccelli vanno a sbattere S tormi di migratori, che sorvolano la Grande Mela di notte, finiscono con lo sfracellarsi a centinaia contro grattacieli di quaranta e più piani (v. foto), come il Morgan Stanley, il Rockefeller Center, l’Empire State Building eccetera. Un’ecatombe, denunciano gli ornitologi. Le oltre trecento specie di volatili, in un estenuante viaggio di andata e ritorno, in autunno e in primavera, dal Canada al Centro e Sud America, verrebbero accecate dalle luci notturne di insegne luminose e finestre dei piani alti dei grattacieli, sbattendoci contro. È scattato quindi un accorato appello: spegnete le luci dopo mezzanotte. Anzi, per dirla con il servizio del “Corriere della Sera” di sabato 24 settembre 2005: “Spegnamo i grattacieli”. A parte l’assoluta incomprensibilità scientifica dell’articolo, a firma di Alessandra Farkas (se i grattacieli sono spenti, gli uccelli, al buio, non ci vanno a sbattere ancor di più?), rimane lo svarione del titolino in questione. Ripetiamo per l’ennesima volta – e chissà quante volte ancora ci torneremo su – che la i che manca in spegnamo è da reintegrare nel suo legittimo ruolo, perché fa parte della desinenza della prima persona plurale, vigente in tutti i verbi regola- ri della lingua italiana (am-iamo, angosc-iamo, ved-iamo, scegl-iamo, finiamo, usc-iamo). E, quindi, spegn-iamo pure i grattacieli. Ma, oltre agli uccelli, salviamo la grammatica. Pronomi e giornali A ncora sul “Corriere della Sera” (ah, come faremmo senza Corriere!), il 17 novembre scorso, viene riferita la posizione di Bruno Vespa, che, chiamato in causa perché riveli alcune fonti del suo libro “Vincitori e vinti”, si è appellato al segreto professionale. E fin qua tutto bene. Ma il Corriere cita la richiesta di AN, la quale denuncia un ipotetico abuso da parte di Vespa, in quanto egli avrebbe pubblicato “documenti che non sono in possesso della Commissione, sicché qualcuno gliel’ha forniti...” Il divertente e disinvolto uso della lingua italiana da parte di molti giornalisti italiani è davvero sconcertante, anche perché tutti, come minimo, possiedono un titolo di scuola media superiore e hanno sostenuto un severo esame di idoneità professionale, prima di essere iscritti all’Albo. La conoscenza grammaticale e lessicale dovrebbe pertanto essere ineccepibile. Ma non passa giorno che, sui giornali italiani, non appaiano perle come questa ora citata. L’incriminato gliel’ha qui sta, abusivamente, per glieli ha, cioè: gli (= pronome maschile di terza persona, che si usa per il complemento di termine con il significato di a lui) e il pronome complemento li, che non è mai apostrofabile e che si combina con gli, come tutte le altre forme glielo, gliela, gliele, gliene. La forma apostrofata, nel caso da noi citato, cioè gliel’ha, può dunque avere solo il significato di glielo ha, in quanto solo lo e la sono apostrofabili. L’unica forma grammaticale possibile doveva dunque essere glieli ha. ... Apostrofi e giornali E , di nuovo, sul “Corriere della Sera” (8 giugno 2005): “... sono stato indicato alla polizia come un’inseguitore...” No, qui l’apostrofo proprio non ci va. Ah, i bei tempi quando esistevano i correttori di bozze! UNO SGUARDO AL FUTURO DEL SUPPORTO SCRITTORIO I Dal papiro alla papaia di INDRO NERI l papiro detiene senz’altro il record di essere stato uno dei primi e più longevi materiali di supporto per la scrittura. Impiegato in Egitto a cominciare dal 3000 a.C., il giunco del Nilo è stato infatti utilizzato fino al dodicesimo secolo, quindi gradatamente sostituito dalla pergamena, che a sua volta ha ceduto il passo alla carta comune. Ora però la papaia (o qualunque altro frutto) potrebbe ben presto diventare il materiale scrittorio del futuro prossimo venturo, grazie ad un innovativo processo di incisione laser messo a punto negli Stati Uniti che permette di “scrivere” direttamente sulla buccia di frutta ed ortaggi. Una nuova tappa nell’evoluzione della comunicazione? Forse. D’altronde non si tratta di una novità. Tralasciando gli artisti di strada, che si offrono di scrivere il vostro nome su un chicco di riso, una legge europea prevede già che le uova (dal 2004) e gli altri alimenti (dal 2005) riportino una sequenza alfanumerica che permetta al consumatore curioso di risalire all’origine del prodotto. Questo codice viene detto di “rintracciabilità” (permette di ripercorrere a ritroso la provenienza del prodotto) e di “tracciabilità” (permette anche di seguire il percorso dal produttore al negoziante). 28 navig@ndo RIVISTA DEGLI STENOGRAFI Una pera della varietà Red d’Anjou “etichettata” con il nuovo sistema laser La “firma” stampata direttamente sul guscio delle uova risale addirittura al lontano 1987 quando la fattoria Novelli di Spoleto, in Umbria, decise di contrassegnare con un marchio di qualità le proprie uova Ovito per evitare che commercianti senza scrupoli le sostituissero con altre di scarso pregio, vendendole però nella confezione originale allo stesso prezzo. La stampa laser su alimenti, che è talmente superficiale da non compromettere affatto le caratteristiche qualitative del prodotto, oltre ad evitare contraffazioni, frodi e date di scadenza alterate, ha ben altri pregi, primo fra tutti la possibilità di una gestione avanzata della merce (un codice a barre inciso sulla buccia permette l’identificazione ed un più rapido e corretto riscontro di una qualunque delle oltre settemila varietà di mela disponibili attualmente sul mercato mondiale, per esempio, sia in magazzino che al momento della vendita); oltre ovviamente a rappresentare un sistema economico ed ecologico per contraddistinguere un prodotto di marca o di qualità. In un prossimo futuro, aspettatevi quindi di veder comparire nel reparto ortofrutticolo del vostro supermercato agrumi griffati, marroni marcati, prugne promozionali e patate emblemat(ich)e: il trionfo dell’ortografia (in una nuova accezione del termine)! E poiché pur sempre di comunicazione si tratta, il passo dal marchio allo slogan, e poi alla pubblicità vera e propria, è pericolosamente breve, così da un giorno all’altro su una papaia troveremo una offerta da cogliere al volo per un viaggio esotico, tra le righe verdi di un cocomero potremo gustarci un breve racconto estivo, e sulle cipolle leggere le trame delle prossime telenovele. E magari, visto che sui rapanelli lo spazio a disposizione è quello che è, la stenografia potrebbe tornare pure a ricoprire un ruolo essenziale nella diffusione di testi letterari. PRENDERE APPUNTI NEL VENTUNESIMO SECOLO I l Tablet Pc – di cui avevamo parlato nel precedente articolo “Il cerchio si chiude” sul n. 66 (ottobre/dicembre 2004) di questa rivista – per le sue ridotte dimen- Un limone con la data di scadenza stampata a laser sulla buccia Una banana utilizzata al posto di un blocco note da un artista americano sioni e per il fatto di essere una vera e propria lavagna digitale (“tablet pc” significa “computer tavoletta”), si presta a Una cartolina del 1910 di Edward H. Mitchell della serie dedicata alla frutta gigante dello Stato americano di Washington. Nel fotomontaggio si vede una pera Mammoth su un vagone della compagnia ferroviaria Southern Pacific Railroad. Se esistesse davvero, sulla sua buccia potrebbero essere riprodotte tutte le opere di Dante Alighieri 29 conquistare spazi di mercato sempre più ampi, soprattutto nel settore della comunicazione. È già possibile, per esempio, grazie ad uno speciale programma software Microsoft chiamato OneNote (www.microsoft.com/italy/office/onenote), non solo utilizzare il proprio elaboratore portatile come una sorta di blocco note intuitivo e semplicissimo da usare, ma addirittura registrare la lezione del professore o la riunione del proprio manager senza dover più prendere pagine e pagine di appunti. Una specifica funzione di OneNote permette infatti di utilizzare il computer come un vero e proprio registratore “intelligente” che collega al brano audio un “segnalibro elettronico” ogni volta che scriviamo/digitiamo una parola-chiave, rendendo di fatto un gioco da ragazzi ritrovare in un attimo la parte del discorso che vogliamo riascoltare. A guardar bene niente di innovativo rispetto al blocco note cartaceo affiancato dal vecchio giranastri magnetico con il contatore dei minuti, siamo d’accordo, ma l’indubbio vantaggio sta nel fatto che gli appunti “presi”, per il fatto di essere qui in formato digitale, possono essere poi facilmente manipolati sfruttando le funzioni aggiuntive offerte dal proprio computer, quale la conversione audio in testo, la correzione ortografica, e più in generale beneficiando di una gestione completa di parole ed immagini. lettere in redazione n70a05let Dalla stenografia alla calligrafia G entile Direttore, m mnnmm mm ho letto più volte la Rivista da Lei diretta e ritornando indietro di... qualche decennio ho avuto una forte nostalgia della stenografia che ho studiato, con profitto, all’Istituto professionale commerciale «Amerigo Vespucci» di Roma sotto la mia affezionata Prof.ssa Antonelli. Ho appreso, con piacere, che la Rivista da Lei diretta è indirizzata ad approfondimenti e studi di stenografia ma anche di calligrafia. E proprio in questo settore ora, dopo una lunga carriera bancaria, mi sto dedicando con passione. Gli studi calligrafici dapprima svolti, rigorosamente in regime autodidattico, nei ritagli di tempo, ora vengono affrontati con piglio più professionale tanto che ho ampliato le mie conoscenze che vanno dalla “capitale quadrata” del primo impero al gotico medioevale e fino a quello barocco e moderno. A questo proposito, sempre se Lei lo riterrà opportuno, potrei inviarLe una serie di articoli che tratteranno i vari aspetti dello scrivere nel corso dei secoli: dal primo impero ai giorni nostri. Grato di Suo cortese riscontro, mi è gradita l’occasione per inviarLe i miei migliori saluti. Mario Necci Roma ——————— RIVISTA DEGLI STENOGRAFI L’ingresso di nuovi valenti e appassionati collaboratori è, da sempre, incoraggiato, invocato, auspicato. Saranno dunque graditissimi eventuali contributi scientifici da parte dell’amico Necci e di quanti vorranno collaborare. 30 Osservazioni con preghiera di risposta C aro Direttore, mnmnmnmnmnmnn approfittando, ancora una volta, della tua cortesia e disponibilità, ti chiedo, in sintesi, quanto segue con preghiera di risposta esaustiva, pubblicabile sul prossimo numero della Rivista da te ottimamente diretta. - Non dovevate cambiare il titolo e sotto- titolo della Rivista includendo, in essi, anche la “Cultura Dattilografica”? - La parola “Dattilografia” è scomparsa nei vostri articoli, resoconti, ecc. Come mai? - Esistono, invece ed ancora, la Calligrafia, la Grafica (?) e la Linguistica (?). - È importante ed opportuno non trascurare la “Dattilografia” che ancora s’insegna nelle scuole anche se sotto altra denominazione. - Anche se, oggi, quasi tutti usano il computer, lo stesso ha sempre una tastiera sulla quale si poggiano le dita (Daktilos). - Solo quando (e neanche, a mio avviso) nel computer (o macchina per scrivere) i tasti o i caratteri o altra roba funzioneranno senza l’ausilio delle dita, forse si potrà eliminare la gloriosa parola “Dattilografia”. Sul numero 69 luglio-settembre della Rivista, ho letto, molto attentamente, il resoconto dei Campionati Mondiali Intersteno di Vienna. In esso (chissà perché), la parola “Dattilografia” non esiste e viene sostituita da altra cosa che io non ho capito! Stando, purtroppo, così le cose, desidererei, se è possibile, una tua esaustiva risposta alle mie legittime ed interessanti domande. Grazie anticipate. Preciso, infine, che l’Unione (prima Sindacato), fondata nel 1962 a Roma e che ho l’onore di presiedere, non ha mai cancellato dal suo titolo, statuto e programma la parola “Dattilografia”. Grazie per la tua preziosa collaborazione ed auguri per la Rivista. Martino Iuvara Ispica/Ragusa Sicilia Già Docente di Dattilografia, Stenografia, Calligrafia, Calcolo e Contabilità a macchina e Pratica Professionale per moltissimi anni. Autore delle seguenti pubblicazioni: Guida per gli esami di abilitazione all’insegnamento della Dattilografia; Storia della macchina da scrivere. ——————— Il Direttore risponde 1 – Già su questo numero della Rivista, in seconda di copertina, si può trovare la risposta relativa al cambiamento di testata. 2 – La parola “dattilografia” è effettivamente (quasi) scomparsa dai nostri articoli, ma non per mancanza di interessa- mento o disponibilità. Semplicemente, è sempre più difficile trovare scrittori e collaboratori (la stessa considerazione vale per la calligrafia) che vogliano scrivere sulla nostra Rivista nei vari e specifici argomenti tecnici e didattici. Problemi anagrafici? Caduta di interesse? Probabilmente entrambi i motivi. La Rivista degli Stenografi/Civiltà della scrittura, comunque, era e rimane aperta a ogni apporto serio, scientifico, originale su qualsiasi argomento legato al nostro programma editoriale, che prevede, appunto, anche la dattilografia (la nuova testata recita, in maniera ancora più esplicita, la trattazione e l’approfondimento di ogni argomento e problema relativo alla scrittura). 3 – Sì, la calligrafia esiste ancora. Ci sono corsi e centri di ricerca in diverse città d’Italia, seguiti con incredibile interesse (anche per quanto si riferisce alla grafologia). La grafica, poi, rappresenta un aspetto di primaria importanza nell’ambito pubblicitario ed editoriale (i grafici di giornali e periodici possono, tra l’altro, se in possesso dei necessari requisiti, sostenere l’esame di Stato per accedere alla professione giornalistica, con relativa iscrizione all’Albo). Per quanto riguarda la linguistica, tutte le grammatiche di scuola media sono ormai improntate a questa disciplina. 4 – Sono assolutamente d’accordo con quanto osservato in merito alla tastiera PC. Sempre di dattilografia si tratta. 5 – Ai campionati Mondiali Intersteno di Vienna, la gara – diciamo così – di dattilografia era indicata con il nome di “produzione di testo” (nelle varie lingue), volendo con ciò privilegiare l’utilizzo del testo prodotto e non la digitazione in senso stretto. Per ogni e altra delucidazione in merito all’Intersteno, saprà dare ogni utile informazione la gentilissima prof.ssa Isa Crippa Corti, delegata italiana dell’Intersteno (Via Boeri 11 – 20141 Milano). P. A. P. Si ricorda a tutti la scadenza 2005 della tessera «Amici della Fondazione». Per il 2006 la quota resta invariata: ordinari € 20,00; sostenitori € 50,00; fedelissimi € 100,00 L’iscrizione darà diritto immediato a: 1 - Ricevimento della Rivista per tutto il 2006; 2 - Omaggio del volume «Calendario lunare delle semine e dei lavori»; 3 - Sconto del 25% sull’acquisto di libri del catalogo Giunti; 4 - Sconto del 40% sul prezzo di copertina per l’abbonamento a una rivista del Gruppo Giunti. RIVISTA DEGLI STENOGRAFI Buchmesse di Francoforte n70a06buc 32 Il punto sull’editoria italiana BENE IL 2004, UN PO’ MENO IL PRIMO SEMESTRE DEL 2005 N ell’ambito della 57ª edizione della Buchmesse di Francoforte, la più importante manifestazione internazionale del settore librario per lo scambio dei diritti, svoltasi dal 19 al 23 ottobre, l’Associazione Italiana Editori ha fatto il punto sullo stato dell’editoria italiana, riferito al 2004. z Cresce ancora l’export di libri, raggiungendo i 191 milioni di euro, con un incremento a valore sul 2003 del 3,2%. Indicazioni e conferme importanti vengono dai nuovi mercati: già oggi la Polonia (2,2 milioni di euro di import di libri, pari allo 0,7%) vale quasi quanto i Paesi Bassi; l’import della Federazione Russa (1,5 milioni di euro di libri, l’1,0%) è cresciuto in due anni del 32,2% mentre quello polacco del 14,0%, ecc. Se però guardiamo all’export di libri italiani in base alle grandi aggregazioni geo-editoriali vediamo che il 75,5% (144,3 milioni di euro) viene assorbito dai mercati europei (Ue 25), un altro 10,1% dal mercato statunitense (19,2 milioni di euro), mentre tutti gli altri Paesi con il 14,4% raggiungono a fatica i 27,5 milioni di euro. z Si assiste alla progressiva riduzione della produzione di libri tradotti, che da quasi uno su quattro – dalla metà degli anni Novanta al 2001 – scende oggi a poco più di due su dieci. L’editoria italiana torna così ad essere attiva sui mercati esteri: la tendenza è confermata dallo sviluppo della capacità degli editori italiani di vendere diritti di edizione all’estero riscontrata in questi anni (si è passati dai 1.800 del 2001 a 2.380 del 2003, registrando +32,2%). In termini di offerta, i libri di autore italiano sono aumentati del +45,3% tra 1990 e 2003, e quelli di autori stranieri, nello stesso arco di anni, sono cresciuti quasi del 60% (+58,4%) – passando dagli 8 ai 13 mila titoli in undici anni fino al 2001 – per iniziare a calare negli ultimi due anni. z Le cifre aggiornate del settore nel 2004: 3.760 milioni di euro complessivi (libri, editoria scolastica, collezionabili, editoria elettronica, coedizioni, export) a prezzo di copertina (+3,2% a valore corrente sul 2003, escluse le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici), oltre 54.000 titoli pubblicati tra novità e ristampe e un po’ più di 252 milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita; un indice di lettura di libri tra la popolazione italiana (con più di 6 anni di età; ma il dato si riferisce al 2003) del 41,4%, in leggerissima crescita ma ben lontano dai valori degli altri Paesi europei. z Quanto pesa il comparto? Se si considera il più ampio settore dell’industria della comunicazione e dei contenuti, il comparto editoriale librario e l’editoria digitale “pesano” per il 24,8%, per il 28% se consideriamo parte del comparto editoriale librario anche la vendita dei libri allegati ai quotidiani (480 milioni di euro). z Dove comprano libri gli italiani? Meno di un italiano su due, pari a una percentuale che va dal 43 al 46%, ha dichiarato di aver letto un libro in un anno. Particolarmente rilevante la crescita fatta registrare dal canale internet, che ha segnato un +35,7%. Benché la quota di mercato sia ancora piccola (il 2,4% sulla varia), è vero però che questo canale si configura oggi come la principale libreria di assortimento italiana. Significativa anche la quota di mercato legata alla libreria, un canale in cui il fatturato è cresciuto nel 2004 del 4,6%. z I libri allegati ai quotidiani. Nel 2004 sono state venduti “collaterali” per almeno 76,5 milioni di copie (+23,2%), con una spesa del pubblico sul punto vendita di almeno 480 milioni di euro (cifra approssimativa perché risulta difficile monitorare le iniziative a livello regionale da parte di molti quotidiani locali e dai mensili specializzati, “maschili” o “femminili”). z E i primi sei mesi del 2005? Preannunciano risultati – almeno sul fronte delle vendite in libreria – non all’altezza di quelli raggiunti nello stesso periodo dell’anno precedente: + 0,6% a valore, –0,5% a copie. D giochi L’angolo dei INDOVINELLI IN CONCORSO 1 – Vendetta mafiosa Era tutto previsto a perfezione quando è uscito per fine detenzione, infatti, appena fuori s’è trovato, un buco nella pancia ha rimediato. Tiburto 2 – La torre di Pisa Quando cadrà, e di questo siate certi, sarà utile stare ad occhi aperti: la conferma l’avrete su per giù proprio dal dì che non ci sarà più. Il Nano Ligure 3 – Inverosimile Strano ma ver! rispondi senza indugi: sai dire quali sono quei pertugi che tu puoi spalancare quando sono sbarrati? Il Maggiolino 4 – Portiere fuori forma Dopo le giornatacce, il difensore l’hanno messo da parte, a quanto pare; ma è questione di tempo, perché lui come una volta tornerà a parare. Tiburto 5 – La TV nun me basta Si c’è stata (po’ esse’ capitata) ‘na produzzione che me va a faciolo, quante vorte finisco incavolato! Dipenderà dar fatto che so’ solo... Zoroastro 6 – L’illusionista alla ribalta Si prepara per la levitazione, tutto azzimato; poscia, fatta questa, fresco si parte con l’affettazione. Calvino SOLUZIONI DEI GIOCHI N. 69 CRITTOGRAFIE DANTESCHE (Soluzioni capovolte in fondo alla pagina) 1 – Il neonato 2 – La neve 3 – L’ombrello 1 – Ove udirai le disperate grida (Inferno I – 115) 2 – E fe’ pianger di sé i folli e i savi (Paradiso V – 71) 3 – Che mena dritto altrui per ogni calle (Inferno I – 18) 4 – Onde si muovono a diversi porti (Paradiso I – 112) 5 – Noi passam’oltre, là v’è la gelata (Inferno XXXIII – 91) 6 – Sì che remo non vuol, né altro velo (Purgatorio II – 32) Sono pervenute in redazione molte risposte, ma nessuno è riuscito a risolvere tutti e sei gli indovinelli 4 – l’orecchio 5 – L’orologio 6 – La parola I PREMI A quanti risolveranno tutti e sei gli indovinelli sarà inviato uno storico libro di stenografia. Le soluzioni di questa puntata di giochi dovranno pervenire alla Redazione entro il 15 febbraio 2006. Crittografie dantesche (Soluzioni) 1 – Gabinetto dentistico 4 – Mareggiata 2 – Guerra 5 – Pattinatori 3 – Guida di Venezia 6 - Motoscafo a cura di GIUSEPPE CAPEZZUOLI iamo l’addio al 2005 con una propiziatoria manciata di giochi. Chiudiamo la vecchia porta con il catenaccio di una intelligenza che si è divertita, ma subito inforchiamo il nuovo uscio con la stessa intelligenza che non rinuncia a sfidare la sorte con i giochi dei prossimi numeri della Rivista. Ecco, dunque, la nostra solita mezza dozzina di crittografie dantesche, che sono un modo per rinfrescare la mente, recuperando il ricordo d’antiche fatiche liceali, ma sono anche un utile esercizio preparatorio, prima di passare agli indovinelli in concorso. Intanto, per sorridere con tenerezza su come si dilettavano i nostri nonni stenografi più di cent’anni fa, guardate con quale gusto certosino costruivano geniali ritratti crittografici. I segni, ovviamente sono gabelsbergeriani. La chiave di lettura è sotto il disegno. I INDICE GENERALE GENNAIO 2003 - DICEMBRE 2005 2002 - Abbiamo ricevuto (60/2003 - pag. 27). 2500 partecipanti ai campionati di Pesaro, ma i professionisti non si sono presentati (64/2004 - pag. 10). 44° Congresso Intersteno. Al via le Olimpiadi della scrittura (60/2003 - pag. 2). Analizzato a Roma il difficile momento dell’EUSI (62/2003 - pag. 14). Biografia di Sironi. Lasciò il cavalletto per l’arte murale (60/2003 - pag. 26). Boom dei cellulari nessuno ci avrebbe scommesso. Neanche la Nokia! (66/2004 - pag. 25). Buchmesse di Francoforte (70/2005 - pag. 32). Campionati, un sito web, un forum e un convegno per rilanciare l’attività dell’Eusi (66/2004 pag. 22). Che cos’è la stenotype (59/2003 - pag. 13). Chi sono i Padri Agostiniani scalzi (66/2004 - pag. 11). Dall’1 all’8 maggio a Pesaro il Campionato Multimediale dell’Eusi (66/2004 - pag. 23). Dilettiamoci un po’ (60/2003 - pag. 27). Dilettiamoci un po’ (62/2003 - pag. 26). È ancora primavera per la mitica lettera 22, grazie a una giovane indiana di Bangalore (64/2004 - pag. 11). Elenco delle società aderenti alla Federazione Stenografica Italiana “Gabelsberger-Noe” (64/2004 - pag. 7). Fondi ministeriali e nuove tecnologie per incrementare i servizi di verbalizzazione nei tribunali (66/2004 pag. 24). Gare di Pesaro, un successo che premia generosità e spirito di sacrificio (60/2003 - Pag. 10). Giornalisti alla sbarra (70/2005 - pag. 13). Grazie alla nostra rivista anche in USA si fa strada la “causa” di San Cassiano (69/2005 - pag. 12). Congresso Intersteno, Vienna 2005 (65/2004 - pag. 17). I Ceki si aggiudicano la scrittura al computer in tempo reale (60/2003 - pag. 9). Con la stenotipia i ciechi aiutano i sordi (59/2003 pag. 12). I tentacoli dell’Ovra dal 1927 al 1945 (67/2005 - pag. 27). Consentiti anche fax, e-mail e sms per convocare Consigli ed Assemblee (66/2004 - pag. 4). In Uraguay il III Congresso degli stenografi parlamentari (64/2004 - pag. 4). Da millenni la stenografia vive imperterrita (64/2004 pag. 14). Iniziato all’Istituto Mignini il corso europeo per la gestione di piccole e medie aziende (68/2005 - pag. 15). II Insomma San Cassiano patrono degli scrittori e degli stenografi era di Tangeri o di Imola? (67/2005 pag. 7). Interessanti e innovativi risultati del Comitato Centrale dell’Intersteno riunitosi ad Helsinki... e sorprendentemente in pullman si parla latino (65/2004 - pag. 20). Vecchi e nuovi iscritti all’Associazione Stenografica Magistrale “Gabelsberger-Noe” (64/2004 - pag. 7). Velocità, precisione e competenza nelle gare dell’Eusi dal 3 al 9 maggio a Pesaro (63/2004 - pag. 2). Vita da cani (64/2004 - pag. 28). Interlingua: chi è costei? (62/2003 - pag. 24). La Fondazione Giulietti si presenta ai congressisti (60/2003 - pag. 3). La parola ai lettori (59/2003 - pag. 21). La parola ai lettori (62/2003 - pag. 2). L’EUSI nomina il nuovo delegato all’Intersteno e fissa le date dei prossimi campionati (63/2004 - pag. 1). L’orgoglio stenografico di avere come Patrono il martire San Cassiano da Imola (67/2005 - pag. 12). La dedizione d’un maestro di Forlì in difesa dello script come omaggio ad Andrea Innocenzi (63/2004 - pag. 17). La scomparsa di Elisa Castellano Polo, anima gentile e fedele agli ideali di Gabelsberger (66/2004 - pag. 26). La scomparsa di Jos Jossard, presidente onorario dell’Intersteno (65/2004 - pag. 13). Lettere in redazione (65/2004 - pag. 18). Lettere in redazione (67/2005 - pag. 32). Lettere in redazione (68/2005 - pag. 32). Lettere in redazione (70/2005 - pag. 30). Mario Spigoli, un vuoto incolmabile (67/2005 - pag. 15). Messa in suffragio di Mario Spigoli (68/2005 - pag. 28). Notiziario dell’Eusi (59/2003 - pag. I-XII). Per Anna Maria Trombetti, stenografa e poetessa, “son tornati a fiorir... gli stornelli” (65/2004 - pag. 28). Per la CIA John Carré e Graham Greene erano due “imbecilli”. E gli intellettuali italiani? In preda a “un letargo alla Silone” (67/2005 - pag. 26). Relazione di Angelo M. Quitadamo sulla Federazione e Associazione Magistrale Stenografica (64/2004 pag. 8). Tassa sulle fotocopie: arriva la contromarca (70/2005 pag. 25). Un programma di sei giorni per una indimenticabile “vacanza romana” (59/2003 - pag. 4). Annibale Ferruccio, Giorgio Torelli. Il vantaggio di usare il registratore? Guardare negli occhi l’intervistato (61/2003 - pag. 25). Annibale Ferruccio, Internet, banca universale di dati, ma chi ne controlla i contenuti? (67/2005 pag. 13). Ascoli Francesco, Calligrafia e stenografia una bella storia d’amore durata quasi un secolo (67/2005 pag. 18). Ascoli Francesco, Trovato a Roma un prezioso manoscritto di Enrico Noe (65/2004 - pag. 2). Bertanni Tamara, Stornello di una stenopoetessa in memoria dei Caduti di Paduli (62/2003 - Pag. 20). Capezzuoli Giuseppe, I segni del Ventennio nell’opera michelangiolesca di Mario Sironi a Milano (60/2003 - pag. 21). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (59/2003 pag. 24). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (60/2003 pag. 32). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (61/2003 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (62/2003 pag. 28). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (63/2004 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (64/2004 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (65/2004 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (66/2004 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (67/2005 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (68/2005 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (69/2005 pag. 33). Capezzuoli Giuseppe, L’angolo dei giochi (70/2005 pag. 33). Carenzo Annibale, Vecchia, cara macchina per scrivere, fedele, instancabile e soprattutto immune da... virus (66/2004 - pag. 3). III Lovisolo Lia, Dal testo all’ipertesto (59/2003 - Pag. 22). Lovisolo Lia, Diario di bordo (60/2003 - Pag. 30). Lombardo Manlio, Il Circolo Filologico genovese, luminoso faro della stenografia Gabelsberger-Noe (60/2003 - Pag. 17). Neri Indro, Comunicazioni a rischio (69/2005 - pag. 30). Neri Indro, Dal Papiro alla papaia (70/2005 - pag. 28). Neri Indro, Il cerchio si chiude. La tavoletta di cera del terzo millennio (66/2004 - pag. 29). Neri Indro, Il sogno di una biblioteca mondiale (67/2005 - pag. 29). Neri Indro, L’influenza elettronica, parliamo del virus (64/2004 - pag. 30). Neri Indro, La casa del futuro secondo Bill Gates, tutta in un telecomando (66/2004 - pag. 2). Neri Indro, Pubblicità mirata. Quando condividere i propri dati personali e quando no (65/2004 - pag. 30). Neri Indro, Tu scrivi e il computer legge (68/2005 pag. 29). Ottanelli Attilio, Avvenne 100 anni fa (62/2003 - pag. 23). Ottanelli Attilio, Avvenne 100 anni fa (66/2004 - pag. 11). Paganini Paolo A., E se San Cassiano fosse stato altoatesino? (69/2005 - pag. 13). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (59/2003 - pag. 20). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (60/2003 - pag. 28). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (61/2003 - pag. 30). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (62/2003 - pag. 24). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (63/2004 - pag. 31). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (64/2004 - pag. 29). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (65/2004 - pag. 29). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (66/2004 - pag. 32). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (67/2005 - pag. 31). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (68/2005 - pag. 31). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (69/2005 - pag. 14). Paganini Paolo A., Fuori la lingua (70/2005 - pag. 26). Paganini Paolo A., Giovanni Raboni ci ha lasciato... (65/2004 - pag. 2). Paganini Paolo A., I documenti segreti della Repubblica Sociale Italiana che la Prefettura di Milano mandava al Duce (67/2005 - pag. 1). Paganini Paolo A., Il pugno nazista! Chi sciopera finisce in Germania (69/2005 - pag. 18). Paganini Paolo A., La cronaca del Congresso, giorno per giorno (61/2003 - pag. 11). Paganini Paolo A., L’OVRA denuncia l’astenia morale della popolazione (ma i milanesi tirano la cinghia e la retorica fascista non riempie lo stomaco) (68/2005 - pag. 1). Paganini Paolo A., Penne e matite contro lo strapotere di internet (59/2003 - pag. 15). Paganini Paolo A., Riconoscimento della voce e sottotitolazione, un aiuto per milioni di disabili (62/2003 - pag. 3). Paganini Paolo A., Roma cade, Milano esulta e già si spera nella “fuga” dei tedeschi (70/2005 - pag. 2). Paganini Paolo A., Script o corsivo? Interviene nel dibattito una terapista di neuropsichiatria infantile (64/2004 - pag. 15). Paganini Paolo A., Un libro che non può mancare nello scaffale dei cultori del giallo (67/2005 - pag. 14). Pedrazzini Patrizia, Editori a consulto, ma il libro non sta poi così male (65/2005 - pag. 6). Pedrazzini Patrizia, Libri e pirateria. Settimo: non copiare! (66/2004 - pag. 5). Quitadamo Angelo M., Ricordo di Enrico Noe a novant’anni dalla morte (63/2004 - pag. 27). Quitadamo Angelo M., Ricordo di Enrico Maria Muca, un patriarca della stenografia partenopea (61/2003 - pag. 23). Ramondelli Fausto, E con il Congresso vedrà la luce il nuovo Statuto dell’Intersteno (60/2003 - pag. 7). Ramondelli Fausto, La sottotitolazione delle lezioni universitarie (59/2003 - pag. 14). Ramondelli Fausto, Roma 2003. Il saluto del presidente dell’Intersteno (59/2003 - pag. 2). Ramondelli Fausto, Viaggio a Pechino alla scoperta della moderna stenografia cinese (65/2004 - pag. 14). Soldati Erminio, Padre Serafino Marchionni il geniale frate stenografo nel 40° della morte (66/2004 pag. 9). Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti (66/2004 - pag. 16). Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti (67/2005 - pag. 16). Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti (68/2005 - pag. 16). IV Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti (69/2005 - pag. 16). Spina Mimmo, Notizie, informazioni e appuntamenti (70/2005 - pag. 16). Starnone Domenico, Il PC macchina portentosa, fatata che ti abbaglia e riesce a cambiarti (64/2004 pag. 26). Tirone Marco Tullio, La vita avventurosa di Antonio Decimo Tirone (59/2003 - pag. 8). Tirone Marco Tullio, I puntini sulle i di Marco Tullio Tirone (59/2003 - pag. 5). Trivulzio Gian Paolo, 140 convegni e 714 relatori per mostrare a Bologna il digitale al servizio del cittadino (66/2004 - pag. 14). Trivulzio Gian Paolo, I principi stenografici sono sempre alla base delle moderne tecnologie (64/2004 - pag. 13). Trivulzio Gian Paolo, La scomparsa di Tito Poggio, una colonna della stenografia cimana (60/2003 pag. 31). Trivulzio Gian Paolo, La tastiera del computer può diventare una macchina per stenotipia (61/2003 pag. 17). Trivulzio Gian Paolo, “Le Signal Duployé” sarà nel 2004 su un sito Internet (62/2003 - pag. 13). Trivulzio Gian Paolo, Maron, tanti significati ma soprattutto un bel sistema geometrico (70/2005 - pag. 14). Trivulzio Gian Paolo, Nuove tecnologie e trattamento automatico della lingua agli Uff izi di Firenze (61/2003 - pag. 28). Trivulzio Gian Paolo, Per sette giorni Vienna capitale delle scritture veloci. Fabrizio Verruso campionissimo nel riconoscimento del parlato (69/2005 pag. 1). Trivulzio Gian Paolo, Ricomincia da Roma il moderno Rinascimento della scrittura (60/2003 - pag. 5). Trivulzio Gian Paolo, Sviluppi tecnologici e stenografia, cinquant’anni di contrapposizioni (63/2004 pag. 29). Trivulzio Gian Paolo, Tutti ne parlano... Resocontiamocela anche noi! (62/2003 - pag. 15). Trivulzio Gian Paolo, Un sistema stenografico inventato da un geniale ingegnere spaziale (70/2005 pag. 12). Trombetti Anna Maria, Il rilancio delle nostre istituzioni: Federazione e Magistrale in assemblea a Firenze (64/2004 - pag. 2). Trombetti Anna Maria, Intersteno 2003, una macchina poderosa dalla perfetta regia (61/2003 pag. 1). Trombetti Anna Maria, L’Accademia Aliprandi e i formati elettronici della scrittura e del sapere (63/2004 - pag. 12). Trombetti Anna Maria, La Fondazione Giulietti ha presentato a Bologna gli Atti di Intersteno 2003 (63/2004 - pag. 3). Trombetti Anna Maria, Perché “solo” gli stenografi italiani sono protetti da San Cassiano? Il singolare patrocinio voluto da Pio XII nel 1952 (68/2005 pag. 18). Trombetti Anna Maria, Proposte, tecnologie e progetti discussi a Bologna dal Gruppo italiano Intersteno (66/2004 - pag. 12). Trombetti Anna Maria, Recuperato lo struggente diario stenografico dell’ufficiale Amedeo Ventura internato nei lager tedeschi (68/2005 - pag. 9). Trombetti Anna Maria, Stenografia manuale, un ponte tra l’esistente e la sua memoria (70/2005 pag. 18). Ugliano Massimo, Anche per i sordomuti una vita normale grazie al linguaggio delle mani (61/2003 pag. 19). Ugliano Massimo, Dal tam tam all’alfabeto Morse, dalla telescrivente alla televisione (65/2004 - pag. 21). Ugliano Massimo, ...E con due soli segni, un puntino e un trattino Morse collegò il mondo (67/2005 pag. 21). Ugliano Massimo, Filosofi, avvocati, medici, ritrattisti e viveurs, ma tutti con il pallino della matematica (69/2005 - pag. 26). Ugliano Massimo, Il difficile cammino verso la trasmissione della scrittura e le comunicazioni odierne (68/2005 - pag. 22). Ugliano Massimo, Infine arrivarono Einstein, Fermi e Majorana e l’atomo non ebbe più misteri (70/2005 pag. 22). Ugliano Massimo, La teoria del campo, la scrittura stenografica e la percezione visiva (60/2003 - pag. 12). Ugliano Massimo, Nuova vita ai non vedenti grazie al Braille e perfino alla stenografia (64/2004 - pag. 19). Ugliano Massimo, Per una società senza esclusi e senza barriere, il linguaggio dei gesti (62/2003 - pag. 8). Ugliano Massimo, Quell’incredibile genio di Thomas Alva Edison, inventore del fonografo (66/2004 pag. 18). Ugliano Massimo e Ugliano Valeria, Storia e scrittura per non vedenti, da Omero ad “Anna dei Miracoli” (63/2004 - pag. 19).