La Baita di Ginevra
Anno III n. 15 Settembre 2013
Il periodico del Gruppo Alpini di Ginevra
Il Gruppo Alpini di Ginevra alla Commemorazione annuale nel Monte Grappa
Tra il Brenta e il Piave, nell`arco di
un secolo, sono occorsi dei fatti importanti che le genti venete hanno il
dovere di ricordare; nel 1901, il 4
agosto, il futuro Pio X, allora Patriarca di Venezia, inaugurava il sacello dedicato alla Madonna, che
ogni anno richiama numerosissimi
visitatori.
Nel 1915-18, durante la 1ma guerra
mondiale, veniva combattuta una
delle più cruente battaglie di tutti i
tempi tra le truppe dell’esercito italiano e le armate della duplice monarchia austro-ungarica e i loro alleati Tedeschi, Boemi, Slovacchi, Croati, Bosniaci e altre nazionalità.
Nel 1923, venivano iniziati i lavori di
costruzione dell’imponente monumento ossario per raccogliere le
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Le vacanze del Presidente
I quattro giorni di Nijmegen: la marcia
militare più dura del mondo
Il nostro carissimo Presidente della Sezione svizzera,
Fabio Brembilla, (nella foto) ci invia un bellissimo
saluto fotografico dalle sue
vacanze ; sicuramente, più
prosaicamente, stava cercando i funghi, i quali, assenti per il gran secco, si
sono fatti perdonare con un
bel fiore, particolarmente
alpino.
Grazie Presidente e ben ritornato tra noi, incapaci di simili trofei.
Dal 16 al 19 luglio 2013, ho partecipato, con il battaglione di marcia svizzera, alla Marcia dei 4 giorni
(oppure la Vierdaagse) a Nijmegen nei Paesi-Bassi.
Questa marcia è un esercizio di resistenza fisica che
viene organizzato durante la settimana del terzo martedi di luglio. Questa gara internazionale accoglie ogni
anno circa 45.000 partecipanti (di cui 5.000 militari)
che devono percorrere ogni giorno, e per quattro giorni
consecutivi, una distanza compresa tra i 30 e 50 km. Il
percorso si svolge nei pressi della
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La Baita di Ginevra
Anno III n. 15
Settembre 2013
Il Gruppo Alpini di Ginevra alla Commemorazione annuale nel Monte Grappa
spoglie dei caduti disperse in
tanti cimiteri improvvisati e in
larga parte ancora insepolti sui
monti che videro l’epica lotta e
nelle trincee, ancora oggi, perfettamente visibili, grazie al
recupero degli Alpini, che assicurano anche la pulizia e la manutenzione dell’opera.
Nel 1943-45, la zona del Grappa
era teatro di violente operazioni
di guerra partigiana che videro
cadere numerosi combattenti,
molti dei quali fucilati o impiccati, anche a Bassano e nei paesi della Pedemontana.
Come ogni anno, erano presenti le
rappresentazioni e le autorità dei
paesi allora coinvolti, accompagnati
dalla fanfara della città di Salisburgo.
Il benvenuto è dato dal Sindaco di
Borso del Grappa, Ivano Zordan, che
passa la parola al Sottosegretario alla
Presidenza dei Ministri, Onorevole
Giovanni Legnini, delegato dal Governo alle celebrazioni prossime del
centenario della Grande Guerra e al
nostro nuovo Presidente Nazionale,
Sebastiano Favero.
Dopo la messa celebrata dal Nunzio
Apostolico in Libano, Arcivescovo
Monsignor Gabriele Caccia, le corone, accompagnate da Sebastiano
Favero e le autorità militari e civili,
EDITORE:
Gruppo Alpini Ginevra
A.N.A. (Alpini)
Case postale 88 - 1211 Genève 8
www.anaginevra.altervista.org
[email protected]
Direttore Responsabile
Antonio Strappazzon
Tel. 079 434 82 12
Amministratore
Giacomo Schiagno
[email protected]
Consiglieri
Maddalena Fronda
Luciano Caon
Marcello Sartor
Franco Vola
sono state deposte al cimitero italiano
e Austo-Ungarico, al monumento al
Partigiano e alla tomba della medaglia d’oro, Generale Viola, accompagnata dalla sua vedova centenaria.
Come sempre, una imponente e sentita partecipazione di rappresentanze
delle associazioni d’arma nazionali,
con labari e bandiere e con un grandissimo pubblico.
Una simpaticissima e discreta cerimonia di cui siamo stati testimoni è
avvenuta al secondo girone
dell’ossario a cura dell’associazione « UNITI NELLA
MEMORIA », in uniforme
d’epoca italiana e tedesca,
posavano un sasso sul loculo
di Antonio Zichi, fante sardo
caduto e sepolto sul Grappa.
Il sasso è stato confidato dal
pronipote del caduto e proviene dal podere che Antonio
Zichi non ha più rivisto e che
era stato dato per disperso
alla famiglia, perché sepolto
con un errore sulla prima
lettera del cognome, ora corretto e rappresenta l’eccezione, essendo tutti i loculi in ordine alfabetico.
In margine della celebrazione, abbiamo avuto il piacere di incontrare
il Generale di corpo d’armata, Italico Canteruccio, già Comandante
della Brigata Cadore, sempre molto
disponibile ed elogioso per il nostro
lavoro, che manda un suo saluto a
tutti gli Alpini ginevrini.
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Anno III n. 15
Settembre 2013
Initiative du Groupe pour une Suisse sans Armée (GSsA) contre l’obligation
de servir: initiative irresponsable ou habile manoeuvre tactique?
N o u s al lo n s p o u v o ir nou s
prononcer le 22 septembre
prochain une nouvelle fois sur une
énième initiative du Groupe pour
une Suisse sans Armée, dont le but
ultime est, comme l’indique son
nom, la suppression pure et simple
de l’Armée : celle-ci est notre outil
sécuritaire, notre réserve stratégique en moyen et en hommes,
engageable rapidement en cas
d’évènements extraordinaires (catastrophes, crises, conflits, etc…).
Le titre de cette dernière « Initiative
populaire visant à supprimer le
service militaire obligatoire » est
t ro mp eu r : en eff et cett e
proposition qui tend à supprimer
l’obligation de servir, vise l’article
59 de notre Constitution. Nous
passerions donc d’une milice
mélangeant les conscrits de toutes
les couches de la population à une «
milice » basée sur le volontariat
(avec une rétribution à la clé ?), qui
ne se distinguera plus vraiment
d’une armée professionnelle.
Je n’ai qu’une certitude, c’est qu’à
ce moment là, le Groupe pour une
Suisse sans Armée et la gauche,
ayant créé les conditions favorables
pour modifier l’article 58 (celui qui dit
que l’armée suisse est basée sur le
modèle de milice), n’hésiteront pas à
lancer une deuxième offensive pour
porter le coup de grâce à notre armée
qui, si l’initiative venait à être acceptée,
ne respecterait plus vraiment le
principe de la milice.
Nous le savons, la tactique du salami
est la stratégie préférée de ceux qui
veulent abolir l’armée. Depuis l’échec
cuisant de la première attaque frontale
en 1989, chaque initiative du
Groupement pour une Suisse sans
Armée, issue de cette stratégie basée
sur le long terme, vise à affaiblir
l’armée au moyen d’attaques ciblées
sur un point ou domaine précis (avions
de combat, financement, etc…).En cela
il n’y a aucune irresponsabilité dans la
stratégie de GSsA, mais un long travail
de sape pour accomplir le but qui est
leur raison d’être : la suppression de
l’armée suisse.
Ne nous laissons donc pas leurrer par
cette initiative fallacieuse, qui n’est que
la première phase d’une habile
manoeuvre tactique visant à affaiblir
l’armée, avant de passer, dans un
deuxième temps, à une attaque frontale
avec une initiative demandant la sup-
Preghiera dell'alpino ignoto (di Giulio Bedeschi)
Tu per le mie ferite
da cui scese sangue
alla terra alle pietre
al fango alla neve
dovunque passai;
Tu per il mio silenzio
e il mio dolore senza volto
e il mio respiro che cessò
senza lamento
nell'invocare Te;
Tu per il lungo calvario
d'ogni fratello alpino
che giacque infine riverso
in quell'ora e per sempre
simile a me
nella sua stessa offerta;
Tu per gli occhi di mia madre
fermi nel buio fermi nel vuoto
in cui vedesti tremolare
e cadere verso Te dalle ciglia
la luccicante preghiera;
Tu per le mani di mio figlio
che mai sentirono le mie
e non ebbero più guida
se non di ricordo;
Tu, o Signore, tendi la mano
per quanto noi ti offriamo,
preserva dalla vita e dalla morte
ch'io conobbi in sorte
e benedici
ogni fratello che vive.
Benedici l'Italia.
pression de ce qui ne sera de facto
plus une vraie armée de milice, en
demandant une modification de
l’article 58 de la Constitution. Il n’y a
qu’un seul moyen de pour faire
échouer cette manoeuvre, c’est de
voter et de faire voter non à cette
initiative trompeuse qui menace
notre sécurité.
Lt col EMG Norberto Birchler
Ancien président de la Société
Militaire de Genève (SMG)
Candidato 2013 al Gran Consiglio di Ginevra
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La Baita di Ginevra
Anno III n. 15
Settembre 2013
I quattro giorni di Nijmegen: la marcia militare più dura del mondo
città, partendo ogni giorno dal centro
in una direzione differente. Considerata come la marcia più dura del
mondo, il suo motto, a giusta ragione, è:“The Walk of the World”.
I militari partecipanti sono ospitati
in un campo militare (Heumensoord) organizzato dall’esercito olandese. Il lunedì prima della marcia viene
organizzata la cerimonia dell’alza
bandiera. Quest’anno 34 bandiere
nazionali son state innalzate durante
una cerimonia alquanto semplice,
ma ricca di emozioni. Il Tricolore,
come la Croce svizzera, figuravano
con onore tra i vessilli delle altre 32
nazioni partecipanti (Paesi-Bassi,
Germania, Aruba, Russia, Francia,
Austria, ecc...).
Non si deve però dimenticare, che la
durezza della marcia viene allevata in
parte dal continuo sostegno, durante
tutti i 160 km, della popolazione locale che si posiziona davanti alle proprie case già prima dell’alba per
guardare passare i marciatori e,
quando il sole si fa troppo pesante ,
ristora e rinfresca le truppe!
Per il battaglione di marcia svizzero,
il giorno più commovente, è sicuramente stato il terzo giorno, in cui è
stata organizzata una breve cerimonia nel cimitero canadese di Arnhem.
Ogni partecipante svizzero ha avuto
la possibilità di deporre un fiore sulla
tomba di un soldato canadese, scelto
a caso.
Però, il momento più commovente si
è svolta il venerdì, l’ultimo giorno
della marcia: la popolazione di Nijmegen e dei dintorni ha accolto ed
accompagnato in modo trionfale i
marciatori durante gli ultimi dodici
chilometri della marcia, chilometri
ribattezzati per l’occasione: “Via Gladiola”. I diversi contingenti militari
che sfilano in formazione accompagnati da una banda militare, vengono
letteralmente ricoperti dai fiori
(gladioli) buttati dalle signorine e
signore estasiate alla vista di questi
baldi militari, sudati ma felici di es-
sere arrivati al traguardo.
Quest’anno, il battaglione svizzero,
era rinforzato da un manipolo della
Guardia pontifica svizzera, che per
sfilare sulla via Gladiola, ha spiegato
il vessillo pontifico e rivestito l’uniforme tradizionale della guardia. Tra
i marciatori ginevrini, da notare la
presenza del
Colonnello Guy Reyfer.
Tenente Colonnello SMG
Norberto BIRCHLER
Candidato 2013 al Gran Consiglio di Ginevra
Vi siete mai chiesti che significato ha l’aquila che portiamo sul nostro cappello alpino?
tato simbolo comunemente del potere militare, infatti era sempre presente sugli elmi o le corazze dei generali e dei più alti ufficiali.
(A cura di Oscar Barcella www.truppealpine.it )
Un particolare suggestivo narrato
dalla tradizione classica ci dice che
l’aquila era l’unico animale che poteva fissare il sole senza abbassare gli
occhi.
Nella storia successiva l’aquila finì
con l’avere un valore semplicemente
araldico e il suo significato simbolico
e morale fu quasi dimenticato.
L'Aquila è sempre stata nella iconografia latina un animale divino descritta anche come: "fedele interprete dei voleri del Padre Giove".
Era quindi considerato un animale
sacro e superiore per forza.
All'arrivo di Caio Mario vennero riformate le legioni dell'esercito introducendo una speciale insegna con in
cima un'aquila.
Veniva detto: "un’aquila per legione
e nessuna legione senz’aquila".
Stupendo dominatore delle inaccessibili vette, imponente rapace con
potenti unghie falcate e vista acuta…
come poteva essere dimenticato?
No! Gli alpini non lo dimenticarono e
decisero di erigerlo a proprio simbolo!
L’insegna era costituita dall’aquila
con le ali spiegate e con una
folgore fra gli artigli. Da quel momento in poi questo volatile è diven-
Gli alpini arrivano a piedi là dove
giunge soltanto la fede alata !!!
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Anno III n. 15
Settembre 2013
96ma Commemorazione della Battaglia di Forte Leone
Forte Leone, costruito tra il 1906 e il
1912 a Cima Campo, faceva parte
dell’arco di difesa del confine di allora, tra la Val Sugana e il Cismon. Il
Forte era orientato per il fuoco solamente contro il confine nemico.
Disarmato dai cannoni da 149, portati per l’offensiva sull’Ortigara nel
1916, era presiedato da 2012 Alpini
comandati da un Capitano.
Il 7 novembre 1917, preso a rovescio,
al seguito della caduta del fronte a
Caporetto, il Forte fu espugnato dopo una stregua difesa da una brigata
di Stutzen da montagna austriaca.
Una parte degli assediati, guidati dal
sergente Nardino, nativo della zona e
dunque buon conoscitore del territorio, riusci a rompere l’accerchiamento nemico. Dopo una avventurosa
marcia forzata, riusciva a raggiungere la nuova linea di difesa italiana
apprestata sul Monte Grappa.
Ogni anno, gli Alpini dei gruppi locali del Comune di Arsiè, spalleggiati
dall’amministrazione comunale, organizzano la cerimonia di commemorazione, di concerto con l’Onore
ai caduti Austro-Tedesco, con la celebrazione della messa da campo, accompagnata dalla banda municipale
di Arsiè, a cui segue il rancio alpino
di tradizione.
Gli Alpini arsedesi volontariamente
sono riusciti a recuperare il Forte,
con anni di tenace lavoro di rafforzamento e sgombero macerie, riuscendo a rendere la struttura già da ora
agibile per delle visite guidate. Il Sindaco alpino di Arsiè, salutando i presenti, ha annunciato l’ottenzione recente di un nuovo finanziamento di
800.000 euro che permetterà il recupero completo dell’imponente struttura che sarà aperta al pubblico, anche per la promozione e conoscenza
del territorio.
Scambio gagliardetti con il Gruppo di Arcade Sezione di Treviso
Il 25 luglio, il nostro consigliere, Marcello Sarto,
rappresentando il Gruppo di Ginevra, ha partecipato al simpatico scambio dei gagliardetti con
il Capogruppo di Arcade, Florindo Cecconato,
ed il suo comitato. Marcello ha ricevuto anche
gli opuscoli della storia del Gruppo e il CD delle
manifestazioni ed è rimasto molto colpito dalla
squisita accoglienza. Lo ringraziamo di cuore,
anche per i bei apprezzamenti nei confronti del
nostro giornale e delle nostre attività. Grazie
alla potenza dei moderni mezzi di comunicazione, siamo lusingati di vederci conosciuti anche
cosi lontano.
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Anno III n. 15
Settembre 2013
La Baita di Ginevra
Storie alpine. L`Isola degli Alpini
L’isola di ALPINIYA, ossia
« L’isola degli Alpini » fu
scoperta il 22 giugno 1928
dalla spedizione comandata dal Capitano degli Alpini, Gennaro Sora, in soccorso al dirigibile Italia del
generale Umberto, precipitato al Polo Nord.
con due slitte, gli 8 Alpini
e l’esperto olandese di cani
da slitta, Van Dongen,
parti senza autorizzazione.
Il Capitano Sora, eroico
soldato dell’8 Alpini nella
grande guerra, 3 volte medaglia d’argento al valore,
era stato scelto da Nobile con 8 Alpini
per partecipare alla spedizione Artica
del dirigibile Italia.
Partito da Kings Bay il 22 maggio 1928, il dirigibile raggiunse e sorvolo il
polo il 24 maggio, lanciando il tricolore.
Sulla via del ritorno, una terribile
tempesta lo fece precipitare sulla Banchisa Polare. Nell’urto, il Generale
Nobile e alcuni altri membri della spedizione furono sbalzati fuori bordo,
mentre il dirigibile riprendeva quota e
spariva con altri 6 membri dell’equipaggio, mai più ritrovati.
Nobile, ferito, con i superstiti e il ma-
teriale caduto e lanciato dall’aeronave poterono sopravvivere, riparandosi in una tenda colorata di
rossa, divenuta poi famosa anche
per le polemiche legate al salvataggio.
Appena appresa la notizia, Sora
espresse la sua intenzione di partire subito con i suoi Alpini al soccorso dei naufraghi, entrando cosi
in contrasto con il comandante
della nave Milano a cui faceva capo
la spedizione e che era per una linea più cauta.
Dal contrasto, avvenne la subordinazione di Sora, che il 21 giugno,
Dopo estenuanti marce
forzate nel ghiaccio eterno
e dopo aver dovuto mangiare i cani per sopravvivere, gli eroici Alpini avevano individuato da soli la
direzione verso la tenda
rossa che andava alla deriva sui ghiacci del Polo e
raggiunta l’isola di Foyn e furono recuperati dagli hydrovolanti il 13 luglio.
L’eroico capitano degli Alpini, soprannominato « muscoletti », è anche l’autore della Preghiera dell’Alpino, inviata in una lettera alla madre nella sua
prima versione il 4 luglio 1935, da
Malga Poden.
L’Isola scoperta dal Capitano Sora e
battezzata « Isola degli Alpini », si
trova a 80 ° e 23 ` Nord e 25° e 4 `
Est. Ha una elevazione di 50 mt sul
livello del mare ed è vasta circa 3000
mq. La sua scoperta è stata riconosciuta dal Governo norvegese il 3 luglio 1929.
Guerre 1914-18 Fusillé pour l’exemple
La première Guerre mondiale fut
caractérisée
par
les
nouvelles
techniques de destruction; Gaz,
Lance-flamme,
Artillerie
lourde,
Avions, Mitrailleuses, etc. Elle se
solda par environ 12 millions de
morts et 20 millions de blessés.
La terrible vie dans les tranchées,
l’omniprésence de la mort, le report
des permissions provoquèrent stress,
épuisement et mécontentement parmi
les soldats. Les conseils de Guerre
institués par les autorités militaires
jugèrent rapidement les actes de
rebellions « pour l’exemple ». En
France, sur 2400 condamnés à mort
par ces tribunaux expéditifs, 275
hommes furent fusillés.
Le 1er février 1915, grelottant de froid,
le 2ème classe, Lucien Bersot, né en
1881, n’avait qu’un pantalon léger
blanc pour se protéger, car il n’y avait
pas de pantalon en laine à sa taille au
magasin. Il demanda au sergent
fourrier une paire identique à celui
que portaient ses camarades.
Le sergent lui proposa alors un
pantalon récupéré sur un mort et
maculé de sang, ce que Bersot
refusa.
Pour ce refus, Lucien Bersot se vit
infliger une peine de 8 jours de
prison par le Lieutenant André.
Mais le Lieutenant Colonel Auroux,
commandant du régiment, estima
cette punition insuffisante et
demanda sa comparution en
conseil de Guerre, véritable cour
martiale. Comme de nouvelles
recrues venaient d’arriver, son
intention était de faire un exemple
de discipline militaire.
Le 12 février 1915, traduit pour
refus d’obéissance devant le conseil
de Guerre spécial du régiment
présidé par Auroux, Bersot y fut
condamné à mort. La peine infligée
ne correspondait alors nullement
au code de justice militaire, car on
n’était pas au contact de l’ennemi.
Deux compagnons du condamné
intervinrent auprès du Lieutenant
colonel pour tenter d’alléger la
sentence et se virent punis à leur tour
aux travaux forcés en Afrique du
nord. D’autres encore refusèrent de
tirer sur leur compagnon qui fut
exécuté le 13 février 1915, car le
conseil de Guerre spécial n’autorisait
aucune procédure d’appels.
Après la Guerre, une campagne de
presse fut engagée par un jeune
avocat dans le journal «GERMINAL », ce qui permit la réhabilitation
de Lucien Bersot le 12 juillet 1922.
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La Baita di Ginevra
Anno III n. 15
Settembre 2013
Il Gruppo Alpini al Concerto del giubileo del Coro Liederkranz-Concordia
Il 18 giugno 1863 undici artigiani svizzeri tedeschi, residenti nella città di
Calvino, si ritrovano in un caffè nella
rue de Carouge. Tutti appassionati di
canto corale, decidono di fondare una
società di canto il cui nome, "Armonia
Garibaldi", è suggerito dal gestore del
locale, fervente ammiratore di Garibaldi.
Un secolo e mezzo dopo, la corale, la
cui denominazione nell’arco della sua
esistenza è variata fino a diventare la
"Liederkranz-Concordia" di oggi, non
solo è ancora in attività ma è anche
diventata un preciso punto di riferimento per i tanti ginevrini che amano
il bel canto, a conferma che il tempo
fa deperire le cose caduche ma da
sempre nuovo vigore e rende sempre
più belle le iniziative sorrette da una
forte passione.
Questa passione ha avuto modo di
manifestarsi ancora una volta il 15
giugno scorso, quando è stato festeggiato il 150esimo anniversario della
fondazione della società.
Grazie al sostegno delle Municipalità
di Ginevra e di Neuchâtel, della Loterie Romande e di altri sponsors, tra
cui UGMC, SIG, FIAT e MSC, è stato
organizzato un grande concerto nel
più prestigioso teatro della città, il
Victoria Hall, in collaborazione con
una corale amica della località di
Saint-Blaise (NE), "l'Avenir", con solisti di fama internazionale e con un'orchestra allestita "ad hoc" dall'italiano
Andreas Bottaro, primo violino.
L’evento si è quindi tradotto in uno
dei più bei concerti tenuti in Svizzera
nell'anno dedicato a Giuseppe Verdi,
di cui si commemora quest'anno il
bicentenario della nascita.
In un teatro strapieno, il coro ha interpretato, in prima parte, 7 cori di
opera (Nabucco, i Lombardi, Rigoletto , il Trovatore, Macbeth, Don Carlos
e Aida) e in seconda parte importanti brani del famoso Requiem del
compositore di Roncole di Busseto.
Da anni un concerto al Victoria
Hall non era riuscito ad attirare
tanto pubblico. Non solo i 1500
posti erano tutti occupati, ma alcune centinaia di persone non hanno
potuto accedere alla sala e si sono
dovute accontentare di seguire il
concerto dagli schermi istallati nell'atrio.
La prestazione di altissimo livello
della corale, dei solisti e dell'orchestra, ha riscosso grande successo
tra il pubblico entusiasta composto
soprattutto dalla collettività italiana, accorsa in gran numero anche
grazie all’opera di divulgazione
svolta da numerose associazioni di
Ginevra e Neuchâtel.
Il giorno successivo la Liederkranz-Concordia e L'Avenir hanno
bissato il concerto, conseguendo
pari successo, al Temple du Bas
nella città di Neuchâtel.
Dimitrova ma anche il basso Seokgill Choi, Graziela Velceva e Alexander Kröner.
Prossimi appuntamenti del
Gruppo Alpini di Ginevra
27 ottobre Castagnata Sede degli Alpini
03 novembre Cerimonia 4 Novembre
Cimitero di Saint-Georges
10 novembre Cerimonia caduti Svizzeri
Parc Mon Repos
23 novembre Cena Sociale Salle des fêtes Corsier
Molto applauditi i solisti, in particolar
modo la soprano Danaila
Di rilievo la prestazione delle due direttrici bulgare. Per il concerto di Ginevra Stanislava Nankova, una vera
rivelazione come grande maestro,
affiancata per quello di Neuchâtel da
Veneziela Naydenova.
Presenti tra il pubblico importanti
personalità del mondo della cultura,
dei media e della politica, tra le quali
spiccavano il Ministro Plenipotenziario Amedeo Trambajolo, Incaricato
d’Affari presso la Rappresentanza
Permanente d’Italia all’ONU, e il Console Generale d'Italia a Ginevra Andrea Bertozzi.
Tra i coristi si notavano la Signora
Maria Rosaria Colella, moglie dell'ex
Console Generale di Ginevra Alberto
Colella, e Anna Sempiana, Vice Presidente della corale e principale organizzatrice dell'evento.
Invitati proprio da Anna Sempiana, il
Gruppo Alpini di Ginevra ha vissuto
una serata favolosa. Da notare che, tra
i coristi, figurava anche il nostro socio
Arcangelo Palmieri.
Brava Anna. Bravo Arcangelo, siete
stati meravigliosi.
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Anno III n. 15
Settembre 2013
La Baita di Ginevra
ASSO Test de nuit 2013, les Alpini toujours présents
La Californie, nom évocateur d’aventure, se trouve
sur la commune de Collonge-Bellerive. C’est à l’école
de la Californie que le test
de nuit 2013 a tenu ses
quartiers le 4 septembre.
Grande participation, 294
inscrits, y compris les
patrouilles des militaires en
armes : la patrouille de Berne, commandée par l’ancien
commandant de la place d’armes de
Genève, le Colonel Markus Feldmann,
président de la Maison
Dufour, René Thonney, et
le major Vania Keller Burgeat ont honoré la manifestation
par
leur
présence.
Bien épaulés par les qualités des commissaires subordonnés, tout a fonctionné à la perfection.
et le nouveau commandant de la
même place, le Colonel Thomas A.
Keller, commandait la patrouille
de Genève.
Organisation bien huilée, type
montre suisse, par le Major
Claude Oberson, responsable
du test, et par Robert
Bouleau, Président de l’Asso.
La participation des autorités
n’était pas des moindres. En
effet, le maire de CollongeBellerive, Marcel Goehring, le
A la restauration, bien sûr,
les Alpini, pour redonner l’énergie
utilisée dans l’épreuve. Au menu :
Polenta grillée, saucisses, salade, le
tout bien arrosé par les excellents
crus genevois.
Cette manifestation, sportive et
militaire, rencontre toujours un grand
succès, et les Alpini sont fiers d’y
participer et consolider ainsi les liens
d’amitié et de collaboration sincère
avec les amis de l’ASSO.
Con gli Alpini del Feltre a Malga Campon
Malga Campon, sul monte Avena, è
una specie di pergola sulle « Vette
feltrine » e la conca della Valle del
Cismon, teatro annuale della Ciaspalonga e perfetto trampolino di lancio
di deltaplani e parapendio. Il 18 agosto è stata invasa dalle penne nere,
per il pic nic organizzato dal Gruppo
Alpini di Farra.
Nella bucolica cornice dei monti, ha
avuto luogo l’alza bandiera, seguita
poi dalla sfilata tra i pascoli fino al
belvedere, dove è stata celebrata la
Santa Messa da campo ai piedi della
grande croce metallica che domina la
Vallata di Fonzaso.
L’agreste funzione è stata seguita da
Carlo Balestra.
I 360 commensali, sotto gli ampi tendoni, hanno potuto apprezzare l’immenso spiedo che ha seguito la tradizionale pastasciutta alpina.
un folto pubblico, anche animale;
infatti, il pascolo ospitava un
branco di mucche curiose, che
hanno fatto ala al corteo.
La partecipazione con gli amici
Giovanni e Paola Arboit, anziani
soci ginevrini, è stata anche l’occasione di incontrare il dinamico presidente della sezione di Feltre,
Non mancava la musica, anche se non
proprio da montagna, e, anche se melodica a nostro umile avviso, sarà meglio trasformarla in canti alpini, molto
più pertinenti e indicati al tema agreste della montagna.
Ottimo il pasto, concluso con l’ammaina bandiera e la nostalgia dei pochi rimasti a sbarazzare, ripulire e
riordinare l’area operativa, come si
addice al dopo festa degli Alpini.
Tiro in campagna
Invitato dalle associazioni d’arma italiane di Ginevra, Unuci e Volontari di Guerra allo stand militare di Chancy, ho avuto il piacere di
incontrare Ettore Cervis, Gaspare Labarbera e Maurizio Zerbinati,
gli amici alpini e paracadutisti venuti dall’Italia per qualche giorno di
piacevole e costruttivo allenamento al tiro sportivo e militare con le
diverse armi da Guerra, anche automatiche, ed ex ordinanze, come la
MG 42 e la schwarzlose della 1a Guerra mondiale, che tanto filo da
torcere ha dato ai nostri vecchi negli assalti alle trincee nemiche e ora
finalmente meglio impiegate allo svago del tiro sportivo.
Antonio Strappazzon,
Capogruppo
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