La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 Il periodico del Gruppo Alpini di Ginevra Il Gruppo Alpini di Ginevra alla Commemorazione annuale nel Monte Grappa Tra il Brenta e il Piave, nell`arco di un secolo, sono occorsi dei fatti importanti che le genti venete hanno il dovere di ricordare; nel 1901, il 4 agosto, il futuro Pio X, allora Patriarca di Venezia, inaugurava il sacello dedicato alla Madonna, che ogni anno richiama numerosissimi visitatori. Nel 1915-18, durante la 1ma guerra mondiale, veniva combattuta una delle più cruente battaglie di tutti i tempi tra le truppe dell’esercito italiano e le armate della duplice monarchia austro-ungarica e i loro alleati Tedeschi, Boemi, Slovacchi, Croati, Bosniaci e altre nazionalità. Nel 1923, venivano iniziati i lavori di costruzione dell’imponente monumento ossario per raccogliere le Segue a pagina 2 Le vacanze del Presidente I quattro giorni di Nijmegen: la marcia militare più dura del mondo Il nostro carissimo Presidente della Sezione svizzera, Fabio Brembilla, (nella foto) ci invia un bellissimo saluto fotografico dalle sue vacanze ; sicuramente, più prosaicamente, stava cercando i funghi, i quali, assenti per il gran secco, si sono fatti perdonare con un bel fiore, particolarmente alpino. Grazie Presidente e ben ritornato tra noi, incapaci di simili trofei. Dal 16 al 19 luglio 2013, ho partecipato, con il battaglione di marcia svizzera, alla Marcia dei 4 giorni (oppure la Vierdaagse) a Nijmegen nei Paesi-Bassi. Questa marcia è un esercizio di resistenza fisica che viene organizzato durante la settimana del terzo martedi di luglio. Questa gara internazionale accoglie ogni anno circa 45.000 partecipanti (di cui 5.000 militari) che devono percorrere ogni giorno, e per quattro giorni consecutivi, una distanza compresa tra i 30 e 50 km. Il percorso si svolge nei pressi della Segue a pagina 4 pag. 2 La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 Il Gruppo Alpini di Ginevra alla Commemorazione annuale nel Monte Grappa spoglie dei caduti disperse in tanti cimiteri improvvisati e in larga parte ancora insepolti sui monti che videro l’epica lotta e nelle trincee, ancora oggi, perfettamente visibili, grazie al recupero degli Alpini, che assicurano anche la pulizia e la manutenzione dell’opera. Nel 1943-45, la zona del Grappa era teatro di violente operazioni di guerra partigiana che videro cadere numerosi combattenti, molti dei quali fucilati o impiccati, anche a Bassano e nei paesi della Pedemontana. Come ogni anno, erano presenti le rappresentazioni e le autorità dei paesi allora coinvolti, accompagnati dalla fanfara della città di Salisburgo. Il benvenuto è dato dal Sindaco di Borso del Grappa, Ivano Zordan, che passa la parola al Sottosegretario alla Presidenza dei Ministri, Onorevole Giovanni Legnini, delegato dal Governo alle celebrazioni prossime del centenario della Grande Guerra e al nostro nuovo Presidente Nazionale, Sebastiano Favero. Dopo la messa celebrata dal Nunzio Apostolico in Libano, Arcivescovo Monsignor Gabriele Caccia, le corone, accompagnate da Sebastiano Favero e le autorità militari e civili, EDITORE: Gruppo Alpini Ginevra A.N.A. (Alpini) Case postale 88 - 1211 Genève 8 www.anaginevra.altervista.org [email protected] Direttore Responsabile Antonio Strappazzon Tel. 079 434 82 12 Amministratore Giacomo Schiagno [email protected] Consiglieri Maddalena Fronda Luciano Caon Marcello Sartor Franco Vola sono state deposte al cimitero italiano e Austo-Ungarico, al monumento al Partigiano e alla tomba della medaglia d’oro, Generale Viola, accompagnata dalla sua vedova centenaria. Come sempre, una imponente e sentita partecipazione di rappresentanze delle associazioni d’arma nazionali, con labari e bandiere e con un grandissimo pubblico. Una simpaticissima e discreta cerimonia di cui siamo stati testimoni è avvenuta al secondo girone dell’ossario a cura dell’associazione « UNITI NELLA MEMORIA », in uniforme d’epoca italiana e tedesca, posavano un sasso sul loculo di Antonio Zichi, fante sardo caduto e sepolto sul Grappa. Il sasso è stato confidato dal pronipote del caduto e proviene dal podere che Antonio Zichi non ha più rivisto e che era stato dato per disperso alla famiglia, perché sepolto con un errore sulla prima lettera del cognome, ora corretto e rappresenta l’eccezione, essendo tutti i loculi in ordine alfabetico. In margine della celebrazione, abbiamo avuto il piacere di incontrare il Generale di corpo d’armata, Italico Canteruccio, già Comandante della Brigata Cadore, sempre molto disponibile ed elogioso per il nostro lavoro, che manda un suo saluto a tutti gli Alpini ginevrini. pag. 3 La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 Initiative du Groupe pour une Suisse sans Armée (GSsA) contre l’obligation de servir: initiative irresponsable ou habile manoeuvre tactique? N o u s al lo n s p o u v o ir nou s prononcer le 22 septembre prochain une nouvelle fois sur une énième initiative du Groupe pour une Suisse sans Armée, dont le but ultime est, comme l’indique son nom, la suppression pure et simple de l’Armée : celle-ci est notre outil sécuritaire, notre réserve stratégique en moyen et en hommes, engageable rapidement en cas d’évènements extraordinaires (catastrophes, crises, conflits, etc…). Le titre de cette dernière « Initiative populaire visant à supprimer le service militaire obligatoire » est t ro mp eu r : en eff et cett e proposition qui tend à supprimer l’obligation de servir, vise l’article 59 de notre Constitution. Nous passerions donc d’une milice mélangeant les conscrits de toutes les couches de la population à une « milice » basée sur le volontariat (avec une rétribution à la clé ?), qui ne se distinguera plus vraiment d’une armée professionnelle. Je n’ai qu’une certitude, c’est qu’à ce moment là, le Groupe pour une Suisse sans Armée et la gauche, ayant créé les conditions favorables pour modifier l’article 58 (celui qui dit que l’armée suisse est basée sur le modèle de milice), n’hésiteront pas à lancer une deuxième offensive pour porter le coup de grâce à notre armée qui, si l’initiative venait à être acceptée, ne respecterait plus vraiment le principe de la milice. Nous le savons, la tactique du salami est la stratégie préférée de ceux qui veulent abolir l’armée. Depuis l’échec cuisant de la première attaque frontale en 1989, chaque initiative du Groupement pour une Suisse sans Armée, issue de cette stratégie basée sur le long terme, vise à affaiblir l’armée au moyen d’attaques ciblées sur un point ou domaine précis (avions de combat, financement, etc…).En cela il n’y a aucune irresponsabilité dans la stratégie de GSsA, mais un long travail de sape pour accomplir le but qui est leur raison d’être : la suppression de l’armée suisse. Ne nous laissons donc pas leurrer par cette initiative fallacieuse, qui n’est que la première phase d’une habile manoeuvre tactique visant à affaiblir l’armée, avant de passer, dans un deuxième temps, à une attaque frontale avec une initiative demandant la sup- Preghiera dell'alpino ignoto (di Giulio Bedeschi) Tu per le mie ferite da cui scese sangue alla terra alle pietre al fango alla neve dovunque passai; Tu per il mio silenzio e il mio dolore senza volto e il mio respiro che cessò senza lamento nell'invocare Te; Tu per il lungo calvario d'ogni fratello alpino che giacque infine riverso in quell'ora e per sempre simile a me nella sua stessa offerta; Tu per gli occhi di mia madre fermi nel buio fermi nel vuoto in cui vedesti tremolare e cadere verso Te dalle ciglia la luccicante preghiera; Tu per le mani di mio figlio che mai sentirono le mie e non ebbero più guida se non di ricordo; Tu, o Signore, tendi la mano per quanto noi ti offriamo, preserva dalla vita e dalla morte ch'io conobbi in sorte e benedici ogni fratello che vive. Benedici l'Italia. pression de ce qui ne sera de facto plus une vraie armée de milice, en demandant une modification de l’article 58 de la Constitution. Il n’y a qu’un seul moyen de pour faire échouer cette manoeuvre, c’est de voter et de faire voter non à cette initiative trompeuse qui menace notre sécurité. Lt col EMG Norberto Birchler Ancien président de la Société Militaire de Genève (SMG) Candidato 2013 al Gran Consiglio di Ginevra pag. 4 La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 I quattro giorni di Nijmegen: la marcia militare più dura del mondo città, partendo ogni giorno dal centro in una direzione differente. Considerata come la marcia più dura del mondo, il suo motto, a giusta ragione, è:“The Walk of the World”. I militari partecipanti sono ospitati in un campo militare (Heumensoord) organizzato dall’esercito olandese. Il lunedì prima della marcia viene organizzata la cerimonia dell’alza bandiera. Quest’anno 34 bandiere nazionali son state innalzate durante una cerimonia alquanto semplice, ma ricca di emozioni. Il Tricolore, come la Croce svizzera, figuravano con onore tra i vessilli delle altre 32 nazioni partecipanti (Paesi-Bassi, Germania, Aruba, Russia, Francia, Austria, ecc...). Non si deve però dimenticare, che la durezza della marcia viene allevata in parte dal continuo sostegno, durante tutti i 160 km, della popolazione locale che si posiziona davanti alle proprie case già prima dell’alba per guardare passare i marciatori e, quando il sole si fa troppo pesante , ristora e rinfresca le truppe! Per il battaglione di marcia svizzero, il giorno più commovente, è sicuramente stato il terzo giorno, in cui è stata organizzata una breve cerimonia nel cimitero canadese di Arnhem. Ogni partecipante svizzero ha avuto la possibilità di deporre un fiore sulla tomba di un soldato canadese, scelto a caso. Però, il momento più commovente si è svolta il venerdì, l’ultimo giorno della marcia: la popolazione di Nijmegen e dei dintorni ha accolto ed accompagnato in modo trionfale i marciatori durante gli ultimi dodici chilometri della marcia, chilometri ribattezzati per l’occasione: “Via Gladiola”. I diversi contingenti militari che sfilano in formazione accompagnati da una banda militare, vengono letteralmente ricoperti dai fiori (gladioli) buttati dalle signorine e signore estasiate alla vista di questi baldi militari, sudati ma felici di es- sere arrivati al traguardo. Quest’anno, il battaglione svizzero, era rinforzato da un manipolo della Guardia pontifica svizzera, che per sfilare sulla via Gladiola, ha spiegato il vessillo pontifico e rivestito l’uniforme tradizionale della guardia. Tra i marciatori ginevrini, da notare la presenza del Colonnello Guy Reyfer. Tenente Colonnello SMG Norberto BIRCHLER Candidato 2013 al Gran Consiglio di Ginevra Vi siete mai chiesti che significato ha l’aquila che portiamo sul nostro cappello alpino? tato simbolo comunemente del potere militare, infatti era sempre presente sugli elmi o le corazze dei generali e dei più alti ufficiali. (A cura di Oscar Barcella www.truppealpine.it ) Un particolare suggestivo narrato dalla tradizione classica ci dice che l’aquila era l’unico animale che poteva fissare il sole senza abbassare gli occhi. Nella storia successiva l’aquila finì con l’avere un valore semplicemente araldico e il suo significato simbolico e morale fu quasi dimenticato. L'Aquila è sempre stata nella iconografia latina un animale divino descritta anche come: "fedele interprete dei voleri del Padre Giove". Era quindi considerato un animale sacro e superiore per forza. All'arrivo di Caio Mario vennero riformate le legioni dell'esercito introducendo una speciale insegna con in cima un'aquila. Veniva detto: "un’aquila per legione e nessuna legione senz’aquila". Stupendo dominatore delle inaccessibili vette, imponente rapace con potenti unghie falcate e vista acuta… come poteva essere dimenticato? No! Gli alpini non lo dimenticarono e decisero di erigerlo a proprio simbolo! L’insegna era costituita dall’aquila con le ali spiegate e con una folgore fra gli artigli. Da quel momento in poi questo volatile è diven- Gli alpini arrivano a piedi là dove giunge soltanto la fede alata !!! pag. 5 La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 96ma Commemorazione della Battaglia di Forte Leone Forte Leone, costruito tra il 1906 e il 1912 a Cima Campo, faceva parte dell’arco di difesa del confine di allora, tra la Val Sugana e il Cismon. Il Forte era orientato per il fuoco solamente contro il confine nemico. Disarmato dai cannoni da 149, portati per l’offensiva sull’Ortigara nel 1916, era presiedato da 2012 Alpini comandati da un Capitano. Il 7 novembre 1917, preso a rovescio, al seguito della caduta del fronte a Caporetto, il Forte fu espugnato dopo una stregua difesa da una brigata di Stutzen da montagna austriaca. Una parte degli assediati, guidati dal sergente Nardino, nativo della zona e dunque buon conoscitore del territorio, riusci a rompere l’accerchiamento nemico. Dopo una avventurosa marcia forzata, riusciva a raggiungere la nuova linea di difesa italiana apprestata sul Monte Grappa. Ogni anno, gli Alpini dei gruppi locali del Comune di Arsiè, spalleggiati dall’amministrazione comunale, organizzano la cerimonia di commemorazione, di concerto con l’Onore ai caduti Austro-Tedesco, con la celebrazione della messa da campo, accompagnata dalla banda municipale di Arsiè, a cui segue il rancio alpino di tradizione. Gli Alpini arsedesi volontariamente sono riusciti a recuperare il Forte, con anni di tenace lavoro di rafforzamento e sgombero macerie, riuscendo a rendere la struttura già da ora agibile per delle visite guidate. Il Sindaco alpino di Arsiè, salutando i presenti, ha annunciato l’ottenzione recente di un nuovo finanziamento di 800.000 euro che permetterà il recupero completo dell’imponente struttura che sarà aperta al pubblico, anche per la promozione e conoscenza del territorio. Scambio gagliardetti con il Gruppo di Arcade Sezione di Treviso Il 25 luglio, il nostro consigliere, Marcello Sarto, rappresentando il Gruppo di Ginevra, ha partecipato al simpatico scambio dei gagliardetti con il Capogruppo di Arcade, Florindo Cecconato, ed il suo comitato. Marcello ha ricevuto anche gli opuscoli della storia del Gruppo e il CD delle manifestazioni ed è rimasto molto colpito dalla squisita accoglienza. Lo ringraziamo di cuore, anche per i bei apprezzamenti nei confronti del nostro giornale e delle nostre attività. Grazie alla potenza dei moderni mezzi di comunicazione, siamo lusingati di vederci conosciuti anche cosi lontano. pag. 6 Anno III n. 15 Settembre 2013 La Baita di Ginevra Storie alpine. L`Isola degli Alpini L’isola di ALPINIYA, ossia « L’isola degli Alpini » fu scoperta il 22 giugno 1928 dalla spedizione comandata dal Capitano degli Alpini, Gennaro Sora, in soccorso al dirigibile Italia del generale Umberto, precipitato al Polo Nord. con due slitte, gli 8 Alpini e l’esperto olandese di cani da slitta, Van Dongen, parti senza autorizzazione. Il Capitano Sora, eroico soldato dell’8 Alpini nella grande guerra, 3 volte medaglia d’argento al valore, era stato scelto da Nobile con 8 Alpini per partecipare alla spedizione Artica del dirigibile Italia. Partito da Kings Bay il 22 maggio 1928, il dirigibile raggiunse e sorvolo il polo il 24 maggio, lanciando il tricolore. Sulla via del ritorno, una terribile tempesta lo fece precipitare sulla Banchisa Polare. Nell’urto, il Generale Nobile e alcuni altri membri della spedizione furono sbalzati fuori bordo, mentre il dirigibile riprendeva quota e spariva con altri 6 membri dell’equipaggio, mai più ritrovati. Nobile, ferito, con i superstiti e il ma- teriale caduto e lanciato dall’aeronave poterono sopravvivere, riparandosi in una tenda colorata di rossa, divenuta poi famosa anche per le polemiche legate al salvataggio. Appena appresa la notizia, Sora espresse la sua intenzione di partire subito con i suoi Alpini al soccorso dei naufraghi, entrando cosi in contrasto con il comandante della nave Milano a cui faceva capo la spedizione e che era per una linea più cauta. Dal contrasto, avvenne la subordinazione di Sora, che il 21 giugno, Dopo estenuanti marce forzate nel ghiaccio eterno e dopo aver dovuto mangiare i cani per sopravvivere, gli eroici Alpini avevano individuato da soli la direzione verso la tenda rossa che andava alla deriva sui ghiacci del Polo e raggiunta l’isola di Foyn e furono recuperati dagli hydrovolanti il 13 luglio. L’eroico capitano degli Alpini, soprannominato « muscoletti », è anche l’autore della Preghiera dell’Alpino, inviata in una lettera alla madre nella sua prima versione il 4 luglio 1935, da Malga Poden. L’Isola scoperta dal Capitano Sora e battezzata « Isola degli Alpini », si trova a 80 ° e 23 ` Nord e 25° e 4 ` Est. Ha una elevazione di 50 mt sul livello del mare ed è vasta circa 3000 mq. La sua scoperta è stata riconosciuta dal Governo norvegese il 3 luglio 1929. Guerre 1914-18 Fusillé pour l’exemple La première Guerre mondiale fut caractérisée par les nouvelles techniques de destruction; Gaz, Lance-flamme, Artillerie lourde, Avions, Mitrailleuses, etc. Elle se solda par environ 12 millions de morts et 20 millions de blessés. La terrible vie dans les tranchées, l’omniprésence de la mort, le report des permissions provoquèrent stress, épuisement et mécontentement parmi les soldats. Les conseils de Guerre institués par les autorités militaires jugèrent rapidement les actes de rebellions « pour l’exemple ». En France, sur 2400 condamnés à mort par ces tribunaux expéditifs, 275 hommes furent fusillés. Le 1er février 1915, grelottant de froid, le 2ème classe, Lucien Bersot, né en 1881, n’avait qu’un pantalon léger blanc pour se protéger, car il n’y avait pas de pantalon en laine à sa taille au magasin. Il demanda au sergent fourrier une paire identique à celui que portaient ses camarades. Le sergent lui proposa alors un pantalon récupéré sur un mort et maculé de sang, ce que Bersot refusa. Pour ce refus, Lucien Bersot se vit infliger une peine de 8 jours de prison par le Lieutenant André. Mais le Lieutenant Colonel Auroux, commandant du régiment, estima cette punition insuffisante et demanda sa comparution en conseil de Guerre, véritable cour martiale. Comme de nouvelles recrues venaient d’arriver, son intention était de faire un exemple de discipline militaire. Le 12 février 1915, traduit pour refus d’obéissance devant le conseil de Guerre spécial du régiment présidé par Auroux, Bersot y fut condamné à mort. La peine infligée ne correspondait alors nullement au code de justice militaire, car on n’était pas au contact de l’ennemi. Deux compagnons du condamné intervinrent auprès du Lieutenant colonel pour tenter d’alléger la sentence et se virent punis à leur tour aux travaux forcés en Afrique du nord. D’autres encore refusèrent de tirer sur leur compagnon qui fut exécuté le 13 février 1915, car le conseil de Guerre spécial n’autorisait aucune procédure d’appels. Après la Guerre, une campagne de presse fut engagée par un jeune avocat dans le journal «GERMINAL », ce qui permit la réhabilitation de Lucien Bersot le 12 juillet 1922. pag. 7 La Baita di Ginevra Anno III n. 15 Settembre 2013 Il Gruppo Alpini al Concerto del giubileo del Coro Liederkranz-Concordia Il 18 giugno 1863 undici artigiani svizzeri tedeschi, residenti nella città di Calvino, si ritrovano in un caffè nella rue de Carouge. Tutti appassionati di canto corale, decidono di fondare una società di canto il cui nome, "Armonia Garibaldi", è suggerito dal gestore del locale, fervente ammiratore di Garibaldi. Un secolo e mezzo dopo, la corale, la cui denominazione nell’arco della sua esistenza è variata fino a diventare la "Liederkranz-Concordia" di oggi, non solo è ancora in attività ma è anche diventata un preciso punto di riferimento per i tanti ginevrini che amano il bel canto, a conferma che il tempo fa deperire le cose caduche ma da sempre nuovo vigore e rende sempre più belle le iniziative sorrette da una forte passione. Questa passione ha avuto modo di manifestarsi ancora una volta il 15 giugno scorso, quando è stato festeggiato il 150esimo anniversario della fondazione della società. Grazie al sostegno delle Municipalità di Ginevra e di Neuchâtel, della Loterie Romande e di altri sponsors, tra cui UGMC, SIG, FIAT e MSC, è stato organizzato un grande concerto nel più prestigioso teatro della città, il Victoria Hall, in collaborazione con una corale amica della località di Saint-Blaise (NE), "l'Avenir", con solisti di fama internazionale e con un'orchestra allestita "ad hoc" dall'italiano Andreas Bottaro, primo violino. L’evento si è quindi tradotto in uno dei più bei concerti tenuti in Svizzera nell'anno dedicato a Giuseppe Verdi, di cui si commemora quest'anno il bicentenario della nascita. In un teatro strapieno, il coro ha interpretato, in prima parte, 7 cori di opera (Nabucco, i Lombardi, Rigoletto , il Trovatore, Macbeth, Don Carlos e Aida) e in seconda parte importanti brani del famoso Requiem del compositore di Roncole di Busseto. Da anni un concerto al Victoria Hall non era riuscito ad attirare tanto pubblico. Non solo i 1500 posti erano tutti occupati, ma alcune centinaia di persone non hanno potuto accedere alla sala e si sono dovute accontentare di seguire il concerto dagli schermi istallati nell'atrio. La prestazione di altissimo livello della corale, dei solisti e dell'orchestra, ha riscosso grande successo tra il pubblico entusiasta composto soprattutto dalla collettività italiana, accorsa in gran numero anche grazie all’opera di divulgazione svolta da numerose associazioni di Ginevra e Neuchâtel. Il giorno successivo la Liederkranz-Concordia e L'Avenir hanno bissato il concerto, conseguendo pari successo, al Temple du Bas nella città di Neuchâtel. Dimitrova ma anche il basso Seokgill Choi, Graziela Velceva e Alexander Kröner. Prossimi appuntamenti del Gruppo Alpini di Ginevra 27 ottobre Castagnata Sede degli Alpini 03 novembre Cerimonia 4 Novembre Cimitero di Saint-Georges 10 novembre Cerimonia caduti Svizzeri Parc Mon Repos 23 novembre Cena Sociale Salle des fêtes Corsier Molto applauditi i solisti, in particolar modo la soprano Danaila Di rilievo la prestazione delle due direttrici bulgare. Per il concerto di Ginevra Stanislava Nankova, una vera rivelazione come grande maestro, affiancata per quello di Neuchâtel da Veneziela Naydenova. Presenti tra il pubblico importanti personalità del mondo della cultura, dei media e della politica, tra le quali spiccavano il Ministro Plenipotenziario Amedeo Trambajolo, Incaricato d’Affari presso la Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU, e il Console Generale d'Italia a Ginevra Andrea Bertozzi. Tra i coristi si notavano la Signora Maria Rosaria Colella, moglie dell'ex Console Generale di Ginevra Alberto Colella, e Anna Sempiana, Vice Presidente della corale e principale organizzatrice dell'evento. Invitati proprio da Anna Sempiana, il Gruppo Alpini di Ginevra ha vissuto una serata favolosa. Da notare che, tra i coristi, figurava anche il nostro socio Arcangelo Palmieri. Brava Anna. Bravo Arcangelo, siete stati meravigliosi. pag. 8 Anno III n. 15 Settembre 2013 La Baita di Ginevra ASSO Test de nuit 2013, les Alpini toujours présents La Californie, nom évocateur d’aventure, se trouve sur la commune de Collonge-Bellerive. C’est à l’école de la Californie que le test de nuit 2013 a tenu ses quartiers le 4 septembre. Grande participation, 294 inscrits, y compris les patrouilles des militaires en armes : la patrouille de Berne, commandée par l’ancien commandant de la place d’armes de Genève, le Colonel Markus Feldmann, président de la Maison Dufour, René Thonney, et le major Vania Keller Burgeat ont honoré la manifestation par leur présence. Bien épaulés par les qualités des commissaires subordonnés, tout a fonctionné à la perfection. et le nouveau commandant de la même place, le Colonel Thomas A. Keller, commandait la patrouille de Genève. Organisation bien huilée, type montre suisse, par le Major Claude Oberson, responsable du test, et par Robert Bouleau, Président de l’Asso. La participation des autorités n’était pas des moindres. En effet, le maire de CollongeBellerive, Marcel Goehring, le A la restauration, bien sûr, les Alpini, pour redonner l’énergie utilisée dans l’épreuve. Au menu : Polenta grillée, saucisses, salade, le tout bien arrosé par les excellents crus genevois. Cette manifestation, sportive et militaire, rencontre toujours un grand succès, et les Alpini sont fiers d’y participer et consolider ainsi les liens d’amitié et de collaboration sincère avec les amis de l’ASSO. Con gli Alpini del Feltre a Malga Campon Malga Campon, sul monte Avena, è una specie di pergola sulle « Vette feltrine » e la conca della Valle del Cismon, teatro annuale della Ciaspalonga e perfetto trampolino di lancio di deltaplani e parapendio. Il 18 agosto è stata invasa dalle penne nere, per il pic nic organizzato dal Gruppo Alpini di Farra. Nella bucolica cornice dei monti, ha avuto luogo l’alza bandiera, seguita poi dalla sfilata tra i pascoli fino al belvedere, dove è stata celebrata la Santa Messa da campo ai piedi della grande croce metallica che domina la Vallata di Fonzaso. L’agreste funzione è stata seguita da Carlo Balestra. I 360 commensali, sotto gli ampi tendoni, hanno potuto apprezzare l’immenso spiedo che ha seguito la tradizionale pastasciutta alpina. un folto pubblico, anche animale; infatti, il pascolo ospitava un branco di mucche curiose, che hanno fatto ala al corteo. La partecipazione con gli amici Giovanni e Paola Arboit, anziani soci ginevrini, è stata anche l’occasione di incontrare il dinamico presidente della sezione di Feltre, Non mancava la musica, anche se non proprio da montagna, e, anche se melodica a nostro umile avviso, sarà meglio trasformarla in canti alpini, molto più pertinenti e indicati al tema agreste della montagna. Ottimo il pasto, concluso con l’ammaina bandiera e la nostalgia dei pochi rimasti a sbarazzare, ripulire e riordinare l’area operativa, come si addice al dopo festa degli Alpini. Tiro in campagna Invitato dalle associazioni d’arma italiane di Ginevra, Unuci e Volontari di Guerra allo stand militare di Chancy, ho avuto il piacere di incontrare Ettore Cervis, Gaspare Labarbera e Maurizio Zerbinati, gli amici alpini e paracadutisti venuti dall’Italia per qualche giorno di piacevole e costruttivo allenamento al tiro sportivo e militare con le diverse armi da Guerra, anche automatiche, ed ex ordinanze, come la MG 42 e la schwarzlose della 1a Guerra mondiale, che tanto filo da torcere ha dato ai nostri vecchi negli assalti alle trincee nemiche e ora finalmente meglio impiegate allo svago del tiro sportivo. Antonio Strappazzon, Capogruppo