manuale di stile della federazione trentina della cooperazione indice Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 002 sezione 1 il metodo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 005 I requisiti della scrittura professionale e i criteri per potenziarli 1.1) 1.2) 1.3) 1.3) 1.4) Scrivere chiaro: eliminare i disturbi della percezione . . . Ottenere sintesi: più leggerezza, più efficacia . . . . . . . . Organizzare la struttura: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l’ordine del discorso secondo l’obiettivo da raggiungere Scegliere lo stile: valore del motto “scrivi come parli” . . . . . pag. 006 . . . pag. 008 . . . pag. 011 . . . pag. 020 sezione 2 gli strumenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 025 I più usati nella nostra comunicazione scritta 2.1) 2.2) 2.3) 2.4) Lettere: scrivere per farsi leggere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Circolari: dal “dispaccio del re” alla comunicazione efficace . E-mail: emozioni digitali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Slide: dieci spunti per scrivere una presentazione . . . . . . . . pag. 026 pag. 046 pag. 063 pag. 075 sezione 3 i valori della nostra comunicazione . . . . . . . . . . . . . pag. 085 La comunicazione come circolo virtuoso: una pratica coerente ai valori cooperativi introduzione manuale di stile della Federazione Trentina della Cooperazione Per uno stile più riconoscibile e più efficace Governare la propria comunicazione scritta è un impegno importante per ogni organizzazione moderna: garantisce il rispetto della propria identità, e la coerenza di ogni messaggio scritto con lo stile che quella identità comporta. Esiste già un manuale che disciplina l'uso del nuovo marchio1 della Federazione Trentina della Cooperazione nei vari strumenti di comunicazione. Il passo successivo è oggi questo manuale, dedicato agli strumenti quotidiani della nostra comunicazione: lettere, circolari, e-mail e presentazioni a slide sono infatti strumenti che veicolano, con il marchio, l'attività e l'identità, appunto, della nostra Federazione. Senza comprimere la creatività individuale, lo sforzo cui ognuno di noi è chiamato è oggi quello di allineare quegli strumenti ad alcune regole di formato e di scrittura, per aumentarne l'efficacia. Accanto alle regole, in queste pagine proponiamo una serie di esempi, spesso con un confronto diretto tra il testo efficace e quello non efficace. Di questi esempi, molti sono tratti dalle nostre recenti esperienze formative: documenti “prima” e “dopo” la riscrittura. Questo a testimonianza del cambiamento in atto, e di un'identità che, pur nel rispetto della tradizione cooperativa, sa evolvere e migliorare se stessa. Un manuale scritto con metodo cooperativo Anche questo manuale, come la recente Guida alla cooperazione trentina, è stato realizzato con metodo cooperativo. È infatti il frutto del lavoro di un gruppo di nostri colleghi che, con la guida di Alessandro Lucchini, ha portato a frutto il lavoro svolto prima in aula, poi nell'attività quotidiana. 1) Il nuovo marchio della Federazione sintetizza graficamente le strategie del movimento cooperativo trentino: reinterpreta in chiave moderna il marchio storico, adattandolo all'attuale realtà economica. Oltre alle sette verghe clesiane, che rappresentano il concetto di unità, il carattere adottato per la scritta “Cooperazione Trentina” evoca le radici, rifacendosi alla scrittura manuale dei verbali delle prime cooperative, guidate da don Lorenzo Guetti, padre del movimento. Il carattere è stato modificato per dare alle lettere altezze diverse, richiamando così sia la varietà dei settori cooperativi, sia il territorio trentino. introduzione | pag. 003 Questo ne garantirà il più rapido allineamento da parte di tutti i colleghi, non solo per disciplina di squadra, ma proprio per efficacia operativa. Un grazie ai colleghi che hanno collaborato al progetto: Roberta Baldessari, Monica Belloni, Renzo Bridi, Paola Calza, Federica Castelli, Rita Corazzola, Fabrizio Cuel, Roberta Girardini, Arianna Giuliani, Mauro Loss, Marco Paissan, Marina Pancheri, Sara Perugini, Andrea Porcelli, Irene Rosi, Francesca Tomasi, Elisa Zerlottin. Le tre sezioni del manuale Il manuale si articola in tre sezioni. 1) IL METODO I requisiti della scrittura professionale e i criteri per potenziarli: S scrivere chiaro: eliminare i disturbi della percezione; S ottenere sintesi: più leggerezza, più efficacia; S organizzare la struttura: l'ordine del discorso secondo l'obiettivo da raggiungere; S scegliere lo stile: valore del motto “scrivi come parli”. 2) GLI STRUMENTI Un approfondimento sugli strumenti più usati nella nostra comunicazione scritta. S Lettere e circolari. Oggetto chiaro e significativo, formule di apertura cordiali e coinvolgenti, senza troppi convenevoli, sequenze logiche efficaci nell'argomentazione, leggerezza nella chiusura (saluti e firma). E in caso di documenti lunghi, un abstract in apertura, che attiri e guidi i lettori interessati, e lasci liberi quelli non interessati. (E senza il “LORO SEDI”!). S E-mail. Se una lettera dev'essere chiara e snella, una mail lo dev'essere ancora di più: siamo sempre di fretta, l'attenzione va catturata in pochi secondi. Gli elementi essenziali: la qualità dei testi, l'oggetto, la sintesi, la densità e la leggerezza, l'interattività, lo stile, la firma. Influenze psico-linguistiche: durezza/morbidezza delle parole, gestione dell'impatto emotivo, congruenza tra contenuto e relazione. Modelli neuro-linguistici in campo nelle e-mail: il metodo CRG (calibrazionericalco-guida) per entrare in sintonia con il lettore e costruire con lui una relazione basata sulla fiducia. pag. 004 | manuale di stile S Presentazioni a slide. Le presentazioni a slide sono momenti in cui combiniamo il testo scritto (canale visivo) con la parola (canale auditivo) e con l'espressività davanti al pubblico (canale cenestesico). Queste scelte possono arricchire gli aspetti razionali con quelli emotivi, se la presentazione è gestita bene; o, viceversa, scivolare nella noia e nel rifiuto da parte del pubblico. Il “come” comunichiamo vale quanto il “cosa” comunichiamo. Dallo stile, infatti, dipenderà l'energia e l'efficacia del messaggio; questo sarà l'elemento di continuità e di coerenza, questo passerà al pubblico come lo “stile” della Federazione. 3) I VALORI DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE Per concludere, una riflessione sulla coerenza tra valori della cooperazione e il nostro stile comunicativo. Il messaggio centrale è questo: cooperazione è conversazione. L'era di internet sta facendo evolvere il concetto di cliente da “oggetto”, “target” di un messaggio, in un “soggetto” attivo, protagonista del rapporto con un certo marchio. Informato da molteplici fonti, egli non si accontenta più di subire le azioni del marketing e della comunicazione istituzionale, richiede di essere accolto e coinvolto. A tutte le organizzazioni - siano imprese, enti o federazioni professionali - non basta più dichiararsi migliori della concorrenza, per convincere i lettori: devono creare un rapporto unico e personale, meritarsi la loro fiducia e attenzione. Non più messaggi unidirezionali, ma dialogo, conversazione. Ecco il senso della nuova cultura che si sta affermando, denominata “marketing della conversazione”. Nel patrimonio di valori e di principi della cooperazione, la cultura della conversazione merita oggi un ruolo importante e un'attenzione specifica. Buona lettura a tutti, e buon uso di questo manuale. Carlo Dellasega sezione 1 il metodo i requisiti della scrittura professionale e i criteri per potenziarli sezione 1 il metodo i requisiti della scrittura professionale e i criteri per potenziarli 1.1) Scrivere chiaro: eliminare i disturbi della percezione Tre fasi scandiscono il processo di percezione di un messaggio: tre fasi che generano altrettanti tipi di disturbi. A) Decodifica del testo. La prima fase ha a che fare con le regole della grammatica, con la scelta delle parole, e con la diversa conoscenza del codice linguistico da parte delle persone coinvolte. Se un arabo e un tedesco parlano ciascuno nella propria lingua, non si capiscono. Ma anche dentro la stessa lingua: un analfabeta e un plurilaureato, o un bancario e un agricoltore, faticano a intendersi. B) Analisi dei significati. Non più la grammatica, ma la semantica, i significati. Da' un'occhiata a questa frase: «Giovanni scagliò il bicchiere contro il muro e lo ruppe.» Ogni persona di buon senso sa che quel lo si riferisce al bicchiere, e quindi che si rompe il bicchiere. Ma se vai in Giappone, dove i muri sono di carta e i bicchieri d’argento, si rompe il muro. Oppure, se usi la parola “conferitore” nel programma di un convegno scientifico o letterario, i lettori penseranno alla personalità chiamata ad assegnare un premio, o un titolo onorifico. Ma se scrivi: «8.000 conferitori, 16 cantine sociali, 1 consorzio di secondo grado, 880.000 quintali di uva e 8.100 ettari di viti...» nella Guida alla cooperazione trentina, è la fotografia della cooperazione vitivinicola trentina. Esempi paradossali? Nella tua memoria potrai trovare molti casi reali in cui forse hai dovuto dire, dopo: “Scusa, non intendevo...”. sez.1: il metodo | pag. 007 C) La previsione del messaggio. La fase più delicata. Chiunque riceva uno scritto, sulla base della propria esperienza elabora una previsione sul messaggio che sta per leggere. Può essere una previsione articolata, una generica speranza, un timore, o solo un accenno di fastidio, anche embrionale e inconsapevole: una previsione c’è sempre. Se ricevi una lettera del tuo amato, o una circolare del tuo capo, o una lettera dell’ufficio delle tasse, prima di aprire la busta maturi un’aspettativa, quasi sempre un po' diversa dall’intenzione del mittente. Questo complica la comprensione. Lo stesso vale per i nostri soci: quando ricevono una busta con il marchio della Federazione, prima ancora di aprirla hanno già maturato un’aspettativa. Come fare in modo che quest’aspettativa sia favorevole al nostro messaggio? Le fasi A) e B) hanno a che fare con la chiarezza e la sinteticità del testo; la fase C) soprattutto con la sua struttura. Scrivere chiaro ed efficace S Parole brevi: rapido, anziché tempestivo; partire, anziché allontanarsi; uso, anziché utilizzo; tema, anziché tematica. S Parole semplici, comuni, concrete: se anziché nel caso in cui; su anziché in relazione a; quando anziché nel momento in cui; pagare anziché effettuare il versamento; soldi anziché liquidi; realizzare o sviluppare anziché implementare. S Parole coerenti: per esprimere lo stesso concetto, usiamo sempre le stesse parole; un congresso è sempre un congresso, non un convegno, o un workshop, o un meeting, o un simposio. S Periodi brevi e lineari: ridurre la lunghezza dei periodi ne aumenta la comprensione; massimo 25 parole, e non più di due frasi, meglio coordinate che subordinate; pochi incisi; sintassi essenziale: soggetto-verbocomplemento oggetto (chi-fa-che cosa), poi gli altri complementi. S Linguaggio positivo: invece di affermare qualcosa, spesso neghiamo il suo contrario (non va dimenticato che…), magari per attenuare un giudizio; ma così portiamo il lettore a soffermarsi proprio su ciò che neghiamo. Meglio fare affermazioni, semplici e dirette. pag. 008 | manuale di stile S Modi e tempi verbali semplici: il congiuntivo e il condizionale sono eleganti, esprimono sfumature o desideri, ma l’indicativo è il modo migliore per farsi capire. Tra i tempi: meglio limitarsi a presente, passato prossimo, imperfetto, futuro semplice. Tutto il resto complica inutilmente le cose. S Verbi, non nominalizzazioni: scrivere effettuare un cambiamento, anziché cambiare, o prendere una decisione anziché decidere è una tentazione diffusa. Ma il lettore potrebbe confondersi. S Verbi in forma attiva: è più chiara e incisiva di quella passiva, e più energica di quella impersonale. S Elenchi: se c’è da presentare una serie di valori, meglio scandirla in un elenco; numerico o alfabetico, se esiste una priorità, altrimenti con trattini, pallini, quadratini ecc. S Poche sigle, maiuscole, parole straniere o espressioni gergali: AD, KM, MBO, WBT… il Presidente, il Direttore, il Socio, il Servizio…; e poi il background, le performance, il chairman… Scrivere in modo chiaro e comprensibile a tutti non significa usare una terminologia sciatta o imprecisa, significa pensare al destinatario della comunicazione e al contesto nel quale il nostro messaggio è inserito. Soprattutto quando ci rivolgiamo a un pubblico ampio, disomogeneo e con competenze diversificate, come quello composto dai soci della cooperazione trentina, è importante usare un linguaggio semplice, preciso e senza troppi tecnicismi; e se proprio non possiamo farne a meno, cerchiamo almeno di spiegare i termini tecnici che non possiamo evitare. 1.2) Ottenere sintesi: più leggerezza, più efficacia Vi scrivo una lettera lunga perché non ho il tempo di scrivervene una breve. (Voltaire) Diffidate delle persone che parlano senza dir niente, perché o sono stupide e perdete il vostro tempo, o sono molto astute e perdete il vostro denaro. (Auguste Detoeuf) È più difficile scrivere un rapporto di venti righe che uno di venti pagine. (Dwight Eisenhower) sez.1: il metodo | pag. 009 In genere quelli che hanno niente da dire fanno in modo di metterci un sacco di tempo per dirlo. (James Russel Lowell) Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto. (Italo Calvino) Non bisogna mai esaurire un argomento, al punto che poi al lettore non resta più nulla da fare. Non si tratta di far leggere, ma di far pensare. (Montesquieu) I pensieri illustri sulla sintesi abbondano: lasciamo che ci risuonino nella mente, saranno utili. Tre considerazioni: S la sintesi non è un presupposto: è un risultato. Se ti metti a scrivere ed escono venti righe, è probabile che siano venti righe superficiali. Se invece scrivi tre pagine, e poi le porti a venti righe, allora è sintesi; S la sintesi non è brevità. La parola synthesis, composizione, viene dal greco syntithemi, “mettere insieme”. Dunque “comporre”, “avvicinare le parti per formare il tutto”. Comporre non è semplicemente aggiungere, ma prima scomporre e poi scegliere, eliminare l'inutile e valorizzare ciò che resta; S la sintesi non è superficialità, al contrario: è padronanza dell'argomento; a tal punto da saper scegliere le parole chiave, a tutto vantaggio del lettore. In genere, finito di scrivere, riletto il testo, individuato il messaggio principale e stabilita la dimensione da raggiungere, conviene tagliare. La tecnica è chiamata “forbici e colla”: è simile a quella dello scultore, che affronta il blocco di marmo con mazzetta e scalpellone, per ottenere la sagoma, poi disegna i particolari con lo scalpellino, e rifinisce con la lima. “La Pietà - diceva Michelangelo - è già dentro il blocco di marmo: io devo solo eliminare il superfluo”. Puoi iniziare sgrossando il testo: esamina i periodi, elimina quelli deboli e tieni quelli forti. Poi taglia quelli che danno poco valore, gli incisi di troppo, le parole fra parentesi, virgole o trattini (è vero, le parentesi danno informazioni più dettagliate, ma a volte inutili, come questa). Quindi passa al lavoro di fino: occhio ai giri di parole, alle ripetizioni, ad avverbi e aggettivi inutili: entro e non oltre, allo stato attuale delle cose, vorremmo ricordare quella che è la nostra esperienza... Ridondanze che non facilitano la comprensione: la rendono solo tortuosa. Non serve riscrivere, basta tagliare, e ricucire con operazioni minime: una congiunzione, un cambio di posizione, o poco più. Il valore della sintesi sta proprio nel riconoscere le parole utili da quelle inutili. Quelle inutili non vanno sostituite: vanno tolte. pag. 010 | manuale di stile Invece di scrivere così Meglio scrivere così Abbiamo ricevuto un pagamento tramite bonifico del valore di cinquemila Euro. Abbiamo ricevuto un bonifico di cinquemila Euro. Vi chiedo di non prolungare oltre misura la durata della riunione. Vi chiedo di non prolungare la riunione. La forza di questo settore è legata anche ad un caposaldo della cooperazione agricola trentina: ogni socio è tenuto a conferire alla propria cooperativa l'intera produzione. La libera scelta attraverso la quale si conferisce, e quindi si consegna alla cooperativa il proprio prodotto, è un tratto peculiare e distintivo del movimento trentino rispetto a quello nazionale. (56 parole) Ogni socio è tenuto a conferire alla propria cooperativa l'intera produzione: la libera scelta è un tratto distintivo del movimento trentino rispetto a quello nazionale. (25 parole) Badando bene, mentre tagli, a conservare intatto il significato originario. Un'avvertenza: la capacità di sintesi richiede un allenamento continuo. Non è che a un certo punto ce l'hai. I grandi scrittori ci passano la vita: asciugare, strizzare, eliminare, distillare. Un esempio ottenuto nei nostri corsi di scrittura efficace Divisi in quattro gruppi, i partecipanti a un corso in Federazione hanno lavorato sull'abstract di una circolare, rendendolo ancora più sintetico, quindi più leggibile ed efficace. Il documento in questione era la Circolare Unità di Servizio Sindacale sul nuovo contratto di apprendistato, indirizzata alle Famiglie Cooperative. Testo originale: 192 parole L'apprendistato professionalizzante è applicabile anche nelle cooperative di consumo. Per effetto di recenti interventi normativi e di un'intesa provinciale, la disciplina che Ecco gli abstract elaborati dai quattro gruppi di lavoro. 1) Cambia la normativa sull'apprendistato. Formazione: onere della cooperativa. Età: 18/29 anni. Modalità di gestione e vantaggi. (16 parole) sez.1: il metodo | pag. 011 consente di assumere apprendisti di età compresa tra 18 e 29 anni è ora applicabile nelle Cooperative di consumo. Il nuovo apprendistato si caratterizza per il fatto di invertire quella che è stata fino ad ora l'impostazione dell'attività formativa degli apprendisti: non spetta più all'ente pubblico ma è un onere del datore di lavoro prevedere il contenuto e le modalità della componente prevalente della formazione (una quota minore della formazione rimane fissata dall'ente pubblico). Quanto alla disciplina generale dell'apprendistato la stessa dovrà essere integrata nei prossimi mesi dall'apposita legge provinciale che definirà con esattezza i profili applicativi (in particolare formativi) del contratto e che, ci si augura, possa trovare una soluzione al venir meno delle assunzioni di apprendisti a tempo determinato. Si riporta di seguito il quadro della nuova disciplina in preparazione dell'incontro del 19 ottobre prossimo, di cui si sottolinea l'importanza per la comprensione delle modalità operative di gestione del contratto. Si allega una scheda riassuntiva dei passaggi procedurali che interessano. 2) Il nuovo apprendistato Formazione dell'apprendista. Profili applicativi in attesa della legge provinciale. Disciplina giuridica dell'apprendistato: nozioni. Vademecum per l'assunzione dell'apprendista. (20 parole) 3) Nuovo apprendistato: vantaggi per le cooperative di consumo. Si allunga l'età per l'assunzione di apprendisti: 18/29 anni. Nuova impostazione dell'attività formativa: un onere del datore di lavoro. Disciplina dei profili formativi e dubbi sull'assunzione a tempo determinato. Si attende la legge provinciale. Gestione del contratto: modalità operative. Scheda riassuntiva allegata: passaggi procedurali. (52 parole) 4) Nuovo apprendistato: fino a 29 anni. Formazione: sceglie il datore di lavoro. Fase transitoria in attesa della legge provinciale. Presentazione nuova disciplina. Scheda operativa per le cooperative. (27 parole) 1.3) Organizzare la struttura: l'ordine del discorso secondo l'obiettivo da raggiungere BLOT, BLIM e BLOB: queste tre sigle ci aiutano a memorizzare la struttura ideale in base all'obiettivo di un testo. pag. 012 | manuale di stile A) BLOT: the Bottom Line On Top - L'argomento principale all'inizio Subito il fatto, la novità, poi gli eventuali antefatti, le condizioni e le conseguenze. Schema adatto a comunicati stampa, articoli di cronaca, annunci ufficiali, e in generale a testi di tipo informativo, in cui la notizia vera va data nelle prime righe. Schema definito anche “a piramide rovesciata”: dal fatto più importante a quelli meno importanti. Se il lettore trova all'inizio gli argomenti che più lo interessano, e via via gli approfondimenti, abbiamo la sua massima attenzione sui fatti principali. Caro Presidente, a lei e ai soci della cooperativa … il nostro più cordiale benvenuto! La vostra cooperativa è stata iscritta al n. … del libro soci della Federazione Trentina della Cooperazione. Il consiglio di amministrazione ha infatti deliberato la vostra iscrizione il … (data per esteso). Lei potrà perfezionare l'associazione alla Federazione seguendo le istruzioni indicate in fondo a questa lettera. Troverà allegate delle pubblicazioni che ci auguriamo possano essere utili. Riguardano il sistema della Cooperazione Trentina, oltre che la storia, i valori e le regole del movimento cooperativo nel suo complesso. Inoltre, le inviamo copia della rubrica telefonica degli uffici della Federazione. In caso di necessità o per qualsiasi ulteriore informazioni potrà rivolgersi a Nome Cognome, carica (tel. 0461/898… - email [email protected]) o a Nome Cognome, carica (tel. 0461/898… - email [email protected]). Rinnovandole il nostro benvenuto, in attesa di poterla incontrare di persona, le inviamo un saluto cordiale e i migliori auguri di buon lavoro. Carlo Dellasega - direttore generale Diego Schelfi - presidente Allegati: - Guida alla Cooperazione Trentina - Rapporto sulla Cooperazione Trentina 2006 - Annuario 2006 - Elenco telefonico Federazione Trentina della Cooperazione aggiornato al … (data per esteso) sez.1: il metodo | pag. 013 L'adesione della cooperativa … sarà completata con il versamento: - della quota sociale di … euro e - della tassa di ammissione di 100,00 euro sul conto corrente bancario n. 000000013720 presso la Cassa Centrale delle Casse Rurali e delle BC del Nord Est S.p.a. ABI 03599 CAB 01800 con causale “versamento quota sociale e tassa di ammissione”. B) BLIM: the Bottom Line In the Middle - L'argomento principale in mezzo In mezzo, tra un'introduzione e una conclusione. Ideale per comunicare un messaggio poco gradito al lettore: una proposta respinta, un ordine annullato. Un tono di cortesia all'inizio, per creare sintonia; poi la notizia vera e propria; infine, un altro tocco positivo per attenuare l'impatto. Maggiore è la nostra sensibilità, e il rispetto per lo stato d'animo del lettore, più delicato sarà il tono del testo. Spesso cadiamo nelle formule sbrigative: “Spiacenti di comunicarle che…”, “Nostro malgrado dobbiamo informarla che...”. Espressioni standard che non riducono l'impatto negativo. Anzi. Nel comunicare un messaggio sgradito, il nostro obiettivo è conservare una buona relazione con il lettore. Questo schema è chiamato anche “a sandwich”: la cattiva notizia in mezzo, e un tono garbato sopra e sotto. È definito anche con la sigla 3 K, ossia Kiss-Kick-Kiss, un calcio tra due baci. Formule che schematizzano il concetto in modo piuttosto meccanico, ma sono comode da ricordare. Si avvicina l'estate e non sarebbe tempo di pensare al freddo e all'inverno, ma i lusinghieri risultati della Slipegada 2006 e la buona partecipazione ci hanno spinto a rinnovare, con l'appoggio della Federazione, le nostre NUOVE TUTE DA SCI da discesa che saranno realizzate con una combinazione di colori in esclusiva per il Circolo. Il valore commerciale della tuta da discesa è di circa 510 euro mentre il costo riservato al Circolo sarà di 269 euro + IVA (per un numero di ordini di almeno 50 capi). Alle persone interessate sarà richiesto di versare, al momento dell'eventuale ordine, la somma di 80 euro ed al momento del ritiro della tuta una cauzione di ulteriori 100 euro ; somma che verrà restituita solo dopo la partecipazione alla prossima Slipegada (fatta salva una franchigia di 50 euro). (…) Siamo sicuri che l'iniziativa saprà entusiasmarvi in attesa di partecipare numerosi alla prossima Slipegada. pag. 014 | manuale di stile C) BLOB: the Bottom Line On the Bottom - L'argomento principale alla fine Un ragionamento che procede per gradi, da una premessa fino alla logica conclusione. È lo schema dell'argomentazione di vendita: far emergere il bisogno per poi spingere all'azione. Adatta a testi commerciali, o promozionali, o comunque a testi argomentativi, che vogliono sostenere una tesi e convincerne il lettore. Nella scia del discorso persuasivo di Cicerone: S exordium: il grande oratore all'inizio presentava il messaggio principale e i criteri poi seguiti nell'esposizione; S narratio e argumentatio: nel corpo centrale metteva la descrizione dei fatti e poi particolari, dettagli, prove a favore del messaggio stesso; S peroratio: nel finale riepilogava gli argomenti più importanti e ribadiva il messaggio principale, invitando il pubblico all'azione. Naturalmente è uno schema, non una legge. È efficace quando c'è una tesi da difendere, una richiesta da sostenere, un prodotto o un servizio da proporre. Relazione tecnica o lettera di marketing, richiesta di finanziamento o invito a un convegno, il problema è sempre lo stesso: far accettare a qualcun altro una nostra idea. Caro Presidente, la Cooperazione Trentina ha oltre cento anni di storia e molte delle sue società hanno raggiunto e superato il traguardo del primo secolo di attività a servizio delle rispettive comunità locali. Un traguardo superato anche da “Strenna Trentina”, pubblicazione annuale che raccoglie contributi di storia, arte, folclore, poesia, attualità, strettamente legati alla tradizione di casa nostra. Per i trentini, e mi auguro lo sia anche per te, nel periodo a cavallo tra la fine di un anno e l'inizio del successivo è un appuntamento consueto sfogliare le pagine di questa pubblicazione che comunica con garbo e con intelligenza le peculiarità della nostra terra. Per ricordare al meglio la tappa centenaria i responsabili di “Strenna Trentina” hanno ideato per le società cooperative (considerato che la casa editrice è una cooperativa) condizioni economiche vantaggiose. Lo sconto applicato sul prezzo di copertina è del 25%. Anziché 6 euro le cooperative pagheranno 4 euro e 50 centesimi a copia purchè il numero non sia inferiore a cinque. In allegato troverai una cartolina ordinazione già affrancata con la preghiera di restituirla entro il mese di ottobre segnando il quantitativo acquistato. La consegna avverrà a fine novembre o, al massimo, nei primi giorni del mese di dicembre, comunque in tempo utile per farne omaggio in occasione delle festività natalizie. Auspicando una adesione massiccia, colgo l'occasione per salutarti cordialmente. sez.1: il metodo | pag. 015 Cosa devi scrivere? Quale struttura è meglio usare? Comunicato stampa Articoli di cronaca Annunci ufficiali Testo di tipo informativo BLOT L’argomento principale all’inizio Messaggio delicato o sgradevole Proposta respinta Ordine annullato BLIM L’argomento principale in mezzo Testi commerciali o promozionali Testi argomentativi Testi per vendere qualcosa Testi per convincere qualcuno BLOB L’argomento principale alla fine L'inizio: quali incipit incollano il lettore alla sedia L'inizio e la fine sono le parti più delicate del testo: l'inizio, perché è legato all'aspettativa del lettore; la fine, perché condizionerà il suo agire. Qui va messa la massima attenzione. Alcune tecniche per potenziare l'inizio. A) 5 W Who = chi What = (ha fatto) che cosa When = quando Why = perché Where= dove La regola del giornalismo è valida anche quando dobbiamo scrivere un testo con un forte contenuto informativo: novità fiscale, cambiamento organizzativo, fusione tra società ecc. “Pazienti difficili: presa in carico e progetto terapeutico”: è il titolo del seminario promosso dalla cooperativa Mimosa di Riva del Garda che si svolgerà il 27 gennaio al Palacongressi. L'iniziativa è rivolta in particolare ai professionisti impegnati, a vario titolo, nel settore del disagio psichiatrico. Comunicato stampa 19 gennaio 2007 pag. 016 | manuale di stile Diego Schelfi, presidente della Cooperazione Trentina, è intervenuto oggi pomeriggio in apertura della riunione di Consiglio dell'Alleanza Cooperativa Internazionale, il massimo organismo di rappresentanza della cooperazione a livello mondiale (800 milioni di soci). Comunicato stampa 7 dicembre 2006 Il giorno … abbiamo effettuato un intervento presso la cooperativa “…” per verificare la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili, come previsto dall'articolo 2409 ter del Codice Civile. Modello di verbale di controllo contabile B) Numeri. I numeri creano aspettativa (Quattro consigli per perdere peso, Cinque ragioni per votare il nostro partito…) e scandiscono il ritmo dei pensieri. 8.000 conferitori, 16 cantine sociali, 1 consorzio di secondo grado, 880.000 quintali di uva e 8.100 ettari di viti: questa la realtà del comparto cooperativo vitivinicolo trentino. C) Domande. È il modo più efficace per aprire un dialogo con l'interlocutore. Anche quando è una domanda retorica, quando se ne sa già la risposta: è il modo più dolce e più efficace per fare un'affermazione. Molto usata nei giornali, con o senza il punto di domanda. Cosa cambia con la nuova Finanziaria, Quale futuro per la cooperazione trentina - la domanda apre quel processo che gli psicologi della comunicazione riassumono nella sigla AIDA: attenzione, interesse, desiderio, azione. Oltre all'inizio, la tecnica delle domande si può applicare ad altre parti del testo: al titolo, per attivare il dialogo con il lettore; a un titolino, per interrompere un lungo blocco di testo; persino alla conclusione, per lasciare al lettore uno spunto di riflessione. A chi può rivolgersi un anziano per avere la spesa a casa? Quali sono i centri specializzati in girelli? A queste e ad altre domande risponde “Tracce”, la nuova rivista gratuita per anziani realizzata dal consorzio di cooperative sociali Con.Solida. e presentata questa mattina al Barycentro di Piazza Venezia a Trento. Comunicato stampa 24 febbraio 2007 sez.1: il metodo | pag. 017 Cos'hanno in comune una banca comunitaria e una Cassa Rurale? E in cosa sono diverse? Cosa può imparare l'una dall'altra? Per trovare risposta a queste e ad altre domande è in questi giorni in Trentino una delegazione di rappresentanti dell'ICBA (presidente, direttore e massimi dirigenti), l'organizzazione statunitense delle “banche di comunità” statunitensi, istituti bancari per certi aspetti molto simili alle Casse Rurali trentine. Comunicato stampa 8 novembre 2006 D) Citazioni. ll paragrafo precedente (1.2 Ottenere sintesi: più leggerezza, più efficacia) si apriva con delle citazioni. All'inizio di un testo, una citazione può piacere. Purché sia breve, pertinente, facilmente condivisibile, e firmata da un personaggio di facile consenso. Attenzione: possono rappresentare una forte tentazione, sono un'arma impropria, nel dubbio meglio non usarle. La citazione può inoltre essere utilizzata per riportare in maniera più diretta e incisiva il pensiero altrui. “Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto” (Oscar Wilde) Opuscolo di presentazione dell'Associazione Donne in Cooperazione “…Laudato sì, mi Signore, per sor'acqua, la quale è molto utile et umile et pretiosa et casta…” (dal Cantico di Frate Sole) Cooperazione tra Consumatori marzo 2007 articolo L'acqua, bene comune “In Trentino la maggior parte delle imprese appartiene al segmento retail, caratterizzato da un assorbimento di capitale maggiore. Nella logica di Basilea la quantità di credito disponibile aumenterà per questa categoria”. A prevedere un futuro positivo per le piccole e medie imprese trentine è Giuseppe Zadra, direttore generale dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana), intervenuto stamani a Trento al convegno “Il territorio, le banche e le imprese - un momento di dialogo per favorire la crescita”, organizzato dalla Commissione Regionale ABI, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trento e la Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Trento. Comunicato stampa 30 novembre 2006 pag. 018 | manuale di stile E) Teaser e calembour. Diceva Italo Calvino: “Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto”. Stuzzicare la curiosità del lettore, prima di presentargli il messaggio vero e proprio. Ecco la tecnica del teaser (to tease = nascondere). Una società d'investimenti ha titolato così una lettera “Segreti finanziari: cose che la sua banca preferisce non farle sapere”. Un albergo, per presentare un servizio di videoconferenza, ha scritto: “Meglio muovere le persone o muovere le idee”? I calembour sono invece giochi di parole, battute che giocano su un modo di dire, o sul titolo di un libro o di un film. Molto usati nella pubblicità - Bella e possibile (Toyota), Internet, the FREElosophy (Tiscali), ecc. - ispirano simpatia. Maestro di calembour era Totò, un genio capace d'inventare frasi come Ma cosa credete che io sia qui a parlare con Chicche e Sia? La fine: come lasciare il segno nella memoria del lettore A pagina 15 abbiamo visto lo schema BLOB, the Bottom Line on the Bottom. Questo schema sembra contraddire una delle doti principali della scrittura professionale: la sintesi. Ma una cosa è la ripetizione, una cosa diversa è il richiamo. La ripetizione è quasi sempre irritante; il richiamo, invece, giustificato dall'ordine del discorso, in genere è gradito e torna comodo al lettore. Molti argomenti forti, però, naufragano su conclusioni deboli: formule fiacche, noiose, che rendono vano lo sforzo compiuto finora: Fidando in un pronta e sollecita risposta… Restando a vostra completa disposizione… In attesa di ricevere copia della presente firmata per accettazione, si ringrazia della cortese attenzione e si inviano distinti saluti. Con osservanza La conclusione è l'ultima possibilità per parlare al lettore: dev'essere forte, dignitosa, senza parole inutili. Ecco una raccolta di buone conclusioni per i nostri testi: Vi rinnoviamo il benvenuto nel movimento della Cooperazione Trentina e vi auguriamo un buon lavoro. “Uno sforzo notevole - commenta il direttore Giancarlo Ruatti - che testimonia un forte impegno sociale. Basti pensare che quasi la metà dei paesi in cui siamo presenti conta una popolazione inferiore ai 500 abitanti”. Per esempio Cavizzana (200), Pracorno (200) e Piazzola (300), dove la presenza di un punto vendita acquisisce funzione sociale più che economica. Comunicato stampa 28 febbraio 2007 sez.1: il metodo | pag. 019 E' un peccato non poter dire quale fu la Cassa Rurale protagonista di questa storia, ma non è neppure necessario. Ogni Cassa Rurale trentina potrebbe raccontare una storia simile. Articolo Cooperazione Trentina - rubrica Racconti di Cooperazione Un'ultima nota, sul P.S.: il post-scriptum. Molti sostengono che sia una buona scelta nelle lettere, ma non per altri documenti. Invece un post scriptum in un comunicato stampa, in una circolare, in una relazione o in un report, può aggiungere un tocco di originalità. Il lettore coglie a colpo d'occhio quelle righe, evidenziate in grassetto: sono la prima e anche l'ultima cosa a cui presta attenzione. Ideali per riassumere il tema principale, o per precisare un dettaglio. Si può anche scrivere il P.S. a mano: genera più attenzione, personalità, simpatia, e spinge ad agire subito. (E perché non usarlo anche nell'ultima slide di una presentazione?) Alcuni consigli da tenere sempre presente: A) Nei panni del lettore. L'espressione “mettersi nei panni dell'altro” nella scrittura assume un significato reale, non metaforico. Conviene farlo davvero, in fase di stesura e anche dopo aver finito di scrivere: mettiamoci un attimo dall'altra parte del tavolo, l'impressione sarà più distaccata, più obiettiva, più vicina a quella del lettore vero. Tornando di qua, di sicuro cambieremo qualcosa, soprattutto nell'inizio. B) L'inizio, alla fine. Gli inizi più efficaci vengono dopo che si è lavorato molto sul testo, tagliando, spostando, rimodellando. Si può buttar giù nella prima stesura, ma poi è opportuno un buon lavoro di revisione. Soprattutto sull'inizio. C) Variazioni. Uno stile omogeneo, sempre uguale, anche se semplice e diretto, può risultare noioso e poco efficace. La soluzione è in ciò che i latini chiamavano variatio: a volte conviene stupire il lettore con uno stile diverso da quello che si sarebbe aspettato. Per esempio: le parole corte sono più efficaci, ma meglio alternarle con qualche parola lunga. Così i periodi: quelli brevi e incalzanti danno ritmo alla lettura, ma dopo un po' irritano. Meglio alternarli con un periodo più lungo e profondo. E con qualche esclamazione! O un periodo sospeso… E perché non una domanda? pag. 020 | manuale di stile 1.4) Scegliere lo stile: valore del motto “scrivi come parli” Il dipartimento di scrittura della City University di New York insegna un approccio basato sul motto Write the way you speak: scrivi nel modo più simile a come parli. Più avvicini la tua lingua scritta a quella parlata, più sarà autentica ed efficace. Per noi questo significa sviluppare uno stile vivace, accattivante, potente e personale. Come le persone riconoscono la nostra voce quando parliamo, possiamo farci riconoscere anche quando scriviamo: daremo più forza al messaggio. Liberiamoci dai fattori che vincolano l'espressione. Non abusiamo delle parole che al di fuori del nostro lavoro suonerebbero innaturali. Evitiamo le parole affettate, rigide e formali, e i gerghi, che oscurano il nostro pensiero. Inutile gonfiare i testi con espressioni altisonanti: alcuni pensano di aggiungere così una nota di professionalità alla loro immagine, ma il risultato non è in linea con il nostro tempo. Altro problema: la scrittura di lavoro è spesso noiosa. Testi piatti, sonnolenti, come le dichiarazioni dei notai. Perché scriviamo così? Non parliamo quasi mai così, né vorremmo avere a che fare con chi parla così. Se sappiamo parlare chiaramente, possiamo anche scrivere chiaramente. La verità, però, è che se è difficile chiarire i pensieri complessi, spesso ci viene facile rendere oscuri i pensieri semplici. Invece di scrivere così Meglio scrivere così In seguito al quesito da lei postoci al telefono questa mattina la informiamo che non disponiamo della copia originale dell'articolo da lei richiesto. Le alleghiamo quindi una fotocopia dell'originale. Qualora si rendesse necessario, per ogni ulteriore aiuto, non esiti a indirizzare la sua futura corrispondenza direttamente a questo ufficio. Poiché le copie originali dell'articolo che lei mi ha richiesto sono terminate, le allego una fotocopia. Mi dica se posso esserle ancora d'aiuto. Non solo il messaggio è più diretto, è anche meno noioso. Quello che scriviamo è spesso l'unica opportunità che abbiamo per presentarci a una persona. Se il nostro stile è involuto, noioso e impersonale, oppure, al contrario, semplice, naturale, amichevole, il lettore ci vedrà proprio in questo modo. Write the way you speak, comunque, non significa scrivere esattamente come si parla. Alcuni modi di parlare, vaghi e prolissi, potrebbero generare solo caos. O qualche situazione imbarazzante. Per manifestare affetto a un amico che ha appena perso il sez.1: il metodo | pag. 021 padre, per esempio, meglio non scrivere nel telegramma: “Peccato che il tuo vecchio abbia tirato le cuoia!” Ecco il consiglio di Emanuela Piemontese, autorevole linguista dell'Università La Sapienza di Roma, nel libro Capire e farsi capire. Teoria e tecnica della scrittura controllata: Un primo criterio per scrivere chiaro è scrivere come si parla. Il senso di questo criterio non è ignorare o appiattire le differenze, formali o sostanziali, che esistono tra scritto e parlato. Questo suggerimento che, ovviamente, non va inteso alla lettera, invita chi scrive a cercare la soluzione più semplice per esprimersi, pensando al modo in cui si esprimerebbe parlando. Il decalogo di stile di Joseph Williams Joseph M. Williams è considerato nel mondo il più autorevole studioso di stile della comunicazione scritta. Nel suo Style - Ten Lessons in Clarity and Grace, la bibbia del settore, propone questo decalogo. 1) Per uno stile rispettoso: ricorda che i tuoi lettori probabilmente conoscono meno di te ciò che stai chiedendo loro di leggere. Devi essere più semplice di quanto pensi. 2) Per uno stile corretto: scrivi non come i grammatici dicono che dovresti scrivere, ma come scrivono gli scrittori che più ammiri. 3) Per uno stile chiaro: metti le persone nei soggetti delle tue frasi, poi uniscile ai verbi che descrivono le loro azioni. 4) Per uno stile ben connesso: organizza le informazioni in modo che ogni frase accompagni il lettore, da quelle che gli sono più familiari a quelle che gli sono nuove. 5) Per uno stile coerente: inizia ogni frase in un modo coerente, non casuale, con parole che per i lettori richiamino solo quel tipo di idee. 6) Per uno stile enfatico: finisci le frasi con le tue parole più energiche. 7) Per uno stile incisivo: taglia, taglia ancora, poi taglia un’altra volta. 8) Per uno stile scorrevole: controlla i legami tra le parti grammaticali più importanti. Evita i soggetti lunghi. Metti ogni soggetto vicino al suo verbo e ogni verbo vicino al suo complemento oggetto. 9) Per uno stile proporzionato: usa frasi brevi, evita di inchiodare una frase qualsiasi a un’altra frase qualsiasi, e soprattutto evita di inchiodarcene una terza. 10) Per uno stile elegante: crea periodi bilanciati e paralleli, e controlla come le strutture, le idee, i suoni funzionano gli uni con gli altri. pag. 022 | manuale di stile I nemici dello stile:saper riconoscerli, e tenersene lontani Ci sono anche dei nemici dello stile: lo offuscano, lo irrigidiscono, vanificando gli sforzi che hai fatto per costruire la relazione con il lettore. Eccone alcuni. S I luoghi comuni. Customer satisfaction, scelta vincente, soluzioni su misura, sviluppo economico e sociale delle comunità di riferimento, grande famiglia, sinergie,… Per risparmiare la fatica d’inventare nuove espressioni, spesso finiamo per usare quelle vecchie e logore. Così anche contenuti interessanti perdono fascino ed energia. S La scrittura a singhiozzo. Egr. sig. Luca Rossi, Racc.ta A/R, Spett.le Ditta XYZ S.p.A., Alla c.a. di …, Abbiamo ricevuto la gradita Vs. del 12 u.s.... Le abbreviazioni appesantiscono la lettura anziché alleggerirla, danno un senso di fretta e di superficialità. Un percorso a singhiozzi, a sgambetti. Proprio il contrario di ciò che il lettore si attende da noi. S L’uso dissennato delle maiuscole. Troppe Società, Aziende, Direzioni e Direttori2 , Soci e Clienti. Troppi siamo lieti di informarLa che la Vostra Società … . Le maiuscole in eccesso esprimono inutile deferenza, irrigidiscono la scrittura e disperdono l’attenzione. Nessun lettore si offende se non trova le maiuscole ai pronomi che lo riguardano o alle parole chiave del testo. S La rabbia. Se stai per esplodere di rabbia, non cerchi il dialogo: ti lanci sulla tastiera per dirgliene quattro. I signori da gentili diventano egregi; i saluti da cordiali, distinti; e non sei a disposizione per chiarimenti. I testi che trasudano rancore portano di rado a buoni risultati. S Il sarcasmo. È la rabbia, travestita da umorismo (sarcazein = mordersi il labbro per l’ira, in greco). Il sarcasmo distrugge le relazioni. Uno sfogo e un tono di sfida possono solo aggravare la ferita. Invece un tono fermo, ma pacato e paziente, senza battute o allusioni inutili, può ottenere una reazione positiva. S La fretta. La calma e la lucidità sono condizioni spesso lontane dai ritmi del lavoro. Ma con la fretta, la scrittura si fa approssimativa e inefficace. Se puoi, concediti un po’ di lentezza. Sfrutta la saggezza del tempo. Lascia riposare i pensieri, fanne asciugare l’impeto prima di mandarli in missione S La pignoleria. Troppi particolari, dettagli ossessivi: che noia! La paura di non convincere il lettore, o di essere fraintesi, spinge a essere molto precisi, ma distrugge l’attenzione. Soprattutto all’inizio e alla fine di un testo, cerca la curiosità, la velocità, il ritmo, non il cavillo. 2 I titoli onorifici (presidente, direttore, ecc) e di studio (dottore, ingegnere, ecc) vanno minuscoli se seguiti dal nome proprio, maiuscoli se invece sostuiscono il nome. sez.1: il metodo | pag. 023 Reader focused writing: scrivere in modo orientato al lettore Nella scrittura professionale è in voga un’espressione derivata dal web: reader focused writing, ossia scrivere in modo orientato al lettore. Significa pensare al lettore come a una persona, non come a un “target”. Parla al tuo lettore in modo diretto, renditi riconoscibile. Anche se scrivi a tante persone, parla come se ti rivolgessi a ciascuna di loro, instaura una conversazione uno-auno. Fallo nella scelta delle parole e dello stile. Per esempio, qual è la parola più bella che le nostre orecchie possano sentire? Il nostro nome sulla bocca di un altro: dunque, puoi chiamare il lettore per nome, farlo sentire una persona, non un Egregio Signore o uno Spettabile Socio. Può essere utile appuntarti i commenti che immagini il lettore farà sul tuo messaggio: le sue domande, i suoi dubbi, le sue preoccupazioni. Se sei in grado di mettere a fuoco queste domande e trovare le risposte, puoi aggirare gran parte degli ostacoli della relazione e raggiungere l’obiettivo. Abbi rispetto per il tuo lettore. Non farlo sentire uno fra i tanti. Trattalo come vorresti lui trattasse te, se le parti fossero invertite. Un ottimo esempio: un testo scritto per una nostra Famiglia Cooperativa, ben orientato al lettore. Una testa, un voto Caro Socio, è tempo di elezioni. Hai l’opportunità di decidere chi vuoi che rappresenti i valori e gli interessi tuoi e dell’intera comunità nel consiglio di amministrazione della cooperativa. Tu sai che in qualità di socio proprietario della Famiglia Cooperativa Xxxx hai il diritto di votare ed essere votato secondo il principio democratico: “una testa, un voto”. Nel mese di febbraio 2007 si terrà l’assemblea generale per rinnovare il consiglio di amministrazione della cooperativa. Per questo motivo, se sei interessato a partecipare attivamente nella gestione della Famiglia Cooperativa Xxxx puoi scegliere di candidarti come: - amministratore - vice presidente - presidente. In questa lettera troverai allegate alcune informazioni utili per conoscerne la struttura, l’organizzazione democratica, i compiti del consiglio di amministrazione, i consiglieri attuali e quelli in scadenza. Cordiali saluti. Il consiglio di amministrazione pag. 024 | manuale di stile sezione 2 gli strumenti i più usati nella nostra comunicazione scritta sezione 2 gli strumenti i più usati nella nostra comunicazione scritta 2.1) Lettere: scrivere per farsi leggere Signorina, veniamo noi con questa mia addirvi che… Nel 1956 Totò metteva in ridicolo uno stile usato ancora oggi nelle lettere, così aulico, autoreferenziale, carico di formalismi. Formalismi che cadono, in buona parte, se riusciamo a spostare il centro dell’attenzione da chi scrive a chi legge. Nel marketing, si sa, vince l’approccio orientato al cliente, rispetto a quello orientato al prodotto. Nella scrittura, invece, siamo spesso ancora fermi a un approccio centrato su chi scrive, anziché su chi legge. Lo scrittore è preoccupato della propria immagine, del proprio ruolo, del prodotto/servizio che offre, più che della percezione di questi valori da parte del lettore. Se concepiamo il lettore come una persona, anziché come un “target”, ossia come il centro di un bersaglio, ci è più facile entrare in relazione con lui. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Egr. Dott. Pres. Bianchi, Gentile presidente Bianchi, (a mano) ho appreso della Sua recente nomina a Presidente della XXX di Trento. A nome mio personale e della Federazione Trentina delle Cooperative, Le esprimo le più sincere congratulazioni per il nuovo e prestigioso incarico. L’occasione mi è gradita per porgerLe, unitamente ai miei più cordiali saluti, i migliori auguri di buon lavoro. benvenuto in terra trentina e auguri per l'incarico prestigioso di nuovo Presidente della XXX di Trento. La sua esperienza in molte importanti regioni italiane è il migliore punto di partenza per l'esercizio delle sue nuove funzioni. La Cooperazione Trentina, con le sue 600 società e il suo ruolo nell'economia provinciale, confida nell'importante ed efficace funzione della XXX. Il Direttore Generale Buon lavoro! nome cognome direttore generale nome cognome presidente sez.2: gli strumenti | pag. 027 I ganci per l’attenzione Il nome e l’indirizzo del lettore. Sono tra le prime parole che gli arrivano: condizionano il suo stato d’animo. Scrivi prima il nome poi il cognome, poi l’azienda e l’indirizzo: così ti rivolgi a lui come a un individuo, non come a un qualsiasi componente dell’azienda. Invece di scrivere così Presidenza e Direzione Direttore Generale Trento, data Prot. N. Spett. Cassa Rurale XXX Piazza Italia, 1 38100 Trento c.a. Egr. Sig. Presidente Rossi Mario Meglio scrivere così Presidenza e Direzione Direttore Generale Trento, data Prot. N Gentile signor in grassetto, più grande Mario Rossi Presidente Cassa Rurale XXX Piazza Italia, 1 38100 Trento Il titolo. È lì che deciderà se leggerti o no. In genere si chiama oggetto, ma va scritto proprio come un titolo di giornale: grassetto, grande, magari al centro della riga, e con la forza di un titolo. Senza scrivere oggetto: hai mai visto la parola titolo prima del titolo di un giornale? Quanto alla dimensione, usiamo un carattere più grande: per esempio, se il corpo del testo è un 11, possiamo utilizzare un 12. Invece di scrivere così Oggetto: richiesta intervento XXX SpA: Ufficio Casse Rurali – Progetto “Piano di investimenti del sistema Casse Rurali trentine per la segmentazione e la gestione dei clienti” 1/04 CR. Proposta finanziaria: € ….. pag. 028 | manuale di stile Meglio scrivere così Richiesta di finanziamento per il progetto “Piano di investimenti delle Casse Rurali per la segmentazione e la gestione dei clienti” La formula di apertura. Egr. dott., Gent. dott.ssa, Gent.ma Sig.ra. Le abbreviazioni creano un effetto singhiozzo che comunica fretta e irrigidisce la scrittura. Non è quello che il lettore si aspetta da te (Gentile dottoressa: due battute in più, e tutto cambia). Tra Egregio e Gentile meglio il secondo, più attuale e diretto; bene anche Caro/Cara, se il rapporto con il lettore è confidenziale. Gentile Socio è triste: il suo nome è la parola più bella che le sue orecchie possano sentire; se non lo sai, procuratelo prima di scrivergli: costa poco, e rende molto Invece di scrivere così Meglio scrivere così Egr. Dott. Pres. Bianchi, forma per il lei Gentile presidente Bianchi, Ill.mo Ing. Bianchi, forma per il tu Caro Mario, si può anche personalizzare a mano Inizio, corpo centrale, conclusione Captatio benevolentiae: farsi amico il lettore. Parole semplici, cordiali, attraenti, per creare l’atmosfera giusta nelle prime righe. E senza convenevoli: In risposta alla pregiata vostra, Con riferimento a…, Come da vostra gentile richiesta. Magari una citazione, o un dato statistico (il 70% delle Famiglie Cooperative sceglie…), una ricerca recente (Lo stile di consumo nei Comuni con più di 1.000 abitanti...), una formula che gratifichi e identifichi il lettore (Lei è tra quei soci che...). Evitando, però, ogni formula fissa. Corpo centrale: catturato il lettore, passiamo al corpo: dichiariamo la nostra proposta, mettendo l’accento sui vantaggi che il lettore otterrà se farà ciò che gli chiediamo di fare, magari anche citando testimoni autorevoli, persone o imprese, che li hanno già ottenuti. Trattiamoli con cura, i vantaggi, spieghiamoli bene, senza affastellarli uno sull’altro, senza paura di farli apparire scontati. sez.2: gli strumenti | pag. 029 Nella conclusione, spingiamo il lettore ad agire: barra la casella, firma e spedisci, telefona a questo numero, manda un’e-mail. Anche qui, evitando i rituali: cogliamo l’occasione…, vogliate gradire… I saluti distinti sono piuttosto formali; più caldi i cordiali o i migliori saluti. Ma a volte basta un semplice Grazie, o A presto. O anche niente: togliere la formula di saluto può sembrare un azzardo, ma può dare personalità al messaggio, proprio per la sua stranezza. Oppure si può personalizzare la lettera aggiungendo una frase a mano prima della firma (per es. con stima). La firma: nome e cognome per esteso, leggibile, non solo una svogliata sigla. In alcuni casi, la firma va messa in modi diversi a seconda del tipo di documento. Per quanto ci riguarda, le situazioni più frequenti sono: S doppia firma Capo Servizio e Direttore Generale: le due firme vanno apposte in basso a destra; a sinistra e, in ordine di tempo, per prima va messa quella del Capo Servizio, successivamente a destra quella del Direttore Generale; nome cognome responsabile firma nome cognome direttore generale firma S unica firma Presidente/Direttore: sempre in basso a destra si scrivono nome e cognome (senza i vari Dott., Ing., ecc…) e carica (minuscolo) con un carattere più piccolo; Invece di scrivere così Meglio scrivere così Dott. nome cognome Il Direttore Generale firma nome cognome - direttore generale firma Ing. nome cognome Il Presidente firma nome cognome - presidente firma S doppia firma Presidente e Direttore Generale: la firma del Presidente va a destra, quella del Direttore Generale a sinistra nome cognome direttore generale firma nome cognome presidente firma pag. 030 | manuale di stile NB! caso specifico: se la firma è dei presidenti di due istituzioni diverse e nella carta intestata ci sono i due rispettivi loghi, le firme vanno incrociate rispetto alla posizione dei loghi: LOGO X LOGO Y …testo lettera… nome cognome presidente Y firma nome cognome presidente X firma Ecco alcuni esempi di riscrittura: Invece di scrivere così Meglio scrivere così 1. Risposta a richiesta di contributo 1. Risposta a richiesta di contributo Spettabile Fondazione, Gentile presidente cognome, (anche A MANO) con la presente siamo a comunicarVi che nell’ambito del progetto “XXX”, la scrivente Federazione Trentina delle Cooperative, valutata la bontà del progetto, ha intrapreso una serie di incontri volti alla realizzazione di una convenzione ed altre collaborazioni con …. Distinti saluti. Dott. nome cognome Direttore Generale lei ha ragione a far riferimento agli ideali di solidarietà che da sempre ispirano il mondo della Cooperazione. Proprio per questo ho letto con particolare attenzione la sua lettera e mi congratulo per l’impegno della sua associazione in favore della ricerca scientifica. Provvederò ad inoltrare la sua richiesta di aiuto economico a XXX Confido che l’iniziativa da voi promossa verrà considerata con la massima attenzione, e sono certo che lo spettacolo di Cavalese otterrà il massimo rilievo mediatico e la partecipazione che merita. Un saluto cordiale. nome cognome - direttore generale sez.2: gli strumenti | pag. 031 Invece di scrivere così Meglio scrivere così 2. Ringraziamento per accoglimento richiesta 2. Ringraziamento per accoglimento richiesta Egregio Presidente, con la presente volevo ringraziarLa dell’approvazione della nostra richiesta di finanziamento per il progetto XXX da parte del Consiglio di Amministrazione di XXX in data XXX u.sc. La nostra iniziativa rappresenta una scelta strategica e vincente oltre che utile per la costruzione e il rafforzamento delle linee di indirizzo che stiamo definendo. L’occasione è gradita per porgerLe distinti saluti. Dott. nome cognome - Presidente Gentile presidente cognome, oppure Caro nome, grazie per la tua lettera in cui ci comunichi che XXX ha valutato positivamente le richieste di contributo che abbiamo presentato …. Siamo particolarmente contenti per le motivazioni addotte, che dimostrano il nostro legame e la nostra comunanza di obiettivi. Avete colto il nostro sforzo per promuovere la Cooperazione Trentina nei suoi valori fondanti… Ti preghiamo di estendere il nostro grazie ai membri del Consiglio di Amministrazione. Un cordiale saluto. nome cognome - presidente Le sette fasi della convinzione L’acquisto di un servizio, l’approvazione di un’idea, l’accettazione di certe condizioni, sono sempre legati alla soddisfazione di un bisogno, alla soluzione di un problema. Quando scriviamo, proponiamoci come solutori di problemi. Paul Le Roux, francese, esperto di tecniche di comunicazione, è autore del prezioso Presentare per convincere3. In quel libro egli descrive un metodo per presentare in modo convincente un discorso, un'idea, un progetto, entrando nei codici dell'altro o del gruppo e usando le leve della convinzione. Il suo schema è articolato in 7 punti: ci è utile per organizzare i nostri argomenti sia nel discorso a voce - quindi lo ritroveremo anche nel capitolo sulle slide - sia nel testo scritto: 3 Paul Le Roux, Presentare per convincere, Lupetti, Milano 1995 pag. 032 | manuale di stile 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. visione d’insieme: si parte da un ampio scenario problema/bisogno: la visuale si stringe sul problema specifico del lettore idea/soluzione: la nostra proposta che risolverà quel problema evidenze: fatti, statistiche, giudizi di esperti che ne testimoniano l’efficacia vantaggi: i benefici specifici per il lettore riepilogo: sintesi di quanto detto finora azione: è il nostro obiettivo, il motivo per cui scriviamo. Tre buoni esempi dal nostro repertorio. 1. Accompagnatoria per l’invio della Guida alla Cooperazione Un altro sassolino alla montagna per il tu: Caro nome (anche da personalizzare a mano) per il lei: Gentile Presidente/Direttore/Assessore cognome (anche da personalizzare a mano) 1. visione d’insieme trent’anni forse non cambiano molto la vita di una montagna, ma cambiano moltissimo la nostra. È del 1975 il primo manuale della cooperazione trentina. Da allora sono cambiate le leggi in materia, è cambiato il contesto sociale e quello economico, anche se restano saldi i valori su cui il nostro movimento si fonda. 2. problema/bisogno Era dunque necessario un libro aggiornato, che fosse al tempo stesso agile e approfondito, così da aiutare sia chi vuole avvicinarsi alla cooperazione, sia chi opera nel settore. 3. idea/soluzione Noi crediamo che oggi lo scopo sia raggiunto: ho il piacere di inviarti la nuova Guida alla Cooperazione Trentina, realizzata dalla nostra Federazione. 4. evidenze Scritta in un linguaggio semplice, e frutto di un lavoro condotto con metodo cooperativo da alcuni dipendenti della Federazione e da esperti esterni, la Guida sez.2: gli strumenti | pag. 033 racconta la storia, i valori, le regole, gli elementi organizzativi e normativi che fanno costituire e poi ben funzionare un’impresa cooperativa. 5. vantaggi Gli amministratori, i giovani che fondano nuove cooperative, gli insegnanti che educano ai principi cooperativi, i politici e chi vuole capire il fenomeno troverà qui un efficace strumento per conoscere la struttura delle cooperative, i loro metodi di partecipazione democratica, i loro sforzi per la solidarietà con il territorio, la vita delle persone che le compongono. Sì, la vita delle persone. Perché questo è lo scopo principale delle cooperative, che non sono società di capitale ma, appunto, di persone. Perché per noi la persona è soggetto, non oggetto, dell’organizzazione sociale e degli scambi economici. E perché la cooperazione trentina è un patrimonio a disposizione di tutti, ben oltre i confini delle nostre imprese. 6. riepilogo Appena usciti da un secolo di grandi passioni positive, ma anche di tragedie, il nostro impegno è di portare ogni giorno un sassolino alla montagna della speranza. 7 azione Speriamo che anche questo sassolino, la Guida, incontri il tuo gradimento. Buona lettura. nome cognome - presidente 2. Lettera di richiesta Progetto “Una storia per immagini” Cari Presidenti, cari Direttori, il nostro movimento si avvicina ai centoventi anni di vita, costruita attraverso i valori, le esperienze, la solidarietà, i successi e anche le tragedie. Il risultato che noi oggi ci troviamo a gestire, è un sistema di imprese che trova la sua forza anche nella propria storia. Per questo riteniamo importante portare alla luce - e valorizzare - lo straordinario patrimonio che le nostre società, in particolare Casse Rurali e Famiglie Cooperative, oltre che gli stessi soci, hanno prodotto nella loro esistenza. Il primo passo è quello di censire i fondi archivistici (documentali, fotografici, audio e pag. 034 | manuale di stile video) esistenti nelle nostre cooperative. Nel corso delle prossime settimane, sarete contattati telefonicamente da archivisti della Cooperativa Sociale Kinè, che provvederanno a sottoporvi un questionario volto a conoscere i dati fondamentali dei vostri archivi storici, la loro consistenza, le loro caratteristiche e condizioni di conservazione, per poi procedere – eventualmente – ad un sopralluogo. Ci auguriamo che possiate condividere con noi lo stesso entusiasmo e il medesimo spirito di “scoperta” che ci ha motivati ad avviare questo progetto, convinti come siamo che tante piccole storie ne formino una, grande ed importante, come quella della Cooperazione Trentina. Per questo motivo vi invitiamo fin d'ora a pensare di individuare una persona che possa incaricarsi di ricercare il materiale presso i vostri archivi, o da altre fonti. Per qualsiasi chiarimento sono a vostra disposizione i colleghi del Servizio Stampa e Comunicazione che coordinerà il progetto. Vi ringraziamo per la disponibilità. Un saluto cordiale. 3. Invito a incontro di presentazione Ai Signori Presidenti e Direttori delle Cooperative associate Gentili Presidenti, gentili Direttori, come ci eravamo ripromessi in più occasioni, intendiamo inaugurare con voi una nuova modalità di confronto su problemi e strategie di interesse della Cooperazione Trentina. Lo abbiamo fatto nei giorni scorsi incontrando le cooperative nei rispettivi comprensori. Se la Cooperazione Trentina, come andiamo dicendo da tempo, ha tra le sue caratteristiche principali quella di essere strettamente legata al territorio, alle sue comunità locali, è allora nel territorio che essa deve realizzare momenti di discussione, veri, efficaci. Compatibilmente con le rispettive agende, vorremmo che questa modalità diventasse una costante nel nostro modo di lavorare. Crediamo infatti che dal confronto tra cooperative che operano in settori diversi, ma sullo stesso territorio, possano nascere nuovi impulsi, idee e stimoli per crescere assieme e permetterci di corrispondere sempre al meglio alle vostre esigenze. sez.2: gli strumenti | pag. 035 Vi invitiamo per questo, assieme ai vostri consiglieri, sindaci e dirigenti, ad un incontro che si terrà Venerdì 23 marzo 2007 alle ore 20.00 Federazione Trentina della Cooperazione – Sala Congressi Nell’incontro avremo modo di discutere su alcune questioni strategiche che interessano i diversi settori cooperativi, e raccogliere vostre sollecitazioni sulla situazione, le opportunità, i problemi e le prospettive della Cooperazione nel vostro territorio. L’incontro servirà anche per confrontarci sulla proposta di Carta dei valori della Cooperazione Trentina, di cui avete già ricevuto il testo approvato dal Consiglio di amministrazione della Federazione. In attesa di incontrarci, auspichiamo numerosi, vi salutiamo con tanta cordialità. nome cognome direttore generale nome cognome presidente Forma e formato: la lettura a “S” Stile, tono, potenza e fluidità dei periodi: una buona forma dà risalto al contenuto. Ma anche un aspetto ordinato, con caratteri leggibili, paragrafi non troppo fitti, rientri di colonna e spazi bianchi, rende la lettura più invitante. Lunghezza ideale: una pagina. Se è necessario scrivere di più, concentriamo il messaggio chiave nella prima pagina, e concepiamo le successive come allegati. Nell’impaginare una lettera, infine, può essere utile ricorrere a segni di richiamo: parole evidenziate o in colore, MAIUSCOLI, grassetti. Quando leggiamo una lettera - sostiene Sigfried Vögele, uno dei maggiori esperti della comunicazione diretta, autore del libro Metodo dialogo4 - nei primi cinque secondi disegnamo istintivamente con lo sguardo una “S” lungo il foglio: S partiamo dal marchio dell’azienda per sapere chi ci sta scrivendo; S poi leggiamo l’indirizzo per accertarci che sia destinata proprio a noi; S quindi l’oggetto, per identificare il motivo della lettera; 4 Sigfried Vögele, Metodo Dialogo, Sarin Edizioni, Roma 1988 pag. 036 | manuale di stile S a questo punto vaghiamo nel corpo centrale, soffermandoci qualche istante sulle parole evidenziate; S leggiamo infine la firma per riconoscere chi ci scrive e (se c’è) il post scriptum per capire che cosa viene sottolineato. Se in quei cinque secondi la nostra attenzione è stata stimolata, torniamo all’inizio e rileggiamo tutto con calma. Altrimenti lasciamo il foglio sulla scrivania. E li rimarrà. Lettura a “S”: i primi 5 secondi S marchio; S indirizzo; S oggetto; S parole evidenziate; S firma; S post-scriptum. Ecco qui di seguito alcuni esempi di nostre lettere in 2 versioni: 1. risposta a quesiti: richiesta e relative risposte con “vecchio” e “nuovo” stile Oggetto: requisiti dei soci - diritto di voto Con la presente siamo a formularle i seguenti quesiti: “Può essere socio chi non risulta essere proprietario di terreni ovvero chi non ha alcun titolo su alcun terreno?”. Che cosa si intende “hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni”? vale a dire dal momento della sottoscrizione? Grati per l’attenzione che vorrà prestarci, Le inviamo i migliori saluti. sez.2: gli strumenti | pag. 037 PRIMA Servizio Legale Fiscale Sindacale Ufficio Legale Trento, data Prot. N. DOPO Spett. Cooperativa XXX Indirizzo Oggetto: requisito soci – diritto di voto; risposta a quesiti In merito alla Vs richiesta di chiarimenti segnaliamo quanto segue. La normativa codicistica prevede espressamente che … Nel Vs caso, in base all’art. 5 dello Statuto, possono essere soci “i produttori agricoli di ortofrutta singoli o associati” che … In particolare si sottolinea come non sia requisito indispensabile per il nuovo socio essere proprietario di un terreno; occorre però che il soggetto abbia la “disponibilità” del terreno in base ad un titolo idoneo. … Per quanto concerne il secondo quesito sottopostoci, si precisa che secondo l’interpretazione prevalente il soggetto diventa socio … Sempre a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, porgiamo cordiali saluti. FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE Firma Firma Servizio Legale Fiscale Sindacale Ufficio Legale Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Presidente Cooperativa XXX Indirizzo Requisito soci - diritto di voto; risposta a quesiti Ecco la risposta ai vostri quesiti: 1) “Può essere socio chi non risulta essere proprietario di terreni ovvero chi non ha alcun titolo su alcun terreno?”. Sì, in linea di principio può essere socio chi non risulta proprietario di un terreno. Il codice civile prevede infatti che … Occorre però che il soggetto abbia la “disponibilità” del terreno in base ad un titolo idoneo. … Può esserci invece qualche problema se… Il comodato non ha una durata minima di legge e se è concesso a tempo indeterminato può essere risolto in qualsiasi momento. 2) Che cosa si intende “hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni”? vale a dire dal momento della sottoscrizione? Secondo l’interpretazione prevalente il soggetto diventa socio … Sempre a disposizione per eventuali chiarimenti, invio i miei migliori saluti. nome cognome responsabile firma nome cognome direttore generale firma pag. 038 | manuale di stile 2. congratulazioni per nuovo incarico direttivo PRIMA Presidenza e Direzione Trento, data Prot. N. DOPO Egregio Signor Bianchi Mario Settore xxx SEDE Caro Mario, ho il piacere di comunicarTi che il nostro Comitato Esecutivo, su mia proposta, in accordo con il responsabile del Servizio Risorse Umane dott. xxx, ha deliberato la Tua nomina a responsabile del Settore xxx con decorrenza XXX. Certo della Tua costante e proficua collaborazione colgo l’occasione per porgerTi i miei più cordiali saluti. Dott. Nome e Cognome Direttore Generale Presidenza e Direzione Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Incarico di responsabile Settore xxx Caro Mario, (anche a mano) sono felice di comunicarti che il nostro Comitato Esecutivo ha deciso la tua nomina a responsabile del Settore xxx, dal XXX. Siamo consapevoli della complessità e dell’impegno che richiede tale incarico e, nel periodo in cui hai retto “ad interim” la responsabilità del settore, hai dimostrato di possedere le qualità necessarie. Le tue doti professionali, unite all’impegno e all’entusiasmo che hai garantito partecipando alla crescita della Federazione anche in questa importante fase di cambiamento, ci consentono di affidarti questa responsabilità sicuri che insieme raggiungeremo ulteriori successi. Con i migliori auguri. (anche a mano) nome cognome (del direttore generale) sez.2: gli strumenti | pag. 039 3. comunicazione di ricorso respinto PRIMA DOPO Servizio Legale Fiscale Sindacale Ufficio Legale Trento, data Prot. N. Spett. Cooperativa XXX Indirizzo Oggetto: invio copia sentenza Trasmettiamo in allegato copia della sentenza XXX del data, emessa dalla Commissione Tributaria di Primo grado di Trento, per Vs. documentazione. La Commissione ha respinto il ricorso presentato contro il Comune di XXX per contenzioso ICI anno 2007. Cordiali saluti. FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE Firma 1 allegato Firma Servizio Legale Fiscale Sindacale Ufficio Legale Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Presidente Cooperativa XXX Indirizzo Contenzioso I.C.I. anno 2007 contro il comune di XXX Gentile Presidente/Direttore, abbiamo ricevuto comunicazione dalla Commissione Tributaria di Primo Grado di Trento dell’esito del contenzioso in oggetto. Spiace informare che il vostro ricorso è stato respinto per le motivazioni esposte nella sentenza di cui inviamo copia integrale. Le norme del processo tributario consentono di impugnare le sentenze di rigetto, presentando appello alla Commissione Tributaria di secondo grado, entro termini perentori. Nel vostro caso la data ultima per attivarsi in tal senso è il <data>, salvo che il Comune non provveda a notificare la sentenza. L’ufficio Fiscale resta in attesa di vostre indicazioni a riguardo ed è disposizione per qualsiasi chiarimento. Un cordiale saluto. nome cognome responsabile firma 1 allegato nome cognome direttore generale firma pag. 040 | manuale di stile 4. conferma contratto a tempo indeterminato PRIMA Presidenza e Direzione Trento, data Prot. N. DOPO Egregio Sig. Mario Bianchi Indirizzo oggetto: conferma contratto a tempo indeterminato Sono lieto di informarLa che il nostro comitato esecutivo, tenuto conto del parere favorevole del responsabile delle risorse umane e sviluppo organizzativo e del suo responsabile, da me condiviso, ha deciso di confermarLa in servizio a tempo indeterminato dal 1 gennaio 2006, fermo restando l’attuale inquadramento. AugurandoLe un proficuo lavoro colgo l’occasione per porgerLe i distinti saluti. Dott. nome cognome Direttore Generale Presidenza e Direzione Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Indirizzo Conferma contratto a tempo indeterminato Gentile signor cognome (a mano) sono lieto di informarla che il nostro comitato esecutivo ha deciso di confermarla a tempo indeterminato dal 1 gennaio 2006, questo tenuto conto del parere del responsabile del servizio risorse umane e organizzazione e del suo attuale responsabile, da me condiviso. Questa scelta nasce dalla positiva valutazione della sua esperienza maturata all’interno dell’ufficio xxx. Sicuro che saprà confermare la grande fiducia che la nostra azienda ripone in lei, augurandole un proficuo lavoro, le porgo un saluto cordiale. nome cognome (del direttore generale) sez.2: gli strumenti | pag. 041 5. comunicazione esito negativo di selezione, due esempi Il primo con chiusura positiva in quanto a seguito della selezione il curriculum del candidato verrà tenuto in evidenza. PRIMA DOPO SERVIZIO RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE Trento, data Prot. N. Egregio Sig. Mario Bianchi Indirizzo Oggetto: selezione personale Con riferimento a quanto in oggetto ed al colloquio intercorso, siamo a comunicarLe che per la copertura della posizione è stato individuato un altro candidato. Considerato peraltro l’esito positivo del colloquio da Lei sostenuto, sarà nostra cura tenere in evidenza il Suo nominativo per eventuali future esigenze. RingraziandoLa per la collaborazione, è gradita l’occasione per porgere distinti saluti. Dott. nome cognome Resp. Servizio Risorse Umane e Organizzazione Servizio Risorse Umane Gentile signor e Organizzazione Mario Bianchi Trento, data Indirizzo Prot. N. Selezione personale Gentile signor Bianchi, grazie per la collaborazione e la disponibilità dimostrata nel corso dei nostri colloqui. Al momento, per la copertura della posizione nell’ufficio XXX è stato individuato un altro candidato. Vista la positiva valutazione, il suo nome sarà tenuto in particolare evidenza per possibili futuri altri incarichi all’interno del nostro movimento. Sarà nostra cura contattarla qualora si presentassero occasioni in linea con il suo profilo professionale. Un cordiale saluto. nome cognome responsabile firma nome cognome direttore generale firma pag. 042 | manuale di stile Il secondo totalmente negativo perché il nominativo del soggetto non verrà tenuto in considerazione per future selezioni. PRIMA DOPO SERVIZIO RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE Trento, data Prot. N. Egregio Sig. Mario Bianchi Indirizzo Oggetto: selezione personale A seguito della selezione effettuata per ….., siamo spiacenti di doverLe comunicare che è stato scelto un altro candidato. Ringraziando per la collaborazione, ci è gradita l’occasione per porgere distinti saluti. Dott. nome cognome Resp. Servizio Risorse Umane e Organizzazione Servizio Risorse Umane Gentile signor e Organizzazione Mario Bianchi Trento, data Indirizzo Prot. N. Selezione personale Gentile signor Bianchi, grazie per la collaborazione e la disponibilità dimostrata nel corso dei nostri colloqui. Al momento, per la copertura della posizione nell’ufficio XXX è stato individuato un altro candidato. Le auguriamo un futuro ricco di soddisfazioni. Un cordiale saluto. nome cognome responsabile firma nome cognome direttore generale firma 6. invio modulo per pubblicità sulla nostra rivista PRIMA Servizio Stampa e Comunicazione Trento, data Prot. N. DOPO Spett.le AZIENDA Indirizzo Oggetto: pubblicità su “Cooperazione Trentina” Siamo lieti di informarVi che abbiamo deciso di mantenere inalterate le tariffe per le inserzioni pubblicitarie nella rivista “Cooperazione Trentina” anche per l’anno 2007. Servizio Stampa e Comunicazione Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Direttore / Amministratore Azienda XXX Indirizzo Pubblicità su “Cooperazione Trentina” Gentile direttore/presidente cognome anche per l’anno 2007 le tariffe per le sez.2: gli strumenti | pag. 043 In virtù delle positive e durature relazioni che legano la Vostra impresa al movimento cooperativo trentino, ci permettiamo quindi di proporVi il nostro mensile come vetrina dalla quale pubblicizzare i vostri prodotti/servizi. Si tratta dell’organo di stampa ufficiale della Federazione Trentina della Cooperazione, che conta quasi seicento imprese associate, che si rivolgono ad oltre 200mila soci in tutto il Trentino. La rivista di 52 pagine a colori, vuole essere uno strumento di divulgazione prestigioso ed autorevole, portavoce di un movimento che contribuisce in maniera sostanziale allo sviluppo economico e sociale del nostro Trentino. Essa viene distribuita agli amministratori e dipendenti delle cooperative associate e a tutte le federazioni regionali, a numerosi opinion leader quali sindaci, consiglieri provinciali, parlamentari, presidenti di enti ed associazioni, giornalisti, insegnanti, biblioteche. Nel 2005 la rivista è stata protagonista di un restyling grafico e di un ulteriore innalzamento del valore dei contenuti (con articoli e interviste di docenti e ricercatori) che contribuirà ad aumentare ancora la sua lettura e diffusione. Certi che una presenza della Vostra società possa risultare di grande interesse e di sicuro riscontro presso i nostri lettori, ci permettiamo pertanto allegare a questa lettera le tariffe pubblicitarie ed il modulo di prenotazione. Con l’augurio che Voi possiate trovare interessanti le nostre proposte, inviamo i più cordiali saluti. FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE Firma Firma inserzioni pubblicitarie su “Cooperazione Trentina” sono rimaste inalterate. La rivista è l’organo di stampa ufficiale della Federazione Trentina della Cooperazione, che con le sue 600 imprese associate, contribuisce in maniera sostanziale allo sviluppo economico e sociale del Trentino. Il nostro mensile, composto da 52 pagine a colori, è portavoce del movimento cooperativo trentino ed è quindi uno strumento di informazione e divulgazione diffuso in modo capillare su tutto il territorio provinciale. La nostra rivista viene distribuita ad amministratori e dipendenti delle cooperative associate, a giornalisti, insegnanti, sindaci, consiglieri provinciali, parlamentari, presidenti di enti ed associazioni, alle federazioni regionali e a numerosi altre istituzioni. Allo scopo di aumentare ulteriormente l’interesse dei lettori, recentemente abbiamo rinnovato la veste grafica e la gamma dei contenuti proposti: compariranno ad esempio articoli di approfondimento scritti da docenti e ricercatori. Certi che su “Cooperazione Trentina” la NOME DELLA SOCIETA’ possa ricevere il risalto che merita, vi riproponiamo il nostro mensile come vetrina per pubblicizzare i vostri prodotti/servizi. Vi alleghiamo quindi le nostre proposte con relativo modulo di prenotazione. Cordiali saluti. nome cognome responsabile firma nome cognome direttore generale firma pag. 044 | manuale di stile Gli esempi contenuti in questo capitolo del Manuale sono molto utili per chi deve scrivere una lettera: a seconda del contenuto, dello scopo o del destinatario, infatti, si può “costruire” la lettera prendendo spunto dai diversi modelli proposti. Ecco due esempi di lettere scritte in questo modo: 7. invio di un omaggio: si nota l’uso di alcuni passaggi contenuti nella lettera per l’invio della Guida alla Cooperazione (esempio n. 1, Le sette fasi della convinzione, > pag. 32) Presidenza e Direzione Direttore Trento, data Prot. N. Gentile signor Mario Bianchi Presidente/Direttore/… Cooperativa XXX Indirizzo Gentile Presidente/Direttore/… cognome, sono ben felice di inviarle una copia della nostra nuova “Guida alla Cooperazione”. Scritta in un linguaggio semplice e diretta a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza del nostro Movimento Cooperativo, essa è frutto di un lavoro condotto con metodo cooperativo da dipendenti della Federazione e da esperti esterni. La Cooperazione Trentina è un patrimonio a disposizione di tutti ben oltre i confini delle nostre imprese, e la Guida nasce anche con l’auspicio che la sua diffusione diventi occasione di scambio con altre realtà. Spero che essa possa incontrare il suo interesse. Un saluto cordiale. nome cognome direttore generale Firma sez.2: gli strumenti | pag. 045 8. ringraziamento per utilizzo sala: si nota l’uso di alcuni passaggi contenuti nella lettera di invito a incontro di presentazione (esempio n. 3, Le sette fasi della convinzione, > pag. 34). Presidenza e Direzione Trento, data Prot. N. Gentili signori Mario Bianchi Presidente Lucia Rossi Direttore Cooperativa XXX Indirizzo Caro Presidente, caro Direttore, vi ringraziamo per la disponibilità e la cordialità con cui ci avete ospitato nella vostra sede per l’incontro tra cooperatori nel quale, tra l’altro, abbiamo presentato la bozza della Carta dei Valori. Per la Cooperazione Trentina, che ha come radice e punto di forza uno stretto legame con il territorio, è fondamentale saper costruire dei momenti di autentico confronto da cui ricevere impulsi e nuove idee per crescere e migliorarsi. Per il vostro contributo alla realizzazione di questi momenti di dialogo vi siamo particolarmente riconoscenti. nome cognome direttore generale Firma nome cognome presidente Firma pag. 046 | manuale di stile 2.2) Circolari: dal “dispaccio del re” alla comunicazione efficace Interpretata come documento autoritario, più che come strumento di comunicazione, la circolare usa in genere un linguaggio scarno, freddo, spersonalizzato, spesso neanche dichiara apertamente il proprio scopo. Così molte circolari non vengono lette, e si scatena la disorganizzazione se, per esempio, vi erano segnalate nuove procedure da seguire. Quanto ai punti di vista della scrittura, tre sono le possibilità: 1) utile per chi scrive Devo illustrare al direttore l’incidenza degli investimenti sulla gestione: vi prego di fornirmi un rapporto sulle spese sostenute quest’anno dal vostro ufficio. 2) utile per l’organizzazione Il direttore vuole controllare l’incidenza degli investimenti sulla gestione: vi prego di fornirmi un rapporto sulle spese sostenute quest’anno dal vostro ufficio. 3) utile per chi legge È opportuno dimostrare al direttore che gli investimenti sono ben gestiti dal vostro ufficio, e che incidono positivamente sulla gestione: vi prego di fornirmi un rapporto sulle spese da voi sostenute quest’anno. Ovvio che la terza è la più redditizia. Un modello: la lettera delle aziende agli azionisti C’è un tipo di circolare che ha un altissimo indice di lettura: è la lettera agli azionisti. Che siano tre o trecento gli azionisti di un’azienda, tutti la leggono appena la ricevono. È la lettera che dice su per giù così: Caro azionista, quest’anno la tua azienda ha fatto questo; il comparto in cui opera ha conseguito questo andamento, i concorrenti si sono mossi in questo modo, la tendenza dei consumi è stato questa. . sez.2: gli strumenti | pag. 047 È la garanzia della correttezza del bilancio: della conformità dei risultati ottenuti nell’anno rispetto agli obiettivi e agli impegni assunti. È insomma il termometro dell’azienda. Viene vissuta come un messaggio scritto in prima persona dal presidente o dall’amministratore delegato, e ha un notevole significato per un vero leader. Certo, non tutte le circolari possono essere scritte con la cura, la passione, l’attenzione al dettaglio di una lettera agli azionisti. Ma gli autori di circolari possono guardare a questa lettera come a un modello, anche per inviare comunicazioni su temi meno eccitanti di un ottimo risultato di bilancio, come magari un cambiamento normativo o un nuovo adempimento fiscale. Disposizioni e procedure: un limite invalicabile? Generalmente la circolare si usa per finalità informative in senso stretto: disposizioni, procedure, variazioni organizzative, dettagli di vita dell’organizzazione. Messaggi di carattere per lo più impositivo, come si può notare da alcune sfumature stilistiche: S “si comunica che...”: sarebbe più corretto e meno impersonale “vi informiamo che”, visto che la comunicazione presuppone un rapporto paritetico tra mittente e destinatario, che invece nelle circolari non pare essere ricercato; S “a far data da...”: formula borbonica per esprimere una decorrenza; S “la nuova disposizione è da intendersi come immediatamente operativa”, come dire: bisogna adeguarsi alla svelta, poche chiacchiere. Se i messaggi devono influire sui comportamenti delle persone e dell’organizzazione nel suo complesso, un sistema così rigido inibisce l’interattività, a meno che si adotti uno stile e una struttura diversi. Lo stile e la struttura Alcune riflessioni sullo stile: S frasi brevi: 20/25 parole al massimo; S paragrafi non troppo articolati ed ampi; S verbi in forma attiva: il consiglio di amministrazione stabilisce, anziché viene stabilito dal consiglio di amministrazione; S no ai giri di parole che creano ambiguità: non proponiamo alla vostra valutazione ma vi proponiamo; non per quanto riguarda ma su; non con lo specifico obiettivo di ma per; non la presente metodologia dev’essere da voi sperimentata al fine di ottimizzare le varie fasi produttive, ma sperimentate questo metodo per migliorare la produzione. pag. 048 | manuale di stile E perché privare del tutto la circolare di personalità e di umanità? In apertura, per esempio, meglio evitare quel lungo e noioso elenco di uffici cui è inviata (che può stare meglio in ultima pagina), mentre una forma di cortesia (Gentili colleghi) può invitare alla lettura. Alla fine: saluti, ringraziamenti e una firma estesa, anziché il solito scarabocchio indecifrabile. Come una lettera di marketing, dunque, anziché come un documento burocratico. Indicazioni operative per la scrittura delle circolari Destinatari In determinati casi può essere opportuno personalizzare l’intestazione qualora la circolare sia rivolta a soggetti definiti (esempio: invece di “Spettabili società”, indicare “Gentile Presidente e/o Direttore”). L’indicazione dei destinatari della circolare deve essere semplice ed essenziale, non formale e burocratica: NO: Spett.le Cooperative associate LORO SEDI SÍ: Spettabili Società Cooperative Titolo Omettere la parola oggetto dal frontespizio della circolare e scrivere direttamente il titolo secondo questi criteri: S scrivere i titoli in grassetto, centrati sulla pagina; S usare un formato di carattere più grande rispetto a quello utilizzato nel testo della circolare (ad esempio, se il testo ha carattere arial 11 il titolo potrà avere carattere 14/16); S evitare, in generale, eccessivi riferimenti normativi; S evitare titoli troppo lunghi (massimo 2/3 righe); S utilizzare titoli di impatto, efficaci. sez.2: gli strumenti | pag. 049 Abstract In linea generale, tutte le circolari devono avere l’abstract. Obiettivi: S rappresentare in sintesi il contenuto della circolare: questo soprattutto quando la lunghezza e la complessità della circolare lo richiede. Suggeriamo l’utilizzo del carattere corsivo; S indicare a chi è rivolta la circolare: il lettore deve comprendere se sia opportuno o meno proseguire nella sua lettura; ad esempio: interessa esclusivamente le cooperative che hanno più di 50 dipendenti, piuttosto che le cooperative che hanno richiesto il contributo, ecc.; S indicare se ci sono adempimenti operativi: ad esempio, comunicazioni da effettuare, modulistica da compilare, istanze da presentare, adesioni, ecc. Al di sotto del riquadro che contiene l’abstract, indicare chi ha scritto la circolare per agevolare un eventuale contatto di chiarimento o di confronto. Esempio: Funzione: Consulenza Referente: Mario Rossi Contenuto È importante privilegiare le indicazioni sugli adempimenti operativi che la cooperativa deve compiere concretamente. Quando possibile, quindi, privilegiare l’utilizzo di schemi ed esempi che facilitino la comprensione delle azioni da compiere. Può essere utile dare un titolo “adempimenti operativi” o “cosa bisogna fare” seguito dalla sequenza delle operazioni da eseguire. È opportuno privilegiare una struttura “a blocchi” che facilita la lettura e la comprensione dell’organizzazione del lavoro. Riferimenti normativi: quelli principali e/o indispensabili sono richiamati nel testo, quelli di dettaglio vanno preferibilmente inseriti in nota per non appesantire la lettura della circolare. Organizzare la struttura del testo in modo tale che vi siano minimo due paragrafi distinti per facciata. Utilizzare sottotitoli che facilitino la comprensione di ciò che viene poi descritto (ad esempio, sottotitoli in rilievo o bordati). In determinati casi si può, con sobrietà, utilizzare un colore (azzurro) per lo sfondo dei riquadri o per il carattere dei titoli/sottotitoli o per altre ulteriori esigenze (es. tabelle). pag. 050 | manuale di stile Conclusioni Evitare frasi di rito per concludere la presentazione del lavoro svolto (esempio non scrivere “a disposizione per i chiarimenti che dovessero rendersi opportuni, si coglie l’occasione per porgere i più cordiali saluti” ma usare semplicemente la formula di “cordiali saluti”). Seguono ora alcuni esempi di nostre circolari, riscritte secondo i criteri qui indicati. Esempio 1: circolare alle cooperative per promuovere l’acquisto della Guida alla cooperazione trentina PRIMA Alle Cooperative associate Loro sedi Oggetto: stampa volume “Guida alla cooperazione trentina” DOPO Gentile signor Nome Cognome società indirizzo e a tutte le cooperative associate Abbiamo il piacere di segnalare un’iniziativa editoriale della Federazione di sicuro interesse per le nostre associate. A breve andrà in stampa il volume “GUIDA ALLA COOPERAZIONE TRENTINA” frutto del lavoro cooperativo di un gruppo di collaboratori della Federazione e di esperti esterni. Il testo intende approfondire la storia, i valori e le regole del movimento cooperativo nel contesto internazionale. In allegato riportiamo l’indice dei capitoli. Riteniamo che la pubblicazione possa costituire un utile strumento di conoscenza e di lavoro per i soci, gli amministratori, i dipendenti delle società associate. Il libro potrà inoltre essere proficuamente impiegato nei contatti con le “GUIDA ALLA COOPERAZIONE TRENTINA” UN UTILE STRUMENTO DI LAVORO, UN BEL REGALO PER NATALE Cresce l’importanza del nostro movimento, anche grazie al contributo di aziende come quella che lei rappresenta. In più, Natale è vicino, e regalare un libro è un pensiero sempre gradito. Ecco perché abbiamo il piacere di segnalarle un’iniziativa editoriale di sicuro interesse. A breve andrà in stampa il libro “Guida alla cooperazione trentina”, frutto del sez.2: gli strumenti | pag. 051 scuole o con persone interessate a conoscere il nostro movimento. Sarà nostra cura omaggiare le cooperative con una copia del volume. Per coloro che sono interessati ad avere un maggior numero di volumi, proponiamo un prezzo speciale: €15 a copia per ordini fino a 15 copie; €10 la copia per ordini superiori. Allo scopo alleghiamo modulo di prenotazione, che vi invitiamo a restituirci debitamente compilato entro il 30 novembre. Maggiori informazioni potranno essere richieste al nostro Ufficio...................., telefono 0461 898XXX. Confidando in una positiva accoglienza della presente iniziativa, inviamo cordiali saluti. lavoro cooperativo di un gruppo di collaboratori della Federazione e di esperti esterni. Con uno stile preciso, e al contempo semplice e piacevole, il libro presenta la storia, i valori e le regole del movimento cooperativo nel contesto internazionale (allegato l’indice dei capitoli). Riteniamo che la pubblicazione sia un utile strumento di conoscenza e di lavoro per i soci, gli amministratori, i dipendenti delle società associate. Inoltre il libro può essere proficuamente impiegato nei contatti con le scuole o con persone interessate a conoscere il nostro movimento. Sarà nostra cura far omaggio alle cooperative di una copia del volume. Chi desidera avere un maggior numero di copie gode di un prezzo speciale: € 15 a copia per ordini fino a 15 copie; € 10 a copia per ordini superiori. Trova in allegato il modulo di prenotazione, che la invitiamo a restituirci compilato entro il 30 novembre. Per maggiori informazioni può contattare il nostro Ufficio..............., al telefono 0461 898XXX. Confidiamo in una positiva accoglienza da parte sua di questa iniziativa. Grazie. Un cordiale saluto. pag. 052 | manuale di stile PRIMA Oggetto: operazione di ristrutturazione del gruppo Parmalat. Trattamento tributario ai fini della disciplina sui capital gains. Pervengono alla scrivente richieste di chiarimenti in merito all’operazione di ristrutturazione del gruppo Parmalat, in relazione alla proposta di concordato recentemente approvata dal Tribunale di Parma, e le conseguenze tributarie sui portatori delle obbligazioni emesse dalle società del predetto gruppo. Nel proseguo, quindi, si segnalano gli aspetti principali di interesse per gli investitori obbligazionisti. Sintesi dell’operazione di ristrutturazione Il piano del concordato prevede la costituzione della Fondazione Creditori Parmalat che provvede alla sottoscrizione, per mandato conferito dai creditori del gruppo, e distribuzione delle azioni e dei warrant emesse dalla società Parmalat S.p.a di nuova costituzione. L’operazione, sinteticamente si sviluppa secondo il seguente iter: DOPO PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL GRUPPO PARMALAT E CONSEGUENZE PER GLI OBBLIGAZIONISTI Nella circolare informiamo della ristrutturazione del gruppo Parmalat, recentemente approvata dal tribunale di Parma. I possessori di obbligazioni emesse dalla società riceveranno azioni e warrant di nuova emissione, in luogo dei titoli in loro possesso. Analizziamo, in particolare, le modalità di assegnazione dei titoli e il trattamento tributario del reddito che si manifesta nell’operazione. Sintesi del piano di ristrutturazione Il piano del concordato prevede la costituzione della Fondazione Creditori Parmalat, la quale provvederà alla sottoscrizione, per mandato conferito dai creditori del gruppo, e alla distribuzione delle azioni e dei warrant emesse dalla società Parmalat S.p.a di nuova costituzione. - l’aumento di capitale è avvenuto con la sentenza che approva il concordato; L’operazione si sviluppa nel seguente modo: - gli obbligazionisti saranno assegnatari di azioni nominative di nominale 1 euro per un ammontare in valore 1. l’aumento di capitale è avvenuto con la sentenza del 1° ottobre 2005 che approva il concordato Parmalat. sez.2: gli strumenti | pag. 053 nominale pari all’ammontare del credito ridotto della percentuale concordataria (vedi allegato) nonché di 1 warrant per ogni azione limitatamente alle prime 650; tale warrant attribuirà ai creditori chirografari il diritto di sottoscrivere al valore nominale azioni a pagamento in via continuativa con effetto entro il decimo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda in ciascun anno solare a partire dall’anno 2005 e fino al 2015; 2. Gli obbligazionisti riceveranno azioni nominative di nominale 1 euro per un ammontare in valore nominale pari al credito vantato, ridotto secondo una percentuale che abbiamo evidenziato nell’allegato alla circolare. Sarà anche distribuito 1 warrant per ogni azione, limitatamente alle prime 650 possedute. Il warrant attribuisce il diritto a sottoscrivere azioni a pagamento, al valore loro nominale ed entro il 2015. - alla data di esecuzione dell’aumento tutte le emissioni obbligazionari ammesse negli stati passivi saranno ritirate da parte della Fondazione; - gli obbligazionisti legittimati che hanno partecipato alla votazione, riceveranno azioni e warrants; 3. Le emissioni obbligazionarie ammesse negli stati passivi della procedura concorsuale saranno ritirate dalla Fondazione a partire dal 1° ottobre 2005. - gli obbligazionisti che non hanno partecipato alla votazione (cosiddetti creditori “tardivi”), otterranno, in sostituzione delle obbligazioni, diritti, che non sono trasferibili, rappresentativi del “diritto a ricevere” azioni e warrant. Per ottenere gli strumenti finanziari di loro spettanza dovranno legittimarsi attraverso l’intermediario che tiene il relativo conto titoli entro il termine quinquennale di decadenza dei predetti diritti. In merito segnaliamo che Cassa Centale quale intermediario delle Associate sta attendendo dalla società emittente le istruzioni ed i tempi per l'esercizio di detti diritti. Non appena conosciuti, sarà Sua cura comunicarli tempestivamente. 4. Gli obbligazionisti che hanno partecipato alla votazione di approvazione del piano di ristrutturazione, riceveranno azioni e warrant. 5. Gli obbligazionisti che non hanno partecipato alla votazione (cosiddetti creditori “tardivi”), otterranno diritti non trasferibili ad altri e rappresentativi del “diritto a ricevere” in futuro azioni e warrant. I diritti decadono nel termine di cinque anni dalla loro consegna. Segnaliamo che Cassa Centrale, quale intermediario delle associate, comunicherà tempestivamente istruzioni per l’esercizio di questi diritti, non appena esse verranno comunicate dalla Parmalat Spa. pag. 054 | manuale di stile Aspetti tributari dell’operazione Effetti tributari dell’operazione Di seguito, si espongono sinteticamente gli aspetti tributari rilevanti dell’operazione, ai fini dell’applicazione della disciplina sui capital gains (artt. 67-68 DPR n. 917/1986), sulla scorta degli intendimenti assunti in sede interbancaria. Gli effetti tributari dell’operazione in capo agli obbligazionisti, diversi dalle società commerciali, sono stati oggetto di analisi in sede interbancaria e qui diamo sinteticamente conto delle soluzioni ivi condivise. La società Parmalat Spa rimborsa le obbligazioni possedute con le azioni ed i warrant di nuova emissione. Quindi il risultato che l’obbligazionista realizza, ordinariamente una perdita, nasce dal confronto tra il valore nominale delle azioni, considerando i warrant a costo zero, e il costo fiscale d’acquisto delle obbligazioni I “diritti a ricevere azioni e warrant”, in possesso dei creditori “tardivi”, saranno valorizzati al valore nominale delle azioni. L’operazione è suddivisa fra rimborso delle obbligazioni possedute - ed ora annullate - e sottoscrizione, attraverso il credito scaturente dal rimborso, delle azioni di nuova emissione comprensive di warrant. Le azioni sono ufficialmente quotate in borsa a partire dal giorno 6 ottobre 2005. Il valore di rimborso è pari al valore nominale delle nuove azioni ricevute. Quindi il reddito (plusvalenza/minusvalenza) che scaturisce in capo al possessore di obbligazioni nasce dal confronto tra il valore nominale delle azioni (warrants - costo zero) e il costo d’acquisto (prezzo secco) delle obbligazioni. Nei confronti dei creditori “tardivi” i diritti a ricevere azioni e warrant, saranno valorizzati al valore nominale delle azioni. La data rilevante per l’emersione del reddito (plusvalenza/minusvalenza), che si genera dal confronto fra il valore nominale delle nuove azioni ed il costo delle obbligazioni annullate, è individuata nella data di pubblicazione della sentenza di approvazione del concordato (1° ottobre 2005). Proponiamo il seguente esempio: Valore nominale delle obbligazioni possedute Costo fiscale di ogni obbligazione Costo fiscale complessivo delle obbligazioni Quantità di azioni / diritti a ricevere azioni, ottenuti Valore complessivo delle azioni /diritti a ricevere azioni, ottenuti Perdita complessiva= + € 150 - € 2.582,28 € 2.582,28 100/100 € 2.582,28 150 € 150 -€ 2.432,28 sez.2: gli strumenti | pag. 055 Tale impostazione è ritenuta corretta anche per i creditori tardivi i quali ottengono, come già indicato, i diritti a ricevere, da esercitare entro cinque anni, azioni e warrant. Anch’essi, quindi, dalla richiamata data, potranno utilizzare le eventuali minusvalenze emerse fra il valore di carico delle obbligazioni ed il valore nominale che detti diritti consentono di ricevere. Infine, si rammenta che le implicazioni fiscali connesse al rimborso sono riferibili, in caso di cointestazione del rapporto di deposito dei titoli obbligazionari, al solo soggetto al quale verranno intestate le azioni, per effetto di espressa dichiarazione di tutti i cointestatari del dossier in cui sono inserite le obbligazioni medesime. La perdita si considera fiscalmente realizzata al 1° ottobre 2005, data di pubblicazione della sentenza di approvazione del concordato Parmalat. Da questo termine potrà essere utilizzata per le compensazioni ammesse dalla disciplina vigente. Le azioni ricevute sono ufficialmente quotate in borsa a partire dal giorno 6 ottobre 2005. In caso di cointestazione delle obbligazioni nel deposito titoli, il reddito realizzato nell’operazione potrà essere riferito al solo soggetto al quale verranno intestate le azioni, per effetto di espressa dichiarazione di tutti i cointestatari del dossier titoli. Cordiali saluti. FEDERAZIONE TRENTINA COOPERAZIONE PRIMA Oggetto: tutela della privacy: indicazioni operative. Riprendiamo l’argomento dell’adozione delle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati personali per approfondire alcuni aspetti e per fornire alcune indicazioni operative. Ricordiamo, nuovamente, che il Decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, denominato “Codice in materia di protezione dei dati FEDERAZIONE TRENTINA COOPERAZIONE DOPO TUTELA DELLA PRIVACY: COME ADEGUARSI ALLE NUOVE NORME La circolare riprende l’argomento della tutela della privacy per fornire indicazioni operative sulle misure minime di sicurezza. Per facilitare le società alleghiamo fac-simili pre-compilati della modulistica. La documentazione è disponibile anche sul sito della Federazione. pag. 056 | manuale di stile personali”, ha sostituito e innovato la normativa precedente in materia di privacy, adeguandola ai mutamenti tecnologici avvenuti ed all’esperienza acquisita e che l’allegato B di tale codice, denominato “Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza”, ha individuato le misure minime di sicurezza che tutti i titolari del trattamento dovranno adottare. Il termine entro il quale devono essere adottate le misure minime di sicurezza è slittato al 31 dicembre 2005. Avranno tempo fino al 31 marzo 2006 coloro che non sono in grado, per obiettive ragioni tecniche, di adeguare gli strumenti elettronici che non consentono, in tutto o in parte, l’applicazione immediata delle misure previste dalla legge. Sintetizziamo, di seguito, gli adempimenti richiesti alle Famiglie Cooperative, fornendo alcune indicazioni operative. NOMINA DEL RESPONSABILE E DEGLI INCARICATI AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (da parte del Consiglio di Amministrazione) Rimandiamo al contenuto della circolare dell’Unità di Servizio Fiscale n. 253/V2004 di data 14 giugno 2004 per eventuali approfondimenti. Qui ci limitiamo a ricordare che: - per responsabile del trattamento si intende la persona fisica, la persona giuridica o l’ente preposto dal titolare al trattamento dei dati personali; E’ slittato al 31 dicembre 2005 il termine entro il quale adottare le misure minime di sicurezza. Avranno tempo fino al 31 marzo 2006 coloro che non sono in grado, per certificati motivi, di proteggere gli archivi entro la fine di dicembre. 1. NOMINA DEGLI INCARICATI al trattamento dei dati a) Vi invitiamo a nominare, per iscritto, l’incaricato (o gli incaricati) al trattamento dei dati, utilizzando, con gli opportuni aggiustamenti, l’allegato n. 1. Tale nomina dovrà essere deliberata dal Consiglio di Amministrazione (allegato n. 9) b) E’ necessario fornire all’incaricato le istruzioni da osservare per una corretta gestione dei dati (allegato n. 2). c) Conserverete agli atti una copia della lettera di incarico, sottoscritta dall’interessato. 2. CONSENSO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI La normativa prevede che il consenso sia manifestato in forma scritta solo quando il trattamento riguarda dati sensibili. Le Famiglie Cooperative, in linea di massima, acquisiscono e trattano dati sensibili solo nei confronti dei dipendenti (si pensi, per esempio, all’appartenenza sindacale o allo stato di salute). E’ necessario, pertanto, procurarsi il consenso scritto dei dipendenti, facendo firmare loro l’allegato n. 3 e conservarlo agli atti. sez.2: gli strumenti | pag. 057 - per incaricato del trattamento si intende, invece, la persona fisica autorizzata ad eseguire operazioni di trattamento di dati personali. La nomina del responsabile è facoltativa, ma l’eventuale designazione deve essere effettuata per iscritto, con indicazione analitica dei compiti affidati. Vi invitiamo a provvedere, invece, alla nomina dell’incaricato, che andrà deliberata dal Consiglio di Amministrazione e fatta per iscritto, utilizzando, con gli opportuni aggiustamenti, l’allegato n. 1. Provvederete, anche, a fornire all’incaricato le istruzioni da osservare per una corretta gestione dei dati (allegato n. 2). Una copia della lettera di incarico, sottoscritta dall’interessato, andrà conservata agli atti. CONSENSO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI Il Codice della privacy sviluppa il principio del bilanciamento degli interessi con uno snellimento degli adempimenti a carico delle aziende. Resta, sostanzialmente, confermata la necessità del consenso, ma si prevedono ulteriori ipotesi di esonero con riferimento a settori specifici. L’art. 23 del codice al comma 4 prevede che il consenso sia manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili. Le Famiglie Cooperative, in linea di massima, acquisiscono e trattano dati sensibili solo nei confronti dei dipendenti ( si pensi, per esempio, all’appar- 3. INFORMATIVA Rimane fermo l’adempimento dell’informativa agli interessati effettuata in modo preventivo rispetto al trattamento dei dati. La legge precisa che la stessa può avvenire oralmente o per iscritto. Potete soddisfare tale adempimento, conformandosi alle seguenti prescrizioni: a) Dipendenti: nei loro confronti suggeriamo di adottare l’allegato 3, che, oltre a raccogliere il consenso al trattamento dei dati, fornisce anche l’informativa in forma scritta. b) Fornitori: potete consegnare ai fornitori un’informativa scritta, (allegato n. 4) con preghiera di restituirvene una copia firmata oppure scegliere di procedere all’informativa verbale, della quale, però, non rimarrà traccia. c) Clienti: anche nei loro confronti sarebbe sufficiente effettuare un’informativa verbale. Suggeriamo, però, di riportare, in fondo alle fatture emesse, il testo riportato dall’allegato n. 5. 4. MISURE MINIME DI SICUREZZA Vi ricordiamo che per verificare la compatibilità tecnica dei vostri sistemi informatici all’introduzione delle nuove misure minime di sicurezza (password di non meno di otto caratteri, autenticazione informatica, sistemi di cifratura, pro- pag. 058 | manuale di stile tenenza sindacale o allo stato di salute). E’ necessario, pertanto, che ogni società si procuri il consenso scritto dei propri dipendenti, facendo firmare loro l’allegato n. 3 (che riporta anche l’informativa) e conservarlo agli atti. INFORMATIVA Rimane fermo l’adempimento dell’informativa agli interessati, effettuata in modo preventivo rispetto al trattamento dei dati. L’art. 13 del Codice precisa che la stessa può avvenire oralmente o per iscritto. Ogni Famiglia Cooperativa può soddisfare tale adempimento, conformandosi alle prescrizioni specifiche sotto elencate, suddivise per classi di interessati: 1. Dipendenti: suggeriamo di adottare l’allegato 3, che, oltre a raccogliere il consenso al trattamento dei dati, fornisce anche l’informativa in forma scritta. 2. Fornitori: potete consegnare ai fornitori un’informativa scritta, utilizzando l’allegato n. 4 con preghiera di restituirvene una copia firmata oppure scegliere di procedere all’informativa verbale, della quale però non rimarrà traccia. 3. Clienti: anche nei loro confronti sarebbe sufficiente effettuare un’informativa verbale. Suggeriamo, però, di riportare in calce alle fatture emesse, il testo riportato nell’allegato n. 5. cedure per il ripristino dei dati) potete avvalervi della consulenza fornita dal Consorzio SAIT (il referente è ............ Tel .........., e.mail ..........). In questo contesto, ci limitiamo, pertanto, a suggerire l’adozione di alcune misure, relative sia al trattamento dei dati con strumenti elettronici sia a quello con supporto cartaceo. A. TRATTAMENTO DEI DATI CON STRUMENTI ELETTRONICI 1. E’ necessario nominare un soggetto preposto alla custodia delle parole chiave, solo qualora ci siano più incaricati che utilizzano il computer per trattare i dati e, quindi, siano in uso più parole chiave. Tale nomina sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione (cfr. allegato n. 9) e formalizzata utilizzando l’allegato n. 6. 2. La legge prevede, inoltre, la tenuta di un aggiornato DOCUMENTO PROGRAMMATICO SULLA SICUREZZA (DPS): l’adozione di tale documento è richiesta quando si trattano, con strumenti elettronici, dati sensibili o giudiziari che possano consentire l’individuazione, anche indiretta, del soggetto cui l’informazione si riferisce. Quindi, solo se usate il computer per trattare dati sensibili che siano riconducibili ai singoli individui, è obbligatoria la tenuta del DPS. La maggior parte di voi, pertanto, non dovrà adottare il documento programmatico sulla sicurezza. Vi invitiamo, comunque, sez.2: gli strumenti | pag. 059 MISURE MINIME DI SICUREZZA Vi ricordiamo che per verificare la compatibilità tecnica dei Vostri sistemi informatici all’introduzione delle nuove misure minime di sicurezza potete avvalervi della consulenza fornita dal Consorzio Sait. In questo contesto, ci limitiamo, pertanto, ad elencare le modalità tecniche da adottare a cura del titolare, del responsabile ove designato e dell’incaricato, segnalando che, qualora vi siano più incaricati al trattamento e quindi siano in uso più parole chiave, è necessario nominare un soggetto preposto alla custodia delle parole chiave; tale nomina sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione (cfr. allegato n. 9) e formalizzata utilizzando l’allegato n. 6. A. TRATTAMENTO DEI DATI CON STRUMENTI ELETTRONICI (cfr. allegato n. 2) 1. Sistema di autenticazione informatica; 2. attivazione di strumenti elettronici da aggiornare con cadenza almeno semestrale contro il rischio di trattamenti illeciti di dati, accessi non consentiti e contro determinati programmi informatici; 3. adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi; 4. tenuta di un aggiornato DOCUMENTO PROGRAMMATICO SULLA SICUREZZA (DPS): l’adozione di tale documento è richiesta quando si trattano, con strumenti elettronici, dati sensibili o giudiziari che possano consentire l’individuazione, an-che indiretta, del soggetto cui ad effettuare tale verifica (per gli approfondimenti rimandiamo alla circolare dell’Unità di Servizio Fiscale n. 253/V del 14/06/2004). In ogni caso vi suggeriamo di portare all’ordine del giorno del vostro Consiglio di Amministrazione il tema della tutela della privacy, verbalizzando i provvedimenti assunti dalla cooperativa a recepimento delle modifiche della normativa. Potete utilizzare, adattandolo, il fac-simile di delibera allegata (allegato n. 9). B. TRATTAMENTO DEI DATI SENZA L’AUSILIO DI STRUMENTI ELETTRONICI E’ consentito trattare dati personali senza l’ausilio di strumenti elettronici solo se si adottano le seguenti misure minime: 1. è necessario impartire agli incaricati istruzioni scritte finalizzate al controllo ed alla custodia degli atti e dei documenti contenenti dati personali (allegato 2). Gli incarichi e le relative istruzioni vanno aggiornate una volta all’anno; 2. mentre svolgono i loro compiti gli incaricati devono controllare e custodire gli atti e i documenti contenenti dati personali sensibili o giudiziari (impedendone l’accesso alle persone prive di autorizzazione) e restituirli al termine del lavoro; 3. occorre, infine, controllare l’accesso agli archivi contenenti dati sensibili o giudiziari. Le persone ammesse, a qualunque titolo, dopo l’orario di pag. 060 | manuale di stile l’informazione si riferisce. Per quanto di nostra conoscenza, la generalità delle Famiglie Cooperative non opera, con strumenti elettronici, trattamenti di dati sensibili che siano riconducibili ai singoli individui; se ciò rispecchia anche la Vostra singola realtà, la tenuta del DPS non è richiesta. Vi invitiamo, pertanto, ad effettuare tale verifica (per gli approfondimenti rimandiamo alla circolare dell’Unità di Servizio Fiscale n. 253/V2004 di data 14 giugno 2004). Vi suggeriamo, tuttavia, di portare all’ordine del giorno del Vostro Consiglio di Amministrazione il tema della tutela della privacy, verbalizzando i provvedimenti assunti dalla società a recepimento delle modifiche della normativa (ad esempio analisi dei rischi privacy, censimento e discriminazione dei dati, redazione della modulistica richiesta dalla legge, aggiornamento degli incarichi, la motivazione delle scelte operate, etc.). Potete utilizzare, adattandolo, il fac simile di delibera allegato (allegato n. 9). B. TRATTAMENTO SENZA L’AUSILIO DI STRUMENTI ELETTRONICI L’art. 35 del Codice dispone che “il trattamento di dati personali effettuato senza l’ausilio di strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate le seguenti misure minime (cfr. allegato n. 2): 1. aggiornamento periodico dell’individuazione dell’ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati o unità organizzative; chiusura, devono essere identificate e registrate. Devono essere autorizzate anche quelle che accedono agli archivi privi di strumenti elettronici di controllo o in assenza di incaricati alla vigilanza. 5. VIDEOSORVEGLIANZA Se effettuate la video sorveglianza, è necessario esporre, nei locali soggetti a tale attività, il relativo cartello (allegato n. 8); completerete l’informativa, esponendo - in luogo accessibile e visibile l’allegato n. 7. Avete la possibilità di scaricare gli allegati in fac-simile dal sito internet della Federazione www.cooperazionetrentina.it (in area riservata, accessibile tramite password). Cordiali saluti. FEDERAZIONE TRENTINA COOPERAZIONE sez.2: gli strumenti | pag. 061 2. previsione di procedure per una adeguata custodia di atti e documenti affidati agli incaricati per lo svolgimento dei relativi compiti; 3. previsione di procedure per la conservazione di determinati atti in archivi e accesso selezionato e disciplina delle modalità di accesso finalizzata all’identificazione degli incaricati. L’allegato B) sopra richiamato dispone le modalità tecniche, come sotto riportate, da adottare a cura del titolare, del responsabile se nominato, e dell’incaricato (cfr. allegato n. 2). a) Agli incaricati sono impartite istruzioni scritte (cfr. allegato 2), finalizzate al controllo ed alla custodia, per l’intero ciclo necessario allo svolgimento delle operazioni di trattamento, degli atti e dei documenti contenenti dati personali. Nell’ambito dell’aggiornamento periodico, con cadenza almeno annuale, dell’individuazione dell’ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati, la lista degli incaricati può essere redatta anche per classi omogenee di incarico e dei relativi profili di autorizzazione. b) Quando gli atti e i documenti contenenti dati personali sensibili o giudiziari sono affidati agli incaricati del trattamento per lo svolgimento dei relativi compiti, i medesimi atti e documenti sono controllati e custoditi dagli incaricati fino alla restituzione, in maniera che ad essi non accedano persone prive di autorizzazio- pag. 062 | manuale di stile ne e sono restituiti al termine delle operazioni affidate. c) L’accesso agli archivi, contenenti dati sensibili o giudiziari, è controllato. Le persone ammesse, a qualunque titolo, dopo l’orario di chiusura, sono identificate e registrate. Quando gli archivi non sono dotati di strumenti elettronici per il controllo degli accessi o di incaricati della vigilanza, le persone che vi accedono sono preventivamente autorizzate. VIDEOSORVEGLIANZA Nel caso in cui venga effettuata la video sorveglianza, provvederete ad informare gli interessati esponendo - nei locali soggetti a tale attività - il relativo cartello (allegato n. 8); completerete l’informativa, esponendo in bacheca - o comunque in luogo accessibile e visibile l’allegato n. 7. L’Ufficio Cooperative di Consumo ha attivato un apposito servizio, in area riservata accessibile tramite password, sul sito internet della Federazione www.cooperazionetrentina.it, al fine di supportarvi nella predisposizione della modulistica necessaria, dando la possibilità di scaricare direttamente dal sito i vari allegati in fac-simile. Per qualsiasi ulteriore informazione, potete rivolgervi direttamente allo scrivente Ufficio (rif. Monica Belloni Tel. 0461/898322). FEDERAZIONE TRENTINA COOPERAZIONE sez.2: gli strumenti | pag. 063 2.3) E-mail: emozioni digitali Brutta copia, bella copia. Imbustare, bollare, spedire. E aspettare. Questo il nostro esclusivo rito epistolare, fino a pochi anni fa. Oggi, più spesso: destinatario, oggetto, testo, rilettura veloce (e neanche sempre), clic. Detto, fatto. O meglio: scritto, fatto. L’e-mail è forse l’invenzione che più ha cambiato il modo di lavorare negli ultimi anni. Veloce, economica, asincrona, arriva in pochi secondi e ci permette di comunicare a costi bassissimi con molte persone contemporaneamente, e a vantaggio di un principio fondamentale: la trasparenza. Ma non senza insidie! Poter trasmettere velocemente ci illude che il tempo non esista. Questa è una trappola, cui va prestata attenzione: scrivere e leggere sono attività che richiedono tempo. Come tutte le rivoluzioni, anche l’e-mail ha lasciato sul campo un po’ di anarchia. Tutti scriviamo tanto, e ognuno lo fa come crede. A volte, piuttosto male. Come scrivere, allora, anche qui, per essere letti? Perché la comunicazione sia mirata ed efficace, in uno spazio così piccolo le regole sono rigorose. Oggetto. È il primo contatto con il lettore. Annuncia l’urgenza e crea interesse sul messaggio. Come il titolo di un libro, di un sito, o di un articolo di giornale, ti convince ad aprirla oppure ti induce a saltarla. L’oggetto vive di vita propria. Dev’essere un piccolo capolavoro di efficacia: 40/60 caratteri essenziali perché il lettore ci legga. Forma breve, asciutta, senz’articoli, esplicita e precisa. Non Novità, ma quale novità. Non Comunicazione di servizio (immaginiamo l’eccitazione del lettore!), ma il succo del messaggio. Non Invito, ma Invito al convegno su…. Per comunicare il trasferimento di un collega a un altro Servizio. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: comunicazione Oggetto: novità organizzativa Per comunicare la procedura da usare nell’invio di mail ufficiali. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: gestione mail in uscita ufficio xxx Oggetto: modalità di invio mail ufficiali pag. 064 | manuale di stile Per chiedere spiegazioni sulle modalità di gestione di un prodotto bancario. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: richiesta chiarimenti Oggetto: richiesta chiarimenti anticipo fatture Per richiedere a una cooperativa la collaborazione del collega su un progetto di diversificazione delle analisi istruttorie. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: diversificate Oggetto: richiesta collaborazione progetto “analisi istruttorie diversificate” Per inoltrare il testo di due lettere predisposte per una cooperativa. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: in allegato trovi le due lettere per la CCIAA da stampare su carta intestata, adattandola se del caso. Ciao Oggetto: invio fac-simile lettere N.B: L’oggetto, dunque, deve essere chiaro, sintetico e invitante. E non scriviamo tutto il messaggio nell’oggetto, magari lasciando poi, sotto, un enorme spazio vuoto. Brevità. Secondo alcuni studi, solo il 15% degli utenti legge le e-mail per intero e oltre il 50% non supera le prime righe. E la tecnologia non aiuta. Al contrario: molti accedono alla posta elettronica da computer portatili sempre più compatti; da palmari, che hanno spazi visivi sempre più ridotti; o da connessioni remote, non sempre agevoli (alberghi, aeroporti...). Per non essere letti a metà, dunque, meglio scrivere testi brevi, ben organizzati e lievi. E per aiutare a memorizzare la sequenza delle informazioni: un paragrafo, una sola idea. Per ogni paragrafo, 25 parole al massimo. Mappa visiva. In qualche caso, pur rispettando la sintesi, non è possibile scrivere poco. Pazienza. Più l’e-mail è densa di contenuti, più andrà curata anche dal punto di vista visivo: sul monitor, l’occhio si stanca molto presto. sez.2: gli strumenti | pag. 065 Usiamo: S una frase per avvisare il lettore di ciò che stiamo per dirgli, e magari per chiedergli un po’ di pazienza; S un indice iniziale se l’argomento è lungo: aiuta a orientarsi meglio; S uno spazio bianco fra i paragrafi: alleggerisce la lettura; S liste puntate o numerate: rendono meglio visibili le informazioni; S grassetti (pochi): mettono in evidenza le parti che vogliamo “far uscire” dal testo; utilissimi per veloci riletture. BLOT: the Bottom Line on Top. Anche nelle e-mail, quella con l’argomento principale all’inizio è quasi sempre la struttura migliore. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: indagine conoscitiva sul cinema e lo spettacolo dal vivo Oggetto: cinema e spettacolo. Audizioni parlamentari e proposte di intervento. Gentili Consiglieri, prima dell’interruzione dei lavori parlamentari per la pausa natalizia, abbiamo fatto richiesta di audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul cinema e lo spettacolo dal vivo, che la commissione istruzione del senato ha deliberato nell’estate 2006. Con l’approvazione della finanziaria, l’indagine conoscitiva ha ripreso il suo corso. In vista di una prossima convocazione, vi chiederei se avete delle proposte che intendete avanzare affinché il Presidente possa presentarle in sede di audizione. Di seguito vi indico l’elenco delle audizioni sino ad oggi svoltesi ed invio in allegato i resoconti parlamentari. Gentili consiglieri, per permettere al nostro Presidente di preparare un intervento completo da presentare alla prossima audizione parlamentare, vi chiediamo di inoltrarci le vostre osservazioni e proposte relative all’indagine conoscitiva sul cinema e spettacolo dal vivo. In allegato inviamo il calendario con le audizioni sinora svolte (all. 1) e i resoconti parlamentari (all. 2). pag. 066 | manuale di stile Ma non è l’unica struttura possibile: con le notizie poco gradite al lettore, per esempio, funziona meglio la struttura con il messaggio principale nel mezzo. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: Rif. C.R. xxx – Internal Audit Oggetto: Richiesta posticipo intervento di audit Con relazione all’oggetto, chiederei il procrastinamento di una settimana dell’intervento di audit, anziché dal 16 in poi, dal 23 maggio in poi. Lo spostamento è motivato dall’assenza per corsi di formazione dei colleghi dell’ufficio xxx. In attesa di riscontro si porgono distinti saluti. Il direttore Caro xxx xxx, ho ricevuto la comunicazione con la data di inizio dell’intervento di audit, fissata per il 16 maggio. Proprio in quel periodo i colleghi dell’ufficio xxx saranno impegnati in un corso di formazione. Avresti la possibilità di posticipare al 23 maggio l’inizio della verifica? Sperando che ciò sia agevole sul piano organizzativo, attendo una tua conferma. Un saluto cordiale. Firma Per proposte, inviti, messaggi motivazionali, meglio mettere il messaggio principale alla fine. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Per Maria Rossi, Carla Bianchi CC Per Maria Rossi, Carla Bianchi CC Oggetto: Gestione documentale Oggetto: Invito a riunione “Gestione documenti” Gentili colleghi/e se siete interessati all’uso della gestione documentale. È indetta una riunione con argomento la nuova procedura Notes Gestione Documentale. La riunione si tiene presso Care colleghe, se gradite approfondire le funzionalità della nuova procedura Notes per la gestione dei documenti, vi informo che sez.2: gli strumenti | pag. 067 l’aula blu al primo piano dell’edificio dalle 10.00 alle 12.30. Saranno illustrate le funzionalità disponibili, novità e particolarità varie e raccolti eventuali suggerimenti e quant’altro possa essere utile a migliorare la procedura stessa. L’invito è rivolto ad un collega per ufficio onde poi divulgare la propria conoscenza dell’argomento, ma nulla vieta il frequentare la riunione ad altri colleghi/e. è stata organizzata una riunione il giorno x xx 2007 – ore 10.00–12.30 presso l’Aula Blu Rosa Bruni Stile efficace Orientamento al lettore: reader focused writing. Abbandonare la scrittura autoreferenziata è sempre una buona scelta. Significa rispondere ad alcune semplici domande: chi mi leggerà? Il vertice aziendale? I colleghi? Il capo? Qualcuno che non conosco? Singoli o gruppi? Mettere al centro della comunicazione il lettore implica scegliere forme linguistiche adeguate alle sue conoscenze, adattare il proprio stile al suo. Avere un ampio repertorio di stili in questo caso è fondamentale. Altrettanto utile è saper “calibrare” il linguaggio delle e-mail in entrata per confezionare la risposta più adeguata, come si fa con i vestiti su misura. Nelle comunicazioni uno-a-tanti, invece, come quelle in cui noi partiamo per primi, conviene “ricalcare” alcune situazioni generiche nelle quali i lettori potranno rispecchiarsi, qualunque sia la loro posizione e il loro coinvolgimento nel contenuto. “Calibrare”? “Ricalcare”? Vediamo meglio di che si tratta. Il metodo CRG: calibrazione, ricalco, guida. Se usiamo lo stesso linguaggio del nostro interlocutore, ci muoviamo come lui e usiamo il suo stesso tono di voce, entriamo in sintonia e ci predisponiamo a capirci reciprocamente. Tratto dagli studi sulla comunicazione interpersonale, il metodo CRG aiuta ad ampliare l’effetto delle parole, acquisendo dimestichezza con la sfera paraverbale e non verbale, oltre che con quella verbale. “Paraverbale” e “non verbale” nelle e-mail, che sono fatte solo di parole? Eccome! Velocità delle frasi (verbi), pause (spazi bianchi), variazioni di ritmo (parole lunghe, parole brevi, punteggiatura) o di volume (maiuscole e minuscole); tutto questo dà una voce alla scrittura. È la sua componente paraverbale. pag. 068 | manuale di stile ciao xxx! ho letto con attenzione l'ultima versione del documento e mi vengono alcune CONSIDERAZIONI. se dovessimo rispondere alla domanda prima e generale: cosa ne pensiamo di questo progetto, ci piace o no? cosa risponderemmo? rileggendo i vari spunti di riflessione e approfondimento proposti si evince un puntuale DISACCORDO e solo di qui il pensiero più generale. credo che dovremmo confrontarci nella prossima riunione! la mia PROPOSTA è quindi che il lavoro svolto finora dal gruppetto venga presentato come insieme di idee chiarendo ai nostri referenti che tutto può essere ancora modificato. in termini di strutturazione del lavoro sceglierei anziché un documento una TABELLA con: 1. in riga gli argomenti di osservazione selezionati e/o i parametri di valutazione (che ne so, partecipazione, valorizzazione soggetti cooperativi ecc), 2. in colonna gli elementi positivi e criticità. potrebbe aiutarci… a più tardi. Xxx E poi, i caratteri usati, i colori di alcune parole, la formattazione, gli elenchi puntati o numerati. Gli emoticon, le faccine disegnate con i caratteri della tastiera. È la componente non verbale. Oggetto: cortesemente … qui in Federazione ho smarrito un cellulare del modello in foto se qualcuno di Voi lo avesse trovato o ne avesse notizia, vi prego contattarmi… Grazie! ☺ sez.2: gli strumenti | pag. 069 Sono tutti elementi che possiamo ricalcare. Ancora: possiamo ricalcare facilmente le formule di apertura e di chiusura usate dal nostro interlocutore, la sua struttura argomentativa, il sistema rappresentazionale dominante, visivo, auditivo o cenestesico (vedi riquadro), i verbi, i modi e i tempi usati, le congiunzioni, gli operatori modali (i verbi come dovere, potere, volere, essere necessario…). Per contro, ci sono elementi che non conviene ricalcare: certi “font” scelti per eccentricità, o certi toni rigidi e freddi, per esempio. In qualche caso anche l’oggetto: di fronte a un tono polemico, conviene cambiare decisamente l’oggetto, senza affidarsi a quel ricalco automatico che sta nei nostri software di posta: il tasto “rispondi”. Invece di scrivere così Meglio scrivere così Oggetto: Ma è vero? Oggetto: Contributi provinciali. Prossima pubblicazione. Un funzionario della provincia mi ha riferito che esistono dei contributi sostanziosi per il rinnovo delle attrezzature non a norma. Vi risulta? Avete mandato qualche comunicazione? Il direttore della cooperativa xxx Gentile direttore xxx, questa mattina ho provato a telefonare per aggiornarla sui contributi di cui mi chiede. Ad oggi la Provincia non ha ancora pubblicato la delibera che prevede contributi per il rinnovo delle attrezzature non a norma. Provvederemo a comunicare alle associate con circolare le informazioni di interesse non appena l’iter amministrativo si sarà concluso. A presto. Firma responsabile dell’ufficio xxx pag. 070 | manuale di stile Sistemi rappresentazionali Sono i sistemi che tutti noi usiamo per conoscere e rappresentare il mondo. Filtriamo la realtà attraverso i cinque sensi, e inconsapevolmente la rielaboriamo. Creiamo così una “rappresentazione” del mondo, fatta di immagini, suoni, odori, gusti, sensazioni fisiche. Pur usando tutti i sensi, ciascuno tende a privilegiarne uno. I sistemi rappresentazionali visivo, auditivo e cenestesico indicano il senso privilegiato nel raccogliere ed elaborare le informazioni: vista, udito o cenestesia (olfatto-gusto-tatto, e il sesto senso, ossia la sfera emotiva). L’essere umano non solo entra in relazione con il mondo attraverso i sensi, ma struttura anche le attività mentali sulla base delle sensazioni che sperimenta: “vede” un argomento, “ascolta” un pensiero, “manipola” un’idea, e così via. E quindi parla, e scrive, secondo il proprio sistema dominante, ed è ricettivo agli stimoli diretti a quel sistema, più che agli altri. Così, con il visivo, meglio usare parole come vedere, osservare, chiarire, focalizzare, dipingere, tratteggiare; chiaro, limpido, cristallino, nitido, brillante, oscuro, fosco, torbido; immagine, quadro, scenario, schema, colori. In prospettiva a lungo termine, il quadro della situazione si presenta più roseo del previsto. Eccoti la bozza per il rinnovo 2004. Puoi darle un’occhiata per vedere se è tutto chiaro? Con l’auditivo: ascoltare, sentire, parlare, dire, spiegare, suonare; acuto, sordo, stridulo, forte, piano; armonia, sintonia, dissonanza, campanello d’allarme. Ti comunico le scadenze delle garanzie per la società Xyz. Dimmi se potete dare risposte rapide. Con il cenestesico: gustare, fiutare, toccare, provare; caldo, freddo, pesante, concreto, ruvido, saporito; odore, contatto, sapore, sensazione, attrazione. La sua concreta relazione ha espresso bene gli umori del momento, ma anche il gusto della sua scelta. Per chi scrive, il risultato di questo sforzo è costruire un buon rapporto con il lettore. sez.2: gli strumenti | pag. 071 Se calibrazione e ricalco hanno prodotto sintonia, è il momento di passare alla fase di “guida”: teniamo ben presente l’obiettivo della relazione con il lettore e il messaggio che vogliamo dargli, e muoviamoci con lui in quella direzione. Attenzione: “muoviamoci insieme”, non “spingiamolo”. Guidare significa andare per primo: il lettore deve sentirsi accompagnato, non spinto. Metodo CRG Calibrazione raccogliamo informazioni su chi ci scrive, perché scrive, che cosa vuole da noi, qual è il suo stato d’animo, quali scelte ce lo rivelano: • scelte verbali (registro lessicale, sistemi rappresentazionali, verbi, sostantivi, aggettivi, avverbi) • scelte paraverbali (tono, stile, fluidità di ritmo, punteggiatura) • scelte non verbali (grafica, formattazione, maiuscoli) > senza fretta di giudicare! Ricalco > rapport individuiamo quali parti del suo testo ci conviene ricalcare per entrare in buona relazione. > attenzione anche alle scelte che non ci conviene ricalcare. Guida individuiamo l’obiettivo della relazione con il lettore e il messaggio che vogliamo dargli: creata la sintonia muoviamo con lui verso quella direzione; con questo intesto, scriviamo la risposta. Formule per iniziare. Non esistono ricette passepartout, ma il buon senso suggerisce di scrivere un’e-mail rispettosa e accurata come una lettera di carta, tenendo a mente il ventaglio di modulazioni emotive più ampio che l’e-mail offre. Quindi: S al collega che conosciamo bene: Cara Luisa, Ciao Mario…; S a professionisti con cui abbiamo una relazione formale: Gentile avvocato Rossi, Gentile professoressa Ferro; dopo qualche scambio di e-mail, però, possiamo passare a formule più calde; S al presidente: Gentile ingegner… pag. 072 | manuale di stile Formule per congedarsi. Trovare un buon modo per congedarsi è impegnativo come azzeccare l’attacco. Anche in questo caso vale il principio del ricalco e del buon senso. Quindi: S con i vertici societari: se iniziamo con Gentile ingegner..., scriviamo in maniera rispettosa e formale, ma non burocratica e troppo ossequiosa. Da abolire il Le, Suo, Lei con le maiuscole. Al termine della nostra esposizione, possiamo concludere semplicemente con Un cordiale saluto. (o forse con Un saluto cordiale, che forse è ancora più cordiale). S con i colleghi con cui siamo in confidenza: in comunicazioni senza altre persone in “copia per conoscenza”, informalità assoluta, o formalità cortese; S con il capo, dipende dal tipo di rapporto: il linguaggio e i toni giusti si trovano con il tempo; S con chi non conosciamo di persona: garbata formalità e attenzione nella scelta del tono e delle espressioni. Grazie, A presto, vanno benissimo ed esprimono il desiderio dell’autore di continuare a comunicare con il lettore. Da evitare gli stereotipi impersonali tipo: In attesa di un suo cortese cenno di riscontro si porgono i migliori saluti. Orribili già nelle lettere, insopportabili nelle e-mail. Firma. È il nostro biglietto da visita, soprattutto quando comunichiamo con qualcuno che non conosciamo. Per questo è bene che includa, oltre a nome e cognome (senza Dott., Ing., Prof., Arch., Rag., P.i. ...), anche la nostra organizzazione, indirizzo, e-mail e web, telefono, fax, cellulare aziendale. Di seguito, un importante dettaglio tecnico. Come firmare le e-mail? Non tutti i programmi di posta elettronica consentono di visualizzare immagini o loghi che a volte vengono associati alla firma in e-mail. Per questo proponiamo un esempio semplice e di sicura ricezione della firma in un messaggio di posta elettronica inviato dalla Federazione. Mario Rossi Ufficio xxx _________________________________________________ FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE I 38100 Trento, via Segantini 10 T +39 0461898xxx - F +39 0461985431 - M +39 348xxxxxxx e-mail: [email protected] - www.cooperazionetrentina.it sez.2: gli strumenti | pag. 073 Per impostare la firma automatica in Lotus è necessario procedere come segue: da “Mario Rossi – posta in entrata” cliccare sulla voce “Strumenti” della barra posta sopra l’elenco delle e-mail; scegliere la voce “Preferenze” e poi “Firma”. Selezionare la voce “Aggiungi automaticamente una firma in fondo ai messaggi di posta in uscita” e poi “Usa: Testo”. Nel riquadro in basso scrivere i propri dati rispettando il formato sopra indicato. Sobrietà per le e-mail?… Sì grazie! L’uso professionale della posta elettronica ha un suo bon ton anche nel messaggio visivo. A questo proposito è preferibile scegliere delle intestazioni digitali che abbiano un decoro semplice, senza ricorrere a soluzioni grafiche particolari. Invece di così Meglio così Scripta manent. Nelle e-mail viene fuori quasi sempre ciò che sentiamo mentre scriviamo. A volte lasciamo del tutto libere le emozioni, grazie al fatto di non dover affrontare la presenza fisica dell’interlocutore. Il rischio di farsi prendere la mano c’è. Con conseguenze a volte gravi e imbarazzanti: la velocità tecnologica incoraggia comportamenti di rottura che faccia a faccia sarebbero autocensurati. Rispondere a caldo è sempre sconsigliabile. Produce quello che gli americani chiamano flaming, fiammate di emotività. Ma al contrario della fiammata, le e-mail inviate non si smorzano e non si cancellano. E possono essere inviate ad altri, stampate e appese in bacheca. pag. 074 | manuale di stile Semmai, meglio una discussione a quattr’occhi. A volte anche il silenzio è un’ottima risposta. Pillole di galateo elettronico Sono molti i manuali di comportamento reperibili nel web, ma le regole di base sono sempre quelle: S allegati no: non allegare file troppo pesanti, in formati non leggibili dal destinatario, di incerta provenienza e soprattutto senza avvertire: sono lunghi da scaricare, provocano fastidio e, se arrivano da chissà dove, possono contenere virus; S allegati sì: quando un’e-mail supera una certa lunghezza (20 righe circa) è bene trasformarla in allegato. L’e-mail diventa una breve introduzione. È una scelta opportuna se preferiamo che il messaggio non venga letto da altri (es. la segretaria del destinatario); ne traggono vantaggio la lettura, la stampa e l’archiviazione del contenuto; S spamming 5 no: interrompere al più presto le catene di sant’Antonio ; S ricevuta di ricezione: non forzare il lettore a inviarla: se l’indirizzo digitato è scorretto, il messaggio “torna indietro”; è molto raro che si perda. Se abbiamo bisogno di certezze, una telefonata è preferibile: sentirsi di persona, fra l’altro, dà sempre un calore diverso; S privacy: se inviamo messaggi a una lunga mailing list, meglio usare la funzione “copia nascosta”, che non permette ai membri della lista di sapere chi sono gli altri; S interattività: se invitiamo qualcuno a visitare un sito, usiamo i link che portano direttamente alle pagine di cui si parla, evitando al lettore troppi clic inutili, e a noi il rischio di perderlo; S revisione: va curata sempre. Anche se nell’e-mail è accettata un’ortografia meno rigorosa che nelle lettere di carta, è bene sempre dedicare un momento all’editing. Nel rispetto di chi legge e di noi stessi: prima che per i nostri contenuti, i lettori ci giudicano per la nostra forma. Il nostro stile, appunto. 5 Spamming è il mandare posta elettronica non richiesta. Spam in inglese è la carne di maiale di pessima qualità, usata per confezionare polpettoni e cibo in scatola: cibo scadente, pesante da digerire. Ma è diventato un acronimo: S.P.A.M. = stupid people advertising message, messaggio pubblicitario di persone stupide. Compiuta da aziende o privati, è un'azione deprecabile, anche se tra tanta spazzatura può capitare a volte qualcosa d'interessante. Per qualificare una mail come spam si guarda più il lato emotivo che la reale utilità. Spam è ciò che ci è arrivato non richiesto, che ci disturba, ci fa perdere tempo, ci fa infuriare oppure ci annoia: siamo più insofferenti alla violazione del nostro indirizzo e-mail, rispetto alla normale casella di posta. sez.2: gli strumenti | pag. 075 2.4) Slide: dieci spunti per scrivere una presentazione Nel mondo, dopo l’e-mail, la presentazione a slide è il secondo strumento di comunicazione più usato nelle aziende. Sta diventando così anche da noi: ci serve per comunicare in pubblico; per presentare il bilancio nelle assemblee delle nostre cooperative, ma anche per illustrare idee, progetti e soluzioni all’interno dei nostri uffici; o all’esterno, per convincere i nostri interlocutori. Eppure non sempre ne facciamo un uso efficace. Anzitutto, quando ricorrere alle slide? Quando parole e immagini trasferiscono meglio un’idea. Quando vogliamo costruire contenuti con flessibilità e trasmetterli in modo articolato e dinamico. Quando vogliamo essere percepiti con autorevolezza. Se l’obiettivo è convincere, ecco un ottimo strumento per applicare al meglio l’antica e sempre attuale arte della retorica. Le fasi della retorica Ecco le fasi da seguire quando prepariamo una presentazione a slide. 1 le fasi della retorica S Inventio. A partire dall’obiettivo immaginiamo il soggetto della presentazione: raccogliamo idee e argomenti. S Dispositio. Organizziamo le idee. Prima impostiamo l’indice, con le elocutio sezioni principali, poi - per ogni memoria sezione - definiamo gli argomenti. pronuntiatio Non scriviamo testi, solo titoli. Quindi specifichiamo, per ogni slide, i contenuti: testo, foto, immagini, grafici… Ogni slide, una sola idea. Meglio molte slide rarefatte che poche slide illeggibili. Curiamo soprattutto l’inizio e la fine, perché quelli sono i momenti in cui l’attenzione e l’aspettativa della platea sono al massimo. inventio dispositio La presentazione a slide Alessandro Lucchini [email protected] S Elocutio. Scendiamo in profondità e completiamo la redazione delle slide. Una slide non dev’essere esaustiva come la pagina di un libro. Non è la versione scritta del discorso: ne è piuttosto la traccia. È un aiuto al pubblico, per comprendere e ricordare. Distilliamo i messaggi e i dati più importanti, lasciando alla conversazione le interpretazioni e i dettagli. S Memoria. Recitiamo la nostra presentazione a braccio, misurando prima i tempi necessari per l’esposizione. Pensiamo al potere seduttivo dei racconti, delle pag. 076 | manuale di stile metafore. Con una foto o una semplice frase, in una slide, possiamo suggerire una storia: prepariamoci un aneddoto, ispirato alla nostra esperienza di vita e di lavoro. È storia nostra, la ricorderemo bene. S Pronuntiatio. Riempire una slide con molto testo ci espone alla tentazione di leggere. E vedere un relatore che legge una slide è forse uno degli spettacoli più deprimenti in una riunione di lavoro. Anche il pubblico si metterà a leggere, riga per riga, ma a una velocità diversa, traendo le proprie conclusioni senza più ascoltare. E in un colpo solo se ne andranno così l’attenzione, il contatto visivo, il controllo del processo mentale, e la nostra immagine. Il testo delle slide dev’essere solo una sottolineatura di ciò che, poco alla volta, illustreremo. La struttura La presentazione a slide è una sequenza lineare e ordinata. Permette di organizzare il discorso con l’efficacia dell’ordine militare, o con la più autorevole delle scalette, quella del discorso ciceroniano, o secondo lo schema tipico dell’argomentazione di vendita. Vediamoli, uno a uno. Un discorso del sergente alle reclute. 2 l’ordine del sergente 2) lo dico Nello zaino dovete mettere: il sacco a pelo, il telo tenda, la carta topografica, la bussola, la biancheria di ricambio, la gavetta ... 1. dico ciò che dirò 2. lo dico 3. ridico ciò che ho detto La presentazione a slide Alessandro Lucchini 1) dico ciò che dirò Attenzione: ora vi dirò che cosa dovrete mettere nello zaino domattina quando partiremo per la marcia. [email protected] 3) ridico ciò che ho detto Dunque, abbiamo visto come dev'essere composto lo zaino. Attenti: chi si presenterà con l'equipaggiamento incompleto sarà punito. Attenzione: ridico ciò che ho detto non è ripeto e basta. Riepilogando, il sergente unisce un energico invito all'azione. In questo caso, una minaccia: chi non porta tutto, lo sbatto dentro. sez.2: gli strumenti | pag. 077 3 il discorso di Cicerone Exordium. Nei paragrafi iniziali indicava il messaggio principale e i criteri poi seguiti nell’esposizione. 1. exordium 2. narratio e argumentatio 3. peroratio La presentazione a slide Alessandro Lucchini Rivediamo la scaletta del discorso di Cicerone (> pag. 14). Narratio e argumentatio. Nel corpo centrale, la descrizione dei fatti e le argomentazioni a favore del messaggio. [email protected] Peroratio. Nel gran finale riepilogava gli argomenti più importanti e ribadiva il messaggio principale. 4 lo schema di vendita 1. visione d’insieme La struttura è la stessa dell’ordine militare. Più brillante, più eloquente, ma ugualmente schematica. 2. problema/bisogno Anche lo schema di Paul Le Roux funziona molto bene nelle slide: per presentare un prodotto, un'idea, un progetto, usando le leve della convinzione. Lo trovi descritto ed esemplificato a pag. 31. 3. idea/soluzione 4. evidenze 5. vantaggi 6. riepilogo 7. AZIONE!!! La presentazione a slide 5 Alessandro Lucchini [email protected] link ipertestuali a un’altra diapositiva a un altro file a una pagina web … La presentazione a slide Alessandro Lucchini [email protected] Le slide mantengono la logica sequenziale, ma consentono di usare varie soluzioni ipertestuali. Possiamo linkare una parola o un’immagine a un’altra parte della presentazione, a un altro file (testo, immagine, suono, video), a una pagina web o a un indirizzo di posta elettronica. Possiamo dunque scorrerle in sequenza lineare, oppure scegliere altri percorsi: da un titolo nell’indice possiamo saltare alla slide corrispondente, possiamo collegarci a una pagina web, o anche aprire un messaggio di posta elettronica e spedirlo in diretta a uno o più indirizzi. pag. 078 | manuale di stile 6 massima cura ai titoli ossatura della presentazione sequenziali e coerenti chiari e incisivi: da “argomento” a “messaggio” Il contesto => La situazione oggi in Europa Statistiche 2005 => 2005: un anno decisivo Punti di forza => Prezzi bassi, servizi puntuali La presentazione a slide 7 Alessandro Lucchini [email protected] un titolo e... poche righe di testo elenchi puntati o numerati senza punti e virgole finali concetti all’osso, pochi dettagli simboli, grafici, foto, vignette La presentazione a slide 8 Alessandro Lucchini No [email protected] Sì frasi complete titoli e slogan concetti astratti fatti e cifre paragrafi da leggere parole chiave nominalizzazioni verbi aggettivi/avverbi sostantivi essenziali La presentazione a slide Alessandro Lucchini [email protected] Consigli di stile In una presentazione a slide, anche l’occhio vuole la sua parte. Testi, immagini, struttura, caratteri, colori. La “forma” gioca un ruolo importante per comunicare in modo efficace e risultare credibili e autorevoli. Ecco alcuni accorgimenti. Per titolare le slide, pensiamo di essere il caporedattore di un giornale. Non “Il contesto”, ma “La situazione oggi in Europa”. Non “Punti di forza”, ma “Prezzi bassi”, “servizi puntuali”. O anche un titolo e un sottotitolo, usando i due punti o le parentesi. “La raccolta delle mele ieri, oggi e domani: andamento del mercato”. “Ritorno al futuro: la cooperativa nel 2050 (scenario e previsioni)”. Oltre al titolo, non più di 6-7 righe di testo per ogni slide. Diamo ritmo al discorso con gli elenchi, a punti, a lettere o a numeri. Senza ricorrere ai punti e virgola alla fine di ogni riga: appesantiscono la lettura. Andiamo all’essenziale, anzi all’osso. Evitiamo avverbi e aggettivi: daremo le sfumature con gestualità e tono di voce. E facciamoci aiutare dai simboli: niente è meglio di una freccia per esprimere il rapporto causa-effetto. Una faccina sorridente ci rassicura: tutto bene ☺. Più che frasi sintatticamente perfette, è utile scrivere titoli e slogan, privilegiando sempre un linguaggio positivo. Anziché lunghi paragrafi da leggere, usiamo parole chiave, verbi attivi e sostantivi. sez.2: gli strumenti | pag. 079 9 Esprimiamo concretezza con fatti e cifre: se la presentazione sarà stampata e portata via dal pubblico, resteranno a testimoniare la forza della nostra idea. forma e formato variazioni caratteri storie corpi Variamo lo stile, mescolando i generi: formale e informale, serio e faceto, interazione corsivi sottolineati numeri e storie, aneddoti. Ogni tanto colori una piccola trance apre alla ricettività. Possiamo cominciare con una storia, o lasciarla scivolare nel discorso, oppure usarla per concludere, sempre controllando l’interazione col pubblico. 10 la versione stampata Sobrietà con i caratteri dei testi: meglio sceglierne due in tutto, uno per i titoli e uno per il testo. non prima della presentazione Evitiamo i corpi troppo piccoli: ogni ma dopo parola si deve poter leggere anche e con qualcosa in più... dall’ultima fila di una sala affollata. Definiamo la dimensione dei font per titoli, es. note, link ipertestuali, bibliografia... sottotitoli, testi o didascalie: una volta stabilito lo standard, rispettiamolo in ogni slide. Limitiamo il tutto maiuscolo, il corsivo e le sottolineature: complicano la lettura a distanza (e si confondono con i link). Evitiamo anche i troppi colori: fanno effetto “arlecchino”. Per i testi, un paio al massimo; e sempre lo stesso per i titoli. La combinazione migliore con sale buie è fondo blu con scritte gialle o bianche. Con sale illuminate, meglio fondo chiaro e testi scuri. Infine, meglio non consegnare la stampa delle slide prima dell’intervento: il pubblico inizierebbe a sfogliarla e non presterebbe attenzione all’oratore. Utile, invece, informare all’inizio che sarà distribuita la copia della presentazione con le note ed eventuali spunti per l’approfondimento (bibliografia, siti web ecc.). Così il pubblico non dovrà affannarsi a prendere appunti. inizio/fine MAIUSCOLI La presentazione a slide Alessandro Lucchini [email protected] La presentazione a slide Alessandro Lucchini [email protected] Presentare in pubblico è un po’ come recitare: il relatore è l’attore principale. Le slide formano la scenografia di sfondo. Con effetti multimediali, visivi e sonori, stimolano l’immaginazione e catturano l’interesse del pubblico. Creiamo magia. E suspense. Scandiamo il discorso e, passo dopo passo, offriamo al pubblico un solo supporto visivo per ogni concetto. Scopriamo le carte al momento giusto: mostriamo la diapositiva poco alla volta e lasciamola in vista finché non abbiamo esaurito l’argomento. pag. 080 | manuale di stile Usiamo anche le animazioni. Ma con coerenza e parsimonia. Ecco alcuni esempi di presentazioni di successo, tratte dal nostro repertorio. Invece di così Meglio così FUSIONE DELLE SOCIETA’ - ART. 2501 C.C. - FUSIONE DELLE SOCIETA’ - ART. 2501 C.C. Tipologie di fusione di più società La fusione di più società può eseguirsi mediante la costituzione di una nuova società, o mediante l’incorporazione in una società di una o più altre. Costituzione di una nuova società La partecipazione alla fusione non è consentita alle società in liquidazione che abbiano iniziato la distribuzione dell’attivo. Incorporazione non possono partecipare alla fusione le società in liquidazione che hanno iniziato la distribuzione dell’attivo SETTORE XXXXX Invece di così Meglio così Progetto di fusione delle società Elemente necessari Progetto di fusione L’organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione redige un progetto di fusione, dal quale devono in ogni caso risultare: 1) Il tipo, la denominazione o ragione sociale, lasede delle società partecipanti alla fusione; 2) L’atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante, con eventuali modificazioni derivanti dalla fusione. 3) Il rapporto di cambio delle azioni o quote, nonché l’eventuale conguaglio in denaro. 4) Le modalità di assegnazione delle azioni o delle quote della società che risulta dalla fusione o di quella incorporante. 5) La data dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili. 6) La data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate al bilancio della societ à che risulta dalla fusione o di quella incorporante. 1. TIPO, DENOMINAZIONE, RAGIONE SOCIALE, SEDE SOCIETÀ PARTECIPANTI 2. ATTO COSTITUTIVO DELLA NUOVA SOCIETA’ 3. RAPPORTO DI CAMBIO DELLE AZIONI O QUOTE 4. MODALITÀ ASSEGNAZIONE AZIONI / QUOTE 5. DATA DA CUI LE AZIONI O QUOTE PARTECIPANO AGLI UTILI 6. DATA DA CUI LE OPERAZIONI DELLE SOCIETÀ PARTECIPANTI ALLA FUSIONE SONO IMPUTATE AL BILANCIO DELLA NUOVA SOCIETÀ SETTORE XXXXX sez.2: gli strumenti | pag. 081 Invece di così Meglio così La Cooperazione CostiTrentina del personale oggi (al 31.12.2006) 222.000 Soci 507 Cooperative 24.000 Conferitori 22 Società - enti centrali 5.000 Amministratori I Settori 222.700 222.700Soci Soci 12.000 Dipendenti 2 mld di € (su (su500.000 500.000abitanti) abitanti) di patrimonio 5.000 5.000Amministratori Amministratori 12.500 12.500Dipendenti Dipendenti(valore (valoremedio) medio) 105 settore Agricolo * Dati Annuario 2006 89 settore Consumo 558 558società societàaderenti aderenti (cooperative, (cooperative,consorzi consorzididi 2° 2°grado, grado, società societàdidiservizi, servizi,altre altresocietà) società) 53 settore Credito 311 settore Lavoro,Sociali,Servizio,Abitazione Un Unsistema sistemaunitario unitariosu su33livelli: livelli: • •Cooperative Cooperativedidibase base • •Consorzi Consorzididisecondo secondogrado gradoeesocietà societàdidiservizi servizi • •Una Unasola solaFederazione Federazione 4 settori di attività I Settori Economici della Cooperazione Trentina Credito 22mld mlddi dieuro eurodi dipatrimonio patrimonio indivisibile indivisibileaadisposizione disposizione della dellaComunità Comunità Agricolo Soci: 100.000 Soci: 23.762 Cooperative: 48 Cooperative: 93 Dipendenti: 2.110 Dipendenti: 2.515 Consumo 220.000 Soci per conservare un patrimonio di 117 anni di storia LavoroServizi SocialeAbitazione Soci: 73.009 Soci: 19.680 Cooperative: 87 Cooperative: 279 Dipendenti: 1.550 Dipendenti: 5.022 222.000 Soci 507 Cooperative 24.000 Conferitori 22 Società - enti centrali 5.000 Amministratori 12.000 Dipendenti 2 mld di € di patrimonio * Dati Annuario 2006 pag. 082 | manuale di stile 7 Principi 7 principi Identità Cooperativa: Identità Cooperativa: i Valori 1° Principio Responsabilità sociale Adesione libera e volontaria 2° Principio mutuo aiuto altruismo equità sono linee guida mediante le quali le cooperative mettono in pratica i propri valori Valori delle uguaglianza Controllo democratico da parte dei Soci I principi cooperativi democrazia 3° Principio Partecipazione economica dei Soci 4° Principio Autonomia e indipendenza Imprese cooperative 5° Principio Educazione, formazione e informazione responsabilità onestà solidarietà 6° Principio Cooperazione tra cooperative 7° Principio trasparenza Impegno verso la collettività Uff. Marketing Strategico Intercooperativo 4 settori di attività I Settori Economici della Cooperazione Trentina Credito Uff. Marketing Strategico Intercooperativo Settore Agricolo : leader nel mercato locale Agricolo Agricolo Soci: 100.000 Soci: 23.762 Cooperative: 48 Cooperative: 93 Dipendenti: 2.110 Dipendenti: 2.515 23.762 soci conferitori 93 cooperative 2.515 dipendenti 6.000 lav. stagioniali Consumo • • • • • LavoroServizi SocialeAbitazione Soci: 73.009 Soci: 19.680 Cooperative: 87 Cooperative: 279 Dipendenti: 1.550 Dipendenti: 5.022 Settore Credito 17 cantine sociali 20 caseifici 2 cooperative zootecniche 33 cooperative ortofrutticole 21 servizi Ortofrutticolo Vitivinicolo Lattiero caseario Zootecnico 90% quota di mercato Settore Consumo Consumo Credito 100.000 soci 73.009 soci 48 Casse Rurali 87 famiglie cooperative 371 Sportelli (40 fuori provincia) 353 punti vendita 2.110 dipendenti 1.550 dipendenti 68% raccolta in provincia di Trento 38% quota di mercato 61% prestiti in provincia di Trento in 207 paesi unico servizio per la Comunità I.B.FIN. SpA sez.2: gli strumenti | pag. 083 Settore L.S.S.A. L avoro - Servizi - Sociale - Abitazione 19.680 Soci 279 cooperative 5.022 Dipendenti • • • • • • • • 8 Porfido 4 Consorzi elettrici 91 Produzione Lavoro 1 Consorzio dei Comuni 22 Culturali e Musicali 32 Turismo e Tempo libero 77 Sociali 44 Edilizie abitative La governance della Federazione • Assemblea dei soci • Presidente • Consiglio di amministrazione • Comitato esecutivo • Collegio sindacale • Comitati di settore • Comitato tecnico intercooperativo • Direttore generale Uff. Marketing Strategico Intercooperativo I servizi • 265 Revisioni • Attività informativa • Consulenza: della Federazione • I servizi Fiscale Bilancio Organizzazione Pianificazione Normativa di settore Informatica Legale (CR) Internal Audit (CR) Controllo gestione Adeguamento statuti Fusioni Cooperative agricole Casse rurali Cooperative di consumo Cooperative di Lavoro Sociali Servizio Abitazione Certificazione di bilancio e controllo contabile per 229 società 51 84 16 78 della Federazione Divisione controllo contabile e certificazione Credito Agricole Famiglie cooperative Lavoro, Sociali, Servizio, Abitazione • Verifiche trimestrali e bilanci semestrali • Sottoscrizione dichiarazioni fiscali • Comitato di controllo Uff. Marketing Strategico Intercooperativo Uff. Marketing Strategico Intercooperativo • Attività informativa • Comunicazione e immagine • Consulenza • Editoria • Organizzazione eventi • Audiovisivi • Rapporti con i media • Comunicati stampa Contenziosi • Conferenze stampa Contrattualistica • Rassegna stampa quotidiana I servizi I servizi Legale della Federazione della Federazione Fiscale Servizio legale, fiscale e sindacale Servizio stampa e comunicazione Sindacale • • Uff. Marketing Strategico Intercooperativo Uff. Marketing Strategico Intercooperativo pag. 084 | manuale di stile I servizi della Federazione Servizio risorse umane e organizzazione • Risorse umane • Gestione • Amministrazione • Formazione • Organizzazione • Pianificazione aziendale • Logistica • Progetti speciali I servizi della Federazione Servizio amministrazione • Ufficio amministrazione • Ufficio paghe • Ufficio informatica • Ufficio segreteria soci e stampati • Ufficio Tecnico Uff. Marketing Strategico Intercooperativo Uff. Marketing Strategico Intercooperativo saper I servizi della Federazione Staff di direzione Staff di direzione • Ufficio Educazione cooperativa • Ufficio Marketing Strategico Intercooperativo • Ufficio Studi • Ufficio Legislativo • Ufficio Progetti Europei • Ufficio Segreteria generale immaginare, coinvolgere, imparare , fare, rischiare, accogliere, aiutare, ascoltare saper cooperare Uff. Marketing Strategico Intercooperativo sezione 3 i valori della nostra comunicazione la comunicazione come circolo virtuoso: una pratica coerente ai valori cooperativi sezione 3 i valori della nostra comunicazione la comunicazione come circolo virtuoso: una pratica coerente ai valori cooperativi La comunicazione è un'attività che coinvolge più persone. Si struttura in due momenti che si ripetono: l'espressione di un pensiero o di un silenzio da parte di una persona e l'ascolto di quel pensiero o silenzio che viene rielaborato e determina una nuova espressione di pensiero o silenzio. Considerando la comunicazione in se stessa (punto di vista statico), già il suo essere scambio interpersonale ne evidenzia la dimensione etica, intesa come coerenza con i valori, i principi e le norme che un gruppo si dà in base alla propria identità e ai propri obiettivi. Ogni situazione in cui si realizza una forma d'interazione tra due o più esseri umani presenta un elemento etico. Nel caso della comunicazione, tale elemento è dato dal valore della reciprocità, criterio fondamentale anche per chi intende agire cooperando bene. Il comunicare è dunque un tipo particolare di attività cooperativa proprio per il suo porsi come rapporto di reciprocità: comunicare bene significa cooperare bene. Ma come deve svilupparsi la comunicazione in modo che la sua struttura etica si manifesti giustamente nel comportamento (punto di vista dinamico)? Alcune indicazioni ci vengono dalla Carta dei Valori della Cooperazione Trentina, quando si sofferma sui concetti di trasparenza, onestà, rispetto, responsabilità e fiducia. S S Trasparenza La comunicazione, come forma particolare di rapporto tra persone fondato sul dialogo autentico, deve in primo luogo comunicare contenuti di verità. Significa, cioè, trasparenza innanzitutto dal punto di vista della qualità del dialogo: i contenuti, oggetto della comunicazione, devono corrispondere alla realtà o, quantomeno, la loro descrizione deve essere accompagnata dalla sincera intenzione di comunicare contenuti corrispondenti alla realtà; ma non solo. La trasparenza si riferisce anche alla quantità delle informazioni che ci si scambia in un dialogo: informazioni che non solo devono essere vere, ma anche complete in se stesse e nel loro complesso. Se tale è la trasparenza nella comunicazione, si supera quell'“asimmetria” nell'accessibilità e nella disponibilità di informazione tra gli interlocutori che ostacola un dialogo alla “pari”. La trasparenza è dunque il valo- sez.3: i valori | pag. 087 re cui deve attenersi chi comunica per dimostrare il proprio riconoscimento dell'altro come un “pari”, come un interlocutore che, egualmente a se stessi, è degno non solo della verità, ma di tutta la verità necessaria e sufficiente per poter trarre beneficio dal messaggio ricevuto. La trasparenza del comunicatore permette al ricevente di trarre beneficio: lo mette in condizione di poter compiere scelte o di crearsi un giudizio sulla materia. S Onestà Garantendo all'interlocutore questo tipo di trasparenza qualitativa e quantitativa ed essendone a propria volta beneficiari, si stabilisce un dialogo immune da vizi che potrebbero comprometterne la natura di rapporto onesto. Un rapporto onesto, infatti, non è mai volutamente piegato all'interesse di una delle persone coinvolte, come avviene invece quando si danno consapevolmente informazioni non veritiere e/o incomplete. Al contrario, è intenzionato da una lealtà reciproca. Nella trasparenza delle parole si materializza dunque l'onestà di un rapporto lealmente inteso da tutti gli interlocutori al bene reciproco: di un rapporto “cooperativo”. S Rispetto Per una persona, essere avvicinata in una prospettiva di verità-trasparenza e onestà-lealtà è un diritto umano prima ancora che proprio a una qualsiasi particolare visione etica. Condizione necessaria per riconoscere la titolarità di questo diritto a qualsiasi interlocutore è il riconoscimento del corrispondente dovere umano di portare rispetto per il valore incarnato dalle persone con cui si dialoga. Nessun tipo di confronto, di collaborazione, di apertura all'altro può infatti essere eticamente evidente all'origine, e tanto meno rimanere tale nel tempo, se non si fonda sul riconoscimento preliminare del rispetto che si deve a ogni essere umano semplicemente in quanto tale. S Responsabilità Essere consapevoli del diritto-dovere di rispettare il nostro interlocutore in quanto persona, significa assumere la conseguente responsabilità di costruire rapporti interpersonali trasparenti e onesti. Nonostante le possibili problematiche poste dalle situazioni contingenti, tale responsabilità potrà essere evasa soltanto tradendo un'etica intimamente radicata sull'innata consapevolezza del valore umano e non contratta assieme ad altri compiti assegnati dal proprio ruolo all'interno di un'organizzazione. S Fiducia Dimostrare responsabilmente il proprio intimo rispetto per l'altro significa infondere fiducia in lui sul tipo di rapporto che s'intende costruire: certamente basato sui valori che rendono la comunicazione un circolo virtuoso, un modo di relazionarsi tra persone che si riconoscono come tali e che nel dialogo colgono pag. 088 | manuale di stile l'occasione per esprimere la propria razionalità per fare il proprio bene esattamente nel trattare i propri interlocutori come egualmente depositari di razionalità nel fare cioè nel contempo anche il loro bene aprendoli a un'uguale opportunità di rispondere razionalmente, alla luce della verità comunicata appunto, così da poter perseguire a loro volta il loro bene e dare a noi la stessa possibilità. Ma tutto questo altro non è che praticare una particolare forma dell'attività umana in genere, praticare cioè la comunicazione, aiutando sé e agli altri a farlo in modo buono: in breve si tratta di uno sforzarsi di comunicare in modo del tutto coerente ai valori dell'etica cooperativa.