1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA, INGEGNERIA Corso di Laurea Interfacoltà in Educazione Fisica e Tecnica Sportiva GOOD MORNING NUOVA LODI Camp estivo sportivo “Dare valore al tempo libero” RELATORE Chiar.ma Prof.ssa Pierangela Sacchi TESI DI LAUREA di Marchini Davide matricola n° 394403 Anno accademico 2015/2016 1 2 GOOD MORNING NUOVA LODI (Camp estivo sportivo) Dare valore al tempo libero ASPETTO EDUCATIVO (FINALITA’) * valore del tempo libero * valore del gioco * valore della socialità * relazione con le famiglie ASPETTO ORGANIZZATIVO STORIA * a chi è rivolto * tutto iniziò così … (l’idea) * chi coinvolge (operatori sportivi, bambini, famiglie, società sportiva, enti territoriali pubblici e privati, sponsor …) *organizzazione della giornata; ASPETTO ECONOMICO/AMMINISTRATIVO * assicurazione * liberatoria per utilizzo immagini ATTIVITA’ PROPOSTE * raccolta di giochi e attività propedeutiche agli sport * compensi *sponsor e pubblicizzazione dell’evento 2 3 INDICE - Introduzione pag. 4 - Ringraziamenti pag. 5 Cap. 1 FINALITA’ pag.6 1.1 Perché un campo ludico-sportivo? 1.2 Giocare 1.3 Gioco e sport = “giocosport” Cap. 2 TUTTO INIZIO’ COSI’ pag.14 2.1 Chi siamo 2.2 L’idea 2.3 Il camp (struttura oraria e attività) 2.4 “Ogni giorno uno sport diverso” Cap. 3 ASPETTO ORGANIZZATIVO pag. 25 3.1 Dall’idea alla concretizzazione 3.2 Aspetto amministrativo Cap.4 PARTE PRATICA – GIOCHI pag.38 4.1 Abilità generali pag. 39 4.2 Baseball pag. 46 4.3 Calcio pag. 51 4.4 Rugby pag. 56 Bibliografia pag.61 3 4 INTRODUZIONE “Educare è cosa del cuore” (Giovanni Bosco 1815 - 1888) Occuparsi di educazione è un compito complesso e che richiede dedizione. Occorre presenza, attenzione, spirito di iniziativa, fiducia e tenacia. Negli ultimi anni, in cui la famiglia fatica ad essere nucleo di riferimento, è richiesta sempre più la presenza di figure di supporto all’educazione dei piccoli. La mia esperienza educativa e famigliare mi ha portato a considerare importante questo aspetto. Fin da bambino ho frequentato l’ambiente sportivo, passando i miei pomeriggio sul campo da calcio dell’oratorio insieme agli amici. Ho cominciato a dare i “primi calci al pallone” in una società oratoriana, dove, l’aspetto del divertimento e dell’educazione veniva prima di quello puramente tecnico. Questo mi ha permesso di fare esperienze relazionali positive, di sviluppare più fiducia in me stesso, di imparare che l’impegno crea soddisfazione e soprattutto che lo sport non è “una guerra”. Solo più tardi, quando le mie competenze sportive si sono rafforzate e la mia personalità definita, la mia famiglia ha accettato di inserirmi in una società sportiva con obiettivi “agonistici”. In entrambi i momenti della mia vita sportiva, l’appoggio dei miei genitori è stato fondamentale; la loro attenzione era sempre rivolta a tutto ciò che potesse essermi utile allo sviluppo della mia personalità e alla mia crescita emotiva, piuttosto che ai risultati sportivi o al successo. Tutto ciò ha contribuito a creare in me un senso critico nei confronti di chi si occupa degli altri, soprattutto di sport e di educazione dei più piccoli. Sono convinto che lo sport, come è stato per me, sia uno strumento valido a favorire le relazioni e gli approcci educativi; per questo un allenatore non può prescindere dall’essere un educatore, ad ogni età. Anche prima di iscrivermi a questa Facoltà, dedicavo il mio tempo libero ad allenare i bambini; strada facendo ho capito che valeva la pena ed era opportuno supportare questa mia “passione” con adeguate competenze. Da qui l’iscrizione alla Facoltà di Scienze Motorie, per dare una concretezza alle mie convinzioni. 4 5 RINGRAZIAMENTI Nel dire grazie vorrei cominciare dalle persone che mi hanno aiutato e sostenuto durante la maratona di tre anni del Corso di Scienze Motorie. Ringrazio perciò i miei genitori, Roberta e Umberto, per avermi sostenuto sempre e Comunque, anche quando le “forze” fisiche e mentali, rischiavano di farmi perdere di vista l’obiettivo. Ad Ale, Francesco e Diego, amici e colleghi, con i quali condivido questa avventura professionale. Alla Nuova Lodi, società in cui sono nato “sportivamente” e che mi ha dato l’importante opportunità di promuovere ed insegnare lo sport per i bambini, seguendo i principi educativi e morali che illustrerò in tesi. Ad ogni bambino che ho avuto il piacere di far giocare: quelli passati che ormai sono uomini, quelli di oggi e quelli di domani e dopodomani. Mi hanno donato con la loro semplicità più di quanto possa avergli dato io; i sorrisi, ma anche gli “scontri” hanno contribuito moltissimo allo sviluppo della metodologia da noi applicata. Alla professoressa Pierangela Sacchi, che pur non essendo stata una mia professoressa, si è resa sempre disponibile nell’accompagnarmi ed aiutarmi a preparare questa tesi alla quale tengo moltissimo. A me stesso, perché questa tesi rappresenta un punto di arrivo di questi tre anni di studi ma anche un punto di partenza importante per la mia presente e futura carriera lavorativa 5 6 CAP. 1 FINALITA’ 1.1 PERCHÉ UN CAMPO LUDICO-SPORTIVO? “I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.” Michel De Montaigne Filosofo francese (23 febbraio 1533, 13 settembre 1592). Da sempre il gioco è stato considerato il mezzo di comunicazione e di relazione nella crescita di un bambino. Attraverso il gioco, infatti, il bambino incomincia a comprendere “come funzionano le cose”: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità e di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà. "Il gioco libero è il modo in cui la natura insegna ai bambini che non sono impotenti. Nel gioco, lontano dagli adulti, i bambini hanno davvero il controllo e possono imporlo. 6 7 Nel gioco, i bambini imparano a prendere le decisioni, a risolvere i propri problemi, a creare e a rispettare le regole, e ad andare d'accordo con gli altri da pari a pari" dice lo psicologo Peter Gray del Boston College che sostiene l'importanza del gioco nello sviluppo dell'uomo, sia nelle funzioni esecutive sia di autoregolamentazione. E’ nel tempo non strutturato, libero da impegni e senza la presenza di adulti, il momento privilegiato in cui il bambino attiva le sue potenzialità e diventa protagonista delle sue azioni. Giocando, impara ad esprimere la propria creatività e la creatività aiuta a scoprire la propria identità e le proprie capacità. Nella società di oggi, rimane poco spazio al bambino per dare libero sfogo al proprio “essere”. Le famiglie impegnate nell’affrontare i problemi della vita quotidiana, che impone ritmi sempre più frenetici, spesso non riescono a lasciare al bambino il tempo necessario per “guardarsi intorno”. Da qui l’idea di organizzare uno spazio organizzato e riservato per accogliere i bambini e garantire loro la possibilità di mettere in gioco le loro capacità esecutive. 1.2 GIOCARE "L'uomo è pienamente tale solo quando gioca", afferma Schiller (1759-1805) Solo giocando, infatti, l'individuo riesce a liberare la propria mente da condizionamenti esterni, quale può essere il giudizio altrui. Questo perché il gioco 7 8 non ha altra finalità che il gioco, ed è quindi, come si diceva, l'unica attività che viene scelta per se stessa, e non in vista di un utile o di uno scopo esterno. In questa ottica, il gioco risulta fondamentale nello sviluppo cognitivo del bambino; la pedagogia denomina come funzioni, le strategie messe in atto per l’apprendimento durante l’attività ludica nelle diverse fasce d’età. Nella funzione esploratoria le attività non sono basate su precedenti competenze e non sembra comparire attività con uno scopo da conseguire, anzi si è protesi alla produzione del nuovo o alla ricerca di “tecniche” innovative. Sostiene Vygotskij: “Nel gioco il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia ad essere una bambola e un bastone diventa un cavallo” (L. S. Vygotskij,Il ruolo del gioco nello sviluppo,1966). Successivamente, nella funzione esplorativa il conseguimento di scopi o risultati è intenzionale e vi è quindi l'orientamento a esplorare o conseguire obiettivi. A seguire, nella funzione esercitativa, la ricerca degli scopi o risultati, con azioni orientate e controllate, diventa ripetitiva per la stabilizzazione di una competenza. Secondo Piaget il gioco esercitativo corrisponde per certi aspetti alla forma di gioco più funzionale per l'apprendimento. Vi è poi la funzione simbolica dove il bimbo compie forme ed elaborazioni ti tipo fantastico cariche di elementi emotivi. È un gioco che è l'espressione di stati emotivi e metafore. Nell'attività dove compare una 8 9 competenza organizzativa di sequenze operative e di relazioni strutturate con gli oggetti anche in contesti diversificati si ha la funzione di costruzione o organizzativa. Infine la funzione più complessa di pratica di norme e uso di regole, dove troviamo un'attività competente ad adeguarsi a strutture semplici o complesse di regole e norme; i risultati sono azioni inserite in una dinamica di scambi sociali, con regole e norme condivise e l'organizzazione avviene secondo il ruolo e la consapevolezza delle dinamiche sociali e ambientali. La capacità di generare obiettivi personali e determinare come raggiungerli a livello pratico sviluppa abilità molto preziose (E. Zocca, V. Biino, Motricità e gioco – forme naturali e culturali del movimento e del gioco, Hoepli, Milano, 2009 p. 34). Nel gioco, lontano dagli adulti, i bambini hanno davvero il controllo e possono imporlo, imparano a prendere le decisioni, a risolvere i propri problemi, a creare e a rispettare le regole, e ad andare d'accordo con gli altri da pari a pari. (dott.ssa Rosalba Bratta pedagogista clinico e dirigente scolastico). “Il gioco contiene tutte le tendenze evolutive in forma condensata ed è esso stesso una fonte principale di sviluppo” (L. S. Vygotski, Il ruolo del gioco nello sviluppo, 1966). Il gioco è così definibile come uno straordinario fattore di maturazione; risulta essere un’esperienza coinvolgente e ricca di stimoli, capace di catturare l’attenzione, 9 10 attivare e motivare anche i bambini con maggiori difficoltà, accompagnandoli nell’acquisizione di conoscenze, strategie e competenze. Diventa evidente come, la presenza di un adulto significativo, che sia in grado di interagire con il bambino, soprattutto elaborando e guidando in maniera adeguata il gioco, possa favorire lo sviluppo e l’equilibrio emotivo-affettivo. È proprio in questa fase in cui la relazione diventa fulcro delle attività, che viene ad avere un ruolo fondante la presenza dell’adulto mediatore. Nell'età della fanciullezza i giochi diventano di gruppo e con regole, questo permette al bambino di sperimentare lo stare con gli altri attraverso giochi strutturati, le regole diventano funzionali ad un miglior funzionamento del gioco. 1.3 GIOCO E SPORT = GIOCOSPORT Quale momento migliore del “tempo estivo” per dare al bambino la possibilità di “giocare”? E quale mezzo migliore dello sport per strutturare il gioco nell’età delle prime relazioni? E’ noto come il praticare uno sport faccia bene alla crescita armonica del fisico. Ci si sofferma ancora troppo poco ad analizzare quanto lo sport possa dare in relazione all’apprendimento di valori come l’amicizia, la solidarietà, il lavoro di squadra e la capacità di risolvere piccoli e grandi problemi. Proprio questa valenza completa, ci fa 10 11 pensare allo sport quale strumento privilegiato nell’offrire al bambino un importante campo esperienziale. E’ riconosciuto come lo sport sia un linguaggio universale che riesce ad unire individualità superando differenze culturali, religiose, sociali e linguistiche. Lo sport gioca un ruolo essenziale nella crescita dei ragazzi: le prove a cui ti mette di fronte, i sacrifici, i traguardi da conquistare sono esperienze che attivano il processo educativo e indirizzano immense energie verso uno scopo tangibile. Lo sport aiuta a prendersi cura di se stessi e del proprio corpo. Detto ciò ne consegue come la giusta mediazione tra l’importanza del gioco nella fanciullezza e la valenza dello sport nella sua completezza, diventi la “ricetta” ideale da proporre per dare valore alle attività del tempo libero. 11 12 In sintesi: IL GIOCO LO SPORT GIOCOSPORT -Coinvolge l’intera -Prevede un rilevante personalità del bambino impegno motorio -Migliora le capacità psicofisiche del bambino -È uno strumento di -Richiede abilità specifiche apprendimento e codificate -È espressione spontanea - Prevede l’adattamento a della motricità modelli e strutture -È una motivazione primaria al movimento -E’ motivazione alla socializzazione e relazione -Non richiede abilità specifiche -È attività motoria di base praticata in forma ludica, polivalente, differenziata - Si innesta su abilità motorie generali -È un’attività aperta a tutti i bambini - Tende ad elevare il livello indipendentemente dai livelli motori raggiunti, dal di prestazione fisica sesso e dalla costituzione fisica -Richiede programmi di predeterminate e fisse allenamento precisi e razionali - Comporta rischi di esclusione -E’ attività significativa per impegno ludico e non per risultato tecnico - È attività centrata sui processi e non sui prodotti - Coinvolge l’intera personalità del bambino - Non è la pura semplificazione di uno sport -Non tende alla specializzazione sportiva - Non porta selezione 12 13 Si arriva dunque ad una definizione di gioco-sport; esso rappresenta l’insieme delle strategie, delle procedure, dei metodi, dei mezzi e dei contenuti attraverso cui si intende favorire l’apprendimento in tutte le sue forme; si offre così al bambino la possibilità di riutilizzare in forma personale, originale e creativa le capacità motorie apprese precedentemente e la disponibilità a migliorarle fino a farle diventare abilità. Il gioco-sport è un’attività ludica, polivalente, differenziata; è aperta a tutti e soprattutto non tende ad una specializzazione sportiva. Attraverso il gioco-sport un bambino impara a giocare in gruppo ed oltre ad attivare tutte le funzioni fisiologiche, prova emozioni imparando a gestirle, esprime se stesso, comunica, conosce, collabora, sperimenta, pensa, organizza. “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca, ha perso per sempre il bambino che ha dentro di se.” (Pablo Neruda) 13 14 CAP.2 TUTTO INIZIO’ COSI’ 2.1 CHI SIAMO GoodMorning Nuova Lodi, è un CAMP ludico sportivo che si svolge nelle ultime settimane di agosto, nato nell’estate del 2013, dall’iniziativa di tre ragazzi, studenti in Scienze Motorie, con la collaborazione di A.s.d. Nuova Lodi. A.s.d Nuova Lodi è una società sportiva che opera da anni sul territorio lodigiano nel settore calcio. 2.2 L’IDEA L’idea nasce dall’interesse di iniziare con qualche settimana d’anticipo l’attività calcistica annuale; nel contempo si è pensato di andare incontro alle esigenze del momento, offrendo anche una sorta di assistenza giornaliera ai bambini. Esigenza 14 15 che arriva dalle famiglie coi genitori lavoratori e quindi dalla loro necessità di trovare un modo per lasciare in sicurezza i figli durante la giornata. Successivamente si è deciso di non rimanere all’interno del giro societario, ma di allargarsi ed offrire il servizio a tutti. Infatti durante l’estate diventa necessario, per la maggior parte dei genitori, scegliere un luogo dove far trascorrere ai bambini il tempo in loro assenza. Questo camp nasce dalla convinzione che nella scelta, spesso obbligata, dell’esperienze fuori dall'ambiente famigliare, non ci si deve concentrare solo sul dove (in città, in montagna, al mare, all’estero…), sul quanto (una, due, tre settimane…), sul che cosa (sport, musica, lingue straniere…), ma anche sugli aspetti più profondi di ciò che i bambini affronteranno. Il vero valore, infatti, non sarà solo ciò che i bambini potranno fare, ma soprattutto ciò che rimarrà anche sotto l'aspetto relazionale e sociale. Per questo le esperienze migliori sono quelle che permettono di fare sport (senza inutili stress da allenamento, però), di vivere a contatto con la natura e, nello stesso tempo, di scoprire e sperimentare i valori dell’amicizia, della collaborazione, dello spirito di squadra e di sviluppare l’autonomia personale. 15 16 In sostanza l’obiettivo è quello di offrire alle famiglie un servizio di “babysitteraggio”, in cui valorizzare il tempo libero dei bambini. 16 17 2.3 IL CAMP (STRUTTURA ORARIA E ATTIVITA') La giornata ha inizio alle ore 8.00 con l’importante momento dell’accoglienza. I bambini sono attesi dall’educatore sotto portico adiacente alla struttura coperta dell’impianto sportivo. Sistemati i loro zainetti nell’apposito spogliatoio, i bambini sono liberi di relazionare e giocare nell’ampio cortile alberato che circonda la struttura. Alle ore 10 si dà inizio alle attività mattutine di gioco-sport. A tal fine si ha a disposizione un ampio campo da calcio in erba, in parte ombreggiato. 17 18 Alle 12 tutti in doccia! Avendo a disposizione comodi spogliatoi, si è pensato di abituare anche i più piccoli ad avere cura della propria persona. Ciò mette di fronte i bambini alla necessità di organizzarsi e di esercitare la propria autonomia. 18 19 Alle 12:30 è pronto il pranzo. Il piatto caldo viene servito sotto il portico all’aperto o in caso di mal tempo all’interno del salone che offre la struttura. Il momento del dopo-pranzo è caratterizzato da attività libere. Durante il tempo libero, i bambini hanno a disposizione giochi in scatola, fumetti, libri, fogli e altri giochi E sono liberi di organizzarsi come preferiscono, sotto la supervisione degli istruttori. Fino alle ore 15, inoltre i bambini hanno l'opportunità di svolgere i compiti scolastici. 19 20 Dalle 15 alle 16:30 è il momento dell’attività sportiva sul campo con tornei organizzati. Alle 16:30 merenda per tutti e doccia per chi lo desidera, prima del rientro a casa, previsto per le ore 17. 2.4 “OGNI GIORNO UNO SPORT DIVERSO” Durante le attività organizzate, offriamo ai bambini iscritti la possibilità di sperimentare ogni giorno uno sport diverso: rugby, pallavolo, calcio, basket, baseball, discipline atletiche, … Durante la prima parte dell’attività proponiamo giochi ed esercizi, adeguati ad ogni età, atti ad imparare le regole base e le gestualità tipiche dello sport prescelto; durante la seconda parte, viene organizzato un mini torneo dello sport 20 21 sperimentato: i bambini vengono divisi ad inizio settimana in squadre “nazionali”, composte da bambini di varie età; ogni settimana le squadre danno vita al torneo “multisport”, torneo sentitissimo che al venerdì decreta la “nazione vincitrice”. L’esperienza di questi primi anni ci ha confermato l’importanza di una figura adulta che funga da guida e da modello, che accompagni i bambini nelle prime esperienze di condivisione e di gioco. La funzione dell’educatore sportivo è quindi anche quella di aiutare a dare una forma ed un significato a quello che succede, di modulare e contenere quanto accade, di aiutare ad elaborare e metabolizzare le emozioni che circolano. Inoltre i bambini, grazie al rapporto che instaurano con i compagni sperimentano la loro capacità di destreggiarsi nel mondo, imparano modalità di convivenza, inventano strategie per farsi rispettare, collaudano sentimenti ed emozioni, imparando a controllarle. E’ importante quindi dare loro uno spazio, fisico e mentale, che permetta un confronto ed una condivisione. 21 22 Nell’ambito di questa esperienza diventa un valore aggiunto, la scelta di offrire ai bambini un ampio panorama di sport. Ciò permette loro, in primo luogo, di avvicinare sport che diversamente non avrebbero conosciuto; in secondo luogo, l’approccio a gesti tecnici differenti, dà ai bambini la possibilità di esercitare le proprie abilità motorie e quindi di valutare la propria inclinazione verso uno sport. Questo dà fiducia anche a chi spesso pensa di non essere adeguato alle attività sportive comunemente proposte. Alcuni genitori tendono ad anticipare la scelta dello sport per il proprio figlio, preoccupati che se non comincia subito a “specializzarsi” in uno sport non diventerà 22 23 mai un “campione”. In realtà, bisognerebbe dare al bambino il tempo di arricchire il proprio “bagaglio” motorio, lasciandogli sperimentare l’attività a lui più adeguata, e senza stressarlo con l’agonismo. Fino all’età di 10 anni, l’attività sportiva dovrebbe essere soprattutto gioco; la prestazione e l’allenamento puramente tecnico verranno in un secondo momento. Infatti, nella fase evolutiva tra i 5 e i 7 anni, lo sport deve ricreare un ambiente fisico e sociale distensivo, caldo, accogliente, privilegiando rassicurante, giochi, attività ed esercizi a carattere ludico che facciano conoscere e controllare il proprio corpo ed entrare in rapporto con i coetanei. La fase successiva è definita “seconda fanciullezza” in quanto vi è nel bambino/a la capacità di padroneggiare meglio il proprio corpo e coordinare meglio i propri movimenti, condizione fondamentale per gli apprendimenti tecnico-motori. In questa fase sono adatte tutte le nuove esperienze di movimento che portino il bambino ad uno sviluppo completo degli schemi motori di base, sul piano qualitativo e quantitativo. 23 24 E’ importante non precorrere i tempi per non rischiare di compromettere la fiducia del bambino nelle proprie capacità e possibilità; come dice Antoine De SaintEuxpéry, ne “Il Piccolo Principe”: “I baobab prima di diventare grandi cominciano con l’essere piccoli” 24 25 CAP. 3 ASPETTO ORGANIZZATIVO 3.1 DALL’IDEA ALLA CONCRETIZZAZIONE Il primo passo è stato quello di prendere contatto con l’Associazione Sportiva (A.S.D. Nuova Lodi) illustrando le intenzioni e il progetto. A seguito della richiesta in oggetto, Il consiglio dell’Associazione ha accolto la proposta e l’ha inserita all’interno delle attività associative. A questo punto, gli educatori sportivi si sono occupati dell’aspetto tecnico-sportivodidattico: ci si è confrontati per stendere il programma delle attività, in riferimento alle finalità educative perseguite, all’ambiente a disposizione e alle esigenze degli utenti: Finalità educative: offrire la possibilità di vivere esperienze qualificanti, nella convinzione che le esperienze migliori sono quelle che permettono di fare sport (senza inutili stress da allenamento), di vivere a contatto con la natura e, nello stesso tempo, di scoprire e sperimentare i valori dell’amicizia, della collaborazione, dello spirito di squadra e di sviluppare l’autonomia personale. 25 26 Ambiente: centro sportivo, immerso nel verde, dotato di due campi in erba in parte ombreggiati, struttura coperta per l’accoglienza, ampio porticato, cortile alberato, spogliatoi con doccia. Utenti: offrire alle famiglie un servizio in cui valorizzare il tempo libero dei bambini; sostenere i genitori nella scelta di un luogo dove far trascorrere ai bambini il tempo in loro assenza; offrire orari adeguati alle esigenze lavorative delle famiglie (8:00/17:30) Una volta definito il progetto, si è presentata regolare richiesta di Patrocinio al Comune di Lodi. Il patrocinio rappresenta una forma simbolica di adesione e una manifestazione di apprezzamento del Comune ad iniziative ritenute meritevoli per le loro finalità di promozione sociale, culturale, artistica, sportiva o scientifica. La concessione del patrocinio è gratuita. La domanda va indirizzata al Sindaco e consegnata direttamente o inviata tramite posta ordinaria o fax all’ufficio Protocollo del Comune almeno 30-45 giorni prima della data di svolgimento dell’iniziativa. Deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell'ente/associazione e deve contenere una descrizione dell'iniziativa che ne illustri dettagliatamente i contenuti e le finalità. Il patrocinio deve essere menzionato in tutte le forme di diffusione dell'iniziativa come comunicati, manifesti, opuscoli, carta intestata, pubblicazioni, cataloghi, ecc, i 26 27 quali devono riportare la stampa dello stemma del Comune e la dicitura "Patrocinio del Comune ……". Il Comune di può naturalmente eseguire controlli per accertare il corretto utilizzo del patrocinio e del proprio logo e qualora dovesse riscontrare difformità in merito, potrà assegnare all’interessato un termine per l’eventuale regolarizzazione, oppure revocare il proprio patrocinio o l’autorizzazione all’utilizzo dello stemma in caso di mancata rispondenza ai criteri dettati dall’ente. Nella fase organizzativa ci si è occupati di pianificare al meglio, il momento del pranzo. Per offrire un servizio adeguato, nella quota pagata dai partecipanti, si è deciso di includere anche un piatto caldo. Si sono presi contatti con alcuni ristoranti; scelta la collaborazione, si è deciso di optare per un servizio di catering, che garantisca una portata giornaliera. Ai partecipanti viene così servito un primo o un secondo con contorno; per la merenda invece vengono distribuiti frutta, succhi e prodotti da forno (brioches, crackers, pane e cioccolato…). 27 28 ESEMPIO DI MENU’ SETTIMANALE: -Lunedì: pasta al ragù – frutta varia e crackers -martedì: scaloppina di vitello con patate – succo di frutta e brioches -Mercoledì: affettato con melone – pane e cioccolato, succo di frutta -Giovedì: Lasagne – anguria, crackers o biscotti -Venerdì: Pizza party – frutta varia e crackers Altro importante, nonché fondamentale aspetto è quello che riguarda la pubblicizzazione dell’iniziativa. Si è pensato di attivarsi con volantini, locandine e pagina Facebook dedicata. In primo luogo, ci si è occupati della parte creativa: è stato elaborato un logo che riporta i colori Societari che sono anche quelli della città di Lodi. Si è creato il pieghevole che riporta i dati essenziali: Chi siamo e cosa proponiamo A chi è rivolto Location Breve scansione della giornata Quota partecipativa Servizi inclusi (kit, pranzo, doccia…) 28 29 Documenti richiesti Eventuali sponsor Contatti Il volantino, inoltre, riporta in calce il modulo di iscrizione e la liberatoria per le riprese foto/video. Si è realizzata anche una locandina da esporre in luoghi pubblici, previa autorizzazione. Preso contatto con la tipografia, il materiale pubblicitario è andato in stampa. Per quanta riguarda l’affissione e il volantinaggio ottenere è stato necessario l’autorizzazione dell’amministrazione comunale. La parte consistente del volantinaggio è avvenuta all’esterno degli edifici scolastici al termine delle lezioni. In alcune scuole è stato possibile distribuirli all’interno, previa autorizzazione del dirigente scolastico. Nei quartieri più popolosi della Città, i volantini sono stati lasciati anche nella cassetta delle lettere e nei negozi più frequentati. 29 30 30 31 3.2 ASPETTO AMMINISTRATIVO All’associazione è riservata la cura dell’aspetto amministrativo In primo luogo viene definita la quota di frequenza, stabilita in relazione alle spese di gestione dell’impianto, al costo dei materiali per le attività, alla cifra da corrispondere per i pasti, ed al compenso per gli istruttori. Tale compenso, viene specificato in “incarico per prestazione diretta di attività sportiva dilettantistica” ai sensi dell’art.37 della L. 342/2000. A questo tipo di incarico è riservato un particolare trattamento fiscale agevolato: il successivo art. 69, comma 2, del TUIR, prevede che le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini Irpef di chi li percepisce per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro (comunicato 14 maggio 2007). I compensi erogati agli istruttori sportivi quindi non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all’importo di 7.500 euro annui. Rientrano in questa categoria i compensi riconosciuti a: - atleti dilettanti; - allenatori; - giudici di gara; 31 32 - commissari speciali che durante le gare/manifestazioni devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri; - dirigenti che di solito presenziano direttamente a ciascuna manifestazione, consentendone il regolare svolgimento, a condizione che non siano legati al soggetto erogatore dei compensi da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Di contro, non possono beneficiare della norma agevolativa i soggetti che svolgono “mera attività amministrativa”. Un aspetto a favore degli utenti è la possibilità di detrarre la quota di iscrizione e di frequenza dalla dichiarazione dei redditi; a tal fine l’associazione rilascia alle famiglie la dichiarazione di avvenuto pagamento ai fini della detrazione fiscale. Trattandosi di attività motoria viene richiesto alle famiglie il certificato di buona salute. Tale certificato è disciplinato dalle linee guida emanate dal Ministero della Salute, in relazione alle attività sportive non agonistiche. In sintesi: Chi deve fare il certificato gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole al di fuori dall'orario di lezione 32 33 coloro che fanno sport presso società affiliate alle Federazioni sportive nazionali e al Coni (ma che non siano considerati atleti agonisti) chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale Quali sono i medici certificatori il medico di medicina generale per i propri assistiti il pediatra di libera scelta per i propri assistiti il medico specialista in medicina dello sport ovvero i medici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico nazionale italiano Quando fare i controlli e quanto dura il certificato Il controllo deve essere annuale Il certificato ha validità annuale con decorrenza dalla data di rilascio Per quanto riguarda l’aspetto assicurativo, fa fede l’assicurazione societaria sull’impianto sportivo. L’art. 8 co. 6 della legge della Regione Lombardia n. 26/2002 stabilisce che gli esercenti di impianti sportivi sono obbligati a stipulare polizze assicurative a favore di utenti e di istruttori che svolgono attività di contatto fisico a 33 34 copertura dei danni che siano riconducibili alle attività svolte all’interno degli impianti stessi. Il termine “utenti” va riferito a “coloro che comunque accedono (pure se non seguono corsi) agli impianti sportivi contemplati dall’art. 8 della legge regionale in questione ed è previsto che la copertura assicurativa debba riguardare eventi dannosi comunque verificatisi in relazione ad attività svolte all’interno dei complessi sportivi, dizione anche questa piuttosto ampia e correlata a tutte le attività sportive (e quindi non solo ai corsi) che ivi si svolgono”. Ritenendo utile documentare il lavoro giornaliero, ci si è attivati per acquisire foto e video dei momenti più importanti del Camp. Lavorando con minori si è reso necessario richiedere ai genitori una liberatoria riguardante le riprese, eventualmente eseguite per documentazione. Infatti quando fotografie o video vengono utilizzati per essere pubblicati in concorsi, mostre, pubblicazioni, brochure, locandine, televisione o su Internet, è necessario che il fotografo o il video-operatore si faccia rilasciare una liberatoria fotografica (in duplice copia), ossia una dichiarazione scritta con la quale il soggetto ritratto o ripreso autorizza la diffusione della propria immagine (artt. 10 e 320 34 35 cod. civ., artt. 96 e 97 legge n° 633/1941 sul diritto d’autore e artt. 13 e 23 del D.lgs. n° 196/2003 sulla protezione dei dati personali) Si è pensato inoltre che possa risultare cosa gradita alle famiglie poter mettere a disposizione le immagini acquisite come ricordo e testimonianza dell’esperienza condivisa. Ottenuta la liberatoria, si è creata una pagina Facebook per la condivisione di informazioni, immagini ed eventi riguardanti lo svolgimento del Camp. Sono state inoltre inserite informazioni ed immagini sul sito dell’Associazione Sportiva. Al termine del Camp viene distribuito alle famiglie un questionario di gradimento, volto al miglioramento del servizio e all’ampliamento dell’offerta. 35 36 Per poter migliorare i servizi relativi al nostro Camp, Vi chiediamo di rispondere al presente questionario e di consegnarlo agli educatori. Sarà un questionario completamente anonimo che richiederà solo pochi minuti per la compilazione, ma che per noi sarà prezioso. Le Vostre indicazioni saranno utili a migliorare il servizio e renderlo più congruo alle Vostre esigenze. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE Fare una crocetta sulla voce scelta. Ad alcuni quesiti si può rispondere indicando più voci. 1. E’ la prima volta che iscrivete vostro/a figlio/a ad un Centro Estivo? SI NO 2. Per quali dei seguenti motivi avete scelto di iscrivere vostro/a figlio/a ad un Camp Estivo? [è possibile barrare più voci] per esigenze lavorative per offrire a mio/a figlio/a opportunità di socializzare per occupare il tempo di mio/a figlio/a durante le vacanze è stato richiesto da nostro/a figlio/a 3.Come siete stati informati dell’esistenza del Camp Estivo? [è possibile barrare più voci] tramite volantino tramite la rete internet consigliato da conoscenti 4. Ritiene che i centri estivi abbiano soddisfatto le sue esigenze in modo: Insufficiente Scarso Sufficiente 36 37 Buono Ottimo 5. Ritiene che sua/o figlia/o abbia vissuto nel complesso un’esperienza qualitativamente: Insufficiente Scarsa Sufficiente Buona Ottima 6. Le chiediamo di attribuire un punteggio da 1 a 5 agli elementi che seguono, secondo questa classificazione: SODDISFAZIONE 1: per niente soddisfatto - 2: poco soddisfatto - 3: mediamente soddisfatto - 4: soddisfatto 5: molto soddisfatto IMPORTANZA: 1: per nulla importante - 2: poco importante - 3: mediamente importante - 4: importante - 5: molto importante Quanto è soddisfatto? Quanto è importante? 1 2 3 4 5 Professionalità degli animatori 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Socializzazione 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Accoglienza degli spazi 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Utilità delle informazioni ricevute prima dell’avvio del Camp 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Rapporto costo/qualità del servizio 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Attività motorie/Sportive 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Articolazione dell’orario giornaliero (ampiezza orario, entrate e uscite) 1 2 3 4 5 7. Eventuali consigli per il miglioramento del servizio: ______________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________ ______________________________________________________________________________ 37 38 PARTE PRATICA Di seguito una parte pratica riguardante alcuni giochi ed esercitazioni proposte durante il nostro camp. Sono divisi per categorie, giochi ricreativi senza uno specifico sport di riferimento, giochi riguardanti il baseball, il calcio, il rugby. Questi sono solo alcuni esempi riguardanti le attività proposte. Trattandosi di un camp “multisport”, oltre a questi proponiamo anche altri giochi legati ad altre discipline sportive che per motivi di spazio non citerò. 38 39 ABILITA’ GENERALI 39 40 ASSALTO AL CASTELLO Materiale occorrente: cerchi – cinesini Ambiente: interno o esterno Obiettivi: schemi motori di base, collaborazione e organizzazioni di strategie condivise Descrizione: Creare con una linea di cinesini un castello di lunghezza 8/10m e larghezza 5. All’interno del castello posizionare 3 cerchi che fungeranno da torri. Dividere il gruppo in due squadre, un gruppo a guardia del castello(guardie), l’altro che attaccherà il castello(banditi). La squadra di bambini che assalta il castello ha come obiettivo realizzare punti; a tale scopo dovranno entrare nel castello e successivamente mettere un piede nelle torri; le guardie dovranno impedirlo, cercando di toccare i banditi prima che riescano ad entrare nel castello. Indicazioni: le guardie non possono assolutamente entrare nel castello; i banditi, dopo che hanno realizzato un punto o se vengono presi, dovranno obbligatoriamente tornare alla loro base di partenza prima di poter attaccare. Variante: aumentare il numero delle torri, dando la possibilità anche alle guardie di entrare nel castello 40 41 ATTACCO ALIENO N° giocatori: infinito Materiale: cinesini o conetti, due paletti Spazio di gioco: campo, palestra obiettivi: correre, saltare, schivare, velocità capacità di controllo motorio, capacità di adattamento e anticipazione, fantasia motoria. Descrizione: Predisporre un campo di gioco, a forma di trapezio, con basi delimitate da paletti, rispettivamente di 10 e 15 metri. Formare due squadre. Una squadra all'interno del trapezio, quella dei supereroi, l'altra squadra che parte dalla base minore del trapezio, quella degli alieni. Quest’ultima ha il compito di invadere la terra correndo verso la porta d'ingresso galattica posta tra i due paletti, per conquistare un punto. I supereroi, per difendere la terra, partono da seduti o inginocchiati, e muovendosi in tal modo per il campo, devono toccare gli alieni per neutralizzarli. Dopo 2 minuti cambio squadre e inversione di ruoli. Varianti: partenza alieni in contemporanea o una alla volta, supereroi in piedi (dimensioni campo maggiori). 41 42 MACCHININE Materiale occorrente: nessuno Ambiente: spazio libero, interno o esterno Obiettivi: Ascolto - modulazione del movimento in relazione a uno stimolo – schemi motori di base – modulazione del movimento in relazione allo spazio Svolgimento del gioco: I bambini si muovono liberamente nello spazio, seguendo le indicazioni che man mano dà l’istruttore; Tali indicazioni riguardano velocità e tipo di corsa e riguardano il movimento di finte automobili. I principali comandi: -prima marcia: i bambini camminano -seconda marcia: i bambini corrono lentamente -terza marcia: i bambini corrono veloce -semaforo rosso: tutti fermi!!! -retromarcia: i bambini camminano all’indietro E’ possibile inserire comandi diversi che inducono il bambino a utilizzare il corpo in vari modi, e riproducono diverse condizioni stradali (strada ghiacciata, buche, tamponamenti…) 42 43 MURAGLIA CINESE N° giocatori: infinito Materiale: cinesini, conetti, paletti ambiente: campo, palestra, corridoio obiettivi: mantenimento dell'equilibrio in situazione dinamica, capacità di gestire la situazione emotivamente stressante, capacità di controllo motorio. Descrizione: Dopo aver predisposto il campo di gioco con due (o più percorsi) percorsi con la fantasia del momento, dividere il gruppo di bambini in due, che si dovranno affrontare camminando sulla muraglia cinese con un cinesino in testa. Se il cappellino cinese cade il giocatore torna indietro e riprende il cammino a meno che non lo prenda al volo. Vince il gruppo che per primo fa concludere, con due giri di andata e ritorno, il gioco ai componenti. Varianti: infinite varianti sul percorso della muraglia. Istruttore: creare l'ambientazione giusta e animare il gioco fungendo da dragone cinese che disturba l'attraversata dei giocatori. Porrà grande attenzione alla riuscita dei singoli piuttosto che alla vittoria di squadra. 43 44 LA NAVE DEI PIRATI Materiale occorrente: cinesini – palloni di spugna o leggeri Ambiente: interno o esterno Obiettivi: schemi motori di base Creare con due file parallele di cinesini, una sorta di corridoio di lunghezza 10/15 m e larghezza3/4 m; questa è la nostra nave dei pirati. Al termine del corridoio, disporre altri cinesini che fungeranno da “tesoro”. Dividere in due gruppi i bambini che a turno saranno i pirati o le guardie. Le guardie si dispongono lungo le due linee di cinesini, ed avranno i palloni (palle di cannone) in mano; I pirati si dispongono in fila, all’imbocco del “corridoio”. Al segnale dell’istruttore, i pirati, uno per volta, attraversano il corridoio per rubare il tesoro alle guardie, cercando di non farsi colpire dalle palle di cannone. Allo scadere del tempo disponibile (a piacimento), i due schieramenti si invertono i ruoli; vince il gioco il gruppo che avrà rubato più tesori. 44 45 PISTOLERO Materiale: nessuno Spazio: piccolo spazio all’aperto o al chiuso Obiettivi: porre attenzione al contesto, affinare la reazione a uno stimolo Svolgimento del gioco Si sistemano i bambini in piedi in cerchio. L’istruttore si pone al centro e ruota su se stesso indicando i bambini. Al suo arresto, il bambino indicato si dovrà chinare immediatamente. I compagni alla sua destra e alla sua sinistra fingono di spararsi; il bambino che per ultimo prende l’iniziativa è eliminato e dovrà rimanere seduto fino al termine del gioco. Il gioco continua fino alla completa eliminazione dei giocatori. 45 46 BASEBALL 46 47 GARA DI BATTUTA MATERIALE OCCORRENTE: mazza da baseball e palline AMBIENTE: esterno OBIETTIVI: coordinazione oculo manuale, imparare il gesto della “battuta” SVOLGIMENTO DEL GIOCO Facciamo mettere tutti i componenti del gruppo in fila indiana e diamo una pallina ciascuno. Uno alla volta nell’ordine in cui si sono disposti vengono a battere . Appoggiano la loro pallina sul cono e devono colpirla cercando di mandarla il più lontano possibile. Per colpirla hanno tre tentativi, come poi avverrà nella partita. 47 48 Una volta colpita corrono e si vanno a sedere accanto alla loro palla nella posizione in cui si è fermata e tutti i compagni faranno la stessa cosa. Se i giocatori che hanno già svolto la loro azione bloccano o deviano le battute dei compagni sono squalificati. Vince colui che ha mandato la palla più lontano. Man mano che le abilità aumentano sostituiamo il cono con la palla alzata dall’istruttore e successivamente con la palla lanciata. 48 49 GIOCO DEI 5 PASSAGGI Materiale: palla o pallina – cinesini Ambiente: delimitato, interno o esterno Obiettivi: sensibilizzazione della mano su lancio e presa, coordinazione oculo-manuale Svolgimento del gioco Si divide il gruppo in due squadre. Una squadra deve riuscire a passarsi la palla cinque volte senza farla cadere, al 5° passaggio segna un punto e si fa il cambio palla. La palla va tirata, non passata di mano in mano. L’altra squadra deve intercettare la palla ma senza toccare i giocatori avversari. Precisare che non è un gioco di contatto, come del resto il baseball. Quando la palla viene intercettata si fa il cambio palla, così come quando questa cade a terra. Se notiamo che la palla viene passata sempre tra gli stessi 2-3 componenti della squadra e gli altri vengono messi da parte, aggiungiamo un’altra regola e spieghiamo che non si può fare il passaggio di ritorno, cioè se io la passo ad un mio compagno, lui non la può ripassare a me. 49 50 I LIVELLI Materiale: cinesini – pallina Ambiente: delimitato, interno o esterno Obiettivi: sensibilizzazione su lancio e presa, coordinazione oculo-manuale Svolgimento del gioco Posizionare un bambino di fronte all’altro, e dietro di loro sistemare un cinesino ogni 3-4 metri (la distanza può essere variabile). A turno uno dei due esegue un lancio e l’atro dovrà afferrare la pallina senza farla cadere. Quando tutti e due sono riusciti a completare entrambe le azioni, arretrano verso il primo cinesino posizionato dietro di loro: salgono di livello e la distanza di lancio si allunga. Vince la prima coppia che riuscirà a superare tutti i livelli del gioco. 50 51 CALCIO 51 52 BOWLING Materiale: birilli – palloni Spazio: interno o esterno Obiettivi: coordinazione oculo-podale Svolgimento del gioco Si sistemano un gruppo di birilli, in uno spazio distante dalla linea di lancio. I giocatori sistemati sulla linea i lancio, a turno calciano il pallone cercando di abbattere più birilli possibile. Ogni birillo abbattuto vale 1 punto. Varianti: Modificare il tipo di calcio: - All’indietro con il tacco - Calciando al volo senza far rimbalzare la palla 52 53 CALCIO NUMERATO Materiale occorrente: pallone, quattro conetti per realizzare due porte Ambiente: spazio interno o esterno Obiettivi: 1vs1 – ascolto e attenzione Svolgimento del gioco Due squadre disposte una davanti all’altra su due righe. Ad ogni giocatore delle due squadre corrisponde un numero. L’allenatore si dispone la centro dei due schieramenti e chiama di volta in volta 1 o più numeri. I giocatori corrispondenti ai numeri chiamati si contendono il pallone e devono provare a fare goal nella porta dell’avversario. Chiamare anche più di un numero. Utilizzare due palloni per dare maggior ritmo all’esercitazione Varianti Far prendere la palla dai piedi dell'istruttore Lanciarlo in alto Lanciarlo per terra 53 54 MACCHININE-CONDUZIONE Materiale occorrente: una palla per ogni bambino Ambiente: spazio libero, interno o esterno Obiettivi: Ascolto - modulazione del movimento in relazione a uno stimolo – schemi motori di base – modulazione del movimento in relazione allo spazio-conduzione del pallone Svolgimento del gioco: I bambini si muovono liberamente nello spazio con il pallone al piede, seguendo le indicazioni che man mano dà l’istruttore; Tali indicazioni riguardano velocità e tipo di corsa e riguardano il movimento di finte automobili. I principali comandi: -prima marcia: i bambini camminano -seconda marcia: i bambini corrono lentamente -terza marcia: i bambini corrono veloce -semaforo rosso: tutti fermi!!! -retromarcia: i bambini camminano all’indietro con il pallone sotto la suola -testa coda: cambio di senso, spostando la palla con la suola. 54 55 E’ possibile inserire comandi diversi che inducono il bambino a utilizzare il corpo in vari modi, e riproducono diverse condizioni stradali (strada ghiacciata, buche, tamponamenti…) 55 56 RUGBY 56 57 1vs1 IMBUTO Materiale occorrente: cinesini Ambiente: interno o esterno Obbiettivi: Far imparare ai giocatori l’avanzamento, sia al difensore, sia all’attaccante. Svolgimento dell’esercizio Predisporre un campo ad imbuto e dividere il gruppo in difensori e attaccanti. L’attaccante si posiziona sull’estremità più stretta dell’imbuto Il difensore si posizione sull’estremità più larga. Al via dell’istruttore, l’attaccante avanza velocemente per conquistare il maggior territorio possibile (superiore al 50%) evitando di essere placcato. Contemporaneamente il difensore avanza; deve cercare di placcare l’attaccante Il placcaggio deve essere effettuato appoggiando entrambe le mani sulle sue spalle. 57 58 GATTO E TOPO Materiale occorrente: cinesini per delimitare i cerchi. Ambiente: spazio interno od esterno. Obiettivo: prendere decisioni rapide, fintare. Svolgimento del gioco Formare un cerchio con i conetti di diametro 2m. Disporre due giocatori uno opposto all’altro al di fuori del cerchio. Uno dei due bambini porta la palla (topo) e cerca di non essere toccato dall’avversario (gatto) che lo insegue. E’ vietato attraversare il cerchio, si può solo girarci intorno Per aumentare il numero di sfide, predisporre anche più di un cerchio. 58 59 RUBA BANDIERA Materiale occorrente: palloni - cinesini Ambiente: spazio interno o esterno Obiettivi: far prendere confidenza con il contatto nel rugby. Ideale nel caso di gruppi di giocatori con maturità differente (stazza, agilità, ecc.) Svolgimento del gioco: Due squadre disposte una davanti all’altra su due righe. Ad ogni giocatore delle due squadre corrisponde un numero. L’allenatore si dispone la centro dei due schieramenti e chiama di volta in volta 1 o più numeri. I giocatori corrispondenti ai numeri chiamati si contendono il pallone da rugby e devono provare a fare meta in corrispondenza della riga della squadra opposta. I giocatori con lo stesso numero dovrebbero avere la stessa stazza Chiamare anche più di un numero. Utilizzare due palloni per dare maggior ritmo all’esercitazione 59 60 L’educatore deve porre particolare attenzione nel non provocare scontri tra i giocatori lanciati in velocità Varianti Far prendere la palla dalle mani dell'istruttore Lanciarlo alle mani di uno dei giocatori Lanciarlo per terra 60 61 BIBLIOGRAFIA – SITOGRAFIA http://www.salute.gov.it/portale/ http://www.benessere4u.it/il-gioco-nella-crescita-del-bambino/ https://it.wikiquote.org/wiki/Friedrich_Schiller#cite_note-1 http://www.unicef.it/gpl/48/ags/2/t/unicefitalia-documentiindice/indice.htm http://www.sportmeet.org/cultura-sport/educarsi-ed-educare-attraverso-losport/ http://www.scienze-ricerche.it/?p=1926 “Giocare non è un gioco – il gioco come esperienza di vita” intervento della dott.ssa Rosalba Bratta (pedagogista clinico e dirigente scolastico scuola dell’infanzia) al convegno “Bambini oggi: nutrire il tempo libero”- 23 maggio 2015 Putignano (BA) “Educarsi ed educare attraverso lo sport” di Paolo Crepet “Educazione alla corporeità” di G.Ravelli (cap.2) 61