Un’associazione per imparare a vivere meglio. Centro di riabilitazione malati neoplastici - Padova LA PAGINA DELLO PSICOLOGO Cancro e famiglia LA VOCE DEL MEDICO Il rischio genetico nel tumore ovarico e mammario CONSIGLI DI LETTURA IN CUCINA! I DIRITTI DEL MALATO PERIODICO QUADRIMESTRALE - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE ART. 2 COMMA 20/LETT. C. - LEGGE 662/1996 - PADOVA CMP n° 76-77 - settembre 2015 CONOSCIAMO IL PATRIMONIO DI PADOVA Palazzo del Bo Origine del nome L’”Hospitium bovis” era una locanda così chiamata per la sua vicinanza ad una zona di commercio di bovini. Nel 1400 Francesco da Carrara dona il Palazzo ad un commerciante di carni, ma già alla fine del secolo lo stabile entra in uso dell’Università che ne diventa il proprietario definitivo. Nel corso del Cinquecento si susseguono gli interventi di ampliamento e trasformazione che ci consegneranno ad esempio il Cortile Antico così come lo conosciamo adesso. Il “restyling” definitivo si compie però negli anni 1938-1942 ad opera dell’architetto Fagiuoli e di Giò Ponti che viene chiamato per la decorazione artistica e gli arredi. Il Cortile Antico Tra le più belle costruzioni del Rinascimento, il Cortile Antico è circondato da una doppia loggia a due ordini con colonne doriche nell’ordine inferiore e ioniche in quello superiore. Le pareti e le volte del porticato sono decorate dagli stemmi collocati lì fino alla fine del Seicento per rappresentare le famiglie degli studenti e coloro che occupavano cariche accademiche. Alla base di uno degli scaloni che conducono al loggiato superiore del Cortile Antico c’è la statua della prima donna laureata al mondo, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, laureata in filosofia nel 1678. Il Teatro Anatomico Primo esempio di teatro stabile creato per l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione dei cadaveri, la sua realizzazione è stata completata nel 1585. Proprio nel Cinquecento infatti a Padova si distinse una scuola di Anatomia di eccellenza, che dette l’impulso alla costruzione del Teatro che rimane ad oggi il più antico tra i meglio conservati. Si tratta di una struttura in legno a cono rovesciato, con sei ordini concentrici di gradini che si alzano intorno al tavolo anatomico; inizialmente la lezione di anatomia era tenuta alla luce delle torce, ma nell’Ottocento venne aperto un lucernario. Utilizzato fino al 1872, il Teatro è stato in seguito restaurato negli anni 90. L’Aula Magna Inizialmente assegnata ai giuristi, l’Aula aprì le porte anche a Galileo Galilei - al quale oggi l’aula è dedicata – che la utilizzò per le sue lezioni. A metà dell’Ottocento fu deciso di riservarla per le cerimonie, procedendo così ad un restauro adeguato ed alla decorazione del soffitto. La Sala dei Quaranta Accanto all’Aula Magna, deve il suo nome ai quaranta ritratti moderni di celebri studenti dell’Università vissuti a Padova tra Duecento e Ottocento; nella Sala è conservata la “Cattedra di Galileo”, dalla quale lo scienziato pisano teneva le sue lezioni. Inizialmente posta in Aula Magna, a metà dell’Ottocento fu sistemata nella Sala dei Quaranta. Aula di Medicina Antica aula dedicata alle lezioni teoriche di Anatomia, adesso ospita le discussioni delle tesi di laurea degli studenti di medicina e di altre facoltà. Tra le aule accademiche più antiche del palazzo, ha un soffitto a cassettoni lignei perfettamente conservato. Il patrimonio artistico del Bo è aperto al pubblico, che può conoscerlo attraverso visite guidate. Per maggiori informazioni contattare il servizio cerimoniale e manifestazioni dell’Università di Padova allo 049 8273047. Padova, Via VIII febbraio, 2 Fonti: www.unipd.it 3 Associazione “Noi e il Cancro – Volontà di Vivere” ONLUS Via Paruta, 32 – 35126 Padova tel. 049 – 8025069 fax 049 – 8035774 e-mail: [email protected] sito Internet: www.volontadivivere.org posta certificata: [email protected] Periodico quadrimestrale N. 76-77 SETTEMBRE 2015 COD. FISC. 80040220289 Riconoscimento giuridico N. 115 (PD/495) L’Associazione è iscritta al Registro Regionale del Volontariato Veneto al N. PD0050, al Registro Provinciale delle libere forme associative al N. 25/A e al Registro Comunale al N.125 sez. 5 Segreteria di redazione presso l’Associazione Volontà di Vivere Quota annua suggerita per sostenere le attività dell’Associazione: Euro 50,00 Quota sostenitore: Euro 250,00 Quota simpatizzante: libera Conto corrente postale: 000014469357 Conti Correnti Bancari: BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA Ag. S. Osvaldo IBAN: IT38Y0103012194000001032671 BANCA ANNIA CRED. COOP. CARTURA E POLESINE Fil. Ponte S. Nicolò – IBAN: IT66W0845262770010130001749 L’Associazione non ha delegato nessuno a raccogliere offerte a domicilio. Siamo soci di: Direttore di redazione: Federica Cappellato Direttore responsabile: Caterina Tanzella Hanno collaborato alla redazione di questo numero: Andriolo Stagno L.; Conca L.; Fabretto M.; Falasco M.; Fantini L.; Furlan ML.; Tanzella C.; Toderini L.; Torelli S. La collaborazione alla rivista è aperta a tutti. Decliniamo la responsabilità per gli articoli pubblicati, che ricade esclusivamente sugli autori. I diritti d’autore dei lavori sono riservati all’Associazione Volontà di Vivere. Impostazione grafica e impaginazione: Anna Donegà Servizio previsto dal Bando del CSV – Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova Le immagini utilizzate sono realizzate dai soci dell’Associazione o tratte dal sito pixabay.com Stampa: Tipografia Nuova Grafotecnica Autorizzazione Tribunale di Padova n° 1274 del 27.3.1991 Spedizione in abbonamento postale Art. 2 comma 20/C Legge 662/1996 Padova CMP Sommario pag. 3 Conosciamo il patrimonio di Padova pag. 6 Editoriale pag. 7 Testimonianze e storie di vita pag. 9 La pagina dello psicologo CANCRO E FAMIGLIA pag. 11 Appuntamenti e opportunità “RACE FOR THE CURE” - MARATONA KOMEN A BOLOGNA FESTA PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO SEMINARIO “IL LIMITE COME OPPORTUNITA’ DI CRESCITA” SEMINARIO INFORMATIVO SULL’OSTEOPOROSI CORSO DI CUCINA PER LA PREVENZIONE TORNEO DI BURRACO SOLIDALE GRUPPO DI AUTO MUTUO AIUTO GRUPPO “CRESCERE CON ARTE” - LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA Natale 2015 CONCERTO “NATALE INSIEME” CENA DEGLI AUGURI Anticipazione 2016 DOPPIO APPUNTAMENTO CON LO YOGA DELLA RISATA pag. 15 La pagina del medico IL RISCHIO GENETICO NEL TUMORE OVARICO E MAMMARIO pag. 18 Notizie, eventi e recensioni CONVEGNO “COSI’ VICINI, COSI’ LONTANI: IL CANCRO E LA FAMIGLIA” CONVEGNO “BREAST UNIT: IL 2016 E’ ALLE PORTE” PROGETTO MARTINA: ANNO 2014/2015 IL LAVORO E LA TUTELA DELLA MALATTIA: STORIE DI DONNE CHE LOTTANO PER I LORO DIRITTI #FATTORE K: PASSA IL MESSAGGIO CONSIGLI DI LETTURA IN CUCINA! pag. 25 Info utili DISPONIBILE ONLINE IL CERTIFICATO PER L’INVALIDITA’ DEL PAZIENTE ONCOLOGICO pag. 27 Varie dalla segreteria LINFODRENAGGIO MANUALE IN ASSOCIAZIONE - COME USUFRUIRNE DONA ORA...CON PAYPAL! pag. 28 Agenda pag. 29 Ringraziamenti pag. 31 Promemoria e collaborazioni EDITORIALE Insieme si riesce meglio: pensarsi al plurale In questi giorni ci è capitato di leggere un brano di Lella Costa, autrice e attrice teatrale che ricordiamo con affetto madrina di una nostra iniziativa qualche anno fa. Come in quella occasione – la presentazione del libro “Le parole che cambiano”, raccolta di testimonianze sull’esperienza cancro edita dall’Associazione – anche oggi ne apprezziamo la grande sensibilità e quell’ intelligenza che le permette una visione più ampia delle cose. Per questo condividiamo la riflessione che abbiamo letto in uno stralcio del suo ultimo libro “Che bello essere noi”, dove cita Ada Burrone, fondatrice di Attivecomeprima Onlus di Milano, associazione nata nel 1973 per migliorare la vita del malato oncologico e dei suoi familiari e precorritrice della nostra e di tante altre realtà simili. Lella Costa parla di condivisione, della capacità delle donne colpite dalla malattia – e come Ada Burrone ce ne sono tante – di trasformare la propria esperienza in un bene comune perché “magari non è sempre così bello, però è sicuramente meglio, essere noi”. Essere noi, pensarsi al plurale è il nostro punto di forza, il valore aggiunto che porta da sempre Volontà di Vivere a diventare per le donne luogo e contesto ideale per condividere l’esperienza della malattia con il suo bagaglio di paure e speranze. Il cancro è come uno “tsunami”, da un momento all’altro genera scompiglio non solo nella vita di chi subisce la malattia ma anche in quella di sta a fianco del malato. Si perde il proprio equilibrio, ci si trova disorientati e come naufraghi alla ricerca di un faro nella tempesta si cerca un punto fermo che ci riconduca a terra, alla salvezza. Ecco: l’Associazione è stata ed è per molte quel faro, quel punto fermo dove si intraprende un percorso di recupero che riconduce ciascuno al proprio equilibrio. In Associazione abbiamo creato una serie di servizi ascoltando le donne e i loro bisogni, rispondendo alle loro richieste, ponendo attenzione alla persona nella sua totalità e nella sua unicità. Abbiamo favorito nella donna la ricerca al nostro interno di un aiuto “su misura”, con percorsi riabilitativi ad hoc, adattati quindi alle risorse fisiche e psichiche di ciascuno. C’è attenzione ad un recupero su misura, atteggiamento che adesso viene seguito anche a livello scientifico, dove l’oncologia va sempre più nella direzione dell’individualizzazione delle terapie contro la standardizzazione delle stesse. La nostra esperienza ultratrentennale a fianco del malato oncologico ci dice come il recupero avvenga quando una persona sentendosi presa in carico e sostenuta, ritrova il coraggio di rientrare in contatto con se stessa (Scollata da me non ho margine; da me staccata mi perdo in tutto). Questo è indispensabile per vivere una vita a sua misura, a misura cioè dei suoi particolari bisogni, desideri, sentimenti. E’ in un contesto “plurale”, ma anche “singolare” infatti, che si può intraprende il cammino da percorrere per ritrovare la propria dimensione dopo la malattia, per conquistare un nuovo equilibrio. E’ necessario imparare a coniugare il plurale con il singolare. La dimensione di gruppo deve essere vissuta in un’ottica più completa, non solo del “prendere” ma anche del “dare” e del rielaborare con il filtro della propria personalità. Con le proprie risorse e le proprie capacità la donna deve imparare a far entrare poca vita alla volta, quella che riesce a reggere, senza spavento con fiducia nel futuro. Lucia Andriolo Stagno 6 TESTIMONIANZE E STORIE DI VITA Ciao Caterina, abbiamo ricevuto e gustato anche questa volta, pagina dopo pagina, il “nostro” bellissimo notiziario. Fresco di stampa. Anche quest’anno ci impegneremo a segnalare la nostra associazione per il 5 per mille. Estendo il tuo ringraziamento, che ho trovato sul notiziario, ai miei collaboratori di studio. Siamo però noi che ringraziamo te e tutta l’associazione per quello che fate e che siete. Per noi e per tutti quelli che hanno la fortuna di incontrarvi. Ci dà un grande senso di vicinanza e di tenera amicizia l’arrivo di queste notizie in casa nostra. Ci fa sentire tutto l’affetto che speriamo di ricambiare. Davvero, insieme a voi impariamo a vivere meglio. Grazie di cuore e un grosso abbraccio da Enrica e Antonio Che bello sentirvi! Rivedo i momenti, i giorni passati insieme nei bei posti ameni dove la natura ci nutriva di energia pura e il confrontarci nel gruppo spazzava le nubi che cercavano di oscurare il nostro animo. Oggi spero che quel sole recuperato splenda ancora in voi e più forte di prima. Quanti seminari abbiamo fatto, quanti amici abbiamo incontrato, quante strategie abbiamo imparato e accumulato per fronteggiare qualche nuvola che vuole metterci alla prova, perché può capitare, siamo continuamente in cammino , ma non dobbiamo più lasciarci prendere dallo sconforto. Vi garantisco che io ho imparato molto da quei seminari, comportamenti utili a tirare fuori risorse che non pensavo di avere e insieme a tutti voi è stato più facile. Perciò grazie di cuore a te e al resto della ciurma di quel veliero che abbiamo riportato ricco di esperienze ognuno alla propria “Itaca”. Un caro abbraccio con rinnovata amicizia Caterina Cara Caterina, è nel cassetto dei ricordi il momento in cui, dopo essere stata operata, sono giunta all’Associazione accompagnata da mia figlia. Tu mi hai accolta con la sapienza e la serenità di cui avevo bisogno in quel momento e ho capito che l’Associazione mi stava offrendo un’opportunità che non potevo perdere e sono tornata a casa sicuramente più fiduciosa e pensando positivo. Ho usufruito di alcuni servizi offerti dall’Associazione, che sono stati per me utilissimi e rigeneranti e credo sia giusto riconoscere la grande professionalità degli esperti che ho incontrato. Tutto è servito a farmi su- perare un momento non molto felice della mia vita. E’ passato un po’ di tempo e continuo a frequentare l’Associazione, perchè partecipo puntualmente da due anni al corso di Yoga. Come sempre si fa quando ci si avvicina a qualche nuova disciplina, si prova per alcune volte, ma io, già dalle prime lezioni, ho capito che lo Yoga mi sarebbe stato di grande aiuto e ho deciso di continuare a frequentare le lezioni nonostante i parecchi kilometri che devo percorrere per arrivare all’ Associazione. Così lo Yoga è diventato per me un appuntamento settimanale che ho sempre atteso con ansia e dal quale non mi sono mai assentata se non per cause di forza maggiore. Lezione dopo lezione ho capito che lo Yoga è uno strumento meraviglioso e un sentiero di saggezza da percorrere con il corpo e con la mente e mi si è aperta una finestra su un mondo sconosciuto. Dopo qualche mese di frequenza ero già più rilassata, più serena, più consapevole, ma soprattutto più capace di prendermi cura di me stessa. Lo Yoga fa bene, ti aiuta, ti risolleva, ti accompagna, ti rinforza, perchè ha a cuore il benessere della persona. Grazie, Caterina, per questa opportunità e grazie per aver scelto Lili, la nostra eccezionale Maestra di Yoga, che con grande capacità, saggezza e dolcezza ci illumina e ci accompagna in questo affascinante percorso. Frequentare l’Associazione è stata per me un’esperienza importante e l’ aiuto che ho avuto è stato veramente significativo, tanto che ho coinvolto un’amica che ha frequentato già da quest’anno assiduamente e con soddisfazione il corso di Yoga. A te la mia riconoscenza e un augurio speciale. Donatella Cara Donatella, la tua testimonianza è molto bella e sono contenta che tu abbia trovato il percorso più adatto a te per la rinascita dopo la malattia. Questo ci conferma ancora una volta di più l’importanza di dare alle persone tante possibilità perché ciascuno trovi l’attività che è più “nelle sue corde” per intraprendere il cammino di riabilitazione psichica e fisica. Sono servizi che teniamo in piedi con grande sforzo e sacrificio perché crediamo nei benefici che producono; le tue parole ed il tuo attivarti a coinvolgere altre persone ne sono una splendida conferma. Grazie, un abbraccio Caterina 7 TESTIMONIANZE E STORIE DI VITA Da anni l’Associazione – in virtù di una convenzione con l’Università di Padova - ospita gli studenti della Facoltà di Psicologia per il loro periodo di tirocinio, sia pre-lauream che post-lauream. Il nostro impegno con questi ragazzi è quello di rendere il passaggio in Associazione un momento di condivisione e di crescita nel loro percorso di studi; la testimonianza di Carmen – giovane tirocinante di quest’anno – è la dimostrazione che questo è possibile. Carissimi, per noi genitori e familiari il giorno della Laurea di Marco è stato uno dei più belli della nostra vita. Marco è stato bravo in tutto il suo percorso di studi rispettando i tempi e ottenendo buoni risultati è arrivato il 24 aprile 2015 a coronare la sua fatica. E’ stato proclamato Dottore in Ingegneria Energetica. La tesi si intitola “Accrescimento di piante con la Luce Led” parla di una nuova tecnica di coltivazione di piante in serra con una fonte di luce a Led che si è rivelata più efficiente delle tradizionali tecniche di coltivazione, sia per la crescita delle piante stesse, sia ai fini del risparmio sui consumi. Il gesto che Marco ha voluto fare a favore di Volontà di Vivere, è stato dettato dall’esperienza familiare vissuta … lui è consapevole dei benefici che io e di riflesso l’intera famiglia, abbiamo ricevuto dall’Associazione durante la mia malattia. Con determinazione ha proposto questa raccolta di fondi ad amici e parenti. Soprattutto i giovani ci hanno stupiti con la loro generosità, considerando che sono quasi tutti ragazzi con poche risorse economiche. Grazie di cuore a Caterina che con il suo dolce sorriso mi ha fatto sentire a casa, a tutte le volontarie, i medici e le pazienti incontrate in questi anni che mi hanno aiutata a rimettermi in piedi, che Dio vi benedica! Antonella Questi sei mesi passati qui con Voi mi hanno dato la possibilità di guardare all’esperienza di malattia in maniera del tutto differente. La malattia come un modo per rinascere, una scusa per pensare un po’ più a se stessi e meno a quello che poi succederà in futuro. Ho scelto di svolgere qui il tirocinio per ragioni personali, perché il cancro ha caratterizzato un po’ la mia vita fino ad ora e avevo la necessità di capire se sarebbe stato questo il mio percorso come psicologa e come avrei reagito, vivendo ogni giorno la sofferenza delle signore che si presentano in Associazione. In realtà l’aspettativa di confrontarmi con la sofferenza non c’è stata, piuttosto ho ritrovato davanti la forza, il coraggio di non mollare, di voler ridare un senso seppur diverso alla vita. Ho visto donne che hanno combattuto e combattono facendo sì che la vita sia un dono, un regalo piuttosto che un’abitudine. La malattia fa un po’ questo: ti permette di guardare la vita con occhi diversi, magari migliori perché niente è più scontato. Ho imparato tantissimo sulle problematiche legate al cancro al seno sia da un punto di vista medico sia da un punto di vista psicologico. I problemi dovuti allo svuotamento ascellare, il linfonodo sentinella, il lipofilling, e – in ambito psicologico – le problematiche legate all’accettazione della malattia, all’accettazione di una nuova sé da un lato e alla perdita di una parte di sé dall’altro. Con la partecipazione al Gruppo di Auto Mutuo Aiuto ho forse capito per la prima volta cosa vuol dire essere una psicologa: significa essere l’àncora, un aiuto per non crollare, un modo per ricostruire se stessi e credo di aver capito che questa sia davvero la mia strada. Oltre questo, anche se lontana 700 km dalla mia Puglia, mi sono sentita a casa, ho trovato persone sempre molto cordiali e disponibili. Mi dispiace davvero tantissimo lasciare questa grande famiglia, che mi ha tenuta tra le sue braccia per sei mesi. Ho segnato una frase che spiega cosa davvero mi resta di questo tirocinio: “non puoi lottare contro il cancro se non sai cosa ti aspetta. Prima di tutto bisogna conoscere il proprio nemico; in secondo luogo studiarlo e infine lottare”. Grazie di cuore, Carmen Amica carissima, ho letto e riletto queste poche righe così ricche di significati importanti e con le quali hai voluto comunicarci la tua gioia e- avendo sperimentato - mi sono commossa sapendo quel che si prova vedendo i figli raggiungere età ed obbiettivi che per noi erano utopie, a causa delle traversie vissute. Devo complimentarmi – insieme al Consiglio Direttivo e a tutto lo staff operativo dell’Associazione – con Marco per i buoni risultati conseguiti con la laurea, e anche con tutta la famiglia. Mi piace la facoltà che ha scelto che oltre al risparmio sui consumi dovrebbe essere una scienza che garantisce sicurezza per la salute, oggi più che mai importante. Grande stima anche per la sensibilità dimostrata coinvolgendo amici e parenti per la raccolta fondi per l’Associazione; non bisogna stupirsi se ci sono giovani che seppur “poveri” hanno un cuore generoso. Evidentemente è la conseguenza dell’educazione impartita dalla famiglia che ha permesso a tuo figlio di ottenere così tanti e brillanti risultati. Vivila tutta questa gioia, sono certa che nutrirà chi legge di nuove speranze. Grazie amica cara, a Marco auguriamo un sereno procedere e il raggiungimento di molte e soddisfacenti mete. Caterina 8 LA PAGINA DELLO PSICOLOGO Cancro e famiglia Dr.ssa Stefania Torelli Psicologa, psicoterapeuta - Istituto Tumori “Regina Elena” - Roma Nulla rende più fragile una famiglia dell’esordio di una malattia grave di un proprio membro. Quando poi la diagnosi prende il nome di “cancro”, le connotazioni negative legate al tipo di patologia, nonché il lungo e difficile percorso che la famiglia è costretta ad affrontare, generano l’impressione di essere completamente sopraffatti dal male. Se fino a qualche tempo fa la malattia oncologica veniva trattata dal sistema sanitario tramite un’assistenza in larga parte a carico delle strutture ospedaliere, negli ultimi anni, con l’attuazione della razionalizzazione delle spese sanitarie, che spinge sempre di più verso un’ospedalizzazione breve ed un’assistenza domiciliare, il coinvolgimento economico ed emotivo nella cura del paziente da parte della famiglia ha assunto dimensioni considerevoli. L’impatto della malattia neoplastica sul nucleo familiare ha, in effetti, implicazioni enormi: l’intera famiglia, insieme al paziente, viene investita dall’evento, con conseguenti ripercussioni sia al suo interno, nelle relazioni e sull’equilibrio della struttura familiare, sia nelle interazioni con le risorse esterne, paralizzando, nei casi più estremi, persino l’accesso compiti e delle strategie di intervento in funzione dell’evoluzione della malattia stessa. Pertanto, se gli effetti delle patologie tumorali sono molteplici e coinvolgono una pluralità di dimensioni della qualità di vita del paziente, socialmente riconosciuto come soggetto “fragile”, anche i “costi” che si riflettono sugli altri componenti del nucleo familiare sono altrettanto vasti ed articolati. Essi vanno da quelli prettamente sanitari a quelli di carattere socio-economico, legati ad esempio agli effetti sulla vita lavorativa e sulla capacità di produrre reddito, fino ai costi intangibili ed imponderabili di tipo psicologico e umano, che riguardano il malato, i loro figli - specie se minorenni - i loro congiunti ed i loro caregivers. Quest’ultimi, in particolare, rap- “Con l’attuazione della razionalizzazione delle spese sanitarie il coinvolgimento economico ed emotivo nella cura del paziente da parte della famiglia ha assunto dimensioni considerevoli” ai Servizi ed alle reti di supporto sociale. Di qui la definizione di cancro come “malattia familiare”, capace di generare profondi cambiamenti ed un continuo sforzo adattivo, inteso come processo di modificazione dei 9 presentano un’integrazione fondamentale all’assistenza dei Servizi Sanitari, non retribuita, chiamata a rispondere ai bisogni del paziente a diversi livelli - sanitario, emotivo, finanziario e spirituale - lungo tutte LA PAGINA DELLO PSICOLOGO le fasi della malattia, in particolare in fase terminale, senza tuttavia disporre di una specifica formazione e di adeguati strumenti di ammortizzazione sociale (soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e la tutela del lavoro). Viene quindi richiesto alle istituzioni lo sforzo di cercare risposte differenziate, costruendo servizi assistenziali più aderenti a questi bisogni emergenti, abbandonando un’ottica individualistica e settoriale a vantaggio di un approccio relazionale-familiare. In questo senso, parlare di servizio alla persona risulta riduttivo, poiché occorre sempre tenere in considerazione, accanto al benessere dell’individuo, quello “Viene quindi richiesto alle istituzioni lo sforzo di cercare risposte differenziate, costruendo servizi assistenziali più aderenti a questi bisogni emergenti, abbandonando un’ottica individualistica e settoriale a vantaggio di un approccio relazionale-familiare.” della sua rete relazionale, a partire dalla piena valorizzazione del capitale sociale familiare, come altresì indicato dalle recenti evoluzioni del concetto di welfare, inteso come sussidiario, plurale, family-friendly, promozionale nei confronti delle famiglie. Infine, la produzione del benessere non dovrebbe mai essere concepita, nell’ambito della progettazione dei servizi, come un’azione a senso unico dal pubblico alle famiglie, ma come la promozione di un ruolo attivo delle famiglie nella sperimentazione di soluzioni vicine ai loro “mondi vitali”. In altre parole, si tratta di implementare dei servizi “per” e “con” le famiglie che aderiscano integralmente al modello dell’empowerment e che prevedano una piena collaborazione tra chi offre l’intervento e chi lo riceve, in un’ottica di condivisione e di reciprocità, sviluppata anche attraverso partnership tra soggetti misti: pubblici, privati e di privato sociale. 10 APPUNTAMENTI E OPPORTUNITA’ “Race for the cure” Maratona Komen a Bologna Festa provinciale del volontariato domenica 27 settembre 2015 domenica 27 settembre 2015 Come tutti gli anni settembre è il mese della “Race for the cure” di Bologna, l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia dedicato alla raccolta fondi e nato per esprimere solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Si tratta di una corsa di solidarietà di 5 km (ma c’è anche la passeggiata di 2 km) aperta alla partecipazione di tutti; l’appuntamento è per domenica 27 settembre ai Giardini Margherita. Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la Festa Provinciale del Volontariato, giunta alla dodicesima edizione; domenica 27 settembre le piazze del centro storico saranno pacificamente “invase” dalle varie realtà solidali che operano nel nostro territorio. Anche l’Associazione sarà presente con un proprio stand, dove troverete le nostre volontarie e materiale informativo vario. Per tutta la cittadinanza questa giornata è una bella opportunità per conoscere le Associazioni della nostra città e – magari – per scoprire il desiderio e l’attitudine a fare volontariato. Le speciali madrine della manifestazione sono Rosanna Banfi e Maria Grazia Cucinotta (nella foto). L’Associazione intende partecipare con una propria squadra, come l’anno scorso, quindi vi invitiamo a diffondere la notizia presso amici e parenti ed a iscrivervi numerose, contattando la nostra Segreteria allo 049 8025069. Seminario “Il limite come opportunità di crescita” sabato 17 ottobre 2015 Per sabato 17 ottobre proponiamo in sede un seminario di mezza giornata condotto dal nostro psiconcologo, dr. Evelino Trevisan, che come ogni anno a conclusione del seminario tenuto durante l’inverno e terminato in primavera, tratterà la tematica facendone un’interessante sintesi e approfondendo quei punti che maggiormente hanno interessato i partecipanti. Il tema dell’incontro – che si terrà in sede dalle 9.30 alle 12.30 – sarà “Il limite come opportunità di crescita”. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti; sono invitate anche tutte le Associazioni di volontariato del Veneto. Per le iscrizioni rivolgersi in Segreteria. 11 APPUNTAMENTI E OPPORTUNITA’ Seminario informativo sull’osteoporosi mercoledì 21 ottobre 2015 L’osteoporosi è “una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa ossea e da alterazioni qualitative (macro e microarchitettura, proprietà naturali) che si accompagnano ad un maggior rischio di fratture”. Uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha evidenziato che attualmente l’osteoporosi interessa oltre 75 milioni di persone in Europa, Stati Uniti e Giappone; solo in Italia si stima che colpisca circa 5.000.000 di persone, di cui l’80% è rappresentato da donne in postmenopausa. Dell’osteoporosi parla il Dr. Leonardo Sartori, della Clinica Medica I dell’Università di Padova in un incontro informativo previsto mercoledì 21 ottobre alle ore 17 nella sede dell’Associazione. Per informazioni e iscrizioni contattare la Segreteria (049 8025069). Corso di cucina per la prevenzione 24 -25 ottobre 2015 / 7-8 novembre 2015 Patronato della Parrocchia di S. Paolo (Padova) Una cucina sana, attenta alla salute ma soprattutto fondamentale in ambito preventivo, inizia da accorgimenti apparentemente futili ma in realtà di grande importanza, come il modo di utilizzare l’energia del fuoco, la scelta degli utensili e delle pentole corrette e la rimozione di quelli inadeguati. Parte da queste semplici basi il “Corso di cucina per la prevenzione” che abbiamo organizzato in due weekend intensivi (a ottobre e novembre) presso il Patronato della Parrocchia di San Paolo (zona Facciolati a Padova) e che vede la docenza di Elena Alquati - Consulente macrobiotica e attiva nei progetti del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori a Milano – Cascina Rosa diretto dal Dr. Franco Berrino. In un alternanza tra informazioni teoriche e spiegazioni pratiche, si parlerà dell’importanza di variare il taglio delle verdure, dell’uso del cereale integrale, dei legumi e di come preparare dei dolci di buona qualità senza tutti quegli ingredienti che ormai sappiamo bene essere dannosi. Conosceremo l’importanza delle zuppe e di alcuni ingredienti nuovi per la nostra cultura e vedremo come, questo cambiamento alimentare, influenzerà in senso generale il nostro organismo. Infine verranno date informazione sugli effetti dell’alimentazione moderna (carne, latte e latticini, zuccheri raffinati, dolcificanti artificiali, coloranti, soft drink, etc.). Ciascun incontro – che si svolge dalle 10 alle 17 – prevede la realizzazione di ricette che verranno consumate in loco dai partecipanti; gli ingredienti utilizzati sono interamente di origine biologica, forniti dal negozio “L’olmo” di Moreno Martignon di San Michele delle Badesse e dalla Cooperativa “El Tamiso” di Padova. Per informazioni e iscrizioni contattare la Segreteria (049 8025069). 12 APPUNTAMENTI E OPPORTUNITA’ Torneo di burraco solidale Gruppo di auto mutuo aiuto novembre 2015 autunno 2015 Si è appena conclusa l’esperienza di quest’anno del gruppo di auto mutuo aiuto, gestito dalla Dr.ssa Chiara Vitalone, psicologa e psicoterapeuta. Il gruppo è un luogo protetto e rassicurante, che può rappresentare, per quanti vi partecipano, una grande opportunità di crescita, condivisione e cambiamento. Il senso di accoglienza e di riservatezza che una simile esperienza porta con sé può dare la spinta a chi ha attraversato la malattia oncologica, per esprimere i propri vissuti, traendo la forza per rimettere in moto la propria vita, grazie alla comprensione, alla condivisione e all’autentica vicinanza empatica delle compagne di viaggio. Segnaliamo agli appassionati l’appuntamento di novembre per un torneo di beneficienza che si terrà alla Sala Club House della Canottieri Padova, in Via Polveriera 3/g a Padova. E’ una bella occasione per divertirsi e – allo stesso tempo – dimostrare concreta solidarietà ai malati di cancro; il ricavato sarà infatti devoluto all’Associazione a sostegno delle attività istituzionali di riabilitazione psicofisica. Per i vincitori sono previsti ricchi premi. Per informazioni sulla data corretta e iscrizioni contattare la Segreteria (049 8025069) Il nuovo gruppo riprenderà in autunno con frequenza quindicinnale; l’inizio del ciclo di incontri è subordinato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (5). Gruppo “Crescere con Arte” Laboratorio di scrittura creativa “I paesaggi dell’anima” Per informazioni ed iscrizioni si prega di contattare la Segreteria (049 8025069). autunno 2015 Riprende in autunno con il secondo modulo il laboratorio di scrittura creativa del gruppo “Crescere con Arte”, condotto dalla dott.ssa Chiara Vitalone, psicologa-psicoterapeuta e dalla prof.ssa Marina Agostinacchio; si continuerà a scrivere sul tema “I paesaggi dell’anima”. Geografie di sentimenti ed emozioni, luoghi e spazi intimi dove incontrare l’altro; i paesaggi dell’anima per non rimanere deserti abbandonati nella solitudine devono nutrirsi di nuovi punti di vista, sempre. Per informazioni sulle date degli incontri e per le iscrizioni contattare la Segreteria (049 8025069). 13 APPUNTAMENTI E OPPORTUNITA’ Natale 2015 Concerto “Natale Insieme” “I MIGLIORI ANNI” con Folkstudio Domenica 22 novembre 2015 Il Concerto di Natale si terrà quest’anno – come accade ormai da tempo – un po’ in anticipo e si svolgerà domenica 22 novembre alle ore 17.00 al Teatro Don Bosco in Via San Camillo de Lellis a Padova. Protagonista della serata sarà “Folkstudio”, gruppo musicale di 12 artisti, il cui nome si ispira al mitico locale romano che ha dato il via alla carriera di molti famosi cantautori italiani. Il gruppo proporrà “I Migliori Anni”, un concerto in acustico che è un tributo alla canzone d’autore italiana dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dalla scuola romana a quella genovese, passando per la milanese e la romana, si rivivranno canzoni e note d’altri tempi e l’esibizione canora sarà accompagnata da filmati curiosità e notizie sugli artisti e i vari periodi musicali. Vi invitiamo a partecipare numerosi, con parenti e amici, a questo evento che mette insieme musica e solidarietà: il concerto non è solo l’occasione per passare una serata piacevole ma anche per sostenere concretamente l’Associazione e i servizi che offre. Cena degli Auguri Sabato 28 novembre 2015 La serata dedicata agli Auguri Natalizi si terrà sabato 28 novembre alle ore 19.00 presso il Ristorante “La Piroga” di Tencarola di Selvazzano. Ad allietarci ci saranno musica e ballo. Nel corso della serata ci sarà una raccolta fondi per l’Associazione con la ricca lotteria organizzata dalle nostre volontarie, una lotteria che chiunque abbia o sappia fare qualcosa può aiutarci ad arricchire. Aspettiamo quindi le vostre adesioni entro martedì 24 novembre. Anticipazioni 2016 Doppio appuntamento con lo “Yoga della risata” Dopo la più che positiva esperienza dello scorso anno, ripresentiamo lo Yoga della Risata e la coinvolgente Letizia Espanoli, Teacher di questa nuova pratica. Nel mese di gennaio 2016 sono previsti due incontri: il primo è venerdì 15 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium del Comune di Noventa Padovana con una serata informativa gratuita dal titolo “Felicità e salute”; il secondo è per domenica 24 gennaio - nella sede dell’Associazione in Via Paruta 32 a Padova - con il corso base di yoga della risata. Per maggiori informazioni vi preghiamo di contattare la Segreteria (049 8025069 – [email protected]). 14 LA PAGINA DEL MEDICO Il rischio genetico nel tumore ovarico e mammario Intervista a Siranoush Manoukian, Responsabile S. S. D. Genetica Medica all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano a cura di Luisa Toderini Il tumore all’ovaio è una malattia complessa, di cui non si conoscono ancora a fondo le cause, ma di cui si conoscono i principali fattori di rischio, cioè quelle situazioni che aumentano la probabilità di contrarre la malattia. Tra questi, la familiarità e l’ereditarietà genetica hanno una rilevanza particolare. Una storia familiare di malattia, cioè la presenza all’interno della stessa famiglia di uno o più casi di tumore del seno o dell’ovaio, aumenta considerevolmente il rischio di contrarre un carcinoma ovarico e mammario. Recenti studi hanno anche rilevato che il 15-25% dei tumori ovarici e il 5-10 % di quelli mammari sono di origine genetico-ereditaria, cioè sono causati dalla mutazione di due geni che si trasmettono di generazione in generazione: il gene BRCA1 e il gene BRCA2. Sapere se si ha una familiarità o una predisposizione genetica ereditaria al tumore ovarico e mammario è molto importante sia a livello di prevenzione, perché permette alle donne sane di scegliere come ridurre il proprio maggior rischio, sia a livello di cura perché permette alle donne già colpite da tumore di adottare terapie farmacologiche più mirate . Oggi l’oncogenetica, scienza che studia la componente ereditaria delle malattie tumorali, ha messo finalmente a disposizione delle donne e delle loro famiglie un test genetico che individua la presenza di una mutazione ereditaria dei geni BRCA 1 e BRCA2 e che permette quindi sia di ridurre l’eventuale maggior rischio, sia di curare la malattia in modo più adeguato. Ma la decisione di sottoporsi o meno a test genetico è un passo importante e non può essere presa alla leggera. La Prof.ssa Siranoush Manoukian ci accoglie presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, lo scorso 8 maggio. Quali sono le indicazioni per eseguire un test genetico in una paziente? Oggi sappiamo che solo una parte dei tumori ovarici e mammari è ereditaria e che i geni in causa sono più o meno conosciuti . Risale a MaryClaire King negli anni novanta la scoperta del gene BRCA 1 (acronimo da BReast CAncer, in inglese tumore mammario) , il nome si riferisce al tumore della mammella ma è responsabile del 15% dei carcinomi ovarici e solo del 3-4% dei tumori mammari. Ci sono poi altri geni scoperti più recentemente e una grossa fetta di geni ancora sconosciuti responsabili della familiarità di tali tumori. Per- “Sapere se si ha una familiarità o una predisposizione genetica ereditaria al tumore ovarico e mammario è molto importante sia a livello di prevenzione, sia a livello di cura” tanto soltanto una paziente con storia familiare importante di malattia e/o giovane età all’esordio di malattia personale verrà inviata ad analisi genetica. In pratica come avviene l’invio a consulenza genetica? La paziente da testare viene inviata a noi dall’oncologo. Viene quindi eseguita una analisi familiare, supportata dalla documentazione medica, su età e istotipo dei tumori familiari, e quindi una stesura di un albero genealogico per l’identificazione teorica di rischio di malattia e di trasmissione genetica. Si esegue poi il test genetico solo a persone fortemente a rischio di malattia ereditaria quindi 15 LA PAGINA DEL MEDICO con età precoce alla diagnosi, istotipo sieroso di alto grado di carcinoma ovarico, presenza e/o associazione di carcinoma mammario e storia familiare positiva per carcinoma ovarico e/o mammario, considerando sempre anche la famiglia paterna. Solo se il rischio di ereditarietà, e quindi il rischio di tumore ereditario, è alto si eseguirà il test genetico. Cosa ne può risultare e come verranno interpretati i risultati? Nel 70-80 % dei casi effettuati dal nostro istituto il risultato non è stato conclusivo per l’assenza di mutazioni dei geni BRCA 1-2 , o per la presenza di mutazioni non conosciute . Nel 2030 % dei casi è risultata una presenza di mutazioni conosciute. Nel caso di positività al test, ma, attenzione, anche nel caso di negatività con storia familiare importante, si discuteranno con l’oncologo e con il chirurgo le possibilità di eseguire test genetico ai familiari. L’individuo predisposto ha circa il 50% di probabilità di trasmettere la predisposizione ai figli (maschi e femmine) come si evince dalla figura. Ovviamente non si eseguono test genetici ai minori per le implicazioni psicologiche (ansia, senso di colpa, ingiustizia, inadeguatezza, rabbia) che ne potrebbero nascere. L’oncologo e il ginecologo poi valuteranno l’adeguatezza di effettuare misure di chemio prevenzione o di chirurgia profilattica mammaria o annessiale e, comunque, protocolli di sorveglianza per la diagnosi precoce, più difficile per il cancro dell’ovaio per il quale, come sappiamo, non esistono strumenti di prevenzione o test di screening. cisa possibile in modo da poter dare anche a queste persone una stima del rischio e avviarle ad un adeguata prevenzione. Nella sua esperienza cosa scelgono di fare le donne? E nel caso di negatività al test? E’ l’esito più frequente che non esclude comunque la presenza di predisposizione genetica, ma neanche la possibilità che si tratti di una aggregazione sporadica familiare di casi non ereditari. Fondamentale pertanto è basarsi sulla storia familare il più pre- 16 La scelta di intervenire o no chirurgicamente dipende non solo dalla nostra consulenza ma anche dall’età della paziente, dallo stato di malattia, dalla popolazione alla quale appartiene, dal vissuto familiare di malattia e dall’esperienza di cura, di guarigione o di morte. Dalla nostra esperienza possiamo dire che scelgono la chirurgia profilattica, dopo nostra indicazione (quindi con rischio familiare alto), il 62% delle donne malate e il 30 % delle donne sane. L’esperienza di malattia quindi sembra aumentare la scelta “radicale”. In ogni caso, indipendentemente dalla scelta, il rilevamento tramite intervista telefonica a un anno e a cinque anni dalla consulenza dimostra un grande livello di soddisfazione per la scelta effettuata. LA PAGINA DEL MEDICO L’effetto Angelina Jolie incalza: ha senso aumentare l’offerta dei test genetici? In effetti, dopo l’alone Angelina, si è notata una domanda crescente di test. Ci si chiede se il test serve davvero a tutti o se potrebbe addirittura essere utilizzato come screening nella popolazione. Il problema non è la sostenibilità in termini di costi ma in termini di ricadute dei test inappropriati cui non possono essere date risposte conclusive, generando ansia. Recenti studi indicano quanto test in donne senza evidenza di rischio au- rispetto alle varie opzioni preventive. Le stime del rischio hanno ancora molte incertezze. Il test ha valore solo se gestito e interpretato da persone competenti altrimenti rischia di generare ansie e interventi inappropriati. Nella pratica clinica il test non può essere considerato un punto di arrivo. calato in una pratica clinica che non deve dimenticare che ogni donna predisposta porta con sé la storia della propria famiglia. Fare in modo che queste storie non abbiano un futuro già scritto è l’obiettivo cui dovrebbe sempre mirare la genetica medica in generale e l’oncologica in particolare. Cosa si sente di consigliare alle donne malate e ai loro familiari? Le donne vanno informate ed aiutate ad elaborare il proprio rischio oncologico e di trasmissione calandolo nel proprio vissuto per operare la scelta “Le donne vanno informate ed aiutate ad elaborare il proprio rischio oncologico e di trasmissione calandolo nel proprio vissuto per operare la scelta più appropriata” mentato portino a benefici minimi con potenziale danno clinico, economico, personale, psicologico e familiare (Cancer J. 2012, 18: 303-309; BMJ 2013, 345: 12150). Pertanto tutt’oggi raccomandiamo di non fare del test un uso indiscriminato ma di eseguire il test solo dopo una consulenza genetica e solo in donne con sospetto di rischio aumentato. Che significato può avere cercare nuovi test nell’era del Genoma? Si è visto che, in questo momento, aumentare l’indagine genetica ai nuovi geni scoperti significanti dà una modesta risposta di incremento del numero di mutazioni a significato clinico certo, mentre c’è un notevole incremento delle mutazioni con significato clinico sconosciuto, aumentando, di fatto, i rischi psicologici della ricaduta di questo sulle pazienti. Non abbiamo ancora dati conclusivi più appropriata per se stesse, considerando i limiti e i benefici di ciascuna opzione preventiva. E noi medici dobbiamo garantire la multidisciplinarietà e la collaborazione tra oncologo, genetista, ginecologo, medico di base fornendo informazioni univoche e una presa in carico della famiglia per poter essere un riferimento nel tempo, perché, la predisposizione genetica, ce la portiamo con noi per tutta la vita. Dobbiamo inoltre tener presente sempre che le opzioni preventive hanno valore differente per ciascuna donna. Qual’è la missione della genetica oncologica? La peculiarità della genetica risiede nel fatto che, per definizione, essa considera tutta la famiglia e non solo il singolo individuo. Il progresso della ricerca deve essere 17 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI Convegno “Così vicini, così lontani: il Cancro e la famiglia” alla figura di Marina e al nome dell’Associazione ha ricordato le parole di Schopenhauer a proposito della volontà di vivere: “Un impulso irrazionale che ci spinge, malgrado noi stessi, a vivere e ad agire”. I lavori sono entrati nel vivo con l’intervento di Stefania Torelli, psicologa e psicoterapeuta dell’Istituto Tumori “Regina Elena” di Roma, introdotta da Evelino Trevisan, psiconcologo dell’associazione Volontà di Vivere. La dottoressa Torelli ha tracciato, attingendo dall’esperienza personale e da numerose fonti accademiche, un’analisi approfondita degli effetti della malattia e delle terapie sugli equilibri familiari, soprattutto nel momento in cui il sistema sanitario tende a limitare quanto possibile il carico di cura sulle strutture, delegando ai caregiver gran parte dell’assistenza. Un breve stralcio del suo intervento è riportato all’interno di questo notiziario nella sezione “Pagina dello psicologo”. Stefano Gastaldi, psicologo e psicoterapeuta, responsabile scientifico dell’associazione Attivecomeprima Onlus di Milano, si è quindi soffermato sugli effetti dello stress da trauma nella relazione di coppia. Un elemento importantissimo se si pensa che “la riduzione del trauma facilita la procedura di guarigione”. Spesso però la funzione del care-giver tende a ripiegarsi verso il masochismo. Padova, 27 maggio 2015 Cosa succede quando una diagnosi di cancro irrompe in un nucleo familiare? E in che modo si può veramente essere vicini ed aiutare una persona cara, quando sta male? Il ruolo di chi assiste il malato è fondamentale per il paziente stesso, per i medici e per tutto il sistema sanitario. Eppure di lui non si parla quasi mai e il care-giver, come è comunemente definita questa figura, si trova spesso disorientato di fronte al difficile compito che lo aspetta. Per colmare, almeno in parte, questa lacuna, l’Associazione Volontà di Vivere ha organizzato un incontro che si è svolto il 27 maggio scorso nella sala convegni del Palazzo Monte di Pietà. L’iniziativa rientra in un progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che comprende anche la realizzazione di un opuscolo, presentato durante il convegno, con testimonianze di diverse persone che non hanno vissuto la malattia in modo diretto, ma attraverso altri ruoli, e un programma di sostegno psicologico ai parenti dei malati. Servizio che l’associazione offre da tempo e che sarà ulteriormente implementato. Il progetto è dedicato alla figura di Marina, una giovane donna che ha combattuto coraggiosamente la sua battaglia contro il tumore, scegliendo la Vita, in tutte le sue manifestazioni, fino all’ultimo. “Così vicini così lontani”, questo il titolo del convegno, è stato aperto dall’intervento introduttivo di Maria Luisa Furlan, dell’Associazione Volontà di Vivere. Sono seguiti i saluti di Roberto Saro, Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio, ente presso il quale Marina lavorava, dell’Assessore Alessandra Brunetti, che ha ringraziato l’associazione per “dare risposte ai malati e alle loro famiglie laddove l’ente locale non può arrivare”, di Urbano Brazzale, Direttore Generale dell’Ulss 16, che riferendosi 18 18 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI Una distorsione che si può evitare tenendo, come ha detto Gastaldi, “un piede di qua e uno di là”, ricordando cioè che “non ci si può liberare della propria realtà e della propria identità”. Altro problema è la reazione degli adolescenti di fronte alla malattia dei genitori. Il cancro influisce sulla capacità dei ragazzi di allontanarsi dal padre o dalla madre, perché vedono il genitore allontanarsi da loro. L’incontro è proseguito con la presentazione dell’opuscolo “Così vicini, così lontani” da parte della Dr.ssa Chiara Vitalone, curatrice di questa raccolta di testimonianze sull’esperienza cancro; ci sono poi stati brevi interventi su come si vive il ruolo di care-giver portati da quattro persone che hanno assistito amici o genitori. Al centro delle testimonianze l’esigenza diffusa di un rapporto più umano e diretto tra medico e paziente, rapporto che coinvolge anche il sistema sa- nitario e le persone che si prendono cura dei malati. Su questo tema si è sviluppata la tavola rotonda, moderata dal dottor Evelino Trevisan, che ha concluso i lavori. Un dibattito ampio e franco, aperto dall’intervento della dottoressa Vittorina Zagonel, direttore di Oncologia Medica 1 allo Iov, che ha definito le testimonianze “un valore aggiunto per noi medici”. Un principio sottolineato anche dal dottor Adriano Fornasiero, primario dell’Unità Ospedaliera Oncologica dell’Ospedale “Immacolata Concezione” di Piove di Sacco, dal Dr. Giovanni Caretta dell’Azienda Ospedaliera di Padova e dal professor Pier Franco Conte, direttore di Oncologia Medica 2 allo Iov. “Ci troviamo di fronte a persone che parlano di emozioni”, ha detto, “e noi parliamo di numeri. Trovo fondamentale che chi si occupa dell’assistenza dei malati capisca i nostri problemi”. 19 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI Convegno “BREAST UNIT - Il 2016 è alle porte” Milano, 19/20 giugno 2015 Il cancro alla mammella è la forma tumorale più frequente nelle donne e la seconda causa di morte: per questo il Parlamento Europeo considera la lotta a questa patologia come una delle priorità di politica sanitaria degli stati membri e – dal 2003 ad oggi - ha emanato diverse risoluzioni in merito. Attraverso una di queste ha sancito l’obbligo per gli stati aderenti di definire e realizzare entro il 2016, nei propri territori nazionali, reti di Senologia secondo il modello delle Breast Unit. Si è parlato di percorsi senologici internazionali e dello stato dell’arte in Italia nel Convegno “Breast Unit: il 2016 è alle porte”, tenutosi a Milano il 19-20 giugno 2015. L’Associazione era presente con le volontarie Augusta del Giudice e Luisa Furlan. Ecco un breve resoconto dei lavori della seconda giornata. Dal 2016 per disposizioni Europee le “Breast Unit” dovranno essere attive sul tutto il territorio nazionale. Di fatto l’Italia andrà in ritardo sul concretizzare il progetto ed anche nell’ambito del progetto ci saranno unità che offriranno tutti i servizi previsti ed altre che ci arriveranno a step. Nel corso dei lavori è stato affrontato il tema delle “breast care nursing” le infermiere dedicate che dovrebbero prendere in carico la paziente e supportarla nel suo percorso post operatorio. A tal proposito è stato portato l’esempio austriaco che sull’argomento ha impostato una procedura che prevede training teorico, training pratico ed esame di verifica dell’apprendimento. Per quel che riguarda l’Italia è previsto l’accesso formativo attraverso l’università e per le persone già impiegate corsi di aggiornamento ed approfondimento. Questa è la teoria perché di fatto le università non si sono ancora tutte attivate a contattare i vari canali al fine di pianificare i corsi formativi adeguati. Detto ciò SENONETWORK (presieduto dal dr. Luigi Cattaliotti) e sostenuto anche da Europa Donna ha messo a disposizione corsi formativi per le “Breast Care nursing” ed a tal proposito è previsto un corso presso l’Ospedale Humanitas a settembre (corso teorico e pratico di 2 gg per universitari ed infermieri professionali). Dal punto di vista delle disposizioni ministeriali si indica la necessità di avere una formazione specifica del personale infermieristico dedicato alla patologia “cancro al seno”. Inoltre è stato dedicato un importante spazio per fare il punto della situazione circa la ricerca genetica, relativamente all’identificazione delle donne ad alto rischio mutazione genetica, ai costi e alla sostenibilità. Nel processo proposto viene messo il paziente e la sua famiglia al centro e tutto intorno le varie figure specialistiche che debbono intervenire per sostenere il percorso diagnostico e terapeutico. E’ un settore in continua evoluzione ed applicando le nano-tecnologie si è arrivati a costruire uno strumento delle dimensioni di un telefono palmare per fare gli esami genetici. Questo consentirebbe di fare girare lo strumento in vari laboratori per permettere un importante abbattimento costi. Per l’Italia rimane comunque un costo dotarsi di questi strumenti in quanto sono tutti di produzione USA (solo alcuni strumenti vengono prodotti in Germania). Interessanti alcune informazioni riguardanti il BRCA 2 ed il suo legame con il tumore al pancreas, così come il BRCA 1 trova legami per i portatori maschi con il tumore della prostata. 20 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI Progetto Martina anno 2014/2015 Infine c’è stato lo spazio dedicato alle Associazioni di volontariato ed ha preso la parola Rosanna d’Antona Presidente di Europa Donna che ha sostenuto che il punto cardine resta l’informazione. Lo stesso Ministero della Salute – al Capitolo V delle Linee di indirizzo sulle modalità organizzative e assistenziali della rete dei centri di senologia – invoca la partecipazione attiva del volontariato, oltre che dei cittadini e dei pazienti. Per rafforzare quanto viene detto nella teoria la Rosanna d’Antona ha caldeggiato la presenza di testimonianze ad ogni convegno. E’ stato sottolineato che Europa Donna vuole lavorare con SENONETWORK per poter guidare le pazienti ad avere una corretta informazione (è stato evidenziato come su internet corrano un sacco di informazioni scientificamente scorrette e quindi terribilmente dannose). A proposito di informazione corretta si è suggerito di dare un “bollino di qualità” ai blog e siti che danno informazioni veritiere! Con forza si è ribadita l’importanza della FORMAZIONE DELLE VOLONTARIE DELLE ASSOCIAZIONI a tal proposito il 18 settembre si terrà un seminario con tema “Il ruolo delle associazioni nelle Breast Unit”. Il resoconto Con piacere pubblichiamo i dati della nostra iniziativa di informazione alla prevenzione dei tumori giovanili, un percorso che quest’anno è iniziato il 23 ottobre con i ragazzi e le ragazze del Liceo Psico Socio Pedagogico “Duca d’Aosta” e si è concluso il 30 aprile con gli studenti del Liceo Statale “Cornaro”. E’ stato un anno ancora più ricco di incontri rispetto ai precedenti e con la presenza di un numero crescente di studenti. Gli incontri del Progetto sono stati organizzati dalla Referente dell’Associazione Annamaria Cavezzana (nella foto), che è stata affiancata da volontarie e tirocinanti. Fondamentale l’apporto dei medici specialisti in ginecologia, dermatologia e urologia che anche quest’anno – numerosi – hanno contribuito alla realizzazione degli incontri rendendosi disponibili in maniera gratuita e con grande spirito di solidarietà. Focus Nel convegno di Milano si è fatto riferimento ai sondaggi compiuti da agenzie specializzate in merito al rapporto che gli italiani hanno con il web quando si tratta di salute. E’ stato rilevato che tra i 18 e i 45 anni nel nostro paese si usa la Rete per autodiagnosi, auto-terapia, ricerca centri specializzati. Che gli italiani si affidassero spesso al “Dottor Internet” era già emerso alcuni anni fa nella Bupa Health Pulse, la ricerca internazionale della London School of Economics sui servizi sanitari che riguardava 12 paesi tra cui l’Italia: su 100 italiani 47 navigavano in internet per l’autodiagnosi ma di questi la maggior parte non controllava l’attendibilità delle fonti, con il rischio di trovare contenuti poco affidabili. In merito a ciò è utile segnalare che esistono criteri per valutare la qualità e la credibilità dei contenuti dell’informazione medico scientifica on line: a livello internazionale c’è l’HONCODE marchio di qualità rilasciato dalla Health on the net Foundation, mentre l’Istituto Mario Negri di Milano ha sviluppato una griglia di valutazione in 10 quesiti, il cosiddetto Misurasiti (http://www. partecipasalute.it/cms_2/node/18). Questo i numeri dell’A.S. 2014/2015 Istituti Visitati: 17 Incontri: 22 Totale Studenti: 2067 Medici specialisti coinvolti nelle lezioni: 19 21 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI Il lavoro e la tutela della malattia: storie di donne che lottano per i loro diritti voratori autonomi all’attenzione della Corte Costituzionale. La “Legge Carlotta” Grazie alla determinazione di una giovane donna, i diritti dei dipendenti pubblici saranno estesi anche a quelli del settore privato. E’ stato definito infatti “legge Carlotta” il decreto attuativo del Jobs Act, numero 176 che introduce le esenzioni alla visita fiscale per i malati gravi del settore privato. La norma prende il nome da Carlotta Filardi, personal trainer di trent’anni, multata dall’Inps con una sanzione di 3mila euro perché non era stata trovata a casa dal medico fiscale. Motivo dell’assenza: si stava sottoponendo a una seduta di chemioterapia. Il decreto, che dovrebbe essere convertito in legge a settembre, introduce nel Jobs act nuove regole che prevedono un’esenzione dalla reperibilità in caso di malattie gravi, fino ad ora garantita solo ai dipendenti pubblici, anche ai lavoratori del settore privato. “Penso che forse la più commossa sono io”, ha commentato Carlotta sulla sua pagina FB. “Quasi un anno di dure battaglie burocratiche, mesi di lavoro e impegno di persone meravigliose che mi hanno aiutato. Mesi di una battaglia che finalmente porta al traguardo. Un traguardo per tutti, proprio come volevo io, una vittoria per tutti i malati oncologici che finalmente avranno giustizia”. La battaglia di Daniela – Afrodite K E’ diventata la voce delle lavoratrici autonome colpite da tumore. Questa voce Daniela Fregosi, in arte Afrodte K, in meno di due anni l’ha fatta sentire nelle sedi dei Comuni, delle Regioni e anche del Parlamento. Ma soprattutto, l’ha fatta sentire attraverso un blog – tumoreseno.blogspot.it – divenuto un punto di riferimento per tutte le donne che hanno attraversato, o stanno vivendo, un’odissea simile alla sua. Daniela, psicologa del lavoro, consulente e formatrice aziendale, si è ammalata di tumore al seno nell’estate 2013 e nel giro di pochi mesi si è ritrovata senza un compagno e senza alcun sostegno per affrontare il futuro. Da maremmana doc qual è, non si è persa d’animo e ha deciso di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione dei lavoratori autonomi di fronte alla malattia, privi di ogni diritto e ammortizzatore sociale. Dal dicembre successivo Fregosi ha dato inizio alla disobbedienza fiscale e con l’appoggio di Acta, l’Associazione Consulenti del Terziario Avanzato, ha dato il via ad una petizione on line su change.org che ha già raccolto quasi 85mila firme (per aderire www.change.org/p/ diritti-ed-assistenza-ai-lavoratori-autonomi-che-siammalano). Obiettivo: ottenere maggiori tutele per i lavoratori autonomi che si ammalano. Il blog raccoglie numerose storie di donne che si sono scontrate personalmente con questo problema e funge da cassa di risonanza e da veicolo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del mondo politico. Così il contenuto della petizione è stato approvato da nove Comuni italiani, da due Regioni (la Toscana e la Puglia) ed è stato oggetto di due audizioni alla Camera dei Deputati e di un’interrogazione parlamentare. Il 24 aprile scorso, Daniela Fregosi era a Roma a manifestare insieme ai lavoratori autonomi, di fronte alla sede dell’Inps, per i diritti delle persone che si ammalano. Ultima iniziativa in ordine di tempo, una causa legale. Il 20 giugno scorso è stato depositato un ricorso contro l’Inps sulla base di materiale e testimonianze raccolte in otto mesi di lavoro: 25 pagine che descrivono la situazione delle partite Iva quando sono colpite da malattia grave. Una sorta di class action, che punta ad portare i diritti dei la- Il “Protocollo Chiara” In Trentino è arrivato col nome di “protocollo Chiara” il documento che esonera i malati oncologici dalle visite fiscali. Il merito va a Chiara Dossi, sociologa, 38 anni. E’ andata così: quando è arrivato il medico Chiara si stava curando per un linfoma di Hodgkin ed era così a pezzi che non ha nemmeno sentito il campanello. Le è stato quindi intimato di presentarsi a Trento, 50 km da Arco, dove abita. Infuriata, decide di accettare l’invito, ma per dirgliene quattro, non prima di aver esternato sulla sua pagina FaceBook i suoi sentimenti. Quando arriva a Trento, lancia in resta, trova però persone disposte ad ascoltarla e a schierarsi dalla sua parte. E nel giro di pochi giorni viene approvato il “protocollo Chiara”, dove si stabilisce che i pazienti con malattie gravi documentate (per esempio i malati oncologici) siano esentati dai controlli medici. 22 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI “#Fattore K: passa il messaggio” Queste le sue parole: “In programma ci sono infatti un tavola rotonda con gli organismi dirigenziali dell’Università e dell’Asl con l’intento di favorire idonei percorsi di formazione nella comunicazione per i futuri medici, per gli specializzandi e per quelli che già sono oncologi; la proposta di fornire ai pazienti periodici questionari di gradimento circa le capacità comunicative del personale sanitario e la creazione di un documento nel quale, si sottolinei la necessità di creare le giuste condizioni ambientali che favoriscano il rapporto medico-paziente”. Dalla Sardegna un manifesto per la comunicazione in oncologia “Informare ed educare una persona che scopre di avere il cancro è un aspetto essenziale della terapia” Manuela, medico “Dare risposta al bisogno di informazione dei malati è la prima medicina” Michela, paziente. La relazione medico-paziente, ma più in generale il tema della comunicazione in oncologia - è da sempre molto caro all’Associazione: per questo pubblichiamo e diffondiamo con piacere tutte le iniziative relative a questo ambito di cui veniamo a conoscenza. Questa volta parliamo della campagna “#FattoreK-Passa il messaggio”, realizzata da Sardegna Medicina e Gruppo “Abbracciamo un sogno” con il patrocinio di Società Italiana Psiconcologia (Sipo), Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) e Asl 8 di Cagliari. L’iniziativa prende spunto dal “Manuale di valutazione della comunicazione in oncologia” diffuso nel 2014dall’Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, dove si richiedeva per gli operatori che lavorano all’interno di strutture oncologiche una formazione specifica sulla capacità di comunicare, entrare in dialogo con i pazienti, con chi vive l’esperienza della malattia dalla prima diagnosi, ai percorsi di cura, alle ricadute Ne nasce un spot – un minuto di emozioni che vi invitiamo a vedere (www.youtube.com/ watch?v=jFDRJw-LJp4) - che vede protagonisti oncologi infermiere e pazienti dell’ospedale Businco di Cagliari che sul campo di atletica corrono insieme una staffetta di solidarietà e speranza. E poi un manifesto elaborato da medici e pazienti per la buona comunicazione in oncologia, una sorta di vademecum che ogni medico dovrebbe avere presente prima di dare una diagnosi di cancro; tra le prime regole di questo decalogo, la necessità per il medico di adattare la propria comunicazione considerando ciascun paziente un individuo unico, valutandone quindi la percezione, le aspettative e le difese. Un percorso che non finisce qui, secondo le parole di Daniele Farci, Dirigente medico oncologo del Businco e coordinatore regionale Aiom, che ha presentato l’iniziativa alcuni mesi fa. 23 NOTIZIE EVENTI E RECENSIONI In cucina! Consigli di lettura La focaccia di Luigina Quando avete un lungo pomeriggio da passare tra una faccenda domestica e l’altra, ecco una ricettina semplice semplice che può sollevarvi il morale a cena: un piccolo premio dopo una giornata uggiosa! ATUTTOTAVOR© Luccia Danesin Elmarbooks (2015) Scene di vita quotidiana “fotografate” con ironia e autoironia in questo volumetto che è innanzitutto un divertissement. Momenti di ogni giorno in cui tutti ci possiamo riconoscere: al mare d’estate, in auto nel traffico, in chiesa per la messa di Pasqua, in albergo per una vacanza, alle prese con i medici e certe illogicità della sanità. Situazioni di nevrosi ordinaria che richiederebbero l’aiuto di un buon tranquillante per essere affrontate e che sono rese con leggerezza e immediatezza. L’autrice con sguardo attento e acuto mette in scena gli equivoci, i fraintendimenti, il piccolo malcostume attraverso una scrittura musicale e fluida. Il libro è disponibile su richiesta contattando il 333 2318909 Luccia Danesin Poetessa e fotografa, si occupa di avvenimenti culturali e di fotografia sociale, in particolare l’immigrazione e la condizione della donna. Collabora con giornali, riviste, scuole, enti pubblici, associazioni e con varie testate on-line. E’ una grande amica dell’Associazione. COSÌ VICINI, COSÌ LONTANI Dal messaggio di Marina un progetto dedicato ai familiari dei malati oncologici 2015 Compagni, genitori, figli, fratelli, amici: il cancro non riguarda mai solo la persona che si ammala, ma tutto il suo nucleo familiare, e modifica profondamente i rapporti. Tanti sentimenti discordanti (rabbia, solitudine, fragilità, desiderio di dare forza e serenità) emergono in questo piccolo volume che raccoglie otto esperienze di chi ha vissuto il cancro da non protagonista ma da caregiver (colui che si prende cura): un papà e una mamma, una figlia, una moglie, un amico, una sorella, una compagna, una famiglia intera di una persona malata. Otto sguardi unici, come unica è ogni storia; testimonianze che sono poi analizzate dal punto di vista psicologico, al fine di mostrare come cambino i ruoli e quali difficoltà possano emergere per i caregiver. Il libro è disponibile in Associazione ed è stato realizzato nell’ambito del Progetto Marina per il supporto ai familiari dei malati oncologici, sostenuto dalla Fondazione Cariparo. 24 Ingredienti: 500 gr di farina MANITOBA 0 1 cucchiaino raso di sale fino 1 cubetto di lievito di birra fresco 1 punta di un cucchiaino di zucchero 300 ml di acqua tiepida, più quella necessaria a sciogliere il lievito Procedimento Mettere la farina in una ciotola di coccio con il sale fino e mescolare; sciogliere il lievito con poca acqua tiepida e aggiungere lo zucchero. A questo punto incorporare il lievito alla farina e cominciare ad impastare aggiungendo poco alla volta l’acqua tiepida. L’impasto deve risultare morbido ed elastico. Coperto con un telo, l’impasto va riposto nel forno spento a lievitare per 2 ore, senza che sia soggetto a correnti d’aria. Successivamente stendere l’impasto lievitato in una teglia antiaderente abbastanza grande con un paio di cucchiai di olio extravergine, insistendo fino a quando il fondo risulta coperto. Aggiungere ancora un poco di olio in superficie, spennellandolo, e cospargere con qualche grano di sale grosso o volendo con un po’ di rosmarino. Lasciare lievitare ancora 2 ore, sempre coperto, poi togliere la teglia e preriscaldare il forno termo ventilato a 220°. Cuocere per 30 minuti fino a quando la focaccia è dorata; sfornare a tagliare a piccolo pezzi da accompagnare a salumi e formaggi. E’ l’ideale per stare in compagnia ma è gustosa anche se si è da soli! Buon appetito! INFO UTILI Disponibile online il certificato per l’invalidità del paziente oncologico Pubblichiamo nuovamente questa comunicazione che è on line sul sito dell’Associazione Italiana Malati di Cancro (www.aimac.it) e che dà notizia di una nuova modalità per la certificazione dell’invalidità del paziente oncologico. Riteniamo utile dare diffusione a questa novità che consideriamo molto importante per i nostri assistiti; per questo riportiamo anche il fac-simile del modello di certificato. Per semplificare e accelerare le procedure di accertamento dello stato di disabilità dei malati di cancro, a partire dal 15° Congresso dell’AIOM è disponibile on line sul sito INPS il modello di certificato riservato ai medici oncologi, voluto da FAVO, AIOM e INPS. Il certificato medico è il presupposto necessario ad avviare la procedura telematica INPS per il riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap e serve a fornire al medico legale chiamato alla valutazione tutte le informazioni cliniche utili ad una corretta valutazione dello stato di disabilità connesso e conseguente alla patologia oncologica ed alle relative terapie. La compilazione del certificato da parte dell’oncologo medico faciliterà il compito della commissione medico legale ASL-INPS che potrà basare il proprio giudizio su elementi di valutazione specifici e completi in quanto provenienti dallo specialista che ha in cura il paziente e, quindi, tali da permettere un’agevole applicazione delle previsioni tabellari. La nuova procedura consente al medico oncologo (munito di un apposito PIN rilasciato dall’INPS) di certificare direttamente e puntualmente diagnosi, stadio e terapia della malattia del paziente che ha in cura. Con ciò viene superata l’esclusiva certificazione da parte del medico generico quale condizione necessaria per l’inoltro informatico della domanda all’INPS da parte del malato con l’evidente vantaggio di semplificare la procedura e ridurre i tempi di riconoscimento della disabilità anche perché la commissione medico legale ASL-INPS non si troverà più nella condizione di dover richiedere al malato di integrare la documentazione clinica presentata a supporto della domanda. L’esigenza di rendere disponibile on line un certificato oncologico è nata contestualmente al processo di informatizzazione dell’INPS, con l’istituzione di un tavolo di lavoro, promosso per iniziativa di Marco Venturini (AIOM), Massimo Piccioni e Onofrio De Lucia (INPS) e Francesco De Lorenzo e Elisabetta Iannelli (FAVO). È questo un grande successo reso possibile soltanto ed esclusivamente con le forti alleanze stabilite negli anni tra volontariato, società scientifiche e istituzioni. Nel corso del recente congresso dell’AIOM, il presidente Stefano Cascinu, sempre attento e sensibile alle istanze dei malati, ha formalmente comunicato agli oncologi l’esistenza di questa nuova procedura sollecitando tutti ad utilizzarla. Info utili già pubblicate e consultabili su www.volontadivivere.org alla pagina “Normativa e altre info utili” - Iter per la richiesta della protesi mammaria esterna 25 INFO UTILI 26 VARIE DALLE SEGRETERIA Linfodrenaggio manuale in Associazione Come usufruirne In caso di dubbio si consiglia comunque di consultare il proprio medico; si ricorda inoltre che la prescrizione necessaria per accedere al servizio di linfodrenaggio deve essere periodicamente aggiornata (almeno ogni 6 mesi). Il servizio di linfodrenaggio che offre l’Associazione è da ritenersi un servizio d’emergenza per “tamponare” le necessità delle pazienti che non possono aspettare i lunghi tempi per i servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale. Per accedere è richiesta la prescrizione scritta da parte di un medico (preferibilmente fisiatra, oncologo, oppure il chirurgo che ha effettuato l’intervento) che attesti che non ci sono controindicazioni per l’effettuazione del trattamento; il numero di sedute necessarie verrà poi stabilito dalle fisioterapiste in base alle singole necessità. Consigliamo comunque a tutti gli utenti di effettuare l’iter richiesto dal Servizio Pubblico (in esenzione grazie al codice 048) che comprende visita fisiatrica durante la quale verrà correttamente stabilita l’entità del problema e, se prescritto, ciclo di linfodrenaggio. Entrambe queste prestazioni sono prenotabili tramite il CUP ma, mentre per la visita fisiatrica i tempi d’attesa sono abbastanza brevi, questi si allungano enormemente per i massaggi. Dopo aver fatto la visita fisiatrica consigliamo di prendere comunque l’appuntamento per il linfodrenaggio con il SSN e, in attesa di venire chiamati per il ciclo, è possibile rivolgersi alla nostra Associazione che può venire in aiuto offrendo trattamenti periodici che vanno a coprire il tempo di attesa. Vi ricordiamo inoltre che per questo tipo di prestazione va tenuto presente il seguente promemoria. Dona ora… CON PAYPAL! C’è nuovo modo – semplice, sicuro e rapido - per sostenere l’Associazione ed i numerosi servizi che offre ai suoi assistiti. Sul sito www.volontadivivere.org è stato infatti attivato il “bottone” del sistema Paypal che consente di effettuare la donazione on line con carta di credito in modo assolutamente protetto e riservato. E’ un modo facile che permette di non condividere le informazioni finanziarie di chi effettua il pagamento con chi lo riceve. Ti ricordiamo che le donazioni a favore delle onlus godono di particolari benefici fiscali: per usufruirne è necessario conservare l’originale dell’estratto conto della carta di credito o del conto corrente bancario o postale ed esibirlo al momento della dichiarazione dei redditi. PROMEMORIA Il linfodrenaggio opera sul sistema di difesa del nostro corpo quindi va fatto in condizioni generali di salute buone; in particolare si ricorda che è controindicato nelle seguenti situazioni: • stati febbrili • infiammazioni • infezioni (mal di gola, herpes etc.) • problemi cutanei di non precisa natura • terapia farmacologica in corso e/o recente (con antibiotici, cortisone etc.); in questo caso il trattamento di linfodrenaggio non può essere effettuato prima che siano passati 15 giorni dalla fine del farmaco • in attesa di eventuali esami istologici. 27 27 AGENDA Settembre 2015 1 Gennaio 2016 L’Associazione riapre dopo la pausa estiva martedì 15 venerdì Festa provinciale del volontariato - piazze del Centro, Padova 27 domenica 27 24 domenica Maratona Komen a Bologna domenica 29 venerdì Ottobre 2015 5 8 21.00 26 venerdì 21.00 16.45 Inizia il corso di Yoga in sede sabato 9.3012.30 Seminario “Il limite come opportunità di crescita” con il Dr. Trevisan - in sede 4 venerdì 17.00 21 17.00 Conferenza sull’osteoporosi con il Dr. Sartori - in sede 11 17.00 10.0017.00 Primo Modulo corso di cucina di prevenzione - Patronato Parrocchia San Paolo, Padova 18 17.00 25 17.00 25 21.00 giovedì 17 mercoledì 24/25 sab/dom venerdì venerdì 7/8 10.0017.00 22 17.00 domenica 28 sabato venerdì Torneo di burraco solidale sab/dom 19.00 Secondo incontro Consulta Maschile - in sede Marzo 2016 Novembre 2015 novembre Primo incontro Consulta Maschile - in sede Febbraio 2016 Inizia il corso di ginnastica dolce in sede lunedì 20.30 “Felicità e salute” workshop di yoga della risata con Letizia Espanoli - Auditorium Noventa Padovana (PD) “Corso base di Yoga della Risata” con Letizia Espanoli - in sede Secondo Modulo corso di cucina di prevenzione Patronato Parrocchia San Paolo, Padova Teatro Don Bosco - Concerto “Natale Insieme” - “I Migliori Anni” con Folkstudio Cena degli Auguri al Ristorante Piroga (Selvazzano) con musica, ballo e lotteria venerdì Primo incontro “Volontà di reagire” con il Dr. Trevisan in sede Secondo incontro “Volontà di reagire” con il Dr. Trevisan - in sede Terzo incontro “Volontà di reagire” con il Dr. Trevisan in sede Quarto incontro “Volontà di reagire” con il Dr. Trevisan in sede Terzo incontro Consulta Maschile - in sede Aprile 2016 1 17.00 Quinto incontro “Volontà di reagire” con il Dr. Trevisan in sede 29 21.00 Quarto incontro Consulta Maschile - in sede venerdì venerdì Maggio 2016 27 venerdì 28 21.00 Quinto incontro Consulta Maschile - in sede GRAZIE! Ringraziamo coloro che, dal 1/2/2015 al 16/6/2015, hanno contribuito con le loro offerte a mantenere attivi i servizi di riabilitazione in atto. Ricordiamo che, essendo la nostra Associazione riconosciuta come ONLUS, i contributi inviati per conto corrente postale, tramite bonifico bancario o effettuati presso di noi con assegno, sono deducibili in base all’Art.13 del D.L. 460/97. Non è possibile detrarre i versamenti in contanti. Amoroso Antonella Andreosi Rosanna Andriolo Lucia Arcangeli Michela Artosin Giuseppina Artuso Lara Ass.Lodigiana Amici Oncologia Alibardi Patrizia Andriolo Lucia Antoniutti Adriana Artosin Giuseppina Bacelle Lino Badanai Scalzotto Paola Baldan Flora Baldresca Luigia Barbiero Emanuela Barbiero Sergio Bastianello Elisa Batti Cloris Belluco Marisa Belussi Iside Benetello Anna Bertelle Rossana Beo Daniela Bertin Franca Bertocco Nicoletta Berton Annamaria Bertola Francesca Berton Anna Maria Bettella Vittorina Betto Nazarena Biasiolo Dolores Bilato Rosanna Boaretto Susi Boccanegra Teresa Bolzonella Lilia Bonello Vittorina Bortolami Nicoletta Bozzolan Adelina Braghetto Patrizia Branca Maria Rosaria Bresciani Marta Buischio Maria Graziella Calabrese M.Teresa Candian Sonia Capitanio Roberta Capurso Ida Carraro Clara Carriero Margherita Caruso Arcangela Casadio Paola Casarini Angela Cataldo Oscar Cavalletto Elisa Cavallo Maria Cavallon Valentina Cecchinato Caterina Cecchinato Loredana Coccato Adriana Crema Teresina Dainese Silvia Dalla Pria Martina Danesin Luccia D’Anna Maria De Luca Carmela De Mori Antonella De Simone Sabina De Spirito Monica De Toni Daniella De Toni Donatella Discardi Adriano Distefano Piera Donegà Anna Ercolin Giampaolo Esposito Anna Ringraziamo sentitamente tutti coloro che, indicando il nostro codice fiscale 80040220289 nel riquadro “sostegno del volontariato....”della dichiarazione dei redditi, hanno scelto di destinare il cinque per mille alla nostra Associazione. Fabris Nicoletta Fantini Luigina Fasolato Edda Fior Giuseppina Fornasier Marina Francescato Marina Francescato Sabrina Franchin Flavia Franchin Marisa Franco Maria Donata Furlan Maria Luisa Gaiani Maria Gambato Rossella Giacomazzi Teresa Giacomini Marina Gregio Pierina Gruppo Ginnastica Guerreschi Carla Lazzaro Susanna Lentola Mariarosa Leonardi Bernardina Levorato Marina Longo Katiuscia Lorenzin Barbara Luciani Gabriella Lunardi Anna Mancini Paola Manfrin Marta Maniero Ivana Manoni Diana Marcato Cristina Marcolongo Franco Marconato Tiziana Masiero Gloria Masin Luciana Masin Maria Teresa Maso Gianni Massella Cristina Meneghini Paola 29 Michelazzo Gianni Miotello Maddalena Montagnini Rosa Muggia Paola Muiesan Anna Nagni Arianna Nascimbeni Daniela Palo Giuseppina Pan Gemma Pastorello Maurilla Pegoraro Manuela Petrosino Filomena Pezzato Gianna Piazza Luciana Piccolo Sandra Picello Maria Pisani Maria Assunta Pisano Maria Rosaria Polin Luciana Preto Lucia Ottonello Giancarlo Rampazzo Alessandra Rampazzo Sonia Rampi Mariantonietta Ravarotto Elisa Riccò Raffaella Rinaldi Silvana Rizzato Marilena Rizzi Maria Cecilia Romanato Gabriella Rossetto Gina Livia Rossin Paola Russo Mariella Salmistraro Margherita Salvatore Nicola Scarpazza Ines Schiavon Federica Schiavon Francesca See Ilonka Sernini Marcella Sorgato Evelina Sonino Nicoletta Spanò Giuseppina Speranza Alessandra Stanchi Marina Stimamiglio Anna Stocchi Chiara Stramazzo Liviana Sulcu Francesca Tajetti Sabrina Tanzella Caterina Tassinato Doriana Tazza Maria Paola Tentori Licia Toffano Graziella Tognon Anna Maria Trevisan Ornella Trivillin Laura Trolio Gabriella Turiani Erica Vanzo Elda Varotto Stefania Verza Cristina Verza Francesco Vescovi Barbara Vitalone Vincenzo Vivian Nadia Volpato Ornella Zampieron Sandra Zampieron Tosca Zanetti Andrea Zanovello Milvia GRAZIE! Ringraziamenti per donazioni particolari I gesti di generosità – piccoli o grandi che siano – sono di fondamentale importanza per un’Associazione come la nostra che riesce a garantire ai suoi assistiti la quantità e la qualità dei propri servizi solo grazie all’autofinanziamento. Per questo dedichiamo uno spazio all’interno di ogni Notiziario a quanti sostengono concretamente il nostro impegno a fianco dei malati oncologici. In questo numero vogliamo ringraziare per il contributo dato la signora Massimiliana Boggian. Un ringraziamento di cuore va anche alle persone che scelgono di ricordare chi non c’è più compiendo un gesto concreto di sostegno a quanti lottano contro la malattia: ricordiamo con gratitudine le donazioni fatte dal Sig. Marco Chioatto, dai Signori Alessandro Biasiolo e Doriana Massaro e dai Signori Carlo e Annamaria Cavani in memoria della Signora Adele Bronzini. Ringraziamo anche chi ha sensibilizzato parenti e amici, in occasione delle festività, a devolvere in contributi all’Associazione quanto sarebbe stato destinato ai regali, trasformando momenti particolarmente felici della propria vita in opportunità per essere solidali. Grazie quindi al Sig. Gianni Michelazzo, grande sostenitore di Volontà di Vivere, che anche quest’anno nel giorno del suo compleanno ha promosso una raccolta fondi tra gli amici facendo pervenire una considerevole donazione all’Associazione. Ringraziamo di vero cuore anche Marco Bridio, che in occasione della sua Laurea ha chiesto che ad amici e parenti di celebrare l’evento non con regali ma con donazioni alla nostra Associazione; un gesto che gli fa particolarmente onore, vista la giovane età. Grazie infine al Sig. Renato Andreosi che ha donato in occasione del 50° anniversario di matrimonio dei Sig.ri Antonio e Grazia Santinello. Un caloroso ringraziamento a quanti partecipano con entusiasmo alle nostre iniziative di raccolta fondi: ricordiamo e ringraziamo gli spettatori che hanno affollato il Teatro “Quirino de Giorgio” di Vigonza per assistere alla “Lisistrata” messa in scena dal Gruppo “Crescere con Arte” della nostra Associazione. Grazie al Comune di Vigonza per il sostegno all’iniziativa e all’Associazione culturale “Teatrotergola” per la disponibilità e la collaborazione nella realizzazione dell’evento. Ringraziamo inoltre la Susan G. Komen Italia Onlus che con il suo sostegno contribuisce alla realizzazione del nostro servizio di linfodrenaggio. Siamo lieti di ringraziare anche quanti dimostrano la vicinanza all’Associazione anche nelle necessità pratiche che presenta la gestione di una realtà come la nostra – che accoglie una media di 900 persone all’anno: un sentito grazie alla cara amica Marina Peretto, che ha devoluto il ricavato della vendita delle sue tagliatelle fatte in casa come contributo alle piccole necessità dell’Associazione. Con l’occasione ci teniamo a sottolineare che chi volesse aiutare l’Associazione può farlo anche dedicando poche ore al mese per piccoli lavoretti per il mantenimento in buono stato dei nostri locali; tale sostegno è molto apprezzato, al pari dei contributi in denaro. 30 PROMEMORIA SEGRETERIA COMUNICAZIONI DELLA SEGRETERIA Per qualsiasi informazione rivolgersi in Via Paruta al N. 32 tel: 049-8025069 fax: 049-8035774 cell: 3311477310 e-mail: [email protected] sito internet: www.volontadivivere.org facebook: Volontà di Vivere dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00; il venerdì dalle 8.30 alle 12.00 La sede dell’Associazione si trova a Padova nella Zona S. Rita ed è raggiungibile con gli autobus n. 5 e n. 16. Desideriamo sensibilizzare tutta l’utenza sul fatto che spesso gli appuntamenti fissati non vengono rispettati. Ogni utente ha infatti il DIRITTO di usufruire dei servizi attivati dall’Associazione, però ha il DOVERE di RISPETTARE l’impegno preso perchè: - tutti i professionisti hanno UN COSTO - ogni appuntamento che salta allunga le liste d’attesa per chi ha bisogno Chiediamo pertanto di avvisarci tempestivamente in caso di impedimenti di qualsiasi tipo che non permettano di usufruire del servizio prenotato; questo ci metterà in grado di chiamare un altro utente in lista d’attesa. E’ possibile contattarci telefonando al numero 049 8025069 oppure, negli orari di chiusura dell’Associazione, • tramite un SMS al numero 331 – 1477310 specificando il vostro nome, cognome, numero telefonico e data dell’appuntamento • con una mail all’indirizzo associazione@ volontadivivere.org • per fax al numero 049 – 8035774 ACCOGLIENZA Previo appuntamento telefonico per essere certi di trovare una volontaria addetta a questo servizio SERVIZO DI PROVA PROTESI, CORSETTERIA, FORNITURE DI TUTORE ELASTICO E PARRUCCHE Previo appuntamento telefonico per essere certi di trovare una volontaria addetta a questo servizio SERVIZIO DI LINFODRENAGGIO MANUALE Metodo Vodder (con prescrizione da parte di un fisiatra o di uno specialista), chiamando in segreteria per l’appuntamento. Il servizio - svolto da quattro terapiste – è disponibile tutti i giorni, mattina e pomeriggio. Segnalazioni utili ATTIVITÀ MOTORIE • GINNASTICA DOLCE - lunedì • YOGA - giovedì • CORSI DI AVVIAMENTO AL NORDIC WALKING Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria. AMBULATORIO psiconeuroendocrinologico Il servizio con la Dr.ssa Nicoletta Sonino, precedentemente attivo all’ULSS 16, è adesso disponibile presso Analisi Mediche Pavanello – Poliambulatorio Scrovegni, Via Berchet 8/a Tel. 049 8759311. EDUCAZIONE ALIMENTARE Incontri di gruppo mensili. PSICOLOGIA AMBULATORIO FISIATRICO • Servizio di sostegno psicologico e psicosomatico,consulenza e psicoterapia: incontri individuali per pazienti e familiari • Servizio di sessuologia e terapia di coppia • Consulta maschile per mariti e compagni • Seminari • Gruppi di auto aiuto • Incontri di formazione per le volontarie I servizi sono sostenuti da 5 psicologi. con la Dr.ssa Sonia Fasolo, presso l’Ospedale dei Colli. Per appuntamento chiamare il CUP al n° 840000664, con impegnativa. AMBULATORIO GINECOLOGICO con la Dr.ssa Polonia, presso la Clinica GinecologicaOstetrica (Piano Terra). Per appuntamento chiamare il CUP al n.840000664, con impegnativa. Corsi di formazione per operatori (medici, psicologi, infermieri, fisioterapisti) e volontari Campagne di informazione sulla prevenzione rivolte ai giovani e convegni Convivi, visite culturali e gite I servizi di psicologia e riabilitazione fisica sono accessibili a pazienti con qualsiasi patologia oncologica 31 31 Sostienici anche con il 5 x 1000. Insieme possiamo fare molto! C.F. 80040220289 Quando compili la dichiarazione dei redditi, ricordati di firmare il modello per la destinazione del cinque per mille nel riquadro “sostegno del volontariato....” e di inserire il nostro codice fiscale: 80040220289. I proventi del cinque per mille contribuiscono al mantenimento dell’Associazione e di tutti i servizi offerti; per questo ti chiediamo di fare “passa parola” con le persone che conosci, perché con un piccolo gesto puoi aiutarci molto. Ti ricordiamo inoltre che puoi comunque continuare a destinare anche l’otto per mille come hai sempre fatto. Questa è solo un’opportunità in più.