Anno III - Numero 71 - Martedì 25 marzo 2014
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Politica
Attualità
Focus
Renzi e Poletti,
la strana coppia
Italia senza più gas
con la crisi ucraina
Nuovo codice penale:
si può ancora firmare
Traboni a pag. 2
Vignola a pag. 3
Moriconi e Capasso a pag. 7
MARINE LE PEN VINCE LE ELEZIONI METTENDO IN MINORANZA UN MODELLO EUROPEO FONDATO SU VINCOLI E AUSTERITÀ
di Francesco Storace
assalto al Palazzo europeo. L’onda francese ha
squarciato l’ipocrisia dilagante e preparato il terreno a quello che accadrà
dopo il 25 maggio quando tutti
dovranno fare i conti con un’Europa che vedrà Angela Merkel finalmente minoritaria.
Saranno minoritarie le politiche
vessatorie dal punto di vista fiscale; le pretese di egemonia sui
popoli più deboli del continente;
dovrà essere mitigata e di molto
la pretesa della Banca centrale
europea di dettare le linee di politica economica agli Stati membri
dell’Unione. Sovranità come parola
d’ordine, a partire da quella monetaria.
Ho letto ieri tantissime dichiarazioni sul voto francese di domenica
e una delle più intelligenti, tra le
troppe infantili degli uber partes,
l’ha rilasciata il deputato di Forza
Italia Daniele Capezzone, il quale
ha diffidato a fare la solita cagnara
contro “la destra pericolosa”, preferendo porre l’accento su una
scelta popolare di contrasto
dell’“assetto europeo basato su
vincoli e austerità”.
E qui sta la questione. I popoli
europei odiano l’euro e presto
rischiano di odiare l’Europa perché è matrigna, lontana, distruttrice.
“La gabbia dell’euro” è stata sfasciata secondo la felice definizione
di Giorgia Meloni, anche se purtroppo a destra dobbiamo dire
che sarebbe sbagliato attribuirci
facili successi prossimi venturi
per quello che è accaduto in Fran-
È
ORGOGLIO
NAZIONALE
Il voto francese afferma il diritto dei popoli alla sovranità
e prepara il terremoto del 25 maggio
cia. È stato un voto contro il Palazzo, dobbiamo rendercene conto
nell’affinare la protesta contro le
IN AZZURRO PER ALTRI DUE ANNI
politiche monetarie, un consenso
trasversale che è andato oltre i
confini di destra e di sinistra. In
Italia, ahimé, lo interpreta più
Grillo per l’elementare ragione
che rifiuta ogni alleanza con la
nomenclatura. Nei panni di La
Russa e Alemanno mi sforzerei
ad esempio di evitare euforia eccessivamente enfatica. Diciamo
che entrambi hanno qualche difficoltà ad immedesimarsi nei paladini della lotta al potere, è quantomeno un peccato veniale.
Anche per questo sarei prudente
nel dire “abbiamo vinto a Parigi”;
è meglio attestarsi sul “vorremmo
vincere come a Parigi”, ma andrebbero fatto scelte nette, come
in verità la stessa Meloni ha cominciato a fare nel suo congresso.
Credo che nelle prossime settimane, anche Forza Italia alzerà il
livello di forte criticità sulle politiche europee e altrettanto sta facendo la Lega. Vuoi o non vuoi, si
può dire che in Italia il fronte avverso alle eurocrazie è già maggioritario, anche se ovviamente
non unito.
Certo, poi occorrerà leggere i programmi, le proposte. Sovranità
monetaria significa rivendicare il
diritto a stampare moneta; sovranità economica rappresenta il rifiuto a sottostare al fiscal compact
(e chissà che non si riesca finalmente a lanciare una sorta di referendum fra i popoli europei per
abrogarlo); sovranità nazionale riguarda il diritto a non farsi dettare
i nomi di chi ci governa. E poi,
Italia tutelata e non più abbandonata rispetto alle ondate migratorie; e rispettata nelle sue convinzioni etiche oggi minacciate dal
relativismo culturale che proprio
in Europa fa proseliti.
In fondo, dalla Francia viene una
limpida affermazione di orgoglio
nazionale.
All’Italia non manca. Non deve
mancare.
IL BOEING DELLA MALAYSIA AL LARGO DELL’AUSTRALIA, MA RESTA IL MISTERO
Prandelli confermato ct Un’enorme bara in fondo all’oceano
ritrova Totti e Cassano O
empre più azzurro il futuro di
Prandelli, Totti e Cassano. Il
commissario tecnico della Nazionale ha infatti rinnovato il contratto
fino al 2016 e dunque agli Europei;
per i due fantasisti, invece, la prospettiva di imbarcarsi per i Mondiali
del Brasile è molto più che una semplice ipotesi. Entrambi non avrebbero
bisogno di convincere il tecnico,
alla luce delle ultime prestazioni,
tanto che Prandelli domenica scorsa
è andato proprio a Parma a veder
giocare il barese: prestazione non
eccelsa nella singola partita contro
il Genoa, ma relazioni già molto positive sul taccuino del ct azzurro.
Intanto Cesare Prandelli ha rinnovato
il contratto con la federazione fino al
2016. Il c.t. azzurro resta così alla
guida della Nazionale fino all'Europeo
in Francia. Le conferme arrivano
dalla Figc: la firma del tecnico dovrebbe essere messa nelle prossime
S
settimane. Si chiude così la querelle
che aveva alimentato mille voci e
altre ipotesi, più o meno suggestive,
da Capello a Lippi, da Spalletti ad
un ritorno di Donadoni. Ma il dado
è tratto: Prandelli e l'Italia resteranno
insieme anche dopo Brasile 2014.
"In questo momento provo una grande soddisfazione: sono orgoglioso
del fatto che la Federcalcio mi abbia
proposto un rinnovo biennale, a prescindere dal risultato del Mondiale:
e per questo io ho dato piena disponibilità", ha detto Prandelli.
ramai non ci sono più dubbi:
l’aereo della Malaysia Airlines,
scomparso 16 giorni fa mengtre
volava verso Pechino, si è inabissato
nell’Oceano Indiano, al largo delle
coste australiane, e non ci sono superstiti tra le 239 persone a bordo.
Lo ha annunciato in una conferenza
stampa il premier malaysiano Najib
Razak, sulla base di nuovi calcoli
derivati dai dati satellitari e degli
oggetti individuati nelle aree dove
si erano già concentrate le ricerche.
Il ministro ha spiegato che nella
notte tra il 7 e l’8 marzo l’aereo “ha
volato lungo il corridoio meridionale
e la sua ultima posizione era nel
mezzo dell’Oceano Indiano, a ovest
di Perth (Australia). Si tratta di una
posizione remota, lontana da ogni
possibile punto di atterraggio. Di
conseguenza, con profonda tristezza
e dispiacere, devo informarvi che il
volo MH370 è finito nel sud dell’Oceano Indiano. Oltre ogni ragionevole dubbio, nessuna delle persone a bordo è sopravvissuta”.
L’annuncio ha provocato la disperazione delle famiglie delle vittime,
per due terzi cinesi, che da 16 giorni
erano in pena e avevano aspramente
criticato la gestione dell’emergenza
da parte della Malaysia. L a compagnia aerea ha avvertito i familiari
con un sms, in inglese, pochi minuti
prima della conferenza stampa, suscitando altre polemiche. Alcuni voli
charter per l’Australia sono intanto
già stati predisposti per i parenti. Gli
ultimi avvistamenti di alcuni frammenti dell’aereo
sono di ieri, grazie ai mezzi di ricerca australiani e
cinesi. L’equipaggio di un
altro aereo cinese ha individuato altri oggetti due grandi e altri più piccoli - sparsi per miglia.
Resta però grandissimo
il mistero attorno a tutta
la vicenda e sui motivi
che avrebbero spinto il
Boeing così lontano rispetto all’originaria rotta
Kuala Lumpur-Pechino. Così come
misteriosi restano le tracce e poi la
sparizione dai radar, per non parlare
di alcuni telefonini di vari passeggeri
che sarebbero rimasti accesi anche
nei giorni successivi al presunto inabissamento. E si continua a scavare
nel passato dei due piloti: anche ieri
in Malaysia sono stati interrogati dei
parenti. Neppure l’ipotesi del dirottamento da parte di terze persone è
mai venuta meno.
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Martedì 25 marzo 2014
Attualità
RENZI MANDA ALLO SCOPERTO IL SUO MINISTRO DEL LAVORO CONTRO CGIL E CONFINDUSTRIA
Poletti, vai avanti tu che a me viene da ridere
Ma intanto Squinzi già mette la retromarcia, pronto a tornare all’ovile governativo
di Igor Traboni
opo le durissime
polemiche con
Confindustria e
Cgil, Matteo Renzi (che proprio
ieri è stato ufficialmente dichiarato decaduto da sindaco di Firenze) ha mandato allo scoperto Giuliano
Poletti, ministro del Lavoro
che arriva dal mondo delle
coop ma che non dispiace
anche ad altri settori.
"La concertazione di Renzi
credo che non esista. E'
nostra intenzione confrontarci e dialogare, ma alla
fine il governo decide, si prende le sue
responsabilità e i cittadini lo giudicano
per quello che fa", ha detto Poletti intervenendo ieri mattina alla trasmissione
Agorà, per poi aggiungere: "La concertazione all'era di Renzi credo che
non esista; esiste un confronto, in Europa
esiste il dialogo sociale, da europei dobbiamo sviluppare questo dialogo ma
dobbiamo affermare la responsabilità
di ognuno nello svolgere la propria funzione. Io credo che bisogna discutere,
ascoltarsi, confrontarsi - ha aggiunto il
ministro - Io faccio il ministro del lavoro,
quindi con le parti sociali mi incontro
tutte le volte che è utile, ma la cosa che
D
deve essere chiara è che quando è l'ora
di decidere, io il ministro, e quindi il governo, decide e viene giudicato dai cittadini".
Riferendosi più direttamente alle critiche
arivate sia da parte di Giorgio Squinzi
(presidente Confindustria) sia da parte
di Susanna Camusso (segretario generale
Cgil), "se sono scontenti un po' di qua e
un po' di là abbiamo fatto bene". Poletti
si è augurato comunque che i sindacati
"partecipino al cambiamento: il cambiamento è un problema che riguarda
tutti. Se si vuole stare nella partita bisogna
aver voglia di cambiare".
Chi ha cercato di ingranare la retromarcia
è stato Squinzi:
"La contrapposizione che sta
montando in questo momento è
essenzialmente
mediatica e non
corrisponde alla
nostra visione:
posso garantire
fin d'ora che saremo i sostenitori
più leali del governo in attesa
delle riforme e di
vederle applicate", ha detto il presidente di Confindustria Giorgio
Squinzi all'indomani dell'ultimo affondo
di Matteo Renzi sulle parti sociali. "Se il
governo Renzi sarà in grado di fare le riforme, troverà in noi i sostenitori più leali
e decisi perché questo paese ha bisogno
di riforme per ritrovare la crescita”
Susanna Camusso, in una intervista alla
Stampa, ha invece detto: ''Posizioni come
quella di Renzi, che riducono le forme
di partecipazione indeboliscono la democrazia. Sempre. Non è un giudizio su
questa fase, ma un'affermazione di scuola.
Scavalcare le parti sociali è una mossa
conservatrice'', ha aggiunto il segretario
della Cgil, sempre più in difficoltà però
anche all’interno del sindacato.
“SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE”
Gasparri: Questa del “Senatino”
è solamente una pagliacciata
sono per l'abolizione
totale del Senato: questa pagliacciata del Senatino con 21 senatori nominati dal Presidente della
Repubblica e' una follia che
nemmeno la regina di Inghilterra si consentirebbe
più”.
Questo quanto dichiararlo
dal vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri
(Forza Italia), ospite ieri
mattina negli studi dell’emittente romana Radio
Citta' Futura, interpellato
sull'eventualità di cambiamenti dell'Italicum in Senato. ''La rappresentanza delle
autonomie, che è importante, c'è già nella conferenza
unificata Stato-Regioni'', ha
proseguito Gasparri, che
ha proposto poi l'abolizione
del Cnel: ''Non serve a niente va abolito, ha una bellissima sede a Roma a Villa
Lubin. Facciamo li' la sede
“I
della conferenza Stato-Regioni, si risparmiano soldi
e lì si incontrano Governo,
autonomie, Sindaci, Presidenti di Regione. Quello e'
il luogo di discussione, e
poi c'è una Camera legislativa unica''.
Quanto alle preferenze, ''non
ho nessuna pregiudiziale ha aggiunto Maurizio Gasparri - ma nel mio partito
e' prevalso un orientamento
contrario, quindi credo che
la legge elettorale vada
mantenuta nel suo impianto
nell'esame del Senato, così
come uscirà dalla Camera
poi - ha concluso il vicepresidente del Senato - ci
potrà essere qualche dettaglio, ma credo che stravolgerla vorrebbe dire metterla su un binario morto
ed invece è bene che il
Paese abbia una legge, altrimenti siamo peggio dell'Ucraina''.
IL CARDINALE BAGNASCO APRE IL CONSIGLIO EPISCOPALE E RICHIAMA A VARI TEMI, SCUOLA COMPRESA
I vescovi al governo: “Più sviluppo e consumi”
prendo ieri a Roma i lavori del
‘parlamentino’ dei vescovi italiani, il presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Angelo
Bagnasco, ha lanciato un nuovo allarme: "La povertà è in rapido e preoccupante aumento. Siamo in prima
linea su una trincea più grande di
noi, ma la Chiesa non può risolvere
tutti i problemi sociali". Bagnasco ha
quindi rivolto l’auspicio che "il nuovo
Governo, con la partecipazione convinta e responsabile del Parlamento,
riesca a incidere su sprechi e macchinosità istituzionali e burocratiche,
A
ma soprattutto a mettere in movimento
la crescita e lo sviluppo, in modo
che l'economia e il lavoro creino non
solo profitto, ma occupazione reale
in Italia. Ormai, sono passati più di
sei anni dall'inizio della grave crisi
economica, che chiede un prezzo
altissimo al lavoro e all'occupazione.
In modo speciale, la crisi si riversa
come una tempesta impietosa sui
giovani, che restano fuori dalla porta
del lavoro, che dà dignità e futuro".
Il presidente della Conferenza Episcopale italiana ha indicato anche
una possibile strada: "è necessario
incentivare i consumi, senza ritornare
nella logica perversa del consumismo
che divora il consumatore. Ma è altresì
indispensabile sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione
in Italia, semplificando anche le inutili
e dannose burocrazie. Se non si velocizzano i processi e non si incentiva,
si scoraggia ogni intrapresa vecchia
e nuova. Bisogna ripensare e rimodulare anche la concezione del lavoro.
La ripresa, giustamente invocata, sarà
un'illusione senza una rinascita morale
e spirituale".
Da Bagnasco, altre ‘indicazioni’ al
governo Renzi sono arrivati su temi
particolarmente a cuore alla Chiesa
italiana, ad iniziare dalla scuola:
"Riaffermeremo l'urgenza del compito educativo, ribadendo la sacrosanta libertà dei genitori nell'educare i figli; il grave dovere della società di non corrompere i giovani,
con idee ed esempi che nessun
padre e madre vorrebbero per i
propri ragazzi; il diritto a una scuola
non ideologica e supina alle mode
culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto
alla scuola cattolica".
LA PROCURA PRONTA A CONVOCARE ROSSI DOPO LE SUE RIVELAZIONI
Caso Moro: ricomincia l’avventura?
Commissione parlamentare d’inchiesta già pronta, ma stavolta busserà alle porte dei servizi
a desecretazione di tutto quanto in possesso dei servizi segreti di Ilaria Alpi è notizia di
qualche giorno fa. Si arriverà a
qualcosa di simile anche sul caso
di Aldo Moro, non a venti anni
(come nel caso della giornalista
Rai e del suo collaboratore Hrovatin) ma addirittura a 36 dai sanguinosi eventi? La domanda la
pongono tutti, il sospetto è che
sia… sbagliata. La certezza, invece,
è che la strada aperta da lettere,
ammissioni, rivelazioni e confessioni in punto di morte finirà sicuramente in Procura a Roma e
probabilmente in una commissione
parlamentare d’inchiesta, la terza
della serie (includendo la “stragi”
L
ed escludendone almeno un altro
paio che hanno indagato sul rapimento e l’uccisione dello statista).
L'ispettore in pensione Enrico Rossi, che ha riferito all'Ansa l'esito
di una sua inchiesta in base al
quale ci sarebbero stati due esponenti dei servizi a bordo della
moto Honda notata in via Fani
durante il sequestro di Aldo Moro,
sarà dunque convocato presto a
piazzale Clodio per essere sentito
nell'ambito degli accertamenti ancora in corso sui fatti del 16 marzo
1978.
Il procuratore aggiunto Giancarlo
Capaldo ed il sostituto Luca Palamara, titolari dell'ultima inchiesta
sul caso Moro aperta lo scorso
anno sulla base di un esposto
dell'ex giudice istruttore Ferdinando
Imposimato, riesamineranno il fascicolo arrivato da Torino ed il
primo atto sarà proprio l'audizione
dell'ex ispettore. Le fonti giudiziarie
hanno insomma lasciato trapelare
che i fatti descritti da Rossi sono
gli stessi indicati sulla lettera anonima mandata alla procura di
Torino nel 2010 e da questa, dopo
una serie di accertamenti, girata
ai colleghi romani per competenza.
Le indagini svolte nel capoluogo
piemontese non avrebbero a loro
tempo sortito particolari effetti ed
anche a Roma non è andata meglio,
anche e soprattutto a causa del
carattere anonimo delle “rivelazioni”.
Come detto, tuttavia, si fa strada
anche l’ipotesi di una nuova commissione d’inchiesta, ventilata da
più parti anche per il “mutato scenario internazionale”. Fondamentalmente, si punta alla desecretazione che può essere avvenuta
all’estero. E anche questo è un
segnale preciso.
Bruno Rossi
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Martedì 25 marzo 2014
Attualità
LA CRISI UCRAINA STA PONENDO UN SERIO PROBLEMA DI APPROVVIGIONAMENTO IN VISTA DEL PROSSIMO INVERNO
Occhio a finire alla canna del gas
Paolo Scaroni (Eni) rassicura: “L’Italia è messa meglio del resto d’Europa, ma il problema c’è”
E il Governo si prepara a realizzare rigassificatori: cosa ne penseranno sinistre e ambientalisti?
di Robert Vignola
a neve che fa capolino in
mezza Italia, nonostante la
primavera avesse convinto
molti italiani a riporre gli
armadi negli scaffali alti
dell’armadio, è un freddo invito alla
riflessione sull’inverno che verrà:
possiamo permetterci di fare a meno
della Russia? Paolo Scaroni, dominus
di Eni, ha poca voglia di sventolare
la bandiera gialla e azzurra dell’Ucraina, ancor meno di esporsi ad atteggiamenti filo-russi. Lui oggi si trova a
guidare un’azienda che incrociò le
armi, a suo tempo, con le “Sette Sorelle” e giocoforza deve anche poter
dire la sua parola in termini geopolitici.
Ha scelto, il numero uno di Eni, di
farlo attraverso una intervista al Financial Times. Ammettendo che qualche brivido, in termini di approvvigionamento energetico, è concesso… Perché tutta l’Europa “è troppo
dipendente dal gas russo per fermarne le importazioni nel breve termine”, anche se nel suo piccolo l’Italia
riuscirebbe a gestire la propria situazione di mancanza di forniture di
metano da Mosca. Attenzione però,
perché, dice sempre Scaroni, “l’Ue
dovrebbe comunque affrontare uno
sforzo gigantesco” per diversificare
le forniture nel caso non raggiungesse
un accordo con la Russia all’indomani
della crisi Ucraina.
L
Ma come mai l’Italia si ritrova in una
bolla di gas mentre gli altri Paesi europei rischiano di restare a corto?
Merito di posizioni antiche, oppure
nuove, quando non recentemente
rinnovate, che hanno postolo Stivale
nella posizione di sentirsi un po’ più
con le spalle al sicuro. Ad esempio,
dice l’amministratore delegato di Eni
al Ft, grazie ai contratti gas take or
pay con la Russia, c’è ragione di ritenere che la crisi con l’Ucraina “rafforzi
molto la nostra posizione negoziale”,
senza per questo dare l’idea di voler
vedere una destabilizzazione marcata
sorgere proprio dentro la cartina
geografica europea. “Ci sentiamo in
ottima posizione”, dice l’ad del ''Cane
a sei zampe''. E Scaroni,
parlando di affari russi
e delle attività Eni in
quell’area del mondo,
significativamente cita
un episodio e la sua
tempistica: ovvero la
vendita, conclusa a gennaio, degli asset Arctic
gas in Russia per quasi
3 miliardi di dollari: “La
vendita di Arctic Russia
si è rivelata una mossa
astuta, abbiamo avuto
la giusta tempistica”,
dono leparole riportate
dal Financial Times. Perché oggi condurre in
porto un’operazione, col
pasticciaccio brutto di
Kiev in pina evoluzione,
sarebbe stato assai difficile, giacché (comprensibilmente) “le
compagnie russe sono
molto caute ora con il
loro cash”. E proprio
l’aumento delle tensioni
in Ucraina, spiega quindi Scaroni, “è
stato uno dei tasselli della decisione”
relativa a Arctic gas. D’altronde, spiega
Scaroni “la Russia è la Russia, non è
la Svizzera”.
E già che la lezione di geografia è
avviata, Scaroni indica comunque
altre possibili strade di approvvigionamento, che non siano in qualche
misura legate al prezioso partner
Gazprom… Sicuramente c’è l’aumento dell’importazione di gas naturale liquefatto. E quindi una maggiore attenzione alla possibilità di
sviluppare in Algeria, Libia e Norvegia. Ma occhio anche allo shale gas
che, guarda caso, oinvolge da vicino
l’Ucraina, e nella fattispecie la sua
parte occidentale. Tanto che Scaroni
sarebbe pronto a recarsi a Kiev per
parlare dei nove blocchi a shale gas
del bacino di Leopoli, nei quali Eni
ha acquisito una partecipazione.
“Sono preoccupato? No. Voglio esplorare? Sì”, dice il numero uno. Intanto,
però le attività propedeutiche all’esplorazione di un blocco nel Mar
Nero, al largo delle coste della Crimea, sono al momento ferme, segnalando che la compagnia di stato
ucraina che detiene quei diritti è ora
sotto controllo russo.
È un caso, intanto, che Claudio De
Vincenti, viceministro dello Sviluppo
economico, ieri abbia detto alla commissione competente della Camera
che “Nel prossimo decreto del Presidente del Consigli dei ministri
(dpcm) in materia di infrastrutture
strategiche indicheremo gli stoccaggi
e i rigassificatori ritenuti strategici
per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”?. No, non lo è. Vedremo però le sinistre dei territori
interessati cosa diranno al Governo
Renzi…
QUATTRO ARRESTI ECCELLENTI, SU NOVE RICHIESTI, SUI FONDI NERI ALL’ESTERO PER PAGARE TANGENTI
Terremoto sui vertici Finmeccanica
n nuovo ciclone si è
abbattuto su Finmeccanica, con nove le richieste di misure cautelari
avanzate al gip Nicola Miraglia dai pm della procura
di Napoli che indagano sulla
galassia di imprese legate
a sub appalti di Selex, per il
cosiddetto sistema di tracciabilita' dei rifiuti Sistri. Il
gip ha però rigettato cinque
U
di queste richieste. Una di
queste riguarda l'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, che
insieme a Lorenzo Borgogni,
ex direttore delle Relazioni
esterne della holding, per i
pm partenopei e' tra gli organizzatori dell'attivita' delittuosa, accusato di associazione a delinquere e corruzione. E rigetto c’è stato
poi per l'ex amministratore
delegato di Selex management service, Sabatino Stornelli, e il fratello imprenditore
Maurizio, che con le loro dichiarazioni a verbale hanno
fornito elementi importanti
per questa tranche di inchiesta sui fondi neri per
tangenti connessi al progetto.
Sabatino Stornelli avrebbe
violato, sostengono gli inquirenti, le disposizioni contrattuali del ministero dell'Ambiente e, in cambio di
denaro, affida all'imprenditore Francesco Paolo Di Martino, gia' coinvolto nelle misure cautelari eseguite ad
aprile 2013 come i fratelli
Stornelli, lavori per il Sistri,
procurando attraverso queste commesse somme da
consegnare a Guarguaglini
e Borgogni "in parte da destinare a esponenti politici
non ancora compiutamente
identificati", si legge nelle
500 pagine dell'ordinanza
eseguita oggi.
L'imprenditore di Castellammare di Stabia Di Martino,
subappaltatore per Selex attraverso la Eldim Security,
e' anche colui che ha co-
struito e amministrato di fatto
diverse societa' (Advast srl,
In Tech srl, l'Istituto scolastico
Santa Croce) che avevano
come scopo – sempre secondo gli inquirenti - solo
quello di emettere fatture
per operazioni inesistenti,
"cosi' da ampliare da un lato
i costi sostenuti per la realizzazione del progetto - scrive ancora il gip - e lucrare
ingenti importi, pari a decine
di milioni di euro, come corrispettivo del servizio da Selex". Ma anche per lui, niente
misura cautelare.
L’UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI E I SUOI DIKTAT POLITICAMENTE CORRETTI SUL MONDO LGBT
Decalogo pro gay illegittimo? Deciderà il Tar
Il ricorso, presentato da Riccardo Cascioli e dai Giuristi per la Vita, mira a difendere la libertà di stampa
inee guida per un’informazione rispettosa
delle persone Lgbt”. Questo il titolo del
documento targato Ufficio nazionale anti
discriminazioni razziali che Riccardo Cascioli,
direttore della Nuova Bussola Quotidiana, ha impugnato presso il Tar del Lazio. Assistito legalmente
dagli esperti dei Giuristi per la Vita, il battagliero
giornalista ha infatti deciso di far seguire l’azione
alle ripetute e dettagliate critiche al “decalogo”
dell’Unar. Anche perché, al di là dei contenuti (sui
quali effettivamente ci sarebbe un bel po’ da discutere), il suddetto documento costituisce a ben
vedere non soltanto un progetto di “indirizzo” ma
un vero e proprio diktat, al quale gli operatori dell’informazione dovranno necessariamente attenersi.
In caso contrario, si verrà ritenuti colpevoli di vio-
“L
lazione di norme della deontologia professionale e
quindi denunciati al consiglio dell’Ordine dei giornalisti.
Nello specifico, bisogna innanzitutto fare attenzione
a non confondere sesso (biologico) e genere
(“senso intimo e soggettivo di appartenenza”). E’
inoltre vietato l’utilizzo di espressioni come famiglia
naturale o tradizionale. Per definire nuclei in cui la
coppia è formata da persone dello stesso sesso, si
dovrà usare l’espressione “famiglia omogenitoriale”.
Sempre in tema di divieti, è proibito sostenere
che “il bambino ha bisogno di una figura maschile
e di una femminile come condizione fondamentale
per la completezza dell’equilibrio psicologico”.
Vietato anche l’utilizzo dell’espressione “utero in
affitto”, ritenuta dispregiativa: meglio parlare di
“gestazione di sostegno”.
In risposta e contestazione a quanto esposto poc’anzi a grandi linee, il ricorso proposto da Riccardo
Cascioli, notificato anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento per le Pari Opportunità e all’Unar, si incentra su due motivazioni
principali, corredate da precise indicazioni normative:
la violazione del diritto alla libertà di espressione
e del pluralismo informativo e la violazione della
riserva di legge per quanto riguarda restrizioni
alla libertà personale, eccesso di potere e inosservanza dello Stato di Diritto. Ha ragione Cascioli
a volersi battere per la libertà di stampa, che la
lobby lgbt tende – e non solo per mezzo del
decalogo dell’Unar – a voler se non annullare
quanto meno a limitare. E non da oggi. La guerra
al “politicamente scorretto”, ovvero a tutto ciò
che risulta anche minimamente difforme ai dettami
Lgbt, ha infatti già fatto diverse vittime. Come le
associazioni pro famiglia, la cui sola esistenza
sembra costituire un’offesa al mondo omosessuale.
O i genitori che, quanto alla diffusione dell’ideologia
gender nelle scuole, hanno chiesto di essere prima
consultati e solo per questo sono stati pesantemente
criticati. Di esempi di questo genere ce ne sarebbero
decine.
A testimonianza del fatto che la battaglia del
mondo Lgbt non è fatta soltanto di rivendicazioni
pacifiche di diritti negati, ma si traduce sempre
più spesso nell’affermazione di un pensiero unico
che ha poco o nulla a che vedere con la libertà.
Cristina Di Giorgi
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Martedì 25 marzo 2014
Attualità
LA CORTE SUPREMA INDIANA DISCUTERÀ VENERDÌ IL RICORSO DEI LEGALI DI LATORRE E GIRONE
Marò: una vicenda senza fine?
Le richieste: via la Polizia antiterrorismo dalle indagini e ritorno in Italia in attesa del processo
SCIVOLONE DELLA GIUNTA DI SINISTRA
di Cristina Di Giorgi
lla vicenda che da due anni
vede protagonisti i due fucilieri
di marina Salvatore Girone e
Massimiliano Latorre si aggiunge
l’ennesima tappa. Questa volta
si tratta di un’udienza presso la Corte suprema indiana, calendarizzata, a quanto
si apprende dall’elenco pubblicato sul sito
ufficiale di tale organo giudiziario, per il
prossimo venerdì 28 marzo.
I giudici, in quella data, saranno chiamati
a pronunciarsi su un ricorso presentato
dagli avvocati dei due marò. Un’istanza
corposa e documentata, che in circa cinquanta pagine pone una serie di questioni.
Tra esse in primo piano c’è la richiesta di
escludere la polizia antiterrorismo locale
dalle indagini sul caso. Questo perché
per la sua stessa natura di forza antiterrorismo la National Investigation Agency
(Nia) non può agire senza la presenza di
specifiche leggi speciali, come quella per
la repressione della pirateria (Sua Act).
Norme alle quali la stessa Corte suprema
ha già dichiarato di voler rinunciare. Secondo i legali dei due marò quindi, la
Corte, avendo annunciato il ricorso al codice penale e non più al Sua Act, non può
delegare le indagini e la conseguente definizione dei capi d’accusa alla polizia antiterrorismo.
Oltre a questo c’è poi l’ulteriore richiesta,
molto sentita, di consentire ai due fucilieri
del battaglione San Marco di tornare in
Italia in attesa delle successive tappe della
loro vicenda giudiziaria. Ad occuparsi del
ricorso in questione sarà la sala 4, presie-
Monza nega patrocinio gratuito
a un’iniziativa sui due fucilieri
A
l caso dei Marò fa discutere anche a Monza. E
non per questioni riguardanti il merito della vicenda dei due fucilieri di marina, ma per l’orientamento
politico di uno dei relatori
della conferenza prevista
per venerdì 28 marzo nella
città brianzola.
Si tratta di Luigi Di Stefano,
dichiaratamente ed apertamente di destra. E quindi
non conforme all’ideologia
della maggioranza monzese, che ha già in passato
dato più di una prova di
aver in testa alle sue priorità la pregiudiziale antifascista. La presenza di Di
Stefano nel programma
dell’iniziativa organizzata
dalla locale sezione dei
paracadutisti in solidarietà
a Latorre e Girone, è bastata a indurre il comune
a vietare il patrocinio gratuito. Che, va detto, è stato
invece concesso dalla Provincia.
L’incontro, intitolato “I marò
prigionieri in India. La ve-
I
duta dal giudice B. S. Chauan coadiuvato
dal collega J. Chelameswar.
C’è quindi da attendere qualche giorno
per capire in quale direzione sarà la decisione della Corte suprema su quanto richiesto. Sarà l’ennesimo capitolo di una
continua sequenza di rinvii o, finalmente,
si giungerà ad una decisione che quanto
meno determinerà un po’ di chiarezza?
Non resta che aspettare la data fissata per
l’udienza, nella speranza – condivisa dai
moltissimi italiani che seguono con partecipazione la vicenda di Latorre e Girone
– si arrivi ad una soluzione che consenta
ai due fucilieri di marina di tornare finalmente in Patria.
rità”, si terrà venerdì 28
marzo alle 21 all’Urna Center di piazza Castello ed è
stato organizzato per far
conoscere a chi vi prenderà parte fatti e particolari ritenuti utili per una
reale conoscenza di quanto
accaduto. In particolare
verrà presentata una perizia redatta appunto da
Di Stefano, che illustrerà
personalmente le prove da
lui raccolte per scagionare
i due militari italiani. Si
tratta in sostanza, a detta
dell’autore, di “un’analisi
tecnica che dimostra, dati
alla mano, l’innocenza dei
due fucilieri del Reggimento San Marco - si legge
in un articolo sull’evento
apparso su Nuovabrianza.it
– e che smonta passaggio
dopo passaggio le prove
che l’India sostiene di aver
messo insieme nei confronti di Salvatore Girone
e Massimiliano Latorre”.
Non resta quindi che ascoltare quanto Di Stefano ha
CdG
da dire.
5
Martedì 25 marzo 2014
Esteri
LA LEADER DEL FRONT NATIONAL DOPO LA VITTORIA ALLE AMMINISTRATIVE E LA DISFATTA DEI SOCIALISTI
Marine Le Pen: “Questo è solo l’inizio”
Appello alle forze euroscettiche per un’alleanza a difesa della sovranità
arine Le Pen, dopo la brillante affermazione del suo
Front National alle amministrative di domenica scorsa
in Francia, ha concesso un’intervista
all’agenzia di stampa italiana Ansa:
“Chiedo a tutte le forze euroscettiche
dìEuropa di allearsi in difesa degli
Stati nazione, del ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e
delle identità nazionali”: questo l’appello lanciato dalla leader del Fn in
vista delle Europee di maggio.
Al francese Le Figarò, Marine Le Pen
ha aggiunto: “Questo non è che l’inizio”. E Marine si dice pienamente fiduciosa nelle capacità dei candidati
che sono stati eletti: “Sapranno rispondere alle preoccupazioni degli
abitanti. Sono pronti per cominciare a
lavorare. Le loro squadre sono già
pronte e io non ho alcun motivo di temere un loro fallimento”.
Riguardo al secondo turno, la Le Pen
ribadisce la sua intenzione a non accorparsi con la destra moderata (Ump),
almeno nelle città in cui Fn è in testa:
“I miei candidati restano tali. Non ho
mai parlato di fondere le liste, e mai
lo farò. Se, però, qualcuno decidesse
di lasciare l’Ump, allora lo accoglie-
M
remmo volentieri”.
Sul Front Républicain (la coalizione di
centrosinistra), la sua critica è durissima: “Semplicemente, è morto. Le
dichiarazioni dei candidati socialisti
sono state patetiche. In certi comuni,
rischiano di arrivare al terzo posto:
potranno mettere una croce di presenza sui registri dei consigli comunali
e nulla di più”. Sul futuro del suo movimento, Marine Le Pen non nasconde
di avere grandi progetti: “Ci rimpro-
verano di essere un
partito di protesta
ma noi abbiamo dimostrato di saper
governare. Adesso
dobbiamo pensare
alle consultazioni europee, è lì che si gioca la partita più importante. Adesso,
sono molto impaziente. Voglio dimostrare ai francesi
cosa siamo in grado
di fare”.
E domenica prossima il Fronte imporrà
in un centinaio di città le “triangolari”,
ballottaggi Ps-Ump più il candidato
dell'estrema destra. Nei casi in cui il
Fronte è avvantaggiato, i socialisti
hanno già annunciato che inviteranno
il proprio candidato a desistere in favore dell’Ump, un gesto non ricambiato
dalla destra, che esorta invece tutti i
simpatizzanti a recarsi alle urne. Lo
slogan del partito di opposizione guidato da Jean-Francois Copé è: “Un
voto al Fronte nazionale è come un
voto al Partito socialista”.
PUNTO E A CAPO
Hollande, il socialista
caduto molto in basso
ai un presidente della Repubblica francese era arrivato cosi
in basso, sia in termini di sondaggi (intorno al 20%) che di credibilità.
Infatti, oltre a rivelarsi un miserabile
dal punto di vista personale con gli
scandali che lo hanno coinvolto, Hollande ha trascinato la Francia nella
crisi politica ed economica accettando,
di fatto, la subalternità totale verso la
Merkel e facendo rivoltare nella tomba
ex presidenti socialisti come Mitterrand.
In questo contesto non desta tanto
meraviglia l’affermazione del Front national di Marine Le Pen.
Questo risultato è il premio di un
lavoro eccezionale della Le Pen a livello
locale, tanto che il Fn dove si è presentato va al ballottaggio o vince addirittura al primo turno, proprio per il
forte radicamento locale della Fiamma
francese. Ma soprattutto la Le Pen ha
dato voce concreta a chi, come l’associazione Manif pour tous, ha portato
milioni di francesi in piazza contro la
politica filogay del grottesco Hollande.
Una prova di forza che ha fatto emer-
M
gere la Francia profonda, nazionale e
popolare. La Le Pen ha insistito contro
l’Europa di Bruxelles diventando la
leader degli euroscettici. Non a caso i
primi a congratularsi con il suo successo sono stati i leghisti di Maroni e
le altre forze italiane critiche con la
tecnocrazia che governa il Vecchio
Continente.
Ora, quello che resta dei socialisti ha
addirittura ipotizzato un’alleanza con
la Ump. Ciò a dimostrazione di quanto
la vecchia sinistra non abbia più nulla
da dire a difesa delle classi sociali che
stanno pagando la crisi più dura innescata dal capitalismo mondiale.
Il Fn è diventato un partito smaliziato
che ha rivendicato anche la tradizione
del gollismo, tradito dall’usurpatore
Sarkozy. La Le Pen presenta temi non
riconducibili al cliché di una destra
estrema. Xenofobia e nostalgismo
sono fuori dal suo vocabolario. Ci è
riuscita appieno. La destra nazionale
sta occupando un’area vasta.
In Francia sta nascendo l’antiMerkel.
Biagio Cacciola
TUTTI ATTIVISTI PRO-MORSI
Eurosky Tower .
Entrare in casa e uscire dal solito.
Egitto: cinquecento
condannati a morte
orna a farsi particolarmente calda, e molto
difficile, la situazione
in Egitto. Un tribunale egiziano ha infatti condannato
a morte 529 sostenitori di
Mohamed Morsi, l'ex presidente legato ai Fratelli
musulmani, deposto nel luglio dello scorso anno.
Al termine di un maxi-processo, la corte di Minya,
città a 250 chilometri a sud
del Cairo, ha inflitto la pena
capitale per 153 militanti
islamisti gia' agli arresti e
per 376 altri militanti, tuttora latitanti. Lo ha riferito
una fonte giudiziaria, spiegando che e' possibile presentare appello contro le
condanne. I 529 condannati
fanno parte degli oltre 1200
sostenitori di Morsi sotto
processo a Minya.
Altri 700 andranno a processo da domani. Sono tutti
T
La parte migliore è quando si torna a casa
Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere
dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità
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accusati di aggressioni e
danneggiamenti nel sud
dell'Egitto, nei mesi successivi all'intervento del 14
agosto del 2013 con cui le
forze di sicurezza avevano
disperso due accampamenti di protesta degli islamisti al Cairo, facendo centinaia di morti.
Tra le accuse c'è anche
quella di aver compiuto
atti violenti che portarono
alla morte di due poliziotti
a Minya.
Secondo Amnesty International, dall'esplosione di
violenza di agosto ci sono
stati 1.400 morti in tutto
l'Egitto. Lo stesso Morsi è
ancora sotto processo con
tre capi di imputazione, tra
cui quello di aver incitato
all'uccisione di manifestanti
quando era ancora in carica come presidente egiziano.
6
Martedì 25 marzo 2014
Storia
CLASSE 1899, PLURIDECORATO, FASCISTA, AVVOCATO, ECONOMISTA E GIORNALISTA, È UNA FIGURA DI PRIMO PIANO DELLA RSI
Pellegrini Giampietro e le Finanze di Salò/1
Eredita da Badoglio una situazione disastrosa, che gestisce con oculatezza: miliardi di debiti e un bilancio da risanare
di Emma Moriconi
arebbe curioso fare un giro
nei licei italiani e rivolgere
una domanda agli studenti
del quinto anno: chi era
Domenico Pellegrini Giampietro? Ebbene, se dovessero cercarlo nei libri di storia non lo troverebbero. Se fossero dunque costretti a chiederlo ai propri insegnanti chissà quale risposta otterrebbero. Forse farebbero prima
a cercarlo sul web, o in qualche
rara libreria specializzata dove si
possono trovare volumi che raccontano davvero la Storia.
E invece un personaggio come
Pellegrini Giampietro andrebbe
inserito nel programma di ogni
istituto scolastico, perché ciò in
cui quest'uomo riuscì non è più
accaduto nel corso dei settant'anni
successivi.
Ma andiamo con ordine: innanzitutto Domenico Pellegrini Giampietro, classe 1899, è medaglia
d'argento al valor militare nella
Grande Guerra, partecipa alla
Marcia su Roma ed è un fascista,
avvocato, economista e giornalista. È un soldato, volontario nella
guerra civile spagnola, dove riceve due medaglie d'argento. Al
suo rientro in Patria è membro
del direttorio federale di Napoli,
segretario federale di Napoli, consigliere nazionale nella Camera
dei Fasci e delle Corporazioni,
poi sottosegretario al ministero
S
delle Finanze.
Dopo l'8 settembre segue Mussolini nella Repubblica Sociale
per la quale diventa ministro delle
Finanze, ed è qui che l'uomo entra
a pieno titolo nella storia del Paese.
Bisogna ricordare brevemente,
semmai servisse, che dopo la resa
incondizionata (chiamarlo 'armistizio' sarebbe sin troppo) dell'8
settembre 1943, l'inetto sovrano
Vittorio Emanuele e l'inadeguato
capo del governo Pietro Badoglio
sono fuggiti al sud, lasciando soldati e civili allo sbando. Il 25 luglio
precedente Mussolini era stato
destituito dal Gran Consiglio e
fatto arrestare dal Re, che aveva
nominato Badoglio nuovo capo
del Governo.
Mussolini annuncia la nascita della
Rsi il 15 settembre. Per quarantacinque giorni l'Italia resta abbandonata. Quella che arriva nelle
mani di Pellegrini Giampietro è
una situazione finanziaria catastrofica. Badoglio ha consegnato
la Patria al nemico, ha stretto la
mano a chi fino a
pochi giorni prima aveva bombardato le città
d'Italia uccidendo
e radendo al suolo interi quartieri,
ha erogato oltre
tre miliardi di lire
al mese al Reich
per le divisioni
militari tedesche
operanti in terra
italiana dall'agosto 1944. Si, perché l’Italia, anche
dopo la destituzione del Duce,
resta alleata della
Germania. Una
precisazione è
d’obbligo: il 26
luglio 1943 Badoglio aveva emanato un proclama in cui affermava
‘La guerra continua!’. Gli accordi
tra Badoglio e la Germania, perfezionati il 3 agosto 1943, parlano
di almeno sei divisioni richieste
immediatamente, a fronte di un
‘contributo’ di circa 31 milioni di
Reich Marks. Contributo che fino
ad allora mai era stato richiesto
all’Italia fascista, come riferisce
lo scrittore Antonio Pantano, ‘compensati con la cessione di kg 5.613
della riserva aurea nazionale. Questo ulteriore impegno in oro –
continua Pantano – fu perfezionato
nel corso dell’ultimo incontro militare tra germanici ed italiani avvenuto a Bologna il 15 agosto
1943’.
Insomma, quando Pellegrini Giampietro arriva alle Finanze della
Rsi si ritrova a dover fare i conti
con un debito non indifferente.
Non solo: deve fare i conti anche
con oltre un milione di lavoratori
italiani – dice ancora Pantano –
‘liberamente presenti nel Reich
sin dal 1939’: si tratta di ‘stipendiprovvidenze-previdenze sociali’.
Un’eredità pesante, quella che
Pellegrini Giampietro si trova a
gestire.‘Il ministro Pellegrini Giampietro – scrive sempre Pantano –
obbligò la banca centrale a far
disporre le casse della Repubblica
Sociale Italiana di lire 183,6 miliardi ‘precariamente custoditi in
mero deposito dallo istituto di credito gestente la tesoreria statale’,
ma di pertinenza proprietaria di
tutti i cittadini italiani e, per loro,
dello Stato’. Pellegrini Giampietro,
infatti, sa bene che la Banca d’Italia
spa è ‘un’organizzazione bancaria
privata con funzioni di ‘tesoreria
dello Stato a fronte del riscosso e
delle anticipazioni’.
Insomma, 380,5 di entrate contro
359,6 miliardi di uscite. Pellegrini
Giampietro riesce persino a far
avanzare 20,9 miliardi.
(…continua…)
[email protected]
7
Martedì 25 marzo 2014
Focus
CONTRASTO AD OMICIDIO, PEDOPORNOGRAFIA, ATTI PERSECUTORI: ANCORA UN MESE PER LA SOTTOSCRIZIONE
Raccolta firme, siamo al rush finale
Nassisi: ‘Le parole servono a poco, aderire alla proposta di legge può essere
un modo per tentare di arginare questa inarrestabile ondata di violenza’
di Emma Moriconi
rosegue la raccolta delle firme per
la proposta di legge di iniziativa
popolare di modifica al Codice Penale e al Codice di Procedura Penale in tema di “misure di contrasto
all’omicidio, alla pedopornografia, alla violenza
sessuale, alla pedofilia, agli atti persecutori”.
C’è ancora un mese di tempo per apporre la
propria firma e contribuire a raggiungere
l’obiettivo.
La proposta, annunciata in Gazzetta Ufficiale
n. 185 dell’8 agosto 2013, promossa dal Movimento Politico La Destra e fortemente voluta
dal Dipartimento Giustizia del partito, strutturata
dall’avvocato penalista Monica Nassisi, presidente dell’Associazione Legittima Difesa,
ha visto tra i promotori anche il nostro Giornale
d’Italia.
Il senso della proposta di legge è “contrastare
i più gravi delitti contro la persona” – si legge
nella relazione – perché “il ripetersi di omicidi
e violenze di natura sessuale, soprattutto tra
le mura domestiche, impone una legislazione
che preveda pene più severe e un trattamento
processuale che non consenta sconti di pena”.
Ad un passo, ormai, dalla conclusione della
raccolta firme, abbiamo intervistato l’avvocato
Nassisi per fare il punto sulla situazione e fornire
informazioni utili in merito ai nostri lettori.
P
La raccolta firme è in corso, dove possono
rivolgersi i cittadini che volessero aderire
all'iniziativa?
I cittadini possono sottoscrivere la PdL nei
seguenti luoghi:
ROMA: in tutti Municipi di Roma Capitale;
- presso il Segretariato-Direzione Generale –
Ufficio di Protocollo-Palazzo Senatorio–Piazza
del Campidoglio;
- TERRACINA: presso Ufficio Elettorale Comunale, P.zza Municipio, 1
- presso la sede di Legittima Difesa Onlus in
Via Appia Nuova, 612.
TOSCANA: presso i Comuni di LIVORNO,
BIENTINA, CALCI, CASCINA, SAN GIULIANO
TERME.
MILANO: presso la sede dell’associazione
Lealtà e Azione, Via G .Govone, 35
MONZA: Via Dante, 5
LODI: Via Milite Ignoto, 8
REGGIO EMILIA: presso la sede Sostieni LA
CARAMELLA BUONA ONLUS CONTRO LA
PEDOFILIA .
TERNI: presso la sede dell’ Anvu Associazione
nazionale vittime Usura.
CAGLIARI: presso la sede de La Destra e nei
banchetti organizzati da Daniele Caruso.
BELLUNO: nei banchetti organizzati da Titti
Monteleone .
ACUTO (Frosinone), presso il Comune di
Acuto e presso la Casa Buona (tel. 0775.56076)
Il Giornale d'Italia è tra i promotori di
questa pdl, insieme ad altre realtà associative. Riepiloghiamole
I promotori sono: l'Associazione no profit "Legittima Difesa; il Giornale d'Italia; La Caramella
Buona onlus; La Giara Nera; l'Associazione
Nazionale Vittime Usura; l'Accademia Internazionale delle Scienze Forensi, presieduta
da Roberta Bruzzone; Nuovo Orizzonte Italia.
Ha aderito "Lealtà e Azione".
L'esperienza nei tribunali di un avvocato
penalista certamente contribuisce ad aumentare la sensazione che le leggi siano
inadeguate alla salvaguardia dei più deboli,
non è così? Ci racconti qualche esperienza
che può aver suscitato in lei la volontà di
adoperarsi in questo senso
Sono state proprio le esperienze vissute in
Tribunale che mi hanno convinto della ne-
DRAMMATICO BILANCIO, UN MASSACRO COMPIUTO AI DANNI DI FIDANZATE,
MOGLI, COMPAGNE, FIGLIE, SORELLE
Femminicidio: nel 2013 uccise
128 donne tra i 15 e gli 89 anni
Un fenomeno trasversale che interessa non solo
contesti di degrado, ma anche la società “per bene”
di Chantal Capasso
eggendo il drammatico bilancio
presentato a Roma da “Telefono
Rosa”: per la prima volta in 7
anni sono state uccise 15 ragazze
sotto i 15 anni e aumentano anche i
casi di violenza sulle donne dopo
una gravidanza e tra fidanzati.
Un massacro compiuto ai danni di
fidanzate, moglie, compagne, figlie,
sorelle e così via. Donne accoltellate,
uccise a colpi di arma da fuoco, picchiate, soffocate dai loro “cari”, dagli
uomini della loro vita. Secondo Telefono Rosa - associazione da 26 anni
in prima linea nella lotta contro la
violenza di genere - nel 2013 ci
sono stati 128 femminicidi in Italia.
Donne di età compresa tra i 15 e gli
89 anni. La ricerca ha analizzato i
dati relativi alle 1504 vittime che
hanno contattato il Telefono Rosa e
due subcampioni di 1290 donne italiane e 214 straniere. I risultati hanno
evidenziato uno spostamento dell’età
media delle vittime, con un aumento
della fascia di età tra 45 e 54 anni,
passata dal 25% del 2012 al 28%
del 2013, anche se per la prima volta
in 7 anni si registrano 15 vittime di
L
età inferiore ai 15 anni. Le straniere
si imbattono nella violenza prima
delle donne italiane: due su tre hanno
un’età compresa tra i 25 e i 44 anni.
Aumenta l’età delle vittime e anche
quella dei carnefici: il segmento di
violenti di età superiore ai 55 anni (il
17% ha tra i 55 e i 64 anni e il 10%
oltre i 65 anni) passa dal 22% del
2012 al 27% di quest’anno. La quota
più ampia di aggressori, pari al 58%
del campione, resta concentrata nell’età di mezzo, tra i 35-44 anni (29%)
e i 45-54 anni (29%). Il restante 15%
di violenti si annida tra i giovani con
un’età inferiore a 34 anni.
Sfatato il pregiudizio che lega l’insorgere della violenza all’arretratezza
culturale: il 21% delle donne è laureata
e un ulteriore 53% ha un diploma.
Non è solo all’interno di contesti de-
gradati, dunque, che bisogna individuare i carnefici e non basta l’emancipazione culturale a proteggere le
potenziali vittime. Per quanto riguarda
i carnefici, il 64% ha un grado d’istruzione medio-alto con il 44% diplomato
e il 20% laureato. Le posizioni professionali più rappresentate dai violenti sono gli impiegati, anche di alto
livello (17%), gli operai (16%) e i
liberi professionisti (13%). Dalla ricerca è emerso anche che sono
sempre di più le donne che denunciano maltrattamenti in concomitanza
con una gravidanza o con la nascita
dei figli, aumenta inoltre anche la
quota di donne vittime di violenza
già durante il fidanzamento. Si parla
di una violenza che assume tante
forme, anche economiche. Il 13%
delle donne dice di subire violenza
economica, tra cui la mancanza di
sostegno o la mancata corresponsione degli alimenti. La violenza economica, tesa a ledere la capacità di
autonomia della donna, quando si
esprime attraverso la mancanza di
sostegno o la mancata corresponsione degli alimenti, danneggia soprattutto i figli, vittime della stessa
violenza agita contro la madre.
cessità di misure repressive
e preventive più severe per
reati per i quali le condanne
sono spesso decisamente ingiuste. In particolare, mentre
elaboravo la proposta, pensavo ad una giovane donna
massacrata dal suo convivente e padre di sua figlia,
condannato a soli 16 anni di
reclusione; a una bambina
di soli dodici anni, costretta
ad abortire, abusata per ben
40 volte da un essere spregevole di 50 anni, condannato
a soli 7 anni; a Franca De
Candia, stuprata perché non
aveva rispettato le richieste
degli usurai.
I casi sono molti e le risposte
da parte delle Istituzioni e
della Magistratura sono, a mio avviso, ancora
decisamente inadeguate. Basta semplicemente
leggere le cronache giudiziarie per rendersi
conto di quanto le condanne per reati così
efferati non siano adeguate, non siano "giuste".
Il rito abbreviato, purtroppo, consentendo lo
sconto di un terzo della pena in caso di condanna, fa in modo che questi brutali delinquenti
tornino in libertà solo dopo pochi anni di reclusione.
Le parole servono a poco, se non sono seguite
da fatti concreti. Firmare la proposta di legge
può essere un modo per tentare di arginare
questa inarrestabile ondata di violenza.
IN ITALIA SONO QUASI CIRCA 100MILA CHE SUBISCONO ABUSI,
IN MAGGIORANZA SONO BAMBINE
Pedofilia: una piaga
da debellare
Grooming: lo strumento più pericoloso
di adescamento su minori attraverso internet
ttraverso l’analisi dei recenti dati
raccolti dalla Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro
il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia)
si delinea un quadro chiaro del fenomeno. Le cause principali sono: trascuratezza materiale o affettiva (52,7%),
violenza assistita (16,6%), danni psicologici (12,8%), violenza sessuale
(6,7%), patologie delle cure (12,8%),
maltrattamento fisico (4,8%).
In Italia sono quasi circa 100mila, lo
0,98% dei minori, in maggioranza femmine (52,51%), i bambini o adolescenti
che subiscono maltrattamenti e abusi.
Mentre secondo quanto riportato nel
dossier «Child Maltreatment», già nel
2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati
circa 65 mila abusi sessuali. In Inghilterra, attestano dal Department for
Education, sono stati segnalati 2 mila
abusi sessuali. In Francia, sempre nello
stesso anno, si sono registrate 2 mila
e 800 denunce di abuso. Invece nel
nostro Paese, secondo l'Istat, nel 2009,
solo 492 atti sessuali con minorenni
sono stati denunciati. Ma il telefono
Azzurro ha dichiarato che ancora oggi
le denunce sono insufficienti, a debellare
il fenomeno. Negli ultimi anni il servizio
del Telefono Azzurro che consente a
chi naviga in Internet di segnalare con-
A
tenuti potenzialmente pericolosi per
bambini e adolescenti, ha accolto 5.768
segnalazioni: il 26% si riferiva a materiale
pedopornografico. Si evince sempre
dal report di Telefono Azzurro che, a
favorire la copertura sotto silenzio degli
abusi, è anche il fatto che molte violenze
si celano in «contesti sociali»: la scuola
o la chiesa. Errato inoltre è considerare
i pedofili come figure estranee: orchi.
La realtà è diversa. I dati raccolti
smentiscono il luogo comune che vuole
il pedofilo come «un estraneo». Il pericolo si annida invece nel nucleo familiare: padri, madri, nonni, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti. Se solo il
9,6% riguarda soggetti estranei, negli
altri casi si tratta di soggetti esterni
alla famiglia ma conosciuti: tra questi
spiccano gli amici di famiglia (11%),
gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa (
4,8%). L’1% circa delle segnalazioni al
Telefono Azzurro riguarda i religiosi.
Le donne autrici di abusi sessuali rappresentano il 12,8% dei casi. Abili
complici della diffusione del fenomeno
sono internet e le nuove tecnologie
che forniscono al pedofilo ulteriori strumenti che facilitano il contatto con
bambini e adolescenti (fino ai casi di
«grooming», l'adescamento online).
Ch.C.
8
Martedì 25 marzo 2014
Roma
GRANDI MANOVRE AL CAMPIDOGLIO, IL “TERZO POLO” SI RITAGLIA UN RUOLO DA PROTAGONISTA
Marino-Marchini, qua la mano
Il bell’Alfio porta in dote tredici proposte di delibera,
il sindaco condivide: in vista dello scoglio dell’approvazione
del bilancio di previsione possono servirgli i suoi voti
cchio a Marchini: con un Ignazio Marino a corto di fiato, è
proprio “il bell’Alfio” a ritagliarsi, colpo dopo colpo, un
ruolo centrale nella politica
romana. Anche attraverso quelle tredici
proposte di delibera che il sindaco ha
fatto sue e che alla fine portano semplicemente luce all’imprenditore. Uno spostamento dell’asse politico capitolino che
potrebbe portare anche a qualche sconvolgimento? Si vedrà. Intanto ci sono
questi tredici temi sul tavolo e l’impegni
di Marino a farli suoi. Si parla di assunzioni
nelle aziende capitoline solo tramite concorso pubblico, semplificazione burocratica, abolizione di tutte le auto blu rimaste, progressività dell’addizionale comunale Irpef, punti verdi sport da assegnare ai privati contro il degrado, case
"solo agli onesti" (cancellando il premio
di prelazione agli occupanti abusivi),
lotta all’evasione nel trasporto pubblico
locale con l’obbligo di salita anteriore
sugli autobus e un controllore fisso sulle
linee più affollate, un bilancio più trasparente e partecipato dai cittadini, l’istituzione di un’anagrafe dei lavori pubblici,
la nascita della ''Casa delle start up'' che
assegni uffici con utenze gratuite ai
giovani imprenditori, l’istituzione di una
''Casa della cultura'' in ogni municipio, il
miglioramento del bike e del car sharing
e infine la trasformazione della RomaLido e della Roma-Giardinetti, la prima
in una metro e la seconda in un tram
stile ''Otto''.
Le 13 proposte sono il frutto di una campagna che ha portato la Lista Marchini a
O
raccogliere 10.138 firme in 15 luoghi di
Roma, dal 30 novembre 2013 al 30 gennaio 2014. Ieri si è svolto persino un incontro pubblico tra i promotori e il primo
cittadino. “La nostra opposizione - ha
spiegato Marchini, intervenuto in un clima
cordiale, dicono le agenzie, dopo una
sorridente stretta di mano con il primo
cittadino - è dura, ferma e decisa ma anche propositiva. Con questa iniziativa
per la prima volta si può avviare una
fase diversa, in cui i ruoli restano distinti,
ma si può lavorare tutti per il bene della
città”. E il dirimpettaio, cui i voti in aula
per far passare un claudicante bilancio
di previsione servono come il pane, gli
ha fatto subito eco: “Sono soddisfatto di
questo metodo di dialogo - ha risposto
Marino - con le opposizioni non voglio il
CRIMINALITÀ IN AUMENTO
muro contro muro, ma impostare un
lavoro comune. Condivido 10 di queste
13 proposte e alcune potrebbero già
essere inserite nel bilancio 2014”, giusto
per fare in modo che qualche preziosissimo braccio della “opposizione” si alzi
alla bisogna.
Che ne penserà il resto della maggioranza? Difficile dirlo, o forse facile, guardando ad esempio alla proposta sulla
“casa agli onesti”. Sicuramente Marino
non vuol sentir parlare di maggioranze
variabili: “Pensate davvero che la maggioranza sia contro il Comune? La maggioranza è con il Comune, con la Giunta
e con il sindaco”, ha detto a margine
dell’incontro con gli esponenti della Lista
Marchini. Convinto lui…
Robert Vignola
Rossin torna da Berlusconi
e lascia Fratelli d’Italia
Polemico Marsilio: "Non ha nemmeno
pagato la quota dovuta al partito, dopo
aver beneficiato del nostro consenso"
ario Rossin, consigliere
comunale di Fratelli
d'Italia, ha abbandonato
il partito in cui è stato eletto
in Campidoglio e ha aderito
a Forza Italia. La notizia è
stata ufficializzata ieri in una
conferenza stampa con numerosi esponenti del partito
di Berlusconi, a partire dal
coordinatore regionale Claudio Fazzone.
"Penso che oggi si chiuda un
cerchio - ha dichiarato Rossin
- che nasce con quel grande
contenitore del PdL. Oggi faccio il mio ingresso in un partito in cui mi rispecchio anche
per mie esperienze passate,
che è quello di Forza Italia,
in cui da oggi continuerò il
mio lavoro qui in Campidoglio. Abbiamo condiviso battaglie importanti. Altre devono
ancora cominciare. Ci vuole
una fase costruttiva per la
città. Io penso che con Forza
Italia questo sia possibile".
Rossin, nella scorsa consiliatura capitolina era passato
con la Destra dopo aver lasciato il Pdl. A seguito delle
elezioni politiche, si era candidato al comune con Fratelli
d'Italia.
Mastica amaro il movimento
della Meloni. In una nota, il
portavoce regionale Marco
Marsilio sottolinea che "Rossin da due settimane era stato
invitato ad uscire dal Gruppo
D
IN ZONA VIMINALE
capitolino di FdI, avendo registrato la sua totale assenza
da ogni attività nel partito, al
quale nemmeno si è mai
iscritto; abbiamo semplicemente preso atto di questo
comportamento, dandogli l'alternativa di regolarizzare la
sua posizione versando la
quota di iscrizione di 250 euro
riservata ai consiglieri comunali delle città metropolitane".
Questa mattina - ha aggiunto
Marsilio - "ci ha comunicato
di voler rassegnare le sue dimissioni, aderendo quindi all'invito che gli avevamo rivolto. Fdi-An è un movimento
fatto di persone entusiaste e
piene di voglia di costruire,
come hanno dimostrato i
20.000 elettori romani che
hanno partecipato alle primarie di febbraio scorso. Persone che affrontano con coraggio i rischi e le difficoltà
di militare in un partito che,
per il momento, 'garantisce'
pochi spazi, pur essendo in
costante crescita. È evidente
che chi non condivide l'entusiasmo, la voglia di fare e lo
spirito di sacrificio che comporta stare in Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale può
tranquillamente accomodarsi
alla porta, come nel caso di
Rossin, anche dopo aver beneficiato personalmente del
consenso e della forza del
nostro Movimento".
AL COLLATINO
In metro come nel Bronx:
raffica di furti e aggressioni
Rapina un minorenne
della spesa: arrestato
Picchia una prostituta
e le sottrae la borsa: preso
esioni gravi e tentata rapina
aggravata. Questi i reati
contestati a sei giovani,
un ucraino e cinque moldavi di
età compresa tra i 21 e i 34
anni, che domenica sera, poco
prima delle 20 alla fermata della
metropolitana Eur-Magliana,
hanno aggredito una coppia di
cittadini ucraini, lui di 27 e lei
di 44 anni nel tentativo di rapinare quest'ultima della sua borsa. Il gruppo di giovani, dopo
essersi avvicinati alla coppia
che era in attesa dell'arrivo del
convoglio sulla banchina, hanno
prima aggredito la donna tentando di sottrarle la borsa e
poi hanno picchiato il giovane
che era con lei, lasciandolo a
terra esanime. Attraverso le segnalazioni del personale in servizio alla stazione metropolitana
che hanno immediatamente avvisato il 113, gli agenti del Reparto Volanti e del Commissariato Esposizione sono riusciti
a rintracciarli mentre viaggiavano a bordo di un autobus,
dopo aver infastidito alcuni viaggiatori alla fermata della metropolitana Eur-Laurentina. Nello
zaino di uno di essi, anch'egli
cittadino ucraino, i poliziotti
hanno sequestrato un coltello
na domenica di ordinaria
delinquenza. E, spiace
dirlo ma è così, a seminare insicurezza nelle strade
della capitale, spesso in pieno
giorno, sono cittadini stranieri
giunti in Italia con chissà quale
miraggio e ridotti a sbarcare il
lunario a spese dei romani.
Gli episodi. Il primo riguarda due
romeni sorpresi subito dopo essersi impossessati di vari oggetti
presenti a bordo di un’autovettura
parcheggiata in via Pietro Mascagni, nella zona di Vescovio. Il
proprietario dell’auto, nel riprendere il proprio veicolo, ha notato
i due armeggiare vicino alla sua
auto e allontanarsi a piedi subito
dopo. Avvicinatosi al veicolo, ha
notato che il vetro era infranto e
la serratura dello sportello forzata.
Subito ha avvisato il 113 e in
breve una pattuglia del commissariato Vescovio ha iniziato a
perlustrare le vie limitrofe. Poco
dopo i due sono stati individuati
e bloccati, riconosciuti dal proprietario dell’auto e arrestati per
furto aggravato. Altro giro, altra
corsa nella zona del Viminale:
qui un romeno di 32 anni è stato
arrestato per furto con strappo e
minacce a pubblico ufficiale. Poco
prima, infatti, notato in via Vicenza
i intensificano gli episodi
di intolleranza e violenza
nei confronti delle prostitute. Spesso oggetto di uno
squallido commercio di vite
umane, le donne provenienti
dai continenti poveri del mondo
grazie ai canali dell’immigrazione
clandestina affollano le strade
dei grandi centri e, oltre al trattamento facilmente immaginabile cui vengono sottoposte dai
loro sfruttatori-aguzzini, finiscono pure nel mirino di balordi
e sbandati. Così nella tarda serata di domenica, una ragazza
della Repubblica della Sierra
Leone, di 24 anni, che si prostituiva nel parcheggio di un
esercizio commerciale del Collatino ha chiesto aiuto al ''112''
dopo essere rimasta vittima di
una rapina. La ''lucciola'' ha
raccontato ai Carabinieri della
Stazione Roma Tor Sapienza,
intervenuti sul posto, che, poco
prima, un ragazzo, a bordo di
un'auto, l'aveva avvicinata e
dopo averla colpita al volto, si
era impossessato della sua borsa con i soldi, fuggendo a tutto
gas. Nonostante la velocità e la
violenza dell’azione criminale
di cui è rimasta vittima, la giovane donna ha avuto la fred-
L
e del rame e lo hanno denunciato. Per lui, e per tutti gli altri,
accompagnati negli uffici di Polizia, è scattato l'arresto per il
reato di lesioni gravi e per rapina
aggravata. Due cittadini romeni
sono stati invece arrestati per
furto dagli agenti del Commissariato Trevi e Castro Pretorio
dopo che (sempre domenica
sera), intorno alle 21, hanno
sottratto una somma di denaro
dal borsello di un viaggiatore
che era a bordo di un vagone
della metropolitana della linea
A. La coppia di romeni, fingendo
di abbandonarsi a delle tenere
effusioni, ha prima spinto la
vittima e poi l'uomo, afferrata
la cinghia del borsello, lo ha
aperto ed ha sottratto delle banconote per un valore di circa
70 euro. Quando il treno si è
fermato la vittima ha segnalato
al personale di vigilanza il tentativo di fuga dei due borseggiatori. Le guardie giurate hanno
inseguito e bloccato i due ladri
ed hanno avvisato il 113. I poliziotti arrivati pochi minuti dopo
li hanno arrestati ed hanno recuperato la somma sottratta,
restituendola al legittimo proprietario.
Valter Brogino
U
un minore che aveva appena effettuato la spesa all’interno di un
supermercato, lo ha avvicinato e
gli ha strappato dalle mani la
busta contenente i generi alimentari. Il minore ha avvisato
subito il 113, che è giunta sul
posto e dopo aver tranquillizzato
il giovane, visibilmente scosso
per l’accaduto, lo stava per riconsegnare ai genitori. Nel transitare in via Marsala, il ragazzo
ha riconosciuto il suo aggressore
e lo ha indicato ai poliziotti, che
lo hanno subito bloccato e arrestato, nonostante i suoi tentativi
di sfuggire agli agenti. Infine in
via Gargano, in zona Monte Sacro,
intorno alla mezzanotte due pattuglie sono state inviate sul posto
per dei rumori sospetti segnalati
al 113. Avvicinatisi allo stabile,
gli agenti hanno udito distintamente i colpi provenire da una
stanzetta interna, dove hanno
sorpreso all’opera V.V., romeno
di 34 anni, intento ad abbattere
una parete divisoria dalla quale
avrebbe avuto accesso ad un negozio di ottica. L’uomo, pertanto,
è stato arrestato e il furto sventato.
Tentato furto aggravato il reato
da cui dovrà difendersi in tribunale.
Gustavo Lidis
S
dezza di prendere nota della
targa dell'auto e di fornirla ai
militari che si sono subito messi
sulle tracce dell'aggressore. Un
elemento fondamentale per
giungere all’identità dell’aggressore. L'auto non è risultata rubata, ma intestata ad un signore
romano, il cui figlio 24enne
aveva alcuni precedenti penali.
Nel frattempo, la vittima è stata
portata in caserma e sottoposta
ad una seduta di riconoscimento
fotografico: in base alla caratteristiche somatiche del rapinatore da lei fornite, le sono
state mostrate decine di fotografie di persone con precedenti
penali e connotati simili. Dopo
alcuni minuti, la giovane ha riconosciuto, senza ombra di
dubbio, il suo aggressore: si
trattava proprio del figlio del
proprietario dell'auto che si era
allontanata subito dopo il colpo.
A quel punto, i Carabinieri hanno
individuato il ragazzo a casa
della convivente in via dell'Acqua
Bullicante. Considerati gli indizi
concordanti, sentito il parere
dell'Autorità Giudiziaria, il
24enne è stato denunciato a
piede libero con l'accusa di rapina.
G. L.
9
Martedì 25 marzo 2014
Da Roma e dal Lazio
FORTE PRESA DI POSIZIONE CONTRO LA DETERMINA REGIONALE IN MATERIA SANITARIA
REGIONE LAZIO
Storace: “Il progetto Antares
non può essere cancellato”
“Cittadinanzattiva,
fuori tutti i conti
delle spese sostenute”
La chiusura del reparto di reumatologia dell’ospedale
San Filippo Neri sta togliendo il diritto alla cura a numerosi pazienti
l capogruppo de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio,
Francesco Storace, ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della
Regione, Nicola Zingaretti, Per sapere
se intende annullare la Determina del 12 febbraio
2014 n. G01523 che ha disposto la chiusura
dell’UOS Dipartimento di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri e dare la
possibilità, quindi, ai pazienti affetti da artride
remautoide, di continuare le cure presso il
reparto di reumatologia del San Filippo Neri.
La Determinazione n. G01523 – si legge nell’interrogazione - attesta che l’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri non è più ufficialmente
Centro Antares e perde dunque di diritto la
possibilità di prescrivere i farmaci biologici ai
propri pazienti affetti da artrite reumatoide. In
questo modo 100 persone non potranno più
essere curate nel reparto di reumatologia e
altre 3.500 che necessitano di cure altrettanto
importanti non sanno dove andare. Al San Filippo
si sono infatti già avviate le procedure per chiudere mano a mano il servizio di assistenza.
Nonostante dalla Direzione Generale dell'Ospedale arrivino rassicurazioni apparentemente
confortanti in cui si dichiara che nessun paziente
dovrà interrompere le cure e la continuità assistenziale sarà garantita attraverso la presa in
carico di altri centri qualificati di reumatologia
individuati dalla direzione del San Filippo Neri
I
in accordo con i pazienti, seguendo le modalità
indicate dalla Regione Lazio, i diretti interessati
non sembrano dello stesso avviso in quanto,
come ricordato anche da Nicoletta Carcaterra
del gruppo "I curati a metà - malati di artrite
reumatoide" su 100 pazienti in cura al San
Filippo Neri 20 sono stati già spostati in altri
centri ma, stando ai racconti e alle testimonianze
degli altri, non tutti vengono accettati nelle strutture alternative. Molti sarebbero stati addirittura
rifiutati per mancanza di budget.
Considerato che – conclude Storace nell’interrogazione – a preoccupare i pazienti è anche
la perdita di un medico che prima di tutto è un
VITERBO
Sostituzione di persona
per superare test d’italiano
na scorciatoia
per un esame?
Peccato che
molti ritengono veniale, ma che spesso e
volentieri rappresenta
una truffa. Come probabilmente hanno imparato, a loro spese,
l’uomo che ha sostenuto l’esame di italiano al posto
del concittadino macedone e quest’ultimo, che sono stati smascherati dagli uomini della Digos
e denunciati. È successo venerdì
scorso a Viterbo. Negli ultimi
mesi, gli uomini della Digos di
Viterbo hanno effettuato attività
investigativa concentrata sugli
stranieri che devono sostenere e
superare un esame di conoscenza
della lingua italiana per ottenere
un lungo permesso di soggiorno.
In diverse città italiane, secondo
l’agenzia Dire, si era già registrato
un meccanismo di raggiri e truffe
per far superare il test agli stranieri
che a malapena conoscono la
nostra lingua. Dietro il pagamento
di una somma di denaro, quindi,
organizzazioni criminali facevano
sì che lo straniero superasse
l’esame attraverso la sostituzione
del candidato con uno straniero
che invece conoscevano la lingua
alla perfezione. Grazie anche alla
collaborazione con i dirigenti scolastici, gli uomini della Digos ve-
U
vero e proprio punto di riferimento per cui
cambiare medico e struttura non è facile per
chi è affetto da questo tipo di patologia, che le
stesse terapie non possono essere interrotte,
che la Direzione dell’Ospedale San Filippo Neri
ha incontrato difficoltà nell’indicare un centro
alternativo per la prosecuzione della terapia, si
chiede l’annullamento della determina che dispone la cancellazione dal Progetto Antares
dell’UOS Dipartimento di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri per far sì,
quindi, che i pazienti affetti da artride reumatoide
possano continuare la terapia farmacologica
presso il reparto del San Filippo Neri.
C
L’ANTI SPORTIVITÀ DEI CENTRI SOCIALI: ANNULLATA PARTITA DI RUGBY DI SERIE C
“Sei di destra?
Non puoi giocare”
l rugby, ovvero lo sport in
cui rivalità e agonismo
vanno assai più che altrove a braccetto con correttezza,
lealtà e sportività. Sia in campo
che fuori. Lo dimostra l’Irlanda,
nella cui nazionale militano
giocatori del nord e dell’Eire
(e chiunque conosca un minimo la storia dell’Isola verde
sa quanto tale compartecipazione sia densa di significato).
Una lezione questa che dovrebbe essere d’esempio a tutti, non
solo nello sport. In Italia però – purtroppo
- c’è ancora gente che alla sacralità del
rugby e soprattutto del confronto anche
duro ma sempre leale, antepone l’ottusità
ideologica sinistrorsa.
Come i giocatori degli All Reds, squadra
legata al centro sociale Acrobax e iscritta
al campionato di serie C del comitato
laziale di rugby. Ieri pomeriggio avrebbero dovuto ospitare i Corsari, ma la
partita non si è giocata perché i “padroni
di casa” hanno preteso che gli ospiti
escludessero dal campo un loro giocatore, reo di essere fascista. I Corsari
hanno fatto fronte comune e, dopo aver
comunicato all’arbitro quanto accaduto,
hanno lasciato la struttura senza rispondere alle provocazioni dei mancati avversari.
“Ora l’ovale passa nelle mani del giudice
I
nerdì scorso sono intervenuti
presso una scuola di Viterbo. Il
presidente di commissione, infatti,
aveva notato incongruenze sulla
fotografia del permesso di soggiorno esibito per l’accesso al
test e l’esaminando. Intuizione
azzeccata: i poliziotti hanno così
smascherato la truffa posta in
essere da due cittadini macedoni.
Si tratta di H.D., 30 anni, che
aspettava fuori l’amico, e M.D.,
26 anni, che si era recato al suo
posto a sostenere l’esame. La
prova è stata annullata ed entrambi sono stati accompagnati
in Questura. Tutta la documentazione è ora a disposizione della
Procura di Viterbo, mentre i due
sono stati denunciati per i reati
di sostituzione di persona, falsa
attestazione a un pubblico ufficiale
e truffa aggravata in concorso.
Non solo, perché le indagini della
Digos di Viterbo proseguono anche per appurare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
G. L.
ontinua il pressing di Francesco Storace per avviare una seria operazione
trasparenza nel campo della sanità.
Il capogruppo de La Destra e vicepresidente
del Consiglio regionale del Lazio ha infatti
presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente della Regione,
Nicola Zingaretti, all’Assessore per lo Sviluppo economico e le attività produttive,
Guido Fabiani, e all’Assessore alle politiche
sociali e allo sport, Rita Visini, per chiedere
chiarimenti sui finanziamenti erogati a
Cittadinanzattiva nell’esercizio 2007.
“L’articolo 8, comma 1 della LR 44/2010
(Norme per la tutela dell’utente e del consumatore) – si legge nell’interrogazione
- prevede interventi finanziari di sostegno
all’attività delle Associazioni dei consumatori. La legge dispone che la concessione del finanziamento per le attività incluse nel programma annuale di interventi
è condizionata alla stipula di apposite
convenzioni che disciplinano le modalità
di esecuzione delle attività medesime e i
relativi controlli della Giunta regionale”.
“Considerato che dalla determina n. A3996
si evince che l’associazione “Cittadinanzattiva” ha chiesto un importo di 55.200
euro, l’importo ad essa finanziabile è
stato pari a 38.640 euro e che quello erogabile è di euro 10.416 euro, si chiede –
conclude Storace nell’interrogazione - di
conoscere il contenuto della convenzione
stipulata da Cittadinanzattiva, indispensabile per l’erogazione del finanziamento,
ivi comprese eventuali irregolarità registrate dalla Giunta nell’attività di controllo,
e per sapere come l’associazione ha dettagliato la rendicontazione delle spese
Daniele Belli
sostenute”.
sportivo – scrive Francesco Pezzuto sul
Primato nazionale – tenuto ad esprimersi
in base al referto redatto dall’arbitro.
Probabilmente, e sarebbe auspicabile,
la vicenda non si chiuderà nell’ambito
del comitato regionale, ma interesserà
direttamente la Federazione italiana rugby, chiamata a dare un segnale forte
per stroncare sul nascere questo tipo di
comportamenti”. Già. Perché al di là
dell’episodio, grave e anti sportivo di
per sé, c’è da chiedersi come abbia
fatto la Federazione ad omologare un
campo “occupato”, per il quale cioè la
società che ci si allena non sostiene
alcun costo di gestione (al contrario di
tante altre, che fanno non pochi sacrifici
per mantenere il proprio “rettangolo di
gioco”). E oltre a questo, come scrive
su facebook un appassionato rugbista,
“come si può accettare l'idea che in
uno sport nobile e pulito come
il rugby, che ha sempre fatto
invidia ad altri più blasonati
e remunerati, in cui non esistono elementi di frizione che
vanno al di là della pura e
splendida tensione agonistica,
vengano introdotti e tollerati
motivi di scontro e divisione
quali le pregiudiziali di natura
politica?”. Domanda più che
legittima, che tutti coloro che
conoscono da vicino lo spirito
di questo meraviglioso sport non possono
che far propria.
Riguardo all’episodio di domenica scorsa,
resta l’amaro in bocca. Che si trasforma
in un ironico sorriso nel leggere il comunicato diffuso ieri dalla squadra degli
All Reds. “Prima che il caso mediatico
acquisti i risvolti della delazione – scrivono – ci preme precisare che il 23
marzo, all’esterno del nostro impianto
di gioco, hanno impedito ad un giocatore
dei Corsari di avvicinarsi all’impianto
stesso. Rendendosi conto della difficoltà,
gli All Reds hanno deciso da subito di
ritirarsi e di dare partita vinta agli avversari”. Spiegazione verosimile. Anche
se attribuire la colpa di quanto avvenuto
su chi molto probabilmente era lì per
sostenerli non è stato un bel gesto da
parte degli All Reds.
Cristina Di Giorgi
10
Martedì 25 marzo 2014
Dall’Italia
TRANI – INCHIESTA APERTA DOPO LA DENUNCIA DI ALCUNI GENITORI
Vaccini e autismo: indaga la procura
I magistrati vogliono capire se esiste una relazione tra il protocollo d’immunizzazione e l’insorgenza
della malattia. Mentre l’Oms smentisce, diverse sentenze in Italia confermano il nesso di causalità
a somministrazione del
cosiddetto vaccino “raccomandato”, prescritto
per contrastare il morbillo
la rosolia e parotite, è sotto
il vaglio della Procura di Trani che
ha avviato un indagine senza indagati, ossia un’indagine conoscitiva
per verificare se ci sia il nesso di
causalità tra il vaccino somministrato
ai bambini e la sindrome autistica.
L’inchiesta è condotta dal pm Michele
Ruggiero che coordina le attività investigative dei carabinieri del Nas.
Gli accertamenti partono dalla denuncia sporta dai genitori di due
bambini di tre anni ai quali è stata
diagnosticata dai medici una sindrome autistica che, secondo le
querele, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini. L’ipotesi di
reato, ancora contro ignoti, è di lesioni gravissime. Non è un caso isolato, in Italia ci sono state diverse
sentenze di condanna da parte dei
tribunali che ravvisano il nesso di
causalità, anche se non è da considerarsi giurisprudenza consolidata
la correlazione tra l’insorgere della
sindrome e la vaccinazione, richiedendo, oltre modo, l’opportuna valutazione medico scientifica che avvalori tale teoria.
Nonostante siano passati diversi anni
da quando sono state ritirate per
L
frode deliberata le riviste specializzate che avevano pubblicato gli
studi circa il legame fra i vaccini all’autismo, ancor oggi rimangono gli
effetti denigratori di quella campa-
NUORO – TEMPI DI CRISI
Padre di sette figli
minaccia di uccidersi
Il 48enne, disoccupato, aveva scoperto
di non aver diritto ai sussidi di povertà
L’Oms, infatti nel suo compendio
pubblicato sul sito istituzionale alla
fine dello scorso anno ha raccolto i
principali quesiti sulla malattia. “I
dati epidemiologici disponibili non
TRAPANI – IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA
Mafia: sequestrato complesso
turistico da quaranta milioni
La struttura, ottenuta mediante finanziamenti pubblici fraudolenti, apparteneva
a Antonino Palmeri, condannato nel 1998 per reati connessi a Cosa Nostra
A
veva scoperto di non
essere rientrato nella
graduatoria del Comune di Nuoro per ricevere
i sussidi per la povertà. È
per questo motivo che ha
minacciato il suicidio un disoccupato 48enne invalido
di Nuoro, padre di sette figli.
Armato di un lungo coltello
da cucina, l’uomo è riuscito
a fare irruzione verso le
12,45 di ieri nell’ufficio del
capo di gabinetto del prefetto di Nuoro e ha minacciato di uccidersi se non
avesse avuto dal Comune
garanzie su un sostegno alla
sua famiglia.
Il 48enne, con una esigua
pensione di invalidità, ha
chiesto di essere ricevuto
dal prefetto Giovanni Meloni,
in quel momento assente,
lamentando di essere stato
escluso dagli aiuti ai poveri
della città in quanto il suo
reddito sarebbe superiore
a quello previsto.
Un urlo di disperazione culminato nel gesto estremo: il
disperato ha estratto un coltello da cucina di 40 centimetri e lo ha rivolto verso
sé stesso, voleva tagliarsi le
vene nei polsi.
gna, come nel caso dell’epidemia
di morbillo dell’anno scorso in Gran
Bretagna, che ha fatto anche un morto. Tra l’altro fonte considerevole ribadisce l’assenza del legame.
mostrano nessuna evidenza di correlazione tra il vaccino trivalente
per morbillo, rosolia e parotite e
l’autismo, e lo stesso vale per ogni
altro vaccino infantile – si legge
nella nota -. Gli studi commissionati
dall’Oms hanno inoltre escluso ogni
associazione con gli adiuvanti al
mercurio usati in alcune formulazioni” . E’ da ritenere che la politica
dell’organizzazione mondiale sia
quella di non creare allarmismi in
base a dati ancora non confutabili.
Mentre la corrente di studi che suggerì, invece, un legame, fu quella
pubblicata dal medico inglese Andrew Wakefield nel 1998 su riviste
come The Lancet e il British Medical
Journal, ma ebbero vita breve in
quanto furono ritirati ufficialmente
da parte degli organi scientifici in
quanto indagini successive hanno
dimostrato di essere falsi. Questi
stessi studi sono i più citati dai vari
movimenti contro i vaccini che proliferano soprattutto sulla rete, le cui
idee possono avere effetti molto
gravi. Gli studi furono avviati in seguito all’epidemia che colpì l’area
di Swansea in Galles, dove per
esempio, i principali soggetti colpiti
, erano proprio adolescenti che
avrebbero dovuto essere vaccinati
alla fine degli anno ’90.
Chantal Capasso
A fermarlo sono stati gli
agenti della Digos, della
Squadra mobile capitanati
da Fabrizio Mustaro e il dirigente dei Servizi sociali
del comune di Nuoro Franco
Rosu. Sono intervenuti anche
i vigili del fuoco e un’ambulanza.
Solo dopo una quarantina
di minuti di trattative, l’uomo
si è fatto convincere a consegnare il coltello e a lasciare incolume la prefettura.
Dal Comune gli è arrivata
l’assicurazione che non sarà
lasciato solo: il disoccupato
aveva anche chiesto di essere messo nelle condizioni
di lavorare. Per evitare il ripetersi di episodi simili i
controlli all’ingresso della
prefettura saranno intensificati. È l’ennesimo dramma
in un periodo di crisi economica: padri di famiglia
disperati che non vedono
altra via di uscita se non la
B.F.
morte.
a maxi operazione della Guardia
di Finanza di Trapani ha messo a
segno un duro colpo alla mafia.
Sotto sequestro un complesso turistico
di Scopello, località balneare della provincia siciliana, dal valore di ben 40 milioni di euro.
Il complesso turistico sottoposto a ordinanza cautelare, è riconducibile ad un
imprenditore 65enne che fu, precedentemente condannato nel 1998 per associazione mafiosa come esponente della
cosca di Castellammare del Golfo.
Il confortevole residence è formato da
12 mini appartamenti indipendenti a
schiera, una sala reception-bar, piscina,
terrazze a dislivelli, parcheggi, aiuole e
spazi comuni per l'intrattenimento.
Il provvedimento cautelare è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, che già
negli anni 2012 e 2013 aveva emesso
provvedimenti patrimoniali a carico dell'imprenditore, riguardanti sia società
che attività di bar-pasticceria in Castellammare del Golfo, intestate ai suoi familiari per un valore complessivo di circa
7 milioni di euro.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti
si è scoperto che, mediante cessioni di
rami d'azienda e diversi cambi di gestione, i figli dell'imprenditore, nonostante
L
le loro limitate capacità reddituali, avevano
realizzato diversi investimenti, fra cui anche quelli per la costruzione del complesso turistico ora sotto sequestro, mentre
era il padre che di fatto, continuava ad
esercitare il controllo sulle aziende.
Per quanto riguarda i precedenti sequestri
che hanno colpito i beni dell’imprenditore,
questi ultimi riguardavano anche la società
che gestiva il complesso turistico e non
anche i fabbricati, dato che su di loro
non era stata ancora acquisita alcuna
prova circa la loro illecita provenienza.
Inoltre il Gico ha scoperto diverse irregolarità e artifizi contabili trami i quali
erano stati ottenuti indebitamente fondi
pubblici previsti dalla legge 488 per un
ammontare superiore ai 2 milioni di euro
e destinati alla costruzione del residence.
Per quanto sopraesposto il Tribunale ha
potuto così disporre con decreto, il sequestro del complesso turistico in quanto
realizzato con finanziamenti ottenuti in
modo fraudolento.
Chantal Capasso
11
Martedì 25 marzo 2014
Dall’Italia
MILANO – SEQUESTRATO IL MANUALE DELLA BANDA SUDAMERICANA
Pestaggi a sangue: il rituale del Latin King
La polizia ha fermato sette giovani armati fino ai denti in un giardino pubblico
Con una pistola, un machete e un coltello si preparavano a picchiare il nuovo adepto
di Barbara Fruch
no aveva una pistola carica in tasca, un altro un
machete, un altro un coltello. Erano armati fino ai
denti i sette giovani appartenenti ai Latin King, una delle
storiche gang sudamericane, che
stavano per compiere un rito di iniziazione per nuovi adepti.
I giovani sono stati fermati ieri mattina
a Milano, in un giardino pubblico,
nelle vicinanze di un frequentatissimo
museo della Scienza e della Teconologia in via Olona, dalla polizia
del commissariato di Porta Genova.
Uno dei ragazzi, l’unico italiano, un
21enne, è stato arrestato perché trovato in possesso di una pistola carica,
risultata frutto di un furto commesso
nel 2011. Altri due, un ecuadoriano
e un dominicano di 20 e 17 anni, trovati con tre coltellacci e un machete,
stati denunciati in stato di libertà. Gli
altri quattro (tra cui un minorenne)
sono stati solo identificati.
La polizia, che li ha notati seduti
nell’area verde, oltre a sequestrare
una Beretta calibro 7.65 con sette
proiettili e le armi bianche ha confiscato anche un libretto, una sorta
di manuale dei riti di iniziazione
della gang. L’opuscolo, che in copertina riporta l’effige di una corona a cinque punte, uno dei sim-
U
boli della “pandilla” dei Latin king,
è ora al vaglio degli investigatori.
All’interno del libretto è contenuto
il rituale di iniziazione per entrare
a far parte della banda: superare i
“3.60”, 4 minuti di prova di coraggio
e resistenza fisica, in cui, dai due
ai quattro componenti della banda
devono picchiare il nuovo arrivato.
Proprio per questo, probabilmente,
i ragazzi, sono stati trovati in possesso di numerose armi.
Sul “libretto” contenente il viatico
dei neofiti, erano inoltre annotate
in spagnolo le undici regole della
gang. A margine del foglio, l’ultimatum: “Chiunque non rispetti anche un solo punto sarà punito”.
Ed ecco l’elenco: saltare una riunione senza giustificazione comporta una multa e un castigo; arrivare in ritardo a una riunione senza
una giustificazione comporta un
castigo fisico a 360 gradi; rispettare
fratelli e sorelle; non arrivare ubriaco o drogato a qualunque attività
della nazione; tutti fratelli devono
avere un aspetto fisico e igienico
impeccabile; ogni fratello deve versare una quota settimanale; presentarsi con i colori giallo e nero;
rispetta tua madre e tuo padre perché ti misero al mondo e tutte le
persone che non appartengono
alla nazione; non rubare; per assentarsi a una riunione è necessario
avere una giustifica; tutti i fratelli
devono essere in regola con gli
obblighi e la quota.
A queste norme se ne aggiungono
altre segnate sotto un’altra voce:
una volta entrati bisogna avere il
massimo rispetto; bisogna avere
cultura ed educazione; è negato
l’accesso a chi fuma, beve, ruba o
TORINO – LADRI DI NUOVA GENERAZIONE
Finti mimi e mendicanti
pronti a “fregare” i turisti
Arrestate due ragazze rom che hanno derubato
alcune giovani: fanno parte di un clan criminale
i mascherano dietro finti
mimi o falsi mendicanti
per poi derubare le malcapitate vittime. Succede a Torino dove, a fare emergere il
fenomeno, che vede come protagonisti principalmente i nomadi, sono sati i carabinieri
nel corso delle ordinarie operazioni di controllo.
Scoperti non solo ladri trasformisti (i cosiddetti “finti mimi”),
e i mendicanti per professione,
che si mascherano e disturbano
turisti e cittadini, lasciandoli talvolta senza il portafoglio e i cellulari, ma anche ragazzine e
donne che nascoste dietro il
cartello “Abbiamo fame, aiutateci” con la scusa di chiedere
l’elemosina derubano i turisti
seduti nei dehors o sulle panchine della piazze torinesi.
L’ultimo episodio nel fine settimana quando i carabinieri della
Compagnia Torino Oltre Dora
hanno individuato e arrestato
una ragazza di 21 anni e denunciato la sua complice 14enne
in corso Giulio Cesare, all’interno
di un locale.
S
Le due donne, vestite di rosso, si
sono avvicinate
ad un gruppo di
ragazze sedute al
tavolo e con la
scusa di chiedere
l’elemosina hanno
rubato un telefono cellulare. Le
ladre sono scappate ma la vittima
si è accorta del
furto e ha chiamato i carabinieri
del 112 che sono arrivati in
pochi minuti. I militari sono riusciti a bloccare le due ladre:
una 21enne è stata arrestata e
la sua complice di 14 anni è
stata denunciata. Sono entrambe
rom residenti al campo nomadi
di Strada dell’Aeroporto.
Il telefono è stato recuperato.
La due finte mendicanti hanno
precedenti specifici: appartengono, con ogni probabilità, a
un’organizzazione che opera in
centro e nelle zone di maggiore
affluenza di turisti in città. Sfruttano il travestimento gioioso o
a volte la maschera dei mimi
per commettere furti e rapine.
Mentre proseguono i controlli
le forze dell’ordine ricordano
che sono al vaglio degli inquirenti altri furti e scippi avvenuti
in città.
Di certo è bene che turisti e
cittadini, per non sbagliare, si
tengano alla larga dai ladri di
nuova generazione evitando di
farsi impietosire anche dai ragazzini che talvolta vengono
sbattuti sulle strade proprio per
mendicare.
Miriana Markovic
commetta atti vandalici; dare amore,
lealtà e rispetto alla nazione e alla
corona, chi è estraneo alla nazione
non deve sapere cosa facciamo.
I Latin King sono stati la prima
gang latinoamericana che si è imposta a livello internazionale. Nati
a Chicago nel 1940 per aiutare gli
immigrati sudamericani, nel 1986
hanno assunto la forma attuale,
molto ramificata.
E le radici della banda sono ormai
ben radicate anche nel Bel Paese
come dimostrano gli episodi che
si susseguono nella capitale lombarda. Lì infatti anche i pestaggi
tra bande, straniere, non sono così
infrequenti.
MILANO – IL GESTO ESTREMO DEL COFONDATORE DEL GRUPPO MUSICALE
Ai domiciliari per violenze:
tenta il suicidio il fonico dei Modà
Paolo Bovi ha collegato una canna di gomma al tubo
di scappamento della sua auto: salvato dai carabinieri
i domiciliari per
molestie sessuali
è evaso per tentare il suicido. Paolo
Bovi, il 40enne cofondatore ed ex tastierista
(poi fonico), è stato salvato dall’intervento dei
Carabinieri di Cassano
d’Adda (Milano).
Bovi, 40 anni, aveva
l’obbligo di indossare
il braccialetto elettronico, ma domenica
mattina, intorno alle 4
e 30, se ne è liberato
con un cacciavite. È stato proprio l’impulso lanciato dall’apparecchio,
che scatta immediatamente in caso di manomissione, ad arrivare alla centrale operativa
dei carabinieri che si sono messi subito a cercare l’uomo.
I militari si sono precipitati nell’appartamento
del musicista a Cernusco sul Naviglio, l’hanno
trovato vuoto, e hanno rintracciato il 40enne
poco distante. L’ex fonico, in evidente stato di
alterazione a causa dell’alcol, per compiere il
gesto aveva scelto di andare nella zona dove
si trova lo studio di registrazione che in cui era
nata la sua band. Il musicista aveva già collegato
un pezzo di gomma al tubo di scappamento
della sua Smart, ma i militari di Cassano
d’Adda lo hanno salvato in tempo. È stato accompagnato in stato confusionale all’ospedale
A
di Cernusco sul Naviglio, da dove è stato dimesso poco dopo.
Adesso si trova nel carcere di San Vittore per
evasione.
Tra i fondatori della
band dei Modà, Bovi
era stato accusato di
aver abusato di quattro
ragazzini tra i 13 e i 16
anni che frequentavano
l’oratorio di una chiesa
della periferia di Milano, dove l’uomo insegnava chitarra. I fatti risalgono al 2011 ma solamente nel 2013 era scattata l’indagine in seguito alla denuncia dei familiari dei ragazzini.
Secondo l’accusa, gli abusi erano una sorta di
“penitenza” richiesta da Bovi ai ragazzini. Le
molestie si sarebbero consumate, non nell’oratorio della parrocchia ma altrove, come in
un campeggio in Val d’Aosta durante una gita
con i giovani. I pm di Milano Daniela Cento e
Lucia Minutella avevano chiesto la custodia
cautelare in carcere per Bovi, ma il gip lo
aveva posto ai domiciliari con il braccialetto
elettronico perché aveva riqualificato i fatti
come di “lieve entità” poiché non si era trattato
di rapporti sessuali completi, ma di molestie e
toccamenti. Il musicista si trovava dunque ai
domiciliari dal 14 gennaio scorso.
Carlotta Bravo
12
Martedì 25 marzo 2014
Sport
PRESTAZIONE CONVINCENTE DELLA VIRTUS, JONES SUGLI SCUDI. DALMONTE: “POSSIAMO ANCORA MIGLIORARE”
Acea forza 15, Pesaro battuta nell’anticipo
di Fabrizio Cicciarelli
iprende subito la marcia
dell’Acea Virtus Roma, che
nell’anticipo al Palazzetto
dello Sport batte 96-85 la
V.L. Pesaro e trova il quindicesimo successo in campionato,
arrivato al termine di una partita rimasta sempre nelle sue mani. Una
vittoria netta per la squadra di Luca
Dalmonte, che è riuscita a catalizzare
il k.o. di Milano in energia positiva:
«Credo che i primi 10′ siano frutto
del grande lavoro fatto in settimana spiega il coach imolese -, quelli appena trascorsi sono stati forse tra i
migliori allenamenti di squadra».
Chi si aspettava una Vuelle rinunciataria è rimasto deluso: infatti la
squadra marchigiana, trascinata dai
37 punti di Turner, ha reagito allo
sprint iniziale dei padroni di casa
rimontando fino al -4, per poi cercare
di rimanere in scia. Ci ha pensato
un super Jones a condurre la Virtus
verso la vittoria: l’ala di Compton
ha dato vita a una prestazione di
sostanza grazie a 22 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi.
L’inizio è equilibrato, la Virtus va subito sul +5 ma viene ripresa grazie
ai canestri di Trasolini e Johnson. Al
pareggio l’Acea replica con un parziale di 10-0 firmato da Jones, Goss
e Mbakwe, Turner prova a cambiare
l’inerzia ma Roma allunga piazzando
un 9-0 che la porta sul 17. Pesaro
torna sotto con Johnson e Turner,
che a metà del secondo quarto riducono il divario a soli 4 punti. La
R
Virtus mantiene a distanza gli ospiti
con Hosley e Goss, poi chiude il
primo tempo 44-36 con una tripla
di Moraschini.
«Dovevamo dimostrare di volere questa vittoria fin dalla palla a 2 - dice
Dalmonte in sala stampa -, all’intervallo
ho detto ai giocatori che la differenza
tra il primo quarto e il secondo l’ha
fatta praticamente Turner, dopo i
primi 10’ a quota 2 mentre all’inter-
vallo già a 19. Ma è stata l’unica situazione che abbiamo sofferto».
Nella ripresa Roma prova ad allungare con Jones, Hosley e Goss fino
a toccare il +20, Pesaro cerca di
rientrare ancora una volta con Turner
e Johnson ma non riesce ad andare
oltre il 96-85 finale.
«E’ stata una buona partita ma possiamo ancora migliorare - prosegue
Dalmonte -, sono convinto che una
maggiore continuità sui 40’ sia nelle
nostre corde. Un’altra cosa positiva
che ho visto stasera è stata la ricerca
di un passaggio in più in tante occasioni, aspetto che ci ha dato ritmo
e che ci ha portato ad avere delle
buone percentuali, dunque non casuali».
IL TABELLINO
Acea Virtus Roma - Victoria Libertas
Pesaro 96-85 (28-12, 44,36, 73,57)
Acea Virtus Roma: Goss 16, Jones
22, Tonolli ne, Righetti ne, D’Ercole,
Hosley 18, Mayo 8, Pagano, Baron 13,
Szewczyk 8, Moraschini 3, Mbakwe 8.
All. Dalmonte
Victoria Libertas Pesaro: Musso 5,
Bartolucci 3, Terenzi ne, Johnson 19,
Pecile 1, Dordei, Trasolini 10, Anosike
6, Turner 37, Petty 4.
All. Dell’Agnello
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Un`enorme bara in fondo all`oceano Prandelli confermato ct ritrova