Anno III - Numero 71 - Martedì 25 marzo 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Politica Attualità Focus Renzi e Poletti, la strana coppia Italia senza più gas con la crisi ucraina Nuovo codice penale: si può ancora firmare Traboni a pag. 2 Vignola a pag. 3 Moriconi e Capasso a pag. 7 MARINE LE PEN VINCE LE ELEZIONI METTENDO IN MINORANZA UN MODELLO EUROPEO FONDATO SU VINCOLI E AUSTERITÀ di Francesco Storace assalto al Palazzo europeo. L’onda francese ha squarciato l’ipocrisia dilagante e preparato il terreno a quello che accadrà dopo il 25 maggio quando tutti dovranno fare i conti con un’Europa che vedrà Angela Merkel finalmente minoritaria. Saranno minoritarie le politiche vessatorie dal punto di vista fiscale; le pretese di egemonia sui popoli più deboli del continente; dovrà essere mitigata e di molto la pretesa della Banca centrale europea di dettare le linee di politica economica agli Stati membri dell’Unione. Sovranità come parola d’ordine, a partire da quella monetaria. Ho letto ieri tantissime dichiarazioni sul voto francese di domenica e una delle più intelligenti, tra le troppe infantili degli uber partes, l’ha rilasciata il deputato di Forza Italia Daniele Capezzone, il quale ha diffidato a fare la solita cagnara contro “la destra pericolosa”, preferendo porre l’accento su una scelta popolare di contrasto dell’“assetto europeo basato su vincoli e austerità”. E qui sta la questione. I popoli europei odiano l’euro e presto rischiano di odiare l’Europa perché è matrigna, lontana, distruttrice. “La gabbia dell’euro” è stata sfasciata secondo la felice definizione di Giorgia Meloni, anche se purtroppo a destra dobbiamo dire che sarebbe sbagliato attribuirci facili successi prossimi venturi per quello che è accaduto in Fran- È ORGOGLIO NAZIONALE Il voto francese afferma il diritto dei popoli alla sovranità e prepara il terremoto del 25 maggio cia. È stato un voto contro il Palazzo, dobbiamo rendercene conto nell’affinare la protesta contro le IN AZZURRO PER ALTRI DUE ANNI politiche monetarie, un consenso trasversale che è andato oltre i confini di destra e di sinistra. In Italia, ahimé, lo interpreta più Grillo per l’elementare ragione che rifiuta ogni alleanza con la nomenclatura. Nei panni di La Russa e Alemanno mi sforzerei ad esempio di evitare euforia eccessivamente enfatica. Diciamo che entrambi hanno qualche difficoltà ad immedesimarsi nei paladini della lotta al potere, è quantomeno un peccato veniale. Anche per questo sarei prudente nel dire “abbiamo vinto a Parigi”; è meglio attestarsi sul “vorremmo vincere come a Parigi”, ma andrebbero fatto scelte nette, come in verità la stessa Meloni ha cominciato a fare nel suo congresso. Credo che nelle prossime settimane, anche Forza Italia alzerà il livello di forte criticità sulle politiche europee e altrettanto sta facendo la Lega. Vuoi o non vuoi, si può dire che in Italia il fronte avverso alle eurocrazie è già maggioritario, anche se ovviamente non unito. Certo, poi occorrerà leggere i programmi, le proposte. Sovranità monetaria significa rivendicare il diritto a stampare moneta; sovranità economica rappresenta il rifiuto a sottostare al fiscal compact (e chissà che non si riesca finalmente a lanciare una sorta di referendum fra i popoli europei per abrogarlo); sovranità nazionale riguarda il diritto a non farsi dettare i nomi di chi ci governa. E poi, Italia tutelata e non più abbandonata rispetto alle ondate migratorie; e rispettata nelle sue convinzioni etiche oggi minacciate dal relativismo culturale che proprio in Europa fa proseliti. In fondo, dalla Francia viene una limpida affermazione di orgoglio nazionale. All’Italia non manca. Non deve mancare. IL BOEING DELLA MALAYSIA AL LARGO DELL’AUSTRALIA, MA RESTA IL MISTERO Prandelli confermato ct Un’enorme bara in fondo all’oceano ritrova Totti e Cassano O empre più azzurro il futuro di Prandelli, Totti e Cassano. Il commissario tecnico della Nazionale ha infatti rinnovato il contratto fino al 2016 e dunque agli Europei; per i due fantasisti, invece, la prospettiva di imbarcarsi per i Mondiali del Brasile è molto più che una semplice ipotesi. Entrambi non avrebbero bisogno di convincere il tecnico, alla luce delle ultime prestazioni, tanto che Prandelli domenica scorsa è andato proprio a Parma a veder giocare il barese: prestazione non eccelsa nella singola partita contro il Genoa, ma relazioni già molto positive sul taccuino del ct azzurro. Intanto Cesare Prandelli ha rinnovato il contratto con la federazione fino al 2016. Il c.t. azzurro resta così alla guida della Nazionale fino all'Europeo in Francia. Le conferme arrivano dalla Figc: la firma del tecnico dovrebbe essere messa nelle prossime S settimane. Si chiude così la querelle che aveva alimentato mille voci e altre ipotesi, più o meno suggestive, da Capello a Lippi, da Spalletti ad un ritorno di Donadoni. Ma il dado è tratto: Prandelli e l'Italia resteranno insieme anche dopo Brasile 2014. "In questo momento provo una grande soddisfazione: sono orgoglioso del fatto che la Federcalcio mi abbia proposto un rinnovo biennale, a prescindere dal risultato del Mondiale: e per questo io ho dato piena disponibilità", ha detto Prandelli. ramai non ci sono più dubbi: l’aereo della Malaysia Airlines, scomparso 16 giorni fa mengtre volava verso Pechino, si è inabissato nell’Oceano Indiano, al largo delle coste australiane, e non ci sono superstiti tra le 239 persone a bordo. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il premier malaysiano Najib Razak, sulla base di nuovi calcoli derivati dai dati satellitari e degli oggetti individuati nelle aree dove si erano già concentrate le ricerche. Il ministro ha spiegato che nella notte tra il 7 e l’8 marzo l’aereo “ha volato lungo il corridoio meridionale e la sua ultima posizione era nel mezzo dell’Oceano Indiano, a ovest di Perth (Australia). Si tratta di una posizione remota, lontana da ogni possibile punto di atterraggio. Di conseguenza, con profonda tristezza e dispiacere, devo informarvi che il volo MH370 è finito nel sud dell’Oceano Indiano. Oltre ogni ragionevole dubbio, nessuna delle persone a bordo è sopravvissuta”. L’annuncio ha provocato la disperazione delle famiglie delle vittime, per due terzi cinesi, che da 16 giorni erano in pena e avevano aspramente criticato la gestione dell’emergenza da parte della Malaysia. L a compagnia aerea ha avvertito i familiari con un sms, in inglese, pochi minuti prima della conferenza stampa, suscitando altre polemiche. Alcuni voli charter per l’Australia sono intanto già stati predisposti per i parenti. Gli ultimi avvistamenti di alcuni frammenti dell’aereo sono di ieri, grazie ai mezzi di ricerca australiani e cinesi. L’equipaggio di un altro aereo cinese ha individuato altri oggetti due grandi e altri più piccoli - sparsi per miglia. Resta però grandissimo il mistero attorno a tutta la vicenda e sui motivi che avrebbero spinto il Boeing così lontano rispetto all’originaria rotta Kuala Lumpur-Pechino. Così come misteriosi restano le tracce e poi la sparizione dai radar, per non parlare di alcuni telefonini di vari passeggeri che sarebbero rimasti accesi anche nei giorni successivi al presunto inabissamento. E si continua a scavare nel passato dei due piloti: anche ieri in Malaysia sono stati interrogati dei parenti. Neppure l’ipotesi del dirottamento da parte di terze persone è mai venuta meno. 2 Martedì 25 marzo 2014 Attualità RENZI MANDA ALLO SCOPERTO IL SUO MINISTRO DEL LAVORO CONTRO CGIL E CONFINDUSTRIA Poletti, vai avanti tu che a me viene da ridere Ma intanto Squinzi già mette la retromarcia, pronto a tornare all’ovile governativo di Igor Traboni opo le durissime polemiche con Confindustria e Cgil, Matteo Renzi (che proprio ieri è stato ufficialmente dichiarato decaduto da sindaco di Firenze) ha mandato allo scoperto Giuliano Poletti, ministro del Lavoro che arriva dal mondo delle coop ma che non dispiace anche ad altri settori. "La concertazione di Renzi credo che non esista. E' nostra intenzione confrontarci e dialogare, ma alla fine il governo decide, si prende le sue responsabilità e i cittadini lo giudicano per quello che fa", ha detto Poletti intervenendo ieri mattina alla trasmissione Agorà, per poi aggiungere: "La concertazione all'era di Renzi credo che non esista; esiste un confronto, in Europa esiste il dialogo sociale, da europei dobbiamo sviluppare questo dialogo ma dobbiamo affermare la responsabilità di ognuno nello svolgere la propria funzione. Io credo che bisogna discutere, ascoltarsi, confrontarsi - ha aggiunto il ministro - Io faccio il ministro del lavoro, quindi con le parti sociali mi incontro tutte le volte che è utile, ma la cosa che D deve essere chiara è che quando è l'ora di decidere, io il ministro, e quindi il governo, decide e viene giudicato dai cittadini". Riferendosi più direttamente alle critiche arivate sia da parte di Giorgio Squinzi (presidente Confindustria) sia da parte di Susanna Camusso (segretario generale Cgil), "se sono scontenti un po' di qua e un po' di là abbiamo fatto bene". Poletti si è augurato comunque che i sindacati "partecipino al cambiamento: il cambiamento è un problema che riguarda tutti. Se si vuole stare nella partita bisogna aver voglia di cambiare". Chi ha cercato di ingranare la retromarcia è stato Squinzi: "La contrapposizione che sta montando in questo momento è essenzialmente mediatica e non corrisponde alla nostra visione: posso garantire fin d'ora che saremo i sostenitori più leali del governo in attesa delle riforme e di vederle applicate", ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi all'indomani dell'ultimo affondo di Matteo Renzi sulle parti sociali. "Se il governo Renzi sarà in grado di fare le riforme, troverà in noi i sostenitori più leali e decisi perché questo paese ha bisogno di riforme per ritrovare la crescita” Susanna Camusso, in una intervista alla Stampa, ha invece detto: ''Posizioni come quella di Renzi, che riducono le forme di partecipazione indeboliscono la democrazia. Sempre. Non è un giudizio su questa fase, ma un'affermazione di scuola. Scavalcare le parti sociali è una mossa conservatrice'', ha aggiunto il segretario della Cgil, sempre più in difficoltà però anche all’interno del sindacato. “SONO PER L’ABOLIZIONE TOTALE” Gasparri: Questa del “Senatino” è solamente una pagliacciata sono per l'abolizione totale del Senato: questa pagliacciata del Senatino con 21 senatori nominati dal Presidente della Repubblica e' una follia che nemmeno la regina di Inghilterra si consentirebbe più”. Questo quanto dichiararlo dal vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (Forza Italia), ospite ieri mattina negli studi dell’emittente romana Radio Citta' Futura, interpellato sull'eventualità di cambiamenti dell'Italicum in Senato. ''La rappresentanza delle autonomie, che è importante, c'è già nella conferenza unificata Stato-Regioni'', ha proseguito Gasparri, che ha proposto poi l'abolizione del Cnel: ''Non serve a niente va abolito, ha una bellissima sede a Roma a Villa Lubin. Facciamo li' la sede “I della conferenza Stato-Regioni, si risparmiano soldi e lì si incontrano Governo, autonomie, Sindaci, Presidenti di Regione. Quello e' il luogo di discussione, e poi c'è una Camera legislativa unica''. Quanto alle preferenze, ''non ho nessuna pregiudiziale ha aggiunto Maurizio Gasparri - ma nel mio partito e' prevalso un orientamento contrario, quindi credo che la legge elettorale vada mantenuta nel suo impianto nell'esame del Senato, così come uscirà dalla Camera poi - ha concluso il vicepresidente del Senato - ci potrà essere qualche dettaglio, ma credo che stravolgerla vorrebbe dire metterla su un binario morto ed invece è bene che il Paese abbia una legge, altrimenti siamo peggio dell'Ucraina''. IL CARDINALE BAGNASCO APRE IL CONSIGLIO EPISCOPALE E RICHIAMA A VARI TEMI, SCUOLA COMPRESA I vescovi al governo: “Più sviluppo e consumi” prendo ieri a Roma i lavori del ‘parlamentino’ dei vescovi italiani, il presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Angelo Bagnasco, ha lanciato un nuovo allarme: "La povertà è in rapido e preoccupante aumento. Siamo in prima linea su una trincea più grande di noi, ma la Chiesa non può risolvere tutti i problemi sociali". Bagnasco ha quindi rivolto l’auspicio che "il nuovo Governo, con la partecipazione convinta e responsabile del Parlamento, riesca a incidere su sprechi e macchinosità istituzionali e burocratiche, A ma soprattutto a mettere in movimento la crescita e lo sviluppo, in modo che l'economia e il lavoro creino non solo profitto, ma occupazione reale in Italia. Ormai, sono passati più di sei anni dall'inizio della grave crisi economica, che chiede un prezzo altissimo al lavoro e all'occupazione. In modo speciale, la crisi si riversa come una tempesta impietosa sui giovani, che restano fuori dalla porta del lavoro, che dà dignità e futuro". Il presidente della Conferenza Episcopale italiana ha indicato anche una possibile strada: "è necessario incentivare i consumi, senza ritornare nella logica perversa del consumismo che divora il consumatore. Ma è altresì indispensabile sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione in Italia, semplificando anche le inutili e dannose burocrazie. Se non si velocizzano i processi e non si incentiva, si scoraggia ogni intrapresa vecchia e nuova. Bisogna ripensare e rimodulare anche la concezione del lavoro. La ripresa, giustamente invocata, sarà un'illusione senza una rinascita morale e spirituale". Da Bagnasco, altre ‘indicazioni’ al governo Renzi sono arrivati su temi particolarmente a cuore alla Chiesa italiana, ad iniziare dalla scuola: "Riaffermeremo l'urgenza del compito educativo, ribadendo la sacrosanta libertà dei genitori nell'educare i figli; il grave dovere della società di non corrompere i giovani, con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto a una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica". LA PROCURA PRONTA A CONVOCARE ROSSI DOPO LE SUE RIVELAZIONI Caso Moro: ricomincia l’avventura? Commissione parlamentare d’inchiesta già pronta, ma stavolta busserà alle porte dei servizi a desecretazione di tutto quanto in possesso dei servizi segreti di Ilaria Alpi è notizia di qualche giorno fa. Si arriverà a qualcosa di simile anche sul caso di Aldo Moro, non a venti anni (come nel caso della giornalista Rai e del suo collaboratore Hrovatin) ma addirittura a 36 dai sanguinosi eventi? La domanda la pongono tutti, il sospetto è che sia… sbagliata. La certezza, invece, è che la strada aperta da lettere, ammissioni, rivelazioni e confessioni in punto di morte finirà sicuramente in Procura a Roma e probabilmente in una commissione parlamentare d’inchiesta, la terza della serie (includendo la “stragi” L ed escludendone almeno un altro paio che hanno indagato sul rapimento e l’uccisione dello statista). L'ispettore in pensione Enrico Rossi, che ha riferito all'Ansa l'esito di una sua inchiesta in base al quale ci sarebbero stati due esponenti dei servizi a bordo della moto Honda notata in via Fani durante il sequestro di Aldo Moro, sarà dunque convocato presto a piazzale Clodio per essere sentito nell'ambito degli accertamenti ancora in corso sui fatti del 16 marzo 1978. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Luca Palamara, titolari dell'ultima inchiesta sul caso Moro aperta lo scorso anno sulla base di un esposto dell'ex giudice istruttore Ferdinando Imposimato, riesamineranno il fascicolo arrivato da Torino ed il primo atto sarà proprio l'audizione dell'ex ispettore. Le fonti giudiziarie hanno insomma lasciato trapelare che i fatti descritti da Rossi sono gli stessi indicati sulla lettera anonima mandata alla procura di Torino nel 2010 e da questa, dopo una serie di accertamenti, girata ai colleghi romani per competenza. Le indagini svolte nel capoluogo piemontese non avrebbero a loro tempo sortito particolari effetti ed anche a Roma non è andata meglio, anche e soprattutto a causa del carattere anonimo delle “rivelazioni”. Come detto, tuttavia, si fa strada anche l’ipotesi di una nuova commissione d’inchiesta, ventilata da più parti anche per il “mutato scenario internazionale”. Fondamentalmente, si punta alla desecretazione che può essere avvenuta all’estero. E anche questo è un segnale preciso. Bruno Rossi Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] -----------------Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 286 del 19-10-2012 3 Martedì 25 marzo 2014 Attualità LA CRISI UCRAINA STA PONENDO UN SERIO PROBLEMA DI APPROVVIGIONAMENTO IN VISTA DEL PROSSIMO INVERNO Occhio a finire alla canna del gas Paolo Scaroni (Eni) rassicura: “L’Italia è messa meglio del resto d’Europa, ma il problema c’è” E il Governo si prepara a realizzare rigassificatori: cosa ne penseranno sinistre e ambientalisti? di Robert Vignola a neve che fa capolino in mezza Italia, nonostante la primavera avesse convinto molti italiani a riporre gli armadi negli scaffali alti dell’armadio, è un freddo invito alla riflessione sull’inverno che verrà: possiamo permetterci di fare a meno della Russia? Paolo Scaroni, dominus di Eni, ha poca voglia di sventolare la bandiera gialla e azzurra dell’Ucraina, ancor meno di esporsi ad atteggiamenti filo-russi. Lui oggi si trova a guidare un’azienda che incrociò le armi, a suo tempo, con le “Sette Sorelle” e giocoforza deve anche poter dire la sua parola in termini geopolitici. Ha scelto, il numero uno di Eni, di farlo attraverso una intervista al Financial Times. Ammettendo che qualche brivido, in termini di approvvigionamento energetico, è concesso… Perché tutta l’Europa “è troppo dipendente dal gas russo per fermarne le importazioni nel breve termine”, anche se nel suo piccolo l’Italia riuscirebbe a gestire la propria situazione di mancanza di forniture di metano da Mosca. Attenzione però, perché, dice sempre Scaroni, “l’Ue dovrebbe comunque affrontare uno sforzo gigantesco” per diversificare le forniture nel caso non raggiungesse un accordo con la Russia all’indomani della crisi Ucraina. L Ma come mai l’Italia si ritrova in una bolla di gas mentre gli altri Paesi europei rischiano di restare a corto? Merito di posizioni antiche, oppure nuove, quando non recentemente rinnovate, che hanno postolo Stivale nella posizione di sentirsi un po’ più con le spalle al sicuro. Ad esempio, dice l’amministratore delegato di Eni al Ft, grazie ai contratti gas take or pay con la Russia, c’è ragione di ritenere che la crisi con l’Ucraina “rafforzi molto la nostra posizione negoziale”, senza per questo dare l’idea di voler vedere una destabilizzazione marcata sorgere proprio dentro la cartina geografica europea. “Ci sentiamo in ottima posizione”, dice l’ad del ''Cane a sei zampe''. E Scaroni, parlando di affari russi e delle attività Eni in quell’area del mondo, significativamente cita un episodio e la sua tempistica: ovvero la vendita, conclusa a gennaio, degli asset Arctic gas in Russia per quasi 3 miliardi di dollari: “La vendita di Arctic Russia si è rivelata una mossa astuta, abbiamo avuto la giusta tempistica”, dono leparole riportate dal Financial Times. Perché oggi condurre in porto un’operazione, col pasticciaccio brutto di Kiev in pina evoluzione, sarebbe stato assai difficile, giacché (comprensibilmente) “le compagnie russe sono molto caute ora con il loro cash”. E proprio l’aumento delle tensioni in Ucraina, spiega quindi Scaroni, “è stato uno dei tasselli della decisione” relativa a Arctic gas. D’altronde, spiega Scaroni “la Russia è la Russia, non è la Svizzera”. E già che la lezione di geografia è avviata, Scaroni indica comunque altre possibili strade di approvvigionamento, che non siano in qualche misura legate al prezioso partner Gazprom… Sicuramente c’è l’aumento dell’importazione di gas naturale liquefatto. E quindi una maggiore attenzione alla possibilità di sviluppare in Algeria, Libia e Norvegia. Ma occhio anche allo shale gas che, guarda caso, oinvolge da vicino l’Ucraina, e nella fattispecie la sua parte occidentale. Tanto che Scaroni sarebbe pronto a recarsi a Kiev per parlare dei nove blocchi a shale gas del bacino di Leopoli, nei quali Eni ha acquisito una partecipazione. “Sono preoccupato? No. Voglio esplorare? Sì”, dice il numero uno. Intanto, però le attività propedeutiche all’esplorazione di un blocco nel Mar Nero, al largo delle coste della Crimea, sono al momento ferme, segnalando che la compagnia di stato ucraina che detiene quei diritti è ora sotto controllo russo. È un caso, intanto, che Claudio De Vincenti, viceministro dello Sviluppo economico, ieri abbia detto alla commissione competente della Camera che “Nel prossimo decreto del Presidente del Consigli dei ministri (dpcm) in materia di infrastrutture strategiche indicheremo gli stoccaggi e i rigassificatori ritenuti strategici per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”?. No, non lo è. Vedremo però le sinistre dei territori interessati cosa diranno al Governo Renzi… QUATTRO ARRESTI ECCELLENTI, SU NOVE RICHIESTI, SUI FONDI NERI ALL’ESTERO PER PAGARE TANGENTI Terremoto sui vertici Finmeccanica n nuovo ciclone si è abbattuto su Finmeccanica, con nove le richieste di misure cautelari avanzate al gip Nicola Miraglia dai pm della procura di Napoli che indagano sulla galassia di imprese legate a sub appalti di Selex, per il cosiddetto sistema di tracciabilita' dei rifiuti Sistri. Il gip ha però rigettato cinque U di queste richieste. Una di queste riguarda l'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, che insieme a Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne della holding, per i pm partenopei e' tra gli organizzatori dell'attivita' delittuosa, accusato di associazione a delinquere e corruzione. E rigetto c’è stato poi per l'ex amministratore delegato di Selex management service, Sabatino Stornelli, e il fratello imprenditore Maurizio, che con le loro dichiarazioni a verbale hanno fornito elementi importanti per questa tranche di inchiesta sui fondi neri per tangenti connessi al progetto. Sabatino Stornelli avrebbe violato, sostengono gli inquirenti, le disposizioni contrattuali del ministero dell'Ambiente e, in cambio di denaro, affida all'imprenditore Francesco Paolo Di Martino, gia' coinvolto nelle misure cautelari eseguite ad aprile 2013 come i fratelli Stornelli, lavori per il Sistri, procurando attraverso queste commesse somme da consegnare a Guarguaglini e Borgogni "in parte da destinare a esponenti politici non ancora compiutamente identificati", si legge nelle 500 pagine dell'ordinanza eseguita oggi. L'imprenditore di Castellammare di Stabia Di Martino, subappaltatore per Selex attraverso la Eldim Security, e' anche colui che ha co- struito e amministrato di fatto diverse societa' (Advast srl, In Tech srl, l'Istituto scolastico Santa Croce) che avevano come scopo – sempre secondo gli inquirenti - solo quello di emettere fatture per operazioni inesistenti, "cosi' da ampliare da un lato i costi sostenuti per la realizzazione del progetto - scrive ancora il gip - e lucrare ingenti importi, pari a decine di milioni di euro, come corrispettivo del servizio da Selex". Ma anche per lui, niente misura cautelare. L’UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI E I SUOI DIKTAT POLITICAMENTE CORRETTI SUL MONDO LGBT Decalogo pro gay illegittimo? Deciderà il Tar Il ricorso, presentato da Riccardo Cascioli e dai Giuristi per la Vita, mira a difendere la libertà di stampa inee guida per un’informazione rispettosa delle persone Lgbt”. Questo il titolo del documento targato Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali che Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, ha impugnato presso il Tar del Lazio. Assistito legalmente dagli esperti dei Giuristi per la Vita, il battagliero giornalista ha infatti deciso di far seguire l’azione alle ripetute e dettagliate critiche al “decalogo” dell’Unar. Anche perché, al di là dei contenuti (sui quali effettivamente ci sarebbe un bel po’ da discutere), il suddetto documento costituisce a ben vedere non soltanto un progetto di “indirizzo” ma un vero e proprio diktat, al quale gli operatori dell’informazione dovranno necessariamente attenersi. In caso contrario, si verrà ritenuti colpevoli di vio- “L lazione di norme della deontologia professionale e quindi denunciati al consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Nello specifico, bisogna innanzitutto fare attenzione a non confondere sesso (biologico) e genere (“senso intimo e soggettivo di appartenenza”). E’ inoltre vietato l’utilizzo di espressioni come famiglia naturale o tradizionale. Per definire nuclei in cui la coppia è formata da persone dello stesso sesso, si dovrà usare l’espressione “famiglia omogenitoriale”. Sempre in tema di divieti, è proibito sostenere che “il bambino ha bisogno di una figura maschile e di una femminile come condizione fondamentale per la completezza dell’equilibrio psicologico”. Vietato anche l’utilizzo dell’espressione “utero in affitto”, ritenuta dispregiativa: meglio parlare di “gestazione di sostegno”. In risposta e contestazione a quanto esposto poc’anzi a grandi linee, il ricorso proposto da Riccardo Cascioli, notificato anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento per le Pari Opportunità e all’Unar, si incentra su due motivazioni principali, corredate da precise indicazioni normative: la violazione del diritto alla libertà di espressione e del pluralismo informativo e la violazione della riserva di legge per quanto riguarda restrizioni alla libertà personale, eccesso di potere e inosservanza dello Stato di Diritto. Ha ragione Cascioli a volersi battere per la libertà di stampa, che la lobby lgbt tende – e non solo per mezzo del decalogo dell’Unar – a voler se non annullare quanto meno a limitare. E non da oggi. La guerra al “politicamente scorretto”, ovvero a tutto ciò che risulta anche minimamente difforme ai dettami Lgbt, ha infatti già fatto diverse vittime. Come le associazioni pro famiglia, la cui sola esistenza sembra costituire un’offesa al mondo omosessuale. O i genitori che, quanto alla diffusione dell’ideologia gender nelle scuole, hanno chiesto di essere prima consultati e solo per questo sono stati pesantemente criticati. Di esempi di questo genere ce ne sarebbero decine. A testimonianza del fatto che la battaglia del mondo Lgbt non è fatta soltanto di rivendicazioni pacifiche di diritti negati, ma si traduce sempre più spesso nell’affermazione di un pensiero unico che ha poco o nulla a che vedere con la libertà. Cristina Di Giorgi 4 Martedì 25 marzo 2014 Attualità LA CORTE SUPREMA INDIANA DISCUTERÀ VENERDÌ IL RICORSO DEI LEGALI DI LATORRE E GIRONE Marò: una vicenda senza fine? Le richieste: via la Polizia antiterrorismo dalle indagini e ritorno in Italia in attesa del processo SCIVOLONE DELLA GIUNTA DI SINISTRA di Cristina Di Giorgi lla vicenda che da due anni vede protagonisti i due fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre si aggiunge l’ennesima tappa. Questa volta si tratta di un’udienza presso la Corte suprema indiana, calendarizzata, a quanto si apprende dall’elenco pubblicato sul sito ufficiale di tale organo giudiziario, per il prossimo venerdì 28 marzo. I giudici, in quella data, saranno chiamati a pronunciarsi su un ricorso presentato dagli avvocati dei due marò. Un’istanza corposa e documentata, che in circa cinquanta pagine pone una serie di questioni. Tra esse in primo piano c’è la richiesta di escludere la polizia antiterrorismo locale dalle indagini sul caso. Questo perché per la sua stessa natura di forza antiterrorismo la National Investigation Agency (Nia) non può agire senza la presenza di specifiche leggi speciali, come quella per la repressione della pirateria (Sua Act). Norme alle quali la stessa Corte suprema ha già dichiarato di voler rinunciare. Secondo i legali dei due marò quindi, la Corte, avendo annunciato il ricorso al codice penale e non più al Sua Act, non può delegare le indagini e la conseguente definizione dei capi d’accusa alla polizia antiterrorismo. Oltre a questo c’è poi l’ulteriore richiesta, molto sentita, di consentire ai due fucilieri del battaglione San Marco di tornare in Italia in attesa delle successive tappe della loro vicenda giudiziaria. Ad occuparsi del ricorso in questione sarà la sala 4, presie- Monza nega patrocinio gratuito a un’iniziativa sui due fucilieri A l caso dei Marò fa discutere anche a Monza. E non per questioni riguardanti il merito della vicenda dei due fucilieri di marina, ma per l’orientamento politico di uno dei relatori della conferenza prevista per venerdì 28 marzo nella città brianzola. Si tratta di Luigi Di Stefano, dichiaratamente ed apertamente di destra. E quindi non conforme all’ideologia della maggioranza monzese, che ha già in passato dato più di una prova di aver in testa alle sue priorità la pregiudiziale antifascista. La presenza di Di Stefano nel programma dell’iniziativa organizzata dalla locale sezione dei paracadutisti in solidarietà a Latorre e Girone, è bastata a indurre il comune a vietare il patrocinio gratuito. Che, va detto, è stato invece concesso dalla Provincia. L’incontro, intitolato “I marò prigionieri in India. La ve- I duta dal giudice B. S. Chauan coadiuvato dal collega J. Chelameswar. C’è quindi da attendere qualche giorno per capire in quale direzione sarà la decisione della Corte suprema su quanto richiesto. Sarà l’ennesimo capitolo di una continua sequenza di rinvii o, finalmente, si giungerà ad una decisione che quanto meno determinerà un po’ di chiarezza? Non resta che aspettare la data fissata per l’udienza, nella speranza – condivisa dai moltissimi italiani che seguono con partecipazione la vicenda di Latorre e Girone – si arrivi ad una soluzione che consenta ai due fucilieri di marina di tornare finalmente in Patria. rità”, si terrà venerdì 28 marzo alle 21 all’Urna Center di piazza Castello ed è stato organizzato per far conoscere a chi vi prenderà parte fatti e particolari ritenuti utili per una reale conoscenza di quanto accaduto. In particolare verrà presentata una perizia redatta appunto da Di Stefano, che illustrerà personalmente le prove da lui raccolte per scagionare i due militari italiani. Si tratta in sostanza, a detta dell’autore, di “un’analisi tecnica che dimostra, dati alla mano, l’innocenza dei due fucilieri del Reggimento San Marco - si legge in un articolo sull’evento apparso su Nuovabrianza.it – e che smonta passaggio dopo passaggio le prove che l’India sostiene di aver messo insieme nei confronti di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre”. Non resta quindi che ascoltare quanto Di Stefano ha CdG da dire. 5 Martedì 25 marzo 2014 Esteri LA LEADER DEL FRONT NATIONAL DOPO LA VITTORIA ALLE AMMINISTRATIVE E LA DISFATTA DEI SOCIALISTI Marine Le Pen: “Questo è solo l’inizio” Appello alle forze euroscettiche per un’alleanza a difesa della sovranità arine Le Pen, dopo la brillante affermazione del suo Front National alle amministrative di domenica scorsa in Francia, ha concesso un’intervista all’agenzia di stampa italiana Ansa: “Chiedo a tutte le forze euroscettiche dìEuropa di allearsi in difesa degli Stati nazione, del ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e delle identità nazionali”: questo l’appello lanciato dalla leader del Fn in vista delle Europee di maggio. Al francese Le Figarò, Marine Le Pen ha aggiunto: “Questo non è che l’inizio”. E Marine si dice pienamente fiduciosa nelle capacità dei candidati che sono stati eletti: “Sapranno rispondere alle preoccupazioni degli abitanti. Sono pronti per cominciare a lavorare. Le loro squadre sono già pronte e io non ho alcun motivo di temere un loro fallimento”. Riguardo al secondo turno, la Le Pen ribadisce la sua intenzione a non accorparsi con la destra moderata (Ump), almeno nelle città in cui Fn è in testa: “I miei candidati restano tali. Non ho mai parlato di fondere le liste, e mai lo farò. Se, però, qualcuno decidesse di lasciare l’Ump, allora lo accoglie- M remmo volentieri”. Sul Front Républicain (la coalizione di centrosinistra), la sua critica è durissima: “Semplicemente, è morto. Le dichiarazioni dei candidati socialisti sono state patetiche. In certi comuni, rischiano di arrivare al terzo posto: potranno mettere una croce di presenza sui registri dei consigli comunali e nulla di più”. Sul futuro del suo movimento, Marine Le Pen non nasconde di avere grandi progetti: “Ci rimpro- verano di essere un partito di protesta ma noi abbiamo dimostrato di saper governare. Adesso dobbiamo pensare alle consultazioni europee, è lì che si gioca la partita più importante. Adesso, sono molto impaziente. Voglio dimostrare ai francesi cosa siamo in grado di fare”. E domenica prossima il Fronte imporrà in un centinaio di città le “triangolari”, ballottaggi Ps-Ump più il candidato dell'estrema destra. Nei casi in cui il Fronte è avvantaggiato, i socialisti hanno già annunciato che inviteranno il proprio candidato a desistere in favore dell’Ump, un gesto non ricambiato dalla destra, che esorta invece tutti i simpatizzanti a recarsi alle urne. Lo slogan del partito di opposizione guidato da Jean-Francois Copé è: “Un voto al Fronte nazionale è come un voto al Partito socialista”. PUNTO E A CAPO Hollande, il socialista caduto molto in basso ai un presidente della Repubblica francese era arrivato cosi in basso, sia in termini di sondaggi (intorno al 20%) che di credibilità. Infatti, oltre a rivelarsi un miserabile dal punto di vista personale con gli scandali che lo hanno coinvolto, Hollande ha trascinato la Francia nella crisi politica ed economica accettando, di fatto, la subalternità totale verso la Merkel e facendo rivoltare nella tomba ex presidenti socialisti come Mitterrand. In questo contesto non desta tanto meraviglia l’affermazione del Front national di Marine Le Pen. Questo risultato è il premio di un lavoro eccezionale della Le Pen a livello locale, tanto che il Fn dove si è presentato va al ballottaggio o vince addirittura al primo turno, proprio per il forte radicamento locale della Fiamma francese. Ma soprattutto la Le Pen ha dato voce concreta a chi, come l’associazione Manif pour tous, ha portato milioni di francesi in piazza contro la politica filogay del grottesco Hollande. Una prova di forza che ha fatto emer- M gere la Francia profonda, nazionale e popolare. La Le Pen ha insistito contro l’Europa di Bruxelles diventando la leader degli euroscettici. Non a caso i primi a congratularsi con il suo successo sono stati i leghisti di Maroni e le altre forze italiane critiche con la tecnocrazia che governa il Vecchio Continente. Ora, quello che resta dei socialisti ha addirittura ipotizzato un’alleanza con la Ump. Ciò a dimostrazione di quanto la vecchia sinistra non abbia più nulla da dire a difesa delle classi sociali che stanno pagando la crisi più dura innescata dal capitalismo mondiale. Il Fn è diventato un partito smaliziato che ha rivendicato anche la tradizione del gollismo, tradito dall’usurpatore Sarkozy. La Le Pen presenta temi non riconducibili al cliché di una destra estrema. Xenofobia e nostalgismo sono fuori dal suo vocabolario. Ci è riuscita appieno. La destra nazionale sta occupando un’area vasta. In Francia sta nascendo l’antiMerkel. Biagio Cacciola TUTTI ATTIVISTI PRO-MORSI Eurosky Tower . Entrare in casa e uscire dal solito. Egitto: cinquecento condannati a morte orna a farsi particolarmente calda, e molto difficile, la situazione in Egitto. Un tribunale egiziano ha infatti condannato a morte 529 sostenitori di Mohamed Morsi, l'ex presidente legato ai Fratelli musulmani, deposto nel luglio dello scorso anno. Al termine di un maxi-processo, la corte di Minya, città a 250 chilometri a sud del Cairo, ha inflitto la pena capitale per 153 militanti islamisti gia' agli arresti e per 376 altri militanti, tuttora latitanti. Lo ha riferito una fonte giudiziaria, spiegando che e' possibile presentare appello contro le condanne. I 529 condannati fanno parte degli oltre 1200 sostenitori di Morsi sotto processo a Minya. Altri 700 andranno a processo da domani. Sono tutti T La parte migliore è quando si torna a casa Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it accusati di aggressioni e danneggiamenti nel sud dell'Egitto, nei mesi successivi all'intervento del 14 agosto del 2013 con cui le forze di sicurezza avevano disperso due accampamenti di protesta degli islamisti al Cairo, facendo centinaia di morti. Tra le accuse c'è anche quella di aver compiuto atti violenti che portarono alla morte di due poliziotti a Minya. Secondo Amnesty International, dall'esplosione di violenza di agosto ci sono stati 1.400 morti in tutto l'Egitto. Lo stesso Morsi è ancora sotto processo con tre capi di imputazione, tra cui quello di aver incitato all'uccisione di manifestanti quando era ancora in carica come presidente egiziano. 6 Martedì 25 marzo 2014 Storia CLASSE 1899, PLURIDECORATO, FASCISTA, AVVOCATO, ECONOMISTA E GIORNALISTA, È UNA FIGURA DI PRIMO PIANO DELLA RSI Pellegrini Giampietro e le Finanze di Salò/1 Eredita da Badoglio una situazione disastrosa, che gestisce con oculatezza: miliardi di debiti e un bilancio da risanare di Emma Moriconi arebbe curioso fare un giro nei licei italiani e rivolgere una domanda agli studenti del quinto anno: chi era Domenico Pellegrini Giampietro? Ebbene, se dovessero cercarlo nei libri di storia non lo troverebbero. Se fossero dunque costretti a chiederlo ai propri insegnanti chissà quale risposta otterrebbero. Forse farebbero prima a cercarlo sul web, o in qualche rara libreria specializzata dove si possono trovare volumi che raccontano davvero la Storia. E invece un personaggio come Pellegrini Giampietro andrebbe inserito nel programma di ogni istituto scolastico, perché ciò in cui quest'uomo riuscì non è più accaduto nel corso dei settant'anni successivi. Ma andiamo con ordine: innanzitutto Domenico Pellegrini Giampietro, classe 1899, è medaglia d'argento al valor militare nella Grande Guerra, partecipa alla Marcia su Roma ed è un fascista, avvocato, economista e giornalista. È un soldato, volontario nella guerra civile spagnola, dove riceve due medaglie d'argento. Al suo rientro in Patria è membro del direttorio federale di Napoli, segretario federale di Napoli, consigliere nazionale nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni, poi sottosegretario al ministero S delle Finanze. Dopo l'8 settembre segue Mussolini nella Repubblica Sociale per la quale diventa ministro delle Finanze, ed è qui che l'uomo entra a pieno titolo nella storia del Paese. Bisogna ricordare brevemente, semmai servisse, che dopo la resa incondizionata (chiamarlo 'armistizio' sarebbe sin troppo) dell'8 settembre 1943, l'inetto sovrano Vittorio Emanuele e l'inadeguato capo del governo Pietro Badoglio sono fuggiti al sud, lasciando soldati e civili allo sbando. Il 25 luglio precedente Mussolini era stato destituito dal Gran Consiglio e fatto arrestare dal Re, che aveva nominato Badoglio nuovo capo del Governo. Mussolini annuncia la nascita della Rsi il 15 settembre. Per quarantacinque giorni l'Italia resta abbandonata. Quella che arriva nelle mani di Pellegrini Giampietro è una situazione finanziaria catastrofica. Badoglio ha consegnato la Patria al nemico, ha stretto la mano a chi fino a pochi giorni prima aveva bombardato le città d'Italia uccidendo e radendo al suolo interi quartieri, ha erogato oltre tre miliardi di lire al mese al Reich per le divisioni militari tedesche operanti in terra italiana dall'agosto 1944. Si, perché l’Italia, anche dopo la destituzione del Duce, resta alleata della Germania. Una precisazione è d’obbligo: il 26 luglio 1943 Badoglio aveva emanato un proclama in cui affermava ‘La guerra continua!’. Gli accordi tra Badoglio e la Germania, perfezionati il 3 agosto 1943, parlano di almeno sei divisioni richieste immediatamente, a fronte di un ‘contributo’ di circa 31 milioni di Reich Marks. Contributo che fino ad allora mai era stato richiesto all’Italia fascista, come riferisce lo scrittore Antonio Pantano, ‘compensati con la cessione di kg 5.613 della riserva aurea nazionale. Questo ulteriore impegno in oro – continua Pantano – fu perfezionato nel corso dell’ultimo incontro militare tra germanici ed italiani avvenuto a Bologna il 15 agosto 1943’. Insomma, quando Pellegrini Giampietro arriva alle Finanze della Rsi si ritrova a dover fare i conti con un debito non indifferente. Non solo: deve fare i conti anche con oltre un milione di lavoratori italiani – dice ancora Pantano – ‘liberamente presenti nel Reich sin dal 1939’: si tratta di ‘stipendiprovvidenze-previdenze sociali’. Un’eredità pesante, quella che Pellegrini Giampietro si trova a gestire.‘Il ministro Pellegrini Giampietro – scrive sempre Pantano – obbligò la banca centrale a far disporre le casse della Repubblica Sociale Italiana di lire 183,6 miliardi ‘precariamente custoditi in mero deposito dallo istituto di credito gestente la tesoreria statale’, ma di pertinenza proprietaria di tutti i cittadini italiani e, per loro, dello Stato’. Pellegrini Giampietro, infatti, sa bene che la Banca d’Italia spa è ‘un’organizzazione bancaria privata con funzioni di ‘tesoreria dello Stato a fronte del riscosso e delle anticipazioni’. Insomma, 380,5 di entrate contro 359,6 miliardi di uscite. Pellegrini Giampietro riesce persino a far avanzare 20,9 miliardi. (…continua…) [email protected] 7 Martedì 25 marzo 2014 Focus CONTRASTO AD OMICIDIO, PEDOPORNOGRAFIA, ATTI PERSECUTORI: ANCORA UN MESE PER LA SOTTOSCRIZIONE Raccolta firme, siamo al rush finale Nassisi: ‘Le parole servono a poco, aderire alla proposta di legge può essere un modo per tentare di arginare questa inarrestabile ondata di violenza’ di Emma Moriconi rosegue la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare di modifica al Codice Penale e al Codice di Procedura Penale in tema di “misure di contrasto all’omicidio, alla pedopornografia, alla violenza sessuale, alla pedofilia, agli atti persecutori”. C’è ancora un mese di tempo per apporre la propria firma e contribuire a raggiungere l’obiettivo. La proposta, annunciata in Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’8 agosto 2013, promossa dal Movimento Politico La Destra e fortemente voluta dal Dipartimento Giustizia del partito, strutturata dall’avvocato penalista Monica Nassisi, presidente dell’Associazione Legittima Difesa, ha visto tra i promotori anche il nostro Giornale d’Italia. Il senso della proposta di legge è “contrastare i più gravi delitti contro la persona” – si legge nella relazione – perché “il ripetersi di omicidi e violenze di natura sessuale, soprattutto tra le mura domestiche, impone una legislazione che preveda pene più severe e un trattamento processuale che non consenta sconti di pena”. Ad un passo, ormai, dalla conclusione della raccolta firme, abbiamo intervistato l’avvocato Nassisi per fare il punto sulla situazione e fornire informazioni utili in merito ai nostri lettori. P La raccolta firme è in corso, dove possono rivolgersi i cittadini che volessero aderire all'iniziativa? I cittadini possono sottoscrivere la PdL nei seguenti luoghi: ROMA: in tutti Municipi di Roma Capitale; - presso il Segretariato-Direzione Generale – Ufficio di Protocollo-Palazzo Senatorio–Piazza del Campidoglio; - TERRACINA: presso Ufficio Elettorale Comunale, P.zza Municipio, 1 - presso la sede di Legittima Difesa Onlus in Via Appia Nuova, 612. TOSCANA: presso i Comuni di LIVORNO, BIENTINA, CALCI, CASCINA, SAN GIULIANO TERME. MILANO: presso la sede dell’associazione Lealtà e Azione, Via G .Govone, 35 MONZA: Via Dante, 5 LODI: Via Milite Ignoto, 8 REGGIO EMILIA: presso la sede Sostieni LA CARAMELLA BUONA ONLUS CONTRO LA PEDOFILIA . TERNI: presso la sede dell’ Anvu Associazione nazionale vittime Usura. CAGLIARI: presso la sede de La Destra e nei banchetti organizzati da Daniele Caruso. BELLUNO: nei banchetti organizzati da Titti Monteleone . ACUTO (Frosinone), presso il Comune di Acuto e presso la Casa Buona (tel. 0775.56076) Il Giornale d'Italia è tra i promotori di questa pdl, insieme ad altre realtà associative. Riepiloghiamole I promotori sono: l'Associazione no profit "Legittima Difesa; il Giornale d'Italia; La Caramella Buona onlus; La Giara Nera; l'Associazione Nazionale Vittime Usura; l'Accademia Internazionale delle Scienze Forensi, presieduta da Roberta Bruzzone; Nuovo Orizzonte Italia. Ha aderito "Lealtà e Azione". L'esperienza nei tribunali di un avvocato penalista certamente contribuisce ad aumentare la sensazione che le leggi siano inadeguate alla salvaguardia dei più deboli, non è così? Ci racconti qualche esperienza che può aver suscitato in lei la volontà di adoperarsi in questo senso Sono state proprio le esperienze vissute in Tribunale che mi hanno convinto della ne- DRAMMATICO BILANCIO, UN MASSACRO COMPIUTO AI DANNI DI FIDANZATE, MOGLI, COMPAGNE, FIGLIE, SORELLE Femminicidio: nel 2013 uccise 128 donne tra i 15 e gli 89 anni Un fenomeno trasversale che interessa non solo contesti di degrado, ma anche la società “per bene” di Chantal Capasso eggendo il drammatico bilancio presentato a Roma da “Telefono Rosa”: per la prima volta in 7 anni sono state uccise 15 ragazze sotto i 15 anni e aumentano anche i casi di violenza sulle donne dopo una gravidanza e tra fidanzati. Un massacro compiuto ai danni di fidanzate, moglie, compagne, figlie, sorelle e così via. Donne accoltellate, uccise a colpi di arma da fuoco, picchiate, soffocate dai loro “cari”, dagli uomini della loro vita. Secondo Telefono Rosa - associazione da 26 anni in prima linea nella lotta contro la violenza di genere - nel 2013 ci sono stati 128 femminicidi in Italia. Donne di età compresa tra i 15 e gli 89 anni. La ricerca ha analizzato i dati relativi alle 1504 vittime che hanno contattato il Telefono Rosa e due subcampioni di 1290 donne italiane e 214 straniere. I risultati hanno evidenziato uno spostamento dell’età media delle vittime, con un aumento della fascia di età tra 45 e 54 anni, passata dal 25% del 2012 al 28% del 2013, anche se per la prima volta in 7 anni si registrano 15 vittime di L età inferiore ai 15 anni. Le straniere si imbattono nella violenza prima delle donne italiane: due su tre hanno un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. Aumenta l’età delle vittime e anche quella dei carnefici: il segmento di violenti di età superiore ai 55 anni (il 17% ha tra i 55 e i 64 anni e il 10% oltre i 65 anni) passa dal 22% del 2012 al 27% di quest’anno. La quota più ampia di aggressori, pari al 58% del campione, resta concentrata nell’età di mezzo, tra i 35-44 anni (29%) e i 45-54 anni (29%). Il restante 15% di violenti si annida tra i giovani con un’età inferiore a 34 anni. Sfatato il pregiudizio che lega l’insorgere della violenza all’arretratezza culturale: il 21% delle donne è laureata e un ulteriore 53% ha un diploma. Non è solo all’interno di contesti de- gradati, dunque, che bisogna individuare i carnefici e non basta l’emancipazione culturale a proteggere le potenziali vittime. Per quanto riguarda i carnefici, il 64% ha un grado d’istruzione medio-alto con il 44% diplomato e il 20% laureato. Le posizioni professionali più rappresentate dai violenti sono gli impiegati, anche di alto livello (17%), gli operai (16%) e i liberi professionisti (13%). Dalla ricerca è emerso anche che sono sempre di più le donne che denunciano maltrattamenti in concomitanza con una gravidanza o con la nascita dei figli, aumenta inoltre anche la quota di donne vittime di violenza già durante il fidanzamento. Si parla di una violenza che assume tante forme, anche economiche. Il 13% delle donne dice di subire violenza economica, tra cui la mancanza di sostegno o la mancata corresponsione degli alimenti. La violenza economica, tesa a ledere la capacità di autonomia della donna, quando si esprime attraverso la mancanza di sostegno o la mancata corresponsione degli alimenti, danneggia soprattutto i figli, vittime della stessa violenza agita contro la madre. cessità di misure repressive e preventive più severe per reati per i quali le condanne sono spesso decisamente ingiuste. In particolare, mentre elaboravo la proposta, pensavo ad una giovane donna massacrata dal suo convivente e padre di sua figlia, condannato a soli 16 anni di reclusione; a una bambina di soli dodici anni, costretta ad abortire, abusata per ben 40 volte da un essere spregevole di 50 anni, condannato a soli 7 anni; a Franca De Candia, stuprata perché non aveva rispettato le richieste degli usurai. I casi sono molti e le risposte da parte delle Istituzioni e della Magistratura sono, a mio avviso, ancora decisamente inadeguate. Basta semplicemente leggere le cronache giudiziarie per rendersi conto di quanto le condanne per reati così efferati non siano adeguate, non siano "giuste". Il rito abbreviato, purtroppo, consentendo lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, fa in modo che questi brutali delinquenti tornino in libertà solo dopo pochi anni di reclusione. Le parole servono a poco, se non sono seguite da fatti concreti. Firmare la proposta di legge può essere un modo per tentare di arginare questa inarrestabile ondata di violenza. IN ITALIA SONO QUASI CIRCA 100MILA CHE SUBISCONO ABUSI, IN MAGGIORANZA SONO BAMBINE Pedofilia: una piaga da debellare Grooming: lo strumento più pericoloso di adescamento su minori attraverso internet ttraverso l’analisi dei recenti dati raccolti dalla Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia) si delinea un quadro chiaro del fenomeno. Le cause principali sono: trascuratezza materiale o affettiva (52,7%), violenza assistita (16,6%), danni psicologici (12,8%), violenza sessuale (6,7%), patologie delle cure (12,8%), maltrattamento fisico (4,8%). In Italia sono quasi circa 100mila, lo 0,98% dei minori, in maggioranza femmine (52,51%), i bambini o adolescenti che subiscono maltrattamenti e abusi. Mentre secondo quanto riportato nel dossier «Child Maltreatment», già nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65 mila abusi sessuali. In Inghilterra, attestano dal Department for Education, sono stati segnalati 2 mila abusi sessuali. In Francia, sempre nello stesso anno, si sono registrate 2 mila e 800 denunce di abuso. Invece nel nostro Paese, secondo l'Istat, nel 2009, solo 492 atti sessuali con minorenni sono stati denunciati. Ma il telefono Azzurro ha dichiarato che ancora oggi le denunce sono insufficienti, a debellare il fenomeno. Negli ultimi anni il servizio del Telefono Azzurro che consente a chi naviga in Internet di segnalare con- A tenuti potenzialmente pericolosi per bambini e adolescenti, ha accolto 5.768 segnalazioni: il 26% si riferiva a materiale pedopornografico. Si evince sempre dal report di Telefono Azzurro che, a favorire la copertura sotto silenzio degli abusi, è anche il fatto che molte violenze si celano in «contesti sociali»: la scuola o la chiesa. Errato inoltre è considerare i pedofili come figure estranee: orchi. La realtà è diversa. I dati raccolti smentiscono il luogo comune che vuole il pedofilo come «un estraneo». Il pericolo si annida invece nel nucleo familiare: padri, madri, nonni, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti. Se solo il 9,6% riguarda soggetti estranei, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma conosciuti: tra questi spiccano gli amici di famiglia (11%), gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa ( 4,8%). L’1% circa delle segnalazioni al Telefono Azzurro riguarda i religiosi. Le donne autrici di abusi sessuali rappresentano il 12,8% dei casi. Abili complici della diffusione del fenomeno sono internet e le nuove tecnologie che forniscono al pedofilo ulteriori strumenti che facilitano il contatto con bambini e adolescenti (fino ai casi di «grooming», l'adescamento online). Ch.C. 8 Martedì 25 marzo 2014 Roma GRANDI MANOVRE AL CAMPIDOGLIO, IL “TERZO POLO” SI RITAGLIA UN RUOLO DA PROTAGONISTA Marino-Marchini, qua la mano Il bell’Alfio porta in dote tredici proposte di delibera, il sindaco condivide: in vista dello scoglio dell’approvazione del bilancio di previsione possono servirgli i suoi voti cchio a Marchini: con un Ignazio Marino a corto di fiato, è proprio “il bell’Alfio” a ritagliarsi, colpo dopo colpo, un ruolo centrale nella politica romana. Anche attraverso quelle tredici proposte di delibera che il sindaco ha fatto sue e che alla fine portano semplicemente luce all’imprenditore. Uno spostamento dell’asse politico capitolino che potrebbe portare anche a qualche sconvolgimento? Si vedrà. Intanto ci sono questi tredici temi sul tavolo e l’impegni di Marino a farli suoi. Si parla di assunzioni nelle aziende capitoline solo tramite concorso pubblico, semplificazione burocratica, abolizione di tutte le auto blu rimaste, progressività dell’addizionale comunale Irpef, punti verdi sport da assegnare ai privati contro il degrado, case "solo agli onesti" (cancellando il premio di prelazione agli occupanti abusivi), lotta all’evasione nel trasporto pubblico locale con l’obbligo di salita anteriore sugli autobus e un controllore fisso sulle linee più affollate, un bilancio più trasparente e partecipato dai cittadini, l’istituzione di un’anagrafe dei lavori pubblici, la nascita della ''Casa delle start up'' che assegni uffici con utenze gratuite ai giovani imprenditori, l’istituzione di una ''Casa della cultura'' in ogni municipio, il miglioramento del bike e del car sharing e infine la trasformazione della RomaLido e della Roma-Giardinetti, la prima in una metro e la seconda in un tram stile ''Otto''. Le 13 proposte sono il frutto di una campagna che ha portato la Lista Marchini a O raccogliere 10.138 firme in 15 luoghi di Roma, dal 30 novembre 2013 al 30 gennaio 2014. Ieri si è svolto persino un incontro pubblico tra i promotori e il primo cittadino. “La nostra opposizione - ha spiegato Marchini, intervenuto in un clima cordiale, dicono le agenzie, dopo una sorridente stretta di mano con il primo cittadino - è dura, ferma e decisa ma anche propositiva. Con questa iniziativa per la prima volta si può avviare una fase diversa, in cui i ruoli restano distinti, ma si può lavorare tutti per il bene della città”. E il dirimpettaio, cui i voti in aula per far passare un claudicante bilancio di previsione servono come il pane, gli ha fatto subito eco: “Sono soddisfatto di questo metodo di dialogo - ha risposto Marino - con le opposizioni non voglio il CRIMINALITÀ IN AUMENTO muro contro muro, ma impostare un lavoro comune. Condivido 10 di queste 13 proposte e alcune potrebbero già essere inserite nel bilancio 2014”, giusto per fare in modo che qualche preziosissimo braccio della “opposizione” si alzi alla bisogna. Che ne penserà il resto della maggioranza? Difficile dirlo, o forse facile, guardando ad esempio alla proposta sulla “casa agli onesti”. Sicuramente Marino non vuol sentir parlare di maggioranze variabili: “Pensate davvero che la maggioranza sia contro il Comune? La maggioranza è con il Comune, con la Giunta e con il sindaco”, ha detto a margine dell’incontro con gli esponenti della Lista Marchini. Convinto lui… Robert Vignola Rossin torna da Berlusconi e lascia Fratelli d’Italia Polemico Marsilio: "Non ha nemmeno pagato la quota dovuta al partito, dopo aver beneficiato del nostro consenso" ario Rossin, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, ha abbandonato il partito in cui è stato eletto in Campidoglio e ha aderito a Forza Italia. La notizia è stata ufficializzata ieri in una conferenza stampa con numerosi esponenti del partito di Berlusconi, a partire dal coordinatore regionale Claudio Fazzone. "Penso che oggi si chiuda un cerchio - ha dichiarato Rossin - che nasce con quel grande contenitore del PdL. Oggi faccio il mio ingresso in un partito in cui mi rispecchio anche per mie esperienze passate, che è quello di Forza Italia, in cui da oggi continuerò il mio lavoro qui in Campidoglio. Abbiamo condiviso battaglie importanti. Altre devono ancora cominciare. Ci vuole una fase costruttiva per la città. Io penso che con Forza Italia questo sia possibile". Rossin, nella scorsa consiliatura capitolina era passato con la Destra dopo aver lasciato il Pdl. A seguito delle elezioni politiche, si era candidato al comune con Fratelli d'Italia. Mastica amaro il movimento della Meloni. In una nota, il portavoce regionale Marco Marsilio sottolinea che "Rossin da due settimane era stato invitato ad uscire dal Gruppo D IN ZONA VIMINALE capitolino di FdI, avendo registrato la sua totale assenza da ogni attività nel partito, al quale nemmeno si è mai iscritto; abbiamo semplicemente preso atto di questo comportamento, dandogli l'alternativa di regolarizzare la sua posizione versando la quota di iscrizione di 250 euro riservata ai consiglieri comunali delle città metropolitane". Questa mattina - ha aggiunto Marsilio - "ci ha comunicato di voler rassegnare le sue dimissioni, aderendo quindi all'invito che gli avevamo rivolto. Fdi-An è un movimento fatto di persone entusiaste e piene di voglia di costruire, come hanno dimostrato i 20.000 elettori romani che hanno partecipato alle primarie di febbraio scorso. Persone che affrontano con coraggio i rischi e le difficoltà di militare in un partito che, per il momento, 'garantisce' pochi spazi, pur essendo in costante crescita. È evidente che chi non condivide l'entusiasmo, la voglia di fare e lo spirito di sacrificio che comporta stare in Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale può tranquillamente accomodarsi alla porta, come nel caso di Rossin, anche dopo aver beneficiato personalmente del consenso e della forza del nostro Movimento". AL COLLATINO In metro come nel Bronx: raffica di furti e aggressioni Rapina un minorenne della spesa: arrestato Picchia una prostituta e le sottrae la borsa: preso esioni gravi e tentata rapina aggravata. Questi i reati contestati a sei giovani, un ucraino e cinque moldavi di età compresa tra i 21 e i 34 anni, che domenica sera, poco prima delle 20 alla fermata della metropolitana Eur-Magliana, hanno aggredito una coppia di cittadini ucraini, lui di 27 e lei di 44 anni nel tentativo di rapinare quest'ultima della sua borsa. Il gruppo di giovani, dopo essersi avvicinati alla coppia che era in attesa dell'arrivo del convoglio sulla banchina, hanno prima aggredito la donna tentando di sottrarle la borsa e poi hanno picchiato il giovane che era con lei, lasciandolo a terra esanime. Attraverso le segnalazioni del personale in servizio alla stazione metropolitana che hanno immediatamente avvisato il 113, gli agenti del Reparto Volanti e del Commissariato Esposizione sono riusciti a rintracciarli mentre viaggiavano a bordo di un autobus, dopo aver infastidito alcuni viaggiatori alla fermata della metropolitana Eur-Laurentina. Nello zaino di uno di essi, anch'egli cittadino ucraino, i poliziotti hanno sequestrato un coltello na domenica di ordinaria delinquenza. E, spiace dirlo ma è così, a seminare insicurezza nelle strade della capitale, spesso in pieno giorno, sono cittadini stranieri giunti in Italia con chissà quale miraggio e ridotti a sbarcare il lunario a spese dei romani. Gli episodi. Il primo riguarda due romeni sorpresi subito dopo essersi impossessati di vari oggetti presenti a bordo di un’autovettura parcheggiata in via Pietro Mascagni, nella zona di Vescovio. Il proprietario dell’auto, nel riprendere il proprio veicolo, ha notato i due armeggiare vicino alla sua auto e allontanarsi a piedi subito dopo. Avvicinatosi al veicolo, ha notato che il vetro era infranto e la serratura dello sportello forzata. Subito ha avvisato il 113 e in breve una pattuglia del commissariato Vescovio ha iniziato a perlustrare le vie limitrofe. Poco dopo i due sono stati individuati e bloccati, riconosciuti dal proprietario dell’auto e arrestati per furto aggravato. Altro giro, altra corsa nella zona del Viminale: qui un romeno di 32 anni è stato arrestato per furto con strappo e minacce a pubblico ufficiale. Poco prima, infatti, notato in via Vicenza i intensificano gli episodi di intolleranza e violenza nei confronti delle prostitute. Spesso oggetto di uno squallido commercio di vite umane, le donne provenienti dai continenti poveri del mondo grazie ai canali dell’immigrazione clandestina affollano le strade dei grandi centri e, oltre al trattamento facilmente immaginabile cui vengono sottoposte dai loro sfruttatori-aguzzini, finiscono pure nel mirino di balordi e sbandati. Così nella tarda serata di domenica, una ragazza della Repubblica della Sierra Leone, di 24 anni, che si prostituiva nel parcheggio di un esercizio commerciale del Collatino ha chiesto aiuto al ''112'' dopo essere rimasta vittima di una rapina. La ''lucciola'' ha raccontato ai Carabinieri della Stazione Roma Tor Sapienza, intervenuti sul posto, che, poco prima, un ragazzo, a bordo di un'auto, l'aveva avvicinata e dopo averla colpita al volto, si era impossessato della sua borsa con i soldi, fuggendo a tutto gas. Nonostante la velocità e la violenza dell’azione criminale di cui è rimasta vittima, la giovane donna ha avuto la fred- L e del rame e lo hanno denunciato. Per lui, e per tutti gli altri, accompagnati negli uffici di Polizia, è scattato l'arresto per il reato di lesioni gravi e per rapina aggravata. Due cittadini romeni sono stati invece arrestati per furto dagli agenti del Commissariato Trevi e Castro Pretorio dopo che (sempre domenica sera), intorno alle 21, hanno sottratto una somma di denaro dal borsello di un viaggiatore che era a bordo di un vagone della metropolitana della linea A. La coppia di romeni, fingendo di abbandonarsi a delle tenere effusioni, ha prima spinto la vittima e poi l'uomo, afferrata la cinghia del borsello, lo ha aperto ed ha sottratto delle banconote per un valore di circa 70 euro. Quando il treno si è fermato la vittima ha segnalato al personale di vigilanza il tentativo di fuga dei due borseggiatori. Le guardie giurate hanno inseguito e bloccato i due ladri ed hanno avvisato il 113. I poliziotti arrivati pochi minuti dopo li hanno arrestati ed hanno recuperato la somma sottratta, restituendola al legittimo proprietario. Valter Brogino U un minore che aveva appena effettuato la spesa all’interno di un supermercato, lo ha avvicinato e gli ha strappato dalle mani la busta contenente i generi alimentari. Il minore ha avvisato subito il 113, che è giunta sul posto e dopo aver tranquillizzato il giovane, visibilmente scosso per l’accaduto, lo stava per riconsegnare ai genitori. Nel transitare in via Marsala, il ragazzo ha riconosciuto il suo aggressore e lo ha indicato ai poliziotti, che lo hanno subito bloccato e arrestato, nonostante i suoi tentativi di sfuggire agli agenti. Infine in via Gargano, in zona Monte Sacro, intorno alla mezzanotte due pattuglie sono state inviate sul posto per dei rumori sospetti segnalati al 113. Avvicinatisi allo stabile, gli agenti hanno udito distintamente i colpi provenire da una stanzetta interna, dove hanno sorpreso all’opera V.V., romeno di 34 anni, intento ad abbattere una parete divisoria dalla quale avrebbe avuto accesso ad un negozio di ottica. L’uomo, pertanto, è stato arrestato e il furto sventato. Tentato furto aggravato il reato da cui dovrà difendersi in tribunale. Gustavo Lidis S dezza di prendere nota della targa dell'auto e di fornirla ai militari che si sono subito messi sulle tracce dell'aggressore. Un elemento fondamentale per giungere all’identità dell’aggressore. L'auto non è risultata rubata, ma intestata ad un signore romano, il cui figlio 24enne aveva alcuni precedenti penali. Nel frattempo, la vittima è stata portata in caserma e sottoposta ad una seduta di riconoscimento fotografico: in base alla caratteristiche somatiche del rapinatore da lei fornite, le sono state mostrate decine di fotografie di persone con precedenti penali e connotati simili. Dopo alcuni minuti, la giovane ha riconosciuto, senza ombra di dubbio, il suo aggressore: si trattava proprio del figlio del proprietario dell'auto che si era allontanata subito dopo il colpo. A quel punto, i Carabinieri hanno individuato il ragazzo a casa della convivente in via dell'Acqua Bullicante. Considerati gli indizi concordanti, sentito il parere dell'Autorità Giudiziaria, il 24enne è stato denunciato a piede libero con l'accusa di rapina. G. L. 9 Martedì 25 marzo 2014 Da Roma e dal Lazio FORTE PRESA DI POSIZIONE CONTRO LA DETERMINA REGIONALE IN MATERIA SANITARIA REGIONE LAZIO Storace: “Il progetto Antares non può essere cancellato” “Cittadinanzattiva, fuori tutti i conti delle spese sostenute” La chiusura del reparto di reumatologia dell’ospedale San Filippo Neri sta togliendo il diritto alla cura a numerosi pazienti l capogruppo de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Francesco Storace, ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, Per sapere se intende annullare la Determina del 12 febbraio 2014 n. G01523 che ha disposto la chiusura dell’UOS Dipartimento di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri e dare la possibilità, quindi, ai pazienti affetti da artride remautoide, di continuare le cure presso il reparto di reumatologia del San Filippo Neri. La Determinazione n. G01523 – si legge nell’interrogazione - attesta che l’Azienda Ospedaliera San Filippo Neri non è più ufficialmente Centro Antares e perde dunque di diritto la possibilità di prescrivere i farmaci biologici ai propri pazienti affetti da artrite reumatoide. In questo modo 100 persone non potranno più essere curate nel reparto di reumatologia e altre 3.500 che necessitano di cure altrettanto importanti non sanno dove andare. Al San Filippo si sono infatti già avviate le procedure per chiudere mano a mano il servizio di assistenza. Nonostante dalla Direzione Generale dell'Ospedale arrivino rassicurazioni apparentemente confortanti in cui si dichiara che nessun paziente dovrà interrompere le cure e la continuità assistenziale sarà garantita attraverso la presa in carico di altri centri qualificati di reumatologia individuati dalla direzione del San Filippo Neri I in accordo con i pazienti, seguendo le modalità indicate dalla Regione Lazio, i diretti interessati non sembrano dello stesso avviso in quanto, come ricordato anche da Nicoletta Carcaterra del gruppo "I curati a metà - malati di artrite reumatoide" su 100 pazienti in cura al San Filippo Neri 20 sono stati già spostati in altri centri ma, stando ai racconti e alle testimonianze degli altri, non tutti vengono accettati nelle strutture alternative. Molti sarebbero stati addirittura rifiutati per mancanza di budget. Considerato che – conclude Storace nell’interrogazione – a preoccupare i pazienti è anche la perdita di un medico che prima di tutto è un VITERBO Sostituzione di persona per superare test d’italiano na scorciatoia per un esame? Peccato che molti ritengono veniale, ma che spesso e volentieri rappresenta una truffa. Come probabilmente hanno imparato, a loro spese, l’uomo che ha sostenuto l’esame di italiano al posto del concittadino macedone e quest’ultimo, che sono stati smascherati dagli uomini della Digos e denunciati. È successo venerdì scorso a Viterbo. Negli ultimi mesi, gli uomini della Digos di Viterbo hanno effettuato attività investigativa concentrata sugli stranieri che devono sostenere e superare un esame di conoscenza della lingua italiana per ottenere un lungo permesso di soggiorno. In diverse città italiane, secondo l’agenzia Dire, si era già registrato un meccanismo di raggiri e truffe per far superare il test agli stranieri che a malapena conoscono la nostra lingua. Dietro il pagamento di una somma di denaro, quindi, organizzazioni criminali facevano sì che lo straniero superasse l’esame attraverso la sostituzione del candidato con uno straniero che invece conoscevano la lingua alla perfezione. Grazie anche alla collaborazione con i dirigenti scolastici, gli uomini della Digos ve- U vero e proprio punto di riferimento per cui cambiare medico e struttura non è facile per chi è affetto da questo tipo di patologia, che le stesse terapie non possono essere interrotte, che la Direzione dell’Ospedale San Filippo Neri ha incontrato difficoltà nell’indicare un centro alternativo per la prosecuzione della terapia, si chiede l’annullamento della determina che dispone la cancellazione dal Progetto Antares dell’UOS Dipartimento di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Filippo Neri per far sì, quindi, che i pazienti affetti da artride reumatoide possano continuare la terapia farmacologica presso il reparto del San Filippo Neri. C L’ANTI SPORTIVITÀ DEI CENTRI SOCIALI: ANNULLATA PARTITA DI RUGBY DI SERIE C “Sei di destra? Non puoi giocare” l rugby, ovvero lo sport in cui rivalità e agonismo vanno assai più che altrove a braccetto con correttezza, lealtà e sportività. Sia in campo che fuori. Lo dimostra l’Irlanda, nella cui nazionale militano giocatori del nord e dell’Eire (e chiunque conosca un minimo la storia dell’Isola verde sa quanto tale compartecipazione sia densa di significato). Una lezione questa che dovrebbe essere d’esempio a tutti, non solo nello sport. In Italia però – purtroppo - c’è ancora gente che alla sacralità del rugby e soprattutto del confronto anche duro ma sempre leale, antepone l’ottusità ideologica sinistrorsa. Come i giocatori degli All Reds, squadra legata al centro sociale Acrobax e iscritta al campionato di serie C del comitato laziale di rugby. Ieri pomeriggio avrebbero dovuto ospitare i Corsari, ma la partita non si è giocata perché i “padroni di casa” hanno preteso che gli ospiti escludessero dal campo un loro giocatore, reo di essere fascista. I Corsari hanno fatto fronte comune e, dopo aver comunicato all’arbitro quanto accaduto, hanno lasciato la struttura senza rispondere alle provocazioni dei mancati avversari. “Ora l’ovale passa nelle mani del giudice I nerdì scorso sono intervenuti presso una scuola di Viterbo. Il presidente di commissione, infatti, aveva notato incongruenze sulla fotografia del permesso di soggiorno esibito per l’accesso al test e l’esaminando. Intuizione azzeccata: i poliziotti hanno così smascherato la truffa posta in essere da due cittadini macedoni. Si tratta di H.D., 30 anni, che aspettava fuori l’amico, e M.D., 26 anni, che si era recato al suo posto a sostenere l’esame. La prova è stata annullata ed entrambi sono stati accompagnati in Questura. Tutta la documentazione è ora a disposizione della Procura di Viterbo, mentre i due sono stati denunciati per i reati di sostituzione di persona, falsa attestazione a un pubblico ufficiale e truffa aggravata in concorso. Non solo, perché le indagini della Digos di Viterbo proseguono anche per appurare l’eventuale coinvolgimento di altre persone. G. L. ontinua il pressing di Francesco Storace per avviare una seria operazione trasparenza nel campo della sanità. Il capogruppo de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio ha infatti presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, all’Assessore per lo Sviluppo economico e le attività produttive, Guido Fabiani, e all’Assessore alle politiche sociali e allo sport, Rita Visini, per chiedere chiarimenti sui finanziamenti erogati a Cittadinanzattiva nell’esercizio 2007. “L’articolo 8, comma 1 della LR 44/2010 (Norme per la tutela dell’utente e del consumatore) – si legge nell’interrogazione - prevede interventi finanziari di sostegno all’attività delle Associazioni dei consumatori. La legge dispone che la concessione del finanziamento per le attività incluse nel programma annuale di interventi è condizionata alla stipula di apposite convenzioni che disciplinano le modalità di esecuzione delle attività medesime e i relativi controlli della Giunta regionale”. “Considerato che dalla determina n. A3996 si evince che l’associazione “Cittadinanzattiva” ha chiesto un importo di 55.200 euro, l’importo ad essa finanziabile è stato pari a 38.640 euro e che quello erogabile è di euro 10.416 euro, si chiede – conclude Storace nell’interrogazione - di conoscere il contenuto della convenzione stipulata da Cittadinanzattiva, indispensabile per l’erogazione del finanziamento, ivi comprese eventuali irregolarità registrate dalla Giunta nell’attività di controllo, e per sapere come l’associazione ha dettagliato la rendicontazione delle spese Daniele Belli sostenute”. sportivo – scrive Francesco Pezzuto sul Primato nazionale – tenuto ad esprimersi in base al referto redatto dall’arbitro. Probabilmente, e sarebbe auspicabile, la vicenda non si chiuderà nell’ambito del comitato regionale, ma interesserà direttamente la Federazione italiana rugby, chiamata a dare un segnale forte per stroncare sul nascere questo tipo di comportamenti”. Già. Perché al di là dell’episodio, grave e anti sportivo di per sé, c’è da chiedersi come abbia fatto la Federazione ad omologare un campo “occupato”, per il quale cioè la società che ci si allena non sostiene alcun costo di gestione (al contrario di tante altre, che fanno non pochi sacrifici per mantenere il proprio “rettangolo di gioco”). E oltre a questo, come scrive su facebook un appassionato rugbista, “come si può accettare l'idea che in uno sport nobile e pulito come il rugby, che ha sempre fatto invidia ad altri più blasonati e remunerati, in cui non esistono elementi di frizione che vanno al di là della pura e splendida tensione agonistica, vengano introdotti e tollerati motivi di scontro e divisione quali le pregiudiziali di natura politica?”. Domanda più che legittima, che tutti coloro che conoscono da vicino lo spirito di questo meraviglioso sport non possono che far propria. Riguardo all’episodio di domenica scorsa, resta l’amaro in bocca. Che si trasforma in un ironico sorriso nel leggere il comunicato diffuso ieri dalla squadra degli All Reds. “Prima che il caso mediatico acquisti i risvolti della delazione – scrivono – ci preme precisare che il 23 marzo, all’esterno del nostro impianto di gioco, hanno impedito ad un giocatore dei Corsari di avvicinarsi all’impianto stesso. Rendendosi conto della difficoltà, gli All Reds hanno deciso da subito di ritirarsi e di dare partita vinta agli avversari”. Spiegazione verosimile. Anche se attribuire la colpa di quanto avvenuto su chi molto probabilmente era lì per sostenerli non è stato un bel gesto da parte degli All Reds. Cristina Di Giorgi 10 Martedì 25 marzo 2014 Dall’Italia TRANI – INCHIESTA APERTA DOPO LA DENUNCIA DI ALCUNI GENITORI Vaccini e autismo: indaga la procura I magistrati vogliono capire se esiste una relazione tra il protocollo d’immunizzazione e l’insorgenza della malattia. Mentre l’Oms smentisce, diverse sentenze in Italia confermano il nesso di causalità a somministrazione del cosiddetto vaccino “raccomandato”, prescritto per contrastare il morbillo la rosolia e parotite, è sotto il vaglio della Procura di Trani che ha avviato un indagine senza indagati, ossia un’indagine conoscitiva per verificare se ci sia il nesso di causalità tra il vaccino somministrato ai bambini e la sindrome autistica. L’inchiesta è condotta dal pm Michele Ruggiero che coordina le attività investigative dei carabinieri del Nas. Gli accertamenti partono dalla denuncia sporta dai genitori di due bambini di tre anni ai quali è stata diagnosticata dai medici una sindrome autistica che, secondo le querele, potrebbe essere stata causata proprio dai vaccini. L’ipotesi di reato, ancora contro ignoti, è di lesioni gravissime. Non è un caso isolato, in Italia ci sono state diverse sentenze di condanna da parte dei tribunali che ravvisano il nesso di causalità, anche se non è da considerarsi giurisprudenza consolidata la correlazione tra l’insorgere della sindrome e la vaccinazione, richiedendo, oltre modo, l’opportuna valutazione medico scientifica che avvalori tale teoria. Nonostante siano passati diversi anni da quando sono state ritirate per L frode deliberata le riviste specializzate che avevano pubblicato gli studi circa il legame fra i vaccini all’autismo, ancor oggi rimangono gli effetti denigratori di quella campa- NUORO – TEMPI DI CRISI Padre di sette figli minaccia di uccidersi Il 48enne, disoccupato, aveva scoperto di non aver diritto ai sussidi di povertà L’Oms, infatti nel suo compendio pubblicato sul sito istituzionale alla fine dello scorso anno ha raccolto i principali quesiti sulla malattia. “I dati epidemiologici disponibili non TRAPANI – IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA Mafia: sequestrato complesso turistico da quaranta milioni La struttura, ottenuta mediante finanziamenti pubblici fraudolenti, apparteneva a Antonino Palmeri, condannato nel 1998 per reati connessi a Cosa Nostra A veva scoperto di non essere rientrato nella graduatoria del Comune di Nuoro per ricevere i sussidi per la povertà. È per questo motivo che ha minacciato il suicidio un disoccupato 48enne invalido di Nuoro, padre di sette figli. Armato di un lungo coltello da cucina, l’uomo è riuscito a fare irruzione verso le 12,45 di ieri nell’ufficio del capo di gabinetto del prefetto di Nuoro e ha minacciato di uccidersi se non avesse avuto dal Comune garanzie su un sostegno alla sua famiglia. Il 48enne, con una esigua pensione di invalidità, ha chiesto di essere ricevuto dal prefetto Giovanni Meloni, in quel momento assente, lamentando di essere stato escluso dagli aiuti ai poveri della città in quanto il suo reddito sarebbe superiore a quello previsto. Un urlo di disperazione culminato nel gesto estremo: il disperato ha estratto un coltello da cucina di 40 centimetri e lo ha rivolto verso sé stesso, voleva tagliarsi le vene nei polsi. gna, come nel caso dell’epidemia di morbillo dell’anno scorso in Gran Bretagna, che ha fatto anche un morto. Tra l’altro fonte considerevole ribadisce l’assenza del legame. mostrano nessuna evidenza di correlazione tra il vaccino trivalente per morbillo, rosolia e parotite e l’autismo, e lo stesso vale per ogni altro vaccino infantile – si legge nella nota -. Gli studi commissionati dall’Oms hanno inoltre escluso ogni associazione con gli adiuvanti al mercurio usati in alcune formulazioni” . E’ da ritenere che la politica dell’organizzazione mondiale sia quella di non creare allarmismi in base a dati ancora non confutabili. Mentre la corrente di studi che suggerì, invece, un legame, fu quella pubblicata dal medico inglese Andrew Wakefield nel 1998 su riviste come The Lancet e il British Medical Journal, ma ebbero vita breve in quanto furono ritirati ufficialmente da parte degli organi scientifici in quanto indagini successive hanno dimostrato di essere falsi. Questi stessi studi sono i più citati dai vari movimenti contro i vaccini che proliferano soprattutto sulla rete, le cui idee possono avere effetti molto gravi. Gli studi furono avviati in seguito all’epidemia che colpì l’area di Swansea in Galles, dove per esempio, i principali soggetti colpiti , erano proprio adolescenti che avrebbero dovuto essere vaccinati alla fine degli anno ’90. Chantal Capasso A fermarlo sono stati gli agenti della Digos, della Squadra mobile capitanati da Fabrizio Mustaro e il dirigente dei Servizi sociali del comune di Nuoro Franco Rosu. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco e un’ambulanza. Solo dopo una quarantina di minuti di trattative, l’uomo si è fatto convincere a consegnare il coltello e a lasciare incolume la prefettura. Dal Comune gli è arrivata l’assicurazione che non sarà lasciato solo: il disoccupato aveva anche chiesto di essere messo nelle condizioni di lavorare. Per evitare il ripetersi di episodi simili i controlli all’ingresso della prefettura saranno intensificati. È l’ennesimo dramma in un periodo di crisi economica: padri di famiglia disperati che non vedono altra via di uscita se non la B.F. morte. a maxi operazione della Guardia di Finanza di Trapani ha messo a segno un duro colpo alla mafia. Sotto sequestro un complesso turistico di Scopello, località balneare della provincia siciliana, dal valore di ben 40 milioni di euro. Il complesso turistico sottoposto a ordinanza cautelare, è riconducibile ad un imprenditore 65enne che fu, precedentemente condannato nel 1998 per associazione mafiosa come esponente della cosca di Castellammare del Golfo. Il confortevole residence è formato da 12 mini appartamenti indipendenti a schiera, una sala reception-bar, piscina, terrazze a dislivelli, parcheggi, aiuole e spazi comuni per l'intrattenimento. Il provvedimento cautelare è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, che già negli anni 2012 e 2013 aveva emesso provvedimenti patrimoniali a carico dell'imprenditore, riguardanti sia società che attività di bar-pasticceria in Castellammare del Golfo, intestate ai suoi familiari per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti si è scoperto che, mediante cessioni di rami d'azienda e diversi cambi di gestione, i figli dell'imprenditore, nonostante L le loro limitate capacità reddituali, avevano realizzato diversi investimenti, fra cui anche quelli per la costruzione del complesso turistico ora sotto sequestro, mentre era il padre che di fatto, continuava ad esercitare il controllo sulle aziende. Per quanto riguarda i precedenti sequestri che hanno colpito i beni dell’imprenditore, questi ultimi riguardavano anche la società che gestiva il complesso turistico e non anche i fabbricati, dato che su di loro non era stata ancora acquisita alcuna prova circa la loro illecita provenienza. Inoltre il Gico ha scoperto diverse irregolarità e artifizi contabili trami i quali erano stati ottenuti indebitamente fondi pubblici previsti dalla legge 488 per un ammontare superiore ai 2 milioni di euro e destinati alla costruzione del residence. Per quanto sopraesposto il Tribunale ha potuto così disporre con decreto, il sequestro del complesso turistico in quanto realizzato con finanziamenti ottenuti in modo fraudolento. Chantal Capasso 11 Martedì 25 marzo 2014 Dall’Italia MILANO – SEQUESTRATO IL MANUALE DELLA BANDA SUDAMERICANA Pestaggi a sangue: il rituale del Latin King La polizia ha fermato sette giovani armati fino ai denti in un giardino pubblico Con una pistola, un machete e un coltello si preparavano a picchiare il nuovo adepto di Barbara Fruch no aveva una pistola carica in tasca, un altro un machete, un altro un coltello. Erano armati fino ai denti i sette giovani appartenenti ai Latin King, una delle storiche gang sudamericane, che stavano per compiere un rito di iniziazione per nuovi adepti. I giovani sono stati fermati ieri mattina a Milano, in un giardino pubblico, nelle vicinanze di un frequentatissimo museo della Scienza e della Teconologia in via Olona, dalla polizia del commissariato di Porta Genova. Uno dei ragazzi, l’unico italiano, un 21enne, è stato arrestato perché trovato in possesso di una pistola carica, risultata frutto di un furto commesso nel 2011. Altri due, un ecuadoriano e un dominicano di 20 e 17 anni, trovati con tre coltellacci e un machete, stati denunciati in stato di libertà. Gli altri quattro (tra cui un minorenne) sono stati solo identificati. La polizia, che li ha notati seduti nell’area verde, oltre a sequestrare una Beretta calibro 7.65 con sette proiettili e le armi bianche ha confiscato anche un libretto, una sorta di manuale dei riti di iniziazione della gang. L’opuscolo, che in copertina riporta l’effige di una corona a cinque punte, uno dei sim- U boli della “pandilla” dei Latin king, è ora al vaglio degli investigatori. All’interno del libretto è contenuto il rituale di iniziazione per entrare a far parte della banda: superare i “3.60”, 4 minuti di prova di coraggio e resistenza fisica, in cui, dai due ai quattro componenti della banda devono picchiare il nuovo arrivato. Proprio per questo, probabilmente, i ragazzi, sono stati trovati in possesso di numerose armi. Sul “libretto” contenente il viatico dei neofiti, erano inoltre annotate in spagnolo le undici regole della gang. A margine del foglio, l’ultimatum: “Chiunque non rispetti anche un solo punto sarà punito”. Ed ecco l’elenco: saltare una riunione senza giustificazione comporta una multa e un castigo; arrivare in ritardo a una riunione senza una giustificazione comporta un castigo fisico a 360 gradi; rispettare fratelli e sorelle; non arrivare ubriaco o drogato a qualunque attività della nazione; tutti fratelli devono avere un aspetto fisico e igienico impeccabile; ogni fratello deve versare una quota settimanale; presentarsi con i colori giallo e nero; rispetta tua madre e tuo padre perché ti misero al mondo e tutte le persone che non appartengono alla nazione; non rubare; per assentarsi a una riunione è necessario avere una giustifica; tutti i fratelli devono essere in regola con gli obblighi e la quota. A queste norme se ne aggiungono altre segnate sotto un’altra voce: una volta entrati bisogna avere il massimo rispetto; bisogna avere cultura ed educazione; è negato l’accesso a chi fuma, beve, ruba o TORINO – LADRI DI NUOVA GENERAZIONE Finti mimi e mendicanti pronti a “fregare” i turisti Arrestate due ragazze rom che hanno derubato alcune giovani: fanno parte di un clan criminale i mascherano dietro finti mimi o falsi mendicanti per poi derubare le malcapitate vittime. Succede a Torino dove, a fare emergere il fenomeno, che vede come protagonisti principalmente i nomadi, sono sati i carabinieri nel corso delle ordinarie operazioni di controllo. Scoperti non solo ladri trasformisti (i cosiddetti “finti mimi”), e i mendicanti per professione, che si mascherano e disturbano turisti e cittadini, lasciandoli talvolta senza il portafoglio e i cellulari, ma anche ragazzine e donne che nascoste dietro il cartello “Abbiamo fame, aiutateci” con la scusa di chiedere l’elemosina derubano i turisti seduti nei dehors o sulle panchine della piazze torinesi. L’ultimo episodio nel fine settimana quando i carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora hanno individuato e arrestato una ragazza di 21 anni e denunciato la sua complice 14enne in corso Giulio Cesare, all’interno di un locale. S Le due donne, vestite di rosso, si sono avvicinate ad un gruppo di ragazze sedute al tavolo e con la scusa di chiedere l’elemosina hanno rubato un telefono cellulare. Le ladre sono scappate ma la vittima si è accorta del furto e ha chiamato i carabinieri del 112 che sono arrivati in pochi minuti. I militari sono riusciti a bloccare le due ladre: una 21enne è stata arrestata e la sua complice di 14 anni è stata denunciata. Sono entrambe rom residenti al campo nomadi di Strada dell’Aeroporto. Il telefono è stato recuperato. La due finte mendicanti hanno precedenti specifici: appartengono, con ogni probabilità, a un’organizzazione che opera in centro e nelle zone di maggiore affluenza di turisti in città. Sfruttano il travestimento gioioso o a volte la maschera dei mimi per commettere furti e rapine. Mentre proseguono i controlli le forze dell’ordine ricordano che sono al vaglio degli inquirenti altri furti e scippi avvenuti in città. Di certo è bene che turisti e cittadini, per non sbagliare, si tengano alla larga dai ladri di nuova generazione evitando di farsi impietosire anche dai ragazzini che talvolta vengono sbattuti sulle strade proprio per mendicare. Miriana Markovic commetta atti vandalici; dare amore, lealtà e rispetto alla nazione e alla corona, chi è estraneo alla nazione non deve sapere cosa facciamo. I Latin King sono stati la prima gang latinoamericana che si è imposta a livello internazionale. Nati a Chicago nel 1940 per aiutare gli immigrati sudamericani, nel 1986 hanno assunto la forma attuale, molto ramificata. E le radici della banda sono ormai ben radicate anche nel Bel Paese come dimostrano gli episodi che si susseguono nella capitale lombarda. Lì infatti anche i pestaggi tra bande, straniere, non sono così infrequenti. MILANO – IL GESTO ESTREMO DEL COFONDATORE DEL GRUPPO MUSICALE Ai domiciliari per violenze: tenta il suicidio il fonico dei Modà Paolo Bovi ha collegato una canna di gomma al tubo di scappamento della sua auto: salvato dai carabinieri i domiciliari per molestie sessuali è evaso per tentare il suicido. Paolo Bovi, il 40enne cofondatore ed ex tastierista (poi fonico), è stato salvato dall’intervento dei Carabinieri di Cassano d’Adda (Milano). Bovi, 40 anni, aveva l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, ma domenica mattina, intorno alle 4 e 30, se ne è liberato con un cacciavite. È stato proprio l’impulso lanciato dall’apparecchio, che scatta immediatamente in caso di manomissione, ad arrivare alla centrale operativa dei carabinieri che si sono messi subito a cercare l’uomo. I militari si sono precipitati nell’appartamento del musicista a Cernusco sul Naviglio, l’hanno trovato vuoto, e hanno rintracciato il 40enne poco distante. L’ex fonico, in evidente stato di alterazione a causa dell’alcol, per compiere il gesto aveva scelto di andare nella zona dove si trova lo studio di registrazione che in cui era nata la sua band. Il musicista aveva già collegato un pezzo di gomma al tubo di scappamento della sua Smart, ma i militari di Cassano d’Adda lo hanno salvato in tempo. È stato accompagnato in stato confusionale all’ospedale A di Cernusco sul Naviglio, da dove è stato dimesso poco dopo. Adesso si trova nel carcere di San Vittore per evasione. Tra i fondatori della band dei Modà, Bovi era stato accusato di aver abusato di quattro ragazzini tra i 13 e i 16 anni che frequentavano l’oratorio di una chiesa della periferia di Milano, dove l’uomo insegnava chitarra. I fatti risalgono al 2011 ma solamente nel 2013 era scattata l’indagine in seguito alla denuncia dei familiari dei ragazzini. Secondo l’accusa, gli abusi erano una sorta di “penitenza” richiesta da Bovi ai ragazzini. Le molestie si sarebbero consumate, non nell’oratorio della parrocchia ma altrove, come in un campeggio in Val d’Aosta durante una gita con i giovani. I pm di Milano Daniela Cento e Lucia Minutella avevano chiesto la custodia cautelare in carcere per Bovi, ma il gip lo aveva posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico perché aveva riqualificato i fatti come di “lieve entità” poiché non si era trattato di rapporti sessuali completi, ma di molestie e toccamenti. Il musicista si trovava dunque ai domiciliari dal 14 gennaio scorso. Carlotta Bravo 12 Martedì 25 marzo 2014 Sport PRESTAZIONE CONVINCENTE DELLA VIRTUS, JONES SUGLI SCUDI. DALMONTE: “POSSIAMO ANCORA MIGLIORARE” Acea forza 15, Pesaro battuta nell’anticipo di Fabrizio Cicciarelli iprende subito la marcia dell’Acea Virtus Roma, che nell’anticipo al Palazzetto dello Sport batte 96-85 la V.L. Pesaro e trova il quindicesimo successo in campionato, arrivato al termine di una partita rimasta sempre nelle sue mani. Una vittoria netta per la squadra di Luca Dalmonte, che è riuscita a catalizzare il k.o. di Milano in energia positiva: «Credo che i primi 10′ siano frutto del grande lavoro fatto in settimana spiega il coach imolese -, quelli appena trascorsi sono stati forse tra i migliori allenamenti di squadra». Chi si aspettava una Vuelle rinunciataria è rimasto deluso: infatti la squadra marchigiana, trascinata dai 37 punti di Turner, ha reagito allo sprint iniziale dei padroni di casa rimontando fino al -4, per poi cercare di rimanere in scia. Ci ha pensato un super Jones a condurre la Virtus verso la vittoria: l’ala di Compton ha dato vita a una prestazione di sostanza grazie a 22 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi. L’inizio è equilibrato, la Virtus va subito sul +5 ma viene ripresa grazie ai canestri di Trasolini e Johnson. Al pareggio l’Acea replica con un parziale di 10-0 firmato da Jones, Goss e Mbakwe, Turner prova a cambiare l’inerzia ma Roma allunga piazzando un 9-0 che la porta sul 17. Pesaro torna sotto con Johnson e Turner, che a metà del secondo quarto riducono il divario a soli 4 punti. La R Virtus mantiene a distanza gli ospiti con Hosley e Goss, poi chiude il primo tempo 44-36 con una tripla di Moraschini. «Dovevamo dimostrare di volere questa vittoria fin dalla palla a 2 - dice Dalmonte in sala stampa -, all’intervallo ho detto ai giocatori che la differenza tra il primo quarto e il secondo l’ha fatta praticamente Turner, dopo i primi 10’ a quota 2 mentre all’inter- vallo già a 19. Ma è stata l’unica situazione che abbiamo sofferto». Nella ripresa Roma prova ad allungare con Jones, Hosley e Goss fino a toccare il +20, Pesaro cerca di rientrare ancora una volta con Turner e Johnson ma non riesce ad andare oltre il 96-85 finale. «E’ stata una buona partita ma possiamo ancora migliorare - prosegue Dalmonte -, sono convinto che una maggiore continuità sui 40’ sia nelle nostre corde. Un’altra cosa positiva che ho visto stasera è stata la ricerca di un passaggio in più in tante occasioni, aspetto che ci ha dato ritmo e che ci ha portato ad avere delle buone percentuali, dunque non casuali». IL TABELLINO Acea Virtus Roma - Victoria Libertas Pesaro 96-85 (28-12, 44,36, 73,57) Acea Virtus Roma: Goss 16, Jones 22, Tonolli ne, Righetti ne, D’Ercole, Hosley 18, Mayo 8, Pagano, Baron 13, Szewczyk 8, Moraschini 3, Mbakwe 8. All. Dalmonte Victoria Libertas Pesaro: Musso 5, Bartolucci 3, Terenzi ne, Johnson 19, Pecile 1, Dordei, Trasolini 10, Anosike 6, Turner 37, Petty 4. All. Dell’Agnello