Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
Questo nome vuole evocare la forte vocazione della Provincia di Lodi a concorrere al successo dell’evento “Expo 2015”, attraverso la valorizzazione dei suoi caratteri ambientali più significativi: la produttività naturale della sua terra e la ricchezza delle sue acque.
E’ stato scelto dalla Provincia per denominare un grande progetto, che è stato concepito e realizzato, insieme a numerosi partner
pubblici e privati del territorio, allo scopo di rendere ancora più bello e fruibile il proprio patrimonio ambientale e culturale in occasione della vetrina internazionale dell’Expo.
Questo progetto, che è stato avviato nel 2010 e si conclude nel 2014, è stato reso possibile dal sostegno finanziario della Regione,
dell’Unione Europea e di Fondazione Cariplo, come pure da quello degli enti che hanno aderito all’iniziativa, a cui hanno portato
anche un determinante contributo di idee, di progettualità e di entusiasmo.
L’adesione della Provincia al bando POR Expo 2015 ed ai Fondi Emblematici maggiori di Fondazione Cariplo ha consentito di raccogliere
un contributo complessivo di circa 5,7 milioni di euro ed ha dato l’occasione di realizzare un progetto unitario, che investe più di 10
milioni di euro su un’ampia porzione del territorio provinciale, grazie al quale viene organizzata un’offerta integrata di fruizione turistica,
sociale e ambientale, rivolta sia alla cittadinanza che ad un vasto bacino di utenza turistico-ricreativa.
Il coinvolgimento della Provincia di Lodi nell’iniziativa di Expo 2015 ha trovato in questo progetto l’espressione concreta di un’adesione del territorio all’evento, mediante la realizzazione di interventi strutturali ed infrastrutturali che arricchiscono il territorio con
una rete di collegamenti ciclabili che unirà gli elementi di maggiore attrattiva e ne favorirà la tutela e la valorizzazione, non solo per
l’occasione di Expo ma anche per gli anni futuri.
L’opuscolo che qui si introduce intende rappresentare le opere già finanziate e realizzate, ma il cantiere è ancora aperto! Lo sforzo,
infatti, non è ancora concluso, perché In questi giorni la Provincia di Lodi, insieme alla Camera di Commercio, al Comune capoluogo
ed al Parco Tecnologico Padano, sta mettendo a punto un nuovo programma contenente altri progetti, iniziative ed eventi, coordinati
con una vasta rete di partner pubblici e privati che permetterà di arricchire l’attrattività e l’offerta turistica del Lodigiano in occasione
del semestre di Expo.
Strutture e infrastrutture
Recupero e Restauro
Beni Artistici e Architettonici
Servizi Trasporti Accoglienza
Località
Via Francigena
colatori:
Ancona-Mortizza
Allacciante-Gandiolo
sistema arginale Adda-Po
argine maestro
asse Po
Strutture e infrastrutture
Recupero e Restauro
Beni Artistici e Architettonici
1. Comune di Caselle Landi
Pista ciclopedonale
e messa in sicurezza S.P. 116
1. Comune di Somaglia
Opere di ristrutturazione Castello Cavazzi,
ecomuseo
2. Consorzio Bonifica Muzza B.L.
Interventi sui colatori
“Ancona-Mortizza-Allacciante-Gandiolo”
2. Ente Ecclesiastico S. Bartolomeo
Recupero museo “Bonum Comedere”
Cavacurta
3. Parco Adda Sud
Cartellonistica aree di sosta
3. Comune di Santo Stefano Lod.no
Recupero e restauro ex cascina Santa Maria
4. Comune di Camairago
Progetto di riqualificazione strada
vicinale porto Formigara
4. Ente Ecclesiastico S. Pietro Apostolo
Ristrutturazione Chiesa di Mezzana Casati
5. Provincia di Lodi
Messa in sicurezza sistema arginale
Adda-Po, argine maestro
5. Unione dei comuni OltreAdda
Ristrutturazione mulino per Infocultura
6. Parrocchia di Guzzafame Senna Lod.
Recupero Chiesa Corte Sant’Andrea
7. Comune di Orio Litta
Ristrutturazione Grangia Benedettina
8. Parrocchia Ospedaletto Lodigiano
Restauro organo Abbazia Gerolomini
9. Parrocchia di Maleo
Restauro Cicli pittorici Chiesa dell’Annunciata
Servizi Trasporti Accoglienza
1. Provincia di Lodi
Riqualificazione percorso via Francigena
2. Consorzio Navigare l’Adda
Acquisto imbarcazione per Transitum Padi
3. Comune di Senna Lodigiana
Fornitura e posa pontile a Corte
Sant’Andrea
4. Consorzio Navigare l’Adda
Realizzazione attracco loc. Gargatano
Senna Lod.
5. Comune di Somaglia
Riqualificazione attracco sul Po
loc. Gargatano
6. Provincia di Lodi
Progetto bike sharing
7. Provincia di Lodi
Ecocontatori
8. Provincia di Lodi
Cartellonistica e segnaletica turistica
9. Comune di Senna
Riqualificazione attracco sul Po
a Corte Sant’Andrea
10. Comune di Senna
Casa dell’Acqua/Casa del Pellegrino
11. Comune di Boffalora
Rete comunale itinerari ciclopedonali
e Casa dell’Acqua
12. Comune di Lodi
Realizzazione di un centro servizi
per il turista Parco Isolabella
Costituzione di una pista ciclopedonale
in fregio alla S.P. 116
e messa in sicurezza stradale
per la valorizzazione turistica del territorio
Sede dell’intervento
Comune di Caselle Landi
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Caselle Landi
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è sostanziato nella realizzazione di una nuova pista ciclopedonale nel territorio comunale per favorire le interconnessioni tra la rete ciclopedonale provinciale (poste in fregio alle strade
provinciali) e i nuovi itinerari contemplati dal Programma Integrato d’Area (es. la creazione e riqualificazione dei percorsi arginali lungo il sistema dei colatori idrici del Consorzio Muzza e il progetto per
la fruizione ciclabile degli argini del Po curato dalla Provincia di Lodi), oltre ai Comuni della Bassa
Lodigiana e a luoghi ed elementi di interesse naturalistico lungo il Po, tra i quali il Laghetto Bosco
San Giuseppe, Località Morti della Porchera e attracchi di fiume.
L’intervento si integra anche con una rete di servizi di affitto biciclette e aree di sosta per ciclisti
presso l’attracco di Morti della Porchera.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Interventi sui colatori del sistema “Ancona - Mortizza - Allacciante - Gandiolo”
per la riqualificazione, valorizzazione ambientale, ripristino e adeguamento
funzionale di manufatti idraulici, pertinenze idrauliche e percorsi esistenti ai
fini della fruizione ciclopedonale
Sede dell’intervento
Lungo lo sviluppo idraulico dei principali colatori che solcano il Basso Lodigiano, attraversando la Provincia da Ovest
a Est, lungo un asse che va dalla foce del Lambro (Senna Lodigiana) alla foce dell’Adda (Castelnuovo Bocca d’Adda).
Attuatore dell’iniziativa
Consorzio Bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha trovato realizzazione attraverso una serie di interventi di riqualificazione idraulica, di ripristino e valorizzazione ambientale nonché di potenziamento delle infrastrutture per la percorribilità leggera del più importante
sistema idrico del Basso Lodigiano. È stato costituito un itinerario ambientale ciclopedonale che affianca i principali
colatori del Basso Lodigiano. L’opera si estende per più di 60 km e consente di completare un anello ciclopedonale di
150 km lungo le dorsali dei principali corsi d’acqua della Provincia: Adda (da Comazzo a Castelnuovo Bocca d’Adda),
Po (da Castelnuovo Bocca d’Adda a Orio Litta) e colatore Venere sino a Livraga e da qui lungo la Muzza e la rete
ciclopedonale provinciale sino a Comazzo con collegamento alla rete ciclabile milanese, da Paullo a Cassano d’Adda.
L’itinerario ciclopedonale ha potuto contare su un preventivo e fortemente integrato intervento di riqualificazione
idraulica di ampie porzioni del sistema dei colatori. La riqualificazione si è tradotta nei seguenti interventi:
• Ringrosso (nei comuni di Guardamiglio e Fombio) della sagoma arginale del Canale Mortizza, con successiva
formazione di pista di servizio in sommità. L’intervento ha previsto, inoltre, la formazione di un tratto di difesa di
sponda, in sinistra idraulica mediante la posa di pietrame;
• Formazione (in comune di Santo Stefano Lodigiano) di difesa spondale e ripristino del fondo del Canale
• Allacciante, a valle del Chiavicone Mortizza mediante la posa di pietrame ed il rinverdimento;
• Formazione (in comune di Corno Giovine) di difesa spondale e ripristino delle erosioni in destra e sinistra idraulica del Canale Gandiolo, a valle del Salto del Fornasotto, mediante la posa di pietrame e la realizzazione di una
palificata rinverdita.
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Realizzazione di cartellonistica atta a fornire
indicazioni direzionali, segnalazioni relative alle aree di sosta
e informazioni a tema sia naturalistico che gestionale
riguardanti il Parco Adda Sud
Sede dell’intervento
Lungo l’intero sviluppo del Parco Adda Sud sia in riva destra che in riva sinistra del fiume.
Attuatore dell’iniziativa
Consorzio di Gestione Parco Adda Sud
Contenuto dell’intervento
Il presente progetto si inquadra all’interno del sistema di interventi per la “Promozione e diffusione
di una fruizione sostenibile nel sistema delle aree protette e nelle aree della rete ecologica lombarda attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale” promossi da
Regione Lombardia.
Si è così data attuazione ad operazioni volte a migliorare la fruizione dei percorsi: creazione, riqualificazione e messa in sicurezza di sentieristica (percorsi storico culturali, ambientali, ecc.), di piste
ciclabili, segnaletica e altri elementi identificativi del paesaggio.
Le aree di sosta realizzate nell’ambito del progetto permettono agli utenti di avvicinarsi il più possibile con i propri autoveicoli ad alcuni ambienti particolarmente pregiati e tutelati lungo l’asta del
fiume, consentendo di visitare e apprezzare l’ambiente naturale, a piedi o in bicicletta, senza arrecare disturbo alla flora e alla fauna protette.
Il Parco Adda Sud è un parco regionale che interessa sia la Provincia di Lodi che la Provincia di
Cremona; comprende 35 Comuni ed ha un’estensione territoriale di 24.260 ettari.
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Riqualificazione strada vicinale
del porto per Formigara
Sede dell’intervento
Comune di Camairago
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Camairago
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è tradotto nella realizzazione di un itinerario ciclopedonale che raccorda il sistema ciclabile lodigiano (percorso ciclopedonale lungo la strada provinciale Castiglionese) e la riserva naturale del Boscone, situata lungo l’Adda in prossimità del porto di Formigara, sulla sponda cremonese
dell’Adda, utilizzato già in epoca medievale.
Il percorso collega quindi la pista ciclopedonale provinciale denominata “Dorsale dell’Adda” alla
sponda cremonese, via acqua, attraverso gli attracchi che collegano la riserva al molo di Pizzighettone e, via terra, attraverso il ponte che porta alla medesima località.
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Messa in sicurezza del sistema arginale Lambro-Po,
argine maestro del Po ed Adda-Po
Sede dell’intervento
L’intero sviluppo arginale lungo i fiumi Lambro, Po e Adda in ambito provinciale, dal confine occidentale con la provincia di Pavia a quello orientale con il territorio Cremonese.
Attuatore dell’iniziativa
Provincia di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è posto l’obiettivo di rendere fruibile dal punto di vista ciclopedonale la sommità dell’argine maestro del Po, al fine di realizzare un itinerario cicloturistico protetto, sicuro e facilmente accessibile per la fruizione
sostenibile delle risorse ambientali della zona di confluenza tra Adda e Po. Il percorso si sviluppa principalmente
sulle strade arginali del fiume Po e dei suoi affluenti, partendo dalla Provincia di Pavia (argine del Lambro) fino
ad arrivare alla Provincia di Cremona (argine dell’Adda), assicurando itinerari di lunga e media distanza e fruibili
da tutte le categorie di utenti. Il tratto interessato dall’intervento è di circa 73 Km, dei quali:
5 lungo l’argine del Lambro; 50 lungo l’argine del Po; 18 lungo l’argine dell’Adda.
Gli interventi hanno riguardato una pluralità di azioni, tra le quali si segnalano:
• la messa a dimora di segnaletica, sia di carattere indicativo (indicazione dei collegamenti del percorso alla
rete stradale, ciclopedonale, comunale e provinciale esistente), sia di carattere informativo (segnalazione della
presenza di luoghi di interesse storico culturale, architettonico e ambientale);
• la realizzazione di aree di sosta nelle zone di particolare pregio paesistico e ambientale;
• la messa in sicurezza della sommità arginale (ripristino pavimentazione, posa di staccionate nei punti di particolare pericolo per gli utenti della ciclovia, introduzione di barriere di protezione marginale nei tratti ad uso promiscuo
dell’argine, valorizzazione e segnalamento delle aree di parcheggio e interscambio poste lungo il percorso.
L’intervento di riqualificazione realizzato migliorerà anche la connessione degli attracchi fluviali, presso i quali
sono attivi sia servizi di rent a bike sia di navigazione su tratti del fiume Po. Infine, l’operazione costituisce un’occasione di valorizzazione del tratto di via Francigena lodigiano, mettendolo in relazione con i centri del medio
lodigiano e della Bassa.
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Completamento opere di ristrutturazione del Castello Cavazzi
Ecomuseo della Pianura Lodigiana
Sede dell’intervento
Comune di Somaglia
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Somaglia
Contenuto dell’intervento
Il progetto d’intervento ha reso possibile il completamento delle opere di ristrutturazione del castello Cavazzi
di Somaglia, bene storico di primaria importanza di tutto il territorio lodigiano. Il Castello sorge sul luogo di un
probabile fortilizio precedente (forse databile al 1116) impiegato come luogo di Diete dall’Imperatore Federico Barbarossa durante le sue discese in Italia. L’attuale costruzione fu avviata nel 1371 da Barnabò Visconti,
signore di Milano, e passò nel 1451 come feudo ai Cavazzi, famiglia di origine spagnola al servizio degli Sforza.
Nel Seicento, attorno al Castello, vennero costruite mura di fortificazione su ordine di Ludovico Vistarini, governatore spagnolo di Lodi, per difendere il territorio dai Francesi. Le opere realizzate hanno dato prosecuzione
ad un percorso di ristrutturazione e riqualificazione funzionale dell’edificio di proprietà del Comune, avviato
da alcuni anni. Considerata la notevole complessità del bene, la riqualificazione è stata attuata per lotti funzionali tenendo conto delle possibilità e delle opportunità di finanziamento che si sono verificate. La finalità
della riqualificazione è la creazione di un centro di educazione ambientale collegato alla riserva naturale SIC
Monticchie e all’ecomuseo della pianura lodigiana. Il progetto fa parte di un programma di ampio respiro che
prevede, insieme al completamento del restauro conservativo del castello Cavazzi, l’implementazione del
sistema ciclopedonale e la valorizzazione dell’ecomuseo. L’iniziativa di valorizzazione si collega non solo alla
riserva Monticchie, ma alla presenza di altre emergenze culturali e ambientali di assoluto valore come i PLIS
Brembiolo e Guardalobbia, le ZPS di Senna Lodigiana e i percorsi dei valori storici della valle del Po lodigiano,
la Via Francigena, le Diete imperiali di Roncaglia, l’itinerario ciclistico europeo EUROVELO oltre che il Sistema
turistico del Po di Lombardia. Nello specifico, i lavori previsti dal progetto hanno riguardato il risanamento
delle parti edilizie strutturali e l’inserimento degli impianti necessari per consentire l’uso del fabbricato. È stato
posto rimedio al processo di rovina delle murature e delle volte. L’intervento ha riguardato anche l’area delle
cantine, al fine di garantire la viabilità del maniero anche agli utenti disabili.
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Recupero ed implementazione tecnologica del museo
“Bonum Comedere” presso l’ex convento dei frati Servi di Maria
Sede dell’intervento
Comune di Cavacurta
Attuatore dell’iniziativa
Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo Cavacurta
Contenuto dell’intervento
Il Museo Agricolo “Bonum Comedere” è ospitato nel complesso dell’ex Convento dell’Ordine dei
Servi di Maria, nelle cantine sottostanti l’attuale casa parrocchiale.
La raccolta è nata nel gennaio 1996 grazie ad alcune donazioni e all’impegno di volontari che
hanno recuperato, nelle cascine della zona, nelle cantine e nelle soffitte di vecchie abitazioni, un
consistente numero di oggetti di uso domestico e di attrezzi artigianali e agricoli, utilizzati per
l’allevamento di animali, per la viticoltura e la vinificazione. Lo scopo per cui era nato il museo era
quello di offrire al visitatore un tuffo nel passato: memoria per coloro che ne hanno fatto parte e
storia per i più giovani.
Il progetto si è tradotto in un intervento di ristrutturazione e adeguamento funzionale dei locali
deputati ad ospitare la raccolta.
Nello specifico, sono stati sostituiti i serramenti ed i pavimenti usurati, è stato messo a norma
l’impianto elettrico ed eliminate le barriere architettoniche.
È stato, inoltre, riqualificato lo spazio espositivo con l’allestimento di nuovi e più pertinenti percorsi tematici.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Recupero e restauro di un edificio rurale (ex cascina Santa Maria)
per la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e turistico
Sede dell’intervento
Comune di Santo Stefano Lodigiano
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Santo Stefano Lodigiano
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è tradotto nel recupero conservativo di un edificio rurale, la ex stalla di pertinenza
della cascina Santa Maria. Si tratta di un edificio di pregio architettonico sottoposto a vincolo, tanto
da costringere i progettisti a proporre un restauro rispettoso dell’antica struttura rurale ad uso zootecnico. La riqualificazione è finalizzata al recupero di un bene storico e alla creazione di un centro
polivalente da destinare a fini culturali e turistici. L’area antistante l’edificio è stata riorganizzata per
la creazione di una zona ciclopedonale. In prossimità dell’edificio è prevista una postazione di bike
sharing al fine di favorire lo sviluppo del turismo ecosostenibile, che offre una ampia rete di percorsi
naturalistici che si dirigono dalla stazione verso l’approdo sul Po. Architettonicamente, l’idea del
progetto ha trovato attuazione attraverso la creazione di un contenitore vetrato, che mantiene la
scansione delle campate esistenti, e con la realizzazione di un passaggio di collegamento al piano
superiore delle due parti (est, ovest), in cui si sviluppa il fabbricato.
Gli obiettivi ai quali si è teso sono i seguenti:
• valorizzare il paesaggio e il patrimonio storico e culturale presente sul territorio;
• migliorare il potenziale attrattivo della campagna del Po lodigiano mediante riqualificazione di
elementi caratteristici del paesaggio rurale;
• definire un intervento di sostenibilità ambientale per migliorare la qualità dell’esperienza di
visita dei luoghi.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Musica ed Arte Sacra nella parrocchia di Mezzana Casati.
Ristrutturazione chiesa di San Pietro Apostolo e restauro dell’organo
Sede dell’intervento
Comune di San Rocco al Porto
Attuatore dell’iniziativa
Parrocchia di San Pietro Apostolo di Mezzana Casati – San Rocco al Porto
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è mosso lungo due direttrici. La prima ha portato a realizzare un intervento di restauro e consolidamento della copertura della chiesa parrocchiale di Mezzana Casati, nonché
della facciata. L’edificio, ad unica navata con planimetria a croce latina ha origini difficilmente
databili. Don Cesare Belletti, parroco dal 1912 al 1947, a proposito della costruzione dell’edificio
sacro, scrive che: “risulta in modo indubbio dal rogito del notaio piacentino Girolamo Cavalli del
11 maggio 1573”.
La seconda direttrice d’intervento ha portato al restauro dell’antico organo conservato nella chiesa. L’organo, collocato in una cantoria lignea, costruito da Giovanni Chiappani da Pavia nel 1647 e
riformato nel 1882 da Angelo Cavalli di Lodi, si presenta con una facciata composta da diciannove
canne in stagno, disposte in una sola campata formanti due ali laterali ed una cuspide centrale.
L’intervento edilizio sul tetto ha rivestito un carattere di particolare importanza poiché si è reso
necessario per assicurare la conservazione dell’antico organo, bisognoso di un attento restauro.
L’organo infatti ha subito rilevanti danni a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto
della chiesa. La copertura, ancora in buona parte originaria, era formata da semplici coppi su
cantinelle in legno, tanto da non garantire più una soddisfacente tenuta agli agenti atmosferici.
L’organo, sottoposto a restauro, ha recuperato la sua completa funzionalità.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Ristrutturazione mulino per info-cutura
Sede dell’intervento
Comune di Abbadia Cerreto
Attuatore dell’iniziativa
Unione di Comuni Oltre Adda Lodigiano
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è mosso prendendo avvio dall’acquisizione di un antico mulino in comune di Abbadia
Cerreto, al fine di sottoporlo a ristrutturazione per insediarvi un centro informativo culturale e un
presidio museale connesso al tema dell’acqua e al funzionamento dei mulini. Il mulino, per la sua
collocazione e per la destinazione funzionale a cui è stato indirizzato è in grado di sviluppare forti
sinergie con la vicina Abbazia del Cerreto, in chiave di offerta di servizi di natura turistica e culturale.
La ristrutturazione dell’edificio ha permesso di creare un’insieme di spazi e ambientazioni atte a
realizzare i seguenti servizi:
• un punto informativo riguardo agli itinerari turistici locali;
• un piccolo museo dell’acqua, comprendente anche i macchinari storici legati all’attività propria del
mulino, da destinare ad un uso dimostrativo e divulgativo, previo opportuno restauro;
• una raccolta di oggetti ed attrezzi agricoli, dal più semplice al più complesso;
• utensili dei mestieri un tempo utilizzati nel lavoro contadino e nella vita domestica, testimonianza
di usi e costumi legati al passato rurale del territorio lodigiano;
• uno spazio per esposizione permanente della cultura materiale locale;
• una piccola biblioteca delle tradizioni e dell’agricoltura, con testi e documenti della storia locale.
Il progetto ha previsto, inoltre, il ripristino della funzione di produzione locale di energia, attraverso
l’utilizzo di microturbine idriche. Sarà, infatti, prodotta energia dall’acqua riattivando la filiera Acqua/
Paesaggio/Energia. La piccola produzione di energia idroelettrica assumerà un significato dimostrativo per valorizzare le risorse proprie del territorio sulle quali si è costruita fin dal passato l’identità
dei luoghi della bassa padana.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Recupero della chiesa di Corte Sant’Andrea
Sede dell’intervento
Località Corte Sant’Andrea – Senna Lodigiana
Attuatore dell’iniziativa
Parrocchia di Guzzafame di Senna Lodigiana
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha riguardato un edificio di culto che risale agli inizi del XVII secolo e fu costruito per volere della famiglia Belgiojoso. La chiesa presenta una pianta a navata unica con volta a botte e due
cappelle laterali, un presbiterio rettangolare leggermente rialzato e cappelle laterali con decorazioni
a stucco ad inserti dorati. L’intervento di restauro è stato portato a termine adottando criteri innovativi ispirati al principio della bioconservazione o biorestauro. Ciò ha significato estendere il concetto
di compatibilità dell’intervento dall’edificio storico all’ambiente circostante. Detta compatibilità ha
influito sui materiali impiegati e su molteplici soluzioni progettuali, al fine di rendere l’operazione
innanzitutto coerente con l’ambiente, ma anche sostenibile in futuro, sotto il profilo dei costi di gestione dell’immobile. Il programma di restauro ha riguardato la canonica e la facciata della chiesa.
La canonica ha beneficiato di una robusta azione di riqualificazione, al fine di prevenirne l’umidità,
migliorare la prestazione dei serramenti, migliorare le prestazioni delle murature ed isolare il tetto.
L’intervento sulla facciata è partito da un consolidamento degli intonaci, per proseguire con il rifacimento dell’apparato decorativo architettonico e concludersi con la tinteggiatura.
Il criterio ispiratore che ha guidato l’intera esecuzione del cantiere è stato di tipo conservativo. Sono
così stati conservati integralmente tutti i soffitti lignei presenti in precedenza, spesso mascherati
sotto controsoffitti o tinteggiati con vernici forti.
Sono stati preservati i pavimenti in cotto rinvenuti sotto strati di pavimenti in piastrelle da esterni.
In termini complessivi, è stata lasciata traccia di tutte le stratificazioni storiche ritrovate (camini,
sistemi costruttivi lignei, forno del pane, ecc).
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Sistemazione della Grangia Benedettina
Sede dell’intervento
Comune di Orio Litta
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Orio Litta
Contenuto dell’intervento
La Grangia Benedettina di Cascina S. Pietro, posta in piazza dei Benedettini nel cuore del centro
storico di Orio Litta, risale al secolo X e rappresenta il simbolo della presenza dei monaci cistercensi
nella Bassa Lodigiana, nonché l’unico e attivo ostello dei pellegrini.
Dall’Anno del Giubileo, la grangia ha iniziato a ricoprire la funzione di hospitale dei pellegrini della
Via Francigena. A partire dal 1999 ad oggi, il paese di Orio Litta e la sua grangia hanno visto transitare diverse migliaia i pellegrini. Il costante incremento dei transiti ha reso attuale la necessità di
adeguare la grangia a nuovi standard funzionali per assolvere appieno al ruolo di ostello.
Il progetto di sistemazione ha dato seguito ad una pluralità d’interventi.
Innanzitutto è stato praticato un intervento conservativo sulle parti originali dell’immobile, con particolare riguardo al paramento murario “faccia a vista” del contrafforte e della torre.
Una seconda linea d’azione ha riguardato il tema del contenimento energetico, al fine di raggiungere gli standard previsti dalla legge. Il programma dei lavori si è orientato, poi, sull’adeguamento
funzionale dell’immobile, al fine di migliorarne la funzione di “ostello”. È stata realizzata una nuova
zona servizi igienici, spogliatoi e docce al piano interrato ed una zona servizi scaldavivande al piano
terra. La riqualificazione funzionale si è completata con l’adeguamento dell’impianto termico che è
stato esteso alla nuova zona servizi, e con il superamento delle barriere architettoniche attraverso
la posa in opera di una piattaforma elevatrice. A seguito del completamento del programma d’intervento, la struttura è ora pronta per recitare appieno il ruolo assegnatole: quello di suggestivo
“hospitium peregrinorum”, sempre aperto, funzionale e accogliente.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Restauro dell’Organo dell’Abbazia dei Gerolomini
Sede dell’intervento
Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo – Ospedaletto Lodigiano
Attuatore dell’iniziativa
Parrocchia di Ospedaletto Lodigiano
Contenuto dell’intervento
L’organo della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo in Ospedaletto Lodigiano è di autore
anonimo. Lo strumento, con buona sicurezza può essere attribuito alla bottega originaria dei Bossi,
come lasciano intuire alcune particolarità costruttive. Lo strumento, databile alla metà del XIX secolo
si inserisce nella linea della grande tradizione organaria ottocentesca lombarda. Tuttavia, esce dalla
tipologia consueta di strumenti ad una tastiera, sia per la ricchezza dei registri sia per l’eccellente
qualità della fattura (in riferimento al canneggio ed all’apparato ligneo consistente nei somieri e
nelle strutture interne) e la nobiltà della fonica. L’organo ha subìto un intervento restaurativo negli
anni Ottanta del XX secolo.
Ciò nonostante si è resa necessaria una profonda opera di restauro poiché l’organo denunciava una
situazione di grave degrado che coinvolgeva le parti lignee (il tarlo era presente in tutte le sue parti), gli apparati meccanici (alcune canne presentavano lesioni e schiacciamenti, mentre i mantici
e le relative pompe di alimentazione perdevano aria, anche a causa delle pelli usurate). Risultava
compromesso anche il prezioso canneggio che, oltre ad avere necessità di un accurato restauro
(per la presenza di saldature inadeguate ed altresì perché necessitante di accordatura), presentava
altresì problemi causati da canne aggiunte in epoca recente che non si integravano con il materiale
storico.
L’intervento ha, infine, riguardato anche la tastiera e la pedaliera per renderle coerenti con la tradizione costruttiva dell’antica bottega organaria dei Bossi.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Restauro dei cicli pittorici della Chiesa dell’Annunciata
Sede dell’intervento
Chiesa di Santa Maria Annunciata – Maleo
Attuatore dell’iniziativa
Parrocchia di Maleo
Contenuto dell’intervento
La chiesa di Santa Maria Annunciata, le cui prime notizie documentate risalgono all’anno 1584, venne probabilmente costruita su preesistenze del Quattrocento. L’inizio del rifacimento in stile barocco ancora oggi
evidente, è indicato nell’anno 1751. La facciata è molto semplice, a capanna coronata da tre pinnacoli e lunetta affrescata raffigurante l’ “Annunciazione” sopra la porta, oltre alla decorazione interna al rosone e alle
decorazioni della cornice modanata e della fascia orizzontale.
Il progetto di restauro dei cicli pittorici si è reso necessario al fine di recuperarli dal cattivo stato di conservazione e, in parte, anche per porre rimedio ad un precedente intervento restaurativo del 1975, che tra le altre cose
aveva coperto con delle dipinture di cattiva qualità gli affreschi originari della seconda metà del Settecento.
Il progetto d’intervento, focalizzato sul recupero dei cicli pittorici, si è però mosso su un orizzonte più ampio,
contemplando anche una’incisiva azione di restauro dell’edificio di culto.
Per preservare al meglio gli affreschi si è reso, infatti, necessario procedere anche alla realizzazione delle
seguenti opere: sistemazione della copertura; rimozione della pavimentazione in graniglia; deumidificazione
della muratura esterna; rifacimento dell’impianto elettrico e del riscaldamento a pavimento; ripristino della
pavimentazione interna. Per quanto concerne l’intervento di resturo sui cicli pittorici, si è proceduto con la tecnica del “restauro a vista”, togliendo le varie ridipinture localizzate eseguite nei secoli successivi. È stata fatta
una ricerca delle decorazioni e del colore del Settecento là dove è stato coperto, tramite descialbo, ossia rimuovendo accuratamente tutti gli strati di scialbo (colore o pittura) sovrapposti alle immagini settecentesche.
La reintegrazione pittorica è stata fatta, in concordanza con la Soprintendenza, con colori ad acquarello e, dove
necessario, a calce, solo sulle stuccature e sulle piccole abrasioni.
La reintegrazione pittorica è stata eseguita solo sugli elementi di disturbo visivo, come le abrasioni e le macchie, senza coprire e/o alterare il colore antico.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Riqualificazione e messa in sicurezza del percorso storico
della Via Francigena
Sede dell’intervento
Lungo il tracciato che interessa i territori comunali di Orio Litta e Senna Lodigiana
Attuatore dell’iniziativa
Provincia di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il Lodigiano è interessato da spunti di notevole interesse in ambito religioso, potenzialmente in grado di fare
da traino per uno sviluppo complessivo del territorio, che si riverberi in campo culturale, economico, ambientale e turistico. In particolare però, è la Via Francigena, un cammino spirituale riconosciuto a livello europeo,
a costituire il fulcro di maggior interesse, in grado di attirare visitatori non solo locali o da territori limitrofi,
ma provenienti da tutta Italia e dall’estero. La Via Francigena è uno dei più importanti percorsi di cammino
spirituale che, a partire dal Medioevo, sorsero sulle ceneri delle antiche Vie Romane. Tali percorsi conducevano alle tre principali mete religiose cristiane dell’epoca: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. La
Via Francigena ripercorre il pellegrinaggio che il vescovo Sigerico, nel X secolo d.C., fece da Canterbury sino
a Roma, per un totale di 1600 chilometri circa, compiuti in 79 tappe, che Sigerico descrisse minuziosamente
nel suo diario. Interessa solo per un breve tratto il Lodigiano, tratto breve ma dal grande valore simbolico, dal
momento che vi è compreso l’attraversamento del fiume Po. Tale attraversamento costituiva l’inizio dell’ultimo tratto di cammino da Canterbury a Roma. Il progetto si è tradotto in un intervento di riqualificazione
del percorso storico della Via Francigena a partire da dove termina il tratto di competenza pavese. Il percorso
storico della Via Francigena interessa la provincia di Lodi nei territori dei comuni di Orio Litta e Senna Lodigiana
in località Sant’Andrea. La riqualificazione del percorso si è concretizzata nel rifacimento, ove ne è insorta la
necessità, delle pavimentazioni con la stesa di calcestre lungo il sistema arginale e di conglomerati bituminosi
sui nuovi tratti in costruzione. La pavimentazione è stata convenientemente e localmente colorata per evidenziare i percorsi e, su di essa, sono state collocate piastrelle aventi simboli decorativi con il segno distintivo
della Via Francigena. Sono stati inoltre posati cippi ettometrici in pietra per l’indicazione della distanza ed
elementi ornamentali, sempre in pietra, per l’identificazione del percorso soprattutto all’inizio del tratto lodigiano, al termine e lungo le intersezioni di tracciato.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Acquisto di una piccola imbarcazione per Transitum Padi
Sede dell’intervento
Senna Lodigiana – Località Corte Sant’Andrea
Attuatore dell’iniziativa
Consorzio Navigare l’Adda
Contenuto dell’intervento
Il pellegrino in transito sulla Via Francigena era solito attraversare il Po (Transitum Padi) in località
Corte Sant’Andrea.
L’attraversamento avveniva in una località meglio nota come “il Guado di Sigerico”. Un tempo,
infatti, in questa località sorgeva un piccolo porto raggiungibile da Piacenza per la strada di Calendasco (forse la continuazione della Via Emilia di cui si conserva con precisione la direzione) che
permetteva di accorciare notevolmente il cammino verso Pavia ed offriva l’opportunità ai viandanti
di attraversare, per un breve tratto, il territorio lodigiano.
Il tratto di fiume, in prossimità di Corte Sant’Andrea è, salvo i periodi di piena, abbastanza tranquillo,
quindi idoneo per l’attraversamento anche con piccole imbarcazioni.
Il Consorzio Navigare l’Adda intende istituire un collegamento su natante tra Corte Sant’Andrea e
la sponda piacentina, in prossimità del Guado di Sigerico, con l’intento di permettere ai pellegrini
in transito sulla Via Francigena di recuperare il tracciato storico riconosciuto, per raggiungere la città
di Piacenza.
Per dare seguito ad una simile intenzione il Consorzio ha proceduto ad acquistare una piccola imbarcazione. Si tratta di un natante con lo scafo tipo catamarano, realizzato in lega leggera di alluminio
idoneo al trasporto di dodici passeggeri e dodici biciclette.
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Riqualificazione dell’attracco sul Po a Corte Sant’Andrea
Sede dell’intervento
Comune di Senna Lodigiana – Località Corte Sant’Andrea
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Senna Lodigiana
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha mirato alla riqualificazione dell’attracco sul fiume Po in località Corte Sant’Andrea.
L’intervento si è composto delle seguenti opere:
• la messa a dimora di una struttura in cemento armato impostata sul bordo golenale a circa 50
metri dall’argine maestro, in prossimità dell’accesso all’attracco;
• La posa di una passerella in acciaio costruita con aste tubolari saldate, provvista di camminamento
centrale con piano pedonale in grigliato zincato “antitacco”, la cui larghezza utile é di un metro,
mentre la lunghezza é di 13,50 metri;
• La posa di un pontone galleggiante dalle dimensioni di 2,50x10,80 metri a struttura in acciaio,
idonea a trasmettere alla passerella di ancoraggio tutte le sollecitazioni derivanti dalla dinamica
fluviale.
Il complesso strutturale non è dotato di alcun organo meccanico per la regolazione e l’assetto idrostatico del pontone.
Le modalità costruttive dell’attacco lo rendono idoneo al servizio ordinario dal livello di magra al
livello di morbida del Po. Durante la piena ordinaria del fiume (ossa con acqua in golena per circa
0,50 metri) sarà consentito l’uso dell’attracco solo a mezzi di soccorso in grado di muoversi nell’area
golenale allagata.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Realizzazione di un attracco in località Gargatano
in comune di Somaglia
Sede dell’intervento
Somaglia – Località Gargatano
Attuatore dell’iniziativa
Consorzio Navigare l’Adda
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è tradotto nella realizzazione di un attracco costituito da una chiatta galleggiante di
4m. x 8m., da una passerella pedonabile di lunghezza pari a circa 23 metri, dotata di un dispositivo
idraulico in caso di piena, e dalle correlate opere a terra, necessarie per consentire il corretto funzionamento dell’attracco che è di tipo auto-equilibrante.
La struttura è di dimensione tale da consentire anche l’attracco di imbarcazioni di grande stazza,
ossia con una capienza superiore ai cinquanta posti.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Riqualificazione dell’area dell’attracco sul fiume Po
in località Gargatano
Sede dell’intervento
Somaglia – Località Gargatano
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Somaglia
Contenuto dell’intervento
L’intervento si è reso necessario quale azione propedeutica per consentire la posa di un moderno
attracco fluviale.
Il progetto ha inteso migliorare la struttura della sponda sinistra del fiume, in località Gargatano,
oltre alle discese carraie che portano all’imbarcadero e alla postazione che consente il carico e lo
scarico delle barche.
L’intervento ha inciso sulla conformazione della sponda del fiume e sul suo consolidamento, nella
prospettiva di migliorare la fruibilità dell’attracco.
In sostanza l’intervento è stato suddiviso in due operazioni: la prima si è tradotta nella sistemazione della scogliera spondale su tutto il fronte dell’imbarcadero per circa 70-80 metri di lunghezza,
mentre la seconda ha riguardato la discesa carraia e del solarium, ossia le parti funzionalmente più
necessarie per l’attracco delle barche e per la sosta sul fiume.
La funzionalità dell’operazione è garantita, peraltro, da un accordo tra il Comune ed il locale Centro
Nautico, che assicurerà la messa a disposizione della gru di alaggio, sia per l’impiego diportistico che
per necessità di pronto soccorso e protezione civile.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Attivazione di un servizio di bike sharing
Sede dell’intervento
Le ciclo stazioni sono state posizionate all’interno dei confini municipali dei comuni di: Ospedaletto
Lodigiano, Senna Lodigiana, Somaglia, Casalpusterlengo, Codogno, Santo Stefano Lodigiano, Maleo,
Orio Litta.
Attuatore dell’iniziativa
Provincia di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha perseguito lo scopo di fornire ai cittadini un sistema di bike sharing che consente di
prelevare e depositare biciclette pubbliche, ancorate ai relativi ciclo posteggi, attraverso una tessera
magnetica (una smart card fornita all’utente dall’erogatore del servizio, in alternativa la Carta Regionale dei Servizi, oppure una carta di credito), che consente di identificare da remoto le generalità
dell’utente che effettua il prelievo o il deposito, in tempo reale.
L’utente può prelevare la bicicletta da una stazione di distribuzione e può riconsegnarla in un’altra
stazione, anche diversa da quella di prelievo e situata in un altro comune aderente.
Il bike sharing è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni
pubbliche che intendono aumentare ed incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, integrandoli tra loro.
Il progetto lodigiano garantirà un’utile sinergia con “Pavia in bici”, il sistema di bike sharing recentemente istituito in Pavia e posto sul medesimo corridoio della via Francigena.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
43
Acquisto di sei ecocontatori posizionati in apposite stazioni
di rilevamento
Sede dell’intervento
Lungo le principali arterie ciclopedonali della provincia di Lodi
Attuatore dell’iniziativa
Provincia di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è tradotto nella messa a dimora di sei eco contatori lungo altrettanti tracciati, particolarmente frequentati, della rete ciclopedonale provinciale.
Gli apparati tecnici, perfettamente integrati nell’ambiente circostante, hanno lo scopo di contare le
biciclette che transitano sulla rete ciclopedonale e forniscono un monitoraggio sul grado di utilizzo
dei luoghi, al fine di programmare correttamente le azioni e di verificare, a posteriori, l’efficacia
degli interventi realizzati.
Il sistema di conteggio dei passaggi ciclistici avviene attraverso sensori di rilevamento a spire posizionati sotto il manto d’asfalto. Una memoria elettronica, presente in ogni ecocontatore processa
e conteggia i cicli in transito sul percorso oggetto di monitoraggio. Il dato numerico annotato viene
immagazzinato e comparato sull’intervallo di tempo preimpostato e viene inviato sotto forma di
sms al sistema di monitoraggio, annotando oltre al numero di passaggi, la data e l’ora di riferimento
e il nome della stazione emittente.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Installazione di cartelli indicatori per la valorizzazione
del percorso storico della Via Francigena
Sede dell’intervento
Nei territori comunali di Orio Litta e Senna Lodigiana
Attuatore dell’iniziativa
Provincia di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il percorso storico della Via Francigena interessa la provincia di Lodi nei territori dei comuni di Orio
Litta e Senna Lodigiana in località Sant’Andrea.
Per favorire l’individuazione della Via, nelle sue immediate vicinanze ed entro un raggio di alcuni
chilometri dal percorso, in corrispondenza di nodi d’intersezioni delle strade provinciali e statali,
sono stati posizionati cartelli d’indicazione riportanti la distanza mancante per giungere al tracciato
votivo.
Nella planimetria stradale provinciale sono stati individuati i nodi e le intersezioni di rete ove predisporre della specifica cartellonista, al fine di orientare esattamente il turista che si accinge ad
entrare nel territorio lodigiano attraverso la viabilità ordinaria o provenendo dai caselli autostradali.
A titolo di ulteriore contributo informativo, molti cartelli che promuovono attrazioni turistiche già
presenti nelle vicinanze del percorso votivo sono stati integrati con pannelli descrittivi riportanti
brevi cenni della storia che caratterizza lo sviluppo della Via Francigena sul territorio lodigiano.
Complessivamente sono stati posizionati sedici cartelli, in prossimità di località ed edifici d’interesse
storico, religioso e culturale presenti sul territorio.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Fornitura e posa di un pontile a Corte Sant’Andrea
Sede dell’intervento
Comune di Senna Lodigiana – Località Corte Sant’Andrea
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Senna Lodigiana
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è concretizzato nell’acquisto di un pontile galleggiante mobile ad elevato contenuto
tecnologico, da integrare con il rinnovato attracco fluviale di Corte Sant’Andrea.
L’aggiunta di un pontile mobile all’apparato meccanico che stabilmente costituisce l’attracco locale,
recentemente rinnovato, persegue lo scopo di migliorare l’accesso ai natanti, anche di notevole
dimensione, che solcano l’asta fluviale.
La struttura messa in opera è costituita da un pontone galleggiante mobile (per semplicità: una
grossa zattera), dotato di copertura, lungo quasi 11 metri e largo 5, provvisto di un autonomo sistema di approvvigionamento elettrico. Sul tetto del pontone, infatti, sono stati installati dei pannelli
fotovoltaici al fine di rendere autonomo l’approdo sotto il profilo energetico.
L’ormeggio , la cui superficie galleggiante è pari a quasi 55 metri quadri, può sopportare la presenza
contemporanea di 60 persone o, comunque, carichi sino ad un massimo di cinque tonnellate.
La struttura meccanica è stata progettata per un uso promiscuo, poiché, può consentire il suo utilizzo
presso l’attracco di Corte Sant’Andrea oppure, se trasportato altrove, presso altri attracchi o, addirittura, rende possibile lo sbarco di passeggeri su spiagge e rive prive di attracco sul Po.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Costruzione della Fontana del pellegrino - Casa dell’Acqua
Sede dell’intervento
Comune di Senna Lodigiana
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Senna Lodigiana
Contenuto dell’intervento
Il progetto si è tradotto nella realizzazione di una struttura atta a erogare gratuitamente acqua potabile che funge anche da area di sosta e presidio informativo per i cicloturisti e per i pellegrini che
percorrono la Via Francigena.
La struttura, qualificata come “Fontana del Pellegrino” ha una collocazione particolarmente strategica, poiché è ubicata in prossimità di alcuni monumenti significativi del territorio, come la chiesa
di Santa Maria in Galilea, la Madonna del Fontanone, il complesso dei Gerolomini di Ospedaletto
Lodigiano e Villa Litta a Orio Litta. Si trova sul percorso della Via Francigena, che a Senna Lodigiana
- Corte S. Andrea ha la sua 39^ tappa con il transito del fiume Po.
L’intervento ha previsto la realizzazione di uno spazio coperto per l’alloggiamento dell’impianto di
distribuzione dell’acqua potabile, di sedute per la sosta dei fruitori dell’impianto, di vialetti pedonali
per l’accesso al fabbricato, aiuole, arredo urbano e aree sosta per biciclette.
Inoltre la Fontana del Pellegrino, è collegata alla pista ciclabile comunale che a sua volta è connessa
alla rete provinciale ciclabile, quindi di facile fruizione cicloturistica.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
51
Implementazione della rete comunale di itinerari ciclabili
e contestuale realizzazione di una casa dell’acqua
Sede dell’intervento
Area urbana in comune di Boffalora d’Adda
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Boffalora d’Adda
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha portato alla realizzazione di una pista ciclabile di collegamento tra il punto d’arrivo
della green way dell’Adda e la pista ciclabile Boffalora-Lodi recentemente costruita a fianco della
strada provinciale n. 25.
Attraverso questo collegamento è ora possibile, partendo in bicicletta da Lodi, giungere ai confini
del Parco Adda Nord, mantenendosi prossimi al fiume per la maggior parte del tragitto.
L’intervento, ha accresciuto la fruibilità del sistema ciclabile lodigiano e cremonese che ora possono
contare su un ulteriore elemento di raccordo.
In sinergia con la pista ciclabile, è stata realizzata anche una “casa dell’acqua”, posta nelle vicinanze della scuola materna, con lo scopo di impiegarla in prima istanza quale punto d’erogazione di
acqua potabile ma, contestualmente, anche quale presidio informativo per i fruitori del percorso
ciclopedonale.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Realizzazione di un centro servizi per il turista al Parco Isolabella
Sede dell’intervento
Comune di Lodi, in prossimità del Parco Isolabella
Attuatore dell’iniziativa
Comune di Lodi
Contenuto dell’intervento
Il progetto ha mirato al completamento del Parco Isolabella, trasformandolo in un centro turistico
attrattivo per l’intero territorio provinciale.
L’intervento si è posto nei termini di un concorso ad un più complessivo programma di qualificazione di un’area verde prospiciente il centro urbano di Lodi, affacciata sul fiume Adda, in cui sarà
inserita una struttura adibita a punto informativo per il turista, capace di soddisfare l’utenza fornendo servizi quali: noleggio bici, noleggio canoe, fornitura gratuita di cartine e materiale turistico sul
territorio, visite guidate.
Il progetto ha rappresentato una traduzione in atti di quanto previsto dalla convenzione tra Comune
di Lodi e Provincia di Lodi finalizzata alla creazione del Parco Isolabella, che costituisce parte del progetto della Foresta di Pianura di Lodi, promosso dalla Provincia nell’ambito del programma regionale
delle dieci grandi foreste di pianura.
Come da convenzione, la Provincia ha già effettato la forestazione e la realizzazione delle opere a
verde. Al Comune spetta la realizzazione delle aree attrezzate, parte delle quali sono state completate con il presente progetto.
Lodigiano per Expo. Terra Buona e percorsi di fiume
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Si ringrazia Roberto Musumeci, autore della maggior parte delle fotografie riprodotte.
www.biodiversipedia.it • www.provincia.lodi.it
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Opuscolo Lodigiano per EXPO