(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
PROGETTO IN COPROGETTAZIONE
ENTE CAPOFILA
NZ00233
Comune di Muro Leccese – Provincia di Lecce
Via salentina,126 – Tel. 0836.443209
www.comune.muroleccese.le.it
[email protected]
Enti Partecipanti
NZ03400 Comune di San Cassiano
P.zza Cito, 1 – Tel. 0836.992100
www.sancassiano.le.it
[email protected]
NZ01048 Comune di Poggiardo
Via Aldo Moro,1 – Tel. 0836.909815
www.poggiardo.com
[email protected]
NZ03653 Comune di Botrugno
P.zza Indipendenza – Tel. 0836.992213
www.botrugno.comune.le.it
[email protected]
NZ01341 Parrocchia SS. Annunziata
P.zza Del Popolo – Tel. 0836.341990
www.parrocchiamuro.anet.it
[email protected]
NZ03307 Parrocchia Visitazione Maria Vergine
P.zza V. Emanuele II – Tel. 0836.954651
www.parrocchiacerfignano.it
[email protected]
(Allegato 1)
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ00233
Albo Regionale della Puglia
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
STUDIARE PER CRESCERE
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore E - Educazione e Promozione culturale
09 Lotta all’evasione scolastica
10 . Attività di tutoraggio scolastico
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con
riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:
3a
Premessa
Il presente progetto riguarda l’attivazione di posizioni di servizio civile
volontario aventi le seguenti caratteristiche comuni:
• Territorialità: provincia di Lecce in particolare i Comuni di Muro
Leccese, Comune di Poggiardo, Comune di Botrugno, Comune di
San Cassiano, Parrocchia SS. Annunziata di Muro Leccese,
Parrocchia Visitazione di Maria Vergine di Cerfignano;
• Sede di attuazione del progetto: locali pubblici gestiti da enti locali,
e da enti del terzo settore. ed intende affrontare il nodo della
dispersione scolastica in quanto espressione di un più amplio
problema di disagio giovanile.
Il disagio giovanile
Durante l’adolescenza e gli anni seguenti il giovane si trova costretto ad
affrontare situazioni complesse, connesse all’età specifica ed al modo in
cui affronta il proprio sviluppo
E’ in questa delicata fase che i giovani, soprattutto nella società
occidentale, incontrano il maggior numero di difficoltà per affermarsi e
possono scegliere di dare un significato “diverso” alla loro esistenza
attraverso condotte devianti o criminali. E’ il momento particolare della
crescita, nel quale le attese dell’adolescente sono fortemente influenzate
dai processi di socializzazione e dal modo in cui egli intende le aspettative
degli altri nei suoi confronti.
La maggior parte dei giovani, fortunatamente, pur sperimentando
quotidianamente un contesto sociale che offre strumenti di supporto e di
sostegno alla loro crescita spesso insufficienti, non si rifugia in
comportamenti di violenza o di devianza in genere, ma tende a sviluppare
comunque l’accettazione della struttura sociale in cui vive.
In alcuni casi però, talvolta a seguito di dinamiche complesse e di difficile
valutazione, le medesime situazioni si traducono in contesti di disagio
giovanile e in comportamenti ad esso correlati, quali condotte di tipo
deviante o condotte collegate all’abbandono scolastico e
all’interruzione degli studi.
La nozione di disagio giovanile si mescola così all'idea di devianza e
diviene un problema sociale prevalentemente quando rimanda a questioni
d’ordine pubblico, cioè quando in sostanza si evidenzia come un problema
per la collettività ed esce dalla schiera dei comportamenti cosiddetti
"normali", per entrare nel campo dell’infrazione alla norma o, addirittura,
alla legge.
Riguardo alle condotte devianti, il disagio giovanile può anche essere
correlato ad un consumo di droga e di alcol occasionale o abituale, al
bullismo, a varie forme di crimine contro il patrimonio, ai comportamenti
violenti, ai comportamenti autodistruttivi suicidari e, come si osserva da
qualche anno a questa parte, anche ad un uso distorto della rete internet,
ad esempio nell’ambito delle intrusioni clandestine e dei danneggiamenti
di siti web operati da giovani hackers
Nelle società attuali, peraltro, le forme che il disagio assume sembrano
sfuggire alle tradizionali categorie di analisi e, da un punto di vista
sociologico, rimandano ad una problematizzazione del rapporto
individuo/società.
L'evoluzione del fenomeno della tossicodipendenza nel nostro paese può
essere esemplificativo in questo senso. Mentre fino ai primi anni '70 la
tossicodipendenza era collegata ad un preciso stile di vita del
tossicomane, in quanto era considerata un vero e proprio modello
alternativo di vita, scandito da ritualismi definiti e ancora inquadrabile
nella categoria generale della devianza, progressivamente la concezione
della tossicodipendenza è andata qualificandosi sempre più come
manifestazione di disagio, cioè d’incapacità dell’individuo di costruire un
rapporto sintonico ed equilibrato con la realtà e con il contesto sociale in
cui è inserito, già dalla primissima adolescenza.
L’analisi, contenuta nel 4° Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia
e dell’adolescenza (Agosto 2004), realizzato dall’Eurispes in collaborazione
con Telefono Azzurro, riporta che il 28% di adolescenti italiani
consuma sostanze stupefacenti di diversa natura e pericolosità.
Una cifra che, tradotta nella realtà, significa che un ragazzo su quattro fa
uso di droghe e alcolici e che il problema della droga è ormai stabilmente
inserito nella vita di circa 700mila famiglie del nostro Paese.
Inoltre, si registra con preoccupazione il diffondersi di nuove espressioni
del disagio: particolari malattie psicosomatiche, disturbi alimentari quali
anoressia e bulimia e, più in generale, ad un mutamento delle forme di
devianza ed emarginazione.
In sintesi, le possibili origini del disagio giovanile, l’eventualità del suo
manifestarsi, sembrano inscritte nella traiettoria di vita di ogni
adolescente e rendono necessaria l’adozione di strumenti in grado di
individuare e prevenire l’insorgere delle sue espressioni, in modo precoce
ed efficace.
La dispersione scolastica come espressione del disagio giovanile
Parlando di disagio giovanile rapportato al mondo della scuola, il dato che
più di altri è in qualche modo correlato al disagio è quello dell'insuccesso
scolastico per cui è ragionevole pensare che per quegli studenti che vanno
molto bene a scuola i livelli di disagio sono molto più gestibili e
fronteggiabili.
Il nostro Paese, almeno in Europa, è agli ultimi posti rispetto ai
tassi del livello di istruzione medio: una ricerca condotta tra i
giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni illustra che il 45,84 %
degli studenti nella scuola secondaria e nell’università (dati del
Ministero della Pubblica Istruzione) non giunge al conseguimento del
titolo di studio perseguito.
L’elevatissima percentuale di dispersione scolastica italiana non è
confrontabile con i cosiddetti partners europei e a maggior ragione con
partner come il Giappone ed altri che hanno livelli elevati di risultati
scolastici.
La dispersione scolastica è un fenomeno complesso legato profondamente
al contesto storico, sociale, culturale ed economico.
Il fenomeno non si manifesta ed identifica unicamente con l’abbandono,
che tuttavia resta sempre il fenomeno più drammatico e culminante di un
processo di rottura (culturale, sociale, esistenziale) a lungo preparato, ma
è anche, e spesso prima di tutto, una forma d’insuccesso scolastico, che si
verifica quando gli studenti non riescono a dispiegare pienamente il loro
potenziale d’apprendimento, soddisfacendo i propri bisogni formativi.
In moltissimi casi la dispersione scolastica assume diverse forme, a volte
più mascherate, ma comunque gravi quali:
–
disaffezione,
disinteresse,
demotivazione,
noia,
disturbi
comportamentali, mancati ingressi, evasione, ritardi rispetto all’età
regolare, proscioglimento dall’obbligo senza conseguimento del titolo,
ripetenze, bocciature, frequenze irregolari, assolvimento formale
dell’obbligo, qualità scadente degli esiti.
Tali manifestazioni si basano spesso su difficoltà d’apprendimento
(soprattutto sul terreno linguistico espressivo, logico – matematico e del
metodo di studio) e su una carriera scolastica vissuta più come obbligo
esterno (familiare, sociale), che interno (bisogno di affermazione, crescita,
acquisizione di saperi, capacità, cittadinanza) per realizzarsi come
persona.
Effetti della dispersione scolastica
L’irregolarità del curriculum formativo e soprattutto l’abbandono scolastico
si configurano come potenziale e reale marginalità.
Le situazioni di insuccesso scolastico si intrecciano spesso alla condizione
di disagio giovanile, di rischio, emarginazione e devianza.
Ma in primo luogo, la dispersione scolastica rimanda alla mancanza di
istruzione e ai problemi della partecipazione al mondo del lavoro e
della disoccupazione.
Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Regionale per l’Università e per
il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte, tassi di partecipazione al
mercato del lavoro differiscono fra i paesi europei per molteplici ragioni
(tra cui l’organizzazione economica, sociale e territoriale del mercato del
lavoro e l’attitudine culturale riguardo allo stesso), ma sono strettamente
legati all’età e al livello di istruzione: i più anziani e i meno istruiti hanno
una probabilità maggiore di essere inattivi sul mercato.
Cause della dispersione scolastica
Per leggere ed affrontare in modo adeguato il problema della dispersione
scolastica, è indispensabile un’analisi delle principali variabili connesse con
il fenomeno.
Dalle diverse prospettive di analisi che tendevano a dare peso ad un
fattore piuttosto che ad un altro (al soggetto, alla sua intelligenza, al suo
sviluppo cognitivo, alla famiglia, alla mancanza di mezzi economici,
all’ambiente, alla povertà di stimoli culturali) si è giunti oggi a condividere
una lettura che coglie le relazioni e gli intrecci tra i vari fattori.
Nel 1990 venne pubblicata una ricerca commissionata dal Ministero della
P.I. al CENSIS su "Analisi della dispersione scolastica in Italia in aree di
rischio e disagio educativo". Dall’analisi dei dati emerse che, accanto alla
conferma di una forte correlazione tra i dati di riuscita scolastica e gli
indicatori tradizionali di classe sociale, reddito, professione, titolo di
studio, disagio scolastico e rischio educativo, nuove sfumature del
fenomeno riguardavano l’incidenza della deprivazione culturale.
A distanza di dieci anni, un’indagine parlamentare della VII Commissione
della Camera del 2000, rileva come le variabili del 1990 risultano oggi
ancora più fattori che incidono sul drop-out scolastico sono:
•
condizione socio – culturale della famiglia;
•
dinamiche biografiche dello studente;
•
modalità didattica e pedagogica dell’insegnante;
•
realtà extrascolastica nei suoi vari aspetti sociali e territoriali.
Rispetto alla condizione socio-culturale della famiglia, l’analisi del 1990
osservava un’interrelazione tra condizione socio-culturale della famiglia e
insuccesso scolastico, anche se non con stretta correlazione di causaeffetto. Nell’analisi della VII Commissione della Camera assume
importanza il titolo di studio dei genitori correlato al reddito, soprattutto
se riferito alla dispersione scolastica nel Nord piuttosto che a quella del
Sud, dove si rileva una distanza tra il livello del reddito e il livello della
cultura della popolazione adulta: una cultura familiare che non considera
risorsa importante un alto livello culturale incoraggia l’abbandono.
Per quel che riguarda le dinamiche biografiche dello studente, si rileva
un’interrelazione tra disadattamento scolastico e disadattamento
personale.
I problemi legati alle biografie degli alunni rivestono un peso notevole
soprattutto se si considera che il disagio personale dell’alunno talvolta si
manifesta anche in forme di patologie comportamentali, autoemarginazione e demotivazione.
I fattori personali che sembrano incidere sulla dispersione scolastica sono:
–
–
il livello di autostima
il livello di autoefficacia personale
L'autostima è una dimensione fondamentale nel processo di costruzione
della propria identità e personalità e rappresenta la capacità di apprezzare
il valore e l'importanza della propria persona nella consapevolezza di poter
fare affidamento su se stessi. L'autostima è il vaccino sociale
indispensabile per combattere le gravi forme di disagio esistenziale,
l'emarginazione scolastica, la dipendenza, molte forme di violenza e di
devianza giovanile, l'aggressività, la prepotenza e l'insuccesso scolastico.
Formarsi un solido senso di autostima è fondamentale per tutti gli
individui e soprattutto per gli studenti in situazioni di disagio (emotivo,
socio-affetivo e relazionale) responsabili di comportamenti inaccettabili e
di prestazioni scolastiche carenti. Sentirsi bene, riguardo a quello che si è,
consente di apprendere in modo più efficace, aiuta ad affrontare meglio i
problemi e le tensioni della vita e spinge a crearsi un futuro migliore.
L'autoefficacia è una componente dell'autostima, la quale, a sua volta,
rappresenta un’importante dimensione della personalità. Il "senso di
autoefficacia" cioè le convinzioni sulla propria efficacia personale rispetto
all'affrontare con successo le richieste della vita, permette di migliorare il
self-control nell'azione intenzionale e promuove
l'assunzione di
comportamenti positivi che aiutano a prevenire varie forme di disagio.
Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si
sentono, trovano delle fonti di motivazione personale e agiscono. La
persona con un senso di autoefficacia alto ha un pensiero positivo, è
motivata, sceglie obiettivi notevoli e ottiene risultati più soddisfacenti di
chi ha un senso di autoefficacia basso e percepisce in modo negativo le
proprie possibilità.
I giovani che vivono l’abbandono scolastico hanno bassi livelli di
autostima e autoefficacia.
Pertanto, la scuola e i servizi che si occupano della formazione e
dell’educazione dei giovani dovrebbero programmare ed avviare una serie
d'interventi educativi in grado di promuovere e favorire negli alunni lo
sviluppo dell'autoefficacia personale, non dimenticando che il viaggio di
ricerca dentro di noi, il guardarci con occhi nuovi ci permette di scoprire
potenzialità nascoste inimmaginabili.
Se il disadattamento rimanda a cause esterne alla scuola, è indubbio che
esso può trovare origine o rafforzamento dentro la scuola stessa, in quelle
disfunzioni interne che in misura relativamente autonoma producono le
condizioni della dispersione.
Un ruolo fondamentale è giocato dalle modalità didattiche e
pedagogiche adottate dagli insegnanti talvolta basate su rigidità
dei curricoli formativi, su un’organizzazione poco flessibile, sulla
carenza di strategie individualizzate per rispondere alle difficoltà
del singolo alunno. Gli insegnanti spesso non sono in grado di prestare
attenzione agli aspetti del processo formativo che risultano inadeguati alla
condizione di ingresso degli alunni e la scuola stessa, per le sue
caratteristiche organizzative, ha difficoltà ad individuare i meccanismi che
accelerano i fenomeni di dispersione e ad interpretare preventivamente
quei comportamenti che, accumulandosi tra loro, portano al rifiuto e
quindi all’abbandono.
Rispetto alla realtà extra-scolastica, una variabile di fondo è lo sviluppo
socio-economico delle aree di residenza dell’alunno, che non riguarda solo
il Sud, poiché anche aree sviluppate presentano sacche di povertà e di
emarginazione. Le possibilità economiche, l’esistenza e la qualità di
infrastrutture, di servizi, di offerte formative, culturali e ricreative sono
pertanto fortemente correlati al fenomeno della dispersione scolastica. In
questo senso, un basso livello di incentivazione sociale allo studio e
alla formazione è causa dell’abbandono scolastico.
Per una migliore comprensione del progetto, anche da parte degli
aspiranti volontari, per ogni sede di attuazione di progetto si entrerà nel
dettaglio della descrizione del contesto territoriale, degli obiettivi e della
descrizione delle attività, nonché degli altri elementi utili inerenti risorse
finanziarie, strumentazioni, formazione specifica
COMUNE DI MURO LECCESE- CONTESTO TERRITORIALE
Comune di MURO LECCESE
CITTA’ MURO LECCESE panorama e
piazza del popolo
Stato:
Italia
Regione:
Puglia
Capoluogo:
Lecce
Superficie:
16,54 km²
Abitanti:
5.219
Densità:
315 ab./km²
La storia di Muro Indirizzo:
Via Salentina 126
Leccese sembra iniziare tra il CAP:
73036
VIII e l’VII secolo a.C. i E-mail
[email protected]
ritrovamenti di reperti dell'età Tel/Fax
0836443211 - 0836443226
del bronzo e di età neolitica Sindaco:
sig. Antonio DE IACO
appartengono a una comunità
indigena (japigia) e confermano la presenza di insediamenti
precedenti l'epoca messapica. I primi abitanti storicamente accertati
furono però i Messapi, popolo proveniente dall'Illiria che, a partire
dal VI secolo a.c., trasformarono l'abitato in un centro a carattere
urbano con case regolarmente allineate lungo le strade. Una delle
caratteristiche ricorrenti delle città messapiche è la presenza di una
cinta muraria.
CINTA MURARIA MESSAPICA
La cinta muraria di Muro costituita da blocchi squadrati e lunga
4 chilometri, racchiude un'area di poco superiore a 100 ettari.
Questa cinta, che diede il nome alla cittadina, risulta ancora visibile
in elevato per lunghi tratti. Nella zona Sitrie si può vedere la "Porta
Nord", scavata negli anni 1986 e 1988: la strada presenta ancora le
tracce delle carreggiate antiche; la Porta è del tipo cosiddetto "a
tenaglia", cioè si apre in una rientranza rispetto alla linea delle
mura; un bastione di forma trapezoidale è stato aggiunto in un
secondo tempo nell'angolo più sporgente della porta, per rinforzare
la difesa. Sui lati a blocchi squadrati del vano della porta sono
presenti gli incastri che ricevevano i battenti di chiusura; un po'
prima ci sono due intagli verticali che fanno ipotizzare la presenza di
una saracinesca manovrata dall'alto della porta. Nella "Zona
Palombara" gli scavi hanno riportato alla luce resti di capanne
dell'età del Ferro, tracce di strutture abitative risalenti al IV - III
secolo a.C., e i resti della cosiddetta "cinta interna", un muro
difensivo costruito in maniera molto frettolosa che protegge solo
una parte della città e sembra posteriore alla cinta esterna, databile
alla seconda metà dei IV secolo a.C.
Accanto ad Oria, Rudiae e Ugento, Muro Leccese fu dunque
una delle città maggiori della Messapia, e certamente la più grande
nel comprensorio occupato da Vaste, Otranto e Castro, da cui dista
pochi chilometri. Le iscrizioni di lingua messapica e i materiali
antichi, provenienti da Muro Leccese e conservati al Museo
Provinciale di Lecce, danno un'ulteriore conferma sul ruolo rivestito
da questa città apparentemente anonima nel Salento Messapico,
rasa al suolo dalle truppe romane nel III sec. a.C. Le vicende del
casale fortilizio ricostruito dopo questa devastazione, sono
insignificanti, se si eccettua la notizia, non del tutto verificata, che
vuole Muro distrutta nel 924 dai Saraceni nelle loro scorribande in
territorio Salentino.
Il Salento subì profondamente l'influsso della civiltà bizantina,
abbracciandone usi e costumi, Fra le attestazioni di questa profonda
ellenizzazione si possono ricordare due chiese che sorgono nel
territorio di Muro Leccese: le Chiese di Santa Marina e di Santa
Maria di Miggiano. La Chiesa di Santa Marina è una delle più
antiche di Terra d'Otranto: edificata intorno al IX-XI secolo, è una
delle espressioni artistiche più importanti e interessanti
dell'architettura bizantina. La struttura muraria è stata in parte
realizzata utilizzando i grandi blocchi squadrati della vicina cinta
muraria messapica; l'edificio è a navata unica con abside
semicircolare: i recenti lavori di restauro hanno messo in luce,
nascosti per secoli sotto uno strato di intonaco a calce, la
decorazione pittorica che si articola lungo le pareti interne
dell'edificio.
Da un attento esame della superficie pittorica appare chiaro
che essa si compone di una serie di strati di affresco contrapposti.
Nonostante le modeste apparenze, la chiesa di Santa Marina occupa
un posto significativo sia per le peculiarità architettoniche sia
soprattutto per gli affreschi che accoglie, di una valenza storica e
artistica eccezionale. In esso é conservato infatti il più antico ciclo di
affreschi sulla vita di San Nicola, vescovo di Mira (Licia, Asia Minore,
Turchia) in tutto l'arco del Mediterraneo. La datazione degli affreschi
muresi é da ascriversi a prima del 1087. Se la chiesa di Santa
Marina segna il periodo di più intensi rapporti con la pittura
bizantina coeva alla riconquista dell'Italia meridionale da parte di
Bisanzio, la chiesa di Santa Maria di Miggiano rappresenta invece il
tramonto di quella pittura. La chiesa è in aperta campagna, a circa
due chilometri dal centro urbano: è un edificio a pianta rettangolare
con tetto a doppio spiovente; i pochi residui iconografici si trovano
nella zona presbiteriale e nel catino absidale.
A partire dal 1156 il normanno Guglielmo Bosco fu il primo
Principe di Muro; in seguito Ruggiero figlio di Tancredi conte di Lecce
concesse il feudo ad Alessandro Ghoti. La dominazione sveva e le
feroci repressioni operate da Enrico VI durante la conquista dei
territori normanni lasciarono Muro ed il Salento nella desolazione.
Nel periodo angioino il feudo di Muro appartenne alla casata
dei De' Monti marchesi di Corigliano d'Otranto, che scomparvero da
Muro dopo oltre un secolo di principato, nello stesso tempo in cui si
dileguava la meteora angioina.
Alla fine dei Trecento, sotto Carlo III di Durazzo (1345/1386),
Muro venne riservata alla Corona. All'indomani delle turbolente
vicende dei Durazzo, Muro passò agli Orsíni Del Balzo principi di
Taranto, che delimitarono i confini del feudo (1438), concedendolo
ai Protonobilissimo, casata di origini tarantine. Costoro furono
principi di Muro fino al 1774, quando la città passò al demanio. Nel
1797 il feudo fu concesso da Re Ferdinando al principe Antonio
Maria Pignatelli di Belmonte: questa casata terrà il feudo fino al
1854, quando poi la venderà al Cavaliere Achille Tamborino.
Muro Leccese, dal XVI secolo in poi, ha conosciuto
un'espansione edilizia straordinaria: un'architettura civile e religiosa
e una produzione scultorea e pittorica tanto fiorenti da far diventare
questa cittadina una "piccola capitale dei Barocco salentino". I più
importanti monumenti realizzati sono: Convento e Chiesa dei
Domenicani, Chiesa del Crocefisso, Chiesa dell'Annunziata, Chiesa
dell'Immacolata, Palazzo dei Principe, Colonna dei Quattro
Evangelisti, Colonna Crocepinta, Palazzo Negri sede della
biblioteca e archivio storico di Muro Leccese, Palazzo PapadiaMaggiulli, Frantoio Semipogeo dei Protonobilissimo.
Palazzo Negri sede della biblioteca, archivio storico e Centro Capsa
La Chiesa del SS. Crocefisso, una vera e propria delizia
artistica, è situata in una delle zone più suggestive dell'agro murese,
sulla via che da Muro Leccese conduce a Otranto, poco al di fuori
della cinta muraria messapica, immersa nel verde di un meraviglioso
parco. La costruzione, iniziata nel 1573, fu completata un
quarantennio dopo (1613). L'opera è dovuta ad un voto di Cornelia
delli Monti, vedova di Giovan Battista I Protonobilissimo. All'interno
della chiesa di particolare importanza è lo stupendo Crocifisso in
legno che si ammira sulla pala dell'altare maggiore, opera autografa
di Placido Boffelli, noto scultore salentino del '600. I locali a ridosso
dell'abside hanno ospitato sino al 1632 un piccolo convento per i
frati di San Francesco d'Assisi.
Chiesa e Convento dei Domenicani
Non si può avere un quadro completo del profilo storico
religioso di Muro, prescindendo dalla presenza dei padri
Domenicani i quali ebbero un'influenza particolare sulla
popolazione. Sull'antichissimo cenobio dei PP. Basiliani, dipendente
dal gran Cenobio di Casole, fu eretto nel 1561, per volontà del
Principe di Muro Giovan Battista I Protonobilissimo, un suntuoso
monastero sotto il nome di S. Spirito. Fu lo stesso principe a
chiamare i padri Domenicani i quali, il 13/12/1562 presero possesso
del convento nella persona del Vicario Generale dell'ordine Pietro
d'Alicante. Nel 1583 Cornelia De Monti, moglie di Giovan Battista II
Protonobilissimo, fece costruire la monumentale chiesa che ancora
ammiriamo. Nel 1809, a seguito della normativa napoleonica
sull'abolizione degli ordini religiosi, il convento fu soppresso.Il
successivo governo dei Borboni invece di ripristinarlo, come fu fatto
con tanti altri, sperperò il patrimonio e disperse i beni che si erano
andati accumulando con le varie donazioni. Chiesa e Convento sono
stati nel 1996 oggetto di restauro per ospitare la riunione del
Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, tenutosi
nell'ambito dei Semestre italiano di Presidenza. San Domenico,
convento e chiesa, è la sintesi dell'egemonia dell'arte rinascimentale
nel Salento. Piazza del Popolo è sicuramente la "piazza più bella
del Salento": una piccola bomboniera di pietra leccese, di quella più
calda nel colore e più dolce ai virtuosismi degli scalpellini.
Chiesa dell’Annunziata – Palazzo Ducale – Palazzo del Principe (particolare)
Sulla piazza prospettano, con casuale assonanza, le splendide
chiese barocche dell'Annunziata e dell'Immacolata, edificate la
prima alla fine dei XVII secolo su una preesistenza bizantina e la
seconda tra il 1778 ed il 1787 su una antica preesistenza, il palazzo
del Principe, il palazzo Ducale e la colonna dei Quattro
Evangelisti, posta al centro ed eretta nel 1607.
ARCO
CORTESPANO
COLONNA
MENHIR
PARROCCHIA SS. ANNUNZIATA – MURO LECCESE
CONTESTO TERRITORIALE
Muro Leccese è un piccolo Comune delle Provincia di Lecce di circa 6.000
abitanti. Nel Comune esistono diverse tipologie di associazioni, oltre
all’assessorato dei servizi sociali dello stesso Comune, che si occupano di
cura e assistenza agli anziani e dei disabili.
La Chiesa dell’Annunziata è nel cuore del centro storico di Muro
Leccese ed è la Chiesa Matrice. Di qui passa gran parte della storia
religiosa e civile del paese. Il titolo dell’Annunziata, che è frequente per
altre chiese salentine a cominciare dalla Cattedrale di Otranto, è antico;
risale, indubbiamente, al periodo del rito greco.
L’attuale tempio fu costruito in tredici anni(1681-1693). Una lapide
nell’arco della navata centrale indica i nomi degli autori: Francesco
Milaqnese e Giovanni Battista de Bellis.
Delle tre porte di ingresso, la maggiore, che guarda sulla piazza del
Popolo, interessa di più sia per i toni decorativi che per la bella scultura in
cui si raffigura il fatto dell’Annunciazione, commentato dalla iscrizione che
si legge sull’architrave del portale.
La pianta della chiesa è a croce latina. Oltre a quello maggiore, in marmo
pregiato, il tempio contava altri otto altari. Di questi uno è stato demolito
per destinarlo alla liturgia del Battesimo.
Nell’interno della chiesa meravigliosa è la compostezza architettonica, ben
coniugata
con
straordinarie
tele.
La nostra Parrocchia della SS. Annunziata, referente anche di altre
chiese site nello stesso Comune, è in prima linea , tra le altre cose,
all’assistenza alle famiglie bisognose con anziani a carico e ai
disabili. Il quadro della popolazione anziana del Comune è di un elevato
invecchiamento sia per un fattore comune nazionale ma anche perché
assistiamo ad una nuova emigrazione giovanile che riduce l’assistenza
nelle stesse famiglie. Tra le varie strutture coordinate della Parrocchia c’è
un folto gruppo di giovani che, con molti sforzi anche economici, cerca di
sopperire alle enormi difficoltà che spesso trovano le amministrazioni
pubbliche portando assistenza in primis agli anziani e ai disabili della
parrocchia. A tal fine la Parrocchia della SS. Annunziata nel presentare il
presente progetto in coprogettazione con il Comune di Muro Leccese,
spera che questo sia approvato dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile
al fine di utilizzare al meglio giovani destinati a fare da motore agli altri e
rendere un servizio molto sentito dai parrocchiani a cui spesso mancano
sufficienti risorse per far fronte ai molteplici bisogni dei disabili in
particolare.
PARROCCHIA visitazione M.Vergine – CERFIGNANO
CONTESTO TERRITORIALE
Il progetto da realizzare nel territorio di Cerfignano, in coprogettazione
con il Comune di Muro Leccese, piccolo paese in Provincia di Lecce, situato
sul versante adriatico del Salento su un ripiano dell’aspra e selvaggia
scogliera che si affaccia sul Canale d’Otranto a tre km da Santa Cesarea
Terme, rinomato centro turistico e termale, di cui Cerfignano è frazione.
Origini di Cerfignano sono incerte. I primi abitanti di questa terra secondo
lo storico Maggiulli, venivano dalla Grecia.
In età romana, probabilmente, Cerfignano divenne passaggio obbligato
nel lungo viaggio da Occidente ad Oriente e, a testimonianza di ciò,
troviamo fuori dall’abitato una strada con basolato di epoca romana.
Intorno all’anno mille, nelle campagne circostanti l’attuale abitato di
Cerfignano si insediarono monaci orientali. A testimonianza di ciò sono le
grotte rupestri scavate nella roccia.
I primi documenti scritti ci dicono che Cerfignano fu un “casale”
dipendente da Minervino, mentre da altri documenti si evince che fece
parte del Principato di Taranto o della Contea di Castro.
Cerfignano è Comune autonomo fino al 1829, precisamente fino a quando,
il 21 agosto 1829, un regio decreto ne stabilisce con effetto dal 1 gennaio
1830, l’unione in amministrazione al Comune di Minervino al quale
appartiene fino al 1921.
Dal 1921 Cerfignano è frazione di santa Cesarea Terme.
L’intero Comune di Santa Cesarea Terme conta una popolazione di 3019
anime, con 977 famiglie.
La popolazione attiva è impegnata per il 26% nell’agricoltura. Le attività
industriali sono costituite da una ottantina di aziende. Il ramo economico
preponderante è quello dei servizi dai quali trae reddito quasi la metà
della popolazione.
L’andamento dell’occupazione generale e di quella giovanile è sotto la
media provinciale, anche se risente fortemente del fenomeno della
stagionalità.
Le scuole esistenti nel paese sono la scuola dell’infanzia, primaria e
secondaria di 1° grado. A Santa Cesarea Terme vi è un Istituto
alberghiero.
Le iniziative sportive e ricreative sono promosse in special modo dalla
Parrocchia.
La Commissione Cultura e Tempo Libero, promossa dalla Parrocchia,
programma e realizza alcune attività di valenza culturale e sociale.
Si registrano alcuni casi di dispersione del potenziale cognitivo in ragazzi
che faticano ad acquisire conoscenze, abilità e competenze in linea con gli
standars previsti dalle istituzioni scolastiche; esistono contesti familiari
deboli e incapaci di affiancare in modo efficace e produttivo la scuola . A
tal
si
rende
necessario
progettare
interventi
educativi
di
accompagnamento allo studio, accanto ad attività laboratoriale che offrano
l’opportunità di apprendimenti significativi per i soggetti interessati.
.
COMUNE DI BOTRUGNO – CONTESTO TERRITORIALE
Il Comune di Botrugno dista 37,7
Comune di BOTRUGNO
chilometri da Lecce, capoluogo della
omonima provincia cui il comune
appartiene Il paesaggio intorno è
quello caratteristico del Salento:
una meravigliosa natura,
caratterizzata prevalentemente da
piante di ulivi. A Est ed a Ovest,
poco distante, si possono
raggiungere le meravigliose coste
salentine adriatiche e ioniche. Posto Stato:
Italia
nel cuore del fantastico Salento,
Regione:
Puglia
Botrugno sorge ad oltre 90 m. di
Capoluogo:
Lecce
altezza s.l.m. Botrugno basa la sua Superficie:
9,54 km²
economia prevalentemente
Abitanti:
3.046
sull'agricoltura e sull'allevamento,
Densità:
338 ab./km²
con particolare attenzione alla
Indirizzo:
Piazza Indipendenza
produzione del vino e dell'olio
extra vergine d'oliva. Le sue
CAP:
73020
origini sono antiche: si fanno
[email protected]
E-mail
risalire all'epoca della dominazione
greca. La fondazione del paese
Tel/Fax
0836 992213 – 0836 997205
risale all'epoca della distruzione di
Sindaco:
Dr. Silvano MACCULI
Muro ad opera di Guglielmo il
Malo, che spinse gli abitanti di Muro a trasferirsi a Botrugno. San
Oronzo, festeggiato il 26 agosto, è il patrono di Botrugno
Palazzo marchesale di Botrugno:
una piccola silenziosa, laboriosa comunità stretta attorno al suo maestoso
palazzo, simbolo della storia e del prestigio delle famiglie feudali che lo
avevano costruito ed abitato
COMUNE DI SAN CASSIANO- CONTESTO TERRITORIALE
San Cassiano è un comune di
circa 2.270 abitanti che si trova in
Puglia, in provincia di Lecce. Posto
nel cuore del magnifico Salento,
questo paese sorge ad oltre 90 m.
di altezza s.l.m. L'economia di
San Cassiano è legata
principalmente ad attività di tipo
agricolo; notevole è la produzione
di olio extra vergine di oliva e vino
locale. Le origini del paese sono
da far risalire al X secolo quando
venne fondato dai profughi della
vicina città di Muro Leccese .
San Rocco,
festeggiato il 16 agosto, è il
patrono di San Cassiano
Comune di SAN CASSIANO
Stato:
Regione:
Italia
Puglia
Capoluogo:
Lecce
Superficie:
8,54 km²
Abitanti:
2.386
Densità:
278 ab./km²
Indirizzo:
Piazza Cito, 1
CAP:
73020
E-mail
[email protected]
Tel/Fax
0836.992100 – 0836.992397
Sindaco:
Dr. Gabriele PETRACCA
COMUNE DI POGGIARDO- CONTESTO TERRITORIALE
Poggiardo è un comune di circa
6.000 abitanti che si trova in
Puglia, in provincia di Lecce.Posto
nel cuore del Salento, Poggiardo
sorge ad oltre 85 m. di altezza
s.l.m. L'economia di Poggiardo è
legata principalmente ad attività
agricole e alla produzione di olio
extravergine di oliva. Le sue
origini sono molto antiche: sono
riconducibili alla città vecchia
chiamata "Bastae" che venne
distrutta da Guglielmo il Malo nel
1147. Sant'Antonio, festeggiato il
13 giugno, è il patrono di
Poggiardo
Comune di POGGIARDO
Stato:
Italia
Regione:
Puglia
Capoluogo:
Lecce
Superficie:
19,04 km²
Abitanti:
6.170
Densità:
www.poggiardo.com
Indirizzo:
Via Aldo Moro, 1
73037
Si dice che Poggiardo abbia avuto CAP:
[email protected]
origine dopo la distruzione dei
E-mail
casali Puzze, Soranello e Casicalvi,
Tel/Fax
0836.909815 – 0836.909863
ubicati in prossimità di Vaste,
Sindaco:
Geom. Silvio Maria ASTORE
quando gli abitanti superstiti,
trovandosi in disaccordo circa il
Assessore Politiche
sociali e giovanili Dr.Giuseppe Luciano
luogo da deputare per
COLAFATI
l'insediamento del nuovo abitato,
assegnarono la scelta alla sorte:
pungolato perciò un bue, essi decisero che dove l'animale si fosse
fermato, lì sarebbe sorto il nuovo centro, circostanza che si tramanda nel
gonfalone cittadino.
La cinta muraria risale al XV sec., quando la superficie circoscritta
misurava 1.7 ettari, uno spazio sufficiente per l'esigua popolazione
dell'epoca. Nacque così la struttura dei "borgo", con le tipiche case
organizzate "a corte", viuzze dotate di un unico accesso dalla strada
principale.
Il 1537 vide compiersi, per mano turca, la distruzione della vicina Castro,
ed il trasferimento in Poggiardo, all'epoca feudo dei duchi Guarini, della
sede vescovile; fu questo un fatto che accrebbe notevolmente
l'importanza della cittadina, al punto di farne sede privilegiata per molta
parte della locale nobiltà e di alte cariche religiose.
Ne deriverà una fioritura di ville e palazzi gentilizi riccamente decorati, i
quali oggi ancora ne adornano le vie.
E' in questo scenario che emergono i monumenti più rappresentativi, tra i
quali, subito s'impone il castello o, più appropriatamente, il palazzo
ducale Guarini.
Ubicato al centro del paese ed esattamente in Piazza Umberto I°, il
Castello Guarini fu eretto, almeno la parte più antica, non oltre la metà
del XIV sec.. Di proprietà di Marco Antonio Guarini di Lecce , l'ultimo
Guarini vissuto nel palazzo fu il Duca Francesco Antonio con la moglie
(1879). Per qualche periodo mobili, tele, quadri e suppellettili rimasero al
loro posto per la gioia dei visitatori. In seguito a causa di deprecabili furti
tutto fu trasferito a Lecce nella Villa delle Tre Colline di proprietà dei
Guarini.
Nel castello vi era un oratorio o cappella privata, in cui per privilegio
concesso dalla Santa Sede si celebrava la messa nei giorni festivi e in
altri feriali per tutti quelli che ci abitavano. Il fossato corrispondente fu
recintato e convertito in "giardinetto d'agrumi".
Chiesa Barocca - La facciata
La prima data di costruzione risale al 1300, ma, l'aumento della
popolazione, portò, tre secoli dopo, alla ricostruzione e ampliamento. E'
la Chiesa Madre del paese, la più importante sia per dimensioni che
per storia, si trova in Largo Chiesa nel centro storico del paese. La
facciata risale al XVIII secolo, si sviluppa in senso verticale ed è divisa in
due ordini da una cornice ornata di foglie di acanto con al centro una
testa di angelo. L'ordine inferiore è costituito lateralmente da semplici
lesene poggianti su plinti con al centro lo stemma coronato di
Poggiardo; il secondo ordine, invece, è candito da paraste coniche in
corrispondenza delle corinzie inferiori, è composto da due zone laterali
con due nicchie simili a quelle inferiori, e la zona centrale, che ospita una
grande e sfarzosa finestra circolare.
La dispersione scolastica,sostegno e la disoccupazione
giovanile a Muro Leccese, Poggiardo,Botrugno,San Cassiano
INDICATORI
Più che in quelle centro-settentrionali è nelle regioni del meridione si
riscontrano i tassi più elevati di dispersione scolastica causata da una
disparità di sviluppo e di istruzione che continuano a rincorrersi a vicenda,
e il fenomeno segna una ripresa preoccupante.
Nel 2004, stando ai dati dell’ufficio scolastico regionale della Puglia, circa il
3,2% degli studenti pugliesi iscritti al primo anno di un istituto
superiore ha scelto di interrompere gli studi. La punta massima della
tendenza si registra negli istituti professionali dove la percentuale di allievi
che non sono rientrati in classe è del 5%. Al di là del numero elevato di
giovani che abbandonano la scuola secondaria di secondo grado, quello che
rende particolarmente preoccupante il fenomeno nella provincia di Padova
è la mancanza di valide motivazioni che possano spiegarlo.
INDICATORI
SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI COMUNALI
Servizi offerti
Rapporti con il
territorio
Rapporti con le
famiglie
Attività nel
periodo scolastico
Assistenza alle
autonomie di base;
Sostegno
nell’autonomia
personale ( igiene,
abbigliamento e cura
del proprio corpo);
Supporto
nell’acquisizione di
una certa autonomia
nel movimento
(concezione
spaziotempo;
giochi di
corporeità);
Supporto
nell’inserimento nel
gruppo classe;
Coinvolgimento nelle
attività curriculari
organizzate;
Affiancamento e
sostegno nello
svolgimento degli
impegni scolastici;
Intermediazione tra
scuola e famiglia;
Intermediazione tra
scuola ed enti
territoriali;
Partecipazione a tutti i
progetti inseriti nella
programmazione di
collaborazione tra la
Scuola, l’Ente locale
Coinvolgimento e
collaborazione con i
progetti
dell’Assessorato
all’assistenza e
dell’Assessorato alle
risorse giovanili e
sport; contatto
costante e azioni di
programmazione con
l’Istituto
Comprensivo scuola
media
In particolare
con gli insegnanti
designati dal
Collegio dei Docenti
a seguire il progetto;
realizzazione di
momenti di sinergia
con associazioni
locali che si
occupano della
gestione del tempo
libero e con l’oratorio
parrocchiale.
Realizzare in tempi
brevi un clima di
fiducia reciproca;
fornire in uno stile di
comunicazione
efficace tutti i dati
utili a rendere
costruttiva
l’assistenza sia ai
soggetti portatori di
handicap, sia ai
soggetti con difficoltà
di inserimento
perché appartenenti
a culture diverse;
giocare un ruolo
dinamico di
intermediazione tra
nuclei familiari ed
Ente pubblico o
soggetti diversi con
cui si collabora in
fase di realizzazione
del progetto; rendere
consapevoli e
partecipi le famiglie
delle iniziative
progettate per
migliorare le
condizioni di
partenza
E nel periodo estivo
L’azione dei volontari
in servizio civile, per
quanto
esplicitamente
attiene al piano di
integrazione, si
svolge nell’ambito di
aree disciplinari quali
“educazione alla
convivenza”,
“significato e
vantaggi dell’incontro
tra culture”, “la
legalità come
garanzia nei rapporti
individuali e sociali”,
“elementi di
conoscenza
indispensabili: usi,
tradizioni,
ricorrenze”.
Nel periodo estivo i
volontari in servizio
civile possono
utilmente proseguire
nella organizzazione
di iniziative quali
“estate ragazzi”in
qualità di esperti per
l’esperienza
acquisita nell’ambito
delle dinamiche di
gruppo
Un valido aiuto all’attività si sostegno scolastico e di lotta
all’evasione scolastica lo offre il Sistema Bibliotecario del Sud
Salento le Amministrazioni Comunali coinvolte nel progetto. nell’ambito
del programma P.I.S. n.14 “Turismo, Cultura e Ambiente nel territorio del
Sud Salento” hanno inteso aderire, come sistema Sud Salento, al sistema
Bibliotecario proposto dalla Provincia di Lecce
Parallelamente ai servizi della biblioteca vengono infatti curati anche i
servizi culturali, che consistono nell'organizzazione di mostre, rassegne
teatrali, iniziative estive, spettacoli musicali, visite guidate ed iniziative
culturali in genere.
All'interno di tale contesto si avverte l'esigenza di fare un salto di qualità
nell'offerta generale dei servizi attraverso interventi mirati:
da un lato si ritiene opportuno ampliare l'attività di promozione della
lettura nei confronti sia dei giovani utenti, curando maggiormente la
collaborazione con le scuole presenti sul territorio, che nei confronti
degli adulti, creando dei percorsi di lettura "a tema" tramite la
predisposizione di bibliografie legate ad una particolare ricorrenza o
all'approfondimento di temi di attualità;
dall'altro lato si considera necessario migliorare la fruibilità della biblioteca
attraverso una revisione delle collezioni e la creazione di un percorso che
faciliti l'orientamento tra gli scaffali da parte degli utenti.
La presenza dei volontari consentirà:
per quel che riguarda le attività più strettamente legate alla gestione
della biblioteca, una miglior organizzazione dell'attività ordinaria, l'offerta
di un servizio accurato agli utenti grazie all'attenzione specifica alle loro
richieste, la possibilità di svolgere al meglio le attività di promozione della
lettura di cui sopra.
Per le attività culturali, una promozione più capillare delle attività
proposte oltre alla possibilità di incrementare l'offerta sulla base delle
richieste dei cittadini.
7) Obiettivi del progetto:
Comune a tutte le Amministrazioni e Parrocchie che partecipano alla
coprogettazione.
OBIETTIVO GENERALE:
L’obiettivo generale del progetto è quello di garantire ad ogni
giovane in età scolare che sia portatore di abilità diverse per motivi
psicofisici o sociali l’integrazione nella vita scolastica
ed extra-scolastica, favorendone la crescita e la socializzazione con
gli altri soggetti, operando in collaborazione con le famiglie e con
gli altri servizi attivi sul territorio, per costruire percorsi di
cittadinanza che permettano a ciascuno di trovare un proprio posto
riconosciuto e positivo all’interno della comunità locale.
OBIETTIVI SPECIFICI, descritti utilizzando gli indicatori prima
evidenziati:
INDICATORI
OBIETTIVI PROGETTUALI CONCLUSIVI
Servizi offerti
Rapporti con il
territorio
Rapporti con le
famiglie
Ai volontari in servizio
civile viene affidata
l’assistenza dei portatori
di handicap sia per il
tragitto da casa a
scuola
(con trasporto su un
mezzo idoneo fornito
per
l’esigenza specifica), sia
per coprire fino alla
disponibilità del monte
ore complessivo di
impiego l’assistenza
durante l’orario
scolastico; viene estesa
la loro competenza ,
anche in senso
qualitativo, affidando
loro il compito di curare
I volontari saranno
inseriti nei lavori di
gruppo previsti dal
progetto e avranno
quindi la possibilità
di intermediare e
confrontarsi con tutti
gli attori coinvolti per
migliorare
l’inserimento del
disabile.
Saranno
Incrementati i
momenti d’incontro e
le occasioni di
sinergie, in modo da
mettere a
disposizione della
persona in difficoltà,
un numero più
Incrementare del
15% il tempo
dedicato ai rapporti
con i familiari
per operare in modo
integrato ed
incrementare la
crescita del
soggetto.
Il volontario
accompagnerà la
famiglia
coinvolgendola in
prima persona
Attività nel
periodo scolastico
E nel periodo estivo
Oltre ad affiancare i
disabili in tutti i
bisogni primari,
verrà offerta ai
volontari la
possibilità di essere
inseriti nella
programmazione dei
nuovi progetti
previsti per tutto
l’arco dei 12 mesi.
L’obiettivo sarà
quindi di aprire
nuovi laboratori ed
accompagnare i
minori disagiati e
permettendo loro di
partecipare a tutte le
attività scolastiche
ed extrascolastiche
iniziative di integrazione
dei ragazzi
extracomunitari iscritti ai
servizi scolastici del
Comune.
elevato e articolato
di risorse ed energie.
.
rendendoli attori
nella realizzazione di
manufatti ed
opuscoli offerti nella
giornata di festa
conclusiva , aperta a
tutta la cittadinanza.
L’attenzione dei
volontari in servizio
civile
sarà soprattutto
dedicata
all’inserimento dei
ragazzi con difficoltà in
attività concordate con
gli altri attori dei
programmi comunali
genericamente
compresi
nell’”estate ragazzi”.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che
quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei
volontari in servizio civile:
8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
I volontari saranno seguiti nel loro lavoro durante tutti i 12 mesi di
servizio presso l’Ente sia dall’Operatore locale di progetto che dagli
insegnanti con i quali collaboreranno, ottenendo dagli stessi l’aiuto
e lo stimolo necessario per portare avanti in maniera fattiva e
costruttiva gli obiettivi che il progetto si prefigge, nonché saranno
stimolati ad apportare nuove idee per un eventuale miglioramento
o correzione in corso d’opera delle modalità di intervento previste,
al fine anche di acquisire professionalità e strumenti per loro
spendibili in futuro sia nel campo della crescita personale che
lavorativa.
Fase 1 - La fase iniziale verterà sulla formazione e
l’inserimento e la conoscenza del contesto specifico.
Si prevedono momenti di incontro (almeno 2 nelle prime due
settimane) tra i volontari che saranno chiamati a realizzare il
progetto, i referenti di progetto e l’Operatore locale di
progetto per favorire la reciproca conoscenza, evidenziare
aspettative, analizzare e fornire indicazioni sulla situazione nella
quale il gruppo andrà ad operare.
Successivamente l’operatore locale di progetto, li accompagnerà
presso la sede dove i giovani saranno chiamati ad offrire la propria
esperienza, per permettere un’ ottimale integrazione di tutti gli
attori chiamati in causa. Nei primi mesi i volontari dovranno:
familiarizzare con le strutture in cui svolgerà le sue attività, per
conoscere perfettamente l’ambiente di lavoro. Questo per potersi
muovere con disinvoltura e per trasmettere sicurezza al soggetto
disagiato che verrà loro affidato e che accompagneranno per tutto
il periodo del loro servizio. Dovranno poi iniziare a conoscere l’
utente e con lui instaurare un rapporto di amicizia e di fiducia, per
poter essere di stimolo e di aiuto nel graduale processo
d’ inserimento nel gruppo classe e con gli altri operatori scolastici
di riferimento. Sarà decisivo essere presente in aula per iniziare a
facilitare il processo di integrazione scolastica e sociale, che
gradualmente porterà al raggiungimento di una perfetta sintonia.
Fase 2 - Affiancamento, instaurarsi delle relazioni con gli utenti
e con la famiglia.
Dopo i tempi d’inizio per gli approcci e la prima collaborazione, a
partire dal terzo mese i volontari, perfettamente inseriti
nell’ambiente di lavoro, approfondiranno la conoscenza
con gli utenti e le modalità di relazione con loro. Oltre a supportare
i disabili in tutti i bisogni primari di movimento, di alimentazione,
di igiene personale, di sostegno negli impegni scolastici e ad
approfondire le problematiche specifiche relative ad ognuno di
loro, i volontari affiancheranno in “toto” il personale insegnante di
ruolo in tutte le attività previste dalla programmazione scolastica
curriculare di routine.
La presenza costante dei volontari in servizio civile agevolerà i
rapporti con la famiglia che verrà chiamata ad essere parte attiva
nel progetto stesso, nella valutazione in itinere dei progressi
ottenuti e nello studio di eventuali accorgimenti da porre in atto.
Fase 3 – Raggiungimento della piena operatività e dose di
autonomia nello svolgimento delle attività.
La presenza del volontario, all’interno della programmazione dei
progetti di partecipazione attiva, permetterà al disabile di essere
presente in prima persona a tutte le attività che sono previste in
itinere.
Anche per l’estate saranno messe in campo attività legate al
progetto, ma che saranno più strettamente connesse all’ambiente
esterno e alla vita all’aperto mediante corsi, di nuoto, di gioco e di
escursioni, di passeggiate,di visite guidate alle quali anche il
volontario sarà chiamato ad affiancare il disabile.
Il volontario si occuperà quindi di gestire attività di gioco, di
manualità; di accompagnare gli utenti nei laboratori; di
accompagnare i disabili permettendo loro la partecipazione ad
attività extrascolastiche che si presenteranno durante il percorso
scolastico; nel periodo estivo, a seguito della chiusura delle scuole,
li seguiranno in attività organizzate per l’Estate Ragazzi nei vari
Centri Estivi.
Fase 4 - Raccolta dell’esperienza e verifica del
raggiungimento degli obiettivi.
Nell’arco dell’ultimo mese si procederà a raccogliere quanto
emerso nei periodici momenti di incontro e monitoraggio con gli
OLP e con i tutor, a fare una valutazione complessiva sul
funzionamento del progetto: rispetto agli obiettivi che erano stati
prefissati, rispetto al rapporto con gli utenti, rispetto al rapporto
con il territorio, con la famiglia, rispetto all’organizzazione in cui il
volontario era inserito. Si valuterà se le azioni realizzate hanno
portato al raggiungimento degli obiettivi formulati in fase di
progettazione, in modo da poter procedere – dopo l’analisi – ad
eventuali riformulazioni di obiettivi utili alla riprogettazione.
.
8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Complesso delle attività da svolgere secondo il sopraccitato piano
di attuazione:
• Fase 1 - Formazione e conoscenza del contesto:
I volontari, dopo una formazione generale ed una specifica
organizzata dall’Ente, saranno accompagnati dagli operatori nella
conoscenza delle strutture e di tutte le offerte e le possibilità che la
strutture contengono.
• Fase 2 – Affiancamento
Oltre a supportare i disabili in tutti i bisogni primari di movimento,
di alimentazione, di igiene personale, di sostegno negli impegni
scolastici e ad approfondire le problematiche specifiche relative ad
ognuno di loro, i volontari affiancheranno in “toto” il personale
insegnante di ruolo in tutte le attività previste dalla
programmazione scolastica curriculare di routine.
La presenza costante dei volontari in servizio civile agevolerà i
rapporti con la famiglia che verrà chiamata ad essere parte attiva
nel progetto stesso, nella valutazione in itinere dei progressi
ottenuti e nello studio di eventuali accorgimenti da porre in atto.
• Fase 3 – Piena operatività e dose di autonomia
Il volontario si occuperà quindi di gestire attività di gioco, di
manualità; di accompagnare gli utenti nei laboratori; di
accompagnare i disabili permettendo loro la partecipazione ad
attività extrascolastiche che si presenteranno durante il percorso
scolastico; nel periodo estivo, a seguito della chiusura delle scuole,
li seguiranno in attività organizzate per l’Estate Ragazzi nei vari
Centri Estivi.
• Fase 4 – Verifica del progetto
Nell’arco dell’ultimo mese si procederà a raccogliere quanto
emerso nei periodici momenti di incontro e monitoraggio con gli
OLP e con i tutor, a fare una valutazione complessiva sul
funzionamento del progetto: rispetto agli obiettivi che erano stati
prefissati, rispetto al rapporto con gli utenti, rispetto al rapporto
con il territorio, con la famiglia, rispetto all’organizzazione in cui il
volontario era inserito.
8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se
volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
•
•
•
•
•
•
Oltre alle risorse umane previste dai nominativi accreditati in
fase di accreditamento dell’Ente
prof.ssa Liliana GIARDINO Formatore formazione specifica
( volontaria)
dr.ssa Gabriella Elvira COLIZZI Formatore formazione
specifica
( volontaria)
Dr. Pantaleo DE GIORGI
Formatore formazione specifica
(segretario comunale Comune di Muro Leccese)
Dr. Giampiero LEOMANNI Formatore formazione generale
(volontario)
)
8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
Si prevedono momenti di incontro (almeno 2 nelle prime due
settimane) tra i volontari che saranno chiamati a realizzare il
progetto, i referenti di progetto e l’Operatore locale di progetto per
favorire la reciproca conoscenza, evidenziare aspettative,
analizzare e fornire indicazioni sulla situazione nella quale il gruppo
andrà ad operare.
Successivamente l’operatore locale di progetto, li accompagnerà
presso la sede dove i giovani saranno chiamati ad offrire la propria
esperienza, per permettere un’ ottimale integrazione di tutti gli
attori chiamati in causa. Nei primi mesi i volontari dovranno:
familiarizzare con le strutture in cui svolgerà le sue attività, per
conoscere perfettamente l’ambiente di lavoro. Questo per potersi
muovere con disinvoltura e per trasmettere sicurezza al soggetto
disagiato che verrà loro affidato e che accompagneranno per tutto
il periodo del loro servizio. Dovranno poi iniziare a conoscere l’
utente e con lui instaurare un rapporto di amicizia e di fiducia, per
poter essere di stimolo e di aiuto nel graduale processo
d’ inserimento nel gruppo classe e con gli altri operatori scolastici
di riferimento. Sarà decisivo essere presente in aula per iniziare a
facilitare il processo di integrazione scolastica e sociale, che
gradualmente porterà al raggiungimento di una perfetta sintonia.
La presenza costante dei volontari in servizio civile agevolerà i
rapporti con la famiglia che verrà chiamata ad essere parte attiva
nel progetto stesso, nella valutazione in itinere dei progressi
ottenuti e nello studio di eventuali accorgimenti da porre in atto.
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
29
10) Numero posti con vitto e alloggio:
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
0
29
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
I volontari sono tenuti a rispettare tutte le norme che regolano il
lavoro della struttura in cui sono inseriti ed il segreto d’ufficio; ad
adeguarsi allo stile comunicativo espresso dal servizio, alle
modalità di lavoro e corretto rapporto con l’utenza, siano essi
disabili o portatori di culture diverse; a mantenere altresì un
corretto rapporto con i colleghi ed attenersi alle disposizioni
impartite dal referente operativo.
Disponibilità ad usare l’auto messa a disposizione dal settore di
pertinenza.
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
N.
1
2
3
4
Sede di
attuazione del
progetto
COMUNE
MURO
LECCESE
COMUNE
MURO
LECCESE
PARROCCHIA
SS.ANNUNZIA
TA
PARROCCHIA
VISITAZIONE
MARIA
VERGINE
5
COMUNE
BOTRUGNO
6
COMUNE SAN
CASSIANO
7
COMUNE
POGGIARDO
8
9
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Cognome e nome
Data di nascita
6
TRAZZA VALENTINA
27/10/1982
5
MONTEFUSCO
ELISENA ANGELICA
29/05/1981
3
CULIERSI
ANTONELLA
13/01/1979
3
CUCCODORO ENRICO
MURO
LECCESE
VIA SALENTINA 126
22964
MURO
LECCESE
VIA SALENTINA 126
22964
MURO
LECCESE
PIAZZA DEL POPOLO
20856
CERFIGN
ANO
P.ZZA V.EMANUELE II snc
63269
BOTRUG
NO
PIAZZA INDIPENDENZA 2
70570
3
SAN
CASSIAN
O
PIAZZA CITO, 1
65354
3
POGGIAR
DO
PIAZZA UMBERTO I
3055
6
9/12/1952
RESTA PATRIZIO
C.F.
TRZVNT82R67I549E
MNTLNN81E69E815A
CLRNNL79A53E815O
CCCNRC52T09H501B
14/09/1966
RSTPRZ66P14Z133B
12/04/1979
PLMGPP79D12G751T
PALMA GIUSEPPE
ELIA ANGELA
27/02/1980
LEINGL80B67Z133N
10
11
12
13
14
15
16
17
18
17) Altre figure impiegate nel Progetto:
TUTOR
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Sede di
attuazione del
progetto
COMUNE
MURO
LECCESE
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
MURO
VIA SALENTINA 126 22964
LECCESE
N. vol.
per
sede Cognome e
nome
11
Giardino
Liliana
Data
C.F.
di
nascita
11/08/ GRDLLN45M51
1945
H501U
RESP. LOCALI ENTE ACC.
Cognome e
nome
Data
di
nascita
Congedo
Natalino
02/01/
1948
C.F.
CNGNLN48A02D862P
13
14
15
16
17
18) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Sono previste: la pubblicizzazione sul siti di tutti Enti partecipanti
al progetto, campagne stampa e radiofoniche, organizzazione di
eventi nelle scuole e in diversi centri di aggregazione giovanile,
spedizione di newsletters e di materiale informativo e
coordinamento della pubblicizzazione con depliants e manifesti
all’interno dei diversi punti informativi del territorio.
Diffusione dell’iniziativa nelle scuole territoriali superiori, tramite
Associazioni di Volontariato, Parrocchie; pubblicazione sul sito
internet degli Enti.
19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
NO
20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^
classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
Nell’ideare e realizzare il piano di monitoraggio s’intende:
1. Favorire il coinvolgimento dei diversi attori presenti nel percorso
(i volontari, gli operatori locali, i destinatari dell’azione)
2. Raccogliere elementi utili alla riprogettazione (in itinere e finale)
del progetto
Metodologia e strumenti utilizzati
Il piano di monitoraggio intende valutare periodicamente cosa
funziona e cosa non funziona nel progetto, e verificare – al termine
dei 12 mesi – la realizzazione dei risultati previsti dal progetto ed il
raggiungimento degli
obiettivi, nonché la qualità percepita dai diversi attori coinvolti
(volontari, operatori locali, destinatari finali del progetto).
S’intende dunque valutare: l’efficacia: intesa come il
raggiungimento degli obiettivi previsti; l’efficienza:
intesa come il rispetto dell’articolazione delle attività previste in
sede progettuale e la qualità percepita. Ciò avviene
con i seguenti step:
Tempistica
Azione
Strumento
In fase di progettazione
All’interno della scheda progetto vengono
individuati per ciascun obiettivo specifico degli
indicatori che consentiranno di valutare lo
stato di realizzazione dei risultati previsti dal
progetto
Scheda progetto
5° mese
verifica in itinere delle
attività che vengono svolte; delle relazioni con
l’Ente, con l’OLP, con i destinatari del progetto
con un questionario di “Monitoraggio”
Questionario di
Monitoraggio
7° mese
Contatto con i sing oli volontari: verifica in
itinere delle attività svolte; verifica della qualità
percepita dai volontari rispetto alla
realizzazione del progetto
incontro Monitoraggio volontari:
Raccolta di elementi utili alla verifica
dell’andamento del progetto (attività, relazioni,
risultati attesi e inattesi, qualità percepita…)
Intervista
Nell’ambito dell’ultimo incontro di Monitoraggio,
verifica finale dell’andamento del progetto con
somministrazione di un questionario di
Valutazione Finale
Contatto con i destinatari finali del progetto per
valutare il loro grado di soddisfazione e la
qualità percepita.
L’ Operatore locale, con la supervisione del
responsabile del Monitoraggio,raccoglieranno i
dati relativi agli indicatori previsti in fase
progettuale. Tali elementi costituiranno la base
attraverso cui valutare il raggiungimento degli
obiettivi previsti.
Questionario valutazione
finale
10° mese
12° mese
Colloqui
Questionario valutazione
gradimento
Scheda Progetto
Per la valutazione dei risultati del progetto si utilizzeranno i
seguenti criteri:
quantitativi
• Numero dei ragazzi partecipanti e relativo aumento
• Numero dei volontari coinvolti e relativo aumento
• Numero di nuove iniziative della comunità locale che
coinvolgono persone svantaggiate
qualitativi
• La qualità delle relazioni venutesi a creare tra ragazzi/e,
operatori, volontari, famiglie e persone singole della
comunità
• Il grado di coinvolgimento della comunità locale e la sua
disponibilità verso le iniziative a favore dell’handicappato
• Sollievo e sostegno percepito dalle famiglie
22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente
di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
No
23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla
legge 6 marzo 2001, n. 64:
•
•
•
•
•
Diploma di scuola media superiore (sarà fattore preferenziale
essere iscritti a facoltà
umanistiche o a scienze
dell'educazione);
Buona predisposizione al contatto con il pubblico;
Interesse verso esperienze in campo animativo ( sarà fattore
preferenziale avere già avuto esperienza in questo campo);
Possesso di patente B;
Conoscenza di base del sistema operativo Windows e del
pacchetto Office.
.
24) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto:
PIANO DI FINANZIAMENTO progetto “ Studiare per crescere “
Quantità
Specifica
3
Formazione
1
Aule attrezzate
1
Materiale cancelleria e promozione
Laboratori informatici e d’Italiano –
costi di attrezzature, strumentazione,
costi di gestione, costi internet
6
6
1
Viaggi volontari
Vitto Volontari
Viaggio e Vitto docenti formatori
Pubblicazione, dispense , materiale
informativo, depliants
Risorse strumentali, Pc, Stampanti,
software, collegamenti internet, ecc.
Studio progettazione
Totale
Costo orario
50 €
30 €
Numero ore
115
115
Costo totale
17.250,00 €
3.450,00 €
1.500,00 €
10 €
Costo a persona
50 €
25 €
100 €
180
Giorni
10
10
10
1.800,00 €
3.000,00 €
1.300,00 €
1.000,00 €
2.000,00 €
2.000,00 €
5.450,00 €
38.750,00
25) Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito dagli stessi
all’interno del progetto:
Associazione FRATRES – Via D.Aligheri – Muro Leccese per trasporto
portatori di handicaps
26) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
COMUNE DI MURO LECCESE, COMUNE DI SAN CASSIANO,
COMUNE DI BOTRUGNO, COMUNE DI POGGIARDO,
PAROCCHIA SS.ANNUNZIATA, PARROCCHIA B.VERGINE
Ogni volontario avrà a propria disposizione:
Attrezzature ludico- sportive, materiale di consumo per attività
artistiche, strumenti musicali, laboratori di arte-terapia e di
globalità, piscina, laboratori tematici, telefono, fotocopiatore.
stampanti, attrezzature informatiche. Contatti con professionisti
per progettazione e verifiche. Automezzo idoneo al trasporto di
portatori di handicap
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
27) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Libera Università Maria SS. Assunta - Facoltà di Scienze
della Formazione sita in Taranto Piazza S. Rita attribuisce allo
svolgimento completo del servizio civile volontario fino a N0. 11
crediti formativi, purchè svolto secondo le modalità amministrative
ed operative previste dai vigenti ordinamenti di Facoltà
Si allega copia del Protocollo di Intesa Tra la Libera Università
Maria SS. Assunta di Taranto e il Comune di Muro Leccese sul
riconoscimento del servizio civile ai fini dei CFU(comma2
Università degli Studi di Lecce – sede in Lecce
considera l’attività di servizio civile assimilabile ad una attività
lavorativa. Pertanto, sulla base di quanto previsto per i tirocini
curriculari, ciascun corso di laurea riconosce un esonero, totale o
parziale, in funzione degli obiettivi che il servizio civile propone.
Si allega copia del Protocollo di Intesa L’Università degli Studi di
Lecce e il Comune di Muro Leccese prot.33928-III/5 del 6
novembre 2006 sul riconoscimento del servizio civile ai fini dei CFU
di tirocinio(comma2)
Università degli Studi di Bari - sede in Bari p.zza Umberto I
Il Consiglio di Classe ovvero il Consiglio di Corso di Studio
interessato valuta la congruità delle attività formative e delle
competenze acquisite durante il Servizio Civile con gli obiettivi
formativi del percorso curriculari e formativo previsto
dall’Ordinamento didattico e potrà riconoscere
o fino a un massimo di 9 CFU, da imputare alle attività
formative a libera scelta dello studente.
o Ulteriori CFU, comunque sino a un massimo di 9, per le
altre attività formative( abilità informatiche,linguistiche
o tirocini)
Si allega convenzione quadro tra l’Università di Bari e il Comune di
Avetrana per il riconoscimento dei crediti e del tirocinio per il
servizio civile volontario
28) Eventuali tirocini riconosciuti :
Libera Università Maria SS. Assunta - Facoltà di Scienze
della Formazione sita in Taranto Piazza S. Rita considera
l’attività di servizio civile assimilabile ad una attività lavorativa.
Pertanto, sulla base di quanto previsto per i tirocini curriculari,
ciascun corso di laurea riconosce un esonero, totale o parziale, in
funzione degli obiettivi che il servizio civile propone.
Si allega copia del Protocollo di Intesa Tra la Libera Università
Maria SS. Assunta di Taranto e il Comune di Muro Leccese sul
riconoscimento del servizio civile ai fini dei CFU di
tirocinio(comma3)
Università degli Studi di Lecce – sede in Lecce
considera l’attività di servizio civile assimilabile ad una attività
lavorativa. Pertanto, sulla base di quanto previsto per i tirocini
curriculari, ciascun corso di laurea riconosce un esonero, totale o
parziale, in funzione degli obiettivi che il servizio civile propone.
Si allega copia del Protocollo di Intesa L’Università degli Studi di
Lecce e il Comune di Muro Leccese prot.33928-III/5 del 6
novembre 2006 sul riconoscimento del servizio civile ai fini dei CFU
di tirocinio(comma2)
Università degli Studi di Bari - sede in Bari p.zza Umberto I
Il Consiglio di Classe ovvero il Consiglio di Corso di Studio
interessato valuta la congruità delle attività formative e delle
competenze acquisite durante il Servizio Civile con gli obiettivi
formativi del percorso curriculari e formativo previsto
dall’Ordinamento didattico e potrà riconoscere
o fino a un massimo di 9 CFU, da imputare alle attività
formative a libera scelta dello studente.
o Ulteriori CFU, comunque sino a un massimo di 9, per le
altre attività formative( abilità informatiche,linguistiche
o tirocini)
Si allega convenzione quadro tra l’Università di Bari e il Comune di
Avetrana per il riconoscimento dei crediti e del tirocinio per il
servizio civile volontario
29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili
e validi ai fini del curriculum vitae:
Il Servizio Civile rappresenta un’esperienza significativa di
formazione culturale e professionale per i giovani, che permette
loro di ampliare e consolidare un sistema di competenze caratterizzato da conoscenze e capacità, motivazioni e valori e
immagine di sé - utile per prospettive di lavoro future.
L’Amministrazioni comunali provvederanno –così come
previsto dal percorso di formazione generale di cui al punto
34 – alla certificazione delle competenze acquisite dai
singoli volontari.
In particolare, si ritengono competenze acquisibili con la
partecipazione al progetto:
1. competenze di carattere relazionale.
2. competenze relative alla positiva gestione della comunicazione
in ambito lavorativo.
3. competenze relative alla gestione delle attività di
accompagnamento delle persone disagiate
4 competenze relative all’approccio alla persona portatrice di
handicap
5 competenze relative alle tecniche animative
Formazione generale dei volontari
30) Sede di realizzazione:
Locali del Comune di Muro Leccese
31) Modalità di attuazione:
La formazione è realizzata in proprio, presso l’Ente, con formatori
dell’Ente.
32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente
di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
No
33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale
consiste in:
un percorso di formazione iniziale: il corso si articola in 4
giornate a carattere semiresidenziale,suddivise in moduli tematici;
si rivolge a gruppi di volontari non superiori alle25 persone. In aula
è prevista la presenza dell’ Olp che assiste e introduce i formatori;
un percorso di lettura e decodifica degli apprendimenti: 3
moduli formativi nell’arco dell’anno (ad inizio, metà, fine servizio);
si rivolge a gruppi di volontari non superiori alle 25persone.
I diversi moduli formativi utilizzano metodologie didattiche
partecipative: lavoro a gruppi,plenaria, lezione frontale, role-play,
analisi di testi, tecniche animative, narrazione, ascolto attivo e
restituzione.
34) Contenuti della formazione:
Finalità generale della formazione iniziale è quella di offrire ai
giovani volontari uno spazio dove riflettere e ri-costruire il
significato della loro scelta; s’intende introdurre i volontari
all’esperienza di servizio civile, fornendo loro stimoli, spunti di
riflessione, informazioni, strumenti concettuali e metodologici utili
ad affrontare l’esperienza e costruirne il significato.
Nello specifico s’intende:
• illustrare il contesto teorico di riferimento (legislazione,
storia, istituzioni) ed il contesto pratico del servizio
(disciplina del rapporto enti/volontari, obblighi di servizio)
• illustrare il contesto in cui si svolgerà il servizio (enti,
organizzazioni, servizi), favorendo la rappresentazione della
sede operativa come organizzazione complessa e la
percezione del volontario come individuo inserito al suo
interno
• aprire uno spazio di esplicitazione, confronto, dialogo, sui
significati dell’esperienza di servizio civile (a livello
personale, professionale, sociale)
• evidenziare ed elaborare la dimensione della partecipazione
attiva alla società civile attraverso la scelta di un’esperienza
istituzionale
•
•
sottolineare la centralità del progetto, fornendo spunti e
prospettive per analizzarlo
offrire strumenti per valutare e riconoscere le proprie
competenze
La formazione ha come contenuto generale l’elaborazione e la
contestualizzazione del significato dell’esperienza di servizio civile
e dell’identità sociale del volontario, in relazione ai principi
normativi ed ai progetti da realizzare. Nello specifico, le giornate di
formazione affronteranno i seguenti temi:
• il contesto teorico: quadro di riferimento normativo e
culturale all’interno del quale si sviluppa il servizio civile
volontario, principi che lo ispirano, storia del servizio civile
• il contesto pratico: informazioni pratiche sulla gestione e
sullo svolgimento del servizio, diritti e doveri dei volontari,
persone di riferimento
• la storia individuale: motivazioni, attese, percorsi individuali
• il vocabolario di servizio civile: confronto ed elaborazione sui
possibili significati dell’esperienza di servizio (sul piano
personale, professionale, sociale), a partire dalle parole che
usiamo
• Laboratorio cittadinanza attiva
• La progettazione sociale: quali elementi caratterizzano un
progetto, individuazione degli elementi caratterizzanti un
orientamento progettuale
• I progetti: analisi dei progetti in cui sono inseriti i volontari
• il contesto organizzativo: modelli organizzativi, ruoli e
individui, obiettivi formativi e professionale, processi
comunicativi
• analisi delle competenze acquisite: percorso individuale e
collettivo finalizzato a far riconoscere ai volontari le
competenze acquisite nel corso dell’esperienza di servizio
civile
35) Durata:
4 giornate a carattere semiresidenziali:
28 ore
3 moduli ad inizio, metà, fine percorso (analisi delle competenze):
15 ore
totale: 43 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36) Sede di realizzazione:
Comune di Muro Leccese
37) Modalità di attuazione:
La formazione verrà effettuata in proprio presso l’Ente con il
formatore dell’Ente.
38) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
•
•
•
•
prof.ssa Liliana GIARDINO Formatore formazione specifica
( volontaria)
dr.ssa Gabriella Elvira COLIZZI Formatore formazione
specifica
( volontaria)
Dr. Pantaleo DE GIORGI
Formatore formazione specifica
(segretario comunale Comune di Muro Leccese)
Dr. Giampiero LEOMANNI Formatore formazione generale
(volontario)
39) Competenze specifiche del/i formatore/i:
•
prof.ssa Liliana GIARDINO
Professore
Associato
di
Topografia
antica
presso
il
Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Lecce
(Facoltà di Beni Culturali);
•
Docente di Urbanistica del mondo classico presso la
Facoltà di Beni Culturali dell’Università di Lecce;
•
Docente di Storia dell’Urbanistica e dell’architettura greca
e
romana
presso
la
Scuola
di
Specializzazione
in
Archeologia Classica e Medievale dell’Università di Lecce;
Membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in
Topografia Antica, con sede amministrativa presso la Facoltà
di Beni Culturali dell’Università di Lecce;
dr.ssa Gabriella Elvira COLIZZI
•
in
scienze
dei
Laurea
specialistica
servizi
sociali
Università degli studi di Trieste
.
•
Dr. Pantaleo DE GIORGI
•
Laurea in Economia e commercio conseguita i presso
l’Università degli Studi di Bari Segretario Generale dei
Comuni di Muro Leccese, Uggiano La Chiesa e Giurdignano
(LE);
Dr. Giampiero LEOMANNI
•
Laurea in giurisprudenza università degli studi di Lecce,
avvocato, docente di diritto di cittadinanza e partecipazione
attiva in Europa e Italia, docente di etica del Lavoro,
responsabilità sociale e pari opportunità
40) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Lezione frontale teorica e quindi applicazione pratica con
affiancamento.
41) Contenuti della formazione:
Affiancamento (24 ore):
presentazione delle caratteristiche dell’Ente ed in particolare di
assessorati, settori e uffici che seguono in maniera diretta i
rapporti con le Scuole presso le quali i Volontari andranno
ad operare.
Presentazione delle realtà scolastiche (personale addetto, locali) in
cui si andrà ad operare.
Presentazione degli alunni con cui si presterà servizio, tramite la
conoscenza del profilo dell’alunno e quella diretta dell’alunno
stesso, nonché dei suoi genitori o parenti di riferimento
Modulo 1 (18 ore): Comunicazione e relazione
• Accoglienza, ascolto e attenzione all'altro, analisi della
domanda e capacità di ascolto.
• Gli ostacoli alla comunicazione.
• L'ascolto passivo. L'ascolto attivo e l'empatia.
• Come ottenere ascolto e attenzione dagli altri. I messaggi in
prima persona. Il confronto e l'assertività.
• Gli atteggiamenti relazionali in funzione alla situazione e del
servizio che si vuole offrire: front office, relazione di aiuto,
relazione di assistenza
•
•
•
Role play al fine di analizzare le dinamiche psicologiche della
comunicazione in una relazione, stili di comportamento
Strumenti per sviluppare relazioni di tipo costruttivo
evitando le negatività da e per l’altro
Il comportamento verbale e non verbale in una relazione
Modulo 2 (12 ore): la relazione con i soggetti disabili
• Rapporti per persone efficaci
• L’approccio alla persona portatrice di handicap
• Interventi per lo sviluppo dell’autonomia personale e la
realizzazione di una soddisfacente integrazione sociale
Modulo 3 (18 ore): la relazione con i soggetti appartenenti ad
altre culture
• Dalla multicultura all’intercultura: società complesse e
culture de-territorializzate
• Stereotipi e pregiudizi: gli ostacoli al dialogo interculturale
• L’educazione interculturale nella Scuola italiana dagli anni 80
ad oggi
• L’integrazione scolastica del bambino immigrato
• La motivazione allo studio e la progettazione di interventi per
il suo consolidamento negli allievi con difficoltà di
apprendimento
42) Durata:
72 ore (3 moduli formativi per complessive 48 ore e 24 ore di
accompagnamento da parte degli Operatori locali di progetto)
Altri elementi della formazione
43) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Il piano di rilevazione delle attività di formazione predisposte
intende verificare l’andamento del percorso formativo iniziale
generale e specifico; monitorare e valutare periodicamente
l’apprendimento e la crescita dei volontari, nonché la qualità
percepita dai diversi attori coinvolti (responsabile della formazione,
staff di formazione, tutor, volontari). Si vuole aprire ai volontari
uno spazio per valutare – riconoscere ed attribuire significato e
valore - l'esperienza di servizio civile nelle sue diverse fasi; si
ritiene prioritario l’obiettivo di evidenziare l'esperienza di servizio
come esperienza di apprendimento e opportunità di empowerment
individuale.
Metodologia e strumenti utilizzati
In considerazione della valenza formativa dell’esperienza da questi
svolta, l’attività di monitoraggio / valutazione prevede i seguenti
step :
Tempistica
Azione
Termine del percorso
Formativo generale
Somministrazione ai volontari a
cura dell’Olp presente in aula del
questionario di valutazione della
“Formazione Generale”
Modulo formativo attraverso il
metodo della Individuazione degli
obiettivi
Termine dei diversi
Somministrazione ai volontari a
cura del Olp/formatore presenti in
aula del questionario di valutazione
della “Formazione
incontri
Strumento
Questionario
specifica
2° mese
5° mese
7° mese
10°
12° mese
Incontri di Monitoraggio con i
volontari. Obiettivo degli incontri:
accompagnare i volontari a
conoscere meglio le loro
competenze
(competenze tecniche,
professionali; competenze
“antropologiche”, di adultità).
Seguendo quest’ipotesi di lavoro, 3
piani vengono indagati nei diversi
incontri:
• servizio civile come
esperienza con autonomia
(crescita del soggetto
esperienza di crescita, di
adultità
•
servizio civile come
esperienza che fa
• crescere competenze, che
contribuisce a costruzione
di un’ identità
professionale
(analisi delle esperienze e
decodifica degli
apprendimenti)
servizio civile come
esperienza di lavoro
dentro e a servizio della
collettività; esperienza di lavoro che
è cittadinanza, che mette in
relazione il soggetto con la
collettività
Incontro
Colloquio personale
Nell’ambito dell’ult imo incontro di
Monitoraggio, verifica finale
dell’esperienza svolta con
somministrazione del questionario
di “Valutazione Finale”
Modulo formativo sull’Analisi delle
competenze acquisite.
Questionario
Tabella di analisi e
Tabella di sintesi delle
competenze
Tecniche della narrazione;
individuazione delle
strategie individuali
Nella specifica sede di progetto verrà somministrato un
questionario prima della formazione e uno dopo le 43 ore di
formazione iniziale per capire quale sarà stata l’efficacia
dell’intervento formativo.
Verrà pure somministrato un questionario al termine del servizio
per valutare le competenze pratiche e le conoscenze acquisite.
Data
15 ottobre 2007
Il Progettista
Natalino CONGEDO
Il Responsabile legale dell’ente
Antonio DE IACO
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