PROVINCIA
di Cremona
Relazione del Presidente
e della Giunta Provinciale
al bilancio di previsione 2008
e al bilancio triennale 2008 - 2010
dicembre 2007
Provincia di Cremona
Indice
Relazione del Presidente sul Bilancio 2006
pag.
Relazione dell'Assessore alla Programmazione territoriale - Piano
Territoriale di Coordinamento Provinciale - Trasporti e mobilità
pag. 10 – 15
Relazione dell'Assessore a Ambiente ed ecologia - Parchi e valutazione
impatto ambientale - Energia - Sport.
pag. 16 – 17
Relazione dell'Assessore alle Grandi infrastrutture - Lavori pubblici Pianificazione e programmazione della viabilità – Progettazione e
direzione dei lavori delle nuove opere stradali – Programmazione e
sviluppo turistico
pag. 18 – 26
Relazione dell'Assessore all’Istruzione ed edilizia scolastica ed
universitaria - Politiche dell'inserimento scolastico - Educazione degli
adulti
pag. 27 – 29
Relazione dell'Assessore al Lavoro ed occupazione - Orientamento e
formazione professionale
pag. 30 – 36
Relazione dell'Assessore ai Servizi sociali - Problematiche degli anziani
e delle nuove povertà - Problematiche dell'integrazione - Volontariato Aree del disagio - Pari opportunità - Progetti di solidarietà internazionale
- Organizzazione e sviluppo no profit
pag. 37 – 45
2-9
Relazione dell'Assessore all’Economia - Semplificazione delle
procedure - Rapporti con il Consiglio provinciale - Statuto e regolamenti
pag. 46 – 48
Relazione dell'Assessore alla Cultura - Tempo libero - Politiche
giovanili - Promozione del territorio - Rapporti con i piccoli Comuni
pag. 49 – 74
Relazione dell'Assessore all’Agricoltura foreste ed alimentazione Caccia e Pesca
pag. 75 – 78
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2008
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
______________________________________________________
Presento i progetti da realizzare nei prossimi mesi - anche se tanti interventi,
soprattutto sui temi infrastrutturali superano un orizzonte temporale limitato – per
una verifica della coerenza dell'azione dell'Ente con le linee del programma di
mandato, sulla base del programma elettorale approvato dal Consiglio. E’ il nostro
quarto bilancio, l’ultimo che interessa, per intero un esercizio. Questo documento
è concertato con le categorie economiche, le forze sociali, il mondo della cultura,
il ricco associazionismo del volontariato e la realtà degli Enti Locali. Penso al
protocollo di luglio, in cui i partecipanti al Patto dello sviluppo hanno fissato le
priorità per il territorio. Il bilancio vuole essere coerente con gli impegni assunti
in quell’occasione. Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in visita alla
nostra provincia, ha parlato di un “nuovo modo di intendere la politica che dà
risposte univoche e concrete alle richieste della gente. E a trarne vantaggio è la
comunità, nel suo insieme, ma anche ogni singolo soggetto interessato”. Il
documento è il risultato di oltre tre anni di attività, basato su un grande "lavoro di
squadra": con gli Assessori, i dirigenti ed i collaboratori tutti, in uno spirito di
confronto e dialogo con il Consiglio Provinciale.
Sono soddisfatto dei risultati, per la coerenza con il programma – costruito con
tutta la coalizione - sul quale gli elettori ci hanno dato la fiducia, ma consapevole
che resta molto da fare per completare gli impegni: in parte raggiunti e, per altra
parte, ben delineati nelle linee di azione e ne intravedo la realizzazione pensata. Di
ciò ringrazio tutti i collaboratori. Continuerò, se possibile in modo più intenso, a
far sì che le strategie di sviluppo locale entrino in sinergia con tutte le realtà più
ampie e dinamiche correlate con lo sviluppo del territorio.
La concertazione – che nel 2004 appariva una scelta – oggi, a tre anni di distanza,
è una realtà necessaria, dettata dal ridisegno della politica di coesione dell’Unione
Europea allargata e dai Fondi strutturali 2007- 2013. Per la prima volta il nostro
territorio partecipa ai bandi di Fondi strutturali: si sviluppa il Fondo sociale
europeo (FSE), si apre il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR). Ad
essi si affianca il Fondo di sviluppo rurale FSR. Per sfruttare le risorse messe a
disposizione dalla nuova programmazione, si rafforza il coordinamento
territoriale, evitando la sovrapposizione degli interventi, spingendo per la loro
integrazione e, più in generale, la complessiva capacità di governo. Migliorando la
governance, infatti, sarà possibile coordinare e orientare le politiche comunitarie,
sostenere le proprie responsabilità e promuovere processi strategici integrati e
assicurare la prossimità delle azioni. La nuova programmazione ha bisogno di
governance e di capacità di Regione ed Enti locali di svolgere l’attività di
programmazione in una logica di forte integrazione con gli altri livelli di governo.
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Provincia di Cremona
Come ombre rosse siamo arrivati a coronare il grande sforzo di aggancio della
diligenza persa a suo tempo eci siamo messi alle redini con nostri uomini che
guidano il Comitato di sorveglianza Por Competitività, il Psr ed il Fse.
Vanno lette le dinamiche dei tempi e le esperienze positive della Fondazione del
Nord Ovest, o, ancora prima , quelle della Consulta delle Province del Po. I lavori
prodotti finora – a partire dal Comitato di Consultazione dell’Autorità di Bacino
fino al IV congresso nazionale di Piacenza, ci hanno dimostrato che la
“cooperazione orizzontale” è un obiettivo alla nostra portata, una grande sfida
necessaria che supera le congiunture finanziarie delle nostre amministrazioni.
Ancora, è un obiettivo determinante per lavorare – non in una logica solo
difensiva – al rilancio del ruolo delle province.
Dobbiamo continuare questa esperienza che ha richiesto tanta fatica, proseguendo
con lo “spirito pionieristico” del nuovo, proseguendo con più forza, stabilità,
mezzi, persone dentro e fuori questo Palazzo. Il confronto, la condivisione, sono
indispensabili, ma le idee vanno trasformate in azioni politiche.
Osservazioni che valgono per le “linee strategiche” del Patto per lo Sviluppo, per
trasformarle in progetti comuni di azione politica. Sul bilancio chiedo di fare una
riflessione profonda, in particolare sulla sua piattaforma programmatica. Uscendo
dal localismo si da valore al nostro sviluppo, pensando e realizzando progetti
comuni, con la comprensione, condivisione e apprezzamento da parte dei cittadini
e della società civile nelle sue articolazioni.
Le linee del Bilancio alla Consulta economica e a quella dei sindaci, hanno
ottenuto una significativa approvazione. Ora arrivano in Consiglio – luogo
privilegiato dell'ascolto della voce dei cittadini interessati al lavoro di questa
Provincia.
L’accordo sul patto di stabilità tra governo e autonomie locali prima della legge
finanziaria, ha segnato un’inversione di tendenza del documento di
programmazione economica. Agli Enti Locali è stato riconosciuta pari dignità
istituzionale sancita dal Titolo V della Costituzione, che deve diventare, in
combinato disposto con il codice delle autonomie, un punto di riferimento nelle
scelte di governo.
Il Patto di stabilità presenta ancora elementi di eccessiva rigidità, non tiene conto
dei comportamenti virtuosi degli Enti locali e dei nostri, in particolare negli ultimi
anni.
Le novità dell’accordo, approvato dalle autonomie locali, non mi entusiasmano, la
nuova formulazione “mista” del patto di stabilità non mi scalda il cuore e la
proposta sull’utilizzo dell’avanzo di amministrazione non risolve il problema ma
lo rinvia alle annualità successive, quando gli investimenti finanziati con l’avanzo
andranno in pagamento. Giuste le penali ma altrettanto giusti gli incentivi per chi,
come noi, ha sempre rispettato il Patto. Non è certo una sfida facile, tuttavia la
Provincia è fermamente decisa a rispettare i limiti del Patto di stabilità interna.
Una misura necessaria per evitare l’aumento delle imposte ai cittadini,
obbligatorio nel caso di sforamento del tetto.
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Una sfida non facile perchè, anche quest’anno, si ridurranno le entrate di ben un
milione e mezzo di euro, per la contrazione delle fonti “autonome” di entrata, che
dipendono dal mercato automobilistico e delle relative assicurazioni. Nonostante
una ripresa a livello nazionale, da noi queste entrate languono. Le ragioni vanno
ricercate in un parco auto provinciale recente, poco toccato dagli incentivi
governativi al rinnovo e dall’acquisto in leasing e affitto, da società che hanno la
loro sede altrove e quindi altrove pagano queste imposte. La crescita delle nuove
forme assicurative telefoniche e on line, la forte concorrenzialità, provoca uno
stallo nelle entrate derivanti dai premi. Abbiamo evitato misure compensative e
incrementi per l’addizionale sull’energia elettrica mentre, da sette anni, è rimasta
inalterata la Tosap (cioè la tassa sull’occupazione del suolo pubblico).
Ritengo il Bilancio il momento di una campagna di trasparenza e partecipazione.
Cito due esempi di volontà di calarci nei problemi della gente comune:
1) la lotta al precariato. Tra gli interventi di maggiore rilievo, sottolineo proprio le
misure di stabilizzazione di chi, da anni, offre il suo contributo al funzionamento
dell’Ente.
2) Tra le nuove emergenze la sicurezza: la gente ne avverte l’urgenza. Per questo
il bilancio rafforza l’impegno per la polizia locale e per le caserme delle forze
dell’ordine e propone un vero e proprio “patto per politiche di sicurezza, coesione
e integrazione”. Il nostro contributo mira a vincere la sfida della legalità non solo
attraverso azioni di controllo e repressione – pur necessarie – ma portandovi il
valore aggiunto di una passione sociale e civile, tenendo presente il valore delle
politiche di integrazione, di aiuto sociale come contributo primario a questo
processo. Per questa passione sociale e per le politiche di integrazione, per le
numerose iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo ci è stato
consegnato, nei giorni scorsi, unico Ente Locale, il Premio per la Pace della
Regione Lombardia.
Provincia equo-solidale, fondi europei, nuove strategie sul personale, tema della
sicurezza, sono alcune novità rispetto ai precedenti esercizi. Ma non certo le sole.
Così come va puntualizzato il bilancio rappresenta gli investimenti diretti a favore
del territorio, ma lascia da parte il contributo, non certo trascurabile, delle
partecipate. Cito, come esempio, la società Centropadane che proprio nei giorni
scorsi ha sottoscritto – a pieno titolo – la concessione per la realizzazione della
Cremona Mantova.
Consentitemi una riflessione, legata alla definizione talvolta usata della “società
dei due terzi”. Riferendomi alle iniziative che stanno funzionando al meglio (i due
terzi appunto) e quella ancora in sofferenza, cioè il terzo mancante. Ciò che sta
andando nel verso giusto sono gli investimenti infrastrutturali stradali: la
Cremona-Mantova, la Tibre, la Brebemi, il terzo ponte, la Paullese, oltre agli
investimenti già calendarizzati da Centropadane. Il terzo che soffre è, invece,
riferito al Po, dove si stimano investimenti necessari di circa un miliardo di euro e
il sistema ferroviario (ammodernamento del trasporto per persone e merci e la
linea medio-padana). Non siamo felici di questa “società dei due terzi) ed il nostro
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impegno sarà diretto e incentrato nella realizzazione del terzo mancante e
l’intermodalità.
(RIMANDO SLIDE partecipate) Immagino questo traguardo avrà ricadute
positive sul territorio ben superiori a quelle previste dalle prescrizioni.
Rafforzano le mie parole gli impegni, collegati nella partecipata
“CentroPadane”, che porteranno, entro il 2011 a investire, sul nostro territorio,
oltre duecento milioni di euro. Ampliando solo un poco gli orizzonti, ma
comunque rimanendo su infrastrutture che non possono che giovare al territorio,
saranno investiti ulteriori 400 milioni di euro. Penso la terzo ponte, al nuovo
casello di Corte de’ Frati, alla circonvallazione di Robecco, al raccordo con
l’aeroporto di Montichiari e all’impegno per la tangenziale sud di Cremona.
(RIMANDO SLIDE viabilità) La imprese ci chiedono infrastrutture per rimanere
competitive. Come Enti locali, occorreva fare di più rispetto a quanto finanziato
da Stato e Regione. Anche se, quella legata alle reti viabilistiche resta la prima
voce del nostro bilancio.
Il prossimo anno investiremo quasi trenta milioni di euro, sui 42 che
rappresentano il totale degli investimenti. Tra le opere principali ricordo le
circonvallazioni di Pandino (6,5 milioni), di Casalmorano, sulla Soncinese (8
milioni), di Montodine (7 milioni). Inoltre vanno ricordati i tanti interventi per le
circonvallazioni e per la manutenzione (oltre 3 milioni). Investimenti che
aumenteranno negli esercizi successivi, con la piena operatività dei cantieri sulla
Paullese. Nel 2009 abbiamo stanziato 54 milioni, nel 2010 addirittura 70 milioni.
La stessa attenzione va posta al tema dell’intermodalità. In ambito ferroviario
sono in itinere i raddoppi selettivi di Cavatigozzi – Cremona e raccordo con il
porto (8 milioni), Olmeneta – Cremona e inoltre sarà realizzata una tratta dedicata
per Tencara. Abbiamo rispettato i tempi previsti dallo scorso bilancio per il nuovo
scalo merci di Casalmaggiore. Entro fine anno sottoscriveremo il protocollo
d’intesa con le ferrovie – che investiranno oltre 10 milioni di euro, già previsti nel
loro piano finanziario del prossimo esercizio.
E gli Enti locali faranno la loro parte con 1,200 milioni euro per il
rammodernamento della vecchia stazione che diventerà piattaforma funzionale per
lo scambio auto-ferro.
Le nuove aree logistiche – produttive.
Tencara – un milione metri quadrati ulteriormente ampliabili. Queste ultime
settimane hanno visto l’interesse e la partecipazione anche della Provincia di
Lodi. Sarà sottoscritto un protocollo di intesa di area vasta.
San Giovanni/Piadena: in fase ancora embrionale è giustificato dall’apertura dei
cantieri della Cremona Mantova. L’ipotesi è di 1/1,5 milioni di mq. Appare di
particolare interesse il rilancio di un’area oggi non altamente attrattiva.
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Corte de’ Frati. Il nuovo casello risponde alle aspettative di crescita delle aziende
già impegnate nell’area, ma si pone anche come volano per far crescere l’interesse
di nuove realtà produttive.
Autostrade della comunicazione: la rete wireless
Completata la copertura della provincia con la banda larga. Cittadini ed imprese
possono usufruire del servizio di connessione veloce alla rete Internet. Un
progetto inserito nel Patto per lo Sviluppo, che si può considerare raggiunto. Un
risultato voluto da noi, da Aem Cremona, Padania Acque e SCRP di Crema,
costituendo, per traguardare con successo questa sfida, Con.ve.Cr., (acronimo di
Connessione veloce cremonese) società per azioni con un milione di euro di
capitale sociale. Il nostro territorio è tra i primi, in Italia, ad essere completamente
coperto da una rete di connessione veloce. Con tecnologie all’avanguardia, al
punto che il progetto è stato ulteriormente migliorato, in corso d’opera per
adottate il sistema di rete punto-multipunto, di ultimissima generazione. Il costo
complessivo si aggirerà intorno ai 3 milioni di euro. A ciò si aggiunge la dorsale
telematica della Cremona Mantova e della nuova Paullese Crema – Spino d’Adda.
Le reti dei saperi: la scuola e l’università
Dopo le strade sono le scuole che maggiormente incidono sul bilancio provinciale.
I giovani sono una risorsa: a loro dobbiamo la massima considerazione. Nel
triennio investiremo oltre trenta milioni di euro. E con la stessa determinazione
difendiamo il sistema universitario. In queste ultime settimane abbiamo
inaugurato la nuova sede del Politecnico. Sono evidenti la crescita di Santa Chiara
a Casalmaggiore e il nostro impegno per nuovi corsi a Crema legati al distretto
della cosmesi. All’università offriamo saperi materiali ed immateriali. Ogni anno,
per sostenere i corsi, versiamo poco meno di un milione di euro. Su questo tema,
poi, non è possibile tacere gli sforzi per la valorizzazione dei centri di ricerca, a
partire dalla realtà di Porcellasco e dal progetto in itinere con Ministero e Regione
Lombardia per sviluppare un centro di eccellenza a livello mondiale.
Al lavoro 4 Poli Formativi: liuteria, cosmesi, agroalimentare e agroindustria
Per creare professioni adeguate al cambiamento, in filiere produttive specifiche
del territorio, Provincia di Cremona e Regione Lombardia promuovono quattro
poli formativi dedicati a liuteria, cosmesi, agroalimentare e agroindustria.
Complessivamente saranno investiti oltre due milioni di euro. I poli sono legati ad
una filiera di appartenenza tipica, ma con debolezze (difficoltà a competere con
settori simili di altri paesi europei caratterizzati da maggiori investimenti nazionali
nella ricerca, la difficoltà ad attivare azioni di marketing adeguate, la presenza di
piccole e medie imprese polverizzate sul territorio). Criticità che si ritengono
superabili con nuove figure professionali in grado di gestire il cambiamento e con
azioni e strumenti nuovi per creare un incontro tra tessuto produttivo e saperi. I
poli stanno lavorando per creare azioni formative con percorsi di alta
specializzazione post diploma.
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L’innovazione entra in azienda
Abbiamo riconfermato, l’impegno per il bando sull’innovazione. Il nostro
progetto”start-up” pilota è stato condiviso dalla Regione e questo ci ha permesso
di renderlo ancora più efficace. Se consideriamo il tessuto produttivo locale (per
lo più piccole e medie aziende) è evidente che l’innovazione è tanto irrinunciabile
quanto faticosa (e onerosa). Per superare questa criticità intendiamo continuare nel
sostegno al bando.
Le nuove sfide delle agroenergie
Cremona è leader nazionale per le agroenergie. Occorre l’impegno di tutti – a
fianco della Provincia – per creare il “Distretto”, qui a Cremona. Lo abbiamo
inserito negli assi del Patto, e ora lo vogliamo. È una azione emblematica del
Patto con una serie di strumenti utili a pianificare le risorse rinnovabili presenti
sul territorio provinciale, a focalizzare le potenzialità di energia, a snellire l'iter
amministrativo nell'implementazione degli impianti, a supportare le azioni locali
tra i diversi soggetti del tessuto produttivo e a promuovere la ricerca e
l'innovazione tecnologica per il miglioramento continuo dell'efficienza e della
diversificazione delle fonti. In particolare, il progetto si propone di far emergere la
vocazione agro-energetica della provincia di Cremona e rafforzare il ruolo di polo
nazionale agroenergetico.
Il Po: è finita la “magra”?
Il Grande fiume, come risorsa per lo sviluppo è una conquista condivisa solo da
un paio d’anni. Negli ultimi mesi si sono rafforzati i piani di riqualificazione del
corso d’acqua. Una nuova sensibilità che ci ha portato al quarto Congresso
Nazionale, a Piacenza. La nostra zona appare cruciale nella nuova
programmazione. Abbiamo sostenuto la necessità della regimazione leggera, con
vantaggi per la navigazione, la produzione di energia idroelettrica, l’agricoltura, la
sicurezza idraulica e quindi delle comunità rivierasche. La Regione ha assicurato
la progettazione a cui unire cento milioni di euro da investire sulla tratta mediana
Foce Adda – Foce Mincio. Analogo impegno ci attendiamo dal Governo sui fondi
Fas. Non va dimenticato che all’estero guardano con favore a questa opportunità
ed il colosso tedesco Eon è pronto a finanziare l’intera operazione. Se prima ero
solo a ballare l’hally gally ora siamo in due, tre, quattro ... come dice la canzone.
Il distretto culturale: l’eccellenza premiata dalla Fondazione Cariplo.
Il riconoscimento della qualità dei nostri progetti di promozione culturale e di
valorizzazione del territorio: il distretto culturale è un canale innovativo per
aiutare un territorio a rimettersi in gioco, a sviluppare le proprie energie secondo
schemi nuovi, ad attirare altre energie dal di fuori e a dialogare con esse senza
schemi preconcetti. Abbiamo candidato il progetto al bando “Distretti culturali,
volano economico per il territorio”, realizzato dalla Fondazione Cariplo. A
bilancio abbiamo messo venticinque mila euro, sessantamila ne metterà la
Fondazione Cariplo per finanziare lo studio. Poi la fase operativa con l’iniziativa,
che confinanzierà al 50% un progetto che può raggiungere, i cinque milioni di
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euro tutti per noi. È un obiettivo ambizioso, che coinvolge, oltre alla Provincia, i
Comuni, la Camera di Commercio e i soggetti culturali del territorio.
Le attese.
Dalla promozione territoriale e culturale abbiamo significative conferme.
Intendiamo proseguire in questa direzione. È una scelta consapevole ed
impegnativa. Basti, in proposito, accennare alla Mostra dei Dinosauri, in
collaborazione con il National History Museum di Londra. Un evento che richiede
risorse di 1,4 milioni di euro, ma che stimiamo porti a Cremona tra i cento e i
centocinquanta mila visitatori. Nel prossimo anno è in programma anche
un’esposizione sull’Arcimboldo, maestro dell’arte grottesca del Cinquecento
Lombardo. La mostra arriva a Cremona dopo i successi di Parigi e Vienna. Con
l’evento Piccio – autoprodotto – abbiamo richiamato oltre settantamila visitatori.
Per questo abbiamo attese ragionevoli di buoni risultati anche sui progetti futuri.
Come dimenticare, poi, intendendo la promozione in senso più ampio,
l’aggiudicazione dei mondiali di pesca che, si stima, porteranno sul canale
navigabile e in città tra le cinquanta e le sessantamila presenze. Cremona è ricca di
offerte per il divertimento e il tempo libero. Un risultato voluto dagli Enti Locali.
Penso alla “movida” serale, ai giovedì d’estate, al Natale a Cremona – che ha
preso avvio nello scorso fine settimana, alla festa del Torrone, al festival delle
Muse. Complessivamente significa oltre cinquecentomila presenze anno. Si tratta
ora di perfezionare un trend in crescita. Tra i progetti in cantiere mi pare di
particolare interesse il festival nazionale del racconto, nato dalla felice intesa con
il Gruppo Rizzoli. Alla fine di maggio, a Cremona, andrà in scena l’arte di
raccontare di raccontarsi, con autori letterari ma anche con concerti, mostre e
spettacoli di danza. Una vera festa per la città, un appuntamento imperdibile per
un pubblico colto che confluirà a Cremona. L’ambizione è quella di rendere il
festival un appuntamento tradizionale.
La solidarietà.
La Fondazione Comunitaria, rilanciata nella sua funzione e fortemente
ricapitalizzata grazie alle intese e al lavoro posto in essere dal nuovo Consiglio di
Amministrazione, può portare al massimo le sue potenzialità, con un ammontare
di circa un milione di euro, cui si sommano oltre cinquecentomila euro dei fondi
Cariplo relativi alle azioni emblematiche, gli interventi straordinari e diretti della
fondazione Cariplo, quali ad esempio i 750mila euro destinati alla Cittadella della
Cultura a Crema, ed i bandi fondazione e Provincia per circa 200mila euro. Sono
cifre rilevanti investite nel nostro territorio, per azioni nei campi della tutela e
valorizzazione dei beni artistici e monumentali, l’ambiente, i diversamente abili, i
Piani di Zona. Ne rivendichiamo, con orgoglio, la funzione di presenza e di guida
e la forte opera di rilancio per impulso della Provincia.
Colleghi della Giunta e del Consiglio,
un principio permea le scelte di questo bilancio: è la volontà di aiutare la
provincia a crescere. Mi sono soffermato sui temi che ci hanno occupato – e
preoccupato non poco – in questi ultimi mesi: ma ritengo che le possibilità che ci
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si dischiudono davanti non siano poche. Sta a noi saperle cogliere appieno.
Mettiamo da parte interessi di parte, insieme siamo classi dirigente che sa e
giudicare con serena lealtà, che è il miglior modo di intendere la politica.
Contrasteremo l’erosione del capitale sociale della comunità: quel senso civico di
cui parlavo, la vicinanza dei cittadini alle istituzioni, la loro voglia di partecipare,
di capire, di criticare, di sostenere. Se perdiamo queste risorse, tutto quello che
abbiamo davanti sarà ancora più difficile di quanto è. L’ho ripetuto tante volte, in
questi anni, ma il motto di Cappi mai come ora mi pare attuale.
Mi congedo con un ringraziamento all’assessore Fulvio Guarneri, che dopo
l’estate, per ragioni personali legate alla professione, pur con rammarico, ha
lasciato l’incarico. La mia gratitudine vuole testimoniare un rapporto di
collaborazione e reciproca considerazione che si è consolidato in questi anni in cui
Fulvio ha sempre saputo testimoniare passione sincera, competenza e
moderazione nell’esercitare le deleghe e nel partecipare ai lavori della Giunta. E ci
ha fatto materialmente sentire come la politica può essere una grande cosa, come
essa sia indissolubilmente impastata con l’identità di una città, con la vita concreta
di tanta gente. La politica, il servizio ad un’idea, alle istituzioni vissuta come
Fulvio Guarneri l’ha vissuta la ritrovi negli sguardi della gente, la senti concreta,
essenziale, vitale.
L’approvazione del bilancio, quest’anno, è appannata da una ingombrante
assenza. Questo per tanti anni è stato l’appuntamento di Franco Sanasi, un amico
prima ancora che il ragioniere capo dell’Ente. C’è mancato tanto in queste
settimane preparatorie, ci sono mancate le sue cartelle di commento sui contenuti
della finanziaria, che aggiornava via via che questi si facevano più chiari. Ci ha
fatto sentire orgogliosi di averlo conosciuto, di averlo avuto come interlocutore e
come amico e per lui auguriamo quella ripresa che sembra tarda a venire.
Concludo con un ringraziamento particolare al nostror Gian Franco Antonioli, per
aver redatto ed elaborato questo bilancio. in una situazione di particolare
difficoltà. E’ stato un compito arduo, che ha coinvolto l’intero settore della nostra
Ragioneria, al quale voglio rinnovare sentiti ringraziamenti. Con loro ringrazio il
Collegio dei Revisori dei Conti, per la preziosa azione svolta. Ed il personale tutto
dell’Ufficio Giunta e Consiglio, che con tanta solerzia e capacità opera,
permettendoci di assolvere al meglio al nostro compito.
Voglio poi rivolgere un augurio sincero a tutti – agli Assessori, ai Consiglieri, al
Direttore Generale, ai Dirigenti ed a tutto il personale della nostra
amministrazione, sempre disponibile ad operare con tanta dedizione, qui c’è
l’esatto contrario di “fannullopoli” con il minor assenteismo in assoluto dell’intero
Paese, ricavandone, spesso, gratificazioni scarse - di riuscire ad esprimersi al
meglio nella propria attività, con onestà ed equilibrio ed in piena libertà, con
efficienza ed intelligenza, mossi dalla comune volontà di servire i cittadini e le
Istituzioni.
Cremona, Consiglio Provinciale
Giovedì 5 dicembre 2007
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI AGOSTINO ALLONI
Assessore Provinciale alla Programmazione territoriale –
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Trasporti e mobilità
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Il Patto per lo Sviluppo
E’ stato firmato da tutti i soggetti pubblici e privati il progetto di “Patto per lo
Sviluppo” che ha viste impegnate nel corso del 2007 le attività della Provincia di
Cremona. Un lavoro impegnativo ma assolutamente originale che ha permesso di
conseguire una concertazione che pone il nostro territorio in vantaggio rispetto
alla possibilità di ottenere finanziamenti dei cosìdetti Fondi Strutturali Europei
2007-2013.
Un accordo strategico tra gli autori pubblici e le rappresentanze economiche e
sociali che hanno deciso di pensare insieme al futuro della provincia, per definire
e condividere visioni e strategie di sviluppo, identità collettive e progetti di
rilancio di un’aria ricca, ma soggetta a crescenti pressioni competitive.
Otto assi strategici e oltre 150 progetti concordati. Si tratta ora di dare gambe al
progetto e concretizzare le azioni disegnate dal Patto.
Serve un ufficio del Patto ed un luogo dove la provincia, intesa come territorio,
trovi sintesi e concretezza nel realizzare i progetti, per i quali è necessario fissare
delle priorità.
In particolare vanno ricercate le risorse per lo più al di fuori del nostro territorio e
vanno monitorati i risultati di attuazione degli stessi progetti.
Un’occasione importante è la AQST (Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale)
che insieme a Regione Lombardia stiamo per sottoscrivere. Nel corso del 2008
bisognerà affiancare ai progetti contenuti in questo accordo le risorse del proprio
bilancio che da Regione Lombardia dovrà necessariamente impegnare.
Altra occasione fondamentale sono i FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale)
che da Gennaio 2008 concorreranno a finanziare in modo corposo i progetti
strategici contenuti nella pianificazione concordata a livello provinciale.
Nel frattempo il Patto per lo Sviluppo è decollato attraverso il finanziamento dei
seguenti progetti:
1. Innovazione per la competitività delle micro e PMI (bando innovazione)
2. Voucher per check up aziendali
3. Sistema “Cremona all’Estero”
4. Integrazione scolastica e lavorativa degli immigrati
5. Progetto Vie d’Acqua
6. Biosicurezza negli allevamenti bovini e suini
7. Progetto di sviluppo per la filiera del frumento per pastificazione
8. Distretto interprovinciale del pomodoro
9. Mulino Energico
10. I servizi rivolti all’utenza fragile nel territorio della provincia di Cremona
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Provincia di Cremona
11. Agenzia per l’integrazione sociale
12. Distretto Culturale
13. Festival delle Muse
14. Raddoppio della linea FS Cremona _ Cavatigozzi e potenziamento dello
scalo merci di Cavatigozzi
15. Progetto relativo al Sistema Integrato per la sicurezza stradale
16. Laboratorio di comunicazione “URP in rete”
17. Valutazione strategica e monitoraggio dei progetti del Patto – Assistenza
tecnica del L.E.L. dell’Università Cattolica
La Pianificazione Territoriale Strategica- PTCP
Nel 2007 l'attività di pianificazione del territorio operata dalla Provincia di
Cremona ha visto da una parte la conclusione positiva dell'importante esperienza
innovativa del Piano territoriale d'area di Crema (18 comuni per 75.000 abitanti
hanno condiviso le proprie scelte di sviluppo), dall'altra è stata portata a
maturazione l'elaborazione della variante di adeguamento del Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale ai contenuti del nuovo Testo Unico in materia di
governo del territorio.
Questo percorso ha condotto a quasi 150 incontri di confronto con enti locali,
associazioni di categoria, ordini professionali e anche di coordinamento con gli
altri settori della Provincia che concorrono all'attuazione del PTCP.
Ora, alla vigilia del 2008, il lavoro di elaborazione della Variante del PTCP sarà
valutato relativamente alla sua compatibilità ambientale, in un percorso
partecipato detto di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), concluso il quale
inizierà il complesso iter istituzionale per l'approvazione del piano con l'adozione
in Consiglio Provinciale, le osservazioni, l'istruttoria in Regione Lombardia. ecc..
Parallelamente, nel corso dell'anno sono previste in approfondimento dei temi
trattati dal PTCP alcune altre iniziative: il piano territoriale d'area del nord
cremasco come esperienza di pianificazione d'area vasta; il progetto strategico
del DAISSIL (Documento di Analisi e Indirizzo dello Sviluppo del Sistema
Industriale Lombardo) a cui potrà collegarsi il piano attuativo in corso del porto
industriale di Tencara di Pizzighettone.
Gli Strumenti di Pianificazione Sovracomunali
Nel corso del 2007 è stato chiuso il lavoro sul Piano dei Servizi dell’ACI 13
(Casalasco); un lavoro importante che ha fatto emergere le difficoltà di un
territorio che ha bisogno di essere più coeso e rilanciato dal punto di vista dello
sviluppo socio-economico.
Per questo motivo abbiamo proposto la costituzione di un’Agenzia che faciliti il
dialogo tra i Comuni e il Coordinamento delle attività che facciano sistema circa
gli obbiettivi da raggiungere.
Un grande risultato è stato raggiunto con il Piano d’area del Cremasco che è
stato sottoscritto insieme alla Provincia da ben 18 Comuni. Le proposte contenute
nei documenti approvati sono assolutamente innovative e vanno nella direzione di
uno sviluppo sostenibile. L’elemento più originale riguarda sicuramente la
perequazione territoriale ed urbanistica che consente accordi di tipo esogeno
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
anche per le attività residenziali con la distribuzione di standard qualitativi in
comuni diversi da quelli nel quale viene realizzato l’intervento edilizio.
Altrettanto positivo è stato il Progetto Strategico del Soresinese.
Il risultato è la condivisione di un PGT (Piano di Governo del Territorio )
integrato tra 11 Comuni. Nel corso del 2008 il compito della Provincia sarà quello
di dispiegare le potenzialità contenute nei progetti di vasta area sopra riportati.
E’ grazie a queste iniziative che la Regione Lombardia ha deciso di finanziare in
modo corposo le azioni di pianificazione dei Comuni del cremasco e del
soresinese.
Non solo, ma è di questi giorni la notizia del sostegno, sempre da parte di Regione
Lombardia del progetto Daissil. 100 Mila euro assegnati alla Provincia con il
compito di individuare le aree produttive di interesse sovracomunale da sottoporre
alla Regione per i conseguenti finanziamenti necessari per l’urbanizzazione e la
creazione dei servizi.
Nei prossimi giorni prenderà corpo, insieme ai Comuni interessati il progetto
relativo al Piano d’Area alto cremasco. Questo per evitare di subire le pressioni
territoriali ed urbanistiche che si stanno sviluppando nei territori della bassa
bergamasca.
Nel corso del 2008 prenderà infine forma il Piano d’Area del cremonese.
Si tratta in effetti di un piano stralcio relativo alla zona di Cremona, Spinadesco e
Sesto ed Uniti, laddove è forte la pressione dello sviluppo industriale.
Una zona critica che và monitorata, studiata e per la quale è necessaria una
pianificazione sovra comunale.
Infine il 2008 sarà l’anno del decollo dell’Area Produttiva di Pizzighettone
(Tencara). Infatti entro il prossimo Giugno arriverà all’attenzione del Consiglio
Provinciale il progetto urbanistico del Polo Produttivo di interesse regionale.
Navigazione, Attività Portuali
Dal 2007 la Provincia di Cremona gestisce le attività e le aree del Porto a seguito
della legge Finanziaria Regionale approvata nel dicembre dello scorso anno. Non
è certo un caso che da quella data la quantità delle merci movimentata su ferro e
su acqua sia più che triplicata rispetto al passato. Questo è il risultato della
gestione intermodale dei servizi rivolti al trasporto merci che sono ora in capo al
livello decisore locale.
Nel corso del 2008 verranno ulteriormente potenziate le opportunità del trasporto
su ferro, grazie ad alcuni progetti di realizzazione di nuovi binari che
consentiranno ad aziende collocate nelle aree industriali limitrofe (Arvedi,
Oleificio Zucchi….) di collegarsi direttamente al sistema ferroviario esistente.
E’stato emanato in questi giorni un bando dedicato alla assegnazione di sette aree
a destinazione produttiva all’interno delle quali verrà consentita la costruzione di
altrettanti edifici da destinare ai magazzini raccordati.
Inoltre stanno per prendere corpo due grandi progetti che potrebbero rilanciare
definitivamente l’area portuale come fulcro di un sistema intermodale provinciale.
Mi riferisco al progetto di raddoppio del binario Cremona - Cavatigozzi,
dello spostamento dello scalo merci dalla stazione cittadina a
Cava,
dell’eliminazione di due passaggi a livello e della connessione del nuovo scalo di
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
Cava con l’area portuale. L’intero progetto verrà presentato nei prossimi giorni
alla Regione Lombardia per ottenere i finanziamenti dei fondi Fesr. Un apposito
provvedimento di Regione Lombardia dello scorso 23 Ottobre ha già provveduto
a finanziare, per una spesa prevista di 500 mila euro, la sistemazione completa
della connessione ferroviaria tra il futuro nuovo scalo e l’area del porto.
Il secondo progetto riguarda la realizzazione di un terminal logistico. La
proposta è stata prospettata al tavolo del Patto per lo Sviluppo dalla società privata
che gestisce la movimentazione delle merci all’interno dello stesso porto.
L’infrastruttura una volta realizzata potrebbe davvero rendere competitivo il
Porto di Cremona rispetto ad altre piattaforme logistiche di valenza regionale.
Infine, sempre all’interno dello scalo, la Provincia di Cremona sta valutando la
possibilità di organizzare la fiera del Po in occasione dei Campionati Mondiali di
pesca previsti a Settembre 2008.
Nei giorni scorsi si è tenuto a Piacenza il IV Congresso del Po. L’Assessorato ai
trasporti insieme alla presidenza della Provincia ha lavorato nel corso degli ultimi
mesi per preparare l’avvenimento come occasione per il rilancio del tema relativo
alla navigazione del fiume da Cremona a Foce Mincio.
La proposta che abbiamo presentato è quella relativa al Contratto per il Fiume,
all’interno del quale oltre alle questioni relative alla sicurezza, alla salvaguardia
ambientale e al turismo trovasse forma e concretezza l’idea di interventi di
regimazione del corso d’acqua. Un vero e proprio progetto multi obbiettivo.
L’assise si è chiusa tra luci e ombre. Positivi sono stati gli atteggiamenti
dimostrati dalla regione Emilia e dalla regione Lombardia; così non è stato per
alcune delle Province a noi confinanti che hanno mantenuto un atteggiamento di
distanza e spesso di non condivisione con l’idea da noi prospettata. Il dibattito è
stato molto cattedratico e, almeno questo è il mio parere non ha portato a
conclusioni significative e concrete.
La proposta che, insieme al Presidente Torchio cercheremo di attuare nel corso del
2008 è quella di costituire una sorta di comitato tecnico scientifico, coordinato
con i rappresentati delle Istituzioni per cominciare a inserire nel “Contratto” i
contenuti che devono servire a rilanciare il grande fiume non solo dal punto di
vista ambientale ma anche da quello dello sviluppo economico e territoriale.
Per noi uno degli obbiettivi prioritari rimane quello di rendere navigabile il Po
per 340 giorni all’anno.
Mobilità – Trasporti
a) Trasporto ferroviario
Per quanto riguarda i grandi progetti già ho detto della proposta del raddoppio del
binario tra Cavatigozzi e Cremona con la connessione dell’area portuale. Gli altri
tre progetti riguardano:
− la realizzazione del nuovo Scalo merci di Casalmaggiore, la cui pratica è
stata di recente sboccata dalla direzione nazionale di RFI;
− La costruzione del nuovo raccordo ferroviario Viadana- Casalmaggiore.
L’intervento viene realizzato attraverso il sistema del Project Financing
attraverso l’emanazione di una gara d’interesse europeo;
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Provincia di Cremona
− Il raddoppio selettivo del binario tra Cremona e Olmeneta
l’eliminazione contemporanea di 5 passaggi a livello.
e
Dei quattro progetti sopra menzionati i primi tre sono allo stadio progettuale
definitivo, mentre per il raddoppio Cremona – Olmeneta la fase progettuale verrà
definita nel corso del 2008.
L’obiettivo più importante che l’Assessorato sta perseguendo nel campo del
trasporto ferroviario riguarda però l’istituzione del Treno ad orario cadenzato.
Già nel corso del 2008, con l’inizio dell’orario invernale, dovrebbe partire il
nuovo servizio sulla linea Cremona – Soresina – Crema – Treviglio – Milano;
mentre per la linea Cremona - Codogno - Milano il treno cadenzato potrebbe
andare a regime con l’inizio del 2009.
Un discorso a parte merita il lavoro che stiamo conducendo sulla linea Cremona –
Brescia. D’accordo con Trenitalia, Regione e la Provincia di Brescia stiamo
valutando la possibilità di realizzare un analogo servizio cadenzato entro la fine
del 2008, attuando uno studio rimasto fermo da oltre tre anni nei cassetti dello
ferrovie.
Certo, non è sufficiente lavorare sulle infrastrutture e sugli orari; è indispensabile
sostituire il materiale rotabile obsoleto, che spesso è la causa principale dei
ritardi e dei disagi che i treni arrecano ai pendolari. Proprio per questo, insieme
alle Province di Brescia, Bergamo e Mantova abbiamo chiesto al ministro dei
trasporti un incontro a Cremona per concertare l’uso delle risorse previste nella
legge finanziaria per l’acquisto di nuovi treni sulle linee regionali.
Infine, occorre intervenire in modo sempre più decisivo nei confronti di Regione
Lombardia, titolare del contratto di servizio con le ferrovie, per ottenere un
maggiore controllo per le linee che riguardano il nostro territorio e che in base ai
loro indicatori non sono certamente considerate strategiche.
b) Trasporto pubblico locale
Gli indirizzi che l’assessorato porterà avanti nel corso del 2008 riguardano
essenzialmente i seguenti punti:
− Sostituzione del Parco mezzi obsoleto con l’obbiettivo di utilizzare autobus
euro - zero. Per questo motivo abbiamo chiesto un tavolo concertativo tra
aziende di trasporto e Regione, affinchè attraverso l’anticipazione di un
mutuo ad hoc si possano concretizzare gli investimenti necessari;
− Ampliamento dei cosìdetti servizi di trasporto innovativi – flessibili, o a
chiamata. Nel corso del 2008 dovrebbe decollare il servizio dell’area attorno
a Pizzighettone con il relativo collegamento con i comuni del soresinese.
− Per conseguire l’obiettivo sopra esposto si prevede la realizzazione di una
importante connessione in località Ferie, attraverso la realizzazione di
interventi strutturali di messa in sicurezza degli accessi e dell’allargamento
della sede stradale;
− Attuazione del servizio bus – navetta con l’integrazione gomma - ferro.
Dopo l’esperimento della scorsa estate attraverso il collegamento di un bus
navetta tra i comuni vicini alla ex SS Paullese e la stazione FS di Lodi e il
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Provincia di Cremona
successivo collegamento ferroviario con Milano, si tratta ora di rendere
concreto il progetto. Proprio per questo è indispensabile che Regione
Lombardia riconosca l’integrazione tariffaria o il biglietto d’area;
− Verifica della possibilità di collegare il servizio urbano con quello extra
urbano, in particolare su Crema e Cremona. La difficoltà da superare è
quella relativa alla possibilità di istituire un servizio a chiamata che si
integri al meglio tra il centro urbano e i Comuni vicini.
− Realizzazione del progetto tecnologicamente avanzato del Controllo della
Flotta, attraverso l’informatizzazione dell’intero sistema di trasporto
pubblico. Il progetto giace da oltre un anno presso Regione Lombardia
La Provincia di Cremona si è fatta promotrice nei giorni scorsi, insieme ad UPL
di una richiesta di maggiore attenzione da parte della Regione e del Governo nei
confronti del trasporto pubblico e più in generale della mobilità sostenibile. Sono
state chieste più risorse e maggiore impegno proprio per questo abbiamo proposto
che parte delle accise della benzina e del gasolio e parte dei pedaggi autostradali,
anche quelli delle autostrade regionali, debbano essere utilizzati per progetti che
riducano il traffico privato a favore del trasporto pubblico.
In questa direzione va il progetto, promosso dalla nostra Provincia, insieme a
Brescia, Bergamo e Mantova della costituzione di una “Agenzia per la mobilità”
che faciliti il trasporto delle merci su ferro e su acqua e che consenta nel miglior
modo possibile l’uso della intermodalità e ancora di più quello della
collaborazione tra più soggetti privati per trovare insieme le forme migliori di
trasporto, che non sia come spesso accade solo quello selle strade
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI GIOVANNI BIONDI
Assessore Provinciale all’Ambiente ed ecologia –
Parchi e valutazione impatto ambientale - Energia - Sport.
___________________________________________________________
In una situazione, ormai arcinota, di riduzione delle risorse per i vari settori si
ritiene di mantenere alcuni impegni economici in continuità, seppur ridotta, con
gli anni precedenti. Mi riferisco in particolare agli stanziamenti relativi al Centro
Cartografico, al GPP, alla Cascina Stella, alle spese legali, alla formazione del
personale, all'Ecomuseo, ecc.
Ma in particolare saranno due le questioni sulle quali verrà incentrata l'attività
dell'Assessorato: il Nuovo Piano Rifiuti e le energie alternative:
a) Dopo i risultati positivi della pianificazione degli ultimi anni che ci ha portato
all'avanguardia con dati davvero significativi (ad es. il 54% di raccolta
differenziata) approveremo nella prossima primavera un Piano Rifiuti ambizioso,
frutto della concertazione con comuni e portatori di interesse, finalizzato a fare del
rifiuto una risorsa energetica e culturalmente innovativa e non troppo onerosa per
i cittadini. Certo non mancheranno anche decisioni difficili, impopolari, legate
all'ubicazione dei nuovi impianti, ma cercheremo di affrontare con grande senso
di responsabilità. E' in atto un confronto con la Regione per trovare le soluzioni
meno impattanti.
b) Sarà proposto uno sforzo straordinario per promuovere le fonti energetiche
rinnovabili.
Oltre alle biomasse e all'idrico che ci vedranno impegnati in compiti soprattutto
autorizzativi, dedicheremo energie e impegno in particolare per il risparmio
energetico e il solare-fotovoltaico attraverso campagne di sensibilizzazione e
promozione delle risorse messe a disposizione dai vari livelli istituzionali.
Coinvolgeremo enti pubblici, compresi gli istituti scolastici, privati cittadini,
società private, banche, agricoltori, imprenditori e tutti quei soggetti che potranno
aiutarci a trasformare le esperienze "pulite"già presenti su un sistema diffuso e
organico.
Realizzazione del progetto SMART con vari parterns europei (Grecia, Austria,
Norvegia e Croazia) cofinanziato dalla Comunità Europea sui fondi EIE, sullo
sfruttamento dei piccoli salti d'acqua ai fini energetici.
Chiederemo altresì ulteriori risorse al Patto per lo sviluppo per implementare
queste "buone pratiche" confermando l'ambizione del nostro territorio a diventare
"distretto energetico"!.
Ovviamente il Settore Ambiente continuerà nella sua attività legata alle
prerogative istituzionali sulle seguenti tematiche: acqua-aria, ambiente naturale ed
energia.
In particolare eserciteremo le nostre funzioni:
1) in materia di pianificazione delle risorse idriche e tutela delle acque
superficiali. A maggior ragione dopo la presentazione del bilancio idrogeologico
del sistema idrico provinciale;
2) relativamente a sistemi di controllo e bonifica dei siti inquinati;
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
3) attività di protezione e salvaguardia ambientale;
4) interventi di protezione del suolo;
5) interventi di tutela dell'atmosfera;
6) esecuzione delle funzioni amministrative in materia di cave, tenuto conto che è
prevista nel 2008 la revisione del piano cave anche in vista della realizzazione di
opere pubbliche particolarmente rilevanti per il nostro territorio.
Individuazione di aree in cui localizzare le cave di prestito per sostenere le
richieste salvaguardando nel contempo il territorio;
7) conservazione e gestione delle riserve naturali presenti sul territorio;
8) pubblicazioni varie e in particolare della rivista Pianura, punto di riferimento
per molti esperti ambientalisti.
9) organizzazione degli uffici per lo svolgimento delle nuove competenze in
materia di autorizzazioni: Autorizzazione Ambientale Integrata, fino ad oggi in
capo alla Regione.
L'auspicio è che nell'arco dell'anno si verificherà la disponibilità di ulteriori
risorse da impegnare in progetti di educazione ambientale rivolti soprattutto alle
scuole.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI FIORELLA LAZZARI
Assessore Provinciale alle Grandi infrastrutture - Lavori pubblici Pianificazione e programmazione della viabilità - Progettazione e direzione
dei lavori delle nuove opere stradali - Programmazione e sviluppo turistico
___________________________________________________________
Viabilità primaria
Nel 2007, come da programma, si è provveduto a perfezionare la procedura
brocratico-amministrativa, prevista dalle leggi di settore, che deve portate la
Provincia ad indire la gara per la costruzione del primo lotto della Paullese.
Nei primi mesi dell’anno si è proceduto ad eseguire il progetto esecutivo, che è
stato validato da soggetti esterni scelti dopo una gara. Dopo avere modificato per
l’ultima volta il progetto come indicato dai validatori, in novembre si è finalmente
approvato il progetto esecutivo. E’ iniziata ora la procedura di gara (europea) che
terminerà prima dell’estate dopo di che verranno assegnati i lavori alla ditta
vincitrice che inizierà con la costruzione delle strade di servizio.
Si ricorda che i ribassi d’asta verranno utilizzati per indire la gara della
tangenziale sud di Pandino che sarà indetta nel 2008, ovviamente al termine della
gara della Paullese. Le due opere sono strettamente integrate infatti la tangenziale
dovrà essere costruita con le strade di servizio della Paullese. Una volta terminate
tali infrastrutture che serviranno per accogliere il traffico da e per Milano, si potrà
lavorare sulla strada principale.
Non ci nascondiamo i problemi che nasceranno con l’apertura dei cantieri, che
dovrebbero essere contemporanei a quelli del tratto Milanese; nonostante ciò la
Provincia, se ci fossero le risorse nel 2009, ha una progettazione matura per
iniziare anche il secondo lotto che da Dovera arriva al Ponte sull’Adda.
Ricordiamo infine che il costo del primo lotto della Paullese stimato lo scorso
anno in 82 milioni di euro, una volta perfezionato il progetto e gli accordi bonari,
è salito a €.86.600.000; le risorse mancanti sono state aggiunte dalla Regione.
Gli uffici di progettazione dell’Ufficio Tecnico Provinciale nel 2007 sono stati
occupati principalmente nella redazione dei progetti definitivi della
circonvallazione di Montodine e di Casalmorano. Sottolineiamo che si sta
parlando di tali opere da decenni e che finalmente, se non ci saranno ulteriori
intralci, nel 2008 si andrà a gara.
Relativamente a Montodine si ricorda che una volta costruito, a cura dell’ANAS,
il ponte sull’Adda, crollato nel 2004, e per il quale si sta chiedendo a gran voce la
fine dei lavori, il traffico che userà il ponte dovrà necessariamente attraversare
l’area urbanizzata del comune. Per questa ragione verrà costruita la
circonvallazione che costituirà il primo stralcio a nord della ex SS.591 e che
troverà continuazione con il collegamento della stessa alla ex SS.415 Paullese in
Comune di Castelleone.
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Provincia di Cremona
La circonvallazione di Montodine è finanziata per circa €.5.000.000 dalla Regione
(D.L.112), per circa €.1.750.000 dal bilancio provinciale e per €.50.000 dal
Comune.
Relativamente invece alla circonvallazione di Casalmorano, dopo alcuni ricorsi
respinti dal TAR e dopo numerosissimi incontri con il Comune ed i suoi abitanti si
sta procedendo negli ultimi mesi in un clima più disteso.
Nel 2008 dopo la procedura di evidenza pubblica si procederà agli accordi bonari,
dove possibile, e per i restanti terreni agli espropri per pubblica utilità.
La circonvallazione che già 40 anni fa doveva essere costruita dall’ANAS, ha un
costo di €.7.900.000 di cui:
- €. 6.200.000 finanziati dalla Regione,
- €. 259.000 finanziati dal Comune,
- €. 1.441.000 finanziati dal bilancio provinciale.
Per quanto attiene alla circonvallazione di Soncino, che deve essere completata
con la bretella a sud dell’abitato per unirla alla ex statale Soncinese, si è ancora
nella fase degli espropri da parte dell’ANAS, quindi siamo esattamente nella
stessa situazione dello scorso anno. Dopo averle acquisite, le aree dovranno essere
cedute alla Provincia che completerà la progettazione prima di metterla a gara, che
non sarà a questo punto nel 2008.
Si ricorda a tal proposito che si tratta di un’opera interrotta nel periodo di
tangentopoli e mai più continuata per mancanza di risorse. L’Anas nel 2001 ha
ceduto alla Provincia tutta la rete stradale, e quindi anche la tangenziale di
Soncino insieme a decine di manufatti disseminati in mezzo alla campagna, che
dovevano servire per costruire le tre bretelle di collegamento con le strade a
corona dell’abitato del comune. La strada ci è stata trasferita con la promessa che
sarebbero state costruite le opere mancanti dall’ANAS con proprie risorse. Delle
tre bretelle ne sarà costruita solo una, con le risorse nostre e della Regione, in
quanto ancora una volta l’Anas non ha rispettato gli impegni assunti. A seguito
però dell’interessamento del Ministro Di Pietro, l’ANAS si è presa in carico
l’impegno di smantellare i manufatti delle due bretelle che non verranno più
costruite e conseguentemente di risolvere tutti i contenziosi aperti con i proprietari
dei terreni interessati.
Nel 2007 quattro erano i cantieri aperti sul territorio relativi a strade provinciali:
- nel cremasco - in primavera abbiamo aperto al traffico la nuova 591
cremasca da Offanengo a Ricengo. Ricordiamo che il collegamento a nord
della Nuova Cremasca con
BRE.BE.MI è inserito nel progetto
dell’autostrada e sarà quindi costruito nei tempi della stessa (2009/2012);
- nel cremonese - l’inaugurazione del Peduncolo, cioè del collegamento della
Paullese con la Codognese ed il porto di Cremona, è programmata per la
fine del 2007;
- nel casalasco - la circonvallazione di Piadena e il primo lotto della
tangenziale nord di Casalmaggiore, quest’ultima costruita dal Comune,
saranno entrambe aperte al traffico entro il 2007.
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Provincia di Cremona
Rotatorie
Fra le opere per la messa in sicurezza delle strade vi sono le rotatorie compatte
che, oltre a mettere in sicurezza gli incroci, costringono a moderare la velocità.
Nel 2007 erano in programma i lavori di due rotatorie e cioè:
- La rotatoria di Campagnola Cremasca, che si trova sull’intersezione tra la
Melotta e la Strada Provinciale Crema-Capralba; l’opera nel rispetto del
cronoprogamma, è stata inaugurata in autunno;
- La rotatoria di Pozzaglio sulla ex SS.45/Bis, bloccata da anni da un ricorso,
è oggi in fase di costruzione e sarà al più presto aperta al traffico.
Nel 2008 sono state finanziate e quindi andranno a gara:
- la rotatoria che si trova sulla ex SS.235 all’incrocio con la strada provinciale
n.23 per Izano,
- la rotatoria che si trova sulla ex SS.45/bis all’incrocio con la strada
provinciale che collega Olmeneta a Corte de Frati in località Brazzuoli,
- la rotatoria che si trova sulla SP.21 all’incrocio con la SP.6 in località
Cignone.
-----------Fra le opere finalizzate alla sicurezza, nel 2007, vi era il potenziamento delle
scarpate e delle banchine della strada provinciale che collega Annicco a Paderno
Ponchielli. I lavori, che dovevano essere eseguiti a supporto della strada che è
strettissima e piena di curve, costano €.400.000 e usufruiscono di un contributo di
€.142.000 dello Stato e di €.120.000 dei due Comuni.
Tali lavori sono stati spostati al 2008 in quanto il contributo statale ha avuto forti
ritardi nell’assegnazione e tale problema ha ostacolato la gara che sarà effettuata
nel gennaio 2008 ed i lavori verranno terminati entro l’anno.
Nel 2008, tra i lavori di messa in sicurezza, è stato finanziato il secondo lotto della
tangenziale nord di Piadena. Ricordiamo in proposito che dal 2001, cioè da
quando sono passate nel demanio provinciale tutte le strade ANAS, il settore
manutenzione ha dovuto consolidare i manufatti di tre
importanti
circonvallazioni, che presentavano problemi strutturali ed erano in cattivo stato di
manutenzione. Negli scorsi anni si sono terminati i lavori correttivi e di
consolidamento della tangenziale di Crema, di Soncino e per quanto riguarda la
circonvallazione sud di Piadana nell’estate del 2008, come si diceva, verranno
eseguiti i lavori del secondo lotto.
Tra i ponti che hanno più bisogno di manutenzione straordinaria vi è quello sul Po
a Casalmaggiore. Dopo che l’ANAS si è sottratta ad un accordo di
cofinanziamento dell’opera che la stessa aveva sottoscritto, nel 2007 è stata
sottoscritta una nuova convenzione tra le due Regioni, le due Province e i due
Comuni interessati all’infrastruttura che prevede un primo intervento, di messa in
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Provincia di Cremona
sicurezza del ponte, a carico delle due Regioni per €. 9.150.000. La ritardata
sottoscrizione della convenzione, che ha comportato un ritardo nella gara sul
Ponte, ha visto la firma anche del Ministro che ha condiviso le ragioni degli Enti
Locali nel contenzioso contro l’ANAS.
----------Nel bilancio dello scorso anno per quanto riguarda la Postumia scrivevamo:
..”Il 2007 vedrà la realizzazione dell’allargamento del tratto più stretto della
Postumia tra Derovere e Ca’ d’Andrea. Dal Piano Integrato delle Viabilità la
strada, che è molto stretta, risulta essere quella che presenta sul territorio della
Provincia, più incidenti in rapporto al numero di mezzi che la percorrono.
L’opera, che è nei bilanci della Provincia dai primi anni novanta, vede finalmente,
con l’inizio dei lavori, terminare questo lunghissimo percorso concertativo e di
reperimento delle risorse...”. L’opera che costa 2.500.000 euro, nel 2007, per
rispettare il patto di stabilità, non poteva essere finanziata con mutui e quindi fu
finanziata con le alienazioni che di fatto non hanno però riversato nelle casse
provinciali quanto preventivato, abbiamo dovuto quindi cercare altre fonti di
finanziamento e verso la fine di quest’anno siamo riusciti a reperire fondi dalla
Regione che ci hanno permesso di finanziare l’opera. Per questa ragione viene
spostato di un anno l’inizio dei lavori.
Si ricorda infine che il bilancio triennale prevede negli anni 2009/2010 il
finanziamento delle seguenti opere:
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-
-
-
circonvallazione di Corte de Frati e casello autostradale - per il cui
finanziamento si sta concertando un protocollo d’intesa fra:
1. la Società Centro Padane che si assume l’onere: di finanziare con circa
2.000.000 euro il Casello e di progettare e costruire l’ intera opera;
2. il Comune di Corte de’ Frati che si assume l’onere di €. 2.250.000
derivanti soprattutto dagli insediamenti produttivi esistenti e dalle aree
industriali da vendere;
3. la Provincia di Cremona che contribuisce per le restanti risorse necessarie
(circa 3.000.000 di euro) per l’importante intervento infrastrutturale
tenendo conto che si sta valutando la possibilità di accedere ai
finanziamenti europei del FESR;
collegamento tra la nuova circonvallazione di Montodine e la Paullese, per
il
quale non si è ancora
trovato un accordo sul corridoio che contemperi gli interessi regionali e
provinciali (si tratta di una ex Strada Statale, la 591) con quelli locali;
allargamento della SP.26 tra la cascina S.Fiorano e la Giuseppina, per il
quale nel 2008 si dovrà arrivare alle sottoscrizione dell’accordo di
programma;
circonvallazione di S.Giovanni in Croce, per la quale si è definito il
corridoio per la continuazione della Giuseppina verso est con eliminazione
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Provincia di Cremona
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di alcuni passaggi a livello. Nel 2008 si dovrà procedere al piano finanziario
ed all’esclusione dalla VIA. Per quanto attiene il lotto a nord si è ancora in
cerca di un corridoio che risponda alle esigenze di tutti i Comuni interessati;
circonvallazione di Dovera, che dalla Paullese vede il potenziamento della
Bergamina fino al confine provinciale e la continuazione nella provincia
confinante fino alla città di Lodi. Si tratta ora di scegliere e finanziare il
lotto che costituisce la variante al comune di Dovera;
variante alla ex SS.498 in comune di Castelverde, con il quale si dovrà nel
2008 arrivare a delimitare esattamente il corridoio e quindi procedere alla
sottoscrizione del protocollo d’intesa;
allargamento della SP.35 in comune di Formigara;
allargamento della SP.62 in Comune di Capergnanica.
Turismo
Fra le competenze trasferite dalla Regione alle Province vi è la classificazione
alberghiera, che avviene ogni cinque anni, cioè l’assegnazione dello stellaggio alle
strutture alberghiere. Prima della scadenza delle stelle, cioè prima di settembre, e
dopo aver informato in più occasioni gli albergatori e le loro Associazioni di
categoria, abbiamo proceduto ad approvare in Consiglio Provinciale il primo
regolamento che servirà alla commissione che effettua i sopralluoghi per
interpretare la legge di riferimento e quale guida rigorosa per l’assegnazione delle
“stelle”. Siamo convinti che le strutture ricettive del nostro territorio debbano
essere di alta qualità e rispondere alle aspettative del turista. Per questo dopo aver
classificato gli alberghi torneremo per controllare che la qualità sia sempre
mantenuta.
Insieme al regolamento per la classificazione alberghiera il Consiglio Provinciale
ha approvato un secondo regolamento per l’ospitalità verde finalizzato ad
assegnare un logo che contraddistingua le strutture ricettive che rispondono a
requisiti di sostenibilità ambientale quale il risparmio e l’uso razionale di energia,
il risparmio di acqua, il non utilizzo di prodotti inquinanti ecc. Tale marchio è su
base volontaria e tende ad attirare quel turismo verde che anche nelle strutture
ricettive ricerca la qualità rispettosa dell’ambiente.
I sopralluoghi negli alberghi, da parte della commissione, sono iniziati e si
presume debbano durare fino al prossimo giugno.
Anche nel 2007 insieme alla Camera di Commercio abbiamo attivato le
certificazioni di qualità ISNART sia presso i ristoranti del territorio che presso
alberghi e agriturismi, convinti come siamo che la sfida vincente per il turismo è
la qualità elevata della ricettività turistica.
Osservatorio sul turismo
Nel 2007 abbiamo approvato un protocollo con la Camera di Commercio che fra
le altre cose prevede l’attivazione di un Osservatorio sul turismo.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
Il nostro progetto è da inquadrare nell’Osservatorio nazionale ed in quello
regionale gestiti da ISNARD; tutto ciò ci darà la possibilità di avere un confronto
fra i nostri flussi turistici, che nel 2007 hanno continuato ad aumentare, ed i dati
congiunturali degli altri territori italiani e della nostra regione.
Il tavolo tecnico sull’Osservatorio sta già lavorando e fra gli obiettivi che ci si sta
ponendo vi è anche il monitoraggio dei principali eventi, finalizzato a conoscere:
sia l’identità del turista che arriva nel cremonese, sia anche le ricadute
economiche che l’evento porta richiamando turisti dall’esterno
Promozione turistica
I.A.T.
Il Regolamento regionale stabilisce che uno IAT debba essere aperto almeno 35
ore settimanali con personale che conosce almeno due lingue oltre all’italiano.
Questi requisiti sono l’ostacolo più grosso per il riconoscimento degli sportelli
turistici sul nostro territorio posto che gli stessi di norma sono gestiti dal personale
volontario delle Pro Loco. Nel novembre del 2007 scadevano i termini per il
riconoscimento degli I.A.T. e la Provincia dopo numerosi incontri con i Comuni
interessati e le loro Pro Loco ha verificato che, oltre a quello del capoluogo, solo
Soncino, Crema e Casalmaggiore hanno i requisiti richiesti dalla Regione e quindi
possono essere riconosciuti quali I.A.T. del territorio provinciale.
Relativamente allo I.A.T. del capoluogo, che è collocato in un punto strategico del
palazzo comunale, essendo accessibile dalla piazza più bella del centro storico, si
deve sottolineare che è necessario ristrutturare gli spazi dello stesso per consentire
un servizio al turista più attento ai suoi bisogni. E’ necessario infatti che il turista
che accede allo sportello turistico abbia più spazio a disposizione, abbia la
possibilità di sedersi per consultare il materiale turistico ed anche la possibilità di
accedere ad un computer; questo è quindi l’impegno e l’obiettivo a qui dobbiamo
arrivare nel 2008.
Città murate e castellate
E’ continuato anche nel 2007 il lavoro per il sistema delle città murate e castellate
che ricordiamo, per ora comprende i comuni di Pizzighettone, Soncino, Crema,
Pandino e Castelverde ma che è destinato ad accogliere anche i castelli e le
residenze castellate del Casalasco.
Nel 2007 oltre al nuovo materiale prodotto, rivolto particolarmente al turismo
scolastico si sono individuate, sul territorio, tutte le emergenze castellate ed i
collegamenti viabilistici che le uniscono e su questo argomento si è allestita una
piccola mostra ed organizzato un convegno. Ovviamente questa è una delle tappe
del percorso che con il Prof.Roncai ci porterà nel 2008 a completare il sistema
locale delle città murate e castellate che possono essere destinate alla fruizione
turistica.
Pro Loco
Nel 2007 abbiamo ripreso, dopo qualche anno di interruzione, ad organizzare la
Pro loco-day che quest’anno si è tenuta a Pizzighettone e che ha visto la presenza
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
di molte Pro loco che esponevano le tipicità locali e che si sono riunite in un
seminario formativo e di confronto sull’attività svolta dalle varie realtà locali.
Anche nel 2008 come è avvenuto nel 2007 verranno suddivise tra le Pro Loco, a
seguito di un bando, le risorse economiche (17.000 euro) che la Regione ha
stanziato per il nostro territorio e che sono destinate ai progetti turistici che
verranno realizzati dalle stesse.
Rassegne gastronomiche
Negli anni scorsi tre erano le rassegne gastronomiche che venivano organizzate in
collaborazione con la Strada del Gusto. Quest’anno a differenza del passato
abbiamo saltato, per una nostra carenza di risorse, quella del “pesce d’ acqua
dolce” che si teneva in primavera e ci siamo concentrati:
- sulla rassegna del melone di Casteldidone che si tiene a luglio. Nell’ambito
della ressegna sono stati organizzati anche laboratori fra i ristoratori, che
insieme hanno creato nuovi piatti a base di melone gustati poi nel pranzo che
ha allietato la festa del melone di Casteldidone.
- sulla rassegna di autunno che si è sposata quest’anno con la musica. Sono stati
abbinati infatti, ai pranzi ed alle cene nei ristoranti aderenti alla Rassegna,
concerti musicali ed in alcune occasioni anche balli. Tutto ciò ovviamente
nell’ambito della creazione del “Distretto della Musica”.
Come sempre il Settore di Promozione Turistica della Provincia segue e supporta
le molte iniziative turistiche e di animazione, che vengono organizzate sul
territorio provinciale ed in alcuni casi partecipa a finanziare la stampa del
materiale di promozione o supporta con un co-finanziamento le iniziative che
sono entrate nella tradizione locale.
Nel 2007, per carenza di fondi non è stata organizzata sul nostro territorio la
giornata “un Po per tutti” che si teneva di norma in giugno e che le Province ed i
Comuni organizzavano su tutta l’asta del fiume da Torino alla foce.
Siamo riusciti invece a contribuire finanziariamente nelle seguenti manifestazioni:
-
“Il grande Fiume” – manifestazione teatrale di alto spessore, organizzata
in luoghi suggestivi lungo le due sponde del Po, che anche nel 2007 ha
avuto un’ altissima affluenza di pubblico. Ora sempre più dobbiamo
abbinare l’offerta culturale alla contemporanea fruizione del territorio e
delle nostre eccellenze e tipicità.
-
“La terra tra l’acqua e il fuoco” – rassegna di teatro itinerante, sul genere
di quelli che si spostavano in passato da una cascina all’altra su di un carro
trascinato da cavalli. Il contributo economico alla rassegna che da anni la
Provincia assicurava, è stato possibile solo perchè siamo riusciti a trovare
un contributo esterno al nostro bilancio.
-
La festa del torrone – anche quest’anno la festa che si è tenuta nel terzo
week end di novembre è stata assegnata come gestione a Fog cioè all’ATI
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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cremonese che aveva vinto la gara dello scorso anno. Sempre di più la
festa attira turisti, al punto che nella scorsa edizione erano talmente
numerosi da rendere impossibile spesso riuscire a camminare per le strade
del centro. Tutto ciò rende necessario spalmare la festa sulla città
facendola uscire dal centro storico. E’ necessario quindi per il futuro
perfezionare sempre più l’organizzazione dell’evento che è riuscita
veramente ad attirare turisti da tutta Italia e dall’estero. Il riscontro a tutto
ciò lo abbiamo dai turisti che si sono presentati allo I.A.T. e dalle
interviste che il nostro Osservatorio ha organizzato fra le persone che
affollavano le strade nelle due giornate di festa. I turisti anche provenienti
da lontano e dall’estero erano tanti e le ricadute economiche sul territorio
molto alte.
Inoltre nel 2007 siamo riusciti a contribuire finanziariamente alla permanenza sul
nostro territorio della carovana di Slow food che con circa duecento studenti
dell’Università di Pollenzo e di Colorno hanno disceso il Po in bicicletta ed in
barca fermandosi nei territori per le lezioni e per conoscere direttamente le città
del Po e gli aspetti culinari delle stesse.
Sistema turistico “Po di Lombardia”
I Sistemi turistici sono il riferimento territoriale a cui si rivolgono le leggi
nazionali e regionali sul turismo. Il Sistema è infatti l’area che, al di là dei confini
amministrativi, racchiude un territorio che ha una vocazione turistica simile. Il
nostro Sistema turistico: è quello del “Po di Lombardia” ed è appunto costituito
dalle quattro province lombarde che si affacciano sul Po.
Il turismo che proponiamo è quello dei tempi lenti delle nostre campagne: la
navigazione sui fiumi, le piste ciclabili, i cavalli…. e tutto ciò ovviamente in un
ambiente dove, otre alle città d’arte, si può godere una campagna ricca di torri,
chiese, borghi storici, castelli e città murate, ville storiche e pievi. La ricettività è
diffusa ed è fatta oltre che dagli alberghi, dagli agriturismi, dalle locande, dai
Bed end Brecfast e dai ristoranti dove quasi ovunque vengono offerti i piatti tipici
dei nostri territori.
Anche durante il 2007 il Sistema si è presentato a moltissime fiere del turismo a
partire dalla BIT che nell’ultima edizione ha visto tutti i Sistemi Turistici e le
Province racchiuse nello spazio della Regione. Con l’aiuto del personale delle
quattro Province del Sistema, delle Camere di Commercio e delle Agenzie di
Viaggio aderenti al Sistema Turistico ci siamo presentati anche a fiere fuori dai
confini italiani ed in particolare a quelle tedesche. I cicloamatori tedeschi infatti,
che più di altri scelgono di andare in vacanza con la bicicletta, cominciano a
frequentare le nostre piste ciclabili.
Il Sistema, oltre alle tante risorse economiche che è riuscito a portare sulle
infrastrutture turistiche dei nostri territori, pare che abbia centrato i suoi obiettivi,
visto che negli ultimi anni sono aumentati su tutti i territori sia le strutture
alberghiere e quindi anche i posti letto ma anche gli arrivi e le permanenze dei
turisti. Dagli ultimi dati infatti aumentano i turisti, in particolare aumentano i
turisti stranieri fuori dalle città.
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Provincia di Cremona
Nel 2008, nel rispetto delle nuove normative regionali, dovremo aggiornare il
piano triennale e sottoporlo alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Solo
dopo potremo ripresentare i nostri progetti ai bandi regionali per essere finanziati.
Nel contempo stiamo lavorando per la produzione di nuovo materiale audiovisivo
e cartaceo.
--------------All’interno del Sistema Turistico, ogni provincia ha una propria specificità. La
nostra, riconosciuta da tutti i soggetti che operano in ambito turistico e che sono
stati consultati da noi, è la musica.
Aiutati dal Prof. Dall’Ara, che per noi ha delineato le azioni che possono dare
corpo ad un “Distretto della Musica”, ed all’interno della Governance del Turismo
stiamo procedendo a concertare protocolli d’intesa rivolti alle Associazioni di
Categoria, alla Camera di Commercio ed ai principali Comuni perché insieme si
attuino disciplinari rivolti ai ristoratori, agli albergatori, agli IAT.. ed azioni per
esempio di arredo urbano perché il turista che viene nella nostra provincia si senta
in qualsiasi momento nella terra della musica, quando mangia, quando, dorme,
quando cammina per le città ecc..
All’interno del Sistema Turistico, ogni provincia ha quindi un tavolo territoriale
che per noi è la “Governance del Turismo” che ha il compito di consultazione su
tutte le politiche turistiche del territorio.
La Governance è stata istituita a seguito di un progetto presentato al tavolo del
Patto dello Sviluppo dall’Associazione Commercianti ed ha al suo interno oltre ai
rappresentanti della Provincia e della Camera di Commercio i tre Comuni più
grandi e le Associazioni di Categoria del Commercio e dell’Artigianato
Il forum del turismo è l’organismo più ampio costituito da tutti i soggetti
territoriali che si occupano direttamente o indirettamente di turismo. Tali soggetti
sono anche aderenti al Sistema Turistico e quindi il Forum è anche l’assemblea a
cui si deve rapportare lo stesso Sistema Turistico Po di Lombardia.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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RELAZIONE DI PIETRO MORINI
Assessore Provinciale all’Istruzione ed edilizia scolastica ed universitaria Politiche dell'inserimento scolastico - Educazione degli adulti
___________________________________________________________
Le scelte programmatiche per il Bilancio 2008 si inseriscono in un quadro
complesso che riguarda l’intero mondo dell’istruzione. Sospesa di fatto la
“riforma Moratti”, al giudizio della corte costituzionale la legge regionale
sull’istruzione e formazione professionale emanata nel 2007, il quadro normativo
risulta estremamente nebuloso.
All’orizzonte c’è la riforma dell’intero settore dell’educazione degli adulti che
prevede, ormai per l’anno scolastico 2009/010, la nascita di una direzione unica
provinciale che andrà ad inglobare i corsi serali degli istituti superiori e gli EDA
territoriali in una struttura scolastica con una propria sede, un proprio organico ed
una propria presidenza autonoma. E’ un’occasione impedibile per rilanciare
l’educazione degli adulti come elemento centrale della proposta formativa
territoriale. E’ necessario pertanto che i legislatori definiscano con più precisione
le competenze dei vari enti locali per metterli nelle condizioni di garantire i
supporti organizzativi e logistici alla nuova scuola che andrà a nascere.
L’amministrazione provinciale dovrà reperire gli spazi per la sede, o le sedi, della
scuola, dovrà arrivare a convenzioni per l’utilizzazione di spazi attribuiti ora
all’uso elusivo dei singoli istituti scolastici, dovrà definire il dimensionamento per
garantire la nascita di una nuova presidenza. Come si vede una serie di
adempimenti importanti che impegneranno il settore per tutto il 2008.
Per il resto la novità, anche se insufficiente rispetto alle esigenze, è una ripresa dei
finanziamenti statali e regionali per la messa a norma delle scuole, che ci
permetterà nei prossimi due anni di realizzare l’obiettivo programmatico di avere
scuole sicure ed efficienti dal punto di vista strutturale.
Messa a norma degli edifici scolastici
Come previsto nella programmazione 2005/09, il 2008 avrà come obiettivo la
messa a norma dell’edificio che ospita il Liceo Classico e il Liceo Scientifico di
Crema. La spesa prevista è di 1.700.000 euro e permetterà di mettere a
disposizione delle scuole strutture ed impianti sicuri.
La ristrutturazione dell’ex casa del custode permetterà inoltre di ricavare un
maggior numero di aule che risponderanno alle esigenze di nuovi spazi emerse in
questi anni.
Sempre nel campo della messa a norma il 2008 vedrà gli uffici impegnati nella
progettazione degli ultimi corposi interventi dell’intero piano che riguardano
l’ITIS di Crema, l’Einaudi e l’APC di Cremona.
Sempre nel 2008 si concluderà il cantiere dell’ex Media Campi con la riapertura
della palestra che andrà finalmente a rispondere alle esigenze di spazi da tempo
richiesta dall’istituto Einaudi.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Edilizia scolastica
Il bilancio 2008 prevede l’inizio dei lavori per la costruzione del nuovo convitto
della scuola casearia di Pandino. Arriva a compimento un progetto atteso da anni
e slittato per le modifiche al progetto rese necessarie dalla nuova legislazione
antisismica. L’intervento, del costo di 2.800.000 euro, porterà alla realizzazione di
una struttura in regola con i criteri di risparmio energetico emanati dal legislatore
nazionale. Da questo punto di vista si tratta di un progetto pilota in grado di
fornire indicazioni preziose per le future opere che l’amministrazione provinciale
vorrà definire.
Si risponde in questo modo alle esigenze di una scuola unica nel suo genere, che
costituisce per il nostro territorio un’indubbia ricchezza, inserita pienamente nel
tessuto produttivo provinciale.
Nel corso del 2008 partirà inoltre l’iter progettuale per l’ampliamento del Liceo
Artistico Statale di Crema. L’attuale succursale di via Patrini dovrà essere
riconsegnata in tempi relativamente brevi all’ente proprietario. E’ questa
l’occasione per realizzare quanto già programmato, cioè la riunificazione
dell’istituto in un’unica sede ubicata in via Libero Comune.
Manutenzione e arredo degli edifici scolastici
Nel 2007 si è consolidato un piano di revisione degli arredi scolastici che ha come
obiettivo quello di fornire alle scuole, nel giro di tre/quattro anni le dotazioni
necessarie per l’allestimento moderno e funzionale delle aule e degli uffici.
Il settore Economato ha fatto un’indagine a tappeto che ha permesso di valutare la
situazione delle singole scuole provinciali ed ha definito un programma di
interventi che, partendo dalle situazioni più svantaggiate, fornirà ai varo istituiti
gli strumenti per rispondere alle loro esigenze. Per permettere tutto questo
occorrerà trovare nell’avanzo di amministrazione una quota per continuare il
progetto così come concordato.
Continuerà inoltre la manutenzione ordinaria per una spessa di 700.000 euro.
Occorre ribadire la centralità di questo capitolo di spesa in quanto una buona
manutenzione garantisce il mantenimento in efficienza dei vari edifici e
permettere di mantenere le certificazioni di sicurezza ottenute negli anni
attraverso interventi straordinari di messa a norma.
Servizi scolastici
Nel corso del 2008, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, la
Provincia attiverà un servizio informatico per facilitare la ricerca e la nomina dei
supplenti in grado di garantire un risparmio delle bollette telefoniche ed una
drastica riduzione dei tempi per il pieno funzionamento della didattica. Si
risponderà in questo modo alle richieste sempre più pressanti delle scuole di ogni
ordine e grado.
Università
Conclusi i lavori per l’ampliamento della sede del Politecnico in via sesto a
Cremona, partito il cantiere a Crema per un ulteriore sviluppo della Facoltà di
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Provincia di Cremona
informatica dell’Università degli studi di Milano, il 2008 sarà fondamentale per la
ristrutturazione dell’ex convento di Santa Monica.
La facoltà di Musicologia di Cremona entrerà nella nuova sede all’inizio del 2009.
Per garantire questo risultato, a fronte di difficoltà prevedibili in quanto si lavora
in un complesso di valore storico,il bilancio prevede una posizione di 400.000
euro per gli imprevisti e per il completamento del recupero.
Stabili restano i finanziamenti ( quasi 800.000 euro) per i masters ed i corsi
universitari di eccellenza nati in questi anni nel nostro territorio.
Servizio Istruzione
Il progetto per l’alfabetizzazione degli studenti stranieri è entrato nel patto per lo
sviluppo e si è consolidato nel territorio.
L’accordo di programma vede la partecipazione della Provincia, dei Comuni di
Cremona, Crema e Casalmaggiore, delle scuole capofila in rappresentanza di tutti
gli istituti superiori del territorio provinciale, dei centri di formazione
professionale provinciali e dell’Ufficio scolastico Provinciale.
Ciò permetterà di passare dall’insegnamento delle basi linguistiche essenziali alla
“lingua dello studio”, dando completamento all’intera struttura organizzativa.
L’idea della “rete” come sistema per affrontare i problemi in modo esaustivo e
razionale è risultata vincente e sta diventando modello anche per altre realtà
provinciali e comunali.
Nella stessa direzione va il progetto di una rete di scuole cremasche, insieme al
centro di formazione professionale di Crema,per affrontare in modo continuativo
e concreto le problematiche relative al disagio e all’orientamento che si
evidenziano ogni anno nella comunità scolastica
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI MANUELA PILONI
Assessore Provinciale al Lavoro ed occupazione,
Orientamento e formazione Professionale
___________________________________________________________
La principale novità che investe direttamente il Settore Lavoro e Formazione
Professionale è quella nota del nuovo periodo di programmazione Comunitaria
2007 – 2013 che prevede che i principali fondi comunitari (FSE – Fondo Sociale
Europeo, FESR – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e FEARS - Fondo
Europeo Agricolo) possano intervenire indistintamente sull’intero territorio della
regione Lombardia .
Il Settore II°, per le funzioni di propria competenza, sia in ordine alle politiche
attive del lavoro ed in particolare ai servizi per l’impiego, sia in ordine agli
interventi di formazione professionale, nel periodo di programmazione 2000/2006
ha utilizzato consistenti risorse provenienti dall’FSE, presentando ed ottenendo
l’ammissione al finanziamento di numerosi progetti.
Pertanto il Settore ha agito e maturato esperienza quale beneficiario dei
finanziamenti ed ha acquisito come “soggetto attuatore” di progetti finanziati con
le risorse FSE, competenze nella gestione degli interventi e nella rendicontazione
delle spese
Nel corso del nuovo periodo il Settore continuerà ad attivarsi al fine di ottenere il
finanziamento di progetti specifici, tuttavia oltre a continuare a svolgere il proprio
ruolo di soggetto attuatore di interventi finanziati la Provincia sarà chiamata ad
assumere un ulteriore ruolo e piu complesso in quanto “Organismo Intermedio”
nella gestione di risorse provenienti dal FSE.
Infatti la Regione Lombardia quale autorità di gestione del nuovo programma
operativo (PO) Occupazione, finanziato dall’FSE per il periodo 2007/2013
dovrebbe individuare le Provincie quali organismi intermedi nella gestione delle
risorse FSE.
Quale delegato alla gestione e all’attuazione di una parte del PO, l’organismo
intermedio è chiamato a svolgere una parte o la totalità dei compiti dell’autorità di
gestione del PO stesso.
Le funzioni di gestione attribuite agli organismi intermedi riguardano più
specificatamente:
tutte le funzioni necessarie all’attuazione del PO, dalla programmazione alla
selezione dei progetti, all’erogazione dei finanziamenti, all’esecuzione dei
controlli.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
A tal fine la Provincia dovrà dotarsi di un sistema di norme, procedure e strutture
organizzative che garantiscano un’efficace sistema di gestione e di controllo degli
interventi finanziati dal FSE.
Attraverso il PO OCCUPAZIONE la strategia regionale ha come obiettivo il
rafforzamento della competitività e dinamicità dell’economia regionale sul
sistema della Formazione Professionale Istruzione e Lavoro individuando 4 assi
prioritari o obiettivi specifici che sono :
adattabilità, sostenere la capacità di adattamento ai mutamenti da parte dei
lavoratori e delle lavoratrici
occupabilità, favorire la crescita occupazionale e la stabilità della
condizione lavorativa
inclusione sociale, favorire l’integrazione sociale e lavorativa dei soggetti
deboli
capitale umano , rafforzare il capitale umano a sostegno della crescita e
della competitività attraverso innovazione e ricerca
Alcuni dati relativi all’analisi di contesto
La Lombardia è una regione economicamente forte sia nel contesto italiano che in
quello europeo.
Gli ultimi anni hanno mostrato un andamento altalenante, dove ad alcuni segnali
di difficoltà, hanno fatto da contralto segnali di ripresa registrati nel 2006 e che
sembrerebbero consolidarsi negli anni a venire.
Al riguardo è utile comparare i principali tassi riguardanti il mercato del lavoro
provinciale s sostegno di un’idea sostanzialmente positiva del mercato del lavoro
provinciale, in linea con il contesto lombardo.
Naz
Reg
2004
2005
2006
2006
2006
Tasso di attività
/
/
67,1
62,7
69,1
Tasso di occupazione
64,5
63,00
64,1
58,4
66,6
Tasso di disoccupazione
4,3
4,4
4,5
6,8
3,7
Tasso di disocup. femminile
6,5
6,9
6,6
4,5
3,0
Appare opportuno riflettere come la situazione dell’occupazione femminile sia
l’elemento più critico del mercato del lavoro. Infatti se nel mercato del lavoro
lombardo le disparità legate al genere sono ancora elevate, il fenomeno è ben più
consistente nella nostra provincia.I tassi di occupazione femminile rimangono a
livelli inferiori rispetto a quelli medi europei per le donne con più di 40 anni.
Dal confronto con la altre regioni europee tre sembrano essere i principali fattori
che spiegano i bassi livelli di partecipazione al lavoro per l’età .
1. l’istruzione (inferiore il n° di laureate e diplomate)
2. il tasso di terziarizzazione dell’economia lombarda ancora inferiore a quello
medio UE -15
3. l’offerta limitata dei servizi di cura.
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Provincia di Cremona
L’importanza dei carichi familiari e la situazione di scarsa offerta dei servizi di
cura e l’ancora tradizionale divisione del lavoro di cura all’interno della famiglia
impediscono la piena partecipazione delle donne over 40 al mercato del lavoro .
Ma se l’occupazione femminile è un punto critico, l’altra importante condizione di
limite è costituita dalla questione demografica, ovvero il progressivo
invecchiamento della popolazione .
Le proiezioni demografiche nazionali indicano che in Italia, dagli attuali
57 ml. di persone con un tasso di vecchia del 18,2% passeremo a
52 ml nel 2020 con un tasso di vecchia del 24,1%
41 ml nel 2050 con un tasso di vecchiaia del 34,9%.
Le proiezioni demografiche per la Lombardia mostrano una crescita tendenziale
della popolazione lombarda con flussi migratori che mantengono un ruolo
rilevante.
Saranno sostanzialmente le migrazioni interne e quelle dall’estero soprattutto a
definire la futura consistenza della popolazione lombarda.
Il ruolo degli immigrati assume quindi rilevanza ai fini della necessità di
manodopera che per il mercato del lavoro deve essere abbondante, disponibile e
mobile .
L’obiettivo comune agli enti ed alle associazioni è quello di sviluppare al
massimo le potenzialità del fenomeno migratorio con quello principale di
realizzare una vera integrazione sociale a tutti i livelli.
Sicuramente la maggiore garanzia per l integrazione è il tracciato di legalità e
sicurezza che l’immigrato trova e percorre al suo arrivo. Lo straniero per la sua
condizione di debolezza è il primo a soffrire e a subire la clandestinità e
l’illegalità, gestite da organizzazioni criminose di valenza transnazionale.
Uno dei fattori più forti e più dinamici per l’integrazione è sicuramente
l’assistenza nel percorso lavorativo che questo Settore intende perseguire con le
azioni che i Centro Per l’Impiego svolgono attraverso attività dedicate e con i
progetti che coinvolgono più soggetti ed istituzioni.
Al riguardo l’integrazione sociale degli immigrati è divenuto un elemento
strategico del “Patto per lo sviluppo” che ha assunto alcuni progetti quali
priorità d’intervento .
− l’Agenzia per l’integrazione sociale per definire un progetto territoriale di
intervento che pone la Provincia ente intermedio nella promozione, nel
racordo e nel coordinamento degli interventi.
− L’integrazione scolastica e lavorativa degli immigrati, progetto volto a
favorire l’integrazione degli stranieri attraverso la scuola, per gli
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Provincia di Cremona
adolescenti, e attraverso il miglioramento delle condizioni di accesso e
permanenza nel mercato del lavoro per gli adulti.
Nel primo caso si propone la programmazione stabile di interventi di
alfabetizzazione linguistica per i giovani inseriti nella scuola superiore e nei centri
di formazione professionale.
Nel secondo caso l’integrazione degli stranieri adulti passa attraverso azioni volte
a soddisfare il crescente bisogno di informazione, orientamento per affrontare il
problema dell’assolvimento dell’obbligo scolastico nonchè il problema del
riconoscimento delle competenze professionali acquisite nel corso della propria
esperienza lavorativa.
Alcuni dati relativi alla presenza degli immigrati
In generale, si registra un aumento nella presenza degli stranieri nelle scuole del
territorio provinciale, presenza cosi distinta per l’anno scolastico 2006/2007
Presenza complessiva 12% sul totale degli iscritti
Alunni stranieri nella scuola per l’infanzia
Alunni stranieri nella scuola primaria
Alunni stranieri nella scuola secondaria 1°
Alunni stranieri nella scuola secondaria 2°
18%
15%
13 %
6%
Popolazione immigrata residente al 31.12.06
Disoccupati iscritti rispetto al totale al 31.12.06
6,5 % sul totale dei residenti
13,31%
Descrizione dei principali interventi nel Settore Lavoro
Gli obiettivi generali del Settore Lavoro anche per l’anno 2008 sono :
− il sostegno al collocamento ordinario di inoccupati, disoccupati, persone in
cerca di nuova occupazione e persone svantaggiate
− sostegno al collocamento mirato dei disabili
− sostegno del ruolo dei centri per l’impiego pubblici.
Questi obiettivi devono tener conto delle maggiori innovazioni legislative e delle
nuove intese che hanno interessato di recente il Settore:
- la L.R. n 22/2006 “Il mercato del lavoro in Lombardia “ che nel corso del
2008 introdurrà parecchi elementi innovativi nella gestione del mercato del
lavoro. Ad esempio la dote lavoro o il trasferimento alle provincie della
gestione delle liste di mobilità ai sensi L 223 e 236
- la legge 123/07 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che
affida al presidente della Provincia il coordinamento delle attività di
prevenzione.
- i protocolli riguardanti le politiche attive del lavoro.
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Dall’insieme di queste norme ed in coerenza con gli obiettivi prima declinati per il
2008 gli interventi principali riguarderanno:
− Il consolidamento ed il rafforzamento della rete dei soggetti pubblici e
privati con cui condividere alcune linee operative nella gestione dei servizi
per l’impiego,
− il rafforzamento professionale del personale proprio e trasferito dal
ministero del lavoro (al riguardo la scelta della Provincia è stata segnalata
con merito dall’ISFOL come esempio di buona prassi operativa),
− l’utilizzo a regime del programma SINTESI nei centri per l’impiego
− Introduzione della trasmissione per via telematica delle comunicazioni
obbligatorie ai centri per l’impiego da parte dei datori di lavoro iniziata dal
15.10.2007 che fa parte del piu ampio Sistema Informativo Lavoro SIL
entrato in funzione dal dicembre 2005 e sviluppato nell’ambito del progetto
SINTESI. Obiettivo del progetto è l’ammodernamento della pubblica
amministrazione che permetterà la semplificazione delle procedure, il
miglioramento delle banche dati del SIL edella qualità dei servizi, il
recupero delle risorse prima impegnate (sono circa 80.000 le comunicazioni
cartacee), la realizzazione di strumenti statistici e di monitoraggio costante.
− Costituzione dell’Ufficio gestione crisi aziendali, degli ammortizzatori
sociali e delle procedure di ricollocamento di personale proveniente da
aziende in crisi e per la gestione di interventi di politica attiva del lavoro.
− Piano integrativo disabili, rafforzamento degli interventi ed utilizzo di tutti
gli strumenti legislativi per l’inserimento lavorativo mirato del maggior
numero di disabili
− Gestione liste di mobilità.
Descrizione di principali interventi per la Formazione Professionale
La formazione professionale è inserita a pieno titolo tra gli assi strategici del
“Patto per lo sviluppo” che evidenzia la necessità di una maggiore conoscenza, da
parte del territorio, delle diverse opportunità formative esistenti nonché di una
maggiore presenza di forme di coordinamento in capo alla Provincia.
Al riguardo si incrementerà il ruolo di coordinamento nell’ambito della rete già
costituitasi tra gli enti pubblici e privati di formazione che ha visto nell’ultimo
periodo la realizzazione di protocolli d’intesa importanti sul versante
dell’apprendistato, del settore assistenziale (corsi ASA e OSS) e per l’integrazione
degli stranieri.
La Provincia intende, inoltre, sostenere l’occupazione giovanile assicurando
continuità all’offerta formativa nei settori di competenza
che sono la
programmazione dell’offerta formativa nel diritto dovere di istruzione e
formazione e l’apprendistato.
E’ in quest ‘ultimo segmento che si registrano le novità piu interessanti.
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Infatti il recepimento delle novità previste dall’art. 49 del D.lgs 276/03 in materia
di apprendistato professionalizzante, modifica profondamente le modalità di
gestione degli aspetti formativi previsti per questo istituto contrattuale.
La formazione infatti non è piu legata all’esistenza di una proposta pubblica ed ad
una conseguente formale convocazione dell’apprendista ma è una responsabilità
diretta dell’azienda la quale deve garantire un percorso di formazione di almeno
120 ore annue al proprio apprendista.
A tal fine l’impresa può individuare differenti soluzioni formative, interne o
esterne all’azienda.
Per quanto riguarda la formazione esterna all’azienda il finanziamento pubblico
attualmente disponibile e trasferito dalla Regione alla Provincia risulta
insufficiente a soddisfare il fabbisogno del territorio. Le aziende quindi devono
orientarsi verso soluzioni a pagamento.
Riguardo al coordinamento della formazione per apprendisti, la Provincia ha
avviato, dal 2007, un modello innovativo che raccoglie l’invito delle parti sociali
locali a svolgere un preciso ruolo di coordinamento tra le proposte formative a
finanziamento pubblico e quelle a finanziamento privato al fine di fornire un
supporto informativo e di assistenza alle imprese stesse che potrebbero trovarsi in
difficoltà.
Questa Amministrazione ha quindi sottoscritto un protocollo d’intesa con le
strutture formative accreditate sul territorio e già operative per l’apprendistato che
si sono impegnate ad organizzare in modo coordinato, a titolo privato, specifiche
inziative di formazione per apprendisti professionalizzanti.
Il settore della F.P. è stato, inoltre, investito da importanti modifiche legislative
statali e regionali quali:
-
l ’innalzamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni,
la nuova L. R. 19/07 sull’istruzione e la formazione professionale i cui
effetti come sapete sono intrecciati alla recente controversia in sede
giurisdizionale.
Gli interventi innovativi sono riferibili alle seguenti tematiche:
− Progettazione , partecipazione e attivazione dei Poli Formativi finanziati
dalla Regione Lombardia che sono due nel settore agricoltura che vedono
Lodi e Bergamo capofila e due progettati e avviati localmente che sono: il
poli della cosmesi e il polo per la liuteria, la cultura musicale e l’artigianato
artistico.
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− Quest’ultimo polo vede come capofila il CFP di Cremona e molteplici
iniziative di formazione superiore sul territorio cremonese tra cui la
realizzazione del corso di tecnico organario presso il CFP di Crema.
− La costituzione dell’Azienda speciale dei due CFP provinciali
− Favorire il successo scolastico e formativo e ridurre la dispersione
scolastica.
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RELAZIONE DI ANNA ROZZA
Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Problematiche degli Anziani e
delle Nuove Povertà, Volontariato, Aree del disagio, Pari Opportunità,
Progetti di Solidarietà Internazionale, Organizzazione e sviluppo no profit.
__________________________________________________________________
La finestra è aperta,
guardo la luna
che mi sussurra:
“Ciao, che cosa ti porto?”
“Sogni” rispondo.
di Mihai Mircea Buctovan
Nel linguaggio e nella vita concreta delle persone, il sogno ha tradizionalmente
indicato mete irraggiungibili ma utili a mantenere alta la tensione di ognuno verso
obiettivi intimamente considerati più elevati, quindi più rassicuranti per il futuro.
Diciamo che ognuno coltivava sogni che condivideva con altri, ma
contemporaneamente, con altri lavorava al raggiungimento di piccole certezze
riservando ai sogni il loro spazio nell’immaginario a sostegno dei momenti bui e
difficoltosi della vita.
I sogni di oggi incarnano invece, per molti, le piccole certezze indispensabili ad
una vita dignitosa. Oggi si sognano in troppi casi garanzia e diritti: la garanzia di
una sanità che protegge, di un’assistenza che non lasci soli, di un reddito
sufficiente a soddisfare le necessità, il diritto ad un lavoro, ad una casa, il diritto
ad essere giovani che guardano alla propria vita con speranza, ad essere donne
non discriminate per questo, ad essere vecchi senza sentirsi in colpa, ad essere
bambini amati dalla società, il diritto di approdare in un territorio portandovi i
propri sogni da lontano e sentire che vi trovano spazio, il diritto ad essere diversi
ma uguali.
Nello spazio di trenta anni, si sono declassati i sogni : sono diventati bisogni.
Di quei sogni si è impadronita l’industria della comunicazione: li ha mischiati, li
ha appiattiti, li ha spersonalizzati, li ha reinterpretati, li ha restituiti sotto forma di
un unico sogno uguale per tutti, ma ubbidiente alle esigenze dei mercati.
Se noi tutti l’abbiamo permesso, qualcosa è andato storto; hanno ceduto le
fondamenta della struttura sociale senza che fossimo in grado di prevenire gli
effetti e di adattare man mano gli strumenti di governo dei processi che
avvenivano e avvengono sotto i nostri occhi: l’accentuarsi del fenomeno
dell’invecchiamento, i cambiamenti della struttura famigliare che si riduce e si
ricuce in forme nuove, le relazioni di prossimità che si assottigliano, il basso tasso
di natalità, l’aumento sensibile della popolazione straniera, i giovani che
apprendono ma non possono più costruire progetti di vita basati sulle proprie
conoscenze…… Tutti questi e molti altri, sono fattori che creano conflitti inediti,
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generano sentimenti di insicurezza e nuove forme di povertà non sempre e non
solo materiali.
Tutto ciò modifica, ineluttabilmente, la domanda sociale, che è lo spazio dei
bisogni e delle fragilità, e che richiede nuovi strumenti di studio in grado di
elaborare nuove risposte che sappiano declinarsi sui nuovi bisogni.
Tutto ciò impone quindi, anche a noi, di continuare a leggere il nostro territorio e
a dotarci di capacità interpretative duttili, che sappiano muoversi con i
cambiamenti, ma, contemporaneamente salvaguardino in maniera ferma, la sfera
dei diritti.
Questo abbiamo fatto durante questi anni e questo continueremo a fare
rafforzando ulteriormente le relazioni con il territorio, rispettandone le autonomie
ma confrontandoci sulle azioni di governo affinché siano il più possibile
omogenee e coerenti con il principio delle “pari opportunità per tutti”.
Questo obiettivo ci ha portato a stipulare un Protocollo d’Intesa (di durata
biennale) tra la Provincia di Cremona, gli Ambiti Distrettuali di Crema, Cremona
e Casalmaggiore e l’Azienda Sanitaria Locale, quale strumento operativo
finalizzato a concertare preventivamente, e per gli ambiti previsti dalle norme, gli
interventi di supporto nel campo delle politiche sociali e a direzionare
opportunamente l’attività dell’Osservatorio Provinciale, le cui voci ed attività
sono descritte nelle schede tecniche allegate.
Anziani
Le caratteristiche del nostro territorio hanno chiesto, e continuano a chiedere, un
impegno importante teso a coinvolgere istituzioni, parti sociali, associazioni di
categoria affinché insieme, si affrontino gli aspetti più problematici dell’
“invecchiare” in questa provincia. Tre fatti importanti hanno accompagnato
questo impegno:
− la firma del Protocollo d’Intesa sul Welfare tra la Provincia di Cremona e le
OOSS (2005);
− la firma del Protocollo d’Intesa con Comuni, ASL, ARSAC e Provincia
(2006) sulle prospettive e le azioni nell’area dei servizi socio-assitenziali e
socio-sanitari rivolti agli anziani, e recentemente, il riconoscimento
all’interno del Patto per lo Sviluppo dell’importanza di affrontare le
problematiche legate all’invecchiamento in quanto strettamente connesse al
benessere generale della società.
Per la Provincia, definire e cofinanziare uno studio sulla condizione anziana,
significa avere a cuore la costruzione di un vero sistema di servizi che mette in
relazione tutti i soggetti promotori , gestori, erogatori, controllori, affinché
insieme rispondano ai bisogni e, insieme, siano garanti anche dei diritti dei
lavoratori diversamente impegnati nel settore.
Lo sforzo culturale di guardare al mondo che produce servizi alla persona con la
stessa attenzione con cui si guarda al mondo che produce beni è fondamentale se
pensiamo anche a livelli occupazionali e alle professionalità che lì dentro si
spendono.
Sono in rete sul sito della Provincia, e dunque consultabili da tutti gli esiti
dell’indagine su un campione significativo di RSA inerente la loro gestione
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economico-finanziaria, presentati durante un convegno nel mese di novembre
2007. Già lì si legge la fragilità della “salute” di queste strutture e l’urgenza che
esse entrino a pieno titolo nel costruendo sistema territoriale di servizi, ma
disponibili a misurarsi con modelli nuovi, innovativi.
Sarà conclusa nel 2008 un’analisi specifica rispetto ai livelli essenziali di
prestazioni sociali (LEPS) nell’area anziani che supporterà la omogeneizzazione
sul territorio provinciale in termini di quantità e qualità dei servizi dedicati, con
particolare attenzione ai criteri d’accesso, alle regole.
L’attività dell’Osservatorio dell’area anziani prevede un nuovo monitoraggio delle
condizioni di salute e della qualità della vita della popolazione anziana con un
focus particolare sugli oltre 75enni e il loro rapporto con i servizi, indagando
soprattutto le domande ed i bisogni inespressi.
Vorremmo occuparci di quella che, durante la recente presentazione del Bilancio
di mandato dell’Azienda Ospedaliera di Crema, abbiamo chiamato “zona grigia”
della vita delle persone anziane, il periodo in cui non appartengono ad alcuno
perché scaricate, in base a rigidi protocolli, da un servizio, ma non “adeguate” per
accedere ad un altro.
Entro la fine del 2008 saremo in grado di restituire a questa provincia alcuni dei
pilastri fondamentali funzionali alla costruzione di un sistema vero ed integrato di
servizi agli anziani in cui tutti gli attori si parlino, si confrontino, confliggano se
necessario, ma siano disponibili a ripensarsi e ad alzare la testa nei confronti di un
governo regionale che, in nome della libera scelta, ha normato la solitudine, e nei
confronti degli Enti Locali che devono appropriarsi di queste tematiche con
rinnovata energia.
Disabili
Dal 2005 è attivo un tavolo interistituzionale che affronta tutte le criticità che
accompagnano la vita del disabile e della sua famiglia.
Il tavolo, condotto e coordinato dal Settore Politiche Sociali e composto da tutti i
soggetti pubblici e privati che si occupano di disabilità, ha evidenziato
nell’inserimento scolastico e lavorativo le criticità più forti e ha individuato uno
strumento d’accompagnamento del disabile che costringa i servizi a parlarsi man
mano che il disabile cambia interlocutore perché si modificano i suoi bisogni. Si
tratta di costruire una scheda informativa ed il relativo sistema informativo
condiviso, che raccolga tutte le notizie utili a monitorare la “carriera” assistenziale
del disabile.
Continuerà la collaborazione con lo studio IRESS di Bologna finalizzato a
completare l’individuazione e lo studio di buone prassi da estendere al territorio
provinciale ed alla definizione di un Portale dedicato all’informazione sulle
opportunità territoriali e i diritti per le persone disabili.
Infanzia – Adolescenza – Famiglia
Il 14 dicembre 2007, saranno presentati pubblicamente gli esiti della ricerca dal
titolo “Mutamenti sociali e molteplicità della famiglia oggi: instabilità e nuovi
equilibri delle coppie cremonesi” conclusasi a fine 2006.
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Il quadro che ne emerge, pur complesso, è omogeneo a quello di altri territori e
induce le Istituzioni e il Terzo Settore a ripensare i propri servizi e le
professionalità che li sostengono, in funzione di mutamenti profondi.
Naturalmente gli esiti della ricerca saranno oggetto di confronto tra tutti i soggetti
coinvolti perché insieme impariamo a percorrere strade nuove pur sapendo che le
politiche per la famiglia di questi ultimi dieci anni l’hanno pesantemente coinvolta
fino a trasformarla, in molti casi, essa stessa, erogatore-supplente di servizi prima
che destinatario.
Il carico eccessivo, e spesso improprio, ha contribuito ad aumentarne la
conflittualità e, quindi la precarietà dei legami che non trovano più spazi adeguati
per consolidarsi.
Le Istituzioni, al posto di una sana politica di prevenzione, attenta alle dinamiche
nuove che si affacciavano, hanno preferito alleggerirsi man mano di
responsabilità.
Abbiamo con convinzione deciso di affrontare, oggi, quello che altrimenti sarebbe
un problema domani: la partecipazione dei minori stranieri alla comunità
cremonese.
Quelle che oggi chiamiamo “seconde generazioni” di stranieri, saranno, tra
qualche anno, giovani donne e uomini che costruiranno nuove famiglie alla
ricerca di una compiuta cittadinanza.
Quella che essi vivono oggi è una condizione particolarmente delicata in quanto
vivono l’incertezza di chi non trova riferimenti socialmente stabili e respirano una
situazione di forte precarietà dovuta ai richiami famigliari alla tradizione d’origine
da una parte e alla necessità d’integrazione nel mondo giovanile che frequentano
quotidianamente, dall’altra.
Obiettivo finale del nostro impegno è avviare percorsi di consapevolezza,
responsabilizzazione e partecipazione condivisa, all’interno di una generazione
che si prepara a gestire le nuove dinamiche di una società multiculturale
all’interno della quale le famiglie e le loro responsabilità saranno, ancora una
volta, diverse agendo nell’ottica di una opportuna politica di prevenzione e
partecipazione.
Nel 2008 si avranno inoltre gli esiti della valutazione su un progetto in sviluppo
sempre in ambito “seconde generazioni”, presentato dal Settore nell’autunno 2007
a valere sul bando per progetti di inclusione sociale promosso dal Ministero della
Solidarietà Sociale.
Proseguirà nel 2008, l’attività di collaborazione con il Comune di Cremona
Settore Politiche Giovanili, relativa alla implementazione del Piano locale
giovani, già finanziato dal Ministero delle Politiche Giovanili nella logica già
condivisa al Tavolo Welfare del Patto per lo Sviluppo, mirata all’estensione del
progetto all’intero territorio provinciale.
Immigrazione
I dati che ci restituisce l’attività dell’Osservatorio Provinciale descrivono
un’immigrazione in crescita sul nostro territorio, così come avviene in molti altri,
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ma con forti caratteristiche di stabilizzazione, non tanto di singoli cittadini, ma
d’interi nuclei famigliari.
Questo deve sollecitare riflessioni positive e ricerche specifiche su nuovi modelli
di partecipazione alla vita sociale e politica, sui percorsi di facilitazione
all’accesso ai servizi del territorio, su nuove modalità di relazione con la comunità
territoriale.
Nel 2008 avvieremo pertanto una ricerca-azione che sia in grado di:
− leggere le modalità organizzative e partecipative caratteristiche della
popolazione straniera residente sul territorio
− individuare attività che valorizzino i contesti potenzialmente significativi
nell’incrementare l’inclusione e la partecipazione sociale e politica.
La proposta emersa ed elaborata del Tavolo per il Welfare e l’Integrazione Sociale
del Patto per lo Sviluppo inerente lo studio di fattibilità per l’istituzione
dell’”Agenzia Provinciale per l’integrazione della popolazione immigrata in
provincia di Cremona”, cofinanziata dall’Associazione Industriali e dalla Camera
di Commercio, oltreché dai fondi del Patto, sposta in maniera significativa il
livello delle politiche per l’inclusione sociale accompagnandole dal piano delle
azioni culturali, di conoscenza e contaminazione, a quello più concreto dei servizi,
del raccordo tra istituzioni e soggetti impegnati, in questo ambito.
Lo studio di fattibilità deve individuare le modalità più corrette affinchè il circuito
informativo legato alle necessità dei lavoratori stranieri, dei datori di lavoro e
delle rispettive rappresentanze, trovi sistematicità in un luogo – l’Agenzia – al
fine di rendere agevoli ed agibili le relazioni tra i soggetti detentori di conoscenze
e coloro che, ad oggi, sono costretti ad affrontare più interlocutori settorialmente
informati, ma mai in grado di restituire un quadro organico in risposta a bisogni
articolati e complessi.
Particolare attenzione, nel 2008, sarà data alle attività di promozione della cultura
dell’uguaglianza delle opportunità, a garanzia dell’uguaglianza dei diritti e
dell’uguaglianza dei doveri, come fattore concreto d’inserimento nella legalità.
Anche nel 2008, la Provincia di Cremona sarà capofila nella realizzazione del
progetto, realizzato in collaborazione con i tre Ambiti Distrettuali, relativo allo
sviluppo della Rete degli Sportelli sull’Immigrazione presenti sul territorio, a
valere sul bando 2007 ex Lege 40/98.
Carcere
Il Settore, nell’ambito del Bando Regionale 2007, finalizzato a sostenere progetti
e interventi a favore delle persone detenute, ha presentato un progetto che, in
continuità con il precedente, ed in considerazione dei positivi risultati conseguiti e
delle collaborazioni attivate prevede nuove modalità di coinvolgimento dei
detenuti in attività socio-espressive e culturali, come concordato con la Direzione
della Casa Circondariale di Cremona.
Questa nuova opportunità, consente di lavorare per raggiungere un obiettivo che
appare ancora ambizioso, ma che continuiamo a ritenere indispensabile per la
crescita civile del nostro territorio:accrescere l’attenzione e la sensibilità verso una
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realtà che ci appartiene e che ha come prima finalità il recupero delle persone
detenute, recupero che non può avvenire in totale isolamento dal contesto sociale
di riferimento.
Con Decreto della Direzione Famiglia e Solidarietà Sociale n. 13624 del
14/11/2007 il progetto del nostro Settore è stato considerato ammissibile al
finanziamento classificandosi al 12° posto su 137 progetti ammessi alla
valutazione sull’intero territorio regionale.
Pace – Diritti Umani – Cooperazione Decentrata
Il percorso avviato dalla Provincia di Cremona a partire dal 2006 prevede che
annualmente l’Amministrazione adotti determinate scelte strategiche nel settore
della Pace e della Cooperazione Internazionale. La Provincia di Cremona è
chiamata dunque ad individuare linee guida che fissino le aree geografiche e
tematiche prioritarie ove indirizzare le proprie risorse e le proprie competenze.
Una simile direzione di lavoro non prescinde dalla ricchezza e dalle esperienze
presenti e consolidate dai soggetti del proprio territorio e contemporaneamente
mira a destinare più risorse finanziarie alla cooperazione internazionale.
Il lavoro avviato nel 2007 ha visto la strutturazione dell’Ufficio per la Solidarietà
e la Cooperazione Internazionale, l’avvio di contatti per lo sviluppo di
progettualità nel campo della cooperazione decentrata, l’avvio di un percorso con
gli Enti Locali del territorio che ha portato alla costituzione del Coordinamento
degli Enti Locali per la pace della provincia di Cremona e una maggiore
partecipazione alle reti nazionali (Coordinamento Nazionale Enti Locali per la
pace e i diritti umani e Coordinamento Nazionale per il Sostegno a Distanza). Su
questa base, le azioni e i progetti che saranno sviluppati nel 2008 costituiranno la
prosecuzione di quelli avviati nel 2007 e riguarderanno in via prioritaria le
seguenti aree geografiche: Balcani, Africa subsahariana, Medio Oriente.
L’individuazione di aree geografiche prioritarie non preclude la possibilità di
realizzare azioni a favore di altre zone, qualora ci siano condizioni adatte allo
sviluppo di partenariati tra il territorio provinciale e il territorio di intervento.
Per quanto concerne i settori di intervento, le azioni di cooperazione decentrata si
concentreranno in via prioritaria nel settore socio-educativo e nella promozione
sociale e comunitaria.
In particolare i progetti sui quali indirizzare le risorse e le competenze della
Provincia di Cremona, ed eventualmente di altri soggetti del territorio provinciale,
riguarderanno: sostegno ai servizi sociali in Bosnia-Erzegovina, in collaborazione
con l’Associazione “Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovici” e con le
istituzioni bosniache; interventi di carattere socio-sanitario in Senegal ed in
eventuali altre aree dell’Africa Sub-Sahariana (in collaborazione con l’Azienda
Ospedaliera di Crema, l’Associazione per lo Sviluppo dei Comuni senegalesi, il
Centro Sanitario di Rufisque); sostegno alle agenzie socio-educative, nell’ambito
del Programma Nazionale Italia-Libano e del Programma multilaterale
UNDP/UNOPS “Art Gold Libano”, (in collaborazione con il Coordinamento
Nazionale Enti Locali pace e diritti umani); sostegno psico-sociale ai bambini
residenti nei Campi Profughi di Shu’fat e Kalandia (Territori Palestinesi Occupati)
attraverso l’organizzazione a Cremona del “Campo della Pace 2008” che vedrà il
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coinvolgimento di una delegazione di ragazzine/i palestinesi nelle attività
ricreative estive organizzate annualmente dal Comune di Cremona. Il progetto
sarà realizzato in collaborazione con Comune di Cremona, Associazione “Vento
di Terra” di Rozzano ed eventuali altri Comuni e realtà provinciali.
Parallelamente, nel territorio provinciale, la Provincia di Cremona svilupperà
attività di educazione alla pace e promozione dei diritti umani che coinvolgeranno
principalmente le Scuole e i Comuni.
Coordinamento degli Enti Locali per la pace di Cremona della provincia di
Cremona
Nel 2007 è stato sviluppato il percorso di costituzione del Coordinamento degli
Enti Locali per la pace della provincia di Cremona, avviato a settembre 2006 e
conclusosi con la prima Assemblea costituente il 15.12.2007 ove sono stati eletti il
Presidente e i membri del Comitato Esecutivo.
In questo percorso sono stati coinvolti trenta Enti Locali del territorio che si sono
fatti promotori del Coordinamento e che hanno elaborato il testo del Regolamento
contenente i principi e i valori a cui si ispira, le finalità e il funzionamento.
La Provincia di Cremona ha formalmente aderito al suddetto Coordinamento ed
approvato il relativo Regolamento.
Nell’ambito specifico della cooperazione decentrata nel 2008 il Coordinamento
provinciale avrà il compito di favorire l’attivazione di progetti e azioni comuni,
secondo una logica di valorizzazione e ottimizzazione delle risorse disponibili e
ricercate. Le azioni di cooperazione decentrata, in quest’ottica, avranno l’obiettivo
più generale di costruire partenariati di lungo termine tra Enti e comunità del
territorio provinciale e realtà omologhe dei paesi con i quali sono avviati o si
avvieranno scambi e progetti di solidarietà e cooperazione internazionale. Il
Coordinamento degli Enti Locali per la pace della provincia di Cremona lavorerà
inoltre nel proprio territorio promuovendo attività e iniziative di sensibilizzazione
ed educazione alla pace e ai diritti umani, coinvolgendo soprattutto le Scuole. In
particolare, il 2008 sarà l’Anno dei diritti umani (poiché sarà celebrato il 60°
anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e della nostra
Costituzione) e l’Anno Europeo del dialogo interculturale.
Ufficio provinciale per la cooperazione decentrata
In continuità con il percorso avviato nel 2006, a gennaio 2007 è stato istituito
l’Ufficio Provinciale per la Solidarietà e la Cooperazione Internazionale.
L’Ufficio Cooperazione Internazionale nel 2007 ha supportato la costituzione del
Coordinamento degli Enti Locali per la pace della provincia di Cremona
attraverso il raccordo organizzativo tra gli Enti Locali promotori. Ha organizzato
un momento formativo sulla cooperazione decentrata rivolto a funzionari e
amministratori locali. Ha strutturato i rapporti con le reti e gli organismi nazionali.
Ha organizzato la “Settimana della Pace” nel territorio provinciale e avviato
alcuni progetti di cooperazione internazionale del Settore Politiche Sociali che
troveranno continuità nel 2008.
Nel 2008 quindi l’Ufficio per la Solidarietà e la Cooperazione Internazionale
proseguirà nell’espletamento delle seguenti funzioni:
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promuovere attività di assistenza organizzativa al Coordinamento
provinciale degli enti locali;
sviluppare attività di assistenza tecnica, progettazione, ricerca di
finanziamenti per assessorati provinciali ed Enti Locali;
organizzare percorsi formativi rivolti a funzionari e amministratori
provinciali;
fungere da interfaccia e collegamento con organismi e agenzie nazionali e
internazionali, in particolare con il Coordinamento Nazionale degli Enti
Locali per la Pace e i Diritti Umani, con il Coordinamento Nazionale Enti
Locali per le Adozioni a Distanza, con il Coordinamento Nazionale Enti
Locali per l’Africa, ai quali la Provincia di Cremona aderisce;
promuovere partenariati e gemellaggi con governi locali di paesi stranieri
(dell’Unione Europea e paesi terzi);
offrire un servizio di documentazione specializzata sui temi della
solidarietà e della cooperazione internazionale;
dare visibilità e diffusione alle iniziative promosse e realizzate
direttamente dall’Amministrazione Provinciale;
Questa iniziativa prefigura per la Provincia di Cremona specifiche funzioni
istituzionali di coordinamento, di promozione e di raccordo tra Enti sul territorio.
-
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e Coordinamento
Nazionale degli Enti Locali per il sostegno a distanza
E’garantita l’adesione annuale della Provincia di Cremona al Coordinamento
Nazionale Enti Locali per la Pace e alle iniziative che di volta in volta vengono
programmate.
In particolare, nel 2008 la Provincia di Cremona, in collaborazione con il Comune
di Cremona ed altre realtà locali promuoverà la settimana del Sostegno a Distanza
e l’adesione di altri Enti Locali al Coordinamento Nazionale per il Sostegno a
Distanza (ELSAD).
Sarà inoltre garantita la partecipazione al tavolo di lavoro nazionale e al 9° Forum
Nazionale per il Sostegno a Distanza.
Associazione “Ambasciata per la Democrazia Locale a Zavidovici” onlus
E’ garantita l’adesione annuale ordinaria della Provincia di Cremona in qualità di
socio fondatore; sono garantite inoltre sia l’attività di supporto dell’Ufficio alle
iniziative che territorialmente l’Associazione promuove con i soggetti locali
(associazioni, sindacati, volontariato, scuole, ecc), mediante il Comitato Locale,
sia la partecipazione ai Consigli Direttivi e alle Assemblee dell’Associazione; la
Provincia supporta inoltre, per quanto nelle proprie possibilità, e partecipa a
progetti di partenariato più ampio sviluppate dall’Associazione in ambito
nazionale ed europeo (ALDA).
Il percorso per giungere a questo risultato complessivo nel settore della
cooperazione decentrata e della pace ha richiesto tempi lunghi, ma ha costruito
nuovi e proficui rapporti con il territorio e ha consentito alla nostra
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Amministrazione di diventare interlocutore prossimo per gli Enti Locali
all’interno di un progetto che ci vede sostenere, con convinzione, una politica
fondata sul dialogo tra i popoli e i loro rappresentanti in difesa di valori quali la
pace, la promozione e la salvaguardia dei diritti umani, la giustizia e l’equità
sociale.
Si evidenzia come tale sfera di attività, ovvero il lavoro finora svolto dal Servizio,
abbia ricevuto dalla regione Lombardia una menzione speciale al “Premio per la
Pace edizione 2007”, sottolineando come l’attività finora svolta dall’Ufficio
Cooperazione Internazionale della Provincia “è meritevole esempio per la
Lombardia intera, affinché il valore intangibile dell’amicizia e della solidarietà tra
i popoli divenga sempre più il primo fondamento della pace”.
Pari opportunità
Si è concluso nel mese di settembre il progetto Equal che ci ha visti partner attivi
con l’impostazione del progetto di un osservatorio sulle “nuove povertà” con
particolare riferimento al genere femminile.
L’esiguità del numero dei Comuni che vi hanno collaborato impone una
riflessione sul suo potenziamento e quindi sulla sua continuità vista la scarsità di
risorse economiche ed umane a disposizione.
Si ritiene utile un ulteriore percorso di verifica e di confronto anche all’interno
della Commissione Provinciale Pari Opportunità, luogo ricco di punti di vista
diversi deputato a declinare, insieme all’Assessorato di riferimento, le azioni
territorialmente più opportune. Importante, a tal fine, sarà l’interlocuzione con le
Associazioni del territorio che si occupano di tematiche di genere.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI AGOSTINO SAVOLDI
Assessore Provinciale all’Economia - Semplificazione delle procedure Rapporti con il Consiglio provinciale - Statuto e regolamenti
__________________________________________________________________
Attività produttive
Nell’ambito della “Attività produttive” gli obiettivi che il bilancio provinciale
2008 persegue sono gli stessi individuati, insieme al territorio, nel Patto per lo
sviluppo e riassumibili in varie forme di sostegno alle aziende del territorio.
Tuttavia, come ampiamente previsto e annunciato in passato, le forze del
bilancio provinciale non sono sufficienti e sono notevolmente ridotte.
Da questa situazione è derivata l’urgenza di concentrare le scarse risorse della
Provincia su alcuni progetti concordati con il territorio e di attrarre risorse
dall’esterno. Al riguardo l’elemento più rilevante sarà, nel 2008 e negli anni
successivi e fino al 2013, l’inizio della operatività del Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale il cui Asse 1 finanzia l’innovazione e la cosiddetta “economia della
conoscenza”ed è quindi strettamente collegato a questo insieme di interventi del
Bilancio provinciale. Per perseguire le modalità decisionali ed operative sopra
indicate, negli scorsi anni, sono stati approvati importanti protocolli che
continuano a produrre i loro effetti anche sull’attività futura.
Ci si riferisce, in particolare, all’Accordo operativo con la Camera di Commercio;
al Protocollo d’intesa con le Organizzazioni sindacali sul welfare, lavoro e
occupazione; al protocollo con le Parti sociali relativo alle crisi aziendali che ha
portato, tra l’altro, alla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga e diversi
altri interventi di cui si tratterà nella parte reativa al lavoro.
Si tratta di atti che, ovviamente, si basano sulla stessa modalità decisionale ed
operativa del Patto per lo sviluppo e l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale.
I progetti che compaiono nel bilancio provinciale 2008 discendono evidentemente
dai due documenti precedenti e hanno come obiettivi quelli individuati dal “Patto
per lo sviluppo”, vale a dire:
- l’innovazione produttiva, organizzativa e commerciale delle aziende
cremonesi,
- il sostegno all’attività di ricerca e alla diffusione dei suoi risultati,
- il miglioramento della propensione all’esportazione e alla
internazionalizzazione delle aziende cremonesi,
- l’accesso al credito,
- il sostegno all’agenzia provinciale di intervento (Reindustria soc. coop. a
r.l.).
L’innovazione produttiva, organizzativa e commerciale delle aziende
cremonesi e sostegno all’attività di ricerca
L’innovazione e la ricerca sono un obiettivo strategico del Patto per lo sviluppo e
se ne è occupato uno specifico Tavolo tematico congiunto che ha trattato anche di
formazione professionale e lavoro.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
I progetti approvati nel Patto sono presenti nel Bilancio provinciale e/o
nell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale.
La Provincia, innanzitutto, sostiene – insieme ad altri enti cremonesi, ma con un
proprio esborso finanziario di circa 740.000 euro annui - le Università presenti nel
territorio provinciale.
Questi enti – oltre che svolgere attività didattica - rappresentano una parte
importante della nostra ricerca che potrebbe ancor di più espandersi e meglio
servire il mondo produttivo.
Di altri interventi di sostegno alla innovazione si parla altrove nel Bilancio
provinciale 2008 (si veda, per esempio, il progetto relativo alla diffusione della
banda larga o quello relativo alla diffusione dell’open source o altri ancora).
Come già annunciato nello scorso bilancio, a seguito dell’Accordo operativo con
la Camera di commercio si è arrivati alla definizione di uno specifico bando per il
sostegno alla innovazione nelle aziende cremonesi.
Il bando è finanziato da Provincia, Camera e Regione Lombardia per un
ammontare pari a 970.000 euro.
Nei primi mesi del 2007 si è provveduto alla raccolta delle richieste giunte anche
più numerose del previsto e – nell’estate 2007 – si è arrivati alla definizione della
graduatoria delle richieste con l’assegnazione di contributo a 27 aziende su 40
richieste.
Si proseguirà sulla strada già intrapresa concordando con la Camera di
Commercio e con la Regione Lombardia un nuovo bando per il 2008.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alla integrazione tra questo intervento
e il FESR Asse 1. Accanto a questo intervento – sempre nell’ambito dei rapporti
tra Provincia e Camera di commercio – diventerà operativo, nel corso del 2008,
un intervento denominato “voucher per check up aziendali”. Si tratta di un
sostegno, per così dire, promozionale per quelle aziende che , al fine di introdurre
elementi innovativi, decideranno di avvalersi di Università e Centri di ricerca.
E’ evidente – in questo intervento - la funzione di “aiuto” alle aziende cremonesi
nella richiesta di finanziamenti sul FESR.
A queste iniziative dovranno aggiungersene altre in modo da ottenere un gruppo
di azioni per l’innovazione diversificate ma sinergiche.
Oltre a contributi finanziari, andrà organizzata un’azione di diffusione delle
innovazioni già esistenti, una assistenza personalizzata per le singole aziende,
interventi di formazione, sostegno al credito e quanto altro il territorio riterrà utile
e possibile organizzare. Come più volte detto, decisiva, per il futuro, sarà la
capacità di intercettare fondi all’esterno e, al riguardo, sarà utile disporre di
competenze adeguate in grado di muoversi nell’ambito della futura
programmazione europea 2007/2013 che avrà specifiche risorse destinate proprio
alla innovazione.
Il miglioramento della propensione delle aziende cremonesi verso
l’esportazione e la internazionalizzazione
L’esportazione risulta, per unanime convincimento, un ambito su cui è strategico
concentrare risorse e sforzi. La Provincia, al riguardo, ha cercato la collaborazione
con altri soggetti impegnati nell’export, interni ed esterni al territorio.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
Si sono, pertanto, elaborati progetti con Camera di Commercio, Università
Cattolica del Sacro Cuore, Fiera Spa, Associazioni di categoria e Reindustria S.
consortile a r.l..
Su tali progetti si sono avviate anche collaborazioni extraprovinciali con Regione
Lombardia, Istituto per il Commercio Estero e il Ministero delle Attività
produttive.
I progetti hanno come obiettivo generale l’incremento del numero delle aziende
interessate all’esportazione sostenendole nell’affrontare i mercati esteri.
Nel corso del 2008 si proseguirà – in accordo con Camera di commercio e
Regione Lombardia – nella realizzazione del progetto per il sostegno alle aziende
che vogliono affrontare i mercati dei paesi dell’est Europa.
A questo intervento va aggiunto quello che da anni la Provincia realizza, insieme
alla Camera di Commercio, e relativo al pagamento delle spese per il
mantenimento della sede doganale a Cremona attraverso cui si cerca di facilitare
l’espletamento delle operazioni import/export da parte delle aziende cremonesi.
L’accesso al credito
Da anni la Provincia, come la Camera di Commercio, sostiene l’attività degli
organismi di garanzia fidi presenti sul territorio.
Il sistema provinciale degli organismi di garanzia fidi sta conoscendo una fase di
rilevante trasformazione con l’adesione ad organismi di livello regionale. Ciò
comporta la necessità - peraltro già evidenziata in passato – di una revisione
dell’intervento provinciale concordata con tutte le parti interessate.
L’accesso al credito – soprattutto a fini innovativi – ha visto, nel corso del 2007,
l’adesione di altri istituti di credito all’importante accordo di Reindustria con il
sistema bancario per l’ottenimento di tassi di interesse più vantaggiosi.
Commercio
Si riconferma la volontà di proseguire con il progetto (sostegno e apertura esercizi
di vendita di prima necessità nei comuni con popolazione inferiore ai 1.000
abitanti).
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI DENIS SPINGARDI
Assessore Provinciale a Cultura, Tempo libero, Politiche giovanili,
Promozione del Territorio, Rapporti con i piccoli Comuni.
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Premessa
La cultura rappresenta una risorsa strategica per lo sviluppo locale nella duplice
veste di elemento di aggregazione sociale e catalizzatore di processi identitari
collettivi da un lato e fattore di crescita economica e produzione di ricchezza e
occupazione dall’altro.
La sfida che la Provincia si pone nel quadro del «Patto per lo Sviluppo» è quella
di coniugare la valorizzazione dei beni culturali con la salvaguardia, la tutela e la
promozione delle specificità ecologiche, artistiche e valoriali che deriva dal suo
ricco passato e dal suo presente.
Il «Patto per lo Sviluppo» focalizza per il futuro della Provincia, accanto alle
filiere dell’innovazione e alle reti collettive strategiche, le filiere della cultura che
integrano tra loro le componenti tipiche del patrimonio storico-monumentale
(musei, monumenti, arte, musica) con quelle della dimensione territorialeambientale (patrimonio paesaggistico, parchi e aree verdi protette, Po e paesaggio
fluviale) per metterle in valore in processi di natura economica e sociale: sviluppo
del settore turistico e ricettivo, azioni di marketing territoriale, educazione
scolastica e formazione professionale, artigianato artistico e sistema fieristico. Si
evidenzia così la duplice natura di uno degli elementi più caratterizzanti del
sistema cremonese.
È indispensabile, quindi, su queste filiere della cultura concentrare particolari
attenzioni nell’elaborare selettive strategie che valorizzino e promuovano i beni
culturali. Le recenti politiche di settore e le attuali indicazioni delle politiche
comunitarie attribuiscono ai beni culturali ed ambientali una grande importanza
come potenziale fattore di crescita economica e d’innovazione, ed anche come
capacità di incidere sullo sviluppo locale.
La necessità, quindi, di passare da strategie indirizzate a promuovere l’evoluzione
interna del settore dei beni culturali a strategie dove la valorizzazione delle risorse
culturali localizzate in un dato territorio attivi processi integrati di sviluppo
dell’intero sistema locale, suggerisce l’attivazione di modelli d’intervento di tipo
distrettuale.
Tutte le azioni promosse e sostenute dall’Assessorato alla Cultura della Provincia
di Cremona sono da comprendere oggi nell’alveo più vasto del Distretto
Culturale, obiettivo a lungo termine come azione di mandato a partire dal
Bilancio 2004 e che nella relazione al Bilancio di Previsione 2008 si pone come
obiettivo a breve termine.
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Provincia di Cremona
Linee strategiche dell’attività 2008 dell’Assessorato alla Cultura della
Provincia di Cremona.
Realizzazione dello studio di fattibilità operativa di «Cre.Ar.T.E. - il Distretto
Culturale della Provincia di Cremona»
Dopo un lungo lavoro di studio, analisi e confronto con i soggetti territoriali
interessati e con il supporto del Gruppo di lavoro della Fondazione Politecnico di
Milano, in data 18 maggio 2007 è stata presentata alla Fondazione Cariplo la
proposta di studio di fattibilità operativa di «Cre.Ar.T.E. - Il Distretto Culturale
della Provincia di Cremona».
Fondazione Cariplo ha infatti avviato il progetto «Distretti Culturali sul
territorio lombardo», finalizzato all’individuazione, promozione e
cofinanziamento di distretti culturali sul territorio lombardo. Il progetto prende
avvio dal Piano d’azione “I beni culturali come volano della crescita economica e
sociale del territorio”, il cui obiettivo generale è favorire lo sviluppo culturale,
sociale ed economico del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio
culturale.
Nell’ambito di questa iniziativa la Fondazione ha scelto di indirizzare la propria
azione verso la creazione di sistemi di relazioni che siano in grado di integrare
le azioni di valorizzazione delle dotazioni culturali di un territorio, sia materiali
sia immateriali, con le infrastrutture e con le attività degli altri settori produttivi.
Per il raggiungimento di tale obiettivo ha quindi scelto di promuovere progetti per
sostenere sul territorio lombardo la sperimentazione di “distretti culturali”:
sistemi territorialmente definiti, coincidenti con un’area ad alta densità di risorse
culturali, materiali e immateriali, e ambientali di pregio e caratterizzati da un
elevato livello di articolazione, qualità e integrazione dei servizi culturali rivolti
all’utenza e da un marcato sviluppo delle filiere produttive collegate. In sintesi un
modello innovativo di organizzazione e gestione territoriale del patrimonio
culturale.
La Provincia di Cremona aveva già portato all’attenzione dei soggetti territoriali il
modello del distretto culturale come strumento per la valorizzazione del territorio
provinciale nella sede del Patto per lo sviluppo. Con l’occasione del bando
Cariplo si è sviluppato il progetto verso una forma più concreta, in linea con i
requisiti e le condizioni richieste dalla Fondazione per poter accedere al contributo
per la redazione dello studio di fattibilità operativa.
L’idea portante, da questo punto di vista, si basa sulla possibilità di individuare
reti tematiche o territoriali (queste ultime con uno o più elementi di
omogeneità) ognuna delle quali con un suo “centro di eccellenza”, come forma di
valorizzazione delle specificità locali in un sistema territoriale complesso e con
alcune caratteristiche ricorrenti, che nei diversi territori/reti si declinano in modo
diverso. Le reti potrebbero, in una prima ipotesi, essere legate ai settori di
eccellenza individuati come punti di forza relativi al territorio e al patrimonio
culturale della Provincia di Cremona.
Un esempio è quello della messa a sistema e integrazione delle attività nel
settore della musica, che nella realtà della Provincia di Cremona appare di
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
assoluta eccellenza e riguarda le rappresentazioni e i concerti, le attività di
divulgazione della cultura musicale, l’educazione musicale vera e propria, la
liuteria e le altre attività di produzione di strumenti musicali, la formazione
professionale, i musei, l’editoria, il richiamo turistico, l’elemento di tradizione e
identità culturale.
La rete “musica” dovrebbe valorizzare tali attività contribuendo anche a
sviluppare azioni innovative – per esempio nuove forme di educazione alla
musica per tutte le fasce di età, contatti/interazioni stabili a livello internazionale,
forme di collaborazione e gemellaggio.
Le reti tematiche dovrebbero essere rappresentabili sul territorio sotto forma di
insieme di punti del territorio caratterizzati per la presenza di una determinata
offerta. Ogni rete potrebbe quindi avere un proprio centro rappresentativo, sorta di
polo di eccellenza e coordinatore della rete tematica. L’offerta del distretto, la sua
stessa forma e dimensione territoriale provinciale sarebbe quindi il risultato della
“sovrapposizione” delle diverse reti.
A questo sistema di reti si potrebbe associare un secondo sistema, basato
sull’individuazione di poli territoriali “tradizionali” forti e caratterizzanti,
connotando il sistema del patrimonio culturale più legato all’appartenenza
territoriale. I punti di questo secondo strato di interpretazione potrebbero quindi
essere caratterizzati dai “segni territoriali” che ne determinano le differenze e
rappresentano i punti focali di storia e identità locale. Le aree territoriali
potrebbero essere individuate come segue: Crema e Cremasco con Castelleone,
Casalmaggiore e Casalasco e Cremona.
A tutto ciò si associa una serie di interventi volti all’adeguamento e realizzazione
di servizi a supporto del funzionamento del distretto culturale, dal sistema
dell’accessibilità alle strutture turistiche, dalla qualità dei servizi di informazione e
comunicazione ad un sistema di supporto per le attività economiche e di servizio
connesse al distretto culturale in modo diretto e indiretto.
Questo il grande lavoro − politico, tecnico e organizzativo − che vedrà
impegnato nel corso del 2008 l’Assessorato provinciale alla Cultura, insieme a
tutti i soggetti territoriali coinvolti e coinvolgibili nello spirito del Distretto per il
raggiungimento dei seguenti obiettivi (legati alla conservazione, valorizzazione e
al rafforzamento del patrimonio culturale e alla promozione di forme di fruizione
sostenibile capace di produrre esternalità positive e flussi di reddito, economico e
in termini di crescita della qualità delle risorse territoriali):
− la tutela e la conservazione attiva del patrimonio culturale territoriale quale
risorsa collettiva, nell’ottica di una valorizzazione sostenibile;
− l’integrazione delle risorse storiche, culturali e ambientali nella salvaguardia
delle relative specificità e tipicità;
− la realizzazione di un sistema per l’accoglienza con standard qualitativi e
quantitativi in funzione della domanda potenziale (offerta e domanda
sostenibili);
− la realizzazione dell’integrazione e interrelazione dei servizi di accessibilità e
del tempo libero;
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
− lo sviluppo e la valorizzazione di “saperi contestuali” dell’eccellenza nel
campo della conoscenza, tecnologia e della ricerca per creare un valore
aggiunto del capitale;
− il sostegno dell’identità sociale del territorio già presente e di quella nuova
fino a sprigionare le potenzialità delle culture differenti presenti nel tessuto
territoriale;
− l’educare e far crescere le risorse umane e la comunità per diffondere la
partecipazione a nuove idee e all’innovazione dei processi culturali;
− l’offerta di qualità ambientale e sociale che investa tutto il territorio e che
crei competitività;
− la specializzazione dell’offerta del distretto fino a determinare la domanda
piuttosto che adeguare l’offerta alle potenzialità della domanda;
− l’incremento dell’imprenditorialità diffusa legata all’uso sostenibile del
patrimonio culturale;
− la promozione di un marchio territoriale che alimenti la condivisione e il
consenso e che identifichi il territorio.
Dal punto di vista del percorso attuativo, la creazione del distretto presuppone:
− Individuazione di alcuni interventi prioritari di recupero e restauro del
patrimonio culturale costruito, funzionali alle attività di avvio del distretto
culturale come previsto dal bando della Fondazione Cariplo.
− Individuazione di un Centro del Distretto Culturale, che ne sia il luogo
fisico di riferimento per gli utenti/soggetti territoriali e dove siano localizzate
le attività di gestione. Si prevede quindi l’individuazione di un organismo
responsabile del distretto culturale, da intendersi esso stesso come occasione
di innovazione nella gestione del patrimonio culturale.
− Messa a sistema e integrazione della progettualità esistente (e in parte già
rilevata attraverso lo strumento del Patto per lo sviluppo). L’obiettivo è quello
di realizzare sinergie attraverso il collegamento delle diverse attività tra loro e
la possibilità di renderle riconoscibili come prodotto di un determinato
territorio.
− Sviluppo di un modello di governo del patrimonio che accanto al distretto
culturale inteso come modello di gestione innovativa promuova la definizione
di programmi strategici di tutela, valorizzazione e rafforzamento del
patrimonio culturale con obiettivi di sviluppo di breve, medio e lungo periodo.
Si richiede quindi un’attività di elaborazione di linee strategiche per la
definizione e il funzionamento del distretto culturale nel tempo. In questo
senso si pensa anche al ricorso ad accordi di programma quadro e ad altri
strumenti analoghi per strutturare la partnership nel lungo periodo e definire i
rapporti tra il distretto culturale, i suoi organi di gestione e i soggetti
territoriali attivi, primi tra tutti i Comuni e la Provincia stessa, che ne è il
promotore principale.
− Individuazione di un sistema di monitoraggio che operi su due dimensioni:
da un lato il controllo sulle fasi di realizzazione del progetto e la verifica dello
stato di attuazione delle attività e degli interventi previsti; dall’altro la verifica
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
degli effetti della realizzazione del distretto culturale dal punto di vista dei
risultati attesi e delle ricadute territoriali. In particolare individuazione di un
sistema di indicatori di sintesi da misurare in modo stabile e periodico. Il
momento del monitoraggio è associato a quello di governo del sistema e di
pilotaggio delle attività, tale da consentire interventi di feedback ed eventuale
riorientamento delle attività.
− Individuazione e sviluppo di attività di comunicazione e diffusione
dell’informazione sulle iniziative del distretto, comprensive di un’agenda
delle iniziative e di strumenti per promuovere il coinvolgimento attivo di
stakeholder e fruitori/utenti dei servizi e attività oggetto del sistema integrato
di offerta culturale a livello locale, sovralocale e internazionale.
− Individuazione di elementi/criteri di valutazione costi-benefici con
riferimento alle scelte pubbliche nel campo della conservazione e
valorizzazione dei beni culturali (selezioni tra progetti e tra alternative
strategiche, organizzative e gestionali). Un elemento importante a supporto dei
processi decisionali per le scelte legate alla realizzazione e al funzionamento
del distretto (il modello di riferimento e la sua programmazione strategica, le
forme di organizzazione e gestione e la sequenza di attuazione del progetto e
degli interventi previsti) e più in generale un riferimento per gli investimenti
in campo culturale.
− Identificazione e promozione di attività di formazione superiore funzionali
da un lato al funzionamento del distretto e delle sue attività – per esempio
attività di gestione economico-finanziaria dei beni culturali e, dall’altro, alla
promozione di attività integrate nel distretto.
La rete dei Sistemi Provinciali
Da anni la Provincia di Cremona ha avviato un percorso di integrazione e di
messa in rete delle risorse culturali nella convinzione che la valorizzazione dei
beni culturali sia un volano importante della crescita economica e sociale del
territorio. Nell’ambito del costituendo distretto culturale assumono particolare
rilievo gli interventi strategici per quanto concerne i «Sistemi Bibliotecari», il
«Sistema Teatrale Cremonese» con annesso «Circuito degli Spazi Teatrali
della provincia di Cremona», il «Sistema Museale» della provincia di Cremona,
ai quali stiamo dedicando un particolare impegno.
Sistemi Bibliotecari della Provincia di Cremona
La legge regionale 81/1985 attribuisce alla Provincia un ruolo di
programmazione, controllo e coordinamento che può favorire concretamente, e in
un’ottica di qualità, lo sviluppo dei servizi bibliotecari. Le funzioni delegate sono
quelle connesse all’attività e allo sviluppo dei sistemi bibliotecari e delle
biblioteche di enti locali, e precisamente:
− promuovere e coordinare l’organizzazione e il reciproco collegamento dei
sistemi bibliotecari, anche attraverso il potenziamento dei servizi bibliotecari e
documentari degli enti locali;
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Provincia di Cremona
− svolgere attività di consulenza e assistenza tecnica ai sistemi e alle biblioteche
in ordine all’organizzazione e al funzionamento dei loro servizi;
− promuovere attività di aggiornamento professionale per il personale addetto
alle biblioteche e ai sistemi;
− curare la rilevazione dei dati attinenti all’organizzazione bibliotecaria nel loro
territorio.
Obiettivi e risultati attesi nel triennio 2007-2009
La Regione Lombardia ha recentemente approvato il proprio Programma triennale
2007-2009 in materia di biblioteche, prevedendo di assegnare alla Provincia di
Cremona 328.625 euro. Sono finalmente cambiati i criteri di calcolo dei contributi
regionali: contano di più le spese effettivamente sostenute dalle Province e il
livello di realizzazione degli obiettivi, rispetto al numero di abitanti. Questa nuova
modalità di calcolo ci ha premiato con un maggiore contributo di € 85.932 rispetto
al triennio precedente. Siamo, sia in valore assoluto che in percentuale, la
Provincia che è stata maggiormente premiata dal riparto regionale.
La Provincia può utilizzare il 15% del contributo regionale per il funzionamento
del Centro di Catalogazione e può trattenere il 5% del contributo per l’esercizio
della delega. Tutte le altre risorse regionali vanno assegnate ai Sistemi
Bibliotecari per cofinanziare i loro progetti in misura non superiore al 50% del
costo.
Oggi siamo di fronte ad alcuni problemi organizzativi e di prospettiva generale, ai
quali dobbiamo dare una risposta:
− Ampliare il livello di cooperazione per poter offrire agli utenti servizi
informativi più articolati e operare per una gestione coordinata di funzioni e di
servizi che consenta di realizzare economie di scala per non correre il rischio
di dover rinunciare ai servizi a causa di tagli di spesa;
− Gestire in modo più flessibile i servizi, garantendo il coinvolgimento di tutte
le biblioteche del territorio;
− Non perdere il treno delle nuove tecnologie - Internet, le reti e la
multimedialità - perché ciò rappresenterebbe un ritardo troppo grave per la
comunità.
Sulla base dei Programmi triennali presentati dai Sistemi e del contributo
regionale previsto per il triennio, è stato predisposto il Programma provinciale
triennale 2007-2009, in corso di approvazione, che prevede i seguenti obiettivi e
indirizzi:
− Consolidamento della rete sistemica.
Si ritiene fondamentale per il consolidamento della rete sistemica, la presenza
di personale qualificato e dedicato ai servizi del Sistema. Per accedere al
finanziamento regionale, i Sistemi dovranno reclutare i loro Coordinatori con
atto formale di incarico per almeno diciotto ore settimanali. I Sistemi
dovranno inoltre reclutare sia il Referente biblioteconomico e informatico che
il personale adibito al trasporto dei volumi per la catalogazione e il prestito
interbibliotecario.
Relazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio triennale 2008 – 2010
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Provincia di Cremona
Infine, per garantire a tutti gli utenti l’accesso ad Internet e la consultazione
del catalogo collettivo, si invitano i Sistemi e le biblioteche a prestare
particolare attenzione ai seguenti obiettivi, che andrebbero conseguiti al
termine del triennio:
a) le biblioteche servite della Rete bibliotecaria cremonese devono dotarsi di
almeno una postazione al pubblico;
b) le altre biblioteche del territorio devono dotarsi di almeno una postazione.
− Rinnovamento qualitativo e incremento del patrimonio documentario.
Diventa obbligatoria per l’accesso ai contributi l’istituzione, presso ogni
Sistema bibliotecario, dei gruppi di lavoro con il compito di coordinare e
centralizzare le procedure per la revisione del patrimonio e per gli acquisti, e
di valutare la qualità delle accessioni.
Le finalità che si intendono conseguire al termine del triennio sono:
a) consistente svecchiamento delle raccolte. I Sistemi dovrebbero
coinvolgere nelle operazioni di revisione delle raccolte un numero sempre
più elevato di biblioteche. La pratica della revisione annuale delle raccolte
dovrebbe essere fatta propria almeno dalle biblioteche servite dalla Rete.
b) incremento e riqualificazione di specifiche tipologie di documenti.
In primo luogo andrà incrementato e riqualificato il patrimonio per
ragazzi, con l’obiettivo di far crescere la percentuale dei ragazzi che usano
la biblioteca.
Particolare attenzione andrà poi prestata a riqualificare il patrimonio destinato
all’utenza anziana, in considerazione dell’elevata presenza in tutto il territorio di
cittadini con più di 65 anni di età.
Altro settore di intervento dovrà poi essere quello della multimedialità che
registra il più elevato livello di gradimento da parte dei nostri utenti. Si
auspica che, al termine del triennio, anche le biblioteche che oggi ne sono
prive abbiano una postazione informatizzata per usufruire dei servizi
multimediali, come suggerisce la Regione.
− Integrazione e coordinamento dei servizi centralizzati.
a) Prestito interbibliotecario è uno degli elementi strategici dell’intero
progetto di cooperazione e va continuamente implementato. Duplice
diventa l’obiettivo del triennio: da un lato fornire un servizio regolare ad
un maggior numero di biblioteche – crescono, infatti, annualmente, le
biblioteche servite dalla Rete e queste vanno tutte collegate almeno due
volte a settimana – dall’altro aumentare il numero dei collegamenti per
velocizzare i tempi di consegna e rispondere così alle esigenze degli utenti.
b) Il Centro Catalografico Provinciale
Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo della collaborazione con
la Provincia di Brescia. Il primo obiettivo del triennio è quindi il rinnovo
delle intese con la Provincia di Brescia. In base agli accordi tra le due
Province, sarà costantemente aggiornata l’architettura informatica della
Rete. L’altro obiettivo del triennio è l’estensione del numero di biblioteche
servite dalla Rete bibliotecaria cremonese, tenendo conto delle segnalazioni
dei Sistemi bibliotecari e delle effettive disponibilità economiche.
Prevediamo di inserire altre biblioteche comunali e/o di altra titolarità, che
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Provincia di Cremona
posseggono i requisiti previsti dal servizio. Da quest’anno rientrerà tra i
partners della rete bibliotecaria cremonese anche il Centro di
Documentazione Ambientale al fine di favorire da una parte
l’arricchimento della Banca dati e del patrimonio documentario
complessivo gestito dalla rete bibliotecaria Brescia-Cremona, e dall’altra
l’inserimento del C.D.A. in una rete attiva e funzionante per valorizzarne
maggiormente le potenzialità. Infine sarà dedicata ogni cura, in
collaborazione con i Sistemi bibliotecari, alla formazione ed
all’aggiornamento continuo di tutto il personale (bibliotecari, catalogatori,
referenti) coinvolto nel servizio.
− Accessibilità e miglioramento dell’orario di apertura al pubblico.
L’obiettivo da conseguire è quello di migliorare l’accessibilità e l’orario di
apertura al pubblico, anche per far aumentare il numero di adulti che
utilizzano le biblioteche. Al termine del triennio si prevede un incremento
complessivo delle ore di apertura delle biblioteche di circa 750 nel Sistema
Cremasco e di circa 1.000 nel Casalasco.
I finanziamenti disponibili saranno assegnati dietro presentazione di progetti
elaborati dai Sistemi bibliotecari, i quali non possono trasferire i contributi alle
biblioteche associate. I contributi sono vincolati alla pratica del cofinanziamento,
quindi l’apporto finanziario dei Sistemi non deve essere inferiore al 50% del costo
del progetto. Inoltre, per snellire i tempi di realizzazione dei progetti, si ritiene di
assegnare ai Sistemi un anno di tempo dalla data di comunicazione del contributo,
per rendicontare il progetto.
I principali risultati attesi dalla realizzazione degli interventi previsti sono i
seguenti:
− incremento del 20% del numero di biblioteche informatizzate;
− incremento del 25% degli iscritti al prestito nelle nostre biblioteche,
incremento che dovrebbe essere più consistente nella fascia giovanile;
− incremento annuo del 20% dei prestiti interbibliotecari;
− incremento del 20% del numero di biblioteche che beneficiano dei servizi
della Rete bibliotecaria cremonese;
− inserimento di almeno 150.000 documenti cremonesi nel Catalogo
interprovinciale;
− apertura di una nuova biblioteca e attivazione di otto punti di prestito;
− ampliamento ore di apertura al pubblico delle biblioteche.
Sistema Museale Provinciale
Il nuovo Sistema Museale della provincia di Cremona è stato approvato con
Delibera n. 41 29.3.2006, sottoscritta in data 16 agosto 2006. Vi aderiscono
oggi 27 Musei e Raccolte museali, pubbliche e private, del territorio. Nel 2008 si
darà corso ad un consolidamento dell’attività del Sistema.
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Progetto «Una notte al museo»
Nella nuova prospettiva del distretto culturale e in una logica di patto per lo
sviluppo del territorio, rinnoveremo l’adesione convinta alla quarta edizione di
«Una notte al museo», un’iniziativa di alto profilo e profondo radicamento nelle
comunità locali che l’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della
Lombardia ha promosso in collaborazione con le 11 Province lombarde,
privilegiate interlocutrici istituzionali. Anzi, ben volentieri anche nel 2008, se ci
verrà richiesto dalla Regione, accetteremo il ruolo di capofila svolto negli ultimi
due anni a livello regionale nella produzione e diffusione dei materiali
promozionali. In una sera di settembre 2008, decine e decine di musei della
Lombardia resteranno eccezionalmente aperti in orario serale per offrire un ricco
programma di visite guidate, spettacoli, musica, letture, animazioni e
degustazione di prodotti tipici. «Una notte al museo» è un’occasione per
incontrarsi, confrontarsi, riflettere e arricchirsi. Una notte speciale in cui il museo
diventa polo di attrazione per vivere stimolanti momenti di spettacolo.
Progetto «Comunicare i Musei» 2008/2009
Il Sistema Museale della Provincia di Cremona sta lavorando al progetto
«Comunicare i Musei» da sviluppare nel corso del 2008/2009, che prevede
iniziative di promozione pubblicizzazione, conoscenza del patrimonio museale e
la realizzazione di pubblicazioni relative.
Sarà, innanzitutto, realizzato un opuscolo che illustri le specificità e le attività di
ogni Museo e Raccolta, e sia un utile e snello strumento di comunicazione e
promozione del Sistema.
I nuclei di operatività che il progetto intendere perseguire sono:
– presentazione del Sistema come insieme riconoscibile, attraverso la
pubblicazione di una “guida” aggiornata;
– creazione di un sito web unitario per il sistema, con aggiornamento periodico,
deducendo la produzione di testi adeguati allo strumento informativo dalle
indagini di aggiornamento per la guida complessiva di Sistema;
– pubblicazione di agili strumenti, come dépliant tematici e per itinerari;
– pubblicazione di un opuscolo specificatamente dedicato alla valorizzazione
del patrimonio nell’ambito territoriale di Soncino per la presenza di realtà
museali ad elevata specializzazione e complessità, per la presenza di un
tessuto culturale, storico e di opportunità di beni culturali e museali nel
territorio, da rendere coerenti in una visione unitaria, ora carente;
– presentazione delle iniziative didattiche a livello di Sistema, con apposito
opuscolo.
Sistema Teatrale Cremonese
Il Consiglio provinciale ha approvato le Convenzioni tra la Provincia e tutti gli
attori in campo, pubblici e privati gestori di strutture a destinazione pubblica, per
la costituzione di un nuovo «Sistema Teatrale Cremonese» (22 settembre 2006)
con annesso «Circuito degli spazi teatrali della provincia di Cremona» (13
settembre 2006).
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Nel 2008 si darà corso ad un consolidamento dell’attività dei due nuovi
organismi.
Per il funzionamento del Sistema e del Circuito sono costituiti due «Comitati di
Coordinamento Provinciale» con sede presso la Provincia di Cremona così
composti:
Comitato di Coordinamento del «Sistema Teatrale Cremonese»:
− Assessore Provinciale alla Cultura, che lo presiede;
− Sovrintendente del Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, Direttori o
Responsabili tecnico-artistici dei Teatri del Sistema gestiti dai soggetti aderenti
al Sistema.
Comitato di Coordinamento del «Circuito degli spazi teatrali della provincia
di Cremona”:
− Assessore Provinciale alla Cultura, che lo presiede;
− Responsabili tecnico-artistici delle strutture e degli spazi teatrali del Circuito
gestiti dai soggetti aderenti.
Fra gli elementi qualificanti dei due nuovi organismi di coordinamento
provinciale nel campo dello spettacolo va sottolineata la capacità di intercettare
e/o mobilitare risorse finanziarie esterne pubbliche (comunali, regionali,
statali e comunitarie) e private stimolando lo sviluppo economico sul territorio
tramite la compartecipazione in termini di risorse finanziarie da parte di altri enti
anche estranei alla rete. Prosegue, inoltre, nel 2008 la campagna promozionale
“Dal 2007 a Teatro con lo sconto” che permette a chiunque sia in possesso di un
abbonamento per uno degli 8 teatri del Sistema di avere biglietti scontati per gli
spettacoli in cartellone negli altri teatri.
Organizzazione di iniziative e manifestazioni diverse per la promozione della
cultura e la valorizzazione dei beni culturali sul territorio
Accanto alla realizzazione dello studio di fattibilità del Distretto Culturale,
l’attività dell’Assessorato nel campo della cultura vedrà la realizzazione diretta o
la partecipazione all’organizzazione di iniziative (convegni, conferenze,
presentazione di pubblicazioni, concerti, seminari ecc.) su temi diversi.
Fra i progetti ideati e da realizzarsi ad iniziativa diretta in collaborazione con la
Regione Lombardia, il MiTo/Festival Internazionale della Musica Torino-Milano,
Comuni e Associazioni culturali del territorio vanno innanzitutto ricordati:
Progetto «Oltre il Palcoscenico»
Uno dei progetti significativi avviati nel 2007 e che prosegue nel 2008 è il
progetto «Oltre il Palcoscenico» che rientra nel Patto per le Attività culturali e di
Spettacolo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Regioni, le
Province ed i Comuni.
A tal fine la Regione Lombardia in collaborazione con 9 Province Lombarde ha
presentato la propria candidatura per la realizzazione dell’iniziativa, che persegue
i seguenti obiettivi:
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− la qualificazione del sistema dello spettacolo lombardo e la valorizzazione
−
−
−
−
delle identità e delle vocazioni territoriali, attraverso il sostegno economico ed
organizzativo di progetti intrinsechi al territorio o caratterizzati da uno stretto
contatto con il territorio stesso;
la valorizzazione dei progetti ideati per ambiti territoriali sovracomunali, con
particolare attenzione a quelli insistenti lungo le Grandi Vie Storiche di Terra
e d’Acqua della Lombardia, in un’ottica di valorizzazione culturale e storica
del territorio;
la valorizzazione del patrimonio culturale, consistente anche di Teatri Storici e
Teatri di Tradizione, oggetto di importanti investimenti regionali, provinciali e
comunali in una logica di valorizzazione del patrimonio ottenuta anche
attraverso la sua fruizione;
la valorizzazione della contemporaneità nella diversificazione dell’offerta
culturale, con particolare riguardo ai nuovi autori e con attenzione ai nuovi
linguaggi ed alla promozione dei nuovi talenti;
l’approccio ai giovani, con una logica di fruizione-formazione del e sul
prodotto culturale costituito dallo spettacolo e dal contesto storico-artistico
dello stesso.
La provincia di Cremona già nel settembre 2007, nell’ambito anche delle
Giornate Europee del Patrimonio e dell’iniziativa Una Notte al Museo, ha
avviato la prima edizione di «Oltre il Palcoscenico» che comprende 10 spettacoli
realizzati in teatri, piazze e musei del territorio provinciale.
A Cremona e provincia, nel 2008 «Oltre il Palcoscenico» si articolerà
essenzialmente nelle seguenti manifestazioni:
− «Jazz sotto le stelle», una rassegna jazz di livello internazionale organizzata
d’intesa ed in stretta collaborazione con i teatri aderenti al Sistema Teatrale
Cremonese.
− «Cremona nel MiTo», un ciclo di concerti promossi dalla Provincia di
Cremona in collaborazione con MiTo/Festival Internazionale della Musica
Milano-Torino.
La prima edizione di MiTo SettembreMusica, che dal 3 al 27 settembre ha
unito Milano e Torino in un fitto calendario di oltre 180 eventi di musica
d’arte, tra concerti di musica classica, contemporanea, jazz, rock, pop ed
etnica, incontri, maratone musicali, rassegne dedicate e proiezioni di film, il
15 settembre ha regalato a Cremona (grazie ad una consolidata collaborazione
fra la Provincia di Cremona e l’Assessorato alla Cultura del Comune di
Milano) uno straordinario concerto del violinista-direttore Salvatore Accardo
alla guida della “sua” Orchestra da Camera Italiana, nella splendida cornice
della chiesa di San Sigismondo.
Il successo riscosso (una vera folla, al punto da rendere necessario uno
schermo sul sagrato della chiesa per i tantissimi che non hanno potuto
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accedere all’interno) e l’entusiasmo suscitati da questa prima esperienza hanno
proiettato Cremona nel cuore della programmazione 2008 del MiTo, con un
mini ciclo di concerti tutto cremonese, tematicamente caratterizzato e
riconoscibile nella sua specificità.
Nato dalla trentennale esperienza di Torino Settembre Musica, il Festival
MiTo ha subito conquistato con slancio e passione anche la città di Milano e
alcune città in regione, ottenendo un successo di critica e una partecipazione di
pubblico al di là di ogni più ottimistica aspettativa.
Persone di tutte le età, ma soprattutto tanti giovani, catturate dall’atmosfera di
festa che per 25 giorni ha invaso le sedi più disparate con 4/5 concerti
quotidiani, hanno seguito con entusiasmo il denso calendario di MiTo, farcito
di capolavori musicali dal XII secolo ai nostri giorni.
− «Festival del racconto», in collaborazione con il Gruppo Rizzoli-Corriere
della Sera, Comune di Cremona e Camera di Commercio di Cremona.
La prima edizione del «Festival del racconto» si svolgerà dal 30 maggio al 1°
giugno 2008 e porterà nella nostra città molti degli scrittori più conosciuti,
oltre ad artisti, gruppi teatrali e cantanti rock, in una manifestazione ambiziosa
e di grande richiamo.
Ci sono il Festival della letteratura di Mantova, quello della poesia di
Cremona e moltissime altre offerte in campo letterario. Mancava però il
Festival del racconto. L’idea è che ogni artista scriva, suoni o porti in scena
una sua interpretazione del racconto ideata specificatamente per la tre giorni
cremonese.
Il Festival del racconto presenterà 25 scrittori, tre gruppi teatrali, 2 eventi
musicali, due spettacoli di danza contemporanea, 2 concerti rock e altre
perfomance artistiche. Tra i nomi, tutti di prima grandezza, quelli di Antonio
Albanese, Massimo Cacciari, Claudio Magris, Piero Rattalino, Nicolò
Ammaniti, Giampaolo Pansa, Gian Antonio Stella, Federico Moccia, Antonio
Scurati, Giorgio Faletti, Guido Ceronetti, Valerio Massimo Manfredi. Tutti
autori che hanno pubblicato per la Rizzoli.
Ogni scrittore non verrà al Festival per presentare un suo libro ma per parlare
di un racconto preparato per l’occasione. Alcuni esempi: Pansa racconterà il
periodo della Resistenza lungo il Po e Manfredi racconterà il Po nell’antichità.
Eventi speciali: una lectio magistralis di Piero Rattalino su Bach; concerti in
piazza di Marlene Kuntz e degli Zero Assoluto; spettacolo teatrale The art
seduction di Chris Haring. Una chicca: un radiodramma inedito di Giovannino
Guareschi, che sarà trasmesso in diretta su Rai Radio2.
Il Festival si svolgerà in un vero e proprio spazio scenico che comprenderà i
luoghi più suggestivi del centro storico di Cremona. Uno spazio in cui il
visitatore si possa muovere liberamente, andando da un evento all’altro e
godendo così delle vetrine, dei negozi e degli angoli più affascinanti. Tra i
luoghi del centro presi in considerazione quelli classici: il Duomo, il Palazzo
della Provincia, il Comune, la Sala della collezione degli strumenti ad arco,
piazza sant’Antonio Maria Zaccaria, Palazzo Cittanova, Santa Maria della
Pietà, piazza del Comune, Teatro Ponchielli, Palazzo Pallavicino.
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Il senso dell’iniziativa è coniugare un preciso fronte della cultura nazionale
con realtà del territorio e preparare un festival a cui l’intera città possa
partecipare con le strutture ricettive, gli esercenti, la sua ospitalità e, non
ultima, la tradizione architettonica del Duomo, dei suoi palazzi e delle sue
piazze».
Il Festival si avvarrà della collaborazione di partner prestigiosi come Sky,
Radio Rai e il Corriere della Sera.
− «Il bel canto» a Cremona e provincia: festival promosso dalla Provincia in
collaborazione con la Curia Vescovile di Cremona, la Camera di Commercio
e Comuni del territorio.
Un festival che si irradia capillarmente in tutta la provincia per soddisfare il
bisogno di buona musica presente (a maggior ragione) nella stagione estiva,
quando i teatri hanno ormai abbassato il sipario.
Un festival non solo dedicato alla lirica bensì alla vocalità in tutte le sue
forme, purché di qualità. Un festival che non si pone solo come una rassegna
di concerti ma che ha l’ambizione di presentarsi come un progetto culturale
organico, finalizzato a esaltare questa come la “Provincia della Musica”,
perché di fatto lo è.
− «Odissea. Festival della Valle dell’Oglio». Promosso dalle Province di
Cremona, Bergamo, Brescia e Comuni dei rispettivi territori (giugno-luglio
2008).
Ci sono festival che inseguono tendenze e novità, altri che espongono grandi
nomi della scena, altri ancora nati per tramandare le tradizioni: «Odissea»
vuole essere principalmente un progetto per il territorio e attorno a quest’idea
chiama a sé gli artisti. L’edizione 2007 del «Festival della Valle dell'Oglio ha
costruito un percorso lungo le rive del fiume offrendo ad un pubblico, sempre
più critico ed esigente, opportunità di spettacoli, concerti, incontri con aspetti
originali della cultura accomunati oltre che dalla qualità da una particolare
attenzione alla scoperta di luoghi affascinanti e imprevedibili.
Ci ha sempre incuriosito, di Odissea, l’essere invito e sprone al viaggio.
Questo tema affascina l’uomo dall’inizio della sua storia. Pensiamo ad Omero
e Marco Polo, a Hemingway e Karen Blixen. Accanto alla geografia concreta,
trovano spazio – nella letteratura e nell’arte – i viaggi fantastici e simbolici di
Dante e Cervantes, di Buzzati e Tolkien, e, oggi, quello in cui ci
accompagnano Gian Marco Zappalaglio ed Enzo Cecchi.
La proposta culturale è colta ma di facile accesso, ricca di stimoli, unica
nell’attenzione ad un pubblico sempre più numeroso ed affezionato, capace di
rinnovarsi e di aprirsi a nuovi spazi di incontro. Se Ulisse attraversava tutto lo
spazio conosciuto, oggi, in una società globalizzata, dove ognuno è cittadino
del mondo, il Piccolo Parallelo ci ha invitato al recupero di noi stessi,
dell’intimità, della capacità di emozionarci.
Una riflessione fuori dai circuiti tradizionali, in rapporto con l’esperienza
collettiva ed il “senso comune”, perché diventi, infine, patrimonio rielaborato
di ognuno. La realtà di Odissea testimoniato anche quest’anno la proficua
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collaborazione degli Enti e dei Comuni nei territori di Bergamo, Brescia,
Cremona e Mantova.
Un’occasione per partire dagli eroi della storia e della mitologia e diventare
noi stessi eroi di un quotidiano, con le nostre storie e consegnare talenti alla
Storia, intesa nel suo senso più alto.
− «La Valle dell’Adda / Festival Spettacolo con la gente del fiume»:
l'iniziativa si pone l'obiettivo di promuovere non solo la storia, la cultura e
l'ambiente dei paesi in fregio al corso del fiume, ma anche di aggregare un
numero sempre crescente di amministrazioni comunali che hanno colto fino in
fondo l'opportunità di coordinare, con una visione territoriale unitaria, la
valorizzazione del territorio incentivando le occasioni di incontro con
coinvolgimento dei giovani.
Consulta provinciale delle attività musicali di base
La Provincia concorre alla diffusione della musica favorendo e sostenendo le
iniziative dirette a sviluppare, nell’ambito del proprio territorio, la conoscenza
della musica fra i cittadini ed a favorire la loro partecipazione attiva alla vita
musicale. A tal fine l’Assessorato alla Cultura e la Commissione Consiliare
«Cultura, Scuola e Servizi Sociali» in ripetuti incontri hanno sottolineato
l’opportunità di procedere all’istituzione di un organismo ad hoc denominato
«Consulta Provinciale delle Attività Musicali di Base», che raggruppasse i
complessi e le associazioni bandistiche, strumentali non bandistiche e corali
amatoriali della provincia di Cremona, formalmente istituita dal Consiglio
Provinciale il 27 aprile 2005.
L’attività della Consulta ha dato risultati positivi e collabora anche per il 2008 alla
realizzazione della Stagione Concertistica, insieme ai Comuni interessati ed al
Coordinamento Provinciale delle Bande Musicali. Un nutrito numero di concerti
permetterà di soddisfare le richieste che verranno avanzate dai Comuni, da noi
sempre più coinvolti nella programmazione provinciale di settore.
Scuola di Musica per Bandisti: verrà confermato l’impegno per la Scuola di
Musica per Bandisti organizzata dal Coordinamento Provinciale delle Bande
Musicali.
Progetti culturali in fase di definizione
–
Itinerario della Cultura Ebraica
La Provincia, sulla base dell’esperienza e dell’attività della «Casa degli
Stampatori», che costituisce oggi un centro di riferimento per la cultura
ebraica in provincia di Cremona e nella Regione Lombardia, ed il
collaborazione con il Comune di Soncino, prosegue anche nel 2008
nell’attività necessaria a rendere operativo un “itinerario ebraico” per
legare le varie testimonianze. L'itinerario si propone come intervento
culturale di promozione del territorio, collegando realtà operanti (musei e
beni culturali), testimonianze riconoscibili nel tessuto urbano (presenze di
edifici o tracce evidenti) cimiteri ebraici, attestazioni epigrafiche, lapidi,
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materiali tipografici e documentali. In questo modo si dovrebbe riuscire ad
interessare sia i cultori della storia della presenza ebraica (in primo luogo le
comunità in Italia e all'estero) sia gli appassionati di storia ed arte, sia il
pubblico delle arti tipografiche della stampa.
–
Archivi del Territorio Cremonese
La Provincia di Cremona ha realizzato nel 2005 il “Progetto di censimento
degli archivi comunali della provincia di Cremona”, nato per iniziativa
dell’Istituto Cremonese per la storia della Resistenza e dell’Età
Contemporanea di Cremona, come attività mirata all’indagine, alla
valorizzazione e promozione del patrimonio documentario del territorio
cremonese; l’iniziativa è stata autorizzata e sostenuta dalla Soprintendenza
Archivistica della Lombardia e dalla Regione Lombardia. È in corso di
definizione un progetto, studiato per coordinare gli interventi di riordino,
inventariazione informatizzata, promozione e valorizzazione degli archivi
storici gravitanti nell’area del territorio cremonese, aperto a tutte le istituzioni
pubbliche e private detentrici di archivi.
Il patrimonio organario della provincia di Cremona
La Provincia, in seguito ad uno studio della Commissione Consiliare Cultura, ha
istituito un tavolo di concertazione per l’assunzione di iniziative per la
valorizzazione, la salvaguardia e il restauro del patrimonio organario del territorio,
in riferimento anche alle risultanze del censimento degli organi effettuato dalla
Provincia nel 1987. Inoltre, la Provincia si sta impegnando ad assumere ed
analizzare i censimenti del patrimonio organario delle chiese della provincia già
compiuti, e, ove necessario, promuoverne ex novo.
È previsto il sostegno, con risorse provinciali veicolate attraverso la Fondazione
Comunitaria della Provincia di Cremona, a Comuni ed enti diversi nelle opere
di restauro di monumenti e di organi di interesse storico-artistico.
Atlante toponomastico e demologico della provincia di Cremona
Da anni la Provincia ha avviato il progetto denominato «Atlante Toponomastico
della provincia di Cremona» concepito come campo di ricerca, affidato alle scuole
dell’obbligo, che, oltre ad essere nuovo ed inconsueto, viene ritenuto adatto ad
affinare nel ricercatore la capacità di correlazione, il senso critico e la verifica
metodologica, avendo oltretutto il merito di saper coinvolgere, oltre che gli
studenti, le famiglie e parte della popolazione residente nelle singole località, con
implicazioni di tipo sociale alquanto interessanti. Ad oggi, sono stati pubblicati i
primi undici volumi dell’Atlante, per il 2008 sono già in programma la
tredicesima e la quattordicesima uscita. L’obiettivo, da raggiungere con la
necessaria gradualità (in un arco pluriennale compatibile con i tempi di lavoro
richiesti e con le risorse disponibili), è di pubblicare in volume la toponomastica
di tutti i comuni della provincia in un Atlante Toponomastico integrato con un
Atlante Demologico.
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Iniziative di promozione educativa e culturale: l.r. 26.2.1993 n. 9
Nell’ambito della Legge Regionale n. 9 del 26.2.1993 anche per il 2008 la
Provincia intende:
− promuovere e sostenere eventi culturali, con prioritaria attenzione per quelli
direttamente promossi dalla Provincia stessa, quali ad esempio mostre,
rassegne, festival e convegni, con lo scopo di incrementare la fruizione
culturale e di valorizzare il patrimonio storico-artistico-etnografico e culturale
di particolare interesse;
− sostenere progetti di formazione e sensibilizzazione dei giovani alla cultura in
tutti i suoi aspetti, anche attraverso l’attivazione di percorsi didattici e di
iniziative di aggiornamento degli insegnanti tenendo conto, per quanto di
competenza, dei nuovi programmi scolastici;
− promuovere iniziative di studio, ricerca e documentazione attinenti i beni e le
attività culturali per avvalorare la storia, la cultura e le tradizioni e analizzare i
fenomeni, le dinamiche, le politiche in ambito culturale con particolare
riferimento alla domanda e all’offerta di cultura in Lombardia;
− sostenere lo sviluppo di progetti nel campo delle nuove tecnologie e in
particolare della multimedialità attinenti ai beni e attività culturali;
− promuovere attività di formazione e aggiornamento degli operatori culturali, da
attuarsi in coerenza con gli standard vigenti, anche in cooperazione con le
Università ed altre istituzioni pubbliche deputate alla formazione e
all’istruzione;
− promuovere azioni di informazione e comunicazione per la promozione di
progetti, eventi e attività culturali anche attraverso supporti editoriali, reti e
sistemi informativi al fine di aumentare la visibilità e riconoscibilità
dell’attività della Regione Lombardia in ambito culturale.
Attività di inventariazione dei beni culturali mobili storico-artistici di
proprietà pubblica del cremonese (progetto sirbec)
Da parecchi anni ormai il nostro territorio è interessato da un’importante
iniziativa, il progetto finalizzato al censimento dei beni culturali mobili di
proprietà pubblica e alla catalogazione e georeferenziazione del patrimonio
storico-architettonico. Il progetto, denominato SIRBeC (Sistema Informativo
Regionale sui Beni Culturali), è cofinanziato dalla Regione Lombardia e dalla
Provincia di Cremona, cui è pure affidata l’organizzazione e la realizzazione dei
lavori. Questo complesso e capillare lavoro di indagine e studio del territorio
intende realizzare un monitoraggio puntuale del territorio, che da un lato
permette di conoscere per esteso il nostro patrimonio culturale, premessa
indispensabile per ulteriori approfondimenti scientifici; dall’altro la
documentazione fotografica e la raccolta di tutti i dati che concorrono ad
identificare il bene costituiscono di per sé la più efficace strategia di prevenzione
dei furti e l’indispensabile strumento d’indagine qualora il bene venga trafugato.
Nell’ambito della programmazione negoziata con la Regione Lombardia, fra
altri verrà riproposto il progetto di sistemazione della copertura di Palazzo
Stanga in Cremona, di proprietà della Provincia.
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Contributi ad Enti vari per opere di restauro di beni artistici della provincia
di Cremona
L’8 agosto 2006, con deliberazione della Giunta Provinciale n. 415, è stata
approvata la convenzione con la Fondazione Comunitaria della Provincia di
Cremona per la tutela, promozione e valorizzazione di immobili di interesse
artistico e storico.
La Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, con sede in Cremona,
via Altobello Melone n. 1, è l’Ente senza scopo di lucro che per statuto persegue
esclusivamente fini di solidarietà sociale nell’ambito territoriale della provincia di
Cremona, promuovendo lo sviluppo civile, culturale, sociale, ambientale ed
economico della comunità cremonese. A tal fine opera finanziando progetti,
iniziative ed organizzazioni soprattutto nei settori di attività di assistenza sociale e
socio-sanitaria, formazione, tutela, promozione e valorizzazione di attività
culturali e valorizzazione dei beni di interesse artistico e storico, ed in generale
sostenendo iniziative volte a migliorare la qualità della vita ed il rafforzamento dei
legami solidaristici e di responsabilità sociale fra tutti coloro che vivono ed
operano nel territorio della provincia di Cremona.
La Provincia, in base all’art. 3 della convenzione, partecipa, erogando congruo
contributo, alla emanazione di un Bando, per l’anno 2006, finalizzato alla tutela,
promozione e valorizzazione di immobili di interesse artistico e storico, gestito
dalla Fondazione, quale premessa ad una serie di azioni costituenti un
programma pluriennale della stessa Fondazione volte a:
– costituire una linea di finanziamento annuale, sostenuta anche da risorse
provenienti da Fondazione Cariplo per i bandi territoriali della Fondazione
Comunitaria, ed indirizzate alla promozione di iniziative in materia di tutela,
promozione e valorizzazione di immobili di interesse artistico e storico;
– favorire nel patrimonio della Fondazione la tutela, promozione e
valorizzazione di immobili di interesse artistico e storico con la erogazione
di contributi per la finalità, coincidente con quella della Fondazione, al fine di
raccogliere risorse private e pubbliche per concorrere al sostegno della linea di
finanziamento di cui al punto a);
– lanciare eventuali campagne promozionali a fronte di specifiche necessità di
raccolta per le linee di azione sopra previste.
La convenzione verrà aggiornata per gli interventi 2008, ivi compreso uno
specifico finanziamento provinciale destinato al restauro di organi a canne di
interesse storico-artistico.
Partecipazione all’attività delle associazioni a cui la provincia aderisce
Anche per il 2008 saranno riconfermate le quote di partecipazione della Provincia
all’attività dell’A.P.I.C. (Associazione Promozione Iniziative Culturali) di
Cremona, della Fondazione «San Domenico» di Crema, della Fondazione
«Teatro Amilcare Ponchielli» di Cremona, dell’Ente Triennale
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Internazionale degli Strumenti ad Arco di Cremona, del Centro Ricerca
Galmozzi di Crema e dell’Associazione Centro Fumetto “A. Pazienza” di
Cremona, nonché di altre associazioni a cui la Provincia aderisce.
Centro Culturale di San Vitale
Anche per l’anno 2008 prosegue l’attività per la gestione del Centro Culturale di
San Vitale. Completato un lungo e laborioso lavoro di restauro, da alcuni anni il
complesso è stato restituito ai cremonesi come luogo per iniziative culturali mirate
(Sala polivalente per mostre, conferenze e concerti).
Progetti culturali complessi: Apic e grandi mostre
Anche nel 2008 è prevista la realizzazione, attraverso l’Associazione Promozione
Iniziative Culturali/APIC, di mostre di grande richiamo e di particolare
impatto educativo-culturale. L’Associazione funge anche da “braccio operativo”
per la realizzazione di progetti e iniziative dell’Assessorato.
L’APIC di Cremona, in collaborazione con il Natural History Museum di Londra
e Kokoro Dreams, presenta una nuova grande mostra, "Dinosauri, che verrà
allestita nel padiglione 3 della Fiera di Cremona dal 15 dicembre 2007 al 25
marzo 2008. Dopo il successo dell'esposizione del 2002 (oltre 112.000 visitatori),
i dinosauri tornano a fare concorrenza all'imponente mole del Torrazzo. Al
gigante di pietra faranno l'occhiolino le realistiche riproduzioni degli enormi rettili
estintisi oltre 60 milioni di anni fa. E sarà ancora una volta il quartiere fieristico di
Cà de Somenzi ad essere popolato da triceratopi, protoceratopi, brontosauri, TRex e stegosauri, per la gioia di grandi e piccini. L’importanza dell'evento è
amplificata dalla sua esclusività; Cremona sarà infatti l'unica tappa italiana della
mostra. Dinosauri unisce, in un grande progetto scientifico curato dal prestigioso
Natural History Museum di Londra, le due più importanti mostre («Dino Jaws» e
«T-Rex») realizzate dallo stesso museo. Si tratta di una proposta dal taglio
scientifico-spettacolare e didattico-interattivo, con 16 grandi modelli animati, 7
grandi modelli statici (il più grande arriva ai 12 metri di lunghezza per 4 di
altezza), 3 teste animate, 20 repliche, 13 attività interattive con scavi virtuali di
grande fascino.
Educazione ai linguaggi espressivi
Progetti didattici 2007/2008
Alla grande mostra DINOSAURI la Provincia di Cremona affiancherà un ampio e
articolato progetto didattico THE KILLER QUESTION che coinvolgerà tutte le
scuole del territorio e delle province limitrofe.
T.rex: The Killer Question è un progetto scientifico e divertente che coinvolge il
visitatore nel dibattito sulle metodologie adottate dal T.rex per procacciarsi il
cibo. La mostra prevede anche un’indagine su come e cosa mangiavano i
dinosauri; sono presenti modelli animati in dimensione naturale degli esemplari
più spaventosi messi in relazione a recenti ricerche sulla loro alimentazione. La
mostra è resa ancora più avvincente e intrigante dal gioco didattico il dinosauro
misterioso: il visitatore si trasforma in un intraprendente detective che, attraverso
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le informazioni scientifiche fornite durante il percorso, deve scoprire l’identità del
dinosauro misterioso
Le politiche giovanili
“I giovani sono una risorsa su cui le istituzioni hanno il dovere di investire”. Mai
quanto oggi questa affermazione ci dimostra tutta la sua urgenza ed attualità.
Investire sui giovani significa porre la giusta attenzione ai processi di crescita del
nostro paese. I giovani sono soprattutto una risorsa ed è proprio questo il
presupposto secondo il quale individuare politiche mirate alla valorizzazione e
all’affermazione dei diritti e delle opportunità dei giovani in un’ottica di sviluppo
del territorio.
Mettere in campo progetti innovativi e veramente efficaci significa soprattutto far
prevalere azioni di sistema in grado di creare sinergie tra gli attori delle politiche
territoriali.
L’Italia non si è mai dotata di un quadro normativo a carattere nazionale
concernente le politiche giovanili.
Di fatto, il 17 maggio 2006 con la Legge 181/06 è stato istituito il Ministero per
le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, facente capo al ministro senza
portafoglio Giovanna Melandri. Un Ministero che, insieme alle Regioni, alle
Province e ai Comuni, possa dare voce ai giovani del nostro paese, risorsa
straordinaria e opportunità per l’Italia e per l’Europa.
Anche l’Upi, attraverso il Coordinamento nazionale degli Assessori Provinciali
alle Politiche giovanili, opera con l’obiettivo di create una rete di amministratori
capace di metter in campo progetti innovativi e proposte unitarie, da sottoporre
all’attenzione del Governo per determinare politiche efficienti e realmente
rispondenti alle tante esigenze del mondo giovanile. A questo proposito durante il
II Meeting Internazionale sulle Politiche Giovanili, promosso dalla Provincia di
Pesaro e Urbino e dall’Upi, tenutosi ad Urbino dal 24 al 26 maggio 2006, si è
discussa la proposta di una legge quadro nazionale, una legge per i Giovani.
La Provincia può veramente fungere da punto di raccordo per un’azione efficace,
trasversale e coordinata a favore dei giovani.
Attuare politiche che richiedano interventi trasversali significa in primo luogo
individuare forme di coordinamento e azioni di supporto per le quali la Provincia
potrebbe collocarsi in primo piano.
La Provincia rappresenta altresì lo snodo del reticolo istituzionale, per cui, in
prossimità dell’emanazione del bando per l’accesso alle risorse del Piano
Nazionale Giovani (POGAS), per il quale il Ministero delle Politiche Giovanili e
Attività Sportive ha sottoscritto un accordo con la Conferenza delle Regioni,
l’UPI e l’ANCI; la Provincia si doterà di un piano che consenta di attuare scelte
concertate con il territorio.
Linee strategiche per il 2008:
− Rete Provinciale di Servizi Informagiovani
Nell’ottica di una programmazione concertata degli interventi, Provincia e
Comune di Cremona hanno approvato una convenzione per l’impianto,
dall’anno 1998, di una «Rete Provinciale di Servizi Informagiovani».
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Provincia di Cremona
La rete provinciale informagiovani ha avuto un incremento notevole non solo
in termini numerici, ma essenzialmente in termini di qualità dell’offerta dei
servizi al territorio.
Uno dei nodi da affrontare nell’immediato futuro, in riferimento
all’ampliamento e ad un maggiore consolidamento della rete, riguarda
l’“Orientagiovani” di Crema che non è inserito nella rete e nella banca dati
nazionale. Ciò significherebbe per il Comune di Crema e per il territorio che
fa riferimento al Servizio essere esclusi dal finanziamento nazionale che verrà
messo a bando ed erogato tramite i coordinamenti regionali.
Pertanto, si dovrà ipotizzare una forma di sostegno e supporto
all’“Orientagiovani” di Crema per l’adeguamento alla rete nazionale e alla
conseguente gestione del servizio.
La rete, in prospettiva di uno sviluppo più organico, richiederà maggiori
azioni di coordinamento per cui sarà opportuna la creazione di un organismo
strutturato , un tavolo di lavoro che dovrà essere gestito dalla Provincia.
Va inoltre tenuta presente la dimensione sovraterritoriale, in quanto non è
possibile pensare alle connessioni a prescindere da questo.
Pertanto, sarebbe strategicamente opportuno inserirsi nel processo attivato
dall’ANCI, che, per conto del Ministero delle Politiche Giovanili e Attività
Sportive, sta predisponendo una carta dei servizi secondo la quale i servizi
informagiovani avranno una connotazione ben definita, una carta d’identità
che costituirà altresì la possibilità di accedere ai finanziamenti del piano
nazionale.
La Regione Lombardia non ha costituito a tutt’oggi il coordinamento
regionale, pertanto, tramite l’UPI è possibile ipotizzare un’azione che preveda
la nascita di un organismo in tal senso attraverso una partecipazione attiva del
territorio.
− Salone dello Studente: anche nel 2008 saranno presenti al Salone la Rete
Provinciale di Servizi Informagiovani è e l’“Orientagiovani”.
− Le Consulte dei Giovani: Partecipazione e Rappresentanza
Porre l’attenzione sulla centralità dei giovani nei processi di sviluppo e
crescita del paese significa in primo luogo promuovere la loro partecipazione
dando voce alle innumerevoli forme di associazionismo e aggregazione ma
anche a chi non è inserito in tali circuiti, ampliando gli spazi della loro
rappresentanza.
Tutto ciò, declinato, negli spazi del nostro territorio, significa partire
dall’esistente e valorizzare in primo luogo le forme di rappresentanza già
costituite.
Da una prima ricognizione effettuata nel 2007, è stato rilevato il dato che
riguarda l’esistenza di consulte giovanili, commissioni politiche giovanili,
forum, consiglio comunale dei ragazzi, commissione consiliare under 18, i
comuni interessati, tra coloro che hanno fatto pervenire i dati, sono dieci.
Il dato è significativo, anche se numericamente non rilevante.
Si tratta di prevedere forme di accompagnamento alle pubbliche
amministrazioni per la promozione di modalità innovative di coinvolgimento a
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Provincia di Cremona
partire dai gruppi giovanili già operativi, non trascurando le scuole. In
particolare vanno incentivati progetti di utilità sociale e impegno civile.
La rete e la collaborazione con il volontariato diventano in tal caso
fondamentali. L’Assessorato alla Cultura intende sostenere le proposte
culturali delle Consulte dei giovani presenti nei Comuni del territorio
provinciale e valutare la possibilità di un coordinamento delle stesse che
permetta di facilitare e valorizzare il lavoro che esse compiono sul territorio.
− Una Carta per i Giovani della Provincia di Cremona
Progetto pilota come strumento di avvio della rete provinciale
Informagiovani.
Una modalità concreta per sperimentare processi di rete potrebbe riguardare di
un progetto di largo respiro che riguardi l’intero territorio provinciale. Un
progetto con più valenze che consenta l’avvio di un processo sul metodo.
Tale progetto potrebbe riguardare lo studio di un percorso per l’introduzione
della “Carta Giovani”. Si tratta di un’operazione molto complessa in quanto
contiene una molteplicità di azioni che richiedono un vasto coinvolgimento di
quanti, a livello territoriale, sia enti pubblici che operatori privati e
commerciali, offrono prodotti di “consumo”: culturale, di tempo libero,
turismo, sport e commercio di particolari prodotti afferenti queste stesse aree.
La carta giovani può costituire uno strumento davvero efficace solo se il
territorio è in grado di rispondere ai bisogni dei giovani con politiche di buon
livello. Inoltre, può assumere molteplici valenze soprattutto per quanto
concerne:
− la relazione con il mondo giovanile e la promozione della partecipazione
attraverso la quale sperimentare percorsi di cittadinanza attiva;
− la promozione di progetti di dimensione europea;
− monitoraggio dei bisogni dei giovani e loro tendenze rispetto ai “consumi”
in funzione di una programmazione mirata.
L’introduzione della Carta Giovani significherebbe l’ingresso in una rete
nazionale costituita da coloro che da tempo sono impegnati in tale percorso.
− Protocollo d’intesa tra la Provincia di Cremona e le Diocesi di Crema e
Cremona mediante gli Oratori
È stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra Provincia e Diocesi, con
riferimento ai principi di sussidiarietà, partecipazione, concorso per la
costituzione di un sistema integrato a favore dell’area giovanile, per
collaborare, tramite gli Oratori, alla realizzazione di progetti finalizzati alla
crescita armonica di minori, adolescenti e giovani che vi accedono
spontaneamente. Sono previsti anche per il 2008 la formazione degli operatori
che opereranno in questo ambito, e tra le azioni progettuali, si prevedono
attività sociali, educative, culturali, sportive, laboratori.
Il protocollo potrà essere esteso anche ad altre Associazioni qualora ne venga
fatta richiesta.
− Agenzia Provinciale Politiche Giovanili
Come agenzia per le politiche giovanili si intende la costituzione di un
organismo che veda la partecipazione dei numerosi soggetti del territorio, sia
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Provincia di Cremona
pubblici che privati, che concorrono alla programmazione e gestione di
iniziative che riguardano l’utenza giovanile.
Un organismo coordinato dalla Provincia, in particolare dall’Assessorato alle
politiche giovanili, con funzioni di coordinamento che concorrano a creare le
sinergie necessarie al raggiungimento di una strategia integrata che, in primo
luogo, preveda la delineazione delle priorità d’intervento, la programmazione
in forma coordinata e la sperimentazione di progetti pilota.
Oltre alle funzioni di coordinamento, la Provincia dovrebbe costituire il punto
di raccolta delle informazioni ed il soggetto in grado di offrire strumenti di
supporto (indagini, ricerche, seminari, e attività di formazione per formatori,
amministratori, volontari etc…).
Quindi, agenzia come luogo nell’ambito del quale, attraverso l’apporto di tutti
i soggetti che la compongono, si individuino i bisogni prioritari, le linee
strategiche e i programmi da mettere in atto in sinergia, con la possibilità di
sperimentare progetti di rete, come previsto anche dal Piano Nazionale
Giovani (POGAS). La caratteristica principale di tale iniziativa riguarda Il
“metodo” attraverso il quale sarebbe possibile realizzare economie di scala e
ottimizzazione delle risorse non solo economiche ma anche strutturali.
− Nuove Tecnologie
La comunicazione è l’aspetto fondamentale dei processi di crescita e di
partecipazione, sia perché afferisce il campo dell’informazione che delle
modalità relazionali.
Il rapido progredire della diffusione di nuove tecnologie (internet, telefonini,
multimedia, etc…), di cui fanno uso in modo particolare i giovani, hanno
profondamente mutato i processi di comunicazione, informazione e relazione,
ma anche i consumi culturali.
Tecnologia e nuovi sistemi di comunicazione intervengono nei processi di
costruzione d’identità e nelle pratiche di socialità dei giovani determinando
modalità comunicative, di espressività e di aggregazione del tutto inedite.
Gli stessi “consumi” dei giovani sono quasi dipendenti dalle opportunità
offerte dalle nuove tecnologie (scaricamento musica, film, etc…),
determinando una rivoluzione anche nel sistema delle vendite, ma forse prima
ancora delle “produzioni”.
La rapidità con la quale sono avvenuti i cambiamenti trova spesso non
sufficientemente preparati e “attrezzati” gli amministratori che devono
compiere scelte di programmazione, operatori sociale e culturali, educatori,
insegnanti, operatori sportivi, gestori privati di luoghi di divertimento.
Il fenomeno non va letto come una “criticità”, ma sicuramente necessita la
messa in discussione dei modelli in atto, questo processo, se non
adeguatamente “governato”. o comunque tenuto scarsamente in
considerazione, rischia di produrre distorsioni . con tutto quanto ne potrebbe
conseguire.
Si potrebbero ipotizzare percorsi seminariali destinati a quanti operano
nell’ambito delle politiche giovanili a cominciare dagli amministratori,
operatori in genere, insegnanti, ma anche gestori di luoghi del divertimento.,
coinvolgendo nei progetti le consulte giovanili e l’informagiovani.
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Provincia di Cremona
In considerazione delle linee ministeriali mirate a favorire l’emancipazione dei
giovani anche attraverso le opportunità di accesso alle nuove tecnologie, si
rimanda ai progetti di sostegno e incrementazione della rete informagiovani
sul territorio.
− Intercultura
L’intolleranza e i pregiudizi che anche tra i giovani rendono talvolta difficile il
dialogo e l’apertura ai cittadini provenienti da “altri luoghi” sono determinati
in primo luogo dalla scarsa “conoscenza”.
Sarebbe possibile affrontare la questione attraverso progetti che promuovano
il dialogo tramite l’apertura a spazi di creatività attraverso le varie forme
artistiche ed espressive che vanno dall’arte, alla letteratura, alla musica, al
teatro.
Uno dei nodi critici dei processi d’integrazione degli immigrati ed in
moltissimi casi dei giovani che emigrano senza alcun strumento per la
conoscenza del paese ospitante è rappresentato
dalle difficoltà di
apprendimento della lingua che spesso determina fenomeni di dispersione
scolastica grave o di scelte non mirate nei percorsi formativi.
Il mondo della scuola in questi anni, pur in affanno, si è opportunamente
attrezzato, ma non sempre intervenire in tal senso è responsabilità solo della
scuola.
I processi di integrazione attraverso buone prassi competono anche alle
amministrazioni locali attraverso la realizzazione di percorsi complementari.
− Rapporto Annuale Politiche Giovanili
Nella complessità che riguarda il sistema di programmazione e gestione degli
interventi a favore dei giovani diventa opportuno dotarsi di strumenti di
supporto per l’individuazione delle chiavi di lettura del variegato universo
giovanile. Tale strumento potrebbe essere costituito da un sistema di
monitoraggio sistematico quale forma di restituzione dei risultati di progetti e
processi in termini di impatto e nello stesso tempo di individuazione di nodi
critici e bisogni. Tradotto in altri termini si dovrebbe trattare di uno strumento
in grado di offrire chiavi di lettura sull’impatto delle politiche territoriali, un
sistema di ricerca permanente dal quale possano emergere indicazioni per
programmazioni a lunga scadenza, ma, nello stesso tempora possibilità di
apportare modifiche in corso d’opera. Tutto questo dovrebbe essere tradotto in
un rapporto annuale con le caratteristiche di un vero e proprio supporto al
territorio. Il rapporto potrebbe essere a cura dell’eventuale Agenzia
Provinciale sulle Politiche Giovanili.
Comitato Provinciale per la Difesa e lo Sviluppo della Democrazia
PROGETTO 2007/2008
“Il futuro ha una memoria” Il cammino dei Diritti Umani e della Costituzione
- Cefalonia 2008 - La nave della memoria e della Pace.
Il programma prevede attività per:
− la GIORNATA DELLA MEMORIA a Cremona, Crema e Casalmaggiore (27
gennaio 2008);
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Provincia di Cremona
− LA GIORNATA DEL RICORDO (10 FEBBRAIO 2008);
− il 25 APRILE 2008;
− il VIAGGIO DELLA MEMORIA A CEFALONIA, per gli studenti delle
Scuole Superiori della Provincia di Cremona (da venerdì 2 a martedì 6 maggio
2008);
− la FESTA DELL’EUROPA (9 maggio 2008);
− la FESTA DELLA REPUBBLICA (2 giugno 2008);
− la GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA (4 settembre
2008).
Sono previsti, durante le celebrazioni ed in altre occasioni nel corso dell’anno,
cicli di conferenze e testimonianze curate da studiosi, storici e testimoni;
spettacoli teatrali, laboratori didattici e teatrali per ragazzi, letture animate
per le scuole, proiezioni di film, laboratori di animazione teatrale per le
Scuole Elementari e Medie sul tema della Costituzione.
Promozione del territorio e rapporto con i piccoli comuni
La delega ai rapporti con i piccoli Comuni assume particolare rilievo a Cremona,
poiché, se in Lombardia su 1546 Comuni, 1152 sono definiti “piccoli” e ben 14
Comuni lombardi compaiono nella lista dei 100 più piccoli d’Italia, nella nostra
provincia su 115 Comuni ve ne sono 13 con meno di 500 abitanti, 28 con
popolazione residente fra 500 e 1000 abitanti e 39 fra 1000 e 2000. Una realtà
molto frammentata che necessita di attente e lungimiranti politiche di sostegno,
dall’assistenza alla scuola, dalla sicurezza allo sviluppo economico.
Il piccolo Comune può trovare un interlocutore forte nella Provincia, soggetto di
programmazione e coordinamento di area vasta e di attuazione delle politiche di
sviluppo locale.
Grazie alla delega ai rapporti con i piccoli Comuni, la Provincia svolge iniziative
di sostegno e di sussidiarietà, promuove e coordina attività sia nel settore
economico e produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale e culturale
(Sistemi Bibliotecari, Sistema Museale e Sistema Teatrale). La Provincia ha
incentivato nell’ambito del PTCP la gestione associata dei servizi (i risultati sono
andati oltre le aspettative. Sono 11 le Unioni che aggregano i piccoli Comuni).
Crediamo fermamente nelle Unioni dei Comuni, che costituiscono la forma più
ambiziosa e impegnativa di gestione associata di funzioni. Sempre più le Unioni
risultano anche nuovi soggetti di programmazione territoriale, di riconquista di
capacità e possibilità concrete di governo dei territori da parte degli
amministratori dei piccoli Comuni, con i quali la Provincia ritiene indispensabile
avere un dialogo e una cooperazione.
Per garantire idonee forme di consultazione, è attivo l’Ufficio Progetti Speciali
che ha funzione d’interfaccia tra la Provincia e i piccoli Comuni, con l’istituzione
del Portale Provinciale dei Piccoli Comuni e la relativa newsletter.
L’Assessorato ai rapporti con i piccoli Comuni è un punto d’ascolto e di
supporto informativo/formativo, in sinergia con il CISAL, il Comitato
Istituzionale per gli studi sull’Amministrazione Locale, è stato rinnovato nella
composizione ed integrato di nuove funzioni con l’attività di sostegno agli Enti
minori, con l’organizzazione di convegni, di seminari, di giornate di studio sulle
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Provincia di Cremona
problematiche dell’amministrazione locale, di corsi di formazione e di
aggiornamento professionale per i dipendenti dei piccoli Comuni.
A tal fine si organizzerà nel mese di gennaio 2008 un seminario in collaborazione
con ANCI e Legautonomie proprio sul tema delle Unioni per verificarne i punti
di forza e le criticità.
Valutata l’opportunità di prevedere una modalità di consultazione con le realtà
comunali di minore dimensione e le loro forme associative, al fine di recepire utili
indicazioni per la realizzazione di progetti, ricerche, incontri, dibattiti pubblici,
attività informative e formative, la Commissione Affari Istituzionali ha ritenuto
utile consolidare le funzioni svolte dalla Consulta dei Comuni, attraverso
l’aggiunta di un ulteriore comma all’art. 18 del Regolamento degli Istituti di
Partecipazione.
In particolare, la nuova previsione normativa dell’art. 18 sopracitato dispone che
la Consulta dei Comuni può essere convocata in forma ristretta ai Sindaci dei
Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti o ai loro delegati e che ad essa,
convocata e presieduta dall’Assessore ai Rapporti con i Piccoli Comuni, sono
invitati a partecipare anche i Presidenti delle Unioni di Comuni.
Una nuova opportunità che la Provincia ha voluto mettere in campo come
sostegno ai Comuni di minore dimensione demografica.
Difensore Civico
Rafforzare e potenziare la presenza del Difensore Civico, organo indipendente
che ha il compito di garantire l'imparzialità e il buon andamento della Pubblica
Amministrazione e, si adopera affinché gli atti o i provvedimenti abbiano regolare
corso e siano tempestivamente emanati, segnalando, anche di propria iniziativa,
gli abusi, le carenze e i ritardi dell'Amministrazione.
Interviene al fine di prevenire l'insorgere di controversie tra il singolo cittadino e
la Provincia od i Comuni convenzionati, vigilando sulla conformità dell'azione
amministrativa alle leggi, assicurando il rispetto e la tutela dei diritti e delle
posizioni giuridiche soggettive, in generale favorendo il dialogo e la
Comunicazione tra cittadino e Amministrazione.
Finora hanno stipulato la convenzione i Comuni di: Annicco, Azzanello, Ca'
d'Andrea, Castelverde, Capralba, Chieve, Corte de' Frati, Drizzona, Gabbioneta
Binanuova, Isola Dovarese, Monte Cremasco, Montodine, Olmeneta, Ostiano,
Piadena, Pieve d'Olmi, Pozzaglio ed Uniti, San Bassano, San Daniele Po, Spino
d'Adda, Tornata, Torre de' Picenardi, Vaiano Cremasco.
Sistema Fieristico Provinciale
Il progetto relativo alla costituzione del Sistema fieristico provinciale, coordinato
dalla Provincia, coinvolge numerosi Organismi (ad oggi Camera di Commercio
Industria Artigianato e Agricoltura, CremonaFiere, Gal Oglio-Po, Reindustria
Cresvi, Strada del Gusto Cremonese, Comitato di S. Pantaleone, Comitato
Settembre Offanenghese, Comuni di Grumello Cremonese, Ostiano, Pandino,
Piadena, Rivolta d’Adda, Crema, Cremona, Casalmaggiore, Vescovato,
Formigara, Canneto sull’Oglio, Pizzighettone-Fiere dell’Adda, Pro Loco
Casalmaggiore, Pro Loco Soncino, Moto Club Cremona).
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Provincia di Cremona
Il protocollo d’intesa approvato prevede la realizzazione di un progetto di
marketing territoriale basato sulla promozione e valorizzazione delle fiere locali
e l’elaborazione di un piano di azione nel quadriennio 2006/2009, supportato
dalla Consulta delle fiere provinciali, che contempli i seguenti obiettivi di
massima:
la contrattazione e l’acquisto comuni di spazi pubblicitari, la definizione di
forme di comunicazione coordinate, l’utilizzazione di un logo che identifichi “il
sistema”, la promozione d’iniziative finalizzate a far conoscere e valorizzare le
specificità del territorio provinciale sotto il profilo economico, culturale, turistico,
naturalistico e sociale, la partecipazione con uno stand alle fiere provinciali; la
realizzazione di pubblicazioni sulle fiere e la gestione del sito internet del
Sistema fieristico provinciale.
Progetto “Piazze, Cantieri Culturali”
È in corso di definizione un progetto dedicato alla valorizzazione degli spazi
pubblici dei Piccoli Comuni della provincia di Cremona. Il lavoro sarà
strutturato in varie fasi: esplorativa, propositiva, promozionale ed anche attuativa,
in cui i Piccoli Comuni sottoscrivano un Protocollo d’Intesa per la valorizzazione
degli “spazi aperti”.
La fase esplorativa sarà di ascolto e scoperta, raccolta documentaria ed
iconografica, campagna fotografica con collaborazioni con gli attori locali.
La fase propositiva prevede un percorso conoscitivo per l’individuazione di
possibili sviluppi per la valorizzazione degli spazi aperti, incontri con la
cittadinanza per indurre una partecipazione alla rivitalizzazione degli stessi, la
creazione di un forum.
La fase promozionale consta nella realizzazione di una mostra itinerante che
racconti la storia dei luoghi, le loro evoluzioni urbanistiche e sociali, attraverso un
astretta collaborazione con l’Archivio di stato e le istituzioni museali.
La fase attuativa individuerà progetti pilota per la riqualificazione architettonica
degli spazi aperti che, con elementi chiaramente indibviduaìbili e riconoscibili,
riconducano gli interventi ad una logica comune.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI GIORGIO TOSCANI
Assessore Provinciale all’Agricoltura, foreste ed alimentazione,
Caccia e Pesca.
__________________________________________________________________
Premessa
le linee di progetto che interessano direttamente il Bilancio dell'Ente riguardano
esclusivamente le materie trasferite alle Province, in particolare il miglioramento
della competitività aziendale, la meccanizzazione agricola e forestale, la miglior
gestione ambientale dei reflui zootecnici, gli interventi in materia di forestazione,
caccia e pesca, la promozione dei prodotti tipici.
Su questi filoni l'entità delle risorse disponibili è provvisoria e suscettibile di
modificazioni che dipendono dagli assestamenti del Bilancio Regionale,dalle
risorse PSR e altre possibili fonti FESR.La restante parte delle attività riguarda gli
interventi dovuti attualmente alla applicazione dei programmi comunitari che
fanno riferimento al Regolamento alla revisione di medio termine (Reg.
1782/2003), con la conseguente gestione delegata delle misure contenute nel
Piano di Sviluppo Rurale in base al Reg.1698/05 e dei successivi Reg. applicativi
n. 1974/06 e 1978/06. Il PSR tradotto nei 4 assi è sicuramente in continuità con il
passato e, da questo punto di vista, non mostra grandi novità. Le misure
aumentano nel numero ma i contenuti degli assi rimangono gli stessi del passato:
competitività (innovazione, investimenti, risorse umane), agroambiente e
forestazione, differenziazione produttiva (tra cui l’energia), agriturismo e infine il
capitolo destinato all’ex iniziativa comunitaria leader.
Nuovo PSR 2007-2013
la nuova programmazione comunitaria dovrebbe portare nella nostra provincia
circa 90 milioni di € (se ci riferiamo al dato di riferimento storico) cifra
importante e significativa per l’intero territorio e nello specifico per il settore
agricolo-rurale e la filiera agroalimentare.
Il PSR tradotto nei 4 assi è sicuramente in continuità con il passato e, da questo
punto di vista, non mostra grandi novità. Competitività (innovazione,
investimenti, risorse umane), agroambiente e forestazione, differenziazione
produttiva (tra cui l’energia), agriturismo e infine il capitolo destinato all’ex
iniziativa comunitaria leader.
Unica vera novità consiste nell’introduzione dei “Progetti Concordati” di filiera
o d’area i quali concorrono in modo complementare al raggiungimento di obiettivi
quali il miglioramento della competitività e delle caratteristiche qualitative dei
settori agricolo forestale e del territorio rurale nel rispetto di metodi produttivi
sostenibili delle risorse naturali. Importante il ruolo del settore nella definizione
dei progetti strategici da proporre come finanziabili.
Gal
Altra novità sarà la gestione delle misure dell’asse 3 del PSR all’interno delle
quali viene finanziato il Piano di Sviluppo Locale (PSL) del nuovo GAL. La
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Provincia di Cremona
provincia infatti eserciterà la competenza relativa all’istruttoria e collaudo delle
domande sui bandi previsti dal PSL dell’area Leader.
Distretto del Pomodoro
Importante sarà anche la gestione del rapporto con le misure del nuovo PSR
relativamente alle attività del distretto del pomodoro, per promuovere tutte le
forme di confronto, collaborazione e coordinamento tra le parti a vario titolo
coinvolte nella filiera del pomodoro da industria al fine di rafforzarne la
competitività nel suo complesso,distretto che si è costituito insieme alle province
di Parma e Piacenza.
Progetti Patto per lo sviluppo
Progetto Biosicurezza negli allevamenti
Progetto filiera grano duro-pasta
Distretto del pomodoro
Educazione alimentare (risorse patto 2008)
Sono i progetti finanziati dal patto sui quali saremo impegnati insieme a vari
soggetti coinvolti per la loro concreta realizzazione.
Forestazione e ambiente
Nel corso del 2008 vi sarà l’apertura di tutti i bandi previsti dal nuovo Piano di
Sviluppo Rurale approvato dalla commissione europea il 19 settembre 2007 che
impegneranno gli uffici sulle misure 221 “imboschimento dei terreni agricoli”,
223 “imboschimento dei terreni non agricoli”, 214”pagamenti agroambientali”,
216 “interventi non produttivi”, 311 “diversificazione in attività non agricole” e
“indennità natura 2000”.
Le domande previste saranno circa 2000 di cui 1000 sui pagamenti
agroambientali.
Piano di Indirizzo Forestale: continuano le attività necessarie all’aggiornamento e
gestione del PIF
Sistemi Verdi - Progetto “Un Po di Foreste”: continuano le attività necessarie
all’erogazione ai Comuni partecipanti dei contributi inerenti il progetto regionale
“Dieci Grandi Foreste di Pianura” e si prevede l’attivazione del nuovo progetto
regionale di forestazione “Sistemi Verdi”
Piano agricolo triennale
Nel corso del 2008 terminerà la stesura del Piano agricolo provinciale il quale
prevederà: attività di divulgazione e approfondimento tematico anche con
l’organizzazione di convegni e tavole rotonde.
Altre attività finanziate
Programma di comunicazione ed educazione alimentare: progetto di educazione
alimentare nelle scuole, corsi teorico pratici per docenti e alunni. Partecipazione a
fiere nel Settore Agroalimentare con finalità divulgative e promozionali di
prodotti Cremonesi
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Provincia di Cremona
Tavoli di consultazione
Prosegue il lavoro dei tavoli: suinicolo, avicolo, del latte (che verrà riconvocato
dopo un lungo periodo di inattività per responsabilità dei componenti del tavolo
soprattutto di Assolate che non ha più partecipato) e della consulta acqua che
dovrà dare continuità al lavoro svolto in particolare dopo i risultati emersi dal
bilancio idrico.
Settore attività venatoria e ittica
Alla base della gestione faunistico-venatoria vi è lo studio delle consistenze e
delle dinamiche della popolazione che, unitamente allo studio degli habitat,
consente di elaborare modelli matematici e statistici capaci di esprimere il grado
di vocazione e le potenzialità faunistiche del territorio, nelle sue diverse
specificità provinciali, indicando gli obiettivi di programmazione faunisticovenatoria e le priorità di azione.
A questo strumento si aggiungono inoltre i piani di controllo delle specie nutria e
piccione torraioli oltre che della cornacchia grigia: attraverso questi strumenti
sono normati i tempi e modalità di intervento stabiliti per raggiungere l’obiettivo
di controllo, seppure nel rispetto delle colture agricole, della sicurezza collettiva,
delle caratteristiche ecologiche della specie bersaglio e delle altre specie di fauna
selvatica.
Nel 2008 si prevede l’approvazione del nuovo Piano Ittico Provinciale con
relativa Valutazione Ambientale Strategica. Il problema più grande in questo caso
è quello di rendere omogeneo il sistema della pianificazione a livello
interprovinciale per i corsi d’acqua che sono area di confine. Fare in modo, cioè,
che non ci siano misure e limitazioni diverse passando da una sponda all’altra di
un corso d’acqua. La gestione del patrimonio ittico rimane comunque difficile a
causa dei molteplici aspetti caratterizzanti gli ecosistemi acquatici e delle diverse
destinazioni d’uso delle acque, nonché il repentino variare delle condizioni
ambientali
Mondiali di pesca per nazioni
Nella prima settimana di settembre si svolgeranno lungo il campo gara del canale
navigabile i mondiali di pesca che porteranno a Cremona gli atleti di circa 40
Paesi. Un appuntamento importante che coinvolgerà più settori della Provincia e
diversi soggetti del territorio,comuni, AIPO, FIPSAS, Camera di Commercio,
Regione e altri. Per organizzare al meglio l’appuntamento si è costituito un
apposito Comitato Organizzatore. L’obiettivo, oltre al mondiale in sé è quello di
realizzare un campo gara permanente che consentirà di poter organizzare in
futuro altri appuntamenti di alto livello competitivo sia nazionali che
internazionali.
Confronto europeo della razza frisona
Durante la manifestazione del Bovino da latte del 2008 è prevista l’organizzazione
del confronto europeo della razza frisona un appuntamento di grande rilevanza
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che porterà a Cremona una manifestazione che si tiene ogni due anni ed è di
grande importanza per il sistema allevatoriale europeo è quindi per Cremona e il
suo sistema agricolo una grande occasione. Come settore agricoltura
parteciperemo alla organizzazione dell’appuntamento insieme a Cremona Fiere e
al sistema allevatoriale provinciale e nazionale.
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Relazione Presidente ed Assessori