6 Ananas a lieto fine
Funzionano gli accordi con i
fornitori per il rispetto
dei diritti umani
Silvia Ferretti
20 Settanta case in muratura
Il progetto per la costruzione
di un villaggio in India
Laura D’Ettole
9 I segreti di Siena
Intervista a Giovanni Righi Parenti
Giulia Mannini
11 Dentro la sfoglia
Sotto le mura di Monteriggioni.
L’esperienza di Belverde
Laura D’Ettole
21 Premiato il Banco alimentare
Con i punti del catalogo
27 A tavola a tema
Spagna, Sicilia, Messico e Francia
il 11/04/2001.
Questo numero diffonde
530.000 copie.
5
Maggio 2001
Mensile dell’
UNICOOP FIRENZE
Via Santa Reparata 43
50129 Firenze
Tel. 05547801
Fax 055474889
CUCINA & CANTINA
12 Cacciucco verace
Solo pesci modesti e con lische.
Le varianti
Leonardo Romanelli
Un piatto che fa bene
Alessandra Pesciullesi
13 La ricetta del mese
Piccione con scorzonera
14 La Vernaccia
Il bianco amato da papi e principi.
I risultati della degustazione
Michele Franzan
Salute: bianco o rosso?
Monica Galli
www.coopfirenze.it
OCCASIONI DEL MESE
Registraz.Trib. Firenze
n. 1554 del 17/07/63
Direttore Responsabile
Antonio Comerci
MONDO COOP
16 Arriva il catalogo
Tante novità, più occasioni
per avere i punti
17 La via Flaminia
Da Roma a Rimini,
passando per le Marche
TOSCANA
28 Itinerari ebraici
Le comunità di Pisa e Livorno
Iacopo Cassigoli
30 A pesca con la mosca
Maurizio Fanciullacci
31 Professione dj
Pregi e difetti di un mestiere
molto amato dai più giovani
Francesca Perna
RACCONTI
28 Uno schiaffo dal cielo
Riccardo Gatteschi
29 La stanza del forno
Miriam Serni Casalini
SALUTE
32 Contro l’artrosi
Cure e rimedi
Alma Valente
Coordinamento
33 Il giusto peso
Non è il peso ideale.
Come si calcola
Francesco Morelli
redazionale
Silvia Ferretti
Segreteria di redazione
Graziella Pezzatini
RUBRICHE
Foto di Copertina
Carola Ciotti
Grafica
W.Sardonini/SocialDesign
Impianti
La Progressiva
Stampa
Nuova Cesat Coop
18 Fresco in casa
Piccola guida al condizionamento
domestico dell’aria
Rossana De Caro
4
17
19
22
24
34
35
Lettere dei soci
Maggio al super
Maggio all’iper
Attività delle sez. soci
Tempo libero
Appuntamenti in Toscana
Segnalazioni
Q
uando si accorse che
non erano arrivati allo
zoo di Pistoia scoppiò
a piangere. Pietro si
era dimenticato di
avvertirlo del cambio di
programma. Errore da evitare,
con Simone.
Qualche mese prima, mentre
stavano davanti alle gabbie dei
felini a osservare il leone, la tigre e
il leopardo che si muovevano senza
sosta avanti e indietro, era arrivata
accanto a loro una famigliola:
padre, madre e bimba piccola.
Il padre, dotato di videocamera,
si era avvicinato alle gabbie,
scavalcando anche la siepe
divisoria, e aveva iniziato a urlare
contro le belve: le invitava a ruggire.
Non c’era alcun pericolo, l’uomo
stava bene attento a non sporgersi.
VALERIO AIOLLI
con aria assente, sembrava non
rendersi conto di ciò che aveva di
fronte. O si vergognava per lui, più
probabile. D’improvviso il leopardo
si era fermato, aveva alzato la
zampa e aveva schizzato con
forza un lungo getto di orina,
inondando il volto della bambina
e la videocamera. Il padre aveva
bestemmiato, mollato la figlia,
tirato fuori un fazzoletto e iniziato
ad asciugare la videocamera. La
bambina urlava. Sua madre
cercava inutilmente di infilarsi
che gli passasse. Senza dire una
parola, senza voltarsi, senza quasi
guardarlo dallo specchietto. Un
atteggiamento sconcertante,
diceva la “psaico”. Al limite
sarebbe preferibile rimproverarlo
duramente, diceva, piuttosto che
rimanere inerte in quel modo.
Pietro, però, che cosa poteva farci?
Niente. Il silenzio passivo non era
una risposta chiara, lo sapeva
anche lui. Ma era la sua unica
risposta possibile alle bizze di
Simone, in quel periodo. L’unica
nella siepe per soccorrerla senza
rovinarsi le calze. Simone rideva. E
Pietro, da allora, non se l’era più
sentita di tornarci, allo zoo.
maniglia a cui riusciva a
tenersi aggrappato per non farsi
travolgere dall’irresistibile voglia
di mollargli uno schiaffo.
FOTO PHOTO90
La bizza di Simone
e storie ti piombano addosso a tradimento. Tu sei
lì che magari lavori ad altro
e di punto in bianco smetti
per iniziare a scrivere qualcosa di completamente diverso». PerValerioAiolli è ormai
una costante. Lui, che al mattino lavora
negli uffici amministrativi di un’azienda
privata e al pomeriggio si trasforma in
scrittore, fa sempre così. Inizia un lavoro e
poi un altro accumulando materiale e idee.
Fino alla folgorazione. «Il primo capitolo
del mio ultimo romanzo – racconta lo
scrittore fiorentino – l’ho scritto tanto
tempo fa. Durante una pausa di riflessione
dell’altro romanzo, “Io e mio fratello”. Poi
l’ho messo da parte finché non è riemerso
ed è diventato un libro».
Aiolli, quarant’anni, scrittore “part
time”, è uno degli autori emergenti più
applauditi dalla critica negli ultimi anni.
Il suo primo libro,una raccolta di racconti
dal titolo “Male ai piedi” (Cesati editore)
fu assai apprezzato dagli addetti ai
lavori. Il romanzo d’esordio, “Io e mio
fratello” (vincitore del premio Fiesole),
è stato salutato da Antonio Tabucchi sul
Corriere della Sera come una rivela-
zione. E l’ultimo, “Luce profuga”, si annuncia piacevole conferma.
Lui non sembra scomporsi più di
tanto. Conserva il solido lavoro d’ufficio e continua a
considerarsi «molto più
lettore che scrittore».
Il suo autore preferito?
«Joyce. Mi potrò chiamare scrittore quando
potrò scrivere la versione 2000 dell’Ulisse», dichiara scherzando. Nel frattempo
si allena cimentandosi con un sacco di
progetti in contemporanea. Privilegia le
vicende apparentemente minime, che
nascondono però un potenziale dirompente di rottura. «Mi piace narrare delle
piccole grandi rivoluzioni che cambiano
la vita degli uomini. Dalle trasformazioni
sociali agli incontri tra mondi diversi.
Non sono solo storie. E’ un modo per
interpretare il mondo».
Gli animali sembravano non
vederlo né sentirlo: continuavano
nel loro andirivieni impenetrabile.
L’uomo allora era tornato indietro,
aveva preso in braccio la figlia e si
era di nuovo appressato alle gabbie.
«Guarda! Guarda!», strillava nelle
orecchie della bambina. «Guarda
questo leopardo quanto è
coglione!». La bambina stava lì
Il parcheggio di Villa Demidoff
era deserto, quattro macchine
compresa la loro. Intimidite,
addossate l’una all’altra come
pecore per sfruttare l’ombra di una
quercia. Il pianto di Simone stava
diventando una bizza violenta.
Niente di nuovo: Simone aveva
un debole per le bizze. Pietro,
seduto al suo posto, attendeva
Questo la “psaico” non lo sapeva.
Mica gli si può raccontare tutto, agli
psicologi.
Ci vollero venticinque minuti.
Venticinque minuti di urla ritmate,
che alla fine gli erano sfuggite da
qualsiasi capacità di controllo. Poi,
come sempre, quel ritmo iniziò a
farsi più lento, il tono della voce ad
abbassarsi. Smise per consunzione,
SCRITTORE
PART-TIME
di Silvia Gigli
«L
2 INFORMATORE
sfinito. Congestionato, bagnato di
sudore. Come Pietro.
Lo fece uscire dalla macchina.
Simone eseguì docilmente i
movimenti che Pietro gli suggeriva
tenendolo per le spalle. Un
fantoccetto senz’ossa. Montò sulla
bicicletta ma rimase lì al sole,
con i piedi a terra,
come schiacciato
da tutta quell’aria
che si andava
saturando di
calore.
INFORMATORE 3
TERZAPAGINA
SOMMARIO
Chiuso in tipografia
ATTUALITÀ
Da “Luce profuga”
di Valerio Aiolli
Edizioni e/o
Roma, 2000
Lit. 25.000
I LIBRI
CONFRONTO FRA MONDI
Un quarantenne italiano lacerato e disilluso, con un
matrimonio fallito alle spalle e un figlio difficile, e
un rifugiato bosniaco in cerca di lavoro. Due mondi
lontanissimi e diffidenti che si incontrano e per Pietro, il
protagonista di “Luce profuga” (edizioni e/o), è l’inizio di
una rivoluzione. Il silenzioso Goran, giunto nella sua ditta
di legno da un mondo oscuro e minaccioso, sconvolgerà
il suo equilibrio già dissestato e lui dovrà scegliere da
che parte stare. Sullo sfondo, la piana di Sesto Fiorentino
e la sua ossessiva monotonia di fabbriche, capannoni e
noia. «La storia di Pietro credo sia un po’ l’analisi di un
atteggiamento di incertezza nei confronti di questi nuovi
problemi che è tipico della fascia media. Che non è quella
dei volontari, ma neanche quella che si pone in modo
razzista. Eppure si vede il problema scaricato addosso
e si regola sulla contingenza della situazione», dice lo
scrittore. Se nel suo romanzo precedente (“Io e mio
fratello”, edizioni e/o) la Firenze del 1966 faceva da sfondo
ad una vicenda familiare sull’orlo di una crisi epocale,
adesso Aiolli fa i conti con altri mondi. Scavando nelle
contraddizioni e nelle paure dell’animo umano.
U
so quotidianamente l’acqua minerale Coop perché è un’ottima minerale. Però ho visto che dalla
sorgente Monte Cimone, che aveva un
tasso di nitrato di 2,0 mg/l e quindi
molto al di sotto dei limiti di legge, siete
passati alla sorgente Grigna che ha un
tasso di nitrato del 7,8 mg/l, appena
sotto al limite fissato dalla normativa.
Come mai avete optato per un’acqua
peggiore?
Paolo Spinelli – E-mail
L’acqua minerale a marchio Coop,
fin dall’inizio, proviene da due sorgenti,
Monte Cimone e Grigna. La prima doveva servire per i punti di vendita a sud
degli Appennini e la seconda (situata
sulle Alpi) doveva essere distribuita nel
nord Italia. Purtroppo la sorgente del
Monte Cimone non basta a soddisfare
tutte le richieste, dato che ha avuto
un gran successo presso i nostri soci,
per cui ogni tanto siamo costretti a
vendere anche quella della sorgente
Grigna. Dalle tabelle in nostro possesso,
ci risulta che i nitrati sono 2,2 mg/l per
Monte Cimone, 9,1 mg/l per Grigna,
mentre il limite di legge è 45 mg/l che
diventa 10 per le acque destinate all’alimentazione dell’infanzia.
Salumi in bianco
INFORMATORE
COOP
v. S. Reparata 43
50129 Firenze
Posta elettronica:
informa@
coopfirenze.it
Fax 055474889
La redazione
si riserva
di abbreviare
le lettere, senza
naturalmente
cambiarne il senso.
Le lettere non
pubblicate sono
comunque
all’attenzione
delle varie strutture
Coop interessate.
N
oto che i salami sono spesso
ricoperti da uno strato bianco
farinoso. Di che cosa si tratta e a che
cosa serve? In un supermercato (non
della Coop) ho visto che su alcuni salami
c’erano chiazze estese di una muffa
bianca! A prima vista non si notava,
mimetizzata dallo strato bianco farinoso. Forse è un’usanza tradizionale per
migliorare l’aspetto dei salami senza
pensare che ci possono essere muffe
dannose. Non sarebbe opportuno eliminare e vietare l’uso di quello strato
bianco farinoso di cui non ho capito
l’utilità?
Martin Krueger – Firenze
La muffa costituisce un elemento
tipico e caratteristico, sempre e naturalmente presente sulla superficie esterna
di quasi tutti i prodotti stagionati, dai
formaggi ai salumi. Le muffe sono necessarie nel processo di stagionatura.
Sono i batteri e le muffe che trasformano un impasto di carne suina cruda,
opportunamente salata e speziata, in
un “salame” pronto da consumare.
Le muffe agiscono in particolare nell’ultima fase di stagionatura, in cui il
salume perde acqua e contemporaneamente forma al suo interno una serie
di sostanze che danno gusto e profumo all’insaccato. I ceppi di muffe più
comunemente riscontrabili negli ambienti di stagionatura e sulla superficie
vendita, in comunissima farina alimentare (di riso o di frumento). Quest’operazione serve per rendere più asciutta
la superficie dei salami.
Dottor Edoardo Romoli
consulente settore agroalimentare
FIORENTINI
PER FORZA
T
rovo molto interessante il
vostro mensile, ma devo
anche criticarvi per l’eccesso di “fiorentinismo” che
trovo sulla rivista. Poco spazio dedicato
alle varie realtà toscane, non fiorentine,
e troppo, troppo spazio a Firenze e dintorni. Addirittura si cerca di trasformare
in fiorentino anche quello che non è,
come Sandro Veronesi, nell’articolo
“Pensando a Topolino” del numero di
marzo, pag. 2. Tutti, ma dico proprio
tutti, sanno che Veronesi è uno scrittore
pratese, ma nell’articolo l’avete trasformato in “fiorentino, vissuto a Prato
dall’età di due anni fino alla laurea”.
Ma contano di più due anni passati a
Firenze, o quasi trenta trascorsi nella
seconda città della Toscana? Per voi è
dei salumi appartengono alla specie
Penicillium nalgiovense. Questa muffa
superficiale, detta anche “piumatura”,
non costituisce un pericolo per la salute
del consumatore. Alcuni tipi di salame
(Toscano, Milano, Fabriano ecc…) vengono commercializzati con la caratteristica “piumatura” bianca: lo strato
di muffa viene solo spazzolato o allontanato con un forte getto d’aria. Altri
salumi (Ungherese, salsiccia Napoli
ecc…) sono presentati perfettamente
puliti; di norma si provvede a rimuovere
completamente il naturale strato di
muffa, lavando il salume con acqua.
Infine, alcuni produttori usano passare
i salami, prima della spedizione ai punti
sempre tutto fiorentino! Non si poteva
scrivere che Veronesi è fiorentino di
nascita e pratese di adozione? Cercate
di migliorare questi aspetti che, credetemi, sono veramente fastidiosi, e date
più spazio all’area pratese!
Giuseppe Sanseverino - Prato
La “fiorentinità” dell’Informatore è
un dato che tutti (pisani, senesi, aretini,
pistoiesi) ci contestano. Secondo noi è
ingiusto, ma il giudizio lo devono dare i
lettori. Occorre comunque considerare
che su tre milioni di toscani quasi un
milione abita nella provincia di Firenze:
Cattivo esempio
N
ella Coop dove sempre faccio
la mia spesa, quella di Bagno a
Ripoli, ho visto alla gastronomia buttare, nello stesso contenitore dei rifiuti,
plastica, avanzi di cibo e stagnola tutto
insieme. Dopo tutto quello che si dice
a favore dei rifiuti differenziati, non mi
sembra bello che un’azienda come la
vostra dia un così brutto esempio.
Lea Maestro – Bagno a Ripoli
Nei supermercati facciamo la raccolta differenziata in base ad accordi
con le aziende (prima erano municipalizzate) preposte allo smaltimento dei
4 INFORMATORE
rifiuti. A Bagno a Ripoli è efficiente la
raccolta della carta, della plastica e
dell’organico. In quest’ultimo vengono
differenziati i rifiuti dell’ortofrutta, del
pesce, della gastronomia calda. Nel
caso dei salumi e formaggi a tagIio
attualmente vengono raccolte solo le
scorze dei formaggi, che sono date ad
un canile per integrare la parte proteica
dell’alimentazione dei cani randagi. I
responsabili del punto vendita, sollecitati anche dal messaggio della socia,
hanno attivato la differenziazione degli
imballaggi dalla parte organica: un prosi danno da fare, come tutti gli altri, ma
sono di più. Detto questo non si può non
riconoscere che sul giornale ci sono
spesso articoli che riguardano le molte
realtà toscane e cercheremo in futuro
di fare ancora meglio.
Nel risvolto dell’ultimo libro di Sandro Veronesi c’è scritto: nato a Firenze
nel 1959, vive a Roma ecc. Nessun accenno alla “pratesità” di Veronesi. Del
resto per i soggetti e le trame dei suoi
scritti potrebbe essere milanese o palermitano, indifferentemente. E’ vero
che la sua città lo ha festeggiato come
“pratese dell’anno”, quindi è vero che
“tutti, ma proprio tutti, sanno che Veronesi è scrittore pratese”, ma solo a Prato. Nell’articolo l’aggettivo “fiorentino”
sta per “nato a Firenze” e nessuno ha
tolto a Veronesi i trent’anni trascorsi a
Prato. Non sarebbe giusto essere tutti
un po’ meno campanilisti, guardando le
appartenenze con più distacco?
blema non difficile da risolvere, senza
intaccare il livello del servizio e l’organizzazione degli spazi. In altri supermercati la situazione è diversa e più
difficile da attuare.
Domenica dove
S
tamani per la prima volta ho visitato il vostro sito, il motivo è
che sto cercando di sapere se ci sono
dei negozi aperti di domenica, ma purtroppo non ho avuto molta fortuna nella
ricerca. Vorrei consigliarvi di mettere in
preventivo un’informazione del genere,
perché ci sono molte persone che hanno
una vita molto incasinata e magari non
INFORMATORE 5
possono fare la spesa nei giorni feriali
per mancanza di tempo e poter sapere
dove trovare il più vicino centro aperto
sarebbe molto utile.
Laura M. - Dicomano
che questo sistema è molto macchinoso
e stiamo pensando di mettere questo
tipo di informazioni nel link notizie della cooperativa, con l’elenco, volta per
volta, delle aperture annunciate.
Gli orari dei negozi sono al sito
www.coopfirenze.it al link “rete di vendita”. Appare una mappa delle province
in cui siamo presenti: linkando una
di esse appare a destra l’elenco dei
Comuni e da questo elenco si arriva
al singolo punto vendita. Ci sono gli
orari normali, eventuali proroghe ed
aperture domenicali. Ci rendiamo conto
ERRATA CORRIGE INFORMATORE 4
A pagina 4, “Un po’ di storia”, il socio
Giorgio Pallanti risulta socio della Coop
Ferrovieri dal 1967 e non dal 1956,
come è in realtà.
A pagina 11, “La Maremma del
tufo”, Sorano risulta vicino al lago di
Bracciano, quando invece si trova a
pochi chilometri da quello di Bolsena.
LETTERE
LETTERE
Acqua
da buongustai
AGENDA SOCI
26/4 - 9/5
Pecorino fresco tipo primo sale,
offerta nei supermercati e inCoop
30/4 - 12/5
Condizionatore d’aria ecologico De Longhi L. 1.150.000,
solo negli Ipercoop
Polo in piquet di marca Asics e Robe di Kappa L. 33.500,
in tutta la rete
Poltroncina (L. 165.000) e puff (45.000) colore blu,
struttura in pino, tessuto cotone (70%) e poliestere (30%),
in tutta la rete
14 - 26/5
Videocamera Sharp 8 mm, in tutta la rete
Fotocamera zoom Pentax, in tutta la rete
Portaombrelli fatto a mano in maiolica di terra rossa,
solo negli Ipercoop
21/5 - 2/6
Spalla stagionata con osso prodotto nazionale,
in tutta la rete
simbolicamente il lieto fine di una
vicenda cominciata un anno e mezzo
fa nelle piantagioni della Del Monte,
la multinazionale dalla quale Coop
acquista, tra le altre cose, gli ananas
venduti col proprio marchio.
Tredicimila ettari di terreno a
non più di 50 chilometri da Nairobi,
dove 6 mila lavoratori raccolgono
NELLE PIANTAGIONI DEL MONTE IN KENYA
Ananas a lieto fine
di
Silvia Ferretti
grazie anche all’impegno di Coop.
A Thika, in Kenya, il 1° aprile
2001 resterà una data da ricordare
a lungo. Quel giorno rappresenta
COOP ITALIA PER L’IMPEGNO SUI DIRITTI UMANI
Il consiglio di amministrazione della Sai (Social accountability
international) ha candidato Coop Italia come l’azienda più
impegnata al mondo per la promozione del rispetto dei diritti
umani. In particolare è stato messo in evidenza l’impegno di
Coop nella realizzazione di condizioni di lavoro e di ambiente
che rispettino i diritti dell’uomo e del lavoratore.
L’OSCAR DELL’ETICA
La Sai è una derivazione del Council on Economic
Priorites, che ogni anno premia le imprese che si sono
distinte nella realizzazione di iniziative sociali; rappresenta
un’organizzazione di sindacati, organismi non governativi
e aziende volte a promuovere la salvaguardia dei diritti
umani e delle condizioni di lavoro nei paesi in via di
sviluppo. In linea con tale esigenza la Sai ha deciso lo
standard SA 8000, standard internazionale di certificazione
del rispetto dei diritti dei lavoratori ispirato alle convenzioni
Ilo (International labour organization), alla Dichiarazione dei
diritti umani e alla convenzione Onu sui diritti dei bambini.
Funzionano gli accordi
con i fornitori
per il rispetto
dei diritti umani
ogni anno circa 300 mila tonnellate
di ananas. Ma nel novembre del ’99
dalla Toscana parte una denuncia: i
lavoratori sono sfruttati, sottopagati,
le donne discriminate, gli uomini
del sindacato malvisti.
La storia
L’accusa porta la firma del Centro
nuovo modello di sviluppo (Cnms) di
Vecchiano (Pisa), che inizia una campagna di boicottaggio. Quattromila
cartoline arrivano anche a Coop Italia,
che decide di anticipare un’ispezione
già in programma. Due ispettori qualificati, uno dei quali madrelingua,
fannounsopralluogonellepiantagioni
e nel luogo di produzione e intervistano in maniera riservata 172 operai.
L’indagine conferma le denunce del
Cnms: il codice etico di condotta richiesto da Coop ai propri fornitori
viene in larga parte disatteso.
Il salario minimo dei lavoratori
stagionali è al limite della sopravvivenza, nonostante – si legge nel
rapporto – che la Del Monte paghi il
10 per cento in più rispetto a quanto previsto dal governo keniota; le
donne sono costrette a sottoporsi
al test di gravidanza, gli ambienti di
lavoro non sono abbastanza sicuri.
Nessuno indossa le scarpe antinfortunistiche, gli addetti all’uso dei
pesticidi sono sempre gli stessi e
lavorano senza le tute protettive. Non
c’è acqua potabile e le abitazioni dei
villaggi sono in cattive condizioni.
Una situazione incompatibile
con quanto richiesto da Coop Italia
ai propri fornitori.
Inizia così un lungo lavoro di
mediazione finché a marzo dello
scorso anno Del Monte accetta di
inviare, su richiesta e pressione di
Coop, un suo rappresentante a un
dibattito aperto a tutti, alla presenza
del Cnms e del sindacato. Davanti a
un pubblico di circa cento persone
ammette di fatto le proprie responsabilità, impegnandosi a rivedere
molti dei suoi comportamenti.
hanno anche una propria sede) nei
luoghi di lavoro e ad avviare uno studio per la produzione con i metodi
di lotta integrata, secondo quanto
richiesto da Coop.
«Nel mio ultimo viaggio in Kenya
ho visto diversi miglioramenti - dice
Gesualdi -. A cominciare dalla sede
sindacale riservata alla commissione interna, un fatto del tutto nuovo
composta da entrambe le parti, monitorerà il rispetto dell’accordo raggiunto: nuovi controlli sono già in
programma per il mese di giugno.
Un’altra commissione cercherà di
individuare con una certa esattezza
quale sia il fabbisogno medio di una
famiglia, e la Del Monte ha assicurato
che terrà conto del suo parere per i
prossimi aumenti salariali.
FOTO MARKA
Gli obiettivi
raggiunti
Il primo passo ha riguardato l’aumento dei salari, sia dei dipendenti
fissi che dei raccoglitori stagionali e a
chiamata. «Quest’ultimi, che sono la
stragrande maggioranza, prendevano 100 scellini al giorno, circa 3000
lire italiane, contro un fabbisogno
medio giornaliero minimo, per una
famiglia, di 200 scellini - sottolinea
Michele Gesualdi, presidente del
Cnms -. Presi tutti i giorni, ovviamente, e non in modo saltuario». Adesso
la paga è di circa 4.500 lire al giorno,
e soprattutto molti stagionali sono
diventati permanenti.
La Del Monte si è poi impegnata
ad aumentare le fontanelle d’acqua
potabile nella piantagione, a sostituire i tetti in lamiera delle abitazioni
con tetti coibentati, ad applicare con
più rigidità le norme di sicurezza
relative all’uso dei pesticidi - sui quali
verranno organizzati anche dei corsi
di formazione -, a far circolare liberamente i sindacalisti (che adesso
per il paese. Dubito che vi sia un
altro luogo di lavoro in Kenya in cui
il sindacato abbia una propria sede.
Inoltre hanno cominciato a ristrutturare le abitazioni e le scuole».
Ora una commissione apposita,
OP
NOTIZIE QUOTIDIANE
L’Unicoop Firenze
su televideo
di Italia7
e RTV38 Odeon
da pagina 200
6 INFORMATORE
INFORMATORE 7
A tutti quelli che avevano inviato la
cartolina di protesta, Coop ha risposto
con una propria lettera, ringraziando
della segnalazione e illustrando i
diversi passaggi che hanno caratterizzato la vicenda Del Monte.
à
finanziamento con
«La positiva conclusione di questa vicenda evidenzia che gli strumenti di controllo predisposti sono
efficaci - dicono a Coop Italia - e
dimostra l’effettiva possibilità di incidere sui fornitori, anche in aree e
in contesti particolarmente critici».
I progetti futuri
Coop Italia è stata la prima azienda
ad essere attestata con lo standard SA
8000, certificazione che permette alle
aziende di essere riconosciute come
eticamente e socialmente responsabili. «La certificazione non riguarda
il prodotto finale ma tutti i passaggi
della filiera produttiva - dice Franco
Ciappelli, responsabile di gestione SA
8000 Coop Italia -. Abbiamo definito
un codice di condotta al quale i fornitori devono attenersi scrupolosamente compilando un questionario
di autocertificazione. Tutti i nostri
prodotti a marchio, circa 280 tra
alimentari e non, sono certificati SA
8000, il che significa che vengono
realizzati nel pieno rispetto dei diritti
umani e dei lavoratori. Dal mese scorso abbiamo iniziato l’iter che ci permetterà di certificare, entro il 2003,
tutti i fornitori, circa 3 mila, del listino
nazionale di Coop Italia».
ATTUALITÀ
ATTUALITÀ
N
ei villaggi adesso l’acqua
potabile c’è, e tra non molto cominceranno anche i
lavori per sostituire i tetti
in lamiera delle case dove vivono
i lavoratori delle piantagioni di ananas. Che dallo scorso mese possono
contare su salari più dignitosi e migliori condizioni di vita e di lavoro,
Alle Piagge (Firenze)
non c’è solo
un nuovo Centro
commerciale,
ma un luogo
d’incontro
e partecipazione.
Il 5 aprile si è
discusso degli
ananas del Kenya,
con, fra gli altri,
Michele Gesualdi e
don Santoro.
Quali sono le caratteristiche
della cucina senese?
La cucina senese non è ricca
come quella fiorentina o di altre
città del centro nord. È patriarcale,
arriva dalle campagne. Per molti
aspetti è simile a quella toscana, ma i
senesi ebbero il merito di apportare
importanti modifiche alle ricette dei
loro conterranei. Pensiamo alle zuppe di verdura: a Siena le preparavano
con qualche erbuccia in più, come
la nipitella, il timo, lo zenzerino,
che danno una sinfonia di odori e
di sapori. I risultati erano così eccezionali che lo Strozzi, consigliere del
re di Francia, l’aveva praticamente
esportata. Ma non si tratta dell’unico
caso. Lei pensa che la besciamella
sia francese? Invece è una ricetta
originaria di queste parti: farina di
grano, acqua, poco burro. Poi entrò
a far parte del menu francese.
Altri casi illustri?
Il cocito spagnolo è una scottiglia, un insieme di carni mescolate
con vino e carne di suino; da non
confondere con il buglione, un piatto
dei conventi, della provincia, che
contiene anche la verdura.
INFORMATORE 9
CUCINA TRADIZIONALE
Veniamo ai prodotti
più tipici di Siena,
il panforte e il buristo.
Il panforte è il prodotto senese
per eccellenza. La sua origine è il
menatello, un dolce fatto con farina, acqua e miele: addirittura
si utilizzava l’acqua di lavatura delle arnie. Dentro si
impastava anche la frutta,
fichi, albicocche, mandorle. Poi si metteva in forno,
ma invece di cuocersi a
fondo si inacidiva. Per
questo si chiamava pane
forte. L’altro piatto senese davvero caratteristico è il
buristo. Nacque a Siena nel
1700, durante la reggenza della
principessa del Palio, Violante di Baviera. Questa principessa aveva al suo
seguito delle guardie tedesche che
ATTUALITÀ
È
un universo fatto di sapori antichi, squisitamente toscani.
Una cucina povera, quella creata nella città del Palio, ma
apprezzata in tutte le corti
d’Europa soprattutto
per il panforte. Giovanni Righi Parenti
è un senese doc: dal
1750 la sua famiglia è
titolare di una farmacia situata nel cuore di
Siena. E la sua passione per
la cucina ha origine proprio
dal suo lavoro. «Non verbis, sed
herbis mala curantur», è il motto
della medicina. Ma le erbe che si
utilizzano per confezionare i rimedi
medicamentosi sono le stesse che
ritornano nella preparazione di molti
piatti. E chi volesse approfondire
questoargomentononhaaltrodafare
che leggere uno degli undici volumi
che il nostro esperto ha scritto in tanti
anni di passione per la cucina della
sua terra.
di
Giulia Mannini
I segreti di Siena
Intervista a
Giovanni Righi Parenti,
esperto e scrittore
di cucina senese
Quali sono
gli ingredienti tipici?
Il 1260 rappresentò una svolta:
in quell’anno, infatti, arrivarono le
spezie dall’Oriente. I senesi avevano sempre usato le spezie di
campo e questo gusto è andato
aumentando.
Che rapporto hanno i senesi
con la buona tavola?
Ottimo, pensi che da noi le pietanze si chiamano godende. I senesi, poveri o ricchi che fossero,
amavano tutto quello che fa parte
della tavola e dei suoi piaceri. E non
tralasciavano la parte spettacolare: i signori si dilettavano con gli
spettacoli e le belle donne, i poveri
organizzavano comunque grandi
feste di paese. Per non parlare del
buon vino, altro elemento portante
della tavola senese.
mangiavano dei salsicciotti, i wurst.
I senesi li imitarono aggiungendo,
come al loro solito, delle spezie, e gli
diedero il nome di buristi dall’unione di wurst e blutte, che in tedesco
significa sangue. E nessuno dica che il
buristo vero, quello doc, è comune a
tutta la Toscana; negli altri casi si tratta
di mallegati che a Pistoia contengono
addirittura uvetta e pinoli.
Come si intreccia
la storia della cucina
con quella della città?
A Siena tutta la toponomastica
parla di cibo, basta pensare a nomi di vicoli come Malcucinato o
Salecotto. Ma anche la proverbiale
rivalità tra la contrada dell’Oca
e quella della Torre deriva da un
affare di cucina.
Nei tempi antichi il maiale era lavorato nella contrada della Torre, in
quelladell’Oca,invece,simacellavanoi
bovini. Quando gli Ocaioli si accorsero
che la carne di maiale aveva un mercato più vasto, decisero di dedicarsi a
quest’attività, facendo concorrenza ai
loro vicini. Da qui si scatenò una vera e
propria inimicizia, che continua anche
ai nostri giorni.
Giovanni Righi
Parenti
(Giò Renti), nato e
vissuto a Siena, è
laureato in farmacia
e diplomato in
erboristeria.
Pubblicista e poeta,
ha scritto numerosi
libri di storia e
cucina senese.
L’ultimo:
“Il buon mangiare”
Edizioni Alsaba
(tel. 057752210)
Siena, 1996,
L. 30.000
“Non è un
ricettario… ma una
rassegna di antichi
sapori”
Da Siena
alla Toscana
Il pastificio Belverde è una delle
poche aziende toscane che pur mantenendo caparbiamente una lavoINFORMATORE 11
razione artigianale ha sviluppato
una struttura produttiva tipicamente
industriale dal punto di vista degli
standard igienico sanitari. Aiutato, in
questo processo, anche da un rapporto di fornitura costante con una
struttura di moderna distribuzione
commerciale come Unicoop Firenze. Il pastificio produce 600mila chili
di prodotto, con tassi di sviluppo
annui che si aggirano sul 25%, e un
obiettivo di crescita del fatturato
a fine 2002 nell’ordine del 50%.
PICCOLE IMPRESE CRESCONO
ovviamente al più complesso “progetto qualità”.
Al centro i salumi
Il gruppo Bechelli, cui fanno capo
anche i due stabilimenti di Reggello e
Santa Fiora, fattura 140 miliardi e dà
lavoro a 250 persone, senza contare
l’indotto di almeno una cinquantina
di lavoratori. Nello stabilimento di
Reggello è in corso una ristrutturazione che lo farà diventare il Centro
direzionale logistico di tutto il gruppo. Il nucleo centrale sarà costituito
ATTUALITÀ
E
rano solo una famiglia di pastai
quando negli anni ’60, alle
pendici del castello di Monteriggioni, hanno cominciato
a produrre pici, crespelle e tortelli
della Maremma secondo la tipica
tradizione toscana. Poi il pastificio
Belverde è cresciuto nel tempo – fino
a 15 dipendenti e a un fatturato di
3,5 miliardi, nel 2000 – e a gennaio
è passato di mano al salumificio Bechelli. Oggi il settore della produzione
alimentare di alta qualità toscana è in
grandeevoluzione,eilpotenziamento
e le sinergie fra i suoi segmenti produttivi avvengono anche così: «L’acquisizione della Belverde rientra in
una precisa logica aziendale che ha
l’obiettivo di consolidare e rafforzare
gli spazi della nostra tradizione alimentare regionale», afferma Maurizio Bigazzi, amministratore delegato
del gruppo Bechelli. In questo momento ci sono molte ragioni economiche in più per inseguire questa
strategia. Perché le recenti vicende
legate alla Bse stanno modificando
profondamente gli atteggiamenti del
consumatore, e tutto il settore dei
prodotti tipici o di qualità sta uscendo
dalla propria “nicchia” per entrare
più diffusamente nelle abitudini alimentari quotidiane.
«Secondo una recente indagine
della AcNielsen più del 70% degli italianihaunapropensioneafarentrare,nel
propriomenu,prodottiqualificatidalla
denominazione d’origine», continua
Bigazzi. E in questo senso il prodotto
toscano ha molte carte da giocare,
perché la stessa indagine dice anche
che la “toscanità” è considerata, più
di ogni altra provenienza territoriale,
sinonimo di alta qualità alimentare.
«Questo però non basta ancora, perché il concetto di qualità oggi non è
più un elemento di pura immagine,
ma deve evolversi fino a rendere conto di tutte le fasi preparatorie di un
prodotto». Proprio quello per cui sta
lavorando il gruppo Bechelli.
Dentro la sfoglia
Sotto le mura
di Monteriggioni.
L’esperienza
di Belverde
da un magazzino automatico robotizzato collegato ad un software di
gestione, a cui si sono affidate anche
grandi aziende come Barilla. E’ un
sistema che consentirà di gestire
automaticamente, nello spazio di un
francobollo, tutta la storia produttiva,
di
Laura D’Ettole
FOTO MARKA
Ci sono varie linee di prodotti: da
quelli tradizionali, alle specialità,
ai “fatti a mano”. Le materie prime
usate sono le semole di grano duro
maremmane e valdorciane, ricotte
e pecorini di origine senese. Mentre, contrariamente a una diffusa
tendenza del mercato che ha visto
l’introduzione sempre più massiccia
di carne bovina, per la realizzazione
dei ripieni vengono utilizzati solo
prosciutti e salumi toscani. Ed è qui,
naturalmente, la più significativa
sinergia fra le aziende che fanno
capo al salumificio Bechelli. Oltre
la “tracciabilità”, di un prodotto.
In sostanza nel 2002, quando sarà
operativo, grazie ad un semplice
codice a barre si potrà sapere vita,
morte e miracoli del prosciutto o del
salame che occhieggia dallo scaffale
del supermercato. I suoi parametri di
stagionatura, i controlli di sicurezza
superati, il suo tragitto nel percorso
verso la distribuzione. Sarà una vera e
propria carta di identità del prodotto
Bechelli. Dei suoi prosciutti e salami,
ma anche di quei panzerotti Belverde
fatti a mano, di alta qualità toscana…
vigilata perfino da robot.
E’ di circa 550
miliardi il fatturato
del gruppo Unicoop
Firenze con le
piccole e medie
imprese toscane.
CUCINA & CANTINA
C
i sono perlomeno due versioni codificate di cacciucco, una viareggina e l’altra
livornese, di gran lunga la
più conosciuta e famosa, ma sarebbe da citare anche la versione maremmana, preparata nella zona di
Orbetello. Le differenze riscontrabili
nelle diverse interpretazioni sono
minime, poiché la base di partenza
è identica: una varietà copiosa di
pesci detti da “zuppa”, cioè liscosi
e saporiti, che venivano impiegati
dai pescatori in quanto non venduti.
Vengono esclusi così nella ricetta
assume una colorazione dorata, si
comincia ad aggiungere i molluschi,
come le seppie e il polpo già tagliati
a pezzetti, che necessitano di più
lunga cottura, unendo anche del vino
rosso per fornire la giusta acidità.
Successivamente vengono aggiunti
i pomodori, pelati e passati e poi,
dopo aver tolto i molluschi presenti,
il pesce da zuppa come lo scorfano,
il saraghetto e la tracina, insieme a
qualche testa e qualche lisca, per
aumentarne il tenore gustativo. Un
breve soggiorno sul fuoco, circa
dieci minuti, sarà sufficiente per
«Il cacciucco non è un piatto complicato - afferma Paolo Petroni, gastronomo fiorentino, autore di un
libro sulla cucina marinara -. E’ anche
da sfatare il mito che debba cuocere
Il cacciucco è un mix di pesce, molluschi e crostacei alleati di cuore, ossa e denti. E’
un gustoso piatto unico, nel quale sono
mescolati quasi tutti i principi nutritivi
in giuste proporzioni. Il pesce, sia fresco
che congelato, assicura la presenza di
proteine facilmente digeribili e dall’alto
valore biologico, cioè ricche di aminoacidi essenziali,materiale da costruzione
che l’organismo non è capace di fabbricare e che deve trovare negli alimenti.
Soprattutto il pesce è ricco di grassi
polinsaturi (tra i quali i famosi omega
3), composti da acidi che favoriscono la
sintesi del colesterolo “buono” (Hdl) e
contribuiscono ad abbassare i livelli di
pressione arteriosa; inoltre gli omega
3 mantengono in salute il cuore e le
arterie, diminuendo il rischio d’insorgenza di malattie cardiovascolari: per
questo medici e cardiologi consigliano
di consumare pesce almeno tre volte a
settimana, preferibilmente con cotture
semplici e con pochi grassi aggiunti. La
presenza di molluschi e crostacei e la
base della salsa, formata da pomodoro,
lische e rimanenze del pesce macinate,
rinforzano la quantità di sali minerali
quali iodio, calcio e fosforo, che insieme
alla vitamina D data dall’olio di oliva
mantengono sane ossa e denti. Il ferro
presente nei molluschi rende questa
preparazione molto indicata per gli
anemici che non amano troppo le carni rosse. Le fette di pane abbrustolito
aggiungono zuccheri complessi, che
ben inzuppati determinano un notevole
senso di sazietà e portano le calorie a
circa 600 per un’abbondante porzione.
Infine il peperoncino, importante per
evitare l’uso di sale e pepe, è una spezia ricca di vitamine A, B2, E, PP e C,
consigliata per aiutare la circolazione e,
perché no, come afrodisiaco!
In conclusione è un piatto adatto a
tutti, eliminando il peperoncino per i sofferenti di ulcera e gastrite, da associare
a frutta fresca per completare la quota
vitaminica. Per chi è a dieta basta ridurre
la dose di pesce grasso, sostituendolo
con più vongole e polpi, e limitarsi ad una
sola fetta di pane ben arrostito.
Alessandra Pesciullesi
intenerirli. A questo punto si passa
il tutto al passaverdure e lo si versa
di nuovo nel tegame. In questa salsa saporita si fanno poi cuocere i
pesci da taglio già affettati, come il
palombo, la coda di rospo, il muggine, bagnando con il brodo di pesce
per evitare un’eccessiva asciugatura
per ore ed ore. Dopo la rosolatura
degli odori basta un’ora per giungere
al compimento della ricetta». E anche
sull’impiego di pesci nobili Petroni ha
un’idea precisa. «Cambiate il nome
se volete utilizzare scampi e aragoste,
le zuppe di pesce si possono fare in
tanti modi!».
leggero, infatti, può risultare non
all’altezza, anche se ricco di alcol e
profumi; meglio un rosato o un rosso
leggero, che ha l’unico inconveniente della presenza dei tannini. Se in
eccesso, infatti, possono provocare
un retrogusto amarognolo non certo
piacevole.
Cacciucco verace
Solo pesci modesti e con lische. Le varianti
FOTO MARKA
di
Leonardo Romanelli
tradizionale i pesci cosiddetti “nobili”, come le orate, oppure i crostacei
come scampi o aragoste. Gli
stessi frutti di mare, pur presenti
spesso nelle ricette dei ristoranti,
non sono considerati nelle ricette
della tradizione: erano un prodotto
del mare, ma non veniva raccolto
dai pescatori.
La ricetta
La partenza è costituita da un
trito di odori quali carote, sedano,
cipolla, aglio e prezzemolo, che vengono fatti rosolare in un tegame
ampio insieme all’olio di oliva e al
peperoncino. Una volta che il battuto
P
Concordi sulle origini rustiche
del piatto sono anche Amos Rota e
Alberto Zanoli, titolari del ristorante
“Emanuel” di Portoferraio, sull’isola
d’Elba. «Il cacciucco non può prevedere l’impiego di pesci poco liscosi:
ne perderebbe in gusto e sapidità afferma Zanoli -. L’unica concessione
che facciamo nel nostro ristorante è
quella relativa all’aggiunta dei frutti di
mare. Poche cozze e qualche vongola,
chehannoprincipalmenteunafunzione decorativa». Non è comunque un
piatto sempre in carta: «Lo facciamo
su ordinazione, quando siamo certi di
avere una varietà interessante di pesci
- dichiara Rota - e anche perché lo
riteniamo un piatto conviviale, adatto a
tavolate di amici che lo scelgono quale
portata unica della serata».
Anche i sommelier sono messi
alla prova per scegliere il giusto
abbinamento con il vino: un bianco
GRANDI RICETTE TOSCANE
della salsa. Alla fine si rimettono il
polpo e i calamari, si aggiungono le
canocchie e si finisce di assemblare
le componenti. Il tutto dovrà risultare
molto brodoso. Si preparano delle
fette di pane tostate ed agliate, che
faranno da base alla zuppa. Molte
le varianti applicate a seconda della
zona e dell’estro dei cuochi: a Viareggio non si passa il pesce da zuppa
e nel fondo di cottura viene previsto
solo l’utilizzo di aglio e peperoncino.
Il vino impiegato può essere bianco
e il prezzemolo viene aggiunto solo
a fine cottura.
Gli chef consigliano
12 INFORMATORE
INFORMATORE 13
Foto di Marco Viganò
Ricetta di Carlo Cracco
iccione
Ristorante Cracco Peck, Milano
con scorzonera barbabuc e salsa di nocciole Piemonte
Ingredienti per quattro persone: 4 piccioni novelli, 2 radici di scorzonera, 8 ciuffi di barbabuc (nome
dialettale della barba di becco o scorzobianca selvatica), 100 g di burro, 3 cucchiai di olio extra
vergine di oliva, sale e pepe
Per la salsa: le carcasse e i ritagli dei piccioni, 2 o 3 scalogni, 1 cucchiaio di olio, 1 noce di burro, 1
foglia di alloro, 1 spicchio di aglio, 2 cucchiai di crema di nocciole, sale
IL PICCIONE. Fiammeggiare i piccioni, svuotarli, eliminare la testa e il collo, spuntare le
ali e le zampe, quindi lavarli e asciugarli. Staccare le cosce incidendole alle articolazioni e tagliando
tutt’intorno conservare del volatile solo i petti, lasciandoli comunque attaccati alle ossa sottostanti.
Infilare un grosso ago da cucina con dello spago sottile e cucire i petti tutt’intorno, in modo che durante
la cottura la pelle rimanga ben aderente.
LA SALSA. Scaldare olio e burro in una casseruola e farvi rosolare le carcasse e i ritagli dei
piccioni insieme agli scalogni affettati. Farli ben tostare girandoli continuamente, quindi coprire con
acqua e unire l’alloro e l’aglio. Fate bollire dolcemente fino a quando il liquido sarà ridotto ad un terzo,
quindi filtrate e se necessario fate ridurre ancora: il fondo dovrà risultare piuttosto denso e sciropposo.
Salare e amalgamare con la salsa di nocciole.
LA GUARNIZIONE. Lavare le radici di scorzonera, spuntarle alle estremità e con il
pelapatate raschiarle, mettendo a nudo la parte interna bianca. Dividerle prima a tronchetti e poi a
bastoncini, quindi farle brasare dolcemente con olio e acqua fino a quando saranno tenere. Salare e
quasi a fine cottura unire anche i ciuffi di barbabuc, che cuociono molto più rapidamente.
LA PRESENTAZIONE. Scaldare il burro in una padella e adagiarvi i petti di piccione dalla
parte della pelle. Dovranno cuocere per un quarto d’ora scarso e durante questo tempo occorre salarli,
girarli continuamente e premerli sul fondo della padella, affinché la pelle si rosoli in modo uniforme
e prenda un bel colore dorato. Una volta pronti - la carne dovrà rimanere rosata -, sgocciolare i petti
dal grasso di cottura, eliminare lo spago e dividerli in due. Accomodarli su un piatto caldo, napparli
con la salsa e contornarli con le verdure.
SALUTE: BIANCO O ROSSO?
GRUPPO
D’ASSAGGIO
Sandro Bosticco
Michele Franzan
Alessandro Frassica
Leonardo Romanelli
Dal punto di vista nutrizionale risulta
estremamente complesso, ma assai
interessante, fare un confronto fra vino
bianco e vino rosso. Molto dipende dalle
diverse situazioni pedoclimatiche (ovvero tutti quei fattori che creano un determinato ambiente: tipo di terreno, condizioni
climatiche ecc.), che comportano una
diversa composizione del chicco d’uva;
dal diverso processo di vinificazione,
che generalmente si effettua mantenendo le vinacce (cioè bucce e raspi, che
contengono i fenoli) nei mosti dei vini
rossi, eliminandole da quelli dei vini
bianchi. I vini rossi inoltre mantengono
una maggiore gradazione alcolica finale
ne faccia assai”. Stesso discorso per
Lorenzo il Magnifico, che addirittura
nomina due assaggiatori ufficiali con
il compito di selezionare la migliore
produzione di San Gimignano da servire a corte.
Cotanta fama, tuttavia, non servì
a preservare il celebre bianco dal
declino che lo vide protagonista molti
anni più tardi. Le disgrazie iniziarono
dopo la metà dell’Ottocento, periodo
storico che segna l’entrata in campo
delle malattie della vite, e prosegui-
rono con l’avvento dei conflitti mondiali nel secolo successivo. Intorno
al 1950, la situazione vitivinicola di
San Gimignano rispecchiava perfet-
tamente quella italiana: un
vero e proprio disastro.
A salvare dall’oblio la
Vernaccia fu un manipolo di
coraggiosi produttori, che
scelsero di puntare di nuovo
sul territorio e sul vino di
qualità, sfruttando il vitigno
con le tecniche che la nuova enologia metteva loro a
disposizione. L’audacia – e gli sforzi – vennero premiati poco tempo
dopo: nel 1966 la Vernaccia di San
Gimignano fu il primo vino italiano
ad ottenere la denominazione di
origine controllata, a testimonianza
della sua qualità e della sua fama
a livello internazionale. L’importante riconoscimento richiamò l’attenzione di nuovi imprenditori e di
grandi case vinicole, desiderose di
cimentarsi nell’impresa e di avvalersi
dell’antico blasone del territorio.
L’impegno fu ripagato. Gli anni
successivi videro una febbrile crescita dei mercati – soprattutto stranieri
– culminati con l’ottenimento della
Docg nel 1993.
Le caratteristiche che lo distinguono dagli altri vini bianchi sono
la grande struttura, il tipico finale di
mandorla e una gamma di profumi
che va dalla mela verde (nei prodotti
giovani) alla frutta esotica matura.
La Vernaccia di San Gimignano
viene prodotta con l’omonimo vitigno, al quale si può aggiungere un 10
e temono meno l’ossigeno rispetto ai
bianchi, che devono essere conservati in
contenitori perfettamente impermeabili
a questo gas. Tutto questo comporta naturalmente delle differenze,sotto il profilo
nutrizionale, anche molto rilevanti.
L’alcol etilico è il componente principale in ogni vino,mediamente maggiore
nel vino rosso rispetto al bianco.
La maggiore differenza,però,riguarda il contenuto in composti fenolici, che
nei vini rossi possono raggiungere valori
fino a 6 g/kg (nell’uva nera sono 30 g/kg),
meno della metà nei vini bianchi. L’azione
dei fenoli è tipicamente antiossidante ma
anche antibatterica, antivirale e nel caso
dei flavonoli (di colore giallo e presenti
come gli antociani soprattutto nel vino
rosso) con una blanda azione nei confronti dell’arteriosclerosi. Studi recenti
hanno evidenziato un’azione preventiva
del tumore in varie zone del corpo per il
resveratrolo, un polifenolo caratteristico
del vino rosso. Quindi il vino rosso ha un
contenuto medio più alto di alcol etilico
rispetto al vino bianco, ma ha anche una
maggiore quantità di fenoli che ne attenuano la tossicità. In entrambi i tipi di vino
resta comunque ugualmente rilevante la
quantità di altri principi nutritivi, quali ad
esempio gli acidi organici, la glicerina,
alcune proteine e, fra i sali minerali, il
potassio. Tutto questo comporta una
certa differenza anche nella quantità di
calorie fornite, che in media risulta di
71 nei vini bianchi e 75 nei vini rossi per
100 grammi.
Per concludere è da ricordare che
esiste una grossa differenza nelle modalità di consumo, che nasce dalle nostre diverse abitudini alimentari. Per
esempio in Toscana è considerato vino
da tavola solo il rosso, che è quindi
consumato con più frequenza del vino
bianco, riservato a menu particolari
e consumato di più in estate. Questa
abitudine invece è ribaltata in altre
regioni italiane. D’altra parte durante
un pasto si tende a bere più vino se
questo è bianco e fresco. Un vino rosso è
generalmente bevuto a stomaco pieno
mentre un bianco può essere bevuto
anche per aprire un pasto.
Monica Galli
I GRANDI VINI TOSCANI
La Vernaccia
Il bianco amato da papi e principi.
I risultati della degustazione
SEGRETI IN CANTINA
a cura di Michele Franzan
LA DECANTAZIONE
La decantazione – l’atto del “travasare” il vino in una caraffa – è un’operazione
che assolve più funzioni. Nel caso dei vini rossi molto invecchiati, che
presentano il naturale deposito sul fondo della bottiglia, serve a separare la
parte liquida da quella solida; ma anche ad “ossigenare” il nettare, che rimasto
a lungo in un ambiente chiuso ha bisogno dell’aria per liberare tutti i suoi aromi.
La caraffa – altrimenti detta decanter – si adopera anche quando abbiamo a che
fare con delle bottiglie di grande formato, da 1,5 litri o più: versare il vino nei
bicchieri con questi “giganti” sarebbe davvero un compito improbo.
14 INFORMATORE
per cento di altre uve complementari a bacca bianca. Il disciplinare
prevede anche la tipologia Riserva,
che prima della commercializzazione deve sostare almeno un anno in
legno e quattro mesi in bottiglia.
Date le sue qualità di vino bianco
ricco e potente, si abbina alla perfezione con primi dal gusto deciso,
come la pasta con le sarde, ma anche
con il pesce spada alla griglia e alcune
pietanze come il coniglio in porchetta
e lo spezzatino di vitello.
INFORMATORE 15
ASSAGGIATI
PER VOI
PIETRAFITTA – LA COSTA
RISERVA 1998
Punteggio: 77
Prezzo di riferimento: L. 12.400
Alla vista si presenta di un colore
giallo oro, luminoso e limpido. Portando
il naso al bicchiere si avverte un insieme
di buona intensità, che insiste su sensazioni dolci e rotonde: si inizia con un
deciso aroma di vaniglia seguito da un
fruttato ricco di mela golden e banana
matura, per terminare con note di miele
e resina. Al palato la sensazione dominante è la morbidezza, cui fa seguito
una buona lunghezza di gusto.
TERUZZI E PUTHOD 1999
Punteggio: 73
Prezzo di riferimento: L. 10.800.
Si presenta di colore giallo paglierino
con leggeri riflessi verdognoli, molto
luminoso. Al naso si avvertono profumi di
media intensità, che ricordano il lievito,
i fiori di acacia e la mela gialla. In bocca
ha un ingresso di buona avvolgenza, con
un equilibrio ottimale fra la componente
calda dell’alcol e la freschezza dovuta
all’acidità. Il finale, caratterizzato da una
lieve nota di mandorla, è asciutto e di
media persistenza.
scorrevole, con un buon equilibrio tra la
freschezza dell’acidità e il calore della
componente alcolica. Nel finale, corretto e di buona persistenza, compare un
piacevole sentore di frutto dolce, come
la banana.
LE CHIANTIGIANE 2000
Punteggio: 70
Prezzo di riferimento: L. 5.100
Il colore è un giallo paglierino piuttosto scarico, con dei riflessi verdognoli.
I profumi che sprigiona sono dolci e di
discreta intensità:ricordano la mela golden e la frutta esotica piuttosto matura.
Al palato presenta un insieme vivace,
per la decisione della componente acida, e termina con un finale amarognolo
di media persistenza, asciutto.
PIETRAFITTA
RISERVA 1998
Punteggio: 70
Prezzo di riferimento: L. 8.950
Il colore è un giallo paglierino carico,
con evidenti riflessi dorati. Al naso si
rivela di buona intensità, associando
profumi molto diversi fra loro: si spazia
da sensazioni erbacee a note di frutta
matura, passando per nuances minerali.
In bocca è di media concentrazione, piacevole, con una marcata freschezza ed
un finale che chiude con il caratteristico
sentore di mandorla amara.
FOTO UNDERGROUND
AGRICOLTORI
DEL GEOGRAFICO 2000
Punteggio: 73
Prezzo di riferimento: L. 6.900
Di colore giallo paglierino scarico.
L’insieme olfattivo regala sensazioni di
discreta intensità: quella più evidente
si avvicina alla mela verde, ma vi sono
anche delle caratteristiche note floreali
e un accenno di mandorla. Si mostra
lineare fin dal suo ingresso in bocca,
CECCHI 1999
Punteggio: 67
Prezzo di riferimento: L. 6.400
Alla vista appare di colore giallo paglierino tenue, molto limpido. L’insieme
olfattivo offre un impatto piuttosto moderato, con dei profumi che ricordano
essenzialmentelamelaverdeeillievito.In
bocca si avverte una freschezza di fondo
decisa,che chiude con un finale dominato
dalle note di mandorla amara.
CUCINA & CANTINA
CUCINA & CANTINA
di
Michele Franzan
I
l profilo architettonico delle sue
torri è una delle immagini più
rappresentative della Toscana
all’estero, il suo bianco austero
edelegantefiguradasemprenelgotha
vitivinicolo mondiale. Stiamo parlando di San Gimignano e di Vernaccia.
Da alcuni documenti scritti, risalenti al XIV secolo, si è potuto stabilire
come questo vino detenesse il record
del più alto prezzo di vendita assieme
alla Malvasia di Candia e al vino di Tiro,
in Grecia. Ma è con il sommo poeta
che la Vernaccia balza agli onori delle
cronache: nella Divina Commedia,
Dante si prende la licenza di spedire
al Purgatorio papa Martino IV per
averne bevuta in misura eccessiva.
Che ai pontefici la Vernaccia fosse
particolarmente gradita lo dimostra
anche il commento di Sante Lancerio,
bottigliere di Paolo III, che sottolinea a
malincuore come “questo luogo non
Facilitata la raccolta dei punti con
la collaborazione di due partner. In
tutti i distributori Agip che aderiscono
all’operazione (di cui verrà fornito
un elenco nel catalogo) presentando la carta socio, ogni due litri di
carburante sarà assegnato un punto,
fino ad un massimo di 40 punti a
rifornimento. Inoltre si maturano 10
punti per ciascun litro di olio.
I soci abbonati a Infostrada, vecchi e nuovi, avranno invece un punto
per ogni euro di spesa calcolato sulle
telefonate. I punti accumulati saranno
accreditati sulla carta socio, che dovrà essere comunicata all’azienda di
telefonia da parte dei soci abbonati.
I premi per un anno
a cura di
Rossana De Caro
Nel nuovo catalogo Coop ha messo in lista una serie di superpremi,
che saranno disponibili per un anno
(la raccolta dei punti è valida fino al
30 marzo del 2002).
Per gli appassionati delle due ruote c’è, novità assoluta, uno scooter
della Piaggio, Liberty 50 a 2 o 4 tempi,
oppure una più ecologica bicicletta
elettrica Albatros, da ritirare direttamente presso i concessionari Piaggio.
In alternativa le tradizionali biciclette
Esperia per ragazzi e bambini e addirittura un tandem, soluzione originale
per pedalare in due.
Per i primi sei mesi
Oltre ai superpremi annuali, dal
17 aprile al 27 ottobre 2001 sarà
possibile ritirare una serie di premi
collezionabili nel corso del semestre.
Fra questi figurano tanti nuovi articoli
Arriva
il catalogo
NOVITÀ, OCCASIONI, PUNTI
Dal 17 aprile nuovi premi per il 2001/2002.
Le proposte più importanti
specifici ed utili per la
cucina e preziosi completi per la camera, articoli da regalo e giochi e libri per bambini. Gli articoli sono di
grandi marche (Viceversa, Zyliss e Gabel)
per aumentarne l’affidabilità e rendere più
visibile la convenienza.
IN VIAGGIO TRA I SAPORI DI ITALIA
LA VIA
FLAMINIA
Da Roma a Rimini,
passando per le Marche
T
utte le strade portano a Roma. Il senso di questo motto
popolare risale alla fitta rete
stradale realizzata dagli antichi romani per collegare l’Urbe al resto
del mondo. Opere di alta ingegneria
e di grande importanza strategica sia
nel campo militare (permettevano di
spostare rapidamente le truppe), che
commerciale (consentivano i contatti e
gli scambi con le province assoggettate). La Coop, in collaborazione con De
Agostini e Slow Food, ripropone alcuni
di questi affascinanti itinerari ricchi di
Segnaliamo…
ALIMENTARI. Alla Coop non
potevano mancare. La cooperativa
ha privilegiato tre prodotti toscani
di qualità: olio Igp di Montalbano (2
litri), Caffè Corsini in grani (1 kg),
vino Villagiachi (6 bottiglie).
TURISMO. Per i soci viaggiatori
continua l’offerta dei buoni viaggio,
da utilizzare presso le agenzie di
Toscana Turismo. Ogni mille punti si
ottiene un buono da 25 euro, quasi
50 mila lire da scalare sul prezzo di
qualsiasi viaggio che si è scelto.
CONCERTI. Per gli amanti della
musica pop e rock c’è una grande
novità: un carnet di 25 coupon, del
valore di 10 mila lire ciascuno per
concerti organizzati in Toscana, che
saranno indicati mensilmente nei
punti di vendita della cooperativa. I
coupon vanno presentati in qualsiasi
punto del circuito Box Office e possono essere spesi di volta in volta oppure
accumulati per uno o più spettacoli,
anche per più persone.
16 INFORMATORE
testimonianze del passato. Dopo la via
Postumia e la Cassia, il cd di maggio (in
vendita in tutti i supermercati della cooperativa accompagnato da un opuscolo
distribuito gratuitamente) è dedicato
alla via Flaminia,una delle maggiori e più
antiche arterie consolari. Costruita dal
censore Gaio Flaminio, da cui riprende il
nome, nel 220 a.C., congiungeva Roma a
Rimini, e serviva per raggiungere le terre
galliche appena conquistate. Lunga
315 chilometri, e interamente selciata,
fu tracciata con un andamento il più
possibile rettilineo. Questo richiese l’edificazione di opere di edilizia stradale,
come ponti, viadotti, mura di sostegno,
gallerie, realizzate con la manodopera
dei soldati romani e di migliaia di schiavi, e visibili ancora oggi come un vero
INFORMATORE 17
museo all’aria aperta.
La Flaminia fu l’asse viario più ‘frequentato’ e sicuro per arrivare al nord. Il
percorso partiva dalla valle del Tevere,
risaliva gli Appennini e discendeva sul
versante adriatico, fino ad arrivare a
Fano. Da qui proseguiva per Pesaro e
giungeva a Rimini (Ariminum).
Nel percorso illustrato dal cd della
De Agostini si troveranno notizie storiche
e artistiche, corredate da foto, dei vari
monumenti situati nelle diverse località
attraversate dalla via romana (che si possono visitare virtualmente cliccando sui
vari punti di interesse), insieme ad informazioni di tipo enogastronomico,turistico
e ambientale proprie di ogni area.
I prodotti
La via Flaminia attraversa parte del
Lazio, Umbria, Marche ed Emilia Romagna. Numerosi sono dunque i prodotti
gastronomici associati all’itinerario e
che saranno proposti nei supermercati
Coop per riscoprire i sapori di queste
terre. Fra questi troviamo la piadina,cibo
culto per tutta la Romagna,in particolare
per le zone di Ravenna e Rimini e per
tutta la costa al confine con le Marche. E’
un semplice disco di pasta, dal diametro
di circa 25 cm, adatto per essere farcito
con salumi e formaggi. Lo squaquarone
(Rimini), formaggio vaccino freschissimo dal gusto delicato, si produce tutto
l’anno e viene spalmato su piadine e
focacce. Da Ancona arriva il ciavuscolo, singolare salame da ‘spalmare’, il
salume più tipico delle Marche. E’ fatto
con pancetta, costate, spalla e lardo (il
50 per cento) e speziato con sale, pepe,
aglio, finocchio, buccia d’arancio e leggermente affumicato. Ottimo spalmato
su fette di pane toscano. Il capocollo
umbro è l’intera parte superiore del
dorso del maiale, massaggiato con una
mistura di pepe, aglio e sale. Il capocollo
è messo sotto sale per 15 giorni, quindi
lavato con vino bianco e avvolto in un
foglio di carta oleata e poi messo ad
asciugare per una settimana. Coperto
da una carta-paglia è lasciato stagionare per tre mesi.
MAGGIO AL SUPER
OCCASIONI DEL MESE
Agip e Infostrada
I soci che frequentano
abitualmente i supermercati
Coop, non perdono mai le
offerte loro riservate.
Anche quando l’informatore
arriva in ritardo.
26/4 - 9/5
OFFERTA 3X2
Pecorini di pura pecora: nero di Pienza,
rosso Monnalisa, bianco di Pienza, marzolino della
Maremma (zona Follonica-Grosseto),
ricotta pura pecora.
Ortaggi e frutta: baccelli, patate novelle, fragole, kiwi;
pinzimonio con cipolline fresche, ravanelli,
pomodori insalatari, carote, sedano
PER I SOCI
Pecorino fresco tipo primo sale,
offerta nei supermercati e inCoop
10/5 - 23/5
I PRODOTTI DELLA VIA FLAMINIA
Olio extravergine umbro, paté di funghi, tartufi, vino
Verdicchio, vino Sangiovese Doc, vino Grechetto Igt,
Sagrantino Montefalco, rosso di Montefalco, piadina,
lonzino, ciavuscolo, salsiccia passita, salame di cinghiale,
salame di Amatrice, squaquarone, capocollo perugino,
pecorino di Montefeltro, caciottone di Norcia, guanciale,
salame Fabriano, porchetta.
Formaggio di pecora spazzarello
I VANTAGGI
DELLA RACCOLTA A PUNTI
• già fin dal primo euro di spesa (1936,27 lire)
si ottiene 1 punto
• la raccolta punti è valida in tutta la rete Unicoop,
dall’iper, al super, al mini
• si possono cumulare fino a 3 carte socio per ritirare i premi
• in vendita si troveranno tanti prodotti jolly
per accelerare la raccolta dei punti.
L’Unicoop Firenze sempre in linea
www.coopfirenze.it
Condizionatore
o climatizzatore
a cura di
Rossana De Caro
Prima di tutto vediamo la differenza fra condizionatore e climatizzatore: il primo usa lo stesso principio del frigorifero, ovvero elimina il
calore presente nell’ambiente producendo refrigerazione che viene
diffusa con una ventola e abbatte il
tasso di umidità dei locali. Il secondo, oltre a refrigerare e deumidifi-
IN VISTA DELL’ESTATE
re. Sul mercato troviamo tre diverse
tipologie. Se si vuole rinfrescare un
ambiente per volta, e non sempre
lo stesso, c’è il portatile su ruote:
piuttosto economico, molto comodo
per essere spostato da una stanza
all’altra, non richiede nessun intervento di installazione né impianto.
E’ l’ideale per gli appartamenti abitati
da una sola persona e per chi vuole
risparmiare un po’. Appena acquistato va tenuto in posizione verticale
per circa un’ora, in modo che il
Fresco in casa
Piccola guida
al condizionamento
domestico dell’aria
un termoconvettore, con aumenti
relativi della bolletta.
Portatile o fisso?
Nel caso in cui si voglia climatizzare
tutto l’alloggio si può adottare un
Multisplit: sono apparecchi fissi,
silenziosissimi, invisibili, in quanto
possono essere inseriti a soffitto, all’interno di controsoffittature. Unico
handicap, comportano impegnative e costose operazioni murarie
di installazione (compensate però
da un buon rapporto resa-costo).
Sono composti, come gli Split, da
un compressore, da collocare esternamente in posizione ombreggiata,
e da più elementi interni installati
fissi. Sono molto efficienti anche per
ambienti grandi (fino a 60 mq). In
genere tutti i diversi tipi sono dotati di
telecomando e timer e sono semplici
da usare. Il consumo può variare
molto a seconda del modello, dalla
collocazione e dall’uso. In generale
un climatizzatore medio (1,5 kw
di potenza) in una giornata molto
calda può assorbire fino a 15 kw/h
di energia.
Normativa
Prima di scegliere è bene valutare qual è lo scopo del condizionato-
FOTO M. D’AMATO
fluido si disponga nel serbatoio, e
può essere messo immediatamente
in funzione. Il calore viene espulso
tramite un tubo flessibile, alla cui
estremità c’è un supporto che può
essere inserito tra le ante di una
finestra socchiusa per evitare di fare
fori sui vetri. E’ adatto per refrigerare
ambienti piccoli, fino a 25-30 mq.
E’ più rumoroso rispetto agli altri.
Che sono Split (mobile o fisso) e
Multisplit (fisso). Gli Split sono interessanti se si desidera areare un solo
locale in particolare. Sono costituiti
da un compressore che può essere
posto all’esterno, su un terrazzo o un
davanzale, e dal climatizzatore che
può essere fisso (a scomparsa nel
muro o nel soffitto) ma anche mobile
su ruote (le due unità possono essere
distanziate fra loro fino a 25 metri
e sono collegate da tubi sottili). E’
efficace per superfici fino a 50 mq.
18 INFORMATORE
Per legge i produttori devono
applicare una targhetta sugli apparecchi che indica:
• nome e marchio della casa produttrice e modello
• classe di efficienza del modello
e consumo energetico (in kw
l’anno),
• il marchio CE che indica il rispetto delle norme a tutela del
consumatore
• i decibel di rumorosità
• i marchi di sicurezza, diversi
per ogni nazione. Per l’Italia il
marchio è quello IMQ rilasciato
quale ulteriore garanzia del prodotto in conformità alle norme
di sicurezza.
Consigli
Utilizzare l’apparecchio solo
quando serve. Non esagerare nell’abbassare la temperatura, 3-5 gradi di meno sono più che sufficienti
a creare uno stato di benessere.
Selezionare 20-24 gradi di giorno e
26-27 di notte, stando attenti a non
creare sbalzi termici tra interno ed
esterno superiori ai 5-9 gradi.
INFORMATORE 19
Il compressore del modello Split
non deve essere collocato in un posto
assolato.
Direzionare il flusso dell’aria verso l’alto (l’aria fredda tende naturalmente a scendere) e non dirigerlo
mai verso le persone (il climatizzatore deve stare almeno a tre metri
di distanza). Tenere libero lo sfogo
dell’aria in entrata e in uscita, e controllare costantemente i filtri che devono essere sempre puliti, ce ne sono
alcuni che depurano anche l’aria
da polvere, acari, pollini, sostanze
inquinanti, inoltre attraverso l’azione
di carboni attivi possono essere eliminati odori di fumo e sigarette.
I doppi vetri rendono più efficace
il climatizzatore e fanno risparmiare
in consumo di energia; per evitare
che vi siano delle ‘dispersioni’ è
necessario chiudere l’ambiente climatizzato rispetto agli altri locali non
climatizzati.
Fresco ecologico
Oggi c’è un’importante innovazione tecnica che riguarda i condizionatori d’aria ed è la sostituzione
dei gas refrigeranti dannosi per l’ambiente, in particolare per l’ozono,
con gas innocui, ecologici appunto,
che permettono il ‘refrigerio’ senza
inquinare. Secondo normative comunitarie per la protezione dello
strato di ozono, fra poco tutti i gas
nocivi Cfc (clorofluorocarburi) saranno eliminati da qualunque condizionatore. A partire dal 1° luglio
del 2002 sarà infatti vietato utilizzare questi gas nella produzione di
condizionatori di sola aria fredda
e dal 2004 il divieto comprenderà
tutti i condizionatori, anche quelli
a pompa di calore (che producono
anche aria calda). La normativa CE
regola solo la produzione e l’importazione, ma non la vendita. La Coop,
anticipando i tempi, ha introdotto
già un vasto assortimento di condizionatori portatili e fissi secondo i
nuovi orientamenti.
RUBRICHE
care, con la pompa a calore può
anche riscaldare estraendo il calore
contenuto nell’aria esterna (ne trova
fino alla temperatura di -5 gradi) e
riversandolo all’interno con poco
dispendio di corrente. Anche il condizionatore può essere usato come
stufa elettrica, escludendo il ciclo
frigorifero e utilizzando una ventola
che immette aria calda prodotta
da una resistenza elettrica, come
MAGGIO ALL’IPER
OCCASIONI RUBRICHE
DEL MESE
L
a parola d’ordine è climatizzare. In questi ultimi anni si è
assistito ad una continua crescita della diffusione di condizionatori d’aria e climatizzatori.
Sul mercato attualmente si trovano
prodotti sempre migliori dal punto di
vista tecnico, adatti a tutte le esigenze
e le tasche, con un ottimo rapporto
tra qualità e prezzo. Insomma il condizionatore non è più un lusso per
pochi, ma è diventato un elettrodomestico usato da molti e lo si può
trovare un po’ ovunque. Ma qual
è quello giusto per noi, come sceglierlo, dove collocarlo e come farlo
funzionare al meglio?
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ARIA APERTA
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barbecue, carrello portavivande, lettino portatile,
frigo portatile), per la tavola (piatti, bicchieri),
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AVVISO DI CONVOCAZIONE
ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI
I soci della “UNICOOP-FIRENZE Società Cooperativa di consumo
a responsabilità limitata” sono convocati in assemblea generale
ordinaria dei soci, in prima convocazione, venerdì 25 maggio 2001 alle
ore 9.30, presso la sede legale, Via S. Reparata 43 - Firenze, oppure, se
non verrà raggiunto il numero legale, in seconda convocazione
sabato 26 maggio, ore 9.30
Palasport di viale Paoli a Firenze
(con potere a deliberare qualunque sia il numero dei soci presenti)
per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
1. Lettura ed approvazione del verbale della precedente assemblea
generale ordinaria dei soci;
2. Relazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione;
3. Bilancio al 31.12.2000, relazione degli amministratori sulla gestione e
relazione del Collegio Sindacale: deliberazioni relative;
4. Rapporto sulle sanzioni amministrative a carico di amministratori e
dipendenti di cui alla delibera assembleare in data 30 maggio 1998;
5. Varie ed eventuali.
S
haima era andata verso quella casa piangendo. Il monsone era forte. Buio, acque e
strade che diventano fiumi.
Quando le suore francescane di S.
Elisabetta hanno aperto la porta
della missione hanno pianto con
lei, rimasta sola a 33 anni. Il marito
morto da poco stava al centro della
capanna, come vuole la tradizione,
vegliato dai tre figli malati. Neanche
un soldo per il suo funerale. Storie
di ordinaria povertà nel villaggio
di Madaplaturuth, nel Kerala, a sud
ovest dell’India, dove verrà finanziato uno dei progetti Coop di “Un cuore
si scioglie” per la costruzione di
case in muratura per le famiglie più
povere del villaggio.
«Quando siamo arrivate nel villaggio, nel ’94, abbiamo cominciato
con la cura degli ammalati e la scolarizzazione - ricorda madre Daniela
Capaccioli, la Superiora delle suore
francescane -. Ma ci siamo subito
rese conto che il vero problema era
la casa, perché quando comincia la
stagione dei monsoni le capanne di
cocco non bastano ad offrire riparo
e tutti si ammalano». Asma e tbc
sono le malattie più diffuse. I miseri
ospedali del luogo neanche ti accolgono se non hai di che pagare la retta
giornaliera. Poi c’è la forte denutrizione. Una volta la settimana uccidono in mezzo al campo una vecchia
mucca forse malata. Il giorno dopo,
la domenica, si va a comprare la
P
rosegue l’operazione di solidarietà al Banco alimentare, l’associazione che provvede alla distribuzione di
prodotti di prima necessità agli enti
che assistono le persone indigenti. Un
meccanismo semplice che sta dando
ottimi risultati, grazie alla disponibilità
dei 10 mila soci che fino ad oggi hanno
destinato una parte dei loro punti spesa
al Banco.
Un gesto che ha permesso – i dati
sono aggiornati allo scorso mese di
aprile – di donare circa 8 mila 600
confezioni di succhi di frutta, 22 mila
614 confezioni di pasta da 500 g, 9
mila 696 confezioni di fagioli cannellini e 14 mila 568 confezioni di latte
20 INFORMATORE
carne. Un etto e mezzo basta per tutta
la famiglia.
Tremila nuclei familiari con cinque o sei figli, genitori e nonni; duemila famiglie vivono a livello di pura
“UN CUORE SI SCIOGLIE”
le foglie si costruiscono le capanne;
dalla buccia si ricava quel filo fatto a
mano con cui si producono zerbini.
La parte più interna serve ad accendere il fuoco, perché solo i ricchi
usano il gas. Poi c’è la polpa, da cui si
ottiene farina, mentre il succo viene
Settanta case
in muratura
Il progetto
per la costruzione
di un villaggio in India
FOTO CGE FOTOGIORNALISMO
sussistenza. Un’economia cresciuta
intorno alla pesca e alle impensabili
risorse di un frutto, il cocco, che
offre la sua “ricchezza” a strati. Con
esportato. Il cocco si piega anche
alla disperazione. Il frutto giovane
viene forato e da lì si ricava l’alcol
con cui molti cercano di rendere
più sopportabile la propria esistenza
bevendolo (illegalmente) fino all’esagerazione.
«Costruire
una casa a
Madaplaturuth
oggi costa duemila rupie, circa due milioni
di lire. Le abbiamo progettate noi, mettendoci a fare
anche gli ingegneri». Trentacinque metri quadri,
un balcone, due stanzette e un corridoio, il bagno fuori e anche una
piccola doccia già preparata per il
PREMIATO
IL BANCO ALIMENTARE
I PUNTI NEL BANCO
da un litro. In tutto un “patrimonio”
in solidarietà di 1 milione 116 mila
punti della spesa, ai quali si devono
aggiungere gli 11 milioni di lire stanziati da Coop, che si era impegnata
a versare un milione ogni 100 mila
punti destinati al Banco.
«Per noi è davvero una grande opportunità – dice Natale Bazzanti, presidente del Banco alimentare della Toscana –. In questo modo possiamo farci
conoscere, far sapere quali sono le
nostre attività. Siamo un’ottantina di
INFORMATORE 21
volontari, ma c’è sempre bisogno di
nuovi aiuti».
La raccolta continua – la solidarietà
al Banco è stata rinnovata anche nel
nuovo catalogo – e con le stesse modalità: il socio deve comunicare alla cassa
che intende fare una donazione, a scelta
tra 6 confezioni di succhi (150 punti),
6 litri di latte intero Coop (150 punti), 6
scatole di fagioli cannellini Coop (100
punti), 6 confezioni di pasta Coop da
mezzo chilo (100 punti). Dallo scontrino
saranno scaricati i punti e la cooperativa
giorno in cui (forse) arriverà l’acqua potabile. Finora, per costruirle,
hanno fatto faticosamente leva sulla
solidarietà fra famiglie. Si comincia
con la prima, la più bisognosa, e
tutti contribuiscono con 100 rupie.
I giovani del luogo hanno formato
una piccola cooperativa. Comprano
i mattoni e costruiscono case: in
sette anni ne hanno già finite 32 e 13
sono in via di completamento. Sette
anni per tirare fuori un “capitale”
di 90 milioni. «Con i 100 milioni di
Coop, più quello che ci darà la gente,
vogliamo costruire una settantina
di abitazioni: entro il 2002 tutte le
famiglie dovranno avere una casa».
Poi c’è il progetto camiceria. «Le
fanciulle indiane non si sposano
se non hanno una dote. Sono 4 o 5
milioni di lire che per una famiglia
significano debiti per tutta la vita. Noi
abbiamo pensato di far guadagnare
soldi a queste ragazze costruendo
una piccola cooperativa per produrre camicie». Le camicie, tutte fatte a
mano, verranno acquistate da Coop
e messe in vendita nei supermercati a partire da gennaio 2002 con
l’etichetta “Un cuore si scioglie”. Per
aiutarle con un progetto di solidarietà che crei sviluppo, lavoro e dignità.
Come è accaduto a Shaima, rimasta
vedova a poco più di trent’anni, che
oggi vive accudendo una mucca con
il suo vitellino e ringraziando il suo
cielo per l’immensa fortuna che ha
avuto.
provvederà a consegnare al Banco il
prodotto scelto.
Il Banco Alimentare della Toscana
(via Corelli 6/r, tel. 055410427) è una
fondazione contro lo spreco e la fame,
che rifornisce circa 300 enti ed istituzioni riconosciute e che si occupa quotidianamente dei più poveri. I prodotti
del Banco vengono distribuiti a circa
35 mila persone indigenti (nel 2000 il
Banco Alimentare ha distribuito circa
10 mila quintali di prodotti).
«Quello che ci serve adesso è un
nuovo magazzino – conclude Bazzanti –,
più grande di quello attuale,che è di circa
350 metri quadri, e possibilmente nei
dintorni di Firenze». Chissà che qualcuno
non raccolga l’appello…
CRONACHE
CRONACHE
UNICOOP-FIRENZE
Società Cooperativa di Consumo a r.l.
Sede legale in Firenze: Via S. Reparata 43
Iscrizione Registro Imprese di Firenze e Codice fiscale 00407780485
N° iscrizione R.E.A. di Firenze 00407780485 (già 34781)
di
Laura D’Ettole
www.uncuore
siscioglie.it
è l’indirizzo del sito
tutto dedicato
alla campagna
di solidarietà,
recentemente
arricchito di
ulteriori sezioni
con notizie
“fresche” e tante
nuove fotografie.
FIRENZE EST
CONFERENZE PER DONNE
“La menopausa: ma è davvero una malattia?”. Se lo
domanderanno i partecipanti a due conferenze programmate
per il 10 e il 17 maggio, alle ore 17, presso la saletta soci di
via Carlo del Prete. Cercheranno di dare loro una risposta le
esperte del gruppo “Menopausa che passione!”.
POGGIBONSI
GIOCHI ALLO STADIO
E’ un percorso di educazione sportiva, un impegno che
ha coinvolto oltre 700 ragazzi delle classi prima, seconda
e terza delle scuole elementari di Poggibonsi. Il progetto,
promosso dall’assessorato allo sport e dall’Unione sportiva
poggibonsese, in collaborazione con la sezione soci Coop
di Poggibonsi, si concluderà con i “Giochi d’incontro”, una
grande manifestazione che si terrà allo stadio comunale
“Stefano Lotti” mercoledì 30 maggio. Da giovedì 31 maggio
a sabato 2 giugno lo stadio ospiterà invece “Triathlon”, con i
giovani atleti impegnati nelle discipline dell’atletica leggera.
SCANDICCI – FIRENZE SUD EST – LE SIGNE
RACCOLTA ALIMENTARE
Saranno nei supermercati di Scandicci, viale Talenti a Firenze
e all’Ipercoop di Lastra a Signa, a raccogliere prodotti
alimentari per chi ne ha bisogno. Sono i volontari de “l’Arca di
San Zanobi” e quelli delle tre sezioni soci Coop, e lo faranno in
prossimità della festa di San Zanobi, patrono di Scandicci.
PRATO
ITINERARI CULTURALI
Tre appuntamenti per conoscere
Prato. Il primo è il 4 maggio,
in piazza San Domenico alle
16, per visitare il Museo della
pittura. Il 18 maggio sarà la volta
della Basilica delle Carceri, ritrovo
nell’omonima piazza, sempre alle 16. Infine il 1° giugno
visita di San Niccolò e conferenza “Piccole donne di
Prato”. Ideatrice e guida degli itinerari la dottoressa
Lorenza Magni. La prenotazione (obbligatoria) va fatta al
box soci del supermercato di piazza San Marco, a partire
dalla settimana precedente l’itinerario.
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18.
ASSAGGI
UNDER 21
U
na serata diversa, riservata
esclusivamente ai minori di 21
anni. Che per la prima volta sono stati
chiamati a partecipare ai test di assaggio promossi dalla Coop sui prodotti a
proprio marchio. E chi meglio di un gruppo di ragazzi può giudicare l’amatissima
pizza? Detto fatto. Così lo scorso mese
il gruppo di insoliti assaggiatori
si è ritrovato alla Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia, al
numero 95 dell’omonima via, a
Firenze. Il menu
comprendeva: wurstel gigante e patatine, pizza margherita, gelato e bibite
(queste ultime fuori gara). La partecipazione era gratuita, e al termine della
serata il gruppo di assaggiatori ha dato il
proprio insindacabile giudizio. Il test si è
svolto “alla cieca”, ovvero senza alcuna
possibilità di riconoscere il prodotto
Coop da quello di marca – o di un’altra
catena commerciale concorrente – con
cui viene messo a confronto. La serata
è proseguita fino a tarda notte, tra musica e balli. Gli assaggi “under 21” sono stati promossi dalle sezioni soci
Coop di Scandicci e Firenze Sud OvestIsolotto.
AGLIANA
CACCIA
ALLA LATTINA
presso la piazzetta antistante l’ingresso
del parco Sandro Pertini, in via Roma. I
primi cinque classificati – ovvero coloro
che avranno consegnato il maggior
numero di lattine – saranno premiati
con una mountain bike, uno stereo, un
orologio, una macchina fotografica e un
walkman. La Cis,una ditta specializzata,
provvederà poi al riciclaggio delle lattine
raccolte.
SIENA
IN MEMORIA
DI SANPIERI
FOTO M. D’AMATO
P
er anni ha lavorato con grande
passione all’interno del consiglio di amministrazione di Unicoop
Firenze e della sezione soci di Siena. Con
lo stesso impegno Aldo Sanpieri si era
dedicato anche ad altre associazioni,
come la Pubblica assistenza di Siena.
Un forte sentimento di solidarietà, lo
stesso con cui i compagni della sezione
soci hanno voluto ricordarlo, a pochi
mesi dalla sua scomparsa, con una
donazione a sostegno delle attività della
Pubblica assistenza.
BIBLIOTECA
AL SUPER
C
ambia l’orario del punto-prestito
della biblioteca Vallesiana alla
Coop di Castelfiorentino. Il servizio, allestito da circa dieci anni nello spazio della
sezione soci, funzionerà ogni mercoledì
e venerdì dalle 17.30 alle 19.30.
Ex educatorio del Fuligno (Firenze).
Presentazione del restauro del dipinto
“San Giovanni Battista nel deserto”.
PISTOIA
VEGETALI
CONTRO
S
San Casciano. Foto di gruppo per
i partecipanti al corso di cucina
promosso dalla sezione soci Coop, in
collaborazione con il circolo Arci di
San Casciano. A fare da guida agli
aspiranti cuochi il giovane e bravo
chef Matia Barciulli.
22 INFORMATORE
retta alimentazione come elemento
di prevenzione”, che consiste nella
distribuzione gratuita di un pacchetto
di frutta e verdura, scelti in base alle
loro provate proprietà antitumorali. Col
pacchetto saranno disponibili opuscoli
informativi. Giovedi 24 maggio, alle
ore 17, presso il Palazzo dei Vescovi
di Pistoia, si svolgerà la conferenza
del professor Eugenio del Toma, presidente dell’Associazione italiana di
dietetica e nutrizione clinica.
EMPOLI
SENZA
GLUTINE
L’
CASTELFIORENTINO
D
a dieci anni promuovono nelle
scuole elementari il riciclaggio,
invitando i bambini a raccogliere in
modo differenziato le lattine di casa
propria. L’iniziativa è promossa dai volontari della Protezione civile di Agliana,
con il contributo della locale sezione
soci Coop. Partecipare a“Caccia alla lattina” è molto semplice:basta mettere da
parte le lattine “domestiche” e consegnarle, il giorno della gara, ai volontari,
che dopo averle contate proclameranno
i vincitori. Quest’anno l’appuntamento è
per domenica 3 giugno, dalle 16 alle 18,
Completamente gratuito, permette
a tutti i soci e clienti del supermercato
di prendere in prestito libri (romanzi
rosa, gialli, di fantascienza, manuali di
cucina e del fai da te) e videocassette
con film e documentari. Inoltre sono
a disposizione materiali informativi sul
lavoro (offerte di privati, corsi di formazione, bandi di concorsi pubblici) e sulle
attività culturali del territorio. E’ stato
allestito anche un reparto per bambini e
ragazzi, con libri e videocassette adatti
alla loro età.
ensibilizzare la popolazione a
prevenire le malattie tumorali:
questo l’obiettivo della collaborazione
fra la sezione pistoiese della Lega italiana per la lotta contro i tumori e la
sezione soci Coop di Pistoia. Due le
iniziative, che si collocano sotto lo
stesso titolo, “Salute e alimentazione,
una stretta correlazione”. Il 18 maggio, nel supermercato Coop di viale
Adua, si terrà la “Giornata della corINFORMATORE 23
appuntamento è per domenica
6 maggio al parco di Serravalle,
ad Empoli. Il programma della giornata, promossa dall’Aic (Associazione
italiana celiachia) della Toscana in collaborazione con la sezione soci Coop
di Empoli, è assai ricco di iniziative,
tutte legate al tema dell’educazione
alimentare. Si comincia la mattina, con
un breve incontro-dibattito su cosa significa alimentarsi in modo corretto,con
particolare riguardo alle intolleranze
alimentari. Non si parlerà soltanto di
celiachia (l’intolleranza al glutine), ma
di argomenti che interessano tutti quelli
cui preme aver cura della propria salute,
a cominciare da ciò che mangiamo. La
giornata proseguirà a tavola, con un
pranzo a base di alimenti che per loro
stessa natura non contengono glutine,
come il riso, il mais, il grano saraceno,
oltre naturalmente ai secondi piatti
a base di carne e di pesce e ai contorni. Una scelta ben precisa, quella di
rinunciare ai prodotti specifici che si
acquistano in farmacia,perché nessuno
– celiaco e non – si senta diverso dal suo
vicino di tavolo. Il pomeriggio proseguirà con giochi, musica e animazione
per tutti. Ricordiamo che il glutine è
una proteina contenuta in alcuni cereali (grano, orzo, segale). Al momento
l’unica terapia conosciuta consiste nel
seguire, per tutta la vita, una dieta rigorosamente senza glutine.
SOCIALITÀ
SOCIALITÀ
appuntamenti
SCANDICCI-FIRENZE SUD OVEST
appuntamenti
VALDINIEVOLE
SOLIDARIETÀ E SALUTE
Il 12 e il 13 maggio presidieranno 800 piazze d’Italia,
per raccogliere fondi da destinare alla ricerca e alla
cura della fibrosi cistica. L’iniziativa sarà ospitata anche
dall’Ipercoop di Massa e Cozzile, all’interno del quale i
volontari dell’associazione toscana per la lotta contro la
fibrosi cistica saranno presenti con le loro piantine di
solidarietà.
GLI AMICI DEL CUORE
Risponderanno alle domande sulle malattie cardiovascolari,
controlleranno la pressione arteriosa e il colesterolo e faranno
elettrocardiogrammi. Sono i medici volontari dell’associazione
“Amici del cuore” che il 27 maggio, dalle 15 alle 19, saranno
presenti con il loro camper davanti all’Ipercoop di Montecatini.
Collaborano con loro la sezione soci Coop Valdinievole e
l’Ipercoop, che hanno donato anche un computer portatile da
utilizzare sul camper per la raccolta dati.
CORSA SOLIDALE
Sabato 2 giugno partirà dal parcheggio dell’Ipercoop la
“Quarta passeggiata per un aiuto”. Sono previsti due
percorsi, uno di 6 chilometri, non competitivo, l’altro di
14 km semicompetitivo. Informazioni si possono richiedere
al Gruppo podistico di Massa e Cozzile (057267310) che
organizza la passeggiata insieme alla sezione soci Coop. Il
ricavato della corsa sarà interamente devoluto a favore dei
progetti di adozione a distanza.
BAGNO A RIPOLI
VISITE GUIDATE
Sabato 19 maggio, alle 15,30,
la sezione soci Coop organizza
una visita guidata all’Oratorio di Santa
Caterina e allo Spedale del Bigallo.
Per partecipare rivolgersi al box soci
dei tre supermercati del Comune.
L’oratorio di Rimezzano prima del restauro
Le attività delle sezioni soci on line
www.coopfirenze.it
IL MUSEO
DEL CALCIO
O
spitato nel Centro tecnico di Coverciano, a Firenze, rappresenta
la memoria storica del calcio. Nato nel
1996, il museo è un vero e proprio centro
di documentazione, ricco di cimeli ed
oggetti (palloni, maglie, scarpe, coppe,
medaglie) messi in bella mostra per
rivivere nel tempo le gesta dei grandi
campioni e gli avvenimenti a cui sono
legati. Accanto alle coppe, un computer
messo a disposizione dei visitatori per
“navigare” in una banca dati multimediale, dove immagini fisse (fotografie
memorizzate) si alternano a immagini
in movimento (spezzoni di video) di
giocatori, allenatori, arbitri, stadi.
Unicoop Firenze e Toscana Turismo
organizzano per i soci Coop visite guidate al museo, agli impianti sportivi, con
una cena nel ristorante dei calciatori e
un “incontro a sorpresa” con un famoso
personaggio del mondo del calcio. E’
obbligatoria la prenotazione presso le
agenzie di Toscana Turismo (vedi elenco
nelle pag. seguenti). Queste le date di
maggio: sabato 5, venerdì 11, sabato
19. Inizio della visita alle ore 16, quota
di partecipazione L. 30.000. Ritrovo
davanti all’ingresso del museo, viale
Aldo Palazzeschi 20, Firenze.
PISTOIA
IL PALAZZO
DEI VESCOVI
Il museo è anche
su Internet al sito
www.comune.pistoia.it
U
na visita guidata all’antico Palazzo dei Vescovi, e alla raccolta
di opere d’arte che ospita. La organizza
la sezione soci Coop di Pistoia, in collaborazione con Toscana Turismo, grazie
alla disponibilità della Cassa di Rispar-
mio di Pistoia e Pescia. L’appuntamento
è per sabato 26 maggio, alle ore 10,
davanti all’ingresso dei musei di Palazzo
dei Vescovi, in piazza Duomo, fino a un
massimo di 20 partecipanti. Biglietto di
ingresso lire 4 mila; prenotazioni presso
Harlem Viaggi, via Monfalcone 28/30,
Pistoia, tel. 0573977455.
Il percorso
Il palazzo, sede dei Vescovi della
città fino al 1786, è oggi di proprietà
della Cassa di Risparmio di Pistoia e
Pescia. I lavori di restauro compiuti tra
il 1974 e il 1980 hanno permesso di
riscoprire e di recuperare gran parte
della sua struttura originaria.
Dopo il ritrovamento fortuito, durante i lavori di restauro, di due cippi
funerari etruschi del VI-V sec. a. C., è
stata portata avanti una campagna di
scavi vera e propria, che ha riportato
alla luce i resti di edifici romani e medievali stratificati sotto le fondamenta
del palazzo. Dopodiché nell’area degli
scavi è stato allestito un “percorso archeologico attrezzato”, che permette di
ripercorrere un periodo di storia lungo
circa venti secoli.
Da visitare, inoltre, il Museo della
Cattedrale di S. Zeno, che ospita un’importante raccolta di arredi sacri, con il
Reliquiario di S. Iacopo e la Sacrestia
Nuova. Nel palazzo dei Vescovi hanno
trovato ospitalità anche alcune importanti opere moderne del pistoiese Marino Marini (1901-1980) e del ferrarese
Giovanni Boldini (1842-1931), solo per
citarne alcuni.
gastronomici provenienti da più parti
d’Italia che faranno degustare i loro
insaccati, formaggi, conserve e liquori.
Per l’occasione “Chiantilife” ospiterà
“Scatti di gusto”, una mostra itinerante
di fotografie che hanno come soggetto
piatti e prodotti della gastronomia italiana. Il 27 maggio,in occasione delWine
day, giornata mondiale del vino, sarà
possibile visitare le cantine della fattoria Le Corti. In programma anche altre
manifestazioni (concerti, spettacoli)
collaterali alla mostra: un’opportunità
di visitare la villa e di fare una piacevole
passeggiata nel suo parco.
Chiantilife è anche su internet,
al sito www.mediag.it
Ingresso a lire 10 mila,
per i soci Coop lire 8 mila,
presentando la carta socio.
Ingresso gratuito per i bambini.
Per informazioni: tel. 055852638.
U
na mostra per presentare l’artigianato in tutte le sue espressioni, dall’arte alla buona tavola. “Chiantilife” torna a San Casciano Val di Pesa,
nella cinquecentesca Villa Le Corti, dal
25 al 27 maggio, con orario 10/19,30.
Numerosi gli stand degli artigiani - con
dimostrazioni dal vivo di ricamo, intaglio, cesello, lavorazione della ceramica
-, degli allevatori (struzzi e capre cashmere) e dei prodotti naturali, anche cosmetici. Ci sarà un gruppo di produttori
P
L’ARTE DI
MICHELUCCI
H
a segnato una svolta importante
nell’architettura del ‘900, che
a Giovanni Michelucci deve davvero
molto. A dieci anni dalla sua scomparsa,
la sezione soci Coop di Pistoia ha organizzato un incontro dedicato proprio al
grande architetto. L’appuntamento è
24 INFORMATORE
giugno, ore 17; giovedì 24 e 31 maggio
e giovedì 7 giugno, ore 17; sabato 26
maggio, 2 e 9 giugno, ore 16.30. Costo
del biglietto, compreso l’ingresso alla
mostra e al museo, lire 29 mila (intero),
21 mila 500 per la fascia di età compresa
tra i 18 e i 25 anni e lire 14 mila per i
minori di 18 e gli ultra 65enni.
Per informazioni e prenotazioni:
Toscana Turismo (elenco
nelle pag. seguenti).
FIRENZE
DANZE E CANTI D’EUROPA
un festival che ha le sembianze e i ritmi di un cantiere dove si incontrano,
confrontandosi,le tante espressioni dell’arte e dello spettacolo:danza,musica,
teatro, arti visive, incontri, laboratori e piacevoli serate al caffè. In questa fabbrica
d’arte si parlano le lingue dell’Europa e del Mediterraneo: molti gli eventi da segnalare,
da Waterwall (11-12-13 maggio), con un fantastico muro d’acqua a fare da sfondo ai
corpi dei danzatori; una sezione dedicata alla musica etnica (ebraica, balcanica, dei
popoli Rom) e a quella ispirata ai canti liturgici; tre spettacoli teatrali (La leggenda di
Fonte Gaia, Acido fenico e Medea, variazioni sul mito), unici nel loro genere.
GIOIELLI
D’AUTORE
PISTOIA
creazioni dell’Art Nouveau, dell’Arts
and Crafts e dell’Art Decò per approdare
all’alta gioielleria di Cartier, Van Cleef
et Arpels, Bulgari, solo per citarne alcuni. C’è poi una sezione dedicata alle
creazioni di pittori e scultori di fama
internazionale che si sono cimentati
nell’arte del gioiello, come Picasso,
Mirò, Dalì e molti altri ancora.
Per i soci Coop visite guidate mercoledì 23 e 30 maggio e mercoledì 6
È
FIRENZE
SAN CASCIANO
IL CHIANTI
IN MOSTRA
per sabato 19 maggio alle ore 10,presso
il Centro Michelucci (Museo civico, palazzo comunale, piazza Duomo), grazie
alla disponibilità dell’amministrazione
comunale. A fare da guida alla visita del
Centro, e alla conferenza che seguirà,
l’architetto Marco Marlazzi, profondo e
appassionato conoscitore di Michelucci. L’ingresso è gratuito.
Per le prenotazioni rivolgersi, entro
il 16 maggio, all’agenzia Harlem
Viaggi, via Monfalcone 28/30,
Pistoia, tel. 0573977455,
o presso le altre agenzie di
Toscana Turismo.
TEMPO LIBERO
TEMPO LIBERO
FIRENZE
iù che una mostra è una rassegna storica sul gioiello del 1900
e sulla sua evoluzione, da semplice ornamento ad espressione artistica vera
e propria. A fare da guida in questo
insolito percorso, circa 280 gioielli provenienti dalle più importanti collezioni
pubbliche e private italiane e straniere.
La sede dell’esposizione è più che mai
appropriata: il Museo degli Argenti ospita infatti la collezione di gioielli rinascimentali e barocchi di Anna Maria de’
Medici, arricchita negli ultimi anni da
una raccolta di prestigiosi pezzi dell’Ottocento e del Novecento.
La mostra inizia con le creazioni
del primo grande artista del gioiello del
‘900, René Lalique, e prosegue con le
INFORMATORE 25
L’EVENTO
Fabbrica Europa
2001
Stazione Leopolda
Porta al Prato, FI
Dall’11 maggio
al 2 giugno
Per i soci Coop,
sconto di 5 mila lire
per l’ingresso
agli spettacoli
da 25 e 20 mila lire.
www.fabbrica
europa.net
Soggiorno
Il Mare e i Tour
di Maggio e Giugno
SARDEGNA
Tour
7 giorni, 6 notti
Partenza: 4 Giugno
Volo di linea da Pisa
Pensione completa Hotel 3 stelle
SARDEGNA,
Siniscola
Lire
8 giorni, 7 notti
da Sabato a Sabato
Viaggio con mezzi propri
Hotel Club La Caletta 3 stelle
Pensione completa
dal 26 Maggio al 8 Giugno
CINA
Lire
1.350.000
530.000
Lire
590.000
dal 23 al 29 Giugno
Lire
655.000
MESSICO
Soggiorno Club Akumal Beach
9 giorni, 7 notti
Partenze: ogni sabato
dal 2 Maggio al 30 Giugno
Volo speciale da Roma Fiumicino
o Milano Malpensa
Pensione completa all inclusive
dal 2 al 31 Maggio
835.000
Lire
Soggiorno Hotel Crioula 5 stelle
8 giorni, 7 notti
Partenze: 8 e 29 Giugno
Volo speciale da Milano Malpensa
Pensione completa con bevande
Crociera
Cairo, navigazione sul
Nilo e Abu Simbel
Lire
1.870.000
Harlem Viaggi
Pam Vacanze
Via Monfalcone, 28/30
Pistoia
Tel. 0573/977455
Centro Comm.le dei Borghi
Via del Fosso Vecchio, 459
Navacchio (PI) Tel. 050/779240
Via Matteotti
Agliana
Tel. 0574/673133
Via del Borghetto, 64
Pisa
Tel.050/575777
2.278.500
dal 1 al 30 Giugno
2.323.500
per le partenze da Roma riduzione
di Lire 115.000 a persona
2.473.500
cena a prezzo fisso.
Sconto per i soci Coop
S
i annuncia un’estate all’insegna dei sapori. Nei ristoranti Magnosfera, accanto
agli Ipercoop di Cascina e di
Arezzo, infatti, da maggio a settembre
sarà possibile assaporare le cucine
di Spagna, Sicilia, Messico e Francia.
La manifestazione “Un mondo di sapori a Magnosfera” prevede quattro
settimane gastronomiche a tema,
Pensione completa con bevande
in Club 3 stelle (formula Roulette)
Lire 780.000
Partenza:
2 Giugno
SOGGIORNO+ESCURSIONI Pensione completa con bevande
in Villaggio Turistico Roller Club
8 giorni, 7 notti
Viaggio in Pullman G.T.
Lire 680.000
5 giorni, 4 notti
Viaggio in Pullman G.T.
Partenze: 9 Maggio, 6 e 20 Giugno
Praga e Budapest Lire 675.000
Vienna Lire 775.000
Partenza: 23 Maggio
Praga e Budapest Lire 775.000
Vienna Lire 875.000
Partenza: 11 Luglio
Praga e Budapest Lire 645.000
Vienna Lire 745.000
2.083.500
dal 1 al 30 Giugno
2.133.500
Argonauta Viaggi
Corymbus Viaggi
Lungarno Torrigiani, 33 A/B
Firenze
Tel. 055/2342777
Via Massetana Romana, 56
Siena
Tel. 0577/271654
Piazza Ginori, 8
Sesto Fiorentino
Tel. 055/444842
Lire
Calabria - Capo Vaticano
2.016.500
Arcipelago Viaggi
9 giorni, 7 notti
Partenze: dal 30 Aprile al
30 Giugno ogni martedì
da Milano Malpensa e ogni
lunedì da Roma Fiumicino
Volo di linea
Pensione completa con soft drink
dal 30 Aprile al 31 Maggio
Partenze: 7, 14 e 28 Maggio,
11,18 e 25 Giugno
SOGGIORNO
8 giorni, 7 notti Pensione completa con bevande in Hotel 4 stelle
Lire 1.090.000
Volo speciale da Bologna
SANTO DOMINGO
Lire
Messico e Francia:
Canarie Tenerife
8 giorni, 7 notti
Partenze: 14, 21 e 28 Maggio
Volo speciale da Bologna
Pensione completa Hotel e
Motonave Egilika 5 stelle
Lire
MAURITIUS
Lire
SOGGIORNO
8 giorni, 7 notti
Volo speciale da Bologna
EGITTO
9 giorni, 7 notti
Partenze: ogni lunedì
dal 6 Maggio al 30 Giugno
Volo speciale da Roma Fiumicino
o Milano Malpensa
Pensione completa all inclusive
dal 6 al 31 Maggio
CAPO VERDE
1.301.500
Spagna, Sicilia,
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Partenza: 20 Maggio
Isole Baleari - Ibiza
3.245.000
dal 1 al 30 Giugno
2.313.500
2.428.500
dal 1 al 30 Giugno
Lire
Lire
A tavola a tema
Soggiorno Club Villas Caroline
MALDIVE
14 giorni, 12 notti
Partenza: 17 Giugno
Volo di linea da Milano Malpensa
Pensione completa Hotel 1a Cat.
Lire
1.550.000
Soggiorno Club Ranveli
Soggiorno Club Sol de Plata
Lire
Lire
9 giorni, 7 notti
Partenze: ogni lunedì
dal 7 Maggio al 30 Giugno
Volo speciale da Roma Fiumicino
o Milano Malpensa
Pensione completa
dal 7 al 31 Maggio
2.268.500
Lire
8 giorni, 7 notti
Partenza: 13 Giugno
Volo di linea da Pisa
Pensione completa Hotel 3 stelle
Tour selezione
Lire
dal 9 al 22 Giugno
Tour
Salisburgo, Monaco
ed i Castelli Reali
della Baviera
5 giorni, 4 notti
Partenze:
6 e 20 Giugno, 11 Luglio
Viaggio Pullman G.T.
mezza Pensione Hotel 3 stelle
Lire
SICILIA
8 giorni, 7 notti
Partenza: 27 Maggio
Volo speciale da Bologna
Hotel Minoa Palace Cat. A
Pensione completa con bevande
NEI CENTRI COMMERCIALI DI AREZZO E CASCINA
Kublai Viaggi
Via Baccheretana, 3D
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Tel. 055/8706884
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Tel. 0574/42215
Via Turri, 12
Scandicci (FI)
Tel. 055/2591744
Via Curtatone e Montanara, 74 - Empoli
Tel. 0571/725032
Litoralsind
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Arcimondo
Avet e Across Viaggi
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Tel. 0586/897071
Piazza Cavour, 11
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Tel. 055/9121616
Via Michelangelo, 36
Arezzo
Tel. 0575/350271
P.zza Duomo, 3 - Viale Matteotti, 18
Grosseto
Tel. 0564/27444 - 20193
Tutte le quotazioni indicate si intendono per persona per partenze di gruppo. Non sono comprensive di eventuali visti d’ingresso, di adeguamento costo carburante, delle spese d’agenzia, degli adeguamenti di prezzo in base alle oscillazioni valutarie. Per gli itinerari esatti, i servizi, i cambi applicati, le condizioni generali di partecipazione e tutto quanto incluso/escluso dalle quote di partecipazione, faranno fede solamente i programmi di viaggio dettagliati distribuiti dalle Agenzie in indirizzo. Le offerte sono valide fino ad esaurimento posti.
Il mondo come lo vuoi tu.
c/o Centro Commerciale Val di Pesa
Via Caverni, 60 - Montelupo Fiorentino
Tel. 0571911237
Piazza Ulivelli, 33 - Castelfiorentino
Tel. 0571/684817
Toscana
Toscana
Turismo
Turismo
FOTO M. D’AMATO
nel corso delle quali tutti i giorni si
potranno gustare specialità tipiche.
All’interno di ogni settimana sarà
poi organizzata una cena (su prenotazione), con camerieri in costume,
musiche tipiche e ambientazione. Il
prezzo è fisso: 50 mila lire a persona,
i soci Coop avranno lo sconto di 10
mila lire a coperto.
Nelle settimane a tema per la
Spagna saranno proposte gustose
tapas, gaspacho andaluz, gambas al
ajillo, paella a la valenciana e tante
altre specialità innaffiate da vino
blanco o tinto, dalla sangria e dalla
cerveza. Per la Sicilia ci saranno
piatti di terra e di mare, quali le cozze
al tegame piccanti, gli involtini di
tonno e di carciofi, il gattò di sarde
e carciofi, il castrato alla ragusana
e naturalmente i dolci assortiti e la
cassata. La settimana del Messico si
proporrà con tortillas con frijoles
e salsa ranchera, langosta en salsa
de mango, tacos de queso e altri
INFORMATORE 27
piatti tipici, accompagnati da birra
e vini messicani. Infine, per la cucina francese, i crostini di paté de
campagne o di fois gras, i vols au
vent, le quiches lorraines, il filetto di
sogliola alla normanna, il maiale con
le prugne e tanti formaggi e vini.
Per saperne di più, e per gustare
tutte le specialità che proporranno
gli chef di Magnosfera, non resta che
tenere d’occhio il calendario.
Le date
28 MAGGIO – 3 GIUGNO
Cascina Messico (cena 1° giugno)
Arezzo Sicilia (cena 2 giugno)
25 GIUGNO – 1 LUGLIO
Cascina Sicilia (cena 29 giugno)
Arezzo Messico (cena 30 giugno)
30 LUGLIO – 5 AGOSTO
Cascina Francia (cena 27 luglio)
Arezzo Spagna (cena 28 luglio)
27 AGOSTO – 2 SETTEMBRE
Cascina Spagna (cena 31 agosto)
Arezzo Francia (cena 1° settembre)
Per prenotare la cena:
tel. 0554393295,
Arezzo tel. 0575380044,
Cascina tel. 050/779199
VALTIBERINA
Mangialonga al via
È
un percorso di 12 km, con soste
culinarie a base di ricette tradizionali. Un itinerario per la Valtiberina
e i prodotti tipici toscani: con questi
obiettivi la sezione soci Coop Valtiberina, Avis, Arcigola e Cai invitano tutti a
partecipare alla quarta edizione della
“Mangialonga”. L’appuntamento è per
il 6 maggio, alle 8.30, davanti al supermercato Coop di Sansepolcro,con arrivo
a Sangiustino Umbro.
Le soste, con ristoro, saranno effettuate ogni 3 km. Il pranzo (porchetta,formaggio, baccelli ecc.) sarà offerto dalla
sezione soci Coop Valtiberina presso la
villa Graziani Magherini a Sangiustino.
Per informazioni telefonare
allo 0575740363.
SESTO FIORENTINO-CALENZANO
Tra dolce e salato
T
anto per cominciare profiterol,
glassa al cioccolato e bigné. E
poi biscotti da tè, e tanta pasticceria
salata. E’ il ricco programma del corso
di pasticceria promosso dalla sezione
soci Coop di Sesto Fiorentino-Calenzano,
con la partecipazione del “Gran Caffè” di
piazza Ginori a Sesto Fiorentino. L’appuntamento è per il 9, 16 e 23 maggio, dalle
18 alle 20, presso il circolo Rinascita.
Per informazioni rivolgersi al box
della sezione soci di piazza V.Veneto, tel.
055446101,e del Neto,tel. 0554217975,
dalle 10 alle 11.30 e dalle 17 alle 19.
BORGO SAN LORENZO
Pane in pappa
S
i intitola “Pane in pappa”
e ormai è un appuntamento tradizionale nelle piazze della cittadina mugellana. Sabato 19 maggio, nel pomeriggio,
si proverà a ricostruire una fiera di paese
com’era agli inizi del
Novecento. Ad animare gli stand e le
vie di Borgo ci saranno, fra gli altri, il gruppo “La caldana” e “I
maggiaioli”.
FIRENZE OVEST
Pesce a Le Piagge
L’
appuntamento è per quattro lunedì consecutivi, a partire dal
14 maggio, al circolo Mcl di via San
Martino a Brozzi. Dalle 19 alle 21 Leonardo Romanelli e i suoi collaboratori
spiegheranno i modi per cucinare il
pesce e scoprirne i più reconditi segreti.
Verrano realizzati, inoltre, eventi presso
la pescheria del supermercato de Le
Piagge, nel corso del mese, con consigli,
informazioni e promozioni sul pesce.
Iscrizioni e informazioni: sezione
soci via C. del Prete (tel. 0554360279),
lunedì, martedì, mercoledì e venerdì
9.30-11.30, giovedì 9.30-11.30/16-18,
sabato 9-12.
TEMPO LIBERO
GRECIA, Creta
UNO SCHIAFFO DAL CIELO
È
ormai accertato che le fondamenta che attualmente sorreggono la Badia di San Salvatore a
Soffena, poco distante dal centro di Castelfranco
di Sopra, in epoca remotissima (prima dell’XI
secolo perché esiste un documento di quel periodo che tramanda
lo straordinario episodio di cui si parla), servissero da base per
un castello appartenente alla famiglia Ubaldini di Arezzo. Dal
momento che intorno al Mille il maniero non esisteva più, se
ne deduce che la sua fu una breve esistenza. Ma le cause della
sua prematura scomparsa non vanno ricercate in un evento
naturale come, per esempio, un terremoto; oppure in un evento
bellico, quale un assedio con conseguente distruzione. Le
ragioni stanno piuttosto in un evento... soprannaturale. O, per
essere più espliciti, in uno schiaffo piovuto dal cielo.
Ecco la storia, o meglio, la leggenda. La proprietaria del castello
era un giorno intenta a preparare un pranzo per salutare l’arrivo
di alcuni, numerosi, suoi parenti. Rendendosi conto che né la
sua dispensa né il pollaio avrebbero potuto soddisfare l’appetito
di tutte quelle mascelle, la signora, senza farsi troppi scrupoli,
mandò i suoi garzoni ad impossessarsi di un maiale che si
aggirava là intorno e che apparteneva ad una povera famiglia
per la quale l’animale costituiva forse l’unica risorsa. Quando
la legittima proprietaria si accorse che la sua bestiola stava già
cambiando colore e sapore sopra le braci di un girarrosto, non
poté contenere la sua disperazione, anche se le era impossibile
ribellarsi di fronte ai soprusi dell’arrogante castellana. Ma
una preghierina e una richiesta d’aiuto, inviate a chi di dovere
ottennero quello scopo che la povera donna, con le sue sole
forze, non avrebbe mai potuto raggiungere.
Non appena i convitati si furono seduti al desco,e il maiale fumante
fece la sua comparsa adagiato su un vassoio, il cielo si riempì di
nuvole che si ammassarono proprio sopra il castello. Da lontano
qualcuno poté notare un braccio che all’improvviso usciva dalla
bassa foschia e, con una sberla ben assestata, mandò il castello
in frantumi come fosse una costruzione di carta.
Cosicché la povera donna, seppur priva dell’animale che avrebbe
potuto soddisfare la fame sua e di tutta la famiglia, riuscì almeno a
soddisfare la sua sete di rivalsa verso un sopruso così plateale.
Forse colpita da un medesimo destino anche la Badia, di cui si ha
un primo documento a partire dal 1076, cadde in un deplorevole
oblìo lungo qualche secolo. La chiesa venne sconsacrata e ridotta
a fienile, mentre all’esterno era stata aperta una concimaia. Un
radicale restauro nel corso degli anni ‘60 del secolo scorso ha
riportato il complesso monastico all’originaria bellezza. E da
antichi e screpolati intonaci sono affiorati interi cicli di affreschi
quattrocenteschi attribuiti a Neri di Bicci, a Paolo Schiavo, al
fratello di Masaccio conosciuto come “lo Scheggia”.
ra indipendenti dallo stato mediceo.
A Pitigliano, che meritò pertanto l’appellativo di “piccola Gerusalemme”,
celebre ancora oggi per il suo vino
kashèr, si possono visitare un suggestivo cimitero e una sinagoga costruita alla fine del Cinquecento.
Con la morte di Cosimo I le normative antiebraiche, anche se non
furono mai ufficialmente soppresse,
andarono gradualmente perdendo
vigore. Nonostante che gli ebrei fossero stati massimamente concentrati
nei ghetti di Firenze e Siena, la comunità pisana continuava a crescere
e prosperare perché svolgeva nel
Granducato un ruolo economico primario, legato ai traffici commerciali.
TOSCANA INSOLITA
Itinerari ebraici
La storia e l’arte
FOTO MARKA
delle comunità
ebraiche di Pisa
e Livorno
di Iacopo Cassigoli
to, Pescia, Arezzo, Cortona. C’erano
piccole ma fiorenti comunità anche
a Prato ed Empoli; a Pistoia la piazza
dove sorge la chiesa di San Leone, a
due passi dalla Cattedrale, era chiamata piazza hebrea e durante la Quaresima veniva obbligatoriamente
riservata alla vendita di uova, agnelli
ed altri cibi che ai cristiani, in quel
periodo, erano proibiti. Quasi tutti
questi insediamenti furono di colpo
spazzati via quando Cosimo I dei
Medici, desideroso di ascendere
al grado di granduca, iniziò a perseguire la politica antigiudaica di papa
Pio V, ordinando nel 1570 a tutti
gli ebrei di concentrarsi in veri e
propri ghetti soltanto a Firenze e
Siena, togliendo loro anche le patenti
per esercitare il prestito. Piccole
comunità, tuttavia, continuavano ad
esistere a Sovana, Sorano e Pitigliano, feudi della famiglia Orsini, anco-
Da Pisa a Livorno
La sinagoga di Pisa, situata in
via Palestro e risalente alla fine del
XVI secolo, fu ricostruita nel 1785
e ristrutturata nel 1863 da Marco
Treves, uno degli architetti autori del
Tempio di Firenze. Il vasto e quadrato
interno, con il matroneo situato su
un ballatoio sorretto da quattro colonne, presenta un bellissimo aròn
– l’armadio che custodisce i rotoli
della Torà – affiancato da due colonne in marmo mischio sorreggenti un
timpano triangolare. L’altro luogo
28 INFORMATORE
fondamentale per conoscere la storia degli ebrei pisani è il cimitero, di
fondazione medievale, che si trova
subito a ridosso di quel tratto delle
mura urbane che delimitano piazza
dei Miracoli.
Ma la città toscana nella quale
si verificò il più importante afflusso
di ebrei da tutto il Mediterraneo fu
Livorno, che può essere considerata
a pieno titolo una delle capitali internazionali dell’ebraismo. La nascita
della comunità livornese avvenne di
fatto il 10 giugno del 1593 con la promulgazione delle “Lettere Patenti”
(note anche come la
Livornina) da parte
di Ferdinando I de’
Medici. Il quale, per
dare un decisivo impulso allo sviluppo
della città e dell’economia del suo porto
franco, in seguito
al’insabbiamento di
quello di Pisa, invitava gli ebrei e i marrani portoghesi (cioè
gli ebrei che erano stati costretti a
convertirsi al cattolicesimo) a stabilirvisi con le loro redditizie attività
commerciali e di impresa, garantendone in cambio completa libertà
personale e di culto. Caso davvero
isolato in tutta Italia, Livorno fu l’unica città dove gli ebrei non furono
mai rinchiusi in un ghetto.
La sinagoga - costruita nei
primi anni del secolo XVII, ampliata nel 1641 e più volte rimaneggiata ed abbellita nel corso
dei secoli, fino a quando nel
1875 venne dotata di una nuova
maestosa facciata - fu gravementecolpitaduranteilterribilebombardamento alleato del 1943,
che devastò anche il cuore della
città.Dopoilconflitto,lacomunità
ebraica anziché riparare i danni
preferì costruire nello stesso luogo (l’attuale piazza Benamozegh) un nuovo tempio, inaugurato nel 1962. Al suo interno
è possibile ammirare lo splendido aròn in legno intagliato
e dorato, datato 1708, proveniente da Pesaro.
L’oratorio Marini, un edificio
INFORMATORE 29
neoclassico di via Micali, è sede della scuola materna della comunità
e del Museo, in cui sono custoditi,
assieme ad un’importante e antica
biblioteca, preziosissimi oggetti di
culto, testimonianza dell’arte ebraica
(non soltanto toscana) dei secoli XVII
e XVIII, tra i quali bisogna almeno
segnalare una atarà del 1636 (ovvero
una corona per il Sèfer Torà, il rotolo
su cui è manoscritto il Pentateuco)
ed alcuni splendidi arredi tessili ricamati. L’itinerario ebraico livornese
si può concludere con la visita all’antico cimitero di viale Ippolito Nievo,
aperto nel 1837 in sostituzione dei
precedenti, che accoglie interessanti
lapidi e monumenti funebri.
Nella foto sopra, la Sinagoga di Livorno
distrutta durante al guerra
INFORMACOOP
Trasmissione settimanale
dell’Unicoop Firenze
In onda:
giovedì ore 20,30, Canale 10
sabato ore 18,30, RTV 38 Odeon
e alle 23,00, Canale 10
domenica ore 23,00, RTV 38 Odeon
RACCONTI
RACCONTI
di Riccardo Gatteschi
F
in dal Medioevo sono rintracciabili documenti e testimonianze che attestano l’esistenza di grandi o piccole comunità ebraiche, di cui si serba il ricordo
anche nei toponimi, sia nelle principali città toscane che nei centri
minori e persino nelle campagne. Si
contavano ben ventuno nuclei ebraici, più o meno consistenti, insediatisi
a macchia di leopardo su tutto il
territorio. La presenza degli ebrei,
che esercitavano prevalentemente
i mestieri del prestatore e del banchiere (del resto gli altri mestieri gli
erano preclusi), è documentata a
Pisa, la cui comunità è la più antica
della Toscana, a Volterra, San Minia-
di Miriam Serni Casalini
LA STANZA DEL FORNO
A
vere il forno dentro casa, invece che
sotto una loggina esposta alle temperie,
era una comodità.
Bista e la sua patriarcale famiglia questa
comodità l’avevano. Vuoi mettere poter cuocere il pane senza
avere la faccia all’inferno e la schiena allo “stigio”? Vuoi mettere
non dover portare all’esterno le assi con il pane in piena
lievitazione col rischio di vederselo ridotto in tante stiacciate?
La stanza del forno era anche l’ingresso della colonica. Un atrio
vasto e rustico, lastricato. Luogo di passaggio verso la cantina,
l’orciaia,la cucina. Una scala portava al piano di sopra,una scaletta
per l’accesso interno alla stanza del segato e alle stalle.
A destra dell’entrata c’era subito il forno, ai cui lati facevano la
guardia, ritti e alti come corazzieri, gli arnesi dai lunghi manici
necessari per attizzare, spazzare, impalare.
Correvano lungo la medesima parete,sostenute da mensole,due
file di assi,quelle per il pane,spesso ingombre di“attrezzi” d’ogni
genere che dovevano essere levati via in fretta tra “accidenti” e
“resie” al momento del bisogno e riportati in capanna, “… che
gliè quello i’ su’ posto, porcogiudaboia, inteso?!”.
Quello che sorprendeva entrando nella stanza era la parete di
fondo: un’esposizione di cappelli di paglia. Ce n’erano tanti.
Da uomo, alcuni sfondati o con la tesa sdrucita penzoloni, altri
celesti di ramato. E poi da donna, a cupola, alcuni strinati dal
tempo, altri più vanesi per le ragazze, tutti però a tesa larga per
ripararsi dal sole. Ancora due da uomo pure di paglia, ma con la
veletta ferrigna, per la smielatura.
Stavano, ognuno appeso al suo chiodo, a caso sovrapposti a
formare un’artistica composizione: “le paglie di Bista”, quasi
come “le balle di Burri”.
Completavano il quadro due ombrelli di incerato verde con
il rosso manico di legno, alabarde incrociate in uno stemma
gentilizio, poi tre stacci da farina, due passini da pomodori,
una stadera con piatto e romano (il peso che scorre lungo il
braccio, ndr) sbilenchi.
Per terra, dall’altro lato, una grossa bascula ospitava con poco
sforzo mucchi di balle accatastate. Giro giro alla stanza corbelli,
ceste, panieri di ogni forma, dimensione e materiale: intrecciati
a stecche di castagno, di vetrice, salcio, olivo, canna, midollino.
Non mancavano alcune bigonce piene di crusca e granoturco.
Zoccoli e scarpacce.
Una stanza bizzarra e stravagante, con quell’accozzaglia
eterogenea di oggetti addossati alle pareti come in un museo,
con un che di statico e provvisorio insieme, inospitale, senza una
sedia né un tavolino, ché tanto nessuno vi sostava. Diventava
accogliente, viva, movimentata, ospitale, al momento di fare il
pane, e profumata, di un profumo da far resuscitare i morti.
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fino al 31 maggio
SCONTO STRAORDINARIO
DEL 10%
I
non invade l’ambiente. E’ un inganno
artificiale che il pesce non inghiotte
e che gli può essere tolto di bocca
senza causare danni. La mosca è un
prodotto di studi che riguardano
l’ambiente, la catena alimentare e il
comportamento degli animali. E per
chi ha tempo e voglia l’insetto, come
il pesciolino finto, sono il frutto di
abilità manuale, quasi da orafo.
La pesca è diventata ormai una
vera e propria disciplina sportiva
moderna. Tanto da spingere la Fipsas,
Federazione italiana pesca sportiva
e attività subacque della provincia di
E
ssere i protagonisti. Poter
guardare i coetanei in pista
dall’alto del palco del dj e,
perché no, guadagnare tanti
soldi. La passione per la musica e per
il ballo è una caratteristica comune
a molti teen ager, ma tra questi c’è
anche chi non si accontenta di viverla
passivamente, c’è chi sogna di creare
il sound giusto per far divertire chi
Professione dj
Pregi
PESCA SPORTIVA
A pesca
con la mosca
e difetti di
un mestiere
molto
amato
di Maurizio Fanciullacci
per i pesci, insetto, uncinato e artificiale. La mosca,
appunto. Che appena terminato l’ingannatore volo
dovrebbe attirare la curiosità e l’appetito del pinnato,
magari una trota. Ma non
solo di questo si pesca. Le
abusate immagini cinematografiche di pescatori anglofoni, muniti di camicie
a quadri, stivaloni e cappellino infarcito di piumine
aguzze, tutti silenziosamente a guazzo in allegri ma ombrosi torrenti, non rendono
giustizia a questo sport. Con
la stessa tecnica si pesca anche in mezzo alla salsedine,
dalle rive, dagli scogli, dalla
barca in mezzo al mare. Non con
una mosca, ma con un pesciolino
che affonda, che viene recuperato
a mezzo di mulinello dal pescatore,
abile a fargli compiere quei movimenti tipici della vittima inseguita dal
più grosso e veloce predatore, magari una spigola, magari un tonnetto.
L’uomo così si sostituisce alla natura,
senza alterarla. L’esca, a differenza di
quello che succede con larve e vermi
spesso prodotti industrialmente,
scout -. Le cifre variano a seconda
del locale dove si suona, dal tipo di
serata, e soprattutto dalla notorietà
del dj. Un giovane alle prime esperienze si può ritenere fortunato se
gli propongono 150 mila lire per
una serata, i disk jockey famosi hanno cachet che vanno dai 10 ai 100
milioni. In generale però, a livello
provinciale le cifre oscillano dalle
dai più
FOTO MARKA
FOTO MARKA
Firenze, a organizzare corsi di pratica
in palestra e di teoria nella sede di
via Gordigiani 14, sempre a Firenze.
Si imparano i movimenti perché il
lancio sia preciso, il recupero naturale, l’esca verosimigliante. Il costo
è di lire 80 mila per dieci lezioni
(per informazioni telefonare allo
055354768). E per chi vuole vedere
dal vivo il top di questa pratica, il 2 e 3
giugno l’appuntamento è sulla Lima,
per la supersfida tra società.
30 INFORMATORE
si “limita” a ballare. Diventare disk
jockey però non è così semplice.
A volte Comuni e radio private organizzano corsi per approfondire
le tecniche di base, fornendo elementi di conoscenza per imparare
a “screcciare”. E durante i corsi per
diventare animatori turistici, spesso, ci sono anche sezioni dedicate
esclusivamente alla figura del dj,
in cui però l’insegnante si limita a
spiegare a che punto va cambiato
disco.
A Firenze opera Controradio
Club (www.controradio.it), un’associazione culturale che promuove
e organizza corsi per formare dj.
E c’è chi, come Ettore, quindicenne dell’Antella, alla periferia di
Firenze, preferisce andare a “ripetizione privata”. «Ripetizione si fa
per dire - dice Alessio Giannelli, dj
locale e maestro di Ettore -. Gli insegno solo ad esercitare l’orecchio,
perché secondo me quello che conta
è soprattutto fare tanta esperienza».
Ma quanto guadagna un disk
jockey? «Non si può parlare di uno
stipendio fisso - spiega Max, talent
INFORMATORE 31
giovani
400 alle 600 mila». Una carriera
quindi che permette di guadagnare
bene. «Non è facile sfondare in questo mondo - continua Max -, non
esiste un albo dei dj, che spesso
vengono pagati in nero». «Siamo
dei cani sciolti - ribatte Alessio -: ci
sono delle associazioni, è vero, ma
visto che all’inizio la paga è quasi
esclusivamente a nero ci si trova a
dover combattere da soli con gente
molto più esperta, che trova facilmente il modo di non pagarti o darti
meno di quanto stabilito».
Ma le difficoltà iniziali non sono solo queste. «Spesso i gestori
dei locali non si limitano a voler
una buona prestazione - continua
Alessio -: per essere confermato
e tornare a suonare lì devi essere
principalmente un buon esperto di
pubbliche relazioni». Gli aspiranti
disk jockey possono consultare
www.djonline.it, dove potranno avere tutte le informazioni per muoversi al meglio nel mondo delle discoteche, e non solo ([email protected],
tel. 0861752766).
TOSCANA
INTELLIGENZA DIGITALE
PER SENTIRE NATURALE
mpara l’arte e mettila da parte.
E’ così anche per l’arte di pescare a mosca, che quando si
è imparata, nella teoria e nella
pratica, non si smette più. Non si
smette più di costruirsi gli insetti
artificiali che si devono posare con
naturalezza sull’acqua. E nemmeno
di frustare l’aria con quella corta ed
esile canna da pesca che si flette ma
non troppo, e con quel grosso filo
che si avvolge, che compie armoniche volute, che plana elegantemente
sull’acqua con l’estremità armata di
un minuscolo, elegante e appetitoso,
di
Francesca Perna
INTERVENTI
LA CIMINIERA DELLA EX TADDEI di Siro Terreni
«Dove adesso c’è la Coop di via Susini, a Empoli, un tempo c’era…». Inizia così questa storia del passato,
dei vetrai, che da anni racconto, peregrinando di scuola in scuola, ai ragazzi, i quali ritrovano i nomi dei
nonni scolpiti su una lapide in pietra. Nonni che lavoravano nella fabbrica dove ora sorge la Coop, dove
quotidianamente vivevano le loro esperienze di lotta, di vita e di duro lavoro, davanti alle bocche di fuoco
dei forni fusori del vetro. Dai forni usciva un pulviscolo velenoso, dannoso per la salute e troppo spesso
causa di enfisema polmonare.
Sul retro del supermercato è stata lasciata la ciminiera della ex vetreria Taddei, affinché non si disperda il
filo della memoria. Su quel “monumento” c’è il ricordo indelebile di 26 operai vetrai, colpevoli solo di aver
protestato contro la guerra e le spese per sostenerla. L’8 marzo 1944 furono prelevati dai repubblichini
e consegnati ai tedeschi, che li eliminarono nei campi di sterminio di Mathausen e Ebensee. Di quei
26 solo tre ritornarono: tra questi c’era l’allora quattordicenne Saffo Morelli - simbolo dell’innocenza e
di riflesso della malvagità dei nazifascisti - di cui proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario
della scomparsa.
Se da un lato la struttura della Coop presenta il volto della modernità, dall’altro il monumento racconta una
triste storia del passato, che non si deve dimenticare. Oggi il monumento è meta di numerose scolaresche,
alle quali racconto la storia che rappresenta, e che loro ascoltano con molto interesse.
INTERVENTI
LA MACCHINA SEGRETA di Roberto Debaleri
Ho letto con piacere l’articolo, molto interessante, sulla nascita del brigidino (Informatore marzo, pag. 31).
Voi indicate, come inventore della macchina per fare i brigidini, un presunto “signore di Pieve a Nievole”
nel 1980. Ci tengo a fare presente alla vostra redazione che la prima macchina a 30 impronte, tutta
meccanica e completamente automatica, è nata nell'officina di mia proprietà, allora ubicata a Firenze,
nel 1963, ben 17 anni prima della presunta invenzione. La macchina fu installata presso la ditta Chellini,
in via dei Macci, sempre a Firenze, dove rimase alluvionata nel 1966. Rimessa in opera ha continuato
a sfornare brigidini a quintali. Per molti anni nessuno seppe come potessero essere prodotti così tanti
brigidini, perché la macchina fu tenuta gelosamente nascosta. In seguito fu copiata, con meccanismo
idraulico. Il tutto solo per la precisione.
SALUTE
di
Alma Valente
L
a notizia l’ha data “The Lancet”, una delle più importanti
riviste scientifiche a livello
mondiale. Dopo tre anni di
sperimentazione, condotta su 212
pazienti affetti da artrosi dal professor
Jean Yves Reginster in Belgio, una
sostanza, la glucosamina solfato,
scoperta in Italia negli anni ‘80, ha
dimostrato di essere in grado non
solo di combattere i sintomi ma addirittura di fermare l’artrosi. Una
patologia degenerativa delle articolazioni che interessa il 12 per cento
della popolazione mondiale. E ad
esserne vittime non sono solo gli anziani, ma anche i giovani e gli sportivi.
Ma di che si tratta? E tutto questo
FOTO MARKA
clamore è realmente giustificato? Lo
abbiamo chiesto al professor Marco
Matucci Cerinic, responsabile della
sezione reumatologica del Dipartimento di medicina interna dell’Università degli Studi di Firenze.
Professore, di questo
farmaco ne stanno parlando
un po’ tutti. Prima però
di entrare nello specifico ci
faccia capire bene che cos’è
questa benedetta artrosi che
ci procura tanto dolore…
E’ un processo degenerativo della cartilagine che, nel tempo, ne
frammenta la superficie, fino ad un
completo deterioramento. Questo
fenomeno comporta anche la reazione della membrana che tappezza
l’interno delle articolazioni, che si
infiamma e provoca dolore e gonfio-
re, e la reazione dell’osso che genera
nuove formazioni ossee. Questi fenomeni portano ad un restringimento
degli spazi articolari e soprattutto
rigidità e dolore.
E questo assottigliamento
delle cartilagini sarebbe
dovuto proprio a un difetto
di questo zucchero
questa molecola nei nostri pazienti
da circa 14 anni. Vorrei comunque
illustrare una particolarità di questo farmaco, far capire cioè che il
meccanismo di azione non è rapido
e sono necessari tempi lunghi per
raggiungere la massima azione. Insomma, i pazienti devono essere
consci che non si possono aspettare
dei risultati immediati.
I RISULTATI DELLA RICERCA
Contro l’artrosi
Le cause, i rimedi.
Intervista a Marco Matucci Cerinic, reumatologo
chiamato glucosamina
solfato…
Possiamo comparare l’elemento
fondamentale prodotto dalle cellule
cartilaginee ad un pettine. Nella parte
centrale c’è una proteina, mentre
i denti sono formati da zuccheri
(glicani), fra i quali c’è la glucosamina. Nelle maglie del pettine sono
contenute molecole di acqua che,
nel momento in cui il pettine è sottoposto a compressione, escono, per
poi rientrare appena la pressione si
risolve. Questo meccanismo è alla
base della capacità ammortizzante
della cartilagine. Nel momento in cui
il pettine non trattiene più acqua al
suo interno, la cartilagine comincia
a soffrire il carico e la superficie
cartilaginea a deteriorarsi, cioè va
incontro ad artrosi.
Ma questo nuovo farmaco
come agisce in concreto?
Visto che la causa dell’artrosi non
è ancora nota, il termine “guarire”
non mi sembra adeguato. Posso però dire che il farmaco contribuisce
al recupero della stabilità articolare,
con significativa riduzione del dolore e della rigidità, preziosissima in
quanto ci permette di usare meno
farmaci antinfiammatori.
Un meccanismo che voi,
però, conoscevate bene
ormai da tanti anni…
Certo, conosciamo ed usiamo
Lei però professore usa
questa sostanza da molto
tempo. Come si spiega allora
tanto clamore che può
sembrare un po’ in ritardo
rispetto al lancio del
farmaco?
Quando il farmaco è stato commercializzato, negli anni ‘80, non
esisteva ancora il sistema di informazione di oggi. In questo nuovo millennio la stampa è assetata di novità,
così come il paziente è bisognoso
di speranze. Per questa ragione la
pubblicazione del lavoro di Reginster
ha avuto il merito di riportare alla
luce della ribalta un problema come
quello dell’artrosi, del quale soffrono
milioni di italiani.
A questo punto, però, sorge
spontanea una domanda.
Nel nostro paese, per quanto
riguarda la ricerca
realmente sperimentata, a
che punto siamo?
Purtroppo nel nostro paese la
ricerca di base sull’artrosi è particolarmente in ritardo. Ancora,
infatti, non esiste un programma
strategico sostenuto dallo Stato per
la lotta ad un problema i cui costi
gravano come un macigno sul bilancio statale, sia dal punto della
spesa farmacologica che per giornate di lavoro perso, sia per perdita
progressiva della qualità della vita
dei nostri cittadini.
32 INFORMATORE
DIETA E SALUTE
Il giusto
peso
Non è il “peso ideale”.
Come si calcola
di Francesco Morelli
D
al momento che lo stile di
vita moderno dà sempre più
spesso molta importanza all’aspetto fisico ed estetico di
tutti noi, è più che naturale domandarsi quale sia il nostro giusto peso.
I metodi per calcolarlo sono stati e
sono tuttora molteplici, anche se non
sempre si riesce a sapere quale sia
davveroquellogiusto.Delrestoilpeso
deriva dalla somma del peso di diversi
componenti del nostro corpo: acqua,
tessuto grasso, tessuto magro, ecc.,
il cui peso può fluttuare di continuo,
addirittura anche nell’arco delle 24
ore. Per questo ritengo utile distinguereduetipidipeso:ilpesonormale,
che è quello direttamente correlato
con un buon stato di salute e di benessere fisico, e il peso ideale, più
“basso” del normale e dettato dai
canoni della moda.
Il peso ideale si adatta di più ai
pazienti longilinei, ossia snelli ed
alti, mentre il peso normale è più
appropriato per le persone normolinee o brevilinee, ossia più basse e
ALTEZZA (cm)
200
con maggiore ossatura. La tabella
vuol dare un punto di riferimento su
questi due “pesi” ed essere anche
una raccomandazione a non discostarsi troppo dai valori riportati.
Sempreconsiderandoiparametri
peso-altezza, un altro indice molto
pratico, utile e facilmente alla portata di tutti è il cosiddetto Bmi (Body
mass index), che non è altro che un
numero che scaturisce dal rapporto
fra il peso e l’altezza al quadrato.
Un’alternativa al calcolo numerico è
data dal diagramma a fasce colorate:
il punto d’incontro fra le parallele all’altezza e al peso rappresenta l’indice
Bmi, il colore indica lo stato attuale.
Questi due metodi sono i più semplici e più utilizzati anche perché sono
facilmente determinabili. Altri metodi
e tecniche (plicometria, impedenziometria ecc.) sono più precisi nel
valutare le varie componenti della
massa corporea (ossia acqua, massa
grassa, massa magra ecc.) ma sono
anche complicati da determinare e
perciò di pertinenza dello specialista.
A chiunque si appresti ad affrontare una dieta dimagrante, vorrei
dare un ultimo consiglio e cioè di
non commettere mai l’errore di voler raggiungere ad ogni costo quel
“fatidico numerino” che scaturisce
dalle tabelle e da altri esami più
sofisticati. Il “giusto peso” non è, a
mio avviso, un numero che ci farà
indossare la taglia 42, ma è anche
e soprattutto un’entità clinica che
rispecchia il nostro stato di salute
ed è dunque, in quest’ottica, che va
sempre valutato e considerato, magari anche con l’aiuto e il consiglio
di un buon medico.
Sottopeso
Normopeso
190
Sovrappeso
Obesità di classe I
180
Obesità di classe II
170
Obesità di classe III
160
ESO (kg)
150
5
INFORMATORE 33
SOLIDARIETÀ & SALUTE
BAGNO A RIPOLI
AZALEE IN PIAZZA
Domenica 13 maggio, dalle 7.30 alle 19, i volontari dell’Airc,
l’associazione italiana per la ricerca sul cancro, saranno
presenti in piazza dei Ponti con le loro azalee. Il ricavato delle
vendite sarà destinato alle attività dell’associazione.
Per informazioni: Airc comitato Toscana, tel. 055217098-2398994.
FIRENZE
MERCATINO SOLIDALE
E’ un centro diurno per persone con vari tipi di handicap
e di disagio psichico. Gestito dalla cooperativa sociale “La
Riforma”, è ospitato presso la sede del Centro comunitario
valdese (via Manzoni 21, Firenze), presso il quale opera anche
il Centro sociale evangelico. Il 18 maggio, dalle ore 15.30 in
poi, gli ospiti del centro diurno offriranno a parenti
e amici un “pomeriggio musicale”. Inoltre sarà allestita
una mostra mercato con i lavori da loro eseguiti, aperta
da mercoledì 30 maggio a venerdì 1° giugno. Il Centro
diurno attualmente ospita una trentina di persone, uomini
e donne maggiorenni con problemi psichici. Numerose le
attività svolte: dall’animazione teatrale alla musicoterapia,
dalla ginnastica in palestra alla piscina, dai laboratori manuali
alle vacanze estive. L’obiettivo è finalizzato alla riabilitazione
e al reinserimento sociale, là dove è possibile, di queste
persone, che riacquistano comunque una propria autonomia.
Per informazioni telefonare allo 0552478476 (anche fax),
in orario 9-13 e 15-19.30.
FIRENZE
MUTUA INSIEME SALUTE
E’ un’opportunità che la mutua Insieme Salute offre a tutti
coloro che non hanno ancora compiuto i 56 anni di età: la
possibilità di assicurarsi un’assistenza qualificata con sole 21
mila lire al mese. La quota comprende rimborsi per ricoveri
in cliniche, case di cura, camere a pagamento in ospedale,
interventi di chirurgia generale. Bastano 30 mila lire in più ovvero 51 mila lire al mese - per avere diritto anche a rimborsi
del 100 per cento per i ticket pagati alle Asl e agli istituti privati
convenzionati; dell’80 per cento per esami di laboratorio e di
diagnostica strumentale in centri specializzati e rimborsi di 70
mila lire per visite specialistiche.
Ricordiamo che i contributivi associativi versati alle mutue quelle che hanno come fine l’assistenza sanitaria ai propri
soci - sono detraibili ai fini fiscali nei limiti di 2 milioni e mezzo
di lire (art. 13, D.L. 460 del 4 dicembre ’97). Le assistenze
sono valide sia in Italia che all’estero. Due le strutture sanitarie
convenzionate in Toscana: villa Donatello e Santa Chiara
(Firenze), oltre a dieci istituti di analisi e diagnostica a Firenze,
Empoli, Prato, Pisa, Pistoia e Livorno. Per i soci Coop sconto del
50 per cento sulla tassa di iscrizione.
Sms “Insieme Salute”, Largo f.lli Alinari 21, Firenze,
tel. 0552792216, fax 0552398176.
APPUNTAMENTI
FIRENZE
In vacanza
con l’Arci
ampi estivi per bambini e ragazzi
dai 6 ai 18 anni, in Italia (Elba e
Cecina) e all’estero (Inghilterra, Francia,
GermaniaeSenegal).Liorganizzal’Arciragazzi di Firenze, che mette a disposizione
i propri educatori per le attività, i laboratori
e le escursioni durante i soggiorni.
Per informazioni: tel. 0556810811,
e-mail: [email protected]
C
FIRENZE
Corsi di fotografia
orsidifotografiaedicameraoscura di primo e secondo livello, rispettivamente della durata di 40 e 30 ore,
al costo di 350 e 300 mila lire. Li promuove
Dea photo, con il patrocinio del quartiere
1, nella propria sede (Borgo Pinti 42/r,
Firenze) in orario serale, dalle 21 alle 23.
Per informazioni ed iscrizioni:
tel. 055631898.
C
S
SESTO FIORENTINO
Le porcellane
di Doccia
ercoledì 23 maggio, alle ore 17,
visita guidata alla collezione
di porcellane (1737–1965) del museo
Richard Ginori, viale Pratese 31, Sesto
Fiorentino. Seguirà una dimostrazione
pratica di pittura su porcellana. Ingresso
lire 15 mila, prenotazione obbligatoria.
Per informazioni ed iscrizioni:
tel. 0554207767,
e-mail: [email protected]
M
AREZZO
I VENT’ANNI DELL’ORT
L’
Orchestra regionale toscana (Ort) festeggia i suoi primi vent’anni di
attività con un concerto al Teatro Petrarca di Arezzo (via G.Monaco
12), l’ultimo della stagione per quanto riguarda i “Concerti di Arretium”.
Diretta dal violoncellista e maestro lituano David Geringas, venerdì 11
maggio, alle ore 21, l’Ort eseguirà musiche di Vasks, Boccherini e Haydn.
Biglietti da lire 20 a lire 50 mila. Biglietteria: tel. 057523975.
FIRENZE
Le gioie di Ludovica
a storia di un personaggio storico, ma soprattutto di una donna che ha cambiato il destino della
sua città. Una commedia teatrale tutta
dedicata ad Anna Maria Ludovica de’
Medici, vissuta tra il 1600 e il 1700,
moglie di Guglielmo, l’Elettore Palatino (da cui assunse il nome di Elettrice Palatina). “Gioie”, questo il titolo
dello spettacolo teatrale prodotto da
Tedavi ’98, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di
Firenze e il Quartiere 1, sarà in scena
all’Oratorio di San Nicola al Ceppo (via
de’ Pandolfini 3, Firenze) dal 3 maggio
al 3 giugno.
Per informazioni rivolgersi a
Tedavi ’98, tel. 0556120205.
L
FIRENZE
Studenti
e imprenditori
tudiare per creare un lavoro,
non per cercarlo. E’ questo
l’obiettivo con cui nel ’98 è stato avviato in Italia “IG students”,il programma
di formazione permanente rivolto agli
studenti delle scuole medie superiori
e delle università di età compresa tra i
16 e i 26 anni. I ragazzi, sotto l’attenta
supervisione di un tutor, per dieci
mesi creano e gestiscono imprese “in
laboratorio”, realizzando ed immettendo sul mercato prodotti e servizi
(ad esempio le tasche da applicare
ai vestiti in sostituzione della borsetta o il lucchetto con il comando
a distanza). Molti di questi progetti
verranno presentati il 19 e il 20 maggio
al Palaffari di Firenze per la terza Fiera
regionale della Toscana, alla quale
parteciperanno oltre 1200 studentiimprenditori chiamati ad un confronto
diretto con il mercato.
MONTESPERTOLI
Il Chianti in festa
un appuntamento che si rinnova
ormai da 44 anni: la Mostra del
Chianti torna a Montespertoli dal 27
maggio al 3 giugno. Una settimana per
conoscere e degustare il Chianti Docg,
partecipare a convegni e visitare stand
gastronomici, tra spettacoli, mostre e
manifestazioni sportive.
PONTASSIEVE
Lezioni di teatro
l centro Creatività Cultura (presso
Arci Nuova Associazione, via Niccolini 3/E, Firenze) promuove un corso
di teatro a partire da questo mese. Gli
incontri, a cura di Vincenza Modica, si
terranno presso il centro “Graziella”
di Pontassieve. Per informazioni telefonare allo 055245344.
È
I
CASTELFIORENTINO
Tra canti e incanti
antastorie, mimi, suonatori, poeti, attori e musicisti di strada,
tutti insieme per una grande festa in
piazza. Dal 25 al 27 maggio Castelfiorentino sarà il suggestivo palcoscenico
di “In/canti & Banchi”, il festival dei
cantastorie organizzato dal Comune, in
collaborazione con l’associazione culturale Terzostudio. Tra i tanti spettacoli
segnaliamo, venerdì 25, la sezione dedicata alla tradizione etnica e popolare,
con gruppi provenienti da continenti
diversi. Sabato 26 la notte sarà tutta per
la “Città amorosa”, il grande gioco del
corteggiamento. Domenica 27 maggio,
infine,gli amanti dell’antiquariato e degli
oggetti da collezione potranno curiosare
tra le tante bancarelle del centro storico,
fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare
le romanze interpretate dai cantastorie
provenienti da tutta Italia.
SEGNALAZIONI
LA MOSTRA
Le navi antiche
di Pisa
Arsenali Medicei,
l.no Signorelli, Pisa
Orario estivo
(fino a settembre)
da martedì
a venerdì,
10-13 e 14-19
Sabato e domenica
11-13 e 14-21
Chiuso il lunedì
Biglietti a lire 5 mila
(4 mila ridotto)
Per informazioni:
tel. 0553215446
05021441
C
LA MOSTRA
Il dono
Centro arte
contemporanea
Palazzo
delle Papesse
via di Città 126,
Siena
dal 2 giugno
al 24 settembre
Feriali e festivi
12-19
PRATOLINO
Ruralia 2001
el parco di Pratolino – Villa Demidoff, dal 18 al 20 maggio si
terrà “Ruralia”; la manifestazione sui
temi dell’agricoltura e della riaffermazione dei valori faunistici, folcloristici,
produttivi e culturali.
N
34 INFORMATORE
INFORMATORE 35
Il porto delle meraviglie
E
ra il dicembre del ‘98 quando, durante
alcuni lavori di scavo a poche centinaia
di metri da Piazza dei Miracoli, affiorò la prima
struttura in legno.
Si trattava di una nave da carico romana,
rimasta sepolta per oltre duemila anni sotto una
spessa coltre di limo argilloso a circa quattro
metri di profondità. In un anno, a poco a poco,
sono emerse dal fango 18 navi praticamente
intatte, ricche di carichi preziosi: oltre mille
anfore di forma diversa e numerosi oggetti di
vita di bordo.
I vari reperti sono stati riuniti in una mostra
permanente, che ha avuto un grande apprezzamento da parte del pubblico e ha suscitato
molto interesse, e non solo in Italia. Lo scorso
mese, infatti, l’esposizione è rimasta chiusa per
cinque giorni per permettere l’imballaggio e la
sostituzione di 38 reperti che saranno esposti
a New York.
E’ possibile prenotare visite guidate con
gli archeologi: per le scolaresche l’ingresso è
gratuito e la guida costa lire 80 mila; per i gruppi,
max di 25 persone, l’ingresso è di lire 4 mila e la
guida di lire 100 mila.
L’arte del donare
T
renta artisti contemporanei – alcuni
famosi, altri emergenti – di diversa provenienza (Thailandia, Giappone, Francia, Italia,
Israele ecc.), fianco a fianco in questa rassegna
che si propone di esplorare in tutta la sua
ambiguità i concetti di dono, omaggio, dedica,
offerta, invito, ospitalità. In un mondo sempre
più popolato da oggetti concepiti come prodotti
da consumare, la mostra presenta opere di
volta in volta pensate come doni, dediche e
omaggi. Il quadro che emerge mostra tutte le
ambiguità del donare: un gesto che certamente
è un atto di devozione
e di rispetto verso chi
lo riceve, ma che spesso nasconde il tentativo
di affermare la propria
superiorità e di sfidare
l’altro a rispondere con
un altro dono. La mostra
vuole essere un invito alla
riflessione sui tanti significati del donare e del
ricevere e sulle diverse forme di relazione che
possono nascere da questi gesti.
LA GUIDA
Roberto Rossi e
Michele Taddei
Guida
all’andar lento
Ass. culturale
Arte continua
Via del Castello 11,
San Gimignano
Tel. 0577943134
[email protected]
FOTO MARKA
IL LIBRO
Firenze donne
Ed. La città
di Sofronia
Per richiederlo
tel. 0552625770
-2625733-2625790
Oppure rivolgersi
a Progetto Donna
via Ugo Bassi 29,
Firenze
Terre di Toscana
D
a Volterra a Colle Val d’Elsa, da Poggibonsi
a San Gimignano, da Casole fino a Montalcino, attraversando la Val di Merse. Un “viaggio”
nella Toscana più nascosta, più bella, su strade
bianche ed itinerari poco battuti, gli stessi percorsi
dagli artisti del progetto“Arte all’arte” (per saperne
di più www.arteallarte.org).
Una guida che non è guida, o almeno non solo,
alla scoperta di strade e paesi dove fare lunghe
soste per ascoltare storie di antichi mestieri o per
gustare un piatto tipico di cui,
puntualmente, il libro riporta la
ricetta. I lettori che si lasceranno accompagnare dalla “Guida
all’andar lento del viaggiatore”
sono avvertiti: niente viaggi organizzati, o gite a ritmi serrati,
ma solo il piacere di andare “a
zonzo”,senza programmi da rispettare,per il gusto
di conoscere.
Dalle donne per le donne
P
iù che una guida è uno sguardo sulla città
di Firenze, vista attraverso gli occhi attenti
e curiosi delle donne. Storie, leggende e ricordi
si mescolano, guidandoci alla scoperta di una
Firenze con cui abbiamo a che fare tutti i giorni
ma alla quale spesso non facciamo nemmeno
più caso. Percorsi artistici, o letterari, che si snodano lungo strade - in tutto sono 26 - dedicate a
donne più o meno famose, che qui hanno vissuto,
lasciando un segno tangibile del loro passaggio.
Ma c’è anche la Firenze di periferia, liberty o degli
anni ’30, e quella romantica sullo sfondo di un
giardino o di un tramonto davvero speciale…
La pubblicazione della guida
– pensata, progettata e realizzata
da un gruppo di donne – è stata
curata dall’assessorato alla Pubblica istruzione, pari opportunità e
cultura delle distanze del Comune
di Firenze e da Progetto donna.
Chiude il volumetto un elenco di
indirizzi utili e ludici (associazioni, centri, ristoranti ecc.).
Il ricavato delle vendite del
libro – l’offerta è libera – sarà
interamente devoluto all’associazione Coopi e al suo progetto
“Un volto per la vita”, in aiuto
alle donne del Bangladesh.
Località
Agliana
Arena Metato
Arezzo
Bagno a Ripoli
Barberino Mugello
Borgo S.Lorenzo
Campi Bisenzio
Cascina - S.Prospero
Castelfiorentino
Castelfranco di Sotto
Certaldo
Colle V. d’elsa
Empoli
Figline
Firenze - Coverciano
Firenze - Gavinana
Firenze - Isolotto
Firenze - Le Piagge
Fucecchio
Impruneta
Lastra a Signa
Lucca
Massa e Cozzile
Montevarchi
Pisa
Pistoia
Poggibonsi
Pontassieve
Pontedera
Prato
San Casciano
San Giovanni
Sansepolcro
Scandicci
Sesto Fiorentino
Siena
Tavarnelle
Volterra
data
04 maggio
21 maggio
19 maggio
08 maggio
18 maggio
18 maggio
17 maggio
22 maggio
04 maggio
18 maggio
05 maggio
19 maggio
09 maggio
05 maggio
09 maggio
16 maggio
09 maggio
04 maggio
03 maggio
22 maggio
05 maggio
03 maggio
17 maggio
05 maggio
18 maggio
16 maggio
05 maggio
04 maggio
16 maggio
19 maggio
04 maggio
16 maggio
05 maggio
05 maggio
23 maggio
23 maggio
18 maggio
17 maggio
orario
21,15
21,15
16,30
17,00
21,00
21,00
21,00
21,15
21,00
21,00
16,00
16,30
16,30
16,00
17,00
18,00
16,30
16,30
21,00
21,15
16,00
21,15
21,00
16,30
21,15
16,30
16,00
21,00
21,15
15,30
21,15
16,30
17,00
15,30
16,30
17,00
21,30
17,00
luogo
Circolo Rinascita (San Piero)
Sala soci supermercato Coop
Sala riunioni Ipercoop
Casa Popolo Grassina
Saletta teatro Comunale
Galleria Commerciale (piazza M.L.King)
Sala soci (via B.Buozzi)
Circolo Primavera (via Tosco Romagnola)
Sala soci supermercato
Sala soci supermercato
Sala soci supermercato
Sala soci supermercato
Centro sociale (via Veronese)
Nuovo Centro sociale (piazza Dalla Chiesa)
Nel supermercato (via Salvi Cristiani)
Centro pol. “Il Porto” (piazza Della Costa 33)
Biblioteca Isolotto (viale dei Pini))
Centro commerciale (via Lombardia)
Sala soci supermercato
Biblioteca comunale (piazza Buondelmonti)
Sala soci Ipercoop
lSala parrocchiale di Antraccoli
Sala Polivalente Ipercoop
Auditorium comunale (via Marzia)
Sala Centro Doc (via Tobagi)
Sala Dopolavoro ferrovieri (piazza Stazione)
Cinema Garibaldi (via Repubblica)
Sala Don Maestrini (piazza Cairoli 5)
Galleria commerciale (via B.Partigiane)
Cinema Terminale (via Carbonaia 31)
Circolo Arci (via dei Fossi)
Presso il supermercato Coop
Sala Riunioni supermercato Coop
Cinema Cabiria (piazza Piave, 2)
Saletta soci 5 Maggio (via Cavallotti)
Sala supermercato (via delle Grondaie)
Circolo La Rampa
Sala Consiglio Comunale
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