Ottobre-Dicembre 2011 anno IV - n° 4 - ottobre-dicembre Sommario Editoriale Patrizio Rosi PAG. 1 Pistoia nostra Via Provinciale Lucchese, 125/B 51030 Pontelungo (PT) Tel. 0573 91391 Fax 0573 572331 www.vibanca.it Lorenzo Cipriani DALLA SAN GIORGIO ALLA ANSALDOBREDA » 2 Maria Valbonesi LA BIBLIOTECA FORTEGUERRIANA DI PISTOIA » 6 Letteratura DIRETTORE RESPONSABILE Luca Lubrani COMITATO DI REDAZIONE Patrizio Rosi Paolo Ferretti Pier Francesco Francioli Roberto Cresci Mauro Pagliai Stella Passini REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Edizioni Polistampa, Firenze Via Livorno, 8/32 50142 Firenze Tel. 055 737871 (15 linee) Loriano Gonfiantini PÈ COME PISTOIA » 9 Economia e finanza Roberto Frosini e Pier Francesco Francioli CREDITO COOPERATIVO: UN MODELLO SEMPRE VALIDO » 10 Musica e spettacolo Luca Lubrani LA SIGNORA DELLA MUSICA » 12 Serravalle Noir 2011 Stefano Fiori GIALLO E NERO » 14 Sport In copertina, Pistoia, veduta delle ex Officine San Giorgio. Per gentile concessione dell’Archivio fotografico della Provincia di Pistoia Enzo Cabella PISTOIA BASKET Satira Fabrizio Borghini IL “BOMBER” DELLE Il comitato di redazione si riserva la decisione di pubblicare o meno articoli e notizie inviati. I materiali inviati alla redazione non saranno restituiti Periodico registrato presso il Tribunale di Pistoia al n° 3/2008 in data 15/04/2008 Finito di stampare in Firenze presso la tipografia editrice Polistampa dicembre 2011 » 17 MATITE PISTOIESI » 20 Su il sipario... A cura di Luca Lubrani Contributi e sponsorizzazioni 2011 » 22 » 24 Spazio Soci IN VIAGGIO GITA SOCIALE IL CINEMA IN BANCA L’INGLESE PER TUTTI LA STRENNA 2011 INIZIATIVE PER I SOCI » » » » » » 26 27 28 29 30 31 arissimi Soci, carissimi Clienti e carissimi Lettori, è passato un altro anno, molto difficile per la crisi economica sempre più grave che ha interessato il nostro Paese e non solo. Una situazione avversa che, inevitabilmente, ha finito per ripercuotersi sulle nostre imprese e sulle famiglie, creando un clima di difficoltà e di preoccupazione. Come ho avuto modo di scrivere in precedenti occasioni, in tali circostanze è diventato ancora più importante il ruolo di Banche come la nostra, da oltre cento anni a stretto contatto con la gente del nostro territorio d’azione, in modo particolare con le imprese piccole e medie e con le famiglie. Siamo sempre vicini al mondo giovanile che oggi si trova alle prese con la precarietà del lavoro e, quindi, con l’evidente difficoltà di programmare con serenità il proprio futuro. Questo è l’impegno che VIBanca porterà avanti anche nei prossimi anni per tentare di dare a tutti la possibilità di una crescita economica, culturale e sociale: un impegno che risulta ancora più importante in una fase in cui le difficoltà della crisi globale sono evidenti per tutti. Ma la fine di un anno è anche l’occasione per uno scambio di auguri e di speranze. A nome mio, del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e del personale di VIBanca, desidero rivolgere a tutti Voi e alle Vostre famiglie i più calorosi auguri di un Sereno Natale e di un Felice 2012. Ottobre/Dicembre 2011 1 Editoriale Patrizio Rosi Lorenzo Cipriani Dalla San Giorgio alla Il cuore industriale di Pistoia fra memoria e attualità N All’ingresso dello stabilimento San Giorgio spicca la palazzina Coppedè in stile liberty. Cartolina d’epoca, collezione Giovanni Tronci. el 1905 la San Giorgio, una delle maggiori industrie italiane, attive anche sul piano internazionale, decise di creare una sua nuova fabbrica in Pistoia: e ci si può chiedere quali ne siano state le ragioni. Due furono probabilmente riconducibili a criteri più generali: il fatto che già dal 1851 esisteva una linea ferrata granducale (la Maria Antonia) che collegava Pistoia col capoluogo toscano per poi proseguire verso la costa tirrenica; e anche l’esistenza della prima transappenninica (la Porrettana) che permetteva di varcare la catena montuosa in treno. Questi due elementi comportavano una facilità di collegamento di cui certamente la direzione della San Giorgio avrà tenuto conto. Ma ci informa 2 Ottobre/Dicembre 2011 dev’essere stata anche un’altra componente, più direttamente legata alla caratterizzazione economicoproduttiva pistoiese. Nella quale esisteva la specializzazione manifatturiera delle carrozzerie: quelle che si usavano nel secondo Ottocento, cioè eleganti carrozze, landau, carri da traino e perfino mezzi di trasporto per gli ammalati e i feriti. I motori d’automobile sono un’altra cosa: ma gli amministratori della San Giorgio debbono aver pensato che l’esperienza delle carrozzerie, anch’esse essenziali per il nascente automobilismo, poteva costituire un punto di notevole interesse. Bisogna far mente locale sul fatto che la costruzione di automobili, iniziata a Pistoia nel 1907, poteva La centrale termica dello stabilimento San Giorgio nei locali acquisiti dal Comune di Pistoia, dopo la costruzione del nuovo stabilimento Breda. Veduta dello stabilimento San Giorgio dopo la dismissione. Archivio Storico del Comune di Pistoia. Un capannone dell’ex-stabilimento della San Giorgio adibito a deposito di autobus. Archivio Storico del Comune di Pistoia. dal Medioevo, soprattutto legata alle necessità fiorentine e quindi ad alimentare il mercato del capoluogo. L’agricoltura era di gran lunga il settore primario, che per questo motivo occupava una percentuale elevatissima della forza-lavoro. Era un’agricoltura tradizionale, la quale cominciava allora a specializzarsi nel comparto del vivaismo, che ricevette un suo primo impulso di marketing quando Firenze divenne capitale d’Italia. Già fin d’allora gli studiosi di sociologia (in questa scienza rientravano anche quelle discipline che oggi chiamiamo economia Ottobre/Dicembre 2011 3 Pistoia nostra rappresentare un elemento di grande innovazione, simile – tanto per fare qualche esempio – a quella che sarebbe oggi l’ultima frontiera dell’elettronica o della medicina nucleare. Per comprendere appieno il livello di novità introdotto è opportuno descrivere in breve la situazione economica del circondario pistoiese: si scrive circondario perché fino al 1927-28 (con una transitoria parentesi a metà dell’Ottocento) Pistoia non era a capo di una provincia a se stante, ma costituiva appunto un circondario di Firenze. Come tale, addirittura sin Dario Fo interviene alla XV edizione del premio “Il Vallecorsi” che si teneva all’interno dello stabilimento, collezione Giovanni Tronci. Un libretto-paga degli operai della San Giorgio nel 1925, collezione Giovanni Tronci. generale ed economia politica) lamentavano la mancanza di ciò che definivano “lo spirito industriale che tanto contribuisce al benessere dei popoli”: per esempio Cesare Desideri, un autore locale, proclamava in un suo opuscolo che l’industria è “la potente regina del mondo”, l’anima e la vita di tutti i popoli civili. Ed allora si poneva una domanda retorica, “a qual grado trovasi essa appo di noi?”, e si rispondeva dicendo che Pistoia era più agricola che industriale, anche se cominciavano a manifestarsi alcuni presupposti che avrebbero potuto indurre il cambiamento. Il Desideri scriveva nel 1868; evidentemente teneva in memoria la Guida di Giuseppe Tigri, del 1854, a margine della quale erano elencate alcune fabbriche artigiane e industriali: ferriere, cartiere, lavorazioni in rame, vetrerie, concerie e altre che sarebbero poi diventate le attività tipiche del Pistoiese. Anche il primo sottoprefetto di Pistoia, subito dopo l’Unità, definiva l’economia del circondario “più industriosa che industriale”. Proprio a cavallo del secolo, tuttavia, si attivarono le condizioni che uno specialista dello sviluppo manifatturiero come Luciano Cafagna elenca come poli attivatori della prima industrializzazione. E cioè lo sfruttamento dell’energia elettrica (alcuni invasi della montagna consentirono di passare dall’energia idrica a quella idroelettrica); il ruolo delle banche (la Cassa di Risparmio, prima dominata dai possidenti, pose attenzione alle innovazioni industriali); e infine la creazione di alcuni “poli industriali”. Fra questi rientra certamente la San Giorgio, che era stata preceduta dalla cartiera Cini (attiva fin dall’ultimo Settecento) e seguita dalla Società Metallurgica Italiana degli Orlando. Però queste ultime erano attive nella montagna; la San Giorgio era inserita nel vivo tessuto urbano della città; ed era così importante che si pensò di dotare quest’ultima, proprio in grazie della nuova fabbrica, di una tramvia elettrica che unisse informa 4 Ottobre/Dicembre 2011 la Valdinievole con l’area fiorentina. Era previsto che la linea passasse e facesse la sua principale fermata davanti alla San Giorgio. Solo l’approssimarsi della guerra impedì tale realizzazione che – se fosse stata ultimata – avrebbe anticipato di quasi un secolo i collegamenti di quella che oggi chiamiamo l’area metropolitana. La San Giorgio si sviluppò con passo costante: oltre alle automobili furono costruiti telai industriali che alimentarono l’attività tessile toscana, le tramvie, i treni (specializzazione che è rimasta), i mezzi militari, gli aerei e durante la seconda guerra mondiale persino i radar. Nel periodo compreso fra i due conflitti si curarono queste specializzazioni di vera e propria modernità: e quindi soprattutto con la San Giorgio, con un’accelerazione significativa, l’industrializzazione di Pistoia fu realizzata. Anche perché, ed è un problema di quest’ultimo dopoguerra, la grande fabbrica pistoiese dette spazio a un indotto che arrivò a comprendere circa duecento ditte locali. Alle quali il know-how arrivava dalla sede centrale, che richiedeva applicazioni a esso rigorosamente legate: e quindi offriva elementi di formazione di cui molte piccole industrie del territorio hanno fruito. Negli ultimi decenni sono intervenuti molti cambiamenti di proprietà, del resto ben noti: tanto per riepilogarli, nel 1949 la San Giorgio passò all’IRI e divenne Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi (OMFP), nel 1969 all’EFIM e si chiamò Ferroviaria Breda Pistoiese; nel 1973 inaugurò il nuovo stabilimento e oggi continua la propria attività sotto il marchio di AnsaldoBreda. Proprio quello su cui oggi molto si discute, nel quadro di una crisi che non solo terminologicamente è definibile di globalizzazione, ma far chiudere la maggior fabbrica pistoiese o anche semplicemente diminuirne la capacità produttiva. Proprio quello che si è scritto fin qui può dimostrare che verrebbe meno la componente principale, si potrebbe quasi dire la spina dorsale, del comparto secondario locale. Nel campo primario dell’agricoltura, ormai, resiste quasi esclusivamente il vivaismo: che però da solo non Pubblicità di materiali prodotti dalle Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi, collezione Giovanni Tronci. potrebbe certo alimentare l’occupazione e il reddito della provincia. Occorre quindi che resista l’elemento attivatore dell’industria, nella quale la Breda ha fornito produzioni d’eccellenza come quelle dei mezzi metropolitani di Washington e Cleveland e di tante altre città e regioni del mondo. In un panorama come quello attuale, in cui l’ecologia e l’economia impongono mezzi veloci di trasporto, capaci di risparmio energetico e di minor inquinamento, i mezzi della AnsaldoBreda sono di primaria importanza. Si potrebbe dire che essi si possono costruire in tante altre parti del mondo, magari per il minor costo del lavoro o per sviluppare specifiche politiche sociali. Ma allora conviene riflettere su quello che deve divenire la Pistoia dei prossimi decenni, da un lato aperta a sud con la quinta porta e con gli stabilimenti riattati della vecchia San Giorgio; dall’altro inclusa in quell’area metropolitana di cui da trent’anni si parla con poco o punto costrutto. È evidente che lo stabilimento pistoiese dell’AnsaldoBreda, proiettato verso nuovi corsi di produzione, rappresenterebbe l’elemento vincente. Occorre che i politici di ora e di domani ne tengano conto. I . Ottobre/Dicembre 2011 5 L’AnsaldoBreda oggi. Pistoia nostra anche tenendo conto delle difficili scelte di politica economica fra le sedi principali di questa grande impresa. Se ne occupano attivamente amministratori e politici; a più riprese abbiamo visto davanti ai cancelli della sede locale operai e sindacalisti, impiegati e consiglieri comunali, semplici cittadini e giovani, tutti giustamente preoccupati di eventuali cambiamenti capaci di Maria Valbonesi La Biblioteca Forteguerriana di Pistoia La seconda (e felicissima) vita di un’antica istituzione culturale Il palazzo della Sapienza, sede della Biblioteca Forteguerriana. er secoli Pistoia ha avuto diverse biblioteche e archivi di istituzione e proprietà privata, anche se di uso pubblico – la Fabroniana, la Leoniana, l’Archivio capitolare, l’Archivio vescovile e così via – e una sola biblioteca comunale, la Forteguerriana, posta nel cuore del centro storico. Verso la fine del Novecento, poiché la capienza di quest’ultima era ormai evidentemente inadeguata, si pensò di venire incontro alle nuove esigenze estendendola ad alcuni edifici vicini. In seguito però è sembrato più conveniente costruire ex novo, nel vasto spazio informa 6 Il cardinale Niccolò Forteguerri in preghiera: la scultura, conservata nel Palazzo Comunale di Pistoia, è attribuita a Lorenzo di Ludovico Lotti, detto il Lorenzetto. Ottobre/Dicembre 2011 periferico lasciato libero dallo stabilimento industriale San Giorgio, una grande biblioteca moderna, anzi postmoderna, che fosse complementare e integrativa di quella antica. Com’era prevedibile, l’integrazione è poi andata a finire in questo modo: che la grande San Giorgio ha assorbito e fatto propri una buona metà dei volumi, quasi tutto il personale e praticamente tutti gli utenti della Forteguerriana. Un colpo durissimo, che lì per lì l’ha ridotta al fantasma di se stessa. Ma col tempo la vecchia biblioteca ha cominciato a dare segnali d’adattamento e di ripresa – come del resto c’era da aspettarsi. Infatti basta ripercorrere i momenti essenziali della sua storia per constatare quanto ambiguità, dinamismo e trasformismo siano “di casa” in questa biblioteca, che fino al secolo scorso in realtà era una scuola e si chiamava Forteguerriana, mentre a fondarla non era stato il cardinale Niccolò Forteguerri, ma Zomino di ser Bonifacio, che si faceva chiamare, alla greca, il Sozomeno. In una sorta di simbolica anticipazione i loro nomi si trovano già uniti nella notizia che “a’ dì 14 di agosto [del 1465] s’ottenne nel generale Consiglio, che le storie di Sozomeno si estraessero e ricavassero dalla libreria del palazzo e si mostrassero al signor cardinale de’ Forteguerri che desiderava di leggerle”. Il Sozomeno era un dotto umanista, al quale le autorità cittadine, sia laiche sia ecclesiastiche, affidarono spesso incarichi importanti e delicati, da cui peraltro la voce pub- Ottobre/Dicembre 2011 Pistoia nostra Tre pezzi pregiati delle collezioni della Forteguerriana. L’Ottateuco Martini, antico codice pergamenaceo del XV secolo appartenuto allo scrittore e politico Ferdinando Martini. Sotto, il bel frontespizio dell’opera di Antonio Campo Cremona rappresentata in disegno col suo contado et illustrata d’una breue historia delle cose più notabili appartenenti ad essa, pubblicato nella città lombarda da Ippolito Tromba ed Ercoliano Bartoli nel 1585, e il rarissimo Il Mongibello nevoso ed infuocato di Filippo Piccinelli, pubblicato a Pistoia da Pierantonio Fortunati nel 1647, un’orazione in gloria di Sant’Ignazio di Loyola, la cui personalità religiosa è paragonata all’Etna, incandescente all’interno e gelido all’esterno. blica lo accusava di trarre illeciti guadagni. Nel 1455 – fosse risarcimento o pura munificenza – egli donò alla città la propria biblioteca: un centinaio di manoscritti e tre carte geografiche che furono collocati nella sala “dell’Abbondanza” del Palazzo comunale e lì gelosamente custoditi, come dimostra il prestito fatto al cardinale Forteguerri. Nel 1473 questi era di nuovo a Pistoia dove, per lasciarvi degna memoria 7 di sé, istituì la Pia Casa di Sapienza – cioè a dire, accanto a una scuola pubblica e gratuita, con quattro maestri, dodici borse di studio per chi volesse, in seguito, frequentare anche l’università. La Sapienza ebbe sede nelle case dell’ospedale di San Bartolomeo e la sua fondazione fu ratificata il 24 agosto “per lo che questo giorno, sacro all’apostolo san Bartolomeo, fu in avvenire per sì lieta cagione dichiarato nella città festivissimo”. Ma nel bel mezzo dei festeggiamenti avvenne che al generoso cardinale, “venutogli il bisogno di purgarsi e siropparsi, fu in un siroppo dato il veleno a tempo” – un veleno il cui effetto ritardato inesorabilmente lo raggiunse un mese dopo nella sua bella residenza di Viterbo. Nata all’ombra della morte, la scuola del Forteguerri prosperò al di là di ogni speranza sotto le ali della malattia: infatti nel 1478, a causa della peste, che fra le città della Toscana aveva risparmiato soltanto Pistoia, maestri e scolari dell’università di Pisa si trasferirono in blocco alla Pia Casa di Sapienza, portandola così a livello universitario. L’interno della Biblioteca Forteguerriana. Purtroppo neanche le epidemie sono eterne; tuttavia, per quanto ridimensionata dalla partenza dei pisani, la Sapienza era ormai irreversibilmente promossa a centro della cultura cittadina e nel 1528 l’architetto Giovanni Unghero fu incaricato di ampliarla e di abbellirla con un loggiato brunelleschiano. In quest’occasione vi furono anche trasferiti i libri del Sozomeno e così scuola e biblioteca iniziarono una simbiosi che peraltro, nel corso di quattro secoli, si è venuta sempre più squilibrando. Infatti, mentre la scuola diventava collegio e poi liceo Forteguerri, senza ulteriori espansioni, la biblioteca, via via accresciuta da acquisti e lasciti, gradualmente invadeva nuovi ambienti, spingendosi al piano superiore, dove nel 1777 fu necessario costruire un’altra sala, la più bella e spaziosa di tutte, opera dell’architetto pistoiese Francesco Gatteschi. Fra Ottocento e Novecento, in seguito al consistente apporto di molte rac- colte – Puccini, Chiappelli, Mazzoni, Martini, Macciò, Ciampi, Contrucci e altre – l’avanzata inesorabile dei libri, non potendosi più creare nuovi spazi né alzare nuovi muri, spinse fuori dell’edificio la scuola. Così nel 1926 il liceo Niccolò Forteguerri fu trasferito e la biblioteca Forteguerriana, rimasta padrona del campo, fu affidata all’amministrazione congiunta del Comune, della Provincia e della Cassa di Risparmio; poi, nel 1967, esclusivamente a quella del Comune. Per decenni non ha smesso di aggiornarsi e crescere – in tutti i sensi – finché proprio l’eccesso di questa crescita ha portato, come s’è detto, alla costruzione della San Giorgio. E la Forteguerriana? Per un certo tempo è rimasta bloccata nella sua mutilazione, a cui aggiungeva una nota beffarda l’ascensore installato – con quanta offesa degli spazi architettonici e dei valori estetici e ideali della scalinata cinquecentesca, basta guardare – installato, dicevo, quando ormai, a parte pochi studiosi in cerca di manoscritti ed edizioni antiche o rare, non ci andava più nessuno. Lentamente però, visto che alle esigenze dei tradizionali frequentatori sembrava rispondere meglio la giovane San Giorgio, con l’elasticità che la distingue la Forteguerriana ha cominciato ad andare incontro ad altre esigenze. Per esempio, quelle degli alunni delle scuole elementari e medie, i quali sempre più spesso vi vengono condotti a lezioni e visite guidate, che una tantum li mettono a diretto contatto, facendogliele “toccare con mano”, con la storia della cultura e della loro città. Così diverse associazioni culturali – prima fra tutte informa 8 Ottobre/Dicembre 2011 la Brigata del Leoncino – si sono accorte di come, senza i tavoli e gli studenti che un tempo la gremivano, la sala Gatteschi offra uno spazio non solo nobilmente arioso e suggestivo ma anche di “giusta misura” per organizzarvi incontri, conferenze, presentazioni, mostre e perfino spettacoli… In queste occasioni la “vecchia signora dalle molte vite” si popola di un pubblico numeroso che ogni volta non può fare a meno di riflettere davanti alla dignitosa bellezza della sua architettura e alla quasi infinita possibilità d’incontri non prevedibili offerta dagli antichi volumi che ne tappezzano le pareti e, dietro a esse, dai manoscritti custoditi in stanze “segrete”. Perché una biblioteca come questa è innanzitutto un avamposto nella lotta contro il tempo divoratore delle esistenze e testimonianze umane: avanzando sul terreno, esplorando gli anfratti, insinuandosi fra le pieghe della parola scritta, ogni singolo studioso si batte per riprendergli parte almeno della sua preda e restituirla alla luce della coscienza. Ultimamente gli “amici” della Forteguerriana si sono uniti in un’associazione, che ha il programma di “studiare e proporre iniziative e progetti atti a favorire la conservazione e il potenziamento delle raccolte della biblioteca, con particolare riguardo ai fondi antichi, speciali e alla documentazione locale e a diffonderne la conoscenza nel modo più ampio possibile”. Senza preoccuparsi troppo, ci auguriamo, di aggiornamenti e innovazioni tecniche – perché solo restando se stessa e conservando la peculiarità dell’esperienza culturale che rappresenta, la biblioteca Forteguerriana potrà avere un futuro diverso ma forse non meno significativo e importante del suo passato. I Pè come Pistoia Un romanzo di Lia Tosi sfiora la vittoria nel Premio letterario Viareggio-Repaci C ol romanzo Il signor Inane, edito da Mauro Pagliai nel 2010, la scrittrice pistoiese Lia Tosi ha partecipato al Premio Viareggio-Repaci 2011, raggiungendo il traguardo della terzina finale. In questi ultimi anni è il secondo caso di una vittoria sfiorata con onore: il poeta Giacomo Trinci, anche lui pistoiese, con la raccolta di versi Telemachia, pubblicata da Marsilio nel 1999, arrivò allo stesso notevole risultato. Prima di parlare del romanzo di Lia Tosi, vogliamo ricordare di passaggio il Premio Viareggio vinto nel 1956 da Gianna Manzini, pistoiese di nascita e di tenaci memorie, col libro La Sparviera… E con questo vogliamo sottolineare come la nostra città, nonostante certe realtà contraddittorie, sia molto spesso presente nella vita culturale italiana, limitandoci alla letteratura e tacendo del teatro, del cinema, delle arti figurative, dell’architettura e del settore specialistico del restauro. Pistoia è la protagonista della favola amara che ci racconta Lia Tosi. Una città italica, per antica e monumentale bellezza, e per un presente in cui si consumano, sotto gli ultimi bagliori di un benessere televisivo, ideali politici e sogni di rigenerata purezza. Realtà identificabile e simbolo, Pè, la città di Lia Tosi, è la civitas degradata in cui i sentimenti e gli impulsi vanno comunque verso un vuoto finale che non è soltanto il destino di tutto, ma anche evento risolutivo di un tutto che può non essere stato mai. Nelle sue vie ombrose, nelle sue Ottobre/Dicembre 2011 piazze, nelle comode tane di famiglia, si agita inerte un’umanità soddisfatta, dedita a piccoli e grandi traffici, ghiotta di ricchezze senza valore, di un sinistro lucore da teleschermo. E in mezzo a questa umanità, già perduta prima di essere, alcuni fantasmi instancabili credono ancora di salvarsi, attaccandosi a un ideale di rinuncia, che è in realtà un non valore in più, un’impotenza di vivere in più: Didaco Puccini, l’uomo angelicato, eliotiano “hollow man”, uomo vuoto, figura senza forma, ombra senza colore, forza paralizzata, gesto senza moto, quasi il signor Inane del titolo; Giulio Marini, un san Francesco già televisivo, che va predicando, in cambio di scherno e violenze fisiche, la rinuncia e la condanna del guadagno. Pè, città soprattutto di donne. Nell’immobile città, l’elemento femminile, attivissimo, pare conservare, anche in negativo, la chiave di un inquieto bisogno di realtà, povera e riduttiva, ma pur sempre legata a un appiglio di umana decenza. Con un’eccezione: Maria Rossi, l’insegnante del Liceo, incompresa e condannata per convenzione a un giudizio di follia, nella sua lucreziana lucidità. Nuova e millenaria Cassandra, testimone di una catastrofe dalla quale abbiamo avuto inizio e nella quale stiamo precipitando. La stravagante presenza di tre visitanti russi, cittadini apparentemente casuali e momentanei della città di Pè, è il segno nella viva carne di un’impossibilità di trasformazione che stinge e confonde ormai Oriente e Occidente, Con un’occa- 9 sione in più per loro, una speranza in più: non essere ancora non significa necessariamente non essere mai. Lia Tosi si muove in questa storia straordinaria e fuori da ogni rotta convenzionale con un’ironia che è sempre giudizio e coscienza. Anche quando l’esigenza visionaria di alcuni episodi sembrerebbe assumere connotazioni addirittura dantesche e lucreziane (in questi la scrittrice di razza si rivela in pieno), basta una nota volutamente stonata, una chiusa inattesa, e il lettore avverte subito che lo sgomento resta, pur nella sua grandezza dolente, piccolo piccolo, inchiodato al bisogno negativo di una non esistenza. Nella vasta palude delle offerte di mercato, un libro che rende finalmente giustizia al lettore. I Letteratura Loriano Gonfiantini Roberto Frosini e Pier Francesco Francioli Credito cooperativo: un modello sempre valido I Il Direttore intervista il Direttore l direttore di VIBanca, Pier Francesco Francioli, trasformatosi per l’occasione in intervistatore, ha rivolto alcune domande a Roberto Frosini, direttore della Federazione Toscana BCC , sul presente e sul futuro del credito cooperativo. “Ho fatto volentieri questa intervista a Frosini – ci confida il direttore Francioli – perché la sua conoscenza del credito cooperativo lo annovera, a mio avviso, tra i ‘saggi’ del nostro movimento: e in questo momento, di saggi, ne abbiamo particolare bisogno. Mi capita molto spesso di adoperare una sua frase che è la sintesi della filosofia Roberto Frosini, pistoiese, classe 1959, si laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sui mercati finanziari internazionali. Viene assunto nelle strutture della Federazione Toscana Casse Rurali ed Artigiane nel 1989. Dopo una pluriennale esperienza in tutti gli uffici dell’area assistenza tecnica, nell’ottobre 2001 è nominato vicedirettore. Dal luglio 2002 è il direttore generale della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, l’associazione di categoria della cooperazione di credito regionale che riunisce, all’ottobre 2011, trenta BCC con oltre trecento sportelli. informa Ottobre/Dicembre 2011 10 del credito cooperativo: «Chi vuole andare veloce vada da solo, chi vuole arrivare vada insieme agli altri»”. Una filosofia da condividere, crediamo, e non solo in campo creditizio. L’intervista è di notevole interesse per tutti, addetti ai lavori e non, poiché chiarisce alcuni obiettivi fondamentali per il movimento del credito cooperativo che potranno tradursi in altrettanti vantaggi per la clientela. È sempre valido il modello di banca di relazione? Sì, è il modello che distingue nel concreto le Banche di Credito Cooperativo dalle altre banche. È il segno caratteristico che ne ha determinato l’affermazione in termini di acquisizione di quote di mercato. In un mondo spersonalizzato c’è un grande bisogno di relazione e le BCC assolvono a questa funzione. Va comunque aggiornato, per tener conto di tendenze sempre più evidenti che coinvolgono in modo particolare le modalità con le quali le giovani generazioni si approcciano al mondo dei “servizi” in generale e a quelli bancari in particolare; in altre parole c’è bisogno di un salto di qualità tecnologico che consenta alle BCC di far convivere la relazione basata sul contatto personale con le forme più evolute di innovazione telematica. In sintesi, immagino una BCC dove si fa più Ottobre/Dicembre 2011 territorio e, in questo senso, la fusione può essere uno strumento utile. Spesso la fusione viene invece intesa come un obiettivo in sé e questo altera il modo di essere di una BCC, perché la costringe in un’ottica meramente dimensionale. La dimensione deve infatti sempre essere accompagnata al radicamento territoriale, alla qualità del servizio, allo spirito di coesione con la propria base sociale, altrimenti perde anch’essa di efficacia. Quindi sono in definitiva favorevole a processi di fusione, purché siano mirati, ossia ben finalizzati a un obiettivo più alto che non sia quello della sola dimensione. Cominciando a parlare di prospettive strategiche, cosa comporteranno, anche per il credito cooperativo, questi profondi cambiamenti legati alla crisi che stiamo vivendo da alcuni anni e che non accenna ancora a terminare? Mi riesce difficile parlare di “crisi” in senso tecnico. Io credo invece che dal 2008 è iniziata una grande trasformazione del sistema in cui siamo nati e cresciuti. C’è in atto un trasferimento di ricchezza da Occidente a Oriente che determina nei paesi che un tempo venivano definiti “industrializzati” una serie di conseguenze sul piano economico e sociale. Bisogna prendere coscienza che la nostra società è soggetta a un potenziale impoverimento, come dicono i miei amici dell’ IRPET . Questo avrà conseguenze su tutto e quindi anche sul credito cooperativo. Ma occorre trarre da queste riflessioni gli elementi di stimolo per un rinnovato impegno e per operare scelte che consentano di mettere in sicurezza tutto il Movimento. Siamo arrivati quindi alle prospettive del credito cooperativo 11 nazionale e regionale. Quale sarà il nostro futuro e quale ruolo può giocare la Federazione Toscana? Immaginare il futuro non è mai semplice e indicare le prospettive del credito cooperativo spetta presumibilmente agli esponenti politici della categoria. Per quanto mi riguarda posso indicare quelle che a me sembrano priorità ineludibili, con le quali in un modo o nell’altro bisogna fare i conti. Una l’ho già citata in precedenza, ovvero la razionalizzazione dell’offerta informatica. Un’altra riguarda la mobilizzazione dell’attivo infruttifero, che assorbe patrimonio e congela liquidità, e che nelle nostre BCC ha un peso più rilevante che nel resto del sistema bancario. C’è poi da rivedere il modello di business, ancor oggi centrato sull’espansione della rete sportellare, che accentua anche l’antipatico fenomeno della concorrenza interna. Ulteriore priorità è l’abbassamento del livello di concentrazione del rischio, sia per singolo prenditore che per settore di attività economica, frutto malato della crescita eccessiva che il movimento nel suo complesso ha avuto nei primi sette-otto anni del trascorso decennio. Comunque, al di là di tutto questo, appare sempre più urgente e sentita la necessità di aumentare il livello di “coesione” tra le varie componenti del movimento: soprattutto nei momenti difficili le persone si accorgono di quanto sia importante “fare squadra”. Speriamo che in tal senso il prossimo Congresso nazionale del credito cooperativo di dicembre porti buone notizie, mettendo da parte gli inevitabili egoismi territoriali che spesso condizionano il sano sviluppo delle banche di credito cooperativo. I Economia e finanza consulenza sugli investimenti e meno operatività di sportello, perché quest’ultima dovrà essere assicurata dalla tecnologia. Con Basilea 3 la BCC sarà ancora differente? Lo dovrà essere! La normativa sempre più complessa ed invasiva non può deviarci rispetto ai caratteri distintivi della nostra identità. Basilea 3 richiederà più patrimonio, più liquidità e imporrà limiti più stringenti agli investimenti aziendali, ma è una disciplina la cui applicazione comincerà il 1° gennaio 2013 per andare a regime nel 2019 e quindi ci sarà il tempo per adattare l’operatività delle BCC in modo tale da non pregiudicare la tipicità del nostro rapporto con la clientela. C’è un problema di contenimento dei costi, ad esempio per quanto concerne i sistemi informativi? Sì, il problema c’è e investe diverse aree di intervento, dentro le BCC e nel movimento. A tale riguardo, la razionalizzazione dell’offerta informatica, che ancora vede sul territorio nazionale la presenza di quattro società informatiche e di diverse altre società che erogano servizi di back office, a mio giudizio è una delle priorità da perseguire. Per questo valutiamo molto positivamente alcune iniziative in cantiere, sulle quali stiamo lavorando con gli amici della Lombardia e della BCC di Roma. C’è il tema ricorrente delle fusioni: cosa ne pensi? Penso che non bisogna confondere gli obiettivi con gli strumenti. La fusione tra BCC, a meno che non sia necessitata da cause di forza maggiore, è uno strumento che deve servire per fare meglio il proprio mestiere di banca locale al servizio di una comunità. L’obiettivo è migliorare il servizio al Luca Lubrani La Signora della Musica L Maria Angela Arcangeli e il suo Festival: un trampolino per giovani cantanti a signora della musica ha iniziato in punta di piedi, quasi per scherzo, e oggi la sua manifestazione è seguita con grande attenzione dai maggiori addetti ai lavori italiani del mondo dello spettacolo. Maria Angela ArcanMaria Angela Arcangeli, ideatrice e organizzatrice da quattordici anni del festival di voci nuove “50 anni & dintorni”. geli, che vive con la famiglia a Spazzavento, gestiva un negozio di abbigliamento alle Terme di Montecatini, ma dentro di sé aveva le doti innate di organizzatrice di eventi musicali. Dopo alcune sfilate di moda-spettacolo, che ottenevano sempre molto successo, decise di dare vita a un festival per cantanti over 50 (anni). Poi la manifestazione è stata allargata ai giovani e oggi è una delle più considerate in Italia da parte di chi cerca nuovi personaggi. Il nome è rimasto quello iniziale “50 anni & dintorni”. Montecatini non sarà Sanremo, ma può contare sul suo Festival… Il mio festival, aggiungo, non sarà Miss Italia, di cui si è parlato tanto negli ultimi mesi, ma ogni anno porta a Montecatini tante famiglie e quindi molti turisti. Basti pensare che vi partecipano circa centosessanta cantanti suddivisi nelle sette-nove serate. L’organizzazione parte dal settembre precedente con la partecipazione a congressi, fiere e manifestazioni del settore, tra cui quelle parallele al festival di Sanremo, e naturalmente con le selezioni. L’obiettivo è di farci conoscere, ma anche di valorizzare giovani cantanti, considerati i migliori da giurie sempre molto qualificate. Come nacque il festival? Avevo un negozio allo stabilimento Torretta e organizzavo sfilate informa Ottobre/Dicembre 2011 12 Musica e spettacolo Un gruppo di partecipanti a una passata edizione del Festival. L’ideatrice del Festival con Marco Liorni, noto conduttore radiotelevisivo. di moda che avevano sempre molto successo. L’allora direttore delle Terme, Pierfrancesco Bernacchi, m’invitò a fare qualche altra iniziativa. Insieme a una mia amica, mi venne in mente un festival della canzone riservato agli over 50. Si partì per scherzo e l’edizione del prossimo anno sarà la quindicesima. Il successo è stato crescente, tanto che, dopo cinque anni, la partecipazione è stata allargata anche ai giovani. Ottobre/Dicembre 2011 Come vi venne l’idea di ampliare le categorie dei partecipanti? Furono Teddy Reno e Rita Pavone a incoraggiarmi. Erano a caccia di promesse della canzone e si interessarono al nostro festival. Da loro venne il consiglio di allargare ai giovani per avere un futuro di successo. In effetti, avevano ragione, altrimenti rischiavamo di diventare una sorta di festival-karaoke. Ora la manifestazione ha raggiunto credibilità a livello nazionale? Siamo uno dei festival più conosciuti e apprezzati. Cerco di organizzare tutto al meglio, i cantanti rimangono sempre molto soddisfatti, anche quelli che vengono eliminati, perché sono giudicati da giurie di esperti di riconosciuto valore. Lo conferma il fatto che diversi cantanti hanno iniziato da Montecatini una brillante carriera nel mondo della canzone con contratti discografici e apparizioni televisive. Sono talmente soddisfatti di noi, che ogni anno mi chiedono di poter partecipare come ospiti alla serata finale. Novità per il futuro? 13 Maria Angela Arcangeli col cantante Gino Latilla, recentemente scomparso, che è stato uno dei sostenitori del Festival e più volte presente come ospite. Il prossimo anno penso di creare una categoria legata alla lirica, naturalmente con giovani cantanti. In più ho realizzato una sala di incisione a Spazzavento curata da mio figlio Samuele Villani, che è stato a imparare le più innovative tecniche a Los Angeles. A questo aggiungo anche l’organizzazione di una serie di stage e seminari. E il suo sogno? È di poter conquistare una finestra per il festival sulla Rai. Finora abbiamo trasmissioni su varie reti private e su Sky. Ma il traguardo resta la Rete Uno. I o r e N e o iall Stefano Fiori G A Serravalle Alto la quinta edizione di Serravalle Noir 2011: una serata di stelle Giacomo Aloigi (a sinistra) e Michele Giuttari. l primo fine settimana di settembre è diventato la scadenza tradizionale per lo svolgimento della rassegna Serravalle Noir, giunta nel 2011 alla quinta edizione. Un appuntamento diventato ormai imperdibile nella nostra provincia per coloro che prediligono quel tipo di letteratura – da alcuni definita addirittura un sottogenere – etichettabile come poliziesca, thriller o di suspense. La nascita della rassegna serravallina risale al giugno del 2007, quando venne costituita una specie di jointventure culturale tra l’associazione onlus Club Amici del Giallo-Giallo Pistoia, rappresentata da Stefano Fiori e Giuseppe Previti, e l’Ufficio informa 14 Ottobre/Dicembre 2011 cultura del Comune di Serravalle Pistoiese, nelle persone di Simona Querci e Giacomo Ginanni. Un sodalizio solido e determinato, che ha consentito la crescita costante della manifestazione nonostante le difficoltà derivanti dalla difficile situazione economica generale. Serravalle Noir 5 si è aperto nel pomeriggio di sabato 3 settembre con una vera “chicca” per gli appassionati del giallo all’italiana: il vergatese Loriano Macchiavelli, considerato il decano tra gli scrittori di gialli nostrani e autore insieme a Francesco Guccini di una fortunata serie di romanzi scritti “a quattro mani” ambientati sull’Appennino tra Pistoia e Bologna in varie epoche, ha ripercorso con l’ausilio di alcuni filmati la saga del questurino più famoso di Bologna, quel sergente Sarti Antonio che anni addietro fu l’acclamato protagonista di una fortunata serie di sceneggiati televisivi. Teatro di questo apprezzato revival in stile tortellino-thriller, illustrato con dovizia di particolari dall’avvocato-scrittore di gialli fiorentino Giacomo Aloigi, è stato lo storico e bellissimo oratorio della Vergine Assunta, situato nella parte alta di Serravalle. Al termine della presentazione di Macchiavelli & C. è stato premiato e intervistato il disegnatore di comics aretino Rossano Rossi, autore del poster ufficiale di Serravalle Noir 5, uno degli ultimi e Ottobre/Dicembre 2011 Serravalle Noir sicuramente più riusciti acquisti della “scuderia” di illustratori che contribuiscono a perpetuare nei decenni la felice vita fumettistica del celeberrimo Tex Willer, il ranger più famoso dei comics italiani che recentemente ha però perso il suo secondo padre (ed editore) Sergio Bonelli. Dopo questo gustoso prologo il pubblico si è trasferito all’interno della maestosa rocca nuova di Castruccio per assistere alla serata di premiazione, condotta a turno da Giacomo Aloigi, Cristina Bianchi, Stefano Fiori e Giuseppe Previti. Ma prima delle celebrazioni Serravalle Noir 2011 ha registrato una memorabile anteprima con la recita del monologo “Sol levante e Pioggia Battente” realizzato da Marco Malvaldi e pubblicato solo un paio di settimane prima nella collana “inediti d’autore” dal “Corriere della Sera”. In compagnia di due giovani attrici, lo stesso Malvaldi ha interpretato il ruolo del protagonista, definendo la breve pièce della durata di quaranta minuti “Il perfetto manuale del viaggiatore immobile”. Terminata la rappresentazione tra gli applausi del folto pubblico presente alla serata, sono iniziate le premiazioni con la consegna del premio Lucia Prioreschi – una giovane e apprezzata giornalista pistoiese scomparsa negli anni scorsi –, appannaggio della giornalista, scrittrice e drammaturga milanese Elisabetta Bucciarelli, a lungo intervistata da Cristina Bianchi con l’intento di far conoscere agli spettatori le qualità e lo spessore umano di questa giovane donna ricca di talento, vincitrice lo scorso anno del prestigioso premio Scerbanenco a Courmayeur. Il premio Furio Innocenti, riservato agli scrittori toscani, è stato consegnato a Michele Giuttari, personaggio assai noto per i suoi trascorsi da capo della squadra mobile di Firenze ai tempi del Cristina Bianchi ed Elisabetta Bucciarelli. Giuseppe Previti e Marco Malvaldi. Stefano Fiori. famigerato “mostro” delle coppiette e scrittore di successo in Italia e all’estero di libri nei quali non è difficile cogliere la traccia e il ricordo delle sue più significative esperienze professionali; Giuttari oggi esercita l’attività di avvocato e malgrado le sue origini siciliane ha ormai fissato stabilmente la propria residenza a Firenze. Un altro momento assai 15 significativo è stato quello finale, con la consegna del premio Serravalle Noir 2011 a Marco Malvaldi, l’ex-ricercatore pisano definito spesso dal papà – docente universitario presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa – “Il Disoccupato”, che in pochi anni ha bruciato le tappe coi suoi romanzi pubblicati da Sellerio, segnalandosi a livello nazionale come il re indiscusso del giallo umoristico. Odore di chiuso, il suo ultimo romanzo, ha letteralmente sbancato il botteghino, restando per molte settimane tra i primi dieci libri più venduti in Italia secondo le classifiche di giornali autorevoli come il “Corriere della Sera” e “La Repubblica”. Dulcis in fundo, due riconoscimenti speciali sono stati consegnati a Loriano Macchiavelli (memorial Roberto Santini) e a Franco Bacci, il popolare “Bac”, vignettista pistoiese ormai di lungo corso che ha realizzato delle stupende e riuscite caricature dei premiati di Serravalle Noir 5. In definitiva si è trattato di una serata molto apprezzata dal pubblico presente, nel nome di un genere letterario talora ingiustamente disprezzato (ricordiamo che tra i “giallisti” figurano anche a pieno titolo Dickens, Dürrenmatt, Asimov, Bradbury, Balzac, Chesterton, Wilde e via dicendo) e che nonostante tutto il “giallo” resta di gran lunga il più venduto nei rendiconti delle varie librerie disseminate sul suolo nazionale. I Serravalle Noir è una rassegna dedicata alla letteratura poliziesca e al fumetto nata nel 2007 che si svolge durante il periodo estivo nella rocca di Castruccio o rocca nuova che domina il borgo medievale di Serravalle Pistoiese. Dalla parte più alta del paese, e in particolare dalla sommità dell’imponente torre del Barbarossa, si gode uno stupendo panorama che spazia tra la Valdinievole, la Lucchesia e la piana di Firenze. La prima edizione di Serravalle Noir si è svolta il 30 giugno 2007 e i premiati nelle varie sezioni sono stati Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, Gianni Biondillo, Biagio Proietti, Claudia Salvatori, Marco Vichi e Leonardo Gori, mentre il premio per il fumetto è andato a Giuseppe Di Bernardo, disegnatore di Diabolik e autore della mostra dedicata al personaggio “L’Insonne”. La seconda edizione della rassegna ha avuto luogo il 28 giugno del 2008: i premi sono stati appannaggio di Massimo Carlotto, Diana Lama, Mario Spezi e Matteo Bortolotti. Per il settore fumetto, in programma due mostre dedicate a Dylan Dog e a Zagor-in-Giallo, con premi per il mitico Gallieno Ferri e Marcello Mangiantini, disegnatori di Zagor e Moreno Burattini. Nel cartellone anche il convegno “Il Giallo & Noir Mediterraneo”, oltre alla rassegna fotografica “Serravalle in Noir” a cura del Fotoclub Imago di Pisa. Il 28 agosto 2009 si è svolta la terza edizione, con lo spettacolo musicale del gruppo lombardo dei Sulutumana e la premiazione di Andrea Vitali, Danila Comastri Montanari e Marco Malvaldi. Per il fumetto, premio speciale a Marco Soldi, disegnatore di Julia. Sono stati allestiti anche due convegni riguardanti gli editori di noir e gialli in Toscana e sui metodi investigativi moderni a cura del magistrato Jacqueline Monica Magi. La quarta edizione di Serravalle Noir ha avuto luogo il 5 settembre 2010, con ospiti quali Luigi Bernardi, Giuseppe Di Bernardo e Marco Soldi per la sezione Fumetti; Barbara Baraldi, Valerio Varesi, Stefania Nardini, Francesco Recami e il francese Serge Quadruppani per la sezione relativa al Giallo e al Noir. Le serate finali della rassegna, presentate a turno da Luca Crovi (edizioni 2007, insieme a Stefano Fiori, e 2009), Marcello Cimino (2008), Leonardo Gori e Giuseppe Previti (2010), hanno sempre registrato un notevole afflusso di pubblico. informa 16 LA SCHEDA DI SERRAVALLE NOIR Organizzazione Club Amici del Giallo, Giallopistoia, associazione onlus fondata nel 2004; presidente Giuseppe Previti (0573.21251), segretario, addetto stampa e pr Stefano Fiori (347 3574781, [email protected]); presidente onorario: Enrico Solito, medico collaboratore di Emergency. Blog: www.giallopistoia.blogspot.com Comune di Serravalle Pistoiese, Assessorato alla cultura Assessore Simona Querci ([email protected]) Ottobre/Dicembre 2011 ALBO D’ORO Premio Serravalle Noir (autore/i di Gialli & Noir italiano/i ed estero/i) 2007 2008 2009 2010 2011 Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli Massimo Carlotto Andrea Vitali Valerio Varesi Marco Malvaldi Premio Furio Innocenti (autore di Gialli & Noir toscano) 2007 Marco Vichi 2008 Mario Spezi 2009 Marco Malvaldi 2010 Francesco Recami 2011 Michele Giuttari Premio Lucia Prioreschi-“Il Tirreno” (autrice di Gialli & Noir italiana) 2007 Claudia Salvatori 2008 Diana Lama 2009 Danila Comastri Montanari 2010 Barbara Baraldi 2011 Elisabetta Bucciarelli Premio Serravalle Noir & Comics 2007 Giuseppe Di Bernardo (Diabolik) 2008 Gallieno Ferri (Zagor) 2009 Marco Soldi (Julia) 2010 Luigi Bernardi (Orient Express ecc.) 2011 Rossano Rossi (Tex) Premi Speciali Serravalle Noir 2007 Gianni Biondillo e Biagio Proietti 2008 Matteo Bortolotti 2009 Luca Crovi 2010 Serge Quadruppani (F) 2011 Franco Bacci “Bac” Memorial Roberto Santini-Serravalle Noir 2010 Stefania Nardini 2011 Loriano Macchiavelli Pistoia Basket Nuovo sponsor, nuovi talenti, nuove ambizioni Fiorello Toppo. Ottobre/Dicembre 2011 l quinto campionato consecutivo di Lega Due potrebbe riservare successi e soddisfazioni per il Pistoia Basket, da quest’anno sponsorizzato Giorgio Tesi Group. Non ci sono più Marco e Maurizio Carrara, ultimi rappresentanti della “dinasty” che molto ha fatto per la crescita e la sopravvivenza del basket pistoiese, ma la società ha trovato ugualmente un’azienda che è scesa in campo con entusiasmo, passione e denaro per puntare a traguardi 17 ambiziosi. È ancora presto per avere certezze sul futuro della squadra, ma sino a ora i riscontri sono stati molto positivi. La squadra allestita dal direttore sportivo Giulio Iozzelli e dal coach Paolo Moretti, con la supervisione del presidente Roberto Maltinti, del vicepresidente Ivo Lucchesi e del general manager Massimo Bulgarelli, sembra avere tutti i crismi per recitare un ruolo di primo piano nel campionato. I playoff? È il traguardo che que- Sport Enzo Cabella Il coach Paolo Moretti e Bobby Jones. Bobby Jones in azione. st’anno non viene messo in discussione. Se gli anni passati raggiungerli poteva essere già un successo, certamente importante per una squadra allestita col bilancino del farmacista e quindi con l’obiettivo primario di restare in categoria, quest’anno le ambizioni sono di gran lunga maggiori e gli orizzonti decisamente meno incerti. I playoff, non da ultimi posti (come è stato anche la scorsa stagione), ma da posizioni d’avanguardia. Nessuno pensa di lottare per la promozione (e poi, detto in tutta riservatezza, non si sa mai), ma certamente di inserirsi nel ristretto gruppo delle migliori. Ma vediamo com’è composto l’organico della Giorgio Tesi Group. Partiamo dal capitano Fiorello Toppo, ormai pistoiese di adozione. All’età di trentun anni ha legato il proprio futuro alla società biancorossa firmando un contratto triennale, cosa piuttosto insolita per la piazza di Pistoia. Gli stranieri (tutti colored) sono: Donte Mathis, trentaquattro anni, playmaker; Bobby Jones, ventisette anni, ala; Dwight Hardy, ventiquattro anni, guardia; Guillame Yango, ventinove anni, pivot; Hector Salazar, diciannove anni, pivot. Ma la stella è Jack Galanda, trentasei anni, pivot, medaglia d’argento olimpica di Atene 2004. Non pochi tecnici e osservatori e molti tifosi si sono sorpresi che una delle icone del basket italiano possa aver accettato di giocare a Pistoia. Lui è venuto nella città di Cino portando classe, esperienza, saggezza, ma anche entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco e di assaporare nuove emozioni. “Siamo in un vivaio – disse il giorno della presentazione presso la sede della Giorgio Tesi Group –, noi dobbiamo considerarci come una piantina che cresce giorno dopo giorno. Noi come squadra ci metteremo del nostro perché possa crescere solida, il pubblico dovrà aiutarci quando arriverà il freddo, cioè nei momenti difficili, in modo che la pianta possa continuare a crescere”. Parole che hanno molti significati. Completano il roster biancorosso: Giacomo Gurini, ventisette anni, guardia-ala; Francesco Evotti, ventitre anni, guardia. E poi tanti informa 18 Ottobre/Dicembre 2011 giovani, alcuni dei quali già in forza lo scorso anno, che hanno una grande occasione per crescere e maturare: Lorenzo Saccaggi, Francesco Tuci, Giulio Chiti, Alessandro Mati, Matteo Caroli, Alessandro Sgherri, Tommaso Della Rosa, Federico Grillini, Francesco Della Torre e Faye Moussa. Fabrizio Tesi, a nome dell’azienda (una delle più importanti nel panorama vivaistico pistoiese) che dirige con i fratelli, non ha nascosto le proprie ambizioni e ha voluto Jack Galanda sottolineare il profondo legame che lega la Giorgio Tesi Group a Pistoia. “Siamo all’esordio assoluto – ha detto –, volevamo dare un contributo tangibile alla nostra città, ricambiando quanto essa ha dato al nostro settore, il vivaismo, veicolo trainante dell’economia pistoiese. Credo che la squadra messa su sia di buon livello. Spero che si faccia onore, venendo incontro alle aspettative di tutti i pistoiesi”. L’entrata in campo dell’azienda vivaistica di stranieri. Mathis, che sarà il regista della squadra, ha detto che “vuole prendersi tante soddisfazioni”; Jones, che nel suo curriculum vanta ben cento presenze NBA, ha espresso la convinzione che la squadra ha le potenzialità per raggiungere un buon piazzamento nei playoff. Anzi, l’ex-ala di Forlì ha esplicitamente di vita: cambia la lingua, il cibo, gli orari, le abitudini, gli amici. Moretti punta molto su questo indiscusso talento. Hardy è giovane, ma le sue referenze sono state accompagnate da numeri strepitosi: nella Summer League di New York ha segnato 57 punti con 11/14 da tre punti. Un record. Se manterrà questo score anche in Italia con la maglia biancorossa, ha tutto per candidarsi come capocannoniere della Lega Due. Dopo la felice sorpresa Varnado, che Iozzelli e Moretti abbiano trovato un altro grande talento? E coach Moretti? Personaggio misurato, diplomatico, conoscitore dell’ambiente pistoiese, non ha Donte Mathis Dwight Hardy Anche questo è un presupposto importante per l’affermazione e il consolidarsi del basket di casa nostra. Il giorno della presentazione di una squadra è un giorno caratterizzato dall’entusiasmo. I sorrisi, gli auguri, le ambizioni, gli auspici sgorgano a fiumi nelle dichiarazioni degli addetti ai lavori. Non è stato solo Galanda a dichiarare la propria fiducia nel team, ma hanno sorpreso anche le affermazioni degli Ottobre/Dicembre 2011 dichiarato: “Sono venuto per vincere. Punto a tornare nella massima serie”. A Mathis, Jones e Galanda il coach Moretti e i dirigenti hanno assegnato anche il compito di guidare e ambientare Hardy, all’esordio nel basket italiano. La prima volta che la giovane guardia gioca un campionato professionistico fuori dai confini degli States. Ha bisogno di essere protetto e guidato, perché il primo anno fuori casa è duro, comporta una radicale svolta 19 nascosto che la squadra gli piace, che andrà plasmata cammin facendo grazie ad un lavoro certosino. “Vogliamo vederla spumeggiante quando il campionato entrerà nella fase più calda. Lavoreremo sodo e con l’aiuto del nostro pubblico cercheremo di raggiungere un buon piazzamento nei playoff”. La Giorgio Tesi Group, che sia la mina vagante del campionato di Lega Due? È quanto tutti i pistoiesi si augurano. I Sport Bottegone è stata accolta con molto favore da tutti i tifosi di basket. Anche dal sindaco Renzo Berti, che da primo cittadino e da tifoso si è augurato che la squadra sia seguita con entusiasmo e correttezza, riuscendo a ottenere quei successi che avevano proiettato Pistoia nel massimo campionato italiano, quando alla guida della squadra c’erano le famiglie di Giuliano, Tullio e Mario Carrara con l’amico Piero Becciani al fianco. Il pubblico pistoiese, nella classifica delle presenze al palazzetto, la scorsa stagione si è piazzato al sesto posto in Lega Due. Fabrizio Borghini Il “bomber” delle matite pistoiesi Stefano Frosini: lo sport della satira, la satira dello sport no dei titolari dell’imbattibile formazione umoristica “Pistoia Ridens” è Stefano Frosini. Se Vauro gioca all’attacco sulla fascia sinistra del campo, se Riccardo Mannelli si posiziona in cabina di regia come mezzala sinistra, a Frosini spetta di diritto la maglia numero 9, quella del centravanti di sfondamento. Il suo unico obiettivo è quello di fare gol, di dissacrare – con vignette, caricature e fumetti – la sacralità degli idoli del calcio riportandoli a una dimensione umana. Per far questo, li viviseziona con la sua matita riuscendo a metterne a nudo tic e tratti somatici che si prestano particolarmente alla deformazione. Il bomber è nato a Pistoia in via Ciliegiole nel quartiere di Porta Lucchese. “Il mio quartiere era una specie di cittadel- informa Ottobre/Dicembre 2011 20 la, quasi tutto ruotava intorno alla storica fabbrica di treni e filobus. Un mondo operaio e solidale che oggi non esiste più. Anche mio padre era un operaio elettricista della San Giorgio mentre mia madre era casalinga. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono stati per me momenti importanti di formazione, di educazione allo sport, di incontro con il teatro e la musica grazie ai colleghi di mio padre che, smessi gli abiti da lavoro, allenavano una squadra di ginnastica artistica o dirigevano una compagnia teatrale. Ogni anno si svolgeva il premio nazionale di teatro Vallecorsi che per me rappresentava un’occasione per visitare il luogo di lavo- Ottobre/Dicembre 2011 la ‘Gazzetta dello Sport’ mantenendo fino ad oggi il legame con quest’ultima testata. Il mio orientamento verso il disegno umoristico o satirico nell’ambito sportivo deriva forse dalla mia natura e ovviamente dalla passione per lo sport. Fino dai primi anni Ottanta ho capito che quando il ‘Satyricon’ di ‘Repubblica’ aveva un tema sportivo la mia matita era più adrenalinica”. Dal 1989 al 1996 Frosini è illustratore e vignettista del “Tirreno” e dal 1993 al 1994 del “Corriere della Sera”. “Nel 1999 Oreste del Buono per la sua rivista ‘Linus’ pensa a una Moratteide. Io coinvolgo nel progetto Andrea Loi, ex direttore di ‘Cuore’, come soggettista; ne esce una lunga serie a fumetti che toccherà non solo il Lider Maximo nerazzurro, ma tutti i grandi presidenti del calcio. Ci siamo divertiti. 21 Nel 2001 ho iniziato una collaborazione con ‘l’Unità’ che si è protratta per sette anni. In pochi ricorderanno i giornali satirici ‘Zut’, ‘Il Clandestino’, ‘Extralarge’, ‘Boxer’: sono state pubblicazioni dalla vita breve con le quali ho collaborato. Su ‘Zut’ disegnava, come mio compagno di pagina, Andrea Pazienza. Mi fa piacere ricordarlo e spesso mi domando cosa avrebbe fatto oggi. Dal canto mio penso che fare satira politica attualmente sia un’impresa ardua, in pochi vi riescono, è un po’ come essere chiamati a fare la parodia di una farsa...” Stefano Frosini, con il collega e concittadino Luca Boschi, ha presentato a Pistoia, nel gennaio di quest’anno, in occasione della VII Giornata della Salute Mentale, lo spettacolo Piedicomio replicato a febbraio alla Libera Officina 1° Maggio nel quartiere San Marco. La critica lo ha definito divertente e intelligente. I Satira ro di mio padre, ma soprattutto per avere un autografo da attori del calibro di Romolo Valli o Annamaria Guarnieri. Quando finii la scuola dell’obbligo all’Anna Frank era il periodo dei primi trapianti di cuore da parte del professor Chris Barnard che in quegli anni era diventato una star a livello mondiale. Scelsi il liceo scientifico con l’intenzione di seguire le sue orme e diventare un cardiochirurgo ma fui velocemente dissuaso da questo mio intento dall’algebra. Allora ripiegai sull’istituto magistrale Atto Vannucci, era il 1968, dove ho avuto l’amico Vauro come compagno di banco e, in seguito, ho frequentato a Firenze una scuola di cartellonistica e grafica pubblicitaria. La mia formazione, per ciò che riguarda il disegno, è un percorso da esigente autodidatta. Come molti disegnatori della mia generazione i punti di riferimento sono state le grandi matite del passato, due su tutti (pur nella loro diversità): Jacovitti e Schultz, entrambi fruibili con i diari scolastici fin dalla più tenera età. Poi Roberto Raviola, in arte Magnus, disegnatore di Alan Ford e, sotto l’aspetto didattico, Burne Hogharth, il disegnatore di Tarzan. Negli anni Settanta ho dipinto su vetro e tessuti, ho lavorato come cartellonista e grafico pubblicitario, ho disegnato copertine di libri e dischi. Nel 1984 ho cominciato a pubblicare nell’inserto di ‘Repubblica’ ‘Satyricon’ per passare poi al ‘Manifesto’, come illustratore nelle pagine del ‘Domenicale’. Nel 1987 ho iniziato a collaborare con ‘Paese Sera’, con ‘Il Guerin Sportivo’ e con su il sipario... a cura di Luca Lubrani TEATRO ALESSANDRO MANZONI PISTOIA 13-15 gennaio 2012 Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia in Colazione da Tiffany di Truman Capote, regia di Piero Maccarinelli (prima nazionale) 20-22 gennaio 2012 Claudio Santamaria e Filippo Nigro in Occidente solitario di Martin McDonagh, regia di Juan Diego Puerta Lopez (prima nazionale) 2 febbraio 2012 Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo, con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux, in Gomorra di Roberto Saviano, adattamento di Roberto Saviano e Mario Gelardi, regia di Mario Gelardi 10-12 febbraio 2012 Giuliana De Sio in La lampadina galleggiante di Woody Allen, regia di Armando Pugliese (prima regionale) 17-19 febbraio 2012 Elio De Capitani, Ida Marinelli, Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Macchi, Andrea Germani, Alessandro Rugnone, Vincenzo Zampa in The History Boys di Alan Bennet, uno spettacolo di Elio De Capitani e Federico Bruni 24-25 febbraio 2012 Silvia Ajelli e Antonella Attili in Una cena armena di Paola Ponti, regia di Danilo Nigrelli (Piccolo Teatro Bolognini, prima regionale) 9-11 marzo 2012 informa Ottobre/Dicembre 2011 Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini in Non tutto è risolto di Franca Valeri, regia di Giuseppe Marini 16-18 marzo 2012 Mascia Musy in Trovarsi di Luigi Pirandello, regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi (prima regionale) 23-25 marzo 2012 Monica Guerritore è Oriana Fallaci Roberto Saviano, adattamento di Roberto Saviano e Mario Gelardi, regia di Mario Gelardi 12 febbraio 2012 Enzo Vetrano e Stefano Randisi, con Ester Cucinotti, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi, Francesco Pennacchia in L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi 21 febbraio 2012 Paola Gassman, Pietro Longhi in Due dozzine di rose scarlatte di Aldo De Benedetti, regia di Maurizio Panici 8 marzo 2012 Magda Siti in Italia come muoiono le maestre di Elena Gianini Belotti, regia di Stefano Vercelli in Mi chiedete di parlare… di e per la regia di Monica Guerritore TEATRO COMUNALE TEATRO YVES MONTAND MONSUMMANO TERME 17 dicembre 2011 Amanda Sandrelli in Credo in un solo Dio di Stefano Massini 8 Gennaio 2012 Caterina Vertova, Alice Torriani in Mia figlia vuole portare il velo di Sabina Negri, regia di Lorenzo Loris 29 gennaio 2012 Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo, con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux, in Gomorra di 22 LAMPORECCHIO 27 gennaio 2012 Pino Quartullo in Che ora è dal film di Ettore Scola, regia di Pino Quartullo 25 febbraio 2012 Nicola Rignanese in Morire dal ridere o Sui fantasmi del palcoscenico, omaggio a Ettore Petrolini, regia di Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese 18 marzo 2012 Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani in L’arte del dubbio, versione teatrale di Stefano Massini dal libro di Gianrico Carofiglio, regia di Sergio Fantoni TEATRO GIUSEPPE VERDI MONTECATINI TERME 28 dicembre 2011 Massimo Ghini, Cesare Bocci e Russell Russell in La cage aux folles – Il vizietto, adattato e diretto da Massimo Romeo Piparo 31 dicembre TV, Ruffini e Canzoni – Speciale Capodanno, il nuovo show di Paolino Ruffini in edizione speciale 14 gennaio 2012 Luisa Corna in Pirates, tratto dal romanzo di Emilio Salgari Jolanda, la figlia del corsaro nero, musical con band dal vivo, regia di Maurizio Colombi 20 gennaio 2012 Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo in Smetti di piangere Penelope!, di Christine Anglio, Juliette Arnaud, Corinne Puget, commedia brillante per tre attrici col pancione, adattata e diretta da Massimo Romeo Piparo 25 gennaio 2012 Compagnia della Rancia presenta Happy Days , opera originale di Garry Marshall, musica e libretto di Paul Williams, arrangiamenti di John McDaniel, regia di Saverio Marconi 3 febbraio 2012 Paolo Cevoli in La penultima cena, monologo comico-gastronomico di Paolo Cevoli, regia di Daniele Sala Ottobre/Dicembre 2011 Nuovo look, stessa cordialità Riapre l’Agenzia 1 di VIBANCA di via Marini D al 3 ottobre ha riaperto l’Agenzia 1 di VIBanca di via Marini, completamente ristrutturata. L’agenzia vuole essere sinonimo di modernità, funzionalità e cortesia; elementi che da sempre contraddistinguono VIBanca. Nuovo è l’arredamento, con una nuova suddivisione degli spazi, studiati per garantire maggior libertà al cliente e un’ottimizzazione del tempo per le operazioni: infatti è stato inserito un ulteriore sportello per ridurre al minimo l’attesa da parte dei clienti. L’investimento che abbiamo effettuato testimonia ancora una volta la volontà di continuare a valorizzare le nostre risorse nel territorio; lavoriamo per rendere le filiali sempre più accoglienti e funzionali alle necessità della nostra affezionata clientela. Doveroso ricordare chi ha lavorato con competenza, professionalità e rapidità per rinnovare la nostra Agenzia in soli cinquanta giorni. Il progetto architettonico e il coordinamento sono stati degli architetti Luciano Monfardini e Roberto Cerliani, con la collaborazione dell’interior designer Sandra Siligardi; la realizzazione del progetto è stata curata dalla ditta Monfardini Arredamenti Srl che ha realizzato anche gli arredi su misura; gli impianti tecnici sono stati realizzati con la progettazione degli ingegneri Roberto Monfardini e Giacomo Gatti. 23 CONTRIBUTI E SPONSORIZZAZIONI 2011 Nel corso del 2011 sono stati deliberati contributi e sponsorizzazioni, a sostegno di enti, associazioni e società sportive, per un importo complessivo di oltre novantamila euro PER LO SPORT U.S. Pistoiese 1921 A.S.C.D. “Silvano Fedi” Atletica Pistoia ENDAS Circolo Arci Ramini Polisportiva Bonelle Polisportiva La Stanca Sci Club Pistoia Squadra di calcio M.S.P. Progetto Volley - Quarrata A.C. Capostrada PER LA SCUOLA Istituto “Leonardo da Vinci” Direzione Didattica 2° Circolo Quarrata Comitato Genitori I.T.C. Pacini Corsi Plantform - Distretto Rurale Vivaistico - Pistoia Istituto “Aldo Capitini” Liceo Artistico “Policarpo Petrocchi” Liceo Classico “Forteguerri” Liceo “Suore Mantellate” PER IL SOCIALE Comitato per il WWF di Pistoia Ven. Arciconfraternita Misericordia di Pistoia AIL Ass. Italiana Lotta Leucemie Parrocchia di San Francesco Croce Rossa Italiana Sorelle Clarisse di Bethania Calcit Sezione di Pistoia Parrocchia di San Bartolomeo Questura di Pistoia A.S. Pistoia Basket 2000 Srl A.I.S.L.A. A.C. Quarrata Olimpia Parrocchia di San Pantaleo all’Ombrone U.N.I.C.E.F. C.A.I. Gruppo Podistico A.S.D. Olmi informa Misericordia di Momigno Ottobre/Dicembre 2011 24 Federazione Maestri del Lavoro Brigata del Leoncino A.V.O. Associazione Volontari Ospedalieri Monastero della Visitazione Ente Diocesano Casa Famiglia Sant’Anna P.S.B. Pistoia - Scuola Calcio ASD Associazione Amici dell’Opera Associazione Internazionale Produttori del Verde Circolo Arci Pontelungo Associazione Maria Madre Nostra Lions Club Pistoia La consegna della stampante donata dal nostro Istituto all’Associazione onlus di volontariato e promozione sociale Auser di Bottegone. La stampante è stata consegnata dal vicedirettore generale Cresci a Vinicio Luchetti, segretario dell’Associazione, nei locali della sede di ViBanca. E.N.P.A. Sezione di Pistoia Ordine Provinciale Architetti di Pistoia Compagnia di Misericordia di San Pietro in Vincio Fondazione Conservatorio San Giovanni AUSER Sezione di Bottegone Ottobre/Dicembre 2011 La sezione del Bottegone si occupa da circa otto anni di anziani e disabili e, in collaborazione con il Comune di Pistoia e la Circoscrizione 2 ha aperto un centro sociale “I N C O N T R A R C I ” presso il Circolo Arci. Ad oggi conta oltre 220 iscritti con 10 soci collaboratori volontari. Le iniziative sono molte e di vario tipo finalizzate soprattutto a migliorare la qualità di vita degli anziani e a sconfiggere la solitudine e l’emarginazione legate a situazioni della terza e quarta età. 25 sponsorizzazioni Gruppo Ballo Storico L’Aura PER IL “CENTENARIO” e PER LE ASSOCIAZIONI contributi L’ AUSER è un’associazione di volontariato (ONLUS) a livello nazionale. in aggio 9 ottobre 2011. A Torino, vista alla Venaria Reale e al Museo Egizio. 4 settembre 2011, Venezia, Regata storica. 22 ottobre e 12 novembre 2011. Firenze, Galleria degli Uffizi. 1° ottobre 2011 all’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. informa Ottobre/Dicembre 2011 26 San Pietroburgo San Pietroburgo, con oltre quattro milioni e mezzo di abitanti, è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione nonché il porto più importante del Paese. Fondata dallo zar Pietro il Grande sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nel Golfo di Finlandia, è stata a lungo capitale dell’Impero russo, sede della corte degli zar ed è oggi uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa. Il centro storico di San Pietroburgo, incluso dal 1990 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, racchiude molte monumenti, musei e architetture celebri in tutto il mondo. Palazzo d’Inverno, può vantare Il Museo dell’Ermitage, ospitato in un complesso monumentale costituito dall’ex-P alcuni dei più preziosi dipinti al mondo. Altri monumenti celebri sono la Cattedrale di Sant’Isacco, la Colonna di Alessandro, il Cimitero Tichvin nell’A Alexander Nevskij Lavra (monastero), la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, l’A Ammiragliato, la Cattedrale di San Nicola, la Piazza del Teatro, la Piazza Sennaja. L’aspetto peculiare e maestoso di San Pietroburgo nasce dalla varietà dei dettagli architettonici, quali ampie strade come la celebre Prospettiva Nevskij e lunghi viali diritti, vasti spazi, giardini e parchi ornati di sculture monumentali. Il fiume Neva e i numerosi canali sono ben integrati con gli spazi cittadini: durante la costruzione della città, infatti, le acque della Neva vennero instradate in una serie di canali che ancora si intrecciano nella parte centrale della città, facendole meritare il nome di Venezia del Nord. Tutte queste vie d’acqua sono un tratto inconfondibile nel volto di San Pietroburgo, con le spallette e i ponti che aggiungono dettagli ulteriori di fascino all’atmosfera già unica di questa magica città. La posizione di San Pietroburgo, vicina al circolo polare artico, fa sì che il crepuscolo duri per buona parte della notte durante l’estate, soprattutto da metà maggio a metà luglio; questo fenomeno è conosciuto come notti bianche e in questo periodo la vita culturale della città è ancora più fervente e attiva. Il programma completo del viaggio sarà pubblicato nel prossimo numero di VInforma. Per informazioni i n f o @ v i b a n c a . i t - w w w. v i b a n c a . i t - t e l . 0 5 7 3 9 1 3 9 1 Ottobre/Dicembre 2011 27 spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci GITA SOCIALE prevista per fine Aprile/inizio Maggio 2012 IL CINEMA DI SPIELBERG il cinema S ulla scia del grande successo ottenuto lo scorso anno, VIBanca ha deciso di riproporre l’iniziativa “Il cinema in banca”, presentando film di successo firmati da registi di fama. Maurizio Tuci, esperto di cinema e di musica, ha proposto una rassegna di dodici film del regista Steven Spielbeg con l’accattivante titolo “Tra cinema pop e grandi temi sociali”. La serie dei film è cominciata il 20 settembre. La proiezione si è tenuta, come lo scorso anno, la sera alle 21 nell’auditorium di VIBanca a Pontelungo. L’ingresso era libero fino ad esaurimento dei novantanove posti disponibili. La presentazione e il commento dei film sono stati curati da Maurizio Tuci e sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico. Questi i film presentati: Duel (1971) con Dennis Weaver ed Eddie Firestone; Sugarland Express (1974) con Goldie Hawn, Ben Johnson e Michael Sacks; Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) con Richard Dreyfuss, François Truffaut e Teri Garr; 1941, Allarme a Hollywood (1979) con John Belushi, Dan Aykroyd e Treat Williams; Il colore viola (1985) con Danny Glover, Whoopi Goldberg e Oprah Winfrey; Hook – Capitan Uncino (1991) con Dustin Hoffman, Robin Williams e Julia Roberts; Amistad (1997) con Anthony Hopkins, Matthew McConaughey, Djimon Hounsou; Salvate il soldato Ryan (1998) con Tom Hanks, Matt Damon e Tom Sizemore; A.I. Intelligenza artificiale (2001) con Haley Joel Osment, Jude Law e France O’Connor; Minority Report (2002) con Tom Cruise, Colin Farrell e Samantha Morton; Prova a prendermi (2002) con Leonardo Di Caprio, Tom Hanks e Christopher Walken; Munich (2005) con Eric Bana, Daniel Craig e Marie-Josée Croze. I informa Ottobre/Dicembre 2011 in banca IL CINEMA IN BANCA continua a gennaio con MARIO MONICELLI: LA REALTÀ GRAFFIATA Storie e personaggi tra eroismo e cialtroneria Altri 12 film sempre con il commento di Maurizio Tuci nell’Auditorium VIbanca a Pontelungo ingresso libero fino ad esaurimento dei posti (99) inizio proiezioni ore 21.00 28 L’INGLESE PER TUTTI 31 gen. I SOLITI IGNOTI (1958) Vittorio Gassman, Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Totò Nel mese di gennaio 2012 la British School di Pistoia organizza presso l’Auditorium VIBanca di Pontelungo tre Incontri di Survival English per vacanzieri… che non parlano Inglese. Gli incontri sono programmati per i giorni 16, 23 e 30 gennaio dalle ore 21 alle ore 23. Gli incontri-lezione, che sono GRATUITI e riservati esclusivamente ai Soci di VIBanca, sono basati sul Metodo assolutamente innovativo della British School di Pistoia denominato “An English Island” che metterà TUTTI (ma proprio TUTTI) in grado di comunicare! 7 feb. LA GRANDE GUERRA (1959) Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano 14 feb. I COMPAGNI (1963) Marcello Mastroianni, Bernard Blier, Annie Girardot 21 feb. L’ARMATA BRANCALEONE (1966) Vittorio Gassman, Catherine Spaak 28 feb. LA RAGAZZA CON LA PISTOLA (1968) Monica Vitti, Carlo Giuffrè 6 mar. BRANCALEONE ALLE CROCIATE (1970) Vittorio Gassman, Adolfo Celi, Stefania Sandrelli 13 mar. AMICI MIEI (1975) Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret 20 mar. SIGNORI E SIGNORE BUONANOTTE (1976) Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio 27 mar. IL MARCHESE DEL GRILLO (1981) Alberto Sordi, Caroline Berg, Andrea Bevilacqua 3 apr. SPERIAMO CHE SIA FEMMINA (1986) Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret 10 apr. CARI FOTTUTISSIMI AMICI (1994) Paolo Villaggio, Massimo Ceccherini Ottobre/Dicembre 2011 Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio Soci di VIBanca Stella Passini, [email protected] tel. 0573.913951, dalle ore 8.30 alle 13.30. 29 spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci 24 gen. GUARDIE E LADRI (1951) Totò, Aldo Fabrizi, Pina Piovani La strenna 2011 HOSPITALES IN CAPITE PONTIS: questo il titolo della nuova opera edita a cura di VIBanca, Banca di Credito Cooperativo di San Pietro in Vincio, quale strenna per soci e clienti in occasione del Santo Natale 2011. Dal titolo ben si comprende di cosa tratta l’opera: gli Hospitales presenti a Pistoia sin dal Medioevo che successivamente, riuniti in un’unica struttura, hanno dato vita al complesso ospedaliero degli Spedali Riuniti di Pistoia, detto anche Ospedale del Ceppo. Il lavoro svolto dall’autore del volume, l’architetto Gianluca Iori, ha compreso non solo le ricerche di archivio per ricostruire una pagina importante della storia di Pistoia, ma anche il recupero delle testimonianze architettoniche che rimandano al nostro passato e spiegano l’evoluzione urbanistica in un’area della città bonificata a partire dall’età romana e resa disponibile per l’ampliamento del tessuto urbano ai margini dell’importante arteria viaria che collegava Lucca con Roma passando per Pistoia e Firenze. Un’opera che tratta di un’istituzione che, da sempre, è impegnata ad aiutare, soccorrere, assistere e curare chi si trova nel bisogno, in ogni forma e con ogni mezzo possibile, sia materiale che morale, sia tecnico che di volontariato e, quando necessario e possibile, in totale gratuità. Un’istituzione, quella ospedaliera, che avvalendosi anche delle risorse sociali ed economiche del territorio collabora e interagisce con altre realtà per costruire insieme una rete di solidarietà che contribuisce ad alleviare i bisogni di chi soffre, dei malati, dei più deboli. Con questa pubblicazione VIBanca prosegue il suo percorso editoriale volto a valorizzare e dare conoscenza a monumenti, personaggi, manifestazioni e tradizioni del proprio territorio di riferimento, la bella città di Pistoia, magari (e spesso) poco conosciuti e poco valorizzati, se non addirittura dimenticati. Il volume, curato da Gianluca Iori e corredato dalle fotografie di Fabrizio Antonelli, è pubblicato con le Edizioni Settegiorni. Gentile Socio Ti aspettiamo dal 12 Dicembre presso le nostre Filiali per ritirare il libro strenna 2011 Hospitales in Capite Pontis. L’Ospedale del Ceppo, il suo sviluppo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Parte del costo risparmiato per la spedizione dei libri è stato utilizzato per una donazione a favore di UNICEF. Ogni anno i vaccini contro polio, morbillo, tetano salvano la vita a due milioni e mezzo di bambini. Per proteggere un bambino dalla polio bastano 3 dosi di vaccino. La mancanza di acqua potabile si traduce in parassiti, malattie intestinali e dissenteria e le vittime della malaria sono soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Con la nostra donazione abbiamo acquistato 35.000 pillole contro la malaria e 10.000 dosi di vaccini. Un numero infinito di sorrisi ti ringraziano Il Presidente Avv. Patrizio Rosi Inizio del 2012 Settimana bianca località e prezzi ancora da definire. 18 febbraio 2012 Tenendo presente il notevole successo e le numerose adesioni dell’anno precedente, proseguiremo con l’iniziativa “Sabato pomeriggio ai Musei – Destinazione Firenze”, iniziando con le Cappelle Medicee e la Basilica di San Lorenzo. 24-25 marzo 2012 Gita a Conegliano, visita guidata alla mostra su Bernardo Bellotto. Durante il percorso, sosta e visita guidata a Villa Maser, uno dei capolavori di Andrea Palladio, nota in tutto il mondo per il ciclo di affreschi del Veronese. Altra sosta a Valdobbiadene per una visita alla prestigiosa cantina di Canevel con degustazione di vini del territorio locale. 21 aprile 2012 Visita alle Ville Lucchesi 9 giugno 2012 Visita guidata alla cava di marmo Galleria Ravaccione nel cuore dei bacini marmiferi di Carrara, tra Ravaccione, luogo prediletto per la qualità del marmo da Michelangelo, e Fantiscritti, dove l’escavazione risale all’epoca romana. È prevista inoltre una degustazione di lardo di Colonnata in una larderia. Verranno inoltre replicati il corso di fotografia e il corso di cucina. Miglioriamo il nostro inglese Oltre ai tre Incontri di Survival English segnalati a pagina 29 potremmo organizzare, per i soci interessati che faranno esplicita richiesta, corsi di lingua inglese su tre livelli, ciascuno composto da due moduli (25 + 25 ore). Ogni modulo è autonomo e permette di crescere nelle competenze/conoscenze/ abilità della lingua inglese. Si evidenzia che non è assolutamente vincolante il dover passare al modulo successivo. I dettagli sulle iniziative sopra elencate li troverete nel 2012 sul nostro sito Internet www.vibanca.it. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio Soci di ViBanca (Stella Passini, [email protected]), tel. 0573.913951, dalle ore 8.30 alle 13.30 Ottobre/Dicembre 2011 31 spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci Iniziative per i Soci Primo semestre 2012 Anche quest’anno è giunto il momento degli auguri a Soci e Clienti, una consuetudine che per VInforma è anche l’occasione per ribadire la propria vocazione di magazine che testimonia la filosofia generale di ViBanca, soprattutto la vicinanza al territorio, l’attenzione alle dinamiche economico-finanziarie, ma anche la curiosità per quanto di nuovo e significativo propongano arte, cultura, spettacolo, costume. Oltre a descrivere iniziative e servizi di ViBanca, VInforma rivisita la storia di Pistoia, della sua terra e della sua gente, ne segnala problemi e prospettive, ne illustra le testimonianze artistiche, architettoniche e culturali, ricorda i personaggi del passato, interroga quelli di oggi, presenta quelli di domani. Durante il 2011, oltre a dedicare ampio spazio al Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, abbiamo ammirato coi nostri lettori il monastero della Visitazione, gli affreschi restaurati di San Francesco e il percorso museale del Ceppo, la pieve di San Michele in Groppoli, il castello e la pieve di Vinacciano, il Giardino Puccini, la Fattoria di Celle. Abbiamo ricordato, fra i pistoiesi illustri, Giovanni Michelucci nel suo centenario, abbiamo contemplato l’opera di artisti contemporanei che tengono alto il nome della nostra città in un campo in cui vanta una prestigiosa tradizione, abbiamo parlato di scienza, tecnologia, medicina, ambiente, musica, sport, spettacolo, satira, senza dimenticare design, moda, lyfestile, gastronomia, per dare un contributo di conoscenza e di orientamento, per aggiornare, intrattenere e, al momento opportuno, divertire i nostri lettori. Speriamo di esserci riusciti: e di riuscirci ancora in futuro. AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI I SOCI E ALLE LORO FAMIGLIE