Ottobre-Dicembre 2011
anno IV - n° 4 - ottobre-dicembre
Sommario
Editoriale
Patrizio Rosi
PAG.
1
Pistoia nostra
Via Provinciale Lucchese, 125/B
51030 Pontelungo (PT)
Tel. 0573 91391
Fax 0573 572331
www.vibanca.it
Lorenzo Cipriani
DALLA SAN GIORGIO
ALLA ANSALDOBREDA
» 2
Maria Valbonesi
LA BIBLIOTECA FORTEGUERRIANA
DI PISTOIA
» 6
Letteratura
DIRETTORE RESPONSABILE
Luca Lubrani
COMITATO DI REDAZIONE
Patrizio Rosi
Paolo Ferretti
Pier Francesco Francioli
Roberto Cresci
Mauro Pagliai
Stella Passini
REDAZIONE
E AMMINISTRAZIONE
Edizioni Polistampa, Firenze
Via Livorno, 8/32
50142 Firenze
Tel. 055 737871 (15 linee)
Loriano Gonfiantini
PÈ COME PISTOIA
» 9
Economia e finanza
Roberto Frosini
e Pier Francesco Francioli
CREDITO COOPERATIVO:
UN MODELLO SEMPRE VALIDO
» 10
Musica e spettacolo
Luca Lubrani
LA SIGNORA DELLA MUSICA
» 12
Serravalle Noir 2011
Stefano Fiori
GIALLO E NERO
» 14
Sport
In copertina,
Pistoia, veduta delle ex Officine San Giorgio.
Per gentile concessione dell’Archivio
fotografico della Provincia di Pistoia
Enzo Cabella
PISTOIA BASKET
Satira
Fabrizio Borghini
IL “BOMBER” DELLE
Il comitato di redazione si riserva
la decisione di pubblicare o meno
articoli e notizie inviati.
I materiali inviati alla redazione
non saranno restituiti
Periodico registrato
presso il Tribunale di Pistoia
al n° 3/2008 in data 15/04/2008
Finito di stampare in Firenze
presso la tipografia editrice Polistampa
dicembre 2011
» 17
MATITE PISTOIESI
» 20
Su il sipario...
A cura di Luca Lubrani
Contributi e sponsorizzazioni 2011
» 22
» 24
Spazio Soci
IN VIAGGIO
GITA SOCIALE
IL CINEMA IN BANCA
L’INGLESE PER TUTTI
LA STRENNA 2011
INIZIATIVE PER I SOCI
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arissimi Soci, carissimi Clienti e carissimi Lettori,
è passato un altro anno, molto difficile per la crisi
economica sempre più grave che ha interessato il
nostro Paese e non solo. Una situazione avversa che,
inevitabilmente, ha finito per ripercuotersi sulle nostre
imprese e sulle famiglie, creando un clima di difficoltà e
di preoccupazione.
Come ho avuto modo di scrivere in precedenti occasioni, in tali
circostanze è diventato ancora più importante il ruolo di Banche
come la nostra, da oltre cento anni a stretto contatto con la
gente del nostro territorio d’azione, in modo particolare con le
imprese piccole e medie e con le famiglie. Siamo sempre vicini al
mondo giovanile che oggi si trova alle prese con la precarietà del
lavoro e, quindi, con l’evidente difficoltà di programmare con
serenità il proprio futuro.
Questo è l’impegno che VIBanca porterà avanti anche nei prossimi anni per tentare di dare a tutti la possibilità di una crescita
economica, culturale e sociale: un impegno che risulta ancora
più importante in una fase in cui le difficoltà della crisi globale
sono evidenti per tutti.
Ma la fine di un anno è anche l’occasione per uno scambio di
auguri e di speranze. A nome mio, del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e del personale di VIBanca, desidero rivolgere a tutti Voi e alle Vostre famiglie i più calorosi auguri
di un Sereno Natale e di un Felice 2012.
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Editoriale
Patrizio Rosi
Lorenzo Cipriani
Dalla San Giorgio
alla
Il cuore industriale di Pistoia fra memoria e attualità
N
All’ingresso dello stabilimento San
Giorgio spicca la palazzina Coppedè in
stile liberty. Cartolina d’epoca, collezione
Giovanni Tronci.
el 1905 la San Giorgio, una delle
maggiori industrie italiane, attive
anche sul piano internazionale,
decise di creare una sua nuova fabbrica in Pistoia: e ci si può chiedere
quali ne siano state le ragioni. Due
furono probabilmente riconducibili
a criteri più generali: il fatto che già
dal 1851 esisteva una linea ferrata
granducale (la Maria Antonia) che
collegava Pistoia col capoluogo
toscano per poi proseguire verso la
costa tirrenica; e anche l’esistenza
della prima transappenninica (la
Porrettana) che permetteva di varcare la catena montuosa in treno.
Questi due elementi comportavano
una facilità di collegamento di cui
certamente la direzione della San
Giorgio avrà tenuto conto. Ma ci
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dev’essere stata anche un’altra componente, più direttamente legata
alla caratterizzazione economicoproduttiva pistoiese. Nella quale esisteva la specializzazione manifatturiera delle carrozzerie: quelle che si
usavano nel secondo Ottocento,
cioè eleganti carrozze, landau, carri
da traino e perfino mezzi di trasporto per gli ammalati e i feriti. I
motori d’automobile sono un’altra
cosa: ma gli amministratori della
San Giorgio debbono aver pensato
che l’esperienza delle carrozzerie,
anch’esse essenziali per il nascente
automobilismo, poteva costituire
un punto di notevole interesse.
Bisogna far mente locale sul fatto
che la costruzione di automobili,
iniziata a Pistoia nel 1907, poteva
La centrale termica dello stabilimento San
Giorgio nei locali acquisiti dal Comune di
Pistoia, dopo la costruzione del nuovo
stabilimento Breda.
Veduta dello stabilimento San Giorgio dopo
la dismissione. Archivio Storico del Comune
di Pistoia.
Un capannone dell’ex-stabilimento della San
Giorgio adibito a deposito di autobus.
Archivio Storico del Comune di Pistoia.
dal Medioevo, soprattutto legata
alle necessità fiorentine e quindi
ad alimentare il mercato del
capoluogo. L’agricoltura era di
gran lunga il settore primario,
che per questo motivo occupava
una percentuale elevatissima della
forza-lavoro. Era un’agricoltura
tradizionale, la quale cominciava
allora a specializzarsi nel comparto del vivaismo, che ricevette un
suo primo impulso di marketing
quando Firenze divenne capitale
d’Italia. Già fin d’allora gli studiosi
di sociologia (in questa scienza
rientravano anche quelle discipline
che oggi chiamiamo economia
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Pistoia nostra
rappresentare un elemento di grande innovazione, simile – tanto per
fare qualche esempio – a quella che
sarebbe oggi l’ultima frontiera dell’elettronica o della medicina
nucleare. Per comprendere appieno il livello di novità introdotto è
opportuno descrivere in breve la
situazione economica del circondario pistoiese: si scrive circondario
perché fino al 1927-28 (con una
transitoria parentesi a metà dell’Ottocento) Pistoia non era a capo di
una provincia a se stante, ma costituiva appunto un circondario di
Firenze. Come tale, addirittura sin
Dario Fo interviene
alla XV edizione del
premio “Il Vallecorsi”
che si teneva all’interno
dello stabilimento,
collezione Giovanni
Tronci.
Un libretto-paga degli
operai della San Giorgio
nel 1925, collezione
Giovanni Tronci.
generale ed economia politica)
lamentavano la mancanza di ciò
che definivano “lo spirito industriale che tanto contribuisce al benessere dei popoli”: per esempio Cesare
Desideri, un autore locale, proclamava in un suo opuscolo che l’industria è “la potente regina del
mondo”, l’anima e la vita di tutti i
popoli civili. Ed allora si poneva
una domanda retorica, “a qual
grado trovasi essa appo di noi?”, e
si rispondeva dicendo che Pistoia
era più agricola che industriale,
anche se cominciavano a manifestarsi alcuni presupposti che avrebbero potuto indurre il cambiamento. Il Desideri scriveva nel 1868; evidentemente teneva in memoria la
Guida di Giuseppe Tigri, del 1854, a
margine della quale erano elencate
alcune fabbriche artigiane e industriali: ferriere, cartiere, lavorazioni
in rame, vetrerie, concerie e altre
che sarebbero poi diventate le attività tipiche del Pistoiese. Anche il
primo sottoprefetto di Pistoia, subito dopo l’Unità, definiva l’economia
del circondario “più industriosa che
industriale”.
Proprio a cavallo del secolo, tuttavia, si attivarono le condizioni che
uno specialista dello sviluppo manifatturiero come Luciano Cafagna
elenca come poli attivatori della
prima industrializzazione. E cioè lo
sfruttamento dell’energia elettrica
(alcuni invasi della montagna consentirono di passare dall’energia
idrica a quella idroelettrica); il ruolo
delle banche (la Cassa di Risparmio, prima dominata dai possidenti, pose attenzione alle innovazioni
industriali); e infine la creazione di
alcuni “poli industriali”. Fra questi
rientra certamente la San Giorgio,
che era stata preceduta dalla cartiera Cini (attiva fin dall’ultimo Settecento) e seguita dalla Società Metallurgica Italiana degli Orlando. Però
queste ultime erano attive nella
montagna; la San Giorgio era inserita nel vivo tessuto urbano della
città; ed era così importante che si
pensò di dotare quest’ultima, proprio in grazie della nuova fabbrica,
di una tramvia elettrica che unisse
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la Valdinievole con l’area fiorentina. Era previsto che la linea passasse e facesse la sua principale fermata davanti alla San Giorgio. Solo
l’approssimarsi della guerra impedì
tale realizzazione che – se fosse
stata ultimata – avrebbe anticipato
di quasi un secolo i collegamenti di
quella che oggi chiamiamo l’area
metropolitana.
La San Giorgio si sviluppò con
passo costante: oltre alle automobili furono costruiti telai industriali
che alimentarono l’attività tessile
toscana, le tramvie, i treni (specializzazione che è rimasta), i mezzi
militari, gli aerei e durante la seconda guerra mondiale persino i radar.
Nel periodo compreso fra i due conflitti si curarono queste specializzazioni di vera e propria modernità: e
quindi soprattutto con la San Giorgio, con un’accelerazione significativa, l’industrializzazione di Pistoia
fu realizzata. Anche perché, ed è un
problema di quest’ultimo dopoguerra, la grande fabbrica pistoiese
dette spazio a un indotto che arrivò
a comprendere circa duecento ditte
locali. Alle quali il know-how arrivava dalla sede centrale, che richiedeva applicazioni a esso rigorosamente legate: e quindi offriva elementi di formazione di cui molte
piccole industrie del territorio
hanno fruito.
Negli ultimi decenni sono intervenuti molti cambiamenti di proprietà, del resto ben noti: tanto per
riepilogarli, nel 1949 la San Giorgio passò all’IRI e divenne Officine
Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi
(OMFP), nel 1969 all’EFIM e si chiamò
Ferroviaria Breda Pistoiese; nel
1973 inaugurò il nuovo stabilimento e oggi continua la propria attività sotto il marchio di AnsaldoBreda. Proprio quello su cui oggi molto
si discute, nel quadro di una crisi
che non solo terminologicamente è
definibile di globalizzazione, ma
far chiudere la maggior fabbrica
pistoiese o anche semplicemente
diminuirne la capacità produttiva.
Proprio quello che si è scritto fin
qui può dimostrare che verrebbe
meno la componente principale, si
potrebbe quasi dire la spina dorsale,
del comparto secondario locale. Nel
campo primario dell’agricoltura,
ormai, resiste quasi esclusivamente
il vivaismo: che però da solo non
Pubblicità di materiali
prodotti dalle Officine
Meccaniche Ferroviarie
Pistoiesi, collezione Giovanni
Tronci.
potrebbe certo alimentare l’occupazione e il reddito della provincia.
Occorre quindi che resista l’elemento attivatore dell’industria, nella
quale la Breda ha fornito produzioni d’eccellenza come quelle dei
mezzi metropolitani di Washington
e Cleveland e di tante altre città e
regioni del mondo. In un panorama come quello attuale, in cui l’ecologia e l’economia impongono
mezzi veloci di trasporto, capaci di
risparmio energetico e di minor
inquinamento, i mezzi della AnsaldoBreda sono di primaria importanza. Si potrebbe dire che essi si
possono costruire in tante altre
parti del mondo, magari per il
minor costo del lavoro o per sviluppare specifiche politiche sociali. Ma
allora conviene riflettere su quello
che deve divenire la Pistoia dei
prossimi decenni, da un lato aperta
a sud con la quinta porta e con gli
stabilimenti riattati della vecchia
San Giorgio; dall’altro inclusa in
quell’area metropolitana di cui da
trent’anni si parla con poco o punto
costrutto. È evidente che lo stabilimento pistoiese dell’AnsaldoBreda,
proiettato verso nuovi corsi di produzione, rappresenterebbe l’elemento vincente. Occorre che i politici di ora e di domani ne tengano
conto.
I
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L’AnsaldoBreda oggi.
Pistoia nostra
anche tenendo conto delle difficili
scelte di politica economica fra le
sedi principali di questa grande
impresa. Se ne occupano attivamente amministratori e politici; a
più riprese abbiamo visto davanti
ai cancelli della sede locale operai e
sindacalisti, impiegati e consiglieri
comunali, semplici cittadini e giovani, tutti giustamente preoccupati
di eventuali cambiamenti capaci di
Maria Valbonesi
La Biblioteca Forteguerriana
di Pistoia
La seconda (e felicissima) vita di un’antica
istituzione culturale
Il palazzo della Sapienza, sede della
Biblioteca Forteguerriana.
er secoli Pistoia ha avuto diverse
biblioteche e archivi di istituzione
e proprietà privata, anche se di uso
pubblico – la Fabroniana, la Leoniana, l’Archivio capitolare, l’Archivio vescovile e così
via – e una sola biblioteca comunale, la Forteguerriana, posta nel
cuore del centro storico.
Verso la fine del
Novecento, poiché la
capienza di quest’ultima era ormai evidentemente inadeguata, si
pensò di venire incontro alle nuove esigenze estendendola ad alcuni edifici vicini. In seguito
però è sembrato più conveniente
costruire ex novo, nel vasto spazio
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Il cardinale Niccolò Forteguerri in
preghiera: la scultura, conservata nel
Palazzo Comunale di Pistoia, è attribuita
a Lorenzo di Ludovico Lotti, detto il
Lorenzetto.
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periferico lasciato libero dallo stabilimento industriale San Giorgio,
una grande biblioteca moderna,
anzi postmoderna, che fosse complementare e integrativa di quella
antica.
Com’era prevedibile,
l’integrazione è poi
andata a finire in questo modo: che la grande San Giorgio ha
assorbito e fatto propri
una buona metà dei
volumi, quasi tutto il
personale e praticamente tutti gli utenti
della Forteguerriana.
Un colpo durissimo, che lì per lì l’ha
ridotta al fantasma di se stessa.
Ma col tempo la vecchia biblioteca ha cominciato a dare segnali d’adattamento e di ripresa – come del
resto c’era da aspettarsi.
Infatti basta ripercorrere i
momenti essenziali della sua storia
per constatare quanto ambiguità,
dinamismo e trasformismo siano
“di casa” in questa biblioteca, che
fino al secolo scorso in realtà era
una scuola e si chiamava Forteguerriana, mentre a fondarla non
era stato il cardinale Niccolò Forteguerri, ma Zomino di ser Bonifacio, che si faceva chiamare, alla
greca, il Sozomeno.
In una sorta di simbolica anticipazione i loro nomi si trovano già
uniti nella notizia che “a’ dì 14 di
agosto [del 1465] s’ottenne nel generale Consiglio, che le storie di Sozomeno si estraessero e ricavassero
dalla libreria del palazzo e si
mostrassero al signor cardinale de’
Forteguerri che desiderava di leggerle”.
Il Sozomeno era un dotto umanista, al quale le autorità cittadine,
sia laiche sia ecclesiastiche, affidarono spesso incarichi importanti e
delicati, da cui peraltro la voce pub-
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Pistoia nostra
Tre pezzi pregiati delle collezioni della
Forteguerriana. L’Ottateuco Martini, antico
codice pergamenaceo del XV secolo
appartenuto allo scrittore e politico
Ferdinando Martini.
Sotto, il bel frontespizio dell’opera di Antonio
Campo Cremona rappresentata in disegno
col suo contado et illustrata d’una breue
historia delle cose più notabili appartenenti
ad essa, pubblicato nella città lombarda
da Ippolito Tromba ed Ercoliano Bartoli
nel 1585, e il rarissimo Il Mongibello nevoso
ed infuocato di Filippo Piccinelli, pubblicato
a Pistoia da Pierantonio Fortunati nel 1647,
un’orazione in gloria di Sant’Ignazio di
Loyola, la cui personalità religiosa è
paragonata all’Etna, incandescente
all’interno e gelido all’esterno.
blica lo accusava di trarre illeciti
guadagni. Nel 1455 – fosse risarcimento o pura munificenza – egli
donò alla città la propria biblioteca:
un centinaio di manoscritti e tre
carte geografiche che furono collocati nella sala “dell’Abbondanza” del
Palazzo comunale e lì gelosamente
custoditi, come dimostra il prestito
fatto al cardinale Forteguerri. Nel
1473 questi era di nuovo a Pistoia
dove, per lasciarvi degna memoria
7
di sé, istituì la Pia Casa di Sapienza
– cioè a dire, accanto a una scuola
pubblica e gratuita, con quattro
maestri, dodici borse di studio per
chi volesse, in seguito, frequentare
anche l’università.
La Sapienza ebbe sede nelle case
dell’ospedale di San Bartolomeo e
la sua fondazione fu ratificata il 24
agosto “per lo che questo giorno,
sacro all’apostolo san Bartolomeo,
fu in avvenire per sì lieta cagione
dichiarato nella città festivissimo”.
Ma nel bel mezzo dei festeggiamenti avvenne che al generoso cardinale, “venutogli il bisogno di purgarsi
e siropparsi, fu in un siroppo dato il
veleno a tempo” – un veleno il cui
effetto ritardato inesorabilmente lo
raggiunse un mese dopo nella sua
bella residenza di Viterbo.
Nata all’ombra della morte, la
scuola del Forteguerri prosperò al
di là di ogni speranza sotto le ali
della malattia: infatti nel 1478, a
causa della peste, che fra le città
della Toscana aveva risparmiato
soltanto Pistoia, maestri e scolari
dell’università di Pisa si trasferirono in blocco alla Pia Casa di
Sapienza, portandola così a livello
universitario.
L’interno della Biblioteca
Forteguerriana.
Purtroppo neanche le epidemie
sono eterne; tuttavia, per quanto
ridimensionata dalla partenza dei
pisani, la Sapienza era ormai irreversibilmente promossa a centro
della cultura cittadina e nel 1528
l’architetto Giovanni Unghero fu
incaricato di ampliarla e di abbellirla con un loggiato brunelleschiano. In quest’occasione vi furono
anche trasferiti i libri del Sozomeno
e così scuola e biblioteca iniziarono
una simbiosi che peraltro, nel corso
di quattro secoli, si è venuta sempre
più squilibrando. Infatti, mentre la
scuola diventava collegio e poi liceo
Forteguerri, senza ulteriori espansioni, la biblioteca, via via accresciuta da acquisti e lasciti, gradualmente invadeva nuovi ambienti,
spingendosi al piano superiore,
dove nel 1777 fu necessario costruire un’altra sala, la più bella e spaziosa di tutte, opera dell’architetto
pistoiese Francesco Gatteschi. Fra
Ottocento e Novecento, in seguito
al consistente apporto di molte rac-
colte – Puccini, Chiappelli, Mazzoni, Martini, Macciò, Ciampi, Contrucci e altre – l’avanzata inesorabile dei libri, non potendosi più
creare nuovi spazi né alzare nuovi
muri, spinse fuori dell’edificio la
scuola.
Così nel 1926 il liceo Niccolò
Forteguerri fu trasferito e la biblioteca Forteguerriana, rimasta padrona del campo, fu affidata all’amministrazione congiunta del Comune,
della Provincia e della Cassa di
Risparmio; poi, nel 1967, esclusivamente a quella del Comune. Per
decenni non ha smesso di aggiornarsi e crescere – in tutti i sensi –
finché proprio l’eccesso di questa
crescita ha portato, come s’è detto,
alla costruzione della San Giorgio.
E la Forteguerriana?
Per un certo tempo è rimasta
bloccata nella sua mutilazione, a
cui aggiungeva una nota beffarda
l’ascensore installato – con quanta
offesa degli spazi architettonici e
dei valori estetici e ideali della scalinata cinquecentesca, basta guardare – installato, dicevo, quando
ormai, a parte pochi studiosi in
cerca di manoscritti ed edizioni
antiche o rare, non ci andava più
nessuno. Lentamente però, visto
che alle esigenze dei tradizionali
frequentatori sembrava rispondere
meglio la giovane San Giorgio, con
l’elasticità che la distingue la Forteguerriana ha cominciato ad andare incontro ad altre esigenze.
Per esempio, quelle degli alunni
delle scuole elementari e medie, i
quali sempre più spesso vi vengono
condotti a lezioni e visite guidate,
che una tantum li mettono a diretto
contatto, facendogliele “toccare con
mano”, con la storia della cultura e
della loro città. Così diverse associazioni culturali – prima fra tutte
informa
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la Brigata del Leoncino – si sono
accorte di come, senza i tavoli e gli
studenti che un tempo la gremivano, la sala Gatteschi offra uno spazio non solo nobilmente arioso e
suggestivo ma anche di “giusta
misura” per organizzarvi incontri,
conferenze, presentazioni, mostre e
perfino spettacoli…
In queste occasioni la “vecchia
signora dalle molte vite” si popola
di un pubblico numeroso che ogni
volta non può fare a meno di riflettere davanti alla dignitosa bellezza
della sua architettura e alla quasi
infinita possibilità d’incontri non
prevedibili offerta dagli antichi
volumi che ne tappezzano le pareti
e, dietro a esse, dai manoscritti
custoditi in stanze “segrete”. Perché
una biblioteca come questa è innanzitutto un avamposto nella lotta
contro il tempo divoratore delle esistenze e testimonianze umane:
avanzando sul terreno, esplorando
gli anfratti, insinuandosi fra le pieghe della parola scritta, ogni singolo
studioso si batte per riprendergli
parte almeno della sua preda e
restituirla alla luce della coscienza.
Ultimamente gli “amici” della
Forteguerriana si sono uniti in
un’associazione, che ha il programma di “studiare e proporre iniziative e progetti atti a favorire la conservazione e il potenziamento delle
raccolte della biblioteca, con particolare riguardo ai fondi antichi,
speciali e alla documentazione locale e a diffonderne la conoscenza nel
modo più ampio possibile”.
Senza preoccuparsi troppo, ci
auguriamo, di aggiornamenti e
innovazioni tecniche – perché solo
restando se stessa e conservando la
peculiarità dell’esperienza culturale che rappresenta, la biblioteca
Forteguerriana potrà avere un futuro diverso ma forse non meno significativo e importante del suo passato.
I
Pè come Pistoia
Un romanzo di Lia Tosi sfiora la vittoria nel Premio
letterario Viareggio-Repaci
C
ol romanzo Il signor Inane, edito da Mauro Pagliai nel 2010,
la scrittrice pistoiese Lia Tosi
ha partecipato al Premio Viareggio-Repaci 2011, raggiungendo il
traguardo della terzina finale. In questi ultimi anni è il secondo caso di
una vittoria sfiorata con onore: il
poeta Giacomo Trinci, anche lui pistoiese, con la raccolta di versi Telemachia, pubblicata da Marsilio nel
1999, arrivò allo stesso notevole risultato.
Prima di parlare del romanzo di
Lia Tosi, vogliamo ricordare di passaggio il Premio Viareggio vinto nel
1956 da Gianna Manzini, pistoiese
di nascita e di tenaci memorie, col
libro La Sparviera… E con questo vogliamo sottolineare come la nostra
città, nonostante certe realtà contraddittorie, sia molto spesso presente nella vita culturale italiana, limitandoci alla letteratura e tacendo
del teatro, del cinema, delle arti figurative, dell’architettura e del settore specialistico del restauro.
Pistoia è la protagonista della favola amara che ci racconta Lia Tosi.
Una città italica, per antica e monumentale bellezza, e per un presente
in cui si consumano, sotto gli ultimi
bagliori di un benessere televisivo,
ideali politici e sogni di rigenerata
purezza. Realtà identificabile e simbolo, Pè, la città di Lia Tosi, è la civitas degradata in cui i sentimenti e
gli impulsi vanno comunque verso
un vuoto finale che non è soltanto il
destino di tutto, ma anche evento risolutivo di un tutto che può non essere stato mai.
Nelle sue vie ombrose, nelle sue
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piazze, nelle comode tane di famiglia, si agita inerte un’umanità soddisfatta, dedita a piccoli e grandi traffici, ghiotta di ricchezze senza valore, di un sinistro lucore da teleschermo. E in mezzo a questa umanità, già perduta prima di essere, alcuni fantasmi instancabili credono
ancora di salvarsi, attaccandosi a un
ideale di rinuncia, che è in realtà un
non valore in più, un’impotenza di
vivere in più: Didaco Puccini, l’uomo angelicato, eliotiano “hollow
man”, uomo vuoto, figura senza forma, ombra senza colore, forza paralizzata, gesto senza moto, quasi il signor Inane del titolo; Giulio Marini,
un san Francesco già televisivo, che
va predicando, in cambio di scherno
e violenze fisiche, la rinuncia e la
condanna del guadagno.
Pè, città soprattutto di donne. Nell’immobile città, l’elemento femminile, attivissimo, pare conservare,
anche in negativo, la chiave di un inquieto bisogno di realtà, povera e riduttiva, ma pur sempre legata a un
appiglio di umana decenza.
Con un’eccezione: Maria Rossi,
l’insegnante del Liceo, incompresa e
condannata per convenzione a un
giudizio di follia, nella sua lucreziana lucidità. Nuova e millenaria Cassandra, testimone di una catastrofe
dalla quale abbiamo avuto inizio e
nella quale stiamo precipitando.
La stravagante presenza di tre visitanti russi, cittadini apparentemente casuali e momentanei della
città di Pè, è il segno nella viva carne di un’impossibilità di trasformazione che stinge e confonde ormai
Oriente e Occidente, Con un’occa-
9
sione in più per loro, una speranza
in più: non essere ancora non significa necessariamente non essere
mai.
Lia Tosi si muove in questa storia
straordinaria e fuori da ogni rotta
convenzionale con un’ironia che è
sempre giudizio e coscienza.
Anche quando l’esigenza visionaria di alcuni episodi sembrerebbe assumere connotazioni addirittura dantesche e lucreziane (in questi la scrittrice di razza si rivela in
pieno), basta una nota volutamente
stonata, una chiusa inattesa, e il lettore avverte subito che lo sgomento
resta, pur nella sua grandezza
dolente, piccolo piccolo, inchiodato
al bisogno negativo di una non esistenza.
Nella vasta palude delle offerte di
mercato, un libro che rende finalmente giustizia al lettore.
I
Letteratura
Loriano Gonfiantini
Roberto Frosini
e Pier Francesco Francioli
Credito cooperativo:
un modello sempre valido
I
Il Direttore intervista il Direttore
l direttore di VIBanca, Pier Francesco Francioli, trasformatosi per
l’occasione in intervistatore, ha
rivolto alcune domande a Roberto
Frosini, direttore della Federazione
Toscana BCC , sul presente e sul
futuro del credito cooperativo. “Ho
fatto volentieri questa intervista a
Frosini – ci confida il direttore
Francioli – perché la sua conoscenza del credito cooperativo lo annovera, a mio avviso, tra i ‘saggi’ del
nostro movimento: e in questo
momento, di saggi, ne abbiamo
particolare bisogno. Mi capita
molto spesso di adoperare una sua
frase che è la sintesi della filosofia
Roberto Frosini, pistoiese, classe
1959, si laurea in Economia e
Commercio presso l’Università
degli Studi di Firenze con una tesi
sui mercati finanziari internazionali.
Viene assunto nelle strutture della
Federazione Toscana Casse Rurali
ed Artigiane nel 1989. Dopo una
pluriennale esperienza in tutti gli
uffici dell’area assistenza tecnica,
nell’ottobre 2001 è nominato
vicedirettore. Dal luglio 2002 è il
direttore generale della
Federazione Toscana Banche di
Credito Cooperativo,
l’associazione di categoria della
cooperazione di credito regionale
che riunisce, all’ottobre 2011,
trenta BCC con oltre trecento
sportelli.
informa
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10
del credito cooperativo: «Chi vuole
andare veloce vada da solo, chi
vuole arrivare vada insieme agli
altri»”. Una filosofia da condividere, crediamo, e non solo in campo
creditizio. L’intervista è di notevole
interesse per tutti, addetti ai lavori e
non, poiché chiarisce alcuni obiettivi fondamentali per il movimento
del credito cooperativo che potranno tradursi in altrettanti vantaggi
per la clientela.
È sempre valido il modello di
banca di relazione?
Sì, è il modello che distingue
nel concreto le Banche di Credito
Cooperativo dalle altre banche. È
il segno caratteristico che ne ha
determinato l’affermazione in termini di acquisizione di quote di
mercato. In un mondo spersonalizzato c’è un grande bisogno di
relazione e le BCC assolvono a
questa funzione. Va comunque
aggiornato, per tener conto di tendenze sempre più evidenti che
coinvolgono in modo particolare
le modalità con le quali le giovani
generazioni si approcciano al
mondo dei “servizi” in generale e
a quelli bancari in particolare; in
altre parole c’è bisogno di un salto
di qualità tecnologico che consenta alle BCC di far convivere la
relazione basata sul contatto personale con le forme più evolute di
innovazione telematica. In sintesi,
immagino una BCC dove si fa più
Ottobre/Dicembre 2011
territorio e, in questo senso, la
fusione può essere uno strumento
utile. Spesso la fusione viene invece intesa come un obiettivo in sé e
questo altera il modo di essere di
una BCC, perché la costringe in
un’ottica meramente dimensionale. La dimensione deve infatti
sempre essere accompagnata al
radicamento territoriale, alla qualità del servizio, allo spirito di coesione con la propria base sociale,
altrimenti perde anch’essa di efficacia. Quindi sono in definitiva
favorevole a processi di fusione,
purché siano mirati, ossia ben
finalizzati a un obiettivo più alto
che non sia quello della sola
dimensione.
Cominciando a parlare di prospettive strategiche, cosa comporteranno, anche per il credito cooperativo, questi profondi cambiamenti legati alla crisi che stiamo
vivendo da alcuni anni e che non
accenna ancora a terminare?
Mi riesce difficile parlare di
“crisi” in senso tecnico. Io credo
invece che dal 2008 è iniziata una
grande trasformazione del sistema in cui siamo nati e cresciuti.
C’è in atto un trasferimento di ricchezza da Occidente a Oriente che
determina nei paesi che un tempo
venivano definiti “industrializzati” una serie di conseguenze sul
piano economico e sociale. Bisogna prendere coscienza che la
nostra società è soggetta a un
potenziale impoverimento, come
dicono i miei amici dell’ IRPET .
Questo avrà conseguenze su tutto
e quindi anche sul credito cooperativo. Ma occorre trarre da queste riflessioni gli elementi di stimolo per un rinnovato impegno e
per operare scelte che consentano
di mettere in sicurezza tutto il
Movimento.
Siamo arrivati quindi alle prospettive del credito cooperativo
11
nazionale e regionale. Quale sarà
il nostro futuro e quale ruolo può
giocare la Federazione Toscana?
Immaginare il futuro non è mai
semplice e indicare le prospettive
del credito cooperativo spetta presumibilmente agli esponenti politici della categoria. Per quanto mi
riguarda posso indicare quelle che
a me sembrano priorità ineludibili, con le quali in un modo o nell’altro bisogna fare i conti. Una
l’ho già citata in precedenza, ovvero la razionalizzazione dell’offerta
informatica. Un’altra riguarda la
mobilizzazione dell’attivo infruttifero, che assorbe patrimonio e
congela liquidità, e che nelle
nostre BCC ha un peso più rilevante che nel resto del sistema bancario. C’è poi da rivedere il modello
di business, ancor oggi centrato
sull’espansione della rete sportellare, che accentua anche l’antipatico fenomeno della concorrenza
interna. Ulteriore priorità è l’abbassamento del livello di concentrazione del rischio, sia per singolo prenditore che per settore di
attività economica, frutto malato
della crescita eccessiva che il
movimento nel suo complesso ha
avuto nei primi sette-otto anni del
trascorso decennio. Comunque, al
di là di tutto questo, appare sempre più urgente e sentita la necessità di aumentare il livello di “coesione” tra le varie componenti del
movimento: soprattutto nei
momenti difficili le persone si
accorgono di quanto sia importante “fare squadra”. Speriamo
che in tal senso il prossimo Congresso nazionale del credito cooperativo di dicembre porti buone
notizie, mettendo da parte gli inevitabili egoismi territoriali che
spesso condizionano il sano sviluppo delle banche di credito cooperativo.
I
Economia e finanza
consulenza sugli investimenti e
meno operatività di sportello, perché quest’ultima dovrà essere assicurata dalla tecnologia.
Con Basilea 3 la BCC sarà ancora differente?
Lo dovrà essere! La normativa
sempre più complessa ed invasiva non può deviarci rispetto ai
caratteri distintivi della nostra
identità. Basilea 3 richiederà più
patrimonio, più liquidità e
imporrà limiti più stringenti agli
investimenti aziendali, ma è una
disciplina la cui applicazione
comincerà il 1° gennaio 2013 per
andare a regime nel 2019 e quindi
ci sarà il tempo per adattare l’operatività delle BCC in modo tale
da non pregiudicare la tipicità del
nostro rapporto con la clientela.
C’è un problema di contenimento dei costi, ad esempio per quanto concerne i sistemi informativi?
Sì, il problema c’è e investe
diverse aree di intervento, dentro
le BCC e nel movimento. A tale
riguardo, la razionalizzazione dell’offerta informatica, che ancora
vede sul territorio nazionale la
presenza di quattro società informatiche e di diverse altre società
che erogano servizi di back office,
a mio giudizio è una delle priorità
da perseguire. Per questo valutiamo molto positivamente alcune
iniziative in cantiere, sulle quali
stiamo lavorando con gli amici
della Lombardia e della BCC di
Roma.
C’è il tema ricorrente delle
fusioni: cosa ne pensi?
Penso che non bisogna confondere gli obiettivi con gli strumenti.
La fusione tra BCC, a meno che
non sia necessitata da cause di
forza maggiore, è uno strumento
che deve servire per fare meglio il
proprio mestiere di banca locale
al servizio di una comunità. L’obiettivo è migliorare il servizio al
Luca Lubrani
La Signora della Musica
L
Maria Angela Arcangeli e il suo Festival:
un trampolino per giovani cantanti
a signora della musica ha iniziato in
punta di piedi, quasi per scherzo, e
oggi la sua manifestazione è seguita
con grande attenzione dai maggiori
addetti ai lavori italiani del mondo
dello spettacolo. Maria Angela ArcanMaria Angela
Arcangeli, ideatrice e
organizzatrice da
quattordici anni del
festival di voci nuove
“50 anni & dintorni”.
geli, che vive con la famiglia a Spazzavento, gestiva un negozio di abbigliamento alle Terme di Montecatini,
ma dentro di sé aveva le doti innate
di organizzatrice di eventi musicali.
Dopo alcune sfilate di moda-spettacolo, che ottenevano sempre molto
successo, decise di dare vita a un
festival per cantanti over 50 (anni).
Poi la manifestazione è stata allargata ai giovani e oggi è una delle più
considerate in Italia da parte di chi
cerca nuovi personaggi. Il nome è
rimasto quello iniziale “50 anni &
dintorni”.
Montecatini non sarà Sanremo,
ma può contare sul suo Festival…
Il mio festival, aggiungo, non
sarà Miss Italia, di cui si è parlato
tanto negli ultimi mesi, ma ogni
anno porta a Montecatini tante
famiglie e quindi molti turisti. Basti
pensare che vi partecipano circa
centosessanta cantanti suddivisi
nelle sette-nove serate. L’organizzazione parte dal settembre precedente con la partecipazione a congressi,
fiere e manifestazioni del settore,
tra cui quelle parallele al festival di
Sanremo, e naturalmente con le
selezioni. L’obiettivo è di farci conoscere, ma anche di valorizzare giovani cantanti, considerati i migliori
da giurie sempre molto qualificate.
Come nacque il festival?
Avevo un negozio allo stabilimento Torretta e organizzavo sfilate
informa
Ottobre/Dicembre 2011
12
Musica e spettacolo
Un gruppo di
partecipanti a una
passata edizione
del Festival.
L’ideatrice del
Festival con
Marco Liorni, noto
conduttore
radiotelevisivo.
di moda che avevano sempre molto
successo. L’allora direttore delle
Terme, Pierfrancesco Bernacchi,
m’invitò a fare qualche altra iniziativa. Insieme a una mia amica, mi
venne in mente un festival della
canzone riservato agli over 50. Si
partì per scherzo e l’edizione del
prossimo anno sarà la quindicesima. Il successo è stato crescente,
tanto che, dopo cinque anni, la partecipazione è stata allargata anche
ai giovani.
Ottobre/Dicembre 2011
Come vi venne l’idea di ampliare
le categorie dei partecipanti?
Furono Teddy Reno e Rita Pavone a incoraggiarmi. Erano a caccia
di promesse della canzone e si interessarono al nostro festival. Da loro
venne il consiglio di allargare ai giovani per avere un futuro di successo. In effetti, avevano ragione, altrimenti rischiavamo di diventare una
sorta di festival-karaoke.
Ora la manifestazione ha
raggiunto credibilità a livello
nazionale?
Siamo uno dei festival più conosciuti e apprezzati. Cerco di organizzare tutto al meglio, i cantanti
rimangono sempre molto soddisfatti, anche quelli che vengono eliminati, perché sono giudicati da giurie
di esperti di riconosciuto valore. Lo
conferma il fatto che diversi cantanti hanno iniziato da Montecatini
una brillante carriera nel mondo
della canzone con contratti discografici e apparizioni televisive. Sono
talmente soddisfatti di noi, che ogni
anno mi chiedono di poter partecipare come ospiti alla serata finale.
Novità per il futuro?
13
Maria Angela Arcangeli col cantante
Gino Latilla, recentemente scomparso,
che è stato uno dei sostenitori del
Festival e più volte presente come
ospite.
Il prossimo anno penso di creare
una categoria legata alla lirica,
naturalmente con giovani cantanti.
In più ho realizzato una sala di incisione a Spazzavento curata da mio
figlio Samuele Villani, che è stato a
imparare le più innovative tecniche
a Los Angeles. A questo aggiungo
anche l’organizzazione di una serie
di stage e seminari.
E il suo sogno?
È di poter conquistare una finestra per il festival sulla Rai. Finora
abbiamo trasmissioni su varie reti
private e su Sky. Ma il traguardo
resta la Rete Uno.
I
o
r
e
N
e
o
iall
Stefano Fiori
G
A Serravalle Alto la quinta edizione di
Serravalle Noir 2011: una serata di stelle
Giacomo Aloigi (a sinistra) e Michele
Giuttari.
l primo fine settimana di settembre
è diventato la scadenza tradizionale
per lo svolgimento della rassegna
Serravalle Noir, giunta nel 2011 alla
quinta edizione. Un appuntamento
diventato ormai imperdibile nella
nostra provincia per coloro che prediligono quel tipo di letteratura –
da alcuni definita addirittura un
sottogenere – etichettabile come
poliziesca, thriller o di suspense. La
nascita della rassegna serravallina
risale al giugno del 2007, quando
venne costituita una specie di jointventure culturale tra l’associazione
onlus Club Amici del Giallo-Giallo
Pistoia, rappresentata da Stefano
Fiori e Giuseppe Previti, e l’Ufficio
informa
14
Ottobre/Dicembre 2011
cultura del Comune di Serravalle
Pistoiese, nelle persone di Simona
Querci e Giacomo Ginanni. Un
sodalizio solido e determinato, che
ha consentito la crescita costante
della manifestazione nonostante le
difficoltà derivanti dalla difficile
situazione economica generale. Serravalle Noir 5 si è aperto nel pomeriggio di sabato 3 settembre con
una vera “chicca” per gli appassionati del giallo all’italiana: il vergatese Loriano Macchiavelli, considerato il decano tra gli scrittori di gialli
nostrani e autore insieme a Francesco Guccini di una fortunata serie
di romanzi scritti “a quattro mani”
ambientati sull’Appennino tra
Pistoia e Bologna in varie epoche,
ha ripercorso con l’ausilio di alcuni
filmati la saga del questurino più
famoso di Bologna, quel sergente
Sarti Antonio che anni addietro fu
l’acclamato protagonista di una fortunata serie di sceneggiati televisivi.
Teatro di questo apprezzato revival
in stile tortellino-thriller, illustrato
con dovizia di particolari dall’avvocato-scrittore di gialli fiorentino
Giacomo Aloigi, è stato lo storico e
bellissimo oratorio della Vergine
Assunta, situato nella parte alta di
Serravalle. Al termine della presentazione di Macchiavelli & C. è stato
premiato e intervistato il disegnatore di comics aretino Rossano
Rossi, autore del poster ufficiale di
Serravalle Noir 5, uno degli ultimi e
Ottobre/Dicembre 2011
Serravalle Noir
sicuramente più riusciti acquisti
della “scuderia” di illustratori che
contribuiscono a perpetuare nei
decenni la felice vita fumettistica
del celeberrimo Tex Willer, il ranger
più famoso dei comics italiani che
recentemente ha però perso il suo
secondo padre (ed editore) Sergio
Bonelli. Dopo questo gustoso prologo il pubblico si è trasferito all’interno della maestosa rocca nuova
di Castruccio per assistere alla serata di premiazione, condotta a turno
da Giacomo Aloigi, Cristina Bianchi, Stefano Fiori e Giuseppe Previti. Ma prima delle celebrazioni Serravalle Noir 2011 ha registrato una
memorabile anteprima con la recita
del monologo “Sol levante e Pioggia Battente” realizzato da Marco
Malvaldi e pubblicato solo un paio
di settimane prima nella collana
“inediti d’autore” dal “Corriere della
Sera”. In compagnia di due giovani
attrici, lo stesso Malvaldi ha interpretato il ruolo del protagonista,
definendo la breve pièce della durata di quaranta minuti “Il perfetto
manuale del viaggiatore immobile”.
Terminata la rappresentazione tra
gli applausi del folto pubblico presente alla serata, sono iniziate le
premiazioni con la consegna del
premio Lucia Prioreschi – una giovane e apprezzata giornalista
pistoiese scomparsa negli anni scorsi –, appannaggio della giornalista,
scrittrice e drammaturga milanese
Elisabetta Bucciarelli, a lungo intervistata da Cristina Bianchi con l’intento di far conoscere agli spettatori le qualità e lo spessore umano di
questa giovane donna ricca di talento, vincitrice lo scorso anno del prestigioso premio Scerbanenco a
Courmayeur. Il premio Furio Innocenti, riservato agli scrittori toscani,
è stato consegnato a Michele Giuttari, personaggio assai noto per i
suoi trascorsi da capo della squadra mobile di Firenze ai tempi del
Cristina Bianchi
ed Elisabetta
Bucciarelli.
Giuseppe Previti
e Marco Malvaldi.
Stefano Fiori.
famigerato “mostro” delle coppiette
e scrittore di successo in Italia e
all’estero di libri nei quali non è difficile cogliere la traccia e il ricordo
delle sue più significative esperienze
professionali; Giuttari oggi esercita
l’attività di avvocato e malgrado le
sue origini siciliane ha ormai fissato
stabilmente la propria residenza a
Firenze. Un altro momento assai
15
significativo è stato quello finale,
con la consegna del premio Serravalle Noir 2011 a Marco Malvaldi,
l’ex-ricercatore pisano definito spesso dal papà – docente universitario presso la facoltà di Medicina e
Chirurgia dell’Università di Pisa –
“Il Disoccupato”, che in pochi anni
ha bruciato le tappe coi suoi
romanzi pubblicati da Sellerio,
segnalandosi a livello nazionale
come il re indiscusso del giallo
umoristico. Odore di chiuso, il suo
ultimo romanzo, ha letteralmente
sbancato il botteghino, restando per
molte settimane tra i primi dieci
libri più venduti in Italia secondo
le classifiche di giornali autorevoli
come il “Corriere della Sera” e “La
Repubblica”. Dulcis in fundo, due
riconoscimenti speciali sono stati
consegnati a Loriano Macchiavelli
(memorial Roberto Santini) e a
Franco Bacci, il popolare “Bac”,
vignettista pistoiese ormai di lungo
corso che ha realizzato delle stupende e riuscite caricature dei premiati di Serravalle Noir 5. In definitiva si è trattato di una serata molto
apprezzata dal pubblico presente,
nel nome di un genere letterario
talora ingiustamente disprezzato
(ricordiamo che tra i “giallisti” figurano anche a pieno titolo Dickens,
Dürrenmatt, Asimov, Bradbury, Balzac, Chesterton, Wilde e via dicendo) e che nonostante tutto il “giallo”
resta di gran lunga il più venduto
nei rendiconti delle varie librerie
disseminate sul suolo nazionale. I
Serravalle Noir è una rassegna
dedicata alla letteratura poliziesca e
al fumetto nata nel 2007 che si
svolge durante il periodo estivo nella
rocca di Castruccio o rocca nuova
che domina il borgo medievale di
Serravalle Pistoiese. Dalla parte più
alta del paese, e in particolare dalla
sommità dell’imponente torre del
Barbarossa, si gode uno stupendo
panorama che spazia tra la
Valdinievole, la Lucchesia e la piana
di Firenze.
La prima edizione di Serravalle Noir
si è svolta il 30 giugno 2007 e i
premiati nelle varie sezioni sono stati
Francesco Guccini e Loriano
Macchiavelli, Gianni Biondillo,
Biagio Proietti, Claudia Salvatori,
Marco Vichi e Leonardo Gori, mentre
il premio per il fumetto è andato a
Giuseppe Di Bernardo, disegnatore
di Diabolik e autore della mostra
dedicata al personaggio “L’Insonne”.
La seconda edizione della rassegna
ha avuto luogo il 28 giugno del 2008:
i premi sono stati appannaggio di
Massimo Carlotto, Diana Lama,
Mario Spezi e Matteo Bortolotti. Per
il settore fumetto, in programma due
mostre dedicate a Dylan Dog e a
Zagor-in-Giallo, con premi per il
mitico Gallieno Ferri e Marcello
Mangiantini, disegnatori di Zagor e
Moreno Burattini. Nel cartellone
anche il convegno “Il Giallo & Noir
Mediterraneo”, oltre alla rassegna
fotografica “Serravalle in Noir” a
cura del Fotoclub Imago di Pisa.
Il 28 agosto 2009 si è svolta la terza
edizione, con lo spettacolo musicale
del gruppo lombardo dei
Sulutumana e la premiazione di
Andrea Vitali, Danila Comastri
Montanari e Marco Malvaldi. Per il
fumetto, premio speciale a Marco
Soldi, disegnatore di Julia. Sono stati
allestiti anche due convegni
riguardanti gli editori di noir e gialli
in Toscana e sui metodi investigativi
moderni a cura del magistrato
Jacqueline Monica Magi.
La quarta edizione di Serravalle Noir
ha avuto luogo il 5 settembre 2010,
con ospiti quali Luigi Bernardi,
Giuseppe Di Bernardo e Marco Soldi
per la sezione Fumetti; Barbara
Baraldi, Valerio Varesi, Stefania
Nardini, Francesco Recami e il
francese Serge Quadruppani per la
sezione relativa al Giallo e al Noir.
Le serate finali della rassegna,
presentate a turno da Luca Crovi
(edizioni 2007, insieme a Stefano
Fiori, e 2009), Marcello Cimino
(2008), Leonardo Gori e Giuseppe
Previti (2010), hanno sempre
registrato un notevole afflusso di
pubblico.
informa
16
LA SCHEDA
DI SERRAVALLE NOIR
Organizzazione
Club Amici del Giallo, Giallopistoia,
associazione onlus fondata nel 2004;
presidente Giuseppe Previti
(0573.21251), segretario, addetto
stampa e pr Stefano Fiori (347
3574781, [email protected]);
presidente onorario: Enrico Solito,
medico collaboratore di Emergency.
Blog: www.giallopistoia.blogspot.com
Comune di Serravalle Pistoiese,
Assessorato alla cultura
Assessore Simona Querci
([email protected])
Ottobre/Dicembre 2011
ALBO D’ORO
Premio Serravalle Noir (autore/i di
Gialli & Noir italiano/i ed estero/i)
2007
2008
2009
2010
2011
Francesco Guccini
e Loriano Macchiavelli
Massimo Carlotto
Andrea Vitali
Valerio Varesi
Marco Malvaldi
Premio Furio Innocenti (autore di Gialli
& Noir toscano)
2007
Marco Vichi
2008
Mario Spezi
2009
Marco Malvaldi
2010
Francesco Recami
2011
Michele Giuttari
Premio Lucia Prioreschi-“Il Tirreno”
(autrice di Gialli & Noir italiana)
2007
Claudia Salvatori
2008
Diana Lama
2009
Danila Comastri Montanari
2010
Barbara Baraldi
2011
Elisabetta Bucciarelli
Premio Serravalle Noir & Comics
2007
Giuseppe Di Bernardo
(Diabolik)
2008
Gallieno Ferri (Zagor)
2009
Marco Soldi (Julia)
2010
Luigi Bernardi
(Orient Express ecc.)
2011
Rossano Rossi (Tex)
Premi Speciali Serravalle Noir
2007
Gianni Biondillo
e Biagio Proietti
2008
Matteo Bortolotti
2009
Luca Crovi
2010
Serge Quadruppani (F)
2011
Franco Bacci “Bac”
Memorial
Roberto Santini-Serravalle Noir
2010
Stefania Nardini
2011
Loriano Macchiavelli
Pistoia Basket
Nuovo sponsor, nuovi talenti, nuove ambizioni
Fiorello Toppo.
Ottobre/Dicembre 2011
l quinto campionato consecutivo di
Lega Due potrebbe riservare successi e soddisfazioni per il Pistoia
Basket, da quest’anno sponsorizzato Giorgio Tesi Group. Non ci sono
più Marco e Maurizio Carrara, ultimi rappresentanti della “dinasty”
che molto ha fatto per la crescita e
la sopravvivenza del basket pistoiese, ma la società ha trovato ugualmente un’azienda che è scesa in
campo con entusiasmo, passione e
denaro per puntare a traguardi
17
ambiziosi. È ancora presto per
avere certezze sul futuro della squadra, ma sino a ora i riscontri sono
stati molto positivi. La squadra allestita dal direttore sportivo Giulio
Iozzelli e dal coach Paolo Moretti,
con la supervisione del presidente
Roberto Maltinti, del vicepresidente
Ivo Lucchesi e del general manager
Massimo Bulgarelli, sembra avere
tutti i crismi per recitare un ruolo di
primo piano nel campionato. I
playoff? È il traguardo che que-
Sport
Enzo Cabella
Il coach Paolo Moretti
e Bobby Jones.
Bobby Jones in
azione.
st’anno non viene messo in
discussione. Se gli anni passati
raggiungerli poteva essere già
un successo, certamente importante per una squadra allestita
col bilancino del farmacista e
quindi con l’obiettivo primario
di restare in categoria, quest’anno le ambizioni sono di gran
lunga maggiori e gli orizzonti
decisamente meno incerti. I
playoff, non da ultimi posti (come
è stato anche la scorsa stagione),
ma da posizioni d’avanguardia.
Nessuno pensa di lottare per la
promozione (e poi, detto in tutta
riservatezza, non si sa mai), ma
certamente di inserirsi nel ristretto
gruppo delle migliori.
Ma vediamo com’è composto
l’organico della Giorgio Tesi Group.
Partiamo dal capitano Fiorello
Toppo, ormai pistoiese di adozione.
All’età di trentun anni ha legato il
proprio futuro alla società biancorossa firmando un contratto triennale, cosa piuttosto insolita per la
piazza di Pistoia. Gli stranieri (tutti
colored) sono: Donte Mathis, trentaquattro anni, playmaker; Bobby
Jones, ventisette anni, ala; Dwight
Hardy, ventiquattro anni, guardia;
Guillame Yango, ventinove anni,
pivot; Hector Salazar, diciannove
anni, pivot. Ma la stella è Jack
Galanda, trentasei anni, pivot,
medaglia d’argento olimpica di
Atene 2004. Non pochi tecnici e
osservatori e molti tifosi si sono sorpresi che una delle icone del basket
italiano possa aver accettato di giocare a Pistoia. Lui è venuto nella
città di Cino portando classe, esperienza, saggezza, ma anche entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco e
di assaporare nuove emozioni.
“Siamo in un vivaio – disse il giorno
della presentazione presso la sede
della Giorgio Tesi Group –, noi dobbiamo considerarci come una piantina che cresce giorno dopo giorno.
Noi come squadra ci metteremo del
nostro perché possa crescere solida, il pubblico dovrà aiutarci quando arriverà il freddo, cioè nei
momenti difficili, in modo che la
pianta possa continuare a crescere”. Parole che hanno molti significati. Completano il roster biancorosso: Giacomo Gurini, ventisette
anni, guardia-ala; Francesco Evotti,
ventitre anni, guardia. E poi tanti
informa
18
Ottobre/Dicembre 2011
giovani, alcuni dei quali già in forza
lo scorso anno, che hanno una
grande occasione per crescere e
maturare: Lorenzo Saccaggi, Francesco Tuci, Giulio Chiti, Alessandro
Mati, Matteo Caroli, Alessandro
Sgherri, Tommaso Della
Rosa, Federico Grillini,
Francesco Della Torre e
Faye Moussa.
Fabrizio Tesi, a nome
dell’azienda (una delle
più importanti nel
panorama vivaistico
pistoiese) che dirige
con i fratelli, non ha
nascosto le proprie
ambizioni e ha voluto
Jack Galanda
sottolineare il profondo legame che
lega la Giorgio Tesi Group a Pistoia.
“Siamo all’esordio assoluto – ha
detto –, volevamo dare un contributo tangibile alla nostra città, ricambiando quanto essa ha dato al
nostro settore, il vivaismo, veicolo
trainante dell’economia pistoiese.
Credo che la squadra messa su sia
di buon livello. Spero che si faccia
onore, venendo incontro alle aspettative di tutti i pistoiesi”. L’entrata in
campo dell’azienda vivaistica di
stranieri. Mathis, che sarà il regista
della squadra, ha detto che “vuole
prendersi tante soddisfazioni”;
Jones, che nel suo curriculum vanta
ben cento presenze NBA, ha espresso la convinzione che la squadra ha
le potenzialità per raggiungere un
buon piazzamento nei playoff. Anzi,
l’ex-ala di Forlì ha esplicitamente
di vita: cambia la lingua, il cibo, gli
orari, le abitudini, gli amici. Moretti punta molto su questo indiscusso
talento. Hardy è giovane, ma le sue
referenze sono state accompagnate
da numeri strepitosi: nella Summer
League di New York ha segnato 57
punti con 11/14 da tre punti. Un
record. Se manterrà questo score
anche in Italia con la maglia biancorossa, ha tutto per candidarsi
come capocannoniere della Lega
Due. Dopo la felice sorpresa Varnado, che Iozzelli e Moretti abbiano trovato un altro grande talento? E coach Moretti? Personaggio
misurato, diplomatico, conoscitore
dell’ambiente pistoiese, non ha
Donte Mathis
Dwight Hardy
Anche questo è un presupposto
importante per l’affermazione e il
consolidarsi del basket di casa
nostra.
Il giorno della presentazione di
una squadra è un giorno caratterizzato dall’entusiasmo. I sorrisi, gli
auguri, le ambizioni, gli auspici
sgorgano a fiumi nelle dichiarazioni
degli addetti ai lavori. Non è stato
solo Galanda a dichiarare la propria fiducia nel team, ma hanno
sorpreso anche le affermazioni degli
Ottobre/Dicembre 2011
dichiarato: “Sono venuto per vincere. Punto a tornare nella massima
serie”. A Mathis, Jones e Galanda il
coach Moretti e i dirigenti hanno
assegnato anche il compito di guidare e ambientare Hardy, all’esordio nel basket italiano. La prima
volta che la giovane guardia gioca
un campionato professionistico
fuori dai confini degli States. Ha
bisogno di essere protetto e guidato,
perché il primo anno fuori casa è
duro, comporta una radicale svolta
19
nascosto che la squadra gli piace,
che andrà plasmata cammin facendo grazie ad un lavoro certosino.
“Vogliamo vederla spumeggiante
quando il campionato entrerà nella
fase più calda. Lavoreremo sodo e
con l’aiuto del nostro pubblico cercheremo di raggiungere un buon
piazzamento nei playoff”. La Giorgio Tesi Group, che sia la mina
vagante del campionato di Lega
Due? È quanto tutti i pistoiesi si
augurano.
I
Sport
Bottegone è stata accolta con molto
favore da tutti i tifosi di basket.
Anche dal sindaco Renzo Berti, che
da primo cittadino e da tifoso si è
augurato che la squadra sia seguita
con entusiasmo e correttezza, riuscendo a ottenere quei successi che
avevano proiettato Pistoia nel massimo campionato italiano, quando
alla guida della squadra c’erano le famiglie di Giuliano,
Tullio e Mario Carrara con
l’amico Piero Becciani al
fianco. Il pubblico pistoiese,
nella classifica delle presenze al palazzetto, la scorsa
stagione si è piazzato al
sesto posto in Lega Due.
Fabrizio Borghini
Il “bomber”
delle matite pistoiesi
Stefano Frosini: lo sport della satira,
la satira dello sport
no dei titolari dell’imbattibile formazione umoristica “Pistoia
Ridens” è Stefano Frosini. Se Vauro
gioca all’attacco sulla fascia sinistra
del campo, se Riccardo Mannelli si
posiziona in cabina di regia come
mezzala sinistra, a Frosini spetta di
diritto la maglia numero 9, quella
del centravanti di sfondamento.
Il suo unico obiettivo è quello di
fare gol, di dissacrare – con vignette, caricature e fumetti – la sacralità
degli idoli del calcio riportandoli a
una dimensione umana. Per far
questo, li viviseziona con la sua
matita riuscendo a metterne a nudo
tic e tratti somatici che si prestano
particolarmente alla deformazione.
Il bomber è nato a Pistoia
in via Ciliegiole nel quartiere di Porta Lucchese.
“Il mio quartiere era
una specie di cittadel-
informa
Ottobre/Dicembre 2011
20
la, quasi tutto ruotava intorno alla
storica fabbrica di treni e filobus.
Un mondo operaio e solidale che
oggi non esiste più. Anche mio
padre era un operaio elettricista
della San Giorgio mentre mia
madre era casalinga. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono
stati per me momenti importanti di
formazione, di educazione allo
sport, di incontro con il teatro e la
musica grazie ai colleghi di mio
padre che, smessi gli abiti da lavoro, allenavano una squadra di ginnastica artistica o dirigevano una
compagnia teatrale.
Ogni anno si svolgeva il premio
nazionale di teatro Vallecorsi che
per me rappresentava un’occasione per visitare il luogo di lavo-
Ottobre/Dicembre 2011
la ‘Gazzetta dello Sport’ mantenendo fino ad oggi il legame con quest’ultima testata. Il mio orientamento verso il disegno umoristico o satirico nell’ambito sportivo deriva forse dalla mia natura e ovviamente dalla passione per lo sport. Fino dai primi anni Ottanta ho capito che quando il ‘Satyricon’ di ‘Repubblica’
aveva un tema sportivo
la mia matita era
più adrenalinica”.
Dal 1989 al
1996 Frosini è illustratore e vignettista del “Tirreno” e dal
1993 al 1994 del “Corriere
della Sera”.
“Nel 1999 Oreste del
Buono per la sua rivista
‘Linus’ pensa a una Moratteide. Io coinvolgo nel progetto Andrea Loi, ex direttore di ‘Cuore’, come
soggettista; ne esce
una lunga serie a fumetti che toccherà
non solo il Lider
Maximo nerazzurro, ma tutti i grandi
presidenti del
calcio. Ci siamo divertiti.
21
Nel 2001 ho iniziato una collaborazione con ‘l’Unità’ che si è protratta
per sette anni. In pochi ricorderanno i giornali satirici ‘Zut’, ‘Il Clandestino’, ‘Extralarge’, ‘Boxer’: sono state pubblicazioni dalla vita breve con
le quali ho collaborato. Su ‘Zut’ disegnava, come mio compagno di pagina, Andrea Pazienza. Mi fa piacere ricordarlo e spesso mi domando
cosa avrebbe fatto oggi. Dal canto
mio penso che fare satira politica attualmente sia un’impresa ardua, in
pochi vi riescono, è un po’ come essere chiamati a fare la parodia di una
farsa...”
Stefano Frosini, con il collega e
concittadino Luca Boschi, ha presentato a Pistoia, nel gennaio di quest’anno, in occasione della VII Giornata della Salute Mentale, lo spettacolo Piedicomio replicato a febbraio
alla Libera Officina 1° Maggio nel
quartiere San Marco. La critica lo ha
definito divertente e intelligente. I
Satira
ro di mio padre, ma soprattutto per
avere un autografo da attori del
calibro di Romolo Valli o Annamaria Guarnieri.
Quando finii la scuola dell’obbligo all’Anna Frank era il periodo dei
primi trapianti di cuore da parte del
professor Chris Barnard che in quegli anni era diventato una star a livello mondiale. Scelsi il liceo scientifico con l’intenzione di seguire le
sue orme e diventare un cardiochirurgo ma fui velocemente dissuaso
da questo mio intento dall’algebra.
Allora ripiegai sull’istituto magistrale Atto Vannucci, era il 1968, dove ho
avuto l’amico Vauro come compagno di banco e, in seguito, ho frequentato a Firenze una scuola di cartellonistica e grafica pubblicitaria.
La mia formazione, per ciò che riguarda il disegno, è un percorso da
esigente autodidatta. Come molti disegnatori della mia generazione i
punti di riferimento sono state le
grandi matite del passato, due su tutti (pur nella loro diversità): Jacovitti e Schultz, entrambi fruibili con i
diari scolastici fin dalla più tenera
età. Poi Roberto Raviola, in arte Magnus, disegnatore di Alan Ford e, sotto l’aspetto didattico, Burne Hogharth, il disegnatore di Tarzan. Negli anni Settanta ho dipinto su vetro
e tessuti, ho lavorato come cartellonista e grafico pubblicitario, ho disegnato copertine di libri e dischi.
Nel 1984 ho cominciato a pubblicare nell’inserto di
‘Repubblica’
‘Satyricon’ per
passare poi al
‘Manifesto’, come
illustratore nelle
pagine del ‘Domenicale’.
Nel 1987 ho
iniziato a collaborare con ‘Paese
Sera’, con ‘Il Guerin Sportivo’ e con
su il sipario...
a cura di Luca Lubrani
TEATRO ALESSANDRO
MANZONI
PISTOIA
13-15 gennaio 2012
Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia
in Colazione da Tiffany di Truman
Capote, regia di Piero Maccarinelli
(prima nazionale)
20-22 gennaio 2012
Claudio Santamaria e Filippo Nigro
in Occidente solitario di Martin
McDonagh, regia di Juan Diego
Puerta Lopez (prima nazionale)
2 febbraio 2012
Ivan Castiglione, Francesco Di
Leva, Giuseppe Gaudino, Giuseppe
Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo,
con la partecipazione straordinaria
di Ernesto Mahieux, in Gomorra di
Roberto Saviano, adattamento di
Roberto Saviano e Mario Gelardi,
regia di Mario Gelardi
10-12 febbraio 2012
Giuliana De Sio in La lampadina
galleggiante di Woody Allen, regia
di Armando Pugliese (prima regionale)
17-19 febbraio 2012
Elio De Capitani, Ida Marinelli,
Gabriele Calindri, Marco Cacciola,
Giuseppe Amato, Marco Bonadei,
Angelo Di Genio, Loris Fabiani,
Andrea Macchi, Andrea Germani,
Alessandro Rugnone, Vincenzo
Zampa in The History Boys di Alan
Bennet, uno spettacolo di Elio De
Capitani e Federico Bruni
24-25 febbraio 2012
Silvia Ajelli e Antonella Attili in Una
cena armena di Paola Ponti, regia
di Danilo Nigrelli (Piccolo Teatro
Bolognini, prima regionale)
9-11 marzo 2012
informa
Ottobre/Dicembre 2011
Franca Valeri, Licia Maglietta,
Urbano Barberini, Gabriella Franchini in Non tutto è risolto di Franca Valeri, regia di Giuseppe Marini
16-18 marzo 2012
Mascia Musy in Trovarsi di Luigi
Pirandello, regia di Enzo Vetrano e
Stefano Randisi (prima regionale)
23-25 marzo 2012
Monica Guerritore è Oriana Fallaci
Roberto Saviano, adattamento di
Roberto Saviano e Mario Gelardi,
regia di Mario Gelardi
12 febbraio 2012
Enzo Vetrano e Stefano Randisi,
con Ester Cucinotti, Giovanni
Moschella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi,
Francesco Pennacchia in L’uomo, la
bestia e la virtù di Luigi Pirandello,
regia di Enzo Vetrano e Stefano
Randisi
21 febbraio 2012
Paola Gassman, Pietro Longhi in
Due dozzine di rose scarlatte di
Aldo De Benedetti, regia di Maurizio Panici
8 marzo 2012
Magda Siti in Italia come muoiono
le maestre di Elena Gianini Belotti,
regia di Stefano Vercelli
in Mi chiedete di parlare… di e per
la regia di Monica Guerritore
TEATRO COMUNALE
TEATRO YVES MONTAND
MONSUMMANO TERME
17 dicembre 2011
Amanda Sandrelli in Credo in un
solo Dio di Stefano Massini
8 Gennaio 2012
Caterina Vertova, Alice Torriani in
Mia figlia vuole portare il velo di
Sabina Negri, regia di Lorenzo
Loris
29 gennaio 2012
Ivan Castiglione, Francesco Di
Leva, Giuseppe Gaudino, Giuseppe
Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo,
con la partecipazione straordinaria
di Ernesto Mahieux, in Gomorra di
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LAMPORECCHIO
27 gennaio 2012
Pino Quartullo in Che ora è dal film
di Ettore Scola, regia di Pino Quartullo
25 febbraio 2012
Nicola Rignanese in Morire dal
ridere o Sui fantasmi del palcoscenico, omaggio a Ettore Petrolini,
regia di Gianfranco Pedullà e Nicola Rignanese
18 marzo 2012
Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani in
L’arte del dubbio, versione teatrale
di Stefano Massini dal libro di
Gianrico Carofiglio, regia di Sergio
Fantoni
TEATRO GIUSEPPE VERDI
MONTECATINI TERME
28 dicembre 2011
Massimo Ghini, Cesare Bocci e
Russell Russell in La cage aux folles – Il vizietto, adattato e diretto
da Massimo Romeo Piparo
31 dicembre
TV, Ruffini e Canzoni – Speciale
Capodanno, il nuovo show di Paolino Ruffini in edizione speciale
14 gennaio 2012
Luisa Corna in Pirates, tratto dal
romanzo di Emilio Salgari Jolanda, la figlia del corsaro nero, musical con band dal vivo, regia di Maurizio Colombi
20 gennaio 2012
Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo in Smetti di
piangere Penelope!, di Christine
Anglio, Juliette Arnaud, Corinne
Puget, commedia brillante per tre
attrici col pancione, adattata e
diretta da Massimo Romeo Piparo
25 gennaio 2012
Compagnia della Rancia presenta
Happy Days , opera originale di
Garry Marshall, musica e libretto di
Paul Williams, arrangiamenti di
John McDaniel, regia di Saverio
Marconi
3 febbraio 2012
Paolo Cevoli in La penultima cena,
monologo comico-gastronomico di
Paolo Cevoli, regia di Daniele Sala
Ottobre/Dicembre 2011
Nuovo look, stessa cordialità
Riapre l’Agenzia 1 di VIBANCA di via Marini
D
al 3 ottobre ha riaperto l’Agenzia 1 di VIBanca di via Marini,
completamente ristrutturata. L’agenzia vuole essere sinonimo di
modernità, funzionalità e cortesia; elementi che da sempre contraddistinguono VIBanca.
Nuovo è l’arredamento, con una nuova suddivisione degli
spazi, studiati per garantire maggior libertà al cliente e un’ottimizzazione del tempo per le operazioni: infatti è stato inserito un ulteriore
sportello per ridurre al minimo l’attesa da parte dei clienti.
L’investimento che abbiamo effettuato testimonia ancora una volta
la volontà di continuare a valorizzare le nostre risorse nel territorio;
lavoriamo per rendere le filiali sempre più accoglienti e funzionali alle
necessità della nostra affezionata clientela.
Doveroso ricordare chi ha lavorato con competenza, professionalità
e rapidità per rinnovare la nostra Agenzia in soli cinquanta giorni.
Il progetto architettonico e il coordinamento sono stati degli architetti Luciano Monfardini e Roberto Cerliani, con la collaborazione dell’interior designer Sandra Siligardi; la realizzazione del progetto è stata
curata dalla ditta Monfardini Arredamenti Srl che ha realizzato anche
gli arredi su misura; gli impianti tecnici sono stati realizzati con la progettazione degli ingegneri Roberto Monfardini e Giacomo Gatti.
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CONTRIBUTI E SPONSORIZZAZIONI 2011
Nel corso del 2011 sono stati deliberati contributi e sponsorizzazioni,
a sostegno di enti, associazioni e società sportive, per un importo complessivo
di oltre novantamila euro
PER LO SPORT
U.S. Pistoiese 1921
A.S.C.D. “Silvano Fedi”
Atletica Pistoia ENDAS
Circolo Arci Ramini
Polisportiva Bonelle
Polisportiva La Stanca
Sci Club Pistoia
Squadra di calcio M.S.P.
Progetto Volley - Quarrata
A.C. Capostrada
PER LA SCUOLA
Istituto “Leonardo da Vinci”
Direzione Didattica 2° Circolo
Quarrata
Comitato Genitori I.T.C. Pacini
Corsi Plantform - Distretto
Rurale Vivaistico - Pistoia
Istituto “Aldo Capitini”
Liceo Artistico “Policarpo
Petrocchi”
Liceo Classico “Forteguerri”
Liceo “Suore Mantellate”
PER IL SOCIALE
Comitato per il WWF di Pistoia
Ven. Arciconfraternita
Misericordia di Pistoia
AIL Ass. Italiana Lotta
Leucemie
Parrocchia di San Francesco
Croce Rossa Italiana
Sorelle Clarisse di Bethania
Calcit Sezione di Pistoia
Parrocchia di San Bartolomeo
Questura di Pistoia
A.S. Pistoia Basket 2000 Srl
A.I.S.L.A.
A.C. Quarrata Olimpia
Parrocchia di San Pantaleo
all’Ombrone
U.N.I.C.E.F.
C.A.I. Gruppo Podistico
A.S.D. Olmi
informa
Misericordia di Momigno
Ottobre/Dicembre 2011
24
Federazione Maestri del
Lavoro
Brigata del Leoncino
A.V.O. Associazione Volontari
Ospedalieri
Monastero della Visitazione
Ente Diocesano Casa
Famiglia Sant’Anna
P.S.B. Pistoia - Scuola Calcio
ASD
Associazione Amici
dell’Opera
Associazione
Internazionale
Produttori del Verde
Circolo Arci
Pontelungo
Associazione Maria
Madre Nostra
Lions Club Pistoia
La consegna della stampante
donata dal nostro Istituto
all’Associazione onlus di volontariato
e promozione sociale Auser di
Bottegone. La stampante è stata
consegnata dal vicedirettore generale
Cresci a Vinicio Luchetti, segretario
dell’Associazione, nei locali della
sede di ViBanca.
E.N.P.A. Sezione di
Pistoia
Ordine Provinciale
Architetti di Pistoia
Compagnia di Misericordia di
San Pietro in Vincio
Fondazione Conservatorio
San Giovanni
AUSER Sezione di Bottegone
Ottobre/Dicembre 2011
La sezione del Bottegone
si occupa da circa otto anni
di anziani e disabili e, in
collaborazione con il Comune
di Pistoia e la Circoscrizione 2
ha aperto un centro sociale
“I N C O N T R A R C I ” presso il
Circolo Arci.
Ad oggi conta oltre 220 iscritti
con 10 soci collaboratori
volontari. Le iniziative sono
molte e di vario tipo finalizzate
soprattutto a migliorare la
qualità di vita degli anziani
e a sconfiggere la solitudine
e l’emarginazione legate
a situazioni della terza
e quarta età.
25
sponsorizzazioni
Gruppo Ballo Storico L’Aura
PER IL “CENTENARIO”
e
PER LE ASSOCIAZIONI
contributi
L’ AUSER è un’associazione di
volontariato (ONLUS) a livello
nazionale.
in
aggio
9 ottobre 2011. A Torino, vista alla Venaria Reale e
al Museo Egizio.
4 settembre 2011, Venezia, Regata storica.
22 ottobre e 12 novembre 2011. Firenze, Galleria degli Uffizi.
1° ottobre 2011 all’Opificio delle Pietre Dure a Firenze.
informa
Ottobre/Dicembre 2011
26
San Pietroburgo
San Pietroburgo, con oltre quattro milioni e mezzo di abitanti, è la seconda città della Russia per dimensioni e
popolazione nonché il porto più importante del Paese. Fondata dallo zar Pietro il Grande sul delta della Neva,
dove il fiume sfocia nel Golfo di Finlandia, è stata a lungo capitale dell’Impero russo, sede della corte degli zar
ed è oggi uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa.
Il centro storico di San Pietroburgo, incluso dal 1990 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, racchiude molte monumenti, musei e architetture celebri in tutto il mondo.
Palazzo d’Inverno, può vantare
Il Museo dell’Ermitage, ospitato in un complesso monumentale costituito dall’ex-P
alcuni dei più preziosi dipinti al mondo. Altri monumenti celebri sono la Cattedrale di Sant’Isacco, la Colonna di
Alessandro, il Cimitero Tichvin nell’A
Alexander Nevskij Lavra (monastero), la Chiesa del Salvatore sul Sangue
Versato, l’A
Ammiragliato, la Cattedrale di San Nicola, la Piazza del Teatro, la Piazza Sennaja.
L’aspetto peculiare e maestoso di San Pietroburgo nasce dalla varietà dei dettagli architettonici, quali ampie strade come la celebre Prospettiva Nevskij e lunghi viali diritti, vasti spazi, giardini e parchi ornati di sculture monumentali. Il fiume Neva e i numerosi canali sono ben integrati con gli spazi cittadini: durante la costruzione della
città, infatti, le acque della Neva vennero instradate in una serie di canali che ancora si intrecciano nella parte
centrale della città, facendole meritare il nome di Venezia del Nord. Tutte queste vie d’acqua sono un tratto
inconfondibile nel volto di San Pietroburgo, con le spallette e i ponti che aggiungono dettagli ulteriori di fascino
all’atmosfera già unica di questa magica città.
La posizione di San Pietroburgo, vicina al circolo polare artico, fa sì che il crepuscolo duri per buona parte della
notte durante l’estate, soprattutto da metà maggio a metà luglio; questo fenomeno è conosciuto come notti
bianche e in questo periodo la vita culturale della città è ancora più fervente e attiva.
Il programma completo del viaggio sarà pubblicato nel prossimo numero di VInforma. Per informazioni
i n f o @ v i b a n c a . i t - w w w. v i b a n c a . i t - t e l . 0 5 7 3 9 1 3 9 1
Ottobre/Dicembre 2011
27
spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci
GITA SOCIALE
prevista per fine Aprile/inizio Maggio 2012
IL CINEMA DI SPIELBERG
il cinema
S
ulla scia del grande successo ottenuto lo scorso anno, VIBanca ha
deciso di riproporre l’iniziativa
“Il cinema in banca”, presentando
film di successo firmati da registi
di fama. Maurizio Tuci, esperto di
cinema e di musica, ha proposto
una rassegna di dodici film del regista Steven Spielbeg con l’accattivante titolo “Tra cinema pop e grandi temi sociali”. La serie dei film è
cominciata il 20 settembre. La
proiezione si è tenuta, come lo scorso anno, la sera alle 21 nell’auditorium di VIBanca a Pontelungo. L’ingresso era libero fino ad esaurimento dei novantanove posti disponibili. La presentazione e il commento dei film sono stati curati da
Maurizio Tuci e sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico.
Questi i film presentati: Duel
(1971) con Dennis Weaver ed Eddie
Firestone; Sugarland Express (1974)
con Goldie Hawn, Ben Johnson e Michael Sacks; Incontri ravvicinati del
terzo tipo (1977) con Richard Dreyfuss, François Truffaut e Teri Garr;
1941, Allarme a Hollywood (1979)
con John Belushi, Dan Aykroyd e
Treat Williams; Il colore viola (1985)
con Danny Glover, Whoopi Goldberg
e Oprah Winfrey; Hook – Capitan Uncino (1991) con Dustin Hoffman, Robin Williams e Julia Roberts; Amistad (1997) con Anthony Hopkins,
Matthew McConaughey, Djimon
Hounsou; Salvate il soldato Ryan
(1998) con Tom Hanks, Matt Damon
e Tom Sizemore; A.I. Intelligenza artificiale (2001) con Haley Joel
Osment, Jude Law e France O’Connor; Minority Report (2002) con Tom
Cruise, Colin Farrell e Samantha
Morton; Prova a prendermi (2002)
con Leonardo Di Caprio, Tom Hanks
e Christopher Walken; Munich
(2005) con Eric Bana, Daniel Craig
e Marie-Josée Croze.
I
informa
Ottobre/Dicembre 2011
in banca
IL CINEMA IN BANCA
continua a gennaio con
MARIO MONICELLI:
LA REALTÀ GRAFFIATA
Storie e personaggi tra eroismo e cialtroneria
Altri 12 film sempre con il commento di Maurizio Tuci
nell’Auditorium VIbanca a Pontelungo
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti (99)
inizio proiezioni ore 21.00
28
L’INGLESE PER TUTTI
31 gen. I SOLITI IGNOTI (1958) Vittorio Gassman, Claudia Cardinale,
Marcello Mastroianni, Totò
Nel mese di gennaio
2012 la British School
di Pistoia organizza
presso l’Auditorium
VIBanca di Pontelungo
tre Incontri di Survival
English per
vacanzieri… che non
parlano Inglese.
Gli incontri sono
programmati per i
giorni 16, 23 e 30
gennaio dalle ore 21
alle ore 23.
Gli incontri-lezione,
che sono GRATUITI e
riservati
esclusivamente ai Soci
di VIBanca, sono basati
sul Metodo
assolutamente
innovativo della British
School di Pistoia
denominato “An
English Island” che
metterà TUTTI (ma
proprio TUTTI) in grado
di comunicare!
7 feb. LA GRANDE GUERRA (1959) Alberto Sordi, Vittorio Gassman,
Silvana Mangano
14 feb. I COMPAGNI (1963) Marcello Mastroianni, Bernard Blier, Annie Girardot
21 feb. L’ARMATA BRANCALEONE (1966) Vittorio Gassman, Catherine Spaak
28 feb. LA RAGAZZA CON LA PISTOLA (1968) Monica Vitti, Carlo Giuffrè
6 mar. BRANCALEONE ALLE CROCIATE (1970) Vittorio Gassman,
Adolfo Celi, Stefania Sandrelli
13 mar. AMICI MIEI (1975) Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret
20 mar. SIGNORI E SIGNORE BUONANOTTE (1976) Vittorio Gassman,
Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio
27 mar. IL MARCHESE DEL GRILLO (1981) Alberto Sordi, Caroline Berg,
Andrea Bevilacqua
3 apr. SPERIAMO CHE SIA FEMMINA (1986) Liv Ullmann, Catherine Deneuve,
Philippe Noiret
10 apr. CARI FOTTUTISSIMI AMICI (1994) Paolo Villaggio, Massimo Ceccherini
Ottobre/Dicembre 2011
Per informazioni e
prenotazioni contattare
l’Ufficio Soci di
VIBanca
Stella Passini,
[email protected]
tel. 0573.913951, dalle
ore 8.30 alle 13.30.
29
spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci
24 gen. GUARDIE E LADRI (1951) Totò, Aldo Fabrizi, Pina Piovani
La strenna 2011
HOSPITALES IN CAPITE PONTIS: questo il titolo della nuova
opera edita a cura di VIBanca, Banca di Credito Cooperativo di
San Pietro in Vincio, quale strenna per soci e clienti in occasione
del Santo Natale 2011.
Dal titolo ben si comprende di cosa tratta l’opera: gli Hospitales
presenti a Pistoia sin dal Medioevo che successivamente, riuniti in
un’unica struttura, hanno dato vita al complesso ospedaliero degli
Spedali Riuniti di Pistoia, detto anche Ospedale del Ceppo. Il
lavoro svolto dall’autore del volume, l’architetto Gianluca Iori, ha
compreso non solo le ricerche di archivio per ricostruire una
pagina importante della storia di Pistoia, ma anche il recupero
delle testimonianze architettoniche che rimandano al nostro
passato e spiegano l’evoluzione urbanistica in un’area della città
bonificata a partire dall’età romana e resa disponibile per
l’ampliamento del tessuto urbano ai margini dell’importante
arteria viaria che collegava Lucca con Roma passando per Pistoia e
Firenze. Un’opera che tratta di un’istituzione che, da sempre, è
impegnata ad aiutare, soccorrere, assistere e curare chi si trova nel
bisogno, in ogni forma e con ogni mezzo possibile, sia materiale che morale, sia tecnico che di volontariato e,
quando necessario e possibile, in totale gratuità.
Un’istituzione, quella ospedaliera, che avvalendosi anche delle risorse sociali ed economiche del territorio
collabora e interagisce con altre realtà per costruire insieme una rete di solidarietà che contribuisce ad alleviare i
bisogni di chi soffre, dei malati, dei più deboli. Con questa pubblicazione VIBanca prosegue il suo percorso
editoriale volto a valorizzare e dare conoscenza a monumenti, personaggi, manifestazioni e tradizioni del
proprio territorio di riferimento, la bella città di Pistoia, magari (e spesso) poco conosciuti e poco valorizzati, se
non addirittura dimenticati. Il volume, curato da Gianluca Iori e corredato dalle fotografie di Fabrizio Antonelli,
è pubblicato con le Edizioni Settegiorni.
Gentile Socio
Ti aspettiamo dal 12 Dicembre presso le nostre Filiali per ritirare il libro strenna 2011
Hospitales in Capite Pontis.
L’Ospedale del Ceppo, il suo sviluppo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Parte del costo risparmiato per la spedizione dei libri è stato utilizzato per una donazione a
favore di UNICEF.
Ogni anno i vaccini contro polio, morbillo, tetano salvano la vita a due milioni e mezzo di
bambini.
Per proteggere un bambino dalla polio bastano 3 dosi di vaccino. La mancanza di acqua
potabile si traduce in parassiti, malattie intestinali e dissenteria e le vittime della malaria
sono soprattutto i bambini sotto i cinque anni.
Con la nostra donazione abbiamo acquistato 35.000 pillole contro la malaria e 10.000 dosi di
vaccini.
Un numero infinito di sorrisi ti ringraziano
Il Presidente
Avv. Patrizio Rosi
Inizio del 2012
Settimana bianca località e prezzi ancora da definire.
18 febbraio 2012
Tenendo presente il notevole successo e le numerose adesioni
dell’anno precedente, proseguiremo con l’iniziativa “Sabato
pomeriggio ai Musei – Destinazione Firenze”, iniziando con le
Cappelle Medicee e la Basilica di San Lorenzo.
24-25 marzo 2012
Gita a Conegliano, visita guidata alla mostra su Bernardo
Bellotto. Durante il percorso, sosta e visita guidata a Villa Maser,
uno dei capolavori di Andrea Palladio, nota in tutto il mondo
per il ciclo di affreschi del Veronese. Altra sosta a Valdobbiadene
per una visita alla prestigiosa cantina di Canevel con
degustazione di vini del territorio locale.
21 aprile 2012
Visita alle Ville Lucchesi
9 giugno 2012
Visita guidata alla cava di marmo Galleria Ravaccione nel cuore
dei bacini marmiferi di Carrara, tra Ravaccione, luogo prediletto
per la qualità del marmo da Michelangelo, e Fantiscritti, dove
l’escavazione risale all’epoca romana. È prevista inoltre una
degustazione di lardo di Colonnata in una larderia.
Verranno inoltre replicati il corso di fotografia
e il corso di cucina.
Miglioriamo il nostro inglese
Oltre ai tre Incontri di Survival English segnalati a pagina 29
potremmo organizzare, per i soci interessati che faranno
esplicita richiesta, corsi di lingua inglese su tre livelli, ciascuno
composto da due moduli (25 + 25 ore). Ogni modulo è
autonomo e permette di crescere nelle competenze/conoscenze/
abilità della lingua inglese. Si evidenzia che non è assolutamente
vincolante il dover passare al modulo successivo.
I dettagli sulle iniziative sopra elencate li troverete nel 2012 sul
nostro sito Internet www.vibanca.it.
Per informazioni e prenotazioni contattare l’Ufficio Soci di
ViBanca (Stella Passini, [email protected]), tel.
0573.913951, dalle ore 8.30 alle 13.30
Ottobre/Dicembre 2011
31
spazio soci • spazio soci • spazio soci • spazio soci
Iniziative per i Soci
Primo semestre 2012
Anche quest’anno è giunto il momento degli auguri a Soci e
Clienti, una consuetudine che per VInforma è anche l’occasione per ribadire la propria vocazione di magazine che testimonia la filosofia generale di ViBanca, soprattutto la vicinanza al
territorio, l’attenzione alle dinamiche economico-finanziarie, ma
anche la curiosità per quanto di nuovo e significativo propongano
arte, cultura, spettacolo, costume. Oltre a descrivere iniziative e
servizi di ViBanca, VInforma rivisita la storia di Pistoia, della
sua terra e della sua gente, ne segnala problemi e prospettive, ne
illustra le testimonianze artistiche, architettoniche e culturali,
ricorda i personaggi del passato, interroga quelli di oggi, presenta quelli di domani.
Durante il 2011, oltre a dedicare ampio spazio al Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, abbiamo ammirato coi nostri
lettori il monastero della Visitazione, gli affreschi restaurati di
San Francesco e il percorso museale del Ceppo, la pieve di
San Michele in Groppoli, il castello e la pieve di Vinacciano,
il Giardino Puccini, la Fattoria di Celle. Abbiamo ricordato,
fra i pistoiesi illustri, Giovanni Michelucci nel suo centenario,
abbiamo contemplato l’opera di artisti contemporanei che tengono alto
il nome della nostra città in un campo in cui vanta una prestigiosa tradizione, abbiamo parlato di scienza, tecnologia, medicina, ambiente, musica, sport, spettacolo, satira, senza dimenticare design, moda, lyfestile,
gastronomia, per dare un contributo di conoscenza e di orientamento, per
aggiornare, intrattenere e, al momento opportuno, divertire i nostri lettori.
Speriamo di esserci riusciti: e di riuscirci ancora in futuro.
AUGURI DI BUON NATALE
E FELICE ANNO NUOVO
A TUTTI I SOCI
E ALLE LORO FAMIGLIE
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VINforma - 2011 n°4