Anno 42 N.7, luglio 2011
Mensile degli Svizzeri in Italia con comunicazioni ufficiali delle Autorità svizzere e informazioni del Segretariato degli Svizzeri all’estero Internet: http://www.gazzettasvizzera.it
Per la Svizzera “Le liste nere italiane non sono accettabili”
La presidente Calmy-Rey
ha incontrato Berlusconi
Svizzera - Italia
Segnali di
distensione
La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha incontrato il premier
italiano e ha partecipato ai festeggiamenti per il 150mo dell’Unità d’Italia.
«La presenza della Svizzera sulle liste nere
italiane non è accettabile»: lo ha affermato
la presidente della Confederazione Micheline
Calmy-Rey durante l’incontro avuto a Roma
con il presidente del Consiglio italiano Silvio
Berlusconi. La consigliera federale ha comunque constatato «una volontà politica reciproca di avviare la discussione per trovare una
soluzione costruttiva sulle questioni fiscali».
Durante l’incontro, la presidente della Confederazione ha sottolineato l’importanza delle
relazioni economiche tra i due paesi, ma ha
anche espresso la sua incomprensione per
il fatto che nonostante «le intense e buone
relazioni» le controversie fiscali continuino ad
aumentare. Calmy-Rey ha in particolare sottolineato l’importanza di avviare un dialogo
costruttivo entro breve termine. «La presenza
della Svizzera sulle liste nere italiane non è
accettabile e pregiudica gli scambi economici
e gli investimenti reciproci tra i nostri due Paesi», ha affermato la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In
una conferenza stampa, Calmy-Rey ha detto
che le discussioni dovrebbero prendere il via
quanto prima e avvenire attraverso la strada
bilaterale diretta. Anche l’interlocutore italiano, in una nota, parla di «volontà comune di
risolvere i problemi sul tappeto attraverso
contatti diretti». Oltre che di fiscalità, durante
i colloqui si è parlato di energia e della partecipazione della Svizzera all’esposizione universale a Milano nel 2015. Per quanto riguarda
l’attualità internazionale, si è discusso della
situazione nel mondo arabo- musulmano, e
della Libia in particolare, come pure delle conseguenze dei recenti avvenimenti sulla migrazione. Micheline Calmy-Rey ha partecipato alle cerimonie ufficiali organizzate in occasione
del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.
●pagina 4
La tessera sanitaria valida all’estero
●pagina 10
Le stamperie ticinesi
e il risorgimento
●pagina 6
Svizzeri “troppo poco pazzi” per Sciascia
●pagina 18
La figura e l’opera
di Arturo Job
●pagina 24
Mutamenti nella rete
diplomatica svizzera
●pagina 26
Dall’Organizzazione
degli Svizzeri all’estero
Mentre il ministro delle finanze italiano
Giulio Tremonti non perde occasione
per attaccare la Svizzera, da Roma
stanno finalmente giungendo segnali
di distensione. La visita della consigliera federale Doris Leuthard (vedi
Gazzetta, maggio 2011) e quella della
presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey (vedi qui di fianco)
sembrano aver smosso le acque, che
finora il governo italiano voleva tener
calme, per non avviare con la Svizzera la discussione per un trattato sulla
doppia imposizione, come altri paesi
stanno facendo.
Ma i rapporti con l’Italia sono più complessi e vanno da un’interpretazione
per lo meno singolare di accordi internazionali, alle famose “liste nere”
nelle quali la Svizzera è ancora inclusa. Il ministro Tremonti sta usando la
Svizzera anche per far pressione su
Germania, Inghilterra e Francia che
stanno per concludere accordi di
doppia imposizione con la Svizzera. È
quindi poco probabile che la posizione
italiana si modifichi sensibilmente nei
prossimi tempi.
Vi è però un fatto nuovo e per certi
versi inaspettato: la Camera dei deputati ha approvato, senza opposizione,
una mozione che chiede al governo di
avviare trattative sulla doppia imposizione e di togliere la Svizzera dalle
“liste nere” italiane, (Vedi pagina 3).
La mozione è stata voluta soprattutto
dai deputati dei comuni del Nord, a
confine con la Svizzera, che ricevono
cospicue somme dal fisco ticinese per
le imposte pagate alla fonte dai frontalieri (e sono ormai quasi 50’000 solo in
Ticino). Ora – proprio per sbloccare la
segue a pagina 2
2
N. 7, luglio 2011
Soppressa una misura ingiustificata secondo gli accordi internazionali
Imprese svizzere possono partecipare
agli appalti pubblici in Italia
Il Ministro Tremonti ha firmato il 5 aprile 2011
il decreto ministeriale che rimuove la Svizzera
dalla lista dei Paesi sottostanti all’art. 37 della
legge 122 del 30.07.2010.
L’articolo prevedeva che in base alle “liste
nere” del 04.05.1999 e del 21.11.2001 le
aziende svizzere, in caso di partecipazione
a degli appalti pubblici, avrebbero dovuto richiedere preventivamente un’autorizzazione
presso il Ministero delle Finanze.
Visti gli accordi OMC di Marrakech (1994)
sulle procedure standard degli appalti internazionali e l’accordo sottoscritto dalla Svizzera con l’UE nel 1999 sulla trasparenza negli
appalti, l’applicazione della misura prevista
nell’art.37 nei confronti delle Svizzera non
era giustificata.
Il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 112 il 16.05.2011 ed è
entrato in vigore il giorno successivo la sua
pubblicazione.
Ecco il testo:
Il Ministro dell’economia e delle finanze
Visto l’articolo 37, comma 1, del decreto
legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
L’abituale “Rubrica Legale”,
in risposta alle lettere dei
lettori, non è giunta in redazione prima della chiusura.
Ce ne scusiamo e rinviamo
al prossimo numero.
con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 che prevede l’adozione di un
decreto ministeriale per la definizione delle
modalità di rilascio dell’autorizzazione agli
operatori economici aventi sede, residenza
o domicilio in Paesi elencati nel decreto del
Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e nel
decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze 21 novembre 2001, al fine di essere ammessi a partecipare alle procedure di
aggiudicazione dei contratti pubblici relativi
a lavori, servizi e forniture di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni; Visti il decreto del
Ministro delle Finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e
il decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del 23 novembre 2001; Visti l’Accordo relativo agli appalti pubblici concluso a Marrakech
il 15 aprile 1994 e l’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera su
alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici firmato il 21 giugno 1999; Visto l’articolo 216,
Svizzera - Italia
Segnali di
distensione
segue da pagina 1
situazione – il Ticino fa pressioni a Berna
chiedendo di sospendere questi versa-
Rubrica
legale
paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento
dell’Unione europea;
Decreta:
Art. 1
1. L’obbligo di cui all’articolo 37, comma 1,
del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
è escluso per la Confederazione Svizzera per
le procedure di aggiudicazione dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
alle quali si applicano l’Accordo relativo agli
appalti pubblici concluso a Marrakech il 15
aprile 1994 e l’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera su alcuni
aspetti relativi agli appalti pubblici firmato il
21 giugno 1999.
Art. 2
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 5 aprile 2011.
Il Ministro: Tremonti
menti. Sono questi timori che possono dare una mano a risolvere la situazione. Ma
qui nasce un ulteriore problema: il Ticino
non vuol più riversare ai comuni italiani il
38,8% delle imposte prelevate, mentre i
cantoni che confinano con l’Austria, per
esempio, riversano solo il 12, 5%. Qui
la resistenza viene dai comuni italiani di
frontiera, e solo un accordo internazionale può chiarire la situazione.
Ignazio Bonoli
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all’Associazione. L’Associazione Gazzetta Svizzera fa parte del Collegamento Svizzero in Italia (www.collegamentosvizzero.it).
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3
N. 7, luglio 2011
Per un accordo sulla doppia imposizione e per l’esclusione dalle “liste nere”
La Camera italiana dei deputati chiede
a Tremonti di trattare con la Svizzera
La Camera italiana dei deputati ha votato,
senza opposizioni, una mozione che chiede
al governo di avviare trattative con la Svizzera per un trattato sulla doppia imposizione e
di togliere la Svizzera dalla “black list”, ormai
solo italiana, dei paesi non collaborativi sul
piano fiscale. Si tratta in sostanza di un pesante richiamo al ministro delle finanze Giulio
Tremonti, che invece non perde occasione
per attaccare la Svizzera, i suoi governanti
e le sue banche.
L’ultima occasione, sfruttata da Tremonti, è
quella che gli è stata offerta dalla riunione
dei ministri delle finanze dell’Unione Europea
a Bruxelles. In questa sede Tremonti ha affermato testualmente che la direttiva UE sulla
tassazione dei redditi da risparmio è stata
“scritta dalla Svizzera”. E ha perfino aggiunto “Non è stata la Svizzera ad entrare in Europa, ma l’Europa ad entrare in Svizzera”.
Il difetto principale di questa direttiva è quello
– secondo Tremonti – di non prevedere sanzioni. Per cui operatori di paesi che hanno
firmato la direttiva accettano la sistematica
violazione delle norme. Il rimprovero è ovviamente rivolto a tutti i paesi firmatari, ma se
lo si mette in relazione con le altre affermazioni di Tremonti in questo contesto, si vede
chiaramente che l’obiettivo principale degli
attacchi è ancora la Svizzera. Per esempio
ha aggiunto apertamente di dover ancora
aspettare il rapporto della Commissione UE
sugli Stati che hanno violato la direttiva e di
attendersi che questo rapporto tratti il tema
in modo serio e non in modo “svizzero”.
Per rincarare la dose di critiche alla Svizzera
e spiegare come gli svizzeri stiano sistematicamente violando la direttiva, ha aggiunto
che, per esempio, ci sono più società di
Cayman a Lugano, di residenti a Lugano.
Ma lo stesso Tremonti sa perché ci sono
così tante società “off shore” e non solo in
Svizzera. Anche lui era infatti, prima di essere nominato ministro, uno degli esperti che
consigliava ai suoi compatrioti italiani come
“ottimizzare” fiscalmente i propri risparmi.
Ovviamente ha citato anche il fatto che è
la banca in cui si depositano i risparmi che
mette il capitale in una struttura societaria,
per cui può dire di non conoscere l’effettivo
beneficiario, perché è una società. Questa
sarebbe quindi la sistematica violazione della direttiva europea sulla tassazione dei redditi da risparmio, complice la banca che cura
il “box”, il “trust” o “strumenti assicurativi”.
In sostanza Tremonti ha ragione nell’affermare che la direttiva è carente su questo
punto, in quanto si applica alle sole persone
fisiche. Dalle affermazioni di Tremonti si può
quindi dedurre che questo avvenga solo in
Svizzera, in particolare a Lugano. Ora si sa
che la direttiva, all’elaborazione della quale
ha partecipato anche Tremonti, è debole su
questo punto e non può evidentemente applicare sanzioni per un delitto che la direttiva
stessa non contempla. Essa è anche frutto
del compromesso, che la Svizzera da sola
non sarebbe stata in grado di ottenere, ma
che ha tenuto conto delle richieste inglesi, in
particolare della “City” di Londra, che voleva
salvaguardare il proprio sistema di “trust”.
Il sostegno determinante alla mozione è
venuto dai deputati leghisti del Nord, che
hanno prontamente reagito alla minaccia
del canton Ticino di bloccare il riversamento
di quasi il 40% delle imposte dei frontalieri
ai comuni italiani di frontiera (Lombardia e
Piemonte).
Per ottenere questo risultato, il Ticino – ma
soprattutto le principali organizzazioni economiche – hanno dovuto usare i toni alti, volti
a rinforzare la richiesta della presidente della
Confederazione Svizzrera a Roma.
Del resto la sfuriata di Tremonti a Bruxelles
aveva anche lo scopo di ostacolare analoghe
trattative avviate da Berna con la Germania
e la Gran Bretagna, che stanno avanzando
con successo e sono vicine a conclusioni
positive. Il tema in discussione è il noto “Rubik”, cioè un sistema di prelievo alla fonte
dei redditi dei capitali a risparmio, con riversamento del gettito al paese di provenienza
del capitale.
Durante la sessione estiva della Camere federali
Approvata una decina di accordi
internazionali di doppia imposizione
Le Camere federali hanno concluso una ricca
sessione estiva con le votazioni finali su alcuni
temi importanti. Tra questi figurano certamente
una serie di decisioni a favore dell’istruzione.
Così hanno inserito nella legge sui Politecnici federali il credito quadro per la promozione della
formazione e della ricerca nel 2012. In questo
stesso credito hanno ancorato la legge sulla
promozione degli istituti universitari, sempre
per il 2012. I due rami del Parlamento hanno
poi approvato la legge sui contributi federali
per progetti congiunti tra Confederazione e
cantoni per la guida dello spazio formativo in
Svizzera.
Senza opposizione le Camere hanno appro-
vato le innovazioni tecniche, non contestate,
contenute nella 11esima revisione della Legge
sulla vecchiaia e superstiti, precedentemente
respinta.
Per quanto può interessare anche gli Svizzeri
all’estero notiamo che le Camere federali hanno
deciso di accettare, nella Legge sui documenti di identità per i cittadini svizzeri, il principio
secondo cui in futuro possano ancora essere
emesse carte d’identità senza dati biometrici.
Nell’ambito dei diritti politici degli Svizzeri all’estero è stata inoltre decisa una semplificazione
per la richiesta del rinnovo del diritto di voto.
Tra le iniziative popolari, il Parlamento raccomanda di respingere quella che chiede di porre
fine alla costruzione senza limiti di residenze
secondarie nonché quella su 6 settimane di
vacanze per tutti.
Infine, nell’ambito dei rapporti internazionali,
è stato accettato il decreto federale sul protocollo No. 3 concernente l’accordo quadro
europeo sulla collaborazione transfrontaliera
fra autorità locali, riguardo alla collaborazione
euro-regionale. Il Parlamento ha poi accettato
gli accordi sulla doppia imposizione con l’India,
la Germania, il Kasakstan, il Canada, l’Uruguay,
la Grecia, l’Olanda, la Turchia, il Giappone, la
Polonia, nei quali la Svizzera si impegna a
estendere l’assistenza amministrativa in casi
di sottrazione fiscale grave.
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N. 7, luglio 2011
Sostituisce il vecchio modello cartaceo E111
AVS/AI
Assicurazioni
sociali
di Robert
Engeler
La tessera sanitaria italiana
ha validità anche all’estero
Renè Ringger, membro del comitato del Collegamento Svizzero in Italia ci ha fatto pervenire
il seguente interessante testo redatto, su sua
richiesta di informazioni, dalla dott.ssa Antonella Caroli:
La Tessera Sanitaria è stata distribuita dall’estate 2005 e non sostituisce il libretto sanitario, nel quale sono indicati altri dati importanti
come l’eventuale esenzione dalla compartecipazione alla spesa farmaceutica o diagnostica, oltre all’indicazione del proprio medico di
fiducia.
Il cittadino, quindi, quando si reca dal medico
di famiglia per la prescrizione medica (ricetta),
deve munirsi sia della Tessera Sanitaria sia del
libretto sanitario.
Come ottenerla: Se non fosse stata ancora
recapitata a casa ci si può rivolgere al Distretto
di competenza o a qualsiasi ufficio dell’Agenzia
delle entrate, dopo essersi regolarmente registrati presso l’ASL. In caso di smarrimento o
deterioramento della Tessera Sanitaria, è possibile richiedere un duplicato presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, presso
la propria ASL o via internet all’indirizzo www.
agenziaentrate.gov.it.
Qualora i dati anagrafici riportati sulla tessera
fossero errati, il cittadino può rivolgersi ad un
qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per
chiedere la correzione.
N.B. La Tessera Sanitaria non sostituisce il modello E 112 (autorizzazioni ai ricoveri all’estero
per interventi e/o prestazioni di alta specializzazione non ottenibili tempestivamente e/o
adeguatamente presso le strutture del Servizio
Sanitario Nazionale).
Vale anche all’estero? Sì, il retro della Tessera Sanitaria ha validità di Tessera Europea di
assicurazione Malattia e sostituisce il vecchio
modello cartaceo E111 per coloro che si recano in soggiorno temporaneo nei seguenti paesi:
Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia,
Finlandia, Francia (compresi: Corsica, Guadalupe, Martinica, Réunion, Guyana), Germania,
Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein,
Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi
Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria.
…E il vecchio libretto sanitario? Ha ancora
validità e deve essere portato con sé, insieme
alla Tessera Sanitaria.
La Tessera è facilmente utilizzabile dalle persone non vedenti, grazie alla presenza di caratteri
braille in rilievo.
Ricordiamo inoltre che la tessera ha validità 5
anni. In prossimità della scadenza, l’Agenzia
delle Entrate provvede automaticamente ad
inviare la nuova Tessera a tutti i soggetti per
i quali non sia decaduto il diritto all’assistenza;
qualora la Nuova Tessera non arrivi in tempi utili, il cittadini dovrà andare presso la propria Asl
di appartenenza e farsi rilasciare un certificato
sostitutivo temporaneo.
Si precisa che il libretto sanitario non ha scadenza e si rinnova solo se si cambia il proprio
medico di base o pediatra di libera scelta.
Dott.ssa Antonella Caroli
Oltre all’E111 la tessera sostituisce i modelli:
• E 110
• E 113
• E 114
• E 128 (E 128B, se emessi dal Belgio)
Finora le Camere hanno respinto tutte le proposte di regolamentazione
Le elezioni federali stanno rinfocolando
la polemica sul finanziamento dei partiti
I partiti di sinistra, alcuni esperti e alcune organizzazioni internazionali esigono una
sempre maggior trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. A tutt’oggi, in Svizzera, la maggioranza parlamentare ha respinto tutte le proposte
in questo senso. Alcune iniziative popolari dovrebbero permettere di raggiungere
questo scopo.
“La campagna elettorale più cara di tutti i tempi”. Questi sarebbero i grandi titoli dei giornali
svizzeri all’inizio del 2011, dopo che alcuni partiti hanno svelato il bilancio dedicato alle elezioni federali del prossimo autunno. Il Partito democratico cristiano (PPD) ha evocato cifre che
si avvicinano ai tre milioni di franchi, ossia tre
volte di più che in occasione delle ultime elezioni del 2007, e i Liberali radicali (PLR) hanno
reso nota la cifra di 2,6 milioni di franchi, che
da allora ha superato la barriera dei 3 milioni.
Per Vincenzo Pedrazzini, responsabile della
campagna del PLR, “8 milioni sono necessari
affinché il partito sia visibile durante la campa-
gna”, ma il minimo indispensabile sarebbe di 5
milioni. E si tratta soltanto delle cifre dei partiti
nazionali. Bisogna aggiungervi le spese delle
sezioni cantonali e dei loro candidati.
Nessuno conosce la cifra esatta del bilancio
elettorale di ogni partito. Gli esperti valutano
che le elezioni 2007 sono costate circa 50
milioni di franchi in totale. Quest’anno, questa
cifra dovrebbe essere almeno raddoppiata. La
Svizzera si situa certo lontano dietro gli Stati
Uniti, nei quali la campagna presidenziale ha ingoiato centinaia di milioni di dollari. Ma la Svizzera conosce anche un aumento costante del
costo del marketing politico, che si accompa-
gna a una domanda maggiore di trasparenza
sull’origine dei finanziamenti, altro settore nel
quale il nostro paese è di gran lunga lontano
dal rispondere ai criteri internazionali in vigore.
Le sole cifre conosciute,
quelle delle frazioni
Da soli, i contributi dei membri non bastano
per finanziare le campagne elettorali o quelle
che precedono le votazioni. Questo vale anche
per i socialdemocratici (PS) e i verdi che, ancor
più dei partiti borghesi, dipendono da queste risorse. I loro rappresentanti occupano un posto
rimunerato in governo o un seggio in Consiglio
nazionale o degli Stati e sono pure tenuti a versare un contributo alla cassa del partito. In occasione di campagne, tutti i partiti impegnano
le loro finanze. La loro origine rimane tuttavia
ampiamente occulta, a causa di un obbligo di
dichiarazione molto lacunoso. I contributi dello
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N. 7, luglio 2011
Stato alle frazioni delle Camere federali sono
tuttavia soggetti a una relativa trasparenza.
Ogni partito che dispone di almeno cinque seggi
in Consiglio nazionale o in Consiglio degli Stati
riceve una somma annuale di 144’500 franchi,
alla quale si aggiungono 26’800 franchi per
membro. L’ammontare globale di questi contributi è stato recentemente aumentato da 5 a
quasi 7,3 milioni di franchi all’anno.
Negli ultimi anni i partiti di sinistra e gli ecologisti essenzialmente hanno tentato a più riprese
di fare trasparenza nei finanziamenti dei partiti,
esigendo che, a partire da una certa cifra, i
partiti e i comitati delle campagne di votazioni
dichiarino l’origine dei doni. Oppure si chiede
che coloro che dichiarano i nomi dei donatori
vengano ricompensati con contributi federali.
O ancora che i parlamentari rendano pubbliche le loro situazioni finanziarie personali. Le
sole pietre d’inciampo sono, da un lato, i doni
provenienti da cerchie economiche e che di
regola vanno ad alimentare i soli partiti borghesi. Potenti lobbies come le banche o l’industria
farmaceutica influenzerebbero in modo eccessivo la politica, secondo il PS e i verdi.
D’altra parte, essi si confrontano con i mezzi
finanziari dell’Unione democratica di centro
(UDC). Essa disporrebbe nelle sue casse di
una somma tre volte superiore a quella degli
altri partiti riuniti, grazie ai contributi dei membri ricchissimi del partito. Certamente, non
si possono verificare questi dati e l’UDC non
mostra a nessuno la contabilità delle sue campagne. Ma le sue campagne per le votazioni
contro i minareti o sull’espulsione di stranieri
hanno richiesto mezzi finanziari che di solito
usa soltanto la potente organizzazione mantello dell’economia economiesuisse.
Una maggior trasparenza è indispensabile
per il buon funzionamento della democrazia,
secondo i difensori dell’obbligo di informare.
Per la formazione della loro opinione, gli elettori devono disporre di informazioni complete,
comprendenti l’origine dei finanziamenti delle
campagne. Spesso, i fautori di una maggior
trasparenza desiderano anche che, come per
molti altri paesi occidentali, il finanziamento
dei partiti sia garantito dallo Stato. Un finanziamento pubblico permetterebbe di equilibrare
le differenze dei doni fra i partiti e aumenterebbe l’uguaglianza delle possibilità nella corsa
elettorale.
Ma l’argomento del finanziamento pubblico
è diventato il ferro di lancia della battaglia
contro una maggior trasparenza. L’obbligo di
informare violerebbe la sfera privata dei donatori, comporterebbe una diminuzione delle
donazioni e sfocerebbe necessariamente in un
sostegno pubblico dei partiti, il che è contrario al principio svizzero affermato di milizia. E
anche se il campo borghese si mostra piuttosto critico nei confronti della mancanza di
trasparenza, questo argomento ha permesso
di bloccare finora ogni tentativo concernente la
lotta contro il finanziamento occulto dei partiti.
Critica internazionale
La mancanza di chiarezza nei finanziamenti
dei partiti in Svizzera suscita regolarmen-
forma di trasparenza, Lukas Reimann si limita
ormai ai redditi annessi e ai regali in rapporto
con il mandato politico. Ma, in quanto rappresentante della “generazione Facebook”, continua a battersi per una maggior trasparenza.
Egli beneficia pure del sostegno di altri partiti
giovani.
Parallelamente, i due consiglieri nazionali
socialisti Andreas Gross e Andi Tschümperlin hanno lanciato una serie di iniziative. Essi
vogliono proporre al popolo più varianti, per
accrescere le possibilità di successo della
votazione. Una variante minima prevede un
obbligo di informare per i doni a partire da
una certa cifra. Una seconda variante aggiungerebbe a questo obbligo un tetto massimo
di doni per i privati e le aziende. Una terza
variante si basa sul sistema degli incitamenti
e ricompensa i partiti e i comitati con contributi dello Stato quando pubblicano l’origine
dei loro doni. Una quarta variante propone unicamente un finanziamento pubblico: i partiti
che pubblicano le loro contabilità e dispongono di almeno un seggio in Consiglio nazionale
riceverebbero ogni anno uno o due franchi
per elettore. Entro la fine dell’estate, Gross e
Tschümperlin vorrebbero creare un comitato
interpartitico, finalizzare il testo dell’iniziativa
e lanciare la raccolta delle firme.
te la critica di commissioni internazionali. Il
nostro paese si espone così al sospetto di
corruzione, secondo l’Organizzazione per la
sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE)
oppure l’ONG Transparency International. Il sistema politico svizzero è di fatto corrotto? La
difficoltà sta proprio nel fatto che “a causa
della mancanza di trasparenza, non si può rispondere a questa domanda”, spiega Martina
Caroni, professore di diritto pubblico all’Università di Lucerna. Secondo lei la politica svizzera non è corrotta, ma influenzabile. Il che
comprometterebbe seriamente la fiducia di
base in un sistema che funziona. “Gli elettori
hanno sempre più la sensazione di non poter
più far fiducia alla politica, proprio perché è
influenzabile”, spiega Martina Caroni.
La consigliera federale recentemente eletta
Simonetta Sommaruga (PS) sembra pure
aver riconosciuto che sono necessarie misure. In quanto ministro della giustizia tocca a lei
gestire questo dossier. In quanto parlamentare ha sempre sostenuto la domanda del suo
partito per una maggior trasparenza. Ma il
Consiglio federale in corpore si è finora sempre pronunciato contro l’obbligo di informare.
La consigliera federale avanza quindi con
prudenza. Ha chiesto in un primo tempo una
perizia che proporrà un confronto dei modelli
esteri in materia di finanziamento dei partiti.
Più speditamente vogliono marciare due comitati che propongono il lancio di un’iniziativa
per una maggior trasparenza. Alla loro testa
il consigliere nazionale UDC Lukas Reimann,
31 anni, che prevede di costringere tutti i
parlamentari a divulgare l’ammontare dei loro
redditi e dei loro regali. Sotto la pressione del
proprio partito, che aveva finora rifiutato ogni
Il denaro non è tutto
L’intenzione dei due socialdemocratici è chiara: nel pieno della battaglia elettorale vogliono sensibilizzare l’opinione sulla mancanza
di trasparenza e sulla supremazia finanziaria
dell’UDC. Il partito pone infatti la sbarra in alto
e incita gli altri partiti a superarla. Perfino i
verdi, che prevedono quest’anno di moltiplicare per tre o perfino per quattro il loro bilancio
elettorale del 2007. Con una disponibilità tra
i 100’000 e i 200’000 franchi, il bilancio del
partito nazionale rimane comunque modesto.
E i successi recenti dei verdi – ma anche dei
verdi liberali – mostrano che la politica non è
soltanto una questione di soldi. Per vincere le
elezioni bisogna essere presenti nel momento opportuno, offrire buone risposte o semplicemente saper navigare sull’aria del tempo. Il
successo non si acquista, come prova anche
l’iniziativa sull’internamento o la prescrizione:
queste due iniziative sono state lanciate da
comitati di cittadini che non dispongono né
di mezzi finanziari importanti, né di strutture
professionali, ma che hanno saputo captare
il fremito dell’opinione pubblica.
In caso di debole divario di voti, il denaro
può naturalmente essere determinante per
una vittoria. E se non definisce le tendenze
generali in occasione delle elezioni, esso può
almeno influenzare le loro fluttuazioni. “Se disponessimo del bilancio dell’UDC, potremmo
garantirci dal 2 al 3% di voti in più”, spiega
Ueli Leuenberger, il presidente dei Verdi. Anche i socialdemocratici vogliono fare tutti gli
sforzi possibili affinché gli elettori conoscano
i finanziamenti dell’UDC. Se le due iniziative
citate riusciranno, il popolo deciderà se vorrà
veramente saperlo.
René Lenzin
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N. 7, luglio 2011
«Primo piano»
A cura di Annamaria Lorefice www. gazzettasvizzera.it
Un libro curato da Renato Martinoni sullo scrittore Leonardo Sciascia nella laica terra elvetica
Gli svizzeri sono “troppo poco pazzi”,
ecco perché hanno un paese civile
Lugano - Italiani passionali ed estrosi, svizzeri razionali e sobri. Questi i luoghi comuni
che da sempre descrivono due Paesi diversi e
separati. Incomprensibili l’uno all’altro.
Tuttavia, in ogni epoca, la terra elvetica - nonostante o in virtù – della sua normalità, ha accolto svariati intellettuali italiani, attratti dalle
libertà politiche, dalla laicità e dalla possibilità
di approfondire e respirare le varie culture che
qui coesistono.
Foscolo, De Sanctis, Prezzolini e tante altre
personalità hanno soggiornato o risieduto in
Ticino, fino a Leonardo Sciascia il quale
rappresenta, per chi non ne conosce bene la
storia, una gradita scoperta.
C’è chi lo ricorda a spasso per le vie di Lugano
o di Zurigo, a conversare con gli amici; o per
soddisfare la sua passione, ossia la ricerca di
stampe, di ritratti d’altri scrittori, di manoscritti, libri e monili, e a rifornirsi anche di cioccolatini. Per poi tornare a Palermo, o nella sua
casa di campagna a Racalmuto, con la valigia
piena, a goderne con la moglie e le due figlie.
Del lungo incontro ravvicinato di Sciascia con
la Svizzera parla un libro, curato da Renato
Martinoni dell’Università di San Gallo: “Troppo poco pazzi”.
E’ di Carla Horat, artista svizzera, il disegno
a matita realizzato per la copertina.
Questo è il primo volume di una collana, voluta dall’Associazione Amici di Leonardo
Sciascia, che indaga sui rapporti dello scrittore con l’estero, intitolata Sciascia scrittore
europeo.
Il professor Martinoni ci spiega perché anche
per gli svizzeri vale la pena di leggere questo
autore, le cui considerazioni, nonostante egli
sia scomparso ormai da venti anni, sono ancora suggestive e drammaticamente attuali.
Cosa intendeva dire Sciascia definendo
gli svizzeri troppo poco pazzi?
«In realtà lui usa questa metafora pensando ai
siciliani che invece sono troppo pazzi, ossia,
continuando nella metafora, troppo poco razionali. È un discorso sulla Sicilia, sulle cause
dello scarso senso civile. Rispetto alla Svizzera questa magnifica isola era un luogo più
ricco per le potenzialità del territorio, ma gli
svizzeri sono riusciti a garantirsi uno sviluppo
molto maggiore, grazie a questo essere troppo poco pazzi, cioè all’essere molto prudenti,
ragionevoli, a sforzarsi di essere dei buoni
cittadini, a non cedere agli individualismi.
Sciascia citava spesso Pirandello: La mente
umana è regolata da tre corde quella seria,
quella civile e quella pazza... ».
“Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella libera e laica Svizzera”. La
Casa Editrice Leo S. Olschki , Firenze,
ha inserito nel libro una raccolta di
articoli pubblicati da Sciascia sui giornali elvetici, e un CD-DVD con alcuni
suoi interventi alla radiotelevisione
svizzera. podcast RSI.
Tutto quello che vogliamo combattere
fuori di noi è dentro di noi;
e dentro di noi bisogna prima cercarlo
e combatterlo.
Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia (1977).
Renato Martinoni, ticinese, ordinario
all’Università San Gallo, ha curato il
libro su Sciascia, risultato del lavoro
di diversi ricercatori su documenti
inediti d’archivio custoditi in Svizzera.
Nel noto romanzo “Il giorno della civetta”
c’è la frase lapidaria: La famiglia è lo
Stato del siciliano. Avrebbe piacere nel
constatare oggi che, tra sconfitte e tragedie, esiste una grande società civile siciliana che lotta per affermarsi. Comunque, com’è giunto Sciascia in Svizzera?
«Nel ‘57 vince il premio “Libera Stampa” in
Ticino, e attraverso questo riconoscimento
intesse relazioni intellettuali e di amicizia con
molti esponenti della cultura elvetica, sostenendo spesso conferenze e interviste alla
televisione. E’ assiduo con Giovanni Croci,
responsabile della pagina culturale del “Corriere del Ticino” e Felice Filippini, responsabile
culturale della Radio svizzera italiana».
Ha scritto anche molti articoli per quotidiani di diverso orientamento come Libera Stampa e il Corriere del Ticino.
«Credo che lui si sia sentito a suo agio, meno
sorvegliato rispetto all’Italia; un piccolo bagno
di libertà che la Svizzera gli consente di fare.
Anche per questo aveva un’opinione molto positiva degli svizzeri e dei ticinesi. Lo rivelano
molte lettere private nelle quali si esprimeva
in senza remore, inviate per esempio ai ticinesi Pio Fontana e Adriano Soldini. Testimoniano
che il suo non è un apprezzamento di comodo. Conosceva bene scrittori svizzeri come
Dürrenmatt e Glauser, ma approfondiva anche quelli meno noti. Ciò dimostra che la sua
attenzione era molto di più di una curiosità
occasionale. Infine, questo è importante dire,
la Svizzera ha fatto conoscere Sciascia fuori
dell’Italia».
In che modo?
«Proprio da noi le sue prime opere sono tradotte in tedesco e per questo lui viene letto
anche in Germania. Tutti questi scambi ne
fanno, da subito, uno scrittore europeo. Sciascia praticava molto la letteratura francese
inglese tedesca, e a sua volta è uno dei pochi
scrittori italiani che vendono e sono famosi
all’estero».
Quali sono i temi per cui oggi vale la pena rileggerne saggi e romanzi?
«Sono sostanzialmente tre, la mafia, sulla
quale prevedeva una veloce espansione al
Nord, il terrorismo e l’emigrazione. Tutte
problematiche che incombono oggi in forma
più ampia. Lui non scriveva tanto per farlo,
era un intellettuale vicino alla gente comune.
I lavoratori italiani che erano in Svizzera s’incontravano la domenica alla stazione o nei
circoli, capitava che incontrassero Sciascia,
e lo ascoltavano».
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N. 7, luglio 2011
Leonardo Sciascia (1921 – 1989) scrittore e politico. Il libro che inaugura la collana
“Sciscia scrittore europeo” descrive il suo legame con la Svizzera, iniziato con la
vincita del Premio “Libera Stampa” nel 1957, grazie a due racconti inediti (inseriti
poi ne “Gli zii di Sicilia”). Ebbe a dire: «Tra quelli che ho vinto è il premio cui tengo
di più. (...) Se la Giuria del Libera Stampa non mi avesse premiato, avrei liquidato
la mia esperienza, appena cominciata, di narratore». amicisciascia.it
In “Porte aperte” scrive: “Il nome di uno
scrittore, il titolo di un libro, possono a
volte, e per alcuni, suonare come quello
di una patria”.
«Lui toccava argomenti che facevano parte
della cultura sociale degli anni Sessanta e
Settanta, quindi anche della vita concreta di
migliaia d’emigrati. L’Italia, che tende a occuparsi solo di quanto accade all’interno dei
confini nazionali, a quel tempo non si occupava molto di emigrazione. Pur se in fondo
ricavava molti benefici da quei lavoratori che
mandavano soldi a casa, i quali tuttavia non
godevano di alcun rispetto».
Gli emigrati erano in grado di comprendere i raffinati ragionamenti di Sciascia?
«Ascoltare uno scrittore che denuncia le difficoltà dei lavoratori, non necessita di grandi
conoscenze culturali. Era una specie di portavoce delle loro sofferenze e istanze».
Sciascia fa dire al personaggio di un suo
libro, che la Svizzera è «disinfestata dai
germi della tragedia e della storia». Ci
sarebbe molto da dire in merito. Certo
chi ha vissuto gli anni di piombo ricorda
bene la sensazione di sicurezza, ovattata – che concedeva una specie di pausa,
di distanza appunto dalle tragedie – che
si provava una volta varcato il confine.
«A Milano ho conosciuto persone che erano
pronte a lasciare la città e avevano calcolato il
tempo necessario per arrivare a Chiasso, anche con mezzi di fortuna. Addirittura avevano
fatto a piedi alcuni tratti per stabilire il tempo
impiegato... Questo dice tutto».
Cosa l’ha colpita di Sciascia uomo?
«La sua volontà di arrivare il più vicino possibile alla verità. Pensava molto prima di
parlare. Capitava che gli facessero una domanda e prima che lui rispondesse poteva
passare anche molto tempo. Soppesava
ogni parola. A volte era come se parlasse
attraverso dei silenzi».
[email protected]
Pubbliredazionale
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N. 7, luglio 2011
Al Caffè Letterario del Piccolo Teatro di Milano
«14°Zusammenkunft» dell’associazione
Ex-Allievi e Amici Scuola Svizzera Milano
L’incontro conviviale si è concluso con un brindisi verso le ore 22.00
Nel 2012 si procederà alla spedizione degli inviti via e-mail con un certo anticipo, in modo da
garantire la possibilità di una sollecita adesione
da parte dei soci e di estensione dell’invito anche ad altri conoscenti o amici dell’Associazione. Ex-Allievi ed amici, contattateci sul sito o
tramite E-mail!
Alla Società Svizzera di Milano
Ospiti d’onore: Paul Bieri, ex direttore Scuola Svizzera, Robert Mario Engeler, Presidente Scuola Svizzera, Ralph Simmen, a.s. Vice Presidente ex allievi, Enrico Rizzi.
La 14° Zusammenkunft ha avuto luogo martedì 10 maggio 2011 presso il Caffè Letterario
del Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa,
Teatro Grassi, situato a Milano in via Rovello 2.
Il Caffè Letterario è ubicato in un luogo molto
suggestivo all’interno del Piccolo Teatro di
Milano, nella parte del chiostro, chiusa da vetrate, che socchiudono il bar-ristorante.
Verso le ore 19.30 ha avuto inizio la serata
con l’aperitivo, a cui ha fatto seguito un ricco
“Happy hour”, con antipasti vari ed una scelta molto variegata di primi e secondi piatti e
da ultimo il dessert, accompagnati da diversi
vini e bevande, che hanno reso molto allegra
l’atmosfera.
Premio ex-allievi a Cristina Thueler, premia Christina Urech, direttore Scuola
Svizzera, Peter J. Braem, Presidente.
Alla serata hanno presenziato i seguenti
membri dell’Associazione: il Presidente: Peter Braem, il Vice-Presidente: Enrico Rizzi e
Consiglieri dell’Associazione: Marco Batello,
Silvia Batello, Cristina Ponti, la coordinatrice
degli insegnanti Micaela Crespi, la Direttrice
della Scuola, Sig.ra Christina Urech nonché il
Presidente della Scuola Svizzera, Sig. Robert
Mario Engeler.
L’Autorità Consolare era presente in persona
del nuovo Console Generale, Massimo Baggi.
Come ospite d’onore è stato invitato Paul
Bieri, Ex-Direttore della Scuola Svizzera di
Milano negli anni ’90, che è stato felice di
incontrare Ex-Allievi giovani, anziani e di media età, anche se sconosciuti e di rivedere
Milano, moderna e culturale, dopo molti anni
di permanenza in Svizzera.
Si è poi proceduto alla premiazione dei due
Ex-Allievi che hanno conseguito il miglior punteggio alla maturità dell’anno 2010: Cristina
Thueler e Laura Urech, figlia della Direttrice
della Scuola, che ha ritirato in sua vece la
targa Ex-Allievi e Amici della Scuola.
Inoltre, sono stati premiati con spille in “oro
e argento” l’ospite d’onore, Paul Bieri, il Sig.
Ralph Simmen venuto da Zurigo ed il Sig. Zucchelli, quale decano dei soci.
Gli Ex-Allievi presenti si sono ripromessi di intensificare i contatti tra di loro e di incentivare l’adesione da parte di altri Ex-Allievi all’Associazione, anche tramite il sito www.exallievi.com.
Anticipata al 21
luglio la Festa
Nazionale
Rispettando la tradizione celebriamo la storica data del 1° Agosto con qualche giorno di
anticipo, per permettere al maggior numero
possibile di Soci ed amici di poter essere
presenti. Vi invitiamo a festeggiare il 720°
anniversario della Confederazione Svizzera
giovedì 21 luglio 2011 alle ore 20.00 con
una cena, allietata dalle musiche della “Bandella di Arogno” e da un gruppo di suonatori di
corno delle Alpi, sulla terrazza del ristorante
al quarto piano di Via Palestro 2, Milano.
Il tradizionale discorso del 1° Agosto sarà tenuto da Gianni Guidicelli eletto, nello scorso
mese di maggio, Presidente del Gran Consiglio Ticinese. Sarà presente anche il nostro
Console generale, Signor Massimo Baggi,
che terrà una breve allocuzione.
La prenotazione è obbligatoria entro lunedì 18
luglio 2011 presso la nostra segreteria dal
lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 19.00
(telefono 02 760 00 093; fax 02 547 35 11;
e-mail: [email protected]
www.societasvizzera.it)
Ci auguriamo che vorrete dimostrare il Vostro
affetto, la Vostra solidarietà e la Vostra simpatia verso la Società Svizzera intervenendo
numerosi alla nostra Festa Nazionale.
I nostri locali rimarranno chiusi dal 25 luglio
al 31 agosto compresi.
Il comitato manifestazioni
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N. 7, luglio 2011
La 135ª relazione annuale presentata dal presidente Alberto Fossati
Assemblea annuale della Società Svizzera
di Beneficenza in Milano
Alla presenza di diversi Soci e dei membri del
Comitato, il giorno 25 maggio 2011 si è svolta
presso la Stübe della Società Svizzera in Milano, la 135a Assemblea annuale per l’approvazione dell’esercizio dell’anno 2010.
Era presente inoltre, quale rappresentante del
Consolato, il Console Lara Eckerl che ha portato i sentimenti di stima da parte del Console
Generale Massimo Baggi.
Il presidente Alberto Fossati ha sintetizzato l’attività dell’anno 2010 e ricordato in particolare
tutti coloro che hanno contribuito con dedizione, presenza, finanziamenti e assistenza al nostro Sodalizio, come riportato dettagliatamente nella Relazione del Comitato sull’Esercizio
2010, parte integrante del Rapporto 2010,
pubblicato ed inviato a tutti i Soci e Donatori.
E’ stato ricordato con riconoscenza ed affetto
il nostro socio Henry Wüthrich, per molti anni
anche nostro Revisore.
Per quanto riguarda la gestione economica, anche quest’anno la raccolta dei contributi è stata
difficile, Abbiamo avuto comunque il sostegno
di 59 soci privati (78 nel 2009) e solo di 3 società sempre presenti nel supportarci: Fratelli
Mari, Hoepli Edizioni SpA, Penta Insurance srl.
Il bilancio dell’esercizio è stato esposto dettagliatamente dal nostro tesoriere Beatrice
Schuetz Mereu: la Società Svizzera di Beneficenza di Milano chiude l’esercizio 2010 con
un attivo straordinario grazie ai proventi di un
Fondo dedicato. In riferimento alla sola gestione ordinaria, determinata dalla differenza tra
entrate (quote amici e donazioni) e uscite (sussidi, aiuti, interventi straordinari, spese amministrative), vi è un avanzo di gestione di € 2.510
(– € 5.485,13 nel 2009).
Nel secondo e quarto trimestre del 2010 sono
notevolmente aumentate le richieste di interventi unici e straordinari, segnale concreto
della crisi che ha colpito i percettori di piccoli
redditi e di cui si avevano già avute concrete
avvisaglie nel 2009. Si è voluto dare esaustivo
sostegno a coloro che hanno richiesto un contributo, comprovato da seri motivi di necessità:
riparazioni di elettrodomestici basilari, contributi per libri scolastici della scuola dell’obbligo;
contributo per terminare gli studi universitari,
intervento straordinario per vitto e per medicinali.
In totale, sono stati erogati: 14 sussidi annuali
a singole persone che seguiamo da molti anni;
17 interventi unici (21 nel 2009); 25 interventi
straordinari (23 nel 2009; nessuno nel 2008).
Sono state poi illustrate e proposte due nuove
modalità di intervento della Società Svizzera di
Beneficenza di Milano che hanno trovato riscontro, apprezzamento e approvazione da parte
dei partecipanti all’Assemblea:
Socia Beatrice Schütz Mereu: propone che
vi sia disponibilità e partecipazione attiva da
parte dei nostri Soci qualora vi siano richieste
di supporto da parte dei nostri assistiti per
affiancarli nelle relazioni con enti pubblici nel
disbrigo di pratiche amministrative. Non solo
quindi erogazione di sussidi economici da parte del nostro sodalizio, ma farsi carico anche
di richieste sempre più frequenti per risolvere
problematiche burocratiche e amministrative.
A tal fine è emerso che si potrebbe intervenire
anche con convenzionamenti con patronati che
possano rispondere in modo adeguato e professionale a tali bisogni.
Socia Giuseppina Antognini: ricorda che i giovani sono il futuro della società. È su di loro
che bisogna portare la nostra attenzione. Ha
quindi proposto che la Società Svizzera di Beneficenza di Milano si attivi e sia disponibile a
investire e a sostenere, in particolare tramite
borse di studio, giovani svizzeri che ne facessero richiesta e le cui condizioni economiche non
permettano loro adeguata disponilità di mezzi
per terminare gli studi.
Un grazie particolare con affetto e stima è stato inoltre espresso a chi ci ha aiutato con il
versamento annuale o con le offerte e continua
da anni a sostenerci, permettendoci così di affrontare gli impegni che abbiamo nei confronti
dei nostri assistiti.
Inoltre, un sentito grazie è sempre doveroso
rivolgerlo anche a quei membri del Comitato
che seguono silenziosamente da anni e con
pazienza, tempo ed attenzione gli assistiti di
cui il nostro sodalizio si fa carico. Un pensiero
di gratitudine particolare anche:
• al Dipartimento Federale degli Affari Esteri,
Servizio degli Svizzeri all’Estero, per il versamento del sempre prezioso contributo
annuale;
• alla Sezione Bridge della Società Svizzera di
Milano per la donazione effettuata;
• al Consolato Generale della Svizzera a Milano che ospita le sedute del nostro Comitato;
• alla Società Svizzera di Milano che ci ospita
per l’Assemblea annuale.
• a tutti i nostri Soci che ci hanno aiutato con
tanta generosità ed il cui elenco è riportato
nel nostro resoconto annuale.
• Penta Insurance e al nostro socio Definti
per la redazione e stampa dei libretti della
nostra relazione annuale.
Il Console Lara Eckerl ha inoltre sottolineato un
grazie particolare per il supporto che il nostro
sodalizio fornisce operativamente al Consolato
stesso quando si trova a dover affrontare casi
concreti ed immediati di necessità.
I ringraziamenti espressi nel corso dell’incontro
sono un sentimento di gratitudine verso i nostri
soci che credono ancora nel valore comune
della solidarietà.
Alberto Fossati
Il 1° agosto presso il Park Palace Hotel
Pausa estiva al Circolo
Svizzero di Firenze
La stagione 2010-2011 del Circolo Svizzero di
Firenze si è conclusa il 10 giugno con la consueta cena prima della pausa estiva, durante la
quale sarà comunque festeggiata la ricorrenza
del 1° agosto presso il Park Palace Hotel. Come sempre è stata una stagione densa di avvenimenti, sotto la guida di Luciano Defilla che
nello scorso marzo è stato rieletto presidente
all’unanimità, confermando un lungo ciclo che
dura ormai dalla fine degli anni novanta. Durante
tutto questo lasso di tempo il presidente Defilla
e il comitato del Circolo hanno saputo proporre
una grandissima quantità di eventi culturali e
sociali, portando il sodalizio fiorentino ad es-
sere uno dei più attivi in Italia. È appena il caso
di ricordare le tante iniziative organizzate nel
2010 in occasione del 150° anniversario della
fondazione del circolo, per proseguire poi con
immutato entusiasmo anche in questo 2011 in
cui ci sono stati concerti, conferenze, mostre,
visite culturali a istituzioni e musei e molto altro
ancora. Per settembre sono allo studio altre
idee che integreranno la già vasta offerta; restano beninteso attuali alcuni progetti a lunga
scadenza e indubbiamente impegnativi di cui
si parlerà diffusamente quando inizieranno a
prendere corpo.
David Tarallo
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N. 7, luglio 2011
Iniziativa della Società Svizzera di Milano nel 150° dell’Unità d’Italia
Le stamperie ticinesi e il Risorgimento
Presentato un libro della Fondazione del
Centenario della BSI sul ruolo delle aziende tipografiche del Luganese fra Sette e
Ottocento nella diffusione di princìpi riformatori e nell’appoggio ai patrioti.
Le celebrazioni del centocinquantenario dell’Italia Unita (1861-2011) sono entrate nel vivo,
e la Società Svizzera di Milano ha inteso marcare la sua partecipazione a quest’importante
appuntamento – che interessa storicamente
la Confederazione, e in specie il Canton Ticino – presentando il libro Riforme Rivoluzione
Risorgimento. Antologia di testi civili e politici
pubblicati dalle stamperie della Svizzera italiana dall’età dei Lumi all’Unità d’Italia (2007).
Curato da Marino Viganò, stampato dal Gruppo editoriale milanese Mursia, il volume è un’iniziativa della Fondazione del Centenario della
Banca della Svizzera Italiana di Lugano, creata
nel 1973, col primo secolo di vita del più antico
Istituto bancario ticinese, per dare «riconoscimenti sotto forma di premi… a persone o enti
che abbiano operato a favore dello sviluppo
dei rapporti italo-svizzeri o contribuito ad una
sempre migliore intesa e comprensione tra i
popoli di Svizzera e Italia o all’accrescimento
del comune patrimonio culturale».
Nei quarant’anni di attività, la Fondazione ha
già sostenuto pure altri impegni storiografici:
l’edizione della Svizzera italiana, di Stefano
Franscini, a cura di Piero Chiara (1973), e di
Terra d’asilo. I rifugiati italiani in Svizzera 19431945, di Renata Broggini (1993). Durante le
presentazioni di quest’opera, il letterato e
animatore culturale Giancarlo Vigorelli, anch’egli esule antifascista nella Confederazione in
quegli anni di guerra, aveva lanciato l’idea di
un’antologia in più tomi, distinti per materia,
di pagine da libri pubblicati dalle stamperie del
Luganese tra la metà del XVIII e quella del XIX
secolo. Nell’età cioè della Rivoluzione francese, del primo liberalismo, del protosocialismo.
Dal 1746, anno in cui i tipografi Agnelli di
Milano aprivano a Lugano la prima azienda
editoriale della Svizzera italiana, al 1861,
quando l’Italia si univa quasi per intero nel Regno sabaudo, le tipografie dei Baliaggi italiani
della Confederazione elvetica, poi del Canton
Ticino, pubblicavano difatti periodici, libri, opuscoli che di gran lunga superavano le limitate
necessità locali. Storia, filosofia, lettere, scienze, economia, tecnica: con questi strumenti si
guardava all’educazione, al progresso e alle
riforme civili, aspirazioni la cui diffusione era,
se non bloccata, rallentata da severe censure
in variati paesi.
Molti lavori usciti da quelle tipografie veicolavano, inoltre, le battaglie politiche dell’Età
delle riforme e del Risorgimento italiano, di
cui la Resistenza, il «secondo Risorgimento»,
è considerata conclusione ideale. Con spirito
Opuscolo di Giuseppe Mazzini pubblicato, come altri, dalla piccola Tipografia Fioratti, attiva a Lugano fra il
1846 e il 1860.
di continuità, quella proposta di Vigorelli era
intesa ad attivare per tempo, in concreto, la
Fondazione del Centenario della BSI per le
celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, che si
stava ormai approssimando. Sostenuto con
entusiasmo dal presidente Franco Masoni, il
suggerimento veniva accolto dal consiglio di
Fondazione, intanto per un primo tomo e per
tutte le materie affrontate nelle opere originali: riforme costituzionali e religiose, trasporti,
economia…
Dopo laboriose ricerche di testi talora rarissimi, scelte e trascrizioni filologiche di pagine
ideologicamente significative, creazione di
apparati e di corredi – profili biografici, sussidi
editoriali e schede bibliografiche –, il volume
ha visto la luce nel 2007, con largo anticipo
sulla deadline del 2011. Protagoniste sono la
Tipografia Agnelli, gestita a Lugano dal 1746
al 1799 da milanesi domiciliati sul Ceresio; la
Vanelli, dal 1823, e Ruggia nel 1827-’42, costituita a Lugano da stampatori ticinesi; l’Elvetica,
in attività dal 1830 al 1853 a Capolago, società di luganesi rilevata poi da esuli; la Tipografia
della Svizzera Italiana a Lugano dal 1842 al
1851, di milanesi nativi di una valle svizzera; e
altre imprese – Veladini, Bianchi, Fioratti – attive tra gli inizi del XIX e del XX secolo.
Giuseppe Pecchio, Massimo d’Azeglio, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Mazzini, Carlo Botta, Nicolò Tommaseo, Carlo Cattaneo, Filippo
De Boni, Mauro Macchi, Giuseppe Ferrari sono
alcuni della cinquantina di autori il cui pensiero,
raccolto nelle edizioni luganesi, si riscontra ora
nell’Antologia. Onorata di offrire il libro a un
pubblico svizzero e italiano nel 150° dell’Unità,
quale contributo per rinsaldare e sviluppare le
relazioni non solo culturali italo-svizzere, la Fondazione della BSI ha coordinato con l’editore
Mursia e il segretario della Società Svizzera,
ingegner Arnaldo Haechler, la presentazione
del libro Riforme Rivoluzione Risorgimento il
18 maggio scorso, presso il Centro Svizzero,
sotto il patrocinio della Società stessa e del
consolato generale di Svizzera.
Aperta dai saluti di Jean Pierre Hardegger,
presidente della Società Svizzera, e del professor Salvatore Veca, in rappresentanza della
Fondazione del Centenario della BSI, moderata dal curatore del volume, Marino Viganò, la
serata ha visto il folto pubblico affascinato
dall’affresco dell’età tardo-illuministica e risorgimentale sbozzato da Franco Della Peruta,
professore emerito dell’Università degli Studi. I
temi economici, gli interessi dei ceti dominanti
e subalterni, la dialettica moderati-democratici sono emersi come dati fondamentali per
comprendere le vicende del Risorgimento.
Elementi sociali, politici e ideali concorrono
– ha sottolineato Della Peruta – a spiegare i
moti insurrezionali del 1820-’21, del 1831 e
soprattutto del 1848, con gli austriaci costretti
dalle Cinque giornate di Milano a sgomberare
la Lombardia. Vitale inoltre, per Della Peruta,
il ruolo delle tipografie del Luganese nell’avvicinare i lettori alfabetizzati (élites, ma anche
alcuni strati popolari) a quei dibattiti e a quelle
azioni patriottiche.
È toccato quindi a Carlo Agliati, funzionario
dell’Archivio di Stato a Bellinzona, componente il Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo, esperto
dell’editoria ticinese, collocare il libro della BSI
nell’alveo della bibliografia sul tema; in posizione a se stante, rispetto alle opere dei precursori – Emilio Motta, Rinaldo Caddeo, Giuseppe
Martinola – e degli studiosi più recenti – Mario
Agliati, Callisto Caldelari, Fabrizio Mena – per
il confluire nell’antologia di esiti di ricerche
scientifiche sulle fonti, analisi bibliografiche e
pagine degli stessi protagonisti. Non ha mancato infine Agliati di sottolineare il motivo del
successo delle stamperie dei Baliaggi e del
Canton Ticino, terre di limitatissima circolazione libraria: la loro licenza di stampa è posta al
servizio dell’urgenza di libri nei paesi nei quali
vige la censura preventiva.
In chiusura una considerazione ancora di Della
Peruta sull’atmosfera differente delle celebrazioni del 100°, quelle del 1961, in un paese
davvero unito nel clima di ottimismo economico, tranquillità politica, serenità sociale per la
prima volta dal dopoguerra. Un confronto destinato a far riflettere non tanto su quel periodo
ma piuttosto sul futuro dell’Italia.
M.V.
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N. 7, luglio 2011
Incontro con il prof. Umberto Veronesi alla Società Svizzera di Milano
La grande sfida al cancro del prof. Cavalli
“In confidenza ti dico che Mario ha un male
molto brutto, ma non dirlo a nessuno”. Così in
un passato non molto lontano si comunicava
lo stato di salute di un amico. Oggi le cose
sono fortunatamente cambiate: di questa malattia si parla apertamente, senza falsi ritegni.
È stato infatti il “cancro” l’argomento base
dell’importante serata che il nostro Consolato
Generale in collaborazione col Comitato Manifestazioni della Società Svizzera ha organizzato il 26 Maggio presso la Sala Meili del Centro Svizzero, in occasione della presentazione
del libro “La grande sfida” scritto dal noto oncologo ticinese Prof. Franco Cavalli. Ospite
d’onore della serata è stato il Prof. Umberto
Veronesi, universalmente conosciuto come
uno dei più importanti personaggi odierni in
questo campo. Dopo il cordiale benvenuto
del nostro Vicepresidente Gianni Definti, ha
brevemente preso la parola il nostro Console
Generale Sig. Massimo Baggi per ringraziare i futuri oratori e la gentile moderatrice del
convegno Cristina Bonzanigo, confessando
di aver potuto leggere in anteprima il libro di
Cavalli trovandolo di grandissimo interesse. Il
Console ha poi ceduto il microfono a Umberto Veronesi per un suo commento sul libro
argomento della serata. Di questo grande
oncologo è fuori luogo ogni presentazione,
soprattutto tenendo presente la sua lunghissima militanza come scienziato, a cui la non
più giovane età (85!) non ha minimamente
scalfito la vivezza dell’ingegno e della parola.
Veronesi ha voluto innanzitutto fare il punto
sulla situazione odierna della lotta contro questa malattia, comunicando che i risultati sono
sempre più incoraggianti e che la mortalità nei
paesi sviluppati è in sempre maggiore calo.
La ricerca, malgrado la generale crisi, è sempre molto attiva trovando nuove strade contro
il cancro e sviluppando anche nuovi medicamenti e nuovi sistemi ormonali. La moderatrice del convegno ha ringraziato Veronesi per il
suo breve ma importante intervento ed ha poi
passato la parola all’amico Cavalli autore del
libro “La grande sfida” oggetto della serata.
Il Prof. Franco Cavalli, locarnese di natali, oggi
69enne, è il fondatore e direttore scientifico
dello IOSI, Istituto Oncologico della Svizzera
Italiana, oggi di importanza internazionale.
Ha sviluppato esperienze di lavoro sul cancro
anche in regioni povere del Centro America
dove ha potuto rilevare la grande arretratezza
nella cura del cancro e l’alta mortalità dovute
soprattutto alla deficienza di mezzi curativi. Il
libro è innanzitutto una chiara guida introduttiva sull’argomento “cancro” scritta in termini accessibili e comprensibili a tutti, ma poi
Cavalli polemizza sullo strapotere di molte
aziende farmaceutiche produttrici di medicine anticancro che hanno quotazioni praticamente irraggiungibili per i malati di cancro in
molte nazioni del cosiddetto Terzo Mondo.
Nell’ultima parte del libro Cavalli esprime il
suo pensiero anche su alcuni temi “difficili”
quali l’eutanasia e l’assistenza al suicidio. L’intervento di Cavalli è stato accolto da un caldo
applauso, in quanto il pubblico ha “sentito”
la sincerità e la schiettezza nelle sue parole,
che l’hanno fatto giustamente apparire come un “vero” medico, un medico terribilmente appassionato del suo lavoro, un medico
schietto, si potrebbe anche dire “un medico
di una volta”, e di cui il Ticino è giustamente
molto orgoglioso Nel rinfresco che è seguito
a questo importante incontro Franco Cavalli è
stato prodigo di chiarimenti e pareri sui motivi
trattati nella serata. Una curiosità finale: sia
Veronesi che Cavalli hanno una bella famiglia
con ben sette figli!
Enrico Hachen
Vinto dallo scrittore svizzero Nétonon Noel Ndjékéry
Sondrio e Alto Lario
Lo scrittore svizzero Nétonon Noel Ndjékéry ha vinto il Premio di Narrativa in Lingua
Francese, Iª edizione, sezione Francofonia,
istituito presso l’Università “l’Orientale”. La
giuria era formata dagli studenti del corso di
“Letteratura Francese Moderna e Contemporanea” della Laurea Magistrale delle Facoltà
di Lingue e Letterature Straniere e di Lettere
dell’ “Orientale” e dai docenti di Lingua e di
Letteratura Francese delle Università della
Ci siamo incontrati numerosissimi presso l’agriturismo LE CASE DEI BAFF ad Ardenno in
una splendida domenica di fine maggio.
Dopo il pranzo a seguito dell’assemblea è
emerso quanto segue: è stato eletto il nuovo
presidente nella persona della signora Margrit
Birrer in Biavaschi e nominati i nuovi consiglieri
nelle persone di Ester Bürgi- Spini, Paola Cerfoglia-Lampietti, Rita Coccari, Laura RogantiniSpisni, Claudia Beeler-Schaller, Barbara Moro.
L’assemblea ha proposto molteplici iniziative
da realizzarsi durante l’anno, e si è espressa
circa le singole aspettative degli iscritti sugli
scopi e le finalità del nostro circolo. Il prossimo appuntamento è previsto per il 2 luglio
2011 presso il Ristorante Pizzeria Fuentes “Al
Laghetto” a Colico alle ore 19,00. In questa
occasione verrà presentata la proposta per
la gita annuale. Per prenotazioni rivolgersi a
Margrit Birrer tel. 346 3723214. email [email protected]
Le iscrizioni al Circolo sono sempre aperte.
Il Premio di Narrativa
in lingua francese a Napoli
INVIO TESTI
AGOSTO / SETTEMBRE
Gli articoli e le foto
devono essere inviati alla redazione
entro il 17 agosto.
Regione. I testi, inediti, sono stati letti, analizzati, discussi e tradotti in forma assolutamente anonima. Il giudizio degli studenti e la
graduatoria da loro stilata coincidono con il
giudizio e la graduatoria dei docenti. I racconti e le traduzioni verranno pubblicate a cura
dell’Orientale.
Il premio in denaro per gli scrittori vincitori è
stato attribuito dall’AUF, l’Agence Universitaire
de la Francophonie, per due anni a Montreux,
mentre gli studenti che hanno lavorato con
assiduità e curato con attenzione le traduzioni
dei testi hanno ottenuto uno stage presso una
casa editrice francese e una italiana.
Il 30 giugno alle ore 11, nel Salone al Rettorato si è tenuta la consegna dei premi e degli
attestati, alla presenza del Rettore dell’Orientale, prof. Lida Viganoni e del Preside della
Facoltà di Lingue, prof. Augusto Guarino.
Grazie ai risultati ottenuti il Premio molto probabilmente proseguirà per il prossimo anno.
Giovannella Fusco Girard
L’Assemblea
del Circolo
Svizzero
­ 12
N. 7, luglio 2011
Eletti i nuovi consiglieri della Fondazione
L’assemblea generale degli Amici
della Residenza di Malnate
Si è tenuta presso La Residenza di Malnate
(VA) sabato 28 maggio la consueta assemblea annuale degli Amici della Residenza,
casa-albergo svizzero della terza età, per
presentare la 42a Relazione Annuale relativa
all’anno sociale 2010.
Erano presenti Amici che giungevano da varie località: Milano, Bollate (M), Gallarate (VA),
Venezia, Basilea, Binningen, a cui va un particolare ringraziamento di vicinanza alla nostra
istituzione.
È stata presentata la relazione dettagliata
delle attività del Consiglio di Fondazione e
vi sono state interessanti domande di approfondimento in merito a varie tematiche: la
gestione e riorganizzazione della struttura,
l’andamento economico della Fondazione,
la sostenibilità economica della struttura
di Malnate e degli interventi finanziari della
Fondazione da Berna, necessari ogni anno a
copertura dei costi.
Sono stati inoltre proposti e eletti, poiché a
scadenza, in qualità di Consiglieri della Fon-
dazione i Signori: Bechstein Ernesto, Guglielmetti Annamaria, Fossati Alberto, riconfermato Presidente.
È stato inoltre proposto ed eletto Eckerl Marcus, nuovo consigliere di nazionalità austriaca.
Attuali consiglieri della Fondazione risultano
pertanto, oltre agli eletti: Tenuzzo-Hofer Erika
(Vice Presidente), Streit Paolo (Segretario),
Lang Rsomarie, Zema Marco, Fossati Claudio
e Sandro Mumenthaler, Presidente Onorario.
In questa occasione è stata inoltre inaugurata
la mostra dei dipinti del pittore milanese Pierluigi Donati, nostro ospite da circa un anno.
La mostra rimarrà presso la Residenza fino
a luglio.
È seguito l’usuale e piacevole momento conviviale che ha visto tutti, ospiti ed invitati, radunati nel salone e nel giardino per gustare il pranzo
preparato dal nostro Staff di cucina e con il
prezioso ausilio dei nostri soci Ennio Tenuzzo
e Aldo Grembo come sempre dediti alla griglia
per preparare le famose bratwurste DOC svizzere. Un particolare ringraziamento a tutto il
personale della Residenza per l’organizzazione
della giornata ed alla nostra nuova direttrice,
D.ssa Antonella De Micheli, per il lavoro svolto
i questi mesi durante i quali i nostri ospiti e noi
tutti abbiamo già avuto occasione di apprezzare le capacità professionali e di relazione.
Ospiti graditi, tra gli altri, sono stati il nostro
console di Milano Lara Eckerl.
Un grazie particolare con affetto e stima ai
Consiglieri, alcuni dei quali seguono silenziosamente da anni e con pazienza, tempo ed
attenzione, gli ospiti de “La Residenza”.
Un grazie anche agli invitati, che hanno desiderato conoscere la nostra istituzione e rallegrare con la presenza loro e di alcuni bambini
questo luogo ameno e ridente di cui potrete
avere maggiori dettagli visitando il sito www.
laresidenza.it.
I ringraziamenti espressi non sono un atto formale ma un sentimento di gratitudine verso i
nostri Amici e Donatori che credono ancora
nel valore della solidarietà.
Alberto Fossati
Pierluigi Donati, pittore milanese
Mostra dipinti a La Residenza Malnate (VA)
Nata Cappi, che ha messo l’accento sull’uomo che sta dietro ad ogni quadro, un uomo
che è nato in Francia nel 1923 e che si è diplomato all’Accademia del Castello Sforzesco di
Milano, scuola di prestigio Milanese.
Il suo autoritratto rappresenta la sintesi del
suo percorso artistico, con uno sguardo intenso che ancora oggi esprime profondità e
ricerca che non è mai fermata.
I suoi quadri con colori che terminano sempre nel blu e nel verde ci raccontano luoghi,
strade casa Milanesi e non solo.
Scriveva Nietzsche che l’arte nasce dall’unione di due elementi: un grande realismo e una
grande irrealtà. Questo è quello che trasmette Donati nella sua pittura, ritraendo luoghi a
lui cari, che ci riportano in un tempo sospeso,
Autoritratto di Pierluigi Donati.
Mi piace pensare all’inizio di questa mostra di
Pierluigi Donati con il suo autoritratto, che ha
ben raccontato e descritto la nostra ospite
e ogni volta che osservi queste tele ne cogli
sempre un aspetto nuovo.
Il sogno di Donati, ci riporta alla parte più
celata e rimossa dell’individuo, definita “ombra”: il suo rapporto tra colore e prospettiva
ci danno un campo delineato e ben definito di
osservazione dove il tempo ci riporta ai valori
più autentici.
La casa, il cane amico fedele: Donati è al
momento stesso astratto e concreto. L’autoritratto quindi diviene la descrizione più
vera dell’uomo che si racconta, restituendoci
una Milano di altri tempi, ma sempre attuale
nella sua simbologia: il Duomo, i Navigli, la
Darsena.
Antonella De Micheli
INVIO TESTI AGOSTO / SETTEMBRE
Come ogni anno, Gazzetta Svizzera non viene pubblicata nel mese d’agosto.
Il termine per l’inoltro degli articoli e delle foto è il 17 agosto.
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N. 7, luglio 2011
Circolo Svizzero di Palermo e Sicilia occidentale
Tour eno-gastronomico nel Trapanese
A metà giugno il nostro Circolo ha intrapreso
una gita nelle campagne trapanesi alla scoperta della natura e dei cibi genuini e tipici.
A Partanna, rinomata zona olivicola, abbiamo
assaggiato le olive “Nocellara del Belice” e
vari patè di olive.
Poi siamo saliti nelle colline di St. Ninfa fino al
Castello di Rampinzeri. In questa antica masseria del ‘600 ha sede oggi il Centro visitatori
della Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”.
La riserva è ricca di suggestivi aspetti naturalistici legati ai fenomeni carsici nei gessi e
comprende un vasto sistema di grotte, che
in parte sono visitabili. Sempre all’interno del
Castello si trova l’omonimo ristorante, dove
abbiamo mangiato ottimi antipasti di verdure
e anche pecora lessa, ravioli di ricotta e la
famosa salsiccia di St. Ninfa.
Ovviamente non poteva mancare il dessert e
un ottimo vino della zona.
Sulla strada di ritorno ci siamo fermati ad una
cantina vinicola immersa nei verdi vigneti di
Gibellina ed un piccolo caseificio per l’acquisto dei prodotti.
Il gruppo dei partecipanti nel cortile del Castello.
Una giornata dedicata allo stare insieme e allo
“shopping” di prodotti locali genuini.
Speriamo di rivedere tutti i nostri soci in occasione della festa nazionale!
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N. 7, luglio 2011
Attività del Circolo Svizzero di Bologna
Escursione ai Castelli di Rossena,
di Canossa e alla Casa del Tibet
Domenica 8 maggio, con la partecipazione di
una cinquantina di soci e simpatizzanti, il Circolo
Svizzero di Bologna, accogliendo una proposta
del dott. Tiziano Maramotti, presidente della CARIMONDO ONLUS, (Compagnia per la Carità,
la Misericordia e la Cooperazione nel Mondo),
ha effettuato una escursione in pulmann sulle
prime alture dell’Appennino Reggiano, teatro
delle vicende storiche di cui fu protagninsta la
Grancontessa Matilde.
In mattinata l’escursione è stata incentrata sulla
visita guidata al Castello di Rossena. La comitiva, risalita a piedi la carrareccia che fiancheggia
la scura rupe vulcanica, e attraversando possenti mura fortificate, è penetrata al castello
dall’unico accesso, ben difeso con caditoie, grate calanti comandate dall’interno e uno spesso
portone fortificato.
Giunti sull’ampia piazza d’Armi, una terrazza
con iniziali funzioni di controllo sulla regione
circostante, abbiamo goduto di un magnifico
panorama a tutto tondo. La visita è proseguita
nelle stanze del piano nobile congiunto a quelli superiori da un angusta e ripidissima scala
segreta.
Dopo aver consumato un lauto e apprezzatissimo pranzo al ristorante “La Rupe di Canossa”
la comitiva percorrendo tre anelli concentrici
di mura è salita al Castello di Canossa dove
l’attendeva la guida dott.ssa. Federica Soncini
“Casa del Tibet”, centro culturale nato nel 1990, ha ospitato il Dalai Lama nel 1999.
che, con grande professionalità, ci ha accompagnati a piccoli gruppi nella visita al Museo
Nazionale ubicato nell’antico Palazzo di Matilde.
Al termine il dott. Maramotti ha proposto, una
visita fuori programma alla “Casa del Tibet”,
centro culturale nato nel 1990 con sede a Votigno, borgo medievale ristrutturato in anni di
paziente lavoro da volontari di ogni parte del
mondo. La “Casa del Tibet” è stata visitata nel
1999 dal Dalai Lama che, nel discorso per l’inaugurazione del museo, l’ha definita un luogo
molto bello e posto ideale per fare un ritiro.
Per i Partecipanti è stata una domenica ricca
di sorprese e caratterizzata da un ripasso di
importanti vicende storiche.
Doveroso esprimere particolari ringraziamenti al presidente Tomaso Andina, al segretario
Gino Sermenghi, al dott. Tiziano Maramotti
per l’impegno profuso e alla dott.ssa Federica
Soncini per la stesura dell’articolo “Andare a...
Canossa” pubblicato qui sotto.
Emanuele Zanghi
È sinonimo di chiedere perdono, umiliarsi, fare penitenza, sottomettersi
Che cosa significa “andare a… Canossa”
un detto oggi tradotto in trenta lingue
L’epoca in cui viviamo non è un tempo di pace… ma ci sono luoghi sacri ed incontaminati
immersi nella natura che la evocano e che
conservano la forza ed il fascino di un passato
glorioso nella traccia delle antiche pietre. Si è
così rapiti ed al tempo stesso affascinati dalla
bellezza incontaminata di una natura rigogliosa e selvaggia fra boschi e colline disseminate di antiche torri e castelli, dove sentire e godere di questa pace diventa un processo naturale e spontaneo, dato dalla contemplazione
e dalla suggestione dei luoghi stessi. Questo
posto così particolare è Canossa, la bianca
rupe di arenaria (da cui il nome latino Canus:
bianco, chiaro) dove anticamente sorgeva il
castello di Matilde di Canossa, ubicato sulle
colline reggiane (a 600 m di altezza) e che si
erge sulla vallata dell’Enza verso il cielo, coi
suoi 45 metri di altezza. Prima di raggiungerla però, occorre percorrere circa un centinaio
di scalini per tre anelli concentrici di mura che
salgono fino in cima, un po’ una piccola Saint
Michel, che la ricorda molto per la conformazione, anche se il percorso qui è costellato di
secolari querce, guardiani silenziosi nei secoli
di questa antica ed inespugnabile fortezza.
A volte è facile, salendo, incontrare lungo il
percorso qualche tedesco scalzo e magari
meravigliarsene…ma egli ripete, in segno di
devozione verso il proprio antico sovrano,
l’imperatore di Germania Enrico IV, lo stesso
percorso di pellegrinaggio/ penitenza che do-
vette affrontare, per riappropriarsi del proprio
potere, proprio quassù dove un tempo sorgeva l’antico castello, all’ombra della scomunica di un Papa intransigente come Gregorio
VII. Enrico IV fu reo, agli occhi del Papato, di
aver offeso il Papa per abuso di potere nella
nomina dei vescovi Conti, e dovette espiare
pubblicamente la sua colpa per troppa arroganza: così, spogliato degli abiti regali dovette indossare, suo malgrado, quelli umili di un
frate penitente, e scalzo, dovette attendere il
perdono del Papa per ben 3 giorni e tre notti
al freddo ed al gelo, davanti alle porte chiuse
del castello di Canossa. Nutrito a pane ed
acqua, così aveva disposto il Papa, che non
era convinto del vero pentimento cristiano di
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N. 7, luglio 2011
questo suo acerrimo nemico. Era uno dei più
rigidi e gelidi inverni del MedioEvo, era il gennaio 1077. Ecco che la Grancontessa Matilde
ospitava nel suo palazzo (dove ora sorge il
museo nazionale che ne ospita i reperti archeologici ed un magnifico fonte battesimale
che anticamente si trovava nel Tempio di S.
Apollonio, chiesa del castello) Papa Gregorio
VII, mentre Enrico, del quale era anche cugina nonchè vassalla, era fuori nella neve
ad aspettare…ma è stato proprio a lei che
l’Imperatore si era rivolto perché facesse da
intermediaria fra lui e Gregorio e l’aiutasse
così a far rientrare la scomunica come infatti avvenne, dopo tre giorni di necessaria e
sofferta penitenza pubblica. Ecco che il detto
“andare a Canossa” è così passato alla storia
ed è arrivato fino ai giorni nostri: viene infatti
La Grancontessa Matilde di Canossa.
tradotto in 30 lingue differenti ed è sinonimo di: chiedere
perdono, umiliarsi, fare penitenza, sottomettersi...proprio
come dovette fare Enrico IV
quassù... Se pensiamo poi
che la Grancontessa Matilde
ebbe un ruolo unico e fondamentale mai rivestito prima
di allora da una donna, grande mediatrice fra questi due
personaggi così importanti,
dotata di un potere insolito e
straordinario per una donna in
quei tempi, in cui il potere era
prettamente maschile, l’eccezionalità di questo luogo aumenta la sua
potenza e bellezza. Pensiamo anche alla sua
elevata cultura, Matilde era anche poliglotta
(sapeva ben 4 lingue: italiano, latino, tedesco
e francese) e grande mecenate (costruì oltre
ai castelli molte pievi, contribuì alla nascita
della Ghirlandina di Modena ed all’Università
di Bologna). Era una nobildonna sui generis,
abituata fin da piccola dal padre, il Marchese
Bonifacio di Toscana, a cavalcare per ore nei
boschi, ed in età adulta, anche ad uscire in
battaglia coi suoi soldati, non a caso il suo nome significa “fiera, forte in battaglia”. Dal padre ereditò evidentemente la tempra forte e
combattiva e dalla madre, Beatrice di Lorena,
il profondo spirito religioso e devoto che la
condusse a proteggere ed a sposare la causa
papale a tal punto che la Chiesa volle che le
sue mortali spoglie risiedessero a Roma, in
Vaticano, dove dal 1632/5 è possibile vedere
la sua tomba, scolpita dal più grande scultore
dell’epoca: il Bernini. Se analizziamo la sua
firma troviamo le tracce della sua vocazione
religiosa e devozionale verso Dio ma anche
di grande potere terreno: Matilda dei gratia si (ali)quid est:
Matilda per grazia di Dio se
è qualcosa o qualcuno... La
firma riportava in mezzo una
grande croce, contrassegno
distintivo delle firme dei Papi
e degli Imperatori. Canossa fu
anche luogo di massima importanza strategica e militare
posto al centro dei domini
della famiglia degli Attonidi,
di stirpe longobarda toscana,
che a partire dal X secolo con
Adalberto Atto si insediarono
con il loro sistema di torri di
difesa militare ed i loro castelli fino a creare
un vasto impero che procedeva dalla zona di
Brescia fino all’alto Lazio, larga parte dell’Italia settentrionale. Del castello oggi rimane un
affascinante rudere che si affaccia sull’infinito, la roccia friabile dell’arenaria ha distrutto,
nei secoli costellati da attacchi nemici, da
battaglie ma anche a causa di terremoti ed
intemperie il complesso architettonico composto dal mastio di difesa (di cui ancora però
è visibile la base), l’antico palazzo (di cui però
all’interno del museo si conservano molti capitelli romanici di insigne bellezza), la chiesa di
S. Apollonio, di cui resta la parte presbiteriale
con le due colonne di marmo della cripta, e le
mura cinquecentesche di un palazzo signorile
costruito in epoca successiva. Il Museo Nazionale del castello di Canossa è ubicato al
posto dell’antico palazzo di Matilde, proprio in
cima alla rupe, e dà la possibilità di effettuare
gratuitamente visite guidate su prenotazione,
gestite dalla cooperativa archeologica Archeosistemi (telefono 0522. 53 20 94).
Federica Soncini
Un tuffo nel mondo romano
Il Circolo Svizzero di Napoli
al Museo virtuale di Ercolano
Nel 2008 ad Ercolano, in provincia di Napoli,
è stato inaugurato il MAV (Museo Archeologico Virtuale) che, dopo il grande successo
riscosso in questi anni, è stato la meta della
visita del 14 maggio 2011 organizzata dal
Circolo Svizzero di Napoli. Ercolano, insieme
a Pompei, Stabiae e Oplonti fu distrutta, nel
79 d. C., da una terribile eruzione del Vesuvio, della quale abbiamo una appassionata
descrizione in una epistola, indirizzata allo
storico Tacito, di Plinio il Giovane che in quel
disastro perse anche lo zio Plinio il Vecchio,
accorso con la sua nave per tentare di portare aiuto agli abitanti. Dopo quasi 2000 anni
la ricostruzione virtuale del MAV, accompagnata da immagini tridimensionali, effetti
speciali, luci, suoni, voci di antichi abitanti,
proiezioni olografiche, esperienze tattili, ci
ha fatto partecipare in modo incredibilmente
efficace alla vita delle antiche città di Ercolano, Pompei, Stabiae e Baia. Davanti ai nostri
occhi sono apparsi nel loro antico splendore:
la bellissima Villa dei Papiri di Erclano, appartenuta forse al suocero di Giulio Cesare,
Lucio Calpurnio Pisone, la imponente Villa
Jovis di Capri residenza di Augusto, il Ninfeo
di Baia, le Terme di Stabiae, quelle di Pompei
con il Foro, il Lupanare, la Casa del Fauno
e l’affascinante Villa dei Misteri. Credo che
chiunque abbia visitato gli Scavi delle antiche
città vesuviane abbia fantasticato, come me,
su come doveva svolgersi la vita prima del
cataclisma che le ha colpite; ebbene durante
la visita tutti noi abbiamo, anche se virtualmente, partecipato ad essa, sembrandoci
poi quasi strano ritrovarci nel nostro mondo
attuale. Questo ritorno al passato non ci ha
però reso meno gradite le nostre saporite
pizze gustate in allegria in una accogliente
pizzeria locale.
Ringraziamo per la loro simpatia il Console
Onorario di Svizzera Avv. Adriano Aveta e la
sua famiglia intervenuti, come sempre, alla
nostra iniziativa, tutti i numerosi soci ed amici
ed i giovani figli del nostro Presidente Giacomo Corradini, per la loro cordiale e gradita
presenza.
Gabriella Moesch Lezza
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N. 7, luglio 2011
Circolo Svizzero di Roma
Concluso con una “Cena Bernese”
il corso di svizzero-tedesco
Sotto un meraviglioso cielo stellato, nel giardino della Casa Svizzera romana si è svolta – a
completamento del corso di svizzero tedesco
– la Cena Bernese. Hagu-Hans-Gotlett era la
ricetta proposta per la serata. Dieses Rezept
ist nach einer Figur aus Gotthelfs Buch «Uli
der Pächter» benannt. “Der Hagelhans war
ein Bauer, gross von Statur und reich an Geld,
hatte Knochen wie ein Ochs, ein Gesicht wie
ein Loewe und Augen wie eine Katze, wenn
weder Sonne, Mond noch Sterne am Himmel
stehen. Lieb war er, soweit man wusste, niemanden…”, so beschreibt Gotthelf den nicht
gerade sympathischen Hagu Hans. Schweinskotelett an «chüschtiger» Biersauce, mit
gedörrten Zwetschgen, Apfelringen, «ygleite
Bire, öppis Gmüesig» und Speckkartoffeln.
In den Werken von Jeremias Gotthelf spielen
Essen und Trinken eine wichtige Rolle. Al termine della degustazione dell’ottimo ed elaborato piatto, che ha richiesto un’attenta preparazione nei suoi vari componenti, dalla carne
alla frutta alle verdure, è stato applauditissimo lo “Chef” della serata, Giorgio von Moos
che ha regalato ai Soci del Circolo Svizzero
di Roma un piacevole momento conviviale e
di incontro. Un ringraziamento particolare è
stato poi rivolto agli insegnanti, Nicole Stahel
e Michel Charrière, che con competenza
hanno condotto il corso per tutto l’anno. Ha
anche partecipato una folta rappresentanza
Un momento della cena tipica bernese che ha concluso il corso.
della Guardia Svizzera Pontificia con cui è
stato intonato l’inno nazionale. Un particolare
ringraziamento al Cappellano della Guardia
Mons. Alain De Raemy che si è intrattenuto
con i convenuti soci del Circolo Svizzero di
Roma. La manifestazione, che ha riscosso vivo apprezzamento e successo; si è conclusa
con un ottimo dessert composto da meringhe
appena sbarcate dalla Svizzera e con il noto
gelato alla crema di “Giovanni” di via Duse,
Guidati dall’archeologa Matilde Carrara
mescolando su un unico piatto specialità
italiane e svizzere. Appuntamento per tutti al
prossimo anno con il nuovo Corso di Svizzero
tedesco, con le sue “Konversationsübungen”,
alla scoperta di regole grammaticali e di altri
Autori svizzeri da leggere nel “Mundartroman”
e naturalmente con la sua cena di fine corso
e con il suo menù a base di una ricetta ovviamente di un altro Cantone.
Fabio Trebbi
La visita a Villa di Livia fuori Roma
Cosa dire di un sito archeologico se non esprimere la sua bellezza nei suoi reperti su cui
è possibile leggere la nostra storia. Villa di
Livia, un piccolo ma importante sito che l’archeologa Matilde Carrara, socia del Circolo
Svizzero di Roma ci ha illustrato nei minimi
dettagli, nelle ultime scoperte, guidandoci
attraverso le meraviglie dell’area, che sorge
alle porte di Roma su una collina dominante la
piana del Tevere alla confluenza delle antiche
via Flaminia e Tiberina a Prima Porta. Nominata dalle fonti antiche “ad gallinas albas”, in
ricordo di uno straordinario evento occorso
a Livia, sposa di Ottaviano Augusto, mentre
si recava nei suoi possedimenti: “… a Livia
Drusilla… un’aquila lasciò cadere dall’alto in
grembo… una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro
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N. 7, luglio 2011
con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di
allevare il volatile e la sua prole, di piantare
il ramo e custodirlo religiosamente. Questo
fu fatto nella villa dei Cesari che domina il
fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e
ne nacque prodigiosamente un boschetto.”
(Plin. nat. XV, 136-137). La visita ha raccolto attorno alla Villa extraurbana di Augusto,
Primo Imperatore di Roma, e della sua consorte Livia un buon numero di appassionati
soci del Circolo per tutta una domenica mattina. Pur essendo stata rinvenuta nel 1863 la
celebre statua loricata dell’Augusto di Prima
Porta, ora ai Musei Vaticani e la stanza se-
misotterranea con le pareti affrescate dalle
note pitture di giardino, staccate nel 1951
a scopo conservativo e trasferite al Museo
Nazionale Romano, ora esposte a Palazzo
Massimo alle Terme, gli scavi per il restauro
delle strutture superstiti iniziarono nel 1982,
in quanto la villa venne espropriata ai privati
proprietari, con la successiva creazione di un
parco pubblico nel 1973. Sono state visitate
le strutture antiche, in particolare della zona
privata con atrio e piccolo giardino interno, di
quella di rappresentanza con grandi ambienti
affrescati e pavimentati a mosaico e in “opus
sectile” che si affacciano sul peristilio. L’ampio impianto termale attribuito in una prima
Ospiti della Deutsche Akademie a Villa Massimo
Scuola Svizzera di Roma:
Festa della Maturità 2011
fase agli inizi dell’età Flavia con la presenza
di ben due “piscinae calidae” e una “natatio”
e successivamente ristrutturata radicalmente nel periodo severiano. La grande terrazza
porticata ad “U” con giardino, probabilmente
il “lauretum” ricordato dalle fonti che ornava
il lato orientale della residenza imperiale. La
precisa collocazione topografica e gli imponenti muri di costruzione della “basis villae”,
da sempre in vista, hanno esposto il complesso a ripetute spoliazione dalla fine dell’impero in poi. La mattinata si è conclusa con un
pranzo conviviale in una delle osterie locali.
Fabio Trebbi
Le prossime
proposte del
Circolo Svizzero
di Roma
Per partecipare agli eventi è necessario essere Soci ed è gradito un cenno di prenotazione
presso la Scuola Svizzera 06 440 21 09 oppure [email protected]
Il gruppo dei maturandi con il direttore della Scuola e l’insegnante di classe.
Ospiti della Deutsche Akademie di Roma, nello splendido ambiente della Villa Massimo, si
è svolta la festa della Maturità della Scuola
Svizzera di Roma. L’incantevole Villa ed il suo
parco, donati alla Germania nel 1910 dall’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold, fu edificata per sviluppare l’idea di una
casa per artisti tedeschi a Roma, dove gli
stessi artisti potessero trovare nuova ispirazione attraverso lo studio dei modelli antichi.
L’Istituto è composto da un edificio centrale,
costruito nel 1913 da Arnhold, una spaziosa
villa rappresentativa, e dieci studi moderni
aventi ognuno annessa l’abitazione per gli
artisti. La festa, naturalmente incentrata sugli studenti, ha visto il Direttore della Scuola
Edwin Züger, ripercorrere insieme ai giovani
i momenti più salienti della loro vita scolastica. Sono anche intervenuti per congratularsi con i maturandi il Signor Max Knöpfli,
delegato dell’Erziehungsrat del Cantone di
San Gallo, il Ministro presso l’Ambasciata
Svizzera in Italia, Mauro Reina, il Presidente
dell’Associazione Scuola Svizzera di Roma,
Fabio Trezzini. Tra la commozione e la gioia a coronamento della carriera scolastica
degli studenti dell’ultima classe di liceo è avvenuta la consegna dei diplomi di maturità
che ha sigillato l’importante meta raggiunta.
Un concerto ha concluso l’evento, eseguito
dai giovani maturi che hanno presentato la
loro band musicale nata durante gli anni di
vita scolastica.
Fabio Trebbi
Sabato 24 settembre dalle ore 10.00
Priverno ed Abbazia di Fossanova
A pochi chilometri da Priverno, lungo la S.S.
609, direzione sud, (stazione ferroviaria Priverno-Fossanova: linea Roma Napoli) sorge il
Borgo di Fossanova con l’omonima Abbazia,
primo magistrale esempio di architettura gotico-cistercense in Italia, consacrata da Innocenzo III nel 1208, con navata centrale e due
navate minori, e uno splendido rosone. Fanno
parte del complesso, la Foresteria, in cui morì
S. Tommaso d’Aquino (1274), il chiostro, il
Refettorio, l’ex convento. Il Borgo comprende
anche le ex stalle medievali, che oggi ospitano il Museo Medievale, e l’ex Infermeria, oggi
sala per convegni e concerti.
Dopo la passeggiata culturale accompagnati
dalla nostra guida Patrizia Obrist, seguirà l’aperitivo nel tipico locale di Vincenza ed una
sosta da Anna 2000, un ristorante spartano,
che fa solo determinati piatti casarecci, come
usava fare la gente contadina, d’altri tempi.
Errata corrige
Nella cronaca del Congresso del Collegamento a Tirrenia abbiamo scritto, a pagina
20, per l’intervento di Fabio Trebbi, che
“molte persone si sono trasferite da facebook a swisscomunity”. Si doveva invece
scrivere “da facebook a swissbook”. Ci
scusiamo per la svista.
­ 18
N. 7, luglio 2011
Recentemente scomparso, fu molto attivo nelle istituzioni svizzere
La figura e l’opera di Arturo Job
Discendente da una famiglia
zurighese trascorse l’infanzia
e la prima gioventù a Milano,
dove suo Padre si era trasferito per assolvere importanti incarichi negli stabilimenti tessili
del gruppo Abegg.
Dopo la scuola svizzera di Milano, proseguì gli studi in Svizzera frequentando le scuole
superiori laureandosi in ingegneria ed assolvendo in patria
anche il servizio militare.
La sua attività professionale
iniziò nel 1937 presso gli stabilimenti di un importante complesso industriale
tessile articolato su vari stabilimenti che sarebbero poi confluiti nel Cotonificio Valle di Susa.
Dopo circa un anno passò alla sede di Torino
con il compito di istituire l’Ufficio Impianti per seguire e promuovere i nuovi sviluppi del gruppo.
Negli anni 1941/48, in pieno periodo bellico,
trascorse un periodo negli Stati Uniti d’America, arricchendo il suo bagaglio professionale
con elementi tecnici ed organizzativi avanzati. Con le ricche
esperienze acquisite, ritenne
opportuno avviare una attività
professionale in proprio, affrontando anni di lavoro intenso
esteso a tutta l’Italia, con molto
impegno, meticolosa precisione ed assoluta onestà.
Specializzato nel settore degli
impianti elettrici, intrattenne
rapporti di reciproco riconoscimento con le committenze
iniziate nell’ambiente tessile
e proseguite poi nell’industria
alimentare, in complessi chimici, dell’acciaio,
ghisa ed altri settori quali banche, assicurazioni
ed ospedali. Merita anche di ricordare il Teatro
Regio e la Galleria di Arte Moderna di Torino.
Solo di recente aveva concluso l’intensa attività
professsionale raggiungendo un meritato riposo con la moglie ed i figli.
Per natura uomo socievole, è stato animatore
della partecipazione degli Svizzeri in Italia sin
dalle prime riunioni del Collegamento per il riconoscimento dell’importanza di una istituzione
che riunisse in un solo organo i Circoli svizzeri
in Italia.
Simpatico ed estroverso, lascia viva la sua memoria quale efficiente organizzatore: Presidente
per parecchi anni del Circolo Svizzero e della
Società Svizzera di Soccorso di Torino ha saputo infondere quella cordialità che si configura
nelle persone di alto livello.
Presente e compartecipe di numerose iniziative
con gli Svizzeri di Torino per mantenere vive
le tradizioni, le usanze ed i sentimenti che ci
uniscono alla Patria; uomo leale, retto ed onesto, esemplare in ogni sua espressione della
vita lascia viva la sua memoria quale efficente
personaggio di innata cordialità.
Attento agli avvenimenti familiari godà con la
moglie, i figli ed i nipoti che ha lasciato.
Arturo Job è scomparso nei giorni scorsi ed è
con vivo rimpianto che ci obbliga a ricordarlo
nella memoria di chi l’ha conosciuto ed apprezzato.
Un caro amico (Paolo Sala)
1611 – 2011 La Société de tir ou
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Avec des notices historiques sur 34
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Bornand, Bosset, Caspari, Chuard,
Doleyres, Lecoultre, Inmos, Landriset,
Martin, Michaud, Petit, Revelly,
Renaud, Rosset, Senaud …
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24/28 cm, 212 p. Fr. 60.–
Une belle manière de renouer avec des
racines en terre vaudoise. A commander via
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­
19
N. 7, luglio 2011
Creato in occasione del 73º Collegamento
Primi passi del nuovo Comitato
del Collegamento dei Giovani
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In occasione del 73° Congresso del Collegamento
Svizzero in Italia che si è
tenuto a Tirrenia il nascente
Comitato Giovani, nella rappresentanza della Presidente Bianca Rubino, ha avuto
modo di presentarsi, incontrare nuova gente, allargarsi!
Infatti nel tardo pomeriggio di fronte ad un
cocktail e più tardi in pizzeria, giovani svizzeri
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hanno
avuto modo di conoscersi, raccontare
della propria vita, condividere informazioni ed
esperienze. Nel corso della serata si sono
toccate diverse tematiche: le scuole svizzere
in Italia, la Gazzetta Svizzera, le possibilità
di rientro in Svizzera, le attività dei circoli di
appartenenza e la partecipazione dei giovani
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oggi, i propri rapporti
con la Svizzera, le abi
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svizzere in Italia...
Il Comitato Giovani, appoggiato dal Collega-
Incontri fra giovani a Tirrenia, in margine al Congresso del Collegamento.
mento e dai suoi membri, muove i primi passi.
Un caloroso saluto a tutti i ragazzi che si potranno riconoscere nelle foto e agli altri che
ancora non si sono fatti conoscere, a tutti
coloro che hanno sostenuto il Comitato, in
particolare la Società Svizzera di Beneficien-

za di Milano e la Fondazione La Residenza per
il loro sostegno economico.
Per mettervi in contatto con noi:
L’e-mail è [email protected]
Il profilo Swissbook è ComitatoGiovani.
Bianca Rubino
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89mo Congresso degli Svizzeri all’estero,
dal 26 al 28 agosto 2011, al Palazzo dei Congressi di Lugano
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Vogliate inviarmi nella primavera 2011 i documenti d’iscrizione all’89mo Congresso degli Svizzeri all’estero (dal 26 al
28.8.2011 a Lugano).
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Nome/Cognome
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Indirizzo
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Paese/NAP/Luogo
E-mail:
Vogliate scrivere in modo leggibile e a carattere stampatello.
Vogliate inviare il formulario compilato a: Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Comunicazione & Marketing, Alpenstrasse 26, CH3006 Berna, Fax: +41 (0)31 356 61 01 oppure inviate una e-mail
a [email protected].
Vorsorgen in
Schweizer Franken.
Agentur Auslandschweizer
Stefan Böni
Dorfstrasse 140, 8706 Meilen
+41 44 925 39 39, www.swisslife.ch/aso
Il dibattito sull’89mo Congresso
degli Svizzeri all’estero, che si
svolgerà a Lugano, sarà dedicato alla democrazia diretta nel
contesto internazionale. Per saperne di più su questo tema e sulle ultime informazioni concernenti il congresso 2011, consultate
http://www.aso.ch/it/congresso-degli-svizzeri-all-estero.
Riservate fin da oggi la data del
congresso nella vostra agenda.
Al piacere di ritrovarvi!
­ 20
N. 7, luglio 2011
Cordiale incontro con il grande cantante pugliese
Il Circolo Svizzero Salentino in gita
con meta la tenuta di Al Bano
Una splendida alba mi svegliò molto presto,
e cosi steso pigramente nel mio letto ebbi il
tempo di controllare il programma di tutta la
giornata: nulla doveva andare storto!
Puntualmente alle 8.30 il moderno autobus
della SEAT arrivò nel parcheggio di Tricase. I
soliti affettuosi convenevoli con la solita frase
benaugurante: “Quando gli angeli si mettono
in viaggio… “ Effettivamente il sole splendeva
ed i suoi raggi estivi scaldavano piacevolmente. Una fermata veloce a Tuglie per caricare
l’ultimo gruppo e poi via, in direzione Masseria
Marzano.
Trovammo la masseria solo al secondo colpo,
avevamo sbagliato strada. Ma fortunatamente la padrona di casa, Solange ci aspettava
sulla strada, con cenni di mano ci mostrava la
giusta via. Che paradiso e che tavola imbandita! Già il commento di qualcuno: dovremmo
restare qui. Un vero paradiso per le vacanze,
lontano dallo stress del quotidiano. Uno splendido bosco invita a passeggiare. Dopo un
grande applauso e ringraziamento per questa
stupenda ospitalità di Solange, di Corrado e
del loro figlio Carlo partiamo finalmente per la
meta del nostro viaggio: la tenuta di Al Bano
Carrisi, il grande cantante italiano e la sua
realizzata versione del paradiso.
Ne rimaniamo tutti sorpresi, non so se dal
punto di vista “Kitsch” o dell’arte monumentale, di sicuro imponente!
E come promesso, il padrone di casa è presente e molti approfittano di quest’occasione
per farsi fotografare con lui. Egli è molto felice di ospitare il Circolo Svizzero del Salento
e ci augura una buona giornata. Per quasi due
ore, fino all’ora di pranzo abbiamo il tempo di
visitare tutto. Io, da privilegiato, ho trovato
subito un posticino all’ombra, dove con un
Il presidente del Circolo René Ringger saluta e ringrazia Al Bano per l’ospitalità.
bicchiere di vino della casa Al Bano in mano,
potevo pregustare, ciò che ancora ci aspettava. La pace durò poco, altri scopersero
quest’angolino e subito nacque una vivace discussione sul sinora visto. Ebbene sì, i gusti
sono diversi…
Fummo di nuovo sorpresi, quando all’ora di
pranzo ci condussero in una bellissima dépendance. Un menu da 5 stelle con 3 diversi vini
della cantina di Al Bano deliziarono nostri palati. Il buon umore salì al massimo. La visita
della tenuta attraverso il bellissimo boschetto
fece bene a polmoni, gambe e pancia ! Dopo
aver visitato le cantine a coronamento del tutto
ci fu offerto un vino dolce e una fetta di torta.
Il rientro avvenne senza sorprese. Alcuni,
stanchi e sazi si appisolarono, altri ripetevano a mente la giornata appena trascorsa e
osservavano dal finestrino il paesaggio.
Prendemmo commiato con un “Arrivederci al
1° Agosto” ed un caloroso grazie da parte dei
partecipanti. Questa giornata è stata un altro
avvenimento importante nella vita del nostro
circolo, che di sicuro non dimenticheremo
mai.
René Ringger
L’arte dell ’accoglienza
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­
21
N. 7, luglio 2011
Elezioni del Consiglio nazionale
Esiste anche un effetto Fukushima?
Dopo l’incidente del reattore di Tchernobyl 25 anni fa, i Verdi ottennero un grande
successo alle elezioni nazionali. La catastrofe di Fukushima influenzerà nello stesso modo le elezioni d’ottobre? Non è sicuro: il contesto politico è cambiato dopo
Tchernobyl.
Prima della catastrofe nucleare della città
giapponese di Fukushima, tutte le previsioni
davano l’Unione democratica di centro (UDC)
vincente nelle elezioni nazionali del 23 ottobre
prossimo. Con i loro temi, gli alleati di Christoph Blocher avevano superato gli altri partiti.
Le discussioni concernevano principalmente
i rifugiati dell’Africa del Nord, gli immigrati
dell’Europa dell’Est, il rapporto con l’Unione
europea, in altri termini esercitavano una forte pressione sull’adeguamento e la concordanza in Consiglio federale. Si può ancora
dubitare che l’incidente giapponese abbia un
influsso sui principali dibattiti politici. Questo
incidente ha dato un forte impulso mediatico ai socialdemocratici, ai verdi e al giovane
partito liberale, permettendo loro di far avanzare le rispettive posizioni, già conosciute
sulle centrali nucleari. Questo ha provocato
soprattutto un grande assembramento in occasione delle tradizionali “marce di Pasqua”
contro il nucleare.
In quanto ministro svizzero dell’energia, la
consigliera federale PPD Doris Leuthard non
ha tardato a reagire, esigendo che le procedure di autorizzazione di nuove centrali
nucleari in Svizzera siano immediatamente
sospese. Poco dopo ha tuttavia relativizzato questa richiesta, poiché regna un totale
disaccordo a proposito nel suo partito, come anche nel PLR. I massimi rappresentanti
dei due partiti borghesi esprimono opinioni
divergenti sull’energia nucleare. Mentre dopo
una lunga riflessione, il consigliere federale
Johann Schneider-Ammann si dichiara a favore di un’uscita dal nucleare, Gerold Bührer
difende esattamente il contrario in quanto
presidente di economiesuisse. E il presidente del PLR Fulvio Pelli riesce perfino a fare di
questo dissenso interno un punto positivo del
partito: certe divergenze sarebbero la prova
che il PLR fa della politica indipendentemente
dall’associazione mantello dell’economia svizzera. Né più né meno, secondo lui.
Attendere che l’agitazione si calmi
È difficile saperne di più su questa questione
presso l’UDC, che però non trascura nessun
altro tema importante. Questa volta lascia ai
suoi rivali il compito di esporsi su queste questioni delicate, sperando che l’odierna agitazione rallenti entro l’autunno e che gli Svizzeri
portino allora di nuovo le loro attenzioni su altri
temi. L’attualità ambientale ha già beneficiato
più di una volta ai verdi in occasione delle elezioni: la catastrofe di Tchernobyl nel 1987, la
canicola del 2003, che ha posto la questione
ambientale in primo luogo, il film sul clima di
Al Gore nel 2007, che ha scatenato un effetto
di moda ambientale nel mondo intero. Esso ha
contribuito al successo dei verdi in Svizzera
che, con il 9,6%, avevano registrato il miglior
risultato fino a quel momento.
Quand’anche ci fosse un effetto Fukushima,
non è garantito che perduri fino alle elezioni
del 23 ottobre. Anche se a fine marzo – inizio aprile i verdi e i verdi liberali sono usciti
vincitori dalle elezioni nei cantoni di Basilea
Campagna e di Zurigo, secondo gli esperti,
gli avvenimenti del Giappone non sono stati
decisivi in queste due elezioni. “Se questo
soggetto d’attualità avesse suscitato un tale
interesse, la partecipazione alle elezioni sarebbe potuta essere più forte nei due casi”,
spiega Lukas Golder dell’istituto di ricerca
bernese GFS. Globalmente, il campo rossoverde non è progredito, il che contraddice
pure l’esistenza di un effetto Fukushima.
Secondo Lukas Golder, se le elezioni nel
Baden-Wurtemberg, dove l’effetto Fukushima
ha avuto un ruolo importante, hanno avuto un
altro risultato, è perché “in Germania il solo
mezzo che i cittadini hanno per esprimere il
loro disaccordo sono le urne”.
Il geopolitologo zurighese Michael Hermann
usa gli stessi argomenti: esiste una differenza
chiara tra le mutazioni politiche e le elezioni.
“Una nuova centrale nucleare ha ormai meno
possibilità di essere accettata dagli elettori
rispetto a prima di Fukushima”, riconosce
Hermann prima di predire: “L’eventuale effetto Fukushima continuerà ad attenuarsi entro
le elezioni dell’autunno”. Egli pensa che in
Svizzera la questione del nucleare sarà risolta con una votazione e non dalle elezioni.
Secondo lui, in questo paese, gli elettori utilizzano soltanto raramente le elezioni per dare
un segnale verso un orientamento preciso o
per punire personalità politiche, mentre che i
Tedeschi lo fanno a ripetizione.
L’uscita dal nucleare
non è per domani
È sicuro che gli avvenimenti in Giappone
avranno un influsso sulla futura politica energetica in Svizzera. Come nel 1987, un anno
dopo la catastrofe di Tchernobyl, il progetto
della centrale di Kaiseraugst era stato definitivamente abbandonato, Fukushima darà un
nuovo slancio agli oppositori al nucleare e
incoraggerà la produzione di energie alternative. Tuttavia, le potenti centrali economiche
hanno già lasciato capire la loro opposizione
all’uscita dal nucleare. E dal momento che il
consumo di elettricità è in costante aumento
in Svizzera e che il 40% dell’elettricità proviene dal nucleare, lunghi anni e importanti
spese ci separano ancora da una reale uscita
dal nucleare.
Heinz Eckert
Energia nucleare? No grazie – Tattica elettorale? No grazie!
­ 22
N. 7, luglio 2011
Si ai Bilaterali – No all’adesione all’EU
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23
N. 7, luglio 2011
Le elezioni del Consiglio nazionale e di una parte del Consiglio degli Stati nella Confederazione
Che cosa ne pensano i cittadini svizzeri
Tra i quasi 700’000 Svizzere e Svizzeri all’estero, 136’000
si sono iscritti nei cataloghi elettorali dei comuni svizzeri per
poter prendere parte alle elezioni e alle votazioni nel loro
paese d’origine.
Durante quest’anno elettorale Gazzetta Svizzera presenta,
insieme con la “Schweizer Revue”, alcuni di questi elettori
svizzeri all’estero e chiede loro che cosa li ha motivati per
impegnarsi politicamente.
Nome:
Cornelia
Cognome:Tschichold
Nome:
Dario
Cognome:Cavegn
Età: 48
Età: 29
Luogo di residenza: Swansea,
Pays de Galle, Gran Bretagna
Luogo di residenza:
Tallin, Estonia
Dal 2006
Dal 2006
Parteciperete alle elezioni del 23 ottobre. Votate regolarmente?
Cornelia Tschichold: Sì.
Dario Cavegn: Ho sempre preso parte alle elezioni. Per le votazioni a
livello federale dipende dal progetto.
Quali ricordi avete della prima elezione o votazione alla quale avete partecipato?
Il progetto non era certamente dei più appassionanti e non mi ricordo nemmeno i risultati. Siamo andati in municipio con i miei
genitori, abbiamo fatto timbrare le nostre schede e le abbiamo fatte
scivolare nell’urna prima di ripartire.
È stato un momento di festa. Ho votato per la prima volta nel 2000. Le
votazioni trattavano parecchie questioni che mi stavano a cuore.
E perché prendete parte alle elezioni e votazioni?
Se non lo facessi non avrei il diritto di lamentarmi del governo! Seriamente, credo che il cambiamento che viene dalla base è il solo
che abbia valore. La democrazia funziona correttamente solo se il
popolo prende sul serio la questione del voto.
Non capisco quelle persone che trovano ogni pretesto per non partecipare alle elezioni e alle votazioni, in particolare quando si sono fatti
un’opinione sulla questione in discussione. La partecipazione alla vita
politica è la più pura espressione della responsabilità e del patriottismo
nel nostro paese.
Come decidete a chi dare il vostro voto?
Mi baso sulla mia visione globale della politica, sulle dichiarazioni dei
partiti e dei politici, sui dibattiti riportati nei media e tendo a votare
in modo generale per le donne.
Una società deve poter funzionare. Ciò suppone che lo Stato e la legge
favoriscano un buon equilibrio fra i vari interessi. Voto per partiti e uomini
politici che incarnano questo principio.
Gli Svizzeri all’estero possono votare anche se non pagano imposte e non assumono così responsabilità. È una critica ricorrente.
Pago le imposte nel mio paese di residenza, ma non posso votare.
Il diritto di voto è un diritto fondamentale che noi non dovremmo
perdere per la semplice ragione che viviamo all’estero. Immagino
perfettamente di tornare un giorno in Svizzera, il mio paese d’origine. Per questo mi tengo al corrente dell’attualità svizzera.
La maggior parte degli Svizzeri all’estero partecipano per esempio all’AI
attraverso convenzioni sociali o contributi volontari. Affermare che pagare imposte vuol dire assumersi responsabilità è un po’ riduttivo. La
responsabilità non è una questione di imposte, ma è legata al diritto di
consultazione.
Quali sono i problemi più importanti che i politici svizzeri dovrebbero risolvere?
Il sistema fiscale ingiusto che privilegia le persone molto ricche,
l’assurda ipertrofia del settore bancario e la sua pressione sulla
sfera politica, i problemi ambientali legati al cambiamento climatico e che non cessano di intensificarsi, la xenofobia in aumento in
alcune regioni della Svizzera, senza parlare del modo con cui viene
sfruttata da certi gruppi.
L’isteria in materia di privatizzazione e deregolamentazione deve finire.
La Svizzera deve dotarsi di una cassa malati unica. Il nostro paese deve
soprattutto affermarsi di fronte all’UE senza per questo aderirvi, il che
significherebbe la fine del nostro sistema politico.
­ 24
Da Palazzo Federale
N. 7, luglio 2011
Centri consolari regionali e misure d’accompagnamento
Profondi mutamenti nella rete
diplomatica svizzera e consolare
Per la propria politica estera e per difendere
i suoi interessi, la Svizzera si basa su una
rete di circa 140 rappresentanze diplomatiche e consolari ripartite nel mondo intero;
una rete notevole di un paese dalle dimensioni della Svizzera, che si pone al nono
rango mondiale. L’allocazione delle risorse
nell’ambito della rete elvetica è oggetto di
valutazioni permanenti. Così, durante gli
ultimi 15 anni, queste risorse sono state ridotte nell’Europa occidentale (chiusura dei
consolati di Napoli, Bordeaux, Dresda, ecc.,
per esempio) e nell’America del Nord (per
esempio chiusura di Houston), con lo scopo
di poter rispondere ai nuovi bisogni legati
all’emergenza dei paesi del Sud e dell’Est
(per esempio aperture di consolati a Astana,
San Pietroburgo e Guangzhou). Più recentemente, considerazioni di ordine finanziario
(risparmi a livello di oneri del personale e
delle spese di gestione) hanno imposto la
chiusura dei nostri consolati generali a Düsseldorf, Genova ed Edimburgo.
Le rivalutazioni attuali si basano invece su
un’analisi dell’efficienza della fornitura di
servizi consolari agli Svizzeri e alle Svizzere all’estero, mediante il mantenimento,
o perfino il rafforzamento della qualità del
servizio pubblico. Questa analisi è sfociata
nell’allestimento di cataloghi di prestazioni
specifiche per ogni rappresentanza, da cui
è derivata in particolare la chiusura delle
sezioni consolari nell’ambito di ambasciate,
a vantaggio della creazione di centri consolari regionali (vedi lista nella quadretta).
Questa analisi ha dimostrato che le ambasciate interessate offrono tutte, al di là del
loro impegno diplomatico – che concerne
questioni politiche, culturali, economiche
e commerciali – l’insieme delle prestazioni
consolari, e cioè un’ampia gamma di servizi
che vanno dall’allestimento di carte d’identità alle questioni di stato civile, passando
attraverso le legislazioni e il rilascio di visti, ecc. Ora questi prodotti simili sono offerti da cancellerie relativamente vicine le
une alle altre e utilizzando individualmente
risorse importanti, tanto in termini di personale, quanto in termini di infrastrutture e di
materiale (elaboratori di dati biometrici per
esempio). La nostra ambasciata a Bratislava è un buon esempio di utilizzazione poco
economica delle nostre risorse nel contesto delle prestazioni puramente consolari,
con un volume d’affari di 42 passaporti e
di 3 visti all’anno, che non giustificano la
presenza di due collaboratori, trasferibili
a pieno tempo. L’idea di concentrare in un
solo luogo un catalogo di prestazioni consolari completo comporta un risparmio di scala
sostanziale: infatti provoca la destinazione di
un personale non più sproporzionato, ma ben
proporzionato alla richiesta che proviene dai
compatrioti delle regioni vicine, immatricolate
sotto un solo tetto, nonché degli investimenti
in materiale limitati a una sola località e in
una sola regione. In breve, il trasferimento di
unità amministrative presso centri consolari
regionali ha per obiettivo un’ottimizzazione
delle risorse. Ciò detto va anche precisato
che questo esercizio di concentrazioni non
deve essere assimilato a una chiusura di
rappresentanze: la presenza svizzera rimane
sicuramente garantita nei paesi con sezioni
consolari spostate, nei quali i nostri ambasciatori garantiscono i loro compiti diplomatici, ma anche la prossimità umana con i nostri
compatrioti residenti nel loro paese di residenza o di destinazione.
Il DFAE è tuttavia cosciente del fatto che la
chiusura di rappresentanze, oppure la concentrazione di compiti in centri consolari regionali, hanno forti incidenze sulla colonia svizzera.
E questo per il fatto del trasferimento di alcuni
compiti in altre rappresentanze, della distanza geografica, della perdita del sentimento
di prossimità che ne deriva. Comprendiamo
per esempio che compiere un viaggio per
procedere alla consegna di dati biometrici
costituisce un compito gravoso per le persone interessate. Per questo, preoccupato
di mantenere e di consolidare un servizio
pubblico di qualità, il DFAE ha previsto molte
misure di accompagnamento, come la creazione di una direzione consolare che funge
da strumento che promuove la fedeltà a un
servizio pubblico degno di questo nome. La
“Helpline” chiamata a rispondere gradualmente alle chiamate telefoniche e alla posta elettronica 365 giorni all’anno è uno dei
titoli di merito. Nell’ambito di queste misure
va menzionato anche che il personale locale resterà nelle ambasciate, distaccandosi
dalle loro sezioni consolari, per garantire
alcuni compiti in collaborazione stretta con
i centri consolari regionali. Si rivela inoltre
la creazione di servizi itineranti con parecchi
mobili per la registrazione di dati biometrici. A questo proposito bisogna sapere che
ognuno può effettuare questo passo presso
ogni ufficio di passaporti in Svizzera (per
esempio in occasione di un viaggio in Svizzera) oppure presso ogni rappresentanza
svizzera all’estero con sezione consolare, e
ciò in accordo con la rappresentanza presso la quale il richiedente è immatricolato.
Saranno allestiti anche punti d’incontro per
l’ufficializzazione di certificati di vita per
l’AVS (per esempio club svizzeri, consolati
onorari). Per i casi di protezione consolare
contiamo di poterci appoggiare sempre più
sulla nostra rete di consoli onorari, che saranno sensibilizzati ai diversi aspetti della
loro funzione – della quale fa parte anche
Cancelleria
Centro consolare regionale
(chiusa)(aperto)
Data
Tirana (Albania)
Balcani (Pristina)
01.04.2011
Harare (Zimbabwe, Malawi,
Zambia, Angola)
Africa australe (Pretoria)
01.04.2011
Sofia (Bulgaria)
Europa del Sud-Est (Bucarest)
15.04.2011
Port-au-Prince (Haiti)
Hispaniola (Santo Domingo)
01.05.2011
Bruxelles (Belgio)
Lussemburgo (Lussemburgo)
Benelux (L’Aja)
16.05.2011
Helsinki (Finlandia)
Copenhagen (Danimarca)
Oslo (Norvegia)
Paesi nordici (Stoccolma)
30.05.2011
Vienna
Estate 2011
Lubiana (Slovenia)
Zagabria (Croazia)
Budapest (Ungheria)
Bratislava (Slovacchia)
Praga (Repubblica Ceca)
Da Palazzo Federale
­
25
N. 7, luglio 2011
la loro prossimità con la comunità svizzera
– in occasione della conferenza che li riunirà per la prima volta in Svizzera nel mese
d’agosto 2011. Citiamo pure che, in questo
contesto, dal 1990 il DFAE ha proceduto a
più di un centinaio di aperture di consolati
onorari per tener conto dell’evoluzione degli
interessi svizzeri e dell’apparizione di nuovi
bisogni, soprattutto nei paesi emergenti. Il
DFAE si è assicurato ora anche il concorso
dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero,
nell’ambito delle procedure di nomina, nell’idea di inquadrare meglio i bisogni sul posto,
nonché le attese della colonia svizzera. E’
chiaro che il DFAE accompagna e sostiene
lo sviluppo di servizi “online”. Esso conta
del resto anche di ricorrere alle forme di
cooperazione con gli Stati dello spazio di
Schengen e approfondire il suo partenariato
con l’Austria e la Germania, in materia di
protezione consolare.
Non mancheremo di tenere i lettori di Gazzetta Svizzera al corrente degli sviluppi
futuri concernenti la rete diplomatica e consolare svizzera. È in costante cambiamento
mentre la sua forma è dovuta in particolare
al principio di universalità (la Svizzera cerca
di stabilire rapporti con l’insieme dei paesi
del globo), delle nuove sfide geopolitiche e
della difesa degli interessi svizzeri nel loro
insieme, compresa la componente concernente i servizi ai cittadini svizzeri.
JFL
Iniziative popolari
Dall’ultima nostra edizione sono state lanciate le nuove iniziative popolari seguenti:
(termine impartito per la raccolta delle firme fra parentesi)
◆ Iniziativa popolare federale “Per una cassa malati pubblica” (01.08.2012)
◆ Iniziativa popolare federale “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di
gestione delle risorse (economia verde)” (08.09.2012)
◆ Iniziativa popolare federale “per la protezione di salari equi (iniziativa sui salari minimi)” (17.12.2012)
Vogliate consultare la pagina www.bk.admin.ch/aktuell/abstimmung, dove troverete la
lista attuale delle proposte di referendum e delle iniziative popolari, nonché i formulari
per le firme corrispondenti disponibili. Vogliate inviare il formulario compilato e firmato
direttamente al comitato responsabile dell’iniziativa.
Responsabile delle pagine d’informazione ufficiali del DFAE:
Jean-François Lichtenstern,
Servizio degli Svizzeri all’estero/DFAE,
Bunde sgasse 32, CH-3003 Berna
Telefono: +41 800 24 7 365
www.eda.admin.ch/asd – e-mail: [email protected]
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Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)
N. 7, luglio 2011
Temi principali: i consolati e le banche svizzere
Seduta a Brunnen del Consiglio
degli Svizzeri all’estero
A Brunnen, e non a Berna come vuole la tradizione, si è tenuta lo scorso 8 e 9 aprile,
la seduta di primavera del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE). Alcuni punti del
copioso ordine del giorno hanno dato luogo a discussioni particolarmente accese.
Punti principali della discordia sono stati la riorganizzazione dei consolati nell’ambito
del DFAE e le banche svizzere.
Gerhard Brügger, capo della Direzione degli
affari consolari, di nuova creazione in seno
al Dipartimento federale degli affari esteri
(DFAE), ha presentato la riorganizzazione
dei consolati al centinaio di membri del
Consiglio presenti a Brunnen. Nonostante
la sua eloquenza, non è riuscito a calmare
gli animi, già riscaldati molto prima della
seduta. Lo scontento per la decisione del
DFAE di chiudere numerosi consolati e servizi consolari in alcune ambasciate è rimasto
forte. Parecchi consiglieri hanno testimoniato della loro indignazione quanto al fatto che
il DFAE ha preso la propria decisione senza
consultare gli Svizzeri all’estero, né l’Organizzazione degli Svizzeri al’estero (OSE).
Queste chiusure di consolati costringono
infatti alcuni Svizzeri all’estero a compiere
lunghi spostamenti, quando hanno bisogno di servizi consolari. Per citare un solo
esempio: gli Svizzeri domiciliati in Slovenia,
Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia saranno d’ora in poi seguiti esclusivamente da Vienna (Austria).
Gerhard Brügger ha informato il Consiglio
che la decisione è stata presa e che non
sarà negoziabile, ma che il DFAE si sforze-
rà, attraverso “misure di accompagnamento”
– per esempio con consolati mobili e nuove
regolamentazioni in materia di registrazione
di dati biometrici per i passaporti – di fare
un passo verso gli Svizzeri all’estero (vedi
quadretta). Il CSE, riunito a Brunnen, ha adottato una risoluzione in proposito (consultare
il testo sotto www.aso.ch, rubrica Politica/
Consiglio degli Svizzeri all’estero/Attualità).
L’atteggiamento delle banche svizzere di fronte agli Svizzeri all’estero (chiusura di conti e
tasse esorbitanti), un soggetto già trattato
anche da “Gazzetta Svizzera”, è stato qualificato di “vergognoso” da parte del Consiglio.
L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero non
dispone tuttavia di nessun mezzo d’intervento in materia (vedi pure la rubrica Consigli
dell’OSE).
La conferenza “Svizzera-Europa – uno sguardo verso l’esterno” di Peter Winkler, corrispondente della Neue Zürcher Zeitung (NZZ)
a Bruxelles, ha suscitato un vivo interesse da
parte del Consiglio. Il giornalista nota, in Svizzera, un “atteggiamento talvolta aggressivo
nei confronti dell’UE” e afferma che a Bruxelles, numerosi sono coloro che hanno l’impressione che il nostro paese voglia conciliare due
Il 20° della piazza degli Svizzeri all’estero a Brunnen
cose non compatibili: l’accesso alle soluzioni positive dell’UE e, contemporaneamente,
distanziarsi rispetto ai settori che non gli
convengono, che l’oratore definisce “un’adesione à la carte”. Peter Winkler ha ancora precisato che secondo lui i dibattiti non
sono supportati da nessuna ponderazione
obiettiva. Si tratta infatti semplicemente di
sapere quanto la Svizzera è pronta ad offrire per poter partecipare. Egli sente spesso
parlare a Bruxelles, trattandosi della Svizzera, di “Rosinenpickerei” e parecchi Stati
dell’UE si dicono sempre meno disposti a
garantire regolamentazioni d’eccezione.
Oltre alla risoluzione adottata a proposito
della rete consolare, il Consiglio degli Svizzeri all’estero ha adottato un manifesto
elettorale in vista delle elezioni federali del
23 ottobre 2011 (vedi testo sotto www.aso.
ch, rubrica Politica / Consiglio degli Svizzeri
all’estero / Attualità).
La seduta del CSE si è tenuta a Brunnen, in
occasione dei vent’anni della piazza degli
Svizzeri all’estero. Una crociera, una passeggiata lungo un tratto della “Via svizzera”,
nonché una visita al Grütli, hanno seguito
le festività che si sono svolte sulla piazza
stessa, all’indomani della seduta del Consiglio. Un sole splendente ha accolto i circa
200 partecipanti venuti dall’estero e dalla
Svizzera, che hanno avuto il grande piacere di partecipare a queste escursioni e di
incontrarsi.
La piazza degli Svizzeri all’estero
deve diventare più attraente
Il 1° agosto di quest’anno si celebrerà il
20° anniversario della piazza degli Svizzeri
all’estero a Brunnen. Questa piazza, acquistata nel 1991 a un privato grazie a offerte
generose di numerosi Svizzeri all’estero, in
occasione dei 700 anni della Confederazione, funge ufficialmente da “Grütli della Quinta Svizzera” e simbolizza il legame con le
Svizzere e gli Svizzeri all’estero.
Questo magnifico prato, situato nella baia di
Brunnen, è molto poco utilizzato, ma le cose
dovrebbero cambiare: la Fondazione della
piazza degli Svizzeri all’estero e l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero hanno chiesto a
un gruppo di studenti dell’Alta scuola specializzata della Svizzera del Nord-Ovest di elaborare un concetto tendente a meglio utilizzare
la piazza e migliorare il suo marketing.
“È urgente installare su questa piazza un elemento che colpisca gli spiriti, che sia riconoscibile e associato a un luogo”, spiega Aileen Morgenthaler, una delle studentesse che
prendono parte a questo progetto. Ma non è
una cosa semplice: che si tratti di lavori, di
Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)
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27
N. 7, luglio 2011
monumenti o di una tenda di Botta, come nel
1991, i finanziamenti mancano. La studentessa spiega che il gruppo del progetto si è
quindi dato per compito quello di identificare
padrinati e partenariati possibili, nonché di
elaborare un concetto di comunicazione e
di marketing rudimentale.
Per il gruppo del progetto è un’evidenza,
“gli uomini devono lasciare tracce su questa
piazza”. Per scrupolo di semplicità e di costi,
queste tracce potrebbero per esempio prendere la forma di un libro d’oro virtuale, nel
quale persone del mondo intero lascerebbero
un’impronta in modo interattivo. Il concetto
potrebbe pure includere proposte di manifestazioni aperte, magari in un primo tempo
per gli abitanti dei dintorni o della Svizzera
e dei paesi vicini. Il gruppo del progetto
sottoporrà le sue proposte dettagliate ai
proprietari nel corso dell’estate.
I consigli dell’OSE
Come aprire o mantenere
un conto bancario in Svizzera
Domanda: Sono Svizzero all’estero e incontro difficoltà per aprire o mantenere un
conto in Svizzera. D’altro canto alcune banche applicano spese bancarie molto elevate
per la gestione di conti di persone domiciliate all’estero; che cosa fare?
Risposta: L’Organizzazione degli Svizzeri
all’estero riceve regolarmente questo tipo di
domande. Giuridicamente le banche beneficiano della libertà di contrarre. Esse hanno
quindi il diritto di decidere se stabilire o meno una relazione bancaria con un cliente, per
motivi che sono di loro competenza. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero consiglia
alle persone interessate di prendere contatto
con piccole banche o con banche che hanno
un raggio d’attività geograficamente più ristretto, come per esempio le banche cantonali o le
agenzie della Banca Raiffeisen, ecc. Sembra
infatti che alcuni Svizzeri all’estero abbiano
trovato una soluzione in questo modo. Tuttavia, le risposte possono variare da un’agenzia
all’altra per cui vale la pena di tentare presso
varie agenzie della stessa banca. È pure vivamente raccomandato di vedere con le banche
in questione se esistono alternative per facilitare la gestione di conti (per esempio indicazione di una persona di fiducia in Svizzera che
possa ricevere la posta). Altre persone sem-
brano aver risolto il problema rivolgendosi
a PostFinance. Si tratta tuttavia di dire che
questo settore evolve in permanenza e che
queste possibilità possono cambiare da un
giorno all’altro. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero attira pure l’attenzione sul fatto
che avere un conto in banca in Svizzera non
dispensa dal dichiararlo nel proprio paese
di residenza. Consigliamo pure alle persone
che ci contattano di seguire le discussioni in
proposito sulla piattaforma Swisscommunity.
org, sulla quale gli Svizzeri all’estero scambiano le loro esperienze e si consigliano reciprocamente, in particolare sulle soluzioni
che hanno trovato.
Si tratta di tre punti forti dell’offerta dell’OSE
Azione, impegno politico e sport
per i giovani Svizzeri all’estero
L’offerta che l’Organizzazione degli Svizzeri
all’estero (OSE) propone ai giovani Svizzeri permette loro di saperne di più su temi
d’interesse e di attualità svizzeri. Organizziamo vacanze nelle quali regna un’eccellente
atmosfera tra giovani della stessa età, provenienti dal mondo intero. Proponiamo soggiorni di formazione durante i quali i giovani
dell’estero possono scoprire le loro radici
svizzere.
“Democrazia diretta nel contesto internazionale” è il tema del Congresso degli Svizzeri
all’estero nel 2011 che si svolgerà dal 26
al 28 agosto a Lugano. I giovani sono pure
calorosamente invitati. Tutti coloro che vogliono conoscere meglio il sistema politico
svizzero possono partecipare durante una
settimana a un progetto appassionante in
Ticino. I primi giorni saremmo ospitati in
un foyer. Durante i gruppi di lavoro verre-
te familiarizzati con il tema del congresso e
avrete l’occasione di incontrare uomini e donne della politica svizzera. Beninteso, questo
progetto include pure un programma quadro
di divertimento e attività sportive in Ticino.
Alla fine della settimana ci trasferiremo in un
albergo della gioventù a Lugano affinché anche i giovani possano far sentire la loro voce
al congresso. La consigliera federale Doris
Leuthard prenderà il tempo necessario per
rispondere alle vostre domande.
Subito dopo il congresso, l’OSE organizza un
seminario per la ventesima sessione federale
dei giovani. Vi prepareremo a questo avvenimento a Berna, presentandovi i vari soggetti
politici all’ordine del giorno della sessione dei
giovani. Il venerdì potrete incontrare tutti gli
altri giovani politici e contribuire alla preparazione di petizioni. Avrete l’occasione di discutere con esperti e parlamentari.
Elezioni d’ottobre
Un nuovo parlamento verrà eletto in Svizzera
il 23 ottobre 2011. La campagna elettorale è
già iniziata. L’OSE incoraggia tutti gli Svizzeri
all’estero a partecipare alle elezioni. Durante
la settimana che precede il week-end elettorale, proporremo ai giovani un seminario
che li porterà fin dentro i corridoi di queste
elezioni. In un primo tempo l’OSE vi presenterà il sistema politico svizzero e voi potrete
in seguito incontrare candidate e candidati.
Faremo un giro tra i massmedia per assistere
in diretta alle informazioni trasmesse dalle televisioni e dalle radio. Infine ci tufferemo con
i partiti politici nell’agitazione del giorno delle
elezioni e analizzeremo in seguito i risultati
con l’aiuto di esperti.
Troverete più ampie informazioni sulle offerte per i giovani su www.aso.ch sotto la
rubrica Offerte.
­ 28
N. 7, luglio 2011
A U S L A N D S C H W E I Z E R - O R G A N I S AT I O N
«Die Internet-Plattform SwissCommunity
vernetzt Schweizer weltweit»
Ursula Deplazes
Forscherin
Bündnerin in Rom
«Ein Netzwerk unter
Auslandschweizern
aufzubauen, spielt eine
wichtige Rolle – sowohl
privat wie auch beruflich.»
Daniel Keller
Manager
Zürcher in Hanoi
«Für mich als internationalen Berater sind die
lokalen Erfahrungen
von Schweizern sehr
wertvoll.»
Urs Steiner
Direktor Schweizer Schule
Berner in Peru
«Andere Auslandschweizer kennenlernen, gute
Adressen austauschen,
mich über die Schweiz
informieren – das kann
ich alles auf SwissCommunity!»
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Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)
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N. 7, luglio 2011
Oltre ai soggiorni
Intervista a Heinrich Klaus
Le offerte
dell’OSE
La formazione professionale
di base in Svizzera
Campo d’allenamento
per giovani Svizzeri all’estero
che praticano il calcio
Al termine della scolarità obbligatoria, molti giovani Svizzeri seguono una formazione professionale. Heinrich Klaus, rettore del centro di formazione professionale Fricktal a Rheinfelden, spiega perché questa scelta è anche promettente per i giovani
Svizzeri all’estero quando dovranno integrarsi nella vita professionale. Intervista ad
opera di Lauranne Zellweger e Silvia Hirsig dell’Associazione per l’incoraggiamento
dell’istruzione dei giovani Svizzeri all’estero (AJAS).
L’Associazione svizzera di football (ASF)
vuole permettere anche a giovani Svizzeri
residenti all’estero di far parte della nuova
generazione. Dal 25 settembre al 1° ottobre
2011, l’ASF organizza in collaborazione con
Swiss Olympic un campo d’allenamento al
centro sportivo di Tenero.
◆Se siete nati tra il 1994 e il 1997 e credete
che il vostro talento, la vostra motivazione
e le vostre competenze vi pongano fra i
migliori della vostra età, non esitate ad
iscrivervi su www.football.ch. Troverete
tutte le informazioni utili su questa pagina.
Ricerca di artisti da circo
Ogni anno, la Fondazione per i ragazzi svizzeri all’estero organizza parecchi campi di
15 giorni per giovani fra gli 8 e i 14 anni.
Quest’anno, la fondazione propone in collaborazione con il circo partner Pipistrello un
progetto unico, una settimana di circo a Rapperswil-Jona. Non meno di 40 ragazzi svizzeri dell’estero potranno partecipare alle gioie
del circo con 40 ragazzi di Rapperswil-Jona
e dei dintorni: la pista dei funamboli, degli
artisti e di altri clown è aperta per loro! I partecipanti avranno pure la possibilità di scoprire
la Svizzera (festa del 1° agosto, escursione
a Zurigo, ecc.). In fine settimana, il sabato
6 agosto 2011, avrà luogo il grande gala al
quale sono invitate tutte le persone interessate. Non è richiesta nessuna conoscenza in
discipline del circo per partecipare al campo.
Ogni ragazzo può realizzare il proprio sogno
senza essere un professionista in materia.
Informazioni e iscrizioni all’indirizzo www.
sjas.ch o www.pipistrello.ch.
Fondazione per i ragazzi svizzeri all’estero,
Simone Riner, responsabile del progetto,
Alpenstrasse 26, CH-3006 Berna; Svizzera
Tel. +41 (0)31 356 61 19; Mobile +41
(0)79 705 67 35; e-mail: [email protected]
Indirizzo errato
Nel numero di maggio, per l’iscrizione al
Congresso degli Svizzeri All’estero di Lugano abbiamo indicato l’indirizzo e-mail
in italiano. L’indirizzo esatto è invece:
[email protected]
(Tagliando a pagina 19).
AJAS: Quasi due terzi dei giovani in Svizzera seguono una formazione professionale
di base al termine di nove anni di scolarità
obbligatoria. Qual è la particolarità di questa
formazione?
Heinrich Klaus: È il sistema duale che abbina
formazione pratica in azienda e corsi teorici
nella scuola professionale. Oltre 200 mestieri
vengono insegnati in questo modo.
In seguito, quali sono le possibilità offerte ai
giovani?
Un apprendistato di tre o quattro anni con un
certificato federale di capacità (CFC) sono necessari per accedere a una formazione professionale superiore. La formazione di base
è completata da una maturità professionale
federale. È necessario prima di tutto ampliare
le proprie conoscenze generali. La maturità
professionale dà accesso alle alte scuole specializzate. Chiunque disponga di un diploma
di commercio e di una maturità professionale
può per esempio studiare economia in un’alta
scuola specializzata o iscriversi all’alta scuola
pedagogica. Il tirocinio offre anche un’alternativa interessante alla formazione liceale.
La maggior parte dei giovani Svizzeri e Svizzere all’estero che contattano l’AJAS sono
tuttavia interessati da studi superiori in Svizzera. Pochissimi prevedono un apprendistato. Perché?
Il nostro sistema di formazione professionale,
in particolare il tirocinio professionale, è troppo poco conosciuto all’estero.
Quanto costa una formazione?
Gli allievi non hanno spese a loro carico ad
eccezione del materiale del corso. Ricevono
un salario attraente, secondo il settore – circa
500 franchi il primo anno e tra 1000 e 1400
franchi il terzo anno.
Come la formazione professionale è riconosciuta negli altri paesi?
L’Organizzazione di Cooperazione e Sviluppo
economico (OCSE) guarda da tempo con un
occhio scettico la nostra formazione professionale. Ma questo è cambiato negli ultimi anni. I paesi esteri prendono nota delle grandi
competenze dei nostri apprendisti in fine di
formazione. Tuttavia, il mutuo riconoscimento
rimane molto complicato; un diploma professionale greco è molto diverso da un diploma
portoghese o francese.
Che ne è del mercato dei posti di
tirocinio?
Durante parecchi
anni il pubblico criticava la mancanza di posti. Nell’agosto 2010, 7000
posti di tirocinio
sono all’improvviso rimasti vacanti. I motivi:
era stato creato un gran numero di posti e
un numero sempre maggiore di giovani si
iscrivevano agli studi superiori. Oggi molti
mestieri propongono un numero sufficiente
di posti di formazione.
Può parlarci del problema della disoccupazione giovanile in Svizzera?
La maggior parte degli apprendisti trova
immediatamente un posto di lavoro al termine del loro tirocinio. Il legame diretto con
il mondo del lavoro è un grosso punto di
favore. In confronto con altri paesi d’Europa,
la Svizzera ha un tasso di disoccupazione
dei giovani molto debole.
Il sistema di formazione professionale è
quindi un modello riuscito?
Perfettamente. Nel libro che è appena stato
pubblicato (“Warum wir so reich sind”), l’autore, Rudolf Strahm, ex sorvegliante dei prezzi
e consigliere nazionale, scrive che secondo
lui il nostro sistema di formazione professionale sarà determinante in futuro anche per
la ricchezza del paese e per la sua buona
posizione sul mercato mondiale. La Svizzera
fa rima con migliore qualità, maggiore precisione e prodotti di nicchia. Condivido perfettamente questa opinione. Per questo una
formazione di base professionale in Svizzera
è pure molto incoraggiante per le Svizzere e
gli Svizzeri all’estero.
Per più ampie informazioni, le Svizzere e gli
Svizzeri all’estero interessati possono contattare il centro d’informazione dell’AJAS.
AJAS, Alpenstrasse 26, 3006 Berna
Tel. +41 (0)31 353 61 22, Fax +41 (0)31
365 61 01
[email protected], www.ajas.ch
­ 30
N. 7, luglio 2011
Ronco s. Ascona, Ticino
Un’estate ticinese.
A Lugano
Lugano, con il suo centro
Un’estate al sud delle Alpi, là, dove la dolce
vita vi attende a braccia aperte.
storico e la zona pedonale, i
suoi edifici in stile lombardo,
i musei, i parchi e la cresta
delle bianche montagne
Là, dove fioriscono le gen-
Verzasca, il fiume dalle acque
circostanti che si riflette nel
ziane sugli alpeggi e le came-
smeralde, o a gustare una
lago, è un’ottima scelta per
lie ai bordi dei laghi. Dai curati
polenta sulla terrazza di un
poter approfittare della
giardini mediterranei a quei
grotto tipico bevendo un buon
dolce vita ticinese.
piccoli villaggi in fondo alle
merlot! Assaporate tutti i
valli, troviamo un contrasto
piaceri della vita:
accentuato tra il mondo alpino
MySwitzerland.com/estate
Idea 1
Ulteriori informazioni:
28451
Un giardino celeste
e la dolce vita dei bordi del
Lago Maggiore o del Lago di
Rete svizzera
Un tempio greco sulle rive
Lugano. Il clima clemente op-
Iscrivetevi su
del Lago di Lugano, che
pure gli aspri sentieri di mon-
MySwitzerland.com/aso fino
tocca un tempio egiziano?
tagna, il profumo delle mi-
al 30.9.2011 e potrete vincere
A Morcote, un villaggio me-
mose o le passeggiate all’om-
un soggiorno di 2 notti per
dievale, vi attende il parco
bra dei castagneti, su questa
2 persone alla Villa Principe
Scherrer, un giardino straor-
terra piena di contrasti, le va-
Leopoldo Hotel & Spa
dinario da dove potete am-
canze avranno un sapore ec-
Lugano.
Ö
a
mirare il panorama sul Lago
Ceresio e la pianura del Po.
cezionale. Benvenuti in Ticino!
Idea 2
Ulteriori informazioni:
Ulteriori informazioni:
28309
Il sapore del sud
Terra d’avventura per i ciclisti
12023
e gli escursionisti, il Ticino è
L’affascinante Svizzera
anche il paradiso del dolce
A pochi passi da Lugano, la
far niente, dove si vive bene,
Swissminiatur vi mostrerà
rilassati su una spiaggia, a
i luoghi più pittoreschi della
passeggiare sulle rive della
Svizzera in miniatura. Scoprirete città, borghi, monumenti e mezzi di trasporto,
Accordo di partenariato fra Svizzera Turismo e l’Organizzazione degli Svizzeri
all’estero (OSE)
il Palazzo federale, il municipio di Svitto, la cattedrale di
Basilea e anche il Cervino.
Idea 3
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13.05.11 16:56
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N. 7, luglio 2011
I manifesti delle varie campagne che hanno suscitato molte emozioni
Quarant’anni di diritto di voto delle donne
Il 7 febbraio 1971 gli uomini svizzeri hanno concesso il diritto
di voto alle donne svizzere. Il 66 per cento ha votato si e il 34
per cento ha votato no. La lotta delle donne per ottenere questa
Nel 1901
Verso il 1920
parità di diritti è stata lunga e dura: i primi tentativi risalgono
al 1886. I manifesti delle varie campagne mostrano le molte
passioni che il tema ha sollevato.
Verso il 1945
Nel 1968
Moneta commemorativa ufficiale 2011
Il racconto di un libro illustrato
Un ragazzino. Una grande campana.
Una tradizione dell’Engadina. Il disegno
originale di Schellen-Ursli fatto da Alois
Carigiet è l’effigie riportata sulla moneta
d’oro di nuova emissione. In vendita nel-
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Firma:
Inviare il tagliando a Zecca federale Swissmint, Bernastrasse 28, CH-3003 Berna.
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N. 7, luglio 2011
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La presidente Calmy-Rey ha incontrato Berlusconi