Anno 42 N.7, luglio 2011 Mensile degli Svizzeri in Italia con comunicazioni ufficiali delle Autorità svizzere e informazioni del Segretariato degli Svizzeri all’estero Internet: http://www.gazzettasvizzera.it Per la Svizzera “Le liste nere italiane non sono accettabili” La presidente Calmy-Rey ha incontrato Berlusconi Svizzera - Italia Segnali di distensione La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha incontrato il premier italiano e ha partecipato ai festeggiamenti per il 150mo dell’Unità d’Italia. «La presenza della Svizzera sulle liste nere italiane non è accettabile»: lo ha affermato la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey durante l’incontro avuto a Roma con il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. La consigliera federale ha comunque constatato «una volontà politica reciproca di avviare la discussione per trovare una soluzione costruttiva sulle questioni fiscali». Durante l’incontro, la presidente della Confederazione ha sottolineato l’importanza delle relazioni economiche tra i due paesi, ma ha anche espresso la sua incomprensione per il fatto che nonostante «le intense e buone relazioni» le controversie fiscali continuino ad aumentare. Calmy-Rey ha in particolare sottolineato l’importanza di avviare un dialogo costruttivo entro breve termine. «La presenza della Svizzera sulle liste nere italiane non è accettabile e pregiudica gli scambi economici e gli investimenti reciproci tra i nostri due Paesi», ha affermato la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In una conferenza stampa, Calmy-Rey ha detto che le discussioni dovrebbero prendere il via quanto prima e avvenire attraverso la strada bilaterale diretta. Anche l’interlocutore italiano, in una nota, parla di «volontà comune di risolvere i problemi sul tappeto attraverso contatti diretti». Oltre che di fiscalità, durante i colloqui si è parlato di energia e della partecipazione della Svizzera all’esposizione universale a Milano nel 2015. Per quanto riguarda l’attualità internazionale, si è discusso della situazione nel mondo arabo- musulmano, e della Libia in particolare, come pure delle conseguenze dei recenti avvenimenti sulla migrazione. Micheline Calmy-Rey ha partecipato alle cerimonie ufficiali organizzate in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. ●pagina 4 La tessera sanitaria valida all’estero ●pagina 10 Le stamperie ticinesi e il risorgimento ●pagina 6 Svizzeri “troppo poco pazzi” per Sciascia ●pagina 18 La figura e l’opera di Arturo Job ●pagina 24 Mutamenti nella rete diplomatica svizzera ●pagina 26 Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero Mentre il ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti non perde occasione per attaccare la Svizzera, da Roma stanno finalmente giungendo segnali di distensione. La visita della consigliera federale Doris Leuthard (vedi Gazzetta, maggio 2011) e quella della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey (vedi qui di fianco) sembrano aver smosso le acque, che finora il governo italiano voleva tener calme, per non avviare con la Svizzera la discussione per un trattato sulla doppia imposizione, come altri paesi stanno facendo. Ma i rapporti con l’Italia sono più complessi e vanno da un’interpretazione per lo meno singolare di accordi internazionali, alle famose “liste nere” nelle quali la Svizzera è ancora inclusa. Il ministro Tremonti sta usando la Svizzera anche per far pressione su Germania, Inghilterra e Francia che stanno per concludere accordi di doppia imposizione con la Svizzera. È quindi poco probabile che la posizione italiana si modifichi sensibilmente nei prossimi tempi. Vi è però un fatto nuovo e per certi versi inaspettato: la Camera dei deputati ha approvato, senza opposizione, una mozione che chiede al governo di avviare trattative sulla doppia imposizione e di togliere la Svizzera dalle “liste nere” italiane, (Vedi pagina 3). La mozione è stata voluta soprattutto dai deputati dei comuni del Nord, a confine con la Svizzera, che ricevono cospicue somme dal fisco ticinese per le imposte pagate alla fonte dai frontalieri (e sono ormai quasi 50’000 solo in Ticino). Ora – proprio per sbloccare la segue a pagina 2 2 N. 7, luglio 2011 Soppressa una misura ingiustificata secondo gli accordi internazionali Imprese svizzere possono partecipare agli appalti pubblici in Italia Il Ministro Tremonti ha firmato il 5 aprile 2011 il decreto ministeriale che rimuove la Svizzera dalla lista dei Paesi sottostanti all’art. 37 della legge 122 del 30.07.2010. L’articolo prevedeva che in base alle “liste nere” del 04.05.1999 e del 21.11.2001 le aziende svizzere, in caso di partecipazione a degli appalti pubblici, avrebbero dovuto richiedere preventivamente un’autorizzazione presso il Ministero delle Finanze. Visti gli accordi OMC di Marrakech (1994) sulle procedure standard degli appalti internazionali e l’accordo sottoscritto dalla Svizzera con l’UE nel 1999 sulla trasparenza negli appalti, l’applicazione della misura prevista nell’art.37 nei confronti delle Svizzera non era giustificata. Il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 il 16.05.2011 ed è entrato in vigore il giorno successivo la sua pubblicazione. Ecco il testo: Il Ministro dell’economia e delle finanze Visto l’articolo 37, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, L’abituale “Rubrica Legale”, in risposta alle lettere dei lettori, non è giunta in redazione prima della chiusura. Ce ne scusiamo e rinviamo al prossimo numero. con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 che prevede l’adozione di un decreto ministeriale per la definizione delle modalità di rilascio dell’autorizzazione agli operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi elencati nel decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, al fine di essere ammessi a partecipare alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni; Visti il decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 novembre 2001; Visti l’Accordo relativo agli appalti pubblici concluso a Marrakech il 15 aprile 1994 e l’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici firmato il 21 giugno 1999; Visto l’articolo 216, Svizzera - Italia Segnali di distensione segue da pagina 1 situazione – il Ticino fa pressioni a Berna chiedendo di sospendere questi versa- Rubrica legale paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; Decreta: Art. 1 1. L’obbligo di cui all’articolo 37, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 è escluso per la Confederazione Svizzera per le procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, alle quali si applicano l’Accordo relativo agli appalti pubblici concluso a Marrakech il 15 aprile 1994 e l’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione Svizzera su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici firmato il 21 giugno 1999. Art. 2 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 5 aprile 2011. Il Ministro: Tremonti menti. Sono questi timori che possono dare una mano a risolvere la situazione. Ma qui nasce un ulteriore problema: il Ticino non vuol più riversare ai comuni italiani il 38,8% delle imposte prelevate, mentre i cantoni che confinano con l’Austria, per esempio, riversano solo il 12, 5%. Qui la resistenza viene dai comuni italiani di frontiera, e solo un accordo internazionale può chiarire la situazione. Ignazio Bonoli Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968. Internet: www.gazzettasvizzera.it Editore: Associazione Gazzetta Svizzera CH-6963 Cureggia Gazzetta svizzera viene pubblicata 11 volte all’anno. Tiratura media mensile 24’078 copie. Redazione: Dott. Ignazio Bonoli CP 146, CH-6932 Breganzona Tel. +41 91 966 44 14, Fax +41 91 950 98 45 E-mail: [email protected] Gazzetta svizzera viene distribuita gratuitamente a tutti gli Svizzeri residenti in Italia a condizione che siano regolarmente immatricolati presso le rispettive rappresentanze consolari. 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Si tratta in sostanza di un pesante richiamo al ministro delle finanze Giulio Tremonti, che invece non perde occasione per attaccare la Svizzera, i suoi governanti e le sue banche. L’ultima occasione, sfruttata da Tremonti, è quella che gli è stata offerta dalla riunione dei ministri delle finanze dell’Unione Europea a Bruxelles. In questa sede Tremonti ha affermato testualmente che la direttiva UE sulla tassazione dei redditi da risparmio è stata “scritta dalla Svizzera”. E ha perfino aggiunto “Non è stata la Svizzera ad entrare in Europa, ma l’Europa ad entrare in Svizzera”. Il difetto principale di questa direttiva è quello – secondo Tremonti – di non prevedere sanzioni. Per cui operatori di paesi che hanno firmato la direttiva accettano la sistematica violazione delle norme. Il rimprovero è ovviamente rivolto a tutti i paesi firmatari, ma se lo si mette in relazione con le altre affermazioni di Tremonti in questo contesto, si vede chiaramente che l’obiettivo principale degli attacchi è ancora la Svizzera. Per esempio ha aggiunto apertamente di dover ancora aspettare il rapporto della Commissione UE sugli Stati che hanno violato la direttiva e di attendersi che questo rapporto tratti il tema in modo serio e non in modo “svizzero”. Per rincarare la dose di critiche alla Svizzera e spiegare come gli svizzeri stiano sistematicamente violando la direttiva, ha aggiunto che, per esempio, ci sono più società di Cayman a Lugano, di residenti a Lugano. Ma lo stesso Tremonti sa perché ci sono così tante società “off shore” e non solo in Svizzera. Anche lui era infatti, prima di essere nominato ministro, uno degli esperti che consigliava ai suoi compatrioti italiani come “ottimizzare” fiscalmente i propri risparmi. Ovviamente ha citato anche il fatto che è la banca in cui si depositano i risparmi che mette il capitale in una struttura societaria, per cui può dire di non conoscere l’effettivo beneficiario, perché è una società. Questa sarebbe quindi la sistematica violazione della direttiva europea sulla tassazione dei redditi da risparmio, complice la banca che cura il “box”, il “trust” o “strumenti assicurativi”. In sostanza Tremonti ha ragione nell’affermare che la direttiva è carente su questo punto, in quanto si applica alle sole persone fisiche. Dalle affermazioni di Tremonti si può quindi dedurre che questo avvenga solo in Svizzera, in particolare a Lugano. Ora si sa che la direttiva, all’elaborazione della quale ha partecipato anche Tremonti, è debole su questo punto e non può evidentemente applicare sanzioni per un delitto che la direttiva stessa non contempla. Essa è anche frutto del compromesso, che la Svizzera da sola non sarebbe stata in grado di ottenere, ma che ha tenuto conto delle richieste inglesi, in particolare della “City” di Londra, che voleva salvaguardare il proprio sistema di “trust”. Il sostegno determinante alla mozione è venuto dai deputati leghisti del Nord, che hanno prontamente reagito alla minaccia del canton Ticino di bloccare il riversamento di quasi il 40% delle imposte dei frontalieri ai comuni italiani di frontiera (Lombardia e Piemonte). Per ottenere questo risultato, il Ticino – ma soprattutto le principali organizzazioni economiche – hanno dovuto usare i toni alti, volti a rinforzare la richiesta della presidente della Confederazione Svizzrera a Roma. Del resto la sfuriata di Tremonti a Bruxelles aveva anche lo scopo di ostacolare analoghe trattative avviate da Berna con la Germania e la Gran Bretagna, che stanno avanzando con successo e sono vicine a conclusioni positive. Il tema in discussione è il noto “Rubik”, cioè un sistema di prelievo alla fonte dei redditi dei capitali a risparmio, con riversamento del gettito al paese di provenienza del capitale. Durante la sessione estiva della Camere federali Approvata una decina di accordi internazionali di doppia imposizione Le Camere federali hanno concluso una ricca sessione estiva con le votazioni finali su alcuni temi importanti. Tra questi figurano certamente una serie di decisioni a favore dell’istruzione. Così hanno inserito nella legge sui Politecnici federali il credito quadro per la promozione della formazione e della ricerca nel 2012. In questo stesso credito hanno ancorato la legge sulla promozione degli istituti universitari, sempre per il 2012. I due rami del Parlamento hanno poi approvato la legge sui contributi federali per progetti congiunti tra Confederazione e cantoni per la guida dello spazio formativo in Svizzera. Senza opposizione le Camere hanno appro- vato le innovazioni tecniche, non contestate, contenute nella 11esima revisione della Legge sulla vecchiaia e superstiti, precedentemente respinta. Per quanto può interessare anche gli Svizzeri all’estero notiamo che le Camere federali hanno deciso di accettare, nella Legge sui documenti di identità per i cittadini svizzeri, il principio secondo cui in futuro possano ancora essere emesse carte d’identità senza dati biometrici. Nell’ambito dei diritti politici degli Svizzeri all’estero è stata inoltre decisa una semplificazione per la richiesta del rinnovo del diritto di voto. Tra le iniziative popolari, il Parlamento raccomanda di respingere quella che chiede di porre fine alla costruzione senza limiti di residenze secondarie nonché quella su 6 settimane di vacanze per tutti. Infine, nell’ambito dei rapporti internazionali, è stato accettato il decreto federale sul protocollo No. 3 concernente l’accordo quadro europeo sulla collaborazione transfrontaliera fra autorità locali, riguardo alla collaborazione euro-regionale. Il Parlamento ha poi accettato gli accordi sulla doppia imposizione con l’India, la Germania, il Kasakstan, il Canada, l’Uruguay, la Grecia, l’Olanda, la Turchia, il Giappone, la Polonia, nei quali la Svizzera si impegna a estendere l’assistenza amministrativa in casi di sottrazione fiscale grave. 4 N. 7, luglio 2011 Sostituisce il vecchio modello cartaceo E111 AVS/AI Assicurazioni sociali di Robert Engeler La tessera sanitaria italiana ha validità anche all’estero Renè Ringger, membro del comitato del Collegamento Svizzero in Italia ci ha fatto pervenire il seguente interessante testo redatto, su sua richiesta di informazioni, dalla dott.ssa Antonella Caroli: La Tessera Sanitaria è stata distribuita dall’estate 2005 e non sostituisce il libretto sanitario, nel quale sono indicati altri dati importanti come l’eventuale esenzione dalla compartecipazione alla spesa farmaceutica o diagnostica, oltre all’indicazione del proprio medico di fiducia. Il cittadino, quindi, quando si reca dal medico di famiglia per la prescrizione medica (ricetta), deve munirsi sia della Tessera Sanitaria sia del libretto sanitario. Come ottenerla: Se non fosse stata ancora recapitata a casa ci si può rivolgere al Distretto di competenza o a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate, dopo essersi regolarmente registrati presso l’ASL. In caso di smarrimento o deterioramento della Tessera Sanitaria, è possibile richiedere un duplicato presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, presso la propria ASL o via internet all’indirizzo www. agenziaentrate.gov.it. Qualora i dati anagrafici riportati sulla tessera fossero errati, il cittadino può rivolgersi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per chiedere la correzione. N.B. La Tessera Sanitaria non sostituisce il modello E 112 (autorizzazioni ai ricoveri all’estero per interventi e/o prestazioni di alta specializzazione non ottenibili tempestivamente e/o adeguatamente presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale). Vale anche all’estero? Sì, il retro della Tessera Sanitaria ha validità di Tessera Europea di assicurazione Malattia e sostituisce il vecchio modello cartaceo E111 per coloro che si recano in soggiorno temporaneo nei seguenti paesi: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (compresi: Corsica, Guadalupe, Martinica, Réunion, Guyana), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. …E il vecchio libretto sanitario? Ha ancora validità e deve essere portato con sé, insieme alla Tessera Sanitaria. La Tessera è facilmente utilizzabile dalle persone non vedenti, grazie alla presenza di caratteri braille in rilievo. Ricordiamo inoltre che la tessera ha validità 5 anni. In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle Entrate provvede automaticamente ad inviare la nuova Tessera a tutti i soggetti per i quali non sia decaduto il diritto all’assistenza; qualora la Nuova Tessera non arrivi in tempi utili, il cittadini dovrà andare presso la propria Asl di appartenenza e farsi rilasciare un certificato sostitutivo temporaneo. Si precisa che il libretto sanitario non ha scadenza e si rinnova solo se si cambia il proprio medico di base o pediatra di libera scelta. Dott.ssa Antonella Caroli Oltre all’E111 la tessera sostituisce i modelli: • E 110 • E 113 • E 114 • E 128 (E 128B, se emessi dal Belgio) Finora le Camere hanno respinto tutte le proposte di regolamentazione Le elezioni federali stanno rinfocolando la polemica sul finanziamento dei partiti I partiti di sinistra, alcuni esperti e alcune organizzazioni internazionali esigono una sempre maggior trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. A tutt’oggi, in Svizzera, la maggioranza parlamentare ha respinto tutte le proposte in questo senso. Alcune iniziative popolari dovrebbero permettere di raggiungere questo scopo. “La campagna elettorale più cara di tutti i tempi”. Questi sarebbero i grandi titoli dei giornali svizzeri all’inizio del 2011, dopo che alcuni partiti hanno svelato il bilancio dedicato alle elezioni federali del prossimo autunno. Il Partito democratico cristiano (PPD) ha evocato cifre che si avvicinano ai tre milioni di franchi, ossia tre volte di più che in occasione delle ultime elezioni del 2007, e i Liberali radicali (PLR) hanno reso nota la cifra di 2,6 milioni di franchi, che da allora ha superato la barriera dei 3 milioni. Per Vincenzo Pedrazzini, responsabile della campagna del PLR, “8 milioni sono necessari affinché il partito sia visibile durante la campa- gna”, ma il minimo indispensabile sarebbe di 5 milioni. E si tratta soltanto delle cifre dei partiti nazionali. Bisogna aggiungervi le spese delle sezioni cantonali e dei loro candidati. Nessuno conosce la cifra esatta del bilancio elettorale di ogni partito. Gli esperti valutano che le elezioni 2007 sono costate circa 50 milioni di franchi in totale. Quest’anno, questa cifra dovrebbe essere almeno raddoppiata. La Svizzera si situa certo lontano dietro gli Stati Uniti, nei quali la campagna presidenziale ha ingoiato centinaia di milioni di dollari. Ma la Svizzera conosce anche un aumento costante del costo del marketing politico, che si accompa- gna a una domanda maggiore di trasparenza sull’origine dei finanziamenti, altro settore nel quale il nostro paese è di gran lunga lontano dal rispondere ai criteri internazionali in vigore. Le sole cifre conosciute, quelle delle frazioni Da soli, i contributi dei membri non bastano per finanziare le campagne elettorali o quelle che precedono le votazioni. Questo vale anche per i socialdemocratici (PS) e i verdi che, ancor più dei partiti borghesi, dipendono da queste risorse. I loro rappresentanti occupano un posto rimunerato in governo o un seggio in Consiglio nazionale o degli Stati e sono pure tenuti a versare un contributo alla cassa del partito. In occasione di campagne, tutti i partiti impegnano le loro finanze. La loro origine rimane tuttavia ampiamente occulta, a causa di un obbligo di dichiarazione molto lacunoso. I contributi dello 5 N. 7, luglio 2011 Stato alle frazioni delle Camere federali sono tuttavia soggetti a una relativa trasparenza. Ogni partito che dispone di almeno cinque seggi in Consiglio nazionale o in Consiglio degli Stati riceve una somma annuale di 144’500 franchi, alla quale si aggiungono 26’800 franchi per membro. L’ammontare globale di questi contributi è stato recentemente aumentato da 5 a quasi 7,3 milioni di franchi all’anno. Negli ultimi anni i partiti di sinistra e gli ecologisti essenzialmente hanno tentato a più riprese di fare trasparenza nei finanziamenti dei partiti, esigendo che, a partire da una certa cifra, i partiti e i comitati delle campagne di votazioni dichiarino l’origine dei doni. Oppure si chiede che coloro che dichiarano i nomi dei donatori vengano ricompensati con contributi federali. O ancora che i parlamentari rendano pubbliche le loro situazioni finanziarie personali. Le sole pietre d’inciampo sono, da un lato, i doni provenienti da cerchie economiche e che di regola vanno ad alimentare i soli partiti borghesi. Potenti lobbies come le banche o l’industria farmaceutica influenzerebbero in modo eccessivo la politica, secondo il PS e i verdi. D’altra parte, essi si confrontano con i mezzi finanziari dell’Unione democratica di centro (UDC). Essa disporrebbe nelle sue casse di una somma tre volte superiore a quella degli altri partiti riuniti, grazie ai contributi dei membri ricchissimi del partito. Certamente, non si possono verificare questi dati e l’UDC non mostra a nessuno la contabilità delle sue campagne. Ma le sue campagne per le votazioni contro i minareti o sull’espulsione di stranieri hanno richiesto mezzi finanziari che di solito usa soltanto la potente organizzazione mantello dell’economia economiesuisse. Una maggior trasparenza è indispensabile per il buon funzionamento della democrazia, secondo i difensori dell’obbligo di informare. Per la formazione della loro opinione, gli elettori devono disporre di informazioni complete, comprendenti l’origine dei finanziamenti delle campagne. Spesso, i fautori di una maggior trasparenza desiderano anche che, come per molti altri paesi occidentali, il finanziamento dei partiti sia garantito dallo Stato. Un finanziamento pubblico permetterebbe di equilibrare le differenze dei doni fra i partiti e aumenterebbe l’uguaglianza delle possibilità nella corsa elettorale. Ma l’argomento del finanziamento pubblico è diventato il ferro di lancia della battaglia contro una maggior trasparenza. L’obbligo di informare violerebbe la sfera privata dei donatori, comporterebbe una diminuzione delle donazioni e sfocerebbe necessariamente in un sostegno pubblico dei partiti, il che è contrario al principio svizzero affermato di milizia. E anche se il campo borghese si mostra piuttosto critico nei confronti della mancanza di trasparenza, questo argomento ha permesso di bloccare finora ogni tentativo concernente la lotta contro il finanziamento occulto dei partiti. Critica internazionale La mancanza di chiarezza nei finanziamenti dei partiti in Svizzera suscita regolarmen- forma di trasparenza, Lukas Reimann si limita ormai ai redditi annessi e ai regali in rapporto con il mandato politico. Ma, in quanto rappresentante della “generazione Facebook”, continua a battersi per una maggior trasparenza. Egli beneficia pure del sostegno di altri partiti giovani. Parallelamente, i due consiglieri nazionali socialisti Andreas Gross e Andi Tschümperlin hanno lanciato una serie di iniziative. Essi vogliono proporre al popolo più varianti, per accrescere le possibilità di successo della votazione. Una variante minima prevede un obbligo di informare per i doni a partire da una certa cifra. Una seconda variante aggiungerebbe a questo obbligo un tetto massimo di doni per i privati e le aziende. Una terza variante si basa sul sistema degli incitamenti e ricompensa i partiti e i comitati con contributi dello Stato quando pubblicano l’origine dei loro doni. Una quarta variante propone unicamente un finanziamento pubblico: i partiti che pubblicano le loro contabilità e dispongono di almeno un seggio in Consiglio nazionale riceverebbero ogni anno uno o due franchi per elettore. Entro la fine dell’estate, Gross e Tschümperlin vorrebbero creare un comitato interpartitico, finalizzare il testo dell’iniziativa e lanciare la raccolta delle firme. te la critica di commissioni internazionali. Il nostro paese si espone così al sospetto di corruzione, secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) oppure l’ONG Transparency International. Il sistema politico svizzero è di fatto corrotto? La difficoltà sta proprio nel fatto che “a causa della mancanza di trasparenza, non si può rispondere a questa domanda”, spiega Martina Caroni, professore di diritto pubblico all’Università di Lucerna. Secondo lei la politica svizzera non è corrotta, ma influenzabile. Il che comprometterebbe seriamente la fiducia di base in un sistema che funziona. “Gli elettori hanno sempre più la sensazione di non poter più far fiducia alla politica, proprio perché è influenzabile”, spiega Martina Caroni. La consigliera federale recentemente eletta Simonetta Sommaruga (PS) sembra pure aver riconosciuto che sono necessarie misure. In quanto ministro della giustizia tocca a lei gestire questo dossier. In quanto parlamentare ha sempre sostenuto la domanda del suo partito per una maggior trasparenza. Ma il Consiglio federale in corpore si è finora sempre pronunciato contro l’obbligo di informare. La consigliera federale avanza quindi con prudenza. Ha chiesto in un primo tempo una perizia che proporrà un confronto dei modelli esteri in materia di finanziamento dei partiti. Più speditamente vogliono marciare due comitati che propongono il lancio di un’iniziativa per una maggior trasparenza. Alla loro testa il consigliere nazionale UDC Lukas Reimann, 31 anni, che prevede di costringere tutti i parlamentari a divulgare l’ammontare dei loro redditi e dei loro regali. Sotto la pressione del proprio partito, che aveva finora rifiutato ogni Il denaro non è tutto L’intenzione dei due socialdemocratici è chiara: nel pieno della battaglia elettorale vogliono sensibilizzare l’opinione sulla mancanza di trasparenza e sulla supremazia finanziaria dell’UDC. Il partito pone infatti la sbarra in alto e incita gli altri partiti a superarla. Perfino i verdi, che prevedono quest’anno di moltiplicare per tre o perfino per quattro il loro bilancio elettorale del 2007. Con una disponibilità tra i 100’000 e i 200’000 franchi, il bilancio del partito nazionale rimane comunque modesto. E i successi recenti dei verdi – ma anche dei verdi liberali – mostrano che la politica non è soltanto una questione di soldi. Per vincere le elezioni bisogna essere presenti nel momento opportuno, offrire buone risposte o semplicemente saper navigare sull’aria del tempo. Il successo non si acquista, come prova anche l’iniziativa sull’internamento o la prescrizione: queste due iniziative sono state lanciate da comitati di cittadini che non dispongono né di mezzi finanziari importanti, né di strutture professionali, ma che hanno saputo captare il fremito dell’opinione pubblica. In caso di debole divario di voti, il denaro può naturalmente essere determinante per una vittoria. E se non definisce le tendenze generali in occasione delle elezioni, esso può almeno influenzare le loro fluttuazioni. “Se disponessimo del bilancio dell’UDC, potremmo garantirci dal 2 al 3% di voti in più”, spiega Ueli Leuenberger, il presidente dei Verdi. Anche i socialdemocratici vogliono fare tutti gli sforzi possibili affinché gli elettori conoscano i finanziamenti dell’UDC. Se le due iniziative citate riusciranno, il popolo deciderà se vorrà veramente saperlo. René Lenzin 6 N. 7, luglio 2011 «Primo piano» A cura di Annamaria Lorefice www. gazzettasvizzera.it Un libro curato da Renato Martinoni sullo scrittore Leonardo Sciascia nella laica terra elvetica Gli svizzeri sono “troppo poco pazzi”, ecco perché hanno un paese civile Lugano - Italiani passionali ed estrosi, svizzeri razionali e sobri. Questi i luoghi comuni che da sempre descrivono due Paesi diversi e separati. Incomprensibili l’uno all’altro. Tuttavia, in ogni epoca, la terra elvetica - nonostante o in virtù – della sua normalità, ha accolto svariati intellettuali italiani, attratti dalle libertà politiche, dalla laicità e dalla possibilità di approfondire e respirare le varie culture che qui coesistono. Foscolo, De Sanctis, Prezzolini e tante altre personalità hanno soggiornato o risieduto in Ticino, fino a Leonardo Sciascia il quale rappresenta, per chi non ne conosce bene la storia, una gradita scoperta. C’è chi lo ricorda a spasso per le vie di Lugano o di Zurigo, a conversare con gli amici; o per soddisfare la sua passione, ossia la ricerca di stampe, di ritratti d’altri scrittori, di manoscritti, libri e monili, e a rifornirsi anche di cioccolatini. Per poi tornare a Palermo, o nella sua casa di campagna a Racalmuto, con la valigia piena, a goderne con la moglie e le due figlie. Del lungo incontro ravvicinato di Sciascia con la Svizzera parla un libro, curato da Renato Martinoni dell’Università di San Gallo: “Troppo poco pazzi”. E’ di Carla Horat, artista svizzera, il disegno a matita realizzato per la copertina. Questo è il primo volume di una collana, voluta dall’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, che indaga sui rapporti dello scrittore con l’estero, intitolata Sciascia scrittore europeo. Il professor Martinoni ci spiega perché anche per gli svizzeri vale la pena di leggere questo autore, le cui considerazioni, nonostante egli sia scomparso ormai da venti anni, sono ancora suggestive e drammaticamente attuali. Cosa intendeva dire Sciascia definendo gli svizzeri troppo poco pazzi? «In realtà lui usa questa metafora pensando ai siciliani che invece sono troppo pazzi, ossia, continuando nella metafora, troppo poco razionali. È un discorso sulla Sicilia, sulle cause dello scarso senso civile. Rispetto alla Svizzera questa magnifica isola era un luogo più ricco per le potenzialità del territorio, ma gli svizzeri sono riusciti a garantirsi uno sviluppo molto maggiore, grazie a questo essere troppo poco pazzi, cioè all’essere molto prudenti, ragionevoli, a sforzarsi di essere dei buoni cittadini, a non cedere agli individualismi. Sciascia citava spesso Pirandello: La mente umana è regolata da tre corde quella seria, quella civile e quella pazza... ». “Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella libera e laica Svizzera”. La Casa Editrice Leo S. Olschki , Firenze, ha inserito nel libro una raccolta di articoli pubblicati da Sciascia sui giornali elvetici, e un CD-DVD con alcuni suoi interventi alla radiotelevisione svizzera. podcast RSI. Tutto quello che vogliamo combattere fuori di noi è dentro di noi; e dentro di noi bisogna prima cercarlo e combatterlo. Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia (1977). Renato Martinoni, ticinese, ordinario all’Università San Gallo, ha curato il libro su Sciascia, risultato del lavoro di diversi ricercatori su documenti inediti d’archivio custoditi in Svizzera. Nel noto romanzo “Il giorno della civetta” c’è la frase lapidaria: La famiglia è lo Stato del siciliano. Avrebbe piacere nel constatare oggi che, tra sconfitte e tragedie, esiste una grande società civile siciliana che lotta per affermarsi. Comunque, com’è giunto Sciascia in Svizzera? «Nel ‘57 vince il premio “Libera Stampa” in Ticino, e attraverso questo riconoscimento intesse relazioni intellettuali e di amicizia con molti esponenti della cultura elvetica, sostenendo spesso conferenze e interviste alla televisione. E’ assiduo con Giovanni Croci, responsabile della pagina culturale del “Corriere del Ticino” e Felice Filippini, responsabile culturale della Radio svizzera italiana». Ha scritto anche molti articoli per quotidiani di diverso orientamento come Libera Stampa e il Corriere del Ticino. «Credo che lui si sia sentito a suo agio, meno sorvegliato rispetto all’Italia; un piccolo bagno di libertà che la Svizzera gli consente di fare. Anche per questo aveva un’opinione molto positiva degli svizzeri e dei ticinesi. Lo rivelano molte lettere private nelle quali si esprimeva in senza remore, inviate per esempio ai ticinesi Pio Fontana e Adriano Soldini. Testimoniano che il suo non è un apprezzamento di comodo. Conosceva bene scrittori svizzeri come Dürrenmatt e Glauser, ma approfondiva anche quelli meno noti. Ciò dimostra che la sua attenzione era molto di più di una curiosità occasionale. Infine, questo è importante dire, la Svizzera ha fatto conoscere Sciascia fuori dell’Italia». In che modo? «Proprio da noi le sue prime opere sono tradotte in tedesco e per questo lui viene letto anche in Germania. Tutti questi scambi ne fanno, da subito, uno scrittore europeo. Sciascia praticava molto la letteratura francese inglese tedesca, e a sua volta è uno dei pochi scrittori italiani che vendono e sono famosi all’estero». Quali sono i temi per cui oggi vale la pena rileggerne saggi e romanzi? «Sono sostanzialmente tre, la mafia, sulla quale prevedeva una veloce espansione al Nord, il terrorismo e l’emigrazione. Tutte problematiche che incombono oggi in forma più ampia. Lui non scriveva tanto per farlo, era un intellettuale vicino alla gente comune. I lavoratori italiani che erano in Svizzera s’incontravano la domenica alla stazione o nei circoli, capitava che incontrassero Sciascia, e lo ascoltavano». 7 N. 7, luglio 2011 Leonardo Sciascia (1921 – 1989) scrittore e politico. Il libro che inaugura la collana “Sciscia scrittore europeo” descrive il suo legame con la Svizzera, iniziato con la vincita del Premio “Libera Stampa” nel 1957, grazie a due racconti inediti (inseriti poi ne “Gli zii di Sicilia”). Ebbe a dire: «Tra quelli che ho vinto è il premio cui tengo di più. (...) Se la Giuria del Libera Stampa non mi avesse premiato, avrei liquidato la mia esperienza, appena cominciata, di narratore». amicisciascia.it In “Porte aperte” scrive: “Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria”. «Lui toccava argomenti che facevano parte della cultura sociale degli anni Sessanta e Settanta, quindi anche della vita concreta di migliaia d’emigrati. L’Italia, che tende a occuparsi solo di quanto accade all’interno dei confini nazionali, a quel tempo non si occupava molto di emigrazione. Pur se in fondo ricavava molti benefici da quei lavoratori che mandavano soldi a casa, i quali tuttavia non godevano di alcun rispetto». Gli emigrati erano in grado di comprendere i raffinati ragionamenti di Sciascia? «Ascoltare uno scrittore che denuncia le difficoltà dei lavoratori, non necessita di grandi conoscenze culturali. Era una specie di portavoce delle loro sofferenze e istanze». Sciascia fa dire al personaggio di un suo libro, che la Svizzera è «disinfestata dai germi della tragedia e della storia». Ci sarebbe molto da dire in merito. Certo chi ha vissuto gli anni di piombo ricorda bene la sensazione di sicurezza, ovattata – che concedeva una specie di pausa, di distanza appunto dalle tragedie – che si provava una volta varcato il confine. «A Milano ho conosciuto persone che erano pronte a lasciare la città e avevano calcolato il tempo necessario per arrivare a Chiasso, anche con mezzi di fortuna. Addirittura avevano fatto a piedi alcuni tratti per stabilire il tempo impiegato... Questo dice tutto». Cosa l’ha colpita di Sciascia uomo? «La sua volontà di arrivare il più vicino possibile alla verità. Pensava molto prima di parlare. Capitava che gli facessero una domanda e prima che lui rispondesse poteva passare anche molto tempo. Soppesava ogni parola. A volte era come se parlasse attraverso dei silenzi». [email protected] Pubbliredazionale 8 N. 7, luglio 2011 Al Caffè Letterario del Piccolo Teatro di Milano «14°Zusammenkunft» dell’associazione Ex-Allievi e Amici Scuola Svizzera Milano L’incontro conviviale si è concluso con un brindisi verso le ore 22.00 Nel 2012 si procederà alla spedizione degli inviti via e-mail con un certo anticipo, in modo da garantire la possibilità di una sollecita adesione da parte dei soci e di estensione dell’invito anche ad altri conoscenti o amici dell’Associazione. Ex-Allievi ed amici, contattateci sul sito o tramite E-mail! Alla Società Svizzera di Milano Ospiti d’onore: Paul Bieri, ex direttore Scuola Svizzera, Robert Mario Engeler, Presidente Scuola Svizzera, Ralph Simmen, a.s. Vice Presidente ex allievi, Enrico Rizzi. La 14° Zusammenkunft ha avuto luogo martedì 10 maggio 2011 presso il Caffè Letterario del Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, Teatro Grassi, situato a Milano in via Rovello 2. Il Caffè Letterario è ubicato in un luogo molto suggestivo all’interno del Piccolo Teatro di Milano, nella parte del chiostro, chiusa da vetrate, che socchiudono il bar-ristorante. Verso le ore 19.30 ha avuto inizio la serata con l’aperitivo, a cui ha fatto seguito un ricco “Happy hour”, con antipasti vari ed una scelta molto variegata di primi e secondi piatti e da ultimo il dessert, accompagnati da diversi vini e bevande, che hanno reso molto allegra l’atmosfera. Premio ex-allievi a Cristina Thueler, premia Christina Urech, direttore Scuola Svizzera, Peter J. Braem, Presidente. Alla serata hanno presenziato i seguenti membri dell’Associazione: il Presidente: Peter Braem, il Vice-Presidente: Enrico Rizzi e Consiglieri dell’Associazione: Marco Batello, Silvia Batello, Cristina Ponti, la coordinatrice degli insegnanti Micaela Crespi, la Direttrice della Scuola, Sig.ra Christina Urech nonché il Presidente della Scuola Svizzera, Sig. Robert Mario Engeler. L’Autorità Consolare era presente in persona del nuovo Console Generale, Massimo Baggi. Come ospite d’onore è stato invitato Paul Bieri, Ex-Direttore della Scuola Svizzera di Milano negli anni ’90, che è stato felice di incontrare Ex-Allievi giovani, anziani e di media età, anche se sconosciuti e di rivedere Milano, moderna e culturale, dopo molti anni di permanenza in Svizzera. Si è poi proceduto alla premiazione dei due Ex-Allievi che hanno conseguito il miglior punteggio alla maturità dell’anno 2010: Cristina Thueler e Laura Urech, figlia della Direttrice della Scuola, che ha ritirato in sua vece la targa Ex-Allievi e Amici della Scuola. Inoltre, sono stati premiati con spille in “oro e argento” l’ospite d’onore, Paul Bieri, il Sig. Ralph Simmen venuto da Zurigo ed il Sig. Zucchelli, quale decano dei soci. Gli Ex-Allievi presenti si sono ripromessi di intensificare i contatti tra di loro e di incentivare l’adesione da parte di altri Ex-Allievi all’Associazione, anche tramite il sito www.exallievi.com. Anticipata al 21 luglio la Festa Nazionale Rispettando la tradizione celebriamo la storica data del 1° Agosto con qualche giorno di anticipo, per permettere al maggior numero possibile di Soci ed amici di poter essere presenti. Vi invitiamo a festeggiare il 720° anniversario della Confederazione Svizzera giovedì 21 luglio 2011 alle ore 20.00 con una cena, allietata dalle musiche della “Bandella di Arogno” e da un gruppo di suonatori di corno delle Alpi, sulla terrazza del ristorante al quarto piano di Via Palestro 2, Milano. Il tradizionale discorso del 1° Agosto sarà tenuto da Gianni Guidicelli eletto, nello scorso mese di maggio, Presidente del Gran Consiglio Ticinese. Sarà presente anche il nostro Console generale, Signor Massimo Baggi, che terrà una breve allocuzione. La prenotazione è obbligatoria entro lunedì 18 luglio 2011 presso la nostra segreteria dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 19.00 (telefono 02 760 00 093; fax 02 547 35 11; e-mail: [email protected] www.societasvizzera.it) Ci auguriamo che vorrete dimostrare il Vostro affetto, la Vostra solidarietà e la Vostra simpatia verso la Società Svizzera intervenendo numerosi alla nostra Festa Nazionale. I nostri locali rimarranno chiusi dal 25 luglio al 31 agosto compresi. Il comitato manifestazioni 9 N. 7, luglio 2011 La 135ª relazione annuale presentata dal presidente Alberto Fossati Assemblea annuale della Società Svizzera di Beneficenza in Milano Alla presenza di diversi Soci e dei membri del Comitato, il giorno 25 maggio 2011 si è svolta presso la Stübe della Società Svizzera in Milano, la 135a Assemblea annuale per l’approvazione dell’esercizio dell’anno 2010. Era presente inoltre, quale rappresentante del Consolato, il Console Lara Eckerl che ha portato i sentimenti di stima da parte del Console Generale Massimo Baggi. Il presidente Alberto Fossati ha sintetizzato l’attività dell’anno 2010 e ricordato in particolare tutti coloro che hanno contribuito con dedizione, presenza, finanziamenti e assistenza al nostro Sodalizio, come riportato dettagliatamente nella Relazione del Comitato sull’Esercizio 2010, parte integrante del Rapporto 2010, pubblicato ed inviato a tutti i Soci e Donatori. E’ stato ricordato con riconoscenza ed affetto il nostro socio Henry Wüthrich, per molti anni anche nostro Revisore. Per quanto riguarda la gestione economica, anche quest’anno la raccolta dei contributi è stata difficile, Abbiamo avuto comunque il sostegno di 59 soci privati (78 nel 2009) e solo di 3 società sempre presenti nel supportarci: Fratelli Mari, Hoepli Edizioni SpA, Penta Insurance srl. Il bilancio dell’esercizio è stato esposto dettagliatamente dal nostro tesoriere Beatrice Schuetz Mereu: la Società Svizzera di Beneficenza di Milano chiude l’esercizio 2010 con un attivo straordinario grazie ai proventi di un Fondo dedicato. In riferimento alla sola gestione ordinaria, determinata dalla differenza tra entrate (quote amici e donazioni) e uscite (sussidi, aiuti, interventi straordinari, spese amministrative), vi è un avanzo di gestione di € 2.510 (– € 5.485,13 nel 2009). Nel secondo e quarto trimestre del 2010 sono notevolmente aumentate le richieste di interventi unici e straordinari, segnale concreto della crisi che ha colpito i percettori di piccoli redditi e di cui si avevano già avute concrete avvisaglie nel 2009. Si è voluto dare esaustivo sostegno a coloro che hanno richiesto un contributo, comprovato da seri motivi di necessità: riparazioni di elettrodomestici basilari, contributi per libri scolastici della scuola dell’obbligo; contributo per terminare gli studi universitari, intervento straordinario per vitto e per medicinali. In totale, sono stati erogati: 14 sussidi annuali a singole persone che seguiamo da molti anni; 17 interventi unici (21 nel 2009); 25 interventi straordinari (23 nel 2009; nessuno nel 2008). Sono state poi illustrate e proposte due nuove modalità di intervento della Società Svizzera di Beneficenza di Milano che hanno trovato riscontro, apprezzamento e approvazione da parte dei partecipanti all’Assemblea: Socia Beatrice Schütz Mereu: propone che vi sia disponibilità e partecipazione attiva da parte dei nostri Soci qualora vi siano richieste di supporto da parte dei nostri assistiti per affiancarli nelle relazioni con enti pubblici nel disbrigo di pratiche amministrative. Non solo quindi erogazione di sussidi economici da parte del nostro sodalizio, ma farsi carico anche di richieste sempre più frequenti per risolvere problematiche burocratiche e amministrative. A tal fine è emerso che si potrebbe intervenire anche con convenzionamenti con patronati che possano rispondere in modo adeguato e professionale a tali bisogni. Socia Giuseppina Antognini: ricorda che i giovani sono il futuro della società. È su di loro che bisogna portare la nostra attenzione. Ha quindi proposto che la Società Svizzera di Beneficenza di Milano si attivi e sia disponibile a investire e a sostenere, in particolare tramite borse di studio, giovani svizzeri che ne facessero richiesta e le cui condizioni economiche non permettano loro adeguata disponilità di mezzi per terminare gli studi. Un grazie particolare con affetto e stima è stato inoltre espresso a chi ci ha aiutato con il versamento annuale o con le offerte e continua da anni a sostenerci, permettendoci così di affrontare gli impegni che abbiamo nei confronti dei nostri assistiti. Inoltre, un sentito grazie è sempre doveroso rivolgerlo anche a quei membri del Comitato che seguono silenziosamente da anni e con pazienza, tempo ed attenzione gli assistiti di cui il nostro sodalizio si fa carico. Un pensiero di gratitudine particolare anche: • al Dipartimento Federale degli Affari Esteri, Servizio degli Svizzeri all’Estero, per il versamento del sempre prezioso contributo annuale; • alla Sezione Bridge della Società Svizzera di Milano per la donazione effettuata; • al Consolato Generale della Svizzera a Milano che ospita le sedute del nostro Comitato; • alla Società Svizzera di Milano che ci ospita per l’Assemblea annuale. • a tutti i nostri Soci che ci hanno aiutato con tanta generosità ed il cui elenco è riportato nel nostro resoconto annuale. • Penta Insurance e al nostro socio Definti per la redazione e stampa dei libretti della nostra relazione annuale. Il Console Lara Eckerl ha inoltre sottolineato un grazie particolare per il supporto che il nostro sodalizio fornisce operativamente al Consolato stesso quando si trova a dover affrontare casi concreti ed immediati di necessità. I ringraziamenti espressi nel corso dell’incontro sono un sentimento di gratitudine verso i nostri soci che credono ancora nel valore comune della solidarietà. Alberto Fossati Il 1° agosto presso il Park Palace Hotel Pausa estiva al Circolo Svizzero di Firenze La stagione 2010-2011 del Circolo Svizzero di Firenze si è conclusa il 10 giugno con la consueta cena prima della pausa estiva, durante la quale sarà comunque festeggiata la ricorrenza del 1° agosto presso il Park Palace Hotel. Come sempre è stata una stagione densa di avvenimenti, sotto la guida di Luciano Defilla che nello scorso marzo è stato rieletto presidente all’unanimità, confermando un lungo ciclo che dura ormai dalla fine degli anni novanta. Durante tutto questo lasso di tempo il presidente Defilla e il comitato del Circolo hanno saputo proporre una grandissima quantità di eventi culturali e sociali, portando il sodalizio fiorentino ad es- sere uno dei più attivi in Italia. È appena il caso di ricordare le tante iniziative organizzate nel 2010 in occasione del 150° anniversario della fondazione del circolo, per proseguire poi con immutato entusiasmo anche in questo 2011 in cui ci sono stati concerti, conferenze, mostre, visite culturali a istituzioni e musei e molto altro ancora. Per settembre sono allo studio altre idee che integreranno la già vasta offerta; restano beninteso attuali alcuni progetti a lunga scadenza e indubbiamente impegnativi di cui si parlerà diffusamente quando inizieranno a prendere corpo. David Tarallo 10 N. 7, luglio 2011 Iniziativa della Società Svizzera di Milano nel 150° dell’Unità d’Italia Le stamperie ticinesi e il Risorgimento Presentato un libro della Fondazione del Centenario della BSI sul ruolo delle aziende tipografiche del Luganese fra Sette e Ottocento nella diffusione di princìpi riformatori e nell’appoggio ai patrioti. Le celebrazioni del centocinquantenario dell’Italia Unita (1861-2011) sono entrate nel vivo, e la Società Svizzera di Milano ha inteso marcare la sua partecipazione a quest’importante appuntamento – che interessa storicamente la Confederazione, e in specie il Canton Ticino – presentando il libro Riforme Rivoluzione Risorgimento. Antologia di testi civili e politici pubblicati dalle stamperie della Svizzera italiana dall’età dei Lumi all’Unità d’Italia (2007). Curato da Marino Viganò, stampato dal Gruppo editoriale milanese Mursia, il volume è un’iniziativa della Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana di Lugano, creata nel 1973, col primo secolo di vita del più antico Istituto bancario ticinese, per dare «riconoscimenti sotto forma di premi… a persone o enti che abbiano operato a favore dello sviluppo dei rapporti italo-svizzeri o contribuito ad una sempre migliore intesa e comprensione tra i popoli di Svizzera e Italia o all’accrescimento del comune patrimonio culturale». Nei quarant’anni di attività, la Fondazione ha già sostenuto pure altri impegni storiografici: l’edizione della Svizzera italiana, di Stefano Franscini, a cura di Piero Chiara (1973), e di Terra d’asilo. I rifugiati italiani in Svizzera 19431945, di Renata Broggini (1993). Durante le presentazioni di quest’opera, il letterato e animatore culturale Giancarlo Vigorelli, anch’egli esule antifascista nella Confederazione in quegli anni di guerra, aveva lanciato l’idea di un’antologia in più tomi, distinti per materia, di pagine da libri pubblicati dalle stamperie del Luganese tra la metà del XVIII e quella del XIX secolo. Nell’età cioè della Rivoluzione francese, del primo liberalismo, del protosocialismo. Dal 1746, anno in cui i tipografi Agnelli di Milano aprivano a Lugano la prima azienda editoriale della Svizzera italiana, al 1861, quando l’Italia si univa quasi per intero nel Regno sabaudo, le tipografie dei Baliaggi italiani della Confederazione elvetica, poi del Canton Ticino, pubblicavano difatti periodici, libri, opuscoli che di gran lunga superavano le limitate necessità locali. Storia, filosofia, lettere, scienze, economia, tecnica: con questi strumenti si guardava all’educazione, al progresso e alle riforme civili, aspirazioni la cui diffusione era, se non bloccata, rallentata da severe censure in variati paesi. Molti lavori usciti da quelle tipografie veicolavano, inoltre, le battaglie politiche dell’Età delle riforme e del Risorgimento italiano, di cui la Resistenza, il «secondo Risorgimento», è considerata conclusione ideale. Con spirito Opuscolo di Giuseppe Mazzini pubblicato, come altri, dalla piccola Tipografia Fioratti, attiva a Lugano fra il 1846 e il 1860. di continuità, quella proposta di Vigorelli era intesa ad attivare per tempo, in concreto, la Fondazione del Centenario della BSI per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, che si stava ormai approssimando. Sostenuto con entusiasmo dal presidente Franco Masoni, il suggerimento veniva accolto dal consiglio di Fondazione, intanto per un primo tomo e per tutte le materie affrontate nelle opere originali: riforme costituzionali e religiose, trasporti, economia… Dopo laboriose ricerche di testi talora rarissimi, scelte e trascrizioni filologiche di pagine ideologicamente significative, creazione di apparati e di corredi – profili biografici, sussidi editoriali e schede bibliografiche –, il volume ha visto la luce nel 2007, con largo anticipo sulla deadline del 2011. Protagoniste sono la Tipografia Agnelli, gestita a Lugano dal 1746 al 1799 da milanesi domiciliati sul Ceresio; la Vanelli, dal 1823, e Ruggia nel 1827-’42, costituita a Lugano da stampatori ticinesi; l’Elvetica, in attività dal 1830 al 1853 a Capolago, società di luganesi rilevata poi da esuli; la Tipografia della Svizzera Italiana a Lugano dal 1842 al 1851, di milanesi nativi di una valle svizzera; e altre imprese – Veladini, Bianchi, Fioratti – attive tra gli inizi del XIX e del XX secolo. Giuseppe Pecchio, Massimo d’Azeglio, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Mazzini, Carlo Botta, Nicolò Tommaseo, Carlo Cattaneo, Filippo De Boni, Mauro Macchi, Giuseppe Ferrari sono alcuni della cinquantina di autori il cui pensiero, raccolto nelle edizioni luganesi, si riscontra ora nell’Antologia. Onorata di offrire il libro a un pubblico svizzero e italiano nel 150° dell’Unità, quale contributo per rinsaldare e sviluppare le relazioni non solo culturali italo-svizzere, la Fondazione della BSI ha coordinato con l’editore Mursia e il segretario della Società Svizzera, ingegner Arnaldo Haechler, la presentazione del libro Riforme Rivoluzione Risorgimento il 18 maggio scorso, presso il Centro Svizzero, sotto il patrocinio della Società stessa e del consolato generale di Svizzera. Aperta dai saluti di Jean Pierre Hardegger, presidente della Società Svizzera, e del professor Salvatore Veca, in rappresentanza della Fondazione del Centenario della BSI, moderata dal curatore del volume, Marino Viganò, la serata ha visto il folto pubblico affascinato dall’affresco dell’età tardo-illuministica e risorgimentale sbozzato da Franco Della Peruta, professore emerito dell’Università degli Studi. I temi economici, gli interessi dei ceti dominanti e subalterni, la dialettica moderati-democratici sono emersi come dati fondamentali per comprendere le vicende del Risorgimento. Elementi sociali, politici e ideali concorrono – ha sottolineato Della Peruta – a spiegare i moti insurrezionali del 1820-’21, del 1831 e soprattutto del 1848, con gli austriaci costretti dalle Cinque giornate di Milano a sgomberare la Lombardia. Vitale inoltre, per Della Peruta, il ruolo delle tipografie del Luganese nell’avvicinare i lettori alfabetizzati (élites, ma anche alcuni strati popolari) a quei dibattiti e a quelle azioni patriottiche. È toccato quindi a Carlo Agliati, funzionario dell’Archivio di Stato a Bellinzona, componente il Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo, esperto dell’editoria ticinese, collocare il libro della BSI nell’alveo della bibliografia sul tema; in posizione a se stante, rispetto alle opere dei precursori – Emilio Motta, Rinaldo Caddeo, Giuseppe Martinola – e degli studiosi più recenti – Mario Agliati, Callisto Caldelari, Fabrizio Mena – per il confluire nell’antologia di esiti di ricerche scientifiche sulle fonti, analisi bibliografiche e pagine degli stessi protagonisti. Non ha mancato infine Agliati di sottolineare il motivo del successo delle stamperie dei Baliaggi e del Canton Ticino, terre di limitatissima circolazione libraria: la loro licenza di stampa è posta al servizio dell’urgenza di libri nei paesi nei quali vige la censura preventiva. In chiusura una considerazione ancora di Della Peruta sull’atmosfera differente delle celebrazioni del 100°, quelle del 1961, in un paese davvero unito nel clima di ottimismo economico, tranquillità politica, serenità sociale per la prima volta dal dopoguerra. Un confronto destinato a far riflettere non tanto su quel periodo ma piuttosto sul futuro dell’Italia. M.V. 11 N. 7, luglio 2011 Incontro con il prof. Umberto Veronesi alla Società Svizzera di Milano La grande sfida al cancro del prof. Cavalli “In confidenza ti dico che Mario ha un male molto brutto, ma non dirlo a nessuno”. Così in un passato non molto lontano si comunicava lo stato di salute di un amico. Oggi le cose sono fortunatamente cambiate: di questa malattia si parla apertamente, senza falsi ritegni. È stato infatti il “cancro” l’argomento base dell’importante serata che il nostro Consolato Generale in collaborazione col Comitato Manifestazioni della Società Svizzera ha organizzato il 26 Maggio presso la Sala Meili del Centro Svizzero, in occasione della presentazione del libro “La grande sfida” scritto dal noto oncologo ticinese Prof. Franco Cavalli. Ospite d’onore della serata è stato il Prof. Umberto Veronesi, universalmente conosciuto come uno dei più importanti personaggi odierni in questo campo. Dopo il cordiale benvenuto del nostro Vicepresidente Gianni Definti, ha brevemente preso la parola il nostro Console Generale Sig. Massimo Baggi per ringraziare i futuri oratori e la gentile moderatrice del convegno Cristina Bonzanigo, confessando di aver potuto leggere in anteprima il libro di Cavalli trovandolo di grandissimo interesse. Il Console ha poi ceduto il microfono a Umberto Veronesi per un suo commento sul libro argomento della serata. Di questo grande oncologo è fuori luogo ogni presentazione, soprattutto tenendo presente la sua lunghissima militanza come scienziato, a cui la non più giovane età (85!) non ha minimamente scalfito la vivezza dell’ingegno e della parola. Veronesi ha voluto innanzitutto fare il punto sulla situazione odierna della lotta contro questa malattia, comunicando che i risultati sono sempre più incoraggianti e che la mortalità nei paesi sviluppati è in sempre maggiore calo. La ricerca, malgrado la generale crisi, è sempre molto attiva trovando nuove strade contro il cancro e sviluppando anche nuovi medicamenti e nuovi sistemi ormonali. La moderatrice del convegno ha ringraziato Veronesi per il suo breve ma importante intervento ed ha poi passato la parola all’amico Cavalli autore del libro “La grande sfida” oggetto della serata. Il Prof. Franco Cavalli, locarnese di natali, oggi 69enne, è il fondatore e direttore scientifico dello IOSI, Istituto Oncologico della Svizzera Italiana, oggi di importanza internazionale. Ha sviluppato esperienze di lavoro sul cancro anche in regioni povere del Centro America dove ha potuto rilevare la grande arretratezza nella cura del cancro e l’alta mortalità dovute soprattutto alla deficienza di mezzi curativi. Il libro è innanzitutto una chiara guida introduttiva sull’argomento “cancro” scritta in termini accessibili e comprensibili a tutti, ma poi Cavalli polemizza sullo strapotere di molte aziende farmaceutiche produttrici di medicine anticancro che hanno quotazioni praticamente irraggiungibili per i malati di cancro in molte nazioni del cosiddetto Terzo Mondo. Nell’ultima parte del libro Cavalli esprime il suo pensiero anche su alcuni temi “difficili” quali l’eutanasia e l’assistenza al suicidio. L’intervento di Cavalli è stato accolto da un caldo applauso, in quanto il pubblico ha “sentito” la sincerità e la schiettezza nelle sue parole, che l’hanno fatto giustamente apparire come un “vero” medico, un medico terribilmente appassionato del suo lavoro, un medico schietto, si potrebbe anche dire “un medico di una volta”, e di cui il Ticino è giustamente molto orgoglioso Nel rinfresco che è seguito a questo importante incontro Franco Cavalli è stato prodigo di chiarimenti e pareri sui motivi trattati nella serata. Una curiosità finale: sia Veronesi che Cavalli hanno una bella famiglia con ben sette figli! Enrico Hachen Vinto dallo scrittore svizzero Nétonon Noel Ndjékéry Sondrio e Alto Lario Lo scrittore svizzero Nétonon Noel Ndjékéry ha vinto il Premio di Narrativa in Lingua Francese, Iª edizione, sezione Francofonia, istituito presso l’Università “l’Orientale”. La giuria era formata dagli studenti del corso di “Letteratura Francese Moderna e Contemporanea” della Laurea Magistrale delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere e di Lettere dell’ “Orientale” e dai docenti di Lingua e di Letteratura Francese delle Università della Ci siamo incontrati numerosissimi presso l’agriturismo LE CASE DEI BAFF ad Ardenno in una splendida domenica di fine maggio. Dopo il pranzo a seguito dell’assemblea è emerso quanto segue: è stato eletto il nuovo presidente nella persona della signora Margrit Birrer in Biavaschi e nominati i nuovi consiglieri nelle persone di Ester Bürgi- Spini, Paola Cerfoglia-Lampietti, Rita Coccari, Laura RogantiniSpisni, Claudia Beeler-Schaller, Barbara Moro. L’assemblea ha proposto molteplici iniziative da realizzarsi durante l’anno, e si è espressa circa le singole aspettative degli iscritti sugli scopi e le finalità del nostro circolo. Il prossimo appuntamento è previsto per il 2 luglio 2011 presso il Ristorante Pizzeria Fuentes “Al Laghetto” a Colico alle ore 19,00. In questa occasione verrà presentata la proposta per la gita annuale. Per prenotazioni rivolgersi a Margrit Birrer tel. 346 3723214. email [email protected] Le iscrizioni al Circolo sono sempre aperte. Il Premio di Narrativa in lingua francese a Napoli INVIO TESTI AGOSTO / SETTEMBRE Gli articoli e le foto devono essere inviati alla redazione entro il 17 agosto. Regione. I testi, inediti, sono stati letti, analizzati, discussi e tradotti in forma assolutamente anonima. Il giudizio degli studenti e la graduatoria da loro stilata coincidono con il giudizio e la graduatoria dei docenti. I racconti e le traduzioni verranno pubblicate a cura dell’Orientale. Il premio in denaro per gli scrittori vincitori è stato attribuito dall’AUF, l’Agence Universitaire de la Francophonie, per due anni a Montreux, mentre gli studenti che hanno lavorato con assiduità e curato con attenzione le traduzioni dei testi hanno ottenuto uno stage presso una casa editrice francese e una italiana. Il 30 giugno alle ore 11, nel Salone al Rettorato si è tenuta la consegna dei premi e degli attestati, alla presenza del Rettore dell’Orientale, prof. Lida Viganoni e del Preside della Facoltà di Lingue, prof. Augusto Guarino. Grazie ai risultati ottenuti il Premio molto probabilmente proseguirà per il prossimo anno. Giovannella Fusco Girard L’Assemblea del Circolo Svizzero 12 N. 7, luglio 2011 Eletti i nuovi consiglieri della Fondazione L’assemblea generale degli Amici della Residenza di Malnate Si è tenuta presso La Residenza di Malnate (VA) sabato 28 maggio la consueta assemblea annuale degli Amici della Residenza, casa-albergo svizzero della terza età, per presentare la 42a Relazione Annuale relativa all’anno sociale 2010. Erano presenti Amici che giungevano da varie località: Milano, Bollate (M), Gallarate (VA), Venezia, Basilea, Binningen, a cui va un particolare ringraziamento di vicinanza alla nostra istituzione. È stata presentata la relazione dettagliata delle attività del Consiglio di Fondazione e vi sono state interessanti domande di approfondimento in merito a varie tematiche: la gestione e riorganizzazione della struttura, l’andamento economico della Fondazione, la sostenibilità economica della struttura di Malnate e degli interventi finanziari della Fondazione da Berna, necessari ogni anno a copertura dei costi. Sono stati inoltre proposti e eletti, poiché a scadenza, in qualità di Consiglieri della Fon- dazione i Signori: Bechstein Ernesto, Guglielmetti Annamaria, Fossati Alberto, riconfermato Presidente. È stato inoltre proposto ed eletto Eckerl Marcus, nuovo consigliere di nazionalità austriaca. Attuali consiglieri della Fondazione risultano pertanto, oltre agli eletti: Tenuzzo-Hofer Erika (Vice Presidente), Streit Paolo (Segretario), Lang Rsomarie, Zema Marco, Fossati Claudio e Sandro Mumenthaler, Presidente Onorario. In questa occasione è stata inoltre inaugurata la mostra dei dipinti del pittore milanese Pierluigi Donati, nostro ospite da circa un anno. La mostra rimarrà presso la Residenza fino a luglio. È seguito l’usuale e piacevole momento conviviale che ha visto tutti, ospiti ed invitati, radunati nel salone e nel giardino per gustare il pranzo preparato dal nostro Staff di cucina e con il prezioso ausilio dei nostri soci Ennio Tenuzzo e Aldo Grembo come sempre dediti alla griglia per preparare le famose bratwurste DOC svizzere. Un particolare ringraziamento a tutto il personale della Residenza per l’organizzazione della giornata ed alla nostra nuova direttrice, D.ssa Antonella De Micheli, per il lavoro svolto i questi mesi durante i quali i nostri ospiti e noi tutti abbiamo già avuto occasione di apprezzare le capacità professionali e di relazione. Ospiti graditi, tra gli altri, sono stati il nostro console di Milano Lara Eckerl. Un grazie particolare con affetto e stima ai Consiglieri, alcuni dei quali seguono silenziosamente da anni e con pazienza, tempo ed attenzione, gli ospiti de “La Residenza”. Un grazie anche agli invitati, che hanno desiderato conoscere la nostra istituzione e rallegrare con la presenza loro e di alcuni bambini questo luogo ameno e ridente di cui potrete avere maggiori dettagli visitando il sito www. laresidenza.it. I ringraziamenti espressi non sono un atto formale ma un sentimento di gratitudine verso i nostri Amici e Donatori che credono ancora nel valore della solidarietà. Alberto Fossati Pierluigi Donati, pittore milanese Mostra dipinti a La Residenza Malnate (VA) Nata Cappi, che ha messo l’accento sull’uomo che sta dietro ad ogni quadro, un uomo che è nato in Francia nel 1923 e che si è diplomato all’Accademia del Castello Sforzesco di Milano, scuola di prestigio Milanese. Il suo autoritratto rappresenta la sintesi del suo percorso artistico, con uno sguardo intenso che ancora oggi esprime profondità e ricerca che non è mai fermata. I suoi quadri con colori che terminano sempre nel blu e nel verde ci raccontano luoghi, strade casa Milanesi e non solo. Scriveva Nietzsche che l’arte nasce dall’unione di due elementi: un grande realismo e una grande irrealtà. Questo è quello che trasmette Donati nella sua pittura, ritraendo luoghi a lui cari, che ci riportano in un tempo sospeso, Autoritratto di Pierluigi Donati. Mi piace pensare all’inizio di questa mostra di Pierluigi Donati con il suo autoritratto, che ha ben raccontato e descritto la nostra ospite e ogni volta che osservi queste tele ne cogli sempre un aspetto nuovo. Il sogno di Donati, ci riporta alla parte più celata e rimossa dell’individuo, definita “ombra”: il suo rapporto tra colore e prospettiva ci danno un campo delineato e ben definito di osservazione dove il tempo ci riporta ai valori più autentici. La casa, il cane amico fedele: Donati è al momento stesso astratto e concreto. L’autoritratto quindi diviene la descrizione più vera dell’uomo che si racconta, restituendoci una Milano di altri tempi, ma sempre attuale nella sua simbologia: il Duomo, i Navigli, la Darsena. Antonella De Micheli INVIO TESTI AGOSTO / SETTEMBRE Come ogni anno, Gazzetta Svizzera non viene pubblicata nel mese d’agosto. Il termine per l’inoltro degli articoli e delle foto è il 17 agosto. 13 N. 7, luglio 2011 Circolo Svizzero di Palermo e Sicilia occidentale Tour eno-gastronomico nel Trapanese A metà giugno il nostro Circolo ha intrapreso una gita nelle campagne trapanesi alla scoperta della natura e dei cibi genuini e tipici. A Partanna, rinomata zona olivicola, abbiamo assaggiato le olive “Nocellara del Belice” e vari patè di olive. Poi siamo saliti nelle colline di St. Ninfa fino al Castello di Rampinzeri. In questa antica masseria del ‘600 ha sede oggi il Centro visitatori della Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”. La riserva è ricca di suggestivi aspetti naturalistici legati ai fenomeni carsici nei gessi e comprende un vasto sistema di grotte, che in parte sono visitabili. Sempre all’interno del Castello si trova l’omonimo ristorante, dove abbiamo mangiato ottimi antipasti di verdure e anche pecora lessa, ravioli di ricotta e la famosa salsiccia di St. Ninfa. Ovviamente non poteva mancare il dessert e un ottimo vino della zona. Sulla strada di ritorno ci siamo fermati ad una cantina vinicola immersa nei verdi vigneti di Gibellina ed un piccolo caseificio per l’acquisto dei prodotti. Il gruppo dei partecipanti nel cortile del Castello. Una giornata dedicata allo stare insieme e allo “shopping” di prodotti locali genuini. Speriamo di rivedere tutti i nostri soci in occasione della festa nazionale! rvgg Benvenuti Welcome Bienvenue Willkommen Il VICTORIA albergo romano di PRIMISSIMA CLASSE • Costruito nel 1899 • Un angolo di quiete nel centro storico, affacciato sul Parco di Villa Borghese, a due passi da Via Veneto e dalle vie più famose per lo «shopping» • Con piacere Vi proponiamo l’atmosfera del nostro RISTORANTE BELISARIO la sua cucina classica italiana, le specialità romane • La CULTURA DEI VINI ITALIANI è espressa in una carta ben selezionata, composta soprattutto da «BEST BUYS» • Il VIC’S BAR , piacevole punto d’ incontro, il giardino pensile SOPRA I PINI, BAR E RISTORANTE, romantico ritrovo estivo, completano il vostro indimenticabile soggiorno a roma • R. H. Wirth H. Hunold (Gen. Mgr.) 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La comitiva, risalita a piedi la carrareccia che fiancheggia la scura rupe vulcanica, e attraversando possenti mura fortificate, è penetrata al castello dall’unico accesso, ben difeso con caditoie, grate calanti comandate dall’interno e uno spesso portone fortificato. Giunti sull’ampia piazza d’Armi, una terrazza con iniziali funzioni di controllo sulla regione circostante, abbiamo goduto di un magnifico panorama a tutto tondo. La visita è proseguita nelle stanze del piano nobile congiunto a quelli superiori da un angusta e ripidissima scala segreta. Dopo aver consumato un lauto e apprezzatissimo pranzo al ristorante “La Rupe di Canossa” la comitiva percorrendo tre anelli concentrici di mura è salita al Castello di Canossa dove l’attendeva la guida dott.ssa. Federica Soncini “Casa del Tibet”, centro culturale nato nel 1990, ha ospitato il Dalai Lama nel 1999. che, con grande professionalità, ci ha accompagnati a piccoli gruppi nella visita al Museo Nazionale ubicato nell’antico Palazzo di Matilde. Al termine il dott. Maramotti ha proposto, una visita fuori programma alla “Casa del Tibet”, centro culturale nato nel 1990 con sede a Votigno, borgo medievale ristrutturato in anni di paziente lavoro da volontari di ogni parte del mondo. La “Casa del Tibet” è stata visitata nel 1999 dal Dalai Lama che, nel discorso per l’inaugurazione del museo, l’ha definita un luogo molto bello e posto ideale per fare un ritiro. Per i Partecipanti è stata una domenica ricca di sorprese e caratterizzata da un ripasso di importanti vicende storiche. Doveroso esprimere particolari ringraziamenti al presidente Tomaso Andina, al segretario Gino Sermenghi, al dott. Tiziano Maramotti per l’impegno profuso e alla dott.ssa Federica Soncini per la stesura dell’articolo “Andare a... Canossa” pubblicato qui sotto. Emanuele Zanghi È sinonimo di chiedere perdono, umiliarsi, fare penitenza, sottomettersi Che cosa significa “andare a… Canossa” un detto oggi tradotto in trenta lingue L’epoca in cui viviamo non è un tempo di pace… ma ci sono luoghi sacri ed incontaminati immersi nella natura che la evocano e che conservano la forza ed il fascino di un passato glorioso nella traccia delle antiche pietre. Si è così rapiti ed al tempo stesso affascinati dalla bellezza incontaminata di una natura rigogliosa e selvaggia fra boschi e colline disseminate di antiche torri e castelli, dove sentire e godere di questa pace diventa un processo naturale e spontaneo, dato dalla contemplazione e dalla suggestione dei luoghi stessi. Questo posto così particolare è Canossa, la bianca rupe di arenaria (da cui il nome latino Canus: bianco, chiaro) dove anticamente sorgeva il castello di Matilde di Canossa, ubicato sulle colline reggiane (a 600 m di altezza) e che si erge sulla vallata dell’Enza verso il cielo, coi suoi 45 metri di altezza. Prima di raggiungerla però, occorre percorrere circa un centinaio di scalini per tre anelli concentrici di mura che salgono fino in cima, un po’ una piccola Saint Michel, che la ricorda molto per la conformazione, anche se il percorso qui è costellato di secolari querce, guardiani silenziosi nei secoli di questa antica ed inespugnabile fortezza. A volte è facile, salendo, incontrare lungo il percorso qualche tedesco scalzo e magari meravigliarsene…ma egli ripete, in segno di devozione verso il proprio antico sovrano, l’imperatore di Germania Enrico IV, lo stesso percorso di pellegrinaggio/ penitenza che do- vette affrontare, per riappropriarsi del proprio potere, proprio quassù dove un tempo sorgeva l’antico castello, all’ombra della scomunica di un Papa intransigente come Gregorio VII. Enrico IV fu reo, agli occhi del Papato, di aver offeso il Papa per abuso di potere nella nomina dei vescovi Conti, e dovette espiare pubblicamente la sua colpa per troppa arroganza: così, spogliato degli abiti regali dovette indossare, suo malgrado, quelli umili di un frate penitente, e scalzo, dovette attendere il perdono del Papa per ben 3 giorni e tre notti al freddo ed al gelo, davanti alle porte chiuse del castello di Canossa. Nutrito a pane ed acqua, così aveva disposto il Papa, che non era convinto del vero pentimento cristiano di 15 N. 7, luglio 2011 questo suo acerrimo nemico. Era uno dei più rigidi e gelidi inverni del MedioEvo, era il gennaio 1077. Ecco che la Grancontessa Matilde ospitava nel suo palazzo (dove ora sorge il museo nazionale che ne ospita i reperti archeologici ed un magnifico fonte battesimale che anticamente si trovava nel Tempio di S. Apollonio, chiesa del castello) Papa Gregorio VII, mentre Enrico, del quale era anche cugina nonchè vassalla, era fuori nella neve ad aspettare…ma è stato proprio a lei che l’Imperatore si era rivolto perché facesse da intermediaria fra lui e Gregorio e l’aiutasse così a far rientrare la scomunica come infatti avvenne, dopo tre giorni di necessaria e sofferta penitenza pubblica. Ecco che il detto “andare a Canossa” è così passato alla storia ed è arrivato fino ai giorni nostri: viene infatti La Grancontessa Matilde di Canossa. tradotto in 30 lingue differenti ed è sinonimo di: chiedere perdono, umiliarsi, fare penitenza, sottomettersi...proprio come dovette fare Enrico IV quassù... Se pensiamo poi che la Grancontessa Matilde ebbe un ruolo unico e fondamentale mai rivestito prima di allora da una donna, grande mediatrice fra questi due personaggi così importanti, dotata di un potere insolito e straordinario per una donna in quei tempi, in cui il potere era prettamente maschile, l’eccezionalità di questo luogo aumenta la sua potenza e bellezza. Pensiamo anche alla sua elevata cultura, Matilde era anche poliglotta (sapeva ben 4 lingue: italiano, latino, tedesco e francese) e grande mecenate (costruì oltre ai castelli molte pievi, contribuì alla nascita della Ghirlandina di Modena ed all’Università di Bologna). Era una nobildonna sui generis, abituata fin da piccola dal padre, il Marchese Bonifacio di Toscana, a cavalcare per ore nei boschi, ed in età adulta, anche ad uscire in battaglia coi suoi soldati, non a caso il suo nome significa “fiera, forte in battaglia”. Dal padre ereditò evidentemente la tempra forte e combattiva e dalla madre, Beatrice di Lorena, il profondo spirito religioso e devoto che la condusse a proteggere ed a sposare la causa papale a tal punto che la Chiesa volle che le sue mortali spoglie risiedessero a Roma, in Vaticano, dove dal 1632/5 è possibile vedere la sua tomba, scolpita dal più grande scultore dell’epoca: il Bernini. Se analizziamo la sua firma troviamo le tracce della sua vocazione religiosa e devozionale verso Dio ma anche di grande potere terreno: Matilda dei gratia si (ali)quid est: Matilda per grazia di Dio se è qualcosa o qualcuno... La firma riportava in mezzo una grande croce, contrassegno distintivo delle firme dei Papi e degli Imperatori. Canossa fu anche luogo di massima importanza strategica e militare posto al centro dei domini della famiglia degli Attonidi, di stirpe longobarda toscana, che a partire dal X secolo con Adalberto Atto si insediarono con il loro sistema di torri di difesa militare ed i loro castelli fino a creare un vasto impero che procedeva dalla zona di Brescia fino all’alto Lazio, larga parte dell’Italia settentrionale. Del castello oggi rimane un affascinante rudere che si affaccia sull’infinito, la roccia friabile dell’arenaria ha distrutto, nei secoli costellati da attacchi nemici, da battaglie ma anche a causa di terremoti ed intemperie il complesso architettonico composto dal mastio di difesa (di cui ancora però è visibile la base), l’antico palazzo (di cui però all’interno del museo si conservano molti capitelli romanici di insigne bellezza), la chiesa di S. Apollonio, di cui resta la parte presbiteriale con le due colonne di marmo della cripta, e le mura cinquecentesche di un palazzo signorile costruito in epoca successiva. Il Museo Nazionale del castello di Canossa è ubicato al posto dell’antico palazzo di Matilde, proprio in cima alla rupe, e dà la possibilità di effettuare gratuitamente visite guidate su prenotazione, gestite dalla cooperativa archeologica Archeosistemi (telefono 0522. 53 20 94). Federica Soncini Un tuffo nel mondo romano Il Circolo Svizzero di Napoli al Museo virtuale di Ercolano Nel 2008 ad Ercolano, in provincia di Napoli, è stato inaugurato il MAV (Museo Archeologico Virtuale) che, dopo il grande successo riscosso in questi anni, è stato la meta della visita del 14 maggio 2011 organizzata dal Circolo Svizzero di Napoli. Ercolano, insieme a Pompei, Stabiae e Oplonti fu distrutta, nel 79 d. C., da una terribile eruzione del Vesuvio, della quale abbiamo una appassionata descrizione in una epistola, indirizzata allo storico Tacito, di Plinio il Giovane che in quel disastro perse anche lo zio Plinio il Vecchio, accorso con la sua nave per tentare di portare aiuto agli abitanti. Dopo quasi 2000 anni la ricostruzione virtuale del MAV, accompagnata da immagini tridimensionali, effetti speciali, luci, suoni, voci di antichi abitanti, proiezioni olografiche, esperienze tattili, ci ha fatto partecipare in modo incredibilmente efficace alla vita delle antiche città di Ercolano, Pompei, Stabiae e Baia. Davanti ai nostri occhi sono apparsi nel loro antico splendore: la bellissima Villa dei Papiri di Erclano, appartenuta forse al suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone, la imponente Villa Jovis di Capri residenza di Augusto, il Ninfeo di Baia, le Terme di Stabiae, quelle di Pompei con il Foro, il Lupanare, la Casa del Fauno e l’affascinante Villa dei Misteri. Credo che chiunque abbia visitato gli Scavi delle antiche città vesuviane abbia fantasticato, come me, su come doveva svolgersi la vita prima del cataclisma che le ha colpite; ebbene durante la visita tutti noi abbiamo, anche se virtualmente, partecipato ad essa, sembrandoci poi quasi strano ritrovarci nel nostro mondo attuale. Questo ritorno al passato non ci ha però reso meno gradite le nostre saporite pizze gustate in allegria in una accogliente pizzeria locale. Ringraziamo per la loro simpatia il Console Onorario di Svizzera Avv. Adriano Aveta e la sua famiglia intervenuti, come sempre, alla nostra iniziativa, tutti i numerosi soci ed amici ed i giovani figli del nostro Presidente Giacomo Corradini, per la loro cordiale e gradita presenza. Gabriella Moesch Lezza 16 N. 7, luglio 2011 Circolo Svizzero di Roma Concluso con una “Cena Bernese” il corso di svizzero-tedesco Sotto un meraviglioso cielo stellato, nel giardino della Casa Svizzera romana si è svolta – a completamento del corso di svizzero tedesco – la Cena Bernese. Hagu-Hans-Gotlett era la ricetta proposta per la serata. Dieses Rezept ist nach einer Figur aus Gotthelfs Buch «Uli der Pächter» benannt. “Der Hagelhans war ein Bauer, gross von Statur und reich an Geld, hatte Knochen wie ein Ochs, ein Gesicht wie ein Loewe und Augen wie eine Katze, wenn weder Sonne, Mond noch Sterne am Himmel stehen. Lieb war er, soweit man wusste, niemanden…”, so beschreibt Gotthelf den nicht gerade sympathischen Hagu Hans. Schweinskotelett an «chüschtiger» Biersauce, mit gedörrten Zwetschgen, Apfelringen, «ygleite Bire, öppis Gmüesig» und Speckkartoffeln. In den Werken von Jeremias Gotthelf spielen Essen und Trinken eine wichtige Rolle. Al termine della degustazione dell’ottimo ed elaborato piatto, che ha richiesto un’attenta preparazione nei suoi vari componenti, dalla carne alla frutta alle verdure, è stato applauditissimo lo “Chef” della serata, Giorgio von Moos che ha regalato ai Soci del Circolo Svizzero di Roma un piacevole momento conviviale e di incontro. Un ringraziamento particolare è stato poi rivolto agli insegnanti, Nicole Stahel e Michel Charrière, che con competenza hanno condotto il corso per tutto l’anno. Ha anche partecipato una folta rappresentanza Un momento della cena tipica bernese che ha concluso il corso. della Guardia Svizzera Pontificia con cui è stato intonato l’inno nazionale. Un particolare ringraziamento al Cappellano della Guardia Mons. Alain De Raemy che si è intrattenuto con i convenuti soci del Circolo Svizzero di Roma. La manifestazione, che ha riscosso vivo apprezzamento e successo; si è conclusa con un ottimo dessert composto da meringhe appena sbarcate dalla Svizzera e con il noto gelato alla crema di “Giovanni” di via Duse, Guidati dall’archeologa Matilde Carrara mescolando su un unico piatto specialità italiane e svizzere. Appuntamento per tutti al prossimo anno con il nuovo Corso di Svizzero tedesco, con le sue “Konversationsübungen”, alla scoperta di regole grammaticali e di altri Autori svizzeri da leggere nel “Mundartroman” e naturalmente con la sua cena di fine corso e con il suo menù a base di una ricetta ovviamente di un altro Cantone. Fabio Trebbi La visita a Villa di Livia fuori Roma Cosa dire di un sito archeologico se non esprimere la sua bellezza nei suoi reperti su cui è possibile leggere la nostra storia. Villa di Livia, un piccolo ma importante sito che l’archeologa Matilde Carrara, socia del Circolo Svizzero di Roma ci ha illustrato nei minimi dettagli, nelle ultime scoperte, guidandoci attraverso le meraviglie dell’area, che sorge alle porte di Roma su una collina dominante la piana del Tevere alla confluenza delle antiche via Flaminia e Tiberina a Prima Porta. Nominata dalle fonti antiche “ad gallinas albas”, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia, sposa di Ottaviano Augusto, mentre si recava nei suoi possedimenti: “… a Livia Drusilla… un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo… una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro 17 N. 7, luglio 2011 con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto.” (Plin. nat. XV, 136-137). La visita ha raccolto attorno alla Villa extraurbana di Augusto, Primo Imperatore di Roma, e della sua consorte Livia un buon numero di appassionati soci del Circolo per tutta una domenica mattina. Pur essendo stata rinvenuta nel 1863 la celebre statua loricata dell’Augusto di Prima Porta, ora ai Musei Vaticani e la stanza se- misotterranea con le pareti affrescate dalle note pitture di giardino, staccate nel 1951 a scopo conservativo e trasferite al Museo Nazionale Romano, ora esposte a Palazzo Massimo alle Terme, gli scavi per il restauro delle strutture superstiti iniziarono nel 1982, in quanto la villa venne espropriata ai privati proprietari, con la successiva creazione di un parco pubblico nel 1973. Sono state visitate le strutture antiche, in particolare della zona privata con atrio e piccolo giardino interno, di quella di rappresentanza con grandi ambienti affrescati e pavimentati a mosaico e in “opus sectile” che si affacciano sul peristilio. L’ampio impianto termale attribuito in una prima Ospiti della Deutsche Akademie a Villa Massimo Scuola Svizzera di Roma: Festa della Maturità 2011 fase agli inizi dell’età Flavia con la presenza di ben due “piscinae calidae” e una “natatio” e successivamente ristrutturata radicalmente nel periodo severiano. La grande terrazza porticata ad “U” con giardino, probabilmente il “lauretum” ricordato dalle fonti che ornava il lato orientale della residenza imperiale. La precisa collocazione topografica e gli imponenti muri di costruzione della “basis villae”, da sempre in vista, hanno esposto il complesso a ripetute spoliazione dalla fine dell’impero in poi. La mattinata si è conclusa con un pranzo conviviale in una delle osterie locali. Fabio Trebbi Le prossime proposte del Circolo Svizzero di Roma Per partecipare agli eventi è necessario essere Soci ed è gradito un cenno di prenotazione presso la Scuola Svizzera 06 440 21 09 oppure [email protected] Il gruppo dei maturandi con il direttore della Scuola e l’insegnante di classe. Ospiti della Deutsche Akademie di Roma, nello splendido ambiente della Villa Massimo, si è svolta la festa della Maturità della Scuola Svizzera di Roma. L’incantevole Villa ed il suo parco, donati alla Germania nel 1910 dall’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold, fu edificata per sviluppare l’idea di una casa per artisti tedeschi a Roma, dove gli stessi artisti potessero trovare nuova ispirazione attraverso lo studio dei modelli antichi. L’Istituto è composto da un edificio centrale, costruito nel 1913 da Arnhold, una spaziosa villa rappresentativa, e dieci studi moderni aventi ognuno annessa l’abitazione per gli artisti. La festa, naturalmente incentrata sugli studenti, ha visto il Direttore della Scuola Edwin Züger, ripercorrere insieme ai giovani i momenti più salienti della loro vita scolastica. Sono anche intervenuti per congratularsi con i maturandi il Signor Max Knöpfli, delegato dell’Erziehungsrat del Cantone di San Gallo, il Ministro presso l’Ambasciata Svizzera in Italia, Mauro Reina, il Presidente dell’Associazione Scuola Svizzera di Roma, Fabio Trezzini. Tra la commozione e la gioia a coronamento della carriera scolastica degli studenti dell’ultima classe di liceo è avvenuta la consegna dei diplomi di maturità che ha sigillato l’importante meta raggiunta. Un concerto ha concluso l’evento, eseguito dai giovani maturi che hanno presentato la loro band musicale nata durante gli anni di vita scolastica. Fabio Trebbi Sabato 24 settembre dalle ore 10.00 Priverno ed Abbazia di Fossanova A pochi chilometri da Priverno, lungo la S.S. 609, direzione sud, (stazione ferroviaria Priverno-Fossanova: linea Roma Napoli) sorge il Borgo di Fossanova con l’omonima Abbazia, primo magistrale esempio di architettura gotico-cistercense in Italia, consacrata da Innocenzo III nel 1208, con navata centrale e due navate minori, e uno splendido rosone. Fanno parte del complesso, la Foresteria, in cui morì S. Tommaso d’Aquino (1274), il chiostro, il Refettorio, l’ex convento. Il Borgo comprende anche le ex stalle medievali, che oggi ospitano il Museo Medievale, e l’ex Infermeria, oggi sala per convegni e concerti. Dopo la passeggiata culturale accompagnati dalla nostra guida Patrizia Obrist, seguirà l’aperitivo nel tipico locale di Vincenza ed una sosta da Anna 2000, un ristorante spartano, che fa solo determinati piatti casarecci, come usava fare la gente contadina, d’altri tempi. Errata corrige Nella cronaca del Congresso del Collegamento a Tirrenia abbiamo scritto, a pagina 20, per l’intervento di Fabio Trebbi, che “molte persone si sono trasferite da facebook a swisscomunity”. Si doveva invece scrivere “da facebook a swissbook”. Ci scusiamo per la svista. 18 N. 7, luglio 2011 Recentemente scomparso, fu molto attivo nelle istituzioni svizzere La figura e l’opera di Arturo Job Discendente da una famiglia zurighese trascorse l’infanzia e la prima gioventù a Milano, dove suo Padre si era trasferito per assolvere importanti incarichi negli stabilimenti tessili del gruppo Abegg. Dopo la scuola svizzera di Milano, proseguì gli studi in Svizzera frequentando le scuole superiori laureandosi in ingegneria ed assolvendo in patria anche il servizio militare. La sua attività professionale iniziò nel 1937 presso gli stabilimenti di un importante complesso industriale tessile articolato su vari stabilimenti che sarebbero poi confluiti nel Cotonificio Valle di Susa. Dopo circa un anno passò alla sede di Torino con il compito di istituire l’Ufficio Impianti per seguire e promuovere i nuovi sviluppi del gruppo. Negli anni 1941/48, in pieno periodo bellico, trascorse un periodo negli Stati Uniti d’America, arricchendo il suo bagaglio professionale con elementi tecnici ed organizzativi avanzati. Con le ricche esperienze acquisite, ritenne opportuno avviare una attività professionale in proprio, affrontando anni di lavoro intenso esteso a tutta l’Italia, con molto impegno, meticolosa precisione ed assoluta onestà. Specializzato nel settore degli impianti elettrici, intrattenne rapporti di reciproco riconoscimento con le committenze iniziate nell’ambiente tessile e proseguite poi nell’industria alimentare, in complessi chimici, dell’acciaio, ghisa ed altri settori quali banche, assicurazioni ed ospedali. Merita anche di ricordare il Teatro Regio e la Galleria di Arte Moderna di Torino. Solo di recente aveva concluso l’intensa attività professsionale raggiungendo un meritato riposo con la moglie ed i figli. Per natura uomo socievole, è stato animatore della partecipazione degli Svizzeri in Italia sin dalle prime riunioni del Collegamento per il riconoscimento dell’importanza di una istituzione che riunisse in un solo organo i Circoli svizzeri in Italia. Simpatico ed estroverso, lascia viva la sua memoria quale efficiente organizzatore: Presidente per parecchi anni del Circolo Svizzero e della Società Svizzera di Soccorso di Torino ha saputo infondere quella cordialità che si configura nelle persone di alto livello. Presente e compartecipe di numerose iniziative con gli Svizzeri di Torino per mantenere vive le tradizioni, le usanze ed i sentimenti che ci uniscono alla Patria; uomo leale, retto ed onesto, esemplare in ogni sua espressione della vita lascia viva la sua memoria quale efficente personaggio di innata cordialità. Attento agli avvenimenti familiari godà con la moglie, i figli ed i nipoti che ha lasciato. Arturo Job è scomparso nei giorni scorsi ed è con vivo rimpianto che ci obbliga a ricordarlo nella memoria di chi l’ha conosciuto ed apprezzato. Un caro amico (Paolo Sala) 1611 – 2011 La Société de tir ou Abbaye des Bourgeois d’Avenches propose son livre du 400e anniversaire Avec des notices historiques sur 34 familles, dont les Guisan, Fornerod, Fornallaz, Blanc, Blanchod, Bonjour, Bornand, Bosset, Caspari, Chuard, Doleyres, Lecoultre, Inmos, Landriset, Martin, Michaud, Petit, Revelly, Renaud, Rosset, Senaud … Livre en quadrichromie, 24/28 cm, 212 p. Fr. 60.– Une belle manière de renouer avec des racines en terre vaudoise. A commander via www.bourgeoisavenches.ch 19 N. 7, luglio 2011 Creato in occasione del 73º Collegamento Primi passi del nuovo Comitato del Collegamento dei Giovani In occasione del 73° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia che si è tenuto a Tirrenia il nascente Comitato Giovani, nella rappresentanza della Presidente Bianca Rubino, ha avuto modo di presentarsi, incontrare nuova gente, allargarsi! Infatti nel tardo pomeriggio di fronte ad un cocktail e più tardi in pizzeria, giovani svizzeri hanno avuto modo di conoscersi, raccontare della propria vita, condividere informazioni ed esperienze. Nel corso della serata si sono toccate diverse tematiche: le scuole svizzere in Italia, la Gazzetta Svizzera, le possibilità di rientro in Svizzera, le attività dei circoli di appartenenza e la partecipazione dei giovani oggi, i propri rapporti con la Svizzera, le abi tudini svizzere in Italia... Il Comitato Giovani, appoggiato dal Collega- Incontri fra giovani a Tirrenia, in margine al Congresso del Collegamento. mento e dai suoi membri, muove i primi passi. Un caloroso saluto a tutti i ragazzi che si potranno riconoscere nelle foto e agli altri che ancora non si sono fatti conoscere, a tutti coloro che hanno sostenuto il Comitato, in particolare la Società Svizzera di Beneficien- za di Milano e la Fondazione La Residenza per il loro sostegno economico. Per mettervi in contatto con noi: L’e-mail è [email protected] Il profilo Swissbook è ComitatoGiovani. Bianca Rubino 89mo Congresso degli Svizzeri all’estero, dal 26 al 28 agosto 2011, al Palazzo dei Congressi di Lugano Vogliate inviarmi nella primavera 2011 i documenti d’iscrizione all’89mo Congresso degli Svizzeri all’estero (dal 26 al 28.8.2011 a Lugano). Nome/Cognome Indirizzo Paese/NAP/Luogo E-mail: Vogliate scrivere in modo leggibile e a carattere stampatello. Vogliate inviare il formulario compilato a: Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Comunicazione & Marketing, Alpenstrasse 26, CH3006 Berna, Fax: +41 (0)31 356 61 01 oppure inviate una e-mail a [email protected]. Vorsorgen in Schweizer Franken. Agentur Auslandschweizer Stefan Böni Dorfstrasse 140, 8706 Meilen +41 44 925 39 39, www.swisslife.ch/aso Il dibattito sull’89mo Congresso degli Svizzeri all’estero, che si svolgerà a Lugano, sarà dedicato alla democrazia diretta nel contesto internazionale. Per saperne di più su questo tema e sulle ultime informazioni concernenti il congresso 2011, consultate http://www.aso.ch/it/congresso-degli-svizzeri-all-estero. Riservate fin da oggi la data del congresso nella vostra agenda. Al piacere di ritrovarvi! 20 N. 7, luglio 2011 Cordiale incontro con il grande cantante pugliese Il Circolo Svizzero Salentino in gita con meta la tenuta di Al Bano Una splendida alba mi svegliò molto presto, e cosi steso pigramente nel mio letto ebbi il tempo di controllare il programma di tutta la giornata: nulla doveva andare storto! Puntualmente alle 8.30 il moderno autobus della SEAT arrivò nel parcheggio di Tricase. I soliti affettuosi convenevoli con la solita frase benaugurante: “Quando gli angeli si mettono in viaggio… “ Effettivamente il sole splendeva ed i suoi raggi estivi scaldavano piacevolmente. Una fermata veloce a Tuglie per caricare l’ultimo gruppo e poi via, in direzione Masseria Marzano. Trovammo la masseria solo al secondo colpo, avevamo sbagliato strada. Ma fortunatamente la padrona di casa, Solange ci aspettava sulla strada, con cenni di mano ci mostrava la giusta via. Che paradiso e che tavola imbandita! Già il commento di qualcuno: dovremmo restare qui. Un vero paradiso per le vacanze, lontano dallo stress del quotidiano. Uno splendido bosco invita a passeggiare. Dopo un grande applauso e ringraziamento per questa stupenda ospitalità di Solange, di Corrado e del loro figlio Carlo partiamo finalmente per la meta del nostro viaggio: la tenuta di Al Bano Carrisi, il grande cantante italiano e la sua realizzata versione del paradiso. Ne rimaniamo tutti sorpresi, non so se dal punto di vista “Kitsch” o dell’arte monumentale, di sicuro imponente! E come promesso, il padrone di casa è presente e molti approfittano di quest’occasione per farsi fotografare con lui. Egli è molto felice di ospitare il Circolo Svizzero del Salento e ci augura una buona giornata. Per quasi due ore, fino all’ora di pranzo abbiamo il tempo di visitare tutto. Io, da privilegiato, ho trovato subito un posticino all’ombra, dove con un Il presidente del Circolo René Ringger saluta e ringrazia Al Bano per l’ospitalità. bicchiere di vino della casa Al Bano in mano, potevo pregustare, ciò che ancora ci aspettava. La pace durò poco, altri scopersero quest’angolino e subito nacque una vivace discussione sul sinora visto. Ebbene sì, i gusti sono diversi… Fummo di nuovo sorpresi, quando all’ora di pranzo ci condussero in una bellissima dépendance. Un menu da 5 stelle con 3 diversi vini della cantina di Al Bano deliziarono nostri palati. Il buon umore salì al massimo. La visita della tenuta attraverso il bellissimo boschetto fece bene a polmoni, gambe e pancia ! Dopo aver visitato le cantine a coronamento del tutto ci fu offerto un vino dolce e una fetta di torta. Il rientro avvenne senza sorprese. Alcuni, stanchi e sazi si appisolarono, altri ripetevano a mente la giornata appena trascorsa e osservavano dal finestrino il paesaggio. Prendemmo commiato con un “Arrivederci al 1° Agosto” ed un caloroso grazie da parte dei partecipanti. Questa giornata è stata un altro avvenimento importante nella vita del nostro circolo, che di sicuro non dimenticheremo mai. René Ringger L’arte dell ’accoglienza Lungomare Nazario Sauro 9, Loano (SV) - Tel. +39 019 669666 - www.gardenlido.com 21 N. 7, luglio 2011 Elezioni del Consiglio nazionale Esiste anche un effetto Fukushima? Dopo l’incidente del reattore di Tchernobyl 25 anni fa, i Verdi ottennero un grande successo alle elezioni nazionali. La catastrofe di Fukushima influenzerà nello stesso modo le elezioni d’ottobre? Non è sicuro: il contesto politico è cambiato dopo Tchernobyl. Prima della catastrofe nucleare della città giapponese di Fukushima, tutte le previsioni davano l’Unione democratica di centro (UDC) vincente nelle elezioni nazionali del 23 ottobre prossimo. Con i loro temi, gli alleati di Christoph Blocher avevano superato gli altri partiti. Le discussioni concernevano principalmente i rifugiati dell’Africa del Nord, gli immigrati dell’Europa dell’Est, il rapporto con l’Unione europea, in altri termini esercitavano una forte pressione sull’adeguamento e la concordanza in Consiglio federale. Si può ancora dubitare che l’incidente giapponese abbia un influsso sui principali dibattiti politici. Questo incidente ha dato un forte impulso mediatico ai socialdemocratici, ai verdi e al giovane partito liberale, permettendo loro di far avanzare le rispettive posizioni, già conosciute sulle centrali nucleari. Questo ha provocato soprattutto un grande assembramento in occasione delle tradizionali “marce di Pasqua” contro il nucleare. In quanto ministro svizzero dell’energia, la consigliera federale PPD Doris Leuthard non ha tardato a reagire, esigendo che le procedure di autorizzazione di nuove centrali nucleari in Svizzera siano immediatamente sospese. Poco dopo ha tuttavia relativizzato questa richiesta, poiché regna un totale disaccordo a proposito nel suo partito, come anche nel PLR. I massimi rappresentanti dei due partiti borghesi esprimono opinioni divergenti sull’energia nucleare. Mentre dopo una lunga riflessione, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann si dichiara a favore di un’uscita dal nucleare, Gerold Bührer difende esattamente il contrario in quanto presidente di economiesuisse. E il presidente del PLR Fulvio Pelli riesce perfino a fare di questo dissenso interno un punto positivo del partito: certe divergenze sarebbero la prova che il PLR fa della politica indipendentemente dall’associazione mantello dell’economia svizzera. Né più né meno, secondo lui. Attendere che l’agitazione si calmi È difficile saperne di più su questa questione presso l’UDC, che però non trascura nessun altro tema importante. Questa volta lascia ai suoi rivali il compito di esporsi su queste questioni delicate, sperando che l’odierna agitazione rallenti entro l’autunno e che gli Svizzeri portino allora di nuovo le loro attenzioni su altri temi. L’attualità ambientale ha già beneficiato più di una volta ai verdi in occasione delle elezioni: la catastrofe di Tchernobyl nel 1987, la canicola del 2003, che ha posto la questione ambientale in primo luogo, il film sul clima di Al Gore nel 2007, che ha scatenato un effetto di moda ambientale nel mondo intero. Esso ha contribuito al successo dei verdi in Svizzera che, con il 9,6%, avevano registrato il miglior risultato fino a quel momento. Quand’anche ci fosse un effetto Fukushima, non è garantito che perduri fino alle elezioni del 23 ottobre. Anche se a fine marzo – inizio aprile i verdi e i verdi liberali sono usciti vincitori dalle elezioni nei cantoni di Basilea Campagna e di Zurigo, secondo gli esperti, gli avvenimenti del Giappone non sono stati decisivi in queste due elezioni. “Se questo soggetto d’attualità avesse suscitato un tale interesse, la partecipazione alle elezioni sarebbe potuta essere più forte nei due casi”, spiega Lukas Golder dell’istituto di ricerca bernese GFS. Globalmente, il campo rossoverde non è progredito, il che contraddice pure l’esistenza di un effetto Fukushima. Secondo Lukas Golder, se le elezioni nel Baden-Wurtemberg, dove l’effetto Fukushima ha avuto un ruolo importante, hanno avuto un altro risultato, è perché “in Germania il solo mezzo che i cittadini hanno per esprimere il loro disaccordo sono le urne”. Il geopolitologo zurighese Michael Hermann usa gli stessi argomenti: esiste una differenza chiara tra le mutazioni politiche e le elezioni. “Una nuova centrale nucleare ha ormai meno possibilità di essere accettata dagli elettori rispetto a prima di Fukushima”, riconosce Hermann prima di predire: “L’eventuale effetto Fukushima continuerà ad attenuarsi entro le elezioni dell’autunno”. Egli pensa che in Svizzera la questione del nucleare sarà risolta con una votazione e non dalle elezioni. Secondo lui, in questo paese, gli elettori utilizzano soltanto raramente le elezioni per dare un segnale verso un orientamento preciso o per punire personalità politiche, mentre che i Tedeschi lo fanno a ripetizione. L’uscita dal nucleare non è per domani È sicuro che gli avvenimenti in Giappone avranno un influsso sulla futura politica energetica in Svizzera. Come nel 1987, un anno dopo la catastrofe di Tchernobyl, il progetto della centrale di Kaiseraugst era stato definitivamente abbandonato, Fukushima darà un nuovo slancio agli oppositori al nucleare e incoraggerà la produzione di energie alternative. Tuttavia, le potenti centrali economiche hanno già lasciato capire la loro opposizione all’uscita dal nucleare. E dal momento che il consumo di elettricità è in costante aumento in Svizzera e che il 40% dell’elettricità proviene dal nucleare, lunghi anni e importanti spese ci separano ancora da una reale uscita dal nucleare. Heinz Eckert Energia nucleare? No grazie – Tattica elettorale? No grazie! 22 N. 7, luglio 2011 Si ai Bilaterali – No all’adesione all’EU Per Amore della Svizzera. Gli accordi bilaterali contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro e del benessere in una Svizzera politicamente indipendente ed economicamente forte. Ulteriori accordi di libero scambio garantiscono al nostro Paese l‘accesso ai nuovi mercati emergenti. VOTA li. I Liber a . R L P ORE PER AM L L DE A RA V S IZZE Il PLR internazionale s‘impegna per la continuazione della via bilaterale contro un‘adesione all‘ EU per ulteriori accordi di libero scambio › › › www.fdp-international.com Basta discriminazioni per le coppie sposate Più soldi alle famiglie! La fiscalità non distrugga i matrimoni Firmate ora! www.ppd.ch Appello dell’UDC Internazionale: Elezioni 2011 des so elettorale a o tr is g re l e n Iscrivetevi -international.ch. dc .u w w e voi! w su votare anch te e tr o p ì s o C Gli Svizzeri votano UDC! Per il mantenimento dei valori svizzeri, per una patria neutrale e indipendente. Votate la nostra lista degli Svizzeri all‘estero. Sostenete la nostra battaglia per una Svizzera libera e sicura di sé stessa, con un’offerta sul: CCP 30-28639-7, IBAN: CH 24 0900 0000 3002 8639 7, BIC: POFICHBEXXX Molte grazie per il vostro sostegno! Aderisco all’UDC Internazionale Le montagne, la tua casa. Con una donazione all’Aiuto Svizzero alla Montagna regali un futuro alla nostra popolazione montana. Grazie di cuore. Visita il nostro stand informativo al Congresso degli Svizzeri all’estero che si terrà a Lugano. www.berghilfe.ch Cognome: Nome: Indirizzo: Stato: Telefono: E-Mail: Troverete ulteriori informazioni su www.udc-international.ch. Annunciatevi per Email: [email protected] ins_schweizer_revue_90x134ssp_it.indd 1 12.05.11 16:24 23 N. 7, luglio 2011 Le elezioni del Consiglio nazionale e di una parte del Consiglio degli Stati nella Confederazione Che cosa ne pensano i cittadini svizzeri Tra i quasi 700’000 Svizzere e Svizzeri all’estero, 136’000 si sono iscritti nei cataloghi elettorali dei comuni svizzeri per poter prendere parte alle elezioni e alle votazioni nel loro paese d’origine. Durante quest’anno elettorale Gazzetta Svizzera presenta, insieme con la “Schweizer Revue”, alcuni di questi elettori svizzeri all’estero e chiede loro che cosa li ha motivati per impegnarsi politicamente. Nome: Cornelia Cognome:Tschichold Nome: Dario Cognome:Cavegn Età: 48 Età: 29 Luogo di residenza: Swansea, Pays de Galle, Gran Bretagna Luogo di residenza: Tallin, Estonia Dal 2006 Dal 2006 Parteciperete alle elezioni del 23 ottobre. Votate regolarmente? Cornelia Tschichold: Sì. Dario Cavegn: Ho sempre preso parte alle elezioni. Per le votazioni a livello federale dipende dal progetto. Quali ricordi avete della prima elezione o votazione alla quale avete partecipato? Il progetto non era certamente dei più appassionanti e non mi ricordo nemmeno i risultati. Siamo andati in municipio con i miei genitori, abbiamo fatto timbrare le nostre schede e le abbiamo fatte scivolare nell’urna prima di ripartire. È stato un momento di festa. Ho votato per la prima volta nel 2000. Le votazioni trattavano parecchie questioni che mi stavano a cuore. E perché prendete parte alle elezioni e votazioni? Se non lo facessi non avrei il diritto di lamentarmi del governo! Seriamente, credo che il cambiamento che viene dalla base è il solo che abbia valore. La democrazia funziona correttamente solo se il popolo prende sul serio la questione del voto. Non capisco quelle persone che trovano ogni pretesto per non partecipare alle elezioni e alle votazioni, in particolare quando si sono fatti un’opinione sulla questione in discussione. La partecipazione alla vita politica è la più pura espressione della responsabilità e del patriottismo nel nostro paese. Come decidete a chi dare il vostro voto? Mi baso sulla mia visione globale della politica, sulle dichiarazioni dei partiti e dei politici, sui dibattiti riportati nei media e tendo a votare in modo generale per le donne. Una società deve poter funzionare. Ciò suppone che lo Stato e la legge favoriscano un buon equilibrio fra i vari interessi. Voto per partiti e uomini politici che incarnano questo principio. Gli Svizzeri all’estero possono votare anche se non pagano imposte e non assumono così responsabilità. È una critica ricorrente. Pago le imposte nel mio paese di residenza, ma non posso votare. Il diritto di voto è un diritto fondamentale che noi non dovremmo perdere per la semplice ragione che viviamo all’estero. Immagino perfettamente di tornare un giorno in Svizzera, il mio paese d’origine. Per questo mi tengo al corrente dell’attualità svizzera. La maggior parte degli Svizzeri all’estero partecipano per esempio all’AI attraverso convenzioni sociali o contributi volontari. Affermare che pagare imposte vuol dire assumersi responsabilità è un po’ riduttivo. La responsabilità non è una questione di imposte, ma è legata al diritto di consultazione. Quali sono i problemi più importanti che i politici svizzeri dovrebbero risolvere? Il sistema fiscale ingiusto che privilegia le persone molto ricche, l’assurda ipertrofia del settore bancario e la sua pressione sulla sfera politica, i problemi ambientali legati al cambiamento climatico e che non cessano di intensificarsi, la xenofobia in aumento in alcune regioni della Svizzera, senza parlare del modo con cui viene sfruttata da certi gruppi. L’isteria in materia di privatizzazione e deregolamentazione deve finire. La Svizzera deve dotarsi di una cassa malati unica. Il nostro paese deve soprattutto affermarsi di fronte all’UE senza per questo aderirvi, il che significherebbe la fine del nostro sistema politico. 24 Da Palazzo Federale N. 7, luglio 2011 Centri consolari regionali e misure d’accompagnamento Profondi mutamenti nella rete diplomatica svizzera e consolare Per la propria politica estera e per difendere i suoi interessi, la Svizzera si basa su una rete di circa 140 rappresentanze diplomatiche e consolari ripartite nel mondo intero; una rete notevole di un paese dalle dimensioni della Svizzera, che si pone al nono rango mondiale. L’allocazione delle risorse nell’ambito della rete elvetica è oggetto di valutazioni permanenti. Così, durante gli ultimi 15 anni, queste risorse sono state ridotte nell’Europa occidentale (chiusura dei consolati di Napoli, Bordeaux, Dresda, ecc., per esempio) e nell’America del Nord (per esempio chiusura di Houston), con lo scopo di poter rispondere ai nuovi bisogni legati all’emergenza dei paesi del Sud e dell’Est (per esempio aperture di consolati a Astana, San Pietroburgo e Guangzhou). Più recentemente, considerazioni di ordine finanziario (risparmi a livello di oneri del personale e delle spese di gestione) hanno imposto la chiusura dei nostri consolati generali a Düsseldorf, Genova ed Edimburgo. Le rivalutazioni attuali si basano invece su un’analisi dell’efficienza della fornitura di servizi consolari agli Svizzeri e alle Svizzere all’estero, mediante il mantenimento, o perfino il rafforzamento della qualità del servizio pubblico. Questa analisi è sfociata nell’allestimento di cataloghi di prestazioni specifiche per ogni rappresentanza, da cui è derivata in particolare la chiusura delle sezioni consolari nell’ambito di ambasciate, a vantaggio della creazione di centri consolari regionali (vedi lista nella quadretta). Questa analisi ha dimostrato che le ambasciate interessate offrono tutte, al di là del loro impegno diplomatico – che concerne questioni politiche, culturali, economiche e commerciali – l’insieme delle prestazioni consolari, e cioè un’ampia gamma di servizi che vanno dall’allestimento di carte d’identità alle questioni di stato civile, passando attraverso le legislazioni e il rilascio di visti, ecc. Ora questi prodotti simili sono offerti da cancellerie relativamente vicine le une alle altre e utilizzando individualmente risorse importanti, tanto in termini di personale, quanto in termini di infrastrutture e di materiale (elaboratori di dati biometrici per esempio). La nostra ambasciata a Bratislava è un buon esempio di utilizzazione poco economica delle nostre risorse nel contesto delle prestazioni puramente consolari, con un volume d’affari di 42 passaporti e di 3 visti all’anno, che non giustificano la presenza di due collaboratori, trasferibili a pieno tempo. L’idea di concentrare in un solo luogo un catalogo di prestazioni consolari completo comporta un risparmio di scala sostanziale: infatti provoca la destinazione di un personale non più sproporzionato, ma ben proporzionato alla richiesta che proviene dai compatrioti delle regioni vicine, immatricolate sotto un solo tetto, nonché degli investimenti in materiale limitati a una sola località e in una sola regione. In breve, il trasferimento di unità amministrative presso centri consolari regionali ha per obiettivo un’ottimizzazione delle risorse. Ciò detto va anche precisato che questo esercizio di concentrazioni non deve essere assimilato a una chiusura di rappresentanze: la presenza svizzera rimane sicuramente garantita nei paesi con sezioni consolari spostate, nei quali i nostri ambasciatori garantiscono i loro compiti diplomatici, ma anche la prossimità umana con i nostri compatrioti residenti nel loro paese di residenza o di destinazione. Il DFAE è tuttavia cosciente del fatto che la chiusura di rappresentanze, oppure la concentrazione di compiti in centri consolari regionali, hanno forti incidenze sulla colonia svizzera. E questo per il fatto del trasferimento di alcuni compiti in altre rappresentanze, della distanza geografica, della perdita del sentimento di prossimità che ne deriva. Comprendiamo per esempio che compiere un viaggio per procedere alla consegna di dati biometrici costituisce un compito gravoso per le persone interessate. Per questo, preoccupato di mantenere e di consolidare un servizio pubblico di qualità, il DFAE ha previsto molte misure di accompagnamento, come la creazione di una direzione consolare che funge da strumento che promuove la fedeltà a un servizio pubblico degno di questo nome. La “Helpline” chiamata a rispondere gradualmente alle chiamate telefoniche e alla posta elettronica 365 giorni all’anno è uno dei titoli di merito. Nell’ambito di queste misure va menzionato anche che il personale locale resterà nelle ambasciate, distaccandosi dalle loro sezioni consolari, per garantire alcuni compiti in collaborazione stretta con i centri consolari regionali. Si rivela inoltre la creazione di servizi itineranti con parecchi mobili per la registrazione di dati biometrici. A questo proposito bisogna sapere che ognuno può effettuare questo passo presso ogni ufficio di passaporti in Svizzera (per esempio in occasione di un viaggio in Svizzera) oppure presso ogni rappresentanza svizzera all’estero con sezione consolare, e ciò in accordo con la rappresentanza presso la quale il richiedente è immatricolato. Saranno allestiti anche punti d’incontro per l’ufficializzazione di certificati di vita per l’AVS (per esempio club svizzeri, consolati onorari). Per i casi di protezione consolare contiamo di poterci appoggiare sempre più sulla nostra rete di consoli onorari, che saranno sensibilizzati ai diversi aspetti della loro funzione – della quale fa parte anche Cancelleria Centro consolare regionale (chiusa)(aperto) Data Tirana (Albania) Balcani (Pristina) 01.04.2011 Harare (Zimbabwe, Malawi, Zambia, Angola) Africa australe (Pretoria) 01.04.2011 Sofia (Bulgaria) Europa del Sud-Est (Bucarest) 15.04.2011 Port-au-Prince (Haiti) Hispaniola (Santo Domingo) 01.05.2011 Bruxelles (Belgio) Lussemburgo (Lussemburgo) Benelux (L’Aja) 16.05.2011 Helsinki (Finlandia) Copenhagen (Danimarca) Oslo (Norvegia) Paesi nordici (Stoccolma) 30.05.2011 Vienna Estate 2011 Lubiana (Slovenia) Zagabria (Croazia) Budapest (Ungheria) Bratislava (Slovacchia) Praga (Repubblica Ceca) Da Palazzo Federale 25 N. 7, luglio 2011 la loro prossimità con la comunità svizzera – in occasione della conferenza che li riunirà per la prima volta in Svizzera nel mese d’agosto 2011. Citiamo pure che, in questo contesto, dal 1990 il DFAE ha proceduto a più di un centinaio di aperture di consolati onorari per tener conto dell’evoluzione degli interessi svizzeri e dell’apparizione di nuovi bisogni, soprattutto nei paesi emergenti. Il DFAE si è assicurato ora anche il concorso dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, nell’ambito delle procedure di nomina, nell’idea di inquadrare meglio i bisogni sul posto, nonché le attese della colonia svizzera. E’ chiaro che il DFAE accompagna e sostiene lo sviluppo di servizi “online”. Esso conta del resto anche di ricorrere alle forme di cooperazione con gli Stati dello spazio di Schengen e approfondire il suo partenariato con l’Austria e la Germania, in materia di protezione consolare. Non mancheremo di tenere i lettori di Gazzetta Svizzera al corrente degli sviluppi futuri concernenti la rete diplomatica e consolare svizzera. È in costante cambiamento mentre la sua forma è dovuta in particolare al principio di universalità (la Svizzera cerca di stabilire rapporti con l’insieme dei paesi del globo), delle nuove sfide geopolitiche e della difesa degli interessi svizzeri nel loro insieme, compresa la componente concernente i servizi ai cittadini svizzeri. JFL Iniziative popolari Dall’ultima nostra edizione sono state lanciate le nuove iniziative popolari seguenti: (termine impartito per la raccolta delle firme fra parentesi) ◆ Iniziativa popolare federale “Per una cassa malati pubblica” (01.08.2012) ◆ Iniziativa popolare federale “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)” (08.09.2012) ◆ Iniziativa popolare federale “per la protezione di salari equi (iniziativa sui salari minimi)” (17.12.2012) Vogliate consultare la pagina www.bk.admin.ch/aktuell/abstimmung, dove troverete la lista attuale delle proposte di referendum e delle iniziative popolari, nonché i formulari per le firme corrispondenti disponibili. Vogliate inviare il formulario compilato e firmato direttamente al comitato responsabile dell’iniziativa. Responsabile delle pagine d’informazione ufficiali del DFAE: Jean-François Lichtenstern, Servizio degli Svizzeri all’estero/DFAE, Bunde sgasse 32, CH-3003 Berna Telefono: +41 800 24 7 365 www.eda.admin.ch/asd – e-mail: [email protected] Alla scoperta della Svizzera con un clic. Attualità, approfondimenti, analisi e reportage sul portale indipendente e multimediale in 9 lingue swissinfo.ch. Dalla Svizzera, sulla Svizzera. swissinfo.ch 26 Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) N. 7, luglio 2011 Temi principali: i consolati e le banche svizzere Seduta a Brunnen del Consiglio degli Svizzeri all’estero A Brunnen, e non a Berna come vuole la tradizione, si è tenuta lo scorso 8 e 9 aprile, la seduta di primavera del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE). Alcuni punti del copioso ordine del giorno hanno dato luogo a discussioni particolarmente accese. Punti principali della discordia sono stati la riorganizzazione dei consolati nell’ambito del DFAE e le banche svizzere. Gerhard Brügger, capo della Direzione degli affari consolari, di nuova creazione in seno al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha presentato la riorganizzazione dei consolati al centinaio di membri del Consiglio presenti a Brunnen. Nonostante la sua eloquenza, non è riuscito a calmare gli animi, già riscaldati molto prima della seduta. Lo scontento per la decisione del DFAE di chiudere numerosi consolati e servizi consolari in alcune ambasciate è rimasto forte. Parecchi consiglieri hanno testimoniato della loro indignazione quanto al fatto che il DFAE ha preso la propria decisione senza consultare gli Svizzeri all’estero, né l’Organizzazione degli Svizzeri al’estero (OSE). Queste chiusure di consolati costringono infatti alcuni Svizzeri all’estero a compiere lunghi spostamenti, quando hanno bisogno di servizi consolari. Per citare un solo esempio: gli Svizzeri domiciliati in Slovenia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia saranno d’ora in poi seguiti esclusivamente da Vienna (Austria). Gerhard Brügger ha informato il Consiglio che la decisione è stata presa e che non sarà negoziabile, ma che il DFAE si sforze- rà, attraverso “misure di accompagnamento” – per esempio con consolati mobili e nuove regolamentazioni in materia di registrazione di dati biometrici per i passaporti – di fare un passo verso gli Svizzeri all’estero (vedi quadretta). Il CSE, riunito a Brunnen, ha adottato una risoluzione in proposito (consultare il testo sotto www.aso.ch, rubrica Politica/ Consiglio degli Svizzeri all’estero/Attualità). L’atteggiamento delle banche svizzere di fronte agli Svizzeri all’estero (chiusura di conti e tasse esorbitanti), un soggetto già trattato anche da “Gazzetta Svizzera”, è stato qualificato di “vergognoso” da parte del Consiglio. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero non dispone tuttavia di nessun mezzo d’intervento in materia (vedi pure la rubrica Consigli dell’OSE). La conferenza “Svizzera-Europa – uno sguardo verso l’esterno” di Peter Winkler, corrispondente della Neue Zürcher Zeitung (NZZ) a Bruxelles, ha suscitato un vivo interesse da parte del Consiglio. Il giornalista nota, in Svizzera, un “atteggiamento talvolta aggressivo nei confronti dell’UE” e afferma che a Bruxelles, numerosi sono coloro che hanno l’impressione che il nostro paese voglia conciliare due Il 20° della piazza degli Svizzeri all’estero a Brunnen cose non compatibili: l’accesso alle soluzioni positive dell’UE e, contemporaneamente, distanziarsi rispetto ai settori che non gli convengono, che l’oratore definisce “un’adesione à la carte”. Peter Winkler ha ancora precisato che secondo lui i dibattiti non sono supportati da nessuna ponderazione obiettiva. Si tratta infatti semplicemente di sapere quanto la Svizzera è pronta ad offrire per poter partecipare. Egli sente spesso parlare a Bruxelles, trattandosi della Svizzera, di “Rosinenpickerei” e parecchi Stati dell’UE si dicono sempre meno disposti a garantire regolamentazioni d’eccezione. Oltre alla risoluzione adottata a proposito della rete consolare, il Consiglio degli Svizzeri all’estero ha adottato un manifesto elettorale in vista delle elezioni federali del 23 ottobre 2011 (vedi testo sotto www.aso. ch, rubrica Politica / Consiglio degli Svizzeri all’estero / Attualità). La seduta del CSE si è tenuta a Brunnen, in occasione dei vent’anni della piazza degli Svizzeri all’estero. Una crociera, una passeggiata lungo un tratto della “Via svizzera”, nonché una visita al Grütli, hanno seguito le festività che si sono svolte sulla piazza stessa, all’indomani della seduta del Consiglio. Un sole splendente ha accolto i circa 200 partecipanti venuti dall’estero e dalla Svizzera, che hanno avuto il grande piacere di partecipare a queste escursioni e di incontrarsi. La piazza degli Svizzeri all’estero deve diventare più attraente Il 1° agosto di quest’anno si celebrerà il 20° anniversario della piazza degli Svizzeri all’estero a Brunnen. Questa piazza, acquistata nel 1991 a un privato grazie a offerte generose di numerosi Svizzeri all’estero, in occasione dei 700 anni della Confederazione, funge ufficialmente da “Grütli della Quinta Svizzera” e simbolizza il legame con le Svizzere e gli Svizzeri all’estero. Questo magnifico prato, situato nella baia di Brunnen, è molto poco utilizzato, ma le cose dovrebbero cambiare: la Fondazione della piazza degli Svizzeri all’estero e l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero hanno chiesto a un gruppo di studenti dell’Alta scuola specializzata della Svizzera del Nord-Ovest di elaborare un concetto tendente a meglio utilizzare la piazza e migliorare il suo marketing. “È urgente installare su questa piazza un elemento che colpisca gli spiriti, che sia riconoscibile e associato a un luogo”, spiega Aileen Morgenthaler, una delle studentesse che prendono parte a questo progetto. Ma non è una cosa semplice: che si tratti di lavori, di Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) 27 N. 7, luglio 2011 monumenti o di una tenda di Botta, come nel 1991, i finanziamenti mancano. La studentessa spiega che il gruppo del progetto si è quindi dato per compito quello di identificare padrinati e partenariati possibili, nonché di elaborare un concetto di comunicazione e di marketing rudimentale. Per il gruppo del progetto è un’evidenza, “gli uomini devono lasciare tracce su questa piazza”. Per scrupolo di semplicità e di costi, queste tracce potrebbero per esempio prendere la forma di un libro d’oro virtuale, nel quale persone del mondo intero lascerebbero un’impronta in modo interattivo. Il concetto potrebbe pure includere proposte di manifestazioni aperte, magari in un primo tempo per gli abitanti dei dintorni o della Svizzera e dei paesi vicini. Il gruppo del progetto sottoporrà le sue proposte dettagliate ai proprietari nel corso dell’estate. I consigli dell’OSE Come aprire o mantenere un conto bancario in Svizzera Domanda: Sono Svizzero all’estero e incontro difficoltà per aprire o mantenere un conto in Svizzera. D’altro canto alcune banche applicano spese bancarie molto elevate per la gestione di conti di persone domiciliate all’estero; che cosa fare? Risposta: L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero riceve regolarmente questo tipo di domande. Giuridicamente le banche beneficiano della libertà di contrarre. Esse hanno quindi il diritto di decidere se stabilire o meno una relazione bancaria con un cliente, per motivi che sono di loro competenza. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero consiglia alle persone interessate di prendere contatto con piccole banche o con banche che hanno un raggio d’attività geograficamente più ristretto, come per esempio le banche cantonali o le agenzie della Banca Raiffeisen, ecc. Sembra infatti che alcuni Svizzeri all’estero abbiano trovato una soluzione in questo modo. Tuttavia, le risposte possono variare da un’agenzia all’altra per cui vale la pena di tentare presso varie agenzie della stessa banca. È pure vivamente raccomandato di vedere con le banche in questione se esistono alternative per facilitare la gestione di conti (per esempio indicazione di una persona di fiducia in Svizzera che possa ricevere la posta). Altre persone sem- brano aver risolto il problema rivolgendosi a PostFinance. Si tratta tuttavia di dire che questo settore evolve in permanenza e che queste possibilità possono cambiare da un giorno all’altro. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero attira pure l’attenzione sul fatto che avere un conto in banca in Svizzera non dispensa dal dichiararlo nel proprio paese di residenza. Consigliamo pure alle persone che ci contattano di seguire le discussioni in proposito sulla piattaforma Swisscommunity. org, sulla quale gli Svizzeri all’estero scambiano le loro esperienze e si consigliano reciprocamente, in particolare sulle soluzioni che hanno trovato. Si tratta di tre punti forti dell’offerta dell’OSE Azione, impegno politico e sport per i giovani Svizzeri all’estero L’offerta che l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) propone ai giovani Svizzeri permette loro di saperne di più su temi d’interesse e di attualità svizzeri. Organizziamo vacanze nelle quali regna un’eccellente atmosfera tra giovani della stessa età, provenienti dal mondo intero. Proponiamo soggiorni di formazione durante i quali i giovani dell’estero possono scoprire le loro radici svizzere. “Democrazia diretta nel contesto internazionale” è il tema del Congresso degli Svizzeri all’estero nel 2011 che si svolgerà dal 26 al 28 agosto a Lugano. I giovani sono pure calorosamente invitati. Tutti coloro che vogliono conoscere meglio il sistema politico svizzero possono partecipare durante una settimana a un progetto appassionante in Ticino. I primi giorni saremmo ospitati in un foyer. Durante i gruppi di lavoro verre- te familiarizzati con il tema del congresso e avrete l’occasione di incontrare uomini e donne della politica svizzera. Beninteso, questo progetto include pure un programma quadro di divertimento e attività sportive in Ticino. Alla fine della settimana ci trasferiremo in un albergo della gioventù a Lugano affinché anche i giovani possano far sentire la loro voce al congresso. La consigliera federale Doris Leuthard prenderà il tempo necessario per rispondere alle vostre domande. Subito dopo il congresso, l’OSE organizza un seminario per la ventesima sessione federale dei giovani. Vi prepareremo a questo avvenimento a Berna, presentandovi i vari soggetti politici all’ordine del giorno della sessione dei giovani. Il venerdì potrete incontrare tutti gli altri giovani politici e contribuire alla preparazione di petizioni. Avrete l’occasione di discutere con esperti e parlamentari. Elezioni d’ottobre Un nuovo parlamento verrà eletto in Svizzera il 23 ottobre 2011. La campagna elettorale è già iniziata. L’OSE incoraggia tutti gli Svizzeri all’estero a partecipare alle elezioni. Durante la settimana che precede il week-end elettorale, proporremo ai giovani un seminario che li porterà fin dentro i corridoi di queste elezioni. In un primo tempo l’OSE vi presenterà il sistema politico svizzero e voi potrete in seguito incontrare candidate e candidati. Faremo un giro tra i massmedia per assistere in diretta alle informazioni trasmesse dalle televisioni e dalle radio. Infine ci tufferemo con i partiti politici nell’agitazione del giorno delle elezioni e analizzeremo in seguito i risultati con l’aiuto di esperti. Troverete più ampie informazioni sulle offerte per i giovani su www.aso.ch sotto la rubrica Offerte. 28 N. 7, luglio 2011 A U S L A N D S C H W E I Z E R - O R G A N I S AT I O N «Die Internet-Plattform SwissCommunity vernetzt Schweizer weltweit» Ursula Deplazes Forscherin Bündnerin in Rom «Ein Netzwerk unter Auslandschweizern aufzubauen, spielt eine wichtige Rolle – sowohl privat wie auch beruflich.» Daniel Keller Manager Zürcher in Hanoi «Für mich als internationalen Berater sind die lokalen Erfahrungen von Schweizern sehr wertvoll.» Urs Steiner Direktor Schweizer Schule Berner in Peru «Andere Auslandschweizer kennenlernen, gute Adressen austauschen, mich über die Schweiz informieren – das kann ich alles auf SwissCommunity!» Vernetzen Sie sich mit anderen Auslandschweizern Bleiben Sie informiert über relevante News und Events Finden Sie eine Wohnung — oder das beste Fondue in der Stadt Entdecken Sie die Schweiz Jetzt gratis anmelden! www.swisscommunity.org SwissCommunity Partner Dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) 29 N. 7, luglio 2011 Oltre ai soggiorni Intervista a Heinrich Klaus Le offerte dell’OSE La formazione professionale di base in Svizzera Campo d’allenamento per giovani Svizzeri all’estero che praticano il calcio Al termine della scolarità obbligatoria, molti giovani Svizzeri seguono una formazione professionale. Heinrich Klaus, rettore del centro di formazione professionale Fricktal a Rheinfelden, spiega perché questa scelta è anche promettente per i giovani Svizzeri all’estero quando dovranno integrarsi nella vita professionale. Intervista ad opera di Lauranne Zellweger e Silvia Hirsig dell’Associazione per l’incoraggiamento dell’istruzione dei giovani Svizzeri all’estero (AJAS). L’Associazione svizzera di football (ASF) vuole permettere anche a giovani Svizzeri residenti all’estero di far parte della nuova generazione. Dal 25 settembre al 1° ottobre 2011, l’ASF organizza in collaborazione con Swiss Olympic un campo d’allenamento al centro sportivo di Tenero. ◆Se siete nati tra il 1994 e il 1997 e credete che il vostro talento, la vostra motivazione e le vostre competenze vi pongano fra i migliori della vostra età, non esitate ad iscrivervi su www.football.ch. Troverete tutte le informazioni utili su questa pagina. Ricerca di artisti da circo Ogni anno, la Fondazione per i ragazzi svizzeri all’estero organizza parecchi campi di 15 giorni per giovani fra gli 8 e i 14 anni. Quest’anno, la fondazione propone in collaborazione con il circo partner Pipistrello un progetto unico, una settimana di circo a Rapperswil-Jona. Non meno di 40 ragazzi svizzeri dell’estero potranno partecipare alle gioie del circo con 40 ragazzi di Rapperswil-Jona e dei dintorni: la pista dei funamboli, degli artisti e di altri clown è aperta per loro! I partecipanti avranno pure la possibilità di scoprire la Svizzera (festa del 1° agosto, escursione a Zurigo, ecc.). In fine settimana, il sabato 6 agosto 2011, avrà luogo il grande gala al quale sono invitate tutte le persone interessate. Non è richiesta nessuna conoscenza in discipline del circo per partecipare al campo. Ogni ragazzo può realizzare il proprio sogno senza essere un professionista in materia. Informazioni e iscrizioni all’indirizzo www. sjas.ch o www.pipistrello.ch. Fondazione per i ragazzi svizzeri all’estero, Simone Riner, responsabile del progetto, Alpenstrasse 26, CH-3006 Berna; Svizzera Tel. +41 (0)31 356 61 19; Mobile +41 (0)79 705 67 35; e-mail: [email protected] Indirizzo errato Nel numero di maggio, per l’iscrizione al Congresso degli Svizzeri All’estero di Lugano abbiamo indicato l’indirizzo e-mail in italiano. L’indirizzo esatto è invece: [email protected] (Tagliando a pagina 19). AJAS: Quasi due terzi dei giovani in Svizzera seguono una formazione professionale di base al termine di nove anni di scolarità obbligatoria. Qual è la particolarità di questa formazione? Heinrich Klaus: È il sistema duale che abbina formazione pratica in azienda e corsi teorici nella scuola professionale. Oltre 200 mestieri vengono insegnati in questo modo. In seguito, quali sono le possibilità offerte ai giovani? Un apprendistato di tre o quattro anni con un certificato federale di capacità (CFC) sono necessari per accedere a una formazione professionale superiore. La formazione di base è completata da una maturità professionale federale. È necessario prima di tutto ampliare le proprie conoscenze generali. La maturità professionale dà accesso alle alte scuole specializzate. Chiunque disponga di un diploma di commercio e di una maturità professionale può per esempio studiare economia in un’alta scuola specializzata o iscriversi all’alta scuola pedagogica. Il tirocinio offre anche un’alternativa interessante alla formazione liceale. La maggior parte dei giovani Svizzeri e Svizzere all’estero che contattano l’AJAS sono tuttavia interessati da studi superiori in Svizzera. Pochissimi prevedono un apprendistato. Perché? Il nostro sistema di formazione professionale, in particolare il tirocinio professionale, è troppo poco conosciuto all’estero. Quanto costa una formazione? Gli allievi non hanno spese a loro carico ad eccezione del materiale del corso. Ricevono un salario attraente, secondo il settore – circa 500 franchi il primo anno e tra 1000 e 1400 franchi il terzo anno. Come la formazione professionale è riconosciuta negli altri paesi? L’Organizzazione di Cooperazione e Sviluppo economico (OCSE) guarda da tempo con un occhio scettico la nostra formazione professionale. Ma questo è cambiato negli ultimi anni. I paesi esteri prendono nota delle grandi competenze dei nostri apprendisti in fine di formazione. Tuttavia, il mutuo riconoscimento rimane molto complicato; un diploma professionale greco è molto diverso da un diploma portoghese o francese. Che ne è del mercato dei posti di tirocinio? Durante parecchi anni il pubblico criticava la mancanza di posti. Nell’agosto 2010, 7000 posti di tirocinio sono all’improvviso rimasti vacanti. I motivi: era stato creato un gran numero di posti e un numero sempre maggiore di giovani si iscrivevano agli studi superiori. Oggi molti mestieri propongono un numero sufficiente di posti di formazione. Può parlarci del problema della disoccupazione giovanile in Svizzera? La maggior parte degli apprendisti trova immediatamente un posto di lavoro al termine del loro tirocinio. Il legame diretto con il mondo del lavoro è un grosso punto di favore. In confronto con altri paesi d’Europa, la Svizzera ha un tasso di disoccupazione dei giovani molto debole. Il sistema di formazione professionale è quindi un modello riuscito? Perfettamente. Nel libro che è appena stato pubblicato (“Warum wir so reich sind”), l’autore, Rudolf Strahm, ex sorvegliante dei prezzi e consigliere nazionale, scrive che secondo lui il nostro sistema di formazione professionale sarà determinante in futuro anche per la ricchezza del paese e per la sua buona posizione sul mercato mondiale. La Svizzera fa rima con migliore qualità, maggiore precisione e prodotti di nicchia. Condivido perfettamente questa opinione. Per questo una formazione di base professionale in Svizzera è pure molto incoraggiante per le Svizzere e gli Svizzeri all’estero. Per più ampie informazioni, le Svizzere e gli Svizzeri all’estero interessati possono contattare il centro d’informazione dell’AJAS. AJAS, Alpenstrasse 26, 3006 Berna Tel. +41 (0)31 353 61 22, Fax +41 (0)31 365 61 01 [email protected], www.ajas.ch 30 N. 7, luglio 2011 Ronco s. Ascona, Ticino Un’estate ticinese. A Lugano Lugano, con il suo centro Un’estate al sud delle Alpi, là, dove la dolce vita vi attende a braccia aperte. storico e la zona pedonale, i suoi edifici in stile lombardo, i musei, i parchi e la cresta delle bianche montagne Là, dove fioriscono le gen- Verzasca, il fiume dalle acque circostanti che si riflette nel ziane sugli alpeggi e le came- smeralde, o a gustare una lago, è un’ottima scelta per lie ai bordi dei laghi. Dai curati polenta sulla terrazza di un poter approfittare della giardini mediterranei a quei grotto tipico bevendo un buon dolce vita ticinese. piccoli villaggi in fondo alle merlot! Assaporate tutti i valli, troviamo un contrasto piaceri della vita: accentuato tra il mondo alpino MySwitzerland.com/estate Idea 1 Ulteriori informazioni: 28451 Un giardino celeste e la dolce vita dei bordi del Lago Maggiore o del Lago di Rete svizzera Un tempio greco sulle rive Lugano. Il clima clemente op- Iscrivetevi su del Lago di Lugano, che pure gli aspri sentieri di mon- MySwitzerland.com/aso fino tocca un tempio egiziano? tagna, il profumo delle mi- al 30.9.2011 e potrete vincere A Morcote, un villaggio me- mose o le passeggiate all’om- un soggiorno di 2 notti per dievale, vi attende il parco bra dei castagneti, su questa 2 persone alla Villa Principe Scherrer, un giardino straor- terra piena di contrasti, le va- Leopoldo Hotel & Spa dinario da dove potete am- canze avranno un sapore ec- Lugano. Ö a mirare il panorama sul Lago Ceresio e la pianura del Po. cezionale. Benvenuti in Ticino! Idea 2 Ulteriori informazioni: Ulteriori informazioni: 28309 Il sapore del sud Terra d’avventura per i ciclisti 12023 e gli escursionisti, il Ticino è L’affascinante Svizzera anche il paradiso del dolce A pochi passi da Lugano, la far niente, dove si vive bene, Swissminiatur vi mostrerà rilassati su una spiaggia, a i luoghi più pittoreschi della passeggiare sulle rive della Svizzera in miniatura. Scoprirete città, borghi, monumenti e mezzi di trasporto, Accordo di partenariato fra Svizzera Turismo e l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) il Palazzo federale, il municipio di Svitto, la cattedrale di Basilea e anche il Cervino. Idea 3 Ulteriori informazioni: 36086 126_11e_02_publi_schweizer_revue_3 1 13.05.11 16:56 31 N. 7, luglio 2011 I manifesti delle varie campagne che hanno suscitato molte emozioni Quarant’anni di diritto di voto delle donne Il 7 febbraio 1971 gli uomini svizzeri hanno concesso il diritto di voto alle donne svizzere. Il 66 per cento ha votato si e il 34 per cento ha votato no. La lotta delle donne per ottenere questa Nel 1901 Verso il 1920 parità di diritti è stata lunga e dura: i primi tentativi risalgono al 1886. I manifesti delle varie campagne mostrano le molte passioni che il tema ha sollevato. Verso il 1945 Nel 1968 Moneta commemorativa ufficiale 2011 Il racconto di un libro illustrato Un ragazzino. Una grande campana. Una tradizione dell’Engadina. Il disegno originale di Schellen-Ursli fatto da Alois Carigiet è l’effigie riportata sulla moneta d’oro di nuova emissione. In vendita nel- le banche, nei negozi di numismatica e sul sito www.swissmint.ch. Schweizerische Eidgenossenschaft Confédération suisse Confederazione Svizzera Confederaziun svizra Swissmint Edizione limitata. Ordinatela subito: www.swissmint.ch Desidero ordinare con pagamento anticipato, più spese di spedizione: Quantità/qualità Prezzo/unità Una campana per Ursli Moneta d’oro da 50 franchi, oro 0,900; 11,29 g; Ø 25 mm Fondo specchio in astuccio CHF 580.– esente da IVA Cognome: Nome: Via: NPA/Località: Data: Firma: Inviare il tagliando a Zecca federale Swissmint, Bernastrasse 28, CH-3003 Berna. SchweizerRevue_I 32 N. 7, luglio 2011 Tutta la qualità svizzera in una compagnia aerea. – Standard qualitativi d’eccellenza, per rendere indimenticabile la vostra esperienza. SWISS Business propone nuovi letti completamente orizzontali con cuscini ad aria regolabili che consentono di ottimizzare il comfort della poltrona e trascorrere piacevoli momenti a bordo. Da metà 2011, su tutti i voli a lungo raggio. SWISS serve 72 destinazioni in 39 paesi del mondo con una otta di 89 aeromobili. Benvenuti nel mondo SWISS. 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