XX 1984>2004 CEVI 1984>2004 • 20 ÁINS DAL CEVI VIODÛS DAL BRASIL • UNO SGUARDO SU QUESTI PRIMI VENT’ANNI • DALLA NASCITA AL RICONOSCIMENTO MINISTERIALE • L’ÉCOLE DE L’AMITIÉ • LO “SBARCO IN BRASILE” • E’ IL MOMENTO DELLA SVOLTA • IL PROGRAMMA DEL VENTENNALE • ACQUA BENE COMUNE DELL’UMANITÀ • PROGRAMMA 1 MILIONE DI CISTERNE • IN… FORMAZIONE • EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO Supplemento al “NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE E CENTRO DI ACCOGLIENZA ERNESTO BALDUCCI ” Anno V - n°2 - Periodico trimestrale - Registrazione Tribunale di Udine n°1 del 17.01.2000. Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/c legge 662/96 D.C.I. Udine In caso di mancato recapito restituire all’ufficio di Udine CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa. ° CEVI NEWS ALLA REDAZIONE HANNO COLLABORATO: DIMITRI MUNINI FEDERICO PASTORE GIORGIO PERESSOTTI LAURA ROSSI LUCIA PIANI MARCO IOB MASSIMO MORETUZZO MICHELA KRATTER PIERO IMBRIACO COORDINAMENTO DI REDAZIONE: CLARA CANCI Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione: ANNA DI FANT CARLA PAPUCCI BARBURINI LUCIANO DI FANT STEFANO SANTI TULLIO ZEARO PARTECIPA ALLE ATTIVITÀ DEL CeVI ASSOCIATI SOTTOSCRIVENDO LA QUOTA 2005 DI 10 EURO CeVI VIA TORINO, 77 33100 UDINE TEL. 0432 548886 FAX 0432 486929 CCP 12003331 WWW.CEVI.COOP [email protected] FOTOGRAFIE: CeVI, Paolo Rizzi, Danilo De Marco (pag. 21), archivio Ekostudio PROGETTO GRAFICO: EKOSTUDIO (UD) STAMPA: POLIGRAFICHE SAN MARCO (GO) L’IMPEGNO ALLA COOPERAZIONE E ALLO SVILUPPO INTERNAZIONALE PROFUSI IN QUESTI PRIMI 20 ANNI DI ATTIVITÀ DEVONO SPRONARCI OGGI ALLA RICERCA DI STRUMENTI E IDEE NUOVI, AL PASSO CON IL CAMBIAMENTO DEI TEMPI. Cevi 1984>2004 Il CeVI (Centro di Volontariato Internazionale per la cooperazione e lo sviluppo) nasce vent’anni fa in un contesto economico, sociale e culturale profondamente diverso da quello attuale: il ventennale, oltre ad essere un momento di festa e un’occasione per incontrare coloro che nel corso degli anni hanno costruito quest’associazione, vuole rappresentare un momento di confronto per capire se l’evoluzione che anche noi abbiamo vissuto va nella giusta direzione coniugando i principi fondativi, che restano tutt’ora validi, con la necessaria esigenza di cambiamento e di rinnovamento. In vent’anni è completamente mutato lo scenario geopolitico del mondo e la globalizzazione ha cambiato le società ed ha accresciuto la loro interdipendenza; in questo periodo sono accadute guerre nemmeno immaginabili fino a pochi anni prima. Ciò che prima, nella società civile, era compito quasi esclusivo delle ONG (Organizzazioni Non Governative) ovvero la cooperazione e la solidarietà internazionale ora viene assunto da una diversificata gamma di soggetti (associazioni, enti locali, ecc.) che operano positivamente in attività di cooperazione internazionale o decentrata, in gemellaggi solidali, in attività che implicano il rapporto con altri popoli nello spirito della solidarietà. I mutamenti di questi anni hanno prodotto la consapevolezza che la ricerca di una società globale più 3 giusta non può essere delegata ai governi ma nemmeno in modo esclusivo alle ONG, in quanto fa parte delle scelte che quotidianamente tutti noi assumiamo come persone, membri di un’associazione, politici o amministratori. Questo ha portato il CeVI ad assumere un approccio aperto al confronto e alla collaborazione con soggetti portatori di idealità e modi di operare anche diversi dai nostri, nella convinzione che ciò rappresenta la strada che porta verso la crescita dell’intero tessuto sociale con l’obiettivo comune di rimuovere le cause che generano povertà e ingiustizia. Per questo motivo abbiamo partecipato ai processi di crescita dei movimenti sociali e dei movimenti per la pace, abbiamo instaurato rapporti con Associazioni, Enti locali dentro e fuori la nostra Regione, abbiamo contribuito alla nascita e all’attività del Comitato Italiano Acqua, insieme ad altre associazioni nazionali. In questo contesto di lavoro in rete trovano un rinnovato significato e una maggior forza i progetti di cooperazione per i quali non sono così importanti i numeri (quanti progetti, ammontare del budget, ecc) bensì la qualità dell’azione: intendendo con ciò il processo attraverso il quale si impostano le partnership al Nord e al Sud, si individuano le priorità e le azioni da realizzare, si basano le relazioni di pari dignità, condivisione e fiducia reciproca. L’approccio, insomma, della cooperazione decentrata, che intende mettere in gioco i soggetti rappresentativi delle comunità nelle loro espressioni sociali, culturali e istituzionali. In questo contesto la ONG mette in campo le sue specificità e competenze che facilitano la costruzione e la stabilità dei ponti che attraverso tali attività vengono costruiti con le comunità lontane. Con questo approccio abbiamo affrontato i cambiamenti di questi anni e su ciò abbiamo basato le attività e i progetti. Oggi gli scenari globali e locali sono tutt’altro che assestati, i tempi non sono felici: la guerra è tornata ad essere cupa protagonista del cambiamento, il divario tra chi ha e chi non ha si accresce in tutto il mondo, si estende la prevalenza del profitto sui diritti e sulla giustizia. Chi opera per la solidarietà deve scegliere con chi e in che modo farlo, la chiarezza e la coerenza diventano oggi discriminanti per svolgere azioni giuste e durature: sempre più l’attività umanitaria nelle aree di crisi e di conflitto, ad esempio, viene sovrapposta e confusa con gli attori della guerra, ma la solidarietà non può confondersi nemmeno con l’interesse e il profitto. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti ancora 20 anni fa servono oggi nuovi strumenti, nuove idee e nuove modalità di azione, siamo chiamati a cercare nuove strade, migliori e più efficaci. Per questo, oltre ad operare, dobbiamo costruire i momenti di confronto a livello locale, nazionale e globale ed in ciò la rete di relazioni che abbiamo tessuto in questi anni diventa un riferimento importante. Per questo abbiamo aderito e faremo parte della TAVOLA PER LA SOLIDARIETA’ di organizzazioni, campagne e movimenti impegnati nella solidarietà internazionale, nella promozione dei diritti e della cittadinanza attiva e responsabile, nella cooperazione e nei diritti umani. Una tavola per la solidarietà, insomma, che intende essere un luogo per la condivisione di temi, iniziative, proposte della società civile di fronte alle sfide di un mondo giusto e solidale. Il presidente, Marco Iob “Gente não é boi de carro pro carro de boi puxar, gente tem mente que gira, mente que pode girar. Gira a mente do carreiro E a canga pode quebrar!” "La gente non è un bue da traino per trainare un carro di buoi, la gente ha una mente che gira, una mente che può girare. Gira la mente del guidatore di carri e il giogo si può spezzare!" 20 áins dal CEVI viodûs dal Brasil Cun cheste puisie di um contadin, contade tun Congress Nacional de CPT (Comissão Pastoral da Terra) o vuei scomençâ a contâ alc par celebrâ chescj 20 ains di lavôr, impegno, lotes, dialogo e condivision che il CEVI al puarte indenant cule int brasiliane. Mi impensi dal prin viaç ta Vâl dal Jequitinhonha in avost dal ’85. ‘O jerin un groput di 8 zovins e zovines companhâs di pe. José Lavia e 2 gjornaliscj de Vite Catoliche. Lês Comunitâs di Base di puars contadins dal interno nus ricevevin cule lôr ligrie sincere e ospitalitât autentiche. Pe. Pedro (don Pierino Del Fabbro) e une suorute, Paula, nus contavin che l’úniche realtât social e di Glesie che difindeve cheste puare int dês injustizies e opression daí fazendeiros e latifondiaris a ere la CPT. Par sorte, te vilie prime di ripartî di Belo Horizonte, o vin fate une visite te sede dal coordinament de CPT dal stât. Dôs stanzutes imprestades, daûr di une Cjase Parochiâl, plenes di material, dossier e denunces, gjornai e rivistes, librus di formazion e coscientizazion e 3 “companheiros” sorridens nus contarin dês dificoltâs e dês sperances, dês batalhes e conflits, daí muarts e dês vedues… che, ator pal stât, i agens de CPT e frontavin ogni dí. Nus an regalât um daí prins numars dal gjornâl Pelejando (= tribulant) che scomençavin a publicâ (vué ‘e son 20 ains ancje pal gjornâl). Nus án invidâs a sei amîs e colaboradôrs de lôr cause… I timps a passarin lizers e lê presince dal CEVI si é consolidade ta regjon dal Jequitinhonha. Cule Pastorâl de Tiere, il CEVI, 5 ben o mâl, al á simpri mantignût i contats e ancje si é impegnât in cualchi progjet di apogjo soredut te regjon dal Vale. Jô, fin dal ’89, ‘o ái scomençât a compagnâ cheste Pastorâl te sôs lotes e testemoneances, simpri dongje de int de tiere e cence tiere, des aghes e cence aghe. I timps vue ‘e son gambitas. La CPT no jé pui tant ben viodude da bande de gjerarchie de Glesie, ejé un pôc scomude e “fûr di mode”. Ma te societât brasiliane e tes sedes internazionâls la so võs e jé rispietade e considerade, garantide dal sanc di centenârs di militans e militantes che án dade la vite pe cause. Vôs che á il coragjo di mostra a clâr i numars che i governos no án voe di pandi: sassinâs, menaçãs, sclavisâs, scjafoâs di ogni tipo di imprese “moderne” e multinazionâl. Vue, la vite mi á puartât a contribuí, tal coordinament dal stât, cun cheste lote de CPT che no finis mai. I progjets dal capitalism mondiâl e son simpri plui escludens e violens (monocultures, transgenics, dighes idreletriches, sfrutament mineral e seqüestro dês aghes). Ma, simpri, visanmi dal CEVI o pensi che ancje lui al á fate la so part e al á contribuît par fa cressi la nestre fuarce. ‘O crôt che il popul de tiere, soredut dal Minas Gerais, cun dute sinceritât al á gust di unisi a cheste fieste daí 20 ains e cun semplicitât e scletece podê sberlâ di cá vie; OBRIGADO COMPANHEIROS E COMPANHEIRAS!!! Luciano Di Fant, socio CeVI CeVI 1984>2004, uno sguardo su questi primi vent’anni Nelle prossime pagine troverete una “carrellata storica” di questi primi vent’anni di vita del CeVI. A dir la verità più che una cronistoria (impossibile da realizzare per ovvi motivi di spazio: avremmo dovuto pubblicare un libro e non un notiziario!) il nostro obiettivo è quello di offrire una panoramica “umana”, una testimonianza dell’opera, delle sensazioni e delle emozioni vissute da chi il CeVI l’ha visto nascere e crescere fino ad oggi. Vent’anni sono un tempo breve, in senso assoluto, per la vita di un’associazione; ma è un lasso sufficiente sia per tracciare il consueto (e doveroso) “bilancio” delle attività, sia, soprattutto, per raccontare - a chi ci conosce già, a chi ci conosce da poco o a chi non ci conosce affatto - come eravamo ieri, come siamo cresciuti giorno dopo giorno grazie all’apporto di tutti i numerosi soci, volontari, collaboratori che in questi anni sono “passati” per il CeVI. Abbiamo dato spazio quindi alle emozioni, ai sentimenti, alle difficoltà, ai traguardi faticosamente conquistati, alle reti di relazioni e ai rapporti allacciati con il territorio, le istituzioni e le altre associazioni: a chi ha voluto condividere con noi, pubblicamente, la sua esperienza CeVI dedicando, ancora una volta, il suo tempo per una causa comune, va il nostro più sincero ringraziamento. Sicuramente, però, come tutti voi noterete, manca qualcosa e qualcuno: anche a tutti costoro va il nostro grazie, perché senza di loro non saremmo comunque qui, oggi, a scrivere dei primi vent’anni di vita del CeVI. Consiglio direttivo in carica (2003 – 2005) FONDAZIONE CeVI 9/12/1984 Consiglieri: Promotori: Giuseppe De Cillia Carla Papucci Giorgio Peressotti Presidenti: Tullio Zearo (1985-1987) Giorgio Peressotti (1987-1989; 1989-1991) Francesco Alessandrini (1991-1993; 1993-1995) Marco Iob (1995-2004) Presidente: Piero Imbriaco Michela Kratter Federico Pastore Giorgio Peressotti (Vicepresidente) Lucia Piani Maria Piani Giorgio Volpe Marco Iob Una foto “storica”: in mezzo a tanti amici del CeVI, i quattro presidenti: Marco Iob (primo da sinistra), Francesco Alessandrini (terzo da sinistra), Giorgio Peressotti (quarto da sinistra), Tullio Zearo (primo dall’alto). CeVI 1984 1988 DALLA NASCITA (1984) AL RICONOSCIMENTO MINISTERIALE (1987): I PRIMI PASSI DEL CEVI, TRA UNA DISCUSSIONE SUI VALORI FONDANTI DELL’ASSOCIAZIONE E I PRIMI PROGETTI DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE IN BURKINA FASO. Erano gli anni 80 quando siamo rientrati dall’Africa, dove avevamo lavorato come volontari per quasi un decennio nel campo sanitario (come medico e ostetrica) in Burundi e in Tanzania. Arrivati a Gemona abbiamo trovato una comunità con gravi problemi per il terremoto del 1976, ma con una realtà sociale ricca di persone che avevano fatto esperienza di volontariato. Così è nata l’idea di far maturare una sensibilità per il volontariato internazionale, e creare anche nella realtà udinese, come nella gran parte delle altre città italiane, un organismo che si occupasse dei problemi del terzo mondo. Si desiderava così costruire un ponte tra Udine e quel terzo mondo che avevamo lasciato. Abbiamo cominciato a incontrarci con dei giovani, già sensibili ai problemi del sottosviluppo, e che desideravano fare una esperienza di volontariato internazionale. Quello che ci univa era il desiderio di conoscersi, fare un cammino insieme, mettere le basi, fissare i valori e le regole per costruire il CeVI. I temi trattati all’interno dei nostri incontri sono stati: • VALORI CRISTIANI ED ECCLESIALI. Questo tema è stato molto dibattuto e alla fine si è trovato l’accordo nel riconoscere che l’ispirazione cristiana era un valore importante come punto di riferimento per tutti i volontari che volevano impegnarsi per il terzo mondo. Abbiamo voluto sostenere i nostri missionari friulani impegnati in vari paesi dell’Africa e dell’America Latina con progetti e aiuti economici. Abbiamo collaborato con le Associazioni cristiane come i Nostri Amici Lebbrosi, l’Ufficio Missionario Diocesano, il COSV di Gorizia, la FOCSIV, ecc. In particolare hanno avuto molto seguito i corsi si formazione al Volontariato organizzati assieme alla Caritas. 7 Il gruppo ha approfondito il tema della ingiusta distribuzione delle ricchezze nel mondo e ha organizzato iniziative e campagne di solidarietà e di condivisione, con raccolta di fondi da destinare ai paesi in via di sviluppo. • VALORI DELLA GRATUITÀ DEL SERVIZIO. Questo concetto era portato avanti da Tavazza, presidente del MOVI (organismo di coordinamento di tutto il volontariato italiano). L’aiuto ai paesi sottosviluppati doveva essere caratterizzato dalla gratuità dell’impegno, dalla competenza professionale, dall’autonomia dalle istituzioni e dai partiti politici. Gli organismi di volontariato devono essere liberi di potersi muovere in una posizione di critica costruttiva con le varie istituzioni locali, statali e internazionali. • VALORI DELLA PERSONA UMANA. Mons. Giovanni Nervo, responsabile per moltissimi anni della Caritas Italiana e artefice dei gemellaggi con i paesi del Friuli colpiti dal terremoto, spiegò molto bene nella sala Aiace il principio di fratellanza umana che Cristo ha rivelato riconoscendo che tutti gli uomini sono figli di Dio e quindi fratelli tra di loro, senza discriminazioni di razza, sesso, religione e nazione. Il rispetto e la centralità della persona umana doveva essere il fondamento di tutto il nostro operare. • VALORI DI GIUSTIZIA. Il gruppo in quegli anni si adoperò molto per organizzare un’attività di sensibilizzazione che ebbe generale consenso e portò diverse adesioni. Ebbero molto successo di pubblico molte conferenze con grandi personalità e testimoni della solidarietà internazionale. Oltre a mons. Giovanni Nervo furono ospiti del CeVI, fratel Arturo Paoli, mons. Tito Solari, don Zanotelli, il prof. Guido Barbina dell’Università di Udine e tanti altri, che contribuirono a farci meglio conoscere le cause del sottosviluppo e i vari aspetti del volontariato internazionale. Ci fu un vero fiorire di iniziative come la mostra fotografica sul Burundi e quella del giocattolo africano, gli incontri nelle scuole, la raccolta e la pubblicazione degli atti delle conferenze e del convegno del 1986, ecc. Questi erano gli anni del F.A.I. e dei grandi finanziamenti dello Stato Italiano, e il CeVI organizzò un convegno di due giorni, che ebbe luogo all’interno dell’Ospedale di Udine e al quale partecipò anche l’Assessore Regionale alla Sanità, sul tema degli aiuti sanitari al terzo mondo. Si preparò un grande progetto, che doveva essere realizzato in Burkina Faso e che si proponeva la ristrutturazione e la riabilitazione di due ospedali con un sostegno all’organizzazione sanitaria di una parte del Sahel. La Regione Friuli Venezia Giulia fu coinvolta nel progetto e il CeVI, con la collaborazione della Medicus Mundi di Brescia, ne studiò la fattibilità. Questo grande lavoro di progettazione gettò le basi per ottenere il riconoscimento ufficiale e l’abilitazione come Organismo di Volontariato Internazionale da parte del Ministero degli Affari Esteri ai sensi della legge 38/79 modificata poi con la legge 49/87. Questo riconoscimento avrebbe poi permesso di usufruire dei contributi governativi e di privati (deducibili dalle tasse) per organizzare progetti di aiuto al terzo mondo e attività di sensibilizzazione in Italia. Il Progetto per il Burkina Faso era un progetto di quasi due miliardi di lire di allora, ma a malincuore si dovette rinunciare a causa di una situazione di poca trasparenza che si era venuta a creare e che poneva un problema etico per il gruppo. E fu un bene perché il FAI fu travolto, qualche anno dopo, da uno scandalo di tangenti che riguardò diversi altri organismi di volontariato! Si spesero inoltre grandi risorse di tempo e un impegno continuo con riunioni settimanali per darsi una organizzazione democratica, efficiente e aperta e per diventare punto di riferimento regionale nelle iniziative di aiuto al terzo mondo. Ci si può chiedere quali sono stati i risultati di tutto questo forte impegno gratuito ed entusiasta del primo gruppo del CeVI. Senz’altro il primo risultato fu il riconoscimento dell’Organismo da parte del Ministero degli Affari Esteri ottenuto nel 1987. Questo riconoscimento permise un salto di qualità notevole per affrontare e organizzare altre numerose iniziative e finalmente anche dei progetti di volontariato nel terzo mondo con invio di volontari. Il secondo risultato fu che dalle iniziative di sensibilizzazione sono nate a Udine e in provincia Associazioni e gruppi interessati al terzo mondo come “Proiezione Peters” e “Mercato Equo e Solidale”, gruppi che anche ora continuano una vivace attività autonoma. Infine il risultato più importante è che il CeVI continua ancora oggi a lavorare e tante persone hanno potuto avvicinarsi al problema del sottosviluppo in modo concreto e hanno dato il loro contributo in risorse di tempo e denaro per portare una piccola goccia nel grande mare dei bisogni delle persone più sfortunate e povere della terra. Anche noi ci auguriamo di aver portato con la nostra scelta d’impegno una testimonianza per le persone che abbiamo conosciuto e che hanno lasciato in noi segni di autentica amicizia. A cura di Evelina Uberti, socia CeVI Tullio Zearo, primo presidente CeVI 8 CeVI 1984 1988 “FARE IL VOLONTARIO” IN ITALIA O NEL MONDO, UNA SCELTA DI VITA. GIÀ NEL NUMERO ZERO DEL CEVI NOTIZIE (ANNO 1987) RIFLETTEVAMO SUL RAPPORTO NORD-SUD DEL MONDO E SUL SIGNIFICATO DEL NOSTRO IMPEGNO QUOTIDIANO NEL VOLONTARIATO: PERCHÉ FARLO? Nel 1984 avevo 25 anni, ero studente di Agraria e pensavo da sempre che, finiti gli studi, sarei andato a fare il volontario nel Terzo Mondo. Insieme con me, ai primi incontri, c’erano altri giovani con gli stessi sogni: Lucia, Anna, Domenico, Fulvia, che poi sarebbe diventata mia moglie. Tutti pronti a partire. Poi le cose sono andate diversamente, non siamo più partiti, ma in compenso “è partito” il Ce.V.I., e più la nostra ONG cresceva, più maturavamo la consapevolezza che, in fondo, la nostra esperienza di volontariato internazionale la stavamo comunque vivendo. Quando mi è stata chiesta questa riflessione, ho ritrovato subito quell’idea che mi aveva portato a dedicarmi con tanta energia a quel gruppo. Ne ho poi trovato conferma in un vecchio articolo di Ce.V.I. NOTIZIE, numero 0, agosto 1987. Eccolo in versione quasi integrale. Quando si percepisce, con le parole di padre Ernesto Balducci, la “nascita dell’uomo planetario” alle soglie del III millennio, non si può non pensare al rapporto Nord-Sud, alla grande violenza che il popolo industriale del pianeta compie ogni giorno sulla maggioranza della popolazione della terra, colpevole di essere arrivata tardi nella corsa al progresso ed allo sviluppo, e condannata per questo ad un inseguimento perenne ed ingiusto, che nega la dignità, se non la possibilità di vita, a milioni di persone. Questi problemi così grandi sembrano insuperabili; eppure anche una sola persona può fare tanto, se vuole. Così è nato il volontariato internazionale prima e la politica di cooperazione allo sviluppo poi. Ecco la risposta. Volontariato è scelta di vita, qui o altrove non importa. Importa invece che sia un progetto Che differenza c’è fra il volontario che opera nei PVS politico preciso, un impegno dalla parte degli ultimi di (Paesi in Via di Sviluppo) e chi invece fa il suo servizio questa terra, contro ogni forma di ingiustizia e di nell’ambito locale? Per cercare di dare una risposta c’è un violenza. Contro un sistema politico ed economico che episodio che mi piace ricordare. Nel corso di un incontro fonda il proprio sviluppo ed il proprio benessere su un con il presidente dell’LVIA di Cuneo, sono rimasto colpito dalle sue parole, che elogiavano il lavoro prezioso ed oscuro meccanismo di ingiustizie. Chi vive questo progetto non di quanti, senza magari essere mai stati in un PVS, avevano fa differenze sul “dove”; è semplicemente una persona che testimonia la propria fede nell’uomo, sia immerso da qua sostenuto il lavoro dell’associazione. E uscendo ho nelle pratiche di un ufficio, che come agronomo o voluto fermare un istante lo sguardo sulle tante persone affaccendate nei vari uffici dell’LVIA.; c’erano molte persone, medico o animatore fra la gente. impiegati, segretarie, qualcuna stipendiata, ma anche tanti Concludo il mio breve viaggio nella memoria. Gli incontri volontari, giovani, obiettori di coscienza, studenti. dai Cappuccini, poi in via Aquileia, lo statuto, il viaggio In seguito ho provato a riportare tali impressioni in Brasile, le conferenze, “Mi dai una penna…” per il all’interno del mio cammino di “avvicinamento” al Nicaragua, il FAI in Burkina Faso, il riconoscimento del volontariato internazionale, esperienza non dettata, spero, MAE, la sede in via di Toppo, il Film Africano, la Mostra dall’insofferenza di una realtà quotidiana che non piace, né del giocattolo africano, il Commercio Equo e la Bottega da un’ansia di novità esotica o avventurosa o naturalistica, del Mondo, il giornale Tam Tam e la sede in via Deciani: né infine da una mistica chiamata. È stata invece la dal 1984 al 1989 cinque anni con tante cose dentro, ma conseguenza di una scelta di vita all’insegna del servizio, sempre pieni di gioiosa grinta. La cosa più simpatica da della condivisione, della gratuità, nel rispetto del valore ricordare? Il primo giorno nel primo “ufficio” in via di fondamentale dell’uomo e nella difesa di tutte le realtà Toppo: due sedie e basta. Su una stavo seduto e sull’altra umane più fragili e sfruttate. Tale scelta si è incarnata in appoggiavo la macchina da scrivere. quel movimento sociale, politico, di impegno e di opinione, definito volontariato, prima locale, poi internazionale. Piero Imbriaco, consigliere CeVI 10 CeVI 1984 1988 Una splendida avventura, tra l’entusiasmo dei primi incontri, una sede che è… casa e il progetto “Tuareg”, nato nel 1989 e oggi più vivo che mai. Cevi 1984 – 1988: una folla di pensieri e di ricordi e si accavallano gli uni sugli altri. Fin dall’inizio sono stata più che mai coinvolta in questa avventura. Si sentiva la necessità di un organismo non governativo che raccogliesse le esperienze di quanti già operavano nella cooperazione internazionale e di coloro che volevano fare qualcosa in questo ambito. C’era stato un convegno molto importante allo Zanon sull’interdipendenza Nord- Sud, Monsignor Helder Camara aveva parlato in un Duomo strapieno a Udine, la carestia in Etiopia mieteva migliaia di vittime, il problema degli aiuti e quello del commercio delle armi erano presenti in molti dibattiti. Non è stato difficile quindi formare un gruppo e ritrovarsi a dibattere queste tematiche e tentare qualche ipotesi di soluzione. I primi incontri si sono tenuti in Seminario e che poco dopo ci siamo trasferiti in via Aquileia 63, in un’aula della Parrocchia del Carmine. È stato un periodo molto fervido di incontri, dibattiti, conferenze su diverse tematiche riguardanti l’Educazione allo sviluppo, la Cooperazione Internazionale, i rapporti Nord-Sud, la formazione dei volontari. Tutto il lavoro era a carattere volontario, da cui anche il nome che ci siamo voluti dare. Divisi per gruppi (formazione, sensibilizzazione, progetti) ci siamo prodigati moltissimo in un’atmosfera di entusiasmo, di confronto e di grande disponibilità. 11 Per quanto mi riguarda mi sono sentita come facente parte di un gruppo di amici animati dagli stessi obbiettivi, dalla voglia cioè di capire la realtà e dare un nostro se pur modesto contributo per modificarla, secondo criteri di una maggiore giustizia e rispettosi della dignità umana. Quanti viaggi ho fatto da Buia a Udine per essere presente ai Direttivi, alle riunioni o solo per tenere aperta la sede! I vari incontri però mi arricchivano, davano un senso ai miei giorni, dato che purtroppo a scuola non c’era molto spazio per dibattere tali problemi. Così sono stata ben contenta di mettere a disposizione il mio appartamento di via Di Toppo 43: allestito per l’occorrenza in un’atmosfera di grande partecipazione, esso diventerà per circa tre anni la sede ufficiale del Ce.vi. Quando poi verrà introdotta la commercializzazione dei prodotti del Commercio Equo e Solidale la sede sarà trasferita in via Tiberio Decani 17. Avevamo anche allestito un Centro di documentazione a cui facevano riferimento molti insegnanti per meglio approfondire le tematiche dell’Educazione allo Sviluppo e alla Mondialità che si stavano introducendo anche nelle scuole. Oltre al Burkina Faso e al Brasile, anche il Burundi è stato motivo di grande interesse e partecipazione per una parte almeno degli aderenti al Cevi: indimenticabile, infatti, la figura importante di Don Bepi Decilia, saveriano tutt’ora operante in quel paese che seppe dare un valido contributo nella fase iniziale del nostro organismo (l’art. 2 dello Statuto dice che esso è di ispirazione cristiana). Il progetto che a me starà più a cuore sarà comunque quello riguardante il popolo tuareg: un progetto agropastorale a favore delle popolazioni tuareg dell’Adrar des Iforas (Nord del Mali) colpite duramente dalla siccità. Nel marzo del 1989 feci un viaggio a Parigi per approfondire alcune questioni, poi ci furono dei viaggi di studio in quelle zone, fino a che venne presentato il progetto alla Comunità Europea. Nel frattempo però scoppierà il conflitto tra i Tuareg e il governo maliano e tutto verrà sospeso. L’attività di sensibilizzazione continuerà comunque intensamente, sorretta da una bella mostra fotografica e da alcune pubblicazioni sul popolo tuareg che avevo tradotto dal francese. I contatti con i responsabili tuareg non si sono interrotti e ora dopo tanti anni posso dire che il sogno che coltivavo nel più profondo del cuore si sta realizzando: si tratta appunto dell’ École de l’Amitié. Carla Papucci Barburini, socia CeVI PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UNA SCUOLA PER BAMBINI TUAREG NEL NORD DEL MALI. L’École de l’Amitié «Le projet est sorti de terre et devient une réalité, la classe est construite et couverte, nous en sommes aux travaux de finition» (“Il progetto è venuto fuori dalla terra e diventa realtà, l’aula è costruita e coperta; siamo ai lavori di rifinitura”). Queste sono le parole autentiche di una lettera che mi è giunta nel mese di luglio 2004 dal responsabile della scuola ubicata a Intékoua, nella periferia di Kidal, capoluogo dell’ottava regione del Mali. Ci è voluto in effetti del tempo e tanta costanza per portare avanti questo progetto ideato a seguito della mancata attuazione di quello inoltrato alla CEE e dei contatti che ho sempre tenuto, seppure con fasi alterne, con Achérif ag Mohammed. Con la collaborazione efficace del Club Unesco di Udine e dell’Associazione Storie dai Longobars, siamo riusciti a finanziare la prima classe che ora vede appunto la luce e che permetterà l’avvio dell’attività didattica, anche se dovremo continuare con costanza nell’attività di (La scuola dell’amicizia) sensibilizzazione e di informazione, visto che il progetto si basa interamente sull’autofinanziamento e richiederà un grosso impegno anche per il futuro. È previsto anche lo scavo di un pozzo che ben si lega alla Campagna sull’acqua. Da segnalare inoltre che i fondi raccolti nella precedente attività di sensibilizzazione sono stati devoluti al Progetto Musnat (Sapere) dell’Associazione Transafrica di Firenze che opera nel campo della scolarizzazione nell’Adrar e anche all’Associazione Manuel Rumi di Como per lo scavo di un pozzo. Voglio sperare che, nonostante le inevitabili difficoltà dovute in parte alle caratteristiche di una zona molto isolata e quindi difficilmente raggiungibile, l’École de l’Amitié diventi sempre più una struttura adeguata e funzionante, convinti come siamo che solo l’istruzione darà vita dignitosa ai popoli poveri e che una vera amicizia si apre anche ai bisogni altrui. Carla Papucci Barburini, socia CeVI CeVI 1984 1988 ABBIAMO UNA SEDE!! (NOVEMBRE-DICEMBRE 85) Quando per risparmiare i manifesti si coloravano a mano… (Gennaio 1986) Che emozione quando qualcuno ha pronunciato questa frase! Con una sede, anche se provvisoria,il nostro progetto cominciava a diventare una realtà! Così mi ritrovavo i pomeriggi, quando ero di turno, in un’aula di catechismo prestata dalla parrocchia del Carmine in cui avevamo perfino un armadio a disposizione per i nostri libri (molto pochi) e opuscoli. In realtà quei pomeriggi, due o tre alla settimana, non erano molto affollati; qualcuno veniva per chiedere informazioni o materiale per approfondire qualche argomento e sicuramente trovava persone entusiaste e molto motivate che hanno saputo guardare lontano oltre le difficoltà!! Anna Di Fant, socia CeVI IL PRIMO BATTESIMO (MAGGIO 1986) Il primo figlio nato da soci del CeVI è Leonardo, decidiamo per questo di battezzarlo nella chiesa dove ha sede il CeVI, il Carmine, sull’altare ci sono tre storici missionari: don Bepi Decillia, don Beppino Lavia, don Silvano Nobile; è sicuramente un buon augurio per il primo nato da due soci di un gruppo di Volontariato Internazionale! Anna Di Fant e Domenico Cedaro 14 CeVI 1989 1993 Ho fatto il master al CeVI! Il presidente dell’Ente dove lavoro adesso sentendomi raccontare la mia esperienza di collaborazione con il Centro di Volontariato Internazionale direbbe che lì ho fatto la “Bocconi” in relazioni sociali. E in effetti è stato così. Molte delle cose che faccio oggi le ho imparate fra le mura, scrostate, di via Tiberio Deciani 17 o vagando lungo le strade sterrate di Turmalina Minas Gerais, dove pure ho avuto il privilegio di costruirmi una visione del mondo all’interno della quale adesso muovo i miei passi. Un’esperienza forte dunque? No, fortissima, anzi determinante. Mai al termine di un percorso universitario non sempre lineare mi sarei aspettato che qualcuno mi chiedesse di partire per l’interno del Brasile per mettere in piedi un PROGETTODICOOPERAZIONEI NTERNAZIONALEDAPRESENTA REALMINISTERODEGLIESETRI. A me? A me neolaureato o quasi, che fino a quel momento aveva fatto solo qualche saltuaria esperienza lavorativa e nel cui curriculum brillava al massimo un impegno militante nella battaglia ecologista per tutelare il fiume Ledra. Eppure le cose andarono proprio in quella direzione. Fibrillazione in casa per la rapida partenza, fibrillazione con la morosa che temeva le tentazioni brasilere, full-immersion 15 sui problemi dello sviluppo e del sottosviluppo e del volontariato internazionale. E poi i preparativi veri e propri, le raccomandazioni e i suggerimenti di chi in Minas c’era già stato, persone a frotte che chiedevano di portare ai missionari friulani soldi, vestitini, un salame, un pezzo di formaggio. E via a fare un progetto agricolo nelle Comunità di Base. Portoghese? Zero, “tant al’è come el furlan!”. Questo il prima. Il dopo? Il dopo è di un’intensità unica, da brivido solo a ripensarci, tanto che laggiù è rimasto un pezzo (e non piccolo) del mio cuore. Tra le “chapadas” del Minas c’è stato il flash che ha cambiato la mia visione del mondo. Un mondo visto da giù e da in parte. Da posizioni da cui noi, di quassù, mica siamo abituati a guardare. Un mondo dove parole come povertà, fame, miseria, sfruttamento hanno un aspetto concreto. Ma dove anche altre come allegria, solidarietà, lotta, comunità lo hanno altrettanto se non addirittura di più. E proprio su questo di più si costruisce la speranza: la loro ma anche la nostra. E quante cose si imparano. Si impara ad esempio a dare il giusto peso alle cose della vita, a non perdersi dietro le “cazzate”, a sedersi ogni tanto a rifiatare per poi Quando un progetto di cooperazione internazionale è destinato a cambiarti la vita… e la visione che hai del mondo. impegnarsi ancora di più, magari a testa bassa ma sapendo che ogni tanto devi alzarla per vedere se la direzione che hai preso è quella giusta. Io poi ho imparato anche cose più prosaiche: a guidare (avevo preso la patente in Italia solo da pochi giorni quando sono partito), a usare la livella ad acqua, a parlare un portoghese di base, a farmi una “caipirinha” niente male. In questo percorso determinante è stato l’incontro con i missionari friulani che all’epoca operavano nella zona Paolo Toffoletti, Pierino Del Fabbro e, soprattutto, Silvano Nobile. Per me, sempre restio e un po’ prevenuto nei rapporti con il clero, è stata una scoperta di un altro modo di essere chiesa e di stare con la gente. Questo in sintesi il mio Brasile ceviano. Ma e il Ce.V.I. di via Deciani? Beh questo è venuto dopo, sull’onda e sull’entusiasmo del volontariato oltreoceano. Un’esperienza più tecnica ma non meno ricca dal punto di vista umano. Non ricordo neanche bene come mi sia trovato a fare il segretario dell’organismo fra cartolari di progetti in corso o da fare, idee più o meno realizzabili, direttivi da organizzare e stufe a kerosene dal comportamento bizzoso e ingovernabile. Mi ci sono trovato quasi di punto in bianco a dare un modesto aiuto all’azione di un presidente dolce e pragmatico come Franco Alessandrini, nel tentativo di mettere un po’ di ordine a un ambiente tutt’altro che portato ad “essere ordinato”. Da lì ho visto nascere e crescere la colorata e profonda esperienza della Bottega del Mondo, con cui per lungo tempo si sono condivisi gli spazi, ed arrivare i primi obiettori di coscienza (alcuni dei quali meriterebbero un’apposita pubblicazione). Dai locali della piccola casa schiacciata ho ingaggiato una lotta quasi quotidiana con la kafkiana burocrazia del Ministero degli Affari Esteri a Roma e con le sue borboniche procedure di rendicontazione che solo Giuliana sapeva interpretare e risolvere. Lì mi sono trovato a distribuire soldi ai primi utenti di Vicini di Casa e ad accogliere le prime riunioni dei mediatori culturali. Ogni tanto sembrava che in via Tiberio Deciani 17 si raccogliesse tutto il mondo, con il suo carico di problemi e di speranze, e questo era molto bello. Lavoravo lì anche nel settembre del ’93 quando mi sono sposato ed i colleghi e amici ci hanno regalato una stufa che tuttora fa bella mostra di sé nella casa in cui abito richiamando alla mente volti, luoghi, percorsi. Il Ce.V.I. era ed è un luogo di idee, tracce, fili multicolori che uniscono le persone, tutte le persone. Una parte rilevante di quelli più importanti per me è lì, e penso che lì ci resterà per sempre. Stefano Santi, socio Cevi L’inizio dei lavori di costruzione del CAV Centro De Agricoltura Alternativa “Vicente Nica” a Turmalina (Minas Gerais), Brasile. CeVI 1989 1993 17 NASCE L’AREA EAS (OTTOBRE 1991) “UNA CLASSE COLORATA” (1993) …“C’è un incontro a Roma organizzato dal CIPSI per tutti i responsabili dei progetti e delle EaS, è importante partecipare!” …Partiamo io, Domenico, Leonardo e Pier Paolo, i figli li avremmo consegnati agli amici di Roma per poter seguire in pace le riunioni. Per la prima volta, con un po’ di emozione, mi ritrovo a lavorare in un gruppo a livello nazionale e, con sorpresa, scopro che le iniziative del CeVI, piccolo gruppo con poca esperienza, per quanto riguarda in particolare la scuola, possono confrontarsi per apportare un contributo anche ai gruppi già operanti da anni in questo settore. Inizia così uno scambio molto importante di informazioni, iniziative che porta alla cocostruzione di percorsi e pubblicazioni, è nata la ReAS (Rete di educazione allo sviluppo). Gli incontri si susseguono in varie sedi, oltre a Roma, Bologna, Padova, Torino. Il lavoro procede per molti anni coordinato dalla pedagogista Silvia Montevecchi: grazie Silvia per l’entusiasmo e gli stimoli che hai saputo dare a tutto il gruppo! Agli inizi degli anni ‘90 l’Educazione Interculturale comincia ad entrare nei percorsi scolastici. Corsi di formazione su questa tematica vengono proposti alle scuole dal CeVI in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Udine; responsabile integrazione per gli alunni stranieri presso il Provveditorato nell’anno scolastico 1992-93 è la dott: De Monte Paola. È un momento importante per la scuola si inizia a parlare di diversità di incontro di culture ed etnie… Pian piano nasce un’idea che sembra una vera utopia, formare e far intervenire nelle scuole gli immigrati come persone esperte che sappiano far conoscere a ragazzi e bambini la loro cultura attraverso l’incontro e la conoscenza diretta. Nella primavera del 1993 l’utopia inizia a diventare una splendida realtà inizia il primo corso per la formazione dei Mediatori Culturali specializzati per entrare nelle scuole di tutta la provincia. Accanto al nucleo originario del progetto (CeVI- Provveditorato agli Studi-Comitato Rom-Sinti) si forma una coalizione tra Associazioni (Acli provinciali e Comunità Ernesto Balducci) e Istituzioni (Regione-Ermi, Comune di Udine-Centro d’ascolto). Sapevamo di affrontare un percorso non facile era un progetto pilota a livello nazionale e le incognite erano tante! Il 24 aprile, prima serata di corso, l’aula dell’Istituto Malignani era davvero colorata di persone… esperienze ed idee. …Da quel primo incontro, la strada percorsa è stata tanta, l’attività continua gestita direttamente dai Mediatori presso le ACLI di Udine e la loro presenza nelle scuole speriamo contribuisca a creare quel mondo migliore che tutti auspichiamo. Anna Di Fant CeVI 1994 1998 A DIECI ANNI DALLA NASCITA, UNO SGUARDO AL PASSATO E UN MOMENTO DI SVOLTA PER IL FUTURO Lo “sbarco” in Brasile segna l’inizio di un nuovo, impegnativo e affascinante percorso di sviluppo del CeVI, che prosegue ancora oggi. Dal ‘94 al ‘99 avviene il consolidamento del CeVI per identità e ruolo, cioè si pongono le basi di quello che sarà negli anni successivi. Nel ‘94 eravamo al primo decennale, e dunque a metà della nostra avventura che era iniziata come una sfida e che grazie a tanti aveva messo radici. Guardando indietro, avevamo avuto 3 presidenti, Tullio Zearo, Giorgio Peressotti e Franco Alessandrini, e cambiato 4 volte sede. Da un’aula di dottrina della Parrocchia del Carmine dove era nato lo Statuto, a un’aula di scuola del Seminario in cui avevamo ricevuto la visita ministeriale per il riconoscimento di ONG, all’attico di Carla Papucci che aveva ospitato la prima Bottega del Mondo, alla vecchia casa di Via Deciani dove ci consolideremo davvero, anche con un palo di acacia piantato nel mezzo della sala degli incontri per sostenere il soffitto che sta cadendo. Fra i coordinamenti di ONG a cui partecipare per acquisire esperienza, avevamo scelto il neonato CIPSI, il più aperto, il meno ideologico e confessionale. Già, perchè le riflessioni allora del volontariato ci confermavano che era giusta la linea della laicità, accanto a quella del riconoscimento dell’ispirazione 18 A sinistra: Boaventura, uno dei responsabili del CAV. A destra: il consiglio direttivo del sindacato degli agricoltori di Turmalina. cristiana. Come progetti impegnativi avevamo affrontato: la ristrutturazione di un ospedale in Burundi, luogo storico di p. Bepi De Cillia uno dei fondatori del CeVI, insieme con la ONG Medicus Mundi e la Diocesi di Udine, un’azione penalizzata dalla guerra civile, che ha visto impegnati 3 volontari tra cui Doretta Lui, il sostegno a una comunità Tuareg nel Mali della siccità, che ha visto bloccati i finanziamenti europei per un’altra guerra civile in corso, e finalmente lo sbarco in Brasile, con un progetto di sviluppo agricolo finanziato dal MAE e 2 volontari, Marco Iob e Giulia Gurisatti. Quando nella primavera del ’95 sono andato in Brasile alla conclusione del progetto, abbiamo verificato che avevamo lavorato proprio bene, cioè che Marco e Giulia avevano fatto benissimo. Era stato contenuto l’impatto del finanziamento, spezzettandolo i più rivoli, ma soprattutto erano state moltiplicate le azioni, grazie alle tante relazioni positive stabilite: era stata realizzata la migliore cooperazione, quella che è anche e soprattutto uno scambio di valori. Nel ’95 dopo aver avviato un secondo progetto di microcredito, Marco e Giulia rientreranno dal Brasile e Marco diventerà presidente del CeVI. Sulle positive esperienze acquisite l’associazione continua a crescere. In Brasile continueremo a operare con Luca Beltrame, poi con Dimitri Munini, fino ad adesso con Saša Cernič, sostenendo iniziative locali di sviluppo e costruendo ulteriori rapporti e scambi di esperienze, mentre con le stesse attenzioni avvieremo molte micro in diversi paesi. 19 Ma soprattutto, negli anni successivi, mentre si comincia a parlare di globalizzazione, si svilupperà sempre più la nostra attenzione per un impegno politico e culturale. Con il CIPSI partecipiamo a dimensioni nazionali ed europee, e a tavoli per progettare, insieme con partner del Sud, azioni di sviluppo, e, fra ONG associate, campagne e iniziative di educazione. A livello regionale seguiamo e sosteniamo i primi passi della cooperazione decentrata. Il CeVI intende fare cultura, non essere semplicemente un’agenzia esecutrice di progetti di cooperazione internazionale, e fare politica, cioè essere parte attiva nei processi di cambiamento sociale in atto. Diventa importante la capacità di operare in rete con altri soggetti e l’attenzione al territorio. Si effettuano, in collaborazione con quanti disponibili e qualificati, interventi nelle scuole e corsi di formazione, e si cominciano a produrre testi e altri sussidi didattici. Si gettano le basi per un’idea di formazione permanente in cui siano coinvolte, a livello locale, tutte le entità interessate e, a livello regionale, tutte le ONG presenti. Ci impegniamo di conseguenza in un’esperienza innovativa per il CeVI, che nei primi 10 anni era vissuto quasi esclusivamente di volontariato: l’investimento mirato in risorse umane. Comincia una nuova avventura o meglio l’avventura continua. Giorgio Peresotti, Vicepresidente CeVI “Sotto lo stesso cielo” Nord e Sud si incontrano 8 marzo 94… Ci troviamo amiche varie per la solita pizza tra donne, ma quest’anno, da qualche tempo, ho in mente qualcosa di speciale, perché non lanciare l’idea proprio in questa occasione? Nasce così e prende avvio un’iniziativa che vede coinvolte le “donne amiche del CeVI” in attività per sostenere le donne del Brasile, in particolare delle comunità di Turmalina dove opera Giulia. Con un notevole sforzo (siamo circa in 30 di varie etnie!) viene organizzata la prima festa multietnica, nel programma piatti tipici dei vari paesi, danze giochi e divertimento assicurato. Dopo il successo della prima ne seguono altre due e per la riuscita vengono simpaticamente coinvolti anche figli e mariti!! Con i fondi raccolti vengono finanziate macchine da cucire e orti comunitari, nel nostro piccolo abbiamo contribuito a dare un po’ di autonomia alle amiche brasiliane! Anna Di Fant 20 CeVI La mostra fotografica “IL SALE DELLA TERRA” realizzata a Udine nell’ottobre 1999 dal CeVI e dal fotografo Danilo De Marco nell’ambito di “UMANO… TROPPO UMANO”, progetto di educazione alla mondialità e di interscambio tra i popoli. 1999 2004 Il progetto prevedeva, oltre alla mostra, la realizzazione del libro fotografico “Il sale della terra”, percorsi didattici nella scuole e incontri pubblici con gli scrittori Erri De Luca e Carlos Montemayor e con i rappresentanti di popoli e movimenti João Pedro Stedile, Meza Kendal, Aureli Argemì. ERRI DE LUCA 21 CARLOS MONTEMAYOR JOÃO PEDRO STEDILE DANILO DE MARCO CeVI 1999 2004 DALLA MOSTRA “IL SALE DELLA TERRA” (1999) DEL FOTOGRAFO DANILO DE MARCO NASCE UN NUOVO PERCORSO PER IL CEVI, ANCORA OGGI TUTTO DA SCOPRIRE. È il momento della svolta… L’impegno nel Ce.V.I. ha accompagnato metà della mia vita dagli entusiasmi iniziali vissuti in un piccolo gruppo con tanta voglia di fare al crescente e nuovo coinvolgimento in un Ce.V.I. che si è strutturato e in cui le attività sono diventate molte e diversificate. È stato un luogo di impegno e di amicizia, un luogo in cui è stato molto di più quello che ho imparato rispetto a quello che ho potuto dare. Parlare di questi ultimi 5 anni cercando di ricordare tutto quello che è successo senza dimenticare cose importanti non è facile. Forse se dovessi indicare un momento di svolta importante, per il CeVI lo farei coincidere con il periodo in cui si è organizzata la mostra “Il Sale della Terra” del fotografo Danilo De Marco in cui, grazie soprattutto a lui, abbiamo vissuto un periodo importante di grande apertura e di dialogo con persone venute da tutto il mondo: Joao Pedro Stedile dei SEM Terra Brasiliani, Carlos Montemayor scrittore… Nazim Kendal profugo Curdo. L’organizzazione di quel evento un po’ “spropositato” rispetto alla struttura che il Ce.V.I. aveva in quel periodo, ha dato però un’energia, anche organizzativa, nuova, ha aperto nuove strade sulle quali impegnarsi. Negli ultimi 5 anni l’impegno è diventato grande soprattutto nel campo dell’educazione allo sviluppo e della formazione con la campagna Acqua bene comune dell’umanità, con le attività nelle scuole e con molte altre attività in cui ci siamo coinvolti. C’è stata un’apertura diversa al territorio per costruire assieme agli altri qualcosa di nuovo. Un percorso che ha portato ad esempio alla partecipazione a livello provinciale al tavolo sull’acqua, un approccio ai temi locali della gestione dell’acqua collegato al problema globale per imparare assieme ad altri in altri paesi del mondo (come ad esempio la Bolivia) come partecipare nel controllo e nella gestione di una risorsa così importante. “Assieme agli altri” è stato anche il motivo che ha spinto a invertire lo scambio con i paesi più poveri, con il flusso unidirezionale nord sud chiedendo ai nostri compagni agricoltori del Centro di Agricoltura Alternativa “Vicente Nica” del Brasile di venire anche quest’anno a insegnare da noi. Ci hanno insegnato molte cose e ci hanno anche compatito per questo nostro modo frenetico di affrontare tutto, per questa non capacità di fermarci, di guardarci attorno, di saper aspettare. È un augurio che faccio a me e al Ce.V.I. per i prossimi anni di essere capaci di fermate e di riprese, di riflessioni e di azioni. Lucia Piani, Consigliere CeVI L’inaugurazione della mostra “Il sale della terra”. Da sinistra: Danilo De Marco, Marco Iob (presidente CeVI), Sergio Cecotti (Sindaco di Udine), Erri De Luca. 20° CeVI 2004 PROGRAMMA >PRO 1984>2004 Vent’anni di Ce.V.I. Vent’anni fa, esattamente il 9 dicembre 1984, nasceva il CeVI, come avete potuto leggere nelle prime pagine di questo numero speciale del notiziario. Vent’anni sono un’occasione di riflessione, oltre che di festa, in cui vogliamo coinvolgere tutte le persone che ci sono state vicine in questo periodo, condividendo con noi percorsi e progetti, difficoltà e speranze: le iniziative che proponiamo, pertanto, si propongono di raccogliere amici, soci, volontari, simpatizzanti e alcune delle realtà che ci hanno accompagnato in questo cammino. In linea con il percorso compiuto fino ad oggi, tuttavia, questa celebrazione dei nostri primi 20 anni, più che un momento di festa ludica, è l’occasione per rilanciare i temi forti, le linee portanti che caratterizzano tutto il nostro operato, cercando così di sensibilizzare ulteriormente la società civile sulla loro importanza. Uno sviluppo sostenibile nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS), una democrazia partecipativa dei beni comuni, l’educazione e il gioco fra il Nord e il Sud del mondo sono i tre filoni attorno ai quali si svilupperanno le iniziative proposte per il ventennale, rispettivamente con la serata di incontro con un gruppo di agricoltori del CAV (29 ottobre), l’incontro con Riccardo Petrella del Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua (5 novembre), la mostra sul giocattolo africano (inaugurazione il 20 novembre). Ma non poteva mancare, trattandosi pur sempre di una festa di compleanno, un momento conviviale, al quale siete tutti caldamente invitati a partecipare: a conclusione delle iniziative, sabato 20 novembre ci sarà una “cena solidale”, con cibi da tutto il mondo e concerto finale (La quota di adesione della serata verrà destinata ai progetti del CeVI). Vi aspettiamo numerosi! 1 > Venerdì 29 ottobre 2004 ECONOMIA POPULAR SOLIDARIA Scenari futuri di cooperazione con la valle dello Jequitinhonha Introduce: • Lucia Piani, referente per il CeVI del progetto BiodiversitàCeVI Intervengono, fra gli altri, i rappresentanti del CAV (Centro di Agricoltura Alternativa) “Vicente Nica”, Minas Gerais (Brasile): •Valmir Soares de Macedo, Coordinatore CAV •Antônio Macedo Pinto, Apicoltore CAV Sede: Comunità cristiana di San Domenico, Via Resistencia, 1 - Udine Ore: 17.30 2 GRAMMA 2 > Venerdì 5 novembre 2004 PER UNA SOCIETÀ DEI DIRITTI E DEI BENI COMUNI A partire dall’acqua Saluti iniziali: • Pierluigi Di Piazza, Presidente Associazione Centro di accoglienza E. Balducci • Marco Iob, Presidente del CeVI Interviene: • Riccardo Petrella, Segretario del Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’acqua Sede: Chiesa di Zugliano Pozzuolo del Friuli 3 > Sabato 20 novembre INAUGURAZIONE MOSTRA GIOCATTOLO AFRICANO Saluto iniziale di: • Giorgio Peressotti, vicepresidente del CeVI Presentazione di ritmi e tamburi dell’Africa occidentale a cura di Roberto Lugli e Officine Ritmiche Sede: Casa dell’Immacolata, Via Chisimaio, 70 Ore: 18.00 CENA SOLIDALE Buffet con cibi dal mondo, a cura di Cinampa Ore: 19.30 Ore: 20.30 0° CONCERTO DI DODI E I MONODI Ore: 21.00 In collaborazione con: Comunità Cristiana di San Domenico • Associazione Centro di accoglienza “E. Balducci” • Casa Immacolata • Cinampa Con il patrocinio di: Regione Friuli Venezia Giulia • Provincia di Udine • Comune di Udine Il CeVI mette a disposizione gratuitamente per brevi periodi alcune mostre tematiche intorno alle quali si possono sviluppare percorsi educativi su diversi temi. L’allestimento ed ogni altro onere è a cura dei richiedenti. Mostre fotografiche TUAREG: IL POPOLO BLU - MALI Caratteristiche: 30-50 foto a colori, 30 x 40 cm, incorniciate a vetro, corredate di didascalie. Temi: ambiente, acqua, stili di vita, tradizioni e cultura dei popoli del deserto. DONNE E MADRI D’AFRICA - BURUNDI Caratteristiche: 20 foto a colori, 30 x 40 cm incorniciate a vetro, corredate di didascalie. Temi: donne, bambini, diritti, ambiente e tradizioni PER UN’ANFORA COLMA D’ACQUA - GUATEMALA Caratteristiche: 25 foto bianco e nero, 40 x 50 cm, montate su compensato, corredate di didascalie. Temi: diritto all’acqua, diritto alla salute, diritto all’istruzione, cooperazione e solidarietà: volontari, centro nutrizionale, pozzo. BIODIVERSITÀ - BRASILE Caratteristiche: 11 pannelli plastificati, 70 x 190 cm, immagini a colori corredate di testi. 3 sezioni tematiche: 1. l’ambiente, “la seca” e il problema dell’acqua; l’eucalipto, il degrado ambientale e le multinazionali 2. il CAV e l’impegno per uno sviluppo sostenibile, cooperazione Nord-Sud 3. biodiversità e agrosilvicoltura, tutela e gestione della risorsa idrica. ACQUA BENE COMUNE DELL’UMANITÀ Caratteristiche: 20 poster bianco e nero, dimensioni 100 x 70 cm. 4 sezioni tematiche: acqua fonte di vita, acqua bene essenziale, acqua elemento di divisione, acqua bene comune. @cqu@online - terza edizione. Corso di formazione a distanza per docenti sulla risorsa acqua CeVI, Cipsi e Comitato Italiano per il contratto mondiale sull’acqua propongono per l’anno scolastico 2004/2005 il corso di formazione a distanza per docenti “@cqu@online”. Il corso è suddiviso in due sezioni. La prima, più generale, presenta il tema “acqua come bene comune” e definisce il contesto entro cui l’educazione affronta il tema dell’acqua. La seconda sezione è invece squisitamente didattica ed offre una serie di stimoli ed esemplificazioni di percorsi educativi sull’acqua bene comune dell’umanità. Ogni lezione prevede una chiara definizione degli obiettivi e delle competenze su cui opera, un testo multimediale di riferimento, una serie di apparati didattici per l’approfondimento ed una indicazione di lavoro per l’autoverifica del percorso di apprendimento. Quanti avranno concluso il percorso formativo riceveranno l’ attestato di partecipazione (rilasciato da CEVI, agenzia di formazione riconosciuta dal MIUR) per un monte ore totale di 40 ore. Il corso prenderà avvio a fine ottobre con la condivisione del contratto formativo tra ogni docente iscritto e direttore del corso. I docenti che curano le singole lezioni sono insegnamenti universitari, ricercatori, docenti nei diversi gradi scolastici, esperti di formazione che negli ultimi anni si sono direttamente confrontati con il tema dell’acqua come risorsa per l’educazione alla cittadinanza ed alla partecipazione. Il corso prevede inoltre la presenza di tutor per i processi di apprendimento in e-learning che seguiranno direttamente i diversi gruppi di docenti iscritti. Per saperne di più consultare il sito www.contrattoacqua.it Per informazioni o iscrizioni: Segreteria organizzativa Ce.Svi.Te.M. onlus Organismo non governativo di solidarietà internazionale Via Mariutto, 68 - 30035 Mirano (VE) tel. (+39) 041 572 60 56 fax (+39) 041 570 22 26 [email protected] 26 A sinistra: il CeVI e il sindaco di Grottammare (AP) alla manifestazione per la pace a Firenze (2002). PROSEGUE INCESSANTE L’IMPEGNO DEL CEVI SUL TEMA DELL’ACQUA. STRAORDINARIA L’ESPERIENZA DELLA “CAROVANA PER LA PACE”, CHE HA PRESO PARTE ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL CELEBRE PONTE DI MOSTAR. Acqua bene comune dell’umanità Il CeVI ha aderito alla campagna internazionale per il Contratto Mondiale sull’acqua nell’estate del 2000. Lo ha fatto con la convinzione che le concrete azioni di solidarietà realizzate con le popolazioni dei Paesi del Sud del mondo non possono prescindere da una costante, mirata e lucida attività di educazione e sensibilizzazione da svolgere nei Paesi del Nord. Da allora siamo stati al fianco dei movimenti mondiali e locali che, dalla Bolivia al Sudafrica, dal Brasile al Ghana, si stanno battendo perché il diritto all’acqua venga riconosciuto come diritto inalienabile di ogni essere umano, di ogni comunità. Abbiamo scelto di partire dall’acqua, fonte di vita insostituibile, per affermare la necessità di quella che Riccardo Petrella definisce una nuova “narrazione” della realtà, basata 27 sui principi della cooperazione, della solidarietà, della sostenibilità, dei beni comuni, della partecipazione. Crediamo tuttora, dopo quattro anni di intenso lavoro, che, in questo senso, l’acqua rappresenti un elemento davvero strategico, non solo rispetto alla vera e propria emergenza che stanno vivendo miliardi di persone (2,6 miliardi di donne e uomini non hanno abbastanza acqua per bere e lavarsi – 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie diarroiche – dati OMS 2004), ma anche in quanto elemento concreto attorno al quale costruire percorsi di sviluppo sostenibile, equo, partecipato. E oggi finalmente questi percorsi iniziano a trovare qualche punto fermo nelle significative conquiste che, accanto al Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua di cui il CeVI fa parte, iniziamo a raggiungere. Ad esempio, sottolineiamo con soddisfazione: 1) le tre risoluzioni del parlamento europeo (settembre 2003, gennaio e marzo 2004) che chiedono un netta inversione di rotta rispetto alle politiche finalizzate alla liberalizzazione del mercato dell’acqua, come quelle esercitate dalla Commissione in occasione del Vertice WTO di Cancun del settembre 2003, e il riconoscimento dell’acqua come bene comune dell’umanità. 2) Oppure l’azione dell’Associazione degli eletti per il Contratto mondiale sull’acqua, composta da parlamentari e amministratori locali italiani, che ha contribuito a modificare la legislazione del nostro Paese salvaguardando la possibilità di mantenere la gestione delle risorse idriche sotto un controllo interamente pubblico. 3) E ancora proporre l’esempio di quegli Ambiti Territoriali Ottimali (soggetti deputati alla gestione locale dell’acqua), come quello della Provincia di Venezia, che hanno raccolto la proposta del Comitato Italiano stabilendo di destinare una percentuale della tariffa del servizio idrico integrato pagata dai cittadini al finanziamento di progetti sull’accesso all’acqua potabile nei Paesi del sud del mondo. Questi risultati sono stati possibili grazie alla straordinaria mobilitazione che c’è stata attorno alle proposte del Manifesto dell’Acqua, cui oggi aderiscono in Italia oltre 700 gruppi e associazioni, centinaia di enti locali e di istituti scolastici. In questa contesto la campagna di educazione allo sviluppo “Acqua bene comune dell’umanità”, che il CeVI sta coordinando, ha giocato un ruolo che ci sembra essere molto significativo, soprattutto pensando al tentativo di partire dalla forte integrazione fra le azioni rivolte al mondo della scuola e quelle rivolte al territorio in senso più ampio. Abbiamo cercato e cercheremo di tenere assieme le molteplici dimensioni didattiche dell’educazione all’acqua con le istanze che provengono dagli enti locali, dai centri di formazione degli adulti, dalle parrocchie e dalle associazioni. Lo stesso corso di formazione a distanza @cqu@online, che ha riscontrato l’adesione di oltre 500 insegnanti di tutte le regioni italiane e che oggi è alla terza edizione, contiene numerosi spunti di azione finalizzati all’avvio di percorsi che dalla scuola coinvolgono il territorio di cui la scuola fa parte. Ed è all’interno di questo quadro di azione e di modalità di lavoro che cerchiamo di rendere presente e visibile il Sud del mondo; cerchiamo di farlo nella prospettiva della cooperazione decentrata, tentando quindi di capire se ci sono le possibilità di costruire dei collegamenti positivi fra comunità del Nord e del Sud, fra enti locali e enti locali, scuole e scuole, movimenti e movimenti. Questo tentativo vale per tutti i progetti che il CeVI ha promosso durante gli ultimi anni: dal Dipartimento di Jutiapa (Guatemala) a Tarvisio, dalla Vale do Jequitinhona (Brasile) a Tarcento, da Cochabamba (Bolivia) a Udine. In questa direzione si è mossa anche la Carovana italiana per Mostar, che il CeVI ha promosso in collaborazione con il Comitato Italiano per il contratto Mondiale sull’acqua e molti altri soggetti nazionali in occasione dell’inaugurazione dello Stari Most (23 luglio 2004), il vecchio ponte di Mostar distrutto Da sinistra: • lo “Stari Most”, il celebre ponte di Mostar (Bosnia) inaugurato il 23 luglio 2004 con una solenne cerimonia cui ha partecipato la “Carovana Per La Pace”, promossa dal CeVI. • Veduta di Mostar dal ponte. durante la guerra dei Balcani e ricostruito grazie agli aiuti della Comunità internazionale. Accompagnati da oltre un centinaio di persone, fra cui parlamentari italiani ed europei (Pietro Folena e Roberto Musacchio), amministratori di enti locali (Silvano Buttignon assessore della Provincia di Gorizia e Paolo Tamiazzo del Comune di Abano Terme), rappresentanti di associazioni e movimenti (Andrea Rossini dell’Osservatorio sui Balcani e Stefano Spivach della Pro loco Tegliese), abbiamo partecipato ad un evento straordinario nella sua molteplicità di significati e avviato una serie di relazioni che ci auguriamo possano sfociare in una prossima, comune, iniziativa di solidarietà con il popolo bosniaco. Nell’occasione, Cevi e Comitato Italiano per il contratto mondiale sull’acqua hanno promosso il seminario internazionale “Acqua fonte di pace” - unica manifestazione della cooperazione non governativa italiana presente a Mostar, inserita anche nel programma ufficiale dei festeggiamenti - che si è svolto sabato 24 nella sede del Puppet Theatrum di Mostar: accanto a numerose associazioni e movimenti (fra cui Associazione degli eletti per l’acqua, Provincia di Gorizia, Cvcs, Ics, Osservatorio sui Balcani, Associazione per la Pace, Attac, Alda – Associazione agenzie per la democrazia locale, Adl a Zavidovici – Onlus, Puntorosso, Forum Ambientalista) il seminario ha raccolto attorno ad un tavolo una qualificata presenza di relatori (tra cui lo scrittore Predrag Matvejevic e il vicepresidente Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua Emilio Molinari) amministratori locali e istituzioni, rappresentanti della società civile e parlamentari, studenti e insegnanti, provenienti dall’Italia e dalla Bosnia, ma anche un folto pubblico di oltre 200 persone. Tutti fortemente determinati a gettare le basi di un cammino che attorno all’acqua - e proprio partendo dalle acque verdi, poetiche e fortemente simboliche del fiume Neretva - vuole costruire un futuro di pace per la Bosnia e più in generale per l’Europa intera. Continueremo dunque a lavorare sul tema dell’acqua con questo spirito, cercando di allargare la nostra campagna a una dimensione europea, tentando di coinvolgere nelle nostra iniziative un numero ancora maggiore di ONGs, di associazioni, di territori. Massimo Moretuzzo, coordinatore per il CeVI della “Campagna Acqua Bene Comune dell’Umanità” Da sinistra: • il monastero dei monaci Sugi nei dintorni di Mostar. • Foto dei relatori e del numeroso pubblico intervenuto al seminario internazionale “Acqua Fonte Di Pace” promosso dal CeVI a Mostar il 24 luglio 2004, in occasione delle manifestazioni ufficiali per l’inaugurazione dello “Stari Mostar”. 29 IN BRASILE IL CEVI CHIAMATO A SVOLGERE UN RUOLO CHIAVE NEL PROGETTO CHE PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI 22.000 CISTERNE PER LA RACCOLTA DELL’ACQUA PIOVANA, ENTRO IL 2007. Programma 1 Milione di Cisterne Una delle critiche che più comunemente vengono mosse nei confronti di iniziative quali il Forum Sociale Mondiale, è di essere dei luoghi ideali di confronto e di elaborazione politica, che tuttavia faticano a tradursi in azioni concrete. Questa stessa sfida si è posta con forza anche nei confronti del Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua e delle Associazioni che lo compongono. A fronte dell’impegno a contribuire a garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del Pianeta entro l’anno 2020, assunto a conclusione del 1° Forum Mondiale Alternativo sull’Acqua di Firenze (marzo 2003) e formalmente incluso negli obiettivi della Dichiarazione di Roma approvata il 10 Dicembre 2003, il Comitato ha voluto individuare una progettualità che consentisse di sperimentare modalità innovative di cooperazione decentrata, in sintonia con i principi della gestione partecipata, democratica e responsabile dell’acqua come bene comune e patrimonio dell’umanità. In tale ottica il Comitato Italiano si è attivato per coinvolgere quegli Enti locali, ONGs e associazioni ad esso aderenti, facendo così convergere il loro impegno sul fronte della solidarietà internazionale, a sostegno di un progetto simbolo, il Programma 1 Milione di Cisterne - P1MC, che incarnasse in un’esperienza concreta i principi del Manifesto dell’Acqua. Il P1MC è un’iniziativa del terzo settore, ma complementare al programma Fame Zero, lanciato dalla Presidenza di Lula, tanto da essere stato ribattezzato programma “Sete Zero”. In Brasile il progetto è promosso dall’Articulação no Semi-árido brasileiro - ASA, un forum di cui fanno parte oltre 700 associazioni che hanno aderito al programma di convivenza con il Semi-arido brasiliano e coordinato operativamente dalla Associazione per il Programma 1 Milione di Cisterne - AP1MC. (P1MC) Il progetto si propone, attraverso un processo educativo e formativo, di coinvolgere i singoli cittadini e le comunità di base a preservare e gestire l’accesso all’acqua potabile come un diritto essenziale di vita e di cittadinanza e, conseguentemente, a sperimentare attraverso la raccolta e la potabilizzazione dell’acqua piovana, modelli di gestione partecipata e sostenibile nelle zone semiaride del Brasile. La scelta di garantire l’accesso all’acqua a oltre 1 milione di famiglie, attraverso la costruzione di cisterne, privilegiando questo sistema rispetto ad altre tecniche (costruzione di dighe, scavo di pozzi, etc), deriva da un’analisi comparata fatta dall’ASA e dal successo delle sperimentazioni già realizzate. Ciascuna cisterna, sulla base dei collaudi effettuati, ha un durata media di 40 anni e garantisce una disponibilità di circa 16.000 litri di acqua. L’acqua piovana viene convogliata dal tetto verso la cisterna, costruita accanto alla casa delle famiglie rurali, da dove viene prelevata o portata nelle abitazioni con canali e tubazioni. L’intero processo richiede il coinvolgimento delle popolazioni locali in tutte le fasi di implementazione: dall’individuazione dei destinatari, alla costruzione e alla contestuale realizzazione delle attività formative per una corretta gestione delle risorse idriche disponibili. Nell’ambito delle progettualità proposte dall’ASA, il Comitato Italiano ha inoltre deciso di scegliere lo Stato del Minas Gerais (MG) dove, per il triennio 2004-2007, è prevista la realizzazione di 22.200 cisterne. Una scelta non casuale, che deriva dalla partecipazione attiva nel Comitato stesso e dall’esperienza maturata in Brasile, rispetto alla gestione delle risorse idriche, dalla nostra ONG, presente fin dal 1992 in alcune municipalità di questo Stato, in particolare nella regione dell’Alta Valle dello Jequitinhonha. Sulla base di queste premesse e di concerto con l’ASA, il CeVI è stato così chiamato ad assumere un ruolo chiave nella gestione dei rapporti operativi tra Comitato e AP1MC, un coinvolgimento attivo e speculare dunque rispetto al nostro impegno in Italia sul fronte dell’educazione allo sviluppo relativamente alle problematiche dell’acqua. Dimitri Munini, referente area PVS del CeVI SCHEDA RIASSUNTIVA DEL PROGETTO Paese Brasile Zona d’intervento (Stati federali) Alagoas (AL), Bahia (BA), Cearà (CE), Espirito Santo (ES), Maranhão (MA), Minas Gerais (MG), Paraiba (PB), Pernambuco (PE), Piauì (PI), Rio Grande do Norte (RN), Sergipe (SE). ONGs/ente richiedente Articulação no Semi-árido brasileiro – ASA ONGs/ente esecutrice Associação Programa 1 Milhão de Cisternas para o Semi-árido - AP1MC (associazione giuridica di diritto privato). Titolo dell’iniziativa Programa 1 Milhão de Cisternas Rurais – P1MC Settore d’intervento Idrico-sanitario. Accesso all’acqua potabile delle comunità rurali. Costo totale dell’iniziativa 413.116.000,00* euro (1.007.600 cisterne) Costo medio per cisterna (cash) 410,00* euro (inclusi formazione, sensibilizzazione, capacity building, etc.) Durata dell’intervento 6 anni *Cambio medio 2003 € 1=R$ 3,46804 ANCHE NEL 2004 – 2005 IL CEVI PROPONE UN PERCORSO FORMATIVO PER ASPIRANTI VOLONTARI In…formazione Anche quest’anno le offerte formative del Ce.V.I. rispetto ai temi dell’interculturalità, educazione ad uno sviluppo sostenibile ed alla cittadinanza attiva, sono state diverse. Molte sono state organizzate in collaborazione ad altri enti come ad esempio il corso di formazione alla cooperazione e al volontariato internazionale “Verso una comunità planetaria”, svoltosi a cavallo di ottobre 2003 e febbraio 2004; ideato dall’ACCRI di TS, il CVCS di Gorizia ed il Ce.V.I. di Udine. Il corso, che prevedeva una serie di 8 incontri suddivisi tra sabati e due fine settimana, ha visto la partecipazione di circa una quarantina di persone. Il filo conduttore era la riflessione costante rispetto ad alcune tematiche proposte nel corso delle mattinate, da relatori come Marelli (presidente dell’associazione delle O.N.G. italiane) che ha affrontato il tema del volontariato e la solidarietà internazionale; Serrano (pedagogista dell’Università di Padova) con il quale si è approfondito il tema della tutela dei diritti in campo internazionale; Castagnola (economista) che si è concentrato sull’analisi economica di alcuni fattori che determinano le cause dell’impoverimento di fasce di popolazione di Paesi del Sud e del Nord del mondo. Alle riflessioni del mattino sono sempre seguiti momenti di lavori di gruppo, rielaborazioni attraverso varie tecniche, e sperimentazioni “dirette” attraverso giochi di ruolo e di cooperazione. In seguito al corso ogni O.N.G., su richiesta dei partecipanti ha deciso di organizzare un seminario di approfondimento su un tema specifico: il Ce.V.I. ha proposto il Progetto come strumento di autosviluppo, aspetti critici e potenzialità. Un’altra occasione di formazione, diventata oramai un appuntamento fisso è stata il corso promosso da vari enti che da alcuni anni oramai collaborano fruttuosamente al progetto denominato “Solidarietà per Azioni”. Le realtà appartengono tutte al territorio udinese e sono: Bottega del Mondo, Caritas, Centro Missionario, Missionari Saveriani, Suore della Provvidenza e Suore Rosarie. Queste, insieme al Ce.V.I. hanno promosso, nel periodo compreso tra aprile e giugno il corso “Europa: fortezza comune o crocevia di pace?”. Il corso, come ogni anno, prevedeva sia serate pubbliche (corso A) che giornate di approfondimento. Il corso B prevedeva invece un ciclo di incontri che si sono svolti nel corso di 4 sabati, all’interno dei quali venivano approfondite le tematiche presentate nel corso delle serate pubbliche, tramite lavori di gruppo, giochi di ruolo e di società. La novità di quest’anno è stata il corso residenziale di una settimana ad Andreis di Pordenone per i volontari che si preparavano ad un viaggio di conoscenza (corso C). Questo tipo di esperienza si è dimostrata molto coinvolgente, in quanto la residenzialità del corso ha permesso l’instaurarsi di relazioni forti e di spirito di gruppo. In seguito alla settimana molti sono partiti per viaggi di conoscenza nelle missioni o progetti dei vari organismi promotori, chi in Brasile, chi in Bolivia, chi in India. Oltre ai corsi, nella primavera del 2004 il Ce.V.I. ha organizzato alcune serate pubbliche dedicate ai soci ed ai simpatizzanti con lo scopo di approfondire la conoscenza delle iniziative portate avanti dal Ce.V.I.: si è parlato così della Campagna Acqua e le iniziative ad essa legate, 32 del coordinamento delle O.N.G (C.I.P.S.I.) del quale il Ce.V.I. fa parte, del progetto Biodiversità in Brasile e le attività ad esso legate ed altri temi inerenti alle attività interne. Gli incontri si sono svolti con cadenza mensile, preceduti da un momento di incontro con i nuovi arrivati, e riprenderanno, dopo la pausa estiva, nel corso dell’autunno. Tra le attività attualmente in corso di elaborazione segnaliamo: il tentativo di creare un coordinamento tra gli enti che in Regione si occupano di organizzare iniziative di riflessione sui temi della mondialità e la formazione di volontari internazionali: tra questi in prima linea vi sono i promotori dei corsi “Solidarietà per Azioni” e “Verso una Comunità Planetaria”, che in seguito alle esperienze positive precedenti, ritengono importante unire gli sforzi per cercare di offrire una formazione che risponda ai bisogni espressi dal territorio, il più possibile articolata. Questo per rispondere ai bisogni di crescita personale, espressi da molti di coloro che si avvicinano ad esperienze di volontariato. Michela Kratter, consigliere CeVI 33 Nella foto: il gruppo di volontari che ha partecipato a uno dei corsi residenziali ospitato dalle suore della Provvidenza a Orzano (UD). MONDIALITÀ E INTERCULTURALITÀ - PER COSTRUIRE CITTADINANZE ATTIVE NEL MONDO Il nuovo corso organizzato in collaborazione con ACCRI e CVCS 1 > Sabato 30 ottobre 5 > Sabato 18 e domenica 19 dicembre IL VOLONTARIATO E L A SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE L’INCONTRO CON CULTURE DIVERSE: PREGIUDIZI, ATTEGGIAMENTI, RISORSE E MODALITÀ COMUNICATIVE Monfalcone, presso la Casa della Gioventù Ore: 10.00 - 18.30 2 > Sabato 6 novembre GLOBALIZZAZIONE E SQUILIBRI INTERNAZIONALI Orzano, Casa delle Suore della Provvidenza Ore: dalle 10.00 di sabato 18 alle 17.00 di domenica 19 6 > Sabato 15 gennaio 2005 L A REL AZIONE INTERPERSONALE E L’ASCOLTO Monfalcone, presso la Casa della Gioventù Ore: 10.00 - 18.30 Orzano, Casa delle Suore della Provvidenza Ore: 10.00 - 18.30 3 > Sabato 20 novembre 7 > Sabato 29 e domenica 30 gennaio 2005 SOLIDARIETÀ E STILI DI VITA: PROPOSTE CONCRETE IL PARTENARIATO ED IL PROGETTO QUALI STRUMENTI PER L’AUTOSVILUPPO Monfalcone, presso la Casa della Gioventù Ore: 10.00 - 18.30 Camporosso di Tarvisio Ore: dalle 10.00 di sabato 29 alle 17.00 di domenica 30 4 > Sabato 4 dicembre 8 > Sabato 12 febbraio 2005 I DIRITTI DEI POPOLI ALL’AUTOSVILUPPO TAVOL A ROTONDA: LE ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI Monfalcone, presso la Casa della Gioventù Ore: 10.00 - 18.30 Orzano, Casa delle Suore della Provvidenza Ore: 10.00 - 18.30 Info: ACCRI Tel. 040 30 78 99 - [email protected] / CVCS Tel. 0481 34 165 - [email protected] / CeVI Tel. 0432 54 88 86 - [email protected] CRESCE L’ATTIVITÀ EDUCATIVA NELLE SCUOLE PROPOSTA DAL CEVI SUI TEMI DELL’INTERCULTURALITÀ, DELLA COOPERAZIONE, DELLA SOLIDARIETÀ E DELL’ACQUA: OLTRE 200 I PERCORSI REALIZZATI NEL 2003 – 2004 Educazione allo sviluppo (EAS) Nell’ambito delle attività educative, campo specifico del CeVI è occuparsi di educazione allo sviluppo (EAS), ovvero di quei processi formativi volti a stimolare un cambiamento di mentalità, di atteggiamenti, di comportamenti, in modo che ciascuno divenga responsabile della propria ed altrui vita. Tali processi mirano, oggi più che mai, a stimolare l’intervento attivo delle comunità del Nord, su problemi di ingiustizie e squilibri a livello locale, ma ancor più a livello globale, dove non si può più mascherare l’indissolubilità dell’interdipendenza tra “Nord e Sud” del mondo: un legame sul quale si interrogano ogni giorno le persone di ‘buona volontà’. I principi fondamentali dai quali oggi non si può prescindere sono dunque l’interdipendenza dei fenomeni e dei problemi (sociali, politici, ambientali, economici, ecc.) e, di conseguenza, uno sguardo sul mondo che vada dal vicino al lontano, dal privato al pubblico, dall’io al noi. Dunque non si può fare educazione allo sviluppo se non si è convinti che tutti i problemi e i ‘non problemi’ sono collegati tra loro; e non è possibile capire se non si è in grado di inserirli in un quadro generale, di cui essere in grado di fare percorsi di andata e ritorno e di analisi e sintesi. Accanto all’attenzione per le problematiche storiche, politiche ed economiche dei rapporti tra “Nord e Sud”, le iniziative educative si sono via via arricchite anche dei contenuti dell’educazione interculturale; parlare di educazione interculturale significa anche favorire la formazione di soggetti capaci di dialogo, di ascolto, di avere rapporti di reciprocità, di scambio, di cooperazione; significa parlare anche di altre culture, e ciò implica impegnarsi nella conoscenza di ciò che ci unisce e ci divide, convinti che solo la non conoscenza genera paura, pregiudizi e diffidenza. Le proposte educative elaborate dagli operatori EAS del CeVI in maniera condivisa soprattutto con insegnanti, educatori e mediatori culturali, trovano nella scuola dell’obbligo e dell’istruzione media superiore, un target di riferimento privilegiato, sensibile e disponibile a sviluppare itinerari educativi che richiedono continuità di intervento e di obiettivi, coinvolgimento non solo istituzionale ma anche personale di insegnanti, studenti, a volte genitori e non ultimo come nel caso di alcune esperienze particolarmente significative presenti nel nostro territorio anche della comunità locale. Volendo ora fare un bilancio dell’impegno del CeVI in questo settore, rileviamo che negli ultimi due anni scolastici, l’attività ha avuto un notevole incremento, da 30 scuole in cui siamo stati presenti nell’a.s. 2001/02, siamo passati a circa 90 scuole negli anni successivi, per un totale di 1.124 ore effettive di interventi in classe nell’a.s. 2003/04, a fronte di una iniziale richiesta di attività che superava le 2.100 ore. Da questi pochi numeri emerge che vi è una sensibilità diffusa e crescente nel mondo della scuola verso i temi proposti e la loro trattazione sta diventando un’imprescindibile necessità per la formazione dei cittadini di oggi e di domani. Alla realizzazione di queste attività hanno partecipato una trentina tra operatori e mediatori che, con grande impegno, preparazione e professionalità, hanno messo in gioco le loro abilità, conoscenze ed esperienze, per fare sì che i processi educativi proposti non fossero una delle tante attività proposte alle scuole (e che iniziano e finiscono con l’attività stessa) ma trovassero un posto sia nel quotidiano della scuola, sia nel Piano dell’Offerta Formativa. Rispetto ai temi scelti dalle scuole, la maggiore richiesta si è avuta per i percorsi legati alla campagna “Acqua bene comune dell’umanità” (33% dei percorsi realizzati) a cui hanno fatto seguito con circa lo stesso numero di richieste quelli delle aree tematiche “Educare ai rapporti” (28%) e “Sviluppo sostenibile e stili di vita 34 Percorsi realizzati sul territorio regionale nell’a.s. 2003/2004 Area tematica e percorsi educativi EDUCARE AI RAPPORTI 2 14 20 20 Conoscenza di sé Il sé e l’altro Dal pregiudizio alla collaborazione Il conflitto 56 Totale percorsi solidali” (26%), mentre il restante 14% delle richieste ha riguardato i percorsi sull’interculturalità inclusi nell’area “Culture e complessità nella società globale”. Dunque la scuola è senz’altro un luogo privilegiato per le attività di EAS. Può diventare un “cantiere aperto” per l’elaborazione di itinerari educativi sempre più condivisi con i diversi soggetti della comunità locale, con la finalità di promuovere l’accoglienza, l’integrazione tra cittadini, la comunicazione interculturale, la partecipazione responsabile, la solidarietà e la cooperazione, a partire dal vicino per poi arrivare al lontano, dalla scuola al territorio, dal locale per arrivare al globale e, pensando ad azioni concrete di solidarietà internazionale, dal sostegno ad una semplice iniziativa di sviluppo all’attivazione di un progetto di cooperazione decentrata, in cui l’aspetto più qualificante è la relazione che si instaura tra una comunità del Nord con comunità del Sud. Il percorso non è certamente facile, ma senz’altro stimolante ed i percorsi territoriali integrati di educazione allo sviluppo rappresentano la nuova sfida per il CeVI nell’ambito del settore educativo. Laura Rossi, agente area EAS del CeVI, e gruppo EAS 35 ACQUA BENE COMUNE 8 44 14 0 A come acqua L’acqua che non c’è L’acqua fra bisogni e diritti Bacini idrografici e cooperazione 66 Totale percorsi CULTURE E COMPLESSITA’ NELLA SOCIETA’ GLOBALE 5 10 1 3 0 9 Immagini della diversità 500 anni di America: scoperta o conquista La mia casa è il mondo Identità e differenze Non luoghi non persone Musiche e culture tra Europa e Mediterraneo 28 Totale percorsi MODELLI DI SVILUPPO E STILI DI VITA SOLIDALI 12 9 16 6 10 Alimentazione e sud del mondo Economia e interdipendenza nord - sud Diritti umani e lavoro minorile / diritto d’asilo Sviluppo sostenibile e stili di vita Sviluppo sostenibile e biodiversità 53 Totale percorsi 203 Totale percorsi Grado scuola Scuole infanzia Scuole elementari Scuole medie inferiori Scuole media superiori Scuole per adulti Gruppi formali extra scolastici Totale 2001/02 0 9 12 9 0 0 30 2002/03 7 23 40 17 1 0 88 2003/04 5 23 47 17 0 2 94 Dalla viva voce dei protagonisti… ecco cosa A sinistra: la classe III C della scuola media di Staranzago (GO). A destra: gruppo di operatori EAS. Gli interventi che ho svolto nelle scuole erano relativi al gruppo dello sviluppo sostenibile: mi sono trovata molto bene, sia a lavorare nel “team” che si è creato su questo tema, sia quando era richiesto il mio intervento da sola. In generale quasi tutte le classi hanno risposto bene: l’unica difficoltà che ho incontrato riguardava forse una certa carenza di preparazione “tecnica”: quando le domande spaziavano su argomenti troppo tecnici relativi alla composizione chimica degli elementi, allora bè, potete capire le mie difficoltà! In generale comunque, una bella esperienza, formativa sia per noi che siamo entrati nelle classi sia, spero, per chi ci ha ascoltato. Samantha Bobbo, operatrice nelle scuole È da un paio d’anni che collaboro con il Cevi in qualità di operatrice EaS nelle scuole medie e superiori della Provincia di Udine, in particolare occupandomi del percorso economico, per il mio iter formativo e le mie esperienze nel Sud del mondo (ho seguito dei progetti di microcredito in Brasile ed in India). All’inizio temevo che le tematiche economiche inerenti i rapporti tra Nord e Sud del mondo potessero essere di difficile comprensione per ragazzi così giovani, ma l’esperienza ha dimostrato il contrario: i ragazzi, entusiasmati dai giochi di ruolo, nei quali si trovano a vivere sulla loro pelle le disuguaglianze che a livello macro si manifestano tra gli Stati, dimostrano grande curiosità. Sono nate discussioni estremamente interessanti: dal commercio internazionale al ruolo delle multinazionali, dalla guerra come strumento di risoluzione delle controversie alle diversità culturali come ricchezza dei popoli, passando attraverso i problemi dell’immigrazione e l’assetto politico internazionale. Ed è emersa una volontà da parte dei ragazzi di “fare qualcosa”, di reagire ad uno status di cose che viene visto come “ingiusto”. Per questo sono stati proposti degli stili di vita che potrebbero costituire una valida risposta a questo disagio: l’acquisto di prodotti equo-solidali, il boicottaggio dei prodotti di alcune multinazionali, l’adesione a gruppi di acquisto solidale, una maggiore oculatezza nell’uso e nell’abuso quotidiano delle risorse (acqua, luce, …), la raccolta differenziata dei rifiuti e così via. Ma soprattutto si è cercato di far capire loro che è importante informarsi e riflettere su ciò che ci circonda, formandosi una propria opinione in qualità di cittadini e di consumatori, di modo che questo ci permetta di agire in maniera cosciente e responsabile. Chiara Segrado, operatrice nelle scuole 36 dicono di noi alunni, insegnanti e formatori A sinistra: alcune componenti del gruppo Guatemala all’inaugurazione della mostra “Per un’anfora colma d’acqua” (Tarcento, luglio 2004). A destra: incontro degli operatori EAS presso i Saveriani di Udine (aprile 2004). “Vi scrivo a conclusione dell’attività durata un triennio, all’interno del progetto “Biodiversità” e che ha visto coinvolta la classe III C della scuola media di Staranzano. Il gemellaggio con la scuola famiglia di Jacarè e l’incontro dello scorso ottobre con i rappresentanti della comunità brasiliana sono state delle splendide esperienze, sia come approfondimento culturale sia come opportunità di crescita del gruppo classe in reponabilità e capacità di riflessione. Molto importanti sono stati anche i due incontri con Leo Virgili e Michele Pucci sulla musica del Sud America. I ragazzi hanno potuto anche imparare a suonare con Michele un brano “Mania di Carneval”; su tale musica due alunne, Giulia e Piya, hanno poi scritto le parole (…). A voi un sentito ringraziamento per la collaborazione e mille auguri per tutte le vostre attività.” Prof. Manuela Braida, scuola media di Staranzano Per primo vorremmo dirvi nuovamente grazie per la simpatia, la semplicità, la naturalezza co cui vi siete rivolti a noi (che di esperienza su argomenti di una certa caratura ne abbiamo ben poca) per riuscire a farci capire questioni molto importanti. Non vogliamo comunque dimenticarci della grande opportunità che ci avete regalato: per merito vostro abbiamo potuto conoscere varie situazioni difficili in tutto il mondo, anche con la vostra esperienza diretta o semplicemente grazie ai vostri studi. Inoltre abbiamo così avuto l’occasione di poter discutere, anche tra noi, di argomenti seri, spesso troppo poco affrontati o talvolta sconosciuti. Peraltro è anche ovvio ringraziare un’associazione come la vostra che si impegna a fondo nell’aiuto di paesi sottosviluppati e che da conforto concreto a che ne ha bisogno. Per finire vorremmo dirvi quanto sia stato importante che persone come voi abbiano partecipato attivamente alla nostra formazione di ragazzi e adulti del futuro, facendoci crescere sapendo che nel mondo vi sono situazioni molto differenti dalla nostra. Vi porgiamo i nostri più sinceri saluti. “Gentilissimi animatori del Cevi, siamo gli alunni della III E della scuola A. Manzoni di Udine per cui avete fatto degli interventi sui diritti umani. Volevamo lamentarci per certe vostre affermazioni… Ma no, scherziamo, è tutto il contrario! Infatti sentiamo il bisogno, anche se un po’in ritardo, di ringraziarvi vivamente La vostra III E, scuola media A. Manzoni di Udine per tutto quello che avete fatto per noi quest’anno, cioè i tre brillanti interventi di Edgar, con il suo italiano spagnoleggiante; Marcella, la ragazza che ha deciso di battersi per i diritti, e Federico, che è riuscito a rendersi simpatico al primo colpo. 37 PRESENTIAMO DI SEGUITO IL BILANCO 2003 DEL CEVI, IN FORMA SINTETICA E CON ALCUNE SPIEGAZIONI PER RENDERLO PIÙ COMPRENSIBILE. IL BILANCIO ANALITICO, REDATTO SECONDO LA NORMATIVA E LE ESIGENZE DEI COFINANZIATORI ISTITUZIONALI E COMPOSTO DA NUMEROSE VOCI, È COMUNQUE DISPONIBILE PRESSO LA SEDE. Bilancio CeVI al 31/12/2003 ATTIVO EURO (anno) DISPONIBILITA' ..................................................................................................................................123.606,00 CREDITI DIVERSI .............................................................................................................................124.565,00 MATERIALE ......................................................................................................................................... 10.245,00 IMMOBILIZZAZIONI ............................................................................................................................9.950,00 PROGETTI PVS ....................................................................................................................................207.191,00 PROGETTI EAS ............................................................................................................................... 219.590,00 Risconti ....................................................................................................................................................... 254,00 Totale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .695.401,00 PASSIVO EURO (anno) PATRIMONIO ..........................................................................................................................................27.460,00 DEBITI DIVERSI .................................................................................................................................107.602,00 FONDO RISCHI ................................................................................................................................... 8.000,00 FONDO PROGETTI PVS ...............................................................................................................313.191,00 FONDO PROGETTI EAS ...............................................................................................................238.998,00 RATEI RISCONTI PASSIVI ................................................................................................................ 150,00 Totale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .695.401,00 CONTO ECONOMICO RICAVI DI GESTIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .59.232,00 COSTI DI GESTIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58.716,00 RISULTATO DI GESTIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .515,00 Il bilancio consuntivo 2003 non si discosta complessivamente da quello dell’anno precedente. Le voci più significative rappresentano i fondi (pubblici e privati) destinati a progetti di cooperazione, di educazione sensibilizzazione e formazione. I fondi ricevuti sono iscritti alle Passività dello stato patrimoniale e ammontano complessivamente a 552.189 Euro; quelli spesi sono indicati nelle Attività dello stato patrimoniale e corrispondono a 426.781 Euro. Nel Conto economico sono indicate le spese sostenute per la gestione di tutte le attività dell´associazione (progetti, amministrazione, ecc.) e i ricavi incassati per la loro copertura (fondi pubblici e privati). Anche questa volta ci sembra doveroso sottolineare quanto non emerge da una semplice lettura di numeri: e cioè che pure nel 2003 sono stati notevoli il lavoro benevolo (in termini di tempo) e i contributi benevoli (cioè le spese sostenute a titolo personale per l’associazione) prestate dai soci. 38 39 CeVI - VIA TORINO, 77 - 33100 UDINE - TEL. 0432 548886 - FAX 0432 486929 - CCP 12003331 - WWW.CEVI.COOP - [email protected] ASSOCIATI SOTTOSCRIVENDO LA QUOTA 2004 DI 10 EURO PARTECIPA ALLE ATTIVITÀ DEL CeVI • IN BRASILE DIFFONDE TECNICHE AGRICOLE SOSTENIBILI IN AREE CON SCARSITÀ D’ACQUA E CONTRIBUISCE AL RECUPERO DELLA BIODIVERSITÀ • IN MALI, PARTECIPA ALLA COSTRUZIONE DI UNA SCUOLA NEL DESERTO PER I BAMBINI TUAREG • IN GUATEMALA, CONTRIBUISCE ALLA REALIZZAZIONE DI UN POZZO ED EFFETTUA INTERVENTI DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE • IN BOLIVIA, PROMUOVE LA CONSAPEVOLEZZA DEI CITTADINI PER UNA GESTIONE PARTECIPATA DELL'ACQUA • IN TANTI ALTRI PAESI DEL SUD DEL MONDO MANTIENE E SVILUPPA RAPPORTI DI PARTENARIATO CON ONG LOCALI AL SUD • SVOLGE ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE AD UNO SVILUPPO GLOBALE EQUO ATTRAVERSO LA REALIZZAZIONE DI TESTI, VIDEO, CD ROM, MOSTRE, ECC. • COORDINA LA CAMPAGNA ACQUA BENE COMUNE DELL’UMANITÀ, IN COLLABORAZIONE CON ALTRE ONG DEL CIPSI E CON IL CONTRATTO MONDIALE SULL’ACQUA • REALIZZA PERCORSI DIDATTICI SULL’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ • PROPONE AGLI ENTI LOCALI SCAMBI E GEMELLAGGI CON COMUNITÀ DEL SUD DEL MONDO • ORGANIZZA INCONTRI DI FORMAZIONE E OCCASIONI DI ESPERIENZA PER I VOLONTARI • PARTECIPA ALLE RETI DI SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE IN COLLEGAMENTO CON ORGANIZZAZIONI DI TUTTO IL MONDO AL NORD IL CeVI OGGI i nostri progetti al Sud S sud LUOGO CENTRALE DELLA NOSTRA ATTIVITÀ RESTANO I PROGETTI CON I PARTNER DEL SUD. Questo cammino fatto insieme è l’essenza stessa della cooperazione, intesa come scambio di valori. Al Sud incontriamo sempre nuove ricchezze e complessità, e guardando dal Sud vediamo meglio anche le contraddizioni che ci riguardano. Di qui nasce anche il nostro impegno culturale e politico, e l’impegno per cambiare, che è poi il più importante del volontariato. I progetti, tutti, sono stati per noi come un’amicizia, meglio come tante amicizie, perché dietro c’erano e ci sono le persone. Tante amicizie iniziate con discrezione e quindi cresciute, fino a mostrare ciascuna i suoi caratteri speciali. Sì, perché i progetti, come le amicizie vere, sono tutti diversi e tutti importanti, grandi e piccoli, vecchi e nuovi. Quest’anno sono continuati i nostri rapporti in Brasile con la presenza di Saŝ a, e in Mali. Anche in Guatemala da dove è ritornata Elisa. In Bolivia abbiamo rafforzato le relazioni ed è partita Silvia. A qualche partner abbiamo trovato collegamenti tramite la cooperazione decentrata. In altri luoghi siamo stati, ci hanno chiamato, stiamo per andare. Soprattutto in Africa. Qui di seguito proponiamo alcune iniziative per il 2005. Molte di esse erano già in cartello l’anno in corso, e di queste diamo in calce alle singole schede un aggiornamento sulla situazione. Alcune sono rinnovate perché si sono precisate meglio le esigenze, altre sono nuove. Invitiamo tutti a partecipare anche alla loro continua elaborazione. E ad aiutarci. Grazie! 2 LE INIZIATIVE CHE PROPONIAMO PER IL 2005 IN BRASILE Tutte le attività sono svolte con partner locali e riguardano la Valle del fiume Jequitinhonha, nel Minas Gerais, un’area dove il terreno è impoverito da anni di pratica inadeguata della piccola agricoltura e dalla siccità, causata anche dalla monocoltura industriale dell’eucalipto che sfrutta molto la falda idrica. • 101 BRASILE - Diffusione dell’Agrosilvicoltura E’ un’azione che si propone di realizzare 17 Unità Dimostrative (costo unitario 740,00 euro) e 4 Corsi di formazione (costo unitario 996,00 euro), per divulgare l’agrosilvicoltura, una tecnica di produzione agricola rispettosa dell’ambiente. • 102 BRASILE - Costruzione di Cisterne per l’Acqua La realizzazione di 16 cisterne da 10.000 litri (costo unitario 407,00 euro) e di 6 cisterne da 20.000 litri (costo unitario 817,00 euro) è indispensabile per garantire alle piccole comunità rurali la disponibilità di acqua sia per uso domestico che per l’orticoltura nei periodi stagionali critici. • 103 BRASILE - Recupero di Sorgenti Di fronte al degrado ambientale e alla limitata disponibilità idrica, diventa fondamentale la tutela delle sorgenti, attraverso un’azione di sensibilizzazione e quindi le opere necessarie al recupero e alla protezione (costo unitario 5.145,00 euro). • 104 BRASILE - Tecnico in Agricoltura Sostenibile Tutta la nostra attività nell’area avviene in collaborazione con i soggetti locali; per diffondere le tecniche agricole e di attenzione ambientale sosteniamo per 4 anni il costo del lavoro di un tecnico in agricoltura sostenibile (costo annuale 5.238,00 euro). • 105 BRASILE - Valorizzazione della Componente Femminile Il ruolo femminile nell’area in cui operiamo è fondamentale, ma poco considerato; per sostenerne il riconoscimento e con esso una maggiore partecipazione delle lavoratrici rurali alla vita comunitaria sosteniamo per 2 anni e mezzo un’operatrice sociale (costo annuale 7.810,00 euro). 3 IN MALI Il luogo del nostro intervento a sostegno delle iniziative locali è la periferia di Kidal,una cittadina capoluogo della regione dell’Adrar des Iforas, nel cuore del Sahara. La vita è quella essenziale dei Tuareg, che si regge su pastorizia e orticoltura e che è stata messa a dura prova da ripetute siccità e da contrasti locali. • 106 MALI - La Scuola dell’Amicizia Con questa iniziativa contribuiamo alla costruzione di una scuola composta da 3 aule, un locale per la mensa e uno per l’abitazione del maestro; per completare il progetto, a cui collabora anche il Club UNESCO di Udine, mancano ancora 2 aule (costo unitario 10.000,00 euro) e un locale (costo 7.500,00 euro). IN GUATEMALA Operiamo in collaborazione con un’organizzazione locale che presta servizi sociali, scolastici e sanitari in un’area rurale indigena molto povera, dove la popolazione ha gravi problemi di malnutrizione, per carenza di risorse, di cibo e di acqua, che incidono diffusamente anche sulle capacità intellettive. • 107 GUATEMALA - Costruzione di un Pozzo di Acqua Potabile Il progetto, che ci vede sostenere il partner locale insieme con altre ONG, riguarda la fornitura del materiale di superficie di un pozzo ad uso del centro di servizi e della popolazione (costo 2.700,00 euro) e un’attività di formazione sulla gestione dell’acqua con corsi e materiale didattico (costo 2.500,00 euro). IN BOLIVIA I nostri partner locali fanno riferimento all’impegno del vescovo Tito Solari per una gestione partecipata dell’acqua a Cochabamba, e alle Suore Rosarie che con l’Università Cattolica di Santa Cruz promuovono la formazione degli insegnanti nel Distretto di San Carlos, per una scuola migliore dei bambini indigeni e delle aree rurali. • 108 BOLIVIA - Gestione Partecipata dell’Acqua A Cochabamba c’è stata la guerra dell’acqua: dopo la privatizzazione, una sollevazione popolare e la revoca del provvedimento; da allora si cerca di rafforzare la partecipazione della cittadinanza alla gestione dell’acqua (costo annuale per il lavoro di un’equipe e per il materiale didattico 2.800,00 euro). • 109 BOLIVIA - Una Scuola Migliore La formazione primaria dei bambini indigeni e delle aree rurali è scadente, spesso per mancanza di preparazione e di motivazioni dei maestri; con questo progetto sosteniamo la realizzazione di corsi di formazione e tutoraggio (costo unitario 1.150,00 euro). 4 PROGETTO PERIODO INTERESSATO DIFFUSIONE DELL’AGROSILVICOLTURA 2001-2005 101 BRASILE LOCALITÁ Comuni di Turmalina, Veredinha, Leme do Prado, Minas Novas, Chapada do Norte e Itinga Vale do Jequitinhonha - Minas Gerais - BRASILE ENTE RESPONSABILE CAV - Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” - Turmalina DESCRIZIONE RIASSUNTIVA Nella Vale do Jequitinhonha esistono seri problemi di sostentamento economico dovuti principalmente all'ambiente ormai avverso alla produzione agricola. La regione è caratterizzata da un terreno impoverito dallo sfruttamento attuato per anni con pratiche agricole poco adatte alla conservazione della fertilità del suolo e da una diffusa siccità, dovuta anche alla monocoltura di eucalipto da parte delle multinazionali che, richiedendo quantità ingenti di acqua, contribuisce a ridurre le riserve idriche. Il sistema dell’agrosilvicoltura si basa su una tecnica di produzione con la copertura ininterrotta del suolo che permette di contrastare l’inaridimento, mediante la coltivazione in consociazione di piante arboree, arbustive ed erbacee. Le piante arboree autoctone utilizzate consentono una maggiore infiltrazione d'acqua nel terreno, mentre con le fronde proteggono le piante arbustive ed erbacee dal forte irraggiamento solare, limitando l’evaporazione. Con questo progetto si finanzia la realizzazione di: • 17 Unità Dimostrative per la divulgazione dell’agrosilvicoltura, e • 4 Corsi di formazione. ATTIVITÀ E COSTI EURO 1 Unità Dimostrativa, con vivaio per la moltiplicazione delle piante ...............................740,00 1 Corso di formazione ....................................................................................................................................996,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ...............................................................................................................7.238,00 Costo totale di 17 U.D. e 4 corsi ......................................................................................................16.564,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . . . .9.326,00 5 PROGETTO PERIODO INTERESSATO COSTRUZIONE DI CISTERNE PER L’ACQUA 2001-2005 102 BRASILE LOCALITÁ Comuni di Turmalina, Veredinha, Leme do Prado, Minas Novas, Chapada do Norte e Itinga Vale do Jequitinhonha - Minas Gerais - BRASILE ENTE RESPONSABILE CAV - Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” - Turmalina DESCRIZIONE RIASSUNTIVA Visti i gravi problemi di siccità che caratterizzano la regione, per garantire nei periodi critici la disponibilità idrica sia per uso domestico che per l’irrigazione, è fondamentale disporre di cisterne da utilizzare per la raccolta e la conservazione dell’acqua piovana e delle sorgenti. Le cisterne sono realizzate con una tecnica costruttiva semplice ed a basso costo, introdotta nella regione dal CAV e verificatasi una delle più adatte, che si basa su una gabbia di rete di ferro rivestita da un sottile strato di cemento. Con questo progetto si finanzia la costruzione di: • 16 cisterne da 10.000 litri, e • 6 cisterne da 20.000 litri. ATTIVITÀ E COSTI EURO 1 Cisterna da 10.000 litri ............................................................................................................................407,00 1 Cisterna da 20.000 litri ............................................................................................................................817,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ...............................................................................................................7.834,00 Costo totale per 16+6 cisterne ...........................................................................................................11.414,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . . . .3.580,00 6 PROGETTO RECUPERO DI SORGENTI PERIODO INTERESSATO 2001-2005 103 BRASILE LOCALITÁ Comuni di Turmalina, Veredinha, Leme do Prado, Minas Novas, Chapada do Norte - Vale do Jequitinhonha - Minas Gerais - BRASILE ENTE RESPONSABILE CAV - Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” - Turmalina DESCRIZIONE RIASSUNTIVA Di fronte ad un accelerato processo di deforestazione e alle conseguenti alterazioni del microclima, all'inquinamento delle acque e della stessa terra per l’utilizzo agricolo di prodotti chimici, e inoltre agli effetti della massiccia introduzione della monocoltura di eucalipto che è una delle cause principali della siccità, è importante recuperare le sorgenti e i suoli degradati nelle aree adiacenti, mediante opere di riforestazione con specie autoctone. Altrettanto importante risulta la sensibilizzazione della popolazione e degli organi istituzionali sull'importanza di questi interventi affinché, constatata la loro rilevanza dal punto di vista ambientale, economico e sociale, adottino programmi ed iniziative per favorire il recupero delle sorgenti e la loro protezione su vasta scala. Con questo progetto si finanzia: • il recupero di 6 sorgenti. ATTIVITÀ E COSTI ATTIVITÀ PER CIASCUNA SORGENTE SOGGETTA A RECUPERO COSTI EURO 2 Corsi di sensibilizzazione per gli abitanti della comunità coinvolta ................................. 90,00 Vivaio di piante autoctone ..........................................................................................................................805,00 Recinzione della sorgente ........................................................................................................................1.165,00 Diga per la costituzione del bacino e l’alimentazione della falda .....................................3.085,00 Costo complessivo del recupero di 1 sorgente .............................................................................5.145,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ............................................................................................................19.480,00 Costo totale per 6 sorgenti ...................................................................................................................30.870,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . .11.390,00 7 PROGETTO PERIODO INTERESSATO TECNICO IN AGRICOLTURA SOSTENIBILE 2001-2005 104 BRASILE LOCALITÁ Comune di Turmalina - Vale do Jequitinhonha - Minas Gerais - BRASILE ENTE RESPONSABILE CAV - Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” - Turmalina DESCRIZIONE RIASSUNTIVA Il CAV è impegnato da anni nella sperimentazione e diffusione di tecniche produttive agricole sostenibili, sia da un punto di vista economico che ambientale. L’azione è finalizzata al mantenimento di un tecnico agricolo per organizzare e gestire iniziative finalizzate alla diffusione di tecniche di agricoltura alternativa. In particolare, mira a sviluppare e a diffondere la tecnica produttiva dell’agroforestazione che nelle zone di intervento, caratterizzate da grossi problemi di siccità, riscuote un notevole interesse. Con tale tecnica, che vede sullo stesso appezzamento la presenza in consociazione di particolari essenze arboree, arbustive ed erbacee, si cerca di mantenere una copertura costante del terreno al fine di evitare un suo eccessivo inaridimento. Con questo progetto si finanzia: • il mantenimento di 1 tecnico agricolo per 4 anni. ATTIVITÀ E COSTI EURO (anno) Formazione e retribuzione del tecnico per 1 anno .....................................................................5.238,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ............................................................................................................12.754,00 Costo totale per 4 anni ...........................................................................................................................20.952,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . . . .8.198,00 8 PROGETTO PERIODO INTERESSATO VALORIZZAZIONE DELLA COMPONENTE FEMMINILE 2003-2005 105 BRASILE LOCALITÁ Comune di Turmalina - Vale do Jequitinhonha - Minas Gerais - BRASILE ENTE RESPONSABILE CAV - Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” - Turmalina SITUAZIONE ESISTENTE E DESCRIZIONE RIASSUNTIVA DELL’AZIONE Il CAV è sorto per operare in funzione del miglioramento delle condizioni socio-economiche delle comunità dell’Alta valle dello Jequitinhonha. Il microprogetto riguarda il mantenimento di un’operatrice sociale con formazione multidisciplinare per organizzare e gestire iniziative miranti alla valorizzazione e al rafforzamento del ruolo della donna nelle comunità. L’azione pertanto si propone di sensibilizzare la popolazione locale per il riconoscimento del ruolo che le donne abitualmente ricoprono nella famiglia e nella società contadina, e inoltre di favorire la partecipazione delle lavoratrici rurali ai processi dai quali sono spesso escluse, nell’ambito economico, sociale, culturale e politico. L’attività dell’operatrice sociale è finalizzata in particolare alla promozione di incontri sul tema della salute e dell’educazione alimentare, all’organizzazione di corsi femminili di orticoltura secondo le tecniche agricole alternative proposte dal CAV, e infine alla partecipazione attiva delle donne alla formulazione di proposte che possano generare politiche attente alla condizione femminile nelle aree rurali. Con questo progetto si finanzia: • il mantenimento di 1 operatrice sociale per 2 anni e mezzo. ATTIVITÀ E COSTI EURO (anno) Retribuzione annua dell’operatrice ....................................................................................................7.810,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ............................................................................................................12.844,00 Costo totale per 30 mesi ........................................................................................................................19.525,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . . . .6.681,00 9 PROGETTO LA SCUOLA DELL'AMICIZIA PERIODO INTERESSATO 2003-2005 106 MALI LOCALITÁ Intekoua, periferia di Kidal - Adrar des Iforas - MALI ENTE RESPONSABILE Achérif ag Mohamed, fondatore dell’associazione maliana tuareg “Assakok” - Bamako DESCRIZIONE RIASSUNTIVA La regione dell’Adrar è stata duramente colpita prima dalla siccità e poi dal conflitto fra i Tuareg e il governo maliano negli anni ’90. Ciò ha causato l’addensamento dei profughi interni nelle periferie delle città, dove la maggior parte dei bambini non sono scolarizzati per mancanza di strutture e per le povere risorse delle famiglie, che in genere si dedicano a un’attività di allevamento seminomade. Pertanto si è ritenuto di realizzare a Intekoua, dove c’è una sufficiente presenza di acqua, di una scuola elementare comprendente 3 classi, una stanza per la mensa comune e una per l’abitazione del maestro. Negli anni scorsi, con aiuti diversi, si è provveduto ad acquistare il terreno, a costruire il muro di cinta, e a iniziare l’edificio scolastico completando la mensa e una classe. A sostegno dell’iniziativa, i genitori degli alunni si sono impegnati ad allevare alcuni animali, per creare un gregge che possa contribuire alla paga del maestro, all’acquisto del materiale didattico e degli alimenti per la mensa. Con questo progetto si finanzia la costruzione della parte di scuola mancante, e cioè di: • 2 classi scolastiche, e • 1 stanza di abitazione per il maestro. ATTIVITÀ E COSTI EURO (anno) Costruzione di 2 classi scolastiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20.000,00 Costruzione di 1 stanza di abitazione per il maestro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7.500,00 10 PROGETTO PERIODO INTERESSATO COSTRUZIONE DI UN POZZO D’ACQUA POTABILE 2001-2005 107 GUATEMALA LOCALITÁ Municipio di Jalpatagua - Dipartimento di Jutiapa - GUATEMALA ENTE RESPONSABILE ADECO - Amistad De Cristo Obrero - Jalpatagua DESCRIZIONE RIASSUNTIVA ADECO è un’organizzazione cristiana cattolica nata con finalità educative, per sopperire alla carenza di servizi scolastici pubblici. Attualmente gestisce una scuola elementare, due scuole medie, vari corsi di scuola superiore e una formazione universitaria a distanza. In collegamento con l’attività educativa, per tentare di arginare il grave fenomeno della denutrizione infantile dovuto ai problemi di sostentamento economico delle famiglie rurali, ha fondato alcuni anni fa il Centro Nutrizionale di Sanixtan, che è diventato un punto di riferimento per diverse comunità della zona. Il Centro accoglie una trentina di bambini, che ricevono cura e assistenza medica per alcuni mesi, mentre contemporaneamente vengono stimolate le loro capacità intellettive attraverso attività ricreative ed educative, e vengono tenuti brevi cicli di incontri con le madri, su alimentazione, igiene e salute. Dispone inoltre di un ambulatorio per le visite ai pazienti esterni, di un laboratorio d'analisi e di una piccola farmacia. Le principali malattie degli abitanti della zona sono legate, oltre che alla malnutrizione, alla qualità dell’acqua, e la carenza di acqua potabile e i frequenti periodi di siccità aggravano le difficoltà del Centro stesso nello svolgere le sue funzioni. Perciò si è ritenuto importante costruire un pozzo e realizzare attività formative della comunità sulla gestione dell’acqua, per cui si è chiesto aiuto a diverse ONG. Con questo progetto si finanzia la realizzazione di: • 1 pozzo di acqua potabile, attraverso la fornitura del materiale di superficie, e • attività formative sulla gestione dell'acqua. ATTIVITÀ E COSTI EURO (anno) 1 Pozzo (materiale di superficie) .........................................................................................................2.700,00 Attività formative ........................................................................................................................................2.500,00 Quota raccolta al 16/09/2004 ...............................................................................................................4.017,82 Costo totale dell’azione .............................................................................................................................5.200,00 QUOTA MANCANTE PER SOSTENERE L’INTERVENTO COMPLESSIVO . . . . . . . . . .1.182,18 11 PROGETTO PERIODO INTERESSATO GESTIONE PARTECIPATA DELL’ACQUA 2003-2005 108 BOLIVIA LOCALITÁ Cochabamba - BOLIVIA ENTE RESPONSABILE PSC - Pastoral Social Caritas - Cochabamba SITUAZIONE ESISTENTE E DESCRIZIONE RIASSUNTIVA DELL’AZIONE Nel 1999 la Bolivia, su pressione della Banca Mondiale, privatizzò l’acqua nel dipartimento di Cochabamba. Il prezzo dell’acqua salì fino al 300%, a beneficio dell’impresa privata Aguas del Tunari, consorzio detenuto per il 55% della multinazionale statunitense Bechtel e dall’italiana Edison. Gli indios si trovarono costretti a scegliere se mangiare o pagare l’acqua per bere e irrigare i campi. Nel gennaio 2000 alcune associazioni locali fondarono la Coordinadora, il “Coordinamento in difesa delle acque e della vita”, che riuscì a organizzare una mobilitazione di massa e quindi una marcia pacifica per difendere il diritto della comunità a gestire la risorsa acqua. Migliaia di persone si riversarono nelle piazze. La resistenza alla privatizzazione si rafforzò e il mese di aprile vide un’insurrezione duramente repressa dalla polizia, con attivisti arrestati, manifestanti uccisi e la censura dell’informazione. La solidarietà tra le province boliviane crebbe, il governo non riuscì più ad arginare la rivolta e il 10 aprile 2000 fu costretto a revocare la legge di privatizzazione dell'acqua, affidandone la gestione all’azienda municipalizzata SEMAPA. Per la prima volta nella storia della Bolivia una legge veniva abrogata su pressione popolare. Nell’estate 2000, la Coordinadora ha organizzato numerosi incontri pubblici per definire un piano di gestione, a cui la gente ha risposto molto positivamente. Da allora la PSC, con cui collaboriamo, è impegnata nella formazione, per creare una coscienza dei diritti, consolidare i luoghi di partecipazione, rafforzare le organizzazioni di base e sostenerne i leaders. Con questo progetto si finanzia: • il sostegno annuale di un’equipe di formazione, e • la produzione e diffusione del materiale informativo necessario. ATTIVITÀ E COSTI EURO (anno) Sostegno di un’equipe di formatori ...................................................................................................2.000,00 Materiale didattico ..........................................................................................................................................800,00 12 PROGETTO PER UNA SCUOLA MIGLIORE PERIODO INTERESSATO 2003-2005 109 BOLIVIA LOCALITÁ Santa Cruz - BOLIVIA ENTE RESPONSABILE Università Cattolica - Santa Cruz DESCRIZIONE RIASSUNTIVA Con la Riforma Educativa del 1994 lo scenario dell’educazione in Bolivia è migliorato, riducendo il tasso di analfabetismo anche grazie all’attenzione alle diversità culturali e linguistiche. Permangono tuttavia alcuni problemi, come la carenza di testi e materiale didattico e soprattutto un minore livello di scolarizzazione dei bambini indigeni e delle aree rurali, dove il numero dei maestri con una formazione adeguata è insufficiente, l’offerta educativa copre solo i primi anni, molti bambini sono costretti a percorrere notevoli distanze per raggiungere le scuole, e la scuola rappresenta un costo elevato per le famiglie. Nel 2003 le Suore Rosarie e l’Università Cattolica di Santa Cruz, con cui collaboriamo, hanno promosso due corsi di aggiornamento per gli insegnanti del distretto di San Carlos, zona rurale particolarmente problematica. In quell’ambito è emersa da parte dei maestri la necessità di ricevere una formazione permanente e occasioni di aggiornamento anche attraverso percorsi di tutoraggio. Le azioni progettate in risposta a tali esigenze riguardano l’organizzazione di corsi della durata di tre giorni, da svolgersi due volte all’anno per tre anni, e l’individuazione di scuole e maestri disponibili a seguire un percorso di tutoraggio, al fine di formare in modo specifico alcuni docenti che possano introdurre cambiamenti e collaborare con il proprio direttore nella formazione dei colleghi. Con questo progetto si finanzia: • il sostegno di un’equipe di formatori per 1 corso, e • la produzione e diffusione del materiale didattico necessario. PREVISIONE DELLE ATTIVITÀ E DEI COSTI EURO (anno) Sostegno di un’equipe di formatori per 1 corso ..............................................................................500,00 Materiale didattico per 1 corso .................................................................................................................650,00 13 14 15 SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSSSSSSSSSSS SSSSSS i contributi È possibile sostenere i progetti del CeVI con un versamento sul c.c.p. n°12003331 intestato al CeVI., specificando nella causale il numero e il Paese del progetto (esempio: 101 / BRASILE) Le offerte devolute in favore delle attività del CeVI sono deducibili fiscalmente (DPR 917/86 art.10 comma 1 lettera G, o in alternativa D.Lgs 460/97 art.13 comma 5) CeVI Via Torino, 77 33100 Udine tel. 0432 548886 fax 0432 486929 www.cevi.coop [email protected]