CEVInews
CeVI. Periodico semestrale.
Registrazione Tribunale di Udine n° 28 del 04.luglio.2005.
Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Udine.
In caso di mancato recapito restituire all’ufficio di Udine CPO
detentore del conto, per la restituzione al mittente che si
impegna a pagare la relativa tariffa.
ANNO II_N° 4_DICEMBRE_2006
SOMMARIO
03_editoriale
A PROPOSITO DI BILANCI…
04-05_Africa
PROGETTO SIERRA LEONE
06-07_Africa
IL CEVI IN CONGO E SUDAN INSIEMI AD ALTRI
08-09_Brasile
BIODIVERSITÀ, LA VALUTAZIONE DI UN PROGETTO
10-11_Bolivia
¡HOLA A TODOS!
12-13_CeVI
14_Acqua
15_EAS
16-17_Formazione
18_NEWS
20-21_materiali
22_sostegno
IL SENSO DELLE “MISSIONI”
CAMPAGNA “ACQUA BENE COMUNE”
ELEARNING: NUOVI SPAZI PER LA FORMAZIONE
CRESCERE E DECRESCERE ... MOLTO DI PIÙ
NOTIZIE IN BREVE DAL CEVI
FRESCHI DI STAMPA
CESTINI NATALIZI
ANNO II / N° 4 — DICEMBRE > 2006 — REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI UDINE N° 28 DEL 04.LUGLIO.2005.
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB UDINE.
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EDITORIALE | PIERO IMBRIACO, presidente del CeVI
A PROPOSITO DI BILANCI…
Siamo a dicembre, tempo di bilanci, ma anche
C’è la solidarietà, quella spinta ideale a
tempo di progetti per l’anno che verrà, tempo
condividere con gli altri quello che abbiamo, per
proficuo per le idee nuove, per una riflessione sul
il semplice motivo di credere in un mondo più
senso del nostro agire. Può essere un pensiero
giusto, dove chi ha ricevuto di più divide con gli
personale, ma anche e soprattutto una riflessione
altri perché tutti abbiano di che vivere
comune, partecipata, ragionata insieme da parte
dignitosamente. Ci sono le iniziative, la voglia di
di chi percorre un cammino che è condiviso,
fare, le azioni che rendono concreta la solidarietà
ideato e gestito nell’impegno sociale e politico, di
ideale. E’ un “fare qualcosa” pensato, ragionato,
chi sceglie di essere visibile nella società
che diventa fatica e lavoro di ogni giorno. E poi la
aggregandosi ad altre persone, gruppi, esperienze
parola “iniziative” vuol dire tante cose: i progetti
con un sentire comune.
nel Sud del mondo, le attività di educazione allo
Questa partecipazione attiva si concretizza nel
sviluppo, le campagne di sensibilizzazione, ma
nostro impegno di Ong di volontariato per la
anche il nostro piccolo e quotidiano essere
cooperazione allo sviluppo, in un mondo che
diversi. Infine siamo popolari, cioè questo è un
cambia rapidamente e dove anche il senso delle
progetto politico partecipato, reso pubblico e
parole viene profondamente rivisitato. Lo stesso
visibile all’interno della nostra società. Le nostre
termine di Organizzazioni Non Governative viene
iniziative di solidarietà sono pensate e costruite
messo in discussione: c’è chi si lamenta perché
con la gente e per la gente. Questa è una azione
siamo sempre stati definiti “in negativo” e dice
politica precisa. Perché la gente, qui come al Sud
quindi che dobbiamo togliere quel “Non” e
del mondo, deve essere protagonista delle proprie
caratterizzarci “in positivo”. Allora potremmo
scelte di vita.
essere Organizzazioni di…Solidarietà
Concludo con parole non mie. Ci scrivono da
Internazionale, oppure …per la Cooperazione con
Chapada do Norte, Brasile. “Ringraziamo per
il Sud del Mondo, oppure Associazioni…e si
l’Interscambio (il progetto di cooperazione
potrebbe continuare chissà quanto. Il dibattito è
decentrata con Tarcento, ndr) che ci ha
aperto, il mondo delle Ong si interroga, si ritrova,
insegnato a valorizzare quello che è nostro”.
discute. Il nostro coordinamento, il Cipsi, per
esempio ha proprio un bel nome: coordinamento
di iniziative popolari di solidarietà
internazionale…C’è dentro tanto, o quasi tutto,
quel che serve.
Con l’augurio di un 2007 ricco di solidarietà e
iniziative, popolari e internazionali, per tutti
SIERRA LEONE | GIOVANNI BERNARDI, gruppo Sierra Leone
Verso il paese africano si sta muovendo un gruppo di volontari
del CeVI con nuove idee e percorsi condivisi
Progetto Sierra Leone
A SOSTEGNO DELLA FORMAZIONE
Il primo passo del progetto “FriuliKoinadugu”, approvato dalla regione Friuli
Venezia Giulia lo scorso agosto e promosso da
CeVI e Associazione “Noi e...”, ha avuto luogo
nella zona della città di Kabala.
Qui, infatti, sono già partiti dal mese di
settembre i lavori per l’edificazione di un’officina,
futura base per un’attività autogestita di
riparazione di mezzi meccanici. Responsabile
tecnico di tale azione è l’Associazione “Noi e…”
di Udine (www.associazionenoie.org), formata da
un gruppo di volontari, ingegneri, professionisti
vari e pensionati.
Grazie soprattutto alle testimonianze
dirette di chi quotidianamente vive e opera sul
territorio del distretto di Koinadugu, area
interessata al progetto, ci si è resi conto che per
le persone del luogo è essenziale poter usufruire
di spazi come le officine, dove dedicarsi ad
attività manifatturiere di dimensioni ridotte,
oltre che provvedere alla manutenzione dei
macchinari usurati o danneggiati.
La tecnologia in uso normalmente in
quest’area del Paese, come negli altri paesi
limitrofi, è paragonabile a quella europea di
decenni fa, anche in virtù della carenza di
infrastrutture e servizi che agevolino la
comunicazione e favoriscano il movimento di
materiali e strumentazione a costi accettabili.
Si è ritenuto opportuno, quindi, sostenere
la comunità di Kabala attraverso la realizzazione
di strutture per la formazione professionale e per
l’avvio di alcune attività lavorative, anche
attraverso l’utilizzo di materiali, strumenti e
tecniche di lavoro non più adeguate alle nostre
industrie o attività artigianali, ma che possono
essere ancora utilizzabili in quell’area per scopi
sia formativi sia lavorativi.
Si intende in tal modo, in accordo con le
comunità locali, cercare una strada di sviluppo
e crescita socio-economica attraverso l’avvio di
attività artigianali.
È possibile disporre di un punto di
riferimento logistico in loco grazie alla
presenza della congregazione dei Padri
Saveriani, che fungono da tramite fra la realtà
italiana e quella sierraleonese.
Per accrescere la conoscenza di una
realtà molto diversa dalla nostra, sono stati di
grande utilità i viaggi periodici di qualche
componente dell’Associazione, che
continueranno anche nel corso di realizzazione
delle varie fasi del progetto.
Al momento sono iniziati nella città di
Kabala, e procedono molto speditamente i lavori
di edificazione di un capannone modulare
espandibile, da adibire a officina attrezzata per
la manutenzione meccanica ed elettrica.
In questo modo si intende dare la
possibilità alla popolazione locale di mantenere
in efficienza tutte le macchine/attrezzature di
utilizzo quotidiano (automezzi, attrezzature
meccaniche, macchine agricole, etc.).
L’allestimento dell’officina avverrà mediante
alcune spedizioni di materiale raccolto
principalmente in Friuli e in tal senso va
ricordata la generosa disponibilità già
dimostrata da persone appartenenti ai gruppi
più disparati.
In un secondo momento, si intende
avviare un’attività sostenibile attorno
all’officina stessa, cioè gestibile in via
autonoma dalle persone del luogo e in grado di
mantenersi. Questo sarà facilitato dalla
presenza del saveriano Padre Carlo di Sopra e
di un capace meccanico del luogo Tamba, i
quali potranno dare qualificata formazione
professionale sul campo a molti giovani.
Alla fine di questo processo, da un lato
mezzi, macchine ed attrezzature danneggiati
non dovranno più essere riparati in maniera
approssimativa o addirittura abbandonati come
succede ora, i meccanici potranno lavorare con
mezzi adeguati e in condizioni più confortevoli,
la gente del posto potrà contare su un servizio
utilissimo per garantirsi la manutenzione dei
mezzi di uso quotidiano.
Dall’altro lato, a tali benefici si aggiunge la
possibilità per molti giovani d’imparare un
mestiere per il loro futuro.
AFRICA | GIORGIO PERESSOTTI, consigliere del CeVI
IL CEVI in Congo e Sudan
INSIEME AD ALTRI
Abbiamo sempre ritenuto che fra i compiti
primari del CeVI rientrasse quello di sostenere le
azioni più interessanti di cooperazione che si
avviavano nel territorio. In particolare offrendo la
nostra competenza specifica riguardo tematiche o
luoghi dov’era importante realizzare un più ampio
coinvolgimento territoriale.
È per questo, oltre che per una scelta di
maggior impegno in Africa, che collaboriamo alle
iniziative di Mission Onlus in Congo e di Sudin
Onlus in Sudan, alle quali ci è stato richiesto di
partecipare per la nostra esperienza nella
formazione alla gestione partecipata dell’acqua.
Le due iniziative sono parte del progetto
“Acqua fonte di pace e diritti umani - Intervento
coordinato nell’Africa sub-sahariana”, guidato
dall’Ufficio di Politiche per la Pace della Provincia
di Gorizia e cofinanziato dalla Regione FVG.
Entrambe sono una bella sfida, perchè si
propongono anche di contribuire alla
ricostruzione dei tessuti sociali locali dilaniati da
anni di guerre civili.
In altre parole, quindi, l’obiettivo finale è la
costruzione della pace.
In Congo l’intervento è guidato da Mission,
Onlus del Centro Missionario Diocesano di Udine,
avrà una durata triennale e si svolgerà nel
Territorio di Uvira, Regione del Kivu.
In questa zona l’acqua è sempre stata un
problema per la carenza delle sorgenti, carenza
che costringe la popolazione ad attingere
normalmente l’acqua dai fiumi, inquinati da
diversi usi umani e animali.
Nel primo anno si tratterà di accompagnare
la costruzione dell’acquedotto di Luvungi (oltre
40.000 abitanti), seguita dalla ONG locale Anti
Bwaki e cofinanziata dalla ONG spagnola Manos
Unidas e dai Missionari Saveriani.
Adesso gli abitanti di Luvungi prendono
l’acqua dal fiume Luvubu a 3 km dalla città e ogni
giorno c’è una fila continua di persone che vanno e
vengono con ogni mezzo, mentre la sorgente più
vicina si trova presso Lubarika a 16 km di distanza.
Nel secondo e terzo anno ci si dedicherà
quindi alla ricostruzione degli acquedotti di
Lubarika, e dei vicini villaggi di Kidote e Mulenge
(circa 30.000 abitanti insieme).
In Sudan, il progetto è di Sudin, Onlus
udinese costituita tra gli altri dall’ente di formazione
delle maestranze edili ESMEA e alla quale aderiscono
anche associazioni di categoria imprenditoriali.
Questa composizione è una novità che
anche la nostra Regione ha ritenuto interessante,
per il coinvolgimento attivo di soggetti economici
disponibili a contribuire con le proprie
competenze. Anche questo progetto durerà tre
anni e avrà luogo a Bargel, nella Regione di Bahr
el Ghazal, Sud Sudan.
Curato dai Missionari Comboniani con la
comunità locale, il progetto si propone di avviare
la prima scuola professionale regionale con corsi
di edilizia, meccanica e agricoltura.
La scuola è già dotata di un impianto
per la trivellazione dei pozzi, dono di
un’impresa friulana che ha realizzato un
ponte locale, e il suo utilizzo potrà servire
all’autofinanziamento.
La formazione nei tre settori indicati, che
consentirà agli abitanti della regione di
partecipare meglio alla fase di ricostruzione in
atto, è quindi strettamente collegata con la
gestione dell’acqua.
ˇ
ˇ CERNIC,
BRASILE | SASA
MARCO IOB, DIMITRI MUNINI, gruppo Brasile
BIODIVERSITÀ,
LA VALUTAZIONE
DI UN PROGETTO
COME nuova
occasione
di crescita
Valutare i progetti è un’attività essenziale se vogliamo
capire quali aspetti hanno funzionato e quali meno; quali
risultati sono stati raggiunti e
con quale efficienza; se le attività e le strutture messe in moto
hanno “gambe” per continuare
a produrre effetti positivi anche
dopo la chiusura ufficiale delle
attività o se tutto termina all’esaurirsi dei fondi esteri.
La valutazione è un’attività
che ha dei costi e una delle
nostre preoccupazioni è stata
fin da subito quella di utilizzare
al meglio i fondi a disposizione.
L’ipotesi di affidare ad un esperto esterno la valutazione di 5
anni di attività ci è sembrata
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
riduttiva, seppur metodologicamente corretta. Ci sembrava
che con tale metodo non si
riuscisse a coinvolgere pienamente gli attori del progetto e
che potesse venir vissuta come
un giudizio esterno sul loro operato e non come un’occasione di
analisi delle positività e delle
criticità e quindi di crescita.
Così c’è stata una consultazione tra i partner e alcuni di
essi, in fase di avvio del progetto, erano scettici sulla possibilità di realizzare iniziative di valutazione in misura superiore a
quanto strettamente richiesto
dai finanziatori. Ci siamo quindi
accollati l’onere di impostare
una modalità di valutazione che
fosse seria, oggettiva e al tempo
stesso poco costosa. L’idea è
stata quella di seguire una
metodologia partecipativa che
coinvolgesse persone non esperte in valutazione ovvero gli stessi abitanti del luogo, in parte
coinvolti nel progetto e in parte
esterni. Valutare, dunque con gli
occhi e le opinioni di coloro che
il progetto lo hanno visto da
vicino e nello stesso tempo sono
destinati a riceverne i benefici.
Al fine di impostare un’attività
metodologicamente corretta ed
escludere il rischio di autoreferenzialità (ovvero di una valutazione eseguita dai diretti interessati), abbiamo consultato
l’Università Federale di Lavras
(Minas Gerais, Brasile) e con il
supporto del prof. Eduardo
Ribeiro abbiamo impostato una
metodologia collaborativa che
oltre a effettuare una valutazione fosse impostata sul coinvolgimento attivo delle persone,
sulla loro piena consapevolezza
di ciò che stavano realizzando;
una occasione insomma di crescita delle persone e delle organizzazioni coinvolte. Ma chi
erano concretamente coloro che
sono stati coinvolti nella valutazione? Ebbene il metodo consisteva nell’organizzare per circa
1 settimana all’anno le attività
di valutazione che venivano realizzate da una equipe, costituita
da persone appartenenti ad
organizzazioni ed istituzioni
portatori di interesse, alcuni di
essi erano beneficiari, altri partners direttamente coinvolti nel
progetto, altri soggetti indirettamente coinvolti quali ad
esempio Amministratori o referenti di Enti locali.
L’equipe seguiva un
momento formativo finalizzato
all’acquisizione del metodo,
prendeva visione dei dati raccolti
durante l’anno in merito all’andamento delle attività e nei giorni successivi si recava nelle
comunità rurali e presso i luoghi
di realizzazione del progetto al
fine di valutare gli esiti e gli
impatti ottenuti. La partecipazione non si esauriva all’interno
dell’equipe di valutazione, ma
coinvolgeva anche le stesse
comunità. In questo modo il
valutare non veniva più percepito come una potenziale forma di
controllo, ma come un occasione di scambio e di confronto, per
prendere coscienza dei risultati
raggiunti e ritarare in forma partecipativa le strategie e le azioni
da implementarsi in futuro.
Ciò è avvenuto per 4 anni
ed è stata un’attività davvero
importante che fin dall’inizio ha
sciolto quegli scetticismi che
sorgono da parte di chi ha il
timore che un’attività costante
di valutazione lo possa mettere
“sotto osservazione”. Al punto
che il CAV, nostro partner locale, ha in seguito adottato questo metodo per valutare tutta
la sua attività non solo quella
relativa al progetto
Biodiversità. Tale metodologia
è stata riconosciuta dal CAV
come uno strumento fondamentale anche per presentarsi verso
l’esterno, per dimostrare la validità delle sue strategie e per
proporre e confrontare le proprie tesi in vari contesti (incontri con Enti locali ecc.).
Gli esiti di cinque anni di
valutazioni sono difficilmente
riassumibili in poche righe, perciò abbiamo ritenuto opportuno
redigere una pubblicazione che
conterrà tutte le analisi e le considerazioni emerse e che sarà diffusa per la fine dell’anno.
Riteniamo doveroso divulgare i
risultati di un progetto a cui
hanno contribuito numerose
persone, organizzazioni e istituzioni. Ci teniamo a comunicare
un’esperienza di cooperazione e
di solidarietà che ha avuto i suoi
lati positivi e le sue difficoltà,
che è stata realizzata attraverso
finanziamenti, ma soprattutto
attraverso la capacità e la volontà di persone che al Sud e al
Nord hanno creduto che il progetto Biodiversità potesse
aggiungere un tassello di speranza e di esperienza alla costruzione di un mondo migliore.
In quest’ottica la collaborazione e le relazioni che sono
state costruite tra le comunità
del Friuli VG e della Valle dello
Jequitinhonha, benché al di
fuori degli obiettivi dichiarati del
progetto, rappresentano per noi
uno dei risultati più significativi
e innovativi di questa esperienza, che ha avvicinato organizzazioni e persone con cui far camminare le nostre idee.
BOLIVIA | SILVIA TROMBETTA, volontaria espatriati CeVI
¡HOLA A TODOS!
La situazione in Bolivia è quanto mai
instabile e imprevedibile. Previsioni e
analisi politiche sono affidabili quanto
quelle del tempo: può sempre succedere di
tutto. In un contesto così anche il Progetto
del CeVI si deve adeguare a tempi e logiche
diverse da quelle cui siamo abituati e che
vengono richieste dai partners
istituzionali. Spesso è spiazzante e difficile
da far capire a chi non ha conosciuto di
persona la realtà della Bolivia. Per questo
ci affidiamo al racconto che Silvia che
ormai da due anni vive e lavora lì, ha
inviato a fine ottobre ai volontari del
gruppo Bolivia.
Da noi é arrivata la primavera e mentre per
voi questo è il periodo di ripresa delle attivitá
dopo l’estate, qui stiamo finalmente in dirittura
di arrivo con le molte delle attivitá per la chiusura del primo anno del progetto che, con la proroga concessa dalla Regione, è durato in realtà due
anni. Finalmente, dopo tanti problemi, a Tapacarí
sono quasi conclusi i lavori di scavo e prestissimo
cominceranno quelli di costruzione dell’opera di
captazione e la messa in posa dei tubi.
Anche nella zona sud di Cochabamba le
cose pian pianino procedono: sono stati organizzati dei corsi di formazione tecnica affinché i
comités possano riparare da soli i danni piú frequenti alle pompe e al quadro elettrico senza
dover ricorrere a costosi esperti, si è cominciato a
lavorare sul tema acqua con i vari gruppi parrocchiali e continua ininterrottamente la pressione
politica affinché le autoritá dotino finalmente
BOLIVIA | Gruppo Bolivia
Sotto: la volontaria espatriata del CeVI Silvia Trombetta e a destra
un momento della benedizione alla Pachamama (madre terra) per
l’avvio dei lavori dell’acquedotto a Tapacarì.
delle strutture idriche tutta la zona sud (ma
credo che avremo acqua nel rubinetto da qui a
troppi anni!).
C’è poi la parte di progetto che stiamo
gestendo in coordinazione con i volontari del
CVCS di Gorizia che lavorano a La Paz e dintorni:
sono persone splendide, con loro mi trovo benissimo e lavoriamo come un’èquipe vera, anche se
ci conosciamo da pochi mesi.
Infine, tra pochi giorni arriverà dall’Italia la
delegazione della Regione FVG. Speriamo che sia
un’occasione di crescita in cui tutti, finalmente,
potremo dare un volto alle tante persone con cui
da due anni lavoriamo a distanza. E’ un momento
impegnativo perché le attività da organizzare sono
molte ma è una sfida che accogliamo volentieri.
È difficile e molto faticoso gestire tante cose
cosí lontane (ogni spostamento è una notte intera in corriera o un sacco di ore su strade “da
capre”), ma ti permette davvero di entrare nel
cuore di questo Paese, conoscere persone e imparare da loro un sacco, anche su temi che non ti
sarebbe mai passato per la testa affrontare, rafforzare legami che con il passsre degli anni non
sono piú solo di collaborazione e di lavoro, ma di
amicizia sincera.
La situazione qui non è facile, il governo ha molte
buone intenzioni ma spesso manca la capacitá di
realizzare le cose per benino, pensando a tutte le
conseguenze possibili anche sul lungo periodo.
Molte persone che siedono in parlamento e nella
stessa Assemblea Costituente sono di origine
umile: campesinos, inidigeni, minatori, persone
che hanno grandi ideali e una notevole forza di
volontá, ma si perdono tra leggi e cavilli, fanno
fatica a entrare in un meccanismo pensato per
classi dirigenti diverse, coloniali prima e oligarchiche poi. Devono quindi affidarsi spesso ai consiglieri, e la storia insegna che i consiglieri disinteressati e onesti sono ben pochi!!! Cosí ogni giorno è una nuova sfida, un cammino tutto in salita
per una nazione che sta cercando, dopo 500 anni
di colonia e dominazione economica, una propria
strada per rispondere alle necessitá della sua
gente e combattere la povertá. Tutti noi qui stiamo facendo il tifo perché ci riesca!
A tutti voi un grazie per il sostegno
che mi-ci date e un abbraccio di pace
silvia
MARCO IOB, coordinatore del CeVI
Nell’ultima parte del 2006 e nei primi mesi del 2007 diverse persone del CeVI sono
impegnate in alcuni viaggi che si svolgeranno nei seguenti Paesi: Argentina,
Uruguay, Bolivia, Sierra Leone, Costa d’Avorio, Rep. Dem. del Congo, Kenya.
Il solo elenco dà l’idea dell’eccezionalità dell’impegno messo in campo,
considerando che tutte queste missioni sono organizzate dal CeVI.
IL SENSO DELLE
missioni
Ognuno di questi viaggi ha degli scopi specifici pur rispondendo complessivamente ad un
senso e ad un disegno generale che come CeVI
stiamo perseguendo. Gli obiettivi specifici di
questi viaggi sono i seguenti:
Argentina, Uruguay, Bolivia
ottobre – novembre ‘06
obiettivi: partecipazione a incontri internazionali sul tema dell’acqua, avvio del percorso di
progettazione per nuovi percorsi/progetti; presentazione dell’Assemblea sull’acqua di
Bruxelles 2007.
Sierra Leone, Costa d’Avorio
gennaio – febbraio ‘07
obiettivi: rafforzamento del partenariato;
definizione progettazione; approfondimento
conoscenza Paese, organizzazioni sociali e istituzioni.
Kenya, Rep. Dem. del Congo
gennaio – febbraio ‘07
obiettivi: partecipazione a Forum Sociale
Mondiale coordinata con CIPSI e Comitato
acqua; approfondimento conoscenza Paese,
organizzazioni sociali e istituzioni; allargamento
partenariato.
L’impegno messo in campo risponde alle
priorità individuate dall’assemblea (maggior
attenzione all’Africa) e all’approccio che il CeVI
sta adottando in questi anni (cooperazione tra
territori/comunità). Non sono quindi i “consueti”
viaggi di monitoraggio, di valutazione o di realizzazione di studi di fattibilità; ci poniamo invece
obiettivi che vanno al di là del seguire o impostare un progetto o del consolidare i rapporti di partenariato. Intendiamo prima di tutto dialogare e
confrontarci con le organizzazioni sociali, i movimenti e le istituzioni dei Paesi di cui saremo ospiti; verificare con loro i reciproci sogni e trovare
modalità comuni ed efficaci per combattere l’ingiustizia e la miseria e formulare proposte concrete per la difesa dei beni comuni e dei diritti.
Le occasioni di dialogo saranno numerose
e tra queste, alcune sono particolarmente significative: 1. l’iniziativa Octubre Azul in Uruguay,
2. il seminario sull’acqua a Cochabamba e
3. il Forum Sociale Mondiale di Nairobi.
1
Il primo evento è stato organizzato in occasione dell’anniversario della vittoria referendaria che ha sancito nella Costituzione
dell’Uruguay il diritto all’acqua e la gestione
completamente pubblica (primo Paese al
mondo). Il Cevi parteciperà rappresentando
il Comitato Italiano Acqua e porterà l’esperienza europea nel campo del diritto all’acqua e la promozione dell’Assemblea di
Bruxelles del marzo 2007.
FORMAZIONE | VALENTINA BRESSAN, volontaria in servizio civile al CeVI
2
3
Al secondo evento parteciperanno movimenti e istituzioni coinvolti dapprima nella
lotta ed ora anche nella costruzione di un
modello pubblico e partecipato di gestione
dell’acqua.
Il terzo evento sarà una importante opportunità per conoscere la realtà sociale africana, per discutere e confrontarsi con queste
organizzazioni sul come affrontare insieme
le grandi sfide Africane e quelle globali.
Numerosi incontri istituzionali saranno
realizzati con gli amministratori locali delle
regioni visitate dell’Africa e dell’America Latina
dove, in particolare si incontrerà il Ministro
dell’Acqua della Repubblica della Bolivia e il
Ministro dell’Ambiente argentino.
Oltre a ciò saranno realizzati, insieme ad
associazioni, Ong e movimenti locali, attività di
monitoraggio e di valutazione, piani di lavoro
per il futuro, impostazione di veri e propri progetti di cooperazione.
In Bolivia la delegazione sarà rappresentativa del coordinamento regionale (Accri, CeVI,
Cvcs, Solidarmondo) e sarà composta anche da
un rappresentante della Regione Friuli Venezia
Giulia.
Questi viaggi sono in sostanza un momento importante del percorso di rafforzamento e
di costruzione di reti, partenariati, collaborazioni e alleanze con le quali operiamo nei diversi “Nord” e “Sud” per la rimozione delle cause
delle ingiustizie e per l’affermazione dei diritti
universali. Nei primi mesi del 2007 saranno diffusi ai soci e a tutti gli interessati i resoconti
dei viaggi, le nuove idee, le opportunità e le
azioni concrete che, auspichiamo, ne potranno
scaturire.
LA PECULIARITÀ DELLA CAMPAGNA DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO “ACQUA BENE COMUNE” DEL CEVI FIN DALLE PRIME BATTUTE, RISALENTI ALL’ORMAI LONTANO 1999, È STATA QUELLA DI ESSERE UN’AZIONE FORTEMENTE ORIENTATA ALLA PRODUZIONE
DI SOSTANZIALI CAMBIAMENTI CULTURALI, POLITICI E SOCIALI, IN MISURA SIGNIFICATIVAMENTE PIÙ FORTE RISPETTO ALLA
MEDIA DEI PROGETTI DI SENSIBILIZZAZIONE REALIZZATI DAL MONDO DELLE ONGS DI COOPERAZIONE.
CAMPAGNA “ACQUA BENE COMUNE”
UN PRIMO BILANCIO... IN EVOLUZIONE
n
p
ACQUA | MASSIMO MORETUZZO, coordinatore Campagna Acqua bene comune
A distanza di sette anni dall’inizio della Campagna “Acqua bene comune” alcuni
indicatori ci dicono che la caratteristica peculiare della Campagna Acqua ha portato in
effetti ad alcuni importanti risultati, che sono trasversali rispetto alle varie dimensioni
locali, nazionali e globali che questa progettualità ha investito.
Livello locale
Il lavoro di rete avviato dal
CeVI, dopo l’importante esperienza del Tavolo provinciale
Acqua bene comune, che tra il
2001 e il 2004 ha coinvolto decine di soggetti locali, ha determinato un forte impatto sulla normativa regionale sull’acqua
(L.R. 13 del 23/06/2005) attraverso l’inserimento nel testo di
legge dei principi chiave della
campagna, come il riconoscimento dell’acqua come diritto
umano, la priorità dell’affidamento della gestione del servizio idrico integrato a soggetti
interamente pubblici, la possibilità di destinare una percentuale della tariffa pagata dai cittadini al finanziamento di progetti
sull’accesso all’acqua nei Paesi
del Sud del mondo.
Questo lavoro sta procedendo oggi all’interno del Tavolo
regionale per la Campagna
Mondiale sul diritto all’acqua,
inserito nel programma regionale sulla cooperazione.
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
Livello nazionale
Le centinaia di iniziative
territoriali realizzate in tutte le
regioni italiane, la collaborazione con moltissimi movimenti e
associazioni del nostro Paese, e
il dialogo con diversi rappresentanti di enti locali e di partiti
politici, hanno portato al raggiungimento di un risultato
molto significativo e forse insperato agli inizi della nostra mobilitazione sul tema della gestione
pubblica dell’acqua: l’esclusione
di questo bene dalle politiche di
privatizzazione. O quantomeno
l’orientamento dell’attuale
governo a procedere in questa
direzione, come testimoniato
dal fatto che il Disegno di Legge
Lanzillotta (n. 772 del
20/07/2006), che prevede la
sostanziale liberalizzazione del
mercato dei servizi pubblici
locali, ha escluso l’acqua da
questo processo.
Livello internazionale
Dal 18 al 20 marzo 2007 si
svolgerà a Bruxelles
l’Assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti per l’acqua,
promossa in primis dal
Comitato Internazionale per il
Contratto Mondiale sull’acqua e
da tutti quei movimenti internazionali che stanno lottando per
il riconoscimento dell’acqua
come diritto umano e bene
comune.
Sarà una tappa fondamentale per dare seguito alle importanti conquiste ottenute in
molti Paesi, come la Bolivia,
l’Uruguay, il Venezuela, dove le
politiche di privatizzazione sono
state sconfitte e per cercare di
incidere sul prossimo Forum
istituzionale sull’acqua, che si
svolgerà a Istanbul nel 2009.
Lungi dall’avvicinarsi alla
sua conclusione, la Campagna
Acqua bene comune rappresenta
quindi per il CeVI, ancora oggi,
un ambito di lavoro denso di
significati e prospettive di azione.
SCUOLA | RAFFAELLA CAVALLO, operatrice del CeVI
ELEARNING:
NUOVI SPAZI
PER LA
FORMAZIONE
Il CeVI è dal 2003 ente accreditato dal
MIUR per la formazione del personale della
scuola. Dopo aver sperimentato e proposto negli
anni passati percorsi strutturati in incontri in
presenza, è stato ritenuto necessario allargare
l’offerta formativa anche oltre il territorio locale,
proprio per rispondere alle sempre più frequenti
richieste di formazione da parte di insegnanti,
amministratori locali, associazioni e soggetti
interessati ai temi di cui il CeVI si fa portatore.
La diffusione delle nuove tecnologie di
comunicazione ha così orientato la scelta verso
l’elearning sia per favorire la partecipazione di
corsisti provenienti da ogni regione italiana sia
per alimentare la scelta cooperativa e collaborativa che caratterizza l’operatività del CeVI.
Il primo corso di formazione on line è stato
realizzato durante l’anno scolastico 2002/2003 sui
temi della Campagna “Acqua bene comune” ed
ha visto l’attiva partecipazione di oltre 70 insegnanti. Il successo di quella iniziativa e le continue richieste di partecipazione hanno fatto sì
che venissero proposte anche per gli anni successivi percorsi di formazione on line rivolti a docenti ed educatori: le persone coinvolte direttamente sono state oltre 300.
Come scrive Aluisi Tosolini nel contratto
formativo che i corsisti sottoscrivono “ Il contesto cooperativo nel quale vive un corso di forma-
zione online rappresenta una manifestazione
evoluta e matura della collegialità. Un luogo
dove ognuno può rendere operativa la propria
disponibilità alla formazione ed il proprio patrimonio di competenze. Un luogo dove soggetti
che operano in luoghi e contesti diversi possono
interagire ed arricchirsi vicendevolmente manifestando, anche a livello di metodo, il proprio
impegno per una cittadinanza critica, responsabile, contestualizzata, capace di operare nel locale a partire dalle dimensioni globali.”
Anche per l’anno scolastico 2006/2007 il
CeVI propone due corsi di formazione per insegnanti ed educatori: uno, in corso d’opera in questo primo quadrimestre, sui temi dell’acqua e
della cittadinanza attiva, l’altro, programmato
per l’inizio del 2007, su educazione interculturale
e cittadinanza tra i Nord e i Sud del mondo.
Per ulteriori informazioni sulle modalità
di iscrizione e la partecipazione ai corsi:
[email protected]
FORMAZIONE | ILARIA RICCI, GIACOMO MISSIO E PIERO PIVIDORI, corsisti del CeVI
Riportiamo la testimonianza di tre ragazzi che hanno frequentato il nostro corso di formazione e
che poi nell’estate 2006 hanno fatto il loro “viaggio della conoscenza” in Bolivia.
CRESCERE E DECRESCERE…
Difficile e presuntuoso elaborare una sintesi
delle aspettative e degli esiti di un corso che,
partendo dal titolo controverso e problematico
“Crescere e decrescere: quali scelte per un
futuro sostenibile” manifesta le contraddizioni
della società a cui si rivolge.
La molteplicità dei temi trattati durante il corso
risulta arricchita dalla diversità di esperienze e
sensibilità, in un contesto altrettanto vario di
formatori ed utenti.
Linee guida e spirito degli incontri sono
orientati e gestiti secondo i principi della
disponibilità all´ascolto, dell´assenza di giudizio
inteso come pregiudizio, della condivisione di
sensazioni, stati d´animo, percezioni e
orientamenti socio - culturali. Curiosità e voglia
di “mettersi in gioco” sono il collante per questo
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
confronto tra persone sconosciute e diverse,
molte delle quali desiderano ardentemente
vivere e vedere in prima persona immagini,
colori, odori di mondi lontani, intravisti
attraverso l´occhio di documentari, foto e
articoli. Più che fornire risposte, il corso
organizzato dal Cevi favorisce e stimola
l´elaborazione di nuove ed antiche domande,
avvicina ai concetti di cooperazione e sviluppo,
condivisione e rispetto reciproco tra diverse
identità sociali, etiche, culturali ed umane.
L´obiettivo principale, secondo la nostra
esperienza è quello di raggiungere una
autonomia di valutazione, di liberarsi del metro
di giudizio del nostro vivere nei confronti di
realtà altre. La preparazione non si limita a
destabilizzare una o l´altra realtà, e del resto
molto di più
non può prescindere da quel sistema economico
che regola le dinamiche ed i rapporti, ma vuole
proporre un sistema alternativo.
Il messaggio lasciatoci dal corso acquista
significato nella solidarietà collettiva che prende
voce nuova nel gruppo e nella sua comunità di
intenti; rinasce e trova riscontro nella
convinzione di non essere soli in questa ricerca
di crescita sostenibile e approda nelle forme
concrete di volontariato nazionale ed
internazionale proposte e sviscerate durante gli
incontri.
La nostra esperienza in Bolivia, ci ha calati
in prima persona tra le contraddizioni di un
Paese, considerato il più povero dell´America
Latina, che vuole far esplodere la sua voglia di
riscatto, e che si scontra con una miriade di
problemi e difficoltà, discriminazioni e
sottomissioni, situazioni che in molti casi
compromettono la sopravvivenza di intere
comunità e villaggi.
Sono proprio le città più ricche, La Paz e
Santa Cruz, a mostrare in modo più crudo e
disincantato questi opposti aspetti ed il
profondo divario tra “benestanti e miserabili”.
Rimangono perplessità ed incertezze su quale
sia il nostro possibile futuro, ma la sfida si
rinnova grazie anche alla testimonianza di altri
mondi e modi di vivere.
Anche quest’anno il CeVI ha proposto il
corso di formazione “Non muri ma ponti” per i
volontari che prevede la partecipazione a viaggi
di conoscenza che si realizzaranno nell’estate
del 2007.
NEWS
NOTIZIE IN BREVE DAL CEVI
GENNAIO -MARZO
MARZO
MAGGIO
Crescere e decrescere
Corso di sensibilizzazione
alla solidarietà internazionale
promosso da Bottega del
Mondo, Caritas diocesana di
Udine, Centro Missionario
Udine, Missionari Saveriani,
Congregazione Suore della
Provvidenza, Congregazione
Suore Rosarie, CeVI, MoVI,
Centro Ernesto Balducci.
Convegni, laboratori, brevi
esperienze di volontariato all’estero. Udine, 21 gennaio, 4-18
febbraio, 25 marzo; Pozzuolo
del Friuli, 4-5 e 11 marzo
Serata sul Social Forum
di Caracas
Presentazione risultati del
seminario promosso dal CeVI e
dal Comitato Italiano per il
Contratto Mondiale sull’Acqua.
Udine, 8 marzo
Forum sociale europeo 2006
Partecipazione a seminari
promossi dal Comitato Italiano
per il Contratto Mondiale
sull’Acqua. Atene 4-7 maggio
GENNAIO
Forum sociale mondiale
policentrico 2006
Partecipazione a seminari
promossi dal Comitato Italiano
per il Contratto Mondiale
sull’Acqua. Caracas 24-29 gennaio, Bamako 19-23 gennaio
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
1° Forum italiano
dei movimenti per l’Acqua
Roma 10-11-12 marzo
La sfida per un altro
mondo possibile,
fra economia e politica
Incontro con Susan
George, vicepresidente di Attac
Francia e Sabina Siniscalchi
presidente della Fondazione
Banca Etica. Udine, 25 marzo
Acqua bene comune
dell’Umanità
Conferenza con l’intervento del coordinatore del CeVi,
promossa da Spazio Aperto,
Centro Culturale
Pasianese nell’ambito
della Campagna di
Educazione allo sviluppo
“Acqua: bene comune,
diritto di tutti”. Pasian
di Prato, 30 marzo
Enlazando Alternativas
Partecipazione, assieme al
Comitato Italiano per il
Contratto Mondiale sull’acqua,
all’incontro dei movimenti
sociali dell’America Latina del
Caribe e dell’Europa.
Vienna, 10-13 Maggio
Incontro del CeVi e del
Comitato Italiano
per l’acqua con il
presidente del Venezuela
Hugo Chavez ed il
ministro boliviano
Abel Mamani
In occasione del Summit
tra i governi Latino-Americani
ed Europei.
Vienna, 13 maggio
Esperienze di gestione
sostenibile e partecipata
dell’acqua in Bolivia
e Brasile
Intervento del CeVI al convegno “Agende 21” all’interno
della manifestazione “Mostra
delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell’acqua potabile e il trattamento
delle acque reflue”.
Ferrara, 18 maggio
NEWS
Oro Blu
Convegno organizzato dal
Club Unesco Di Udine con l’intervento, “Evoluzione della
campagna Internazionale per il
Diritto all’Acqua”, del coordinatore nazionale della Campagna
“Acqua bene comune dell’umanità” e rappresentante del CeVI.
Udine, 5 giugno
Terre Lontane /
Mondi Vicini
Organizzazione mostre
fotografiche, seminari, convegni
volti a sensibilizzare la
Comunità cittadina sui temi dei
diritti dell’uomo e della cooperazione internazionale promossi
dal Comune di Udine.
Udine, 20-27 maggio
GIUGNO
Corso residenziale
in preparazione dei “Viaggi
di conoscenza ed esperienze
di volontariato all’estero”
Nell’ambito del corso di
formazione per operatori
di solidarietà internazionale “
Crescere e Decrescere”.
Sauris, 1-4 giugno
Eticamente
Giornate nazionali per un
futuro sostenibile, per un’economia di giustizia e per i diritti
dei popoli.
Teglio Veneto 2-3-4 giugno
NOTIZIE IN BREVE DAL CEVI
Serata Sierra Leone
Incontro organizzato dalla
Parrocchia di San Marco di
Udine, dal CeVI e dall’associazione “Noi e…” con una famiglia
della Sierra Leone ospite della
parrocchia e provenienti dal
nord del paese africano, dove il
CeVI , la Comunità di San
Marco e l’associazione “Noi e…”
stanno promuovendo una collaborazione in campo educativo e
lavorativo.
Udine, 8 giugno
MATERIALI
LUGLIO
YAKU-ACQUA
la lotta per il diritto all’acqua,
fra movimenti e istituzioni”
Incontro promosso da: CeVI, associazione A SUD, Comitato Italiano per il Contratto
Mondiale sull’Acqua, CVCS, Comune di
Udine, Regione Friuli Venezia Giulia, Tavolo
Regionale per il diritto all’acqua, UCAI. Udine, 11 luglio
Acqua: occasione per un futuro
di pace; il contratto mondiale sull’acqua
Conferenza nell’ambito della manifestazione “Un mondo capace di Cambiare”
con l’intervento di Don Albino Bizzotto,
Presidente Nazionale Beati Costruttori di
Pace, e del CeVI. Valvasone, 21 luglio
SETTEMBRE
Come costruire un bilancio partecipativo
Conferenza di apertura del Progetto
URB-AL con interventi di: Regione Friuli
Venezia Giulia, CRELP FVG, Comune di
Udine, CeVI, ANCI FVG. Udine, 11 settembre
NOVEMBRE / DICEMBRE
NON MURI MA PONTI,
per un mondo senza confini!
Progetto costituito da una serie di
incontri di formazione alla cooperazione e al
volontariato internazionale promosso da:
ACCRI, CeVI, CSV, CVCS e Solidarmondo.
Codroipo 4 novembre 2006 - 8 febbraio 2007
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
MATERIALI
Lo schedario che raccoglie una serie di materiali riguardanti il bene acqua come diritto di tutti
elaborate dal 1998 a oggi e già pubblicato lo scorso anno in italiano, è stato tradotto e pubblicato in
altre cinque lingue: spagnolo, portoghese, francese, greco e inglese.
freschi DI STAMPA
E’ stato pubblicato il racconto per
bambini “L’acqua e il mistero di
Maripura”. Il testo è di Chiara Carminati
e le illustrazioni di Pia Valentinis.
Il raccontro è stato tradotto e pubblicato in spagnolo, francese ed inglese.
SOSTEGNO
CESTINI
NATALIZI
A SOSTEGNO DEI PROGETTI
NEI PAESI DEL SUD DEL MONDO
In occasione delle festività di fine anno 2006,
il CeVI - in collaborazione con la Cooperativa
Bottega del Mondo – organizza la promozione dei
“Cestini natalizi solidali”. Questa attività si concretizza nel sostenere la vendita di prodotti provenienti dal circuito del commercio equo e solidale, realizzati quindi nel rispetto dei diritti umani,
sociali e ambientali dei paesi dai quali provengono, e nel destinare la quota della confezione ad alcuni dei progetti che il CeVI
sostiene nei paesi del sud del mondo.
Sarà possibile scegliere il progetto a cui
destinare l’offerta, dandone testimonianza
inserendo nel cestino il materiale informativo del CeVI.
Chi fosse interessato
ad acquistare i
Cestini o a promuoverne l’acquisto presso enti o
aziende può rivolgersi al CeVI o alla
Bottega del Mondo
(via Treppo, 10 Udine, tel. 0432
297310).
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CEVI NEWS DICEMBRE 2006
Direttore responsabile
CLARA CANCI
Comitato di redazione
CLARA CANCI
GIOVANNI IMBRIACO
LUCIA PIANI
MARCO IOB
GIORGIO PERESSOTTI
Hanno collaborato
a questo numero
PIERO IMBRIACO
GIOVANNI BERNARDI
GIORGIO PERESSOTTI
SAŠA ČERNIC
MARCO IOB
DIMITRI MUNINI
SILVIA TROMBETTA
FLAVIA TROMBETTA
MASSIMO MORETUZZO
ILARIA RICCI
GIACOMO MISSIO
PIERO PIVIDORI
RAFFAELLA CAVALLO
ANTONIETTA DE PAOLI
GRUPPO BOLIVIA
GRUPPO BRASILE
GRUPPO SIERRA LEONE
Direzione e redazione
CEVI
VIA TORINO, 77
33100 LOC. PADERNO
UDINE
TEL. 0432 54 88 86
FAX 0432 48 69 29
WWW.CEVI.COOP
[email protected]
NUMERO CHIUSO
IN REDAZIONE IL 30/10/2006
Editore
CEVI - UDINE
Progetto grafico
maglie e borse
CEVI
Nuovo materiale promozionale realizzato dal CeVI,
disponibile presso la sede del CeVI.
EKOSTUDIO
Tipografia e stampa
POLIGRAFICHE SAN MARCO
VIA FERMI, 29
34071 - CORMONS (GO)
Fotografie
ARCHIVIO CEVI
Legge sulle donazioni
Con l’approvazione della legge “più dai meno versi” - Dl 35/2005 art.14 sono state introdotte norme fortemente agevolative per i donatori e per i
beneficiari. “Le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche
o da enti soggetti all’imposta sul reddito delle società in favore di ONLUS,
sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite
del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura
massima di 70.000 euro annui”. “…per erogazione effettuate da persone
fisiche l’agevolazione è consentita a condizione che il versamento di tali
erogazioni e contributi sia eseguito tramite banca o ufficio postale”. Per
ulteriori informazioni e precisazioni si rinvia al sito www.cevi.coop
swenIV E
CEVI
VIA TORINO, 77
33100 UDINE,
TEL. 0432 54 88 86
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BANCA POPOLARE ETICA
ABI 05018 _ CAB 12100
C/C 116029 CIN Q
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CONTO CORRENTE POSTALE
N. 12003331
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ANNO II_N° 4_DICEMBRE_2006