Approfondimenti- gennaio 2012 L’ALZHEIMER E LE MALATTIE DEMENTIGENE: SUGGERIMENTI PER I FAMILIARI DEI MALATI NASCE UN MANUALE PER L’ASSISTENZA AL PAZIENTE Incontriamo il Prof. Giovanni Zuliani “Suggerimenti per l’Assistenza al paziente affetto da demenza”. E’ questo il titolo del manuale curato da Giovanni Zuliani, Stefania Magon e Margherita Cavalieri, della Sezione di Medicina interna, Gerontologia E Nutrizione Clinica dell’Università di Ferrara. Il volume è nato dall’Accordo di programma per il Potenziamento della Rete di Servizi per le Malattie Dementigene e per i Malati di Alzheimer - Distretto Centro Nord 2011-2013, sottoscritto tra Comune di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna, Azienda USL di Ferrara, Asp Ferrara - Centro Servizi Alla Persona, Assp Copparo – Azienda Speciale Servizi Alla Persona, Associazione Malattia Alzheimer. E proprio grazie alle competenze, alle conoscenze ed alle risorse messe in campo di questa rete di enti e soggetti che hanno sottoscritto l’accordo, si è realizzato il manuale di suggerimenti per l’assistenza ai pazienti affetti da malattie dementigene, stampato in più di 3000 copie che saranno diffuse gratuitamente tra i familiari di malati del territorio ferrarese, operatori assistenziali, ambulatori e medici di base. Professore Zuliani, cosa rappresenta e quale valore aggiunto ha per il nostro territorio l'Accordo di programma per il Potenziamento della Rete di Servizi per le Malattie Dementigene e per i Malati di Alzheimer? L’accordo di programma nasce parecchi anni fa tra Università e Comune di Ferrara, Azienda USL, Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna, Asp, AMA e altri Comuni limitrofi. Semplificando lo scopo e’ quello di coordinare e potenziare a livello territoriale tutte le attività socio-sanitarie rivolte alla cura e alla gestione dei pazienti affetti da demenza. Il confronto continuo e dinamico tra questi diversi soggetti ha permesso di identificare eventuali punti critici nella gestione della malattia e di provvedere nel modo più idoneo alla loro soluzione. Il valore aggiunto consiste proprio nel confronto periodico tra le parti socio-sanitarie e nella volontà di affrontare insieme le problematiche. Quali obiettivi sono stati raggiunti fino ad ora e quali vi proponete per il futuro grazie a quest'Accordo? Tra gli obiettivi dell’accordo di programma già realizzati sicuramente la forte integrazione tra la parte sanitaria e la parte sociale dei soggetti - cosa assolutamente necessaria - il continuo sostegno ai care-giver, cioè al familiare che si occupa a tempo pieno del paziente, le diverse iniziative tra cui il Caffè della Memoria, ciclo di incontri che permette ai malati di svolgere attività di stimolazione cognitiva e ai familiari di stare in contatto con persone che vivono la loro stessa esperienza, ricevendo informazioni da professionisti, il cosiddetto Nucleo Alzheimer, in cui vengono ricoverati per un periodo pazienti che presentano difficoltà di gestione a domicilio. Per il futuro vedo il miglioramento di quello che è già stato fatto - tutto e’ migliorabile ovviamente - e il rafforzamento delle terapie non-farmacologiche della malattia. Cosa significa Professore per un familiare assistere un paziente affetto da queste patologie? Sostanzialmente significa dover affrontare il progressivo disgregarsi della personalità del proprio caro che pur rimanendo presente, non è più la persona conosciuta in passato. Purtroppo il paziente affetto da demenza perde progressivamente le funzioni cognitive cioè la memoria, l’orientamento, la capacità di riconoscere le persone, la capacità di comunicare, ecc. Molto spesso il familiare vive con grande difficoltà un processo che potremmo definire di “lenta separazione” dal proprio caro, processo che dura molti anni. Nelle fasi avanzate della malattia il familiare deve provvedere completamente alla gestione del malato che diviene totalmente dipendente nelle attività quotidiane come lavarsi, vestirsi, mangiare, ecc. E’ una malattia impegnativa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Da dove è nata l'idea di realizzare un manuale di suggerimenti per l’assistenza ai pazienti affetti da malattie dementigene? Il manuale nasce sostanzialmente dalla oggettiva difficoltà di comunicare in modo adeguato con i familiari dei malati di demenza. Per quanto il medico e gli altri operatori sanitari dedichino il loro tempo a spiegare cosa sta accadendo al loro congiunto, le informazioni fornite non sono mai sufficienti. Ci sono molte, troppe cose che il familiare del malato dovrebbe o vorrebbe sapere per capire la malattia e le sue manifestazioni. E’ da qui che è nata l’idea di condensare una serie di informazioni utili in un opuscolo, basandosi su analoghe esperienze precedenti - ad esempio il manuale edito dalla Regione Emilia-Romagna. Ovviamente questo manuale non vuole sostituire il rapporto tra medico, paziente e familiare, ma diciamo lo vuole integrare e supportare. Quali sono, quindi, Prof. Zuliani, i principali "consigli" per affrontare insieme al proprio caro al meglio questo difficile percorso? E’ francamente difficile dare dei consigli nel caso di una malattia come la demenza, ci sarebbero tante cose da dire. Bisogna innanzitutto tentare di affrontare la malattia in modo propositivo, non rifiutarla come spesso accade, cercare cioè di capire bene come sta cambiando il proprio caro. Quindi bisogna imparare a convivere con essa. Ad esempio e’ importante adattare l’ambiente domestico alle nuove esigenze, imparare a comunicare con il paziente, mantenere una alimentazione adeguata. Inoltre, cosa importante, bisogna anche sapere che la malattia può minare la stabilità fisica ed emotiva del care-giver. Per questo il familiare non può essere lasciato solo, deve chiedere aiuto senza vergogna, deve dedicare un po’ di tempo anche a se stesso. 26 gennaio 2012 Carlotta Cocchi