ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “A. MORO” DI CALCINATE (BG)
Scuola Secondaria di primo grado di Mornico al Serio
CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI
“PROGETTO ZERRA 2011”
Anno Scolastico 2010/2011
SOMMARIO
INTRODUZIONE …………………………………………………………………………………………
PAG.
3
MOTIVAZIONE DEL “PROGETTO ZERRA 2011”……………………….…......................
″
4
VERIFICHIAMO LA QUALITÀ DELL’ACQUA DEL TORRENTE ZERRA………………………...
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5
RICERCA DELLA CARICA BATTERICA TOTALE………………………………………………….
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6
RICERCA DEI COLIFORMI FECALI…………………………………………………………………...
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8
RICERCA DEGLI STREPTOCOCCHI FECALI……………………………………………………….
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9
PROVA DI CONFERMA DEI COLIFORMI FECALI………………………………………………….
″
10
OSSERVAZIONE DEI MACRO E DEI MICROINVERTEBRATI…………………………………….
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11
OSSERVAZIONE AD OCCHIO NUDO DEI MACROINVERTEBRATI……………………………..
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12
OSSERVAZIONE AL MICROSCOPIO DEI MICROINVERTEBRATI………………………………
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13
ECCO, NOI GIOVANI “BIOLOGI” IN AZIONE………………………………………………………..
″
15
SOPRALLUOGO LUNGO LE SPONDE DEL TORRENTE ZERRA………………………………..
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16
CI PREPARIAMO PER LA PIANTUMAZIONE……………………………………………………….
″
20
CARTA D’IDENTITÀ’ DELLE ESSENZE AUTOCTONE…………………………………………….
″
21
NOCCIOLO
(Nome scientifico: Corylus avellana)……………………………………………………………………
PLATANO
(Nome scientifico: Platanus acerifolia)………………………………………………………………….
SALICE BIANCO
(Nome scientifico: Salix alba)……………………………………………………………………………
OLMO
(Nome scientifico: Ulmus glabra).……………………………………………………………………….
″
22
″
23
″
24
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25
LA PIANTUMAZIONE……………………………………………………………………………………
″
26
LE NOSTRE RIFLESSIONI SUL “PROGETTO ZERRA 2011”…………………………………….
″
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2
INTRODUZIONE
Il “Progetto Zerra 2011” è un percorso di Educazione Ambientale, realizzato nell’arco di
cinque mesi (novembre - marzo), che ha coinvolto tutte le classi della scuola
secondaria di Mornico al Serio. Le finalità del progetto sono quelle di promuovere, il
rispetto, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, partendo da un approccio
sensoriale, che si sviluppa, man mano, in una dimensione pragmatica e sperimentale.
Il territorio (in questo caso il torrente Zerra) diventa un laboratorio di Educazione
Ambientale, che permette di far comprendere il carattere complesso dell’ambiente
naturale e antropizzato, risultante dalla interazione di fattori biologici, fisici, sociali,
economici e culturali; di far acquisire competenze, valori, capacità critiche, che
permettano di partecipare, in modo responsabile e concreto, alla prevenzione ed alla
soluzione dei problemi ambientali, alla gestione ed alla difesa della “qualità" della vita.
Si ringraziano l’Amministrazione Comunale che ha finanziato questo progetto, l’esperto
di Educazione Ambientale, Prof. Cosimo Errico, per la sua collaborazione e il Prof.
Emanuele Canali, che ha curato l’impaginazione e la documentazione fotografica.
La referente del progetto
Angela Putrone
3
MOTIVAZIONE DEL “PROGETTO ZERRA 2011”
La nostra scuola ci ha permesso di realizzare un accattivante progetto: il “Progetto Zerra
2011”, che, secondo noi, darà un piccolo, ma significativo contributo per rendere migliore il
nostro paese.
Dal momento che dalle proposte della lista vincitrice del Consiglio Comunale dei Ragazzi
(CCR), del maggio 2010, nell’ambito della sezione AMBIENTE, è emersa l’esigenza di
un’azione mirata a verificare la qualità dell’acqua del torrente Zerra e a piantumare una
zona carente di vegetazione con essenze autoctone, lungo le sponde dello stesso,
all’inizio di quest’anno scolastico abbiamo deciso di sviluppare queste due proposte e,
dopo aver avuto l’approvazione del CCR, ci siamo messi all’opera.
4
VERIFICHIAMO LA QUALITÀ DELL’ACQUA DEL TORRENTE
ZERRA
Venerdì 5 novembre 2010, insieme all’esperto di Educazione Ambientale, Cosimo Errico,
e alla professoressa di scienze, Angela Putrone, ci siamo recati lungo le sponde del
torrente, per prelevare un campione di tale
acqua. Durante il percorso abbiamo appreso che
la nostra ricerca può procedere in due modi: il
primo dal punto di vista microbiologico, che
consiste nella ricerca della carica batterica totale
(batteri
patogeni
o
non
patogeni),
degli
enterobatteri, (Gram -) e degli streptobatteri
(Gram +); il secondo dal punto di vista biologico,
che consiste nella ricerca dei macro e dei micro invertebrati, che sono indicatori biologici
della qualità dell’ acqua. Essa viene suddivisa in 5 classi di inquinamento in base alla
presenza o meno di determinati micro e macro invertebrati. Dopo questa premessa, giunti
al ponte di legno dello Zerra, muniti di una bottiglia di plastica sterile (priva di batteri), a cui
era legato uno spago, abbiamo lanciato questo contenitore nel corso d’acqua, dopo aver
tolto il tappo, per prelevare un campione. Quindi abbiamo riavvolto la cordicella per
recuperare la bottiglietta con il campione e dopo aver messo il tappo, siamo tornati a
scuola per effettuare le nostre analisi.
5
RICERCA DELLA CARICA BATTERICA TOTALE
MATERIALE USATO
- Contenitore di plastica sterile con acqua
del torrente Zerra
- Pipetta
- Provette con terreno di coltura triptone –
soia
PROCEDIMENTO
Mediante una pipetta abbiamo prelevato 0,3
ml di acqua e l’abbiamo versata nella
provetta contenente il terreno di coltura
triptone-soia, dopo aver tolto il tappo.
Rimesso il tappo, abbiamo lasciato
i nostri
campioni nel porta-provette per qualche
giorno (due) per permettere ai batteri di
riprodursi.
6
OSSERVAZIONI
Questa è una prova colorimetrica: infatti in
base alla colorazione assunta dalle nostre
provette abbiamo dedotto la classe di qualità
dell’acqua.
Dalla curva di Gauss deduciamo che la
classe
di qualità del torrente Zerra è la
terza: ciò corrisponde a circa 1.900 batteri
su 100 ml di acqua. Questo valore ci indica
che il torrente è un po’ inquinato, ma entro i
limiti di norma (non dovrebbe superare i
2.000).
CLASSE
NUMERO
CAMPIONI
2
1
2,5
4
3
9
4
4
CLASSI DI QUALITÀ
VALORE DI IBE
Classe I
10-11-12+
Classe II
8-9
Classe III
6-7
Classe IV
4-5
Classe V
0-1-2-3
GIUDIZIO DI QUALITÀ
Ambiente non inquinato o comunque
non alterato in modo sensibile
Ambiente con lievi sintomi di
inquinamento o di alterazione
Ambiente moderatamente inquinato
o comunque alterato
Ambiente molto inquinato o
comunque molto alterato
Ambiente fortemente inquinato o
fortemente alterato
COLORE RELATIVO ALLA
CLASSE DI QUALITÀ
VALORI DI RIFERIMENTO
0/100 UFC/100 ml
100/1000
""
1000/1900
""
2000/3000
""
3000 oltre
""
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RICERCA DEI COLIFORMI FECALI
MATERIALE USATO
- Capsula di Petri con terreno di coltura MakConkey
- Contenitore sterile con acqua del torrente
Zerra
PROCEDIMENTO
Abbiamo versato qualche goccia d’ acqua
nella capsula di Petri. Messo il coperchio,
abbiamo atteso qualche giorno prima della
lettura.
OSSERVAZIONI
Abbiamo osservato che si sono sviluppati
tanti punti neri (ogni punto corrisponde ad
una colonia di batteri). Abbiamo fatto cinque
conte. La media di questa conte è
50.
Questo valore ci indica che ci sono dai 3000
ai 4000 coliformi fecali su 100 ml di acqua.
Per essere nei limiti di legge non dovremmo
superare i 2000 su 100 ml. Deduciamo che il
torrente è un po’ inquinato.
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RICERCA DEGLI STREPTOCOCCHI FECALI
MATERIALE USATO
- Capsula di Petri con terreno di coltura
azide-destrosio-agar
- Pipetta
- Contenitore con acqua del torrente Zerra
PROCEDIMENTO
Abbiamo prelevato mediante la pipetta
qualche goccia di acqua dal contenitore e
l‘abbiamo versata nella capsula di Petri
contenente il terreno azide-destrosio-agar.
Abbiamo atteso qualche giorno prima della
lettura.
OSSERVAZIONI
In questa prova si formano delle colonie ad
alone di colore rosa fuxia. Noi abbiamo
contato 8 aloni che corrispondono a circa
2000 streptococchi fecali.
Questo dato ci indica che siamo nella
norma.
9
PROVA DI CONFERMA DEI COLIFORMI FECALI
MATERIALE USATO
- 9 Provette contenenti il terreno di coltura
bile-lattosio
- Pipetta
- Contenitore con acqua del torrente Zerra
PROCEDIMENTO
Abbiamo suddiviso le nostre 9 provette in
gruppi da 3. Abbiamo prelevato, mediante
una pipetta, l’acqua dal contenitore e ne
abbiamo versato 10 ml nelle prime 3
provette, 1 ml nel secondo gruppo, 0,1ml
nel terzo gruppo. Abbiamo atteso qualche
giorno prima delle osservazioni.
OSSERVAZIONI
L’indice del numero maggiormente probabile
(m.p.n.) risulta 3-3-2, che corrisponde a
2100 batteri su 100ml.
Dal momento che secondo la legge non si
devono superare i 2000 batteri su 100ml,
possiamo concludere che siamo quasi nella
norma. La nostra professoressa di scienze ci
ha informato che circa 8 anni fa, la media
batterica era 10 volte quella attuale. Questo
miglioramento
è
dovuto
all’intervento
efficace del Consorzio di Bonifica della
Media Pianura Bergamasca e all’efficienza
dei depuratori.
10
OSSERVAZIONE DEI MACRO E DEI MICROINVERTEBRATI
La mattina del 23 novembre del 2010 il nostro esperto di Educazione Ambientale si è
recato sull’argine sinistro del torrente Zerra. Con un apposito retino immanicato su un
transetto obliquo, ha operato controcorrente, raschiando per 100 m lineari lungo l’argine
del torrente, ed è riuscito a prelevare dell’acqua contenente zooplancton e fitoplancton
(entrambi indicatori biologici della qualità dell’acqua), per il campionamento dei macro e
dei micro invertebrati. Il monitoraggio biologico viene fatto attraverso l’indice I.B.E. (indice
biotico esteso), che è un indicatore dell’effetto della qualità chimica e chimico-fisica
dell’acqua, mediante l’analisi qualitativa e quantitativa degli organismi in essa presenti. In
base alla presenza o meno di macro e microinvertebrati si individuano 5 classi di
inquinamento.
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OSSERVAZIONE AD OCCHIO NUDO DEI
MACROINVERTEBRATI
MATERIALE USATO
- Pipetta
- Contenitore di acqua con fitoplancton e
zooplancton
- Capsula di Petri
PROCEDIMENTO
Con una pipetta abbiamo prelevato un
campione di acqua e l’abbiamo versato in
una capsula di Petri.
OSSERVAZIONI
Abbiamo osservato ad occhio nudo gli
esemplari presenti: abbiamo distinto alcuni
esemplari di Gammarus (indicatori di acqua
pulita). Preso atto dell’esigua presenza di
essi, abbiamo dedotto che lo Zerra è
“abbastanza” pulito. Siamo stati informati
che otto anni fa, quando l’acqua era più
inquinata, questi esemplari erano assenti.
Abbiamo osservato anche alcune larve di
Tricotteri: piccoli esseri tondeggianti che
camminavano senza direzione. Appaiono
traslucidi.
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OSSERVAZIONE AL MICROSCOPIO DEI MICROINVERTEBRATI
MATERIALE USATO
- Pipetta
-
Vaschetta
con
acqua
dello
Zerra
contenente fitoplancton e zooplancton
- Vetrino porta oggetti
- Vetrino copri oggetti
PROCEDIMENTO
Abbiamo prelevato con la pipetta qualche
goccia di acqua del torrente e l’abbiamo
versata nel vetrino porta oggetti. Abbiamo
ricoperto il preparato con il vetrino copri
oggetti.
OSSERVAZIONI
Abbiamo osservato alcuni micro invertebrati:
- Vorticella
È un protozoo che ha una forma a campana.
Si presenta legata a un filo. Ha delle ciglia
che permettono di espellere l’acqua e
inglobare i batteri, di cui si nutre. È lunga
circa 30 micron. È piuttosto rara ed è indice
di acqua pulita.
- Efemerotteri
Le larve di questi insetti appaiono di forma
allungata. Hanno da quattro a otto paia di
zampe (maggiore è il numero di zampe,
migliore è la qualità dell’acqua). Sono indice
di acqua pulita.
13
- Philodina:
È un rotifero di forma ovale, lungo circa 300
micron. Possiede anteriormente una sorta di
corona,
munita
di
ciglia,
che
ruota
incessantemente o si ritrae. È indice di
acqua pulita.
- Tricotteri
Le larve di questi insetti appaiono di forma
rotondeggiante, sono munite di ciglia e
hanno tre paia di zampe Sono traslucide.
Sono indice di acqua “abbastanza” pulita.
- Parameci
Sono protozoi dalla forma ovale, sono muniti
di ciglia. Si muovono nell’acqua seguendo
una traiettoria dall’andamento a spirale. I
batteri sono il loro principale nutrimento.
Sono indice di acqua “abbastanza” pulita.
Dalle nostre osservazioni abbiamo dedotto
che lo Zerra è abbastanza pulito.
Ci ha molto colpito, durante le nostre
osservazioni al microscopio, che questi
piccoli esseri, dapprima, si muovevano
vorticosamente,
ma
dopo
pochi
minuti
rallentavano il loro cammino, perché, a
causa dell’eccessivo calore della lampadina
del microscopio, si avviavano verso la morte.
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ECCO, NOI GIOVANI “BIOLOGI” IN AZIONE…
15
SOPRALLUOGO LUNGO LE SPONDE DEL TORRENTE ZERRA
Abbiamo pensato di fare un sopralluogo lungo le sponde del torrente (riva destra), per
verificare se ci sono zone carenti di vegetazione. Durante la nostra passeggiata abbiamo
individuato, come piante autoctone, il platano e l’acero campestre. Abbiamo riscontrato la
presenza di molte rubinie (pianta importata nel 1500) e di una
pianta erbacea (Iaponica rampicans), dalle foglie molto grandi.
Ci siamo accorti che in due piccoli tratti, costeggianti la pista
ciclabile (circa 50 metri), l’argine è carente di vegetazione.
Pertanto abbiamo pensato che sarebbe opportuno integrare,
con una piantumazione di alberi AUTOCTONI, un filare
già
decennale presente sulla stessa riva. Quindi abbiamo deciso di
chiedere
all’Amministrazione
Comunale
la
possibilità
di
“adottare” la zona da noi individuata, per piantumarla con
essenze autoctone (salici, noccioli, olmi e platani). Tornati in classe, abbiamo preparato la
richiesta di “adozione del territorio per la piantumazione”, da inviare all’Amministrazione
Comunale, documentandola con delle foto (vedasi lettera allegata). Dopo alcuni giorni
l’Amministrazione Comunale ci ha risposto che per la zona da noi indicata, il Comune
aveva solo competenza di manutenzione e che bisognava rivolgersi all’Area Territoriale
Ambiente e Mobilità della Regione Lombardia con sede a Bergamo. Pertanto la nostra
richiesta è stata inoltrata all’ufficio di competenza. Finalmente….. abbiamo avuto la
risposta tanto attesa (vedasi risposta pervenuta): possiamo piantumare!
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CI PREPARIAMO PER LA PIANTUMAZIONE
Dal momento che i tempi burocratici per avere il permesso di piantumare sono stati più
lunghi del previsto (abbiamo avuto l’autorizzazione il 7 dicembre 2011) e preso atto che
l’insorgere dei primi freddi invernali, avrebbe resa vana la nostra opera, prevista
originariamente per il 23 novembre, abbiamo rimandato la piantumazione al mese di
marzo. Poiché, nel frattempo, l’Amministrazione Comunale ci ha proposto di fare la
“pulizia” di alcune vie del nostro paese il 26 marzo, abbiamo preferito organizzare in tempi
ravvicinati questi due momenti, pertanto abbiamo deciso di effettuare la piantumazione il
25 marzo. Intanto ci siamo dati da fare per preparare il volantino di invito alle due giornate
del verde, da distribuire a tutta la comunità e le carte di identità delle essenze autoctone
da piantumare, che abbiamo individuato dopo un’attenta analisi dell’habitat considerato.
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NOCCIOLO
(Nome scientifico: Corylus avellana)
Regno: Plantae
Phylum: Magnoliophita
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Fagales
Famiglia: Betulaceae
Genere: Corylus
Specie: avellana
Tipo pianta: Arbustiva
Forma delle foglie: Obovate
Margine delle foglie: Dentato
Nervatura delle foglie: Penninervia
Habitat: Terreni fertili e profondi, anche se, essendo poco esigente, si adatta a svariate
condizioni ambientali
Fioritura: Da febbraio
Caratteristiche: La pianta ha un portamento a cespuglio o ad albero; è una specie
monoica con infiorescenze unisessuali; quelle maschili in amenti penduli, quelle femminili
a forma di gemma. La fioritura è precoce e precede la foliazione. I frutti (nocciole) sono
grossi acheni racchiusi in un pericarpo legnoso. Sono commestibili e ricchi di un olio.
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PLATANO
(Nome scientifico: Platanus acerifolia)
Regno: Plantae
Philum: Magnoliophita
Classe: Magnoliospida
Ordine: Hamamelidales
Famiglia: Platanaceae
Genere: Platanus
Specie: acerifolia
Tipo di pianta: Arborea
Forma delle foglie: Palmata
Margine delle foglie: Dentato
Nervatura delle foglie: Palminervia
Habitat: Cresce bene in pianura
Fioritura: Maggio
Caratteristiche: Il platano è un grande albero, alto 20 – 30 metri, con tronchi robusti,
diritti, regolari. Il tronco, oltre alla caratteristica corteccia chiazzata, presenta talvolta
rigonfiamenti a palla. È un albero molto longevo: supera i quindici secoli di vita e sviluppa
tronchi con 6 – 8 metri di circonferenza. Il legno è bruno rosato, è tenace, ben lavorabile,
brucia bene. Questo albero è sensibilissimo all’inquinamento. I fiori sono unisessuali riuniti
in capolini:gialle le infiorescenze maschili, rossastre quelle femminili.
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SALICE BIANCO
(Nome scientifico: Salix alba)
Regno: Plantae
Phylum: Magnoliophita
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Salicales
Famiglia: Salicaceae
Genere: Salix
Specie: alba
Tipo di pianta: arborea
Forma delle foglie: Ellittica - lanceolata
Margine delle foglie: Seghettato
Nervatura delle foglie: Penninervia
Habitat: Boschi riparali (solitamente vicino a fiumi)
Fioritura: Da marzo a maggio
Caratteristiche: Albero caratterizzato da rapido accrescimento e scarsa longevità. Può
raggiungere i 25 m di altezza. Le infiorescenze sono costituiti da amenti maschili e
femminili. I frutti sono capsule glabre che, a maturazione, si aprono liberando dei semi
cotonosi.
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OLMO
(Nome scientifico: Ulmus glabra)
Regno: Plantae
Philum: Magnoliophita
Classe: Magnoliopsida
Famiglia: Ulmaceae
Genere: Ulmus
Specie: glabra
Tipo di pianta: Arborea
Forma delle foglie: Ovale
Margine: Seghettato
Nervature: Penninervia
Habitat: Lo si può trovare sia in pianura che in collina. Preferisce boschi igrofili
Fioritura: Marzo-Maggio
Caratteristiche: Può essere alto fino a 25 metri. I rami possono partire dal tronco a breve
altezza. La corteccia, quando è giovane, è liscia, poi diventa squamosa. I fiori sono
ermafroditi, composti in 5-6 stami, di colore fra il rosa ed il porpora. I frutti vengono
chiamati samare ed hanno un seme centrale. Bisogna tenere queste piante al riparo dalla
grafiosi che può portare l'ulmus glabra fino alla morte.
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LA PIANTUMAZIONE
Venerdì 25 marzo 2011, noi ragazzi della scuola
secondaria, in momenti successivi, in relazione alle
classi di appartenenza (dapprima le classi prime,
seguite dalle seconde e poi dalle terze), ci siamo
recati, insieme alla Prof.ssa Putrone e al nostro
esperto di Educazione Ambientale, Cosimo Errico,
che ci hanno guidati in questo percorso, lungo
l’argine destro del torrente Zerra per effettuare la
piantumazione di essenze autoctone arbustive ed arboree, da noi precedentemente
scelte: il platano, l’olmo, il nocciolo e il salice. Dopo aver ascoltato le dovute spiegazioni in
merito alle modalità di azione, divisi in piccoli gruppi e muniti di guanti, picconi e zappe,
abbiamo iniziato questa entusiasmante esperienza
con l’aiuto di Stefano e Cristian, gli assistenti del
nostro esperto di Educazione Ambientale. Abbiamo
scavato nel terreno argilloso delle buche profonde
50 cm e larghe 10 cm, abbiamo messo in posa le
nostre piante, di due anni di età e infine abbiamo
rimesso la terra nella buca, cercando di compattare
bene
il
terreno.
Complessivamente
abbiamo
piantato 30 giovani alberi. Finito il lavoro, soddisfatti di aver contribuito a migliorare il
nostro ambiente, su suggerimento del nostro esperto, abbiamo salutato la natura,
ondeggiando le nostre mani verso il cielo e urlando per tre volte “hip…hip…urràh!!!!”. A
questo punto abbiamo fissato sul terreno una
targa, sorretta da un supporto, che descriveva le
caratteristiche delle piante, a spiegazione e a
ricordo dell’iniziativa. Quindi ci siamo recati a
scuola dove il sindaco del CCR, Riccardo Bier e il
Presidente della Commissione Ambiente, Andrea
Deretti, supportati da una presentazione in power
point, precedentemente preparata da noi ragazzi,
hanno illustrato sinteticamente il “Progetto Zerra 2011” a tutti coloro che sono intervenuti
alla manifestazione. Erano presenti all’iniziativa, oltre ai docenti e all’esperto, il Sindaco,
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Ermanno Chiodini, il Vicesindaco, Vittore Martina, l’Assessore all’Educazione, Gabriella
Tirloni, alcuni genitori, una giornalista del “Giornale di Treviglio” e un giornalista dell’”Eco
di Bergamo”. Alla fine della presentazione del progetto i rappresentanti del CCR hanno
manifestato il loro entusiasmo per questa significativa attività e il Presidente della
Commissione Ambiente, Andrea Deretti, ha concluso dicendo: «Essere “biologo” per
qualche giorno e fare qualcosa di concreto per il mio territorio è stata davvero
un’esperienza fantastica e significativa». Infine sono intervenuti il Sindaco, Ermanno
Chiodini e l’Assessore all’Educazione, Gabriella Tirloni, che si sono complimentati con noi
per il lavoro svolto e ci hanno esortato a non smettere di manifestare questa sensibilità nei
confronti dell’ambiente, rispettandolo e invitando anche gli altri a farlo.
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LE NOSTRE RIFLESSIONI SUL “PROGETTO ZERRA 2011”
- Essere “biologi” e “botanici” per qualche giorno è stata un’esperienza fantastica.
- Questo progetto è stato, per me, molto interessante, sia per le attività pratiche svolte, sia
perché mi ha consentito di sentirmi coinvolto personalmente nella salvaguardia del mio
paese.
- È stato emozionante per me piantumare degli alberi, lungo le sponde del “mio” torrente,
perché mi ha permesso di migliorare il “mio” territorio.
- Questa esperienza mi ha coinvolto molto emotivamente, perché mi ha fatto sentire un
“cittadino”, attento e attivo.
- È stata una bella esperienza, perché ho imparato tante cose, divertendomi.
Classe 1^ E
Classe 2^ E
- È stata un’esperienza divertente, ma anche molto educativa. Ho compreso l’importanza di
contribuire al miglioramento del mio territorio.
- Vorrei ripetere questa esperienza, perché è stata veramente coinvolgente.
- È stato bellissimo piantare le essenza autoctone, perché a me piace lavorare come
giardiniere e poi….. ho dato un piccolo contributo per migliorare Mornico.
- Ho apprezzato molto questo progetto perché ci ha dato la possibilità di avere più
informazioni sul torrente Zerra, di confermarle attraverso prove concrete e di migliorare i suoi
argini, con la piantumazione. È stata un’esperienza indimenticabile.
- È stato entusiasmante avere delle informazioni sul nostro torrente, non dai libri, ma dalle
analisi eseguite da “noi ragazzi”. Inoltre piantare le essenze autoctone mi ha fatto sentire
“importante”, perché sono consapevole di aver contribuito al miglioramento del mio paese e
del pianeta terra.
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Classe 1^ F
Classe 2^ F
- Questa emozionante esperienza mi ha fatto capire che è importante rispettare l’ambiente e
che ognuno di noi può fare qualcosa per migliorarlo.
- Ho apprezzato molto questo progetto perché ho potuto, osservare, sperimentare, fare
nuove attività. Inoltre l’aver contribuito a migliorare il mio paese mi ha fatto provare nuove
emozioni.
Classe 3^ E
- È stato molto interessante, perché ho scoperto l’esistenza di nuovi esseri viventi, ma
soprattutto ho imparato che la cosa più importante per salvaguardare il torrente Zerra è
averne cura, perché il torrente è una parte del “nostro territorio”.
- Il “Progetto Zerra” è stato molto significativo e coinvolgente perché abbiamo fatto qualcosa
di concreto nei confronti dell’ambiente, divertendoci e stando insieme allo stesso tempo. È
stato interessante scoprire la qualità dell’acqua del nostro torrente.
- Il “Progetto Zerra” è stato fantastico, mi sono divertita e sono felice di aver contribuito a
migliorare la qualità del nostro torrente.
- L’esperienza del “Progetto Zerra” è stato emozionante, speciale e mi ha fatto aprire il cuore
alla natura.
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OPUSCOLO ZERRA 2011 - Su e giù per l`Italia: amici senza frontiere