Anno 3, Dicembre 2012 1 n. 12 INDIALOGO Su p p l e m e n t o d i I n d i a l o g o . i t , a u t o r i z z . N . 2 del 16.6.2010 del Tribunale di Pinerolo Intervista a Giustino Bello, sindaco di Cantalupa PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 1 Da Cantalupa un modello per Pinerolo? 06/12/2012 0.10.15 Buone News 22 A cura di Gabriella Bruzzone SALUTE E BENESSERE La tango-riabilitazione Ballare fa bene all’umore, ai muscoli, alla postura. Un toccasana per il fisico e lo spirito, insomma. Ma pare che da oggi faccia bene anche alla salute. L’ospedale San Giuseppe di Milano, dopo solo un paio di mesi di studi, ha scelto di introdurre il tango – Patrimonio dell’Unesco – tra i protocolli clinici previsti per la riabilitazione. I campi di cura sono molteplici: Parkinson, sclerosi multipla, ictus, disturbi dell’equilibrio e patologie croniche respiratorie. Secondo lo studio, eseguire un preciso movimento che prevede cambi di direzione, torsione del busto, pause e accelerazioni, si dimostra vantaggioso per l’equilibrio, la postura e la qualità del movimento. È indicato particolarmente per quei pazienti affetti da patologie respiratorie e cardiocircolatorie che devono nuovamente abituarsi a compiere sforzi, ma anche per chi presenta problemi di equilibrio e di postura. Dopo una fase sperimentale, l’ospedale introdurrà sessioni di 45 minuti l’una, due volte a settimana, per aiutare i pazienti desiderosi di sperimentare questo metodo alternativo. Nel campo della salute e del benessere poi le novità si susseguono senza sosta, con una serie di decreti che puntano a migliorare le disposizioni PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 2 già esistenti. Tra questi, il primo riguarda la presenza di frutta nelle bibite. La percentuale attuale del 12% aumenterà fino a raggiungere il 20%. La decisione ha valenza doppia: non riguarda infatti solo la salute dei bambini, primi consumatori di succhi di frutta, ma anche l’economia. In questo modo i produttori e le industrie saranno avvantaggiati. Inoltre, come sostiene Mario Guidi, presidente della Confindustria: «Se una bibita si chiama aranciata o limonata, è giusto che abbia una percentuale minima di succo di arancia o di limone e non solo bollicine». Altro importante provvedimento preso a livello internazionale riguarda il cosiddetto “cibo-spazzatura”. Sono state infatti introdotte leggi che regolano la vendita di questi prodotti nelle scuole e nei luoghi pubblici frequentati da bambini e adolescenti. I risultati sono più che soddisfacenti: in quegli stati che hanno adottato severamente il provvedimento, infatti, l’obesità è diminuita contribuendo al miglioramento della salute di migliaia di bambini. La linea salutare sta quindi prendendo piede ovunque, compresi quegli stati, come l’America, in cui i fast-food e i cibi confezionati costituiscono uno stile di vita. 06/12/2012 0.10.16 2 33 wwwwAw S o m m |Pinerolo is burning| Un video un po’ tamarro che è stato messo su Youtube si chiama “Pinerolo is burning” (Pinerololo sta bruciando). È una moda questa dei videoburning riferita a diverse città, ma nel caso di Pinerolo il titolo è una metafora di quello che sta realmente accadendo. Si stanno bruciando le ricchezze e le rendite di posizione che i nostri antenati ci hanno lasciato. Occorre una scossa, come dice il sindaco di Cantalupa Bello, che abbiamo intervistato. Una scossa innanzitutto culturale, diciamo noi, di concorso di idee valorizzando tutte le forze che sono presenti in città e sono tante, a cominciare da quei 30 docenti universitari che nessuno conosce (sfido il sindaco Buttiero o altro amministratore a sapermeli elencare!). Compito della politica non è innanzitutto di pensare o di elaborare delle idee, questo spetta agli intellettuali, alle persone di cultura, ai ricercatori... Alla politica spetta scegliere le idee concretamente realizzabili per il bene comune e mettere in atto le energie per farlo. Questa amministrazione di Pinerolo ha la capacità e soprattutto l’umiltà di lanciare questo concorso di idee tra i diversi settori della cultura, dell’arte, del volontariato, dell’ambiente, dell’economia... del pinerolese? Lo scetticismo e i dubbi sono tanti. Si ha l’impressione che non solo l’amministrazione, ma anche molti settori della classe politica pinerolese siano mentalmente fermi ai fasti della Belle époque di “Pinerolo, città della cavalleria”, senza rendersi conto che non ci sono più da decenni né cavalli né (soprattutto!) cavalieri. Antonio Denanni PINEROLO INDIALOGO DIRETTORE RESPONSABILE Antonio Denanni Hanno collaborato: Silvio Ferrero, Emanuele Sacchetto, Valentina Voglino, Gabriella Bruzzone, Maurizio Allasia, Andrea Obiso, Mario Rivoiro, Andrea Bruno, Cristiano Roasio, Nadia Fenoglio, Giulia Pussetto, Francesca Costarelli, Michele F.Barale, Chiara Perrone, Marianna Bertolino, Federico Gennaro, Demis Pascal Con la partecipazione di Elvio Fassone PHOTO Giacomo Denanni, Nino Di Pomponio Pinerolo Indialogo, supplemento di Indialogo.it Autorizzazione del Tribunale di Pinerolo n. 2 del 16/06/2010 REDAZIONE Tel. 0121397226 - Fax 1782285085 E-mail: [email protected] PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 3 a r i o 2 Buone News LA TANGO-RIABILITAZIONE 4 Primo Piano CANTALUPA:”DOVE ULULAVA LA LUPA” PRAGMATISMO E GESTIONE DINAMICA 8 Pinerolo che ci indigna DEGRADO DELLA STAZIONE E DELLA CITTÀ 9 Pinerolo che ci piace “VICINI SI PUÒ“ 10 Serate di laurea MIRIAM SANMARTINO E ANNALISA LISTINO 11 Visibili & Invisibili LE NOTIZIE DI AMNESTY E DI LIBERA 12 Giovani@Scuola AUTOGESTIONE È PARTECIPAZIONE 13 Sociale & Volontariato CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE 14 Giovani@Lavoro INDUSTRIAL TECNICA 15 Arte & Spettacolo COLAZIONE DA TIFFANY 16 Lettera a... LETTERA A BABBO NATALE 17 Sul filo della memoria... 1939: A NOI NON CI FREGA NESSUNO 18 Sport CURLING, I PINGUINI PINEROLO 20 Musica emergente I SACS 21 Andare al cinema TFF E KEN LOACH 22Cineforum 2012-13 23Cose di casa nostra 24 Amici di Pinerolo Indialogo http://www.pineroloindialogo.it http://www.facebook.com/indialogo.apinerolo http://www.issuu.com/pineroloindialogo 06/12/2012 0.10.18 4 4 Vivere nel territorio NO PRIMO PIA di Gabriella Bruzzone Cantalupa “Il luogo dove ululava la lupa...” Da “luogo in cui ululavano i lupi” è diventato un paese di pregio con iniziative culturali, sportive, di benessere... dove il reddito procapite è il più alto del territorio ed è il 20° della provincia Poco più di duemila residenti e una vivacità culturale che eguaglia quella di una cittadina di provincia. Cantalupa stupisce sempre più e noi di Pinerolo InDialogo, incuriositi dai progetti, le iniziative, gli eventi, ci siamo domandati quale sia il segreto di questo piccolo comune. In quattordici anni passati da cantalupese ammetto di aver preso parte a eventi di ogni genere, ai quali mai avevo assistito quando abitavo a Pinerolo e che mai mi sarei aspettata di vedere “fuori città”. La prima cosa stupefacente è stato sicuramente sapere che la squadra del Toro soggiornava per diverse settimane nel nostro paesello, per allenarsi, riposarsi e respirare aria buona. Le ragazzine impazzivano davanti all’Hotel Tre Denti per avere un autografo del calciatore preferito, che mostravano poi per giorni alle amiche invidiose. Altro avvenimento curioso era il cinema. Per un periodo infatti, agli inizi del 2000, la domenica pomeriggio il teatro si trasformava in cinema nel quale si proiettavano gli ultimi film usciti nelle sale. Con tanto di ampia affluenza di pubblico, aggiungerei! Sempre nel 2000 poi fu inaugurata la prima edizione di CantaLibri, manifestazione culturale i cui protagonisti sono – appunto – i libri. Il successo si è fatto sentire sin da subito e in questi tredici anni ci siamo abituati a vedere le vie del paese invase da PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 4 scrittori, editori, musicisti e teatranti, curiosi e appassionati durante la seconda domenica di settembre. Straordinaria anche l’attenzione rivolta ai bambini. Oltre all’oratorio il sabato pomeriggio, fino a una decina di anni fa circa, Cantalupa poteva contare su ben due Estate Ragazzi, una gestita dalla parrocchia, l’altra dall’Associazione Franzin. Le cose poi si sono ridimensionate ed è stata creata un’unica Estate Ragazzi, gestito dal comune e dagli animatori dell’oratorio. Ogni anno i partecipanti sono circa un centinaio, cantalupesi ma non solo. Bambini di Pinerolo, Piscina, Torino... Sì, perché Cantalupa è una gettonatissima meta di villeggiatura. C’è chi da Torino, ma anche da Milano, viene a passare le estati nel nostro paesino, rinomato per le case immerse nel verde, l’aria buona e la tranquillità. Pura villeggiatura, insomma. A proposito di forestieri e di seconde case, c’è da dire che tra l’esigua popolazione, si mimetizzano personaggi noti nel mondo giuridico, sportivo, musicale. Tra questi, Franzo Grande Stevens, presidente della Juventus dal 2003 al 2006, ed Enrico Matta, meglio conosciuto come Ninja dei Subsonica. Ma nonostante il passaggio sporadico di qualche auto blu, Cantalupa rimane tranquilla e molto discreta. L’estate passata poi abbiamo ricevuto la visita della Primavera del Toro, alloggiata alla 06/12/2012 0.10.20 5 scuola dello sport, struttura che da diversi anni accoglie squadre agonistiche e dilettantistiche da tutta Italia. Il posto di rilievo riservato allo sport si nota dall’attività svolta dall’Associazione Franzin, con i corsi di basket e danza, dall’ospitalità offerta dal campus dello sport, e dalle gare di scherma e ninjutsu organizzate di tanto in tanto. Attivissima sul territorio è l’Associazione Centro Culturale Cantalupa che si occupa dell’organizzazione di tutti quei convegni, presentazioni, serate a tema alle quali non sono mancati personaggi di rilievo come Gramellini o Alessandro Barbero. Non dimentichiamo poi il teatro. Il Centro Polivalente Silvia Coassolo ospita ricche stagioni teatrali (quest’anno il calendario è curato da Assemblea Teatro) nonché il festival musicale Rock‘n’ Wolf, realizzato da cinque giovani della zona. Per non parlare poi dell’editoria. I cantalupesi possono contare su due piccole case editrici, l’Effatà, attiva ormai da quasi di- PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 5 ciotto anni, e Le Brumaie Editore, nata nel 2005. Se desiderate pubblicare un libro, avete l’imbarazzo della scelta! Dopo questa breve presentazione, spontaneamente ci si deve domandare come mai proprio Cantalupa sia diventata culla di iniziative e incontri. Saranno l’aria buona, il clima e la serenità che vi si respirano? O la sensazione di trovarsi sempre in una località di villeggiatura? Di sicuro molto è dovuto alle persone: curiose, instancabili, disponibili. E di sicuro il luogo di per sé ha i suoi vantaggi: facile da raggiungere, protetto dalle colline, proiettato sulla pianura. Io intanto me ne torno tra le mie colline cantalupesi a godermi questo panorama spettacolare... 06/12/2012 0.10.22 6 POLITICA In Città e fuori città 6 di Emanuele Sacchetto Intervista a Giustino Bello “Il successo di Cantalupa è legato a idee vincenti e al pragmatismo” Nella nostra ricerca di idee e modelli per il territorio siamo andati a sentire il sindaco (un po’ “padre”, un po’ “padrone”) di questo piccolo paese, che con una gestione dinamica e pragmatica lo ha reso di pregio Mentre a Pinerolo si continuano a celebrare farse per parlare dello sviluppo del territorio, non molto lontano ci sono comuni ben più piccoli ma con un dinamismo e un’efficienza da far invidia alla città capofila. Alla nostra Pinerolo senza identità abbiamo provato a rapportare una Cantalupa decisa, con progetti definiti e potenziali notevoli. Giustino Bello, amministratore e sindaco di questo piccolo paesino di circa 2600 abitanti da ormai più di 40 anni, risponde ad alcune nostre domande. Sappiamo del grande dinamismo culturale e turistico di Cantalupa e della presenza di centri di eccellenza nel settore sportivo. A cosa dobbiamo questi grandi risultati? Certamente a idee vincenti che abbiamo avuto in questi anni e ai finanziamenti che ci sono stati accordati da più parti. Quando sono diventato sindaco per la prima volta, mi sono reso conto che Cantalupa non era certo paese di agricoltura, né tantomeno di industria e vantava per di più un modestissimo settore artigianale. Per questo ci siamo dovuti inventare una nuova identità per il paese, puntando sul trinomio cultura-sport-salute. Da qui nasce il progetto per la Pro Senectute, casa di riposo a sostegno degli anziani, per la stagione teatrale e le iniziative culturali ed infine per il grandioso centro sportivo, che solo quest’anno ha portato a Cantalupa circa 22000 presenze tra turisti e sportivi. La nostra forza insomma sono le idee concrete e una grande pragmatica determinazione, oltre che un’ottima gestione economica delle risorse, che la mia esperienza da Amministratore Delegato di azienda mi ha dato. E non in ultimo la fortuna di ospitare una cittadinanza di ceto medio alto. Quanto pensa che la presenza di grandi personaggi di alto rilievo culturale abbia influito e possa influire sullo sviluppo dinamico di una città? Certamente noi a Cantalupa abbiamo la fortuna di ospitare cittadini illustri (l’Avv. Grande Stevens PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 6 per esempio) che hanno dato grande impulso ed elevato carattere alle attività del nostro paese. Ma questa non è stata solo fortuna, bensì è stato nostro continuo interesse creare un’atmosfera ideale per il coinvolgimento di queste grandi persone, capaci di dare un incredibile contributo per la cittadinanza, grazie in primo luogo al loro collegamento alla grande città, Torino. Bisogna sventare il pericolo del nostro provincialismo, coinvolgendo persone di più ampio titolo e respiro, collegate a realtà più ampie. Quali sono i suoi progetti per il futuro di Cantalupa? Io ormai sono alla fine della mia carriera politica, e infatti non mi ricandiderò nel 2014. Tuttavia credo fermamente che si dovrà puntare al potenziamento del turismo e dello sport, valorizzando al meglio il grande impianto, che attualmente ospita alcune eccellenze come la scuola nazionale di tiro con l’arco, la quale ci ha regalato anche alcune medaglie olimpiche. Per quanto riguarda me, mi dedicherò alla Pro Senectute, che sento come mia creatura e che è senz’altro un’eccellente casa di riposo, messa in piedi senza alcun finanziamento regionale (a differenza di altre di paesi vicini che però tuttora non sono in funzione). Veniamo all’ingombrante vicino, Pinerolo: quali sono i rapporti tra i due comuni? In questi anni devo ammettere che non abbiamo avuto alcun tipo di rapporto con Pinerolo, fatta eccezione per alcuni servizi necessari (Acea, Ciss,..). Attribuisco questa mancanza di contatti anche alla carenza di persone di spicco a Pinerolo che abbiano voluto realmente impegnarsi per il territorio e creare dinamismo. Sono mancati in questi anni pure amministratori pragmatici all’altezza della città. Un suo giudizio sul territorio del pinerolese: può ancora trovare alcune sue specificità o è destinato a un degrado lento e inesorabile? Il mio giudizio sul pinerolese è piuttosto pessimista. Credo che questo territorio sia destinato a un 06/12/2012 0.10.25 “RIFLESSIONI” POLITICHE YOUNG declino continuo, a meno che ci sia un forte colpo di reni, una scossa di idee concrete e di progettualità. E questo impulso può arrivare solo da un personaggio di grande spirito e di iniziativa concreta. Niente ideologia e azione diretta. E in questo posso dire, certo con somma immodestia, che Cantalupa ha raggiunto una forte identità anche grazie al mio pragmatismo. Vorrei poi aggiungere che la situazione del nostro territorio si riassume purtroppo molto bene con la seconda strofa dell’inno di Mameli: “Calpestati e derisi perché non siam popolo, perché siam divisi”. Tuttavia possiamo trovare delle eccellenze nel territorio del pinerolese? Quali? Senz’altro la natura del pinerolese può diventare la sua forza. Nella parte bassa l’agricoltura e nella parte alta il turismo. Ma questi sono elementi da valorizzare e per far ciò ci vuole pragmatismo. L’errore più grosso in questi anni è stato l’assistenzialismo con cui si sono organizzate e mantenute in vita strutture come gli ospedali. L’assistenzialismo, retaggio cattolico, buona cosa in tempi felici, diventa una follia in tempi di crisi. Bisogna gestire le attività trovando fondi dalle stesse attività e non contando sempre sui fondi di Regione e Stato. Un consiglio per il comune capofila, Pinerolo? Pinerolo deve trovare grinta, coraggio e determinazione. E naturalmente ripeto ancora una volta, molto pragmatismo. Non servono tante riunioni e consultazioni di parti sociali. Bisogna avere un personaggio forte e capace, che prenda scelte determinate. I riti della democrazia sono un lusso che non si può permettere un paese in crisi di sviluppo. Lei fa l’amministratore da più di 40 anni. Non crede sarebbe meglio per il paese una rottamazione del vecchio in favore del giovane? Io credo che ci sia bisogno di amministratori onesti e capaci. E io lo sono sempre stato. Ci sono invece amministratori giovani ma non onesti né capaci o PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 7 7 7 amministratori vecchi disonesti e incapaci. Dunque il criterio di misura non può essere l’età, ma l’onestà e la capacità. Considerazioni giovani young - Mi fermo a riflettere su alcuni punti col Sindaco G. Bello. Certamente l’esperienza di Cantalupa è un vanto e un modello di risultato da imitare. Pinerolo per quanto attiene i risultati può solo prendere esempio. Certo però solo sui risultati. Per quanto attiene ai mezzi un po’ di brividi li fa venire pensare alla prassi democratica come a un lusso. Specialmente se si pensa che in momenti di crisi la prima cosa che si fa è proprio tagliare sul lusso. La vostra concezione aziendalista dell’amministrazione, signor Sindaco, mi permetta di dire che non si addice ad una società composta da persone, il cui obiettivo non è esclusivamente massimizzare il profitto, ma creare benessere. E questo benessere non è dato dalla realizzazione di un nuovo prodotto per il mercato come vuole la logica industriale, bensì dalla creazione di un ambiente partecipato. E’ inutile parlare di ‘cosa comune’ se poi non si crede alla democrazia, il primo inderogabile e oserei dire irrinunciabile ‘bene comune’. Inutile dire che mi trovo d’accordo con la sua riflessione sulla rottamazione. Non basta certo il requisito dell’età per essere un buon amministratore. Tuttavia mi permetta, non sarebbe forse più sensato che a prendere decisioni per i tempi futuri fossero persone che vivranno in prima persona quei tempi? Anche questa mentalità per l’indiscussa saggezza delle decisioni del ‘vecchio del villaggio’ credo sia un retaggio insensato, forse più dannoso dell’assistenzialismo. Ed è inutile rifugiarsi nel dire che i giovani non hanno voglia di impegnarsi. Perché i giovani non hanno semplicemente voglia di impegnarsi con la vecchiaia della politica, egocentrista e superba nel volere insegnare loro ‘i trucchi del mestiere’. Emanuele Sacchetto 06/12/2012 0.10.29 8 EVENTI La Pinerolo che ci indigna 8 La denuncia di qualche giorno fa Degrado della stazione=degrado della città Spett. Sindaco Spett. Assessore ai LL.PP. PINEROLO Oggetto: interrogazione sullo stato di degrado della Stazione di Pinerolo Da un’inchiesta pubblicata sul settimanale locale “L’Eco del Chisone” del 7 novembre 2012, è stato evidenziato lo stato di estremo degrado “in cui versa la biglietteria e, più alla larga, la stazione nel suo insieme”. Varie sono state inoltre le segnalazioni che diversi cittadini ci hanno fatto per evidenziare tale situazione. In particolare, viene evidenziata la stridente contraddizione tra il cartello posto nella sala d’attesa dove si evidenzia che “La sala d’attesa di questa stazione è gestita dall’Arnrninistrazione comunale che ne cura la pulizia e il decoro” e la situazione che si vive nella realtà. Inoltre, lo stato di degrado si allarga alle zone adiacenti la sala d’attesa, nei servizi igienici, nella banchina numero 5 e via continuando. Il sottoscritto interroga l’Amministrazione per sapere quali iniziative intenda intraprendere per ovviare alla situazione descritta, sia per quanto di competenza comunale che per quanto di competenza delle Ferrovie. Chiede che l’interrogazione venga posta in discussione nel primo Consiglio Comunale utile. Giorgio Canal, consigliere comunale Pinerolo 9.11.2012 Quella riportata qui sopra è l’interrogazione che il consigliere Canal di Sel ha posto in Consiglio Comunale. PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 8 Per ora non conosciamo la discussione che ha provocato. Certamente però sappiamo che la stazione, qualsiasi stazione di una città, è il biglietto da visita di quella città per gli stranieri che vi arrivano o per persone che vi si recano per lavoro o anche solo per visitare dei parenti. È per questo che l’indignazione di molte persone è stata grande. In modo paradigmatico questo degrado è simbolo della decadenza in atto in questa città e porvi rimedio è più che mai indispensabile, come segno di una volontà di riscossa. Insieme al degrado della stazione vogliamo sollevare anche la situazione di abbandono di altri luoghi simbolo della città, a incominciare dal Parco olimpico. Certo c’è un problema di spesa, ma c’è anche e soprattutto un problema di controllo del territorio per evitare questi degradi. Ci hanno riferito delle guardie ecologiche provinciali volontarie che loro pur volendolo non possono intervenire nel territorio di Pinerolo per sanzionare o riprendere delle persone che commettono atti di vandalismo o di semplice abbandono di rifiuti, perchè il comune di Pinerolo non ha ancora approvato il “Regolamento comunale di gestione dei rifiuti”, fatto proprio dai comuni del consorzio Acea nel dicembre 2008, dove è previsto anche un sistema sanzionatorio per chi abbandona i rifiuti, e che molti comuni del circondario (ad es. Frossasco) hanno già fatto proprio. Forse il primo passo, a costo zero, magari anche con qualche guadagno, per evitare ulteriore degrado è dotarsi di questo Regolamento. 06/12/2012 0.10.30 La Pinerolo che ci piace 9 “Vicini si può!” Progetto di solidarietà responsabile con le nuove realtà di povertà ed emarginazione Le associazioni che si sono coordinate In “Noi Con Il Mondo” cercano di ristabilire un equilibrio nella distribuzione delle risorse disponibili, spesso depredate ingiustamente da pochi rubando a molti. Dopo l’Africa (2011) e l’America Latina (2012) abbiamo scelto di volgere lo sguardo all’Italia, contro il rischio di essere ciechi a casa nostra e sottovalutare che il numero di persone che perdono il lavoro, spesso anche la casa, e di conseguenza la possibilità di provvedere ai bisogni primari, sta aumentando di giorno in giorno. La giusta indignazione verso il sistema di corruzione e di iniqua distribuzione delle ricchezze ci sollecita anche a dare segni concreti, pubblici, di partecipazione al cambiamento. Perciò senza smettere di denunciare le gravi responsabilità dei poteri politici ed economici per questa crisi e di esigere una decisa svolta del sistema, vi proponiamo di dare vita ad un progetto di solidarietà • perché i nuovi poveri che fanno lievitare le statistiche non sono numeri , ma i nostri vicini di casa; • perché mantenere invisibile la povertà e la disperazione non eviterà la deriva verso un futuro sempre più triste ed incerto. NOI CON IL MONDO - “Vicini si può” Progetto di solidarietà responsabile con le nuove realtà di povertà e di emarginazione v.le Savorgnan d’Osoppo, 1/3, PINEROLO www.noiconilmondo.it - contatti: mail [email protected] - cell.3405217879 PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 9 06/12/2012 0.10.31 SOCIETÀ 10 Serate di Laurea A cura di Maria Anna Bertolino Serata di Lettere Moderne e Logopedia con Annalisa Listino e Miriam Sanmartino Parole scritte e parole orali Serate di laurea di Novembre all’insegna della parola, scritta e orale: le tesi presentate riguardano le lettere moderne e la logopedia. Ha aperto la serata Annalisa Listino, laurea triennale presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, con una tesi dal titolo “Natanaele Sellum: ipotesi intorno all’ultimo Fogazzaro”. La studiosa ci ha trasportato nelle atmosfere di inizio Novecento grazie alla sua lettura di un manoscritto inedito dello scrittore vicentino Fogazzaro, composto gli ultimi mesi prima della sua morte, sopraggiunta nel marzo del 1911. Il testo, inedito, è stato ritrovato presso la Biblioteca Bertoliana della città natale dello scrittore. Gli ambienti sono quelli romani dei salotti Miriam Sanmartino bene…peccato arrestarsi al II capitolo, ma più avanti non si può andare, il manoscritto si compone infatti di soli due capitoli iniziali.La ricostruzione letteraria e filologica ha permesso ad Annalisa di avanzare un’interessante ipotesi relativa ad un ritorno da parte dello scrittore ai temi, ambienti e personaggi dei suoi primi romanzi (Malombra e Daniele Cortis). Un volgersi alle proprie origini nel momento in cui tirare le somme di una vita sul finire e,forse, di rinnegare la spinta modernista che tanto aveva animato altri romanzi, come Piccolo Mondo Moderno e Il Santo. Dopo il momento musicale di Chiara Merlo, che, trasportata dall’atmosfera, ha suonato al pianoforte un Notturno di Chopin in Do minore, è stata la volta di Miriam Sanmartino. La neologopedista, laureata il 5 novembre scorso, ha presentato i risultati del progetto che ha seguito per il conseguimento della laurea nelle PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 10 professioni sanitarie, confluito nella sua tesi di laurea dal titolo “Prevenzione e primo intervento sulle difficoltà di apprendimento in ambito didattico-educativo”, conseguita presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo torinese. L’alta incidenza del fenomeno, che può comportare un ritardo nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, vede una saturazione nei servizi assistenziali, siano essi pubblici o privati. Ne consegue l’inevitabile attesa controproducente nella presa in carico dei soggetti, con evidenti ripercussioni negli anni futuri, quali l’insuccesso scolastico e l’abbandono. Alla difficoltà di apprendimento concorrono fattori biologici ed ambientali e particolare attenzione meritano gli svantaggi socioculturali dei soggetti.Per questo il progetto, che ha Annalisa Listino coinvolto scuole dell’infanzia e scuole primarie del IV circolo di Moncalieri, ha posto attenzione alla necessità di screening precoci, sviluppando inoltre due nuovi protocolli di valutazione, a seguito delle prove di somministrazione, e la creazione di un opuscolo distribuito presso le scuole e i centri pediatrici di supporto ai genitori nell’interazione verbale con i propri figli. Miriam ha sottolineato l’arretratezza del sistema scolastico italiano, che non prevede la figura del logopedista nelle scuole, e di quello sanitario, che non si basa ancora su attività di prevenzione. La chiusura delle presentazioni è stata deliziata nuovamente dalla musicista Chiara Merlo. Ha concluso invece la serata il dibattito, particolarmente sentito tra il pubblico numeroso. Serate di laurea riprende l’anno nuovo, appuntamento per l’ultimo venerdì del mese di gennaio. 06/12/2012 0.10.34 ANI DIRITTI UM 11 Visibili & Invisibili GRUPPO GIOVANI AMNESTY INTERNATIONAL Mamma, e i bambini? Mamma, e i bambini? Potrei origliare in una conversazione tra madre e figlio, quando la signora sui quaranta avrà raccontato al figlio di otto anni che tutti, lei, suo padre, il padre di suo padre, sono nati sapendo di possedere delle cose intoccabili, i diritti umani. Qualcosa che rende la tua vita felice, senza la quale saresti triste, ma veramente triste, non come quando perdi un pezzo dell’astronave o ci sono gli spinaci a cena. Mamma, e i bambini? I bambini, avrà detto, vedi, i bambini hanno dovuto impegnarsi molto più degli adulti. Perché? Perché gli adulti bene o male hanno sempre capito di essere importanti, ma i bambini no, un tempo erano adulti imperfetti. Poi sono nate le scuole, quelle vere e per tutti, e le idee sono un po’ cambiate, e forse anche gli adulti. Vedi questa pagina? Questo foglio si chiama Convenzione dei Diritti dell’Infanzia. Devi sapere che un organismo chiamato ONU nel 1954 aveva chiesto che tutti gli stati del mondo creassero una giornata speciale per i bambini. Cinque anni dopo, il 20 novembre 1959 iniziò a valere un’altra carta, chiamata Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, e trent’anni dopo un’altra ancora, la Convenzione che ti mostra- vo prima, ricordi? Il bambino avrà annuito, interessato a tutti quei fogli grandiosi. Quindi i bambini sono importanti? Sì, anche se lo hanno capito tardi. I bambini non sono piccoli adulti, sono importanti tanto quanto i grandi, e tanto quanto imparano dagli adulti lo restituiscono, insegnando stupefacenti lezioni di vita. L’educazione dei bambini, compresa una cosa difficile come l’educazione ai diritti umani, è lo strumento di noi adulti per aiutare voi bambini a superare le migliaia di difficoltà con cui entrate in contatto senza saperlo, e per accompagnarvi in una crescita sana e dignitosa. E non è finita qui, perché un giorno sarai qui al posto mio e racconterai che mai un bambino nasce senza diritti umani e che mai un bambino deve essere messo al secondo posto. Ora vai a giocare, è un tuo diritto, avrà infine concluso la madre, dopo un discorso breve ma che dopo qualche anno avrà contribuito a far crescere un individuo e l’intera società nel rispetto tanto del vicino quanto del lontano. I bambini! Senza i bambini a chi insegnerei quanto essi sono importanti? Avrà alla fine pensato la signora sui quaranta, prima di mettersi a cucinare la cena. A cura di Chiara Perrone Un anno di Libera contro le mafie Si avvicina la fine del 2012, a breve tutti saremo impegnati a festeggiare e nei nostri animi nasceranno tante nuove aspettative per l’anno nuovo. Libera quest’anno ha ottenuto numerosi risultati, e l’anno si concluderà con un ultimo seminario di tre giorni, dal 6 all’8 dicembre a Torino, inerente la legalità e la conoscenza che ne hanno i più giovani. Il nuovo anno si prospetta sotto il segno della crisi, ma le organizzazioni mafiose non smetteranno per questo i loro affari loschi! L’espansione della ‘ndrangheta in Piemonte ha raggiunto numeri sempre più preoccupanti e si trova sotto il mirino delle autorità, invece, i cosiddetti territori “vergini” sono i nuovi bersagli delle organizzazioni, le quali si comportano sempre più come uomini di affari e PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 11 sempre meno come mafiosi. Insomma i tempi son cambiati e l’onore non sempre esser più un valore nemmeno per la mafia. Oramai anche in questo campo il denaro è divenuto l’unico “amico” da non tradire. Questa rapida analisi ci permette di comprendere che le organizzazioni mafiose non compiono più grandi stragi di sangue per poter contiunuare a muoversi nell’ombra, ma proprio per questo motivo è più difficile comprendere quali siano le “lavatrici” di denaro sporco e di traffici poco chiari. Vi invito quindi a continuare a mantenervi informati, ad esaminare a fondo ogni evento e a domandarvi il perchè degli avvenimenti. La parola all’ordine del giorno del 2013 deve essere “legalità”, ogni azione deve essere legale e trasparente, dove c’è nebbia c’è illegalità. 06/12/2012 0.10.38 SOCIETÀ 12 Giovani@Scuola A cura di Nadia Fenoglio Francesca borgarello rappresentante d’istituto al Porporato “Autogestione è partecipazione” La fine dell’anno porta con sé la giornata in cui sono gli studenti a “fare scuola”, a decidere di cosa si parla tra i banchi. Si chiama autogestione. Attività fuori dall’ordinaria amministrazione, si direbbe. Per alzare un momento il naso dal quaderno scarabocchiato di appunti e rivolgerlo fuori dalla finestra ad annusare l’aria che tira. Il liceo Porporato avrà la sua autogestione il 20 dicembre: un’iniziativa che richiede dedizione e impegno organizzativo da parte dei rappresentanti di Istituto. Tra di essi Francesca Borgarello della 2B Classico ci anticipa alcuni dettagli della giornata. Francesca, qual è il senso dell’autogestione? Se dovessi scegliere una parola per condensare interamente il significato della giornata di autogestione direi: scambio. È uno scambio di idee e posizioni innanzitutto tra noi studenti, partendo da forme meno istituzionali rispetto alle lezioni frontali e da contenuti sensibili, per dir così, vicini ai nostri interessi, ma spesso poco dibattuti in classe. È anche una collaborazione alternativa coi professori, che sono infatti invitati a partecipare alle attività per dare anch’essi un contributo al confronto e allo scambio, appunto. Insomma, si tratta di una costruzione del sapere insieme, che matura passo passo attraverso il dialogo reciproco, e non di una “consegna” di saperi preconfezionati. Dal tuo punto di vista, i professori sono interessati a partecipare? Sì, i professori stanno dimostrando un certo interesse. Penso che siano contenti dei nostri sforzi per coinvolgerli nelle attività di autogestione. Quali temi toccheranno le attività in programma? Su questo stiamo lavorando io e i miei compagni rappresentanti di Istituto Valentina Paradiso, Stefano Francia e Simone Scaglia. Ci saranno PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 12 senza dubbio occasioni di dialogo su temi legati all’attualità; abbiamo proposto argomenti come i diritti delle coppie omosessuali, l’ambiente, le attività di volontariato. Avremo anche la collaborazione con le associazioni Amnesty International e Libera per stimolare il confronto in merito ai diritti umani e alla lotta alle mafie. Nel lavoro di organizzazione della giornata - ci tengo a ricordare – noi rappresentanti possiamo avvalerci di un prezioso aiuto, quello dell’organo esecutivo, vale a dire di un gruppo di circa venti studenti che, dal passato anno scolastico, affianca l’attività di noi rappresentanti. L’autogestione è un momento che gli studenti hanno per dire la loro sui problemi della scuola. Secondo noi nella scuola italiana esistono enormi problemi, e con questa giornata speriamo di sensibilizzare ancor di più a questo proposito. Il punto è che manca una vera riforma, abbiamo visto solo tagli. Occorrerebbe invece investire in nuovi modelli scolastici di respiro europeo, non più vincolati alla didattica frontale: per esempio impostare le lezioni in piccoli gruppi di ricerca che stimolino la partecipazione attiva e impiegare strumenti tecnologici come i tablet. In tal senso abbiamo preso contatti col liceo Lussana di Bergamo, dove è stata avviata un’interessante sperimentazione di questi nuovi metodi didattici. Quando la prossima autogestione? Se tutto andrà bene pensiamo di riproporre nel secondo quadrimestre una giornata di autogestione su uno specifico tema: l’arte. Si tratta di organizzare laboratori di musica, fotografia, disegno e di varie discipline artistiche, magari in collaborazione coi rappresentanti del liceo Curie, dove questa stessa iniziativa ha luogo ogni anno. 06/12/2012 0.10.41 SOCIETÀ 13 Sociale&Volontariato A cura di Valentina Voglino www . zeroviolenzadonne . it Una giornata mondiale per riflettere sulla violenza sulle donne “Io chiedo l’indipendenza della donna, il suo diritto di mantenere se stessa, di vivere per se stessa, di amare chi e quanti vuole. Chiedo libertà per entrambi i sessi, libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità.” Emma Goldman, 1897 Questa frase campeggia sulla prima pagina del sito www. zeroviolenzadonne.it. Il 25 novembre è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un po’ di dati: dal 2009 al 2012, 5723 donne si sono rivolte a strutture che svolgono attività anti-violenza nella sola regione Toscana. Sono dati che emergono dal IV rapporto sulla violenza di genere in Toscana, presentato il 26 novembre a Pisa. Il lavoro è frutto di un progetto all’avanguardia perché i dati provengono, caso unico nel nostro paese, da un’applicazione web messa in piedi dalla Regione: un sistema che collega in tempo reale le attività di orientamento, accoglienza e tutela giuridica verso le donne vittime di violenza. I dati del rapporto parlano chiaramente: emerge un tipo di violenza che non ha niente a che vedere con la carenza di cultura o le difficoltà economiche. Si tratta di un fenomeno trasversale dove le vittime hanno uno stato occupazionale nella media, e addirittura titoli di studio più alti della media. La violenza denunciata è nella maggior parte dei casi all’interno della coppia. Tra le donne straniere il peso della violenza tra le mura domestiche è particolarmente drammatico e si tratta soprattutto di PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 13 violenza fisica (81%). Un altro dato preoccupante è che la maggior parte delle donne ha figli che assistono alla violenza da loro subita: il 58,2% delle donne italiane e il 67,2% delle straniere. L’associazione ZeroViolenzaDonne è una Onlus nata dalla “quotidiana necessità di diffondere un messaggio diverso contro la violenza sulle donne e un punto di vista diverso sulla relazione tra uomini e donne. Noi di Zeroviolenzadonne crediamo che la violenza contro donne, bambine e bambini sia inaccettabile. E’ tra i primi fattori di disgregazione sociale e di impossibilità di una relazione sana tra uomini e donne, adolescenti ed adulti. E’ con forza che quotidianamente sosteniamo l’idea che ogni donna e ogni uomo abbiano il diritto ad essere trattati nella società con dignità e rispetto. Ed è con determinazione che promuoviamo la partecipazione attiva delle donne in ambito politico, economico e sociale. “ ZeroViolenzaDonne si impegna inoltre nel sostenere l’autodeterminazione di transessuali, gay e lesbiche, ritenendo inaccettabili le discriminazioni che vengono compiute nei loro confronti. Il lavoro si incentra anche nel creare una cultura dei diritti per tutte le persone migranti, rifiutare nettamente pregiudizi e discriminazioni basati sull’appartenenza a un gruppo sociale diverso dallo stereotipo, promuovere lo scambio tra le diverse culture. Per maggiori informazioni: www.zeroviolenzadonne.it 06/12/2012 0.10.42 S O C IE T À 14 Giovani&Lavoro A cura di Giulia Pussetto GIOVANI IMPRESE PINEROLESI EMERGENTI Industrial Tecnica Nonostante la crisi, in Pinerolo abbiamo delle giovani imprese di nicchia che crescono, assumendo anche nuovo personale. Una di queste è l’Industrialtecnica di Claudio Zagni e di Pierluigi Baudrino. Incontriamo Claudio Zagni. Ci parli della sua impresa, di cosa si occupa? Industrialtecnica si occupa di consulenza tecnica per le industrie nel settore delle certificazioni CE (direttiva macchine). Questa attività iniziò negli anni ‘90 quando in Italia si cominciò a parlare di “direttiva macchina”, una disposizione europea nuova che imponeva alle aziende una certificazione per i loro prodotti. Noi abbiamo capito che si era aperto un settore di lavoro con buone prospettive e così abbiamo dato origine nel ‘95 alla nostra impresa. Il punto di partenza per questo nuovo progetto lavorativo è stato il campo del disegno meccanico e progettistico. La prima industria alla quale ci siamo proposti è stata la Comau di Grugliasco: il nostro lavoro aveva suscitato interesse e subito diventammo fornitori. I primi lavori venivano svolti in casa e poi successivamente in un piccolo ufficio a Torino. Nel 2005, con la sicurezza di essere già noti sul mercato, ci siamo spostati a Pinerolo. Il nostro è un campo in continua evoluzione, che necessita di una certa esperienza. È un vero lavoro di squadra, dove in origine ci sono i tecnici sia del settore elettrico che del settore meccanico che realizzano i manuali, poi i traduttori, in quanto realizziamo molti manuali per l’estero. Quindi i segretari tecnici che si occupano del controllo dell’attività, della stampa e della comunicazione. I dipendenti sono 8 a Pinerolo, più altri 8 a Torino. Gli ultimi assunti, qualche mese fa, sono Alessandro e Francesca, un tecnico che realizza i manuali di istruzione e una traduttrice che coordina le traduzioni nelle varie lingue. Dal punto di vista lavorativo com’è la situazione? Risente dell’attuale crisi? Posso affermare che nonostante la crisi gli ultimi due anni abbiamo lavorato parecchio, infatti le ulti- PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 14 S.r.l. me due assunzioni (Francesca e Alessandro) sono molto recenti. Il suo lavoro in prevalenza è attinente a quello dell’automobile. Quali sono le prospettive per questo settore? Io credo che la produzione si sposterà sempre di più verso i paesi emergenti, mentre l’ingegneria rimarrà nei nostri paesi. La produzione si svolgerà soprattutto dove la manodopera è a costi molto bassi. Inoltre c’è da ricordare che l’Europa è ormai satura di tutto, mentre Cina,Brasile,Serbia e l’Est in generale stanno crescendo ades- so. Il suo lavoro ha a che fare con le lingue: qual è la lingua attualmente più trainante e quella che lo sarà in futuro? L’inglese è la lingua con la quale si lavora maggiormente. Il russo lo considererei una lingua di nicchia in quanto vi si lavora solo in certi momenti. Il cinese sta avendo un ruolo sempre più importante poiché tutti i produttori europei costruiscono in Cina e quindi il futuro dei mercati si sta spostando verso questo paese, ma non solo, anche verso il Messico, il Brasile e la Serbia (la Cina dell’Europa). L’inglese rimane il requisito fondamentale, perché i tecnici di alto livello lo conoscono; ormai è la lingua veicolare del nostro secolo. Per certi versi un discorso simile vale anche per il tedesco. Una domanda sul pinerolese. Come vede questo territorio? Noi siamo nel pinerolese ma ci lavoriamo poco. Questo territorio sicuramente non è in crescita ma il settore auto, gli artigiani ed i fornitori industriali rimangono importanti, perchè, nonostante la crisi, hanno creato una realtà espansiva all’estero continuando a mantenere il know-how in casa. Un consiglio per un giovane in formazione? Di non fermarsi alle conoscenze scolastiche sia per quanto riguarda il campo linguistico che per qualsiasi altro campo, in quanto la scuola, benché istruisca i giovani, non riesce a spiegare loro il mondo del lavoro, stando dietro ai rapidi cambiamenti. 06/12/2012 0.10.48 ARTE& COLO SPETTA 15 Teatro A cura di Rebecca Donella LA STAGIONE DEL TEATRO SOCIALE Colazione da Tiffany E’ il 1957, William Parsons, scrittore ormai affermato, rincontra dopo anni l’amico Joe Bell nel suo bar. I due, guidati dai ricordi e dalla voce di William, ripercorrono la storia di Holly, la ragazza che, più di dieci anni prima, li aveva fatti innamorare entrambi. Immediatamente ci si ritrova nel 1943, in una New York frivola e mondana, popolata da personaggi eccentrici e bizzarri che si muovono tra poveri alloggi presi in affitto, bar che compaiono e scompaiono e vetrine di vecchi negozi calati sulla scena dall’alto. Holly è un personaggio affascinante e travolgente che si inventa ogni volta un passato nuovo e diverso, circondata da incontri occasionali, sciocchi miliardari che seduce per farsi mantenere, feste e abitini alla moda. Tutti i personaggi ruotano intorno a lei e brillano della luce di questa ragazza che riesce a mostrarsi vestita elegantemente, in autoreggenti o completamente nuda, sempre con la stessa solare disinvoltura. Ma il passato di Holly viene violentemente alla luce quando giunge in città il marito, dal quale era scappata, nel vano tentativo di riportarla a casa; da qui la situazione precipita e la nostra eroina, PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 15 abbandonata a causa di uno scandalo da Josè (l’uomo che ama) e avendo perso il bambino che portava in grembo, fugge da New York e sparisce nel mistero. William, il nostro scrittore allora esordiente, da allora non vedrà più la donna che ama e della quale ha narrato la storia che a questo punto lo riporta al presente e si conclude. I personaggi, calati in una notevole scenografia, enfatizzano i loro tratti salienti sfiorando così il rischio di divenire caricature di se stessi e, se riescono a dipingere a colori vividi l’atmosfera frizzante e superficiale, rendono però le emozioni più intense in modo ovattato e poco reale. Ciò che più rimane impresso è proprio Holly, che muove affetto e diffidenza, spigliata e desiderosa di mordere ogni attimo della vita con leggerezza che cela però una grande malinconia. E’ sempre Holly che, lontana da ogni moralismo, esprime un pensiero che io, come gli attori diretti da Piero Maccarinelli, condivido pienamente: “Rinucerei a Josè solo per Greta Garbo, se lei mi chiedesse di sposarla lo farei, perché no? L’amore dovrebbe essere sempre permesso, non importa di chi con chi”. 06/12/2012 0.10.49 16 Lettera a... DAL TEMPO di Cristiano Roasio Lettera a Babbo Natale “A cosa servi? E soprattutto chi servi?” A fine ottobre i miei occhi affaticati da luci artificiali hanno già dovuto essere strizzati nella notte per sopportare le luminarie natalizie: se un quarto del nostro anno, quindi un quarto della nostra vita e ponendo i 75 anni come soglia media, quasi 19 anni, devono essere spartiti con discutibili Babbi Natale di plastica impiccati come tanti Spiderman fuori forma o con luci che il più delle volte saltellano allo stesso modo di spiritelli indemoniati o più verosimilmente come tic nervosi oculari, voglio sapere, esigo anzi capire il senso ultimo del Natale. Pur non sottovalutandone le implicazioni religiose, pagane o meno, preferirei lasciare ad altri ogni considerazione religiosa e antropologica sulla Natività, sulla Festa delle Luci, sul culto di Mitra e mandare una lettera ad uno dei maggiori colpevoli di questa festività: Babbo Natale. La mia letterina disillusa non vive della stessa creatività e dell’attesa spasmodica di quelle di oltre venti anni fa, quando vagliando con piglio serioso e commerciale i cataloghi dei giocattoli, sceglievo l’ennesima riproduzione di qualche arma di distruzione di massa in plastica da imbustare ai miei parenti più stretti, ma prospera grazie ad una sempre maggiore stizza all’appropinquarsi melenso di quella sensazione di triste pienezza dopo il pranzo del 25 Dicembre, quando è tutto apparentemente Finito. Per questo incalzo il ciccione barbuto con stoccate maieutico-socratiche, ma quello non fa altro che nascondersi dietro tutti quei pacchi confezionati da folletti offshore. A cosa servi? E soprattutto chi servi? I piccoli e dolci pargoli imbevuti di retorica capitalista come un panettone di crema al caffè? Il Pil? Un albero morto PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 16 pieno di palline dorate? No, non voglio ridurmi a rimbalzare su quel pancione triti slogan anti-consumistici, per quanto probabilmente, in un’ottica, non so se giusta ma perlomeno morale, di decrescita, tutti quei watt mi sembrano un tantino sprecati, per usare un eufemismo. Il Natale così come altri momenti delle nostre annualità reiterate si nutre di un vuoto strisciante ed incolmabile: la festività si deve festeggiare perché è così e basta. Non provate a uscire dal circolo vizioso se non sopportate lo sguardo dei vostri genitori che esprime “come-si-faa-non-apprezzare-il-benessere-ne-avessi-avuto-ai-miei-tempi” e non capiscono perché a voi del salmone, seppur buono per carità, non ve ne freghi un accidenti o amici che sembrano aspettare un anno per riuscire a sbronzarsi di vin brulè o dulcis in fundo pseudo giovani che si scambiano regalini inutili atteggiandosi a adulti che non sono e che se continuano così mai saranno, ben vestiti e pieni di pietanze colorate. Il Natale è così. Prendere o lasciare. Caro Babbo Natale io lascio, nel limite delle mie possibilità e ti chiedo: perché vivi nascosto e isolato? E’ così difficile sopportarsi in tutta la mole di agiatezza e gratitudine? Il Natale, dal latino natalis indica una nascita, qualcosa di analogo a ciò che avviene ai germogli del pane sotto la calda e materna cappa di neve, qualcosa di lento e nascosto, che esiste come tutte le rinascite solo dopo la morte, la fine. Ecco, evidentemente serve un po’ di gelo per risvegliarsi. Buon Natale a tutti. 06/12/2012 0.10.50 TI DOCUMEN Sul filo della memoria 17 di Renato Storero C’era una volta... /1 1939:“A noi non ci frega nessuno” Si potrebbe partire con il classico “C’era una volta lungo il percorso, ciascuno con la propria inconfon...” ma sarebbe come cadere in una nuvola da favola. dibile clientela: in queste circostanze non si negano Ma la nuvola si dissolve presto e rimangono i fatti: mai, aperitivi, whisky, drink a scelta. la storia recente che posso far risalire al 1940 anzi Non si percepisce il regime mussoliniano; si vocifera al 1939. però che potrebbe arrivare nel corso di una tournèe Momenti strani per la città, anzi interlocutori sempre in Piemonte, lo stesso Duce. C’é fermento. La voce in bilico tra una sorta di è confermata. Le camiindifferenza e di attesa di cie nere escono dagli qualcosa, qualche evenarmadi, si moltiplicano, to non certo percepito uniformi e gradi della come gradito. Milizia, con tanto di puIn Pinerolo, città tragnale dondolante ... dizionale di caserme, Prove generali; esercizi cavalleria e alpini, una di ogni tipo, sfilate. Poi parte della vita non solo arriva il gran giorno; atmondana e visibile si srotesa spasmodica; piazza tola sotto i portici “nuoVittorio Veneto è colvi”; una antica abitudine, ma: le diverse specialità quasi una tradizione: un schierate con rigida preluogo di appuntamenti; cisione. Attesa paziente Pinerolo 1939, Mussolini passa in rassegna mamme e carrozzine un va e vieni lento, cadi 4/5 ore, balilla, balilla denzato, rituale con brevi arresti e riprese di passo; moschettieri, con i loro moschetti giocattolo, avansignore alla moda con i cappellini, discorsi leggeri, alla guardisti e così via... ricerca di uno sguardo di un sorriso maschile; soldati Si pensa ad un discorso, si spera in qualche parola. di cavalleria con spadoni pesanti e volgari, colbac- Nel fondo della piazza c’è agitazione: si percepiscono co all’italiana. Nelle feste solenni sormontati da una ordini secchi. piuma. Il Duce sale sul palco; naturalmente scrosciano gli Poi gli alpini con il classico copricapo camminano applausi con relativi “Evviva”. Subentra un silenzio piuttosto in gruppetti: non c’è molta simpatia recipro- assordante. Con le mani sui fianchi, il ca. Qualche frizione accade, con atti sgradevoli Duce indica con un gesto un cartellone sostenuto da minacce, presto sedati, ma sopravvivono rancori... uno studente universitario, ben noto in città. Sale sul Evidentemente esiste ancora ora il cosidetto spirito di palco e lo indica al popolo affinchè ne faccia tesoro. corpo. Gli ufficiali, poi, non mancano, anzi per loro è Lo scritto è il seguente: “ A noi non ci frega nessuno il momento di una certa esibizione pubblica: la serata “. Grida di approvazione di fronte ad un verso così è loro concessa, un po’ solenni, un po’ esibizionisti, nobile. con saluti dati e ricevuti: sottotenenti, tenenti, capita- Si attende il seguito, dopo una tale altissima citazioni, maggiori, sino a colonnelli con tanto di gradi dorati ne. Ma ecco che il Duce scende di colpo dal palco e scintillanti; talora alcuni un po’ svaniti. Ma appare senza un verbo. pure, sia pure raramente, qualche generale con la Le migliaia della piazza rimangono di stucco. Stanchi “greca” ben visibile, sollecitando mormorii e ammi- morti inizia la smobilitazione. La delusione è al masrazione dei “borghesi”, quasi fosse una apparizione simo: sale qua e là qualche mugugno, subito sedato imprevista. Quattro cinque “caffè” sono disseminati dai gerarchi; la delusione è notevole. PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 17 06/12/2012 0.10.50 SPORT 18 Sport A cura di Andrea Obiso IL CURLING I Pinguini Pinerolo Questo mese approfondiremo un tema già affrontato in termini generali qualche tempo fa: il Curling. E’ risaputo che durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, Pinerolo era la base principale per quanto riguarda questa disciplina. Questo le ha conferito senz’altro molta popolarità e anche in virtù di questo evento nel pinerolese vi sono moltissime persone che praticano il curling. La notorietà del curling, per certi versi effimera data la ben più ampia pratica di sport invernali come lo sci, lo snowboard e l’hockey, non è andata affatto perduta e per questo abbiamo voluto incontrare il presidente dei Pinguini Pinerolo: Paolo Ribotta. Presidente, quanti anni fa è cominciata la vostra avventura e perché “pinguini”? Il nome è stato deciso dai ragazzi che hanno dato vita al Club nel 2008. Da allora noi siamo presenti qui a Pinerolo. Detto questo non ci muoviamo da soli, la nostra è infatti una società satellite del “Pinerolo Sporting Club”, a cui fanno riferimento diverse squadre di pallavolo, pattinaggio e quant’altro. Che categorie affrontate e quali fasce PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 18 d’età sono rappresentate nei “Pinguini”? Le fasce d’età sono varie, in linea generale dall’età in cui è fisicamente possibile praticare questo sport, quindi direi come età minima otto anni. In totale sono una trentina di atleti provenienti dal pinerolese ma anche da posti più lontani come Avigliana o Buttigliera, mentre gli allenatori sono tutti del “Pinerolo Sporting Club”. Quest’anno non partecipiamo alla Serie A, contrariamente agli scorsi anni, ma solo ai campionati giovanili. Aggiungerei una nota interessante riguardo i campionati: forse non tutti sanno che nel curling, fino alla categoria Junior, è possibile partecipare alle competizioni con squadre miste, ovvero sia maschi che femmine. Il vostro campo di casa è il Palaghiaccio immagino. Sì giochiamo lì tutte le partite in casa mentre le trasferte sono anche molto distanti, come Cortina per esempio. Come affrontate le spese di queste trasferte, le quali immagino non siano da poco? Sia la società che la federazione danno una mano. Si cerca di coinvolgere qualche sponsor e le famiglie degli atleti contribuiscono alle spese necessarie. 06/12/2012 0.10.51 19 Va da sé che uno sport come il curling vive di passione, non è come il calcio dove anche a livelli più bassi si percepiscono rimborsi per le spese o addirittura veri e propri stipendi. Nel curling anche ad alti livelli è la passione che muove gli atleti e gli operatori in genere. Avete conseguito qualche risultato interessante negli ultimi anni? Senz’altro. Per fare un esempio solo l’anno scorso ci siamo piazzati primi, secondi, terzi e quarti al campionato ragazzi. Tutto questo senza essere i favoriti, lo sport a volte va così. Partecipate anche ad altri tornei al di fuori della FISG? Certo, il curling offre molte occasioni di incontro per i ragazzi. Ovviamente questi tornei si svolgono sia in Italia che all’estero, ma a questo proposito ci tengo a sottolineare una lodevole iniziativa. PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 19 Si tratta di un torneo che ha luogo qui a Pinerolo e al quale noi abbiamo partecipato più di una volta, in cui le squadre si vengono a creare con componenti sia normodotati che diversamente abili, è una bella occasione per vivere questo sport insieme. Vi capita che qualche ragazzino lasci il curling a favore di qualche altro sport, a causa dell’influenza di amici o compagni di scuola? Sì, è capitato qualche volta, ma credo sia normale. Nonostante tutto, questo è un discorso che ci riguarda fino ad un certo punto. Qui a Pinerolo infatti abbiamo un settore giovanile molto invidiato. Anche le squadre più competitive si complimentano con noi perché in Italia non c’è una quantità di giovani che praticano curling al pari di quella di Pinerolo. Grazie infinite e in bocca al lupo! 06/12/2012 0.10.51 MUSICA Officine del suono 20 A cura di Demis Pascal M U S I C A EMERGENTE I SACS L’incontro con i SACS è avvenuto tempo fa, abbiamo infatti diviso il palco durante una manifestazione, ma in quest’occasione mi sono limitato ad ascoltarli cercando di farmi raccontare qualcosa. Ormai conosco da anni Cristina la frontwoman e tra una birra e la fine del soundcheck le parole iniziano a scorrere. Vengo così a sapere che I SACS nascono un po’ per caso e iniziano a suonare per le strade di Torino. L’idea era quella di riunirsi per fare un po’ di jam insieme. La voglia di suonare però cresce e dopo numerose peripezie la formazione si è stabilizzata con: Cristina Bunino (voce e armonica), Edoardo Botto (chitarra), Enrico Ferrero (basso), Pantaleo Galletta (piano e synth) e Oliver D’Adda (batteria). Il nome SACS deriva da una lunga dissertazione su come fare per trovare un appellativo adatto alle loro personalità e al tipo di musica che cercavano di fare. Dopo una lunga serie di nomi più o meno simpatici, siamo arrivati a optare per qualcosa che riguardasse uno strumento. Pare abbiano pensato subito al Sassofono, in quanto nessuno di loro sapeva suonarlo, nonostante avesse una forte attrattiva su tutti i membri del gruppo. Le uscite musicali della band sono decisamente poliedriche, quindi chiedo a Cristina se si sentono appartenenti ad un genere oppure no... Risponde così: “...Non abbiamo un genere definito. Ogni membro porta le sue idee e le sue preferenze da generi diversi. Inizialmente suonavamo soprattutto cover blues/jazz, poi con l’arrivo della sottoscritta abbiamo deviato verso il rock anni 70, mantenendo il repertorio precedente. Nel corso degli anni abbiamo scritto pezzi nostri che hanno influenze blues rock e funky. A prescindere dal genere tutta la musica che suoniamo e che amiamo fonda le sue radici nella musica nera del PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 20 ‘900.” Un altro aspetto interessante è rappresentato dal rapporto con i luoghi che hanno visto nascere e crescere la band, chiedo quindi: “...siete sul territorio da un po’ di tempo...com’è cambiata la scena pinerolese?”. La risposta, come quella che darebbe il sottoscritto ,è un po’ malinconica. “...Quando abbiamo iniziato a Pinerolo c’era un bel movimento musicale composto da gruppi di generi diversi. Grazie all’interessamento di associazioni e circoli culturali sono stati promossi parecchi eventi sia a Pinerolo che nel circondario che ci hanno permesso di farci conoscere e di confrontarci con altri musicisti. Col tempo le cose sono cambiate e ultimamente ci sono sempre meno posti dove è possibile fare musica e anche meno gruppi emergenti, causa il disinteresse e la difficoltà oggettiva nell’organizzare eventi live. Un esempio triste è quello del circolo Arci Stranamore, le cui sorti a oggi sono incerte. Dalle esperienze che abbiamo avuto nel torinese, lì le cose sembrano andare un po’ meglio ma sempre legate a piccole realtà. Tuttavia questo non significa che non ci siano persone che cercano di costruire qualcosa di concreto .” Lo show sta per iniziare, due parole quindi per sapere che direzione prenderanno questi ragazzi. “...Abbiamo appena trovato un nuovo batterista. Non appena avremo trovato l’affiatamento con il musicista giusto ritorneremo a calcare un po’ di palchi. L’attività live è proprio quella che prediligiamo. Inoltre con una persona nuova speriamo di poter trovare gli stimoli giusti per comporrre nuovi pezzi e chissà in un futuro registrare un disco”. In bocca al lupo quindi ai SACS per il loro futuro. Giù le luci, inizia il concerto! 06/12/2012 0.10.52 SOCIETÀ 21 Andare al cinema di Andrea Obiso TFF 30 e Ken Loach La coerenza boomerang di un regista Nell’occasione del suo trentesimo compleanno il Torino Film Festival ha deciso di assegnare il “Gran Premio Torino” ad un grande, spesso dimenticato, del cinema internazionale, Ken Loach. Il cineasta britannico oltre a far parlare di sé per il suo cinema, è da sempre schierato dalla parte dei lavoratori. Questa volta però si è superato; ad un Festival che nulla lascia alla passerella Loach ha presentato un doppio rifiuto che, se nella sua prima parte poco importa per la stessa natura del Festival, nella seconda molto fa capire del momento che stiamo vivendo. Anche inconsciamente il cinema lancia segnali di rappresentazione della realtà, anche attraverso la vita e le scelte di chi lo crea. Il “Gran Premio Torino” infatti, non solo non verrà ritirato dal cineasta britannico, ma non verrà neanche di fatto assegnato, dato che Loach lo rifiuta del tutto. Gli organizzatori, laconicamente, comunicano tramite il sito ufficiale che Loach non sarà presente per “cause indipendenti dalla volontà del Festival”. Il che di fatto è vero, il dado della discordia in questo caso è la gestione del personale addetto alle pulizie all’interno del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Tale gestione è affidata a una società esterna quindi la responsabilità non può attribuirsi al Museo Nazionale del Cinema, tanto meno al Torino Film Festival. Detto questo Loach (diamo per scontato che sia stato informato correttamente) ha deciso di tenere fede ai propri principi PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 21 rifiutando la partecipazione e il ritiro del premio. E’ la lezione che il cinema ci riserva ogni volta che ne ha l’occasione: il mondo delle star, delle vetrine e dei tappeti rossi, (come il mondo dei milionari) risente in parte minima della crisi, che invece si manifesta in tutta la sua dannosità a livelli più bassi. Questo capita negli ambienti sacrificati per primi, quelli culturali, capita nel nostro quotidiano e fa sorridere la scelta coerente di un Film Festival che le si è ritorta contro, proprio in virtù della sua coerenza. Detto questo il Festival riparte come sempre, con una retrospettiva dedicata a Joseph Losey e, fra le altre, le consuete categorie “Festa mobile”, “Rapporto Confidenziale”, “TFFdoc/Italiana.doc”, “Onde”, “Italiana.corti” e “Spazio Torino”. Come sempre la preoccupazione principale del Festival rimane quella di offrire buon cinema di registi non ancora conosciuti. Questo non significa che sia un festival di sconosciuti anzi, oltre all’opera prima di Dustin Hoffman come sempre ci sono stati, anche in concorso, attori importanti, uno su tutti il premio Oscar Colin Firth ma anche Tim Roth e altri. Con la crisi, non si è sicuri se sarà possibile farlo ancora un Festival così: ampio, eterogeneo e completo nella proposta al pubblico, noncurante per la maggior parte del tempo del mondo dello showbusiness. Speriamo... 06/12/2012 0.10.53 22 PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 22 22 06/12/2012 0.10.53 cosedicasanostra Idee per la città Che Pinerolo sia in una fase calante, di declino dal punto di vista politico ed imprenditoriale è sotto gli occhi di tutti. È un declino locale che si inquadra in un declino più ampio a livello nazionale ed europeo a favore di un riassetto globale del mondo, dove il centro non è più l’Europa, ma l’Asia. La domanda è: come collocarsi in questa crisi o lasciarsi andare in balia degli eventi? Come dice il sindaco di Cantalupa Bello, con un piglio secondo noi un po’ troppo manageriale pur tuttavia vero, bisogna trovare un’idea vincente per la città e per il territorio. E muovere poi le pedine giuste per realizzarla. In una società il compito di produrre le idee è proprio degli intellettuali e delle persone di cultura, sta poi alle forze politiche vagliarle e realizzarle. È ora che anche queste persone scendano in campo. La politica non basta più: la mediocrità è troppa! Pinerolo, nonostante la crisi, vanta ancora una grande forza intellettuale. Vi sono decine di associazioni culturali, numerosi docenti universitari, società storiche di matrice laica e religiosa, società editrici... Nel nostro piccolo offriamo uno spazio per chi ha idee da proporre per la città: [email protected]. Dizionario inglese-piemontese Brass-a-let = Bracciale Got us = Gattaccio Grease = Grigio, spento Group = Nodo He corn = Le corna Human tell... = “Li abbiamo nel...” Jaw-an = Giovanni Jew-an-hot = Giovanotto Lord = Alticcio, ubriaco Love-trees = Lavatrice PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 23 23 23 Benigni torna in tv con la Costituzione amica Roberto Benigni torna in TV il 17 dicembre a parlarci di Costituzione. Lo ha annunciato qualche tempo fa al Tg1. Sarà in prima serata su Rai1 con una trasmissione dal titolo “La più bella del Mondo”. Dopo La Divina commedia e l’Inno di Mameli illustrato nell’ultima ospitata al Festival di Sanremo, l’artista toscano prosegue nella sua personale e fantasiosa rivisitazione dei classici italiani. Questa volta ci sarà tra i suoi ispiratori anche un pinerolese illustre, il sen. Elvio Fassone, con la sua opera “Una Costituzione amica” (Garzanti,2012), lo ha rivelato in una telefonata al senatore lo stesso Roberto Benigni. Chiuse le manifestazioni per i 150 anni del Liceo Porporato Il 24 di novembre si sono conclusi i festeggiamenti per la ricorrenza dei 150 anni del Liceo con la presentazione del video intervista ad alcuni ex allievi, le performance musicali di alcuni allievi del Liceo e il concerto con dj degli studenti. Relazioni, mostre, rappresentazioni teatrali, conferenze hanno arricchito i festeggiamenti. 06/12/2012 0.10.54 Sono a m i c i d i P i n e r o l o I n D i a l o g o PineroIndialogo-dicembre.2012-online.indd 24 24 06/12/2012 0.10.59