CONTIENE I.P.
“In caso di mancata consegna inviare a ufficio Bologna CMP
per la restituzione al mittente che si impegna a versare la dovuta tassa.”
Sommario - n° 2 - Giugno 2008
4
Editoriale
6
Tanghi frementi, scambi di coppia, lepri e levrieri:
Sott’acqua l’amore è così
di Ugo Claudio Matteoli
10 Mondiali Pesca al Colpo: oltre mezzo secolo di storia
14 Letti nuziali per alborelle
di Ettore Grimaldi
di Stefano Bastianacci
di Carlo Romanò
18 I° Maggio 2008 Disabili a coppie sul Mincio
di Barbara Onorato
20 Lo Sport Subacqueo e la FIPSAS
di Alberto Azzali
24 Vignola Internazionale
Il Tiro al Bersaglio Subacqueo ai massimi livelli
di Giuseppe Meduri
26 Spinning a Coppie a Darfo Boario Terme
28 Novità in materia di antiriciclaggio
di Paolo Tardito
a cura dell’Area amministrazione FIPSAS
30 Peschiamo e Giochiamo
di Vincenzo Bonacci
Sara Ballotta
Direttore Editoriale
Ugo Claudio Matteoli
Coordinatore
31 Nuoto Pinnato
Gaetano Ivan Bignami
Una disciplina in evoluzione
di Lorenzo Ravaglia
33 Rubrica: “navig@ndo nel web”
di Gionata Paolicchi
34 Conservazione e ripopolamento della trota mormorata
nel bacino idrografico del fiume Ticino
38 I cromatismi del mare
Direttore Responsabile
di Vincenzo Bonacci
Segreteria di Redazione
Cinzia Cocchi
Ufficio Stampa FIPSAS
Viale Tiziano, 70 - 00196 ROMA
Tel. 06 36858365-8238 - Fax. 06 36858109
e-mail: [email protected]
Progetto Grafico e Impaginazione
a cura del Settore Foto Sub
del Club Subacqueo Scaligero (Società affiliata FIPSAS)
43 Tecniche emergenti in mare
a cura del Settore Acque Marittime
Claudio Impellizzeri
Info Pubblicità & Marketing
Tel. 06/36858244 - 051/6641191
e-mail: [email protected]
Editore
44 Era il Lontano 1988...
nasceva il Surf Casting Agonistico
a cura del Settore Acque Marittime
47 Aree Marine Protette e Pesca in Apnea
Matrimonio impossibile?
di Giorgio Volpe
50 La posta dei lettori...
EDI GRAFICA s.r.l.
Via Romagnoli, 8 - 40010 Bentivoglio (BO)
Tel. 051 6641191 - Fax 051 6640380
[email protected]
Proprietà testata
FIPSAS
Stampa
Cantelli Rotoweb - Castelmaggiore (BO)
Hanno collaborato a questo numero:
Alberto Azzali, Stefano Bastianacci, Vincenzo
Bonacci, Ettore Grimaldi, Giuseppe Meduri,
Barbara Onorato, Gionata Paolicchi, Lorenzo
Ravaglia, Carlo Romanò, Paolo Tardito,
Settore Acque Marittime, S.C. Club Subacqueo
Scaligero, Giorgio Volpe, Sergio Schiavone
Le foto pubblicate su questo numero sono di:
Roberto Borra, Vincenzo Bonacci, Paolo Ferri,
Stefano Bastianacci, Archivio Ufficio Stampa
FIPSAS
6
10
Tanghi frementi, scambi di coppia, lepri e levrieri:
Sott’acqua l’amore è così
Mondiali Pesca al Colpo:
oltre mezzo secolo di storia
SITO INTERNET www.fipsas.it E-MAIL [email protected]
Pubblicazione semestrale registrata presso il Tribunale di
Bologna in data 31.01.2002 con il numero 7188
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comma 1, DCB - Bologna
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e disegni, anche se non pubblicati, non si restituiscono.
Una copia Euro 1,00
L a n u o v a t essera
p e rs o n a l i z z a t a d e l 2008
i n s i e m e a l l a ri vi st a
d i re t t a m e n t e a c a s a t ua
p e r ri a ff e rm a re i l s enso
d ’a p p a rt e n e n z a al l a
F e d e raz i one
La tua passione, il nostro obiettivo!
Oltre 100.000 tesserati
hanno già ricevuto a casa
la tessera federale 2008
Continua l’invio
della Tessera
definitiva a
coloro che non
l’hanno ancora
ricevuta!
Un’identità
Associativa forte e
a tutto campo!
Per rilanciare il
nostro ruolo di
principale Attore
della Pesca
Sportiva Nazionale
ed Internazionale
R
Pianeta Acqua
•4
l’assunzione diretta di responsabilità dell’intero personale
federale sia sotto il profilo di crescita formativa e professionale che economica.
Ciò può essere considerato come un valore aggiunto per le
attività future della Federazione: i progetti che intendiamo
portare avanti vanno infatti alimentati, hanno bisogno di
conferme, di persone responsabili e motivate che li seguano. E’ principalmente grazie al sostegno dei dipendenti che
la Federazione, in questi ultimi anni, è riuscita a progettare
e dar vita a nuove iniziative, ad economizzare risorse, a
sostenere e realizzare importanti obiettivi, a conseguire sui
vari campi di gara del mondo successi ed allori importantissimi.
La prova che una grande Federazione debba essere sostenuta da una gestione efficiente è, insieme, la conferma
della necessità di guardare avanti, di investire su tutte le
componenti attive della Federazione, al fine di migliorare ed
offrire un servizio sempre più all’altezza di quanto ci viene
richiesto dai tesserati. E in questo, lasciatemelo dire, molti
degli attuali dipendenti della FIPSAS hanno avuto un ruolo
determinante.
Parlare di crescita della FIPSAS senza valutare l’attività
federale realizzata negli ultimi anni sarebbe quanto mai
ingeneroso. Le due cose camminano di pari passo, non ci
può essere l’una se non accompagnata dall’altra. Il grande
lavoro di volontariato sviluppato dalle nostre realtà territoriali in sinergia con quello svolto dai dirigenti nazionali ha
attualmente portato la pesca sportiva a livelli di crescita
e di sviluppo che da tantissimi anni non riuscivamo più a
raggiungere. Tanta attenzione e promozione ha fatto sì che
alle discipline “tradizionali” si siano oggi affiancate altre
discipline sportive, cosiddette “emergenti”, sviluppatesi in
maniera così rapida da poter ormai essere inserite a pieno
titolo tra le tante che costituiscono il vasto panorama delle
attività federali. Ad una crescita dell’offerta di nuove attività
sportive si è accompagnata una miglior cura e gestione del
nostro parco “acque” e una sempre maggior attenzione
nella divulgazione della nostra immagine verso l’esterno
(media, televisioni, riviste, giornali, sito web, ecc.). Il risultato è più che incoraggiante: dopo molti anni si è potuto
assistere ad una netta crescita del numero dei nostri tesserati e delle nostre Società.
Ma non dobbiamo rilassarci. E’ infatti necessario darsi
nuovi obiettivi, metodi e priorità per alimentare questa
Contatto
ecentemente, il CONI e le
Federazioni
Sportive
h a n n o
affrontato una delicata e profonda fase di
riorganizzazione. In
questa ottica il personale CONI è stato
chiamato a firmare il
proprio “passaggio”
alle dipendenze delle
Federazioni Nazionali
nelle quali già prestava
servizio.
Per i dipendenti CONI
sono stati momenti
di dubbi e incertezze,
ma, alla fine, l’apposizione della firma è
stata per molti una
scelta consapevole.
Per le Federazioni si è
aperto un nuovo scenario: l’investitura di
un’identità di carattere aziendale propria e
specifica, con al centro le risorse umane e
la loro riqualificazione,
nonché la valorizzazione in specifiche funzioni e professionalità
utili agli scopi esclusivi
della Federazione. In
parole povere, questo
cambiamento ha consegnato ai vertici federali ed, in particolare
al Consiglio Federale,
Ugo Claudio Matteoli,
Presidente FIPSAS
diretto
grande macchina di Sport che è la Pesca Sportiva,
senza però distrarsi dallo scopo finale: quello di ottenere sempre maggiori risultati sportivi. Non che la FIPSAS
in questo campo, prettamente agonistico, non abbia
dalla sua un bilancio più che positivo, sia in fatto di vittorie che di medaglie, ma, come si dice, per contare di
più, bisogna vincere di più. E noi ci stiamo provando...
Appuntamenti come il Campionato del Mondo di Pesca
al Colpo, che si terrà a settembre a Spinadesco (CR),
o i Mondiali di Long Casting, che per la prima volta
verranno effettuati in settembre a Roma, o il Mondiale
di Black Bass, previsto in ottobre sul Lago di Garda...
dovranno essere per l’Italia, in comunicazione e visibilità, un rinnovato punto di partenza e/o una riconferma
dei successi ottenuti nel 2007.
E la riuscita di questi Campionati Internazionali assume, altresì, una rilevanza strategica e politica per la
FIPSAS, dato che potrebbe rappresentare un ottimo
trampolino di lancio per una possibile assegnazione, da
parte della Confederazione Internazionale della Pesca
Sportiva (CIPS), dei prossimi Giochi Mondiali della
Pesca al nostro Paese. Evento che darebbe prestigio e
conferma dell’influenza e del peso che l’Italia ha saputo
ritagliarsi negli anni a livello mondiale.
Ultimamente abbiamo lavorato per una maggiore visibilità, cercato maggiori contatti con i centri ricerca
scientifica di alto livello, operato per una presenza più
penetrante a livello istituzionale che crei valore aggiunto, dando alla Federazione un ruolo primario nel mondo
della Pesca Sportiva, interagendo con i Ministeri e gli
Enti preposti, per promuovere progetti comuni. Essere
apolitici, al di sopra delle parti, non voler approfittare
di privilegi, ma volere il contatto con le istituzioni, la
conoscenza delle istituzioni e voler soprattutto “essere
chiamati in qualità di esperti, come interlocutori affidabili” è arduo, ma è lungo questa linea che FIPSAS ha
cercato e cerca di camminare. Mirare ad una visibilità
sostanziosa, reale, non di facciata, per sostenere progetti finalizzati a riscoprire la tradizione e la storia della
Pesca Sportiva in Italia, con attenzione particolare alla
tutela degli ambienti acquatici. Per raggiungere questi obiettivi è necessario investire sul capitale umano
all’interno della Federazione e favorire i contatti tra gli
esperti di Biologia, di Ambiente che fanno parte della
FIPSAS: sviluppare le idee sane e promuovere “formazione continua” di eccellenza, dettare e accettare
regole e comportamenti che consentano una selezione dei progetti basata sulla qualità delle iniziative.
Dell’Ambiente, per la nostra parte, noi siamo custodi
e tutori. Abbiamo ottime ragioni per farlo e altrettante
ottime ragioni per farlo sempre meglio.
Vorrei spendere due parole per parlare anche di
Didattica federale. E’ fondamentale mettere a disposizione dei tesserati e di chi si avvicina al nostro Mondo,
tutti gli strumenti atti a soddisfare questo nuovo modo
di vivere l’acqua (Pesca, Subacquea, Pinnato, ecc...)
con proposte innovative ed altamente qualificate che soddisfino sia il
bisogno di gioco e divertimento dei
bambini che le aspettative degli adulti durante il processo di apprendimento, conducendo alla scoperta del
pianeta acqua nella sua globalità in
un itinerario ricco di stimoli, nei quali
l’attività della pesca venga vista come
una risorsa alimentare, eco-compatibile, in un percorso di taglio essenzialmente ambientale che, alla fine,
possa scaturire, in altre sedi e con
diverse motivazioni, come passione
agonistica, o almeno sportivo-amatoriale. La proposta di un “modello”
didattico ed organizzativo che abbia
come obiettivo la diffusione su tutto
il territorio nazionale di una “cultura
dell’acqua” promossa dalla nostra
Federazione, con l’apporto di varie
tipologie di Istruttori federali, si spera
possa riscontrare, in ambito metodologico e didattico, un successo in
termini di conoscenza nelle Scuole,
di avviamento alle attività di pesca
tra i giovani, e di puro agonismo tra
quelli che saranno o vorranno diventare futuri atleti pescasportivi.
Sembra, dunque, di tutta evidenza
come in questi primi sei mesi del
2008 sia emerso un bilancio dell’attività federale complessivamente positivo e quanto sia grande il fermento
per le numerose novità ed iniziative.
Tra le numerose e tutte importanti
sfide che ci attendono nel prossimo futuro, ne possiamo citare cinque che possono essere portate ad
esempio: lanciare una forte fidelizzazione associativa, ricercare sempre
di più l’eccellenza nei risultati sportivi, comunicare con tutti gli Enti e
Istituzioni pubblici coinvolti, promuovere iniziative di sensibilizzazione per
ampliare la conoscenza del “prodotto
FIPSAS”, dialogare con la Politica.
Tutto questo, ci aiuterebbe a definire
meglio il nostro raggio d’azione e a
far sentire la nostra voce.
Pianeta Acqua
•5
Tanghi frementi, scambi
di coppia, lepri e levrieri:
di Ettore Grimaldi
S
ai che ho già visto le
prime freghe di...?
“Siamo ormai in piena estate e ci sono ancor
delle freghe di... che annata balorda!” “Possibile che i
periodi di divieto non coincidano mai bene con i periodi di frega, quelli veri?”
“Che pretese, bisognerebbe
modificarli di anno in anno
e magari anche metterne di
diversi a seconda del lago e
del fiume!” “ Certo che attaccare la canna al chiodo per
tutto questo tempo è un bel
sacrificio! Non è che questo
divieto sia troppo lungo?”
“Ma non sai che macello sarebbe se non ci fosse?” “In
compenso però a cose fatte,
con l’appetito che gli viene,
ci concedono una bella rivincita!” “Quanti avannotti di...!
Questa volta la frega è andata proprio bene, fra un paio
d’anni dovremmo cominciare a vederne i risultati”.
Basta, fermiamoci a questo
smilzo campionario: perché
di constatazioni, domande, arrabbiature, proposte,
6 • Pianeta Acqua
Sott’acqua
l’amore è così
speranze riguardanti la riproduzione dei pesci ce ne
sono tali e tante nei discorsi
dei pescatori da riempirne
volendo ben altri spazi. Nè
potrebbe del resto essere
diversamente, consapevoli
come siamo tutti che l’annuale ripetersi di tale evento - sempre atteso, sempre
spettacolare, sempre nuovo
da vedere - rappresenta la
polizza che garantisce nel
tempo la nostra attività, per
divertimento o per mestiere
che sia. Infatti, riducendo la
questione all’osso, possiamo dire che la riproduzione - dei pesci come di ogni
altro essere vivente - miri a
sostituire un individuo di una
determinata
generazione
con un altro individuo appartenente a quella successiva,
in un “passaggio di testimone” che non ha mai fine. Anche se poi in natura le cose
possono procedere in modo
molto diverso a seconda
delle condizioni ambientali
in cui la riproduzione stessa
si svolge (soltanto nella no-
stra specie sono di norma
mamma e papà a stabilire
quanti bebé devono venire al
mondo); quando esse sono
particolarmente favorevoli,
infatti, il numero dei figli può
superare alla grande quello
dei genitori; se decisamente
sfavorevoli, invece, la nuova
generazione potrà risultare
all’opposto assai più scarsa
di quella che l’ha preceduta. Nel caso particolare dei
pesci, la continuità fra generazione e generazione è sostanzialmente il prodotto di
due fattori: il numero di uova
deposte dalla femmina e le
attenzioni prestate ad esse
ed ai giovani che ne derivano
da uno o da entrambi i genitori. Sicché nelle specie ittiche in cui queste ultime sono
ridotte o mancano del tutto è
giocoforza che la fecondità
sia molto elevata; al contrario nelle specie che presentano delle cure parentali
efficaci essa potrà ridursi in
misura assai notevole. Un
conto è però fare un’affermazione generale e generica
come questa, un altro è poter dire di saperne abbastanza degli affari di cuore delle
singole specie di pesci. A
proteggerne la privacy - ben
più efficacemente di quanto
non avvenga per mammiferi,
uccelli, rettili, anfibi - è come
ovvio il loro vivere in acqua,
in un ambiente cioè che tende a respingere ogni nostra
intrusione. Né vi è per forza
bisogno di pensare a pesci
che conducono l’esistenza
a centinaia o a migliaia di
metri di profondità: perché
possono anche bastare pochi palmi di liquido per rendere ardue le nostre esplorazioni e confuse le nostre
osservazioni. Cercare allora
di effettuarle in laboratorio?
Per le specie ittiche di grandi dimensioni questa via ci
è evidentemente sbarrata in
partenza in quanto esse andrebbero ospitate in vasche
di dimensioni proporzionate
in cui lo studio dei pesci si
farebbe problematico più o
meno come in natura; senza
contare che in volumi d’acqua del genere risulterebbe
di fatto impossibile ricreare
- se mai fossero conosciute - le specifiche condizioni
ambientali richieste per riprodursi da quel determinato pesce. Non vi è quindi
da meravigliarsi se, fra tutti,
quelli di cui conosciamo di
gran lunga meglio le abitudini riproduttive sono i
minuscoli pesci ornamentali d’acqua dolce - nella
stragrande maggioranza di
origine tropicale ed equatoriale - nei cui piccoli acquari
trasparenti può risultare abbastanza facile
ricreare le condizioni ambientali verosimilmente necessarie e al tempo stesso
effettuare osservazioni sistematiche ed
accurate. In tutto approssimativamente
duecento specie, alle quali se ne possono
aggiungere un centinaio di altre - di taglia
maggiore - allevate a scopo alimentare in
condizioni di pescicoltura estensiva.
Fra tutte davvero poche rispetto alle altre
ventimila specie ittiche che si conoscono
nel mondo. E i pesci che ci interessano di
più, quelli che peschiamo nelle nostre acque dolci? Fino a una ventina di anni fa ne
sapevamo soltanto quello che della loro
frega si può vedere “dal di fuori”, che non
è certo molto. Poi fortuna ha voluto che
arrivasse Gianfranco Giudice a mostrarci
per primo quanto di strepitosamente bello
e interessante ci fosse da osservare e da
documentare sottacqua anche nei nostri
laghi e nei nostri fiumi. E da allora quanti
segreti d’alcova sono caduti nel mondo
dei nostri pesci, quanti loro rituali amorosi sono stati svelati del tutto agli stessi
studiosi di ittiologia! Offuscata e fugace ai
nostri occhi di osservatori terrestri, la visione dei pesci di casa nostra impegnati
nella riproduzione ha assunto infatti ben
altra chiarezza e completezza davanti
all’obiettivo subacqueo di Gianfranco e di
chi si è poi unito a lui in questi strepitosi
reportage lacustri e fluviali; tanto da poterne ormai parlare, per molte specie, con
dovizia di particolari.
In fatto di rapporti amorosi è davvero il
caso di dire che nei pesci se ne vedono
proprio di tutti i colori; un po’ come (il
paragone è a dir poco sballato ma rende
bene l’idea...) se ne vedono nella nostra
specie: da Lui e Lei tutti moine e ardori
alla signora un po’ birichina che di corteggiatori ne pretende una fila lunga così; dal
“fusto” a caccia di amiche “usa e getta”,
agli sfrenati protagonisti di gigantesche
ammucchiate...
Insomma, al di là di questo frasario scherzosamente umanizzato, ciò che si vuole
sottolineare qui è l’estrema variabilità delle strategie riproduttive dei pesci, anche
di quelli che vivono nelle nostre acque;
che tuttavia, a scopo di semplificazione,
possono essere raggruppati in poche categorie fondamentali.
Qual è il classico identikit di un pesce
che pratica la riproduzione di coppia?
Vive di solito in vicinanza del fondo ed è
quindi per lo più litorale; solitario o moderatamente socievole si sceglie spesso
un “territorio” che poi difende dalla intrusione dei suoi simili; i due sessi si distinguono facilmente - soprattutto durante la
frega - per via della diversa colorazione
(solitamente più vistosa nel maschio) e di
altre eventuali caratteristiche esterne. Un
esempio per tutti? Il piccolo persico sole,
“yankee” di origine, ma ormai “nostrano”
a tutti gli effetti: un po’ più pallida con
strisce longitudinali sui lati la femmina; a
colori più vivi il maschio, con una bella
macchia nera bordata di rosso e di bianco all’estremità posteriore dell’opercolo
branchiale. E’ lui che in vista delle nozze
si mette d’impegno a ripulire con bocca
e coda un’area tondeggiante di fondo del
diametro compreso fra dieci e quaranta
centimetri circa, conducendovi poi (non
sempre con modi soavi...) la sposa pre-
STEFANO FIGINI:
Premiato con la Grolla
d’Oro dello Sport 2008
Finalmente il talento viene
premiato, più esattamente
è dato il giusto riconoscimento, per le grandi qualità
tecnico-agonistiche, ad uno
degli atleti azzurri di punta
della FIPSAS: Stefano FIGINI, Pluricampione del mondo 2007 di Nuoto Pinnato,
specialità 200, 400, 800,
1500, 4x200 stabilendo anche il record del mondo in
tre di queste vittorie.
A Stefano FIGINI è stato
consegnato, Lunedì 16 Giugno, a Saint Vincent (Aosta),
il Premio Casinò di SaintVincent per lo Sport, diret-
tamente dalle mani del Presidente del CONI, Giovanni
Petrucci, quale miglior Atleta maschile dell’anno 2007
negli Sport non Olimpici.
Per l’atleta milanese è una
meritata ricompensa sportiva, morale e mediatica per
tutti gli anni sacrificati nelle
piscine di tutto il Mondo.
Ed alla quale tutta la FIPSAS, dal Presidente Federale Ugo Claudio Matteoli,
al Consiglio Federale, al
Settore del Nuoto Pinnato,
ai compagni e l’intero movimento del Pinnato italiano,
con orgoglio si associa.
Figini premiato dal grande Campione
di tuffi degli anni ‘70, Klaus Dibiasi
Pianeta Acqua
•7
scelta che subito impegna
- guancia contro guancia,
fianco contro fianco - in un
fremente tango alla Astor
Piazzolla. Come resistere a
tanta passione? Languidamente adagiata su un fianco,
il ventre in evidenza, la femmina dichiara la resa al suo
partner, che subito feconda
le uova da essa deposte.
Ciao cara, è stato bello con
te! Il congedo è spiccio e a
volte anche un po’ brusco,
ma c’è da capirlo; perché
da amante appassionato, il
maschio deve in quattro e
quattr’otto trasformarsi in
tenerissimo padre che per
quindici-venti giorni accudirà alle uova e ai fragili figlioletti con scrupolo e abnegazione, difendendoli altresì
indomitamente da ogni malintenzionato. E come lui si
comportano dal più al meno
i maschi di altri nostri pesci
che praticano questo tipo di
riproduzione, dal grosso e
voracissimo persico trota
al minuscolo ghiozzo. Tutte
specie - queste e tantissime
altre, in mare come in acqua
dolce - che in virtù appunto
di queste efficaci cure prestate alla prole dal padre,
dalla madre o da entrambi,
non hanno di norma bisogno
di una elevata fecondità (ricordate?) per assicurarsi la
continuità nel tempo, generazione dopo generazione.
E’ l’opposto di ciò che avviene quando la riproduzione
si realizza invece secondo
la formula “più maschi per
un’unica femmina” che,
escludendo da parte dei
genitori specifici comportamenti in difesa della propria
discendenza, di uova da
deporre ne richiede davvero
parecchie, destinate come
sono a fare, nella stragrande maggioranza, una brutta
fine. Rispetto a quelle della categoria precedente le
specie ittiche che adottano
questa seconda strategia
riproduttiva tendono ad essere decisamente più socievoli e le differenze esterne
fra i due sessi sono in esse
spesso irrilevanti. Ora, avete
presente un “cinodromo”,
una di quelle piste in cui i levrieri inseguono a perdifiato
ciò che ritengono essere una
lepre o qualcosa di simile e
la gente intorno ci scommette sopra un sacco di soldi?
Ebbene, nella frega di questi
pesci le cose vanno più o
meno così, con una femmina al posto della finta lepre
e un tumultuosissimo codazzo di maschi - più snelli
e spesso anche più piccoli
- al posto dei cani, lanciati
in un inseguimento sfrenato.
Al levriero più veloce il privilegio di addentare, almeno
per un istante, la sua preda
fasulla; al più rapido e resistente di quei maschi - di
cavedano, di scardola, di
tinca, di savetta, di pigo,
di carpa, ecc. ecc. ecc. - il
premio altrettanto ambito di
fecondare le uova della maliarda in fuga. Che espulse
con forza nell’acqua dal suo
ventre rigonfio vanno poi ad
appiccicarsi come capita, a
seconda della specie, sulla ghiaia, sulla sabbia, fra i
sassi, sulle foglie e sugli steli
delle piante acquatiche, alla
mercé purtroppo di tante
bocche affamate e delle onnipresenti muffe. Una strategia riproduttiva senza senso
allora? Ma no, nelle scelte
che contano Madre Natura diversamente dall’uomo - di
fesserie non ne fa: innanzitutto, lo abbiamo già detto,
in quanto ha dotato le femmine di questi pesci di una
fecondità tale da compensare anche perdite di uova (e
di giovani) particolarmente
elevate; e in più perché esse,
dando la preferenza nella
fecondazione al corteggiatore-inseguitore maggiormente
in forma, realizzano una efficace “selezione atletica” che
ripetuta sistematicamente
nel tempo rafforza le capacità di successo della sua
specie nelle tante dure prove
della vita.
Ma se già in questi pesci lo
stimolo riproduttivo può riunire insieme per un certo
tempo un gran numero di
individui che con la loro vivacissima attività non passano di certo inosservati,
dimensioni e manifestazioni
ancora più vistose può assumere la frega quando abbia
per protagoniste delle specie
ittiche gregarie, che conducono cioè un’esistenza rigidamente e ininterrottamente
collettiva. I loro branchi possono infatti avere dimensioni
davvero clamorose, formati
come sono da migliaia di
individui che, a stretto contatto di pinne, si muovono in
sincronia perfetta alla ricerca
di cibo; e allo stesso modo
si impegnano annualmente una volta divenuti adulti - in
una riproduzione di massa.
Che può avere luogo in piena acqua, dove queste specie (perciò chiamate “pelagiche”) in prevalenza vivono:
ma comporta, invece, per
molte altre un temporaneo
trasferimento in acque litorali, dove va in scena il loro
tumultuoso show amoroso.
Qui il pensiero di uno come
me e come voi, non può che
andare subito alla minuscola,
argentea alborella, autentico pesce-simbolo dei nostri
laghi che da molti anni ormai
ci fa stare col fiato sospeso
per via del suo drammatico
calo. Istintivo perciò, ad ogni
ritorno di primavera, andare
a spiarne le freghe lungo il
contorno del lago, cercando
di capire, dalla loro diffusione
e dalla loro densità, come si
stiano mettendo le cose per
questo pesciolino dall’abbondanza un tempo quasi
infestante. E sempre, come
fosse la prima volta, ci si perde cogli occhi dietro a quel
brulicare fittissimo di piccole
sagome intrecciantisi confusamente fra loro, in modo
sempre diverso, sui sassi
e sulla ghiaia, dibattendosi
in acqua sempre più bassa
sino a fuoriuscirne anche del
tutto. Un inestricabile “ciapa
ciapa” - per dirla in dialetto di pesciolini assatanati in cui
è già un’impresa distinguere
un maschio da una femmina, tanto si rassomigliano.
Sicché, l’impressione che
se ne ricava è quella di una
riproduzione “comunitaria”
in cui uova e spermatozoi,
emessi contemporaneamente nell’acqua da moltissimi
individui, si mescolino e si
incontrino del tutto a caso.
Ma sarà proprio così? A tale
riguardo la stessa osservazione subacquea fatica
a dare risposte sufficientemente precise, non facilitata
di certo, oltretutto, nel caso
dell’alborella, dalle profondità veramente minime a
cui va effettuata. Gli ittiologi
sono comunque propensi
a ritenere che anche la cosiddetta “riproduzione di
massa” rappresenti in effetti
- quantomeno nella grande
maggioranza dei casi - la
somma di tanti singoli episodi riproduttivi del tipo “più
maschi per un’unica femmina”. Semmai le specie ittiche gregarie che la praticano mostrano una particolare
spregiudicatezza amorosa,
come quando fra gli inseguitori di una femmina ve ne è
uno che di botto lascia il suo
gruppo per passare ad un
altro dove gli sembrano esserci maggiori probabilità di
successo, ripetendo magari
più volte questa manovra; o
quando a fare da “lepre” a
un gruppo di “levrieri” non ci
sia come di norma una sola
femmina bensì un paio o anche più. Tornando poi in particolare alla nostra alborella,
vi è altresì da considerare
che essa non depone tutte le
uova in una sola volta bensì
“a spizzico”, ad intervalli più
o meno ampi e, che quindi,
ad ognuna di queste deposizioni parziali corrisponde necessariamente un completo
rimescolamento dei partner.
Per finire, una curiosità più
che legittima: tutti uguali
come sono dal di fuori al pari
dei Cinesi ai tempi di Mao
Tse-tung, come faranno mai
maschi e femmine di alborella (e di tanti altri pesci gregari) a riconoscersi reciprocamente senza dare luogo a...
spiacevoli equivoci? E’ tutta
questione di naso rispondono gli studiosi: durante
la riproduzione gli adulti di
queste specie emettono
nell’acqua particolari sostanze odorose che ne dichiarano
con certezza l’appartenenza
all’uno o all’altro sesso. Nei
maschi in particolare è stato
individuato un composto (il
nome “copulino” è già un
programma) che annusato
dalle femmine le farebbe andare fuori di testa all’istante.
Sapete, come i giovanotti
della pubblicità, quelli “che
non devono chiedere mai”.
Mondiali Pesca al Colpo:
oltre mezzo
secolo di storia
di Stefano Bastianacci
La squadra azzurra del 1979
Q
uello che si svolgerà
il 6 e 7 settembre
a Spinadesco sarà il
55° Campionato del Mondo
di Pesca al Colpo Seniores,
cioè il “padre di tutti i campionati”.
Volendo fare una rapida
panoramica degli aspetti
storico-tecnico-agonistici,
va detto che la rassegna
iridata – presa in esame nel
suo insieme e quindi fino
10 • Pianeta Acqua
dalla prima edizione svoltasi a Duesseldorf nel 1954
(erano gli anni della “guerra
fredda”) dove gli azzurri conquistarono il bronzo a squadre ed i primi due gradini del
podio con i mitici Vigarani e
Fugazza – ha evidenziato più
che mai il predominio delle
quattro grandi nazioni della
pesca sportiva che sono,
nell’ordine: Francia, Italia,
Inghilterra e Belgio.
Se però andiamo a “spacchettare” nel tempo i risultati, possiamo individuare
alcune “epoche” chiaramente connotate.
L’era “pionieristica” – nelle
prime edizioni si gareggiava
con 5 punti (poi ridotti ad
uno) a pesce ed un punto a
grammo – vedeva la partecipazione al massimo di una
quindicina di nazioni, suddivise in due grandi scuole:
quella del bigattino e quella
del ver de vase. Alla prima
appartenevano, oltre all’Italia, gli altri paesi mediterranei, dell’Europa Orientale
e i britannici, mentre alla
seconda tutte le altre nazioni
centro-europee con varianti interpretative francesi e
belghe.
Complessivamente fino al
1965, pur se i risultati erano
molto legati ai campi di
Il mitico Jean Pierre Fougeat in gara
gara, prevalse nettamente la
scuola transalpina portatrice
di tecniche d’avanguardia (la
canna ad innesti), raffinatezza di materiali (pensiamo
soltanto ai galleggianti da
gara) e studio del comportamento dei pesci (importanza di esche e pasture). Un
uomo su tutti, Robert Tesse,
che ha legato il suo nome
anche ad un particolare tipo
di galleggiante da gara sottile e cilindrico, capace di
conquistare sette podi e tre
titoli iridati!
L’Italia coglie dei risultati
eclatanti quando può esprimere la propria pesca a
bigattino e pesce piccolo,
e affidandosi a campioni del
calibro di Fugazza, Vigarani,
De Angeli, Mandelli, Tedesco
e Ceppi conquista due titoli
a squadre sempre bissati
dall’individuale: Belgrado
1957 con oro a Mandelli e
Lago di Garda 1962 con oro
a Tedesco.
Non dissimile è anche il
successivo decennio che è
caratterizzato da un notevole sviluppo tecnologico, con
le canne in fibra di vetro che
hanno ormai soppiantato
quelle naturali (salvo i “cannini” da alborella) e da una
più accentuata differenziazione tra le scuole di pesca
che si vanno affinando, con
il predominio francese che si
consolida (nove titoli fino al
1976), davanti ai belgi, mentre l’Italia continua a stare
davanti all’Inghilterra (troppo
legata alla pesca all’inglese) e si assiste al declino
del Lussemburgo. E’ l’epoca
di Van Den Eynde il mitico
campione fiammingo, ma è
anche l’epoca del bolognese
Dino Bassi che con i cavedani del Mincio e le alborelle di Varna non perdona e
conquista due favolosi titoli
individuali che fanno il paio
con altrettanti per nazioni.
Poi arriva la grande rivoluzione dei materiali e il carbonio
ha il sopravvento sul fenolico,
consentendo la realizzazione
di canne rigide e leggere e
quindi di lunghezze fino a
pochi anni prima impensabili.
La Francia conquista altri due
mondiali, a Vienna nel ’78,
“derubando” però la vittoria all’Italia, grazie al famoso
buco nella nassa di Zanetti e
a Saragozza, mentre la squadra italiana entra in uno dei
suoi momenti più bui. A livello individuale è Jean Pierre
Fougeat l’uomo di spicco, tra
i nostri è Roberto Trabucco
a salvare l’onore con alcune
brillanti performance individuali che gli valgono tre podi,
ma non la soddisfazione del
meritato successo.
Arriva il momento in cui si
capisce che c’è bisogno di
adeguarsi ai nuovi materiali
e non rimanere ancorati alle
vecchie tecniche. L’uomo
della svolta è Carlo Chines,
il CT lucchese che dopo aver
preso la squadra nel 1973 ed
aver superato il periodo più
brutto, condurrà la nazionale
italiana ad una serie di successi che la porteranno al
vertice dell’agonismo internazionale, grazie anche ad
un rinnovamento nei metodi
di formazione della squadra,
attraverso le selezioni del
Club Azzurro e ad un maggior coinvolgimento della
FIPS nei confronti dell’agonismo.
Dobbiamo patire umiliazioni
ancora per tutta la prima
metà degli anni Ottanta
prima di vedere la luce con il
primo podio dopo sei anni di
astinenza, grazie allo splendido argento conquistato
nell’Arno fiorentino (squadra
e Trabucco individuale) alle
spalle dello scatenato team
England che, nel frattempo,
sta soppiantando la Francia
nel ruolo di prima potenza
mondiale.
Da qui inizia la serie incredibile di 17 podi consecutivi, con sei titoli, e con
le tre nazioni regine, Italia
Inghilterra e Francia che
monopolizzano quasi del
tutto il podio, scambiandosi
i tre gradini. Soffriamo sempre le trasferte centro-europee, il fouillis e il ver de vase,
le breme e i gardon, ma,
quando va male, il bronzo
lo rimediamo sempre, tale è
l’abisso che separa le prime
tre squadre dalle altre.
A livello individuale primeggiano soprattutto gli inglesi che, per loro mentalità,
puntano sempre alla vittoria,
andando peraltro incontro
anche a brutti “schianti” a
livello individuale quando i
pesci non entrano. Prima
Kevin Ashurst e poi Bob
Nudd (4 titoli) furoreggiano, in seguito si accende
la incredibile stella di Alan
Scotthorne che brilla tuttora
dall’alto dei suoi cinque titoli
che offuscano il pur grande
Tesse. Per i nostri è bene
ricordare gli splendidi successi individuali di Iacopo
Falsini (Firenze) e Umberto
Ballabeni (Parigi).
Il ciclo chinessiano e immediatamente post-chinessiano
lascia il posto ad un improvvisa e drammatica crisi
che coincide con il mondiale portoghese del 2002,
Clegg e Carlo Chines, il CT della rinascita della
Nazionale dal 1973 in poi
Pianeta Acqua
• 11
Il quattro volte iridato Campione inglese Bob Nudd
dove, complice una inusuale pesca del cefalo, per la
prima (e tuttora unica) volta
dopo quasi mezzo secolo,
nessuna delle tre grandi sale
sul podio dove trionfa la
Spagna!
E’ l’inizio di una nuova era,
l’attuale, connotata da un
nuovo crescente equilibrio di valori che – grazie
al progressivo espandersi
del benessere, alla crescita
del numero di nazioni partecipanti, alla diffusione dei
materiali in tutti i paesi a
cominciare da quelli dell’esteuropeo ed alla circolazione delle informazioni, in una
parola alla “globalizzazione”
della pesca sportiva – rompe
il monopolio storico delle
grandi potenze e porta alla
ribalta nazioni fino a quel
momento considerate “minori” che invece si dimostrano
competitive come Polonia,
Repubblica Ceca, Russia e
Serbia o addirittura fortissime come l’Ungheria (con il
suo asso Tamas Walter) che
vanta una striscia di cinque
podi consecutivi con un titolo mondiale.
Ma l’Italia, dopo una crisi di
quattro anni (miglior risultato
un quinto) ha dato chiari segni
12 • Pianeta Acqua
di riscossa, conquistando
l’argento in Portogallo nel
2006 e facendoci ascoltare
di nuovo l’inno di Mameli a
Velence l’anno scorso, con
la rinnovata guida tecnica
dell’inedito duo MelottiFumagalli.
Quando si commentano, i
Campionati del Mondo si
tende sempre ad analizzare la prestazione sportiva, il
risultato della nostra e delle
altre squadre nazionali, men-
tre altri aspetti passano in
sottordine. C’è un primato,
però, che è saldamente in
mano alla compagine azzurra ed è quello dell’organizzazione, infatti la Federazione
Italiana Pesca Sportiva ha
già ospitato sul territorio
nazionale ben cinque edizioni del Campionato (senza
contare Peschiera ’71 da
parte di San Marino), mentre
gli altri “colossi” della pesca
agonistica sono distanziati,
e a quota quattro troviamo
un gruppetto con Francia,
Inghilterra, Belgio, Ungheria
e Portogallo.
E non è una leadership di
poco conto quella che con
Spinadesco andremo a consolidare (fra l’altro per chissà
quanti anni ancora…), perché se a livello internazionale si ritiene di affidare così
frequentemente all’Italia l’organizzazione della massima
manifestazione mondiale,
ciò significa diverse cose.
Primo, un bel riconoscimento delle capacità organizzative della FIPSAS, ma non è
una novità, visto che esportiamo il nostro “know-how”
in materia anche all’estero,
come insegnano, tanto per
non andare tanto lontano, gli
ultimi mondiali in Portogallo
e Ungheria. Secondo, che a
livello internazionale contiamo qualcosa, grazie eviden-
temente alle capacità ed al
carisma dei nostri dirigenti,
presidente Matteoli in testa.
Terzo, che – in barba agli
attempati stereotipi ed alle
facili ironie – tutto sommato il Bel Paese piace ed
anche i nostri campi di gara
normalmente si dimostrano
all’altezza, vedasi da ultimo
il Cavo Lama 2007, che ha
ospitato l’Europeo.
Certo, ci sono sempre
margini di miglioramento,
soprattutto sotto l’aspetto
“coreografico” e collaterale,
ma siamo fiduciosi che gli
amici cremonesi – che ci
risulta stiano lavorando duro
– riusciranno ad organizzare una manifestazione che
i garisti dei numerosissimi
paesi partecipanti (potrebbe essere stabilito il nuovo
record di nazioni presenti)
ricorderanno per sempre.
Aggiungiamo che nelle sei
precedenti occasioni, la
squadra italiana conquistò
quattro titoli e due argenti e quindi – sia detto da
un punto di vista puramente statistico… – ha saputo
sempre trarre un bel vantaggio dalla pesca nelle acque
amiche.
Per concludere, come si
vede, non mancano certo
motivi di interesse per
accendere l’attesa del mondiale di Spinadesco.
Uno scorcio del Canale Navigabile di
Spinadesco, dove si disputeranno i prossimi
Mondiali di Pesca al Colpo 2008
Mondiali di Pesca 2008 a Cremona: E’ tutto pronto!
La nazionale Italiana di pesca al colpo ha provato il campo di gara
Cresce l’attesa per la
55° edizione
dei Campionati
Mondiali di Pesca al
Colpo, la competizione sportiva che
si svolgerà dal 5 al 7 settembre sul
campo gara provinciale, posto tra i
Comuni di Cremona e Spinadesco.
Infatti, la Nazionale Italiana di Pesca
al Colpo si è ritrovata a Cremona nel
mese di Giugno con tutti i suoi effettivi per valutare le caratteristiche
tecniche e sportive del campo gara,
rimesso a nuovo per la competizione mondiale. Agli ordini del direttore
tecnico azzurro Paolo Melotti, i 40 atleti selezionati per l’avventura mondiale hanno simulato la competizione
dislocandosi lungo i 3 km del campo
gara, provando a pescare nei cinque
settori del canale con le canne uffi-
ciali, lunghe 13 metri, e utilizzando le
esche migliori.
Soddisfazione per i risultati ottenuti in questo primo test da parte del
Presidente della Fipsas Provinciale di Cremona Paolo Morabito, del
Presidente del Comitato Organizzatore FIPSAS, il Consigliere Federale
Claudio Nolli, e del Consigliere Federale Maurizio Natucci nella doppia
veste di componente del Comitato
e Accompagnatore Ufficiale della
Squadra Italiana, in quanto gli atleti
azzurri sono riusciti a pescare i pesci
immessi negli ultimi mesi, soprattutto
i ciprinidi misti, specie molto difficile
da pescare. La prova ha dimostrato
che il campo gara è già pronto per
ospitare le circa quaranta squadre
nazionali che disputeranno questa
importante manifestazione sportiva
internazionale.
Comitato Organizzatore FIPSAS
Mondiali di Pesca al Colpo 2008
CLAUDIO NOLLI Presidente del Comitato Organizzatore Fipsas per i
Mondiali di Pesca al Colpo 2008 e Consigliere Federale Responsabile
del Tesseramento
PAOLO MORABITO Vicepresidente del Comitato Organizzatore Fipsas
per i Mondiali di Pesca al Colpo 2008 e Presidente della Sezione Provinciale Fipsas di Cremona
ANTONIO GIGLI Consigliere Federale Presidente Settore Acque Interne
MAURIZIO NATUCCI Consigliere Federale Vicepresidente Settore Acque Interne
WALTER ZANGANI Vicepresidente della Sezione Provinciale di Cremona
e Presidente della Società Campione del Mondo in carica “RAVANELLI”
PIETRO G. PEDERNESCHI Responsabile della Vigilanza della Sezione
Provinciale di Cremona
ANTONIO GARBELLI Responsabile Settore Agonistico della Sezione
Provinciale di Cremona
SEGRETERIA COMITATO
DANIELA MIGLIOLI Segretaria della Sezione Provinciale di Cremona
ALESSANDRA BIANCHI Responsabile Sito Mondiali di Pesca al Colpo
2008
Pianeta Acqua
• 13
Letti nuziali
per alborelle
di Carlo Romanò
A
lla fine degli anni
novanta la popolazione di alborelle del
Lario era ridotta ai minimi
termini.
Le Province di Como e di
Lecco sono state “costrette” ad intervenire sull’attività
di pesca, emanando norme
molto drastiche ed impopolari. Uno studio molto appro-
Una grande “intuizione”. Come è nata l’idea dei letti artificiali di
frega per le alborelle
fondito aveva però dimostrato che non era sufficiente
intervenire sulla pesca per
ottenere un rapido incremento della popolazione di
alborella. Bisognava sostenere la riproduzione naturale
della specie, la cui efficacia
era minacciata dai seguenti
fattori:
1 diminuzione delle aree di
camento a causa di
improvvise diminuzioni del
livello del lago;
4 perdita di uova per “rottura” meccanica a causa
dello sfregamento causato
dall’ondazione.
Si è pensato che la posa di
ghiaia pulita, in aree protette
ed a profondità sufficiente
per mettere al riparo le uova
Posa di sostrati artificiali per favorire la riproduzione
della specie nel Lago di Como
frega naturali per la diffusa artifìcializzazione delle
sponde;
2 perdita di uova per “soffocamento” a causa della
copertura perifitica del
substrato di fondo;
3 perdita di uova per essic-
14 • Pianeta Acqua
dalle diminuzioni di livello del
lago potesse rappresentare una buona soluzione del
problema. Nel 1996 abbiamo realizzato il primo “letto
artificiale”, che ha subito
dato buoni risultati. Negli
anni successivi abbiamo
proseguito ed intensificato questo tipo di interventi,
“standardizzando” le località
e le modalità di posa della
ghiaia.
L’esperienza lariana
Di seguito riportiamo una
sintesi della nostra esperienza, augurandoci che possa
risultare di utilità a qualcuno,
ma senza la pretesa di insegnare niente a nessuno.
II materiale prescelto
Nel Lario i letti di frega vengono realizzati con ghiaietto
di fiume lavato, di diametro
compreso tra i 2 e i 4 centimetri. Molto banalmente, ci
siamo fidati dell’esperienza
dei pescatori dell’Adda, che
da moltissimi anni utilizzano
questo materiale per realizzare piccoli cumuli di ghiaia
in acqua corrente (i cosiddetti “geroli”) assai efficaci
come letti di frega per le
alborelle di fiume.
Le località di posa
È buona norma posare i letti
di frega all’interno delle aree
normalmente frequentate
dalle alborelle per la riproduzione. E’ vero che alborelle
ricercano attivamente i tratti
di litorale adatti alla deposizione delle uova, ma, se non
ci sono motivi particolari,
non ha senso costringere i
riproduttori a compiere lunghi spostamenti, soprattutto
se non si ha la sicurezza che
questi ultimi siano disponibili
a sobbarcarsi le fatiche del
viaggio.
Occorre evitare i tratti di litorali dove le correnti sono
particolarmente forti. Uno
dei primi letti di frega posati
nel lago di Como è stato
letteralmente spazzato via
nel giro di una notte. Non
è sempre facile localizzare i percorsi delle correnti lungo le zone litorali. Un
buon “indizio” è certamente
rappresentato dal substrato
di fondo. E’ bene sospettare
dei fondali costituiti da grossi ciottoli arrotondati, sui
quali è evidente l’effetto del
continuo rotolamento.
Da evitare sono anche i tratti
in cui la sedimentazione è
particolarmente intensa. In
questo caso la “vita” del letto
di frega può essere molto
breve perché il substrato più
fine intasa velocemente tutti
gli interstizi tra i ciottoli di
ghiaia e li rende inadatti ad
accogliere le uova adesive
delle alborelle. I letti di frega
non devono essere posati nelle immediate vicinanze
degli scarichi fognari e di
ogni possibile fonte di inquinamento organico, anche
se queste aree sono normalmente assai frequentate dalle alborelle. In queste
situazioni, sulla ghiaia si può
sviluppare molto velocemente un’abbondante copertura
perifitica che causa la morte
per soffocamento di gran
parte delle uova deposte.
Per ovvi motivi legati alla
stabilità del letto di frega
devono essere privilegiate
le aree a debole pendenza.
Nei tratti scoscesi il trascinamento della ghiaia verso
profondità non idonee alla
deposizione delle uova può
verifìcarsi in tempi molto
rapidi. Per motivi altrettanto
ovvi, è inutile posare letti
di frega artificiali dove sono
naturalmente presenti substrati di ghiaia pulita.
Il momento giusto per
posare la ghiaia
Non esiste un “momento
ideale” definibile a priori in
cui posare i letti di frega. Le
variabili in gioco sono numerose e molto dipende anche
dalla finalità dell’operazione
e dalle caratteristiche del
corpo d’acqua.
In linea generale, se operiamo in un lago eutrofico o
soggetto a forti variazioni di
livello e se il nostro obbiettivo sono solo le alborelle,
è buona norma agire il più
possibile a ridosso del periodo riproduttivo di questa
specie. In Lombardia, significa fare in modo che tutto
sia pronto verso la fine del
mese di maggio. Non è facile
azzeccare i tempi, visto che
bisogna tenere conto del
tempo richiesto dalle operazioni di posa, che a sua volta
dipende dalle dimensioni
dell’intervento, dai mezzi utilizzati e, buon ultimo, dalle
condizioni meteorologiche.
Se invece operiamo in un
lago oligotrofo, con i livelli stabili, e se ci interessa
sostenere anche la riproduzione del cavedano (che gradisce la ghiaia pulita almeno
quanto l’alborella) possiamo
dare inizio ai lavori con largo
anticipo e predisporre i letti
di frega, con tutta calma, già
alla fine del mese di aprile.
Le dimensioni del letto
di frega
I letti effettuati dalla Provincia
di Como occupano mediamente una superficie di circa
30-40 metri quadri. Però
non ci sono regole fisse. Nel
2003, per esempio, abbiamo
realizzato un letto di ghiaia di
oltre 200 metri quadrati, che
ha funzionato in modo spettacoloso. Allo stesso modo,
in spazi molto ristretti, abbiamo realizzato letti minuscoli
(anche inferiori a 10 metri
quadrati) che le alborelle
hanno ugualmente dimostrato di apprezzare. E’ importante, in ogni caso, garantire
al letto di ghiaia uno spessore
di almeno una quindicina di
centimetri, considerato che
le uova si infilano facilmente
tra gli interstizi e sono in
grado di “colonizzare” uno
strato di ghiaia tutt’altro che
trascurabile.
E’ opportuno prestare una
particolare attenzione anche
alla profondità di posa della
ghiaia. Se esiste il rischio
concreto di un abbassamento del livello dell’acqua nel
corso del periodo riproduttivo dell’alborella, oppure se
si è in presenza di un sensibile moto ondoso è bene
garantirsi un certo margine di sicurezza, posando la
ghiaia ad una profondità di
almeno cinquanta centimetri dal pelo dell’acqua. La
stessa cautela deve essere
Pianeta Acqua
• 15
adottata nelle località in cui
gli anatidi predano attivamente le uova deposte tra
i ciottoli. Sull’altro fronte, è
buona norma non spingersi oltre i 120-150 centimetri
di profondità, considerato
che in natura difficilmente
le alborelle depongono le
uova a profondità superiori
al metro.
Le modalità di posa
Potendo contare su un adeguato numero di badili e di
braccia ben allenate, i letti
di frega possono essere realizzati a mano. Vi assicuriamo però che si tratta di un
lavoro massacrante, di fronte al quale, dopo la prima
esperienza, si ritirano anche
gli addetti più allenati e più
motivati.
Di norma la ghiaia viene scaricata nei pressi della sponda e viene quindi posata con
l’ausilio di pale meccaniche
dotate di braccio telescopico. Si può anche procedere
con un escavatore gommato, ma il braccio estensibile
è sempre da preferirsi perché permette di lavorare con
una buona precisione anche
a 10 metri di distanza dalla
riva. Se la ghiaia è disponibile nelle immediate vicinanze
della località di posa, una
pala meccanica con braccio
telescopico è in grado di
“lavorare”, in una giornata
di lavoro, circa 40 metri cubi
di ghiaia.
Per realizzare letti di frega in
località non raggiungibili via
terra, è necessario servirsi di
una grossa imbarcazione da
lavoro. Sul Lario si utilizza
una grossa chiatta, in grado
di trasportare fino a 20 metri
cubi di ghiaia (si tratta di 320
quintali di materiale!) e su cui
trova spazio una piccola pala
meccanica in grado di effettuare le operazioni di posa
in tempi abbastanza rapidi. I
limiti di questo sistema sono
senz’altro i costi (tutt’altro
che trascurabili), amplificati
dalla ridotta velocità di spostamento della chiatta e dai
lunghi tempi di carico del
materiale.
Il monitoraggio e la manu-
16 • Pianeta Acqua
tenzione
Realizzare un letto di frega
per poi abbandonarlo a se
stesso sarebbe una vera follia. Soprattutto nelle località
in cui la ghiaia viene posata
per la prima volta è di fondamentale importanza riuscire
a capire se i nostri sforzi
hanno dato i frutti sperati
oppure se abbiamo fatto fatica per niente. Uno sguardo
al letto di frega va dato tutti
i giorni. Intendiamoci, non
è necessario accamparsi a
pochi metri dalla ghiaia e non
perderla di vista un secondo
per intere settimane (nessuno ce la porta via). Però non
possiamo permetterci che le
alborelle depongano le uova
senza che ce ne accorgiamo. Per non correre questo
rischio basta prelevare tutti
i giorni qualche campione di
ghiaia e osservare se i sassi
sono o meno ricoperti dalle
piccole uova giallastre delle
alborelle.
Una volta che è stata verificata l’efficacia del letto di
frega con l’osservazione dei
riproduttori e/o delle uova
deposte, può essere utile
raccogliere informazioni più
dettagliate (densità delle
uova, percentuale di fecondazione, tempi di incubazione, percentuali di schiusa,
ecc..), ma in questo caso è
bene affidare il lavoro ad uno
specialista.
In tutti i casi, è bene attendere la schiusa delle uova
e quindi rastrellare il letto
di frega, allo scopo di eliminare i gusci ed i residui
di uova che restano sulla
ghiaia e che vengono facilmente attaccati dalle muffe
e dai batteri. Bisogna assolutamente evitare di rastrellare la ghiaia prima della
schiusa delle uova, ma la
nascita degli avannotti di
solito avviene in sincronia
sull’intero letto di frega ed è
facilmente rilevabile perché
da un giorno all’altro non si
trovano più uova vitali attaccate ai ciottoli.
Il ripristino delle adeguate
condizioni igieniche sul letto
di frega, attraverso la rimo-
zione dei gusci e dei residui
delle uova, è un’operazione
importante se si vogliono
ottenere in loco ulteriori ed
efficaci deposizioni.
Il ruolo dei mattoni forati
I mattoni forati, di forme e
dimensioni diverse, sono stati
impiegati a più riprese come
substrato “complementare”
alla ghiaia pulita. Si è ipotizzato che i fori potessero costituire degli ambienti “protetti” nei
quali l’incubazione delle uova
potesse completarsi al riparo
da ogni possibile disturbo. In
teoria, il mattone forato possiede molti requisiti favorevoli,
e cioè:
- permette l’adesione delle
uova;
- è costituito da argilla,
priva di effetti tossici sulle
uova;
- riduce l’azione meccanica
delle onde sulle uova;
- riduce la predazione sulle
uova da parte delle anatre
e degli altri pesci;
- riduce il passaggio della
luce e quindi lo sviluppo
del periphyton all’interno
dei fori;
- aumenta la volumetria
disponibile a parità di
superficie occupata;
- ha un costo contenuto per
l’eventuale applicazione
su larga scala.
Sull’efficacia dei mattoni
sono stati raccolti molti dati
e si è giunti alle seguenti
conclusioni:
- i mattoni funzionano solo
se posati sui letti di ghiaia. Da soli, non esercitano
alcuna attrazione sui riproduttori di alborella;
- i più adatti sono le scatole
per tavolati a 10 fori di
3-4 cm. Fori di dimensioni
inferiori, determinano una
riduzione della percentuale di uova vitali, probabilmente a causa dello scarso ricambio interno. Fori di
dimensioni superiori (4x5
cm) vengono meno utilizzati per la deposizione
e presentano densità di
uova nettamente inferiori;
- i mattoni richiedono un
impegno decisamente più
elevato rispetto alla ghiaia.
I fori devono essere accuratamente ripuliti dopo
ogni schiusa, perché le
uova morte e i residui dei
gusci che inevitabilmente
permangono all’interno dei
mattoni vengono rapidamente invasi da funghi e
batteri e si creano condizioni igieniche del tutto
inadatte alle successive
deposizioni. Inoltre i mattoni devono essere tutti
recuperati al termine della
stagione riproduttiva delle
alborelle, perché la loro
permanenza lungo i litorali
ha un effetto sgradevole
dato che vengono scambiati per rifiuti gettati nel
lago.
I nostri numeri
La Provincia di Como ogni
anno posa circa 200 metri
cubi di ghiaia pulita lungo
i litorali del Lario, suddivisi
in una quindicina di letti di
frega, di dimensioni variabili tra i 20 e i 200 metri
quadrati. Nel 2003 i costi
complessivi dell’intervento
hanno raggiunto i 14.000
euro così ripartiti: 3.000 euro
per l’acquisto della ghiaia,
1.000 euro per il noleggio
della pala meccanica con
braccio estensibile e 10.000
euro per il noleggio della
chiatta da lavoro.
Le densità di uova rinvenute
sulla ghiaia dopo la deposizione variano dalle poche
centinaia alle oltre 2.000
unità per ogni decimetro
quadrato.
Il rastrellamento della ghiaia
dopo la schiusa delle uova
viene effettuato soltanto
su uno o due letti di frega,
perché è molto difficile riuscire a monitorarli costantemente tutti e quindici. Sono
distanti diversi chilometri
l’uno dall’altro e si opera
in un periodo in cui il personale del servizio pesca è
normalmente occupato in
un’intensa attività di vigilanza anti-bracconaggio. Per
finire, abbiamo abbandonato da alcuni anni l’utilizzo dei
mattoni forati, perché sono
veramente troppo impegnativi da gestire.
Pianeta Acqua
• 17
I° Maggio 2008
Disabili a coppie sul Mincio
di Barbara Onorato
A
nche quest’anno il
Mincio ha ospitato i
nostri amici diversamente abili in una gara a
coppie amichevole, organizzata dal Vice Presidente
provinciale Giovanni Verità
della FIPSAS di Verona in
collaborazione con la SPS
S. Egidio di Lugagnano. La
gara, a cui ha assistito il
Consigliere Federale Tiziano
Begal, è stata patrocinata
dal Comune di Peschiera e
dall’Assessorato Caccia e
Pesca dell’Amministrazione
Provinciale di Verona. Le
pedane, appositamente realizzate per consentire una
migliore e sicura azione di
pesca ai concorrenti, vengono posizionate il giorno
18 • Pianeta Acqua
precedente la gara. Il Mincio
è alto ed i pesci saltano a
pelo d’acqua per dare il benvenuto ai pescatori che si
preparano con roubaisienne,
bolognesi e canne all’inglese
dato che il fiume è quasi
fermo; la pesca si effettua
mediante lenze piuttosto
leggere e bigattini a fionda per cercare cavedani e
scardole sulla roubaisienne,
mentre pastura e bigattini in
colla per chi imposta la gara
a bolognese o inglese.
Tra i pescatori sono presenti i ragazzi della Nazionale
Disabili che ci dimostrano la
loro bravura con la supervisione del CT Paolo Agnoli
sempre pronto a dare dritte
e consigli a tutti. I pesci
non si fan pregare, malgrado l’acqua ancora fredda,
arrivano in pastura per far
lavorare le lenze dei nostri
amici ed i loro compagni.
Guardarli pescare sulle
pedane è uno spettacolo; ci fanno sperare nella
assegnazione di un futuro
Campionato del Mondo in
quel di Peschiera, magari
con la nostra Nazionale sul
gradino più alto del podio.
Ma temo che per ora questo
resterà un sogno. Saremmo
comunque veramente orgogliosi di ospitare le varie
Nazionali dimostrando così
che anche l’Italia è all’avanguardia con campi gara
appositamente attrezzati per
questa particolare tipologia
di pescatori.
La pesatura dà ottimi risultati con nasse piene e grossi
pesci tra i quali un cavedano
di kg. 2,440, un vero spettacolo. Gli ultimi di gara fanno
i primi di settore con oltre
7,000 punti, i secondi con
circa 5,500 ed i terzi con
5,200. Ma non conta il piazzamento quanto piuttosto lo
stare insieme e vivere una
splendida giornata di pesca
ed amicizia, poi tutti al ristorante “Aurora” per il pranzo condito con discorsi di
rito, premiazioni e la mitica
ed immancabile poesia del
nostro artista Pietro Benuzzi
dedicata a questa giornata
di pesca in compagnia.
Pianeta Acqua
• 19
Lo Sport Subacqueo e
la FIPSAS
di Alberto Azzali
S
Un’azione di gioco di Rugby subacqueo
ono trascorsi più di
tre anni dalla nascita del Settore A.S.:
un Settore Subacqueo con
competenze
autonome
e distinte dalla Didattica
Subacquea.
E’ tempo di valutare se
questa scelta statutaria sia
stata realmente una efficace
opportunità per lo sviluppo
di questi due settori, così
come era nelle aspettative
di tutti coloro che l’avevano promossa e sostenuta,
oppure se si sia trattato di
una semplice operazione di
facciata e, come tale, inutile
ed improduttiva.
Per quanto riguarda il Settore
A.S., appare evidente come i
risultati ottenuti nel corso del
triennio 2005/2007 abbiano
confermato la validità della
scelta operata.
La istituzione di un Settore
Subacqueo separato dalla
componente didattica ha
reso possibile la realizzazione di alcuni obiettivi, tra i
quali è utile ricordare:
luppo dell’immersione in
apnea come elemento
strutturale e fondante lo
sport subacqueo;
4) la valorizzazione delle
discipline che richiamano
un gioco di squadra;
5) l’opportunità di affrontare
organicamente tutti i problemi relativi alla gestione
della pesca in apnea, ludica ed agonistica;
6) la possibilità di dedicare
una particolare attenzione
alla ricerca medico-scientifica ed alla sicurezza del
subacqueo sportivo;
7) l’utilizzo
di
una
Commissione Settoriale
per la soluzione dei problemi di natura tecnica,
giuridica e scientifica relativi all’immersione ed alla
pesca in apnea;
8) la realizzazione di un percorso didattico finalizzato
alla formazione dei quadri
tecnici delle varie discipline sportive, utilizzando
moduli e programmi della
Scuola dello Sport.
1) la definizione, programmazione e gestione dello
sport subacqueo con una
sua specifica identità;
2) la individuazione di programmi indirizzati alla formazione psico-fisica del
subacqueo sportivo;
3) la organizzazione e lo svi-
La creazione di una base
organica e gestionale, orientata allo sviluppo dell’immersione in apnea come
attività centrale dello sport
subacqueo, ha rappresentato l’operazione più importante e significativa operata
dal Settore nel corso del
20 • Pianeta Acqua
Programmi e prospettive
Una battuta di pesca
presente quadriennio. Infatti,
dopo alcuni passaggi abbastanza controversi, con problemi connessi alla sicurezza ed alla salute degli atleti
e dopo un fermo dell’attività
agonistica di circa sei mesi,
è stato possibile realizzare
un assetto tecnico ed organizzativo in grado di soddisfare le attese di atleti e tecnici, coerente con le aspettative dei quadri dirigenti,
tale da offrire alla disciplina
una efficace ed articolata
programmazione nel medio
termine, finalizzata a consolidare un’attività sportiva di
assoluto valore tecnico ed
atletico.
Se lo sviluppo dell’apnea
agonistica ha rappresentato uno degli obiettivi più
impegnativi e strategici del
settore, non si può trascurare il lavoro dedicato alle
problematiche della pesca
in apnea con particolare
riferimento alla situazione esistente in Italia, ormai
giunta ad un punto critico
per quanto riguarda il suo
libero esercizio. AMP, SIC,
Ordinanze di Balneazione,
carenze normative, sono
alcuni dei principali nodi che
stringono sempre più questa
disciplina, limitandone l’attività e creando sconcerto
e preoccupazione tra i non
pochi appassionati di questo
sport, tesserati e non.
La nostra Federazione è
chiamata da tempo a svolgere in modo più incisivo un
ruolo di tutela degli interessi
di questa particolare categoria di pescasportivi. Un
ruolo che nel passato non
sempre è stato interpretato
nel modo migliore e corrispondente alle attese dei
pescatori in apnea.
Da alcuni anni si è registrata
però una inversione di tendenza.
La Presidenza Nazionale ed
il Consiglio Federale hanno
sancito in modo chiaro ed
univoco il principio che
omologa la pesca in apnea a
tutte le altre discipline della
pesca sportiva.
La conseguenza di que-
sto importante enunciato è
stata quella di consentire al
Settore la predisposizione di
un programma finalizzato a
realizzare nel medio termine
alcuni interventi quali:
- la proposta di introdurre in Italia una licenza o
permesso di pesca per la
pesca in apnea;
- la revisione delle norme
richiamate dal vetusto
Regolamento di attuazione della Legge 963/65
(DPR 2/10/68 n.° 1639);
- uno studio scientifico
mirato a verificare il reale
impatto ambientale della
pesca in apnea nelle AMP
italiane;
- la stesura di una Ordinanza
di Balneazione tipo, con
regole chiare di semplice
ed univoca interpretazione.
Su questa linea di azione,
il Settore AS ha inteso (ed
intende) muoversi in piena
e completa sintonia con
l’indirizzo generale della
Federazione in materia di
pesca.
Un altro aspetto peculiare
dello sport subacqueo è
rappresentato dall’interesse
che deve essere assegnato,
sempre e comunque, alla
ricerca medico-scientifica,
allo scopo di individuare
opportuni standard di sicurezza e di migliorare le cono-
Tiro al Bersaglio
scenze sulla fenomenologia
connessa all’immersione in
apnea.
Lo sviluppo dello sport
subacqueo, in particolare sotto il profilo culturale,
richiama necessariamente
l’introduzione di un nuovo
modello tecnico ed organizzativo, con il passaggio
dal tradizionale approccio
superficiale ed improvvisato
del passato ad un programma di ricerca mirato e scientificamente corretto.
Resta ancora irrisolto il problema relativo alla carenza
di strutture idonee e fruibili
per l’esercizio delle attività in
bacino delimitato.
Un problema cronico, non
affrontato in modo adeguato
in ambito settoriale.
A questo tema sarà necessario, quanto prima, dedicare maggiore attenzione,
individuando azioni e modalità operative adatte ad offrire alle nostre Società ed ai
nostri atleti utili elementi per
la soluzione, almeno parziale, di questo problema.
Non farlo potrebbe portare, in molte realtà territoriali, a difficoltà e ritardi nello
sviluppo di alcune discipline settoriali come l’Apnea,
l’Hockey, il Rugby ed il Tiro
al Bersaglio.
Proprio l’Hockey ed il Rugby
subacqueo necessitano di
una particolare attenzione
da parte del Settore per le
loro specifiche caratteristiche sportive, in quanto
giochi di squadra.
Si tratta di investire tempo
e lavoro per potenziare
queste attività che rappresentano in campo internazionale un movimento
sportivo di ampie proporzioni.
Attualmente in Italia è
stato avviato un programma di sviluppo mirato ad
aumentare il numero delle
Società praticanti ed a
potenziare il tasso tecnico
dei nostri atleti (in particolare nell’Hockey subacqueo),
questo allo scopo di rendere più competitive le nostre
squadre nazionali.
Per quanto riguarda il Tiro
al Bersaglio, è stato preparato un programma a medio
termine finalizzato al suo
rilancio come attività internazionale. Dopo anni di inattività e di dispersione della
disciplina all’interno della
CMAS, è stato intrapreso un
proficuo dialogo con alcune nazioni europee, in particolare con la Francia, allo
scopo di verificare la sussistenza delle condizioni per
una sua ripresa in campo
internazionale. Non si tratta
di una operazione semplice, ma l’entusiasmo e l’impegno mostrato dai nostri
responsabili della disciplina
permettono di guardare con
ottimismo al successo di
questa iniziativa.
La formazione di un consistente numero di Allenatori
di Apnea attraverso due
Corsi nazionali, organizzati
a Roma presso la Scuola
dello Sport, ha permesso al
nostro Settore di entrare in
modo corretto nel mondo
dello Sport ufficiale, con la
possibilità di lavorare sul
territorio con metodologie e
parametri di assoluto valore
tecnico e sportivo.
Non vogliamo dimenticare
in questa panoramica sullo
sport subacqueo le attività
di natura audiovisiva come
la Fotografia, il Video ed il
Safari Fotografico subacqueo.
Si tratta di attività di grande
interesse tecnico e culturale, in grado di offrire alla
nostra Federazione la disponibilità di un ricco portafoglio
di immagini e di video con
la rappresentazione delle
caratteristiche ambientali e
dei pesci dei fondali costieri
italiani, senza trascurare la
qualità ed il livello dei risultati
sportivi conseguiti nel corso
degli anni dai nostri rappresentanti nelle principali competizioni internazionali.
Il passaggio dall’analogico al
digitale ha reso indispensabile una revisione generale
delle modalità tecniche ed
organizzative delle gare: un
aggiornamento che oggi è
stato completato con successo.
Alla luce di queste brevi e
sintetiche considerazioni, è
lecito affermare come, dopo
più di tre anni di attività, lo
sport subacqueo sia attualmente una realtà incontestabile e come il Settore
A.S. sia vitale ed in continuo
sviluppo, con otto distinte
attività tra le quali due, in
particolare, hanno un ruolo
fondamentale e significativo:
la pesca in apnea e l’immersione in apnea.
La prima è una attività “storica” del Settore, tale da richiedere alla nostra Federazione
una particolare attenzione
per le sue peculiari necessità di tutela e di compatibilità
con le mutate esigenze di
natura socio-ambientale.
La seconda rappresenta il
presente ed il futuro dello
sport subacqueo: questo a
patto che la sua gestione sia
sempre orientata alla costruzione di una attività popolare, spettacolare e sicura:
come è giusto che sia in una
Federazione sportiva come
la nostra.
un’azione di gioco di Rugby sub
Pianeta Acqua
una partita di Hokey sub
• 21
22 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
• 23
Vignola Internazionale
Il Tiro al Bersaglio Subacqueo
ai massimi livelli
di Giuseppe Meduri
Q
uando
d sii parla
l di Vi
Vignola
l
la prima cosa che viene
in mente a chi non
conosce il suo bellissimo centro
storico e la grande ospitalità dei
suoi abitanti, sono le gustose
e succulente ciliegie famose in
tutto il mondo e l’aceto balsamico doc che si può degustare ed
acquistare nelle tante storiche
cantine di produzione a prezzi
da veri intenditori.
Dal 6-7-8 Giugno Vignola sarà
ricordata anche per avere ospitato la prima competizione
Internazionale di Tiro al Bersaglio
Subacqueo: “1° Trofeo Open
Tiro Sub – Città di Vignola”.
L’ispiratore ed organizzatore
della manifestazione è stato il
vignolese Valerio Gozzoli che
riveste il ruolo di Coordinatore
Nazionale Tiro Sub e che ha già
organizzato diverse manifestazioni sportive di alto livello nella
sua città.
L’importante manifestazione ha
suggellato l’inizio di un nuovo
percorso comune tra la FIPSAS
e la francese FFESSM nell’ambito della CMAS per ricostituire
un livello internazionale per il
Tiro al Bersaglio Subacqueo.
Facendo seguito all’importante trasferta di una delegazione
di atleti italiani alla Festa dello
Sport di Antibes dello scorso 11
maggio, anche la Federazione
francese non ha voluto mancare
l’appuntamento con la manifestazione sportiva organizzata
dalla FIPSAS in collaborazione con la Società Nuoto Sub
Vignola e l’Olimpia Vignola.
La FFESSM h
ha schierato
L
hi t lla propria squadra dell’élite de tir sur
cible, in pratica la selezione dei
migliori atleti nazionali francesi.
Capitanati dalla bravissima
Stèfania Tramontana, l’équipe
transalpina era composta anche
da François Chauvel, Patrick
Audu, Yohann Belpre e Sylvain
Bentoubal.
Il 7 giugno alla presenza del
Presidente
delle
Attività
Subacquee Prof. Alberto Azzali,
del Consigliere Donato Puggioli,
del Coordinatore Nazionale
del Tiro Sub Valerio Gozzoli e
di Fabio Savi della Segreteria
FIPSAS si è svolta l’emozionante cerimonia di inizio della manifestazione sportiva con tanto di
sfilata delle due Nazioni e degli
Inni nazionali.
Nella primissima mattinata il
Direttore Tecnico Loris Maculan
ed il Direttore Sportivo Tino De
Luca hanno proceduto ad una
selezione tra gli undici atleti
convocati per la Nazionale italiana che si sono confrontati
nelle prove individuali di Tiro
Libero e Biathlon.
Dopo avere valutato attentamente l’esito di queste prove, i
due tecnici hanno comunicato la
squadra titolare da schierare che
era composta per il Tiro Libero
Individuale e per la Staffetta
da Adriano Argentino, Giuseppe
Meduri e e Roberto Singia e per
il Biathlon da Giuseppe Meduri,
Giovanni Scapellato e Roberto
Singia.
La gara è stata decisamente
avvincente ed ha evidenziato la
difficoltà del tiro dalla distanza
di 4 metri a cui si sono dovuti
adattare tutti gli atleti abituati a
sparare da 3 metri nelle competizioni nazionali.
I francesi, meno abituati all’utilizzo di fucili di serie (forniti dagli
organizzatori), hanno dovuto
pagare un prezzo sicuramente
eccessivo per le loro indubbie
qualità tecniche ed atletiche che
non mancheranno di evidenziare dai prossimi impegni internazionali.
La premiazione si è svolta alla
fine della Cena di Gala ed è
stata effettuata direttamente dal
Presidente Alberto Azzali che
non ha mancato di ringraziare
gli atleti francesi per la partecipazione entusiasta.
Davvero bello il gesto della
nostra Nazionale vincitrice della
Staffetta a Squadre che ha deciso di cedere cavallerescamente
il Trofeo alla Squadra francese
in segno di amicizia.
All’indomani si è tenuta un’importantissima riunione tra i
responsabili tecnici delle due
Federazioni che hanno elaborato una bozza condivisa di
regolamento internazionale da
proporre alla CMAS al fine di
rilanciare il Tiro al Bersaglio
Subacqueo tra le Nazioni più
rappresentative d’Europa, con
l’impegno da parte dei francesi di organizzare una gara in
Normandia nel 2010.
Questa importantissima manifestazione sportiva si è tenuta
proprio nel momento migliore
per rilanciare il Tiro al Bersaglio
Subacqueo, come testimonia il
rinnovato interesse che la disciplina sta suscitando in molte
Regioni, soprattutto grazie ad
una capillare promozione operata dai Responsabili Federali
ed alla disponibilità di tanti atleti
che portano in giro la loro esperienza mettendola al servizio dei
circoli che si rendono disponibili
ad ospitare le dimostrazioni.
Per chi volesse approfondire
l’argomento, troverà le informazioni sul sito federale:
www.fipsas.it.
Lago di Bolsena: FIPSAS Roma chiede un
nuovo regolamento per il carpfishing
In occasione del convegno “La
pesca nel Lazio. Bilanci e prospettive”, tenutosi lo scorso 4 maggio
presso la Sala Fanelli del Comune
di Capodimonte, in provincia di Viterbo, a conclusione del V enduro
di carpfishing “Big Carp”, svoltosi con il patrocinio della Regione
Lazio e della Provincia di Viterbo,
è stata proposta a tutti i soggetti
della Pubblica Amministrazione
che, a vario titolo, hanno a che fare
con la pesca nel lago di Bolsena,
una nuova normativa che favoriPianeta
sca, in particolare,
il carpfiAcqua
shing, la
24 •
tecnica oggi più vessata dai regolamenti locali.
L’incontro pubblico ha, dunque,
chiuso la manifestazione alla quale hanno partecipato per tre giorni
di seguito pescatori provenienti
da tutta Italia, mettendo a confronto rappresentanti dei Comuni
del comprensorio del lago di Bolsena, della Provincia di Viterbo
e dell’associazionismo ittico sul
tema delle norme che attualmente
regolamentano il carpfishing. Tra
le regole più contestate dai pescatori l’assegnazione a pagamento
delle postazioni lungo il tratto di
lago di competenza del Comune
di Gradoli, oltre ad alcune norme
incredibilmente severe contenute
nel regolamento per il carpfishing
elaborato dalla Provincia di Viterbo, che penalizzano fortemente la
pratica di questa disciplina.
I pescatori sportivi hanno necessità, invece, di poter praticare la
tecnica del carpfishing, che non
arreca alcun danno all’ambiente,
in libertà e senza ulteriori tasse e
balzelli, a parte, naturalmente, la
licenza ordinaria di pesca.
Una veduta del Lago di Bolsena
Pianeta Acqua
• 25
Spinning a Coppie
a Darfo Boario Terme
di Paolo Tardito
A
nche quest’anno Darfo
Boario Terme ha ospitato una grande manifestazione di pesca sportiva:
il “4° Campionato Italiano di
Spinning a Coppie da Riva”.
Come sempre, quando manifestazioni di questo livello
approdano in Val Camonica,
provincia di Brescia, la pregevole regia e la perfetta
organizzazione, presieduta
dal Cav. Giovanni Verga, non
lasciano nulla all’improvvisazione.
Persino la pioggia e un notevole aumento della portata
delle acque del fiume Oglio
non hanno turbato l’importante “due giorni“ di spinning.
Il materiale ittico immesso non
ha sofferto di questo innalzamento, mantenendo pescosi i
settori di gara.
Il rinvio della competizione del sabato dal mattino al
pomeriggio si è rivelato determinante sia per la regolarità
della gara, che per il discreto
numero di catture.
La scelta di artificiali particolarmente adatti ad acque
velate o moderatamente torbide ha premiato i concorrenti
che li hanno adottati.
Al termine della sessione del
sabato pomeriggio l’organizzazione, con in prima linea
i pescatori della locale SPS
con in testa il loro Presidente
Giovanni Verga, il Direttore
di gara Alberto Baiguini ed i
volontari, hanno provveduto
a riseminare il campo gara
con un notevole quantitativo
di bellissime trote fario, affinché il secondo round, quello
della domenica, permettesse
a tutte le coppie di difendere
il risultato del sabato e migliorarlo.
L’operazione si è conclusa
quando già i lampioni del
lungo fiume erano accesi.
I consigli del Responsabile
Nazionale del settore trota
torrente, Francesco Antonio,
che ha coordinato tecnicamente tutte le operazioni, si
sono rivelati, come sempre,
preziosi.
Precisa ed inappuntabile la direzione di gara del
Giudice nazionale Severino
Busacchini.
La serata del sabato ha visto
riuniti in un incontro conviviale moltissime personalità
del mondo politico, industriale ed amministrativo locale
che hanno concordemente
rilevato come una manifestazione di questo livello riesca
a richiamare concorrenti da
tutte le parti d’Italia, e come,
con spirito olimpico, al termine della competizione, hanno
vissuto queste due giornate in
concordia ed amicizia.
Significativa anche l’eco che
il campionato ha avuto sui
media, sia locali che nazionali.
Questo ha fatto sì che siano
state diffuse le immagini di
un tratto di fiume meraviglioso, inserito in un ambiente
montano, le cui cime innevate
dalle precipitazioni del sabato
si stagliavano nel pieno sole
domenicale in un contrasto
bianco/azzurro da togliere il
respiro.
Ancora una nota di merito per
il lavoro svolto dalla SPS Darfo
Boario per la meticolosa pre-
Una veduta dall’alto del Fiume Oglio
26 • Pianeta Acqua
parazione del campo gara ed
ai volontari della Protezione
Civile, sempre di Boario, per
il supporto operativo durante
le tre giornate della competizione.
Il podio tricolore, al termine
delle due prove in cui si articolava la prova, era il seguente: campioni italiani la coppia Andrea Ferrari e Daniele
Moretti della Valdossola
Fishing
Team
(Grossi
Faps) di Verbania, argento per Alessandro Vallory e
Maurizio Giroldo, della SPS
Dilettantistica Val Pellice
(Sarfix) di Torino e bronzo per
Ivan Cortinovis e Gianpietro
Garbarini della SPS Molinello
(Maver) di Bergamo.
Anche se non è arrivata al
podio una citazione particolare per la quinta coppia classificata, guidata dal sempre
valido Luciano Innocenti, per
il quale, fortunatamente, gli
anni non sembrano passare.
A chiusura della parte ufficiale
della premiazione, la FIPSAS
ha donato al Comune di Darfo
Boario, rappresentato per
l’occasione dall’Assessore
allo sport Franco Camossi,
una targa ricordo per ringraziare dell’aiuto organizzativo,
dell’ospitalità e della cordialità
riservati ai concorrenti ed a
tutti i dirigenti federali intervenuti.
Infine, prodotti locali a sorteggio per i concorrenti, che
hanno lasciato Darfo non solo
con il ricordo della gara e
della bella cornice in cui si
è svolta, ma anche con un
ricordo gastronomico che
renderà meno pesante il ritorno alle occupazioni abituali, in
attesa di una nuova giornata in compagnia di mulinelli,
canne, artificiali e, soprattutto,
trote!
I concorrenti in gara. Nel riquadro il momento della premiazione
Pianeta
Pi
P
ian
aneetta Acqua
Accq
A
qu
ua
• 227
7
Con decorrenza dal 30 aprile 2008, a seguito dell’emanazione della nuova normativa antiriciclaggio di
cui al decreto legislativo
21 novembre 2007 n. 231,
sono entrati in vigore i
nuovi obblighi in materia di
antiriciclaggio e limitazioni
all’uso del contante, che
investono, a vario titolo,
tutti i settori dell’economia
compreso quello sportivo
dilettantistico.
Il decreto attuativo è intervenuto a disciplinare una
serie di provvedimenti che
mirano a contrastare l’utilizzo del sistema finanziario
per il riciclaggio dei proventi derivanti da attività
criminose nonché di finanziamento del terrorismo
internazionale. Una prima
parte delle norme previste
sono entrate in vigore dal
29.12.2007. A partire da
tale data, infatti, professionisti ed intermediari sono
tenuti alla identificazione
della clientela in base ad un
approccio basato sia sugli
importi movimentati sia
sulla rischiosità dell’operazione e/o del singolo cliente
con conseguente obbligo
di registrazione, conservazione e segnalazione alle
autorità competenti.
Il secondo pacchetto di
norme, contenute essenzialmente nell’art. 49 del
D.Lgs. in esame, ha per
oggetto le limitazioni all’uso
del contante e dei titoli al
portatore. Trattandosi degli
strumenti di pagamento anonimi per eccellenza, sono anche quelli che
più facilmente riescono da
sempre a sfuggire ai controlli.
In considerazione del maggiore impatto sulle modalità organizzative e sulle procedure degli intermediari
finanziari è stata prevista
un’applicazione lievemente
differita: tali nuove disposizioni sono operative con
decorrenza dal 30.4.2008.
Per quanto riguarda il contesto sportivo le aree maggiormente critiche, con
riferimento alle tematiche
della disciplina dell’antiriciclaggio, sono quelle relative alla gestione finanziaria
dell’ente, quindi incassi
e pagamenti attinenti sia
alla sfera istituzionale, sia
a quella commerciale che
della gestione delle sponsorizzazioni e della raccolta fondi ed eventi ex art. 25
L. 133/1999.
TRASFERIMENTO DI DENARO CONTANTE
O DI LIBRETTI DI DEPOSITO BANCARI O POSTALI
AL PORTATORE O DI TITOLI AL PORTATORE
Quale premessa iniziale, si evidenzia
che le restrizioni all’uso del contante
sono a carattere generale, tanto da
interessare tutti i movimenti finanziari posti in essere, sia dagli enti
dilettantistici (associazioni e società),
sia dalle persone fisiche coinvolte
nell’attività sportiva/amministrativa
(amministratori, soci, sportivi, partecipanti ecc...). Di seguito si illustrano
i principali elementi di novità introdotti.
A decorrere dal 30 aprile 2008 è
vietato il trasferimento di denaro
contante o di libretti di deposito
bancari o postali al portatore o di
titoli al portatore in euro o in valuta
estera, effettuato a qualsiasi titolo
tra soggetti diversi quando il valore
dell’operazione, anche frazionata, è
complessivamente pari o superiore a
5.000 euro.
Per importi superiori alla predetta
soglia, sono consentiti esclusivamente i trasferimenti tracciabili, che
quindi avvengono per il tramite di
28 • Pianeta Acqua
banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.. Questo
comporta, per tutti gli enti sportivi
dilettantistici, spesso abituati a gestire l’ordinaria operatività con l’utilizzo
di liquidità di cassa, la necessità di
dotarsi di un’organizzazione finanziaria più strutturata.
In particolare, per molti enti, anche
in assenza di attività commerciale, diventa necessario dotarsi di un
conto corrente bancario/postale.
Tutti gli assegni bancari, postali e
circolari d’importo pari o superiori a
5.000 euro, emessi a decorrere dal
30 aprile 2008, devono recare l’indicazione del nome o della ragione
sociale del beneficiario e la clausola
di non trasferibilità.
Sempre a decorrere dal 30 aprile
2008, gli assegni bancari e postali,
emessi all’ordine del traente (c.d.
assegni a me medesimo) possono
essere girati unicamente per l’incasso a una Banca o a Poste Italiane
S.p.A., e ciò a prescindere dall’im-
porto recato dagli stessi.
Infine, dal 30 aprile 2008 le banche,
nel rispetto delle nuove disposizioni,
rilasceranno gli assegni muniti della
clausola di non trasferibilità. Il cliente
tuttavia potrà richiedere per iscritto
il rilascio, in forma libera, di assegni circolari e di moduli di assegni
bancari, da utilizzarsi, in detta forma
libera, esclusivamente per importi
inferiori a 5.000 euro (vale a dire
fino a 4.999,99 euro), eccettuate le
ipotesi in cui le beneficiarie dei titoli
siano Banche o Poste Italiane S.pA..
In tal caso il richiedente dovrà corrispondere, a titolo di imposta di bollo,
la somma di 1,50 euro per ciascun
modulo di assegno o vaglia richiesto e in caso di girata dovrà essere
apposto, a pena di nullità, il codice
fiscale del girante indipendentemente dall’importo del titolo. Le violazioni
saranno punite con una sanzione
amministrativa pecuniaria dall’1% al
40% dell’importo del contante o titoli
al portatore trasferiti ovvero del titolo
LE ALTRE RESTRIZIONI FINANZIARIE
di credito.
A decorrere dal 30 aprile 2008, il
saldo dei libretti di deposito bancari
o postali al portatore deve essere
inferiore a 5.000 euro. La non corretta
gestione dei suddetti libretti comporta l’applicazione della relativa sanzione amministrativa pecuniaria dal 20%
al 40% del saldo del libretto.
In caso di trasferimento di libretti
al portatore, indipendentemente dal
saldo, il cedente è tenuto a comunicare, entro 30 giorni, alla banca emittente, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento.
I libretti di deposito bancari o postali
al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro, esistenti alla data di
entrata in vigore della nuova normativa, devono essere estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere
ridotto a una somma inferiore al predetto importo entro il 30 giugno 2009
(la relativa sanzione amministrativa
pecuniaria va dal 10% al 20% del
saldo del libretto).
Esulando
dal contesto dell’antiriciclaggio, il settore sportivo
dilettantistico, è altresì destinatario, soprattutto con riferimento
agli aspetti dell’accertamento e della
disciplina di agevolazione tributaria, di
una severa regolamentazione in materia
di movimentazioni finanziarie. In proposito, si ricorda quanto stabilito dall’art. 25
co. 5 della L. 133/1999.
Infatti, secondo tale disposizione, le società, le cooperative e le associazioni sportive dilettantistiche, che hanno optato per
l’applicazione del regime di cui alla L. n.
398/1991, devono ricevere i pagamenti
ed effettuare i versamenti, se di importo
superiore ad euro 516,46, tramite conti
correnti bancari o postali a loro intestati,
ovvero secondo altre modalità idonee
a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.
Tenendo ben presente che l’inosservanza
della richiamata disposizione di natura
finanziaria comporta la decadenza dalle
agevolazioni di cui alla L. 398/1991.
A questo deve aggiungersi quanto stabilito dall’art. 15 del DPR 917/1986 co.
1 lett. i-ter) del DPR 917/1986, secondo
cui è deducibile dall’IRPEF lorda, il 19%
delle erogazioni liberali in denaro in favore
delle società e associazioni sportive dilettantistiche, per un importo complessivo in
ciascun periodo d’imposta, non superiore
a 1.500 euro, a condizione che il versamento di tali somme sia eseguito tramite
banca o ufficio postale, ovvero secondo
modalità che consentano la tracciabilità
del pagamento. In aggiunta, si evidenzia
che anche per i pagamenti effettuati nei
confronti di professionisti (sportivi professionisti, consulenti ecc.) trovano applicazione restrizioni rispetto all’utilizzo dei
contanti. Infatti, secondo quanto stabilito
dall’art. 19 del DPR 600/1973, i compensi in denaro pagati per l’esercizio di arti
e professioni devono effettuarsi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici, ovvero altre modalità di
pagamento bancario o postale nonché
mediante sistemi di pagamento elettronico per importi superiori a 999,99
euro fino al 30 giugno 2008, superiori
a 499,99 euro dal 1° luglio 2008 e
superiori a 99,99 euro dal 1°
luglio 2009.
Peschiamo e
Giochiamo
di Vincenzo Bonacci
L
a Sezione Provinciale di Milano, Associazione Sportiva Convenzionata FIPSAS, nell’ambito
delle iniziative promozionali
verso i federati, ha organizzato il quarto raduno di pesca
per giovani (dai 6 ai 13 anni)
denominato: Peschiamo e
Giochiamo. La manifestazione, che ha avuto il patrocinio
della Provincia e la collaborazione dell’Assessorato allo
sport della città di Paderno
Dugnano, si è svolta, come
di consueto, nel Parco Lago
Nord.
Sulle sponde dello specchio
acqueo si sono avvicendati
i giovani per la tradizionale
pesca alla carpa con il rilascio delle prede catturate. E’
stata un’edizione ancora più
bella e ricca di novità rispetto alle precedenti. Al raduno, nonostante le sfavorevoli
condizioni meteo (è piovuto
anche nel corso della manifestazione) sono intervenuti
circa trecento giovani, con
genitori al seguito.
I ragazzi, di entrambi i sessi,
incuranti della pioggia e sorretti dall’entusiasmo giovanile, si sono cimentati nella
pesca dei grossi ciprinidi. Le
catture delle carpe, qualcuna anche di rilevante peso,
ha inebriato i partecipanti - talvolta anche intimiditi
Una giornata di Sport, animazione e divertimento
dalle corpose prede - ed
emozionato i genitori, attenti
spettatori.
E’ stata allestita anche una
postazione di pesca a mosca.
Due valenti maestri ed esperti
garisti della specialità hanno
illustrato ai numerosi giovani, incuriositi dalle policrome
e variegate piume, le finalità della specialità tecnica e
fornito pratiche dimostrazioni
sulla costruzione degli insetti
artificiali.
Nel corso del raduno, uno
spettacolo di animazione,
protrattosi per tutta la manifestazione, ha coinvolto i
giovani partecipanti in una
gioiosa “gara” al trucco. Due
truccatrici hanno dipinto il
volto dei bambini (ed anche
adulti), secondo la fantasia
dei protagonisti, nelle sembianze di un animale o un
personaggio preferito: dal
leone alla farfalla, dall’uomo
ragno alla fatina. Due clown
e Winnie The Pooh (l’orsetto beniamino dei bambini)
hanno rallegrato ed attratto
la curiosità di ragazzi e genitori. Un’esibizione di modellismo sulle specchio acqueo
(gestito dal Consorzio Parco
Lago Nord) a cura dell’Associazione Modellisti Milano,
ha divertito gli intervenuti
con le evoluzioni di modelli
navali, fedelmente riprodot-
ti, sia civili e sia militari, ivi
compreso un sottomarino
(con relativa immersione). La
tradizionale pesca alla trota,
nel laghetto sotto la cascata, ha concluso la giornata
piscatoria dei ragazzi.
A tutti i partecipanti è stata
donata una canna ed una
maglietta a ricordo della
manifestazione. La Sezione
di Milano, proseguendo l’iniziativa avviata per incontrare le nuove generazioni
ed incentivarle alla passione alieutica, ha deciso di
organizzare, nel corso della
stagione, altri raduni itineranti che si svolgeranno
secondo un definito piano
promozionale adeguato alle
caratteristiche piscatorie dei
partecipanti.
Il raduno, la cui finalità è
consistita nel coniugare la
partecipazione alieutica dei
giovani, la tecnica di pesca e
l’aspetto ludico della manifestazione, ha riscosso ampio
consenso dalle Autorità locali presenti. Alcuni Dirigenti
federali delle sezioni lombarde hanno collaborato, altresì, a diffondere l’immagine
federativa, sia tra i giovani partecipanti e sia tra gli
accompagnatori. Riteniamo
che le finalità e lo spirito,
insite nel raduno, siano state
ampiamente apprezzate dai
partecipanti.
Nuoto Pinnato
Una disciplina
in evoluzione
di Lorenzo Ravaglia
Questo articolo nasce da una piacevole conversazione avvenuta con il Vice presidente del Settore Nuoto Pinnato
della FIPSAS, Roberto Lolli, sulle prospettive future della specialità
P
rima di tutto vorrei analizzare ciò che è stato
fatto in questi anni
prima di affrontare il discorso sulle prospettive future
di questo splendido sport.
Nel 2001, da tecnico insieme
ad Andrea Mangherini, Luca
Tonelli, Stefano Manzi e
Massimo Verdoja di necessità si è dovuto fare virtù.
“Ci siamo dovuti inventare
dirigenti e sotto la guida di
Walter Vucenovich abbiamo
dato il via ad un rinnovamento della politica del Settore
all’interno della Federazione.
Mancavano i dirigenti e così
ci siamo sentiti in dovere di
dare il nostro contributo”.
I risultati dal punto di vista
politico si sono visti subito.
Il dialogo instaurato con il
nuovo Consiglio Federale,
presieduto da Ugo Claudio
Matteoli, ha dato i suoi
frutti ed i grandi risultati
sportivi ottenuti agli ultimi
Campionati del Mondo sono
la prova dell’importante
sostegno della Federazione.
Ora è arrivato il momento
di fare il salto di qualità.
Occorre smettere di pensare
al proprio orticello e cercare
di pensare un po’ più in grande. Non è certo facile perché
in primis occorre cambiare
una certa mentalità settoriale e pensare in maniera più
professionale.
“La Federazione è una, e
penso che tutti i Settori
dovrebbero cercare di sfruttare al meglio le possibili
sinergie. La collaborazione tra le diverse specialità
subacquee deve essere un
punto di partenza per concorrere a grandi progetti”.
“Occorre pensare a questo
sport dal punto di vista del
marketing ed il progetto delle
bipinne va proprio in questa
direzione”. Probabilmente
avrebbe potuto essere diffuso anche ad altre specialità, non solo nel pinnato: si
sarebbe così reso appetibile
per le aziende, un mercato
con numeri ben maggiori.
Occorre rafforzare maggiormente ciò che si è fatto nel
passato per accrescere la
partecipazione alle competizioni. L’istituzione anche
a livello internazionale dello
stile “due pinne” va in questa
direzione: “Abbiamo bisogno
di “vendere” la nostra specialità, dobbiamo renderla
interessante non soltanto dal
punto di vista mediatico, ma
anche e soprattutto da quello commerciale per le aziende del settore. Per crescere
servono soldi e purtroppo
le Federazioni sono sempre
più in difficoltà, l’unico modo
è quindi coinvolgere i privati.
Gli scettici su questo progetto erano e sono ancora
molti, ma i risultati parlano
chiaro”.
A Roberto Lolli, che ricopre
anche la carica di Presidente
Pianeta Acqua
• 31
della Commissione Nuoto
Pinnato della CMAS, chiediamo di illustrarci la situazione dal punto di vista
internazionale. Vediamo la
risposta.
-“Nella
Confederazione
Mondiale delle Attività
Subacquee siamo senza
dubbio la specialità di riferimento. Tutti e cinque i
Continenti sono rappresentati dalle quasi ottanta
Nazioni che praticano questa specialità, senza dimenticare che il riconoscimento del Comitato Olimpico
Internazionale (CIO) assegnato alla CMAS nel 1986,
deriva proprio dal Nuoto
Pinnato in qualità di specialità olimpica. La dimensione globale della specialità deve responsabilizzare i
dirigenti che hanno l’obbligo di pensare e puntare ad
obiettivi di carattere generale. Evidentemente è diretto
interesse della FIPSAS far
sì che il movimento cresca
anche livello internazionale
in modo che tutto l’ambiente
possa averne vantaggio.
Obiettivo primario è quello
di entrare nel grande giro
dei giochi multisport di cui
le olimpiadi non sono che la
punta. La specialità è presente ai “World Games” fin
dalla prima edizione di Santa
Clara negli USA (1981). Il
pinnato dallo scorso anno
fa parte del programma
dei “Giochi Asiatici” per i
quali un gran plauso va alla
CMAS Asia presieduta da
Zhang Qing, membro del
comitato olimpico asiatico,
che ha ben lavorato in simbiosi con la Commissione
che presiedo e con tutta
la Confederazione”. Ci
sono altre importanti manifestazioni. Saremo al galà
dimostrativo dei Giochi del
Mediterraneo di Pescara, nel
2009, una vetrina che dobbiamo utilizzare al meglio!”
Si è poi lavorato molto per i
Giochi Militari, manifestazione anch’essa riconosciuta
dal CIO. Quest’anno sarà
organizzata in Giordania la
prima manifestazione internazionale di nuoto pinnato
riservata ai militari. Il successo di questa manifestazione determinerà la possibilità o meno di entrare ai
giochi mondiali militari che
diverrebbe un palco molto
importante, sia per questioni
mediatiche sia politiche ed
economiche.
I Giochi della CMAS di Bari
vanno proprio in questa direzione, un vero evento che ha
raccolto i campionati mondiali delle diverse discipline
subacquee. I problemi che ne
sono scaturiti sono la naturale conseguenza del fatto
che la Federazione Italiana
è stata estraniata dall’organizzazione dell’evento in
seguito alla decisione della
Confederazione di utilizzare una società privata. E’
stata una scelta discutibile, specie perché la nostra
Federazione ha un’esperienza tale che poteva e doveva
essere utilizzata. L’idea dei
giochi rimane molto valida
e deve essere perpetrata.
L’edizione 2009 si svolgerà a
Tunisi nelle strutture già utilizzate per gli ultimi Giochi del
Mediterraneo e con un forte
appoggio del governo”.
Restando in campo internazionale, ma nell’attività di
club: “La Coppa del Mondo
è stata una scommessa tutta
italiana che ho fortemente
voluto e che sta portando
molti risultati positivi soprattutto in termini di licenze
internazionali. In tre anni si
sono più che quadruplicate le licenze sportive rilasciate dalla CMAS e sono
quasi raddoppiate le società
che partecipano all’attività
internazionale. La prossima
stagione vedrà in calendario
due eventi in Asia e America
che con Africa ed Europa
faranno diventare la Coppa
del Mondo realmente tale”.
Ritornando all’ambito interno: “Organizzare un campionato nazionale che raccoglie tutte le discipline,
quanto meno quelle della
subacquea, come proposto
in Francia, è un’ottima iniziativa. Creare un vero evento
con un ritorno d’immagine
molto più significativo di
quello che si otterrebbe con
tanti campionati separati,
deve essere un nostro obiettivo futuro”.
Un altro obiettivo che la
FIPSASNEWS
Nuovo Record Mondiale
L’atleta Andrea Rampazzo (nella foto), tesserato per la Società Scuola Nuoto Pinnato Padova,
ha stabilito nel corso della competizione di Nuoto Pinnato, denominata 3 CMAS World - Round
5 - 3 Open International “ILLES BALEARS” svoltasi dal 17 al 18 Maggio 2008 a Palma de Mallorca , il NUOVO RECORD MONDIALE nei Mt. 200 Bipinne con il tempo di 01’ 40’’ 31.
32 • Pianeta Acqua
FIPSAS deve darsi nel prossimo futuro, è la gestione
delle piscine. “In questo
ambito di treni se ne sono
persi molti. Ora occorre mettere una toppa ad una situazione che è estremamente
sbilanciata in favore della
FIN che ha il merito di aver
sempre creduto nella gestione degli impianti e di avervi
investito molte risorse. Ora
dobbiamo dare vita alla
cultura della gestione delle
piscine in special modo tra
le società che spesso hanno
molti dubbi ad imbarcarsi
in simili imprese. E’ sempre
più difficile, ma è d’obbligo
provarci, formando persone preparate che supportino le nostre società”. Questi
obiettivi si possono ottenere
solo attraverso una crescita
culturale dei nostri dirigenti.
“E’ importante che il prossimo Comitato di Settore
possa essere composto da
un gruppo di dirigenti capaci. Il rispetto dei ruoli all’interno di un’organizzazione
com’è quella della nostra
Federazione, è fondamentale e sostanziale. I dirigenti devono fare i dirigenti, i
tecnici i tecnici, i giudici di
gara i giudici… sia per una
questione
d’opportunità
che di tempo da dedicare
al Settore. Auspico che chi
sceglierà in futuro di impegnarsi per la Federazione
abbia ben chiari gli interessi
della FIPSAS e delle nostre
Società”.
navig@ndo nel web
di Gionata Paolicchi
w w w. f i p s a s l o d i . i t
Siamo nati nel 1996 come FIPSAS sezione di Lodi con la costituenda Provincia di Lodi lasciando la sezione di
Milano dove eravamo individuati come
zone 6 e 7. Successivamente per ragioni statutarie abbiamo scelto di chiamarci :
A.P.S.S.L.
(Associazione
Pescatori
Sportivi e Subacquei Lodigiani) convenzionati FIPSAS Sezione di Lodi.
Abbiamo ca. 4000 tesserati e anche quest’anno ci è stato riconosciuto un bonus dalla Federazione per avere mantenuto e
superato il numero dei tesserati dell’anno precedente, in controtendenza al trend negativo degli ultimi periodi.
Abbiamo 26 società di pesca sportiva (nelle quali sono iscritti ca.
800 pescatori) associate e regolarmente affiliate che praticano
anche pesca agonistica nei settori colpo, trota, carpa nelle categorie che vanno dai Promozionali alla A1.
Fortunatamente il nostro territorio ha una rete idrica di ca. 3600
km che ci permette di mantenere un interesse piscatorio rilevante e, considerando che il 90% delle acque è convenzionato FIPSAS, il ritorno è visibile. Oltre il fiume Adda dove si può ancora
praticare una pesca tradizionale con pesci “tradizionali” come
cavedani, barbi nostrani, savette, ecc. abbiamo il fiume Po, la
Muzza (canale di irrigazione con acque di provenienza Adda) che
praticamente dividendosi in altri canali creano la maggior parte
di quella rete idrica sopra citata.
Abbiamo parecchi campi gara sia FIPSAS che Provinciali dei quali ci è stata affidata la gestione. Su questi campi gara usufruiti
nella maggior parte dalle Province limitrofe abbiamo una presenza annua di 3500/3600 pescatori.
Tutto quello che facevamo, dalle manifestazioni ai ripopolamenti,
dalla salvaguardia dell’ambiente alla protezione della marmorata, dalla sorveglianza delle acque agli interventi di recupero nei
momenti di criticità idrica restava comunque un patrimonio di
pochi e comunque solo degli addetti ai lavori. A questo punto
abbiamo deciso di rendere partecipi tutti gli associati e non delle
ns. esperienze e iniziative mettendo a disposizione un sito dove
poter trasmettere, informare e aiutare chi ne avesse necessità
e/o semplice curiosità.
Nel 2005 è nato www.fipsaslodi.it che il nostro web master Tornelli con passione attraverso affinamenti, adattamenti, rifacimenti ha portato ad ottenere riconoscimenti internazionali (W3C
html 4.01 e W3C css) per visibilità e accessibilità anche ai diversamente abili. Da allora abbiamo avuto 35000 contatti; non
sono moltissimi però siamo soddisfatti di come stiamo gestendo questo sito. Cerchiamo di soddisfare la curiosità sulla fauna
ittica specialmente della nostra provincia, abbiamo una scuola
di pesca per bambini e principianti, forniamo itinerari di pesca,
aggiorniamo su leggi e regolamenti, forniamo indicazioni su documentazioni per rinnovi e licenze nuove, diamo possibilità di
scaricare documenti e quant’altro in materia di pesca, aggiorniamo su ripopolamenti programmati, forniamo elenco acque convenzionate e libere, diamo notizia degli articoli inerenti le nostre
manifestazioni, forniamo curiosità come la pesca da 50 anni ad
oggi, oltre naturalmente ad un continuo aggiornamento sull’andamento di tutta l’attività agonistica Provinciale: dai calendari
ai regolamenti alle gare. Forniamo anche i link di tutte le realtà
territoriali FIPSAS e indichiamo anche alcuni siti amici.
Praticamente abbiamo cercato di essere un sito di informazione
a tutti gli appassionati della pesca sia amatoriale che agonistica
e per coloro i quali desiderino capire chi siamo.
Rubrica dedicata a tutto quello che di interessante
si trova navigando sul web. L’ardua e allo tempo
stesso divertente impresa di segnalare news, curiosità, tematiche ambientali, siti specializzati che
ruotano intorno al mondo della pesca sportiva e
alle altre discipline sportive federali, l’abbiamo affidata ad un esperto di internet Gionata Paolicchi,
direttore del sito “pescareonline” uno dei portali
dedicati alla pesca più vecchi e seguiti d’Italia.
w w w. p e s c a g o n i s m o . i t
Il sito www.pescagonismo.it nasce inizialmente
grazie a due grandi passioni, ed una grande amicizia.
Le due passioni sono naturalmente la pesca ed il
computer, e la grande amicizia è Monica, anche
lei con una grande passione per i computer ed
internet, ma totalmente estranea al mondo della
pesca. Inizialmente il sito nacque per poter fare
un resoconto, anche goliardico, delle gare sociali
della società dove militavo fino a qualche anno
fa; quasi per scherzo iniziammo a pubblicare lo
zonale di Milano, poi il regionale, a questo punto
un po’ da tutta Italia iniziammo a ricevere richieste per pubblicare classifiche, articoli foto ed
informazioni riguardanti il nostro sport; nel giro
di un paio di anni il nostro sito è esploso diventando un punto di riferimento per molti agonisti,
ma anche per il semplice pescatore.
Negli anni le informazioni disponibili sono aumentate; in occasione dei mondiali di Umbertide siamo arrivati a pubblicare le classifiche direttamente dal campo gara per cercare di dare
informazioni in diretta o quasi a chi non poteva
essere presente sul campo gara, sistema poi utilizzato anche in occasione delle finali dell’Elite
dello scorso anno, e che prevediamo di utilizzare
anche in occasione dei Mondiali di Spinadesco
di quest’anno.
Naturalmente molto del successo del nostro sito
è dovuto alla collaborazione di tanti agonisti che
ci aiutano mandandoci classifiche ed articoli,
ma anche grazie alla preziosa collaborazione di
molti Giudici di Gara e persone della Federazione
che hanno capito quello che era il fine del nostro sito, ovvero promuovere la pesca nella speranza di far avvicinare qualche giovane in più a
questo sport. Oggi il nostro sito ha una media di
30.000 visite mensili, oltre ad un forum dedicato
all’agonismo con circa 800 iscritti, dove si parla
di gare, campi e tecniche, ma dove si può anche
scherzare e conoscere nuovi compagni di pesca
ed una bacheca per vendere le attrezzature usate che in un anno e mezzo ha visto pubblicate
oltre 2000 tra offerte e richieste.
Pianeta Acqua
• 33
Conservazione e ripopolamento
della trota marmorata
nel bacino idrografico del fiume Ticino
di Vincenzo Bonacci
Palazzo Gallio, sede del Convegno
L
’A.P.S.-Como, la Sezione FIPSAS e la Provincia
organizzano,
annualmente, un incontro
pubblico relativo ad un pesce
d’acqua dolce. Quest’anno il
convegno è stato dedicato
alla regina per eccellenza: la
Trota. Sia la Trota fario (Salmo (trutta) trutta), sia la Trota
marmorata (Salmo (trutta)
marmoratus). Quest’ultima,
in particolare, è una specie
salmonicola di grande rilevanza naturalistica ed alieutica, endemica nel reticolo
idrografico dell’Italia settentrionale. Negli ultimi decenni
ha subito un forte calo demografico nel suo intero areale
di distribuzione, compreso il
bacino idrografico del Fiume
Ticino. Le cause di tale declino sono: l’artificializzazione
dell’alveo e delle sponde dei
corsi d’acqua; la frammentazione dei corridoi fluviali con
opere di sbarramento sprovviste di passaggi per pesci;
lo scadimento qualitativo
delle acque del fondovalle;
l’impoverimento delle portate
idriche e talvolta la completa
messa in asciutta di tratti
fluviali in cui non è applicato un deflusso minimo vitale
alle opere di presa; i ripopolamenti con trota fario che
hanno portato alla frequente
comparsa di soggetti ibridi
con conseguente diluizione del patrimonio genetico
della marmorata; l’eccessivo
sfruttamento della pesca. La
consapevolezza dell’importanza della specie (inserita
nell’allegato II della direttiva
Habitat, quindi di interesse
comunitario), sia dal punto di
vista strettamente faunistico
sia della pesca sportiva, ha
incentivato, negli ultimi anni,
l’avvio di iniziative di conser-
34 • Pianeta Acqua
vazione e reintroduzione di
questa specie ittica.
Il Progetto INTERREG. IIIA
Italia - Svizzera, co-finanziato
all’80% dall’Unione Europea,
è finalizzato alla conservazione ed alla reintroduzione
della trota marmorata mediante la ricostituzione di
una popolazione, più stabile
e consistente, nell’intero reticolo idrico potenzialmente
vocazionale compreso nel
bacino del Fiume Ticino.
Il convegno è stato organiz-
zato a Gravedona, cittadina
di origine antichissima, è
stata capoluogo nel Medioevo della Comunità della tre
Pievi (Dongo, Gravedona e
Sorico).
L’obiettivo del Programma
è stato perseguito secondo
due principali linee di intervento: graduale superamento della frammentazione che
limita la percorribilità del
reticolo fluvio - lacustre vocazionale e la produzione di
novellame da ripopolamento
di trota marmorata con caratteristiche di elevata rusticità.
Gli Enti coinvolti sono stati la
Provincia di Varese (settore
Politiche per l’Agricoltura e
Gestione Faunistica – Commercio), che ha coordinato
l’intero Progetto, le Province
di Como, Verbano - Cusio Ossola e Novara, i Parchi del
Lago Maggiore, il Parco del
Ticino (lombardo e piemontese) e gli elvetici Cantone
Ticino e Grigioni.
La collaborazione tecnico-operativa al Progetto è stata fornita dalla società G.R.A.I.A. Srl di Varano
Borghi (VA).
Nell’austero cinquecentesco Palazzo Gallio, che si affaccia sulle acque dell’Alto Lario, è stata
presentata la pubblicazione che
compendia la sintesi delle principali attività svolte nell’ambito del
Progetto nel periodo 2005-2007.
Ad illustrare i principali contenuti
dei progetti sono intervenuti Gaetano Gentili (l’allevamento della
trota mormorata nella Regione
Insubrica) e Cesare Puzzi (gli interventi di miglioramento degli
habitat nel reticolo idrografico
della trota mormorata).
Il Progetto costituisce l’ideale
prosecuzione e completamento
di diversi lavori locali realizzati
nell’ambito della conservazione
della fauna ittica e degli ambienti
acquatici, fra i quali:
• il progetto Life Natura “Conservazione di Salmo marmoratus e
Rutilus pigus nel Fiume Ticino,
del Parco Lombardo Valle del
Ticino;
• le iniziative legate agli “incubatoi di valle delle Province di
Varese, Novara e Verbania;
• l’attività di progettazione concernente la realizzazione di
passaggi artificiali per pesci
nell’ambito del reticolo fluviolacustre del Ticino;
• il progetto “Ripristino della
continuità ecologica dei corsi
d’acqua della Provincia di Varese”.
Accanto alle principali linee di
azione, già menzionate, assume
notevole importanza l’attività di
divulgazione e sensibilizzazione
alcuni dei relatori
Michele Tomasi stupisce ancora
Il due volte Campione del
Mondo di Apnea Dinamica,
Michele Tomasi, non pago
dei successi e dei record a
ripetizione stabiliti in contesti ufficiali nell’ambito di
discipline sportive riconosciute, ha dato prova delle
sue incommensurabili capacità anche nel corso di
prestazioni un po’ bizzarre
ma non per questo meno
elevate dal punto di vista
tecnico.
Lunedì 16 Giugno, a Praia
a Mare, sulla costa occi-
dentale della Calabria, alla
presenza di una qualificata Giuria Internazionale,
Tomasi si è lasciato trascinare in mare con uno scooter subacqueo lungo un
cavo teso e posizionato
ad una profondità di circa
7 metri, facendo registrare
ben 462 metri senza mai
prendere fiato.
Una prova eccezionale se
messa a confronto con
i 380 metri raggiunti lo
scorso anno in Trentino,
al Lago di Caldonazzo, e
con i 231 metri del romano Simone Arrigoni, che
si era dilettato a Formia in
questa specialità nel giugno del 2007.
La prova di Tomasi si è
svolta con un’apnea di 4
minuti e 10 secondi, ad una
velocità costante tra i 100 e
i 110 metri al minuto.
«Ancora una volta ho voluto dimostrare che lo
sport vero è qualcos’altro
– ha dichiarato Tomasi – le
“prestazioni da Guiness”,
come le chiamo io, servo-
Michele Tomasi (al centro)
posa con lo scooter e i due
assistenti (da sx., Giuliano
Marchi e Alessandro Stella)
no solamente a dare spettacolo e ad avvicinare le
masse ad uno sport ancora poco visibile sui media.
Non sono record certificati
da alcuna Federazione, e
non sono soggetti a controlli antidoping».
Il tentativo ha catturato anche l’attenzione di Linea
Blu, il programma di Rai
Uno, condotto dalla splendida Donatella Bianchi e
dedicato alla scoperta dei
mari e delle coste italiane intero nella puntata di sabato Acqua
28 giugno.
che lo ha trasmesso per
Pianeta
• 35
prevista dal progetto, che
contribuisce a garantire il
successo dell’intera iniziativa, grazie al coinvolgimento
delle comunità locali e del
pubblico, consapevoli delle
problematiche relative all’interruzione delle continuità
fluviale e dell’importanza per
le nostra acqua della tutela e
conservazione di una specie
quale la trota marmorata.
Le attività finalizzate al miglioramento degli habitat
fluviali ed al ripristino del
corridoio ecologico, inoltre,
comportano notevoli benefici non soltanto alla specie
verso cui il Progetto è specificatamente rivolto, ma anche a tutte le specie ittiche
che popolano il reticolo idrografico oggetto di intervento, con conseguenti effetti
positivi per l’intera comunità
ittica interessata.
Il Progetto coinvolge un
territorio molto vasto comprendendo quasi tutto il bacino idrografico del Fiume
Ticino, uno dei più estesi
e complessi del Nord Italia
(presenta una estensione di
7.228 chilometri quadrati). Al
suo interno vi è una grande
36 • Pianeta Acqua
quantità di ambienti acquatici, tra corsi d’acqua e bacini
lacustri, tutti interconnessi
tra loro. Ne fanno parte il Fiume Toce (e suoi affluenti), il
Torrente Strona, il Fiume Tresa, il Lago Maggiore, il Lago
di Lugano e il Lago d’Orta
con i loro immissari. Per
quanto concerne il territorio
elvetico, il bacino del Ticino
comprende anche i fiumi
Brenno e Moesa, entrambi
suoi tributari di sinistra.
Per attuare gli studi sono
state sviluppate azioni mirate e finalizzate. In particolare
sono state censite e caratterizzate le discontinuità fluviali (sbarramenti invalicabili
per i pesci) del reticolo idrografico del bacino del Fiume
Ticino, presenti in tutta l’area
di distribuzione potenziale
della trota mormorata, evidenziando i tratti di maggior
criticità. Inoltre, sono stati
acquisiti e analizzati i lavori
di opere in corso di esecuzione già realizzati mediante
la raccolta dei progetti, piani studi pertinenti presso gli
enti competenti realizzati.
Successivamente sono stati
predisposti i progetti rela-
tivi ai passaggi per pesci di
maggior interesse. Mediante
studi di fattibilità sono stati
valutati tutti gli aspetti legati
alle effettive possibilità realizzative delle opere come il
posizionamento del passaggio, la disponibilità di spazi
occupabili, la portata idrica
necessaria. I corsi di acqua
interessati dall’attività progettuale si trovano in provincia di Novara (uno) e quattro
in quella di VCO (VerbanoCusio-Ossola).
La realizzazione di un passaggio per pesci a Lavena
Ponte Tresa ha consentito di
avviare il ripristino della continuità ecologica tra i laghi
Verbano e Ceresio.
Al fine di poter verificare la
funzionalità dell’opera e, soprattutto, per raccogliere informazioni e dati relativi alle
migrazioni dei pesci è stato
realizzato un innovativo sistema di studio ed osservazione; un punto privilegiato a
disposizione degli enti gestori, degli studiosi, delle scuole
e della comunità locale nel
suo complesso. Il sistema
di monitoraggio permette di
visitare la struttura e di svi-
luppare temi didattici e di
educazione ambientale sugli aspetti di conservazione
degli ambienti acquatici, del
ripristino di corridoi ecologici, della salvaguardia della
fauna ittica e della biodiversità. Dalla metà dello scorso
anno, luglio 2007, è stata attrezzata una telecamera con
un sistema di registrazione
video del passaggio delle diverse specie ittiche. Nel corso del convegno sono state
visionate alcune suggestive
riprese del transito di pesci,
fra cui anguilla, barbo comune, pesce persico, trota fario,
cavedano, scardola, carpa,
gardon e persico trota.
Nell’ambito del Progetto
sono stati realizzati anche
interventi di ingegneria naturalistica finalizzati alla diversificazione e rinaturalizzazione dell’habitat fluviale. La
tipologia dei lavori, eseguiti
nel tratto finale del Torrente
Margorabbia, confluente nel
Fiume Tresa a Luino - in territorio varesino - è consistita
nella posa di rifugi in alveo di
massi al piede di scogliere
esistenti per aumentare la
disponibilità di rifugi per la
fauna ittica, creare ambienti
idonei allo sviluppo di una
comunità macrobentonica
ben diversificata e conferire
maggiore stabilità alla struttura esistente. Le finalità
sono quelle di ridurre l’azione erosiva della corrente,
stabilizzare l’alveo e ripristinare la discontinuità ecologica in corrispondenza di
sbarramenti artificiali invalicabili da parte della fauna ittica. L’introduzione dei massi
consente di creare buche e
meandri, formare rifugi per
la fauna ittica e favorisce la
colonizzazione degli invertebrati per la deposizione delle
uova da parte dei pesci.
Nell’ambito degli studi è stato delineato un quadro completo conoscitivo relativo alle
caratteristiche e potenzialità
quantitative e qualitative
delle strutture di produzione
ubicate nel bacino idrografico del Ticino coinvolte nel
progetto.
Ogni impianto, infatti, è stato
valutato in base alle specifiche caratteristiche (quantità
e qualità di acqua disponibile, localizzazione geografica,
impianti, potenzialità produt-
tive) in modo da definire la
produzione di novellame e
programmare le capacità di
ripopolamento.
Inoltre, sono stati riprodotti
rilevanti quantità di soggetti, anche presso le diverse
strutture, con elevate caratteristiche di qualità e rusticità da destinare al ripopolamento del bacino idrografico
del Ticino. Un altro obiettivo
è stato quello di ottimizzare il
funzionamento e la resa degli
impianti produttivi esistenti.
Sono state inoltre realizzate
due nuove strutture, nelle
province di Novara e Como,
con il contributo dei finanziamenti erogati da parte del
Programma Interreg.
Al fine di verificare l’efficacia
dei ripopolamenti sono stati immessi soggetti marcati
prodotti negli incubatoi ittici
aderenti al progetto, attuando la tecnica del tatuaggio
che prevede l’utilizzo del
“pan-jet”, un apposito iniettore transdermico privo di
ago che, per mezzo di una
elevata pressione, inietta il
colorante attraverso il derma del pesce generando
una piccola, ma ben visibile
macchia tondeggiante sotto
la pelle e le scaglie. I pesci,
dopo un preventivo stoccaggio in vasche per valutarne lo
stato di salute, sono stati immessi nel lago ed in ambienti
laterali al Ticino, quali rogge
e canali direttamente in collegamento con il fiume stesso, al fine da offrire maggiore
protezione alle trotelle e favorire la sopravvivenza. Altre
semine sono state effettuate
direttamente nel Fiume Ticino e nel Lago Maggiore.
I contenuti ed i risultati del
Progetto sono stati divulgati
ad un ampio bacino di utenza, mediante la redazione e
la stampa di un opuscolo divulgativo, la predisposizione
di un cd-rom e la realizzazione di un sito Web.
Al Convegno, presentato
dal Presidente della sezione
lariana, Luigi Guglielmetti, sono intervenute anche
Autorità locali quali Ivano
Polledrotti, Assessore Provinciale alla pesca ed Achille
Moioli, Assessore al turismo,
Gianrodolfo Ferrari, Presidente dello S.F.A.I. (Settore
Federale Acque ed Impianti)
e Vicepresidente nazionale
FIPSAS.
Una nota di colore è giunta anche dal Prof. Ettore
Grimaldi, lo “scienziato dei
Pesci” più famoso d’Italia,
che ha rinverdito le sue reminiscenze giovanili di pescatore ricordando le prime
esperienze con la canna e,
soprattutto, tanti personaggi
che hanno caratterizzato la
vita alieutica lariana. Riccardo Borzatta, poeta, musicista e noto cultore del vernacolo comasco ha letto alcuni
sonetti sui pesci e sulla vita
del lago. Il tenore scaligero
Paolo Sala, accompagnato
dalla pianista Elena Strati, ha
proposto variazioni sul tema
di brani classici riferiti ai pesci tra cui il celebre quintetto
“La Trota” del musicista e
compositore viennese Franz
Schubert.
Lo spazio divulgativo è stato dedicato al filmato di una
monografia sulla trota fario
realizzata da APS e Provincia di Como.
Un buffet a base di pesce di
lago ha coronato la presentazione del Progetto.
I cromatismi
del mare
Pesci Pagliacci: l’abbinamento tra colori primari come il
verde e complementari come il rosso accentua molto il
contrasto cromatico di una immagine
Fotografia subacquea:
l’importanza del colore!
a cura di Paolo Ferri, responsabile del Settore Foto Sub
Club Subacqueo Scaligero
(Società affiliata FIPSAS)
L
Il rosa dell’alcionario in questa foto contribuisce
a rendere ingentilita e delicata l’immagine.
38 • Pianeta Acqua
a fotografia in generale è sempre
stata una mia grande passione.
Questa passione si è ulteriormente sviluppata quando ho iniziato
i miei primi passi nel mondo della
subacquea nel 1986. La ritengo un
complemento meraviglioso alla pratica dell’immersione, e considero
straordinarie le sensazioni che può
offrire. Impegna la nostra intelligenza,
lo spirito d’osservazione, la capacità
creativa, il gusto estetico, stimola la
ricerca e la conoscenza delle splendide forme di vita, che si possono
incontrare sott’acqua. Ci spinge a
cercare sempre il bello nei fondali
che ci sono più familiari e nei mari più
lontani dei tropici, verso nuovi incontri
da immortalare nei nostri obiettivi. E’
passato parecchio tempo da quando
scattai la mia prima foto subacquea, eppure ancora
oggi, ogni volta che scarico l’aria dal racket per scendere in immersione, impugnando la mia macchina fotografica, lo faccio sempre con immutato entusiasmo e
con l’inconscia trepidazione di chi spera di incontrare e
riprendere chissà quale splendido animale. Trasmettere
questa sensazione ad altri subacquei, che conoscono
poco questa affascinante attività, è sempre stato per me
motivo di grande piacere.
E’ diffusa l’idea che fare della buona fotosub sia una
questione esclusivamente tecnica o di attrezzature
costose. Al contrario per prima cosa bisogna imparare
a stare sott’acqua, ad amare ciò che si sta vedendo,
a capire che cosa si sta fotografando. Ora c’è in atto
questa conversione al digitale, che secondo me ha dello
straordinario. La maneggevolezza, l’immediatezza, la
comodità, l’affidabilità, sono tutti elementi a favore di
chi sott’acqua non ha dimestichezza con le fotocamere
tradizionali.
Ma perchè complicarsi la vita portandosi dietro l’attrezzatura fotografica in immersione? Certamente per le
ragioni illustrate qui sopra, per portarsi a casa un ricordo
da far vedere agli amici, o forse anche perché, come
diceva Boutan che fece i primi esperimenti di fotografia
subacquea nel 1893 “questa attività poco clamorosa e
poco pubblicizzata va praticata solo per se stessi perché
colpiti dalla bellezza del paesaggio che ci circonda”.
L’azzurro-blu del fondo marino aiuta a mettere in evidenza anche i colori tenui degli spirografi
Pesci Pagliacci: su fondo bianco il giallo risulta più
morbido e meno brillante, contrariamente ad un fondo
scuro che lo avrebbe enfatizzato
L’importanza
del colore…
I colori nell’immagine di
una fotografia prendono
un significato importante
e quindi anche nelle foto
subacquee i cromatismi del
mare e delle sue creature
giocano un ruolo particolare, sino a diventare fondamentali componenti compositivi. La luce e il colore
sono mezzi di espressione
e comunicazione visiva di
notevole impatto e suggestione, e rappresentano un
centro di interesse capace
di stimolare, in modi diversi, l’attenzione di chi guarda. Senza doversi dilungare
sulla psicologia dei colori,
si può fare un analisi visiva
delle immagini. I colori si
dividono in “attivi” quelli
che dovrebbero catturare soprattutto l’attenzione
e in “passivi” che meglio
potrebbero adattarsi ad un
atteggiamento più pacato
e riflessivo. Dei colori attivi il rosso è in grado di
suscitare sentimenti intensi
come la passione, mentre
il giallo e l’arancione stimolano un senso di allegria:
per esempio le gorgonie
rosse, o un gruppo di pesci
Garibaldi ripresi in un’immagine, possono provocare un diverso sentimento
rispetto al giallo intenso di
un gruppo di pesci farfalla,
o di un grappolo di alcionari
arancione. Il rosa e il ciclamino, invece, contribuiscono a rendere più raffinata
un’immagine per esempio
di una delicata madrepora
rosata o di un alcionario
dalla tenue tonalità rosaciclamino. Dal linguaggio
dei colori possiamo ricavare altre indicazioni circa
le diverse reazioni emotive
che possono suscitare le
tinte cosiddette passive.
Il verde dà il senso della
tranquillità e lo possiamo
verificare guardando una
fotografia con l’immagine di una vasta distesa di
Posidonia. Se pensiamo,
invece, ai colori classici
dell’ambiente sottomarino, troviamo che l’azzurro chiaro, dello sfondo di
un’immagine
realizzata
vicino alla superficie, dà
la percezione di trovarsi in
un mondo pacato, asettico;
diversamente il blu intenso
di una foto scattata più
in basso sviluppa il senso
della profondità a cui si
può unire una componente di drammaticità, per
esempio nella foto di un
relitto profondo. Affinché
un colore assuma un’efficace funzione compositiva
nell’immagine sottomarina,
capace di influenzare positivamente il risultato finale,
è necessario ricorrere ad
alcuni importanti accorgimenti. Infatti nel gioco di
uno o più colori protagonisti dell’immagine, si rivela
determinante lo sfondo su
cui il soggetto possa trovare il suo inserimento migliore. Un crinoide giallo, per
esempio, ripreso su uno
sfondo scuro (blu o nero)
apparirà ben contrastato, più brillante e luminoso rispetto ad uno sfondo
chiaro dove perderà intensità, brillantezza e contrasto. Uno sfondo scuro
si addice particolarmente
ad evidenziare i soggetti
marini con colori vivi, per
esempio il rosso in tutte
le sue varianti. Ricordiamo
che nella foto subacquea
gli sfondi di molte immagini
hanno il colore del mare in
tutte le sue tonalità, dall’azzurro chiaro al blu intenso e
di notte al nero assoluto. A
volte di colori in una stessa immagine se ne vedono troppi e molto differenti
tra loro e questo potrebbe
essere motivo di confusione, distraendo l’attenzione
di chi la osserva. I colori
dovrebbero mantenere la
loro proporzione quantitativa secondo le loro rispettive luminosità. Il colore giallo è più luminoso del rosso
e il rosso più del blu. In una
immagine in cui coesistono
questi colori, si dovrebbe
bilanciare tra di loro questi
Pianeta Acqua
• 39
Carangidi:
nelle immagini
monocromatiche
si possono gestire
composizioni
fotografiche in cui
l’unico colore (in
questo caso il blu)
assume valori di
tonalità diverse
Parazoanthus: i colori come il giallo e l’arancione
comunicano vitalità e allegria
colori con meno giallo, più rosso e molto più blu. Nelle
immagini a colori si possono gestire composizioni
fotografiche con un solo colore con valori di tonalità
diverse. L’esempio più evidente è offerto dal blu del
mare con la sua vasta fascia di tonalità che scorre dal
basso verso l’alto dell’immagine e può arrivare sino
all’azzurro più tenue, in prossimità della superficie.
Inoltre il blu del mare che fa da sfondo a una gorgonia
o a degli spirografi di colore chiaro, ravviva il proprio
colore grazie alla forte luminosità di questi soggetti.
In una composizione fotografica, formata da colori di
opposta intensità, come l’abbinamento tra colori primari e colori complementari ci sarà un forte contrasto
cromatico che accentua moltissimo il risalto di una
immagine, ad esempio come l’abbinamento tra il giallo
e il viola, tra il rosso e il blu, tra il verde e il ciclamino,
stimolando l’interesse di chi osserva.
Tutte le considerazioni che abbiamo fatto sulla funzione del colore nell’immagine possono essere fini
a se stesse, ma possono anche servire al fotografo
come elemento guida per orientare le proprie scelte
e nel gestire i colori e cromatismi nel modo migliore
possibile.
40 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
• 41
Tecniche emergenti
in mare
a cura del Settore Acque Marittime
P
esca a mosca e spinning, sono tecniche di
pesca nate nelle acque
interne, dove si sono diffuse ed evolute, chi poteva
immaginare solo un decennio
fa di esportarle nella pesca
in mare? La tenacia di tanti
appassionati ha fatto sì che
queste specialità siano state
adattate anche alle acque
marine, Ovviamente per
i puristi sono tecniche che
poco hanno a che vedere
con la vera pesca a mosca
o lo spinning, ma nonostante
questo incontrano sempre più
appassionati che intravedono
in queste discipline grandi
spazi e tanta inventiva, certo
di strada occorre farne tanta
cominciando dagli artificiali
che devono essere completamente reinventati.
All’estero queste tecniche
sono ormai consolidate ed
hanno trovato un proprio spazio e i propri adepti. Presto
sarà così anche nei nostri
mari, le prede catturabili sono
veramente tante, dai pesci
pelagici, palamite, sugarelli,
sgombri e, se pasturate, le
occhiate la fanno da padrone,
e che dire dei predatori come
spigole e lecce. Provate ad
immaginare quali e quante
emozioni si potrebbero provare lanciando un artificiale,
sia questo una mosca o una
rappresentazione di fantasia
che vuole assomigliare ad un
pesciolino in mezzo ad una
“mangianza”.
La FIPSAS, consapevole
delle possibilità di sviluppo di
queste discipline emergenti,
è pronta, attraverso il proprio
“Settore Mare”, a predisporre un nuovo itinerario che,
passando attraverso la formazione di tecnici (anche per
il Kayak Fishing), ne diventi il
motore della divulgazione.
Nel mese di Luglio, a Marina
di Carrara si svolgerà il 1°
Trofeo di Spinning e Pesca
a Mosca, sia in mare sia da
terra. Più che una competizione sarà un momento di
confronto per capire problematiche e necessità di queste
tecniche.
Appuntamento quindi sul sito
internet federale (www.fipsas.
it)per i dettagli.
Un amico dei pescasportivi in mostra a Milano
La mostra su Pasqualo si terrà dal 2 settembre, giorno dell’inaugurazione (ore 17.30),
al 31 ottobre all’Acquario Civico di Milano in viale Gadio 2.
La mostra racconta la nascita e l’evoluzione dello squalo Pasqualo con innumerevoli
tavole e strisce umoristiche.
Visitare la mostra e guardare le vignette di Pasqualo è un’occasione da non perdere!
42 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
• 43
Era il lontano
1988... nasceva il
Surf Casting Agonistico
a cura del Settore
Acque Marittime
E
’ già storia!
La pratica del surf
casting agonistico in
Italia compie 20 anni. Da
quel lontano 1988 quanto
è cambiata questa specialità? Sembra di sentire ancora l’eco delle dispute degli
atleti che con attrezzi sovradimensionati discutevano
di mulinelli: chi lo preferiva
rotante, chi fisso, alcuni prediligevano l’attacco alto, altri
basso, si pescava con zavorre non inferiori ai 150 grammi
e le competizioni venivano
festazioni oggi si svolgano
nei periodi in cui il pesce si
avvicina alla costa (primavera ed autunno) e la continua ricerca di una pesca
selettiva ed ecologicamente
rigorosamente effettuate nei
mesi da Dicembre a Marzo.
Abbiamo visto di tutto ed il
contrario di tutto, ma nonostante la buona volontà, le
competizioni si risolvevano con una percentuale di
“cappotti” che andava ben
oltre il 90%. Da quel tempo,
questa disciplina, di origine
anglosassone, si è modificata adattando ai nostri mari
gli attrezzi e le strategie, che
sono ovviamente differenti
da quelli dove il surf casting
ha avuto i natali.
La tecnica, adattata ai nostri
mari, ha fatto sì che le mani-
compatibile continua a provocare grandi cambiamenti.
Certo il percorso è complicato, ma è iniziato per
opera del Presidente del
Settore Marco Pisacane.
Nella ricorrenza del 20° del
surf (e non è un caso) è stato
messo a punto un righello
per assegnare punteggi alle
prede che non raggiungono
le misure di legge, prima
di reimmetterli in acqua.
Magari, una volta abituati
ad usarlo ed a comportarci
in modo onesto e responsabile, questo potrebbe valere
per tutte le prede, ponendoci
44 • Pianeta Acqua
in una luce nuova agli occhi
delle pubbliche amministrazioni e consentendoci, in un
domani speriamo prossimo,
di pescare anche in riserve e
parchi marini.
Molte sono le amministrazioni pubbliche che hanno
individuato nel surf casting
una risorsa per un turismo
non legato alla stagione estiva, questo grazie a quanto è
stato fatto per rendere spettacolare e visibile questa
disciplina; un esempio per
tutti, la logistica dell’organizzazione del Campionato
Italiano (porto Sant’ Elpidio)
e la grande parata degli atleti
e dei tecnici, un serpentone
di oltre 500 metri con bandiere che identificavano con
la Regione di provenienza
i gruppi di partecipanti. Il
Sindaco e gli assessori presenti hanno potuto costatare quanto questo sport,
se organizzato e seguito
con determinazione, possa
rappresentare un
valore aggiunto
alle
economie
locali.
A livello intercontinentale, sono
stati
raggiunti
traguardi considerevoli: tre i titoli
Anche un concorso abbinato alla pesca in mare:
l’elezione annuale di Miss Surf Casting
Mondiali conquistati grazie
ad un’importante crescita
nelle tecniche, ma anche
ad un percorso di selezione degli atleti, improntato
all’eccellenza, adatto ad
individuare l’elite dei campioni che hanno vestito la
maglia della nazionale.
Il Surf Casting deve la sua
costante evoluzione alle
tante persone che gli hanno
dedicato tempo e passione:
dai dirigenti federali Giorgio
Cerri, Marco Pisacane e
Mario Capizzi, ai tanti commissari tecnici che si sono
avvicendati alla guida delle
nazionali Alberto Belfiori,
Renato Nazionali, Rodolfo
Anselmo, Paolo Paolicchi,
Umberto Borgioli, ed ai tantissimi atleti che hanno fatto
e fanno parte della nazionale
Italiana, uno in particolare va
citato, Michele Guaschino,
che nel lontano 1993 conquistò il titolo mondiale nelle
acque di Orosei.
Pianeta Acqua
• 45
La FIPSAS
e la Sicurezza in Mare
Il Consigliere Federale Claudio Nolli durante il suo intervento
Si è svolta al Porto Turistico di
Brindisi nel mese di maggio una
tavola rotonda su un argomento
molto interessante e delicato: la
sicurezza in mare. L’iniziativa,
promossa dalla Federazione,
ha avuto luogo durante la sesta
edizione del Salone Nautico del
Salento che da quest’anno accoglieva una sezione interamente dedicata alla pesca sportiva.
Con il titolo “La FIPSAS per
la gestione della sicurezza in
mare”, il tema centrale dell’incontro, ovviamente, è stato la sicurezza ed il soccorso nel mare
di Brindisi. Presenti autorità militari, dirigenti della Federazione
e medici del 118. Claudio Nolli,
Consigliere nazionale FIPSAS in
apertura della sua relazione ha
accennato alla storia della Federazione, nata nel 1942 con il
proposito di promuovere attività
come la pesca sportiva
portiva
dilettantistica, l’attività
attività
subacquea e il nuoto
pinnato.
“La Federazione - ha
precisato
Claudio
udio
Nolli - è tra le quauarantacinque Fedederazioni Sportive del
CONI la quarta per
er
consistenza nuumerica, con i suoi
oi
circa 250 mila tes-serati. Il Ministe-ro dell’Ambiente
l’ha riconosciuta
Associazione di
Protezione Ambientale, atto attraverso
raverso cui si è
voluto ribadire il costante rapporto e sensibilità
dimostrate a
à di
tutela dell’ambiente acquatico
in generale, e marino in particolare”. Il Consigliere Nolli si è poi
soffermato sul grande e continuo impegno della Federazione
nei confronti dei pescasportivi
diversamente abili del territorio:
il connubio, infatti, ha permesso
di poter praticare la pesca in su-
p e rficie in tutta
sicurezza,
un iimpegno che
i
h prosegue e si migliora negli anni e
che riscuote enorme successo.
La tavola rotonda è stata anche
occasione di confronto tra i rappresentanti della Capitaneria di
Porto e dei Vigili del fuoco sulle
tematiche di Pronto Intervento in
mare e di tutela della salute degli
operatori in immersione.
Sul fiume Sangro di scena la Pesca a Mosca
I Campionati Italiani della particolare disciplina sportiva organizzati nuovamente in Abruzzo. Evento divenuto ormai, da qualche
anno a questa parte, un appuntamento tipico del periodo primaverile quale preludio di un’intensa attività per gli appassionati di
pesca sportiva
Anche per la stagione
2008 dunque, la città di
Castel di Sangro, su decisione dei responsabili
del Settore Acque Interne della FIPSAS si è confermata come la meta
prediletta per questo
appuntamento sportivo
che ogni anno richiama
nella cittadina non solo
atleti agonisti della pesca a Mosca, ma anche
appassionati provenienti
da ogni Regione d’Italia.
La manifestazione, organizzata dall’Associazione dilettantistica Pesca
Sportiva di Castel di
Sangro affiliata FIPSAS in
collaborazione con l’Amministrazione comunale
di Castel di Sangro, si è
46 • Pianeta Acqua
svolta presso il laghetto
del parco del Sangro.
Per l’occasione il tratto
del fiume Sangro interessato dalle competizioni
agonistiche è stato sezionato come da regolamento per consentire
ai partecipanti libertà di
movimento senza intralci
ed ostacoli esterni. Molto soddisfatto si è detto
il presidente dell’Associazione, Antonio Gasbarro, che anche in
questa nuova edizione
della manifestazione ha
curato ogni singolo dettaglio dell’evento per non
lasciare nulla al caso.
La manifestazione - ha
commentato, all’unisono, il sindaco di Castel di
Sangro, Umberto Murolo
- è per noi e per la nostra
cittadina motivo di grande vanto poiché non solo
ci permette di incrementare il numero delle presenze turistiche in un periodo di bassa affluenza,
ma soprattutto perché
conferma il ruolo di guida nel settore sportivo
che la città di Castel di
Sangro svolge da sempre nella Regione.
Per la cronaca ai Campionati Italiani di pesca
con sistemi a Mosca
nelle specialità “ Coppie Seniores, Under 18
e Speranze” la Società
abruzzese di Roccaravindola del presidente
Armando Di Giacomo
ha conquistato due titoli
e due secondi posti. Sul
gradino più alto conquistando i Titoli di Campioni d’Italia sono saliti:
la coppia formata da Elio
Castaldi e Fiore Siravo
nella specialità Seniores
Coppie e Andrea Pirone
nella specialità Speranze. Inoltre ha ottenuto
due secondi posti Alberto Rocchio nella categoria Speranze e Giacomo
Silvestri negli Under 18.
Aree Marine Protette
e pesca in apnea
Matrimonio
impossibile?
di Giorgio Volpe
L
a pesca in apnea è
l’unica forma di pesca
sportiva
insuscettibile di regolamentazione
all’interno delle aree marine
protette. Ormai da oltre un
decennio, infatti, ogni nuovo
decreto istitutivo di AMP
prevede immancabilmente il
divieto di praticare la pesca
in apnea all’interno dei confini dell’area. Questo giudizio
di incompatibilità totale non
si fonda su incontrovertibili
evidenze scientifiche, come
si potrebbe supporre, ma
su uno dei principi cardine
dell’ecologia della conservazione, il cosiddetto “principio di precauzione”. In
sostanza, ignorando il reale
impatto della pesca in apnea
sull’ambiente marino, la si
proibisce in via precauzionale, in attesa che la ricerca
scientifica possa aggiungere nuovi elementi in grado
di confermare o smentire il
pregiudizio. Nessuno obietterebbe alcunché se questo
“metodo” trovasse applicazione verso tutte quelle attività impattanti per le quali
manca una documentazione
scientifica adeguata, vale a
dire la pesca professionale e sportiva, l’escursionismo subacqueo, la nautica,
eccetera.
Di fatto, però, ciò non si verifica, e mentre tutte le altre
attività vengono ammesse
e regolamentate all’interno
delle zone B e C delle aree
marine protette, la pesca
in apnea resta l’unica attività totalmente esclusa.
Tecnicamente ciò è reso
possibile dal meccanismo
della legge quadro sulle aree
protette (L 394/91), che in
linea generale proibisce ogni
attività impattante all’interno
delle aree protette, ma che
poi prevede la possibilità di
“deroghe”. Di fatto, di deroghe se ne realizzano molte,
ma non per la nostra disciplina, evidentemente ritenuta particolarmente danno-
sa. Ma lo è veramente? Al
Workshop sul tema “AMP e
pesca in apnea” organizzato dalla FIPSAS in occasione dell’Eudi Show i biologi
ricercatori presenti hanno
chiarito che al momento le
pubblicazioni scientifiche
sull’impatto della pesca in
apnea nel Mediterraneo sono
pochissime, e che non esiste
alcuna evidenza scientifica
circa la maggiore dannosità
della pesca in apnea rispetto alle altre attività impattanti attualmente consentite nelle AMP. L’esperienza
gestionale della riserva di
Bonifacio, illustrata dalla
direttrice dott.ssa SoullardCancemi, dimostra come la
pratica legale della pesca in
apnea non rappresenti affatto un problema. Anzi, uno
studio sulla biomassa nelle
zone B di Bonifacio e de La
Maddalena mostra che nella
riserva in cui si pesca con
il fucile la biomassa risulta
6 volte superiore a quella
del parco italiano: non solo
la regolamentazione della
pesca in apnea non impedisce ad un’area marina protetta di funzionare, ma la
sua proibizione non garantisce affatto risultati positivi. Il vero problema sono i
controlli, ed il problema di
realizzarne di efficienti non
può essere aggirato con
norme inutilmente restrittive e discriminatorie, come
il divieto generalizzato di
pescare in apnea. Di fronte
alla proliferazione di un gran
numero di AMP ed alla corrispondente diminuzione degli
spazi fruibili dagli appassionati, la FIPSAS ha ritenuto di attivarsi per tentare
di ottenere un ripensamento
della linea politica degli ultimi anni ed una riammissione
della pesca in apnea almeno nelle zone C delle aree
marine protette. A tal fine, è
stata proposta al Ministero
dell’Ambiente la realizzazione di uno studio scientifico
congiunto, finalizzato a verificare il reale impatto della
pesca sportiva in apnea e a
valutare, conseguentemente, la possibilità di una sua
regolamentazione all’interno
delle aree marine protette.
La FIPSAS ha anche predisposto un progetto di regolamentazione, che prevede
la possibilità di rilascio di un
permesso per la pratica della
pesca in apnea in zona C
ai tesserati brevettati e che
pone una serie di limiti di
cattura idonei a garantire un
prelievo limitato e di qualità.
Pianeta Acqua
• 47
DDE: Successo per la manifestazione di
Subacquea organizzata sul Lago Maggiore
Il Dirigente della Didattica Subacquea
Paolo Tealdo dopo un’immersione nel lago
Al Dynamic Dive Exhibition, Fiera dedicata al mondo dei subacquei, la Federazione
ha partecipato con i Settori federali Attività
Subacquee e Didattica Subacquea coinvolgendo molti dei propri dirigenti, tra cui
il Presidente Azzali, il
vice Floris e Paolo Tealdo per la Didattica,
numerosi componenti
dello Staff tecnicoscientifico del settore
A.S., Bellodi, Blanda,
Amaddii, Chiesa e Di
Donato e campioni delle varie specialità agonistiche come Tomasi, Marchi,
Francesca Scolari e Monica Barbero.
Presenti nella doppia veste di atleti e
promotori dell’immersione in apnea
federale i ragazzi di “piazzapnea”, Vetturini, Giachino e Chiabrando. L’apporto tecnico-sportivo da parte della
FIPSAS ha suscitato molto interesse
ed è stato molto gradito da chi ha partecipato all’evento. Tra le molte dimostrazioni effettuate dai componenti il Team
Italia Apnea, prove di Dinamica Lineare e di
immersione con la Skandalopetra, specialità
storico-rievocativa di origine greca.
LIGURIA PESCANEWS
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VADO
LIGURE IN DIFESA DEI PESCASPORTIVI
Il sindaco di Vado Ligure, Carlo
Giacobbe, ha deciso di scendere
in campo per tutelare i pescatori
locali e non. Ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera alla neo
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefa-
nia Prestigiacomo, chiedendo una
urgente modifica per l’attività di
pesca sportiva con lenza e canna
nell’area marina protetta dell’isola
di Bergeggi. Il regolamento ministeriale attualmente in vigore, infatti, impedisce ai non residenti la
pesca nella zona della cosiddetta
“riserva generale”, creando molteplici difficoltà per i pescasportivi vadesi a svolgere una attività
molto radicata e già condizionata
dagli spazi limitati per lo sviluppo
dell’area portuale.
DIPARTIMENTO AMBIENTE
Il Parco Nazionale delle “Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna” ha un nuovo consiglio direttivo presieduto da un nostro
dirigente molto conosciuto nell’ambiente dei pescasportivi toscani, Luigi Sacchini, attuale Presidente della locale Sezione Provinciale FIPSAS di Arezzo
A un anno dalla costituzione del Parco nazionale e dalla nomina a Presidente di Luigi Sacchini,
attuale Presidente della
FIPSAS di Arezzo, si è
insediato nello scorso
mese di Maggio il nuovo
Consiglio Direttivo del
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte
Falterona e Campigna. Il
Consiglio Direttivo è formato dal Presidente e da
dodici componenti sulla
base delle indicazioni
fornite dai Ministeri, da
Pianeta
Istituzioni
scientifiAcqua
che e
48 •
culturali e dalla Comunità
del Parco. E’ l’organo di
indirizzo e programmazione dell’Ente e delibera
in merito a tutte le questioni generali. Vanno ad
affiancare Luigi Sacchini,
Presidente del Parco,
Quinto Cappelli, Luca
Rossi, Gabriele Locatelli, Renato Lapi e Stefano
Milli su designazione della Comunità del Parco;
Luca Antonio Ercolani e
Ivano Togni su designazione della associazioni
di protezione ambientale;
Roberto Pini e Claudia
Angiolini su designazione degli enti scientifici
e dell’Università; Alessandro Pacciani su designazione del Ministro
delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali,
Guido Crudele e Fausto
Pardolesi, su designazione del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare. Il
Consiglio direttivo dura
in carica cinque anni
come previsto dall’articolo 9 comma 12 della
legge 394 del 6 dicembre 1991. Auguriamo al
presidente Sacchini e ai
neo consiglieri un ottimo
e proficuo lavoro in vista
del delicato ed impor-
tante compito a cui sono
preposti per la tutela, la
salvaguardia e lo sviluppo dell’Ente parco.
“MOVE ME” LA FIPSAS IN PIAZZA A MILANO
IN OCCASIONE DELLA NOTTE BIANCA DI MILANO DEL 31 MAGGIO E 1° GIUGNO 2008
GLI SPORT ACQUATICI FEDERALI SONO STATI COINVOLTI NELLA MANIFESTAZIONE
MENEGHINA CHE HA FATTO DA CORNICE ALL’ARRIVO DEL GIRO D’ITALIA
Lo splendido scenario del Castello Sforzesco di Milano, da Largo Beltrami a Piazza
Cannone, passando per tutta la Piazza Castello, è stata la cornice del grande Villaggio
dello Sport allestito in occasione della Notte
Bianca Milanese. Il termine inglese Move Me,
motto della manifestazione, ha dato il nome
alla sua 2° edizione, organizzata dall’Assessorato dello Sport e Tempo Libero del Comune in collaborazione con EXPO 2015 e
CONI.
Nel programma sono stati organizzati oltre
250 eventi, dimostrazioni sportive e possibilità di provare moltissimi sport con l’assistenza di istruttori ed atleti, e poi innumerevoli
concerti in piazza ed eventi culturali.
36 ore (dalle 9.00 di sabato 31 Maggio alle
17.00 di domenica 1° Giugno) di divertimento, cultura e sport, e poi il clou dell’edizione
con l’arrivo della tappa del Giro d’Italia.
La Sezione Provinciale FIPSAS di Milano ha
utilizzato, nella circostanza, Piazza Castello
come un grande open-space subacqueo per
una presentazione delle tantissime discipline
sportive federali.
In una piscina ridotta di 7 x 5 metri con un’al-
tezza di 1,5 metri in posizione di grande visibilità, gli atleti hanno presentato il Tiro al
Bersaglio Subacqueo e il Rugby Subacqueo.
E poi dimostrazioni di utilizzo di attrezzi di
Nuoto Pinnato, l’Apnea con la Statica, utilizzo di ARO e con la possibilità per tutti di
provare l’ARA.
Inoltre, a fianco, nel prato, tanti ragazzi ma,
anche tanti adulti, si sono cimentati con gli
attrezzi di Lancio Tecnico.
Presso lo stand federale, Tecnici ed Istruttori
dei Settori Attività Subacquee e Nuoto Pinnato sono stati a disposizione del pubblico con
l’ausilio di audiovisivi per presentare i nostri
sport e le nostre attrezzature, passando dagli
Sport di Squadra (vedi il Rugby Subacqueo)
agli arbalete della Pesca in Apnea, dai tuffi nel blu degli Apneisti all’uso delle potenti
Monopinne dei Campioni del Nuoto Pinnato.
Inoltre, quasi tutti i presenti hanno provato
il Tiro Sub con l’assistenza degli Atleti della
Nazionale grazie ad un simulatore di tiro.
In esposizione statica è stata allestita un’ampia collezione di attrezzature fatta di mute
mimetiche, arbalete e pneumatici per la pesca in apnea, monopinne ecc.
Prove di salvataggio con i cani «bagnini»
Con l’imminente avvento
dell’estate e, quindi, della
stagione balneare, un’esercitazione di Protezione Civile con i cani di salvataggio da spiaggia ha visto in
opera all’Idroscalo anche
sommozzatori ed un elicottero della squadriglia Sar.
Venticinque cani Labrador
e Terranova hanno simulato
il salvataggio di bagnanti in difficoltà nelle acque
dell’Idroscalo.
dell
Idr
Uno ad uno
i volon
volontari e i relativi cani
sono stati issati a bordo
dell’elicottero per essere
poi calati in acqua. L’azione di controllo e sostegno
è stata svolta dai sommozzatori della FIPSAS, coordinati da Giuseppe Rapetti.
I cani, abilissimi e robusti
nuotatori, hanno fatto da
«bagnini» in varie spiagge
e zone lacustri. Unica nota
negativa è che il Sar verrà
chiuso il 30 giugno, a meno
che non intervenga il nuovo
ministro della Difesa.
www.premio-majorca.com
Martedi 10 giugno 2008, presso l’Acquario Civico di Milano, Enzo Majorca
ha consegnato il 3° Premio di Laurea
dedicato alla figlia Rossana, scomparsa prematuramente.
Attraverso immagini di vita a bordo
è stato presentato il premio offerto
da Enzo Majorca e cioè un Camp di
ricerca con l’Istituto Tethys (www.
tethys.org ) al migliore elaborato tra
tutti quelli presentati dalle iscritte.
Una serata dedicata al Mare attraverso alcune note caratteristiche di Rossana: l’essere donna, l’essere amante
del mare, l’essere subacquea, l’essere sportiva.
La prima classificata, con l’elaborato
migliore, è stata Jessika Giraldi.
Pianeta Acqua
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I nostri tesserati ci scrivono
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, per la seconda volta, una poesia ricevuta dall’amico Pietro
di Pietro Benuzzi
tesserato diversamente abile della Sezione Provinciale FIPSAS di Verona
U n a f ia b a d i a cq u e c r i s ta l l i n e e p e s c i m a g i c i d’ar gento, cuor i pur i e s entimenti s incer i.
B en sa p et e ch e è l a tr a s p a r e n z a a r e n d e r e difficile la pes ca, qui. E s e ci pens ate bene, la tr as par en za è una
as sen za :
as sen za d i t u t t o c i ò c h e p u ò r e n d e r l a to r b i da.
L ’a cq u a p er ess e r e m e r a v i g l i o s a e l i m p i d a d eve es s er e ciò che è. I l tor bido deve tener s i lontano.
E p ro p ri o q u est a tr a s p a r e n z a è a n c h e l a s ua for za e l’acqua diventa impenetr abile come il diam ant e per
di f en d ere il su o te s o r o :
il p esce d ’ a rg en to .
L a f i a b a co n t i n u a o r a , e tr o v a s e n s o , p e r m e, guar dandovi:
vo i si et e t ra sp a r e n ti ,
il vo st ro cu o re è l i m p i d o e p u r o ;
de n t ro ved o il v o s tr o te s o r o : u n p r o fo n d o s entimento di amicizia (eccolo il vos tr o pes ce d’ar gento! ), t ant o
di f f i cile d a co n q u i s ta r e q u a n to p r e z i o s o .
Vi g u a rd o e vi v e d o , e s o n o c o n te n to , a c c i d e n ti!, s ono davver o contento di poter veder e i vos tr i cuor i l ucci care
co me ca ved a n i s u l fo n d o d e l M i n c i o .
Q u est a è l a f ia b a
e a n ch e se co m i n c i o a d a g i ta r m i c o n d u e g i o r ni di anticipo,
an ch e se mi d ev o a l z a r e p r e s to ( e q u i n d i a n dar e a letto tr oppo pr es to),
an ch e se o g n i vo l ta d i c o c h e è l ’ u l ti m a g a r a che faccio e il mio “s econdo”
m i m a n d a i n b es ti a e l a m i a p o s ta z i o n e fa s chifo e lui ha avuto la for tuna
ch e a m e è m a n c a ta ,
vi g u a rd o e so n o c o n te n to
pe rch é i l ca lo re d e l l a v o s tr a a m i c i z i a è p i ù caldo del s ole che oggi mi ha
br u ci a t o la f ro n te .
P er t u t t o ciò Vi d i c o g r a z i e , g r a z i e o m i o pr ezios is s imo tes or o.
Si è conclusa sabato 24 maggio con una gara
tra tre istituti superiori di Anghiari e Sansepolcro
il progetto “Pesca Ambiente,
alla scoperta della Valtiberina”
Avvicinare i giovani all’ambiente fluviale attraverso la pesca.
E’ questo l’obiettivo del progetto “Pesca Ambiente, alla
scoperta della Valtiberina”
ideato dalla FIPSAS di Arezzo
e che ha trovato il sostegno
della Provincia e della Comunità Montana della Valtiberina.
Il progetto è stato testato con
una classe della scuola media Vasari di Arezzo lo scorso anno e, visto il successo,
è stato ampliato quest’anno
coinvolgendo, oltre alla stessa
Vasari, la scuola media di Caprese Michelangelo e gli istituti
superiori di Sansepolcro ed
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Anghiari, grazie anche al supporto del Provveditorato e del
CONI. Agli studenti sono stati
illustrati durante lezioni d’aula
la Carta ittica della Provincia,
lo studio dei pesci delle acque
del territorio aretino, nozioni
sull’ambiente fiume e sulle
principali norme di comportamento nei confronti dell’ambiente e degli altri pescatori, la
legge regionale sulla pesca, le
attrezzature da pesca ed il loro
utilizzo. Ai ragazzi è stata poi
offerta la possibilità di verificare le loro nozioni con la cattura
di pesci sul fiume Tevere attraverso un elettrostorditore ed il
loro riconoscimento. Il progetto ha trovato la sua conclusione sabato 24 maggio con una
gara di pesca tra le tre scuole
superiori che hanno partecipato al progetto, l’Isa di Anghiari, l’Ipsia ed il liceo Piero della
Francesca di Sansepolcro. La
gara, che si è svolta nell’ambito dei giochi della gioventù,
è stata effettuata al Lago Azzurro di Gragnano, a Sansepolcro. La scuola vincitrice ed
i primi tre pescatori classificati
sono stati premiati dai Presidenti di Provincia, Comunità
Montana e CONI.
Pianeta Acqua
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