Latina Oggi Sabato 28 Aprile 2012 Borghi e Quartieri 13 A NETTUNO CON LA PARROCCHIA DI VIA NASCOSA UNA gita come se ne organizzano tante per scolaresche e gruppi parrocchiali. Peccato che questa volta gli organizzatori abbiano dimenticato una delle bambine nel luogo del pellegrinaggio. Stando al racconto del genitore, addirittura, nessuno si sarebbe accorto della sua assenza neppure al rientro in parrocchia a Latina, in via IL PADRE RACCONTA «I responsabili non si erano accorti della sua assenza neppure al rientro» Nascosa. I fatti si sono verificati mercoledì 25 a Nettuno, meta di una gita organizzata dalla parrocchia di San Matteo. Sara, che ha appena dieci anni, era con il resto della comitiva fino alla visita nel santuario dove riposano le spoglie di Santa Maria Goretti, ma nessuno si è accorto che poi è rimasta nella zona del porto. «Troppa gente si improvvisa nell’organizzazione racconta il padre con un certo stupore - mia figlia, durante la gita organizzata dalla parrocchia di San Matteo, è stata dimenticata in gelateria sul porto di Nettuno, dove le barche Bambina dimenticata dalla gita possono partire e sparire nel nulla. Neanche all’arrivo in parrocchia i responsabili si sono accorti dell’assenza di mia figlia. Fortuna ha voluto che Sara avesse con sè il telefono cellulare. Tra le lacrime di disperazione, non vedendo più, nessuno è stata notata e avvicinata da una mamma che si è accorta che qualcosa non andava. È stata una sconosciuta ad aiutare mia figlia e metterla in contatto con me. Dal canto mio ho allertato subito il 113 per mandare una volante nell’attesa che arrivassi io a Nettuno. Nonostante l’accaduto, per legge, il responsabile di mia figlia sono sempre io. Ma visto che avrei dovuto controllare mia figlia anche in gita, allora a cosa servono gli organizzatori?». A.R. Bambini della parrocchia di S. Matteo in visita alla tomba di S. Maria Goretti Opuscoli della centrale biogas realizzati con i disegni della scuola di Borgo Santa Maria A lezione di energia pulita IERI mattina, a conclusione del progetto voluto dall’azienda Esco Lazio, ai bambini della scuola primaria di Borgo Santa Maria sono stati consegnati gli opuscoli informativi della nuova centrale a biogas realizzati con i loro disegni. La visita all’impianto del 29 marzo ha suscitato grande entusiasmo e interesse negli alunni, così da estendere il percorso didattico alle serre della Selecta, azienda a cui l’impianto fornisce energia termica per il riscaldamento. L’esperienza formativa ha prodotto una serie di elaborazioni grafiche, realizzate dagli alunni e sotto la direzione delle insegnanti, di grande valore educativo e didattico. È nata quindi l’idea di utilizzare questa preziosa documentazione per realizzare un libriccino illustrato sulla funzione delle energie alternative e dell’impianto a biogas. In ringraziamento al contributo fornito dai bambini, ieri presso l’istituto scolastico di Borgo Santa Maria, Esco Lazio e Agri Power Plus, proprietari e gestori dell’impianto, hanno donato a tutti i bambini una copia dell’opuscolo realizzato con i loro lavori grafici e, contestualmente, consegnato al dirigente didattico una targa commemorativa ed un presente. L’arrivo a Borgo Carso 80 anni fa dalla provincia di Verona I Dian si ritrovano Domani il raduno della famiglia di pionieri APRILE 1932, aprile 2012.Ottantanni di storia della famiglia Dian nell’agro pontino. Virgilio e Giuseppina appena sposati presero il treno da Pressana, un piccolo centro in provincia di Verona, per scendere nella «sconosciuta» Cisterna. La famiglia Dian stava per cambiare vita. Una vita dignitosa, di lavoro, per dare un futuro, prospettive migliori ai figli che sarebbero arrivati. Scesi a Cisterna, un carro trascinato dai buoi li trascinò lentamente al podere dell’O pe r a Nazionale Combattenti di Borgo Carso, il numero 376. Si era arrivati così a Littoria, da poco bonificata. Da quel momento ha avuto inizio la storia della famiglia Dian visto che con il passare degli anni scesero fratelli, figli e nipoti. Sono passati 80 anni da quel periodo, tanto lavoro. Da quel momento si sono susseguite diverse generazioni che hanno portato tante soddisfazioni, ma anche tanti FOTO RICORDO La famiglia Dian all’arrivo nel Pontino sacrifici. Ecco perché 80 anni dopo, i Dian si ritrovano in una festa che riunirà tutti i figli di quell’impresa. All’insegna di quei racconti, di quegli anedotti, si ripercorreranno tutti i momenti significativi dell’epopea dei Dian. Promotori dell’ini- ziativa sono stati quattro dei discendenti e sono Armando, Adriano, Luciano e Guido. L’appuntamento è per domani presso il risorrante «Il Ritrovo» di Borgo Carso. Arriveranno tutti i Dian da Padova, Verona e Bologna per vivere una giornata nel ricordo di chi oggi non c’è più. «Dovrà essere una festa che oltre ad avere un’occasione per ritrovarsi tutti insieme - spiega Adriano Dian - sarà utile a far rivivire lo spirito d’unione che ci hanno insegnato i nostri genitori. I nostri figli non sanno di avere tanti cugini, non sanno quello che hanno sofferto i nostri bisnonni e nonni. Non vogliamo perdere le nostre radici e i Dian hanno una grande storia che i nostri giovani devono conoscere». E così domani i Dian saranno tutti riuniti sotto un unico tetto, seduti fianco a fianco, faccia a faccia, per un cognome da portare avanti nel tempo. Paolo Annunziata