Carta – regolamento. Accesso, gestione e partecipazione ai campi estivi di volontariato. Il presente regolamento è stato stilato da una commissione di volontari referenti delle delegazioni del Ce.S.Vo.P. appartenenti alle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Agrigento, in occasione della giornata di programmazione dei campi estivi (Palermo, 29 aprile 2008). Alla redazione del manuale hanno contribuito: Amedeo Antonio Avanzato - referente delegazione di Campobello di Licata). Anna Maria Guarrasi - referente delgazione di Trapani Giuseppe Bianco - ref. delegazione di Mazara del Vallo Concetta Calabrese - ref. delegazione di Valledolmo. Maria Pia Falzone - ref. delegazione di S. Cataldo. Filippo Maritato - ref. delegazione di Caltanissetta. Tiziana Orlando - ref. delegazione di Campofiorito. Giuditta Petrillo - vicepresidente del CeSVoP, nonché referente per la delegazione di Marsala. Patrizia Opipari - su delega di Immacolata d’Eredità, referente delegazione di Palermo. 2 INDICE INDICE 3 CAMPO ESTIVO DI VOLONTARIATO 4 PRINCIPI E VALORI CHE ANIMANO I CAMPI DI VOLONTARIATO 6 LA CONCRETEZZA DELLE AZIONI 7 LA VITA DI GRUPPO 9 STRUTTURA DELLE GIORNATE 11 TRA FARE E PENSARE: UN TEMPO PER PARTECIPARE 14 REGOLAMENTO DEL CAMPO 16 MODALITÀ DI ACCESSO E DI PARTECIPAZIONE 16 CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO 18 3 CAMPO ESTIVO DI VOLONTARIATO Il Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo e le associazioni che lo costituiscono, a partire dall’estate 2008, offrono ai giovani desiderosi di cimentarsi in esperienze di volontariato, impegno e partecipazione attiva ai bisogni della società, i campi estivi di volontariato. Cosa si intende con “campo estivo” di volontariato? Un campo estivo di volontariato è un’esperienza di vita della durata di pochi giorni/settimane attraverso cui le associazioni di volontariato e i giovani possono svolgere dei percorsi di sensibilizzazione e promozione del volontariato in tutte le sue molteplici forme attraverso azioni concrete. 4 Il tempo dell’estate ben si presta infatti per i giovani a trovare un tempo e uno spazio per attività in cui: • poter impegnare le proprie risorse personali a favore degli altri, senza sacrificare il tempo per lo studio • poter conoscere nuove persone con cui fare esperienze insieme • potersi cimentare in nuove esperienze capaci di arricchire il proprio bagaglio culturale e di vita • poter contribuire a rendere migliore il mondo il quale viviamo, attraverso gesti solidali, momenti di riflessione e di azione personale e di gruppo • poter favorire momenti di aggregazione, di scambio e confronto sui temi oggetto dei campi. Assume un’importanza strategica la proposta e l’accompagnamento che viene fornito dai volontari, che qualche anno prima di loro hanno sperimentato l’importanza di vivere e impegnarsi nei vari ambiti del volontariato, per creare nuove sintonie tra generazioni e realizzare qualcosa di concreto a beneficio di tutti. 5 Per chi vorrà svolgere un campo estivo di volontariato, giovane o volontario, è indispensabile mettersi nell’atteggiamento dell’ascolto, della voglia di fare e di pensare, del lavorare insieme, condividendo molte ore con gli altri. PRINCIPI E VALORI CHE ANIMANO I CAMPI DI VOLONTARIATO I principi e i valori che animano i campi estivi di volontariato sono quelli contemplati nella “carta del volontario”. Per chi desidera conoscere e/o approfondire questo argomento rinviamo alla sessione conclusiva di questo opuscolo, dove abbiamo inserito il documento per intero in allegato. 6 LA CONCRETEZZA DELLE AZIONI Aspetto fondamentale che ispira la realizzazione di un campo di lavoro è la concretezza delle azioni. Organizzare/partecipare ad un campo di volontariato vuol dire infatti valorizzare l'aspetto dell'apprendimento non formale, quello veicolato dal cimentarsi in nuove sfide che arricchiscono la persona e il gruppo. Si tratta anche di vivere più direttamente esperienze di orientamento al servizio, attraverso lo sviluppo delle proprie capacità creative e la laboriosità: ecco il perché ogni campo viene caratterizzato da attività manuali o comunque attività concrete di servizio da svolgere nel campo o nel territorio. Contribuire a realizzare un progetto concreto di intervento nei vari ambiti proposti dalle associazioni di volontariato del nostro territorio, assume un significato ulteriore al messaggio che porta con sé il volontario: il cambiamento è possibile e lo si può sperimentare concretamente. 7 Chi organizza/partecipa ad un campo estivo di volontariato può cimentarsi dunque in azioni di: • promozione per il ripristino o recupero di un bene, • informazione su alcune tematiche specifiche, • valorizzazione di temi fondamentali, • animazione sociale, culturale e territoriale (intercultura), • riscoperta e testimonianza dei valori che animano chi fa volontariato rivolta ai giovani del proprio territorio di riferimento. Esempi concreti di cosa si fa in un campo di volontariato: • si lavora; • si fanno degli incontri; • si socializza; • si progetta insieme; • si mantiene pulito l’ambiente; • si mangia insieme; • si vive a stretto contatto con la natura; • si impara a vivere la partecipazione l’impegno attraverso l’azione quotidiana. 8 e LA VITA DI GRUPPO Un altro aspetto molto importante riguarda la vita di gruppo. L’interazione tra giovani e adulti e tra giovani tra loro diventa l’elemento essenziale per scoprire un nuovo modo di fare ed essere comunità solidale. Chi partecipa al campo di volontariato si impegna ad assumere un atteggiamento di rispetto, di ascolto e di condivisione. A supporto della vita in comune e del lavoro di gruppo sono pensate alcune figure di riferimento. 1. il/la responsabile volontario/a del campo; 2. le figure volontarie delle associazioni che realizzano il campo e supportano con specifiche funzioni l’andamento delle attività; 3. un/a capo-campo (figura operativa che si occupa di tutti gli aspetti organizzativi e logistici per la buona riuscita del campo di volontariato); 4. un/a giovane referente per tutti i giovani, nominato/a democraticamente tra il gruppo di chi si appresta a fare l’esperienza, che faccia da portavoce per il gruppo nell’organizzazione degli aspetti operativi delle giornate; 9 5. un tutor di promozione del volontariato giovanile che ha il compito di raccordare tutte le figure per il buon esito del campo e di supportare i processi attraverso dei momenti di supervisione. Non vanno dimenticati: • i testimoni e gli ospiti delle giornate di campo • docenti, genitori, educatori che a vario titolo desiderano collaborare per il buon esito del campo; • volontari di altre associazioni che accompagnano i ragazzi nelle attività avendo un ruolo di supervisione; • eventuali rappresentanti di enti terzi ed istituzioni. Per facilitare la comunicazione diventa allora importante, durante la prima giornata di campo estivo, definire le regole di comunicazione e convivenza reciproca. Non vanno trascurati inoltre i cosiddetti “tempi del cerchio”, momenti in cui il gruppo del campo: • riflette su quanto già fatto, • programma il da farsi, • mette in discussione ciò che non è andato per far meglio nei giorni successivi, • … o più semplicemente sta insieme per puro svago dopo una giornata di lavoro (creando gag, momenti simpatici di condivisione, musica, ballo …). 10 STRUTTURA DELLE GIORNATE Ogni campo è strutturato secondo le esigenze pensate nel progetto. Le attività possono variare di giorno in giorno e quotidianamente possono durare un numero diverso di ore (da 4 a 8). Anche il numero dei giorni di campo varia secondo il progetto e le esigenze del programma. Ogni giovane e volontario si presenta con un kit definito di materiali ed oggetti personali, che variano da campo a campo a seconda delle note logistiche inserite nella scheda di iscrizione. Nella scheda di iscrizione va dunque indicato l’elenco dei materiali da portare con sé per l’intera esperienza (per esempio: sacco a pelo, medicine, strumenti musicali e per chi lo possiede una macchina fotografica). Di solito è bene mantenere un’organizzazione del programma quotidiano distinguendo tra mattina, pomeriggio e sera: questo aiuta molto per la strutturazione dei ruoli e delle mansioni e alla scansione delle giornate. 11 I volontari, così come i giovani, devono essere molto flessibili e pronti ad adattarsi alla situazione che trovano (sapere reagire positivamente ad imprevisti e possibili carenze; es. mancanza di strumenti, spostamenti faticosi, assenza di vita comoda) e cercare di rimanere disponibili, mantenendo attiva la partecipazione, l’entusiasmo e ovviamente la buona volontà. Alcuni campi prevedono dei momenti di studio e riflessione preliminare ed approfondimento o anche visite ed incontri su argomenti strettamente connessi al progetto. In ogni caso ogni campo dedica, alcuni momenti di riflessione approfondimento sull’identità ed i valori del volontario. Per quanto concerne l'alloggio, le soluzioni sono sempre piuttosto semplici (per es. scuole, edifici pubblici, tende, parrocchie, centri di accoglienza del pellegrino, lidi …). Per ciò che riguarda il vitto e l’alloggio, comunque ogni campo estivo viene organizzato in maniera del tutto particolare, a seconda delle finalità del progetto, del lavoro e delle attività da svolgere. 12 Ciò che comunque viene richiesta è una buona capacità di adattamento anche alle sistemazioni più semplici. Si possono verificare campi con camerate separate per sesso, ma più frequentemente il gruppo decide comunemente come sistemarsi. Certamente non esistono mai camere singole o matrimoniali! Si stabilirà secondo la tipologia del campo dei turni per la cucina e per le pulizie. In ogni campo viene stimolata al massimo la partecipazione di tutti all'organizzazione. Tutti i volontari si rendono partecipi e responsabili di ogni aspetto della vita e delle attività del campo, verificando a fine giornata cosa va ridefinito e migliorato. 13 TRA FARE E PENSARE: UN TEMPO PER PARTECIPARE. In questa sessione viene offerta un’indicazione su come i volontari si impegnano a coinvolgere attivamente i giovani nelle esperienze del campo. I giovani hanno il diritto di avere una guida discreta ma autorevole, che non decide ma facilita il lavoro di tutti. Ecco perché ad affiancare il volontario capo-campo è consigliata la presenza di un operatore che svolga una funzione molto importante per l’organizzazione delle giornate. L’operatore del campo: • dà sicurezza ed ottiene fiducia dai ragazzi e dalle associazioni; • è capace di gestire e facilitare i processi del gruppo dei giovani e degli adulti • ha chiari gli obiettivi da perseguire ed aiuta il gruppo a rispettare tempi e le responsabilità relative a ciascun ruolo • facilita la finalità del campo - la promozione del volontariato attraverso la scoperta di molteplici modi di vivere la solidarietà, l’impegno e la gratuità. 14 Gli adulti responsabili del campo hanno il compito di rendere attivo il coinvolgimento dei giovani. Il coinvolgimento attivo prevede: • la responsabilizzazione dei ragazzi in ogni momento della giornata (lavoro, pasti, pulizie, tempo comune …); • la definizione delle regole di convivenza; • la consultazione in assemblea delle singole opinioni ed idee, al fine di raggiungere una programmazione partecipata del campo scuola • la co-gestione delle esperienze (sulla base del principio educativo secondo cui, pur mantenendo i ruoli, tutti possono imparare da tutti); • l’animazione delle attività, in cui ogni giovane possa sprigionare il proprio potenziale ideativi, creativo ed espressivo. 15 REGOLAMENTO DEL CAMPO Il volontario: ruolo, funzioni e norme di comportamento. I comportamenti del volontario devono essere quelli legittimati dalla propria identità di volontario. Il volontario deve essere di stimolo e guida per il buon andamento del vivere insieme e del saper fare gruppo. I ruoli dei volontari devono essere esplicitati nei singoli progetti, rispettando sempre i principi base dell’associazionismo e della solidarietà sociale. Si prevede un ruolo guida e di vigilanza del campo per evitare comportamenti che ne compromettano la sicurezza. I giovani: norme di accesso e comportamento durante le giornate di campo. La priorità di partecipazione è data ai giovani che hanno già partecipato ad esperienze e progetti di Scuola e Volontariato. Si accede ai campi scuola previa compilazione di una scheda fornita dalle associazioni, i nominativi dei giovani partecipanti possono essere indicati dalle associazioni di volontariato facenti parte della delegazione di pertinenza e devono rientrare nelle quattro province del Ce.S.Vo.P. 16 Il personale retribuito : ruolo, funzioni e norme di comportamento. I singoli ruoli devono essere esplicitati nel progetto. Per i comportamenti da tenersi nel campo il personale retribuito deve rispettare i medesimi regolamenti dei giovani e devono attenersi ai principi fondamentali del volontariato. Modalità di iscrizione ai campi estivi di volontariato. Non è obbligatoria. Parte dalla cifra simbolica di € 1,00. Il limite massimo da non superare è di € 30,00. La cifra raccolta dovrà essere finalizzata ad un’azione di solidarietà o alla festa finale. Per i ragazzi di minore età è richiesta l’autorizzazione del genitore e copia della carta d’identità (compresa la firma per liberatoria all’uso delle immagini). Responsabilità e assicurazione L’assicurazione per le attività è a carico del CeSVoP. La responsabilità morale, civile ed educativa è a carico delle associazioni di volontariato, le quali accogliendo i giovani, si fanno carico di quanto succede in loro presenza. 17 CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni. 2. I volontari esplicano la loro azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate; pur attingendo, quanto a motivazioni, a radici culturali e/o religiose diverse, essi hanno in comune la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore. 3. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’"avere" e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali. 4. Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni, espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro. Al centro del suo agire ci sono le persone considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono. Pertanto considera ogni persona titolare di diritti di cittadinanza, promuove la conoscenza degli stessi e ne tutela l’esercizio concreto e consapevole, favorendo la partecipazione di tutti allo sviluppo civile della società. 18 5. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazione dell’uomo solidale e di cittadini responsabili. Propone a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali e, attraverso la partecipazione, di portare un contributo al cambiamento sociale. In tal modo il volontariato produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni concorrendo ad accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto in cui opera. 6. Il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: opera per la crescita della comunità locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado. Solidale è ogni azione che consente la fruizione dei diritti, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio. Nel volontariato la solidarietà si fonda sulla giustizia. 7. Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni. Non si ferma all’opera di denuncia ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile. 8. Il volontariato ha una funzione culturale ponendosi come coscienza critica e punto di diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotore, innanzitutto con la propria testimonianza, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale. Si impegna perché tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle istituzioni. 19 9. Il volontariato svolge un ruolo politico*: partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone. * Il termine politico non ha significato partitico ma intende una forma di partecipazione attiva come esplicitato successivamente al punto 9. ATTEGGIAMENTI E RUOLI a) I volontari 10. I volontari sono chiamati a vivere la propria esperienza in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. La dimensione dell’essere è per il volontario ancora più importante di quella del fare. 11. I volontari nell’esercitare il diritto-dovere di cittadinanza costituiscono un patrimonio da promuovere e da valorizzare, sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni che li impegnano. Pertanto esse devono rispettarne lo spirito, le modalità operative, l’autonomia organizzativa e la creatività. 12. I volontari sono tenuti a conoscere fini, obiettivi, struttura e programmi dell’organismo in cui operano e partecipano, secondo le loro possibilità, alla vita e alla gestione di questo nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle responsabilità. 13. I volontari svolgono i loro compiti con competenza, responsabilità, valorizzazione del lavoro di équipe e accettazione della verifica costante del proprio operato. Essi garantiscono, nei limiti della propria disponibilità, continuità di impegno e portano a compimento le azioni intraprese. 20 14. I volontari si impegnano a formarsi con costanza e serietà, consapevoli delle responsabilità che si assumono soprattutto nei confronti dei destinatari diretti dei loro interventi. Essi ricevono dall’organizzazione in cui operano il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita e per l’attuazione dei compiti di cui sono responsabili. 15. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la dignità delle persone che incontrano e si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza. Nella relazione di aiuto essi attuano un accompagnamento riservato e discreto, non impositivo, reciprocamente arricchente, disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo condizionare o sostituirvisi. I volontari valorizzano la capacità di ciascuno di essere attivo e responsabile protagonista della propria storia. 16. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un "camminare insieme" con altre competenze e profili professionali in un rapporto di complementarietà e di mutua collaborazione. 17. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un "camminare insieme" con altre competenze e profili professionali in un rapporto di complementarietà e di mutua collaborazione. Essi costituiscono una risorsa valoriale nella misura in cui rafforzano le motivazioni ideali, le capacità relazionali e il legame al territorio dell’organizzazione in cui operano. I volontari ricevono dall’organismo di appartenenza o dall’Ente in cui prestano servizio copertura assicurativa per i danni che subiscono e per quelli economici e morali che potrebbero causare a terzi nello svolgimento della loro attività di volontariato. Per il principio della gratuità i volontari possono richiedere e ottenere esclusivamente il rimborso delle spese realmente sostenute per l’attività di volontariato svolta. 21 b) Le organizzazioni di volontariato 18. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi della partecipazione democratica promuovendo e valorizzando il contributo ideale e operativo di ogni aderente. È compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei volontari attraverso un lavoro di inserimento, affiancamento e una costante attività di sostegno e supervisione. 19. Le organizzazioni di volontariato perseguono l’innovazione socio-culturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Pertanto propongono idee e progetti, rischiando e sperimentando interventi per conto della comunità in cui operano. Evitano in ogni caso di produrre percorsi separati o segreganti e operano per il miglioramento dei servizi per tutti. 20. Le organizzazioni di volontariato collaborano con le realtà e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, mettendo in comune le risorse, valorizzando le competenze e condividendo gli obiettivi. Promuovono connessioni e alleanze con altri organismi e partecipano a coordinamenti e consulte per elaborare strategie, linee di intervento e proposte socio-culturali. Evitano altresì di farsi carico della gestione stabile di servizi che altri soggetti possono realizzare meglio. 21. Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso ruolo politico e di impegno civico anche partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico. Non si prestano ad una delega passiva che chieda di nascondere o di allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto. 22. Le organizzazioni di volontariato devono principalmente il loro sviluppo e la qualità del loro intervento alla capacità di coinvolgere e formare nuove presenze, comprese quelle di alto profilo professionale. 22 La formazione accompagna l’intero percorso dei volontari e ne sostiene costantemente l’azione, aiutandoli a maturare le proprie motivazioni, fornendo strumenti per la conoscenza delle cause dell’ingiustizia sociale e dei problemi del territorio, attrezzandoli di competenze specifiche per il lavoro e la valutazione dei risultati. 23. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare propria una cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l’opinione pubblica e favoriscono la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando - dove è possibile - la rete informatica per migliorare l’accesso alle informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché informino in modo corretto ed esaustivo sui temi sociali e culturali di cui si occupano. 24. le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e particolarmente nella raccolta e nell’uso corretto dei fondi e nella formazione dei bilanci. Sono disponibili a sottoporsi a verifica e controllo, anche in relazione all’organizzazione interna. Per esse trasparenza significa apertura all’esterno e disponibilità alla verifica della coerenza tra l’agire quotidiano e i principi enunciati. 23 Via Maqueda, 334 90134 Palermo 091/331970 091/3815 498 Fax 091 3815499 Numero Verde 840 702 999 www.cesvop.org [email protected] 24