Carta – regolamento.
Accesso, gestione
e partecipazione
ai campi estivi di volontariato.
Il presente regolamento è stato stilato da
una commissione di volontari referenti delle
delegazioni del Ce.S.Vo.P. appartenenti alle
province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e
Agrigento, in occasione della giornata di
programmazione dei campi estivi (Palermo,
29 aprile 2008).
Alla redazione del manuale hanno contribuito:
Amedeo Antonio Avanzato - referente delegazione di
Campobello di Licata).
Anna Maria Guarrasi - referente delgazione di Trapani
Giuseppe Bianco - ref. delegazione di Mazara del Vallo
Concetta Calabrese - ref. delegazione di Valledolmo.
Maria Pia Falzone - ref. delegazione di S. Cataldo.
Filippo Maritato - ref. delegazione di Caltanissetta.
Tiziana Orlando - ref. delegazione di Campofiorito.
Giuditta Petrillo - vicepresidente del CeSVoP, nonché
referente per la delegazione di Marsala.
Patrizia Opipari - su delega di Immacolata d’Eredità,
referente delegazione di Palermo.
2
INDICE
INDICE
3
CAMPO ESTIVO DI VOLONTARIATO
4
PRINCIPI E VALORI CHE ANIMANO I CAMPI DI VOLONTARIATO
6
LA CONCRETEZZA DELLE AZIONI
7
LA VITA DI GRUPPO
9
STRUTTURA DELLE GIORNATE
11
TRA FARE E PENSARE: UN TEMPO PER PARTECIPARE
14
REGOLAMENTO DEL CAMPO
16
MODALITÀ DI ACCESSO E DI PARTECIPAZIONE
16
CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO
18
3
CAMPO
ESTIVO DI VOLONTARIATO
Il Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo e le
associazioni che lo costituiscono, a partire dall’estate
2008, offrono ai giovani desiderosi di cimentarsi in
esperienze di volontariato, impegno e partecipazione
attiva ai bisogni della società, i campi estivi di volontariato.
Cosa si intende con “campo estivo”
di volontariato?
Un campo estivo di volontariato è un’esperienza di
vita della durata di pochi giorni/settimane attraverso
cui le associazioni di volontariato e i giovani possono
svolgere dei percorsi di sensibilizzazione e promozione del volontariato in tutte le sue molteplici forme
attraverso azioni concrete.
4
Il tempo dell’estate ben si presta
infatti per i giovani a trovare un
tempo e uno spazio per attività in cui:
•
poter impegnare le proprie risorse personali a
favore degli altri, senza sacrificare il tempo per
lo studio
•
poter conoscere nuove persone con cui fare esperienze insieme
•
potersi cimentare in nuove esperienze capaci di
arricchire il proprio bagaglio culturale e di vita
•
poter contribuire a rendere migliore il mondo il
quale viviamo, attraverso gesti solidali, momenti
di riflessione e di azione personale e di gruppo
•
poter
favorire
momenti
di
aggregazione,
di
scambio e confronto sui temi oggetto dei campi.
Assume
un’importanza
strategica
la
proposta
e
l’accompagnamento che viene fornito dai volontari,
che qualche anno prima di loro hanno sperimentato
l’importanza di vivere e impegnarsi nei vari ambiti
del volontariato,
per
creare nuove sintonie tra
generazioni e realizzare qualcosa di concreto a
beneficio di tutti.
5
Per chi vorrà svolgere un campo estivo di volontariato, giovane o volontario, è indispensabile mettersi
nell’atteggiamento dell’ascolto, della voglia di fare e
di pensare, del lavorare insieme, condividendo molte
ore con gli altri.
PRINCIPI E VALORI CHE ANIMANO I CAMPI DI
VOLONTARIATO
I principi e i valori che animano i campi estivi di
volontariato sono quelli contemplati nella “carta del
volontario”.
Per chi desidera conoscere e/o approfondire questo
argomento
rinviamo
alla
sessione
conclusiva
di
questo opuscolo, dove abbiamo inserito il documento
per intero in allegato.
6
LA CONCRETEZZA DELLE AZIONI
Aspetto fondamentale che ispira la realizzazione di
un campo di lavoro è la concretezza delle azioni.
Organizzare/partecipare ad un campo di volontariato
vuol dire infatti valorizzare l'aspetto dell'apprendimento non formale, quello veicolato dal cimentarsi in
nuove sfide che arricchiscono la persona e il gruppo.
Si tratta anche di vivere più direttamente esperienze
di orientamento al servizio, attraverso lo sviluppo
delle proprie capacità creative e la laboriosità:
ecco il perché ogni campo viene caratterizzato da
attività manuali o comunque attività concrete di
servizio da svolgere nel campo o nel territorio.
Contribuire a realizzare un progetto concreto di
intervento nei vari ambiti proposti dalle associazioni
di volontariato del nostro territorio, assume un
significato ulteriore al messaggio che porta con sé il
volontario: il cambiamento è possibile e lo si può
sperimentare concretamente.
7
Chi organizza/partecipa ad un campo estivo di volontariato può cimentarsi dunque in azioni di:
• promozione per il ripristino o recupero di un
bene,
• informazione su alcune tematiche specifiche,
• valorizzazione di temi fondamentali,
• animazione
sociale,
culturale
e
territoriale
(intercultura),
• riscoperta e testimonianza dei valori che animano
chi fa volontariato rivolta ai giovani del proprio
territorio di riferimento.
Esempi concreti di cosa si fa in un campo di volontariato:
• si lavora;
• si fanno degli incontri;
• si socializza;
• si progetta insieme;
• si mantiene pulito l’ambiente;
• si mangia insieme;
• si vive a stretto contatto con la natura;
• si
impara
a
vivere
la
partecipazione
l’impegno attraverso l’azione quotidiana.
8
e
LA VITA DI GRUPPO
Un altro aspetto molto importante riguarda la vita di
gruppo.
L’interazione tra giovani e adulti e tra giovani tra loro
diventa l’elemento essenziale per scoprire un nuovo
modo di fare ed essere comunità solidale.
Chi partecipa al campo di volontariato si impegna ad
assumere un atteggiamento di rispetto, di ascolto e
di condivisione.
A supporto della vita in comune
e del lavoro di
gruppo sono pensate alcune figure di riferimento.
1. il/la responsabile volontario/a del campo;
2. le figure volontarie delle associazioni che realizzano il campo e supportano con specifiche funzioni
l’andamento delle attività;
3. un/a capo-campo (figura operativa che si occupa
di tutti gli aspetti organizzativi e logistici per la buona
riuscita del campo di volontariato);
4. un/a giovane referente per tutti i giovani,
nominato/a democraticamente tra il gruppo di chi si
appresta a fare l’esperienza, che faccia da portavoce
per il gruppo nell’organizzazione degli aspetti operativi delle giornate;
9
5. un tutor di promozione del volontariato giovanile che
ha il compito di raccordare tutte le figure per il buon
esito del campo e di supportare i processi attraverso dei
momenti di supervisione.
Non vanno dimenticati:
• i testimoni e gli ospiti delle giornate di campo
• docenti, genitori, educatori che a vario titolo desiderano collaborare per il buon esito del campo;
• volontari di altre associazioni che accompagnano i ragazzi nelle attività avendo un ruolo di supervisione;
• eventuali rappresentanti di enti terzi ed istituzioni.
Per facilitare la comunicazione diventa allora importante, durante la prima giornata di campo estivo, definire
le regole di comunicazione e convivenza reciproca.
Non vanno trascurati inoltre i cosiddetti “tempi del
cerchio”, momenti in cui il gruppo del campo:
•
riflette su quanto già fatto,
•
programma il da farsi,
•
mette in discussione ciò che non è andato per far
meglio nei giorni successivi,
•
… o più semplicemente sta insieme per puro svago
dopo una giornata di lavoro (creando gag, momenti simpatici di condivisione, musica, ballo …).
10
STRUTTURA DELLE GIORNATE
Ogni
campo
è
strutturato
secondo
le
esigenze
pensate nel progetto.
Le attività possono variare di giorno in giorno e
quotidianamente possono durare un numero diverso
di ore (da 4 a 8).
Anche il numero dei giorni di campo varia secondo il
progetto e le esigenze del programma.
Ogni giovane e volontario si presenta con un kit definito di materiali ed oggetti personali, che variano da
campo a campo a seconda delle note logistiche inserite nella scheda di iscrizione.
Nella scheda di iscrizione va dunque indicato l’elenco
dei materiali da portare con sé per l’intera esperienza
(per esempio: sacco a pelo, medicine, strumenti
musicali e per chi lo possiede una macchina fotografica). Di solito è bene mantenere un’organizzazione del
programma quotidiano distinguendo tra mattina,
pomeriggio e sera: questo aiuta molto per la strutturazione dei ruoli e delle mansioni e alla scansione
delle giornate.
11
I volontari, così come i giovani, devono essere molto
flessibili e pronti ad adattarsi alla situazione che
trovano (sapere reagire positivamente ad imprevisti
e possibili carenze; es. mancanza di strumenti,
spostamenti faticosi, assenza di vita comoda) e
cercare di rimanere disponibili, mantenendo attiva la
partecipazione, l’entusiasmo e ovviamente la buona
volontà.
Alcuni campi prevedono dei momenti di studio e
riflessione preliminare ed approfondimento o anche
visite ed incontri su argomenti strettamente connessi
al progetto. In ogni caso ogni campo dedica, alcuni
momenti di riflessione approfondimento sull’identità
ed i valori del volontario. Per quanto concerne l'alloggio, le soluzioni sono sempre piuttosto semplici (per
es. scuole, edifici pubblici, tende, parrocchie, centri
di accoglienza del pellegrino, lidi …).
Per ciò che riguarda il vitto e l’alloggio, comunque
ogni campo estivo viene organizzato in maniera del
tutto particolare, a seconda delle finalità del progetto, del lavoro e delle attività da svolgere.
12
Ciò che comunque viene richiesta
è una buona capacità di adattamento anche alle sistemazioni più semplici. Si possono verificare campi con camerate separate per sesso,
ma più frequentemente il gruppo decide comunemente come sistemarsi.
Certamente non esistono mai camere singole o matrimoniali!
Si stabilirà secondo la tipologia del campo dei turni
per la cucina e per le pulizie.
In
ogni
campo
viene
stimolata
al
massimo
la
partecipazione di tutti all'organizzazione.
Tutti i volontari si rendono partecipi e responsabili di
ogni aspetto della vita e delle attività del campo,
verificando a fine giornata cosa va ridefinito e
migliorato.
13
TRA FARE E PENSARE:
UN TEMPO PER PARTECIPARE.
In questa sessione viene offerta un’indicazione su
come i volontari si impegnano a coinvolgere attivamente i giovani nelle esperienze del campo.
I giovani hanno il diritto di avere una guida discreta
ma autorevole, che non decide ma facilita il lavoro di tutti. Ecco perché ad affiancare il volontario
capo-campo è consigliata la presenza di un operatore
che
svolga
una
funzione
molto
importante
per
l’organizzazione delle giornate.
L’operatore del campo:
•
dà sicurezza ed ottiene fiducia dai ragazzi e
dalle associazioni;
•
è capace di gestire e facilitare i processi del
gruppo dei giovani e degli adulti
•
ha chiari gli obiettivi da perseguire ed aiuta il
gruppo a rispettare tempi e le responsabilità
relative a ciascun ruolo
•
facilita la finalità del campo - la promozione del
volontariato attraverso la scoperta di molteplici
modi di vivere la solidarietà, l’impegno e la
gratuità.
14
Gli adulti responsabili del campo hanno il compito
di rendere attivo il coinvolgimento dei giovani.
Il coinvolgimento attivo prevede:
•
la
responsabilizzazione
dei
ragazzi
in
ogni
momento della giornata (lavoro, pasti, pulizie,
tempo comune …);
•
la definizione delle regole di convivenza;
•
la consultazione in assemblea delle singole
opinioni ed idee, al fine di raggiungere una
programmazione partecipata del campo scuola
•
la co-gestione delle esperienze (sulla base del
principio educativo secondo cui, pur mantenendo i ruoli, tutti possono imparare da tutti);
•
l’animazione delle attività, in cui ogni giovane
possa sprigionare il proprio potenziale ideativi,
creativo ed espressivo.
15
REGOLAMENTO DEL CAMPO
Il volontario:
ruolo, funzioni e norme di comportamento.
I comportamenti del volontario devono essere quelli legittimati dalla propria identità di volontario. Il volontario deve
essere di stimolo e guida per il buon andamento del vivere
insieme e del saper fare gruppo.
I ruoli dei volontari devono essere esplicitati nei singoli
progetti,
rispettando
sempre
i
principi
base
dell’associazionismo e della solidarietà sociale.
Si prevede un ruolo guida e di vigilanza del campo per
evitare comportamenti che ne compromettano la sicurezza.
I giovani: norme di accesso e comportamento
durante le giornate di campo.
La priorità di partecipazione è data ai giovani che hanno
già partecipato ad esperienze e progetti di Scuola e Volontariato.
Si accede ai campi scuola previa compilazione di una
scheda fornita dalle associazioni, i nominativi dei
giovani
partecipanti possono essere indicati dalle associazioni di
volontariato facenti parte della delegazione di pertinenza e
devono rientrare nelle quattro province del Ce.S.Vo.P.
16
Il personale retribuito : ruolo, funzioni e norme
di comportamento.
I singoli ruoli devono essere esplicitati nel progetto.
Per i comportamenti da tenersi nel campo il personale
retribuito deve rispettare i medesimi regolamenti dei giovani e devono attenersi ai principi fondamentali del volontariato.
Modalità di iscrizione ai campi
estivi di volontariato.
Non è obbligatoria.
Parte dalla cifra simbolica di € 1,00.
Il limite massimo da non superare è di € 30,00.
La cifra raccolta dovrà essere finalizzata ad un’azione di
solidarietà o alla festa finale. Per i ragazzi di minore età è
richiesta l’autorizzazione del genitore e copia della carta
d’identità (compresa la firma per liberatoria all’uso delle
immagini).
Responsabilità e assicurazione
L’assicurazione per le attività è a carico del CeSVoP.
La responsabilità morale, civile ed educativa è a carico
delle associazioni di volontariato, le quali accogliendo i
giovani, si fanno carico di quanto succede in loro presenza.
17
CARTA DEI VALORI
DEL VOLONTARIATO
1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di
ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e
le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo
libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o
contribuendo alla realizzazione dei beni comuni.
2. I volontari esplicano la loro azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate; pur attingendo, quanto a motivazioni, a radici
culturali e/o religiose diverse, essi hanno in comune la
passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore.
3. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è
l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e
ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza
di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere
e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo
diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle
logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e
rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente
sull’"avere" e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento
sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali.
4. Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni,
espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro. Al centro del suo agire ci sono le
persone considerate nella loro dignità umana, nella loro
integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e
culturali in cui vivono. Pertanto considera ogni persona
titolare di diritti di cittadinanza, promuove la conoscenza degli stessi e ne tutela l’esercizio concreto e consapevole, favorendo la partecipazione di tutti allo sviluppo
civile della società.
18
5. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla
formazione dell’uomo solidale e
di cittadini responsabili. Propone
a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali e,
attraverso la partecipazione, di
portare un contributo
al cambiamento sociale. In tal modo il volontariato produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni concorrendo ad
accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto
in cui opera.
6. Il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica
di sussidiarietà: opera per la crescita della comunità
locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei
suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado. Solidale è ogni
azione che consente la fruizione dei diritti, la qualità
della vita per tutti, il superamento di comportamenti
discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del
territorio. Nel volontariato la solidarietà si fonda sulla giustizia.
7. Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per
rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche,
culturali, sociali, religiose e politiche e concorre
all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni. Non
si ferma all’opera di denuncia ma avanza proposte e
progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile.
8. Il volontariato ha una funzione culturale ponendosi
come coscienza critica e punto di diffusione dei valori
della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotore, innanzitutto
con la propria testimonianza, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della
solidarietà e della giustizia sociale. Si impegna perché
tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle
istituzioni.
19
9. Il volontariato svolge un ruolo politico*: partecipa
attivamente ai processi della vita sociale favorendo la
crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue
organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei
diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta
soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni
pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della
risposta ai diritti delle persone.
*
Il termine politico non ha significato partitico ma intende una
forma di partecipazione attiva come esplicitato successivamente al
punto 9.
ATTEGGIAMENTI E RUOLI
a) I volontari
10. I volontari sono chiamati a vivere la propria esperienza
in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. La dimensione dell’essere è
per il volontario ancora più importante di quella del fare.
11. I volontari nell’esercitare il diritto-dovere di cittadinanza costituiscono un patrimonio da promuovere e da
valorizzare, sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni che li impegnano. Pertanto esse devono
rispettarne lo spirito, le modalità operative, l’autonomia
organizzativa e la creatività.
12. I volontari sono tenuti a conoscere fini, obiettivi,
struttura e programmi dell’organismo in cui operano
e partecipano, secondo le loro possibilità, alla vita e alla
gestione di questo nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle responsabilità.
13. I volontari svolgono i loro compiti con competenza,
responsabilità, valorizzazione del lavoro di équipe e accettazione della verifica costante del proprio operato.
Essi garantiscono, nei limiti della propria disponibilità,
continuità di impegno e portano a compimento le azioni
intraprese.
20
14. I
volontari si impegnano a
formarsi con costanza e serietà,
consapevoli delle responsabilità
che si assumono soprattutto nei confronti dei destinatari
diretti
dei
loro
interventi.
Essi
ricevono
dall’organizzazione in cui operano il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita e per l’attuazione
dei compiti di cui sono responsabili.
15. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la
dignità delle persone che incontrano e si impegnano
a mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza.
Nella relazione di aiuto essi attuano un accompagnamento riservato e discreto, non impositivo, reciprocamente arricchente, disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo condizionare o sostituirvisi. I volontari valorizzano la capacità di ciascuno di essere attivo e responsabile protagonista della propria storia.
16. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un "camminare insieme" con
altre competenze e profili professionali in un rapporto di
complementarietà e di mutua collaborazione.
17. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un "camminare insieme" con
altre competenze e profili professionali in un rapporto di
complementarietà e di mutua collaborazione. Essi costituiscono una risorsa valoriale nella misura in cui rafforzano le motivazioni ideali, le capacità relazionali e il
legame al territorio dell’organizzazione in cui operano. I
volontari ricevono dall’organismo di appartenenza o
dall’Ente in cui prestano servizio copertura assicurativa per i danni che subiscono e per quelli economici e
morali che potrebbero causare a terzi nello svolgimento
della loro attività di volontariato. Per il principio della
gratuità i volontari possono richiedere e ottenere esclusivamente il rimborso delle spese realmente sostenute per l’attività di volontariato svolta.
21
b) Le organizzazioni di volontariato
18. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai
principi della partecipazione democratica promuovendo e valorizzando il contributo ideale e operativo di
ogni aderente. È compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei volontari attraverso
un lavoro di inserimento, affiancamento e una costante
attività di sostegno e supervisione.
19. Le
organizzazioni
di
volontariato
perseguono
l’innovazione socio-culturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Pertanto propongono idee
e progetti, rischiando e sperimentando interventi per
conto della comunità in cui operano. Evitano in ogni
caso di produrre percorsi separati o segreganti e operano per il miglioramento dei servizi per tutti.
20. Le organizzazioni di volontariato collaborano con le
realtà e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, mettendo in comune le risorse, valorizzando le
competenze e condividendo gli obiettivi. Promuovono
connessioni e alleanze con altri organismi e partecipano
a coordinamenti e consulte per elaborare strategie, linee di intervento e proposte socio-culturali. Evitano
altresì di farsi carico della gestione stabile di servizi che
altri soggetti possono realizzare meglio.
21. Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso
ruolo politico e di impegno civico anche partecipando
alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria
autonomia in cambio di sostegno economico e politico.
Non si prestano ad una delega passiva che chieda di
nascondere o di allontanare marginalità e devianze che
esigono risposte anche politiche e non solo interventi
assistenziali e di primo aiuto.
22. Le organizzazioni di volontariato devono principalmente
il loro sviluppo e la qualità del loro intervento alla capacità di coinvolgere e formare nuove presenze,
comprese quelle di alto profilo professionale.
22
La formazione accompagna l’intero
percorso dei volontari e ne sostiene
costantemente l’azione, aiutandoli a
maturare le proprie motivazioni,
fornendo strumenti per la conoscenza delle cause
dell’ingiustizia sociale e dei problemi del territorio, attrezzandoli di competenze specifiche per il lavoro e la
valutazione dei risultati.
23. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare
propria una cultura della comunicazione intesa
come strumento di relazione, di promozione culturale e
di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l’opinione
pubblica e favoriscono la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando - dove è possibile - la rete informatica per migliorare l’accesso alle
informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con
il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché
informino in modo corretto ed esaustivo sui temi sociali
e culturali di cui si occupano.
24. le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale
la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e
particolarmente nella raccolta e nell’uso corretto dei
fondi e nella formazione dei bilanci. Sono disponibili a
sottoporsi a verifica e controllo, anche in relazione
all’organizzazione interna. Per esse trasparenza significa apertura all’esterno e disponibilità alla verifica della
coerenza tra l’agire quotidiano e i principi enunciati.
23
Via Maqueda, 334
90134
Palermo
091/331970 091/3815 498
Fax 091 3815499
Numero Verde 840 702 999
www.cesvop.org
[email protected]
24
Scarica

manuale del campo.pub