Comune
di Sant’Angelo in Lizzola
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
piccola guida per il visitatore
pocket guide for visitors
Comune di
Sant’Angelo in Lizzola
Sant’Angelo in Lizzola
piccola guida per il visitatore
Comune
di Sant’Angelo in Lizzola
Provincia
di Pesaro e Urbino
Sant’Angelo in Lizzola_piccola guida per il visitatore
_concept, testi e immagine CRISTINA ORTOLANI
_traduzioni WALTER VANNINI
_Comune di Sant’Angelo in Lizzola 2008
_info 0721 489711_www.comune.santangeloinlizzola.pu.it
_le immagini appaiono con l’autorizzazione degli aventi diritto
_il materiale raccolto è stato inserito con la massima cura; tuttavia l’editore è
a disposizione per eventuali involontarie omissioni o inesattezze nella citazione
delle fonti
_i testi di Cristina Ortolani sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons
“Attribuzione Non Commerciale Condividi allo stesso modo” 2.5. Italia
_informazioni aggiornate al 31 ottobre 2008
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere
di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di
giorno quel che si è visto di notte, con il sole
dove la prima volta pioveva, vedere le messi
verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna
ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e
per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
José Saramago
You need to see what you did not see, to see
again what you saw already, to see in the
spring what you saw in the summer, to see by
day what you saw by night, to see again in the
sunshine what you saw in the rain, to see the
green crops and the ripe fruit, the moved stone,
the shadow that wasn’t there. You need to retrace your steps, to walk them again and mark
new trails beside them. You need to start over
with your trip. Always.
José Saramago
...History is a slow, patient reconstruction process which must be
enriched daily with new testimonials and elaborations...
These were the opening words of the latest edition of this Municipality’s publication: Sant’Angelo in Lizzola. History of an Ancient
Village.
This new edition is different by design: a handy pocket guide for
visitors and tourists in Italian and English that covers the whole
territory of the municipality, town to “county”.
It is a guide meant to lead visitors and tourists in the discovery
of our territory, providing useful information to a place they might
otherwise overlook on their way to somewhere else.
A practical, quick guide to the whereabouts and at the same time
a way to get acquainted with local culture and, we did not forget
it, its history. This is an evolving territory, one which was deeply
transformed but still hides some precious jewels.
Each visitor will then be able to look beyond what is currently visible
and to imagine the past form of today’s places. It’s our invitation
to slow down the pace of time, to enrich the look of a visitor with a
sense of historical depth.
This work by Cristina Ortolani, whose authentic passion and keen
practical sense in the discovery of our “jewels” have forever earned
her our gratitude, restores the dignity of towns and villages which
are important in today’s Province, as surely were in the past.
GUIDO FORMICA
Mayor of Sant’Angelo in Lizzola
...La storia è un’opera di ricostruzione lenta e paziente e va arricchita
ogni giorno di nuove testimonianze e approfondimenti...
Con queste parole abbiamo aperto l’ultima edizione della pubblicazione dell’Amministrazione Comunale: Sant’Angelo in Lizzola. Storia
di un antico borgo.
La nuova pubblicazione è oggettivamente diversa: si tratta di una
piccola guida tascabile per visitatori e turisti, in versione bilingue
(italiano e inglese) che abbraccia l’intero territorio comunale, dal suo
capoluogo al resto della “sua contea”.
Si tratta cioè di una guida pensata per il visitatore o turista veloce,
per poterlo accompagnare nella sua visita nel nostro territorio, fornendogli gli elementi utili per orientarsi e capire il posto in cui si trova
solo di passaggio.
E’ una guida pratica e veloce a ciò che lo circonda e al tempo stesso
uno strumento di approfondimento culturale.
Non siamo venuti meno alla parte storica che riguarda il territorio.
Territorio che è in evoluzione, che è profondamente trasformato ma
che comunque racchiude ancora cose preziose.
Ogni visitatore potrà così guardare oltre l’apparenza del presente e
immaginare i luoghi di oggi con le forme di ieri.
E’ un invito a rallentare l’andatura del tempo presente e a dare profondità storica allo sguardo del visitatore.
Il lavoro svolto da Cristina Ortolani, cui siamo grati per la passione
autentica e la praticità con cui ha riscoperto le “cose preziose”, restituisce la giusta dignità e il giusto posto a paesi che sono importanti nella nuova realtà provinciale e che lo sono stati sicuramente
anche in passato.
GUIDO FORMICA
Sindaco di Sant’Angelo in Lizzola
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
A place favoured by scholars and artists who, since times past, made
it a resort and a vacation destination, laid down on the Marche hills
between Fano, the Montefeltro and the Romagna Sant’Angelo in Lizzola
welcomes visitors with the quiet pace of those who know that real luxury
is to enjoy the sunset leaning on the ancient town walls, or to chat idly in
the square café, without bothering of time going by.
It is to the curious visitor, and to the locals who want to play tourist for
a day, that we dedicate this Little Guide, a discovery route that from
Sant’Angelo’s castle reaches up to the Foglia valley, where the hidden
grace of the alleys gives way to the dynamism of the Montecchio suburb.
A slow travel route, looking through time into the charm of a landscape
that touches the heart.
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Luogo prediletto da artisti e letterati che da tempi lontani ne
fecero meta di villeggiatura e teatro di svaghi, adagiato sulle
colline marchigiane tra Fano, il Montefeltro e la Romagna,
Sant’Angelo in Lizzola accoglie gli ospiti con i ritmi pacati di
chi sa che il vero lusso è godersi un tramonto affacciati alle
mura, o fare quattro chiacchiere al caffè della piazza senza
troppo pensare ai minuti che scorrono.
Al visitatore curioso, e ai santangiolesi che per un giorno vogliano indossare i panni del turista dedichiamo questa Piccola
guida, in un itinerario che parte dal castello di Sant’Angelo
per spingersi fino alla valle del Foglia, dove la grazia nascosta
dei vicoli cede il passo al dinamismo della frazione di Montecchio. Un percorso da compiere all’insegna dello slow travel,
guardando attraverso il tempo nell’incanto di un paesaggio
che sa toccare il cuore.
Sant’Angelo in Lizzola, panorama da est Skyline from the east
7
CARTA DI IDENTITÀ IDENTITY CARD
Altitudine minima Minimum altitude m 45 s.l.m.
Altitudine massima Maximum altitude m 312 s.l.m.
Coordinate Coordinates 43°49’40’’ N 12°48’6’’ E
Superficie Surface 11,60 kmq
Confini Neighboring towns Pesaro, Monteciccardo, Montelabbate, Colbordolo, Tavullia, Montegridolfo (RN)
Frazioni Fractions Apsella, Montecchio
Abitanti Population 8.500
Provincia Province Pesaro e Urbino
Regione Region Marche
Distanza da Pesaro Distance from Pesaro 15 km
Palazzo Mamiani, sede del Municipio
Palazzo Mamiani, Town hall
Momenti storici
N
ato dall’unione dei due
antichi castelli di Monte Sant’Angelo e di Liciola,
Sant’Angelo in Lizzola vanta
una storia millenaria.
Le prime notizie sull’abitato di
Liciola (Lizzola) risalgono infatti al 1047, quando esso comFrancesco Mingucci,
pare, insieme con Mons CalSant’Angelo in Lizzola, 1626
vellus (Monte Calvello) e altri
possedimenti, nel lascito del pontefice Clemente II ai monaci
della vicina Abbadia di San Tommaso in Foglia. Nel 1280 la
comunità di Monte Sant’Angelo compra da quella di Pesaro il
Castello di Lizzola per la somma di cinquecento lire ravennati: secondo il giurista e storico Tommaso Diplovatazio, autore
del Chronicon Pisauri, gli abitanti di Lizzola avevano perso
ogni diritto su terre e costruzioni dopo essersi ribellati contro
i Malatesta, signori di Pesaro dai quali erano governati; della
situazione approfittarono gli abitanti di Monte Sant’Angelo,
costretti ad abbandonare le loro case, costruite sul cedevole
terreno del colle del Brasco, tuttora ricco di acque come testimonia il toponimo Fonte Lepri. Dal 1351 il paese di Lizzola
è citato nei documenti come villa (dunque non un borgo fortificato), mentre il termine castrum (castello dotato di strutture
difensive) riferito a Sant’Angelo in Lizzola compare per la
prima volta in un testamento del 1404.
Fino alla metà del Quattrocento Sant’Angelo in Lizzola seguì
le vicende di Pesaro e dei suoi signori; nel 1443 i Malatesta
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HISTORICAL MOMENTS
Born from the merging of the two ancient castles of Monte Sant’Angelo
and of Liciola, the town of Sant’Angelo in Lizzola boasts a thousandyear history. The first accounts on the
Liciola (Lizzola) dwelling date back to
1047 when it appears, together with
Mons Calvellus (Monte Calvello) and
other estates, in the legacy of Pope
Clemente II to the monks of the nearby San Tommaso in Foglia abbey.
In 1280 the people of Monte Sant’Angelo buy from Pesaro the Lizzola
castle for the price of five hundred
lire of Ravenna. According to jurist
and historian Tommaso Diplovatazio,
author of a Chronicon Pisauri (Chronicles of Pesaro), the people of Lizzola
had lost their rights to their lands and
homes for rebelling against their rulers Malatesta, lords of Pesaro; the
people of Monte Sant’Angelo, fleeing
their homes built on loose soil (the
place was and is still rich in waterm
as exemplified by such place names
as Fonte Lepri, Hare’s Spring), took
advantage of this. Since 1351 the village of Lizzola appears in the records
12
as villa (hence, not a fortified town),
while the term castrum (a fortified
dwelling, hence castle) first appears
in relation to Sant’Angelo in Lizzola
in a testament dating 1404.
Until the mid-1400s, Sant’Angelo
in Lizzola shared the fate of Pesaro
and its rulers; in 1443 the Malatesta
were defeated by the Sforza in the
battle of Monteluro (Tavullia); two
years later Sant’Angelo, together
with the other castles of Pesaro,
pledged its allegiance to the Sforza,
under whose rule it remained until
1584, when Francesco Maria II Della Rovere, Duke of Urbino, granted
Sant’Angelo in Lizzola as a fiefdom
to Giulio Cesare Mamiani, who took
possession of it on the 6th of April of
the same year.
Since 1389 the territory of Sant’Angelo in Lizzola already includes Montecchio and the precious countryside
around it. The Castle of Montecchio (Monticuli) existed, according
to some sources, since 1069, was
taken from the possessions of the
Count Bandi (or Bandoni) and granted to the Malatesta in 1229, disappears from records at the end of the
14th century, and reappears as villa,
a testimony on one side to the decay
of the fortification overseeing the hill
and on the other to the increasing
importance of the dwellings flourishing along the road between Pesaro and Urbino.
furono sconfitti dagli Sforza nella battaglia di Monteluro (Tavullia): due anni dopo anche Sant’Angelo, insieme con gli altri
castelli di Pesaro giurò fedeltà agli Sforza, sotto il cui dominio
rimase fino al 1584, anno in cui Francesco Maria II Della Rovere, Duca di Urbino, concesse Sant’Angelo in Lizzola in feudo
a Giulio Cesare Mamiani, che ne prese possesso il 6 aprile di
quell’anno.
Già dal 1389 il territorio di Sant’Angelo in Lizzola comprende
anche Montecchio e le preziose campagne circostanti. Sottratto alla signoria dei romagnoli conti Bandi (o Bandoni) e dato
ai Malatesta nel 1299, esistente secondo alcuni storici sin dal
1069, il Castello di Montecchio (Monticuli) scompare dai documenti alla fine del XIV secolo per lasciare il posto alla villa,
a testimoniare la decadenza della fortificazione posta sul colle
e, viceversa, l’importanza sempre maggiore assunta dall’abitato sviluppatosi lungo la strada tra Pesaro e Urbino.
Piazza IV Novembre: Palazzo Mamiani e la Collegiata di San Michele Arcangelo; a
pagina 12, la piazza del Castello in un disegno di Romolo Liverani (1851)
Palazzo Mamiani and the Collegiate Church of St. Michael Archangel; on page 12,
the same in a drawing by Romolo Liverani (1851)
13
LO STEMMA COMUNALE THE MUNICIPAL COAT OF ARMS
Raffigura il protettore del paese San Michele Arcangelo che, impugnando nella sinistra una bilancia e
nella destra una lancia d’oro, schiaccia il drago fiammeggiante, simbolo del demonio. In uno stemma più
antico (sotto, 1869) comparivano insieme all’arcangelo due spade, a rappresentare i riuniti castelli di
Monte Sant’Angelo e Lizzola.
The saint patron of town, Saint Michael Archangel, holding a scale in his left hand and a golden spear in his
right, and crushing the flaming dragon which represents
the devil. In an older coat of arms (left, 1869) beside the
archangel were two swords, representing the unified castles of Monte Sant’Angelo and Lizzola.
In 1588, after a short period spent
in a small palace in via Vedetta
(now via Morselli), Giulio Cesare
Mamiani clears away a few shacks
and decrees the construction of the
family mansion. The Mamianis, native of Parma and often mentioned
in the Diary of Francesco Maria II,
held several important positions at
the court of Urbino; as a token of
his regard, the Duke granted the
Count of Sant’Angelo the honour
to change his name into Mamiani
Della Rovere, and to add the Rovere oak tree to his coat of arms.
In 1631, with Francesco Maria II,
died the last of the house of Della
Rovere. All their possessions, including Sant’Angelo, were bequeathed to the State of the Church, as
14
established by Francesco Maria II
himself after the death of his only
son, Federico Ubaldo.
Between 1797, when Pesaro joins
the Cisalpine republic created
by General Napoleon Bonaparte,
and 1815, wìth the Restoration
following the Council of Vienna,
Sant’Angelo too, and with it the
Montefeltro region, passes repeatedly from French to Church rule. In
1810 the municipality of Sant’Angelo was included in the Metauro
Department, and the dwellings
of Monteciccardo and Ginestreto
were made its subjects.
Sant’Angelo in Lizzola, panorama da est (1922) View from the east (1922)
Nel 1588, dopo un breve periodo trascorso in un palazzetto
situato in via Vedetta (l’attuale via Morselli), Giulio Cesare
Mamiani dà inizio alla costruzione del palazzo di famiglia,
abbattendo alcune casupole. Spesso citati nel Diario di Francesco Maria II, i Mamiani, originari di Parma, ricoprirono diverse importanti cariche alla corte di Urbino: a testimonianza
della sua stima, il duca concesse al conte di Sant’Angelo di
cambiare il proprio nome in Mamiani Della Rovere, e di aggiungere al blasone di famiglia la quercia roveresca. Nel 1631,
con la morte di Francesco Maria II, la casata dei Della Rovere
si estinse: tutti i loro possedimenti, e così Sant’Angelo, passarono allo Stato Pontificio, come stabilito da Francesco Maria II
nel 1624, dopo la morte del figlio Federico Ubaldo.
Tra il 1797, anno in cui Pesaro entra a far parte della Repubblica Cisalpina creata dal generale Napoleone Bonaparte, e
il 1815, con la Restaurazione degli antichi governi seguita al
Congresso di Vienna, anche Sant’Angelo passa a più riprese,
insieme con le zone del Montefeltro, dalla dominazione francese al governo dello Stato Pontificio. Compreso nel Dipartimento del Metauro, al Comune di Sant’Angelo vennero appodiate (ne divennero cioè dipendenti) nel 1810 le comunità di
Monteciccardo e Ginestreto.
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TERENZIO MAMIANI (PESARO, 1799 - ROMA, 1885)
Ultimo conte di Sant’Angelo, Terenzio Mamiani fu filosofo,
letterato e statista. Sin da giovane vicino agli intellettuali
fiorentini del Gabinetto Viesseux, prese parte ai moti risorgimentali pesaresi del 1831: proprio il fallimento di quest’esperienza costrinse il Mamiani all’esilio a Parigi. Rientrato in patria nel 1847, tra l’aprile e l’agosto del 1848 ebbe incarichi di
ministro nel governo costituzionale romano; fu anche Ministro dell’Istruzione
nel primo governo del Regno d’Italia. Morì a Roma, dove dal 1871 era titolare
della cattedra universitaria di filosofia.
Terenzio Mamiani, last count of Sant’Angelo, was a philosopher, scholar
and statesman. Since his youth he was close to the Viesseux Cabinet, and
took part to the Resurgence insurrections of Pesaro in 1831; it was the
failure of this experience who led him to his Paris exile.
He returned in Italy in 1847, and between April and August 1848 he was
a Minister in the constitutional government of the State of the Church; he
was also Minister of Education in the first government of the Kingdom of
Italy, after the country was unified in 1861. He died in Rome, where he
held tenure in Philosophy at the University.
In 1815 Church rule is reinstated
and Sant’Angelo is once again made
a part of the Apostolic Legation of
Urbino and Pesaro. The abolition of
fiefdom, begun in 1816 by the then
Church Secretary of State Cardinal Ercole Consalvi, meant for the Mamiani
house loss of considerable income
deriving from land fees. The State of
the Church lasted through ups and
downs until September 1860, when
Piedmont troops, led by General Cialdini entered in the Marche region. On
November 4th and 5th of the same
year a referendum was held to decide over the annexation of Marche
and Umbria to the Kingdom of Italy.
16
With 172 votes (almost invariably
ayes) on 451 people having right,
Sant’Angelo too joined the Kingdom
of Italy.
The last count of Sant’angelo in
Lizzola was Terenzio Mamiani Della
Rovere, a philosopher, scholar and a
statesman. An exile in Paris after the
failure of the Resurgence insurrections of 1831, Mamiani thus recalled
his land in a letter to his brother dated
23 December, 1841: You may laugh
if I told you that one of the wishes
I keep in my soul is to see again,
guess what?, S. Angelo and the tall
poplars along the slope that leads to
the spring.
N
el 1815 il governo pontificio viene definitivamente ristabilito, e Sant’Angelo torna a far parte della Legazione
Apostolica di Urbino e Pesaro: l’abolizione dei feudi avviata nel
1816 dal cardinal Ercole Consalvi, segretario dello Stato Pontificio, coinvolge anche i Mamiani, che si vedono privati di molte
delle entrate derivanti dai diritti sulle campagne. Il governo papale durò con alterne fortune fino al settembre 1860, quando le
truppe piemontesi guidate dal generale Cialdini entrarono nelle
Marche. Il 4 e 5 novembre di quell’anno si svolse il referendum che sanciva l’annessione di Marche e Umbria: con 172 voti
(quasi tutti sì) su 451 aventi diritto anche Sant’Angelo aderiva
al Regno d’Italia.
Ultimo conte di Sant’Angelo in Lizzola fu Terenzio Mamiani
Della Rovere (1799-1885), filosofo, letterato e statista. Rifugiatosi a Parigi dopo il fallimento dei moti risorgimentali del 1831,
così dall’esilio francese Mamiani ricordava la sua terra in una
lettera al fratello Giuseppe del 23 dicembre 1841: Vi farà ridere
forse a dirvi che uno dei desideri che ho riposti nell’animo è di
rivedere, indovinate? S. Angelo e gli alti pioppi che fronteggiano nella discesa che va alla fonte.
Uno scorcio di via Giacomo Boccalaro, nel castello.
Boccalaro significa vasaio: un toponimo che ci ricorda la presenza a Sant’Angelo di numerosi maiolicari,
attivi nei secoli XV e XVI. Tra le testimonianze relative
ai maestri ceramisti le cronache locali ricordano il ritrovamento negli anni Trenta del ‘900, durante i lavori per
la costruzione della casa parrocchiale, di una fornace
per la cottura delle maioliche.
A view of Giacomo Boccalaro street, inside the castle. Boccalaro means potter: a name recalling the
many maiolicari (majolica producers) who were active in Sant’Angelo during the 15th and 16th centuries.
Among the many testimonials regarding local ceramicist artisans, the chronicles mention the finding, in
the 1930s, during the building of the local parish, of a
ceramic kiln.
17
Via Dante Alighieri e Palazzo Mamiani
After the fascist period (19221943), during which Sant’Angelo
kept its municipality status (unlike
other nearby castles like Ginestreto, for example, who were merged
into the Pesaro municipality), the
territory was heavily hit by World War II. A particularly mournful
episode was the blast of the Montecchio gunpowder magazine that
took place on January 21st 1944;
the blast almost completely annihilated the town, which overlooked
the Gothic Line. The main town of
Sant’Angelo, too, suffered heavy
damage: the “Perticari” theatre was
among the buildings most damaged by bombings, while the School
church was hit so heavily that only
the facade was left standing, and
was to be later torn down.
18
As the local War Memorial testifies, the Allied troops entered sant’Angelo on August 28th, 1944,
just before the Gothic Line was
broken through between Tavullia
and Montecchio.
After the war, like in the rest of
Italy, industrial development supplanted the traditional agricultural
economy of the territory. Despite
the continuous growth of the population in the Foglia valley, where
Montecchio with its industries became the propulsive power of social and demographic growth of the
entire valley, Sant’Angelo has preserved the cosy nature of a small
town where it is nice to stop.
D
opo la parentesi fascista (1922-1943), durante la quale
Sant’Angelo mantenne il proprio status di Comune, a differenza di altri castelli delle colline tra cui Ginestreto, accorpati al
Comune di Pesaro, anche queste zone furono aspramente colpite
dalla II guerra mondiale. Particolarmente doloroso fu l’episodio
dello scoppio della polveriera di Montecchio, avvenuto il 21
gennaio 1944, che causò la quasi completa distruzione del paese, posto proprio a ridosso della Linea gotica. Anche Sant’Angelo capoluogo subì pesanti danni: tra gli edifici maggiormente
danneggiati dai bombardamenti ci fu il Teatro “Perticari”, mentre
della chiesa della Scuola, situata nella piazza del borgo, non rimase che la facciata, in seguito demolita. Come ricorda il Monumento ai Caduti lungo le mura, le truppe alleate entrarono a
Sant’Angelo il 28 agosto 1944, prima dello sfondamento della
Linea gotica avvenuto tra Tavullia e Montecchio.
Negli anni del dopoguerra lo sviluppo delle industrie ha, anche
in queste zone, soppiantato la tradizionale economia basata sull’agricoltura. Nonostante il continuo incremento della popolazione nel territorio della Valle del Foglia, che ha portato la frazione di
Montecchio, con i suoi insediamenti produttivi, a diventare centro
propulsivo della crescita sociale e demografica dell’intera valle,
Sant’Angelo capoluogo ha saputo mantenere nel tempo la sua accogliente fisionomia di piccolo borgo dove è bello fermarsi.
Palazzo Mamiani
19
SANT’ANGELO IN LIZZOLA TRA CRONACA E STORIA
V secolo a.C. primi insediamenti nella zona
di Montecchio
500 B.C. First human
settlements in the
Montecchio area
1047 nel lascito del
pontefice Clemente II
ai monaci dell’Abbadia di San Tommaso
in Foglia sono citati gli
abitati di Liciola (Lizzola) e Mons Calvellus
(Monte Calvello)
1047 A.D. The legacy
of Pope Clement II to
the monks of the San
Tommaso in Foglia
abbey mentions the
towns of Liciola (Lizzola) and Mons Calvellus
(Monte Calvello)
1069 prime notizie
del castello di Montecchio
1069 first records of
the Montecchio castle
1280 la comunità di
Monte Sant’Angelo
compra da quella di
Pesaro il castello di
Lizzola per la somma
di cinquecento lire ravennati
1280 the people of
Monte Sant’Angelo
buy the Lizzola castle
from Pesaro for the
amount of five hundred lire of Ravenna
1290-’92 le Rationes
Decimarum segnalano l’esistenza nel castello di Lizzola di una
chiesa dedicata a San
Michele Arcangelo
1290-’92 the Rationes
Decimarum mention
the existence of a church entitled to Saint Michael Archangel inside
the castle of Lizzola
1299 il castello di
Montecchio è dato ai
Malatesta
1299 the Montecchio
castle is bequeathed to
the house of Malatesta
1389 il territorio di
Sant’Angelo in Lizzola comprende anche
Montecchio
1389 Montecchio is
included in the territory of Sant’Angelo in
Lizzola
XV e XVI secolo presenza a Sant’Angelo
di numerosi ceramisti
15th - 16th century a
number of ceramicists
are active in Sant’Angelo
1400 circa nasce a
Sant’Angelo Giacomo Pisaurio, poeta e
maestro di eloquenza
in Toscana
circa 1400 A.D. Giacomo Pisaurio, poet
and master of eloquence in Tuscany, is
born in Sant’Angelo
20
1571 il 22 aprile nasce a Sant’Angelo
Giovanni Branca, architetto e ingegnere
1571 on April 22nd
Giovanni Branca, architect and engineer,
is born in Sant’Angelo
1584 Francesco Maria
II Della Rovere, Duca
di Urbino (sotto, in
un ritratto di Federico
Barocci del 1572),
concede il castello di
Sant’Angelo in feudo a
Giulio Cesare Mamiani
1584 Francesco Maria II Della Rovere,
Duke of Urbino (below, in the previous
column, portrayed by
Federico Barocci in
1572), grants the fiefdom of the Sant’Angelo castle to Giulio
Cesare Mamiani
1588 Giulio Cesare
Mamiani builds his
mansion in Sant’Angelo in Lizzola (below,
a photograph of the
early 1900s)
1588 Giulio Cesare
Mamiani fa edificare
il palazzo di famiglia a
Sant’Angelo in Lizzola
(a destra, in una foto
dei primi del ‘900)
1611 costruzione del- 1611 the church of
la chiesa del cimitero the Monte Calvello
di Monte Calvello
cemetery is built
1631 con la morte
di Francesco Maria
II la casata dei Della
Rovere si estingue:
tutti i possedimenti
passano allo Stato
Pontificio
1631 with the death
of Francesco Maria
II, the Della Rovere
house dies out: all
its possessions are
bequeathed to the
Church
1645 il 24 gennaio 1645 Giovanni Branmuore a Loreto Giovan- ca dies in Loreto on
ni Branca
January 24th
1680-1684 costruzione della chiesa
abbaziale di Sant’Egidio, di proprietà della
famiglia Perticari
1680-1684 construction of the abbey
church of Sant’Egidio,
owned by the Perticari family
SANT’ANGELO IN LIZZOLA, HISTORY AND LOCAL EVENTS
1689-1710 costruzione della chiesa di San
Michele Arcangelo;
nel 1718 la chiesa sarà
eretta in Collegiata
1689-1710 construction
of the Saint Michael Archangel church; in 1718
the church will be made
a Collegiate Church
1711 costruzione della
chiesa della Madonna
dell’Arena a Montecchio, sulle rive del Foglia
1711 the Madonna
dell’Arena church is
built in Montecchio,
along the Foglia river
1851 si inaugura il
Teatro
“G.Perticari”
(sopra, da un opuscolo
del 1854)
1799 nasce a Pesaro
Terenzio Mamiani, ultimo conte di Sant’Angelo, filosofo, letterato
e statista
1799 Terenzio Mamiani,
the poet, scholar and statesman who will be the
last Count of Sant’Angelo, is born in Pesaro
1860 Sant’Angelo entra nel Regno d’Italia
1810 le comunità di
Monteciccardo e Ginestreto sono appodiate a
Sant’Angelo in Lizzola
1810 the dwellings of
Monteciccardo and Ginestreto are subjected
to the rule of Sant’Angelo in Lizzola
1944 il 21 gennaio a
Montecchio l’esplosione di un deposito di
mine distrugge quasi
interamente il paese,
causando numerose
vittime
1815 con la Restaurazione il governo
pontificio viene definitivamente ristabilito
e Sant’Angelo torna
a far parte della Legazione Apostolica di
Urbino e Pesaro
1824 l’11 maggio
nasce a Sant’Angelo
Luigi Guidi, letterato
e studioso di scienze
naturali, fondatore dell’
Osservatorio meteorologico “L.Valerio” di
Pesaro
1815 with the reinstation of Church rule
Sant’Angelo is once
again made a part
of the Apostolic Legation of Urbino and
Pesaro
1824 on May 11th Luigi Guidi, man of letters
and scholar of natural
science who will found
the “Valerio” Meteorological Observatory
in Pesaro, is born in
Sant’Angelo
1851 inauguration
of the “G. Perticari”
theatre (left, in a
1854 leaflet)
1885 muore a Roma
Terenzio Mamiani
1944 il 28 agosto le
truppe alleate entrano
a Sant’Angelo in Lizzola (a destra, Luigi Magi,
Monumento ai Caduti);
tre giorni dopo, il 31
agosto, anche Montecchio sarà liberata
1860 Sant’Angelo joins
the Kingdom of Italy
1885 Terenzio Mamiani dies in Rome
1944 on the 21st of
January the blast
of the Montecchio
gunpowder magazine
annihilates most of the
town, the death toll is
heavy
1944 Allied troops
enter Sant’Angelo in
Lizzola on August 28th
(below, Luigi Magi,
War Memorial); three
days later, on August
31st, Montecchio is
liberated as well
Nel 1812 Costanza Monti (Roma, 1792 - Ferrara, 1840; a sinistra), figlia del
poeta Vincenzo (Alfonsine, 1754 - Milano, 1828), sposa a Fusignano Giulio
Perticari (Savignano sul Rubicone, 1779 - San Costanzo, 1822; sotto). In quel
periodo cominciano i suoi soggiorni a Sant’Angelo, dove Costanza prende
parte al cenacolo di intellettuali raccolti intorno all’Accademia letteraria pesarese, della quale il marito è tra i principali esponenti.
In 1812 Costanza Monti (Rome, 1792 - Ferrara, 1840; above), daughter of
the poet Vincenzo (Alfonsine, 1754 - Milano, 1828) marries Giulio Perticari
(Savignano sul Rubicone, 1779 - San Costanzo, 1822; right) in the town of
Fusignano. In the same year she begins staying in Sant’Angelo; here, Costanza joins the scholars of the Pesaro Literary Academy, where her husband
is one of the main characters
21
Castello di Montelabbate
Montecalvello
Chiesa della Madonna del Monte
Serra
Chiesa di Sant’Isidoro
Montecchio
Apsella - Montelabbate
stra
Ingresso al castello
via dell
a
Villa
da p
rov
inci
ale
Ser
ra
via Branca
Villa Carelli
via Risorgimento
Impianti sportivi
Sant’Angelo in Lizzola
Chiesa di Sant’
Marche
Italia Italy
Sant’Angelo in Lizzola
il castello e il borgo the castle and the town
Per non appesantirne la leggibilità, le mappe riportate in questo volume segnalano solo le
vie principali di Sant’Angelo in Lizzola e Montecchio. Mappe dettagliate sono disponibili
presso gli Uffici Comunali.
N
via
Alig
h
ieri
O
E
piazza
IV Novembre
piazza
Rossini
Palazzo Mamiani
Torre
oma
via R
ella
via d
piazzale
Europa
Collegiata di San Michele
via
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piaz ticari
Per
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Torre
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ella
via Alighieri
via d
la Fonte
ia Fo
’Egidio
nte
Monumento a G. Branca
Ginestreto - Pesaro
Monteciccardo
To preserve legibility, the maps in this volume record only the most important streets of
Sant’Angelo in Lizzola and Montecchio. Detailed town maps can be obtained from the
town hall offices.
La porta d’ingresso al castello
The gate to the castle
Il Castello
L
a breve salita di via Mamiani
conduce, attraversando la porta d’ingresso in passato collegata al
borgo dal ponte levatoio, a piazza
IV Novembre, la piazza del castello. Spicca sull’arco lo stemma dei
Mamiani, che sovrasta una lapide in
memoria del conte Vincenzo; a sinistra, una targa ricorda la fondazione del teatro “Perticari”, mentre la lapide a destra è dedicata al
santangiolese Giovanni Branca, architetto e ingegnere.
Domina la piazza l’imponente mole di Palazzo Mamiani, costruito a partire dal 1588 e dal 1936 sede del Municipio. Secondo
la tradizione all’antico assetto della struttura, più volte rimaneggiata, contribuì anche Giovanni Branca; dell’edificio originale,
quasi completamente ricostruito dopo la II guerra mondiale, resta
oggi solo la torre. Alta 20 metri, la torre domina l’intero paese: è
possibile visitarla, spingendosi fin sulla cima, da dove si gode lo
splendido panorama delle valli circostanti. I locali della torre sono
attualmente utilizzati per esposizioni d’arte e iniziative culturali,
mentre il piano interrato del palazzo ospita l’Archivio comunale
e la Biblioteca di Sant’Angelo in Lizzola e Monteciccardo, alla
quale si accede attraverso un vialetto
costellato di ulivi.
Una volta varcata la porticina aperta
nel torrione si può salire al belvedere, affacciato verso est, lasciando
dere
che lo sguardo arrivi fino al mare
Adriatico.
25
Qui a sinistra e a pagina 27, due scorci
della piazza del castello
Left and on page 27, two views of the
castle square
THE CASTLE
Via Mamiani makes a short ramp
and, through the entry gate which
was in the past connected to the
village by a drawbridge, leads to
Square 4th November, the castle
square. Over the arch we can see
the Mamiani coat of arms, topping
a plaque commemorating Count
Vincenzo: left a plaque commemorating the foundation of the “Perticari”
theatre; right, another one, dedicated to Giovanni Branca, architect
and engineer, another illustrious citizen of Sant’Angelo (on page 24).
Overlooking the square is the massive Mamiani Palace, built in 1588
and used as town hall since 1936.
Tradition has it that Giovanni Branca
himself contributed to the original
layout of the building, since then
repeatedly modified. Almost com26
pletely destroyed during WWII, the
palace was rebuilt and today the
tower is all that is left of the original
building. This tower, with its 20 meters, oversees the whole of town. Visitors can climb to its top and enjoy
the wonderful view of the valleys all
around it. The rooms of the tower are
currently devoted to art exhibitions
and other cultural events, while the
basement hosts the Town Archive
and the Library serving Sant’Angelo
in Lizzola and Monteciccardo. The
library, in particular, can be reached
through a lovely path flanked on both
sides by olive trees.
Once past the tiny tower door, visitors can also reach the east-facing
belvedere, and let their sight wander till the Adriatic Sea. Inside the
palace several paintings are worth
of mention:a copy from a Sassoferrato Madonna on canvas by Sant’Angelo native Antonio Baldini and,
in the council room a Deposition
donated in 1816 by the Antaldi family of Pesaro to the parish church
of Montecchio.
(Mamiani Palace: visitors allowed
during town hall working hours; info:
0721 489711; www.comune.santangeloinlizzola.pu.it)
All’interno del palazzo sono da segnalare, nell’ufficio del sindaco una Madonna su tela del santangiolese Antonio Baldini,
copia di un dipinto di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato e, nella sala del Consiglio, una Deposizione donata nel
1816 dalla Famiglia Antaldi di Pesaro alla chiesa parrocchiale
di Montecchio.
(Palazzo Mamiani: visite durante l’orario di apertura degli
uffici comunali; info: 0721 489711; www.comune.santangeloinlizzola.pu.it)
27
Next to the Mamiani Palace we
can see the Saint Michael Archangel Collegiate built between
1689 and 1710. As reported in the
pastoral visit by Cardinal De Simone (1776-1778) of the erection of
the old parish church... remains
no memory, even if since 1290’92 the Rationes Decimarum (the
Decime being the dues, in cash or
goods equivalent to one tenth of
the crops, that in mediaeval times
citizens had to pay to the Church)
record the existence inside the castle of Lizzola of a church, almost
certainly already a parish, dedicated to Saint Michael Archangel.
In 1718 the church was made
a Collegiata (a title implying the
presence of a College or Chapter
of priests, with the goal of adding
solemnity to the cult) by Pope Clement XI. In 1913 the façade was
enriched with a tympanum, while
the third nave, built on part of the
28
former parish church, was added
in 1932. The inside, in Renaissance style, keeps some remarkable
copies from Guido Reni and Correggio and an altar piece which
can be attributed to the school
of Federico Barocci. Particularly remarkable is the walnut-tree
chorus by Venanzio Guidomei di
Ginestreto (circa 1720), who also
made the closets in the sacristy.
Recently, a painting by Pesaroborn Giovanni Giacomo Pandolfi
(1567 - after 1636) was found and
restored. The painting portrays a
Madonna with Child and saints
and was painted for the church of
Saint Isidore around 1630; it is actually on exhibition in the Museum
of Pesaro (a detail above), Lastly,
a curiosity: in the Libro della Fabbrica della Chiesa (Book of the
Church Works) we can read that
by instigation of perverted highand-mighty it was not allowed
to prosecute [the erection of the
church], hence it was convenient
to lower the windows and to cover. As it was, the Count Mamiani
would not allow the church building to grow higher than his own
palace, nor the bell-tower to grow
higher than his own tower.
(Collegiate of Saint Michael Archangel, info c/o parish: 0721
910456)
A
fianco di Palazzo Mamiani si trova la
Collegiata di San Michele Arcangelo, costruita tra il 1689 e il 1710. Come
riportato nella visita pastorale del cardinal
De Simone (1776-1778), dell’erezione della vecchia chiesa parrocchiale... non v’è
memoria, anche se dal 1290-’92 le Rationes Decimarum (i libri delle Decime, dove
venivano annotati i tributi in natura o in denaro, pari alla decima parte del raccolto o
del reddito, che nel medioevo i cittadini erano tenuti a pagare alla
chiesa) segnalano l’esistenza nel castello di Lizzola di una chiesa
dedicata a San Michele Arcangelo, quasi certamente già parrocchia. Nel 1718 la chiesa fu eretta in Collegiata (titolo che comporta la presenza di un Collegio o Capitolo di canonici, istituito con lo
scopo di rendere più solenne il culto divino) da papa Clemente XI.
Nel 1913 la facciata fu arricchita dal timpano, mentre la terza navata, costruita su parte del terreno della vecchia casa parrocchiale,
fu aggiunta nel 1932. L’interno, in stile rinascimentale, custodisce
alcune pregevoli copie di Guido Reni e Correggio e una pala d’altare riconducibile alla scuola di Federico Barocci. Davvero notevole il coro in noce di Venanzio Guidomei di Ginestreto (1720 circa), autore anche degli armadi della sacrestia. Da segnalare poi il
recente ritrovamento e restauro di una tela del pesarese Giovanni
Giacomo Pandolfi (1567 - post 1636), la Madonna col Bambino
e santi, dipinta per la chiesa di Sant’Isidoro della Serra intorno al
1630 e attualmente esposta presso il Museo Diocesano di Pesaro
(a pagina 28, un dettaglio). Infine, una curiosità: nel Libro della
Fabbrica della Chiesa si legge che per istigazione di perversi e
prepotenti non fu permesso proseguire [i lavori di costruzione]
onde convenne abbassare le finestre e coprire. Il Conte Mamiani non permise infatti che la chiesa superasse in altezza il suo
palazzo, e che il Campanile oltrepassasse la torre. (Collegiata di
San Michele Arcangelo, info presso la parrocchia: 0721 910456)
29
30
Il tessuto di stradine del castello di Sant’Angelo riserva scorci
suggestivi, che si aprono lungo la cerchia muraria, interamente
percorribile a piedi. Una magia che si ritrova negli antichi nomi
delle vie, come via Vedetta (l’attuale via Morselli, sopra), dove nei
primi anni del ‘900 si potevano ancora udire i canti delle operaie
della filanda, situata al termine della strada, e da dove ci si può
affacciare verso Ginestreto, spaziando con la vista fino al mare
Adriatico (sotto).
The castle of Sant’Angelo, with its
woof of tiny streets, is a treasure
chest of striking views all along the
walls for those who enjoy a comfy
walk. The magic of it resounds in
the very names of the streets, like
via Vedetta (Lookout road, now
via Morselli, above), where in
the early 1900s the singing of the
women working in the filanda (the
spinning mill) could still be heard;
the spinning mill, then located at
the end of the road, where the
visitor can today enjoy the view
towards Ginestreto and beyond,
till the Adriatic Sea.
31
Viale V. Monti, le mura; sopra, via G.Branca
Viale V. Monti, the walls; above, via G.Branca
Il Borgo
V
ia Roma, un tempo via Borgo, si
snoda da piazza “Gioachino Rossini”, dove si concentrano gran parte
dei negozi del centro storico del paese,
fino alla strada per Monteciccardo (a
destra). Verso la metà di via Roma si
incontra piazza Perticari, ombreggiata da tigli che circondano un giardino con panchine e giochi per
bambini. Qui, proprio lungo via Roma, sorgeva il teatro “Giulio Perticari”, distrutto nella II guerra mondiale; a sinistra del teatro un lato
della piazza era interamente occupato dal palazzo Marcolini, già del
cardinale De Pretis, vescovo di Jesi, che sul finire del ‘700 aveva
eletto Sant’Angelo a luogo di villeggiatura. Da ricordare, anch’essa
purtroppo gravemente danneggiata dai bombardamenti e poi demolita, la chiesa della Natività di Maria, detta della Scuola, che era
situata poco più avanti del teatro, all’angolo formato da via Roma
con l’attuale piazza Europa: costruita nella seconda metà del ‘400, fu
ristrutturata nel 1859 dai cittadini di Sant’Angelo, in segno di ringraziamento per essere stato il paese preservato dall’epidemia di colera
del 1855 (sotto, in una cartolina del 1920 circa); nel 1928 fu dedicata ai caduti della I guerra mondiale. Percorrendo sino in fondo via
Roma si incontra sulla destra la chiesa abbaziale di Sant’Egidio,
di proprietà della famiglia Cacciaguerra
Perticari, costruita sul finire del ‘600.
Della villa, aspramente colpita durante
la guerra e oggi sostituita da un complesso residenziale, resta testimonianza
nei disegni di Romolo Liverani.
33
THE TOWN
Via Roma, once named via Borgo,
unwinds from the “Gioachino Rossini” square, hosting most of the
shops in the town centre, down to
the road towards Monteciccardo (right on previous page). After walking
about half of via Roma, the visitor
will meet piazza Perticari and
enjoy the shadow of its linden trees
surrounding a park with benches
and a playground. Right here, along
via Roma, was the “Giulio Perticari”
theatre, unfortunately destroyed during WWII, while the side opposite
to the school hosted the Marcolini
palace, which originally belonged to
the bishop of Jesi, Cardinal De Pretis, who had chosen Sant’Angelo
as his vacation resort since the late
1700s.
Also to be remembered, although
heavily bombed and eventually demolished, the Church of the Nativity
Piazza Perticari: in alto, nel 1910 circa;
a destra, oggi
Piazza Perticari: above, circa 1910; right, today
34
of Mary, called della Scuola (of the
School), who appeared at the corner
of via Roma and what is now piazza Europa: it had been built in the
second half of 14th century, then
renovated in 1859 by the citizens
of Sant’Angelo, as a vow for having
been preserved by the cholera epidemics of 1885 (bottom of previous
page, in a postcard dated circa
1920); in 1928 it had been dedicated to the fallen in WWI. Walking
further along via Roma, we meet on
our right the Abbey Church of Saint
Egidio, owned by the Cacciaguerra
Perticari family and erected in the
late 1600s beside the family mansion. The villa was heavily bombed
during WWII and today a residential
condo takes its place: a testimony
of its pristine beauty is preserved in
the drawings by Romolo Liverani.
IL TEATRO “GIULIO PERTICARI”
Oh che bel vedere Aristodemo in solio,/Aristodemo, in un
molin da olio: irritato da questo caustico epigramma con
il quale Francesco Cassi bollò
la rappresentazione dell’Aristodemo di Vincenzo Monti
svoltasi presso il mulino
Perticari, il conte Gordiano Perticari decise di atterrare la vecchia
struttura destinata alla lavorazione delle olive e costruire al suo posto un teatro, inaugurato nel 1851 e dedicato al fratello Giulio. Tra la
fine del ‘700 e i primi dell’800 la famiglia Perticari animò, grazie alla
presenza di Giulio Perticari e della moglie Costanza Monti, figlia del
poeta Vincenzo, uno dei più importanti cenacoli culturali dell’Italia
centrale, frequentato tra gli altri, oltre che da Monti, da Gioachino
Rossini e Giacomo Leopardi.
Vanto del teatro erano le splendide scenografie con le quinte mobili
(ciò che ne rimane è oggi conservato dal conte Giancarlo Cacciaguerra Perticari), opera del pittore faentino Romolo Liverani, autore, insieme con il fratello Antonio, anche della decorazione della
sala. Nello stesso periodo Romolo Liverani, assiduo frequentatore
di queste zone, realizzò diversi scorci di Sant’Angelo, testimoniando l’aspetto del paese verso la metà dell’800. Distrutto durante la
guerra, il teatro “Perticari” fu a lungo centro della vita sociale e culturale del paese, ospitando nei primi anni del ‘900 messe in scena
di opere liriche e recite filodrammatiche di ottima qualità. Tra gli allestimenti più riusciti sono da ricordare La cena delle beffe di Sem
Benelli (1913, nella foto in alto) e il Glauco di Ercole Luigi Morselli,
rappresentato pochi giorni prima della morte dell’autore (18821921): a Morselli, figlio della santangiolese Anna Celli e spesso
presente in paese, nel 1922 fu dedicata la filodrammatica locale.
35
THE “GIULIO PERTICARI” THEATRE
La Traviata di Giuseppe Verdi, locandina per l’allestimento del 1924
La Traviata, by Giuseppe Verdi, playbill for the 1924 staging
Behold Aristodemus enthron’d - a
thrill,/Aristodemus, in an olive mill:
this caustic epigram was the brand
of Francesco Cassi to the performance of Vincenzo Monti’s play
Aristodemo inside the Perticari olive
mill. Count Gordiano Perticari was
so upset by the comment that he
decided to tear down the old olivemilling structure and to build there
a theater, which was inaugurated in
1851 and dedicated to his brother
Giulio. Between the late 1700s
and the early 1800s, the Perticari
family gave life to one of the most
renowned literary circles in central
Italy, thanks to such characters as
36
Giulio and his wife Costanza Monti, daughter of the poet Vincenzo
Monti. Among its members, other
than Vincenzo Monti himself, were
Gioachino Rossini and Giacomo
Leopardi. The theatre boasted wonderful mobile scenographies (some
have been saved and are kept with
utmost care by Count Giancarlo
Cacciaguerra Perticari); the scenes
were produced by Faenza painter
Romolo Liverani who, together with
his brother Antonio, also decorated
the theater hall. In the same period
Romolo Liverani, a regular visitor,
painted several views of Sant’Angelo, leaving a complete testimony of
the town’s appearance by the mid1800s. Destroyed during WWII,
the “Perticari” theatre had been the
town’s hub of social and cultural
life for decades; in the early 1900s
it represented operas and amateur
dramas of great quality. Among the
most successful we remember La
cena delle beffe (The Jest, or The
Dinner of Mockers) by Sem Benelli
(1913, top of previous page) and Ercole Luigi Morselli’s Glauco, which
opened just a few days before its
author’s death (1882-1921); Morselli’s mother, Anna Celli, was native of Sant’Angelo and the author
himself was a regular of the town.
In remembrance of this the town’s
amateur drama society was dedicated to her son after his death.
R
ecentemente riportata al suo antico
splendore grazie all’impegno del
proprietario conte Giancarlo Cacciaguerra Perticari, che gli è valso nel 2004
il premio internazionale “Pasquale Rotondi”, assegnato per esemplari azioni
di salvataggio del patrimonio artistico,
la chiesa abbaziale di Sant’Egidio è un
vero gioiello del barocco. Costruita nel
1684 per volontà di don Agostino Lapi
e dei suoi fratelli, nel 1688 ne fu riconosciuto lo ius patronato more laicale con autorità del vescovo di Pesaro. La chiesa è caratterizzata da una facciata neocinquecentesca,
in laterizio, a bugnato nella parte inferiore, e da un interno a pianta
ottagonale. Nonostante i danni provocati dai bombardamenti, che
sfondarono il soffitto dell’edificio, Sant’Egidio presenta a tutt’oggi pressoché intatto l’impianto decorativo, con le tele di Giovanni
Venanzi (1627-1705, nato a Ginestreto, allievo di Guido Reni e di
Simone Cantarini e a lungo attivo alla corte parmense dei Farnese) e
l’altare rivestito di oro zecchino: opere che riscossero l’interesse di
critici come Bernard Berenson (1865-1959), che visitò Sant’Egidio
negli anni della II guerra mondiale. Accanto alla chiesa era attivo
l’Ospedale per li Poveri Pellegrini, ultimato nel 1687. Piuttosto
rara, sembra addirittura unica nelle Marche nell’abbinamento chiesa-ospedale, la dedicazione della chiesa a Sant’Egidio (Saint Gilles,
abate francese vissuto tra il VII e l’VIII secolo), protettore degli
storpi, dei lebbrosi, delle balie e dei maniscalchi. Le chiese a lui intitolate si trovano di preferenza presso incroci stradali, e i pellegrini
potevano visitarle mentre i maniscalchi ferravano i cavalli.
Originari di Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena,
i Perticari si stabilirono a Sant’Angelo in Lizzola sul finire del ‘600,
dopo il matrimonio di una Lapi con un Perticari. (Chiesa di Sant’Egidio: visite su appuntamento; info: 0721 910500)
37
Recently restored to its pristine
beauty by the dedication of its owner, Count Giancarlo Cacciaguerra
Perticari (that has earned him the
2004 “Pasquale Rotondi” international award for exemplary achievements in the restoration of works
of art), the abbey church of Saint
Egidio is a shining jewel of baroque
art. Built in 1684 by don Agostino
Lapi and his brothers, in 1688 was
granted by the bishop of Pesaro
the ius patronato more laicale (the
church was to be run on the sole
properties of its own clergymen).
The church’s bricks façade is in
neo-1500s style with protruding
bricks (a bugnato style) in the lower
part; the layout is octagonal. Despite suffering heavy damage from
WWII bombings, which destroyed
the ceiling, Saint Egidio has kept
his interior decorations to this day:
the paintings by Giovanni Venanzi
(1627-1705; born in Ginestreto, a
disciple of Guido Reni and Simone
Cantarini, worked for many years at
the Farnese court in Parma), the 22-
carat-gold-plated altar: the works
attracted the interest of critics such
as Bernard Berenson (1865-1959),
who visited Saint Egidio during
WWII.
Beside the church was the Ospedale per li poveri Pellegrini (Hospital
of the Poor Pilgrims), completed in
1687. Quite unusual the dedication
of both the church and the hospital to Saint Egidio (Saint Gilles, a
French abbot who lived between
7th and 8th century A.D.), patron
of cripples, lepers, midwives and
blacksmiths. Usually, churches
dedicated to this saint were to be
found at road crossing, and a pilgrims could pay homage to the
saint while a blacksmith shoed his
horse.
Native of Savignano sul Rubicone,
in the Forlì-Cesena province, the
Perticari family settled in Sant’Angelo in Lizzola by the end of 1600s,
after a Lapi became wife to a Perticari.
(Church of Saint Egidio, visits by appointment only; info: 0721 910500)
La villa Perticari in un acquerello di Romolo Liverani (1851): sulla destra si intravede il timpano della chiesa di Sant’Egidio
The Perticari mansion in a watercolour by
Romolo Liverani (1851): on the right of the
drawing, the church’s tympanon can be
glimpsed
38
Via Giovanni Branca (a destra, sopra) è la
ripida discesa che unisce Piazza Rossini
alla Strada provinciale Serra (sotto). Secondo la tradizione, proprio lungo questa
strada sorgeva la casa natale dell’architetto e ingegnere, al quale è dedicato il
monumento che si trova all’ingresso del
paese (a sinistra, sotto).
Via Giovanni Branca (right, top) is the
steep descent joining Piazza Rossini with
the Serra county road (right).
Tradition has it that just along this road
was the birth house of the architect and
engineer whose monument welcomes
visitors at the entrance of town (below).
GIOVANNI BRANCA (SANT’ANGELO IN LIZZOLA, 1571 - LORETO, 1645)
Il santangiolese Giovanni Branca è noto oggi soprattutto per il suo libro Le Machine (1629), dove anticipa
tra 77 differenti progetti anche un prototipo di macchina a vapore, antesignana delle più moderne turbine.
Laureato a Roma con lode in architettura e ingegneria,
Branca lavorò dal 1613 presso la cittadina di Loreto
(AN): a lui si devono il progetto della torre civica e
il completamento della monumentale Porta Marina, lungo i bastioni. A
Loreto Branca morì nel 1645: le sue spoglie riposano nella Basilica.
Sant’Angelo native Giovanni Branca is mostly known today for his work
Le Machine (1629) where, among 77 different projects, he designed a
prototype of steam engine, precursor of today’s turbines. With a cum
laude degree in engineering from the University of Rome, Branca since
1613 worked in the town of Loreto (AN): he designed the town tower
and the monumental Porta Marina, along the bastions. Branca died in
Loreto in 1645; his mortal remains rest in Loreto’s Basilica.
39
Sguardi fuori le mura
A
perta negli anni Venti del ‘900, via Dante Alighieri racchiude il paese nel suo
tracciato: chi proviene da Pesaro incontra sulla sinistra l’edificio della scuola; sulla destra,
invece, il vecchio mulino, un tempo adibito a
cinema e ora a sala polivalente. Proprio all’ingresso del paese è stato collocato nel 1971,
a duecento anni dalla morte, il Monumento
a Giovanni Branca (pag. 39), opera dello
scultore santangiolese Luigi Magi, autore anche dei Monumenti
ai Caduti di Sant’Angelo e di Montecchio. Seguendo il tracciato
delle mura via Alighieri prosegue verso la frazione Apsella, che
prende il nome dal fiume Apsa, affluente del Foglia, e appartiene
per metà al Comune di Sant’Angelo e per metà a quello di Montelabbate. Lungo la strada che scende verso la valle è da segnalare,
poco fuori dal castello, Villa Carelli, documentata dal tardo ‘700
(sopra, a destra): la località dove sorge la villa è nota ancor oggi
con il toponimo di Ospedaletto, da una casa di proprietà della
Confraternita della Natività di Maria dove trovavano ricovero i
pellegrini, abbattuta intorno al 1870. Il frantoio in località Trebbio (dal latino trivium,
incrocio di tre strade) fu ricavato nel 1924
dalla chiesa della Beata Vergine del Carmine, fondata nel 1611 insieme con la chiesa
del cimitero di Monte Calvello; proprio di
fronte al frantoio si affaccia sulla strada Villa
Fantaguzzi, antica proprietà della famiglia
Fantaguzzi
santangiolese dei Muccioli ((a sinistra).
41
Via Brasco e via Fontelepri: sul colle del Brasco sorgeva secondo gli storici il
castello di Monte Sant’Angelo
Via Brasco and via Fontelepri: according to historians, on the Brasco hill was
where the castle of Monte Sant’Angelo rose
GLANCING BEYOND THE WALLS
First opened in the 1920s, via
Dante Alighieri encircles the
whole of town: travellers driving in
from Pesaro will meet the school
building on their left; on their right,
the old mill, once a movie theater
and currently a multifunctional hall.
Just upon entering town, they will
meet the Monument to Giovanni
Branca (see page 39), by the local sculptor Luigi Magi, who has
also made the War Memorials of
Sant’Angelo and Montecchio. The
monument was erected in 1971 for
the 200th anniversary of Branca’s
death. Running along the town
walls, via Alighieri winds on towards the hamlet of Apsella, owing its
name to the Apsa river, an affluent
of the Foglia river, half of which
belongs to the town of Sant’Angelo, the other half to the town of
42
Montelabbate. Remarkable, along
the road down to the valley, just
past the castle, the Villa Carelli
(page 41, top), appears in records since the late 1700s: the place
where the villa rises is still known
by the name of Ospedaletto (small
hospital), from a nearby house belonging to the Fraternity of Mary’s
Nativity where pilgrims could find
shelter and which was demolished
around 1870. The olive mill in the
Trebbio site (from Latin trivium, a
three-road crossing) was built in
1924 in what once was the church
of the Beata Vergine del Carmine,
founded in 1611 together with the
Monte Calvello cemetery church;
opposite the mill and facing the
street is Villa Fantaguzzi, ancient
property of the Muccioli family of
Sant’Angelo (left).
A
pochi passi dal Trebbio si diparte via
Montecalvello, che conduce al piccolo cimitero posto sulla collina. Il toponimo
Monte Calvello è assai antico: Mons Calvellus compare infatti nel 1047, nell’atto di donazione di Clemente II ai benedettini di San
Tommaso in Foglia più volte citato. Meglio
conosciuta come Madonna del Monte, la
chiesa del cimitero (a destra) è dedicata a
Santa Maria Assunta.
Tornando sulla Strada provinciale Serra via Fontelepri e via Brasco ci ricordano il luogo dove con ogni probabilità sorgeva il castello di Monte Sant’Angelo, abbandonato nel XIII secolo a causa
del terreno acquitrinoso; nei pressi del Trebbio si trovava anche la
chiesa di Sant’Andrea, demolita nel 1743. La strada provinciale
prende il nome dall’agglomerato di case poco dopo via Brasco, la
Serra, dove è possibile vedere i resti della chiesetta di Sant’Isidoro, costruita per volontà della famiglia Marzi nel 1625 (sotto). Di
fronte a Sant’Isidoro si offrono allo sguardo le colline fino al Montefeltro: tra la vegetazione si distingue il profilo del castello di Farneto. Dopo alcuni tornanti la strada provinciale arriva all’Apsella:
da segnalare, al confine con Montelabbate, la presenza all’interno
di una proprietà privata della fonte di San Terenzio, una polla di
acqua solforosa vicino alla quale, secondo la tradizione, sarebbe
stato martirizzato tra il 247 e il 255 il santo patrono di Pesaro.
Ciò che rimane della chiesa di
Sant’Isidoro
Remains of the church of Sant’Isidoro
43
Panorama da Monte Calvello View from Monte Calvello
A few steps past the Trebbio site
is the start of via Montecalvello,
leading to the small cemetery on
the top of the hill. Monte Calvello is
a very ancient place-name: Mons
Calvellus is mentioned in 1047, in
Pope Clement II’s act of donation to
the benedictine monks of San Tommaso in Foglia we have repeatedly
mentioned. Known by the name of
Madonna del Monte the cemetery
church (right, page 43) is actually
dedicated to Santa Maria Assunta.
Back on the Serra county road, via
Fontelepri and via Brasco remind
us of the likely site where the Monte
Sant’Angelo castle rose, until it was
abandoned in the 1300s because of
its loose soil. Close to the Trebbio
site was also the church of Saint
Andrew, until it was demolished
44
in 1743. The county road owes its
name to the hamlet just beyond via
Brasco, la Serra, where the remains
of the church of Sant’Isidoro can
be seen; the church, according to
the records, had been built by the
Marzi family in 1625 (bottom, page
43). Beyond Sant’Isidoro, the view
spans along the hills up to the Montefeltro; in the rich vegetation, the
line of the Farneto castle can be
easily made out. After a few bends,
the county road reaches the hamlet
of Apsella: here, next to the Montelabbate town limits, inside a private estate is the remarkable spring
of San Terenzio, a spring of sulfur
water in whose proximity, according to tradition, between 247 and
255 the saint patron of Pesaro was
martyred.
LA FONTE THE SPRING
Se la tradizione popolare associa la
fonte che si incontra appena fuori
dal centro abitato (direzione PesaroGinestreto) alla figura di Napoleone
Bonaparte, che vi si sarebbe fermato ad abbeverare i cavalli, il recente
recupero della struttura promosso
dall’Amministrazione Comunale si
rifà piuttosto al ricordo dei dotti conviti che videro raccolti nel vicino
bosco della Villa Perticari alcuni dei più importanti ingegni dell’Italia di
primo ‘800, riuniti intorno a Giulio Perticari e a sua moglie Costanza
Monti, animatori di una delle più attive accademie culturali della provincia pesarese. Attualmente in corso di restauro, a recupero ultimato
la fonte tornerà a ospitare eventi e iniziative culturali.
In alto, a destra: la fonte oggi; le linee colorate indicano gli interventi
di restauro progettati dall’architetto
Fabio Pradarelli; qui sopra: la fonte
nel 1851, in un disegno di Romolo
Liverani
Top, left: the spring today; the coloured lines indicate the restoration activities planned by architect
Fabio Pradarelli; above: the spring
in 1851, in a drawing by Romolo
Liverani
Popular tradition associates the
spring just outside town (towards
Pesaro-Ginestreto) with Napoleon
Bonaparte, who allegedly stopped
there to water his horses. More
recently, the local administration
has promoted a restoration of
the structure in memory of the
scholarly circles that in the early
1800s gathered there some of the
brightest intellects of Italy, thanks
to Giulio Perticari and his wife Costanza Monti, leading spirits of one
of the most active cultural academies of the province of Pesaro.
Currently under restoration, the
renovated spring will once again
host cultural events.
45
MONTECCHIO
With its population of 7,500 inhabitants, Montecchio is the largest dwelling
in the lower Foglia Valley. Well known to travellers since the 1500s thanks
to its strategic location, after WWII the hamlet along the road, as reported
by historians and travel guides of the early 1900s, has rapidly evolved into a
town with a high concentration of shops and industries.
About 8km from Sant’Angelo, the fraction of Montecchio welcomes its visitors
as a multi-faceted town: unfortunately very little of the original dwelling has
survived the destruction of WWII, but the Foglia valley countryside, starting
just a few steps beyond the plants and factories, is a trove of pleasant surprises in an dynamic exchange between past and present times.
MONTECCHIO
Con i suoi oltre 7.500 abitanti, Montecchio è il centro abitato
più popoloso della bassa Valle del Foglia. Ben nota ai viandanti
sin dal XV-XVI secolo grazie alla sua posizione strategica, negli
anni del dopoguerra la borgata lungo la strada descritta dagli
storici e dalle guide turistiche ai primi del ‘900 è divenuta una
cittadina in continua evoluzione, dove si concentrano attività
produttive e servizi.
Situata a circa 8 km da Sant’Angelo, la frazione di Montecchio
si presenta al visitatore come un luogo dalle molte sfaccettature:
se dell’antico abitato, distrutto dalla guerra, esistono purtroppo
pochissime tracce, le campagne della ‘piana’ del Foglia, a pochi passi dagli insediamenti industriali, sanno riservare piacevoli sorprese, in un dinamico scambio tra passato e presente.
Montecchio, corso XXI Gennaio
47
SANT’ANGELO IN LIZZOLA - MONTECCHIO
L’ECONOMIA ECONOMY
Numero totale industrie Industries 890
Imprese artigiane Artisan enterprises 308
Imprese agricole Agricultural enterprises 61
Attività manifatturiere Manifacturing enterprises 210
Attività commerciali Commercial enterprises 204
Elaborazione Ufficio Statistica C.C.I.A.A. su dati
Stockview
Elaboration provided by the Chamber of Commerce on Stockview data
LA POPOLAZIONE POPULATION
Abitanti Population 8.500
Sant’Angelo Capoluogo Main town population 754
Frazione Montecchio Fraction of Montecchio 7.563
Frazione Apsella Fraction of Apsella 183
Femmine Women 4.211
Maschi Men 4.289
Famiglie Families 3.090
Tavullia
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Scultura L’età dei desideri
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Chiesa dell’Assunta
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fiume Foglia
Urbino
Comune di Colbordolo
Montecchio
Per non appesantirne la leggibilità, le mappe riportate in questo volume segnalano solo le
vie principali di Sant’Angelo in Lizzola e Montecchio. Mappe dettagliate sono disponibili
presso gli Uffici Comunali.
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Comune di
Montelabbate
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Chiesa di Maria Santissima della Misericordia
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Chiesa della Madonna dell’Arena
Comune di
Montelabbate
fiume Foglia
To preserve legibility, the maps in this volume record only the most important streets of
Sant’Angelo in Lizzola and Montecchio. Detailed town maps can be obtained from the
town hall offices.
Corso XXI Gennaio, l’opera
di Pino Mascia L’età dei
desideri (2008); sotto, la
Chiesa dell’Assunta
Corso XXI Gennaio, L’età
dei desideri (The Age of
Desires) by Pino Mascia
(2008); below, the church
of the Assunta
Rising on a site populated since
600-500 B.C., the castle of Montecchio (Monticuli) is first recorded in a
document dating June 1069. Taken
from the signoria of count Bandi (or
Bandoni) from Romagna and given
to the house of Malatesta in 1299,
since 1389 Montecchio belongs to
the territory of Sant’Angelo in Lizzola, whose fate it shares across the
centuries. Starting from the 1400s,
though, the castle and town on the
hill, weakened by the continuous
border disputes between Pesaro and Rimini and,later, by those
between Guelphs and Ghibellines,
increasingly lose their importance
in favor of the villa that, conversely,
develops incessantly thanks to the
roads that run through it towards
Montefeltro and Romagna.
WWII left a deep scar on Montecchio: on the evening of 21st
January 1944, the blast of a
gunpowder magazine almost annihilated the town causing, according to historians and witnesses,
over thirty dead and a hundred
52
wounded (still today, the count
of deaths is undetermined; top of
next page, War Memorial, by Luigi
Magi). The few surviving buildings
were subsequently torn down by
German troops during the summer
of 1944 to facilitate military operations; it was in fact on the hill
between Montecchio and Tavullia,
the Monte Marrone (bottom of
next page), that at the end of August, 1944 the Allied fought the
decisive battle to break the Gothic
Line. Testifying those events to this
day is the Canadian War Cemetery
on the outskirts of Montelabbate,
while remains of German bunkers
are still to be found in the foundations of many buildings.
S
ituato in una zona popolata sin
dal V-VI secolo a. C., il castello di Montecchio (Monticuli) è citato per la prima volta in un documento del giugno 1069. Sottratto
alla signoria dei romagnoli conti
Bandi (o Bandoni) e dato ai Malatesta nel 1299, dal 1389 Montecchio è parte del territorio comunale di Sant’Angelo in Lizzola, del
quale segue le vicende; sin dal XIV secolo, però, la fortificazione
e l’abitato sulla collina, indeboliti dalle lotte di confine tra Pesaro
e Rimini e, successivamente, dalle contese tra Guelfi e Ghibellini,
perdono di importanza in favore della villa, che conosce invece uno
sviluppo ininterrotto, favorito dalle strade che attraversano il borgo,
dirette verso il Montefeltro e la Romagna.
La II guerra mondiale lasciò un profondo segno su Montecchio:
la sera del 21 gennaio 1944 lo scoppio di un deposito di esplosivi
distrusse quasi completamente il paese, causando secondo storici e
testimoni oltre trenta morti e un centinaio di feriti (a tutt’oggi il numero delle vittime non è stato precisamente accertato; sopra, il Monumento ai Caduti, opera di Luigi Magi). I pochi edifici superstiti
furono rasi al suolo dalle truppe tedesche durante l’estate del 1944,
per facilitare le operazioni belliche: proprio sulla collina tra Montecchio e Tavullia, il Monte Marrone (sotto), si combatté infatti
alla fine di agosto una delle battaglie decisive per lo sfondamento
della Linea gotica da parte degli
alleati. Testimonianza di quegli
avvenimenti è il cimitero di guerra
canadese di Montelabbate, che si
incontra appena fuori dall’abitato,
mentre i resti di numerosi bunker
si possono rintracciare sotto le abitazioni.
53
Via Borgo Montecchio (oggi corso XXI Gennaio) in due cartoline degli anni Venti del ‘900
Via Borgo Montecchio (now corso XXI Gennaio) in two postcards from the 1920s
Very few iconographic testimonies
remain on Montecchio’s past: there
are no graphical records, for instance, of the Church of San Michele
(Saint Michael), recorded since
1213 and rising at the beginning
of the street with the same name,
where today is a newsstand; it had
survived the gunpowder magazine
blast only to be demolished by German troops together with the entire borough of San Michele, better
known as Le grotte (the caves).
Also few are the images depicting
the old church of Santa Maria Assunta: recorded since the 1300s, it
had been renovated several times,
before being destroyed in the 1944
blast (next page, left, in a drawing
by Giovanni Gabucci, 1924). The
current church of Santa Maria
Assunta was consecrated in 1955:
it hosts several paintings, including
one Annunciazione originally belonging to the church of San Pietro in
Rosis (St. Peter at the roses) of Ginestreto, and the Madonna assunta
54
in cielo by Ciro Pavisa (1890-1972),
a native from nearby Mombaroccio.
The stained-glass windows of the
apse (1985) represent: two biblical episodes (the sacrifice of Isaac
and the Passage of the Red Sea),
an allegory of human work, and the
blast of Montecchio. Still visible to
this day are two small churches in
the fields between Montecchio and
Montelabbate, in a site called l’Arena: the Chiesa dell’Immacolata
Concezione di Maria Santissima,
San Giacomo e San Francesco
(Church of Holy Mary’s Immaculate
Conception, Saint James and Saint
Francis; top right, next page), better
known as Madonna dell’Arena and
unfortunately only open a few days
a year, and, a little farther on, the
church of Maria Santissima della
Misericordia (bottom right, next
page). The former was built in 1711
for the ever-growing countryside
population, while the latter, still a
private chapel, belonged to the Barbanti Family.
S
carsi i documenti iconografici riguardanti il passato di Montecchio: non risultano
immagini, per esempio, della chiesa di San
Michele, documentata fin dal 1213 e situata
al principio dell’omonima via (oggi al suo
posto c’è una rivendita di giornali); scampata allo scoppio della polveriera fu minata dai
tedeschi, come tutto l’abitato del borgo San
Michele, conosciuto come Le grotte.
Poche anche le immagini della vecchia
chiesa di Santa Maria Assunta: documentata dalla fine del XIII secolo, fu ristrutturata
diverse volte, prima di scomparire definitivamente nell’esplosione del 1944 (a sinistra, in un disegno di Giovanni Gabucci,
1924). L’attuale chiesa di Santa Maria Assunta fu consacrata nel
1955: all’interno sono conservate alcune tele tra cui un’Annunciazione proveniente dalla chiesa di San Pietro in Rosis di Ginestreto
e la Madonna assunta in cielo di Ciro Pavisa (1890-1972), originario del vicino paese di Mombaroccio. Le vetrate dell’abside (1985)
rappresentano due episodi biblici (il sacrificio di Abramo e Isacco
e il passaggio del Mar Rosso), un’allegoria del Lavoro umano e lo
scoppio di Montecchio.
Ancora visibili sono invece le due chiesette che si trovano nella
campagna tra Montecchio e Montelabbate, nella zona detta l’Arena: la chiesa dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima,
San Giacomo e San Francesco (a destra, in alto), officiata solo
in pochi giorni dell’anno e più nota come Madonna dell’Arena e
quella, situata poco più avanti, di Maria
Santissima della Misericordia (in basso). Se la prima fu costruita nel 1711 per
venire incontro alle esigenze dei sempre
più numerosi abitanti della campagna, la
seconda, tuttora di proprietà privata, apparteneva invece alla famiglia Barbanti.
55
THE SURROUNDINGS
Ginestreto (Pesaro), the Pieve vecchia (old church)
According to some sources, the Pieve di San Pietro (church of
Saint Peter), better known as the Pieve vecchia or old church was
built in the 7th-8th century A.D., and is without doubt one of the
oldest churches in the Pesaro area. Within its Romanic style, it
keeps a fresco cycle which can be dated between the late 1400s
and the early 1500s. The frescos portray the saints that in popular tradition vouched for the
protection to the countryside; among them Rocco and Sebastiano (Rocco and Sebastian),
protectors from plague and Saint Anthony the Great or the Abbot, protector of livestock and
farm animals against diseases and misfortune. Of particular interest is the fresco on the apse’s arch, a Madonna della Misericordia (Madonna of mercy) attributed to Giovanni Antonio
da Pesaro. (Distance from the main town of Sant’Angelo in Lizzola: about 3km; visible from
the outside, open for the observances of All Saints’ Day, 1 November and All Souls’ Day, November 2, or by appointment; info: Parish of San Pietro in Rosis, Ginestreto, 0721 482353)
Monteciccardo, il Conventino (the little Convent)
Built from 1520 thanks to a legacy by Bernardino Fabbri, a traveler
to whom the Frati Serviti di Maria offered shelter in a stormy night,
the complex of the Convent of the Padri Serviti, better known as
the Conventino or “little convent” reached its current stage of development by the late 1700s. In 1861, right after the Unification of
Italy, it was repossessioned by the Municipality, who used it for housing, schooling and, after WWII, as a temporary town hall, after the town had been
destroyed by carpet-bombing. The structure underwent complete renovation and was
inaugurated again in 1988: since then the Conventino is dedicated to cultural events,
mainly contemporary art exhibitions. (Distance from the main town of Sant’Angelo in
Lizzola: about 4km; open on appointment or during exhibitions: 0721 910586; comune.
[email protected])
Apsella di Montelabbate, San Thomas Abbey
The Abbey owes its fame to having given shelter, amongst others, to Pope Clement II
who died here of malaria on October 9th 1047 and, in 1137, to Holy Roman Emperor
Lothair III, descended from Germany to Italy to defend Christianity. The Abbey of
Saint Thomas in Foglia was erected around 980 A.D. on the ruins of a previously
existing roman temple. The Abbey originally comprised the monastery with its cloister, the cemetery and the homes and workshops
of its servants; what is left today is the three-nave romanic church,
whose structure has been restored thanks to the efforts of the parish priest don Zenaldo Del Vecchio. (Distance from the main town
of Sant’Angelo in Lizzola: about 5km; info: parish of San Tommaso
in Foglia, 0721 490706)
56
I DINTORNI
Ginestreto (Pesaro), la Pieve vecchia
Edificata secondo alcune fonti nel VII-VIII secolo, la Pieve di
San Pietro, conosciuta come la Pieve vecchia, è senz’altro
una delle prime chiese del pesarese. Di stile romanico, conserva un ciclo di affreschi databile tra la fine del XV e l’inizio
del XVI secolo, il cui soggetto principale sono i santi cui la
tradizione popolare affidava la protezione delle campagne,
come Rocco e Sebastiano, che proteggevano dalla peste, o
Sant’Antonio abate, che preservava il bestiame da malattie e
disgrazie. Particolarmente interessante l’affresco situato sull’arco dell’abside, una
Madonna della misericordia attribuita a Giovanni Antonio da Pesaro. (Distanza da
Sant’Angelo in Lizzola capoluogo: 3 km circa; visibile dall’esterno, viene aperta
in occasione della solennità di tutti i Santi e dei Defunti o su appuntamento; info:
parrocchia di San Pietro in Rosis, Ginestreto, 0721 482353)
Monteciccardo, il Conventino
Monteciccardo
Costruito a partire dal 1520 grazie a un lascito di Bernardino Fabbri,
viandante cui i frati Serviti di Maria offrirono riparo in una notte di
tempesta, il complesso del Convento dei Padri Serviti di Monteciccardo, meglio noto come il Conventino, raggiunse l’assetto
definitivo sul finire del Settecento. Nel 1861, dopo l’Unità d’Italia,
divenne proprietà del Comune, che ne utilizzò i locali come abitazioni, scuola e, nel dopoguerra, anche come sede provvisoria del
Municipio, distrutto insieme con il paese dai bombardamenti. Dopo i lavori di restauro, la
struttura è stata riaperta nel 1988: da allora il Conventino ospita eventi culturali prevalentemente legati all’arte contemporanea. (Distanza da Sant’Angelo in Lizzola capoluogo: 4
km circa; visitabile durante i periodi di svolgimento di mostre e manifestazioni culturali
oppure su appuntamento: 0721 910586; [email protected])
Apsella di Montelabbate, l’Abbadia di San Tommaso
Passata alla storia per aver accolto tra gli altri papa Clemente II, che qui morì il 9
ottobre 1047 colpito dalla malaria e, nel 1137, l’imperatore Lotario sceso in Italia a
difendere la cristianità, l’Abbadia di San Tommaso in Foglia sorse intorno al 980
sui resti di un tempio di epoca romana. In origine parte di un complesso formato dal
monastero con il chiostro, il cimitero, le case e gli opifici
dei famigli, dell’Abbadia resta oggi la chiesa romanica a
tre navate, la cui struttura è stata recuperata dopo un
lungo abbandono grazie alle cure del parroco don Zenaldo Del Vecchio. (Distanza da Sant’Angelo in Lizzola
capoluogo: 5 km circa; info: parrocchia di San Tommaso
in Foglia, 0721 490706)
57
GUIDA PRATICA
PRACTICAL GUIDE
_Le informazioni contenute in questo volume sono aggiornate al 31 ottobre
2008. Orari e modalità di apertura di chiese, monumenti e biblioteche possono
variare: è consigliabile verificare rivolgendosi ai recapiti indicati.
Ricordiamo che gli uffici e negozi sono generalmente chiusi nei giorni delle feste
patronali. Ci scusiamo in anticipo per eventuali inconvenienti.
The information presented in this volume is current as of 31 October, 2008. Opening times and reservation procedures for churhces, monuments and libraries
can vary. We suggest to verify in advance by getting in contact with the numbers
listed. Offices and shops are generally closed on patron saint festivals.
We apologise for any inconvenience.
IL COMUNE DI SANT’ANGELO IN LIZZOLA - THE MUNICIPALITY OF SANT’ANGELO IN LIZZOLA
MUNICIPIO TOWN HALL
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Palazzo Mamiani, piazza IV Novembre 4
61020 Sant’Angelo in Lizzola (PU)
0721 489711
[email protected]
www.comune.santangeloinlizzola.pu.it
SERVIZIO TURISMO
TOURIST SERVICES
Palazzo Mamiani, piazza IV Novembre 4
MONTECCHIO
DELEGAZIONE - SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI
DELEGATION - SOCIO-EDUCATIONAL SERVICES
via Pio La Torre 15/E
0721 4897400
DELEGAZIONE - SERVIZI DEMOGRAFICI
DELEGATION - DEMOGRAPHIC SERVICES
via Pio La Torre
0721 4897300
Il Comune di Sant’Angelo in Lizzola, insieme con i Comuni di Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate e Tavullia, è
tra i fondatori dell’Unione dei Comuni
Pian del Bruscolo, nata nel 2003 per
condividere e coordinare alcuni aspetti
dell’amministrazione del territorio, tra
i quali le politiche e gli interventi per lo
sviluppo economico, le politiche urbanistiche e agricole, i servizi scolastici e
bibliotecari, la Polizia Municipale.
The Municipality of Sant’Angelo in
Lizzola, together with those of Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate and
Tavullia, is a founder of the Municipal
Union of Pian del Bruscolo, established
in 2003 to coordinate and harmonise
some parts of local administration,
including policies and interventions to
foster economic development, city and
rural planning, education and library
services, and local Police.
UNIONE PIAN DEL BRUSCOLO
via Nazionale 2
61022 Bottega di Colbordolo
0721 499077
www.unionepiandelbruscolo.pu.it
SOS
- CARABINIERI - PRONTO INTERVENTO EMERGENCY 112
Montecchio via Gen. C. A. Dalla Chiesa 25 - 0721 498881
- POLIZIA MUNICIPALE TOWN POLICE (UNIONE PIAN DEL BRUSCOLO)
via Nazionale 2 - Bottega di Colbordolo 0721 472387
- PRONTO SOCCORSO AMBULANZA - AMBULANCE 118
- GUARDIA MEDICA NOTTURNA E FESTIVA MEDICAL EMERGENCY
Montecchio - via Pio La Torre 36 - 0721 424828
- VIGILI DEL FUOCO FIRE SQUAD - 115
Comando Provinciale Pesaro e Urbino - Pesaro
Strada Statale Adriatica 92 - 0721 40881
59
ARRIVARE, MUOVERSI - GETTING HERE, MOVING AROUND
Il mezzo migliore per visitare Sant’Angelo
e i suoi dintorni è l’auto, che consente
di muoversi con facilità tra i borghi delle
colline; il paese è comunque servito giornalmente da diverse corse di autobus,
che collegano Sant’Angelo e Montecchio
a Pesaro.
Driving is the best means to visit
Sant’Angelo and its surroundings; you
will be able to move swiftly along the
hills and their hamlets; Sant’Angelo is
also served by daily bus runs to and
from Montecchio and Pesaro.
IN AUTO
Autostrada A14, uscita Pesaro.
All’uscita del casello seguire le indicazioni per Urbino; dopo Montecchio,
appena superato il ponte sul fiume
Foglia, prendere a sinistra e seguire
le indicazioni per Apsella-Sant’Angelo
in Lizzola.
BY CAR
Highway A14, Pesaro exit. At the exit,
follow directions to Urbino; once past
Montecchio, just across the bridge
over the Foglia river, take to the left
and follow the signs towards ApsellaSant’Angelo in Lizzola.
IN TRENO
Stazione di Pesaro, quindi autobus per
Sant’Angelo in Lizzola.
BY TRAIN
Get off at Pesaro railway station, then
take a bus to Sant’Angelo in Lizzola.
TRASPORTI PUBBLICI
Adriabus: n. verde 800 664332
www.adriabus.eu
PUBLIC TRANSPORT
Adriabus: 800 664332 (toll free)
www.adriabus.eu
AEROPORTI PIÙ VICINI
Aeroporto “Federico Fellini” di Rimini
Miramare (25 km a nord di Pesaro)
0541 715711 - www.riminiairport.com
CLOSEST AIRPORTS
Rimini, “Federico Fellini” Airport (RMI),
25km North of Pesaro
0541 715711 - www.riminiairport.com
Aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara Marittima (45 km a sud di Pesaro)
biglietteria: 071 28271
www.aeroportomarche.com
Falconara “Raffaello Sanzio” Airport
(AOI), 45km South of Pesaro
ticket office: 071 28271
www.aeroportomarche.com
60
INFO TURISTICHE - TOURIST INFO
MANGIARE, DORMIRE - EATING, SLEEPING
In questa sezione sono segnalate
le strutture ricettive e i ristoranti
presenti nel comune di Sant’Angelo
in Lizzola.
Maggiori informazioni riguardanti
l’ospitalità possono essere richieste
al Comune di Sant’Angelo in Lizzola,
all’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo o all’Assessorato al Turismo
della Provincia di Pesaro e Urbino,
che attraverso il Sistema Turistico
Locale di cui Sant’Angelo fa parte,
propone un’offerta turistica integrata,
coordinando le diverse strutture
esistenti sul territorio.
800 563800 (numero verde)
www.turismo.pesarourbino.it.
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
La vecchia fonte
via D. Alighieri 16/18; 0721 910263
This section lists the restaurants and
hospitality structures in Sant’Angelo
in Lizzola and Montecchio.
More information can be obtained
from the Town Hall of Sant’Angelo in
Lizzola, from the Unione dei Comuni
(Municipal Union) and the Tourist
Office of the Province of Pesaro and
Urbino which, through the Local
Tourist Office to which Sant’Angelo
belongs, provides the integration of
tourist resources by coordinating the
many structures in its territory.
Toll free: 800 563800
www.turismo.pesarourbino.it
La villa - Agriturismo
str. della Villa 1/A; 0721 910336
SANT’ANGELO IN LIZZOLA - MONTECCHIO
Bravo Pizza
via P. La Torre 11; 0721 491977
Gusto Café
via Roma 1; 0721 490005
Il Buongustaio
via Roma n.157; 0721 497745
Il Tamerice - B&B e ristorazione
via Belvedere 56; 0721 499100
L’Oasi del Ristoro
via Umbria 8; 0721 491927
Ristorante - Pizzeria Rosmary
via Montefeltro 12; 0721 497072
Villa Borghese
via San Michele 1; 0721 497049
Voglia Matta
via Roma 71; 0721 490060
61
SANT’ANGELO IN LIZZOLA, COLOURS AND TASTES
Ancient guides of Sant’Angelo mention, as excellent products of these hills,
figs so delicious as to earn a mention by Balbo, Castiglione and Tasso (Giuliano Vanzolini, 1883); a basket of dried figs is also mentioned among the gifts
required by Francesco Maria della Rovere to Giulio Cesare Mamiani.
Also worthy of note, besides figs, are locally grown peaches, very common in the whole area, as well as apricots, plums and cherries. Roaming
along the countriside roads it’s very common to come upon makeshift shops
where local farmers sell their season’s produce, the very same you can find
in local street markets. Cheese-makers, especially from sheep milk are quite common; do not miss local pecorinos (sheep cheese), often matured in
a pit (fossa) or wrapped in vine leaves following the tradition of Marche
and Emilia; also very worthy of a note (of necessity a partial one, due to
their huge variety) are the local cold cuts (salumi), from ham to salami and
sausage (fresh or dried, or matured), to porchetta (a skewer-roasted whole
piglet, seasoned with generous helpings of black pepper, garlic and wild fennel), unfailing in restaurants and carnivals, rigorously to be consumed with
piadina, here also available in a puff-pastry version. Last, but definitely not
least, wine and olive oil: prince among local grapes is Sangiovese, which
gives the Colli Pesaresi DOC red, a perfect companion to pecorino di fossa
(pit-matured sheep cheese); the most common olive varieties are Raggiola
and Leccino that, besides giving wonderful oil, are also marinated with salt,
fennel, garlic and citrus peels.
The countryside around Sant’Angelo in Lizzola is home to several olive-mills, where the remarkable local oil production can be tasted and, of course,
bought. For an up-to-date list of oil producers, please refer to the town hall of
Sant’Angelo in Lizzola or to Pian del Bruscolo Municipal Union offices.
SANT’ANGELO IN LIZZOLA, COLORI E SAPORI
Già le più antiche guide di Sant’Angelo
citano, tra i prodotti di eccellenza di queste colline, fichi di tal bontà che meritarono d’esser ricordati dal Bembo, dal Castiglione e dal Tasso (Giuliano Vanzolini,
1883), e un mazzo di fichi secchi figurava
anche tra i doni richiesti da Francesco
Maria della Rovere a Giulio Cesare Mamiani.
Da segnalare oltre ai fichi anche la produzione di pesche, diffuse
un po’ ovunque in zona, insieme con albicocche, susine e ciliegie:
percorrendo le strade dei dintorni è facile imbattersi in banchetti
improvvisati nei quali gli agricoltori propongono frutta e verdura di
stagione, che si possono acquistare anche nei mercati locali. Numerosi i produttori di formaggio, soprattutto di latte ovino: da non
perdere i pecorini, spesso fatti stagionare in fossa, avvolti in foglie
di noce secondo la tradizione marchigiano-romagnola; meritano poi
almeno un cenno i salumi, dal prosciutto al salame alla salsiccia
(secca, ossia stagionata, o fresca), fino alla porchetta (maiale cotto
allo spiedo con generose quantità di pepe, aglio e finocchio selvatico), immancabili sulle tavole dei ristoranti e nelle feste di paese,
naturalmente in coppia con la piadina, presente anche nella versione sfogliata. Infine, il vino e l’olio di oliva: tra i vitigni spicca il
Sangiovese, dal quale si ottiene il rosso DOC Colli Pesaresi, perfetto
in abbinamento con il formaggio di fossa, mentre le varietà di olive
più diffuse sono la Raggiola e il Leccino, che secondo una ricetta
tradizionale di questo territorio sono preparate in salamoia, marinate sotto sale insieme con finocchio selvatico, aglio e bucce di
arancio o di limone.
Il territorio intorno a Sant’Angelo in
Lizzola ospita diversi frantoi, nei quali
è possibile degustare e acquistare l’olio
locale: per un elenco aggiornato dei
produttori ci si può rivolgere agli uffici
comunali oppure a quelli dell’Unione dei
Comuni Pian del Bruscolo.
63
CULTURA - CULTURE
Iniziative ed eventi culturali sono organizzati dall’Amministrazione Comunale e
dalle Associazioni presenti sul territorio.
Per conoscere le manifestazioni in
programma è consigliabile rivolgersi al
Comune (0721 489711) o alle sedi
locali della Biblioteca Pian del Bruscolo
(pagina seguente). Tra le manifestazioni
più seguite vi sono la rievocazione in
costume Alla corte dei Mamiani, che
ogni estate ricrea l’atmosfera della
Sant’Angelo di fine Cinquecento (sotto)
e la Sagra della Polenta, che in autunno
ripropone a Montecchio sapori e tradizioni delle campagne.
The municipality of Sant’Angelo in
Lizzola and the many local clubs and
societies organise a host of cultural
events and festivals. For an event agenda, please refer to the Town Hall
(0721 489711) or the various offices
of the Biblioteca Pian del Bruscolo (next
page). Among the most remarkable
events we note: the historical reconstruction At the Court of the Mamianis,
that at the end of every summer
recreates the atmosphere of late 1500s
Sant’Angelo (below) and the Sagra della
Polenta (Maize Pudding Festival) that in
the Fall brings to Montecchio the gourmet tradition of the countryside.
64
Associazione “Giovanni Branca”
Sant’Angelo in Lizzola
0721 910195
[email protected]
www.cortedeimamiani.com
Pro Loco di Montecchio
Montecchio
recapito: via Roma 125
[email protected]
FESTE PATRONALI - PATRON SAINT FESTIVALS
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
San Michele - 29 settembre
Saint Michael - 29th September
MONTECCHIO
SS.Crocifisso - 2 ottobre
Holy Cross - 2nd October
SANT’ANGELO, LA STORIA SUL WEB
SANT’ANGELO, HISTORY ON THE WEB
www.memotecapiandelbruscolo.
pu.it il sito della Memoteca Pian del
Bruscolo, che raccoglie memorie e
testimonianze iconografiche sulla
storia recente dei Comuni dell’Unione
Pian del Bruscolo
www.montecchioracconta.pu.it
storie e memorie della frazione di
Montecchio (attivo dal 2009)
www.memotecapiandelbruscolo.
pu.it, the Memotheque Pian del Bruscolo website, collecting memories
and iconographic testimonials of the
recent history of the towns comprising the Pian del Bruscolo Municipal
Union
www.montecchioracconta.pu.it,
histories and memories of Montecchio (opening 2009)
BIBLIOTECHE - LIBRARIES
CHIESE, MONUMENTI - CHURCHES, MONUMENTS
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Biblioteca Comunale di
Monteciccardo-Sant’Angelo in Lizzola
via Boccalaro; 0721 4897220
[email protected]
lun, sab mon, sat 8.30 - 12.30
gio thu 15.00 - 19.00
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
PALAZZO MAMIANI - MUNICIPIO
visite durante l’orario di apertura degli
uffici comunali visitors allowed during
town hall working hours
piazza IV Novembre; 0721 489711
www.comune.santangeloinlizzola.pu.it
COLLEGIATA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Parrocchia di San Michele Arcangelo
piazza IV Novembre; 0721 910456
CHIESA DI SANT’EGIDIO
visite su appuntamento
visits by appointment only
via Roma 32 - 0721 910500
MONTECCHIO
Biblioteca Comunale “Ferruccio Parri”
piazza dei Quartieri 1; 0721 498961
[email protected]
da lun a ven mon-fri 15.00 - 19.00
mar, merc, ven, sab tue, wed, fri, sat
9.00 - 12.00
CHIESA DELLA MADONNA DEL MONTE
via Montecalvello (Cimitero)
info: Parrocchia di San Michele Arcangelo
MONTECCHIO
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
piazza Papa Giovanni XXIII; 0721 497158
GINESTRETO
PIEVE DI SAN PIETRO (PIEVE VECCHIA)
info: parrocchia di San Pietro in Rosis,
Ginestreto; 0721 482353
MONTECICCARDO
CONVENTO DEI PADRI SERVITI DI MARIA (CONVENTINO)
info: Comune di Monteciccardo
0721 910586
[email protected]
APSELLA DI MONTELABBATE
ABBADIA DI SAN TOMMASO IN FOGLIA
info: parrocchia di San Tommaso in Foglia;
0721 490706
65
TEMPO LIBERO E SPORT - SPORTS AND LEISURE
Il Comune di Sant’Angelo in Lizzola
dispone di diverse strutture sportive,
gestite da Associazioni del territorio.
Gli orari e le modalità di utilizzo variano a seconda degli impianti: per
informazioni è consigliabile rivolgersi
agli uffici comunali (0721 489711).
Tra gli impianti comunali si segnala il
PalaDionigi (a destra, l’interno), palazzetto dello Sport intitolato al sindaco Paolo Dionigi, prematuramente
scomparso nel 1993. Il PalaDionigi
ospita da qualche anno la Scavolini
Volley, squadra di pallavolo femminile campione d’Italia 2008.
The town of Sant’Angelo in Lizzola
hosts a number of sports facilities,
managed by local sports societies.
Opening times and availability vary
from one facility to the other: information can be obtained from town
hall offices (0721 489711).
Remarkable, among the many town
facilities, is the PalaDionigi (right,
the inside), an indoor sports arena
dedicated to Mayor Paolo Dionigi,
prematurely deceased in 1993.
Over the last years, PalaDionigi has
been hosting the Scavolini Volley
team, the 2008 italian women volleyball champion.
66
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Campo da calcio e palestra
Stadium and Gym
via Risorgimento 11
MONTECCHIO
Palazzetto dello sport “PalaDionigi”
Campi da tennis e calcetto
PalaDionigi indoor sports arena
Soccer fields and tennis courts
piazzale Falcone e Borsellino 1
Campo da calcio “G. Spadoni”
“G.Spadoni” Soccer Field
via Mazzini 51
Palestra Gym - via Pio La Torre s.n.
PIAN DEL BRUSCOLO
Piscina Intercomunale
Community Pool
Unione Pian del Bruscolo
via Pian Mauro 33/b; 0721 472530
UFFICI POSTALI - POST OFFICES
FARMACIE - CHEMISTS
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
piazza Perticari 1; 0721 910166
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Farmacia Ravagli
via Roma 5 0721 910127
MONTECCHIO
viale Roma 65-67; 0721 498958
BANCHE - BANKS
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Banca Popolare dell’Adriatico
via Roma 24; 0721 910146
MONTECCHIO
Banca Popolare dell’Adriatico
corso XXI Gennaio 82; 0721 497517
Banca delle Marche
via Pio La Torre 11; 0721 498648
Banca di Credito Cooperativo di
Gradara
via Roma 34; 0721 491019
Banca di Pesaro Credito Cooperativo
Strada Montefeltro 21; 0721 472170
Banca Popolare Valconca
via Roma 44/46 - 0721 498314
Banca Toscana
via Roma 35 - 0721 498788
(le banche sopra indicate dispongono
tutte di uno sportello Bancomat)
(all the banks listed above have an
ATM)
MONTECCHIO
Farmacia Marotti
piazza Pio La Torre 11 0721 497067
MERCATI SETTIMANALI - STREET MARKETS
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
Il mercato settimanale si tiene tutti i
LUNEDÌ MATTINA, nelle vie del borgo: una
quindicina di bancarelle propongono
prodotti alimentari, casalinghi e abbigliamento.
MONTECCHIO
Il mercato di Montecchio, uno dei più
grandi della zona, ha luogo tutti i GIOVEDÌ
MATTINA, in piazzale Falcone e Borsellino
(a fianco del PalaDionigi), con circa
cento bancarelle a rappresentare tutti i
settori merceologici.
SANT’ANGELO IN LIZZOLA
The weekly street market is on MONDAY
MORNINGS, along the streets of town;
about two dozen stands offer foods,
household goods and clothing.
MONTECCHIO
The street market of Montecchio is
one of the largest in the territory. It
takes place on THURSDAY MORNINGS, in
the Falcone e Borsellino Square (next
to PalaDionigi), with about a hundred
stands with all sorts of goods.
67
SI RINGRAZIANO THANKS
_Don Igino Corsini, Archivio Diocesano di Pesaro
_Don Enrico Giorgini, Parrocchia San Michele Arcangelo, Sant’Angelo in Lizzola
_Don Zenaldo Del Vecchio, Parrocchia di San Tommaso in Foglia, Apsella di Montelabbate
_Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pesaro e Urbino
_Associazione “Giovanni Branca”, Sant’Angelo in Lizzola
_I dipendenti del Comune di Sant’Angelo in Lizzola
_Agostino Alessandroni, Pesaro
_Giancarlo Cacciaguerra Perticari, Sant’Angelo in Lizzola
_Gabriele Giorgi, Monteciccardo
_Simona Ortolani, Pesaro
_Fabio Pradarelli, Pesaro
_Simone Ridolfi, Pesaro
CREDITI FOTOGRAFICI PHOTO CREDITS
_Archivio Diocesano di Pesaro, Fondo Giovanni Gabucci - pagine 8, 15, 20, 33, 34 (in
bianco e nero), 35, 36, 48 (in bianco e nero), 54, 55 (in bianco e nero)
_Archivio Parrocchia San Michele Arcangelo, Sant’Angelo in Lizzola - 28
_Archivio Comunale di Sant’Angelo in Lizzola - 9 (sfondo), 14, 49 (sfondo)
_Agostino Alessandroni, Associazione “Giovanni Branca”, Sant’Angelo in Lizzola - 8, 64
_Gabriele Giorgi, Monteciccardo - 6, 8, 10, 32, 40, 43 (in alto a destra), 46, 53 (in
alto a destra), 61
_Cristina Ortolani, Pesaro - 7, 8, 13, 15, 17-19, 21, 24-27, 29, 30, 31, 32 (in alto), 33,
34, 37, 39, 41-44, 47, 48, 52, 53, 55, 56, 57, 58, 61, 62, 63 (in basso a destra), 65
(in alto), 66, 68
_Fabio Pradarelli, Pesaro - 45
_il disegno di Francesco Mingucci (pagina 11) è tratto da Città e castella (1626).
Tempere di Francesco Mingucci Pesarese, Torino 1991
_i disegni di Romolo Liverani (pagine 12, 38, 45) sono tratti da L’Isauro e la Foglia:
Pesaro e i suoi castelli nei disegni di Romolo Liverani, Pesaro 1986
_il ritratto di Terenzio Mamiani (pagina 18) è tratto da http://notes9.senato.it/Web/senregno.NSF/2a9c00aad2bca710c125711400599e36/
92a6d2024e8694f24125646f005cfcbf?OpenDocument (consultato il 25 novembre 2008)
_ il ritratto di Francesco Maria II di Federico Barocci (pagina 20) è tratto da http://
commons.wikimedia.org/wiki/Image:Francesco_II_della_Rovere.jpg (consultato il 15
settembre 2008)
_il ritratto di Giulio Perticari (pagina 21) è tratto da G. I. Montanari, Biografia di Giulio
Perticari, Roma 1836
_il ritratto di Costanza Monti (pagina 21) è tratto da www.comune.fe.it/biblio/monti
(consultato il 25 ottobre 2008)
_in copertina: immagini di Gabriele Giorgi e Cristina Ortolani
69
FONTI SOURCES
Manoscritti, fonti a stampa e siti internet consultati per la stesura del volume
Manuscripts, books and websites that have been consulted in the preparation of the volume
_G. I. Montanari, Biografia di Giulio Perticari, Roma 1836
_Opuscolo per le nozze di Vittoria Perticari e Giovanni Ricci Bartoloni, Pesaro 1854
_Giuliano Vanzolini, Guida di Pesaro, Pesaro 1883
_Luigi Michelini Tocci, Castelli pesaresi sulla riva destra del Foglia, Pesaro 1973
_L’Isauro e la Foglia: Pesaro e i suoi castelli nei disegni di Romolo Liverani, Pesaro 1986
_Dante Trebbi, Pesaro, storia dei sobborghi e dei castelli, vol II, Pesaro 1989
_Città e castella (1626). Tempere di Francesco Mingucci Pesarese, Torino 1991
_Peris Persi - Elena Dai Prà, Ville e villeggiature sui colli pesaresi a sud del Foglia, Fano
1994
_Luciano Tomassini, Sant’Angelo in Lizzola - la storia, i personaggi, Roma 1996
_Grazia Calegari, Sensualità e classicismo bolognese nella pittura di Giovanni Venanzi, in
IncontriBanca - periodico della Banca Popolare dell’Adriatico, ottobre 1996
_Orlando Bartolucci, Montecchio - un paese, un popolo, una storia, RSM 1999
_Zenaldo Del Vecchio, L’abbadia di San Tommaso e la valle del Foglia tra reperti e storia,
Urbania 2002
_21 gennaio 1944: lo scoppio di Montecchio, a cura di Luca Gorgolini e Gianluca Rossini,
Comune di Sant’Angelo in Lizzola e Provincia di Pesaro e Urbino 2004
_Sant’Angelo in Lizzola, storia di un antico borgo, Comune di Sant’Angelo in Lizzola 1984;
riedizione a cura di Giancarla Boschi, 2005
_La visita pastorale del cardinale Gennaro Antonio De Simone alla diocesi di Pesaro, a
cura di Guido F. Allegretti, Urbania 2007
_Grazia Calegari, Madonna col Bambino e Santi di Giovan Giacomo Pandolfi, testo inserito
nel pieghevole d’invito alla presentazione del dipinto, 14 giugno 2008
_Registri dei Consigli della Comunità, delle Delibere Consigliari e delle Delibere di Giunta
dal 1750 al 1957, Archivio comunale di Sant’Angelo in Lizzola
_Giovanni Gabucci, A casa nostra, appunti per la conferenza tenuta presso il cinema “Giovanni Branca” di Sant’Angelo in Lizzola nel marzo 1948; manoscritto inedito, Archivio
parrocchia di San Michele Arcangelo, S. Angelo in Lizzola
_La Provincia di Pesaro e Urbino linee di storia. Una breve storia della Provincia di Pesaro e Urbino adattamento ipertestuale di un testo di Riccardo Paolo Uguccioni da www.
provincia.ps.it/oldcultura/storiaprovincia/storia.htm, consultato il 20 ottobre 2008, alle ore
17.30
_www.arcidiocesipesaro.it, consultato il 20 ottobre 2008, alle ore 15.30
_Il brano di José Saramago è tratto da Viaggio in Portogallo, Torino 1999, traduzione italiana di Rita Desti
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SOMMARIO
Sant’Angelo in Lizzola pagina 7
Momenti storici 11
Sant’Angelo in Lizzola tra cronaca e storia 20
Il castello 25
Il borgo 33
Sguardi fuori le mura 41
Montecchio 47
I dintorni 57
Guida pratica 58
CONTENTS
Sant’Angelo in Lizzola page 6
Historical moments 12
Sant’Angelo in Lizzola,History and Local Events 20
The Castle 26
The Town 34
Glancing Beyond the Walls 42
Montecchio 46
The surroundings 56
Practical guide 58
finito di stampare nel mese di novembre 2008 da
printed in November, 2008 by
Magma cooperativa sociale - Pesaro
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