Enogastronomia
IL “BORETO” DA PIATTO POVERO A PIETANZA DA RE
A Grado una rassegna gastronomica dal 30 settembre al 20 novembre con la partecipazione di sette ristoranti
di Silvano Bertossi
La giornata è una di quelle di
fine settembre. La laguna di
Grado è bella in tutte le stagioni. I gabbiani sono in fila ai
bordi di una mota. I canti di
Grado mettono insieme un
mucio de stele e i nuli posai
su le onde. Il paesaggio si
fonde e si confonde con il
canto che diventa poesia.
Il Boreto di Grado è sempre
un gran boreto. A Grado,
poi, sono gelosissimi di questa ricetta, la sentono loro,
la vivono in maniera coinvolgente.
La terza edizione della rassegna enogastronomica “Boreto a la Graisàna” ha tenuto
banco per due mesi fino al 20
novembre del 2005. L’inizia-
tiva è stata presentata alla
stampa a bordo della motonave “Cristina”. E’ stato un
motivo per ritornare a percorrere le suggestive vie della laguna con i canti de “I
Mamuli” (Claudio e Gian Marchesan, Giovanni Pinatti, Mario Scaramuzza, Roberto Facchinetti, Omero Gregori) ed è
stata anche la fortunata occasione per presentare i sette ristoranti che hanno aderito: “Tre Corone” (venerdì 30
settembre), “Agli Artisti” (venerdì 7 ottobre), “Da Toni” (venerdì 14 ottobre), “Al Canevon” (venerdì 21 ottobre), “All’Androna” (venerdì 28 ottobre), “Alla Borsa” (venerdì 4
novembre) e “Da Ovidio” (venerdì 11 novembre). In tutti
questi venerdì in compagnia
del boreto, sono stati degli
interventi teatrali e musicali.
Ne hanno parlato il direttore
dell’Aiat, Paolo Bisiach, il
giornalista Antonio Boemo,
che ha curato un opuscolo,
scritto in italiano e tedesco,
con la storia del boreto, e
l’assessore all’istruzione del
comune di Grado, Carla Lenzoni. In rappresentanza dei
ristoratori hanno illustrato i
piatti presentati all’incontro
gli chef Massimo Gaddi,
Alessandro Corazza e Alan
Tarlao.
Ai turisti che hanno scelto di
trascorrere il fine settimana
nelle strutture ricettive di Grado e che hanno preso parte a
una delle cene della rassegna gastronomica “Boreto a
la Graisàna”, l’Aiat ha offerto
una visita guidata del centro
storico, ed un’altra all’oasi
faunistica della Cavanata.
Nell’opuscolo, scritto da Boemo, sono presentati i vari boreti: quello de peverasse o
Boreto de basi, Boreto de sarduni, Boreto de rombo, Boreto de ora, Boreto de gransoporo, Boreto de capelonghe,
Boreto de canoce, Boreto de
bransin.
Una delizia, una musica per il
palato. Grado, con questa iniziativa, si ripropone all’attenzione turistica salvaguardando le sue tradizioni in cucina e le sue particolarità
paesaggistiche. L’operazione è mirata ed è programmata per ...aprire il ventaglio
di proposte turistiche dell’Isola del sole.
Boreto de Pevarasse o Boreto de Basi
Ingredienti per 4 persone
1 Kg. di vongole nostrane - 4 spicchi d’aglio - 2 cucchiai di olio d’oliva pepe abbondante - 1/4 lt. acqua calda 2 cucchiai da cucina di farina.
Procedimento:
Mettere in una casseruola l’olio, la farina, l’aglio e imbrunire il tutto. Togliere l’aglio, collocare le vongole e pepare abbondantemente. Rosolare il tutto per circa 2/3 minuti e aggiungere l’acqua calda. Servire con polenta bianca.
Zutaten für 4 Personen
1 kg hlesige Venusmuscheln - 4 Knoblauchzehen - 2 Löffel Olivenöl reichllch Pfeffer - 1/4 l. warmes Wasser - 2
Esslöffel Mehl.
Zubereitung:
In einem Topf das Öl, das Mehl und den Knoblauch geben und alles kochen, bis es dunkel wird. Dann den Knoblauch entfernen und die Venusmuscheln hinzufügen und reichllch pfeffern. Ds Ganze etwa 2/3 Minuten anschmoren und das warme Wasser hinzufügen. Mit weisser Polenta servieren.
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Enogastronomia - Settegiorni in Friuli