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Manuale di
Protezione Civile
PROCEDURE
OPERATIVE
A.N.P.AS.
SICILIA
CE.S.VO.P
QUADERNI
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QUADERNI
del CE.S.VO.P.
ANPAS
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE
PUBBLICHE
ASSISTENZE
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PR
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Comitato Regionale
Sicilia
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AS. SICI
Struttura Operativa Regionale
Protezione Civile
ANPAS
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE
PUBBLICHE
ASSISTENZE
1904 - 2004
Printed in Italy
Copyright 2004
Pitti Grafica
Con il contributo
del Comitato di Gestione per il Fondo Speciale
per il Volontariato Regione Siciliana
Finanziato dalle Fondazioni:
- Compagnia di San Paolo
- Monte dei Paschi di Siena
- Cariplo
- Cassa Centrale di Risparmio V.E.
- Banco di Sicilia
Centro Servizi per il Volontariato di Palermo
Via G. Turrisi Colonna, 47 - 90141 Palermo
Quaderni Monografici a cura di Vincenzo Borruso
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A.N.P. AS.
Manuale di
Protezione Civile
PROCEDURE
OPERATIVE
A.N.P.AS.
SICILIA
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CE.S.VO.P
QUADERNI
Protezione Civile
A.N.P. AS.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PUBBLICHE ASSISTENZE
COMITATO REGIONALE SICILIA
Via Giannettino,4 - 90100 PALERMO
telefono: 091.6734941 - fax 091.6735820
E-mail: [email protected]
E-mail Centrale Operativa: [email protected]
Home page: www.anpas.it
Manuale operativo di Protezione Civile
Realizzato dal gruppo di lavoro
costituito dai rappresentanti
dei Comitati Regionali A.N.P.AS.
Prima stesura: novembre 2001
Versione 2: 24 agosto 2002
Hanno collaborato alla realizzazione
i rappresentanti dei Comitati Regionali A.N.P.AS.:
EMILIA ROMAGNA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
PIEMONTE
PUGLIA
SICILIA
SARDEGNA
TOSCANA
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SOMMARIO
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Presentazione di Ferdinando Siringo
Premessa di Emilio Pomo
Perché questo manuale?
La struttura dell’A.N.P.AS.
Struttura Nazionale di Protezione Civile
Organizzazione delle strutture
Struttura Regionale di Protezione Civile
- I dati
- Comunicazioni
- Gestione ed operatività
- Eventi per i quali la centrale ha già operato
Piano Regionale di Allertamento
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SEZIONE 1 - Istruzioni per l’uso
Da dove può giungere un allertamento?
Come è strutturata la vostra Associazione
Come è strutturata la Centrale Operativa Regionale
L’organizzazione per area funzionale
La Commissione Regionale di Protezione Civile
Come è la struttura A.N.P.AS. Protezione Civile
I codici di allertamento
Chi fa cosa, e come?
Comunicazione e allertamento - Schema Interprovinciale
Diagramma di flusso della C.O.R.
Se si riceve un allertamento con il codice Bianco, Verde,
Giallo, Rosso
La gestione delle richieste di rimborso
- Cosa fare prima
- Cosa fare durante l’attivazione
- Cosa fare durante l’emergenza
- Cosa richiedere al datore di lavoro
- Come inoltrare la documentazione prodotta
Scheda di allertamento
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SEZIONE 2 - Normativa di riferimento
Il Regolamento A.N.P.AS. Nazionale di Protezione Civile
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Il Regolamento A.N.P.AS. Regionale Sicilia di Protezione Civile
Note esplicative sui codici di allertamento
Standard minimi per l’iscrizione al sistema Protezione Civile
Standard formativo per il volontario soccorritore A.N.P.AS.
Sicilia
Protocollo formativo dei volontari soccorritori dell’A.N.P.AS.
Sicilia
Corso di formazione per Volontari al primo soccorso
- Allegato A - Primo livello
- Allegato B - Secondo livello
Legge 24 febbraio 1992, n.225 - Istituzione del Servizio
Nazionale della Protezione Civile (SNPC)
D.P.R. 8 febbraio 2001, n.194 - Regolamento recante nuova
disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile
D.L. 31 marzo 1998, n. 112 (estratto) - Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli
enti locali, in attuazione del capo I della legge 15-3-1997, n. 59
Legge Regionale n. 14 del 31-08-98 - Norme in materia di protezione civile
Circolare 2 novembre 2001, n. 1 - Regolamento regionale concernente la disciplina delle attività di volontariato di protezione civile - Attuazione dell’art. 7 della legge regionale n. 14 del
31 agosto 1998. - Note esplicative
D. D. G. n. 26 del 21 marzo 2002 - GURS n. 17/2002
SEZIONE 3 - Moduli e prospetti
ALL. 1: Comunicazione al datore di lavoro che il dipendente
è volontario di PC
ALL. 2: Comunicazione al datore di lavoro che il dipendente
parte per intervento di PC
ALL. 3 e 3bis: Attestazione di impiego del volontario presso...
ALL. 4: Lettera di accompagnamento fac-simili
ALL. 5: Richiesta di rimborso del datore di lavoro
ALL. 6: Prospetto costo a carico del datore di lavoro
ALL. 7: Decalogo del volontario sul campo
ALL. 8: La «borsa dell’emergenza»
ALL. 9: Richiesta esenzione dal pedaggio autostradale
ALL. 10: Rimborso spese alle Associazioni
Moduli fax di allertamento
Presentazione
Quando il Comitato regionale Pubbliche Assistenze, per mezzo
dell’amico Emilio Pomo, ci ha chiesto di realizzare insieme questa
pubblicazione, abbiamo colto al volo la proposta con interesse ed
entusiasmo.
Interesse perché un Centro di Servizio chiamato a fornire uno
strumento operativo al vasto mondo del volontariato di protezione
civile, è così chiamato a relazionarsi con un importante settore del
volontariato in Sicilia.
Entusiasmo perché siamo orgogliosi di potere dare il nostro
contributo allo sviluppo e al rafforzamento del movimento volontario di
protezione civile in Sicilia.
Infatti, se volontariato significa organizzazione autonoma, libera,
solidale dei cittadini per la salvaguardia delle persone in difficoltà, la
protezione civile rappresenta storicamente un esempio luminoso di
partecipazione popolare e solidarietà.
La nostra Sicilia ha bisogno di queste esperienze, ha bisogno di
legami fra la sua gente e fra la sua gente e gli altri popoli del
Mediterraneo. I siciliani sono capaci di grandi atti solidali e il
volontariato di protezione civile siciliano lo ha dimostrato in mille
occasioni. Bisogna farlo conoscere sempre più ampiamente ai siciliani.
Ciò che i collegamenti e i comitati di protezione civile fanno è dare
ordine e sistematicità a queste grandi potenzialità, renderle capaci di
interagire con autonomia e forza con le istituzioni per organizzare la
prevenzione e la protezione delle popolazioni siciliane dagli eventi
sismici e da altre emergenze che possono presentarsi.
In molte occasioni si è dimostrato che il volontariato, se bene
organizzato, è colonna fondamentale del supporto alle popolazioni
colpite da disastri. È per questo che abbiamo voluto in piccola parte
contribuire alla realizzazione dell’Esercitazione Belice 3 e soprattutto
pubblicare questo manuale, frutto dell’esperienza dell’ANPAS, ma
anche uno strumento operativo per tutti volontari di protezione civile. Il
nostro auspicio è che questo sia il primo passo di un sostegno che il
CESVOP vuole offrire a tutto il movimento volontario di protezione civile
nelle varie identità e sigle che lo compongono, che così bene sanno
collaborare tra loro per la difesa dei cittadini.
Infine dobbiamo dire che vogliamo metterci al fianco dei volontari
nel rapporto con le Istituzioni. Troppo spesso queste ultime considerano
il volontariato un semplice tappabuchi che non deve però entrare nel
merito delle decisioni di governo e non deve esprimere una autonoma
capacità di critica, anche politica. Sarebbe una grave distorsione se le
istituzioni sostenessero solo chi fa elemosina e tiene la bocca chiusa
sulle ingiustizie. Lasciatemi affermare, quindi, che l’elemosina senza
nessun impegno per il cambiamento sociale è inutile e ingiusta sia per i
cristiani che per i laici. I volontari non sono eroi da utilizzare durante le
emergenze e poi accontentare con una medaglietta; sono invece cittadini
e cittadine che si organizzano e intendono partecipare - offrendo un
contributo gratuito e solidale - alla migliore organizzazione della vita
della nostra società.
Ferdinando Siringo
PRESIDENTE CENTRO DI SERVIZI
PER IL VOLONTARIATO DI PALERMO
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Premessa
Perché questo manuale?
La partecipazione delle Associazioni al progetto A.N.P.AS. di
Protezione Civile può essere solo autonoma. Fare Protezione Civile è
una libera scelta dell’Associazioni e dei suoi Volontari a prescindere
dalla carica di solidarietà di cui questa attività è espressione, essa
costituisce un movimento importante di aggregazione dei nostri
volontari, un laboratorio di formazione permanente sui temi del servizio, un momento di elaborazione pratica e concettuale di
un’esperienza di intervento e di vita.
Il settore della Protezione Civile ha sempre rappresentato per
l’A.N.P.AS. della Sicilia un motivo di grande orgoglio.
In questi anni siamo stati chiamati ad affrontare parecchie situazioni di emergenza; in queste occasioni abbiamo avuto delle conferme: si è dimostrato sul campo che il rapporto delle Pubbliche
Assistenze della Sicilia è fondamentale ed insostituibile, sia nella
nostra Regione che a livello nazionale, sia nella Protezione Civile
che nel sistema di Protezione Civile in genere.
L’esperienza di questi ultimi tempi ha apportato un arricchimento del nostro sistema: alcuni aggiustamenti sono stati fatti nel corso
del tempo, alcune riflessioni importanti sono scaturite dalle esperienze dirette, alcune sperimentazioni sono state messe in atto.
Oggi è motivo di stupore e di ulteriore orgoglio il grado di competenza che si è raggiunto, impensabile qualche anno fa.
Per questo oggi presentiamo questo Manuale Operativo di
Protezione Civile della Struttura Operativa Regionale di Protezione
Civile dell’A.N.P.As. per adeguarla ai tempi ed alle esigenze che
cambiano, per rendere più efficace ed efficiente il nostro intervento e
la nostra presenza sul territorio.
Nasce, da questo, la realizzazione del Manuale di Protezione
Civile che sostiene tutto il progetto.
Ringrazio tutti i Volontari e i Dirigenti delle Pubbliche
Assistenze della Sicilia che hanno lavorato alla realizzazione e alla
condivisione del Manuale Operativo dell’A.N.P.As.
IL PRESIDENTE REGIONALE A.N.P.AS. SICILIA
Emilio Pomo
La Commissione Nazionale di Protezione Civile, le Centrali
Operative Regionali di Protezione Civile, sulla base delle esperienze fatte in ambito di gestione delle emergenze, hanno ritenuto
necessario la stesura di questo manuale, al fine di unificare e standardizzare le procedure, le strutture, i linguaggi e quant’altro venga messo in gioco durante un’emergenza che ne richieda
l’attivazione.
Troppo spesso, infatti, ci si trova a dover improvvisare proprio
nei momenti in cui sarebbe più necessario seguire comportamenti
consolidati ed automatici.
Il motivo è forse da ricercare nella tipologia del movimento
A.N.P.AS., che - a differenza di altre realtà simili esistenti sul territorio italiano - ha ancora troppo radicata l’autonomia delle singole associazioni, cosa in sé assolutamente normale e comprensibile,
ma che genera problemi di varia entità quando ci si trova a dover
operare in sinergia.
Le linee-guida in materia di Protezione Civile, scaturite dai
diversi momenti di confronto tra tutte le realtà regionali
dell’A.N.P.AS., sono state il più possibile seguite nella stesura di
questo documento, ma dove necessario (per restare in tema di autonomia) sono state personalizzate per meglio adattarsi alle realtà
regionali.
Il nostro obiettivo era quello di produrre un documento di facile consultazione e di immediato utilizzo da parte di tutte le associazioni che in un modo o nell’altro hanno deciso di operare nella
Protezione Civile.
La nostra speranza è che non finisca chiuso in qualche cassetto o, peggio, in fondo ad un cestino, ma che resti un documento
«vivo», letto da quanti più volontari sia possibile, aggiornato e
corretto se necessario, e che abbia il suo posto nel centralino
dell’associazione, pronto ad essere consultato in caso di allertamenti.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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LA STRUTTURA DELL' A.N.P.AS.
A.N.P.AS.
Consiglio Nazionale
Direzione Nazionale
Presidente Nazionale
A.N.P.AS.
Comitati Regionali
Consiglio Regionale
Ufficio di Presidenza
Presidente regionale
Pubbliche Assistenze
Consiglio Direttivo
Presidente
Volontari
SETTORI DI ATTIVITÀ
Soccorso e trasporto sanitario, Emergenza sanitaria
Solidarietà internazionale, Sociale, Obiezione di coscienza
Servizio Civile, Protezione Civile
Donazione Sangue, Informazione, formazione
Composizione Direzione e Consiglio Regionale
PRESIDENTE
Emilio Pomo
VICEPRESIDENTE
Salvatore Culcasi
UFFICIO DI PRESIDENZA
Pier Luigi Tagnesi,
Michele Di Bono
CONSIGLIO REGIONALE
Rocco Averna
Giuseppa Bonomo
Antonina Mannisi
Michelangelo Di Giorgi
Maria Chiaramonte
Stella Urso
Salvatore Scaccia
Salvatore Sauro
Salvatore Pappalardo
Giuseppe Mangiaracina
Salvatore Menta
Maurizio Scarpinati
Vincenzo Angileri
Andrea Oddo
Piero Porretta
Traina Carmelo
Collegio Revisori dei Conti
Collegio dei Probiviri
Giulia Safina
Presidente
Domenico Zora Componente
Andrea Pisciotta Componente
Castelli Massimiliano
Quatriglio Maria
Lallaro Scaffidi Vilma
12
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Composizione Direzione e Consiglio Regionale
Carmelo Traina
Paolino Amato
Natale Pitronaci
Graziano Fiorenza
Luca Cattuti
Vincenzo Sorbello
Pietro Sireci
Salvatore Menta
Salvatore Spadaio
Vincenzo Principato
Antonino Ponticello
Salvatore Pappalardo
Michelangelo Di Giornirgi
Giuseppe Alaimo Di Loro
Michele Di Bono
Pierpaolo La Rosa
Giovanni Buonvicino
Biagio Russo Fausto
Domenico Mannisi
Giuseppe Talluto
Corrado Mancuso
Santa Croce Camerina
Assaro
Cerami
Centuripe
Gela
Zafferana Etnea
Palermo
Solarino
Scicli
Avola
Trapani (Marana)
Paternò
Caltavuturo
Racalmuto
Trapani
Campobello di Mazara
Vittoria
Barrafranca
Termini Imerese
Piazza Armerina
Enna
Coordinatore
Componente
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Staff di Coordinamento Operativo Regionale
Tagnesi Pierluigi
Urso Stella
Salvatore Menta
Michele Di Bono
Oddo Andrea
Abbate Giuseppe
Traina Carmelo
Averna Rocco
Buonasera Lucio
Spadaro Salvatore
Spugetti Carmelo
Mancuso Corrado
Nicolosi Orazio F.sco
AndrioloSalvatore
Pomo Domenico
Giuseppe Talluto
Sireci Pietro
P.A. Sicilia Soccorso
P.A. Sicilia Soccorso
P.A. Centro Ascolto Solarino
P.A. Trapani Soccorso
P.A. Trapani Soccorso
P.A. Sicilia Soccorso
P.A. S. Croce Camerina
P.A. Croce d’Oro Butera
C.V.P.C. Enna
P.A. Croce Bianca Scicli
P.A. Zafferana Etnea
C.V.P.C. Enna
P.A. APAS Paternò
P.A. AVITI Palermo
P.A. AVITI Palermo
P.A. Sicilia Soccorso
P.A. AVITI Palermo
Responsabile regionale
Segreteria
Segreteria
Coord. Emergenza
Coord. Emergenza
Coord. Emergenza
Coord. Emergenza
Coord. Emergenza
Coord. Emergenza
Logistica
Logistica
Logistica
Sanità
Sanità
Sanità
Comunicazioni
Resp. sala operativa reg.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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Struttura Nazionale di Protezione Civile
La Protezione Civile rappresenta, per le associazioni di Pubblica
Assistenza, uno dei settori fondamentali di attività. Quasi un secolo di
impegno (esistono testimonianze sull’intervento di alcune associazioni di P.A. nel soccorso alle popolazioni di Messina e Reggio colpite dal
terremoto del 28 dicembre 1908) ed un rapporto pieno e collaborativo
instaurato negli ultimi dieci anni con il Dipartimento della Protezione
Civile, hanno fatto sì che ovunque si sia verificata una situazione di
emergenza naturale o causata dall’uomo, là fosse presente ed operativo un nucleo delle Associazioni di Pubblica Assistenza.
Per meglio coordinare gli interventi e le attività delle Associazioni
e dei Comitati Regionali, il Servizio di Protezione Civile dell’A.N.P.As., si è data la seguente organizzazione.
LIVELLI GESTIONALI
La struttura gestionale della Protezione Civile è articolata su tre
livelli:
Q
ASSOCIAZIONI
– Gestiscono il patrimonio sociale rappresentato dai Volontari
promuovendo lo sviluppo della conoscenza delle problematiche
14
A.N.P. AS.
Protezione Civile
di Protezione Civile anche rispetto alla tutela ambientale e alla
qualità della vita;
– Gestiscono il patrimonio sociale rappresentato dalle risorse utilizzabili in interventi di Protezione Civile;
– Si fanno partecipi della vita associativa A.N.P.AS. Regionale e
Nazionale con istanze e proposte atte a qualificare maggiormente il settore della Protezione Civile;
– Forniscono le risorse umane e tecniche negli interventi di
Protezione Civile.
Q
REGIONALI
– Promuovono la cultura di Protezione Civile a livello locale e
regionale;
– Effettuano la programmazione e la gestione delle risorse (associazioni) del territorio;
– Attuano il collegamento fra le Associazioni e le istituzioni locali
regionali;
– Attuano il collegamento fra le Associazioni e la Protezione
Civile nazionale;
– Gestiscono le emergenze locali e regionali;
– Fanno parte del Regionale i seguenti organi:
- Responsabile Regionale di Protezione Civile
- Commissione Regionale di Protezione Civile
- Staff di Coordinamento Operativo Regionale
- Centrale Operativa Regionale
Q
NAZIONALE
– Effettua azioni di programmazione ed indirizzo generale.
– Attua il collegamento tra i Comitati Regionali (o le associazioni,
in mancanza del Comitato Regionale) e le istituzioni a livello
centrale.
– Gestiscono le emergenze che coinvolgono il territorio e/o
l’intervento di più Comitati Regionali.
– Fanno parte del nazionale i seguenti organi:
- Commissione Nazionale Di Protezione Civile
- Staff Nazionale di Coordinamento Operativo
- Sala Operativa Nazionale
- Segreteria Nazionale
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Struttura nazionale operativa di protezione civile
È un'aliquota immediatamente disponibile delle risorse ANPAS
per gli interventi di Protezione Civile
Responsabile Nazionale
delle attività
di Protezione Civile
R
Il Responsabile Nazionale
È un membro della Direzione Nazionale A.N.P.AS. con particolare esperienza nel settore.
R
Il Comitato Operativo
È nominato dal Responsabile Nazionale; rappresenta l'organo di
direzione «tecnica» del servizio.
R
Il Gruppo Nazionale per la P.C.
È costituito dai Responsabili delle attività di P.C. di ciascun
Comitato Regionale dell’A.N.P.AS.; rappresenta l'organo di
direzione «politica del servizio».
R
La centrale Operativa Nazionale
È la struttura di riferimento, di direzione e di collegamento dei
Comitati e delle Centrali Operative Regionali.
C O M I TATO
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
ZIONE CI
TE
IL
IA
E
A.
N
V
PR
O
A.N.P. AS.
L
.P.
AS. SICI
Segreteria
Operativa
Posto
Medico
Avanzato
Logistica
Dormitorio
Tendopoli
Volontari
Materiali
in
dotazione
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
I DATI
Il primo passo per la realizzazione della centrale è stato quello di
creare una banca dati informatizzata contenente tutte le informazioni
anagrafiche delle Associazioni aderenti all’A.N.P.AS. Sicilia, che è
stato il punto di partenza e di riferimento per ogni altro sviluppo.
EN
PA
RG
TP
SR
Centrale
Operativa
Segreteria
Operativa
ME
CT
AG
CL
Unità radio mobile
Uomini e mezzi Volontari: n. 3500
Ambulanze: n. 40
Mezzi di Protezione Civile: n. 15
Mense nazionali: n. 3 (con capacità di 2000 pasti/ora)
Varie attrezzature speciali e logistiche
Il secondo obiettivo è stato quello di identificare con certezza quali
Associazioni sono interessate a svolgere attività di Protezione Civile
ed a cooperare con l’A.N.P.AS. Sicilia. A tale scopo è stato inviato un
questionario a tutte le Associazioni iscritte.
Sulla base delle risposte al primo questionario, si sono evidenziate
tre categorie di Associazioni, a fronte delle quali sono state previste
diverse attività.
R
SONO INTERESSATE
"
Richiesta delle risorse disponibili
"
Inserimento dati in database
"
Incontro informativo
R
NON SONO
INTERESSATE
"
Richiesta di un incontro
"
Invio altra copia questionario
"
Attesa risposta
Sollecito telefonico
R
NON HANNO RISPOSTO "
"
Richiesta di un incontro
A.N.P. AS.
Protezione Civile
21
COMUNICAZIONI
Si è poi provveduto a far installare una piccola ma efficiente
centrale radio in grado di garantire le comunicazioni, in caso di
necessità, con tutte le associazioni
aderenti alla COPASS del territorio regionale. Sono stati informatizzati anche tutti i dati relativi a
frequenze, canali, selettive, ripetitori.
Attualmente sono installate una radio civile sul sistema COPASS
ed una sulle frequenze radioamatoriali, indispensabile in caso di emergenza per riuscire ad avere una copertura capillare del territorio. Se le
indicazioni della Centrale Operativa Nazionale andranno in tal senso,
ci si doterà anche di una radio amatoriale in onde corte per i collegamenti a lunga distanza.
Durante il terremoto del 28 ottobre 2002 la centrale radio, seppur
incompleta, è stata in grado di mantenere i contatti con le zone telefonicamente isolate (Palermo, Capaci, Carini, Cinisi - aeroporto,
Terrasini, Trapani, Bagheria, Termini Imerese, Caltavuturo, ecc.)
GESTIONE ED OPERATIVITÀ
A partire dal 31 maggio 2002, è
stata attivata una segreteria di protezione civile operante tutti i mercoledì dalle ore 20,30 alle ore
23,00 e con le stesse modalità sono
presenti presso la centrale gli
obiettori di coscienza dell’ANPAS
Sicilia.
Nella gestione sono incluse
22
A.N.P. AS.
Protezione Civile
tutte le attività di sviluppo, inserimento ed elaborazione dei dati raccolti. Attualmente l’operatività della Centrale Operativa può essere
garantita dai componenti degli OdC ed in parte dalla Segreteria
A.N.P.AS.
Da gennaio 2003, la centrale operativa del Comitato Regionale
Sicilia dispone di un indirizzo di posta elettronica, che è: [email protected]. È in fase di studio (in funzione delle risorse disponibili
e previa formazione) l’aumento del numero di componenti reperibili
per il funzionamento della centrale dei Volontari delle PP.AA.
EVENTI PER I QUALI LA CENTRALE
HA GIÀ OPERATO
SICILIA - Terremoto
del 6 settembre 2002
SICILIA - Terremoto
del 28 ottobre 2002
Sicilia Occidentale
Sicilia Orientale
P
Apertura dopo 40 minuti dall’allertamento
P
Operativa per 48 ore
P
Attività: ricerca ed invio materiali per aree di attesa sfollati (piazzale Giotto)
P
Fornitura mezzi per rilevamenti e
censimento danni
P
Apertura dopo 30 minuti dall’allertamento
P
Operativa 24 ore per 7 giorni consecutivi
P
Attività: collegamento fra le associazioni e le strutture pubbliche,
ricerca ed invio di materiali e mezzi, coordinamento, invio e raccolta
documentazione per articoli 9 e 10
D.P.R. 613
P
Realizzazione supporti logistici
per allestimento campi di accoglienza sfollati
P
Coordinamento e invio ambulanze
per il primo soccorso sanitario
P
Organizzazione e distribuzione
pasti caldi
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
PIANO REGIONALE
DI ALLERTAMENTO
La Commissione Regionale di Protezione Civile ha dato incarico
al Responsabile del Centro Operativo, in accordo con il Responsabile
Regionale e Nazionale, di redigere gli schemi di allertamento regionale secondo il modello usato e ampiamente collaudato dai Comitati
Regionali dell’A.N.P.AS. Nazionale.
Il modello usato per la realizzazione è quello gerarchico piramidale, in cui il messaggio lanciato dal vertice viene espanso verso la
base attraverso un numero prefissato di livelli intermedi, ognuno dei
quali ha il compito di rilanciare il messaggio verso il livello più basso.
Inversamente i messaggi della base verso il vertice vengono concentrati dai vari livelli fino a quello più alto.
Tale modello, usato con successo in questi anni di attività dal nostro Centro Operativo Regionale, permette di allertare tutte le
Associazioni con un limitato numero di telefonate che impegnano
relativamente i centralini dei vari livelli.
A tal fine è stato redatto lo schema per tutte le Associazioni in
modo da poter effettuare un rapido e sicuro allertamento delle
Associazioni inserite nel piano di Protezione Civile.
Tale schema dovrà essere usato dal Comitato Regionale quando
allertato dalla Sala Operativa.
Oppure verrà usato direttamente dalla S.O. verso le Associazioni
qualora non esista o non sia attivo il Comitato Regionale.
Inoltre, per evitare ambiguità e incomprensioni nelle trasmissioni
dell’allarme, sono stati adottati a livello nazionale dei codici di allertamento, ad ognuno corrispondenti precise norme comportamentali.
(Fig. 1).
Per procedere alla realizzazione del piano di allertamento sono
state prima individuate sulla carta geografica tutte le associazioni di
Protezione Civile per Area.
Sono state poi delimitate le zone di competenza ed individuate
alcune Associazioni che, in base alla loro tipologia, alla loro centralità,
A.N.P. AS.
Protezione Civile
25
e tenendo conto del numero di associazioni presenti nella zona e della
loro dislocazione, dovranno assumere particolari compiti.
Dette associazioni sono chiamate associazioni Capo fila o di
Area e non hanno assolutamente compiti di comando, rispetto alle
altre associazioni della fila, ma soltanto una funzione di punto di concentramento nel flusso della notizia da e per la S.O. o i Comitati
Regionali.
Nel modello di schema di allertamento adottato dalle PP.AA. abbiamo due livelli intermedi fra la S.O. e le associazioni: e i Comitati
Regionali (C.R.) e la Capo Fila o Area (C.F.).
Il livello intermedio sarà invece soltanto uno, le capofila, nelle
regioni in cui al momento dell’emergenza il Comitato non è costituito
o non è attivo.
In quest’ultimo caso il livello della C.R. sarà attivato non appena
questa sarà messa in grado di funzionare.
Si richiama l’attenzione delle associazioni sulla differenza fra lo
schema di allertamento della S.O. ed il presente schema di allertamento.
Il primo serve per la segnalazione di una emergenza da parte delle
Associazioni alla S.O., il secondo per diffondere l’allarme dalla S.O. a
tutte le associazioni .
La presente nota, con allegato lo schema di divisione delle associazioni relativo ad ogni regione, sarà inviata a tutti gli interessati a
stretto giro di posta .
Sarà compito delle C.R. stesse o delle C.F. istruire le associazioni
diffondendo lo schema di allertamento.
Periodicamente la S.O. effettuerà prove di funzionamento del
sistema per verificarne l’affidabilità.
Per nessun motivo le Associazioni dovranno spontaneamente
abbandonare questo schema d’allertamento.
È possibile che si verifichino condizioni tali in cui le associazioni
dovranno essere immediatamente operative, in pratica potranno essere
allertate senza seguire la normale sequenza verde-giallo-rosso.
In questo caso occorrerà compiere la preparazione prevista dai
codici precedenti a quello ricevuto nel più breve tempo possibile.
Un esempio d’allarme diramato dalla S.O. potrebbe essere il seguente:
26
A.N.P. AS.
?
Codice GIALLO
Protezione Civile
per terremoto in località.......................
(seguono tutte le informazioni necessarie)
?
Codice ROSSO
per l’Associazione XXX
(che dovrà eseguire un sopralluogo e riferire immediatamente).
Le azioni da intraprendere a seguito di una segnalazione
d’allarme come la precedente verrà spiegato nel paragrafo riguardante
i compiti della C.F.
I codici d’allertamento cromatici saranno usati anche per comunicare alle Associazioni i vari gradi del cessato allarme.
e
¨
Struttura Operativa Regionale Protezione Civile
Questa «Procedura di allertamento» nasce da un’elementare
esigenza di chiarezza nella comunicazione più esatta possibile dello
stato di allerta e d’intervento durante le prime spesso concitate fasi di
un’emergenza di protezione civile.
L’esperienza ci ha detto quanto è stato importante, da una parte,
l’esattezza delle prime informazioni e, dall’altra, lo stabilirsi di un
rapido collegamento con i responsabili locali di protezione Civile, e da
parte dei coordinamenti nazionali e regionali.
Essendo quasi sempre imprevedibile e certo non quotidiana
l’emergenza, accade di trovare, in caso di allarme, i centralini delle
Associazioni Volontari di turno non specificatamente preparati e hanno, quindi, bisogno di uno strumento per accogliere con rapidità e
precisione, le informazioni da trasmettere: avvisare i responsabili,
offrire le prime indicazioni ai volontari presenti in sede, procedere
insomma, ad un corretto, tempestivo allertamento calibrato, secondo
la situazione che si va prospettando.
Questa bozza vuole essere uno strumento semplice e funzionale
per questo momento decisivo, nell’articolazione dell’allertamento
dell’intero sistema di Protezione Civile delle Pubbliche Assistenze.
Tale strumento è stato fatto perché rimanga bene in vista presso il
centralino d’ogni associazione in modo, da poter essere consultato e
utilizzato da qualsiasi volontario che si trovi di turno al centralino, in
occasione di comunicazione d’urgenza.
La procedura di allertamento identifica tre fasi:
A.N.P. AS.
Protezione Civile
27
?
Allertamento (colore verde)
?
Preallarme (colore giallo)
?
Allarme
(colore rosso).
Il contrassegno in codice riguardante il colore serve per una maggiore chiarezza alla comunicazione telefonica (ad es. «siamo in preallarme, siamo in codice giallo»). Le tre fasi di allertamento presuppongono preparativi diversi e solo il terzo, in pratica l’Allarme o Codice
rosso prevede l’immediata preparazione e partenza. Queste fasi possono sovrapporsi (può essere dato subito il Codice giallo o addirittura il
Codice rosso). Ovviamente le operazioni legate ai codici o alle procedure «salvate» non si intendono eliminate, ma realizzate in successione nel tempo più breve possibile.
Ogni Associazione preparerà un elenco con i nomi e indirizzi dei
propri responsabili in modo che il centralinista di turno in sede possa
immediatamente avvertirli.
Nelle stesse pagine sono stampate anche indicazioni di procedure
di carattere generale a secondo del grado di allerta comunicato.
Evidentemente servono come primo orientamento di massima e
non vogliono assolutamente sostituire o comunque entrare nel merito
delle procedure organizzative interne di ogni Associazione; le prime
pagine centrali in bianco servono per un elenco dei volontari reperibili
con disponibilità alla partenza secondo la possibilità di ognuno.
Ci è sembrato comunque importante che il centralinista, dopo
avere avvertito i responsabili di Protezione Civile dell’Associazione,
fosse in grado di comunicare ed avvertire i volontari disponibili, avendo subito sotto gli occhi un elenco preciso e ordinato.
Le pagine finali in bianco sono utilizzabili per annotazioni relative ai sistemi di allerta di ogni Associazione.
Le indicazioni relative a «rapporti con i mezzi di comunicazione»
e «i primi elementi per l’organizzazione della solidarietà» intendono
sottolineare l’importanza di due elementi che hanno sempre accompagnato i nostri interventi di Protezione Civile.
Da una parte l’informazione di ciò che si sta facendo, dall’altra il
collegamento con la gente, con il territorio, per allargare il cerchio
delle disponibilità e garantire un corretto afflusso di persone e di beni
alle popolazioni colpite.
28
A.N.P. AS.
Protezione Civile
¨
Compiti del Comitato Regionale
In caso di allarme la C.O.R. dovrà essere presidiata continuativamente del personale in grado di seguire correttamente la procedura.
Nelle regioni in cui non è presente la S.R. o qualora questa non sia
attiva, la S.O. opererà direttamente con le associazioni C.F.
Qualora al momento dell’ allarme la C.O.R. non sia attiva dovrà
essere messa in grado di funzionare il più rapidamente possibile e dovrà avvertire dell’evento la S.O.
È compito della C.O.R. istruire gli addetti con spiegazioni dei
codici di allarme e delle procedure relative nonché predisporre gli
elenchi necessari per svolgere la funzione di allertamento delle C.F.
La C.O.R. dovrà effettuare il tramite dei messaggi fra la S.O. e le
Associazioni C.F. (Fig. 2) e, viceversa, dovrà avvertire la S.O. del grado di approntamento raggiunto dalle associazioni (Fig. 4), nonché
fornire tutte le informazioni necessarie alla S.O. stessa.
Per evidenti motivi di sicurezza è necessario che la C.O.R. che ha
ricevuto la prime segnalazione di allarme da parte della S.O. effettui
una verifica presso la stessa, onde avere la conferma dell’emergenza
prima di partire con la procedura di allertamento delle C.F.
Per nessun motivo le C.O.R. dovranno spontaneamente abbandonare questo schema di allertamento.
¨
Compiti delle Capofila
Come già detto le associazioni C.F. sono state individuate in base
alla tipologia, alla loro centralità, al numero di associazioni presenti
nella zona de servire e alla loro dislocazione.
Vogliamo ricordare che il compito di C.F. non implica nessun
ruolo di comando verso le Associazioni facenti parte della fila, ma
soltanto un ruolo di concentratore di informazioni da e verso La S.O. o
la C.O.R.
Sarà compito delle C.F. predisporre un chiaro elenco delle associazioni da allertare con tutti i dati necessari allo scopo e istruire il
personale all’uso dei codici e delle relative procedure.
Per evidenti motivi di sicurezza è necessario che la C.F. che ha
ricevuto la prima segnalazione di allarme da parte della S.O. o della
A.N.P. AS.
Protezione Civile
29
S.R. effettui una verifica presso la chiamata stessa onde avere la conferma dell’emergenza prima di partire con la procedura di allertamento delle Associazioni.
In particolare durante l’allertamento si avranno due fasi che si
potranno ripetere anche più volte a seconda del procedere della situazione:
?
FASE 1 La C.F. dovrà passare il codice di allarme e le relative
notizie a tutte le associazioni che fanno parte della sua
fila ( Fig. 2 e 3 ).
?
FASE 2 Quando tutte le associazioni della fila avranno comunicato alla C.F. di essere pronte, la C.F. stessa dovrà passare tale notizia alla S.O. o alla S.R. (dipende da chi ha
avuto l’allarme) rimanendo poi in attesa di ulteriori
messaggi (Fig. 4 e 5); se l’allarme è stato dato direttamente dalla S.O. la segnalazione di «pronto» dovrà
essere effettuata soltanto in risposta ad un codice Giallo
o Rosso.
Per tutti i messaggi che arriveranno alla C.F., salvo diverso avviso, la stessa si dovrà comportare secondo lo schema visto: avvertire
tutte le associazioni della richiesta del messaggio fila e, se previsto,
dare conferma al chiamante dell’esecuzione di quanto richiesto.
È evidente che la C.F. dovrà allertare le proprie squadre di intervento, secondo i codici di allarme ricevuti, al pari di qualsiasi altra
Associazione.
Per nessun motivo le C.F. dovranno spontaneamente abbandonare questo schema di allertamento.
Tornando all’esempio precedente, l’allarme dovrà svilupparsi
secondo le seguenti modalità:
P
La C.F. dovrà chiamare prima di tutto le associazioni interessate al grado di allarme più alto (in questo caso il Rosso per
l’Associazione xxx) e passargli l’ordine immediato di partenza per
effettuare il sopralluogo nell’area interessata e poi tutte le altre associazioni comunicandogli il codice Giallo.
P
L’Associazione che ha ricevuto il Codice rosso dovrà allestire
il più rapidamente possibile un mezzo onde, effettuare il sopralluogo e
30
A.N.P. AS.
Protezione Civile
riferire i dati richiesti mentre metterà in atto quanto previsto dal codice
giallo per le altre risorse dell’associazione.
Le altre associazioni dovranno eseguire nel più breve tempo possibile quanto previsto dal codice di allertamento ricevuto e avvertire la
C.F. non appena pronte. Quando la C.F. avrà ricevuto il «pronto» da
tutte le Associazioni della fila, poiché l’allarme è giallo, comunicherà
alla S.O. o alla S.R. (a seconda di chi ha lanciato l’allarme) che la «fila
è pronta in allarme giallo» rimanendo poi in attesa di ulteriori sviluppi.
Non appena l’associazione che era in esplorazione a seguito di
allarme rosso riferirà alla C.F., questa passerà immediatamente le notizie ricevute alla S.O. o alla S.R. (a seconda di chi ha ricevuto
l’allarme). Operando in questo modo le C.F. assolveranno alla funzione di allertare tutte le associazioni di una regione nel minor tempo
possibile.
¨
Compiti delle associazioni
Le associazioni al ricevimento di un codice di allertamento da
parte delle loro capofila (figg. 2 e 3 ) dovranno eseguire quanto previsto dal codice stesso (fig.1) nel più breve tempo possibile. Una volta
terminato l’approntamento dovranno comunicarlo alla C.F. rimanendo
poi in attesa di sviluppi (Figg. 4 e 5 ).
È compito delle associazioni istruire il personale affinché possano
essere recepiti i vari codici di allarme, con l’immediata esecuzione
delle relative procedure.
Per evidenti motivi di sicurezza è consigliato alle associazioni che
ricevono la prima segnalazione di allarme da parte delle C.F., di effettuare una verifica presso la stessa prima di partire con la procedura di
allertamento dei volontari.
Per nessun motivo le associazioni dovranno spontaneamente
abbandonare questo schema di allertamento.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
31
A.N.P. AS.
32
Protezione Civile
FIGURA 1
FIGURA 2
SCHEMA DI ALLERTAMENTO
DELLE ASSOCIAZIONI
CON COMITATO REGIONALE ATTIVO
SCHEMA DI RISPOSTA
DELLE ASSOCIAZIONI
Sala operativa
Sala operativa
Sezione
Regionale
Sezione
Regionale
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
A.N.P. AS.
Protezione Civile
33
A.N.P. AS.
34
Protezione Civile
FIGURA 3
FIGURA 4
SCHEMA DI ALLERTAMENTO
DELLE ASSOCIAZIONI
CON COMITATO REGIONALE NON ATTIVO
SCHEMA DI RISPOSTA
DELLE ASSOCIAZIONI
Sala operativa
Sala operativa
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
Capo Fila
Associazioni
Associazioni
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Sezione 1
Istruzioni
per l’uso
35
36
A.N.P. AS.
Protezione Civile
A.N.P. AS.
Protezione Civile
37
DA DOVE PUÒ GIUNGERE UN ALLERTAMENTO?
Il Responsabile Regionale di Protezione Civile, in seguito ad un
evento, convoca lo Staff di Coordinamento Operativo Regionale per
l’eventuale apertura della C.O.R.
Una volta attivata, la C.O.R. resterà operativa «H 24» sino alla chiusura dell’emergenza.
La C.O.R. può essere attivata dal Responsabile Regionale ricevuta
comunicazione da:
?
Dipartimento di Protezione Civile
?
Centrale Operativa Nazionale A.N.P.AS.
?
Servizio P.C. della Regione (SORIS) o di una delle Province
Regionali
?
Prefetture
?
Sindaco di un qualsiasi Comune.
Può inoltre essere informata ed allertata dell’insorgere di un evento
particolare da:
?
Consulte Comunali e Provinciali di P.C.
?
Associazioni aderenti all’A.N.P.AS.
?
Altre associazioni e realtà del volontariato.
A seguito di informazione od allertamento il Responsabile
Regionale di P.C. deciderà se attivare o meno la C.O.R.
38
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allertamento della Centrale Operativa Regionale
Rivolgersi al Comitato Regionale Sicilia
Operatività H 24
Chiamare il numero: 091 6734941
Telefax: 091 6735820
NUMERO VERDE: 800/298120
Il responsabile reperibile: Tel. 349/8425319
La C.O.R. allerta e/o informa le associazioni secondo lo schema
di allertamento regionale, comunicando loro il codice di allertamento (colore) mediante fax (o telefonata, comunque seguita da
fax).
Nelle pagine seguenti, organigrammi e schemi di allertamento
illustrano le procedure adottate.
Q
I tipi di evento
Secondo l’articolo 2 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225, gli eventi calamitosi che richiedono interventi di Protezione Civile si distinguono in:
?
eventi di tipo «A»:
eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che possono
essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e
amministrazioni competenti in via ordinaria;
?
eventi di tipo «B»:
eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro
natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più
enti o amministrazioni competenti in via ordinaria;
?
eventi di tipo «C»:
calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed
estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari
A.N.P. AS.
Protezione Civile
39
A seconda del tipo di evento (atteso o constatato), le Associazioni
verranno coinvolte ed attivate secondo i codici di allertamento previsti
da questo manuale per il tramite della Centrale Operativa Regionale.
Quanto verrà loro richiesto di fare potrà variare anche in funzione
della loro disponibilità dichiarata di volontari e mezzi o della loro posizione sul territorio.
Q
Come «dovrebbe» strutturarsi l’Associazione
Fatta salva la piena autonomia di ogni associazione per quanto riguarda la struttura e la gestione interna anche in ambito di Protezione
Civile, è assolutamente necessario che vengano nominati dei referenti
ai quali rivolgersi in caso di allertamenti o per qualunque comunicazione relativa alla PC.
Nei confronti della C.O.R., è bene che esistano:
?
un responsabile di PC
?
due o più vice-responsabili di PC.
Al centralino dell’associazione deve essere disponibile l’elenco dei
suddetti con i recapiti telefonici; eventuali organizzazioni di turni di
disponibilità, reperibilità od altro sono naturalmente lasciati alla discrezione dell’associazione stessa.
IMPORTANTE
Chi risponde al telefono deve essere in grado
di mettersi immediatamente in contatto con il
responsabile di PC di turno.
Allegata a questo manuale si trova una versione ridotta delle procedure da seguire in caso di
allertamento dedicata proprio al centralino delle
associazioni, da compilare e tenere sempre aggiornata e facilmente rintracciabile.
40
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Q
In sintesi, cosa deve fare l’Associazione?
In tempo di pace:
·
aggiorna i propri dati comunicandoli alla C.O.R., alle Aree o ai
Comitati provinciali;
·
diffonde al proprio interno i contenuti di questo manuale;
·
cura che il centralino sia sempre in grado di reperire il responsabile
di PC;
·
esegue prove di allertamento per ottimizzare i tempi di risposta.
In emergenza:
·
se attivata, segue scrupolosamente le istruzioni impartite dalla
C.O.R.;
·
se richiesto, comunica disponibilità e tempi di intervento di
volontari e mezzi;
·
attende comunicazioni dalla C.O.R, dalle Aree o dai Comitati
provinciali prima di dichiararsi fuori emergenza.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
COM’È STRUTTURATA
LA VOSTRA ASSOCIAZIONE
41
42
A.N.P. AS.
Protezione Civile
COM’È STRUTTURATA
LA CENTRALE OPERATIVA REGIONALE
Associazione ___________________________________
Telefono __________________ Fax _________________
Frequenza/Canale radio:___________ E-mail:__________
Responsabile di Protezione Civile dell’Associazione:
Nominativo
Telefono
In sua assenza, contattare nell'ordine:
Nominativo
Incarico
Telefono
Gruppo/Squadra di Protezione Civile composta da:
Specializzazioni operative del gruppo di P.C.:
Questa pagina deve essere mantenuta sempre aggiornata!
Data dell'ultimo aggiornamento_____________________
Elenco dei componenti lo Staff di Coordinamento Regionale: vedere
il diagramma nella pagina seguente.
COSA FA LA C.O.R.?
In tempo di pace:
?
incrementa e mantiene aggiornata la banca dati relativa alla PC;
?
mantiene i contatti con le Associazioni, con le Aree o con i Comitati provinciali e rimane a loro disposizione per informazioni e
necessità varie in tema di PC, formazione specifica compresa;
?
propone e sviluppa progetti di qualificazione ed incremento del
sistema di PC regionale;
?
organizza di concerto con il Comitato Regionale esercitazioni per
mantenere vive le procedure di allertamento;
In emergenza:
?
attiva il personale necessario;
?
mantiene contatti con le Istituzioni, le Associazioni, le Aree o i
Comitati provinciali e le strutture Nazionale e Regionali
A.N.P.AS.
La C.O.R. comunica con il mondo esterno tramite:
?
telefono:
091 673 49 41
?
telefax:
091 673 58 20
?
e-mail:
[email protected]
?
Internet:
www.anpas.it
(in condizioni normali, la connessione ad Internet è costante mediante linea
ADSL; in caso di necessità, informazioni e dati possono venire pubblicati in tempo
reale sulle pagine web del sito)
?
Radio: - sistema «Copass»
(canale 22 - bacino 105 - selettiva 10798)
(In presenza di operatori abilitati, la C.O.R. può comunicare anche su frequenze radioamatoriali VHF ed UHF, sulle quali è possibile anche la trasmissione dati)
A.N.P. AS.
Protezione Civile
43
A.N.P. AS.
44
L’ORGANIZZAZIONE
PER AREA FUNZIONALE
Protezione Civile
LA COMMISSIONE REGIONALE
DI PROTEZIONE CIVILE
CONSIGLIO
REGIONALE
Responsabile
Regionale
Commissione
Regionale Centrale
Operativa Regionale
A.N.P.AS.
SICILIA
Direzione
Regionale
Staff
Coordinamento
Operativo
Regionale
Resp. Regionale
di Protezione Civile
Coordinamento
Formazione
SCOR
Resp. Coord.
Associazioni
Responsabile
Segreteria
AREA
SICILIA
ORIENTALE
Responsabile
COR
Responsabile
Tecnico
Responsabile
Medico
Centrale
Operativa
Regionale
Responsabile
Logistica
AREA
SICILIA
CENTRALE
Responsabile
Comunicazioni
AREA
SICILIA
OCCIDENTALE
Capo
Nucleo
A.N.P.AS. NAZIONALE
Responsabile Nazionale
Commissione Nazionale
Centrale Operativa Nazionale
Responsabile
Sanitario
CENTRALE OPERATIVA REGIONALE
A.N.P. AS.
Protezione Civile
45
Come è la struttura A.N.P.AS.
Protezione Civile
46
A.N.P. AS.
Protezione Civile
I CODICI DI ALLERTAMENTO
I seguenti codici «Colore», definiti dal Regolamento Nazionale,
sono utilizzati in ogni messaggio di allertamento
Consiglio Nazionale A.N.P.AS.
Responsabile Nazionale ANPAS
Protezione Civile
Commissione Nazionale ANPAS
Protezione Civile
Codice BIANCO:
INFORMATIVO
«Può darsi che...»
Semplice comunicazione informativa degli
eventi attesi, con indicazioni sui possibili
sviluppi.
Codice VERDE:
ATTENZIONE
«È molto probabile che...»
Informazioni più dettagliate sull'evolversi degli
eventi in corso; potrebbe essere richiesta la
disponibilità di volontari e mezzi.
Dipartimento Nazionale
Protezione Civile
Responsabili Regionali
Centrale Operativa Nazionale
di Protezione Civile
Codice GIALLO:
PREALLARME
Responsabili Provinciali
o di zona
«Tenetevi pronti»
La C.O.R. fornisce indicazioni operative e
richiede volontari e mezzi, che rimangono a
disposizione in attesa di eventuale ordine di
partenza.
Centrali Operative Regionali
Codice ROSSO:
ALLARME
Responsabili
delle Pubbliche Assistenze
Centrali Operative
Provinciali o di zona
Volontari
della Pubblica Assistenza
Pubbliche Assistenze
«Si parte!»
La C.O.R. impartisce le istruzioni operative
necessarie: i volontari ed i mezzi richiesti
partono immediatamente per le destinazioni
indicate.
Occorre precisare, tuttavia, che questo sistema può non corrispondere con la codifica degli stati di allarme utilizzata dai vari Enti (Regioni, Prefetture, ecc.).
A.N.P. AS.
Protezione Civile
47
CHI FA COSA, E COME?
Quando l’Associazione riceve un allertamento dalla C.O.R., dalle
Aree o dai Comitati provinciali, devono scattare alcune procedure che
variano a seconda del codice «colore» ricevuto.
Nelle pagine che seguono sono riassunti:
R
lo schema delle procedure utilizzato dalla C.O.R.
R
i comportamenti che dovrebbero essere tenuti da chi riceve fisicamente il fax di allertamento (tipicamente il volontario che
presidia il centralino dell’associazione) e dal responsabile di
protezione civile della stessa.
Una fotocopia di alcune delle pagine seguenti può essere d’aiuto
utilizzandola come «check list» (lista di spunta), spuntando i quadratini a fianco di ogni attività suggerita quando questa è stata effettuata.
I modelli dei messaggi fax di allertamento per le diverse situazioni
si trovano nella sez. 3.
Una versione ridotta di queste procedure si trova allegata a questo
manuale, sotto forma di opuscolo da tenere in evidenza al centralino
dell’Associazione.
48
A.N.P. AS.
Protezione Civile
COMUNICAZIONE E ALLERTAMENTO
SCHEMA INTERPROVINCIALE
Negli schemi seguenti sono ricongiunte le assegnazioni individuali
come capofila dei raggruppamenti delle Aree della Sicilia Occidentale,
Centrale e Orientale, le quali, una volta ricevuto il messaggio, provvedono ad inoltrare alle altre Associazioni come da grafici di pagg. 31-34.
Coordinamento Interprovinciale Area Sicilia Occidentale
di PALERMO - TRAPANI - AGRIGENTO
C.O.R. presso centro A.N.P.AS
P.A.: - Aviti
-
A.V.P.C.
Aurora
S.m. Calcutta
Volontari Riuniti
Auxilium
Trapani Soccorso
La Provvidenza
Alcamo Soccorso
Croce D’oro
Il Soccorso
Belice Soccorso
Palermo
Termini Imerese
Caltavuturo
Casteltermini
Racalmuto
San Giuseppe Jato
Trapani
Marsala
Alcamo
Castelvetrano
Marausa
Campobello di Mazara
Coordinamento Interprovinciale Area Sicilia Centrale
di ENNA - CALTANISSETTA
P.A.: - Sicilia Soccorso
-
Amico Soccorso
Gruppo P.C.
P.C.M. La Stella
AVS
Vol. Protezione Civile
C.V.A.P.
Croce D’oro
Piazza Armerina
Barrafranca
Leonforte
Assoro
Cerami
Gela
Enna
Butera
A.N.P. AS.
Protezione Civile
49
Coordinamento Interprovinciale Area Sicilia Orientale
di MESSINA - CATANIA - SIRACUSA - RAGUSA
50
A.N.P. AS.
Protezione Civile
DIAGRAMMA DI FLUSSO DELLA C.O.R.
Allertamento
Invio allertamento
a tutte le Associazioni
P.A.: - Vol. del Soccorso
S. Croce Camerina
- C.A.P.C.
Vittoria
- A.P.A.S.
Paternò
- Centro Ascolto e Sol. Solarino
- Michele Guastella
Avola
- Associazione Volontari per Centuripe
- A.V.P.C. Ambie
Zafferana Etnea
- Astra
Caltagirone
- Croce Bianca
Scicli
- Aurora
Giarre
- Radio Club
Comiso
Attivazione della C.O.R.
Viene inviato a tutte le
Associazioni il fax di
allertamento ed il
modulo di ricevuta
Risposta
N
S
S
Invio
sollecito
Risposta
N
STOP
Cod. BIANCO
La C.O.R. invia a tutte le
Associazioni che hanno
risposto al Cod. Bianco
il modulo di allertamento e
il modulo riportante la lista
delle risorse necessarie
per l’intervento
Invia richiesta
risorse
Risposta
N
S
S
Invio
sollecito
Risposta
N
Cod. VERDE
La C.O.R. Valuta tutte le
risposte ricevute
Prepara i moduli di attivazione
del Cod. Giallo e la lista
delle Associazioni interessate
Valuta
Risorse
In attesa di
richieste spec.
Mat. Necessario
Preparazione elenco
Associazioni
Invia richiesta
Preparazione materiali
Risposta
Viene inviato il fax di
attivazione cod.
Ricevuta obbligatoria
N
Sollecito
telefonico
S
S
Risposta
N
Cod. GIALLO
Invia ordine di
partenza
Risposta
Viene inviato il fax di
attivazione cod.
Ricevuta obbligatoria
N
Sollecito
telefonico
S
S
Cod. ROSSO
Risposta
N
STOP
A.N.P. AS.
Protezione Civile
51
52
A.N.P. AS.
Se si riceve
un allertamento
con il codice
Se si riceve
un allertamento
con il codice
BIANCO
VERDE
Il centralinista:
Protezione Civile
Il centralinista:
1
Contatta subito il responsabile di protezione civile
dell’associazione e gli comunica il contenuto del
fax
1
Contatta subito il responsabile di protezione civile
dell’associazione e gli comunica il contenuto del
fax
2
Fa una copia del fax di allertamento, poi consegna
l’originale alla segreteria per protocollo ed archiviazione
2
Fa una copia del fax di allertamento, poi consegna
l’originale alla segreteria per protocollo ed archiviazione
3
Mette la copia in evidenza al centralino per i colleghi che lo sostituiranno
3
Mette la copia in evidenza al centralino per i colleghi che lo sostituiranno
4
Segue le istruzioni riportate sul fax
4
Segue le istruzioni riportate sul fax
Il responsabile di P.C.:
Il responsabile di P.C.:
1
2
3
1
Prende atto del contenuto del fax
2
Segue le eventuali istruzioni in esso contenute
3
Mette al corrente l’Associazione del tipo di allertamento
4
Verifica la disponibilità di volontari e mezzi
Fa una copia della modulistica allegata al fax di allertamento
Indica sul modulo i dati richiesti dalla C.O.R., che
tipicamente sono:
! numero di volontari e mezzi disponibili
! tempi di intervento previsti
! nominativo e recapito telefonico responsabile
e collaboratori
Trasmette il modulo così compilato alla C.O.R.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
53
Se si riceve
un allertamento
con il codice
54
1
Contatta subito il responsabile di protezione civile
dell’associazione e gli comunica il contenuto del
fax
2
Fa una copia del fax di allertamento, poi consegna
l’originale alla segreteria per protocollo ed archiviazione
3
Mette la copia in evidenza al centralino per i colleghi che lo sostituiranno
4
Segue le istruzioni riportate sul fax
1
Verifica la disponibilità dei volontari come numero e
specializzazione secondo quanto richiesto dalla
C.O.R.
2
Verifica che la dotazione personale dei volontari sia
idonea al tipo di intervento
ad esempio: uniforme, guanti da lavoro, guanti di
lattice, mascherina, stivali, casco, torcia, tappi per le
orecchie, borsa per l'emergenza (sezione 3 - allegato
8), ecc.
3
Verifica che i volontari siano dotati di documenti di
riconoscimento
obbligatori: carta d'identità o passaporto e patente di
guida, idonea ai mezzi condotti, per gli autisti)
4
Indica sull'apposito modulo i dati dei volontari:
?
nominativo
?
estremi documento di riconoscimento
?
dati anagrafici
?
codice fiscale
?
telefono cellulare
?
se necessaria applicazione art. 9 DPR 194/01 (e
quindi estremi datore di lavoro)
e trasmette il modulo così compilato alla C.O.R.
Il responsabile di P.C.:
1
Verifica la disponibilità di volontari e mezzi
2
Prepara quanto richiesto, suddiviso nelle risorse:
a) Volontari, b) mezzi di trasporto, c) materiali, d)
apparati radio, descritte nelle pagine seguenti
3
Consiglio: su una copia di tale modulo che resta in Associazione, indicare i recapiti delle famiglie (o di chi avvisare «in
caso di...»).
Trasmette alla C.O.R. la modulistica ricevuta con il
fax di allertamento, indicando le risorse disponibili
5
N.B.: i volontari devono essere convocati in sede solo a codice rosso
Protezione Civile
a. Il responsabile di P.C. per i
VOLONTARI:
GIALLO
Il centralinista:
A.N.P. AS.
Consegna a ciascun volontario il foglio «istruzioni
per l'intervento» (vedi esempio: sezione 3 - allegato 7)
A.N.P. AS.
Protezione Civile
55
56
b. Il responsabile di P.C. per i
MEZZI DI TRASPORTO
1
2
Protezione Civile
c. Il responsabile di P.C. per i
MATERIALI:
Indica sull’apposito modulo i dati di ogni mezzo:
?
?
marca
tipo
?
?
targa
peso
?
?
passo
chilometri alla partenza
e trasmette il modulo così compilato alla C.O.R.
1
Verifica la presenza dei materiali richiesti dalla
C.O.R., per tipologia e quantità
2
Ove possibile, annota eventuali numeri di serie,
matricola, tipi e modelli
Verifica lo stato del mezzo
(usura pneumatici, presenza pneumatici di scorta,
check completo)
3
Verifica i livelli (carburante, olio, acqua, ecc.) per attrezzi particolari (motoseghe, motopompe, ecc.)
4
Verifica eventuali dotazioni aggiuntive:
?
mat. elettrico (cavi, prolunghe, prese/spine, ecc.)
?
mat. a motore (carburanti, liquidi, materiali di consumo, estintori)
5
Fa una distinta di tutto il materiale che esce, dandone una copia al responsabile del gruppo in partenza insieme alle istruzioni per la denuncia di eventuali danni o perdite (vedi esempio nella sezione 3)
6
Ove previsto e possibile, verifica gli imballaggi (che
si consiglia siano impilabili e di dimensioni normalizzate)
3
Verifica i livelli (carburante, olio, acqua, ecc.)
4
Verifica la presenza a bordo degli attrezzi di manutenzione ordinaria (cric, chiave per ruote, ecc.)
5
A.N.P. AS.
Verifica l’esistenza a bordo dei documenti di viaggio (libretto di circolazione, certificato e contrassegno
assicurativo, ...) e ne fa due fotocopie (una di scorta
sul mezzo, una in associazione)
6
Acclude ai documenti di viaggio eventuali riferimenti (ad es.: ACI, EuropAssistance)
7
Verifica l’esistenza a bordo di:
?
scheda carburanti
?
moduli C.I.D.
?
modulo per autostrade
?
procedura per denuncia danni
1
Verifica la presenza delle fotocopie delle licenze
d’uso
Verifica la presenza a bordo di eventuali attrezzature ausiliarie (ad es.: catene, gancio traino, cavi traino, cavi
2
Verifica la presenza di una fotocopia delle istruzioni
per l’uso
8
batterie, piastre da sabbia, funi, cartelli stradali, cunei, ecc.)
d. Il responsabile di P.C. per gli
APPARATI RADIO:
A.N.P. AS.
Protezione Civile
57
1.4 i riferimenti generici (ad es. autostrade, assicurazioni, ecc.)
ROSSO
i riferimenti radio (canale, sigle per chiamate,
ecc.)
Contatta subito il responsabile di protezione civile
dell’associazione e gli comunica il contenuto del
fax
Verifica ancora una volta la presenza di tutti i documenti necessari per il viaggio (vedi codice giallo, punti b.5, b.6 e b.7)
3
Fa una copia del fax di allertamento, poi consegna
l’originale alla segreteria per protocollo ed archiviazione
Conferma alla C.O.R. l’avvenuta partenza della colonna
4
Segnala alla C.O.R. eventuali variazioni nella composizione della colonna (volontari e mezzi) rispetto a
quanto già comunicato (vedi codice giallo, punto 3.)
5
Attiva le procedure per l’applicazione dell’art. 9
DPR 194/01 (vedi sezione 3)
3
Mette la copia in evidenza al centralino per i colleghi che lo sostituiranno
4
Segue le istruzioni riportate sul fax
Il responsabile di P.C.:
1
1.5
2
Il centralinista:
2
Protezione Civile
necessari (ad esempio: campo base, centrale
operativa, C.O.M., comune, carabinieri, ecc.)
Se si riceve
un allertamento
con il codice
1
A.N.P. AS.
58
Provvede immediatamente a far partire i volontari
ed i mezzi richiesti per la destinazione prevista, consegnando agli autisti:
1.1 il percorso da seguire e la cartografia necessaria (ricevuti dalla C.O.R.)
1.2 numeri di telefono e nominativi di tutti gli
autisti (o capi gruppo) della colonna
1.3 tutti i riferimenti (indirizzi e numeri telefonici)
A.N.P. AS.
Protezione Civile
59
60
A.N.P. AS.
Protezione Civile
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
LA GESTIONE
DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
Cosa fare PRIMA
PREMESSA
L’A.N.P.AS., o la Centrale Operativa di Protezione Civile, offre
alle associazioni del Comitato Regionale un servizio di raccolta ed
inoltro agli Enti competenti della documentazione relativa a:
! rimborso ai datori di lavoro della retribuzione erogata ai volontari impegnati in emergenza;
! rimborso alle associazioni delle spese sostenute e dei danni subiti
in emergenza.
Chi intende avvalersi di tale servizio troverà utili e preziose istruzioni nei capitoli che seguono, ed eviterà pertanto inutili ritardi nella
procedura di inoltro e, di conseguenza, nell’ottenimento del rimborso
stesso.
Tuttavia, occorre la collaborazione delle Associazioni: la verifica
scrupolosa dei documenti e la celerità dell’invio degli stessi alla
Centrale Operativa sono due punti fondamentali del funzionamento di
questo servizio.
Le associazioni che non intendono avvalersi di tale servizio potranno, comunque, far tesoro di questi suggerimenti poiché il Decreto al
quale si fa riferimento (D.P.R. 194 dell’8 febbraio 2001, articoli 9 e
10) è sempre il medesimo.
L’A.N.P.AS. o la Centrale Operativa di Protezione Civile rimane a
disposizione di coloro che desiderano ulteriori chiarimenti in merito,
sempre nell’interesse comune di migliorare i contatti con tutte le
Associazioni.
Quando il volontario si iscrive ad un’Associazione che svolge
attività di Protezione Civile, l’Associazione medesima deve inviare al
datore di lavoro, con il consenso del volontario, un modulo (sezione 3,
allegato «1»).
Questo modulo serve a far sapere all’azienda o all’Ente che il
dipendente, in qualità di volontario, potrebbe dover abbandonare il
posto di lavoro in qualunque momento a seguito di un’emergenza, e
che la Legge lo tutela per quanto riguarda:
! mantenimento del posto
! retribuzione
! trattamento assicurativo
Il modulo potrebbe cambiare: in tal caso sarà cura del Comitato
Regionale inviare un nuovo esemplare a tutte le Associazioni.
Periodicamente (normalmente una volta all’anno, più spesso nel
caso di associazioni con un grande movimento di volontari) occorre
procedere alla verifica dei datori di lavoro dei volontari ed inviare il
suddetto modulo quando necessario.
È bene che le segreterie delle Associazioni ricordino spesso ai
volontari di comunicare tempestivamente tutte le variazioni relative
al loro impiego, affinché possano procedere all’aggiornamento
dell’anagrafe associativa ed all’invio del modulo al nuovo datore di
lavoro.
Alcune Associazioni, tipicamente quelle più grandi e meglio
strutturate a livello di segreteria, inviano sistematicamente i moduli a
tutti i datori di lavoro dei propri volontari, una volta all’anno.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
61
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
Cosa fare DURANTE l’attivazione
62
A.N.P. AS.
Protezione Civile
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
Cosa fare DURANTE l’emergenza
PER I VOLONTARI
Quando è richiesto l’impiego di volontari per un evento od
un’attività di Protezione Civile (ivi compresa la formazione), normalmente l’A.N.P.AS. Regionale riceve un fonogramma od un fax di
attivazione dall’Ente competente nel quale è espressamente dichiarata «l’applicazione dei benefici di legge»; questo documento viene poi
ritrasmesso dalla Centrale Operativa Regionale a tutte le
Associazioni che verranno coinvolte.
L’Associazione (o il Comitato Regionale o le sue articolazioni)
che mette in campo dei propri volontari per l’evento in questione
deve avvisare tempestivamente i rispettivi datori di lavoro mediante
un fax od una lettera (sez. 3, allegato 2)
Questo documento (che deve essere redatto su carta intestata e
firmato dal Presidente o dal responsabile preposto) dichiara:
! che il dipendente si dovrà assentare (o si è assentato) dal giorno.... per prendere parte ad attività di soccorso, di emergenza o
di formazione
!
! che l’assenza è autorizzata dal documento ... (citare numero di
protocollo e data del fonogramma, che va allegato in fotocopia)
e mette quindi a conoscenza il datore di lavoro delle motivazioni dell’assenza del proprio dipendente.
È molto importante che l’allegato 2 venga inviato in tempi brevissimi (entro 24 ore), per tutelare il volontario nei confronti del proprio datore di lavoro.
Per far sì che il datore di lavoro possa ottenere dallo Stato il rimborso della retribuzione erogata a vuoto al dipendente che si è assentato per l’emergenza, è indispensabile che l’impiego di ogni volontario sia certificato.
La certificazione d’impiego (vedi sez. 3, allegato 3) viene rilasciata dal Comune, dal C.O.M., dal C.C.S. o da altro Ente,
Funzionario od Ufficiale autorizzato a farlo.
Tale documento dovrà contenere i dati previsti nell’allegato 3 e
deve essere in originale (sono ammesse certificazioni «fotocopia»,
riportanti la firma ed il timbro in originale).
La Segreteria di campo od il Comitato Regionale rilasceranno
attestati A.N.P.AS. secondo quanto previsto dall’allegato 3 bis.
A tale scopo, ogni Associazione coinvolta dovrà segnalare tempestivamente al Comitato Regionale il nominativo dei volontari impiegati sia in partenza che in rientro affinché possano venir preparati
gli attestati secondo l’allegato 3 bis (a meno che non siano già stati
prodotti dalla Segreteria di campo).
Se un volontario presta la sua opera presso lo stesso «campo» per
più giorni ma non consecutivi, è preferibile che si faccia rilasciare
una certificazione per ogni singolo periodo.
Il volontario che presta la sua opera in diversi «campi», gestiti da
diverse amministrazioni, dovrà farsi rilasciare una certificazione da
ogni Ente presso il quale ha operato.
N.B.: le richieste di rimborso possono essere presentate anche per attività che non siano espressamente di emergenza (ad es. formazione ed esercitazioni). Anche a tale scopo, ogni Associazione coinvolta dovrà segnalare
tempestivamente al Comitato Regionale il nominativo dei volontari impiegati sia in partenza che in rientro affinché possano venir preparati gli attestati secondo l’allegato 3 bis.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
63
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
PER LE ASSOCIAZIONI
La legge prevede il rimborso delle spese sostenute dall’Associazione per i mezzi, durante le attività di protezione civile, relative a:
?
carburante impiegato
?
danni subiti
?
pedaggi autostradali corrisposti
?
perdita.
Per ottenere i rimborsi, però, è indispensabile che i volontari ricordino di procurarsi i seguenti documenti:
R
per rimborso carburante:
?
Schede carburante, fatture, ricevute fiscali, scontrini o altre
ricevute rilasciate dal gestore del distributore o dai casellanti, in
favore dell’Organizzazione interessata, riportanti ove possibile la
targa dell’automezzo.
N.B.: per ottenere l’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale, l’Associazione può produrre una dichiarazione come da fac-simile
riportato in sez. 3, all.9.
R
per rimborso danni:
?
Copia di denuncia alle autorità di pubblica sicurezza (ad esempio constatazione di incidente da parte della Polizia Stradale,
Carabinieri, Vigili Urbani o altre certificazioni pubbliche, attestanti l’avvenuta rottura di mezzi o lo smarrimento delle attrezzature,
con l’indicazione che essi non sono dipesi da dolo o colpa grave);
?
ovvero, in caso di impossibilità di intervento da parte delle
autorità competenti, apposita autocertificazione comprovante il
danno subìto, redatta e rilasciata dal Responsabile A.N.P.AS. operante per competenza sul posto dell’intervento.
R
in entrambi i casi:
?
Attestazione di partecipazione rilasciata dall’Autorità competente (Dipartimento P.C., Prefettura, Comune o C.O.M.,
Segreteria A.N.P.AS.).
?
Richiesta di rimborso da inoltrare alla Prefettura competente, come da fac-simile riportato in sez.3, all.10.
64
A.N.P. AS.
Protezione Civile
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
Cosa richiedere al DATORE DI LAVORO
La ditta, l’ente o il lavoratore autonomo, per ottenere il rimborso,
dovrà far pervenire al Comitato Regionale la seguente documentazione:
1. richiesta di rimborso su carta intestata secondo lo schema
contenuto nella sez. 3, alleg. 5.
La richiesta deve essere:
?
in originale
?
completa di timbro e firma del legale rappresentante
2. riepilogo dei costi sostenuti dall’azienda per il dipendente,
relativi al periodo di assenza per l’emergenza, secondo il prospetto
contenuto nella sez. 3, allegato 6.
Anche tale documento dovrà essere:
?
redatto su carta intestata
?
in originale
?
completo di timbro e firma del legale rappresentante
3. fotocopia della busta paga relativa al periodo interessato
4. fotocopia dell’estratto libro matricola relativo al dipendente
5. per i lavoratori autonomi: è necessario fornire la copia del
mod. «Unico», sulla base del quale occorrerà eseguire il calcolo per il
rimborso.
ATTENZIONE: Per quei volontari che hanno operato presso Enti
diversi, in territori di Prefetture differenti, la ditta o l’Ente dovrà presentare
tante richieste di rimborso quante sono le Prefetture interessate, facendo
attenzione che vi sia corrispondenza tra le date di impiego e quelle di assenza per cui viene chiesto il rimborso.
Per ottenere dal datore di lavoro quanto indicato, è bene che
l’Associazione o la C.O.R. inoltri i fac-simili (allegati 5 e 6) per mezzo di una lettera di accompagnamento (allegato 4) nella quale vengono fornite alla ditta o all’Ente le indicazioni necessarie; con tale lettera, si trasmetteranno anche le copie delle attestazioni di impiego
A.N.P. AS.
Protezione Civile
65
66
A.N.P. AS.
Protezione Civile
LA GESTIONE DELLE RICHIESTE DI RIMBORSO
SCHEDA DI ALLERTAMENTO
COME INOLTRARE
LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA
Le ditte o gli Enti dovranno inviare al Comitato Regionale tutta
la documentazione necessaria all’ottenimento dei rimborsi.
La documentazione dovrà essere trasmessa in busta chiusa sulla
quale comparirà l’indicazione: «Materiale riservato - Richiesta rimborso P.C.».
La busta dovrà essere consegnata a mano o recapitata mediante
mezzo celere e sicuro entro 60 giorni dal rientro del volontario sul
posto di lavoro.
Eventuali deroghe verranno comunicate di volta in volta.
Trascorso tale termine ultimo e in caso di documentazione non
conforme o incompleta, il Comitato Regionale non effettuerà più il
servizio di raccolta documenti ed inoltro agli Enti competenti.
Questo al fine di accelerare i tempi di rimborso e non penalizzare
coloro che hanno provveduto a consegnare tempestivamente quanto
richiesto.
Copia delle pratiche in questione verrà conservata a cura del
responsabile trattamento dati del Comitato Regionale in luogo idoneo e conforme a quanto prescritto dalle vigenti leggi e disposizioni
in materia di privacy.
Capo fila _________________________________________
Istruzioni relative all’attivazione della sala operativa nazionale o regionale, riguardante l’operatore di servizio.
Chiedere il nominativo di chi chiama e annotare l’ora
d’arrivo del messaggio specificando la causa
dell’emergenza.
Il tutto da compilare nella scheda A che si allega.
In caso di emergenza su richiesta del dipartimento della protezione civile, regionale o nazionale o della S.O. Nazionale dell’ANPAS avvertire i responsabili regionali elencati nella scheda C, che si allega.
Chiamare la centrale operativa regionale
Tel. ___________________
Fax ______________________________
AVVERTIRE IL RESPONSABILE REGIONALE
Sig.______________________
Tel. ___________________ Cell. ______________________
Fax ______________________________
Dare i codici di allertamento alle associazioni di PP.AA. come
da scheda B, si allega elenco delle associazioni assegnate al
suddetto capo fila
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Sezione 2
Normativa
di
riferimento
67
68
A.N.P. AS.
Protezione Civile
A.N.P. AS.
Protezione Civile
69
REGOLAMENTO A.N.P.AS. NAZIONALE
DI PROTEZIONE CIVILE
Art. 1
L’A.N.P.AS. svolge attività di Protezione Civile direttamente o attraverso
le Associazioni aderenti che, in possesso dei requisiti, manifestino la volontà
di svolgere tale servizio con il coordinamento e nelle regole che l’A.N.P.AS.
stessa si è data.
Art. 2
La Direzione Nazionale si doterà, per attuare operativamente l’attività di
protezione civile, di un apposito settore. Il Responsabile Nazionale di
Protezione Civile viene nominato dalla Direzione Nazionale, su indicazione
del Presidente nazionale, e ne entra a far parte di diritto.
Le Associazioni che ne fanno parte si impegnano ad applicare integralmente il presente regolamento.
ORGANI
Art. 3
Il compito dell’area nazionale di Protezione Civile è di coordinare,
dirigere e gestire tutte le attività afferenti a tale settore operativo
dell’A.N.P.AS..
È composta da:
- Commissione Nazionale Protezione Civile
(CNPC)
- Responsabile Nazionale Protezione Civile
(RNPC)
- Responsabile Operativo Nazionale
(RON)
- Staff di Coordinamento Operativo Nazionale (SCON)
- Sala Operativa Nazionale
(SON)
- Segreteria Nazionale di Settore
(SNS)
- Responsabile Regionale Protezione Civile
(RRPC)
- Staff di Coordinamento Operativo Regionale (SCOR)
- Sala Operativa Regionale
(SOR)
- Segreteria Regionale
(SR)
Art. 4
Il Responsabile Nazionale presiede la Commissione Nazionale di
Protezione Civile, ha compiti di coordinamento ed indirizzo politico, propone
le strategie di intervento e di investimento, rappresenta la struttura nazionale
di Protezione Civile dell’A.N.P.AS. ad ogni livello; nomina il Responsabile
della Centrale Operativa Nazionale.
70
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 5
La Commissione Nazionale di Protezione Civile è presieduta dal
Responsabile Nazionale di Protezione Civile, è composta dai responsabili di
Protezione Civile di tutti i Comitati regionali, dal Responsabile della Sala
Operativa Nazionale e dai Consiglieri Nazionali che hanno espressamente
scelto di partecipare a questo gruppo, nomina il Responsabile Operativo
Nazionale.
Art. 6
Il Responsabile Operativo Nazionale ha un ruolo di coordinamento e di
indirizzo all’interno dell’area di Protezione Civile Nazionale, è il riferimento
per i Responsabili Regionali di Protezione Civile, è all’interno dello Staff di
Coordinamento Operativo, è all’interno della Commissione Nazionale di
Protezione Civile.
Art. 7
Lo Staff di Coordinamento Operativo Nazionale è composto dal responsabile Nazionale, dal Responsabile Operativo Nazionale, dal Responsabile della
Sala Operativa Nazionale, da collaboratori nominati dal Responsabile
Nazionale.
In caso di intervento operativo si avvale inoltre della collaborazione
del/dei Responsabili Regionali di Protezione Civile interessati o loro delegati.
Art. 8
Sono compiti dello SCON:
- sviluppare e mantenere la struttura di Protezione Civile A.N.P.AS.;
- attivare la Sala Operativa Nazionale e disporne la chiusura;
- disporre il sopralluogo nelle aree interessate dall’evento e disporre gli
invii necessari;
- proporre progetti di previsione e prevenzione;
- indicare strategie e modalità di impiego degli obiettori di coscienza in
accordo con il Responsabile Nazionale Servizio Civile A.N.P.AS.;
- concordare con i Responsabili Regionali di Protezione Civile le modalità
dell’intervento;
- svolgere funzioni sostitutive rispetto ai Comitati Regionali, ove gli stessi
non siano in grado o non intendano garantire la gestione del-l’intervento.
Art. 9
La Sala Operativa Nazionale:
- è coordinata dal Responsabile della Sala Operativa Nazionale che attiva
un’idonea struttura in H24;
- viene attivata dallo SCON, rimane aperta H24 sino al termine delle
necessità di coordinamento nazionale;
- mantiene i contatti con tutti i Comitati Regionali interessati, aggiorna
A.N.P. AS.
Protezione Civile
71
tempestivamente in merito all’evolversi degli eventi ed impartisce disposizioni operative del caso;
- mantiene contatti con le Istituzioni preposte all’attivazione dell’emergenza;
- può dotarsi di strutture mobili da dislocare sul territorio per lo svolgimento delle funzioni di coordinamento in sede locale ove se ne ravvisi la
necessità;
- alla Sala Operativa Nazionale fa carico la diramazione di comunicati
stampa nazionali nella prima fase dell’intervento operativo.
Art. 10
La Segreteria Nazionale di Settore è coordinata dal Responsabile della
Sala Operativa Nazionale.
Ha funzioni di riferimento tecnico durante il normale corso dell’anno,
svolgendo funzioni di segreteria organizzativa, per conto dello SCON, svolge
funzioni di banca dati ed è a disposizione dei Comitati Regionali come
riferimento del settore Protezione Civile.
ISCRIZIONE DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI
Art. 11
Le Associazioni già iscritte all’A.N.P.AS. che intendano iscriversi al
settore Protezione Civile, dovranno compilare un modulo prestampato, a
disposizione dei Comitati Regionali, firmato dal Presidente dell’Associazione.
Art. 12
Tale domanda dovrà essere inviata al Comitato Regionale di appartenenza
che, entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta e previa verifica dei
requisiti darà parere favorevole o contrario, salvo per quelle Associa-zioni che
al momento dell’entrata in vigore del presente Regolamento siano già iscritte.
Art. 13
In caso di parere favorevole il Comitato Regionale inoltrerà copia
dell’idonea documentazione alla Segreteria Nazionale di Settore. In caso di
rifiuto all’iscrizione, l’Associazione potrà, entro 30 giorni, ricorrere al parere
del Collegio dei Probiviri del Comitato Regionale di competenza, che entro 60
giorni darà un parere definitivo e vincolante.
Art. 14
Il requisito fondamentale per iscriversi all’area di Protezione Civile è
quello di essere un’organizzazione aderente all’A.N.P.AS. che si impegna ad
adottare la divisa nazionale di protezione civile, quando definita (fino ad
esaurimento delle scorte potrà essere utilizzata quella in dotazione, purché
riportante la simbologia A.N.P.AS.) e la livrea nazionale A.N.P.AS. sui mezzi.
72
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 15
L’impiego operativo delle Associazioni iscritte nel settore di Prote-zione
Civile dell’A.N.P.AS. avverrà secondo disposizioni della SON, che in accordo
con il RON indicherà, di volta in volta, le attrezzature e le dotazioni necessarie.
Art. 16
L’eventuale revoca dell’iscrizione alla Protezione Civile da parte di
un’Associazione, firmata dal Presidente, deve essere spedita al Comitato
Regionale di competenza che ne spedirà copia alla SNS per l’aggiorna-mento
degli archivi.
Art. 17
L’espulsione di un’Associazione dal settore di Protezione Civile, dopo
tutti i tentativi di conciliazione, è decretata, per gravi inadempienze, dal
Comitato Regionale di competenza, che ne informerà l’Associazione stessa e
la SNS.
Art. 18
Avverso il provvedimento di espulsione l’Associazione interessata po-trà
ricorrere interpellando il Collegio dei Probiviri del Comitato Regionale di
appartenenza, il quale entro 60 giorni darà parere definitivo e vincolante.
Art. 19
Il RON, o suo delegato che in quel momento ha compito di coordinamento, ha facoltà di allontanare un’Associazione o i suoi volontari dalla zona di
intervento, con una relazione scritta informerà il Comitato Regionale di
competenza dell’Associazione stessa.
Nella relazione dovranno essere descritte le motivazioni e le gravi
inadempienze compiute.
Art. 20
Avverso il provvedimento di allontanamento l’Associazione interessata
potrà ricorrere interpellando il Collegio dei Probiviri del Comitato Regionale
di appartenenza, il quale entro 60 giorni darà parere definitivo e vincolante.
Art. 21
Le Associazioni si impegnano a formare i volontari secondo norme e
percorsi comuni, tramite corsi regionali o nazionali, come da indicazioni della
CNPC.
Art. 22
I volontari, inviati dalle Associazioni in zona operativa, sia essa di
emergenza vera o simulata, devono essere maggiorenni, preparati e idonei ad
operare.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
73
La documentazione relativa dovrà essere in possesso e reperibile presso
l’Associazione di appartenenza.
Art. 23
Le Associazioni accettano i vari livelli di coordinamento nazionale,
regionale o locale e si impegnano a rispettarli, in particolare durante gli
interventi operativi.
Art.24
Le Associazioni, oltre a quanto richiesto all’atto della domanda, dovranno
ogni anno e ad ogni consistente variazione, inviare al proprio Comitato
regionale il censimento delle risorse di uomini e mezzi e quant’altro sia
necessario evidenziare.
Art. 25
Le Associazioni si impegnano a mettere a disposizione della Protezione
Civile dell’A.N.P.AS. le risorse dichiarate nel censimento.
Le attrezzature strumentali dovranno essere supportate da personale
dell’Associazione proprietaria, in grado di assicurare un’utilizzazione
ottimale, salvo diversi accordi con la stessa Associazione.
Art. 26
I volontari impegnati nelle operazioni di Protezione Civile dovranno
essere dotati di:
- autosufficienza logistica;
- radio su frequenza in assegnazione COPASS (intera frequenza aggiornata), almeno sugli autoveicoli;
- supporti logistici con impiantistica a norma di legge e dei regolamenti
A.N.P.AS.;
- idonea copertura assicurativa.
74
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 28
Per una corretta funzionalità ogni Comitato Regionale dovrà individuare
all’interno dei propri contingenti operativi, comunicandolo alla struttura di
attivazione, le seguenti figure di comando, quando presenti:
- Coordinatore Regionale (Responsabile Regionale o suo delegato)
- Capo nucleo
- Responsabile Tecnico
- Responsabile Sanitario
- Responsabile Medico
- Responsabile delle Comunicazioni.
Art. 29
I Comitati regionali sono tenuti a strutturare le proprie Segreterie
Regionali di Protezione Civile con una standardizzazione dell’organizzazione e della modulistica definita nell’allegato tecnico al presente Regolamento, oltre a quella relativa ai dettati degli articoli 9 e 10 del DPR 194/2001,
ugualmente descritta nel citato allegato tecnico.(1)
Art. 30
I Responsabili Regionali dovranno annualmente redigere una relazione
sulle attività di Protezione Civile svolte nell’ambito del Comitato Regionale.
Dovranno altresì presentare la programmazione delle attività previste per
l’anno successivo, dandone conoscenza alle strutture nazionali di coordinamento.
Art. 31
Le Associazioni aderenti al settore di Protezione Civile dell’A.N.P.AS. si
impegnano ad informare regolarmente i Responsabili di Protezione Civile del
Comitato Regionale di appartenenza sulle attività e sui progetti in essere che le
coinvolgono.
REQUISITI ORGANIZZATIVI
Art. 27
La SON dirama i codici di allertamento, sentito il RON, ai Comitati
Regionali (o direttamente alle Associazioni in mancanza di coordinamento
regionale) e da questi alle Associazioni operanti sul territorio.
I codici di allertamento che accompagnano tutte le procedure nazionali,
regionali e locali sono:
- Codice BIANCO: informativa
- Codice VERDE: attenzione
- Codice GIALLO:
preallarme
- Codice ROSSO:
allarme
(1) L’allegato tecnico citato nell’art. 29 è costituito dal presente «Manuale operativo di
protezione Civile».
A.N.P. AS.
Protezione Civile
75
76
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 5 - L’Associazione di Riferimento nell’ordinario ed in caso di
allertamenti per Codice VERDE/GIALLO/ROSSO dovrà mantenere
rapporti e piena collaborazione con:
R
Referente di Area
R
Associazioni di Area
R
Centrale Operativa Regionale
R
Provvedere all’inoltro alle associazioni della propria AREA dei vari
fax diramati dalle strutture operative A.N.P.AS.
R
Organizzare i vari cambi di squadre della propria AREA sulla base
delle richieste provenienti dalle strutture operative A.N.P.AS.
R
Mantenere sempre aggiornati i numeri di reperibilità del Referente di
Area o dei suoi sostituti.
R
Aggiornare costantemente il censimento attrezzature disponibili in
Area.
R
Provvedere alla verifica che ogni nuova associazione che vuol entrare
a far parte del Sistema di P.C. A.N.P.AS. abbia la conformità allo standard
minimo previsto dal presente regolamento.
R
Provvedere ad organizzare, di concerto con la Commissione
Regionale P.C. periodici momenti formativi inerenti il settore.
R
Il Referente di Area dovrà informare il Coordinatore di Zona
dell’evento in corso, mantenere i contatti con la Commissione Regionale e con
il Responsabile Regionale di P.C.
R
Per eventi calamitosi a livello Regionale e Nazionale le procedure di
attivazione dei Codici di allertamento devono essere autorizzate dal
Responsabile Regionale di Protezione Civile, o, in sua assenza, da un membro
della Commissione Regionale di P.C. o della Direzione Regionale.
R
Per eventi calamitosi a livello di area i Codici di allertamento possono
essere diramati dal referente di Area, o in sua assenza da un membro della
Commissione P.C. di Area, informandone anche il Coordinatore di Zona.
R
Il Referente di Area può chiedere l’intervento di associazioni e
attrezzature al di fuori della propria area soltanto attraverso gli organi di
coordinamento regionale.
R
Eventuali situazioni di allarme che si verificassero nell’Area di
interesse di una singola associazione devono essere portate immediatamente a
conoscenza dell’Associazione di riferimento che attiverà le procedure di
informazione previste, secondo il grado di interesse ivi compreso la struttura
regionale.
R
Le Aree di protezione civile attraverso il proprio gruppo di coordinamento devono supportare, durante le emergenze le associazioni residenti in
Comuni sedi di C.O.M. o C.O.C. attraverso presenze qualificate nelle funzioni
di supporto secondo quanto previsto dal Metodo Augustus.
R
Le associazioni inviate in zona Operativa sono soggette alla dipendenza funzionale dagli organi di coordinamento preposti dal sistema
Nazionale A.N.P.d.P.C. (coordinatori Regionali e Nazionali, coordinatori di
settore) non sarà tollerata nessuna iniziativa non concordata, la conseguenza
di tale comportamento sarà l’allontanamento dalla zona operativa.
Art. 6 - Il referente di Area, e l’associazione di riferimento, con il gruppo
esecutivi di lavoro che dovrà costituirsi in ogni Area dovranno:
R
Mantenere sempre aggiornati i numeri di reperibilità di Area o dei
suoi sostituti.
Per le associazioni che hanno in gestione attrezzature Regionali: Va inteso che
in situazioni di emergenza tali attrezzature possono essere richieste direttamente dalla
struttura Regionale in più al contingente messo ordinatamente a disposizione dall’Associazione di Riferimento, informandone semplicemente il Referente di area.
IL REGOLAMENTO A.N.P.AS. REGIONALE
SICILIA DI PROTEZIONE CIVILE
Regolamento Regionale
e note esplicative sui codici di allertamento
Art. 1 - La zona è presente nella Commissione Protezione Civile tramite
un referente operativo indicato dalla medesima e individuato tra le associazioni con attività assidua di P.C. che viene definito Referente di Area.
Art. 2 - La Commissione Regionale a sua volta è presente nella zona
tramite il referente medesimo.
Art. 3 - La zona con l’ausilio del proprio referente di P.C. vaglierà ed
invierà al proprio Comitato Regionale le nuove domande di iscrizione al
Sistema Nazionale di Protezione Civile da parte delle singole Associazioni.
Il Comitato Regionale provvederà, se le stesse saranno concordi allo
standard dettato, all’inoltro all’A.N.P.AS. Nazionale, che le inserirà
nell’apposito albo Nazionale in continuo aggiornamento con il Dipartimento
Nazionale Protezione Civile.
Art. 4 - In caso di allertamento la Centrale Operativa Regionale avviserà
dell’evento in corso, l’associazione/i di riferimento la/le quale/i di concerto
con il proprio Referente di Zona attiveranno le procedure previste per i vari
Codici di Allertamento.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
77
A.N.P. AS.
78
Ø
Informativa delle associazioni di area sulle località
dell’evento da raggiungere eventualmente
Ø
Allestimento automezzi ed attrezzatura specifica
Ø
Logistica, autosufficienza h. 48 (due giorni), salvo
diversa indicazione
Ø
Reperibilità dei volontari di prima partenza (significa che
si devono rintracciare i volontari e chiedere le loro
disponibilità; si devono far immediatamente venire in
sede assentandosi dal lavoro solo a codice rosso)
Ø
Le associazioni devono mantenere i contatti solo con la
propria associazione di riferimento
Note esplicative sui codici di allertamento
Protezione Civile A.N.P.AS. Sicilia
CODICE
BIANCO
INFORMATIVO
Eventuale informativa di un evento sul territorio nazionale.
PROCEDURA OPERATIVA
dall’associazione di riferimento:
Ø
Solo di informazione alle associazioni di AREA.
CODICE
VERDE
FASE DI ATTENZIONE
Informativa di un evento in corso o di uno stato di attuazione.
PROCEDURA OPERATIVA
dall’associazione di riferimento:
Ø
Informativa al referente di AREA
Ø
Informazione alle associazioni di area e richiesta
reperibilità ai responsabili
dalle PP.AA.
Ø
Controllo disponibilità automezzi attrezzature logistica.
Ø
Lo stato di attenzione può durare anche qualche giorno.
Ø
Le associazioni non devono chiamare l’associazione di
riferimento
Per informazioni, ogni ulteriore variazione sarà prontamente diffusa.
CODICE
GIALLO
PREALLARME
Informativa dello stato dell'evento in corso
PROCEDURA OPERATIVA
dall'associazione di riferimento:
Ø
Convocazione in sede del responsabile dell’associazione
di riferimento
Ø
Informativa al responsabile di AREA, il quale mantiene i
contatti con:
1. Responsabile Regionale
2. Commissione Regionale
3. Sala Operativa Regionale
Ø
Eventuale invio unità regionale di prima valutazione
Ø
Convocazione nelle rispettive sedi dei responsabili
associativi
Protezione Civile
CODICE
ROSSO
Ulteriore informativa sull’evento in corso ed autorizzazione
alla partenza
PROCEDURA OPERATIVA
dall’associazione di riferimento:
Ø
Informativa al responsabile di area il quale insieme alla
medesima mantiene i contatti con:
1. Responsabile Regionale
2. Commissione Regionale
3. Sala Operativa Regionale
Ø
Convocazione nelle rispettive sedi dei volontari di prima
partenza già individuati nel CODICE GIALLO
Ø
Autorizzazioni alla partenza associazioni di AREA (comunicazione che deve essere diramata anche per FAX)
Ø
Indicazione ai gruppi specialisti
Ø
Indicazioni luoghi da raggiungere
Ø
Indicazione eventuale luogo di raggruppamento alla
partenza
Ø
Indicazione eventuale referente A.N.P.AS. in zona
operativa
Ø
Indicazione frequenza radio in trasferimento e in zona
operativa
Ø
Le associazioni dalle proprie sedi devono mantenere i
contatti solo con:
- Associazioni di riferimento
- A.N.P.AS. Regionale Sicilia per la documentazione
art. 9/10 D.P.R. 194/01
IN SITUAZIONI PARTICOLARI È POSSIBILE
ARRIVARE DIRETTAMENTE AL CODICE ROSSO
A.N.P. AS.
Protezione Civile
79
STANDARD MINIMI PER L’ISCRIZIONE
AL SISTEMA PROTEZIONE CIVILE
A.N.P. AS.
80
Protezione Civile
STANDARD FORMATIVO
PER IL VOLONTARIO SOCCORRITORE
A.N.P.AS. SICILIA
Avere almeno un gruppo di Otto volontari attrezzati come segue:
R
DIVISE
A) Divisa arancione riportante oltre il distintivo della propria associazione
anche il logo dell’A.N.P.AS. ben in evidenza.
R
ATTREZZATURE PERSONALI
B) Attrezzatura personale composta da: Giaccone arancione riportante gli
stemmi citati, zaino o borsone contenente, biancheria di ricambio,
sacco a pelo, scarponi, torce.
R
COMUNICAZIONI
C) Almeno una radiotrasmittente portatile inserita sulla rete radio
C.O.P.A.SS. completa di tutta la canalizzazione attuale.
R
DISPONIBILITÀ
D) Dimostrare piena disponibilità a far partecipare i propri volontari a
momenti di formazione organizzati dalla propria Area di Protezione
Civile, o dagli organismi A.N.P.AS.
R
AUTOMEZZI
E) Diventa in un primo momento di secondaria importanza avere un
mezzo specifico per l’attività di P.C. in quanto in caso di mobilitazione
è possibile organizzarsi con le altre associazioni di Area, lo stesso vale
per la logistica.
R
ISCRIZIONI
F) La nuova associazione prima di essere iscritta al sistema Nazionale di P.C.
dovrà dimostrare assidua attività a livello locale almeno per un anno (fatto
salvo le associazioni che al momento dell’adesione all’A.N.P.AS. abbiano
già un’attività consolidata nel campo della P.C.)
R
IMPIEGO
G) Nell’eventualità di un impiego a livello locale in cui si richieda
l’impiego dei benefici di cui alla legge n° 194/01 D.P.R. 9 e 10
l’associazione potrà essere giustificata direttamente dall’A.N.P.AS.
Le nuove modalità concordate con il Dipartimento della Protezione Civile
non prevedono più l’iscrizione diretta della singola PP.AA. ma solo attraverso A.N.P.AS. Nazionale che ne diventa anche la garante dell’affidabilità
operativa.
PREMESSA
Il presente documento contiene lo sviluppo dettagliato del protocollo
formativo base per i volontari soccorritori A.N.P.AS. Sicilia, riconosciuto
dalla Regione Siciliana con D.A. Sanità n. 33289 del 22 novembre 2000.
Autore del protocollo formativo è il Gruppo di Lavoro della commissione regionale dell’A.N.P.AS. Sicilia «Protocollo Formativo Volontari
Soccorritori A.N.P.AS. Sicilia».
Essi sono:
Formazione
Averna Rocco
Croce D’oro Butera
Responsabile
Pomo Emilio
Aviti Palermo
Membro
Angileri Vincenzo
La Provvidenza Marsala
Membro
Milazzo Filippo
Trapani Soccorso
Membro
Ventimiglia Giorgia
Aviti Palermo
Membro
A.N.P. AS.
Protezione Civile
81
Modello pedagogico e criteri per un ruolo
Lo standard formativo per il volontario soccorritore A.NP.AS. Sicilia è
mirato alla formazione dei compiti specifici che l’operatore volontario deve
svolgere nell’azione di soccorso, sia nei confronti del «soggetto/persona
che porta il problema» sia nell’interazione e cooperazione con gli altri
operatori del Sistema di Emergenza Sanitaria e di Protezione Civile in
Sicilia
La scelta di formulare un «programma formativo» per obiettivi formativi è di mirare e ricercare il risultato atteso (cioè formare al compito),
piuttosto che descrivere o riassumere un programma formativo.
Pone quindi il discente nelle condizioni di apprendere le capacità di:
?
identificare dei problemi di salute od organizzativi,
?
eseguire metodiche di primo soccorso,
?
applicare procedure di collaborazione con altri operatori.
Rispetto a ciascun compito sono stati definiti degli obiettivi formativi
che evidenziassero la globalità dei campi di apprendimento: conoscenza
(SAPERE), manualità e operatività (SAPER FARE), atteggiamento e
comportamento (SAPER ESSERE).
Inoltre per ciascun obiettivo formativo sono stati selezionati degli
indicatori di livello omogeneo di prestazione (vedi RISPOSTE ATTESE)
sulla base di tre criteri fondamentali:
Efficacia
L’azione di Primo Soccorso
Sicurezza
Indicatori di prestazione che garantiscono il «primum,
non nocere», nei confronti del «soggetto/persona che
porta il problema» e che sostengono e presidiano i
compiti del volontario soccorritore nell’ambito del suo
ruolo specifico
Adeguatezza
Indicatori di prestazioni confacenti al ruolo del volontario soccorritore
La definizione di criteri e di indicatori per la performance dei compiti e
l’organizzazione dei corsi stabilisce una piattaforma di base minima e comune, da cui partire per dimensionare le esperienze acquisite delle Associazioni e i bisogni del Sistema di Emergenza Sanitaria e di Protezione Civile.
82
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Lo standard formativo garantisce al volontario soccorritore e al Sistema
la riconoscibilità del ruolo di un operatore, volontario non professionista,
attraverso la tutela di tre criteri fondamentali dell’azione di soccorso:
Globalità
L’espressione delle capacità di solidarietà con il
sapere, saper fare, saper essere nei confronti del
«soggetto/persona che porta il problema»
Omogeneità
Il raggiungimento di un livello omogeneo di capacità di
prestazione nell’ambito del territorio regionale
Misurabilità
La possibilità e la garanzia di una valutazione più
oggettiva delle capacità di prestazione
Il modello pedagogico di riferimento scelto ha tenuto conto della
necessità di:
Simulare, in un contesto protetto, le reali condizioni in
cui il volontario soccorritore potrebbe operare
orientato ai
problemi
Considerare il fatto che sono adulti in apprendimento
(andragogia) e la loro eterogeneità: impiegati, operai,
casalinghe, laureati, pensionati...
orientato ai
discenti
Valorizzare la motivazione, l’esperienza e la cultura
del discente ponendolo in una condizione attiva di
apprendimento; coinvolgere gli operatori professionisti del Sistema di Emergenza Sanitaria e della
Protezione Civile con il rispetto dei rispettivi ruoli
cooperativo
Utilizzare strumenti e tecniche didattiche pertinenti ed
adeguate, che privilegino contesti realistici di operatività
pratico/teorico
Misurare qualitativamente il grado di apprendimento del
discente rispetto lo standard di riferimento, e non
solamente la quantità di ore, docenti, materiali impiegati...
valutabile
Il metodo formativo scelto (Pedagogia Attiva consigliato dall’O.M.S.) è
orientato a tale modello.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
83
Il presente standard formativo è orientato al ruolo, alle funzioni e ai
compiti del Volontario Soccorritore che opera in un equipaggio di soccorritori su autoambulanza di soccorso di base.
Per il Volontario Soccorritore che opererà in un equipaggio con la
presenza di un infermiere professionale (autoambulanza di soccorso
avanzato base) e/o un medico (autoambulanza di soccorso avanzato) si
prenderà come punto di riferimento il presente standard formativo base,
adeguandolo con un percorso formativo specifico per le nuove funzioni e i
nuovi compiti previsti dalla attività di équipe.
Analisi del ruolo
IL RUOLO DEL VOLONTARIO
A. SOCCORRITORE
ANPAS Sicilia
Il Volontario Soccorritore è un cittadino che opera un intervento di Primo
Soccorso con capacità professionali nell’ambito di un’organizzazione
definita (propria Associazione e nei Sistemi 118 e Protezione Civile).
Il termine professionale si riferisce e si circoscrive alla formazione,
all’impegno di operare secondo coscienza e al meglio delle proprio sapere/saper-fare/saper-essere, alla volontà di aggiornarsi periodicamente.
Il Volontario Soccorritore è un operatore costitutivo del Sistema di
Emergenza Sanitaria, Protezione Civile e che coopera con gli altri operatori
professionali professionisti (infermiere professionale, medico e Disaster
Manager).
LE FUNZIONI DEL VOLONTARIO
B. SOCCORRITORE
ANPAS Sicilia
Il Volontario Soccorritore, con un’adeguata FORMAZIONE e conseguente CERTIFICAZIONE della Regione Siciliana, deve essere capace di
svolgere le seguenti funzioni:
?
OPERARE IN MODO COORDINATO con la Centrale Operativa
del Sistema di Emergenza Sanitaria 118 e Protezione Civile,
?
GESTIRE L’ORGANIZZAZIONE di un soccorso sicuro sul luogo e
durante il trasferimento,
VALUTARE le condizioni di un soggetto bisognoso di soccorso
?
sanitario classificandolo secondo i codici protocollati,
84
A.N.P. AS.
Protezione Civile
?
PRESTARE L’ASSISTENZA DI PRIMO SOCCORSO sul luogo e
durante il trasferimento verso la struttura sanitaria competente.
LE FUNZIONI DEL VOLONTARIO
C. SOCCORRITORE
ANPAS Sicilia
I compiti sono le capacità operative di identificare problemi, eseguire
metodiche di Primo Soccorso, applicare procedure di collaborazione... nella
realtà.
Gli obiettivi formativi esprimono il risultato atteso del percorso di
apprendimento di ciascun discente, cioè le stesse capacità operative.
Essi sono le «frazioni molecolari» che identificano in modo univoco il
volontario soccorritore.
Essi sono presentati nell’ALLEGATO A e nell’ALLEGATO B.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
85
PROTOCOLLO FORMATIVO DEI VOLONTARI
SOCCORRITORI DELL’A.N.P.AS. SICILIA
Decreto dell’Assessorato Regionale della Sanità Regione Siciliana N° 33289 del 22 novembre 2000
PREMESSA
Nella Regione Siciliana il soccorso ed il trasporto di feriti ed ammalati
vengono prevalentemente svolti dalle Associazioni del Volontariato con l’attività
dei propri operatori, chiamati a fornire ai cittadini interventi sempre più qualificati in conseguenza dell’evoluzione tecnica e scientifica del soccorso.
L’interesse della Comunità a ricevere servizi adeguati comporta che gli operatori
del volontariato siano dotati di una specifica competenza ed autorevolezza.
La formazione del volontariato è pertanto elemento necessario di una efficace
organizzazione del soccorso e trasporto sanitario. Essa deve essere mirata al
raggiungimento di uniformi livelli di conoscenze tecniche, all’acquisizione del
ruolo sociale del volontario ed alla costituzione di una base psicologica per la
corretta comprensione delle situazioni.
La formazione dei volontari dell’A.N.P.AS. Sicilia nelle attività di primo
soccorso è svolta anche dalle singole organizzazioni di volontariato aderenti
all’A.N.P.AS. Sicilia sulla base del presente protocollo formativo.
NATURA DEI CORSI
La formazione deve prevedere la progressione attraverso due livelli:
R
Livello di base (allegato A)
R
Livello avanzato (allegato B)
Livello di base per mettere il volontario nella condizione di poter avere un
approccio corretto col cittadino ammalato od infortunato.
Livello avanzato per adeguare le conoscenze al ruolo di operatore del
soccorso, integrato nel lavoro di gruppo e di supporto all’attività medica.
I corsi di entrambi i livelli devono prevedere lezioni teoriche, pratiche e
simulazioni.
Sarà cura dell’associazione tenere costantemente aggiornati i propri volontari
soccorritori e verificare il loro processo formativo attraverso la valutazione
qualitativa del servizio prestato.
Organizzazione
I corsi sono organizzati dalle Associazioni di volontariato, aderenti
all’A.N.P.AS. Comitato Regionale Sicilia, che dispongano di almeno due
coordinatori della formazione e siano iscritti nel Registro Regionale dei coordinatori di formazione A.N.P.AS. Sicilia tenuto dall’A.N.P.AS. Sicilia e che svolgono
sevizio di soccorso, o interessati a richiedere l’autorizzazione all’esercizio delle
attività di trasporto ed eventualmente di soccorso infermi e feriti.
86
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Requisiti di ammissione
Età minima 17 anni (1° livello) e 18 (2° livello);
Idoneità psicofisica che può essere anche attestata dal medico dell’Associazione d’appartenenza.
Direttore del corso
Medico con esperienza nell’area dell’emergenza sanitaria designato
dall’Associazione promotrice del corso
Docenti
Sono scelti dal Direttore del corso in base ai criteri di competenza specialistica e di efficacia didattica.
Per le attività esercitative possono essere impegnati istruttori selezionati tra i
soccorritori professionali e volontari che abbiano partecipato ad un apposito
corso di preparazione organizzato dall’A.N.P.AS. e siano iscritti nel Registro
Regionale dei Formatori e dei Soccorritori tenuto dall’A.N.P.AS. Comitato
Regionale Sicilia.
Esame conclusivo
Per l’ammissione all’esame il Direttore del corso dovrà verificare la partecipazione del volontario ad almeno i 4/5 delle ore previste per teoria ed esercitazione.
L’esame si articola in una prova scritta ed una pratica.
Prova scritta: test a risposte multiple su 20 domande estratte da quiz
predisposti a livello regionale, riguardanti gli argomenti trattati nel programma,
rispetto alle quali vi sia la presenza dell’80% di risposte esatte.
Prova pratica: esecuzione di tecniche manuali e strumentali.
Commissione d’esame
È costituita dal Direttore del corso, da un Delegato dell’A.N.P.AS. Sicilia, da
un Funzionario dell’Assessorato Regionale alla Sanità e da un medico designato
dalla centrale operativa 118.
Almeno 20 giorni prima delle prove d’esame, l’Assessorato Regionale
notificherà all’associazione il nominativo del medico e del funzionario.
Il superamento del corso viene comunicato dalla commissione di esame
all’A.N.P.AS. Regionale che rilascia l’attestato di idoneità.
Durata del Corso
Livello di base: 60 ore di cui 30 di teoria e pratica e 30 di esercitazioni
pratiche da svolgere anche durante le ore di servizio.
Livello avanzato: 45 ore di cui 27 di teoria e pratica e 18 di tirocinio pratico
sulle ambulanze.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
87
ALLEGATO A
Contenuto: modello pedagogico e criteri per un ruolo, analisi del ruolo, moduli
formativi orientati al problema e contenenti le capacità e le metodiche di
soccorso adeguate al volontario, criteri per la progettazione e organizzazione dei corsi.
Destinatari: i cittadini che intendono diventare volontari soccorritori A.N.P.AS.
Sicilia
A.N.P. AS.
88
Protezione Civile
Corso di formazione
PER VOLONTARI
AL PRIMO SOCCORSO
Allegato A
Primo Livello
ALLEGATO B
Contenuto:
- 1° modulo formativo «Volontari Soccorritori A.N.P.AS. Sicilia
Destinatari: volontari soccorritori ANPAS Sicilia già attivi con due anni di
anzianità e che abbiano già frequentato il corso allegato A.
- 2° modulo formativo «Istruttori Soccorritori A.N.P.AS. Sicilia»
Destinatari: volontari soccorritori A.N.P.A.S. Sicilia selezionati dalle associazioni aderenti all’ANPAS Sicilia (medici, infermieri professionali, volontari
soccorritori già attivi con tre anni di anzianità e che abbiano già frequentato il modulo 1).
- 3° modulo formativo «Coordinatori Formazione A.N.P.AS. Sicilia»
Destinatari: direttori sanitari, volontari, medici, impegnati nel servizio di
emergenza e nella formazione (sia come formatori che come responsabili
dei corsi)
- 4° modulo formativo «Volontari Soccorritori A.N.P.AS. Sicilia nella
gestione della maxi emergenza»
Destinatari: il corso mira a formare volontari soccorritori che dispongano di
competenze omogenee sulle procedure operative della Protezione Civile e
che sappiano interagire opportunamente con la direzione dei sistemi di
gestione dell’emergenza e con la base della propria Associazione in
situazioni di catastrofi sociali (Linee guida sulla Organizzazione Sanitaria
in caso di catastrofi sociali emanate dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della Protezione Civile Ufficio Emergenza
Sanitaria, Ods. N1 del 27 aprile 1992).
OBIETTIVI GENERALI
R
Acquisire la consapevolezza sociale del volontariato.
R
Acquisire una base psicologica: saper rilevare i bisogni del cittadino
«malato» ed operare per il suo soddisfacimento.
R
Acquisire una base tecnico-nozionistica: fornire al soccorritore gli
elementi per la piena conoscenza delle azioni, degli elementi che interagiscono.
Durata complessiva: 60 ore ripartite fra teoria/pratica e tirocinio.
Ruolo del volontario
Titoli:
- La solidarietà
- Cosa vuol dire essere volontari
- Presentazione della propria organizzazione: finalità e ruolo
Obiettivi:
-
Aspetti relazionali nell’approccio al paziente
Titoli:
Con il riconoscimento del corso di formazione dei Volontari Soccorritori
l’Assessorato alla Sanità concretizza la possibilità del cittadino-volontario di
contribuire a dare vita ad un grande progetto di diritto alla salute, riaffermando i
valori, la storia e le esperienze, indicatori della motivazione dell’essere volontari.
Definire il ruolo sociale del volontariato
Identificare i doveri sociali del volontario
Definire i rapporti con le Istituzioni
Descrivere le convenzioni
-
I bisogni
La salute e le malattie
Il dolore
La morte
La fiducia
A.N.P. AS.
Protezione Civile
89
A.N.P. AS.
90
- La comunicazione
- L’autocontrollo
Obiettivi:
- Definire le necessità primarie dei pazienti nei momenti di
pericolo
- Definire i problemi dell’individuo connessi al passaggio
repentino da uno stato di benessere allo stato di malattia
(il dolore, la morte)
- Elencare possibili schemi di comportamento che sviluppino la comunicabilità e l’autocontrollo.
- Riconoscimento di sintomi e segni relativi a situazioni di
emergenza-urgenza
- Supporto Vitale di Base (B.L.S.)
- Posizionamento del paziente
- Norme elementari di primo soccorso
- Situazioni speciali di rianimazione (ustioni, annegamento,
shock elettrico)
Obiettivi:
Traumatologia e trattamento delle lesioni
Titolo:
- Impiego dei sistemi di immobilizzazione e trasporto
- Trasporto del paziente traumatizzato con particolare
riferimento ai traumi vertebro-midollari
Obiettivi:
- Saper applicare i sistemi di immobilizzazione e trasporto:
?
Cucchiaio
?
Tavola
?
Coltrino
?
Collari cervicali
?
Stecco bende
?
Protezione termica
Problematiche del soccorso in situazioni
specifiche socio-sanitarie
Titoli:
-
Obiettivi:
- Riconoscimento delle evenienze specifiche
- Approccio mirato al paziente
- Normative vigenti
Psichiatria
Tossicodipendenza
Alcolismo
Maltrattamenti ad abusi
Il supporto vitale di base e norme
elementari di primo soccorso
Titoli:
- Basi di anatomia e fisiologia legate alle situazioni d’emergenza
Protezione Civile
- Saper conoscere i sintomi e segni relativi a situazioni
d’emergenza-urgenza ed applicazione ossigeno-terapia:
?
Cianosi
?
Alterazione della pressione arteriosa
?
Alterazione dello stato di coscienza
?
Alterazione della mobilità e sensibilità
- Saper applicare secondo le regole internazionali il B.L.S.
- Saper applicare le norme di corretto posizionamento del
paziente:
?
Posizionamento laterale di sicurezza
?
Posizione antishock
?
Posizioni relative e situazioni speciali
- Saper applicare le norme elementari di Primo Soccorso:
?
Blocco emorragia esterna
?
Protezione di ferite
?
Protezione delle ustioni
- Definire situazioni speciali di rianimazione di base:
?
Ipotermia
?
Annegamento
?
Trauma
?
Ustioni
?
Shock elettrico
?
Intossicazioni
- Saper affrontare le emergenze ostetrico-ginecologiche.
I mezzi di soccorso: Igiene e prevenzione
nel soccorso e sulle ambulanze
Titoli:
- I mezzi di soccorso e le normative vigenti
- L’ambulanza di Primo Soccorso e trasporto ordinario
- L’ambulanza attrezzata O.M.S.
A.N.P. AS.
-
Obiettivi:
-
Protezione Civile
91
L’emiambulanza
Le apparecchiature
L’asepsi
La disinfezione
La trasmissione delle infezioni
Le più comuni malattie infettive e modalità di trasmissione:
?
Epatite virale
?
AIDS
?
Encefalite
?
Malattie dermatologiche
I più comuni sistemi e prodotti di disinfezione
Definire le tipologie dei mezzi di soccorso secondo le
normative vigenti
Saper utilizzare i dispositivi e le apparecchiature in
dotazione al mezzo di primo soccorso
Definire le caratteristiche determinanti dei mezzi di
soccorso
Identificare le problematiche relative alla trasmissione
interumana di malattie infettive durante le attività di
soccorso
Definire le procedure necessarie al mantenimento
dell’igiene ambientale dei mezzi di soccorso.
PREVENZIONE ANTINFORTUNISTICA
Titoli:
- La prevenzione antinfortunistica negli interventi di
soccorso
- Situazioni di pericolo in ambiente domestico
Obiettivi:
- Identificare le norme di comportamento e le procedure
necessarie alla prevenzione degli infortuni durante il
soccorso
- Definire le regole di protezione attiva e passiva
A.N.P. AS.
92
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allegato B
Titoli:
- Le apparecchiature elettromedicali: conoscenza e
modalità d’impiego
- L’impiego pratico di tutti i presidi in interventi complessi
Obiettivi:
- Saper utilizzare in situazioni d’emergenza tutti i dispositivi e le apparecchiature
OBIETTIVI GENERALI
Durata complessiva: 45 ore ripartite fra teoria, pratica e tirocinio.
L’organizzazione dei sistemi di emergenza
Titoli:
Obiettivi:
- Rapporti tra le unità periferiche e il coordinamento del
sistema di emergenza anche in riferimento alle maxiemergenze
- L’applicazione dei protocolli operativi del sistema
- Definizione dei metodi per l’adeguamento dell’associazione al sistema d’emergenza
- Comprendere il significato dell’integrazione delle varie
componenti il sistema
- Attrezzature e manovre in una équipe di soccorso
Il supporto vitale in emergenza
Titoli:
- BLS e concetto di supporto vitale avanzato
Obiettivi:
- Saper applicare secondo le regole internazionali BLS
- Comprendere il significato del supporto vitale avanzato
Aspetti giuridici di responsabilità
del soccorritore volontario
Titoli:
- La responsabilità penale
- La responsabilità civile
Obiettivi:
- Identificare gli aspetti di legge che disciplinano le
attività di primo soccorso
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Le attrezzeture in emergenza sanitaria
Secondo Livello
R
Acquisire tecniche approfondite d’intervento
R
Saper coordinare l’intervento dei soccorsi
R
Saper collaborare nell’ambito di una équipe di soccorso medico
R
Saper svolgere funzioni formative per i volontari
Protezione Civile
Indicazioni generali per il tirocinio dei volontari
nell’emergenza sanitaria
Titoli:
- La scelta dei contenuti
- L’approccio relazionale al volontariato in formazione
- La corretta esposizione e la traduzione pratica delle
nozioni acquisite
Obiettivi:
- Acquisire la padronanza e l’uniformità nel processo
formativo dei volontari in formazione
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Legge 24 febbraio 1992, n. 225: Istituzione
del Servizio Nazionale della Protezione Civile (SNPC)
Quello che segue è solo un sunto degli articoli e dei concetti più importanti (per quanto
riguarda l’argomento trattato da questo manuale) della legge 225.
o
Art. 1 - Finalità: tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e
l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da
catastrofi e da altri eventi calamitosi.
o
Art. 2 - Gli eventi si distinguono in:
a. eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni
competenti in via ordinaria
b. eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro natura ed
estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria
c. calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione,
debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari.
o
Art. 3 - Le attività di protezione civile sono:
1. previsione
2. prevenzione
3. soccorso
4. superamento dell’emergenza
o
Art. 5 - Al verificarsi degli eventi il Consiglio dei ministri delibera lo stato di
emergenza. Per l’attuazione degli interventi di emergenza si provvede anche a
mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente.
o
Art. 6 - Le componenti del SNPC sono: le amministrazioni dello Stato, le
regioni, le province, i comuni e le comunità montane, gli enti pubblici, la comunità scientifica, ogni altra istituzione ed organizzazione anche privata, nonché
i cittadini ed i gruppi associati di volontariato civile.
o
Art. 11 - Costituiscono strutture operative nazionali del SNPC:
a. il corpo dei vigili del fuoco
b. le forze armate
c. le forze di polizia
d. il corpo forestale dello Stato
e. i servizi tecnici nazionali
f. i gruppi nazionali di ricerca scientifica
g. la Croce rossa italiana
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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h. le strutture del servizio sanitario nazionale
i. le organizzazioni di volontariato
j. il corpo nazionale soccorso alpino
o
Art. 12 - Le regioni provvedono alla predisposizione ed attuazione dei programmi regionali di previsione e prevenzione.
o
Art. 13 - Le province assicurano rilevazione, raccolta ed elaborazione dei dati
interessanti la protezione civile, e la predisposizione e realizzazione di programmi provinciali di previsione e prevenzione.
o
Art. 14 - Il prefetto predispone il piano per fronteggiare l’emergenza su tutto il
territorio della provincia e ne cura l’attuazione; a seguito della dichiarazione
dello stato di emergenza opera quale delegato del Presidente del Consiglio dei
ministri.
o
Art. 15 - Il sindaco è autorità comunale di protezione civile. Al verificarsi
dell’emergenza assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza e provvede agli interventi necessari. Quando l’evento non
può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del comune, il sindaco chiede l’intervento di altre forze e strutture al prefetto.
o
Art. 18 - Il SNPC assicura la più ampia partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni di volontariato di protezione civile all’attività di previsione, prevenzione e soccorso. A tal fine ne riconosce e stimola le iniziative e ne assicura
il coordinamento. (vedi anche D.P.R. 194/01)
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
D.P.R. 8/2/2001, n.194
Regolamento recante nuova disciplina della
partecipazione delle organizzazioni di volontariato
alle attività di protezione civile
(Annulla e sostituisce il precedente D.P.R. 613 del 21/9/94)
Art. 1. - Iscrizione delle organizzazioni di volontariato nell’elenco
dell’Agenzia di protezione civile
1. È considerata organizzazione di volontariato di protezione civile ogni organismo liberamente costituito, senza fini di lucro, ivi inclusi i gruppi comunali di
protezione civile, che svolge o promuove, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, attività di previsione,
prevenzione e soccorso in vista o in occasione di eventi di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonché attività di formazione e addestramento, nella stessa materia.
2. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento è considerata organizzazione di volontariato di protezione civile ogni organismo liberamente costituito,
senza fini di lucro, ivi inclusi i gruppi comunali di protezione civile, che svolge o
promuove, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e
gratuite dei propri aderenti, attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista
o in occasione di eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di competenza statale ai sensi dell’articolo 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché attività di formazione e addestramento, nella stessa materia.
3. Al fine della più ampia partecipazione alle attività di protezione civile, le
organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri regionali previsti dall’articolo 6
della legge 11 agosto 1991, n. 266, nonché in elenchi o albi di protezione civile
previsti specificamente a livello regionale, possono chiedere, per il tramite della
regione o provincia autonoma presso la quale sono registrate, l’iscrizione
nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile, di seguito denominata
“Agenzia”, che provvede, d’intesa con le amministrazioni medesime, a verificare
l’idoneità tecnico-operativa in relazione all’impiego per gli eventi calamitosi indicati al comma 2. Sulle suddette organizzazioni, le regioni e le province autonome
invieranno periodicamente all’Agenzia l’aggiornamento dei dati e ogni altra utile
informazione volta al più razionale utilizzo del volontariato.
4. Le organizzazioni di volontariato di cui al comma 2, che, in virtù
dell’articolo 13 della legge 11 agosto 1991, n. 266, non avendo articolazione
regionale, non sono iscritte nei registri regionali previsti dall’articolo 6 della stessa legge, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco nazionale di cui al comma 3
direttamente all’Agenzia che provvede, dopo congrua istruttoria tesa ad appurarne
la capacità operativa in relazione agli eventi di cui al comma 2. Le regioni e le pro-
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Protezione Civile
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vince autonome invieranno periodicamente all’Agenzia, preferibilmente su base
informatica, l’aggiornamento dei dati inerenti le suddette organizzazioni e ogni
altra utile informazione volta al più razionale ed omogeneo indirizzo del volontariato.
5. Dell’avvenuta iscrizione nell’elenco nazionale, l’Agenzia informa le organizzazioni richiedenti, le regioni, le province autonome ed i prefetti territorialmente competenti.
6. Per favorire l’armonizzazione di criteri, modalità e procedure d’iscrizione,
di formazione e di utilizzo delle organizzazioni di volontariato su tutto il territorio
nazionale, l’Agenzia promuove periodiche riunioni con i rappresentanti delle
regioni e delle province autonome.
7. Con provvedimento motivato, l’Agenzia può disporre la cancellazione
dall’elenco nazionale delle organizzazioni di volontariato per gravi e comprovati
motivi, accertati dalle autorità competenti ai sensi della legge n. 225 del 1992 in
conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo
n. 112 del 1998.
8. L’Agenzia cura la specializzazione delle organizzazioni di cui al comma 2,
nelle attività di protezione civile e provvede a individuare ed a disciplinare le esigenze connesse alle specifiche tipologie di intervento, nonché le forme e le modalità di collaborazione.
Art. 2. - Concessione di contributi finalizzati al potenziamento
delle attrezzature e dei mezzi e al miglioramento
della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini
1. L’Agenzia può concedere alle organizzazioni di volontariato iscritte
nell’elenco nazionale di cui al comma 3 dell’articolo 1, nei limiti degli stanziamenti destinati allo scopo, contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi, nonché al miglioramento della preparazione tecnica e alla formazione dei cittadini.
2. Per potenziamento delle attrezzature e dei mezzi si intende il raggiungimento di un livello di dotazione di apparati strumentali, più elevato rispetto a quello di
cui l’organizzazione dispone, sia mediante interventi sulle dotazioni già acquisite,
sia mediante acquisizione di nuovi mezzi e attrezzature.
3. Per miglioramento della preparazione tecnica si intende lo svolgimento delle pratiche di addestramento e di ogni altra attività, ivi inclusa quella di formazione, atta a conseguire un miglioramento qualitativo ed una maggiore efficacia
dell’attività espletata dalle organizzazioni.
4. Per formazione dei cittadini si intende ogni attività diretta a divulgare fra i
cittadini la cultura di protezione civile, nonché a favorire la conoscenza delle
nozioni e l’adozione dei comportamenti individuali e collettivi, utili a ridurre i
rischi derivanti dagli eventi di cui al comma 2 dell’articolo 1, e ad attenuarne le
conseguenze.
5. Le attività di cui ai commi 3 e 4 debbono espletarsi, nel rispetto dei piani for-
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Protezione Civile
mativi teorico-pratici predisposti, sentite le regioni e le province autonome interessate, dall’Agenzia che, allo scopo di verificare esigenze e risultati conseguibili,
può organizzare corsi sperimentali.
6. La domanda per la concessione dei contributi di cui al comma 1, sottoscritta
dal legale rappresentante e compilata in conformità ai modelli A e B allegati al presente regolamento, deve essere indirizzata e presentata direttamente o a mezzo di
raccomandata con avviso di ricevimento, entro il 31 dicembre di ciascun anno,
all’Agenzia, corredata della documentazione prevista negli articoli 3 e 4.
7. I contributi sono, di norma, erogati in misura non superiore al 75% del fabbisogno documentato. La percentuale dei costi finanziabili può essere aumentata
oltre tale limite, fino alla totale copertura della spesa, in relazione alle esigenze
delle organizzazioni di volontariato in aree del territorio nazionale che presentino
elevati indici di rischio o per le quali sia in atto la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, al momento della domanda.
8. Nella concessione dei contributi di cui al presente articolo si tiene conto delle eventuali, analoghe concessioni di contributi o agevolazioni finanziarie da parte
di altre amministrazioni pubbliche al medesimo titolo, ovvero da parte dei privati.
A tal fine l’istante deve indicare i contributi e le agevolazioni ricevute con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà allegandola alla domanda di cui al comma 6.
L’ammontare complessivo dei contributi pubblici o privati, anche congiuntamente
considerati, non può superare l’importo della spesa effettivamente sostenuta
dall’organizzazione con riguardo al medesimo progetto di potenziamento delle
strutture, o di miglioramento della preparazione tecnica, o di formazione dei cittadini.
9. In caso di partecipazione delle regioni e delle province autonome, delle province, dei comuni e delle comunità montane al finanziamento dei progetti di cui al
presente articolo, l’erogazione del relativo contributo concesso dall’Agenzia può
avvenire anche per il tramite dei suddetti enti.
Art. 3. - Documentazione da allegare alla domanda per la concessione
di contributi per il potenziamento delle attrezzature e dei mezzi
1. La domanda per la concessione del contributo per il potenziamento delle
attrezzature e dei mezzi deve essere corredata della seguente documentazione:
a) relazione illustrativa e tecnica del progetto di acquisizione di mezzi e attrezzature, in relazione alle prevedibili esigenze e alle modalità di impiego;
b) documentato preventivo di spesa relativo al progetto;
c) dichiarazione di eventuali richieste di contributo inoltrate ad altri soggetti o
di contributi già erogati per il medesimo progetto;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la veridicità della
documentazione allegata alla domanda.
2. Se l’Agenzia ritiene che la documentazione prodotta è carente, può richiedere la necessaria integrazione in qualunque fase del procedimento di concessione
del contributo.
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Art. 4. - Documentazione da allegare alla domanda per la concessione
di contributi per il miglioramento della preparazione tecnica
e per la formazione dei cittadini
1. La domanda per la concessione dei contributi per il miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini deve essere corredata dalla
seguente documentazione:
a) progetto contenente anche la relazione esplicativa, ove sia specificato il
tipo di attività di formazione o di addestramento, l’impianto organizzativo,
il responsabile del progetto, i destinatari e gli obiettivi che si intendono perseguire;
b) preventivo di spesa analitico dei costi da sostenere;
c) dichiarazione di eventuali richieste di contributo inoltrate ad altri soggetti o
di contributi già erogati per il medesimo progetto;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la veridicità della
documentazione allegata alla domanda.
2. L’Agenzia può sottoporre il preventivo di spesa riguardante il finanziamento dei progetti di cui al presente articolo al parere di autorità competenti, tra cui
scuola superiore della pubblica amministrazione, Università, Istituti di ricerca, al
fine stabilire la congruità dei costi indicati.
3. Se l’Agenzia ritiene che la documentazione prodotta e’ carente, può richiedere all’organizzazione di volontariato la necessaria integrazione in qualunque
fase del procedimento di concessione del contributo.
Art. 5. - Criteri e procedure per la concessione dei contributi
1. L’Agenzia, d’intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, definisce coerentemente con i piani di emergenza previsti
dall’articolo 107, comma 1, lettera f), n. 2), i criteri generali di ripartizione dei contributi, che restano in vigore per un triennio. Sulla base dei criteri definiti,
l’Agenzia, sentito il Comitato di cui all’articolo 12, predispone, entro il 30 giugno
di ciascun anno, il piano di erogazione dei contributi alle organizzazioni iscritte
nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, in relazione alle domande presentate
entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
2. I parametri di valutazione per la concessione dei contributi tengono conto:
a) dei rischi del territorio o dell’esistenza dello stato d’emergenza nazionale;
b) dei benefici ottenibili attraverso l’erogazione del contributo;
c) della consistenza di altri eventuali, precedenti contributi concessi
dall’Agenzia, ovvero da altre pubbliche amministrazioni.
3. Nel termine di trenta giorni dalla predisposizione del piano di erogazione di
cui al comma 1, viene data comunicazione a ciascuna organizzazione di volontariato richiedente del provvedimento motivato di ammissione parziale o totale o di
esclusione dal contributo stesso. Analoga comunicazione va data alla regione o
provincia autonoma interessata.
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Art. 6. - Obblighi dei beneficiari
1. I beneficiari dei contributi previsti dall’articolo 3, sono tenuti al rispetto delle seguenti disposizioni:
a) tenuta in efficienza di mezzi, attrezzature e strutture e divieto di distoglierli
dalla prevista utilizzazione, ove di natura durevole, senza esplicita autorizzazione
da parte dell’Agenzia, per un periodo di tre anni dalla data di acquisizione dei predetti macchinari o attrezzature. Tale obbligo sussiste anche nel caso di anticipato
scioglimento dell’organizzazione o di trasferimento dei beni acquisiti ad altra organizzazione. L’obbligo di cui al presente comma può cessare, con provvedimento
del Ministro dell’interno o di un suo delegato, nei casi in cui la distrazione dall’uso
originario sia connessa ad un progetto di ristrutturazione o di successivo improcrastinabile potenziamento, preventivamente autorizzati dall’Agenzia;
b) intestazione al legale rappresentante dell’organizzazione dei beni mobili
registrati;
c) realizzazione dell’iniziativa entro un termine stabilito, prorogabile solo per
fatti non imputabili all’organizzazione, e certificata da opportuna documentazione.
Art. 7. - Accertamenti sulla realizzazione dell’iniziativa
1. L’Agenzia dispone accertamenti volti a verificare l’avvenuto potenziamento delle attrezzature, dei mezzi e delle strutture in conformità alla documentazione
prodotta all’atto della domanda, nonché il rispetto degli obblighi di cui all’art.6.
2. Per l’effettuazione di tali accertamenti l’Agenzia si avvale di funzionari tecnici ed amministrativi individuati dall’Agenzia medesima.
3. Eventuali violazioni delle prescrizioni contenute nel provvedimento di concessione del contributo determinano:
a) la revoca, da parte dell’Agenzia, del contributo finanziario accordato;
b) l’avvio della procedura per il recupero del contributo o dell’acconto sul contributo già erogato, maggiorato dei relativi interessi al tasso legale.
4. Nei casi di violazioni commesse con dolo o colpa grave l’Agenzia dispone
con provvedimento motivato, da comunicare alla competente prefettura, alla
regione, alla provincia autonoma, l’esclusione dell’organizzazione dalla concessione di contributi per la durata di cinque anni. Eventuali richieste avanzate nel
predetto quinquennio sono considerate irricevibili.
5. Verifiche ed accertamenti possono essere, altresì, disposti dall’Agenzia, con
le medesime modalità di cui al comma 2, al fine di accertare il regolare svolgimento delle attività dirette al miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini, disponendosi, nei casi di accertata violazione e secondo la gravità, i provvedimenti previsti nei commi 3 e 4.
Art. 8. - Partecipazione delle organizzazioni di volontariato all’attività
di predisposizione ed attuazione dei piani di protezione civile.
Forme e modalità
1. Ai fini di cui all’articolo 107, comma 1, lettera f), numeri 1) e 2) del decreto
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legislativo 31 marzo 1998, n. 112, le organizzazioni di volontariato di protezione
civile di cui all’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, ciascuna nel proprio ambito territoriale di operatività, forniscono all’autorità competente ai sensi
della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi
dell’articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998, ogni possibile e fattiva
collaborazione. I compiti delle organizzazioni di volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di protezione civile per i casi di eventi calamitosi indicati al comma 2 dell’articolo 1, in relazione alla tipologia del rischio da affrontare,
alla natura ed alla tipologia delle attività esplicate dall’organizzazione.
2. Le organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 1, comma 2, vengono
sentite in relazione alle attività oggetto di indirizzi di cui all’articolo 107, comma
1, lettera f), numero 1), del decreto legislativo n. 112 del 1998 e prendono parte
alle attività di predisposizione ed attuazione dei piani di protezione civile, per i
casi di eventi calamitosi di cui al comma 2 dell’articolo 1, nelle forme e con le
modalità concordate con l’autorità competente ai sensi della legge n. 225 del
1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’articolo 108 del decreto
legislativo n. 112 del 1998.
3. Ai fini di cui al comma 2 e con riguardo alla predisposizione ed
all’attuazione dei piani di protezione civile, le organizzazioni di volontariato
comunicano all’autorità di protezione civile competente con cui intendono collaborare:
a) il numero dei volontari aderenti ed il numero dei dipendenti;
b) la specialità individuale posseduta nell’ambito del gruppo operativo ed il grado di responsabilità rivestito da ciascun volontario all’interno del gruppo stesso;
c) la dotazione dei mezzi, delle attrezzature di intervento, delle risorse logistiche, di comunicazione e sanitarie, nonché la reperibilità del responsabile;
d) la capacità ed i tempi di mobilitazione;
e) l’ambito territoriale di operatività.
4. Le organizzazioni di volontariato possono richiedere copia degli studi e delle ricerche elaborati da soggetti pubblici in materia di protezione civile, con
l’osservanza delle modalità e nei limiti stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
nel rispetto dei principi introdotti dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675.
5. L’Agenzia promuove, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, anche mediante appositi corsi di formazione, iniziative dirette a favorire la
partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di previsione e prevenzione in collaborazione con i soggetti istituzionali, in relazione agli eventi di
cui al comma 2 dell’articolo 1.
6. Nell’ambito delle attività di predisposizione e di aggiornamento dei piani di
emergenza, relativi agli eventi di cui all’articolo 1, comma 2, le autorità competenti possono avvalersi della collaborazione delle organizzazioni di volontariato
iscritte nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3. Nei confronti delle organizzazioni suddette e dei relativi aderenti, impiegati espressamente dall’Agenzia, si
applicano i benefici di cui agli articoli 9 e 10.
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 9. - Disciplina relativa all’impiego delle organizzazioni di volontariato
nelle attività di pianificazione, soccorso, simulazione,
emergenza e formazione teorico-pratica
1. Ai volontari aderenti ad organizzazioni di volontariato inserite
nell’elenco di cui all’art. 1, comma 3, impiegati in attività di soccorso ed assistenza in vista o in occasione degli eventi di cui al comma 2 dell’art. 1, anche su
richiesta del sindaco o di altre autorità di protezione civile competenti ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’art. 108
del decreto legislativo n. 112 del 1998, nonché autorizzate dall’Agenzia, vengono garantiti, entro i limiti delle disponibilità di bilancio esistenti, relativamente
al periodo di effettivo impiego che il datore di lavoro è tenuto a consentire, per
un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni
nell’anno:
a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato;
b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte
del datore di lavoro pubblico o privato;
c) la copertura assicurativa secondo le modalità previste dall’articolo 4 della
legge 11 agosto 1991, n. 266, e successivi decreti ministeriali di attuazione.
2. In occasione di eventi per i quali e’ dichiarato lo stato di emergenza nazionale, e per tutta la durata dello stesso, su autorizzazione dell’Agenzia, e per i casi di
effettiva necessita’ singolarmente individuati, i limiti massimi previsti per
l’utilizzo dei volontari nelle attività di soccorso ed assistenza possono essere elevati fino a sessanta giorni continuativi e fino a centottanta giorni nell’anno.
3. I benefici di cui ai commi 1 e 2 vengono estesi ai volontari singoli iscritti nei
“ruolini” delle Prefetture, previsti dall’articolo 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 6 febbraio 1981, n. 66, qualora espressamente impiegati dal Prefetto
in occasione di eventi di cui all’art. 2, c. 1, lett. c), della legge n. 225 del 1992.
4. Agli aderenti alle organizzazioni di volontariato di cui all’art. 1, comma 2,
impegnati in attività di pianificazione, di simulazione di emergenza, e di formazione teorico-pratica, compresa quella destinata ai cittadini, e autorizzate preventivamente dall’Agenzia, sulla base della segnalazione dell’autorità di protezione civile competente ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’art. 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998, i benefici di cui al
comma 1 si applicano per un periodo complessivo non superiore a dieci giorni
continuativi e fino ad un massimo di trenta giorni nell’anno. Limitatamente agli
organizzatori delle suddette iniziative, i benefici di cui al comma 1 si applicano anche
alle fasi preparatorie e comunque connesse alla loro realizzazione.
5. Ai datori di lavoro pubblici o privati dei volontari di cui ai commi 1, 2, 3
e 4, che ne facciano richiesta, viene rimborsato l’equivalente degli emolumenti versati al lavoratore legittimamente impegnato come volontario, mediante le
procedure indicate nell’articolo 10.
6. Le attività di simulazione di emergenza, quali le prove di soccorso e le esercitazioni di protezione civile, vengono programmate:
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a) dall’Agenzia, per le esercitazioni nazionali che direttamente le organizza;
b) dalle altre strutture operative istituzionali di protezione civile. Gli scenari di
tali attività ed i calendari-programma delle relative operazioni, con l’indicazione
del numero dei volontari partecipanti e del preventivo delle spese rimborsabili ai
sensi dell’articolo 10, nonché di quelle riferite al comma 1, debbono pervenire
all’Agenzia, relativamente a ciascun anno, entro il 10 gennaio, per le esercitazioni
programmate per il primo semestre, ed entro il 10 giugno per quelle previste per il
secondo semestre. L’Agenzia si riserva la relativa approvazione e autorizzazione
fino a due mesi prima dello svolgimento delle prove medesime, nei limiti dello
stanziamento sui relativi capitoli di spesa.
7. La richiesta al datore di lavoro per l’esonero dal servizio dei volontari
dipendenti, da impiegare in attività addestrative o di simulazione di emergenza,
deve essere avanzata almeno quindici giorni prima dello svolgimento della prova,
dagli interessati o dalle organizzazioni cui gli stessi aderiscono.
8. Dopo lo svolgimento delle attività di simulazione o di addestramento o in
occasione dell’emergenza, le organizzazioni interessate fanno pervenire
all’autorità di protezione civile competente una relazione conclusiva sull’attività
svolta, sulle modalità di impiego dei volontari indicati nominativamente e sulle
spese sostenute, corredate della documentazione giustificativa.
9. Ai fini del rimborso della somma equivalente agli emolumenti versati ai
propri dipendenti che abbiano partecipato alle attività di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, il
datore di lavoro presenta istanza all’autorità di protezione civile territorialmente competente. La richiesta deve indicare analiticamente la qualifica professionale del dipendente, la retribuzione oraria o giornaliera spettantegli, le giornate
di assenza dal lavoro e l’evento cui si riferisce il rimborso, nonché le modalità di
accreditamento del rimborso richiesto.
10. Ai volontari lavoratori autonomi, appartenenti alle organizzazioni di
volontariato indicate all’articolo 1, comma 2, legittimamente impiegati in attività
di protezione civile, e che ne fanno richiesta, è corrisposto il rimborso per il
mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione del
reddito presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di
volontariato, nel limite di L. 200.000 lorde giornaliere.
11. L’eventuale partecipazione delle organizzazioni di volontariato, inserite
nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, alle attività di ricerca, recupero e salvataggio in acqua nonché alle relative attività esercitative, tiene conto della normativa in materia di navigazione e si svolge nell’ambito dell’organizzazione nazionale
di ricerca e soccorso in mare facente capo al Ministero dei trasporti e della navigazione.
12. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonché dell’articolo 10, si applicano anche nel caso di iniziative ed attività, svolte all’estero, purché preventivamente autorizzate dall’Agenzia.
104
A.N.P. AS.
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Art. 10. - Rimborso alle organizzazioni di volontariato
delle spese sostenute nelle attività di soccorso, simulazione,
emergenza e formazione teorico-pratica
1. Anche per il tramite delle Regioni o degli altri enti territorialmente competenti, preventivamente autorizzati, l’Agenzia, nei limiti delle disponibilità di
bilancio, provvede ad effettuare i rimborsi ai datori di lavoro, nonché alle organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 1, comma 2, per le spese sostenute in
occasione di attività e di interventi preventivamente autorizzati e relative ai viaggi
in ferrovia e in nave, al costo della tariffa più economica ed al consumo di carburante relativo agli automezzi utilizzati, sulla base del chilometraggio effettivamente percorso e su presentazione di idonea documentazione. I rimborsi potranno
anche essere oggetto di anticipazione da parte dell’autorità che ha autorizzato
l’attività stessa.
2. Per ottenere il rimborso delle somme anticipate, gli enti di cui al comma 1
dovranno predisporre apposita richiesta all’Agenzia.
3. Possono essere ammessi a rimborso, anche parziale, sulla base di idonea
documentazione giustificativa (fatture, denunce alle autorità di pubblica sicurezza, certificazioni pubbliche ecc.), gli oneri derivanti da:
a) reintegro di attrezzature e mezzi perduti o danneggiati nello svolgimento di
attività autorizzate con esclusione dei casi di dolo o colpa grave;
b) altre necessità che possono sopravvenire, comunque connesse alle attività e
agli interventi autorizzati.
4. Le richieste di rimborso da parte delle organizzazioni di volontariato e dei
datori di lavoro devono pervenire entro i due anni successivi alla conclusione
dell’intervento, dell’esercitazione o dell’attività formativa.
Art. 11. - Modalità di intervento delle organizzazioni di volontariato
nelle attività di previsione, prevenzione e soccorso
1. Le organizzazioni di volontariato di protezione civile di cui all’articolo 1,
comma 2, prestano la loro opera, in materia di previsione e prevenzione sul territorio in relazione agli eventi indicati al medesimo comma 2. Nelle attività di soccorso, le organizzazioni intervengono su esplicita richiesta dell’autorità competente ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai
sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998, che ne assicura il
coordinamento.
2. Ove aderenti ad una o più organizzazioni si trovino sul luogo al momento
del verificarsi di un evento di cui al comma 2 dell’articolo 1, nell’assoluta impossibilita’ di avvisare le competenti pubbliche autorità, possono intervenire per
affrontare l’emergenza, fermo restando l’obbligo di dare immediata notizia dei
fatti e dell’intervento alle autorità di protezione civile cui spetta il coordinamento
e la direzione degli interventi di soccorso.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
105
Art. 12. - Comitato nazionale di volontariato di protezione civile
1. Con riferimento alla tipologia di eventi di cui all’articolo 1, comma 2, la partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività dell’Agenzia è realizzata anche attraverso la loro consultazione nell’ambito del Comitato nazionale di
volontariato di protezione civile, istituito con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri.
2. Il Comitato, che svolge la sua attività a titolo gratuito, è composto da:
a) dodici rappresentanti, designati da organizzazioni nazionali di volontariato
di protezione civile, individuate dall’Agenzia, presenti con proprie sedi in almeno
sei regioni;
b) ventidue rappresentanti eletti da organizzazioni locali di volontariato di protezione civile, secondo modalità determinate d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano. Sono escluse da tale nomina le articolazioni locali quali, ad esempio,
delegazioni o comitati delle organizzazioni designate ai sensi della lettera a).
3. Le norme di organizzazione e funzionamento sono stabilite dallo stesso
Comitato.
Art. 13. - Estensione benefici
1. I benefici previsti dagli articoli 9 e 10 in favore degli appartenenti alle organizzazioni di volontariato di protezione civile, sono estesi dall’Agenzia anche agli
appartenenti alle organizzazioni di volontariato chiamate a fornire la propria collaborazione in occasione di eventi per i quali è dichiarato lo stato di emergenza
nazionale.
Art. 14. - Norma di copertura
1. A tutti gli oneri conseguenti all’applicazione delle disposizioni del presente
regolamento si provvede nei limiti degli stanziamenti allo scopo destinati nel
bilancio dell’Agenzia.
Art. 15. - Norma transitoria
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche in vista o in
occasione degli eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), della legge 24
febbraio 1992, n. 225, fino all’emanazione, da parte delle regioni e delle province
autonome, della disciplina ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Art. 16. - Norma abrogativa
1. Il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613, è abrogato.
A.N.P. AS.
106
A.N.P. AS.
Protezione Civile
Art. 17. - Norma finale
1. Nelle more della costituzione dell’Agenzia, le norme del presente regolamento si applicano, per quanto di competenza, al Dipartimento della protezione
civile. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Protezione Civile
107
Allegato B (previsto dall’art. 2, comma 6)
Fac-simile
Oggetto:
Domanda di concessione di contributo per il miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini delle organizzazioni
di volontariato di protezione civile ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. ........ del ..............
Il sottoscritto rappresentante legale con sede legale dell’organizzazione nel
comune di …………..provincia......... indirizzo………………… c.a.p. .......... tel.
…............ fax .................
Allegato A (previsto dall’art. 2, comma 6)
Chiede ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. ......... del .........
la concessione di un contributo per un totale di L. ............ per il miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini.
Fac-simile
Oggetto:
Domanda di concessione di contributo per il potenziamento di attrezzature e dei mezzi delle organizzazioni di volontariato di protezione
civile ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. ........ del
..............
Il sottoscritto rappresentante legale con sede legale dell’organizzazione nel
comune di ......................... Provincia ....... Indirizzo ........................ c.a.p. ....... Tel.
................. fax ................
Chiede ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. ........ del
............... la concessione di un contributo per un totale di L. ............... per il potenziamento delle attrezzature e dei mezzi sottoindicati:
Allega alla presente domanda:
a) relazione illustrativa e tecnica del progetto di acquisizione di mezzi e
attrezzature, in relazione alle prevedibili esigenze e alle modalità d’impiego;
b) documentato preventivo di spesa relativo al progetto;
c) dichiarazione di eventuali richieste di contributo inoltrate ad altri soggetti
o da questi gia’ erogati per il medesimo progetto;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la veridicità della
documentazione allegata alla domanda;
e) parere della regione o della provincia autonoma (solo per le organizzazioni
di cui all’art. 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica in oggetto).
Data, Firma
Allega alla presente domanda:
a) progetto contenente anche la relazione esplicativa in cui viene specificato il
tipo di attività di formazione o di addestramento, l’impianto organizzativo, il
responsabile del progetto, i destinatari e gli obiettivi che si intendono perseguire;
b) preventivo di spesa analitico dei costi da sostenere;
c) dichiarazione di eventuali richieste di contributo inoltrate ad altri soggetti o
da questi già erogati per il medesimo progetto;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la veridicità della
documentazione allegata alla domanda;
e) parere della regione o della provincia autonoma (solo per le organizzazioni
di cui all’art. 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica in oggetto).
Data, Firma
108
A.N.P. AS.
Protezione Civile
D.L. 31 marzo 1998, n. 112 (estratto)
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle regioni ed agli enti locali,
in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59
Capo VIII - Protezione civile
Art. 107.
Funzioni mantenute allo Stato
1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59,
hanno rilievo nazionale i compiti relativi:
a) all’indirizzo, promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni,
delle comunità montane, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale in
materia di protezione civile;
b) alla deliberazione e alla revoca, d’intesa con le regioni interessate, dello stato
di emergenza al verificarsi degli eventi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della
legge 24 febbraio 1992, n. 225;
c) alla emanazione, d’intesa con le regioni interessate, di ordinanze per
l’attuazione di interventi di emergenza, per evitare situazioni di pericolo, o maggiori danni a persone o a cose, per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle
aree colpite da eventi calamitosi e nelle quali e’ intervenuta la dichiarazione di stato
di emergenza di cui alla lettera b);
d) alla determinazione dei criteri di massima di cui all’articolo 8, comma 1, della
legge 24 febbraio 1992, n. 225;
e) alla fissazione di norme generali di sicurezza per le attività industriali, civili e
commerciali;
f) alle funzione operative riguardanti:
1) gli indirizzi per la predisposizione e l’attuazione dei programmi di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio;
2) la predisposizione, d’intesa con le regioni e gli enti locali interessati, dei piani di emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e la loro attuazione;
3) il soccorso tecnico urgente, la prevenzione e lo spegnimento degli incendi e
lo spegnimento con mezzi aerei degli incendi boschivi;
4) lo svolgimento di periodiche esercitazioni relative ai piani nazionali di emergenza;
g) la promozione di studi sulla previsione e la prevenzione dei rischi naturali ed
antropici.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
109
2. Le funzioni di cui alle lettere a), d), e), e al numero 1) della lettera f) del comma 1, sono esercitate attraverso intese nella Conferenza unificata.
Art. 108.
Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali
1. Tutte le funzioni amministrative non espressamente indicate nelle disposizioni dell’articolo 107 sono conferite alle regioni e agli enti locali e tra queste, in particolare:
a) sono attribuite alle regioni le funzioni relative:
1) alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei
rischi, sulla base degli indirizzi nazionali;
2) all’attuazione di interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall’imminenza di eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b),
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
3) agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza in
caso di eventi calamitosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), della
legge n. 225 del 1992;
4) all’attuazione degli interventi necessari per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da eventi calamitosi;
5) allo spegnimento degli incendi boschivi, fatto salvo quanto stabilito al
punto 3) della lettera f) del comma 1 dell’articolo 107;
6) alla dichiarazione dell’esistenza di eccezionale calamità o avversità
atmosferica, ivi compresa l’individuazione dei territori danneggiati e
delle provvidenze di cui alla legge 14 febbraio 1992, n. 185;
7) agli interventi per l’organizzazione e l’utilizzo del volontariato.
b) sono attribuite alle province le funzioni relative:
1) all’attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli
interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani
regionali, con l’adozione dei connessi provvedimenti amministrativi;
2) alla predisposizione dei piani provinciali di emergenza sulla base degli
indirizzi regionali;
3) alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali di
protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da attivare
in caso di eventi calamitosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) della
legge 24 febbraio 1992, n. 225;
c) sono attribuite ai comuni le funzioni relative:
1) all’attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli
interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani
regionali;
2) all’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione all’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di
eventi calamitosi in ambito comunale;
110
A.N.P. AS.
Protezione Civile
3) alla predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali di emergenza,
anche nelle forme associative e di cooperazione previste dalla legge 8
giugno 1990, n. 142 e, in ambito montano, tramite le comunità montane,
e alla cura della loro attuazione, sulla base degli indirizzi regionali;
4) all’attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi
urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza;
5) alla vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione
civile, dei servizi urgenti;
6) all’utilizzo del volontariato di protezione civile a livello comunale e/o
intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali.
Art. 109.
Riordino di strutture e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
1. Nell’ambito del riordino di cui all’art. 9, sono ricompresi, in particolare:
a) il Consiglio nazionale per la protezione civile;
b) il Comitato operativo della protezione civile.
2. Con uno o più decreti da emanarsi ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge
15 marzo 1997, n. 59, si provvede al riordino delle seguenti strutture:
a) Direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi presso il
Ministero dell’interno;
b) Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
c) Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
111
Legge Regionale n. 14 del 31-08-98
Norme in materia di protezione civile
G.U.R.S. N. 43 del 1 settembre 1998
Regione siciliana
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato
Il Presidente regionale promulga la seguente legge:
ART. 1 - Attuazione di norme statali in materia di protezione civile
1. Le attività di protezione civile concernenti la previsione e prevenzione dai
rischi per beni e persone derivanti dalle condizioni di vulnerabilità del territorio della Regione, nonché concernenti l’intervento in condizioni di emergenza e per il
ritorno alle normali condizioni di vita della popolazione, a fronte del preannuncio o
del verificarsi di eventi calamitosi, costituiscono materia di prevalente interesse
regionale.
2. Sono recepiti dalla Regione siciliana i principi e le norme recati dalla legge 24
febbraio 1992, n. 225 “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile”,
nonché esercitate le funzioni attribuite alle regioni, alle province ed ai comuni dall’art. 108 del decreto legislativo 31-3-1998, n. 112, in materia di protezione civile.
3. Le funzioni attribuite alla Regione dall’articolo 108, comma 1, lettera a), punto 6 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, in materia di accertamento dei
danni in agricoltura derivanti da eccezionali calamità o avversità atmosferiche,
sono di competenza dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste.
Restano salve in Sicilia le competenze già attribuite da leggi regionali al Corpo forestale della Regione.
ART. 2 - Ufficio regionale di protezione civile
1. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 12 della legge 24 febbraio 1992, n.
225, nonché per lo svolgimento delle funzioni attribuite alla Regione dall’ art. 108
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, comma 1, lettera a), punti 1, 2, 3, 4, 7,
è istituito l’Ufficio regionale di protezione civile, posto, sino alla riforma dell’Amministrazione regionale, alle dirette dipendenze del Presidente della Regione o, in
caso di attribuzione di delega, dell’Assessore delegato alla protezione civile.
2. L’ufficio curerà il collegamento fra Stato, Regioni ed enti locali per lo svolgimento di attività di competenza, nonché l’orientamento e l’organizzazione delle attività degli uffici regionali e degli enti locali che svolgono attività di protezione civile.
3. Nell’imminenza del verificarsi di una situazione di emergenza di cui
all’articolo 2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, l’Ufficio regionale di protezione
civile attiverà la propria struttura per la gestione della crisi con personale reperibile
24 ore su 24, composto anche da disaster menagers provenienti se necessario, anche
da amministrazioni diverse da quella regionale. I relativi oneri sono posti a carico
delle amministrazioni di appartenenza.
112
A.N.P. AS.
Protezione Civile
ART. 3 - Servizio tecnico idrografico regionale
La Sezione autonoma per il Servizio idrografico regionale, cui, tra i compiti istituzionali compete l’ attività di monitoraggio idro-meteo-pluviometrico, è costituita
in servizio tecnico idrografico regionale.
Il Servizio tecnico idrografico regionale, di cui viene garantita autonomia tecnica, scientifica e organizzativa, ai sensi dell’ articolo 9 della legge 18 maggio 1989,
n. 183, è posto, sino alla riforma dell’Amministrazione regionale, alle dirette dipendenze del Presidente della Regione.
Ai sensi dell’articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, lo stesso servizio
vigila sulle grandezze idrologiche al fine di prevenire situazioni di rischio e pericolo in occasioni di eventi e situazioni eccezionali, sia riguardo ai fenomeni di piena,
sia riguardo alle risorse idriche superficiali e profonde.
Entro tre mesi dell’entrata in vigore della presente legge, il Presidente della
regione emana apposito regolamento per il potenziamento e l’organizzazione del
Servizio e provvede a garantirne il funzionamento.
ARTICOLO 4 - Uffici provinciali e comunali di protezione civile
1. Per le finalità della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per l’esercizione delle competenze definite dagli articoli 13 e 15 della stessa legge, nonché per lo svolgimento
delle funzioni attribuite dall’articolo 108, comma 1, lettera b) e c) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, le province regionali ed i comuni istituiscono uffici
di protezione civile, prevedendo nei propri bilanci le spese per il loro funzionamento e le relative attività.
2. Negli enti locali il superamento del corso di disaster management organizzato
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile,
riconosciuto dalla Scuola superiore della Pubblica Amministrazione, a parità di qualifica e di titoli professionali costituisce titolo preferenziale per il coordinamento
degli uffici di protezione civile.
ART. 5 - Ripartizione territoriale fondi per la protezione civile
1. Salvo quanto previsto da speciali disposizioni, il Presidente della Regione,
sui fondi da assegnare agli enti locali ai sensi dell’articolo 45 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni, previa delibera della
Giunta regionale e sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali,
determina con proprio decreto la quota da utilizzare per le attività di protezione civile previste dalla presente legge.
ART. 6 - Comitato regionale di protezione civile
1. In attuazione della disposizione di cui al comma 3 dell’art. 12 della legge 24-21992, n. 225, è istituito, con decreto del Presidente della Regione, il Comitato regionale della protezione civile. Il Comitato è presieduto dal Presidente della Regione o,
in caso di attribuzione di delega, dall’Assessore delegato alla protezione civile.
2. Il Comitato regionale predispone e verifica l’attuazione di programmi regio-
A.N.P. AS.
Protezione Civile
113
nali di previsione e prevenzione dei rischi di cui al comma 2 dell’articolo 12 della
legge 24febbraio 1992, n. 225.
3. Con decreto del Presidente della Regione , da adottarsi entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente
Commissione legislativa, vengono disciplinati la composizione e il funzionamento
del Comitato regionale di protezione civile.
4. Il decreto di cui al comma 3 deve in ogni caso prevedere che del Comitato facciano parte:
a) rappresentanti dei comuni e delle province;
b) rappresentanti delle associazioni di volontariato;
c) rappresentanti di enti che svolgono attività di protezione civile nell’ambito della regione siciliana.
5. Per lo svolgimento di attività di rilevante carattere scientifico o di notevole
impegno organizzativo, il Presidente della Regione potrà avvalersi di esperti, in numero non superiore ad otto, e stipulare convenzioni con enti ed istituzioni scientifiche.
6. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per l’esercizio finanziario
1998, la spesa di lire 100 milioni e, per il biennio 1999-2000, la spesa annua di lire
500 milioni.
ART. 7 - Volontariato di protezione civile
1. All’Ufficio regionale di protezione civile è affidata la tenuta e gestione del
registro regionale delle organizzazioni di volontariato della protezione civile e la
predisposizione dei programmi per l’incentivazione del volontariato e la formazione dei volontari.
2. La lettera f), del comma 2, dell’art. 6 della legge regionale 7 giugno 1994, n. 22,
introdotta dall’art. 22 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41, è soppressa.
3. Le organizzazioni di volontariato di protezione civile già iscritte nel registro
regionale di cui alla lettera f), del comma 2, dell’articolo 6 della legge regionale 7
giugno 1994, n. 22, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono iscritte
d’ufficio al registro regionale di cui al comma 1.
4. L’iscrizione al registro regionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile equivale all’iscrizione al registro generale regionale di protezione
civile delle organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 6 della legge regionale
7 giugno 1994, n. 22.
5. Con regolamento approvato dalla Giunta regionale entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente
Commissione legislativa, saranno stabiliti i criteri e le modalità di corresponsione
di contributi alle organizzazioni di volontariato.
6. Il regolamento deve prevedere che l’Ufficio regionale di protezione civile
renda ogni anno alla competente Commissione legislativa una dettagliata relazione
contenente tutti i dati relativi all’erogazione dei contributi, nonché la pubblicazione
degli stessi sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
114
A.N.P. AS.
Protezione Civile
ART. 8 - Contributo straordinario
1. In favore dei familiari di Giuseppe Cessarino, deceduto a seguito di inalazioni
di gas tossici avvenuta durante la sua partecipazione ad attività di spegnimento
dell’incendio sviluppatosi il 2 luglio 1998 in contrada Pignati di Canicattini Bagni,
è disposta l’erogazione, tramite l’Ufficio regionale di protezione civile, di un contributo straordinario di lire 80 milioni.
ART. 9 - Norma finanziaria
1. Per le finalità degli articoli 7 e 8 è autorizzata, per l’esercizio finanziario
1998, la spesa di lire 900 milioni e, per il biennio 1999-2000, la spesa annua di lire
1000 milioni.
ART. 10 - Convenzioni
1. Per le finalità della presente legge il Presidente della Regione o, in caso di
attribuzione di delega, l’Assessore delegato alla protezione civile possono stipulare
apposite convenzioni con aziende o enti regionali o con aziende da quest’ultime controllate, nonché con le strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile di cui all’art. 11 della legge 24-2-1992, n. 225, per la fornitura di mezzi e servizi e acquisire attrezzature fisse e mobili funzionali ai servizi da svolgere.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per l’esercizio finanziario
1998, la spesa di lire 4000 milioni, di cui lire 3500 milioni per la stipula di convenzioni per la fornitura di mezzi e servizi e 500 milioni per l’acquisto di attrezzature
fisse e mobili.
3. Per le medesime finalità di cui al comma 2 è autorizzata, per il biennio 19992000, la spesa annua di lire 3500 milioni di cui lire 3000 milioni per la stipula di convenzioni per la fornitura di mezzi e servizi e 500 milioni per l’acquisto di attrezzature fisse e mobili.
ART. 11 - Disposizione finanziaria
1. All’onere di lire 5000 milioni ricadente nell’esercizio finanziario 1998 si provvede con la riduzione del capitolo 60751 (codice 2012).
2. La spesa di lire 5000 milioni per ciascuno degli anni 1999 e 2000 trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione codice 08.02.00 (codice 2003).
Gli oneri per gli esercizi successivi al 2000 saranno determinati a norma
dell’articolo 4, secondo comma, della legge regionale 8 luglio 1997, n. 47.
ART. 12 - La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
della Regione.
Catania, 31 agosto 1998.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
115
CIRCOLARE 2 novembre 2001, n. 1.
Regolamento regionale concernente la disciplina delle attività di
volontariato di protezione civile - Attuazione dell’art. 7
della legge regionale n. 14 del 31 agosto 1998. - Note esplicative.
Alle organizzazioni di volontariato di protezione civile della Regione siciliana
iscritte nell’elenco del Dipartimento della protezione civile.
Alle organizzazioni di volontariato di protezione civile della Regione siciliana
già iscritte alla lettera f dell’elenco delle associazioni di volontariato previsto dalla legge regionale n. 22/94.
Agli uffici comunali di protezione civile della Regione siciliana
e, p.c.
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile
Alle Prefetture della Sicilia
Alle Province regionali della Sicilia
Alle Questura della Sicilia
Al comandante della Regione carabinieri della Sicilia
Al comandante della Regione Sicilia della Guardia di finanza
All’Assessorato regionale degli enti locali - Direzione affari sociali
Nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 45 del 14 settembre 2001 è
stato pubblicato il decreto presidenziale n. 12 del 15 giugno 2001 «Regolamento
concernente la disciplina delle attività di volontariato di protezione civile nella
Regione siciliana».
Con il medesimo provvedimento sono stati fissati i criteri d’iscrizione delle
organizzazioni di volontariato di protezione civile operanti nell’ambito di questa
Regione, nonché le modalità e i criteri di corresponsione dei contributi alle medesime organizzazioni di volontariato di protezione civile.
Con tale atto, che, per brevità, sarà definito Regolamento, è data, pertanto,
attuazione alle disposizioni contenute nell’art. 7 della legge regionale 31 agosto
1998 n. 14, Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 43 dell’1 settembre 1998.
Ai sensi dell’art. 2 della legge quadro sul volontariato n. 266/91, è attività di volontariato, l’attività prestata dall’individuo in modo personale, spontaneo, gratuito senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà, tramite
l’organizzazione associativa di cui lo stesso individuo-volontario fa parte.
In particolare ai sensi del Regolamento, nella Regione siciliana, sono da considerare organizzazioni di volontariato di protezione civile, quelle organizzazioni di
volontariato, come sopra definite, che per i propri fini statutari svolgono e promuovono attività volte alla previsione, prevenzione delle varie ipotesi di rischio connesse con la vulnerabilità del territorio, nonché al soccorso in caso d’eventi calamitosi ed ad ogni altra iniziativa indifferibile volta al superamento delle emergenze.
Le organizzazioni di volontariato di protezione civile, svolgono altresì attività
d’autoformazione e addestramento dei propri volontari. Inoltre, come specificato
116
92
A.N.P. AS.
Protezione Civile
all’art. 2, comma 2°, del Regolamento, l’attività del volontario non può essere
retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere
soltanto rimborsate dall’organizzazione d’appartenenza le spese effettivamente
sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.
Tale definizione è confermata dal D.P.R. n. 194 dell’8 febbraio 2001, - Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile - che all’art. 1, comma 1, individua quale
organizzazione di volontariato di protezione civile ogni organismo liberamente
costituito, senza fini di lucro, che svolga attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione d’eventi di cui all’art. 2, comma 1, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, nonché attività di formazione e addestramento nella stessa materia.
Pertanto, con la presente circolare, si intendono fornire talune indicazioni e
chiarimenti in ordine alle procedure per l’iscrizione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile, ivi compresi i gruppi comunali di protezione civile,
nell’apposito registro previsto al comma 1 dell’art. 7 della più volte citata legge
regionale n. 14/98.
Al fine di agevolare ed uniformare le procedure d’iscrizione è, altresì, allegata
alla presente un’idonea modulistica predisposta al riguardo.
Con successiva circolare saranno forniti eventuali chiarimenti in ordine alle
modalità e ai criteri per l’erogazione di contributi alle organizzazioni di volontariato di protezione civile.
ISTITUZIONE DEL REGISTRO
Il registro di protezione civile, costituito da 100 pagine, ed ogni pagina è costituita da dieci righe distinte in 8 campi, conformemente all’allegato 1 della presente circolare, che rappresenta lo schema tipo del registro.
In tale registro sono indicati i seguenti parametri:
- numero d’ordine d’iscrizione che è attribuito in stretta connessione al numero e alla data del provvedimento d’iscrizione del Presidente della Regione o, in
caso d’attribuzione di delega, dell’Assessore delegato alla protezione civile;
- numero decreto è il numero di repertorio del decreto;
- data decreto individua la data in cui il decreto d’iscrizione è stato repertoriato;
- provincia individua la Provincia in cui l’organizzazione di volontariato ha la
propria sede legale;
- denominazione dell’organizzazione di volontariato: che rappresenta la denominazione che è riportata nella documentazione prodotta all’atto della presentazione della richiesta di riconoscimento;
- comune, individua il comune ove l’organizzazione di volontariato ha la propria sede legale;
- indirizzo riporta l’indirizzo completo ove l’organizzazione di volontariato
ha eletto la propria sede legale. Tale indirizzo sarà utilizzato per la corrispondenza
ufficiale;
- annotazioni nel parametro annotazioni saranno indicati il provvedimento di
cancellazione dell’organizzazione ovvero il cambio d’indirizzo dell’organizza-
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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zione medesima, cambio d’indirizzo, che in ogni caso deve realizzarsi all’interno
del territorio del comune nel quale ha sede l’organizzazione di volontariato.
ISCRIZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
DI PROTEZIONE CIVILE GIÀ ISCRITTE
NEL REGISTRO GENERALE DEGLI ENTI LOCALI
La legge regionale n. 14/98, com’è noto, ha previsto che le organizzazione di
volontariato di protezione civile già iscritte nel registro regionale del volontariato,
previsto dalla legge regionale 7 giugno 1994, n. 22, alla lettera f (protezione civile), sono iscritte d’ufficio al registro regionale delle organizzazioni di volontariato
di protezione civile.
Tali organizzazioni di volontariato che sono quelle iscritte ai numeri d’ordine
183, 191, 198, 205, 235, 306, 315, 316, 324, dell’elenco delle organizzazioni di
volontariato previsto dall’art.6 della legge regionale n. 7/6/94, n. 22 e pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 53 del 12 novembre 1999, al
fine di essere iscritte nel registro delle organizzazioni di volontariato di protezione
civile, dovranno produrre, anche in ossequio alle disposizioni dell’art. 9 del
Regolamento, entro il termine di trenta giorni dalla pubblicazione della presente
circolare, un’auto dichiarazione a firma del legale rappresentante
dell’Associazione, resa ai sensi della legge n. 15/68 e successive modifiche ed integrazioni, che attesti:
- il permanere dei requisiti accertati al momento dell’inserimento nell’elenco
delle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro generale regionale di cui
all’art. 6 della legge regionale 7 giugno 1994, n. 22, con particolare riferimento
alle eventuali variazioni intervenute nell’atto costitutivo, nello statuto o negli
accordi tra gli aderenti;
- la situazione in ordine ad eventuali contratti di lavoro stipulati con lavoratori
dipendenti o autonomi, comunque instaurati dall’organizzazione di volontariato,
ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge n. 266/91;
- dettagliata relazione sull’attività svolta negli anni 1998, 1999, 2000.
Qualora l’organizzazione di volontariato non produca entro il termine stabilito
quanto richiesto, nel rispetto delle procedure di revisione del registro, previa diffida del Presidente della Regione ovvero dell’Assessore delegato alla protezione
civile, sarà sospeso l’inserimento di detta organizzazione di volontariato nel registro delle organizzazioni di volontariato di protezione civile.
Quanto sopra ai fini di un costante aggiornamento delle reali potenzialità
d’azione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile.
NUOVA ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE ORGANIZZAZIONI
DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE
Direttive generali
L’art. 6 del Regolamento prescrive i requisiti necessari per l’iscrizione al registro regionale, in particolare, si richiama l’attenzione sulla necessità che per
richiedere l’iscrizione al registro le organizzazioni di volontariato devono essere
costituite «con atto registrato, da almeno sei mesi».
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Per la registrazione di tale «atto» si richiama l’attenzione sul contenuto del
D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 (Gazzetta Ufficiale 7 dicembre 2000, n. 286) relativo alla semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento di persone giuridiche private e d’approvazione delle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto.
Si significa, altresì, che sempre ai sensi dell’art. 6 del Regolamento è previsto
per le organizzazioni di volontariato l’obbligo della formazione del bilancio preventivo e consuntivo annuale dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti
ricevuti, nonché le modalità d’approvazione dello stesso da parte dell’assemblea
degli aderenti e ciò ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge n. 266/91.
Si ribadisce, che, sempre ai sensi del citato art. 6 del Regolamento nello statuto,
nell’accordo fra gli aderenti, ovvero nell’atto costitutivo dell’organizzazione di
volontariato richiedente l’iscrizione deve essere, fra l’altro, espressamente previsto: l’obbligo di assicurare i propri aderenti secondo le modalità previste dall’art. 4
della legge n. 266/1991. Ove l’organizzazione di volontariato si articoli in diversi
gruppi operativi o sezioni, distinti per singoli ambiti territoriali nella Regione siciliana, tale circostanza dovrà essere specificata nell’istanza d’iscrizione nonché nella relazione prevista dalla lettera f dell’art. 7 del Regolamento.
Ove si tratti di organizzazioni nazionali, facenti capo al Comitato nazionale di
volontariato di protezione civile di cui al D.P.C.M. 14 ottobre 1998, le stesse
potranno presentare l’istanza d’iscrizione anche tramite i propri rappresentanti
provinciali o regionali.
Le Associazioni nazionali, che hanno formalmente comunicato a questo
Dipartimento che ogni rapporto fra le singole Associazioni aderenti dovrà avvenire solo tramite il proprio referente regionale o provinciale, dovranno utilizzare tale
flusso informativo anche ai fini dell’iscrizione nel registro regionale.
Si rappresenta, infine, che per agevolare l’attività istruttoria del servizio volontariato appare necessario che la domanda d’iscrizione e la relativa documentazione,
oltre che in originale o copia autentica, ove previsto, pervenga anche in fotocopia.
MODULISTICA
L’art. 7 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14 ha previsto, tra l’altro, che
le organizzazioni di volontariato di protezione civile, operanti nell’ambito di questa Regione siano iscritte nel registro regionale di volontariato di protezione civile, tenuto presso l’Ufficio regionale di protezione civile.
Ai fini dell’iscrizione nel registro regionale di volontariato di protezione civile, il legale rappresentante dell’organizzazione di volontariato, costituita con atto
debitamente registrato, da almeno sei mesi nell’ambito della Regione Siciliana,
dovrà produrre apposita istanza in carta semplice.
Allo scopo di agevolare la produzione dell’istanza, in allegato, allegato n. 2 è
suggerito un facsimile d’istanza proposto anche ai fini di una standardizzazione
con conseguente accelerazione dei tempi d’esame ed istruttoria.
Ad integrazione dell’istanza d’iscrizione dovrà essere prodotta una scheda
informativa dell’organizzazione conforme alla scheda riportata in allegato 3, contenente le seguenti informazioni:
A.N.P. AS.
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- dati anagrafici;
- caratteristiche dell’associazione di volontariato. Attraverso tale informazione si viene a conoscere la tipologia d’organizzazione operante, cioè se la stessa ha
una diffusione comunale o sovra comunale;
- attività che svolge l’organizzazione di volontariato di protezione civile, nei
seguenti settori: formazione; socio sanitario; tecnico scientifico; tecnico-logistico
antincendio; tecnico-logistico comunicazioni; tecnico logistico ricerca e soccorso;
tecnico-logistico assistenza alla popolazione; tecnico-logistico mezzi; tecnicologistico supporto amministrativo; beni culturali ed ambientali. Tale sezione non
deve essere compilata da quelle organizzazioni di volontariato che, iscritte
nell’elenco previsto dall’ex D.P.R. n. 613/94, hanno già risposto alla scheda informativa «Formazione del volontariato di protezione civile della Regione siciliana»
inviata da questo Dipartimento con nota 175 del 20 marzo 2001;
- rapporti con le istituzioni e il territorio. Tale sezione è dedicata al rapporto
con le istituzioni e con gli Enti ed organismi territoriali e ciò al fine di avere corretta cognizione del bacino d’utenza e se l’organizzazione di volontariato mantiene
rapporti di collaborazioni con le istituzioni;
- bisogni formativi. Anche tale sezione non deve essere compilata da quelle
organizzazioni di volontariato che, iscritte nell’elenco previsto dall’ex D.P.R. n.
613/94, hanno già risposto alla scheda informativa «Formazione del volontariato
di protezione civile della Regione siciliana» inviata da questo Dipartimento con
nota n. 175 del 20 marzo 2001.
In allegato 4 viene proposta una scheda informativa delle risorse materiali che
possono essere rese disponibili da parte dell’Organizzazione di volontariato e ciò
al fine di acquisire informazioni di base in relazione ai mezzi e alle attrezzature
disponibili, ove necessari, nelle diverse tipologie d’evento.
TUTELA DELLA PRIVACY
Ai fini della legge n. 675/96 che ha introdotto il nuovo sistema di tutela nei confronti del trattamento dei dati, sebbene questo Dipartimento, in quanto soggetto pubblico, non è obbligato ad acquisire il consenso degli interessati, per un più efficace
rapporto di collaborazione fra le istituzioni e le organizzazioni di volontariato, in
calce al modello d’istanza, nonché in calce agli allegati relativi alla funzionalità
dell’organizzazione volontariato e alle risorse disponibili è richiesto il consenso al
trattamento a firma del legale rappresentante dell’Associazione. Si tenga presente
che i dati acquisiti saranno trattati con modalità precipuamente informatiche, per
finalità di protezione civile e gli stessi saranno comunque resi disponibili per le competenti Prefetture, nonché per le sale operative: regionale, provinciali e comunali.
Si rappresenta, al riguardo, che ai sensi dell’art. 13 del Regolamento, il
Dipartimento regionale di protezione civile è obbligato, entro il 31 Dicembre
d’ogni anno, a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, copia
aggiornata del registro regionale di protezione civile, nonché a trasmettere lo stesso elenco al Dipartimento nazionale di protezione civile - sezione volontariato.
Pertanto ove non sarà espresso il consenso sul trattamento dei dati,
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A.N.P. AS.
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l’organizzazione che sarà iscritta al Registro regionale sarà comunque inserita
nell’elenco che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, mentre non saranno inseriti sul sito ufficiale della Regione
(www.regione.sicilia.it/presidenza/protezionecivile/)
gli altri dati quali, le disponibilità di risorse umane e materiali ovvero le specializzazioni delle singole organizzazioni e ciò a discapito di una proficua visibilità
dell’organizzazione di volontariato.
DIRITTO D’ACCESSO
Nel raccomandare la massima cura nella produzione della documentazione
che è allegata all’istanza, sia in ordine alla completezza della stessa che alla sua
leggibilità e ciò al fine di evitare un inutile sovraccarico del servizio deputato
all’istruttoria dell’istanza d’iscrizione, con prolungamento dei tempi d’istruttoria,
si rammenta che ai sensi dell’art. 8 del Regolamento la richiesta di chiarimenti
interrompe per una volta soltanto il termine previsto per l’esame istruttorio e per la
relativa decisione finale. Ciò significa che dopo una prima richiesta di chiarimenti, qualora gli stessi non saranno esaustivi della problematica prospettata,
l’Amministrazione regionale si troverà costretta a rigettare l’istanza con le modalità previste al comma 4 dell’art. 8 del Regolamento: comunicazione all’organizzazione interessata con lettera raccomandata con avviso di ricezione.
E’ appena il caso di rammentare che ai sensi delle disposizioni vigenti e in particolare delle disposizioni in ordine al diritto d’accesso, il servizio volontariato
sarà aperto al pubblico, di norma, due volte la settimana: - il martedì mattina dalle
ore 9,30 alle ore 12,00. - il mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,00;
Potrà esercitare il diritto d’accesso, previo idonea identificazione, il legale rappresentante dell’organizzazione di volontariato ovvero un suo delegato, componente
del direttivo dell’organizzazione di volontariato. Le informazioni potranno essere,
altresì acquisite dall’eventuale rappresentante regionale/provinciale e ciò per le
Organizzazioni di volontariato facenti capo al Comitato nazionale delle associazioni di volontariato di protezione civile di cui al D.P.C.M. 14 ottobre 1998.
Al fine di accelerare i tempi istruttori finalizzati all’iscrizione delle organizzazioni
di volontariato nel registro di protezione civile, le associazioni che hanno presentato istanza d’iscrizione nel citato registro, prima della pubblicazione del
Regolamento nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, sono invitate a
riprodurre l’istanza d’iscrizione, menzionando la documentazione che si omette di
presentare in quanto già inviata in precedenza, non oggetto di rettifica e pertanto
attuale, si rappresenta al riguardo che nei giorni e nelle ore d’accesso al pubblico il
servizio sarà a disposizione al fine di rendere il più rapido possibile l’iter procedurale dell’iscrizione medesima, ove ciò sia possibile.
Al fine di dare la massima diffusione alla presente circolare la stessa sarà inviata alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la successiva pubblicazione.
Si confida nella massima collaborazione
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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D. D. G. N° 26 del 21/03/2002
REPUBBLICA ITALIANA
REGIONE SICILIANA
IL DIRIGENTE GENERALE
DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE
Visto lo Statuto della Regione;
Visto il Testo Unico delle leggi sull’ordinamento del Governo e dell’ Amministrazione della Regione Siciliana approvato con D.P. n°70 del 28 Febbraio 1979;
Visto il D.P.R. n° 194 del 19-02-2002;
Visto l’art. 108 del D.leg.vo. 31 Marzo 1998 n° 112 che indica ulteriori funzioni
conferite alle Regioni ed agli Enti Locali in materia di Protezione Civile;
Vista la legge regionale 15 maggio 2000, n°10;
Visto l’art.7 comma 1° della legge regionale 14/1998, che prevede, tra l’altro,
che all’Ufficio regionale di protezione civile è affidato il compito della tenuta del
registro delle Associazioni di Volontariato;
Visto il D.P.Reg. n° 12 del 15 giugno 2001 «Regolamento Regionale che disciplina le attività del volontariato di protezione civile nella Regione Siciliana»;
Visto in particolare l’art. 3 del citato D.P.Reg. n° 12 del 15 giugno 2001 «Regolamento Regionale che disciplina le attività del volontariato di protezione civile nella Regione Siciliana»;
Considerato che i gruppi comunali di volontariato di protezione civile costituiscono per molti Comuni dell’Isola, specialmente per quelli di minor consistenza,
l’unica forza di volontariato organizzato immediatamente allertabile e disponibile
in caso di eventi che colpiscano un territorio comunale;
Considerato che i gruppi comunali sono strutture riconducibili a natura giuridica diversa da quella prevista per le organizzazioni di volontariato;
Ritenuto pertanto necessario ed indispensabile disciplinare l’iscrizione dei gruppi
comunali garantendo, nel rispetto delle procedure previste dal Regolamento regionale, le peculiarità proprie dei gruppi comunali di volontariato di protezione civile.
DECRETA
Art. 1
(Istituzione sezione speciale registro)
1. Per le motivazioni di cui in premessa, è istituita la sezione speciale del
Registro regionale del Volontariato di Protezione Civile, in cui andranno inseriti, a
fini censori, i gruppi comunali di volontariato di protezione civile che ne facciano
specifica richiesta;
2. la sezione speciale di cui al comma uno è compresa fra la pagina 81 e la pagina 100 del registro predisposto secondo lo schema tipo di cui alla propria Circolare
N°1/2001 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n°55 del 23
novembre 200l;
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
3. al fine dell’inserimento nella sezione speciale di cui al comma 1 il Sindaco in
qualità di Legale rappresentante del Gruppo Comunale dovrà avanzare apposita
istanza corredata da:
a) regolamento comunale di istituzione e funzionamento del gruppo comunale
di protezione civile approvata con delibera del Consiglio Comunale;
b) copia della delibera del consiglio comunale di istituzione del Gruppo
Comunale di Volontariato di Protezione Civile;
c) scheda informativa inerente la descrizione delle capacità tecniche e la consistenza delle risorse umane e strumentali allegati 3 e 4 alla Circolare N°1/2001;
d) elenco numerico e nominativo dei volontari aderenti con indicazione in ordine al data e luogo di nascita, nonché dell’eventuale specializzazione e carica ricoperta all’interno del gruppo comunale;
e) dichiarazione in ordine alla reperibilità in h.24 del referente del gruppo comunale con indicazione in ordine a tutti i recapiti disponibili nonché quelli dei suoi
sostituti;
f) copia conforme dell’assicurazione prevista all’art.6 del vigente regolamento
approvato con D.P.Reg. 12 del 15 giugno 2001 ovvero copia conforme delle polizze
e delle ricevute di versamento relative al rinnovo delle stesse per l’anno solare in
corso;
g) dichiarazione di cui alla lettera h) dell’art.7 del vigente regolamento approvato
con D.P.Reg. 12 del 15 giugno 2001, da parte di tutti i titolari di incarichi all’interno
del Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile.
4. I gruppi comunali iscritti nella sezione speciale prevista dal presente decreto
sono iscritti con numerazione progressiva a tre cifre accompagnate dal codice GC.
Art. 2
(Requisiti minimi per l’inserimento dei Gruppi Comunali
nella sezione speciale del Registro)
Per la richiesta di inserimento del Gruppo Comunale nella sezione speciale del
Registro regionale del Volontariato di protezione civile, il Gruppo Comunale di
Volontariato di protezione civile dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti
minimi evincibili dal Regolamento del Gruppo Comunale di Volontariato di
Protezione Civile ovvero dichiarati dal Sindaco con apposita certificazione resa ai
sensi delle leggi vigenti:
a) assenza di fini di lucro;
b) assoluta gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti a qualsiasi titolo ivi
compreso l’attività di coordinamento del gruppo comunale;
c) possibilità, a garanzia della democraticità della struttura, di adesione al gruppo comunale da parte di tutti i cittadini che abbiano superato la maggiore età ovvero
che abbiano superato il sedicesimo anno di età previa assunzione di responsabilità
da parte dell’esercente la potestà genitoriale;
d) obbligo da parte degli aderenti di partecipare alle attività del gruppo comunale con lealtà, senso di responsabilità e spirito di collaborazione a pena di esclusione
dal Gruppo Comunale;
A.N.P. AS.
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e) garanzia di applicazione dei benefici di legge previsti in atto con D.P.R. N°
194/2001;
f) obbligo dell’assicurazione di tutti gli aderenti ai sensi dell’art. 4 della Legge
n° 266/1991 con le modalità previste dal D.M. 14 febbraio 1992.
Art. 3
(Possibilità per i gruppi comunali di iscrizione nella sezione ordinaria
del registro previsto all’art.7 della Legge n°14/1998)
1. I gruppi comunali di volontariato costituiti con Regolamento approvato dal
Consiglio Comunale debitamente pubblicato all’albo pretorio possono richiedere
l’inserimento nella sezione ordinaria del Registro regionale di cui all’art.7 della
Legge n°14/1998. Per l’inserimento nella sezione ordinaria il Sindaco del Comune
in cui ha sede il Gruppo Comunale che richiede l’iscrizione dovrà produrre la documentazione prevista all’art.7 del vigente regolamento unitamente agli allegati nn. 3
e 4 alla Circolare n° 1/2001 pubblicata sulla G.U.R.S. N° 55 del 23-11-2001, debitamente compilati;
2. la copia conforme all’originale dell’atto costitutivo, unitamente allo statuto o
agli accordi fra gli aderenti prevista alla lettera a) comma 1 dell’art. 7 del vigente
regolamento è sostituita, per i gruppi comunali richiedenti l’iscrizione contemplata
al presente articolo, con la copia conforme del Regolamento di istituzione e funzionamento del Gruppo comunale di cui al comma 1 del presente articolo e della relativa delibera di approvazione del Consiglio Comunale regolarmente pubblicata
all’albo pretorio.
Art. 4
(Requisiti minimi per l’inserimento dei Gruppi Comunali
nella sezione ordinaria del Registro)
I Gruppi Comunali per poter richiedere l’iscrizione nella sezione ordinaria del
registro devono possedere, in conformità all’art.6 del vigente Regolamento, oltre ai
requisiti prescritti al precedente art.2 del presente Decreto almeno i seguenti requisiti aggiuntivi:
1. il Gruppo Comunale di Volontariato di protezione deve garantire la democraticità mediante un comitato direttivo interno ovvero un coordinatore che pur designato dal Sindaco sia legittimato dal voto della metà più uno dei volontari aderenti
al gruppo comunale riuniti in assemblea plenaria;
2.
il comitato direttivo ovvero il coordinatore del Gruppo Comunale rimane in
carica per un periodo non superiore ai cinque anni e può essere rieletto;
3.
l’obbligo di predisporre un capitolo di spesa all’interno del bilancio comunale, al fine di finanziare, parte o tutte, le attività del Gruppo Comunale.
Tali requisiti dovranno essere esplicitati nel Regolamento, approvato con delibera consiliare, che disciplina le attività del Gruppo Comunale.
Art. 5
(Diritti e doveri dei Gruppi Comunali iscritti al Registro Regionale)
1. I gruppi comunali iscritti nel registro regionale secondo le modalità previste
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
dagli articoli 1 e 3 del presente decreto partecipano, secondo i principi ispiratori del
Regolamento e sulla base dei programmi regionali, alle attività volte alla previsione
e prevenzione delle varie ipotesi di rischio per beni e persone derivanti dalle condizioni di vulnerabilità del territorio, al soccorso delle popolazioni sinistrate anche al
di fuori del proprio territorio comunale ed ad ogni altra iniziativa necessaria ed
indifferibile diretta a superare le emergenze connesse agli eventi di cui all’art.2 della Legge n°225/1992.
2. I gruppi comunali iscritti nel registro regionale secondo le modalità previste
dagli artt. 1 e 3 del presente decreto assicurano la piena e costante disponibilità a concorrere nell’ambito del territorio regionale e nazionale alle attività di protezione
civile.
3. I gruppi comunali di protezione civile regolarmente iscritti nella sezione ordinaria del registro delle organizzazioni di volontariato, secondo le disposizioni di cui
agli articoli 3 e 4 del presente decreto, possono accedere ai contributi, nei limiti dello stanziamento di bilancio con le medesime modalità previste per le altre organizzazioni di volontariato, dal titolo II del vigente Regolamento sulla disciplina delle
attività di volontariato di protezione civile nella Regione Siciliana.
4. I gruppi comunali di cui agli artt. 1 e 2 del presente Decreto, iscritti nella
sezione speciale del registro, possono accedere ai contributi previsti soltanto dopo
che vengano soddisfatte le richieste, valutate positivamente, delle organizzazioni di
volontariato e dei gruppi comunali iscritti nella sezione ordinaria.
5. In deroga al precedente punto 4, il Sindaco, per oggettive situazioni di rischio
presenti sul proprio territorio comunale, entro i limiti dello stanziamento del bilancio regionale, potrà ottenere contributi finalizzati al miglioramento dell’efficacia di
intervento del proprio Gruppo Comunale.
6. I gruppi comunali di protezione civile iscritti nella sezione speciale, avendone
i requisiti, possono in qualsiasi momento, presentando la prescritta documentazione, avanzare richiesta di iscrizione nella sezione ordinaria del registro e contestualmente richiedere la cancellazione dalla sezione speciale.
Art. 6
(Pubblicazione ed entrata in vigore)
Il presente decreto sarà trasmesso alla Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
Palermo, lì 15 marzo 2002
IL DIRIGENTE GENERALE (Ing. Tullio Martella).
A.N.P. AS.
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Sezione 3
Moduli
e prospetti
NOTA BENE: I moduli e i documenti contenuti nella sezione 3 sono da
intendersi come fac-simili.
La maggior parte di essi deve essere realizzata su carta intestata
dell'Associazione, dell'Ente preposto o del datore di lavoro.
Il non rispetto di questa norma rende i documenti inutilizzabili ai fini delle
richieste di rimborso.
Per facilitare le Associazioni nell'espletamento delle pratiche
burocratiche ed amministrative, i documenti allegati sono disponibili anche
in versione informatica, sotto forma di files di “Microsoft ©Word '97”.
È possibile averli richiedendoli alla C.O.R. oppure scaricandoli dal sito
Internet della stessa.
A.N.P. AS.
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allegato 1
(Su carta intestata
dell’Associazione
Allegato 2
(Su carta intestata
dell’Associazione
Data......................
Data......................
Spett._______________________
Spett._______________________
La Pubblica Assistenza ______________________________________,
inserita - per il tramite dell'A.N.P.AS. (Associazione Nazionale
Pubbliche Assistenze) di cui fa parte - nel Piano Nazionale di Protezione
Civile predisposto dal competente Dipartimento Nazionale, protocollo
di rif. ______________, fa presente che:
Il/la Sig./Sig.ra _____________________________________________
nato/a il ____ a _____________________________________________
fa parte della P.A. ___________________________________________
in qualità di volontario/a ed è inserito/a nelle attività di Protezione Civile
organizzate dalla stessa.
Pertanto, in caso di impiego del volontario in attività di assistenza e
soccorso, nonché di formazione, previsione e prevenzione, verranno
applicati i benefici previsti dall'articolo 9 del D.P.R. 8.2.2001, n.194
(ved. Allegato).
In caso di impiego del volontario in oggetto alle Vostre dipendenze, per
operazioni di Protezione Civile, verrete tempestivamente informati dalla
scrivente Associazione o dal rispettivo Comitato Regionale A.N.P.AS.,
al fine di garantire allo stesso la possibilità di beneficiare delle citate
disposizioni di legge.
Distinti saluti.
Il Presidente
Oggetto: INTERVENTO DI PROTEZIONE CIVILE
per l’evento:_________________________________ del ___________
Con la presente, segnaliamo che il Vs. dipendente Sig. ______________,
nato a __________________ il ___________________ , si è assentato
dal lavoro il giorno ________________ per prendere parte alle attività di
Protezione Civile di assistenza/soccorso/formazione/esercitazione
(barrare le voci non interessate) in occasione di ____________________
a far data dal _____________.
Il suddetto dipendente è stato mobilitato in seguito ad autorizzazione di
________________ come da documento Prot. ______ del ___________,
di cui si allega copia.
Al rientro del dipendente Vi saranno fornite tutte le indicazioni e la
modulistica per ottenere il rimborso delle spese sostenute ai sensi del
D.P.R. n.194 dell’8 febbraio 2001 (ex D.P.R. 613).
Ringraziando per la sensibilità dimostrata, porgiamo cordiali saluti.
Il Presidente
A.N.P. AS.
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A.N.P. AS.
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Allegato 3
Su carta intestata del Comune
del COM o dell’ente preposto
Allegato 3bis
Su carta intestata
del Comitato Regionale
ATTESTAZIONE DI IMPIEGO
ATTESTAZIONE DI IMPIEGO
Con la presente si attesta che il Sig.
_________________________________________
Con la presente si attesta che il/la sig./sig.ra
_________________________________
Nato/a a_____________________________ (___) il ____ /____/_____
volontario presso la P.A. _____________________________
residente in __________________________________ prov. ________
di_____________________________
volontario della P.A._ _______________________________________
a seguito dell’evento
.............................................................................
ha prestato servizio di volontariato con la nostra organizzazione in
attività di: (barrare le voci che non interessano)
soccorso alla popolazione - ripristino delle attività formazione - esercitazione
è intervenuto nelle operazioni di soccorso ed assistenza
presso il (Comune, COM, ecc.) di
______________________________________________________
a seguito dell’evento:______________________________del _______
dal giorno __________________ al giorno __________________
Il suddetto volontario è stato impegnato dal _ /__ /_ al ___ /___ /__
Timbro e firma
(in originale)
e può pertanto usufruire dei benefici di cui
alla Legge 225/92 - D.P.R. 194/01 art.9.
Il responsabile A.N.P.AS.
Questo fac-simile ha carattere puramente indicativo, in quanto
normalmente gli Enti attivati dispongono già di moduli appositi, a volte
molto differenti. I dati in esso contenuti, però, devono essere come minimo
quelli indicati e, soprattutto, deve essere richiesto ed ottenuto al termine di
ogni impiego per ottenere i benefici di legge.
Giustificato da:
C.C.S.
C.O.C.
C.O.M.
A.N.P.AS.
Dipartimento della Protezione Civile
Altro:
A.N.P. AS.
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allegato 4
Su carta intestata
del Comitato Regionale
Allegato 5
Su carta intestata
dell’Azienda
Luogo e data......................
Spett.Ditta_______________________
Al fine di ottenere il rimborso relativo agli oneri sostenuti per il Vs.
dipendente _________________, assentatosi dal posto di lavoro in
occasione dell'evento _______________________________. Vi
ricordiamo che è necessario produrre la seguente documentazione:
1. Richiesta di rimborso su carta intestata secondo l'allegato 5 (la
richiesta deve essere in originale e completa di timbro e firma del
legale rappresentante)
2. Riepilogo dei costi da Voi sostenuti secondo il prospetto
dell'allegato 6 (anch'esso in originale con timbro e firma del legale
rappresentante)
3. Fotocopia della busta paga relativa al periodo di assenza
4. Fotocopia estratto libro matricola relativo al dipendente
Attenzione: per i dipendenti il cui intervento si è svolto in territori di Prefetture
differenti (dato rilevabile dalle copie delle attestazioni di impiego allegate) sarà
necessario predisporre tante richieste di rimborso quante sono le Prefetture
interessate, curando in modo particolare la corrispondenza tra le date di impiego
e quelle di assenza per le quali viene richiesto il rimborso.
Tutta la documentazione dovrà poi essere inviata in busta chiusa,
riportante la dicitura “Materiale riservato - Richiesta rimborsi P.C.”,
alla scrivente Centrale Operativa Regionale, la quale si farà carico di
trasmetterla all'Ente di competenza. Nel caso in cui sia Vs. intenzione procedere autonomamente, Vi preghiamo di volerci segnalare
tempestivamente tale decisione.
Restiamo a Vostra completa disposizione per eventuali ulteriori
ragguagli e con l'occasione porgiamo cordiali saluti.
La Centrale Operativa Regionale
Luogo e data......................
Spett._______________________
Il sottoscritto______________________________________________, nella
sua qualità di rappresentante legale della Ditta ________________, con sede
legale in via/piazza ____________________________, Telefono ___________,
fax _____________, Codice Fiscale ____________ , Partita IVA ________,
CHIEDE
ai sensi dell’art. 18 comma c della Legge 24/2/1992 n. 225, nonché dell’art. 9 del
D.P.R. n.194 dell’8/2/2001, che gli vengano reintegrate le spese sostenute come
appresso indicato, in esito all’impiego del proprio dipendente, Sig.__________ ,
nato a _________ il _________________, residente in________________, via
_______________________, Codice Fiscale_____________, iscritto al n. _____
del libro matricola aziendale, con qualifica ________, liv. ______, a seguito delle
attività svolte in occasione dell’evento _________________________.
Chiede, altresì, che il rimborso dovuto avvenga a mezzo di:
1) Accredito sul c/c postale n. _________________________________
2) Accredito sul c/c bancario n. __________, presso la Banca ________________
Agenzia/Filiale n._______ di ___________ (...), Via_____________________,
codice ABI __________ - CAB __________
_________________________
(firma del legale rappresentante)
Timbro della Ditta e firma
del legale rappresentante
IN ORIGINALE
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allegato 6
Su carta intestata
dell’Azienda
Allegato 7
Esempio di «istruzioni» da consegnare ad ogni volontario
in partenza per una località di intervento
Luogo e data......................
DECALOGO DEL VOLONTARIO SUL CAMPO
PROSPETTO COSTO A CARICO DEL DATORE DI LAVORO
per l’assenza del dipendente ...........................dal...…......... al ..……..
a seguito dell’impiego ai sensi dell’art. 18 comma c della legge 24.2.1992,
n.225, nonché dell’art. 9 comma 9 del D.P.R. 8.2.2001, n.194
RETRIBUZIONE
Stipendio lordo giorni n…..,
Euro………,…...
Rateo 13ma (gg/365) di ore n…..,
Euro………,…...
Rateo 14ma (gg/365) di ore n…..,
Euro………,…...
Rateo altre mensilità aggiuntive (gg/365) di ore n..., Euro………,…...
Rateopermessi retribuiti (gg/365) di ore n…,
Euro………,…...
Rateo ferie (gg/365) di ore n…….,
Euro………,…...
Rateo ex festività (gg/365) di ore n……,
Euro………,…...
Rateo ex festività 2/6 e 4/11 (gg/365) di ore n…...., Euro………,…...
TOTALE COSTO RETRIBUZIONI
Euro………,…...
CONTRIBUTI
I.N.P.S. (.......... , ........ %)
I.N.A.I.L. (.......... , ........ %)
altri Enti (.......... , ........ %)
T.F.R.
(.......... , ........ %)
Totale costo contributi
Totale costo complessivo
All’arrivo, accertati che il tuo capogruppo abbia provveduto alla
¨
registrazione presso la segreteria del campo
¨
Rispetta le regole e le norme impartite e definite dal tuo responsabile
¨
Adempi nel migliore dei modi i compiti che ti verranno assegnati
¨
Giudica solo se ne hai gli elementi
¨
Utilizza gli strumenti e gli indumenti che ti sono stati dati/consigliati
¨
Rispetta le regole del campo (pause, pasti, riunioni, ecc.)
¨
Non fotografare o filmare se non sei stato autorizzato
¨
Dirotta giornalisti o curiosi al responsabile di campo, alla segreteria,
al capogruppo, ecc.
¨
Accertati che il tuo capogruppo si sia fatto rilasciare la tua
dichiarazione di impiego prima di lasciare il campo
¨
Conserva le ricevute delle spese
Euro………,…...
Euro………,…...
Euro………,…...
Euro………,…...
Euro………,…...
Euro………,…...
_________________________
(firma del legale rappresentante)
¨
Cerca di comunicare la tua situazione ai parenti, evitando, se
possibile, lunghe catene di avvisi e cercando di infondere fiducia
trattenendo emozioni particolari e descrizione delle situazioni viste o
vissute
¨
Ricorda che la situazione che andrai ad affrontare richiede il
massimo spirito di adattamento verso le persone, verso l’ambiente e
verso le strutture logistiche che saranno fornite a supporto del tuo
intervento (cucina, dormitori, servizi igienici, docce, ecc.)
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Allegato 8
La «borsa dell’emergenza»
Protezione Civile
Allegato 9
Su carta intestata
del Comitato Regionale
IL CONTENUTO
R
Indumenti
·
Cambi che permettano e garantiscano il giusto benessere
personale per un periodo di almeno 48/72 ore
·
indumenti pesanti e vestiario antipioggia
·
la dotazione completa dell’uniforme utilizzata presso la propria
associazione
R
Igiene personale
·
generi per l’igiene intima e personale tenendo conto della
probabile mancanza di acqua corrente e potabile (si consigliano prodotti
monouso)
R
Medicamenti
·
medicine e presidi farmacologici personali
·
medicinali normalmente utilizzati o di cui si ritiene necessaria la
presenza nella propria dotazione
È assolutamente indispensabile che l’uso di alcuni medicinali particolari
sia comunicato al proprio responsabile o capogruppo, al quale occorre
segnalare anche eventuali allergie od intolleranze alimentari.
R
Alimentazione
·
eventuali integratori o alimenti particolari di cui si fa normalmente
uso
R
Varie
·
è consigliabile che ogni volontario, o squadra di volontari
appartenenti alla stessa associazione, abbia a disposizione:
·
apparati di illuminazione artificiale
·
attrezzi per il taglio
·
guanti da lavoro
Ogni volontario dovrà avere sempre con sé documenti di riconoscimento
ed identificazione personale (anche in fotocopia per evitare smarrimenti o
danneggiamenti degli originali)
Richiesta esenzione dal pedaggio autostradale
Emergenza:__________________________________________
Con la presente si dichiara che l'Associazione:
P.A. _____________________________________________________
è impegnata in un servizio di Protezione Civile ed assistenza alla
popolazione come da telegramma di attivazione allegato.
Destinazione: ________________________ ora di partenza: _________
data: ___________ con ingresso dal casello autostradale di ___________
ed uscita dal casello autostradale di _________________________ con il
seguente automezzo: tipo ________________________ targa _______
Rientro da: _________________________ ora di partenza: _________
data: __________ con ingresso dal casello autostradale di ____________
ed uscita dal casello autostradale di _______________________ con il
seguente automezzo: tipo ____________________targa _______
Il responsabile A.N.P.AS.
Può pertanto usufruire dell'esenzione dal pagamento del pedaggio come
previsto dalle vigenti leggi.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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A.N.P. AS.
Protezione Civile
Allegato 10
FAX DI ALLERTAMENTO
da: C.O.R. di Protezione Civile
Su carta intestata
del Comitato Regionale
alla P.A. _____________________
Luogo e data......................
Spett._______________________
Oggetto: Rimborso alle associazioni di volontariato delle spese
sostenute nelle attività di soccorso, simulazione, emergenza e
formazione teorico-pratica
Il sottoscritto _________________________ nella sua qualità di rappresentante legale dell'Associazione _______________________ con sede
legale in ____________, via _____________________-, tel. ________,
fax _________, C.F. ______________,
CHIEDE
ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 8/2/2001, n° 194, che gli vengano reintegrate
le spese sostenute in occasione di _______________________________
Spese di carburante
Spese di pedaggio autostradale
Eventuali danni
Altro (specificare) (*)
Totale
Euro................... , ..........
Euro................... , ..........
Euro................... , ..........
Euro................... , ..........
Euro................... , ..........
Chiede altresì che il rimborso dovuto avvenga a mezzo di:
1) accredito sul c/c postale n. ................................................
2) accredito sul c/c bancario n. ..............., ABI..............., CAB ................
presso la ....……...................... Agenzia/Filiale n.....… di .........................
Via/Piazza ................……….................................
Codice BIANCO
Informativo
inizio validità: dalle ore
del giorno
Situazione:
Eventi attesi:
Possibili sviluppi:
Ritrasmettere immediatamente
alla C.O.R. (fax 091/6735820)
per ricevuta - grazie
Ricevuto da: ...........................
della P.A. ................................
in data ....................................
alle ore ...................................
Il Presidente
Allegati: documentazione giustificativa in originale
(*) tali spese devono essere state preventivamente autorizzate dalle autorità
competenti
Grazie per la collaborazione, cordiali saluti.
Timbro e/o firma della C.O.R.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
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140
A.N.P. AS.
FAX DI ALLERTAMENTO
Protezione Civile
FAX DI ALLERTAMENTO
da: C.O.R. di Protezione Civile
Codice VERDE N.______
alla P.A. _____________________
Codice VERDE N. ___
Informativo
inizio validità: dalle ore
del giorno
Associazione:
_______________________________________________
L'evento atteso a seguito dell'allertamento
potrebbe richiedere che la vostra associazione
debba mettere a disposizione le seguenti risorse:
Situazione:
VOLONTARI
cognome e nome
Specializzazione
Estremi
documento
art.9 si/no
Eventi attesi:
Possibili sviluppi:
MEZZI / MATERIALI
Tipologia
targa / caratteristiche
Quantità
Compilare il foglio allegato e
ritrasmettere immediatamente
alla C.O.R. (Fax 091.6735820)
per ricevuta - grazie
Ricevuto da: ...........................
della P.A. ................................
in data ....................................
alle ore ...................................
Grazie per la collaborazione, cordiali saluti.
Timbro e/o firma della C.O.R.
Vi preghiamo di indicare quali e quante risorse
potreste mettere a disposizione,
ricordando che questo vi impegna a mobilitarle
e fornirle in caso di successivi codici giallo o rosso.
RITRASMETTETE QUESTO FOGLIO COMPILATO
ALLA C.O.R. - fax 091/6735820
Grazie.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
FAX DI ALLERTAMENTO
da: C.O.R. di Protezione Civile
142
A.N.P. AS.
Protezione Civile
FAX DI ALLERTAMENTO
da: C.O.R. di Protezione Civile
alla P.A. _____________________
Codice GIALLO N. ___
PREALLARME
inizio validità: dalle ore
141
alla P.A. _____________________
Codice ROSSO
ALLARME
del giorno
Situazione:
I volontari ed i mezzi
indicati sui messaggi precedenti
devono partire IMMEDIATAMENTE!
Eventi attesi:
Possibili sviluppi:
Destinazione ed istruzioni
sul foglio successivo
Compilare il foglio allegato e
ritrasmettere immediatamente
alla C.O.R. (Fax 091.6735820)
grazie
Ricevuto da: ...........................
della P.A. ................................
in data ....................................
alle ore ...................................
Grazie per la collaborazione, cordiali saluti.
Timbro e/o firma della C.O.R.
Ricevuto da: ...........................
della P.A. ................................
in data ....................................
alle ore ...................................
Grazie per la collaborazione, cordiali saluti.
Timbro e/o firma della C.O.R.
A.N.P. AS.
Protezione Civile
143
FAX DI ALLERTAMENTO
CODICE R O S S O N.______
ORDINE DI PARTENZA
Associazione:
_______________________________________________
Località di destinazione:
Riferimenti telefonici
Canale radio in avvicinamento:
Cartografia e percorso consigliato:
Attività da svolgere una volta giunti sul posto:
Timbro e/o firma della C.O.R.
N.B.:indicare eventuali variazioni a quanto segnalato sul modulo
del codice giallo mediante la trasmissione di un nuovo modul
Grazie.
Finito di stampare
nel mese di novembre 2004
coi tipi della Pitti Grafica Tecniche Editoriali
Via S. Pelligra, 6 - Tel./Fax 091.481521
90128 Palermo
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