VERBALE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 7/2015 Seduta del 07.09.2015 L’anno 2015 addì 7 del mese di settembre alle ore nella Residenza Municipale, previa convocazione con avvisi scritti, tempestivamente notificati, si è riunito il Consiglio Comunale. Eseguito l’appello, risultano presenti (P), assenti (A): Il Sindaco SCHIAVO Michele (P) e i Consiglieri: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. LACAVA Edoardo VETTORE Lucia SCACCO Enrico TONIOLO Daniele FACCO Luigina PIZZINATO Giacomo BACCAN Giulia TOMAT Aldo G P G P P P P A 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. GARATO Virginia ROZZATO Andrea ESCOBAR Sandra Maritza MAVOLO Renza MASCHI Pier Antonio BENATO Andrea BORELLA Silvio VIGOLO Devis P P P P P P P P e pertanto complessivamente presenti n. 14 componenti del Consiglio Sono presenti gli Assessori: PARIZZI Augusta Maria Grazia, VENTURATO Paola, NANIA Enrico, GASTALDON Mirco Presiede il Presidente TONIOLO Daniele. Partecipa alla seduta TAMMARO Dott.ssa Laura, Segretario Comunale. La seduta è legale. Fungono da scrutatori i Consiglieri signori: PIZZINATO Giacomo, BENATO Andrea ********************* Indice Analitico 1) Comunicazioni pag. 02 2) Modifica al regolamento di contabilità pag. 06 3) Armonizzazione contabile, rinvio al 2016 di adempimenti in materia di contabilità economicopatrimoniale e di bilancio consolidato pag. 07 4) Verifica degli equilibri di bilancio e riconoscimento di debito fuori bilancio pag. 08 5) Approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES) pag. 11 6) Ordine del giorno presentato dai consiglieri Escobar e Mavolo: “Adesione campagna per istituzione del reddito minimo o di cittadinanza” pag. 29 7) Mozione presentata dal consigliere Rozzato: “Riconoscimento delle famiglie anagrafiche con vincolo affettivo e attribuzione dei diritti in loro favore” pag. 35 8) Interpellanza del gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle: “Area sgambatura cani di Guido Franco” pag. 39 9) Mozione presentata dal consigliere Borella: “Mozione consiliare a sostegno del netto contrasto all’introduzione dell’ideologia del “Gender” nelle scuole italiane pag. 43 2 (La seduta inizia alle ore 19:00) PRESIDENZA DEL PRESIDENTE DANIELE TONIOLO Il Segretario generale procede all’appello nominale dei Consiglieri. Michele SCHIAVO Edoardo LACAVA Lucia VETTORE Enrico SCACCO Daniele TONIOLO Luigina FACCO Giacomo PIZZINATO Giulia BACCAN Aldo TOMAT Virginia GARATO Andrea ROZZATO Sandra Maritza ESCOBAR Renza MAVOLO Pier Antonio MASCHI Andrea BENATO Devis VIGOLO Silvio BORELLA Augusta PARIZZI Paola VENTURATO Mirco GASTALDON Enrico NANIA Denis GIACOMINI presente assente giustificato presente assente giustificato presente presente presente presente assente presente presente presente presente presente presente presente presente presente – assessore presente – assessore presente – assessore presente – assessore assente – assessore Raggiunto il numero legale di presenze necessarie per l’inizio dei lavori (14 onsiglieri), il Presidente dichiara aperta la seduta. 1. Comunicazioni. Ore 19.03. Durante la discussione, alle ore 19.04, entra il Consigliere Tomat (componenti il Consiglio Comunale presenti: 14) PRESIDENTE. Il numero legale c’è, diamo inizio alla seduta. Nominiamo gli scrutatori nelle persone di Pizzinato e di Benato. Darei inizio con le comunicazioni. Abbiamo due o tre comunicazioni, prego il consigliere Borella che ha chiesto di intervenire a nome del gruppo. CONSIGLIERE BORELLA. Questa è una comunicazione che ci è stato chiesto di fare a tutto il Consiglio e in particolare all’assessore Venturato. 3 In relazione alla soppressione della Direzione Didattica di Cadoneghe, al conseguente avvio dell’unico Istituto Comprensivo e al contenuto del comunicato stampa del Comune di Cadoneghe, del 19 dicembre 2011, i cittadini di Cadoneghe e i genitori degli alunni, frequentanti i plessi scolastici, facenti parte dell’ex Direzione Didattica, comunicano all’intero Consiglio comunale e all’assessore competente il loro forte disagio, nel vedere che i rappresentanti, da loro eletti nella Direzione Didattica di Cadoneghe, non sono più rappresentanti in seno al Consiglio di Circolo di Istituto Comprensivo, ciò in relazione ai nuovi programmi ministeriali e al progetto “Gender”. Infine esprimono, al Consiglio comunale e all’assessore competente, il loro disappunto, nel constatare lo stato indecoroso in cui versa la scuola Aldo Moro, invasa dagli insetti. Grazie. PRESIDENTE. Comunicazione da parte del Vicesindaco Mirco Gastaldon. ASSESSORE GASTALDON. Buonasera. Mi scuso, innanzitutto, per non essere al mio posto. Per quanto riguarda le comunicazioni, come richiesto da alcuni consiglieri e come giustamente sollecitato dal Presidente Toniolo, è il caso di dare comunicazione che dal 14 di questo mese, vale a dire da lunedì prossimo, per tre settimane, come tempo massimo, via Marconi sarà chiusa al traffico. La deviazione della stessa verrà lungo via Vivaldi, per i lavori di attraversamento dei sotto-servizi della via medesima, in quanto inizieranno i lavori di riqualificazione dell’area ex Grosoli, che vedranno il loro avvio con l’intercettazione dello scolo Cadoneghe, che oggi insiste su via Marconi. Verrà ad essere intercettato all’altezza di via 2 Giugno e verrà fatto attraversare dal lato sinistro, o meglio dal lato ovest della via Marconi, verso il lato est. I lavori menzionati sono l’intercettazione di sotto-servizi e soprattutto il rifacimento della tubazione del gas nella prospicienza, proprio perché dal mese di agosto APS, o meglio ACEGASAPS non permetterà più le lavorazioni su detta condotta, proprio perché inizierà il periodo di massima erogazione del servizio di approvvigionamento gas. Contiamo di terminare per tempo questi lavori, in modo da dar seguito alla percorrenza di via Marconi com’è sempre nella normalità, ma questi lavori sono tutto tranne che normali. Li attendiamo da vent’anni, l’eccezionalità ci porta a dire che i cittadini devono chiaramente far carico anch’essi di quello che è un disagio, che noi tutti avvertiremo. È un disagio temporaneo, che speriamo possa vedere il suo beneficio in una riqualificazione che si attende da molti anni, molto invasiva nel nostro territorio, ma per piccoli interventi. Partiremo poi per il suo completo rifacimento in un tempo che, spero, sia entro il 31 dicembre di quest’anno, quando si possa vedere un avvio più fattivo e anche più insistente nel nostro territorio, si veda da subito l’abbattimento di quegli stabili che oggi deturpano il nostro paese nella sua parte centrale. Un ringraziamento ai cittadini e soprattutto un avviso a loro che quella che oggi è una maggiore difficoltà di transito di questa via, sarà poi alleviata con una riqualificazione che, come dicevo prima, da molto tempo attende. Grazie. PRESIDENTE. Assessore Nania, prego. 4 ASSESSORE NANIA. Buonasera a tutti. Io volevo comunicare che il 10 e l’11 settembre ci sarà un’iniziativa che riguarderà il mondo sportivo e del benessere, SMS Cadoneghe, Sport-MusicaSalute. Iniziativa che nel pomeriggio sarà incentrata sulla promozione delle società sportive del territorio; seguiranno poi dei convegni sul tema del benessere e della salute; terminerà la sera con il conferimento del premio Città di Cadoneghe ad alcuni atleti che si sono distinti a livello internazionale per particolari meriti sportivi. Andremo a premiare nel dettaglio la famiglia Barzon, che è una famiglia che si è impegnata da sempre nella pallanuoto femminile. Laura, per essere più precisi, pochi mesi fa ha vinto la medaglia di bronzo agli europei, con la nazionale italiana. Andremo a premiare Andrea Schiaroli, che è un atleta della Coco Loco Padova, che ha vinto lo scudetto quest’anno. Dragan Travica, già palleggiatore della nazionale italiana di pallavolo. Verrà conferito, da parte del GVDR il premio Federico Bidoli a Ruggero Pertile. Andremo a conferire dei riconoscimenti anche a Mattia Melato, che è il capitano della nazionale di hockey su prato, a Diego Trevisan, che è stato l’accompagnatore della nazionale di hockey under 18 che ha vinto gli europei quest’estate, a Isabel Battan, che ha vinto la settimana scorta la medaglia di bronzo agli europei di kick-boxing. PRESIDENTE. Consigliera Baccan. CONSIGLIERE BACCAN. Salve a tutti. Vorrei dire che cade in questi giorni il cinquantesimo anniversario della sezione Fidas di Cadoneghe, della donazione di sangue. Per questa occasione ci saranno dei festeggiamenti. Venerdì sera, alle 21:00, proprio qui, ci sarà la mostra fotografica di questi cinquant’anni, dove parleranno alcuni sindaci e alcuni presidenti della sezione di questi cinquant’anni. Sabato sera, al Parco della Repubblica, ci sarà un concerto. Si partirà dalle quattro del pomeriggio con diverse attività e associazioni del luogo, la sera ci sarà il concerto degli Havana Club, che è una cover band di Vasco Rossi. Domenica ci sarà la messa a Cadoneghe, con rinfresco e premiazione di tutti i donatori. Grazie. PRESIDENTE. Consigliere Pizzinato. CONSIGLIERE PIZZINATO. Buonasera. Volevo solo avvisare di una informazione, di un avvenimento che avverrà a fine mese, tra le tre parrocchie del nostro comune, che è la missione giovani. In semplicità, il Seminario maggiore incontra tutte le varie comunità parrocchiali, quest’anno hanno scelto di venire tra le nostre tre parrocchie: San Bonaventura, Sant’Antonino e Sant’Andrea. Ci sarà un ricco calendario di incontri per i giovani, giovanissimi e adulti. Per maggiori informazioni, c’è il sito www.missione giovani2015.logspot.it e la pagina Facebook. Ho dietro anche alcuni dépliant, se qualcuno è interessato. PRESIDENTE. Ultima comunicazione del Sindaco, prego. 5 SINDACO. Era significativa la foto, non è una comunicazione ma un invito a pensare, per un minuto, senza tantissime parole, che ne sono state spese troppe e mi auguro che ne vengano spese meno e si dia seguito a fatti. Abbiamo scelto questa immagine per riuscire a restare un minuto in silenzio, se riusciamo, perché è la vita che sta immigrando, indipendentemente da vari presupposti, da vari prerequisiti, da vari pregiudizi che ognuno di noi può pensare e purtroppo, ahimè, anche dire. Io penso che questo sia un accogliere in silenzio e, chiaramente, chi vuole, esprimere anche una preghiera interna. Io propongo un minuto di silenzio. (L’Aula osserva un minuto di silenzio) 6 2. Modifica al regolamento di contabilità. Ore 19.14. PRESIDENTE. Doveva esserci l’assessore Giacomini, ma aveva un impegno, quindi relaziona il Sindaco. Prego. SINDACO. Con la presente proposta si chiede al Consiglio comunale di approvare una modifica al regolamento di contabilità, in seguito ad alcune modifiche apportate all’articolo 193 del Testo unico, introdotte dall’articolo 74, del 23 giugno 2011 ed altre aggiunte. Per quanto si rendono necessarie alcune modifiche al nostro regolamento comunale di contabilità. Si propone di approvare, per le ragioni appena dette, la modifica dell’articolo 32. Precisamente l’articolo 32-bis è sostituito dal seguente. Io non c’ero in commissione, ma credo se ne sia già parlato. “A monitorare il permanere degli equilibri seguenti, sia dalla gestione di competenza che dalla gestione dei residui, equilibrio tra entrate e spese complessive, equilibrio tra entrate correnti e spese correnti, aumentate delle spese relative alle quote di capitale delle rate di ammortamenti dei mutui e dei prestiti obbligazionari”. L’articolo 32-ter è stato abrogato. Io qui non ho altre evidenze, se c’è bisogno di approfondire, magari con la Segretaria o con il responsabile della Commissione, prego. PRESIDENTE. È aperto il dibattito, ci sono richieste di intervento? Se non ci sono richieste di intervento, metto in approvazione la proposta, così come presentata dal Sindaco. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari 13 02 (Borella, Vigolo) (Il Consiglio approva) Immediata esecutività. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari 13 02 (Borella, Vigolo) (Il Consiglio approva) 7 3. Armonizzazione contabilità, rinvio al 2016 di adempimenti in materia di contabilità economico-patrimoniale del bilancio consolidato. Ore 19.19. PRESIDENTE. Prego il Sindaco. SINDACO. Anche questa delibera riguarda l’Ufficio tributi e si propone di rinviare al 2016 alcuni adempimenti in materia di contabilità economico-patrimoniale. In particolare si chiede di rinviare l’adozione del Piano dei conti integrato, l’adozione dei principi applicati alla contabilità economico-patrimoniale e il conseguente affiancamento della contabilità economico-patrimoniale alla contabilità finanziaria, l’adozione del bilancio consolidato. Questo rinvio è proposto al fine di consentire alla struttura dell’Unione dei Comuni del Medio Brenta, che gestisce, in forma associata, i servizi finanziari per i comuni di Cadoneghe e di Vigodarzere, la completa attuazione e implementazione dei necessari strumenti procedurali, operativi, organizzativi, finalizzati alla corretta applicazione dei nuovi principi contabili, introdotti dal Decreto del 23 giugno 2011. La proposta di voto è di “Rinviare al 2016, per le motivazioni rappresentate in premessa, l’adozione del piano dei conti integrato, l’adozione dei principi applicati alla contabilità economicopatrimoniale e il conseguente affiancamento della contabilità economico-patrimoniale alla contabilità finanziaria, l’adozione del bilancio consolidato”. Prendere atto e poi daremo disposizione all’immediata eseguibilità. PRESIDENTE. È aperto il dibattito. Richieste di intervento? Se non ci sono richieste di intervento, metto in approvazione la proposta, così come illustrata dal Sindaco. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 11 02 (Borella, Vigolo) 02 (Benato, Maschi) (Il Consiglio approva) Immediata esecutività. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 11 02 (Borella, Vigolo) 02 (Benato, Maschi) (Il Consiglio approva) 8 4. Verifica degli equilibri di bilancio e riconoscimento di debito fuori bilancio. PRESIDENTE. In questo caso è stato presentato un emendamento, quindi darei l’illustrazione dell’ordine del giorno dell’argomento al Sindaco. L’emendamento è stato presentato dal Sindaco successivamente e lo presenta a parte. Come sempre, votiamo prima l’emendamento e poi l’argomento all’ordine del giorno. Prego Sindaco. SINDACO. Sottoponiamo al Consiglio comunale l’approvazione della verifica degli equilibri di bilancio. Questo adempimento deve essere effettuato entro il 31 luglio di ogni anno, in base alle modifiche introdotte. Tenuto conto che il Consiglio comunale di Cadoneghe ha approvato il bilancio il 27 luglio scorso, si ritiene di procedere comunque all’adempimento, al fine di verificare la permanenza degli equilibri, tenuto conto che, contrariamente al 2014, non sono intervenute direttive ministeriali, volte a chiarire la superfluità dell’adempimento per gli enti che hanno approvato il bilancio nello stesso mese in cui era prevista l’adozione del provvedimento oggetto della proposta. La proposta. “Approvare la verifica degli equilibri di bilancio in merito all’esistenza di debiti fuori bilancio. Di riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio conseguente alla causa comune di Cadoneghe Poles Elsa, di cui alla sentenza Corte d’Appello di Venezia, n. 1727, quantificato, che condanna il Comune di Cadoneghe al pagamento delle spese di lite sopportate da Elsa, liquidate quanto al primo grado di giudizio in complessivi euro 4.000, di cui euro 2.200 per onorari ed euro 900 per diritti, per il presente grado di giudizio, in complessivi euro 1.200, di cui euro 50 per spese. Di quantificare tale debito fuori bilancio in euro 10.000, giusta comunicazione del legale difensore del Comune, che trova disponibilità al competente intervento n. 1010803. Si propone che il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2014, approvato in data odierna, presenta un avanzo di amministrazione di euro 412.410, del permanere, quindi, degli equilibri generali di bilancio. Che non vi sono gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui. Di trasmettere il presente provvedimento alla procura della Corte dei conti e di dichiarare, con separata votazione, la presente proposta di deliberazione immediatamente eseguibile”. Abbiamo il parere di regolarità contabile e questo è quanto. PRESIDENTE. Prego di illustrare anche l’emendamento, Sindaco. SINDACO. L’emendamento alla delibera di Consiglio comunale “Verifica degli equilibri di bilancio e riconoscimento di debito fuori bilancio”. “Con la presente si chiede di apportare, alla proposta di delibera consiliare, iscritta al punto n. 4, del Consiglio comunale del 7 settembre 2015, avente ad oggetto “Verifica degli equilibri di bilancio e riconoscimento di debito fuori bilancio”, le seguenti modifiche e integrazioni. Di togliere, nella premessa, nel secondo capoverso, dopo le parole “Preso atto che il bilancio di previsione”, le parole “di previsione”. 9 Di aggiungere, nella premessa, nel secondo capoverso, dopo le parole “alla verifica ex articolo 193” le parole “per gli”. Di sostituire, nella premessa, nel secondo capoverso, la parola “veridica” con la parola “verifica”. Di sostituire, nel quarto paragrafo della premessa, il punto n. 2 con il seguente: Il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2014, approvato con delibera consiliare n. 33, del 29 aprile 2015, presenta un avanzo di amministrazione di euro 673.393 e in seguito al riaccertamento straordinario, approvato con delibera di Giunta comunale n. 43, il risultato di amministrazione disponibile è pari ad euro 533.026,26. Punto n. 5. Di sostituire, nel dispositivo, al punto n. 2, lettera b), le parole “in data odierna” con le parole “in data 08.04.2015”. Punto n. 6. Di sostituire il terzo allinea del punto n. 1 con il seguente: Che il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2014, approvato con delibera consiliare n. 33, del 29 aprile 2015, presenta un avanzo di amministrazione di euro 673.393,03 e in seguito a riaccertamento straordinario, approvato con delibera di Giunta comunale n. 43, del 29.04.2015, il risultato di amministrazione disponibile è pari ad euro 533,026”. Il parere sull’emendamento è favorevole da parte del ragionier Vasco Saretta. PRESIDENTE. È aperto il dibattito. Ci sono interventi? A me pare, da esterno, avendo seguito i lavori della commissione, che queste siano tutte rettifiche o prevalentemente rettifiche ed aggiustamenti che erano emersi in commissione. È aperto il dibattito. Ci sono richieste di intervento? Se non ci sono interventi, metto in approvazione l’emendamento, così come illustrato dal Sindaco. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 09 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) Mettiamo in approvazione l’ordine del giorno, così come illustrato dal Sindaco e con il recepimento dell’emendamento. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 09 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) Immediata esecutività. 10 (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 09 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) 11 5. Approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES). Ore 19.25. PRESIDENTE. Prima di dare la parola all’assessore Nania, comunico che il capogruppo del Partito Democratico ha presentato un emendamento, di cui adesso, finché c’è l’illustrazione, faremo copia per i capigruppo. “Al punto n. 6, ordine del giorno presentato dai consiglieri Escobar e Mavolo, su adesione campagna per l’istituzione del reddito minimo di cittadinanza. Con l’illustrazione, facciamo la fotocopia. Dopodiché, quando entreremo nell’argomento, discuteremo. Prego, assessore Nania. ASSESSORE NANIA. Buonasera a tutti. Io faccio una piccola introduzione, dopo passerò la parola all’architetto Paiaro, all’architetto Giacon e ad Emiliano, dello studio Green-Dev, che entreranno più nello specifico. “Premesso - Che nella seduta del 10 settembre 2014 il Consiglio comunale, condividendo l’iniziativa formulata dalla Commissione Europea del Patto dei sindaci, finalizzata alla riduzione delle emissioni di co2, attraverso l’attuazione di un Piano comunale d’azione per l’energia sostenibile, ha dato mandato al Sindaco di sottoscrivere l’adesione a tutti gli impegni previsti. - Che l’11 settembre 2014 è stata inviata alla commissione l’adesione formale al patto, sottoscritta dal Sindaco, con l’impegno a redigere un Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES), da approvare e sottoporre alla Commissione Europea, Si propone Di andare ad approvare il Piano stesso, quindi il Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES), del Comune di Cadoneghe, pervenuto in data 28 agosto per 2015, con protocollo 16687, e redatto dai professionisti dello Studio Green-Dev e composto dagli elaborati citati in premessa. Di dare mandato, al competente Servizio, di trasmettere il suddetto documento ai competenti uffici dell’Ufficio del Patto dei sindaci per l’approvazione da parte della stessa. Di dare mandato al Settore sviluppo territoriale di provvedere all’elaborazione dei successivi documenti relativi al monitoraggio del PAES, citati in premessa, che saranno approvati con successivi provvedimenti”. Io ci tengo, come dicevo prima, a ringraziare tutta la struttura tecnica, perché è stato un lavoro impegnativo, che ha richiesto molto tempo, perché quando si parla di PAES si parla comunque di sei documenti allegati, sei/sette documenti, perché è formato dall’IBE, l’inventario base delle emissioni, dal documento di analisi dei consumi per edificio, l’action plan, più il piano delle azioni, alcune tavole e poi la sintesi non tecnica. È un lavoro corposo, è un lavoro che ha richiesto veramente un lavoro, da parte dello studio, con una collaborazione giornaliera e quotidiana del nostro ufficio. Secondo me è venuto fuori un lavoro molto interessante, che andremo a spiegare nel dettaglio prossimamente, nella stagione autunnale andremo a presentarlo a tutti. Se volete venire qui per una presentazione, prego. 12 (Alle ore 19:30 entra il consigliere Scacco – p. 16) PRESIDENTE. Per correttezza di informazione, finita la presentazione tecnica abbiamo anche due emendamenti che sono stati presentati, non sono andati in sordina. Prego. ARCH. PAIARO. Io non dico niente, l’assessore ha già illustrato il Piano. Lascio la parola al dottor Vettore, che è con noi e che è il rappresentante dello Studio Green-Dev, che ha elaborato il piano. Con lui stiamo poi disponibili per eventuali domande. Non porto via tempo e lascio la parola al dottor Vettore, che parte con le slide. DOTT. VETTORE. Buonasera a tutti, sono Emiliano Vettore – non sono parente di Lucia Vettore – e sono uno dei tecnici che si è occupato della redazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile del vostro comune, del comune di Cadoneghe. Invito coloro i quali sono qui, visto che proietterò in questo schermo, se vogliono magari accomodarsi in platea diciamo, in maniera tale da poter seguire quelli che sono stati gli elementi più significativi del nostro lavoro. Nella serata di questa sera cercherò, in maniera chiara e concisa, di descrivere quelle che sono state le tappe importanti, che hanno portato all’elaborazione di questo strumento. Chiaramente sarò a disposizione di eventuali quesiti per poter rispondere ad eventuali domande sull’elaborato che è stato fatto. Prima di inoltrarmi nella spiegazione del piano, io credo sia opportuno fare un piccolo passo indietro e descrivere quelle che sono state le motivazioni che hanno spinto anche il Comune di Cadoneghe ad impegnarsi attivamente su quella che io definisco essere il miglioramento del consumo energetico e il miglioramento ambientale del proprio territorio comunale. Di fatto, non mi dilungherò molto, stiamo sicuramente vivendo un periodo di profonde crisi, non solo una crisi economica, che sicuramente ha delle ripercussioni più evidenti a livello occupazionale e a livello di reddito disponibile, ma viviamo anche un’altra serie di crisi. Una crisi ambientale, determinata dal largo utilizzo di fonti energetiche fossili, responsabili dell’acuirsi di quello che è l’inquinamento a livello atmosferico, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per cause direttamente e indirettamente da imputare all’uso di questi combustibili fossili, muoiono nel mondo circa due milioni di persone. Una crisi da un punto di vista energetico. Siamo sicuramente noi, come Unione Europea, un territorio molto labile in termini sia di offerta energetica che di domanda energetica. Lo siamo dal punto di vista dell’offerta, perché il nostro territorio, ahimè, è scarso dal punto di vista di fonti energetiche fossili. Lo siamo dal punto di vista della domanda, perché, ovviamente, dipendiamo da territori extraeuropei che, di conseguenza, ci creano una certa difficoltà a poter gestire il prezzo, con tutte quelle che sono le dinamiche negative collegate. Viviamo anche, soprattutto, una crisi climatica. L’utilizzo dei combustibili fossili è negativo non solo per l’inquinamento che emettiamo in atmosfera ma anche perché emettiamo una quantità aggiuntiva di anidride carbonica, un alto inquinamento, responsabile dell’acuirsi dell’effetto serra e del conseguente surriscaldamento globale. 13 Tutte queste motivazioni hanno spinto la Commissione Europea a muoversi nella direzione del miglioramento nel consumo energetico e nel miglioramento ambientale di tutti i territori dell’Unione. Questo impegno è stato assunto ormai da alcuni anni. La stessa Unione Europea diciamo che è pioniere, a livello internazionale, nella lotta al cambiamento climatico e si è anche sostanziata mediante il lancio di un’importante iniziativa. Questa iniziativa prende il nome di Patto dei sindaci ed è stata lanciata nel 2008, in occasione della settimana europea dell’energia. Faccio notare che è l’unica iniziativa, a livello comunitario, che mette in collegamento diretto da un lato la Commissione Europea, quindi l’organo relativamente più distante nei confronti dei cittadini, e dall’altro l’ente locale, che invece è l’istituzione più prossima nei confronti dei cittadini. Con il lancio del Patto dei sindaci la Commissione Europea invita – non è un impegno obbligatorio, è un impegno formale ma è un impegno volontario – tutti gli enti locali dell’Unione Europea ad impegnarsi per migliorare i propri territori. Questo miglioramento dovrà avvenire mediante un miglioramento nel consumo energetico che viene effettuato a livello locale e mediante, di conseguenza, un miglioramento anche dei livelli di inquinamento, in primis la Co2, che viene emessa a livello locale. L’impegno è formale. Ogni comune, e anche il comune di Cadoneghe l’ha fatto, che si impegna nel Patto dei sindaci, si impegna a dedurre di almeno il 20% le emissioni di gas effetto serra, che vengono generate all’interno del proprio territorio comunale. Questa deduzione dovrà avvenire entro il 2020, utilizzando come punto di riferimento un anno, il primo anno utile, chiamiamolo così, e poi spiegherò che cosa vuol dire, a partire dal 1990. Ovviamente l’adesione al Patto dei sindaci non deve e non può essere esclusivamente un’adesione formale. Non è che il Comune assume l’impegno di diminuire le emissioni e non fa nient’altro. Per questo motivo la stessa Commissione Europea dice, o meglio obbliga i comuni che scelgono di aderire al Patto dei sindaci, di dotarsi di un proprio documento strategico. Questo documento strategico è un documento che in parte rappresenta un documento di contabilità energetica e ambientale e serve per capire quanto consuma il mio territorio, quanto inquina, in termini di Co2, il mio territorio. Dall’altro, invece, serve per mettere insieme tutta una serie di azioni che devono servire al comune stesso, in quanto voce della cittadinanza, a rispettare l’obiettivo e a diminuire di almeno il 20% le emissioni a gas effetto serra, generate all’interno dello stesso territorio comunale. L’iniziativa del Patto dei sindaci ha avuto sicuramente un grandissimo successo a livello europeo. Sono ad oggi circa 6.500 le amministrazioni di tutta Europa che hanno scelto di aderire a questa iniziativa e sono 210 i milioni di cittadini europei che vivono all’interno di una comunità, un ente locale o una comunità di comuni, che hanno scelto di far parte di questa comunità virtuosa. Faccio notare, inoltre, che il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Patto dei sindaci da spinto la stessa Commissione Europea a rilanciare un nuovo obiettivo. Il nuovo obiettivo, che verrà firmato il 13 ottobre presso il Parlamento Europeo, è quello di spostare l’orizzonte temporale al 2030 e di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissioni. Il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni sarà meno 40% minimo al 2030. Faccio notare che, peraltro, all’interno del Piano d’azione per l’energia sostenibile del Comune di Cadoneghe noi abbiamo già internalizzato entrambi gli obiettivi, quindi sia l’obiettivo della riduzione del 20% al 2020, sia quello del meno 40% al 2030. 14 Chiaramente l’adesione al Patto dei sindaci non è semplicemente una adesione di carattere istituzionale, in quanto, come vedremo anche in seguito, le azioni previste all’interno del PAES devono servire per lo sviluppo del territorio e devono servire soprattutto per creare delle esternalità positive, così le possiamo definire, in termini di aiuto economico alle famiglie e alle imprese, insegnare a famiglie e a imprese a fare risparmio energetico, a fare efficienza energetica, a fare sviluppo delle fonti rinnovabili, creare posti di lavoro. Tutti gli interventi di efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili equivalgono poi alla disponibilità di manodopera a livello locale e anche di marketing territoriale. Un territorio più pulito chiaramente è un territorio che si vende meglio. Entriamo adesso nella specificità del caso del comune di Cadoneghe. Come ho detto in precedenza, il documento che abbiamo redatto è scindibile in due parti. Nella prima parte consideriamo e studiamo quanto consuma il mio territorio e quanta Co2 emette il mio territorio. Nella seconda parte mettiamo insieme delle azioni per diminuire questo consumo energetico fossile e per diminuire quelle che sono le emissioni di gas effetto serra. Per quanto riguarda il consumo energetico, per calcolare le emissioni di Co2 io faccio sempre riferimento al consumo energetico. Questa è una cosa abbastanza semplice: a partire dalla seconda rivoluzione industriale in poi la nostra società contemporanea ha sviluppato un modello energetico che fa ampio utilizzo delle fonti fossili. Al 2014 l’80% del nostro fabbisogno energetico veniva soddisfatto da petrolio, carbone, gas naturale. Questi vettori energetici, oltre all’abilità che ho spiegato in precedenza, sono anche responsabili dell’aumento della produzione di Co2 all’interno del nostro pianeta Terra. Con questo, che cosa voglio dire? Che le emissioni di gas effetto serra sono direttamente proporzionali al consumo di energia. Se noi vogliamo quantificare quante emissioni vengono emesse a Cadoneghe, dobbiamo quantificare quanta energia è stata consumata all’interno del comune di Cadoneghe. La prima operazione che abbiamo fatto è stata quella di quantificare il consumo energetico registrato a livello locale. Per consumo energetico intendiamo l’intero consumo energetico che è stato realizzato all’interno del vostro comune, quindi come le famiglie consumano energia all’interno della residenza; come le attività industriali o terziarie consumano energia elettrica o gas all’interno dell’ambiente produttivo; anche il settore agricolo, come consuma energia all’interno delle proprie aziende; in ultima, il settore dei trasporti, cioè come la mobilità, che si genera per raggiungere i luoghi di lavoro, per raggiungere i luoghi di studio, crea, di fatto, un consumo energetico e delle emissioni di gas effetto serra. Quello che vedete qui proiettato è il consumo energetico che abbiamo contabilizzato per il 2014. Vedete che una parte consistente del consumo energetico è quello che si focalizza nel settore residenziale, che per quanto riguarda il comune di Cadoneghe è sicuramente uno dei settori prioritari per quanto riguarda il consumo di energia e le emissioni di gas effetto serra. A mio modo di vedere siete anche relativamente fortunati, perché, di fatto, il settore residenziale è quello che più facilmente potete coinvolgere in questa nuova politica di sostenibilità energetica. Una volta calcolato quello che è il consumo di energia, abbiamo calcolato anche le emissioni di gas effetto serra. Noi abbiamo fatto questa operazione per un arco temporale molto alto, abbiamo ricostruito il consumo energetico a partire dal 1990 sino al 2014. Qui vedete che chiaramente quelle che sono le dinamiche sociali ed economiche incidono nel consumo energetico, perché il territorio è 15 energia. Infatti il vostro comune ha conosciuto una crescita demografica abbastanza costante negli ultimi anni, qui infatti si vede che il consumo energetico è di fatto aumentato. Prima avevo infatti detto che la residenza è probabilmente il settore prioritario all’interno del vostro bilancio energetico. Vedete anche come le crisi economiche incidono in termini di consumo energetico. Dal 2008 al 2009 il consumo energetico è calato in maniera molto sostanziale, di oltre il 15-20%, e questo chiaramente si registra anche nella contabilizzazione dei consumi di energia. Una volta che abbiamo fotografato il consumo energetico, possiamo anche fotografare l’inquinamento – e nello specifico l’inquinamento da Co2 – che viene emesso all’interno del vostro territorio. Ovviamente, essendo l’emissione di Co2 funzione del consumo energetico, se aumenta uno, chiaramente aumenta anche l’altro. Nella fattispecie la vostra produzione di Co2 è passata da circa 56000 tonnellate nel 1990 sino alle 60000 tonnellate stimate del 2014. Ovviamente vedete che anche qui l’andamento non è lineare e anche qui dinamiche economiche e sociali incidono nella produzione delle emissioni. A partire da questo, è stato preso un anno come punto di riferimento. L’anno che noi abbiamo scelto è il 2008 ed è stato scelto per una serie di motivazioni. Intanto perché era il primo anno, di fatto, in cui avevamo i dati più certi, riferiti a livello locale, e poi per un’altra serie di motivazioni. In funzione di questo, una volta che abbiamo scelto un anno, come punto di riferimento, possiamo anche quantificare il nostro obiettivo di riduzione delle emissioni. Nello specifico, noi dobbiamo tagliare di almeno 13750 le tonnellate di Co2 al 2020. Ci saranno “consentite” emissioni di Co2 per una quantità non superiore alle 55000 tonnellate. Chiaramente abbiamo contabilizzato anche quelli che sono i consumi pubblici all’interno del consumo territoriale, anche se, ovviamente, il consumo energetico e le emissioni della parte pubblica sono poche rispetto all’intero territorio comunale. Nella fattispecie, nel caso del comune di Cadoneghe, ma poi in tutti i comuni segue questa dinamica, il consumo energetico e le emissioni, di cui è dipendente la parte pubblica, sono inferiori al 2%. Questo vi aiuterà anche a capire come, tra le azioni che possiamo fare, sicuramente dobbiamo intervenire su quelle che sono le strutture pubbliche, ma se non coinvolgiamo attivamente la cittadinanza il nostro obiettivo di riduzione rischiamo di non raggiungerlo. Qui finisce la prima parte, una parte di contabilità energetica e ambientale, e inizia la seconda parte. Ho cercato di far capire che le emissioni dipendono dal consumo di energia, quindi se noi dobbiamo diminuire le emissioni dobbiamo migliorare il nostro consumo di energia. Migliorare il consumo energetico significa, sostanzialmente, agire su due fronti. Significa in primis fare risparmio e fare efficienza energetica, quindi togliere tutti quelli che sono i consumi energetici che possiamo definire obsoleti, successivamente sviluppare le fonti energetiche rinnovabili. Sulla parte pulita, che ci serve per consumare energia, usiamo le fonti rinnovabili per soddisfare questo fabbisogno. Di fatto è stata questa la metodologia operativa che abbiamo seguito anche nella redazione delle azioni nel cronoprogramma di azioni all’orizzonte temporale del 2020 e anche a quello del 2030. Direi che vale la pena suddividere le azioni in due macro-parti. La prima parte sono operazioni pubbliche. Per operazioni pubbliche intendo azioni che vanno ad incidere direttamente su quelli che sono i consumi di energia e le emissioni dell’ente pubblico. L’ente pubblico consuma energia per gli immobili pubblici (riscaldamento, acqua calda sanitaria, energia elettrica per le diverse apparecchiature elettriche), consumo di energia elettrica per la pubblica illuminazione e 16 consumo energia – diciamo relativamente poca – per la flotta veicolare pubblica. Di conseguenza, all’interno del Piano sono state previste azioni specifiche, e in seguito le vedremo, che vanno ad incidere su questi consumi energetici e che vanno a migliorare questi consumi energetici, con l’obiettivo di abbattere le emissioni. Oltre alle azioni pubbliche, vi sono chiaramente le azioni rivolte nei confronti dei privati. Questo Piano non vuole rappresentare uno strumento di contabilizzazione di quello che fanno i privati, questo Piano non vuole essere fermo. Cosa intendo dire? Se avessimo dovuto fare un Piano fermo, ci saremmo limitati a dire: ogni anno vengono cambiate dieci caldaie, grazie a questo cambio di caldaie abbiamo un risparmio energetico ed abbiamo una riduzione delle emissioni. Questo Piano deve essere attivo e deve essere in grado di stimolare la cittadinanza, le imprese e tutti gli attori che consumano energia nel migliorare il proprio approccio, chiamiamolo così, al consumo energetico. Poi vedremo quali sono alcune delle azioni che sono state specificatamente previste all’interno del PAES. Partirei da quelle che sono le azioni pubbliche. Come ho detto, le azioni inserite all’interno del PAES riguardano la pubblica illuminazione, gli interventi sul palco veicolare pubblico e gli interventi sulle strutture pubbliche. Occorre dire che, essendo il nostro anno di partenza il 2008, noi già contabilizziamo una serie di vantaggi energetici e ambientali che il Comune ha già conseguito, perché ha già fatto alcune operazioni di efficienza energetica presso le proprie strutture. Ad esempio, per quanto riguarda la pubblica illuminazione, a partire dal 2008 sino al 2014 sono già stati realizzati alcuni interventi di riqualificazione, quali ad esempio il cambio delle sorgenti luminose, la sistemazione di quadri elettrici e quant’altro, che hanno determinato una diminuzione del consumo energetico pari a circa il 35%, che equivale ad una diminuzione delle emissioni pari a 230 tonnellate di Co2. Recentemente è anche stato approvato il Piano di illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso, che prevede al suo interno altri obiettivi ed una nuova programmazione per rendere ulteriormente efficiente la rete di pubblica illuminazione, che peraltro ha anche delle interessanti ripercussioni positive per quanto riguarda il consumo energetico degli ambienti esterni nei confronti dei privati. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, anche in questo caso qualcosa già è stato fatto. In questo caso sono elencati alcuni degli interventi che sono stati realizzati negli ultimi anni, quali ad esempio l’installazione di impianti fotovoltaici, la sostituzione di generatori di calore, l’installazione di sistemi di tele-gestione a distanza, che è molto diffusa in tutti i vostri edifici e l’installazione anche di impianti solari termici. Questo è quello che già avete fatto, ma vi sono molte altre cose che potete fare. All’interno del Piano d’azione, edificio per edificio, sono stati individuati tutti gli interventi di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili che, potenzialmente e razionalmente, potrebbero essere fatti all’interno dei vostri edifici pubblici. Questa che vedete è ad esempio una scheda tipo, nella quale abbiamo individuato quelli che potenzialmente possono essere gli interventi. Questo fa riferimento, nello specifico, all’ufficio tecnico, dove sono stati previsti alcuni interventi, quali ad esempio l’isolamento termico della copertura o l’installazione di un impianto fotovoltaico. In questo caso abbiamo già contabilizzato il possibile risparmio energetico e il possibile vantaggio derivante dalla produzione da fonte energetica rinnovabile e abbiamo anche fatto una 17 stima di massima dei costi previsti per questa tipologia d’azione. E questa è una cosa abbastanza importante, prevedere questa serie di interventi è sicuramente importante, anche perché con la nuova programmazione POR 2014-2020 è assolutamente probabile, oltre che auspicabile, che una parte sempre più consistente di trasferimenti, tramite bando, dalla Regione ai Comuni vadano a privilegiare quelle azioni che siano contenute all’interno del Piano d’azione per l’energia sostenibile. Come peraltro già è avvenuto per i bandi che la stessa Regione Veneto ha emanato alla fine dello scorso anno. Abbastanza in linea generale queste sono alcune delle azioni che sono state previste per quanto riguarda il consumo energetico pubblico all’interno del PAES. Vi è poi una larga parte di azioni che riguarda il coinvolgimento da parte della cittadinanza. Ovviamente dobbiamo utilizzare tutti quelli che sono i mezzi a disposizione per coinvolgere, in maniera attiva, la cittadinanza. Tra questi, in particolar modo, un contatto diretto che possiamo avere attraverso il notiziario comunale, l’organizzazione di assemblee pubbliche e di giornate dedicate all’energia, che peraltro rappresenta anche un obbligo per i comuni che hanno scelto di aderire al Patto dei sindaci, di organizzare, almeno una volta all’anno, un evento legato all’energia, nel quale vengano spiegati i contenuti dell’iniziativa del Patto dei sindaci e che serva, in qualche modo, per fare formazione e informazione nei confronti dei cittadini. Tra le azioni inserite, anche quella di creare degli opuscoli e dei vademecum specifici, per far capire a famiglie ed imprese che si possono fare una grandissima quantità di azioni di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili, ma bisogna sicuramente partire dalle azioni al cosiddetto costo zero. In primis occorre quindi spiegare che ad esempio mantenendo la temperatura degli ambienti non superiore ai 19 gradi è possibile già lì fare risparmio energetico, invece di tenerla a 20, 21, 22 gradi. Vi è la possibilità e la necessità di dialogare direttamente con la cittadinanza mediante il sito internet del Comune, nel quale ovviamente il PAES verrà caricato e dove tutti quelli che sono i materiali di divulgazione verranno caricati. Vi sono poi altre azioni che sono state inserite. Un coinvolgimento attivo da parte delle scuole, attraverso la creazione di un premio specifico rivolto alle scuole, in maniera tale da premiare quello che possa essere lo studente più efficiente, che possa dimostrare che ad esempio durante l’anno, all’interno della sua casa, ha fatto tutta una serie di azioni per diminuire il consumo energetico grazie ad una serie di accorgimenti. Vi è poi lo sportello energia e il Web-Gis Energia. Mi spiace che non riusciamo a proiettare quelle che sono le cartografie interattive che abbiamo realizzato, ciò nonostante, dopo tutta una serie di analisi contenute all’interno del PAES, siamo stati in grado di creare una serie di mappe interattive, in cui ogni cittadino, cliccando sulla propria abitazione – è disponibile online, basta solo scaricare Google Earth, che non siamo riusciti a scaricare qui – e qui gli vengono specificati tutti gli interventi, o gran parte degli interventi di efficienza energetica, che può fare presso la propria abitazione. Chiaramente stiamo parlando di interventi le cui peculiarità tecniche hanno un valore medio e le cui finalità sono di far capire alle persone che una parte consistente dell’energia che utilizza è rappresentata da uno spreco di energia, che può essere ridotto mediante interventi sull’involucro edilizio, sui serramenti, sul cambio della caldaia e quant’altro. Questo strumento è simpatico perché, oltre a contabilizzare il risparmio energetico e a fare un minimo di tempo di rientro dell’investimento, fa capire che fare un’azione di efficienza energetica 18 ha anche delle altre esternalità positive. Tra queste, quella ad esempio di creare posti di lavoro, vengono contabilizzati i posti di lavoro creati, quello di diminuire, oltre alla Co2, anche altre sostanze inquinanti e poi, attraverso un’operazione ad esempio di involucro edilizio, di migliorare, anche dal punto di vista di appetibilità sul mercato, la propria abitazione. Questo tipo di lavoro è stato fatto sia per l’efficienza energetica sia per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Anche qui è stata creata una mappa interattiva, in cui un cittadino, cliccando sul tetto della propria abitazione, inserendo quanto consuma di energia elettrica, gli viene quantificata la potenza fotovoltaica necessaria per soddisfare i propri bisogni elettrici. Dopodiché gli viene spiegato che una parte di questo consumo energetico è rappresentata da uno spreco e cliccando su una serie di interventi (cambio della lavatrice, cambio di altri elettrodomestici, facendo un po’ di efficienza energetica, diminuendo i consumi energetici obsoleti) può diminuire anche la potenza del proprio impianto fotovoltaico. Viene fatta passare anche una terza informazione importante, che è questa: oltre al dimensionamento in base ai consumi, c’è il dimensionamento massimo. Ad esempio, se su un tetto ci sono dieci chilowatt di picco e al cittadino ne servono due, in un’ottica non futuristica ma di breve periodo, di un’ottica di smart grid, quindi di una rete intelligente, gli altri otto si possono installare ed eventualmente cedere ai vicini o a chi ha bisogno di energia. Ripeto, non stiamo parlando di cose futuristiche, perché le reti smart grid già iniziano ad essere presenti in alcuni paesi, soprattutto esteri. Qui vedete contabilizzate alcune delle azioni che sono state previste all’interno del PAES, che sono di fatto le azioni che vengono graficamente realizzate da parte dei cittadini già ora e che si intende aumentare nella loro efficacia grazie alle operazioni di comunicazione e di informazione che l’Amministrazione si impegna a realizzare da qui ai prossimi anni. Come detto, la diminuzione è stata calcolata nei due obiettivi, al 2020 e al 2030. Dovevamo, minimo al 2020, ridurla del 20%, siamo andati un po’ meglio e l’abbiamo ridotta del 23,79%. Siamo andati molto meglio al 2030, chiaramente questa è una previsione che poi deve essere monitorata nel corso del tempo, ma prevediamo di ridurla di almeno il 57%. Di fatto l’obiettivo minimo al 2020 viene raggiunto, o meglio chiaramente ci aspettiamo venga raggiunto mediante tutti quelli che sono gli interventi che sono previsti all’interno del PAES. Io ho concluso questa rapida esposizione e sono a disposizione di eventuali domande e chiarimenti. Alle ore 19.40 entra il Consigliere Scacco (componenti il Consiglio Comunale presenti: 16) PRESIDENTE. Grazie della presentazione. Emendamenti, prego consigliere Borella o consigliere Vigolo. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie Presidente. La nostra proposta di emendamento riguarda l’approvazione del PAES. A pagina 2, riga 3, inserire: “Sono stati raccolti, su 5000 questionari, solo per 120 risposte”, prima di “i dati raccolti”. A pagina 2, riga 7, inserire: “... per un corrispettivo di euro...” la spesa che è costato fare il PAES. 19 A pagina 2, riga 10, inserire, dopo “i seguenti elaborati”: “Le tavole allegate al PAES sono state importate da quelle presenti in Regione Veneto, al PATI, ma non sono state verificate alla data dell’approvazione della presente delibera”. A pagina 2, da riga 11 a riga 13, invertire prima la definizione in italiano e poi, tra parentesi, quella in lingua inglese. A pagina 2, riga 24, inserire, tra i soggetti coinvolti, anche “le società municipali e pubbliche del TPL e della Città Metropolitana”. A pagina 2, riga 25, inserire, prima della parola “incontri”: “... alcuni”. A pagina 2, riga 32, inserire, dopo “trasporti pubblici”: “... con specifiche convinzione ad aumentare l’utilizzo del mezzo pubblico del TPL”. A pagina 2, cinque righe prima del termine della pagina, inserire prima di “Commissione Europea”: “... istituzioni dello stato italiano”. A pagina 3, riga 1, inserire: “... anche se le linee guida”. E dopo “i documenti”: “ Il Comune di Cadoneghe intende prevedere di elaborare i seguenti documenti”. A pagina 3, riga 3, inserire dopo “con tempistica”: “... al 1 gennaio 2016, al 1 luglio 2016, al 1 gennaio 2017, al 1 luglio 2017, al 1 gennaio 2018, al 1 luglio 2018, al 1 gennaio 2019, al 1 luglio 2019” e cancellare “al 2017 e al 2019”. A pagina 3, riga 4, cancellare “quadriennale” ed inserire “semestrale”. A pagina 3, riga 25, inserire: “Di pubblicare, sul sito internet del Comune, il Piano d’azione per l’energia sostenibile ed ogni sei mesi lo stato di avanzamento del Piano e di scostamento dei limiti fissati, ciò al fine di consentire all’Amministrazione di rendere pubblico e trasparente un intervento così importante per il futuro equo compatibile del nostro pianeta”. Grazie. PRESIDENTE. Grazie consigliere Borella. Lucia Vettore. CONSIGLIERE VETTORE. È un piccolo emendamento, che va a correggere un grossolano refuso. Alla pagina per 224 del Piano d’azione, in relazione alla proposta di deliberazione iscritta al punto n. 5, noi proponiamo il seguente emendamento. Il paragrafo attualmente recita così: “L’informazione fornita dall’Amministrazione pubblica è super partes, non è soggetta alle diverse forme speculative del mercato e per questa è meritevole di fiducia e considerazione da parte dei cittadini. Inoltre l’Amministrazione può trarre grandi benefici nel gestire direttamente la fase della comunicazione, visibilità politica, servizio alla popolazione”. Viene modificato sostituendo la dicitura “visibilità politica” quella molto più verosimile, che è “conoscenza diretta delle esigenze del proprio territorio”. Tutto il resto rimane invariato. PRESIDENTE. È aperto il dibattito, sono aperti gli interventi. Chi chiede la parola? Prego, consigliera Mavolo. 20 CONSIGLIERE MAVOLO. Grazie Presidente. Prima di tutto vorrei sapere quando sono stati consegnati questi documenti da parte dell’azienda Green-Dev, che ha fatto il lavoro per il Comune di Cadoneghe, perché nel contratto vedo che il termine era il 31 luglio e a noi i documenti sono stati dati solamente a fine agosto. Nell’offerta che fa Green-Dev, nella parte in cui parla della partecipazione, c’è scritto: “Per mettere in atto e raggiungere gli obiettivi – eccetera, eccetera – organizzazione di assemblee pubbliche, che seguiranno tutte le fasi del PAES, ex ante, in itinere, ex post, per spiegare finalità del Piano...”, eccetera, eccetera. Io vorrei sapere che cosa è stato fatto durante la fase di stesura di questo Piano con la cittadinanza e con le altre parti politiche, perché non ci risultano grandi attività. In Commissione avevo fatto io la domanda sulla frase che è stata emendata in questo momento della visibilità politica, ma avevo chiesto anche un’altra cosa. C’è una frase che dice che questo Piano sarà seguito per tutto l’itinere, cioè presumibilmente fino al 2030, dall’azienda che ha fatto il lavoro adesso. Io chiedevo se ci saranno degli altri costi legati al monitoraggio, successivamente a quelli già stabiliti. Volevo sapere Green-Dev per quali altri comuni ha lavorato. Siccome leggevo che il questionario ha avuto un discreto risultato negli altri comuni, qual è la percentuale di ritorno dei questionari consegnati alle famiglie, tante per capire se è Cadoneghe che ha un problema di comunicazione, di interazione con i cittadini, o se è una cosa diffusa questo rispondere in modo molto limitato alle richieste del Comune, perché mi pare che siamo al 2% come ritorno dei questionari. Un’altra cosa. Vedo che Green-Dev ha fatto soltanto l’integrazione dell’inventario di base, mi pare si chiami così. Ho letto che era già stato fatto da ETRA, con un finanziamento da parte della Provincia. Io vorrei sapere quando è stato fatto e qual è stato l’importo di questa attività. Grazie. PRESIDENTE. Non per chiudere il dibattito ma per organizzarlo, se ci sono altre domande di questo tipo, vi prego di farle, che poi diamo una serie di risposte. Prego, consigliere Vigolo. CONSIGLIERE VIGOLO. Buonasera a tutti, ho un paio di domande. La prima. Le linee guida europee, per redigere il PAES, prevedono diversi modi per approcciarsi. Io chiedo a questa Amministrazione in base a quale criterio ha scelto lo studio Green per redigere il Piano. Per definizione, il PAES è un documento non rigido e vincolante. Chiedo qual è la tempistica per rivederlo e rimodularlo e se lo fa sempre lo studio a cui lo avete affidato. Grazie. PRESIDENTE. Ci sono altre domande? Prego, consigliere Tomat. CONSIGLIERE TOMAT. Buonasera. Premesso che, comunque, lo studio Green-Dev sappiamo che è stato scelto perché ha delle credenziali importanti, volevo chiedere un’informazione, che avevo chiesto anche all’assessore però non mi ricordo se mi aveva risposto. 21 Il PAES che avete presentato anche negli altri comuni quanto ritorno ha avuto a livello europeo, nel senso quanti contributi hanno ricevuto i comuni, presentando il PAES, quindi quanto ritorno ai comuni, in soldoni, è rientrato? Grazie. PRESIDENTE. Prima l’assessore darà alcune risposte, oppure le darà alla fine. È più opportuno l’assessore. ASSESSORE NANIA. Una velocissima, ovvero che la scelta dello studio professionista non è argomento di discussione a questo punto, quindi per le risposte vi chiedo di recarvi e prendere appuntamento con la responsabile dell’Ufficio tecnico. Grazie. DOTT. VETTORE. Rispondo all’ultimo quesito, per quanto riguarda quanti comuni hanno ricevuto cosa. Stiamo dialogando con un’istituzione, che è l’istituzione comunitaria. L’istituzione comunitaria fa transitare le proprie risorse tramite la Banca europea degli investimenti e necessita di un monte investimenti abbastanza cospicuo. I comuni – e ve ne sono molti – che hanno avuto la possibilità e hanno trovato le convergenze per fare unione, hanno già ricevuto sia forme di contribuzione sia forme di finanziamento in primis per mettere a gara interventi di efficienza energetica e per finanziare questi interventi. Gli esempi sono molteplici, parlo ad esempio della provincia di Milano e gran parte dei comuni di Milano, parlo della provincia di Modena, della provincia di Chieti. Quello che voglio dire è che è possibile accedere a questi finanziamenti, ma di fatto il singolo comune non ha la possibilità di poter dialogare direttamente con organi comunitari di una certa importanza. Di fatto il presupposto di avere un PAES e di avere previsto all’interno del PAES una serie di azioni è sicuramente importante, fare squadra e fare unione con altri comuni vi può dare la possibilità di accesso a queste risorse. Specifico che durante la redazione del PAES sono stati previsti tre incontri – adesso non ricordo quando, perché tra l’altro non ero nemmeno presente io – in cui sono stati incontrati i cittadini, in cui è stata fatta un’operazione di spiegazione di che cos’è il PAES, in cui, al tempo stesso, sono anche state raccolte le indicazioni da parte degli stessi cittadini. ASSESSORE NANIA. Sono stati tre incontri, in cui la Giunta ha incontrato la cittadinanza, spiace che non c’era nessuno di voi, a malincuore devo dire che questo mi spiace, così com’è stato fatto un incontro con i professionisti e lei, consigliere Vigolo, non era presente. Sono stati incontrati sia i professionisti che la cittadinanza, tre ed uno sicuro con i professionisti. Chi aveva avuto piacere di continuare a dare indicazioni, le ha comunicate direttamente all’Ufficio. PRESIDENTE. La consigliera Mavolo aveva fatto anche delle altre domande. Intanto prego, consigliere Vigolo. CONSIGLIERE VIGOLO. Volevo rispondere all’assessore Nania. In particolare volevo sottolineare che io non volevo quanti studi tecnici voi avete fatto partecipare, non è un mio interesse 22 e questa è un’altra sede. Io volevo sottolinearle che le autorità locali hanno diversi metodi per approcciarsi per redigere il PAES, io volevo chiedere in base a quale avete scelto l’opera esterna. Tutto qua, lei è andato un po’ fuori. PRESIDENTE. Chi interviene? ASSESSORE NANIA. L’architetto Paiaro. ARCH. PAIARO. La consegna degli elaborati da parte dello studio ufficiale è avvenuta tramite We Transfer, tramite email, il 27 luglio e ci sono poi state anche delle altre consegne. Noi l’abbiamo protocollato, perché doveva essere stato un venerdì, il lunedì, l’1 o il 2, adesso non ricordo esattamente, comunque è stato presentato entro i termini. Noi poi l’abbiamo guardato, l’abbiamo corretto, c’erano degli errori, dei refusi, di conseguenza il materiale è stato ripresentato con la data che vedete riportata nella delibera, perché quella è la data relativa agli elaborati finali, quelli che andiamo ad approvare. Il consigliere aveva posto questa domanda già in commissione, ricordo, per quanto riguarda il lavoro che lo studio deve fare negli anni futuri. Come incarico, lo studio Green-Dev ha il compito di fare il primo monitoraggio, che avverrà tra due anni e comunque di seguirci nel percorso di questi due prossimi anni. Dopodiché, come dicevo in commissione, vedendo anche come si svolge il lavoro e cercando di acquisire una professionalità, all’interno dell’ufficio, anche perché il monitoraggio deve essere costane per avere il dato aggiornato, vedremo di proseguirlo come ufficio. L’incarico, attualmente, chiude con il monitoraggio al 2017. L’IBE di ETRA, mi scusi se rispondo un po’ a spot, poi magari mi ricorderà le domande che salto. Per quanto riguarda l’IBE di ETRA, ETRA aveva avuto un piccolo finanziamento dalla Provincia per redigere gli IBE dei comuni che fanno riferimento a questa società. È stato redatto anche il nostro e Green-Dev l’ha completato perché? Perché ETRA, con i fondi che aveva a disposizione, ha fatto un IBE partendo da dei dati provinciali e suddividendoli in base alla popolazione sui vari comuni, quindi suddividendo pro capite il consumo provinciale di energia. Noi volevamo fare qualcosa di più approfondito, quindi abbiamo scelto di andare a verificare, con i consumi specifici, abbiamo chiesto a tutti gli enti gestori dei servizi a rete di darci tutti i consumi specifici del comune, per dettagliarlo in maniera maggiore. Il tecnicismo può spiegarlo il dottor Dottore, i risultati sono abbastanza simili, però mentre ETRA ha lavorato appunto pro capite, a livello provinciale, noi abbiamo fatto una cosa più di dettaglio, abbiamo preso tutti i consumi degli enti pubblici, infatti li vedete dentro l’IBE che sono stati dettagliati, abbiamo preso tutti i consumi riferiti al comune, senza andare su dati provinciali. Loro avevano anche l’incarico, dovendo poi proseguire il lavoro, nella seconda parte del PAES, che riguarda quella delle azioni, di verificare il dato per quanto riguarda l’inventario base, che è il punto di partenza. Tant’è che con questa specifica abbiamo scelto, come anno per partire con l’inventario base, il 2008. Sulle linee guida, non so se vuole fare una specifica il dottor Vettore. È rispettato, tant’è che noi andremo ad introdurre nel sito della Comunità Europea da domani il nostro PAES approvato ed è precisamente rispettato. Se volete scendere nel particolare, per capire quali sono le linee guida... 23 DOTT. VETTORE. Specifico che a livello di redazione del PAES, dal punto di vista tecnico, lo stesso strumento rispetta in pieno le linee guida elaborate per la corretta elaborazione dei Piani d’azione per l’energia sostenibile, che sono state messe a disposizione da parte del JRC. PRESIDENTE. Prego, consigliera Mavolo. CONSIGLIERE MAVOLO. Io avevo chiesto se è possibile sapere anche di quanto è stata la spesa per ETRA, per questo Piano che aveva cominciato a fare e poi i ritorni che ha avuto l’azienda che ci segue dagli altri comuni, come partecipazione dei cittadini, basandosi sui questionari, visto che da noi siamo al 2% di ritorni. ARCH. PAIARO. Rispondo su ETRA. Noi non abbiamo avuto costi, per quanto riguarda ETRA. Le faccio avere il dato eventualmente più specifico, attualmente non lo ricordo. DOTT. VETTORE. Per quanto riguarda il ritorno. L’esperienza del questionario energetico l’abbiamo, fino in questo momento, promossa in almeno cinque/sei amministrazioni e il risultato è molto variabile, essenzialmente. Di fatto io ho notato che probabilmente nelle piccole comunità, e per piccole comunità intendo comuni tra i 4500 e i 5000 abitanti, la risposta è oggettivamente più elevata. Siamo arrivati anche ad avere una risposta del 20-25% del campione, ma anche cifre più elevate su comuni più piccoli. Comuni con popolazione un po’ più elevata hanno una dinamica un po’ diversa e di fatto è più fatica riuscire a coinvolgere la cittadinanza. Dal punto di vista tecnico – e questo ci tengo a precisarlo – il 2% del campione, nonostante sia un campione che non è pescato ma è comunque una persona che risponde, quindi già di fatto una un persona che ha un interesse sull’argomento, permette, aumentando l’errore statistico medio, di fare importanti considerazione a livello territoriale. Dal punto di vista statistico, aumentando l’errore statistico medio e prendendo tutte le accortezze del caso, ci ha permesso di fare degli approfondimenti interessanti a livello territoriale. PRESIDENTE. Prego, consigliere Vigolo. CONSIGLIERE VIGOLO. Io riscontro che nessuno mi ha dato la risposta che volevo, quindi rifaccio nuovamente la domanda. Io non sto ad entrare nel lavoro che ha fatto lo studio Green, perché lo ritengo egregio e fatto molto bene. Io intendo che la Comunità Europea, cioè il regolamento europeo, prevedeva, per tutti i regolamenti comunali, cinque sistemi per redigere il Piano, il PAES. Io avevo chiesto come questa Amministrazione ha deciso di scegliere lo studio Green, che ripeto per me ha fatto un buon lavoro, ma volevo capire in base a cosa si è scelta questa strada e non le altre quattro. Grazie. DOTT. VETTORE. Perché è stato scelto lo studio Green-Dev rispetto agli altri quattro? 24 CONSIGLIERE VIGOLO. Il regolamento europeo prevede cinque sistemi per poter realizzare un PAES a livello comunale, uno è l’incarico per l’affidamento esterno. Sullo studio Green nulla da dire, non sto dicendo nulla, ma gli altri, se volete ve li leggo, sono cinque sistemi, volevo capire in base a quale l’Amministrazione comunale ha scelto la strada dell’incarico esterno. Tutto qua. Grazie. SINDACO. Mi sembra semplice, quello più rispettoso, anche dal punto di vista economico ed efficienza, ed uso anche il termine efficace, per il nostro territorio. Abbiamo scelto di esternalizzare. Primo, perché, grandi opportunità di tempo e di risorse umane, il nostro comune non le aveva. L’obiettivo volevamo raggiungerlo e quindi questa è una delle motivazioni per cui l’Amministrazione ha incaricato i nostri responsabili tecnici. Ora i nostri responsabili tecnici integreranno questa risposta, daranno ulteriori ragguagli del perché. Se fossimo stati capaci di farlo internamente, l’avremmo fatto internamente, ma abbiamo delle proprietà e non tutto si può fare all’interno. ARCH. PAIARO. Completo la risposta. Naturalmente sempre, quando noi diamo un incarico esterno, prima guardiamo all’interno, se ci sono le persone disponibili e se c’è la professionalità. Ed un Piano di questo tipo richiede anche una grande professionalità. Come dicevo prima, noi adesso ci affiancheremo a loro, per capire come seguire il monitoraggio, ma per redigere un PAES sicuramente la professionalità all’interno è molto difficile da avere. Anche comuni più grossi si sono avvalsi di studi esterni che sono specializzati su questo, di conseguenza abbiamo seguito questa strada, come per tutti gli incarichi esterni. SINDACO. Per rendere confrontabile le cose, se avessimo un’azienda interna nostra, o dei collaboratori e dei macchinari all’interno del comune, di risorse proprie, per poter asfaltare le strade, asfalteremo anche le strade, ma purtroppo non ce li abbiamo e quindi esternalizziamo. Preso come servizio e come un confronto. PRESIDENTE. È stato risposto a tutte le domande, consigliera Mavolo? (Intervento fuori microfono della consigliera Mavolo) Sì, poi naturalmente gli interventi e le dichiarazioni di voto. Prego. CONSIGLIERE MAVOLO. Solo una richiesta di precisazione. Io volevo sapere se gli incontri di cui parlava, di promozione del risparmio energetico, sono quelli che avevano come titolo: “La Giunta incontra la città, tre incontri per presentare il lavoro fatto finora e quello in programma”. Questo era il manifesto che doveva richiamare i cittadini che fossero stati interessati al risparmio energetico? ASSESSORE NANIA. Gli incontri sono quelli di cui lei parla, certo. Sono stati integrati da comunicati stampa, dov’era dettagliato di cosa andavamo a parlare e comunque il tema principale era la presentazione di che cos’è il PAES. 25 PRESIDENTE. Interventi ed eventuali dichiarazioni di voto. Prego, consigliere Borella. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie Presidente, io passo alla dichiarazione di voto. Per non essere corrispondente alla realtà del nostro territorio, con al suo interno informazioni errate e fuorvianti per i nostri cittadini, il gruppo Insieme per Cadoneghe esprime voto contrario. Grazie. PRESIDENTE. Altri? Prego, consigliera Mavolo. CONSIGLIERE MAVOLO. Visto che c’è un documento di mille pagine, più le tavole allegate, che c’è stato consegnato solo un paio di giorni prima della commissione e non c’è stato nessun tipo di coinvolgimento delle minoranze politiche, non possiamo certo approvare questa proposta. Speriamo comunque che in qualche modo si riesca a fare un lavoro, in futuro, con i cittadini, un po’ più proficuo. PRESIDENTE. Altri interventi? Se non ci sono altri interventi, darei la parola all’assessore Nania, poi passiamo al voto. ASSESSORE NANIA. Volevo semplicemente leggere il parere sull’emendamento proposto dai consiglieri Vigolo e Borella, firmato architetto Nicoletta Paiaro, responsabile del Servizio sviluppo territoriale. PRESIDENTE. Scusa assessore, leggi tutti e due i pareri. ASSESSORE NANIA. “In riferimento agli emendamenti al testo della delibera di approvazione del PAES, all’ordine del giorno, si esprime parere contrario, per le seguenti motivazioni. In merito ai questionari energetici inviati ai cittadini, si ribadisce che i dati raccolti per la redazione dell’inventario delle emissioni derivano da numerose banche dati, esaustivamente elencate negli elaborati che costituiscono il PAES, oltre a quelli riferiti alle bollette energetiche degli edifici comunali. I questionari costituiscono un approfondimento che fornisce statisticamente ulteriori informazioni riguardanti gli usi e le abitudini dei cittadini. La loro distribuzione ha costituito un importante primo passo per i cittadini di autovalutazione dei propri consumi e sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico. Per quanto concerne i dati relativi all’incarico professionale per la redazione del PAES, i dettagli sono riportati esaustivamente nelle determine d’incarico citate nella deliberazione, consultabile sul sito internet e non attengono all’approvazione del Piano. Per quanto attiene il capitolo che descrive il contesto ambientale in cui si colloca il territorio comunale, i cui contenuti, tra cui la tavola denominata “Uso del suolo”, sono trattati dai documenti di pianificazione urbanistica del comune, il capitolo ha valore meramente descrittivo del territorio e non costituisce fonte di dati per la redazione del PAES. 26 Sull’uso di alcune sigle, definizione in lingua inglese, l’elenco degli elaborati riportati in delibera deve corrispondere ai titoli precisi degli elaborati stessi. Inoltre l’iniziativa del Patto dei sindaci è di livello europeo. Per dialogare con la Comunità Europea o convenzionalmente si utilizzano le lingue inglese prevalentemente e francese. Nella fase di redazione del PAES, le società municipali o pubbliche del TPL e della Città Metropolitana non hanno, come di norma, partecipato alla redazione. Sulla scorta delle analisi complessive del territorio, le scelte sulle linee da intraprendere restano di competenza della parte politica che ha sottoscritto l’impegno. Sulla quantificazione degli incontri pubblici già avvenuti, appare del tutto irrilevante e ininfluente la precisazione di “alcuni incontri” in luogo di “incontri”, all’interno di un percorso che ha, come obiettivi temporali, il 2020 e il 2030 e che vedrà l’organizzazione di più eventi pubblici. Per quanto riguarda il settore dei trasporti, le azioni sono già delineate secondo le reali possibilità di intervento da parte dell’Amministrazione. Nel caso si aprissero possibilità ulteriori, rispetto a quanto previsto, potranno essere integrate successivamente, come prevede il PAES, che è uno strumento con possibilità di modifica per adeguarsi al variare delle condizioni esterne. Ricordiamo che il Patto dei sindaci è un’iniziativa della Commissione Europea, che si è data regole a cui i sottoscrittori si devono attenere. Che l’organo che ha delineato le linee guida ed è deputato all’approvazione dei Piani è appunto la Commissione. Non esiste un organismo in Italia deputato all’esame o all’approvazione del Piano. Lo stesso dicasi per le tempistiche della fase di monitoraggio, anche queste riportate nel documento Patto dei sindaci, elencate insieme agli altri impegni nell’allegato B) alla delibera di C.C. n. 74 del 10 settembre 2014. Le tempistiche previste dell’iniziativa del Patto ovviamente prevedono che vi sia un lasso di tempo, almeno biennale, perché possano essere eseguiti, da parte dei soggetti pubblici o privati, gli interventi di efficientamento e se ne possano vedere i relativi benefici nei consumi e nelle emissioni di Co2”. Per quanto riguarda l’altro emendamento: “Ai sensi dell’articolo 49 del Decreto legislativo n. 267/2000, si esprime parere favorevole”. Era questo l’emendamento sottoscritto e presentato dalla consigliera Lucia Vettore. PRESIDENTE. Metto in approvazione la proposta di emendamento 17132, a firma dei consiglieri Borella e Vigolo. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 02 09 05 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo, Tomat) (Il Consiglio non approva) Mettiamo in approvazione l’emendamento n. 17219, presentato dalla consigliera Vettore. (Segue la votazione) 27 Favorevoli Contrari Astenuti 10 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) Mettiamo in approvazione la proposta di Piano d’adozione per l’energia sostenibile, PAES, così come illustrato dall’assessore Nania. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 10 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) Immediata esecutività. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari Astenuti 10 02 (Borella, Vigolo) 04 (Benato, Maschi, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio approva) 28 6. Ordine del giorno presentato dalle consigliere Escobar e Mavolo: “Adesione campagna per istituzione del reddito minimo o di cittadinanza”. Ore 20.30. PRESIDENTE. Punto n. 6, ordine del giorno presentato dalle consigliere Escobar e Mavolo. Illustra la consigliera Escobar, prego. Alle ore 20.31 esce l’Assessore Nania. CONSIGLIERE ESCOBAR. Premesso che nasce da una di quelle che il Movimento Cinque Stelle ritiene sia una delle necessità più importanti per poter far fronte socialmente alle necessità dei cittadini, abbiamo pensato di aderire alla campagna per l’istituzione del reddito minimo di cittadinanza. Con questa chiediamo alla Giunta di aderire alla campagna lanciata dall’associazione Libera sul reddito di dignità, con la quale si chiede l’istituzione del reddito minimo di cittadinanza. Di assumere, per suo effetto, l’impegno a realizzare, sul territorio, azioni di promozione delle tematiche oggetto della campagna, quali legalità, lotta alla criminalità e alla promozione della coesione sociale, coinvolgendo associazioni, comitati, sindacati, movimenti. Di pubblicizzare la adesione alla campagna attraverso i consueti canali di comunicazione. Di dare atto che la presente deliberazione non comporta alcuna spesa. Di dare altresì atto che il presente provvedimento verrà pubblicato sul sito istituzionale dell’ente, alla sezione “Amministrazione trasparente”, ai sensi dell’articolo 26 del Decreto legge relativo. PRESIDENTE. Grazie alla consigliera Escobar. Emendamento presentato dalla consigliera Vettore. CONSIGLIERE VETTORE. Inizialmente avevamo intenzione di preparare una proposta congiunta, che poi, per motivi tecnici, è stata di difficile realizzazione. In ogni caso i gruppi consiliari di maggioranza sono fondamentalmente favorevoli alla proposta, ci sono delle sfumature che magari adesso il consigliere Scacco illustrerà meglio. La nostra proposta di emendamento riguarda una semplice aggiunta, nel punto in cui si dice “vista”, si aggiunge in coda al paragrafo: “Vista la legge regionale del Friuli Venezia Giulia, approvata il 29 giugno 2015, e quella approvata dalla Regione Basilicata, che intervengono in materia di misure a sostegno del reddito”. Questo è il nostro emendamento. Il consigliere Scacco si soffermerà un attimo su delle piccole differenze di valutazione. PRESIDENTE. È aperto il dibattito. Chi chiede la parola? Prego, consigliere Scacco. CONSIGLIERE SCACCO. Buonasera a tutti. Ne avevamo discusso anche in Conferenza dei Capigruppo, dove io sostituivo il capogruppo Vettore. 29 Faccio una precisazione. La campagna di Libera parla, in modo generico, di reddito di dignità. Sostanzialmente sono due le forme di sostegno al reddito che ci sono, solitamente viene fatta confusione ma credo sia giusto precisare la differenza tra i due istituti. Reddito minimo garantito è diverso da reddito di cittadinanza, sono due cose che sono erroneamente accumunate di solito, ma sono diverse per tipologia. Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno economico che è riservata a coloro che, per varie ragioni, hanno difficoltà ad inserirsi o reinserirsi nel tessuto lavorativo o percepiscono comunque un reddito complessivo inferiore ad un determinato reddito che è preso come riferimento. Potendo quindi il reddito minimo garantito integrarsi anche con un reddito che è già esistente, se quest’ultimo non supera la cosiddetta soglia di povertà, detta soglia minima. Esso può essere eventualmente subordinato anche da particolari attività, a cui il beneficiario è obbligato, ad esempio ad effettuare dei colloqui per l’impiego, ciclicamente proposti dall’ufficio di collocamento, eccetera. E può essere implementato da altri benefit, sia economici che in natura, cioè il pagamento delle spese d’affitto e di riscaldamento, il pagamento dei mezzi di trasporto pubblici, la gratuità dei corsi di formazione, eccetera. Il reddito di cittadinanza è invece universale ed è concesso indipendentemente da tutti gli altri redditi, compresi gli stipendi che sarebbero, già di per sé, sufficienti e da eventuali patrimoni dei riceventi. In questo caso l’unico requisito è quello della cittadinanza. Questo per fare una precisazione e per distinguere le due tipologie, che sono diverse. Avevamo anche poi fatto una ricerca, l’aveva detto anche il Governo Renzi ultimamente, se venisse introdotta in Italia una misura di reddito minimo, la forbice, la grandezza del costo di questa misura varierebbe dai 15 ai 26 miliardi di euro. Naturalmente queste spese potrebbero essere ricavate – e questo dipende, sono scelte prettamente politiche, più che tecniche – da taglio spese militari, istituzione di un’imposta patrimoniale sul reddito che riguarda il 5% della popolazione in Italia, che è ricchissima, il recupero dell’evasione e di contrasto alla corruzione. Grazie. PRESIDENTE. Altri interventi? Consigliere Benato, prego. CONSIGLIERE BENATO. Grazie, buonasera. Io leggo il nostro pensiero, in merito alla proposta del Movimento Cinque Stelle, a quanto pare condiviso anche dalla maggioranza. Il nostro programma elettorale, con cui ci siamo presentati l’anno scorso, aveva come slogan “Insieme oltre la crisi”. Sia in campagna elettorale che nei mesi antecedenti abbiamo avuto modo di parlare con molti cittadini, incontrando situazioni limite, se non addirittura di povertà, pertanto abbiamo improntato la nostra azione politica prevalentemente al sociale, anche cercando di migliorare gli interventi dei servizi sociali che già oggi rappresentano, per il Comune di Cadoneghe, una delle più grosse voci di bilancio. Tuttavia, l’aiuto per situazioni di bisogno può essere data in molti modi e, a nostro avviso, né le modalità operate dal Comune, né la proposta di cui stiamo discutendo questa sera, vanno nella direzione giusta. Sugli interventi della Amministrazione abbiamo già avuto modo di dire in precedenti Consigli, per quanto riguarda i criteri e la discrezionalità. 30 Questa sera parliamo, invece, del reddito minimo. Seguendo con ordine i punti dell’ordine del giorno, abbiamo alcune osservazioni e considerazioni da fare. Innanzitutto già oggi persone con gravi problemi fisici sono assistite anche economicamente da Inail ed Asl, pertanto quanto erogato dallo Stato, in proporzione ai problemi di salute, non può, a nostro avviso, essere ulteriormente integrato. In secondo luogo, dire che il libero mercato del lavoro incrementa le mafie è una affermazione che si commenta da sola. L’Europa stessa ci chiede una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, una minore sindacalizzazione e una maggiore elasticità. Il lavoro è un diritto. Probabilmente è anche un diritto, ma non vivendo, grazie a Dio, in uno stato socialista, è anche una merce che vaga nel libero mercato, dove il prezzo è dato dall’incrocio tra domanda e offerta. Altro che mafia. È stato detto dal Movimento Cinque Stelle, quando Renzi ha dato 80 euro a dieci milioni di persone, che era voto di scambio, invece dare reddito a tutti cosa sarebbe? Un altro punto è il fatto che noi tutti consiglieri abbiamo potuto vedere che il Comune, e in generale i comuni, aiutano persone e famiglie in difficoltà, però questo viene fatto andando a vedere ogni singola situazione di bisogno e non dando denaro indistintamente. Le teorie keynesiane, che vengono richiamate nell’ordine del giorno, hanno dimostrato, ogni volta che sono state applicate, il loro fallimento e sono quanto di più distante dalla nostra visione. Politiche cosiddette di crescita altro non sono che di spesa pubblica, che vanno a formare debiti che ricadranno sui nostri figli negli anni a venire. Bisogna uscire, secondo noi, da logiche di politica economica di disavanzo, che sono quelle per le quali oggi ci troviamo oltre 2.000 miliardi di debito pubblico. La strada maestra, a nostro avviso, non è aiutare il singolo, sempre fatte salve specifiche e mirate misure adottate dai servizi sociali, ma stimolare l’economia nel complesso e ripartire con meno vincoli legislativi alle imprese e soprattutto meno tasse, che è la strada poi intrapresa con successo da due grandi statisti del secolo scorso, come Reagan e Thatcher. Ripartono le imprese, riprende il lavoro, riprendono i consumi e senza gravare sul bilancio dello stato. Meno tasse corrispondono a meno entrate, compensate da tagli alla spesa in una prima fase, ma da un nuovo aumento di entrate, dovute alla ripresa, in una seconda fase. Inoltre secondo noi finanziare con soldi di altri contribuenti, come ad esempio attraverso una patrimoniale, persone che sono inattive, non ci sembra una misura rispettosa di chi lavora, profondamente ingiusta e per niente stimolante, ripetiamo fatte salve le situazioni limite già all’attenzione dei servizi sociali. Quanto al metodo con cui questo ordine del giorno è stato presentato, non possiamo che essere contrari all’adesione di una campagna organizzata da una associazione. Già in passato ci siamo posti delle iniziative che mettono in contatto un’istituzione, come il Comune, che è di tutti, a specifiche associazioni. L’associazione è un insieme di persone che condividono un certo progetto e una certa idea, il Comune è la casa di tutti i cittadini e sono due piani distinti. Quanto poi all’associazione Libera, pur se lodevolmente impegnata al contrasto alla mafia, si è sempre espressa in maniera fortemente in contrasto con persone e valori del centrodestra, che noi qui rappresentiamo, pertanto anche per questo motivo non possiamo votare a favore di tale ordine del giorno. 31 Se anche quest’ordine del giorno non comporta spesa, è chiaro che laddove fosse adottato il reddito di cittadinanza, esso sarebbe una spesa, ed anche bella grossa: si parla di decine di miliardi. Quand’anche ci fossero le coperture, per i motivi anzidetti, è da noi ritenuta una misura sbagliata, pertanto il nostro voto sarà contrario. In aggiunta all’emendamento che è stato presentato dal Partito Democratico, leggo che Renzi ha detto: “No al reddito di cittadinanza, non crea lavoro, useremo i fondi dell’Unione Europea. Il reddito di cittadinanza è una tesi non condivisibile, perché non crea posti di lavoro, sarebbe invece giusto abbassare le tasse”. Questo l’ha detto Renzi, vedete voi. PRESIDENTE. Grazie consigliere Benato. Altri interventi? Prego, consigliere Borella. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie Presidente. Io sono a chiedere al Consiglio, sull’emendamento arrivato dalla consigliera Vettore, dal momento che non è stato accompagnato dalle leggi citate, c’è solo arrivata dal consigliere Scacco, che ringrazio, quella del Friuli Venezia Giulia, chiedo che venga tolto il richiamo “approvata dalla Regione Basilicata”, perché non è allegata insieme all’emendamento. Da parte mia non la conosco, quindi non ritengo sia il caso di votarla. Grazie. PRESIDENTE. Prego, consigliere Escobar. CONSIGLIERE ESCOBAR. Proprio una domanda di carattere tecnico, perché noi abbiamo cercato di trovare nel frattempo la normativa in internet, ma non l’abbiamo trovata. Ne abbiamo trovata invece una del 15 luglio 2015, volevo capire se è questa quella corretta, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia. CONSIGLIERE VETTORE. Noi abbiamo il dato di un disegno di legge che è stato approvato il 29 giugno e la deliberazione è pubblicata sul sito della Regione. Scusate perché anch’io ho avuto l’informazione. CONSIGLIERE ESCOBAR. Noi abbiamo controllato sul sito del Friuli Venezia Giulia e non c’è nessuna legge con quella data lì, ce n’è una con la data del 15 luglio 2015. Eventualmente si può modificare, se è quella giusta. CONSIGLIERE VETTORE. Modifichiamo. Chiedo al Presidente di modificare perché, effettivamente, probabilmente la data della proposta è il 29 giugno, poi sarà stata votata... Non so se prende la data della votazione del Consiglio regionale o se prende la data della pubblicazione, una legge regionale. Forse è da definire questo aspetto. Comunque sono state citate queste due leggi non perché rappresentino il modello, ma è solo per dare un’indicazione che altre regioni hanno già legiferato in questo senso. A nostro avviso adesso non è importante la singola legge, anche perché il Friuli Venezia Giulia è una Regione a statuto sociale e sicuramente avrà anche delle competenze diverse in materia, avrà anche una possibilità di intervenire in modo più incisivo sul settore sociale. 32 Colgo positivamente le precisazioni del consigliere Scacco, che mi pare abbia spiegato come si intende un sostegno al reddito, che può avvenire in maniera diversa, anche non solo con interventi di carattere autonomo automatici ma con delle politiche attive nel settore sociale. Politiche che il nostro comune, nel suo piccolo, ha già deciso di attivare, attraverso delle linee di indirizzo, che sono quelle del welfare generativo. Diciamo che si sollecita, con questa adesione, che la proposta sia di Libera per noi è importante, perché Libera è un’associazione che esprime il nostro modo di intervenire anche in certi ambiti, la proposta è valida perché va ad incidere in problematiche a cui siamo sensibili e verso le quali certe politiche, a livello comunale, sono già state attivate. Adesso aderire ad una proposta più ampia può consentire di muovere anche una normativa a carattere nazionale, quindi questo è il senso dell’adesione, che noi naturalmente confermiamo. Richiamare la legge della Basilicata o meno, mi scusi consigliere Borella, mi riservo di trovarle questa legge, però non mi sembra una cosa influente. Era una cosa a titolo esemplificativo. PRESIDENTE. Prego, consigliere Borella. CONSIGLIERE BORELLA. Ringrazio la consigliera Vettore, che vedo che concorda: visto che è ininfluente citarla o meno, la togliamo, visto che non c’è il testo di legge. Lasciamo solo quella del Friuli Venezia Giulia. Grazie. PRESIDENTE. Altri interventi? Prego, consigliera Escobar. CONSIGLIERE ESCOBAR. A questo punto, visto che effettivamente le due normative non sono a disposizione di tutti i consiglieri, non so se voi le avete lette, noi effettivamente avremmo dovuto leggerle durante l’intervento PAES, forse nel rispetto di tutti potremmo rinviare il punto e votarlo la prossima volta, se proprio vogliamo tenere questi due riferimenti di legge all’interno. PRESIDENTE. Faccio mia la proposta della consigliera Escobar. (Segue la votazione) Favorevoli Astenuti 14 02 (Benato, Maschi) (Il Consiglio approva) PRESIDENTE. Naturalmente l’approvazione di questo non comporta nuovi emendamenti o altro, invito i Capigruppo a definire queste due o tre questioni tecniche, di verifica delle due leggi in discussione, dopodiché lo approveremo. 33 7. Mozione presentata dal consigliere Rozzato: “Riconoscimento delle famiglie anagrafiche con vincolo affettivo e attribuzione dei diritti in loro favore”. Ore 20.48. PRESIDENTE. Punto n. 7, mozione presentata dal consigliere Rozzato. Prego, consigliere Rozzato. CONSIGLIERE ROZZATO. Grazie Presidente. Intanto faccio una piccola premessa e ringrazio la consigliera Escobar per avere elegantemente rinviato il punto, così per avere una sintesi globale. Non leggerò la mozione che ho presentato, perché di questo si parla da vent’anni, vari pacs, dico e copie di fatto, però metto il punto su due premesse e due finalità. Ad oggi l’Italia è l’unico paese del blocco occidentale senza una legge che regolamenta l’unione civile o il matrimonio delle persone dello stesso sesso. Per dire, Malta e Sud Africa sono davanti a noi. Conseguenza di ciò, esiste una consistente fetta della popolazione che risulta scoperta nella protezione e nell’esercizio di alcuni diritti fondamentali. È nostro compito, a livello amministrativo, e del legislatore, a livello nazionale, far fronte a questa mancanza. Le finalità, che potete leggere anche nell’ultima pagina della mozione, arrivano di seguito. Regolamentare questa situazione utilizzando tutto il potere amministrativo in seno al Comune. Non potremmo mai agire sulla stepchild adoption o sulle reversibilità della pensione, ma possiamo mettere in campo una serie di azioni a più livelli, con enti territoriali e agenzie statali. Penso alle Asl, ai consultori, agli enti locali e/o amministrativi. Il secondo, che secondo me è più importante, vista anche la discussione del DDL Cirinnà in questi mesi, è quello di dare un chiaro segnale politico ai legislatori nazionali. L’estensione dei diritti civili è una priorità assoluta per tutti. Grazie. PRESIDENTE. È aperta la discussione, ci sono interventi? Prego, consigliere Benato. CONSIGLIERE BENATO. Sul fatto che sia una priorità, credo sia un’opinione molto personale, del consigliere Rozzato e della sua parte politica. Io vorrei fare una domanda all’assessore Parizzi dei Servizi sociali. Innanzitutto, andando a votare questa mozione, è legale a livello anagrafico? Cioè, l’anagrafe può scrivere una cosa non prevista dal legislatore? In primo luogo. In secondo luogo, nell’ipotesi in cui vengono a formarsi queste cosiddette famiglie, cioè due conviventi, tre conviventi, quello che dovesse essere, e questi dovessero trovarsi in condizioni di difficoltà economica, è previsto, avete previsto che il Comune in qualche modo intervenga, oltre a quello che già fa in virtù del solo fatto che ci sarebbe questa nuova dicitura sul registro anagrafico? Queste sono le due domande. 34 PRESIDENTE. Altre domande, prima degli interventi? Se non ci sono altre domande, prego assessore Parizzi. ASSESSORE PARIZZI. In merito a tutta la normativa che segue poi alla delibera di Consiglio, quella verrà sviluppata per poter essere applicata all’interno dell’Amministrazione. Proprio per questo prima c’è il passaggio in Consiglio comunale. In caso di approvazione, poi si redige un regolamento, che va applicato all’interno del territorio, questo per qualsiasi altra modalità. CONSIGLIERE BENATO. La domanda è se può un comune qualsiasi disporre a proprio piacimento del registro anagrafico? Non è uguale in tutti i comuni? Non c’è una normativa nazionale? ASSESSORE PARIZZI. Certo. In effetti il regolamento che si andrà a predisporre non deve andare a interferire con quella che è la legislazione italiana, indubbiamente. In effetti, come citava giustamente il consigliere Rozzato, non possiamo intervenire ad esempio per quanto riguarda le pensioni di irreversibilità, perché questo è normato dalla legge italiana. Semplicemente si potrà pensare, ma bisognerà redigerlo insieme ai tecnici, a tutte quelle modalità o norme che possiamo applicare all’interno di un’amministrazione pubblica, ad esempio riconoscere il principio di residenzialità, cioè che siano residenti insieme, quindi siano dichiarati come coppia di fatto, riconoscere e quindi poter accettare una domanda in tal senso. Riconoscerlo come nucleo. Bisognerà redigere prima un regolamento, non diventa ufficiale nel momento in cui si... L’altra domanda non me la ricordo, non me le sono appuntate, mi scusi. CONSIGLIERE BENATO. Sul discorso economico, nel caso dovessero avere problemi economici. ASSESSORE PARIZZI. Anche questo dovrà essere normato prima. CONSIGLIERE BENATO. Quindi è una possibilità. ASSESSORE PARIZZI. Una volta che si delibera una mozione, si approva una delibera, il passo successivo è quello di andare a regolamentarla, cioè come può essere applicata questa modalità all’interno del Comune, perché altrimenti anche il personale non sa. Il passo successivo sarà questo. Così come hanno fatto tanti altri comuni, vedasi Padova piuttosto che Milano e tanti tanti altri, che hanno redatto successivamente un regolamento di accesso ai servizi, di riconoscimento di coppia di fatto e quindi di possibilità di accesso ai servizi, identificandosi come coppia, per le iscrizioni piuttosto che altro. PRESIDENTE. Altri interventi? O dichiarazioni di voto? Prego, consigliera Escobar. 35 CONSIGLIERE ESCOBAR. Vi porto solo una mia personale riflessione. Il Dalai Lama, dagli Stati Uniti, ha affermato di non essere contrario ai matrimoni gay ed ha condannato l’omofobia. Se due persone, una coppia ritiene che sia pratico, soddisfacente e che siano d’accordo entrambi, allora è d’accordo. Stigmatizzando l’omofobia ha dichiarato: “Le persecuzioni, gli insulti, la violenza non vanno bene, sono una violazione dei diritti umani”. Aggiungo io alle sue parole: “Chi sono io per giudicare e decidere che cosa devono fare due persone adulte e consenzienti della loro vita? Con quale diritto decido io con chi possono o meno passare i giorni della loro vita? Se vogliono prendersi cura con amore l’uno dell’altro, questa cosa come può nuocere a me o a qualcun altro? Non vedo perché io o chiunque possa negare ad un altro essere umano il diritto alla felicità e alla libera espressione del proprio essere. Oggi ci concentriamo di più nel negare la felicità ad alcune persone, forse preoccupati per preconcetti culturali che non a dare quella felicità ad altri che sono in difficoltà e sono bisognosi di affetto”. Il mio voto sarà favorevole. PRESIDENTE. Altri? Prego, consigliere Borella. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie Presidente. Per quanto ci troviamo d’accordo con quanto espresso nella mozione, purtroppo ci troviamo in disaccordo a coinvolgere la nostra anagrafe e siamo costretti, e vi dico costretti, a votare contro. Qualora venga portata una mozione che vada a stimolare il Governo a riconoscere e a istituire anche questo per legge, ben venga, saremo pronti ad accoglierla favorevolmente. PRESIDENTE. Consigliere Benato. CONSIGLIERE BENATO. Spesso viene detto che il nostro gruppo, o comunque la nostra parte politica di centrodestra, sarebbe in campo solo per impedire, come appunto è già stato detto, la felicità di altri. È invece, al di là della questione delle adozioni, una questione anche e parecchio economica, com’è stato confermato dall’assessore Parizzi, in quanto a livello nazionale si parlerebbe di reversibilità della pensione, a livello comunale si parlerebbe di servizi sociali dati a coppie che, per quanto meritevoli di rispetto e sicuramente di non discriminazione, non darebbero alcun beneficio, alcun progresso alla società in termini di procreazione. La società naturale viene definita dalla Costituzione, all’articolo 29. Anche se non viene detto espressamente, il pilastro su cui si fonda la nostra società è quello di una famiglia composta da uomo e donna, destinata alla procreazione. Una coppia omosessuale sicuramente questo non lo può fare, pertanto non può in alcun modo, a nostro avviso, gravare sulle casse dello stato, né tanto meno dei comuni. Benissimo la non discriminazione, l’accoglimento, il rispetto, però noi siamo contrari al riconoscimento pertanto voteremo in modo contrario alla mozione. PRESIDENTE. Prego consigliera Baccan. 36 CONSIGLIERE BACCAN. Prima di tutto vorrei fare una piccola nota. Il fatto che questo discorso che le famiglie gay non possono portare un contributo all’umanità, come dici tu, questo vorrebbe dire che si devono togliere, da tutte le liste sociali, tutte quelle coppie che non possono avere figli. E ti assicuro che, purtroppo, ce ne sono tantissime, ma questa era solo una precisazione. Parlo a nome dei gruppi consiliari di maggioranza. Noi avevamo già espresso la nostra opinione su tale argomento, in occasione dell’ordine del giorno del consigliere Benato, che è totalmente favorevole. Non solo perché è ora che anche il Comune di Cadoneghe, come altri comuni, inizi questo programma, ma perché è dai piccoli comuni e dai comuni in generale che deve arrivare la spinta perché lo Stato italiano faccia qualcosa, perché è veramente assurdo che nel 2015 l’Italia non abbia una legge di questo tipo. Io non parlo solamente per le coppie gay, perché stasera si sta parlando molto di coppie gay, ma le unioni civili non riguardano solamente le coppie gay ma anche le coppie etero che per qualsiasi motivo non possono sposarsi, o per volontà. Il nostro voto sarà favorevole. PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la mozione presentata dal consigliere Andrea Rozzato. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari 12 04 (Benato, Maschi, Borella, Vigolo) (Il Consiglio approva) 37 8. Interpellanza del gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle: “Area sgambatura cani via Guido Franco. Ore 21.00. PRESIDENTE. Punto n. 8, interpellanza del gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle. Ricordo che c’è la richiesta d’interpellanza, risposta del Sindaco e dichiarazione di soddisfazione o meno dei proponenti, non c’è dibattito. Prego, consigliera Mavolo. CONSIGLIERE MAVOLO. Premesso che in data 7 marzo è stata presentata interpellanza a risposta scritta, registrata con... eccetera, eccetera, con questo testo: “Premesso che abbiamo ricevuto segnalazioni di parecchi utilizzatori, alcuni dei quali avrebbero già effettuato segnalazioni anche agli uffici comunali, sul cattivo stato di manutenzione e sulla cattiva gestione dell’area sgambatura cani, scusate non avevo letto il titolo, anche per la mancanza di una fontanella dell’acqua e di un numero adeguato di panchine e di cestini dei rifiuti. Abbiamo effettuato vari sopralluoghi in tempi diversi, ad oggi non sembra venga applicato correttamente l’apposito regolamento e il cancello dell’area risulta pressoché costantemente aperto o rotto. L’articolo 6 del regolamento prevede: “Il Comune provvederà, periodicamente o quando se ne ravvisi la necessità e l’urgenza, alla pulizia e allo sfalcio dell’erba dell’area di sgambatura, alla disinfestazione, alla disinfezione, allo svuotamento dei cestini”. Si chiede: - Quali sono le tempistiche del taglio dell’erba? - Quali sono le tempistiche e di quale tipologia sono le disinfestazioni dell’area? - Quali sono le tempistiche di svuotamento dei cestini ? - Se i cani che vi accedono sono iscritti al registro degli utenti, ai sensi dell’articolo 5 del regolamento e se e con quali tempistiche vengono effettuate verifiche in questo senso? - In base all’articolo 9 del regolamento, con quali tempistiche gli agenti e gli ufficiali di polizia locale e delle altre forze di polizia effettuano i controlli sul corretto utilizzo dell’area? - Se ed in quale misura c’è un introito nelle casse comunali per il tabellone pubblicitario posizionato dalla ditta Argo. - Se è intenzione di questa Amministrazione installare a breve una fontanella e almeno altre due panchine e un altro cestino per i rifiuti? In data 5 agosto c’è stata recapitata questa risposta. “In merito alle vostre richieste, preciso che: - Il taglio dell’erba è effettuato secondo le cadenze previste in appalto per le aree limitrofe. - Gli interventi di disinfestazione hanno carattere adulticida e la relativa tempistica è rapportata all’efficacia degli stessi. - Lo svuotamento dei cestini avviene secondo la tempistica contrattualmente prevista per l’attività di svuotamento cestini nei parchi, svolta da ETRA, nell’ambito del contratto per la gestione del servizio di igiene urbana. 38 - L’ingresso nell’area non è attualmente limitato agli iscritti al registro. - Le verifiche presso l’area sono effettuate dalla polizia locale a campione. - Il tabellone pubblicitario della ditta Argo è collocato in conseguenza di una partecipazione economica della ditta alla realizzazione dell’area, in seguito ad un bando di sponsorizzazione. - Attualmente non sono in programma interventi di arredo urbano dell’area”. Non essendo accettabili le sue non risposte, mi rivolgo al Sindaco, riformuliamo le domande in altro modo. • Quali sono, attualmente, le tempistiche per il taglio dell’erba, previste per le aree limitrofe all’area sgambatura cani, e quindi anche nell’area in questione? • Quali sono, attualmente, le tempistiche previste nel contratto di ETRA per lo svuotamento dei cestini nei parchi e quindi anche nell’area sgambatura cani? • C’è la previsione di una data, dalla quale accederanno all’area solo i cani iscritti al registro, come previsto dall’articolo 5 del regolamento di questo Comune? • Quante e in quali date sono state effettuate le verifiche a campione nel 2014 e nel 2015 dalla polizia locale e quali segnalazioni hanno prodotto? • Qual è l’importo corrisposto dalla ditta Argo per la realizzazione dell’area? Nel caso di opere, qual è il valore in euro delle opere realizzate da questa ditta? • Qual è, in termini comprensibili ai comuni cittadini, il significato della frase relativa alla disinfestazione dell’area? Auspichiamo, infine, che anche se non sono previsti interventi di arredo urbano, almeno una fontanella dell’acqua venga installata al più presto. Alle ore 21:00 esce la consigliera Facco : componenti il Consiglio Comunale presenti: 15) PRESIDENTE. Prego il Sindaco. SINDACO. A parte che già parte della prima domanda conteneva già le risposte, e cioè l’articolo 6 del regolamento prevede che il Comune provvederà periodicamente, o quando se ne ravvisi la necessità e l’urgenza, alla pulizia, allo sfalcio dell’erba dell’area di sgambatura, alla disinfestazione, alla disinfezione e allo svuotamento dei cestini. E cioè non mettendo delle tempistiche precise e puntuali, come non ci sono nemmeno nello svuotamento dei cestini con ETRA. Noi abbiamo fatto riferimento, nella risposta, allo stesso scadenziario. Io posso rispondere abbastanza sinteticamente stasera a riempimento i cestini e lo sfalcio dell’erba quando nella zona è previsto, quando vediamo che viene tagliata l’erba del parco antistante viene tagliata anche quella del campo. Non ha un suo calendario il campo per il taglio dell’erba, per lo sfalcio e per queste cose. E comunque l’articolo 6 lo prevedeva già, quindi già la domanda conteneva la risposta. Quali sono attualmente le tempistiche previste dal contratto di ETRA per lo svuotamento dei cestini, ho appena risposto. C’è la previsione di una data dalla quale accederanno all’area solo i cani iscritti al registro, come previsto dall’articolo 5? Qui siamo effettivamente in ritardo, oppure abbiamo accantonato la realizzazione di questo regolamento perché? Perché volevamo farlo anche per l’altra area di via 39 Guerzoni e soprattutto perché sono in cantiere altre una o due zone di area sgambamento cani, quindi poi ridimensionarlo, o meglio dimensionare questo regolamento. Consideriamo che entro fine anno andremo a migliorarlo e cercheremo anche di integrarlo o snellirlo dopo l’approvazione o la verifica di altre aree per sgambamento cani. In quali e quante date sono state effettuate le verifiche a campione nel 2014? Qui non abbiamo segnalazione, piuttosto che note scritte. Una l’ho fatta anch’io, a campione o a chiamata, quando succede magari qualche disguido, che succede anche per le vie del paese, quando due cani hanno un’amicizia troppo forte, quindi non sono mai state segnalate. Qual è l’importo corrisposto dalla ditta Argo per l’area? La ditta Argo ha compartecipato, giustamente come ho risposto, ad un bando, che purtroppo adesso mi è stata a casa la segretaria e non mi ha dato l’importo esatto. Lo darò o domani o mercoledì, appena la pratica verrà aperta, le dico di quanto era, perché non me lo ricordo, sinceramente. Qual è, in termini comprensibili ai comuni cittadini, il significato della frase relativa alla disinfestazione dell’area? A parte l’articolo 6, la disinfestazione viene fatta soprattutto – ed è stata fatta – contro le zecche e contro le zanzare. Si dice adulticida, perché non viene fatta in quella zona larvicida. Su chiamata è stata fatta, credo l’ultima a meta luglio o primi di luglio, quando è stata fatta anche in via Guerzoni. La fontanella dell’acqua, già richiesta ancora prima per il parco di via Guerzoni, siccome penso le stesse persone che hanno scritto ed hanno – uso i vostri termini, in maniera che dopo non sbagliamo – che vi hanno segnalato, da parecchi utilizzatori, magari andiamo insieme e gli chiediamo se si è iscritto al registro, così vediamo, possiamo aiutarli e convincerli anche a registrarsi, avrebbero già effettuato segnalazioni agli edifici comunali sul cattivo stato di manutenzione. Questi li incontreremo insieme se volete, vi faccio già anche questo invito, andremo a vedere che cosa costa fare una fontanella d’acqua. Se vogliono, invece che compartecipare con la ditta Argo od altre, compartecipare loro, la fontanella viene fatta. È la stessa risposta che abbiamo dato agli utilizzatori del parco di via Guerzoni. Una fontanella non costa cento euro. Almeno in via Guerzoni, mi sembrava fosse di almeno duemila euro e per il momento non abbiamo intenzione di dotare di fontanella, che molto spesso, come ci avete segnalate anche voi, in altri parchi, adibiti a bambini piuttosto che ad altri soggetti umani, vengono rotte o vengono utilizzate da nomadi o quant’altro. Mettere videosorveglianze per le fontanelle, piuttosto che recintare, per il momento le risorse non le dedichiamo. PRESIDENTE. Prego, consigliera Mavolo, se vuole esprimere la sua soddisfazione o meno. CONSIGLIERE MAVOLO. Ringrazio il Sindaco. Mi pare di avere capito che il taglio dell’erba viene fatto quando l’erba, avevamo chiesto una cosa in questo senso alla dottoressa Guzzo l’anno scorso, mi pareva che l’accordo con chi fa la manutenzione è che l’erba non dovrebbe superare gli otto centimetri. Questa informazione c’era stata data l’anno scorso, sulla manutenzione dei parchi. Volevo comunque esprimere la nostra soddisfazione, perché proprio in concomitanza con la presentazione di questa interpellanza in Consiglio, forse, è un caso, lunedì scorso abbiamo visto che l’area è stata rimessa in ordine. Sono spariti mobili vecchi, qualcuno si libera di mobili vecchi e li 40 mette là nell’area, mettono pentole, bacinelle, vari attrezzi di casa di tutti i tipi, appesi alla rete o a terra. È stata messa un po’ in ordine lunedì scorso e siamo contenti di questo. PRESIDENTE. Prego, Sindaco. SINDACO. Ringrazio, perché l’attenzione può essere stata sicuramente anche data dalla vostra mozione, ma le assicuro che non sempre, perché i vigili e qualche tecnico nostro comunale ha comunque questa attenzione, tant’è vero che il regolamento andrà ridimensionato proprio per non fare che quell’area diventi un’area privata o per pochi. 41 9. Mozione presentata dal consigliere Borella: “Mozione consiliare a sostegno del netto contrasto all’introduzione dell’ideologia del “Gender” nelle scuole italiane. Ore 21.10. PRESIDENTE. Punto n. 9, mozione presentata dal consigliere Borella. Prego. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie Presidente. Chiedo i benefici concessi al consigliere Rozzato, di leggere solo l’ultima parte, perché do per scontato che tutta la precedente la conosciate. PRESIDENTE. Va bene, prego. CONSIGLIERE BORELLA. “Considerato che i precedenti relativi alle condotte dei governi Monti, Letta e Renzi, e i loro rappresentanti, danno ampio conto di come anche l’attuale governo non abbia in alcun modo il necessario controllo della discriminata diffusione, non ragionata e non adeguatamente soppesata e valutata sotto il profilo pedagogico della teoria del “Gender” nell’ambiente scolastico e, addirittura, prescolare, prestando il fianco, nemmeno tanto inconsciamente, ad iniziative puramente propagandistiche, di singoli soggetti e centri d’interesse e di potere, lontani anni-luce da ogni utilità e finalità educativa. Come sia evidente e reiterato, continuato e ingiustificato tentativo dei parlamentari dell’estrema sinistra e del Pd, con la colpevole inerzia del nuovo Centrodestra, di introdurre, in maniera mascherata, nel nostro ordinamento giuridico, non soltanto la teoria del “Gender” in quanto tale, ma propugnarla niente meno che come un pensiero unico, volendo altresì punire come omofobia ogni tesi contraria alla teoria del “Gender”, a dispetto delle poco convincenti negoziazioni in tal senso. Impegna il Sindaco e la Giunta 1. Ad adoperarsi, in quanto di competenza e di possibilità, affinché negli istituti scolastici comunali sia rispettato il ruolo della famiglia, nell’educazione dell’affettività e della sessualità, riconoscendone il ruolo prioritario, ai sensi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della comunità europea. 2. Ad adoperarsi, per quanto di competenza e di possibilità, affinché negli istituti scolastici comunali sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per cui la nostra Costituzione privilegi la famiglia come società naturale, fondata sul matrimonio, ai sensi dell’articolo 29 della Carta costituzionale, promuovendo la relativa festa della famiglia naturale – non religiosa – istituita recentemente dalla Regione Veneto e prevista nell’ultimo giorno scolastico prima delle vacanze natalizie. 3. Di opporsi, per quanto di competenza e di possibilità, che negli istituti scolastici comunali sia insegnata la teoria del “Gender”. 4. Di adoperarsi, per quanto di competenza e di possibilità, per contrastare l’adozione di provvedimenti legislativi, favorevoli all’indiscriminata introduzione nelle scuole della teoria del “Gender” e di ogni forma educativa, anche alla sessualità, che prescinda anche solo indirettamente dalla famiglia. 5. Di adoperarsi, per quanto di competenza e di possibilità, ad opporsi all’adozione di qualsivoglia norma di legge, che renda possibile l’incriminazione di qualcuno per il reato 42 di omofobia, per il solo fatto di avere espresso un’opinione nettamente contraria alla adozione e all’insegnamento della teoria del “Gender” nelle scuole italiane”. Grazie. PRESIDENTE. Grazie consigliere Borella, è aperta la discussione. Chi chiede la parola? Consigliere Rozzato, prego. CONSIGLIERE ROZZATO. Con un comunicato stampa del 18 agosto la Diocesi di Padova dice che l’argomento va trattato assolutamente senza preconcetti. Questa mozione, io l’ho studiata, ho cercato di leggerla, ne è stracolma, almeno preconcetti politici e giuridici. Comincio da quelli politici e ne cito due ad esempio. “Nel corso dell’anno 2012 il maggior ministro del lavoro, con delega alle pari opportunità, che l’Italia repubblicana ricordi, al secolo Elsa Fornero”. Secondo. “Il vergognoso assist fornito dall’allora ministro del Governo Letta, Cécile Kyenge – che era quella a cui tiravano le banane, solo per ricordarlo – seconda per incapacità assoluta nell’era repubblicana solo alla citata Fornero e Alfano”. Io capirei tutto se mi portaste degli argomenti scientifici, ma siccome parliamo di politica in questo caso... Per quanto riguarda il preconcetto giuridico, voi parlate del DDL Scalfarotto e dite, cito: “La formulazione della proposta di norma di legge è tale da rischiare fortemente la criminalizzazione di ogni libera opinione che intende sostenere un’idea antropologica di famiglia, di naturalità del matrimonio – eccetera, eccetera – che assurgerebbe, in questo modo, ad una sorta di pensiero unico, imposto niente meno che dalla legge dello stato, ma in netto contrasto con il principio della libertà di opinione sancito dall’articolo 21”. Basta leggere il testo del DDL Scalfarotto, per vedere che discriminante dell’aggravarsi della situazione di chi verrà indagato per questo è la violenza dell’atto. Per semplificare, si può manifestare contro i matrimoni gay, ma non è la stessa cosa che picchiare un ragazzo che esce dal Pride Village. Si può manifestare contro il ministro Kyenge, ma non le si possono tirare le banane addosso perché è nera. Passando in laguna invece, e cito sempre la vostra mozione: “Nonché grazie al buon senso del neo eletto sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro”. Il buon senso del neo sindaco di Venezia, luigi Brugnaro, l’ha portato, come nel Medioevo, a fare un indice dei libri, seguito anche dal brillante Bitonci, vietati nelle scuole. “Piccolo blu e piccolo giallo”, che è stato pubblicato per la prima volta nel 1950 o nel 1960, è la favola di due colori che fanno amicizia e si fondono, fino a creare un nuovo colore. “Beniamino” è la storia di un pinguino rosa che si sente diverso dagli altri e parte per l’Africa, ma alla fine capisce che il suo posto è a casa. In “Tante famiglie, tutte speciali” si raccontano vari tipi di famiglie nel mondo: chi nasce naturalmente, chi adottato, chi viene da un’altra cultura, chi ha tanti fratelli, chi è figlio unico. “Papà bis” è la storia di un bambino che impara a convivere con il nuovo compagno della madre. “Storie incredibili di due principesse” è la storia di due ragazze diversissime tra loro che diventano amiche. 43 “Buongiorno postino” è la storia di uno strano postino porta-scatole con cuccioli, in giro per il mondo, ma a volte si sbaglia e consegna il cucciolo sbagliato a genitori che comunque decidono di accettarlo. “Il pianeta stravagante” parla di un gruppo di marziani che studia gli abitanti della terra, cercando di scoprire le differenze sociali fra maschi e femmine, ma poi concludono, in realtà, che queste differenze non ci sono. Non mi sembrano dei manifesti all’omosessualità, con tutto il rispetto. Su questa scia, il consigliere regionale, con una dichiarazione del 4 settembre, Sergio Berlato di Fratelli d’Italia, dice: “La teoria “Gender” favorisce abusi sessuali e pedofilia”. Per dire il livello della discussione. Fa invece chiarezza Silvia Chimenti, del Movimento Cinque Stelle. Potete trovare questo anche sul suo sito, il 2 settembre dice: “Nessuna intenzione di introdurre pratiche sessuali negli asili o di indottrinare i bambini su presunte ideologie “Gender”. Questa vergognosa mistificazione nasce dalla strumentalizzazione di un documento dell’OMS, risalente al 2010, che analizza gli standard dell’educazione sessuale in tutta Europa, descrivendo scientificamente ciò che avviene nelle varie fasce d’età della vita dei bambini e dei ragazzi in relazione alla sessualità”. La stessa Diocesi padovana, il 18 agosto dice: “La proposta di referendum in questione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 165, con attribuzione del numero 15A0565 attiene all’abrogazione in toto della legge. Anche qua, si chiede l’abolizione dell’insegnamento della teoria “Gender” ma in realtà il referendum serve per abrogare l’intera legge “La buona scuola”. È una strumentalizzazione la domanda che viene posta. Attiene all’abrogazione in toto della Legge n. 107 del 13 luglio 2015 su “La buona scuola” che, come ribadito nel punto precedente, non ha alcuna connessione con la teoria “Gender”. E questa è la Diocesi. Sempre la Diocesi, sulla scuola anti-Gender, di una località del padovano che non ricordo, dice: “Azione non condivisa”. Non credo serva aggiungere altro, grazie. PRESIDENTE. Grazie al consigliere Rozzato. L’assessore Venturato e poi l’assessore Parizzi. ASSESSORE VENTURATO. Buonasera, due parole. Nella scuola, penso di poterlo dire con molta sicurezza, non è mai esistita e non esiste nessuna forma di ideologia. Nessun insegnante ha mai insegnato nessun tipo di ideologia ai bambini. Pena, eventualmente, denunce da parte, giustamente, delle famiglie. La scuola è preposta a diffondere la cultura del rispetto e della reciprocità. Nelle nostre scuole si fa da anni educazione affettivo-sessuale, che comporta un progetto presentato ai genitori, condiviso con i genitori e formato da persone molto esperte nell’ambito psicopedagogico e nell’ambito scientifico. Per quanto riguarda l’articolo 16 de “La buona scuola” si parla di offerta formativa che preveda l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo appunto nelle scuole, di ogni ordine e grado, l’educazione e la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte 44 le discriminazioni. Fa riferimento alla Legge del 15 ottobre 2013, n. 119, dove parla proprio de cosiddetto femminicidio, cosa che si fa da sempre nella scuola. Nessuno ha mai insegnato agli alunni che dovranno a tutti i costi assumere un certo ruolo sessuale. A scuola si insegna soprattutto il rispetto della persona, si insegna il rispetto delle diversità, si parla di diversità, di resilienza, che è il cogliere, da ogni bambino e da tutti, anche da quello unico che può avere una realtà familiare diversa dagli altri, quello che può offrire e donare agli altri di buono e quello che gli altri possono imparare da lui di buono. La teoria cosiddetta “Gender” nella scuola non esiste e nessuno ha avuto mai intenzione di insegnarla, glielo posso assicurare anche a nome di tutti gli insegnanti. Grazie. PRESIDENTE. Assessore Parizzi. ASSESSORE PARIZZI. Grazie. Volevo sottolineare giusto due cose. Che la civiltà non è mai stata un prodotto di ideologie ma di buone idee. I “Gender studies” sono iniziati nel 1930 ed è da allora che si parla di quanto il genere sia influenzato dalla società. Bastano gli approfondimenti, gli studi, per capire che le ideologie, soprattutto quelle fisse, quelle statiche, non portano a nulla ma attraverso lo studio e l’analisi reale, concreta del tema, si può soltanto venirne fuori e capire. Grazie. PRESIDENTE. Altri interventi? Prego, consigliera Escobar. CONSIGLIERE ESCOBAR. La nostra è una dichiarazione di voto. Anche se è un argomento di carattere etico, che avrebbe bisogno di un maggior tempo di approfondimento, il nostro voto sarà contrario alla mozione, perché riteniamo che il problema non esista. Abbiamo contattato insegnanti, dirigenti scolastici e alcuni hanno espresso la loro opinione sulla Legge “La buona scuola”, dicendo che alcune parti non sono proprio quelle buone ma che in questo senso non c’è nessun rischio come quello esposto nella mozione per i bambini. PRESIDENTE. Altre dichiarazione di voto? Prego, consigliera Vettore. CONSIGLIERE VETTORE. Molto velocemente, perché, effettivamente, quando si parla di temi etici, si potrebbe stare a discutere per delle ore. È evidente che si tratta di una strumentalizzazione colossale. Personalmente io ho avuto modo di ricevere messaggi farneticanti e l’esito finale è quello di incutere nelle famiglie una terribile paura che i loro figli vengano distratti da tutta la buona educazione. Ho visto persone male informate o prese da questo terrore venire nei comuni a firmare questo referendum, di cui non sanno minimamente il contenuto, con l’unica giustificazione: “Io sono contro la teoria “Gender”’. Concetto che non esiste e mi sembra che sia stato ampiamente approfondito. Per questo motivo il nostro voto sarà contrario, assolutamente contrario. Ci impegneremo anche a fare una diffusa informazione su queste falsità che vengono trasmesse, su questo modo di terrorizzare anche le famiglie. 45 Se andiamo ad approfondire quello che viene detto, qua troviamo che contraddiciamo anche delle conquiste e delle posizioni che abbiamo assunto univocamente anche in questo Consiglio, se non ricordo male, in materia di riconoscimento dei diritti delle donne contro discriminazioni di ogni genere. Mi sembra proprio che questa mozione debba essere assolutamente bocciata e il nostro gruppo è assolutamente contrario. PRESIDENTE. Consigliere Benato. CONSIGLIERE BENATO. Mi spiace che siano stati uniti, su questa mozione, due argomenti, che sono sicuramente simili ma sono due leggi diverse, ammesso che il genere sia stato disciplinato da una legge. Nella fattispecie mi riferisco al progetto di legge Scalfarotto. La nostra posizione in merito è che va a supporto di quanto viene espresso nella mozione. Vorrei ricordare al consigliere Rozzato quanto avevamo già detto in altre occasioni, che le aggravanti nel nostro codice penale sono già previste per futili motivi, nella fattispecie una aggressione verbale o fisica, per motivi discriminatori, non serve aggiungere un’altra norma ma è già prevista nel nostro ordinamento. È superflua, oltre che potenzialmente pericolosa, in quanto in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione. PRESIDENTE. Prego, consigliere Borella. CONSIGLIERE BORELLA. Grazie per le vostre posizioni esposte, che non cerco minimamente di cambiare, perché le rispetto tutte, ma visto che la teoria “Gender” alla lunga produrrà i suoi frutti, si vedranno fra qualche anno. Basta anche vedere la nota sul progetto “Educare alla diversità” del LUNAR, tanto per lavorare informati. Non mi pronuncio per quanto riguarda la Diocesi, che ha tutto il diritto di esprimersi. Basta vedere che la Norvegia ci sta ripensando parecchio, perché i danni che sta provocando. Basta vedere i suicidi di giovani ragazze, con maternità a undici, dodici anni, tredici anni in Inghilterra. Basta vedere in Francia, che come è stata introdotta questa teoria è stata subito tolta. Io spero, per quanto sono sicuro e apprezzo quanto detto dall’assessore Venturato, che ognuno di noi cerca di mettere il buon senso e applicare con serenità certi metodi istruttivi e certe finalità, quindi non voglio pensare alla malafede, io dico ognuno stia pure nella propria posizione, tra qualche decennio vedremo che società si sarà partorita, se continua questo insegnamento. Dico che già la mozione in sé è stata portata in Consiglio, resa ormai inutile anche da quanto approvato in Consiglio regionale, che di fatto si vieta l’insegnamento in Veneto. È la seconda regione in Italia che vieta l’insegnamento “Gender”, di questa teoria nelle scuole. Di fatto massimo rispetto e massimo contrasto all’omofobia, quindi a contrastare o offendere. Mi dispiace che il consigliere Rozzato abbia partecipato al lancio di banane contro la Kyenge, io non c’ero, non ho mai avuto modo di partecipare e quindi, se c’ero, avrei cercato di impedirlo. Invito tutti al massimo rispetto, anche di chi è diverso. PRESIDENTE. Prego, consigliere Rozzato. 46 CONSIGLIERE ROZZATO. Io non ho mai presenziato, volevo solo dire due cose. La Lega Nord è stata giudicata colpevole, sotto questo aspetto qui, e deve risarcire 150.000 euro al ministro Kyenge, perché un suo esponente ha fatto un fotomontaggio mettendo una bella faccia da scimmia sopra la faccia del ministro Kyenge. Mi lasci finire... (Intervento fuori microfono del consigliere Borella) PRESIDENTE. Consigliere Borella, facciamo finire il consigliere Rozzato. CONSIGLIERE ROZZATO. È un esponente del suo partito e non del mio, risponde il suo partito e non il mio. Io non ho mai presenziato ad un lancio di banane, il suo partito sì, quindi risponderà lei del suo partito. Se fosse stato uno del mio partito, avrei risposto io. Io non ho presenziato al lancio di banane, nel caso fosse stato le avrei raccolte e le avrei mangiate perché fanno bene. PRESIDENTE. Prego, consigliere Maschi. Poi votiamo. CONSIGLIERE MASCHI. Scusate se sono partito in ritardo, lascio a lui perché si alleni in maniera forte, mi diverte anche a volte vedere dove si va a buttare. Io lascio che sviluppi, perché è bravo a mio giudizio, ha stoffa. L’unica cosa che volevo dire io è che ringrazio gli esponenti della maggioranza, che ci hanno assicurati e siamo a posto, quindi io vado a casa contento. Noi siamo rappresentanti del centrodestra, è un dato di fatto, siamo stati votati dai nostri concittadini per venire qui ed è indubbio che l’argomento “Gender” a noi irrita profondamente. Il nostro gruppo esprimerà un voto di sostegno comunque alla mozione, perché riteniamo che è bene mettere in chiaro le cose davanti ai cittadini. Ringraziamo il consigliere Borella che ha portato questa cosa, perché è in una linea canonica del centrodestra. Detto questo, dobbiamo dire dell’altro. La mozione riporta, quando si dice “Impegna il sindaco e la Giunta”, al punto n. 2: “Ad adoperarsi, per quanto di competenza e di possibilità, affinché negli istituti scolastici comunali sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per cui la nostra Costituzione privilegi la famiglia come società naturale, fondata sul matrimonio, ai sensi dell’articolo 29” e via dicendo, promuovendo poi questa festa sulla famiglia naturale, eccetera, eccetera. Quello che noi vogliamo ricordare al consigliere Borella, che abbiamo ringraziato, è che comunque diciamo che il suo voto è sacro, perché lui ha diritto ad esprimere il voto che vuole, però noi ravvisiamo una incoerenza. Qualche settimana fa, quando abbiamo presentato una mozione che riguardava il famigerato DDL Cirinnà, che impera sulle teste di tutti, coerentemente, come centrodestra, noi l’abbiamo presentato, abbiamo espresso un voto a favore della mozione presentata, mentre abbiamo visto che pur qui, sforzandosi di richiamare, perché lo ha messo, lo ha citato, lo ha scritto, quella sera ha votato contro. 47 Noi, fermo restando che lei ha diritto a votare come meglio crede, perché io non vengo certo a insegnarle nulla, però se poi la vediamo, come questa sera, che anche in una precedente mozione c’è stato un voto effettivamente in linea con i canoni del centrodestra, noi avremmo gradito il suo voto di appoggio in quella mozione. Un piccolo richiamo ad una coerenza, quando davanti a quella telecamera si parla ai cittadini del centrodestra, che vogliono vedere, nei loro rappresentanti in Comune, una certa coerenza, quanto meno. Poi possiamo sbagliare a presentare mozioni che magari non servono a nulla, eccetera, però il centrodestra ha una sua filosofia, una sua idea e se noi siamo qui, perché siamo venuti qui con il voto di molti cittadini di centrodestra, dopo dobbiamo essere – anche se ci scoccia in certi momenti – coerenti nel dare un voto a favore di una cosa che è chiaramente nel centrodestra. La mia gratitudine per averlo presentato ma anche un mio richiamo, perché è anche giusto essere coerenti se si professa di essere di centrodestra. Io so che il consigliere Borella è di centrodestra, perché anche giorni fa ha partecipato ad una riunione della Lega Nord, con Bitonci, quindi immagino che è di centrodestra. Grazie. PRESIDENTE. Dai Silvio, ha riconosciuto che sei di centrodestra, non ci sono problemi. Dai. CONSIGLIERE BORELLA. Il voto che ho espresso l’altra volta è coerente, perché come consigliere io, ma anche la Lega, non siamo contro alle diversità. Un conto è essere diversi e vanno rispettati, un conto è insegnare in tenera età certe cose. Ben venga l’insegnamento a rispettare e non discriminare chiunque è diverso o preferisce una tipologia di famiglia, una tipologia di vita o di compagni, un altro conto è andare ad insegnarlo in tenera età. Nessuno ha il diritto di rubare – lo dico in modo semplice – il tempo delle mele ai nostri figli. Poi la strada che percorreranno va rispettata e va combattuto chi non la rispetta. Questo è stato il voto, che può sembrare essere incoerente, ma se è incoerente è per la prima parte, invece c’è una coerenza che noi siamo per il rispetto di tutti. E questo sia chiaro. Noi condanniamo anche quando qualcuno si permette di tirare banane, mi sono dissociato sempre in questo Consiglio, ed il vicesindaco lo sa, perché non è possibile manifestare l’ignoranza pura verso qualcuno quando non si hanno idee. O si hanno idee e si esprimono o si sta zitti. PRESIDENTE. Metto in approvazione la mozione, anche se mi permettete una battuta. Io non sono intervenuto su niente: essere di centrodestra mi sembra che sia una teoria molto flessibile e ondivaga, perché si danno sempre varie interpretazioni. (Segue la votazione) Favorevoli Contrari 04 11 (Schiavo, Scacco, Vettore, Toniolo, Pizzinato, Baccan, Tomat, Garato, Rozzato, Escobar, Mavolo) (Il Consiglio non approva) 48 PRESIDENTE. Il Consiglio è finito, ma prima di alzarvi vi inviterei un secondo, perché il Sindaco ha un dato che prima non ha dato al consigliere Mavolo. SINDACO. Senza darlo domani o dopodomani. Il dato è 330 euro di Argo, ma al bando hanno partecipato anche altri, quindi i soldi quella volta erano un po’ di più. PRESIDENTE. Grazie a tutti e buona serata. La seduta si chiude alle ore 21.38. Sottoscritto. IL PRESIDENTE Daniele Toniolo IL SEGRETARIO Laura Tammaro 49