CONSIGLIO DEI CITTADINI STRANIERI
E APOLIDI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
SEDUTA DEL 24 SETTEBRE 2009
Alle ore 18.00 di oggi, 24 settembre 2009, nella sala del Consiglio della
Residenza Provinciale, si e' riunito, in I° convocazione, il Consiglio dei cittadini
stranieri e apolidi della Provincia di Bologna, per la trattazione dell’oggetto iscritto
all'ordine del giorno (v. all. n. 1).
Presiede la seduta il Presidente dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di
Bologna Sig. Bouchaib Khaline. Assiste in qualità di Segretario Antonella Lazzari1
Procedutosi, a cura del Presidente, all’appello nominale, risultano presenti i
seguenti Consiglieri:
1) ABID HASSAN
16) MOJUMDER ROMAN
2) AHMED SAJJAD (*)
17) MOUADINE FATHELLAH
3) BADRI MUOLAY DRISS (*)
18) MOUSTAGHFIR BOUCHAIB (*)
4) BANDO ROWENA (*)
19) MYHYRDARI INDRIT (*)
5) BASIC SANJA
20) NALLBANI OLTION (*)
6) EL YOUSSOUFI HAYAT
21) REHMI RAFIK
7) GUEYE MALICK KAIRE
22) SAOUI KHALID
8) HAMIDI MOHAMMED AREZKI (*)
23) SBITRI ABDELAZIZ (*)
9) IGNACIO ADELLE
24) SHABIR AHMAD
10) JALAL DRISS (*)
25) DAHBI SAID
11) KHALINE BOUCHAIB
26) SHEIKH MOTAHAR HOSSAIN
12) KURERA WARNAKULASURIYA
PIYAL RANASINGHE (*)
27) SORIANO MANUEL D.
13) LIAO CHIAO MING
29) ZILLOR RAHAMAN (*)
14) MAHABUB HOSSAIN MOHAMMED (*)
30) ZULFIQAR KHAN (*)
28) SYED QASIM ABBAS
15) MOHAMMAD IKHLAQ (*)
(*) assente
Presenti n. 16
1
vd. Determina della Dirigente del Servizio Politiche sociali e per la salute prot. 220741 del 29/05/2008
Il Presidente del Consiglio, accertata la presenza di n. 15 Consiglieri, dichiara
aperta e validamente costituita la seduta e designa scrutatori i Consiglieri: El Youssoufi
Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan.
PRESIDENTE:
Buongiorno. Dopo la pausa estiva riprendiamo i lavori del Consiglio per portare
avanti il compito dei rappresentanti dei cittadini stranieri della provincia di Bologna.
Sarebbe importante da parte nostra, in questo Consiglio, osservare un minuto di
silenzio per quanto riguarda la scomparsa della giovane ragazza di origine marocchina,
Sanaa Dafani. Credo sia importante mandare un segnale, da parte del Consiglio, che
condanni fermamente questo omicidio. Ritengo inoltre opportuno osservare un minuto
di silenzio anche per i nostri militari italiani uccisi durante la missione di pace in
Afganistan.
A loro va il nostro appoggio per quanto si sta facendo in quei territori per
costruire la pace. Ricordiamo inoltre l’impegno dell’O.N.U. attraverso l’organizzazione
ISAF per portare la pace e la democrazia in quei paesi. Credo che sia importante in
quanto le istituzioni, in quanto i cittadini stranieri ma anche nei fatti cittadini di questo
paese, va anche il cordoglio alle famiglie, alla popolazione italiana anche ai militari che
sono operatori in diverse missioni di pace presenti nel mondo.
L’Aula osserva un minuto di silenzio
PRESIDENTE:
L’ufficio di presidenza ha continuato a lavorare sulle comunicazioni anche nel
mese di Agosto per portare avanti i lavori del Consiglio.
L’ufficio di Presidenza si è riunito in diverse occasioni, facendo un programma di
incontri del Consiglio dei cittadini stranieri, che provvederemo ad inviarvi nella
prossima convocazione.
Abbiamo definito una data approssimativa per quanto riguarda il secondo
anniversario del Consiglio dei cittadini stranieri, il cosiddetto election-day che abbiamo
realizzato lo scorso 2 dicembre 2008, e vi invito a dare il vostro contributo o
suggerimento in merito a questo appuntamento importante.
L’ufficio di presidenza ha avuto una idea su come organizzare questo evento,
concentrandosi di più sull’aspetto burocratico che riguarda la prefettura, la questura, gli
incontri con le organizzazioni sindacali, delle forze dell’ordine, polizia di stato, per
poter mettere migliorare l’iter burocratico per ottenere il permesso di soggiorno nella
nostra provincia.
Credo che, oltre a ricordare appunto l’anniversario delle elezioni, sarebbe
opportuno costruire qualcosa in più per facilitare la permanenza dei cittadini stranieri
senza subire lungaggini e problemi burocratici che purtroppo in questi anni, ma anche
negli ultimi mesi, sono aumentati ancora di più.
La data stabilita è a dicembre, nella seconda settimana.
L’idea è di mettere insieme iniziative che riguardano aspetti burocratici relativi al
permesso di soggiorno insieme a momenti di festa e quanto altro.
Aspettiamo i suggerimenti che dovranno essere comunicati entro la metà di
ottobre, in modo che, alla prossima seduta, possiamo avere un’idea chiara di quello che
vorremmo realizzare. Per fare un evento fatto bene c’è bisogno di tempo per
promuoverlo, avere la possibilità di prenotare le sale, invitare i relatori e nel contempo
supportare gli uffici della Provincia, la signora Paradisi, la signora Lazzari e Saulini che
si adoperano per organizzare questo evento.
Prego, Consigliera Sanja Basic.
CONSIGLIERA BASIC SANJA:
Buonasera. Io penso che sia opportuno parlare con gli altri consiglieri per sapere
cosa vorrebbero che si parli al tavolo con i rappresentanti politici e la Questura che si
pensava di organizzare. I temi sono tanti, magari scegliamo un argomento o due o tre
che vogliamo approfondire per vedere quale sia la posizione dei rappresentanti delle
istituzioni in questa Provincia. Cerchiamo di buttare giù quelle che sono invece le nostre
proposte, le nostre idee e problematiche e facciamo in modo di sapere chi chiamare. Per
esempio, se ne è parlato in una seduta con l’Ufficio di Presidenza e approfitto per
informare gli altri consiglieri di quello che si è discusso circa la crisi economica che può
portare molti cittadini stranieri a non vedersi rinnovato il permesso per mancato reddito
o mancato lavoro.
Su questa problematica gli organi che ancora se ne occupano sono la Prefettura
che la Questura e la Polizia, pertanto sarebbe opportuno parlare prima con loro. La
discussione è aperta e ogni suggerimento è benvenuto. Il problema principale è che si
sono molte persone che rischiano di diventare irregolare all’interno dello Stato e,
quindi, clandestini che non lo erano fino a ieri, a meno che non si decida di istituire una
serie di provvedimenti che, secondo me, sono possibili da mettere in atto.
Poi c’era la proposta sulla legge sulla cittadinanza, se qualcuno vuole affrontare
altri argomenti è il momento per fare una breve discussione anche se siamo in pochi. Ma
magari cerchiamo di buttare giù qualche idea così sappiamo chi chiamare come relatori
e rappresentanti delle istituzioni per quella data, in modo da sapere per esempio quanti
sono i cittadini immigrati che hanno perso lavoro. La crisi c’è, è vero che ha colpito
sicuramente le fasce più deboli, ma non sappiamo di che numeri si parla. Sarebbe
necessario che venisse qualcuno a presentarci i dei dati statistici che riguardano proprio
questo tema. Possiamo perciò cominciamo a parlare su come organizzare il tavolo di
discussione.
PRESIDENTE:
Consigliere Abid Hassan.
CONSIGLIERE ABID:
Buonasera. Io do il mio parere con grande sincerità e onestà. Non dobbiamo fare
come abbiamo fatto l’anno scorso in occasione nel nostro anniversario. Noi dobbiamo
pensare ad invitare persone che ricoprono cariche istituzionali, iniziando dal Sindaco di
Bologna, poi anche come ha detto la nostra collega Consigliera Sanja, invitando gli enti
sindacali che difendono anche i diritti degli stranieri e poi anche i funzionari dello Stato,
ma anche rappresentanti della Regione e della la Provincia. Non dobbiamo dimenticare
che noi dobbiamo invitare tutti gli stranieri, per questo sarebbe necessario che, per
esempio, tutti i consiglieri pakistani chiamassero tutti i loro connazionali
Poi c’è da prendere in considerazione la comunità africana, i rappresentanti del
Consigliere Kaire, c’è anche la comunità marocchina e del Bengala.
Credo che sia necessario che intervengano alla festa molti stranieri, perchè la
nostra festa deve avere come priorità gli stranieri che noi rappresentiamo, che ci hanno
votato.
Poi volevo proporre alla presidenza se è possibile fare la festa a piazza Maggiore e
non, come il caso dell’anno scorso alla Scuderia, perché è un posto che non piace a
nessuno; mentre a Piazza Maggiore, dove è possibile rintracciare tutti i gruppi etnici,
senza escludere nessuno. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Abid Hassan. Temo che sia difficile realizzare dicembre in
piazza Maggiore la festa, perché è faticoso seguire i dibattito di un convegno all’aperto
al freddo, credo che questo sia un incentivo che scoraggi ad assistere il convegno
organizzato dal Consiglio.
Se altri consiglieri desiderano fare qualche dichiarazione, anche fuori dall’ordine
del giorno possono farlo.
Prego, Ignacio.
CONSIGLIERA IGNACIO:
Io volevo aggiungere un ulteriore suggerimento. So che la Provincia di Bologna
ha una iniziativa dove coinvolge i giovani ragazzi delle superiori che organizzano una
seduta dei ragazzi nella stessa aula dove noi ci riuniamo. Volevo chiedere se è possibile
coinvolgere nelle attività del nostro consiglio i ragazzi delle seconde generazioni che
frequentano le scuole superiori, farli venire alle nostre sedute, oppure coinvolgere i
proprio i nostri figli che sono già in grado di comunicare per fare comprendere loro il
ruolo di questo consiglio. Per esempio, quando io esco di casa per venire alle sedute del
consiglio dico ai miei bambini: «Vado a parlare». I miei figli non riescono però a capire
come è organizzato il nostro Consiglio. A questo riguardo ho già avuto degli scambi con
altri consiglieri che hanno figli e anche loro pensano che sia una buona idea quella di
farci conoscere alle seconde generazioni, al fine di dare loro informazioni sia sui nostri
e possibilità, ma anche sulle loro possibilità.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
Grazie consigliera Ignacio. Consigliere Malick Kaire.
CONSIGLIERE GUEYE MALICK:
Grazie Presidente. Io voglio dirvi che condivido con quanto ha detto Hassan,
ovvero di trovare il modo di parlare delle problematiche che riguardano tutti gli stranieri
sia di coloro non hanno i documenti sia di coloro che hanno i documenti e che rischiano
di diventare clandestini. Inoltre, è importante parlare del problema del tesserino
sanitario perché, uno straniero deve sapere i suoi diritti e i suoi doveri, come deve fare
nel caso si ammali, dove deve andare. In riferimento alle festa volevo dire che sono
diversi anni che mi occupa di organizzare feste. La festa fatta alla Scuderia l’anno
scorso mi sembra che sia andata bene, è un posto grande, tuttavia credo che per
quest’anno potrebbe essere conveniente trovare un luogo dove è facile da raggiungere
con la macchina e con gli autobus, quindi io escluderei il centro che non è praticabile
con la macchina.
Ci sono dei problemi a cui dobbiamo iniziare a pensare bene, per avere
un’affluenza di persone alla festa non basta pensare solo agli inviti, ma anche far in
modo di permettere alle persone invitare di poter raggiungere con facilità il posto
designato. Non so ancora dove sia possibile fare la festa, posso solo proporre di cercare
di organizzarla in un posto dove arrivano tutti senza problemi.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Malick Kaire. Prego, Sheikh Motahar Hossain.
CONSIGLIERE SHEIKH MOTAHAR:
Buonasera. Innanzitutto volevo recare un saluto ai sei soldati italiani che hanno
perso la loro vita in Afganistan, siamo vicini al dolore delle loro famiglia, insieme a tutti
gli italiani.
Vi ringrazio per questo incontro sul tema dell’immigrazione e sul tema della
regolarizzazione, in quanto c’è molto da discutere, anche in merito alla spesa economica
che questa regolarizzazione comporta.
Ordine del giorno n. 1: La crisi economica e le misure di sostegno
PRESIDENTE:
Consigliere Motahar, per quando riguarda l’ordine del giorno adesso inizieremo a
discuterlo e potrà intervenire in merito tranquillamente. Se ha altre dichiarazioni, fuori
dall’ordine del giorno può intervenire subito, in modo da passere in seguito a discuterlo.
Grazie. Prego, può continuare se ha da dire altro fuori dall’ordine del giorno.
CONSIGLIERE SHEIKH MOTAHAR:
Adesso nel mondo c’è crisi economica, in Italia non c’è lavoro, molte fabbriche
stanno fallendo e cercare lavoro è difficile, molta gente fa fatica a rinnovare il permesso
di soggiorno perché non riesce a trovare un nuovo lavoro dopo averlo perso, inoltre le
famiglie devono affrontare molte spese. Tutti hanno problemi per riuscire a sanare
queste spese.
si fa fatica inoltre ad ottenere il permesso di soggiorno, i tempi di attesa sono
molto lunghi, anche un anno, un anno e mezzo. In questo arco di tempo le persone
continuano a lavorare, inoltre senza il permesso di soggiorno non si può lasciare l’Italia
ed andare a trovare la famiglia e i parenti nel proprio paese di origine.
Il permesso di soggiorno insieme al problema della ricerca del lavoro che diventa
ogni giorno più difficile, a seguito della crisi economica, crea un disagio di un’entità
considerevole. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
Grazie Consigliere Sheikh Motahar Hossain. Prego,Consigliere Soriano Manuel.
CONSIGLIERE SORIANO:
Buonasera. Volevo solo riportare in sede di Consiglio alcune lamentele della mia
comunità. Molti della mia comunità affermano che non sono a conoscenza delle attività
del Consiglio e vorrebbero sapere cosa devono fare per chiedere aiuto al Consiglio degli
stranieri. Inoltre, molti ragazzi stranieri appena giunti in Italia hanno difficoltà a trovare
lavoro, nelle fabbriche prima di assumere uno straniero chiedono il certificato di
alloggio, cosa che non accade agli italiani. In passato questo non succedeva
Come fanno questi ragazzi stranieri a chiedere questo certificato di alloggio senza
il permesso di soggiorno che tarda ad arrivare?
I tempi sono molto lunghi per ottenere il permesso di soggiorno e senza di questo
è difficile avere altri documenti necessari per lavorare.
Pertanto, volevo chiedere al Consiglio se è possibile fare qualcosa, se è possibile
segnalare alle istituzioni questo problema.
Inoltre, anche ai ragazzi filippini che vanno a scuola sono richiesti molti
documenti.. Io non so spiegarmi il motivo di dover esibite tutti questi documenti. Se non
ci sono questi documenti, non è possibile per i ragazzi iscriversi a scuola.
Volevo inoltre volevo saper cosa bisogna fare per invitare i rappresentanti delle
organizzazioni degli stranieri, quali sono le procedure. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Soriano. Mi sembra di aver capito Consigliere Soriano che in
riferimento al contratto di soggiorno, prima di assumere un lavoratore straniero è
richiesta l’abitabilità della casa. Mi permetto di dire che questo aspetto rientra nella
legge attuativa della Bossi/Fini che ormai c’è da quasi sei anni.
In teoria nel contratto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro era
competenza del datore di lavoro provare garantire una casa idonea al lavoratore, se
decideva di assumerlo. Tuttavia, come conseguenza di questa crisi economica, molti
datori di lavoro non si assumono la responsabilità di cercare un alloggio idoneo al
proprio dipendente, ma cercano di farlo diventare un aspetto che deve essere risolto dal
lavoratore, diventando un vincolo per la sua potenziale assunzione, ovvero se un
lavoratore straniero ha casa idonea di abitazione può essere assunto, altrimenti il datore
può decidere di non assumerlo.
Questa è una legge nazionale, il testo unico sull’immigrazione con la legge
attuativa proprio della Bossi/Fini che ha introdotto il contratto di soggiorno. Purtroppo
esiste per i lavoratori stranieri, oltre al contratto di lavoro, anche il contratto di
soggiorno, che rientra non solo in questo aspetto, ma rientra anche in caso di espulsione
cioè che il datore di lavoro paga le spese di rimpatrio dei lavoratori stranieri se vengono
espulsi.
Se vi ricordate l’anno scorso abbiamo approvato un ordine del giorno che
abbiamo mandato a varie istituzioni, anche al Ministero, in cui ribadiamo questo aspetto
del contratto di soggiorno ma anche i problemi relativi alle lunghe attese per motivi
burocratici. Un anno e mezzo fa, l’ex Ministro Amato aveva fatto una direttiva in cui
invitava il datore di lavoro ad assumere i lavoratori stranieri, anche se possedevano solo
la ricevuta in attesa di ottenere il permesso di soggiorno.
Purtroppo questo è un dato di fatto che gli imprenditori spesso, trovandosi di
fronte a tante persone che hanno bisogno di lavorare, scelgano le persone che possono
recare meno problemi burocratici.
Il datore di lavoro tende a preferire ad assumere chi ha un permesso di soggiorno
in corso di validità per evitare eventuali problemi. questo fenomeno attualmente si sta
incentivando in seguito alla crisi economica.
Ma il problema riguardava anche in passato un altro aspetto, su cui noi ci siamo
soffermati nell’ordine del giorno che abbiamo approvato l’anno scorso, denunciando il
fatto che prima nel permesso di soggiorno non veniva scritto il motivo di soggiorno.
Non c’era perciò scritto se era lavoro subordinato o stagionale, oppure turistico o di
studio. Quindi, quando si presentava cittadino straniero in cerca di lavoro, il datore di
lavoro non si prendeva la responsabilità di assumerlo perché non poteva sapere, in base
al permesso di soggiorno, se questo fosse valido per andare a lavorare o se, per esempio,
era un permesso per motivi di studio o che non può superare determinate ore.
Questo è un problema, ed è stato denunciato in un ordine del giorno dello scorso
anno. Attualmente questo non accade più, infatti se andate a vedere gli ultimi permessi
di soggiorno rilasciati negli ultimi sei mesi potete notare che sono scritte le motivazioni
del rilascio del permesso di soggiorno. Questo è abbastanza importante, perché facilita
sia il problema di contrarre un contratto di affitto che di lavoro.
Inoltre, il fatto che sul permesso vi è scritto la motivazione del rilascio facilita, a
sua volta, anche per il rinnovo, perché quando vai a compilare la richiesta di rinnovo,
devi specificare il motivo di soggiorno del tuo permesso che possiedi, ma spesso questo
non puoi saperlo se non c’è scritto e hai il tesserino magnetico. Una volta nei permessi
di soggiorno vi era scritto tutto, erano comprensivi di ogni informazione. Siccome
adesso il permesso è un tesserino elettronico, non vi è sopra indicato il motivo del suo
rilascio. Questo è un problema che stiamo affrontando.
Un altro problema, che abbiamo citato nell’ordine del giorno, riguarda la ex carta
di soggiorno, la durata del permesso, in quanto nel permesso di soggiorno la scadenza è
di cinque anni, il che significa che questa carta di soggiorno scade entro i cinque anni,
però secondo il testo unico non scade e va aggiornato se si vuole utilizzarlo come
documento di riconoscimento.
Se andate a rileggere il verbale di quei giorni potete trovare le informazioni di cui
oggi stiamo discutendo. Speriamo che il Ministero provveda ad allungare il permesso di
altri cinque anni, come sta accadendo per la carta di identità che vale per dieci anni o
che lo tolgano e che mettano un permesso a tempo indeterminato.
Questo è un problema pratico che molte persone sono costrette a rinnovare in
continuazione la carta di soggiorno, ma basterebbe l’aggiornamento. L’aggiornamento
non richiede la presentazione degli stessi documenti come per il rilascio.
Quindi, secondo me, l’aspetto va affrontato a livello governativo, ma è nostro
dovere anche confrontarci.
Per quanto riguarda l’aspetto della scuola, mi sembra di aver capito, se sbaglio mi
corregga Consigliere Soriano, che le scuole chiedono altre documentazioni in più, che è
difficile reperire.
Io la invito, e invito tutti voi, se c’è una casistica in particolare, nel momento in
cui ci sono gli incontri anche nelle commissioni provinciali con l’assessore di
competenza, se per favore potete scrivere questa informazione che deve essere
dettagliata, in modo da discuterne con l’assessore di competenza e denunciare questi
problemi, per capire sono documenti previsti dalla legge oppure sono interpretazioni di
un preside rispetto ad un altro. Questo è abbastanza importante.
Come sapete adesso il Ministro dell’Istruzione sta proponendo un limite della
presenza dei figli dei cittadini stranieri del 30%, come tetto massimo, quindi si ritorna
alla proposta delle classi separate. Io ho dei dubbi rispetto anche al modo in cui viene
deciso se un bambino è o meno straniero, se dipende dal cognome, dalla sua
provenienza, se è il bambino è cresciuto o nato in Italia non va considerato straniero. Io
faccio fatica a considerare un bambino straniero solo in base al passaporto Filippino,
Marocchino o brasiliano se è nato qua e cresciuto in Italia. Non so se si può considerare
straniero un bambino che è nato e cresciuto in Italia solo perché i genitori hanno sono di
origine straniera. Credo che sia necessario che ci soffermiamo anche su questo tema.
Prego, Consigliere Malick.
CONSIGLIERE GUEYE MALICK:
Io volevo dire che è giusto prendere dei provvedimenti se in un paese gli stranieri
creano dei problemi. Noi dobbiamo restare un tranquilli e scrivere, come ha appena
detto il Presidente, dei documenti in merito a questa questione.
Io condivido quello che il Presidente ha appena detto. Attualmente le leggi
nazionali non favoriscono gli stranieri, quello che possiamo fare è cercare di procedere a
livello regionale, provinciale e locale, comunale.
Bisogna relazionarsi con gli impiegati locali e se ci sono dei problemi presentare
dei documenti scritti che testimoniano le procedure corrette da eseguire, senza correre il
rischio di interpretazioni e fraintendimenti.
Per cui io invito tutti i colleghi a scrivere dei documenti che dichiarino i problemi
che ogni giorno incontrano con determinati uffici e sportelli, in modo da sapere in modo
preciso a chi chiedere informazioni e spiegazioni.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Malick. Prego, Consigliere Mojumder Roman.
CONSIGLIERE MOJUMDER:
Buonasera. Innanzitutto mi dispiace per la morte degli italiani che sono andati in
Afganistan e sono morti in guerra.
Inoltre volevo dire la prima ordinanza del Sindaco del Buono riguardava gli
stranieri. Anch’io sono segretario dal Bangladesh, per questo ho già preso con
l’Assessore un appuntamento per parlargli. Mi è stato risposto che questa ordinanza va
bene per quattro mesi. Le ordinanze sono sempre sul tema della sicurezza, su tutto
quanto, però i nostri problemi sono sempre rimasti uguali e le ordinanze sono sempre
indirizzate agli stranieri.
Io propongo che per la prossima seduta del Consiglio si metta nell’ordine del
giorno si discuta degli orari delle ordinanze, in modo da poter ottenere dal Comune un
aumento dell’orario prestabilito. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Mojumder Roman. Ci sono altre dichiarazioni? Non ce ne
sono. A questo punto passiamo a discutere gli ordini del giorno di oggi, che sono due.
Prego, Consigliere Syed.
CONSIGLIERE SYED:
Buonasera. Tornando all’argomento della manifestazione, io condivido la
proposta che ha fatto il nostro collega Hassan, ovvero che la manifestazione possa
essere fatta in un luogo come piazza Maggiore, perché dobbiamo cercare di coinvolgere
più comunità etniche possibili, in modo da far sentire la nostra voce. Poi, una volta
finita questa festa, è necessario continuare a mantenere un contatto con tutti gli enti:
Questura, Comune e Provincia. Grazie.
Entra alle 18.40 il Consigliere Khalid Saoui
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Syed. A questo punto, per quanto riguarda l’iniziativa, volevo
darvi un ulteriore informazione. L’anniversario del Consiglio degli stranieri è stato
pensato come un momento in cui poter fare un bilancio delle attività svolte attraverso un
confronto con gli amministratori locali, con il sindacato e tutti gli attori sociali del
nostro territorio. L’anno scorso c’è stato un confronto tra il Consiglio e le varie forze
politiche, è stato scritto un dossier sulle attività fatte dal Consiglio.
Quello che si intende fare in questa manifestazione non è una protesta o una
manifestazione in piazza, ma un convegno per poter strutturare insieme agli enti locali
un progetto di rappresentanza politica, ma anche presentare delle possibili soluzioni ad
alcuni problemi che abbiamo denunciato in questi anni di lavoro in Consiglio, in modo
da esporli in confronto pubblico.
Mi rendo conto che è difficile, però è necessario un confronto con i diretti
interessati che sono appunto la rappresentanza. E’ necessario anche un confronto con i
sindacati sotto l’aspetto della sicurezza, tema che non deve essere solo accostato
all’immigrazione. Credo sia opportuno fare un confronto serio sul tema della sicurezza
che non deve riguardare solo l’aspetto burocratico del rilascio del permesso di
soggiorno o sul pacchetto sicurezza, ma che verta su problemi reali, pratici, che i
cittadini stranieri hanno i tutti i giorni. Per esempio, trattare con i Comuni l’aspetto delle
metrature per l’idoneità della casa in cui si chiede che i Comuni abbassino i parametri.
Sarebbe necessario che Comuni i certificati di idoneità alloggiativa fossero gratuiti,
alcuni Comuni fanno pagare il certificato 70,00 – 80,00 euro, considerando il permesso
di soggiorno che costa dalle 400,00 – 800,00 euro, secondo il pacchetto di sicurezza già
approvato. I prossimi mesi il Ministero dell’Interno e dell’Economia dovranno stilare un
regolamento per il pagamento dei permessi di soggiorno.
Per quanto riguarda i 200,00 euro sulla cittadinanza sono già in vigore e chi vuole
fare la richiesta di cittadinanza deve pagare subito 200,00 euro prima di fare la richiesta
della cittadinanza. E così via tutti gli altri procedimenti che riguardano i riconoscimenti
familiari e quanto altro che sono già in vigore.
Credo che utile trovare delle soluzioni anche per alleviare i problemi burocratici
che hanno gli immigrati che sono regolari. Non stiamo parlando di difendere i
clandestini o altro, ma si tratta di persone che sono regolari, che lavorano in Italia.
L’idea dell’ufficio di presidenza è proprio quello di andare in questa direzione, poi
è ovvio che questa è una proposta ma bisogna collaborare e stringere i tempi per avere
una proposta concreta e risolverle i problemi, altrimenti portarla avanti in tempo utile
diventa difficile. Se si decide di fare un convegno a dicembre bisogna organizzarti per
tempo, già dal mese di ottobre, pubblicizzando l’iniziativa con volantini ed iniziando ad
invitare le comunità a partecipare.
Prego, consigliere Saoui Khalid.
CONSIGLIERE SAOUI:
Buonasera. Adesso il pacchetto sicurezza è stato approvato, ne abbiamo discusso
prima e diciamo paventando tutti quelli che sono i problemi che avrebbe creato qualora
dovesse essere approvato, adesso è legge dello Stato.
La cosa che mi ha colpito e alla quale, secondo me, né l’opposizione parlamentare
né quella extraparlamentare, hanno fatto è stato di parlare di questo pacchetto sicurezza
solo riferendosi ai clandestini.
Questo è stato un vero diversivo di tutti i giorni per non parlare nell’insieme del
pacchetto sicurezza, perché il pacchetto sicurezza colpisce prima di tutto i clandestini,
ma anche gli immigrati irregolari ed , infine, gli italiani. Per cui il pacchetto sicurezza
francamente poteva benissimo essere un vero denominatore comune per portare avanti
una lotta, per opporsi, per costruire un consenso contro questo pacchetto.
Perché? Perché innanzitutto viola l’Art. 3 della Costituzione che dice che tutti i
cittadini sono uguali davanti alla legge, per cui se io commetto un reato insieme ad un
mio amico italiano, se il Codice Penale prevede un anno di reclusione per quel reato, a
me toccherebbe un anno e mezzo e questo è palesemente anticostituzionale.
questo pacchetto viola l’Art. 24 della Costituzione, perché la natura giuridica di
un cittadino la definisce la legge, cioè io vado davanti a un Giudice e solo attraverso il
processo, quindi solo attraverso la legge viene definita la mia posizione giuridica se
sono innocente o colpevole. In questo caso, per quanto riguarda il migrante, può essere
trattenuto, chiuso dentro per sei mesi e, successivamente, espulso; per il migrante quindi
si passa da uno stato di diritto ad uno stato di polizia. L’immigrato non ha la possibilità
di fare valere tutte le garanzie che sono sancite dalla Costituzione.
Lo stesso riguarda il migrante regolare, perché io prima di ospitare una persona
alla quale, per esempio, voglio bene devo andare a chiederle se ha i documenti o no. Se
un anziano ha una badante in casa, di cui ha un vitale bisogno, rischia la galera e anche
5.000,00 Euro di multa e, in questo senso, questo pacchetto colpisce anche gli italiani.
Se un gruppo di cittadini italiani forma un comitato, improvvisa una protesta in piazza
contro un provvedimento, una delibera di Sindaco, una semplice contestazione diciamo
così improvvisata e democratica, non lo può fare perché rischia di essere accusato del
reato di occupazione abusiva di suolo pubblico. Vanno ad essere colpiti tutti quei
comportamenti che sono frequenti nel momento della crisi economica, devastando
l’equilibrio di intere famiglie, non solo di immigrati ma anche italiani .E’ ovvio che
questo può provocare dei comportamenti un po’ più eccessivi.
Allora, penalizzare tutti quelli che sono comportamenti frequenti nei momenti di
difficoltà diventa un bel problema, limita l’azione democratica e civile di una persona.
Per cui è assolutamente anticostituzionale.
Il Presidente della Repubblica ha cercato di sollevare i suoi dubbi a tal proposito.
Ora, io personalmente non sono informato se qualcuno ha sollevato problemi di
anticostituzionalità alla Corte Suprema.
PRESIDENTE:
La Procura di Bologna ha sollevato problemi di anticostituzionalità sul reato di
clandestinità.
CONSIGLIERE SAOUI:
Sì, questo è vero, mi era sfuggito. Quindi ci sono gli elementi francamente, e noi
dobbiamo imparare dalla legge Bossi/Fini perché? Perché la legge Bossi/Fini l’abbiamo
presa così com’è, l’abbiamo incassata così com’è dal 25 gennaio del 2005 quando c’è
stato il decreto attuativo, perché era già venuta prima, ma il decreto attuativo era venuto
in quella data lì. Non si è mosso nessuno per sollevare i problemi di anticostituzionalità,
si è cercato di arginarla attraverso alcune sentenze perché veniva ogni tanto cassata,
qualche volta è intervenuto il Tar della Toscana, di Prato o di Firenze, cancellando
l’espulsione del cittadino migrante.
È stata cassata quando il vecchio governo Berlusconi 2001/2006 ha fatto ricorso
alla Corte di Cassazione contro la legge regionale dell’Emilia Romagna, e anche lì ha
perso, per cui non dobbiamo aspettare anni, è ora di costruire un grande consenso nella
società per bocciare questa legge perché va contro gli interessi di tutti. Anche perché
qua stiamo parlando di una fetta del paese che versa 7 miliardi all’anno nelle casse
dell’INPS, che versa 4 miliardi di euro nell’IRPEF.
Ora, sentire un parlamentare che ti insulta in televisione in modo così volgare, è
molto brutto ma è ancora più brutto quando sai benissimo che quello lì è pagato anche
di quei soldi che versi tu. Questo è molto pesante, provoca proprio una certa
frustrazione.
C’è però un altro punto politico, ovvero che dal primo giorno che si è formato
questo Governo si è parlato solo dell’immigrazione e non si è parlato del fallimento
della politica economica del Governo. Di questo si deve parlare. Si va in giro a
raccontare che il Ministro Tremonti ha previsto la crisi. Non ha previsto un bel niente,
chi prevede la crisi non dettasse gli straordinari, a crisi in atto.
PRESIDENTE:
Consigliere Saoui, parleremo proprio della crisi nell’ordine del giorno di oggi,
quindi se vuole continuare il suo intervento può farlo.
CONSIGLIERE SAOUI:
Ultima cosa sulla scuola. Io condivido, proprio a scopo didattico e per
l’inserimento, che nella scuola ci deve essere un limite. Mi va bene a me personalmente
che in una scuola dove ci sono venti bambini italiani, ci siano cinque stranieri perché se
ci sono venti italiani e venti stranieri, finiremo per avere dei gruppi che forse poi gli
stranieri finiranno per diventare autoreferenziali e un po’ per difendersi, gli italiani non
ne hanno bisogno perché sono autoreferenziali per natura, quindi non si riesce dopo a
mescolarsi. Quindi secondo me è importante inserire quattro o cinque bambini in una
classe perché si inseriscono meglio, non due naturalmente perché rischiano
l’isolamento, ma cinque sei su venti diventerebbe un “bel brodo di cultura. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Saoui. Discuteremo anche sul tema della scuola nelle prossime
sedute del Consiglio. Per quanto riguarda il problema de limite delle iscrizioni da parte
dei ragazzi di origine straniera, trovo che le difficoltà più grandi sono per chi vive nei
Comuni più piccoli della montagna o della pianura, perché è molto difficile poter
trasferire un bambino in un’altra scuola, in quanto insorgono grossi problemi di
spostamento e di distanze fra l’abitazione dello studente e la scuola in cui dovrebbe
andare. Questo è un altro problema reale che i Comuni della provincia dovranno
affrontare, perché porre un “limite” alle iscrizione va bene fino a un certo punto, ma se
abbiamo delle scuole formate quasi esclusivamente da alunni stranieri, mettendo un
“limite” al numero dei ragazzi stranieri che si possono iscrivere c’è il rischio che la
scuola chiuda. Inoltre i criteri per scegliere chi può iscriversi sono molto difficili da
stabilire.
Passiamo all’ordine del giorno di oggi che riguarda la crisi economica e le misure
di sostegno, quindi vi prego di esprimere i vostri commenti per promulgarlo.
abbiamo già discusso in riferimento a questo tema nell’ordine del giorno n. 2 di
questo anno, nella seduta del 24 Aprile, evidenziandone aspetti che non riguardano solo
il pacchetto di sicurezza, ma le ragioni che hanno fatto insorgere questa crisi che
coinvolge molti lavoratori stranieri che rischiano di non poter rinnovare il permesso di
soggiorno a causa della perdita del lavoro. La perdita del lavoro è legata spesso a questa
crisi economica, per il prossimo anno inoltre si prevedono ulteriori problemi per il
rinnovo del permesso di soggiorno che dipenderà dal reddito. Le proposte presentate in
questo ordine del giorno sono rivolte non solo alla realizzazione di interventi nei
confronti dei lavoratori stranieri, ma l’intento è quello di formulare delle proposte da
portare avanti a livello provinciale che devono essere il più trasversali possibili, ovvero
che non devono riguardare solo il lavoro degli stranieri.
Si sono verificati importante misure a questo proposito nella nostra provincia e
regione. Ci sono stati interventi di sostegno al reddito, è stata fatta una delibera
regionale per i lavoratori in cassa integrazione, che richiedevano di poter avere le cure
gratuite e l’esenzione al ticket. Questo risulta essere un aspetto fondamentale, ma è
altrettanto fondamentale avere gli accordi con le banche per quanto riguarda il blocco
dei mutui. Questi sono accordi che ci sono stati, ma i cittadini non ne sono a
conoscenza, pertanto si ritiene necessario che la Provincia, insieme ai Comuni e alla
Regione, dedichi un sito web, crei un opuscolo informativo in diverse lingue, per dare la
possibilità a diverse persone di poterne usufruire. Importante è che i cittadini abbiano
una corretta informazione dei servizi offerti nel territorio.
Anche per quanto riguarda il problema casa, ci sono accordi con le banche per il
blocco dei mutui di un anno, molte banche infatti non accettano di bloccare il
pagamento di mutui a lavoratori stranieri, perciò è importante che i cittadini stranieri
siano a conoscenza di questi accordi. Questo è un problema reale presente nella nostra
provincia.
L’altro aspetto che si propone, è che la Giunta Provinciale convochi un tavolo di
lavoro con le imprese, le banche e i sindacati per facilitare la gestione del credito, sia
alle aziende che ai lavoratori. Per quanto riguarda l’anticipazione della cassa
integrazione, che è stata fatta, chiediamo che venga ulteriormente sostenuta.
Chiediamo degli interventi per il sostegno economico delle famiglie. Credo che
sia importante intervenire anche sulle tariffe. La Provincia non può imporre ai Comuni
determinate iniziative, ma può promuoverle attraverso conferenze o un coordinamento a
livello provinciale di interventi mirati proprio al sostegno del reddito degli immigrati
residenti nel territorio bolognese.
Il Consiglio cercherà di contribuire attraverso interventi, incontri tematici, volti ad
affrontare questi problemi.
Inoltre, si chiede che venga rifinanziato il fondo PMI che ha avuto un grande
successo, perché ha dato la possibilità alle imprese di usufruire di finanziamenti proprio
dalle aziende. Alcune aziende straniere che ne hanno infatti usufruito.
In determinate zone della nostra provincia ci sono interi comparti produttivi che
rischiano di chiudere, quindi è necessario una riconversione dell’attività produttiva in
altri ambiti come l’eco-sostenibilità o con l’energia alternativa.
Negli ultimi mesi, come avete saputo, ci sono molte aziende in crisi, quelle più
famose sono la CNH di Imola, Bignami di Angola, dove è presente un numero
consistente di lavoratori stranieri. Spesso queste aziende falliscono e i suoi lavoratori
vanno in cassa integrazione, ma finita la cassa integrazione rimangono senza reddito e
molte persone rischiano di non poter rinnovare il permesso di soggiorno.
Quindi si invita, anche l’istituzione e gli enti locali a promuovere momenti di
sensibilizzazione, ma anche proporre provvedimenti di iniziative economiche di un
certo rilievo.
Cedo la parola a voi consiglieri, nel caso siate interessati a commentare l’ordine
del giorno o proporre emendamenti a questo ordine del giono. Prego, consigliera Hayat
El Youssoufi.
CONSIGLIERA EL YOUSSOUFI:
Buonasera. Ovviamente oltre al DDL di sicurezza che sta soffocando
l’immigrazione regolare, c’è anche la crisi economica. La crisi economica che ha
colpito tutti i settori dell’economia mondiale e tutte le famiglie, ma le sue conseguenze
sono state più devastanti nei confronti delle famiglie immigrate, in quanto forte è il
legame fra lavoro, economia ed immigrazione. Il lavoro è il cardine su cui si basa il
permesso di soggiorno e, di conseguenza, la permanenza dell’immigrato in Italia.
Vediamo che nell’ambito lavorativo i licenziamenti sono aumentati, le assunzioni sono
calate moltissimo sia per gli italiani, ma soprattutto per gli immigrati.
La crisi economica ha inoltre prodotto degli effetti molto gravi anche sulla
abitazione, ci sono molti sfratti e questo è dovuto dalla perdita dal lavoro. Di
conseguenza, la persona di origine straniera, non avendo più un lavoro, non riesce più a
pagare l’affitto, oltre al fatto che sono aumentati anche gli episodi di discriminazione
verso l’immigrato.
Chiedo che a nome del Consiglio degli stranieri il Governo prenda delle misure
politiche adeguate nei confronti degli immigrati per aiutarli ad affrontare questo periodo
di crisi.
PRESIDENTE DEL:
Grazie consigliera El Youssoufi. Prego, Consigliere Abid Hassan.
CONSIGLIERE ABID:
Volevo ribadire, quanto è stato già detto dalla Consigliera El Youssoufi,
aggiungendo che presto tutti gli operai delle aziende agricole di Bignami saranno
sfrattati dalle loro abitazioni. Il contratto d’affitto scadrà il 30 ottobre 2009. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Abid Hassan. Prego, consigliere Basic Sanja.
CONSIGLIERA BASIC:
Abbiamo previsto che il decreto sicurezza avrà questi effetti devastanti, ne stiamo
discutendo, ma non so se riusciamo a far percepire alle autorità il nostro messaggio.
Il problema di chi non perde il lavoro e rimane senza reddito, rischiando di essere
sfrattato, avendo difficoltà a tornare in patria avendo dei bambini nati In Italia è un
problema che io conosco molto bene. Nel mio piccolo Comune dove ho vissuto per
molti anni conosco abbastanza bene la situazione, molte persone sono senza lavoro e
moti sono stati sfrattati. Per i figli degli immigrati la situazione è molto dura, perché
sono sempre vissuti in Italia e per loro è impensabile tornare nel paese di origine dei
genitori. Se il genitore perde il diritto a stare in questo paese, questo diventa un
problema molto grave. Non so se le autorità se ne rendono conto e se noi riusciamo a
comunicare le nostre preoccupazioni a qualcuno, lo scenario che ci si prospetta è
veramente molto brutto.
Io invito i Consiglieri di segnalarle i casi di famiglie che hanno questo tipo di
problema magari in modo da documentare questa situazione e denunciarla alle autorità.
PRESIDENTE:
Grazie consigliera Basic. Prego, consigliere Soriano.
CONSIGLIERE SORIANO:
Per quanto riguarda le misure di sostegno, volevo portare avanti il mio esempio.
Io sono disoccupato e vivo con il sostegno dell’indennità di disoccupazione dal mese di
maggio, questa opportunità di poter usufruire dell’indennità di disoccupazione è però
concessa solo a chi lavora da molti anni in Italia in modo continuativo.
Volevo solo segnalare chele regolarizzazioni delle badanti è già arrivata a circa a
146 mila domande. A questo proposito, ho già cominciando a sentire delle lamentele da
parte di alcune persone appartenenti alla mia comunità soprattutto da parte di chi non
gode di sostegni economici e finanziari. In questi giorni che il Governo locale di
Bologna ha dato 100 mila euro per sostenere i pensionati che hanno regolarizzato le loro
badanti. Io mi chiedo a questo punto come mai questo sostegno economico viene dato
solo ai pensionati italiani e non agli stranieri. Credo perciò che sia opportuno chiedere
agli uffici di competenza a Bologna le ragioni di questa discriminazione. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Soriano. Prego, Consigliere Abid Hassan.
CONSIGLIERE ABID:
io volevo chiedere conferma di un’informazione per accertane la veridicità. Ho
saputo che è stato dato un premio anticrisi nella zona di San Giovanni in Persiceto,
mentre a Bologna non è stato dato nessun contributo.
PRESIDENTE:
A San Giovanni in Persiceto è intervenuta la Giunta comunale del Consiglio per
aiutare le persone in cassa integrazione o disoccupate. Come dicevo prima, la Provincia
può solo promuovere alcuni interventi, ma non può disporre delle risorse finanziarie dei
Comuni. Ci sono alcuni Comuni che sono intervenuti per favorire l l’abbattimento di
costi delle rette scolastiche, in particolare a Porretta Terme il Comune ha deciso di
stanziare 60 mila euro per interventi di questo tipo. E’ stata realizzata una sorta di borsa
lavoro per le persone che hanno perso il lavoro ed il comune ha fatto in modo che le
cooperative e gli amministratori locali prendano come aiutanti questi lavoratori che
sono senza indennità di disoccupazione o non che non hanno la possibilità di avere la
cassa integrazione straordinaria. Sono interventi mirati che hanno un tempo molto
breve, però sono impegni delle giunte o di distretti che intervengono in questo senso.
Noi proviamo a chiedere di fare altri interventi a livello comunale, ma non
necessari interventi robusti che può solo il Governo portare avanti. I Comuni, in base ai
propri bilanci cercano di portare avanti alcuni interventi, la Provincia stessa può
promuovere alcuni interventi economici a favore delle aziende che sono in crisi, in
modo di aiutare le persone che sono in attesa di ricevere la cassa integrazione, in quanto
i tempi da momenti in cui si perde il lavoro a quando si riceve la cassa integrazione
sono molto lunghi. Tuttavia, manca l’intervento sostanziale da parte del Governo,
mettendo a disposizione più risorse per i Comuni.
Prego, Consigliere Malick.
CONSIGLIERE GUEYE MALICK:
Volevo tornare sull’argomento Pacchetto Sicurezza.
Vorrei fare delle proposte. Credo che sia opportuno riuscire a costruire dei ponti
non solo a livello locale, provinciale e nazionale, ma anche europeo.
Sarebbe importante creare un collegamento anche per far capire quello che stiamo
vivendo, perché non si riesce a capire un problema fino in fondo se non si vive.
Inoltre, per i figli degli immigrati la situazione è molto difficile, l’idea di ritornare
nel paese di origine dei genitori può essere per loro un vero trauma.
E’ importante cercare di trovare un modo per avere un ponte a livello europeo per
ribadire queste problematiche che stiamo vivendo, che con il passare del tempo
diventano sempre più complesse e preoccupanti. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Malick. A questo punto vuole intervenire il Consigliere Saoui
Khalid.
CONSIGLIERE SAOUI:
Quello che diceva Malick effettivamente è mancato, è mancato a livello nazionale
perché in Italia c’è una la macchina potentissima dei media che sostiene il Governo
della maggioranza, che permette al Governo di dire tutto quello che vuole, smentire il
giorno dopo quello che ha detto ieri, fare praticamente il bello e il cattivo tempo. È
mancata un’azione politica di opposizione, è mancato il rispondere colpo su colpo con
parole semplici e con tempestività.
Gli esempi sono infiniti.
In riferimento alla crisi economica il Governo non ha stanziato neanche il 50% di
quello che hanno stanziato in Germania, Francia o in Inghilterra.
In Germania sono stati stanziati circa 300 miliardi di euro per il sostegno sociale,
in Francia 46 miliardi solo il primo anno, in Italia i primi 6 miliari sono stati dati alle
banche. Deve essere chiaro che gli ammortizzatori in deroga sono soldi regionali e in
parte sono fondi europei destinati alla formazione. La Regione ha tutto il diritto di dire:
“Non faccio niente, li destino alla formazione”. La Regione Emilia Romagna ha
risparmiato 18 milioni di euro dall’anno scorso e li ha messi a disposizione. Che cosa
prevedono gli ammortizzatori in deroga? Prevedono che le piccole aziende possono fare
ricorso alla cassa integrazione, si chiama in deroga perché lo dice la parola stessa, è un
fatto, è una eccezione, e può lasciare a casa il lavoratore in cassa integrazione fino a un
massimo di novanta giorni. Sono quattro mesi lavorativi nell’arco di sei mesi, scaduti i
quali si proroga per altri novanta giorni da utilizzare all’arco dei sei mesi ad una
condizione: trattative sindacali nei luoghi di lavoro e non licenziare – queste sono le due
condizioni – per combattere la chiusura, opporsi alla chiusura di stabilenti e allo stesso
tempo per non licenziare le persone.
Il Governo non ha preso a riguardo nessun provvedimento se non quello di
propaganda pura come la social card, che sono 40,00 euro al mese, non è neanche stato
rinnovato il finanziamento a questa social card, per avere questi 40,00 euro devi fare
dei giri in tutti i patronati (Inps, posta etc.). Il Governo ha speso 7 milioni di euro. Se ci
fossero veramente dei fondi veri, bastava semplicemente inserirli come aumento della
pensione minima. Quello che è mancato è stata l’opposizione che risponde smentendo
tutti i giorni quello che il Governo sostiene.
È stato Tremonti che nel 2001 – 2006 aveva previsto il primo anno crescita del
3%, poi l’ha ridotta al 2%, poi per un e mezzo e poi si è trovato con una crescita di 0,2%
– 0,3%. Ha talmente fallito tutta la sua politica che nella vecchia legislatura l’hanno
mandato a casa.
Oggi il Pil è sotto di –5,9% e nessuno ricorda a questo Ministro che lui non aveva
assolutamente previsto che questo accadesse. Chi è l’azienda che fa gli utili oggi?
Colpisce che queste posizione non vengono smentite con forza. C’è stato un riscatto
molto efficace di Franceschini, durante la campagna elettorale, che non ha fatto perdere
un solo colpo a Berlusconi per tre mesi. Ogni dichiarazione veniva smentita con fatti e
ha dato dei risultati. Ha servito una campagna elettorale semplice, con parole semplici
ed efficaci nel contrastare tutti i giorni il Governo con dei fatti semplici. Questo
Governo ci ha tenuto a parlare dell’immigrazione clandestina per un anno intero, a
fronte del fallimento della sua politica economica e sociale. Oggi tutti coloro che hanno
portato via soldi illegalmente possono riportarli indietro con una tassa del 5%. In
Francia hanno fatto lo stesso provvedimento, ma paghi tutto quello che devi pagare allo
Stato francese più le multe. L’ha fatto anche l’Amministrazione americana, però tu porti
100 dollari della Svizzera, li porti indietro in America ma paghi allo stato 48 dollari.
Qua porti 1 milione di euro e torni indietro dando indietro 5 mila euro.
Bastava un po’ di cultura e un po’ di buonsenso per combattere una politica
mediatica. È mancato in questo anno un’opposizione parlamentare che parla in modo
semplice alle persone.
Ora, noi che cosa possiamo fare, se non quello di proporre alla Provincia di farsi
promotrice presso i Comuni. Molti Comuni lo stanno facendo, però magari in modo più
insistente.
E’ importante che il Comune, attraverso la Provincia si faccia promotrice.
Bisogna ricordare che i Comuni hanno perso 2 miliardi di euro perché è stato
tagliato l’Ici. Noi abbiamo il problema che i cittadini stranieri, dopo venti anni di lavoro
regolare rischiano di essere espulsi dall’Italia, di diventare irregolari come se fossero
venuti in Italia solo di passaggio. Una persona di passaggio non si ferma per venti anni
in un paese. E’ importante, secondo la mia opinione, insistere sul Consiglio autoctono.
Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Saoui Khalid. Prego, consigliere Abid Hassan, prego.
CONSIGLIERE ABID:
Noi veramente siamo in un momento di crisi. La crisi mondiale ritiene che
l’immigrazione sia per l’Italia un valore aggiunto, se ben valorizzato e riconosciuto,
come ha detto il nostro collega Consigliere Khalid, che ha affermato che gli stranieri
pagano annuali 7 miliardi all’Inps.
Sarebbe opportuno che le istituzione fossero più attente alle iniziative private,
elargendo un supporto economico per chi tende ad aprire una nuova attività per
aumentare l’occupazione e dare una mano ai disoccupati e cassa integrati.
Noi pensiamo di poter creare occupazione, in quanto non abbiamo paura di
lavorare perché noi siamo venuti in Italia proprio per questo. A noi il sacrificio non fa
paura se serve per migliorare la qualità della vita sia per cittadini stranieri che per gli
italiani.
Poi, come ha detto il nostro collega, adesso è venuta questa sanatoria e può darsi
che è stata fatta apposta per avere un guadagno. Io sono convinto che la crisi che stiamo
attraversando la si può superare, anche perché noi conosciamo bene i valori
dell’altruismo e della solidarietà e non ci spaventa combattere. Vorrei rispondere al
nostro collega Khalid Saoui con una battuta. Ho sentito che nessuno fa gli straordinari,
invece ci sono Consiglieri che fanno lo straordinario anche per soli 2 euro al giorno.
Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Abid Hassan. Noi facciamo lo straordinario gratuito, che è
diverso.
Questo per ribadire il fatto che c’è una parte politica che sostiene che sono soldi
buttati via, mentre in realtà a noi non ci basta neanche per pagare la benzina. Prego la
consigliera Basic Sanja.
CONSIGLIERA BASIC:
Volevo chiedere al Consigliere Khalid se può occuparsi del regolamento interno.
PRESIDENTE:
Grazie consigliera Basic. Se non ci sono emendamenti riferiti questo ordine del
giorno, passiamo alla votazione dell’ordine del giorno n. 8 del 2009 “Crisi economica,
le misure di sostegno”.
VOTAZIONE
Il Presidente del Consiglio, accertato che sono presenti n. 14 Consiglieri, dà inizio
alla votazione: scrutatori i Consiglieri El Youssoufi Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan
Il Presidente, pertanto, sottopone al voto del Consiglio l’approvazione dell’ordine
del giorno La crisi economica e le misure di sostegno che viene approvata con la
seguente votazione, resa in forma palese:
Presenti 15, favorevoli 15, nessun contrario, nessun astenuto, il Consiglio
approva.
Ordine del giorno n. 2: Violenza sulle donne
PRESIDENTE:
Chiudo la votazione.
Prima di passare all’altro ordine del giorno, volevo chiedervi chi desiderava far
parte della commissione per la realizzazione del nostro regolamento interno può lasciare
il suo nominativo. Chi vuole partecipare verrà chiamato entro massimo novembre per
approvare il nostro regolamento interno.
Passiamo all’ordine del giorno che riguarda la violenza sulle donne. Il Consiglio
degli Stranieri prende posizione per quanto riguarda questo problema.
Abbiamo visto purtroppo negli ultimi mesi l’omicidio di una ragazza marocchina,
Sanaa Dafani e credo che sia fondamentale discuterne.
Anche in base ai dati dell’Istat e del Ministero degli Interni è possibile notare
come sia aumentata la violenza nei confronti delle donne. Molti sono i casi di donne
che hanno subito violenza fisica sessuale, tuttavia sono aumentate anche le denuncia,
mentre in passato questo tipo di violenza non era spesso denunciata.
L’aspetto poi innovativo che in questo anno è all’O.N.U. è stata definita la
violenza sulle donne come n crimine contro l’umanità.
Alla Camera dei Deputati è avvenuta l’approvazione a del nuovo testo sulla
violenza sessuale, dove sono stati decisi degli inasprimenti delle pene e sono stati messi
in atto a livello nazionale e locale delle iniziative di prevenzione.
Il Consiglio autoctono, ha approvato per la prima volta, nella seduta del 27
Luglio, un ordine del giorno simile a questo, per questo credo che sia importante che
questo tema sia affrontato anche dal Consiglio degli stranieri.
In questo ordine del giorno si chiede, alla nuova Giunta provinciale, di attivarsi
per incrementare le azioni già intraprese di contrasto alla violenza sulle donne attraverso
il rinnovo della convenzione con l’Associazione “Casa delle Donne per non subire
violenza” e attraverso la verifica e la ricognizione di tutti i servizi territoriali, di
supporto alle donne e alle famiglie in materia di predisposizione dei comuni della
Provincia e valutare la possibilità di costituirsi parte civile nei processi di stupro.
Il Consiglio dei cittadini stranieri si impegna a collaborare, per la
sensibilizzazione della comunità italiana e straniera, con i consiglieri provinciali e le
associazioni femminili, per trovare le modalità di contrasto alla violenza sulle donne e
analizzare il fenomeno e le sue cause, promuovendo iniziative comuni per la ricerca di
fondi e sostegno alle famiglie, alle donne vittime di violenza, alle organizzazioni che
sono in prima linea contro questo fenomeno incivile.
Lo stesso Consiglio degli Stranieri impegna l’Ufficio di Presidenza ad attivarsi in
questo mandato con forti iniziative di contrasto alla violenza nei confronti delle donne.
E’ necessario valutare d’ora in avanti con molta attenzione, la possibilità di
concedere un patrocinio gratuito per le iniziative volte a contrastare la violenza sulle
donne; iniziative che promuovono il ruolo femminile della società bolognese, aderendo
alle attività promosse dalle associazioni femminili.
Credo che sia fondamentale affrontare una tematica così delicata, che tocca
diversi aspetti come la religione, la una tradizione o l’origine etnica.
Credo che sia importante che il Consiglio degli stranieri si occupi contrastare
queste forme di violenza, denunciando questi abusi, sostenendo le donne vittime che
hanno subito uno stupro. Chiedo ai consiglieri se vogliono intervenire in merito
all’ordine del giorno. Prego, Consigliere El Youssoufi.
CONSIGLIERA EL YOUSSOUFI:
Grazie. Sono molto contenta che in questa seduta viene affrontato questo ordine
del giorno e che sia affrontato da parte di questo consiglio, in quanto spesso il problema
della violenza sulle donne è associato all’immigrazione. Ci troviamo di fronte a una
categorizzazione in cui extracomunitario è uguale a violentatore.
Questo non è vero. Questo pregiudizio è smentito da molti dati statistici, in quanto
la maggior delle violenze subite dalle donne sono commessi da italiani, e solo una
piccola percentuale viene commessa dagli stranieri. In genere, violenza non viene subita
per strada o nei luoghi pubblici, ma dentro casa proprio da parte dei mariti, dei fidanzati
o dal padre delle vittime.
Quindi non so per quale motivo il Governo, i giornali, i mass media, puntano il
dito soltanto sugli stupri fatti per strada ignorando le grosse violenze che sono
commesse all’interno della sfera domestica e che sono più difficili da denunciare. Il 6%
degli stupri – secondo i dati statistici – avvengono da parte di estranei e il 94% da parte
delle persone più vicine alla donna e, molto spesso, come ha detto anche il Presidente,
il problema della violenza sulla donna è collegato anche ad un problema di carattere
religioso..
In questi giorni si è parlato molto dell’omicidio di Sanaa, in cui è stata amputata
alla appartenenza religiosa la causa scatenante di questa violenza.
Io credo il comportamento del padre della vittima è stato influenzato da una parte
un ramo della cultura araba, ma non dalla religione. Non esiste nessuna religione che
incita all’omicidio dei figli.
Tuttavia, è vero che la donna nel mondo islamico ha dei limiti nella sua libertà di
scelta. Mi dispiace moltissimo che molti politici, molti giornalisti e mass media hanno
puntato il dito solo sull’Islam, ignorando il fatto che ci saranno sempre casi simili, ci
sarà sempre uno scontro tra i figli e genitori di origine straniera poiché ci sono i figli che
hanno vissuto in una società diversa rispetto a quella dei genitori e i genitori non
riescono ancora a capire i bisogni dei figli, così i figli si chiudono in se.
Credo inoltre che la manifestazione della Santanchè sia stata ridicola e senza
senso. Noi abbiamo condannato il padre di Sanaa per l’omicidio commesso a sua figlia,
in quanto ha voluto limitare la libertà di scelta si sua figlia; per quanto riguarda la
Santanchè, io ritengo che la sua manifestazione non sia veramente a favore della libertà
delle donne, ma che voglia invece impedire alle donne di effettuare le proprie scelte.
Il velo non è simbolo di sottomissione, anzi, molto spesso viene scelto proprio
dalla donna, molti mariti – per quanto riguarda il burka –sono contrari che la propria
moglie lo indossi, in ogni caso è sempre una scelta della donna. Si parla sempre di
sottomissione della donna araba facendo riferimento al velo o al burka, quanto vi sono
nella nostra società problemi ben più gravi. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliera El Youssoufi. Prego, Consigliere Saoui Khalid.
CONSIGLIERE SAOUI:
Io condivido pienamente l’ordine del giorno e ho ascoltato con molta attenzione e
ammirazione l’intervento di Hayat. Anch’io non ho ritenuto significativa la
manifestazione della Santanchè, che ha sempre espresso sentimento xenofobi nei
confronti degli immigrati e ora mi sembra un contro senso che parli di libertà delle
donne straniere.
Togliere il foulard a una persona che è convinta di volerlo portare è una violenza,
inoltre è necessario precisare che il burka non c’entra niente con la religione islamica, in
quanto è esclusivamente una tradizione afgana e è presente nel corano nessun versetto
che obbliga una musulmana a portarlo. E’ presente nel Corano un versetto che invita
semplicemente le donne, a non provocare gli uomini e a vestirsi in modo decente. La
parola usata è proprio questa. Poi che sia un vestito lungo o che sia una giacca e
pantalone non cambia niente, l’importante è che sia decente.
Condivido pienamente l’ordine del giorno, lo sottoscrivo senza problemi, però io
credo che in questo paese non bastano le leggi per lottare contro la violenza alle donne,
ma che ci sia bisogno di una grande battaglia culturale. In Italia la pubblicità mediatica
usa spesso il corpo nudo delle donne per vendere i prodotti pubblicizzati.
Questa mercificazione del corpo femminile molto è pericolosa. Ma non è
pericoloso solo per gli adolescenti, è pericoloso per tutti.
Questi programmi televisivi che puntano sull’apparenza e non sulle capacità
personali ed intellettive dell’individuo sono molto diseducativi e pericolosi per gli
adolescenti. Inoltre, la mercificazione del corpo femminile è qualcosa di molto
pericoloso, in quanto fai passare il messaggio che la sessualità è una cosa a portata di
mano, non è una cosa che si conquista con le proprie virtù, attraverso l’amore per
sfociare poi nell’atto sessuale finale.
Con questa influenza dei media che ci bombarda tutti i giorni con immagini di
donne nude può portare a far considerare la sessualità come un qualcosa che si compra
al supermercato.
E’ necessario intraprendere una battaglia culturale per educare le persone, in
quanto le leggi servono fino a un certo punto. E’ importante coinvolgere gli uomini,
perché sembrerebbe che le donne vengano violentate da sole.
Bisogna lavorare sulla psiche umana, bisogna lavorare sulla scuola, bisogna
lavorare sulla televisione e bisogna anche vietare certi programmi.
Io ogni tanto guardo la televisione francese e nei programmi televisivi trasmessi in
Francia le veline non esistono, vi assicuro che è una televisione molto rilassante. In
Germania è lo stesso, mentre in Inghilterra vi sono alcuni programmi di nudo, ma in
forma molto ridotta. In Italia in moltissimi programma è possibile vedere donne nude.
Naturalmente la realtà è diversa da quella virtuale, tuttavia spesso l’individuo fa fatica a
fare delle distinzioni e si ritrova a commettere degli atti violenti a causa di questi
fenomeni diseducativi. Bisogna combattere una guerra culturale, perché dal punto di
vista legislativo non mancano in Italia leggi contro questi crimini. Bisogna insistere su
questo punto, partendo dalla scuola, dalla televisione, dalla comunicazione.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Saoui Khalid. Prego, Consigliera Basic Sanja.
CONSIGLIERA BASIC:
Mi ha fatto molto piacere sentire la consigliera Hayat raccontare la sua esperienza
diretta, inoltre credo che il suo contributo sia importante dato che appartiene ai giovani
di seconda generazione.
E’ importante riuscire a far cambiare nell’opinione pubblica questo pregiudizio in
cui l’immigrato è visto come un uomo violento. Inoltre, credo che ci sia molto
ignoranza nei confronti della cultura islamica che spesso viene connota negativamente,
attribuendo ad essa falsi principi. Inoltre, è importante che il Consiglio degli stranieri
aderisca alle iniziative e progetti indirizzate a contrastare le violenze contro le donne e a
tutelare chi ha subito questo genere di abusi. La discussione su questo ordine del giorno
nasce probabilmente dopo quella pubblicità mediatica che mette in primo piano questo
problema degli stupri, basandosi su quanto i media presentano sembrerebbe che in
quest’ultimo periodo vi sia stato un incremento di violenze nei confronti delle donne,
mentre invece, da quanto io ho potuto costatare personalmente andando ad un convegno
della polizia, insieme al Consigliere Khalid, questo genere di
reati è in netta
diminuzione.
Io credo che nella società odierna vi è più sicurezza rispetto al passato. Per alcuni
reati vi è infatti un calo vertiginoso.
Seguendo questa propaganda mediatica si cade nel portare avanti questo genere di
dibattiti che si basano sugli allarmismi promossi dai media, ma che non rispondono alla
realtà dei fatti. Naturalmente questo problema della violenza sulle donne è di
fondamentale importanza, ma è un problema che è sempre esistito, non si è aggravato a
seguito dello sviluppo dei flussi migratori.
Sicuramente è necessario trovare degli strumenti per contrastare questo problema,
perché, anche se l’Italia è uno degli otto paesi più industrializzati del mondo, questo
reato è ancora presente e la donna non è ancora trattata alla pari dell’uomo. La battaglia
è quindi lunga, tuttavia questa propaganda mediatica è sviante, mentre bisognerebbe
ragionare e approfondire alcuni aspetti che non sono analizzati dall’informazione
mediatica. Mi piacerebbe su questo tema tornare a discutere, in modo che noi, come
Consiglio degli stranieri, possiamo pensare di proporre delle iniziative al riguardo.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliera Basic Sanja. Prego, Abid Hassan prego.
CONSIGLIERA ABID:
Condivido l’ordine del giorno che tratta della violenza sulle donne.
Immaginiamo, per esempio, se uno straniero togliesse il velo ad una suora
cattolica, credo che sia una violenza nei suoi confronti e per il suo credo.
Io come mussulmano non condividerei questo gesto, anche perché quando sono
sbarcato in Italia io ho trovato aiuto proprio da parte della Chiesa.
Io credo che quello che fa la Santanchè sia vergognoso, voler strappare il velo di
dosso ad una donna musulmana credente è anche questa violenza.
Inoltre, condivido quello che ha appena detto il consigliere Khalid Saoui sul fatto
che in televisione anche per vendere una bottiglia d’acqua la pubblicità fa uso di donne
seminude.
Io ho sentito, con piacere, dire dall’ex Presidente del Governo italiano, romano
Prodi, che una donna araba di religione musulmana quando la vediamo con il velo è più
bella di quando la vediamo senza velo.
Io credo, come ha detto la Consigliera Hayat,che il velo non sia un obbligo
portarlo, che non sia un’imposizione del marito o del padre della donna, ma una sua
scelta. In questa sala del Consiglio la stessa Consigliera Hayat di religione musulmana
non porta il velo e noi la rispettiamo per la sua scelta. Credo che appunto noi stranieri
abbiamo molti altri problemi molto più importanti ed urgenti da dover risolvere e che la
questione del velo sia veramente di secondaria importanza. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Abid Hassan. Prego, Consigliere Soriano.
CONSIGLIERE SORIANO:
Credo che sia inaccettabile quello che è stato detto in Provincia, ovvero che il
95% dei reati contro le donne viene commesso dagli stranieri. Non credo che questo sia
giusto. Anch’io che sono cristiano trovo che questo sondaggio non sia giusto e veritiero.
Tuttavia, è stato anche detto che i reati contro le donne sono causati anche dalla droga e
dall’alcolismo, oltre ad un abbigliamento spesso provocante delle donne stesse.
Credo Perciò che sia un problema sociale, sia compito della polizia o della polizia
giudiziaria risolverlo.
PRESIDENTE:
Grazie Collega Soriano. Prego. Sanja Basic.
CONSIGLIERA BASIC:
Io non sono d’accordo con l’affermazione per cui un uomo non sia in grado di
controllarsi di fronte ad una donna vestita in modo provocante, in quanto un uomo non è
fatto di solo istinto. L’uomo deve imparare a tenere a freno certi istinti e imparare a
controllarsi, perché certe azioni non sono comunque giustificabili.
Bisogna iniziare a parlare di autocontrollo. Anche un bambino a cui non è stato
insegnato l’autocontrollo potrebbe, in preda alla rabbia, spaccare la testa ad una
persona, pertanto credo che l’autocontrollo è possibile insegnarlo come tante altre cose.
Questo rientra appunto in uno di quei comportamenti da insegnare agli uomini.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
Prego, Consigliere Khalid Saoui
CONSIGLIERE SAOUI:
Io sono d’accordo con quanto detto dalla collega Basic, in quanto giustificare
questo tipo di violenza amputando la colpa all’abbigliamento di una donna credo che sia
scorretto e che sia un’argomentazione debolissima. Ogni uomo deve comportarsi in
ogni situazione in modo civile. Non mi sembra che le mogli che subiscono violenze sia
provocanti. E’ da precisare che il 90% delle violenze si verificano all’interno delle mura
domestiche e quindi la questione dei “è stata lei a provocare” è una un’argomentazione
assolutamente da respingere. Tutte le persone possono avere degli istinti, possono avere
delle emozioni, ma esiste anche la ragione. Anch’io quando passo davanti a una banca e
sono al verde mi piacerebbe mettere in tasca 100 mila euro, ma non certo mi metto a
svaligiare una banca, so benissimo che questo è un reato. Pertanto, giustificare questo
tipo di azioni violente contro le donne affermando che è colpa delle donne stesse, da
come sono vestite in maniera provocante, la ragione di questi reati credo che sia
un’argomentazione molto ridicola.
PRESIDENTE:
Prego, Vicepresidente.
VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
I colleghi hanno già esaurito gli argomenti, ma io vorrei soffermarmi a parlare
della cultura islamica. Spesso l’immigrato è additato dai mass-media come criminale e
questa scelta mediatica è frutto di una scelta precisa per accattivarsi l’audience o per
fare notizia.
Nel mio paese, il Pakistan, la donna è super tutelata, io provengo da un paese di
cultura islamica, dove non ci sono donne con il burka, anzi oserei affermare il 90% –
95% delle donne non portano nemmeno il velo sulla testa.
Quindi non si tratta di violenza, ma di una strumentalizzazione nei confronti degli
immigrati.
Per la mia cultura islamica, è assolutamente considerato indegno un uomo che fa
del male ad una madre o una sorella. Per questo credo che la donna nel mio paese sia
super tutelata.
Io vivo in Italia ormai da diversi anni e non ho mai visto da parte dei miei parenti
violenze nei confronti delle loro parenti. poi è da parecchio tempo che vivo qua in Italia,
e anche qui dai miei parenti. Naturalmente ci sono le eccezioni, perché logicamente le
dita di una mano sono cinque e in ogni paese esistono le persone di tutti i tipi e di tutti i
colori. Comunque, io credo che c’è una strumentalizzata dallo Stato e dalla politica
italiana. Magari molte persone italiane che hanno conosciuto di persona persone di
origine straniera hanno cambiato opinione, non facendosi influenzare e manipolare da
quanto affermato dai mass-madia. Ci sono molte persone che invece credono quello che
a loro viene fatto vedere..
PRESIDENTE:
Consigliere El Youssoufi. Si prepari il Consigliere Malick.
CONSIGLIERE EL YOUSSOUFI:
La violenza sulla donna nel mondo arabo islamico esiste, non è comunque da ignorare.
Sarà un 49%, non credo che sia una cifra piccola.
Il Marocco è un paese islamico in cui la donna è molto emancipata, tuttavia le donne
che subiscono più violenze sono proprio quelle più istruite ed emancipate.
Non è corretto dire che non esiste nessun tipo di violenza del marito nei confronti
della donna nel mondo, perché questa violenza esiste ed è innegabile.
L’uomo arabo mantiene sempre un atteggiamento di potere verso la donna, anche
se l’uomo è colto ed istruito questo retaggio culturale di stampo patriarcale è ancora
presente. Questo è un problema da non sottovalutare, ma che è necessario risolvere.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
Consigliere Malick.
CONSIGLIERE MALICK:
io credo che sia importante trovare delle strategie per evitare che le donne possono
essere violentate nelle case,dai genitori, dai mariti e dai fidanzati. Bisogna trovare un
modo che le donne per cui vi sia più rispetto nei confronti della donna.
Dobbiamo trovare un modo per fa sì che queste donne trovino il coraggio di
denunciare queste violenze, di uscire di casa e affrontare il problema.
Questo problema non riguarda solo la donna araba, ma tutte le donne del mondo..
Le donne devono trovare il coraggio di uscire senza essere più dipendenti dall’uomo.
È una lotta culturale, ma è necessario combatterla per i nostri figli, per le
generazioni future.
Dobbiamo fare delle iniziative dove i genitori cerchino di far capire ai loro figli le
difficoltà che vi sono per raggiungere l’integrazione e per interagire in modo pacifico.
Interagire non è semplice. Bisogna realizzare delle iniziative e discutere queste
tematiche.
Il potere dei media è sicuramente molto grande, quello che noi possiamo fare è
trovare dei luoghi presso i nostri comuni in cui si possono creare degli spazi di
socializzazione. I bambini escono da casa e devono avere un luogo dove giocare, dove
poter socializzare con gli altri bambini. Finché sono in casa i bambini sono obbligati a
vedere la televisione che trasmette programmi spesso diseducativi, mentre è più
educativo che i bambini possono giocare fuori all’aperto ed interagire con gli altri
bambini sia autoctoni che stranieri. I programmi televisivi non danno nessuna
indicazione. Sarebbe invece molto costruttivo per i bambini che vi fossero degli spazi
del comune gestiti da dei mediatori culturali in cui i bambini possano apprendere dei
valori positivi e delle indicazioni corrette. Grazie.
PRESIDENTE:
Consigliere Qasim Abbas.
CONSIGLIERE SYED QASIM:
Io chiedo scusa se forse le mie affermazioni precedenti possano essere sembrate
non generalizzabili per tutte le culture e tutti i paesi. Io ho portato avanti la mia
esperienza di vita che si riferisce specificatamente alla mia cultura.
Spesso la religione islamica è interpretata in modo diverso da paese a paese e
viene adeguata alla cultura e alle tradizione di ogni popolo. Io non ho avuto
l’opportunità di visitare paesi in cui vige una cultura araba e sono molto addolorato se in
questi paesi sono presenti queste forme di violenze. Grazie.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
Prego, Consigliere Saoui Khalid.
CONSIGLIERE SAOUI:
Io sono marocchino, ma personalmente non ho mai assistito a questo genere di
violenze sulle donne. Spesso veniamo a conoscenza che vi sono queste violenze dai
mezzi di informazioni, ma vi sono molte donne che subiscono delle violenze ma non le
denunciano perché hanno paura di essere macchiate a vita.
Questo genere di crimini recano un forte sentimento di umiliazione alla donna che
li subisce. Sono degli atti così devastanti devastano per la loro esistenza che molte
persone cercano di rimuoverli, anche se violenze di questo tipo una persona se li porta
dentro fino all’ultimo giorno della sua vita. Questa è la ragione per cui molte donne non
denunciano queste violenze.
La collettività ha tutto da guadagnare dalla denuncia di una donna, perché deve
interrogarsi, deve promuovere leggi, iniziative culturali., ma la persona che subisce
questo tipo di violenza prova a fare di tutto per rimuoverla, nasconderla, perché è
qualcosa che devasta la dignità della persona, la sua esistenza, spezza i suoi pensieri, le
sue certezze.
Questa è la ragione per cui nessuno di noi ha mai assistito o sentito dire da un
amico o da una amica “ho subito violenza”.
Tuttavia, è un dato evidente che purtroppo tutte le società hanno un tasso molto
alto di violenza nei confronti delle donne.
PRESIDENTE:
Grazie Consigliere Saoui Khalid.
Faccio un commento anch’io su questo ordine del giorno questa volta in qualità di
Consigliere..
Spesso quando si parla di donne, di violenza alle donne, la maggioranza delle
persone pensa agli stupri, perché è quello che colpisce di più, che è più eclatante, è
quello che ha una risonanza più forte dal punto di vista mediatico, ma anche nel
confronto politico. Tuttavia, io credo che sia importante anche valutare le violenze che
non si vedono, che non si sentono e che sono ancora più atroci e profonde, delle quali
non si riesce mai a parlarne perché è difficile parlare di sofferenze e violenze, cioè
violenze che possono essere di carattere economico e sociale, che sono ancora più
profonde e che diventa sempre più difficile affrontare e discutere.
Bisogna cercare di trovare una risposta d’intervento e un aiuto nei confronti delle
persone che subiscono violenze. Ci sono persone che sono soggette a diverse violenze,
ma fanno fatica a denunciarle perché dall’altra parte non esiste nessun’altra alternativa
che possa permettere loro di avere la possibilità di emanciparsi.
A quel punto, diventa quasi d’obbligo accettare la violenza perché è l’unica via,
l’unica possibilità che ha quella donna di poter andare avanti.
Certamente esistono anche altre violenze, meno eclatanti perché sono violenze che
rimangono tra le mura domestiche e sono di carattere psicologo e sociale.
Credo che sia fondamentale l’aspetto che riguarda la violenza connessa alla sfera
religiosa, in particolare per quanto riguarda l’Islam.
Guardate che la violenza alle donne è internazionale e non ha nessuna
giustificazione politica, culturale. Non è direttamente connessa al mondo arabo.
Inoltre, in mondo arabo è molto eterogeneo ed è necessario anche non fare delle
indebite generalizzazione che riguardano ogni paese.
Inoltre, è importante distinguere la religione dalla tradizione.
Quest’ultimo tema è infatti molto difficile da affrontare, perché se un aspetto è di
tipo religioso allora deve essere affrontato attingendo dai vari libri sacri, mentre spesso
alcuni comportamenti non conseguenza di dettami di tipo religioso, ma sono frutto di
retaggi culturali che rispecchiano le tradizioni arcaiche di un popolo.
E’ sbagliato credere che se una donna subisce una violenza, questo gesto possa
essere giustificato facendo ricorso alla religione, diventando un obbligo dal punto di
vista teologico, mentre è in realtà un comportamento criminale contro la dignità della
persona.
Quando si parla di islamismo, e di questo me ne dispiace, si parla spesso di nuova
emancipazione, bisogna fare attenzione perché bisogna vedere anche un po’ la storia del
mondo islamico. Nel periodo pre-islamico il ruolo della donna era molto particolare,
l’uomo andava in giro, a caccia, andava in giro a conquistare altre terre,mentre alle
donne spettava di lavorare e mantenere la famiglia. Era quindi ridotta in schiavitù.
Con l’avvento dell’Islam la donna ha acquisito maggiori diritti e si è dedicato
prettamente alla cura della casa, non occupandosi più di dover lavorare.
Inoltre, volevo precisare che per l’Islam il pellegrinaggio rappresenta la massima
vicinanza alla religione. Esiste quindi un percorso ben preciso che, se non viene fatto,
viene annullato il pellegrinaggio. Ora, quel passaggio riguarda la moglie di Abramo,
cioè di una donna, proprio nella conclusione del proprio pellegrinaggio. Se quella parte
non viene fatta, viene annullato il pellegrinaggio. Attenzione stiamo parlando di un
passaggio più importante della massima sacralità; figuriamoci del resto.
Per quanto riguarda la violenza delle donne nel mondo islamico è da sottolineare
che la “colpa” non è esclusivamente al 100% solo dell’uomo, ma anche da una intera
condizione sociale, condivisa anche da alcune donne, che stabilisce le regole a cui la
donna deve attenersi. Il lavoro deve essere fatto, quindi, in maniera trasversale sia sulle
donne che sugli uomini. Questo secondo me è fondamentale sia dal punto di vista
culturale che di sensibilizzazione.
Poi mi auguro che in questo Consiglio, nei prossimi giorni, si affronti questo
tema.
Sono veramente contento che oggi ci siano affrontati questi temi molto importanti
che spesso in politica non vengono invece trattati.
Sono d’accordo con l’idea che sia la donna ha provocare l’uomo sia assurda.
Non è il modo di vestire di una donna che può darti il diritto a violentarla.
Poi per quanto riguarda l’aspetto del burka, personalmente sono contrario, anche
per quanto l’aspetto religioso non vi è nessun obbligo che impone la donna ad indossare
questo capo di abbigliamento.
Nella religione si dice che la donna deve evitare qualsiasi indumento che crea
attenzione, quindi non deve essere stracoperta, tanto da non riconoscerla, ma non deve
andare neanche nuda, ovvero dovrebbe evitare indumenti che attirino su di sé
attenzione.
Se una donna è stracoperta con il burka, certamente provoca, nel senso che non è
che provoca in termini sessuali ma provoca perché è una cosa strana. Inoltre, una
persona che indossa il burka non è riconoscibile, non è facile capire neanche se sotto il
burka c’è un uomo o una donna.
Quindi secondo me il fatto degli indumenti va affrontato, ma non solo in termini
di slogan politici, proprio come allarme sociale e culturale che deve essere trasversale,
cioè deve unire tutti nel combattere la violenza.
Attenzione, perché se stiamo parlando della violenza degli stupri, sono quelli più
eclatanti, ma esistono altre violenze che sono ancora più nascoste, che non si vedono.
Per non parlare poi anche del sistema italiano, ma anche di quello internazionale, dove
tutta la famiglia viene retta dal padre, anche per quanto riguarda l’aspetto della
cittadinanza che discende direttamente dal capo famiglia.
Per quanto riguarda gli stranieri, l’ottenimento della cittadinanza dipende sia dal
marito che dalla permanenza della stessa moglie, ma dipende anche dai permessi di
soggiorno.
Se vogliamo affrontare il tema della violenza sulle donne in maniera esaustiva
dobbiamo prendere in considerazione tutte le sue articolazioni.
Chiudo in veste di consigliere e di Presidente, ringraziandovi, ma ci tenevo a
comunicarvi la mia opinione su questo ordine del giorno.
Prego Consigliere.
CONSIGLIERE SAOUI:
Voglio fare una precisazione su quello che ha detto il Presidente sulla famiglia,
sulla madre, la sorella e la suocera, sperando di aver capito bene.
Se ho capito bene, nelle famiglie tradizionali ha un peso rilevante il ruolo delle
donne più anziane nell’educazione della donna più giovane che deve imparare a
sottostare ad alcune regole.
Nella sottomissione della donna contribuiscono, a loro volta, altre donne.
Abbiamo visto delle donne a Napoli che scendono in piazza per difendere i mariti
pedofili; abbiamo assistito alla mamma di Hina, la ragazza pachistana; abbiamo sentito
la mamma di Sanaa.
Quindi sono quegli esempi di donne che si trovano a dover contribuire a quella
violenza ma da vittime, perché è la situazione della mancata autonomia a farle agire in
questo modo, la loro totale dipendenza nei confronti dei mariti.
È ovvio che è un aspetto che va risolto, ma va risolto non solo andando a
convincere l’uomo che non deve violentare, ma anche la donna a non partecipare nel
processo di lotta alla violenza alle donne, tenendo presente che la prima e l’ultima
persona in questa faccenda vittima è sempre la donna.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Saoui. Quello che ha detto lei è quello che avevo cercato di
esprimere nel mio precedente intervento. Prego, Abid Hassan..
CONSIGLIERE ABID:
Il secondo ordine del giorno di questa seduta riguarda la violenza sulle donne.
Si può affermare che possa essere possibile che questa violenza sia il frutto della
crisi economica. Spesso l’indigenza economica può essere la spinta a commettere queste
azioni. In genere, quando insorgono problemi economici parallelamente si sviluppano
anche violenze nei confronti delle donne e dei bambini.
In qualità di musulmano mi sento di dire il Corano non insegna la violenza contro
le donne, ma l’integrazione civile e il rispetto. Ritengo di poter sostenere che nessuna
cultura è migliore nel combattere la violenza per vivere insieme in pace. Grazie.
PRESIDENTE:
Passiamo alla votazione. Dichiaro aperta la votazione.
VOTAZIONE
Il Presidente del Consiglio, accertato che sono presenti n. 14 Consiglieri, dà inizio
alla votazione: scrutatori i Consiglieri El Youssoufi Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan
Il Presidente, pertanto, sottopone al voto del Consiglio l’approvazione della
delibera di surroga che viene approvata con la seguente votazione, resa in forma palese:
Presenti 14, favorevoli 14, nessun contrario, nessun astenuto, il Consiglio
approva.
PRESIDENTE:
Dichiaro chiusa la votazione. L’ordine del giorno è approvato.
Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE GUEYE MALICK:
Volevo parlare dell’adesione del Consiglio al Film Festival. Le chiedo Presidente
vuole illustrare gli altri Consiglieri di cosa si tratta.
PRESIDENTE:
Per quanto riguarda l’adesione del Consiglio degli Stranieri come giuria al Film
Festival “Terra di tutti”vi arriverà una comunicazione via e.mail in cui verrà delineata
anche i componenti che faranno parte della giuria. Invito a chiunque voglia farne parte
di comunicarcelo. Ignacio, Malick, Soriano e Sanja hanno già espresso la loro
disponibilità a voler partecipare.
Per quanto riguarda il regolamento interno aspetto i nomi delle persone che
vogliono partecipare come commissione. Ringrazio tutti.
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