CONSIGLIO DEI CITTADINI STRANIERI E APOLIDI DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA SEDUTA DEL 24 SETTEBRE 2009 Alle ore 18.00 di oggi, 24 settembre 2009, nella sala del Consiglio della Residenza Provinciale, si e' riunito, in I° convocazione, il Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna, per la trattazione dell’oggetto iscritto all'ordine del giorno (v. all. n. 1). Presiede la seduta il Presidente dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna Sig. Bouchaib Khaline. Assiste in qualità di Segretario Antonella Lazzari1 Procedutosi, a cura del Presidente, all’appello nominale, risultano presenti i seguenti Consiglieri: 1) ABID HASSAN 16) MOJUMDER ROMAN 2) AHMED SAJJAD (*) 17) MOUADINE FATHELLAH 3) BADRI MUOLAY DRISS (*) 18) MOUSTAGHFIR BOUCHAIB (*) 4) BANDO ROWENA (*) 19) MYHYRDARI INDRIT (*) 5) BASIC SANJA 20) NALLBANI OLTION (*) 6) EL YOUSSOUFI HAYAT 21) REHMI RAFIK 7) GUEYE MALICK KAIRE 22) SAOUI KHALID 8) HAMIDI MOHAMMED AREZKI (*) 23) SBITRI ABDELAZIZ (*) 9) IGNACIO ADELLE 24) SHABIR AHMAD 10) JALAL DRISS (*) 25) DAHBI SAID 11) KHALINE BOUCHAIB 26) SHEIKH MOTAHAR HOSSAIN 12) KURERA WARNAKULASURIYA PIYAL RANASINGHE (*) 27) SORIANO MANUEL D. 13) LIAO CHIAO MING 29) ZILLOR RAHAMAN (*) 14) MAHABUB HOSSAIN MOHAMMED (*) 30) ZULFIQAR KHAN (*) 28) SYED QASIM ABBAS 15) MOHAMMAD IKHLAQ (*) (*) assente Presenti n. 16 1 vd. Determina della Dirigente del Servizio Politiche sociali e per la salute prot. 220741 del 29/05/2008 Il Presidente del Consiglio, accertata la presenza di n. 15 Consiglieri, dichiara aperta e validamente costituita la seduta e designa scrutatori i Consiglieri: El Youssoufi Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan. PRESIDENTE: Buongiorno. Dopo la pausa estiva riprendiamo i lavori del Consiglio per portare avanti il compito dei rappresentanti dei cittadini stranieri della provincia di Bologna. Sarebbe importante da parte nostra, in questo Consiglio, osservare un minuto di silenzio per quanto riguarda la scomparsa della giovane ragazza di origine marocchina, Sanaa Dafani. Credo sia importante mandare un segnale, da parte del Consiglio, che condanni fermamente questo omicidio. Ritengo inoltre opportuno osservare un minuto di silenzio anche per i nostri militari italiani uccisi durante la missione di pace in Afganistan. A loro va il nostro appoggio per quanto si sta facendo in quei territori per costruire la pace. Ricordiamo inoltre l’impegno dell’O.N.U. attraverso l’organizzazione ISAF per portare la pace e la democrazia in quei paesi. Credo che sia importante in quanto le istituzioni, in quanto i cittadini stranieri ma anche nei fatti cittadini di questo paese, va anche il cordoglio alle famiglie, alla popolazione italiana anche ai militari che sono operatori in diverse missioni di pace presenti nel mondo. L’Aula osserva un minuto di silenzio PRESIDENTE: L’ufficio di presidenza ha continuato a lavorare sulle comunicazioni anche nel mese di Agosto per portare avanti i lavori del Consiglio. L’ufficio di Presidenza si è riunito in diverse occasioni, facendo un programma di incontri del Consiglio dei cittadini stranieri, che provvederemo ad inviarvi nella prossima convocazione. Abbiamo definito una data approssimativa per quanto riguarda il secondo anniversario del Consiglio dei cittadini stranieri, il cosiddetto election-day che abbiamo realizzato lo scorso 2 dicembre 2008, e vi invito a dare il vostro contributo o suggerimento in merito a questo appuntamento importante. L’ufficio di presidenza ha avuto una idea su come organizzare questo evento, concentrandosi di più sull’aspetto burocratico che riguarda la prefettura, la questura, gli incontri con le organizzazioni sindacali, delle forze dell’ordine, polizia di stato, per poter mettere migliorare l’iter burocratico per ottenere il permesso di soggiorno nella nostra provincia. Credo che, oltre a ricordare appunto l’anniversario delle elezioni, sarebbe opportuno costruire qualcosa in più per facilitare la permanenza dei cittadini stranieri senza subire lungaggini e problemi burocratici che purtroppo in questi anni, ma anche negli ultimi mesi, sono aumentati ancora di più. La data stabilita è a dicembre, nella seconda settimana. L’idea è di mettere insieme iniziative che riguardano aspetti burocratici relativi al permesso di soggiorno insieme a momenti di festa e quanto altro. Aspettiamo i suggerimenti che dovranno essere comunicati entro la metà di ottobre, in modo che, alla prossima seduta, possiamo avere un’idea chiara di quello che vorremmo realizzare. Per fare un evento fatto bene c’è bisogno di tempo per promuoverlo, avere la possibilità di prenotare le sale, invitare i relatori e nel contempo supportare gli uffici della Provincia, la signora Paradisi, la signora Lazzari e Saulini che si adoperano per organizzare questo evento. Prego, Consigliera Sanja Basic. CONSIGLIERA BASIC SANJA: Buonasera. Io penso che sia opportuno parlare con gli altri consiglieri per sapere cosa vorrebbero che si parli al tavolo con i rappresentanti politici e la Questura che si pensava di organizzare. I temi sono tanti, magari scegliamo un argomento o due o tre che vogliamo approfondire per vedere quale sia la posizione dei rappresentanti delle istituzioni in questa Provincia. Cerchiamo di buttare giù quelle che sono invece le nostre proposte, le nostre idee e problematiche e facciamo in modo di sapere chi chiamare. Per esempio, se ne è parlato in una seduta con l’Ufficio di Presidenza e approfitto per informare gli altri consiglieri di quello che si è discusso circa la crisi economica che può portare molti cittadini stranieri a non vedersi rinnovato il permesso per mancato reddito o mancato lavoro. Su questa problematica gli organi che ancora se ne occupano sono la Prefettura che la Questura e la Polizia, pertanto sarebbe opportuno parlare prima con loro. La discussione è aperta e ogni suggerimento è benvenuto. Il problema principale è che si sono molte persone che rischiano di diventare irregolare all’interno dello Stato e, quindi, clandestini che non lo erano fino a ieri, a meno che non si decida di istituire una serie di provvedimenti che, secondo me, sono possibili da mettere in atto. Poi c’era la proposta sulla legge sulla cittadinanza, se qualcuno vuole affrontare altri argomenti è il momento per fare una breve discussione anche se siamo in pochi. Ma magari cerchiamo di buttare giù qualche idea così sappiamo chi chiamare come relatori e rappresentanti delle istituzioni per quella data, in modo da sapere per esempio quanti sono i cittadini immigrati che hanno perso lavoro. La crisi c’è, è vero che ha colpito sicuramente le fasce più deboli, ma non sappiamo di che numeri si parla. Sarebbe necessario che venisse qualcuno a presentarci i dei dati statistici che riguardano proprio questo tema. Possiamo perciò cominciamo a parlare su come organizzare il tavolo di discussione. PRESIDENTE: Consigliere Abid Hassan. CONSIGLIERE ABID: Buonasera. Io do il mio parere con grande sincerità e onestà. Non dobbiamo fare come abbiamo fatto l’anno scorso in occasione nel nostro anniversario. Noi dobbiamo pensare ad invitare persone che ricoprono cariche istituzionali, iniziando dal Sindaco di Bologna, poi anche come ha detto la nostra collega Consigliera Sanja, invitando gli enti sindacali che difendono anche i diritti degli stranieri e poi anche i funzionari dello Stato, ma anche rappresentanti della Regione e della la Provincia. Non dobbiamo dimenticare che noi dobbiamo invitare tutti gli stranieri, per questo sarebbe necessario che, per esempio, tutti i consiglieri pakistani chiamassero tutti i loro connazionali Poi c’è da prendere in considerazione la comunità africana, i rappresentanti del Consigliere Kaire, c’è anche la comunità marocchina e del Bengala. Credo che sia necessario che intervengano alla festa molti stranieri, perchè la nostra festa deve avere come priorità gli stranieri che noi rappresentiamo, che ci hanno votato. Poi volevo proporre alla presidenza se è possibile fare la festa a piazza Maggiore e non, come il caso dell’anno scorso alla Scuderia, perché è un posto che non piace a nessuno; mentre a Piazza Maggiore, dove è possibile rintracciare tutti i gruppi etnici, senza escludere nessuno. Grazie. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Abid Hassan. Temo che sia difficile realizzare dicembre in piazza Maggiore la festa, perché è faticoso seguire i dibattito di un convegno all’aperto al freddo, credo che questo sia un incentivo che scoraggi ad assistere il convegno organizzato dal Consiglio. Se altri consiglieri desiderano fare qualche dichiarazione, anche fuori dall’ordine del giorno possono farlo. Prego, Ignacio. CONSIGLIERA IGNACIO: Io volevo aggiungere un ulteriore suggerimento. So che la Provincia di Bologna ha una iniziativa dove coinvolge i giovani ragazzi delle superiori che organizzano una seduta dei ragazzi nella stessa aula dove noi ci riuniamo. Volevo chiedere se è possibile coinvolgere nelle attività del nostro consiglio i ragazzi delle seconde generazioni che frequentano le scuole superiori, farli venire alle nostre sedute, oppure coinvolgere i proprio i nostri figli che sono già in grado di comunicare per fare comprendere loro il ruolo di questo consiglio. Per esempio, quando io esco di casa per venire alle sedute del consiglio dico ai miei bambini: «Vado a parlare». I miei figli non riescono però a capire come è organizzato il nostro Consiglio. A questo riguardo ho già avuto degli scambi con altri consiglieri che hanno figli e anche loro pensano che sia una buona idea quella di farci conoscere alle seconde generazioni, al fine di dare loro informazioni sia sui nostri e possibilità, ma anche sulle loro possibilità. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Grazie consigliera Ignacio. Consigliere Malick Kaire. CONSIGLIERE GUEYE MALICK: Grazie Presidente. Io voglio dirvi che condivido con quanto ha detto Hassan, ovvero di trovare il modo di parlare delle problematiche che riguardano tutti gli stranieri sia di coloro non hanno i documenti sia di coloro che hanno i documenti e che rischiano di diventare clandestini. Inoltre, è importante parlare del problema del tesserino sanitario perché, uno straniero deve sapere i suoi diritti e i suoi doveri, come deve fare nel caso si ammali, dove deve andare. In riferimento alle festa volevo dire che sono diversi anni che mi occupa di organizzare feste. La festa fatta alla Scuderia l’anno scorso mi sembra che sia andata bene, è un posto grande, tuttavia credo che per quest’anno potrebbe essere conveniente trovare un luogo dove è facile da raggiungere con la macchina e con gli autobus, quindi io escluderei il centro che non è praticabile con la macchina. Ci sono dei problemi a cui dobbiamo iniziare a pensare bene, per avere un’affluenza di persone alla festa non basta pensare solo agli inviti, ma anche far in modo di permettere alle persone invitare di poter raggiungere con facilità il posto designato. Non so ancora dove sia possibile fare la festa, posso solo proporre di cercare di organizzarla in un posto dove arrivano tutti senza problemi. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Malick Kaire. Prego, Sheikh Motahar Hossain. CONSIGLIERE SHEIKH MOTAHAR: Buonasera. Innanzitutto volevo recare un saluto ai sei soldati italiani che hanno perso la loro vita in Afganistan, siamo vicini al dolore delle loro famiglia, insieme a tutti gli italiani. Vi ringrazio per questo incontro sul tema dell’immigrazione e sul tema della regolarizzazione, in quanto c’è molto da discutere, anche in merito alla spesa economica che questa regolarizzazione comporta. Ordine del giorno n. 1: La crisi economica e le misure di sostegno PRESIDENTE: Consigliere Motahar, per quando riguarda l’ordine del giorno adesso inizieremo a discuterlo e potrà intervenire in merito tranquillamente. Se ha altre dichiarazioni, fuori dall’ordine del giorno può intervenire subito, in modo da passere in seguito a discuterlo. Grazie. Prego, può continuare se ha da dire altro fuori dall’ordine del giorno. CONSIGLIERE SHEIKH MOTAHAR: Adesso nel mondo c’è crisi economica, in Italia non c’è lavoro, molte fabbriche stanno fallendo e cercare lavoro è difficile, molta gente fa fatica a rinnovare il permesso di soggiorno perché non riesce a trovare un nuovo lavoro dopo averlo perso, inoltre le famiglie devono affrontare molte spese. Tutti hanno problemi per riuscire a sanare queste spese. si fa fatica inoltre ad ottenere il permesso di soggiorno, i tempi di attesa sono molto lunghi, anche un anno, un anno e mezzo. In questo arco di tempo le persone continuano a lavorare, inoltre senza il permesso di soggiorno non si può lasciare l’Italia ed andare a trovare la famiglia e i parenti nel proprio paese di origine. Il permesso di soggiorno insieme al problema della ricerca del lavoro che diventa ogni giorno più difficile, a seguito della crisi economica, crea un disagio di un’entità considerevole. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Grazie Consigliere Sheikh Motahar Hossain. Prego,Consigliere Soriano Manuel. CONSIGLIERE SORIANO: Buonasera. Volevo solo riportare in sede di Consiglio alcune lamentele della mia comunità. Molti della mia comunità affermano che non sono a conoscenza delle attività del Consiglio e vorrebbero sapere cosa devono fare per chiedere aiuto al Consiglio degli stranieri. Inoltre, molti ragazzi stranieri appena giunti in Italia hanno difficoltà a trovare lavoro, nelle fabbriche prima di assumere uno straniero chiedono il certificato di alloggio, cosa che non accade agli italiani. In passato questo non succedeva Come fanno questi ragazzi stranieri a chiedere questo certificato di alloggio senza il permesso di soggiorno che tarda ad arrivare? I tempi sono molto lunghi per ottenere il permesso di soggiorno e senza di questo è difficile avere altri documenti necessari per lavorare. Pertanto, volevo chiedere al Consiglio se è possibile fare qualcosa, se è possibile segnalare alle istituzioni questo problema. Inoltre, anche ai ragazzi filippini che vanno a scuola sono richiesti molti documenti.. Io non so spiegarmi il motivo di dover esibite tutti questi documenti. Se non ci sono questi documenti, non è possibile per i ragazzi iscriversi a scuola. Volevo inoltre volevo saper cosa bisogna fare per invitare i rappresentanti delle organizzazioni degli stranieri, quali sono le procedure. Grazie. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Soriano. Mi sembra di aver capito Consigliere Soriano che in riferimento al contratto di soggiorno, prima di assumere un lavoratore straniero è richiesta l’abitabilità della casa. Mi permetto di dire che questo aspetto rientra nella legge attuativa della Bossi/Fini che ormai c’è da quasi sei anni. In teoria nel contratto del permesso di soggiorno per motivi di lavoro era competenza del datore di lavoro provare garantire una casa idonea al lavoratore, se decideva di assumerlo. Tuttavia, come conseguenza di questa crisi economica, molti datori di lavoro non si assumono la responsabilità di cercare un alloggio idoneo al proprio dipendente, ma cercano di farlo diventare un aspetto che deve essere risolto dal lavoratore, diventando un vincolo per la sua potenziale assunzione, ovvero se un lavoratore straniero ha casa idonea di abitazione può essere assunto, altrimenti il datore può decidere di non assumerlo. Questa è una legge nazionale, il testo unico sull’immigrazione con la legge attuativa proprio della Bossi/Fini che ha introdotto il contratto di soggiorno. Purtroppo esiste per i lavoratori stranieri, oltre al contratto di lavoro, anche il contratto di soggiorno, che rientra non solo in questo aspetto, ma rientra anche in caso di espulsione cioè che il datore di lavoro paga le spese di rimpatrio dei lavoratori stranieri se vengono espulsi. Se vi ricordate l’anno scorso abbiamo approvato un ordine del giorno che abbiamo mandato a varie istituzioni, anche al Ministero, in cui ribadiamo questo aspetto del contratto di soggiorno ma anche i problemi relativi alle lunghe attese per motivi burocratici. Un anno e mezzo fa, l’ex Ministro Amato aveva fatto una direttiva in cui invitava il datore di lavoro ad assumere i lavoratori stranieri, anche se possedevano solo la ricevuta in attesa di ottenere il permesso di soggiorno. Purtroppo questo è un dato di fatto che gli imprenditori spesso, trovandosi di fronte a tante persone che hanno bisogno di lavorare, scelgano le persone che possono recare meno problemi burocratici. Il datore di lavoro tende a preferire ad assumere chi ha un permesso di soggiorno in corso di validità per evitare eventuali problemi. questo fenomeno attualmente si sta incentivando in seguito alla crisi economica. Ma il problema riguardava anche in passato un altro aspetto, su cui noi ci siamo soffermati nell’ordine del giorno che abbiamo approvato l’anno scorso, denunciando il fatto che prima nel permesso di soggiorno non veniva scritto il motivo di soggiorno. Non c’era perciò scritto se era lavoro subordinato o stagionale, oppure turistico o di studio. Quindi, quando si presentava cittadino straniero in cerca di lavoro, il datore di lavoro non si prendeva la responsabilità di assumerlo perché non poteva sapere, in base al permesso di soggiorno, se questo fosse valido per andare a lavorare o se, per esempio, era un permesso per motivi di studio o che non può superare determinate ore. Questo è un problema, ed è stato denunciato in un ordine del giorno dello scorso anno. Attualmente questo non accade più, infatti se andate a vedere gli ultimi permessi di soggiorno rilasciati negli ultimi sei mesi potete notare che sono scritte le motivazioni del rilascio del permesso di soggiorno. Questo è abbastanza importante, perché facilita sia il problema di contrarre un contratto di affitto che di lavoro. Inoltre, il fatto che sul permesso vi è scritto la motivazione del rilascio facilita, a sua volta, anche per il rinnovo, perché quando vai a compilare la richiesta di rinnovo, devi specificare il motivo di soggiorno del tuo permesso che possiedi, ma spesso questo non puoi saperlo se non c’è scritto e hai il tesserino magnetico. Una volta nei permessi di soggiorno vi era scritto tutto, erano comprensivi di ogni informazione. Siccome adesso il permesso è un tesserino elettronico, non vi è sopra indicato il motivo del suo rilascio. Questo è un problema che stiamo affrontando. Un altro problema, che abbiamo citato nell’ordine del giorno, riguarda la ex carta di soggiorno, la durata del permesso, in quanto nel permesso di soggiorno la scadenza è di cinque anni, il che significa che questa carta di soggiorno scade entro i cinque anni, però secondo il testo unico non scade e va aggiornato se si vuole utilizzarlo come documento di riconoscimento. Se andate a rileggere il verbale di quei giorni potete trovare le informazioni di cui oggi stiamo discutendo. Speriamo che il Ministero provveda ad allungare il permesso di altri cinque anni, come sta accadendo per la carta di identità che vale per dieci anni o che lo tolgano e che mettano un permesso a tempo indeterminato. Questo è un problema pratico che molte persone sono costrette a rinnovare in continuazione la carta di soggiorno, ma basterebbe l’aggiornamento. L’aggiornamento non richiede la presentazione degli stessi documenti come per il rilascio. Quindi, secondo me, l’aspetto va affrontato a livello governativo, ma è nostro dovere anche confrontarci. Per quanto riguarda l’aspetto della scuola, mi sembra di aver capito, se sbaglio mi corregga Consigliere Soriano, che le scuole chiedono altre documentazioni in più, che è difficile reperire. Io la invito, e invito tutti voi, se c’è una casistica in particolare, nel momento in cui ci sono gli incontri anche nelle commissioni provinciali con l’assessore di competenza, se per favore potete scrivere questa informazione che deve essere dettagliata, in modo da discuterne con l’assessore di competenza e denunciare questi problemi, per capire sono documenti previsti dalla legge oppure sono interpretazioni di un preside rispetto ad un altro. Questo è abbastanza importante. Come sapete adesso il Ministro dell’Istruzione sta proponendo un limite della presenza dei figli dei cittadini stranieri del 30%, come tetto massimo, quindi si ritorna alla proposta delle classi separate. Io ho dei dubbi rispetto anche al modo in cui viene deciso se un bambino è o meno straniero, se dipende dal cognome, dalla sua provenienza, se è il bambino è cresciuto o nato in Italia non va considerato straniero. Io faccio fatica a considerare un bambino straniero solo in base al passaporto Filippino, Marocchino o brasiliano se è nato qua e cresciuto in Italia. Non so se si può considerare straniero un bambino che è nato e cresciuto in Italia solo perché i genitori hanno sono di origine straniera. Credo che sia necessario che ci soffermiamo anche su questo tema. Prego, Consigliere Malick. CONSIGLIERE GUEYE MALICK: Io volevo dire che è giusto prendere dei provvedimenti se in un paese gli stranieri creano dei problemi. Noi dobbiamo restare un tranquilli e scrivere, come ha appena detto il Presidente, dei documenti in merito a questa questione. Io condivido quello che il Presidente ha appena detto. Attualmente le leggi nazionali non favoriscono gli stranieri, quello che possiamo fare è cercare di procedere a livello regionale, provinciale e locale, comunale. Bisogna relazionarsi con gli impiegati locali e se ci sono dei problemi presentare dei documenti scritti che testimoniano le procedure corrette da eseguire, senza correre il rischio di interpretazioni e fraintendimenti. Per cui io invito tutti i colleghi a scrivere dei documenti che dichiarino i problemi che ogni giorno incontrano con determinati uffici e sportelli, in modo da sapere in modo preciso a chi chiedere informazioni e spiegazioni. PRESIDENTE: Grazie consigliere Malick. Prego, Consigliere Mojumder Roman. CONSIGLIERE MOJUMDER: Buonasera. Innanzitutto mi dispiace per la morte degli italiani che sono andati in Afganistan e sono morti in guerra. Inoltre volevo dire la prima ordinanza del Sindaco del Buono riguardava gli stranieri. Anch’io sono segretario dal Bangladesh, per questo ho già preso con l’Assessore un appuntamento per parlargli. Mi è stato risposto che questa ordinanza va bene per quattro mesi. Le ordinanze sono sempre sul tema della sicurezza, su tutto quanto, però i nostri problemi sono sempre rimasti uguali e le ordinanze sono sempre indirizzate agli stranieri. Io propongo che per la prossima seduta del Consiglio si metta nell’ordine del giorno si discuta degli orari delle ordinanze, in modo da poter ottenere dal Comune un aumento dell’orario prestabilito. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Mojumder Roman. Ci sono altre dichiarazioni? Non ce ne sono. A questo punto passiamo a discutere gli ordini del giorno di oggi, che sono due. Prego, Consigliere Syed. CONSIGLIERE SYED: Buonasera. Tornando all’argomento della manifestazione, io condivido la proposta che ha fatto il nostro collega Hassan, ovvero che la manifestazione possa essere fatta in un luogo come piazza Maggiore, perché dobbiamo cercare di coinvolgere più comunità etniche possibili, in modo da far sentire la nostra voce. Poi, una volta finita questa festa, è necessario continuare a mantenere un contatto con tutti gli enti: Questura, Comune e Provincia. Grazie. Entra alle 18.40 il Consigliere Khalid Saoui PRESIDENTE: Grazie consigliere Syed. A questo punto, per quanto riguarda l’iniziativa, volevo darvi un ulteriore informazione. L’anniversario del Consiglio degli stranieri è stato pensato come un momento in cui poter fare un bilancio delle attività svolte attraverso un confronto con gli amministratori locali, con il sindacato e tutti gli attori sociali del nostro territorio. L’anno scorso c’è stato un confronto tra il Consiglio e le varie forze politiche, è stato scritto un dossier sulle attività fatte dal Consiglio. Quello che si intende fare in questa manifestazione non è una protesta o una manifestazione in piazza, ma un convegno per poter strutturare insieme agli enti locali un progetto di rappresentanza politica, ma anche presentare delle possibili soluzioni ad alcuni problemi che abbiamo denunciato in questi anni di lavoro in Consiglio, in modo da esporli in confronto pubblico. Mi rendo conto che è difficile, però è necessario un confronto con i diretti interessati che sono appunto la rappresentanza. E’ necessario anche un confronto con i sindacati sotto l’aspetto della sicurezza, tema che non deve essere solo accostato all’immigrazione. Credo sia opportuno fare un confronto serio sul tema della sicurezza che non deve riguardare solo l’aspetto burocratico del rilascio del permesso di soggiorno o sul pacchetto sicurezza, ma che verta su problemi reali, pratici, che i cittadini stranieri hanno i tutti i giorni. Per esempio, trattare con i Comuni l’aspetto delle metrature per l’idoneità della casa in cui si chiede che i Comuni abbassino i parametri. Sarebbe necessario che Comuni i certificati di idoneità alloggiativa fossero gratuiti, alcuni Comuni fanno pagare il certificato 70,00 – 80,00 euro, considerando il permesso di soggiorno che costa dalle 400,00 – 800,00 euro, secondo il pacchetto di sicurezza già approvato. I prossimi mesi il Ministero dell’Interno e dell’Economia dovranno stilare un regolamento per il pagamento dei permessi di soggiorno. Per quanto riguarda i 200,00 euro sulla cittadinanza sono già in vigore e chi vuole fare la richiesta di cittadinanza deve pagare subito 200,00 euro prima di fare la richiesta della cittadinanza. E così via tutti gli altri procedimenti che riguardano i riconoscimenti familiari e quanto altro che sono già in vigore. Credo che utile trovare delle soluzioni anche per alleviare i problemi burocratici che hanno gli immigrati che sono regolari. Non stiamo parlando di difendere i clandestini o altro, ma si tratta di persone che sono regolari, che lavorano in Italia. L’idea dell’ufficio di presidenza è proprio quello di andare in questa direzione, poi è ovvio che questa è una proposta ma bisogna collaborare e stringere i tempi per avere una proposta concreta e risolverle i problemi, altrimenti portarla avanti in tempo utile diventa difficile. Se si decide di fare un convegno a dicembre bisogna organizzarti per tempo, già dal mese di ottobre, pubblicizzando l’iniziativa con volantini ed iniziando ad invitare le comunità a partecipare. Prego, consigliere Saoui Khalid. CONSIGLIERE SAOUI: Buonasera. Adesso il pacchetto sicurezza è stato approvato, ne abbiamo discusso prima e diciamo paventando tutti quelli che sono i problemi che avrebbe creato qualora dovesse essere approvato, adesso è legge dello Stato. La cosa che mi ha colpito e alla quale, secondo me, né l’opposizione parlamentare né quella extraparlamentare, hanno fatto è stato di parlare di questo pacchetto sicurezza solo riferendosi ai clandestini. Questo è stato un vero diversivo di tutti i giorni per non parlare nell’insieme del pacchetto sicurezza, perché il pacchetto sicurezza colpisce prima di tutto i clandestini, ma anche gli immigrati irregolari ed , infine, gli italiani. Per cui il pacchetto sicurezza francamente poteva benissimo essere un vero denominatore comune per portare avanti una lotta, per opporsi, per costruire un consenso contro questo pacchetto. Perché? Perché innanzitutto viola l’Art. 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, per cui se io commetto un reato insieme ad un mio amico italiano, se il Codice Penale prevede un anno di reclusione per quel reato, a me toccherebbe un anno e mezzo e questo è palesemente anticostituzionale. questo pacchetto viola l’Art. 24 della Costituzione, perché la natura giuridica di un cittadino la definisce la legge, cioè io vado davanti a un Giudice e solo attraverso il processo, quindi solo attraverso la legge viene definita la mia posizione giuridica se sono innocente o colpevole. In questo caso, per quanto riguarda il migrante, può essere trattenuto, chiuso dentro per sei mesi e, successivamente, espulso; per il migrante quindi si passa da uno stato di diritto ad uno stato di polizia. L’immigrato non ha la possibilità di fare valere tutte le garanzie che sono sancite dalla Costituzione. Lo stesso riguarda il migrante regolare, perché io prima di ospitare una persona alla quale, per esempio, voglio bene devo andare a chiederle se ha i documenti o no. Se un anziano ha una badante in casa, di cui ha un vitale bisogno, rischia la galera e anche 5.000,00 Euro di multa e, in questo senso, questo pacchetto colpisce anche gli italiani. Se un gruppo di cittadini italiani forma un comitato, improvvisa una protesta in piazza contro un provvedimento, una delibera di Sindaco, una semplice contestazione diciamo così improvvisata e democratica, non lo può fare perché rischia di essere accusato del reato di occupazione abusiva di suolo pubblico. Vanno ad essere colpiti tutti quei comportamenti che sono frequenti nel momento della crisi economica, devastando l’equilibrio di intere famiglie, non solo di immigrati ma anche italiani .E’ ovvio che questo può provocare dei comportamenti un po’ più eccessivi. Allora, penalizzare tutti quelli che sono comportamenti frequenti nei momenti di difficoltà diventa un bel problema, limita l’azione democratica e civile di una persona. Per cui è assolutamente anticostituzionale. Il Presidente della Repubblica ha cercato di sollevare i suoi dubbi a tal proposito. Ora, io personalmente non sono informato se qualcuno ha sollevato problemi di anticostituzionalità alla Corte Suprema. PRESIDENTE: La Procura di Bologna ha sollevato problemi di anticostituzionalità sul reato di clandestinità. CONSIGLIERE SAOUI: Sì, questo è vero, mi era sfuggito. Quindi ci sono gli elementi francamente, e noi dobbiamo imparare dalla legge Bossi/Fini perché? Perché la legge Bossi/Fini l’abbiamo presa così com’è, l’abbiamo incassata così com’è dal 25 gennaio del 2005 quando c’è stato il decreto attuativo, perché era già venuta prima, ma il decreto attuativo era venuto in quella data lì. Non si è mosso nessuno per sollevare i problemi di anticostituzionalità, si è cercato di arginarla attraverso alcune sentenze perché veniva ogni tanto cassata, qualche volta è intervenuto il Tar della Toscana, di Prato o di Firenze, cancellando l’espulsione del cittadino migrante. È stata cassata quando il vecchio governo Berlusconi 2001/2006 ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione contro la legge regionale dell’Emilia Romagna, e anche lì ha perso, per cui non dobbiamo aspettare anni, è ora di costruire un grande consenso nella società per bocciare questa legge perché va contro gli interessi di tutti. Anche perché qua stiamo parlando di una fetta del paese che versa 7 miliardi all’anno nelle casse dell’INPS, che versa 4 miliardi di euro nell’IRPEF. Ora, sentire un parlamentare che ti insulta in televisione in modo così volgare, è molto brutto ma è ancora più brutto quando sai benissimo che quello lì è pagato anche di quei soldi che versi tu. Questo è molto pesante, provoca proprio una certa frustrazione. C’è però un altro punto politico, ovvero che dal primo giorno che si è formato questo Governo si è parlato solo dell’immigrazione e non si è parlato del fallimento della politica economica del Governo. Di questo si deve parlare. Si va in giro a raccontare che il Ministro Tremonti ha previsto la crisi. Non ha previsto un bel niente, chi prevede la crisi non dettasse gli straordinari, a crisi in atto. PRESIDENTE: Consigliere Saoui, parleremo proprio della crisi nell’ordine del giorno di oggi, quindi se vuole continuare il suo intervento può farlo. CONSIGLIERE SAOUI: Ultima cosa sulla scuola. Io condivido, proprio a scopo didattico e per l’inserimento, che nella scuola ci deve essere un limite. Mi va bene a me personalmente che in una scuola dove ci sono venti bambini italiani, ci siano cinque stranieri perché se ci sono venti italiani e venti stranieri, finiremo per avere dei gruppi che forse poi gli stranieri finiranno per diventare autoreferenziali e un po’ per difendersi, gli italiani non ne hanno bisogno perché sono autoreferenziali per natura, quindi non si riesce dopo a mescolarsi. Quindi secondo me è importante inserire quattro o cinque bambini in una classe perché si inseriscono meglio, non due naturalmente perché rischiano l’isolamento, ma cinque sei su venti diventerebbe un “bel brodo di cultura. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Saoui. Discuteremo anche sul tema della scuola nelle prossime sedute del Consiglio. Per quanto riguarda il problema de limite delle iscrizioni da parte dei ragazzi di origine straniera, trovo che le difficoltà più grandi sono per chi vive nei Comuni più piccoli della montagna o della pianura, perché è molto difficile poter trasferire un bambino in un’altra scuola, in quanto insorgono grossi problemi di spostamento e di distanze fra l’abitazione dello studente e la scuola in cui dovrebbe andare. Questo è un altro problema reale che i Comuni della provincia dovranno affrontare, perché porre un “limite” alle iscrizione va bene fino a un certo punto, ma se abbiamo delle scuole formate quasi esclusivamente da alunni stranieri, mettendo un “limite” al numero dei ragazzi stranieri che si possono iscrivere c’è il rischio che la scuola chiuda. Inoltre i criteri per scegliere chi può iscriversi sono molto difficili da stabilire. Passiamo all’ordine del giorno di oggi che riguarda la crisi economica e le misure di sostegno, quindi vi prego di esprimere i vostri commenti per promulgarlo. abbiamo già discusso in riferimento a questo tema nell’ordine del giorno n. 2 di questo anno, nella seduta del 24 Aprile, evidenziandone aspetti che non riguardano solo il pacchetto di sicurezza, ma le ragioni che hanno fatto insorgere questa crisi che coinvolge molti lavoratori stranieri che rischiano di non poter rinnovare il permesso di soggiorno a causa della perdita del lavoro. La perdita del lavoro è legata spesso a questa crisi economica, per il prossimo anno inoltre si prevedono ulteriori problemi per il rinnovo del permesso di soggiorno che dipenderà dal reddito. Le proposte presentate in questo ordine del giorno sono rivolte non solo alla realizzazione di interventi nei confronti dei lavoratori stranieri, ma l’intento è quello di formulare delle proposte da portare avanti a livello provinciale che devono essere il più trasversali possibili, ovvero che non devono riguardare solo il lavoro degli stranieri. Si sono verificati importante misure a questo proposito nella nostra provincia e regione. Ci sono stati interventi di sostegno al reddito, è stata fatta una delibera regionale per i lavoratori in cassa integrazione, che richiedevano di poter avere le cure gratuite e l’esenzione al ticket. Questo risulta essere un aspetto fondamentale, ma è altrettanto fondamentale avere gli accordi con le banche per quanto riguarda il blocco dei mutui. Questi sono accordi che ci sono stati, ma i cittadini non ne sono a conoscenza, pertanto si ritiene necessario che la Provincia, insieme ai Comuni e alla Regione, dedichi un sito web, crei un opuscolo informativo in diverse lingue, per dare la possibilità a diverse persone di poterne usufruire. Importante è che i cittadini abbiano una corretta informazione dei servizi offerti nel territorio. Anche per quanto riguarda il problema casa, ci sono accordi con le banche per il blocco dei mutui di un anno, molte banche infatti non accettano di bloccare il pagamento di mutui a lavoratori stranieri, perciò è importante che i cittadini stranieri siano a conoscenza di questi accordi. Questo è un problema reale presente nella nostra provincia. L’altro aspetto che si propone, è che la Giunta Provinciale convochi un tavolo di lavoro con le imprese, le banche e i sindacati per facilitare la gestione del credito, sia alle aziende che ai lavoratori. Per quanto riguarda l’anticipazione della cassa integrazione, che è stata fatta, chiediamo che venga ulteriormente sostenuta. Chiediamo degli interventi per il sostegno economico delle famiglie. Credo che sia importante intervenire anche sulle tariffe. La Provincia non può imporre ai Comuni determinate iniziative, ma può promuoverle attraverso conferenze o un coordinamento a livello provinciale di interventi mirati proprio al sostegno del reddito degli immigrati residenti nel territorio bolognese. Il Consiglio cercherà di contribuire attraverso interventi, incontri tematici, volti ad affrontare questi problemi. Inoltre, si chiede che venga rifinanziato il fondo PMI che ha avuto un grande successo, perché ha dato la possibilità alle imprese di usufruire di finanziamenti proprio dalle aziende. Alcune aziende straniere che ne hanno infatti usufruito. In determinate zone della nostra provincia ci sono interi comparti produttivi che rischiano di chiudere, quindi è necessario una riconversione dell’attività produttiva in altri ambiti come l’eco-sostenibilità o con l’energia alternativa. Negli ultimi mesi, come avete saputo, ci sono molte aziende in crisi, quelle più famose sono la CNH di Imola, Bignami di Angola, dove è presente un numero consistente di lavoratori stranieri. Spesso queste aziende falliscono e i suoi lavoratori vanno in cassa integrazione, ma finita la cassa integrazione rimangono senza reddito e molte persone rischiano di non poter rinnovare il permesso di soggiorno. Quindi si invita, anche l’istituzione e gli enti locali a promuovere momenti di sensibilizzazione, ma anche proporre provvedimenti di iniziative economiche di un certo rilievo. Cedo la parola a voi consiglieri, nel caso siate interessati a commentare l’ordine del giorno o proporre emendamenti a questo ordine del giono. Prego, consigliera Hayat El Youssoufi. CONSIGLIERA EL YOUSSOUFI: Buonasera. Ovviamente oltre al DDL di sicurezza che sta soffocando l’immigrazione regolare, c’è anche la crisi economica. La crisi economica che ha colpito tutti i settori dell’economia mondiale e tutte le famiglie, ma le sue conseguenze sono state più devastanti nei confronti delle famiglie immigrate, in quanto forte è il legame fra lavoro, economia ed immigrazione. Il lavoro è il cardine su cui si basa il permesso di soggiorno e, di conseguenza, la permanenza dell’immigrato in Italia. Vediamo che nell’ambito lavorativo i licenziamenti sono aumentati, le assunzioni sono calate moltissimo sia per gli italiani, ma soprattutto per gli immigrati. La crisi economica ha inoltre prodotto degli effetti molto gravi anche sulla abitazione, ci sono molti sfratti e questo è dovuto dalla perdita dal lavoro. Di conseguenza, la persona di origine straniera, non avendo più un lavoro, non riesce più a pagare l’affitto, oltre al fatto che sono aumentati anche gli episodi di discriminazione verso l’immigrato. Chiedo che a nome del Consiglio degli stranieri il Governo prenda delle misure politiche adeguate nei confronti degli immigrati per aiutarli ad affrontare questo periodo di crisi. PRESIDENTE DEL: Grazie consigliera El Youssoufi. Prego, Consigliere Abid Hassan. CONSIGLIERE ABID: Volevo ribadire, quanto è stato già detto dalla Consigliera El Youssoufi, aggiungendo che presto tutti gli operai delle aziende agricole di Bignami saranno sfrattati dalle loro abitazioni. Il contratto d’affitto scadrà il 30 ottobre 2009. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Abid Hassan. Prego, consigliere Basic Sanja. CONSIGLIERA BASIC: Abbiamo previsto che il decreto sicurezza avrà questi effetti devastanti, ne stiamo discutendo, ma non so se riusciamo a far percepire alle autorità il nostro messaggio. Il problema di chi non perde il lavoro e rimane senza reddito, rischiando di essere sfrattato, avendo difficoltà a tornare in patria avendo dei bambini nati In Italia è un problema che io conosco molto bene. Nel mio piccolo Comune dove ho vissuto per molti anni conosco abbastanza bene la situazione, molte persone sono senza lavoro e moti sono stati sfrattati. Per i figli degli immigrati la situazione è molto dura, perché sono sempre vissuti in Italia e per loro è impensabile tornare nel paese di origine dei genitori. Se il genitore perde il diritto a stare in questo paese, questo diventa un problema molto grave. Non so se le autorità se ne rendono conto e se noi riusciamo a comunicare le nostre preoccupazioni a qualcuno, lo scenario che ci si prospetta è veramente molto brutto. Io invito i Consiglieri di segnalarle i casi di famiglie che hanno questo tipo di problema magari in modo da documentare questa situazione e denunciarla alle autorità. PRESIDENTE: Grazie consigliera Basic. Prego, consigliere Soriano. CONSIGLIERE SORIANO: Per quanto riguarda le misure di sostegno, volevo portare avanti il mio esempio. Io sono disoccupato e vivo con il sostegno dell’indennità di disoccupazione dal mese di maggio, questa opportunità di poter usufruire dell’indennità di disoccupazione è però concessa solo a chi lavora da molti anni in Italia in modo continuativo. Volevo solo segnalare chele regolarizzazioni delle badanti è già arrivata a circa a 146 mila domande. A questo proposito, ho già cominciando a sentire delle lamentele da parte di alcune persone appartenenti alla mia comunità soprattutto da parte di chi non gode di sostegni economici e finanziari. In questi giorni che il Governo locale di Bologna ha dato 100 mila euro per sostenere i pensionati che hanno regolarizzato le loro badanti. Io mi chiedo a questo punto come mai questo sostegno economico viene dato solo ai pensionati italiani e non agli stranieri. Credo perciò che sia opportuno chiedere agli uffici di competenza a Bologna le ragioni di questa discriminazione. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Soriano. Prego, Consigliere Abid Hassan. CONSIGLIERE ABID: io volevo chiedere conferma di un’informazione per accertane la veridicità. Ho saputo che è stato dato un premio anticrisi nella zona di San Giovanni in Persiceto, mentre a Bologna non è stato dato nessun contributo. PRESIDENTE: A San Giovanni in Persiceto è intervenuta la Giunta comunale del Consiglio per aiutare le persone in cassa integrazione o disoccupate. Come dicevo prima, la Provincia può solo promuovere alcuni interventi, ma non può disporre delle risorse finanziarie dei Comuni. Ci sono alcuni Comuni che sono intervenuti per favorire l l’abbattimento di costi delle rette scolastiche, in particolare a Porretta Terme il Comune ha deciso di stanziare 60 mila euro per interventi di questo tipo. E’ stata realizzata una sorta di borsa lavoro per le persone che hanno perso il lavoro ed il comune ha fatto in modo che le cooperative e gli amministratori locali prendano come aiutanti questi lavoratori che sono senza indennità di disoccupazione o non che non hanno la possibilità di avere la cassa integrazione straordinaria. Sono interventi mirati che hanno un tempo molto breve, però sono impegni delle giunte o di distretti che intervengono in questo senso. Noi proviamo a chiedere di fare altri interventi a livello comunale, ma non necessari interventi robusti che può solo il Governo portare avanti. I Comuni, in base ai propri bilanci cercano di portare avanti alcuni interventi, la Provincia stessa può promuovere alcuni interventi economici a favore delle aziende che sono in crisi, in modo di aiutare le persone che sono in attesa di ricevere la cassa integrazione, in quanto i tempi da momenti in cui si perde il lavoro a quando si riceve la cassa integrazione sono molto lunghi. Tuttavia, manca l’intervento sostanziale da parte del Governo, mettendo a disposizione più risorse per i Comuni. Prego, Consigliere Malick. CONSIGLIERE GUEYE MALICK: Volevo tornare sull’argomento Pacchetto Sicurezza. Vorrei fare delle proposte. Credo che sia opportuno riuscire a costruire dei ponti non solo a livello locale, provinciale e nazionale, ma anche europeo. Sarebbe importante creare un collegamento anche per far capire quello che stiamo vivendo, perché non si riesce a capire un problema fino in fondo se non si vive. Inoltre, per i figli degli immigrati la situazione è molto difficile, l’idea di ritornare nel paese di origine dei genitori può essere per loro un vero trauma. E’ importante cercare di trovare un modo per avere un ponte a livello europeo per ribadire queste problematiche che stiamo vivendo, che con il passare del tempo diventano sempre più complesse e preoccupanti. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Malick. A questo punto vuole intervenire il Consigliere Saoui Khalid. CONSIGLIERE SAOUI: Quello che diceva Malick effettivamente è mancato, è mancato a livello nazionale perché in Italia c’è una la macchina potentissima dei media che sostiene il Governo della maggioranza, che permette al Governo di dire tutto quello che vuole, smentire il giorno dopo quello che ha detto ieri, fare praticamente il bello e il cattivo tempo. È mancata un’azione politica di opposizione, è mancato il rispondere colpo su colpo con parole semplici e con tempestività. Gli esempi sono infiniti. In riferimento alla crisi economica il Governo non ha stanziato neanche il 50% di quello che hanno stanziato in Germania, Francia o in Inghilterra. In Germania sono stati stanziati circa 300 miliardi di euro per il sostegno sociale, in Francia 46 miliardi solo il primo anno, in Italia i primi 6 miliari sono stati dati alle banche. Deve essere chiaro che gli ammortizzatori in deroga sono soldi regionali e in parte sono fondi europei destinati alla formazione. La Regione ha tutto il diritto di dire: “Non faccio niente, li destino alla formazione”. La Regione Emilia Romagna ha risparmiato 18 milioni di euro dall’anno scorso e li ha messi a disposizione. Che cosa prevedono gli ammortizzatori in deroga? Prevedono che le piccole aziende possono fare ricorso alla cassa integrazione, si chiama in deroga perché lo dice la parola stessa, è un fatto, è una eccezione, e può lasciare a casa il lavoratore in cassa integrazione fino a un massimo di novanta giorni. Sono quattro mesi lavorativi nell’arco di sei mesi, scaduti i quali si proroga per altri novanta giorni da utilizzare all’arco dei sei mesi ad una condizione: trattative sindacali nei luoghi di lavoro e non licenziare – queste sono le due condizioni – per combattere la chiusura, opporsi alla chiusura di stabilenti e allo stesso tempo per non licenziare le persone. Il Governo non ha preso a riguardo nessun provvedimento se non quello di propaganda pura come la social card, che sono 40,00 euro al mese, non è neanche stato rinnovato il finanziamento a questa social card, per avere questi 40,00 euro devi fare dei giri in tutti i patronati (Inps, posta etc.). Il Governo ha speso 7 milioni di euro. Se ci fossero veramente dei fondi veri, bastava semplicemente inserirli come aumento della pensione minima. Quello che è mancato è stata l’opposizione che risponde smentendo tutti i giorni quello che il Governo sostiene. È stato Tremonti che nel 2001 – 2006 aveva previsto il primo anno crescita del 3%, poi l’ha ridotta al 2%, poi per un e mezzo e poi si è trovato con una crescita di 0,2% – 0,3%. Ha talmente fallito tutta la sua politica che nella vecchia legislatura l’hanno mandato a casa. Oggi il Pil è sotto di –5,9% e nessuno ricorda a questo Ministro che lui non aveva assolutamente previsto che questo accadesse. Chi è l’azienda che fa gli utili oggi? Colpisce che queste posizione non vengono smentite con forza. C’è stato un riscatto molto efficace di Franceschini, durante la campagna elettorale, che non ha fatto perdere un solo colpo a Berlusconi per tre mesi. Ogni dichiarazione veniva smentita con fatti e ha dato dei risultati. Ha servito una campagna elettorale semplice, con parole semplici ed efficaci nel contrastare tutti i giorni il Governo con dei fatti semplici. Questo Governo ci ha tenuto a parlare dell’immigrazione clandestina per un anno intero, a fronte del fallimento della sua politica economica e sociale. Oggi tutti coloro che hanno portato via soldi illegalmente possono riportarli indietro con una tassa del 5%. In Francia hanno fatto lo stesso provvedimento, ma paghi tutto quello che devi pagare allo Stato francese più le multe. L’ha fatto anche l’Amministrazione americana, però tu porti 100 dollari della Svizzera, li porti indietro in America ma paghi allo stato 48 dollari. Qua porti 1 milione di euro e torni indietro dando indietro 5 mila euro. Bastava un po’ di cultura e un po’ di buonsenso per combattere una politica mediatica. È mancato in questo anno un’opposizione parlamentare che parla in modo semplice alle persone. Ora, noi che cosa possiamo fare, se non quello di proporre alla Provincia di farsi promotrice presso i Comuni. Molti Comuni lo stanno facendo, però magari in modo più insistente. E’ importante che il Comune, attraverso la Provincia si faccia promotrice. Bisogna ricordare che i Comuni hanno perso 2 miliardi di euro perché è stato tagliato l’Ici. Noi abbiamo il problema che i cittadini stranieri, dopo venti anni di lavoro regolare rischiano di essere espulsi dall’Italia, di diventare irregolari come se fossero venuti in Italia solo di passaggio. Una persona di passaggio non si ferma per venti anni in un paese. E’ importante, secondo la mia opinione, insistere sul Consiglio autoctono. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Saoui Khalid. Prego, consigliere Abid Hassan, prego. CONSIGLIERE ABID: Noi veramente siamo in un momento di crisi. La crisi mondiale ritiene che l’immigrazione sia per l’Italia un valore aggiunto, se ben valorizzato e riconosciuto, come ha detto il nostro collega Consigliere Khalid, che ha affermato che gli stranieri pagano annuali 7 miliardi all’Inps. Sarebbe opportuno che le istituzione fossero più attente alle iniziative private, elargendo un supporto economico per chi tende ad aprire una nuova attività per aumentare l’occupazione e dare una mano ai disoccupati e cassa integrati. Noi pensiamo di poter creare occupazione, in quanto non abbiamo paura di lavorare perché noi siamo venuti in Italia proprio per questo. A noi il sacrificio non fa paura se serve per migliorare la qualità della vita sia per cittadini stranieri che per gli italiani. Poi, come ha detto il nostro collega, adesso è venuta questa sanatoria e può darsi che è stata fatta apposta per avere un guadagno. Io sono convinto che la crisi che stiamo attraversando la si può superare, anche perché noi conosciamo bene i valori dell’altruismo e della solidarietà e non ci spaventa combattere. Vorrei rispondere al nostro collega Khalid Saoui con una battuta. Ho sentito che nessuno fa gli straordinari, invece ci sono Consiglieri che fanno lo straordinario anche per soli 2 euro al giorno. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliere Abid Hassan. Noi facciamo lo straordinario gratuito, che è diverso. Questo per ribadire il fatto che c’è una parte politica che sostiene che sono soldi buttati via, mentre in realtà a noi non ci basta neanche per pagare la benzina. Prego la consigliera Basic Sanja. CONSIGLIERA BASIC: Volevo chiedere al Consigliere Khalid se può occuparsi del regolamento interno. PRESIDENTE: Grazie consigliera Basic. Se non ci sono emendamenti riferiti questo ordine del giorno, passiamo alla votazione dell’ordine del giorno n. 8 del 2009 “Crisi economica, le misure di sostegno”. VOTAZIONE Il Presidente del Consiglio, accertato che sono presenti n. 14 Consiglieri, dà inizio alla votazione: scrutatori i Consiglieri El Youssoufi Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan Il Presidente, pertanto, sottopone al voto del Consiglio l’approvazione dell’ordine del giorno La crisi economica e le misure di sostegno che viene approvata con la seguente votazione, resa in forma palese: Presenti 15, favorevoli 15, nessun contrario, nessun astenuto, il Consiglio approva. Ordine del giorno n. 2: Violenza sulle donne PRESIDENTE: Chiudo la votazione. Prima di passare all’altro ordine del giorno, volevo chiedervi chi desiderava far parte della commissione per la realizzazione del nostro regolamento interno può lasciare il suo nominativo. Chi vuole partecipare verrà chiamato entro massimo novembre per approvare il nostro regolamento interno. Passiamo all’ordine del giorno che riguarda la violenza sulle donne. Il Consiglio degli Stranieri prende posizione per quanto riguarda questo problema. Abbiamo visto purtroppo negli ultimi mesi l’omicidio di una ragazza marocchina, Sanaa Dafani e credo che sia fondamentale discuterne. Anche in base ai dati dell’Istat e del Ministero degli Interni è possibile notare come sia aumentata la violenza nei confronti delle donne. Molti sono i casi di donne che hanno subito violenza fisica sessuale, tuttavia sono aumentate anche le denuncia, mentre in passato questo tipo di violenza non era spesso denunciata. L’aspetto poi innovativo che in questo anno è all’O.N.U. è stata definita la violenza sulle donne come n crimine contro l’umanità. Alla Camera dei Deputati è avvenuta l’approvazione a del nuovo testo sulla violenza sessuale, dove sono stati decisi degli inasprimenti delle pene e sono stati messi in atto a livello nazionale e locale delle iniziative di prevenzione. Il Consiglio autoctono, ha approvato per la prima volta, nella seduta del 27 Luglio, un ordine del giorno simile a questo, per questo credo che sia importante che questo tema sia affrontato anche dal Consiglio degli stranieri. In questo ordine del giorno si chiede, alla nuova Giunta provinciale, di attivarsi per incrementare le azioni già intraprese di contrasto alla violenza sulle donne attraverso il rinnovo della convenzione con l’Associazione “Casa delle Donne per non subire violenza” e attraverso la verifica e la ricognizione di tutti i servizi territoriali, di supporto alle donne e alle famiglie in materia di predisposizione dei comuni della Provincia e valutare la possibilità di costituirsi parte civile nei processi di stupro. Il Consiglio dei cittadini stranieri si impegna a collaborare, per la sensibilizzazione della comunità italiana e straniera, con i consiglieri provinciali e le associazioni femminili, per trovare le modalità di contrasto alla violenza sulle donne e analizzare il fenomeno e le sue cause, promuovendo iniziative comuni per la ricerca di fondi e sostegno alle famiglie, alle donne vittime di violenza, alle organizzazioni che sono in prima linea contro questo fenomeno incivile. Lo stesso Consiglio degli Stranieri impegna l’Ufficio di Presidenza ad attivarsi in questo mandato con forti iniziative di contrasto alla violenza nei confronti delle donne. E’ necessario valutare d’ora in avanti con molta attenzione, la possibilità di concedere un patrocinio gratuito per le iniziative volte a contrastare la violenza sulle donne; iniziative che promuovono il ruolo femminile della società bolognese, aderendo alle attività promosse dalle associazioni femminili. Credo che sia fondamentale affrontare una tematica così delicata, che tocca diversi aspetti come la religione, la una tradizione o l’origine etnica. Credo che sia importante che il Consiglio degli stranieri si occupi contrastare queste forme di violenza, denunciando questi abusi, sostenendo le donne vittime che hanno subito uno stupro. Chiedo ai consiglieri se vogliono intervenire in merito all’ordine del giorno. Prego, Consigliere El Youssoufi. CONSIGLIERA EL YOUSSOUFI: Grazie. Sono molto contenta che in questa seduta viene affrontato questo ordine del giorno e che sia affrontato da parte di questo consiglio, in quanto spesso il problema della violenza sulle donne è associato all’immigrazione. Ci troviamo di fronte a una categorizzazione in cui extracomunitario è uguale a violentatore. Questo non è vero. Questo pregiudizio è smentito da molti dati statistici, in quanto la maggior delle violenze subite dalle donne sono commessi da italiani, e solo una piccola percentuale viene commessa dagli stranieri. In genere, violenza non viene subita per strada o nei luoghi pubblici, ma dentro casa proprio da parte dei mariti, dei fidanzati o dal padre delle vittime. Quindi non so per quale motivo il Governo, i giornali, i mass media, puntano il dito soltanto sugli stupri fatti per strada ignorando le grosse violenze che sono commesse all’interno della sfera domestica e che sono più difficili da denunciare. Il 6% degli stupri – secondo i dati statistici – avvengono da parte di estranei e il 94% da parte delle persone più vicine alla donna e, molto spesso, come ha detto anche il Presidente, il problema della violenza sulla donna è collegato anche ad un problema di carattere religioso.. In questi giorni si è parlato molto dell’omicidio di Sanaa, in cui è stata amputata alla appartenenza religiosa la causa scatenante di questa violenza. Io credo il comportamento del padre della vittima è stato influenzato da una parte un ramo della cultura araba, ma non dalla religione. Non esiste nessuna religione che incita all’omicidio dei figli. Tuttavia, è vero che la donna nel mondo islamico ha dei limiti nella sua libertà di scelta. Mi dispiace moltissimo che molti politici, molti giornalisti e mass media hanno puntato il dito solo sull’Islam, ignorando il fatto che ci saranno sempre casi simili, ci sarà sempre uno scontro tra i figli e genitori di origine straniera poiché ci sono i figli che hanno vissuto in una società diversa rispetto a quella dei genitori e i genitori non riescono ancora a capire i bisogni dei figli, così i figli si chiudono in se. Credo inoltre che la manifestazione della Santanchè sia stata ridicola e senza senso. Noi abbiamo condannato il padre di Sanaa per l’omicidio commesso a sua figlia, in quanto ha voluto limitare la libertà di scelta si sua figlia; per quanto riguarda la Santanchè, io ritengo che la sua manifestazione non sia veramente a favore della libertà delle donne, ma che voglia invece impedire alle donne di effettuare le proprie scelte. Il velo non è simbolo di sottomissione, anzi, molto spesso viene scelto proprio dalla donna, molti mariti – per quanto riguarda il burka –sono contrari che la propria moglie lo indossi, in ogni caso è sempre una scelta della donna. Si parla sempre di sottomissione della donna araba facendo riferimento al velo o al burka, quanto vi sono nella nostra società problemi ben più gravi. Grazie. PRESIDENTE: Grazie consigliera El Youssoufi. Prego, Consigliere Saoui Khalid. CONSIGLIERE SAOUI: Io condivido pienamente l’ordine del giorno e ho ascoltato con molta attenzione e ammirazione l’intervento di Hayat. Anch’io non ho ritenuto significativa la manifestazione della Santanchè, che ha sempre espresso sentimento xenofobi nei confronti degli immigrati e ora mi sembra un contro senso che parli di libertà delle donne straniere. Togliere il foulard a una persona che è convinta di volerlo portare è una violenza, inoltre è necessario precisare che il burka non c’entra niente con la religione islamica, in quanto è esclusivamente una tradizione afgana e è presente nel corano nessun versetto che obbliga una musulmana a portarlo. E’ presente nel Corano un versetto che invita semplicemente le donne, a non provocare gli uomini e a vestirsi in modo decente. La parola usata è proprio questa. Poi che sia un vestito lungo o che sia una giacca e pantalone non cambia niente, l’importante è che sia decente. Condivido pienamente l’ordine del giorno, lo sottoscrivo senza problemi, però io credo che in questo paese non bastano le leggi per lottare contro la violenza alle donne, ma che ci sia bisogno di una grande battaglia culturale. In Italia la pubblicità mediatica usa spesso il corpo nudo delle donne per vendere i prodotti pubblicizzati. Questa mercificazione del corpo femminile molto è pericolosa. Ma non è pericoloso solo per gli adolescenti, è pericoloso per tutti. Questi programmi televisivi che puntano sull’apparenza e non sulle capacità personali ed intellettive dell’individuo sono molto diseducativi e pericolosi per gli adolescenti. Inoltre, la mercificazione del corpo femminile è qualcosa di molto pericoloso, in quanto fai passare il messaggio che la sessualità è una cosa a portata di mano, non è una cosa che si conquista con le proprie virtù, attraverso l’amore per sfociare poi nell’atto sessuale finale. Con questa influenza dei media che ci bombarda tutti i giorni con immagini di donne nude può portare a far considerare la sessualità come un qualcosa che si compra al supermercato. E’ necessario intraprendere una battaglia culturale per educare le persone, in quanto le leggi servono fino a un certo punto. E’ importante coinvolgere gli uomini, perché sembrerebbe che le donne vengano violentate da sole. Bisogna lavorare sulla psiche umana, bisogna lavorare sulla scuola, bisogna lavorare sulla televisione e bisogna anche vietare certi programmi. Io ogni tanto guardo la televisione francese e nei programmi televisivi trasmessi in Francia le veline non esistono, vi assicuro che è una televisione molto rilassante. In Germania è lo stesso, mentre in Inghilterra vi sono alcuni programmi di nudo, ma in forma molto ridotta. In Italia in moltissimi programma è possibile vedere donne nude. Naturalmente la realtà è diversa da quella virtuale, tuttavia spesso l’individuo fa fatica a fare delle distinzioni e si ritrova a commettere degli atti violenti a causa di questi fenomeni diseducativi. Bisogna combattere una guerra culturale, perché dal punto di vista legislativo non mancano in Italia leggi contro questi crimini. Bisogna insistere su questo punto, partendo dalla scuola, dalla televisione, dalla comunicazione. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Saoui Khalid. Prego, Consigliera Basic Sanja. CONSIGLIERA BASIC: Mi ha fatto molto piacere sentire la consigliera Hayat raccontare la sua esperienza diretta, inoltre credo che il suo contributo sia importante dato che appartiene ai giovani di seconda generazione. E’ importante riuscire a far cambiare nell’opinione pubblica questo pregiudizio in cui l’immigrato è visto come un uomo violento. Inoltre, credo che ci sia molto ignoranza nei confronti della cultura islamica che spesso viene connota negativamente, attribuendo ad essa falsi principi. Inoltre, è importante che il Consiglio degli stranieri aderisca alle iniziative e progetti indirizzate a contrastare le violenze contro le donne e a tutelare chi ha subito questo genere di abusi. La discussione su questo ordine del giorno nasce probabilmente dopo quella pubblicità mediatica che mette in primo piano questo problema degli stupri, basandosi su quanto i media presentano sembrerebbe che in quest’ultimo periodo vi sia stato un incremento di violenze nei confronti delle donne, mentre invece, da quanto io ho potuto costatare personalmente andando ad un convegno della polizia, insieme al Consigliere Khalid, questo genere di reati è in netta diminuzione. Io credo che nella società odierna vi è più sicurezza rispetto al passato. Per alcuni reati vi è infatti un calo vertiginoso. Seguendo questa propaganda mediatica si cade nel portare avanti questo genere di dibattiti che si basano sugli allarmismi promossi dai media, ma che non rispondono alla realtà dei fatti. Naturalmente questo problema della violenza sulle donne è di fondamentale importanza, ma è un problema che è sempre esistito, non si è aggravato a seguito dello sviluppo dei flussi migratori. Sicuramente è necessario trovare degli strumenti per contrastare questo problema, perché, anche se l’Italia è uno degli otto paesi più industrializzati del mondo, questo reato è ancora presente e la donna non è ancora trattata alla pari dell’uomo. La battaglia è quindi lunga, tuttavia questa propaganda mediatica è sviante, mentre bisognerebbe ragionare e approfondire alcuni aspetti che non sono analizzati dall’informazione mediatica. Mi piacerebbe su questo tema tornare a discutere, in modo che noi, come Consiglio degli stranieri, possiamo pensare di proporre delle iniziative al riguardo. PRESIDENTE: Grazie Consigliera Basic Sanja. Prego, Abid Hassan prego. CONSIGLIERA ABID: Condivido l’ordine del giorno che tratta della violenza sulle donne. Immaginiamo, per esempio, se uno straniero togliesse il velo ad una suora cattolica, credo che sia una violenza nei suoi confronti e per il suo credo. Io come mussulmano non condividerei questo gesto, anche perché quando sono sbarcato in Italia io ho trovato aiuto proprio da parte della Chiesa. Io credo che quello che fa la Santanchè sia vergognoso, voler strappare il velo di dosso ad una donna musulmana credente è anche questa violenza. Inoltre, condivido quello che ha appena detto il consigliere Khalid Saoui sul fatto che in televisione anche per vendere una bottiglia d’acqua la pubblicità fa uso di donne seminude. Io ho sentito, con piacere, dire dall’ex Presidente del Governo italiano, romano Prodi, che una donna araba di religione musulmana quando la vediamo con il velo è più bella di quando la vediamo senza velo. Io credo, come ha detto la Consigliera Hayat,che il velo non sia un obbligo portarlo, che non sia un’imposizione del marito o del padre della donna, ma una sua scelta. In questa sala del Consiglio la stessa Consigliera Hayat di religione musulmana non porta il velo e noi la rispettiamo per la sua scelta. Credo che appunto noi stranieri abbiamo molti altri problemi molto più importanti ed urgenti da dover risolvere e che la questione del velo sia veramente di secondaria importanza. Grazie. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Abid Hassan. Prego, Consigliere Soriano. CONSIGLIERE SORIANO: Credo che sia inaccettabile quello che è stato detto in Provincia, ovvero che il 95% dei reati contro le donne viene commesso dagli stranieri. Non credo che questo sia giusto. Anch’io che sono cristiano trovo che questo sondaggio non sia giusto e veritiero. Tuttavia, è stato anche detto che i reati contro le donne sono causati anche dalla droga e dall’alcolismo, oltre ad un abbigliamento spesso provocante delle donne stesse. Credo Perciò che sia un problema sociale, sia compito della polizia o della polizia giudiziaria risolverlo. PRESIDENTE: Grazie Collega Soriano. Prego. Sanja Basic. CONSIGLIERA BASIC: Io non sono d’accordo con l’affermazione per cui un uomo non sia in grado di controllarsi di fronte ad una donna vestita in modo provocante, in quanto un uomo non è fatto di solo istinto. L’uomo deve imparare a tenere a freno certi istinti e imparare a controllarsi, perché certe azioni non sono comunque giustificabili. Bisogna iniziare a parlare di autocontrollo. Anche un bambino a cui non è stato insegnato l’autocontrollo potrebbe, in preda alla rabbia, spaccare la testa ad una persona, pertanto credo che l’autocontrollo è possibile insegnarlo come tante altre cose. Questo rientra appunto in uno di quei comportamenti da insegnare agli uomini. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Prego, Consigliere Khalid Saoui CONSIGLIERE SAOUI: Io sono d’accordo con quanto detto dalla collega Basic, in quanto giustificare questo tipo di violenza amputando la colpa all’abbigliamento di una donna credo che sia scorretto e che sia un’argomentazione debolissima. Ogni uomo deve comportarsi in ogni situazione in modo civile. Non mi sembra che le mogli che subiscono violenze sia provocanti. E’ da precisare che il 90% delle violenze si verificano all’interno delle mura domestiche e quindi la questione dei “è stata lei a provocare” è una un’argomentazione assolutamente da respingere. Tutte le persone possono avere degli istinti, possono avere delle emozioni, ma esiste anche la ragione. Anch’io quando passo davanti a una banca e sono al verde mi piacerebbe mettere in tasca 100 mila euro, ma non certo mi metto a svaligiare una banca, so benissimo che questo è un reato. Pertanto, giustificare questo tipo di azioni violente contro le donne affermando che è colpa delle donne stesse, da come sono vestite in maniera provocante, la ragione di questi reati credo che sia un’argomentazione molto ridicola. PRESIDENTE: Prego, Vicepresidente. VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO: I colleghi hanno già esaurito gli argomenti, ma io vorrei soffermarmi a parlare della cultura islamica. Spesso l’immigrato è additato dai mass-media come criminale e questa scelta mediatica è frutto di una scelta precisa per accattivarsi l’audience o per fare notizia. Nel mio paese, il Pakistan, la donna è super tutelata, io provengo da un paese di cultura islamica, dove non ci sono donne con il burka, anzi oserei affermare il 90% – 95% delle donne non portano nemmeno il velo sulla testa. Quindi non si tratta di violenza, ma di una strumentalizzazione nei confronti degli immigrati. Per la mia cultura islamica, è assolutamente considerato indegno un uomo che fa del male ad una madre o una sorella. Per questo credo che la donna nel mio paese sia super tutelata. Io vivo in Italia ormai da diversi anni e non ho mai visto da parte dei miei parenti violenze nei confronti delle loro parenti. poi è da parecchio tempo che vivo qua in Italia, e anche qui dai miei parenti. Naturalmente ci sono le eccezioni, perché logicamente le dita di una mano sono cinque e in ogni paese esistono le persone di tutti i tipi e di tutti i colori. Comunque, io credo che c’è una strumentalizzata dallo Stato e dalla politica italiana. Magari molte persone italiane che hanno conosciuto di persona persone di origine straniera hanno cambiato opinione, non facendosi influenzare e manipolare da quanto affermato dai mass-madia. Ci sono molte persone che invece credono quello che a loro viene fatto vedere.. PRESIDENTE: Consigliere El Youssoufi. Si prepari il Consigliere Malick. CONSIGLIERE EL YOUSSOUFI: La violenza sulla donna nel mondo arabo islamico esiste, non è comunque da ignorare. Sarà un 49%, non credo che sia una cifra piccola. Il Marocco è un paese islamico in cui la donna è molto emancipata, tuttavia le donne che subiscono più violenze sono proprio quelle più istruite ed emancipate. Non è corretto dire che non esiste nessun tipo di violenza del marito nei confronti della donna nel mondo, perché questa violenza esiste ed è innegabile. L’uomo arabo mantiene sempre un atteggiamento di potere verso la donna, anche se l’uomo è colto ed istruito questo retaggio culturale di stampo patriarcale è ancora presente. Questo è un problema da non sottovalutare, ma che è necessario risolvere. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Consigliere Malick. CONSIGLIERE MALICK: io credo che sia importante trovare delle strategie per evitare che le donne possono essere violentate nelle case,dai genitori, dai mariti e dai fidanzati. Bisogna trovare un modo che le donne per cui vi sia più rispetto nei confronti della donna. Dobbiamo trovare un modo per fa sì che queste donne trovino il coraggio di denunciare queste violenze, di uscire di casa e affrontare il problema. Questo problema non riguarda solo la donna araba, ma tutte le donne del mondo.. Le donne devono trovare il coraggio di uscire senza essere più dipendenti dall’uomo. È una lotta culturale, ma è necessario combatterla per i nostri figli, per le generazioni future. Dobbiamo fare delle iniziative dove i genitori cerchino di far capire ai loro figli le difficoltà che vi sono per raggiungere l’integrazione e per interagire in modo pacifico. Interagire non è semplice. Bisogna realizzare delle iniziative e discutere queste tematiche. Il potere dei media è sicuramente molto grande, quello che noi possiamo fare è trovare dei luoghi presso i nostri comuni in cui si possono creare degli spazi di socializzazione. I bambini escono da casa e devono avere un luogo dove giocare, dove poter socializzare con gli altri bambini. Finché sono in casa i bambini sono obbligati a vedere la televisione che trasmette programmi spesso diseducativi, mentre è più educativo che i bambini possono giocare fuori all’aperto ed interagire con gli altri bambini sia autoctoni che stranieri. I programmi televisivi non danno nessuna indicazione. Sarebbe invece molto costruttivo per i bambini che vi fossero degli spazi del comune gestiti da dei mediatori culturali in cui i bambini possano apprendere dei valori positivi e delle indicazioni corrette. Grazie. PRESIDENTE: Consigliere Qasim Abbas. CONSIGLIERE SYED QASIM: Io chiedo scusa se forse le mie affermazioni precedenti possano essere sembrate non generalizzabili per tutte le culture e tutti i paesi. Io ho portato avanti la mia esperienza di vita che si riferisce specificatamente alla mia cultura. Spesso la religione islamica è interpretata in modo diverso da paese a paese e viene adeguata alla cultura e alle tradizione di ogni popolo. Io non ho avuto l’opportunità di visitare paesi in cui vige una cultura araba e sono molto addolorato se in questi paesi sono presenti queste forme di violenze. Grazie. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Prego, Consigliere Saoui Khalid. CONSIGLIERE SAOUI: Io sono marocchino, ma personalmente non ho mai assistito a questo genere di violenze sulle donne. Spesso veniamo a conoscenza che vi sono queste violenze dai mezzi di informazioni, ma vi sono molte donne che subiscono delle violenze ma non le denunciano perché hanno paura di essere macchiate a vita. Questo genere di crimini recano un forte sentimento di umiliazione alla donna che li subisce. Sono degli atti così devastanti devastano per la loro esistenza che molte persone cercano di rimuoverli, anche se violenze di questo tipo una persona se li porta dentro fino all’ultimo giorno della sua vita. Questa è la ragione per cui molte donne non denunciano queste violenze. La collettività ha tutto da guadagnare dalla denuncia di una donna, perché deve interrogarsi, deve promuovere leggi, iniziative culturali., ma la persona che subisce questo tipo di violenza prova a fare di tutto per rimuoverla, nasconderla, perché è qualcosa che devasta la dignità della persona, la sua esistenza, spezza i suoi pensieri, le sue certezze. Questa è la ragione per cui nessuno di noi ha mai assistito o sentito dire da un amico o da una amica “ho subito violenza”. Tuttavia, è un dato evidente che purtroppo tutte le società hanno un tasso molto alto di violenza nei confronti delle donne. PRESIDENTE: Grazie Consigliere Saoui Khalid. Faccio un commento anch’io su questo ordine del giorno questa volta in qualità di Consigliere.. Spesso quando si parla di donne, di violenza alle donne, la maggioranza delle persone pensa agli stupri, perché è quello che colpisce di più, che è più eclatante, è quello che ha una risonanza più forte dal punto di vista mediatico, ma anche nel confronto politico. Tuttavia, io credo che sia importante anche valutare le violenze che non si vedono, che non si sentono e che sono ancora più atroci e profonde, delle quali non si riesce mai a parlarne perché è difficile parlare di sofferenze e violenze, cioè violenze che possono essere di carattere economico e sociale, che sono ancora più profonde e che diventa sempre più difficile affrontare e discutere. Bisogna cercare di trovare una risposta d’intervento e un aiuto nei confronti delle persone che subiscono violenze. Ci sono persone che sono soggette a diverse violenze, ma fanno fatica a denunciarle perché dall’altra parte non esiste nessun’altra alternativa che possa permettere loro di avere la possibilità di emanciparsi. A quel punto, diventa quasi d’obbligo accettare la violenza perché è l’unica via, l’unica possibilità che ha quella donna di poter andare avanti. Certamente esistono anche altre violenze, meno eclatanti perché sono violenze che rimangono tra le mura domestiche e sono di carattere psicologo e sociale. Credo che sia fondamentale l’aspetto che riguarda la violenza connessa alla sfera religiosa, in particolare per quanto riguarda l’Islam. Guardate che la violenza alle donne è internazionale e non ha nessuna giustificazione politica, culturale. Non è direttamente connessa al mondo arabo. Inoltre, in mondo arabo è molto eterogeneo ed è necessario anche non fare delle indebite generalizzazione che riguardano ogni paese. Inoltre, è importante distinguere la religione dalla tradizione. Quest’ultimo tema è infatti molto difficile da affrontare, perché se un aspetto è di tipo religioso allora deve essere affrontato attingendo dai vari libri sacri, mentre spesso alcuni comportamenti non conseguenza di dettami di tipo religioso, ma sono frutto di retaggi culturali che rispecchiano le tradizioni arcaiche di un popolo. E’ sbagliato credere che se una donna subisce una violenza, questo gesto possa essere giustificato facendo ricorso alla religione, diventando un obbligo dal punto di vista teologico, mentre è in realtà un comportamento criminale contro la dignità della persona. Quando si parla di islamismo, e di questo me ne dispiace, si parla spesso di nuova emancipazione, bisogna fare attenzione perché bisogna vedere anche un po’ la storia del mondo islamico. Nel periodo pre-islamico il ruolo della donna era molto particolare, l’uomo andava in giro, a caccia, andava in giro a conquistare altre terre,mentre alle donne spettava di lavorare e mantenere la famiglia. Era quindi ridotta in schiavitù. Con l’avvento dell’Islam la donna ha acquisito maggiori diritti e si è dedicato prettamente alla cura della casa, non occupandosi più di dover lavorare. Inoltre, volevo precisare che per l’Islam il pellegrinaggio rappresenta la massima vicinanza alla religione. Esiste quindi un percorso ben preciso che, se non viene fatto, viene annullato il pellegrinaggio. Ora, quel passaggio riguarda la moglie di Abramo, cioè di una donna, proprio nella conclusione del proprio pellegrinaggio. Se quella parte non viene fatta, viene annullato il pellegrinaggio. Attenzione stiamo parlando di un passaggio più importante della massima sacralità; figuriamoci del resto. Per quanto riguarda la violenza delle donne nel mondo islamico è da sottolineare che la “colpa” non è esclusivamente al 100% solo dell’uomo, ma anche da una intera condizione sociale, condivisa anche da alcune donne, che stabilisce le regole a cui la donna deve attenersi. Il lavoro deve essere fatto, quindi, in maniera trasversale sia sulle donne che sugli uomini. Questo secondo me è fondamentale sia dal punto di vista culturale che di sensibilizzazione. Poi mi auguro che in questo Consiglio, nei prossimi giorni, si affronti questo tema. Sono veramente contento che oggi ci siano affrontati questi temi molto importanti che spesso in politica non vengono invece trattati. Sono d’accordo con l’idea che sia la donna ha provocare l’uomo sia assurda. Non è il modo di vestire di una donna che può darti il diritto a violentarla. Poi per quanto riguarda l’aspetto del burka, personalmente sono contrario, anche per quanto l’aspetto religioso non vi è nessun obbligo che impone la donna ad indossare questo capo di abbigliamento. Nella religione si dice che la donna deve evitare qualsiasi indumento che crea attenzione, quindi non deve essere stracoperta, tanto da non riconoscerla, ma non deve andare neanche nuda, ovvero dovrebbe evitare indumenti che attirino su di sé attenzione. Se una donna è stracoperta con il burka, certamente provoca, nel senso che non è che provoca in termini sessuali ma provoca perché è una cosa strana. Inoltre, una persona che indossa il burka non è riconoscibile, non è facile capire neanche se sotto il burka c’è un uomo o una donna. Quindi secondo me il fatto degli indumenti va affrontato, ma non solo in termini di slogan politici, proprio come allarme sociale e culturale che deve essere trasversale, cioè deve unire tutti nel combattere la violenza. Attenzione, perché se stiamo parlando della violenza degli stupri, sono quelli più eclatanti, ma esistono altre violenze che sono ancora più nascoste, che non si vedono. Per non parlare poi anche del sistema italiano, ma anche di quello internazionale, dove tutta la famiglia viene retta dal padre, anche per quanto riguarda l’aspetto della cittadinanza che discende direttamente dal capo famiglia. Per quanto riguarda gli stranieri, l’ottenimento della cittadinanza dipende sia dal marito che dalla permanenza della stessa moglie, ma dipende anche dai permessi di soggiorno. Se vogliamo affrontare il tema della violenza sulle donne in maniera esaustiva dobbiamo prendere in considerazione tutte le sue articolazioni. Chiudo in veste di consigliere e di Presidente, ringraziandovi, ma ci tenevo a comunicarvi la mia opinione su questo ordine del giorno. Prego Consigliere. CONSIGLIERE SAOUI: Voglio fare una precisazione su quello che ha detto il Presidente sulla famiglia, sulla madre, la sorella e la suocera, sperando di aver capito bene. Se ho capito bene, nelle famiglie tradizionali ha un peso rilevante il ruolo delle donne più anziane nell’educazione della donna più giovane che deve imparare a sottostare ad alcune regole. Nella sottomissione della donna contribuiscono, a loro volta, altre donne. Abbiamo visto delle donne a Napoli che scendono in piazza per difendere i mariti pedofili; abbiamo assistito alla mamma di Hina, la ragazza pachistana; abbiamo sentito la mamma di Sanaa. Quindi sono quegli esempi di donne che si trovano a dover contribuire a quella violenza ma da vittime, perché è la situazione della mancata autonomia a farle agire in questo modo, la loro totale dipendenza nei confronti dei mariti. È ovvio che è un aspetto che va risolto, ma va risolto non solo andando a convincere l’uomo che non deve violentare, ma anche la donna a non partecipare nel processo di lotta alla violenza alle donne, tenendo presente che la prima e l’ultima persona in questa faccenda vittima è sempre la donna. PRESIDENTE: Grazie consigliere Saoui. Quello che ha detto lei è quello che avevo cercato di esprimere nel mio precedente intervento. Prego, Abid Hassan.. CONSIGLIERE ABID: Il secondo ordine del giorno di questa seduta riguarda la violenza sulle donne. Si può affermare che possa essere possibile che questa violenza sia il frutto della crisi economica. Spesso l’indigenza economica può essere la spinta a commettere queste azioni. In genere, quando insorgono problemi economici parallelamente si sviluppano anche violenze nei confronti delle donne e dei bambini. In qualità di musulmano mi sento di dire il Corano non insegna la violenza contro le donne, ma l’integrazione civile e il rispetto. Ritengo di poter sostenere che nessuna cultura è migliore nel combattere la violenza per vivere insieme in pace. Grazie. PRESIDENTE: Passiamo alla votazione. Dichiaro aperta la votazione. VOTAZIONE Il Presidente del Consiglio, accertato che sono presenti n. 14 Consiglieri, dà inizio alla votazione: scrutatori i Consiglieri El Youssoufi Hayat, Malick Kaire, Abid Hassan Il Presidente, pertanto, sottopone al voto del Consiglio l’approvazione della delibera di surroga che viene approvata con la seguente votazione, resa in forma palese: Presenti 14, favorevoli 14, nessun contrario, nessun astenuto, il Consiglio approva. PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la votazione. L’ordine del giorno è approvato. Prego, Consigliere. CONSIGLIERE GUEYE MALICK: Volevo parlare dell’adesione del Consiglio al Film Festival. Le chiedo Presidente vuole illustrare gli altri Consiglieri di cosa si tratta. PRESIDENTE: Per quanto riguarda l’adesione del Consiglio degli Stranieri come giuria al Film Festival “Terra di tutti”vi arriverà una comunicazione via e.mail in cui verrà delineata anche i componenti che faranno parte della giuria. Invito a chiunque voglia farne parte di comunicarcelo. Ignacio, Malick, Soriano e Sanja hanno già espresso la loro disponibilità a voler partecipare. Per quanto riguarda il regolamento interno aspetto i nomi delle persone che vogliono partecipare come commissione. Ringrazio tutti.