Istituto San Massimo, Verona
LLP Lifelong Learning Programme
Progetto Europeo Grundtvig
Bisogni educativi speciali a scuola
Guida per i genitori
Testi a cura di
Andrea Bertagnoli
Marinella Dianora
Laura Di Paola
Coordinatore del Progetto
Claudio Colabianchi
Progetto grafico
Nicola Vinci
Editing
Claudio Colabianchi
Questo progetto ha il supporto della Commissione Europea. Il contenuto riflette solo le opinioni dell’autore e la Commissione Europea non può essere in
nessun modo responsabile per le informazioni fornite.
Progetto Grundtvig
LLP Lifelong Learning Programme
Partenariati Multilaterali biennali 2009-11
2009-1-LT1-GRU06-01472-2
Sviluppare le abilità di gestione e supporto dei genitori con figli disabili.
Developing advocating and lobbying skills of parents of people living with mental
disability.
Si ringraziano Maria Giannuzzi e tutti coloro che, anche indirettamente, hanno contribuito alla realizzazione di questo opuscolo.
“Possa la strada aprirsi libera e lieve di fronte a te,
possa una brezza gentile soffiare alle tue spalle,
possa il sole splendere sempre sul tuo viso”
dedicato a Luca, Sabrina, alla Coccolona, a Simone,
a Diego e...
a GianLuca e Vilma
che ci hanno lasciato troppo presto
Maybe we’ll disappear
It’s not that we don’t know
It’s just that we don’t want to care.
Under the bridges
Over the foam
Wind on the water
Carry me home.
(Crosby, Nash)
Indice
Presentazione
Prefazione
Introduzione
6
7
11
Capitolo 1
Normativa sulla disabilità: “un cantiere ancora aperto...” 13
Capitolo 2
Vademecum per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità
2.1 L’attestazione di alunno con disabilità
ai sensi della Legge n. 104/92
2.2 La Diagnosi Funzionale (DF) e il Profilo Dinamico
Funzionale (PDF)
2.3 Il Progetto Educativo Individuale (PEI) 2.4 La formazione delle classi
2.5 L’assegnazione dell’insegnante di sostegno 2.6 L’assistente di base 2.7 L’assistente per l’autonomia o la comunicazione 2.8 Il trasporto scolastico 2.9 L’esonero dalle esercitazioni pratiche di scienze motorie 21
21
22
23
25
25
26
26
27
27
Capitolo 3
Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) elaborato dal CTI
di Verona Ovest
3.1 Criteri adottati nella compilazione del Pei
3.2 La struttura 29
29
29
Appendice 1
1 Risultati del sondaggio d’opinione elaborato
nell’anno scolastico 2009-2010
2 Scadenzario degli adempimenti scuola-famiglia
33
41
Indirizzi, link e numeri di telefono
dei Servizi e delle Associazioni Sitografia 45
57
Appendice 2
Outsider Art 61
Presentazione
Come è noto, la legislazione italiana nell’ambito dell’handicap è particolarmente ricca e l’alunno diversamente abile da anni frequenta la scuola come istruzione obbligatoria con gli altri compagni normodotati.
Tutti siamo d’accordo sull’inserimento, ma sappiamo di dover lavorare perché l’integrazione si attui effettivamente.
Per l’alunno certificato si tratta di promuovere lo sviluppo individuale partendo da una diversità, usando i metodi più adeguati per portare ciascun alunno al suo maggiore sviluppo possibile.
L’obiettivo finale è che l’alunno possa produrre qualcosa con le sue
mani e con la sua testa.
Il presente lavoro “Guida per i genitori. Bisogni educativi speciali
per i genitori” vuole essere di aiuto per i genitori di questi alunni.
Giugno 2011
Il Dirigente scolastico
Giuseppe Venturi
Prefazione
Linee generali dei Progetti Europei di apprendimento
continuo LLP
OBIETTIVI GENERALI DEL PROGRAMMA LLP
PRIORITÀ STRATEGICHE
1. Aiutare i discenti a sviluppare competenze trasversali come quelle
sociali, civili, culturali e interculturali e rinforzare l’autostima dei
genitori e la loro completa realizzazione.
2. Migliorare ed approfondire l’identificazione dei bisogni dei genitori
dei disabili mentali e sviluppare le loro abilità di gestione e di supporto.
3. Promuovere la formazione e la cultura linguistica e civile dei cittadini adulti emarginati e migranti.
Obiettivi specifici
1. Creare una rete di Stati europei per sviluppare le abilità di gestione e
supporto dei genitori con figli disabili, costituita da Organizzazioni
Non Governative formate dagli stati di: Lituania Germania, Ungheria, Romania e da un’istituzione pubblica italiana: Istituto San Massimo-Verona.
2. Facilitare lo scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche metodologiche.
3. Migliorare le abilità di base dei genitori per realizzare una maggiore
inclusione e comunicare costruttivamente; incitare ad una maggiore
| Bisogni educativi speciali a scuola
tolleranza e alla consapevolezza delle diversità e identità culturali e
sociali.
4. Perseguire il coinvolgimento attivo di professionisti, esperti, assistenti sociali, rappresentanti delle comunità locali allo scopo di disseminare e trasferire esempi e buone pratiche del progetto verso altri
genitori e organizzazioni, istituendo una rete, producendo pagine
web e documentazioni per facilitare lo scambio e la diffusione di
conoscenze ed esperienze.
I cardini dei progetti europei ‘Lifelong Learning Programme (LLP)’
– ‘Programma di apprendimento permanente’ – si basano sul principio
elementare che ‘più ci si confronta più si impara e, in seguito, si migliora’. È risaputo da sempre che il ricercatore, lo ‘studente peregrinus’ che
nel Medioevo va di accademia in accademia per accrescere la sua conoscenza, per ampliare la sua visione del mondo e superare i pregiudizi, fa
esperienza a vari livelli e si arricchisce culturalmente.
Anche i docenti delle scuole si formano alla stessa maniera. La finalità dei progetti europei Grundtvig è proprio quella di costituire una rete,
confrontarsi, analizzare, valutare, condividere e scambiare esperienze,
metodologie e procedure per approdare ad un modello comune tra gli
stati membri sull’educazione e sulla formazione degli adulti.
In particolare il progetto Grundtvig in oggetto, a cui aderisce il nostro istituto insieme ad altri quattro paesi europei tra i quali Lituania,
Germania, Ungheria e Romania, è basato sulla metodologia della ‘ricerca azione’ e sui ‘case studies’; esso si configura, pertanto, come una
ricerca non teorica, non riassuntiva di altri libri, ma, al contrario, come
una ricerca scientifica fatta sul campo che coinvolge attori sociali.
I presupposti si rifanno alla Costituzione Italiana e alla Convenzione
ONU del 2006 che promuovono la salvaguardia delle pari opportunità
di tutti i cittadini, con l’obiettivo di migliorare le condizioni delle persone disabili.
Prima della stesura della presente guida sono stati somministrati dei
sondaggi d’opinione progettati insieme ai patner europei al fine di individuare i bisogni dei genitori di figli con disabilità.
In una fase successiva il team di insegnanti aderenti al progetto
Guida per i genitori | Grundtvig ha redatto il presente manuale sulla base delle esigenze e delle
problematiche emerse dai questionari.
È bene sottolineare il fatto che, fra gli stati aderenti al progetto Grundtvig, solo l’Italia ha promosso un programma di integrazione scolastica
e iniziative di inclusione avanzati; al contrario negli altri stati europei
esiste un sistema a maggioranza con scuole speciali con rari casi di scuole ordinarie dove si sperimenta l’integrazione.
In questo progetto, solo l’Italia è rappresentata da una scuola pubblica statale, mentre gli altri partner europei rappresentano organizzazioni
e associazioni non governative a cui il cittadino si rivolge di propria
iniziativa in caso di bisogni specifici.
Ne consegue il grande interesse e la curiosità di conoscere il nostro
sistema da parte dei partner europei.
Queste Organizzazioni Non Governative cercano di ‘sopravvivere’
come istituzione mediante appelli e petizioni indirizzate ad organismi
governativi centrali o locali allo scopo di ottenere finanziamenti.
Il fattore economico, peggiorato a seguito della crisi internazionale
del 2010-11, risulta essere il principale ostacolo per poter attivare la loro
opera di supporto alle famiglie con figli disabili.
Le differenze tra le istituzioni aderenti al progetto non riguardano
solo la diversa tipologia di organizzazione che esse rappresentano, ma
anche le diverse modalità di approccio alla tematica affrontata nel corso
del progetto. Ad esempio, i partner ungheresi si soffermano prevalentemente sulla sindrome di autismo; l’associazione lituana sull’integrazione
lavorativa. La peculiarità della nostra scuola, invece, è quella di avere
come fine primario il successo formativo e l’istruzione in un contesto
di inclusione sociale e di offrire un adeguato orientamento per percorsi
brevi, medi o lunghi nella scuola secondaria di II grado.
Nel corso del meeting effettuato in Germania è stato possibile constatare che alcune scuole di Weimar utilizzano strutture, metodologie
e tecnologie all’avanguardia. Ciò è il riflesso di una solida situazione
economica e politica, di uno spiccato senso civico e sensibilità sociale
verso le tematiche legate alla solidarietà e al mutuo aiuto.
Altri stati dell’Europa orientale, invece, lamentano le promesse mancate delle amministrazioni governative centrali e periferiche; lo stato di
difficoltà e povertà di certe famiglie, anche solo negli spostamenti da ca-
10 | Bisogni educativi speciali a scuola
sa – spesso situata in zone rurali – verso la città, dove si trovano i centri
che forniscono supporto medico, terapeutico e riabilitativo.
Ne consegue che, a tutt’oggi, in mancanza di un minimo e adeguato
supporto per le famiglie, l’unica alternativa percorribile, loro malgrado,
risulta essere quella di tenere in stato di quasi totale segregazione la persona bisognosa.
Claudio Colabianchi
Introduzione
Questo opuscolo è stato ideato per essere una guida rivolta ai genitori degli allievi che necessitano di attenzioni speciali.
L’intento è quello di fornire un orientamento e un aiuto alle famiglie
per fare loro conoscere e approfondire non solo la normativa in materia
di disabilità, ma anche gli aspetti organizzativi e le risorse disponibili
nella struttura scolastica frequentata dai propri figli.
Fine ultimo vuole essere quello di tutelare i diritti dei genitori con
figli diversamente abili e di offrire loro più possibilità di compartecipazione nel processo educativo e di integrazione sociale ed educativa
nell’ottica di co-costruzione di un progetto di vita adeguato.
Probabilmente, per quanto riguarda il rapporto tra disabilità e sistema scolastico, l’Italia ha rappresentato e rappresenta ancora uno scenario particolare, molto importante e forse unico.
Il problema dell’inserimento sociale delle persone con bisogni speciali è stato posto in Italia a partire dagli anni settanta all’interno di un
contesto culturale che risentiva dei movimenti di uguaglianza, solidarietà e di tolleranza nei confronti del ‘diverso’, tipici di quel periodo.
Basti pensare alla Comunità di Capodarco di Fermo, all’operato di Don
Lorenzo Milani a Firenze e alle importanti riforme psichiatriche fondate
su “rapporti umani rinnovati” da parte di Franco Basaglia a Trieste.
A partire dagli anni novanta i provvedimenti legislativi intrapresi
si accompagnano ad un’azione di forte sensibilizzazione dell’opinione
pubblica.
Più in generale, possiamo dire che l’Italia è sempre stata considerata
tra i paesi più avanzati nel campo dell’affermazione dei diritti delle per-
12 | Bisogni educativi speciali a scuola
sone disabili. Pietra miliare è indubbiamente la Legge 5 febbraio 1992,
n. 104. Questa normativa, infatti, ha inteso garantire il pieno rispetto
della dignità e i diritti di libertà e di autonomia del disabile come persona. Essa non riguarda solo la scuola ma abbraccia diversi aspetti sociali.
In materia scolastica l’obiettivo principale di questa legge è l’integrazione dell’allievo nel contesto sociale “normale” e non in un’area protetta o “speciale”. La normativa prevede un insegnante particolare, cioè
“l’insegnante di sostegno”, che lavora assieme agli insegnanti disciplinari per raggiungere l’obiettivo sopraccitato.
Il tutto parte dall’approccio culturale volto a considerare la disabilità
interconnessa ai fattori contestuali cioè, per dirla con le parole della
Convenzione Onu, “la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali che
impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base
di uguaglianza con gli altri”.
Gli obiettivi da raggiungere non sono sempre facili e uno dei tentativi di questa guida vuole essere proprio quello di fornire supporto ai
genitori nell’attuare un ambizioso processo educativo e di integrazione
sociale prefigurando un futuro occupazionale per i propri figli.
Andrea Bertagnoli
Capitolo 1
Normativa sulla disabilità:
“un cantiere ancora aperto...”
di Laura Di Paola
“... non è negando le differenze che si combatte
il bisogno della norma, ma modificando
l’immagine della norma...”
(Giuseppe Pontiggia)
La cultura dell’integrazione scolastica, sociale e poi lavorativa di
alunni e alunne diversamente abili è uno dei compiti più complessi e
ardui per chi opera nella scuola. Ma, come ogni dimensione complessa,
necessita di essere continuamente sostenuta affinché progredisca, si confermi, trovi elementi strategici e operativi efficaci.
Il soggetto diversamente abile, difatti, è colui che continua ad interrogare la scuola nei termini di atteggiamenti, strategie formative, modalità
didattiche, strumentazioni, tipologie di verifiche che possano garantire
all’individualità il pieno, concreto e non solo formale diritto allo studio.
L’itinerario dell’integrazione dei diversamente abili nella ‘scuola di
tutti’ ha trovato negli ultimi decenni un efficace aiuto nella legislazione.
Quest’ultima ha avuto il compito di spronare verso idee pedagogiche
più rispondenti ai bisogni di sviluppo umano, di socializzazione e socialità dei soggetti con difficoltà.
Inoltre la legislazione ha indotto le famiglie, gli insegnanti in genere
e di sostegno in particolare, a porre maggiore attenzione nei confronti
di studi in grado di individuare modalità idonee e buone prassi, per
rispondere alle diverse esigenze educative di coloro che non riescono ad
usufruire pienamente dell’istruzione e dell’educazione scolastica.
14 | Bisogni educativi speciali a scuola
L’integrazione scolastica trova le sue radici giuridiche nei principi del
dettato costituzionale che hanno ispirato la legislazione e la normativa
di riferimento per chi si occupa del diritto all’istruzione delle persone
diversamente abili.
Art. 3 Principio di eguaglianza “formale” e “sostanziale”.
“[...] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Art. 34 Diritto allo studio è un principio garantito costituzionalmente.
“La scuola è aperta a tutti [...]”
Art. 38 Diritto all’educazione e all’avviamento professionale di inabili e minorati.
“[...] Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. [...]”
Nel 1971 con la Legge n. 118 Art. 28 si avvia il difficile iter per “l’inserimento dei bambini disabili nelle classi normali della scuola pubblica,
salvo i casi in cui i soggetti siano affetti da gravi deficienze intellettive
o da menomazioni fisiche tali da rendere molto difficoltoso l’apprendimento e l’inserimento.”
Ma siamo ancora lontani da una vera e propria ottica dell’integrazione in quanto la socializzazione dell’handicap senza una riorganizzazione della didattica, non è un’integrazione. Infatti, bisognerà giungere al
1974 per individuare un segnale più forte nella ricerca di una soluzione
al complesso problema dell’integrazione e alla CM dell’8/8/1975 perché
sia legalizzato l’inserimento degli alunni disabili nella scuola.
Nel 1977 la Legge n. 517 introduce le misure per l’integrazione e il
sostegno a favore degli alunni portatori di handicap inseriti nelle classi
normali, con un massimo di 20 alunni.
Si inizia a delineare l’immagine dell’insegnante di sostegno specializzato; si parla di assistenza da parte dei servizi socio-psico-pedagogici e di
programmazione individualizzata (PEI).
In particolare la CM n. 199 del 1979 sancisce l’attuazione dell’integrazione e la presenza ufficiale della locuzione “insegnante di sostegno
specializzato”.
Guida per i genitori | 15
Alcuni anni dopo, la Sentenza della Corte Costituzionale n. 215 del
1987 estende l’integrazione scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado.
Ma perché l’integrazione risulti efficace, non basta una scuola capace
di integrare. È necessaria anche una società nella quale la persona con
disabilità si senta riconosciuta nei suoi “diritti e doveri di cittadinanza”.
Da qui l’elaborazione di un nuovo testo di legge, la Legge n. 104 del
5 febbraio 1992, espressione di una più articolata e globale considerazione dei problemi che la persona con disabilità deve affrontare, sia in
età scolare sia durante tutto l’arco della vita.
La Legge quadro 104/92 segna un chiaro punto di demarcazione tra
l’inserimento e l’integrazione.
Essa ribadisce il principio dell’integrazione scolastica e sociale come
momento fondamentale per la tutela della dignità umana della persona
disabile, considerando tale persona come risorsa.
Un’integrazione, dunque, perseguita a due livelli: individuale e sociale. Individuale in quanto è necessaria un’attenzione specifica alla situazione del soggetto: solo così è possibile l’individuazione di obiettivi,
potenzialità, strategie capaci di sviluppare cambiamenti significativi; sociale, in quanto l’integrazione non si limita all’insegnamento e all’istruzione, ma all’educazione intesa come socializzazione, interazione, massimo sviluppo delle potenzialità residue e coinvolgimento delle agenzie
socio-formative.
In entrambi i casi è indiscutibile:
• la centralità dell’alunno nei processi scolastici;
• l’individualizzazione degli interventi didattici;
• l’accettazione del valore di tutte le intelligenze.
L’espressione “insegnante di sostegno” diventa così di uso comune;
ad esso spetta possedere competenze disciplianari, relazionali, metodologiche e didattiche.
L’insegnante di sostegno è dunque un insegnante specializzato, la cui
presenza è resa disponibile nella scuola solo nei casi in cui sia presente in
classe almeno “un alunno con certificazione di handicap” (come recita
la Legge n. 289 del 27 dicembre 2002).
Istituzionalmente egli partecipa a pieno titolo alla programmazione
educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza degli organi collegiali.
16 | Bisogni educativi speciali a scuola
In altre parole, si prospetta come risorsa competente e mediatrice e
non si limita al rapporto esclusivo con l’allievo in situazione di disabilità, ma lavora con la classe, così da fungere da mediatore tra l’allievo
disabile e i compagni, tra l’allievo disabile e gli insegnanti, tra l’allievo
disabile e la scuola.
La presa in carico dell’alunno diversamente abile da parte dell’insegnante di sostegno prevede due azioni strettamente correlate: conoscere
l’alunno e progettare il suo iter educativo, formativo e didattico.
La conoscenza dell’alunno prevede tre momenti significativi:
1. la presa visione della documentazione disponibile presso gli Uffici di
Segreteria:
Certificazione
Diagnosi Funzionale (DF)
Profilo Dinamico Funzionale (PDF);
2. la raccolta di informazioni attraverso colloqui specifici con la famiglia;
3. la conoscenza delle scelte organizzative della scuola.
Tali indicazioni sono di fondamentale importanza per realizzare un
Piano Educativo Individualizzato (PEI) quanto più rispondente alle esigenze dello studente.
Il DPR 24/02/94, “Approvazioni del testo unico delle disposizioni
legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni
ordine e grado”, rappresenta un prezioso ausilio e il miglior documento
(che si richiama alla legge quadro) quando si fa riferimento all’integrazione scolastica degli alunni in condizioni di disabilità.
In tale documento viene sottolineato il totale coinvolgimento dell’intera comunità scolastica nel processo di integrazione senza demandare qualsiasi compito all’insegnante di sostegno.
Difatti, per quanto la norma stabilisca che l’insegnante di sostegno
sia una risorsa finalizzata a promuovere differenziati processi di integrazione rivolti alla classe, ancora oggi tale figura professionale viene considerata e vissuta come “insegnante del bambino/alunno certificato”.
L’insegnante di sostegno è invece un docente fornito di formazione
specifica, assegnato alla classe per le “attività di sostegno” e collabora con
l’insegnante curricolare affinché, anche in sua assenza, venga garantito
allo studente con bisogni educativi specifici la tutela del suo diritto all’apprendimento.
Guida per i genitori | 17
Anche nel DM n. 226 del 27 giugno 1995 si evidenzia, infatti, la
“necessità che tutto il personale scolastico sia qualificato al fine di mettere in atto strategie e tecniche che consentano di realizzare una piena
ed effettiva integrazione scolastica”.
Con la legge n. 59/97 e il successivo decreto attuativo DPR 279/99
si parla per la prima volta di autonomia e delle istituzioni scolastiche.
Una delle novità più incisive che l’autonomia ha introdotto è stata la
flessibilità didattica, che ha permesso di suddividere la classe o la sezione
in sottogruppi, di attivare percorsi didattici individualizzati, aggregare
le discipline per ambiti e aree disciplinari, allo scopo di valorizzare le
diversità, di promuovere le potenzialità di ciascuno e garantire l’uguaglianza delle opportunità formative “a tutti”.
Il Dirigente Scolastico diventa garante dell’offerta formativa e figura
chiave per la costruzione di una scuola inclusiva.
Nel 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha approvato la nuova classificazione dell’ICF.
L’ICF (International Classification of Functioning Disability and Health) definisce la disabilità come una “condizione di salute in un ambiente
sfavorevole.” Inoltre ribadisce che “la disabilità non è un problema di
un gruppo minoritario all’interno della comunità, quanto piuttosto una
condizione che ognuno può sperimentare durante la propria vita. Tutti
possono trovarsi in una condizione di salute che, in un contesto ambientale sfavorevole, causa disabilità”.
La disabilità non è più definita come malattia o disturbo, ma come
una condizione generale tra la condizione di salute della persona e i fattori contestuali che rappresentano le circostanze in cui vive.
La classificazione può essere, infatti, uno strumento per rafforzare e
migliorare il lavoro sociale di rete, il confronto all’interno delle équipes
multidisciplinari, la collaborazione con le famiglie e con le comunità
locali, l’integrazione scolastica, la partecipazione e l’inclusione sociale
delle persone con disabilità (OMS, 2002).
Nelle nuove “Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con
disabilità”, che il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il 4 agosto del
2009, vengono fornite una serie di direttive per migliorare, nel rispetto
dell’autonomia scolastica e della legislazione vigente, il processo di integrazione scolastica degli alunni con disabilità e per garantire a quest’ul-
18 | Bisogni educativi speciali a scuola
timi e ai loro compagni un percorso che va oltre l’esperienza scolastica.
Esso è finalizzato alla costruzione di un vero e proprio progetto di vita.
Il documento è strutturato in tre parti:
• Parte 1: presenta una panoramica generale sulla legislazione italiana
e internazionale.
• Parte 2: considera i rapporti interistituzionali tra i vari enti in causa.
• Parte 3: si occupa delle pratiche scolastiche con particolare attenzione alla progettazione personalizzata e ai soggetti coinvolti nel processo di integrazione scolastica.
Esso è stato elaborato da Dirigenti, da esperti del MIUR e da Associazioni di disabili con l’intento di rilanciare il tema dell’integrazione
scolastica.
Si sottolinea, inoltre, come l’idea di scuola inclusiva debba essere
realizzata con la cooperazione e la collaborazione di tutte le istituzioni
coinvolte e non solo di una figura professionale specifica, quale l’insegnante di sostegno.
La mancata partecipazione di tutte le componenti scolastiche al processo di integrazione nonché l’assenza di una pianificazione puntuale e
logica degli interventi educativi e formativi, condurrebbe inevitabilmente ad un mancato sviluppo delle competenze dell’alunno negli apprendimenti, nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione.
Il nucleo fondamentale delle Linee guida consiste nel superamento
culturale della distinzione tra alunno normale (non certificato) e alunno
speciale (in quanto certificato).
L’ultimo riferimento in materia di disabilità fa riferimento alla Legge
n. 170 dell’8 ottobre 2010 “Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” approvato dalla Camera dei deputati ed
il Senato della Repubblica e promulgato dal Presidente della Repubblica.
Tale legge parte dal riconoscimento e dalla definizione di “dislessia,
disgrafia, disortografia e discalculia” come disturbi specifici dell’apprendimento e di seguito denominati “DSA” (Art. 1).
La diagnosi di tali disturbi deve essere effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici, e poi deve essere comunicata dalla famiglia alla
scuola di appartenenza dello studente.
È altresì compito delle scuole di ogni ordine e grado attivare interventi
tempestivi e idonei per individuare i casi sospetti di DSA degli studenti.
Guida per i genitori | 19
I dislessici certificati possono avvalersi di metodi alternativi di avvicinamento al sapere con le indicazioni richiamate nelle norme ministeriali.
Per bambini e ragazzi dislessici non si ritiene opportuno l’appoggio
di un insegnante di sostegno.
In realtà possiamo trovare anche soggetti certificati ai sensi della Legge n. 104 per i quali si sovrappongono alla dislessia altre diagnosi (ad
esempio un ritardo).
La legge per le persone con DSA prevede tra le finalità:
• garantire il diritto all’istruzione;
• ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
• favorire il successo scolastico;
• adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità
formative degli studenti;
• preparare gli insegnanti e sensibilizzare le famiglie;
• incrementare la collaborazione scuola-famiglia-servizi sanitari;
• favorire una diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;
• assicurare pari opportunità di sviluppo in ambito sociale e professionale.
Gli alunni con diagnosi di DSA hanno diritto a misure educative e didattiche di supporto e ad adeguate forme di verifica e di valutazione anche durante gli esami di Stato e nell’ammissione agli esami universitari.
Si definiscono compensativi nelle DSA tutti gli strumenti di informazione e formazione che utilizzano canali diversi rispetto alla funzione
sensoriale colpita.
Nel caso dei dislessici sono strumenti compensativi quelli che privilegiano il canale sonoro, visivo, cinestesico alla parola scritta.
Periodicamente tali misure di supporto sono sottoposte a monitoraggio, al fine di valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
“Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde “razza umana” non ignora le differenze, le omette in
un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo
il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza
una discriminazione sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza”.
(Giuseppe Pontiggia)
Capitolo 2
Vademecum per l’inclusione scolastica
degli alunni con disabilità
di Marinella Dianora
2.1. L’attestazione di alunno con disabilità ai sensi della Legge n. 104/92
Gli studenti con disabilità possono essere, su richiesta della famiglia,
certificati come alunni in situazione di handicap ai sensi della Legge n.
104/92.
Come procedere?
La famiglia richiede visita specialistica per l’attestazione di disabilità
presso l’ASL di competenza prima dell’iscrizione al primo ciclo di scuola, quando avviene l’ingresso nel mondo della scuola.
All’atto dell’iscrizione (che avviene nei primi mesi dell’anno precedente la frequenza, con scadenza determinata dal Ministero di anno in
anno: Febbraio/Marzo) la famiglia deve consegnare la certificazione di
alunno con disabilità, segnalando particolari necessità.
Qualora ciò non fosse stato fatto o il certificato fosse disponibile solo
in data successiva, si può procedere alla formale consegna dello stesso
anche durante il percorso scolastico.
In questo secondo caso, su richiesta della famiglia, il Servizio Specialistico dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Sistema Sanitario Nazionale avvia, da parte dell’Unità Multidisciplinare, la valutazione dello
stato di disabilità, richiedendo alla scuola una relazione dei problemi
evidenziati.
La certificazione redatta viene consegnata dall’Unità multidisciplinare alla famiglia affinché la trasmetta alla scuola.
22 | Bisogni educativi speciali a scuola
Tempistica:
La certificazione deve avvenire in “tempi utili rispetto all’inizio dell’anno scolastico e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione della richiesta” (art. 2 DPCM 185/2006).
2.2. La Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale
Cos’è?
La Diagnosi Funzionale permette di evidenziare non solo il tipo di
deficit ma anche le potenzialità di ciascun alunno con disabilità e le previsioni degli obiettivi da raggiungere a medio e lungo termine.
Chi redige la Diagnosi Funzionale?
Una volta attestato lo stato di disabilità ai sensi della Legge n. 104/92,
deve essere redatta la Diagnosi Funzionale, comprendente anche il Profilo Dinamico Funzionale, da parte dell’Unità Multidisciplinare Territoriale, affiancata da un esperto di pedagogia speciale designato dall’Ufficio Scolastico Provinciale e da un operatore esperto sociale in carico
ai Piani di Zona o agli Enti Locali competenti e ASL, in collaborazione
con la scuola e la famiglia.
Cosa fare nel caso di passaggio da un grado di scuola all’altro o in presenza
di condizioni nuove e sopravvenute?
La Diagnosi Funzionale deve essere riconsiderata in relazione all’evoluzione dell’alunno. Per eventuali nuove indicazioni di competenze professionali o di risorse strutturali l’Unità Multidisciplinare è affiancata da docenti
o operatori sociali che hanno già preso in carico l’alunno con disabilità.
Sarebbe opportuno che la famiglia consegnasse la nuova documentazione alla nuova scuola.
Tempistica:
La Diagnosi Funzionale è stilata in tempi utili per la redazione del
PEI, cioè entro il 30 luglio (in bozza da integrare entro le prime settimane di frequenza scolastica per gli alunni iscritti al primo anno di ogni
ciclo scolastico, a seguito della prima fase di conoscenza dell’alunno).
Guida per i genitori | 23
2.3. Il Progetto Educativo Individuale
Cos’è?
Il PEI – Progetto Educativo Individuale è il progetto di vita scolastica
di ogni alunno con disabilità. Nel presente documento vengono descritti
gli interventi predisposti per l’alunno con disabilità ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione (Art. 5 del DPR 24/2/1994).
Finalità:
La stesura del PEI ha come fine l’ organizzazione dell’azione formativa e riabilitativa in modo sinergico con il contesto sociale e scolastico.
Chi redige il PEI?
Il PEI viene redatto collegialmente da:
• gli insegnanti del Consiglio della classe frequentata dall’alunno;
• l’insegnante di sostegno (se già assegnato);
• i genitori;
• l’assistente all’autonomia e alla comunicazione (se presente/assegnato);
• gli operatori del distretto socio sanitario che hanno in carico l’alunno.
Contenuti:
Nel Pei sono presenti gli interventi diretti all’integrazione:
• i progetti didattico-educativo, riabilitativi e di socializzazione;
• le forme di integrazione tra attività scolastica ed extrascolastica;
• l’orario generale della scuola e dell’alunno con diverse abilità;
• l’organizzazione dei servizi di trasporto, mensa, sostegno, eventuale
assistenza, accompagnamento, riabilitazione;
• predisposizione delle strutture idonee;
• modalità, tempi e forme di collaborazione tra tutti i firmatari dell’Accordo di Programma;
• progetti di continuità;
• interventi diretti all’orientamento.
Parte integrante del Pei è inoltre la programmazione didattica individualizzata che costituisce il documento nel quale viene descritto il
percorso che si intende offrire all’alunno per lo sviluppo di competenze
sulla base delle sue potenzialità.
24 | Bisogni educativi speciali a scuola
Cosa fare nel caso di passaggio da un grado di scuola all’altro?
Il Dirigente Scolastico deve prendere accordi con la scuola che successivamente accoglierà l’alunno per garantire la continuità e la presa in
carico (trasferendo anche i relativi fascicoli). In questo caso il Pei deve
essere realizzato con la collaborazione dei docenti del ciclo precedente.
Tempistica:
Il Pei viene redatto entro la fine di novembre e, in casi eccezionali,
entro il mese di dicembre. Qualora l’insegnante di sostegno non sia stato nominato la redazione del Pei è a cura del Consiglio di Classe.
È verificato al termine di ogni anno scolastico. Può essere modificato
ed aggiornato ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità.
Ricordiamo che le famiglie degli alunni con disabilità contribuiscono alla progettazione del PEI.
Percorsi possibili
Pei differenziato
Per alcuni alunni con disabilità è possibile prevedere un Pei differenziato in funzione di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai Programmi Ministeriali. In tal caso, l’alunno con disabilità sarà sottoposto,
durante gli esami conclusivi del ciclo scolastico, a prove differenziate.
È importante sapere, a questo proposito, che nel caso di esami conclusivi del I ciclo scolastico (scuola secondaria di I grado) le prove differenziate, superate positivamente, potranno portare anche al riconoscimento del diploma di licenza media, mentre nel caso di esami conclusivi
del II ciclo scolastico (scuola secondaria di II grado), le prove differenziate consentiranno all’alunno di ricevere solo un attestato dei crediti
formativi acquisiti.
Pei per obiettivi minimi (solo per le scuole secondarie di II grado)
È possibile prevedere che l’alunno acquisisca gli stessi contenuti previsti dai Programmi Ministeriali, anche se in maniera semplificata. In tal caso l’alunno avrà la possibilità, comunque, di sostenere prove equipollenti
(non differenziate!), che gli permettano di usufruire di modalità e mezzi
Guida per i genitori | 25
più agevoli (per es. utilizzo del sistema di videoscrittura) e tempi più lunghi oppure una diversa struttura dei quesiti e dei compiti sui contenuti dei
programmi comunque svolti (per esempio quesiti a risposte multiple).
Qualora il Consiglio di Classe intenda adottare la valutazione differenziata deve darne immediata notizia alla famiglia fissando un termine
per esprimere un formale assenso. In caso di diniego da parte della famiglia, l’alunno può non essere considerato in situazione di disabilità (ai
sensi della Legge n. 104/92) ai soli fini della valutazione.
2.4. La formazione delle classi
Una volta ricevute tutte le iscrizioni degli alunni (presentate di regola prima dell’inizio della primavera antecedente l’anno scolastico), l’istituto scolastico procede alla formazione delle classi.
A tal fine, bisogna tenere conto di quanto previsto dal DPR n. 81
del 20 marzo 2009 che, pur avendo eliminato l’indicazione di un tetto
massimo di presenze di alunni con disabilità per classe, ha comunque
stabilito che le prime classi di ogni ordine e grado in cui sono presenti
alunni con disabilità devono essere, di norma, composte da un massimo
di 20 alunni.
È possibile ottenere lo sdoppiamento delle prime classi di ogni ordine di scuola frequentate da alunni con disabilità o la riduzione del
numero di alunni a non più di 20, elevabile al massimo a 22, ai sensi
dell’articolo 5, comma 2 del DPR n. 81/09.
A tal fine, il Dirigente Scolastico deve provvedere a inviare la richiesta di sdoppiamento all’Ufficio Scolastico Regionale che risponderà
entro il 30 luglio.
Va anche tenuto presente che dopo il 31 agosto la composizione di
una classe non può essere modificata.
2.5. L’assegnazione dell’insegnante di sostegno
In primavera, sulla base delle iscrizioni nella propria scuola, il Dirigente Scolastico è tenuto a richiedere al CSA (Centro Servizi Ammini-
26 | Bisogni educativi speciali a scuola
strativi) l’assegnazione complessiva per il proprio istituto di un adeguato
numero di insegnanti di sostegno, in base a quanto emerso per gli alunni con disabilità dalla diagnosi funzionale e dal Pei.
Prima dell’inizio dell’anno scolastico il Dirigente, dopo aver ricevuto
la comunicazione del contingente degli insegnanti di sostegno assegnato, procede alla ripartizione di tali risorse.
Ricordiamo che, nel caso non l’abbiano già fatto, i Dirigenti Scolastici devono immediatamente avanzare richiesta di deroghe per i casi
certificati in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della
Legge n. 104/92), secondo quanto stabilito dal Decreto Legge n. 78/10
(Manovra Finanziaria Correttiva) che ha confermato quanto previsto
dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010.
2.6. L’assistente di base
Prima dell’inizio dell’anno scolastico, agli alunni che ne hanno necessità, il Dirigente assegna un assistente di base, cioè un collaboratore
scolastico – preferibilmente dello stesso sesso dell’alunno con disabilità
– che deve aver frequentato un apposito corso di formazione e che fornisce assistenza negli spostamenti all’interno ed all’esterno del plesso
scolastico, oltre che l’accompagnamento ai servizi igienici e la cura dell’igiene personale.
2.7. L’assistente per l’autonomia o la comunicazione
Al massimo entro il mese di luglio le famiglie interessate devono fare
richiesta al Dirigente Scolastico per avere l’assegnazione di un assistente
per l’autonomia o la comunicazione che possa assistere l’alunno con
disabilità nei problemi di autonomia o comunicazione.
È importante sottolineare che questa figura non si sovrappone/sostituisce in alcun modo a quella dell’insegnante di sostegno e/o degli
insegnanti curriculari, cui spettano i compiti educativi e didattici.
Una volta ricevuta la richiesta da parte della famiglia, il Dirigente
Scolastico deve inoltrarla all’Ente Locale competente (Comune per la
Guida per i genitori | 27
scuola primaria e secondaria di I grado e Provincia per la scuola secondaria di II grado).
2.8. Il trasporto scolastico
All’atto dell’iscrizione, la famiglia deve richiedere all’Ente Locale
competente (Comune fino al termine della scuola secondaria di I grado
– Provincia per la scuola secondaria di II grado) l’attivazione del trasporto scolastico.
Il trasporto deve essere garantito in maniera gratuita, con mezzi idonei ed accessibili e con la presenza di un accompagnatore.
2.9. L’esonero dalle esercitazioni pratiche di scienze motorie
Per gli alunni con disabilità che non possono partecipare alle esercitazioni pratiche di educazione fisica può essere richiesto da parte della
famiglia al Dirigente Scolastico l’esonero temporaneo o permanente,
parziale o totale, comprovandone la necessità tramite apposita documentazione medica.
Gli alunni esonerati devono comunque essere coinvolti nello svolgimento delle lezioni e nelle attività loro consentite e possibili (es. arbitraggio, giuria, organizzazione, ecc.) ed essere valutati sulla base delle
conoscenze teoriche acquisite.
Capitolo 3
Il Progetto Educativo Individuale (PEI)
elaborato dal Centro Territoriale
per l’Integrazione (CTI) di Verona Ovest
di Marinella Dianora
Il Pei in uso presso l’Istituto comprensivo 14 di San Massimo è stato
elaborato dal gruppo di docenti referenti CTI – Insieme per l’Integrazione – di Verona Ovest.
3.1. Criteri adottati nella compilazione del PEI
1) Si osserva ciò che un allievo sa fare da solo.
2) Nella stesura delle aree di intervento vengono riportate le difficoltà
che l’alunno presenta non in termini di presenza/assenza di abilità,
caratteristiche o sintomi, ma rispetto alle modalità di “funzionare”
dell’alunno in un determinato settore.
3) Si mantiene integra la storia di vita dell’alunno e, annualmente, la si
integra.
4) Sono compilate solo le parti che interessano la situazione dell’allievo.
3.2. La struttura
Il Pei è suddiviso in quattro parti.
1a PARTE
Conoscenza dell’alunno, dati generali
Quando: la prima parte viene compilata nel primo periodo dell’anno
scolastico (settembre-ottobre).
30 | Bisogni educativi speciali a scuola
Cosa contiene:
• dati generali relativi all’équipe educativa (Dirigente Scolastico, docente di riferimento per le attività di sostegno, docenti del Consiglio
di Classe che seguono l’alunno, operatori ASL – assistenti personali)
e all’équipe degli specialisti (medico specialista, operatori ASL, specialisti privati);
• dati generali relativi all’alunno (nome, cognome, data e luogo di nascita, componenti della famiglia) e al suo percorso scolastico (ordine
e grado di scuola frequentata in precedenza);
• contesto socio-familiare (es. l’alunno vive/non vive in famiglia; frequenta/non frequenta regolarmente la scuola; nel pomeriggio frequenta altre strutture, ecc.);
• Diagnosi Funzionale dell’alunno con l’indicazione dell’Ente che l’ha
rilasciata;
• analisi della situazione della classe (eventuali problemi, comportamento e abitudini di vita dell’alunno nel gruppo classe);
• descrizione funzionale: sulla base dell’osservazione effettuata e dei
dati diagnostici, il Consiglio di Classe descrive quello che l’alunno
sa fare da solo.
La descrizione è suddivisa in aree, a partire dalle quali, successivamente, si fissano gli obiettivi didattici ed educativi.
È cura degli insegnanti compilare solo le aree che interessano l’alunno.
2a PARTE
Piani di intervento
Quando: questa parte viene compilata nel primo periodo dell’anno
scolastico (settembre-ottobre).
Cosa contiene:
• Organizzazione scolastica: orario settimanale delle attività della classe, dell’alunno e dell’insegnante di sostegno. In questa parte si possono specificare le attività in cui l’insegnante è in compresenza con
l’insegnante curricolare, i momenti in cui l’insegnante di sostegno
lavora individualmente con l’alunno in classe o fuori dalla classe e i
momenti in cui le attività vengono svolte in piccolo gruppo.
Guida per i genitori | 31
• Relazione di altri incontri effettuati nel corso dell’anno con operatori ASL o altri specialisti.
• Relazione degli incontri con la famiglia.
Gli incontri effettuati con operatori ASL, specialisti privati, educatori e con la famiglia sono di fondamentale importanza e servono per
condividere, verificare e, eventualmente, rivedere gli interventi progettati all’inizio dell’anno.
3a PARTE
Interventi didattici
•
•
•
•
•
Quando: questa parte va compilata entro la fine novembre.
Cosa contiene:
Indicazione di ausili, sussidi e materiali adoperati per l’autonomia
dell’alunno, per le attività sensoriali e senso motorie e per le attività
di comprensione e di apprendimento nelle discipline scolastiche. Per
esempio, queste ultime possono prevedere uso di materiale semplificato, audiovisivi, supporti multimediali.
Modalità dell’intervento didattico. Si specifica se la programmazione
per l’alunno è la stessa della classe o si differenzia per obiettivi, metodologie, contenuti, spazi, tempi.
Programmazione individualizzata che tiene conto solo delle aree che
interessano l’alunno.
Modalità di verifica degli apprendimenti: si precisa se le verifiche
sono individualizzate o equipollenti; il tipo di spazi utilizzati (aula,
laboratorio di informatica, aula di teatro, ecc); il tempo neccessario
all’allievo per lo svolgimento delle verifiche; gli strumenti utilizzati
(materiale semplificato, supporti multimediali, mappe concettuali,
schemi, ecc.).
Valutazione in itinere e finale da cui emerge lo sviluppo e ciò che
l’alunno sa fare rispetto alla situazione iniziale.
La valutazione finale si redige al termine dell’anno tenendo conto
delle osservazioni iniziali, della programmazione, della valutazione
in itinere, degli incontri con gli specialisti.
Assieme alla valutazione si allega il documento di valutazione e, se
32 | Bisogni educativi speciali a scuola
presente, la fotocopia della relazione all’ASL dell’operatore addetto all’assistenza.
Al termine di un ciclo scolastico occorre specificare:
• Accordi per passaggio all’ordine superiore di scuola.
Assumono particolare importanza le prospettive e le proposte per la
continuità didattica e/o l’Orientamento Scolastico.
• Progetto di vita dell’alunno.
Si indicano interessi e abilità della persona relative ad una prospettiva di inserimento sociale e/o lavorativo.
4a PARTE
Appendice
L’appendice comprende:
• I giorni di assenza dell’alunno.
• Il diario di bordo in cui l’insegnante trascrive gli argomenti svolti e
le osservazioni significative relativamente alle attività svolte durante
l’anno. La compilazione può essere a scansione giornaliera, settimanale o mensile e, in ogni caso, l’insegnante di sostegno sceglie quella
più consona alla descrizione dei processi dell’allievo relativi alle aree
che interessano la programmazione individualizzata.
Il Pei viene firmato dal Consiglio di Classe, dall’Operatore ASL
(qualora sia presente) e dal Dirigente Scolastico.
Appendice 1
Risultati del sondaggio d’opinione elaborato
nell’anno scolastico 2009-2010
Nell’insieme, in questo progetto sono stati somministrati ventotto
questionari cartacei anonimi presso gli Istituti Comprensivi di Verona Ovest che comprendono scuole dell’infanzia, primarie e secondarie
di primo grado. Ogni questionario contiene 23 domande, alcune delle
quali sono articolate fino a 9 scelte multiple, altre invece richiedono
risposte aperte.
In particolare: tredici questionari sono stati distribuiti ai genitori
dell’I.C. 14 di San Massimo, quattro all’I.C. 1 di Borgo Milano, quattro
all’I.C. 7 Stadio e sette all’I.C. 6 di Chievo – Bassona – Borgo Nuovo.
Pur essendo presenti negli istituti tanti alunni certificati, la nostra
ricerca si è rivolta ai casi di disabilità più gravi.
Criteri di scientificità
Dai tabulati elaborati con le risposte dei questionari sono stati prodotti ottanta grafici a torta e altri istogrammi tramite fogli di calcolo
Excel.
Per ragioni di spazio vengono qui esemplificati solo alcuni grafici e
domande tra le più significative. Esiste anche un questionario digitale
visibile sul sito dell’Istituto San Massimo http://www.istitutosanmassimo.it, nella Sezione Progetti, cui alcuni genitori hanno aderito.
34 | Bisogni educativi speciali a scuola
I questionari fanno riferimento alle seguenti aree:
Profilo familiare
Informazione sulla legislazione
Servizi e strutture
Valutazione dei servizi erogati
Aspetti socio affettivi
Relazioni di rete
Profilo familiare
Domanda n. 1: “Che tipo di disabilità ha vostro figlio?”
In generale il tipo di disabilità prevalente è quella realtiva ai Disturbi Specifici di Apprendimento, seguiti da disturbi sensoriali e motori,
quindi da disturbo del linguaggio.
Informazione sulla legislazione
Domanda n. 1: “A che livello giudicate le informazioni generali fornite
per la tutela sulle disabilità?”
Richiesta maggiore informazioni su integrazione
medico-sanitario
0%
riabilitazione
5%
sociale
20%
lavoro
47%
educativoformativo
14%
economico
0%
culturale
14%
Guida per i genitori | 35
La maggior parte dei genitori dichiara di aver ricevuto informazioni
ad un livello tra ‘scarso’ e ‘sufficiente’, ma ci sono anche 2 genitori che
dichiarano di non aver ricevuto nessun tipo di informazioni per la tutela
delle disabilità. Al contrario, 3 genitori ritengono di aver ricevuto informazioni in maniera esauriente.
Domanda n. 2: “In quale dei seguenti settori ritenete utile che si debbano incrementare le informazioni in materia di integrazione dei disabili?”
Nel nostro Istituto la maggior parte dei genitori ritiene che si debbano incrementare soprattutto le informazioni in ambito lavorativo
‘educativo-formativo-culturale’ e sociale. In altre scuole si è interessati a
ricevere maggiori informazioni in ambito culturale.
Servizi e strutture
Domanda n. 1: “Quale aspetto dovrebbe migliorare all’interno della
scuola?”
In alcune scuole prevale la richiesta di migliorare le strategie formative per il progetto di vita. A seguire si richiede un miglioramento per
quel che riguarda i supporti didattici, la metodologia e le tecniche di inCosa dovrebbe migliorare a scuola
altro
3%
prog vita
22%
strutture
6%
supporti didat
11%
metodologia tecn
insegn speciale
17%
rapp extrascuola
14%
inclusione
relaz genit doc
0%
8%
sensibilizzazione
19%
36 | Bisogni educativi speciali a scuola
segnamento. Infine, il 13% dei genitori chiede di adoperarsi ed insistere
per far sì che accresca la sensibilizzazione verso gli alunni con disabilità.
Gli intervistati si dichiarano ‘abbastanza soddisfatti’ per le ‘relazioni
docenti e extrascuola’, mentre sono ‘più soddisfatti’ per l’inclusione, per
cui nessuno richiede ulteriori miglioramenti.
Domanda n. 2: “Secondo voi quali tra le seguenti tipologie di disabilità
necessita di attenzione e supporto?”
La maggior parte dei genitori ritiene che sia necessario fornire maggiore attenzione e supporto a coloro che presentano disabilità mentale e
disturbi specifici di apprendimento. Qualche genitore sostiene la necessità di prestare particolare attenzione e supporto alla sindrome di autismo.
Valutazione dei servizi erogati
Domanda n. 3: “Valutate l’adeguatezza dei servizi sotto l’aspetto del
supporto e della tutela ricevuti”.
Servizio medico-sanitario: prevale il giudizio ‘sufficiente’, seguito da
‘scarso’ in qualche scuola e da ‘buono’ in altre.
Servizio riabilitativo, socio-inclusivo: la media valutativa si assesta sul
‘sufficiente’, seguito da ‘buono’ in qualche scuola e da ‘scarso’ in altre.
Servizio educativo formativo: prevale il ‘buono’ seguito da ‘scarso’.
Servizio economico: la media valutativa è ‘buono’ seguito da ‘scarso’
e ‘sufficiente’ ma vi sono anche genitori che considerano tale servizio
‘molto scarso’.
Domanda n. 4: “Ritiene che siano praticate attività per l’accoglienza e
il supporto dei ragazzi nel passaggio da un grado ad un altro di scuola?”
In percentuale la media delle risposte si assesta su ‘abbastanza’ o ‘poco’
praticate, ma anche ‘molto’ – all’opposto – ha valori considerevoli.
Domanda n. 5: “In quali ambiti le TIC (Tecnologie Informatiche di
Comunicazione) possono offrire maggiori opportunità nella vita di una persona disabile?”
La validità dell’informatica assume i seguenti valori a seconda del
settore: per l’apprendimento è assegnato un valore ‘molto elevato’; ‘alto’
Guida per i genitori | 37
anche il valore assegnato al lavoro; per la vita sociale le TIC raggiungono
solo il 6%. Infine, per quanto riguarda il tempo libero e l’autonomia, in
certe scuole le tecnologie sono valutate con un’efficacia di valore zero, in
altre, invece, si piazzano al 17%.
Valutazione efficacia dell’informatica per settori
tempo libero
0%
vita sociale
26%
apprendimento
44%
lavoro
30%
Domanda n. 6: “Secondo lei esistono ancora barriere architettoniche
nella sua città/provincia?”
In generale prevale il senso che gli ostacoli sussistano quasi ovunque
in città, nella viabilità, etc., ma, nella scuola, si considera che siano stati
notevolmente ridotti.
Pareri su barriere architettoniche per settori: si/no
16
14
12
10
8
6
4
2
0
SI
NO
13
14
13
11
9
2
città
2
scuola
2
strutture
pubbliche
4
1
mezzi
trasporto
viabilità
scivoli
38 | Bisogni educativi speciali a scuola
Aspetti socio affettivi
Domanda n. 1: “Ritenete che la disabilità di vostro figlio influenzi la
vostra vita ordinaria?”
La media delle risposte è che la disabilità influenzi ‘abbastanza’ la
vita dei genitori; ‘molto’ e ‘abbastanza’ per quel che riguarda il lavoro,
la salute, le relazioni, la scuola, le finanze, il tempo libero, ma, ci sono
anche pareri estremamente opposti in questi ambiti.
Domanda n. 2: “Cosa ritenete sia più importante per la vita di vostro
figlio?”
Prevale il ‘molto’ e ‘moltissimo’ specialmente per quanto riguarda
l’area dell’autonomia, dell’inclusione, della formazione e della riabilitazione psicofisica. Valori minori sono assegnati, invece, al settore del
lavoro.
Influenza sul lavoro
totalmente
8%
moltissimo
0%
pochissimo poco
0%
8%
molto
25%
abbastanza
59%
Domanda n. 3: “Come trascorre di solito il tempo libero suo figlio?”
Prevalentemente nel tempo libero i figli guardando la TV, ma, si
intrattengono molto anche con gli amici e in attività organizzate dalle
associazioni parrocchiali.
Guida per i genitori | 39
Domanda n. 4: “Ritiene necessario avere maggior supporto atto a migliorare la qualità e la gestione del tempo libero di suo figlio?”
I pareri dei genitori sono discordanti tra ‘si’ e ‘no’ e si pongono a
livello quasi pari tra chi sente la necessità di un supporto e chi, invece,
non dimostra questo bisogno.
Relazioni di rete
Domanda n. 1: “Avete avuto contatti con qualche istituzione o servizio?”
Più dell’80% risponde ‘sì’ e, riguardo la frequenza, essa è stata ‘continuativa’ con scuole, ‘annuale’ con le ULSS, ‘scarsa’ con centri medici
privati, con centri di assistenza diurni e con servizi sociali.
Domanda n. 2: “Appartiene a qualche associazione di genitori di bambini disabili?”
Circa il 30% risponde ‘sì’ e la maggioranza al 67% ritiene inoltre che
queste associazioni siano di aiuto, anche se questi genitori non sono iscritti.
Valutazione efficacia associazioni genitori di disabili
no
33%
si
67%
Domanda n. 4: “Sarebbe disponibile a contribuire ad organizzare un
progetto innovativo come capofila/coordinatore/portavoce?”
L’11% dei genitori risponde che è disponibile a fare da portavoce per
un nuovo progetto, mentre la maggioranza è disponibile a collaborare
nel settore scuola e in quello informativo.
40 | Bisogni educativi speciali a scuola
Domanda n. 7: “Ritenete che il sondaggio sia un mezzo utile?”
La maggioranza è favorevole e si assesta tra ‘abbastanza’ e ‘buono’.
Trova notevoli consensi il sondaggio online.
Il grafico che segue mostra le scelte scolastiche di alunni disabili dopo la secondaria di I grado.
Inserimento alunni disabili nelle scuole secondarie II grado a Verona
11%
3%
Arte
Isituti professionali
Licei
Istituti tecnici
8%
78%
Claudio Colabianchi
Guida per i genitori | 41
Scadenzario*** Allegato 1
Attività
Dic
Gen
Richiesta visita
per attestazione
alunno con
disabilità
X
X
Presentazione
iscrizione e
attestazione
alunno con
disabilità
Diagnosi
Funzionale
Feb
Mar
X
X
Apr
Mag
X
X
Richiesta
insegnante di
sostegno
Giu
Lug
Ago
Sett
Richiesta
assistenza di base
Richiesta
assistente
specialistico
Nov
X
P.E.I.
Richiesta
trasporto
scolastico
Ott
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Formazione classi
X
Assegnazione
insegnante di
sostegno alla
classe
X
Richiesta esonero
esercitazioni
pratiche di
educazione fisica
X
*** Il presente scadenzario deve essere considerato come puramente indicativo, essendo anno
per anno individuati, con apposite circolari, termini specifici per le singole attività (vedi per es. termine per iscrizione a scuola) e potendosi queste assestare non solo su uno specifico mese dell’anno
ed in maniera uniforme sul territorio nazionale.
42 | Bisogni educativi speciali a scuola
Diego Salezze, Outsider Art (vedi appendice 2).
Guida per i genitori | 43
Diego Salezze, nato da famiglia di artisti nel 1973 a Verona, ha esposto le sue ‘Macchie’
astratte, caratterizzate da un espressivo colore puro, alla Gran Guardia, al Palazzo della
Ragione, alle scuole Don Milani e in vari luoghi della provincia di Verona.
Fotografie di Marco Ambrosi, per gentile concessione di Paolo Salezze.
44 | Bisogni educativi speciali a scuola
Alejandro Cuenca
Indirizzi, link e numeri di telefono
dei Servizi e delle Associazioni
SERVIZI
SERVIZI DI NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E PSICOLOGIA
DELL’ETÀ EVOLUTIVA
Palazzo della Sanità - Az. ULSS 20
Via S. D’Acquisto - 37122 Verona
Tel. 045.8075031 - 045.8075963 - Fax: 045 8075065
Orario: 8,30-10,30 e 14,30-16,30
dal lunedì al giovedì - venerdì solo mattino.
C.M. SANTI Verona
Via S. Marco, 121 (c/o Don Calabria) Tel. 045/8184211
Policlinico G.B. Rossi (Borgo Roma)
Neuropsichiatria infantile
Via Bengasi Verona
Responsabile: Prof. Nicolò Rizzuto
Tel. 045-8124285 - Fax 045-585933 - Email: [email protected]
INFORMAHANDICAP
Servizio con sportello unico presso la sede dei servizi sociali con l’intento di poter offrire un aiuto concreto ai disabili e alle loro famiglie. È stato pubblicato l’opuscolo
“informahandicap” come primo strumento di informazione pubblica per le famiglie,
associazioni, amministrazioni, operatori del privato sociale.
Referente: Educatore Chiara Sambugaro
Servizi Sociali ULSS 20 - Corso Porta Palio, 30 - 37122 Verona
Tel. 045/9287052 - Fax 045/9287022
Email: [email protected]
orario: lunedì, martedì e giovedì dalle 10 alle 12 - mercoledì dalle 14 alle 16.
46 | Bisogni educativi speciali a scuola
CENTRO REGIONALE PREVENZIONE, DIAGNOSI, TRATTAMENTO E RIABILITAZIONE
DEI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
Via S. D’Acquisto, 7 - 37122 Verona
Tel. 045 8075014 - Fax 045 8075065
Responsabile: dott.ssa Cellino Maria Rosaria
Email: [email protected]
C.E.R.R.I.S. CENTRO EDUCATIVO RIABILITATIVO DI RICERCA E D’INTERVENTO
SOCIALE
Centro educativo di presa in carico di minori in stato di abbandono e disagio psicosociale.
Responsabile: Dott. Angelino Birtele
Via Monte Novegno 4 - 37126 Verona
Tel. 045/916033 - Fax 045/916331
Email: [email protected]
CENTRO DI RICERCA, DI DIAGNOSI E DI CURA PER LA SINDROME AUTISTICA
(presso Cerris)
Centro di ricerca, di diagnosi e di cura per la sindrome autistica. Il centro è punto di
riferimento per i soggetti affetti da autismo e per gli operatori (terapisti, medici, insegnanti). Il centro svolge anche attività di tipo didattico-promozionale e divulgativa.
Responsabile: Dottor Maurizio Brighenti.
Via Monte Novegno, 4 Verona
Tel. 045 8301408 - Fax 045 916631
SERVIZI DI FONIATRIA, AUDIOLOGIA E FONETICA
ULSS 20
Corso Porta Palio, 30 - Verona
Tel. 045/9287023
C.M. SANTI Verona
Via S. Marco 121 (c/o Don Calabria)
Tel. 045/8184211
SERVIZI DI RIEDUCAZIONE MOTORIA E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
AZIENDA ULSS 20
Verona - Via Poloni c/o Distretto 1
Tel. 045/8075693
Verona - Via del Capitel c/o Distretto 3
Tel. 045/8787878
Verona - presso ospedale di Marzana
Tel. 045/8075255
C.M. SANTI Verona
Via S. Marco 121 (c/o Don Calabria) - Tel. 045/8184211
Guida per i genitori | 47
ASSOCIAZIONI
Agave
Via Monte Novegno, 4 - 37126 (Verona)
Fax 045/913177 - Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: promuovere con seminari, convegni e attività la diffusione della
problematica dell’autismo; valorizzare e sostenere la famiglia come componente educativa alla crescita.
AGBD - Associazione Genitori Bambini Down
Via Valpantena, 116/a - 37034 Marzana (VR)
Tel. 045/8700980 - Fax 045/8700980
Email:[email protected] - www.agbdverona.org
Tipologia di prestazioni: assistenza psicologica; attività riabilitative socio-sanitarie, inserimento scolastico e lavorativo e progetti di autonomia e vita indipendente; attività
socio-ricreative; stages settimanali di vita indipendente.
AGOR - Associazione per la Riabilitazione dei Cerebrolesi
Via Villa, 12 - 37125 Verona
Tel. e Fax 045/8301115
Tipologia di prestazioni: assistenza socio-sanitaria riabilitativa, assistenza psicologica, logopedia.
AIAS - Associazione Italiana Assistenza Spastici
Via Sicilia, Verona - Tel. 045/576507 (sede principale)
Via Boccioni, 3 - 37131 Verona - Tel. 045/520082
Altra sede: Via S. Michele, 1 Verona - Tel. 045/8840902
Tipologia di prestazioni: assistenza infermieristica e medica, ambulatoriale, sociale-ricreativa, psicologica, logopedia, formazione professionale.
AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla
Via Don N. Mazza, 52 - 37129 Verona
Tel. 045/ 8001272 - Fax 045/8037933
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: assistenza domiciliare, assistenza socio-sanitaria riabilitativa.
AITSAM - Associazione Italiana Tutela Salute Mentale
Via S. G. Bertoni, 6 - 37122 Verona
Tel. 348/1083917 - Fax 045/512252
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: assistenza e sostegno a famiglie con familiari malati di mente;
ascolto; partecipazione a gruppi di mutuo aiuto; contatti con psichiatri e uffici di competenza; proposte di attività.
48 | Bisogni educativi speciali a scuola
ANFFAS - Associazione Nazionale Famiglie Disabili Intellettivi Relazionali
Via Villa 25, - 37027 Verona
Tel. e Fax 045/8344379 - Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: assistenza sociale e ricreativa.
ANMIC - Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili
Via Santa Maria Rocca Maggiore, 13/b - 37129 Verona
Tel.045/8013437 - Fax 045/8031386
Email: [email protected] - www.anmicveneto.org
Tipologia di prestazioni: tutela giuridica e dei diritti, segretariato sociale.
ANMIL - Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro
Corso Milano, 99 - 37138 Verona
Tel. 045/576499 - Fax 045/577805
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: consulenze, assistenza psicologica, promozione sociale, animazione professionale, inserimento lavorativo.
ARC - Associazione Recupero Cerebrolesi
c/o Opera Don Calabria - via San Zeno in Monte, 23 - 37129 Verona
Tel. 045/8008796 - Fax 045/8026747
Email [email protected] - www.arreci.org
Tipologia di prestazione: diagnosi precoci; riabilitazione e terapia.
ASHSG - Self-help Verona Cooperativa
Sociale a Resp. limitata - Onlus
Via Albere, 132 - 37137 Verona
Tel./Fax 045/502533
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: gruppo di aiuto per problemi di disagio psico-sociale; promozione inserimento e partecipazione di persone disagiate ad iniziative di socializzazione.
Associazione Bambini Cerebrolesidel Triveneto
Via F.lli Rosselli, 3 - 37122 Verona
Tel. 045/578270 - Fax 045/578270
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: realizzazione programma di terapia neurosensoriale per bambini
e adulti colpiti da cerebrolesione. Svolge attività operative nell’ambito territoriale, promuove azioni presso le Pubbliche Amministrazioni affinché venga attuata l’assistenza
sociale, morale ed economica delle famiglie. Iniziative di finanziamento e spettacolo.
Guida per i genitori | 49
Associazione Cyberclub
L.go Stazione Vecchia, 16 Parona - 34124 Verona
Tel. 045/8890081 - Fax 045/8890081
Email: [email protected] opp. [email protected]
Tipologia di prestazioni: associazione per la divulgazione dell’utilizzo di mezzi multimediali; preparazione di corsi di informatica; assistenza disabili ipovedenti, sordi, muti.
Corsi di formazione e corsi gratuiti per la lettura fonica di Internet.
Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi
Via Carli, 23 - 37131 Verona
Tel. 045/8401390 - Fax 045/8401390
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: colloqui telefonici e incontri tra famiglie e operatori; prevenzione sanitaria; informazione e comunicazione; sensibilizzazione e raccolta fondi.
Associazione SALVABI onlus
Via Arsenale, 64 - 37124 Verona
Tel. 045/8350810 - Fax 045/8388512
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: assistenza e trasporti gratuiti a bambini ed anziani disabili.
Associazione Solidarietà
Via Todeschini, 39 - 37126 Verona
Tel. 045/8349258 - Fax 045/8349258
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: visite domiciliari (non specialistiche) a persone anziane o malate
residenti nella zona; gestione case alloggio dove vengono ospitate persone in difficoltà
inviate dai Servizi.
Associazione Sordomuti Antonio Provolo onlus
Via Rosmini, 6 - 37123 Verona
Tel. 045/591580 - www.nonudentivenetosociale.it
Tipologia di prestazione: assistenza, anche burocratica, alle persone non udenti.
Calabriano Francesco Perez - Associazione di volontariato
Via S. Zeno in Monte, 23 - 37129 Verona
Tel. 045/8052911 - Fax 045/8052938
Tipologia di prestazioni: sostegno psicologico, appoggio educativo, casa famiglia.
CARS - Centro Accoglienza e Recupero Sociale
Sede Legale: Via San Michele, 1 - 37131 Verona
Tel. 045/576507 - Fax 045/8194706
50 | Bisogni educativi speciali a scuola
Email: [email protected]
Sede operativa: via Biancolini, 39/a - 37131 Verona
Tipologia di prestazioni: creazione di occasioni di tempo libero ed attività normalizzanti
per persone con disabilità.
Centro per il Diritto alla Salute
Piazza delle Penne Nere, 2 - 37141 Montorio Verona
Tel. 045/557405 - Fax 045/557405
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: organo di tutela del cittadino utente della sanità; attività di assistenza, anche giuridico-medico-legale ai cittadini nella particolare posizione di utenti
della sanità, sia su problematiche generali, sia su problemi di singoli soggetti.
Cofhagra Associazione Famiglie Autistici
Viale Sicilia, 69 - 37138 Verona
Tel. 045/8740233 - Fax 045 8194706
Tipologia di prestazioni: assistenza psicologica, attività di ricerca e studio, formazione.
Commissione Handicap e Sport
c/o Centro sportivo italiano - Via Fedeli, 37 - 37131 Verona
Tel. 045/8204031 - Fax 045/974198 - Email: [email protected]
E.N.S. Ente Nazionale Sordomuti
Piazzetta S. Eufemia, 1 - 37121 Verona
Tel. 045/8034372 - Fax 045/8009409 - Email: [email protected]
FEVOSS - Federazione dei servizi
di Volontariato Socio-Sanitario ONLUS
Via S. Toscana, 9 - 37129 Verona
Tel. 045/8002511 opp. 045/591262 - Fax 045/593412
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: attività in favore di persone sofferenti per affrontare insieme le
difficoltà; organizzazione di una rete di interventi a Verona e provincia; realizzazione
servizi infermieristici, domestici, di trasporto, animazione, formazione;organizzazione
di incontri con i giovani.
Gruppo Amici degli Spastici Daniela Zamboni
L. Adige Catena, 7 - 37138 Verona
Tel. 045/916611 - Fax 045/916611
Email: [email protected]
[email protected]
Tipologia di prestazioni: gestione del tempo libero; promozione e sostegno di iniziative
Guida per i genitori | 51
miranti a migliorare la qualità della vita delle persone disabili; gite; feste; attività ricreative; soggiorni; promozione e organizzazione di iniziative di carattere culturale.
Gruppo Tutti per Uno
Via Lanificio, 68 - 37141 Montorio Verona
Tel. 045/8840541 - Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: attività di assistenza e accompagnamento disabili; attività ricreative e sociali aperte al territorio a favore dei portatori di handicap; mantenimento
collegamenti tra le famiglie coinvolte, gli operatori, i gruppi di volontariato.
Lega Italiana Fibrosi Cistica - Associazione Veneta onlus
C/o Az. Ospedaliera P.le Stefani, 1 - 37126 Verona
Tel. 045/8122788 - Fax 045/8348425
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: promozione servizi per assicurare assistenza a malati e famiglie
bisognose; assistenza economica a malati e famiglie; collaborazione con il centro regionale veneto per la cura e la ricerca della malattia; informazione e sensibilizzazione della
cittadinanza.
UICI - Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Onlus
Via Trainotti, 1 - 37122 Verona - Tel./Fax 045/8003172
Tipologia di prestazioni: informazioni sull’inserimento scolastico e lavorativo, materiale
specifico.
UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Via Aeroporto Angelo Berardi, 51 - 37139 Chievo (VR)
Tel. 045/8101650 - Fax 045/8101655
Email: [email protected]
Tipologia di prestazioni: assistenza socio-sanitaria riabilitativa, trasporto, attività sportiva.
Centri per l’Impiego e SIL - dopo la scuola
Settore Politiche Attive per il Lavoro
Via delle Franceschine, 10 - 37122 Verona
Tel. 045/9288883 Fax 045/9288821
Email: [email protected]/www.provincia.vr.it
Centro per l’impiego di Verona
Via delle Franceschine, 10 - 37122 Verona
Tel.045/9288481 Fax 045/9288458
Email: [email protected]
52 | Bisogni educativi speciali a scuola
Servizio Collocamento Mirato (persone con disabilità)
Via delle Franceschine, 10 - 37122 Verona
Tel. 045/9288478 Fax 045/9288483
Email: [email protected]
SIL - Servizio Integrazione Lavorativa dell’Azienda Ulss 20
Corso Porta Palio, 30
Tel. 045/9287040 Fax 045/9287022
Tel. 045/9287039
Orari: solo il lunedì e il giovedì 8,30-12,30
Email: collocamento [email protected]
Cooperative sociali sul territorio dell’Azienda Ulss 20
Ali d’Aquila - di Coop. Soc. Cercate
Via Bramante, 15 - 37138 Verona
Tel. 045/8187923 Fax 045/8187931
Email: [email protected]
Antares
Via Righi, 8/10° - 37138 Verona
Tel. 045/8187923 Fax 045/8187931
Email: [email protected]
Centro di lavoro
Via S.Marco, 121 - 37138 Verona
Tel. 045/8184311 Fax 045/8184700
Email: [email protected]
Cooperativa Sociale Vita ONLUS
Vicolo Torcoletto, 18 - 37121 Verona
Tel. 045/8034931 Fax 045/593312
Email: [email protected]
Team Project nord Est
Via Todeschini, 39 - 37126 Verona
Tel. 045/501290 Fax 045/582625
S. Pietro s.r.l.
Vicolo Torcoletto, 18 - 37121 Verona
Tel. 045/915994 Fax 045/915994
Email: [email protected]
Guida per i genitori | 53
Centri diurni per persone con disabilità
sul territorio dell’azienda Ulss 20
Azienda USLL 20
Dott.ssa Teresa De Longhi
Corso Porta Palio, 30 - 37122 Verona
Tel. 045/9287030/centralino 045/9287111
Fax 045/9287022
Email: [email protected]
Il Caleidoscopio
Via Zamboni, 56 - 37131 Verona
Tel. 045/534085
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica, psichica e intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: attività laboratoriali di pittura, lavori con il legno, uso del pc, stimolazione sensoriale e contatto corporeo.
Il Sentiero
Via Trecca,2/B - 37131 Verona
Tel. 045/977644
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica, psichica
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: attività laboratoriali di falegnameria e aristico-espressive.
L’Aquilone
Via degli Alpini, 12
37035 San Giovanni Ilarione (VR)
Tel. 045/6550344 - Fax 045/6550965
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica e intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: attività di socializzazione, assistenziale educativo e semplici laboratori.
La Quercia
Via Lussino, 27 - 37125 Verona
Tel. 045/8202640 - Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica e intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: motoria e di palestra, laboratori espressivi/creativi (cartonaggio, creta,
telaio), piccole attività legate all’aiuto domestico.
54 | Bisogni educativi speciali a scuola
La Sorgente
Via Conegliano, 2 - 37133 Verona
Tel. 045/533155
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: intellettiva, psichica, disabilità lievi deambulanti.
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: motoria, cognitivo-affettiva, falegnameria, sartoria, ceramica.
Centri diurni privati per persone con disabilità
Casa Laboriosa - di Associaz. La Strada
Via Turazza, 12 - 37061 Verona
Tel. 045/8550600 - Fax 045/8568189
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: psichica, fisica e intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: attività ricreativa occupazionale interna (pittura, ceramica), piscina.
Don Luigi Pedrollo
Via S. Marco, 121 - 37138 Verona
Tel. 045/8184704 o 045/8184705 Fax 045/8184700
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica, intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: laboratori (assemblaggio, hobbistica, ceramica, legatoria, erboristeria),
psicomotricità, formazione, uscite educative.
Faliero
Via Enrico Dandolo, 2 - 37138 Verona
Tel. 045/576599 - Fax 045/576599
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica, intellettiva
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: motoria (palestra, piscina, escursioni), animazione, assemblaggio, legatoria.
Fortunata Gresner
Via A. Provolo, 43 - 37123 Verona
Tel. 045/8000015 opp. 045/8035601
Fax 045/8035601 - Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: disabilità di vario tipo
Età degli utenti: adulta
Guida per i genitori | 55
Attività svolte: di carattere culturale, laboratori (ceramica, legatoria, cucina), rieducative
(psicoidroterapia, fisioterapia, musicoterapia, logopedia, fonetica, psicomotricità) uscite
strutturate culturali e di svago.
L’Officina dell’A.I.A.S.
Via Sicilia, 69 - 37138 Verona
Tel. 045/576507 - Fax 045/8194706
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: psichica e psico-fisica
Attività svolte: laboratorio artistico - espressivo, piscina, utilizzo pc.
Luce Lavoro
Via Villa, 12 - 37027 Quinzano (VR)
Tel. 045/918641 - Fax 045/918641
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: visiva e altre minorazioni
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: laboratori falegnameria, attività manuali, assemblaggio, cromoterapia,
musicoterapica, pet-therapy, utilizzo pc.
Noi Insieme
Via Ponte Basazenoci, 12 - 37034 Quinto di Valpantena - Verona
Tel. 045/551855 o 045/550244 Fax 045/551855
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: psicofisica
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: laboratorio di ceramica, decorazione e confezione oggettistica varia in
ceramica.
Piccola Fraternità Associazione
Vicolo S. Zeno in Oratorio, 4 - 37123 Verona
Tel. 045/8004294 - Fax 045/594595
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: psichica
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: sostegno psicologico, animazione, corso alfabetizzazione.
Piccolo Rifugio
Via Vivaldi, 4 - 37138 Verona
Tel. 045/562057 - Fax 045/568371
Email: [email protected]
Tipologia di disabilità: fisica, intellettiva
56 | Bisogni educativi speciali a scuola
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: laboratori (pittura, decoro, ricamo, decoupage), musica, lettura, cineforum.
Primavera
Via Villa, 12 - 37027 Quinzano (VR)
Tel. 045/8345994 - Fax 045/8187931
Tipologia di disabilità: sindrome di Down, psichica, fisica, psichiatrica
Età degli utenti: adulta
Attività svolte: motorie e manuali, canto, laboratori (sartoria).
Le comunità alloggio e residenziali
Tipologia di disabilità: persone con disabilità prive di nucleo familiare o con nuclei
familiari fragili
Età degli utenti: adulta
Finalità: offre alle persone disabili inserite relazioni affettive primarie alternative a quelle
familiari
Attività svolte: si svolgono le attività tipiche di ogni famiglia; intervento di supporto alle
famiglie.
La Rocca – comunità alloggio
Via San Michele, 1 - 37141 Verona
Tel. 045/8840902 - Fax 045/8868705
Email: [email protected]
La Tenda – comunità alloggio
Via Boccioni, 3 - 37131 Verona
Tel. 045/520082 - Fax 045/8194706 opp. 045/8868705
Email: [email protected]
Piccola Fraternità San Zenetto – comunità alloggio
Via A. Provolo, 4 - 37123 Verona
Tel. 045/8004294 - Fax 045/594595
Email: [email protected]
Casa Nazareth – comunità residenziale
Via Filippini, 17 - 37121 - Verona
Tel. 045/8003555 - Fax 045/8003555
Email: [email protected]
www.casanazareth.it
Guida per i genitori | 57
SITOGRAFIA
ADHA – ADD
www.pediatric.it/adhd.htm
www.psicologia-sviluppo.com/adhd.htm
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www.xenu.com-it.net/minsalute_ADHD.pdf
www.aifa.it/adhd.htm
www.educare.it/Scuola/difficolta/disturbi/disturbo_attenzione_iperattivita.htm
AFASIA
www.aphasiaforum.com
www.aita-onlus.it
ANOMALIE CONGENITE
www.msd-italia.it/altre/manuale/sez19/2612355.html
www.asmac.it/malformazioni_congenite.html
www.conosciamocimeglio.it/documenti/0/0/70/71/07Da1.1a1.4.2.2.pdf
ASPERGER
www.asperger.it
www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=50
www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=39
www.superando.it/content/view/3136/112
AUTISMO
www.autismo.inews.it
www.autismoperche.it
www.autism.org/translations/italian.html
www.genitoricontroautismo.org
www.autismoitalia.org
www.alihandicap.org/ali
DDI – Disturbo Disintegrativo Infantile
www.nessuno-perfetto.it/disturbo_ disintegrativo_dellinfanzia.html
www.fondazioneares.com/index.php?id=407
www.autismoitalia.org/diagnosi.asp
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www.erickson.it/erickson/product.do?categoryId=3&id=714
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www.ittig.cnr.it/disabilita
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www.telethon.it/informagene/dettaglio_malattia.asp?id=14
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www.dysphasie.ch/it/indagine_precoce.shtml
www.infantiae.org/orsolini050912.asp
www.ctla.it/patologie/3.htm
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RITARDO MENTALE
www.ritardomentale.it
www.edscuola.it/archivio/psicologia/ritardo_mentale.htm
www.ecomind.it/ritardo_mentale/info_ritardo_mentale.html
SINDROME DEL GRIDO DI GATTO - Cri Du Chat
www.criduchat.it/cdc/giornale/gio1/enata.htm
SINDROME DI ANGELMAN
www.sindromediangelman.org
SINDROME DI CORNELIA DE LANGE (Brachmann- de Lange)
www.corneliadelange.org
www.uildm.org/opuscoli/altre/delang.htm
SINDROME DI DOWN O TRISOMIA 21
www.sindrome-down.it
www.telethon.it/informagene/dettaglio_malattia.asp?id=42
www.conosciamocimeglio.it
www.aipd.it/sindrome_di_down/sindrome_di_down.php
SINDROME DI ELLIS-VAN CREVELD
www.retemalattierare.it/
SINDROME DI JACOBSEN
www.azzurramalattierare.it/amico.php
SINDROME DI MARTIN BELL o SINDROME DELL’X FRAGILE
www.xfragile.it/aspettigeneticidellasindrome.htm
www.xfragile.it/guida.htm
www.telethon.it/informagene/dettaglio_malattia.asp?id=44
SINDROME DI PRADER-WILLI
www.praderwilli.it
www.uildm.org/opuscoli/altre/pws
SINDROME DI TOURETTE - Sindrome da TIC
60 | Bisogni educativi speciali a scuola
www.sindromeditourette.it/
www.molecularlab.it/news/commento.asp?n=791&p=5
www.collettivamente.com/articolo/1441642.html
SINDROME DI TURNER – anomalia cromosomica
www.telethon.it/informagene/dettaglio_malattia.asp?id=100
www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=pr_turner3
www.msd-italia.it/altre/manuale/sez19/2612399.html
SINDROME DI WILLIAMS
www.sindromediwilliams.org
www.wsfs.it
www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=904
EPILESSIA
www.neurologia.it/epilessia/epilessia_info.html
www.lice.it/
SCHIZOFRENIA
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www.schizofrenia.it/
www.salus.it/psicologia/schizofrenia.html
SINDROME DI KLIPPEL WEBER
www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=2346
en.wikipedia.org/wiki/Klippel-Trenaunay-Weber_syndrome
malattierare.regione.veneto.it/cerca_it/dettaglio.php?lang=ita&id=1826
IPERATTIVITÀ
www.educazione-emotiva.it/iperattivita.htm
www.aidaiassociazione.com/
www.pediatric.it/adhd.htm
www.apc.it/disturbo_da_deficit_di_attenzione_iperattivita.asp
Appendice 2
Outsider Art - Arte Marginale - Arte e vita
Questa categoria ha un valore artitstico che trascende la condizione
di chi la produce. Sono stati accostati all’Outsider Art pittori come Van
Gogh, Munch, e persino Michelangelo in certi momenti. Nella nostra
città ha avuto grande risonananza il caso di Carlo Zinelli grazie anche
all’opera dello psichiatra Vittorino Andreoli.
Di Arte Irregolare, e di creatività visionaria si occupa oggi l’Accademia
di Belle Arti a Verona con la docente Daniela Rosi: ‘per Arte outsider si
intendono tutte le produzioni artistiche marginali, prodotte fuori dai luoghi
consacrati dell’arte e spesso espressioni di arte necessaria non subordinata al
mercato e alla cultura ufficiale’, ma anche a Trento, a Mantova, a Roma e a
Berna sono state promosse mostre, studi ed atelier per giovani talenti.
In letteratura, dopo le teorizzazioni di Sigmund Freud su Psicanalisi
e Arte, uno dei più eminenti scrittori tedeschi del primo ‘900 Thomas
Mann sviluppa ampiamente in molte delle sue opere – dai ‘Buddenbrook’, alla ‘Montagna Incantata’, a ‘Morte a Venezia’, il tema delle tensioni e dei contrasti che si palesano tra arte e vita.
In Pirandello e in Nietzsche è ricorrente, nei personaggi del primo
e negli aforismi del filosofo tedesco, una propensione alla sublimazione
delle nevrosi in varie forme artistiche.
Nella musica potremmo scomodare diversi musicisti del passato come Schumann, o altri più vicini a noi come il pianista canadese Genn
Gould (che si ritiene affetto da sindrome di Asperger), nel pop le angosce metropolitane di Nick Drake o ancora il Diamante Pazzo di Syd
Barrett, ci basta però osservare quanto ai giorni nostri si diffondano
sempre più dei modelli e corsi di comunicazione non verbale facilitati
nell’ambito espressivo-emozionale e cognitivo-relazionale dall’approccio alla musicoterapia.
“Un’opera d’arte è buona quando è nata dalla necessità.
È la natura della sua origine che la giudica”.
Rainer Maria Rilke, Lettere a un Giovane Poeta, 1929
“Quello che ci aspettiamo dall’arte non è certamente
che sia normale...
Dopotutto l’uomo normale, nell’accezione corrente, lavora in ufficio e in fabbrica e la domenica va allo stadio
o guarda la televisione: non gli passerebbe mai per la
testa di dipingere quadri. E tantomeno, se dovesse provarci, penserebbe di farlo in modo diverso da come gli è
stato raccomandato”.
Jean Dubuffet, (Place à l’Incivisme), Paris (1967)
Finito di stampare
nel mese di giugno 2011
da Cierre Grafica
Caselle di Sommacampagna (Verona)
www.cierrenet.it
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