Mensile di informazione e approfondimento sociale N. 18 Anno 2 - 1 Luglio 2011 Edito da Virtual Coop 100 centesimi di giornale BNB in edicola tutti i mesi Un caffè al mese, un euro (100 centesimi), così costa il nuovo BNB (BuoneNotizieBologna) e lo si trova nelle migliori edicole di Bologna e provincia. Un passaggio epocale, quello stabilito dalla nostra casa editrice (Virtual Coop ONLUS), da free press (a distribuzione gratuita) a periodico a pagamento. Un euro, che non rappresenta una cifra significativa, ma che riteniamo dia una nuova dignità al nostro giornale. Trentadue pagine di articoli, interviste, informazioni utili e pagine dedicate al relax, questo tutti i mesi, agosto compreso, un forte impegno da sostenere per noi, che abbiamo Bologna - www.coopansaloni.it “bologna, città europea” Intervista al nuovo Sindaco Virginio Merola nostra gratitudine agli amici edicolanti, tutti i mesi pubblicheremo sul nostro giornale un cameo dedicato ad uno di loro. Per luglio abbiamo scelto l’edicola del Sig. Dall’Oca Loris in Via Matteotti 4 a Bologna centro. Siamo stati a fargli visita. La prima cosa che spicca, tra i vari manifesti in bella mostra, proprio la locandina del nostro giornale. Il Sig. Loris si dimostra una persona gentile e cordiale, ci assicura che non solo la gente vedendo la locandina richiede il giornale, ma che è lui stesso a proporlo come: “Giornale interessantissimo, assolutamente da comprare!” Virginio Merola, Sindaco di Bologna Edicola del Sig. Dall’Oca Loris pensato a questo giornale come un ulteriore strumento di lavoro per persone svantaggiate. Ventimila copie, che le edicole bolognesi e dei Comuni della provincia, ci stanno aiutando a fare conoscere al vasto pubblico dei lettori. Per questo motivo, intendiamo ringraziare questi esercenti, che hanno il duro compito di tenere in piedi un’attività non sempre facile da gestire, con orari proibitivi, scarsi margini di guadagno, spesso con spazi limitati a fronte di una miriade di pubblicazioni. Per rendere più significativa la Raccontata la realtà che risiede all’interno della VIRTUALCOOP, gli chiediamo cosa ne pensa della nostra proposta di vendere il giornale a 1 euro e lui ci risponde che se i contenuti sono buoni e utili, il costo può essere solo un valore aggiunto. Fotografata l’edicola, ci salutiamo con la sua promessa che s’impegnerà a ottenere gli stessi buoni risultati anche per i prossimi numeri. Mentre ci allontaniamo, sentiamo: “Vuole anche Buone Notizie Bologna?” Grazie Sig. Loris! Dopo più di un anno di commissariamento Bologna finalmente ha un nuovo sindaco: quali sono le principali problematiche che in qualità di primo cittadino si ritrova a dover affrontare ed in particolare quali saranno le sue prime mosse? Svolta ecologica, difesa del Welfare, investimenti in cultura e istruzione, ripresa del lavoro e dell’occupazione. Credo siano questi i bisogni primari di Bologna. Ed i primi provvedimenti che ho messo in campo seguono proprio questo solco. Con la prima riunione di Giunta abbiamo infatti abrogato la quota d’iscrizione alle scuole dell’infanzia comunali, riaperto le iscrizioni ai nidi “Vestri” e “Roselle”, ridotto i pass per l’accesso alla ZTL e definito le linee di indirizzo per le nomine dei rappresentanti del Comune di Bologna presso enti, società partecipate e istituzioni. Il Piano Strategico Metropolitano pone le basi per una Bologna che mira ad essere Europea, metropolitana e sostenibile: come pensa di poter raggiungere questi tre traguardi? L’idea di città che uscirà dal Piano Strategico Metropolitano sarà un’idea di trasformazione basata su progetti chiave per il futuro del nostro territorio. L’attuazione di questi progetti sarà oggetto dicura costante e di condivisione tra i ECONoMIA TERRITORIO soggetti che avranno sottoscritto il PSM. Essi dovranno trovare una modalità di partecipazione alle scelte di interesse comune che ognuno avrà modo di sviluppare. Per questo lavoro è necessario costituire una cabina di regia, guidata dal Comune, che indirizzi, monitori e comunichi l’attuazione dei principali progetti. Prioritario è avviare la fase costituente della Città Metropolitana, condividendo con gli altri Comuni, con la Provincia e la Regione un percorso attuativo che porti in tempi certi alla sua attivazione, a partire dalla ridefinizione dei Comuni e delle Municipalità, condividendo l’obiettivo di abolire la Provincia. Per rilanciare Bologna nella dimensione di città europea serve una cabina di regia condivisa che attui gli indirizzi contenuti nel PSM e capace di cambiare marcia rispetto alla disorganicità degli interventi condotti finora in autonomia dai molteplici soggetti pubblici e privati. Per rilanciare la prospettiva internazionale occorre valorizzare la partecipazione alle reti internazionali di città, gli scambi giovanili con l’estero, la facilitazione dell’accesso di imprese e associazioni del territorio, soprattutto giovanili, alla progettazione europea. Segue a pag. 2 Lavoro & bazze Il Presidente Tassinari, per CoopItalia. (pag.7) Offerte di lavoro dai Centri per l’Impiego e i vostri annunci gratuiti. (pag.8) TURISMO Dialetto... Sulle tracce della Linea Gotica. (pag.10) La rubrica dialettale dedicata a Guido Zamboni. (pag.17,18) Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale 70% - CN BO Il Nome della Casa www.buonenotiziebologna.it Buone Notizie Bologna “Sostenibilità e Trasparenza con Cooperativa Edificatrice Ansaloni” 2 Primo Piano BNB 1 Luglio 2011 nutenzione straordinaria degli edifici scolastici. www.buonenotiziebologna.it Virginio Merola appena eletto Sindaco della città Molti richiedono a gran voce un ritorno della Bologna della Cultura, con riapertura di spazi urbani e proposte efficaci ed intelligenti contro il degrado. Quali iniziative metterà in campo per restituire a Bologna quell’immagine di luogo d’avanguardia e di sperimentazione di saperi che negli anni è andata perdendosi? La cultura è un diritto, condizione della cittadinanza e base etica dello sviluppo civile e sociale. Voglio investire in cultura in un’ottica strategica e non assistenziale, anche con soluzioni innovative per intercettare importanti risorse private. Gli obiettivi sono creare nuova occupazione, rafforzare il senso di una comunità libera e coesa, rendere la città più attrattiva ed accogliente. Palazzo d’Accursio dovrà essere la porta d’ingresso al nostro patrimonio culturale e al patrimonio dei musei cittadini. Penso ad una sede unitaria per le realtà impegnate nell’editoria, la scrittura e la letteratura. Andranno inoltre destinati nuovi spazi a Sala Borsa, di cui andrà prevista l’apertura domenicale. Occorre organizzare un piano sociale per il lavoro e di sostegno a chi ha perso l’occupazione, prevedendo accordi con centri di formazione, istituti di credito e aziende per costruire percorsi formativi adeguati, agevolazioni tariffarie, riqualificazione dei lavoratori in mobilità, microcredito, politiche per l’incremento dell’occupazione femminile e giovanile. La crisi economica va superata e per questo daremo vita a un tavolo permanente contro la crisi per definire congiuntamente con le parti sociali misure concrete di promozione, a partire dalla costituzione di uno sportello unico per il diritto del lavoro con un accordo di programma fra le diverse istituzioni che metta a sistema in chiave metropolitana i diversi servizi pubblici sul tema del lavoro. Serve un raccordo forte fra politiche per l’occupazione e politiche sociali, per supportare efficacemente le persone più svantaggiate e le famiglie. Incentivare, anche con clausole sociali sugli appalti, chi assume giovani per formarli e radicarli sul territorio per contrastare la precarietà. Ripresa economica e lotta alla precarietà del lavoro soprattutto giovanile. Quali le proposte in questo ambito? La proposta di Stati generali sulla scuola bolognese come occasione per discutere dei problemi che stanno vivendo le istituzioni educative, puntando a ristabilire il ruolo centrale della scuola pubblica ed investire nella qualità di scuole e servizi educativi. In che modo pensa di poter restituire alle scuole e soprattutto agli asili nido del territorio l’eccellenza che li ha sempre contraddistinti? Bologna deve difendere la scuola pubblica dall’attacco del Governo nazionale, richiamando lo Stato ad assolvere le proprie funzioni costituzionali e a destinare risorse al sistema scolastico bolognese. Detto questo, come Sindaco voglio sottolineare innanzitutto la funzione educativa della scuola come la più importante per la qualità della crescita sociale ed economica. Investire nell’educazione di qualità è infatti funzionale ad assicurare a ogni persona consapevolezza, dignità, libertà. A proposito voglio valutare la proposta di una Istituzione delle scuole e dei servizi educativi del Comune di Bologna: un progetto dedicato a reperire fondi per investire nella migliore qualità, autonomia ed efficienza delle scuole dell’infanzia gestite dal Comune di Bologna, ai nidi ed ai servizi educativi, contribuendo a garantire la futura offerta educativa nel nostro territorio. Penso inoltre ad un programma di ma- Anziani, bambini, disabili: quali progetti per migliorare la situazione del Welfare bolognese a favore delle categorie più deboli dei propri cittadini? Il Governo taglia? Noi invece aumenteremo l’offerta cambiando in meglio il nostro Welfare: in questo momento i nidi, la scuola e i servizi alla persona sono la prima preoccupazione delle famiglie bolognesi. Rivedrò le tariffe dei nidi in modo più equo controllando i redditi reali. Una città rinasce anche dall’equità. Difendere la qualità dei nostri servizi significa avere il coraggio di innovarli. La città è cambiata nella composizione sociale e demografica, negli stili di vita, nelle condizioni di lavoro e nei bisogni. La risposta non sta nel guardare indietro, ma nel costruire con coraggio il futuro, progettando la Bologna di domani con un Welfare sostenibile che favorisca l’autonomia della persona. Per estendere il Welfare a chi ne è escluso occorre continuare a coinvolgere il privato sociale, la cooperazione, il volontariato e l’associazionismo. Tra le azioni prioritarie propongo l’innovazione del sistema dei servizi sociali e sanitari, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, interventi per famiglie, giovani ed anziani, investimenti sui settori casa e sport. Nel suo programma si leggono le linee guida per una Bologna sempre più ecologica. Quali sono le attività di primaria importanza che si metteranno in campo per realizzare il sogno di Bologna Green City? Propongo di definire un piano globale verde che ci porti ad essere una delle città europee di eccellenza ambientale, che promuova la cultura dell’ecologia integrando le politiche urbanistiche e per la mobilità con una nuova gestione dei rifiuti, la riduzione dell’inquinamento ambientale ed acustico con le politiche per la salute e la promozione di stili di vita più sani. Ho proposto bus e filobus veloci, con percorsi prioritari e utilizzo delle nuove tecnologie già disponibili per il controllo del titolo di viaggio per tutti. Prevedo progressive pedonalizzazioni diffuse in tutta la città, contestualmente a nuovi parcheggi. Confermo strumenti di controllo elettronico come Sirio e Rita, nuove zone a 30 km/h diffuse in tutta la città. Voglio ampliare e ricucire una rete di piste ciclabili sicure ed in sede riservata, e realizzare il progetto “1000 biciclette per Bologna”, un servizio di bike sharing efficiente e diffuso, ampliando le rastrelliere ed il deposito bici in stazione. Dico no alla cementificazione, si agli spazi verdi e alla minore produzione di rifiuti a favore di un incremento della raccolta diffe- renziata: l’obiettivo da raggiungere e superare deve essere il 65% previsto dalla normativa europea. Da tempo i cittadini soprattutto più giovani chiedono la presenza di hotspot wifi dislocati su tutta la città per poter accedere gratuitamente ad internet. Crede che l’utilizzo delle nuove tecnologie e l’accesso gratuito alla rete siano un diritto ormai fondamentale per una città che vuole rimanere al passo con i cambiamenti? Durante la campagna elettorale abbiamo messo in campo un progetto che ha portato in centro storico oltre 30 hot-spot wi-fi per navigare gratuitamente. Su questa linea voglio proseguire durante il mandato amministrativo. Ritengo innanzitutto necessario attivare un tavolo di tutti i soggetti con competenze tecnologiche in città, non solo per definire le politiche migliori per una città tecnologicamente avanzata ed inclusiva, ma anche per trovare forme di coordinamento e di impegno comune fra realtà poco abituate a lavorare insieme. Ho proposto un piano per lo sviluppo e l’aggiornamento della rete a banda larga, dei servizi e dei contenuti che su essa possono essere fruiti. Ho inoltre proposto l’estensione e il rafforzamento del wi-fi gratuito, garantito e accessibile da tutti, con la moltiplicazione dei punti di accesso in tutta la città in un’ottica federata, aperta a contributi diversi nel quadro di una architettura comune. Di recente è uscito un documentario dal titolo “La febbre del fare” che parla della storia dei Sindaci di Bologna dal ’45 all’80. Mi riferisco a nomi del calibro di Dozza, Fanti, Zangheri che hanno attuato innovazioni dal punto di vista politico, sociale e culturale. Secondo Lei di quali innovazioni avrebbe bisogno adesso Bologna? Bologna ha bisogno di guardare al mondo con occhi nuovi e di consegnare un messaggio di opportunità ed entusiasmo alle nuove generazioni. Per questo voglio affidare le leve del cambiamento ai giovani e alle donne, premiando il merito e valorizzando le competenze, cose che credo di aver già dimostrato presentando la Giunta. Bologna deve tornare a essere un punto d’arrivo per i talenti, una scelta di vita e non una meta di passaggio. Dobbiamo comunicare al mondo che Bologna conviene: studiare, lavorare, visitare, gustare, vivere. Per andare oltre la crisi e consegnare una città migliore nelle mani delle future generazioni, propongo quindi cinque svolte fondamentali, sostenibili e responsabili: culturale, ambientale, produttiva, sociale e tecnologica. Intervista a cura di Letizia Atti SOSTIENI BNB DONANDO ALLA VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS Disabili che lavorano... Bene! BNB Il Personaggio 1 Luglio 2011 3 Un mondo sopra le ruote Albert Casals Serrada è nato a Barcellona il 18 luglio 1990. All’età di cinque anni è stato colpito dalla mononucleosi, che poi è sfociata in una grave leucemia che lo ha fatto vivere negli ospedali per due anni. Seguendo una terapia pro- lungata per combattere questa malattia, alla fine è rimasto senza la possibilità di camminare. Ma tutto questo non è riuscito a frenare la vita di Albert, che ha continuato a studiare, finendo la scuola e poi per cominciare a viaggiare, la sua più grande passione. Alla età di 14 anni racconta a suoi genitore il suo desiderio di viaggiare, ma viaggiare da solo, con le sue scarse risorse economiche ed suoi mezzi, come unica compagna la sua carrozzina. Ci ha raccontato: “Penso che ogni viaggiatore abbia le sue motivazioni per intraprendere un viaggio: c’è chi lo fa per allontanarsi dalla routine quotidiana, chi per provare la cucina di paesi lontani, o per vedere dei monumenti o luoghi interessanti, altri per visitare amici o parenti,. nel mio caso, io viaggio per conoscere gente nuova. Quando qualcuno mi chiede di un mio viaggio, la prima cosa che racconto è delle persone che ho conosciuto. Quindi, nel mio caso, sono le persone, e non i paesaggi, quello che mi da la motivazione per uscire di casa.” Nelle sue avventure è stato sempre sostenuto dai suoi genitori, che l’hanno aiutato anche ad ottenere un permesso speciale per non avere dei problemi alle frontiere. “Loro hanno sempre timore che mi possa succedere qualcosa di male durante queste mie escursioni in sue spese di 3 euro al giorno. La sua inseparabile amica, la sedia a rotelle, e il suo sorriso contagioso solitaria, ma sono anche contenti di vedermi felice. Li ringrazio tanto, anche perché non mi hanno mai detto: questo non lo puoi fare perche sei in sedia a rotelle!” Amante dell’avventura, lui viaggia sempre da solo, come a lui piace, sempre con lo zaino in spalla, facendo a volte l’autostop, regolandosi con un budget massimo per le sono ormai la sua carta d’identità. Fino ad ora Albert ha viaggiato per tutta Europa, Asia, Centro e Sudamerica e Africa, un risultato questo straordinario, che in breve tempo lo ha reso famoso in Spagna e non solo, grazie al web, dove i filmati delle sue imprese sono cliccatissimi dai cibernauti di tutto il mondo. Albert se definisce “un viaggiatore anarchico, utopico”, gli piacciono i Manga, leggere ed i video giochi. Ha una sua filosofia che chiama “Felicismo”, che è il suo modo personale di vedere il mondo e la vita: la felicità come motore e ragione dell’esistenza umana: “Tutte le azioni dell’essere umano sono motivate per il desiderio di essere felici e non solo per se stessi ma anche per donare questo sentimento agl’altri. Dobbiamo dirigere tutti i nostri sforzi per trovare e mantenere questa felicità piena, stabile e perdurante.” Conclude la nostra chiacchierata con un motto: “Quando fai quello che vuoi davvero, pare quasi che lo stesso universo cospiri a tuo favore. Guardati attorno e decidi, tu puoi scegliere se vivere triste o contento. Io ho scelto la felicità. Oggi Albert, a 21 anni, ha scritto due libri in catalano, continua a viaggiare, a girare per il mondo, a conoscere gente e, soprattutto, ad essere felice! http://www.youtube.com/ watch?v=7CC_2GmRV7M Marimar Làzaro www.buonenotiziebologna.it La storia di un giramondo in carrozzina che spopola sul web 4 Buone Pratiche BNB 1 Luglio 2011 www.legacoop.bologna.it Le acque del “mare nostrum” Soccorso in montagna www.buonenotiziebologna.it Bandiere blu per tutta la costa romagnola e ferrarese Convenzione tra Soccorso Alpino e Tutte le 96 aree balneabili della costa emiliano-romagnola hanno ottenuto la bandierina blu che indica una qualità eccellente delle acque, sulla base dei parametri microbiologici stabiliti dalla direttiva comunitaria sulla balneazione. È questo il risultato delle analisi compiute da Arpa Emilia-Romagna. Da Lido di Volano a Cattolica, dunque, si prospetta una stagione balneare con i turisti certi di poter nuotare in acque prive di inquinanti d’origine organica, come Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali. “Un dato importante anche tenuto conto del fatto che i parametri che utilizza l’Italia sono tra i più severi in Europa”, sottolinea l’assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci. “Da oggi, ha aggiunto l’assessore, abbiamo attivato un percorso di trasparenza che permette ai cittadini di avere tutte le informazioni in tempo reale e, soprattutto, di conoscere il grande lavoro che c’è dietro da parte degli esperti dell’Arpa”. I dati analitici sullo stato delle acque marine dell’Emilia-Romagna sono, infatti, da oggi online, spie- gati in modo semplice e aggiornato sul nuovo sito realizzato, sia in italiano che in inglese, da Arpa e in collaborazione con il Servizio sanitario della Regione (www.arpa. emr.it/balneazione). Tra le novità della stagione appena iniziata c’è dunque la possibilità per chi trascorre o desidera organizzare una vacanza nella costa di avere giorno per giorno la certezza sulla qualità delle acque di balneazione, semplicemente navigando in Internet utilizzando una mappa dinamica del litorale dell’Emilia-Romagna corredata da informazioni ambientali, sanitarie e turistiche. Attraverso la mappa è possibile visualizzare tutte le località della costa e, per ognuna di esse, controllare la classificazione delle acque (eccellente, buona, sufficiente o scarsa), gli esiti analitici e la descrizione delle caratteristiche ambientali dell’area (una sorta di carta di identità che utilizza 78 diversi fattori che vanno dal tipo di spiaggia agli stabilimenti balneari compresi nell’area, dagli eventuali casi passati di inquinamento alle pressioni ambientali). Il sito pubblica anche la segnalazioni in tempo reale di eventuali inconvenienti che possano compromettere la balneabilità di una zona. Il sito consente inoltre di avere approfondimenti e informazioni di più ampio respiro riguardanti la costa, il turismo, la salute e l’ambiente. Presenti anche dati utili come le previsioni meteorologiche, i rischi di colpi di calore, le previsioni dei pollini allergenici o l’intensità delle radiazioni ultraviolette. Tutte le informazioni contenute nel sito sono spiegate nelle sezioni “Glossario” e “Domande frequenti” che facilitano la comprensione degli argomenti tecnici e normativi. Il Servizio IdroMeteoClima e la Sezione provinciale di Rimini di Arpa, infine, hanno realizzato la “Previbalneazione”, un sistema modellistico previsionale, attualmente in fase di test, che riesce a prevedere se gli eventi piovosi di particolare intensità possono pregiudicare temporaneamente la qualità dell’acqua di balneazione. Le analisi e la rete di monitoraggio Il monitoraggio ambientale consiste nel prelievo mensile di campioni in 96 punti della rete regionale (13 a Ferrara, 25 a Ravenna, 11 a Forlì Cesena e 47 a Rimini, per una densità media di un punto ogni 1,5 km di costa circa) da sottoporre ad analisi microbiologica per la ricerca dei due bioindicatori: Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali. Il prelievo e le analisi sono curate da Arpa (Laboratorio Tematico “Acque di Balneazione” della Sezione provinciale Arpa di Rimini) mentre la valutazione dei risultati di laboratorio compete ai Dipartimenti di Sanità pubblica delle Ausl. Il primo campionamento della stagione e l’esito del controllo è stato favorevole per tutto il litorale regionale aperto alla balneazione, pari a 102 km sui 139 km complessivi (73% di litorale). Nei restanti 37 chilometri valgono, infatti, i divieti permanenti di balneazione, perché corrispondono alle foci dei corpi idrici (50 metri a nord e a sud), alle imboccature dei porti (150 metri di raggio dall’estremità del molo), alla zona soggetta a servitù militare (5,2 km) e all’intera fascia del litorale di Goro destinata alla molluschicoltura. I prelievi sono stati effettuati nella fascia di mare normalmente utilizzata dai bagnanti a una profondità di circa 30 cm sotto il pelo dell’acqua e a una distanza dalla battigia con il fondale compreso tra gli 80 e i 120 centimetri. F.C. Servizio sanitario regionale Migliorare il coordinamento degli interventi di soccorso in montagna e in grotta; rendere omogenee le procedure in tutto il territorio regionale sviluppando ulteriormente l’integrazione tra personale del 118 e i volontari del Soccorso Alpino Emilia-Romagna; prevedere namento degli interventi spetta al Soccorso Alpino Emilia-Romagna che interviene con il proprio personale tecnico e sanitario volontario. Un Comitato regionale, a cui partecipano tecnici del Servizio sanitario regionale e di Soccorso Alpino Emilia-Romagna, stabilisce l’utilizzo di personale del sistema 118 nelle attività di elisoccorso con verricello. Questo prevede la convenzione firmata dall’Azienda Usl di Bologna, per conto del Servizio sanitario regionale, e dal Soccorso Alpino Emilia-Romagna (Saer), per disciplinare le attività di soccorso via terra (alpina, speleologica, nelle forre) e con elicottero. Si tratta, per la prima volta, di una convenzione unica per tutto il territorio regionale che supera gli atti finora siglati dal Soccorso Alpino con le singole Aziende sanitarie. La convenzione ribadisce che la gestione delle chiamate di soccorso resta in capo alle centrali operative del 118 territorialmente competenti, mentre per le attività di intervento via terra (recupero di persone disperse o infortunate, assistenza in grotta) il coordi- i protocolli e le procedure di intervento, le attività di formazione degli operatori e il monitoraggio dell’andamento delle attività. La base di Pavullo (che affianca le altre tre basi di elisoccorso di Parma, Bologna e Ravenna) nel 2010 ha svolto circa 600 interventi, con il recupero tramite verricello di 48 persone. Gli interventi svolti dal Soccorso Alpino Emilia-Romagna via terra sono stati, sempre nel 2010, 130. Il Soccorso Alpino Emilia-Romagna è la sezione regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, delegato dalla legge nazionale (71/2001) agli interventi nei tratti alpini o in grotta o in casi di valanghe. Alla convenzione unica siglata con il Saer ha lavorato un gruppo di lavoro regionale cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le Aziende sanitarie interessate. Sede Legale e Amm. - Via Emilia, 369 - 40011 Anzola dell'Emilia (BO) www.uniloggroup.it BNB L’Angolo Spinoso 1 Luglio 2011 5 Adesso che arriva il 4 luglio, festa dell’Indipendenza degli Stati Uniti, vi dirò che personalmente NON NE POSSO PIÙ del Presidente Barack Obama e di sua moglie Michelle. Motivi: eletto nel 2009 sull’onda di una campagna elettorale giocata sul motto “WE CAN” (Noi possiamo), si può dire che in 2 anni di RIFORME non ne ha fatte una gran mucchia: allora bisogna dire “WE CAN’T” (Noi non possiamo). Un anno fa ha varato una riforma sanitaria che è una pallida copia di quella che aveva promesso due anni fa. Voi, che vi lamentate del Sistema Sanitario Italiano, provate ad andare in Ospedale negli Stati Uniti: se non tirate fuori una bella CARTA DI CREDITO, non vi misurano nemmeno la febbre! Nel suo programma era scritto che la GUERRA in IRAQ doveva finire e tutti i soldati tornare a casa: infatti sono ancora là, Italiani compresi. Altra promessa: riduzione delle truppe in Afghanistan. Benessum: fatto sta che truppe sono addirittura aumentate e non esiste una exit strategy, cioè un piano per lasciare i due paesi nelle mani degli Iraqeni e degli Afghani. Cioè dovremo lasciare là i nostri militari ancora per decenni se non per secoli. Altra promessa: smantellare il carcere di Guantanamo dove, dal 2002 sono chiusi i prigionieri di guerra, al di fuori delle Convenzioni Internazionali. Gennaio 2009: Obama fa la solenne firma in TV del decreto di chiusura del lager di Guantanamo. Ora, luglio 2011, il carcere è ancora aperto! Per caso qualcuno di là dall’Oceano Atlantico ci sta prendendo per il deretano? Allora, visti i grandi meriti di Barack Obama, gli è stato assegnato il PREMIO NOBEL per la PACE. Come se a Silvio venisse assegnato il PREMIO NOBEL per la Protezione Morale delle Fanciulle. Aiuto…NON SE NE PUÒ PIÙ!!! Ed ora la grintosa e formosa signora MICHELLE ROBINSON in OBAMA. Attivissima durante la campagna elettorale, ora che è alla Casa Bianca la sua iniziativa più importante è stata fare un piccolo orto sul retro del palazzo. Bello! Lo lavora lei, con le figliole, e con i fotografi che sono sempre lì quando lei zappa o raccoglie le verdurine. Carotine, insalatina, pisellini, cavolini… che lei serve per cena al bravo maritino. Il quale spesso e volentieri fugge di casa per andare a farsi due terrificanti hamburghers con peperoni e cipolle: come dargli torto? Infine l’abbigliamento della FIRST LADY: lo so, sono cavolate, in fondo chissenefrega di come uno si veste. Però, cavoli! certi orribili tailleurs, certi cappelli svolazzanti, certe gonne che sembrano divani, certe giacche con colori che feriscono gli occhi… ma insomma, dico io, che sono uomo elegante per natura, possibile che la FIRST LADY del paese più ricco del mondo debba farsi vedere con delle robe addosso che pare una badante moldava in libera uscita a Pinarella? Decisamente NON SE PUÒ PIÙ! Lelus Forestale Onorario “Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso VERGOGNA MONDIALE! In Costa Rica Rubano le uova delle tartarughe marine, per venderle! un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.” Elsa Morante www.buonenotiziebologna.it è costui? Non se ne può più! chi La soluzione a pag. 22 di BNB 6 Economia & Territorio BNB 1 Luglio 2011 BNB ...a casa tua www.buonenotiziebologna.it 12 numeri ABBONATI!!! immigrazione e welfare www.buonenotiziebologna.it II parte: il fenomeno migratorio nel XX e XXI secolo La creazione di organismi internazionali da parte degli Stati nazionali per evitare che conflitti fra singoli Stati portassero a situazioni non controllabili e degenerassero, risale alla fine della prima guerra mondiale. La grande guerra scoppiò infatti per una serie assai complessa di trattati incrociati fra gruppi di Stati nazionali che, normalmente tramite clausole segrete, si salvaguardavano l’un l’altro in caso di aggressione esterna. Così, quando Gavrilo Princip, anarchico serbo, uccise l’arciduca d’Austria nell’agosto del 1914, le varie dichiarazioni di guerra fra uno Stato e l’altro si susseguirono come una valanga procurata da un sassolino rotolante, portando al disastro che tale guerra fu, con oltre 10 milioni di morti e l’acuirsi di tensioni che, lungi dall’essere state risolte con la guerra, portarono poi alla seconda guerra mondiale ed al cambiamento radicale degli equilibri del pianeta. Il presidente americano Wilson, conscio della incapacità dei singoli Stati di accordarsi in maniera civile in caso di conflitti reciproci, propose la creazione della “Società delle Nazioni”, un organismo che doveva fare da equilibrio fra i singoli Stati ed evitare, nel futuro, lo scoppio di tensioni e guerre come quella del 1914. Il fine era auspicabile, ma la maturità dei governanti usciti dal primo conflitto mondiale ancora del tutto insufficiente per far sì che un simile organismo potesse portare alla meta auspicata. Fu sufficiente la volontà di revanscismo della Germania, la sua uscita unilaterale dalla Società delle Nazioni e la sua ferma intenzione di riconquistare il terreno perduto e di “farla pagare” a coloro che l’aveva- no trattata così male alla fine della guerra per scatenare di nuovo un conflitto fra nazioni ben più devastante del primo (oltre 50 milioni di morti ed il ritorno della situazione economica mondiale a quella che era quasi un secolo prima). Dopo il secondo conflitto mondiale, sulle ceneri della Società delle Nazioni, nacque l’ONU e, con una logica simile, il Fondo monetario internazionale, la Banca Mondiale e molti altri organismi sovranazionali (specialmente in area economica) che dovevano smussare gli spigoli e servire da camere di risonanza in caso di conflitti economici o politici fra Stati nazionali. Garanti di tali organismi furono gli stati vincitori della guerra, la cui condizione di democrazie a libertà diffusa doveva servire a garantire la buona riuscita dell’iniziativa. Questa premessa per capire meglio come, a fronte del fenomeno migratorio di cui parlerò fra poco, la presenza e l’efficacia di organismi sovranazionali sia da considerarsi indispensabile, per evitare rapporti critici tra Stati ad emigrazione e Stati ad immigrazione. Sarà necessario, in un prossimo futuro, far nascere altre organizzazioni sovranazionali, non più orientate solo alle problematiche economiche e politiche ma anche a quelle sociali, con particolare attenzione ai fenomeni migratori in atto e, ancor di più, futuri. Si possono distinguere, ad oggi, cinque fasi di migrazione: la prima inizia subito dopo la seconda guerra mondiale e termina negli anni sessanta; la seconda prosegue fino allo shock petrolifero del 1973-74, che crea una prima significativa discontinuità; la terza inizia con la fine della piena occupazione della metà degli anni ’70 e termina nel 1989 con la caduta del muro di Berlino; la quarta inizia con il collasso del comunismo reale in Unione Sovie- nalmente alle fasi precedenti. La prima migrazione è stata dovuta alla II guerra mondiale ed ai massicci spostamenti di persone ad essa legati; dopo la guerra circa 20 milioni di persone si sono tica e nei paesi satelliti ed è ancora in corso; in questa fase si ha una prima discontinuità, perché entrano in gioco una nuova massa di oltre cento milioni di persone che erano bloccate da motivazioni politiche ed ideologiche e che, adesso, sono disposte a muoversi per migliorare le loro condizioni di vita; la quinta, e per ora ultima, ha caratteristiche ancora diverse perché, sull’onda della globalizzazione planetaria, coinvolge massicciamente persone di tutto il mondo e principalmente dei paesi poveri ed in via di sviluppo, che avevano partecipato solo margi- trovate in paesi diversi da quelli di origine ed hanno cercato di tornarvi. Circa 12 milioni erano tedeschi costretti a lasciare i paesi dell’est europeo che erano caduti sotto il controllo dell’Unione Sovietica e tornare in Germania. La seconda è legata essenzialmente al raggiungimento della piena occupazione nelle economie dell’Europa occidentale ed al corrispondente bisogno di manodopera per sostenere la travolgente crescita economica in atto. Fu una migrazione essenzialmente da sud a nord e coinvolse non meno di 5 milioni di persone, senza contare i circa 8-10 milioni che si spostarono all’interno dei rispettivi paesi a causa dell’industrializzazione, come ad esempio gli oltre 4 milioni di italiani che si spostarono dal sud al nord dell’Italia per seguire lo sviluppo crescente di industrie manifatturiere che venivano insediate essenzialmente nel triangolo industriale Torino-Milano-Genova. Furono quindi essenzialmente le differenze salariali e le opportunità occupazionali che mossero questa massa di persone. Questa tipologia di migrazione si interruppe bruscamente con la crisi petrolifera dell’inverno 1973-74, quando tutti i paesi europei interruppero il reclutamento del lavoro straniero a fronte della disoccupazione crescente in atto in quel periodo. La terza migrazione, a cavallo fra gli anni dello shock petrolifero e la caduta del muro di Berlino, è una prima avvisaglia di quello che sta accadendo adesso: lo spostamento di persone verso paesi a maggior libertà e democrazia (e ricchezza) con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni di vita. La quarta migrazione è legata, appunto, alla fine del comunismo e dell’egemonia dell’Unione Sovietica su molti paesi del Baltico ed al confine orientale dell’Europa. È stata una migrazione significativa solo per i paesi limitrofi, specialmente la Germania (anche a causa della riunificazione che ha portato a spostamenti massicci di persone da est a ovest in breve tempo), la Polonia, la Cechia, la Slovacchia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. Quantitativamente è stata comunque notevole, spostando in pochi anni decine di milioni di persone da e verso la Russia ed i paesi ex sovietici. La quinta migrazione ha caratteristiche ancora diverse: si tratta della fuga di milioni di individui da paesi poveri che diventano sempre più poveri verso quelli ricchi che diventano sempre più ricchi, alla ricerca di condizioni di vita migliori sia dal punto di vista economico che sociale. Questa migrazione, iniziata nei primi anni ’90 come spostamento per lo più di uomini giovani alla ricerca di un lavoro, sta cambiando rapidamente le sue caratteristiche. Attualmente oltre la metà delle migrazioni nei principali paesi europei sono dovute o a ricongiungimenti familiari o ad aspetti umanitari, mentre l’immigrazione primaria sta diminuendo, anche se, essendo essenzialmente clandestina, è di difficile quantificazione. Porremo, nel prossimo articolo, l’attenzione essenzialmente su questa ultima fase migratoria e sulla percezione che di essa ha l’opinione pubblica, considerando l’impatto che essa ha sui salari e sull’occupazione dei nativi che, lungi dall’essere, come viene generalmente percepito, sempre negativo, possa invece portare al verificarsi di condizioni in cui tale tipologia di immigrazione possa essere un fattore positivo sia per i nativi che per gli ospiti, sia dal punto di vista economico che sociale. Gianni Cacchiani [email protected] BNB Economia & Territorio 1 Luglio 2011 7 “Rilanciamo il modello cooperativo!” questa direzione, dove il rilancio dei consumi è una vera e propria politica: insomma, per dirla in breve: bisogna dare sostegno a milioni di famiglie bisognose, c’è poco da fare! Vincenzo Tassinari, Presidente di CoopItalia Presidente, iniziamo con la domanda più banale, ma che serve a fare meglio comprendere ai nostri lettori di cosa stiamo parlando. Che cos’è CoopItalia? È il consorzio nazionale delle cooperative dei consumatori. Coop Italia nasce nel 1947, nella fase di rilancio dell’economia del nostro paese e della distribuzione moderna. Nel periodo del secondo dopoguerra si costituì l’Associazione Italiana delle Cooperative di Consumatori, per la prima volta nazionale. Nel 1967 assistiamo alla nascita nominativa di Coop Italia. Nello stesso anno si costituiscono le sue funzioni assolutamente innovative, perché esplode il ciclo economico del benessere e dell’abbondanza. Dopo il secondo conflitto mondiale la gente riprende a consumare e comincia ad acquistare strumenti utili alla propria vita quotidiana: si pensi ad esempio ai frigoriferi, elettrodomestici fondamentali per lanciare il consumo. Tale mutamento è coerente con l’evoluzione economica del nostro paese, in cui le cooperative cominciano a riunificarsi. Oggi presentiamo 9 cooperative che compiono il 95% del lavoro che c’è da fare. I 6.000 spacci cooperativi di ieri, oggi diventano 1400 punti vendita, tra supermercati e ipermercati. È venuto ad instaurarsi un grande processo di modernizzazione della rete distributiva e della struttura imprenditoriale. Quest’ultima necessita di vedere la piccola cooperativa riunificata con le altre, perché avere a che fare con la grande industria prevede l’assunzione di un atteggiamento più in linea col mercato di oggi: dove non conviene presentarsi disuniti, perchè non si ha un determinato potere contrattuale da poterselo permettere. Le cooperative più grandi riconoscono che la funzione del consorzio nel nostro paese è necessaria per sviluppare un potere economico a vantaggio dei soci. Coop Italia è proprio questo: l’emblema dell’evoluzione delle cooperative e la vera forza economica dal punto di vista valoriale. Parliamo un attimo dei consumi. Abbiamo fatto una serie di articoli sulla globalizzazione firmati dall’ingegner Cacchiani, che ha studiato attentamente la materia. Lui ci spiega che l’attuale situazione mondiale porta ad una concentrazione di risorse nelle mani di poche persone. Fondamentalmente anche le politiche sulla libera concorrenza e quelle restrittive sulla spesa degli stati non fanno altro che impedire la redistribuzione del reddito. Se le risorse si concentrano in poche mani e le persone hanno sempre meno disponibilità, la gente come potrà continuare a consumare? Vi siete fatti un’idea di quale politica sarebbe opportuno attuare per aumentare i consumi? Il tema è di grandissima attualità e purtroppo sostenuta anche da statistiche ben chiare. Il problema è quello di riuscire a fare valutazioni molto più approfondite rispetto alle medie, che nascondono verità molto amare. Una parte di cittadini italiani risulta stare bene in una fase di crisi come questa, ma per milioni di altri non è così. Noi siamo di fronte ad un ciclo dove ci si scontra con la perdita di reddito e del potere d’acquisto delle famiglie, due parametri inconfutabili. Oggi siamo di fronte a una regressione dei consumi, e stiamo parlando di una fase ciclica che dura sicuramente da diversi anni. Abbiamo valutato che in quest’ultimo decennio i consumi reali sono diminuiti del 10%. Questo ovviamente fa il paio con la perdita di potere d’acquisto: sostanzialmente l’inflazione dei prezzi nel settore dei servizi è stata del 29%, l’ISTAT dell’inflazione media è stata del 15% tra il 2003 e il 2010. Di conseguenza da noi è stata del 5%. Questi numeri vogliono significare che da una parte il pagamento delle spese obbligatorie (riscaldamento, luce elettrica, trasporti) ha eroso il potere d’acquisto dei consumatori, i quali hanno dovuto riequilibrare il loro bilancio famigliare attraverso minori consumi. Cosa fare per risolvere questa situazione? Io denuncio il fatto che manca una politica economica di sostegno al rilancio dei consumi. Bisogna cercare, seppur in una politica così restrittiva, di dare ossigeno ad un paese che rischia di non avere prospettive. Il rilancio dei consumi a mio parere è uno dei grandi assenti della politica economica italiana. Da altre parti, anche vicino a noi, si possiede un occhio più lungo e strategie che vanno in Quindi, poiché stiamo parlando di famiglie che hanno un reddito, la leva fiscale potrebbe essere efficace, mentre su coloro che non hanno reddito sarebbe inutile, se non addirittura controproducente, ho capito bene? In una fase difficile come questa le imprese sono abituate a chiedere al paese, ma non possono solo rivendicare. Ciò che ottengono è sperabile che lo mettano nel circuito positivo della nostra economia e della nostra società. Da questo punto di vista è presente un concetto di responsabilità sociale molto concreto. È giusto rivendicare una politica economica che tenga conto di queste problematiche ma è anche giusto che le imprese si rimbocchino le maniche e che diano il loro contributo. Noi per primi, parlando di Coop, stiamo facendo una battaglia per sostenere una parte dei consumatori, quelli oggi in maggiori difficoltà economica, attraverso un calmieramento dei prezzi: ovviamente tutto ciò crea tensioni con il mondo dell’industria e genera qualche difficoltà nei bilanci delle nostre aziende, che sicuramente devono fare dei sacrifici. La realtà della distribuzione moderna italiana è costituita da bilanci molto risicati e questa non è una buona politica di prospettiva. Abbiamo parlato di prezzi e di poteri d’acquisto. Proviamo adesso di parlare di qualità. La qualità è per noi un termine di sintesi che deve essere articolato in valori diversi: è organolettica, nel senso che il prodotto deve piacere e deve essere sicuro. In questo caso la garanzia della salubrità è fondamentale e deve essere compatibile con l’ambiente. Oggi una delle questioni più sentite è quella della sostenibilità ambientale, visti gli ultimi disastri ecologici, e soprattutto dell’etica, cioè il concetto che definisce un prodotto come ottimale quando rispetta specifici diritti (umani, del lavoro, dei minori). Un altro titolo a cui dobbiamo fare attenzione è quello del prezzo: è l’esigenza più sentita dal consu- matore in crisi, bisogna tentare di dare un contributo di convenienza, senza però instaurare prezzi esageratamente bassi. Questi ultimi comporterebbero una negoziazione dei valori precedentemente descritti, quindi è bene evitarli. Quindi, in estrema sintesi, nel rispetto di queste qualità, bisogna instaurare le migliori condizioni di prezzo. È una strategia generale di Coop che si concretizza nel nostro prodotto di marca. Uno dei problemi che presenta il grande consumo è che i piccoli produttori di nicchia, che hanno produzioni molto limitate, non riescono ad avere accesso alla grande vendita. Voi avete qualche idea per poter preservare questa biodiversità anche nella produzione? Una delle nostre caratteristiche principali è il fatto di mirare a una posizione legata ai diritti e alle cose concrete del mondo produttivo italiano, non a un’ideologia. L’industria, la produzione, l’agricoltura e la distribuzione debbono essere coerenti con le esigenze del consumatore, altrimenti nel concreto facciamo l’opposto di ciò che promettiamo. L’OGM e le incertezze scientifiche che gravano sulla salute del consumatore, non sono caratteristiche determinanti della nostra posizione, che abbiamo sempre definito di prudenza e di conoscenza. L’agricoltura italiana non ha bisogno di prodotti transgenici, perché nel nostro paese la biodiversità è un valore. Ad ogni passo sospinto, qui in Italia, fortunatamente troviamo gusti e sapori che costituiscono un patrimonio riconosciutoci nel mondo. Proprio per questo motivo sento di dire che anche le piccole produzioni si salvano allo stesso modo. L’OGM ha portato ad una standardizzazione assoluta. Noi di Coop Italia abbiamo lanciato recentemente un’iniziativa coop.it, in cui facciamo conoscere al pubblico il volto del produttore o dell’agricoltore, proprio per creare un link tra il territorio del consumatore e quello in cui opera Coop. Ciò non significa che non dobbiamo tenere conto dei grandi numeri: dobbiamo coniugare la globalizzazione e l’italianità della nostra produzione. Oggi esiste un consumatore che è più povero per certi versi ma più intelligente, più aperto e globale per altri: è in grado di capire dove sono presenti i valori e le qualità. Un’ultima domanda: il complesso Coop consumo è gran parte del sistema cooperativo. Adesso quest’ultimo si è dato un programma di unificazione, evidentemente perché ci siamo accorti che il nostro peso non è sufficiente sulla realtà italiana e vorremmo che aumentasse. Secondo lei le cooperative che ruolo hanno in un’economia moderna? È vero che fino a qualche anno fa i soliti analisti ed economisti di varia estrazione teorizzavano che il modello cooperativo fosse in declino e posso confermarlo io stesso, avendo vissuto per molti anni in questo settore. La crisi che ci ha colpiti ha messo in luce come i principi di Adam Smith fossero stati calpestati in assoluto, perché la finanziarizzazione dell’economia ha rischiato di far fallire il mondo. Ed è proprio di fronte a questa crisi strutturale che il modello cooperativo si presenta in tutta la sua freschezza. Maurizio Cocchi In redazione Elena Giorgi www.buonenotiziebologna.it Il Direttore di BNB si confronta con Vincenzo Tassinari, Presidente di CoopItalia 8 Lavoro & Bazze BNB 1 Luglio 2011 Offerte di lavoro www.buonenotiziebologna.it Centro per l’impiego di San Giovanni in Persiceto Via Modena, 66/b tel.: 051.822341800286040 fax: 051.6810054 e-mail: [email protected] Cod. 1259/2011 Offerta valida fino al 07/07/2011 Azienda richiedente sambadagua srl Mansione operaio Qualifica ISTAT 726305 Tagliatore a macchina per produzione in serie di abbigliamento Contenuti e contesto del lavoro tagliatore e cucitore di prodotti per l’arredamento e complementi d’arredo a livello industriale Luogo di lavoro Pieve di Cento Caratteristiche candidati esperienza nella mansione Contratto tempo determinato Orario full time 40 ore sett.li Per candidarsi inviare curriculum via mail [email protected] Centro per l’impiego di Zola Predosa Piazza della Repubblica, 1 (c/o Municipio) tel.: 051.6598080- 800286040 fax: 051.6598117 email: [email protected]. bologna.it Cod. 1323/2011 valida fino al 30/07/2011 Azienda richiedente Alberto Sassi Spa - Via Guido Rossa 1 40056 Crespellano (Bo) Mansione Addetto/a al controllo qualità in linea Qualifica ISTAT 312924 tecnico controllo qualità Contenuti e contesto del lavoro Il/la candidato/a sarà adibito/a al controllo delle lavorazioni meccaniche e delle linee di montaggio per verificare che siano rispettate le procedure previste nel manuale di qualità aziendale Luogo di lavoro Crespellano (Bo) Formazione Diploma di Perito Meccanico Caratteristiche candidati Patente B - Automunito/a Esperienza nel ruolo Contratto Tempo determinato di 6 mesi Si valuterà in seguito eventuale proroga oppure trasformazione del contratto Conoscenze Controllo dimensio- w w w.italianoperimmagini.it fax: 051.878458 e-mail: [email protected] Cod. 504/2011 valida fino al 24/06/2011 Azienda richiedente trattoria tomba - Ristorazione con somministrazione - via armarolo 26 - 40054 Budrio (Bo) Mansione cameriere di sala con esperienza Qualifica ISTAT 522316 Cameriere di sala Contenuti e contesto del lavoro servizio ai tavoli-riassetto e pulizia Luogo di lavoro Budrio (Bo) Caratteristiche candidati automunito Contratto lavoro a tempo indeterminato Orario lu-ma-gio-dom. 11.30/15.30 - ven.sab. 11.30/15.30 - 19/23 Per candidarsi inviare curriculum via mail a: tomba_paolo@ fastwebnet.it oppure tel. al n. 338/4802393 nale Conoscenza disegno tecnico, conoscenza strumenti di misura, conoscenza dell’ambiente operativo Windows. Requisito fondamentale è la conoscenza delle lavorazioni meccaniche su macchine da Asportazione truciolo Orario Tempo pieno Per candidarsi Inviare il curriculum tramite il sito internet: www.sassi.it poi cliccare su “Azienda” scegliere l’area “Lavora con noi”. Per inviarci i vostri comunicati e annunci, scrivete a BNB presso: Virtual Coop ONLUS Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna Centro per l’impiego di Minerbio Via Europa 16 e 20 tel.: 051.878298-800286040 E-mail: [email protected] ABBASSIAMO I PREZZI DI 1000 PRODOTTI BNB x VOI Tel. 051 533106 Fax 051 530761 BAZZE!! Privato acquista antichi arredi, quadri d’epoca, sculture antiche, ceramiche, cineserie. Max. serietà. Cell. 335.5230431. Master alla Bicocca: sistemi sanitari, medicine tradizionali e non convenzionali. Il Master è strutturato in 1.500 ore di attività formative e professionalizzante suddivisa in lezioni, stage, studio guidato e studio autonomo. 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L’elenco completo dei progetti è in tutti i punti vendita o su www.adriatica.e-coop.it Poco da tutti Può essere tanto Per molti. IN TUTTI GLI IPERCOOP E I SUPERMERCATI COOP 1 Luglio 2011 speciale 150 anni Garibaldi in Romagna, quello che ancora vive A Mandriole di Ravenna, nella casa “ove morì Anita Garibaldi”, è stato presentato l’ultimo libro di Maurizio Maggiani, “Quello che ancora vive. Il salvamento del generale Garibaldi nelle terre di Romagna”. Il progetto è stato realizzato da Coop Adriatica e dalla Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna, in collaborazione con librerie.coop e Igd, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. “Quello che ancora vive” è il racconto di un viaggio alla ricerca di ciò che è presente, nel paesaggio e negli uomini di Romagna, dello spirito e del carattere di quella comunità che nell’agosto del 1849 si prese cura di portare in salvo Giuseppe Garibaldi dall’accerchiamento dell’esercito austriaco. Contadini della piana, pescatori d’Adriatico e delle valli del Po, artigiani di città, intellettuali, uomini di chiesa, contrabbandieri, si organizzarono in una rete clandestina che è ricordata con il nome di “Trafila Romagnola”. Fu una grande impresa collettiva, una prova di coraggio e generosità. Per circa un anno Maurizio Maggiani, con l’amico fotografo Moreno Carbone, ha percorso i luoghi della Trafila alla ricerca di “Quello che ancora vive” del carattere, dei valori e dello spirito dei componenti della Trafila dei Romagnoli. Ne è nato un racconto di parole e immagini, nel paesaggio e tra gli eredi di quegli uomini che “vollero salvare il loro ideale e, con esso, l’eroe che lo incarna”. Un libro che restituisce un’epica e che offre le testimonianze per celebrare in modo non retorico i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il libro, edito da Editrice Consumatori, è in vendita ad un prezzo simbolico di 5 euro in tutte le librerie. coop, negli ipercoop e nei principali supermercati di Coop Adriatica, con l’intento di rendere accessibile a tutti e promuovere i valori di coesione nazionale, impegno civile e solidarietà espressi dalla Trafila. “Le storie più belle e coinvolgenti sono storie di sfortuna. Gli uomini più belli, le donne più belle, sono uomini e donne di tragedia. Quelle riconosciamo ciò che vediamo di più bello e di più tragico nella nostra vita. Perché la vita degli umani è viaggio nelle sfortune e vivere oltre le tragedie che incontriamo è l’eroismo di ognuno; noi dell’oggi siamo il presente delle antiche epopee, ciò che ancora non muore degli eroi trascorsi. E quando dimentichiamo tutto ciò, dimentichiamo noi stessi e ci perdiamo, naufraghi di un’estenuante stagione presente senza ragione alcuna. Per questo, portare memoria è portare passione per sé e per i propri fratelli, amore per la vastità della vita, di quella che è stata e di quella che si va facendo; è desiderio di ciò che verrà, che potrà venire se continueranno tra gli umani a nascere eroi e ogni umano a riconoscersi eroe con loro. Perché, ancora una volta e un’altra, e ancora e ancora, la sfortuna non prevalga sulla bellezza, la tragedia non schianti le anime. Ed è così che le storie più belle sono anche e sempre storie di vittoria, vittoria oltre ogni sconfitta; perché nel racconto la vita non si spegne mai, né mai si consumano le speranze di un ulteriore destino. Nessuna sconfitta è definitiva se non nel silenzio, nessuna tragedia è stata vana finché c’è una voce che 9 Trenta giorni di nave a vapore Storie di emigrazione dalla valle dell’Idice Cristoforo Colombo, azidànt a té e a quant t è dscuêrt la Merica! (“Cristoforo Colombo, accidenti a te e a quando hai scoperto l’America!”): con questa lapidaria imprecazione un’emigrante budriese esprimeva il dolore e l’amarezza di un’esperienza conclusasi tragicamente per lei e per molti che fra il 1880 e il 1912 partirono per le Americhe in cerca di fortuna. Furono almeno 2000 le persone provenienti dalla valle dell’Idice (Budrio, Medicina, Molinella), che tentarono questa avventura, spinte dalla miseria che affliggeva in quegli anni la bassa bolognese, e dunque con motivazioni simili a quelle di chi oggi approda sulle coste italiane. Il libro di Lorenza Servetti ripercorre questa epopea, fatta di coraggio, tenacia, spirito di avventura, orgoglio per il contributo dato allo sviluppo di quei paesi lontani, ma anche di sofferenze e drammi, ricostruiti grazie a documenti, fotografie e testimonianze dei discendenti, residenti sia in Italia che nei paesi di emigrazione. Sono tanti nomi, tante famiglie di cui l’autrice ha seguito le tracce, riannodando, in alcuni casi, i rapporti fra con- sanguinei residenti sulle opposte coste dell’Atlantico. Vicende lontane, il cui ricordo, quasi svanito, torna alla luce grazie alla ricerca, rivivono nelle pagine del libro, accompagnate dalle immagini antiche raccolte in un video. 100 anni della produttori Sementi Il Prof. Todaro e le sue intuizioni storie sono le nostre epopee, quegli uomini e quelle donne, i nostri eroi. Apparteniamo a loro e loro ci appartengono. Perché quelle storie sono le nostre, di quegli uomini siamo padri e fratelli e figli, in loro ne porta viva memoria. Ed anche solo essere vivi e portare con sé, nella propria, le vite passate è vittoria sulla peggiore delle sconfitte: la smemoratezza”. Maurizio Maggiani LA MOSTRA FOTOGRAFICA OSPITATA NEI CENTRI COMMERCIALI IL CALENDARIO DEGLI ALLESTIMENTI FINO A NOVEMBRE La mostra fotografica “Quello che ancora vive” è formata da 14 grandi immagini: scatti dei paesaggi che furono teatro della “Trafila Romagnola” e ritratti collettivi delle persone che ancora ne tengono viva la memoria. L’esposizione è stata pensata per essere allestita all’esterno: realizzata su pannelli in pvc montati su tubi Innocenti e circondata da bandierine tricolori, ha infatti una lunghezza di circa 18 metri, un’altezza di 9 e una profondità di 6. Durante l’estate, dopo l’inaugurazione nella Fattoria Guiccioli a Mandriole, dove tornerà anche a ottobre, la mostra sarà ospitata nei parcheggi di alcuni centri commerciali di Igd a Bologna e Ravenna. Questo il calendario degli allestimenti: Centro commerciale Borgo 24 giugno - 3 luglio via Emilio Lepido 184 - Bologna Centro commerciale Nova 8 - 24 luglio via Villanova 29 Villanova di Castenaso (Bo) Centro commerciale Esp 29 luglio - 28 agosto via Bussato 74 - Ravenna Centro commerciale Le Maioliche 2 - 18 settembre via Colombo 18 - Faenza (Ra) Centro commerciale Leonardo 23 settembre - 9 ottobre via Amendola 129 - Imola (Bo) Fattoria Guiccioli 14 ottobre - 30 novembre “Casa ove morì Anita Garibaldi” Mandriole di Ravenna Il 29 luglio 1911 viene costituita la “Società Anonima Cooperativa Bolognese Produttori Sementi”. L’atto costitutivo rappresenta la realizzazione di una originale intuizione del professore Francesco Todaro finalizzata al conseguimento del miglioramento della produzione agricola e segna l’avvio di una organizzazione integrata al doppio fine della ricerca e della sua diffusione, che non aveva ancora conosciuto precedenti in Italia. L’idea realizzatrice, nata nell’ambito della Societa Agraria Bolognese (oggi Accademia Nazionale di Agricoltura) trova da subito sostegno finanziario della Cassa di Risparmio in Bologna. L’intuizione del prof. Todaro, all’epoca considerata futuristica, di fatto si rivelò antesignana di importanti realizzazioni. Dal 1911 al 1918 vengono isolate, da popolazioni italiane di frumento tenero, le prime varietà di successo: Gentil Rosso 48, Rieti 11 e Cologna 12, e da popolazioni di origine straniera, le varietà Inallettabile 95 e 96. Nel 2011 la Società Produttori Sementi compie cento anni. Una storia lunga un secolo che, fin dal 1911, anno in cui venne fondata dal Prof. Francesco Todaro, ha visto la Società impegnata a diffondere la propria innovazione al mondo agricolo ed alimentare attraverso la costituzione di nuove varietà vegetali e la loro diffusione sotto forma di sementi certificate di qualità. Varietà, quelle della Produttori Sementi, che hanno fatto la storia della granicoltura italiana, come i grani teneri Irnerio e Centauro, come le recenti varietà di grano duro Iride e Saragolla, ai vertici delle classifiche nazionali per produttività, come i grani duri Svevo ed Aureo, dalla straordinaria qualità tecnologica. Varietà che si sono contraddistinte anche nel settore foraggero, in particolare l’erba medica Prosementi, oggi ufficialmente riconosciuta come standard di produttività, adattabilità e longevità. Società Produttori Sementi Spa Via Macero, 1 - 40050 Argelato (Bologna) - Italy Tel. (+39) 051.8904211 - 212 Fax (+39) 051.8904215 www.buonenotiziebologna.it w w w. p ro g e t t o d at a . i t BNB 150 anni 10 Turismo BNB SPI S ervizi Pr i m a I nfanzia 1 Luglio 2011 Nido Sistema Integrato per la Gestione delle Anagrafiche e delle Rilevazioni relative ai Servizi per la Prima Infanzia www.virtualcoop.net Sulle tracce della linea gotica www.buonenotiziebologna.it Diciotto tappe in una guida storica-escursionista lungo questo fronte della Seconda Guerra Mondiale “Sulle tracce della Linea Gotica” è una guida storica-escursionistica lungo quel fronte invernale della Linea Gotica che dall’autunno del 1944 all’aprile del 1945 correva dalle spiagge a nord della Versilia a quelle a nord di Ravenna, attraverso la Toscana e l’EmiliaRomagna. Suddivisa in diciotto tappe con due importanti deviazioni e tre appendici, supportata da ventiquattro mappe e informazioni dettagliate, da fonti archivistiche e iconografiche anche inedite e da 270 immagini, la guida permette la visita a luoghi e siti particolarmente indicativi offrendo una descrizione dettagliata di tutti i segni e le tracce sedimentate nella memoria dei territori. Nella splendida cornice della Sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio, Vito Paticchia e Marco Boglione hanno presentato recentemente il loro lavoro, descrivendo minuziosamente quella linea difensiva che partendo da Cinquale, affrontava le Alpi Apuane e la Garfagnana, percorreva il crinale tosco-emiliano da Passo del Saltello a Monte Spigolino passando per Abetone; si affacciava sulla valle del Dardagna dall’alto dei Monti della Riva e proseguiva per il Belvedere; attraversava il fiume Reno inerpicandosi a monte Caprara e Monte Sole. È una guida che vuole entrare a far parte di quel enorme “Progetto della memoria”, legato alla promozione dei luoghi che sono stati colpiti dalla seconda guerra mondiale. Oltre alla descrizione minuziosa dei paesaggi e di ciò che l’utente della guida può trovare nel corso del suo cammino, ogni tappa è supportata da un’esaustiva scheda storica: dalla liberazione di Rimini del ’44 a quella di Ferrara nel ’45, i 200.000 morti riconosciuti o il milione di soldati che hanno partecipato, sono alcuni dei dati che attestano le varie fonti e collaborazioni che gli autori hanno elaborato nel corso della stesura del libro. Camillo Zadra, Direttore del Museo della Guerra di Rovereto, ha affiancato i due autori nel procedere dei loro studi, nella consapevolezza che una buona conoscenza del territorio è possibile solo con dei buoni strumenti storici. Via Matteotti,16 40014 Crevalcore (BO) Cell. 3471591886 Cell. 3405980750 “Per comprendere al meglio la fase invernale, dice Zedra, dell’ultimo conflitto mondiale, bisogna affrontare un percorso specifico, costellato non solo di consultazione del materiale museale o archivistico, ma attingere alla memoria dei superstiti, di chi in quella fase era presente e ha potuto vedere con i propri occhi l’avanzamento dei tedeschi. Inoltre, accedendo a fonti rario di diciotto tappe di un tracciato continuo e ininterrotto a cui si aggiungono due deviazioni per visitare Montese e Castel d’Aiano e tre appendici a luoghi significativi come le fortificazioni del Carrara Riegel, lo sbarramento di Borgo a Mozzano, lo straordinario complesso di bunker a Mesola. È un viaggio in territori straordinari, talvolta incontaminati, ma è alternative a quelle italiane (tedesche, inglesi e americane), si ha la possibilità di osservare quel periodo, quei luoghi, quegli avvenimenti in maniera del tutto nuova”. Lungo queste valli e questi argini dove la memoria dei lutti e delle distruzioni è ancora viva a distanza di settant’anni, si snoda un itine- soprattutto un viaggio nella storia, nel cuore della nostra comune memoria. Vito Paticchia, Marco Boglione “Sulle tracce della Linea Gotica. Il fronte invernale dal Tirreno all’Adriatico in 18 tappe”. (Fusta Editore, 2011, 256 p., Euro 19,00) Alta qualità e cortesia. Gestione giovane e intraprendente. Nel solco della tradizione, la cura del taglio delle carni. PROPONIAMO: “Carni italiane certificate” bovine ovine suine avicunicole “Preparati per ciliaci” TROVERETE: Carni di Scottona, di Romagnola, Limousine e altre razze, frollate a puntino. Salsiccie al naturale , vero pollame ruspante, conigli del contadino. tutte selezionate da noi stessi Grigliate di Carni Miste cotte nel nostro forno multifunzione I fratelli Minardi Ripieno per Tortellini con ricetta della nonna SERVIZIO DI ROSTICCERIA pollo allo spiedo, porchetta, roast-beaf, stinco di maiale... dopo tanta attesa, fatti! Marcello Cominelli 1 Luglio 2011 “XI Pinball fruz” Flipper, videogiochi il 9 luglio, Castello di Serravalle Nato quasi per caso nel 1994, il ‘Pinball Frunz’ (che cosa significhi realmente il nome è ancora un mistero) fu l’evolversi naturale della perenne ricerca di una sede fissa per l’associazione Tilt! Nei primi anni ’90, un amico aveva messo a disposizione un capannone di una ex-officina a Quarto Inferiore, vicino Bologna, per metà occupato da una sala prove, per metà riempito immediatamente di flipper e videogiochi della collezione. Immediato punto di riferimento per gli appassionati, diventò un continuo via vai nelle giornate di apertura per nonni e nipotini della zona alla mattina, genitori dei nipotini di cui sopra al pomeriggio sera, che potevano finalmente ritrovare i compagni di gioventù e giocare gratis. Inoltre, il luogo cominciò ad essere frequentato anche da pensionati un tempo impiegati nel settore; falegnami, elettricisti, tecnici, in breve si allestirono nelle diverse stanze dei laboratori di restauro per gli apparecchi, spesso curati dalle stesse persone che qualche decennio prima avevano curato la loro creazione. Completava il tutto serate di proiezione di film e documentari, corsi aperti al pubblico su come riparare il proprio flipper o videogioco, frequentate molto spesso anche da parecchi visita- tori di fuori Bologna. Come tutte le cose, anche questa arrivò al termine, quando fu necessario svuotare il posto perché la proprietà reperì qualcuno che lo voleva affittare. Era l’agosto del 1994, si organizzarono dei viaggi con dei furgoni, ed in breve fu tutto svuotato. Si trovò una sede di fortuna presso il vecchio fienile di amico dell’associazione, residente a Castello di Serravalle, e si co- minciò ad ammucchiare i giochi nel prato antistante, e poi all’interno di esso. Consci che prima di trovare una nuova sistemazione sarebbe passato chissà quanto tempo, e che molto di quegli stessi apparecchi sarebbero poi rimasti immagazzinati per anni, si decise di organizzare una ultima festa, lì nel prato, grazie ad un generatore di corrente elettrica a cui collegare i flipper, 11 e si passò la voce tramite amici e la rete Fidonet (Internet era di là da venire). Quella notte, avvenne l’incredibile: oltre 250 persone, molti ex frequentatori del capannone di Quarto, giovani ed anziani, alcune famiglie con i bambini che venivano a giocare, tutti insieme in quel prato a giocare una ultima volta con quei giochi che poi, con l’avvento dei videopoker, sarebbero addirittura spariti anche dai bar. Il giorno dopo si completò lo stoccaggio nel fienile degli apparecchi, ma ci si rese conto che era un peccato dover attendere chissà quando per ottenere nuovamente uno spazio. Venne comunque fondata l’associazione Tilt!, iscritta alle liste associative del Comune di Bologna, con lo scopo di riuscire ad ottenere locali dove ripetere l’esperienza (ma si e’ ancora in attesa, dopo ormai quindici anni...) e si decise di ripetere, in qualche modo, ogni estate, l’evento della festa. In realtà, non sempre si riuscì a trovare uno spazio all’aperto per la festa; altre volte il maltempo fece annullare l’evento, ci furono poi persino problemi con le forze dell’ordine. Ma bene o male, siamo nel 2011 e si e’ arrivati all’undicesima edizione di questa festa, non pubblicizzata se non tramite il passaparola degli appassionati, che attira gente anche dall’estero. Nel corso degli anni, abbiamo avuto ospiti dagli USA, Germania, Russia, Francia, Svizzera, Inghil- terra; il fatto di essere comunque una festa all’aperto con musica e bar attira anche chi non e’ direttamente interessato ai giochi (ma che poi spesso li prova qui per la prima volta e non se ne vuole più staccare!); nel 2008, una troupe televisiva inglese ha girato un documentario: “Special When Lit”, con interviste ai partecipanti e riprese effettuate durante la lunga notte dei flipper. Parecchi quotidiani locali e non ci hanno dedicato articoli e foto. L’edizione 2011, dopo un certo peregrinare, ci riporta nella stessa sede del 1994, della prima edizione: Castello di Serravalle. L’evento si terrà sabato 9 luglio, ci sarà musica e da bere, e soprattutto tanti flipper e videogiochi, dagli anni ‘60 al 1994, da giocare gratuitamente. Per avere istruzioni particolareggiate per partecipare alla festa, contattate l’associazione tramite il sito http://www.tilt.it, oppure cercate su Faceboook la pagina del Pinball Frunz (http://www.facebook.com/pinballfrunz). Con l’occasione, continua la nostra raccolta firme per chiedere una sede stabile, iniziata un paio d’anni fa, che ci è stato impossibile finore recapitare al sindaco, con le note vicende Delbono. Ora che anche Bologna pare essere tornata alla normalità, possiamo forse riprendere la nostra ricerca di spazi associativi. Federico Croci [email protected] - www.tilt.it I numeri della collezione “TILT” croguide”, “prove di forza”, “mini bowling”, ecc. 24 “Juke-Box”, di costruzione italiana e straniera, dagli anni ’50 agli anni ’90. 241 manuali tecnici, schemi elettrici, brevetti, documentazione tecnica varia, dagli anni ’30 ai giorni nostri, in originale. 312 libri, pubblicazioni, cataloghi espositivi, riviste di settore, articoli di quotidiani ed altra stampa periodica, in originale. 89 DVD, VHS, LP/45 giri, video in formato digitale sui giochi a moneta. 633 depliants pubblicitari di tali apparecchi, posters, gadgets, oggettistica. 154 telai da serigrafia, disegni, bozze di prototipi, in originale. 943 foto in stampa e in formato digitale di manifestazioni, fiere, presentazioni di prodotti. Il museo dei flipper Ne parla a BNB Federico Croci dell’Associazione Tilt! Il progetto di un Museo del Gioco Automatico nasce perché l’associazione Tilt!, partita con una piccola collezione privata di apparecchi, si ritrova alla fine degli anni ’90 a ricevere donazioni di giochi interi, prototipi, disegni e grafiche originali, anche macchinari, dalle tante ditte che un tempo producevano flipper e videogiochi, tutte intorno Bologna, e che ormai stanno chiudendo. La parte interessante di questa collezione, comprendente più di 400 apparecchi dagli anni ’30 al 2005, e che sono tutti o quasi giocabili, si può studiarne il funzionamento, ecc. In realtà, è chiaro che il progetto di farne un Museo richiede parecchi fondi; al momento, anche perché molti di questi apparecchi sono ora in depositi di fortuna e si rischia che vadano buttati, ci basterebbe un vecchio deposito, un capannone, vuoto, dove organizzare un magazzino e dei laboratori di restauro, non aperto al pubblico ma solo agli associati, dove però organizzare la partecipazione alle tante mostre temporanee che ci vengono proposte, come “La Città dello Zecchino”, ecc., dove alcuni dei nostri modelli furono apprezzati persino da Cofferati (vedi foto allegata). Nel 1994 siamo stati invitati al “Pinball Expo” di Chicago, con una esposizione fotografica sugli apparecchi costruiti nel bolognese. Nel 2004 abbiamo pubblicato un libro su questi modelli. Nel 2009 la biblioteca di Tilt!, oltre 500 volumi sui flipper ed i videogiochi, è stata inserita nel portale bibliografico dell’UNESCO, in quanto unica nel suo genere e comunque la più fornita in Europa. Nel frattempo, l’unica occasione in cui riusciamo a tirare fuori una minima parte dei nostri apparecchi, per far giocare gratis gli appassionati ed i curiosi, è il “Pinball Frunz”, una festa che si tiene all’aperto dal 1994, dove vengono esposti alcuni apparecchi tra i più curiosi per essere giocati. A tale evento partecipano spesso appassionati dall’estero, e nel 2009 abbiamo ospitato una troupe televisiva inglese che ha girato un documentario sulla collezione Tilt! ed il Pinball Frunz. Tilt! non raccoglie solo flipper, ma anche videogiochi. Abbiamo un raro esemplare di “Computer Space”, il primo videogioco a moneta della storia (1972) - unico esemplare in Italia, uno dei tre in Europa. Più tanti altri apparecchi, perlopiù italiani, quasi tutti costruiti intorno a Bologna. PER CONTATTARE TILT! TILT! - c/o Federico Croci - via Camillo Procaccini 19 - 40129 Bologna Email: [email protected] http://www.tilt.it Federico Croci: Cell. 335 6648558 Email: [email protected] 271 ‘flipper’, meccanici ed elettromeccanici di costruzione italiana e straniera, dal 1931 al 1978. 136 ‘flipper’ di costruzione italiana e straniera, dal 1978 al 2004 - apparecchi elettronici. 7 prototipi di apparecchi a moneta tipo ‘flipper’ e realizzati a mano, mai costruiti in scala industriale. 55 ‘videogiochi’, tra modelli italiani e stranieri, dal 1971 ai giorni nostri, tra cui alcuni pezzi di particolare rilevanza storica e documentale, come “Computer Space”, il primo videogioco a moneta della storia, unico esemplare conosciuto in Italia, il secondo in Europa. 35 giochi meccanici di intrattenimento di varie epoche: calciobalilla (anni ’40 e ’50), “tiro di abilità” (dagli anni ’60 agli anni ’80), “mi- www.buonenotiziebologna.it BNB Curiosità 1 Luglio 2011 I P BNB A BR DI Strips & Trips I 12 Pol. A.C.A.C.I.S. “G.DOZZA” Bologna Via W. Shakespeare, 31 40128 Bologna Tel: 051 231 003 - Fax 051 222 165 email: [email protected] Emanuela De Siati Uomini italiani che odiano le donne www.buonenotiziebologna.it Laureata al dams di Bologna con una tesi su Fatih Akin, regista tedesco di origini turche attento alle tematiche sociali, attenta lettrice dei libri del suo professore/filosofo/gesuita Felice Scalia, ma non per questo felice cattolica..(o sì??) mi interessa e mi ossessionano le disparità sociali, le ingiustizie troppo grandi tra popoli e nel mio paese, delle minoranze che non sono ascoltate. Sono affascinata da questo mondo che sta cambiando e dagli incroci culturali. Sto completando una specialistica in Italianistica e scrivo su un giornale on line (Il Mascalzone) dove faccio pure vignette dall’intento satirico, ma che poi fanno piangere. Distratta lettrice e disegnatrice di fumetti, blogger, distratta scrittrice di poesie, pigra frequentatrice di piscine, amo il Nord Europa, ma pure il sud per gli arancini, i cannoli, il mare e i sorrisi della mia gente. Blog: http://emanueladesiati.blogspot.com/ La mia colazione di stamattina ha coinciso con il nuovo programma o meglio, l’ennesimo, uguale di un presentatore famosissimo esperto in questi programmucci dalla creatività inesistente. Si capisce, che forse gli autori dei programmi televisivi, o devono essere gay per fare quattro battute decenti oppure devono essere uomini che odiano le donne. Non faccio il nome di questo presentatore perché come lui ce ne sono altri, forse quasi tutti che per fare una battuta devono per forza appoggiarsi su una velina e sulla sua presunta e costruita stupidità. E sì, se no non riescono a fare una battuta decente, se no, non riescono a far ridere il pubblico. Un pubblico che ride della stupidità delle donne? Chi è questo pubblico? Uomini dall’istruzione zero, in poltrona, con una birra in mano e la croce d’oro sulla canottiera malconcia? Donne casalinghe che nell’atto di portare l’altra birra al marito ridono alla battuta del presentatore raffinato e poi non sanno nemmeno perché hanno riso? Chi è questo pubblico? Perché un insulto a una donna dovrebbe far ridere? Perché nessuno tra il pubblico, i vip invitati, gli spettatori non protestano? Ridono. Ridono e non sanno perché ridono. Scommetto che dopo una risata di circostanza, dentro di loro arriva un sentimento di disagio, tristezza, ma scommetto pure che non scopriranno facilmente perché quella sensazione di vuoto. Gli uomini si sono sentiti sempre più intelligenti, capaci delle donne. Ridono di loro perché non vogliono entrare in competizione. Che ne sarebbe di loro se perdessero? Se facessero una figuraccia di fronte a una donna? Eppure le statistiche parlano chiaro: le donne vanno meglio all’università e sono più portate per i compiti dove deve essere impiegato l’intelletto. Mi chiedo in quali paesi del mondo ancora gli uomini ridono delle donne. Paesi involuti. L’Italia è tra questi. Eppure in tempi antichissimi, quasi preistorici l’uomo faceva statuette di donne, le adorava, pure nell’antico Egitto la donna godeva di un’importanza pari a quella del’uomo. E nel 2011, in Italia ancora non si capisce perché uno debba ridere di una ragazza mezza nuda, davanti ad una telecamera, sbeffeggiata intellettual- mente non da uno scienziato, ma da Teo Mammuccari, da Paolo Bonolis che per anni ha interloquito solo con Uan! Non vogliamo immigrati in Italia perché porterebbero solo degrado, e critichiamo il velo sulle donne musulmane. Gli uomini musulmani parlano di rispetto nei confronti delle donne con il velo, e dicono che è meglio che non lavorino sempre per rispetto e che stiano a casa e che facciano figli. A lavorare ci pensa l’uomo, per rispetto alla donna. Noi Italiani invece ci sentiamo evo- luti e le donne qui possono andare in giro pure in mutande, fare feste a casa del premier, e darla via come niente sempre perché siamo evolutissime. Non so cosa sia meglio, la guerra tra occidente e oriente non esiste. La guerra è tra deboli e prepotenti. In qualsiasi caso, in qualsiasi modo, la donna paga il prezzo di una violenza ingiustificata, non penalizzata, accolta spesso dalle stesse donne. In quest’ottica, molte donne in passato e ora dicono la loro. Il sessantotto è servito eccome. Èstata una presa di coscienza. Ce ne vorrebbe un altro, e un altro ancora. Non si guarda alla donna come a un essere umano ma come una donna e questo la isola, la penalizza. Mi vergogno e mi annoia l’idea di vivere in un paese così gretto, incivile, ma ci devo vivere. E posso dire sempre la mia. Emanuela De Siati Buone Notizie Handi Show BOLOGNA Edizione 2011 - Giovedì 8 Settembre HandiShow a Bologna!!! ierangelo Bertoli è nato nel 1942 a P Sassuolo, in Provincia di Modena, da una famiglia operaia, a tre anni fu colpito da una grave forma di poliomielite che lo privò della funzionalità degli arti inferiori e lo costrinse a vivere muovendosi su una sedia a rotelle, ci ha lasciati nel 2002 dopo una breve malattia. Pierangelo era uno di quei cantautori impegnati soprattutto con la parola. Le sue canzoni più belle erano delle vere e proprie poesie. Una tra le più significative è stata pubblicata nel 1976, si tratta di Eppure soffia. La canzone, dopo aver citato una serie di cose estremamente negative in campo ambientalista, se ne parte con un ritornello di questa natura: Eppure il vento soffia ancora spruzza l’acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori, li bacia e non li coglie Si tratta evidentemente di parole di speranza, che ci invitano all’azione, a non mollare, ad andare avanti, ad operare per le cose migliori, perché in fondo ad ogni tunnel c’è sempre un vento di libertà e di quella comprensione che porta all’amore. Sicuramente un verso di questa forza ed intensità poteva essere scritto anche da una persona non disabile, in fondo i poeti ed i musicisti hanno fatto ben di meglio. Tuttavia, il fatto che sia stato scritto con un lapis su pezzi di carta, da un uomo costretto a vivere sulla carrozzella per tutta la vita, gli attribuisce un retrogusto del tutto particolare. Un essere umano, oggettivamente toccato dalla sfortuna, a cui tutto il contesto familiare e sociale non avrebbe chiesto niente, se non di soppor- tare pazientemente la sua condizione, che invece scrive versi e li porta al successo, beh qualcosa ce lo dice. Intanto, parla agli scontenti per natura e per partito preso, a quelli a cui manca sempre qualcosa, a quelli che nessuno li capisce, che chiedono e pretendono la felicità dagli altri, che pongono la propria vita infelice al centro del mondo. A tutti costoro dice una cosa semplice e diretta: smettetela di rompere le palle e cominciate a far qualcosa. Ma parla anche a tutti coloro che dalla vita hanno avuto tutto o quasi e che credono che questo gli sia dovuto, perché unti dal Signore. A costoro dice di ridimensionarsi, di fare qualcosa con le proprie mani, di non dare per scontato il proprio benessere, di guardarsi attorno e riconoscere la realtà, quella vera. HandiShow parte da qui, dal riconoscimento della realtà, dalla sua durezza e dalla sua bellezza. La condizione di disabilità ti costringe ad un confronto molto serio con le tue capacità residue e con tutto ciò che ti circonda, che non sempre è amichevole. Spesso il confronto è duro, severo, impegnativo e talvolta si ha la sensazione di non farcela. In certi casi la strada che prendi è dritta e ti porta al risultato, in certi altri è tortuosa e segnata dall’incertezza, dalla depressione, dalla sensazione d’impotenza. Quando cominci a perseguire un obiettivo non è quasi mai molto chiaro, ma mentre lo porti avanti ti capita di confrontarlo con la realtà, e allora lo aggiusti, lo migliori, lo fai diventare sempre più tuo. Quando finalmente lo raggiungi non te ne accorgi quasi mai, perché nel frattempo il tuo progetto è cambiato e già ne vuoi perseguire un altro. Poi, mentre sei lì che pedali, quasi sempre in salita, ecco che può capitare l’incidente, l’aggravamento che ti blocca, che ti fa tornare indietro, che rimette in discussione tutto. E allora sai che devi ricominciare tutto da capo e ti piglia un grande scoramento. Ma capita, di solito ai più fortunati od ai più coraggiosi, che arriva il giorno in cui, mentre ti raggomitoli nei tuoi pensieri più neri, che già rasentano l’autocommiserazione, sentendo il profumo di un tiglio ti dici: “ma va fan culo, che la vita è bella!” In tutta questa fatica che facciamo per vivere e migliorare la nostra condizione, abbiamo spesso la sensazione di essere soli e talora non riusciamo a guardare oltre l’ombelico dei nostri guai. In realtà, in questa opera titanica che è il desiderio di combinare qualcosa di significativo nella vita, siamo sempre affiancati da qualcuno. Una volta è il vicino che ci apre la porta, altra volte è la signora del piano di sopra che ci prepara la pasta e fagioli, oppure la perfetta sconosciuta che ti regala un libro di francese con cui puoi dare l’esame di terza media. Fino ad arrivare ai parenti, ai genitori, alle mogli e mariti che spesso rappresentano la struttura portante della nostra organizzazione personale di disabili che non si rassegnano. Anche le istituzioni sono state in qualche modo un compagno di viaggio in questo percorso: la sanità pubblica, la scuola pubblica, i terapisti, gli educatori e molte altre figure. Di tutto questo l’arte e la musica possono dar conto, restituendo l’emozione e la gioia di vivere. Perché è questo HandiShow: uno spettacolo, una sera spensierata spesa per ascoltare artisti con e senza la carrozzina, tutti assieme appassionatamente sul palco dell’Estragon, per ricevere gli applausi del pubblico od anche per farsi fischiare se capita, perché la legge dello spettacolo alla fin fine è questa ed essere disabili non è un alibi sufficiente per una pessima esibizione artistica. Ma parliamo anche dei giovani, che Ad HandiShow hanno un ruolo importantissimo, essi non sono quelli di X Factor, ma sono quelli che davvero ce ne mettono del proprio, che cercano il nuovo, che suonano e cantano spesso facendo un altro lavoro, che pagano col loro impegno e spesso di tasca propria. Anche in questo caso siamo di fronte all’impegno, alla fatica, al gusto di innovare, di andare avanti senza raccomandazioni, di guadagnarsi tutto quello che riescono a raggiungere. Alle volte i risultati non ci possono apparire lusinghieri, le loro opere improvvisate, le voci incerte… Ma ricordiamoci, sempre, di quei quattro scarafaggi di Liverpool: anche loro furono accolti con grandi riserve… dai vecchi babbioni dell’epoca! Con HandiShow vogliamo anche restituire quello che abbiamo ricevuto, ovviamente gli eventuali pesci in faccia ce li teniamo tutti per noi, che siamo gli organizzatori dell’evento. Restituire le cose migliori, le fa moltiplicare e crescere nel mondo... e allora restituiamo una canzone, anzi un intero spettacolo! Quando, la sera dell’8 settembre, verso mezzanotte, uscirete dall’Estragon, sarete felici e sereni, e se sentirete uno strano retrogusto, non fateci caso: il sapore della vita! Presidente Virtual Coop Maurizio Cocchi FRANZ CAMPI Presenta HandiShow “Meglio che scaricare un camion di mattoni - Storie e canzoni”. n “live” pieno di ironia, ritmo, monologhi, nuovi brani ed alcune delle più riuscite canzoni di oltre 20 anni di attività di Franz Campi alle quali si affiancano omaggi ad artisti del calibro di Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Fred Buscaglione e Luciano Ligabue. Franz Campi, Premio Lunezia nel 2006 per il miglior testo della canzone d’autore, è interprete di teatro-canzone con “Tutti i gatti vengono al pettine”, “Sono Fred, dal whisky facile”, un omaggio al grande Fred Buscaglione e con “Ciao Signor G.!” dedicato a Giorgio Gaber. Ha firmato numerosi testi per la musica pop (tra cui “Banane e lampone” per Gianni Morandi), per la lirica (il libretto dell’opera “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” tratto da un lavoro di Buzzati), e per i più piccoli (sigle tv “L’albero della vita” e diversi brani dell’album “Il re dei re”). Ha partecipato al Festival di San Remo, Sanremo Giovani e Sanremo Off. Ideatore e promotore di rassegne dedicate alla musica in rapporto alla poesia, il fumetto e la letteratura come il Festival “Lyrics - autori di canzoni” e “L’assassino è il chitarrista - 8 gialli in musica”. Ha condotto programmi radiofonici per la RAI ed altre emittenti. Il suo brano “Beslan” è ospitato al Museo della Pace di Samarcanda in Uzbekistan. U Foto di Sara Colombazzi 2 HandiShow BNB 1 Luglio 2011 Banda roncati L a Banda Roncati è un collettivo aperto che utilizza la musica come mezzo dinamico e interattivo d’intervento nella realtà. Secondogenita tra le bande non omologate, la prima dopo Ottoni a Scoppio di Milano, è la Banda Roncati di Bologna. Nata nel 1992 con un’incursione nell’ospedale psichiatrico dal quale prende il nome, si segnala per la forza del gruppo che varia dai 15 ai 40 musicisti: nessun direttore d’orchestra, singolo compositore, proposte ed arrangiamenti sono collettivi, un organico che comprende legni, ottoni, percussioni, voci, danze. La Banda Roncati rappresenta la festa e la lotta, si è esibita in centinaia di occasioni: in situazioni collettive di festa, di rabbia o di dolore; negli eventi ufficiali ed in quelli clandestini; nelle feste di strada e negli incontri internazionali; sotto la pioggia battente di Milano per l’anniversario della Liberazione e sotto il sole cocente per difendere la collina bolognese dalla minaccia dell’apertura di nuove cave; nelle manifestazioni politiche in difesa dei diritti, al fianco dei giovani, dei lavoratori, degli immigrati, dei gay, dei senza tetto; nelle situazioni di marginalità come dormitori pubblici, ospedali e carceri. ESTRAGON Con la forza della loro musica, amplificano la voce di chi non vuole sottomettersi e farsi sfruttare, e si ribella con rabbia e allegria. Il repertorio spazia da brani della tradizione bandistica agli standard Jazz, dai balli popolari ai canti politici e di protesta, dalle sigle dei cartoni animati ai brani storici del rock e dalle hit del momento rivisitate in chiave ironica, tutto interpretato con uno stile personalissimo e irriverente. Tra le tante iniziative che hanno visto l’intervento della Banda Roncati ricordiamo: il festival Amore e Rabbia di Verzino in provincia di Catanzaro, AngelicA festival di Bologna, il festival degli artisti di strada Sarabanda, il festival teatrale di Sant’Arcangelo di Romagna ed alcuni festival in Sardegna. Domenico lannutti “Quando non c’è più scampo ci mangiamo la seppia” U Vito Muschitiello M uskey, nome d’arte di Vito Muschitiello che significa” chiave musicale”, nasce a Bari e vive Bitonto. Sin da bambino ha amato tutto ciò che provocava suono e musica. All’età di 15 anni sale per la prima volta su un palco accompagnato dal gruppo dei Sutura, con Francesco Sblendorio ed Erio Centrone. In questi anni nasce la sua prima canzone, intitolata “Go in my way”, successivamente registra e producce il suo primo disco dal titolo “Un giorno ancora”, assieme al grande chitarrista: Gerardo Fabbricatore. Partecipa a vari concorsi, come il Bengio Festival, Premio Cantautori, Bari in Musica, l’Accademia di Sanremo 2004, Bmf 2004, Sanremolab 2005, Sanmarino festival 2006 ottenendo sempre critiche positive. Nel 2006 esce il suo nuovo disco “Ironico... ma anche no” e il tour in giro per l’Italia, accompagnato da grandi musicisti. Nell’estate 2008 vince il Festival di Brescia e partecipa alla finale del Festival delle Arti organizzato da Andrea Mingardi a Bologna. Ha ideato l’evento “Salotto Cantautori” che porta in giro per l’Italia promuovendo dischi di cantautori emergenti. n monologo comico che parla di un uomo, confuso, frastornato, di fronte ad un mondo impazzito, lui è un integrato disintegrato, un consumatore consumato, un uomo che cerca di stare al passo con il mondo ma non ce la fa! E come se il mondo corresse con le adidas e lui con un paio di infradito. Cerca dei punti fissi ma non li trova, cerca una donna fissa ma non la trova, cerca un lavoro fisso ma non lo vuole! In fondo nella vita non è importante trovare quanto cercare… e comunque vada è meglio essere schiacciato dall’evidenza che da un tir, è meglio essere divorato dalla passione che da Hannibal, ma soprattutto meglio essere avvelenato dal sospetto che da una cozza andata a male. Dopo aver fatto il contadino, il mozzo, il venditore ambulante, il formatore, l’animatore, il convivente, il laureato in economia, che tuttora fa per hobby, e svariate altre esperienze, di cui è meglio non parlare, si avvicina al mondo del teatro, del comico e dell’illusionismo. Frequenta diverse scuole e svariati laboratori: sulla commedia dell’arte, sulle tecniche di cabaret, sull’istrionismo comico, sulla costruzione del personaggio, del buffone e del clown teatrale. Ha recitato in numerose commedie interpretando vari ruoli. Ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche sia nazionali che locali. Ha fatto parte della compagnia degli Gnorri capitanata da Natalino Balasso e ha lavorato con Serena Dandini. Ha avuto esperienze cinematografiche e con la Bekafilms è stato protagonista del corto più premiato della storia del cinema italiano. Frequenta vari laboratori in giro per l’Italia tra i quali il laboratorio Zelig di Bologna. Parallelamente all’attività teatrale e di spettacolo, Lannutti svolge anche un’intensa attività pedagogica. idnaSH woh BNB HandiShow 1 Luglio 2011 Ladri di carrozzelle C hi va in carrozzina disturba anche te… digli di smettere! Questo è il provocatorio inizio di “Distrofichetto”, cavallo di battaglia dei La- dri di Carrozzelle, la band composta in parte da artisti con disabilità che, grazie all’ironia e l’amore per la musica, sono riusciti a vivere la diversità come valore e JOLAURLO la band fa convivere l’attitudine nervosa ed istintiva del punk rock con sonorità elettroniche; la sensualità e l’intimità del folk con la fresca schiettezza del pop, rievocando la techno pop degli esordi di gruppi come Devo, Ultravox, Soft Cell. Un disco realizzato grazie al sostegno del pubblico con il progetto, “Se noi lo facciamo tu low fi?”, premiato al M.E.I. 2010 con il Premio per l’innovazione. Nell’artwork del CD figurano infatti i nomi di tutti coloro che acquistando il biglietto ai concerti della scorsa estate degli JOLAURLO sono diventati produttori del loro terzo lavoro. Anche il titolo “Meccanica e Natura” è stato scelto dagli ascoltatori attraverso un contest sul sito della band. Un’iniziativa originale, una forma di azionariato popolare vero e proprio che non ha precedenti nella discografia italiana. Il primo brano, estratto dall’album “Meccanica e Natura”, viene remixato dalla nota band franco tedesca Stereo Total, con la quale gli JOLAURLO hanno condiviso l’intera tournée Italiana. Vincitori insieme alla IRMA records della prima edizione del Push Up di Bisceglie. G li Jolaurlo sono una band pulp rock di origine pugliese. Si formano nel 1999 dall’incontro tra Marzia Stano (voce) e Gianni Masci (chitarra), ad Acquaviva delle Fonti, l’anno successivo vincono il concorso “Pagella rock”. Partecipano per la prima volta al “Meeting del mare” a Marina di Camerota suonando da spalla a Articolo 31 e 24 Grana e, nell’edizione successiva, aprono il concerto di Caparezza e Le Vibrazioni. Nel 2005 esce finalmente D’Istanti, il primo full-lenght della band. Nel 2007 viene inciso il loro secondo album InMediataMente. L’anno succesivo partecipano a numerosi eventi di rilievo come l’Heineken Jammin Festival e aprono i concerti di band d’importanza internazionale come i Police, Iggy Pop, Siouxie and the Banshees, Gogol Bordello, Franco Battiato. “Meccanica e Natura” è il loro terzo episodio discografico, un disco di pura fantascienza dello “spazio” interiore, dove non come problema. Tutto cominciò nel 1989, quando un gruppo di amici, costretti in carrozzina da una malattia genetica, decisero di dar vita ad un sogno apparentemente impossibile: formare un gruppo rock. Attraverso le proprie canzoni la band lanciò una vera e propria sfida all’indifferenza, ai luoghi comuni ed ai pregiudizi, opponendosi fermamente al concetto di normalità. La distrofia muscolare è una malattia che colpisce e debilita progressivamente i muscoli e nella prima formazione del gruppo, la batteria era nell’impossibilità di essere suonata da un solo elemento, per cui è stata divisa in quattro parti, così come il basso che è stato sostituito da un sintetizzatore a tastiera che ne riproduce fedelmente il suono. Accettare e superare i propri limiti, sorridere ironizzando sul mondo e soprattutto cambiare prospettiva, trasformando la paura in coraggio ed il disagio in risorsa, sono infatti le idee sentite e tradotte in musica dalla band che vuole promuovere un’immagine nuova delle diverse abilità. I sogni non conoscono ostacoli, sono il lusso di chi 3 ci crede e s’impegna per realizzarli. A distanza di venti anni l’attività si è evoluta trasformandosi da semplice “espressione musicale” in “strumento di comunicazione sociale”. I Ladri, già da tempo, mettono in scena non semplici concerti, bensì spettacoli multimediali che affrontano tematiche sociali e culturali non necessariamente legate al mondo della disabilità. Dal 2002 hanno dato vita al laboratorio “Area22”, una scuola di rock destinata ai ragazzi diversamente abili con le finalità di diffondere la cultura musicale nei partecipanti, promuovere l’integrazione sociale, far emergere talenti inespressi, dare opportunità occupazionali attraverso una formazione specifica. Altre attività della cooperativa sono lo studio di registrazione e quello di grafica. I musicisti che hanno partecipato al progetto Ladri di Carrozzelle nel corso degli anni sono stati una trentina; la formazione attuale è la seguente: Veronica Tulli, Domenico Aldorasi, Paolo Falessi, Pasquale Maiorano, Piero Petrullo, Sergio Lepidio, Emanuel Rinaldi, Gianluca Bacconi. Antonietta laterza A ntonietta Laterza si definisce “diversamente abile come tutti” e si batte da sempre per una nuova identità della donna portatrice di valori contro le barriere fisiche e culturali. Nasce a Bologna e nel ’75, grazie al movimento delle donne, pubblica l’album Alle sorelle ritrovate edito dalla Cramps. Successivamente nel ’79 esce Le belle signore, in cui approfondisce in modo intimista il mondo di emozioni vissuto da una donna negli anni ’70 e ’80, che la porterà in tour tra Francia, Germania e Danimarca. Nel ’92 realizza il suo disco più importante, Donne a Marrakech, prodotto da Guido Elmi e distribuito dalla Fonit-Cetra, dove Antonietta affronta coraggiosamente il tema della diversità sviluppandolo in tutte le sue sfumature. Le viene censurata l’immagine in copertina e ne nascerà un caso sul quotidiano “La Repubblica”. Da quell’articolo Carlo Verdone la contatterà per chiederle un suo coinvolgimento nel film Perdiamoci di vista e la collaborazione alla sceneggiatura. Ha fondato l’Associazione SIRENA PROJECT - Arte e Diversità, di cui è presidente. Convinta che solo attraverso una strategia delle emozioni sia possibile abbattere le barriere mentali e culturali, trasformando la percezione dell’eros nelle persone, Antonietta ha rivendicato il diritto alla bellezza e alla sensualità posando nuda per il fotografo Nicola Casamassima. Erotismo nell’imperfezione per superare ancora una volta i limiti e cambiare così il punto di vista. Da qui nasce nel 2007, uno dei suoi ultimi spettacoli teatrali, PepperMonaPuppis, musical trasgressivo e parzialmente autobiografico, con la partecipazione di Ugo Consales, Nicola Fabbri e tanti altri artisti. Nel 2010 debutta a Bologna con il suo ultimo spettacolo Sirene oltre a realizzare con la regia di Gianmarco Rossetti il medio metraggio Sauvage. 1 Luglio 2011 Vir BNB op 4 HandiShow 8 SETTEMBRE 2011 al Co tu Buone Notizie Bologna Edito da Virtual Coop vi aspettiamo a Handi Show LES “Commediants”: VaI... e vola ri umani. Lavorare sul clown equivale a compiere un viaggio alla ricerca di quel personalissimo modo che ognuno di noi ha, di essere comico, poetico, tragico, sensibilmente virtuoso.” È la storia di una famiglia di clown che decide di rincontrarsi dopo svariati anni in una piazza. Ognuno ormai ha la sua storia. Il vecchio clown “Barum” non ha più il circo e vive da sempre con il figlio Mike, mentre la figlia Urana è…. E vive in un altro pianeta. L’unica cosa rimasta è la libertà di essere se stessi e far vedere chi si è veramente. “Il clown non è una tecnica, è uno sta- to fisico, un approccio alla vita scenica che si basa sulla sensibilità infantile che ognuno di noi ha. Il clown non è codificabile. Non cammina in un certo modo, non piange in un altro e non è un “personaggio comico”. Accettarlo significa prendersi la libertà di essere “se stessi” e senza pudore fare ridere gli altri, mostrandosi per quello che realmente siamo: impreparati esse- Roberto Penzo: “clown Barum”, inizia circa 30 anni fa il percorso artistico con la formazione del gruppo di teatro “Les Commediants” alle Caserme Rosse di Bologna. Lo spirito di allora era quello di creare attraverso il personaggio del clown, momenti di incontro e di sensibilizzazione ed affrontare altresì problemi di devianza e di emarginazione sociale. La professionalizzazione dell’esperienza lo porterà in Francia, dove si diploma All’Ecole Regional Preparatoria Aux Art du Cinque”. Frequenta corsi di formazione in Italia ed all’estero portando il personaggio del clown nel sociale, nella prospettiva di essere sempre al servizio della persona. Oggi la terapia del sorriso (clown-terapy) è utilizzata negli ospedali. Il sorriso che incanta e coinvolge è alla base di tutto; segnale di un benessere che si vorrebbe per tutti e il più a lungo possibile. Urana Marchesini, in arte Urana L’Altro Pianeta, nasce a Bologna nel 1970. All’età di cinque anni inizia la sua formazione come ginnasta, successivamente comincia a frequentare i laboratori di espressione corporea ed entra a far parte dei primi spettacoli firmati dalla Compagnia Teatrale del Borgo. In seguito ad esperienze di teatro di strada, decide di arricchire il suo bagaglio artistico studiando nuove discipline come quella del trampoliere, del mimo e del clown. Dopo un’audizione al Circo Togni, viaggerà con la troupe, esibendosi in area nazionale. La sua carriera artistica prosegue come solista con “Non solo Fumo”, esibendosi in tutta la penisola e oltralpe. Dopo aver partecipato a stage di clown con l’attore Jean Mening prosegue con una formazione dell’attore a Montpellier con Philippe Hottier attore del Theatre du Soleil. In veste di formatrice tiene in maniera costante laboratori di acrobatica teatrale, di clown e tip tap dance. Michele Morritti: dopo il conseguimento del Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale con Specializzazione Mercantile, ha lavorato con il supporto di educatori ed obiettori in varie Associazioni, Centri culturali, Società sportive, occupandosi man mano di ricerche giornalistiche, di teatro, di sport, di informatica, di video. Artista, danzatore contact, attore, articolista, scrittore e quant’altro. Interessi che tuttora coltiva, pure nel tempo libero e a casa dove può utilizzare ausili tecnologici e usufruire della disponibilità di vari amici, amiche, volontari. Organizzano: 8 SETTEMBRE 2011 BOLOGNA Presso Festa Provinciale dell’Unità Estragon Parco Nord ORE 21,00 PREZZO € 12,00 INFORMAZIONE www.handishow.it Tel. +39 051 533601 Fax +39 051 5330761 Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna www.virtualcoop.net [email protected] Buone Notizie Bologna www.buonenotiziebologna.it [email protected] COME ARRIVARE a HandiShow ESTRAGON Via Stalingrado,83 Bologna- 051 323490 IN AUTO: Uscita tangenziale n°7 BIS, direzione FERRARA, dopo pochi metri dall'uscita, sulla destra trovi l'ingresso del PARCO NORD. (si vede già dalla Tangenziale!) ATTENZIONE! In auto non si entra più al Parco Nord dall'ingresso di servizio di Via Michelino (uscita 8, zona Medusa-Comet) ma solo da Via Stalingrado! IN AUTOBUS: 1) Dalla stazione centrale dei treni prendere la linea n°25 direzione Via del Gomito, fino alla fermata Parco Nord e proseguire all'interno del Parco fino all'Estragon (a piedi 500 mt. circa) 2) Da Piazza XX Settembre fermata davanti all'Autostazione prendere la linea n°68 direzione camping, ed arrivate fino al capolinea CAMPING CITTA' di BOLOGNA, da lì si entra (solo a piedi) dall'ingresso di servizio del Parco Nord (a piedi 300 mt. circa) Buone Notizie Bologna Con lo Sponsor: ESTRAGON Patrocini e Collaborazioni: VIRTUALCOOP BNB Cinema 1 Luglio 2011 13 BOB E NICO: ARTE, AMORE E COMPLICITà Fino al 6 agosto, a Palazzo Pepoli, è presente la mostra “Bob e Nico”. Il racconto dell’avventura umana e artistica di una coppia molto molto speciale. Roberto Benigni e Nicoletta Braschi ci portano per mano nella rivisitazione del loro passato, remoto e più recente, avvalendosi di tutti i materiali disponibili: filmati, video, foto, testi, locandine, oggetti di scena, costumi ecc. Una ventina di situazioni espositive, anche istallazioni pensate ad hoc, che non sono una pedante ricostruzione cronologica, ma delle estreme sintesi su alcuni dei momenti e degli aspetti più significativi di una pratica creativa totalmente condivisa. Infatti, se l’icona Benigni ha conquistato un prestigio e una popolarità assolutamente unici nel panorama italiano e internazionale, è altrettanto vero che Nicoletta non è solo la coprotagonista immancabile di tutti i film di Roberto, ma è anche la sua musa ispiratrice e, contemporaneamente, la sua produttrice, oltre che, naturalmente, da molti anni, la sua compagna: insomma, una figura assolutamente fondamentale nella vita e nella carriera della nostra star comica più amata. La Cineteca propone Bob e Nico, come mostra complessa perché ha a che fare con due artisti del nostro presente, tuttora nel pieno della loro attività creativa, due protago- nisti molto amati, molto considerati, ma ancora felicemente esposti ai mille cangianti umori e alle piccole tempeste delle mode, insomma al grande relativismo della contemporaneità. Che significa spostare il cinema dai suoi consueti luoghi di fruizione, la sala buia, il monitor della tv, lo schermo del computer, ora anche il display del cellulare o dell’iPhone, e trasferirlo in una sede espositiva, negli spazi di una Galleria o di un Museo, accettandone (anche solo in parte) certe regole, certe convenzioni, sperimentate e collaudate, ma tutte nate in funzione delle arti visive tradizionali? La Cineteca di Bologna da alcuni anni sta lavorando attorno a questa sorta di trasloco creativo. Chapliniana, la grande esposizione in Sala Borsa del 2007 ha inaugurato questa nuova proposta, e l’ha fatto con un omaggio a Charlie Chaplin, uno dei fondatori del linguaggio cinematografico, al quale da anni stanno dedicando una parte rilevante della loro attività di ricerca. A Chaplin è poi seguito Fellini, con Labirinto Fellini che ha avuto una versione bolognese la scorsa primavera ed una romana (terminatasi nel gennaio di quest’anno). I contributi derivanti dalla mostra “Bob e Nico” saranno utilizzati dall’IRST di Meldola per la realizzazione di un Centro risorse biologiche, un archivio di materiali biologici umani (tessuti, sangue, DNA, cellule isolate o altro materiale) liberamente donati da pazienti affetti da patologie tumorali. I campioni, perfettamente conservati grazie allo stoccaggio a temperature bassissime, saranno un’importante fonte di risorse per la diagnosi e per la ricerca traslazionale ovvero per quel tipo di ricerca che permette di trasferire immediatamente alla pratica clinica i risultati ottenuti in laboratorio. La mostra si fa parte di un ampio ventaglio di altre iniziative e di altri eventi, tutti dedicati a Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. Parallelamente all’esposizione di Palazzo Pepoli, infatti, il Cinema Lumiére proporrà, nelle notti stellate del Cinema in Piazza, una serie di lungometraggi del grande artista toscano insieme a una panoramica dei film più significativi del cinema comico italiano. Quindi… non ci resta che ridere! Marcello Cominelli ARENA PUCCINI: L’ESTATE DEL GRANDE SCHERMO Jodie Foster Giovedì 7 luglio IN UN MONDO MIGLIORE di Susan Bier Venerdì 8 luglio CHE BELLA GIORNATA di Gennaro Nunziante Sabato 9 luglio NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE di Massimiliano Bruno Domenica 10 luglio IL CIGNO NERO di Darren Aronofsky Lunedì 11 luglio SORELLE MAI di Marco Bellocchio Martedì 12 luglio POTICHE - LA BELLA STATUINA di François Ozon Giovedì 14 luglio LA FINE È IL MIO INIZIO di Jo Baier di Alix Delaporte Mercoledì 20 luglio L’ALTRA VERITÀ di Ken Loach Giovedì 21 luglio HEREAFTER di Clint Eastwood Venerdì 22 luglio LA VITA FACILE di Lucio Pellegrini Sabato 23 luglio THE TREE OF LIFE di Terrence Malick Domenica 24 luglio I RAGAZZI STANNO BENE di Lisa Cholodenko Lunedì 25 luglio IMMATURI di Paolo Genovese Martedì 26 luglio LA DONNA CHE CANTA di Denis Villeneuve di Sam Mendes Domenica 31 luglio LA VERSIONE DI BARNEY di Richard J. Lewis Arena Puccini, via Sebastiano Serlio 25/2 Bologna. Inizio proiezioni: ore 21.45, apertura cassa: ore 21. Biglietto intero: 6 euro. Biglietto ridotto: 4 euro (over 60, studenti universitari, Agis, tessera Ficc, Coop, Dlf, dipendenti comunali e clienti Banca popolare dell’Emilia-Romagna). Con la Puccini Card un omaggio ogni 4 ingressi Per informazioni: 333.8793477 e 340.4854509 (dalle ore 20.30) Venerdì 1 luglio - Martedì 19 luglio IL DISCORSO DEL RE di Tom Hooper Sabato 2 luglio BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero Domenica 3 luglio RED di Robert Schwentke Martedì 5 luglio BORIS - IL FILM di Giacomo Ciarrapico Mercoledì 6 luglio MR BEAVER di L’Arena Puccini è in via Sebastiano Serlio 25/2, con ingresso da via Serlio o dal parcheggio di via Stalingrado. Sono presenti un servizio bar interno e un nuovo punto Venerdì 15 luglio - Sabato 30 luglio HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti Sabato 16 luglio QUALUNQUEMENTE di Giulio Manfredonia Domenica 17 luglio IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli Lunedì 18 luglio ANGÈLE E TONY Mercoledì 27 luglio GIANNI E LE DONNE di Gianni Di Gregorio - GOODBYE, MR. ZEUS! di Carlo Sarti Giovedì 28 luglio ANOTHER YEAR di Mike Leigh Venerdì 29 luglio AMERICAN LIFE di ristoro, la “Jamboree Braceria d’estate”, aperta tutti i giorni dalle 18 alle 2 (per informazioni, tel. 349.5759183 e 347.1337372). Per informazioni: Tel. 333.8793477 e 340 4854509 (dalle ore 20.30) http://www.cinetecadibologna.it e www.itcmovie.it www.buonenotiziebologna.it Bologna: Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, una mostra e tante pellicole 14 Eventi BNB VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS STAMPA DIGITALE [email protected] 1 Luglio 2011 SUONI 2011 - quarta edizione il fumetto a monzuno www.buonenotiziebologna.it Nell’ambito di Bologna Estate 2011 Mercoledì 6 LUGLIO: START Piazza Re Enzo,1 - h.18.30. Anna sarfatti “La Costituzione raccontata ai bambini” (Mondadori, 2006), letture ravvicinate, per bambini 5 a 13 anni. Giovedì 7 LUGLIO: Circolo arcigay IL CASSERO Via Don Minzoni, 18 - h.22.00. In collaborazione con Arci Lesbica. “LA MASCHERA DI SCIMMIA (un noir erotico)” spettacolo teatrale tratto dall’omonimo romanzo in versi di Dorothy Porter, adattamento e regia di Graziana Lucarelli, con Patrizia Pidalà, Teresa Fava, Rossella Cabiddu, Manuela Capraro, Marcello Cominelli, Alessandro Gioia, Giulia Torelli. Musiche by Legless. Produzione di Associazione Culturale dry_art e col soategno di Fandango Libri. Venerdì 8 LUGLIO: VILLA ALDROVANDI MAZZACORATI In caso di pioggia in Sala Diana Via Toscana, 19 - h.21.00. VINCE Pastano presenta il nuovo cd “Invisibili distanze” (Dada Records, 2011), con Antonello D’Urso (chitarre), Max Messina (percussioni) e Ignazio Orlando (basso). GARBO in concerto con l’altra zona Tour’11. Martedì 12 LUGLIO: START Fondazione Marino Golinelli. Voltone del Podestà/Piazza Re Enzo, 1 - h.18.00 e h.19.00. Glossa teatro/Pino costalunga “Filastorie di Gianni”, letture ravvicinate su testi di Gianni Rodari. Giovedì 14 LUGLIO: GIARDINI DEL GUASTO Via del Guasto 1 - h.19.00. “DALLA FINESTRA (sillabario della Costituzione)” spettacolo teatrale con i ragazzi delle Scuole Medie di Marzabotto Ideato e organizzato da Monica Benati, Riccardo Lenzi e Massimiliano Martines, con Tommaso Stanzani (chitarra) e Max Messina (percussioni). Coordinamento Valentina Cuppi. Produzione di Coop Adriatica in collaborazione con Centro Musicale PocArt e Associazione Culturale dry_art. Patrocinio del Comune di Marzabotto e dell’ANPI. Venerdì 15 LUGLIO: START Budrio Estate 2011 Musica, film, incontri, sport Sabato 2 Luglio: Piazza Filopanti, Budrio ore 10,30: Presentazione del restauro della statua di Quirico Filopanti realizzato grazie all’intervento del Rotary Club Bologna Valle dell’Idice ore 21.15: Matteo Belli: l’Inferno. Lettura dalla Divina Commedia di Dante Alighieri dal balcone del Palazzo Comunale. Martedì 5 luglio: Arena Cinema, ingresso via Marconi 41, Budrio - ore 21 Habemus Papam di Nanni Moretti commedia, 2011. Ingresso 5,00 euro. Giovedì 14 luglio: Circolo “Locanda Miserabili” via Miserabili, 7 Dugliolo - ore 22 Budrio Jazz Fest 2011: Georges Cables Trio e Piero Odorici. Cell. 338 8215252 oppure [email protected] L’ucarîna d ôr 2011, concorso provinciale di scrittura dialettale: zirudelle, poesie, racconti - sedicesima edizione. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è fissato per le ore 12 di sabato 16 luglio. Martedì 19 luglio: Arena Cinema, ingresso via Marconi 41, Budrio - ore 21 Gianni e le donne di Gianni Di Gregorio con Gianni Di Gregorio, - commedia, 2011. Ingresso 5,00 euro. Giovedì 21 luglio Villa Malvezzi Campeggi, via Bagnarola 27 - Bagnarola di Budrio - ore 21,15 Bande in Villa, in collaborazione con Associazione Diapason Progetti Musicali e The B Band di Budrio. In- Fondazione Marino Golinelli. Voltone del Podestà/Piazza Re Enzo, 1 - h.18.30. ELIO PECORA “Un cane in viaggio” (L’Orecchio acerbo, 2011), letture ravvicinate. Per bambini da 5 a 13 anni. La Corte/Quartiere Saragozza in caso di pioggia in sala Cenerini via Pietralata, 60 - h.21.00 in collaborazione con AmoBologna Poesia Festival del Centro di Poesia Contemporanea/Università di Bologna. poesie estate note emergenze. Letture dei poeti Alberto Bertoni, Elio Pecora, Davide Rondoni, Francesca Serragnoli, Giancarlo Sissa, … e dell’ospite d’onore Elio Pecora. Performance “Vagante acqueo” di Marcello Cominelli e Alessia Passarelli ispirata ai versi di Mariangela Gualtieri Interventi musicali di Federico Cimini e Andrea Epifani Presenta la serata Stefano Suozzi. L’ingresso agli eventi è gratuito Info: www.dry-art.com [email protected] gresso 5 euro. Un particolare ringraziamento alla Famiglia Malvezzi Campeggi per la cortese ospitalità Per info: ufficio Cultura Comune di Budrio: 051.6928279-281 Giovedì 28 luglio Circolo “Locanda Miserabili” via Miserabili, 7 Dugliolo - ore 22 Budrio Jazz Fest 2011: Jam Session. Festa con i musicisti amici della Locanda. Ingresso 10 euro. Info e prenotazioni per cena e concerto o solo concerto 338 8215252, oppure [email protected] Venerdì 29 luglio: Villa Malvezzi Campeggi, via Bagnarola 27 - Bagnarola di Budrio - ore 21.15 Storie quasi vere scritte da Ermes Manferrari raccontate da Tiziano e Alice Casella ed Ermes Manferrari. Ingresso 5 euro. Per info: ufficio Cultura Comune di Budrio: Tel.: 051.6928279-281. ORDINI QUELLO CHE VUOI E PAGHI SEMPRE € 11,90* A PRANZO € 19,90* A CENA CENTO (Fe) *Dolci e Bibite escluse se non termini la pietanza pagherai alla carta Via Risorgimento, 15/c ex ristorante “ la grigliata” Tel. 051.6831878 - Cell. 320.7104781 Con la mostra di Clara Gheli Nella Sala della Biblioteca di Monzuno c’è la mostra di Clara Ghelli: Il Fumetto per un Neoumanesimo” a cura di Leo Strozzieri, col patrocinio del Comune di Monzuno e della Confcommercio Ascom Bologna. Il percorso artistico di Clara Ghelli inizia ispirandosi agli artisti contemporanei quali Kandinskji e Franz Marc, con forte connotazione espressionista, scomposizione di matrice cubista e accelerazione di stampo futurista. Per interpretare i lavori più recenti di Clara Ghelli bisogna chiamare in causa la dimensione cinematografica e l’iconografia del fumetto, insieme al mondo dell’arte dal futurismo alla Pop Art. Le sue opere rappresentano le zone più espressive e comunicative del volto, come occhi e labbra, di solito isolate e illuminate da una luce spot. La “cornice” creata dall’artista è un bordo chiaro quasi un passepartout che isola la tela. Nella scelta del colore vediamo tonalità stese in campiture ampie che si confondono, si intensificano e si ammorbidiscono: il grigio accostato all’azzurro o il grigio combinato con il viola ad esempio. Riquadri fortemente geometrizzati, linee taglienti spesso rette e oblique che suggeriscono il movimento anche del Cubismo. In quest’ultimo ciclo parlare di figura non è esatto, sono per lo più testi sincretici che mescolano formale e informale, linguaggi diversi presi in prestito dal tradizionale e dal suo superamento. Da un lato il disegno e la pittura, antica forma di espressione, dall’altra la dimensione moderna dei personaggi dei fumetti. Sala della Biblioteca - Via L. Casaglia,1 - Monzuno La mostra prosegue fino al 3 luglio 2011 e può essere visitata secondo i seguenti orari: da martedì a venerdì ore 17-19; sabato e domenica ore 10-12 e ore 17-19. Estate di teatro per ragazzi A Bologna fino a settembre FantaTeatro, dopo il grande successo di questi anni ottenuto dalle varie rassegne di Teatro Ragazzi a Bologna e in Provincia, dai laboratori nelle scuole primarie e secondarie, e dai corsi teatrali per bambini, ragazzi e adulti, propone un centro estivo espressivo artistico per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni nei mesi estivi e fino a settembre con l’obiettivo di far trascorrere momenti di grande valenza culturale e sociale ad una fascia di età per la quale è importante organizzare e proporre attività extra-scolastiche di questo tipo. Il centro è dedicato infatti alla realizzazione di attività artistiche ed espressive, un modo per trascorrere i mesi estivi sviluppando, potenziando e valorizzando la creatività e la voglia di esprimersi che già naturalmente i bambini possiedono. Settimane: da lunedì 4 luglio a venerdì 8 luglio - da lunedì 11 luglio a venerdì 15 luglio - da lunedì 18 luglio a venerdì 22 luglio - da lunedì 25 luglio a venerdì 29 luglio - da lunedì 29 agosto a venerdì 2 settembre - da lunedì 5 settembre a venerdì 9 settembre. Il Centro Estivo è realizzato presso la struttura del “Villaggio del Fanciullo” in via Scipione dal Ferro 4, Bologna. Il Centro Estivo è rivolto a ragazzi e ragazze dai 6 ai 12 anni. Iscrizioni presso la sede dell’Associazione Culturale FantaTeatro in via Marsala n° 16 (Bo) nei giorni: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 17.30. Telefono: 051260476 - Fax: 051239786 Cellulare: 3317127161. Email: [email protected]. La quota settimanale per partecipante è di 120,00, inclusi 5 pasti e le merende del pomeriggio. Visita il sito: http://villaggiodeibalocchi.fantateatro.it www.virtualcoop.net BNB 15 Eventi 1 Luglio 2011 “acqua” a persiceto Una mostra per scoprire la storia della gestione delle acque nella pianura emiliana In occasione del 525° anno dallo scavo del Cavamento Foscaglia (1487-2012) si può visitare a Persiceto la mostra “Aquae. La gestione dell’acqua oltre l’Unità d’Italia nella pianura emiliana”. Promossa da Consorzio della Bonifica Burana e Museo Archeologico Ambientale, ha il patrocinio di Mibac, Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Associazione intercomunale Terred’acqua e Comune di San Giovanni in Persiceto. La mostra resterà aperta fino al 31 ottobre 2011 col seguente orario: sabato ore 17-19.30, domenica e festivi ore 10-12.30 e 17-19.30. L’ingresso è gratuito con possibilità di visite guidate su prenotazione. Informazioni: Segreteria del Museo Archeologico Ambientale, tel. 051.6871757, [email protected], www.museoarcheologicoambientale.it La mostra intende ripercorrere le tappe che hanno portato alla gestione e alla tutela delle acque nei territori attualmente di pertinenza del Consorzio di Bonifica nel corso del tempo, a partire dalle fasi storiche più antiche fino ai giorni nostri. L’esposizione è allestita nella Chiesa di Sant’Apollinare a San Giovanni in Persiceto, prestigiosa e suggestiva sede espositiva; il percorso è arricchito da una singolare nar- razione che prende spunto dalla realtà del Consorzio della Bonifica Burana e mescola situazioni vere con momenti di finzione. Si tratta del video “Gioco di sponda” che presenta persone reali che intrecciano la propria storia con quella di un bizzarro viaggiatore che si muove alla scoperta del Consorzio della Bonifica Burana. L’allestimento presenta le diverse tappe che portano a ricostruire il percorso storico del controllo delle acque e della salvaguardia del paesaggio con operazioni coordinate nel corso del tempo nei territori oggi identificabili sotto la tutela e gestione del Consorzio di Bonifica. La mostra inizia con un inquadramento storico-ambientale del paesaggio padano nelle età precedenti la romanizzazione della pianura, prosegue con un approfondimento nell’età romana con la ricostruzione di una porzione di acquedotto romano e una visione d’insieme della centuriazione, passando poi all’età medievale dove l’assetto paesaggistico cambia in quanto scompaiono le centurie per lasciare il posto a castra circondati da fossati e da numerosi canali dove viene segnalata la presenza di mulini e di attività ad essi collegati. Il percorso espositivo prosegue con una ric- San Lazzaro estate 2011 Un ricco programma che propone idee per chi rimane in città Prosegue “San Lazzaro Estate 2011, la rassegna culturale estiva, promossa dall’Assessorato alla Qualità Culturale che fino a settembre, propone iniziative gratuite per tutti in diversi luoghi della città. Come ogni anno, la Corte del Palazzo Comunale si trasforma in cinema all’aperto per ospitare “La corte del cinema”, la rassegna cinematografica organizzata in collaborazione con Nosadella Cinema. Fino al 4 settembre, con inizio alle ore 21.40, i cittadini potranno rivivere le emozioni dei film, italiani e stranieri, dell’ultima stagione cinematografica. San Lazzaro Estate 2011 è, soprattutto, musica, reading, incontri e teatro. La Mediateca ospita una produzione originale intitolata “Romanzi che raccontano il mondo”, un originale percorso letterario attraverso reading condotti da Guido Armellini, che ci introdurrà ai grandi romanzi di Philip Roth (6 luglio). Completano il progetto i reading di Emidio Clementi, scrittore e leader del gruppo “Massimo volume”, con “Motel Chronicles” di Sam Shepard (martedì 19 luglio, ore 21.30). Anche quest’anno la rassegna estiva dedica uno spazio ai più piccoli con Teatrobus, a cura del Teatro dell’Argine (Centro giovanile di Idice; giovedì 21 luglio, ore 21 - Mediateca; martedì 26 luglio, ore 20.45 e 21.45 - Ponticella); Il carretto delle storie (martedì 5 luglio, ore 21 - Mediateca); Il teatrino dell’Es (venerdì 26 agosto, ore 21 - Centro sociale Ca’ Bassa). Inoltre, tra gli appuntamenti da segnare in agenda: quello della tradizione napoletana con l’Ensemble dell’Accademia Musica Festival in un concerto a cura dell’associazione concertistica “Carmina et cantica” e dell’Accademia Musica Festival in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna (giovedì 7 luglio, ore 21 - Corte Comunale), quella della tradizione operistica di Verdi e Ponchielli con l’Emilia Ro- magna Festival (lunedì 18 luglio, ore 21.15 - Corte Comunale). Una estate giovane e fresca all’insegna dei miti, quelli di ieri e di oggi. È questa la proposta culturale, promossa dall’Informagiovani, che si affianca al tradizionale calendario di appuntamenti. Da Woodstock a Facebook: luoghi, incontri, vecchi e nuovi miti, questo il titolo della rassegna, propone, in collaborazione con associazioni e circoli di San Lazzaro e Bologna, occasioni di divertimento e opportunità culturali, in un panorama che spazierà dal cinema alla musica, passando da letteratura e storia per raccontare i miti del cinema con Freshfilm, film mito di ieri e di oggi; del corpo con incontri all’insegna del benessere psico-fisico e del divertimento; della musica con concerti di personaggi storici del panorama musicale emiliano; della comicità con spettacoli di cabarettisti bolognesi e di livello nazionale; dell’intercultura con incontri dedicati ai diritti umani e alla contemporaneità nelle differenti culture; nella storia con interviste impossibili con personaggi storici indimenticabili. Parco 2 Agosto, Parco della Resistenza e Ca’ de Mandorli sono ca documentazione archivistica che attesta l’organizzazione e il controllo delle acque nei territori attualmente localizzati alla destra e alla sinistra del Panaro con pannelli e mappe di grande formato, con testi che riportano ad esempio il trattato stipulato fra Giovanni II Bentivoglio e Ercole I d’Este per la realizzazione della prima imponente opera di bonifica idraulica, il Cavamento Foscaglia meglio noto come Collettore delle Acque Alte. Vengono poi illustrate le diverse gestioni territoriali delle acque a sinistra del Panaro nel corso del tempo, portando il visitatore a conoscenza del sistema dei “serragli”, sistema difensivo utilizzato nelle diverse corti dai Pico o dai Gonzaga che consentivano di arginare l’invasione delle acque. La terza sezione della mostra riguarda il Consorzio di Bonifica oggi ovvero raccoglie oggetti, documenti e mappe che conducono il visitatore in una proiezione moderna/attuale del territorio. Un territorio che deve raccontare attraverso un unico filo conduttore: il passaggio delle acque e il loro governo, dalla montagna alla valle, con operazioni coordinate e precise sotto l’attenta regia del Consorzio della Bonifica Burana. Lorenza Govoni i luoghi dove si svolgerà la rassegna. Il Parco della Resistenza ospita “Freshfilm”, mini rassegna cinematografica, aperitivi e incontri interculturali, laboratori interculturali per bambini e ragazzi; al Parco 2 agosto saranno di scena le “Interviste impossibili con rinfresco al fresco” in collaborazione con il Teatro dell’Argine (venerdì 22 e 29 luglio, ore 21). Infine, a Ca’ de Mandorli il martedì sera appuntamento con i film noir, il venerdì musica con “Cade Live & Parties” ed il sabato “Cabaret & dj-set”. Inoltre, l’Informagiovani promuove “Bookcrossing: libri liberi su panchine lilla”. Tre panchine lilla nei luoghi dell’estate giovani sanlazzarese perché rilasciare un libro è come l’inizio di un’avventura per i proprietari dei libri, per i libri e per i loro nuovi lettori. Sulle panchine lilla proposte classiche, esaltanti, stimolanti, da leggere sulla panchina, da portare a casa o da scambiare con altri libri. E per i nativi digitali c’è “Arte e tecnologia”, un concorso di idee sull’uso delle nuove tecnologie del web 2.0 aperto ai giovani dai 18 ai 30 anni. Al vincitore verrà aggiudicato un premio. Tutte le info su www.informagiovanni.it. Il programma completo di San Lazzaro Estate 2011 è disponibile on line su www.mediatecadisanlazzaro.it e su www.comune. sanlazzaro.bo.it. SagrE Sagra della Patata Sant’Agata Bolognese (BO) dal 02/07/2011 al 03/07/2011. Evento enogastronomico senza scopo di lucro pro-ristrutturazione della chiesa! I volontari della Parrocchia dei Santi Andrea e Agata organizzano anche quest’anno l’ormai famosa Festa Enogastronomica locale: la patasagra! Quindi il PataStaff ancora una volta ricomincia la sua sfida con un altro anno di esperienza in più sul campo. Sagra Paesana il cui principale scopo è votato alla raccolta di fondi pro-ristrutturazione della chiesa di S.Agata Bolognese. La Patasagra è una festa che anno dopo anno acquista la simpatia ed il consenso di un numero sempre maggiore di persone che ci danno lo stimolo per continuare e migliorarci. Sagra dall’aspetto semplice ma di grande spessore gastronomico, in quanto tutti i cibi vengono preparati artigianalmente ponendo particolare attenzione alla qualità. E poi birra sempre più fresca e lambrusco a non finire. Programma Sabato 2 Luglio: Ore 18.30 apertura ristorante/asporto - intrattenimento serale con la cover band: gli “anthera”. Domenica 3 luglio: ore 12 apertura ristorante pranzo a menù fisso solo su prenotazione - ore 18.30 apertura ristorante/asporto intrattenimento serale con la cover band: “fabio super nova” Sito Web: http://www.patasagra. com. Fricandò, sapori e musica San Pietro in Casale (BO) fino al 03/07/2011. Fricandò - sapori e musica è il momento fieristico più importante dell’evento AEMILIANA che si svolge ogni anno nel Comune di San Pietro in Casale tra Bologna e Ferrara. L’evento AEMILIANA che dura ben 5 settimane, con un crescendo di attività, raggiunge l’apice con Fricandò. Fricandò non è solo il nome della fiera campionaria, che si svolge lungo la Via Matteotti che attraversa l’intero paese, Fricandò è animazione, musica, colore ed allegria che attraverso spettacoli, karaoke, attività per il pubblico rendono la Fiera sempre più visitata dagli abitanti locali e dai comuni limitrofi. Montagna in fiera Castiglione dei Pepoli (BO) dal 24/08/2011 al 28/08/2011. Castiglione dei Pepoli un capoluogo storico tra Emilia e Toscana, nel corso degli anni è diventato un appuntamento imperdibile grazie alla Sua caratteristica fiera campionaria. Visitatori dall’Emilia e dalla Toscana, turisti e villeggianti si incontrano a Montagna in Fiera per assaggiare le tipicità Italiane, curiosare tra i numerosi stand che riempiono tutto il Paese, e vedere gli spettacoli che fanno da cornice alla fiera Telefono: 0532.909396 Fax: 0532.907330 www.buonenotiziebologna.it INSERIMENTO DATI 16 La Radio BNB 1 Luglio 2011 L’informazione di Bologna va in onda www.buonenotiziebologna.it Questo mese entriamo virtualmente negli studi di RadioCittà’Fujiko Intervistiamo Alfredo Pasquali (nella foto), direttore dell’emittente bolognese. Innanzitutto, direttore, qualche dato tecnico della radio ed un po’ di storia. Radio Città nasce nel lontano 1976, all’apparire delle radio libere in Italia, sull’onda dei movimenti studenteschi degli anni ‘70. Subito si connota come una radio di movimento per dare voce a tutte quelle realtà altrimenti impossibilitate a far sentire le proprie ragioni. Negli anni infatti diventano protagonisti delle nostre trasmissioni questione operaie, ambientali, pacifiste, di quartiere, spesso riferite a persone singole lese nei propri diritti. D’altra parte anche la musica diventò ben presto un dato distintivo del nostro trasmettere, con una colonna sonora allora assolutamente inconfondibile legata alle note del rock progressivo, della musica “colta”, del jazz, del blues o di ambito etnico. Non a caso un nostro slogan storico recitava: “Radio Città 103, la radio che non si sente, si ascolta!”. Seguendo tutte le vicende legate alle emittenti private (età pionieristica, battaglie di frequenze, legge Mammì, funambolismi economici, contese legali), nel 2004 la reda- zione di Città 103 si fuse con quella di Fujiko, vittima dello scippo della frequenza d’origine. La fusione non a caso determinò l’attuale RadioCitta’Fujiko. Di acqua sotto i ponti ne è passata moltissima, dai vecchi registratori a nastro aperto si è passato agli player computerizzati, dal vecchio telefono bigrigio si è transitati ai moderni cellulari, dalla posta francobollata si comunica on line. Difficile riconoscere nell’attività redazionale di oggi l’artigianato fantasioso di ieri, ma al di là delle tecniche di trasmissione e delle rivoluzioni operative è rimasta intatta la mission della radio: una voce per rimanere umani e non plastificarsi nella massificazione generale. Leggo dal vostro sito web: … RadioCittà’Fujiko sceglie di proporsi come radio di flusso, con un parlato veloce, ritmato, che fornisce informazione non solo negli spazi istituzionali, ma lungo tutto il corso della conduzione. Una radio principalmente musicale, con la consapevolezza che le scelte musicali non sono anonime né indifferenti al messaggio che si vuole dare. Una radio con la prospettiva di rappresentare, con le proprie idee e energie, una straordinaria opportunità per la comunicazione indipendente a Bologna…. Ed ecco la domanda: cosa intendete come radio di flusso? Pubblicità, palinsesto musicale e redazione, è facile mantenere una reale indipendenza nella comunicazione, oppure per sopravvivere occorre comunque adattarsi ad inevitabili compromessi? La radio di flusso significa abbattere i compartimenti stagni della trasmissioni in rubriche serie e rubriche di divertimento, dove per serio leggi serioso e per divertimento svacco. Il fluire nei diversi momenti con l’identico approccio del divertirsi nel senso pieno della parole senza fittizie divisioni tra il pensare e il sorridere. Per quanto riguarda l’indipendenza dell’emittente la partita è tanto difficile quanto necessaria, visto che l’autonomia decisionale parte da quella economica e, visto che nessuno da niente per niente, l’unica maniera di potere decidere senza padrini e padroni è assicu- Come vive, o meglio come sopravvive, oggi una emittente locale, con il mercato pubblicitario radiofonico nelle mani dei network nazionali, con lo strapotere mediatico della televisione e con il fenomeno sempre più onnipresente del web? Male, non solo per lo strapotere dei mega centri di raccolta pubblicitaria, ma anche per nuovi soggetti parassitari entrati nel settore con pretese forti solo per la loro predominanza nel mercato e non già per le garanzie garantite dal diritto. Come ad esempio i nuovi gabellieri fonografici che, forse per la difficoltà attuale di vendita dei cd, si improvvisano dazieri al di là dell’imposta Siae. rarsi proprie fonti di finanziamento, dalla pubblicità alle iniziative di autofinanziamento, dai progetti di pubblica utilità alle feste popolari. certamente una tua Diopinione su come si è modificata nel tempo la città di Bologna, anche attraverso il contatto diret- In questi anni, avrai maturato to con gli ascoltatori e con i protagonisti istituzionali ed economici del territorio, Bologna soffre di un mal sottile, un anestetico inoculato lentamente negli anni. La sfiducia nella città, amplificata dai ricordi di una Bologna Modello del passato, crea disorientamento e confusione. In questa crisi di identità maturano in vasti settori della cittadinanza paura e quindi aggressività, un sentimento di ostilità indefinita che trova nel prossimo più indifeso un capro espiatorio predestinato. La comunità della nostra radio reagisce a questo scagliare fendenti a caso, e cerca nel senso profondo della relazione tra le persone quel nesso che la politica purtroppo oggi ha perso. Ultima domanda ovviamente riservata al futuro. Quali sono i progetti strategici della tua emittente, le idee ed i buoni proponimenti? Due Speaker della Radio Quelli di sempre: una radio che possa essere domani, come ieri, un microfono aperto per la città e dalla città. Marco Negri BNB Dialetto 1 Luglio 2011 17 Guido Zamboni e la “Sinfonia Poetica a due voci” Ricordo di un poeta dialettale bolognese che trovò a Radio Budrio successo, fama e tanti amici Erano gli anni ottanta, del secolo scorso ovviamente, ma per chi scrive pare ieri l’altro, quando comparve a Radio Budrio, dove io lavoravo nella storica sede di via Alta Burioli, un omino piuttosto basso, anziano (per i miei canoni dell’epoca) ma, cosa alquanto bizzarra, si spacciò per poeta dialettale bolognese! E così era davvero nella realtà, con una padronanza del bolognese, sia parlato che scritto, senza pari. Insomma, per farvela breve, Guido Zamboni fu immediatamente assoldato dalla radio e per diversi anni fu uno degli ospiti fissi in una trasmissione di successo con il sottoscritto e con Matilde Cavazza, telefonista e nostra collaboratrice. Quell’estemporaneo connubio arrivò addirittura alla pubblicazione di una serie di libri, con i tipi della storica Tipografia Montanari d Budrio e come casa editrice, la stessa Radio Budrio. Per ricordare il compianto amico e poeta dialettale Guido Zamboni, al quale il Comune di Budrio ha conferito il riconoscimento il “Premio Città di Budrio”, proponiamo ai lettori di BNB alcuni componimenti tratti dal libro “Sinfonia Poetica a due voci”, che porta pure la mia firma. Buona lettura VECCHIO CILIEGIO IL MIO PAESE VENEZIA Non fiorirà quest’anno il vecchio ciliegio, troppe rughe solcano il tronco scuro, nella stagione dei canti e dei profumi è diventato come un vecchio tremolante,senza capelli. Fatemi entrare vecchie pietre, sotto la calce. Nel muschio delle crepe, voglio lambire il tempo. Fatemi entrare vecchie pietre, tra l’ombra dei portici. Dentro ai torrioni di mattone voglio fermare la storia. Frena il galoppo quadriga di Venezia Non son ansiti di corsa le spume bianche, né auriga l’alte figure sul molo di S.Marco, ma strami di cenci che l’onda batte sulle calli. Una campana nel meriggio chiama di lontano, come se le spighe udissero chinano il capo, nel vento il richiamo di nere rondini al nido. Cadendo in ampie volute dal campanile di San Lorenzo per sfiorare con volo delicato il disegno del porfido grigio. Giocare come bimbo sorpreso, sui tetti delle case più vecchie e giù fino all’uomo della piazza bronzo centrale di severi ricordi. Quando il mare ritira i suoi figli dalla rena, il lamento è si forte e accorato di vergogna, che avanza di più lena per riprender posto nella bara, quasi pietà ascolti nei sciabordìì delle barche. Si è addormentato nel fresco dell’erba alta, mentre schiere di formichi ricercan provviste, e il fagiano nel frutteto canta inni d’alcova. E sentire i rintocchi amici con le grida del mercato e gustare l’odore del pesce mentre sul canale pigolii di polli. Paese della mia pelle, paese delle mie ossa, paese delle mie membra conoscere il tuo alito, il tuo respiro. E come morir d’autunno in un amor di foglie gialle, con una brezza solitaria che dall’acqua sale e una sciarpa rossa e gialla che svetta antica sulla poppa, mentre il remo coglie spruzzi che rimanda in mille stelle. Non più gorgheggi di piume tra le fronde, e bianche corolle e rossi rubini, solo il freddo della notte senza luna, per un ricordo di morte stagioni. Camminare non visto nelle tue vie, guardare questa gente forte, queste donne belle come il sole i bambini che corrono nei viali. E un poeta senza lumi, che rincorre falene e sguardi, mentre la luce delle ciliegie se n’è andata via nella brina solenne di un mattino senza sole. St’ân an fiurirà pió al vècc zrî$ Trôpi rûgh al tâien al trånch scûr Int al mumant di cånt l’é dvintè prezî$ A un vèc sanza cavì e pôch sicûr!. Saluterò i tuoi filari diritti, le tue campagne ordinate mentre la nebbia mi imprigionerà schiavo delle tue pietre, nella tua calce quella più dura. Venezia è la tua anima di vecchio gondoliere, caduto nell’acqua buia in una sera di carnevale, Venezia è un’agonia profonda come il mare che risorge tutti i giorni dal muscio dei canali. Oh! Venezia! Frena al galôp dla quadriga, dal tåu bèrch!! Aln én ánsit ed cåursa al tåu stióm ed lât, Né aurîga ali én ali elti figûr, såura al Môl ed San Mêrch Mo avanz ed strâz che l’ånda cåntr al tåu câl la $bât!. ‘Na campèna in al dåp me<dé la ciâma da luntån: Cómm se al sintessen al spigh al che@nen la tèsta Int al vaint l’arciåm dal rundanén ch’al van Cómm dal saiatt, al viven la so fèsta!. Al zrî$ in mè< all’erba al s’è indurmintè! Fil ed furmigh al zairchen la pruvésta Al fa$ån al so cånt d’amåur l’à lanzè Mo al zri$ aln à piò nient da mettr in vésta!. Trà i su râm dal cantè an né piò inció\na; Né bianch fiûr e ros rubén al porta Såul al fradd dla nôt sanza ló\na P’r un arcord d’una sta$ån morta!. E un pôver poeta sanza piò poesì Che al rincor $guerd e falen in våul Manter la lu$ dal zrî$ las né ande vì Int la bre\na dna matè\na sanza såul!!. Fèm vgnîr dánter, vèci prêd såtta a la calzènna! Int al mósti dal crèp, al taimp a voi lambîr Fem vgnîr dánter veci prêd; int l’åmbra di pôrtgh, ’na mantè\na Dantr ai turión ’d madón la stória a voi capîr!. Cascánd in våul lérgh, dal campanèl ’d S. Luránz, Par sfiurèr con gir delichèt i pardén grîs; Zughèr cómm un pinén såura i cóp e al vèci cà di avánz E zå fen a l’ômen dla Piâza, arcord ed tótt i pài$!. E sentr i rintòch amigh con al $gumbéi dal marchè Gustèr l’udåur dal pás; al piglèr di pipién dal canèl; Oh! Paai$ dla mi pèl! Paai$ dal mi córp martoriè!. Cgnóser al to âlit, al to respîr! Paåi$ mi ti tant bèl!. Quand al mèr al ritira i su fiû da la riva Al lamaint ed vargågna l’é acsé fôrt e accorè, che ed turnèr a cla bêra al piò prest ani agriva Int al sciaburdèr dal bèrch, al per ch’l’ascåulta una pietè!. L’é cmé un amåur ed foi <âli d’autôn, dri a murîr, Un’arierè\na solitèria che da l’acqua in elt la sèl; Una scierpa culurè in poppa che al vaint fà garrir Mantr al remo al coi sprozz ch’l’armånda in tanti strel!. Venezia l’é la to âlma ed vec gondolîr Caschè int l’âcqua bûra una sira ed cranvèl Venezia l’é un’agonì, tant profonda ch’an só dîr Cl’la vén so tótt i dé dal môsti di su canèl!. Caminèr da inción vest longh al tåu strè Guardèr la to <aint fôrta; al dón beli cmè al såul!. Vaddr i pinén correr pri i vièl, tótt animè!. E salutèr i pasarén int al so våul!. Salutèr tótt i tu drét filèr Al tåu campâgn bèli e urdinè Mánter la nabbia ch’l’é dri a calèr, Int la dûra calzé\na dal tåu prêd, lom farà impar$unèr!. MARZABOTTO È la solita brezza che scappuccia le cime, la neve torna acqua, la madre al figlio, tutto è come era, solo il tuono è diverso, l’uccello canta, fuggito lo spavento, l’erba rialza la testa, lassù sui crinali, tra le rovine, il fumo, e l’odor di morte. L’é la sôlita brazza ch’la scapozza al zôm; la naîv l’artåurna acqua, la mèdr al fiól!. Tótt l’é cómm l’èra; såul al trån l’è divêrs dal prém L’uslén al canta! A i è turnè al viôl! L’êrba la rielza la tèsta là sò i crinèl; Marzabôt! Arven! Fom! Udåur ’d môrt e furia criminèl!!. www.buonenotiziebologna.it Marco Negri 18 Il Racconto BNB 1 Luglio 2011 www.virtualcoop.net ATTIVITÀ EDITORIALE Realizzazione e gestione di strumenti editoriali sia cartacei che on-line. IL MOLINO BORIANI Racconto tratto dal volume “OMINI GRIGI ed ALTRI RACCONTI” di Gabriele Montanari - edizioni www.ilmiolibro.it www.buonenotiziebologna.it Strana vicenda la genesi di questo curioso libro, contenente 17 racconti e numerose fotografie. Due di questi racconti ottennero due riconoscimenti in Concorsi Nazionali di Letteratura Giovanile, poi dell’autore si persero le tracce, nel magma dell’editoria È tempo che io lo scriva: lo scrivo adesso o mai più. Non che sia una cosa importante ma è una cosa che solo io conosco e nessun altro: dato allora che il mio tempo sulla terra è giunto quasi al termine, meglio è che io la scriva, questa cosa. Tra un mese compirò cent’anni, ho avuto una vita stupenda e nessun rimpianto per ciò che ho fatto o che non ho fatto. Ora sento che la mia testa se ne sta andando, mentre il mio corpo è già andato, da un bel po’ di anni: ed allora, prendo un bel blocco di carta rigata, una matita numero uno e scrivo. Vi voglio spiegare come e perché il Molino Boriani cambiò nome, dall’oggi al domani e soltanto io posso farlo, dato che il nuovo nome fui io a darglielo. Su su lungo la Val di Zena, c’era appunto questo Molino, allora della famiglia dei Boriani, che macinava grano ed altri cereali, grazie alla forza del torrente Zena. Chissà da quanto tempo era lì, centinaia di anni, ma io ne sentii parlare attorno al 1925. All’epoca ero un ragazzetto alto e magro, sempre affamato di bistecche e di cultura: abitavo al Botteghino di Zocca, appunto in Val di Zena, a una decina di chilometri dal Molino, studiavo al Liceo Minghetti, terzo anno. Tra gli amici di paese si favoleggiava che il mugnaio, tale Boriani, tipaccio scorbutico e grosso come un armadio, dal quale tutti stavano alla larga, si fosse maritato con una giovane vedova di Pianoro, che era una gran bellezza. Ricordo che si discuteva sul come un bestione del genere avesse fatto ad impalmare una simile bella donna: c’era una versione che sosteneva che la vedova s’era ritro- Poi più nulla, sparito per trent’anni abbondanti. Improvvisamente, cinque anni fa, ormai sessantenne, ricompare con “LA VERSIONE di UBALDO”, l’anno dopo con “FIUMI di CHAMPAGNE”, nel 2008 con “TRE per KLUGER”, nel 2009 con questo “OMINI GRIGI”, nel 2010 con “ LE RUSPE del PARMA”, nel 2011 con “L’UOMO CHE FRIGGEVA PATATE”, questi ultimi due libri in collaborazione con tale Marco Negri. Che dire? Gli ho telefonato il mese scorso per avere un’in- tervista per LA GAZZETTA DI CENTO: ha rifiutato, nega di conoscermi, non ne vuole sapere. E così, leggetevi questo suo racconto, per capire che tipo è: originale di certo, scorbutico anche, sgodevole di sicuro! Questo l’antefatto: e veniamo ai fatti. Un pomeriggio d’autunno, tempo mai venuta. Ipotizzammo che il marito la tenesse ben chiusa in casa, onde evitare che sguardi concupiscenti la sfiorassero: ed in effetti nei negozi del Botteghino - i più vicini al Molino - nessuno l’aveva mai incrociata. E così io e Federico saltammo sulle nostre vecchie biciclette e prendemmo a pedalare di buona lena sulla stradina sterrata, in direzione di Zena. Non avevamo un’idea precisa: pedalavamo allegri ed intanto facevamo le nostre chiacchiere di ragazzi. Ad un certo punto, incrociammo un carretto trainato da un cavallo, che stava scendendo verso il Botteghino. Appena ci fu alle spalle, disse il Federico: “È Boriani, quello lì! Il mugnaio!” “Ma sei sicuro? Con quel cappello e la capparella?” “È lui! L’ho visto in bottega da mia zia! E poi guarda: ha dei sacchi di farina sul carretto! Ti dico che è lui!” Effettivamente c’era una dozzina di sacchi di farina sul carro: “E allora?”, domandai a Federico. “Andiamo a vedere sua moglie! Finchè lui non c’è!” Ci mettemmo a pedalare con vigore ed arrivammo dopo poco al Mo- “Aiutami a salire, che guardo dentro”, chiesi a Federico. Lui fece una specie di staffa con le mani, io ci misi un piede sopra e saltai più che potevo: così mi aggrappai alla cima del muro e potei gettare uno sguardo all’interno. La bella Eleonora era lì a dieci metri da me, nell’orto, mi stava guardando, con in mano una zappa e mi gridò: “Pussa via, ragazzaccio!” Un attimo solo la guardai, poi il mio occhio fu distratto da due pastori maremmani, bianchi come la neve e grossi come vitelli, che correvano verso di me, dal lato opposto dell’orto, abbaiando furiosamente. Federico mollò il piede ed io mi lasciai cadere all’esterno. “Cavoli! - dissi a Federico - Ci sono due bestioni di cani che fanno la guardia!” “Che si fa? – chiese lui – Lasciamo perdere?” “Un momento…taci!”, gli sussurrai. Dall’interno giungeva una voce di donna: “Billo! Bianca! Qua belli, venite! Volete la pappa? Qua belli! I miei cuccioloni!” Era lì, a pochi metri da noi, la bella Eleonora, e nemmeno ero riuscito a vederla per bene! Che rabbia! Girai lo sguardo attorno, alla ricerca di un’idea: e la trovai. uggioso, foriero di cattive idee, io e il mio amico Federico ci trovammo a fantasticare sulla bella vedova, su come ci sarebbe piaciuto vederla, visto che in due mesi al Botteghino non era lino Boriani: peccato che l’edificio, due piani di pietroni grigi, fosse circondato ai quattro lati da un muro alto almeno due metri, fatto con malta e sassi di fiume. C’era un enorme platano, alto almeno venticinque metri, che era cresciuto fuori dal recinto, ai bordi della strada: aveva ancora un po’ di foglie secche e non sembrava impossibile da scalare. “Non vorrai salire là!”, mi disse Federico. “Perché no? - risposi - Giusto per vedere questa bellezza”. “Io non vengo!”, disse lui. “Allora aiutami!”, dissi io. Siccome ero magro, ed anche agile, non mi ci volle molto per salire fino al primo grosso ramo laterale: peccato che da lì non si vedesse quasi nulla del giardino e dell’orto del molino. Così salii ancora un paio di metri, poi mi misi a cavalcioni di un ramo laterale che andava verso sinistra e pian piano mi spostai in avanti, per allargare la visuale. Di tanto in tanto vedevo i due maremmani passare ma della bella Eleonora nessuna traccia. Improvvisamente qualcosa accadde: Federico cominciò a gesticolare da sotto ed intanto diceva, in modo soffocato: “Vieni giù! Vieni giù, sbrigati!” Non mi fu chiaro che cosa diavolo volesse, finchè non vidi le seguenti due cose: Federico che inforcava la sua bici e spariva verso Zena, ed un carretto trainato da un cavallo, che era sbucato dalla curva e stava lentamente salendo. A bordo, un tale con cappellaccio e capparella, sul carro una dozzina di sacchi farina. Io ero lì, in bella vista, su un albero quasi spoglio di foglie. Qualcosa dovevo fare, prima che il mugnaio alzasse gli occhi e mi vedesse: mi guardai attorno e vidi una sola via di fuga. Il ramo su cui ero a cavalcioni, si protendeva dentro la corte del molino, fino a sfiorare parallelamente il muro della casa, proprio dove c’era una finestrella ovale, sicuramente quella di un solaio. Non c’era tempo da perdere: scendere era impossibile, restare lì sarebbe stato un suicidio, la finestrella era la mia unica speranza. Mi feci avanti, centimetro dopo centimetro, poi infilai le braccia dentro la finestrella e tirai dentro tutto il resto del mio corpo. Era un buio sottotetto, con pavimento di grosse assi di legno ed una quantità enorme di cianfrusaglie polverose. Sdraiato sul pavimento, osservai da una fessura che cosa c’era sotto di me: un enorme letto matrimoniale e, sopra al letto, c’era la bella mugnaia che stava leggendo un libro! Per poco non mi venne un accidente, ebbi una specie di scatto con le gambe e feci cadere una nazionale. Erano gli anni Ottanta, di Gabriele Montanari da me due volte intervistato per la rivista “NUOVE PENNE” ebbi ottima impressione come uomo, come insegnante, come scrittore esordiente. vata con un sacco di debiti e che il mugnaio, in cambio delle nozze, li avesse saldati tutti. Una versione alternativa era che fosse stata la vedova, la quale aveva un forno a Pianoro, ad aver adocchiato il Boriani, che aveva sì vent’anni più di lei ma che aveva pure un bel mucchio di soldi. Fatto sta che da un paio di mesi la bella vedova - di nome Eleonora - aveva preso casa al Molino Boriani, dopo un matrimonio cui nessuno era stato invitato ma che di sicuro s’era fatto: parola di un sacrestano di Monterenzio. Armando Leprotti VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS cesta con dentro qualcosa di indefinito: diavolo, che rumore tremendo! Vidi la mugnaia alzare gli occhi dal libro e fissare sopra di sé: io mi immobilizzai. Lei si mise a sedere sul bordo del letto, con il libro in grembo e lo sguardo verso l’alto: io ero lì, tre metri scarsi sopra di lei, più terrorizzato per la situazione che ammirato per la sua indubbia bellezza. Passò un minuto, forse due, durante i quali io rimasi assolutamente fermo. Intanto la mugnaia ispezionava con lo sguardo il soffitto, alla ricerca di una spiegazione per quel rumore sospetto. Questo stato di stallo sarebbe forse continuato ad oltranza, se il brusco aprirsi della porta della camera non avesse dirottato là lo sguardo di Eleonora: ed anche il mio. “Strada di merda! - gridò il mugnaio, scaraventando il cappello su di una sedia - Una frana dopo il Botteghino! Come ci arrivo al Farneto? Quell’idiota del Podestà, sempre là a farsi bello con stivali e camicia nera! Tenesse a posto le strade, piuttosto!” E giù una sequela di bestemmie e di maledizioni varie. Sua moglie lo aiutò a levarsi la capparella umida e la stese su una sedia, vicino alla stufa a legna. “Dai donna, spogliati che facciamo una cosina”, proseguì l’uomo, cominciando a slacciarsi la cintura dei pantaloni. “Non ne ho voglia, dai. disse lei - Sono stanca morta”. “Eleonora, vedi di non farmi incazzare anche tu! - replicò lui - Ti riposerai dopo, adesso spogliati!” La mugnaia appoggiò il libro sul comodino e cominciò a spogliarsi: di tanto in tanto lanciava un’occhiata al soffitto. “Mamma mia, aiutami! - pensavo io, pietrificato - Lei lo sa! Prima mi ha visto sul muro di cinta, poi ha sentito il rumore, continua a guardare su: lei lo sa che qui c’è qualcuno!” A quei tempi non c’era il cinema e nemmeno la televisione, dunque noi ragazzi non sapevamo nulla delle faccende del sesso, se non quello che ci raccontavano i più grandi. Ma quel giorno io ebbi modo di vedere dal vivo, e dall’alto, tutto ciò di cui si favoleggiava nelle nostre chiacchiere di adolescenti. Eleonora era una autentica bellezza, con una pelle candida ed una cascata di capelli neri che avrebbero meritato ben altro amante. Il Boriani era un bestione irsuto e quasi ridicolo nella sua ingombrante nudità: stette qualche tempo sopra la moglie, dimenandosi e mugghiando parole incomprensibili. Poi d’improvviso ebbe una specie di sussulto, gettò uno strillo e si buttò di lato, ansimando e boccheggiando. BNB 1 Luglio 2011 La mugnaia, completamente nuda e a gambe spalancate, guardò qualche istante sopra di sé, poi si coprì. Madonna mia, che scena! Sono passati più di ottant’anni ed ancora ce l’ho, la scena, vivida ed incisa per sempre nella mia memoria. Io ero terrorizzato ma ero anche eccitato: sentivo un gonfiore ineluttabile lievitare nei miei pantaloni, schiacciati sul pavimento di legno. Pochi istanti dopo il Boriani prese a russare, la sua signora gli buttò la coperta sopra e, così facendo, si scoprì di nuovo. La sua mano destra scese sul suo stesso corpo e si fermò all’inguine, mentre con la sinistra si carezzava il seno. una mossa, che ho fame!” Cominciò a rivestirsi ed anche la bella Eleonora si tirò su, indossò una specie di vestaglia azzurra ed uscì dalla camera: non senza aver lanciato un’ultima occhiata al soffitto. Quando i due furono usciti dalla camera, mi azzardai a muovermi: fuori stava calando la sera, era tempo di uscire da lì e di tornare velocemente a casa. Come ci arrivai, a casa, proprio non lo so: era buio pesto, sgocciolava, rischiai varie volte di finire dentro il torrente… ma verso le otto di sera arrivai al Botteghino. Fradicio, stravolto, meritai abbondantemente i due sberloni che mia madre mi tirò, prima di mettermi davanti una fumante minestra di fagioli. Che diavolo stava facendo quella donna? Non ero per nulla informato sull’autoerotismo femminile ma ben presto intuii: la signora stava procurandosi il godimento che il legittimo bestione non le aveva procurato. Tra una carezza ed un contorcimento, la bella Eleonora teneva gli occhi socchiusi oppure aperti Corre veloce, questa storia: deve correre veloce, non ho il tempo materiale per narrarvi tutto nei dettagli. Dieci anni dopo, forse dodici, lavoravo come procuratore nello studio legale dell’avvocato Mazzantini, un pezzo grosso della Bologna bene, che mi insegnava il mestiere e mi pagava uno stipendio da fame. Grande fu il mio stupore una mat- verso di me: mi guardava e sospirava, sospirava e mi guardava, quasi fosse certa che io ero lì, tre metri sopra di lei. Infine, dopo un tempo che mi parve eterno, anche lei ebbe un sussulto, anzi una serie di sussulti, poi si placò. Gettò un ultimo sguardo, dolcemente sorridente verso l’alto, poi chiuse gli occhi e si addormentò. Non potevo non farlo: confesso che allungai la mano verso i miei calzoni, la infilai sotto la cintura e mi masturbai. Fu questione di un minuto, forse meno. Anch’io ebbi un sussulto irrefrenabile ed un’altra cesta piena di cianfrusaglie rotolò nella soffitta, con gran rumore. Eleonora spalancò gli occhi un istante, scrutò il soffitto, sorrise di nuovo e di nuovo si addormentò. tina, nel far accomodare in sala di attesa una signora che aveva un appuntamento per le ore dieci: era lei, Eleonora, elegantissima e sempre bellissima, la moglie del mugnaio. Anzi, seppi subito, la vedova del mugnaio Boriani. In breve, la signora era rimasta da sola alcuni mesi addietro e s’era decisa a vendere parte delle proprietà ereditate, in particolare il molino, poiché non intendeva proseguire quella attività. Queste cose le udii di persona, poiché quel mattino io ero nello studio dell’avvocato Mazzantini, per prendere appunti. Non fu neppure difficile trovare un acquirente, per il molino, dato che un nostro cliente, il benestante ebreo Amos Levitani, era appunto alla ricerca di una attività artigianale da regalare ai suoi due figli maschi. Seguii di persona l’affare, su incarico dell’avvocato, e più volte ebbi modo di incontrare Eleonora, di discutere con lei, di offrirle suggerimenti. La aiutai anche a scegliere e ad acquistare per se stessa un grazioso appartamento in centro a Bologna. Qualche tempo dopo, forse un’ora, forse due, il Boriani rotolò giù dal letto, tra una bestemmia e l’altra, risvegliando sua moglie, che gli dormiva a fianco, e me, che gli dormivo tre metri sopra. “Dai donna, che ho fame! - farfugliò - Vai giù a far da cena che oggi hai già goduto abbastanza! Datti Il Racconto Lo confesso: la signora Eleonora mi piaceva alquanto e, sebbene ella avesse quasi quindici anni più di me, finii per innamorarmene. Credo che il mio sentimento fosse evidente per Eleonora, tanto che, quando un giorno io trovai il coraggio di dichiararmi, lei mi sorrise e fece cenno di sì, quasi a dire: “Finalmente!” Trascorremmo assieme dieci meravigliosi anni. Seppure quel periodo fosse segnato dalla guerra e dai tanti lutti che capitarono alla nostra patria, non posso non ricordare con rimpianto quel decennio, per noi stupendo. Avevo evitato il servizio militare, in quanto orfano di guerra, poiché mio padre era morto nel conflitto del 15-18. Continuai a lavorare nello studio Mazzantini, dove presi a fare carriera, un po’ per la benevolenza del titolare, un po’ perché evidentemente ci sapevo fare. Ufficialmente continuai ad abitare al Botteghino, anche se gran parte della mia giornata si dipanava tra lo studio legale, il tribunale e la casa di Eleonora. Una sera, dopo aver fatto all’amore, stavamo fumando e così, senza pensarci troppo, mi scappò: “Sai, io ti ho visto. Ti ho visto fare all’amore con Boriani”. Eleonora mi guardò intensamente ed aspirò una boccata: “Eri tu! Eri tu, nel sottotetto?” “Ero io, sì. Ero entrato dalla finestrella che dava sulla via”. “Ma tu pensa! - esclamò E perché?” “Mi avevano detto che al molino Boriani c’era una donna stupenda. Ed infatti c’era!” “E che hai visto, birichino?” “Ho visto tutto!” “Tutto tutto?” “Tutto tutto!”. “Tutto tutto, dunque- Eleonora aspirò una nuova boccata di fumo - E che cosa hai pensato di me?” “Che eri bellissima e desiderabilissima. - le risposi - Mi sono anche masturbato”. “Ma bravo il porcellino!”, esclamò. Si mise a sedere sul letto, mi tolse dolcemente la sigaretta dalle labbra e mi tirò una tremenda cuscinata in faccia. “Questo per la tua sfacciataggine!” Poi mi baciò appassionatamente ed infine concluse: “E questo per il tuo coraggio!” Meravigliosa Eleonora! Poi, nel 1947, finalmente fuori dalla guerra, quando pareva che il futuro davanti a noi fosse luminoso, accadde di tutto. L’avvocato Mazzantini, che già mi aveva prospettato l’idea di farmi socio del suo studio legale, ebbe un serio malore in tribunale: al Sant’Orsola mi fecero capire che c’era ben poco da fare. Dopo tre mesi di cure, di riabilitazione e di carrozzella, un secondo 19 malore si portò via per sempre il mio principale. La sua vedova mi affidò temporaneamente lo studio e successivamente me lo cedette ad una cifra più che ragionevole. La mattina dell’otto ottobre di quel maledetto 1947, fu Eleonora a non riaprire gli occhi: era immobile, gelida, rigida, era sempre bellissima ma era morta. Avevo dormito al suo fianco e non mi ero accorto di nulla. I medici dissero che probabilmente il suo cuore aveva ceduto di schianto o forse un grosso vaso sanguigno del cervello aveva un difetto congenito. Cinquantacinque anni aveva la mia stupenda Eleonora, quando l’accompagnai alla Certosa. Due mesi dopo si presentarono al mio studio i due fratelli Levitani, coloro che avevano acquistato il Molino Boriani, prima dello scoppio della guerra. Mi narrarono che avevano tenuto il molino solamente per un anno poi, viste le leggi razziali e l’aria che tirava per le famiglie ebree, erano scappati precipitosamente in Svizzera. Adesso erano di passaggio in Italia, intendevano trasferirsi in Palestina, dove la comunità internazionale aveva stabilito dovesse nascere lo Stato di Israele. Avevano già provveduto a vendere le loro proprietà però - mi dissero - il molino non lo voleva nessuno, anche perché era stato gravemente danneggiato dalla lunga inattività e da uno straripamento del torrente Zena. Mi offrii di comprarlo io stesso e proposi una cifra molto bassa, anche perché le mie finanze più in là non arrivavano. Accettarono immediatamente, firmarono le carte relative e se ne andarono, visibilmente sollevati. Avevo comprato il Molino Boriani, quasi senza pensarci. Anni dopo, quando mi decisi a farlo ristrutturare ed a ricavarne una casa di vacanza in collina per Angela, mia moglie, e per i due figli che mi aveva dato, volli che fosse tolta la targa in pietra che campeggiava sopra la porta d’ingresso, con la scritta “MOLINO BORIANI”. Feci scolpire una bella targa in marmo con il nome nuovo che avevo deciso di dare a quella costruzione e la feci installare al posto della vecchia scritta. Ancor oggi, se passate per la val di Zena, possibilmente in bicicletta, come fanno tanti appassionati, un paio di chilometri prima di Zena, sulla sinistra, potete scorgere un edificio di pietroni grigi, circondato da un muro perimetrale. Quello un tempo era il Molino Boriani. Ma sulla targa oggi leggerete: “MOLINO DELLA SEGA”. Ora che vi ho rivelato il nome che io stesso ho scelto, non c’è molto altro da spiegare né da raccontare. Vi prego, non ridete di quel nome: quella sega è stata l’aperitivo di un vero, grande amore. www.buonenotiziebologna.it SITI WEB 20 Lo Sport BNB 1 Luglio 2011 Buone Notizie Bologna www.buonenotiziebologna.it [email protected] Tel. 051 533106 / Fax 051 530761 Paolo Poggi: 40 anni di Polisportiva www.buonenotiziebologna.it A San Lazzaro 20 anni di Centri Estivi “FULL TIME” Il Centro Estivo Sportivo Full-Time nasce per supportare da un lato le esigenze dei genitori che lavora- no, e dall’altro per favorire la socializzazione dei bambini dai 5 ai 12 anni per tutti i mesi estivi, da giugno a settembre, fine scuola e inizio delle vacanze estive. I bambini sono seguiti da istrut- tori preparati che coinvolgono i ragazzi in attività sportive, quali tennis, il nuoto, la pallavolo, la pallamano, il calcio, il basket, il ping-pong, il karate, danza moderna, musical; attività ludiche, quali giochi e tornei, e ricreative come gite culturali, laboratori, film, video. L’attività del centro è mirata ad impegnare i ragazzi alla scoperta delle loro capacità relazionali e motorie. L’organizzazione è svolta attraverso “Moduli Specifici”. In particolare all’atto dell’iscrizione occorre specificare la scelta del modulo che si intende frequentare. I moduli sono quattro: -Tradizionale - Nuoto - Tennis - Pallavolo Su richiesta delle famiglie, è possibile differenziare l’orario, scegliendo la giornata, la mezza giornata o solo alcune ore. Giuseppina Versace… non solo moda! Lavoro, sport, volontariato e tanta voglia di vivere Ciao Giusy, conosciamoci un po’... Sono nata a Reggio Calabria il 20 maggio 1977. Terminato il Liceo Linguistico, vado a vivere a Londra per un anno, dove, per mantenermi da sola, lavoro come baby sitter, commessa in un negozio di giocattoli, cassiera in un takeaway e hostess congressuale. A ventidue anni mi trasferisco a Milano, per mettermi alla prova e trovare nuovi stimoli lavorativi. Giuseppina Versace (nella foto), meglio conosciuta come Giusy, porta un cognome che nel mondo della moda pesa e conta. Ed è proprio nel mondo della moda che comincia a lavorare, giovanissima, preferendo un’altra azienda a quella familiare, per mantenere il terreno libero da ogni implicazione. Oggi, Giusy Versace è nota alla cronaca per essere la prima donna atleta con amputazione bilaterale alle gambe a gareggiare a livello agonistico nella corsa dei 100 metri piani, promessa in prospettiva paralimpica. A cambiarle la vita è stato un incidente, che dalla moda l’ha portata ai podi dell’atletica leggera, passando per l’accettazione del proprio corpo e per il reinserimento sociale e lavorativo. È la stessa Giusy a raccontarci i retroscena e i passaggi più critici di questo suo intenso percorso... ancora tutto da vivere! Sei proprio nel pieno della tua carriera, quando, nell’estate del 2005, hai un grave incidente in auto, a causa del quale ti amputano entrambi gli arti inferiori dal ginocchio in giù. Era il 22 agosto del 2005 quando, subito dopo le ferie, noleggiai un’auto per riprendere servizio. Mi trovavo sull’autostrada SalernoReggio Calabria e all’altezza di Castrovillari un terribile acquazzone mi fece perdere il controllo dell’auto che andò ad urtare contro il guard-rail. Questo, nell’impatto, si aprì e sfondò l’abitacolo della macchina, tranciandomi di netto entrambe le gambe. Il trauma è gravissimo. La riabilitazione lunga e dolorosa. Ma tu non ti arrendi. Vuoi riprenderti la tua vita, il tuo lavoro, la tua femminilità. Sicuramente è stato un percorso lungo e doloroso, nel quale però sono stata sempre affiancata dalle persone a me più care che hanno riso e pianto con me. Trovarmi su una sedia a rotelle e avere bisogno di mia madre anche solo per prendere un bicchiere d’acqua o lavarmi… è stato un po’ come tornare indietro. Re-imparare a camminare è stata forse la fase più difficile e Il fatto di non essere stata sola è stato davvero importante. Finita la riabilitazione, ecco che torno a lavorare. Purtroppo, però, non trovo più la mia scrivania e l’atteggiamento dei dirigenti era cambiato: era come se insieme alle gambe io avessi perso la testa. Un anno dietro la scrivania a fare i solitari ha rischiato di distruggere quell’equilibrio che con grande fatica avevo ricostruito. Spesso si pensa che io, essendo una Versace, possa avere avuto la strada facile. Beh, non è così. Ho dovuto tirare tante gomitate per riprendermi ciò che avevo lasciato e che duramente avevo conquistato. Oggi mi sono riappropriata della mia scrivania e del mio ruolo, ma certamente il valore che gli do non è più lo stesso. Oggi sei anche un’atleta e dirigi la ONLUS Disabili No Limits. Cominciamo dallo sport. Ti stai allenando per partecipare alle Paralimpiadi di Londra 2012, dopo avere gareggiato in diversi Campionati Italiani di atletica leggera. La tua specialità è la corsa sui 100 metri piani. Anche qui hai bruciato le tappe. Intanto, come ti sei avvicinata allo sport? Si è trattato di una scommessa. Volevo provare l’emozione di correre ancora senza pensare assolutamente a gareggiare. Molti “addetti ai lavori”, anziché incoraggiarmi, mi hanno scoraggiata, cercando di distruggere il mio sogno. Dicevano che non ero in grado, che sarei caduta. Ho fortemente voluto provare ed è stato grazie anche al grande supporto di mio fratello e del mio ragazzo che sono andata avanti. Nel giugno del 2010, al Campionato Italiano di Imola, ho vinto sui Cerchiamo venditori di spazi pubblicitari 100 metri con un tempo di 19”93. Lo scorso 30 marzo, poi, ho segnato un nuovo record italiano per la mia categoria, correndo sempre sui 100, ma questa volta in 17”60. Ora mi sto impegnando per poter gareggiare alle prossime Paralimpiadi. Se dovessi riuscire ad arrivarci sarà una grande soddisfazione, ma anche se non arrivasse la qualificazione per Londra, sarei comunque felice perché il percorso che sto facendo mi sta arricchendo moltissimo e soprattutto mi aiuta a stimolare altra gente a venire fuori e ad avvicinarsi allo sport. Una medaglia d’oro alle prossime Paralimpiadi è un bel sogno e tiferemo sicuramente per te affinché si realizzi! Ma quali altri sogni e desideri serba Giusy per la sua vita? Ho capito l’importanza di ringraziare quotidianamente per quello che si ha. I miei sogni e/o desideri non sono mai a lungo termine perché poi, alla fine, forse qualcuno Lassù ha già deciso. Certamente oggi c’è questo importante obiettivo delle Paralimpiadi, ma forse il mio sogno più grande è che il mondo si pulisca un po’. C’è ancora tanta cattiveria e ignoranza nella gente e questo mi fa molto male. Un giorno di tanti anni fa, a bordo di un taxi, ho letto una frase che per me vuol dire tutto e da allora non l’ho mai dimenticata: “Ieri è il passato, Domani è il mistero, Oggi è il dono”». Intervista già apparsa, con il titolo “Il dono di Giusy”, nel sito del Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), a cura di Annalisa Benedetti. Inoltre, sempre su richiesta, è possibile frequentare l’ora di studio, nella quale gli istruttori del centro seguiranno i bambini nello svolgimento dei compiti delle vacanze. Orario: dalle 7.30 alle 17.30 (è possibile estenderlo alle 18). Accesso: Bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni. Interruzione del centro le 2 settimane centrali di agosto. Sede: Via F.lli Canova, 51 San Lazzaro di Savena (Bologna). Disabili: si accolgono ragazzi attraverso una specifica convenzione e segnalazione: con Ausl, Amministrazione Comunale e accesso diretto privato. Responsabile: Simonetta Marchesini Contatti: sede: 051.465054, Circolo tennis P.Poggi 051.453384 cell. Simonetta Marchesini 334.3090366 E-mail: [email protected] È prevista la festa di fine corso, che quest’anno si effettuerà giovedì 1° settembre 2011 presso la sede. Sul nostro sito tutte le informazioni: www.polisportivapaolopoggi.it Carcere & Sport Un Progetto di Uisp Bologna Il progetto si occupa di coordinare attività presso le strutture penitenziarie cittadine, per promuovere salute e benessere grazie ai benefici dell’attività fisica collaborando ad un processo di rieducazione attraverso le discipline sportive. Abbiamo costruito un progetto che prevede interventi quotidiani nei bracci segnalati dalla Direzione carceraria e con tutti i ragazzi ristretti all’Istituto Penale Minorile. La continuità dell’iniziativa è garantita da operatori e da un supporto organizzativo e di coordinamento. Gli obiettivi sono: l’educazione corporea e motoria per l’affermazione di abitudini sane nella quotidianità carceraria; l’uscita dal sedentarismo; la consapevolezza della salute psicofisica; il recupero dello schema corporeo; la valorizzazione espressiva e comunicativa del corpo stesso; la valorizzazione della dimensione ludica come opportunità di socialità e di allentamento delle tensioni prodotte dalla condizione detentiva. Sport quindi non solo come pratica disciplinante, come educazione alle regole, ma anche e soprattutto come strumento di valorizzazione di sé, di socializzazione e di autostima. Abbiamo la volontà di inserire il movimento nell’ambito della giustizia come una delle attività principali e trattamentali: per noi sport non è solo tornei e campionati, ma diventa un elemento del progetto di vita delle persone. Nei momenti più duri, di emarginazione, la pratica sportiva si trasforma in uno degli aspetti della vita quotidiana, che aiuta a mantenere la dignità, trasmette valori di lealtà, rispetto delle regole e dell’altro, contribuisce a rafforzare il rapporto con il corpo e garantisce salute e benessere. [email protected] Tel. 0516013495 www.saluter.it/trapianti BNB 1 Luglio 2011 Una battaglia nostrana Gemellaggio tra Cavernago e Molinella Un nostro lettore si è recato un po’ di tempo fa a Cavernago, un piccolo comune alle porte di Bergamo, per visitare il Castello di Malpaga, più conosciuto come “ll Castello di Bartolomeo Colleoni”, passato alla storia, fra l’altro, per il suo caratteristico emblema araldico, detto delle “tre palle” (non si ha da sapere, per i più pignoli, se tale caratteristica fosse reale o solo mitologica!) Comunque, il nostro lettore (Enea G.) di Molinella ha trovato in questo castello bergamasco un ampio affresco (abbastanza deteriorato) raffigurante la battaglia della Riccardina o della Molinella, presente nel cortile del Castello di Malpaga, attribuito al Romanino. Ne è rimasto talmente stupito, il nostro lettore, che ha voluto immortalare l’affresco con la sua macchina digitale, componendo l’intera opera con Photoshop, da più immagini in una sola. Ce l’ha inviata con preghiera di pubblicazione e noi, prontamente, l’abbiamo accontentato. Ci siamo anche un po’ documentati: la battaglia della Riccardina (o della Molinella), combattuta il 25 luglio 1467 nei pressi di Molinella, fu una delle principali battaglie del XV secolo in Italia. Da un lato 14.000 fanti e cavalieri comandati da Bartolomeo Colleoni che non curava, questa volta, gli interessi di Venezia, ma seguiva il suo sogno personale della gloriosa impresa, coalizzato con Borso d’Este, marchese di Ferrara (che inviò sul campo il fratellastro Ercole I d’Este) e i signori di Pesaro, Forlì e alcune famiglie emergenti di Firenze. Dall’altro lato un esercito di 13.000 soldati riunito da Piero de’ Medici alleato con Galeazzo Sforza (Signore di Milano), il re Ferdinando II d’Aragona e Giovanni II Bentivoglio (Signore di Bologna). Il comando di questa Lega Italica venne dato a Federico da Montefeltro. La battaglia si svolse lungo il torrente Idice, tra le località di Riccardina (presso Budrio) e Molinella. Gli storici non sono concordi su chi vinse la battaglia. L’unico vero sconfitto fu Bartolomeo Colleoni che dovette rinunciare alla sua ambizione della conquista di Milano. I morti furono tra i 600 e 700 e ci fu una vera e propria strage di cavalli (quasi mille). Per la prima volta furono usate massicciamente le armi da fuoco e l’artiglieria. La pagina del lettore 21 50 anni per Leon & Ladis Dalla Spagna con… amore! Spagnolo Leon Làzaro Gasca y Ladis Lada Làzaro Làzaro, se han casado el 4 mayo 1961 (Calatayud - Espagna), celebrando con toda la familia, el pasado junio: 13 años de novios, 50 años casados, toda una vida juntos: “… y desde entonces soy porque tú eres, y desde entonces eres, soy y somos, y por amor seré, serás, seremos.” Soneto LXIX - Pablo Neruda Felicidades y gracias por vuestra vida. Javier, Ana e Maria del Mar Italiano Leon Làzaro Gasca e Ladis Lada Làzaro Làzaro si sono sposati il 4 maggio 1961 (Calatayud - Spagna), hanno festeggiato la bella ricorrenza con tutta la loro famiglia lo scorso giugno: 13 anni fidanzati, 50 anni sposati, tutta una vita insieme… “ …ed allora sono perché tu sei, ed allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo.” Sonetto LXIX - Pablo Neruda Tanti auguri e grazie per la vostra vita. Javier, Ana e Maria del Mar Il nuovo museo Messner Cari amici di BNB, mi chiamo Aldo e sono di San Lazzaro, alle porte di Bologna. La mia grande passione, da sempre, è stata la montagna. Tutti gli anni mi reco in Trentino, più esattamente dalle parti di Brunico e Val Pusteria. Vi scrivo per avere un piccolo spazio sul vostro bel giornale, che leggo sempre con molto interesse, per ricordare un grande italiano amico della montagna: Reinhold Messner. Vi informo che nel restaurato Castello di Brunico si inaugura il 2 luglio il nuovo RIPA (in tibetano significa ‘uomo di montagna’), ovvero il quinto Messner Mountain Museum, dedicato ai popoli delle montagna. Un museo interattivo di ultima generazione, con l’obiettivo di diventare anche luogo d'incontro e scambio culturale fra gli abitanti della valle e gli ospiti-turisti. L'esposizione comprende opere e oggetti di uso quotidiano delle diverse popolazioni di montagna, tra cui sherpa, tibetani, mongoli, hunza. Vi do gli orari: dal 3 luglio ogni giorno dalle 10 alle 18, tranne il martedì, il biglietto costa un po’ caro, ma marita una visita: 8 euro adulti e 3 euro i bambini. Per altre info: Consorzio Turistico Plan de Corones (Val Pusteria Alto Adige - Dolomiti). Via Michael Pacher 11/A, 39031 Brunico (BZ), T. 0474 555447 [email protected] www.plandecorones.com Aldo Muschiati www.buonenotiziebologna.it O DI APIANTLULE R T E E L E ION DONAZ I, TESSUTI E C N A G OR 22 Lo Sfizio BNB 1 Luglio 2011 La Dama per tutti! Tesoro, che tempo fa domani? Non so bene cosa aspettarci, dopo il temporale che si è abbattuto recentemente su Arcore! Ginger & Fred www.buonenotiziebologna.it R Nella puntata di questo mese vedremo posizioni potenzialmente verificabili in gioco vivo. Alcune di queste sono apparentemente disatrose per uno dei due colori, le altre apparentemente tranquille dove in realtà dietro si cela qualche combinazione che ha dell incredibile. Vediamo la prima. diagr. 1) In questa posizione sembra il bianco spacciato, ormai quasi impossibilitato amuoversi ma ecco il salvataggioche porta alla pari: 31-27! (sacrificio inaspettato), 22x31, 32-28! ed ora il nero se muove la dama con 31-27 il bianco gioca 28-23 e recupera il pezzo ed è patta. diagr. 2) muove il bianco 22-19 ed ora è il nero a fare patta ma deve stare attento a non essere alletato nel cercare di mangiare il pezzo in 28... muove il nero 30-27! 19-15, 27-22! patta (se 27-23? 15-20, x, 20-23 b.v.) diagr. 3) ecco una posizione apparantemente tranquilla per nero dove cerca di mangiare la pedina in 14 ma casca nel tranello. 14-11, x, 23-20!, ed ora se mangia il nero con la pedina in 16 e tiro ad ue se mangia con 15x24, 27-22, x, 30x22 b.v. Per gli amanti della soluzionistica ecco un solitario e due problemi simmetrici di cui si può notare la similitudine dell’estetica e della soluzione Arrivederci ad agosto! di Federico Piras Sudoku: Diabolico 9 2 5 8 5 3 9 1 7 4 7 3 6 9 6 3 1 4 6 2 3 9 4 2 8 7 5 3 1 9 6 2 3 9 7 3 6 1 8 5 4 7 7 1 8 7 9 4 9 3 6 6 8 2 4 2 3 4 2 1 8 5 4 7 7 4 REBUS (5.5.) CUORE AMORE 3 3 5 5 3 9 P 7 4 8 8 O La soluzione del quiz “Chi è costui?” di pag. 5 6 3 5 6 REBUS (8.7.) 6 5 1 7 8 1 2 7 1 8 9 4 7 5 3 6 Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Benito Mussolini. Emilia-Romagna Ass. AnLaDi - Cell. 3396247452 - [email protected] www.annulliamoladistanza.org/progetti/eritrea/camminiamo-insieme Emilia-Romagna BNB 23 Lo Sfizio 1 Luglio 2011 Cruciverba del Risorgimento 1 16 2 3 4 5 17 6 7 18 21 26 9 31 33 51 55 56 64 58 76 Orizzontali: 2 Ambiente scolastico - 5 Uno dei due vapori che salparono da Quarto - 11 Il più famoso tenore napoletano del Novecento - 16 Equini che ragliano - 18 La consorte di Ugo Fantozzi - 19 Adepto alla prima società segreta patriottica italiana - 20 Il processo storico che portò all’unità d’Italia 22 In mezzo all’orto - 23 Lo sport con il SuperG - 24 L’eroico patriota Manara (iniz.) - 26 Il Tiriac del tennis - 27 Sequenza, successione - 29 La sentenza dell’Inquisizione prima del rogo - 30 La Leonessa d’Italia - 33 Alleanza, patto - 37 Comanda un’armata (abbr.) - 38 Il nome di due eroi omerici - 40 Patetico impiegatucolo - 43 Bre- 25 37 42 43 59 44 54 60 61 67 72 62 77 ve passione - 45 La Cavani regista (iniz.) - 47 Andata Ritorno - 48 L’associazione politica creata da Mazzini - 50 Affermazione russa 51 Il sommo poeta - 53 Unta, lubrificata - 54 Attraversa il Tirolo - 55 La Zanicchi cantante - 57 Il mare di Creta - 58 Parte degli strumenti a fiato - 61 Numero abbreviato 63 La coda del boa - 64 Città della Russia sull’Oka - 66 Vi ha sede un’artistica Accademia milanese 67 Vi avvenne una battaglia della I guerra di Indipendenza sul Mincio - 69 Fu teatro di due battaglie perse dagli italiani - 72 Ha per capitale Lima - 73 Vecchio in Inghilterra 76 L’eroina dei Mille - 77 Il grande patriota e politico genovese - 78 Avevano le camicie rosse 63 68 73 74 75 78 Verticali: 1 L’eroe dei due mondi - 2 Fiume e dipartimento francese - 3 Il primo cardinale - 4 Poetici, ispirati - 5 Utensili del fabbro - 6 Gravosi incarichi - 7 Con Tommaseo sostenne la liberazione di Venezia dagli Austriaci - 8 Reggio Calabria - 9 …es-Salaam, capitale della Tanzania - 10 Piccolo lago piemontese - 11 Vi è la Smeralda e l’Azzurra - 12 Il Marzio re di Roma - 13 Incursione aerea - 14 La città natale di Abramo - 15 Fu luogo di una sanguinosa battaglia della II guerra di Indipendenza 17 Il Todero goldoniano - 18 L’eroe di Sapri - 21 Sovrastano le case - 25 Qui i Francesi vinsero i garibaldini con i chassepots - 29 Lesti - 31 Sono stretti dal cordiglio - 32 Si ripetono in Italia - 34 Si uccise per la morte di Leandro - 35 La casa regnante italiana - 36 La città spagnola di santa Teresa - 39 Il paese di Mauro Corona 41 Grande ente pubblico fondato da Mattei - 42 Vi fu uno storico incontro - 43 Divinità egizia - 44 La sesta nota - 46 Il grande tessitore dell’unità d’Italia - 49 Vi nacque Fra’ Diavolo - 51 L’Alain più famoso - 52 Argento - 56 L’arte latina - 58 Il gineceo del sultano - 59 Corvina, scura - 60 La diva Penelope - 62 Vi sono i pindarici e i transoceanici - 65 Avanza per tutti - 66 British Petroleum - 67 Liquore inglese - 68 Lo zio della capanna - 70 Il centro dell’ozio - 71 Lo scrittore Tabucchi (iniz.) - 74 Dopo Lavoro - 75 Vittorio Emanuele II fu il primo d’Italia. Trova le 8 differenze DIVIETO RACCOL TA MIELE! Par cgnósser un Bulgnais, ai vól un an e un mèis; e po quand t’l’hè cgnusó, t’an al cgnóss brisa cum at cgnóss lo. Per conoscere un Bolognese, ci vuole un anno e un mese; e poi quando l’hai conosciuto, non lo conosci quanto lui conosce te. Dinànz da San Pir, dedrì da San Ptroni, ai tira un vant ch’al pèr al demoni. Davanti a San Pietro, dietro a San Petronio, tira un vento che sembra il demonio. (Le due massime chiese di Bologna sorgono nei punti più ventilati della città) 49 66 71 15 29 53 70 14 24 36 41 52 65 Definizioni 13 23 48 57 69 35 40 47 50 34 39 46 12 28 32 38 11 22 27 30 10 19 20 45 8 Proverbi bolognesi Stra la Vétta e la Mórt, ai é el Ciavadùr. Fra la (Chiesa di S. Maria della) Vita e la (Chiesa e Ospedale della) Morte (ora Museo Civico), c’è Via Clavature. (C’è sempre una via di mezzo per accomodare anche i contrasti più forti) Bulaggna la grasa, par chi i sta, brisa par chi i pasa. Bologna la grassa, per chi ci sta, non per chi ci passa. (Adattato ad un famoso verso di un opuscolo di ignoto autore, del 1610; la seconda parte del detto è attribuita ai provinciali invidiosi) As nómina al pchè, e brisa al pecatòur. Si nomina il peccato, e non il peccatore. (Segnalando una mala azione, non se ne indichi il responsabile) La prémma vólta as pardanna, la secanda as bastanna. La prima volta si perdona, la seconda si bastona. La vendatta ed zant an, l’ha i dént da lat. La vendetta di cento anni ha i denti da latte. (Il desiderio di vendetta non invecchia) Par San Lócca, chi ha di marón in splócca, e chi an n’ha brisa as plócca la camisa. Per San Luca (18 ottobre) chi ha dei marroni ne mangia, e chi non ne ha si lecca la camicia. Buone Notizie Bologna mensile. N. 18 distribuito il 1 Luglio 2011 Registrazione c/o Tribunale di Bologna n. 8003 del 01/10/2009 DIVIETO RACCOL TA MIELE! Proprietà: Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna Tel. 051.533106 - Fax: 051.530761 www.virtualcoop.net Redazione c/o Virtual Coop Direttore Responsabile: Maurizio Cocchi Redattore Capo: Marco Negri Ufficio Stampa: Giuseppina Carella www.buonenotiziebologna.it [email protected] [email protected] [email protected] Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l. Via Selice, 187/189 - 40026 Imola (Bo) www.galeati.it Le soluzioni dei giochi le trovi sul sito: www.buonenotiziebologna.it www.buonenotiziebologna.it Progetto Camminiamo Insieme La ricetta del mese Saltimbocca alla mortadella Ingredienti per 4 persone ■ 400 gr. circa di fette di petto di tacchino ■ 120 gr. di mortadella affettata ■ 16 foglie di salvia grandi ■ 200 gr. di farina 00 ■ 1/2 bicchiere scarso di vino bianco secco ■ olio extravergine q.b. PREPARAZIONE Eliminate dalle fette di tacchino le eventuali cartilagini e pellicine e ricavate 8 fettine di dimensioni pressochè uguali. Ponete ogni fetta di carne fra due fettine di mortadella e all’esterno di ogni lato mettete una foglia di salvia, poi fermate il tutto con uno stuzzicadenti (ma senza arrotolare come di solito si fa per gli involtini. Infarinate le fettine così preparate e fatele delicatamente rosolare in una padella antiaderente con un po’ d’olio, girandole da entrambi i lati. Ora, mantenendo sempre la fiamma vivace, versate il vino bianco, lasciatelo evaporare e fate restringere il sugo. Poi abbassate la fiamma, spruzzate con sale fino, chiudete con un coperchio e lasciate cuocere ancora 2 o 3 minuti. Spegnete il gas e portate in tavola: i vostri saltimbocca sono pronti. Oroscopo di Luglio Le previsioni del Mago di Durbio ARIETE Luglio 2011 è un mese caldo, ma voi sarete proprio bollenti. Sarà il vostro spirito di iniziativa e il vostro brio nella ricerca del partner a permettervi di godervi a pieno questo meritato riposo dopo un anno lungo e denso di lavoro. TORO L’estate è arrivata ma forse voi siete stati tanto impegnati nel vostro lavoro in questo periodo precedente da non aver cercato persone con cui trascorrere questi mesi di sole. GEMELLI È il vostro mese! Non lasciatevi perdere tutto quello che l’estate sta mettendo a vostra disposizione e cercate di mettere meno apprensione nella scoperta di nuovi sentimenti. CANCRO www.buonenotiziebologna.it Forse il cielo nuvoloso del mese precedente ha rappresentato il vostro stato d’animo. Luglio cambierà radicalmente le vostre vedute in merito a famiglia, lavoro e amore. LEONE La vostra determinazione nell’affrontare i problemi verserà i suoi frutti durante tutta l’estate e non solo a Luglio. Avrete ancora l’occasione di essere forti e preparati nel risolvere questioni delicate. VERGINE La passione con cui affrontate le cose coinvolge anche chi vi sta intorno. Luglio 2011 è decisamente il mese in cui tutte queste persone ringrazieranno con stile e con sorprese il vostro buon lavoro. BILANCIA Luglio di solito rappresenta il momento in cui tutte le persone iniziano ad adagiarsi sugli allori attendendo la fine degli impegni e il meritato relax. SCORPIONE Non è tutto oro quello che luccica. State assolutamente attenti a tutte quelle persone che vi avvicinano per rifilarvi una fregatura in merito a vacanze da sogno. SAGITTARIO Se sarete decisi nel reagire contro tutte le cattiverie dettevi nel mese scorso, Luglio 2011 sarà il mese in cui girare a testa altissima, visto la forza d’animo che avete avuto. CAPRICORNO Se ci sono persone che non smettono mai di sognare quelle siete voi. Adesso è il momento di mettere tutte le vostre forze nella realizzazione di questi progetti. ACQUARIO Luglio 2011, per voi, porta ancora con se l’aria di una primavera che forse non è mai arrivata: la rinascita sarà in generale sotto tutti gli aspetti (lavorativo, familiare ed amoroso). PESCI I successi che avete avuto durante questi mesi passati è stato frutto del vostro animo pulito e sincero, che ha permesso a voi e alle persone a cui volete bene, di affrontare al meglio quest’anno molto difficile soprattutto in campo lavorativo.